Memoria Del PM Nel Processo Condello
Memoria Del PM Nel Processo Condello
Dato che non penseremo mai nello stesso modo e vedremo la verit per frammenti e da diversi
angoli di visuale, la regola della nostra condotta la tolleranza reciproca.
Quindi, mentre essa rappresenta una buona guida per la condotta individuale, limposizione di
questa condotta a tutti sarebbe uninsopportaibile interferenza nella libert di coscienza di ognuno.
Gandhi
Discutere lungamente, oggi, mi pare esercizio inutile e dannoso perch allontana nel tempo
laccertamento della verit processuale, che non passa attraverso la pedissequa ripetizione di tesi
consolidate, manifestate con forza nei provvedimenti di cui il Giudice dispone, ma attraverso il
confronto dialettico che deve riservarsi alle antitesi che provengono dalle altre parti processuali.
Non ho argomenti ulteriori da rassegnare in questa sede che mi servano a dimostrare che la
ndrangheta che governa la citt di Reggio Calabria dotata di un organismo di vertice composto
dai soggetti tratti a giudizio e da quelli che degli stessi si servono o di cui sono strumento, che ne
costituiscono laltra META , che decide le sorti di ognuno di noi, che condiziona il destino di
migliaia di persone che si sentono libere solo perch hanno voglia di illudersi di esserlo o ritengono
che quello sia lunico modo per trovare la forza di andare avanti.
Non ho bisogno in questa sede di spiegare, oltre a quanto gi scritto, che lattivit di raccolta che ha
portato alla ricostruzione della storia recente della ndrangheta cittadina stato il frutto di quella
consapevolezza e di quella sensibilit che solo chi nato e cresciuto in questa terra in grado di
avere.
Non credo sia possibile ricostruire la storia criminale recente di unorganizzazione come quella di
cui ci occupiamo oggi senza comprendere il linguaggio di coloro i quali determinano le sorti di una
struttura cos complessa: in quelle mille sfaccettature, intonazioni, sottintesi del loro modo di
parlare, tipico dei calabresi, ci sono i significati che hanno reso la ndrangheta quella che oggi.
Chi come me, come lei, quei significati li comprende, quegli sguardi li conosce, quei gesti li capisce
ha il dovere di combatterli con tutte le sue forze, senza girarsi dallaltra parte perch dopo di noi ci
sar qualcuno che affronter il problema.
Il mio ruolo di magistrato del Pubblico Ministero proprio questo: compito mio fare oggi tutto il
possibile per capire, istruire e giudicare. Tutti, nessuno escluso.
Ecco perch in questa sede mi basta rivolgerle linvito a leggere ed approfondire, partendo
dallindice del fascicolo processuale, quanto stato ricostruito dal sottoscritto nella richiesta di
applicazione di misure cautelari (riversata nella memoria che mi accingo a depositare) sulla base di
univoche risultanze di indagine e quanto quella attivit di ricerca della verit a cui deve tendere il
processo penale abbia trovato conferma nelle parole di collaboratori di giustizia che, per gli
strumenti culturali a loro disposizione, non possono che narrare fatti realmente vissuti.
Questo il senso del giudizio allo stato degli atti: la messa a disposizione del giudice da parte di chi
quegli atti ha contribuito a formare, senza laggiunta di suggestioni orali, di un compendio
probatorio su cui fondare, nel silenzio che accompagna la fase del giudizio, una autorevole
decisione che affermi la penale responsabilit degli odierni imputati.
Oggi per lei pi importante ascoltare lopinione di chi portatore di tesi antagoniste alle mie:
quello che avevo da dire in merito alle condotte oggetto di contestazione lho scritto senza riserva
alcuna.
Oggi lei chiamata a valutare contestazioni che hanno superato il vaglio del lungo incidente
cautelare: che non sono, quindi, il frutto di valutazioni autoreferenziali.
Lessere consapevole di aver adottato criteri di valutazione ben pi stringenti di quelli imposti
dallart. 273 c.p.p. mi consente di affidare, in silenzio, il mio lavoro al suo giudizio, riservando alla
fase delle repliche eventuali considerazioni originate dallattenta analisi compiuta dalle difese, che
in questo sono chiamate ad un compito diverso dal mio, non so dire in quale misura pi agevole.
Non ho esercitato lazione penale a carico di soggetti che non ritenevo penalmente responsabili dei
gravi delitti oggetto di contestazione: ho solo osservato il completarsi di un ragionamento sulla base
di apporti dichiarativi (MOIO, VILLANI, LO GIUDICE, FIUME, MESIANO, IANNO)
autorevoli, indipendenti, spontaneamente riferiti, dotati di intrinseca attendibilit, riscontrati da
quelle risultanze gi acquisite, che avevano gi caratterizzato, in positivo, lincidente cautelare.
Chi sta fuori da questaula chiede una cosa sola: serenit e celerit nel giudizio.
Mi fermo qui perch non si possa dire che senza volerlo ho contribuito a ritardare laccertamento
della verit o che con la pedissequa ripetizione di tesi gi esposte ho sottratto tempo a quel lavoro di
ricerca, solitaria, che caratterizza lagire del magistrato del Pubblico Ministero.
1. CONDELLO Demetrio pt. Luciano e mt. ROMEO Maria C., nato a Reggio Calabria il
23.06.1979, ivi residente in Contrada Mercatello Archi n.55, celibe;
2. BUDA Pasquale pt. Rocco e mt. CATALANO Maria, nato a Fiumara (RC) il 27.02.1956 ed
ivi residente in via Caserta nr.2/A, coniugato, operaio;
4. BARBIERI Domenico pt. Giuseppe mt. FALCONE Vincenza, nato a Reggio Calabria il
17.09.1957 ed ivi residente fraz. San Giuseppe in via Dei Monti trav. 2 nr.116, di fatto
domiciliato in via Mercato nr.69/A, coniugato, imprenditore edile;
5. ZITO Rocco fu Pasquale e fu BARBERI Rosa, nato a Fiumara il 02.01.1943 ed ivi residente
in Piazza San Rocco nr.2, coniugato, macellaio, pregiudicato;
7. LE PERA Santo Fortunato pt. Giuseppe mt. BARILLA Francesca nato a Rosal (RC) il
03.11.1958, ivi residente via Dei Garibaldini IV Tr. nr.134, coniugato, imprenditore,
pregiudicato;
8. PRIORE Francesco pt. Nazzareno e mt. SCOPELLITI Francesca, nato a Reggio Calabria il
05.12.1935, ivi residente in Contrada Mercato Vecchio C. SP. n.35, coniugato, pregiudicato,
9. CREAZZO Rocco pt. Umberto Francesco e mt. MONTEROSSO Ciccone Santa, nato a nato
a Scilla il 12.10.1969, residente a San Roberto via Purgatorio nr.5, coniugato, nuovo capo
societ
PROCURA DELLA REPUBBLICA 2
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA
10. CAMBARERI Domenico pt. Giorgio Giovanni e mt. GIUFFRE Serafina, nato a Scilla (RC)
il 19.01.1959, ivi residente nella frazione Melia in via Castagnarella nr.35;
11. CONDELLO Francesco pt. Domenico mt. NERI Caterina, nato a Reggio Calabria il
05.11.1982 ed ivi residente in [Link] Mercatello Archi 11, celibe;
12. CONDELLO Domenico Francesco pt. Pasquale mt. MORABITO Maria, nato a Reggio
Calabria l01.11.1989, domiciliato in Via SS 18 I Tratto nr. 179/G, celibe, studente;
13. RODA Francesco pt. Natale e mt. DAgostino Maria, nato a Reggio Calabria il 28.10.1956,
coniugato, residente a Gallico di Reggio Calabria in via Via Noce Persico nr. 10;
14. GRECO Giuseppe fu Francesco, nato a Calanna il 01.01.1960, residente in Centallo (CN)
nella frazione San Biagio via Murazzo 8 B, di fatto domiciliato a Reggio Calabria in Contrada
Sopira, pluripregiudicato
15. GRILLO BRANCATI Vitaliano, nato a Villa S. Giovanni (RC) il 18.02.1960 ed ivi
residente alla via Ammiraglio Curzon, coniugato
16. MAZZITELLI Salvatore pt. Nicola e mt. GRILLO Orlanda Domenica, nato a Zambrone
(CZ) il 03.03.1960, residente a Reggio Calabria, in via Amerigo Vespucci nr. 13;
17. CANALE Giovanni pt. Attilio Emilio e mt. CASCIANO Francesca, nato a Reggio Calabria
il 22.11.1974, ivi residente in via Clearco nr. 13/E, celibe;
18. CONDELLO Giandomenico pt. Paolo mt. BARILLA Giuseppa, nato ad Archi il
01.02.1980, ivi residente in via Mercatello nr. 55, celibe, geometra
INDAGATI
della cui forza di intimidazione, derivante dal vincolo associativo, e della rilevante
condizione di assoggettamento e di omert che deriva dallesistenza della organizzazione
criminale prima indicata e dalla consapevolezza diffusa del peso criminale dei riconosciuti
capi della stessa organizzazione di tipo mafioso si avvalgono per:
commettere una serie indeterminata di delitti, tra i quali numerosi posti in essere contro
la persona, il patrimonio e la Pubblica Amministrazione;
acquisire direttamente o per interposta persona fisica o giuridica la gestione o,
comunque, il controllo di attivit economiche (finanziate in tutto o in parte con il prezzo,
il prodotto o il profitto di delitti), di concessioni, di autorizzazioni, appalti e servizi
pubblici;
realizzare profitti o vantaggi ingiusti per i sodali, per i concorrenti esterni, per i contigui
o per altri, attraverso la partecipazione diretta alle attivit economiche di interesse e la
riscossione di ingenti somme di denaro a titolo di tangente;
impedire od ostacolare il libero esercizio del voto o procurare voti agli associati, ai
concorrenti esterni, ai contigui o ad altri in occasione di consultazioni elettorali;
gestire, attraverso il capillare controllo del territorio di competenza, un enorme bacino di
voti da offrire ad esponenti politici compiacenti a seconda degli accordi stipulati o dei
favori accordati, o da accordare, allassociazione nel suo complesso o a suoi singoli
compartecipi;
Giuseppe DE STEFANO
cui sopra quale vertice operativo, per aver ricevuto, con laccordo di tutti i capi-locale, la carica
di Crimine da cui discende il diretto affidamento della pianificazione e gestione operativa delle
condotte delittuose in genere e di quelle connesse alle azioni estorsive in particolare allinterno della
macroarea indicata in premessa, la ripartizione del denaro proveniente dalle predette oltre che la
possibilit di riconoscere il fiore, ovvero un riconoscimento, un grado o una carica, a favore dei
soggetti che si sono particolarmente distinti in campo criminale;
Giovanni TEGANO
Pasquale CONDELLO
Pasquale LIBRI
il primo quale braccio operativo del cugino CONDELLO Pasquale ed organizzatore della
articolazione territoriale, denominata cosca CONDELLO originariamente radicata nel locale di
Archi di Reggio Calabria, dellassociazione di tipo mafioso appena richiamata e delle attivit
criminose poste in essere in esecuzione del relativo programma associativo, coadiuva lazione di
direzione di Giuseppe DE STEFANO e di coordinamento svolta dal congiunto, svolgendo con lausilio
del fratello Demetrio il ruolo di raccordo con le realt commerciali ed imprenditoriali soggiogate alle
pressanti richieste estorsive.
In Reggio Calabria, provincia ed altre localit del territorio nazionale: dal 18 gennaio 2001
al 10 dicembre 2008 per Giuseppe DE STEFANO; dal 12 dicembre 2005 al 21 ottobre 2009 per
Giovanni TEGANO; dal 14 marzo 2006 al 18 febbraio 2008 per Pasquale CONDELLO; dal mese
di agosto 2007 al 10 dicembre 2008 per Pasquale LIBRI; dal 12 dicembre 2005 al 21 ottobre
2009 per Domenico e Demetrio CONDELLO.
b. del delitto p. e p. dagli artt. 56, 81, comma 2, 110, 112, comma 1, n. 1, 629, comma 2, in
relazione allart. 628, comma 3, nn. 1 e 3, 61, n. 6 (per CONDELLO Pasquale e DE
STEFANO Giuseppe) c.p. e 7 L. 12 luglio 1991, n. 203 perch, in concorso tra loro, con pi
azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, poste in essere anche in tempi diversi in
violazione della medesima disposizione di legge, quali esponenti di vertice della ndrangheta
reggina, con la violenza e minaccia promanante dalla loro appartenenza mafiosa ed in
particolare con la metodologia mafiosa consistita:
nellimporre il DE STEFANO Giuseppe Carlo, quale capo dellomonima cosca con sfera
dinfluenza nel centro citt interessato dai lavori ed elemento di vertice dellorganismo
direzionale di cui al capo che precede, per il tramite di proprio ambasciatore ed
emissario per la pratica delle estorsioni soggetto non ancora identificato, il pagamento di
una somma di danaro, quale condizione per lo svolgimento dei lavori, a FRASCATI
Emilio, impegnato in lavori di ristrutturazione del negozio sito in questo [Link] Garibaldi di
propriet di MARINO Ugo, futuro genero di CONDELLO Demetrio, a sua volta cugino
del latitante CONDELLO Pasquale;
nellaver confermato i fratelli Domenico e Demetrio CONDELLO, in qualit di esponenti
di rilievo dellorganizzazione criminale di tipo mafioso capeggiata da CONDELLO
Pasquale e previ contatti con questi, la necessit di addivenire allimposizione di una
tangente, con la sola specificazione della possibile decurtazione della met dovuta alla
cosca CONDELLO, a titolo di favore per MARINO Ugo in ragione del rispetto dovutogli
per effetto del fidanzamento della di lei figlia con il predetto Demetrio CONDELLO;
compivano atti idonei diretti in modo non equivoco a costringere limprenditore Emilio
FRASCATI a pagare a titolo di tangente, e quale condizione per lo svolgimento dei lavori, una
somma di denaro non meglio quantificata al fine di procurare a s o ad altri un ingiusto
profitto pari alla somma pretesa con pari danno a carico dellestorto,
condotta posta in essere al fine di agevolare lattivit delle cosche di appartenenza, quali
preminenti articolazioni territoriali della ramificata organizzazione criminale di tipo mafioso
denominata ndrangheta, oltre che avvalendosi delle condizioni previste dallart. 416bis
c.p., atteso il comportamento oggettivamente idoneo ad esercitare una particolare coartazione
psicologica sulle persone in quanto dotato dei caratteri propri dell'intimidazione derivante
dallassociazione di tipo mafioso ed armata - per avere la immediata disponibilit, per il
conseguimento delle finalit dellassociazione, di armi e materie esplodenti anche occultate o
tenute in luogo di deposito - presente ed operante in prevalenza sul territorio nazionale prima
indicata.
c. del delitto p. e p. dagli artt. 112, comma 1, n. 1, 416bis, comma 1, 2, 3, 4, 5, 6 ed 8, c.p. per
avere organizzato e fatto parte dellassociazione a delinquere di tipo mafioso denominata
ndrangheta, i primi nove (tra i quali vanno inclusi BUDA Santo e BARBIERI Vincenzo
Carmine per quali si procede separatamente) componenti della cosca BUDA - IMERTI e gli
ultimi tre quali componenti della cosca ZITO - BERTUCA, operanti entrambe nel territorio
(in passato conteso per ragioni di supremazia esclusiva, e quali propaggini i primi del pi
ampio cartello criminale capeggiato dalla cosca CONDELLO ed i secondi del pi ampio
cartello criminale capeggiato dalla cosca DE STEFANO, attualmente condiviso in un
rapporto di vicendevole riconoscimento) ricadente nei comuni di Villa San Giovanni,
Fiumara di Muro e territori vicini, finalizzate al condizionamento del libero voto, alla
commissione di delitti contro la persona, intimidazioni e violenze, danneggiamenti ed
estorsioni, turbative dasta, al controllo del territorio e delle relative attivit produttive,
allacquisizione in modo diretto o indiretto o alla gestione o comunque al controllo di attivit
economiche, di concessioni, di autorizzazioni, di appalti e servizi pubblici e privati per
realizzare vantaggi o profitti ingiusti, il tutto avvalendosi della forza di intimidazione del
vincolo associativo e della condizione di assoggettamento ed omert che ne deriva. Con
laggravante prevista dai commi quarto e quinto dello stesso articolo per essere
lassociazione armata, e con quella di cui al comma sesto per essere le attivit economiche di
cui gli associati intendono assumere o mantenere il controllo finanziate in tutto o in parte con
il prezzo, il prodotto o il profitto di delitti.
Con la precisazione per IMERTI Antonino e BUDA Pasquale che gli stessi
rispondono dellipotesi di cui allart. 416bis, comma 2, c.p., essendo il primo (lIMERTI) il
reggente indiscusso e laltro organizzatore e dirigente in subordine della cosca BUDA -
IMERTI, e per ZITO Rocco e BERTUCA Pasquale, essendo i capi, promotori ed organizzatori
per la cosca ZITO - BERTUCA.
Allinterno della predetta organizzazione criminosa si individuano i seguenti
ulteriori ruoli qualificati:
Passalacqua Domenico e Vitale Stefano quali imprenditori al servizio della cosca,
operanti non secondo logiche di libero mercato ma nel rispetto delle dinamiche
oligopolistiche di tipo mafioso proprie degli imprenditori intranei ai cicuiti mafiosi: a questa
loro peculiare connotazione si lega la loro reitarata partecipazione a summit di mafia;
Barbieri Domenico e Barbieri Vincenzo Carmine quali imprenditori al servizio della
cosca, operanti non secondo logiche di libero mercato ma nel rispetto delle dinamiche
oligopolistiche di tipo mafioso proprie degli imprenditori intranei ai cicuiti mafiosi: gli stessi
operano sul versante tirrenico-reggino e nel territorio della piana di Gioia Tauro e Rosarno
facendo riferimento alle cosche ALVARO e BELLOCCO, con i quali personalmente e tramite
di esponenti di vertice della cosca di appartenenza vantano un rapporto collaborativo oltre
che federativo, tale da consentire a FAVARA Gianluca, imprenditore e promanazione della
famiglia BELLOCCO, di operare nella periferia sud di Reggio Calabria (tra Catona e
Gallico) con lapprovazione del gruppo BUDA - IMERTI;
Cianci Antonino quale consigliere soprattutto a favore del nipote Pasquale Buda,
con il quale partecipa a reiterati summit, forte della sua esperienza e conoscenza di luoghi e
persone, nella lettura degli eventi dinteresse nei luoghi dinfluenza della cosca e
nellideazione delle conseguenti strategie criminali di controllo del territorio;
Buda Natale e Buda Santo investiti del ruolo operativo di cerniera tra i vertici ed il
territorio: in particolare consumano materialmente le estorsioni, controllano il territorio per
conoscerne gli affari e le controversie, e veicolano informazioni ed ambasciate da e verso i
vertici della cosca.
Con riferimento anche agli altri sodali della cosca ZITO - BERTUCA:
Corsaro Domenico quale imprenditore al servizio della cosca, operante non secondo
logiche di libero mercato ma nel rispetto delle dinamiche oligopolistiche di tipo mafioso
proprie degli imprenditori intranei ai circuiti mafiosi.
In Villa San Giovanni, Fiumara di Muro, territori vicini ed altre parti della provincia di Reggio
Calabria, dal 12 dicembre 2005 al 21 ottobre 2009, in permanenza.
Per IMERTI Antonino, BUDA Pasquale, BUDA Natale, ZITO Rocco e BERTUCA Pasquale
con la recidiva specifica, ex art. 99, comma 2, n. 1, c.p., e reiterata, ex art. 99, comma 4, n. 1,c.p.,
come sostituito dallart. 4 della L. 5 dicembre 2005, n. 251.
Per CIANCI Antonino, BARBIERI Domenico e CORSARO Domenico con la recidiva
specifica, ex art. 99, comma 2, n. 1, c.p., come sostituito dallart. 4 della L. 5 dicembre 2005, n.
251.
d. del delitto p. e p. dallart. 416 bis, commi 1, 2, 3, 4, 5, 6 ed 8, c.p. per avere organizzato e
fatto parte dellassociazione a delinquere di tipo mafioso denominata ndrangheta ed in
particolare della sua articolazione territoriale identificata quale cosca RUGOLINO, operante
nel territorio di Catona, Sambatello e luoghi vicini, finalizzata al condizionamento del libero
voto, alla commissione di delitti contro la persona, intimidazioni e violenze, danneggiamenti
ed estorsioni, turbative dasta, al controllo del territorio e delle relative attivit produttive,
allacquisizione in modo diretto o indiretto o alla gestione o comunque al controllo di attivit
economiche, di concessioni, di autorizzazioni, di appalti e servizi pubblici e privati per
realizzare vantaggi o profitti ingiusti, il tutto avvalendosi della forza di intimidazione del
vincolo associativo e della condizione di assoggettamento ed omert che ne deriva.
Con laggravante prevista dai commi quarto e quinto dello stesso articolo per essere
lassociazione armata, e con quella di cui al comma sesto per essere le attivit economiche di
cui gli associati intendono assumere o mantenere il controllo finanziate in tutto o in parte con
il prezzo, il prodotto o il profitto di delitti.
Con lulteriore precisazione che LE PERA Santo Fortunato e RUGOLINO Giovanni
rispondono dellipotesi di cui allart. 416bis, comma 2, c.p. per essere i capi, promotori ed
organizzatori dellomonima cosca;
quanto agli altri sodali:
Priore Francesco (unitamente a Morena Pietro e Morgante Roberto in ordine ai
quali si procede separatamente) svolgono un ruolo operativo di cerniera tra i vertici ed il
territorio: in particolare consumano materialmente le estorsioni, controllano il territorio per
conoscerne gli affari e le controversie, veicolano informazioni ed ambasciate da e verso i
vertici della cosca.
In Catona, territori vicini ed altre parti della provincia di Reggio Calabria, dal 12 dicembre 2005
al 21 ottobre 2009.
Per RUGOLINO Giovanni e PRIORE Francesco con la recidiva specifica, ex art. 99, comma
2, n. 1, c.p., e reiterata, ex art. 99, comma 4, n. 1,c.p., come sostituito dallart. 4 della L. 5
dicembre 2005, n. 251.
Per LE PERA Santo con la recidiva specifica, ex art. 99, comma 2, n. 1, c.p., come sostituito
dallart. 4 della L. 5 dicembre 2005, n. 251.
e. del delitto p. e p. dallart. 416 bis, commi 1, 2, 3, 4, 5, 6 ed 8, c.p. per avere organizzato e
fatto parte (unitamente a CREAZZO Giuseppe, CREAZZO Serafino, CREAZZO Francesco,
MORENA Giuseppe, COTRONEO Domenico, SACCA Giorgio e NASONE Rocco in odrine
alle cui posizioni si procede separatamente) dellassociazione a delinquere di tipo mafioso
denominata ndrangheta, operante con diverse articolazioni in una pluralit di territori, in
particolare nel territorio di Scilla, Melia di Scilla e San Roberto (che possono essere
considerate tre diverse circoscrizioni territoriali, ovvero locali, di ndrangheta) e luoghi
vicini, finalizzata al condizionamento del libero voto, alla commissione di delitti contro la
persona, intimidazioni e violenze, danneggiamenti ed estorsioni, turbative dasta, al controllo
del territorio e delle relative attivit produttive, allacquisizione in modo diretto o indiretto o
alla gestione o comunque al controllo di attivit economiche, di concessioni, di
autorizzazioni, di appalti e servizi pubblici e privati per realizzare vantaggi o profitti ingiusti,
il tutto avvalendosi della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di
assoggettamento ed omert che ne deriva.
Con laggravante prevista dai commi quarto e quinto dello stesso articolo per essere
lassociazione armata, e con quella di cui al comma sesto per essere le attivit economiche di
cui gli associati intendono assumere o mantenere il controllo finanziate in tutto o in parte con
il prezzo, il prodotto o il profitto di delitti.
Con lulteriore precisazione che CREAZZO Umberto Francesco, CREAZZO Rocco,
alias Rocco Mazzetta, e MORENA Giuseppe rispondono dellipotesi di cui allart. 416bis,
comma 2, c.p. per essere reggente il primo (CREAZZO Umberto), capo societ il secondo ed
uomo di vertice ed organizzatore il terzo (Morena) del locale di ndrangheta di Melia di
Scilla, da considerarsi propaggine del cartello criminale CONDELLO IMERTI BUDA.
Quanto agli altri sodali:
CAMBARERI Domenico, quale reggente del locale di San Roberto, SACCA
Giorgio e COTRONEO Domenico quali uomini di vertice ed organizzatori;
NASONE Rocco, quale capo della locale di Scilla;
CREAZZO Giuseppe, CREAZZO Serafino (figli di Umberto Francesco) e CREAZZO
Francesco (nipote di CREAZZO Umberto Francesco) quali soggetti investiti di ruoli
operativi, impegnati nella gestione delle attivit estorsive anche a mezzo dellimposizione
dellimpresa di famiglia per i lavori che si svolgono nei territori di loro influenza.
In Scilla, Melia di Scilla, San Roberto, territori vicini ed altre parti della provincia di Reggio
Calabria, dal 12 dicembre 2005 al 21 ottobre 2009.
Per CAMBARERI Domenico con la recidiva specifica, ex art. 99, comma 2, n. 1, c.p., e reiterata,
ex art. 99, comma 4, n. 1,c.p., come sostituito dallart. 4 della L. 5 dicembre 2005, n. 251.
impedire od ostacolare il libero esercizio del voto o di procurare voti agli associati, ai
concorrenti esterni o ad altri in occasione di consultazioni elettorali;
in particolare, i predetti organizzano e partecipano alla predetta organizzazione
criminale di tipo mafioso, che si avvale della forza di intimidazione del predetto vincolo
associativo e della conseguente condizione assoggettamento delle vittime e di omert di
queste e di terzi, attraverso la quale:
consentire, quale primaria esigenza, a Pasquale CONDELLO di continuare a governare
la omonima cosca attraverso la veicolazione dei relativi ordini a favore degli ulteriori
esponenti di vertice appartenenti al pi ampio contesto associativo oltre che dei singoli
partecipi;
consentire a Pasquale CONDELLO il mantenimento di costanti rapporti con i familiari
pi stretti, moglie e figli in particolare - come condizione imprescindibile per il
permanere del suo stato di latitanza (per il medesimo la cosca che assume un ruolo
servente rispetto alla famiglia) - ai quali sistematicamente affida i compiti di assistenza
da instradarsi, con il benestare dei familiari, nei circuiti finalizzati ad eludere i controlli
di polizia meglio specificati in seguito;
garantire la conservazione in capo al predetto del ruolo di vertice assoluto della
omonima cosca mediante la sistematica consumazione di una serie indeterminata di
delitti tanto contro lattivit giudiziaria che, in prevalenza, contro lautorit delle
decisioni giudiziarie, le cui condotte specifiche sono meglio indicate nei capi che
seguono, caratterizzati dalla presenza di azioni concatenate tra loro oltre che
teleologicamente orientate ad agevolare, favorire e, comunque, protrarre la ventennale
latitanza di CONDELLO Pasquale capo indiscusso, promotore e organizzatore della
gi indicata cosca CONDELLO di Archi di Reggio Calabria quale preminente
articolazione strategica della ramificata organizzazione criminale di tipo mafioso prima
indicata - colpito da plurimi provvedimenti giudiziari in attesa di essere posti in
esecuzione, tra i quali numerose sentenze di condanna passate in giudicato oltre che
varie ordinanze applicative di misure cautelari personali di tipo detentivo, per una serie
di gravi delitti contro lordine pubblico, la persona ed il patrimonio;
GRECO Giuseppe, cl. 60, a sua volta quale soggetto di assoluto rilievo allinterno
della ramificata organizzazione criminale oltre che attuale reggente del locale di
Calanna;
GRECO Giuseppe, cl. 70, quale soggetto partecipe incaricato di molteplici ruoli
operativi.
Con laggravante prevista dal comma sesto per essere le attivit economiche di
cui gli associati intendono assumere o mantenere il controllo finanziate in tutto o in parte
con il prezzo, il prodotto o il profitto di delitti.
In Reggio Calabria e territori vicini, dal 12 dicembre 2005 al 21 ottobre 2009, in permanenza.
Per RODA Francesco e CONDELLO Giandomenico con la recidiva specifica, ex art. 99, comma
2, n. 1, c.p., e reiterata, ex art. 99, comma 4, n. 1,c.p., come sostituito dallart. 4 della L. 5
dicembre 2005, n. 251.
Per GRECO Giuseppe (cl. 60) con la recidiva reiterata, ex art. 99, comma 4, n. 1,c.p., come
sostituito dallart. 4 della L. 5 dicembre 2005, n. 251.
CONDELLO Domenico Francesco (pt. Pasquale, minorenne sino alla data del 1 novembre
2007)
(capo i) della rubrica oggetto di valutazione in sede cautelare)
g. del delitto p. e p. dagli artt. 81, comma 2, 110, 390 c.p. e 7 L. 12 luglio 1991, n. 203 perch,
in concorso con i soggetti di cui al capo a) della rubrica, e con ulteriori persone allo stato
non identificate, in esecuzione del programma criminoso dellassociazione di tipo mafioso di
cui al predetto capo oltre che nel rispetto dello specifico ruolo al medesimo riservato come
gi analiticamente descritto nel capo appena richiamato, con pi azioni esecutive di un
medesimo disegno criminoso poste in essere, anche in tempi diversi ed in violazione della
medesima e di diverse disposizioni di legge, avvalendosi della forza di intimidazione del
vincolo associativo della cosca CONDELLO di Archi di Reggio Calabria e della condizione
di assoggettamento e di omert che ne deriva, nonch al fine di agevolare lattivit di detta
preminente articolazione strategica della ramificata organizzazione criminale di tipo mafioso
indicata nel capo gi citato, aiutava CONDELLO Pasquale - capo indiscusso, promotore e
organizzatore della gi indicata cosca di ndrangheta - a sottrarsi alla esecuzione di plurimi
provvedimenti giudiziari tra i quali numerose sentenze di condanna passate in giudicato, oltre
che varie ordinanze applicative di misure cautelari personali di tipo detentivo, per una serie
di gravi delitti contro lordine pubblico, la persona ed il patrimonio.
(GIUSTRA Antonio
(capo j) della rubrica oggetto di valutazione in sede cautelare)
h. del delitto p. e p. dagli artt. 81, comma 2, 110, 378, comma 2, 390 c.p. e 7 L. 12 luglio 1991,
n. 203 perch, in concorso con i soggetti di cui al capo a) della rubrica, e con ulteriori
persone allo stato non identificate, in esecuzione del programma criminoso dellassociazione
di tipo mafioso di cui al predetto capo oltre che nel rispetto dello specifico ruolo al medesimo
riservato come gi analiticamente descritto nel capo appena richiamato, con pi azioni
esecutive di un medesimo disegno criminoso poste in essere, anche in tempi diversi ed in
violazione della medesima e di diverse disposizioni di legge, avvalendosi della forza di
intimidazione del vincolo associativo della cosca CONDELLO di Archi di Reggio Calabria e
della condizione di assoggettamento e di omert che ne deriva, nonch al fine di agevolare
lattivit di detta preminente articolazione strategica della ramificata organizzazione
criminale di tipo mafioso indicata nel capo gi citato, aiutava CONDELLO Pasquale - capo
(BERTUCA Pasquale
(capo l) della rubrica oggetto di valutazione in sede cautelare)
i. del delitto p. e p. dagli art. 56, 81, comma 2, 110, 629, comma 2, in relazione allart. 628,
comma 3, nn. 1 e 3, 61, n. 7, c.p. e 7 L. 12 luglio 1991, n. 203, perch, in concorso con altri
soggetti da identificarsi (pure essi di appartenenza mafiosa), in qualit di capo cosca, ed in
esecuzione e prosecuzione di un medesimo disegno criminoso, ponendo in essere le seguenti
condotte:
danneggiando in concorso con altri in corso di individuazione mediante
incendio la pala meccanica della ditta Santoro, incaricata dello sbancamento funzionale
alla realizzazione di villette da parte dellimprenditore Giglietta Giovanni su terreno di
propriet di Arecchi Tomas Carmine sito in Villa San Giovanni, immediatamente dopo
linizio dei lavori e nel cantiere appena allestito (dellaprile 2006 linizio lavori);
proseguendo in tale attivit intimidatoria, il BERTUCA, appena uscito dal
carcere, faceva trovare apposta su un tabellone posto allingresso del cantiere di cui
sopra una grande mano nera realizzata mediante vernice, quale avvertimento di tipo
mafioso gi utilizzato in passato in azioni intimidatorie di analoga portata;
facendo seguire alle suddette attivit intimidatorie, di cui in tal modo assumeva
unitariamente la paternit quale rappresentante della cosca omonima, una richiesta di
pagamento di una somma pari a circa 150 mila euro allindirizzo dellimprenditore
Giglietta Giovanni impegnato nella realizzazione delle dette villette quale condizione per
la prosecuzione dei lavori;
compiva atti idonei diretti in modo non equivoco a costringere limprenditore
Giglietta Giovanni a versare una tangente pari ad 150 mila quale condizione per la
pacifica prosecuzione dei lavori, al fine di procurare a s o ad altri un ingiusto profitto
pari alla somma pretesa con pari danno di rilevante gravit a carico del Giglietta e del
committente dei lavori Arecchi,
condotta posta in essere al fine di agevolare lattivit della cosca di
appartenenza, quale preminente articolazione territoriale della ramificata organizzazione
criminale di tipo mafioso denominata ndrangheta, oltre che avvalendosi delle
condizioni previste dallart. 416bis c.p., atteso il comportamento oggettivamente idoneo
ad esercitare una particolare coartazione psicologica sulle persone in quanto dotato dei
caratteri propri dell'intimidazione derivante dallassociazione di tipo mafioso ed armata
presente ed operante in prevalenza sul territorio calabrese.
In Villa San Giovanni, in epoca successiva allaprile 2006 ed in epoca prossima al febbraio/marzo
2007.
Per BERTUCA Pasquale con la recidiva specifica, ex art. 99, comma 2, n. 1, c.p., e reiterata,
ex art. 99, comma 4, n. 1,c.p., come sostituito dallart. 4 della L. 5 dicembre 2005, n. 251).
j. del delitto p. e p. dagli art. 56, 81, comma 2, 110, 629, comma 2, in relazione allart. 628,
comma 3, nn. 1 e 3, 61, n. 7, c.p. e 7 L. 12 luglio 1991, n. 203 perch, in concorso tra loro e
con PRIORE Francesco (in relazione al quale si procede separatamente), in qualit di capo
cosca il primo e di sodali di mafia gli altri due, ed in esecuzione e prosecuzione di un
medesimo disegno criminoso, ponendo in essere le seguenti condotte:
minacciando il Greco Giuseppe cl. 70 prima Barbieri Vincenzo Carmine (20 gennaio
2007 o poco prima) telefonicamente con le parole: Vi Sparo .. riferendosi anche
al fratello Domenico Barbieri con luso del plurale e successivamente direttamente
questultimo (22 gennaio 2007) con le parole: vedi che con mio zio ti devi
comportare bene tu . Poi parliamo; vedi di ritirati che il contorno troppo
potente, ritirati.;
eseguendo successivamente (29 gennaio 2007) un autentico pestaggio punitivo e
dissuasivo il Greco Giuseppe cl. 60, cugino dellomonimo cl. 70, di Barbieri
Vincenzo Carmine;
minacciando il Priore Francesco, con il coltello in pugno, il Barbieri Domenico a
distanza di circa 2 mesi (poco prima del 30 marzo 2007) presso lo svincolo di
Gallico;
compivano atti idonei diretti in modo non equivoco ad obbligare i fratelli
Vincenzo Carmine e Domenico Barbieri, che avevano acquistato mediante scrittura
privata terreni siti in Catona (a cui era interessato lo zio - Chirico Luciano - di Greco
Giuseppe cl. 70) da tali Labate senza la preventiva autorizzazione del Priore e dei Greco,
ad abdicare al loro acquisto a beneficio del Chirico Luciano, al fine di procurare a s o
ad altri un ingiusto profitto pari alla somma pretesa con pari danno di rilevante gravit a
carico dei predetti (legittimi acquirenti e venditori in una libera trattativa negoziale),
condotta posta in essere al fine di agevolare lattivit della cosca di
appartenenza, quale preminente articolazione territoriale della ramificata organizzazione
criminale di tipo mafioso denominata ndrangheta, oltre che avvalendosi delle
condizioni previste dallart. 416bis c.p., atteso il comportamento oggettivamente idoneo
ad esercitare una particolare coartazione psicologica sulle persone in quanto dotato dei
caratteri propri dell'intimidazione derivante dallassociazione di tipo mafioso ed armata
prima indicata - per avere la immediata disponibilit, per il conseguimento delle finalit
dellassociazione, di armi e materie esplodenti anche occultate o tenute in luogo di
deposito - presente ed operante in prevalenza sul territorio calabrese.
In Catona, nelle data anteriore e prossima al 20 gennaio 2007, 22 gennaio 2007, 29 gennaio 2007
e poco prima del 30 marzo 2007.
Per GRECO Giuseppe (cl. 60) con la recidiva reiterata, ex art. 99, comma 4, n. 1,c.p., come
sostituito dallart. 4 della L. 5 dicembre 2005, n. 251.
(BARBIERI Carmelo
(capo p) della rubrica oggetto di valutazione in sede cautelare)
k. del delitto p. e p. dagli artt. 81, comma 2, 110, 117, 314, comma 1 e 2 , c.p. e 7 L. 12 luglio
1991, n. 203 perch, in concorso con ALVARO Cosimo (in relazione al quale si procede
separatamente), con pi azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, poste in essere
anche in tempi diversi in violazione della medesima disposizione di legge, il primo nella
qualit di impiegato alle dipendenze del Consorzio di Bonifica Integrale Area dello Stretto
che ai sensi dellart. 59 del R.D. 13 febbraio 1933 n. 215, e dellart. 862 del codice civile, ha
personalit giuridica pubblica e rientra, ai sensi della legge regionale 23 luglio 2003 n. 11
tra gli enti pubblici a struttura associativa, retti dal principio dellautogoverno -, quindi di
pubblico ufficiale o, comunque, di incaricato di pubblico servizio nella disponibilit del bene,
laltro di extraneus istigatore consapevole, usavano lautovettura CS447ML di servizio in
dotazione allente per circolare in citt per ragioni private e personali, con ci
appropriandosi del carburante, che consumavano per fini personali, distraendo lautovettura
dalle funzioni proprie dellufficio.
Con laggravante prevista dallart. 7 L. 12 luglio 1991, n. 203, essendo il fatto
avvenuto per motivi di mafia ovvero al fine di agevolare lattivit dellassociazione di
appartenenza.
l. dei delitti p. e p. dagli artt. 81, comma 2, 110, 353, comma 1, c.p. e 629, comma 2, in
relazione allart. 628, comma 3, nn. 1 e 3, 61, n. 7, c.p. e 7 L. 12 luglio 1991, n. 203, in
concorso tra loro e con BUDA Francesco, BUDA Santo e TRIPEPI Anna Maria (in relazione
ai quali si procede separatamente), con pi azioni esecutive del medesimo disegno criminoso,
poste in essere anche in tempi diversi in violazione di diverse disposizioni di legge, nella loro
qualit di esponenti della cosca BUDA - IMERTI, con violenza e con la minaccia derivante
dalla loro riconosciuta e nota appartenenza mafiosa turbavano le aste giudiziarie che si
svolgevano presso il Tribunale ufficio esecuzioni immobiliari di Reggio Calabria;
in particolare:
1. turbavano lasta del 29 (o 23) novembre 2005, avente ad oggetto beni immobili
(abitazioni e locali commerciali) con sede in Villa San Giovanni provenienti dal fallimento
Tortorella, e ne allontanavano i possibili offerenti pure se affiliati ad altre cosche
ancorch vicine ma con sfera dinfluenza in altre aree territoriali (come Cambareri
Domenico);
dallesame della documentazione acquisita si accertava, peraltro, che lavvocato
Anna Maria TRIPEPI, moglie di GRILLO BRANCATI Vitaliano, costantemente in contatto
con gli altri coindagati, si aggiudicava, in rappresentanza di altre persone (aggiudicazione
per persona da nominare) tranne che per un immobile, complessivamente 17 lotti, cos
suddivisi:
BARBIERI Domenico, nr. 5 appartamenti;
TRIPEPI Anna Maria, ununit immobiliare adibita a negozio;
GRILLO BRANCATI Vitaliano, marito dellavvocato TRIPEPI, nr. 5
appartamenti;
MARTELLO Lidia, convivente di PASSALACQUA Domenico, un locale adibito a
negozio;
BUDA Francesco, fratello di BUDA Pasquale, un locale adibito a negozio;
BUDA Giuseppe, figlio di BUDA Santo, Sorvegliato Speciale della P.S., nr. 2
appartamenti;
BUDA Massimo, figlio di BUDA Santo, Sorvegliato Speciale della P.S., nr. 1
appartamento;
2. turbavano lasta del 16 ottobre 2007 che si rendeva indispensabile per rimettere
in vendita i cinque immobili che si era aggiudicato il Barbieri nel suddetto fallimento
Tortorella, non consolidando per lacquisto per mancato pagamento del saldo dovuto nei
termini perentori di legge (23 luglio 2006), allontanando in tempi diversi altri possibili
offerenti (tale Diego Fedele prima, vicino ai Bellocco ed ai Cacciola di Rosarno, e tale avv.
Alberto Barbaro, successivamente);
in particolare, alludienza del 16 ottobre 2007 lavvocato Anna Maria TRIPEPI si
aggiudicava i seguenti beni allasta, per il valore a fianco di ciascuno indicato:
LOTTO nr. 6 : riportato nel NCEU al foglio 1 particella 380 sub 17. cat. a/3, per
il prezzo di Euro 52.400,00;
LOTTO NR. 7: riportato nel NCEU al foglio 1 particella 380 SUB 18 Cat. A/3, per
il prezzo di Euro 60.050,00;
LOTTO NR.11: riportato nel NCEU al foglio 1 particella 380 SUB 12 Cat. A/3,
per il prezzo di Euro 50.280,00;
LOTTO NR.12: riportato nel NCEU al foglio 1 particella 380 SUB 19 Cat. A/3,
per il prezzo di Euro 52.890,00;
LOTTO NR. 17: riportato nel NCEU al foglio 1 particella 380 SUB 14 Cat. A/3,
per il prezzo di Euro 42.130,00;
beni, corrispondenti a quelli della prima aggiudicazione a favore del BARBIERI,
in data 13 dicembre 2007, che venivano trasferiti a questultimo, avendo lavvocato
TRIPEPI Anna Maria, in data 16 ottobre 2007, depositato presso la Cancelleria
dellesecuzione immobiliare del Tribunale di Reggio Calabria, dichiarazione di nomina e
mandato speciale conferito da BARBIERI Domenico, per conto del quale aveva effettuato
lofferta e che a sua volta corrispondeva somme di denaro a IMERTI Antonino, a BUDA
Pasquale ed a PASSALACQUA Domenico;
condotte quelle appena descritte poste in essere con lo specifico fine del
conseguimento di un ingiusto profitto a favore dei beneficiari degli acquisti immobiliari
prima riportati con pari danno di rilevante gravit a carico degli esclusi ed al fine di
agevolare lattivit della cosca di appartenenza, quale preminente articolazione
territoriale della ramificata organizzazione criminale di tipo mafioso denominata
ndrangheta, oltre che avvalendosi delle condizioni previste dallart. 416bis c.p., atteso
il comportamento oggettivamente idoneo ad esercitare una particolare coartazione
psicologica sulle persone in quanto dotato dei caratteri propri dell'intimidazione derivante
dallassociazione di tipo mafioso ed armata - per avere la immediata disponibilit, per il
conseguimento delle finalit dellassociazione, di armi e materie esplodenti anche
occultate o tenute in luogo di deposito - presente ed operante in prevalenza sul territorio
nazionale prima indicata.
Per IMERTI Antonino e BUDA Pasquale con la recidiva specifica, ex art. 99, comma 2, n. 1,
c.p., e reiterata, ex art. 99, comma 4, n. 1,c.p., come sostituito dallart. 4 della L. 5 dicembre 2005,
n. 251.
Per BARBIERI Domenico con la recidiva specifica, ex art. 99, comma 2, n. 1, c.p., come
sostituito dallart. 4 della L. 5 dicembre 2005, n. 251.
m. del delitto p. e p. dagli artt. 110 e 416bis, commi 1, 2, 3, 4, 5, 6 ed 8, c.p. perch, pur non
inserito stabilmente nella struttura organizzativa dellassociazione di tipo mafioso ed armata
- per avere la immediata disponibilit, per il conseguimento delle finalit dellassociazione, di
armi e materie esplodenti anche occultate o tenute in luogo di deposito - presente ed operante
in prevalenza sul territorio nazionale denominata ndrangheta ed in particolare della sua
articolazione territoriale denominata cosca IMERTI in quanto privo dellaffectio societatis
tipico degli intranei alla predetta organizzazione di tipo mafioso, i cui affiliati si avvalgono
della forza di intimidazione del relativo vincolo associativo e della condizione di
assoggettamento e di omert che ne deriva:
per commettere una serie indeterminata di condotte delittuose, tra le quali numerose
poste in essere contro il patrimonio e la Pubblica Amministrazione;
per acquisire direttamente o per interposta persona la gestione o, comunque, il
controllo di attivit economiche (finanziate in tutto o in parte con il prezzo, il
prodotto, o il profitto di delitti), di concessioni, di autorizzazioni, appalti e servizi
pubblici;
per realizzare profitti o vantaggi ingiusti per i sodali, per i concorrenti esterni o per
altri, attraverso non solo la partecipazione diretta alle attivit economiche di
In provincia di Reggio Calabria (Catona, Villa San Giovanni), dal giugno 2005.
n. dei delitti p. e p. dagli artt. 81, comma 2, 110, 424, comma 1, c.p. e 56, 629, comma 2, in
relazione allart. 628, comma 3, nn. 1 e 3, 61, n. 7, c.p. e 7 L. 12 luglio 1991, n. 203 perch,
in concorso tra loro e con ALVARO Cosimo, MORFEA Rocco (deceduto), ITALIANO
Giuseppeantonio (deceduto) (in relazione ai quali si procede separatamente) con pi azioni
esecutive del medesimo disegno criminoso, poste in essere anche in tempi diversi in violazione
di diverse disposizioni di legge, tutti in qualit di esponenti di consorterie mafiose, con le
seguenti condotte:
istigando VERDUCI Vincenzo, quale soggetto interessato allacquisto di almeno 2000
mq di terreno agricolo da GUADAGNINO Giuseppe, a porre in essere le condotte
delittuose, in pregiudizio di questultimo e del di lui suocero BUCETO Vincenzo, di cui
appresso;
avallando ALVARO Cosimo loperazione estorsiva, atteso che opportunamente
interpellato dai fratelli GUADAGNINO, a seguito dei danneggiamenti di cui appresso,
nulla disponeva affinch si cessasse lazione intimidatoria (di cui appresso) intraprese
da ALVARO Nicola e dal genero di questultimo MORFEA Rocco, inseriti nello
schieramento da lui capeggiato;
deliberando ALVARO Cosimo che si spendesse il suo nome verso i responsabili
affinch le operazioni negoziali miranti al conseguimento della cessione dei terreni in
questione a beneficio del VERDUCI si effettuassero nella misura e nella maniera pi
equa (ovvero in condizioni e dimensioni non particolarmente svantaggiose per
Guadagnino);
invitando ITALIANO Giuseppe Antonio ed ITALIANO Giasone (padre e figlio),
influenti soggetti di ndrangheta nella zona dinteresse, inizialmente il GUADAGNINO
a cedere il terreno di cui sopra, non senza la larvata minaccia di ITALIANO Giasone
che in mancanza vi sarebbero state conseguenze pregiudizievoli (con il caldo, qua il
trattore o una scintilla) quale chiara allusione agli atti intimidatori poi verificatisi e
di cui gli stessi sono da ritenersi corresponsabili a titolo di concorso morale,
In Scido (RC), da data anteriore e prossima al 30 ottobre 2006 ad epoca prossima al 9 novembre
06.
Per ALVARO Nicola e RUGOLO Domenico con la recidiva specifica, ex art. 99, comma 2, n.
1, c.p., e reiterata, ex art. 99, comma 4, n. 1,c.p., come sostituito dallart. 4 della L. 5 dicembre
2005, n. 251.
Per VERDUCI Vincenzo con la recidiva specifica, ex art. 99, comma 2, n. 1, c.p., e reiterata,
ex art. 99, comma 4, n. 1,c.p., come sostituito dallart. 4 della L. 5 dicembre 2005, n. 251).
o. dei delitti p. e p. dagli artt. 81, comma 2, 110, 353, comma 1, 629, comma 2, in relazione
allart. 628, comma 3, nn. 1 e 3, 61, n. 7, c.p. e 7 L. 12 luglio 1991, n. 203, in concorso tra
loro e con CAMBARERI Domenico, MORDA Antonino e FOTIA Gregorio (in relazione ai
quali si procede separatamente), con pi azioni esecutive del medesimo disegno criminoso,
poste in essere anche in tempi diversi in violazione di diverse disposizioni di legge, nella loro
qualit di esponenti dellassociazione di tipo mafioso ed armata - per avere la immediata
disponibilit, per il conseguimento delle finalit dellassociazione, di armi e materie
esplodenti anche occultate o tenute in luogo di deposito - presente ed operante in prevalenza
sul territorio nazionale denominata ndrangheta, su richiesta e sollecitazione di CRISALLI
Antonio interessato a ritornare nel possesso degli immobili sottrattigli con il fallimento
Crisalli-Siracusa, con violenza e con la minaccia derivante dalla loro riconosciuta e nota
appartenenza mafiosa turbavano le aste giudiziarie che si svolgevano presso il Tribunale
Ufficio esecuzioni immobiliari di Reggio Calabria;
in particolare:
CRISALLI Antonino faceva intervenire, ottenendo il loro intervento, LE PERA Santo
Fortunato e RUGOLINO Giovanni, quali responsabili di ndrangheta dellarea di
Catona, Francesco RODA, quale responsabile di ndrangheta per larea di Gallico,
soggetti non identificati quali esponenti di ndrangheta di Archi per larea di Reggio
Calabria, affinch venissero allontanati, per ciascun area territoriale, tutti i possibili
offerenti dallasta giudiziaria del 20 febbraio 2007, avente ad oggetto beni immobili
provenienti dal fallimento dei cognati Crisalli-Siracusa;
CRISALLI Antonino faceva altres intervenire ALVARO Cosimo per impedire la
partecipazione alla suddetta asta di ogni altro possibile offerente di Reggio Calabria
citt ed in particolare di Gioacchino Campolo, il personaggio maggiormente temuto
per la sua notoria capacit finanziaria: dalla documentazione acquisita emergeva che,
effettivamente, CAMPOLO Gioacchino aveva partecipato allasta attraverso una
propria societ denominata G.R.I.D.A. Gestione Ricostruzioni Immobili Decorazioni
Artistiche S.r.L., di cui lo stesso risulta socio, senza comunque aggiudicarsi
lacquisto di alcun lotto (il giorno dellasta (20.02.2007) CRISALLI Antonino,
attraverso la figlia CRISALLI Claudia, si aggiudicava lacquisto degli immobili siti in
Gallico relativi ai lotti 3, 4, 6, mentre, attraverso la figlia CRISALLI Cristina il lotto
7, tutti menzionati nel verbale di udienza del 20 febbraio 2007 del Tribunale di Reggio
Calabria Ufficio Esecuzioni Immobiliari);
in relazione allaggiudicazione dellabitazione del Siracusa, sita in Reggio
Calabria, la stessa avveniva a favore della Fabit s.r.l. con sede in Bovalino (attraverso
il suo rappresentante legale Gallo) ma per conto di Mord Antonino, il quale era
intervenuto a sua volta allasta, conseguendo la suddetta aggiudicazione, per via della
preventiva approvazione mafiosa di CAMBARERI Domenico: in ordine alla vicenda
dellacquisto allasta dellabitazione del Siracusa si registrava la contrapposizione tra
Le Pera Santo Fortunato e Rugolino Giovanni, dalla parte del Siracusa, e Cambareri
Domenico, dalla parte del Mord, vicenda in cui era intervenuto circa un mese prima
dellasta anche FOTIA Gregorio che aveva accompagnato il CRISALLI a Bovalino per
portare la prima ambasciata di mafia al MORDA affinch non partecipasse allasta
(in data 10.03.2007, si registrava la presentazione di ricorso da parte dellAvv.
GIORDANO nei confronti della societ aggiudicataria Fabit s.r.l., per conto di
CAMBRIA Ermanno e GIORDANO Nicole Paola che in data 15.03.2007, venivano
accolti dal Giudice delegato al fallimento, a cui conseguiva la sospensione
dellefficacia esecutiva dellaggiudicazione dei lotti nr. 1 e 2, disposta in favore della
societ [Link].T. S.r.l. e la fissazione di unulteriore udienza per la comparizione
delle parti alla data del 03 aprile 2007);
i. il CRISALLI, in ordine allasta giudiziaria dellabitazione del cognato, rimessasi in
moto per quanto sopra evidenziato:
o attivava lintervento mafioso di Santo LE PERA verso lavv. GIORDANO, al
fine di dissuadere dallacquisto i ricorrenti intervenuti allasta da lui
rappresentati;
o sollecitava nuovamente lintervento di Cosimo ALVARO il quale mandava un
ambasciata al Mord perch non persistesse, oltre il provvedimento di
sospensione dellefficacia dellaggiudicazione di cui sopra, nei suoi propositi di
acquisto allasta e si rassegnasse per converso alla futura revoca
dellaggiudicazione a favore della [Link].T. s.r.l. operante per suo conto (lasta
del 3 aprile non si teneva e nelle more delle udienze dasta successive, nella
prima delle quali fissata per il mese di novembre 2007 veniva revocata
laggiudicazione alla FABIT s.r.l., il bene conteso veniva venduto a privati, i
creditori pagati e la procedura esecutiva dichiarata estinta (aprile 2004);
condotte quelle appena descritte poste in essere con lo specifico fine del
conseguimento di un ingiusto profitto a favore dei beneficiari degli acquisti immobiliari
prima riportati con pari danno di rilevante gravit a carico degli esclusi ed al fine di
agevolare lattivit della cosca di appartenenza, quale preminente articolazione
territoriale della ramificata organizzazione criminale di tipo mafioso denominata
ndrangheta, oltre che avvalendosi delle condizioni previste dallart. 416bis c.p.,
atteso il comportamento oggettivamente idoneo ad esercitare una particolare coartazione
psicologica sulle persone in quanto dotato dei caratteri propri dell'intimidazione
derivante dallassociazione di tipo mafioso ed armata - per avere la immediata
disponibilit, per il conseguimento delle finalit dellassociazione, di armi e materie
In Reggio Calabria e territori vicini (Catona, Gallico, Bovalino), da data anteriore e prossima al
20 febbraio 2007 allaprile 2008.
Per RUGOLINO Giovanni e RODA Francesco con la recidiva specifica, ex art. 99, comma 2,
n. 1, c.p., e reiterata, ex art. 99, comma 4, n. 1,c.p., come sostituito dallart. 4 della L. 5 dicembre
2005, n. 251.
Per LE PERA Santo con la recidiva specifica, ex art. 99, comma 2, n. 1, c.p., come sostituito
dallart. 4 della L. 5 dicembre 2005, n. 251.
