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MEMGBEE
TIPOGRAFIE CALABRESI
COMPILLII

IDA V'II AIPJIAIMBJI,

Segretario perpeto dell Accademia Florimontana , Socio ordinario


dell' Economica di Calabria Ulteriore 2- , Corrispondente della

Reale Accademia Ercolaneae, dell Instituto d Incoraggiamento , e


della Pentaniana di Napoli, dell'Institutn Archeologico di Roma,
dell' Imperiale, e Reale Accademia defGeorgoli di Firenze, dell'Ac
cademia delle Scienze, e Belle Lct_bere di Palermo, della Reale Pe

" loritana di Messina, dell' Accademia de'Zelanti di Aci Reale,della


Cosentina, dellAternina di Aquila, degli Afl'atigati di Tropea, del
Crotalo di Catanzaro , e delle Societ Economiche di Basilicata ,
Principato Ulteriore , e Calabria Ulteriore 1.

CON UN APPENDICE
soma ALCUNE BIBLIOTECHE DI cammua
ED UN DISCORSO
sm.m wxvocnnu mor'wrnmomzsa.

%&@QN'HI 48350
DALLA TIPOGRAFIA DI PORCELLI.

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Non yisum qst hanc editio{lem diutzfusjgtardare , 'cum se


rgectus, ci valetudo me 'asiilzae.,mnanf s'2m's esse p}1u..
ca , qet minus elaborata ,quam. nil:il_pos'tero_: 11-05..
mittefe.lr ',,,
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Jonv. Annonstxs Bonnm.r.ws in liB. dg motibus

' '- naturalibus a gravitm pendehtibus.

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u. GIURISSIIO s:mrou
SIGNOR TENENTE COLONNELLO

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i). CARLO AFAN DE RIVIERA

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CAVALIERE mm. camma m 3. rnmnxuo DEL MERITO , CAVALIERI 'm

DRITTO DELL'ORDINE [HLI'I'ARB m s. GIOIGIO DBLLA mmuoiu: , con


MENDAI'OBE mzu.' 01mm: DI FRANCESCO l. , DIRETTORE GENERALE DI
PONTI , E STRADE , ACQUI: , I FORBS'II! , I! DELLA CACCIA.
I V

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socro m man: ACCADEMIE mar. REGNO, Lu 1as*rmuz.h,,I


a: I

SIGNOR Dmmroma GENERALE

DA pi tempo iva metro medesimo


ruminando come darle un pubblico atte
stato dellosservanza mia, e per le obliga
zioni che le professo, e per le rare gran
diose virt delle quali Ella adorna..

A chi ignota la sua vasta, e peregri


na erudizione, i meriti che verso il regno
si Ella acquistato 00 libri di comune
utilit dati alle stampe, colleinnite ope
re che ha progettato , cominciato, o ese

,guito sotto il felice regime del nostro ama


tissimo giovine Sovrano , fra le quali il
Lazzaretto di_Nisita, il limitrofo porto col
metodo degli antichi rinnovato, e- ingran-'
.

dito , 1 emissario del Fucino dietro i di

Lei progetti in buona"parce spurgat0, le


accorte, e ben ponderate osservazioni sulla
Sila, e sul TaVoliere di Puglia, le ampie

Proseiugazioni operate nelle province, so?


no singolarmente: da ricordare.
_
L amministrazione de diversi rami di
pubblica eco'nor'riit alle Sue" cure afdata ,'

ridotta a quanto semplici altrettanto spe


diti metodi, procedente sopra basi, e re

golamenti. dettati dalla Scienza, e dalla Pru


denZa distesi, resero il di ,Lei famoso no

me dal regnicolo non solo , ma anche pi


dall estero 1i-verito , e appreato.
.\,_-Che Se 1 illustre Palmieri annunzi fra

noi _5agge massime di Economia politica,


ella, Sig. Direttore.Generale, pu andar

gloriosa, qUelle e altre posteriormente esco


gitate ' di aver.. fatto mirabilmente servire
abisogni effettividella patria nostra, non
gode. teoriche annunziando , ma le teori
che alle, circostanze topograche della pe

nisola applicando , onde tutte le spiagge,


tutti seni, tutte le pianure, tutti monti
di essa\ trovano ne di Lei arei volumi

ragionatif progetti di stabilimenti , e ana


loghg; ;niigliorzioni .
-

Questi son fatti e non vane sfumanti


parole : fatti permanenti che solo il suo
vasto illuminato spirito poteva concepire,

e la fermezza del suo carattere persuade


re , e menare ad esecuzione : fatti che

ognuno, "il quale abbia or di senno, pu


da se medesimo vericare.

S"Ella, cirt:ondata da tanti esimii pregi,


guarder con occhio benigno lofferta che le

presento delle mie Memorie delle tipogra


e Calabresi, le quali
versano sulla
storia di un ramo divenuto. omai tanto

signicante. nell industria nazionale , io


sar pienamente soddisfatto del mio Pen
siere ,. il 'quale ripone nellumanit sua, e
ne vincoli del sangue , _che ci uniscono ,

l augurio di felice accoglienza , e prote


21one.

Viva intanto , Signor Direttore Genera


le, lungamente. felice al Governo che lono

ra , a suoi che 1 amano, alla nazione di


1 apPlaude.
Di Montelrone 11 27 Ottobre 1835111}?
fa ' Di Lei
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Divotiss., e Azionatiu. Congiunta


VITO CAPIALBI.

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uando cominciai a raccogliere le notizie


delle staxnperiedialabria non ebbi in mira
che il solo mio onesto passatempo, ne imma

ginava che si potessero. ingrandire a segno da


co'mporne -un libretto; Ma accortomi che mol
te edizioni mi zera riuscito scoprire da nostri
Scrittori ignorate , o non;,"o malamente rife
rite :mi anima_i a. pro_segnirne il lavoro impie

gandci quanti -mezzi pi potei adoprare. Etro


Vandomi nellapriimavera del 1834 nella Capi
tale del Regn'o..:,: a'vuto libero accesso alla 'Re
gal Biblioteca .Borbonica mediante-lantica ,_ lea
le , e costante amicizia del chiarissimo Monsi
gn0r D.Angelo Antonio Scotti Prefetto , ecol

lpmnimoaiacortesia del Chiarissimo Monsignore


1).. Giovanni Bossi Bibliotecario della n1edaesii
ma , ,molte, e varie perquisizioni feci, le qua

li._nonlasciaron del tutto defraudate le mie

speranze.- Fu in quella vastissima Biblioteca


che incontratomi collillnstr'e Sig. Conte D. 7Gae-A
ta,no Melzi, tanto_riputato nella repubblica let
teraria e per la preziosa anzi singolare raccol;
la di rarissimi libri italiani, e per le sue wa
ste- , e peregrine cognizioni, il. quale , forse

Vedend_omi tutte le omattin_e assidixa'mente .oe

8
.
cupato, fu curioso conoscere loggetto di quel
le mie applicazioni. Non mpncai , comera mio

dovere verso di un tanto uomo, sottop0rgli il


piano , e lidea del mio lavoro ; ed egli di
benigno cuore; e affabilit urbanissima dotato
mincoraggi a proseguirlo, e sollecitamente
darlo alla luce, come cosa che avrebbe otut_o

Ineriiarecolmpati-mento dagli eruditi amatori


delle patrie istorie.Jlimicomlo che il dotto Si
gnorConterappnseptajndogli io la:grettez del.
le tipograealahfgai; , e lediieol;t di me
nate;mjxlmibilewtato la intrapresa mompila- I

zioue:bbea dirmi: au vero: avrete un ristret


?1;o oampodaxcoltiyaie , ma sar sempre un
mgoire. insulto ,- e:intatto: e poi non fu la

numtla,classica terra, quella, da minuti la pri


iqu'a ediziohe>ebhiicamel 1475 .? n

-I

eCOHSS_O<QIBO allra igho_rav questo fatto,

elle! poscia. NI'-ilillli profonda opera di Gio_


van_.Betnnia= Bossi Anhal. v15!'ebremTypogra
phioon.,Shcizl. XV.- Parmae i795. Cont'ortato
mlun'guexlh taleegvegio' letterato continuai il
la'M.che comunque sia, ora espongo al col
gi bblic0. " I _
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<8_I

iii che-taluno. accigliatamente riguarder que


att,miaeliIiagine perch nel primo Secolo della
stampa, valqu;mtodire nel-secolo XV, poche

edizioni potei prrisentavealmio lettore, lo pre


g'riettere le triste circostanze, in cui per quel

la stagione si trovarono le nostre province espo


ste continuamente alle nioltiplici istantanee
invasioni depretendenti del Regno tragli-Am

gioini, e Aragonesi , alla irrequieteiza de' Ba-


roni, e a disastri che le rivolte spesse delle
citt richiamamno sopra gli abitatri, i quali
lungi di poter pensare alle lettere, eallistru

zione-, cercavano il mezzo come diminuire i

disagi , e le inquietudini.
Ci non, ostante sar mai sempre glorioso
per la,Calabria aver prodotto co torchi Reg
gini la prima edizione ebraiCacon certa data,
indicante il giorno 10 del mese Adar dellan
no 1475 , qundoalnio Ipi antico libro, ebrai
co conosciutonon usc dalla stamperia di Pie
ve di Sacco nelPadovaxio, che.nel 28 del me
se Tamuz; laonde dalla Reggina per ben quat
tro mesi vien preceduto. Ben quindi-pronum
cia ilRossi sopra lodato: Hic ergo edilioni;
quaa,antiquitatis palmam reliquis oinm'bus prae
ripit heb. '\gyp._=pn'matus deferendws iam est ,;

kicque, liber prw=p'rimo haben-dus certe hebrai


ce )iinpresm ( operafcitata; 'fDisc. prelimina
re.'
< i..;.
_vl'
Similmente ire airni dopo nel 1478 due edi
zioni em,ana'vono ;dalla stamperia Cosentina ,

cio iDialoghi sull immortalit dell' anima di


F1ate Jacapo Camfora Domenicano, e la De
scrizione della Sfera in ottava rima : e altre
due ,\ quantunque senza data ,'- "ancor le credo 4

edite. nellanno, luogo 'Stesso , e sono le Faf


vale di Esopo tmsportate in volgare da Mad
straFacio Czgjf'arello da Faenza ,' e Tre 'Nenie '

Per la morte! di Enrico di Aragona glio di Re

Alfonso , che 4rovavasi Luogotexiente , e Gol

IO
vernadore delle Calabria , avvenuta alli unde

ci maggio dell istesso 1478.


Si forzato correre no agli estremi decen

ni del secolo XVI per rinvenire di bel nuovo


larte tipograca in Calabria. Di "Cosenza - ne

trovo le prime edizioni nel i587 , e di Reg.


gio nel 1595..

Il'l.iz_ 'zJ/rmn-o

-.

_ .>;

-*_"Il' secolo XVII poi fu_ pi ricco di tipogra

che oicinestabilite nelle nostre province.


Oltre quelle di- Cosenza , che quasi per tutto
il secolo incessantemente travagliarono , in Bega

gioxben altri-quattro tipogra in varie epoche


vi tennero i loro torchi'.

Giozdacopo Mar

tini in S. Niccola di Vallelonga, suapatria;


Portate_lanno,|4 lestampe fece; pubblicare

un volume di Consigli Legali. I PP. Dome


nicani De Sanctie,m'Lembq fatti venire in Se
riano i tipi.-,:n.Mich-a, e_ libri di piet e CI'O-4
niche stampazo'ho. nellistessa santa Casa di
Domenico;lagli anni. 1665, e.1666. Gli stam
patori Gigiambattista Russo dal 1635 al 16 3,
efDqqxco AntoioFerrb dal 1666 al i 69
ammala di. loro ofcina tipografica in Monte-4
li,9;ti, molte non dispreggevoli edizioiriman-

'

_f'illa luce. Finalmente Monsignor Gio

; _ 'Jcopo Palemonio Vescovo di hlart0rqno,


che ssata aveva sua dimora in Scigliano,por
tate le stampe da Roma nel

1680, le- tenne

nellistesso .suo vescoval pulagio per tutto 'qua=


si*il 1692 sempre occupateall\irnpressione di
varie sne operette , delle quali ben _quattor-.
dici volumi ne son venuti a ernia cognizione.

u
Ninna sicura, e certa memoria ci resta del

le tipograe Calabresi nel secolo XV III; n sa


prei indovinarne la causa onde le medesime

furon dismesse , se non vogliasi ritrarre dalle

vicessitudini politiche ,' alle quali fu esposto


il regno ne primi lustri di tal secolo, e dalla

nuova forma data allo stato dallimmortal Car


lo III di Borbone , in virt di cui riconcem
trate nella Capitale le. case magnati'zie, e iBa

roni - pi doviziosi del suo dominio , le provin


ce andaron soggette a sensihil diminuzione di
trafco , e rigiro di Capitali , e a"non piccol
rallentamento , direm cos, di Spirito munici
pale , e parziario; essend0si tutta la nobilt,

e il ore della nazione agglomerati attorno al

trono. Che che ne fosse lorign vera di tal pri


vazione sta indubitato che le Calabrie non vi

.lero nel tempo , di cui parliamo, ofcine tipof


grache, e qualche edizione, che col nomadi
-Coenza, o di Polistina vedesi insignita, ripu
-ta_r la dobbiamo di data nta, e in Napoli un
pressa.
4 ,

Recher forse gran meraviglia la scarsezza


delle edizioni da me originalmente viste, e 05

servate , specialmente quando si leggera che


delle principi , e quattrocentiste ne dovetti tra
scrivere i titoli dallEchard e Quieti, dal Mait

taire, e dall Audifredisenza mai averle potur


to rinvenire nelle citt, e nelle province, ove

furono impresse, e che talune riguardanti Coi


ae_mza le copiai dal Catalogo, che il mio egre
gio amico Signor Andrea Lombardi pose a stam.-

12 nel .i181vl6,
A 16 con molte aggiuntioni' riprOd'us
pa
Se in Potenza nel 1828.. Ma se considerar vo

gliamo "c'0me nellespulsion degliEhrei iial-rea


gno, avvenuta nel 1510, facilmente costoro Por

taron seco i caratteri, i turchi, e gli altri or-

degni delloicina, che in Reggio avevano aper


to:, ei Volumi gi impressi, i quali accendo
'l uso del, tempo in picco'l numero dovettero
essere tirati,- anche per lo rie5so di ess'er libri
a" soli loro nazionali riguardanti: se si volge
lo sguardo alle continue incursi0ni, e arepii*
ceti saccheggi, e incendj che i pirati Turchi

commiser,o_ nella citt di Reggio nel volger del


secolo XVI , da quali non fuma perdonati nem
meno i Conventi ;Monisteri ,"e le. ChieSe ',

e violati nancheieennero gli stessi sepolcri;


senalment'1siebnsideri il agello dellape
ste che nellyi4'oi'miseramiante spopol quella
citt ,"eigfli'fpessi scuotimenti terrestri che
pi aqe'lfliegli ultimi secoli 1 adeguarono al
suolii=rto Che cesseranno le maraviglie ,y e

sirhconverr. che pochissimi volumi poterong

'stfe dal'chmunetecdidii1.

f ' "1 "- '_

riguardo alle opere divolgate- in altre cili


Calabria la condizione punto migliore.
Gibutinue mutazioni di I governo,i le guerre de}

le armate Francesi ,' e:A ades che _perlun


ga serie di anni resero le lab'rie spettacoli}
'So teatro di belliche operazioni sul nire del XV,

e principio del'XV1 secolo:- orrend'i- spessissi


mi tremuoti Che or lima f,or-lfaltra contra
da di questa bella, lefv=aga*regione distrusse


r
ro,fra_ qualigson da ricordarsi quelli del 1638,
1648 , '165g, 91738 , e 1183 il piffunesto, e
generale : -la "r'g'ri'a. 'espulsione d,f Gesuiti,

da lOro Colle'gi di Cosenza ,\_.Beggi0., Catanza-


ro , Montelio'ne , Tropea , Amantea , e 'Paola
(avvenuta nel 1764 : 1 altra non men tris_ta ,,
e generale de Frati, e.Mpna_ci dallintera Ca

labria Ulteriorf-gttq il?gello" del 1783 ,


e 1 annientamento delle loro vaste", e pregio
se biblioteche , singolarmente di quelle della

Certosa di S._ Stefano del Bosco, dePP; Pre:


dicatori di Soriano, e di Cosenza, dell ACl1l?

man'drital Mdnistero Basiliano di S. Giovanni '


Teresti di Stilo, de Capuccini di Reggio , Mon
telione , Nicastro, Catanzaro , e Cosenza , e
tant' altre delle quali in miglior luogo pi _a

lungo parler (i), fecero dissipare, e perdere


moltissimi di quevolumi che erano statLdalle

nostre tipograe divqlgati;


E vero che nel r'itornamento de Frati, av

venuto nel 1796, buona porzione di libri f re


stituita a risPettivi Conventi e Monisteri ria
perti; ma quegli stessi frantumi andaron poi mi

seramente dispersi nella soppri:ssion del 1809.


Il cumolo di tutti questi dolorosi eventi con
ispecialt sulla Calabria Ulteriore (nella quale

io scrivo) piombati, produssero che difcilis


simamente alcune delle edizioni Calabresi con
istento , e assiduit non ovvia, avessi potuto
rinvenire.
x

(1) Vedi 1 appendice in piedi di queste memorie.

iA'cennati motivi debbonsi aggiungere gli


altri! della taciturhit quasi - totale de nostri
Scrittori patrii sull articolo Stmrie, e che

quando anche qualche libro sortito ldalle'no


stre ollici-ne citarono , lo fecero sempre cos
alla carlona , e senza la dovuta attenzione, or

variandone il titpldt,or mutilandolo , or dal


latino nell italiano; eor

taliano nel la

tino volgendolo' , spesso tacendo , o erratameute


riferendo il sesto che'diiqil riesce comprender
ne il vero.. Testimoni ne siano la Pantopologia
Calabra dell Amato la Calabria. Illustrata,

e la Santa del Fiore", le note alBkzrvi-.-di Mon


signor Aceti , e gl istessi Scrittori Cosntini
del Marchese Spiriti, e la Bibliotheca Calabra
del Zavarrni , nelle quali due ultime opere ex

professa di materie biografiche e bibliograche


si_ ragiona. Le quali cose tuttetidimostrano,
lettor cortese, gli ostacoli che nel mio lavoro
ho dovuto superare,se non valutabili in rap

pq'rt al merito della compilazione, certamente


astiuse in quanto alla ricerca , e al rinveni
mento dell' edizioni segnate.

f \H
[Ne voglio tacere lignavia di taluno posses
sore di qualche edizione, Calabrese, che misti
'camente si rifiutato di mostriarmela, nonostan

te che gli avessi promesso di pubblicarle come


presso di lui esistente. Ma che fare! . . . Ci
son cervelli, di tutte le forme , e convxene
compatirli.
.
-

Nulla ho motivato delle Stamperie per-or


dine del g0verrio stabilite dietro lorganiz;aamone

15
del sistema amministrativo nel iog_,' ini'Co
senza ,e in Montelione; e dopo il 1817 ;> in

Reggio, e in Catanzaro. Queste ofcine furon

conSegenza di disposizioni governative ege


nerali , e pochissime- edizioni han pubblicato
per essere tutteoccupat dall impressione de-_
gli atti del governo e delle carte alle autorit
loali necessarie; mentre le altre, delle quali

ho parlato, fur0no il prodotto spontaneoc'll'


culti e nobili spiriti Calabresi.
I 1
E siccome nelle presenti mie memorie ho
dovuto servirmi spesso dell autorit degli scrit
tori per conferma delle, asserzioni avanzate;
cos per non incorrere in nojose ripetizioni,
resti da ora avvisato, Che quando citer il Baffi

intendo 1 Opera deguntiquitate , et sita. Ca


labriae.

\
"
LAceti intendo - notae i_n Barrium

Il Fiore. . . . . . . . -. Calabria illustrata , e Ca


-;
\

labria Santa.
" =
Il
Maraoti.
.
.
.
.
Croniche
di

Calabria.
Il Toppi . . . . . . . Biblioteca v1Vapolitana. "

Il Nicodemi . .>.- . Jggiunzioni alla Bibliote


ca del Tappi.
I
Il Seria . . .

. . . Memorie degli Storici Na

"
politam'.
Il Chioccrello .. De lllustribus=Scriptoribus.
Il Tafuri. . . . . . . Scrittori del Regno di N
poli.

- L Amato. . . .

. Pantopologia Calabra.

Il ZaWarron-i . ..'. Bibliotheca Calabra.

Lo Spiriti . .
-

Memorie . degli Scrittori


Cosentini.

16

L Alitto

.1. . .l Memorie degli Scrittori del

" '
Regnozdi Napoli.
.a
_ Il Signorelli . . . . '.Coltur:a delle due Sicilie;
Il Lombardi . . . . Discorso sulla tipograa
>

.
_ Cosentino.
. . -

Il .Giustiniani . . . Saggio sulla Tipograa del

1
.

Regno;giacch le altre
-

sue opere saranno c:tate

" con indicazione parti


colare.
Accetta adunque, lettor cortese , di buon
grado questo lavoro sulle Tipograe Calabresi,
al quale troverai annessa un Appendice su al
onne Biblioteche della Calabria, ed il discorso,
che sulla tipograa di Montelione, mia-diletti's

sima patria , lessi gi agli Accademici..F-lori


montani nella tornata de 20 novembre 4818;

e sappi che non Amancher di sollecitamente


allestire le memorie che*sugli.Ebrei, sullla di
loro dimora , ed espulsione da queste provin

ce mi trovo di aver gi raccolto in grazia. della


prima edizione ebraica da essi procurata in Reg
gio, le quali devono soltanto essere ra'azzo
nate in modo onorevole, e degno di presen
tarsi alla ta erudizione, e cortesia. Ti prego
nalmente di con'donare se cosa meno degna

de tuoi lumi avessi in qdeste lucubrazioni in


serito, comecch dal mio circoscritto talento

prodotta. Quod si isthaec piena iucunditatis,


dignitatisque4 a me suscepta exercitatio nacta_
esset ingenium praestans , ac magnum" quasi
pingue aliquor_l solum, dc fertile quanto abe

l
riore illa fructus dedissetl iSed quoniam incZ
dit in meum jejunum , ac miserum , accidit
illi quod semini optima in segetem deteriorem

dato , quod non sua vi, sed agri malignitate


degenerat in aliquod a sua bonitate alienum.

illud certe optandum est, ut feliciori quam ego


sum, ortis ingenio hanc Deus mentem iniiciat,
ut aliquot simile monumentis, ac literis man
dare costituant.

18
_
v
. .
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u,n-'.yc
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afafd'i
IQZQ
3.a .-'..a*ba.35 uAQ.3LJAl.a3a"..ahiAi.s
1

REGGIO.

In quest antica , e illustre citt posta al

1 estrema punta d Italia'di rimpetto allaSi


cilia vide sua luce la prima edizione Ebraica
nel mese di Adar dell anno 5235 della crea

zione del Mondo, vale a dire tra il febbraio,


e marzo della era Cristiana anno 1475; Fu des_

sa il Commentario al Pentateuco di Babbi Sa


lomone Iarco impresso da un tal AbramoGar
ton gliuolo di Isacco , del quale niun altra

notizia mi riuscito raccogliere} E sebbene


nellistesso anno si fosse stampato in Pieve di
Sacco terra nel Padovano il Babbi Jacobi Ben
Ascer Arba Turim , ch la pi antica delle
' altre edizioni ebraiche conosciute , pure desse.

trovandosi impressa collaudata del mese Tamuz


per quattro mesi posteriore devesi riputare.
Nel 1601 stamparon in Reggio Flavio, e Fla
minio Bartoli. Devo confessare per che luni
co libro riferir nel seguente catalogo quello
che ci da tal Conoscenza, e che io lho nota

to , n0n senzadubbio , se alla nostra , o alla

Modenese Reggio si,appartenga.


'

Sicurissimi poi

Siamo dell\edizioni uscite

da turchi de quattro seguenti tipografi del se


colo XVII, iquali, come molti di que tempi,
da un luogo all altro si trasferivano per eser

.
I
citare la loro professione nelle
citt, ove rinveg
nivano lavoro.
_
, ' ' '__
Giacomo Mattei , stabilito,in Messina dal
1647 al 1665 , stamp in Reggio nel 1646. i
Domenico Antonio Ferro Montelionese , il
quale dalla capitale del Regno and in Soria

no nel 1664, e nel 1666 venne-in Montelione,


pass in Reggio lanno 1670, e in detto anno,

e_ ne principj del seguente impresse due opere


del celebre Giov: Alfonso Borrelli.
Giuseppe Bisagni, che rinvengo avere stampa
to molti anni in Palermo, Messina, e Catania,

pose il suo t0rchio in Reggio nel 1673.

Prospero Vedrotto viesercit la sua profes

sione nel 1676.- Tutti questi tipogra furon


ignoti a Lorenzo Giustiniani , f mio buon ami
60 , peroni niuna menzione fece di Reggio nel
suc; Saggio sulla tipograa del Regno di Na
L.

p 0 Nelle
due Sinodi celebrate dallArcivescovo

Matteo di Gennaro neglianni 1663 e 1672 si


leggono in fatti canoni circa la impressione ,.
e vendita de libri. __

In quella del 1663a11a'pag. 6 si legge: Ca


ve'ant item bibliopolae , et librarii rie sub poe
na amissiqnis librorum alla moda libro: ven
dendos exponant, nisi prjts indicemlibrorum
ostenderint, licntiam'que a nostro Vicario Ge
nerali obtinuerint; e nll altro del 1672 titi
15 de haereticis cavendis , et denunciandis ,
eorumquelibrisnbn legendis , neo retinendis
nel S. 7. si ordina : -Bibliopolae VCIO, qui men-g
I

20

dinarum tempora pro.libris vendendis ad bano


urbem , del ad aliquem diacaxis;klzosrae l9
cum ad artem librariamererceridm accesse
rint, eos venales minime exponere a_udeant n'isi

prius librorum indicem a Generali nostro Vica

rio recogm'tum , et subscriptum habuerint ;. e


nel 5. 8. Libros tam prqfanos quam etiam sa-
eros, et quocumque nomine nuncu entur, gran

diores , vel parvos nemini excu ere , aut ex


cudifacere liceat . . . . . nisi prius nostra ,
vel Gen. nostri Vicariifacultas in {scriptis era
rjata intercedat; e vi furono stabiliti per Re
visori de libri il Reverendo D. Francesco Mi
lea Parroco di S. Giorgio de Gulpheriis Pro

fessore di Sacra Teologia , F. Jacopo Squilla


.ci Maestro di Sacra Teologia dell ordine de
Predicatori .
_
.'
Di )altri impressori, che in Reggio avessero
lavorato , o di altre edizioni all infuori delle

notate nel catalogo, non mi riuscito racco


glierne notizie, non ostante che avessi consulta

to varii miei dotti amici Reggini , e i libri ,

e mss. storici di quella citt, quali sono: ,Gio:


Angelo SPagnolio deliebus Rheginis: Zucal
de antiquitatibus , ct- gloriis civitqlis Rlzegnae:

Francesco Sacco Memoriae: TeganilV/emonqe:


P. Gesualdo_ da Reggio Chronicon Iiheginum
tutti mss. Politi Cronica. di Reggio. Messina
1617. Morisani Marmara Regina : lo stesso De

Protopapis , e altri. Solamente nel Cronico

delle cose memorabili di.1eggio mss. del Ca


nonico Demetrio Nava, nch visse miocor

--

-l -

'

testiC amico, intagli anni 1646, e 1673 vis'5hp

cen'nat'e le.Po.sie di Gio. ML Mari Angelica:


e la Sinodo di 'Monsignor di_ Gennaro , e il
dotto cronista credeva nonesservi stata altre
volte la stampa nella' di lui patria. Io per -,

comedal seguente catalogo si rileva , dimostro


che ben sei differenti tipogra Vi tennero of

cina impressoria , eche anzi Reggio fu la


prima nelle Calabrie ad aver la tipograa , e

la prima del Mondo poi a possedere la {Stam


peria Ebraica , circostanze , che , se non 'va
do errato , tutte all illustrazione di essa- citt
non solo , ma dellintera Calabria cospirano.

sar questo un testimone della mia'aezio


ne per 1. illustrissima citt di Reggio , nella
quale ebbero i natali e la mia tenera, e'bu0
na moglie Maria Teresa , e il mio diletto co
gnato Etto're Capialbi , e dove lafamiglia. Ca
pialbi per circa dieci lustri fece dimora, con

giunta co vincoli della parentela alle nobili,


e titolato famiglie Dainotto , Solari , de Bla
sio , Pellicano ,_ e Ca_ravaglio , occupando di
stinto Posto fra di esse , careggiata , e amata
dalla Nobilt, dagli Onorati, e dal Terzo Ceto

di quella magnica
citt.
_
v

i 14751-.

A;

tlens's.
f;;\.

t.i"
la

1. R. Salomonis [archi Commentarius m

Pentateuchum ( in fol. min. ) Regii Calabriae


_anno majoris Judaeorum supputationis ab O.

C. CCXXXV. Christi| MCCCCLXXV. >".

22

_
Tolgo questa prinipe, e forse unica edi

zione stampata in Ebreo Pe' tipi Reggini dalla


erudita opera di Gio: Bernardo deRossi An
nal: Hebreo-TyPographicorum Seculi XV. Pars
I. Editiones anno insi'gnitae. Parmae 1795.,
e siccome difdo di poterne dare una descri
zione pi completa di quella dellistess dot
tissimo annalista , cos credo far con grata
a miei lettori qui letteralmente. trascrivendo
quanto quegli nel suo non ovvio libro ne puh- .
blic. Paucis abbina annisya nobis dete'cta ex
tremaeraritatis editio bibliogfaphis hucusque
omnibus, Judaeis , ac Christianis ignotissima,

primaquf: hebraicarum, quae certam anni no


tam praeseferunt. . . . Integra constat pagi

na, -ac quaelibet pagina lineis 37. Gharacter


in toto opere unicu, isque rabbinicus , rudis,

singularis ad hispanicam , val orientalem for

mam dgectens. Quaedam literae . . . . du


plicis , ac diversae sunt formae ,_sed quae di
latentur nullae, ac lin'earum spatium si quod
vacuum s erest binis velati virgulis ,- vel li
neolis exp etur, qitibus, et diti0num compen

dia indicantur. Hinc initiales, vel majores lit


terae nullae , nulla in foliis numemmm di-
stinctio , nulli CuSt0des, nullae signaturae. Sae

pe librorum , vel sectionum lituli, vel prima


verba omittuntur, ut majoribus, ornatis ue
litteris supplermtur, reliqi iisd_em minori us

typis , ac plerumqur; s'ub nem praecedelllis


sectionis excusi sunt. Singularis autem_ est ma.

dus quo exprimitur sigla inqabilis Dei nq

23

minis binis enim lod tractus quidam additur,

qui figuram Y exibet. Nostrum hoc exemplar


lzucusquesunicum incipit Gen. III. 5. Si duo

tantum , ut videtur. folia dehciuntrcostapgit


editio foliis 115 ,_ si tria 116. Integerjrimum

aliud quod paucis ab hinc mensibus felicissi


me erueram , adversu caso , unegligen-tiaque .
ut opinor, latoris, dum cymba vehebatur, periit

in Eridanum , ut omnia suadent demersum.


. . . . . . Absolvitur Deuteronomium verbis: t

Fuvzzus zsr mump 1:1" ABSOLUTUS SIT LAI/S Dso


MUNDI ; fusa ue poetica epigraphe, quam ope
re pretium
ucimus integram . sistere non in
quator, ut in codice sit , sed in binas tantum

modo columnas commodius distributam.


Finitus est Commentarius legis,

Quo Rdscius eam exposuit ,,


Et in qua est lumen

cunctis liis Abrahae.


canam carmen Dea

J;

Bupi liberatori, ac redemptori ,


Qui dedit sicut haec
'
In corde Abraham.
Ego religionem amare complexus sum s

Ex corde eam desideravi


Quaesivi, et investigavi
Q

juxta modulum Abrahami ;

Verum obstitita velfrustavit me tempus.


Perquisivi opus arti/icis
Auxilio quod largitus est
Deus Abrahamo"
In loco institutionis meae

24

Libros conscripsi ,

Et ecce. illos absolvi


_\
In gratiam seminis Abmhae. i
opera eorum forte

Bibam de flumine fortitudinis meae


Defatigantis' me , et forte

.
l

Erit sic Abrahamo.


Qui vides lege , et ne

i
.

'

Ponas libms meos in nikiluin, vel despiciah


Quonia/n quod in iis contaminatur
Non est ex parte , vel culpa , Abrahami. l

An non est hoc ex parte, vel culpa, componentw


Qui obscuravit lucem ,
Iram , et indignationem
Adduxit super Abraham'?

Opem , vel medelam feret


Si videbit, ne respiciatis
Ad illa , vel cum illis veniant
Ex latere Abrahami

Ad montem domus praefecti

Confugiant libenter, et sollicite.


Ego filius Garton
Filius lsaaci Abrahamus

In Regio urbe ,
quae secus maris est situ
In fine calalzriaea
Ubi peregrinatur Abraham
Anno o. c. quinque millesimo
Ducentesimo trigesimo quinto

Die X." Adar postremi mensis


juxta supputationem Abraham.

quae epigraphe 48 versibus componitur mi

25
noribus , seu incisis, bel 12 trimetris quater

nis costantibus membris , quorum tria priora


eumdem servant rythmum , postremzun perpe
tuo terminatur nominev {ypographi. Verbis per

quisivi Opus , studium indigitat in hac asse


uenda arte a se impens'u'm , utiturque voca
ulo scribendi pro altero imprimendi necdum
inventa, et adhibito , uodprimos illos Judaeo
rum typograph05, ut atius fodere consuevisse,
pluribus olim exemplis ostendimus. Sic libro

rum nomine nostrae hujus editionis exempla


intelligit , nec enim ulius alias l'iber' ab hoc
arti/ice , in km; urbe , ,hisce t_ypis extat ex
cussus.

Questo Commentario vien ricordato da.Rab

bi Azaria nel Cap. 56 dell opera in cui delle


lettere Sarparitane discorre presso il Montfau

con Palaegraphia Grae6a' faec. 123. Rabb


Sizlomon Jarchi in Commentario ( vocat) li
teras magnas quales describuntur in amuletis,
et monetis, ut solitum est apud Cuthaeos, si

ve' Samaritanos (1).


In Reggio vi abitarono da lunghi anni gli
Ebrei,

e una porta della citt f. nominata

Porta della Judeca, perch prossima al ghetto


degli Ebrei. lo ho certa memoria degli Ebrei
in Reggio nel XIV, e XV. secolo, come espor
r nelle Memorie degliEbrei di Calabria.
(1) Per le altre edizioni del Commentario di Babbi Sa
lomone Jarco posteriori alla nostra, cio la Bolognese 1482,

dell Isola di Sora 1490, e di Lisbona 1491 il curioso let

26

1595.

_<

2. Synodus Rhegiensis anni 1595 - Bhegii


1595 in 4.
.

>
_
.< Cos riferisce questo libro il Mongitore Bib.

Sicula facc. 38 avendolo tolto dal Catalogo


della Biblioteca:Barberina , dowancha: io 1 ho
confrontato. Dubito fortemente per che non

alla nostra Reggio , ma a quella del Modene


se si appartenga , 'giacch niun motto ritrovo
negli scrittori patrii di questa Siodo Archi
di'ocesana del 1595 , neanche nel mss: de Re
bus Rheginis di Gio: Angelo Spagnolio Arci
diacono di quella Chiesa, autor sincrono, che

Visse dal |573 al 1643 , e prosegui la narra


zione delle istorie Reggine no al 1642, come
dal cennato mss: si rileva. L< Ughelli per al

tro nemmeno cenna tale Sinodo ne" Vescovi di


Reggio di Modena.
x601.

3- Statuta Generalia , sive decreta Fratruum

lertii ordinis S. Frdncisci - Rheg;ii' apud.Fla


vium , et Flaminium Bartoli 1601 in 4.

riportato dal Mongitore Bib. Sic.fac. 335


come opera fatta. Pubblicare da Gio: Battista
Provenzano di Trapani, allor Ministro Genera
tore riscontri De Hebraicae Typogmphiae initiis, ac pri

mitis , e gli Annali sopracitati del profondo erudito Gio


van Bernardo de Rossi.

le del 3. Ordine. Non.avendo visto il libro?


e non con'oscendone altri di_questa data,_resto
in dubbio se alla r_wstra Reggio, o _a_llaltfa"-di
Modena appartiensi. Non devo dissimulare che
nel i591 stampava in Reggio di Modena un'

Hefcoliano Bartoli come si rileva dalla Biblio


teca Volante del -Cinelli art. Zinano Gabriel

lo. 10m. 4, f'ac. 387.; e Flaminio 'Bartoli stam


p ancora ivi nel 1628. (V. Cinelli Bib. V0

lante t. 4. facc. 313) il Funerale poetico nel

la marte del Conte _.Gio: Toschi;

1614.

e
4. Synodus Rhegensis anni 1614. Rhegii
1614 in 4;

C0110n0 le medesime Osservazioni fatte alla


Sinodo
del i 1595.

.
1646." "?l"lfl!'f,
5. S_ympkonia sacrae lectionis, sive libellus

de reeta sacrarum diciyonum prolatione. -Iihe


gii_typis Jacobi Mattaei 1646 in 8. - 4
E del P. Giuseppe Taverna da Camerata Ca
puccino, e-vien notato nella Bib. Sicula Tam.
I fac. 376.11 P. Waddingo Scriptores Ordin.
Minorum , che per errore la riferisce col Mes
sar;ae, dice lautore della. famiglia Berna; ma
il P. di Genova nella Bib. Capaccinorum al

1 edizione Messinese riunisce la nostra- Reggi


na, una Perugina dellanno stesso, e 1 altra
Milanese del 1657 .

18

l 646.

6. Le bellezze di Messina rappresentate nel


la predica della lettera , che le serisse la gran
Madre d1ddio, er l" anniversario solenne, che

si celebra a 3 i giugno nel Duomo di illes


sina lanno 1646. Reggio per Giacomo Mat
tei_r46 in 4
- -'
E di Lodovico Protospataro Palermitano chie
rico Regolare Minore , buon oratore di quel

la stagione. V. Bib. Sicula t. a fac. 23.


1646.
.

i"

7. Poesie liriche di Gio: Maria Mari An

gelica. In Reggio per Giacomo Mattei 1646


in 8.

.: '

'

'Il dotto e n che visse mio buon amico De


metrio Nave Canonico della Metropolitana di
Reggio ricorda questo libretto nel suo Croni
co delle cose Memorabili di Reggio , e dice:
v
333883.

In questo anno ( 1646) eravi in Reggio la


stamperia. D. Giacinto Plutino tiene un li
bro in 8. titolato: Poesie liriche etc... L Au
tore imitatore del Petrarca, ma non vien
notato da nessuno" de nostri biogra. Forse

le sue poesie per_ch stampate in questulti


mo angolo dellItalia non ebbero spaccio .
.,,

9
I 6700

8: De motibus naturalib_zls a gravitate pen


dentibu; liber Jo: Alphonsi Borrelli vin Aca
demia Pisana Matheseos prqfessoris- Regio

Julio. In Ocina Dominici Ferri 1670 supe


riorum permissu in -4.
Giovan Alfonso Borrelli disgustato dalla To

scana per le ben note-letterarie questioni col


Viviani pass in Messina , e quindi in Reggio

(poich si crede la sua famiglia essere stata


di S. Agata piccola terra prossima, a Reggio ,
e aver posseduto in quel territorio, com al
tres1 incontrastahile'essr:r nato in Napoli' di

cendole egli stesso nella dedica di questa ope


raal Marchese di Arena: {Tu ipse es. qui pri
mus in prqeclara urbe Parlenopea , usa PAREN
TE, societalem...) per affari dom'estici, ove mi

se a stampa questa opera , che dedic a D. An

drea Concublet Marchese di Arena. Il Borro]


li era uno dellAccademia , che si riuniva in
Napoli nella casa del detto Marchese, in cui
orivano il Caramuiele , il Cornelio, Ciccio
dAndrea , il Capua , il Porzio ,,e altri illustri

letterati di qxfel tempo. Questo libro , del quale ne, possiedo un bellissimo esemplare, di
facciate 566 , con altre otto in principiopche

servono per lantiporta, frontespizio, dedica,

e un breve avviso , e altre, sei in. piedi che


contengono lindice de capitoli. In esso il
Borrelli tratta de modi, e delle} velocit, con
cui i corpi gravi di varie consistenze, moli, e

.30
gure si muovono nel vacuo, e nevarii mez

zi uidi: annunzia, e scuop're molti nuovi


principi didrostatica, idraulica, e meccanica
no allora sconosciuti, e poscia da tutti. ge
neralmente ricevuti, e ammessi. Bene dunque

questo libro con 1 altro de' vi pefczqssionis si


reputano, come una preparazione a quello che
si pubblic postumo De Motibus- animalium, i
quali ripongon0. il Borrelli frai migliori ma
tematici ,_ e sici del secolo XVII.
1670.

9., Historia , et meteorologia incendii Aetne


anni 1669 Jaan. Alphonsi Borrelli in Acacie
mia Pisana Mathe.res Prqfessoris - Acces'sit
responsio- ad censura: Rev. P. Hanorati Fa
bri contra librum auctoris ala-vi perCussionis.

Regio Julioi In' Qicina Domiriici Ferri 1670


in 4.
.
,
_ Trovandosi in queste parti il Borrelli fu in
caricato'dal Cardinal de Medici, e da"Errico
Holdenburgh Segretario della Reale Societ di

Londra di scrivere un esatta narrazione dell ac


caduto famoso incendio del 1669- Egli quindi
'f una topograca descrizione dellEtna , bre
vemente riferisce gli antichi, e recenti incen

di', e si distende sull ultimo : pondera tutte


le circostanze , esamina le materie vomitate dal

Mongibello, e'si dimostra in tutto penetrante


osservatore della natura. Il libro di facc. 162
numerate, oltre una in piedi perpgli errori,
e altre sei per l antiporta ,' frontespizio , de

31
dica ,' e indice Dopo dellindice vi un ra

me colla scenograa dellEtna incisa da un tal


Francesco Dania , o Donia. La dedica diret

ta a Carlo Ventimiglia Conte di Prades depu


tato del regno di Sicilia , da Messina a l di
cembre 1670. Facciate 124 sou0occupate dal

listoria, e le rimanenti comprendono la rispo-_


sta al P. Fbro. Nella mia biblioteca avvene
un bellissimo , e margin0s0 esemplare. Vegga
si per quanto alle opere del Borrelli il Bar
bieri Notizie Istoriche de Mattematici, e Fi

loso del Regno di Napoli pag. 139 e seguen


ti. Da una lettera del nostro autore scritta al
Principe Leopoldo sappiamo che egli non aveva
ancora cominciato a comporre la presente sto

ria nel maggio |670. In altra lettera scrive da


Messina a 21 febbraio 167l' a Luca Porzio: tra

pochi giorni sar nito questo libretto del mio


Mongibello, al quale,vi aggiungo una breve
risposta al P. Fabro. Da un altra de 17 mag
gio 1671 al Porzio stesso rilevasi che il Bor
relli si augurava' che lopera sua fosse',gi per
venuta in Roma. Quindi sebbene la data del

la nostra edizione fosse del 1670 , pure vi luo


go a sospettare non essere stata terminata pri
ma del marzo 1671.
i 673.
\

' IO. Constitutiones secundae diocesanae Sf

nodi ab illustris. , et Reveren. Domino D, Mat


thaeo de Januario Patritio Neapolitno Dei,

et Apostolicae sedis gratia Archiepiscopolhe

32

gino , Bovae Civitatis Comite,, utili domino


terme CastellaLii de Consilio Majestatis Ca
tholicae , et S5.pDomini nostri Clementis Pa
pae X praelato domestico, celebratae diga VIIl,
IX, et X mensis novembris anni 1672 cum
scholii; , sive annotationibus decerptis ex sa
cror. Canonum , legum imperialium , bullarum

Ponticum , et Sacr. Congregatidni; recentio


_ribus decretis illustratae , et locupletatae - Bhe
gii in Archiepiscopali palatio ex t_ypographia

Jo.gephi Bisagn.i 1673 superiorum permissu.