Per ALVARO Cosimo con la recidiva specifica, ex art. 99, comma 2, n. 1, c.p., come sostituito
dallart. 4 della L. 5 dicembre 2005, n. 251.
Per CRISALLI Antonino con la recidiva semplice, ex art. 99, comma 1, c.p., come sostituito
dallart. 4 della L. 5 dicembre 2005, n. 251.
p. del delitto p. e p. dagli artt. 81, comma 2, 110, 629, comma 2, in relazione allart. 628, comma
3, nn. 1 e 3, 61, n. 7, c.p. e 7 L. 12 luglio 1991, n. 203 perch, in concorso con e BARBIERI
Domenico (in relazione al quale si procede separatamente), con pi azioni esecutive del
medesimo disegno criminoso, poste in essere anche in tempi diversi in violazione della
medesima disposizione di legge, il primo in qualit di capo cosca di Melia di Scilla, laltro
quale ambasciatore del titolare della ditta appaltatrice e mediatore di ndrangheta verso il
capo cosca, costringendo il titolare della ditta LOPRETE Costruzioni SAS di Giuseppe
LOPRETE & C., con sede in Taurianova, aggiudicataria dei lavori di adeguamento,
ristrutturazione e manutenzione della S.P. Melia-Nocellari a pagare a titolo di tangente
estorsiva e quindi come condizione per poter effettuare i lavori una somma di denaro pari a
venti milioni di lire in luogo dei 25 milioni di lire inizialmente richiesti a seguito della
mediazione del BARBIERI - procuravano a s o ad altri un ingiusto profitto pari alla somma
pretesa con pari danno di rilevante gravit a carico del LO PRETE,
condotta posta in essere al fine di agevolare lattivit della cosca di appartenenza,
quale preminente articolazione territoriale della ramificata organizzazione criminale di tipo
mafioso denominata ndrangheta, oltre che avvalendosi delle condizioni previste dallart.
416bis c.p., atteso il comportamento oggettivamente idoneo ad esercitare una particolare
coartazione psicologica sulle persone in quanto dotato dei caratteri propri dell'intimidazione
derivante dallassociazione di tipo mafioso ed armata - per avere la immediata disponibilit,
per il conseguimento delle finalit dellassociazione, di armi e materie esplodenti anche
occultate o tenute in luogo di deposito - presente ed operante in prevalenza sul territorio
nazionale prima indicata.
In Melia di Scilla e territori vicini, in data successiva e prossima al 22 febbraio 2005 (data di
stipula del contratto di appalto))
FAVARA Gianluca
(capo v) della rubrica oggetto di valutazione in sede cautelare)
q. del delitto p. e p. dagli artt. 81, comma 2, 629, comma 2, in relazione allart. 628, comma 3,
nn. 1 e 3, 61, n. 7, c.p. e 7 L. 12 luglio 1991, n. 203 perch, con pi azioni esecutive del
medesimo disegno criminoso, poste in essere anche in tempi diversi in violazione della
medesima disposizione di legge, quale esponente di ndrangheta, praticando con metodi
mafiosi, ovvero con la minaccia e violenza promanante dalla spendita della sua appartenenza
mafiosa, una costante attivit estorsiva in pregiudizio di MERCURI Domenico, titolare della
pizzeria Il vecchio mattone, sita in Rosarno, obbligandolo a pagare per mesi somme di
denaro a titolo di tangente, procurava a s o ad altri un ingiusto profitto pari alla somma
pretesa con pari danno di rilevante gravit a carico dellestorto,
condotta posta in essere al fine di agevolare lattivit della cosca di appartenenza,
quale preminente articolazione territoriale della ramificata organizzazione criminale di tipo
mafioso denominata ndrangheta, oltre che avvalendosi delle condizioni previste dallart.
416bis c.p., atteso il comportamento oggettivamente idoneo ad esercitare una particolare
coartazione psicologica sulle persone in quanto dotato dei caratteri propri dell'intimidazione
derivante dallassociazione di tipo mafioso ed armata - per avere la immediata disponibilit,
per il conseguimento delle finalit dellassociazione, di armi e materie esplodenti anche
occultate o tenute in luogo di deposito - presente ed operante in prevalenza sul territorio
nazionale prima indicata.
r. del delitto p. e p. dagli artt. 81, comma 2, 110 c.p., 12quinquies L. 7 agosto 1992 n. 356 e 7 L.
12 luglio 1991, n. 203 perch, in concorso tra loro e con BUETI Natale (per il quale si
proceduto separatamente) e PALERMO Rosa Immacolata (per la quale si procede
separatamente), con pi azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, poste in essere
anche in tempi diversi in violazione della medesima disposizione di legge, ALVARO Cosimo
attribuiva fittiziamente agli altri, che consapevolmente ne accettavano lintestazione, la
titolarit e la gestione della casa di cura Villa Speranza, con sede in Reggio Calabria, al
fine di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali;
in particolare, ALVARO Cosimo continuava:
di fatto, quale socio e gestore occulto della predetta casa di cura, ad incamerare gli
utili rivenienti dallattivit commerciale e dallincremento di valore dellazienda per
effetto dei reinvestimenti di parte dei predetti;
condotte poste in essere al fine di agevolare lattivit della cosca ALVARO di
Sinopoli, quale preminente articolazione territoriale della ramificata organizzazione criminale
di tipo mafioso denominata ndrangheta, oltre che avvalendosi delle condizioni previste
dallart. 416bis c.p., atteso il comportamento oggettivamente idoneo ad esercitare una
particolare coartazione psicologica sulle persone in quanto dotato dei caratteri propri
dell'intimidazione derivante dallassociazione di tipo mafioso ed armata - per avere la
immediata disponibilit, per il conseguimento delle finalit dellassociazione, di armi e
materie esplodenti anche occultate o tenute in luogo di deposito - presente ed operante in
prevalenza sul territorio nazionale prima indicata.
Per ALVARO Cosimo con la recidiva specifica, ex art. 99, comma 2, n. 1, c.p., come sostituito
dallart. 4 della L. 5 dicembre 2005, n. 251).
s. del delitto p. e p. dagli artt. 81, comma 2, 110 c.p., 12quinquies L. 7 agosto 1992 n. 356 e 7 L.
12 luglio 1991, n. 203 perch, in concorso tra loro e con BUETI Natale (in relazione al quale
si proceduto separatamente), con pi azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, poste
in essere anche in tempi diversi in violazione della medesima disposizione di legge, ALVARO
Per ALVARO Cosimo con la recidiva specifica, ex art. 99, comma 2, n. 1, c.p., come sostituito
dallart. 4 della L. 5 dicembre 2005, n. 251.
Per MAZZITELLI Salvatore con la recidiva specifica, ex art. 99, comma 2, n. 1, c.p., e
reiterata, ex art. 99, comma 4, n. 1,c.p., come sostituito dallart. 4 della L. 5 dicembre 2005, n.
251.
t. del delitto p. e p. dagli artt. 81, comma 2, 110 c.p., 12quinquies L. 7 agosto 1992 n. 356 e 7 L.
12 luglio 1991, n. 203 perch, in concorso tra loro e con COTRONEO Gianluca (a carico del
quale si proceduto separatamente) e COTRONEO Maria Elena (a carico della quale si
procede separatamente), con pi azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, poste in
essere anche in tempi diversi in violazione della medesima disposizione di legge, ALVARO
Cosimo attribuiva fittiziamente agli altri, che consapevolmente ne accettavano lintestazione,
la titolarit e la gestione del Pub Old Gallerys s.r.l., con sede in Reggio Calabria al fine di
eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali;
in particolare, ALVARO Cosimo continuava:
di fatto, quale socio e gestore occulto del predetto esercizio pubblico, ad
incamerare gli utili rivenienti dallattivit commerciale e dallincremento di valore
dellazienda per effetto dei reinvestimenti di parte dei predetti;
condotte poste in essere al fine di agevolare lattivit della cosca ALVARO di
Sinopoli, quale preminente articolazione territoriale della ramificata organizzazione
criminale di tipo mafioso denominata ndrangheta, oltre che avvalendosi delle
condizioni previste dallart. 416bis c.p., atteso il comportamento oggettivamente idoneo
ad esercitare una particolare coartazione psicologica sulle persone in quanto dotato
dei caratteri propri dell'intimidazione derivante dallassociazione di tipo mafioso ed
armata - per avere la immediata disponibilit, per il conseguimento delle finalit
dellassociazione, di armi e materie esplodenti anche occultate o tenute in luogo di
deposito - presente ed operante in prevalenza sul territorio nazionale prima indicata.
In Reggio Calabria, dal 13 giugno 07 (data di costituzione della societ) al 21 ottobre 2009.
Per ALVARO Cosimo con la recidiva specifica, ex art. 99, comma 2, n. 1, c.p., come sostituito
dallart. 4 della L. 5 dicembre 2005, n. 251.
(FAVARA Gianluca
(capo aa) della rubrica oggetto di valutazione in sede cautelare)
u. del delitto p. e p. dagli artt. 110 c.p., 10 e 12 L. 14 ottobre 1974, n. 497 e 7 L. 12 luglio 1991,
n. 203 perch, in concorso con altri soggetti non ancora identificati, al fine di agevolare
lattivit della cosca di appartenenza quale preminente articolazione territoriale della
ramificata organizzazione criminale di tipo mafioso denominata ndrangheta , deteneva
illegalmente a qualsiasi titolo e portava in luogo pubblico o aperto al pubblico unarma non
meglio identificata in perfetto stato di conservazione, fornita di caricatore contenente almeno
venti colpi, da considerare arma da guerra atta allimpiego dotata del relativo
munizionamento.
(ALVARO Cosimo
(capo bb) della rubrica oggetto di valutazione in sede cautelare)
v. del delitto p. e p. dagli artt. 81, comma 2, 110 c.p., 10, 12 e 14 L. 14 ottobre 1974, n. 497 e 7
L. 12 luglio 1991, n. 203 perch, in concorso con FAVARA Gianluca e IMBALZANO
Leonardo (a carico dei quali si procede separatamente), con pi azioni esecutive del
medesimo disegno criminoso, poste in essere anche in tempi diversi in violazione di diverse
disposizioni di legge, al fine di agevolare lattivit della cosca ALVARO quale preminente
articolazione territoriale della ramificata organizzazione criminale di tipo mafioso
denominata ndrangheta , lIMBALZANO portava in luogo pubblico o aperto al pubblico
in visione agli altri correi, che la detenevano illegalmente a qualsiasi titolo unitamente al
primo, unarma non meglio identificata in perfetto stato di conservazione, fornita di
caricatore contenente almeno quattro colpi, da considerare arma comune da sparo atta
allimpiego dotata del relativo munizionamento.
Per ALVARO Cosimo con la recidiva specifica, ex art. 99, comma 2, n. 1, c.p., come sostituito
dallart. 4 della L. 5 dicembre 2005, n. 251).
OSSERVA
che alle ore 20.00 circa del 18 febbraio 2008, in Pellaro - via Torrente Filici II allinterno
dellabitazione di propriet di DATTOLA Maria Cristina [ nata Reggio Calabria il 9 novembre
1954, ivi residente in via SS. 106 III tratto nr. 351]1, personale della locale Sezione Anticrimine
del Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri poneva fine alla ventennale latitanza di
CONDELLO Pasquale.
Nelloccorso veniva tratto in arresto, nella flagranza del reato, BARILLA Giovanni,
unitamente a CONDELLO Giandomenico e CHILA Antonino, resisi responsabili, a vario titolo,
del delitto di favoreggiamento personale e procurata inosservanza di pena aggravata dallart. 7 della
legge nr. 203 del 1990. Inoltre, si procedeva al sequestro di una pistola marca Walter cl. 7.65 con
matricola abrasa, completa di due caricatori e complessivi 16 colpi, rinvenuta nella disponibilit del
CONDELLO stesso nonch numerosi oggetti di valore (anelli con brillanti, accendini di oro ecc.
ecc.), nonch copiosa documentazione cartacea, refertata con informativa pari numero.
Le acquisizioni investigative, sviluppate durante lintero percorso investigativo,
consentivano dindividuare una parte dei favoreggiatori che, per anni, aveva fornito, a vario titolo,
supporto al latitante (vedi informativa datata 11 marzo 2008 e seguenti).
Una volta conseguito il risultato prioritario della cattura del latitante, per, la rilettura
complessiva delle risultanze dellindagine denominata dai Carabinieri del ROS Meta, integrata
da quelle di altri procedimenti trattati da questo Ufficio, consentiva di ricostruire un quadro assai
pi vasto della composizione delle principali cosche della citt di Reggio e delle zone limitrofe e
dei loro complessi ed articolati rapporti.
Da tale analisi emergono, a parere di questUfficio, gravi indizi di colpevolezza a carico
delle persone indicate in epigrafe per il reato di cui allart. 416 bis c.p. oltre che per una serie di
reati specifici.
Gli elementi da cui sono tratti i gravi indizi di colpevolezza posti a fondamento della
presente domanda cautelare provengono, come gi evidenziato, dalle numerose intercettazioni
svolte nel corso della lunga attivit di indagine: ci impone alcune precisazioni in ordine al
metodo utilizzato dalla Autorit di Polizia Giudiziaria procedente nel corso dellascolto delle
conversazioni oggetto di interesse.
In particolare occorre sottolineare gli aspetti legati alla identificazione degli interlocutori,
alla comprensione del captato, nonch alla preliminare valutazione, sotto il profilo argomentativo
ed indiziario, delle stesse.
In relazione al primo aspetto, quello della identificazione degli interlocutori, i risultati
conseguiti sono stati assicurati tanto dalla titolarit e dalla disponibilit del mezzo intercettato da
parte degli indagati (apparati telefonici identificati per scheda telefonica, ovvero per numero IMEI,
automobili utilizzate, ecc.), sia con riferimento alle notizie fornite dai medesimi circa lidentit
degli interlocutori durante le conversazioni;
dati conoscitivi opportunamente sviluppati e confrontati con gli esiti dei servizi
complementari di osservazione e pedinamento compiuti dagli investigatori che hanno in pi
occasioni condotto al pieno riscontro di quanto narrato o intercettato.
La puntuale combinazione di tutti questi elementi, o anche solo di alcuni di essi, ha
consentito di conferire adeguato valore di affidabilit al riconoscimento vocale effettuato dagli
operanti che, adusi alla voce dei conversanti, sono stati in grado di procedere alla certa
identificazione degli interlocutori.
Le conversazioni, inoltre, sono caratterizzate da un contenuto chiaro ed intelligibile, tali da
essere perci comprese nel loro effettivo significato senza ricorrere ad operazioni ermeneutiche
dagli oscuri percorsi.
1 Labitazione era stata data in locazione, mediante contratto di affitto regolarmente registrato, a CHILA Antonino [ nato
a Melito Porto Salvo il 26 agosto 1966, residente Reggio Calabria, Frazione Pellaro via Rimembranze nr. 27,
commerciante], tratto in arresto, in flagranza di reato, in relazione al delitto di favoreggiamento personale, procurata
inosservanza di pena e detenzione illegale di arma da fuoco in concorso.
In generale.
A fondamento della presente richiesta vi sono una serie di attivit tecniche oltre che di
intercettazione tra presenti richieste, autorizzate, disposte e compiutamente effettuate nel presente
procedimento.
Preme evidenziare, a tal proposito, la natura di vera e propria confessione extragiudiziale
degli elementi provenienti dalle intercettazioni, in generale, ed ambientali in particolare.
Tale natura, invero, consente di attribuire alle stesse piena validit non solo nei confronti
del soggetto che parla (contra se) ma anche, in presenza di ulteriori elementi, nei confronti di
soggetto non direttamente coinvolto nella conversazione captata (contra alios).
In questa seconda ipotesi, peraltro, deve essere allontanata la tentazione di ricondurre all
interno dellistituto della chiamata in correit della dichiarazione captata la quale compia
riferimento ad azioni da attribuire a persona diversa dal dichiarante; appare evidente, infatti, la
diversit di contesto in cui agisce il mezzo di ricerca della prova e, di conseguenza, la diversa
genesi della corrispondente fonte di prova.
In presenza di fonte di prova proveniente da intercettazione ambientale o di altra natura,
invero, ci che occorre verificare, al fine di stabilire la credibilit intrinseca ed estrinseca, la
presenza contestuale di quattro componenti:
- spontaneit della dichiarazione;
- verosimiglianza del narrato;
- completezza espositiva;
- consistenza ed univocit interpretativa.
sufficiente, pertanto, al fine di valutare le risultanze di una attivit di intercettazione, non
solo quale mero grave indizio a fini cautelari, ma anche e soprattutto quale prova storica o
rappresentativa, verificare che:
- la captazione attenga a conversazioni genuine perch colte mentre i soggetti non potevano
minimamente sospettare di essere sottoposti ad una attivit investigativa posta in essere con tali
modalit e dunque ascoltati nella pienezza della loro attivit criminosa peraltro spontaneamente
riferita;
- oggetto dellattivit di ascolto non siano attivit meramente fittizie, ma reali; dato
acquisibile mediante tutta lattivit di riscontro, a cui attribuire funzione storicizzante, da porre in
essere contestualmente a quella primaria-acquisitiva di intercettazione;
- dalle medesime intercettazioni sia possibile acquisire elementi tendenzialmente completi
che consentano la precisa ricostruzione della dinamica di ogni singolo episodio criminoso oltre a
consentire una interpretazione dello stesso di carattere assolutamente univoco.
Giova evidenziare, per completezza, che tale impostazione trova conferma implicita in
alcune pronunce della Suprema Corte la quale ha ritenuto legittima, ai fini dell'emissione di
provvedimento cautelare, l'utilizzazione di intercettazioni ambientali contenenti confessioni
extragiudiziali, anche se le relative trascrizioni non sono integralmente depositate (nella specie,
per ragioni di riservatezza, inerenti sia alle ulteriori indagini in corso, sia a rapporti personali del
soggetto, estranei ad esse) (Cass. Pen., sez. I, sent. n. 01437 del 01/04/1992 - 12/05/1992).
Tale orientamento, infatti, seppure riguardante la legittimit dellutilizzazione di
intercettazioni ambientali, le cui trascrizioni non siano state integralmente depositate, nel compiere
un esplicito riferimento al contenuto delle intercettazioni stesse qualifica lo stesso quale
confessione extragiudiziale;
prendendo le mosse da tale assunto, invero, appare assolutamente rispettata la ratio di fondo
del mezzo di ricerca della prova attivato nel caso di specie, dovendosi individuare la stessa nella
possibilit, previo provvedimento autorizzativo del Giudice per le Indagini Preliminari, di
ascoltare le dichiarazioni spontanee effettuate dalle persone di interesse investigativo che, per la
natura del loro contenuto, ove riferite in altra sede non assumerebbero altro che la veste di
confessione vera e propria.
Occorre osservare, ancora, conformemente a consolidato indirizzo giurisprudenziale della
Suprema Corte, che nel procedimento "de libertate", la valutazione del contenuto e dei risultati
delle intercettazioni telefoniche e del significato delle espressioni usate anche dagli interlocutori
costituiscono accertamento di fatto, riservato al giudice del merito e insindacabile in sede di
legittimit, se sostenuto da motivazione congrua e logica. (La Corte nella specie ha ritenuto
sufficiente l'indizio raccolto attraverso intercettazioni telefoniche che documentano, in modo
genuino e originario, fatti e dichiarazioni, all'insaputa degli interlocutori, costitutivi della
probabile colpevolezza in ordine al reato di cui all'articolo 416 cod. pen.) (Cass. Pen., sez. V,
sent. n. 06350 del 16/02/2000 (CC.22/12/1999).
Di assoluto rilievo, infine, ed in alcun modo indebolita dalle modifiche normative introdotte
dalla legge 1 marzo 2001, n. 63, appare la impostazione che segue, secondo la quale la rigorosa
disciplina predisposta dal legislatore per assicurare la legalit dell'acquisizione e la genuinit ed
attendibilit dei dati raccolti attraverso le intercettazioni di conversazioni o comunicazioni, viene
in rilievo esclusivamente con riferimento al giudizio finale sulla responsabilit dell'imputato e non
trova pertanto applicazione nel procedimento cautelare, in cui a legittimare l'imposizione di una
misura che limita la libert della persona sottoposta ad indagini basta il concorso di gravi indizi,
ai sensi dell'art. 273, comma primo, cod. proc. pen.; poich tali indizi, a differenza di quelli
indicati nell'art. 192, comma secondo, cod. proc. pen., a cui non viene compiuto alcun
riferimento neanche dalla nuova formulazione dellart. 273 c.p.p. a seguito delle modifiche
legislative appena ricordate, possono consistere in qualsiasi elemento che, in concreto, risulti
fortemente indicativo della probabile colpevolezza di un soggetto in relazione ad una precisa
fattispecie criminosa, anche le fonti dalle quali essi provengono possono essere le pi svariate e
tutte valide, con l'unico limite che non derivino da un'attivit compiuta in spregio di specifici
divieti normativi, essendo ovvio che l'illiceit del mezzo riverbera i suoi effetti sul risultato,
infirmandolo, ancorch utile alla prosecuzione delle indagini; l'unico limite, pertanto, alla
utilizzazione degli esiti delle intercettazioni telefoniche nella fase delle indagini preliminari e'
rappresentato dal dettato dell'art. 266 cod. proc. pen., che, ponendo una regola di portata
generale, prevede i casi, tassativamente elencati, in cui le intercettazioni sono consentite (Cass.
Pen., sez. I, sent. n. 00682 del 27/03/1995).
Indirizzo giurisprudenziale rafforzato di recente dalla Suprema Corte la quale ha ribadito
che gli indizi raccolti nel corso delle intercettazioni telefoniche possono costituire fonte diretta di
prova della colpevolezza dell'imputato e non devono necessariamente trovare riscontro in altri
elementi esterni, qualora siano: a) gravi, cioe' consistenti e resistenti alle obiezioni e quindi
attendibili e convincenti; b) precisi e non equivoci, cioe' non generici e non suscettibili di diversa
interpretazione altrettanto verosimile; c) concordanti, cioe' non contrastanti tra loro e, piu'
ancora, con altri dati o elementi certi (Cass. Pen., sez. IV, sent. n. 22391 del 21/05/2003
(ud.02/04/2003)).
A ben vedere, nessun criterio di valutazione estraneo a quelli appena riportati rinvenibile
nel sistema codicistico novellato senza correre il rischio di sostenere la necessariet di
interpretazioni estensive della norma anche in contrasto con quanto la stessa ha inteso disciplinare.
Deve osservarsi, per completezza, che il canone valutativo dei gravi indizi di colpevolezza
richiesto in sede cautelare va tenuto distinto, per il minor grado di elementi a compresenza
necessaria richiesti al fine di giungere ad una valutazione di sussistenza, da quello proprio della
fase di merito.
Invero la Suprema Corte con recente pronuncia ha evidenziato che anche dopo
lintroduzione del comm 1bis dellart. 273 ad opera dellart. 11, comma 1, della legge 63/2001,
rimangono diversi i canoni valutativi dei gravi indizi di colpevolezza ai fini dellapplicabilit di
una misura cautelare personale rispetto a quelli validi per la pronuncia di condanna, non essendo
richiesto nel primo caso che gli indizi siano gravi, precisi e concordanti. Infatti il comma 1bis
dellart. 273 introdotto dalla legge 63/2001, attuativa dei principi del giusto processo in materia
di formazione e valutazione della prova non richiama il comma 2 dellart. 192, bens soltanto i
commi 3 e 4, nonch gli articoli 195.7, 203 e 271, 1 comma, c.p.p. (Cass. Pen., sez. I, sent. n.
10000 del 24 gennaio 11 marzo 2002).
Ancora, la Suprema Corte ha ribadito il contenuto di una intercettazione, anche quando si
risolva in una precisa accusa in danno di terza persona, indicata come concorrente in un reato
alla cui consumazione anche uno degli interlocutori dichiara di aver partecipato, non e' in alcun
senso equiparabile alla chiamata in correita' e pertanto, se va anch'esso attentamente interpretato
sul piano logico e valutato su quello probatorio, non va pero' soggetto, nella predetta valutazione,
ai canoni di cui all'art 192 comma 3 cpp (Cass. Pen., sez. V, sent. n. 13614 del 19/01/2001 -
04/04/2001).
Indirizzo, questultimo, che ha trovato recente conferma nella massima che segue nella
quale si evidenzia che lindicazione, in colloqui intercettati, di una terza persona come autore di
un reato non rappresenta una chiamata in correit (e dunque non soggiace alle regole probatorie
di cui allart. 192, 3 comma, del c.p.p.), ma va valutata e apprezzata ex se (Cass. Pen., sez. V,
sent. 21 ottobre-20 novembre 2003, n. 44716).
In sintesi, come si gi osservato gran parte del materiale probatorio sul quale si fonda la
presente richiesta frutto di lunghe attivit di intercettazione di conversazioni tra presenti e di
comunicazioni telefoniche registrate sulle utenze in uso agli indagati e ad altri coindagati ovvero
indagati di reato connesso.
Non vi dubbio che, alla stregua di un consolidato e condivisibile orientamento
giurisprudenziale, la valenza probatoria di tale mezzo di prova deve ritenersi di particolare
efficacia.
In effetti, lattivit di intercettazione, rappresentando in tempo reale laccadimento di
singoli fatti storici, costituisce senzaltro uno dei modi di raccolta della prova di natura oggettiva e,
per ci stesso, di maggiore affidabilit.
I dati che ne scaturiscono fotografano una realt possibile di artefazioni in via astratta
in sole due ipotesi: e cio quando siano contraddittori o inintelligibili, ovvero quando i protagonisti
della conversazione siano chiaramente consapevoli di essere soggetti a tale attivit di acquisizione
della prova e se ne servano in modo strumentale per falsare intenzionalmente ed in maniera
anomala la rappresentazione del dato storico.
Al di fuori di tali ipotesi - certamente non ipotizzabili nel procedimento in questione, ove
al costante timore manifestato da parte degli indagati di essere sottoposti ad attivit di
intercettazione ha corrisposto ladozione di particolari e maggiori cautele per sottrarsi agli effetti di
tale attivit, ma non gi il suo strumentale utilizzo - considerata la mole di intercettazioni disposte
ed il lungo tempo nel quale esse sono state effettuate, deve concludersi che la situazione
rappresentata da tale mezzo di prova esattamente rispondente alla realt dei fatti.
A tali conclusioni, deve giungersi anche laddove il dato indiziante desumibile
dallintercettazione sia utilizzato in pregiudizio di soggetti terzi, che quindi non hanno
partecipato al dialogo, laddove ci si intenda riferire al coinvolgimento di tali persone in attivit
illecite.
E chiaro che maggiore la valenza di prova di un dialogo laddove a parlare sia la stessa
persona nei cui confronti si utilizzino, in chiave indiziante, le affermazioni oggetto di
registrazione, ma allorch due o pi soggetti si riferiscono ad un terzo, riferendo fatti penalmente
rilevanti a carico di questi, egualmente il valore probatorio di tale atto da ritenersi elevatissimo,
salvo la comprovata circostanza o la ragionevole probabilit che, nella consapevolezza dellattivit
cui sono soggetti, gli interlocutori abbiano inteso precostituire false prove a carico del terzo
estraneo alla conversazione. Il che, secondo evidenti principi logici, non pu ritenersi plausibile
quando due o pi soggetti, comunque, riferiscano nel corpo della conversazione fatti illeciti nei
quali essi stessi risultino coinvolti.
Alla stregua di tali considerazioni, non essendo emerso alcun elemento tale da far ritenere
che gli interlocutori, le cui conversazioni sono state di volta in volta oggetto di registrazione,
abbiano inteso creare false prove, essendo evidente che gli interlocutori hanno riferito nel corso di
tali conversazioni fatti gravissimi nei quali sono direttamente ed in primo luogo coinvolti essi
stessi, deve concludersi che, nellambito del presente procedimento, agli esiti delle effettuate
attivit di intercettazione deve attribuirsi una particolare e sicura efficacia probatoria.
Naturalmente, a diversa conclusione deve giungersi nel caso in cui le notizie penalemente
rilevanti a carico di terzi siano costituite da affermazioni generiche, o da informazioni basate su
indistinti si dice, senza riferimenti a fatti precisi e oggettivamente valutabili.
Il primo elemento (si veda Cass. Pen., sez. V, sentenza del 18 gennaio 2000 n. 4888) che
occorre verificare, nellesame delle dichiarazioni rese dai coimputati del medesimo reato o da
persona imputata in un procedimento connesso consiste nella attendibilit di tali dichiarazioni.
E un elemento che va valutato in base a dati e circostanze attinenti direttamente alla persona del
collaboratore, quali il carattere, il temperamento, la vita anteatta ed i rapporti con laccusato, la
genesi ed i motivi della chiamata di correo. Inoltre lattendibilit intrinseca della chiamata di
correo, va desunta da dati specifici e non esterni ad essa, quali la spontaneit, la verosimiglianza,
la completezza della narrazione dei fatti, la concordanza fra le dichiarazioni rese in tempi diversi,
la logica interna delle dichiarazioni, la mancanza di interesse diretto allaccusa, lassenza di
contrasto con altre acquisizioni eclatanti o difficilmente superabili. Non pu negarsi lattendibilit
delle dichiarazioni del collaboratore qualora, nel corso delle indagini preliminari e/o in sede di
dibattimento, abbia ampliato le sue originarie dichiarazioni fornendo ulteriori particolari giacch la
chiamata in correit pu, senza diventare inattendibile, attuarsi progressivamente ed arricchirsi nel
tempo, specie quando i nuovi dati forniti costituiscano completamento ed integrazione dei
precedenti.
Le dichiarazioni rese, per assumere valore di prova richiedono inoltre un riscontro che non
deve necessariamente consistere in una prova distinta della colpevolezza dellincolpato, essendo
sufficienti elementi di fatto o logici che ne dimostrano per taluni effetti la veridicit o che
integrandosi con esse, ne garantiscano lattendibilit anche ab extrinseco ( v. in tal senso
[Link]. 1, 22-3-1999 n. 09531).
In tema di valutazione di plurime chiamate in correit provenienti dalla medesima
persona nella stessa vicenda processuale non pu ritenersi consentito, utilizzare gli elementi di
riscontro, accertati nei confronti di un imputato a conforto delle accuse rivolte anche ad altri
imputati. Pertanto se il dichiarante abbia chiamato in correit varie persone per vari reati e se dalle
confessioni degli accusati o da altri elementi di prova, sia riscontrata la veridicit di alcune o della
maggior parte delle accuse, ci va considerato ai soli fini del giudizio di intrinseca attendibilit del
dichiarante, ma non pu valere come altro elemento di prova a conferma di chiamata in correit
nei confronti di altro soggetto sprovvisto di riscontri propri, costituendo ci, altrimenti, palese
violazione del principio della valutazione della prova, a norma del terzo e quarto comma dellart.
192 c.p.p. Conseguentemente deve essere attribuita piena attendibilit e valenza probatoria a tutte
e soltanto quelle parti della dichiarazione accusatoria che risultano suffragate da idonei elementi di
riscontro individualizzante. ( v. Cass. Sez. 2 8-1-1997 n. 474). Ogni volta, invece, in cui la
comparazione tra le dichiarazioni abbia dato esito negativo, dovendosi escludere lesistenza stessa
del riscontro, non potr neppure attribuirsi valore alle dichiarazioni autonomamente considerate.
[]
Deve aggiungersi che le dichiarazioni accusatorie provenienti da soggetti diversi, rientranti
nelle categorie di cui allart. 192, commi 3 e 4, c.p.p., costituiscono riscontro se collimano nei dati
essenziali e nei nuclei fondamentali e se sussiste convergenza contenutistica fra di esse
(convergenza del molteplice). Le contraddizioni significative tra le varie dichiarazioni rilevano
quindi, innanzitutto e soprattutto, come mancanza di riscontro: deve per tenersi conto che non
possibile pretendere che le medesime per costituire riscontro luna dellaltra e per essere
qualificate convergenti, siano totalmente e perfettamente sovrapponibili. Eventuali discrasie o
inesattezze, soprattutto nellipotesi di narrazione relativa ad una serie vastissima di fatti criminosi,
vanno considerate ininfluenti allorquando risultino, comunque, salvaguardati i nuclei essenziali di
verit.
Questo elemento di giudizio unanimemente adottato tanto al fine di attribuire alle
dichiarazioni accusatorie non perfettamente concordanti lindicata limitata validit probatoria, sia
per osservare che se i collaboranti si fossero copiati luno con laltro la concordanza satrebbe
stata assoluta (ex pluribus Cass. Pen., sez. I, sentenza n. 42990 del 18 settembre 2008
Ud. (dep. 18/11/2008) Rv. 241821).
Un altro elemento rilevante di giudizio dato dal principio di frazionabilit delle
dichiarazioni rese dai collaboratori, nel senso che le affermazioni accusatorie, anche se denegate
per una parte del racconto per mancanza di riscontri, non diventano inutilizzabili ma assumono
rilevanza per quelle parti e nei confronti di quegli indagati per i quali reggono alla verifica
giudiziale del riscontro. La validit della dichiarazione ammissibile allorch non esista
uninterferenza fattuale e logica fra la parte del narrato ritenuta falsa e le rimanenti parti che siano
intrinsecamente attendibili ed adeguatamente riscontrate. Detta interferenza si verifica solo quando
fra la prima parte e le altre vi sia un rapporto di causalit necessaria, ovvero quando luna sia
imprescindibile antecedente logico dellaltra ( v. in tal senso Cass. Sez 1, 18-12-2000, n.468).
In tema di attendibilit soggettiva si pone il problema delle dichiarazioni dirette
(allorquando il soggetto riferisce su circostanze a lui note per sua scienza personale) e di quelle de
relato (quando, invece, il dichiarante faccia riferimento a fatti appresi da altre persone).
La norma di cui allart. 195 CPP stabilisce che il giudice disponga, a richiesta di parte,
laudizione della persona a cui il dichiarante si riferisce quale fonte delle sue conoscenze. Eseguito
tale adempimento, le dichiarazioni de relato costituiscono elementi valorizzabili nel complessivo
quadro probatorio.
Ove, poi, la persona alla quale il dichiarante de relato ha fatto riferimento abbia affermato
la non veridicit di quanto dichiarato da questultimo, nessun dubbio in ordine al fatto che il
giudice possa valutare le dichiarazioni in questione e ritenere attendibili quelle de relato anzich
quelle della fonte indicata.
Deve, comunque, osservarsi che quando la dichiarazione del chiamante si riferisce a
circostanze non percepite da lui direttamente, non sufficiente il controllo sulla sua mera
attendibilit intrinseca, ma necessario un pi approfondito controllo del contenuto della
dichiarazione, mediante la verifica, in particolare, della sussistenza di riscontri esterni
individualizzanti (v. in tal senso Cass. Sez. 1, 12-3-1998 n. 1515).
Prima di analizzare gli elementi di prova provenienti dalle plurime ed autonome dichiarazioni
rese dai collaboratori di giustizia di seguito indicati, appare opportuno sottolineare che la Suprema
Corte con indirizzo ormai costante ha pi volte affermato che in tema di chiamata di correo, non
pu definirsi "de relato" l'accusa proveniente da un correo di associazione mafiosa, il quale,
proprio per la sua qualit di associato, ha precisa e sicura conoscenza degli altri partecipanti al
sodalizio, anche se - nell'ipotesi in cui l'accusato abbia una posizione preminente nella gerarchia
dell'organizzazione - il chiamante non abbia avuto con lui contatti diretti (Cass. Pen., sez. I,
sentenza n. 38321 del 19/09/2008 Cc. (dep. 08/10/2008) Rv. 241490).
Al fine di inquadrare compiutamente tale argomento, deve evidenziarsi che:
a. le dichiarazioni de relato (rese dai collaboratori di giustizia di seguito indicati) provengono da
compartecipi del medesimo delitto, in quanto soggetti associati per loro stessa ammissione
alla ndrangheta calabrese;
b. la appartenenza di un determinato soggetto a un associazione di tipo mafioso, se non pu
certamente suffragare la dimostrazione della responsabilit dell'associato per tutti i reati fine
della associazione, costituisce, tuttavia, elemento suscettibile di valutazione ai fini
dell'apprezzamento della conferma della attendibilit di dichiarazioni di accusa ai sensi
dell'art. 192, comma 3, c.p.p.;
c. ferma l'irrilevanza delle dichiarazioni cd. circolari a confermare, in quanto tali, la attendibilit
dell'unica fonte dichiarativa primaria (circostanza questa che non si verifica nel caso di specie)
costituita da alcuno dei soggetti indicati dall'art. 192, comma 3, c.p.p., tuttavia il giudice ben
pu, a tal fine, valutare elementi di prova logica in considerazione dell'epoca e del contesto
delle riferite confidenze della anzidetta fonte primaria.
La Suprema Corte sul punto ha ritenuto opportuno, peraltro, precisare che:
a. in tema di chiamata di correo, non pu definirsi chiamata de relato l'accusa proveniente
effettivamente da un correo nel delitto di cui all'art. 416bis c.p., il quale proprio per la sua
qualit di associato ha precisa e sicura conoscenza degli altri partecipanti al sodalizio, anche
se - nell'ipotesi in cui l'accusato abbia una posizione preminente nella gerarchia
dell'organizzazione - il chiamante non abbia con lui avuto contatti diretti; se poi tale tipo di
chiamata accompagnata da una voce di riscontro, proveniente da altro collaborante, sulla cui
intrinseca attendibilit non risulta sollevato alcun dubbio, in epoca e circostanze diverse, l'alta
probabilit di commissione del reato (in cui consiste la gravit indiziaria) deve dirsi raggiunta
(Sez. 5^, 22 settembre 1998, n. 5121, Di Natale, massima n. 211926; cui adde: Sez. 1^, 10
maggio 1993, n. 11344, Algranati, massima n. 195766; Sez. 6^, 2 novembre 1998, n. 1472,
Archesso, massima n. 213445; Sez. 5^, 10 aprile 2002, n. 24711, Condello, massima n.
222616; Sez. 1^, 26 gennaio 2006, n. 11097, Termini, massima n. 233648);
b. qualora un'associazione di tipo mafioso sia caratterizzata dall'esistenza di un organismo di
vertice (come recentemente accertato anche in relazione alla ndrangheta reggina), ogni
deliberazione di azioni delittuose di natura strategica, anche se non automaticamente
ascrivibile a coloro che quellorganismo contribuiscono a costituire, deve ritenersi riferibile ad
un contesto unitario, a meno che non siano acquisiti elementi per ritenere che il soggetto non
sia stato consultato o abbia espresso il suo dissenso (Sez. 1^, 6 dicembre 2005 n. 12393/2006,
Geraci, massima n. 234080; cui adde Sez. 2^, 2 dicembre 2005, n. 780/2006, D'Angela,
massima n. 233024: in tema di valutazione probatoria della chiamata di correo, il riscontro
individualizzante alla dichiarazione accusatoria, relativa alla partecipazione alla commissione
di un reato riconducibile ad un'associazione per delinquere, pu essere costituito dal dato
dell'appartenenza del chiamato al sodalizio criminoso, purch tale appartenenza sia accertata
anche sulla base di elementi diversi ed autonomi);
c. le dichiarazioni rese ai sensi dell'art. 192, comma 3, c.p.p., dal coimputato del medesimo reato
o da persona imputata di reato connesso sono suscettibili di riscontri oggettivi o soggettivi
(quali le dichiarazioni di altri soggetti) che confortino l'attendibilit dell'accusa; la chiamata di
correo de relato, che esige rigoroso controllo soprattutto nel caso in cui si tratti di de relato di
grado successivo al primo, sia in riferimento al suo autore immediato, sia in relazione alla
fonte originaria dell'accusa che spesso resta estranea al processo, pu trovare riscontro anche
nelle dichiarazioni di un soggetto che affermi di aver ricevuto dal chiamante la medesima
confidenza;
confidenza che costituisce valido riscontro alla chiamata e non gi pseudo-riscontro,
inammissibile come tale, in ragione del diverso contesto, specie cronologico, in cui stata
resa, in quanto antecedente di un tempo apprezzabile la chiamata de retato, s da escludere
l'ipotizzabilit di collusioni (Sez. 5^, 30 giugno 1993, n. 2542, Tornese, massima n. 195840;
cui adde: Sez. 6^, 29 maggio 1996, n. 1315, Schemmari, massima n. 208174: la chiamata di
correo, insufficiente da sola per pervenire a un giudizio di colpevolezza, e il riscontro
probatorio estrinseco, elemento per sua natura privo della consistenza di prova autosufficiente
di colpevolezza, devono integrarsi reciprocamente e formare oggetto di un giudizio
complessivo circa la validit della chiamata in correit. Di conseguenza, la deposizione
testimoniale del terzo, che riferisce in ordine a circostanze apprese direttamente dal
dichiarante, le quali costituiscono oggetto della chiamata in correit, pur non potendo attingere
al minimo di sufficienza quale autonoma prova della colpevolezza del chiamato, proprio per la
derivazione di conoscenza da un unico referente, ben pu costituire, nella globale valutazione
del giudice, l'elemento di riscontro oggettivo ed esterno dell'attendibilit della chiamata in
correit, in considerazione dell'apporto di conoscenza di elementi certi anche esterni al thema
probandum, cio del fatto di cui all'imputazione).
Deve ritenersi corretto, quindi, il costrutto argomentativo del Pubblico Ministero, laddove, si
spinga a ritenere che l'attendibilit della chiamata di correo gi valutata positivamente come
fonte degna di credibilit trovi conferma, in considerazione della matrice associativa del fatto di
reato, nel rilievo del ruolo di vertice rivestito dal chiamato allinterno della singola articolazione
territoriale della complessiva organizzazione criminale di tipo mafioso denominata ndrangheta
calabrese.
Una tale impostazione deve considerarsi possibile ove si sia proceduto alla corretta
valutazione degli elementi di prova logica costituiti dalle pregresse rivelazioni del chiamante
nell'ambito della stessa associazione, nella ristretta cerchia dei compartecipanti al delitto e in
concomitanza della esecuzione del fatto reato e, infine, degli ulteriori elementi circostanziali
costituiti dal complesso delle propalazioni.
Argomentazioni quelle appena richiamate che trovano ulteriore conferma nelle recentissime
pronunce del Supremo Collegio con le quali, allevidente fine di sgomberare il campo da residui
dubbi interpretativi, si affermato che in tema di chiamata di correo, non sono assimilabili a
pure e semplici dichiarazioni "de relato" quelle con le quali un intraneo riferisca notizie assunte
nell'ambito associativo, costituenti un patrimonio comune, in ordine ad associati ed attivit propri
della cosca mafiosa (Cass. Pen., sez. I, sentenza n. 23242 del 06/05/2010 Cc. (dep. 16/06/2010)
Rv. 247585) (si veda anche Cass. Pen., sez. VI, sentenza n. 1472 del 02/11/1998
Ud. (dep. 04/02/1999) Rv. 213445 secondo cui: in tema di chiamata di correo, non sono
assimilabili a mere dichiarazioni "de relato" quelle con le quali si riferisca in ordine a fatti o
circostanze attinenti la vita e la attivit di un sodalizio criminoso, dei quali il dichiarante sia
venuto a conoscenza nella sua qualit di aderente, in posizione di vertice, al medesimo sodalizio,
trattandosi di un patrimonio conoscitivo derivante da un flusso circolare di informazioni
relativamente a fatti di interesse comune agli associati).
I G RA VI I ND I ZI DI C O LP E VO L E ZZA
CAPITOLO I
LANALISI DEL FENOMENO NDRANGHETA ALLA FINE DELLA SECONDA GUERRA DI MAFIA (1985
1991).
Lattento esame dei dati emersi dalla presente attivit investigativa, non pu prescindere
dallanalisi evolutiva che ha caratterizzato le consorterie criminali egemoni nella citt di Reggio
Calabria, ponendo come parametri di base le sanguinose guerre di mafia e la celebrazione di
importanti processi che, comunque, hanno inciso su assetti, oltre che su strategie criminali,
tendendo ad istituzionalizzare una strategia di sommersione.
Aldil di tali considerazioni, va precisato che negli ultimi anni la citt di Reggio Calabria
non ha registrato momenti conflittuali evidenti, ad eccezione di alcuni fatti di sangue inquadrabili
nellambito di mirati riassetti, endogeni agli stessi schieramenti, comunque funzionali al
mantenimento di equilibri criminali apparentemente immutati.
In ordine alle vicende criminali che hanno interessato la citt opportuno precisare, al fine
di comprenderne appieno il ruolo, il percorso criminale operato da CONDELLO Pasquale, il quale
dopo uniniziale militanza allinterno dellorganizzazione criminale capeggiata da DE STEFANO
Paolo, si schier con lomologo gruppo mafioso capeggiato da IMERTI Antonino, dando vita ad
una delle fasi pi tristi della storia calabrese, caratterizzata dai pi cruenti scontri di sangue
registratisi sul territorio nazionale.
Quadro quello appena accennato che trova descrizione nelle numerose dichiarazioni di
alcuni collaboratori di giustizia, ampiamente riscontrate ed inserite nellambito dei diversi
procedimenti originati dalle operazioni Olimpia, gi poste a fondamento di pi sentenze passate
in giudicato.
Precisa Giacomo Ubaldo LAURO nel corso dellinterrogatorio del 18 febbraio 1994: "" Con
gli accordi raggiunti nel settembre del 1991 si stabil anche di pianificare ai massimi livelli il
racket delle estorsioni in danno degli operatori economici al fine di evitare una duplicazione di
richieste che sarebbe stata controproducente per la "seriet" della organizzazione. Lo stesso
discorso si fece per lo spaccio di stupefacenti e per le rapine. In particolare si decise che ogni
soggetto delegato dal capo-locale ad esercitare le menzionate attivit illecite dovesse versare il
ricavato nelle mani di Pasquale CONDELLO per il gruppo condelliano o a Giovanni TEGANO per
quello destefaniano.
Questi ultimi, a loro volta, autorizzavano i vari capi-locale affiliati a svolgere il programma
criminoso da loro pianificato nei vari settori. Come gi detto, i proventi delle estorsioni ed, in
genere, di tutte le attivit illecite confluivano nelle mani dei gi citati Pasquale CONDELLO e
Giovanni TEGANO i quali, secondo gli accordi, prima di procedere alla ripartizione tra i vari
gruppi collegati, con una cadenza che doveva essere mensile, dovevano mettere da parte una quota
per le spese legali, per i carcerati e per le vedove. Le rimanenti somme si sarebbero dovute
distribuire alle varie famiglie consociate secondo le necessit ed esigenze contingenti, anche in
considerazione del numero dei latitanti che ognuna di queste aveva. Questo sistema di ripartizione
monetaria, rimase, per, sulla carta, in quanto, mi risulta, almeno per quanto concerne il mio
schieramento, che i soldi incassati da Pasquale CONDELLO si appiccicavano in modo
indissolubile alle sue tasche. La mancata ripartizione del denaro trovava naturalmente la sua
giustificazione nei pi disparati motivi. Cito ad esempio i famosi 100 milioni, di cui ho gi parlato
in altri verbali, che dovevano essere utilizzati per "aggiustare il maxi-processo". Naturalmente
nessuno osava, e ritengo nessuno tuttora osi, ribellarsi, in quanto non era prevista la possibilit di
reiterare le lamentele una seconda volta, pena l'eliminazione fisica. Devo sottolineare, in merito,
sempre con riferimento al mio schieramento, che i vari locali fino alla celebrazione del maxi-
processo, febbraio-marzo 1992, non videro il becco di un quattrino, con la sola eccezione di 5
milioni (provenienti dalla mazzetta di 80 milioni pagati dall'Ing. PRATICO' per la costruzione del
palazzetto dello sport), consegnati da Pasquale CONDELLO al gruppo SARACENO, le cui
condizioni economiche sfioravano la povert. La autonomia operativa delle famiglie era, pertanto,
limitata a reati di piccolo cabotaggio quali i furti, truffe, l'emissione di assegni a vuoto. Anche in
questo campo, poteva, verificarsi che i responsabili di detti fatti delittuosi, naturalmente se
individuati, potevano essere chiamati dai capi supremi a "darne conto" ed invitati a non reiterare
tali azioni con l'invito, in caso contrario, ad operare nelle regioni settentrionali, dove potevano
ritagliarsi un loro spazio operativo".
2)SCOPELLITI GIUSEPPE nel corso della udienza del 19.09.97 lo descrive come uno dei
capi storici dello schieramento antidestefaniano durante la seconda guerra di mafia e riferisce di
averlo conosciuto dopo la sua ( del CONDELLO) uscita dal carcere nel corso di diversi incontri
avuti in localit San Pietro di Fiumara allorch il CONDELLO Pasquale cl 50 si sarebbe recato ,
assieme a Giovanni Fontana per discutere con Imerti Antonino di questioni attinenti la guerra di
mafia ; dimostra di saper ben distinguere tra i due CONDELLO Pasquale imputati nel presente
processo :
PRESIDENTE Chiedo scusa.. vogliamo chiarire la data di nascita del CONDELLO
Pasquale di cui parliamo? - PUBBLICO MINISTERO A quale CONDELLO Pasquale si
riferisce? INTERROGATO (SCOPELLITI GIUSEPPE) Io conosco tutti e due i CONDELLO
Pasquale.. CONDELLO Pasquale.. il maggiore, diciamo, cugino di Nino Imerti e CONDELLO
Pasquale junior, cognato di Nino Imerti - PUBBLICO MINISTERO Mentre noi stiamo
parlando del primo in questo momento, giusto? INTERROGATO (SCOPELLITI GIUSEPPE)
Si.. se non erro classe.. 50 deve essere.. - PUBBLICO MINISTERO - Va bene.
INTERROGATO (SCOPELLITI GIUSEPPE) Intorno ai 48 anni 50 anni ) ; delinea il ruolo
pi antico e quello pi recente rivestito dal limputato , a conferma delle dichiarazioni di Lauro :
...Prima dello scoppio della guerra di mafia, quando non cera guerra, era.. si pu dire il braccio
destro.. di Paolo.. paolo DE STEFANO, il defunto .. cio oltre che killer cose.. era.. uno degli
uomini di sua fiducia La spaccatura drastica stata lauto bomba su Villa San Giovanni, a
Nino Imerti, dove ci furono pure dei morti, quando scoppi lauto bomba, l ci fu la spaccatura,
anche se in precedenza cera.. cera.. un leggero attrito riguardo la morte di Luciano Palermo, che
era parente di Pasquale CONDELLO, ci fu un leggero attrito.. tra il DE STEFANO e il
CONDELLO per.. si cercava di allungare le cose.. Poi purtroppo successe quella fatidica auto
bomba e.. e la guerra scoppi a pieno ritmo ,Pasquale CONDELLO quello che alluscita del
carcere prese le redini.. durante la guerra di mafia.. prima erano.. erano. Ehm erano.. erano
in mano a Nino Imerti durante la detenzione di Pasquale CONDELLO.. Per era Pasquale
CONDELLO, come si suol dire, il perno.. il perno che.. dirigenziale della guerra di mafia.. insieme
agli altri accoscati, come Nino Imerti, i Rosmini, i Serraino....
3) Filippo Barreca nel corso della udienza del 3.10.97 ha ribadito il ruolo di esponente di
spicco del cartello antidestefaniano ( assieme ad Imerti, Rosmini e Serraino) ed ha evidenziato
come Paolo DE STEFANO dopo averlo utilizzato nel corso della prima guerra di mafia contro lo
schieramento tripodiano si fosse mostrato irriconoscente in occasione di una vicenda attinente la
spartizione di un grosso quantitativo di droga ;. trattasi dello sbarco di una nave carica di hashish
effettuato -anche con la fattiva collaborazione del gruppo catanese dei Santapaola - nella zona di
Melito Porto Salvo posta sotto il dominio di Natale Iamonte nel 1981 - 82.
Va evidenziato come a quellepoca il Barreca fosse interessato al traffico della droga che
poi sarebbe sfociato nel famoso processo Droga 2 in relazione al quale ha riportato, cfr sentenza
in atti, condanna passata in giudicato assieme ad Araniti Santo , coimputato nel presente processo
, ritenuto capo dellomonima cosca e a sua volta condannato, anche in virt delle dichiarazioni di
Filippo Barreca , con sentenza definitiva della Corte di Assise di appello di Reggio Calabria del
13.3.1998 per lomicidio, commesso nellagosto del 1989, dellon. Lodovico Ligato, ritenuto dallo
schieramento antidestefaniano come il referente politico delle file destefaniane durante la seconda
guerra di mafia .
Il Barreca ha poi riferito che ricevette una raccomandazione da parte di Araniti Santo
affinch una parte della droga fosse ceduta al CONDELLO dimenticato dal Paolo DE
STEFANO nonostante limpegno profuso durante la prima guerra di mafia ; per tali motivi gi dal
1981-1982 il CONDELLO nutriva del rancore verso i DE STEFANO cos come analogo
risentimento nutriva lAraniti Santo, anchegli alleato dei DE STEFANO nella guerra contro Mico
Tripodo, per essere stato tenuto fuori dalla vicenda attinente il raddoppio del binario
ferroviario Reggio -Villa San Giovanni ( importante sottolineare che altra condanna definitiva
per lomicidio Ligato e per la stessa causale summenzionata - leliminazione del referente politico
di primo piano dello schieramento destefaniano - ha riguardato anche il CONDELLO Pasquale cl
50, a suggello delle dichiarazioni del Barreca circa i motivi del coinvolgimento del CONDELLO e
dellAraniti Santo nellambito dello schieramento secessionista durante la seconda guerra di
mafia) .
4)Riggio Giovanni nel corso della udienza del 18.10.97 ha confermato che il CONDELLO
era ritenuto dalla sua cosca ( Latella) e dal pi ampio schieramento destefaniano del quale tale
raggruppamento criminale faceva parte uno degli esponenti di spicco dello schieramento
avversario ( formato dalle cosche Rosmini, Serraino, CONDELLO, Fontana, Saraceno, Imerti) ed
ha aggiunto che si tent di eliminarlo durante la guerra di mafia ( una volta allinterno del
carcere, altra volta in occasione dellomicidio di Lombardo Umberto nelle campagne di Archi ,
poch vittima designata in tale occasione era proprio il CONDELLO) ( ... Si, pensavano che
quella mattina i killers pensavano che ci fosse anche lui, perch il giorno prima era stato visto
anche il Pasquale CONDELLO insieme al Lombardo, mentre laltra occasione si verificata tra
verso linizio del inizio 87 e praticamente il Pasquale CONDELLO era detenuto
allinterno del carcere, alla sezione camerotti e avevano preparato un piano, la cosca TEGANO
insieme alla cosca LIBRI, di salire creare una impalcatura vicino al muro di cinta del carcere,
dove cera una chiesetta, salire nella creare questa impalcatura ...; ...quando quasi era tutto
ultimato un prete un prete, il custode della chiesetta andato l a controllare, si trovato
davanti questa impalcatura e ha dato lallarme. )
5) Gull Antonino alla udienza del 3.11.97 ha riferito di averlo conosciuto - durante la
guerra di mafia e mentre il CONDELLO er latitante- presso i Rosmini ; ha aggiunto che il
CONDELLO partecip ad una riunione indetta alla fine del '91 a casa di Peppe Caridi per
determinare i nuovi assetti conseguenti alla pacificazione ; lo accompagn Carmelo Palermo fino
a casa dei Rosmini ed alla riunione parteciparono Pasquale CONDELLO, Diego Rosmini, Peppe
Caridi, Domenico LIBRI, Peppe Melari, Cosimo Borghetto ; oggetto del convegno fu la divisione
delle percentuali delle tangenti da suddividersi tra le cosche operanti negli stessi quartieri cittadini
e contrapposti tra di loro durante la guerra mafiosa (Modena al 60% tra Peppe Melari e 40%
Diego Rosmini, S. Giorgio al 50% tra Diego Rosmini e Peppe Caridi, S. Caterina al 50% tra i Lo
Giudice e i Rosmini) ; il collaboratore riferisce , altres, di altra riunione (cui parteciparono
CONDELLO Pasquale, lo stesso Gull, Diego Rosmini, Leandro Span e Vincenzo Barreca,
fratello di Filippo) svoltasi ad Arangea ed avente ad oggetto il tentativo di far ritrattare Barreca
Filippo che gi stava rendendo dichiarazioni accusatorie in relazione allomicidio, quelle stesse
dichiarazioni che avevano avuto come effetto lemissione di ordinanze di custodia cautelare per
lassassinio in oggetto
6)Rod Antonino alla udienza del 4.11.97 ha escluso di aver mai conosciuto CONDELLO
Pasquale Senior .