E un volume in folio di facciate 52 , oltre

di molti altri fogli che contengono lindice


nellesemplare da me visto in buona parte manl

cante, perch lacero. Altre zo-facciate abbrac


ciano il frontespizio la dedica , e alcuni prole
g0meni. I_ caratteri sono sufcientemente buoni,
e'chiari; ma il libro formicola di errori tipo

graci di ogni.specie.
Nel cennato Cronico della f. m. del Canoa

nico Nava si trova notato. A di 8 9 e IO


novembre 1672 1 Arcivescovo di. Gennaro
tenne la'sua seconda Sinodo Diocesana , la
quale ricca di dette annotazioni vedesi stam
\IVSvv!
\4

pata Rhegii in. Archiepiscopali palatjo ex l_y


pograpl_zia Josephi Bisagni 1673- E questi
. la seconda vblta che vedesi in Reggio stam
peria essendovi stata la prima nel 1646 .
Ma perdonino i santissimi Amani del dotto

amico: ora possiamo dire la quarta volta esser

questa, che Reggio ebbe il benecio della stam


pena. ,

33

1676.
1 a. Il veridico Messinese, o sia succinta re

lozione di quanto seguito nella Citt di Mes


sina dal giorno della rivoluzione sino alla chia
mata de Francesi. In Reggio appresso Prospe

ro Vedrotto 1676 in 12.

Il Mongitore che riferisce questo libretto ano


nimo nella Bib. Sicula t. 1 pag. 13 dice che
f creduta opera di Alberto Tuccari nobile Mes
sinese , e cultore delle amene lettere.

COSENZA.

nesta famosa citt gi Capitale della intera


Provmcia-altrevolte detta Val di Crati, Terra
Jordana , e Calabria , e che ora in tre divisa
Calabria Citra ,

Calabria Ulteriore 1. e Cala

bria Ulteriore 2. si appellano , e sede degli


stessi Duchi di Calabria ,

fu la seconda della

nostra regione ad avere la tipograa. S ignora


l epoca precisa , e chi ne fosse stato 1 autor
rimiero di stabilimento siffatto. Il ch: signor
Ea'aele Valentini in quel Discorso Storico

sullAccademia Cosentino, che pose a stampa


in Napoli lanno 1812, av'anz alla pagina 16.

che nel secolo XV Cosenza possedea dono di


Ferdinando I. una nitida tipograa. Richie

sto che benignato si fosse indi0armi, onde tal

34
fatto aveva desunto, il nobil uomo alli 14 Set
tembre 1834 rispose: Vi. noto che Ferdi
w \3--u43v\v..3ua.3u3 3 vs. s. v s.v

nando , o Ferrante I. di Aragona riport


fama di gran sapere; ed invero nutrito ne

precetti de savii maestri Alfonzo Borgia ,


Lorenzo Valla, Antonio Panormita , e Gio

viano Pontano, che divtmne suo Segretario,


pot addivenire scienziato non volgare, co

me ne fan fede alcune sue opere stampate


in Napoli nel 1486 col titolo - Regis Fer
dinandi, et aliorum epistolae, atque oratio
nes utriusque militie (1) e lo storico Pie
tro Giannone dicendo di lui che allevato
tra letterati divenne ancor egli non pur a
mante di lettere ma letteratissimo. Vi no

to altres che per opera del medesimo Fer


dinando fu la stampa introdotta nel nostro
regno. per mezzo di Arnaldo di Bruselles
nel 1453 secondo il Passero, o da Sisto Ries
senger dArgentina nellanno 1471 come at

testano Bozi0, ed il Rocca; quel Sisto f ri


cevuto con grande Onore dal Re, e colmato
di beneci, ed esenzioni, prodigati in se

guito a tutti gli altri tipogra. Quasi con


temporaneamente 1 arte della stampa si di
ram nell Aquila, in Lecce, in Cosenza ,
in Bari, in Trani, ed in Benevento. Sap
1
nestoP era non in Na P oli fu stam P ata ma in Vico
Equense il 1586 presso Giuseppe Cacchio col nunc pri

mum in luccm prodeunt. Nel Signorelli forse per errore


dl stampa si legge 1486.

35
piamo in fatti che nel 1478\ un tale Otta

v vhuv.rv = :

-=r-\.:zr:=

viano Salomonio di Manfred0nia tipografo


Stamp in Cosenza un trattato de immorta
litate animae, ed un poemetto in ottava ri-
ma sulla gfera geogrizjm , come ricordano
i PP. Quetif , ed Echard , e Lorenzo Giu
stiniani.
Nell archivio di S. Giovanni a Carbonara
a Napoli esisteva tra le lettere inedite del
Parrasio una diretta, forse da COSenza, a
Demetrio Calcomlila suo suocero , ove, lo

dando la giovent Cosentina, parla anche de


buoni studii, e della Stampa che oriva in
CosenZa favente Ferdinando Bega; e deve
. .,

intendersi dellAragonese perch a Ferdinan


do I." dAragona sembra tributare i suoi elo

gi il Parrasio nellorazi0ne premessa alle pre

lezioni delle Epistole di Cicerone ad Attico;

3 v v- v v3s

e quasi le uniformi parole adott nellaltra

lettera diretta a Vincenzo Tania: Cicero si


vnv vu v

viveret hac aelate, iuventutemque Cosentinam


bonaruln artium studiis cum quavis Italiae
civitate cerlantem videret. Trovo nelle mie

Memorie citato in proposito dell introduzio


ne della stampa in Cosenza per privilegio
di Ferdinando I. dAragona, Giov: Cristia
Non
no Lunig
essendovi
Codexquest
Italiae
opera
diplomaticus
in Cosenza
tam.non

posso riscontrare lautore, ed accertarmi dei


suoi detti. Esiste berisi presso i signori Bom
bini di (fui una lettera autografa di Bernar

dino Bernautl0 direlta Paolo Bombini , che


1

36
vvv
uovhv\vuv

ricorda le molte grazie concesse alla citt


di Cosenza dal medesimo Re Ferdinando ,

tra quali quella dello stabilimento di una


imprimeria di libri. conosciuto che Fi

lippo Bernaudo , e Bernardino suo glio fu


rono sommamente accetti a Re Aragonesi ,
83 253 53! 3 53 !3 83v- \1*

ed impetrarono molte grazie alla citt di C0


senza. Esistono nella mia biblioteca due let
tere stampate in Cosenza per Luigi Castel
lano nel 1595, luna diretta Giovan Maria
Bernaudo dall Inammato Accademico Co
sentino , e l altra di Raphaello Lucatello

di risposta alla lettera dell Inammato, dalle


quali rilevasi in quanta estimazione furono

tenuti Filippo , e Bernardino Bernaudo da


Alfonso I. Ferdinando I. , e Ferrandino etc.

in una delle quali si nota: Avendo impe


trato ( Bernardino Bernaudo ) molte grazie
alla citt di Cosenza, et del Re di Aragona,
et dal Cattolico, et dal gran Capitano , la

Citt in segno di autorevolezza gli mand a


presentare una bella argenteria, et egli se ne
sdegn fortemente , et se ne dolse dicendo

nelle sue lettere: dunque io ho da essere


pagato de servigi, che io f alla mia patria?

Dunque io sono in questa opinione appresso


i miei cittadini? etc. E vero che non si dice

espressamente che tra queste grazie vi era


quella della concessione della stampa , ma

dallinsieme di queste , ed altre lettere pa


rimenti stampate in Cosenza , che p0sseggo
in una preziosa raccolta, chiaro che quei

37

sovrani favori erano distribuiti sopratutto


11 alle lettere, e a letterati patrii.
Pregato poscia da m istantemente , perch
avesse favorito copia della lettera originale pres
so i signori Bombini asserita, e'delle altre stam

pate in Cosenza, almeno per notarle in questo


qualunque siasi mio lavoro , il nobil uomo pi
non mi degn di riscontro; laonde mi auto
rizzo a credere lavanzata proposizione un ipo

tesi patriottica pi tosto che un fatto storico,


no a che migliori autorit non vengano a con

validarla. L egregio signor Lombardi nemmeno


tenne conto di questa opinione nel suo discor
so sulle Vicende della Tipograa Cosentina ,
e domandato confessommi nulla aver potuto
vericare circ'a tale assunto.
Il Lombardi stamp in Cosenza presso Fran

cesco Migliaccio nel 1816 il menzionato di


scorso , al quale vi un un Catalogo di tren
tatre edizioni uscite da torchi di quella Citt
ne secoli XV. XVI. XVII. , e XVIII. Quel
libro pervenutomi nelle mani lanno 1818 ,

quando fui ascritto all illustiissima Accademia


Cosentina (i) per gentil compiacenza de suoi

dotti componenti, e volendo dare un pegno


della mia riconoscenza per tanto segnalato favo
(1) La patente speditami
e sottoscritta dal Presidente
Segretario perpetuo Michele
Vescovo di Cassano, ambo
noscenze prestantissimi.

datata de 12 giugno 1818,


Barone Vincenzo Mollo, e dal
Canonico Bombini , or degno
per virt cittadine, e per co

38
re , compilai , e inviai all Accademia sullo
data a 10 Settembre anno stesso un Elenco

di edizioni Cosentine in supplimento al Cata


logo del Sig. Lombardi, nel quale indicai al
tri tredici volumi ( sotto i numeri 5, 6, 7,
Il, 14, 15, 17, 18, 28, zag, 31, 35, e59 del
seguente Catalogo compresi ), e osservai le

dizione della Gerusalemme Liberata volta in

volgar Calabrese da Carlo Cosentino non in


provincia, ma in Napoli essere stata impressa

dal Parrino. Legregio Lombardi , com pro


prio de veri sapienti, di tutto se ne don ca
rico nella seconda edizione del suo Discorso

eseguita 1 anno 1828 in Potenza presso An


tonio San_tanello , nella quale , e arricch1 il
discorso stesso di nuove cose, ed aument il

Catalogo no a quarantasette articoli.


Io ora prottando delle di lui cure , e ag

giungendo quauto altro riguardo a tal mate


ria mi poscia caduto sottocchio, ander nar
rando l edizi0ni Cosentine , e quelle descri

ver che mi f permesso di esaminare. E per


ch rientri ad ogn" uno ci che spetta, distin
guer 1 edizioni riportate dallamico Lombara
di in ambo due 1 edizioni del suo Catalogo
con due "" , e quelle aggiunte nella seconda
con una " , anche per evitare la nojosa ripe

tizi0ne ,' alla quale per dovere mi vedeva a


stretto.

Sia dunque qualsiVOglia il vero primo au


tore delle stamperie Cosentine, che ci poco,

o nulla cale al lustro della Metropoli deBre

3
zj , per dirla con nomi antichi, incontraS
stabile. che un certo. Ottaviano Salomone , o
Salomonio di Manfredonia teneva sua Oicina
in Cosenza. nellanno. 1478.
'
Nel secolo XV vi esercitarono i torchi.

Antonio Riccio nel 1593; evien ricordato


dal GiustinianL

Il sacerdote D. Andrea. Riccio dal 1595 al 1613


ricordato altresr dal Giustiniani.

Luigi Castellano , e Leonardo. Angrisano., or


unita, or separatamente stamparono dal 1593
al 1605. Essi son anche menzionati dal Giusti
niani, il Castellano per circoscrittamente per
gli anni 1595., e 1596.e1Angrisano pel 15gg,(1).
Nel secolo XVII. oltre de menzionati apri
-rono stamperia

Francesco Cappa nel 1620.


Annbroggio di Giuseppe nel 1630.
Giambattista. Mojo , e Francesco Rodella dal
1645 al 1650.
Lo stesso Mojo , e Giambattista Busso. or
(I) Il Ginstiniani dice alla pag. 155 del Saggio: 1 Gia
corno Carlino nel 1592 similmente stampava in Cosenza ;
e poi in. nota rinvia al Toppi pag, 30.,Diligmtemente os
se1vata la citazione. del Toppi ritrovo che il defonto ami

co sbaglio. Ivi il Toppi rapportato Canta/yeir Episcopi


Gonsalaiae libri qualor etc. soggiunge: Neo . 1506 in 4.,
et Consenti'ae 1592 , et danna Neap. apu

Jacobum Car

linum 1607. Il Carlino perci, non fil che impressore del


1 edizione Napolitana , come lo fil. anche nellanno stesso
della versione italiana di tal opera , fatta da Se1torio
Quattromani. N mai d altronde conosciamo che il Garli
nomse stato in Cosenza
'

4o

unita , o'r separatamente dal 1648 al 1671.


Roberto Mollo nel 1680: Domenico Mollo
nell anno stesso.
Basilio Lombardi nel 1689. Trovo che il
Lombardi gi esercitava l arte impress0ria il
1688 in Messina

Il Giustiniani di 'tut'ti

questi tipogra non conobbe che il Moio , il


Bodella , e il Russo , e nota che il primo , e
il secondo stampavano nel 1647 , e 1 istesso

primo , e il terzo stampavano nel 1654.


Nel secolo XVIII, secondo riferisce il Lom
bardi, lanno 1712 stamp in Cosenza un tal

Alfonso Lelli ; ma io dubito che il nome di

questo voluto tipografo non fosse nto, come


lautore dedue opuscoli, che si pubblicarono

nel Giornale de Letterati d Italia a solo og


getto di censurare il P. Searf dotto Menaco
Basiliano,
1478.
*" 1. De immortalitate anime in modum dia
logi.
Incipit prologus feliciter. Al venerabile et
discreto sua maggiore Johanni de Marchano

va citaclino de la felice Cit di Venesia fra


le Jacobo Camphora di Genoa del Ordine de
Frati Predicatori in sacra theologia licentia

to in la Universit di Oxonfordi cum recom


mendatione ec. ec. ec.
(I) V- Mongitore Bib. Sicula facc. 100.

41

Cuscntiae Octaviani (sic) Salomonii 1478.


in 4.
Cos rapportano i PP. Giacomo Quetif ,

Giacomo Echard questa edizione ( Scriptores


ordinis praedicatorum tomo I pagina 856), e
notano esser mancante di foliazione, di segna
tura , di riprese di parole, e di majuscole, e

che contiene capitoli 26. Si rinviene nella Re


gia Biblioteca di Parigi , e nella Sapienza in
Roma.
Il Giustiniani che la rifer sulla fede di essi

PP., come il mio cortese, e dotto amico Sig.


Andrea Lombardi la trasse dal Giustiniani, e
io stesso f sulle loro tracce , credono che la

presente edizione Cosentina fosse stata esegui


ta sulle due anteriori di Roma senza data, ma

che stimasi del 1473 , e di Vicenza 1477.


Avvene anche un edizione di Milano 1475.

Negli Annales Typographici del Maittaire pa


gina 130 vien cos notata : De immortalitale
aninzae in modum dialogi italice. Octavianus
Salomonius de Manfridonia in 4. Cuscntiae
1478.

Da taluni per questo libro viene attribuito


al Filelfo. Cosi l Haym nella Biblioteca Ita

liana (p. 150) riferisce Dellimmortalit del


lanima in modo di dialogo di Francesco Fi
lelfo. In Cosenza per Ottavio Salomonio di
Manfredonia 1478 , cui fan eco Apostolo Ze
no (Dissertazioni Vossiane n. XLVIII 5. 59

pag. 305), e il Cavaliere de Rosmini nella vita


di osso Filelfo, stampata in Milano 1818 t. 2-

'42
1478.

"" 2. Opera in rime octave che contene la


descriptione della sfera , e tracta del historia
del mondo , e de la geographia. Casentiae

Octavianus Salomonius de Manfredonia 1478


in 4.0

Dice il Giustiniani (Saggio pag. 108) che


questa ledizione quale not Casmiro Oudin
( de primis artis tipogmphicae inventoribus )
col titolo Dis-cours de la grandeur dc Dieu
en vers italiens. in 4.
LAudifredi ( Specimen, etc. ) la riporta in
italiano; Discorso della grandezza di Dio ope

ra in rime ottave che contiene la descrizi0ne


della .fera, e tratta dell istoria del Mondo ,

e della Geograa. Cuscntiae Octaviimus Salo


monius de Manfredonia 1478; e il Marchand

parimenti la segna. Discorso della. magnitudi


ne di Dio in rime. In. Cuscnza ( sic. ) 1478
in 4."
3- Qui si tractano le fabula di Exopo......
trasmutate dal dieta latino in vulgare per Mac
stro Facio Cafarello da Faenza: ad. contem

placione ,, et instantia del Magnico Misere


Polidamas de la Paglyara de Salerno da es
sere per impressione pluplicate per lo egregio
Maestro Octaviano Salomonius de Malgfrid0
'nia impressore in la Cita de Cosenza. Nella
ne del registro si legge: Cusenciae senz an
no in 4.

Di questa edizione dice 1 Audifredi che la

43
rapporta ( Specimen editionum Italicarun Sae
culi XV pag. mg) est chamctere grandiuscu

lo ad gothicum (francogallicum) accedente,


sine signaturis, numeris, et reclamantibus, sed
cum registro in ne, ex quo li uet voluminis

folio esse 44. V. Giustiniani il astrazione del


Codice Perrottino foce. 27.
4. Cantilenae tres in obitum Henrici de
Aragonia Calabriae Gubernatoris.
LAudifredi medesimo riferisce questedizio
ne delle Cantilene ,

che dice esser comprese

in cinque fogli dello stesso carattere a pi del


1 esemplare delle favole di Esopo posseduto
dall Abate de' Rossi. Il Passero (i) mette la
morte di D. Errico agli 11 di Maggio 1478 ,
e perci non pare improbabile che in quel

listesso anno fossero state stampate tali Can


tilene , 0 nenie come vorrem dirle.
1587.
" 5. De venenati humani corporis dignitio
ne. Consentiae 1587 in 8.

di Giacomo Puderico losofo , e Medico


Cesentino. Molti anni gi sono scorsi che io os.

servai questo libretto nella biblioteca dePP.


Predicatori in Soriano. Ora non saprei se pi
(I) Giuliano Passero Giornali pag. 37. Alli 11 di Mag
gio 1478 Don Errico d Aragona gliolo di Re Ferran
te ci morto a Terranova ,' et morse per havere magnat0

certi fungi. Il Summote l.b_. 6 cap. 2 ripete listesso.

4 .

i fosse, stante le vicessitudini sofferte da quel


convento. Lo Spiriti rapporta, dietro il Top-v
pi, come fanno lAmato', il Tafuri , e il Za

varroni due opere del Puderico pubblicate nel


1588 dal Cacchio in Napoli , una delle quali
sar forse ristampa della presente, col titolo:
Opus necessarium-: An venenatum corpus in
vita , 61! post mortern dignoscatur, e 1 altra:

De L_apide ferrea ab acre lapso , de ejus ge


neralzone , et causa.

f 6. De Peste-ibidem eodem anno.

E dello stesso Puderico , e non vien rap


portato da alcuno scrittore delle nostre cose,
fuorch in un antico mss: da me si conserva.
Non mi riuscito poterlo mai vedere.
1592.
* 7. Cantaiycii Episcopi Adriensis ,

atque

Pinnensis de bis recepta Partenope Gonsalviae


lib. IVpraeclarum poema etc. Consentiae 1592
in 4.

Quest opera fu per volont de nipoti di Ber


nardino Bernaudo ristampata in Cosenza in 4."
sulla primiera edizione di Napoli 1506 fol.

Quindi riprodotta da Errico Bacco in Napoli


anche in latino 1607.

Gli scrittori Calabresi

non parlano di questa ristampa Cosentina, che


memorano il Toppi, il Tafuri, il Soria, e il

Giustiniani.

1593.

45

. "" 8. Le tenebre tragedia di Sebastiano del


Gaudio di Mendipino. In Cosenza presso An
tonio Riccio 1593 in _8.

Vien riferita dal Toppi , e dal Zavarroni.


1593.
g. Constitutiones et decreta edita in Sy
nodo Dioecesana Consentina prima, quarn Rev.
D. Joannes Baptista Archiepiscopus Consenti
nus halauit anno MDXCII, die XVIII Octo
bris in Ecclesia Metropolitana. Consentiae apud
Aloysium Castellanum; et Leonardum Angli

sanum Socios. 1593.Superiorum permissu in.4."

Questo libro di pag. 58 sufcientemente


bene stampato.
15g4.

** 10. Delle diverse istruzioni messe insie


me per ordine di Monsignor Reverend. Arci
vescovo di Cosenza per uso della sua Citt ,

e Diocesi. Parte. prima , nella quale si con


tengono alcune bolle deSommi Pontefici , et

editti Diocesani, che in diversi tempi si devo


no pubblicare dalli Carati nelle loro Chiese
Parrocchiali. In Cosenza appresso Luigi Ca
stellano 1594.

Cos vien riferito dal dotto, e gentile ami


co Sig. Lombardi, senza notarne il sesto.
" 11. Dialogas Grammaticalis. Consentiae
apud Aloisium Castellanum 15g4.

46.
E di Francesco Riccio preteCatanzarese, pre
dicatore, poeta, e maestro di umanit nella pa

tria sua. Niente altro so riguardo al Riccio. Il


titolo del libro mi stato trascritto dal f ,
nch visse , mio cortese, e buon amico Ca
nonico Gregorio Aracri.
1595.

" 12. Le istorie di Monsignor Gio: Batti


sta Cantalicio delle guerre fatte in Italia da
Consalvo Ferrante d Ajlar di Cordova, detto
il Gran Capitano , tradotte in lingua Tosca

na dallIntognito A. C. (Accademico Cosen


tino). Cosenza 1595 in 4.

Trascriv0 questo titolo della versione di Ser


torio Quattromani, della quale si parla nelle

dicostui Lettere, lettera 43 2. libro, dalle ve


ramente erudite Memorie degli Storici Napoli
tani dellAbate Soria t.o I. fac. 126, e dalla

Biblioteca Storica del Giustiniani fac. 82. Vien


ricordata altresi del Tafuri. Lombardi tanto nel
la prima quanto nella seconda edizione del suo

erudito discorso sulla Tipograa Cosentina la


nota cosi : Traduzione in prosa italiana dei
versi del Cantalicio. In Cosenza presso Luigi
Castellano 1595 in 4. - Lo Spiriti anche la ri
corda alla facc. 111. Io non ho potuto vede
re questo libro, del quale altre tre edizioni si
menzionano da nostri bibliogra , che andr

di mano in mano riferendo.

47
1595.

"" 13. Rime del Sig. Cosimo Morelli genti


luomo Cosentino. In Cosenza appresso D. An
drea Riccio l anno 1595.
,
Edizione ignota a tutti gli scrittori patrii ,
e per lo primo , cosi riferita dall amico Sig.
Lombardi nelle,due edizioni del suo Discorso
sulla Tipograa Cosentina senza notarne il

sesto. Eppure il dotto uomo aveva sottocchio


il volume, e sulla vita, e su i meriti letterarii
del Morelli ne lesse un bel discorso all Isti

tuto Cosentino , che pubblic in Cosenza nel


1816, venne inserito per intero nel Giornale

Enciclopedico di Napoli decimo anno di as


sociazione n. 11 e 12, e lo riprodusse listes
' so autore ne discorsi Accademici stampati in
Potenza lanno 1828.

1595.
" 14. Vita Beati Coni Dianen,sis , ejusque
Corporis mira ad Matricem Ecclesiam Diani
traslatio. Habet adiuncturn breve Siacti _V su
per residentiae, et aliorum Episcopalium trans

latione ad eandem Ecclesiam. Consentiae apud


Leonardum Angrisanum 1595 in 8.u
Fu' stampato per ordine di Fabio Buonu0
mo Protonotario Apostolico, e Vicario Gene
rale di Cosenza; ed ricordato dal Toppi.

48
1596.
15. Le Sorelle. Commedia del Cavaliere
Frz Maurizio Barracco Accademico Cosenti

no. In Cosenza per Lionardo Angrisano 1596


in 8.

Questa commedia vien ricordata da Monsi


gnor Leone Allacci nella Drammaturgia p. 731

edizione Veneta 1755. Il Toppi anche la ri


ferisce a carte 335 della Biblioteca. Il Marche
se Spiriti menziona un volumetto di varie Com

medie del Barracco impresso in Napoli per Do


menico Castaldi 1625 in 8.. L Amato aveva
scritto listesso; ma il Zavarroni lo fa stam

pato apud Demetrium Castaldum , forse per


equivoco. Essi per non conobbero la riferita
Commedia.

1596.
"7 16. Oratione funebre recitata agli Acca
demici Cosentini in morte di Bernardino Tee

lesio da Gio: Paolo Aquino losofo Cosenti

no. In Cosenza presso Lionardo Angrisano


1596 in 4.
Cos per intero riportata dal bravo Signor

Lombardi. Lo Spiriti, il Zavarroni , l Afflit


to , e l Aceti la ricordano altres1 , ma senza

precisarne il titolo.

1_597

49

* .1'7. Praepositiones utriusque sapientiae'.

Cohsentiae apud Leonardum Angrisanurn, et

Alo_ysium Castellanum 1597 in 8.


Frate Scipione da B0glixno, uno demigliori

Teologi fra i PP. Prediriatori di quel tempo,


11 lautore. Aveva questi preparate molte

opere , e fravolumina
le _altre duo;
Controversiarum
Eccle
siasticarum
ma n0n istampf
che
la surriferita , che io 0sservai molti anni ad
dietro nella biblioteca del Convento di S. D0
menico in Soriano. Gli Scrittori Calabresi non
ricordano affatto questo autore , che dal solo
Fiore SI nomina.

1597.
" 18. Le His'tarie di Monsignor Gio: Batttl
sta Cantalicio delle guerre fatte in Italia da
Consalvo Ferrando di A_ylar di Cordova detto

il Gran Capitano tradotte in lingua Toscana


dallIncognito A. C. Cosenza 1597 in 8-. pres
so Lionardo Angrisano , e Luigi Castellano

Ledizione del 1595 in 4. era stata cennata

dal Marchese Spiriti, e dall egregio amico Lom


bardi nella prima edizione del suo Disc0rso.
La presente in 8. par che non fosse caduta

sotto il di lor occhio. La rifer poscia il Lom


bardi nella. seconda edizione del suo Discorso
1828. Ne parla il Chioccarello. Il Soria la ri
corda, e aggiunge che siccome nelledizione Co.

50
sentina erasi dal Quattromani taciuto il no
me , e da taluni si attribuiva quella fatica a

Bernardino Telesio, egli la f ristampare in


Napoli nel 1607 da Giacomo'Carlino in 4.,e
vi appose il suo nome , e una lettera in cui
brava_mente si difende da ogni sospetto di pla
gio. E, noto che questa traduzione fu fatta an
che a riguardo denipoti del Bernaudo da Ser
torio , amicissimo specialmente di Giovan Ma

ria Bernaudo , e forse ( come induce a pene


sare lo Spiriti ) non senza di lui lucro. Il
Quattromani vi corresse anche qualche errore
del testo, e l accompagn di alcune lettere ,

'e carte a quello riguardanti. Il Giustiniani ri


corda, oltre di questa del 1597 in 8., tre edi
zioni Cosentino di tal opera, ma tutto in 4.

del 1595, 1596 e 1597, cosa che pare incre


. dibile , se pure non si avesse soltanto cambiato
il frontespizio , o i sullodati'bibliografi aves
sero errato. Nel Chioccarello pag. 33 la data
delledizione Napolitana invece di 1507 deve
stare 1607. Il libro del Chioccarello formicola
di errori tipograci, specialmente nelle note

numeriche.

'

'
1599.

** 1g. Trattato della Sagnia di Gio: Leo


nardo Tuarello di Morano di Calabria , me

dico , nel quale si mostrano quante infermit


per mezzo di quella si possono sanare: quanti
mali nascano a chi si cava sangue contro il

dovere , la vera regola che devon tenere .luei

51

che si avranno da cavar sangue: il vero mo


da che han da tenere i sanguinatori nel far
delle sagnie ,_ e come si devon guarire i mali

che per causa della sagnia soglion venire , c0n


altri buoni, ed utili avvertimenti necessarii
alla salute humana. In Cosenza appresso Lui

gi Castellano 1599 in

Lautore vi premise una descrizione e bre


ve istoria della Patria sua Il Toppi , il Fio-.
re, 1 Amato, lAceti, e il Zavarroni fan men

zione di questa opera.


1601.

"" ao. Conciliationes S. Scripturae per Ma

gnicum Nicolaum de Tarsia ordinis Eremi


tarum S. Augustini ex diversis ejusdem ope
ribus in unum recollectae, et in hoc opusculo

librorum. S. Bibliae ordinatim positae ad Car


dinalem Antonium Facchinetti. Consentiae
apud Alqysium Castellanum 1601.
.

In un MSS. antico ho trovato segnata que


sta edizi0ne col 1600; ma io deferisco allau

torit del dotto Signor Lombardi, che sebbene


non ne indichiv il sesto del libro ,

dalla de-

scrizione fattane nel suo Discorso dimostra di


averla avuto sotto gli occhi , mentre da me
non si potuta mai osservare. I nostri biblio

grafi per quanto io sappia non la ricordano.


Il Fiore soltanto e lAmato accennano un tal

Niccol Montalto fra gli uomini insigni di quel


la terra , che il Lombardi dice essere il no
Si.l0 autore.

4- ,

5:1.
1602.
21. Epistola Babbi Samuelis Judai missa in
anno millesimo post Christum passant ad Rab

bi Isaac Judaeum de prq/tiis veteris testamenti


secundum eorum traslationem quibus lese ju

daica destruitur, Christianaque Religio appro


batur. Deinde sub anno Domini MCCCXXIX

traslata de arabica in latinum per Reverendurn


Fratrem. Alphonsum Bonihominis Ordinis Pre
dicatorum, nana demum ad Christianae rei
publicae utilitatem e tenebris subtracta, et in

lucem edita , cura , et pietate U. I. D. Pom


potii a Leonardis Neapolitani in praesentia
rum ,Regii Auditoris Provinciae Citerioris Cai

labriae. Cui adiiciuntur disputatiorles dune hai


bitae per Reverendum D.D. Antonium de Gue1
vara .Mondognetti Episcopum cum Judaeis Ro
mae , et Neapoli degentibus. Consentiae apud
Aloisium 'Castellanum 1602.

Questo il titolo generale del libro. Quin

di vi altro, Epistola quam scripsit Magia


ster Samuel Israelitaoriundus de scilicet Ci-=
vitate in Arothitan Regis: ad Babbi Isaac Ma
gistmni Sinagogae, quae est-sub Julmez.a in

Regno praedicto. E un libretto di facciate 59

in 4. di carattere corsivo, e pi altre quattro


pagine che contengono il frontespizio, un avvi

so al lettore con questo principio: Joannes Nar


d_uccius Perusinus Christiano lectori salutem,
nel quale si annunzia che la presente ristam

pa stata eseguita ad impegno del D. dambe

53

le leggi Pomponio de Leonardis Regio Uditore


in Cosenza, fratello del Consigliere Gio: Batti
sta , e collannuenza, e beneplacito di Mon

signor Gio: Battista di Costanzo Arcivescovo


della medesima Citt. Tale avviso datato
Consentiae 13. Kalendas julii 1602.
Dopo si legge la dedica senza data,fatta da

Frate Alf0nso Bonihominis Spagnuolo al P.


Ug0ne Generale de Predic-atori. Quindi al

principio: Incipit epistola traslata de Arabica


in [alinum

erFratrem Alphonsum Beni/tomi"

nis [Iispanum 0rd: Predicatorum , e inne:

Explicit Epistola Babbi Samuelis missa Babbi


Isaac etcet: traslata cc, per Fratrem cc. sub
anno MCCCXXXIX.
Sieguono;

'

, 1602.

22. Due dispute molto famose fatte dal mol'

to illus. e Reved. Signor D. Antonio di Gue.


vara Vescovo di Mondognetto, una cogiudei
di Napoli, e' laltra con quei di Rona. In Co

senza appresso Luigi Castellano 1602.


E un libriccino di 36 facciate in 4. Nel"

lultima vi limpresa incisa in legno rap


resentante un monte coverto di alberi con
in mezzo una voragine e una leva , e liSCri
zione; fallit immago. Quindi Imprimatur P.
Antonius Thetis Vie. Gen. Consent P. Jo

seph Pinus e Soc. Jesu deput. vidit. - Con


sentiae apud Aloysiurn Castellanum1602.

Il Montl'aucon (Diarium Italicumfacc. 407

,.a

94
fra i codici del Cenobo de Canonici Regolari

in Bologna ne riferisce uno col titolo: Inci


pit epistola Babbi Samuelis Israelitae, ori

undi de Civilate Regis Manichaeorum, missa


Babbi Isaac magistro Synagogae, quae est
in sublime in regno praedicto anno domini mil
lesimo. Sed traslata de Ebraico in Latinum per
fratrem Alphonsum. Bonum-hominem Hispani
cum; quam traslativnemfecit anfi0MC C CXXIX
SS. D. Benedicti Papae XII. Ponti/icatus
sui anno V Init. Desidero, Domine mi, certi

cari , e soggiunge che nel codica vi colli


gato listesso opuscolo voltato in Italia-no. Nella
miscellanea 105. E. 25 della Regal Biblioteca
di Napoli ho visto un edizione della medesi

ma epistola in 4. picc. di pagine 33 non un


merate , n segnate , e senza richiami di bel
carattere rotondo , e carta forte che mi sem
brata del secolo decimoquinto; ma essendo man

cante del ne non saprei indicare , ove fosse


stata impressa. Per le varie edizioni di questa
epistola , e per conoscere se veramente Frate
Alfonso labbia voltato in latino dall' Arabo,

o dallEhreo, si possono consultare il Wolo


Bib. Ebrea , il Fabricio Bib. media6, et in
mae latinitatis , e la Storia letteraria dIta
lia tom. IO. Pel Guevara potrassi vedere il

Ghilini Teatro di uomini letterati volume I.


facc. 17.

U! La

I 605.

23. Sjnodns Dioecesana Consentina II. ,

quam Ii. D. Io: Baptista Constantius Archi ..


Consent: habuit anno 1603, Clemente VIII.

Pont. Max. Consentiae apnd' Alo_ysiuai Ca


stellanum 1605.

Tutto il volumetto di pagine 25 in 4. S


questo come l antecedente Sinodo del 1593, son
numerati a. pagina, e non a facciata (a).
(a) Il Reggimento della sempre illustre Citt. di Cosenza
aveva a 3 febbraio 1552 deliberato di pubblicare i privi
legi , e le concessioni accordatile da Serenissimi Sovrani
pro tempore che col titolo di Privilegii , et capitoli della
Citt de Cosenza. cc. cc. cc. vennero stampati nella Capi
tale in un volume in foglio di pagine 144 con altre 11..
comprendenti lindice, e in ne: Impressum Neapoli per
Maltheum Cancrum , apud Vitariam aeterem in domo

Magnici Marci Antonii Piscicelli U. J. D. in anno 155 ,


quando novelli motivi lo 5 insero a pubblicarne alcuni
tri , e ne prese l*analoga dnSiberazime a 17 dicembre 1668;
e questi ultimi in sei pagine in foglio non. numerate , 8
senza richiami furono impressi in Cosenza. Ma perch que
sti fogli li ho visto senza frontispizio , e annessi a Capi

toli divolgati dal Carmer non ho stimato riferirli separati,


e solo qui li noto per soddisfare alla erudita curiosit del
lettore. Essi contengono i. la cenuata deliberazione del

Reggimento delle Citt per la stampa demedesimi. 2. Un


mandato del Vicer Conte di Venavente 'al Duca di Vie
tri Regio Scrivano di Razione c0ll inserto ordinativo di
S. M. de 12 ottobre 1591, perch si osservassero i privi
legi, in virt deqnali Cosenza non doveva esser gravata
di alloggiamento , letti, e strami asoldati. 3. Altro de 13;
aprile 1598 col quale 5. M. dispone, nelle cause della No

blllll Cosentino, si proceda ad instar della Nobilt Napolitzw

1610.

"" 24. La vita del P. F. Bernardo dci Ro


gliano Fondatore della novella Congregazione

di S. Maria di Col0iiito, di Morano della pro


vincia di Calabria Cttrajdeliordine Eremitico

di S. Agostino dell Osservilnza. In Cosenza


per D. Andrea Riccio 1610 in
L autore n il citato Gio: Leonardo Tuf
farello da Morano. Il Toppi , lAmato , e il

Zavarronila notano coa data del 1650; 1na


l egregio amico Lombardi se n assicurato

ocularmente di essere del 1610.

"___q___'

M. 4. I Capitoli stabiliti pel nuovo govarno di Cosenza.


autorizzati dal Vicer Duca di Alcal a 21 settembre 1565,
e il decreto corrispondente della Regia Udienza de 20 di.
cembre 1567. -5. Una lettera del Vicei Gente d Oliva
res de 15 novembre 1596 riguardantela scelta de Sindis
catari per gli Auditori , e Uiziali della Regia Udienza, e
della Corte del Luogotenente; e altra de 19 novembre 1595,
con cui si vieta alla Regia Udienza d intromettersi nelli
giudizi. da'Sindicatori pronunciati; e 6. nalmente lav
viso della morte di Re Filippo Secondo, che il medesimo
Conte (1 Olivares comunica a 15 ottobre 1598 alla Citt
di Cosenza come una delle Universit Demaniali. La Carta
di questi fogli mediocre , i caratteri tondi bellissimi, e
nuovi ,, i corsivi alquanto corrosi , e sbavati , le interli

ne_e , e le forme tipograche sufcientemente eleganti. Inne

vi : In Cosenza per Don Andrea Riccio, con licenza


de Superiori 16,08.

57
1611.

"" 25- Ordinationes, , et exercitia quotidiana


Consentiae apud Andreain Riccium 1611 in 4.
Paolo Scarini , o Foscarini da Montalto Mae

stro delle arti , e di S. Teologia de Carmeli

tani , e Provinciale della Calabriaper l)8n nove


anni l'autore di questa opera. Fu il Fosca

rini dottissimo u0mo di quel secolo. Egli ten


t di conciliare la teoria della mobilit della

terra con lespresSioni delle Sacre carte in quella


lettera , che s tal materia diresse al suo Mi
nistro Generale P. Fantoni, la quale poi con
decreto de5 marzo 1616 venne della S. Sede

proibita. Il libro citato, oltre de soliti no


stri bibliogra, anche dal P. Pugliesi Antiqulze

Calabrensis Provinc:e Carmelitarum exordia


pag. 184,
i612.

"* a6. Joachim Abbatis , et Florensis Or.


dinis Chronologia Fratre Iacobo cognomine
Graeco Syllaneo Cisterciensis Ordinis , et Sa

crae Theologiae Magistro, et ejusdem Ordin'i3


in Provinciis utriusque Calabriae, et Lum

niae Praesidente authore - In Cosenza ( sic )


per: D. Andrea Riccio MDCXII.
E un libro di facciate 159 in 4. piccolo ,
delle quali 19 son occupate dalla dedica a Frati-
cesco Monaco Vescovo di Martirano colla data

dal Monistero di Flora 1612, da alcune,com.


posizioni a lode dellautore, dallelenco degli

58
Abati, e Benefattori dellistesso Monistero, e

da un preliminare discorso. Alla facc. 20 vi


il ritratto del famoso Ab. Gioacchino inciso
in legno, e'alcune lettere capitali son anche
inlegno scolpite con sufciente eleganza: il D
specialmente ha una bella vignetta esprimente
Sei donne con graziose mosse.
1613.

"" 27. Institutionum omnium doctrinarum


Syntaxis. Consentiae apud Andream Riccium

16t 3 in
E del sopra menzionato Paolo Antonio F0.

scarini. Vien ricordato questo volume dano


stri biogra, e hihliogra; e il Nardi ( Trionfo
degli Accademici Inculti pag. 309) dice dal
1 Autore:

Profondo Teologo Matematico ,

Astronomo, e Filosofo, anzi eccellente Filo


logo scrisse molte , e molte opere alcune stam
pate , alcune n , altre esistenti nelle librerie
de Conventi del Carmine di Montalto , e di

Corigliano , ed. altre disperse , e mal capita


te.; ed in ben sette volumi compil le Istitu
zioni di tutte le scienze col titolo : Insrnu-_
azora,s OMNIS \enNams nocrmuamnu , avendo col
le stampe di Cosenza nel 1613 data fuori la
Smzuss1, ossia modello, in cui assai chiara,
e distinta contezza, opure idea egli rilev di
tuttocio, che nella mentovata opera delle Scien

ze erasi per lui fatto , e formato.

'59.
1620.

" 28. Oratio funebris habitat Romae in-can-


sessu. Patruum Comitiorum Generalium sui br
dinis Eremitarum S. Augustini anno 1620
die 6. Junii. Consentiae apud Franciscum
Cappam 1620 in 4.

I T,

Di questa orazione n autore il P. Felice


Milenzio di Laurino, Maestro Agostihiano. Il

Chioccarello la rapporta impressa , tm Con

sentiae , tam Neapali ; e il" Toppi la (licei


impressa Consentiae apud Franciscum Cap
pam , et zecussa Nea,ioli ap'ud Costantinum

Vitalem 1621 in 4.

'
1611.11.

zag. S_ynodus Dioecesana Consentina - Con


sentiae 1622 in 4. Fra le opere del dottissi
mo Paolo Emilio Santoro registrato il su
detto Sinodo dal Soria. Il Santoro a'7 luglio
1617 venne romosso da PaoloV. alla Metro
politana di Cosenza, che govern per anni sei,
e nellultimo anno vi celebr il Sinodo di cui
parliamo. Quindi a 20 ottobre 1623,f11 trasfe

rito da Urbano VIII allArcivescovado di Ur


bino dove mor a 4 agosto 1631. Della di lui
dottrina , per tralasciare inniti aut0ri ha
stevole il testim0nio di Trajano Boccalini ne
Ragguagli di Parnaso Centuria 2. pag. 14.

60

1 630.