7)Iero Paolo alla udienza dell11.11.97 ha indicato nel CONDELLO uno degli esponenti di
spicco del cartello antidestefaniano ( ...il capo promotore del nostro gruppo; quando uscito dal
carcere, lui allinizio del 1988, gli anni 88, ha preso le redini lui della guerra di mafia, e ha
detto lui la guerra fino a come si conclusa con la pace nel nel 1991. stato lui il capo
promotore... ; ...gli schieramenti durante la guerra di mafia erano il gruppo DE STEFANO
contro Imerti, CONDELLO inizialmente, poi si sono coinvolti i Serraino con i CONDELLO, i
Rosmini a favore dei CONDELLO, i LIBRI con i DE STEFANO e i Latella anche con i DE
STEFANO... ). Ha aggiunto che verso la fine dellanno 1992, dopo la sentenza di primo grado
emessa nel processo Santa Barbara , era stato ideato un progetto di evasione dal carcere di Palmi
cui avrebbero dovuto partecipare lui stesso , componenti della famiglia Rosmini nonch Lombardo
Giuseppe , da tempo controllato dalle cosche Rosmini e CONDELLO - rappresentate alluopo
dallo stesso Iero e da Tripodi Giovanni, uomo di fiducia del CONDELLO Pasquale senior- per il
timore di un suo possibile pentimento in conseguenza delle crisi depressive di cui soffriva .
Precisi riscontri cronologici derivano dal periodo detentivo di CONDELLO Pasquale cl 50 (
scarcerato il 22.01.88 ) e dalla data della pronunzia della Corte di Assise di Reggio Calabria
(14.11.92) .
8) Rocco Buda, intraneo alla cosca Imerti , alla udienza del 4.11.97 ha indicato nel
CONDELLO Pasquale senior uno dei capi dello schieramento vicino allImerti Antonino con il
quale si incontrava spesso a San Pietro di Fiumara per concordare strategie operative delittuose,
col accompagnato dai fidi Iann Paolo e Tripodi Giovanni .
Loperazione Olimpia condotta da questo Ufficio nei primi anni novanta del secolo scorso,
ha tentato di ricostruire lesistenza di un vertice unitario della ndrangheta calabrese.
Lipotesi accusatoria fotografava la struttura della organizzazione criminale di interesse
fino al 1998 sulla base di un portato probatorio che sottoposto al vaglio dibattimentale stato
ritenuto dai giudici, di primo e secondo grado, insufficiente a sostenere una pronuncia di
condanna.
Si legge nella sentenza di secondo grado relativa allo specifico capo di imputazione:
Disattesa stata, inoltre, anche lipotesi daccusa di cui al capo F 18 relativa alla
sussistenza di un organismo decisionale verticistico posto in essere a decorrere dallestate 1991
(e, cio, alla fine della guerra di mafia che ha insanguinato la citt di RC per oltre cinque anni)
allinterno dellassociazione mafiosa denominata Cosa Nuova, allo scopo di assumere le decisioni
pi importanti, di risolvere le pi gravi controversie insorte tra i vari clans, di tenere i rapporti
con altre organizzazioni criminali nazionali ed internazionali, con la massoneria e con le
Istituzioni.
Sono, pertanto, stati assolti dal delitto anzidetto con la formula relativa allinsussistenza
del fatto, applicata anche al deceduto Romeo Sebastiano, gli imputati Bellocco Umberto (cl. 33),
Barbaro Francesco (cl. 27), Iamonte Natale (cl. 27), Araniti Santo (cl. 47), Cataldo Giuseppe (cl.
38), Ursino Luigi (cl. 33), Alvaro Domenico (cl. 24), Piromalli Giuseppe (cl. 21), Papalia Rocco
(cl. 50), Pelle Antonio (cl. 32), Morabito Giuseppe (cl. 34), Serraino Paolo (cl. 42), Serraino
Domenico (cl. 45), Nirta Antonio (cl. 1919), LIBRI Domenico (cl. 34), TEGANO Giovanni (cl. 39),
Mammoliti Antonio (cl. 37), Imerti Antonino (cl. 46), CONDELLO Pasquale (cl. 50), Piromalli
Gioacchino (cl. 34).
La decisione appellata ha sostenuto che, pur non potendosi escludere che dopo la fine del
cruento conflitto i capi delle singole organizzazioni mafiose avessero avuto la possibilit di
incontrarsi allo scopo di trattare affari criminali di comune interesse e per dirimere contrasti
potenziali o in atto tra le cosche, purtuttavia non potesse dirsi raggiunta la prova che tali riunioni
avessero avuto come presupposto la struttura organizzativa in contestazione, potendo le stesse
essere state volute solo da alcuni clans e potendo anche essere state caratterizzate dal fatto che
ciascuno dei partecipanti non si fosse sentito vincolato dalla deliberazione adottata dalla
maggioranza, affermando, da ultimo, che probabilmente leco di tali simili riunioni era arrivato
allorecchio dei collaboratori in modo deformato, ossia istituzionalizzando in un ente mafioso
inesistente gli stessi partecipanti.
GLI ASSETTI CRIMINALI DOPO LA PAX MAFIOSA ED IL RUOLO DEGLI ESPONENTI DI VERTICE
DELLE PRINCIPALI ORGANIZZAZIONI CRIMINALI OPERANTI IN PROVINCIA DI REGGIO CALABRIA.
Sui nuovi assetti criminali tra le cosche reggine alla fine degli anni 90 ed agli inizi del 2000
indicazioni preziose vengono offerte dal collaboratore di giustizia Antonino FIUME.
Nella parte motiva della sentenza emessa in data 14 marzo 2005 a conclusione del giudizio
abbreviato relativo al procedimento penale n. 209/99 R.G. notizie di reato/mod.21DDA, celebrato
a carico di Giuseppe DE STEFANO + altri, il Giudice per lUdienza Preliminare si sofferma sui
profili da cui si trae la credibilit soggettiva del collaborante e lattendibilit intrinseca ed
estrinseca delle dichiarazioni rese:
Nessun dubbio si pone con riferimento alla attendibilit intrinseca di quanto riferito dal
FIUME, che si contraddistingue, oltre che per la genuinit, in quanto porta a conoscenza degli
investigatori specifici episodi delittuosi e questioni inerenti ai rapporti interpersonali tra i sodali
con i quali egli entrato in contatto in occasione della sua partecipazione alla associazione per
delinquere di stampo mafioso oggetto del presente procedimento, anche per costanza, coerenza
logica e densit di particolari del narrato. Inoltre, il FIUME riferisce degli omicidi cui ha
partecipato in prima persona e di cui si autoaccusa, nonch degli episodi di estorsione di cui a
conoscenza per averne appreso i particolari dagli stessi esponenti della cosca De Stefano che li
hanno commessi, il che accresce la attendibilit della narrazione.
Naturalmente, prescindendo dalle considerazioni generali fin qui svolte, la attendibilit
intrinseca del collaboratore non potr comunque essere considerata in modo assoluto e globale,
bens dovr essere valutata in modo specifico con riferimento ad ogni singola dichiarazione
accusatoria sotto i profili della genuinit, della spontaneit, del disinteresse, della costanza e
della coerenza logica, in ossequio al principio della frazionabilit delle chiamate di correo,
affermato dalla giurisprudenza di legittimit (v. massime giurisprudenziali di seguito riportate).
Sullo specifico punto della genuinit della collaborazione apportata dal FIUME, non pu
che evidenziasi come lo stesso fosse organicamente inserito nella cosca riconducibile alla famiglia
mafiosa di Archi, in quanto aveva intrattenuto per sei anni una relazione sentimentale con Giorgia
De Stefano, figlia di Paolo De Stefano, esponente di spicco della omonima cosca e ucciso nel 1985
in piena guerra di mafia a Reggio Calabria, nonch sorella di Carmine e Giuseppe.
A tal proposito giova riportare quanto ricostruito sul punto dagli investigatori:
La presente richiesta trae origine in primo luogo - dallattivit di indagine compiuta
dalla Squadra Mobile della Questura di Reggio Calabria finalizzata alla cattura dei latitanti
Orazio e Carmine DE STEFANO, rispettivamente zio e nipote, esponenti di spicco della
omonima famiglia mafiosa di Archi, e sfociata nella cattura del secondo.
Nellambito di tale attivit sono state effettuate accurate indagini i cui risultati, oltre a
consentire la cattura del predetto Carmine DE STEFANO, nonch ad indicare i soggetti che ne
hanno favorito la latitanza, hanno contribuito a delineare il quadro attuale della struttura
organizzativa criminale facente capo alla famiglia De Stefano, con lindividuazione dei soggetti
che hanno fornito la propria disponibilit a commettere episodi delittuosi per conto e
nellinteresse della cosca.
Fondamentale apporto hanno a tale fine fornito le dichiarazioni etero ed auto
accusatorie rese da FIUME Antonino, oggi collaboratore di giustizia destinatario di misure di
protezione, il quale nel febbraio 2002, dopo la cattura di Carmine DE STEFANO, si present
spontaneamente presso la Questura di Reggio Calabria avviando immediatamente un rapporto
collaborativo con il P.M., al quale forn una considerevole mole di informazioni sugli attuali
assetti organizzativi della cosca DE STEFANO e su di una serie di attivit criminali riconducibili
ai nuovi personaggi inseriti a pieno titolo nella stessa.
In particolare, mette conto rilevare, anche al fine di evidenziare i caratteri di
spontaneit, completezza espositiva, precisione ed univocit dichiarativa della collaborazione di
omissis
() In data 20 Marzo 2002, alle ore 17.30 circa, allinterno di un casolare in disuso e in
completo stato di abbandono, sito in via SS 18 I tratto in Archi e, precisamente alle spalle
dellesercizio commerciale EUROGEL di propriet dei DE STEFANO, sito sulla stessa via al
civico 2/B, su indicazione di FIUME venivano rinvenute:
1. cm. 85 circa di miccia a lenta combustione con rivestimento in PVC di colore
amaranto;
2. cm 85 circa di miccia a lenta combustione con rivestimento in juta viplata
assemblata ad un detonatore del nr. 8 con fondello concavo;
3. Nr. 4 bombe a mano modello M. 75 completi di contenitori balistici di
provenienza slava;
4. Nr. 2 lattine di gas butano, del tipo da campeggio;
5. Nr. 1 bomba-tubo di fattura artigianale (cm 8 x 23), caricata con esplosivo da
lancio, di granitura lamellare con foro per linnesco;
6. Nr. 1 bomba-tubo di fattura artigianale (cm 9 x 26), caricata con esplosivo da
lancio, di granitura lamellare con foro per linnesco;
7. Kg. 7,8 di esplosivo da lancio a granitura lamellare;
8. Nr. 1 silenziatore per arma lunga di fattura artigianale;
9. Nr. 1 borsone di colore blu e azzurro, con due manici e cerniera superiore;
10. Nr. 1 giubbotto antiproiettile marca American Body Armor & Equipment Inc.,
recante data di fabbricazione Feb. 1989, modello EV taglia X Large, di colore grigio con nr. 7
bottoni e 2 taschini sul davanti (tipo gilet) in buono stato di conservazione;
11. Nr. 1 giubbotto antiproiettile di colore blu, senza etichetta di identificazione,
con 3 tasche anteriori, in buono stato di conservazione;
12. Nr. 1 giubbotto antiproiettile di colore blu, senza etichetta di identificazione, in
pessimo stato di conservazione.
()
Sempre sulla base delle indicazioni di Nino FIUME questufficio rinveniva un vero e
proprio arsenale localizzato presso i capannoni sede dellattivit industriale dello stesso
collaborante ubicati in questa via Nazionale 18 Archi e presso un deposito di materiale di tale
SAPONE Antonio sito in zona Saracinello di questa citt.
Un fucile Kalashnikov anno 1979 - matr. SG 08422, munito di caricatore con nr. 28
cartucce cal.7,62x39;
Una pistola mitragliatrice mod. Skorpion artigianale, priva di matricola con nr. 2
caricatori;
Una pistola cal. 7,65 marca Beretta con matricola punzonata, munita di nr.3 caricatori
di cui uno vuoto e gli altri con nr.10 e 12 cartucce;
Una pistola cal. 357 magnum C.T.G. marca Trooper, MK-3, priva di matricola e di
tamburo;
Una pistola cal. 7.65, marca Beretta con matricola abrasa, mod.70, con caricatore
munito di nr.7 cartucce, completa di fondina in cuoio;
Nr. 1 pistola cal 22 LR-Made in USA- Mod.21 A, con matricola abrasa cat. 4088 con
caricatore privo di cartucce e munito di silenziatore;
omissis
Nr. 1 fucile a pompa cal.12 marca Mosberg con matricola H 807952;
Nr.1 fucile automatico cal.12 marca Browing completo di canna;
Nr. 4 caricatori per cartucce cal.9x21 vuoti;
Nr. 1 pistola cal.9x21 marca Beretta , con matricola punzonata priva di caricatore;
Nr. 1 pistola cal.9 parabellum con matricola punzonata completa di caricatore senza
cartucce;
omissis
2 SAPONE Antonio nato a Montebello Jonico (RC) il 06.05.1960, residente in Reggio Calabria C/da Luppinari Croce
Valanidi 137
La ricostruzione che si effettua in questa sede si giova del rilevante apporto dichiarativo
fornito da Antonino FIUME, la figura delinquenziale pi vicina a Giuseppe DE STEFANO, per
essere stato il fidanzato per lunghi anni della di lui sorella, Giorgia.
Le dichiarazioni del collaboratore di giustizia intrinsecamente ed estrinsecamente
attendibili come da ultimo confermato dal Tribunale di Reggio Calabria nella sentenza di
condanna n. 1669/01 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA e n. 740/07 R.G.T., emessa in data 22
dicembre 2008 (e versata in atti) pongono nella giusta evidenza un aspetto lungamente
controverso nelle analisi del fenomeno mafioso calabrese, fondato, si sempre sostenuto, su una
strutturazione di tipo orizzontale che ha visto solo timidi tentativi di adottare modelli piramidali in
grado di gerarchizzare una organizzazione diffusa e complessa, spesso incontrollabile.
Va premesso che laccertamento dellesistenza della cosca DE STEFANO trova anche una
conferma giudiziale oltre che nella sentenza OLIMPIA anche nei processi VALANIDI, IMERTI +
altri, ALBANESE + altri, sfociati in sentenze ormai passate in cosa giudicata, con le quali sono
stati condannati per associazione di stampo mafioso ed alcuni delitti-fine molti esponenti delle
famiglie mafiose in questione; daltro canto le risultanze investigative compendiate nel
procedimento in esame testimoniano la assoluta attualit e vitalit della cosca dei De Stefano, che
ha continuato a delinquere con le modalit e gli scopi tipici della associazione di stampo mafioso,
rinnovata e rimpinguata da esponenti di spicco delle nuove generazioni, come il caso dei fratelli
Carmine e Giuseppe DE STEFANO e del cugino Giovanni.
La sentenza Eremo, prima richiamata, sottolinea ancora che:
deve opportunamente evidenziarsi come per le posizioni di De Stefano Giuseppe e De
Stefano Carmine convergono una serie di elementi che consentono di affermare la loro
responsabilit penale con riferimento al reato associativo:
anzitutto il giudicato di condanna gi formatosi nel c.d. procedimento OLIMPIA 1 per
entrambi gli imputati (Carmine e Giuseppe De Stefano), sicch si discute di prosecuzione della
appartenenza ad una associazione di stampo mafioso gi giudizialmente accertata (cfr. sentenza
19.1.1999 della Corte dAssise di Reggio Calabria parzialmente modificata in Appello ed ormai
definitiva);
in secondo luogo vengono in rilievo le convergenti dichiarazioni dei due collaboratori ora
esaminate (Fiume e Iann), che si riscontrano reciprocamente (c.d. riscontro incrociato)
consentono di affermare la responsabilit penale di entrambi gli imputati in questione anche con
riferimento al ruolo di direzione e organizzazione delle attivit criminali attribuite loro
espressamente dal pentito Iann (per ora le responsabilit se le prende sia Carmine, sia il
fratello Giuseppe);
estremamente significativa nellottica della esistenza della cosca De Stefano a base
essenzialmente familiare sono, inoltre, i dialoghi intercorsi tra gli appartenenti alla famiglia De
Stefano e captati grazie alle attivit di intercettazione telefonica e ambientale-veicolare disposta
nellimmediatezza della collaborazione di Fiume Antonino presentatosi spontaneamente presso al
Questura di RC il 27.2.2002, dai quali agevole trarre la dimostrazione, pienamente rilevante
sotto il profilo probatorio, della importanza della collaborazione di Fiume Antonino, allorch la
famiglia De Stefano, avendo appreso la notizia della collaborazione del Fiume, entrava in
fibrillazione ed esternava un autentico stato di viva preoccupazione e timore per le inevitabili
conseguenze che sarebbero derivate dalle dichiarazioni di Fiume Antonino (ad es. il 3.2.2002 alle
ore 15.10 Errigo Rosa e la figlia Giorgia si dirigevano verso labitazione del Fiume, ove lauto
rimaneva in sosta sino alle ore 16.40, orario in cui le due donne ritornate a bordo della
autovettura commentavano la vicenda e Giorgia esprimeva la sua preoccupazione con la
eloquente espressione: si mi ndi nguia sparti, ossia si perch ci metta nei guai per di pi
ed ancora sempre Giorgia De Stefano il 19.3.2002 mentre sta raggiungendo lo studio del loro
legale di fiducia, quindi riferendosi alle vicende giudiziarie che hanno colpito la sua famiglia e
nutrendo vive preoccupazioni per i propri fratelli o comunque per le componenti maschili della
sua famiglia, esclama qua rimane solo Paolo, riferendosi evidentemente al nipotino Paolo
figlio di De Stefano Paolo); sul punto si rimanda, comunque, ai complessivi esiti delle
intercettazioni che hanno interessato quel periodo integralmente riportati nel paragrafo relativo
alla attendibilit del collaboratore Fiume Antonino;
inoltre, estremamente eloquente appare la conversazione intrattenuta dal fratello Dimitri
(posizione archiviata su richiesta del PM) con tale Canale dalla quale emerge il potere mafioso
esercitato dai suoi familiari ed in particolare dai suoi fratelli, legemonia sul territorio esercitata
della famiglia De Stefano dominante in Archi, il potere di intimidazione tipicamente mafioso e la
condizione di assoggettamento che ne deriva. Infatti, il Canale si rivolge proprio ai De Stefano
per ottenere un consenso di tipo negoziale da parte di un soggetto resto a concedergli la vendita
di un capannone, ritenendo evidentemente di poter contare sul potere di intimidazione mafiosa di
cui si avvale la cosca De Stefano (Alle ore 17.39 del giorno 09 Aprile 2001, a bordo
dellautovettura Lancia Y3, veniva registrata una conversazione tra DE STEFANO Dimitri ed
uomo che veniva chiamato con lappellativo dottore, individuato per CANALE Ursino Felice,
nato a Reggio Calabria il 22.05.1946, titolare della concessionaria Ford sita in via SS.18
Pentimele. Questultimo nel corso della conversazione chiedeva linteressamento del DE
STEFANO per un capannone di propriet di tale LAGANA Bernardo, il quale nonostante le
richieste continuava a non cedere, facendo chiaramente intendere che era interessato allacquisto
o comunque allaffitto del predetto capannone. Il DE STEFANO Dimitri nelloccasione
rispondeva al CANALE che avrebbe provveduto in merito e che comunque doveva consultarsi
con i propri fratelli, dopodich gli avrebbe dato risposta
omissis
3 intercettazione autorizzata con decreto nr. 3006/00 R.G. Atti DDA e n.576/00 RIT DDA
del 31.07.2000.
FIUME: Di preciso.. porta il nome, per, sempre stato fuori da certe cose.. ma, nello
stesso tempo sempre il fratello e.. e limbasciata, la cosa la porta.
Omissis
Altrettanto interessanti ed assolutamente conformi a quelle del FIUME sul punto (con
particolare riferimento al ruolo di vertice ricoperto da Giuseppe, Carmine e Giovanni DE
STEFANO) devono reputarsi le dichiarazioni rese il 24.1.2003 dal collaboratore di giustizia
IANNO Paolo al Pubblico Ministero, che di seguito si riportano nelle parti salienti:
[Link]: Senta dei fratelli FIUME lei che cosa sa.
IANNO: I fratelli FIUME, uno adesso collaboratore quellaltro gestiva anzi vi posso
dire una cosa che i FIUME, in qualche impresa andavano a prendere mazzette, in qualche
discorso di ditta anperch hanno anche le scuse per entrare essendo impresari anche loro
facendo discorsi perch lui aveva, facevano i cosi di rulli di cave tutte queste cose. I FIUME
allora, li abbiamo ritenuti loro sono molto legati tutti e due i fratelli alla cosca DE STEFANO,
no ai
[Link]: Ai TEGANO.
IANNO: ai TEGANO, di cui noi andavamo in cerca pazzesca quando successo
[Link]: Erano legati ai DE STEFANO.
IANNO: DE STEFANO.
[Link]: Sono lontani dai TEGANO.
IANNO: No, no sono, oggi sono TEGANO per fatti suoi e DE STEFANO
[Link]: Appunto dico, voglio dire i FIUME erano con i TEGANO.
IANNO: Con i TEGANO.
[Link]: Con i DE STEFANO.
IANNO: DE STEFANO, con lavvocato. Specifichiamo un fatto quando parliamo, il
capo dei capi ecco, per ora le responsabilit se li prende sia Carmine sia il fratello Giuseppe. Poi
ci sono dietro di loro
[Link]: Il cugino chi Giovanni?
IANNO: Giovanni il cugino, lui si sono avvicinati i figli di Giorgio naturali cio
matrimoni giusti, mentre Orazio
[Link]: Fuori matrimoni se li presi Orazio.
Di estrema rilevanza appare quanto scritto dal FIUME, e da lui direttamente appreso per gli stretti
legami di parentela con la famiglia DE STEFANO e la condivisione di ampi periodi della propria
esistenza, con riferimento al vuoto di potere lasciato dalla morte di Paolo DE STEFANO e dalla naturale
successione al predetto dei figli maschi:
mi soffermo solo sul fatto che dopo la morte di Paolo DE STEFANO non c pi stato un
capo-societ, c sempre stata una forma di rispetto per Giovanni TEGANO (riconosciuta da tutte le
famiglie anche dopo la fine della guerra) ma non c pi stata una vera leadership (soprattutto
perch alcune delle responsabilit sulla morte di Paolo DE STEFANO le conoscono in pochi)
quindi Carmine DE STEFANO si era proposto a capo-societ (inteso come coordinatore di tutte le
altre famiglie e cio CONDELLO, FONTANA-SARACENO e TEGANO) e tutti furono daccordo
(anche perch Carmine DE STEFANO aveva dimostrato seriet sia nel riscuotere il famoso 5% di
tangente, sia nella distribuzione alle varie famiglie e sia durante gli incontri tra nemici poi amici,
per le trattative della pace, ma fece un passo indietro (malvolentieri) perch nonostante Pasquale
CONDELLO non voleva che Giovanni FONTANA percepisse la quota del 5% sulle tangenti, in
difesa di Giovanni FONTANA si pronunci Giovanni TEGANO dicendo: quello che successo,
successo, i soldi (riferito al 5% di tangente) o vanno a tutti o a nessuno. Nello specifico ricordo un
discorso fatto nel 1983 da Paolo DE STEFANO quando pass il suo scettro nelle mani di Pasquale
CONDELLO che per per ragioni importanti avrebbe dovuto consultarsi con Giovanni TEGANO e
con Giovanni FONTANA, quindi si riallacciava a vecchie raccomandazioni come se Paolo DE
STEFANO non fosse mai morto e come se le sue parole o voleri dovevano essere esauditi, specie
con la pace raggiunta. Fu cos che Giovanni FONTANA percep la sua quota e (come dicevo
prima) Carmine DE STEFANO (malvolentieri) fece un passo indietro nel proporsi come capo-
societ e successivamente siccome si venne a creare una specie di incompatibilit con la carica
del fratello Giuseppe (cio il Crimine), Carmine DE STEFANO non sfior pi minimamente il
discorso di proporsi come capo-societ (come da vecchie usanze), ma affianc in tutto e per tutte
le idee (e gli intenti) di suo fratello Giuseppe che paradossalmente allinterno delle carceri
Reggine ebbe uno dei pi alti consensi affinch avesse il Crimine proprio da Giovanni FONTANA,
che conferm a Giuseppe DE STEFANO le responsabilit che ebbe nel decidere la morte di suo
padre. Uscito di prigione, Giuseppe DE STEFANO si incontr con suo zio Orazio DE STEFANO,
quindi ebbe lennesimo litigio tant che gli volt le spalle e ritornato a casa sua raccont a me e
a suo fratello Dimitri laccaduto, disse: mi sono incontrato con Pietro, Pietro era il soprannome di
Orazio DE STEFANO, ho litigato, non vuole, quindi responsabilit a lui e potere a me. Inoltre
Giuseppe DE STEFANO raccont il colloquio avuto in carcere con Giovanni FONTANA, questi
conferm le sue responsabilit per la morte di Paolo DE STEFANO, dicendo inoltre che non aveva
avuto nessuna risposta per eventuali incontri di chiarimenti con i TEGANO OMISSIS
Passando alla individuazione degli assetti criminali interni alla citt di Reggio Calabria, il
collaboratore rassegna dati di estremo interesse non solo perch in grado di disegnare scenari in
parte inediti, per la vicinanza dei soggetti di vertice di consorterie criminali solo apparentemente
contrapposte, ma anche per la creazione di punti di raccordo tra cosche, finalizzati a gestire
specifici affari o settori criminali di interesse;
evidenzia il FIUME che nel periodo immediatamente antecedente alla sua decisione di
collaborare con la giustizia in citt:
Giuseppe DE STEFANO era diventato il numero uno, forte dellappoggio di Pasquale
LIBRI (che aveva preso il posto del fratello e cio Mico LIBRI) e dei suoi accoliti con in testa
suo genero CHIRICO (si tratta di CHIRICO Filippo condannato a conclusione del rito abbreviato
relativo al proc. pen. n. 75/05 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA Operazione Testamento per
essere promotore ed organizzato della cosca LIBRI n.d.r.) oltre a tutte le altre consorterie che
ormai riconoscevano (e avallavano) la leadership di Giuseppe DE STEFANO, coordinata da
Pasquale CONDELLO che a sua volta aveva affiancato a Giuseppe DE STEFANO un suo
cugino e cio Domenico CONDELLO (figlio di Luciano CONDELLO e di Maria ROMEO). Fra
le famiglie coordinate da Pasquale CONDELLO nella zona di Reggio cerano i SERRAINO,
rappresentati da Nino NICOLO e i ROSMINI con a capo il pi anziano Diego ed altri. Chi per
era ormai diventato il pi fidato per Giuseppe DE STEFANO era Mario AUDINO che nonostante
avesse forti tensioni allinterno del suo gruppo (riconducibili a gelosie per richieste di Fiori,
specie da parte di Mico LO GIUDICE detto il Bue e tra Giovanni CHILA (ritenuto il pi valido di
tutti in senso dazione), manteneva la sua leadership e condivideva le ideologie di Giuseppe DE
STEFANO OMISSIS
Non va trascurato, peraltro, al fine di giungere alla compiuta ricostruzione delle alleanze
in essere, in quegli anni ma anche successivamente, tra le principali consorterie di ndrangheta
operanti nella citt di Reggio Calabria, il peso da riconoscere ai rapporti tra i fratelli Carmine e
Giuseppe DE STEFANO e lo zio Orazio, ulteriore soggetto di vertice della omonima cosca;
anche in relazione a tale rilevante aspetto quanto scritto da FIUME Antonino assume
particolare significativit:
Dopo la fine della guerra di ndrangheta, Orazio DE STEFANO stava convincendo a suo
cognato, cio Giorgio BENESTARE detto Franco, che fare un po di pulizia (soprattutto fra alcuni
giovani killer che si erano prestati durante la guerra), avrebbe agevolato lintera organizzazione
incamerando incolumit e salvaguardandola dal fenomeno del pentitismo. Ora io non so cosa
avvenne dopo, anche perch per un certo periodo di tempo, i rapporti tra Orazio DE STEFANO ed
i nipoti Carmine e Giuseppe si erano incrinati, se non il fatto che Antonella BENESTARE (moglie
di Orazio) un giorno mi disse: Nino, i miei nipoti sono diventati pazzi (si riferiva a Carmine e
Giuseppe) vogliono fare guerra ai miei zii. Io (come sempre) ho calmato ad Antonella e gli ho
risposto: no, sono solo momenti di rabbia, non cos, ne ho parlato con tuo marito. Questa storia
mi fa pensare che sicuramente Orazio DE STEFANO avrebbe appoggiato, con la scusa di far
pulizia, i suoi nipoti Carmine e Giuseppe DE STEFANO in quello che erano i loro intenti e cio di
attaccare i TEGANO ma non so se si riappacific con il nipote Giuseppe DE STEFANO dopo
lultimo incontro (di mia conoscenza) che ne era scaturito in lite, tant che Giuseppe DE
STEFANO ritornando a casa, raccont a me e a Dimitri dellaccaduto (la frase: responsabilit a te
e potere a me). Finisco veramente: nonostante queste diatribe tra Orazio DE STEFANO e i nipoti
Carmine e Giuseppe DE STEFANO, Carmine e ancor pi Giuseppe, avrebbe potuto perseguire nei
suoi intenti con o senza lappoggio di suo zio Orazio avvalendosi del suo carisma e di tutte le
persone citate in questi appunti OMISSIS.
Quello che emerge, invero, un quadro instabile in cui si fronteggiano i figli di Paolo DE
STEFANO, ed i soggetti a loro collegati, e la famiglia di Orazio DE STEFANO, legata da rapporti
di parentela alla cosca storicamente alleata dei TEGANO;
le tensioni che FIUME vive in prima persona non sono, per quello che si dir in seguito, il
frutto di percezioni non riscontrate del collaboratore, ma fotografano una realt effettivamente
instabile legata alle figure emergenti di Giorgio BENESTARE e Paolo SCHIMIZZI, scomparso in
circostanze misteriose in data 21 settembre 2008;
nel corso dellinterrogatorio del 30 gennaio 2009 Antonino FIUME chiarisce ancor
meglio i passaggi appena riportati e le tensioni interne alla famiglia DE STEFANO:
F:- ANTONIETTA, mi disse NINO i miei nipoti sono diventati pazzi si riferiva a
CARMINE e GIUSEPPE vogliono fare guerra ai miei zii; io come sempre gli ho detto No,
calmati ANTONELLA, sono solo momenti di rabbia, ma poi passa tutto
F:- Esatto. Questa storia mi fa pensare che sicuramente ORAZIO DE STEFANO avrebbe
appoggiato, con la scusa di fare pulizia i suoi nipoti CARMINE e GIUSEPPE DE STEFANO
in quello che era lintento e cio di attaccare i TEGANO. Ma non so se si riappacific, non so
perch poi (nc) quello che successe non lo so, con il nipote GIUSEPPE DE STEFANO, dopo
lultimo incontro avvenuto quando lui disse responsabilit e potere a me. Finisco veramente
Nonostante queste diatribe tra ORAZIO DE STEFANO ed i nipoti CARMINE e GIUSEPPE DE
STEFANO, e ancora di pi GIUSEPPE, aveva potuto proseguire nei suoi intenti con o senza
lappoggio di suo zio, avvalendosi del suo carisma e di tutte le persone citate in questi appunti. Se
cera suo zio o non cera suo zio, GIUSEPPE DE STEFANO, con tutta gli amici che si fece in giro
e con il suo modo di fare ed il suo carisma
Nessun dubbio pu sussistere sullo spessore criminale di Giuseppe De Stefano e sul suo
peso anche ben al di l della sua famiglia e della sua cosca.
La ricostruzione sin qui effettuata consente di ottenere la conferma del ruolo di vertice
operativo (crimine) riconosciuto a Giuseppe DE STEFANO da tutti gli esponenti di spicco della
criminalit organizzata radicata ed operante in Reggio Calabria e dintorni.
Che lo stesso esercitasse la sua forza aggregante non pi limitatamente al suo fronte
criminale lo si comprende appieno soffermandosi sui passaggi che portano al riconoscimento al
DE STEFANO della carica di crimine nel corso dei periodo di detenzione dal medesimo ante
collaborazione subito dal 25 marzo 2000 al 18 gennaio 2001 (il DE STEFANO stato poi
detenuto anche dal 25 novembre 2002 al 27 marzo 2003);
nella trascrizione dellinterrogatorio reso da Antonino FIUME in data 20 novembre 2008 si
legge:
FIUME: Come lui, tante altre persone, lo stesso per esempio quando Giuseppe prender
nel carcere a Reggio questa famosa carica del Crimine di cui parla
P.M.: S.
FIUME: si avvicina a tutte le persone per chiedere il parere e tutti gli dicono s.
FIUME: Il Crimine colui che non gestisce tanto il discorso del, di dare un mandato, un
Fiore a una persona o unaltra, il Crimine quello che gestisce i soldi e le azioni criminose, dando
conto a tutti gli altri Capi Locali e lui diciamo
FIUME: Ndranghetistico, s.
FIUME: S.
FIUME: S, s.
P.M.: E in che cosa diciamo consisteva esattamente perch ci sono dei termini che a volte
non sono collimanti.
FIUME: Quello le stavo dicendo, che tra le persone che gli hanno dato il Crimine Sante
ARANITI gli aveva detto: noi siamo stati costretti ad entrare nella seconda guerra, per noi siamo
rimasti in cuore sempre come a tuo padre, siamo pi amici di prima! Ecco perch Giuseppe DE
STEFANO mi dir: gli ARANITI un altro gruppo che passer con noi. Perch cera stato persone che
(inc.) rimaste con noi, nella seconda erano stati con loro e che dopo la pace, dopo questo Crimine, sono
passati di nuovo con Giuseppe.
FIUME: Quello di gestire il Crimine, nel senso estorsivo e di omicidi da un tratto che andava
da Pellaro a Villa San Giovanni.
FIUME: No, no, per conto delle altre cosche perch la pace era stata fatta sempre con questo,
con questo sistema di dividere tutto al 50% con tutte le altre famiglie che erano state in lotta.
P.M.: Quindi lui sostanzialmente doveva gestire questo tipo di vicende per quanto
riguardava il suo schieramento o tutti quanti?
FIUME: Lui a capo di tutti per potere dirigere, come per certi aspetti dopo la guerra c stata
la pax, per quanto riguarda le estorsioni era Carmine che guidava curava determinate cose e
Stefano GIURACI (SURACI,ndr) per quanto riguarda i LIBRI e questi soldi che si prendevano delle
estorsioni arrivavano a tutti. Poi cera da ridiscutere questi confini
FIUME: S.
P.M.: di questo schieramento, perch il 50% dellaltro schieramento era gestito da altri
soggetti!
FIUME: No, si prendeva sempre il tutto, poi il 50 si mandava alla parte che era avversaria o
viceversa, Pasquale CONDELLO mandare i soldi a loro o loro a loro
P.M.: Perfetto.
P.M.: Perfetto.
FIUME: Per era successo che determinate zone non veniva rispettato diciamo la zona limite
del Locale, cera da rivedere questi Locali perch molte persone gli chiedevano i soldi
FIUME: No, pi che sconfinavano, si tenevano i soldi e dicevano che in soldi non sono
arrivati.
FIUME: S.
FIUME: Li trattenevano per s o qualcuno veniva escluso, ad esempio gli ultimi tempi che
Giuseppe andava a firmare a Reggio, che aveva la firma quando era a soggiorno a Messina, io gli avevo
detto: Giuseppe, da un paio di giorni che incontro a Santo NUCITA e mi ha tolto il saluto e lui era
fermo nella Pasticceria SARNE e mi ha detto: fermati un attimo. E lha chiamato e gli ha detto: che c,
c qualcosa? E lui gli aveva spiegato che era stato estromesso da determinate cose, che lui aveva avuto
un fratello morto, che non gli davano conto e cerano gi questi, questi fatti l
P.M.: Ho capito, ho capito, che non venivano rispettati fino in fondo i patti.
FIUME: S.
P.M.: Quando avviene questo fatto del Crimine, quando gli viene dato?
FIUME: Lui mentre in carcere a Reggio ora gli dico subito il periodo il periodo,
qualche 7 - 8 mesi, un anno prima di uscire (18 gennaio 2001, n.d.r.), nel periodo della strategia delle
bombe gi lui aveva il Crimine, era in carcere lui, perch era Carmine che determinate cose le seguiva,
per era Carmine ha sempre sofferto un po il complesso del fratello che nonostante aveva qualche
anno meno di lui era pi valido per determinate cose e infatti rinfacciava sempre: perch glielhanno
dato a lui e non me lhanno dato a me? E io gli ho detto: lui andato a sparare in tutta Italia, lo
conoscono tutti e lhanno dato a lui.
FIUME: S.
P.M.: dice, diversa fra voi due e quindi hanno preferito darlo a lui.
FIUME: S. Questo fatto che loro perch lui si voleva portare a capo di (inc.) aveva ad
Archi e dopo la morte di suo padre non cera
P.M.: Senti ma questo grado, questo grado di Crimine, poteva essere dato soltanto da chi
era investito di un certo ruolo?
FIUME: Il grado, dottore, io la volta scorsa al processo ultimo che stato in videoconferenza,
il dottor GALLETTA ha toccato un tasto nel senso di dire: ma come avviene laffiliazione al clan e io
P.M.: Se c una, diciamo una affiliazione rituale oppure se avviene per fatti concludenti.
FIUME: C e si vede, per i cretini fra virgolette, c e non si vede per le persone intelligenti.
P.M.: S, benissimo.
FIUME: Cosa voglio dire? Una persona con una sua strategia non detto che debba portare a
conoscenza delle altre famiglie, di chi sono le persone pi vicine a loro. Per questo non lo pu fare uno
qualsiasi, lo pu fare quello contiguo, di sangue, che figlio di un boss e per eredit riceve lo scettro,
per ci sono figli di boss che non sono non valgono a niente e son rimasti l, quelli che si son
dimostrati allaltezza
P.M.: Validi.
FIUME: e hanno commesso dei crimini, di conseguenza hanno avuto questo (inc.)
P.M.: Benissimo.
P.M.: Quindi diciamo il fatto dellinvestitura rituale un fatto diciamo che non
rispondente, voglio dire, alla realt.
FIUME: Dottore, ci si scherza su certe cose, per esistono. Quando Giuseppe DE STEFANO
ha ferito Tot POLIMENI il Biondo e io ho pagato per questo tentato omicidio perch poi lui stato
assolto per il Bis (inc.) quando abbiamo ragionato lazione, quando si va a fare proprio un omicidio si
parla prima e si dice: siamo Tizio, Caio e Sempronio e rimanga qua, chi parla di questo fatto, muore. Se
la cosa va a buon fine, dopo che va a buon fine ci si stringe la mano, ci si bacia e si pu dare un grado in
pi o meno in base a quella che stata lazione eclatante o meno, siccome in questo caso (inc.)
POLIMENI (inc.) non ha voluto sparare perch ha portato il fucile e lha lasciato l carico e ha detto: io
vengo per questo uscito dal carcere, ha salutato a tutti, amico di tutti, perch lo devo uccidere?
Per fargli capire, vengo con te ma non sparo. Dopodich questa storia io, siccome Giuseppe DE
STEFANO in quel periodo (inc.) si era sfiorato questo argomento e ci siamo trovati in una montagna a
forma di cavallo che si ragionava con una personaperch dire parole con la erre una cosa, dire
palore con la elle unaltra, con persone di vecchio stampo gli dicevo: spero di aver detto bene le mie
palore, cu siti, a cu appartiniti, dunni viniti? E io in un momento mi sono lasciato andare: appartengo
alla famiglia DE STEFANO, sono qua, (inc.) per qualsiasi cosa mi rivolgo un sacciu, Mastru i iurnata
che era Antonio PAPALIA e altro e Carmine ha cominciato, baci a destra e baci a sinistra dice, ora ti
incuddasti puru cu chisti e succedevano queste cose qua che uno anche per parlare si trovava in
situazioni che non potere pi tornare indietro. Un esempio, se uno
FIUME: Esisteva.
P.M.: esisteva.
FIUME: S.
OMISSIS
P.M.: Che cosa ha significato voglio dire, nella, nellevoluzione che ha avuto la cosca,
il fatto che gli sia stata assegnata questa carica?
FIUME: La carica del Crimine per quello che sono i miei ricordi, dovuta al fatto di
incamerare pi soldi possibili e di controllare le strategie della cosca riguardo estorsioni e omicidi ma
non di persone che fanno parte della stessa cosca che gli hanno dato il Crimine. In pratica deve
controllare il tutto riguardo estorsioni e uccisione ma no di persone che fanno parte della stessa cosca
che gli ha dato il Crimine, non so se mi sono spiegato, il controllo che aveva lui di questa
FIUME: Un controllo capillare di lavori, subappalti, appalti, estorsioni, tutto quello che poteva
portare soldi per pagare, nel caso che lamentava Giuseppe, (inc.) digli: lascia stare queste cose, lascia
stare queste cose, supportato come ho sempre detto OMISSIS che era contrario, e ha detto: la devono
smettere, la devono smettere, sono i figli di Paolo DE STEFANO e quando la gente dir: s, sono i suoi
figli ma lavorano e non creano problemi, non si finir mai di sentir parlare di queste Io devo dire che
OMISSIS mi ha dato sempre buoni consigli sotto questo aspetto e io, forte anche di quello che diceva lui,
ho cercato di tirarli fuori ma alla fine Anzi, nel tirarli fuori, visto che si parlava tanto sempre del
famoso ponte sullo Stretto e che Carmine avrebbe voluto investire, comprare i camion con la ditta
MANTELLA di Catanzaro e noi, ho detto: io costruisco impianti, posso fare qualcosa, comera successo
con la GAMBOGI con tuo padre, aveva i camion, lavorate pure voi e c, no, cera la gelosia perch lui
aveva saputo che Pasquale CONDELLO e Pasquale TEGANO si stavano per comprare dei terreni e
delle cose per fare gli impianti e l erano nate gelosie, che quellaltro doveva stare sotto di lui
insomma avevo cercato ci convincerlo e cero quasi riuscito, che mha detto: vai da Pasquale LIBRI e
digli che io e Giuseppe non vogliamo sapere niente dei lavori.
FIUME: Ve lo dico subito, siamo nel periodo 98, 99, comunque Pasquale LIBRI era libero,
era a casa (inc.) 98 credo, qualcosa del genere. In tutti i modi vado, Giuseppe che ancora in carcere
che viene a sapere questo fatto: no, perch se ci tiriamo fuori ci ammazzano e allora io non cero
riuscito pi in questo intento e lui ha continuato poi
FIUME: S.
P.M.: in carcere
FIUME: S.
FIUME: S, in carcere.
FIUME: Quello che mha detto Giuseppe glielha le persone che erano confluite
FIUME: Lui ha chiamato tutti uno per uno e in quel periodo cera arrestato suo cugino
FIUME: S e cera suo cugino Paolo MARTINO e gli aveva chiesto se per cortesia gli faceva
da spalla per sentire quello che si stava per dire a queste persone che gli doveva parlare. Il fatto che
poi lui lo criticava perch Paolo MARTINO si allontanava, perch lui aveva cercato di dire: ma lascia
stare, tuo padre morto, tuo padre morto per lui ha parlato uno con i NIRTA, non mi ricordo
qual era, con Sebastiano u Stacco, cu ROMEO, con Sante ARANITI, con Pasquale LIBRI, un altro
dei ROSMINI che non ricordo e non so con chi altro che faceva le veci di Pasquale CONDELLO che
era l, che gli portava il tramite e tutti avevano votato s per avere questa carica del Crimine.
P.M.: Ma erano tutte persone che gi a loro volta erano investite di questa carica?
FIUME: Erano persone che erano capi diciamo di Locali, che potevano farlo, che potevano
dargli questa carica. Qualcuno
FIUME: S.
P.M.: Chi aveva, oltre chiaramente a Giuseppe DE STEFANO, questa carica su Reggio
Calabria e dintorni?
FIUME: Di quelli che sono i miei ricordi su Reggio, quello che era la persona, che mi aveva
detto Giuseppe la parola valeva pi di tutti nel tempo era Mico LIBRI, Mico LIBRI era quello che la sua
parola
FIUME: S.
FIUME: Lui controllava tutto e per tutto i fatti, non a caso dopo le riunioni della pax mafiosa,
quando lui ha dettato le regole, a dire: non deve succedere nessun omicidio per quel che sono in alto,
uno di noi, uno di loro, se uno vuole passare da una cosca a unaltra lo pu fare col consenso degli
altri lamentava il fatto che ancora supra i lavuri, cio le estorsioni, laccordo lo troviamo, prima
dobbiamo (inc.) anche perch dice, io ancora devo avere i soldi della rapina alla Banca Nazionale del
Lavoro e non mi ricordo che altri (inc.)
FIUME: S.
P.M.: Nella fase successiva poi avviene questo discorso di Peppe DE STEFANO?
FIUME: S.
P.M.: Quindi ulteriori soggetti rimaniamo legati alla fase in cui tu hai deciso di
collaborare.
FIUME: I soggetti vi ripeto, Giuseppe non aveva (inc.) grosso modo chi erano le persone pi
che non si erano avvicinate a lui e che per certi aspetti per le Forze dellOrdine erano catalogate come
persone dellaltro schieramento, come per esempio Sante ARANITI diceva: io se non sar con te sono
con te, anche se nella guerra ho appoggiato Pasquale per cose interne, cose che avevano loro, per sono
sempre rimasto in cuore con tuo zio Giorgio, quello che morto in Aspromonte. Tra i giovani cerano
giovani vicini ai TEGANO, Luciano VOTANO, che gi avevo detto a Giuseppe: Giuseppe io tu hai
questa carica, se hai bisogno, sono con te era uno di loro che era gi passato con lui; ce nera un altro
che era DI LAURENTI, che passato vicino ai LABATE che (inc.) detto: io (inc.) a te, non a caso anche
l ho avuto sono intervenuto a unestorsione a un grande lavoratore che stimavo, un amico di famiglia
delle Officine del Corso, che aveva un lavoro a Torre Lupo e gli avevano danneggiato tutti i mezzi e
questo se li port da LOMBARDO, dice: no, non devi parlare con lui, devi parlare con LAURENTI e
devi mandare unambasciata a Peppe DE STEFANO per dire cio non cercate queste cose che vi trovate
in imbarazzo, ma questa (inc.) non era dato conto.
FIUME: Pasquale CONDELLO a detta di Giuseppe quando nato il discorso della Darsena,
che volevano costruire la Darsena e io gli ho detto: ma (inc.) posto di lavoro, ho detto: Pasquale che ne
pensa? E lui mi ha risposto: Pasquale dice quello che dico io, fermo restando
FIUME: Nel 2000, questo quando lui era a soggiorno a Messina, nel 2001.
OMISSIS
FIUME: Lui aveva avuto a Reggio questo avvicinamento con Giuseppe in carcere e Giuseppe
mi ha detto che lui, anche per le azioni di fuoco, se lo doveva chiamare, era a disposizione. La cosa che
ne ho la certezza che lui valeva, la sua parola, quasi quanto quella di Giuseppe per le estorsioni, ma non
per gli omicidi
FIUME: Domenico
FIUME: Domenico CONDELLO, figlio di Luciano. C il lavoro della tubatura del Comune
della fogna che va da Gallico e attraversa Archi e arriva a Reggio. Questi lavori, la trivellazione, ce
laveva uno vicino ai LIBRI, la cosca, e un ragazzo, un certo SAPONE di Trunca, da quelle parti, che
era cugino di questo SAPONE che ci teneva le armi. Tot che era un povero lavoratore, mi disse: senti,
Nino, come devo fare, mio cugino quanto ti Tot, queste cose lo sai che io se ti posso dare una mano
daiuto e allora sono andato da Giovanni, ho detto: Gianni, questo (inc.) ha fatto la facciata dal
NATURA BLU, gli ha dato 5 milioni a uno e non si sa nemmeno se sono arrivati, lasciateci fare questo
lavoro. No dice, deve pagare la percentuale per forza. E allora quello gli ha detto che sono 100 milioni
la trivellazione. Domenico CONDELLO Gingomma dice: no, nni pigghia pi fissa, un sunnu 100, sunnu
200, poi venuto a parlare con me! Allora lui si ritrovato in imbarazzo a diresiamo tutti la stessa
cosa, che parli a fare con lui se gi hai parlato con me? Ecco che Giovanni DE STEFANO si
arrabbiato a dire: siamo tutti la stessa cosa, le persone devono capire che siamo tutti la stesa cosa
perch cercavano
FIUME: Mi successo cos a Plat, mi successo cos per Nino FRASCATI, mi successo con
tante altre persone
FIUME: Nel tempo, nel periodo che si sta facendo questa trivellazione del
FIUME: Ora ve lo dico quand, nel, nel 2000, 2001, 2000 2001.
FIUME: Mimmo CONDELLO che ha detto cos, pure Giovanni, insieme, perch mi hanno
chiamato che io avevo cercato di fargli risparmiare a questo poveretto e loro mi hanno rimproverato, mi
hanno detto: guarda, inutile che
P.M.: Senti
FIUME: S, perch lui aveva detto che erano 100 milioni, in realt la trivellazione era 200
milioni
FIUME: No, perch ho detto, questo ci tiene pure le armi, poveretto Sa che ha fatto quel
poveretto l, perch dico poi perch stava facendo un lavoro vicino la Questura a Santa Caterina, sono
arrivati due con la moto e gli hanno bloccato i lavori, scappato da me, gli ho detto: che stai facendo?
Dice: 18 milioni Salvatore me li ha dati lui e allora siccome ecco dottore, allepoca, Giuseppe non aveva
avuto il Crimine e il mandamento suo arrivava fino alla casa cantoniera rossa a Pettimele, da l in poi
andava con Cosimo MUSCHERA e tutti gli altri che sono attaccati l e allora io sono entrato in un
discorso che non dovevo andare a dirgli di non pagare la mazzetta, vedi come sono strani, perch dice,
sei andato a favorire uno che non (inc.) che deve pagare, hai capito? Poi andato Giuseppe che aveva il
Crimine per tutto e valeva, ma allepoca io non lo potevo fare, perch dice: da qua a qua tu non puoi
tenere conto! Come successo con quello che ha avuto il coraggio forse di denunciarlo, mi sa che l c
stato pure un arresto, quello della Wolksvagen (inc.) aveva fatto le costruzioni a Pettimele e
nellestorsione avevano fatto le foto che andava Mico CONDELLO e altri e questo qui, per chiedere la
tangente (inc.)
P.M.1: Mico CONDELLO quale , sempre quello detto Gingomma se non sbaglio?
FIUME: Io u canusciu u figghiu di Maria, s, quello che suo fratello stava per sposarsi con la
figlia di Ugo MARINO delle FEDERFECIMA, unaltra imparentata cos
[Link]: (inc.)
FIUME: S.
FIUME: S.
FIUME: S.
FIUME: S.
FIUME: In quel caso che gli dicevo io, che Giuseppe ha avuto il Crimine
OMISSIS
FIUME: S.
FIUME: S.
FIUME: Non un mandamento, no, ma da noi non si usa il mandamento da noi si dice Locale.
FIUME: S.
FIUME: S.
P.M.1: (inc.)
P.M.: e connesse, dice: vale per tutto il mandamento dici tu, quindi Pellaro Villa
FIUME: per tutta sta combriccola che si era formata, con a capo che avevano messo ai
tempi, che sarebbe a dire ARANITI
FIUME: S, vale, perch Mario aveva passato il mandato, ed era passato a Giuseppe, non ce
lha pi Mario, Mario quello che era di suo, glielo passa a Giuseppe!
FIUME: S, s.
FIUME: I negozianti riconoscono la persona pi vicina, che pi vicina a lui e gli danno,
lho spiegato nel processo Eremo, ho detto io: GIUSTA, quello dei colori, non che pagava la
mazzetta per (inc.) uno di rispetto ci d laiuto, ci tiene lappoggio quando latitante, Nuccio
MORENO la stessa cosa, e pure lo stesso MORABITO (inc.) MORABITO era l (inc.)
OMISSIS
FIUME: omissis Giuseppe questo Crimine era come se lo sapevano tutti che come se
fosse una carica istituzionale, perch quella sera che camminava
FIUME: Guardi, io passeggio sul Corso e c Mimmo CALABRO, quello che la sua donna
aveva il negozio Sogni, di intimo, sul Corso, e dice: guarda, una volta avevamo a Paolo, ora abbiamo a
Peppe. Dissi: Mimmo, qual il problema? Dice: sai, c quella ditta di Catania che cho il subappalto
alle piscine, alle piscine comunali, quelle lex Parco Caserta e si trovano in imbarazzo, deve pagare
qualche percentuale di mazzetta, si dovuto pulire tutto Per farvi capire, le persone parlavano come
se fosse una cosa di nulla, dice: c Peppe ora sistema le cose.
OMISSIS
P.M.: Ora chiaramente Pasquale CONDELLO, visto che stavamo parlando di questo
FIUME: S.
P.M.: era a conoscenza del grado, no, il fatto del Crimine dato a Peppe DE STEFANO?
FIUME: Certo.
FIUME: S, condivideva e quando si era incontrato prima, nel novant nel 99 credo,
comunque lui si incontra a casa di Pino TRAPANI, io sposto a Carmine e Peppe BARILLA sposta a lui
e avevano parlato anche di questo fatto e lui in quelloccasione ha sempre avuto il debole per i figli di
Paolo, di Carmine e Giuseppe, ma ha voluto incontrare a Giovanni figlio di Giorgio perch lui sempre
stato legato a Giorgio e di conseguenza riconosceva sia Giuseppe, per ci teneva molto a Gianni, il
figlio di Giorgio e lha voluto l per salutarlo
P.M.: Pure?
FIUME:e dirgli che va bene quello che sta facendo il cugino, di tenere bene questa
situazione
FIUME: Lui da quando uscito, da quando lui uscito la prima volta con la storia della
malattia tanti anni fa, che si era messo le flebo a casa per non arrestarlo, quando io ero andato a
trovarlo con Carmine e Giuseppe lui dice sempre: salutatemi a compare Paolo, compare Paolo, per
detto in cuore suo, s, rispettava a Paolo per pi ancora era legato a Giorgio e di conseguenza per lui
Gianni DE STEFANO, non dico che era come suo figlio ma quasi, per farvi capire questo attaccamento
che aveva con Gianni, s.
P.M.: Cerano contatti, voglio dire, oltre agli incontri, cerano contatti tra i DE STEFANO
di cui tu stai parlando e Pasquale CONDELLO?
FIUME: S.
FIUME: Giuseppe con questi giovani, che si era creato le persone un po si guardavano in
faccia: ma che sta succedendo qua, si son fatti la guerra e ora e ogni 2 3 giorni (inc.) organizzava
delle partite di calcio tra la squadra che organizzava Mico CONDELLO Gingomma e lui
P.M.: Addirittura!
FIUME: S, quando veniva l (inc.) si giocava in quel campetto vicino a Bruno LAGANA e un
giorno si messo a ridere e gli ha detto a uno: disgraziato, (inc.) il doppiogioco. Nel senso cera il
cugino di quello che scomparso, di Peppe FERRO, quello che aveva lofficina (inc.) San Giovannello,
Nicodemo, il fratello di Nicodemo, Nicodemo PEDULLA, Bernardo PEDULLA si era cresciuto con
noi, si frequentava con noi nella villa, per a un certo punto era stato arrestato col figlio di Paolo
CONDELLO mentre nascondeva delle armi nella Fornace (inc.) e Giuseppe gi laveva detto da prima,
dice: questo fa finta di essere amico nostro, per collegato a lui, per diciamo erano storie vecchie e
lui diceva: lo sapevo io che tu facevi finta di stare con noi! Si era creata questa, questa
P.M.: No, questo per dire che comunicava attraverso voglio dire questi
FIUME: S.
FIUME: S.
FIUME: S, biglietti, i biglietti o i pizzini come si chiamano, fin quando avevo detto di usare
questo termine non arrivavano a Carmine, perch io andavo a Catona dove cera quellufficio, quello
stabile grande che vendono cucine componibili, mi aspettava Giovanni RUGOLINO, io gli passavo di
lato, lui mi dava un biglietto e io sentivo, vedevo quello che aveva scritto A Carmine e glielo portavo e
andava avanti cos. Poi lhanno preso a sfida
FIUME: Pure Carmine e Giuseppe quando erano latitanti con Giovanni, gli scriveva questi
biglietti, io li ritiravo e glieli consegnavo a Dimitri che poi li portava a Giuseppe o viceversa, con questo
sistema.
FIUME: Questo CONDELLO registra direttamente Giuseppe dal carcere ma non so come, con
chi e tramite chi, quello che so che alla fine queste giovani leve avevano preso una sfida con le Forze
dellOrdine come per dire: tanto abbiamo le schede che ci dava a Gallico un si chiamava questo, si
chiama Piero FRANGIPANE che aveva questo negozio TIM che gli dava queste schede a nome non so
di chi e parlavano con queste schede ed erano convinti di andare avanti cos, per cerano
P.M.: I lavori sul Corso di Reggio Calabria no, mettiamo anche lavori pubblici o lavori di
ristrutturazione di immobili
FIUME: S.
FIUME: Io costruivo macchine per la lavorazione degli inerti e conoscevo un po tutte le ditte.
Negli ultimi tempi la ditta GALLO di Bovalino o di
OMISSIS
FIUME: No, no, 5 per tutti, s, poi diventava 2,5, s, perch prima
FIUME: Esatto, s.
FIUME: S, s.
FIUME: Che li andava immuni, potevi entrare in un Locale se avevi il grado pi alto e se quelli
erano pi basso dire: questo lavoro mio e mi inter Per esempio a Santa Caterina, no, cerano, noi li
chiamiamo i Teste curtuallo, i MORABITO, quei ragazzi che prima erano stati vicino a MUSCHERA,
poi a LO GIUDICE, avevano fatto un po e controllavano un lavoro che era delle costruzioni pi
avanti della Guardia di Finanza. Perch questo lavoro era controllato da loro? Carmine gli ha mandato
a dire: sentite, limpianto elettrico a queste palazzine li fa FALZEA che uno che mi d conto a me e lui
gli aveva che era quello che gli teneva la casa intestata a lui ad Archi, quella casa che intestata (inc.)
in realt di Carmine per (inc.) lui, la villa (inc.) che credo che sia spostato con la (inc.) che una
persona che vicina ai LIBRI, tanto per chiudere questo caso
FIUME: FALZEA.
P.M.1: FALZEA.
FIUME: E allora lui gli ha detto: siccome una persona vicina a me, lui ha detto: compare,
fate voi e sotto questo aspetto glielo dicevo a loro e mi dicevano no, si poteva omissis
P.M.: Quindi diciamo questo discorso valeva, era abbastanza rispettato, non era, non
cerano grosse
FIUME: S.
P.M.: (inc.)
FIUME: Carmine fin cerano le lamentele perch ad alcuni non arrivavano i sodi per come
dicevano, nel senso, Carmine aveva questo (inc.) girava, prendeva i lavori, fin quando cera libero lui ci
iava
FIUME: nel momento che mancato lui, tra quello che entrato che adesso che poi
arriver Giovanni, ma Giovanni diciamo negli ultimi tempi, ancora prima cera lui, cera questo
Stefano SURACE che girava per i LIBRI, che prendeva i soldi e poi li dividevano, qualcuno aveva delle
lamentele, a chi non gli arrivavano i soldi
FIUME: e invece questi soldi dice che poi erano arrivati. Per (inc.) quello che (inc.) gli
toccava a lui e lui rimproverava il fatto che durante la sua assenza devono pagare tutti e ce laveva con
tutti perch col mio nome si son fatti i soldi. Ecco perch vi dicevo pure (inc.) diceva: troppe dice,
persone, dietro il mio nome si sono fatti i soldi, ora devono pagare tutti, dai pi grandi ai pi piccoli
perch mi sono stancato. E questo era il suo, il suo pensiero.
P.M.: Va bene.
Nel corso dellinterrogatorio del 19 dicembre 2008, il collaboratore di giustizia tornava sugli
argomenti legati alla carica ricevuta da Giuseppe DE STEFANO ed individuava anche le famiglie che
avevano voluto linvestitura del predetto;
FA:- Quello che loro non so tra loro due, poi alla fine
PM:- e Giuseppe.
FA:- Quello che voleva, giustamente non guastando con le altre famiglie.
Emblematiche di questa inevitabile precariet degli equilibri tra le cosche, nei termini sopra
specificati, sono le vicende del locale di San Giovannello, sfociate nellomicidio di Mario
AUDINO.
Il territorio in questione, infatti, sempre stato sottoposto al controllo della famiglia
TEGANO, legata principalmente alla figura di Orazio DE STEFANO ed ha rivestito un ruolo
strategico nel corso della seconda guerra di mafia (1985 1991) in quanto terreno di scontro
cruento tra i cartelli in lotta, per gli omicidi dei responsabili criminali del locale, POSTORINO
Giuseppe - detto Pinello - ed AUDINO Fortunato - detto Maurizio -, portati a compimento ad
opera del gruppo facente capo a CONDELLO Pasquale (vedi, sul punto, quanto evidenziato dal
Tribunale di Reggio Calabria, nella parte motiva della sentenza n. 348/2006 (proc. pen. n.
1293/2004 R.G. notizie di reati/mod. 21DDA), emessa in data 31 ottobre 2006 nei confronti dei
componenti dellorganizzazione criminale di quellarea, relativamente agli omicidi in pregiudizio
di POSTORINO Giuseppe e AUDINO Fortunato.
La reggenza del Locale di San Giovannello, controllato dallorganizzazione TEGANO,
dopo la morte dei suddetti venne affidata ad AUDINO Mario, personaggio di particolare caratura
criminale, che nel corso degli anni aveva assunto una sempre maggiore autonomia criminale
nellarea ed il suo spostamento sempre pi verso il gruppo che riconosceva il ruolo di vertice a
Giuseppe DE STEFANO (si vedano gli specifici passaggi del memoriale consegnato ai magistrati
in data 30 gennaio 2009 da Antonino FIUME in relazione ai rapporti tra lAUDINO ed il DE
STEFANO).
Tale atteggiamento finalizzato ad allargare la sfera di competenza fa ritenere ai Carabinieri
che siano stati i TEGANO a decidere, nel dicembre 2003, la sua violenta eliminazione (vedi,
lattivit di indagine, condotta dalla locale Sezione Anticrimine del Raggruppamento Operativo
Speciale dei Carabinieri, denominata Fulmine [proc. pen. n. 1293/04 R.G. notizie di
reato/mod.21DDA]) sulla base dell intercettazione, in data 5 settembre 2005, di una conversazione
tra presenti intercorsa tra LAVILLA Francesco ed un soggetto non meglio identificato, nel corso
della quale venivano indicati quali responsabili dellomicidio di AUDINO Mario, proprio i
TEGANO nel cui circuito criminale i due interlocutori erano certamente inseriti.
Nello stesso senso si pongono, senza peraltro giungere ad alcuna affermazione di
responsabilit, le conclusioni della sentenza emessa a conclusione del processo Eremo avente n.
348/2006.
Si legge nella stessa: Se i numerosi e validi contributi dei collaboratori di giustizia, di cui
sopra si abbondantemente detto, che furono escussi nei relativi dibattimenti, consentono
Si sono fin qui viste le dichiarazioni di FIUME Antonino sulla carica di Crimine attribuita a
DE STEFANO Giuseppe dai principali capi delle cosche reggine, a cominciare da CONDELLO
Pasquale e LIBRI Domenico e sul significato di tale carica; si visto pure come le dichiarazioni del
FIUME, in particolare quelle sulla famiglia DE STEFANO, siano state ritenute del tutto attendibili dai
giudici che le hanno fin qui prese in esame.
Prima di passare allanalisi dei riscontri acquisiti appare necessario porre nella giusta
evidenza un primo dato in grado di esaltare la piena attendibilit del dichiarato di Antonino
FIUME nel momento in cui riferisce che tra i soggetti, di vertice della ndrangheta reggina, che
hanno attribuito a Giuseppe DE STEFANO la carica in esame, mentre i due si trovavano detenuti
allinterno della Casa Circondariale di Reggio Calabria, vi era stato Giovanni FONTANA.
Tale dato risulta pienamente confermato dalle estrapolazioni effettuate dal sistema
informativo del D.A.P., le quali evidenziano che il DE STEFANO ed il FONTANA sono stati
detenuti insieme presso la locale struttura carceraria dal 25 marzo all11 maggio 2000.
Ove si sonsideri che Giuseppe DE STEFANO stato scarcerato in data 18 gennaio 2001,
lattivit di verifica fornisce ampio riscontro anche in relazione allulteriore passaggio delle
dichiarazioni del FIUME in cui si individua il momento dellinvestitura (Lui mentre in carcere a
Reggio ora gli dico subito il periodo il periodo, qualche 7 - 8 mesi, un anno prima di uscire): a
ritroso si va a collocare il riconoscimento della carica proprio nel periodo di detenzione comune prima
indicato.
1. P.M. era a conoscenza del grado, no, il fatto del Crimine dato a Peppe DE
STEFANO?.-
DE STEFANO Giuseppe
(2) stato tratto in arresto il 10.12.2008, ricercato dal 2003 dovendo scontare tre condanne
di cui due definitive;
(3) stato proposto, da parte della locale Sezione Anticrimine, con nota nr. 23/1 datata
17.01.2008, per la perdita della potest genitoriale.
2. FIUME: Si, condivideva e quanto si era incontrato prima, nel novant nel 99
credo, comunque lui si incontra a casa di Pino TRAPANI, io sposto a Carmine e Peppe
BARILL sposta a lui e avevano parlato anche di questo fatto e lui in quelloccasione ha
sempre avuto il debole per i figli di Paolo, di Carmine e Giuseppe, ma ha voluto incontrare a
Giovanni figlio di Giorgio perch lui sempre stato legato a Giorgio e di conseguenza
riconosceva sia Giuseppe, per ci teneva molto a Gianni, il figlio di Giorgio e lha voluto li per
salutarlo
DE STEFANO Carmine
BARILLA Giuseppe
DE STEFANO Giovanni
(c) COSTA riferiva: seppi che dopo la morte di Paolo DE STEFANO, Giorgio
DE STEFANO divenne la mente dei destefaniani, e lo stratega della guerra di mafia condotta dal
....in poi. Tutti costoro parlando di lui lo chiamavano "compare Giorgio l'avvocato". ....Giorgio
DE STEFANO ha stretti rapporti con tutta la 'ndrangheta calabrese e in particolare con i
PAPALIA e i BARBARO di Plat, con PIROMALLI Giuseppe, nonch con cosa nostra siciliana, in
particolare con Mariano AGATE, Luca BAGARELLA ...omissis....
DE STEFANO Giorgio
4. FIUME: Si, quando veniva li (inc.) si giocava in quel campetto vicino a Bruno
LAGAN e un giorno si messo a ridere e gli ha detto a uno: disgraziato, (tnc.) il doppiogioco.
Nel senso cera il cugino di quello che scomparso, di Peppe FERRO, quello che aveva lofficina
(inc.) San Giovannello, Nicodemo, il fratello di Nicodemo, Nicodemo PEDULL, Bernardo
PEDULL si era cresciuto con noi, si frequentava con noi nella villa. Per a un certo punto era
stato arrestato col figlio di Paolo CONDELLO mentre nascondeva delle armi nella Fornace (inc.)
e Giuseppe gi laveva detto da prima, dice: questo fa finta di essere amico nostro, per
collegato a lui, per diciamo erano storie vecchie e lui diceva: lo sapevo io che tu facevi finta di
stare con noi! Si era creata questa, questa
CONDELLO Giandomenico
PEDULLA Nicodemo
5. FIUME: Si, biglietti, i biglietti o i pizzini come si chiamano, fin da quando avevo
detto di usare questo termine non arrivavano a Carmine, perch io andavo a Catona dove cera
quellufficio, quello stabile grande che vendono cucine componibili, mi aspettava Giovanni
RUGOLINO, io gli passavo di lato, lui mi dava un biglietto e io sentivo, vedevo quello che aveva
scritto A Carmine e glielo portavo e andava avanti cos. Poi lhanno preso a sfida
(RC) il 22.03.1950, ivi residente in vicolo Casa Savoia nr.28, capo dellomonima organizzazione
criminale operante in Catona
RUGOLINO Giovanni
(2) Societ a responsabilit limitata denominata FORME NUOVE S.R.L., sita in Via
Nazionale nr.188 a Catona di Reggio Calabria, adibita al commercio al dettaglio ed all'ingrosso
di mobili ed arredamenti, complementi di arredo, illuminazione, tendaggi e di ogni altro bene
rientrante in linea di massima nella categoria dei mobili e degli arredi. LAmministratore Unico si
identifica in CALABRO Francesco, nato a Reggio Calabria il 12.09.1941 ed ivi residente in Via
Nazionale Catona nr.80.
6. FIUME: Pure Carmine e Giuseppe quando erano latitanti con Giovanni gli
scriveva questi biglietti, io li ritiravo e glieli consegnano a Dimitri che poi li portava a Giuseppe o
viceversa, con questo sistema.
FRANGIPANE Bruno
Lo stesso stato titolare, dal 03.11.1997 al 10.02.2003, di una impresa individuale, sita a
Gallico di Reggio Calabria in Via Nazionale nr.87, avente per attivit, tra le altre cose, il
commercio al minuto di materiale elettrico, antifurti e telefonia.
Il predetto, risulta avere un fratello a nome Pietro, nato a Reggio Calabria il 09.03.1968
ed ivi residente in Via Ceci nr.9, coniugato.
FRANGIPANE Pietro
Al deposito della nota appena riportata seguiva, in data 17 giugno 2009, lulteriore
interrogatorio di Antonino FIUME il quale consentiva di colmare le residue incertezze
identificative.
In particolare, il collaboratore di giustizia specificava una serie di passaggi delle
dichiarazioni gi rese con particolare riferimento:
1. al ruolo di Giuseppe e Carmine DE STEFANO, soffermandosi in particolare sui periodi
di latitanza trascorsi insieme da questultimo e Pasquale CONDELLO al fine di
pianificare e programmare le attivit criminose di competenza dellorganismo di vertice
gi descritto
(P.M.: Ora chiaramente Pasquale CONDELLO, visto che stavamo parlando di
questo
FIUME: S.
P.M.: era a conoscenza del grado, no, il fatto del Crimine dato a Peppe DE
STEFANO?
FIUME: Certo.
P.M.: Quindi condivideva?
FIUME: S, condivideva e quando si era incontrato prima, nel novant nel 99
credo, comunque lui si incontra a casa di Pino TRAPANI, io sposto a Carmine e Peppe
BARILLA sposta a lui e avevano parlato anche di questo fatto e lui in quelloccasione ha
sempre avuto il debole per i figli di Paolo, di Carmine e Giuseppe, ma ha voluto incontrare a
Giovanni figlio di Giorgio perch lui sempre stato legato a Giorgio e di conseguenza
riconosceva sia Giuseppe, per ci teneva molto a Gianni, il figlio di Giorgio e lha voluto l per
salutarlo
P.M.: Pure?
FIUME:e dirgli che va bene quello che sta facendo il cugino, di tenere bene questa
situazione);
2. al ruolo di dipendenza funzionale riconosciuto a Domenico CONDELLO, alias
gingomma, indicato dallo zio Pasquale CONDELLO quale persona da affiancare a
Giuseppe DE STEFANO
(P.M.: E Domenico CONDELLO, Gingomma che ruolo aveva?
FIUME: Lui aveva avuto a Reggio questo avvicinamento con Giuseppe in carcere e
Giuseppe mi ha detto che lui, anche per le azioni di fuoco, se lo doveva chiamare, era a
disposizione. La cosa che ne ho la certezza che lui valeva, la sua parola, quasi quanto quella di
Giuseppe per le estorsioni, ma non per gli omicidi
P.M.: Ma lui chi?
FIUME: Domenico
P.M.: S, specifichiamo sempre quale Domenico.
FIUME: Domenico CONDELLO, figlio di Luciano);
3. alla identit del soggetto che si occupava degli spostamenti di Pasquale CONDELLO per
consentire allo stesso di prendere parte ai summit con gli esponenti di vertice della
famiglia DE STEFANO: il predetto stato riconosciuto dal FIUME, a seguito di
individuazione fotografica, proprio in quel Peppe BARILLA, detto scheggia, di cui si
parla nella nota del R.O.S. integralmente riportata.
appartamento sito al quarto piano (quinto fuori terra), sito in Reggio Calabria, Via
Domenico Muratori nr. 40/B, identificato al N.C.E.U. di Reggio Calabria - Sez. RC - al foglio nr.
128, particella 101, sub 5, partita nr. 30782, intestato ad ERRIGO Caterina, nata a Reggio
Calabria il 07.05.1934;
Ho
Dimenticata, sciarpa
in seta e lana,
dentro larmadio.
Vigneto Zarm
contributi statali
Rimuovere traliccio
chiedere proprietario terreno.
Soldi [Link]
Certificato detenzione
anno 1983. Marzo,
Dicembre, processo
Cosenza,
Buste matrimonio
Melia
Dagli accertamenti effettuati sul conto di LAGANA Bruno, emerso, che lo stesso,
effettivamente proprietario nella contrada ZARMA, indicata dal CONDELLO, di un terreno
coltivato a vigneto, ricadente al foglio di mappa nr. 6, particella nr. 43, del comune di Reggio
Calabria. La circostanza emersa da una denuncia presentata dallo stesso, in data 2 ottobre
2003, presso la Stazione Carabinieri di Archi, laddove precisava di essere proprietario di tale
appezzamento di terreno, unitamente ai cugini ed alle zie, meglio indicate nellallegata
informativa dei Carabinieri di Archi [vds. all. nr. 4].
Le dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia confermano che gli attuali assetti
criminali cittadini trovano la loro genesi nellinvestitura ricevuta da Giuseppe DE STEFANO e
sono gi consolidati nel febbraio del 2002, periodo in cui il FIUME inizia a collaborare con la
giustizia.
Trova riscontro il narrato appena riportato nella corposa attivit di intercettazione
ambientale e telefonica svolta nel corso delle indagini relative al presente procedimento penale,
ove si consideri che lestrema vicinanza tra Giuseppe DE STEFANO e Pasquale CONDELLO, di
cui parla il FIUME senza conoscere in alcun modo quelle che sono le risultanze delle attivit
investigative finalizzate alla cattura del Supremo, cristallizzata dalle genuine captazioni
riassunte nella nota del Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri Sezione Anticrimine
di Reggio Calabria del 20 giugno 2008, relativa alla segnalazione di CONDELLO Pasquale + 8,
in relazione al delitto di cui allart. 416 bis c.p. finalizzato alla commissione di estorsioni4 ai danni
di esercenti commerciali operanti in Reggio Calabria, tra i quali assume rilievo decisivo la vicenda
legata alla tentata estorsione posta in essere ai danni di FRASCATI Emilio, che verr approfondita
in seguito, impegnato nei lavori di ristrutturazione dellesercizio commerciale riconducibile ad
Ugo MARINO.
4 Informativa di reato nr. 112/340-2005 del 20 bgiugno 2008 a carico di CONDELLO Pasquale [ 24 settembre 1950];
BARRILLA Giovanni [25 maggio 1978]; CONDELLO Domenico [20 maggio 1972]; CONDELLO Demetrio [23
giugno 1979]; CONDELLO Francesco [5 novembre 1982]; DE STEFANO Giuseppe Carlo [1 dicembre 1969];
MARINO Ugo [21 aprile 1954]; MORABITO Bruno,[14 febbraio 1933]; VAZZANA Andrea [20 luglio 1967]
Prima di affrontare compiutamente il tema legato alle altre risultanze delle indagini in
ordine a quanto riferito dal FIUME e agli assetti successivi delle cosche reggine, appare di
interesse verificare se nel limitato panorama collaborativo fornito da appartenenti alla ndrangheta,
poi dissociatisi, nonch negli atti di altri procedimenti si rinvengano riferimenti utili a ricostruire
lorigine e levoluzione della carica di Crimine riconosciuto a Giuseppe DE STEFANO, della
sua portata e delle sue implicazioni..
Una prima conferma si ottiene dalla lettura delle dichiarazioni rese dai collaboratori di
giustizia nel corso del processo OLIMPIA; partendo dal significato di "locale" di 'ndrangheta,
definibile come porzione di territorio nel quale almeno quarantanove affiliati, presenti ed attivi,
reclamano il controllo criminale dello stesso, potendone assicurare l'ordine delinquenziale
mafioso, i collaboratori di giustizia rivelano che:
<<La richiesta d'apertura viene fatta al "locale principale" che da sempre stato quello
del paese di San Luca, in quanto territorio in cui quasi la totalit degli abitanti di sesso maschile
appartiene alla 'Ndrangheta ed anche perch fin dai tempi remoti stato il Santuario di Polsi il
luogo di riunione annuale degli affiliati.
Questa riunione si tiene annualmente nel mese di settembre in concomitanza con la festa
patronale della Madonna custodita nel Santuario di quel luogo; a queste riunioni partecipano tutti
i rappresentanti dei "locali" sparsi in tutto il territorio nazionale ed a volte, anche dei "locali"
"aperti all'estero".
Un "locale" "aperto" quando il "principale" ha dato il suo assenso; si definisce "chiuso"
quando questo assenso non stato dato; "attivo" quando si tengono riunioni di "'Ndrangheta"
almeno una volta al mese, "passivo" quando anche se "aperto", non tiene regolari riunioni.
Nelle annuali riunioni a Polsi, come gi detto, ci sono i "rappresentanti" di tutti i "locali" e tra di
loro si discute delle attivit illegali della organizzazione, e di ogni altro problema a questa
inerente. Ogni "locale" riconosce di versare una piccola percentuale degli introiti illeciti al
"principale" di San Luca, come riconoscimento di atavica supremazia ed in quanto rappresenta
nel gergo "La Mamma" di tutti gli affiliati.
Ogni locale cos composto: "capo bastone" (o "capo locale"), "contabile" e "crimine". Il
"capo bastone" colui che ha il potere assoluto su tutti gli affiliati. Il "contabile" colui che
gestisce il ricavato delle attivit del "locale". Il "crimine" colui che gestisce le azioni criminali
di ogni genere>> (proc. pen. CONDELLO Pasquale ed altri - nr.46/93 r.g. DDA Reggio
Calabria).
Ulteriori significativi riferimenti al crimine si rinvengono negli esiti del proc. pen. n.
14/1998 R.G. Notizie di reati /mod. 21DDA, 361/2002 [Link]. (definito con la sentenza,
irrevocabile, della Corte di Appello di Reggio Calabria dell 11.7.2002), che ha giudicato
ALAMPI Giovanni ed altri imputati:
A) del delitto p. e p. dall art. 416 bis 1, 2, 3, 4 e 5 comma c.p.. per aver fatto parte di
unassociazione a delinquere di tipo mafioso denominata ndranghita, strutturata localmente nel
cos detto mandamento jonico, comprendente tutti i locali della zona jonica reggina al cui vertice
posto MORABITO Giuseppe, anche capo del locale di africo nuovo che avvalendosi della forza
e delle conseguenti condizioni di assoggettamento e di omert che le derivano dedita alla
commissione dei delitti, tra i quali traffico di sostanze stupefacenti ed armi da guerra,
condizionamenti delle pubbliche amministrazioni, locali ed accademiche, gestione e spartizione di
pubblici appalti, nonch procacciamenti del voto altrui, in occasione di consultazioni elettorali e,
comunque, a realizzare profitti o vantaggi ingiusti per s o per altri.
MAISANO FILIBERTO
Tra gli appellanti il soggetto di maggior peso ed iniziativa appare essere Maisano Filiberto, uomo
della vecchia guardia della "'ndrangheta", essendo nato nel 1932, che dal tenore delle
conversazioni intercettate risulta avere raggiunto un ruolo verticistico non inferiore a quello del
"Tiradritto", se non per il fatto che quest'ultimo si dimostrato capace di raccogliere attorno a s
i vari esponenti del comprensorio in un'unica struttura associata.
Le conversazioni avute dal Maisano con il Pansera e con altri correi, quali il figlio Saverio,
Mauro Leone, Errante Pasquale e Pelle Giuseppe, dimostrano come fosse egli stesso a
riconoscersi, con dichiarazioni di carattere autoaccusatorio, un ruolo di prestigio nell'ambito
delle consorterie mafiose del comprensorio, a rivendicare a s un rapporto privilegiato di fiducia
con il Morabito, nonch un ruolo trainante nell'azione di componimento dei contrasti esistenti tra
gruppi locali, in primo luogo quello di Roghudi, afflitto da una sanguinosa faida.
E' proprio sulla base del suo ruolo di vertice nella "'ndrangheta" che il Maisano ha impostato
tutte le conversazioni, ponendo in particolare in evidenza che tale suo ruolo lo veniva a porre in
posizione di pari livello al Morabito e gli dava titolo per intervenire nell'azione di composizione
dei contrasti locali.
A riprova del suo pieno inserimento nel mondo della malavita mafiosa egli giunto altres a
manifestare il suo disappunto per i nuovi equilibri determinatisi tra i gruppi della zona nella
suddivisione del territorio, ponendo in evidenza la diversit che i nuovi assetti di potere venivano
ad assumere rispetto al passato.
In conversazione intercorsa con il Mauro a partire dalle ore 17,29 del 28-5-1998, infatti i due,
identificati, il predetto in A ed il Maisano in B, in forza di controllo visivo dell'autovettura di
quest'ultimo, cos si esprimono a proposito di un nuovo dispiegamento territoriale del potere
mafioso:
A - ...abbiamo parlato che non c...non c pi mandamento...di chiuderlo questo cazzo di
mandamento...
B - ...non c mandamento...e le cariche...... e basta!...
A - ...le cariche sono una per parte che abbiamo stabilito...
B - ...e basta!...una per l, una per l, una per l, una per l...basta!.......e poi si chiude, una per l
e una per qua...
A - ...ho detto io...compare PEPPI...dice...allora cos facciamo, un incaricato a...a
mandamento;...ma che centra questo mandamento, fanno le cariche senza dire niente..
B - ..non ci sono mandamenti per niente, compare Leo, ci sono ..che se vi d una carica per
parte..
A - ..... ora arriva fino a San Pasquale...Bova gi va con loro...
B - ...ma quale...
A - ...con il mandamento da quella parte...
B - ...fino a Melito, sono...e lo sanno tutti!...
A - ...certo...non lo poteva fare...
B - ...lo sanno tutti...
A - ...ma io glielho detto a compare PAULU, qua .....
B - ...lui lo ha fatto...lui lo ha fa...lo ha fa...lo ha fatto...
A - ...c a CRIACU, c a coso...gli ho detto io...vedete che qua nostro ...
B - ...no, non doveva...
A - ...no, dice, ma mi sembrava che non ceravate voi...no...io...e se non ceravamo noi...si
diceva!...io lho saputo ora che era a Bova!...
B - ...sapevano che eravamo noi...poi...voi...siete da una vita qua...che cazzo contano!...
A - ...no, ma io...sono andato...no...
B - ...se non ceravate voi...ma che stanno combinando!...
A - ...Quando siamo andati per Melito, siamo andati nella casa dello STACCU...e siamo
andati...cera a compare PEPPI PELLI...
B - ...il discorso...non ...non ...non che uscito in questo modo, perch......noi siamo tutti
uomini dello stesso modo...siamo tutti del crimine...criminali...e basta! Il criminale...chi non ce
laveva...il discorso chiuso...si sono fatte queste cariche...che...non sono mai uscite queste
storie, ancora cariche di qua e cariche di l...mandamenti non abbiamo mai sentito, ora sono
comparsi i mandamenti qua...
A - va boh,...... non dicono niente...per dare la carica, per venire da..... Un giorno prima, forse,
passato di qua...ma no...non mi ha visto e mi ha lasciato lambasciata con FABIU...poi
tornato...dice...vedete che abbiamo fatto le cariche...Bova va...che Bova va? Come avete fatto?
omissis
In altra conversazione intercorsa al progr. 4072/3 tra Maisano Filiberto, il figlio di questi Saverio
e Mauro Leone, si parla poi di assegnazione di cariche di ndrangheta, quali picciotto e
santista e del ruolo decisivo rivestito da Giuseppe Morabito in materia:
LEO: Quando sono andato da compare Peppe, ........compare Peppe, disse che buono solo per
fare il picciotto di giornata
MAISANO: Io, so, che una volta lo avevamo passato per la santa e no
LEO: Si, allora quando glielavevano data, lo abbiamo passato
SAVERIO: Glielavevano data, per
LEO: Si, glielhanno data
SAVERIO: Allora era tumulu!
LEO: Sapete, no, glielhanno data
SAVERIO: E sapete pure chi?
LEO: Il fatto del monaco, sapete
SAVERIO: Quello, quello che aveva, operato nella gola?..di Ferruzzano.....Quello che ha la
santa.
In ulteriore conversazione al progressivo 1970 Maisano Filiberto spiega al figlio Saverio, con la
sapienza di chi evidentemente da tempo intraneo nellorganizzazione ndranghetistica, la
tipizzazione e la gerarchia delle cariche. In particolare si discute del fatto che, nellambito
delle cariche, vanno distinte quelle che vengono conferite dal Crimine dalle altre. Le prime,
infatti, hanno maggiore rilievo e rispondono unicamente al Crimine, in quanto conferite, non
in sede locale, bens in occasione di incontri tra i maggiorenti delle cosche della provincia
reggina, di cui il Maisano Filiberto fa parte per sua esplicita ammissione, sicch ogni carica va
differenziata a seconda dellorgano ndranghetistico che la conferisce.
I due fanno, inoltre, riferimento alla Grazia, intesa come una sorta di promessa e di impegno,
che nella procedura del conferimento della carica costituisce il presupposto per il
raggiungimento da parte dellaffiliato del grado successivo nella gerarchia ndranghetistica.
In termini dello stesso tenore proseguono le conversazioni tra padre e figlio nelle intercettazioni
ambientali di cui ai progr. 2753 e 2754, nella prima delle quali si discute ancora una volta della
tipologia delle cariche, distinguendosi, ad esempio, la Santa a seconda se viene conferita a
livello locale, cio in un ambito territoriale ristretto, oppure a livello di Crimine, assurgendo
in questultimo caso a pi elevato prestigio. Particolarmente interessanti risultano inoltre i
riferimenti a ruoli apicali di altri personaggi coimputati, come Mauro Leone (compare Leu al
nostro livello si vicino al trequartino..), Errante Pasquale (Pascalinu al nostro livello) e lo
stesso Tiradritto (Il mio pari Morabitu), nonch lorgoglio di Maisano Filiberto di essere
stato il padrino di questultimo, dicendo al progr. 993 a Peppi Morabitu chi gliele ha date le
cose? Io gliele ho date; tutto io! Il trequartino, il quartino, il padrino,...io!".
La posizione autorevole del Maisano nellorganizzazione emerge anche dalla delicatezza delle
questioni che viene chiamato a decidere con i vertici di altri locali. Particolarmente importante
appare linteressamento alla sanguinosa lotta tra le cosche di Locri dei Cord e dei Cataldo, che
aveva addirittura fatto ipotizzare la sanzione della chiusura del locale di tale citt ove non si
fosse pervenuti ad una composizione del contrasto.
omissis
Analogo intervento stato svolto da Maisano Filiberto per risolvere la faida verificatasi nel
centro di Roghudi, come risulta dalle intercettazioni al progr. 3870:
OMISSIS
Per lesame della vicenda si rinvia alla trattazione che se ne far in ordine alla posizione di
Trunfio Fabio, segnalandosi al momento limportanza dellincontro, per come dato desumere sia
dal coinvolgimento di uomini del calibro di Pansera Giuseppe e forse anche di Morabito Giuseppe
sia dalle complesse cautele adottate per controllare larea in cui doveva effettuarsi il summit.
E daltronde dallo stesso tenore delle conversazioni sopra riportate che emerge come sia stato il
medesimo Maisano Filiberto ad aver messo in evidenza il suo inserimento nell'organizzazione
della 'ndrangheta, di cui ha dimostrato di conoscere approfonditamente la struttura, gli esponenti
di vertice, gli ambiti territoriali.
E' stato egli stesso, in particolare, a descrivere la sua ascesa nell'organizzazione, dicendo al
figlio:
. "...io, quello che ho avuto, lo abbiamo avuto sempre insieme con NTONI, guarda!.....eravamo
soldati insieme...e avevamo il disparu, no?!...io ero il capo societ,
l...quando.......sempre!...poi...nel cinquanta...nel cinquantasette....
Il suo ruolo non apparso d'altra parte meramente onorifico, giacch invece egli stato, per il
suo carisma, incaricato di delicati interventi di composizione nei contrasti insorti nei "locali" di
Roghudi e di Locri ed inoltre si preoccupato insieme a Pansera Giuseppe di programmare
l'uccisione di chi, come Ferraro Vincenzo, si riteneva avesse agito con finalit estorsive senza
l'assenso del gruppo dell'organizzazione che controllava il territorio, con il che viene ad essere
smentita l'affermazione difensiva secondo cui sarebbe mancata la prova di un suo concreto ruolo
operativo.
Egli si del pari arrogato un ruolo di vertice nell'organizzazione, tanto da paragonarlo a quello
del Morabito ("Il mio pari Morabitu") ed a vantarsi di essere stato il padrino della sua
investitura nei passaggi pi prestigiosi di qualifica ("a Peppi Morabitu chi gliele ha date le cose?
Io gliele ho date; tutto io! Il trequartino, il quartino, il padrino,...io!), il che smentisce l'ulteriore
osservazione difensiva secondo cui le parole del Maisano esprimevano soltanto la sua adesione ad
una visione tradizionalmente folkloristica del fenomeno mafioso e non ad una consorteria di
natura e con finalit criminali.
omissis
Ben pi pregnante invece la circostanza che in conversazione intercorsa con il Trunfio , Pansera
Giuseppe, genero del "Tiradritto", ha dato atto dello stretto legame di mafia suo e di quest'ultimo
con il Maisano, affermando:"compare Filiberto mio suocero lo pu tenere nel "cartello", ma
compare Filiberto quello che , e quando lo vogliamo glielo dimostro".
Nei suoi confronti va pertanto confermata la pronunzia di condanna per il reato associativo, con
l'aggravante della promozione e della direzione dell'organizzazione, la cui sussistenza si coglie
nel ruolo di vertice che egli stesso si attribuito e che emerge dal livello di preminenza a cui si
pongono i suoi interventi pacificatori rispetto a semplici associati come Romeo cl. 47, Stelitano e
Tripodi.
La conversazione di interesse del 26.8.1998 ore 15.11 (progr. 1970) anche questa volta
intercorre tra Maisano Filiberto (A) e il figlio Saverio (B).
omissis
Si riporta di seguito, per completezza, il brano di rilievo estrapolato dalla conversazione di cui si
detto:
B) ...con CARMELU...siamo usciti nel discorso...compare, a me, dice...(balbetta)...ora
prendiamo il posto di nuovo, che ero...perch viaggiavo sempre, non ero sempre qua...sparlavano
che mancavo quattro, cinque giorni la settimana...dice...eeeh...e io mi sono distaccato. Ha
detto...per motivi...miei. Ora che sono qua, che non devo viaggiare, mi dice, se ancora non mi
hanno liberato, dice...gli ho detto io, ma...quanto che non vi hanno liberato?...ha detto... una
settimana e ancora non mi hanno detto niente...ha detto...per mi devono completare, perch
senn mi secco, dice, ora da tanto che non mi...perch questo sono ancora...ancora sono
picciotto!...come, che mio fratello PEPPI ha detto che lui a posto...dice...volevano dargli la
cosa...ha detto...e siccome che ce ne sono due, l...laltra la nostra...ha detto...ma voi, che
cazzo!!...da chi...sapete tutte queste cose, gli ho detto io, almeno non parlate proprio!...ancora non
siete a nessun punto!...eh?!...e parlate di altre cose, santa e non santa...e gi parla pure lui...di
queste cose...CARMELINU!...(incomprensibile per disturbo linea)...dove siete? Ancora ne dovete
fare di strada per arrivare l, gli ho detto io...cos, a CARMELU...s, s, ma ora ho parlato con
quelli, dice, ma l sono...volevano essere presi con...(balbetta)...per dire il fatto!...
A) ...San Basilicu!...
B) ...certo!...San Basilio, dice, siccome, dice, laltra volta...
A) ...a Motta...
B) senti!...no, non vuole dire... per i fatti suoi...e a Motta, pure!...dice...PEPPI utile, dice,
ce nera uno che...(incomprensibile per disturbo linea)...e hanno fatto di anticipare...loro gli
dicono... (incomprensibile per disturbo linea)...per cambiarlo...eh?!...anni fa...ha detto...e...e non
centra...e hanno fatto lostesso, hanno cambiato la legge...ora lui, dice che sempre lui, perch
lui...(balbetta)...in sua presenza si dovevano fare queste cose...gli dite di andare a coricarsi, che
questo non capisce di queste cose, gli ho detto io!...Se presente o non presente,quando si fa
il...(balbetta)...il banco nuovo, che si cambiano le cariche...il fatto fatto!...se presente e se non
presente...lui ha portato motivo valido, dice che...che quello assente, dice...
A) ...e che cazzo vuole dire?!...
B) ...che assenti gli altri, hanno fatto il passo che hanno dovuto fare...la sua presenza e
senza...e se lui in minoranza, che cosa vuole?!...che cosa vuole?!...se erano cinquanta, e
mancavano, per dire, ventisei?!...
A) ...a me mi ha domandato compare NTONI ALVARU...
B) ...e non ero l, io?...
A) ...a Motta si sapeva chi sono...com e come non ...hanno giustificato, allora...
B) ...a...a Motta c...a Motta c a PROVENZANI, i figli di PEPPI FORTUGNU, due...
A) ...i PROVENZANU, quali?...
B) ...MIMMU PROVENZANU...
A) ...MIMMU PROVENZANU non attivo!...
B) ...dove?...
A) ...n a Motta e a nessuna parte...
B) ...chi?...MIMMU PROVENZANU ... a Motta, pa!...ci voleva!!! Se ha parlato
CARMELU, pure, me lo ha detto a me!...mi ha detto...mio cognato l sotto a Motta...io sono
a...aa...a San Basilio...Oh pa, senti...a Motta ci sono quei due del ristorante, pure, che sono di
Motta...quei due l sopra del ristorante, quelli di fronte a lui...eh...e hanno la cosa con lui...la
santa...
A) ...e la santa hanno quelli, non che attivo PROVENZANU!...
B) ...senti, io so che ... attivo...ma, mio cognato dov... l sotto per Motta, dice, ah?... e
pure lui ha detto...
A) ...e non a nessuna parte!...
B) ...certo...io so che cos!...a Motta, a Motta dove?...a Motta che centra?...allora,
cos...(balbetta)...c la cosa da una parte e...eee...e non a nessuna parte allora?...allora non
a nessuna parte, nemmeno da quelli, a Polsi!...
A) ...la societ con la santa, un altro discorso, SASU!...
B) ...ma se non dentro...
A) ...la societ...la societ che vengono al crimine...e rispondono con noi, con il crimine...
Nel prosieguo del dialogo il MAISANO dava di s stesso la prima prova tangibile,
successivamente confermata dal supporto di due anni di indagini, della sua appartenenza alla
fascia apicale della gerarchia mafiosa calabrese, quella del CRIMINE, che, com stato sinora
svelato unicamente dalle rivelazioni di alcuni colaboratori di giustizia, statuisce le strategie
criminali della ndrangheta su tutto il territorio su cui si estende la sua pseudo-giurisdizione
criminale.
MAISANO: Il discorso non , non ...(balbetta) non uscito in questa maniera, perch,
le co... che... NOI SIAMO TUTTI UOMINI DELLA STESSA MANIERA, SIAMO TUTTI DEL
OMISSIS
SAVERIO: ...(incomp.)
MAISANO: ...a quella SANTA...
SAVERIO: Eh!
MAISANO: ...gliela danno anche ai PICCIOTTI!
SAVERIO: Oh pa, o gliela danno o non gliela danno...
MAISANO: Non guardano base, loro, per niente!
SAVERIO: Ah si? Bravi!
MAISANO: Uno... anzi, gliela danno ad uno fuori della SOCIET e sono attivi...
SAVERIO: Bravi! Cosi...
MAISANO: ...questi... a questi naca boi (modo di dire) l...
SAVERIO: Si, si!
MAISANO: ...allora perch diciamo che SANTA... che SANTA ?
SAVERIO: Allora che ? Io non credo che SANTA ed lo stesso che non avete niente!
Ha detto: < ...(incomp.) altrimenti io e meglio che me ne vengo con voi altri ... ha detto ... ma
quando ... ha detto ... passo con voi altri, mi lasciate quello che ...(balbetta)...
MAISANO: Tanto , tanto ...
SAVERIO: ...perch io ho unaltra cosa ... ha detto ... ho il diritto... diritto ...(incomp.)
che me lo sono fatto io>
MAISANO: ...tanto vero...
SAVERIO: Gli ho detto: <dove arrivate vi... vi lasciamo, eh! Se ce lavete, ce lavete!>
... giusto? Ha detto: <no, perch io ce lho come il vostro>
OMISSIS
Di estremo interesse per la ricostruzione dei nuovi assetti criminali cittadini, oltre che a fini
di riscontro delle dichiarazioni rese da Antonino FIUME, va considerata lattivit di indagine
svolta dal locale Reparto Operativo Nucleo Investigativo dellArma dei Carabinieri nel
procedimento penale 6077/05 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA relativo allestorsione ai danni di
CHIRICO Angelo Gaetano.
In particolare, lattivit di cui sopra stata avviata al fine di far luce in merito ad un elevato
numero di danneggiamenti e fatti intimidatori avvenuti nel territorio cittadino a partire dallanno
2005, nonch per circostanziare fatti delittuosi commessi in danno di titolari di attivit
imprenditoriali.
In tale contesto si ritenuto di monitorare anche il riassetto delle organizzazioni criminali
ed i conseguenti equilibri raggiunti in ordine alla spartizione dei proventi delle attivit estorsive.
Si privilegiata, a tal fine, unattenta analisi degli eventi di danneggiamento in danno di
attivit commerciali (colpi darma da fuoco, ordigni esplosivi, incendi, ecc.), le modalit attuative
degli attentati, nonch la diversificata natura delle attivit commerciali colpite, dislocate
principalmente nella zona del centro citt.
I risultati di tali analisi hanno fatto ritenere la presenza di mutamenti nellassetto delle
cosche locali e nella loro influenza sul territorio, con particolare riguardo allattivit di gestione del
racket delle estorsioni, rispetto a quanto stabilito allatto della pacificazione al fine della
seconda guerra di mafia.
Scrive il Reparto delegato alle attivit di indagine: Tra gli episodi esaminati vi stato
quello in danno di CHIRICO Angelo Gaetano5 che, in data 02.07.2005, aveva denunciato il
rinvenimento, in data 11.06.2005, innanzi la porta dingresso della sua attivit commerciale di
vendita di autovetture nuove ed usate, autorizzato OPEL, una tanica in plastica contenente
benzina e nr. 4 cartucce da caccia cal. 12, marca Fiocchi del tipo caricato a pallettoni, unite tra
loro da un nastro adesivo del tipo carta e con su scritto: CHIRICO Angelo. Sul contenitore, a
mezzo di un pennarello di colore nero, era stato scritto: CHIRICO non rompere i coglioni e fatti
i catti Tuoi6.
Levento, che per modalit di attuazione appariva di matrice tipicamente mafiosa,
assumeva particolare rilevanza in considerazione del fatto che CHIRICO Angelo Gaetano
intratteneva rapporti di lavoro con la ditta OPEL PELLICAN s.r.l.7, di propriet di Pellican
Salvatore Augusto8, che in passato era stata interessata direttamente da alcuni eventi criminosi
che hanno visto coinvolti anche due dipendenti; in particolare:
il 09/11/2003 Pellican Salvatore Augusto, denunciava di aver subito il furto di
unautovettura marca OPEL, mod. Zafira dallinterno del parcheggio antistante la propria
concessionaria9;
il 30/11/2003, due dipendenti del Pellican, impiegati presso la sua autoconcessionaria, i
fratelli Monteviso Antonino10 e Giovanni11, subivano un attentato dinamitardo c/o la loro
abitazione di via Abate S. Elia, che provocava danni al piano terra del fabbricato nonch agli
infissi, stabili e mezzi siti nelle vicinanze12;
5 nato a Bruzzano Zeffirio il 20.04.1948, residente a Reggio Calabria in via Salita Stazione nr. 11;
6 A.G. informata in data 02 Luglio 2005 con nota n. 24/1 del Comando Stazione Carabinieri di Archi;
7 Sita in Pellaro (RC) SS. 106 Jonica;
8 Nato a Reggio Calabria il 22/03/1949, ivi res. Via Giulia n.27, coniugato, imprenditore;
9 A.G. informata con Nota nr. 8/37-1 del 11/11/2003, dal C/do Stazione CC di Pellaro (RC);
10 Nato a Reggio Calabria il 09/01/1955, ivi res. Via Abate [Link] nr.37, coniugato, impiegato c/o Opel Pellican;
11 Nato a Reggio Calabria il 15/04/1962, ivi res. Via Abate [Link] nr.37, coniugato, impiegato c/o Opel Pellican;
12 A.G. informata con nota n. 65/37 del 01/12/2003 del C/do Compagnia di Reggio Calabria;
Le vicende del CHIRICO hanno assunto particolare rilievo quando, in data 19.10.2005, lo
stesso si presentato presso gli uffici di questo Nucleo Operativo per conferire con un Ufficiale,
per riferire fatti e situazioni relative a problematiche della sua attivit. Preannunciava che si
trattava di cose delicate relative al fenomeno mafioso -estorsivo nella zona di Archi e quindi
dinfluenza della cosca DE STEFANO ed in particolare di unazione posta in essere da DE
STEFANO Paolo Rosario. Specificava che il dialogo doveva essere informale e senza
verbalizzazione per paura di eventuali ritorsioni nei suoi confronti o della sua famiglia.
Lincontro veniva rinviato di qualche ora.
23 nato a Reggio Calabria l11.10.1963, ucciso in agguato tipicamente mafioso il 19.12.2003, capo del locale di San
Giovannello.
24 nato a Reggio Calabria l01.12.1969, ivi residente in via Vecchia Provinciale nr. 24 in atto latitante;
25 societ in accomandita semplice con oggetto sociale lattivit di erogazione di servizi assicurativi e finanziari, con sede
in via Armac nr. 118. Socio accomandatario Costantino Gregorio Francesco, nato a Reggio Calabria il 25.04.1946,
socio accomandante Costantino Gregorio Cruciano, nato a Reggio Calabria l01.03.1966.
26 di Utano Maria, nata a Reggio Calabria il 26/08/1954, sito in via Armac nr. 120, titolare del bar, ristorante , trattoria,
pizzeria denominato Pentimele Park;
27 nato a Reggio Calabria il 16.08.1944, ivi res. In via Vecchia Provinciale nr. 77
28 nato a Reggio Calabria l08.11.1939, in atto latitante
29 nato a Reggio Calabria il 14.01.1955, arrestato in stato di latitanza in data 05.08.2004
30 nato a Reggio Calabria l08.08.1950, ivi res. in via Vecchia Provinciale nr. 3
Valutata la possibilit che i fatti rivelati dal CHIRICO potessero essere di particolare
interesse investigativo, anche in considerazione dellavvertimento gi recapitatogli, questa
Procura della Repubblica ha disposto, con decreto nr. 1544/05 R.I.T. DDA, emesso in via
durgenza in data 19.10.2005, lintercettazione ambientale delle conversazioni tra il predetto
CHIRICO Angelo Gaetano e personale dellUfficio investigativo.
In effetti lintercettazione tra presenti, eseguita in data 19.10.2005 allinterno degli uffici
della locale Sezione Anticrimine (all. A trascrizione integrale), ha avuto esito positivo, poich il
CHIRICO ha liberamente rivelato di avere dei problemi per la compravendita di una villa di
sua propriet, sita in Gallico di Reggio Calabria. In particolare il CHIRICO aveva ricevuto
pressioni da parte di DE STEFANO Paolo Rosario e dal proprio cugino CHIRICO Francesco
affinch non vendesse limmobile al dott. De Caria, socio della ditta Leonia31, poich persona
vicina alla famiglia Fontana di Archi, nota rivale della famiglia DE STEFANO durante la guerra
di mafia.
Scendendo nei particolari il CHIRICO rappresentava che in un primo momento aveva
preso accordi con tale Nino, amico dei DE STEFANO, identificato in Postorino Antonino32,
titolare del negozio denominato Lisola della Casa. Non avendo ricevuto alcuna caparra da
questo Nino, il CHIRICO, contattato nel frattempo dai Fontana, prendeva accordi per la vendita
dellimmobile con il Dott. De Caria. Per tale compravendita il CHIRICO aveva in un primo
momento ricevuto lautorizzazione di DE STEFANO Paolo Rosario e di DE STEFANO Dimitri
Antonio33 per conto del fratello Giuseppe (allora latitante). Solo successivamente si era inserito
nella vicenda CHIRICO Francesco (cognato di DE STEFANO Orazio Maria, boss detenuto) che,
saputo dellaccordo con il dr. De Caria, gli vietava assolutamente di vendere la villa ai nemici
Fontana. A seguito del divieto imposto da CHIRICO Francesco, DE STEFANO Paolo Rosario,
contrariamente allautorizzazione precedentemente data, manifestava il suo dissenso alla vendita
ai Fontana e imponeva un incontro a CHIRICO Angelo per il pomeriggio del 19.10.2005.
Per tale motivo CHIRICO Angelo, preoccupato per la sua incolumit, si rivolgeva a questo
Nucleo Operativo. Il CHIRICO, inoltre, aggiungeva che aveva chiesto chiarimenti a DE
STEFANO Dimitri e questultimo lo aveva rassicurato dicendo che Paolo Rosario non poteva
permettersi questi atteggiamenti, poich non autorizzato. Dimitri perentoriamente gli
assicurava che suo fratello, DE STEFANO Giuseppe, avrebbe tagliato la testa a Paolo
Rosario, qualora avesse proseguito nella sua linea di condotta.
Nel corso del colloquio il CHIRICO affrontava, per sommi capi, altri argomenti che di
seguito si riportano sinteticamente:
a. da circa tre anni obbligato al pagamento con frequenza mensile di euro 1.500
a favore del cugino CHIRICO Gaetano34, figlio di Francesco; nelloccasione descriveva il
cugino Gaetano come un personaggio malandrino e pericoloso;
b. DE STEFANO Paolo Rosario va in giro accompagnato da un giovane con una
Renault Chamade di colore rosso;
[Link] STEFANO Paolo Rosario sarebbe alle dirette dipendenze dello zio DE STEFANO
Orazio Maria, attualmente detenuto, il quale gli manderebbe direttamente le ambasciate;
d. DE STEFANO Giuseppe (allora latitante) nella gerarchia mafiosa della
famiglia DE STEFANO sarebbe collocato al vertice rispetto allo zio Orazio;
[Link] in atto una frattura tra la famiglia DE STEFANO e quella TEGANO, a seguito
dellomicidio di Mario AUDINO che, in quel periodo storico, era molto vicino a DE STEFANO
Giuseppe;
31 S.p.A. con sede in Reggio Calabria via Nervesa nr. 26, con oggetto sociale lattivit di produzione e di fornitura di
servizi reali ed intellettuali nel settore della tutela dell'ambiente ed ambientale in genere.
32 nato a Reggio Calabria il 03.07.1979, ivi residente in via SS 18 II Tratto nr. 5/B - Archi
33 nato a Reggio Calabria il 10.06.1973, ivi residente in via SS. 18 I tratto nr. 76/A-3;
34 nato a Reggio Calabria il 25.10.1974, in atto detenuto presso la Casa Circondariale di Reggio Calabria, perch tratto in
arresto, in data 12.04.2005, dal Nucleo Regionale di Polizia Tributaria - Gruppo Operativo Antidroga della Guardia di
Finanza di Catanzaro, nell'ambito dell'operazione antidroga convenzionalmente denominata "SCHUMY"
Il 22.10.2005 aveva luogo un ulteriore incontro presso il bar Malavenda sito sul viale
della Libert di Reggio Calabria, tra gli inquirenti e CHIRICO Angelo Gaetano;
il colloquio veniva registrato in ottemperanza al predetto decreto dintercettazione tra
presenti (all. B trascrizione integrale progressivi 18, 19, 20 e 21).
I molteplici riferimenti effettuati dal CHIRICO nel corso delle conversazioni registrate
forniscono, come accennato in premessa, ampio riscontro a quanto dichiarato da FIUME
Antonino, soprattutto in merito alla acclarata sovraordinazione di Giuseppe DE STEFANO nei
confronti degli altri componenti della sua stessa famiglia, tra cui lo stesso zio Orazio, ma anche
relativamente ai numerosi passaggi di interesse tratti dal memoriale consegnato in data 30 gennaio
2009 in cui il collaboratore di giustizia ha evidenziato le frizioni tra Orazio DE STEFANO, ed i
suoi stretti congiunti, ed i nipoti Giuseppe e Carmine: OMISSIS per un certo periodo di tempo, i
rapporti tra Orazio DE STEFANO ed i nipoti Carmine e Giuseppe si erano incrinati, se non il fatto
che Antonella BENESTARE (moglie di Orazio) un giorno mi disse: Nino, i miei nipoti sono
diventati pazzi (si riferiva a Carmine e Giuseppe) vogliono fare guerra ai miei zii. Io (come
sempre) ho calmato ad Antonella e gli ho risposto: no, sono solo momenti di rabbia, non cos, ne
ho parlato con tuo marito. Questa storia mi fa pensare che sicuramente Orazio DE STEFANO
avrebbe appoggiato, con la scusa di far pulizia, i suoi nipoti Carmine e Giuseppe DE STEFANO in
quello che erano i loro intenti e cio di attaccare i TEGANO ma non so se si riappacific con il
nipote Giuseppe DE STEFANO dopo lultimo incontro (di mia conoscenza) che ne era scaturito in
lite, tant che Giuseppe DE STEFANO ritornando a casa, raccont a me e a Dimitri dellaccaduto
(la frase: responsabilit a te e potere a me). Finisco veramente: nonostante queste diatribe tra
Orazio DE STEFANO e i nipoti Carmine e Giuseppe DE STEFANO, Carmine e ancor pi
Giuseppe, avrebbe potuto perseguire nei suoi intenti con o senza lappoggio di suo zio Orazio
avvalendosi del suo carisma e di tutte le persone citate in questi appunti .