30- Vita del P. Francesco di Paola. Cosen

za appresso Ambrogio di Giuseppe 1630 in 12.


di Geronimo Lancea di Caltagirone Reg
' gente nello studio di Messina dellinstituto de
Minimi. V. Bib. Sicula t. i.facc. 280.

1642.

31. Privilegium immunitatis ab omnibus


lzospitiis , et contributionibus ex causa hospi
ti'o_rum concessum a Serenissimis Regibus _/i
delissimae Civitatis Consen_tiae ec. Consentiae
1642i'n 4.
E notato dal Giustiniani nella Biblioteca
Storica articolo Cosenza pag. 42, e forse sar

copia de fogli da me-sopra riferiti nella nota


al n. 25.

1645.
"' 32. I fur0ri di Pindo, el Tyrsus Apol
linis Ditirambo per la vittoria dellarmata Cri
stiana sopra quella del Turca. In Cosenza
per Gin: Battista Mojo , e Francesco Rodel

la 1645 in 8.

Ho copiato dal Marchese Spiriti il titolo di


questo libro d Ignazio Sambiase non ignobile
letterato Cosentino del secolo XVII.

61

1 645.

33. Constitutiones Synodales ab Illustris


simo ,..et Reverendissimo D. Alphonso Casti

lioneo illaurello Archiepiscopo Casentino ( sic)


sancitae, et publicatae in ejus prima Dioece
sana Synodo habita Dominica secunda post
-Pascha, quae fuitdies XXX Aprilis 1645 in

Metropolitana Ecclesia. Casentiae apud Cl.


Conjug. Jo: Baptistam de Moio , et Franci
scum Rodella 1645.

Nel Catalogo della Biblioteca Barberini alla


pag. 432 vien riportato questo Sinodo senza
notarvi il sesto del volume , ch anche stato

obliato nelle due edizioni del Discorso dal,


1 amico Signor Lombardi.
'
1 646.

" .34. Le costituzioni delle Monache dellav


prima regola di S. Chiara. Cosenza per Gio:
Battista Mojo, e Francesco Rodella 1646.

Anche senza notare il sesto riferita que


sta edizione dal Chia'rissimo amico Signor Lom
bardi.
l 647..
* 35. Adamo Caduto, Tragedia sacra del

P. F. Serano della Salandra Predicatore ,


Lettore, e De;nitore della provintia ( sic )Ri
formata di Basilicata , Dedicata al Reveren
dissimo ..P. .Fr Giovanni da Napoli di tutto

62

lordine di S. Franceso Ministro Generale.


In Cosenza per Gio: Battista Mojo , e Frac
( sic) Rodella 1647. Con Licenza de Superiori.
un volume in 8. piccolo di facciate 251,

che contengono la tragedia divisa in cinque


atti. Altre dieci pagine , occupano il fronte
spizio, la dedica datata dalla Salandra a 20

giugno 1646 , le approvazioni, alcune altre


composizioni dell autore , due altre p'0esie ,
una in lode della Salandra , e 1 altra in lode
dellautore di F. Angelo da Bisignano, 1 elen

co degl interlocutori , quali non sono meno


diventinove , e il prologo , che si distende
per sette facciate. La notizia di questo li

retto notato nella Drammaturgia dellAllac


ci f comunicata da m nel 1818 allillustris
sima Accademia Cosentina e dallegregio ami
co Signor Lombardi venne compreso nella se
conda edizione del suo Discorso. Ora dive

nuto alquanto prezioso per la scoverta che il


Sig. Zigari crede di aver fatto , cio che da
questa tragedia del P. Serano, il Milton abbia
tratta lidea, il disegno, le parti, ed i pi bei
pensieri del suo poema il Paradiso Perduto.
Il Signor Zigari mise in chiaro questo suo pen
samento in un libretto in 12. titolato: Sulla
scovertadell' originale italiano , da cui lllil

\t.on trasse il suo poema del Paradiso perduto,


lettera di Francesco Zigari da Paola al Sig.
Francesco Ru"a Regio revisore delle opere
teatrali. Napoli pe tipi di Nunzio Pasca 1832.

;E conosciuto essere altra ata invalsa 1 Pi'

63
nione che il Milton dovesse lidea, e il dise

gno del suo poema all Adamo tragedia di Gio:


Battista Andreini. Lo Scozzese Guglielmo La"

der stamp in Londra un Saggio della ma


niera tenuta da Milton in imitare imoderni

poeti nel suo Paradiso perduto; e in esso di


mostra essersi il Milton valuto dalla tragedia

di Grozio lAdamo esule, dal Bellum Angeli


cum. del Taubman , dalla Sarcotea del Gesuita
Masenio; e da altri. Speriamo ora che i critici

vogliano accogliere lopinione del Sig. Zigari,


e che non accada come della visione di Frate

Alberico riguardo la Divina Commedia dellA


lighieri.

1648. '
36. Modo di dire il SS. Rosario. Cosenza

appresso Gio: Battista Russo 1648.


E di F. Vincenzo Calogero Messinese. Si rie
ferisce dal Mongitore Bib. Sicula t. 2 pagi

na 278 senza notarne il sesto del volume.


164g.

37. Omtione Funerale nell esequie del Rmm,


P. Vincenzo Cara_'a Proposito Generale deM.
RR. PP. della C0
agnia di Ges celebrate

in Messina nella C iesa di S. Nicol della.

Casa Prqfessa della medesima Compagnia fat


ta dal M. R. P. D. Fausto Zerbone de Chie

rici Regolari di S. Paolo dicollato - In Co-_

64
senza per Gio: Battista Busso 1649 con liceit=
za\de Superiori. ,
E un libretto in

piccolo di carta colla

ta : i caratteri tondi son mediocri : i corsivi


belli pi tosto. Sono facciate 2-8, che contem
gono l orazione: una pagina pel frontespi

zio e laltra per la dedica, datata da Cosenza


a 27 di settembre 1649, fatta da un tal Nico-_
lo Vatucci a D. Antonio Cara'a fratello del
defunto.

164g.
"* 38. Prediche sopra la lettera di .Marict
a Illessinesi per li Sabbati di Quaraesirna com_
poste , e predicate dal P. F. Lodovico di Messi-
71a dell Ordine deMinori Osservanti di S. Fran
cesco. In Cosenza presso Gio: Battista Russo
164 .-

E9 di Lodovico Visitano Teologo' , e predi


catore dell ordin suo. Il volume in 4. ,- e ri

ferito dal Mongit0r Bib. Sicula t. 2 pag. 24.


L amico Sig. Lombardi assicura di essere stam
pato con molta nitidezza.
\
1650.

. "*

La R. sbandita. In Cosenza app Gioi

:Battista Moio 1650 in 12.


E di Gio: Pietro Soda da Cellara': L Aceti,
e il Zavarroni' chiamano il nostro autore Gio:

Pietro ; lo Spiriti Pietro, e il Signor Lombar


di Gio: Battista. Pel pregio della composizio

65
ne rimetto il mio lettore allo Spiriti, e al Za
varroni; e mi piace soltanto notare che ne Mss,
della mia domestica Biblioteca serbasene uno

col titolo: L Alfabeto in bando di Beliso Val


pa Ipponese (nome anagrammatico di Paolo
Basile buon poeta Montelionese) tra gl_lnco

stanti lAgitato 1700, in cui vi sono;o com


ponimenti poetici , per lo pi parafrasi del
legloghe di Virgilio , delle-Odi di Anacreom
te, degl ldillii di Teocrito, Ausonio , e Bac

chilide , in ognuno de' quali vi manca una


lettera , cosicch al primo manca lA, al se
condo il B , e va discorrendo.

1 654.

" 4o. Orazione in lode del governo , che


fece nel regno di Napoli il Vice-[l D. Pie
tra Fernandcz de Castro Conte de Lemos de

dicata allIllustrissimo, et Eccellentissimo Si


gnor Conte de Ognatte al presente Vicer del
medesimo regno di Lorenzo Mirabella di Sci

gliano Citt del Real Demanio di Calabria


Citra. In Cosenza per Gio: Battista Mojo, e
Gio:.Battista Russo 1654 in

Sono facciate 50 con altri otto fogli non


numerati, de quali sei al principio Contengono

il frontespizio, tre lettere di D. Lorenzo Mi

rabello al Conte di Ognatte, datate da Sciglia


no: la prima a 15 maggio 1648 , la seconda
a 15 settembre 1650 , e la terza a 13 aprile
1652, e alla fine un foglio contiene le licenze,

66

e l altro bianco. I caratteri son mediocri ,


ed a ragione il Ginstiniani.( Saggio pag. 185)
la chiama edizione niente cattiva. Nel fronte

spizio dell esemplare da me-visto vi notato


Auctor est P. Frane. Mirabellus S. J. Nella

prima lettera al Vicer 1 autore dice : Osser


vai e scrissi negli anni miei giovanili e avanti

che ne misteri sacri a Dio mi consagrassi ;


ladn'de pu stare che si avesse fatto Gesuita.
Monsignor Aceti lo chiama Presbyter erudi

tiene _canspicuus , e soggiunge" Robertus Mi- _


rabellus Sue. Jesu doctissimus. quaedam edi
dit sub ejusdem Laurentii nomine. Vide Topp.
Il T0ppi per altro non dice ci , ma solo nel

larticolo di Roberto segna _l istessa opera, che


arretra riportato in quello di Loren20.

Il Za

varroni ripete lo stesso detto dallAceti. Dal

tronde sappiamo che Lorenzo era Sacerdote Se


colare , e che Roberto era Giureconsulto nel

secolo , e di anni 43 profess nella Compagnia


di Ges nel Collegio dell Amantea a 27 gen

najo 1656.

'

1654.
" 41. Le rugiade di Parnaso, poesie liri
che del signor Carlo di Aquino, detto il Per
tinace tra gli Accademici Costanti. Cosenza

per Gio: Battista Mojo, e Gio: Battista Bus


so 1654 in 12.

E una raccolta , dice l egregio Signor Lom


bardi, che il primo ne rifer questa edizione,

ignota a tutti nostri bibliografi, E una rac

5,
colta di Sonetti, madrigali , ed altre rime la,

vorate per lo pi sul tornio di quelle del Pe


trarca , e di altri illustri poeti lirici. L autore
ricordato dal solo Aceti.
1655.
"f 42. Ragionamento della Castit, ovvero
Istituzione della giovent con due altre ora
zioni morali. Cosenza per Gio: Battista Mojo;

e Gio: Battista Russo |655.

E del sopraccitato Lorenzo Mirabello.


1656. .

""' 43. Il Sebastiano tragedia Sacra del R.


P. Filippo Rocco di Cosenza dellOrdine dei
Mt'nimhdi S. Francesco di Paola. InCOSBH?
za per Gio: Battista Mojo , e Gio: Battista
Russo 1656 in 8.
'

Vien riferita dallAllacci Drammaturgiafacc


706. Il Toppi , 1 Amato , e il Zavarroni la
chiamano Commedia, il Marchese Spiriti Poe.
ma, l egregio Amico Signor Lombardi assicu-.

ra essere una tragedia sacra non dispregevole.


Il Rocco anche autore dell Orazione , in abita
Thomae Campanellae Philosophomm Ma'ximi.
Mantuae 1642 in 4.
.\

68 -

1656.

"" 44;Il memoriale dellestremo giudizio.


Poema. Cosenza per Gio: Battista Russo 1656
in 8.

riferito dal Toppi , dall Amato , e dal


Zavarroni, con piccole variet. Io lho copia
to dal Catalogo annessoal Discorso dellamico
Lombardi,

che assicura col Toppi di essere

scritto in verso ottavario.

Lo Spiriti non ne

fa menzione.

1657.

" 45. Parte prima del portentoso decennio


di Ferrante Stecchi. In Cosenza per GiozBat

tist Mojo, e Gio: Battista Russo 1656 in 12.


'

Il Lombardi la nota in 12.: in 8. lo Spi


riti e il Zavarroni. LAmato aggiungd dopo la
parola Decennio le altre: 0perayAstrologica
come anche la riferisce lo Spiriti. Del carat

tere e dottrina dello Stocchi chi curioso po


tr consultare il Marchese Spiriti, il Seria, il
Giustiniani, e il Zavarr0ni artic. Stochius, e

Jncognitus.
-

'

"

1657.

" 46. Ferdinandi Stochii Consentini Car


mina, et lusus.- Consentiae apud Jo: Bapti
siam Russum 1657.
\

Tutti i nostri Scrittori, anche il Lombardi,

obbliarono di notare il sesto di questo libretto,


che io non ho potuto mai osservare.

/"
'

69

.1 657 .

47. El ministro acrizolado el doctor D. 'Juan


Bauptista 'Buranna Abogado Fiscal por sa ma
gestad de la provincia de Calabria Citra con

sagra el fructo de sus persecuziones a todo el


ministerio Supremos, yIrg/eriores Consejos Tri

bunales Catredaticos, _y Abogadds de laBeal


Monarquia de las Espannas.
Libretto di facciate 104 in 4. piccolo senza

data che, come il titolo indica , si raggira sul-la


difesa dell Avvocato Fiscale D. Gio: Battista

Buragna. Nel frontespizio vi un arma di fa


miglia incisa in legno; e vi colligato:
1657.,

48. Resulta del Sindicado, ] resideneia del


doctor Don Juan Bauptista Buranna Caval

lero de la delissima Ciudad de Alguer del


regno de Cerdegna Abogado Fiscal en la pro
vincia de Calabria Citra; de su administra

zion de auditor en la Calabria Ultra recevida

con especial delegazion del Excelentiss. Senor


Conde de Castrillo Virrey, _y Capitan Gene

ral dal Reyno de Napoles por el doctor D. Ma


' nuel Alvarez de l Escolera ent0nces Auditor
del terzio Espanol, y Comissario General de
Controbandos en ambas Provingias, y al re
senteJues Criminal de la gran Carte e la

Vicaria - En Cosen_cia por Juitn Bauptista


Busso. Anno de la reparada salud 1657 con
licengia de Superiores.

'

'10

' un libretto in

piccolo 'di facciate 64,

oltre il frontespizio d0ile vi} unarma di fa


miglia anche incisaf in legno , e 1 antiporta ,
. in cui
legge la sola.parola Resalta. La pri
ma majuscolaQ incisa in legno, e-in legno
parimente -vi un fregio alla ne. I carat
teri, la. forma , la carta , 1 inchiestro, e tutto
le rimanenti circostanze mel fanno Credere,

stampato assieme coll' antecedente dal merlo,


simo impressore Busso? in Cosenza.
165;.
,49. Poema tragico a la passadd ocasion de
la peste de Napoles dirigido al Excelentissi-=

mo. Senor- DI Garzia' de 1vellanevla, Y Haro,


Conde de Cast_rillo, Gentil hombre de Camera

de _S. M., Consejero de Estado, Presidente del


Supremo de Indias , Virrey- Lugarteniente, y
Capitan General del Rejno de Napoles - Corn

puesto por el Doctor- D. Sebastiai; Lozano de

Cordova - En Cosen,eia por Juan Bauptisll.


Busso 1657 con licencia de Superiores,'
E un volumetto in
picc. ,di facciate 512
nel quale Vi SOIIO. cento ottave in ispagnuo-_

'10, che compongono. il poema , oli-reue pa


gine
pel frontespizio
, e l1.657,
altre eial
per10la
dedica, una
di Coseneia
17 de julio
VGSCO. di questa alcuni versi Spag'nuoli di
D. Estebar_z Loz_ano de Cordova al Autor. Ogni
"facciata contiene due ottave circondate di un,

frogetto. I caratteri. sono tondi, 8 bastanto=

71
mente eleganti: la carta ben collata , e sem

bra cilindrata.
..

'

1659.

V / 50. Relazione della festa in bonor del B


Patriarca Gaetano celebrata nella dlissima

Citt di Cosenza nella Chiesa de SS. Giuseppe,e Leonardo in quest anno 165g. De
dicata al Reverendissimo P. D. Agostino Bo

zomi Preposito Generale de Chierici Regola.


Ii.
In Cosenza
Gio: Battista
Mojo
Battista
Busso per
1669.
. V
I. , e Gio:
Questo libretto in

piccolo di facciate 20

di GiuSeppe Guerra, che lo dedica da Cosen


z_a agli 8 agosto 1659.
1660.

-'" 51. Celinda. Poema di Nicol Girardi Co


sentino; Cosenza per Gio: Battista Mojo 1660
in 8.

'

._

di Niccol Girardi Giureconsulto, e Poe

ta, detto fra gli Accademici Cosentini lImpe


netrabile. Vien ricordato dall Amato , e dal
Zavarroni ,_ mentre il Marchese Spiriti lo tace.
1662.

52. Discorso dove si mostra che la Sicilia

sia stata madre non solo dello scrivere , e poe


tare, ma anca della lingua volgare. In Co

'111
senza per Gio: Battista Mojo , e Gio: Battista

Russo 1662 in 8.
.di Antonino Mirello , e Mora Messinese

istruito pittore , e letterato del secolo XVII.


V. Mongitore Bib. Sicula t. 1. facc. 50.
1663.

[ 53. Risposta di Antonino Morello, e Mbra


ad una lettera di D. Diego di Mara Regio
Castellano nella Citt di Melazzo. In Cosen
za per Gio: Battista Mojo, e Gio: Battista
Russo 1663 in 4.
Da taluno questa risposta si crede opera di
Pietro Errico Messinese. V. Mongitore dove
sopra , e alla pag. 143.
-

1663.
54. La Colomba Mistica, e il Confaloniero
Santo discorsi panegirici in lode di S. Nicol
Vescovo di ilIira , titolare del Duomo : e di
S. Conrado Eremita Patrono della Citt di
Noto. Cosenza presso Gio: Battista Mojo , e

Gio: Battista Russo 1663 in 4.

di Bonaventura Canocchiello Notino Let

tor Giubilato dell Ordine di S. Francesco di


Paola, Oratore, e poeta non ignobile di quel
let. V. Bib. Sicula "t. 1. facc. 113.

"3
l

1664.
"" 55. Le disgrazie scherzi del Negrone Poe
ma in ottava rima di Giacinto Arnne.

Co

senza per Gio:Battista Mojo, e Gio: Battista


Russo I 664.

.
Vien ricordato dall Amato , dal Zavarro
ni , e dall Alitto.

Il Marchese Spiriti non

parl di questo scrittore suo concittadino.


'

1665.

56. Galenistarum triumphus novatorum me

di00rum insanias funditus eradicans, ne mor


tales ex eorum haereticalibus , perpetuoque se

pelliendis doctrinis immatura , immo violenta


morte moriantur. Consentiae apud Jo: Bapti

stam
NRussum
autore Michele
1665 in Lipari Messinese Sacer

dote, e Dottore in Filosoa e Medicina, Cat


tedrati'co di Medicina Teorica nell Universit

della sua patria. Se ne fece una seconda edi


zione in Venezia nellanno seguente per Gio:

Pietro Brigonejo. Il Malpighi per rispose con


futando il nostro autore. V. Bib. Sic. t. 2.
facc. 78.
.
1666.

57. La lega della Morte colla Fortuna Ora


zionefunebre recitata nella Chiesa dellli. P P.
di S. Maria del Carmine nell esequie dellIl

lustrissimo sig. Cesare Marullo Marchese di

7C'Ondagusta, Barone della Mola _, e Cavaliere


della Stella. In Cosenza per Gio: Battista
Russo 1666 in
. ,
di Gi0yanni Reitano Messinese Minor Con

ventuale riputato Orat0re di_quel tempo. V.


Bib. Sicula t. 1. facc. 365.
1669.

58. Argum triplicem Philosophicam , sive


lernam

Philosophicam propositiortum centa

riam. Consentiae apud Baptistam Russum 1669.


in 12.
di Giuseppe Dente Messinese Gesuita buon

losofo, eTeologo. V, Bib. Sicula t. 1. fac. 378.


1671.
59. La sacra lettera scritta a Messinesi,
Opera tragica. In Cosenza per Gio; Battista
Russo 1671 in. 12..

E di Andrea Minutolo Messinese. Il Mongi


toro nella Bib. Sicula non la rapporta. Si re
gistra per da Monsignor Allacoi Bibliotecario

della Vaticana nella Drammaturgia fac. 685


- L Allacci passo la sua verde et in Calabria

presso i sig. S inelli, essendo Venuto di anni


nove dallisola di Scie, ovebb i natali. Ac
quist per conseguenza notizie delle letterarie

fatiche delle nostre province , e con gratitu


dine di mano in mano ne parla nelle sue opere.

V. la sua vita inserita nella raccolta del Caloge

5
r, il corrispondente elogio fra Le glorie Je
gllncogniti, e Bajle Dict. art. Allatius, rem:- a.
1671.

60- La sacra lettera scritta aMessinesi. Ope-.

ra tragica. Cosenza 1671. Per Gio: Battista


Busso 1671 in la.

'

Dal Mongitore si riferisce come produzione


di Antonio Cotrona Sacerdote Siracusano. Bib.
Sic. t. 1.facc. 61. Chi sa che non fosse la
stessa dallAllacci attribuita , forse per equi-i
voco, al Minutolo! Nel dubbio ho notato am

bedue queSte opere, le quali pu stare ancore


che fossero due differenti, composte in concor
renza dal Cotrona , e dal Minutolo sotto 1 istes
so titolo.
'

1671.
/

61. L esemplare della fede Panegirico della


sacra lettera detto nel Duomo di Messina. In.

Cosenza er Gio: Battista Russo 1671 in 4.


E di -liie,nedetto Dini Messinese , Canonico,

due volte Vicario Capitolare di quellArchi


diocesi, e uomo di non volgare erudizioma.
V. Bib. Sic. t. 1.facc. 101.

1671.
[62. Della preminenza dell ucio di Stra-=
dic della nobile, ed esemplare Citt di Mese

sma , e sua regia Corte , compendio brevissi

76

ino diviso in 30 discorsi composti dal Dotto'r


Vincenzo Ferrarotto gentiluomo dell istessa
Citt , ristampato di nuovo , e ricorretto col
laddizioni del Dottor D. Antonio Ferrarotto '
nipote dellautore. In Cosenza per Gio: Bat

tista Russo 1671 in 4


Il Ferrarott0 era cultore delle,amene lette
re. La prima edizione del Compendio citato
fu fatta in Venezia nel 1593. V. Bib. Sic. t. 1.

facc. 47, e t. 2.facc. 283.


1671.

63. La verga occhiuta Canzone. In Cosen


zal\per Gio: Battista Russo 1671 in 8.
iccol Maria. Solima nobile Messinese, ama
tore delle buone lettere n lautore. V. Bib.
Sic. t. 2.facc. 92.
1680.

0"" 64. La Corona della SS. Trinit, in cui


, si numerano le operazioni ad intra , et ad extra
della medesima di Francesco da Cerzeto Cap
puccino. Cosenza per Roberto Mollo 1680 in 8.
Il titolo ci da a conoscere lautore da Cer_

zeto picciol villagio della Diocesi di S. Mar


co. Il Zavarroni lo dice Querc]uariensis che

impmterehbe di Cerchiara. Io. non ho visto


il libro,-che nemmeno notato nella Biblio

IheCa. Capuainorum.

77
,_

1680.

"' "" 65. Le lettere scritturali con le postilla


politiche parte I. e II. , con l aggiunta an

che nel ne dell aforismi politici dedicati al


lEccellentissimo Signor.D. Ferdinando Alar
cone de Mendozza Settimo Marchese della

Valle Siciliana , e di Rende , e Capitano del


la cavalleria del Regno di Napoli, opera ap-

partenente alla Politica Tagata , e Militare


non men curiosa che fruttuosa a Principi, e
Guerrieri, a Superiori , e Sudditi del P. F.

Serafino delle Grottaglie Lettor di S. Theo


lagia, e gi Custode de Rifor_nmti di S. Fran
cesco. In Cosenza per Domenica Mollo 1680.
L egregio Signor Lombardi fu il primo a

pubblicare questa edizione Cosentina, che eb


be certamente sott occhio: e se avesse dato

la descrizione del libro, e del suo sesto ci


avrebbe fatto anche cosa pi grata.
1680.

" 65. Relazione della festa celebrata in Co


senza nelle nozze di Carlo II. etc. etc. In
Cosenza per Domenico Mollo in 8.
Questa relazione, che si pubblic anonima,

vien attribuita dallo Spirito, dallAlitto, e dal


.Zavarroni , per unanime consentimento degli

eruditi al famigerato Gaetano Argento , mor

to Presidente del S. B. C. Non occorre par


lare del merito dell Argento conosciutissimo

bella repubblica delle lettere ,; e nella classe


della Magistratura.
.
.

168g.

/66.-Esercizj Spirituali, che si fanno ogni

Sabato nella Chiesa di S .. Maria della Con


solazione nella magnifica Citt di Patti. In
Cosenza per Basilio Lombardo 1689i11 24.
E di Filippo Pisciotta Pattese, Protonotario
Apostolico, e Penitenziere Maggiore di quella
Chiesa. Bib. Sicula t1.fac. 176.
1689.
_
. [67. Gli trionfi della fede sottodel Ponte- v
nato d Innocenzio XI gurata nella Donna
dell Apocrzlissi.

Graziano funerale per le. so

lenni esequie dello stesso Pontece, dedicata


all Illustrissimo , ed Eccellentissimo Signore

D. Gio: Francesco Pacecco Comez de San


doval , Mendoza , Aragon , Toledo , Velasco
Tellez Giron Duca d0zeda, Contedi_ -Mon
t Alvano , Marchese di Belmonte , Marchese

di Menas Alvas, Signore dello Stato di Gal- _


vez, e Jumela, Gentiluomo di Camera di

S. ZII. , Tesoriere perpetuo delle Casse Reali


,di Moneta di Madrid, Vicer, e Capitaiz Ge

nerale nel Regno di Sicilia dal M. R. P.


Fr.. Vincenzo Maria 'Sassetti de Predicatori,
gi compagno del Reverendissimo P. Maestro

delgSacro Palazzo. In Cosenza per Basilio


Lombardo con licenza de Superiori 1689 in 4.

>

"9

un libretto di facc. 24, delle quali cinqde


50110 occupate dal frontespizio , e dalla dedica.
l7l2.

I? 68. Lettera del M. R. P. D- Giangriso

siamo Scarf Monaco Basiliano Calabrese di


morante' in Napoli detto altramente Grisqfano

Cardiecletti, scritta dal Signor Francesco dei


Ficoroni da Lungano nel Lazio, che si deno
mina antiquario Romano. In Cosenza per Al

fonzo Lelli 1712 in 8. di pag. 16.

L egregio amico Sig. Lombardi estrasse il


titolo di questo libriccino dal tomo 12., an
no 1712 pag. 414 , del Giornale de Letterati

dItalia; e riferitolo nella seconda edizione


del Discorso dice, che l autore anonimo di que
sta graziosissima lettera introduce lo stesso
P. Scarf, di cui porta il nome a ritrattarsi
dalle balordaggini da lui scritte in certi suoi
libelli contro i PP. Gesuiti, il Cavaliere Jlfaf
fei , ed altri ragguardevoli personaggi.
1712.

l" 69. Avviso alla-S. Chiesa cattolica, in


torno a due libretti della lettera Apologetica,
e della giunta di Grisofano Cardiecletti, cio

del P. D. Giangrisostomo Scaff Monaco Ba


siliano Calabrese , convinto come sospetto ma
VEHBMENTI di Giansenismo da un religioso ze

lante. In Cosenza per Alfonso Lelli 1712 in


8. di pag. 51.

'

Il titolo di questo avviso , dice il Sig. Lom...

80

bardi nella secmxda edizi0ne del Discorso,

tratto dallo stesso giornale pag. 415 dell i1r


dicato volume. Lopuscolo diretto a confu

tare i libelli del P. Scarf, ed a difendere i

compilatori del giornale malignati dal religioso


Basiliano. Vi si difendono ancora lordine Be
nede"ttino , e, i PP. Gesuiti da lui astiosa_mente
attaccati.

'

Io 1 ho tratto dallaggiunta degli Incerti


alla Biblioteca volante del Cinelli. Ven. 1747
L. 4. facc. 400, che il nota"in 16.
1713.

70. Lettera Apologetica di Agatone Le


vita , colla quale si risponde alle lettere del
P. Teologo etc. In Cosenza 1713 in 8.

Cos la riferiscono lo Spiriti, e il_ Lombar


di senz indicarne lo Stampatore. E di Gae
tano Vitale di Carpauzano dono Canonico C0
semino morto vecchio nel 1728 , e in essa Jet

tera si sostiene il dritto de Vescovi di poter


celebrare , e far celebrare in IllOg0 non sagro,

qualora per giusto impedimento non potessero


andare in Chiesa.
1737.
"' 71'. La Gerusalemme Liberata , poema del

Signor Torquato Tasso , trasportato in lingua

Calabrese in ottava rima in questa prima edi


zione da,Carlo Casentino d Aprigliano, Ca
sale di Cosenza ,- e dedi0ata allEccellzntissi

mo Signore il Signor D. Francesco Maria Ca

81

rafa Principe di Belvedere , Principe di Gal


licchio , e Marchese di Anzi. Cosenza 1737.

in
Giuseppe (loco da Policastro recati in lin
gua calabrese i primi due canti della Gerusa

lemme, li stamp in Roma nel 1690 sotto il


nome dell Ottenebrato. Ad altra simile ver
sione si era applicato Giuseppe Gerbasi di C0
senza ( Amato Pantopol. facc. 142 ) ; ma

spett al nostro Carlo regalarci lintera pre


gevol versione del poema.
I
Legregio Signor Lombardi aveva notato colla
data del 1738 questo libro nella prima edizio
ne del Discorso, riettendo che, non essendosi
recata in mezzo pruova alcuna , per parte di
chi la crede in Napoli stampata, si doveva
giudicare tale opinione priva di fondamento.

Ma nellElenco di libri stampati in Cosenza


in supplimento del Catalogo pubblicato dal
Signor D. Andrea Lombardi nel 1816 rimesso
in attestato di rispetto alla nobilissima Acca
demia Cosentina, in occasione della mia ascri
zione. in quella illustrissima adunanza , lan
no 1818 , io osservai che se per poco si vo
!= 3 523 3

gliano considerare l espressioni della dedica


che Niccol Parrino rie fece a D. Francesco
Maria Carafa , dove dice : leroico poema del

gran Torquato che dalla natia sua favella


nell idioma della nostra Magna Grecia per

opera di un erudito Nazionale dalle mie


stampe rinasce, si scorger a primo slancio
che in Napoli, e non in Cosenza il suddetto
6

\
Ct> :o

r:-. -. .- := r:zs ez

libro sia stato pubblicato. Niccol Parriuo


in fatti sempre in Napoli ebbe i suoi torchi,
e la dedica porta la data , di Napoli a 22
dicembre 1737 , nel qual anno appunto, e
non nel 1738 , vemie impresso il libro. Il

Zavarroni che potea essere al giorno del fat


to , e che certamente non voleva togliere
tal pregio alla citt di Cosenza, dice chiara
mente che detto libro fu stampato Consen
tiae, sen-verius Neapoli. _N devesi credere

che il Parrino per una sola edizione avesse


trasportato i suoi tipi in Cosenza , tanto pi.
che avendo dedicato l opera sembra ch egli
stesso' ne avesse sofferto la spesa. Si conven

ga dunque di essere questo volume stampato


oc-.t o_,-i.

in Napoli, niente togliendo al vanto delle


stamperie Cosentino la mancanza di esso ,
perch se leviamo dal loro catalogo il pre
sente , altri molti ( che per lingiuria dc
tempi a noi non giunsero ) furono certa
mente il di loro felice prodotto, e d'altron

de per dirlo col signor Nava : Chi ricco


di ampio patrimonio in controverso nulla per
de se di cose disputabili non fa conto. Quip
pe non eget falso honore civitasnostra tot
aliis monumentis qua Romanorum, qua Grac

COrum aetate decorata et qua civilibus, qua


literatis dotibus insignita . Laonde il Si
gnor Lombardi, come praticano gli uomini ve
))

ramente eruditi, riesaminata la primiera opi


. nione, la ritratt e con quella candidezza che

lo distingue nella seconda edizione del Discor

83

so, parlando di questa "versione della Ger1isa


lemme, disse: ma omai risaputo che un tal
poema fu impresso in Napoli pe torclu' dello
stampatore Napolitano Niccol Parrini.

Io ho voluto riferirequesto per non man


Care all impegno di accennare tuttoci che ri
guardar possa 1 istoria delle Calabre tipograe,
e dimostrare a miei lettori di non aver rispar
miato cura , 0 fatica in radunarne le notizie.

Mi auguro poi che il dotto signor Raffaele Va


lentini riputatissimo Avvocato Cosentino , e
inio gentilissimo amico voglia chiarire colle
sue profonde ricerche se veramente il Re Fer
dinando I. di Aragona avesse conceduto la tipo
graa alla Citt di Cosenza, 0 pure fosse stata

opera dc suoi nobili, e letterati concittadini.


10 mi ho presso di nulla avanzare nel mio

lavoro , che a certi documenti non fosse ap


poggiano : 'ne qua suspicio gratiae si! in scri

bendo; ne qua simulatis, giusto lavviso del


sommo Arpinate.

S.

NICCOLA DI

VALLELONGA.

Gio: Jacopo de Martino Abate Curato


di S. Niccola di Vallelonga , detto altrimenti
S. Nicolaus a Juncha fece venire nel 1634 in
essa terra Giambattista Russo, e Domenico Jez

zo per istampare tre sue opere, cio 1.i Con


sigli, ossiano i Responsi Legali: 2. un trattato
de privilegj della povert , e 3. la vita di Gio
van Dionisio Galeno , famoso pirata , pi co
nosciuto sotto il nome di Ulucci-Al , Vicer
di Tunisi , Algieri , e Tripoli , e a tal uopo

ne ottenne, previo informo fatto a 24 mag


gio 1634 dallAvvocato Fiscale presso lUdien
za di Catanzaro Francesco Strina la debita li
cenza. Non saprei per qual cagione, ma forse
per le malattie sopravvenutegli solo stamp in
un volume in fol. la prima parte de Consigli,

mentre le altre opere acquistate da PP. Pre


dicatori si c0nservarono mss. nella biblioteca
del lor convento di Soriano.
Il De Martino essere stato il primo che in

trodusse le stampe in Calabria ce l assicura

Giuseppe De Martino di Pietratta Dottor di


Medicina , e nipote dellautore nell Avviso al
lettore, che_premise allopera dello zio dove

dice : Exegit igitur' ( Joan: Jacoh. Martinus )


monumentum acre perennius . . . . cum pri

33
mus omnium nostrae tempestatis ulteriorem ,

sacra/rique Graeciam impressorum honore de


coravitg e listesso Gio: Jacopo termina il vo

lume edito colle seguenti espressioni: De hoc


latius dixi in cap. lo de privilegiis pauperta
tis, neo dante , quam primum excudendo hic

in patria mea S. Nicolai , in qua me operan


te , et bene aurum erogante stamparum

usus

advenit , quod ante hoc tempus nunquam in


provincia Iheginen Calabriae fuerat visus.
Admirata est universa gens Calabriae, me siam.
parum usum ad illam introduxisse , sed non
metiuntur labores , favores , et impensas in

quibus adiutus fui a genitrice mea Victoria


Coppula.
s
Haec sunt completa die 12 februarii 1635,
S. Nicolai, ubi natale meum.

Quindi abbiamo nel

Sinodo celebrato da

Monsignor Maurizio Centini Vescovo di Mileto


lanno 1634 il Capitolo 3. col titolo: De li
brorum impressione, ac venditione, che si espri

me ne termini seguenti z Haec , quae libro


rum impressione hucusque dioecesis destituta
fuit , iam Deo disponente impressione librorum

gaudet . impressoribus ergo sub quinquaginta


aureorum poena , prout iuris applicandorum,

et excomunicationis in subsidium inibemus.


Auctoris cujusque libros, etiam hactenus im

pressos praelo subjicere , nisi approbatione a


nobis , vel a lleputatis nostris obtenta , quam

libris ipsis teneantur inserere. E nel capitolo


32 si nominarono per Revisori de libri da es

86

sere impressi il R. P. F. Tommaso di Gi'one


Maestro, e Reggente deMinori Conventuali, il
P. D. Alessandro de Bernardinis Rettore del

Collegio della Compagnia di Ges , il Dottor


dambe leLeggi Scipione Mazza della Citt
di Montelione, e il B. D. Luca Ilario Dottor

d ambe le leggi, Protonotario Apostolico Arci


prete , e Penitenziere della Cattedrale di Mi
leto. Nel Sinodo primo di Monsignor Panza

ni celebrato nel 1642 non trovo altre dispo


sizioni riguardo agli Stampatori della Diocesi,
ma nel secondo celebrato a 13 aprile 1643,
furono deputati Revisori delibri, il Dottor
dambe le leggi Domenico Mayda , Canonico

del Capitolo , il Sacerdote Felice Crispo , Dot


tor in S. Teol0gia di Montelione, F. Tommaso

da Gimigliano dellordine de Minori Osservan


ti, F. Lorenzo da Catanzaro del medesimo
istituto , e il P. D. Francesco Patigno della

societ di Ges tutti dimoranti ne Conventi


di Montelione. Le quali disposizioni certo indi

cano che in quegli anni si esercitavano itor


chi in taluni luoghi diocesani ; e specialmen
te, come saremo per vedere, nella patria mia..
I citati scrittori per dovettero ignorare le

stamperie stabilite in Reggio, e in Cosenza


n da un secolo e mezzo prima; altrimenti
non avrebber fatto tanto chiasso.
. Il libro adunque posto alle stampe in S. Nic

cola, di cui un buon esemplare si trova nella


mia biblioteca , del titolo :

87
1 635.
Consiliorum, sive responsorum iuris D.Joan.
Jacobi

Martini I. C..Calabri a S. Nico

lao a Juncha, et ejusdem Ecclesiae maio


ris Abb. Carati Volumen primum ., opus o
mnibus V. I. peritis tam in pontificio, quam
Cesareo iure versantibus opprime necessaria/n,

et utile, et bonarum artium politicae, et histo


riarum amatoribu's non iniucundum, cum ar
gumentis , et indice omnium rerum , et sen

tentiarum locupletissimo, alphabetico ordine di

gesto. Sancti Nicolai - Apud Joannem Bapti


siam Russo , et Dominicum Jezzo 1635- _Su
periorum permissu.

E un volume in fol. di facciate 377 che con

tengono trenta Consigli, e pi altre 20 nelle


quali si comprendono il frontespizio la dedica
al Cardinal Felice Centini datata S. Nicolai
15 martii die qua magnus Caesar trucidatus

esclitit 1635 , l avviso al lettore, il permesso


della stampa , e varie composizioni latine a
lode dellAutore , delle quali la prima di
Momignor Maurizio Centini Vescovo di Mileto,
che anche don altro permesso per la stampa

dell opera , 1 indice de consigli , il registro,


e un breve avviso dell autore , con cui chie

de scusa per gli errori commessi dal tipogra


fo , quali egli per la sua cagionevol salute non
aveva potuto emendare; e per Vero dire biso
gnava di seria correzione , essendovi monde ti
pografiche copiosissime. In ne in 64 facciate

88
non numerate vi compreso lindice delle
matene.

Il Giustiniani ricord quest opera nelle Me


morie degli Scrittori Legali t. 3 fac. 238 pub
blicate nel 1787 ,- e poi 1 obli nel Saggio sulla

Tipograa , che stamp nel 1793.

a
wwa

MONTELIONE.

I torchi in questa Citt furon portati lan


no 1635 da Gio: Battista Russo, il quale di u

nit a Domenico Jezzo aveva impresso l opera


del Martini in S. Niccol di Vallelonga. La pri
ma edizione che abbiamo la Cilla del Gio
vanetti, quale dedicata a 1 settembre 1635 e

approvata dal Vescovo Centini a 12 stesso. Nel


1637 fuggitosene il Busso, non saprei per qual
causa , da Montelione , lo veggo ritornato nel

1641 come impressore nella Ducale Stampe


ria , dove perdur no al 1649 , non ostante

che lanno innanzi avesse c0minciato anche a


stabilire un altro torchio in Cosenza.
Domenico Antonio Ferro cittadino Monte
lionese , dopo di essere stato in Soriano per
circa due anni, venne lanno 1666 ad eserci

tare larte impressoria nella patria: vi rest a

tutto il 1669, e nel 1670 pass in Reggio. Leg


giamo perci nel Sinodo Miletese del 1666 ce

lebrato da M0nsignor Morelli sotto il titolo:


de Librorum. impressione - Quia multoties im
pressi reperiuntur nonnulli libri , qui prohibito
rum nota describuntur, et alienis in locis da

ta praescribitur in animarum perniciem , prolzi


bemus sub ducatorum quin uaginta paena in.

locis nostrae dioecesis, nul ius prqfessionis li


I

9bros sub praelo demandari absque nostra in:


scriptis in eis inserenda licentia.
In fatti Monsignor Morelli per ledizioni

cadutemi sotto occhio , e pubblicate dal Fer


ro , delegata la revisione ad un tal F. Diego
da Pizzoni Maestro delle arti, e della Teolo
gia de Minori Conventuali , sempre ne con

cesse la licenza.
Lorenzo Giustiniani nel suo Saggio, sulla

tipograa del Regno appena ricorda il solo ti


pografo Rossi, che chiama per errore Gio: Do
memco.

Pi distinte notizie il curioso lettore potr


ricavarle dal mio discorso sulla Tipograa Mon
telionese , letto nella tornata dellAccademia

Florimontana a 20 novembre 1818.

'

1636.

1. La Cilla favola pastorale del Signor


Marcello Giovanetti di fiscali allIllustrissima
ed Eccellentissima la Signora Duchessa di

Girifalco - In. Morztelione appresso Gio: Bat


tista Rosso 1636 in 8. piccolo.

Fu pubblicata postuma per cura di France


sco Maria Giovanetti cugino dell autore. E de
dicat a D. Felice Maria Ravaschiera Duchessa

di Girifalco , e Marchesa di Soreto , nel tea


trino del di cui ducal palagio in Dinami fu

la favola rappresentata. Ne possiedo regalato:


mi dal Primicerio D. Felice Antonio Tambau

Professore di Grammatica latina inferiore nel -

1
Real Collegio Vibonese un esemplare nitidi
mente impresso di 140 facciate , nelle quali
vi la detta favola , e un idilio , oltre otto

pagine avanti che contengono il frontespizio,


la dedica ,

tre sonetti a lode di Marcello , e

di Francesco Maria Giovanetti , inomi de per

sonaggi dell opera, il prologo , un avviso, e.


alla ne in un altra pagina lapprovazione. Il
prologo scritto dalleditore riguarda pi la cir
costanza del luogo , ove si rappresent , che

lazione istessa Questi ci assicura che il pro


logo composto da Marcello Giovanetti perfug
gire le censure del mondo , e di quei critici
particolarmente , che anche nella poesia epica.v
ripraovan gli augurii non pote per sua disav

ventura godere la bramata luce. L Allacci an


not questafavola nella Drammaturgia; 6 mag

giori lumi trovansi ne Commentarj intorno alla


volgar poesia del Crescibeni , e nel mio di
scorso sulla tip0graa Montelionese.