Non si tratta, quindi, delle personali percezioni del FIUME ma di situazioni reali, note ben
al di fuori della cerchia familiare degli stessi protagonisti, che si protraggono nel tempo per essere
ancora attuali nel momento in cui si procede alla captazione della conversazioni tra presenti prima
riportate.
35 nato a Reggio Calabria il 16.05.1972, ivi residente in via Vecchia Provinciale nr. 37-2
36 nato a Reggio Calabria il 21.05.1981, ivi residente in Quartiere Archi CEP Lotto V nr. 1
riconducibile anche nel concetto d'intercettazione, pur discostandosene dallo schema tipico, del
terzo che provveda a nascondere - per poi ovviamente recuperarlo - un apparecchio
magnetofonico in funzione nella stanza destinata ad ospitare una conversazione tra altre persone,
con ascolto "in differita" della riproduzione); c) l'assoluta estraneit al colloquio del soggetto
captante che, in modo clandestino, consenta la violazione della segretezza della conversazione.
Prosegue la Suprema Corte affermando che deve escludersi che possa essere ricondotta
nel concetto d'intercettazione la registrazione di un colloquio, svoltosi a viva voce o per mezzo di
uno strumento di trasmissione, ad opera di una delle persone che vi partecipi attivamente o che
sia comunque ammessa ad assistervi.
Difettano, in questa ipotesi, la compromissione del diritto alla segretezza della
comunicazione, il cui contenuto viene legittimamente appreso soltanto da chi palesemente vi
partecipa o vi assiste, e la "terziet" del captante.
La comunicazione, una volta che si liberamente e legittimamente esaurita, senza alcuna
intrusione da parte di soggetti ad essa estranei, entra a fare parte del patrimonio di conoscenza
degli interlocutori e di chi vi ha non occultamente assistito, con l'effetto che ognuno di essi ne pu
disporre, a meno che, per la particolare qualit rivestita o per lo specifico oggetto della
conversazione, non vi siano specifici divieti alla divulgazione (es.: segreto d'ufficio).
Ciascuno di tali soggetti pienamente libero di adottare cautele ed accorgimenti, e tale
pu essere considerata la registrazione, per acquisire, nella forma pi opportuna, documentazione
e quindi prova di ci che, nel corso di una conversazione, direttamente pone in essere o che
posto in essere nei suoi confronti; in altre parole, con la registrazione, il soggetto interessato non
fa altro che memorizzare fonicamente le notizie lecitamente apprese dall'altro o dagli altri
interlocutori.
L'acquisizione al processo della registrazione del colloquio pu legittimamente avvenire
attraverso il meccanismo di cui all'art. 234/1 c.p.p., che qualifica "documento" tutto ci che
rappresenta "fatti, persone o cose mediante la fotografia, la cinematografia, la fonografia o
qualsiasi altro mezzo"; il nastro contenente la registrazione non altro che la documentazione
fonografica del colloquio, la quale pu integrare quella prova che diversamente potrebbe non
essere raggiunta e pu rappresentare (si pensi alla vittima di un'estorsione) una forma di
autotutela e garanzia per la propria difesa, con l'effetto che una simile pratica finisce col ricevere
una legittimazione costituzionale.
Ritenuta, pertanto, l'ammissibilit della prova documentale, integrata dalla registrazione
fonografica di una comunicazione tra presenti (o anche tra persone che si servono di uno strumento
di trasmissione) ad opera di uno degli interlocutori o di persona ammessa ad assistervi, va
affrontato il tema della concreta utilizzabilit, si badi bene nella fase processuale (afferma la
Suprema Corte, n.d.r.), di una simile prova.
Pone particolari problemi il caso in cui il documento fonografico sia formato per
iniziativa di un operatore della polizia giudiziaria, che occultamente registra il contenuto di una
conversazione alla quale partecipa.
Emerge immediatamente, in questa ipotesi, una problematica che, prescindendo dalla
"teorica" ammissibilit delle registrazioni clandestine a cura del partecipe al colloquio, si focalizza
specificamente sulla particolare qualit del medesimo partecipe;
ed allora non assume centrale rilevanza il tema della registrazione quale prova
documentale, o di altra natura, e quello connesso della disciplina costituzionale e processuale sulla
riservatezza delle comunicazioni;
l'attenzione si sposta, invece, sulla legittimit dell'atto compiuto dalla polizia giudiziaria:
assume, in sostanza, importanza secondaria il fatto che le informazioni siano state stabilmente
impresse su nastro magnetico; il documento fonico, di per s non rende valida ed utilizzabile
un'acquisizione invalida, perch in violazione di altri divieti stabiliti, nel caso specifico, dalla
legge.
"autonomia" del diritto processuale penale in relazione ai vizi della prova, che quindi possono
trovare la loro fonte in tutto il corpus normativo a livello di legge ordinaria o superiore (gi queste
Sezioni Unite hanno ritenuto l'inutilizzabilit di prove c.d. incostituzionali: 25/3/98, Manno;
13/7/98, Gallieri; 23/2/2000, D'Amuri).
Di fronte ad una previsione normativa cos perentoria e radicale, appare evidente
sostenere che ove si registri la palese violazione dello schema legale l'atto investigativo, che si
pone al di fuori di tale schema, debba considerarsi infruttuoso sul piano probatorio, per violazione
della legge processuale.
Da un possibile equivoco, per, va con decisione sgomberato il campo: la eventuale
inutilizzabilit della registrazione effettuata dalla p.g. di dichiarazioni, conversazioni, colloqui
limitata alla sola fase processuale, e non a quella tipicamente procedimentale delle indagini
preliminari.
A questultima, infatti, non si riferisce il divieto di testimonianza indiretta posto dagli artt.
62 e 195, comma 4, c.p.p., atteso che il regime di ammissibilit della particolare prova
documentale costituita dalla registrazione ad opera della p.g. non pu che essere conformato
proprio alle regole di preclusione della testimonianza sulle dichiarazioni di terzi.
Non occorre al fine di ritenere pienamente utilizzabili in questa fase le registrazioni delle
conversazioni a cui ha preso parte il CHIRICO, fare ricorso agli "altri casi" per i quali l'art. 195,
comma 4, c.p.p. legittima la testimonianza de auditu del funzionario di polizia, atteso che non
rileva ai nostri fini che le dichiarazioni di contenuto narrativo siano state rese da terzi e percepite
dal funzionario "al di fuori di uno specifico contesto procedimentale di acquisizione delle
medesime", in una situazione operativa eccezionale o di straordinaria urgenza e, quindi, al di fuori
di un "dialogo tra teste e ufficiale o agente di p.g., ciascuno nella propria qualit"
(esemplificativamente, si pensi alle frasi pronunciate dalla persona offesa o da altri soggetti
presenti al fatto, nell'immediatezza dell'episodio criminoso; alle dichiarazioni percepite nel corso
di attivit investigative tipiche - quali perquisizioni, accertamenti su luoghi - o atipiche - quali
appostamenti, pedinamenti, ecc. -; in tali casi, acquisibile ed utilizzabile, come documento, anche
l'eventuale registrazione su nastro magnetico delle comunicazioni percepite).
Conclusivamente, per quello che qui ci interessa, gli eventuali profili di inutilizzabilit
sono sempre da ritenersi relegati alla fase processuale in senso stretto, nella quale soltanto pu
discutersi di inutilizzabilit, quale materiale probatorio, di documenti fonografici rappresentativi di
sommarie informazioni rese alla p.g. (e da questa clandestinamente registrate) da persone a
conoscenza di circostanze utili ai fini delle indagini.
Ed allora, se appare condivisibili ritenere che la registrazione fonografica di una
conversazione o di una comunicazione ad opera di uno degli interlocutori, anche se operatore di
polizia giudiziaria, e all'insaputa dell'altro (o degli altri) non costituisce intercettazione,
difettandone il requisito fondamentale, vale a dire la terziet del captante, che dall'esterno
s'intromette in ambito privato non violabile, deve sottolinearsi che alcun profilo di inutilizzabilit
assoluta pu rinvenirsi in relazione alla captazione de quo, a meno di non voler indebitamente
estendere alla fase procedimentale in cui si inseriscono le indagini preliminari patologie che sono
proprie della fase dibattimentale, in cui i possibili vizi della prova che in quella sede si forma si
confrontano con un panorama normativo, prima accennato in somma sintesi, di ben pi ampia
portata.
Deve evidenziarsi, infine, che secondo il recente orientamento giurisprudenziale tracciato
dalla sezione IV, sentenza n. 40332 del 04/10/2007 i colloqui registrati ben potevano essere tenuti,
mediante il sistema utilizzato del bodycell, in assenza di autorizzazione alle intercettazioni.
Ha ritenuto, invero, la Corte di Cassazione che la registrazione fonografica di conversazioni
o comunicazioni realizzata, anche clandestinamente, da soggetto partecipe di dette comunicazioni,
o comunque autorizzato ad assistervi, costituisce prova documentale secondo la disciplina dell'art.
234 c.p.p., e non abbisogna di alcuna autorizzazione preventiva da parte della autorit giudiziaria
ai sensi degli artt. 266 c.p.p. e segg., (riv. 225466), a differenza della captazione occulta che si
immette in una conversazione tra soggetti inconsapevoli, che ritengono di avere un colloquio
riservato.
La disciplina di garanzia prevista per le intercettazioni di conversazioni o comunicazioni,
concerne esclusivamente la "intromissione esterna" dell'autorit in una conversazione telefonica o
fra presenti, e non si applica, pertanto, nel caso di colloqui privati registrati da parte di uno degli
interlocutori, anche laddove la registrazione sia stata da questi effettuata su richiesta della polizia
giudiziaria ovvero questi abbia agito utilizzando materiale fornito o addirittura appartenente alla
polizia giudiziaria, ancorch quest'ultima, o qualsiasi terzo, possa contemporaneamente ascoltare
(cfr. Cass., Sez. VI, 9 giugno 2005, Dottino).
Di estremo interesse, vista la evidente portata del captato e la diretta riferibilit al predetto
CHIRICO Angelo Gaetano, sono le risultanze di indagine di cui al proc. pen. n. 7092/09 R.G.
notizie di reato/mod. 21DDA, riunito al presente, iscritto a seguito dellennesimo episodio
intimidatorio posto in essere ai danni della concessionaria Opel di PELLICANO Salvatore
Augusto.
In particolare, lattivit dindagine si sviluppata in conseguenza dellennesimo attentato
incendiario posto in essere da ignoti in danno della concessionaria Opel Pellican di Reggio
Calabria.
In tale contesto, le ultime risultanze investigative hanno confermato lipotesi fatta propria
da questo Ufficio circa le nuove modalit di gestione delle azioni estorsive portate a consumazione
nella citt di Reggio Calabria.
La presenza di ununica mente, strutturata come delinato nel capo a) della rubrica, alla
quale fanno riferimento i diversi locali, a loro volta autorizzati ad agire in parziale autonomia ma
sempre nel rispetto delle nuove regole e della volont superiore, che si manifesta in azioni pi o
meno eclatanti e con cadenza periodica, il tutto al solo fine di diffondere quel sentimento di diffuso
terrore in grado di indurre le vittime a supplicare laiuto delle organizzazioni criminali operanti in
zona.
La ulteriore conferma di tale assetto la si ottiene ripercorrendo, brevemente, le varie tappe
della vicenda Opel Pellican di Reggio Calabria, che hanno visto lintercalarsi di un episodio
anomalo estremamente significativo ai nostri fini, verificatosi in danno della rivendita di
autovetture proprio di CHIRICO Angelo:
il 09.11 2003, Pellican Salvatore Augusto, denunciava di aver subito il furto di
unautovettura marca OPEL, mod. Zafira dallinterno del parcheggio antistante la propria
concessionaria37;
il 30.11.2003, due dipendenti della Ditta Pellicano , i fratelli Monteviso Antonino38 e
Giovanni39 subivano un attentato dinamitardo c/o la loro abitazione di via Abate [Link],
che provocava dei danni al piano terra del fabbricato nonch agli infissi, stabili e mezzi siti
nelle vicinanze40;
il 06.12.2003, Pellican Salvatore Augusto, denunciava di avere ricevuto sullutenza fissa
della sua abitazione, una telefonata nella quale gli veniva riferito: Il prossimo regalo per
te. In fase di denuncia, la vittima dichiarava che nel mese di Ottobre del 2003, la sua
segretaria riceveva una telefonata c/o il posto di lavoro, durante la quale lignoto
interlocutore riferiva testualmente: Di al dottor Augusto di preparare i soldi altrimenti
lammazziamo41;
il 15.04.2005, Pellican Salvatore Augusto, denunciava il rinvenimento di una tanica
contenete del liquido infiammabile nei pressi del cancello dingresso della propria
attivit42;
il 02.07.2005, si presentava c/o gli uffici del Comando Stazione Carabinieri di Archi (RC)
CHIRICO Angelo43, il quale denunciava che in data 11.06.2005, rinveniva innanzi la porta
37 A.G. informata con Nota nr. 8/37-1 del 11/11/2003, dal C/do Stazione CC di Pellaro (RC);
38 Nato a Reggio Calabria il 09/01/1955, ivi res. Via Abate [Link] nr.37, coniugato;
39 Nato a Reggio Calabria il 15/04/1962, ivi res. Via Abate [Link] nr.37, coniugato;
40 A.G. informata con nota n. 65/37 del 01/12/2003 del C/do Compagnia di Reggio Calabria;
41 A.G. informata con nota nr. 748/3 del 16/12/2003 da questArma;
42 A.G. informata con nota nr. 15/12-5 del 16/04/2005, dal Comando Stazione CC di Pellaro (RC);
43 Nato Bruzzano Zeffiro (RC) il 20/04/1948, res. Reggio Cal. Via Stazione Santa Caterina 11, coniugato, commerciante;
Vincenzo BARRECA, cl. 50, consumato a Bocale allinterno di un salone da barba per mano di
FICARA Vincenzo, poi colpito da ordinanza di custodia cautelare in riferimento a tale episodio
criminoso.
Precisa il CHIRICO che la cosca LATELLA - FICARA di Ravagnese ha il controllo del
locale che si estende sino a Lazzaro, anche se a Pellaro opera in concomitanza alla famiglia
FRANCO, facente capo a Giovanni FRANCO.
Questi, a loro volta, ruotano intorno allo stesso perno rappresentato da Giuseppe DE
STEFANO, e pur conservando una limitata autonomia dazione devono rispondere ad un codice
comportamentale comune che impone di non andare pi in giro a riscuotere, ma di attuare la
strategia del terrore, compiendo azioni continue e se necessario ripetute nel tempo, in modo da
indurre la vittima a chiedere laiuto della criminalit organizzata.
Nel proseguo della conversazione, lo stesso CHIRICO velatamente suggerisce al
PELLICANO la strada da intraprendere, sostenendo che altri gli hanno chiesto se lui (CHIRICO)
in grado di fare del bene: in proposito cita alcuni noti personaggi reggini posti sotto estorsione
che, pur di vivere in serenit, avrebbero ceduto alle pressioni malavitose.
opportuno mettere in evidenza le fasi finali dellincontro, in cui si manifesta tutto lo
spessore delinquenziale del CHIRICO che nel consigliare allinterlocutore di fare un pensiero
in occasione delle prossime festivit Natalizie: perch io lha gia fatto, dicendosi pronto ad
agire da tramite, o se diversamente ritenuto: volete spendere una parola, state
tranquillo,baste che fate qualcosa, pone in essere in realt una condotta palesemente
estorsiva che mira a spingere il PELLICANO a contattare i soggetti giusti per mettere a posto la
cosa.
Quanto appena argomentato emerge con estrema chiarezza dal contenuto della
conversazione ambientale avvenuta alle ore 16:30,23 del 11.12.2006, progressivo nr. 7:
Chirico: Va bene a posto! dottore novit?
Pellicano: Novit? a posto? Vi stavo domandando io a voi. E tutto non
successo
Chirico: Non c che deve succedere
Pellicano: Niente completamente!...
Chirico: Non c che deve succedere!...
Pellicano: Va bene, per insomma , dico io uno che
Chirico: Fanno ...
Pellicano: Fa una operazione, mi deve pure
Chirico: No no no
Pellicano: Dire
Chirico: No, non fanno niente...
Pellicano: Fare presentarsi, guardate, far capire voglio dire
Chirico: No no, dottore io uhmm perch
Pellicano: Perch non so sar cretino io!...
Chirico: No incomprensibile no, non siete cretino voi, sono cretino pure io!
Perch siamo in parecchi ad essere i cretini. Perch vi spiego subito, stanno
facendo a parte il fatto che io poi ho voluto sapere perch qua cerano
imbrogli qua dentro a Pellaro, chi comanda, chi non comanda, insomma sto
andando, anzi sono venuti a dirmi, perch realmente loro da Archi lo
sapevano chi . Dice ma, che gli bruciano macchine nuove a Pellican
gli ho detto io uhm, una macchina, due macchine cos a un certo punto,
dice siccome labbiamo letto sul giornale mi hanno detto, va bo
comunque mi hanno detto, ... dice ma?! gli ho detto ma!? A uno l
chi comanda l? Non sono i BARRECA!?
Pellicano: Cio a Pellaro...
Chirico: Pellaro! E l, e non centra niente Giovanni FRANCO...
Pellicano: Giovanni FRANCO...
Chirico: Incomprensibile comunque, ha detto, quando hanno ammazzato quello
nel salone da barba?! Hanno ammazzato uno in un salone da barba, si
incomprensibile omicidio a mi figlia che andata a fare larticolo e gli
hanno aperto la serranda i Carabinieri. Era un BARRECA!...
Pellicano: Era nella colonnina della benzina che mi ricordo io....
autonomia, non che gli devono dare conto sopra la virgola insomma ecco
insomma E io pensavo che ci fossero i BARRECA invece no! A me
lo aveva detto mezza parola Giovanni FRANCO, prima che succedesse U
mbroghiu (limbroglio)....
Pellicano: Va b e che mezza parola vi ha potuto dire, allora sapeva?...
Chirico: No comera messa la situazione qua!...
Pellicano: Ah! comera la situazione...
Chirico: No comera messa la situazione qua! Ciao compare ma qua mi hanno
detto, BARRECA mi ha detto, compare una volta, Vincenzo si si
seccato quello che hanno arrestato per ultimo. Ebbero discussioni con quel
BARRECA, che spararono allora e ormai mi hanno detto, non c pi
niente mi hanno detto. Incomprensibile BARRECA tutta una cosa .
Ora loro, questa gente, si sono organizzati vi sembra strano, io vi avevo
accennato una volta, circa un anno fa e me lo aveva detto lavvocato
BENEDETTO e me lo aveva detto mio cugino Gaetano cos. Gli ho detto
io ma Gaetano ma che parlano con questi si voglio dire non si fa pi
come una volta le estorsioni dice si fanno si agisce in un altro
modo, si fa quello che si deve fare nei minimi il minimo, poi se la
persona non capisce, e non trova il filone giusto perch se vuole lo
trova! Perch non che sono cretine le persone diciamo. Si fa dice un
secondo round quanto per dire insomma pi eclatante pi per
senza andare a chiedere nessuno si presenter mai a chiedere niente,
perch non esiste pi. Deve essere lui il il col diciamo quello che
subisce il danno, a chiedere aiuto...
Pellicano: Il favore?...
OMISSIS
OM ISSIS
La ricostruzione delle alleanze e delle dinamiche criminali che si sono sviluppate nella citt
di Reggio Calabria allindomani della pax mafiosa operata da FIUME Antonino e fin qui delineata
trova conferma in numerose altre risultanze di indagine.
Va innanzitutto evidenziato che le articolate attivit investigative svolte e le numerose
risultanze processuali acquisite nel corso degli anni hanno permesso di delineare la presenza di
nuovi assetti che hanno visto lavvicinamento della cosca CONDELLO, ed articolazioni territoriali
collegate, a quella LIBRI, notoriamente contrapposta alla prima nel corso della seconda guerra di
mafia.
Un primo ed inequivocabile dato a dimostrazione della tendenza appena accennata emerso
a seguito dellattivit di indagine sfociata nella sentenza di condanna n. 1669/01 R.G. notizie di
reato/mod. 21DDA e n. 740/07 R.G.T., emessa dal Tribunale di Reggio Calabria in data 22
dicembre 2008 (versata in atti).
Di particolare rilievo appare il contenuto di una conversazione tra presenti, intercettata dal
Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri, intercorsa tra ALAMPI Matteo ed il defunto
LIBRI Domenico, capo storico della omonima cosca, dalla quale emerge la perfetta unione
dintenti tra questultimo e CONDELLO Pasquale nella gestione delle attivit estorsive connesse al
controllo degli appalti pubblici nel settore dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani in gran parte
del territorio regionale.
I due interlocutori, in data 23 febbraio 2002, nel dialogare in relazione alla necessit di
acquisire la gestione di tale strategico settore imprenditoriale oltre che di delineare una comune
strategia criminale, si soffermano sulla figura di CONDELLO Pasquale e sulla nuova alleanza
criminale tra questultimo e lo stesso LIBRI Domenico nonch sullattiva presenza, nello stesso
contesto, di Giuseppe DE STEFANO:
Matteo ALAMPI: Per essere chiaro e lineare nei vostri confronti, esce Peppe DE
STEFANO e mi incontro
Domenico LIBRI: E uscito?!
Matteo ALAMPI: Era uscito
Domenico LIBRI: Ah, allepoca
Matteo ALAMPI: Matteo, tutto a posto? Volevo sapere com la situazione, sono
mancato un poco di tempo, sto cercando di vedere, di incontrare, di ragionare in qualche modo.
Tu come la vedi?, Peppe, se hai bisogno di me disturbami, che i rapporti di famiglia sono
sempre gli stessi. Anzi io due anni fa perch sono vicini a voi, a Fiumara di Muro ho perso un
lavoro di cinque miliardi, ed venuto Nino venuto Nino Imerti e Pasquale CONDELLO per
lasciargli il lavoro, il lavoro della discarica, dice: Ora ci sono io, non ci sono problemi. Tu che
dici, c il lavoro del [Link]., la ditta vicina a noi, In questo lavoro io non posso mettere
piede, perch io ero la ditta che il lavoro era il mio. Per una serie di spiacevoli equivoci il lavoro
andato a finire a voi, che dite che (incomprensibile) con questa ditta, (incomprensibile) ci avete
mandato, altro non ne ho riscontrato, che il mio discorso chiuso. Dice: Ma sai dice ci
mettiamo, facciamo, Peppe, se tu mi offri un lavoro, se lo facciamo insieme e io, per lamore di
Dio, lavoro vado cercando, se sono qua. Tieni conto che io impegni non ne ho con nessuno e per
problemi di giustizia, se io sento odore di bruciato, dopo un minuto me ne vado. Per una cosa che
io devo rispondere nei confronti di uomini e per il peso che mi avete dato, dove sono mi metto in
condizioni e do conto, non intralciando mai la mia dignit e la dignit di altri uomini. Sei
daccordo?, Sono daccordo, Va bene. Dopo qualche mese mi arriva unambasciata di
Pasquale CONDELLO personalmente. Io mi ero visto con Mico Alvaro per
Domenico LIBRI: Vi siete incontrati?
Matteo ALAMPI: Che mi vuole vedere, e sono andato allappuntamento da Pasquale
CONDELLO. Pasquale CONDELLO voleva sapere come stato il discorso del lavoro di Fiumara
di Muro, e io lho messo a conoscenza. Dice: Sapete, io non ero a conoscenza di questo lavoro,
Io, da uomo, mi arrivata unambasciata a nome vostro, sapendo la persona che siete io ho
lasciato il lavoro, dice: Ma voi non mi avevate potuto mandare unambasciata?, Guardate
lambasciata mi arrivata la notte. Me lha portata al Comune, la notte mi arrivata alle dieci,
me lha portata Pasquale Cappello, cera Tizio, Caio e Sempronio. Io sono salito al Comune di
Fiumara di Muro, gli ho detto quanto avevo, abbiamo fatto unoperazione nella busta, hanno
rinviato la gara
OMISSIS
faceva, arriva uno, qua sono morti subito. Hanno arrestato il Sindaco, il vice Sindaco,
(incomprensibile tono di voce bassissimo). A me, hanno usato anche, e hanno avuto il coraggio,
ci sono state carte nel mezzo, per inbordellirlo, e io non ho parlato con nessuno, una cosa del
genere, ho mandato da Tigano Fammi il piacere, questo dopo tre giorni si informato e ci ha
mandato le carte, ci avevano detto che era in contenzioso col Comune, ci avevano detto che avevi
problemi, lui nellelenco dei tre mandatari di Maria[?], sono cazzi miei. E qualcuno si
permesso il lusso di dire: Il 11 dicembre passato. L11 dicembre per me morto un amico
mio, altre cose Il 12 dicembre, lundici dicembre, il 13, il 14. Io ho bisogno di vivere, ho
bisogno il pane per i figlioli e per chi sta vicino a me. Se non arrivo a portarlo avanti questo pane
qua, per me, devo ragionare, non che ho uno a carico (appressu), ho una famiglia, una
generazione (incomprensibile) E un, come si dice, un obbligo che la vita ci impone
Domenico LIBRI: E certo
Matteo ALAMPI: Perch senn uno poi guarda qua, uno si fa un altro che si regola
come si deve comportare, ma (incomprensibile) a nessun amico? Prima di fare un passo sono
abituato a chiedere permesso e andare a sedermi con gli uomini onesti come a noi. Poi le tragedie
non ci interessano. Sono abituato E compare Pasquale che non mi sembra che non ha buon
ragionamento, mi sembra che una persona molto fine
Domenico LIBRI: Non uno (incomprensibile). E uno tra i migliori uomini di Reggio,
senza offesa
Matteo ALAMPI: Ma io
Domenico LIBRI: A parte Tra i migliori
Matteo ALAMPI: Io ho avuto il piacere
Domenico LIBRI: si pu sedere di fianco a me
Matteo ALAMPI: di conoscerlo, vi dico che ne ho conosciuti
Domenico LIBRI: Vi posso dire lho lho cresciuto
Matteo ALAMPI: Ma voi mi avete detto, e io so la storia che avete avuto. Ho avuto il
piacere di conoscerlo. S, non che parla di nascosto, stato fatto non in una casa, dove lo
tengono
Domenico LIBRI: No, non voglio sapere niente
Matteo ALAMPI: Per mi ha fatto piacere scambiare queste quattro... perch io ho
sempre da apprendere, compare Mimmo
Domenico LIBRI: E stato un mio carissimo amico, stato il pi perfido nemico. Oggi,
ringraziando a Dio sono in buoni rapporti, ma non gli do Io sapete quando ho detto di no? Che
un uomo che ha un pregio, se amico
Matteo ALAMPI: O nemico
Domenico LIBRI: o nemico
Matteo ALAMPI: il pregio ce lha sempre
Domenico LIBRI: il pregio ce lha sempre. E tutta la... la storia della nostra storia,
purtroppo amara
Matteo ALAMPI: Amara, s
Domenico LIBRI: gli ho dato sempre i princi e ha avuto, che non glielo pu togliere
nemmeno Cristo
Matteo ALAMPI: Ora io, compare Mimmo, di questoperazione abbiamo speso una
parola, Pasquale manda suo nipote
Domenico LIBRI: Andrea?
Matteo ALAMPI: Andrea. Mi chiama, torna a chiamare il vice Sindaco, torna a chiamare
quattro ditte, limpegno di vedere vedere di far restare la societ che noi riusciamo siamo
una societ comunale, unazienda di un comune del Nord
Domenico LIBRI: [Tossisce]
Matteo ALAMPI: che entrer nel Consiglio di Amministrazione per due anni, e poi dal
di fuori, con degli amici che io cho, uno amministratore, io intervengo e vediamo, si possono
sistemare degli operai, perch entra al 51% pubblico, 49 privato. Per il privato non lo pu fare
limpresa locale che non ha i requisiti
Domenico LIBRI: Ecco qua
Matteo ALAMPI: Il privato lo deve fare. Lazienda municipalizzata di qualsiasi citt
Domenico LIBRI: (incomprensibile)
Matteo ALAMPI: E poi
Domenico LIBRI: Ecco qua. E allora il discorso questo qua, quello che io ho fatto con
questa persona che ha le possibilit al Comune, ed lo stesso ragionamento che ha fatto lui. Dice:
La ditta la troviamo noi. Aspettate
Matteo ALAMPI: S, vi seguo, (incomprensibile) che io vi seguo
Domenico LIBRI: La ditta la troviamo noi come il capofila della situazione di
Reggio...
Matteo ALAMPI: S
Domenico LIBRI: con questa ve la vedete voi
Matteo ALAMPI: Mh
Domenico LIBRI: mi paga a pila, e poi dice troverete voi le imprese, la
faccio io
Matteo ALAMPI: E poi fa lui la gara
Domenico LIBRI: Lo so. S
Matteo ALAMPI: Ecco
Domenico LIBRI: ho un amico qua
Matteo ALAMPI: Poi dice okay
Domenico LIBRI: E allora giusto questo discorso?
Matteo ALAMPI: S
Domenico LIBRI: Con questo discorso come si pu andare?
Matteo ALAMPI: Questo discorso che io ho
Domenico LIBRI: No, aspettate
Matteo ALAMPI: Questo impegno
Domenico LIBRI: E allora facciamo una cosa, cio non facciamo una cosa, ragioniamo
Matteo ALAMPI: S
Domenico LIBRI: Io cho una possibilit al Comune, e poi, onestamente, oltre quella del
Comune avevo la possibilit No, ho la possibilit se devo andare con la mia faccia, o mandare a
uno con la mia faccia e dirgli: Devi fare cos senn te ne puoi andare. Eh, questo io lo posso
fare perch non ho niente da perdere. Aspettate, il ragionamento mio. Io direi una cosa, noi
stiamo andando, ringraziando il Signore, in pieno accordo, con gli impegni che ci siamo presi li
stiamo mantenendo sia da un lato come dallaltro. A parte le cose spurie, che sono cose
personali
Matteo ALAMPI: Le cose personali camminano ognuno cammina
Domenico LIBRI: Per fatti suoi
Matteo ALAMPI: (incomprensibile)
Domenico LIBRI: Guardate, nelle cose generali stiamo andando daccordo, io mi sono
incontrato pure con suo nipo con suo cugino, giorni fa, un paio di giorni prima di partire, sta
filando tutto giusto. Ora vediamo, ragioniamo noi e vediamo se va bene cos. Io direi, io fuori non
voglio restare qua, perch ho le mie possibilit, ma per non restando fuori io, poi io devo andare
contro di voi, nel senso, o voi dovete andare contro di me
Matteo ALAMPI: E noi queste cose non le vogliamo
OMISSIS
Domenico LIBRI: Ora vediamo se il mio ragionamento Io direi, quando voi avete la
possibilit, dato che siamo in tempo, ancora c penso
Matteo ALAMPI: S
Domenico LIBRI: Voi vi incontrate di nuovo con Pasquale CONDELLO, di dirgli
Matteo ALAMPI: S
Domenico LIBRI: se lo riteniamo giusto il discorso a noi. A me mi ha mandato a
chiamare compare Mico, e mi faceva lo stesso ragionamento che mi avete fatto voi. Io,
onestamente
Matteo ALAMPI: (incomprensibile)
Domenico LIBRI: E la situazione
Matteo ALAMPI: Lasciatevi pregare, penso molto in bene
Domenico LIBRI: No, no, lasciatemi concludere a me
Matteo ALAMPI: Esatto
Ulteriori elementi in grado di dimostrare lalleanza tra i soggetti di vertice della cosca
CONDELLO e di quella LIBRI, si traggono, inoltre, dagli esiti del procedimento penale n. 75/05
R.G. notizie di reato/mod. 21DDA, meglio noto come operazione TESTAMENTO, dal quale
emerso che la cosca LIBRI, dopo la seconda guerra di mafia, ha ampliato la propria competenza
territoriale nellambito del settore delle estorsioni, anche al di fuori del proprio locale di
appartenenza.
lo stesso Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Reggio Calabria, nel relativo
provvedimento restrittivo, ad evidenziare che:
Ebbene, lattivit di indagine svolta nellambito del presente procedimento ha consentito
di acclarare che, pur perdurando lassetto stabilito secondo il criterio spartitorio delle zone
territoriali di competenza, la cosca LIBRI, storicamente appartenente allo schieramento
destefaniano, negli ultimi anni ha dimostrato una sempre maggiore capacit di penetrazione nel
tessuto sociale e produttivo della citt di Reggio Calabria, tendendo ad estendere il proprio
dominio in zone del territorio non assegnate alla sua competenza ovvero ad allargare il proprio
potere nelle zone di competenza ad essa assegnate in condominio con altre cosche.
Quanto espresso nellordinanza applicativa di misure cautelari personali e reali innanzi
citata, ha trovato puntuale riscontro anche nellambito dellattivit investigativa oggetto della
presente richiesta, atteso che il ruolo di LIBRI Domenico, dopo la morte di questultimo, stato
assunto dal fratello Pasquale.
La circostanza risulta ampiamente riscontrata dalle affermazioni, che saranno evidenziate
nel prosieguo del presente capitolo, allorquando verr in risalto il ruolo apicale rivestito dal LIBRI
Pasquale, unitamente a CONDELLO Pasquale, nel settore delle estorsioni.
opportuno sottolineare che, in relazione alla centralit di LIBRI Pasquale nel settore delle
estorsioni e della gestione degli appalti pubblici e privati, sono stati acquisiti ulteriori elementi di
sicuro spessore nel corso dellascolto delle conversazioni tra presenti intercorse tra soggetti
operanti nei settori di interesse.
Lattenta analisi degli elementi di prova a disposizione di questo Ufficio, originati dalle
attivit di indagine preliminare svolte nellambito dei procedimenti prima indicati (operazioni
Rifiuti s.p.a. e Testamento), consente di ritenere che lalleanza intervenuta tra la cosca
CONDELLO e quella LIBRI, relativamente alla monopolizzazione degli appalti nella citt di
Reggio Calabria, ha innescato una serie di contrasti in seno alle altre organizzazioni criminali
operanti nellarea.
In tale contesto deve inquadrarsi anche lomicidio di TUSCANO Salvatore, uomo di fiducia
ed autista di LIBRI Pasquale, ucciso in questo centro il 9 maggio 2007.
Nel corso dellindagine preliminare svolta nellambito del proc. pen. n. 75/05 R.G. notizie di
reato/mod. 21DDA, veniva avviata una intensa attivit di monitoraggio dei soggetti affiliati alla
cosca capeggiata da Don Mico LIBRI e dal fratello Pasquale LIBRI, subentrato alla guida
dellorganizzazione dopo la morte del primo.
In particolare, a partire dal mese di gennaio 2005 venivano attivate le operazioni tecniche
dintercettazione telefonica - ambientale nellappartamento dello storico capo cosca sottoposto al
regime della detenzione domiciliare a Prato, via Guasti, n. 55.
Contemporaneamente venivano sottoposti ad intercettazione anche il fratello del boss,
Pasquale LIBRI, il suo autista Riccardo ARTUSO ed uno tra i pi pericolosi killer della medesima
associazione: Salvatore TUSCANO.
Estremamente rilevanti risultavano le conversazioni carpite a seguito dellattivazione di tutti
i servizi tecnici (in particolare allinterno del domicilio di detenzione del Domenico LIBRI e
sullautovettura utilizzata da TUSCANO Salvatore) in quanto definivano da un lato la leadership
del medesimo Don Mico LIBRI ed il ruolo ricoperto da ciascun affiliato in seno allorganizzazione
criminale, dallaltro gli interessi della cosca, le attivit illecite praticate e la zona di influenza della
medesima.
In particolare, laggregazione malavitosa, avente struttura piramidale era capeggiata, fino
alla data della sua morte, da Domenico LIBRI, u braccu, e gestita localmente dal fratello di
questultimo Pasquale LIBRI, assurto a capo cosca dopo il decesso del fratello.
In considerazione della complessit della predetta articolazione territoriale e degli affari
gestiti dalla medesima, le attivit tecniche, originariamente richieste per Domenico e Pasquale
LIBRI, Riccardo ARTUSO e Salvatore TUSCANO, venivano estese ad altri sodali collegati ai
vertici dellassociazione i quali consentivano di completare acquisizioni investigative di evidente
rilevanza, in quanto direttamente riferibili a summit di mafia tra la cosca di appartenenza e quella
facente capo a Pasquale CONDELLO.
La spartizione della tangente per i lavori nel quartiere San Giorgio Extra: la suddivisione del
locale tra le cosche ROSMINI e LIBRI, il summit con Pasquale CONDELLO.
Alle ore 18.21, del 13 ottobre 2005, nellabitazione di via Guasti di Prato, si registrava una
rilevante conversazione tra Domenico LIBRI, TUSCANO Salvatore e SINICROPI Antonino.
Dopo aver fatto riferimento allarresto del genero di Pasquale LIBRI, Filippo CHIRICO
(individuato dal collaboratore Antonino FIUME, nel memoriale consegnato a questo Ufficio in
data 30 gennaio 2009, come colui il quale coadiuvava il capo cosca nella gestione del ruolo a lui
affidato), ed alle condanne riportate dai vertici della cosca DE STEFANO a seguito delle
dichiarazioni del collaboratore FIUME Antonino, la conversazione si soffermava sulle tangenti da
riscuotere con riferimento ai lavori effettuati nel locale di San Giorgio e sulla spartizione con la
cosca Rosmini (che come si evidenzier nel prosieguo si lamenter per le sperequazioni registrate).
Dal tenore della conversazione si comprende da un lato come responsabile del suddetto
locale San Giorgio per conto della cosca LIBRI sia il genero di Don Mico, CARIDI Antonio, e
come il medesimo locale sia sotto il controllo della cosca LIBRI.
Conversazione ambientale abitazione Prato del 13.10.2005, ore 18.21, prog.4048, tra
Domenico LIBRI, Salvatore TUSCANO e Antonino SINICROPI.
TUSCANO: ..inc... senti una cosa quando arrivi la lo saluti e gli dici in questo
modo...//
MICO: Tante cose gli possono dire... tutto... ma non che mio fratello mi diceva... gli devi
dire a mio fratello che ti fa la spesa...//
TUSCANO: Voi gli avete detto che ve la vedete voi... tante volte veniva da voi
qualcuno che gli dicevate... //
MICO: Non fare lo scemo vai...//
TUSCANO: Ma guarda tu pure inc... ora... inc... glielo dite per telefono ora...//
TUSCANO: Si... ora hanno gli interessi di lavorare la sopra... inc... e che ci danno
i soldi... inc...//
MICO: inc... (parla a bassa voce)...//
TUSCANO: i primi i soldi tutti... li dobbiamo recuperare inc.... Casciano... (ore
18.40.12)..//
MICO: voglio dire...//
TUSCANO: Ah i lavori qua...//
MICO: inc... (parla a voce bassa). chi glieli ha dati i lavori... come prende... inc... gli fa
la fattura... inc...//
TUSCANO: Per ora li ha presi lui... la RGS (?)... inc...//
MICO: E quelli di inc... chi li ha presi...//
TUSCANO. Ancora lainc....//
MICO: E perch... inc... mi sembrava impossibile a me... che chi prende e chi no...
inc... //
TUSCANO: Inc... ( parla a voce bassa)...//
MICO: ma ci sono ancora loro...//
TUSCANO: Gi abbiamo parlato... siamo andati dai Boss inc... abbiamo parlato
pure del lavoro di San Giorgio... poi vi spiega vostro fratello... quando scendete...//
MICO: Quanto... e non mi puoi spiegare tutto quanto...//
TUSCANO: Inc... e di preciso... il fatto di San Giorgio... gli ha detto Nino in quel
modo... inc... e gli ha dato 100.000 euro...//
MICO: Non vero... inc...//
Squilla un cellulare (Ore 18.41.56)
MICO: Va be... ammesso e non [Link]...//
TUSCANO: Inc... vero che si era preso l'impegno dei soldi... e poi... inc... che
quello vuole i soldi... quell'altro vuole i soldi... inc...//
MICO: E Rosmini non vero che gli ha dato i soldi...//
TUSCANO: inc...//
MICO: Sai perch... almeno.... (parla a voce bassa)//
TUSCANO: e non mi inc...//
MICO: non mi interessa un cazzo a me... inc...//
TUSCANO: Nino... vostro genero non li ha voluti...//
MICO: A me non inc... a me mi deve dare i soldi quelli dell'IPEI che avevano preso...
del guadagno... inc... //
TUSCANO: Noi abbiamo preso l'altro impegno... inc...//
MICO: Voglio dire... definiamo la cosa... inc... che il lavoro c' lo facciamo inc...//
TUSCANO: Comunque io ero seduto la... poi sono dovuto andare ad altre parti...
inc... mi sono dovuto alzare per impegnarmi... e poi sono andato a prenderlo... perci i discorsi
precisi precisi li sa lui... a me mi ha accennato questo fatto... inc... che si era preso questo
impegno... inc... che questo si preso i soldi... che quest'altro si preso i soldi... che le cose
doveva andare come doveva andare... le hanno fatto in un modo e poi sono andati in
un'altra...inc...//
MICO: E dico a me non me ne da...//
TUSCANO: Inc... gli ha spiegato tutte le cose... comunque poi... se vuole Dio
scendete... se no la prossima volta che salgo mi faccio dire preciso... inc...//
MICO: A te ti deve dare i soldi... inc... bisogna... inc.. che cazzo c'entrano inc... i
Rosmini inc... //
TUSCANO: inc.. forse entrato nel meglio Pasquale CONDELLO (18.44.05)...
inc... perch si preso un'altra volta... inc... lui ha fatto parlare inc... e poi si stava di la...//
MICO: Ma ti ricordi che te lho detto... non mi interessa un cazzo... a me mi deve dare
la parte dei soldi che... dei guadagni del lavoro...//
TUSCANO: Inc... figlio... inc... si dimentica... inc..//
MICO: Ancora... ancora... //
di tipo mafioso e la cosca ROSMINI fossero sorti dei dissidi in relazioni alle estorsioni da
riscuotere proprio in quella porzione di territorio, il cui rappresentante, per la cosca LIBRI,
chiaramente CARIDI Antonino (ne dar ampio riscontro il contenuto delle conversazioni che
saranno oltre riportate tra il BARBIERI, il VIGLIANISI ed il BUDA):
TUSCANO: Gi abbiamo parlato... siamo andati dai Boss inc... abbiamo parlato
pure del lavoro di San Giorgio... poi vi spiega vostro fratello... quando scendete...//
MICO: Quanto... e non mi puoi spiegare tutto quanto...//
TUSCANO: Inc... e di preciso... il fatto di San Giorgio... gli ha detto Nino in quel
modo... inc... e gli ha dato 100.000 euro...//
MICO: Non vero... inc...//
Squilla un cellulare (Ore 18.41.56)
MICO: Va be... ammesso e non [Link]...//
TUSCANO: Inc... vero che si era preso l'impegno dei soldi... e poi... inc... che
quello vuole i soldi... quell'altro vuole i soldi... inc...//
MICO: E Rosmini non vero che gli ha dato i soldi...//
TUSCANO: inc...//
MICO: Sai perch... almeno.... (parla a voce bassa)//
TUSCANO: e non mi inc...//
MICO: non mi interessa un cazzo a me... inc...//
TUSCANO: Nino... vostro genero non li ha voluti...//
MICO: A me non inc... a me mi deve dare i soldi quelli dell'IPEI che avevano preso...
del guadagno... inc... //
In proposito, per stabilire ruoli e competenze, si era svolta una riunione tra i
rappresentanti della cosca ROSMINI, da una parte, CARIDI Antonino e Salvatore TUSCANO, per
conto dei LIBRI. Dal contenuto del colloquio, inoltre, si percepisce chiaramente come alla
riunione avesse partecipato anche il latitante Pasquale CONDELLO, a cui i ROSMINI
risultano storicamente federati:
TUSCANO: Comunque io ero seduto la... poi sono dovuto andare ad altre parti... inc...
mi sono dovuto alzare per impegnarmi... e poi sono andato a prenderlo... perci i discorsi precisi
precisi li sa lui... a me mi ha accennato questo fatto... inc... che si era preso questo impegno...
inc... che questo si preso i soldi... che quest'altro si preso i soldi... che le cose doveva andare
come doveva andare... le hanno fatto in un modo e poi sono andati in un'altra...inc...//
MICO: A te ti deve dare i soldi... inc... bisogna... inc.. che cazzo c'entrano inc... i
Rosmini inc... //
TUSCANO: inc.. forse entrato nel meglio Pasquale CONDELLO (18.44.05)... inc...
perch si preso un'altra volta... inc... lui ha fatto parlare inc... e poi si stava di la...//
Alle ultime parole proferite dal TUSCANO circa la presenza e linteressamento di Pasquale
CONDELLO, Don Mico LIBRI risponde facendo pesare tutta la sua importanza di storico
patriarca della ndrangheta:
MICO: Ma ti ricordi che te lho detto... non mi interessa un cazzo... a me mi deve dare
la parte dei soldi che... dei guadagni del lavoro...// .
inflessibile ed autorevole, a maggior ragione ove oggetto del discorso sia un soggetto delle
spessore delinquenziale del CONDELLO.
Di sensazionale spessore saranno le successive parole carpite dal confronto tra MICO
LIBRI ed il TUSCANO dalle quali si desumeva che, lincontro preventivato per la mattina del 16
ottobre, utile a definire un affare di eccezionale entit, avrebbero stuzzicato lappetito delle
famiglie di ndrangheta pi rappresentative di questa citta.
Nello specifico, oltre al rappresentante dei TEGANO e dei DE STEFANO, avrebbe dovuto
prendere parte alla riunione indicata anche un rappresentante del boss latitante Pasquale
CONDELLO. Emissario questo la cui partecipazione non era ancora divenuta certezza, nonostante
le numerose imbasciate inviate dal clan LIBRI alla famiglia CONDELLO: TUSCANO:
Luned si deve iniziare.// LIBRI: Questi appuntamenti li prendete quando
incomp.//TUSCANO: Incomp. no, li prendiamo quando quando a questo amico gi gli ha dato
altri quindici giorni in pi, che per me non glieli davo incomp. per informare a
Pasquale.//LIBRI: Chi sa se lo vedono loro a Pasquale, chi sa dove sotterrato, sotterrato nel
senso non sotterrato chi sa dove [Link]: Ma non viene lui, manda a qualcuno,
giusto!.//LIBRI: [Link]: Sono anni, non sono mesi zio sono anni incomp. per
me la stanno tirando, quindici giorni, un mese un mese tre mesi, da luglio ce ne siamo andati a
settembre da settembre ce ne siamo andati ad ottobre a ottobre incomp.// LIBRI:
Incomp../TUSCANO: Incomp. oggi venerd incomp. ma quanti anni ha zio!./ LIBRI:
Chi!.// TUSCANO: Pasquale./ LIBRI: Incomp. cinquantacinque, cinquantatre anni./
TUSCANO: Cinquantasei!./ LIBRI: Ma tu lo hai conosciuto!.//TUSCANO: Non conosco
nessuno, io conosco solo a Mico LIBRI.//LIBRI: Incomp. dunque, un pochettino pi corto
del normale.//
Conversazione ambientale abitazione Prato del 14.10.2005, ore 23.16, prog.4097, tra
Domenico LIBRI, Salvatore TUSCANO e Antonino SINICROPI.
OMISSIS
ORE 23.25.11.
LIBRI: Ma necessario che andate a Parma, non vi potete fermare qua, e quando viene
incomp.//
TUSCANO: Lui deve andare la che deve andare, senno io me ne scendo, io domenica
mattina alle dieci ho appuntamento lala sopra che vengono i Paoli, che dobbiamo parlare,
luned si devesi deve iniziare.//
LIBRI: Incomp.//
Nelloccasione era Riccardo ARTUSO, alla guida della propria FIAT Punto, monitorata
con sistema G.P.S., ad accompagnare il boss LIBRI Pasquale nel luogo convenuto per
lappuntamento:
RICCARDO: Qua ci posteggiamo?
PASQUALE: Siincompuoi parcheggiare anche pi avanti//
Conversazione ambientale registrata il 16.10.2005, ore 09. 19, sullautovettura Fiat Punto di
ARTUSO, prog 4799, tra Pasquale LIBRI e Riccardo Artuso.
PASQUALE: bestemmiaincom//
RICCARDO: Cosa?//
PASQUALE: Neanche seincomnon voglio pi sentirne parlare neancheincom
bestemmiaincomma non rompermi i coglioniincom//
RICCARDO: bestemmia//
OMISSIS
(I due parlano dei colloqui della figlia, dei mezzi per andare, del costo del biglietto aereo,
di andare allagenzia, subito dopo si sofferma per fare rifornimento. Riccardo dice a Pasquale che
a lui sono sempre riuscite le cose perch le ha sempre fatte personalmente. Strada facendo
Riccardo gli chiede se devono andare a monte. Parlano della strada che stanno percorrendo e che
la domenica mattina non c confusione. Alle 09,53.04 si sofferma al Santuario di SantAntonio.)
RICCARDO: Qua ci posteggiamo?//
PASQUALE: Siincompuoi parcheggiare anche pi avanti//
OMISSIS
(Lauto si ferma e Pasquale LIBRI scende.)
([Link] nr.94)
Erano le 09.54, allorquando Pasquale LIBRI nel scendere dallautovettura di ARTUSO, per
recarsi allappuntamento, a questi si rivolgeva dicendo di guardarsi intorno per verificare la
presenza delle forze dellordine: Vedi seincomqualche sbirro.
Conversazione ambientale del 16.10.2005, ore 09.54, registrata sullautovettura Fiat Punto
di ARTUSO Ricardo, prog. 4800, tra Pasquale LIBRI e Riccardo ARTUSO.
([Link] nr.95)
La fitta rete di rapporti tra i DE STEFANO, i CONDELLO e la famiglia LIBRI trova altre
conferme nellattenta lettura della conversazione intercorsa tra LIBRI Domenico e limprenditore
ALAMPI Matteo, gi riportata in precedenza: emergeva infatti come questultimo avesse avuto un
incontro anche con Giuseppe DE STEFANO, appena uscito dal carcere, che lo aveva convocato per
affidargli un lavoro:
AP: com questa storia io a gennaio vado a fare il ..inc.. ho incontrato Aurora vi ho
mandato i saluti.. saluti penso molto affettuosi poi non so, in che termini lei vi ha detto! Perch io
avevo un qualcosa, allinterno di me, ma no per averlo ..inc.. precedente, per sapete una piccola
esperienza nella jungla me la sono fatta pure io, allora volevo un momentino vede il modo in cui,
perch vi ho mandato unambasciata con vostra figlia
LD: ..inc.. me ne sono arrivate ..inc..
AP: ..inc.. per essere chiaro e lineare nei vostri confronti esce Peppe DE
STEFANO e ci incontrammo
LD: uscito?!?
AP: era uscito
Quanto ricavabile dalle attivit di intercettazione appena richiamate rende evidente le novit
venutesi a creare nella gestione criminale delle attivit economiche della citt di Reggio Calabria.
Risulta, invero, lavvicinamento di soggetti storicamente contrapposti che porta alla
costituzione di un organismo di coordinamento costituito dai reggenti delle consorterie
riconducibili a CONDELLO Pasquale, a DE STEFANO Giuseppe e a LIBRI Pasquale
(questultimo subentrato nella qualit di capo-locale al fratello Domenico, come accertato
nellambito del procedimento penale n. 75/05 R.G. notizie di reato, denominato TESTAMENTO).
La contiguit criminale tra la famiglia LIBRI e quella CONDELLO emerge dagli elementi
di prova forniti da questultimo procedimento penale, laddove stata accertato che CONDELLO
Pasquale, o soggetti investiti di ruoli qualificati allinterno dellorganizzazione criminale a lui
riconducibile, ha preso parte ad alcune riunioni finalizzate a delineare specifiche attivit criminose.
Conferma dellavvicinamento delle consorterie storicamente contrapposte si ricava, peraltro,
dallulteriore circostanza costituita dalla partecipazione di alcuni soggetti appartenenti allo
schieramento capeggiato dal CONDELLO ai funerali di LIBRI Domenico, morto in data 1 maggio
2006, durante la sua detenzione allinterno del carcere di Napoli.
In data 3 maggio 2006, personale della locale Sezione Anticrimine, nel corso di un servizio
di osservazione predisposto nei confronti di PASSALACQUA Domenico, accertava che lo stesso,
unitamente a CREAZZO Umberto ed allimprenditore VITALE Stefano partecipava ai funerali di
LIBRI Domenico.
(vds. all. nr. 1)
Tutti e tre sono da ritenere inseriti allinterno delle dinamiche criminali relative allarea di
Villa San Giovanni e zone limitrofe, facente capo al pi noto CONDELLO Pasquale, come
risultato dalle indagini esperite nel corso di questo procedimento ed in relazione alle cui risultanze
si rinvia al capitolo successivo della presente richiesta.
BARBIERI D.: comunque io... domani voglio parlare con PASQUALE LIBRI... ah!!
questo di Archi... perch la cosa partita sempre da la!!..
VIGLIANISI F.: si da la partita!! quale gente compare...
BARBIERI D.: ah?...
VIGLIANISI F.: quale gente compare...
BARBIERI D.: avete ... avete visto come hanno nominato la ESCAR (ditta edile di
Santo Scarpella)...
VIGLIANISI F.: no...
BARBIERI D.: ah!!
VIGLIANISI F.: no...
BARBIERI D.: la ESCAR c' stato un minuto che stata appresso a noi..
VIGLIANISI F.: certo...
BARBIERI D.: avete visto, non stata nominata... quella ha scritto la e ha cantato avete
capito?...
VIGLIANISI F.: lui mi ha detto a me... ieri quando c' stato (tratto incomprensibile in
quanto parla a bassa voce)... gi aveva parlato con Ciccio...
BARBIERI D.: si pensano che non lo so io...
VIGLIANISI F.: aveva parlato con me, aveva parlato con voi... incomp...
BARBIERI D.: si aveva parlato con loro...
VIGLIANISI F.: con loro...
BARBIERI D.: e lui ha detto che lo hanno messo fuori ditta...
VIGLIANISI F.: si per mettergli...incomp...
BARBIERI D.: eh!!
VIGLIANISI F.: e io come il fesso...incomp.. giustamente voi... comparso la un paio di
mattine... incomp... io giustamente se potevo....
BARBIERI D.: no, io gliel'ho detto la prima volta sola e poi basta... poi lui prende e
parte per i fatti suoi, avete visto la quando era per BOnvILE per coso la...
VIGLIANISI F.: e poi si stato zitto...
BARBIERI D.: si, poi ha preso e si stato zitto... avete capito?... se non eravate voi a
dirgli che lo avete saputo ieri, e l'ho saputo il giorno prima della befana io...
VIGLIANISI F.: io non sapevo niente, quando mi avete chiamato voi sono rimasto pure
io, ho detto io: non che pensa che io sapevo qualche cosa... invece io...
BARBIERI D.: no... poi ripeto non lo sapevate voi...
VIGLIANISI F.: ora si deve spaventare uno!?! che deve fare!?!...
BARBIERI D.: no!! ora sto andando a trovare a PASQUALE BUDA, se lo trovo gli dico
che deve andare a Archi, potevo andare pure io perch...incomp...
VIGLIANISI F.: ...incomp...
BARBIERI D.: ah?...
VIGLIANISI F.: ma io mi sono rotto i coglioni... incomp...
BARBIERI D.: no!! dovete dire che, meno male che l'avete presa pure voi...
VIGLIANISI F.: meno male... se l'aveva presa una di quelli la, veramente gli prendeva un
collasso...incomp...
BARBIERI D.: specialmente quella la.. la cosa la, la BELLANTONE...
VIGLIANISI F.: quella moriva secca...
BARBIERI D.: ...(ride)...minchia quella...
VIGLIANISI F.: no, ma quella forse la prendeva pure... no ma io quando sono arrivato,
sono venuto prima per aggiustare una, per aggiustare... due carte... c'era un cd che c'era materiale...
di una di questi qua, di Lazzaro di quelle parti la... per vedere se la conoscevo...incomp... quando
sono arrivato la, ho visto la busta gialla, ho detto: ahi, ahi, un'altra.... appena l'ho vista gialla...
...incomp...
BARBIERI D.: a me pure mi hanno dato una cassetta che l'hanno girata a Villa,
Bagnara... ma non si vedeva un cazzo completamente...
VIGLIANISI F.: ...incomp...
BARBIERI D.: il maschio aveva messa la mascherina...
VIGLIANISI F.: no, no qua mascherina niente...
BARBIERI D.: va be... ma non roba di qua...
VIGLIANISI F.: io detto io: va bene vado a vedere mi sistemavo due carte.... me lo
vedo... ma quando l'ho guardato mi pensavo sapete che cosa, i depliant della finanziaria M3, no M3
quelli che hanno quelle cose... poi ho visto bene... un'altra "papella" di questi che ...incomp...
BARBIERI D.: a me mi ha nominato no?...
VIGLIANISI F.: a tutti ha nominato...
BARBIERI D.: pure a me? pure a mio fratello?...
VIGLIANISI F.: no, a voi e vostro fratello...
BARBIERI D.: ...incomp...
VIGLIANISI F.: si, sempre della stessa uguale...
BARBIERI D.: si...
VIGLIANISI F.: per dire, guarda... ci hai rotto i coglioni.... ci avete rotto i coglioni...
questo il discorso..
BARBIERI D.: si...
VIGLIANISI F.: siccome giustamente l'unico che pu... giustamente lui va a chiamare a
quello e sa cosa gli deve dire che capisce...lui era qua anche per il discorso della...incomp... voi dite
che non c'entra niente?...
BARBIERI D.: ma non valeva la pena, l'importi sono questi, non che.... sono importi
rilevanti...
VIGLIANISI F.: no ma io ho pensato: se volevi fare qualche cosa non mandavi neanche la
lettera...
BARBIERI D.: no, potete stare tranquillo e sicuro questi non ... voi pensate... quando
attaccano una persona non fanno niente... il peggio quando non lo chiamano... a me non mi hanno
chiamato!!... gli ho detto io ma.... una cosa buona quando ti chiamano, se no vengono a prenderti
a casa...
VIGLIANISI F.: non ho capito?...
BARBIERI D.: quando a me mi hanno chiamato i Carabinieri io mi ero preoccupato
no?...
VIGLIANISI F.: eh!!
BARBIERI D.: e sono andato dall'avvocato e cos cos e cos, mi ha detto Mimmo vai
tranquillo perch se c'era qualcosa di importante non venivano a chiamarti, venivano e ti
prendevano... lo stesso qua... ...incomp... non l'ho interpellate nemmeno...
VIGLIANISI F.: no, non parla con nessuno...
BARBIERI D.: ....niente... neanche le gare che andiamo a fare Filippo mettetelo sempre
sulla, a fatto compiuto, che non sappia nemmeno come... (pausa)... quanto venuto questo
magazzino grosso... e coso?... "gna gna"...
VIGLIANISI F.: ieri mi ha chiamato... oggi era .... ha chiamato a mia, ha chiamato
quell'altra.... quella la convinta che ha a un'altra... che fa la gelosa pure questa...
...O M I S S I S...
...DA ACCERTAMENTE GPS L'AUTO RISULTA ESSERE FERMA NEI PRESSI DELL'IMBARCADERO
CARONTE DI VILLA SAN G IOVANNI... SALE A BORDO DELL'AUTO MIMMO BARBIERI, VIGLIANISI
FRANCESCO CHE SI TROVA GI A BORDO CONVERSA AL CELLULARE MA APPENA SALE MIMMO
CHIUDE LA CONVERSAZIONE...O M I S S I S...
VIGLIANISI F.: ma secondo voi io mi mettevo con una persona come a quella se non
eravate venuto voi, che me ne fotteva a me...
BARBIERI D.: ciao compare, ciao...(saluta persona all'esterno n.d.r.)...
VIGLIANISI F.: la fame gli facevo, che me ne usciva a me niente... solo problemi
potevano uscire...
BARBIERI D.: e sono usciti...
VIGLIANISI F.: e sono usciti infatti si sono visti i risultati...
BARBIERI D.: la prossima volta che viene... dobbiamo mettere il venti, sta bene questo
numero va bene...
VIGLIANISI F.: ma da quella volta lui non comparso pi, lui quando vi siete mosso voi,
lui si saziato...
BARBIERI D.: si...
VIGLIANISI F.: non ha chiamato pi, non ha detto ne a ne... prima non dico assai ma
veniva ogni tre giorni... bussando, cerca lavoro ogni due mesi.... compare Mimmo mi ha detto di
aiutarlo...
BARBIERI D.: ora quando venuto il Natale gli ho detto io: SANTO!! con il pensiero
alle signorina, la all'ingegnere, insomma quello ha uno studio devi avere il pensiero... mi ha detto:
si!, si! giusto, giusto...
VIGLIANISI F.: si il pensiero... quello , il messaggio mi ha mandato tanti auguri delle
felicitazioni, non mi interessava niente...incomp... quanto vado a comprare la coca cola...
...O M I S S I S... IL DISCORSO VERTE SU ARGOMENTI INERENTI A DONNE E GENERICO, ALLE ORE
18.45, SI FERMA L'AUTOVETTURA E SCENDONO DALLA STESSA CHIUDENDOLA REGOLARMENTE....
FINE TRASCRIZIONE...
Le risultanze di indagine appena riportate, che saranno riprese anche ad altri fini nelle
pagine successive, sono risultate estremamente significative in relazione alla ricostruzione della
figura criminale di LIBRI Pasquale da ritenere, sulla base del contenuto delle conversazioni innanzi
riportate, il soggetto a cui fare riferimento nel momento in cui si fossero verificate situazioni di
fibrillazione legate alle attivit delittuose poste in essere anche dagli aderenti alla cosca IMERTI.
Emerge, quindi, il perdurare dell assetto criminale operante nella citt di Reggio Calabria,
descritto da FIUME Antonino e che trova, nel corso degli anni, conferma nelle risultanze di
indagine fin qui richiamate a cominciare dalla pi volte citata conversazione intercettata il 23
febbraio 2002, tra LIBRI Pasquale e ALAMPI Matteo.
Nel corso delle indagini preliminari svolte nel presente procedimento, ed in particolare nel
contesto investigativo avente ad oggetto BUDA Pasquale, in data 6 febbraio 2007 si ascoltava la
seguente conversazione tra il predetto BUDA e PASSALACQUA Domenico (in seguito richiamata
per esteso): ma a Villa non c' in nessun posto... guarda io con l'esperienza che ho fatto,
diciamo, penso che... non ti puoi fidare di nessuno, non puoi, dice ma loro, niente non c' niente, se
non proprio, tu personalmente... non puoi contare di nessuno... io mi vedevo tante cose, poi alla
fine sono stato deluso in un modo tale che e posso pensare che tu sette mila euro, cinque mila
euro, per dieci mila euro mi fai il coso... non lo posso mai pensare e nemmeno per cento mila euro,
se siamo nella stessa barca... oggi ci sono i guai ci prendiamo i guai, domani ci sono altre cose ci
prendiamo altre cose, invece qua il discorso in un altro modo, oggi ci sono i guai ce li prendiamo
tutti, domani ci sono "usufrutto" lo prendiamo pochi... mentre eravamo l sotto ieri con DIEGO...
onestamente mi dispiaceva pu re, mi ha raccontato certe cose qua ci sono... famiglie distrutte...
famiglie distrutte qua... dice: mio cugino incomp gli ho detto: compare DIEGO io quello che
posso fare dice: fino a dove sono potuto arrivare sono arrivato... poi dice: no, lo so, lo so... dice:
stiamo aspettando a MICO ALVARO che esce, quando esce MICO ALVARO prendiamo le nostre
precauzioni... dice: perch quando abbiamo preso limpegno cera MICO ALVARO, siccome
questo impegno non stato mantenuto prima che facciamo un passo una volta che ci dicono
che non vogliono sapere niente o che poi facciamo quello che dobbiamo fare... la parte di
incomp... di qua... diciamo la parte di qua prende Pasquale (CONDELLO n.d.r.) ... dalla parte
di la se l' presa PASQUALE LIBRI, per PASQUALE LIBRI, incomp... i ROSMINI... dice:
era venuto PASQUALE LIBRI... PASQUALE LIBRI gli ha detto: compare la divisione con uno
!!... e no con cinque!!!... noi quasi il settanta per cento dice: glielo abbiamo dato a compare
PASQUALE... (percentuale che, come si visto, viene a sua volta suddivisa in parti eguali tra
Pasquale CONDELLO e Giuseppe DE STEFANO n.d.r.) poi ...(tratto incomp.)... ed giusto!!...
ha detto: ...non una lira!!... con il metano... finita... vi incontrate chiarite le cose... ...(tratto
incomp.)... che poi a TOTO' lo hanno preso... quando hanno preso a TOTO u boi rimasto
DIEGO solo... c'era GIOVANNI, ora a GIOVANNI lo hanno arrestato pure... e allora, quando era
latitante quello che aveva l'ergastolo addosso e che poi gli spuntava... che partiva in prima
persona a tutti quanti... poi sono caduti in disgrazia... li ha tagliati completamente ora si sono
combinati che tra loro non vanno nemmeno daccordo... i ROSMINI non vanno daccordo
nemmeno... c' chi ha i soldi e chi muore di fame... la moglie di DIEGO u bumbularu, con
DIEGO nemmeno... si combinata di andare a lavorare in una lavanderia per settecento euro al
mese...incomp... e DIEGO, DIEGO bravo, bravo, bravo... DIEGO ha l'ergastolo... NATALE ha
l'ergastolo, coso ha l'ergastolo, quell'altro DEMETRIO ha l'ergastolo... TOTO' ha l'ergastolo,
GIOVANNI ha diciotto anni, non che dici uno solo....-
Quelle appena riportate sono le affermazioni di BUDA Pasquale, esponente di rilievo della
criminalit organizzata reggina, che, nel rappresentare ad altro soggetto inserito nel medesimo
ambito criminale, evidenzia i ruoli di vertice assunti nel settore delle estorsioni tanto da
CONDELLO Pasquale che da LIBRI Pasquale, allindomani della pax mafiosa tra lo schieramento
CONDELLO IMERTI FONTANA e quello DE STEFANO TEGANO LIBRI, pace
voluta tra gli altri da ALVARO Domenico, allepoca dei fatti detenuto presso il carcere di Lecce.
In particolare, si commentava il contenuto di un incontro, avvenuto tra BUDA Pasquale e
ROSMINI Diego, alias u bumbularu, in cui questultimo rappresentava al BUDA la particolare
situazione criminale che veniva registrata nella citt di Reggio Calabria, ove le attivit estorsive
erano gestite, in via quasi esclusiva, da LIBRI Pasquale e CONDELLO Pasquale. Impegni e vincoli
che si scontravano con gli accordi scaturiti a seguito della pax mafiosa, a cui si giungeva anche
grazie allopera di mediazione posta in essere da ALVARO Domenico, figura criminale che aveva
avuto un ruolo determinante nella realizzazione della stabilit criminale dellarea e, di
conseguenza, nellequa divisione delle attivit illecite.
Va sottolineato che ROSMINI Diego, esponente di spicco dellomonima famiglia mafiosa
che nel corso della guerra di mafia aveva aderito allo schieramento capeggiato da CONDELLO
Pasquale, rappresentava la necessit, prima di prendere qualsiasi decisione, di attendere la
scarcerazione di ALVARO Domenico, al fine di trattare e, quindi, analizzare il nuovo assetto
criminale della citt di Reggio Calabria, poich le decisioni assunte da questultimo non erano state
pi osservate stiamo aspettando a MICO ALVARO che esce, quando esce MICO ALVARO
prendiamo le nostre precauzioni... dice: perch quando abbiamo preso limpegno cera MICO
ALVARO, siccome questo impegno non stato mantenuto prima che facciamo un passo una
volta che ci dicono che non vogliono sapere niente o che poi facciamo quello che dobbiamo
fare... .
Le affermazioni del ROSMINI, evidenziatesi in maniera palese attraverso il discorso di
BUDA Pasquale, facevano percepire la esistenza di un forte contrasto instauratosi tra la di lui
famiglia e quella di LIBRI Pasquale, subentrato nella totale reggenza dellomonima organizzazione
mafiosa dopo la morte del fratello LIBRI Domenico, avvenuta nel maggio 2006.
La prosecuzione del dialogo forniva ulteriori e concreti elementi probatori in ordine alla
figura di LIBRI Domenico e CONDELLO Pasquale, atteso che questultimo sulla base di una
divisione territoriale della citt percepiva il 70% (settanta per cento) sullammontare delle
estorsioni praticate nei confronti delle ditte impegnate nella realizzazione di opere pubbliche,
mentre la restante somma veniva incassata dal LIBRI.
In merito, BUDA Pasquale, nel rappresentare allinterlocutore quanto riferitogli da
ROSMINI Diego, asseriva: .la parte di incomp... di qua... diciamo la parte di qua prende
Pasquale... dalla parte di la se l' presa PASQUALE LIBRI, per PASQUALE LIBRI, incomp... i
ROSMINI... dice: era venuto PASQUALE LIBRI... PASQUALE LIBRI gli ha detto: compare la
divisione con uno !!... e no con cinque!!!... noi quasi il settanta per cento dice: glielo abbiamo
dato a compare PASQUALE... ...(tratto incomp.)... ed giusto!!... ha detto: ...non una lira!!... con
il metano... finita... vi incontrate chiarite le cose... ...(tratto incomp.)...
Le affermazioni appaiono di tenore inequivocabile, visto che BUDA Pasquale, nel riferire in
ordine ad un incontro avvenuto tra ROSMINI Diego e LIBRI Pasquale, riportava quanto affermato
da questultimo circa la divisione dei proventi estorsivi, nello specifico relativi ai lavori di
metanizzazione della citt di Reggio Calabria, suddivisi secondo le percentuali innanzi indicate tra
lui e compare Pasquale, questultimo identificato nel citato CONDELLO.
Le cointeressenze criminali appena indicate sono state, peraltro, gi accertate nellambito di
altri procedimenti penali di cui si gi detto.
Dal complesso generale della conversazione emergeva, tra laltro, che ROSMINI Diego
nutriva particolare avversione nei confronti del LIBRI e, quindi indirettamente, anche nei confronti
del CONDELLO, atteso che lo stesso, oltre a non percepire alcun provento estorsivo da parte di
questultimo, tenuto conto che la moglie era stata costretta a lavorare in una lavanderia, era stato
costretto a provvedere direttamente al mantenimento di tutti i familiari in carcere, condannati a
pene severe: . che poi a TOTO' lo hanno preso... quando hanno preso a TOTO u boi
rimasto DIEGO solo... c'era GIOVANNI, ora a GIOVANNI lo hanno arrestato pure... e allora,
quando era latitante quello che aveva l'ergastolo addosso e che poi gli spuntava... che partiva in
prima persona a tutti quanti... poi sono caduti in disgrazia... li ha tagliati completamente ora si
sono combinati che tra loro non vanno nemmeno daccordo... i ROSMINI non vanno daccordo
nemmeno... c' chi ha i soldi e chi muore di fame... la moglie di DIEGO u bumbularu, con
DIEGO nemmeno... si combinata di andare a lavorare in una lavanderia per settecento euro al
mese...incomp... e DIEGO, DIEGO bravo, bravo, bravo... DIEGO ha l'ergastolo... NATALE ha
l'ergastolo, coso ha l'ergastolo, quell'altro DEMETRIO ha l'ergastolo... TOTO' ha l'ergastolo,
GIOVANNI ha diciotto anni, non che dici uno solo... (tutti esponenti di vertice della cosca
ROSMINI, n.d.r.).
Che i riferimenti effettuati siano reali, tanto da rendere storicamente certo il quadro di
riferimento in cui emergono anche le tensioni tra le cosche cittadine e la gerarchizzazione imposta
alle stesse, appare opportuno segnalare che lestorsione effettuata dal gruppo capeggiato da LIBRI
Pasquale e CONDELLO Pasquale (ed al cui vertice si pone per le ragioni gi esposte anche
Giuseppe DE STEFANO), in pregiudizio della societ impegnata nella metanizzazione del comune
di Reggio Calabria, trova conferma negli esiti degli accertamenti svolti presso il citato ente:
emerso, invero, che in data 14 dicembre 1991, lAmministrazione Comunale di questo centro ha
stipulato una convenzione di affidamento in concessione del servizio di distribuzione del gas
metano nel territorio comunale, con lassociazione temporanea dimpresa, realizzata tra il
Consorzio Italimpianti Metanizzazione (impresa capogruppo) e la Soc. [Link]., con cui
venivano trasferiti tutti i relativi adempimenti (progettazione, realizzazione e gestione del servizio);
il consorzio dimpresa, successivamente, ha assunto la denominazione sociale in Gas natural
distribuzione Italia con sede in Acquaviva delle Fonti (BA), via Puglia zona Industriale.
I corposi elementi di prova sin qui descritti, acquisiti attraverso lunghe ed approfondite
investigazioni, consentono di tratteggiare anche la figura del soggetto che svolge il ruolo di garante
dellosservanza delle regole poste a fondamento del pactum sceleris tra i principali protagonisti
della vita criminale cittadina.
Pasquale LIBRI, invero, il referente mafioso a cui si rivolgono tutti coloro i quali.,
consapevoli delle nuove gerarchie e degli innovativi assetti, hanno la necessit di confrontarsi con
quel tipo di strutturazione mafiosa.
Ci appare il frutto di una considerazione preliminare che rischia di essere relegata in un
ruolo marginale che non deve avere: il LIBRI, infatti, nel corso delle investigazioni oggetto del
presente procedimento soggetto libero (nei suoi confronti verr eseguita lordinanza relativa alla
Operazione Testamento emessa in data 13 luglio 2007), contrariamente ai ricercatissimi latitanti
Giuseppe DE STEFANO e Pasquale CONDELLO.
La libert di movimento del LIBRI non dato di scarso rilievo ed assume valenza decisiva
ove ci si soffermi sui continui riferimenti che nel corso delle indagini si compiono al predetto al
fine di risolvere contrasti o pericolose incomprensioni in tema di ripartizione dei proventi delle
attivit estorsive legate prevalentemente agli appalti di lavori pubblici e privati.
Le numerose conversazioni riportate nella corposa informativa del Raggruppamento
Operativo Speciale dei Carabinieri di Reggio Calabria dimostrano la necessit di tale continuo
contatto.
Significativi appaiono i passaggi in cui lo stesso BARBIERI si rivolge al BUDA, esponente
criminale di Fiumara di Muro, per conoscere la percentuale da praticare per la partecipazione ad
una gara di appalto, espressioni di sicura significativit al fine di saggiare lappartenenza
dellimprenditore allassociazione criminale in esame.
Lesito delle indagini, come ampiamente riportate in seguito, ha permesso di accertare la
sicura adesione del BARBIERI al gruppo criminale BUDA IMERTI, in una sorta di rapporto
simbiotico basato su una completa reciprocit dinteressi.
Significativa, a tal fine, risultata unaffermazione fatta dallo stesso BARBIERI che, nel
commentare con un interlocutore il proprio ruolo di personaggio organicamente inserito in tali
contesti criminali, riferiva di un incontro avuto con un segretario comunale alla presenza di BUDA
Pasquale e IMERTI Antonino cl.50, i quali avevano affermato, al fine di sbloccare una pratica di
pagamento a favore dellimprenditore: . ..vedi che Mimmo un amico nostro... un amico
lui... un amico nostro...".
Era sempre il BARBIERI a rivolgersi a BUDA Pasquale allorquando veniva a conoscenza,
tramite un tecnico, circa la presenza di un esposto attestante le dinamiche illecite relative alle
assegnazioni degli appalti, in cui risultava coinvolto, fra gli altri, anche lo stesso BARBIERI.
rilevante segnalare, ai nostri fini, che sempre nella stessa circostanza il BARBIERI
rappresentava al tecnico comunale la necessit di recarsi lindomani da LIBRI Pasquale per
rappresentare circostanze di interesse, visto il ruolo a questultimo riconosciuto di collettore di tutte
le attivit imprenditoriali operanti in Reggio Calabria comunque io... domani voglio parlare
con PASQUALE LIBRI... ah!! questo di Archi... perch la cosa partita sempre da la!!..
S.A.S., con sede legale in Reggio Calabria fraz. Villa San Giuseppe via Dei Monti 69/B, ritenuto
lautore di tale esposto in cui, verosimilmente, era stata evidenziata lingerenza del BARBIERI e ,
quindi, della criminalit organizzata a lui collegata nellaggiudicazione degli appalti, mediante un
fattivo contributo attuato dal VIGLIANISI e da altre persone non meglio specificate.
Anche in tale occasione emergeva la necessit, in capo al BARBIERI, di riferire il tutto a
LIBRI Pasquale che, alla luce dei dati acquisti nel corso della presente attivit oltre a quelli
provenienti da pregresse attivit investigative, era unanimemente ritenuto il responsabile criminale
in materia di spartizione degli appalti pubblici dellarea di Reggio Calabria.
Emerge dalle conversazioni appena riportate la centralit del ruolo ricoperto da LIBRI
Pasquale nellambito del controllo delle vicende criminali di maggior spessore, tra cui gli appalti
pubblici nel comune di Reggio Calabria;
centralit confermata anche da unaltra serie di conversazioni intercettate allinterno
dellautovettura di BARBIERI Domenico, in data 7 giugno 2007, ed intercorse tra questultimo e
MARCIANO Salvatore Francesco, gi titolare dellomonima impresa individuale, operante nel
settore edilizio, cessata il 9 ottobre 1985.
In particolare, nella mattinata del 7 giugno 2007, sullutenza 337-948646 di BARBIERI
Domenico, alle ore 09.31, (quindi circa 45 minuti prima della precedente conversazione tra presenti,
di seguito indicata) veniva censurata una conversazione, avente progr. 27019, intercorsa tra il
medesimo ed un soggetto a nome Ciccio, questultimo utilizzatore dellutenza avente nr. 349-
3431739 intestata a MARCIANO Santo, in precedenza generalizzato.
I due interlocutori si davano appuntamento, alle successive ore 10.00, nei pressi del cimitero
di Condera di Reggio Calabria: in effetti, alle ore 10:15, il dispositivo satellitare installato
sullautovettura di BARBIERI Domenico rilevava la presenza dellautovettura nella zona ove ricade
il predetto cimitero.
Si precisa, inoltre, che la sera precedente (il 6 giugno 2007), era stata censurata una
conversazione telefonica, sempre sullutenza 337/948646 del BARBIERI (progr. 26982), nel corso
della quale MARCIANO Santo, utilizzando lutenza nr. 347-1417233 intestata a [Link]. di
MARCIANO Santo, aveva comunicato al BARBIERI che lindomani allappuntamento si sarebbe
recato il padre.
Lascolto dei suddetti dialoghi consentiva di confermare in maniera chiara ed inequivocabile
quale fosse il ruolo riconosciuto a LIBRI Pasquale nel settore delle estorsioni e, comunque, nella
gestione degl appalti pubblici e privati, di lavori in particolare, nellarea di Reggio Calabria.
Nel corso delle prime due conversazioni, registrate rispettivamente alle ore 10.15 ed alle ore
10.23 del 7 giugno 2007, i due interlocutori dialogavano in relazione al ruolo avuto da LIBRI
Domenico al quale, per ogni lavoro che le ditte eseguivano, veniva elargita una somma pari al 5%,
dellimporto complessivo dellammontare dellopera.
Nella circostanza, si apprendeva che Pasquale LIBRI, per un lavoro privato eseguito dal
MARCIANO Francesco Salvatore unitamente al figlio Santo, aveva richiesto, invece, un importo
maggiorato, ritenendo il guadagno dellimprenditore superiore a quello che normalmente riusciva
ad intascare con i lavori pubblici.
Lidentificazione del LIBRI, quale soggetto che gestiva tale attivit predatoria, stata
possibile sia attraverso le affermazioni fatte, allinizio della conversazione, dal MARCIANO, il
quale nel rivolgersi allinterlocutore riferiva: Ora si diverte compare PASQUALE qua nel
discorso, sia dalle successive affermazioni fatte nei dagli stessi nei dialoghi successivi: CICCIO:
se salite l sopra perch vuole parlare con voi" ... io ho capito quello che vuole ... gli ho detto: devi
dire a compare Pasquale che io ancora il lavoro non l'ho finito, quando finisco il lavoro mi faccio
sentire io, e non sono salito... quando ho fatto questo a Sant'Anna, passava quello che hanno
ammazzato; BARBIERI D: ah... Salvatore!, ed in seguito: BARBIERI D.: non sappiamo,
hai visto a Salvatore... a Tuscano che faceva tutto il "coso piedi-piedi ; CICCIO: ...incomp...
vedi che non la prima botta che gli stanno buttando dalla parte loro.
Di assoluto spessore il riferimento a TUSCANO Salvatore, quale soggetto indicato dai due
interlocutori nel corso del dialogo: i predetto si identifica, infatti, nellomonimo autista e uomo di
fiducia di LIBRI Pasquale, ucciso in questo centro in data 9 maggio 2007.
Gli ulteriori riferimenti ad altri soggetti, tutti appartenenti alla cosca LIBRI ( Riccardo era
"tinto" per era "storto... storto" e "tinto" non so se uscito, allora lo hanno arrestato quando
scoppiato il bordello della spazzatura.,), non lascia alcun dubbio sullidentificazione di LIBRI
Pasquale: la persona a nome Riccardo, colpita da ordinanza applicativa di misura cautelare
Nel corso della conversazione (prog. 9382) si accertava, peraltro, che il BARBIERI aveva
conosciuto LIBRI Pasquale attraverso CREAZZO Umberto Francesco, noto esponente dellarea di
Melia di Scilla:
BARBIERI D.: (parla al cellulare) ... ... a me lo ha presentato compare Ciccio Creazzo...
CICCIO: no, allora "Riccaddeddru" ...
BARBIERI D.: lui: " compare Pasquale vedete che mio compare"
CICCIO: eh?
BARBIERI D.: quando io l'ho conosciuto mi ha presentato compare Ciccio Creazzo di
Melia ... gli ha detto: vi ho detto che mio compare, compare Pasquale, compare Mimmo una
persona OK, poi... gli ha detto ha problemi perch sapete loro devono lavorare e hanno solo
problemi, gli ha detto ... ... non chi... gi ho fatto tutto il lavoro qua a Reggio ti posso dire nessuno
venuto a dire niente completamente, poi gli ho mandato un pensiero ... ... ma quello era "storto"
Riccardo era "storto"
Circa i rapporti tra il CREAZZO e la famiglia LIBRI, si rinvia al capitolo successivo avente
ad oggetto le cosche operanti nellaria settentrionale della citt.
Si precisa, inoltre, che il CREAZZO per risolvere una situazione attinente gli equilibri
mafiosi dellarea di Melia di Scilla e San Roberto, aveva incontrato anche CONDELLO Pasquale:
trattasi, quindi, di un personaggio di indubbio spessore criminale, come si avr modo di
evidenziare in seguito.
Circa il ruolo riconosciuto a Pasquale LIBRI, occorre aggiungere che anche nel corso di
ulteriori dialoghi si aveva modo di constatare la particolare collocazione del predetto.
Tra il BARBIERI Domenico ed il BUDA Pasquale insistevano anche rapporti di lavoro in
considerazione che questultimo, in qualche occasione aveva chiesto allinterlocutore landamento
di alcuni attivit: il BARBIERI aveva riferito di non aver fatto ancora niente, specificando che
senza lappoggio del suo interlocutore non avrebbe preso alcuna iniziativa : no, non ho fatto
niente... e non faccio niente... compare!! Senza di voi non faccio niente .
La prosecuzione della conversazione consentiva per di comprendere che gli stessi
dovevano consegnare una somma di danaro ad un soggetto, a nome Pasquale, che dal complesso
generale delle indagini risultato essere proprio LIBRI Pasquale: BUDA P.:no a "PASQUALE
glieli dobbiamo mandare"- BARBIERI D.: glieli mandiamo compare che non... - BUDA P.:
quando stato per l'altra volta, quando stato il fatto dei dieci mila, dice compare!!!....
compare dove ci sono io rispondo io, che non pensa certe volte che, gli ho detto io: "dove ci sono
io rispondo io compare PASQUALE.
(vds. all. nr.106, gi menzionato)
Come si appena ricordato LIBRI Pasquale era stato interessato direttamente dal
BARBIERI allorquando era pervenuta una lettera di minacce allingegnere VIGLIANISI, nella
quale si era fatto riferimento alle cointeressenze criminali del BARBIERI in ordine
allaggiudicazione di alcune gare di appalto, indette dalla locale amministrazione comunale.
In tale contesto il BARBIERI e lingegnere VIGLIANISI si erano recati immediatamente
dal BUDA per informarlo dellaccaduto e comunque, per fornirgli tutte le indicazioni possibili
circa lidentificazione dellautore dellesposto.
Era stato proprio il BARBIERI ad affermare che di tali fatti sarebbe stato avvisato, il giorno
successivo, anche il LIBRI: non va, inoltre, dimenticato che proprio BUDA Pasquale ad
affermare che il LIBRI il collettore di tutti gli appalti pubblici della citt di Reggio Calabria,
tanto da suscitare, con tale atteggiamento, un forte contrasto con i reggenti della famiglia
ROSMINI.
Di estremo interesse, al fine di dettagliare il ruolo della cosca ROSMINI nel panorama
criminale cittadino, appaiono le risultanze dellattivit di indagine legata al proc. pen. 42/97 R.G.
notizie di reato/mod.21DDA.
In particolare, le dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia Umberto MUNAO nel
corso della sua escussione dibattimentale del 04 luglio 2005, in cui si ripercorrono vicende gi
trattate nel corpo del verbale illustrato dei contenuti della collaborazione ed in particolare le
richieste di somme di denaro a titolo di tangente nei confronti delle ditte impegante nei lavori di
ristrutturazione della via Marina di Reggio Calabria, sono ampiamente dimostrative degli assetti
spartitori delle attivit estorsive poste in essere nella citt di Reggio Calabria.
Si legge nella motivazione della sentenza:
mandavo e facevo bloccare i lavori, cioe a dire: Se non parlate anche con noi, lavori qua a
Reggio non se ne fanno piu, perche cera un po di confusione. Da questo mio intervento in
Reggio Calabria, sia il gruppo Condello che vabbe era comunque affiliato a noi, e conosceva me
personalmente, ma anche il gruppo Tegano, in particolare Pasquale Tegano che mi conosceva
personalmente, saputo del mio interesse primario, perche ero io, come prima persona che mi
sono assunto limpegno, io personalmente sempre facente parte al gruppo Rosmini, mi hanno per
cosi dire dato mano libera, dice: Vabbe, se ce Umberto Munao, limpegno se lassume lui e
risponde lui.
Presidente: E voi vi rivolgevate ad uno solo degli imprenditori, nel caso in cui ci
fossero piu imprese interessate? Perche vi siete rivolti soltanto a Ramirez e non anche alle altre
imprese?
Munao Umberto: No, noi parliamo di quelli che avevano limpresa a livello generale,
cioe chi vince lappalto, erano ripeto, almeno per quello che ricordo, erano tre ditte. Di queste
ditte credo che erano associate tra di loro, e quindi il lavoro diventava unico, le tre ditte, era un
unico lavoro. Poi le altre ditte erano, diciamo, come posso dire? Sub appaltatrici, sub appaltatori,
nel senso che comunque poi decidevo io chi vaChi butta il cemento, decidevo io chi deve mettere
la tetra, decidevo io chi fa i lavori delle luci, del ferro battuto, cioe noi prendevamo poi i
singoliLe singole persone.
Presidente: E in quel caso la ditta di Matacena, o la ditta a cui comunque Matacena
era interessata, era una ditta associata a quella del Ramirez?
Munao Umberto: Ora con precisione, in questo momento non saprei dire, comunque
o erano tre [Link] credo che erano associati, perche vincere comunque un appalto credo che
abbiano unito le forze, per vincere quellappalto, no? Essendo comunque un appalto grosso,
quindi credo che in quelloccasione, almeno in quelloccasione sicuramente dovevano essere
associati.
Presidente: E ci furono piu tentativi per riscuotere queste somme dal Matacena?
Munao Umberto: No, diciamo che il discorso parte cosi: uno parla direttamente con
la persona interessata, che e diciamo la ditta appaltatrice, stipula quello che e, il quattro, il
cinque per cento, no? In virtu di quello che e il lavoro, lammontare del lavoro, ora non ricordo,
e gia si stabilisce, no? Poi magari seChe ne so, se mi deve dare un miliardo, me lo da a rate,
dice: Ti do cento milioni oggi, cento tra un mese, per dire, ecco, si va cosi. Invece per
quanto riguarda poi le varie forniture, noi avevamo a che fare anche direttamente, perche delle
volte, dico un esempio, la ditta stessa dice, non so, chiamava per buttare il cemento, una ditta a
suo piacimento, [Link] noi e gli diciamo: No, il cemento lo butta chi diciamo noi.
Noi usavamo questo sistema, perche prendevamo la quota anche da chi faceva i lavori.
Presidente: Si ma la mia domanda era leggermente diversa, cioe quando, come ha
detto lei, tramite il Ramirez le fu riferito, anzi fu riferito a Massara che Matacena non intendeva
pagare, vi furono altri tentativi di convincere Matacena a pagare, o avete avuto solo quella
risposta?
Munao Umberto: No, mi sembra che ce stata piu di unoccasione con questo fatto
che Matacena non voleva pagare, pero ricordo che in quel periodoAllora, il discorso era cosi:
da parte di, diciamo, dei cosiddetti Arcoti, e poi con il mio incontro [Link] con
Domenico Condello, cugino di Pasquale, mi ha fatto capire, dice: A noi non ci interessa, ve la
vedete voi, se lui non vuole pagare, visto che e amico vostro, o li tirate dalla tasca vostra, o non
ve li prendete voi, a noi ce li dovete dare, punto e basta. Siccome io personalmente con
Matacena non ho mai avuto a che fare, quindi non sono mai stato favorito neancheDiciamo a
nessun livello, personalmente parlo, quindi in unoccasione conCon Antonio Rosmini gli ho
detto: Ma tutto sto rispetto non e che glielo dobbiamo dare a Matacena, se lui ci volta le spalle,
perche comunque tutto sto grande aiuto Matacena non e che ce lo sta dando, si parlava che
cercavamo aiuto da Matacena a livello di processi, a livello insomma di chiacchiere che si
facevano durante il periodo nostro di detenzione, insomma e compagnia bella. Allorche io
ricordo in unoccasione, Domenico Condello, in quelloccasione che ho parlato, dice: Non vuole
pagare? Ammazzatelo, ed io ho riportato questa frase ad Antonio Rosmini, ho detto: Toto
Rosmini, non vedete che quaNon e che poi sto Matacena si sta comportando poi cosi tanto
bene con noi, amico nostro, amico nostro ma che sta facendo per noi?Addirittura neanche i soldi
ci vuole dare, qua va a finire che lo dobbiamo ammazzare veramente a questo. Toto Rosmini
diceva: Ma no, a noi ci favorisce, a noi ci favorisce, Ma probabilmente favorisce a te
personalmente, ma agli altri no, quindi questo o paga o dobbiamo vedere come tirare fuori i
soldi, e allora si era pensato di fare uscire la quota mancante, che sarebbe quella che lui doveva
darci, di farla uscire in sostanza, diciamo, di tasca nostra, come? Dalle varie forniture. Ad
esempio, se io faccio buttare il cemento, e recupero cinquanta, cento milioni, non me li metto in
tasca io, li metto per coprire quella mancanza di quota iniziale. Allorche gli ho detto, ad Antonio
Rosmini gli ho detto: Io non gli do niente, al limite vedi tu come riparare la cosa, perche noi
dalle forniture non gliene diamo a nessuno, quelli sono soldi nostri e ce li prendiamo noi, al limite
lintoppo poi lo copri tu, per me lo possiamo pure ammazzare.
Presidente: Cioe leiLei, a domanda del Pubblico Ministero, ha detto allinizio che
Matacena non intendeva pagare in quanto diceva di essere amico loro, cioe amico del gruppo dei
Rosmini, a domanda della difesa lei ha detto che Matacena aveva espressamente detto che
avrebbe portato, se ancora insistevano nel pagamento, le carte in Procura o qualcosa del genere
mi sembra, si, le carte in Procura.
Munao Umberto: Si.
Presidente: Sono due momenti diversi? Mi spiega questo apparente contrasto tra le
due dichiarazioni?
Munao Umberto: Mah diciamo non e un contrasto, e che da una parte si riteneva
Matacena un amico, e non parlo ora a livello personale, parlo a livello di gruppo, no? Perche
personalmente ripeto, Matacena non lo conoscevo, quindi mi poteva interessare poco. A livello di
gruppo, Antonio Rosmini ritiene Matacena amico proprio, invece dalla parte dei Condello,
Matacena era ritenuto amico, ma successivamente non piu, tenendo conto anche che tra il vario
raggruppamento nostro, in quellepoca non cera diciamo buon sangue, cioe era in Reggio
Calabria un momento di confusione anche tra di noi, cioe noi, gruppo Rosmini con il gruppo
Condello, quindi per un aspetto, dalla parte dei Rosmini, Matacena doveva essere amico nostro e
quindi doveva essere lasciato in pace, dalla parte dei Condello che erano comunque amici nostri,
ed erano comunque persone a noi vicine, Matacena non interessava piu. Anzi che ricordo, che in
questoccasione che Matacena ha detto pure se non lo lasciamo stare che porta le carte alla
Procura, ha anche mandato a dire in particolare ai Condello: E che i Condello si ricordino tutto
quello che ho fatto per loro. Ora questo non so se puo essere dedotto da una rottura fra
Condello e Matacena per un qualche motivo, e magari la rottura non era stata direttamente con i
Rosmini, anche perche ripeto tra di noi alcune rotture si erano anche create, quindi cera un po
di confusione.
Presidente: Si, lei ha riferito dal punto di vistaDi come veniva ritenuto il Matacena,
dal punto di vista dei gruppi Rosmini e Condello, ma a me interessava sapere, alla Corte
interessava sapere anche seCosa aveva addotto a giustificazione il Matacena, per non pagare
immediatamente questa quota? Cioe cosa a voi, o a Massara, Ramirez aveva riferito in ordine
alla posizione del Matacena, in ordine al perche il Matacena non voleva pagare?
Munao Umberto: Matacena non voleva pagare, e riteneva di non dover pagare,
perche era amico dei Rosmini. Siccome comunque il lavoro e stato diciamo preso proprio per
quanto riguarda il gruppo Rosmini, perche noi quando ci presentavamo sui lavori, ci
presentavamo come gruppo Rosmini, quindi il lavoro era stato preso a nome dei Rosmini. Quindi
lui, ritenendosi amico nostro, dice: No, pure da me volete i soldi? Io soldi non ve ne do, e da
qui poi e nata anche laIl discorso che lui ci ha favorito, ha favorito anche i Condello. Quindi
non riteneva di dover pagare essendo un amico nostro, che pero andava bene per i Rosmini ma
non andava bene per i Condello.
Al fine di verificare le dichiarazioni di MUNA sono stati escussi ex art. 507 c.p.p.,
alludienza del 6 febbraio 2006, gli imprenditori PRATIC Giuseppe, RAMIREZ Antonio e
MARINO Giuseppe, nella qualit di rappresentanti legali pro tempore rispettivamente della
[Link].M. s.r.l., della GIUNTA s.r.l. e della MARINO Costruzioni s.a.s., societ ricomprese
nellassociazione temporanea di imprese che aveva eseguito i lavori di rifacimento della via
Marina di Reggio Calabria.
PRATIC Giuseppe, amministratore della [Link].M. s.r.l., societ capogruppo della
predetta A.T.I., ha riferito che i lavori erano stati eseguiti circa tre, quattro anni addietro ed
erano stati direttamente realizzati da tutte le imprese del raggruppamento, ad eccezione di lavori
specialistici che erano stati affidati a ditte esterne.
Durante i lavori pi volte avevano subito pi volte attentati sia al cantiere che ad un
mezzo meccanico. Allinizio dei lavori, ha affermato il teste, qualcuno si era recato in cantiere
comunicando che prima di iniziare i lavori avrebbero dovuto richiedere il permesso: ci era stato
lui riferito da dipendenti dellA.T.I. . Non crede di aver denunciato tale contatto mentre ha
certamente proposto denuncia in relazione ai successivi danneggiamenti.
Ha riferito PRATIC di conoscere tale MASSARA Osvaldo, titolare di una ditta di
pitturazioni: in occasione dei lavori riguardanti il rifacimento della via Marina gli furono affidati,
su sua richiesta, dei piccoli lavori di rifinitura di elementi decorativi del lungomare. Il MASSARA
aveva fatto presente di avere problemi con la giustizia e lui era a conoscenza della circostanza
che in precedenza era stato arrestato, anche se non sapeva che era stato sottoposto a
procedimento penale per il delitto di partecipazione ad associazione mafiosa.
Il teste ha confermato di conoscere limputato, precisando che il di lui padre lo aveva
aiutato in un momento di gravi difficolt economiche: la societ [Link].M. s.r.l., fondata dalla
sua famiglia nel 1994, aveva subito una crisi economica nel 1998 a seguito della quale Amedeo
MATACENA sr , attesi anche gli ottimi rapporti intercorrenti tra le due famiglie, era intervenuto
rilevando la quota maggioritaria della societ e risollevando cos le sorti finanziarie dellimpresa.
Successivamente il cav. MATACENA lo aveva chiamato dicendo che i propri figli non erano
interessati a proseguire lattivit edilizia e la partecipazione nella [Link].M. di MATACENA era
stata ceduta ad altra societ, la A & A s.r.l., ammnistrata da tale Pasquale CUCINOTTA, che
ancora la deteneva.
PRATIC Giuseppe ha escluso che tale ultima societ fosse riconducibile alla famiglia
MATACENA o, comunque, allimputato, precisando, quanto ai suoi rapporti con questultimo, che
era stato nominato presidente del consiglio di amministrazione della AMADEUS S.p.A. ed
amministratore unico della ULISSE SHIPPING allorquando MATACENA jr. decise di
dimettere le sue attivit imprenditoriali in Reggio Calabria.
Il teste ha precisato che i suoi rapporti per i lavori della via Marina erano intercorsi
esclusivamente con il cav. Amedeo MATACENA sr., ancora in vita allepoca, aggiungendo di
ricordare che aveva parlato con lui anche degli attentati subiti nonch della richiesta di
permesso per linizio dei lavori. Ha chiarito, a richiesta della Difesa, che i lavori della via
Marina furono ultimati (e consegnati) ancor prima della morte di MATACENA sr , ribadendo che,
sino a quando costui era in vita, ai figli non era consentito di interloquire sulle attivit
imprenditoriali del padre che aveva effettuato le sue scelte, anche di partecipazione nella
[Link].M., in totale autonomia, informando i figli a cose fatte.
Ha riferito, ancora, su richieste di chiarimento della Corte, che la partecipazione di
MATACENA sr era stata meramente finanziaria, nel senso che costui non voleva partecipare alla
vita della societ n aveva inserito un uomo di sua fiducia che la controllasse, e che la societ A
& A s.r.l. era a sua volta controllata da altra societ, la ITAL PROJECT, con sede in
Messina. Sempre in sede di tali chiarimenti ha escluso di avere ricevuto richieste estorsive, sia
prima che successivamente agli attentati subiti.
RAMIREZ Antonio, legale rappresentante dellimpresa GIUNTA s.r.l., ha affermato
che nellesecuzione dei lavori erano state utilizzate anche una decina di ditte subappaltatrici, tutte
autorizzate dalle Ferrovie, ente appaltante. Il teste ha ricordato di atti vandalici e di furti
nellambito del cantiere, negando, per, di essere al corrente di richieste estorsive, anche se ha
vagamente affermato di rammentare pressioni che vi erano state sugli operai. Non ha
ricordato, invece, della ditta MASSARA Osvaldo quale subappaltatrice di lavori di intonacatura,
non inserita almeno tra quelle ufficialmente autorizzate.
Ha riferito di essere a conoscenza che limputato avesse un interesse diretto o
indiretto nella [Link].M. , anche se non lo ha mai visto nel cantiere e non ha mai saputo che vi
si fosse recato; del resto, anche il teste si recava poco in cantiere, occupandosi del ramo
contrattualistico dellA.T.I. . Ha, comunque, ribadito che con Amedeo MATACENA jr., cos
come con il padre, non aveva avuto alcun rapporto per ci che riguarda i lavori di rifacimento
della via Marina e che le informazioni acquisite provenivano esclusivamente da PRATIC
Giuseppe. Credeva che la partecipazione dei MATACENA fosse soltanto di carattere finanziario.
MARINO Giuseppe, infine, amministratore unico della s.a.s. MARINO, pur avendo
svolto allinterno dellA.T.I. il ruolo di direttore tecnico di cantiere, ha negato di aver avuto
sentore di richieste estorsive, e financo della richiesta di permesso prevenivo che era stata
non inverosimile, tenuto anche conto della personalit del soggetto e dei suoi precedenti
giudiziari49, ipotizzare quella funzione di portavoce delle cosche allinterno del cantiere lui
ascritta dal MUNA.
49 MASSARA Osvaldo, come risulta dalle produzioni del P.M. alludienza del 20.02.2006, stato condannato per il reato
di cui allart. 416 bis , quale appartenente alla cosca SERRAINO, nel procedimento c.d. Olimpia bis, stato condannato per
il delitto di usura nel proc. contro MARRA Emiliano ed altri, stato sottoposto alla misura di prevenzione personale della
Sorveglianza Speciale di P.S. con obbligo di soggiorno con provvedimento del Tribunale di Reggio Calabria, sez. M.P., del
14.05.2004.
Nel corso delle indagini svolte nellambito del presente procedimento stato accertato che
MARINO Ugo, durante lestate 2007, ha eseguito presso lo stabile sito in questo corso Garibaldi,
ove ha sede il suo negozio, alcuni lavori di ristrutturazione, che innescavano una richiesta estorsiva
nei confronti della ditta appaltatrice dei lavori da parte del gruppo mafioso capeggiato da DE
STEFANO Giuseppe, in oggetto generalizzatoe per la quale il MARINO richiedeva lintervento
dei massimi esponenti della cosca CONDELLO.
Ancor prima di riferire in relazione a tali fatti, opportuno evidenziare liter burocratico
connesso allesecuzione di tali lavori:
in data 2 luglio 2007, COPPOLA Adriana, moglie di Ugo MARINO, in qualit di
amministratrice della ditta After Fashion, presentava al Sindaco di Reggio Calabria denuncia di
inizio attivit per lavori interni da eseguire nel locale negozio sito in Reggio Calabria, via Corso
Garibaldi;
il comune di Reggio Calabria, con nota a firma del Dirigente del Dipartimento
Programmazione settore Urbanistica, Arch. Saverio PUTORTI, in data 14 agosto 2007
diffidava COPPOLA Adriana dalla prosecuzione dei lavori per carenza di documentazione allegata
allistanza;
a seguito di cospicua corrispondenza, intercorsa tra il comune e la signora COPPOLA
Adriana, il 18 ottobre 2007 il Dirigente dello stesso Servizio Comunale ordinava alla richiedente
(COPPOLA Adriana) di procedere al ripristino dello stato dei luoghi, avendo eseguito:
o lavori in assenza di atti autorizzativi;
o modifica arbitraria dei prospetti dellimmobile;
in data 19 dicembre 2007, protocollato al nr. 16704 del 21 dicembre 2007, presso il
comune di Reggio Calabria, COPPOLA Adriana inoltrava ricorso al TAR - Sezione Distaccata di
Reggio Calabria avverso tale ordinanza.
Dal contesto delle conversazioni tra presenti intercettate allinterno dellufficio di Ugo
MARINO, a partire dal 7 settembre 2007 venivano captati alcuni dialoghi dai quali emergeva che
era stata effettuata una richiesta estorsiva in danno della ditta ECADEP s.r.l., il cui amministratore
unico veniva identificato in FRASCATI Demetrio, nato a Reggio Calabria il 19.06.1954, quale
impresa impegnata in quel periodo nei lavori di ristrutturazione delledificio in uso a Ugo
MARINO, adibito a negozio sito in questo Corso Garibaldi.
In particolare, nella mattinata del 7 settembre 2007, allinterno del negozio in questione, si
registrava una conversazione tra UGO Marino ed un soggetto non meglio identificato che aveva
avanzato la richiesta estorsiva a FRASCATI Emilio, nato a Reggio Calabria il 16 agosto 1969,
socio della suddetta ditta, unitamente al fratello Demetrio, in precedenza generalizzato, nonch
agli altri fratelli, identificati in FRASCATI Caterina, nata a Reggio Calabria il 10 giugno 1971, e
FRASCATI Paolo, nato a Reggio Calabria l08 agosto 1981.
Lidentificazione di FRASCATI Emilio, quale soggetto a cui era stata effettuata
materialmente la richiesta estorsiva, stata possibile attraverso lanalisi delle diverse
conversazioni registrate nello stesso giorno, in cui si faceva espresso riferimento al proprio
nominativo da parte dellestortore (Emilio), nonch dai servizi di osservazione effettuati dalla
locale Sezione Anticrimine, laddove lo stesso, alle ore 15.25 dello stesso giorno, veniva notato in
prossimit del locale di Ugo MARINO.
Ritornando ai fatti in trattazione, si precisa che alle ore 08.17 del 7 settembre 2007
allinterno dellufficio di Ugo MARINO giungeva, in compagnia di FRASCATI Emilio, un
soggetto non meglio identificato il quale, gi prima di accedere nei locali monitorati, aveva
avanzato al titolare dellimpresa una richiesta estorsiva.
La circostanza desumibile dal contesto della conversazione, in considerazione che proprio
allinizio della registrazione il FRASCATI, non appena accedeva allinterno degli uffici, riferiva al
MARINO che la persona in sua compagnia gli aveva chiesto testualmente non avete parlato con
nessuno voi, facendo chiaramente intendere che avevano avviato i lavori senza mettersi in
contatto con gli esponenti della locale criminalit organizzata per il pagamento di una percentuale
connessa alle attivit di ristrutturazione.
Nel prosieguo del dialogo, il MARINO, riferendo di avere gi attivato gli esponenti della
locale criminalit organizzata, chiedeva se il proprio interlocutore fosse stato informato in tal
senso.
Dal complesso generale del discorso, nonch dalle conversazioni registrate in seguito,
risultava che il MARINO si era rivolto, attraverso il fidanzato della figlia CONDELLO Demetrio
ed il di lui fratello CONDELLO Domenico, alias Gingomma, a CONDELLO Pasquale, affinch
questultimo intervenisse a favore della ditta FRASCATI, poich impegnato nei lavori presso il
suo negozio.
Il MARINO, infatti, riferiva di avere avuto tale atteggiamento poich riteneva che fosse
scontato che la ditta impegnata per lavori da eseguirsi presso il proprio negozio, non fosse soggetta
ad alcun pagamento : ....dato che lavorano da me non c' problema...tutto ci era...hai
capito!...quindi io onestamente gliel'ho detto, pu darsi che non stato riferito, comunque oggi
glielo dico di nuovo che deve vedere...o vuoi che te lo dico a te...
Laffermazione appare di estremo rilievo, per la evidente circostanza che il MARINO in
modo palese, vantava i propri rapporti con i parento di Pasquale CONDELLO.
Sempre in virt di questi rapporti, era lo stesso Ugo MARINO a riferire allestortore che tra
loro avrebbero potuto dialogare liberamente.
In seguito aggiungeva siccome una cosa che sta facendo un lavoro su di me, se era
in un'altra parte non mi interessavo, ma siccome una cosa mia, personale...-
In relazione a tali fatti, la conversazione avveniva come segue:
UOMO: prima...cio uno deve avere la bont di informarsi...siccome io...a me non hanno
detto niente nessuno....
MARINO U.: ...non ti hanno mandato l'ambasciata?
UOMO: no!
MARINO U.: vedi che lo sanno gi chi lo deve sapere, io gliel'avevo mandata a
dire......
UOMO: se io ieri sera...ieri sera! hai visto! non che hanno cominciato oggi
MARINO U.: ha un mese!
UOMO: ha un mese!
MARINO U.: si!
UOMO: siccome loro ...
MARINO U.: si, si!
UOMO: ed io quando mi sono visto gli ho detto "Signori! eh!! non centra niente ...dice
Ugo!"...dice, Ugo! "se io sono andato...!"
MARINO U.: per lavorare certo!
UOMO: ...allora! io mi dimentico e non vengo da te, vengono quelli e mi dicono che
tu...dovevate parlare cosi...tratto inc....
MARINO U.: si!
UOMO: mi sbaglio o no?
FRASCATI: no! io prima di mettere mani ...tratto inc...
MARINO U.: prima di mettere mani stato educato,...ha detto a me "gliela mandi tu
l'ambasciata a qualcuno!", " me la vedo io!" gli ho detto io...onestamente...
UOMO: ...inc...
MARINO U.: ....dato che lavorano da me non c' problema...tutto ci era...hai
capito!...quindi io onestamente gliel'ho detto, pu darsi che non stato riferito, comunque oggi
glielo dico di nuovo che deve vedere...o vuoi che te lo dico a te
UOMO: no!
MARINO U.: no! giusto dirtelo, no! perch a te lo sai che possiamo parlare...
UOMO: liberamente!
MARINO U.: bravo!
UOMO: quindi...
MARINO U.: siccome una cosa che sta facendo un lavoro su di me, se era in
un'altra parte non mi interessavo, ma siccome una cosa mia, personale
UOMO: ha che lavora da un mese?
MARINO U.: un mese!
UOMO: giusto! se sono qua da un mese...
MARINO U.: si lo so! non mi hai capito
UOMO: il problema, il problema che da un mese.....
MARINO U.: ma stato questo che forse... siccome non...
FRASCATI: perch siccome io sono...
Successivamente, era lo stesso Ugo MARINO ad aggiungere che, in relazione a tali lavori a
cui era direttamente interessato, aveva informato CONDELLO Pasquale attraverso CONDELLO
Demetrio e, successivamente, anche il responsabile delle attivit estorsive CONDELLO
Domenico, fratello di Demetrio: siccome Mico non c' stato un attimino, no! per poter dire...io
gliel'ho domandato a Demetrio, ha detto "glielo faccio sapere io!"...poi uscito Mico che glielo
manda a dire a Pasquale, hai capito!...per dirglielo a qualcuno che qua il fatto di Ugo e
basta...per giustamente, non Ugo perch Ugo, mi hai capito cosa voglio dire, una cosa sua e
stop.. .