Si corregga il Toppi il quale rifer questa


edizione alla pagina 135 della Biblioteca cre
dendo il suo autore di Ascoli nella Puglia,
quando lo f di Ascoli nella Marca Anconitana.

i 1636.
2.} Relazione encomiastica del famoso Con

vento , e della miracolosa immagine di S. Do


menico in Soriano - Monteleane appresso Gio:
Battista Rosso. 1636 in 8.

E di Lorenzo Loyero di Badolato Lettore.

dellOrdine de Predicator , che vien menzio


nato dal Toppi , dall Amato , dall Aceti , e

dal Zavarroni pl suo Rosario del nome di


Ges. Nap. per lo Roncagliolo 1627 in 12.
Il Zavarroni poi , e il Campitelli Rag-gua
glio Storico di S. Domenica in Soriano par
lano della presente Relazione.
1636.

3. Poema eroico delle Cacce , armi, scien

za, e progenie di Francesco Maria Carqiz


Duca di Nocera. In Monteleone appresso Gio:
Battista Rosso 1636 8.
i 636.

4. Aristotelis philosophia exametris compren


sa. Monteleone apud _Jo. Baptistam. Russum
i 636 8.
Sono ambedue queste operette di Pietro 11 In
.zillo da Soriano Maestro di S. Teol0gia , e Pro
Vinciale deCarmelitaui trapassato nel conven

to di Montelione nel 1641. Era non ignobile


poeta, specialmente nel latino esametro. Vien
lodato dal Fiore , dal Pugliesi , dall Aceti,
dall Amato, e dal Zavarroni , i quali riferi

scono la prima sua opera , e nulla dicono della


seconda. Per quante diligenze avessi usato non
mi riuscito averle in mano. Il Pugliesi nella

Antiquae Calabriensis Provinoiae ordinis Car_


melitarum. exordia , et progressus di costui

93

lasci notato : In oppido Suriani ex honestis


parentibus natalem habuit , et tit vir doctri
71a , humilitate , patientia , praesertim simpli

citate maxime redimitus. L'xtitit in Calabria

dia Regens , et per aliquot menses Vicarius


Provincialis. Scripsit italice poema heroicum
de venatione stemmate, et progenie Excellen
tissimi Ducis Nuceriae in 8. fol. Montisleo
nis anno 1636 excussum. Anno tandem 1641
e vivis clecessit.
Il Fiore Calabria Santa facc. 116 riferisce
il titolo del volume n.0 3. in latino; ma lAma

to, e il Pugliesi lo dicono chiaramente italiano.


1641.
5. I poetici furori rime dell Abbate Gio:
Battista Pontorieri Canonico della Citt di

Tropea, Accademico di essa Citt degli A_a


ticati detto l Infuriato , dedicate alli Signori
Accademici di detta Citt - In Monteleone
nella Ducal Stamperia er Gio: Battista Rus

so 1641 , con licen:m

e Superiori in 12.

un libretto di facciate 311 , oltre 24, che


contengono il frontespizio, la dedica , ch di

Montelione a d 15-settembre 1641, un avviso,


la revisione fatta per ordine del Vicario Ge
nerale di Mileto da F. Bonaventura Benincasa

da Gimigliano Maestro de Conventuali, colla


data di Montelione 20 settembre 1641 , e va
rie composizioni italiane , e latine a lode del
1 autore. Le rime poi sono distinte in amo

94

rose , di lode, di morte, e varie. Sieguono po


scia le canzoni, i madrigali di amore, la ri
me m0rali sacr_e , le proposte e risposte , e
nalmente un discorso Accademico in difesa

della poesia. Questo discorso si dice composto


per ordine del Principe dellAccademia, quale
tuttavia orente e si distingue fra le adu

nanze letterarie del Regno , e io mi ci trovo as


sociato per cortesia de suoi nobili componenti
col nome di Docile-Mitis n dal 20 gennaio

1818. Il Pontorieri f ignoto a quanti mai


scrissero delle cose di Calabria. Lesemplare da.
\
me visto e mancante di alcuni fogli.

1642.
,

6. Il trionfo di S. Francesco di Paola.

Tragedia. Monteleone appresso Gio: Battista


Bassa 1642. in 12.

di Frate Domenico Tranquillo del Pizzo


dell Ordine de Minimi. Il Toppi , il Tranquil

lo , autore della 'Napizia , 1 Amato, e il Za

varroni fan cenno di questa tragedia. Che che


la stessa nel titolo si dice tragedia, pure dessa

( almeno mio sospetto , non avcndol-a mai


vcduto ) deve riputarsi una opera sacra molto
in uso per quella stagione nelle province Ca
labre. LAceti chiama il nostro autore Theta.

logas doctissimus.

95

1643.
7.

Carmina sacra.

Monteleone apud Jo:

Baptistam Russum 1643 in S.


Francesco Lombardi dotto , e pio sacerdote
di Castelvetere n lautore, ricordato soltanto
dal P. Fiore. Gli altri scrittori patrii nulla ne
seppero. Sono versi di vario metro a lode di
nostra Donna delle Grazie.

1649.

8. Discorso detto nella solennit della Let


tera di Maria Vergine scritta a Messinesi Monteleone presso Gio: Battista Russo 1649,
in .
di Andrea Cirino nobile Messinese deChie

rici Regolari, morto di anni 46 nel 1664. Vien


ricordato colle altre sue opere nella Bibliotheca
Sicula del Mongitore t. 1. l'acc. 28, dal P. Vez

zosi Scrittori Teatini fac. 270 , e da altri.


1666.

g. Ordinationes promulgatae ab illustrissimo,


et Revereudissimo D. Didaco Maur6lli Casti

lioneo Episcopo Militen Barone Galatri etc. etc.


in prima ejus Synodo dioecesana habita in
Cathedrali Ecclesia die 2. 3. et 4. mensis Maii

1666 - Monteleone ex t_ypographia Dominica


Antonii Ferro - 1666 Superiorunz permissu.
Il libro chcsiste nella Real Biblioteca Bor

96

bonica di Napoli in 4. di facciate Go, dim


pressione sufcientemente nitida, chiara , e'
corretta.
1 666.

10. La Messina difesa - Monteleone perDome_nico Antonio Ferro 1666 in 4..


E di Stefano Mauro Messinese istorico, e

ambasciatore della di lui patria alla Cattolica


Maest. Vien ricordato dal Mongitore. Biblio
teca Sicula t. 2. facc. 239.
1666

11. La Triade Armonica rime del Signor


Dottor Pietro Paladino , Auditor Generale
delli Stati di Monteleone , dedicate all Illu
, strissima , et Eccellentissima Signora D. Ge

ronima Pignatello Duchessa di Monteleone Monteleone per Domenico Antonio Ferro con
licenza de superiori 1666 in S.

La dedica di una sola pagina. Siegue un


discorso al Lettore , nel quale delle altre sue

opere parla lautore. Quindi vi unaltra di


scorso di Francesco Ant0nio Pandolfo, c0n
cui si difende il titolo di Triade armonica del
libro. Viene la Triade in 13 diverse triadi di
visa , e ciascheduna col suo argomento , e di
tre sonetti composta, in 28 pagine comprese,
e nalmente varie composizioni a lode dellau
tore in altre dieci pagine.

'

97
1667.

12. Ragguagli di Principi rime del Signor


Pietro Paladino Auditor Generale delli Stati
di Monteleone al ,Serenissimo Calmo de Me
dici .Principe di Toscana. In Monteleone per
Domenico Antonio Ferro con licenza de su
periori 1667 in 8.
'
'
I

Oltre della dedica comprende questo libretto


dodici Capitoli trattanti alcuni argomenti sto
rici , e favolosi in pagine 144. Nel mio esem

plare questi due opuscoli son legati inun vo


lumetto.
,
Era Pietro Paladino dottore dambe le leggi,
poeta seguace del Marini, e amico assai di

Giuseppe Battista. Fu' ascritto all Accademia

degli Oziosi a tempo del Principato di esso


Cavaliere Marini, e poi fu scelto egli stesso
Principe dellAccademia deglInquieti di Mai
da sua patria. Il Paladino appena nominato
dal Fiore , dall Amato , e dall Aceti,, Barto
lomeo Borneo nella sua Melanide, che corre

data di alcune noterelle ho allestito per la _


stampa , canta di lui:
Seu vates fuerit , seu iure in utroque peritus
Cedere Petre tibi quis Paladine neget ?
Harmonicae Triadis c or dalcedine : gesta
Heroam cives erudic meos:
'
Qas tamen inferias 'tibi Adoni paraverat eheu.

Excidit heroicum quod venerabar opus.

-9 8

166*}.

13.. Oda nella quale sincomggian gli Au


striaci al racqitisto del Portogallo. Monteleo
ne per Domenica Antonio 'Ferro 1667 in 4.
E di Francesco Gai-zia di Patern uomo-di

lettere, che vien ricordato nella Bib. Sicula


t. i. -facc. 214.
1667.

14. La stabilita f del congresso dellesem


plarit Mamertina per l accrescimento del ML
10 divino , et emendatione de miscredent infe

deli. Monteleone per Domenica Ferro 1667.


in

' di Giovanni Rainieri Catanese, sacerdote


istruito nelle belle lettere, ricordato dal Mom
gitqre nella Bib. Sicula t. 1. facc. 363.
1667.

15. Ad.capitulam XXIV nobilitatis civita


, tis Montisleonis Commentum, auctore Josepho

Capialbo J.

Hipponen8 - Monteleone per

Dominicum Antonium Ferro 1667 8. pico.

N autore Giuseppe Capialbi mio trisavo


lo ,

scrittore principe dell istoria. di Monte

lione mia patria , publcata in Napoli per Lu


ca Antonio Fusco nel 1659. Pel Capialbi po
trassi leggere 1 articoletto inserito nel tom. 8.

della Biograa Napolitana. Il libro da me no

tat0 , dedicato a -D. Ettore Pignatelli Duca di

99
Montelione, scritto in buon latino, e con

criterio legale. Comprende 72 pagine , oltre


_ le prime sei contenenti il frontespizio, la de
dica, e un avviso al lettore. Ne conservo un

bell esemplare.
1 667 .
16. Prose degli Accademici della Fucina.
Libro primo, nel quale sicontengono varii di

scorsi. Monteleone per Domenico Antonio Fer


ro 1667 in

1668.
17. Il Duello delle Muse, o vero tratteni
menti Carnevaleschi degli Accademici della.
Fucina. Trattenimento 1. dellanno 1667 , e
trattenimento a. del 1668. Monteleone per Do

menico Antonio Ferro 1668. in 4.


Non saprei dire perch lillustre Accademia
della Fucina avesse fatto stampare in Monte
lione questi due volumi, che son riportati
dal Mongitore nella Bib. Sicula_t. 2. fac. i15.
Certo che molti altri volumi di componimenti _

accademici furono pubblicati or in_ Bologna ,


or in Napoli , or in Messina stessa. Questa
Accademia pi non esiste nella Citt di Mesa
sina; ma risplende in quel Suolo lAcca
demia Peloritana composta di dotti e gentili

spiriti, a quali mi Vegg0, e confesso tenutis


simo ancor io per avermi spontaneamente, e

graziosamente ascritto fra loro nella Classe


di Letteratura, e belle arti con diploma spe
I.

1-oo
.
dimmi a 16 settembre} 1834 dal chiarissimo
Signor Carmelo la Farina Segretario Generale
della suddetta illustre Peloritana adunanza.

1658.
18. La vera fortuna di Messina orazione
panegi'rica per la lettera scritta da [Ilaria ai
Messinesi. _Monteleone per-Domenico Antonio

Ferro 1668 in 4.
Questa orazione, che trovasi anche inserita
nel volumed'elle Prose degli Accademici della

Fucina, di Giovanni Reitano Messinese Mi


nor Conventuale , eloquentissimo predicatore
dell et sua. V. Bib. Sicula t. 1. facc( 365.
1668.

19; Compendio della vita , e morte della


B. Rosa di 'S. illaria composto dal P. Mae
stro F. "Antonio Gonzalez del Per , e tra
dotto in italiano." Manteleone per Dolzzenic'o

Antonio Ferro 1668 in 8.

'

'

Questa traduzione dal latino del Gonzalez fu


lavoro di Giuse p Lotello da Scilla Baccelliere

dell ordine di
Domenico , e viene menzio
nata dal Toppi , dall Ace-ti , dall Amato , e
dal Zavarroni.

_
1668.

no. Capitoli del nuovo governo della Citt


di lanteleone dati in luce dalli Signori Dot

101
tor Domenico Vaccari , e Notar Giambattista

Lombardi Sindaci di detta Citt. In Monte


lione per Domenico Antoni ( sic ) Ferro_con

licenza de superiori 1668 - in fol. pico.


Son questi i Capitoli del nuovo governo della
citt stabilitosi a,7 Agosto 1594, epoca del
Sindicato di Gola Tomarchiello, e Gio: D0rne
nico Gagliardi , col quale si divise la citt' sud

detta in due ceti ,.di nobili luno, di Onorati

laltro; il qual governo perdur no al 1805. Il


libro di pagine 24, delle quali le prime tre
contengono 1 antiporta, il frontespizio, e la de
dica. Le altre comprendono i Capitoli, lelenco
delle famiglie nobili, varie rappresentanze de
cittadini, e grazie ottenute, ed inne la nota

de Sindaci dal 1594 a tutto il 1667. La sola pa


gina segnata conum'eri 23 ,e 24 in bianco.
Ne tre diversi esemplari che da me si posseggo
no, in uno nella detta pagina in bianco vi tra
scritto un provvedimento riguardante il posto,

che nelle pubbliche funzioni in chiesa doveva


occupare il Maestro Giurato. Uno de tre cen
nati esemplari, che ha le coste , il frontespi
zio, e il titolo della dedica in lettere di oro,

e listesso che da quellepoca a noi per Iogni


anno si presentava 'a Governatori locali per

losservanza ; e dalla mia famiglia comech da


remoti secoli dichiarata Cittadina depositaria
de privilegi della Citt , con molte altre rare
pubbliche e private annose scritture gelosamen

te si conserva: Rerum gestarum illustre patrium


monumentum .
\

102

1 669 .
21. Della pietra Belzuar minerale Siciliana

lettera familiare. Montelione* per Domenica


Fe_rro 1669 in 4.

E del P. D. Silvio Boccone farnoso botanico,


e Naturalista Palermitano. V. Bib. Sicula t. a.
facc. 227.
\
\.

1 o3

SORIANO.
Frate Domenico de Sanctis da Filogaso Mae
stro in S. Teologia , due ate Provinciale de
Predicatori , e Priore del lor convento di So
riano , venne ivi spedito con ampie facolt dal

P. Generale dietro il tremuto de 5 novem

bre 1659 , onde soprastare alla ristorazione delle


fabbriche della chiesa, e del convento mede

simo, cheran crollati. Fu tanto diligente , e


attivo il P. De Sanctis che, soccorso dalla piet
de fedeli, pot in pochi anni rifabbricar in mi

glior forma quel Santuario , e volendol viep


pi illustrare, tratt con Domenico Antonio
Ferro Stampatore, che trovavasi in Napoli, e
avendolo fatto venire in Soriano, in quella Sa
Casa vi apr lanno 1664 una ofcina tipo
grafica.

Le prime opere. ad esser pubblicate furon due


del detto P.-Maestro, la Cronica di quel Con
vento del P. Lembo, e alcune poesie dellAb
bate Corticosa nel 1665 ; e nel 1666 un altro

libretto di poesie dellistessoorticosa. Ledi


zioni del Ferro sono sufcientemente buone in'

quanto ad esecuzione tipograca; ma formico


lano di errori, forse perch n0n aveva un buon
correttore.

Avverto che oltre delle opere da me notate

104

per altre due titolate: Raccolta di miracoli di


S. Domenico in Soriano. Quinta impressione,
e Totius Scholasticae Theologiae cunctarum
.que ejus materiarum iuxta ordinem , qua a
diva Tboma in sua Summa pertractantur elen
cus, del medesimo P. De Sanctis, si erano ot
tenute le licenze; ma ignoro se mai si fossero

pubblicate. Il Ferro, come si detto, da Soria

no pass in Montelione nellistesso anno 1666.


1665.

1 . Considerazioni predicabili sopra gli Emma


gelii della Quaraesima , e altre feste con due
tavole degli argomenti, e cose pi notabili di
- F. Domenico de Sanctis da Filogaso Maestro

dell Ordine de Predicatori della Provincia di


Calabria, dedicate all1llustrissima , et Eccel
lentissirna Signora 1). Laura di Aquino Prin

cipessa di Castiglione , e Santo Mango. Par


te prima.

, '

'

In Soriano nella Santa Casa di S. Dome


nico per Domenico Antonio Ferro. Con licen
za de Superiori 1665. .

Parte a.a ibidem. 1665.


_
.
Son due volumi in 4. Nel primo vi la
dedica datata da Soriano a7 marzo 1665 , il

permesso del Generale de Domenicani, e del


Vescovo di Mileto de 28 maggio 1664 , 1 ap
provazione dellautorit secolare, le tavole, e

36 prediche. Nel secondo vi sono le rimanenti

prediche no a tutta la 73, e un orazione fune

N'-.,'

105
rale in morte di Ascanio Teut0nico , dotto me

dici:0 Tavernese. La stampa scorretta , e di


ci si legna giustamente lautore nellintrodu

zione dicendo: Potevo far pi che farmela ve


nire in casa ,e correggerci io medesimo di con

tinuo , e collpassistenza che Dio sa 2 Eppure


ne sono scappati in qualche numero. Non vi
ha rimedio. Pazienza! O che felicit se tutti

li prefessori di quest arte fossero intelligenti!


eppure lo dovrebbero essere in cosa di tanto
momento; perch a che serve un libro scor

retto? Son possessore di un esemplare intero,


nel quale ho pi errori ravvisato, mentrech

i caratteri, e la carta son sufcientemente buo


ni. Questa sola edizione Sorianese, e colla data

erronea del 1667 , ricorda il Giustiniani nel


1Saggio.
1'665.

:z. Modo da recitare il caro il Santissimo


Rosario con tre aettuose meditazionipcr cia
scun misterio , et altre divotionelle , lodi, ora
._zioni , benedizioni, et esercizii Cristiani, rac

colti da diversi libri, e pie memorie}di devoti


autori per F. Domenico de Sanctis da Filo
gaso Maestro della provincia di Calabria del
lordine dePredicatori - In Soriano nella San
ta Casa di S. Domenico. .Per Domenico An
ton ( sic) Ferro 1665 con licenza de superiori
in 8. picc.

'
_
E di facciate numerate 750 , oltre gl indici,
le licenze per la stampa , e il frontespizio ,

106

ch preceduto da un rame analogo al titolo


del libro. Ne possiedo una copia bastantemente
nitida , e corretta. Il P. De Sanctis lasci molti
manoscritti riferiti dal Zavarroni , che fa eco
al Toppi , al Fiore , allAceti , e all Amato

chiamandolo pio , 'e dotto religioso.

1665.
3. Cronica del Convento di S. Domenica
in Soriano dallanno 1510 n al 1664 com
posta dal P. Maestro F_'rat Antonino Lembo
dell Ordine de Predicatori , dedicatal Beve
rendissimo P. Maestro F. Gio: Battista Ma
rini Generale dello stess ordine - In Soriano

per Domenico Antonio Ferro con licenza di


( sic ) Superiori. ( senza data.) in fol. pico.
' Questo il frontespizio colle armi del P.
Generale Marini in cui manca il millesimo, per

ch inciso in rame, e in un secondo rame che


'siegue vi impressa l apparizione del miraco
loso quadro di S. Domenico in Soriano; ma
la dedica de 15 maggio 1665. Si contengono

in quattro pagine ladedica , e le approvazioni,

e poi comincia la Cronica ch divisa in tre


libri, e abbraccia 238 facciate./ La tavola
nalmente compresa in altre 26 facciate. Un

bell' esemplare con ispazioso margine me ne ha


regalato 1 egregio , e dotto amico Signor An
drea Lombardi.

1Antonino Lembo da Catanzaro fu Maestro

di S. Te010gia, pi volte Priore del Convento

lo
di Soriano , e nel 1659 Provinciale de Pre
dicatori in Calabria. Questo insigne uomo fon

d anche nella patria sua verso il principio


del 1661 un Accademia sotto il titolo degli
Agitati, la quale, per ladi lui assenza, rimase
abbandonata. Varie altre sue produzioni furo
no stampate in Messina. Raimondo Romano

ne scrisse la vita in Chron. Cap. VI. Il Top-f


pi, il Fiore, lAceti , l Amato, il Zavarroni,

e il Campitelli nel Ragguaglia Storico della


miracolosa immagine di S. Domenico in So

riano lo ricordano con lode. La nostra Cro


nica venne poi con alcune aggiunzioni ristam
pata in Messina per Vincenzo dAmico nel 1687.
1665.
4. La Zancle Narcisata - In Soriano per
Domenica Antonio Ferro i665.

1666.
5. La vita di Cristo. La vita , e morte di
S. Gregorio Taumaturgo. La Fabrica del Man
do. Il Pecatore pentito. In Soriano per Do
menico Antonio Ferro 1666x

Sono poesie di Jacopo Cortese Sacerd0te Mon


telionese e volgar poeta , e le ultime quattro
in verso eroico poste insieme in un volumetto
(cos le trovo notate in un antico Mss. Sic
come non mi riuscito di averle in mano, mi
resta il dubbio se quaste poesie siano le stesse

108
che per tradizione sappiamo aver dato in luce
Jacopo Corticosa Sacerdote mio concittadino,

che port la stampa nella comune patria nel


1666, come nel discorso sulla tipografia Mon
telionese ho diffusamente dimostrato; giacch
il nome, cognome, la qualit di Sacerdote non.

che la patria , e la materia delle composizioni


mi fan sospettare che 1 autore del Mss. , dal

quale tolgo questa notizia , si fosse ingannato


nello scrivere Corticosa, e avesse scritto Cor
tese. Questo inganno passato in altri scrittori
avr fatto che il Fiore, e ditro a lui il Bisogni,

e lAmato avessero menzionato il Cortese pel


Corticosa.
.

I 09
u_y:-Iyuyuyuy-oyuy-Iyu
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L"gfggfggifgfigi'gglfggssgfslaiggfgtafa

-A'uu.a9. 34 J;..'LAJH |.S.a*.S..lian*anua nq&#A la.

SCIGLIANO.

Monsignor Giovan Jacopo Palemonio, che

il Coleti chiama Palamolla (i) , come appel


lansi i successori del Barone della lorraca, e
del Porto di Sapri , di cui era _fraiello germa
no, ma che nelle sue opere sempre trovo scritto

Palemonio e Palaemonius, da giovine pass

in Napoli, e poscia in Roma presso laltro di.


lui fratello, che fu Segretario della Sapienza,
ove si perfezion negli studj delle amene let
tere , e delle scienze sacre ,- come dalle yarie

sue produz'ini italiane , e latine in versi , e in

prosa ravvisasi. Dagli sressi suoi libri conoscia


mo essere stato, forse seguendo qualche Nun
,\

zio Apostolico , nel 1663 in Parigi, in Ve


nezia , e in altre famose Citt di Europa , e aver
contratto illustri amicizie, e conoscenze , on

de ot dedicare , e dirigere a varii Sovra


iii , Principi, Cardinali, e Pontefici talune
Sue produzioni letterarie. Dopo di avere occu
pato varii posti ecclesiastici, e incumbenz ono

riche eseguito , e dopo di essere stato Vica


rio Apostolico nelle diocesi di Reggio, di Lari
ciano, e di Potenza, nel 1667 venne da Papa
(1) Coleti addztiones ad Itah'am Sacram,

110
Alessandro VII creato Vescovo di Martorano.
Quindi fu consagrato a' 16 marzo , e ne prese

possesso a 3 maggio dellanno istesso. Deve


- adunque emendarsi leditore della Calabria
Sagra del P. Fiore , che lo vuole inalzato a
questa Cattedra nel 1668
Il Palemonio
non pertanto trovavasi reduce in Roma nel 1679
sia per suo piacere , sia per visitare le reliquie

de SS. Apostoli Pietro e Paolo , avendo dedi


cato alcune sue operette teologiche , e di Cri
stiana Politica a Papa Innocenzio XI, col stam
pate col datum Romae Kalendis augusti 1679
nell ofcina del Tinassi.
'
,
.

Fin da quando Monsignore era in diocesi


non trovando di sua soddisfazione la stanza
di Martorano, e temendo di alcuni fuorusciti

che infestavano que contorni, sotto aspetto di


S. Visita se n era passato in Iscigliano lanno
1675, e ivi aveva fermata sua dim0ra}. Ritor
nato da Roma , per divertirsi condusse secoi
torchi, e Vi stabil nel palazzo Vescovale una
Stamperia a sue spese nel 1680. Un uomo di

lettere vissuto nel gran mondo vedersi connato


in Calabria, da c0ntinui palpiti agitato, certo
che doveva soffrire moltissimo. Egli se ne la
gna spesso spesso "nelle sue poesie , che diri
geva agli amici in Napoli, 0 in Roma dimo
ranti; e per sollevarsi nelle ore di ozio stim

opportuno di far pubblicare varie operette sa


cre ,' e spirituali , porzione delle quali, o\in
(1) Fiore Calabria Sagra pag. 331.

111
Roma , o in Napoli gi eranostate stampate.
.Fabbric a Scigliano un buon palazzo , e vi
fond in tre diversi rioni, o come vorrem dire

pagi, de'sette, di cui Scigliano formata (1)

cio in Calvisi, in Lupia, e in Diano tre Col


legiate: regal alla Chiesa Collegiale dellAssun

ta di Lupia la campana grande (a), c dispose


che in essa avesse sepoltura, come fa eseguito
dopo la sua morte accaduta a1g novembre l692.

Sul di luist2p0lcr0 in detta chiesa esistente


Vi si legge il seguente epitafo:
HIC PIUS ANTISTES 7 SAPIENS HIC OSSA PALEMON
MARMOREA HAC PATRIAE CONDIDIT UBINA PATRIS
DIE XIX.

NOVEMBRIS MDCXCII.

In un Mss. del fu Dottor Teologo Carmelo


Giuseppe Telarico, che or si possiede dal va

lente giovina Signor Gregorio Misarti si nota:


(I) La Citt di Scigliano in Calabria Citeriorc era un
aggregato di 39 Villaggi divisi in sette quartieri deno-.
minati Rioni, cio Lupia, Calvisi, Serra, Cupani, Diano,

Potrisi, e Pedivigliano, i quali son posti a uno, o a due mi


glia distanti lun dall altro ; e son governati ciaschedimo dal
proprio Parroco. Era Citta Regia, e produsse molti letterati,
e illustri cittadini , che di leggieri possonsi conoscere negli
Scrittori della Storia patria. Ora i primi cinque Rioni for
mano il Comune di Scigliano, popolato di 3556 abitatori.
(a) L iscrizione , nella campana scolpita la seguente;

ILLUSTRISSIMUS ET REVERENDISSIMUS
DOMINUS D. JOANNES 1Aconus PALAEMONIUS
nmscorus MARTIRAINENSIS
SUA nevononr. rec1:r ANNO MDCXCI.

PRO ECCLESIA PAROCHIALI s. ASSUMPTIONIS B. M. V.

'

CIVITATIS SCILIANI LUPIAE


EPISCOPTUS SUI NNO XVI_

|12
Palaemonius eximius presl doctrina, et san
guina Clarissinzz_es, acy Ecclesiarum Sillani be

nefactor egregius a. a munda reparat 1667 7


die tertia mali Mar{yranensis Calhedrae po
sessionem obtinuit; verum timore persecutionis
Caroli , et Dominici Dispoto bannitorum , quo:
prosequebantur

centum

octoginta

perditorum

hominum armul catervu , quorum iniuria-s eva


dere Mdrl_yrani non potervi , tituloy S. Visi;
lationis die XVII augusti 1675 Syllunum. ve

nit, ubi, deposita formidine, securus vixit, sic


que anno 1680 usque ad '1692 , lredecim to
mos composuit , et metro , et saluta oratione,

qui etiam Syllani in cjusdem Episcopi Typo


graphia impressi fuere : et quia etiam 'musicae
artis era! professor insignis ternis musicorum
choris , ternisque organis festa Matricis S. Ni

' colui solemnizari curavit. Al plenus meritis


extremum clausit diem Lupiae.
' Mi son disteso sulla vita di Monsignore, per

ch pochissime cose ne accennar0no il Coleti,


e l" Editore della Calabria Sagra del Fiore.

Gli stampatori addetti alla tipograa Vesco


Vale di Scigliano furono: dal 1680 al 1686,
il Chierico Beneciato Mario Barone Romano:

nel 1689 il Chierico Niccol Sorvillo Capuao;


e nel 1692 Cristiano deVos di Bruxelles. Ledi

zioni uscite dalle mani de primi due tipogra.


son' m'edioeri; quella diretta dal terzo ci e sem

brata pi regolare , e meglio corretta. .


Nella Citt di l\lontelione,mia patria tiensi
tradizional memoria che circa quel tempo ven

113

nero in Calabria due pittori Fiamminghi di casa


de Vos, celebri frescanti, i quali, non saprei

per quale infortunio, eran fuggiaschi dalla loro


patria, ma accolti, e ben trattati daPP. Mini
mi nel Convento di Montelione , per retribui
zione si offrirono dipingere gratis la chiesa di

S. Francesco di Paola , la quale ho inteso ripe


tute volte lodare a cielo dagli artisti, e dac0
noscitori, che lavevano ammirata prima di es
sere adeguata al suolo dal tremuoto del 1783.

Chi sa se uno di essi fosse stato il nostro Ti

pografo!
Nella domestica biblioteca conservo un vo
lume di delicate elegantissime incisioni, da

detti due artisti de Vos regalato al Dottor di am


be le leggi Ortensio Capialbi Zio del mio tri

savolo Dottor Giuseppe (1) , che comprende


139 gure in cinque libri sotto i seguenti ti
toli classicata: I. Solitudo , sive vitae fac
mznarum Anachoretarum. Son 25 rami dedicati
da Martin de Vos a Vedasto di Grenet Abate
di S. Bertino , Conte di Harek , Signore di Po

peringhe, delineati dal de Vos , ciascheduno


dilucidato con due distici da Cornelio Chiliano
famoso correttore di stampa , e incisi da Cor
nelio Galle Seniore , da Giovanni Collaert, e
da Adriano Collaert che li raccolse, e stampi.
2. Solitudo, sive vitae patruum Eremicolarur'm
Son 3o rami disegnati dal de Vos , incisi , e

stampati da Gio: e Raffaele Sadeler.= 3. Sjl


(I) V. 1 articolo nella _Biogreya Napoh'tana tomo 8.

114
vae sacrae. Son 31 rami delineati dal de Vos,

e incisi da detti fratelli Sadeler, i quali li de


dicarono lanno 1594 in Monaco a Guglielmo
Conte Palatino del Reno , e Duca di Baviera.

4. Trophaeum vitae solitariae. Son 26 rami


dal De Vos inventati, e incisi in Venezia il
1598 da medesimi fratelli Sadeler , che li de
dicarono al Cardinal Errico Gaetano Camerlen

go di S. Chiesa. 5. Oraculum Anachoreticum.


Son 27 rami dal De Vos gurati, e dafratelli
Sadeler incisi in Venezia e dedicati a Papa Cle
mente VIII, nellanno 1600, essendosi i Sadeler

portati in Roma ad occasione del Giubileo.

I libri stampati a Scigliapo sono:


1681.
1 . Divinorum, et humanorum de de liber ca:
Joanne Iacobo Palaemonio Episcopo Martira
nensi Eminentiss. et Reverendiss. D. D. Hie
rnn_ymo Casanate S. B. E. Cardinali dicatus -

Sciliani tjpis Episcopalibus - Impressore Ma


rio Barone Romano 1681 in 8.

E di facc: 233 oltre il frontespizio , alcuni


versi latini diretti allo stesso Cardinal Casa
natta, e la dedica , ch Sciliani die septima

septembris 1681. Ne versi lautore per prova


re di averlo composto in Calabria, dice al li

bro, di cui ne possediamo un bell esemplare,


Ergo nate liber rigido sub climate, et inter_

Praecipites latebras, horribilesque feras.

1681 .

2. Degli a"etti, e dell ornamento dellOra


zione libri due composti da Gio: Jacomo Pa
lemonio Vescovo di Martirano , dedicati al
1 Illustrissimo , e Reverendissimo D. Genna
ro Sanfelice.Arcivescovo di Cosenza. Parte
quinta. In Scigliano nella Stamperia Vesco
vale 1681 in 8.
1683.

3. Lagrime sopra la vita di Ges Cristo N.


S. dedicate allEccellentiss. , e Reverendiss.
Signor Cardinal Detio Azzolino. Parte secon
da. Seconda impressione. In Scigliano per illa
rio Barone Romano Stampatore; Vescovale
1683 in 8.
..
1684.

4. Panegirici in prosa, ed in versi in lode


della B. Vergine , e canzoni , e prose sopra
varii e'etti diuoti dedicati alla Santit di Pa
pa Innocenzo XI. Parte"prima. Ivi 1684 in 8.

1684.
5. Composizioni su i sette Sacramenti, su
i dodici articoli del Credo, e parafrasi sopra
la Magnificat ec. dedicate alla S. di N. S.

Papa Innocenzo XI. Parte terza. Seconda.

impressione. Ivi 1684 in 8.

116

1684.

__6.Gonsiderazioni su i dieci comandamenti,


sul Ifter noster, e Ave Maria. Parte quarta.

Seconda impressione. --Ivi 1684 in 8.


. -

'

'

"p a

1684.

7. Centuria di Massime di Cristiana politi

ca dedicate alla S. di N. S. Innocenzo XI.


Seconda impressione ( forse sar la parte se
sta
Ivi 1684 in 8.

'I titoli di questi ultimi sei volumetti- del

'istesso' Monsignor Palemonio mi sono stati


trascritti dal culto giovine, e poeta signor Gre
gorio Misarti di Scigliano, nostro Accademico
Florimontano. E sebbene nel titolo dell ulti
mo non vi scritto Parte sesta, io ho imma
ginato che vi fosse per fare accordo cogli altri,

e co seguenti. Que che si annunziano di se


conda impressione, lo sono difatti; poich le
Lagrime erano state stampate in Roma nel 1670

per Paolo Moneta : Le Considerazioni in Napoli,


per Gio: Francesco Paci nel 1675, e la Cen
turia in Roma pel Tinassi nel 1679.
_f'
',- .'

'

'

.
.

<

>-

\ '

7:8. - r. Orationes , et epigr'ammatzt in-laii


d'em B. Mariae Virginis Deiparae ,- autkbre
Jo. Jac. Palaemonio Episcopo Martirani - Sci\
liani i 685 - Per Marium Barone Romanum im

11
pressorem Episcopalem , superiorum permissu
a. De Spiritu Sancto libri tres SS. Domi

no.nostro Innocentio XI. dicati authore Io.


Iacobo. Palaemonio Episcopo Martiranensi..
Sciliani 1685 per Marium Baronum (sic) im;

pressorem Episcopalem cum licentia superiorum.


3.. Sensus breves super missa , et qcio di
cati SS. Domino nostro Innocentio XI. au
thore Jo. Iacobo Palaemonio Episcopo Mar-_

tiranensi. Sciliani 1685 per Marium Baronum


Romanum impressorem Episcopalem Superio
rum permissu.
'
.

Sono tre o.puscoletti riuniti in un volumetto


in 8. piccolo , da sembrare in 16. di buona
carta collata, con caratteri bastantemente chiari;

impresso , che ho osservato nella Real Biblio;

teca Borbonica di Napoli. Il primo opuscolo


abbraccia facciate 192: il secondo corre dalla

193 alla 313; e il terzo dalla 315 a tutta la

398. La dedica del secondo opuscolo Romae


Kalendis Augusti 1679, e quella del terzo Mar
tirani die 15 Augusti 1678. Il secondo, e il

terzo opuscolo sono una ristampa dell edizione


Romana del 1679 per lo Tinassi in 8. ,, la quale
edizione Romana ho potuto svolgere per le coi-
tesi eure dellegregio. amico reverendissimo Moli;

signor Niccola Berlingieri,fattual degno VeSi:o

vo di Nicastro , che me lha fatto portare


no alla propria casa con altri libri del Palemomio , che andr narrando.

1|8
1685.

9. Panegirici in ottava rima in lode di di


versi , composti da Gio. Jacorno Palemonio
Vescovo di Martirano parte settima - Sciglia
no 1685.

Per Mario Barone Romano Stam

patore Vescovale , con licenza de superiori.


un libretto in 8. di facciate 384. Vi so
no 11 Panegirici diretti a Papi Alessandro VII,

e Clemente IX , all Imperatore Leopoldo I. ,


all Imperatrice Eleonora, a Carlo Emmanuele

Duca di Savoja, a_Cardinali Rospigliosi e Sant


Onofrio, e a varii altri ragguardevolissimi sog
getti: sieguono alcune poesie ; e chiudono il

volume due brevi prose , una indirizzata alla


Beatissima Vergine , e laltra alla penna.
1686.

lo. Motivi sopra la passione di Cristo N. S.


composti da Gio: Iacomo Palemonio Vescovo
di Martirano dedicati alla Beatissima Vergi
ne - Parte ottava - Scigliano 1686. Per lo Cl.

Ben. Mario Barone Romano Stampator Vesco


vale, con licenza de Superiori.

in 8. di facc. 440 , e son cose di piet


scritte in prosa.

\
1689.

11. Motivi su i salmi , su gli evangeli , e


su i Santi composto da Gin: Iacomo Palemo
nio Vescovo di .Martirano dedi0ati alla B . Ver

gine. Parte nona - Scigliano 1689. Per lo


Ch. Nicol Sorvillo Capuano stampatore Vei
sco_vale con licenza de Superiori.
E in 8. di facc. 511 oltre lindice , ed al
cune brevissime prose a Religione , e Piet
spettanti.
1692.

12. Ammonimenti sopra la legge divina ale


dicati a Ges Cristo nostro Signore , compo
sti da Gio. Jacomo Pdlemonio Vescovo di [Ilar
tirano. Parte decima. In Scigliano MDCXCII.
Per Christiano de Vos di Bruxelles , Stampa

tore Vescovale con facolt de Superiori.


E un libro in 8. di pagine 148, oltre a cin
que non numerate , che contengono la dedica,

un epistola a Papa Innocenzio XII. , e due av


visi dell autore. Innanzi al frontespizio vi
Un rame, che rappresenta nel bassq a destra la

Religione in piedi, e a sinistra la Legge assi

sa: in alto vi son due angioli che tengono il


cartello col titolo del libro, e sopra il Padre

Eterno che benedice. Avanti alla I. pagina vi


un altro rame diviso in due scompartimenti.
In quello di sopra vi Ges Cristo , che pre
dica alla turba nel deserto colla leggenda : lux
tua meditatio mea est. In quello di sotto si
rappresenta un passere sopra di una isoletta in
mezzo mare con una stella a sinistra ,

e una

croce a destra in alto , e la leggenda vru)tau.

poros. sicut passar solitarius. Amendue i rami


furono inventati , e incisi da Teresa del Po ,

120
e-sono bastantemente graziosi. Essa del P fu
sorella di Giacomo del Po, n0n ignobile pit
tore Napolitano, e venne ascritta all Accade
mia di S. Luca. Era buona miniatrice , e

manc ai vivi nel 1716 (Giornale Enciclope


dieu di Napoli 1820 n. 3.

121
.,..,...........,..,.
'O'C'''O'O''O''O'"
."J'..'hdllhzl83'.3J.
Q'QLQQSQ'Q
la v 32 0 a 0 Q 0- Q
J..ht.h*t-h.htdht.h

POLISTINA.

..

'ljwslli _l9l)

Segno un volume che porta la data di

questa terra col 1712 senza nome di tipografo,


per non mancare all assunto di tutto riferire;
ma lispezione stessa del libro, e le altre cir-.

costanze , che metter in n0ta mel fan giu

dicare in Napoli edito.


1712. Ordinazioni, e pandette, che devono
osservarsi nelle Corti , e nelle Citt , terre ,

e luoghi di S. Giorgio , Polistina , Melicuc


ca, Siderno, Ardore, S. Nicola, e Bombile,
con le citazioni alla margine di testi, pram
matiche , e di diversi Autori, per lo stabili
mento delle medesime pandette , poste dal Dot
tor Giuseppe Amendolia Auditore Generale
delli sudetti Stati: In Polistina 1712 - Nel
la stamperia di S. E. - Con licenza de Su
periori - in .

Il libro di facc. 110 , oltre il frontespi-_


zio , e altre due pagine , in una delle quali
vi la domanda fatta dallAmendolia a Gio:
Domenico Milano Marchese di S. Giorgio, di.

apporre a margini di dette pandette le leg


gi , e le autorit de Dottori sulle quali esse
ordinazioni stan fondate , e la provista aller

mativa di detto Marchese, datata: Napoli dal

13:
Palazzo di nostra residenza li 3 Gennaro 1712,
e in altra vi 1 ordinanza , con cui il Mar
chese stesso le mette in vigore ne suoi Stati.

Evvi sul principio 1 arme della famiglia Mi


lano ,

e avanti la citata ordinanza il ritratto

del Marchese, molto bene inciso dal Magliar.


Il Giustiniani not questo volume negli Scrit
tori Legali, art. Amena'olia; ma poi lo dimen
tie nel Saggio sulla Tipograa. L Alitto e
il Zavarroni lignorarono all'atto. Il Chiarissi

mo Canonico Michelangelo Macr , mio prestan


te amico, anche menziona questa edizione alla

pag. 270 della Sidernogra/ia. La data dellap


provazione per, e lispezione de caratteri, ed il
metodo usato nell impressione, per quanto a me

pare (essendo pienamente allo scuro di Stam


peria esistita in Polistina ), mi fan credere que

sto libro stampato,nella Capitale, e forse, non


senza probabilit , co torchi di Felice Mosca.
Il titolo sufciente a dare idea del conte
nuto dell opera , per non dovermi allungare
nella sua descrizione. Il Dottor Amendolia ,
che credo il compilatore della medesima, co
nosciuto per altre opere legali stampate in Na
poli nel 1723, e in Firenze nel 1725, che pos

s'ono vedersi presso il Zavarroni , l Alitto ,

e il Giustiniani. Io possiedo di queste Pan


dette un bellesemplare colle coste dorate, re

galatomi dal mio gentile , e costante amic<>


Dottor D. Giorgio Fazzari di S. Giorgio.

' 123

UBQIIWSM

B EGGIO.
l58g.

I. Caccia. Favola boscareccia. In Reg


gio per Ercoliano Bartoli 1589 in 8.
di Alessandro Miari Reggiano.
1671.

2. Argia. Dramma per Musica. In Reggio


per Prospero Vedrotti 1671 in 12.
E di' Leone Parisetti.tfw,
...v_z

'-ff"'. %.Esr*

1677_@
ejaaivtietfgp . etul'illiji'
ii:

Vite/f

\ o

eiftiezns.zr '

3. Il senso depredato nell abbandono del


Mondo dal gloriosissimo S. Contardo dEste. .
Oratorio. Ivi per lo stesso 1677 in
-*{1>
di Giulio Giuseppe Menzini.
1
'

1679.
4- Gli amori sagaci. Dramma. Ivi per lo
stesso 16 9 in 12.

di

tetro Marmi.

1:14
._F

.11.

4:

L,

1684.{

5,
lh_ t'.d
"."i

,2..,

5. Calma fra le tempeste, ossia il Principe


Roberto fra le sciagure felice. Dramma reale.

Ivi per lo stesso 1684 in 12.


D' incerto autore.= _, .
si
1696.
6._ Almnsort; in Alimena.Dramma. Ivi per
lo stesso 1696 in 12.

. \.'

E di Giovanni MatteoGianpim.
17271

7. Istruzione per chi vedr rappresentare


le vicende del mondo calle ombre trasparenti.
Reggio per lo Vedrotti 1727- 2
E di Domenico Maria Barbieri.

Noto queste sette edizioni, cio la prima ,


seconda , e quinta cadtemi sottocchio nella
Drammaturgia dellAllacci , e laltra nelle Cor
rezioni ,

e giunte alla Drammaturgia stessa,

comprese nel volume 13. della Storia Lettera


ria dItalia, quando aveva gi spedito il ma
nuscritto per la stampa; ma ho gran sospetto
che tanto queste, quanto le altre edizioni del
Bartoli, e del Vedrotti, di sopra riferite, ap

partengano alla Reggio del Modenese. Se Ci


fosse, io non intendo difendere il mio errore;

anzi lo confesser appenailluminato. Situato


alla estrema punta d. Italia, lontano dalle

125
Capitali, e per conseguenza dalle copiose col
lezioni di libri, facilmente in queste materie

avr preso degli equivoci. In ogni modo avr


sempre soddisfatto limpegno di mettere a gior
no la storia delle nostre Tipograe , sia stato
qualunque il loro merito , e la mia fatica.
Etenim si delectamur, cum scribimus: quis est
tam invidus, qui ab eo nos abducat? sin la
boramus: quis est, qui alienae modum statuat
industriae? Cic. De nibus bonorum, et ma
lorum, Lib. I. n. 1.

APPENDICE
SOPRA ALCUNE

IBHIBIBIIIIBQIIIIB IDIl QAIBAIBIBIHI


SCRITTA

DA VITO carmjmu
Ispettore degli Scavi di Antichit nella provincia di Calabria Ultra 2.
Collaboratore del Poligrafo di Verona e del Maurolico
di Messina.

Anno 1856.

Hoc, quicquid est tempor-vis futilis et caduci, si non

datur factis, f nam horum materia in aliena ma


nu ) nos' certe studiis prqramus.
_. .-.- ..

- -.

c. Plin. Lib. 3. Epist. 7.

l 39
Al. CHIARISSIMO

SIGNOR D. GIUSEPPE TACCONE


MARCHESE DI SITIZZANO
aoc10 cona1srounun manu 1111111.11 ACCADIIIA encomuxsz, 1111.14 1.11
-mu m amn , un ZELAN'II m ACI-REALE , 11111. cxonu.o 111 crun
uno , nec1.l AFFAI'ICATI m nous , mio 133 nomcr com.zc1n n:
1mnn 11.1.' AMMINISTRAZIONE nzm.sccsnzms YLORIMOYITANA , n 10
Cl0

DI

ALTRI

ADUNANZI

LIITBRAAII

DEL

REGNO ,

Il)

3311".

SIGNOR MARCHESE

Le presento questAppendice sulle pi


insigni biblioteche esistite gi nella Cala
bria nostra, colla speranza di essere da Lei
graziosamente accolta , e protetta..
La copiosa e scelta biblioteca, i nume

rosi pregevolissimi manoscritti chella pus


siede, e sempre ha posto in mia balia, il
gusto esquisito per le arti belle, la vasta
e profonda dottrina, le maniere cortesi e
urbane, e i costumi santissinxi che lador
nano , mi fan volenterosamente ripetere

col Telesio (i) :


(1) Antonii Thylesii ad Scipionem Capycium epistola.
9

1 30
Nobtes , atque die's perpetuo scriptus inhaeserit
Non erasilibus promeritis corde Tachonius ,
Nuznquam, atque ore Tachoml exeiderit nomea amabile,

e danno a me lobbligo di offrire, e lim


pegno a Lei di difendere questo mio qua
lunque siasi lavoro.
Che se 1 offerta tenue in confronto
de grandi favori compartitimi , io non
posso che accompagnarla co candidi sensi
della pi sincera gratitudine, con cui mi
soscrivo,

Di Montelione a di 18 Gennaio 1836.

Di Lei

'

Divotiss. Amico, e Ca'ngiunta Af"

Vrro CAPIALBI.

131
AL CORTESE LETTORE.
-<>ee-_.

Sempre, ed ovunque si reputgrono di som


ma utilit le raccolte di libri adunate dalle
persone lingegno, e di no discernimento per

la propria , e per l altrui istruzione; laonde


quellantico Re Egiziano Osimandepose sopra

la sua biblioteca la quanto bella e semplice ,


altrettanto espressiva iscrizione conservataci da
, Diodoro Siciliano ITXH2 IATPEION Qcina

animorum medica (i); e isommi uomini del


lantichit fecero a gara di procacciare nume
rosi volumi, e questi diligentemente riporre, e
serbare nelle loro siano private , siano pubbli

che biblioteche.

Colla decadenza dellImpero Romano le na-.


zioni piombarono nell ignoranza , e le scien

ze, e le lettere raminghe non trovarono asilo


che ne monisteri , ne quali sale di studio si

videro erigere e librerie, e scuole per dili


genza e fatica de pazienti e dotti Cenobiti.
Nel risorgere delle lettere tali istituzioni in

cominciarono a solleticare- il gusto de Papi ,


de Principi, e de Letterati: e a nostri tempi

si generalizzato in modo che le capitali non

Solo , ma ogni mediocre citt del mondo in


civilito di copiosa libreria provvista, 'negode.
(1)Lib. 1 Cap. /;9

132
Quelle della Calabria , che formano il mio
obbietto , non oltrepassano il secolo sesto,
giacch la prima , di cui ragiono, quel

la , che Magno Aurelio Cassiodoro adun pe


suoi confratelli nel Monistero Vivariense dap
presso Squillace. Mi sembrata vana fatica
1 inoltrarmi ne tempi della greca , e della
romana grandezza per la taciturnit assoluta ,

che gli Storici di quelle et serbarono su tale


articolo riguardo alle nostre province. Ma non
vogli credere, lettor cortese , che avessi obblia

to d'istituire attente ricerche riguardo alle li


brerie, le quali certamente si dovettero posse
dere dal dottissimo Cosma maestro di S. Gio

venni Damasceno nel secolo VIII (1); dallAbate


Gioacchino nel secolo XII (a); dallinnominato

Vescovo Oppidese, di cui nel registro di Car


lo II. Ann.,1361. H. fol. 52. si nota: Assi

gnantur gagia pro traslatione de greco in la

tinum facienda ab Episcopo Oppidi , et con


ceduntur tareni aurei octo pro cartis bombicis

pro libris versionernfaciendis (3); da Niccol da


(1) Vir et externa sapientia insignis, et ea , quae dm
mastica est nobis incomparabilis , lo chiama Costantino
Acropolita. V. 1 articolo da me scritto nel tomo XV della
Biografia Napolitana.

(a) Tanto gli scrittori Ecclesiastici , che gli storici no


strali ,_chi pi, chi meno tutti accordano allAbate Gioac
chino acume d intelletto , vastit di dottrina , e opere
laboriose.
(3) V. ancora Ughelli in Episc. Oppidensibus fac. mihi

581 tom. 9.

133
Reggio (I), e da Barlaam da Seminara(z) nel
secolo XIV; dallAbate Filippo Rullo (3) , e da
(liceo, e Giovanni Simonetta da Caccuri (4) nel
(1) Volt dal greco in latino per comando del Re Re.
berto varie opere di Galeno, onde fu compreso da Giovan
Cristiano Achermanno fra coloro, che mime meriti sunt.

da Galeno, dicendo: Nicolaus Rheginus- Calaber ab versos


multosGaleni libros, et satis bene quidem. barbariei tem
oribus.

(a) Il Salmasio assicura: Barlamum doctissimum-fuisse


lit]uet , e Gio: Alberto Fabricio- il chiama: eruditione, et

eloquentia, tu: cognitione philosophiae nulli suae etatis se


cundus SBib. Graeca lib. 5. C. 39
21
Calabrese
piccolo

istatura ma grandissimo di sapere l ebbe

ire il BoCcaccio , e che Paolo Perugino stretto in sin


golare amicizia con Barlaamo que-(libri pregevoli, e opere
di poesia , e di storia ) che non potea trovar tra i latini

ebbegli in grandissimo numero per tal mezzo da? Greci e


secondo la versione del Ch. Tirabosohi. Che poi Niccol,
e Barlaamo avessero avuto la cura della Biblioteca del Re
Roberto , come scrisse il Mazzella, e ripete il Tafuri , io
non ho altra notizia precisa.
(3) Con real diploma del Re Alfonso, datato da Messina
813 Maggio 1421, questo dotto Abate venne prescelto ad
insegnare il greco , e il latino a Monaci Basiliani , e a

tutti sudditi dell Arcivescovo nelle pubbliche scuole di


quella citt , coll assegnamento di annue 25 once di oro.
Gioco Simonetta fu tanto dotto nelle leggi, nella
politica , nella letteratura , e nelle lingue greca , e latina
che il Filelfo , e il Decembri0 lo prescelsero per giudice
in alcune controversie letterarie. Va, e dici poi che gllta
liani apprescro daBizzantini le lettere greche! Giovanni Si
monetta ci lasci illustre monumento del suo sapere nella
Sjrziade opera di polso , sincera, ed elegante. V. gli
articoli da me inseriti nella Biograa Napolitana , cio
quello di Cicca nel 12. e laltro di Giovanni nel 13. vo
lume, e la vita di Cicca negli Annali di Statistica, che si

pubblicano in Milano, volume 20 , e seg.

34
secolo XV. Esse per altro avendo defraudato le
mie brame, mi son ristretto a quel poco che

poterono o'rirmi'i volumi stampati o mano


scritti nella domestica biblioteca da me con

assidua diligenza adunati, e acquistati con di


spendio anche alle circostanze di un privato ,
superiore.
Ritenuto dalle cure familiari in Calabria Ul
teriore , provincia che sub tanti disastri na
turali , e politici , li quali distrussero , o al
trove fecero trasferire e carte, e libri, e me

morie , et mersus civilibus undis , come gaia


mente diceva il Venosino; spero di esser com

patito se non avessi potuto a piacer mio sfog

giare ricca suppellettile di fatti e di erudi


zioni: "essendo pur vero che stimasi proprio
delle anime generose guardare anzich il fatto,
1 animo, e la volont di ben fare , la quale

certamente in me fu decisa e assidua , quan


tunque non avessi rossore di confessare con
Plinio il vecchio: nec dubitamus, multa esse,

lr<ruae et. nos practericrint. Praefat. ad Hist.


atur.

135

APPEHBECE
SOPRA ALCUNE BIBLIOTECHE DI CALABRIA.
%

MONIS'IERO VIVbRIENSE GOLI:ANNESSO CENOBIO


CASTELLENSE VICINO SQUILLACE.

Magno Aurelio Cassiodoro Senatore, citta


dino di Squillace,- dopo di essersi ritirato dalla
Corte de Goti, ove con tanto decoro, illumi
natezza, e incorrotta morale diresse gli affari;
fabbric un vasto monistero dappresso il u

me Balena , che dall abbondanza e amenit


delle ville, e de vivai si appello Vivariense;
a cui riun1 altro.Cenobio sulle pendici del mon
te Castello per coloro che bramavano menare

una vita pi ritirata , e solitaria (1): onde con


laltro nome di Castellense il trovo ricordato nel

lepistole di S. Gregorio Magno (2). Col Cassio


doro si diede tutto alla pace, e alla. tranquil
lit , e fatto duce e maestro de suoi monaci
vintrodusse, fra gli altri belli esercizi, quello

di trascrivere pulitamente i libri, correggerli,


e. confrontarli. Ego tamen fateor, diceva egli,

inter= vos quaecwzque possunt corporeo labo


re compleri , antiquariorum mihi studia , ta
(1) Cass- Instit. Divinar. Script. Cap- 29.
(I) Lib. 7, Ep. 31, e 33.
I.

336
men veraciter stribant, non immerito forsz'tan

plus placare (I). Uomo dotto , egli stesso , co


me le profonde, e numerose sue opere cel di
mostrano, Cassiodoro diede istruzioni amona
ci per elegantemente copiare, adornare, e dili
gentemente custodire i codici, che adun per
la biblioteca di quel monistero , e che faceva
tradurre, e ricopiare per moltiplicarne gli esem

plari. A questo ne medesimo (dice il gen


tile scrittore della storia della Letteratura Ita

liana) egli arricch il suo monister0 di una


copiosa biblioteca. Avevane gi egli una in
Roma , e ricorda egli medesimo un libro
di un certo Albino scritto intorno alla mu
sica , che egli aveva ivi nella sua biblio

teca (a) -. Apud Latinos (scrisse Cassiodo


ro ) autem vir magni/cus Albinus librum de
hac re compendii sub brevitate conscripsit, quem

in biblici/ceca Romae nas habuisse, atque stu


diose legisse retinemus
Molti libri Cassiodoro f ricercare da varii

luoghi, e situolli nel cennato Vivarz'ense mo


mistero. Egli stesso assicura que monaci di aver
commissionato i Commentarii di Pietro Aba

te Tripolitano sulle Epistole di S. Paolo, qui


vobis inter alias codices divina gratia su ra

gante
E pi sotto
de Africana
parlandoparte
di altri
mittendus
dotti commen
est

(1) Inuit. Divin. Scrip. Cap. 30.


(2) Tom. 3. facc. 20.
(3) Inuit. div. Scrip. Cap. 8.

1
)

tarii sullepistole degli Apostoli ripeteva loro


quas tamen continuo de diversis partibus, ubi
direximus inquirendas , suscepturos nos esse

Domini miseratione condimus . . . . . . . .


quatenus,

iuvante Domino , et labore vestro

monasterii bibliotheca prociat quibus tanta


noscuntur esse praeparata . .

. .

. .

Comr_nemoratas lumen epistolas a Jcanne Chry-{


sostomo expositas attico sermone in suprascri
pio octavo armeria dereliqui, ubi sunt Graeci

Codices congregati (i). E nalmente, parlando


delle correzioni fatte a Cassiano da Vittore

Vescovo di Miepherkin nellArmenia Maggio


re, soggiunse: quem inter alias de Africae par

tibus cito nobis credimus esse dirigendum (2).


I codici che listesso Cassiodoro ricorda ser
bati in tal biblioteca , e io ho raccolto dalle

sue opere, sono:


i. Molti libri della S. Scrittura con ampli

Commentarii greci, e latini , specialmente di


Origene , colle dilucidazioni di Bellatore , e
di altri interpetri da Cassiodoro medesimo con
frontati, trascritti, e collegati in nove volumi;

dequali il i. comprendeva l0ctateuco; il 2., i


Re; il 3., i Profeti; il 4., i Salmi; il 5., i
libri di Salomone , cio iProverbj , 1 Ecclesia
ate, lEcclesiastico, la Sapienza, e la Cantica;
il 6., gli Agiogra, cio ilibri di Giobbe, di
Tobia, di Ester, di Giuditta, de Maccabei, e

di Esdra; il 7., il nuovo Testamento , cio


E13 Ibid.
2 lbid. Cap. 29.

138

i quattro Evangelisti; 1 8. , l epistole degli


Apostolicon varii Commenti specialmente de
PP. Greci; e il 9., gli atti' Apostolici, e,\

l Apocalisse
_
Il. Un codice che comprendeva Ticonio Do
natista, S. Agostino de doctrina' Christiana ,,
Adriano , Eucherio , e Jannillo.
.
..
III. Altro contenente i quattro Concilii Ni-r
ceno, Costantinopoli1ano, Efesino, e Calcedo

-nese , e il codice Enciclio tradotto dal greco.


da Epifanio.

IV. La Santa scrittura in cinquanta libri


divisa, e dall Ebreo tradotta in latino da
S. Girolamo ,, trascritta di minuto carattere

in cinquantatrequinterni.

V. La versione della S. Scrittura deSettan-


te, scritta di carattere pi grande in quinter

ni XCV.

'

VI. Gli opuscoli di S. Agostino.


VII. Le antichit Giudaiche di Giuseppe
Flavio in 22 libri.

VIII. Dello stesso isette libri della. cattivit


Giudaica. .

IX. Dieci volumi della Storia scritta 'in gre


e0 da Eusebio , volta in latino da Rutino.
X. Dodici libri di Socrate , Sozomeno , e
Teodoreto , scritti da essi in greco , e tras
portati in latino da Epifanio.
XI. La Storia di Grosio. .

XII. I quattro libri delle qualit de tem


(1) Per questo. no a tutto il n. XXVII. _VV Cass. de

Instit. divin. Scriptur. dal Cap. I. al Cap. 31.

13

pi, e- delle -_posizi0ni de luoghi di Marcellino?


XIII. La Cronica di Eusebio , di Marcelli
no, di S. Prospero, il libro de vitis illu,strium

virorum di S. Girolamo, e quello de scriplori


bus legis divinae di Gennadio Marsigliese, rac
colti in un corpo.
XIV. La Cosmogralia di Giulio Oratore.

XV. La descrizione di Costantinopoli, e di


Gerusalemme di Marcellino.
_
XVI. Le opere Astronomiche di Claudio
Ptolomeo.
XVII. Gargilio Marziale de hortis.
XVIII. Columella de Agricoltura libri XVI.
XIX. Emiliano de hortis , et pecoribus li
bri .XII.

XX. Cassiano de institutione delium mona


chorum.
XXI. Gli Ortogra antichi Velio Longo,
Curzio Valeriano, Papiriano, Adamanzio, Mar
tirio , Eutiche , e Foca.

XXII. L" erbario di Dioscoricle.

XXIII. Le opere d Ippocrate.


XXIV. Therapeutica Galeni ad Philosophum.
Glauconem.
XXV. Coelii Aurelii de Medicina.
XXVI. Hippocratis de erbis , et curis.
XXVII. Diversi altri libri di medicina, de
quali diceva Cassiodoro a suoi monaci , quos
vobis in Bibliothecae nostrae sinibus recondi
tos Deo auxiliante dereliqui
(I) lnstit. divin. Script. Cap. 31.

140
XXVIII II trattato de Musica di Gauden
zio, voltato in latino da Muziano.

XXIX. Censorino de Dia natali (i).


Son questi i codici che ricorda Cassiodoro
della biblioteca del monistero Vivarierise; ma
non devo trascurare di riferire le opere da lui

stesso composte, che io traggo dal Tafuri (a),


non avendo avuto sott occhio altra edizione

delle opere di esso Cassiodoro- se non quella


di Pietro Brosseo in Parigi presso Filippo Ga
monet 1637 , le quali dovettero conservarsi al
tres nella stessa biblioteca. Son esse adunque :.
I. Variarum libri XII.
2. Historiae- Ecclesiasticae Tripartitae ex

tribus graecis auctoribus Sozomeno, Socrate,


et Theodoreto ad Epi}ohanum- Scholasticum

versis per Cassiodorum Senatorem in epitomerv


redactae , libri XII.
3. Chronicon ad Theodbricum Regem ab
Adamo usque ad Consulatum Eutharici (lilli
cae , et Iustini Augusti.

'

4. Computus Paschalis.
5. Jordanes , sive Jordanus Epi.t:opus Ra

vennas De Getarum, sive Gothorum origine,


et rebus gestis.
6- Psalterii expositio=, sive commentarium
in Psalmos in tres partes divisum.

7. Expositio in Cantica Canticorum.


__

(1) De Musica facc. 576.


(a) Istoria degli Scrittori del Regno di Napoli tam. z.
facc. 19:.

14:

8. De Institutione divinarum litemrum li


ber unus.
9. De artibus, ac disciplinis liberalibus li
ber unus, scilicet de arte grammatica, de arte
Rethorica, de Dialectica, de Arithmetica, de ,
Musica , de Geometria , de Astronomia.

no. Commentarium de origine , et de octo


partibus orationis.

11. De Ortographia liber unus.


12. De Schematibus , et tropis , neo non ,

et qubusdam locis rhetoricis Sacrae Scripta


rae, quae passim in Commentariis Cassiodori

in Psalmos reperiuntur.
|3. De anima liber unus.
Il Marchese Maffei nel 1721 fece pubblica

re in Firenze laltra opera di Cassiodoro Com


pleziones in Epist. , et acta Apostolorum , et
Apocalypsim e vetustissimis Canonicorum Ve
ronensium membranis.
Il mio egregio ,

e grande amico Cavaliere

Monsignore D. Angelo Antonio Scotti Prefetto


meritevolissimo della bibliot. Borbonica, conv

probabilissimi motivi crede che il codice di


Gargilio Marziale, di sopra notato al n. XVII,
possa essere stato quello di cui una buona por
zione si osserva in un palinsesto della biblio
teca , posta sotto la sua direzione. Il dotto ami.
co ne lesse una erudita memoria alla nostra

Regala Accademia Ercolanese in occasione di


aver pubblicato i suddetti fogli palinsesti, la
quale stata compresa nel secondo volume de
gli atti di tale illustre societ.

BA SILIANI.
ARCHIMANDRITAL momsnmo m s. GIOVANNI TERESTI7
m sru.o - c.u>ur MONASTERIORUM ozumvzs
s. usum IN CALABRIA (I).
A. mediocre libreria eravi unito larchivio
che conteneva molte greche pergamene pub

bliche , e private de Secoli XI , XII, e XIII.


Varii Mss. i pi pregiosi di classici autori,
opere di SS. Padri , e libri liturgico - eccle
siastici passarono in Roma a tempo del Car
dinale Guglielmo Sirleto nativo di Guardaval

le , terra del Contado di Stilo , e ora sono


nella Vaticana. Altri ne raccolse , e li port
anche in Roma il P. Pietro Menniti Generale
deBasiliani , e li ripose nel lor monistero di

S. Basilio di quella metropoli


Taluni diplo
mi sono riportati dal P. Montfaucon nella Pa
leographia Graeca (3), e dal P. Apollinare
Agresta da Mammola Generale de Basilxani 'nel

la Vita di S. Giovanni Terest.


Non sar discaro al curioso lettore qui tro

vare il notamento delVlss. e delle pergamene


che nel principio del secolo XVII. esistevano
7 (1) Mongfaucon Paleog. Graec. fac. 388.
(2) Mongfaucon Diar. Italicum facc. 210, e seg.
(3) Lib. 6. fac.-391. e seg.

'

143
nel Cenobio di S. Gionnni Teresti, vale a di

re dopo lo spoglio sofferto per opera del Sir


leto, e degli altri m0nastici Superiori per ar
ricchirne le biblioteche Romane.Nellinven
tario formato a 28 dicembre 1603 , a tempo

del Priore P. D. Paolo Capimolla si legge es


sern ln sacrestia :

I. Un sacchetto di scritturi in bergami

na greci et latini

vvvw=:
\v

'

2. Tutto lo nimento di lotio greco.


3. Dui psalteri in percimina a mano.
4. Uno anastasimo , et uno tipico.

5. Quattro missali greci scritti a mano.


6. Uno evangelistario in bergamina gran
de scritto a mano.

7. Tre pezzi di libra greci in bergamina


vecchi senza principio.
8. Uno minoloyo.
9. Dui missali moderni , et uno antico,

et uno de li tri ponticali. .


Nellinventario de 28 luglio 1606, fatto da
D. Marsilio Politi Sacristano del Monistero di
S. Joanni diStilo si notano :
1. Uno saccullo pieno di scritturi greci,
et latini.

2. Un missale latino moderno stampato


in Salamancha.
'
3. Due altri latini vecchi, et uno triodi,
et penticostario greci}.
_(1) Si conserva 'la ortograa delloriginale esistente nella
una domestica biblioteca.

vv::

4. Una epistola , et evangelio greci.


5. Uno Auastasimo.

6. Uno Asfaloyo.
\.1\o\.

7. Cinque pezzi di Minei di dir loficio.


8. Quattro missali greci grandi in mezzo

foglio di carta reali seritti a mano.

g. Dueinsalmistigreciinbergamina vecchi.
10. Uno Paraclitico in bergamina vecchio.
II. Uno Anastasimo scritto a mano in
carta vecchio.

12. Uno tipico scritto a mano in berga


mina vecchio.
13. Uno triodi in bergamina.

14. Uno Vangelistario greco in bergami


na cocapitonzi di oro, et coverto con ta

boletti.
, 5. Uno pezzo di libro a stampa greco.

16. Quindeci pezzi di libri grec1 vecchi


tra piccoli e grandi.
Nell inventario fatto per ordine del P. Re

verendo D. Atanasio di Trayna Vicario Apo


stolico Generale , e D. Atanasio Bosio Secre
tario l anno 1607 a 27 di luglio si notano :
= = Il=z:a

I. Dodeci mesi da l anno a stampa.


a. Uno trodio: un pinticostario.
3. Uno anastasimo.

4. Uno evangelistario a stampa , e altro


mano.
5. Uno thes0ro della lingua greca.

6. Quattro missali a mano.


. Uno altro anastasimo a mano.
. Una historia delli Etiopi.

_
.n

9. Uno Paraclitoa mano.

IO. Uno Sinassario a mano.


11. Due salmista a stampa.

12. Uno tipico a mano.


13. Uno Ttraevangelon.
I4- Uno missali a mano.
|5. Uno Tipico vecchio.

, 16. Uno Triodio scritto in carta pecora.

li

17. Uno Festicum in carta pecora.


18. Tre Salmisti scritti a mano deli qua
uno se n imprestato a S. Onofrio (I).
l9. Uno Matclivangelista scritto a mano.
20. L Ullitio di Pentecoste a mano.

21. Uno Condacnro in carta pecora.


22. Quattro pezzi di libri senza principio.
23. Altro pezzo senza principio.
.

Poi siegue la numerazione delle bolle Pon


ticie, ch erano nove, e quindi continua:

24. Numero distromenti greci in carta

di pecora , et concessioni sopra li beni del


lAbbatia , non piombati , sono di numero
ottanta.

25. Strumenti greci in carta di pecora


vs.

piombati , num. tre.

26. Strumenti latini in carta pecora piom


bati , numero . . . . fra concessioni sopra

li beni dell Abbatia , e bulli de li Arci


e.v::

mandriti , sono di numero venticinque.


27. Strumenti latini non piombati sopra.
-__i-o

(i) Sintenda il Mouistero di S. Ouofrio del Co del


listesso Ordine posto in diocesi di Mileto.
10

i 6

41i beni dellAbbatia sanodi numero sedici


in carta di pecora.
28. Quattro altri strumenti di carta mem

branacea , quali non si ponno discernere.


Ho stimato trascrivere le stesse parole usa

te negli originali, lasciando gli articoli che


il nostro Oggetto non riguardano. Tutti que
sti Mss., , e e silibri.
notanodiconservati
in Sa
Icrestia
dee sicredere
non indifferente

valore 1 Evangelistario co capitonzi di oro ,


et coverlo con taboletti.
"

Da un diploma pubblicato dal Montfaucon


Palacograa Graeca lib. 6. facc. 413 rilevasi,

che un tal Filippo glio di Giovanni Brullo


vestito labito Monastico, fra_gli altri beni che
don al Monistero di S. Gioi Terest1 nel me
se di gennajo 1165 , vi offri ancora

libros

septem Acta Apostolorum et librum alium


vvs.uv3 v 3 ,'

dictzlm, Flores. Psalterium_ item blattis oper


tum cum cruce argentea , et prominentiis

ejusdevz materiae: aliud quoque Psalleriunz,


et Grammaticas Quaestiones: alium etiarn li

brum antiquuni Astronomiae habentern Ge


nethlia et horalogium, et w rpwmorm . Chi
sa che taluno di questi non fosse stato allora
esistente nel numero de descritti negl inven

tarii test riferiti"(n ! .


. ., "n
. .
.
A comodo dcleggitori ,; e per la pi facile in
-telligenza de nostri inventarii diciamo che:
"
1. Anastasimo. Am'aai9i "simo i libri corali pegior.
hlPasquali.f
2. Tipic. Tumuci
'4- 1.?" v') a ili!)cosi
u detto
Mm Ritqale
li :i.iidaLatini,
| i .
es.
I

147

mvaunmo m- s. manu in LA sru.m


A 3| acosro 1604.

r. Due strumenti in carta di pecora la


tini.

2. Tri strumenti in carta di pecora greci.


3. Tutti li libri di lotio n. 1:1.
,

Tridici pezzi di libri in bergamina

greci Vecchi.
23

5. Otto libretti scritti a mano et stampa


mezzi stracciati.
.

6. La legenda Sanctorum a stampa latina.


7.. Dui Missali latini a stampa , e due
n.v

rec1.
I
8. Uno Staur Anastasimo vecchioamano.

sendovi in esso riferite tutte le liturgie, e tutte le precid.


farsi in chiesa, e in coro.

3. Asfolojo, forse per Eucolojo Euyomylov, il libro


delle preci solite a recitarsi nelle liturgie , e altre funzio
ni Ecclesiastiche
,
,
4. Minei. Mnvawv Sono i libri delle vite de santi.
5. Paraclilie , o Paraclito Hapa'kkl'rtm', il libro che

contiene lezioni consolatol'ie , ed esortanti alla penitenza ,


i quali i Greci recitavano in tutti giorni.

6. Triodi Tpm0m, sono i libri dellufcio dalla Settua


gesima a tutta la Quadrigesima.

7. Sinassarii 2vyqfapuz ,' sono le vite de. santi ridotte


in compendio per uso della chiesa , le del coro.
8. Tetraevangelion. Ts-rpasuayyq;.mr , il libro de
quattro Evangeli.
..
_

g. Condacaro forse per Contacio Karmxm, sono scrit


ture per lo pi sopra pergamene ravVolte a rotolo, e so
ghono contenere le orazioni , e gli oicii che devono re*
dtare i Sacerdoti nell amministrazione de Sacramenti.
io

x 8

4Santa Maria della Stella e un Romitaggio


nelle alture del monte Consolino, fa gi abi
tazione di Monaci che volevano menare vita
Eremitica. Rilev0 infatti della Scheda di No

tar Giuseppe Vitale di Stilo dell' anno 1646


che il Priore'di S. Maria della Stella Gran
gia dell ordine di S. Basilio censu a Di.laco
Papero di Badolato una casa lasciata al delta

Monislero da Calterina Tropiano di quella


terra.

Poche pergamene dell Archivio del Moni


stero di S. Giovanni Terest coseguenti mss.,

che forse anche a quel Cenobio appartennero,


scampati dalla dissipazione avvenuta colla sop

press1one del 1784,

conservo unitamente a

aurriferiti inventarii nella domestica libreria.

1. Un frammento di 15 pagine in 8, scritte


pulitissimamente in latino sopra pergamena
nel secolo XIV , senza principio , e senza li
ne. Contiene un trattato di Mitol0gia. Dietro
la prima pagina, ove finisce la prefazione, co

mincia il l. 5. de Jove-Juvem Al/zenis regnas


se testatnr antiquitus , ibique cum (Id/LUI! ru
de , et agreste l1vmmum geuus nullo iuris of

cio sed ferarum rilu


condidit. Siegu0nO poi
Pallade: 4 de Venere
Neptuno :- 7 de Diana:

degeret leges primus


i5. 2 de Junune. 3 de
: 5 de Apolline: 6 de
8 de Baco (sic): 9 de

Mercurio: 10 de Marte: 11 de Vesla: 12 de

Cerere: 13 de Hercule: 14 de Eolo: 15 de


Dune: 16 de Cupidine , nel cui 5 non ter
minato nisce la pagina colle seguenti espres

sioni: Interea in miseri amantis pectus Iali9


denlem-facem iniqit , alque ubi se dominum
senti! ad amores , et ingenium rediens inca:

pertos anlea, mmc agitat, urit, exuciat, exa*


nimat , et per innilos animi languores raplat.

Nella raccolta de Mitograii , e in quelli pub


blicati recentemente dal Chiarissimo Monsignor
Mai, non mi riuscito di riuvenirlo; quindi

(per me almeno, se non vado errato), un


opuscoletto tuttavia inedito. Le capolettere so-_
no bellissimameute poste in oro , e tutte le
facciate, ove esse si trovano, sono altres or
nate di fregi miniati.

2. Quattro pagine di pergamena in fol., scrit


tura del sec. XIII, in due colonne pulita_mente
es:guita , che contiene uno spezzone del Ca

pitolo X, lib. 4, de Partibus Animalium


dello Stagiiita.

La versione latina si discosta

in qualche modo da quella di Teodoro Gaza,

che ho confrontata.
3. Un istromento greco del 1154, che let

to dal chiarissimo D. Salvatore Cirillo degno


Bibliotecario della Biblioteca Borbonica, e mio

egregio amico, e portato in latino dal dottis-


simo Marchese di Sitizzano , cui sono intito

late queste carte , trascrivo con alcune mie


noterelle per curiosit de lettori.

150
.
>I4 Szywov xzfos (i) Anwncwo uzoo Herpou Kn

pmos avala;xowo,uevos arap aoxlmow (2) (Stati! mu'


isvov

O arycaysyyoaypzsvos (3) Anormzos oovazxos, o 10


ovo,uonos
azyvov roumv.npuov
nq; mi
ewovu;zws
Qceovrozou
(5) 9aupou
omem; Xszfz
ouv rco
s'yxoc
footS , mv vrocpouoow E'YYPGMLOP , mi evzvroypaqawv

aarox'nv ., goti remw aq>zepaaow r:3nm , mai aroma

wp09 rnv euwyssanqv p.ovnv mo oozou cargo; nyaov


Ianwvovp Ospsou , za arpos rov mm mv nosfaw

(1) Pro XSIPOI.


(2) oxMla'ly recte.
(3) vrpysypu}zptsvor.
l0 frou.
(5) ewmvuyxazr.

151

>{< (i) Signum manus Dionysii , Petri Ceri-'


cis lii,_ peculiari, et admirabili comm_otione
emendati
Ego antescriptus Dionysius Monachus signu
venarandae, et vivicantm crucis, cum nomine,

et cognomine meo propria manu inscribens ,


praesentem scripturam confeci , et hanc ad

stipulatus alienationem , venerabili coen0bio


sancti patris nostri Ioannis Theristi (3) et in
(1) Questo istr1_1mento che originalmente in pergamena
conservv nella domestica biblioteca, fratello dellaltro che
rapporta il dottissimo P. Montfaucon nella Palaeographia
Graeca lib. VI facc. 413 colla data del gennaio 1165 ,
vale a dire tre lustri posteriori al nostro. i
(z) Dionisio glio di Pietro Cerice sar stato congiunto
del Giovanni Cerieas che si vede sottoscritto in altro istro
mento del 1144 presso Montfaucon ( ivi lacc. 412

(3) Per non ripetere quanto gli Storici Calabresi issero


riguardo allArchimantlrital Monistero di S. Giovanni Te

resl1 in Stilo, che il Montfaucon non ebbe riparo di no


m1nare! Coput 1llunasterz'orum Ordiul's S Basilii in Cala
briq, trascrivo quel che si legge in un manoscritto della

domestica biblioteca titolato: Notamento delle Abbazie dIta


lia dell Ordine di S. Basilio Magno ridotle in confor
mit delle Cosliluzioni di Gregorio XIII, Clemente VIII,
e Paolo I- N. 9. - Al Monistero di S. Gio. Tere

li di Stilo Dioeesi di Squillace fondato circa 1 anno 450,


e poi dotato dal Conte Ruggiero Normanno di f. m., do
ve fu Abate il suddetto S. Giovanni, e li beati Nicol
ed Ambrosio, furono assegnati ducati trecento ventidue

per otto religiosi con grano , e vino a bastanza. Oggi


peto per molte eredit, e legati lasciati al Monistero la

mensa monacale rende ducati novecento , oltre il gra


>> 00, oglio, vino , ed altre cose necessarie , e il numero

de monaci fu cresciuto a sedici collassegnazione del no

15a
1t'pcv scena (i) , mx! crepa: n;zerv 'ff0Y1'10l ipsat

KU1IfMYOV , snoueigt you ng 'yvoiz-g, 001.610} gospe


osz, aw,'jepstge (2) ng 7VG'IJT) mu w;odeeez, mi con
su. rwos 70 arazpamrav avs'yvnns, n qui-Zoo , in XELYS,

n amami; , 11 _pazdwup'yms
euro; (fazzrou a7vozae

arpa; 8a rourms mi

Ai' n; 0,14010750

arram

2zabou , Mii aq;tapmv


mai omnow ,- 0:; post
wov, vrpos mv fnszcizv p.owr/ X'JIIGJTOLTTW , nati vrpo;
10v oem>wrov mi euavyscsrarov ovo,uaowm noc

'you/zevov euro in; 31aoafouons po: yovoms ahepm


vo;m:s (4) yepos, XftS amen; awezyopavyevns (5)
utrem;
vi vrpa:qwcsos (7) , Tf01tgd TOtge-36.

Eoe 'yaaf ;zoz reeurq.v rov ararapaz' sm aulslt@e;


utzra:lewrovrx ;zs yen: prugov da , srseurqeev Se

anno; o a8e)upo's. Toww ev rourms TOLS uvrn;>oxs noci


rpnvn8tozs (8)

)ts).mrozs,

cc; eq;fmcz ,

sa; verz

TOLS rozs rou sou upqz.zsw Exi\arlhlt (g) myzoz q>zrs


rospov , noci e con 3516;; s;i1r)irijjsls, a7vcev ora ov

rws mv @5017 (io) ma e:deu5.zw (I i) o: 1rp:o (l o.) .s,uou,


uunvw galla: mi omovm ero;euaob.zt , mi Otdce'll
ori ma arartupmldetrt; ([3)' 8:. wc muto sSpaz,uov

arpa: riv_ luxmoceorov/ pn3ezeaw [JOJIW , nati arfo;


(i) arposa'frsafrut.

(2) au-Sazpcrp, cum diphtongo su.


(3) apnpew , ut etiam iii alio iuf. tantum.
xnparn,umr'
(5) vrepi cream/zii: bic positum pro G7rilx0[.tiylf put0.
(6) atl'l'lntt.
.
(7) 7rpopaecrsor.
(8) Bpm'tnilsa'i legendum.
ex7wpd.t.

(IO) odor.

(li) 0dtUd'atlh

(m) 1;.

(13) pet7cue7'llh

Q!

153
diem pneposito. patriqnenostro, pfovidiasmo
sacmdoti (yprizmo (I), perlcclmn donationem
statue, l'ac0que. A que ad hoc, non ex nlzqll:l
prorsns necessitule, aut timore, aut derisione,
aut fraude, aut l'allucia compulsus, sel spon

tanea mea voluntate, propria electione. mei

que ipsius sententia, et prop'osito: acccdit ad


laaec , extra omnem l'act'i ignorantimn. Hoc ita
que scrplura enunciato venerabili coenobio ,
et iustissimo, dignissimoque supratlicto propo
sito

renuncare ,

dona're ,

et , ut dixi , in

proprietatem adsignare pollini-or partem haere


ditatis paternue mihi in divisione consttulam,
extra quamcunnque obl'uturam causam, et pree
textum , hoc 1nodo.

Considernvi en"nn patrcm meum interiisse ,


cum frntre, qui me paullo post reliqnit; nam

frater etiam mortu'us est. In tunlis igitua acer


bs, luctuosisque mais, ut praeveni , ex no
vissimis Dei iudicis in me lumen intellectuale

refulsit, et divino tandem amore replctus ,


vere-camdem, viam , quam mnjores mai per
cursn sunt, me quoque, quqmvzs 1nvrtp, per
cnrsurum , et omma vana esse cognovx: qua
propter ad hoc, quod supra dxi , animarum
viziato. Per il Commendatario rimasero allori: ducati
mille e trecento .

I
Infatti coli: si venerano i corpi deSanti Giovanni Tere

SI1 , Bartolomeo , e Nicol con molta divozione della Cit.


ta , e depacsi limitro.
(I) Cipriauo listesso superiore del monistero di 8. Gio
vanni Terestx del citato istromento del 1165.

154
70? zeyoraroy nazn'youpcevov 10v n3n rprroy umano
ueu3evm, mi 10:; arocnv aurou eums<sazv, sBsn5nv
TOUTO axoq.w. w a.77slmo1l ev8uam, mi 11) wozy.w;

1151 wyw; mm mvsupaarmcm' a3e)pow aumfunmcau.


Euswos Se ce; wyzcawros , nazi rcov uawovo:v mv
w_;>uwvew 'evrauoourqnv , 01m evsuaav pene mv me

paw muro vrl-nfaoaou- alla: 81' mpowrov TIWL , na.


uspov (1) mm arpoyu;.WozcszaW rou sy0u anovrou vryoe
TWEY (2), mm; (3) orou mi @zlaaxpzsous
ouv
pus mu
0re
arpa;prolz;
raaurnv
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13 (5)
arspiau
suWsldaz
rou uoajrn

mm {L8 10:19 (7) Xaprn Xpldl'0u , mu m; mxpavrouv


aownw, rou oazou aranpo; 'npta3v Icmwva, merems
TOU 6ezaarmou ny.cw ararpos , non m; ev Xfl<f5 4381
Qdntl1L'05 , ro 'reazoy rns q>pavyzos eMov , sy3xev.
T0! nazi seapmv 10 8wurew7yevav. Kou Se ecnw:

Tot85 m m; 0HPIEGJGEOS.

'

Ex; jrous Nemrwous-ro a,zmehov cuv r'w uma

1'w nazi aypzaw q>ozwv (8), nou e: n earw af'yov,


maon mm uvrapxov arepz<pyozyysvov, cv; umrspxerau

0f1037(9)11W awu>w ogwmw, owu.uomr0v rov <ppouy

Mv arpos rov o;eaw oggi 1011 erga N molamu top


8.=.unysuwros , mu oWe Xeno: fa: un 1rpo; Sua#as
nuca; (10) m; uopzqms 11) tou owou mi mareg
xerau n arepzovw. oc)(ft rou' puouw; , mi au7n)hqet.

Qcmuraas mi w Xcofacf(ztau rou Kourgou5uvou ,


mwey evienpanrzaev 0 mm}; ;.wu narra. A_arzwvmov.
(I) xoupov.

(2)!)rpagfrmliy.

. (4) @Mogtplscvs. (5) arrnmw


-

m;

(6) mm:

(7) mm xaepun forsan, an potus fry xaprn? ._


8) 9wmr(g) 0p4{oy , neutro genere ai in alus.

(10) w: , sic et alibi quocunque occurmt mm.


- (Il) xopvpm.