Laffermazione ha trovato puntuale riscontro negli accertamenti effettuati, essendosi
accertato che nel mese di luglio 2007, prima dellinizio dei lavori, MARINO aveva cercato di
informare CONDELLO Pasquale, attraverso CONDELLO Domenico: questultimo, dal 25 luglio
2007, si era reso latitante, a seguito dellordinanza di custodia cautelare in carcere nr. 6091/2006
RGNR DDA e nr. 4233 / 2006 RGIP DDA, emessa in data 19 luglio 2007 dal GIP preso il
Tribunale di Reggio Calabria, permanendo in tale stato sino allannullamento dellordinanza da
parte del Tribunale del Riesame.
Non vi alcun dubbio, infatti, che le affermazioni del MARINO allorquando riferiva
siccome Mico non c' stato un attimino, no! per poter dire...io gliel'ho domandato a Demetrio,
ha detto "glielo faccio sapere io!"...poi uscito Mico che glielo manda a dire a Pasquale, hai
capito!, si riferivano proprio a tali circostanze.
Lestortore, dopo aver rappresentato altri fatti attinenti a tale problematica, aggiungeva che
in base alle regole che erano state stabilite dal vertice della organizzazione, tutti avrebbero
dovuto pagare.
A tal proposito, infatti, riferiva: per io non posso fare questo! perch ci sono dei
discorsi connessi, tutti di chi....sanno quali...che non stato stabilito da me, che prima che si
attacchi un chiodo...uno per determinate....-
Per una migliore comprensione del dialogo, si riporta di seguito parte dello stesso:
MARINO U.: siccome Mico non c' stato un attimino, no! per poter dire...io gliel'ho
domandato a Demetrio, ha detto "glielo faccio sapere io!"...poi uscito Mico che glielo manda a
dire a Pasquale, hai capito!...per dirglielo a qualcuno che qua il fatto di Ugo e basta...per
giustamente, non Ugo perch Ugo, mi hai capito cosa voglio dire, una cosa sua e stop
UOMO: eh!
MARINO U.: per giustamente ora glielo mando a dire se vuoi...giustamente se gli
dobbiamo levare pure....
UOMO: ....non si tratta di questo
MARINO U.: l'ho capito!
UOMO: si tratta che giustamente che quello che mi hai detto tu ...l'ho saputo ieri sera
...mi ha detto ..."non so niente!"...siccome pu dire, giustamente...
MARINO U.: Ugo una cosa, tu...giusto!
UOMO: "Ugo gli ha dato incarico a FRASCATI di fare questo lavoro!"...ed io...se no non
venivo proprio...venivo un mese fa...quando...
MARINO U.: eh!
UOMO: prima che iniziava
MARINO U.: esatto, bravo! no perfetto! va bene!...come
FRASCATI: quello che voglio dire poi...ognuno si comporta...tratto inc...dico io! nel
momento in cui avete saputo che era FRASCATI....
UOMO: eh!
FRASCATI: ...anzich dire agli operai "gli dovete dire di fare quello che deve fare e
che io ero qua!", ...lui prendeva "c' il signor FRASCATI?!", "si!", "non c'!" o "torna dopo!",
uscivo io, anzich di dirlo agli operai, dico io la stessa cosa a livello di forma
UOMO: si! voglio dire, a livello di forma ...
FRASCATI: voi dite....ma scusate! ora abbiamo chiarito o no?
UOMO: si, si!
FRASCATI: ora abbiamo chiarito che io non ne ho responsabilit o no?
UOMO: voglio dire, io ora poi parlo con chi...qua non si tratta di responsabilit
FRASCATI: ascoltate...scusate!....qua non si tratta di responsabilit
UOMO: no, no! qua non si tratta di responsabilit.....
FRASCATI: no, no!....tratto inc...
UOMO: allora! se io vado in un posto....io vado in un posto, giusto! voglio dire...non
che io la mattina....
FRASCATI: qualcuno vi ha mandato
UOMO: io questa mattina...
FRASCATI: qualcuno vi ha mandato!
UOMO: io questa mattina dico "vado l!"
MARINO U.: bravo! giusto!...guarda che lui...
FRASCATI: qualcuno vi ha mandato...io pare che sto dicendo che non dovevate
venire....dico, ma una volta che siete venuto qua...il risultato lo stesso, Ugo ha parlato sempre
con me ora...inc...per passate dagli operai "senti c' FRASCATI?"...visto che lo sapevate che era
FRASCATI, ci conosciamo...inc...
UOMO: si, si!...onestamente non pensavo che fosse voi, credetemi!
FRASCATI: e non vi ha detto FRASCATI?
UOMO: si!
MARINO U.: no! ora gliel'hanno detto a lui, ...lui non abbiamo parlato mai di questo
fatto
FRASCATI: no! dico io...gli hanno detto a lui che non era cosa di Ugo ma una
cosa...
UOMO: non pensavo... allora!no! non pensavo...non pensavo che eravate coi come
persona...
FRASCATI: come persona!
UOMO: si!
Dal contenuto del discorso emergeva, peraltro, che il titolare della ditta conosceva
lestortore: questultimo, infatti, riferiva che sino a quel momento non sapeva che i lavori li stava
effettuando la ditta FRASCATI.
Ugo MARINO, ancora una volta, ribadiva quanto gi sostenuto, ovvero di essersi
rapportato con Pasquale CONDELLO, attraverso CONDELLO Demetrio e CONDELLO
Domenico, e che in conseguenza di ci riteneva che la ditta appaltatrice dei lavori non dovesse
pagare alcuna somma di danaro; in relazione a tali fatti, la conversazione avveniva come segue:
FRASCATI: no!, no! mi sono espresso male...
UOMO: ...inc..., pu darsi anche che io abbia...
FRASCATI: no! ascolta! io dico questo...
UOMO: ...errato...inc...
MARINO U.: no!!!
FRASCATI: no! tu gli dici all'operaio "c' il signor FRASCATI? o qualsiasi altra
cosa!" ma FRASCATI inteso no FRASCATI...FRASCATI chiunque esso
sia
UOMO: si, si!
FRASCATI: va bene! scendevo io!
UOMO: ma ragazzi! ...AVERSA!...ma poi ho detto io "ma qua sto
uscendo...inc...AVERSA!" siccome per dire! ognuno...non si capisce niente...io
non sapevo per dire che...
FRASCATI: a me mi ha chiamato per fare determinati lavori...io prima di iniziare i
lavori...prima di iniziare i lavori...
MARINO U.: fammi finire a me...prima di iniziare i lavori... stato corretto nei miei
confronti...mi ha detto "dobbiamo parlare con qualcuno?", "non ti preoccupare ne parlo
io!"...quindi lo dobbiamo discolpare sotto questo aspetto...che non centra niente
UOMO: no! ma non questo il problema
MARINO U.: mi fate finire!...inc..., la responsabilit mia, perch successo il fatto
di Mico...allora! io a Demetrio gliel'avevo detto, mi ha detto "ora quando mi sento con Mico...!"
poi uscito che gli manda l'ambasciata...avete capito!...a chi la doveva mandare
UOMO: si! si!
MARINO U.: tutto qua!
UOMO: ma non c'era bisogno di...voglio dire io...
MARINO U.: si!
UOMO: queste...questi messaggi a me!
MARINO U.: ma no! lui me l'ha detto
UOMO: eh!
MARINO U.: perch l'ha detto onestamenteanzi ti dico le parole esatte "vuoi che
parlo con qualcuno io?" "tu non parlare di niente quando vieni a lavorare da me!" ti dico pure le
parole che mi ha detto
UOMO: si, si!
MARINO U.: gli ho detto "quando vieni a lavorare da me, perch da me non c'
problema..."
FRASCATI: siccome queste cose qua....vediamo ha detto.... siccome queste cose qua
creano confusione
MARINO U.: ed infatti loro...ecco! perch voglio scrollargli tutta la responsabilit
UOMO: ma qua non si tratta ne di scrollare e ne cosa...voglio dire! tutti quei
passaggi....quando a me lo sa Mico, giusto! a me Mico dopo trentacinque secondi io lo so
MARINO U.: e allora...
UOMO: trentacinque secondi
MARINO U.: eh! ma per dirti
UOMO: siccome lui mi ha detto in questa maniera....anzi che lui mi ha detto....me l'ha
detto lui a me..."ci sei andato?"...gli ho detto "ma!..." perch pensando....poi c' stato un altro che
mi ha domandato...perch io non ho parlato proprio ...
MARINO U.: si, si!
UOMO: ...con Ugo MARINO non ho parlato proprio
MARINO U.: l'ho capito
UOMO: "...a me mi risponde!" ha detto, poi...
MARINO U.: si, si! giusto
UOMO: non ......gli ho detto "come! anzi che...!"...sei giorni fa si stava verificando
quello che dovevo fare io questa mattina...aspetta un minuto ...vado io da Mico!....."va be!" ma poi
gli ho detto parlo io con Mico ...io con Mico mi rispetto
MARINO U.: certo!
UOMO: gli altri...ognuno fa quello che vuole a me non interessa
MARINO U.: bravo! giusto...perfetto! hai detto bene
UOMO: dice "no!" ...ieri sera...non stavo parlando di venti giorni, ieri sera alle sette e
mezza....non che abbiamo parlato un mese fa...ieri sera...inc...mi fa...mi ha detto "pure per
capire!"
MARINO U.: giusto! ho capito il discorso, voglio dire!
FRASCATI: no!...perch per non trovarmi in queste situazioni cerco di non mettermi
prima...poi...inc...una cosa che questa mattina...inc...e che anzich si dica...l bastava che veniva
detto a me...la ragionavamo nella stessa maniera...inc...
OMISSIS
era stato lo stesso MARINO Ugo a bloccarlo in quanto riteneva, proprio in virt della parentela
con i CONDELLO di essere esentato da tale pagamento.
In seguito, tanto il MARINO che lestortore, decidevano di parlare, anche se in momenti
diversi, con CONDELLO Domenico; per una migliore comprensione dei fatti, si riporta di seguito,
la restante parte del discorso:
[Link]
MARINO U.: ...signor FRASCATI potete andare
FRASCATI: grazie!
MARINO U.: me la vedo io con ...
FRASCATI: ...inc...il caff lo prendi?
UOMO: no! l'ho preso!
MARINO U.: va be! ora...ora scendo io con lui e me lo prendo
FRASCATI: sono sotto va!
MARINO U.: chiudimi la porta per...
UOMO: scendo di qua, Ugo!
MARINO U.: si, si! scendi da dove vuoi.....onestamente ...tratto inc...!...mi ha detto
"aspetta che parlo io ...ora parlo io pure!", mi ha detto a me "devo parlare con qualcuno?", "no!
quando vieni da me non devi parlare con nessuno, un lavoro che fa Ugo MARINO... nelle
condizioni...s come si comportano, per da me non successo mai un problema di venire
qualcuno a dirmelo, per non di meno...!" gli ho detto "io gli mando l'ambasciata a chi gliela devo
mandare per correttezza, perch ci sono dei determinati situazioni che si devono capire!" poi se
gli dice un mio amico, o Mico o Pasquale "l Ugo MARINO, lasciate perdere il discorso!" tra
loro se lo possono dire, come se tu vieni da me e gli dici "Mico TEGANO oppure Peppe DE
STEFANO hanno detto...!"..."ok!" cio hai capito cosa ti voglio dire...allora non ho pensato
subit...quindi mi assumo un p la forma di responsabilit, chiamiamola responsabilit, io! ecco!
con te posso parlare chiaro
UOMO: si, si!
MARINO U.: perch lui onestamente...devo dire la verit, mi ha detto "volete...come
devo fare?", "non fate niente! quando lavori da me non si fa niente!...degli altri accanto a me non
interessano, ma da me no, perch noi lo stiamo facendo a sacrificio e a coso...quindi tu mi stai
facendo anche prezzi stracciati, non corretto che ...!" io ho chiamato a due tre, quando questo
mi ha fatto proprio il prezzo in modo che posso lavorare e posso fare il coso...per non di meno
ora glielo mando a dire, se vuoi....
UOMO: no! ma parlo io con ...inc... la stessa cosa, voglio dire...
MARINO U.: certo! tu quando gli dici che...perch io ... tratto inc... problemi avevo
parlato....tratto inc...?
UOMO: ...tratto inc...
MARINO U.: certo! a Mico CONDELLO! ....certo! si, si! ora glielo dico io....glielo
dico io ora a Mico, glielo dico io
UOMO: io come lo vedo ne parlo pure...perch....
MARINO U.: ora gli telefono...poi gli telefono io
UOMO: ...ha un mese!...non che sono venuti da me
MARINO U.: no, no! la cosa...lo devo dire...
UOMO: se c'era qualcuno che gi ha.... che vuole dire ....
MARINO U.: aspetta! mi sto assumendo...allora non mi hai capito, mi sto assumendo
io la responsabilit, sono onesto! se no ti dicevo...
UOMO: si!
MARINO U.: gli ho detto io di non andare in nessun posto...
UOMO: si, si!
Era sempre il MARINO, inoltre, ad asserire di avere riferito allappaltatore che, a lui, non
sarebbe stato imposto alcun pagamento di somme di danaro a titolo estorsivo: no! se lavori da
me non ti preoccupare che sono tutti amici mie...non viene nessuno!"...anzi! la parola esatta!
"per stai tranquillo che gli mando una ambasciata!".
Successivamente, il MARINO ribadiva, ancora una volta, di avere notiziato CONDELLO
Pasquale, anche se in ritardo, in quanto CONDELLO Domenico in quel periodo era latitante,
mentre il genero CONDELLO Demetrio, aveva chiesto tre, quattro giorni di tempo per fare
giungere la notizia al parente latitante.
In tale circostanza, il MARINO tra laltro aveva evidenziato una conoscenza dei
movimenti di CONDELLO Pasquale: ci sono tre, quattro giorni che uno non pu parlare....
ma poi ci sono due giorni che pu fare quello che cazzo vuole...me l'insegni queste cose...
Come gi in parte evidenziato, nel corso della conversazione emergeva chiaramente che la
richiesta estorsiva era proveniente da Giuseppe DE STEFANO, poich era stato lo stesso Ugo
MARINO a riferire al suo interlocutore di rappresentare a Peppe le circostanze pi volte
menzionate: poi diglielo a Peppe che stato su questo..;
la restante parte della conversazione avveniva come segue:
MARINO U.: ....per, perch se no dice "allora ogni volta ci dobbiamo assumere
responsabilit a gente che non si porta!"...infatti lui lo ve lo voleva levare...lo voleva levare il
cappello...dice "dobbiamo andare da qualche parte? prima che inizio, per non fare cattive figure!"
onestamente!...gli ho detto "no! se lavori da me non ti preoccupare che sono tutti amici mie...non
viene nessuno!"...anzi! la parola esatta! "per stai tranquillo che gli mando una ambasciata!"
UOMO: per lui non giustificato!...perch lui
MARINO U.: ...inc...chi!
UOMO: ...c' ...c' per dire chi ha la ditta, amici nostri...amici nostri per dire...
MARINO U.: si, si! ho capito cosa vuoi dire...
UOMO: ...prima di fare una cosa...inc...e dice "vedete che stiamo facendo...stiamo
incominciando questo...!" perch ci sono delle situazioni che le persone......
MARINO U.: ma! infatti...io ti ho detto che...
UOMO: eh!
MARINO U.: ...sono in torto io che non l'ho mandata subito perch non c'era
Mico...non sapevo...perch Demetrio... parlando con Demetrio, dice " non gliela posso mandare
in questo minuto l'ambasciata!"
UOMO: certo!
MARINO U.: ci sono tre, quattro giorni che uno non pu parlare.... ma poi ci sono
due giorni che pu fare quello che cazzo vuole...me l'insegni queste cose
UOMO: ...inc...
MARINO U.: ed allora mi ha detto "aspetta...!" poi mi passato, devo dire, di mente
con tutti gli impegni che ho...quindi la responsabilit me l'assumo io nel sensono! perch voglio
discolpare la...onestamente lui me l'ha chiesto prima di appende un chiodo...infatti l'ha detto
...quindi non voglio...che dice "FRASCATI un pezzo di merda!"...no! me l'ha detto, quindi ti
stavo dicendo che gli ho detto io "non vi preoccupate che qua lavorate tranquillo che sono tutti
amici miei...destra, sinistra, centro, non c' problema...per non di meno...!" gli ho detto "...gli
faccio l'ambasciata io, perch giusto che devono...ma gli dobbiamo pure levare il cappello
perch sono persone che in qualche maniera devono pure vivere...anzi la mia parole pure...tra
virgolette!"...dice "si! grazie! vi ringrazio!"...ecco quale stato...quindi...ora io...glielo dico pure
io a Mico oggi che me l'aveva detto a me ed io gli avevo detto questo....siccome Demetrio non
gliel'ha detto, quindi appena...
UOMO: va bene!
MARINO U.: guardate! il tempo di incontrare a Mico, alle dieci, alle undici
UOMO: non c' problema!
MARINO U.: per dirglielo di...
UOMO: non c' problema! che poi me la vedo io con lui...e poi giustamente....
MARINO U.: ma questo era sempre....
UOMO: no!...inc...
MARINO U.: no! che glielo dite...
UOMO: ....tratto inc...
MARINO U.: poi diglielo a Peppe che stato su questo...
UOMO: ci mancherebbe altro!
MARINO U.: no! la forma digli che stata...no una scorrettezza, ma gliel'ha detto
Ugo...e siccome gli ha detto Ugo "sono tutti amici miei, da me non viene nessuno, sia destra che
sinistra...!" proprio come ti dico...ma sempre per correttezza che gli mandate per l'ambasciata a
chi di dovere...poi successo...e gli dici il fatto di Mico....Ugo oggi o domani non si visto
Sempre nello stesso giorno (il 7 settembre 2007), alle ore 09.15, Ugo MARINO, allinterno
dellufficio aveva un colloquio in un primo momento con una persona di sesso maschile,
probabilmente un impiegato, e successivamente con FRASCATI Emilio.
In entrambe le circostanze, la conversazione era attinente alla richiesta estorsiva subita dal
FRASCATI in cui, indirettamente, era rimasto coinvolto anche lo stesso MARINO, in quanto non
era riuscito a garantire allimprenditore, attraverso la figura di CONDELLO Pasquale,
lesenzione del pagamento.
Nel raccontare la vicenda allinterlocutore, Ugo MARINO, oltre a rappresentare che i lavori
di ristrutturazione del negozio erano stati bloccati da parte del Comune, circostanza questultima
desunta anche dalla documentazione acquista presso gli uffici competenti, riferiva che Giuseppe
DE STAFANO aveva attuato una richiesta estorsiva in danno dellimpresa impegnata nei lavori
presso il proprio negozio.
Nella circostanza riferiva che lo stesso Domenico CONDELLO, preposto da Pasquale
CONDELLO alla gestione dello specifico settore delinquenziale, aveva avallato tale attivit
criminale giustificando il delitto in trattazione quale azione diretta alla ditta appaltatrice e non ad
un appartenente allorganizzazione, quale doveva considerarsi Ugo MARINO; le affermazioni
sono di tenore inequivocabile:
MARINO U.: questa mattina mi sono alzato per bene e c' stata un'altra novit
UOMO: eh!...infatti ti ho visto agitato, io ti conosco ormai
MARINO U.: ecco!....no! agitato! nel senso no a me...
UOMO: ...inc...
MARINO U.: ma no per me, no per me!
UOMO. ah! ho capito!
MARINO U.: no per me!...ci hanno fermato i lavoratori...hai capito?
UOMO: del Comune?
MARINO U.: no!...inc...
UOMO: no! ho capito!
Nel ripercorrere le tappe dellintera vicenda Ugo MARINO aggiungeva che Domenico
CONDELLO (alias gingomma) lo aveva invitato a rappresentare ogni cosa a Pasquale
CONDELLO, allepoca latitante, affinch questultimo facesse sentire il peso di un suo intervento
in suo favore, anche per evitare che accadessero fatti analoghi in futuro: ma no!!!....ma! dice
Mico "Pasquale CONDELLO si pu prendere l'impegno per te!" dice "non andare da nessuno!
per glielo deve dire se no lo sai che cosa dice ...quando dobbiamo andare noi da qualcuno, da
qualcuno, dicono no! noi....!".
Laffermazione, oltre ad essere oltremodo significativa circa i rapporti di Ugo MARINO
allinterno della struttura criminale riconducibile al CONDELLO, attesa la concreta possibilit di
parlare direttamente con il latitante, evidenziava lesistenza di una pianificata attivit predatoria da
parte delle organizzazioni mafiose presenti sul territorio di Reggio Calabria, in relazione alla quale
a Domenico CONDELLO era riservato un ruolo qualificato, essendo tra i responsabili operativi di
tale attivit in rappresentanza del cugino latitante.
In linea con limpostazione sin qui evidenziata, va sottolineato che lattenta analisi dei
dialoghi sin qui riportati ha consentito di ottenere la conferma della correttezza dellassunto fatto
proprio da questo Ufficio: le famiglie mafiose operanti sul territorio cittadino agiscono, in materia
di estorsione, in perfetta sintonia dintenti.
sempre Ugo MARINO a precisare che i proventi estorsivi sono divisi tra le principali
famiglie di ndrangheta.
A tal proposito, riferiva: ".. noi! da parte vostra no! perch noi pure se vengono... i soldi
si devono dividere...!" lo sai come ?......si dividono!.
Tale affermazione, congiunta a quanto rappresentato in precedenza in ordine
allatteggiamento mantenuto da CONDELLO Domenico, il quale aveva giustificato tale azione
delittuosa ("no!! Ugo una cosa, Ugo non centra niente...quelli che fanno i lavori devono
...inc...!"...ora stava partendo con...gli ho telefonato nella macchina ed era con PORPIGLIA),
sintomatica di un rapporto simbiotico, assolutamente lontano da quella belligeranza armata che
aveva contrapposto i gruppi criminali reggini negli anni passati, votato esclusivamente al controllo
di ogni attivit economica presente ed operante nel capoluogo di provincia.
Ugo MARINO, in effetti, nel riportare al proprio interlocutore le affermazioni di un
componente di spicco dellorganizzazione criminale facente capo a Pasquale CONDELLO
individuato in CONDELLO Domenico, sottolineava che le imprese appaltatrici sono costrette a
pagare somme di danaro a titolo estorsivo : non centro...lui mi ha detto, gli ha detto a lui
"ma no per Ugo MARINO, Ugo MARINO non centra niente...oh! Ugo Marino non centra
niente!", no! gli ha fatto capire "Ugo MARINO un amico nostro...ma voi che lavorate dovete
pagare!"...vedi che c'era ancora Roberto qua..;
si riporta, di seguito, parte della conversazione di interesse:
UOMO: hai problemi pi grossi
MARINO U.: ma siccome c' mio genero, mi ha detto...inc... gli ho detto io "glielo
dico io a mio genero!" per fare bella figura ...gli ho detto io a ...inc..."ho errato io.......perch
questo ve lo voleva levare il cappello...no a voi ma a chi era di competenza!...per sono stato io a
dirgli che me la vedo io"...per farmi il bello un p...nel senso! "non ti preoccupare non viene
nessuno!"...mi ha detto "anzi! sei onesto che dici questo!"..."per no per farmi il bello....sapendo
che sono vostri parenti non penso che vengono a rompermi i coglioni...anche perch mi sta
facendo prezzi particolari!"...dice " noi! da parte vostra no! perch noi pure se vengono... i soldi
si devono dividere...!" lo sai come ?......si dividono!
UOMO: si, si!
MARINO U.: "per da voi non vogliamo niente, per i soldi da lui!"...ora gli ho detto
"no! se vogliono i soldi loro...vedi tu!...gli dici che una cosa ormai vostra......e poi ve la scontate
in un'altra maniera...se no cosi faccio la figura di merda, tipo... come te la sei vista tu e poi....!"...il
mondo cosi, apposta...cosa devo fare?
UOMO: ma....
MARINO U.: per no! ho sbagliato io...io in queste cose non mi devo intromettere,
ma pensando...siccome ne ho fatto tanti lavori io...
UOMO: onestamente non pensavi
MARINO U.: non pensavo che...non venuto mai nessuno...ma no da me
UOMO: non centri tu...
MARINO U.: non centro...lui mi ha detto, gli ha detto a lui "ma no per Ugo MARINO,
Ugo MARINO non centra niente...oh! Ugo Marino non centra niente!", no! gli ha fatto capire
"Ugo MARINO un amico nostro...ma voi che lavorate dovete pagare!"...vedi che c'era ancora
Roberto qua!
UOMO: quando sono venuti?
MARINO U.: ora, questa mattina alle sette, mi hanno mandato a chiamare, mi sono
alzato prima.... ....che devi fare?
UOMO: no! sto mandando un attimo i fax...tratto inc...
MARINO U.: e non c'! non c' nessuno
UOMO: ...tratto inc....mi dispiace, guarda! ...inc...ti devono mettere sempre nel mezzo,
sempre!
MARINO U.: oh!
UOMO: giustamente!
MARINO U.: se loro ...inc...niente da dire, come mi hai detto che te la vedevi tu...pu
passare come un qua-quara-qua...gli ho detto io "Demetrio passa un attimo che ti devo
parlare!"...io a Demetrio non gli ho detto niente...in effetti, perch mi ha detto lui "guarda che
Mico mi ha detto che non sa niente "no!" gli ho detto io "io gliel'ho detto a Demetrio ma c'era la
latitanza di Mico!"...mi ha detto...ma Demetrio non mi ha detto... "ma tu a me non hai detto
niente!", "hai ragione non ti ho detto niente, per non gli dire che non ti ho detto niente!"..."
perch no?".....ora parliamo, ora parliamo (rivolgendosi ad altra persona)........"non ti ho detto
niente...perch se no sembra che ...!"...inc...dice "come non l'hai detto?", "gli dici che mi sono
dimenticato!"
OMISSIS fino ad ore [Link] (l'UOMO parla al telefono e dice al suo interlocutore che
sta scendendo)
La restante parte del discorso, intercorso tra Ugo MARINO e lappaltatore Emilio
FRASCATI, avente per oggetto sempre la richiesta estorsiva attuata nei confronti del suddetto
imprenditore, rivelava un ulteriore scenario criminale: la divisione degli introiti tra i diversi
componenti dellorganizzazione.
Il MARINO riferiva: ...io far tutto questo per non voglio che questi tornano e gli
dice ...va bene! noi...io! la nostra parte, CONDELLO, per dire, non la voglio!": indirettamente il
MARINO sottolinea che la famiglia CONDELLO non avrebbe intascato una parte dellestorsione;
la conversazione, in merito, avveniva come segue:
OMISSIS fino ad ore [Link] (entra una donna per ragioni di lavoro e parla con Ugo
MARINO)
MARINO U.: no!... amico! ma per ha detto una cosa giusta... amico, nel bene o
nel male amico di tuo padre...per dice ...
FRASCATI: come amico pure Pasquale CONDELLO
MARINO U.: si!!! mi fai finire!...sono amici di tutti! se non mi fai finire poi....
FRASCATI: si, si, si!
MARINO U.: per voglio che tu mi dai all'ultimo, no ragione perch voglio dare
ragione, la ragione c' l'hanno i cornuti, ma mi dici "hai pienamente..."
FRASCATI: ma allora qua...
MARINO U.: ...dobbiamo dare pienamente atto...perch me l'ha fatto anche
ragionare a me, quindi giustamente ...dice "tu ormai me l'hai detto a me, me l'hai accennato ed io
non gli ho detto niente perch c'era mio fratello eccetera ...per che succede...se gli mando
l'ambasciata a mio cugino ti dice ...Ugo! butta il corso Garibaldi che da te...da Ugo MARINO non
viene nessuno...per ci sono le altre persone che poi si prendono la cosa, la briga di levarci il
cappello noi nei loro confronti...quindi ognuno risponde delle proprie azioni!", gli ho detto io "a
questo punto devo dire che ho errato io...perch ho errato io? perch questo ragazzo prima di
mettere un puntello...per fare no il bello ma il garante suo...!" infatti ha detto "tu l'hai fatto in
buona fede!" , garante suo!... ha messo le cose...e ha detto "vuoi che vado io? te la vedi tu?...o mi
ha detto cosi o non me l'ha detto...me l'ha detto!" gli ho detto io..." stato....quindi la colpa, la
responsabilit, nel senso benevolo della parola che gli ho detto, me la sono assunta io!"...dice
"si!... per tu non ti puoi assumere queste responsabilit...perch...no perch non sei in grado,
anzi tutto ti vogliono tutti bene a te o quanto meno se non ti vogliono bene, ti devono voler bene
per forza...!"
FRASCATI: ti comportavi....
MARINO U.: aspetta! no!..."ti devono volere bene per forza...poi all'ultimo o ti
vogliono...se no ti devono voler bene per forza....per il problema...tu non te li puoi assumere
queste responsabilit, permettimi! ...perch ci sono delle regole....!"
FRASCATI: giusto!
MARINO U.: come mi hai detto tu! bravo!...hai visto come mi hai detto...."che il
signor Frascati sa che ci sono delle regole...allora! per ora...io ora vado che non c' mio fratello,
chiamo...intanto a questo qua e gli dico ...se loro...noi gli diciamo... un lavoro che sta facendo in
economia...
FRASCATI: ... Ugo...
MARINO U.: ...in economia Ugo... andato ed ha chiamato a FRASCATI perch sono
amici e sono insieme!"
FRASCATI: perfetto!
MARINO U.: "...io far tutto questo per non voglio che questi tornano e gli dice
...va bene! noi...io! la nostra parte, CONDELLO, per dire, non la voglio!"
FRASCATI: ...inc...
MARINO U.: lo vedi! ecco! ma lui mi ha dato...dice "io ti sto dicendo come vanno le
cose, tu non hai...hai errato nel senso...per la benevolenza che hai creato a questo ragazzo!", anzi
ha detto la parola "a questo ragazzo!"...."per tu capisci come vanno le regole...qua ci sono delle
regole...e tu le sapevi!"...allora gli ho detto io " per ora che ho errato non voglio fare cattiva
figura con il signor FRASCATI, perch mi pu dire ...che "pisciatore" sei! no! a me
"pisciatore"...!" dice "no! "pisciatore non te lo pu dire a te perch tu ti sei messo a
disposizione...c' una famiglia che si chiama CONDELLO e non venuto nessuno a rompere i
coglioni!" mi ha fatto questo...."per! questo non vuol dire ...ora me la vedo io!"...quindi! mi ha
detto "ora me la vedo io per darmi quella:...!", gli ho detto io "non voglio ora fare cattiva figura
con questo ragazzo!"...gli ho detto io "anzi! premesso! e ti dico pure questo anche se mi dai
legnate...!" gli ho detto "mi sta facendo il lavoro in economia..!"
FRASCATI: ...inc...
MARINO U.: ...per mandarglielo a dire ...in economia! lo sta facendo....
FRASCATI: questo gli deve dire
MARINO U.: eh!! io non sono storto ma tu mi fai
FRASCATI: non ho detto mai che sei storto tu
MARINO U.: no! mi hai fatto storto!
FRASCATI: io a te?
MARINO U.: gli ho detto "mi sta facendo il lavoro...!"
FRASCATI: io a te?
MARINO U.: si! storto mi hai fatto! per dirmi in questa maniera...gli ho detto "mi sta
facendo un lavoro in economia...forse sta riuscendo solo per pagare gli operai e
per....ma!...perch me l'ha detto...te lo voglio fare io ma in economia!" gli ho detto...quindi me lo
stai facendo in economia!...se noi mettiamo...ha detto "io vado a parlare!"...anzi ora vado e lo
chiamo subito....perch sanno dove ... frequentano!....ha detto "quello che posso fare lo
faccio...mando qualche ambasciata!...perch se Pasquale dice dopo...me la vedo io!!" hai capito?
FRASCATI: si!
MARINO U.: quindi! non ti preoccupare...gli ho detto "non voglio fare cattiva
figura!"...quindi!...sono arrivato...hai visto che l'ho mandato a chiamare subito!
FRASCATI: basta!
MARINO U.: cosi potete dire come sono andate le cose e come ti ho detto...ho errato
io!...da un lato non che ho voluto errare per farmi il bello...ma tu hai visto! tu non che hai
errato per farti il bello...tu non hai neanche sbagliato...hai detto una cosa giusta...perch non
credere...perch.....
LEGENDA:
MARINO U.: UGO MARINO;
FRASCATI : FRASCATI ;
INIZIO TRASCRIZIONE INTEGRALE
MARINO U.: no! "come sono le regole!" e prende e mi fa...e qui!..."se gli domando al
signor FRASCATI le sa meglio di me!"..."meglio di me,...meglio di me no!...meglio di
me..."...perch poi lui mi fa "mi ha detto nella strada "io lo so come sono le regole!...le sa come
sono le regole"....io...
FRASCATI: per quello che io mi trovo in questa situazione
MARINO U.: allora...allora lui ha detto...scusa! "questo!...tu non ti devi preoccupare
che hai sbagliato, non hai sbagliato niente, sei stato in buona fede...sei stato un amico suo per
dirgli in quella maniera!"...perch...
FRASCATI: Pasquale CONDELLO...scusa! per Pasquale CONDELLO ...inc...
MARINO U.: gli ho detto io "se senti a Pasquale diglielo! perch Pasquale...!", "a
te Pasquale non ti dice niente! se ti dice...rompe il collo...lo rompe e devono stare zitti!" ...per
dice..."tu sai che ci sono le regole e quelle regole si devono rispettare!"...perch! perch
Pasquale non leva il cappello a nessuno! ...perch poi sai come fanno questi! io...quando te l'ho
detto...inc...
FRASCATI: io vorrei sapere una cosa! quando tu hai parlato con tuo genero
MARINO U.: eh!
FRASCATI: ...che doveva parlare con suo fratello che non c'era...tuo genero che
cosa aveva detto! che se la vede lui?
MARINO U.: no! no! che gliel'avrebbe accennato a Mico...a Mico poi non si sono
visti e lui ha detto "quando uscito Mico mi sono dimenticato pure io!" ma...
FRASCATI: per...voglio dire...poi si allunga!
MARINO U.: no, no! non si allunga! una dimenticanza anche mia e tua...per dice
"non c' problema! ora me la vedo io e se ne andato dopo....mi ha detto "statti tranquillo! non
c' problema!"... "ma no statti tranquillo tu!"..."no!" gli ho detto "non voglio fare la figura del
grande merda...per dirtelo!"...mi ha detto "stai tranquillo!" tutto qua!
FRASCATI: ...inc...per vedere se lo vedo...quando vi ho detto io "sai quel
lavoro!"...lui! no io! e mio cognato...inc...
MARINO U.: non parlare che...quanto faccio una cosa che importante
FRASCATI: li ho portati i fari
MARINO U.: sono arrivate alcune cose
FRASCATI : si...inc...stanno facendo questa mattina lo sbancamento
OMISSIS fino ad ore [Link] (si da atto che Martino Ugo parla al telefono di un
bonifico che gli doveva arrivare. successivamente i due interlocutori parlano di argomenti a
carattere lavorativo)
OMISSIS fino ad ore [Link] (si da atto che entra una terza persona per pochi minuti
con il quale parlano di argomenti lavorativi, successivamente i due interlocutori continuano a
parlare di lavori edili)
FINE TRASCRIZIONE INTEGRALE
(vds. all. nr. 16)
Nel pomeriggio dello stesso giorno (il 7 settembre 2007), allinterno dei locali monitorati, si
registrava unaltra conversazione tra MARINO Ugo ed altri due soggetti, non meglio generalizzati,
avente per oggetto sempre la problematica attinente lestorsione subita dalla ditta FRASCATI.
Anche in questa circostanza emergeva che lestorsione era stata ordinata da Giuseppe DE
STEFANO, in considerazione che Ugo MARINO, ad un certo punto del discorso, riferiva ad uno
degli interlocutori con tono minaccioso di non raccontare nulla a Peppe ( inc... uno......chi!
Peppe!....sai vai a dirglielo, vai e fai parlare la bocca...fatti la bocca grossa, sai!..... ).
Dalla lettura complessiva del contenuto della conversazioni relative ai fatti in esame, non
residua alcun dubbio che la persona a nome Peppe sempre da identificare con Giuseppe DE
STEFANO, in precedenza generalizzato.
La conversazione avveniva come segue:
LEGENDA:
MARINO U.= UGO MARINO;
UOMO = UOMO (UOMO NON IDENTIFICATO);
UOMO1 = UOMO1 (UOMO NON IDENTIFICATO).-
MARINO U.: io devo parlare con Nino...quello che comanda! ....per dire la verit io
ieri ero stanco....l'ho visto sul motorino e non mi sono fermato, no!....eh!!! ti stavo dicendo una
cosa...io devo parlare con Nino quello che comanda per dirgli come si comportato con me...se
gli sembra una cosa corretta nei miei confronti, dato che c' un rispetto da tanti anni o meno!....se
lui mi dice poi qualche altra cosa...io cosi lo metto...
UOMO: a conoscenza!
MARINO U.: a conoscenza...
UOMO: dei fatti
MARINO U.: ...dei fatti!...appena io lo metto a conoscenza dei fatti lui non mi pu
dire...lui non mi pu dire pi niente, hai capito?...allora gli dice ...questo fatto Demetrio...perch
ora con Demetrio...anche, praticamente che mi aveva detto che andava, perch me l'aveva detto
lui gi.....io con Demetrio avevo parlato del fatto mio....perch io a Demetrio non gli ho detto
niente...poi questa mattina.... sono successi altri problemi qua, che non posso stare a dire che
cosa....ma!...non per me! per FRASCATI!
UOMO: inc...
MARINO U.: inc... uno......chi! Peppe!....sai vai a dirglielo, vai e fai parlare la
bocca...fatti la bocca grossa, sai!......
UOMO1: ....chi io?
MARINO U.: si, si! tu!, tu! con te parlo
UOMO1: no! io no!...io non so!
MARINO U.: non parlare neanche una parola!
UOMO1: ma che cazzo dici! quello che parlo io e te pare che glielo racconto agli
altri....inc..., ma stai scherzando!!
MARINO U.: e questo il problema....quindi la cosa non finita qua...io ho cercato
UOMO: no! se possibile fare un recupero
MARINO U.: devi avere molto pazienza
UOMO: uh!!! non c' problema... da un anno, se ...
MARINO U.: devo parlare con Nino...
UOMO: se un anno e mezzo che faccio
MARINO U.: ...e con Mico! perch gli dico "Mimmo! quando ti ho chiamato a te io
ho detto che ho bisogno di tuo fratello?"...tu mi devi dire....tu dici "no! hai parlato di quello
l...quindi...anzi mi hai detto tu che se la devono vedere tra di loro e si dividono tutto...ti ho detto
niente? anzi ti hai detto ok!..."
UOMO: grazie!
MARINO U.: "grazie, ti ringrazio e cosi sar fatto!"...questo andato a dirgli queste
parole di me...no di me!...perch siccome ha visto che stato chiamato da una persona come a me,
gli dico io, si preoccupato....e non gli piaceva che lo chiamavo io, hai capito?...lui non gli
piaceva che lo chiamavo io...apposta ti avevo detto io....io...che ti ho detto "io so alcune cose!" tu
non mi hai voluto....io l'avrei fatto in un'altra maniera, tu mi hai forzato..."facciamolo, facciamolo,
facciamolo!", ma fai come cazzo vuoi!
UOMO: no!
MARINO U.: no! te l'avevo detto...te l'avevo detto io!
UOMO: si! ho capito, ma non...
MARINO U.: "ho fretta...non ho...!"....perch io sapevo come sarebbe finita.....dove
cazzo...inc...
UOMO1: l'hai vista?
MARINO U.: l'hai presa?....non ne ho pi!.......inc...
UOMO: ....ora! aspettiamo perch....
MARINO U.: per dirti che tu non devi avere fretta...io conosco i personaggi e
Demetrio ha ragione...perch sono persone...tu non hai idea del danno che possono fare...ma no
danno a te o a me...lo possono fare per vie traverse.......per qualunque cose anche se non
vero...non so se mi hai capito..
UOMO: si, si! ti sto capendo!
MARINO U.: perch lui non poteva stare cosi senza...con tutti i problemi che ci sono
lui cammina con ferrari e cose...e che ha tutto quel bene di Dio......vuol dire che c' qualcuno che
lo protegge....hai capito? e loro lo sanno, le persone...tipo Demetrio, Nino e tutti, infatti mi hanno
detto "quando hai questioni.... con questo non avere mai questioni, dillo a noi!"...tu mi hai fatto
andare.....io ora non so come prendere a Demetrio per dirglielo...perch devo parlare con
Demetrio, perch se devo andare da Nino, devo parlare con Demetrio....hai capito che ...ti voglio
dire delle cose... devono camminare in un certo modo...ecco perch io dico, ogni volta le cose
devono camminare in un certo modo.....mi dovete ascoltare....fretta, fretta, dobbiamo vedere,
dobbiamo sapere
UOMO: no , va bene! fretta, fretta, siccome passato un anno e questo qua mi dava...
migliaia di appuntamenti mi dava e mai una volta si fatto trovare, ogni volta mi dice "chiamami
luned!"...lo chiamo luned, lo pizzico per culo, lo chiamo luned "ah! ti avevo detto di chiamarmi
luned scorso!", che fai mi prendi per il culo!...eh!
MARINO U.: ma conoscendo l'elemento...
UOMO: conoscendo l'elemento purtroppo si deve prendere per il suo verso
MARINO U.: ecco!....
UOMO: va bene! Ugo! scappo che devo arrivare...per raccogliermi le cose..., ci vediamo
questa sera che ....tratto inc... a lavorare....va bene ...inc...ciao!
OMISSIS fino ad ore 15.04.07 (Ugo MARINO rimane in ufficio con un soggetto con il
quale parla di lavori di muratura che devono fare)
FINE TRASCRIZIONE INTEGRALE
Alle ore 15.25, un militare della locale Sezione Anticrimine, inviato nei pressi
dellabitazione di Ugo MARINO, accertava che questultimo, in relazione ai lavori inerenti la
ristrutturazione del negozio, manteneva contatti esclusivi con FRASCATI Emilio.
(vds. [Link] nr. 18)
si sovrappongono le voci
MARINO U.: ... ti ho detto per che lui voleva andare, ma per....capisci... nell'errore
sono caduto io, sto dicendo... ora vedi tu come puoi perch sembra...che dopo che ho parlato
io...facciamo una figura di merda, non so come comportarmi...
MIMMO ora... aspetta un attimo Ugo! io ti spiego
si da atto che alle ore [Link] entra un uomo di nome Mario che saluta i due
interlocutori e inizia a parlare di materiale arrivato e di consegna da fare dandosi appuntamento
a domani mattina. Mario esce dalla stanza alle ore [Link].
MIMMO ...onestamente lui stesso aveva detto....no perch non che MICO... siccome gia
lui... EMILIO sa, cos come ...inc...
MARINO U.: gi l'ha detto!
MIMMO ...a prescindere se vogliamo o non vogliamo i soldi....ma lui dice "io
...inc...!"...se poi quest'amico che ...tratto inc... cio che mi ha fatto vedere...
MARINO U.: si!!
MIMMO che lavora...lavora quello che lavorava...cio! hai capito...per nel momento in
cui...voglio vedere se capita tante persone, quello...tratto inc...
MARINO U.: si!...inc...
MIMMO ...inc...
MARINO U.: ma hai capito....
MIMMO quando...inc...
MARINO U.: ...ma io qua...ho trascurato io...
MIMMO questo !
MARINO U.: ...perch non sapevo che c'erano delle forme di regole! che lui ha detto
"si ci sono queste regole!...aspetta...per....
MIMMO ma non che detto che quelli sono... e noi gli dobbiamo dire glieli devi dare
MARINO U.: si! ho capito!
MIMMO poi fare pure a meno di darglieli ...inc... puoi fare un pensiero e dici: guarda... a
qualche poveraccio che ne ha bisogno...dove questo qua...inc...
MARINO U.: ma questo...
MIMMO in economia, questo ti sta facendo un lavoro ...inc...
MARINO U.: ma questo voglio che gli diciamo a lui
MIMMO si! ma io l'altro giorno mi sono visto con lui ...
MARINO U.: si! ma lui ha detto che si fermato lui stesso quando... fermato...
MIMMO eh! ed ha detto NINO dice ehee...
MARINO U.: niente non ti preoccupare...
MIMMO perch gli ho detto non ti preoccupare ... tutto risolto e una fesseria, punto! non
che ...questo qua...ora! nel moneto in cui ancora non mi sono visto con nessuno di questi qu
MARINO U.: ecco!
MIMMO perch...
MARINO U.: ...ero con te quando venuto il primo?
MIMMO si! eri con me! e ...inc...
MARINO U.: lo sai cosa gli hanno detto i secondi prima... fra una settimana sapete se
ci sono novit
MIMMO no, no! be... gli mando ambasciata...
MARINO U.: eh!
MIMMO ho provveduto io a mandargli per vedere se potevamo sapere questo discorso
qua...
MARINO U.: esatto, eh!
MIMMO ...perch tre-quattro persone ...inc...
MARINO U.: eh!...ora gli devi dire a lui "guarda!...!"
MIMMO no! io....
MARINO U.: "...ora tu puoi fare..:!", come un pensiero tuo, personale...
MIMMO si...
MARINO U.: ...non lo so come vi state comportando voi....
si da atto che alle ore [Link] una donna di nome Tina entra in stanza chiedendo
permesso, la donna saluta l'interlocutore che parla con Marino U. e poi con quest'ultimo discute
di bolle e pratiche da evadere, uscendo successivamente alle ore [Link].
MARINO U.: ma giusto che te lo dico, no! che ...inc...analizzando che lui ha detto
vuoi....
MIMMO certo!
MARINO U.: ...gli devi dire cosi ..."vuoi che parlo io o parli tu?" gli ho detto "non ti
preoccupare che qua non ti tocca nessuno!"...
MIMMO si
MARINO U.: la mia parola! perch sapendo...
MIMMO ma come...
MARINO U.: no!...inc...mi ha detto ...mi ha detto ieri sera Demetrio "ci sono alcune
regole...poi se noi gli diciamo...non dovete rompere il cazzo...glielo possiamo dire dopo..."
MIMMO: era giusto infatti...
MARINO U.: ...inc...
MIMMO: siccome loro
MARINO U.: Demetrio mi ha detto a me "no! tu non hai sbagliato, l'hai fatto in
buona fede...sapendo che c'eravamo noi!...tu sei rimasto in buona fede per farti non il bello ma
per dire, per stare ...!"
MIMMO eh!...ma non questo
MARINO U.: " per stare tranquilli va!"...ecco!...allora tu hai detto questo...poi non
me l'ha riferito, perch io non gliel'ho detto a Demetrio, me lo sono dimenticato pure...e allora
uscito questo fatto qua, no!...ora diciamo quando...
MIMMO Ugo!...
MARINO U.: ...mi ha detto Demetrio "quando viene...inc...!"...
MIMMO ...ascolta una cosa...
MARINO U.: infatti io...
MIMMO quando tu mi hai telefonato...io giustamente...inc...
MARINO U.: no! che ti dico io!...
MIMMO no!!! non ...
MARINO U.: ma tu capisci....
MIMMO ...ho pensato che era qualche problema...
MARINO U.: ...no! io infatti non ti ho detto niente...ti ho detto "ci vediamo al
ritorno!"...io mi mettevo al telefono per parlare.....
MIMMO ...no!! per l'amor di Dio!
MARINO U.: lasciamo queste cose qua....ed infatti pure a questo ragazzo lo
tranquillizzi tu...poi...
MIMMO ...inc...
MARINO U.: ...poi! le parole...gli dici poi assecondo quello che parli tu gli dici..o fai
un pensiero tu...fai un pensiero...o che glielo vuoi o non glielo vuoi dire, quello sono cazzi tuoi,
non voglio nemmeno esserci d'avanti io...
MIMMO no,no, questo giusto
MARINO U.: perch...perch se no sembra...
MIMMO no, no!
MARINO U.: per vedi che me lo sta facendo in economia reale...e si sta impegnando
al massimo proprio
MIMMO Ugo! non ti ...inc...
MARINO U.: ed giusto che te lo dico a te
MIMMO oh!!
MARINO U.: sto parlando con te! ad un altro non gli dicevo queste cose...
MIMMO ed allora! quello che ti voglio dire io...quello che dici tu giustissimo per l'amor
di Dio, non ti sto dicendo questo...
MARINO U.: si, si!
MIMMO poi...ripeto! sta a noi...
MARINO U.: infatti, infatti coso gli ha dato...sia pure... vedi che non so chi siano,
perch...inc...gli ha detto "guardate che Ugo MARINO non centra niente
qua!"...io...FRASCATI.......no, no! "no che ci confondiamo!" ...inc... "no che ci confondiamo! ...qua
Ugo MARINO una cosa, Ugo MARINO se deve scavare il corso...lo scava! ma qua non Ugo
MARINO!"
MIMMO si, si!
MARINO U.: ora! no! per dire che ...inc...pure ti porta a conoscenza che ne ha
parlato lui...
MIMMO non avevo dubbi, dico, che loro...
MARINO U.: in poche parole mi ha detto a me "quando viene Mico...se a me
Mico....a me non interessa niente ...poi se la vede ... e sa gi di questo fatto, per dire, sa quello che
deve fare...non ti preoccupare Ugo...tu non ti devi preoccupare!" no gli ho detto "io mi sto
preoccupando ... l'errore che non un errore...l'ho fatto in buona fede!"
MIMMO una mancanza dai...
MARINO U.: no!!...in buona fede!...lui mi ha capito che io non sapevo determinate
regole ed allora...mi ha detto "non hai torto, l'hai fatto in buona fede perch sapendo
giustamente..!", mi ha detto "guarda ! che te lo potevi permettere!"...mi ha detto...anzi...
MIMMO ora a che punto sei tu qua con i lavori?
MARINO U.: ancora non sto partendo!
MIMMO e perch?
MARINO U.: no per il lavoro, ...inc...
MIMMO e perch?
MARINO U.: sono due piani scusa...sono due piani
MIMMO hai fatto...hai unificato tutti e due...
MARINO U.: abbiamo fatto tutto! abbiamo sfondato tutto, ...inc... facciata
Ancora una volta dal contenuto del dialogo emerge in maniera inequivocabile lo spessore
del ruolo operativo affidato a Domenico CONDELLO ed al fratello Demetrio, legato alla gestione
per conto della cosca CONDELLO delle attivit estorsive allinterno dellorganismo decisionale di
tipo verticistico a ci finalizzato.
I dialoghi dai medesimi intrattenuti evidenziano, invero, la piena consapevolezza del
completo assoggettamento dei partecipi al sodalizio alle ferree regole criminali che ne governano
lazione, potenzialmente temperabili solo dalle decisioni condivise dei soggetti di vertice
dellorganizzazione;
lestrema prudenza che lo stesso Domenico CONDELLO utilizza nellaffrontare la querelle
generata dalla richiesta estorsiva rivolta ad Emilio FRASCATI, ampiamente sintomatica di una
gerarchizzazione forte allinterno della struttura prima richiamata, che agisce per schemi
precostituiti e tendenzialmente rigidi al fine di non generare disuguaglianze potenzialmente in
grado di degenerare.
Ecco la difficolt di aggiustare la situazione da parte di soggetti pur in qualche modo
inseriti in quel contesto, quale Ugo MARINO, o rivestiti di ruoli qualificati nellambito
dellorganismo decisionale, quale Domenico CONDELLO;
solo i riferimenti a Pasquale CONDELLO come colui il quale in grado di superare lo
stallo venutosi a creare, danno la misura da una parte dello spessore di questi e del suo carisma
criminale e, dallaltro, consentono di cogliere appieno il ruolo di Giuseppe DE STEFANO che
governa le richieste estorsive nel centro della citt in modo autorevole, secondo logiche spartitorie
che lasciano poco spazio a disfunzioni legate a scelte discrezionali.
proprio questo, allora, lo specchio dellattuale assetto criminale cittadino con riferimento
alle attivit predatorie di tipo estorsivo, una struttura che si fonda su una sorta di confederazione
tra le cosche principali, programmaticamente strutturata per funzionare attraverso automatismi
criminali collaudati, gestita in prima persona da Giuseppe DE STEFANO, investito del grado di
Crimine, approvata da Pasquale CONDELLO, appoggiata per quanto si esposto in precedenza
da Pasquale LIBRI, che di quelle ferree regole il riconosciuto garante per essere succeduto in tale
ruolo al di lui fratello Mico LIBRI.
Nel corso della redazione del verbale illustrativo dei contenuti della collaborazione Carlo
MESIANO, in data 27 settembre 2007, compiva non senza una evidente preoccupazione una serie
di riferimenti alla famiglia DE STEFANO ed al ruolo alla medesima unanimemente riconosciuto;
dichiarava in particolare:
OMISSIS in relazione alle estorsioni, intendo ribadire che relativamente ad un lavoro in
via Torrione, del valore di 50000,00, condomino Speranza, MOSCATO Demetrio mi disse che
bisognava andare a parlare alla fonte: siamo andati un giorno ad Archi, ci siamo fermati alla
colonnina dellEsso, vicino al gommista Fracapane.
Il MOSCATO, detto manuzza, parl uno della colonnina e prese appuntamento per
lindomani.
Il giorno dopo si recato allinterno di garage di fronte la colonnina: dopo circa dieci
minuti uscito dicendo che aveva parlato con i DE STEFANO e che alla fine dei lavori
pretendevano il 4%; penso possa essere Giorgetto DE STEFANO che ho visto spesso sui cantieri.
Dopo lincontro ho visto Giorgetto DE STEFANO il quale mi disse che aveva parlato con il
MOSCATO e che la cosa era stata sistemata OMISSIS
In data 09 febbraio e 26 maggio 2009, nuovamente escusso il MESIANO ribadiva quanto
gi dichiarato, precisando una serie di particolari di sicuro interesse:
In relazione alla famiglia DE STEFANO intendo precisare che ero molto amico di
Luciano e Domenico CREAZZO, originari di Palizzi; frequentavo in particolare la loro casa al
mare ad Archi.
In tali occasioni ho frequentato, allet di quindici-sedici anni, i figli dellAvv. Giorgio DE
STEFANO, Diana e Giovanni; in inverno ci incontravamo in piazza De Nava, dove ho conosciuto
anche Dimitri DE STEFANO.
Con riferimento ad un lavoro di ristrutturazione, dellimporto di 58.000, in via Torrione,
cond. La Speranza, decisi di entrare in societ con Mimmo MOSCATO per lesecuzione
dellopera: siamo forse nel gennaio-febbraio 2006.
Consapevole di dover pagare una percentuale a titolo di estorsione, chiesi al MOSCATO a
chi bisognava rivolgersi: lo stesso mi disse che era necessario andare alla fonte, ovvero dai DE
STEFANO.
A tale fine sono andato ad Archi, insieme al MOSCATO, presso il distributore di benzina
Esso: il MOSCATO ha parlato con il benzinaio, il quale gli disse che bisognava tornare in un
secondo momento.
Dopo qualche giorno siamo tornati presso il distributore: il MOSCATO, dopo aver avuto il
via libera dal benzinaio, si recato in un locale di fronte al distributore, ricordo che laccesso era
in discesa.