155v
servatorem coenobium , et ad sacratissimum
praepositum , iam tertio memoratum, gressus

properavi , eiusque pedibus procidens eum ro


gavia

ut me istis angelicis vestibus indui ,

meque sancto spiritualium fratrum gregi ad

numerari pateretur. llle vero, utpote iustissi


mus, et canonum praeposxtorum servator. non
hoc per illam diem eri annuit; sed quadam
rectissime via, quodamque modo meditationem
mei consilii mihi protraxit , donec etiam viros christi-amatores ad hanc petitionem per
movi. Ut primum illi, ChrisLi, et immacula
tae l/irginis Deiparae, sanctique patris nostri

loannis gratia, me tonderi contentum essev


ei persuaserunt, divinissimo patre nostro, at

que in christo fraternitate postulante t hanc


donationem mihi firmiter proposui, et ex illo
iam tempore dispositionem quoque declaravi.
Quae vero mihi donanda extant , haec suntz

In Agro Nepitino cij vinea cum paludibus,


et agrestibus arboribus , et siquid est incultumg

atque etiam quod est circumseptuma quod de


scendit, sanctam ecclesiam deniens, et inde

versus septentrionem deflectit sepem , usque


ad possessiones Petri, Nicolai secundi filii ,

seque vertit aequaliter ad occasum , usque ad


verticem collis , et descendit sinuosum usque
ad umen, et ibi desinit. Eodem modo prae
dia in Agro cutzurino (2) , quae patenmeus
possidebat in loco dicto Astitanico (3) ho;

lt P;

(x, 2, 3) Mpitinoa Cuzorino, e Astitanicob sani nonii-idne

|56
Auro 1o cwavym" quo: Herpou Movwanulka ai:
Ml3fxsrau o 8|:aapos (I) go; ro xaapzov Koupfzguc
vou, MX?! 1011 cuvw;ov mi: rftm Bxszlewu rom)
Kavyyayau, u:u awxya:y;u&{az vrpos Manchi (a)

euro rous cxozvous azxrn rou cuvavyou rou Her_you


Nzzouwu rou Sauragsuow mu mvspxarau 10 anno
auv:vgov ma; r0u cuvaapou far) I'I.zunzazvnraaw mu

xxrefxszou ro nwr0 cuvm;ov mao; rou xccpacqazou zfeos


nl'f0u Movaosu.ullou mu urs|axsrau ara.)uv muro
10 6ul:optW mxp! rou Xrgar.q:wu mv 1r'xzcm Avawraz
aaou rou Mxxasz, mi wu 1f509 H:rfu Movmauut
Mv, nazi au7nMsz.
Tamura. w:vuv exsraa n mmc Eulnsm ex: omezaw
sousww nazi uugaoqra: TOU arozow avrana: ex 71
B'aw 0.=sl nx oulsrau ex; mo:vxs mmv:ov, ani ro
nugo; 41.: mv souszauf mzg' e,uou EL'IIQOUG'J 5: Se

arare xsg.p.(3) n Xfov;o q>awaz n; tanv

mar' qua

pzsgovs, n 2510u argosmrou, (umazv n aax7maw (5)


mv0W:ac vr;os muro, arzxxu'au (6) gas nazi Szs8uqw

anno ergo; mwm av.lgmaror' 11 Se nar. muro ou

(I) W
(2) nanna.
(3) nmpy.

_,
-

(4)

(5) mumr.

(6) cruxm'a'.

\ '

'

'

-' . ' "'

'

15

ncs habent. Ex uibus Petri Monoscyil (1)],


m procedil. Via ad Agrum Curlizauum
us
que ad nes leui , Hasi|ii Cangemi Mii , et
oriemem versus garnnmc 10|11w1n accipit a
iuucelo uaque ad nes Pelri , l\icolai secumii
filii , et uspeuduut iidem ues Usque ad illns

Piliecianorum (3) , et descvmiunt usqm: ad


praedmm sagerdolis Pelli Mi noseylli , et de
SCenduut ilerum usque ad pessessrouom film

rum Anastasii Macrl (4), et sucvrdolis Poni Mo-


noscylli , et, ibi desiuuul.

Huec lgillll sil>i habeat sancla eccivsia in


proprium domimum , et poleslalem fuciendi
quaecumque volet, et ceusebit in suecula sue
cuiorum; ulp01e quae domiuium, et poleslatem

a me accepit. Si vero uuquam aliquabccasio

ne , aut tempore 'apparebit quisquam , val ex


m-ea parte , ve] extraneae persnae, quaestio

nem propter hoc movens, sve moles1iam af- ferens, incedum ego, et defendam istml con

tra omnem hominem ; quod si non faciam ,


tuttavia conservano alcuni poderi in territorio di Stilo. In

quelle contrade tutto proveniente dal greco , ed spe


cioso come le voci greche si conservano in maggior nu

mero "resse il volgo.


(I) ietro Mouoscillovien ricordato ucll istromcmo del
1144.
}
'
(a c 3) Curlizano, ePellicciano sono anche 'nomi di al

cuni poderi del medesxmo territorio Sliiese.


"
(4) La famiglia de Maori numerosa , e dislesa in di
versi paesi lungo la costa del Jouio , tanto nella classe

distinta che della plebe. V. la Sidernogrqap5326, u. 27.


del mio egregio , e dotto amico Sig. CanbniopMacr.

158
aromsa: , az' un mm: fzsaz'rfovrov , 8mpfoviuqa "|-'IE

rayt-:kaw q;wawm (I) 7rmponqa (2) Slaaxecsfaz (3) ma


amo aravvros 3mowrspmu 8m. r0u 1fapovros syypacq;0u,

spqaxvaz; noci ma: 7r0waus mv mwovcw m; End-q

am5 uvrouezpzsnzs , eamysrov ava: ya maya uupmu


eou aravronpozropos, mv TIH wyzaw Qao@o;ouv m:
'IPQW, gngxl0uoau uoz ex; 10 8-npwszov in le sz'ov
n: orefy1nv (4) mi GPL/AEWIV mv wapoucmv ocq:tpca
mv , souon' nazi uvracpazreeunqV su; ma , mi a;

10us-oucovazs, n rt; sypa.<(aez (5) 11;] epng aro)0kg m:


f9m)t0'l mi azcuoz , Xezpz Mapmov non/BocM-nps ,
muro: mv emr_pmmv rou suulnczocfxou nau vo,uz,uou
2.fvlou mpeos Kawcsmvrwou zepoarysvrsos mm: 100

A4.

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159
verum etiam'per quemdam modum, diabolica
tentatione, piogredi in iudicium conabor, ex
pelli debeanf ex quocumque. tribunali, .huius
scr1pturae VI; occorrens euam poeins in ca
nonibus ecclesiae statutis; ma]edictumscilicet
esse me a Domino Deo omnipotenle , et. ab

octodecim , tercentumque sanct.is divinis patqi

bus (r); aique ex sententia persolveie sco


nummos triginta sex; stabilis inde , et. rma
manenS , et immutanda , alque indenila in

aeternum, et in saeula ista clonatio, quae multa


mea deprecatione, et postulatu , equitis Mabri

ci (2) manu scripta fuit, cum interventu reve


rendi sacerdotis Constantini Phyloridis Eccle
(1) Simili imprecazioni erano in uso e ne diplomi de

Principi, e nelle scritture de privati non solo, ma n an


che nelle lapidi greche, e latine. Abbiamo nenarmi Amn

delliani del Soldano HEl ( come legge il Corsini ) Tu


Tuo C'IEPHCOI HA EOAOl TsTO EXETO aua'0:
TAC apas T.Q.N AFwv Tlil E0zv OPuawmv
AqpQN: in altro Doniano che or si trova nel Museo
Vaticano ANATHEMA ABEAS DA TRICENTI DE
CEM OCTO PATRIARCHE QUI CHANONES ESPO

SVERVNT ; e presso il Muratori in marmo Arminese:


HABEAT ANATHEMA AB CCCXVIII PAT. V. Corini
Appendix ad notas graecas Dis. 3. , Jacuti Christiana
rum antiquitatum speciWMnf/aztcon Palaeographia
Graeca lib. Vl facc. 385; e le mie Memorie per servire
alla Storia. della Santa Chiesa Miletese. App_.uuXjacc.
122 nota _1.

i u-.

(2) Anche un_ M,HQJOS Kaokhqgns<ifumo si


trova sottoscritto qual testimone nll istromento del 1 44,
e dal Montfaucon si traduce Malliardus Callabgzj1e's g'l)(la
ballares) Styli. Meglio forse si sarebbe deto us.

:60

oan-plant lawovapup pm uva. p. cm :x capa


pap-05.
.
ria Peogyzos orporovrawas Srukou nam aetpow
tou Ptrfou {up-m? uero-yfahLm
'
vid llezfos Movcmunos pxfwg wroygz+m
hfc AxuzS pimp; #xprup wroypxhs.
bf Mxohos mos tou auaxa/xeyw Harfou Mx
)Cqvou yapwg uqroypxqrm rov rzwov amuJIov.

vic Alauaos wyeppuep

uzos ac arparoqrawxs

Szuou yaprup wroypa-Lac omatn (I) x5191.


rio osc-fas efeus mos MLxaml varepou tou

Maura #xfzup uqroyfx~Lx omcq.


xazpl.
I >14 Kovarxvmvos euralus fazrep o tbnlofus (3)
xavwnnars Smkou (4) ra aworegos (5) auszpou.

(i) omega.
('1') Ut autem

t
_ (3) lpse pampu, qui et supra gem wkmplu.
*"
cfr-imm

(5) ("WW

i6!

siarae; et Tabularii Styl I). Mense Ianuario,


indictione seconda ; anno (2) sex millesimo sex
cemesimo sexagesimo secondo: coram testibus.
>I< Georgus Protopapas Styli ex familia Rizzi

testis subscripsi.
>I4 Petrus Monoscyllus testis suhscripsi.

>I< David eques tests subscripsi.


b{< Nicolaus lius Petri Maleni defuncti, te
.stis venerandam crucem subsignavi.

>

>I4 Arcadius Presbytey , natu maior Proto;

papae Styli , testis suhscripsi propria manu.


0{< Theodorus sacerdos, lius Michalis Ma

cr iunioris, testis subscripsi propria manu.


>I< Constantinus Pheloris humillimus Presby
ter, et Canonicus Styli, quae supra suut con

imavi.

'

(11) Giovanni Sacerdote , ed Ecclesiarca sottoscritto


nel istromeuto del 1144 sopra ricordato; e nell altro
del 1142 in copia nella mia biblioteca esistente, che pure
alla Badia di S. Giovanni Teresti si apparteneva.
V
(2) Tanto per gli annidella creazione all uso de Gre
ci, che Per 1lndizione, lanno corrisponde al nostro 1154
dell Era Volgare, famoso e ricordevole per la morte del
nostro grande e rimo Re Ruggiero ., che da Romualdo
Salernitauo vien escritto: Statura grandis , corpulentus ,
faeie leoniiza, voce subrauca, sapiens, providus, discretus,
subtilis ingenii, magnus consilio', magis utens ratione quarn.
viribus- In acquirenda pecunia multum sollicitus , in ex

pmulenda non plurimum largus, in publico ferus, in pri


vato benignus. Emi suis subditis plus terribilis quam di
lectus.

II

r62

.Posseggo inoltre , appartenuto gi a questo


Arc-himandrital Monistero , il Breve raccolta
delle Costituzioni Monastiche di Santo Basi
lio Magno molto utile a tutti qu_elli che han

no eletto di fare una vita 1VIonastica. In ne


alla facc. 47: In Roma per Francesco Janei
ti MDLXXVIII. Tal libretto divenuto ra

rissimo, e in poche cospicue librerie si riu


viene. Nel mio esemplare alla facc. 5., ove
comincia il proemio , .e si diceva che i Mona

ci ignoravano il greco, si trovano undici vera


si cessati con inchiostro; ma che usandoat
tenzione si possono leggere.

| 63
r1'l!yn.,guvn'u'cufolyu'onfu'n'n'uyo

0
"'<gggg'kf;f*ggiggffgfffggfgg!gfgflfgf <|Q
3h"..s*.sds9,S.n...is..yg9s'..s".sdls
v
4

momsnmo m s. PIETRO E 1>som ns smuomrno


ALTRIMENTI s. PlETROSPAN) o SPINA DELLA.

MOTTA DI GIANO.

SE non- vado errato questo Monistero, che


fa gi Archimandritale, e nullius Dioecesis,

lo stesso che col titolo di S. Pietro e Paolo de


Spanopetro in tenimentum Arenarurn existeiz

tem pose sotto-la sua protezione 1 Imperatore


Federico Secondo col diploma che segn in Si
racusa nellagosto del 1224, e consegn allAb
bate Pafnqzio. Questo il medesimo mobi
stero, che, reggendolo il cennato'Abbate Paf

nuzio nel 1185 , aveva ricevuto 1 offerta di un


fondo da tre fratelli Nicola , Leone ,

e Gio

vanni Luatri. ( Montf_aucon Palaeogpaphia ,


Graeca facc. 428 , e 415

Gli scrittori Calabresi Fiore, Agresta, e al

tri dicono fondata questa Abbazia da S. Pie


tro SPan ,

0' Spina circa il XII secolo. Noi

or ora vedremo che il vero fondatore fu un


tal Abbate Gerasimo; ma S. Pietro Spina pot

ridurlo in migliore stato colla pingue dotazione


che gli avr procurato da Giovanni Gran Conte
di Arena , che il Santo aveva liberato dalla

lepra. La dotazione poi si dice confermata nel


,

164
1510 da Giovan Franceso di Arena, e-appro
vata dall Imperatore Carlo Quinto.

Negli atti della visita de Monisteri Basiliani


della Calabria eseguita dallArchimar;drita Mar
cello Terracina nel 1551 detto: Monaste
rium SS. Petri, et Pauli de Ciano Militan
sis dioecesis ; e nel succennato Notamento

delle Abbazie d Italia dellOrdine di S , Ba


silio Magno, ridotte etc. vien notato al n. 6.
Al- Monistero deSS. Pietro, e Paolo di Cia
no nullius dioecesis , Militen , gi fondato

da S. Pietro Spina Abate, e dotato daConti


di Arena , nell anno 1598, furono assegnati
v uv
vvvv:!8:

in beni stabili per il n". di cinque religiosi

ducati duecento cinquanta, e pel Commen


datario son rimasti ducati novecento; e vi
"dimorano otto religiosi . Questo Cenobio

ebbe gravi liti col Conte di Arena per la giu


.risdizi0nia civile sulla Motta di Giano (i) ;

iVescovi di Mileto so'rivano a mal cuore la

esenzione della Motta di Giano dalla loro giu


risdizione spirituale, che veniva esercitata dal

1 Abate Archimandri-ta. Tali c0ntroversie per

altro oggi sono*spente.

A questo Mouistero circa il |135 trovo che


il fondatore Abate Gerasimo abbia donato fra
gli altri oggetti i seguenti manoscritti: Ho
i raria quatuor . . . . . . Condacia . . . . .,
. . . . et unum Tetradium . . . . . . Li_
--.-a.

g) Jacob de Martinis Consiliorur. Consil. XXII 2,


XIII.
.
"

165

ber quatuor Evangeliorum aures capitulis


ornatus , cujus operimentum est phu'phun
dum: Libri Evangeliorum' per annum duo:
condacia alia duo: quorum aliud Praesanti
v' s! = : : : 2=v := :

vvv
v

cata, aliud ritum Baptismi continet: Acta


Apotolorum: libri duo magni pro solemni
tatibusz liber ubi Commentaria in acta Apo
stolorum, Studites, Synaxa-riumJoannes Cli
macus , Geronticon , sive dicta seniorum :

alius liber Sancti Ephraem z alius Sancti-Ba


silii : alius Sancti Athanasii- ts Sancti Atha
nasii item aliusz Liber Nomocanonis: Liher
legis, et novus Paradisus, Damasceni dialo
gus, Interpetratio Liturgiae S. Basilii, Eu

chologium , Mena'ea tria Pro diurno-usa si


aliud Menaeum mensis Augusti vitas habens,
et sermones pro lectionbus: libri duo Bea;
titudinum cum Photagogiis Sticheraria duo:
Psalteria duo , Triodia duo, unum pro Qua
dragesima, aliud a Pascha usque ad Sanctam

lPentecosten , Propheticum unum , Anasta

sima duo , Ca-tanycticum' unum , et Para-f


cleticum , Contacium parvum , et Schema

tologium , Horologia duo, lrmologium unum


librum lsaaci (1) .
Che il fondatore di questo Monistero fosse

stato il sullodato Gerasimo si rileva dal di

costui testamento p'ubbicato nella Palaeogra


phia Graeca facc. 403. mam in esso lAbbate
Gerasimo che avendosi determinato menar vita
(I) Palaeographia graeca zcc. 404.
r

j- .

166

MOnasti(:a ricev fra le altre possessioni asse


gnategli dal genitore quella ubi ha'ec domus
Coriphaeorum adornata fuit: quem tum pro

priorum agricolarum tum mea opera. . . .


colera coepi cum antea locus spinis consitus
eremi pene (30nspcctum praeberet. . ., sta
timqge domunculam Sanctorum excitavi.

Deinde villas paravi , aedicia , domos et


vineas, libros item sacros, et vasa alia . .
. . . A. ragione quindi il celebre Montfau
con lo proclama: Gerasimus_ Monasterii SS . Pe
tri, et Pauli de Spanopetfofundator, et Abbas.

Mi sono disteso per come meglio ho potuto


sulle notizie di questo Monistero , essendoch

il 1?. Montfaucon riferendo il cennato diploma,


che potrem dire testamento dellAbate Gerasi
mo, lascia indeciso se il nostro Gerasimo, sia lo
stesso del ricordato dal Pirri nella Sicilia Sa
cra , e conchiude :_Rem miltimus Siculis , et
Calabrensibus , quibus 'ad eam. explorandam

otium, et facultas est: nobis etiam procul po


sitis non licei instr'umenta locorum evolvere (I)q

(I) Ulii supra facc. 386.

167
,
'

f\,\!, lf-\i-\l"oif-i' lf-\l.l'f0Yf.\l. ly


. ,.
anno urna! \rni,hu n Lunar.
N!!!

lC-M.l-l:lf.il-Ilfl.

ALTRE BIBLIOTECHE DE, BASILIANI.Z

I Monisteri di S. Adriano, e di S. Mercu

rio di Rossano , e gli altri , in cui orirono


S. Nilo, e S. Bartolomeo, che molti codici
scrissero , e fecero scrivere dalo'ro Monaci, do
Vevan_ esser ricchi di manoscritti. Di S. Nilo

ci lasci memoria S. Bartolomeo: prima luce


usque ad tertiam velociter, politeque scribebat
literarurn forma utens minuta , et densa ut

singulis diebus quaternionem impleret ; e di


S. Bartolomeo. si legge nedi costui atti :' lite
rarum cito, et pereleganter exarandaprum ar

tem homo per omnia mirabiliter, excellenter

qua callebat, exercebatque indgfesse. Sed, et


proprio multa scribebat ingenio: cuncta lumen
emendate , ut nullam usquam , vel.in talibus
morosi, ac delicati fastidii censores repre_hen

dendi sibi dari ansam faterentur. Da questi


Moniste,ri dovette uscire con altri quel famo
so Codice del Secolo XII , comprendente il No
mocanone di Doacopatrio, composto per ordine
dellImperatore Comueno, che vien ricordato

dal Montl'aucon , e dal Canonico Bandini (i).


-_

(I) Montlaucon Diarium. Italicum. facc. 9.19. Bandini


Medicea Laurentiana T. 1. lacc. 38._
L

168

Non dissimili raccolte dovevano trovarsi


ne Monisteri di S. Filareto in Seminar , di

S. Bartolomeo in S. Eufemia di Sinopoli (i),


e di S. Maria del Patiro dappresso Rossano.
Fu da quest ultimo Cenobio, anche Archiman
dritale, che si ebbe la Liturgia di S. Marco,

qualunque
Alcuni diplomi
ella sia,
riguardanti
o sincera,
ilMonistero
o apocrifa
del Pa
tiro trover il curioso lettore presso Ughelli Ita
lia Sacra, e Montfaucon Palaeographia Graeca.
Dietro lo spoglio , diciam cos, che fece il Pro
tonotario Sirlto , di tali rarit de Monisteri
della Calabria nel XVI secolo,. e laltra secon

da raccolta, forse maggiore, eseguita dal P. Pie


tro Menniti Generale de Basiliani, rimaneva
no ancora molti altri mss. , Onde ebbe a dire

il P. Gregorio Piacentini nell Epitnme Pa


lae0graphiae Graecae ,

pubblicata in Roma

lanno 1735: Inmonasteriis Calabriae 0r


dinis S. Basilii Magni multi variis in locis

Codices Graeci reperiuntur. Da PP. Bollaudi


sti negli atti de Santi varie leggende si so
no pubblicate in tali-nostri Cenobj scritte, e
conservate, e varii codici, anche a medesimi

moniteri appartenenti riferiscono, per. lasciar


gli altri, il Montfaucon , e ilmedesimo P. Pia
- camini; Il primo, che viaggiava in Italia nel

1698 1, nella prefazione del Diarium Italicum.


(I) V. Mafaoti lib. I. cap._2o, e Aceti in Barrz'um.
fac. 199.

(2) V. Bodot Rito greco in Italia T. 2. facc. 127.

1
dice: Non Romanas modo , Mediolanenses ,
Venetianas, et Florentinas bibliothecas adire
primitas destinaveram, sed etiam. Calabrenses,
et Sicilianas; nam iis in partibus festivam Co

dicum graecoram superasse copiam , non ra


more nuntio, sed narrata compluriam de di
gnorum accepi. Iis enim. in locis cum non ila

pridem graecae linguae usus obtinaerit; obso


leta tandem ipsa libri multi graeci mss. in
Coenobiorum , Ecclesiarumque bibliothecis sa

persunt inobservati , in'tacti ." sed insperatis ne


cessitudinibus , negatiisque interpellatus con

silium misi. Et lumen operae pretium esset


istas in partes explorandi causa concedere ,
nam in remotis Calabriae , et a via publica dis
silis locis multi codices , ut compertum. ha
bui, cum blatteis , et tineis concertant , in

diesque pereunt ,- atque prqfanis usibas indi


gna absumuntur.

L istesso Montfaucon nel

cap. |5 della medesima opera riferisce :_Mo


nasterium , et Bibliothecam RE. PP. S. Basi

lii nona die adiimus. Quod quialem Coenobium


perparvum , nulliusqae ante/mc nominis , iam
studio , et cura Rev: P. Petri Menniti Ordi

nis Praefecti codicum graecorum faestiva co


pia exomatur. Is enim quia in variis sibi sab
jectis Calabriae Monasteriis , codices istos
obsoleto pane graecae linguae usa, iacere in
tactos , neglectosque acceperat , imminenti iam
exitio subduxit, inque Urbem advehi in usa_un
eruditorum curavit . . . . . . . Diplomatum

quoque graecorum' man_um eadem opera Ro

I o

triam advehi iussit , quorum magnum parte/n

exscripsimus.. E nella Palaeographa Graeca

lib. 1 _pag. 113 , anche disse : In Calabria ,


et Regno Neapolitano graeca Vigente lingua
innamori codicesgdescripti s'unt ,- quorum fe

stivam 'copiam vidi, et evalvi Romae in M0


nasterio S._ Basilii . . . . Codices au-tem isti
magna parte eleganter , et accurate descripti
sunt: neo audiendi illi, qui nullo , vel ma

dico facto rei experimento , codices graecos


in Calabria scriptos , caeteris miuus accura
tos esse temere dicunt. Cefzturn quinquaginta
vidi in memorataBasilianoruni Bibliotheca ,
aliquot exscripsi, omnes evplvi, nullosque ali

bi emandati'ores reperi. Il P. Piacentini nel


lopera cennata.facc. 45 assicura , che i Co
dici conservati nel Collegio di S. Basilio di
Roma erano al n.0 di cento sessantatre, come '

lo ripete Monsignor_Pietro Pompilio Rodot


nel Tom. 2. facc. 125. Dellorigire , progres

so, e stato presente del Rito greco in Italia.


Gli eruditi troveranno di che pascersi nella

lettera del P. Filippo Vitali monaco Basilia


no titolata .: De sacris codicibus graecis Ro
mae .adservatis in Coenobio Ordinis sui, inse

rita nel primo tomo dell' Euangeliorum qua


drupleac latinae versionis_ antiquae codex del

P. Giuseppe Bianchini dell Uratorio. pubbli


cato in Roma 1 anno 1749.
Non ometto di ricordare che il P. Montian

con Paleographia Graeca facc. XXIII aveva


notato: Bibliotheca RR. PP. S. Basilii Bo

171

mae codice: graccos centum quinquaginta cir


Liter complectitur, omnes ferme in membranis,
ac vetustissimos ex monasteriis Calabriae ad
vectos.

'

l.-lzlf.tyallll
CERTOSA DI

A 4 ..
S.

..

STEFANO DEL BOSCO.

ltre del famoso Archivio ricco di regi di


plomi, bolle Pontificie, e quantit di comas
sioni , donazioni, e altri centratti de Secoli XI,

XII, XIII, e XIV, e oltre molti mss. di


S. Scrittura , SS._Padri, Leggende di Santi ,

pi Cronache di quella Certosa , vi erano al


tres1 varie opere di autori Calabresi, e di al'

tri Certosini da quel Cenohio acquistati, e rac

colti per conservarli a futura memoria. La bi


blioteca, sebbene il Barone di Biedesel (Viag
gio in Sicilia) dica che ci ch essa racchiu
deva di raro, erano _carte antiche, carte conte
nentino le donazioni, ed i privilegi, di cui
'i Sovrani del Regno di Napoli avevano grati

cati quericchi Monaci: pur non ostante posso


assicurare 011 era c0piosa di libri di Teologia,
Morale , Scrittura , SS. Padri, e specialmente di

Diplomatica, e di Storia per laumento che le


aveva recato il P. D. Benedetto Tromby mio
concittadino , dottor Monaco Certosino , il qua
le per quaranta anni lavor indefessamente alla
difesa delle famigerate cause promosse nel se
colo scorso contro quella S. Casa di sua pro

I a
f2ssione , e alla compilazione della Storia Card

tusiana, che mise fuori ira-dieci ben grossi vo-


lumi in foglio, la q_uale cost allaCertosa pi,
e pi migliaja di scudi per la perquisizione, e
per le copie de documenti tratti dalle prime bi

blioteche Europee, per P acquisto del ricco cor


redo di libri, e mss. che allautore furono.

necessarii , e per limpressione di pi migliaja


di esemplari con moltissimi rami. Il P. Trom
by aveva lasciato tutta la doviziosa suppellet
tile di tali acquisti nella biblioteca della detta
Certosa , ove pure andarono ad essere deposi>
tati i libri matematici, e astronomici del dot

to P. D. Saverio Cannizzari , gi Priore di quei


Monistero dal 1766 al 1775 , trapassato nella

Grangia di Gagl-iato alli potto gennajo 1784.


Il marchese Domenico Grimaldi nel Saggio
di Economia Campestre per la Calabria Ultra
facc. 49 assicura : Il gusto delle belle let
tere si di gi stabilitoin quellamena, e

santa solitudine per mezzo.di tanti colti ,


e letterati personaggi , che vi si sono riti

rati . Ed invero cola trovaronsi circa quel


tempo , e

poeta Francesco Man-fredi ,

e il

diplomatico, e storico Tromby- ,- e lastrono


mo Cannizzari, e il poeta, edoratorp latino,

ed italiano Domenico di Grano, dequali po


trassi vedere quanto ho scritto nella Biogra

fia- degli uomini illustri del regno di Napoli.


Le pergamene pi preziose spedironsi al R. A_r
chivio nel Castel Capuano di Napoli; altre in

maggior numero cdmss. si dispersero; Vi 11

173

bri furono miseramente rubati ,_ o dissipati ,


parte nell.espulsione del 1784 , e parte nella
soppressione del 1809.
'
.
De manoscritti appartenenti a questo famoso
Cenobio conservo nella domestica libreria:

i. Theatrum Chronologicum Magistrorum


.bbatuum , et Priorum hujus Eremi Calabriae
S. Mariae de Turri ,

et Cartusiae' SS.-Ste

pbani, et P. N. Brunonis, in quo de Eremi,


et Monasterii fundatione , et quidquid sub eo

rum regimine memoriae dignum accidit, ac de


eorundem moribus , et gestis luculenter agitur

ex monumentis archivii ejttsdem Cartusiae ,


nonnullisque probis auctoribus coacervaturn ,
et in duos tomos divisurn per V. P. 1). Bar
tholomaeum Falvetti Melicuccae Prioratus,
ipsiusmet Cartusiae alumum , et in praesen
tiarum Archivarium enixelaboratum. In Car
tusia Sanctorum 1721. In fol. cartaceo, scritto
nero e rosso. La prima parte , che corre per

tutta la pagina 130 , tratta della vita di S. Bru


no , e de di lui successori al regime del Ce

nobio, no al 1293, in cui pass il Monistero


a PP. Cisterciensi; poi vi sono due pagine non

numerate , nelle quali si contiene un breve


Chronicon RR. Abbatuum Cisterciensium or

dinis, qui praejuerunt in Illonasterio S. Ste

phani de Nemore. La seconda parte comincia


dalla'pagina 131 , e termina alla 1220. Essa
contiene le memorie di altri 47 Priori Certo
sini, principiando dal 1514 no al 1712.
2. Opusculum devita, ac clarioribus mira

culis S. Brunonis Primi Cartusiensium pa

174
tris., De viris etiam illustribus, qui doctrz'na ,
ac sanctilafe , in dieta ordine orueru_nt donna
_ ( sic ) .Nicolao Riccio Thybernensi Carthu
sianorum minimo auctore in amicorum gratiam.

In 8." Cartaceo scritto nel secolo XVI. Pre


zioso dono dell egregio , e mio. costante amico

Monsignor Bruno Maria Tedeschi attuale degno


Arcivescovo di Rossano.

3." Fratrs Andreae Pam'mz'i ordinisC/zar


tusiensis super Cantica Canticorum Salomo
m's e.rpositio devotissima , una cum brevi , et _

morali B. Gregorii Papae expositione , quae


in marginibu.9 poni!ur. Cartaceo gin fol. In
ne trovasi la seguente nota: explicit dia 16
Martii 1506. Inchoata, et ad/inem usque per

ducla una cztm loto volumine in Carlhusia


Ferrariae per me F. A. prq/ssum domus Bo
nom'ae primo anno liberaliunis mene ex Eg pto. Qui habet aures audiendi audiat.
4. Vita S. P. Brunonis. Scritta nel secolo

XVII, divisa in 46 capitoli , e compresa in


215 facc. in 8." cartaceo.
5. Un volume in pergamena della forma
di 8.0 picc. scritto nel 1584. E una raccoltadi
liturge Monastico-Certosiae, indicante i modi

di c<mvocare i capitoli, eseguire le vestizioni,


le professioni, i funerali, e tutti gli altri of

ci del Chiostro , del Coro , e della Chiesa,

6. Alcune pergamene riguardanti i beni di


quella Certosa , delle quali ne pubblicai due

nell Appendice alle mie Iemorie per' servire


alla Storia della Santa Chiesa Miletese, stam
pate in Napoli , e che potranno risc0ntrarsi.

,y, ,
s'o..'ffj

,\

SORIANO .

nesta libreria, sebbene tardi prihcipiata a


cura de lP. MM. Domenico de Sanctis e
Antonino Lembo dietro del trer_nnot0 del 1658,
quando rilabbricaron il convenuto ,

pure n

dal suo nascere divenne adulta , copiosa, e ric


Ca di libri, e manoscritti di autori coetanei, in

modo che il lodato P. De Sanctis fra gli altri


suoi mss., che in esSa furon riposti dopo la
di lui morte, lasci: Bibliographia Suriana,

sive Catalogus omnium libroram qui in biblio


theca S. Dominici in Suriano ieperiuntariuarta

varia{s, de quibus tractant facultates disposita cum annotationibus. Tom. 3 fol. eil Catalo

go di tutti i libri Italiani Spagnuoli etc, etc.


che trovansi nella libreria di S. Domenico in

Soriano
Il P. Amato
con annotazionifol
nella Pan_topologia Calabra facc.
312 chiama il De SanctiszMagister undequ
que sapientissimus , scriptioni cuilibet generis

operum indifesse addietus , Surianensis Biblio


thecae principalis'auctor.
.
Di mano in mano questa raccolta si and
aumentando talmente, che il P. Troyli'non du
bit annoverarla fra le pi magniche delle
(f) Zavarroni Bibliolheca Calabra facc. a56.

r 6

nbstre Province

Ampio Catalago ne ave .

va compilato, pria' del 1784 , il, P. Vincenzo


Caristo ,

ultimo bibliotecario ,

morto circa

il 1790.,
Colla soppressione de' Conventi nel 1783 ,
buona porzione di essa si era dissipata ;

ma

tosto ritornati i frati in qt1el santuario, il


P. Maestro Vincenzo Maria Arcidiacono vi pre- ,

st tutte .le cure per vieppi arricchirla , e il


P. M. Giambattista Minasi, zelante Priore del

Convento, la rimise in buono stato, regalan


dole molte' insigni opere, e unendoci ilibri
.che avevano raccolti i. PP. MM. Domenico

Crocente , e Gio: Tommaso Gallucci, i quali


non perdonarono n e spesa , n a diligenza

per adunare buona suppellettile di libri greci


ebraici, latini, francesi, tedeschi, e italiani.

Divantaggio lo stesso P. Minasi ne fece com

pilare un novello Catalogo, e' la provide'di


due ben grandi globi del Coronelli cogli ana
loghi atlanti.
.
Ma anche questa raccolta and a male con

la espulsione de frati da quel Convento acca


duta dopo la battaglia di Mileto nel luglio del

1807 , in conseguenza de torbidi politici allora


infestanti le Calabrie.

Dalla relazione fatta ad Angelo Zavarroni dal


P. Baccelliere Antonio Colace sappiamo, che in
questa libreria si conservavano manoscritte va
(1) Storia generale del Reume di Napoli lih. zr_capi
tolo 4 ,

3o.

rie opere dePP. Girolamo Musiano , Silvestro


Tutini , Domenico De Sanctis , Pietro Giovi
nazzo , Antonino Condomitti, Antonino Gan

zia, Alberto Mammoliti, e Giacinto Gencuc


cio, Domenicani, e dedottori, e poeti Marco

Ant0nio Lattaro , e Giovan Jacopo de Marti


nis (i) ; e io mi ricordo di aver visitato nel
maggio del 1809 questa biblioteca , e ammirato

prodigiosa quantit di rare edizioni Calabresi,


e di mss. predicabili, e un grosso volume che
era la continuazione de tre tomi delle Medi
tazioni sul Giacobinismo del P. M. Crocente.

Larchivio , ricco di carte e pergamene atti


nenti alla pingue mensa del Convento, tutte del

secolo XVI in appresso , ma ben classificate,


e disposte, era annesso alla biblioteca medesima.

(1) V. Bibliothea Calabra ne rispettivi articoli.

I2

178
3%99993936
ALTRE BIBLIOTECHE DE DOMENICANI.

I PP. Predicatori avevano a'ltresi vaste bi


blioteche in Cosenza , e in Nicastro, i cui Con
venti erano destinati per istu'dio Generalizio,

in Reggio, e in Catanzaro stabiliti Collegi, il


primo di Filosoa , e Teologia con facolt di
dare la laurea anche a non Religiosi, e il se
condo per 1 insegnamento della S. Scrittura.

Ampia, e ben ordinata biblioteca ancor tene


vano i PP. Predicatori nel Convento di Mon
telione , che dietro la soppressione del 1783,

venne prescelta per Biblioteca Centrale, e si


adunarono in essa tutti i libri de Monisteri ,

e Conventi soppressi dellallora dipartimento


di Montelione.

,-

19

l'onyolyoyvynlynl'ofvulvoiVolvenvul'u'.

QZQ;3gg'lgiggfggfgtfggtagtggfgzfau
3A".."* 1*. 5*Aluonaul'ntatuoa. SA*.Jl .A l.-AuAAQJAS

PP.

AGOSTINIANI.
S. CROCE IN FRANCAVILLA.

Il Convento di S. Croce in Francavilla aveva


una non molta vasta , ma scelta biblioteca, e
ben tenuta. Essa era stata raccolta con pre
mura, diligenza, e conoscenza insieme. La

principi il P. Maestro Giulio Accetta di Fran


cavilla gi due volte Provinciale di Calabria nel
1684, e 1690, il quale poi ascritto alla Provin

cia di Lombardia, anche di quella Provinciale


divenne. Fu egli arrolato allAccademia degli A
patisti di Firenze, e creato nalmente Profes
sore di Matematiche nella Reale Universit di
Torino , ivi mor a 25 settembre, 0 come al

tri vuole in novembre 1752. L accrebbe il P.

M. Agostino Accetta fratello germano del P.


Giulio , e anche Provinciale di Calabria nel
1726; e in ultimo il P. Maestro Giuseppe Lor

glio del Convento le regal molte opere mo


derne, e di costo. Questa raccolta si disperse

colla soppressione del 1784.

PP.

CARMELITANI.
CONVENTO DI

MONTAL'IO .

uesta biblioteca era in piedi verso la ne


del Secolo XVII, e con buon numero di li

bri conteneva molti mss. de pi dotti fra i re


ligiosi trapassati in quel Convento. Il P. Pu

gliesi parlando del P. Paolo Antonio FOSCQI


ni , Cactera , dice , alia ejus manuscripta in
solemni visitatione Conventus Montisalti in

venit , qui haec scribit , et in quadam parva


bibliotheca , tunc ibi creata asservari manda

vit

Sappiamo che tal libreria venne poscia

ampliata, e arricchita per le cure del P. Mae

stro Elia dAmato, il quale ritirossi nel Con


vento di sua patria , come il Soria , e l Af
itto lasciaron notato (z), dicendo il primo:
accrebbe di moltissimi buoni libri la bibliote
Ca di quel suo Convento; e il secondo che
decor quel Convento al una piuttosto ampia
libreria
Il Zavarroni nalmente ci assicu
ra che in essa si conservavano i non pochi mss.

dell istesso P. Elia


(I) Antiquae Calabrensis Provinciae ordinis Carmelita
rum exordia , et progressus. fac. 184.

(a; Soria Storici Napolitani Tom. 1 facc. 17. (3 Memorie degli Scrittori del Regno di Napoli. Tom.
1 f c. 275.

(E Bibliotheca Calabra facc. 194.

181

PP. MINORI OSSERVANTI.


.s. manu DI GES. m MONTELIONE.

uesto convento fondato nel 1533 dal duca


Ettore Pignate-lli, che ne prescelsela chiesa
per cappella della sua illustre prosapia , aveva
una vasta si , ma non iscelta biblioteca. Era

luogo di studio , e pulpito gen'eralizio , resi


denza della Custodia della provincia de Sette

Martiri , e del Commissariato generale di Terra


Santa
Monasterium , scrisse il Bisogni,
est amplum cum atrio undique lapideis calam

nis circumdato , tricliniis etiam pro ili/innis ,

et innumeris cubiculis usui fratruum adapta


tis ; sic etiam copiosissima omnium scientiarum

bibliotheca: est enim studii , et palpiti gene


ralis
Conservo
locum nella mia domestica collezione i
seguenti mss. i quali sono stato assicurato che

pria del 1783 erano nella biblioteca di questo


convento :

1 . Uno di pergamena in fol. col titolo: In


cipit dieta salutis edita a . . . . . Gulielmo

(1) Fiore Calabria Santa fm. 403.


(a) Historia Hipponi lib. 3 , cap. 4,

182

Lamecca . . . . . . . ordine fratruum mino


rum ; e comincia: haec est via, ambulate in

ea nec ad deactram , nec ad sinistram. scrit


tura del secolo XIV , con belli ornati di do
rature , e miniature. Le lettere principali sono
cariche di oro. '

2. Altro cartaceo di pagine 353 in 4. scrit


to in Arabo da mano cattolica, contiene : Dia

loghi tra il maestro , e il discepolo circa la


fede cattolica: sieguono due tavole , la prima

delle quali comprende gli argomenti, e la se

conda la corrisp0ndenza cronologica dal 1701


al 1744. In ne vi anche in arabo il seguen
te cartello: Si terminato di scrivere que
\vv\ov\.v
sto santo libro nel giorno di venerd a 15
3 35v3 v v

del mese. . . . . . . anno 1724 di Cristo,

ed io umile. . . . e glio del Povero . . .


. . . l ho scritto di proprio carattere per
ordine del P. Bonaventura monaco de frati

di S. Francesco delle cinque piaghe, il qua


le f spedito dal SS. Papa di Roma Vicario
di N. S. Ges Cristo Clemente XI nellan
no 1720. Ci redima Dio colla sua protezio
ne, e ci conceda lunga vita .

3. Altro Cartaceo in 4.0 piccolo scritto con


grazioso carattere del secolo XV titolato: Ri
cobaldi viri bene lieterati civis Ferrariensis cro
nica ex Hieronimo, et Eusebio excerpta nec

non ab aliis commentariis lega foeliciter.


E l istessa della compilatio cronologica pub
blicata primo dallEccardo, e poscia dal Mv

183

ratori (1). Per quanto scorrendola alto alto ho


potuto rilevare , la presente copia ha picciole
variet con quella data in luce dal lodato Pre
posito Muratori, e corre no alle parole: nunc
in cacumine montis est loco pristino reconstru
ctum , natura loci praetututn , che si ritrova

nelledizione muratoriana alla facc. 259. Man


cano nel mio esemplare i versi fatti per la mor
te dellimperatore Federico II. (in quella del
Muratori facc. 249 B), e il Zotus pictor emi
mius della muratoriana ( facc. 255 A) st con
pi correzione scritto nel mio. Ioctus pictor exi1

mius Florentinus cc.

(1) Rerum Italicarum Scriptores tom. DIv

1. lIbui'l sw.x

ar/rfifavic

PP.

CAPPUCCINI.

LA CONSOLAZIONE IN REGGIO.

La biblioteca di questo convento era gi co


piosa sul principio del secolo XVII , quando
i frati del Luogo Nuovo impetrarono da Papa
Urbano VIII la facolt di poter usare de libri
in essa conservati, come dal breve datum Ro

mae clic XXX septembris a 1637 rilevasi (i).


Sappiamo dagli storici patrii che eransi adunati

in quella molti mss. di opere a teologia , asce


tica , e predicazione spettanti, e alcune ancora
di storia , e di poesia. Il Zavarroni ricorda
quelle di Bonaventura Campagna , e di Giu

seppe Zuccal Cappuccini, e di Giuseppe Fozio


Gesuita (2); e a me costa che vi furono an

che varii mss. di Monsignor Domenico Zicari

Arcivescovo di Reggio morto a 22 ottobre 1760,


e del rinomato P. Gesualdo da Reggio morto
Provinciale de Cappuccini nel principio del se

colo corrente.
Possiedo un mss. cartaceo in 8.0 del secolo
XVIII. titolato: Neapolis rece_apta Poema in lau
dem Caroli Borbonii utriusqae Siciliae Regia
_

(1) Bali. Cappucin: t. 3 , pag. 65.

(2) Bibl. Calabra facc. 124, 152, e 113.

185
invictissimi authore Dominica olim Canonico
Consenti/Lo , deinde Episcopo Crotonen, de
murn Archiepiscopo Rhegino. In un avviso
che vi avanti al frontespizio segnato dicesi:
Auctor ipse morti iam proximus huiusmocli co

dicem, velati autographum in bibliotheca PP.g


CapuCcinorum S. .Marae Consolationis hujus
Rheginae civitatis adservari mandavit. Questo

apografo mss. corretto di pugno del suo au


tore mi stato regalato dalcortese amico si
gnor Alessandro Nava cultissimo avvocato Reg
gino, cui ne rendo qui pubblici ringraziamenti.
'c'de'e'h'e'ee'd'ca"=u='e"=s'i'e*a="e'd'c'a"ta"e'a"#"i
r
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.Il'..=l#.s'fasl'e.##..#'#..='i:#..=*3#.*f#..0?#..939.3?0.319#3.#.

LA CONCEZIONE IN MONTELIONE.

Bitiratisi dall antico luogoi PP. Cappuccini


al nuovo sito dappresso il castello verso set
tentrione , ove ora si giacciono, nel 1642 c0n

apostolica facolt impetrata da Papa Urbano


Vlll a |8 agosto anno medesimo, fu loro pri
ma cura di aggregare al convento prescelto
per Custodia generalizia, noviziato , studio, e

per ladunanza deComizj provinciali, anche


copiosa biblioteca. Si conosce per costante tra

dizione che la maggior parte de libri furon


mandati per messe dallo scarto, che con breve

del sullodato Pontece datum in arco Gan

dulphi XI mai 1626 si fece della libreria di


5- Efrem di Napoli, e da libri che que reli

186
giosi raccolto avevano dietro lepom della pe
ste del 1656. Conteneva per vero dire moltis
sime rare edizioni del secolo XV, specialmen

te delle prime pregiose napolitane legate per


lo pi con tavolette coperte di pelle nera, e
chiudende di ott0ne, e aldine greche, e lati

ne: era ricca di edizioni antiche di SS. Pa


dri, e classici italiani; e un. buon assortimen

to possedeva. di mss. in pergamena ., non che

di altri cartacei di scrittori del medesimo insti


tuto , come di que del P. Mottola , e. del P.

Fiore potrassi riscontrare nel Zavarroni (1).


Ad ampliarla molto vi concorse il P. Giovam
battista Barletta della medesima Citt stato
Provinciale nel 1717. Il Bisogni lasci notato
di questo convento : habet copisissimam pro
sacerdotibus, studentibusque bibliothecam.
Furon gi in questa libreria prima del 1783.
i seguenti che ho presso di me :
I. Mss. in pergamena del secolo. XIV in fol.
picc. Inci it liber Vegetii de re militari- Isi
dorus de ellis , sieguono alcune parti de li
bri etimologici del medesimo Isidoro , e molti

capitoli dello Stratagematicon di Frontino.


2. Altro in pergamena in fol. picc. del secolo
XV contiene la traduzione in italiano delli libri
di Vegezio col titolo: Qui comincia un brieve
tractato di Vi'etio Flavio huomo famoso et
conte dl Costantinopoli scripta ad Valentino
I

('1) Bib. Calabra, facc. 171 , e 173.

(2) Historia Hipponii lib. 3, c.

18

Imperadore dellordine , et de modi de lartb


militare secondo lordinatione di Traiano di
Adriano et etiandio di Frontino imperadore.

E in ne dietro la pagina 85 - Quijinisce il


uinto , et ultimo libro de Ve-fgetio de re mi
itari. Dea gratias.
3. Altro in pergamena del secolo XV in fol.
cogli ornati, miniature, e capolettere in oro,
contiene la versione in italiano de libri di
Quinto Curzio fatta da Pietro Candido Decem
brio. Al principio vi la comparazione di
Giulio Cesare , e di Alessandro dallo stesso De
cembrio composta ; e poi seguono i libri di
Q. Curzio ( sino allora conosciuti ) tradotti,
e in piedi vi il seguente cartello. Allo no
sv:v_=.:v=rx-v me de Dio Omnipotente nisse el duodeci*
mo, et ultimo libro de listoria de Alexan

dro Magno glio de Philippo Be de Mace


donia scripto da Quinto Curcio Rn'o eru
ditissimo e facundissimo anctore e traducta
in vulgare al serenissimo Principo Philippo
Maria tercio duca d Milano , di Pavia , e
Angiera conte, e di Genova signore per pe
tro Candido Decembre suo servo. Millesimo

quadragentesimo trigesimo octavo a dia 21


del mise daprile in Milano ami...
Nella carta pecora che copriva la vecchia
legatura di questo codice _vi era di carattere
antico notato: Caesar Protospatarius dominus.

Chi sa se non fosse stato di quel Cesare Pro


tospatario, nipote di Cicco Simonetta, di cui

si fa cenno negiornali di Gioco medesimo in

188

data de25 novembre 1473? Allora il mio mss.

avrebbe pregio maggiore I).


4. Altro Codice Cartaceo in fol. del secolo XV
contiene una cronica estratta,dh Isidoro, S. Gi

rolamo, Eusebio, ed altri autori compilata da


Damenico Brixonio de Conturso, che la dedi

ca a la illustrissima et sapientissima Catheri

na Pignaiella de Napole contessa de Fundi.


Principia dalla creazione del .mondo , e corre
per tutto lanno 1480.

5. Altro Cartaceo in 8.0 In pagine 87 vi so


no le lettere di Fallare e dopo sei pagine bian
che siegue in 40 pagine il libro della vecchia
ja di Cicerone. I caratteri di questo codice so

no rotondi, e appartengono al secolo XV. Le


capilettere in bel rosso , le come sono poste
a guisa di linee | , che dividono le voci, e
sembra essere stato scritto , o posseduto da

persona intelligente per le brevi, ma giudizio

se noterelle, che in qualche pagina vi ha ste


so , e per le manine , che ne luoghi pi ri
marchevoli ha segnato.

6. Altro in folio di pagine 116 in delicatis


sima pergamena. E mancante del principio, e

del ne. Contiene molte lettere amorose scrit

te nella corte denostri Re Aragonesi nel cor


so del secolo XV , essendo dirette per lo pi
della Sjbillil Minutula a D. Ferrando da A
ragona Re di Sicilia, a D. Alfonso Duca de
Calabria, a Francisco Acgapaga, a D. Ferran
(1) V. Annali Universali di Statistica col. XX.

18

do de Guivarct Conte de Belcastro e dJacobii


Solimena e si ricordano come presenti Mari
no Caracniolo , Carvagial , et Albino.
7. Altro in 4 grande di pergamena , e di

pagine 52. Nelle tre prime vi lindice : la


quarta bianca , e nella quinta ch' circondata
di gran fregio con lavori in oro ornato, e mi

niature, cominciano, col titolo di Allegorizazio


ne, le dilucidazioni sull Achilleida di Stazio.
Questi due codici sono veramente scritti con
diligente cura, e con tutta eleganza. Le capi
lettere sono in oro , e tutte minime: i titoli
in rosso; e sia che vogliasi riguardare la de

licatezza, la politura , e la bianchezza dec


ratteri usati, sia la calligraa dimostrano es
sere stati lavorati per qualche gran Signore di.
quel tempo.

Di edizioni quattrocentiste appartenute gi

prima del 1783 a questa biblioteca possiedo:


l. Vite de Pontejci et Imperadori Romani
composte da .Messer Francesco Petrarcha - Im

pressum Florentiae npud Sanctum Jacobumu


de Ripoli anno Domini MCCCCLXXVIII in
4.0 grande.
'
e 4.a. Deca.
Tito Roma.
Livio. appresso
Volgarizamento
al Palatiodella
di S. I.Mar
co MCCCCLXXVI. Parti tre in fol.
3. Fasciculus temporum - Erbardus Ratdolt

Augustensis anno Snlutis JIICCCCLXXXI;7


V. Kalend. Junii Venetiis. fol.

4. Isidori iunioris Hispalensis Etymologia


rum libri XX, et de Summa bono libri III.

190
Venetiis per Petrum Joslein de Langencen

MCCCCLXXXIII. fol.
4
5. Boccaccio. Il Filocolo. Venetia per Pelagri
no Pasquale da Bologna MCCCCLXXXVIII

fol.
'
6. Phalaridis epistolae Ven.MCCCCLXXXI
vi sono unite: Augustini Datti elegantiolae in
4.7.PSumma
ic.
Angelica de casibus coscientiae

per Fratrem Angelum de Clavasio compilata.


Venetiis per Georgium de Arrivabenis Man
tuanum. MCC'CCLXXXXII. in 8.U
8.Francisci Maturantii PerusiniEnarrationes

inM. T. CiceronisPhilippicas. VicentiaeperHen


ricum de Sancto Ursio. MCCCCLXXXVIII.
fol.

.:zara:asma-W !.-\f. f wr Ill=llC-Ilfll-Ilf=llllf=* 4-


nv.qv.a v

S.

)
o
tua-1 un." 0

MARIA DEL BORGO IN ISTILO.

La libreria di questo convento non era co


piosa . ma scelta. La signora Aurelia Carne

vale delle pi illustri famiglie patrizia di quella


citt, (sorella di Monsignor Domenico Vesco
vo dIsola , e di Sansone Carnevale Canonico _

Teologo della Metropolitana di Napoli, fon


datore della Congregazione delle Apostolicbe
missioni , ambidue insigni letterati del secolo
XVII , specialmente per la cognizione delle

lingue, e delle satire scienze) 1 accrebbe col

'| r
dono di tutti ilibri de suoi piedefunti gengi
tore, e fratelli. Mi passaron per le mani molti
Volumi , anzi posseggo alcune edizioni di Al
do , del Giolito, e di Antonio Ligname, che

furon gi in quel Convento prima del 1783,


coll epigrafe: Ex libris dominae Aureliae
Carnevale , nunc Cappucinorum S{)li 1669.
Di Sansone Carnevale potrassi leggere quanto
ho scritto nella Biograa Napolitana tom. un

decimo.
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S.

MARIA DEGLI

ANGIOLI

IN NICASTRO.

In questo convento ervi piccola bibliote


Ca per uso de Frati. Il P. Ilarione da Fero
leto la ingrandi avendole prima unito 1 assor
timento de suoi libri Legali, Canonisti , e Fi

losoci, e poscia ornandola con varii acquisti


di libri Teologici, Predicabili, e Storici. A me
non fu concesso dalle circostanze di poterla
mai visitare; ma sono stato assicurato di non

esservi MSS., n edizioni di pregio. Il ritratto


del cennato suo precipuo benefattore viene in
essa conservato colla seguente iscrizione: Re

verendimimus Pater F. Ilario a Feroleto ex


praeclara familia de Amico progenitus, ab ine
unte aetate ad pielatern propensus simul, et
ad literarias facullates consequendas , iam in
ipso iuventutis ore laurea U. J. insignitus,

I 2
ti:indem saeculo vale dieta ad Cappuccinos se
contulit, ubi morum gravitate , doctrinae splen
doribus, ardenti zelo in salutem animarum ma
xime pollens, cunctisque muneribus suae Rho

inae Provinciae rile functus, demum Romae


bis supremum gradum Dinitoris Generalis

obivit, ac postremo Neocastri obiit die XXVIII.


ianuarii A. D. MDCCLXIII. Aetatis suae

LXXI. Religionis XLV.

'

Fu egli infatti nel 1739 Ministro Provincia

le della Provincia di Reggio. A IO agosto 1743


colla qualit di Visitatore Generale della Pro

vincia di Napoli dedic a Monsignor Marcello


Filomarini Vescovo di Mileto la Calabria San

ta del P. Fiore; e nel |747 venne prescelto


Diinitore Generale , come lo era tuttavia nel
1751 quando fu delegato alla revisione del to
mo 3. del Bullarium. Cappuccinorum.
La biblioteca di Nicastro coll abolizione de'

Frati nel 1783 soffri molte perdite; sebbene


tutt ora si conserva in mediocre stato.

s. raaucesco m PANAMA.

Questo convento, che fu il primo della Pro


vincia fondato nel 1532 possedeva buona

libreria, adunata COI] lelargizioni de fedeli. Io


conosco una Sa0ra Biblia in pergamena del se

colo XIII. in 4.n con tutto gusto calligrafico,

1 3
,pulitissimamente scritta , coperta dimarocclii.
110 verde dorato , che a quel c0nvento era sta

ta donata da Ferrante Carafa Duca di Nocera;


ed un altro mss. , pure in pergamena in 4. del

secolo XV. contenente le vite deglImperato


1'i, e il trattato degl illustri Grammatici di

C. Svet0nio Tranquillo, si pos,sedeva dal mio


nch visse grande amico signor Francesco
Ant0nio Pellicano , che pure a questa biblio

teca appartenne. Per gli altri mss. di opere di


FF. Cappuccini in essa conservati, si consulti

no il Zavarroni Bibliotheca Calabra facc. 158,


lAlttt0 Memorie degli Scrittori Napolitani
t. 1 . facc. 349 , e il loppi Biblioteca Napoli
tana facc. 178, negli articoli di Gregorio An
gelerio.

Col tremuoto del 1783 distrutto il Conven


to , i libri furono trasportati in Montelione, e
riposti nella allora Biblioteca Centrale del di

partimento, e poi vennero di bel nuovo distri


buiti a varii conventi restituiti nel 1796.

13

1 94

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SEMINARIO DI

MILETO .

,., La biblioteca del Seminario di Mileto ebbe

origine del ricco spoglio di monsignor Bernar


dini, i cui libri furon sua prima base. Eran des
si per lo pi canonisti, legali, teologali mo

rali, e scritturali; e in tali rami vi era il o


re de commentatori , e de trattatisti.

Monsignor dAragona ve ne aggrego altri di


belle lettere , specialmente storici, poetici, e
oratoru.

Monsignor Filorjcarini poi, oltre di averle


dato circa 600 volumi, a27 ottobre 1754 per
gli atti di notar- Giovan Ger0nimo Marsico ,
dietro la donazione che stipul di due. 7864
a pro del Seminario per ampliarsi ledicio ,
e per lo stabilimento della libreria , soggiun
Se: A quale oggetto ha comprato no ad oggi
molti libri pi scelti, de quali si deve a me
notajo consegnare notamento distinto , ed in
serirsi nel presente istrumento: quali libri tutti
dona da oggi medesimo al predetto Seminario,

e donati s intendano al medesimo quanti al


tri ne andr comprando, riservandosene sola
mente l uso sua vita durante. Quali libri vuo
le che a suo tempo fossero situati,

e custo

diti in una stanza da edificarsi a queste et


to dentro lo stesso nuovo costruendo Semina

1 o

rio , e da quella non possono giammai am%-.


versi per qualsivoglia causa , o ragione; ma

perpetuamente vi si ritengano appropriati, ad


detti, ed incorporati al medesimo Semina
rio, perck cos, e non altrimenti. I libri do

nati da questo Vescovo erano classici greci,


latini, e italiani, molti predicahili , SS. Pa
dri, scritturali, vite di Santi, e di canonica.
Monsignor Carafa, quella stella polare della
diocesi Miletese , riformato in migliore aspet
to, e aumentate le lezioni del Seminario, vol

le anche generosamente accrescere la bibliote


ca, che aprir fece a comodo non solo demae
stri , ma eziandio de seminaristi , e cittadini

di Mileto

1 libri che regal furono la mas

sima parte filosofici , e matematici.


Riun la
.
. ..
,
.
gran raccolta de Conc1lu, e le Vite de , Santi del
Bollando, e -de suoi continuatori; e tutte le

COnsulte del famoso Gaetano Argento che in


buon carattere copiate , aveva fatto legare in
parecchi vollumi.
Finalmente nellepoca della reintegrazione

de Frati , e monaci il 1796 a tempi di Mon


signor Minutoli pervennero al Seminario 18
casse di libri francesi, inglesi, tedeschi, greci, e

latini, tutti di pregevoli edizioni oltramontane,


cherano stati del P. Luigi Caruso Reggente Pao
lotto, uomo di peregrina istruzione: il quale

per esser morto di emotossia , eran rimasto


(1) V. D. Uriele Napolione Memorie della Chiesa di
Mileto.

"

1 6

chiuse n dal 1778, in cui se ne pass allal


tra vita. Questa scelta raccolta di volumi ador
na di dotte annotazioni marginali, che esso Ca

ruso si dilettava di apporre in leggendoli, non


saprei se tuttavia esiste, oppure nelle vicende

passate come si fosse dispersa. Mi si assicurato


nondimeno che vi erano molti volumi di quelli
notati nell. indice delibri proibiti , che dagl

increduli si sono divulgati nel secolo XVIII,


e molte elizioni principi de' classici greci , e
latini. Monsignor Minnt0li morendo leg an
che al Seminario tutti suoi libri.
Ora la biblioteca si va pian piano rimetten
do , e qualche corpo di libri scelti le ha re
galato il mio antico , e costante amico Mou

s:gnor Armentano , il quale di vantaggio ha


Cominciato a raccogliere una libreria , che mi
disse aver in mira di aggregare a quella del
Seminario: santa , e utile idea!

4>494949
BIBLIOTECHE DI PRIVATI.
GIANO PARRASIO.

Buona raccolta di libri, copiosa di mss. pos


sed gi il Parra3i0 Cosentino uno de princi
'pali splendori Italiani del secolo XVI. ; ma
venuto a morte tutti li leg unitamente alle
sue opere manoscritte ad Antonio Seripando ,

fratello del Cardinal Geronimo : e questi averi


<

doli ereditato dal premorto fratello , li lasdiii


alla biblioteca di S. Giovanni a Carbonara di

Napoli, da dove alcuni fur0no derubati, altri


passarono in Vienna , e altri pochi andarono ad

arricchire la R.Bibl.Borbonica della capitale(i).


E da osservarsi che in tutti i libri , e mss. ,
che furono del nostro .Parrasio vi notato di
mano del Seripando: Antonii Seripandi e.z:
testamento Jani Parrlzusii Il Montfauco:r nel
Diarium Italicum cap. 2| aVeva anche avvif
sato: ista haec olim fuit bibliolheca Antonii
Seripantli , qui eam ex Jani Parrhasii testa

mento acceperat , e ripete l iste'sso nelle Pa


laeographia Graeca , dove del famoso Codice
di Dioscoride tien ragionamento. Il curioso let
tore che

vorr pienamente

essere

informato

de codici tanto latini quanto greci che fuma


del Parrasio, e or si trovano nella Bibl. Bor

bonica , potr leggere i cataloghi compilati con


profusa erudizione , eilluminata critica , quello
de latini dal chiarissimo D. Cataldo Jannelli ,
e quello de greci dal chiarissimo D. Salvatore
Cirillo , ambidue meritevolissimi bibliotecarii
della detta Regal BiblioteCa Borbonica, corte-_
si, ed egregi amici dello scrivente.

(I) V. Giustiniani Memorie storico-critiche della Reale


biblioteca, Borbpnica- Tro_yli Istoria-del regno di Napoli
tom. 4 , parte 4, facc. 23g. Scotti Memoria sopra un
codice palimpsesto. Gianuone Storia civile. Toppi Biblio
teca. Mattei Vita J. Parrhasii.
'
'

I 98
39999933%-66666
CARDINALE GUGLIELMO ,

E MONSIGNOKI MARCELLO,

TOMMASO , E FABRIZIO SIRLE'IO.

Famose ancor furono le biblioteche del Car

dinale Guglielmo, e de Vescovi Marcello, Tom


maso , e Fabrizio Sirleto , che tutte andarono
nella metropoli dellorbe cristiano. Quella del
Cardinale, sebbene parte in regno, e parte in

Roma raccolta , pure era stata arricchita di

mss. , specialmente greci procurati qu e l


ne monisteri di Calabria (1) Essa dopo la
di lui morte fu acquistata per iscud 14,000
dal Cardinal Ascanio Colonna , e quindi pas

sata per le mani del duca Altemps, e del Car


dinal Pietro Ottobuoni , poscia Papa Alessan
dro VIII. venne unita nalmente da Benedet

to XIV. alla Vaticana (a). Giovan Nicio Eri


treo, parlando dellelemosine del nostro car
dinale, dice: suis edixerat ut si in erogandis
eleemos_ynis nummis deacissent bibliolhecam
suam carissimo em tam divenderent (3). LU
ghelli not : deceans famosam manuscripto
rum bibliothecam reliquit , quae apud Ducem

(1) Morisani de Protopapis facc. zoz, nor: 41.


(a) Tiraboschi Storia della letteratura i{ahana tom. 7

p. a. Biogn_zfia napoltana T; 9, artic. Szrleto.


(3) Pinacothcca facc. 269.

Altemps hodie prostat (i) , e preso a poi?


listesso aveva detto nelle addizioni al Ciac
conio, come aveva fatto ancora Andrea Vit

torello

Ma pi di ogni altro lo specica

Monsignor Aceti : Ejus bibliothecam , quae se


lectioribus codicibus inter alias Europae cele
berrima erat , Ascanius Cardinalis Columna
quatordecim aureorum nummorum millibus
emit , quae postea Duci Altemptio, ut Ghil

linusfert; inde mss. Petra Cardinali Ottho


bono , impressi codices variis emptoribus ces
sere (3).
Di Marcello si conosce che i mss. per ordi
ne di Papa Urbano VIII , furono trasportati.

in Roma, unicamente alla raccolta di libri dopo la morte di Fabrizio , come sarem per dire,
Sappiamo
e si depositarono
parimente
nella
cheBibliot.
i libri,Barberina
e i mss. di

Tommaso per ordine di Papa Clemente VIII,


vennero incorporati alla Vaticana (5). La bi
blioteca di Fabrizio , lasci memoria il Fio

re (6) ch era numerosa di libri, che poterono


(1) Italia Sacra in Marcensibus.

(2) Additiones ad Ciacconium Tom. 2. facc. 16811,


e 1684.
(3) Notae in Barrium facc. 258 Zavarroni Bib. Cala

bra facc. 96 , et Ghilini Teatro di uomini di lettere vol.


2, facc. 170.
(4) Feudale Scyllacenorum Antistilurn accurata series
facc. 65. Fiore Calabria Santa facc.. 317.

(5) Fiore ibid. 319.


(6) Ibid. facc. 320.

aoo

empirsene sessantaqualtro casse, tutti con cm


verte di lacca prolati di argento , e di oro , di
ogni letteratura , che poi, come altrove si disse

(ove aveva parlato di Marcello), condotta alic


ma per ordine di Papa Urbano VIII, oggid
arricchisce la biblioteca Barberina. Monsignor
Acetr conferma: Bibliothecam selectissimoram
codicam summa labore sibi comparavit , qaae

Romae aliquando allata Francisco Cardinali

Barberino cessit

Nella mia domestiCa raccolta conservo un


esemplare dell Epitome thesauri linguae san-y

-ctae auctore Sancte Pagnino Lucensi terlia


editio. Antaerpiae ex rcina Cristophori Plan

tini 1578 , in piedi della quale, oltre le In


stitutiones Lingaae Ebraicae collectae a Ro
berto Bellarmino. Lagduni 1596, vi sono Wi

gandi Happellii Sacfae linguae canones gram


matici , i quali no al4: , si trovano postil

lati, e annotati di mano del nostro Fabrizio


Sirleto, cui appartenne il volume.
" 'lf.'.lll.ll-i fil.l
n.

DOMENICO PIZZIMEN'II .

uesti nella medicina, nelle belle lettere, e


nelle dotte lingue istruttissimo professore,

come ce l indicano varii pregiosi articoli in


11135., e libri stampati, che trovansi nella mia
I (1) Notae in Barriam facc. 262.

201 -.

domestica raccolta , possed gi. un raggtfdc


Vele assortimento di siffatte rarit. Egli fu di-_
scepolo , allievo , e amico del celebre Monsi-_
gnor Minturno , conobbe, e si avvicin a Pao
lo, e Aldo l\lanuzio , e visse qualche tempo,
nelle grandi Giu d Italia , e in Roma, careg-,
giaio , e ammesso alla condenza del cardinal

Sirleto, e di quami allora fiorirono illustri s;ti,


riti in quella Metropoli. Residui della sua bi-,

bliote0a possiedo:
. _
_
I " Anaosrevws oyoz8co mi simovw. . VE:
netiis in aed. Aldi mense nove/n 1504 fol. So
no le orazioni di Demostene cogli argomenti.
di Libanio, e due vite di Demostene, scritte
da Libanio stesso , e da Plutarco.

2- Constanlini Lascaris Byzantini de acta

par/[bus oralionis et cez. et cet. Venefiis apnd


Aldum mense octobri MDXII.

in 4. Esenr

plare completissimo che ha iuiti piccoli irat-\


tali , che dev0no esservi annessi , cio , Cebetis
tabula: de liter'is graecis : abbreviationes : Ora

tio dominica : duplex salutalio ad B. V. Sfin


1>olam Apost: Evangelium Joannis: Aurea
Carmina Pythagorae : Phocylidis poema :_ de
idiomatibus Joannis Grammatici Eustathii Co
rinlhi cum interpretationelatina: Introductio
ad hebraicam linguam.
_
3. Joannis Joviani Pantani amorum lib.

ll- ec. in 8. senza data, ma una ristanipa


dell edizione Aldina del 1518.
i
4. Pantani opera, Urania , sive de stellis_

lib. I{. Meteorum lib. -i. De]zortis He5peri-,

non

dum lib. 2. cc. Venet'iis in aedibus Aldi, et


Andreae Asulani soceri 1513 in 8." in mar
gine vi sono noterelle di pugno del Pizzimenti.
5.o Marci Tullii Ciceronis - Ociorum libri

tres: - Calo Major, vel de Senectute: - Laelius,


vel de amicitia: - Paradoxa Stoicorum sex: Somnium Scipionis ex: - libro scarto de Repu

blica - quae qui leget, facile quantum in iis


emendandis studium sit adhbitum , intelliget.
Additae sunt in extremo opere variae - Lectio
nes e libris manuscri-ptis , et ex ingenio - Pau

lus\ Manulius Aldi F. MDXLI.


E un volume in 8.0 di 131 pagine numera

te, stampate in pergamena, oltre due innanzi

che contengono il frontespizio , e una lettera


a Benedetto Ramberto , e altre tre pagine in
piedi colle varie lezioni, e la ripetizione della

data n_e termini seguenti - Apud Aldilios Venetis 1VIDXLI - mense malo. Sebbene le
prime, e le ultime pagine non fossero nume

rate , pure fan parte della foliazione che dal_


lA corre per tutto IR, vale a dire il libro
tutto composto di 17 fogli compaginati in 8.0
Nell ultima facciata vi lancora , come nel
frontespizio col solito motto Aldus. La lettera
dedicatoria Comincia dietro il frontieprzio cos:

Paulus Manutius Aldi ec. - Benedicto Rimm


berlo S. D. - Non ignoras _Benedicte Rhanu
berle sensuum esse quandam in honu'nibus si

militudinem ec. e termina; Perpende rem ,


nulla videbitur animum respice gratissinmm di_
ces. Vale. 1 tre libri degli ufci corrono per

203
tutta la pagina 76. Il dialogo della vecchiezza
dalla 77 al dritto della 95 , nella cui facciata

volta principia quello dellamicizia, e termina


alla pag. 5: alla pag. 116 cominciano i Pa

radossi compresi a tutta la prima facciata della


pag. 126, nella cui retrofacciata principia il
- sogno di Scipione, e segue no a tutta la pri
ma facciata della pag. 13:. Nella retrofacciata

di questa cominciano le varie lezioni. Altre


varie lezioni, e correzioni si veggono mss.
da ignota mano ne margini del libro. Mi son
diffuso nella descrizione di questo raro volu
me , perch lo credo veramente prezioso , e

forse dono di Aldo Manuzio glio di Paolo al

suo amicissimo Pizzimenti, il quale gli aveva


dedicato la versione latina del Dionisio Lon

gino di cui il Pizziinenti fu il primo tradut


tore
Nella regal biblioteca Borbonica si trovano
tre mss. in 4 picc. , che appartennero al Piz
zxmentr.

il i. segnato 1. f. 8. comprende Democri


tus ec. pag. I. Tinctura perpetua lo. Democri

tas de parpara 34. Stephanus ad Heracliam.


Regem 48. Heliodoras ad Theodosiam Regem

6|. Olympiodoras 63. Innominati aactoris de


divina aquae dealbutione 66. Ejusdem tracta
tas 67. S_ynesii scholiain Democritam 71.
Innominati aactoris ad Theodosiam Begem 76.
Zosimi tractatus de organis, et fornacibas 84.
(i) V. Biograa Napolitana tom. 8. nellarticolo Piz
zimenti da me scritto.

204

Tabula Alfabetica 90. De regimine maghi cor'


poris 103. De astiene corporum 108.
11 Pizzimenti nella dvdica che a | settembre
1570 da Roma fece al Sequano di due trattati

contenuti in questo codice , e da lui volti in


latino, cosi ne riferisce l acquisto: quapropter
cum Democriti Abderytae libellnm de arte sa
Cra , et Synesium ejusdem interpretem emptum

a Corcyrao quodam qui 'Venetiis Romam ma

gnum inde a P. M. pretium sperans se con


tulerat in latinum convertissem.

Il 2. segnato 1 f. 6. contiene varie opere


di Alchimia.

Il 3. segnato 1. f. IO. comprende 1.0 Dio


scoridis de simplicibus medicamentis. 2. Mer
curii monachi pernecessaria de pulsibus doctri
"(1- 3.0 Abitiani de urinis tractatus.
Di questultimo codice assicura il bravo, e
dotto amico sig. D. Salvatore Cirillo nella pre

fazione del suo Libro , Mercurii de pulsibus do


' clrina
codeac iste modo Regius in quo ra
rissimum bocce Mercurii opasculum continelnr
fnit oli/n Dominici Pizimentii eruditi medici

graece declissimi, ad qyem complures alii grac


ci codices modo rcgii pertinebqnl. E infatti nel
frontespizio decennati tre volumi vi segnato

di carattere del Pizzimenti rouro w /31)\iov. san


Aoywmou rou HiQinevnou.
____-n

(1) V. Mercurii Monachi pernecessaria de pulsibus do

c!rina ex mss. cod. RegiaeNeap. Bfb. edidit, atque il:

lustravit Salvator Cyrillus. Neap. 1812. Typis Vincenti:


Orsini in 8.

205

lai.uil;ll.lf,\,i;:=lf=lziiwilflga%li=W%
|
[4! un
CARLO FRANCESCO SPINELLI

PRINCIPE Dl

TARSIA.

uesto nobile Cavaliere form nella Citt


di Terranova in Calabria Citeriore una nu

merosa scelta biblioteca, e la pose sotto la di


rezione del decantato P. Elia Astorini Car

melitan0. Il Gimma nellelogio di questo dot


to frate scrisse: A preparare per le stampe

un opera cos degna ( la philosophia Symbo


lica ), si ritir in Terranova di Tarsiaper
godere ivi la quiete , ed il coni/nodo della va

sta libreria del principe suo mecenate, la quale


sembrando in una sala molto ampia una pic
cola Atene si ammira numerosa di libri in ogni
scienza distorie ecclesiastiche , e prqfane, di

dottori sacri, di lingua Araba , Caldea, Gre


ca, e Latina, dcpueti pi celebri, e di quan
to pu ricercarsi a satollare il desiderio.di
ogni pi curioso letterato. Si accinse con gran

fatica ad ordinare i volumi, ed afornzare i


registri necessarii

Monsignor Aceti assi

cura: Extat Tarsiae (l. Terranovae) celeber


rima bibliotheca , quam hujus loci princeps
nullae
La narrazione
parcens vien
impensae
pi distintamente
sibi comparavit
riferita

(1) Gimma Elogi accademici T. I. facc. 406.


(2) Notae in Barrium l. 5. c._ 7. n_. 1.

206
dal Zavarroni, il quale parlando dellAstorini
dice: sed et patriam repetens , brachiisque ebe

ceptus extensis a Carolo Spinello Tarsiae


Principe , ut insignem eidem in civitatem Ter

raenovae bibliothecam selectissimoram libroram.

conanet , quam nana ejasdem principis lius


translatam Neapoli possidet
/
l). Ferdinando Vincenzo Spinelli glio di

D. Carlo trasportati nella capitale i succen


nati libri, altri ne aggiunse, e fond magni
fica biblioteca , che adorn di varii strumenti

matematici, e altre preziose rarit , le quali si


possono vedere descritte dal P. Troyli da cui
siamo istruiti, che questo principe abbia speso
sopra centomila ducati per questa decantata
libreria, senza mettervi il prezzo di que libri,

che nella maggior parte gli furono lasciati


dal padre (a). Cit'COstanze che tutte vengo
no confermate , e riferite dal P. Eustachio

d Afilitto ove dellAstorini discorre: Que

sto splendido signore (Carlo Francesco Spinel


li ), dicegli,fu quegli veramente che ajut,
e sostenne il nostro autore , e collaprirgli la

sua casa gli fece menare gli ultimi anni del


linfelice sua vita con tranquillit , e_riposo.
Aveva egli nel suo feudo di Terranova in Ca
(1) Zavarroni Bib. Calabra facc. 173 v. Biografia Na
politana T. 3., artic. Astorini.
(2) Storia del Reame di Napoli t. 4 parte 4, fac. '146,

Giustiniani dizionario del Regno tom. 6 e memorie della


real bibliot. Borbonica facc. 64.

no
labria Cifra raccolto una numerosa , e sceltZ

biblioteca ch era

oggetto della sua pi gran

de passione. E in nota segue: Codesta biblio

teca fu poi fatta trasportare in Napoli dal


gliaolo del fondatore di essa ; e jitt'filii ma

gnificamente situare nel suo palazzo laccreb


be di molto, e vvlle che fosse aperta a com
modo degli sta-diosi (1).
Infatti il Principe Ferdinando Vincenzo ne ce
lebr lapertura a 22 luglio 1747 , e vi ebbe
a bibliotecani, prima Niccol Giovo , e in
seguito labbate Domenico Antonio Malarb.
Celebri letterati del secolo scorso. Credo bene
che stava di molto mal umore il Winckelmann
quando scriveva al Conte Biinau: H Il Prin
cipe di Tarsia possiede una biblioteca , le
cui indorature costano assai pi de libri; e
una delle cose , che non si vedono sono le

0) linee rette
. Soliti Sarcasmi da viag
giatori pronunciati in un momento di dispetto.

' ---

f1_) Memorie degli scrittori napolitani pag. 462.


(1;) Lettera

26 aprile 1758.

208

fafgsl'aftz9::1faasfu'iiak <a*i"ix<azf"::'5

,',,'.,'..yny-uyuy..y"nuy-uyauyuyuy

,v.

da"...usapt.n5ul#uA*-S.lfL#.-At-*a.a...

MARCHESE FRANCESCO T ACCONE.

uesto uomo che aveva avuto dalla natura


un genio trascendentale per le arti belle , e

per -la letteratura-n da quando era in Ca


labria dimostrava amore pe libri. Cogli stu
che perfezion in liapoli gli si accrebbe sif

fatta inclinazione; e lacquisto che circa il 1795


fece di una preziosa raccolta di Libri Aldini
dal P. Cermelli Domenicano , divamp in lui,
quasi scintilla elettrica , la ardente brama di
adunare , come adun poscia non perdonando
n a spesa , n a diligenza , quella vasta Bi
blioteca , la quale e per manoscritti, e per

quattrocentisti , e per pregevolissime edizioni


principi, e per isceltezza di esemplari, e per

fasto di legatura non la cedeva ad alcuna delle


private Biblioteche Italiane. Di essa ne abbia
mo moltiplici testimonianze.
Il celebre Kotzbue nel suo viaggio (1 Italia
scrisse di essa , e degli altri oggetti di belle arti
raccolti dal Marchese Taccone, la seguente me
moria Prima che io lasci gli studi debbo an
che far parola con riconoscenza di un uo

mo il quale c0n somma cortesia si_ im ge

gnato di favorire ogni mio desiderio che ri


guardava le arti e le scienze. Egli il Mar
chese Taccone, uno de conservatori della

213332

20
Real Biblioteca, cortese amatore delle arti,
la cui bella ed ampia abitazione somiglia ad
un tempio delle muse. La sua Biblioteca e

c0nsiderabile molto , ed egli possiede le pi


belle e rare edizioni . Libreria immensa ,

chiamaronla i fratelli Meola, che il signor Mar


chese ha raccolta, tutta scelta, e di rarissime

edizioni, e cos ben posta che fa la maravi


glia di chiunque (I).
signor Giustino Marruncelli , dedican

do al Marchese il secondo tomo degli elementi.


di medicina pratica del Cullen , dice: La

celebre vostra Biblioteca onore, e gloria della


nostra Italia; il vostro sico gabinetto , i

letterati tutti che sono i pi cari fra i v0

stri amici, che voi onorate, ed accoglie


.f
te (a) . Il Poli, il dAgincqurt (3), e per

lasciare gli altri, il chiarissimo Monsignor Gio

vanni Bossi , quanto altri mai graziosissimo


amico dello scrivente, nella prefazione al ca

talogo della Biblioteca Borbonica , di cui egli


ne degno Bibliotecario , scrive : Tam sane
(cio dellessersi stabilita la nuova Giunta nel
1822) preziosa, selectissimaqae Bibliotheca,

qaam ingenti sumptu, ac mirabili prorsus so


\

(I) Dedica della Grammatica Italiana di Gio. Vincenzio


Meola. In Nap. 1800.
2 Stampato in Napoli 1807.
3 V. larticolo di Francesco Taccone da me scritto
nel volume 14 della Biograa Napolitana.

14

210

lertia sibi compa'raverat vir publico bono natus


Franciscus Tacconias Marchio Sitiziani, An
dresio sape quam conjunctissimus, quae pti

mi Regis Ferdinandi jussu in Regiam Sta


diorum Universitatem asportanda erat", et inibi
Professorum , discipulorumque comnzodis ad
dicenda , ij omnes'libri , qui Uporum vetu
state , raritate , et praeslaztia 'excellebant ,

diligentiori delectu habitu , Bega mandante, in


Borbonicam Bibliothecam, prout Andresio fam
dudum in votis fnerat, inlati santi Il'Nestore
della nostra letteratura , mio rispettabile, e

grande amico Sig.l\larcbese Arditi, scriveva al


Taccone nel 17 maggio 1803: Frugando ne
miei libri, mi venuto sotto gli cechi un
Tolomeo del 1478, il (quale so che vi man

6Q= =: :=sr

chi; e per mi prendo la libert

offerir

velo in dono , onde -g-li diate alcuno luogo


nella vostra splendidissima Bibli0teca , che
ogni d , a gloria somma della nazione e

vostra, anda'te locupletahd0 di" s'ce'ltissimi


pezzi ; ed in altra sua lettera de_"i7 lu
lio anno medesimo,regalandogli' tre; edizioni
decimoquinto, gli diceva: Or
v-"=D. el secolo
quali chesse siano le-prefate tre stampe, io
C!!!vvv ve le offerisco in leggerissimo segno del mio
molto rispetto ed amore; ed ascriver a vo

stro favor singolare , se voi le accoglierete

con
loro eassegnerete
al
cun segni
luogo di
fra cortesia
i molti, eaurei
ipregiati vo
lumi della vostra Biblioteca, alla quale pi
certamente conviene il nome di Apolline

2| 1

Palatino , che a quella di Augusto (i) .


Lorenzo Giustiniani altro, nch al ciel pia

eque lasciarlo fra noi, mio buon amico , nel


suo Dizionario Geograco del Regno tom. VI.
pag. 351 non manc di notare: Il Marchese

D. Francesco Taccone de Baroni di Sitizzano


ha posto anche in piedi in oggi una libre

v v v v=v=asezv

ria di ogni ammirazione, perch numerosa e

vasta , e senza cosa da scarto. Val quanto

dire essere un segno indubitato del suo ge


hv\unvu.\v 4v\-

nio , e del buon gusto , e di un ampia co

gnizione della bibliograa. Egli colla massima


generosit tutto giorno fa degli acquisti delle
pi belle , ed eleganti edizioni di Europa ,

e la render india poco veramente singolare,


non _dico tra le Napolitane, ma tra le altre

dItalia. Degna cosa sarebbe di mettersene

a stampa un esatto e ben formato indice


per lintelligenza della bibliografia , e per
nostra gloria. Con raro esempio ne fa poi

anche godere agli amici .

'

Ed infatti lAbate Jacopo Morelli ricorse a

questa Biblioteca per ristampare il Musarum


Panagyris ad Albertum Pium di Aldo Manu

zio, e l Abate Urbano Lampredi nel 1818


pubblic il sogno di Scipione di Cicerone , e

gli Opuscoli delle quattro virt morali di Lu


cio Anneo Seneca tradotti da un trecentista
estratti da un MS. della Biblioteca Tacconiana.
Onofrio Gargiulli orn la sua traduzione della
(I) Autograe presso lo scrivente.

212
Cassandra di Licofrone Calcidese, stampata nel
1812 0011 un frammento ricavato da un codice

MS. dell a_ssai celebre biblioteca del Signor


Marchese di Sitizzano D. Francesco Taccone
amatissimo gentiluomo, il qualframmento con
tiene i commentarii di Proclo Licio sopra i primi
cinque
Il veramente
libri dell dotto
Iliade, galla
ed erudito
vita di Omero
Francesco

Daniele, anche fu mio cortese amico , avendo

posto a stampa nel 1808 alcuni versi e :alune


epistole di Antonio Telesio , ch erano state
obliate nella raccolta delle costui opere, pub
blicata dal Daniele,medesimo nel |762 , alla
pag. 37 , parlando del libro de Coloribus , e
proprio dell edizione Veneziana del 1528 per
Bernardo Vitale" nota : Haius editionis exem
plum , qupd olim fuit Antoniip Seripandi , lit
eius manus in novissima pagina testatur , vi
dimus in instruclissima optimis libris biblici/ze
ca Francisci Tachoni Marchionis, viri huma
nissimi , mihique amicissimiquam qui maxime.

E nalmente Paolo Luigi Courier nel luglio


1807 (2) scriveva a M. de Sainte Croix: lo
passo questi giorni lunghi, e calorosi nella bi
blioteca del Marchese Tacmni a tradurre per
voi Senofonte, e non senza pena : il testo

Corrotto. Questo Marchese vale un Per:


la gioja degli uomini: egli possiede tutti
(I) Pel Morelli, Lampredi, e Gargiulli. V. Lartic. di
Francesco Taccone nel tomo 14 della Biograa Napolilana.
(z) Memoires, Corrispondance, et opuscules t. 1. p. 204.

213

i libri possibili , intendo tutti quelli che voi,


ed io sapremmo desiderare. Io. ne dispongo
liberamente .
Questa famosa biblioteca offerta dal Marchese

al governo, fa prima assegnata alla Citt di Na


poli, e trasportata nel soppresso monistero di
Montoliveto (|); ma poscia, fattasene una snelta

per la Borbonica, il rimanente fu dato alla Re


gia Universit degli Studi, e servi di base al
lattuale Biblioteca che nel locale dell istessa

Regia Universit al presente si aperta a pub


blico vantaggio (a), I libri che appartennero
alla Tacconiana si possono ben distinguere dal
cartello in istampa, fattovi apporre dallAbate
Luigi Carlo Federici, direttore della stessa in
ciascheduno volume pria della consegna, nel

quale cartello sta indicata la provveni'enza del


volume stesso.

Siccome nella cessione soprad'detta n0n anda


rono compresi iMss. che il Marchese Tacc0ne
possedeva, cos questi in numero al di la di 300

or si conservano dallillustre cugin mio D. Giu


seppe Tacceme attual Marchese di Sitizzano, cui
dedicata quest appendice. Egli e per lamore

che nutre per le lettere , essendo egli stesso


un letterato di polso , e per la magnanimit
di cui eminentemente dotato, ha cominciato
ad imitazione del zio D. Francesco anche a
raccogliere unaltra biblioteca: la quale , seb
1) Rapporto del Ministro dell Interno 1820.
2) V. Capone Elogio del Conte Giuseppe Zurlo pag. 35.

214

bene ristretta , pure copiosa di pregevoli ,


rare, e costose edizioni; ed un giorno spe

rabile di vederla vistosamente aumentata per


lo lustro della sua nobile famiglia , e,per lo

vantaggio deletterati, de quali ne esimio pro


lettore , ed amico.

;l--C-!I-I=fl='l.il-Il=iliZ-Iii Llfill-Il-ifil9iifzlllllfilii-ii'll-lfzl\.

BIBLIOTECHE PUBBLICHE.
REGGIO.
,

L abate Antonio Spizzicagigli decano , e


prima dignit di quella chiesa metropolitana

apri, nel principio del secolo XVIII in quella


Citt sua patria , una libreria per li powri stu
denti,

come lo stesso nella sottoscrizione di

una lettera diretta da Roma a3o giugno 1719


al celebre Sig. Girolamo Gigli lo annunzia
Illillltiiilli'lbll'tliilll'iwlll|iifil=lltilltilltllltillilltltiltilt
MONTELIONE.

Il Dottor di ambe le leggi Nicola Fabiani


fratello di Monsignor Tommaso Fabiani Ve
scovo di Belcastro, e Tesoriere della Calabria
(i) Gigli Vocabolario Cateriniano, lett. 54, facc. 477.

21;)

Ulteriore adun una mediocre libreria, special


mente di materie legali, e di amena letteratu
re, e ottenutane circa il 1760 la Sovrana ap

provazione col titolo di Regia Biblioteca Fa


biana , la volle addire a pubblico commodo

de cittadini Montelionesi. In seguito la pro


vide di annua rendita per lacquisto di libri,
e trattenne come bibliotecarii sul principio il
P. Luigi Caruso da S. Biase Reggente Paolet
to , poscia 1 abbate Leoluca Rolli (i) , e

nalmente il P. Giuseppe Cropalato da Paola

Maestro, e gi Provinciale de Carmelitani, poi


Principe deli Accademia degl Inculti di Mon
talto.
Dopo la morte di Domenico Potenza acca
duta nel 1770, nellistesso locale si adunarono

le tornate degli Accademici Florimontani, ma


il tremuoto del 1783 la fece dismettere ,

tutti i libri riposti in pi e pi casse cos


chiuse in umide baracche divennero pascolo
delle tignole , e devermi. Avrei allungato di
molto quest Appendice se, anzich narrare
fatti, avessi voluto riempir le pagine di vane

rotonde ciarle; ma ho creduto miglior partito


attenermi alla semplice verit Storica , tolta via

ogni ampollosit, e amplicazione di concet


ti, sec0ndo lammaestramento del sommo Ora

tor di Arpino: Ni/zil enim in historia, pura,


et illustri brevitate dulcius. De Claris Oratori
bus. Cap. 76.
(I) V. Biograa Napolitana Tom. 8.

SULLA

TIPOGRAFIA MONTELIONESE
R8SQ
Dl

VITO

GAPIALBI

Segretario perpetuo dell'Accademia Florimontana 6 Membro della


Societ Reale degli Antiquarii del Nord di Coppenaghen, dellIm

perialc e Reale Accademia dc' Georgoli di Firenze , dell' Insti


tuto Archeologico di Roma , delle Reali Accademie Ercolanese c
Pontaniana di Napoli , Peloritana di Messina , delle Scienze , e

belle lettere di Palermo , c della Civetta di Trapani cc. cc. ec

In Napoli 1856.

Dopo gli Iddii si debbono onorare le Citt; e quelle cose che


n spettano alle Citt vengono preferite da chiunque ha or di

senno n.

Apollonia Tianeo a' Magistrati di Cesarea.

2I9
ALL ORNATISSIMO

SIGNOR D. ETTORE CAPIALBI


BARONE Dl MONETA
PATRIZIO BENEVENTANO , REGGINO , E STILESI

FRA i viluppi degli scritti del nostro


amatissimo genitore abbiam ritrovato un
discrso , che sulla Tipograa Montelio

nese fin dal 1818 egli lesse agli Accade


mici Florimontani. E siccome desso ri

pieno di santa carit verso la nostra co


mune patria, e aneddoti pregiosi contiene
circa la materia che tratta; cos abbiamo
stimato divolgarlo per le stampe , intitolan

dolo a Voi dilettissimo nostro Zio. Co


nosciamo quanto per affetto, e per isplen
dida generosit Voi sempre verso di noi

avete largbeggiato, no a tenerci in luogo


di gliuoli, e saremmo ingrati se nol pa
lesassimo con pari candidezza e ingenui

t.al mondo intero.

220

Accettate adunque il tenue dono delle


fatiche letterarie di nostro padre con lieto

ciglio , come noi ve le offriamo , e cre


deteci costantemente.

Di Montelione li 27 Agosto 1836.

Vostri a'izzionatissimi ed obbligatissimi nipoti

VINCENZO
ANNA '
ANTONIO

CAPIALBI.

SULLA TIPOGRAFIA MONTELIONESE


msconso REGITATO ALIAGGADEMIA rmmmonmm
NELLA TORNATA GENERALE nszo NOVEMBRE 1818

m VITO canna.
9

Lepoca del ritrovamento della stampa ,


Accademici ornatissimi, tanto gloriosa nella
storia delle nazioni, che solo basta cennarsi

perch ognuno convenga della sua beneca in


uenza. Quanti vantaggi non furon da lei pro

dotti nel mondo, il quale per la stampa cam


bi aspetto , e direi quasi rinacque alla luce
dello scibile , e delle utili conoscenze! Esse

non pi giacciono n'e chiostri racchiuse, o fra


il numero di pochi contenute, e con istenti ,

e sudori consegnate sopra papiri, e perga


mene , le cui copie tanto fatica costavano ,
e sempre inesatte , erronee, e monche riu
scivano; cosicch e dispendio moltissimo agli

acquirenti arrecavano, e moltiplici errori tra


mandavansi agli studiosi. Per vero dire , Ac
cademici , altra umana istituzione pi utile

della stampa io non saprei additare. Che se


lingue malediche cercarono attaccarla come no
civa , e ne impetrarono spesso la sua proibi

222

zione, ainch i lumi non si spargessero nella


generalit, ed una eterna ignoranza tenesse as
sopite le menti de mortali , che il Creatore
dot dintelligenza , e suscettibilit di perfe
zione: cotestoro, calabroni gelosi dell' ape

industre , avrebbero disiderato , pe loro cupi


disegni, far ricadere il mondo nel caos, e nel

le tenebre, donde dopo i tempi barbarici co


minci a risorgere non senza istento e fatica,
in grazia del generoso impulso di pochi genii
benigni che illuminarono luniverso.
Ma a dispetto di tali velenosi detrattori, la
verit urtando col pregiudizio, alla fin ne lo

vince : l utilit della stampa iiC0nosciuta:

il mondo erudito lapplaude; e le pi illustri


Citt ,

come altra nta contrastossi la patria

del sommo cantor dell Iliade , or gareggian0


ad appropriarsene il ritrovato, e premuroso
impegno si danno di estenderlo,migliorarlo,
e dill'nderlo. Lode sempre a'quegli illustri ge
nii che le cure, e i sudori vi posero nella gran

diosa invenzione!
E tralasciando

la discussione se Harlem ,

Magonza , o Strasbourg fosse stata la madre


avventurosa di si nobile arte; se il 1430 , o
il 1450 avesse visto i primi libri impressi, di
scussione che 'potrassi leggere nelle opere del
Chevillier,

de la Caille ,

del Marcban ,

Meerman , dello Schoeplin ,

del

del Maittaire ,

dellOrlandi e di altri; come pure se i Cine


si, o le antiche stampiglie usate da Goti ,

delle quali ci lasci memoria lanonimo Va

223
lesiano, la presso Muratori (1), dove parlando
di Teodorico dice: inliteratus erat, et sic abru
to sensu , ut in decenrannos regni sui quatuor
literas subscriplionis edicti sui discere nullale

nus poluisset. De qua re laminam auream ius


si! interrasilem eri, quatuor literas Regis ha
bentem Tuo. ut si subscribere voluisset, po

' sita lamina super chartam , per eam penna du


ceretur, et subscriptio ejus tantum videretur;

se le antiche stampiglie, dico, avessero potuto


somministrare lidea al primo inventore , op
pure tutta debbasi

al suo pr0prio genio rap

portare , ognuno sa come in Subiaco, in Ve


nezia , in Milano , in Roma , per tacer delle
Citt oltramontane , le stamperie ,si sparsero
a cura dePannarz , degli Sweinheim, del De
Castillonio , dellAsolano , del Forlivio; e nel
la nostra Napoli il Reussinger, il De Bruxel

la , il Moravo , e altri lintrodussero , e pro


pagarono in tutto il suo lustro e splendore.

Molte Citt di provincia si a'rettarono a con


durre i tipi nel loro seno, e son conte le
stamperie di Aquila , di Sora , di Benevento,
di Salerno , di Ortona a Mare , di Lecce , di

Gaeta , e di Vico Equense. Cosenza , quella


Cosenza, che al dir del Parrasio bonarum ar
tium studiis cum quavis Italiae Civitate cer

tabat (a) quella Cosenza , che in tal epoca emu


(1) Disisertazioni sopra le Antichit Italiane. Diss 23.

T. l. facc. 242.
(a) V. Auli Jani Parrhasii Consentini quaesila per

22
lavii colle prime Citt di Europa per la quasi
continua residenza del Duca di Calabria; per
lillustre Accademia , etper gli suoi letterati,

e loso di miglior grido; ci o're libri stam


pati sotto il suo ciclo n dal 1478. Una leg
gera occhiata, che si desse agli Annali tipogra

ci del Maittaire , al saggio del Giustiniani ,


agli scrittori patrii; e all erudito discorso del

Ch. signor Andrea Lombardi sulla tipograa


Cosentina , ne convince abbastanza.

La nostra Monteli0ne fu pi tarda ad avere


la tip0gralia: e come averla se dovette soggia

cere al giogo baronale n dal i508 , coll op


pressione de suoi migliori cittadini! S : ella
la possed , e quantunque non cos sollecita

mente, n per gran lunga durata; pure dal 1635


fin quasi al secolo XVIII fuor di ogni dub

bio , che larte tipografica fu in questo suolo


esercitata.

Nel 1636
, Lorenzo
Loyero da Badolato
stamp
icotorchi
di Giambattista
Russo .in,
Montelione una Relazione encomiastica delfa
maso Convento, e della miracolosa immagine

di S. Domenico di Soriano. Nellistesso anno


Pietro Inzillo da Soriano, gi Vicario provin
ciale de Carmeliti , e uomo di sommo valore

pubblic un poema eroico delle cucce, anni ,

scienza e progenie di Francesco Maria Cara il


Duca di Nocera , e la loszja di Aristotile in
Epistolam, edenle Xaverio Mallhaeio Neap. 1771 , pag.
110 Epist. Vincentio Tarsiae.
I

22;)
verso esametro. Talune di queste opere le ho
osservato io medesimo con molte altre , delle

quali dir inseguito, nella fioritissima biblio


teca de pp. Predicatori di Soriano , che 01, ahi

dolore! con non lieve detrimento di antiche


memorie patrie , pascolo delle tignuole e de

vermini si giace (I)!


Il dottissimo Monsignore Leone Allacci Bi
bliotecuio della bibl. Vaticana nella sua Dram
maturgia registra una favola pastorale di Mar
cello Giovanetti di Ascoli titolata la Cilla ,

stampata da Giambattista Russo in Montelione


lanno x636. Era il Giovanetti, da poco gi
trapassato, congiunto di Monsignore Maurizio
Centini Vescovo di Mileto , che per lo pi
in questa citt dimorava; onde nacque la vo
glia a' Francesco Maria Giovanetti cugino del
lautore , che seguiva Monsignor Centini, do

po di averla rappresentata nel teatro del pala


gio della Duchessa di Girifalco in Dimmi, di

pubblicar quivi la Cilla_, che 1Arciprete Gio


van Mario de Crescimbeni non poco leggia
dm, e vaga appella. E in vero quantunque la
poesia fosse maneggiata dal Giovanetti sul gu
sto Marinesco , nondimeno le sue rime hanno
un non so che di leggiadro , e giudizio che riu
_

quePP.
(I) Cosisi scriveva
va ristabilendo,
nel 1818.e dobbiamo
Ora sento sperare
che perche
cura
dotti
alunni del gran Gusmano possano farla risorgere coll"a0
quisto di novclli volumi. La scienza il decoro delle Re
ligioni Mouastiche, le quali non dovrebbero nudrirsi' che

di orazione e di santa scienza.

5
I

226

scire le fanno piaCevbli a' buoni conoscitori.


E poich parliamo della Cilla , non sar di
scaro Sentire su di essa dello stesso Giovanetti

un gentile.
'

S 0 N E 1 'r o.

Poich lungi da te 1 empia fortuna


Mi tiene, o Cilla, in lunghe pene avvolto,
Per rimembranza io qui del caro volto
Sceglio mille bellezze ad una ad una.
E Per farne un bel misto io tolgo alluna

La guancia , il labbro, il crin dorato, e folto,


_ A 1 altre il dolCe riso; il parlar colto
E gli occhi a chi di pi bel nero imbruna.

Cos un ritratto ai cor "Spirante, e vero


Crede fortnar 'dite! qual 'nuovo Apell_e
Anzi Zeus amoroso il mio pensiero.

Ma indarno ei sceglie il bel da Cento belle:'

' Che
fabricar non Ponno un sole intero ' '
Bench tutte 'si funissero le Stelle

(1) Nelle Poesie delGivanetti stampate in Venezia il


1622 si loda la Cilla da Antonio Migliori, e Nicola Pac
<caroni con Sonetti, aquali lAutore 1spoude perle rime:
ed egli poi ringrazia Gio: Francesco
vitreti per le gure
disegnategli nella Cilla col seguente
So'nnwro

, Non ardiva spiegar 1 amato critie ,


,Sottq ruvido vel Cilla raccolta ,
N muover pi dal-patrio ermo conne
Questa, de monti habitatrice incolta. . " l

"

.
22
Il Dottor Cesare Bisogni aveva intrapreso7
nella detta ofcina del Russo la stampa delle

sue allegazioni giuridiche , ma lopera fu dal


bel principio nel 1637 sospesa per la fuga del

limpressore , e poi tralasCiata per la soprav


venuta
Non lunga
morteper
dell
altro
autore
ha dovuto essere lassen
za del nostro tipografo, giacch nel 1.641 egli
impresse l opera del canonico Giambattista
Pontorieri di Tropea i Poetici Furori, attri

buendo alla sua stamperia l epiteto di Ducale,


forse per istar sicuro allombra della prote
zione del feudatario.
.
. Il Toppi , il Zavarroni , e altri autori ri
cordano una tragedia stampata in Montelione,

1. anno 1642 da frate Domenico Tranquillo


del Pizzo dell ordine de Minimi: un tal Fran
\

Appena
Al bosco,
con leal sueNinfe
prato ella vicine
se n gia talvolta .,

'

Povera di bellezze peregrine,

Scalza il pi, nuda il braccio, il sen disciolta.


ora Signor , ch il tuo pennel non sdegna,
Dar gratie7 e fregi a lei co lumi , e l ombra
Non fia ch in queste selve io la ritegna;

Anzi (1 ogni timer libera , e sgombra,

K
_

Non sar forse su l Metauro,indegna


.
De la Rovere (1 or giacere a l ombra._

Del Giovanetti ne parlano con lode il Crescimbeni Cont


mentarii intorno alla istoria della volgar poesia lib. 3. n. 26,

e gli altri Autori ivi citati.


(I) V. 1 avviso al lettore che premise Antonio Bisogni
pronipote dellAutore alle Allegationes iuris di Cesare
Bisogni, Caesaris Bisogni Poemata fac. 34.; e Giustiniani.

Memorie degli Scrittori legali T. I. facc. 125.


l>

228
.
.
cesco Lombardo Sacerdote Secolare da Castel

vetere vi pubblic' anche i suoi versi sacri nel


1643 : il Mongito're ricorda edito pe tipi del
Busso nel 1649 un discorso di Andrea Cirino
detto inMessina per la slennit della Ver
gine" della Lettera (i); e io posseggo impressa
in Montelione lanno 1638 una gura di S. Leo
n_eluca nostro glorioso protettore , la quale si
_ rende pregiata per averci serbato la scenogra
a della Citt, nostra comune patria, secondo
che si trovava in quellepoca. Al basso sonvi

le seguenti indicazioni: S. Leolucas Abbas


protector Civitatis Montis Leonis, praecipuus
qua dgfensor terraemotus. Cannata eri fecit

pro sua devotiqne. Blasius de Amato sculpsit.


Stampato in Monteleone anno 1638.
Ritrovo in fatti che nel 1636 appunto il det
to Giambattista Russo ebbe una glia per no
me Catterina , che fu battezzata nella Parroc-
chial chiesa di S. Michele di questa Citt a26
gennaio (a). Questo Giambattista Russo unita

mente a Domenico Jezzo, di cui famiglia pure


esisteva in tal epoca nella Citt nostra, stam

parono in S. Niccola di Vallelonga lanno 1635


il primo volume de consigli ,'ossian responsi
legali di GioVan Jacopo Martini abate curato
di detta terra dell una e 1 altra legge dotto
re , e gi Vicario generale di Mileto a tempo

(i Mongitore Bibliotheca Sicula tom. I. facc. 28.


(2 V. i libri battesimal'r della cennata parrocchia.

.
229
deVescovi Cardinal Centini, Virgilio Cappone,
e Maurizio Centini (1).

(Ma sembra che il Russo avesse abbandonato


presto Montelione per trasferirsi nella Citt di
Cosenza, dove nel 1649 stamp le prediche '

di frate Lodovico da Messina minor osservan


te; e dal 1654 al 1671 lo trovo di aver tra
vagliato insieme c0n Gio: Battista Moio alla
pubblicazione di varie opere, che negli scrit

.1.ori delle cose Calabre , e presso il Lombardi


possono osservarsi.

Dopo il 1649 altri diresse i tipi Montelio


nesi. Fu questi Domenico Antonio Ferro , nato
nella Citt nostra a"23 ottobre 1623 da Otta

vio Ferro , e Anna Facciolo (a). Egli istrui


t0si nella capitale del Regno lungamente nel
larte tipograca, ritorno in provincia ad insi
nuazione de PP. maestri De Sanctis , e Lem

ho Exlrovincial-i Domenicani, le cui opere


stamp in Soriano negli anni 1664 e 1665.
Nel 1666 poi a spese, e richiesta del beneme

rito nostro concittadino sig. abate Jacopo Corti


cosa (3), che si era arricchito per un cumulo di
(1) Nelle mie memorie per Servire alla storia della
S. Chiesa Miletese ho fatto menzione dell autore , e del

libro , che poi pi distesamente ho descritto nelle memo


rie. della tipografia Calabrese a suo luogo.
(2) V. i libri battesimali della suddetta parrocchial Chic.
sa di S. Michele Arcangelo.

(3) Jacopo Corticosa glio di-Gio: Lorenzo', e Isabella


Cinig fu sacerdote secolare , e molto dilettoso di poesia.
Ne libri mortuarii di S. Michele sopraccennati lo trovo no
1

230

preziosi metalli, rinvenuto nell orto allor di

sua spettanza, che or giace fra il teitro, e il _


real collegio Vibonese , si confer1 in Monte

lione', e seco condusse la sua ofcina tipogra


ca. Nella scheda di notar Giuseppe Genovese
di questa Citt , sotto il di 12 febbraio 1666 vi
esiste unistromento in virt del quale 1 abate
Jacopo Corticosa gratuitamente impresta la som
ma di ducati trecento al magnifico Domenico
Antonio Ferro stampatore , onde provvedesse

la sua bottega di stampa , che doveva aprire


nella Citt di Moutelione per lustro della co
mune patria; e il Ferro si obbliga a restituire
la somma fra il corso , e tempo di anni tre.
Il Ferro don alla luce varii volumi, e quel
li venuti a mia notizia sono: La Triade Ar
monica di Pietro Paladino nel 1666: I rag
guagli de Principi dal 'medesimo diretti al se

renissimoCdsmo deMedici principe di Tosca


na nel 1667: il Commentario sul capitolo 24
degli statuti municipali della Citt di Monte
lione del mio trisavolo Giuseppe Capialbi , nel

1 anno medesimo; e per tacere degli altri , i


Capitoli del nuovo governo della Citt nostra
stabilito nel 1594 , di cui un esemplare col
titolo , e coste in oro si conserva da me, quel
tato morto a 30 aprile 1669 di anni 78 circa. Nel libro ,
della numerazione e fuochi di questa Citta' dell' anno 1658,
che originalmente conservo nella domestica biblioteca ( al
num. 269 ) si vede descritto D. Jacopo Corticosa sa
cerdote ann. 60 Q 0 nelluna, o nellaltra parte ha do
vuto corrervi errore.

23|

listesso che in tutti gli anni i sindaci pro


tempore unitamente ad uno deglindividui della
mia lamiglia , prescelta cittadina depositaria ,
presentavanoal governatore di giustizia per
losservanza : Rerum gestarum praeclaru'm mo
_numentum patriae gloriae dicandum.
Uscirono da' nostri tipi due opere dell'inv

mortale Gio: Alfonso Borelli , quella cio su i


moti della gravit nascenti. che insieme collal
tra della forza delle 'percosse , serviron , di
lem quasi, di preparazione alla terza su i mo
ti degli animali, quali tutte ripongono ilBo

relli frai migliori matematici, e sici del se


colo |8. L isteria dell incendio del Mougibel
lo accaduto l anno 1669 dell istesso autore
fu altresi edita dal Ferro; e ambedue queste

opere furono pubblicate nel 1670 (come pu


sospettarsi) nella Citt nostra Colla data di
Reggio; stante varii letterati Reggini da me

consultati niente seppero rispondermi su tale


articolo

Moltissime altre edizioni si do

(1) Cosi scriveva io nel i818, ma poscia avendo ritrovato


Varie altre edizioni Reggine , sebbene non del nostro tipo

grafo , mi parso pi conveniente ridonare a quella Citt


le due succennate edizi_0ni ;

anche pe_rch stando in Mes

sina il Borelli gli era pi facile in Reggio per la prossimi


, la , che in Montelione stampare, quantunque il Ferri)
avesse pubblicato in Montelione varie altre opere di Sici
liani in data del 1667 , e del 1668 e con ispecialita due
volumi delle cmposizioni dellinclita Accademia della F u

cina della Citla di Messina, come nelle aggiuuzioni' al pre


sente discorso, e nelle memorie delle tipograe Calabresi ' '
ho narrato.

232

vettero da essi Russo , Jezzo , e Ferro ese


guire in tal frattempo , di cui per negligenza
degli storici sincroni non ci rimasta memo
ria. Negli atti dell illustre Accademia degli Af

fatigati della Citt di Tropea, (in cui mi tro


vo per benignit di que chiarissimi soci arro
lato col nome di Docile , Mitis n dal 20

gennajo 1818 ) negli atti di quell' Accademia


del 1778, e propriamente nel discorso prelimi
nare del suo dotto segretario D. Francesco Ba
rone
delleIl poesie
del canonico
t0rieri, parlandosi
in essa detto
Infuriato
(le qualiPon
fu
rono qui impresse nel 1641 , e sopra si son
ricordate) si menziona altra raccolta di poe
tici componimenti anche in Montelione l an
no 1638 nella Ducale stamperia pubblicata.
A noi similmente pervenuta tradizional

memoria delle poesie del sullodato Abate Gor


ticosa uscite dall ofcina del Ferro , e di un
uicio del nostro Santo Protettore al Clero

della Citt regalato dallostesso nostro Citta-.

dino tipografo (a).

Non saprei, Accademici ornatissimi , bastan


(2) L ufcio particolare del nostro S. Protettore non fu
approvato dalla S. Congregazione che atem i del Cardi

Centini, Vescovo in Mileto dal 1611 al I 13, e da lui

si ordin nel Sinodo in detti due anni celebrato che si re


citasse a lo di marzo doppio coll ottava. in questa Citt.
Si rileva ci dallattestato che quellEmineutissimorilasci

a 14 novembre 1624 , quando lo fece stampare in Roma


per uso della patria nostra , e della diocesi. Ledizione del.

erro dowtte essere una ristampa di quella Romana.

233

temente tacciare gli storici della patria nostra,


e con ispecialit il Bisogni, che dopo aversi in
caricato delle minuzie , e f0rse anche di cose
ideali , ' tralasci poi di parlare delle nostre
staniperie , e delle non poche oper'e dalle me
desime date alla luce. Certo se eglino avesser
voluto, o pensato tramandare apost_eri ricor

danza di cose si'atte , ampio campo avrebbero


avuto da far mostra di ricca suppellettile, che
ci furarono le triste circostanze della nostra

regione, especialmente i due tremuoti del 1738,


e 1783 , laonde le pi piccole notizie mi
stato forza con pazienza , e stento acquistare.
Si dev'essere maravigliato quando si conoscer

che lo stesso signor Lorenzo Giustiniani , il

quale di proposito parla delle tipograe del Re


gno l'ove discorrer doveva di Montelione se
la passa con due parole: Gio. Domenico Ros
si, dicegli, stampi; molti anni nella Citt di
Mohtelione, equivocando col nostro Giambat

tista Russo
Sento che una difcolt riguardo a suddetti
stampatori Russo, e Ferro potrebbemisi fare.

Si dir il Russo trovarsi quasi nel tempo me


desimo ,

o poco dopo in Cosenza , il Ferro

aver in Soriano dimorato a stampare varii vo

lumi, e in Reggio le ricordate produzioni del


Borelli; e nalmente che un tal MarcAntonio

(1) Giustiniani Saggio Storico Critico sulla tipograa


del Regno di Napolifacc. 186.

234

Ferro Napolitano , o originario di Picinisco


nella Ducea di Alvito in Terra di Lavoro,

era uno de migliori compositori , che si tro


vavano nella famosa' stamperia di Antonio'llu
lifon , sec0ndo che asserisce il Toppi (1) , e

che perci anche Domenico devesi di quella


metropoli stimare cittadino: tanto pi che nel
perme5s0 chiesto di potere stampare nella terra
di Soriano i suddetti libri si titola Domenico

4ntonio Ferro di questa_Cill di Napoli.


Ma tali difcolt non regg0no ad un rigido
esame. Non saprei il motivo dellallontanamen
to del Russo dalla Citt nostra. Sta certo

chegli conferissi in Cosenza , ove fatta unio


ne con Giambattista Mojo vi mantenne una
stamperia. Presso il Toppi , il Zavarroni , il

Giustiniani, e il Lombardi possono vedersene


Varii volumi dalla costoro ofcina editi.

Era naturale poi che il Ferro, dopo un lim


go domicilio nella capitale si nomasse di quella,
avendone colla dimora acquistata la Cittadi
ha-nz'a. E che fos5e cosi : gli sicuro che que
sta famiglia dimor sempre mai nella Citt di

, Montelione. Giuseppe Ferro procre una ragazza

nel 1640: nel 1644 daGiacomo Ferro fratello del


tipografo Domenico nacque Domenico Juniore;
nel 1657 Domenico Ferro divenne padre di Giu

seppe, -e nel 1666 di Giovan l\lai_ia. Dal chi


rurgo Giuseppe Ferro nacquero nel 1662 Fran

(1) Biblioteca. Napolitana facc. 114

235

casco Paolo , e nel 1681 Francesco (1). Gia


como con altri onorati cittadini supplic nel
d1 9 giugno 1650 per losservanza del 4 e 7
de capitoli della Citt ; Antonio Ferro nal
mente venne scelto ne Comizj 00munali del
1678 per Sindaco del secondo ceto (a). Un al.
tro argomento che il Ferro nostro concitta
dino lo ritrovo nelle sue stampe, dove spesso

si segna Domenico Antoni (sic ) invece di An


tonio; e voi conos0ete, Accademici nobilissimi,
esser questi un idiotismo comune al nostro po
polo , il quale dice Antoni o Ntoni per An
tonio , inghiottendosi or 1 ultima or la pri
ma, e lultima delle vocali diquesto nome
secondo la diversa posizione delle voci in mez

zo alle quali deve pronunziarlo. La famiglia


par che si fosse estinta con l Abate Ferro tra
passato ne primi lustri del secolo 18, che ve

niva volgarmente il librajo appellato. Che se


si bramasse ulteriore convinzione della reale

esistenza della tipograa Montelionese, il cen


nato rogito del 1666 per gli atti di notar Giu
seppe Genovese , e le molte opere dalla me
desima uscite ne donano delle chiarissime evi

denti dimostrazioni. Altra intanto non meno


sicura ce lo're Pietro Paladino nellavviso al

(1) V. i cennati libri battesimali della Parrocchia di


S. Michele.

(2) V. i Capitali del nuovo governo della Citt di Mon


teleone in pi luoghi ,e lelenco degli amministratori della

stessa Citta da me compilato.

235
.
lettore della sua Triade Armnz'ca nella

60

mune patria impressa. ' Mi sono ancor riso


luto , dice egli , a farlo con occasione di
:e= ze=:zv83-3.23:=-2v

avervi trovato la stampa in questa Citt di

\4v-v....

Montelione ,

dove mi trovo Auditore Ge

nerale degli stati che stanno sotto il domi


nio delleccelleixtissinia Signora D. Girolama
Pignatelli . . . . L aria dunque ( parla Sem

pre de motivi che lo indussero a stampare


il suo libro ) di questa Citt ha ravvivato

gli spiriti fatti languidi, e per let, e per


le facende forensi , mal confacendosi le muse
collo strepit0 della Corte. E una delle pi
magniche, ed illustri Citt del regno, vanta

natali antichissimi, si gode una temperie di


un benignissimo cielo, ed un posto di una
tanta amenit, che non invidiando gli orti
di Pomona gareggia colle pi fertili,

ed

amene contradedell Italia, e mantiene seg


gio , e memoria di una suprema grandezza:
ebbe anticamente un porto capace di nume
rosi vascelli, fu ridotto al termine che oggi
si vede per 1 incursione de barbari, che in
festavano gli abitanti. Onorata da Regi , abis
tata da Santi, visitata, e benedetta daPon
teci , ha popolo numeroso , famiglie nobi
li, edicj ragguardevoli, splendide Chiese

tempj di religiosi, e di luoghi pii ornatis


simi: una piazza che fa un continuo mer,
cato, e di_tanto trafco, che toltane la Citt
di Napoli, il regno non ne ha una somi

gliante ; 1 ahbelliscono le quattro ere che

237
353 3 273 :

s fannprogni anno ,

che tirano gran con

corso di gente. I Romani la stimarono per

una colonia delle pi famoseche avessero


nella vastit del loro imperio , vi manda
rono gran centurie di Cavalieri ,

e quando

le loro armate passavano in Africa, 0 in Le_


vante , se' non potevano approdare in terra

appressatesi vicino al lido ammiravano 1 emi


nenza , e bellezza del suo posto (i) .

Non ci da bramare adunque maggior lu


me alle pruove addotte per convenire dellef
fettiva esistenza delle Montelionesi stamperie,

le quali rifulgono alla patria nostra molti non


interrotti anni'di lustro tipograco (2).

(1) Chi curioso legga quello che della Citt mia pa


tria scrive Fra Girolamo Marafioli nell Orazione da lui
detta a D. Ettore Pignatelli Duca di .Montelione , e stam

pata a piedi delle Cronache di Calabria nella prima edi


zione eseguita dallo Stigliola in Napoli 1595.
_
_ (2) Cos scrivevo nel 1818. Pescia venutemi sottocchio '
varie altre edizioni uscite da torchi del nostro Domenico
Antonio Ferro non sar disgrato al lettore di trovarle qui

registrate, quasi Per supplimento delle gia riferite nel di


scorso. Sono dunque:

I." Ordinationes promulgatae ab illustrissimo , et reve


rendissimo D. Didaco Maurelli Caslilioneo Episcopo Mi
liten et cet. in prima ejus Synodo annj 1666. 1666 in 4.
z. La Messina dgfesa 1666 in 4. E di Stefano Mauro
Messinese. _
.

3. Oda , nella quale sincoraggiapo gli Austriaci al


racquisfo del Portogallo 1667 in 4. E di Francesco Gar
zia di Palern.
.

4. La stabilita f del congresso dell esemplarx't .Ma

238
Ma cosa desse divennero dopo l epoche pre
citate? Nulla saprei rispondere; perocch non

ritrovando io altri libri dal Ferro pubblicati


oltre al 1670, giova credere che forse per la di
lui morte i suoi ne abbian dismesso lindustria.

Non voglio per tacervi , Accademici ornatissimi, quanto decoro alla comune patria risulta

dallo stabilimento, di cui si parla, sempre che

per poco'vuolsi considerare non per fasto di


principe superbo , e altiero; non con ordine,
garanzia , e protezione del governo come negli
anni scorsi accaduto; ma per la coltura delle
scienze, e delle buone lettere , nella citt di
Montelione orenti, essere stato esso introdotto,

e da privati cittadini sostenuto. Quindi lemu- '


lazione fra i nobili scienziati si promosse e la

antica Accademia degllncostanti risorse a nuo

merlina 1667 in 4. di Giovanni Ranieri Catanese.

'

5- Prose degli Accademici della Fucina. Lbroprimo,_


nel quale si contengono varii discorsi - Monteleone pe
Domenico Antonio Ferro 1667 in'4._*
<
6. liduello delle Muse , ovvero trattenimenti Carneva

Ieschi degli accademici della Fucina. Trattenimento 1.


"dellanno 1667, e trattenimento 2. del 1668. - Monte
]e_one Per Domenico Antonio Ferro 1668 in 4-
7 Lo vera fortuna di Messina orazione Panegirica 1668
<in 4. E di Giovanni Bei'tano Messinese.

'

8.\ Della pietra Belzuar minerale Siciliana - 1669 - in


4. E del 1'. D. Silvio 'Boccone' Palermitano.
Pi distesa descrizione di tultte 1 edizioni del Russo , e

del Ferro in Montelione pubblicate, potrassene leggere nelle


mie Memorie delle tipogrqe Calabresi.

239
va vita per illuminare con novello, einaspet
tato splendore il calabro orizzonte. Successori
di quegli illustri cittadini , emuliamone le

virt , specialmente ora che trasferite per 01'


dine superiore le ofcine amministrative e giu
diziarie altrove , aggio maggior ci rimane per
lo stadio , e anzich immergerci in vitupere

vol ozio , -e inngardagine , facciamo in "modo


colle nostre fatiche , mediante la nostra coo

perazione che le buone arti, le quali per no


me convenienti, e degno liberali si chiamano,

di bel nuovo primeggino nel nostro classico


suolo , di cui se Strabone riguardo al sico eb
be a dire cujus regionis amoen'issima praia esse

constat, a maggior senno potessero riguardo le

nostre arcadiche selve gli stranieri ripetere :


Agri 'Vibonensis amoenissima praia esse con
stat. Diceva.

.,

A s. E. Rzv.
HONSIGNOR COLANGELO PRESIDENTE
DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE.
.\..

ECCELLENZA Rr:v.A

IL tipografo Gabriele Porcelli chiede di da


re alle stampe un opera intitolata :

Memorie

delle tipograe Calabresi , compilate da Vito

Capialbi con un Appendice sopra alcune bi


blioteche di Calabria , ed un discorso sulle

tipograa Montelionese; ne implora perci


1 analogo permesso, e lavr - Napoli il di 2
Luglio 1835.

.;

PRESIDENZA DELLA GIUNTA DELLA PUBBLICA


1srnuzrpmn.

Add 2 Luglio 1835.


Il Regio Revisore Monsignore D. ngelo An

gelo Ant0nio Scotti avr la compiacenza di ri


vedere 1 opera suddetta , e diosservare se vi

sia cosacontro la Religione, ed i dritti della

Sovranit - Il Deputato per la revisione deli


bri - Canonico Francesco Rossi.
Monsrcuom-z Ecc.

"'

Lopera del ch. Sig. D. Vito Capialbi intito


lata Memorie delle tipograe Calabresi ec. cc.
stata da me letta secondo gli/ordini autorevo
.

2/I
li di V. E. Rev.a Vastit di erudizione, squi
sitezza di giudizio , diligenza nelle ricerche ,

eleganza di stile, e ben'inteso amor patrio so


no a parer mio i principali pregi , di questo

lavoro. Nulla vi s incontra, che o'ender pos


sa la Religione ,' o la Sovranit: anzi al con
trario molte notizie maestrevolmente esposte

mostrano luna e laltra in luminosa compar


sa. Quindi ho lonore di prgarla , che ne
acceleri la pubblicazione - Napoli 18 Otto
bre 1835 - Il Regio Revisore - Angelo Anto
nio Scotti.
PRESIDENZA DELLA REGIA UNIVERSITA DEGLI STUDI
E DELLA GIUNTA DI

PUBBLICA ISTRUZIONE.

Napoli 23 Ottobre 1835.

Vista la dimanda del tipografo Gabriele Por


celli 00n la quale chiede di voler stampare
lopera intitolata - Memorie delle tipografie Ca
labresi cc. cc} , compilate da Vito Capialbi Visto il favorevole parere del Regio Revisore
Monsignore D. Angelantonio Scotti -Si permet
te che l indicata opera si stampi, per non
si pubblichi senza un secondo permesso , che
non si dar se prima lo stesso Regio Revisore
non avr attestato di aver ric0nosciuto nel con

fronto uniforme la impressione alloriginale


approvato - Il Presidente - M. Colangelo - Il
Segretario Generale e Membro della Giunta Gaspare Selvaggi.
xx

FINITO DI STAMPARE
NELLA sramrems DI

GABRIELE PORCELLI}
In Napoli il di 30 Dicembre 1836.

243
AGGIUNZIONI, E

CORBEZIQNI.

V.

3 trasmittcrc
i2 obligzizioni
20 Hebreo
27
9
1
24
5

Il

vai quanto dire


certa data
Governadore
disprcggcvoli
vicessitudini

27 -Qnietiff.
12
13

. 14
18

]9

6
6
12
26
24
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20
17
nota 262

26
33

34
I)\

38

39

23
5
20
20
23
_5
13

ordcgni
1764
Achinmndrital
ispccialt
Ne voglio
avvisato , che
di rimpetto
riferir
peroni
sopracitati
certa memoria

transmittere
obbligazioni
Hebraeo - e cosi in altri
luoghi
vale a dire
. data certa
Governatore
dispregevoli
vicissitudini - e cosi in al
tri luoghi

Queti. - e cosi in altri luo


ghi
Ordigni
1767
Archimandrital
ispecialit
N voglio
avvisato il leggitore, che
dirimpetto
riferito
perci
sopraccitati
memoria sicura
\ "31

avanzg
scrisse ' '

Alfonzo
Alfonso
Tarzia
Tarsia
'
ander
andr
ogn uno 4
ognuno
XV
.
XVI
circoscrittamente
limitatamente
Dopo il verso 14 aggiungi :
Il 'Vicer Duca di Alcal in una sua consulta de 7
Maggio_1569 scritta a S. M- Cattolica in occasione
della pubblicazione della bolla in. Coma Domini ri
corda i Librari della Citt di Cosenza come detentori,

18
nota 4
29
41
7

e venditori della detta Bolla (V. Chioecarcllo Archivio


t.
2it. 2. pag. 66. , e Giannone Istoria Civile lib. 13.
Cap. .
,
.
Abroggio)
Ambrogio
dcfonto
V
defunto
fan
fanno
edizione quale
edizione , la quale

17 parimenti

parimente

f"

Dopo il verso 18 aggiungi;


3'
Monsignor D. Giovanni Rossi avendo saputo che il0

va sotto il torchio questo mio lavoro , a 7 Settembre

244

FAc.

'

..

1836, dopo che si era gi tirato il foglio 3." mi scrisse:


Ho inteso che parleretc delle Tipograe di Calabria.
La Cosentina celebre per quattro opere che si'ripor
tano dall' Audi'redi, due delle quali hanno la indica
zione del 1478 , e le altre due son prive di tale nota.
Ho veduto queste due ultime in Roma nella Corsiniana
in un Miscellaneo A segnato col num. 166 che contiene.

1. Il Credo di Dante. e. Philippi Bcroaldi Carmen


ad M. Ant. Benlivolum.

3.-Formalitates moderniq

res. . . . per M. Ant. Sirecti.

Fabula de Esopo

8. ( il cui titolo riportasi dall Audiredi ) Cuscnciac


(in ne senza anno ). Nel titolo indicato il tipografo
M. Uctaviann Salamonius de Man'edonia. Il ca
rattere ben descritto dall Audiredi randiuscolo
rassomigliante al Gotico (os'sia Franco-Gal o); e senza
numeri, e segnature, e richiami; ha in ne il registro,
e tutta l opera comp0sta in
carte in 4. A qua
sta Seguono impresse sopra la stessa carta con simili ca
ratteri , o per meglio dire cogli stessi caratteri in 10
pagine ( cinque carte) nella stessa forma in 4. le tre
Canzoni
Basti questo
( Cabtilenae
per ora, tres
riservandomi
in obituma etc.
tempo
etc.migliore
di far ristampare le tre cennate,Canzoni appena che
l" egregio , e cortese amico Monsignor Rossi si compia
ccr farcene tenere la copia , che mi ha spontanea
mente, e gentilmente promesso.
14 mss. da nie
MSS., che da me
20 del Tafuri
dal Tafuri
5 lo primo
la prima yolta

44
46
1,7

48
81
3
87

89
go
111
113
173
174

12 1625

1615

'22 ascrizione
20 simulatis
30 In ne in

ricezione
simultatis
v Nelle-ultime

6 quale dedicata
27
16
9
23
30

175

6 convenuto

188

16 capilettere

del cui
' Talarico
avevano ammirato
1193
_
tre
Convento

189
14 la bianchczza
207
8 stadinsi
211 nota 1 Autograe
215
3 letterature
237 nota 6 scrivevo
235
16 si promosse e
239
11 convenienti

240

la quale dedicata

del di cui
Telarico
avevano ammirata
1293

due

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sulla
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si promosse , e
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