In relazione a tale lavoro stata pagata una tangente pari a circa 3000 a Giorgetto DE
STEFANO: la somma stata consegnata da Mimmo MOSCATO.
Era Giorgetto DE STEFANO ad essere incaricato di riscuotere le tangenti per conto della
cosca.
Ricordo inoltre che, a fine anno 2006, era in vendita un terreno in via Pasquale
ANDILORO, in zona Spirito Santo: la proprietaria era tale Letizia ARCUDI con la quale aveva
pattuito che noi avremmo realizzato limmobile e lei ci avrebbe versato circa 900.000; tale
affare poi non andato in porto.
Anche con riferimento a tale operazione Mimmo MOSCATO mi disse che aveva parlato
con la fonte, ovvero i DE STEFANO, e quindi eravamo a posto, nonostante fossimo in una zona
controllata dai LIBRI.
In data 06 ottobre 2009 precisava, infine, che: In relazione alla tangente pagata a
Giorgetto DE STEFANO, ovvero Giorgio CONDELLO SIBIO, intendo precisare che ho
incontrato lo stesso qualche tempo dopo: lo stesso mi disse che per il lavoro di via del Torrione
era tutto a posto, in quanto aveva risolto con Mimmo MOSCATO.
Questo Ufficio delegava specifici riscontri alle dichiarazioni rese da Carlo MESIANO
appena riportate al Raggruppamento Operativo Speciale Sezione Anticrimine di Reggio
Calabria, il quale evadeva la delega con la nota n. 112-346-14-2005 di prot. del 09 luglio 2009
nella quale si evidenzia quanto segue:
Sulla scorta delle dichiarazioni rilasciate dal MESIANO Carlo, sono state espletate le
seguenti attivit:
a. alle ore 15.15, a Reggio Calabria in localit Archi, nel percorrere la via SS 18 II
tratto in direzione Nord, il collaboratore di giustizia indicava una traversa che conduceva ad una
carrozzeria con insegna VOLKSWAGEN, ubicata di fronte ad unarea di servizio con insegna
ESSO. Lo stesso riferiva che il MOSCATO, dopo aver attraversato la strada SS 18, si era diretto
nella traversa precedentemente descritta, precisando che dalla posizione in cui si trovava, non era
riuscito a vedere dove il MOSCATO si fosse recato.
Il dato che deriva dalla ricostruzione sin qui effettuata di notevolissima portata: la
ndrangheta che controlla la citt di Reggio Calabria ha messo in atto alcune tendenze evolutive
proprio nel settore delle estorsioni, che pi di ogni altro caratterizza lordinario agire mafioso
(dovendosi escludere, allo stato, che le risultanze dindagine acquisite nel presente procedimento
autorizzino a formulare conclusioni di pi ampia portata).
Non ha bisogno di dotarsi di una struttura rigidamente verticistica alla maniera di Cosa
nostra siciliana, la cui istituzione presupporrebbe uno stravolgimento profondo della sua natura
stessa.
una ndrangheta, quella cittadina fotografata dalla presente indagine, che ha bisogno,
per, di strumenti nuovi e di gerarchie condivise, che non pu reggersi pi su quella consolidata
orizzontalit pura, che diviene sempre pi di pura facciata.
la stessa analisi storica del fenomeno, che in questa sede si inteso tratteggiare per
meglio argomentare in merito alla sua evoluzione, che dimostra le attuali tendenze:
lorganizzazione di tipo orizzontale con riferimento alle cosche cittadine non stata una scelta
volontaria.
stato il risultato imposto da una pace inevitabile con la quale si deciso di porre fine ad
un conflitto armato, lungo e cruento, non perch ci sia stato un cartello mafioso che riuscito a
prevalere, ma perch un conflitto di maggior portata e durata avrebbe innescato un meccanismo di
autodistruzione inevitabile, non limitato soltanto alle cosche in guerra ma a tutto quelluniverso
criminale che allombra di quei principi mafiosi vissuto e cresciuto.
Tale assunto appare emblematicamente rappresentato da un passaggio della conversazione
del 23 febbraio 2002, gi ampiamente richiamata, intercettata in Prato tra il vecchio patriarca Mico
LIBRI ed il giovane imprenditore Matteo ALAMPI (in cui il LIBRI parla di Pasquale
CONDELLO):
Domenico LIBRI: Non uno (incomprensibile). E uno tra i migliori uomini di Reggio,
senza offesa
Matteo ALAMPI: Ma io
Domenico LIBRI: A parte Tra i migliori
Matteo ALAMPI: Io ho avuto il piacere
Domenico LIBRI: si pu sedere di fianco a me
Matteo ALAMPI: di conoscerlo, vi dico che ne ho conosciuti
Domenico LIBRI: Vi posso dire lho lho cresciuto
Matteo ALAMPI: Ma voi mi avete detto, e io so la storia che avete avuto. Ho avuto il
piacere di conoscerlo. S, non che parla di nascosto, stato fatto non in una casa, dove lo
tengono
Domenico LIBRI: No, non voglio sapere niente
Matteo ALAMPI: Per mi ha fatto piacere scambiare queste quattro... perch io ho
sempre da apprendere, compare Mimmo
Domenico LIBRI: E stato un mio carissimo amico, stato il pi perfido nemico. Oggi,
ringraziando a Dio sono in buoni rapporti, ma non gli do Io sapete quando ho detto di no? Che
un uomo che ha un pregio, se amico
Matteo ALAMPI: O nemico
Domenico LIBRI: o nemico
Matteo ALAMPI: il pregio ce lha sempre
Domenico LIBRI: il pregio ce lha sempre. E tutta la... la storia della nostra storia,
purtroppo amara
Matteo ALAMPI: Amara, s
Domenico LIBRI: gli ho dato sempre i princi e ha avuto, che non glielo pu togliere
nemmeno Cristo.
Quelle appena riportate sono le parole di un capo mafia che non parla di Pasquale
CONDELLO come di un suo acerrimo nemico ma di un soggetto che stato a lui lungamente
contrapposto per ragioni che, probabilmente, nessuno dei protagonisti in grado di comprendere a
fondo: la storia della nostra storia, purtroppo amara.
Pasquale CONDELLO e Domenico LIBRI sono lespressione dello stesso mondo
criminale, che una storia purtroppo amara ha diviso per alcuni anni, ma che chiusa quella
parentesi sono tornati ad agire nel rispetto di regole delinquenziali condivise e di metodi mafiosi
consolidati.
La natura della ndrangheta reggina tutta in questi passaggi, in cui emerge la
consapevolezza che per sopravvivere necessario ottenere un consenso diffuso anche tra chi
subisce le peggiori conseguenze: non pi guerre e morti inutili, non pi tensioni tra i capicosca, ma
regole ferree, valide per tutti, da applicare sotto il controllo di una gerarchia ben definita in cui i
soggetti di vertice si raccordano tra loro per amministrare una macchina complessa ed insidiosa.
Da qui la necessit di creare un organismo decisionale nuovo al cui vertice operativo
porre i massimi esponenti dei due schieramenti in guerra tra il 1985 ed il 1991: Giuseppe DE
STEFANO, erede designato di Paolo DE STEFANO, Pasquale CONDELLO, il supremo,
Pasquale LIBRI, il fratello e successore di don Mico.
Il primo investito del ruolo operativo che discende dalla carica di crimine affidatagli
con lapprovazione di tutti i capi delle cosche cittadine, che lo rende talmente visibile agli occhi
del potenziale estorto da divenire, nelle parole del collaboratore di giustizia Carlo MESIANO, la
fonte (o in quelle intercettate di CHIRICO Angelo colui che sta a monte): in sintesi, il
terminale ultimo delle decisioni aventi ad oggetto le azioni criminali in senso stretto.
Pasquale CONDELLO, che nei confronti dei figli di Paolo DE STEFANO ha sempre
avuto un debole, come dichiarato da Antonino FIUME, diviene a sua volta il simbolo vivente
della forza non solo militare della ndrangheta, della mafia che condiziona la vita della citt, che
non si ferma davanti alle azioni di contrasto dello Stato.
E lui che in un pizzino sequestrato al momento della cattura scrive:
24.01.2008
Amico carissimo
Lo so che quando non ci sono io sul cantiere i lavori vanno a rilento, e questo non bello.
Io sto bene !!!
Se ora, che avete ricevuto la mia siete pi tranquillo, mi fa molto piacere, ma lo dovete
essere sempre.
Amico mio, dovete essere forte e guardare il futuro, senza dimenticare il passato!!!;
non una citazione senza peso quella che un capo come Pasquale CONDELLO ritiene di
fare nella lettera inviata a persona a lui vicina: il passato sempre l a dimostrare quello che
stato, ma la realt si evolve e si trasforma, richiede forza e lungimiranza.
La figura di Pasquale LIBRI in questo scenario a sua volta indispensabile: non solo ha il
peso necessario per far parte del vertice decisionale in materia di attivit criminali, soprattutto di
tipo predatorio, ma dotata di una portata simbolica evidente agli occhi degli intranei, dei contigui
e di quella larga schiera di soggetti compiacenti o soggiacenti.
La presenza di Pasquale LIBRI nellorganismo di vertice ha un evidente significato: le
regole, scritte dal fratello Domenico ed accettate da tutti alla fine della seconda guerra di mafia,
non sono divenute carta straccia, costituiscono ancora la base ordinamentale di una organizzazione
che si evolve, attualizzandosi, sulla base di principi condivisi.
Giuseppe DE STEFANO, Pasquale CONDELLO e Pasquale LIBRI hanno una certezza
che li accomuna: gestire un potere di quella portata in modo autonomo non serve a nessuno, non
genera quellautorevolezza che trasforma il crimine organizzato comune in egemonia di tipo
mafioso.
Sono, infatti, consapevoli che in una societ che si trasforma non pi possibile rimanere
legati alle vecchie logiche che per lunghi periodi li hanno profondamente minati ed indeboliti:
sono consapevoli che una societ, seppure onorata, ha bisogno di capi, di colonnelli e di gregari,
non solo per giovarsi a fondo di quella forza di intimidazione originata da un vincolo associativo
che ormai deve estendersi ben oltre la singola cosca, ma per farne derivare una condizione di
assoggettamento e di omert assoluta che solo eliminando in radice gli spazi vacanti generati dai
contrasti non corre il rischio di palesare elementi di debolezza in grado di innescare scissioni, faide
o disobbedienze.
Il messaggio che intendono veicolare allattenzione della citt evidente: le cosche
reggine sono in buoni rapporti (come dicono in occasioni diverse Mico LIBRI, riferendosi a
Pasquale CONDELLO, e lo stesso ALVARO Cosimo) e sono capaci di agire allesterno, nel
settore strategico delle estorsioni e delle tangenti sui lavori con una gestione unitaria.
Hanno una testa autorevole che coordina le azioni criminali, che non prevede distinguo, che
trova larga legittimazione nella consapevolezza generalizzata del peso criminale dei suoi vertici
che non sono pi, soltanto, i riconosciuti capi delle rispettive articolazioni territoriali ma sono
lespressione, frutto di precisi accordi, di unorganizzazione di tipo mafioso che ha abbandonato
logiche spartitorie antistoriche per divenire sempre pi influente, funzionale e riconoscibile.
La svolta dettata dalla necessit di avere un referente unico per le azioni puramente
criminali: e quel referente non poteva che essere un figlio di Paolo DE STEFANO, massima
espressione di quella baronia mafiosa costituita dallomonimo casato di ndrangheta.
Scartate le ambizioni del figlio maggiore Carmine, la scelta non poteva che ricadere su
Giuseppe, per lo spessore gi dimostrato e per la capacit aggregante a lui riconosciuta.
Il formale riconoscimento di un grado, quello del crimine, vale a creare quel punto di
riferimento di cui persino i destinatari delle azioni delittuose hanno bisogno;
carica istituzionale unanimemente accettata, investitura che proviene anche da Pasquale
CONDELLO che, come riferito dal teste oculare Antonino FIUME, sottolinea a Giovanni DE
STEFANO che va bene quello che sta facendo il cugino, di tenere bene questa situazione (si veda
la trascrizione del verbale di interrogatorio di Antonino FIUME del 20 novembre 2008).
Ed allora le regole della pax mafiosa, scritte da Mico LIBRI (dice Antonino FIUME sempre il
20 novembre 2008: quello che era la persona, che mi aveva detto Giuseppe (DE STEFANO n.d.r.) la
parola valeva pi di tutti nel tempo era Mico LIBRI, Mico LIBRI era quello che la sua parola), sono
il punto di partenza di tendenze evolutive che portano ad istituire un organo di vertice che sia in grado di
riunire a fini di coordinamento, quanto meno in questo specifico settore e per il periodo temporale preso
in esame conclusosi con larresto di Giuseppe DE STEFANO del 10 dicembre 2008, le tre anime
principali della ndrangheta reggina:
la famiglia DE STEFANO attraverso il figlio di Paolo DE STEFANO, Giuseppe, quale vertice
operativo e riferimento tanto verso gli associati, ed i contigui, che verso le realt imprenditoriali e
commerciali che si interfacciano con la penetrante azione estorsiva sistematicamente portata a
compimento;
la famiglia CONDELLO nella persona del supremo, braccio destro di Paolo DE STEFANO,
prima, scissionista e vertice indiscusso poi del cartello contrapposto a quello destefaniano nel corso di
quella seconda guerra di mafia che ha condizionato a fondo la vita di una intera comunit cittadina per sei
lunghi anni;
la famiglia di Pasquale LIBRI, erede del ruolo di garante riservato al termine del conflitto al
fratello Domenico, quale componente necessario a garantire il legame del nuovo corso della ndrangheta
con le regole condivise scritte per mettere fine ad una guerra sempre pi simile ad processo di
autodistruzione inevitabile della stessa mafia calabrese.
Naturalmente questo accordo non esclude, come avviene in qualsiasi organizzazione complessa, e
tanto pi in quelle a base criminale (basti pensare alle vicende di Cosa Nostra siciliana, segnata da gravi
turbolenze e da numerosi omicidi persino negli anni della pax mafiosa voluta da Bernardo
PROVENZANO), che vi siano contrasti interni e delitti gravissimi (quali lomicidio di Mario AUDINO
o la scomparsa di Paolo SCHIMIZZI), ma si tratta pur sempre di episodi che non hanno messo in
discussione gli equilibri complessivi nei termini generali che sono emersi dalle indagini e che si sono fin
qui descritti.
Giuseppe DE STEFANO, Pasquale CONDELLO e Pasquale LIBRI sono consapevoli che anche
la ndrangheta, come tutte le vicende umane, ha la necessit di evolversi per resistere alle lotte interne ed
allattivit repressiva posta in essere dalle istituzioni dello Stato;
sanno che la ndrangheta vive del consenso dei soggetti che di quel mondo criminale fanno parte
o che di quel mondo sono al servizio per esserne la consapevole, e quindi colpevole, cintura di
protezione; cos come sanno di poter contare sulla rassegnata acquiescenza di gran parte di una comunit
soggiogata allo strapotere mafioso.
I capi sanno che la ndrangheta non pu diventare unentit astratta per continuare a prosperare,
ma deve ancorarsi ad un volto che sia al passo con i tempi e che si faccia carico di un ruolo riconoscibile
e raggiungibile attraverso passaggi e contatti non oscuri, a cui rivolgere domande e da cui ottenere
risposte.
Chi meglio del figlio di Paolo DE STEFANO pu incarnare il volto della ndrangheta reggina,
garantito, da una parte, dallappoggio di un alleato storico quale Pasquale LIBRI che ha la statura per
svolgere il medesimo ruolo del fratello e garantire il legame con un passato di pace a tutti gradito e,
dallaltro, dallapprovazione di Pasquale CONDELLO, il supremo, simbolo di una forza militare
dirompente che serve a fornire autorevolezza allorgano di vertice, ma serve soprattutto a comunicare alla
societ civile ed ai soggetti imprenditoriali un messaggio essenziale: la stagione delle guerre finita, la
ndrangheta tende ad essere unita ed a rafforzarsi allinterno e verso lesterno pretendendo la sua parte in
ogni attivit economica.
Va precisato, infine, che la contestazione di cui al capo a) della rubrica, in cui questo Ufficio
ricostruisce lipotesi accusatoria sin qui argomentata, strutturata in modo da coprire i segmenti di
condotta ascrivibili ai soggetti a cui carico elevata, tenendo conto dei periodi di detenzione dei
medesimi e delle pregresse vicende processuali che li hanno riguardati.
Con riferimento alla posizione di Giuseppe DE STEFANO, invero, deve sottolinearsi che la
contestazione a carico delle stesso individua quale dies a quo quello della sua uscita dalla Casa
Circondariale di Reggio Calabria avvenuta in data 18 gennaio 2001 ( proprio nel periodo che va dal 25
marzo 2000 alla data prima indicata, in cui associato presso la locale struttura carceraria, che riceve la
carica di crimine); ovviamente il dies ad quem coincide con la data del 10 dicembre 2008, in cui si
proceduto alla sua cattura.
In relazione alla posizione di Pasquale CONDELLO il dies a quo va individuato nel 14 marzo
2006 atteso che il predetto stato tratto a giudizio per rispondere di analogo delitto a conclusione della
operazione Vertice (proc. pen. n. 4141/05 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA) la cui contestazione
chiusa alla data del 13 marzo 2006; in relazione al CONDELLO il dies ad quem coincide con la data del
18 febbraio 2008, in cui ha avuto termine la sua quasi ventennale latitanza.
Infine, larco temporale della contestazione a carico di Pasquale LIBRI prende le mosse dal mese
di agosto 2007, atteso che la contestazione relativa al medesimo delitto relativa al processo nato
dalloperazione Testamento (proc. pen. n. 75/05 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA) copre il mese di
luglio del medesimo anno, e si chiude con la data del 10 dicembre 2008, in cui si proceduto alla cattura
di Giuseppe DE STEFANO.
CAPITOLO II
Se va bene tutto pi facile. Oggi ho saputo che sceso Dani, per anche per lui ho da dirti e lo
far quando ci vediamo. Se Dani ha qualche ambasciata e come tante volte mi ha detto si trova
meglio a parlare con me, carissimo zio deve venire a trovarmi non devo andare io a farmi tutte le
chiesette per come ho fatto oggi, e poi ti spiego meglio quello che voglio dire! Carissimo ora
concludo , stai tranquillo perch credo che sono persone intelligenti e molte cose li riescono a
risolvere. Non ti voglio appesantire troppo perch sicuramente oggi sarai pi nevoso della volta
scorsa! Comunque stai tranquillo e ci vediamo presto, scusami se non sono potuto venire ma
avevo un appuntamento di lavoro, devo andare a portare un preventivo ad un cliente e spero bene!
Stai tranquillo e fagli sapere a zia Maria che io sono sempre una persona che ci tiene a te alla tua
famiglia e a tuo figlio, ti faccio questo appunto perch non ho bisogno della strega per vedere
alcune cose! Un abbraccio affettuoso, stai tranquillo e se non sei tranquillo mi star io due giorni
con te (si veda all. n. 1 allinformativa dell11 marzo 2008).
Dalla lettura della suddetta lettera, non possono emergere dubbi circa il mittente della
medesima, identificato nel citato CONDELLO Francesco, atteso che ad un certo punto si legge
proprio: ..Carissimo vedi che faccio venire mio cognato C. e se mi devi dire qualcosa fallo con
lui...
Tale affermazione, oltre a sancire in modo ineluttabile la paternit della missiva, ha
consentito di identificare anche la persona chiamata dallestensore cognato C., ovvero
CONDELLO Giandomenico, atteso che lo stesso fidanzato di CONDELLO Mariella, sorella
di CONDELLO Francesco.
Dato di particolare rilievo rappresentato dal ruolo rivestito da CONDELLO
Giandomenico, che il cognato CONDELLO Francesco ritiene totalmente affidabile, e quindi
ampiamente inserito nel contesto criminale, tanto da poter assumere lincarico di recapitare le
eventuali disposizioni impartite dal latitante medesimo.
Nello specifico.
Alle ore 20.00 circa del 18 febbraio 2008, personale di questa Sezione Anticrimine,
traeva in arresto, in Pellaro, via Torrente Filici II, il latitante CONDELLO Pasquale, nato a
Reggio Calabria il 29 settembre 1950, ivi residente, inserito nellelenco dei 30 ricercati pi
pericolosi in campo nazionale, poich colpito dai seguenti provvedimenti restrittivi:
O.C.C. in carcere nr. 665/90 RGNR e nr. 2422/90 RGIP datata 28.11.1990, emessa
dallUfficio G.I.P. presso il Tribunale di Reggio Calabria per associazione mafiosa;
O.C.C. in carcere nr. 7/91 RGNR DDA e nr. 43/92 RGIP datata 01.12.1992, emessa
dallUfficio G.I.P. presso il Tribunale di Reggio Calabria per omicidio ed altro (nellomicidio
dellOn. Ligato);
Sentenza G.U.P. nr. 14/94, Rinvia a Giudizio avanti la Corte di Assise di Reggio Calabria;
O.C.C. in carcere nr. 23/93 RGNR DDA e nr. 15/93 RGIP datata 03.04.1993, emessa
dallUfficio G.I.P. presso il Tribunale di Reggio Calabria per associazione mafiosa finalizzata alla
commissione di omicidi;
O.C.C. in carcere nr. 104/95 RGNR DDA, nr. 85/96 RG GIP DDA e nr. 86/97 REGCC
datata 14.11.1997, emessa dallUfficio GIP presso il Tribunale di Reggio Calabria per omicidio ed
armi;
O.C.C. in carcere nr. 104/95 RGNR DDA, nr. 85/96 RG GIP DDA e nr. 93/97 REGCC
datata 14.11.1997, emessa dallUfficio GIP presso il Tribunale di Reggio Calabria per omicidio ed
altro;
O.C.C. in carcere nr. 104/95 RGNR DDA, nr. 85/96 RG GIP DDA e nr. 76/97 REGCC
datata 14.11.1997, emessa dallUfficio GIP presso il Tribunale di Reggio Calabria per tentato
omicidio ed armi;
O.C.C. in carcere nr. 104/95 RGNR DDA, nr. 85/96 RG GIP DDA e nr. 72/97 REGCC
datata 14.11.1997, emessa dallUfficio GIP presso il Tribunale di Reggio Calabria per omicidio ed
armi;
O.C.C. in carcere nr. 104/95 RGNR DDA, nr. 85/96 RG GIP DDA e nr. 71/97 REGCC
datata 14.11.1997, emessa dallUfficio GIP presso il Tribunale di Reggio Calabria per omicidio ed
armi;
O.C.C. in carcere nr. 104/95 RGNR DDA, nr. 85/96 RG GIP DDA e nr. 69/97 REGCC
datata 14.11.1997, emessa dallUfficio GIP presso il Tribunale di Reggio Calabria per tentata
estorsione;
O.C.C. in carcere nr. 104/95 RGNR DDA, nr. 85/96 RG GIP DDA e nr. 28/96 REGCC
datata 14.11.1997, emessa dallUfficio GIP presso il Tribunale di Reggio Calabria per omicidio,
detenzione e porto abusivo di armi.
Per il Proc. Pen. n. 104/95 RGNR DDA e nr. 85/96 RGGIP in data 04.07.1998 il G.U.P.
di Reggio Calabria lo rinviava a giudizio alla Corte di Assise.
dellabitazione, ove si erano barricati nel momento in cui erano iniziate le operazioni di
perquisizioni nellarea dinteresse. Unimmediata ispezione, estesa anche allesterno
delledificio, consentiva di verificare che a poche decine di metri, segnatamente nella parte
opposta allentrata dellabitazione, era parcheggiata unautovettura Lancia Thesis di colore
grigio scuro, targata CL799DZ, intestata alla societ Porto Balaro srl, con sede in Reggio
Calabria, Frazione Pellaro via SS. 106 Km. 10 il cui amministratore unico si identica nel citato
CHILA Antonino, nonch uno scooter marca Aprilia, modello Scarabeo, di colore grigio, targato
AJ60809, di propriet di TEMI Domenico, nato a Reggio Calabria il g. 8 gennaio 1979, ivi
residente Frazione Gallico, via San Martino nr. 23. Entrambi i mezzi erano stati utilizzati dai
favoreggiatori per giungere sul posto. Infatti, lautovettura risultava in uso a CHILA
Antonio, mentre lo scooter, era stato utilizzato da BARILLA Giovanni e CONDELLO
Domenico. Questultima circostanza desumibile dal fatto che allinterno dellabitazione,
oltre ad essere stati rinvenuti due caschi, uno di colore grigio ed uno di colore nero, questultimo
sicuramente nella disponibilit di BARILLA Giovanni, come sar di seguito dettagliatamente
evidenziato, stata sequestrata, nella disponibilit del BARILLA , la chiave di accensione
del citato scooter.
Limmediata operazione di perquisizione estesa in tutta labitazione, consentiva di rinvenire, nel
comodino ubicato accanto al letto, una pistola cal. 7.65, marca Walker, con matricola abrasa,
corredata di nr. due caricatori, contenente ciascuno nr. 8 cartucce dello stesso calibro.
La perquisizione, eseguita senza soluzione di continuit anche nei giorni successivi, consentiva
di rinvenire materiale cartaceo, utile per il prosieguo delle indagini, anche in relazione
allindividuazione di ulteriori soggetti che avevano favorito CONDELLO Pasquale, nel corso
della lunga latitanza.
Dalla documentazione rinvenuta e dagli accertamenti eseguiti, emerso che labitazione
nella quale stato arrestato il latitante stata affittata l 1.11. 2004 al CHILA Antonino, da
parte del vecchio proprietario, DATTOLA Filippo, nato a Pellaro il 5 ottobre 1914, ivi deceduto
il 24.02.2005. A seguito della morte del DATTOLA Filippo, la figlia MARIA Cristina, in
precedenza generalizzata, rinnovava il contratto di affitto al CHILA, per un canone mensile di
240,00 al mese.
DATTOLA Maria Cristina, escussa a sommarie informazioni il 26 febbraio 2008, dichiarava
quanto segue:
A.D.R.:- sono proprietaria di una casa per civile abitazione sita in Pellaro di Reggio Calabria,
Via Torrente Filici II, ricevuta in eredit da mio padre, DATTOLA Filippo, morto in data
24.02.2005, in Reggio Calabria;- - -//
A.D.R.:- labitazione in questione era stata affittata da mio padre nellanno 2001, alla [Link]
MILANI Cristina, che vi abitava unitamente al figlio, un bambino che allepoca frequentava
lasilo. Successivamente labitazione stata affittata, precisamente nel novembre del 2004,
sempre da mio padre, a CHILA Antonino di Pellaro, proprietario di un negozio adibito alla
vendita di infissi, denominato ALDEBARAN. Ricordo che il Sig. CHILA, per come mi ha riferito
mio padre allepoca, aveva chiesto laffitto di tale abitazione per evitare che un suo dipendente
viaggiasse. Mio padre affittava tale abitazione per circa 230,00 Euro al mese, tramite regolare
contratto di affitto, regolarmente registrato presso gli uffici competenti.- - -//
A.D.R.:- Anche se i pagamenti del canone da parte del CHILA non erano puntuali, comunque ha
sempre mantenuto i propri impegni, pagando successivamente.
A.D.R.:- A seguito della morte di mio padre, essendo stata nominata erede tramite testamento, ho
rinnovato il contratto di affitto, a mio nome, a favore del CHILA, provvedendo alle dovute
registrazioni, presso gli uffici competenti. Il CHILA versava la somma di Euro 240,00 al mese,
che mi veniva versato in linea di massima in contanti, previa firma di una ricevuta. Ricordo che in
una occasione mi ha spedito la somma tramite un vaglia postale, spedito da Vibo Valentia, mentre
in due o tre occasioni mi ha consegnato degli assegni bancari, uno dei quali ricordo era tratto dal
Banco di Roma, filiale di Sbarre.-/
A.D.R.:- Preciso che il contatore elettrico, ENEL, e lallacciamento dellacqua era a nome del
CHILA Antonino, subentrato alla MILANI Cristina.- - -//
A.D.R.:- Da quando labitazione stata affittata non sono mai stata allinterno, preciso che
destate mi reco spesso, unitamente alla mia famiglia, presso unabitazione attigua, di propriet di
mio cognato, MERCURI Cesare. Preciso che limmobile stato ristrutturato prima che venisse
affittato alla MILANI Cristina.- - -//
A.D.R.:- la cassaforte presente allinterno dellabitazione, stata collocata dal convivente della
MILANO Cristina, a nome Salvatore, di cui non ricordo il cognome.- - -//
A.D.R.:- Non ho altro da aggiungere e/o da modificare ed in fede di quanto sopra dichiarato mi
sottoscrivo.- - -//
Del ch verbale.- - -//
Gli ulteriori accertamenti eseguiti hanno permesso di appurare che allinterno di tale abitazione,
in data 9 novembre 2004 veniva attivato un allaccio ENEL (nr. 762515431), tramite numero
verde a nome di CHILA Antonino, il quale lasciava quale recapito lutenza cellulare nr.
335/7664263. Le relative fatture di pagamento venivano inviate a nome del citato CHILA
presso labitazione in argomento. Lutenza ENEL veniva disattivata per morosit in data 11
luglio 2005, con un consumo pari a 6185Kw, a fronte di 3548 Kw al momento della stipula del
contratto.
In data 9 settembre 2005 CHILA Antonino, sempre attraverso richiesta formulata tramite
numero verde, dopo aver estinto la precedente morosit, riattivava il contratto di fornitura
elettrica. In data 19.03.2007 il servizio di fornitura veniva cessata per morosit, con un consumo
pari a 9715 Kw. La stessa utenza elettrica veniva riattivata in data 01.06.2007, tramite
richiesta al numero verde, a nome di BENTIVOGLIO Franco, nato a Melito Porto Salvo il
15.01.1961, che allatto dellattivazione forniva il seguente numero di codice fiscale:
BNTFNC61A15F112S. Tuttora la fornitura elettrica risulta intestata a questultimo. Il
BENTIVOGLIO Franco, in data 01.06.2007 inviava, alle ore 12.03, dallutenza 0965/640927,
intestata a CICCIU Giorgio [n. 21.07.1974], titolare di un esercizio pubblico adibito alla
vendita di giornali ed altro, ubicata in Reggio Calabria Frazione San Gregorio- via Mortara nr.
50, un fax, attestante: Io sottoscritto BENTIVOGLIO Franco, nato a Melito Porto Salvo il
15.01.1961 con codice fiscale BNTFNC61A15F112S chiedo di volere stipulare un contratto per
fornitura di energia elettrica per 3 kw per uso domestico per abitazione di residenza, dichiaro di
non aver nessuno rapporto di parentela con il Vs cliente precedente e che il numero cliente
:762515431. Il mio recapito telefonico : 3294541527. Reggio Calabria 01.06.2007
Tramite accertamenti praticati da questa Sezione emerso che lENEL in data 01 giugno, 24
settembre e 13 dicembre 2007 ha inviato a BENTIVOGLIO Franco, presso labitazione ove
stato tratto in arresto il latitante, la documentazione per la regolarizzazione del contratto da
parte dellutente, ma la stessa veniva sempre restituita allEnte richiedente. Sempre presso
lENEL stato accertato che lutenza elettrica installata presso la suddetta abitazione ha avuto
un consumo, nel periodo compreso tra il g. 01.11.2007 al g. 01.01.2008, pari a 733 Kw.
E stato, inoltre, accertato che il 15 febbraio 2008, ovvero tre giorni prima della cattura del
latitante CONDELLO Pasquale, stato contatto il Call Center dellEnel, da parte di un
interlocutore che chiedeva informazioni in ordine alla fattura nr. 4 dellimporto di 190,71.
(vds. all. nr. 6)
Oltre a quanto gi riferito sul conto del BENTIVOGLIO Francesco, si precisa che lo stesso,
sicuramente, non da ritenersi estraneo alla dinamica associativa in esame, atteso che
allinterno di una borsone di colore nero marca Samsonite, nella disponibilit del latitante
CONDELLO Pasquale, stata rinvenuta una busta di colore bianco, riportante la scritta
CAVALLO BIANCO, con allinterno della documentazione, di seguito meglio descritta,
relativa ad estratti di cassa, riferiti ad alcun crediti a favore della Ditta Baby Toys srl, da
parte di altre societ operanti nella citt di Palermo:
estratto di cassa della Ditta Baby Toys srl, per i movimenti riferiti al cliente Centro
Commerciale Sud-srl Via San Filippo 20/A Palermo;
estratto di cassa della Ditta Baby Toys srl, per i movimenti riferiti al cliente
Bonanno srl Viale Regione Siciliana N. 50 Palermo;
estratto di cassa della Ditta Baby Toys srl, per i movimenti riferiti al cliente Di
Mauro Andrea Via Felix Mendelson N. 54 Palermo.
La ditta Bay Toys srl, costituita in data 27 aprile 2001, con sede legale in Reggio Calabria,
[Link] Saracinello nr. 63, avente come oggetto sociale il commercio allingrosso di giocattoli,
casalinghi, articoli natalizi, oggettistica nonch limportazione e lesportazione degli stessi
risulta essere di propriet di:
- BENTIVOGLIO Pasquale, nato a Reggio Calabria il 5 giugno 1965,
amministratore unico;
- BENTIVOGLIO Francesco, nato a Reggio Calabria il 15 gennaio 1961,
socio;
- BENTIVOGLIO Annibale, nato a Bova il 2.11.1933, residente a Reggio
Calabria localit Ravagnese.
- ricevuta nr. 22, relativa al pagamento del canone mensile dei mesi di
ottobre novembre e dicembre 2007, per un importo complessivo di 720,00.
Altre cinque ricevute dello stesso tipo, di seguito meglio descritte, sono state rinvenute e
sequestrate nella disponibilit di CONDELLO Pasquale, allinterno di un borsone marca
samsonite, che custodiva presso labitazione in cui stato arrestato:
- ricevuta nr. 11, datata 6 settembre 2005, per limporto complessivo di
230,00, relativa allaffitto del mese di settembre 2005;
Circa la presenza del CONDELLO nellarea di Pellaro di Reggio Calabria, questa Sezione, gi
nel novembre del 2006, aveva acquisito concreti elementi, ritenuti decisivi per indirizzare le
indagini in tale contesto territoriale. In particolare, il 29 novembre 2006, personale di questa
Sezione, rinveniva in un busta della spazzatura, depositata in un apposito raccoglitore, sito in
questa via Santa Caterina, da parte di MORABITO Maria, moglie del CONDELLO, un
vassoio in plastica, adibito alla conservazione di salumi, ove era incollata letichetta
identificativa del prodotto (prosciutto), rilasciato dal reparto salumeria del supermercato Punto
SMA, ubicato sulla SS. 106 di Pellaro.
I Militari operanti, nel corso del servizio, avevano modo di constatare che:
R E L A Z I O N E DI S E R V I Z I O
DATA: 29.11.2006
NOME INDAGINE: META;
TIPO SERVIZIO: O.C.P.;
INIZIO: ORE 08:00;
FINE: ORE 10:00;
PARTECIPANTI: Ten. LARDIERI Gerardo, [Link] CICILESE Antonio,
[Link] FICHERA Anastasio, M.C. RISORTO Agostino, M.O. GRASSO Vittorio
App.S PALLONE Anselmo, [Link] S TARANTELLO Gaetano e [Link] S GIUFFRIDA
Salvatore;
Ore 09:13 allinterno del sacchetto della spazzatura, che poco prima depositato,
allinterno del cassonetto, da CONDELLO Caterina, stata trovata una busta di carta
appartenente alla catena dei supermercati Punti SMA, con applicato sui lembi di chiusura, uno
scontrino adesivo non fiscale. In particolare, lo scontrino rilasciato dal reparto salumeria del
50 MORABITO Maria pt. Bruno mt. MORABITO Caterina, nata a Reggio Calabria il
06.09.1963, ivi residente in C/da Mercatello Archi nr.11, coniugata, casalinga;
51 CONDELLO Caterina pt. Pasquale mt. MORABITO Maria, nata a Reggio Calabria il
23.06.1991, convivente, celibe, studente;
52 autovettura SUBARU Just di colore grigio, intestata a MORABITO Bruno, nato a
Reggio Calabria il 14.02.1933, ivi residente in Via Carmine Archi nr.84,;
Punto SMA ubicato in Reggio Calabria via S.S. 106 Km 14.500 Pellaro, relativo
allacquisto di 212 grammi di prosciutto di Parma S/O marca Ferrarini, emesso in data
28.11.2006, per un importo di euro 5.28 (con un costo del prodotto di euro 24.90 al
chilogrammo). Lo scontrino, infine, riporta il codice a barre: 2120250 005285 ed ancora un sigla,
V 21 da relazionare probabilmente al prodotto acquistato;
Ore 09:20 la SUBARU Just di colore grigio con a bordo le due donne, seguendo
un itinerario logico, giungono in Archi CEP direzione Contrada Carmine; Per motivi di
opportunit il servizio viene interrotto;
Gli opportuni accertamenti, condotti con estrema riservatezza, consentivano di appurare che la
persona che aveva acquistato in data 28.11.2006 tale prodotto, aveva effettuato una spesa, con
pagamento avvenuto alle ore 11.42, presso la cassa, pari a 18,19, relativa allacquisto di:
- Biscotti Plasmon di gr. 720;
- Parma S/O 17M Monte Ricco;
- Pro. Cotto G. Biscotto Rovagnati;
- Drog. Non Alim.
Si provvedeva, nello stesso tempo, ad acquisire, presso il suddetto esercizio commerciale, copia
della registrazione del video relativo a tutta la giornata del giorno 28.11.2006, ma non si
riusciva ad identificare la persona che aveva acquistato la citata merce, poich nellorario
dinteresse il server dellimpianto video, svolgendo la funzione back-up, non aveva effettuato la
registrazione.
Dopo tale evento non si registravano ulteriori elementi utili atti a ricostruire il percorso effettuato
dalla MORABITO Maria, per raggiungere il marito.
Nel prosieguo dellattivit investigativa si accertava che il 25 novembre 2006, alle ore 16.30,
anche CONDELLO Caterina, altra figlia di CONDELLO Pasquale, si allontanava
dallabitazione della sorella, a bordo di uno scooter condotto dal fratello Francesco, per
raggiungere i genitori. Infatti la stessa veniva notata rientrare la sera del 28 novembre 2007,
quindi dopo tre giorni, unitamente alla mamma MORABITO Maria. Le foto di seguito
riportate, estrapolate dal filmato della telecamera ivi installata, evidenziano, chiaramente,
levento della partenza.
CATERINA CONDELLO ESCE DA CASA DI BRUNO MORABITO: LA FRECCIA DI COLORE BLU INDICA
CONDELLO FRANCESCO A BORDO DELLO SCOOTER, MENTRE QUELLA DI COLORE ROSSO INDICA
LA SORELLA CATERINA
La certezza che la donna vista uscire dallabitazione del MORABITO Bruno fosse
effettivamente MORABITO Maria, si aveva alle ore 21.17 successive, allorquando, si
riscontrava, tramite intercettazione tra presenti, la presenza della stessa e della figlia
CONDELLO Caterina, allinterno della propria abitazione sita in questa via Santa Caterina.
Inoltre, dal tenore delle conversazioni telefoniche intercettate sullutenza di questultima ,
intercorse con il fidanzato IONETTI Daniele, si intuiva chiaramente che la ragazza si era
recata dal padre. Infatti, alle ore 23.50 del 28 novembre 2006, IONETTI Daniele,
rappresentava alla fidanzata di non sapere .. come fare la sera in questi tre giorni.. e che gi
in passato aveva avuto lo stesso atteggiamento, cio si era allontanata senza dire niente [progr.
Nr. 6008 delle ore 23.50, registrato sullutenza nr. 349/3428358, in uso a CONDELLO
Caterina]. E evidente che CONDELLO Caterina non aveva potuto rappresentare
telefonicamente al fidanzato lintenzione di recarsi dal padre latitante.
La conversazione si sviluppava come segue:
Dalle ore 23.50.05 alle ore 23.56.00 .......omissis ....... Daniele Ionetti spiega a Caterina come ha
passato il fine settimana.
ore 18.32 Maria MORABITO, le due figlie e la piccola salgono a bordo dellautovettura
Subaru, con in mano una borsa di colore bianco e due buste di plastica tipo supermercato). Nel
corso del tragitto Maria MORABITO intrattiene con le figlie della conversazioni non utili per
lattivit investigativa
ore 18.40 la Subaru giunge in localit Mercatello di Archi, presso labitazione dei
genitori di Barill Giovanni e gli occupanti (Maria Morabito, CONDELLO Angela e
CONDELLO Caterina) scendono dal veicolo. Al momento di scendere dal veicolo Maria
MORABITO chiede alla figlia Angela se deve scendere i pannolini.
(DATI ESTRAPOLATI DALLE TELCAMERE INSTALLATE IN VIA SANTA CATERINA E VIA CARMINE)
Da questo momento, non si ha pi traccia di MORABITO Maria, sino al giorno del rientro,
registrato in data 14 ottobre 2007.
Dallanalisi di tali dati emerso che MORABITO Maria, oltre a ricevere un concreto appoggio
da parte delle figlie, nel corso degli spostamenti finalizzati a raggiungere il marito, era
adeguatamente supportata anche dal nucleo familiare di BARILLA Giovanni, segnatamente dal
padre di questultimo, identificato in BARILLA Antonino che, oltre a fornire supporto logistico
per gli spostamenti di MORABITO Maria, ha sostituito il figlio Giovanni, nella conduzione del
negozio sito in questa via A. Span, allorquando questultimo si recava dal suocero latitante. E
evidente che anche il BARILLA Antonino stato parte attiva del dispositivo di persone che,
con diverso contributo di causa, hanno favorito CONDELLO Pasquale nella latitanza.
Ritornando ai movimenti registrati, subito dopo lallontanamento di MORABITO Maria, si
segnala che alle ore 00.05 del 21 settembre 2007, quindi dopo poche ore dalla partenza della
donna, giungeva, in via Carmine di Archi, presso labitazione di propriet di MORABITO
Bruno, lautovettura Mercedes classe A, in uso a BARILLA Giovanni, condotta da
questultimo, in compagnia della moglie CONDELLO Angela, della figlia e della cognata
CONDELLO Caterina. Lautovettura era preceduta da uno scooter condotto da CONDELLO
Francesco, figlio di CONDELLO Pasquale. I predetti, dopo aver parcheggiato i mezzi,
accedevano allinterno dello stabile, ove un piano occupato dal nucleo familiare di
BARILLA Giovanni. La lettura di tali movimenti avvenuta attraverso i dati estrapolati dal
sistema satellitare installato a bordo dellautovettura di propriet del BARILLA , nonch dalle
riprese video relative alla telecamera installata in via Carmine di Archi.
A questo punto va sottolineato che, in tale periodo, con precisione dal giorno 17 settembre 2007,
era stata registrata lassenza di CONDELLO Domenico Francesco, figlio di CONDELLO
Pasquale, il quale sicuramente si era recato dal padre, in considerazione che i propri cellulari,
sottoposti ad intercettazione risultavano completamente spenti. Inoltre, non era stata notata la sua
presenza in citt n presso i luoghi costantemente frequentati dallo stesso (abitazione della
madre, abitazione del nonno, negozio commerciale sito in via Provinciale, ecc.). Alla luce dei
movimenti verificatisi nella serata compresa tra il 20 settembre ed 21 settembre 2007, si
accertava che lo stesso era rientrato in Reggio Calabria, in concomitanza della partenza della
madre, utilizzando come base logistica labitazione di BARILLA Antonino. E evidente che
il soggetto che ha accompagnato CONDELLO Francesco presso labitazione del BARILLA,
subito dopo prelevava MORABITO Maria per accompagnarla dal marito latitante.
I militari di questa Sezione, ritenendo labitazione di BARILLA Antonino , il punto di
partenza dei familiari del CONDELLO per raggiungere lo stesso, iniziavano una costante
attivit di osservazione in tale area che permetteva, il 14 ottobre 2007, alle ore 19.45, di
registrare il rientro di MORABITO Maria, giunta a bordo di unautovettura Renault Clio,
targata BS014JK, in compagnia di una donna, successivamente identificata, attraverso la visione
fotografica di alcuni cartellini didentit, in CONDELLO Maria, nata a Reggio Calabria il
27.10.1984, ivi residente [Link] Mercatello di Archi.
Presso tale obiettivo, alle ore 21,00 del 14 ottobre 2007 giungevano a bordo dellautovettura
Subaru, di propriet di MORABITO Maria, le due figlie, Angela e Caterina, questultima
con in braccio la nipote, figlia della sorella.
Il personale predisposto al servizio si osservazione, nonch quello impegnato nellattivit
dinamica di controllo discreto, teso a verificare gli spostamenti dei familiari del latitante, avevano
modo di constatare:
r e l a z i o n e di s e r v i z i o
DATA: 14.10.2007;
NOME INDAGINE: META;
TIPO SERVIZIO: O.C.P.;
INIZIO: ore 15:00;
Ore 19:45 giunge, in Via Mercatello, una RENAULT Clio di colore blu, targata
BS014JK , si parcheggia, scendono MORABITO Maria54 e altra donna, fanno ingresso al
53
civico 55/57;
Ore 21:00 giunge, in Via Mercatello, una SUBARU Justy di colore grigio, targata
CV358NR55, dalla quale scendono CONDELLO Angela56 e CONDELLO Caterina57 con in
braccio la piccola Grazia58, fanno ingresso al civico 55/57;
Ore 22:35 dal civico 55/57 escono CONDELLO Caterina, MORABITO Maria,
CONDELLO Angela con in braccio la piccola Grazia e BARILLA Giovanni61, le prime due
salgono a bordo della SUBARU Justy di colore grigio, mentre, i restanti soggetti salgono a bordo
della MERCEDES Classe A di colore nero, si avviano verso la Via Corvo;
Si sottolinea che, in tale contesto, non stato possibile monitorare costantemente gli
spostamenti dellautovettura Subaru di propriet di MORABITO Maria, poich BARILLA
Giovanni, il 30 settembre 2007, alle ore 11.56, rinveniva, allinterno della stessa,
lapparecchiatura satellitare atta a verificare i movimenti del veicolo. La circostanza stata
documentata mediante visone del filmato relativo alla telecamera installata in via Carmine, in
prossimit dellabitazione dello stesso BARILLA.-
53 Intestata a CONDELLO Luciano, nato ad Archi il 04.12.1946, ivi residente in Via [Link]
Mercatello nr.55;
54 MORABITO Maria pt. Bruno mt. MORABITO Caterina, nata a Reggio Calabria il
06.09.1963, ivi residente in Via SS 18 I Tratto nr. 179/G, coniugata, casalinga;
55 intestata a MORABITO Bruno, nato a Reggio Calabria il 14.02.1933, ivi
residente in via Carmine Archi n. 84;
56 CONDELLO Angela pt. Pasquale mt. MORABITO Maria, nata a Reggio
Calabria il 13.04.1985, ivi residente in Contrada Archi Carmine nr. 84, coniugata;
57 CONDELLO Caterina pt. Pasquale mt. MORABITO Maria, nata a Reggio
Calabria il 23.06.1991, ivi residente in Via SS 18 I Tratto nr. 179/G, nubile, studentessa;
58 BARILL Grazia Carmela pt. Giovanni mt. CONDELLO Angela, nata a
Reggio Calabria il 10.08.2006;
59 intestata a BARILLA Giuseppe, nato a Reggio Calabria il 28.02.1957, ivi
residente in Via Mercatello nr. 55;
60 ONDELLO Francesco pt. Domenico mt. NERI Caterina, nato a Reggio
Calabria il 05.11.1982, ivi residente in residente in Via Nazionale III Tratto nr. 149, celibe,
commerciante;
61 ARILL Giovanni pt. Antonino mt. MALARA Grazia Lucia, nato a Reggio
Calabria il 25.05.1978, residente come sopra, coniugato
Sempre attraverso la visone della citata telecamera si registrava, alle ore 22.33 del 14 ottobre
2007, presso labitazione di BARILLA Giovanni, larrivo dellautovettura Subaru, di propriet
di MORABITO Maria, condotta da questultima, in compagnia della figlia Caterina. Dopo
circa due minuti, sopraggiungeva anche lautovettura Mercedes classe A, condotta da
Giovanni BARILLA, in compagnia della moglie e della figlia.
CONDELLO Maria, individuata nella persona che la sera del 14 ottobre 2007 aveva
accompagnato MORABITO Maria, presso labitazione di BARILLA Antonino, cugina di
CONDELLO Pasquale, essendo figlia di CONDELLO Luciano dei predetti, nato ad Archi il
04.12.1946. La sorella di CONDELLO Maria, identificata in CONDELLO Giuseppa Antonia
, nata a Reggio Calabria il 13.04.1974, residente in localit Pellaro, via Fondo Bolani nr. I, nr.
47, non molto distante dallabitazione in cui stato tratto in arresto CONDELLO Pasquale.
Le indagini relative alla cattura di CONDELLO Pasquale hanno permesso di accertare che
uno dei principali soggetti che, spesso, si recava dal ricercato, stato identificato in
BARILLA Giovanni. Proprio attraverso il costante monitoraggio del genero del latitante
stato possibile pervenire, in data 18 febbraio 2008, alla cattura di questultimo. Lattivit, in
particolare, ha permesso di accertare che il BARILLA ogni qualvolta si recava dal suocero, il
cui movimento aveva inizio quasi sempre allimbrunire, era solito parcheggiare la propria
autovettura, in attesa di spostarsi con altri mezzi, in questa via Vecchia Provinciale, o in una
stradina parallela, segnatamente in una traversa a vicolo cieco di via Scesa Stazione, situata
alle spalle di alcuni caseggiati, adibiti ad esercizi commerciali, di pertinenza della famiglia
CONDELLO ed in particolare di:
- un esercizio pubblico adibito alla vendita di prodotti alimentari, denominato Pane, Pizza e
Fantasia, attualmente sottoposto a sequestro da parte di codesta DDA, poich ritenuto di
pertinenza del latitante CONDELLO Domenico, nato a Reggio Calabria il 4 novembre 1956;
(Prog. 37515 ore 17.31 del 25.10.07 -negozio bombole Vecchia Provinciale)
ANTONIO: ...incomprensibile...
GIANNI: L'ha provata lui?
ANTONIO: Si!
Legenda:
^^^^
GIUSTRA A.: oh Ciccio
CONDELLO F.: dove sei?
GIUSTRA A.: qua a Pentimele
FINE TRASCRIZIONE
CICCIO: Cosa vuoi fare? Vieni con me? Te ne vieni con me? Ah? E cammina, dai,
andiamo sali!
CICCIO: Ma poi te ne vieni a mangiare a casa mia?
ANTONIO: Ah?
CICCIO: Mangi a casa mia, poi!
ANTONIO: Va bene!
CICCIO: E cammina, andiamo!
A questo punto si sente sbattere una portiera e Antonio Giustra sale in macchina. L'autovettura
riprende la marcia e Antonio dice a Ciccio, facendo riferimento alla telefonata di prima, perch
ha fatto rispondere Veronica al telefonino. I due continuano a conversare a carattere amichevole.
Alle ore 20.25 si riporta testualmente:
ANTONIO: Ma a che ora la partita? A che ora devi andare all'allenamento?
CICCIO: Alle otto e mezza!
ANTONIO: Fino a che ora?
CICCIO: Fino?
ANTONIO: Fino a che ora?
CICCIO: Alle dieci! Va beh, per le dieci e mezza finiamo! ...incomprensibile...
ANTONIO: Eh?
CICCIO: Solo che alle dieci e un quarto me ne devo andare! ..incomprensibile...
ANTONIO: ...tratto incomprensibile...
Legenda:
ANTONIO: ...incomprensibile...
CICCIO: Non viene? A me aveva detto che veniva! Ora me l'ha detto altrimenti eravamo a
posto!
ANTONIO: Chi?
CICCIO: Lui!
ANTONIO: ...incomprensibile... Chi li ha fatti?
CICCIO: I mezzi ce l'ha per giocare! Per se lui deve venire, deve venire sempre! Non
che pu fare...
ANTONIO: Che vuol dire che i mezzi ce li ha!
CICCIO: Perch lui grande e dice che deve giocare! Ora che tu lo sai, se vuoi venire...
ANTONIO: No, che vengo a fare, io vado in palestra...
CICCIO: Secondo me era meglio che venissi l! Che cazzo vai a fare in palestra!
ANTONIO: La colpa tuo cugino Ciccio ce l'ha!
CICCIO: Lascialo stare a quello, che grosso, non sa giocare! Che cazzo deve fare qui!
Vieni, prova, se ti sembra che ti piace continui, senn gli dici non mi piace! Qual' il problema?
Dalle ore 22.47 alle ore 22:59 omissis
Alle ore 22:59(orario apparato registrazione ambientale) l'auto si fermava e gli occupanti
parlano con una persona all'esterno dell'abitacolo, riconosciuta fonicamente in CONDELLO
Domenico (alias gingomma);
Alle ore 23.02, lautovettura riprendeva la marcia ed alle ore 23.07 successive si fermava alle
spalle del deposito di mangime, ovvero in una traversa, a vicolo cieco, di via Scesa Stazione,
localit ove, nella maggior parte dei casi, sono stati registrati gli arrivi di BARILLA Giovanni,
allorquando rientrava dalle visite al suocero.
..cade la linea
Dopo 3 minuti lautovettura C3 veniva messa in movimento, fermandola alle ore 23.15
sulla via Vecchia Provinciale, davanti il magazzino di mangime, nei pressi dellautovettura di
BARILLA Giovanni.
Dalle ore 23.17 alle ore 23.20 auto in movimento. Si sente Ciccio Condello parlare al telefono
prima con Veronica e poi con MIMMO.
Alle ore 23.20 l'auto si ferma, si sente sbattere una portiera e CICCIO che dice ciao. Alle ore
23.21 Ciccio Condello parla di nuovo al telefonino a carattere amichevole.
Alle ore 23.23 cade la linea.
Dal contenuto della suddetta conversazione, emergeva chiaramente che anche GIUSTRA
Antonio era perfettamente a conoscenza del viaggio fatto da BARILLA, anche in
considerazione del fatto che questultimo si era spostato a bordo di unautovettura di pertinenza
di questultimo. Inoltre, dalla conversazione emergeva, chiaramente, che il GIUSTRA era
consapevole della necessit di non farsi notare in tale area, infatti ad un certo punto del discorso,
il CONDELLO Francesco gli riferiva di non scendere dal veicolo (Citroen C3) poich stava
piovendo ed il GIUSTRA, non avendo capito bene laffermazione dellinterlocutore, riferiva
testualmente .. ma non c nessuno qua... Tale affermazione faceva concretamente supporre
che lo stesso aveva avuto timore di farsi notare. Infatti, a seguire il CONDELLO Francesco
replicava testualmente no! per lacquache senn ti bagni tutto...-
Dallanalisi dei successivi eventi, emergeva che alle ore 23.20 dallautovettura Citroen C3
scendeva GIUSTRA Antonio ed infatti, oltre al rumore della portiera, si registrava la voce di
CONDELLO Francesco che diceva ciao, ad una persona.
Il veicolo, nella circostanza, ripartiva ed alle ore 23.23 si fermava presso labitazione di
CONDELLO Francesco.
In concomitanza allallontanamento del GIUSTRA dallautovettura Citroen C3, si registravano
anche alcuni movimenti allinterno dellautovettura di BARILLA Giovanni; infatti,
questultimo, riferiva ad una persona, successivamente identificata in CONDELLO Domenico
Francesco, figlio di CONDELLO Pasquale. controlla se entrano vicino ai piedi.-
Subito dopo aver lasciato il cognato, BARILL Giovanni, a bordo della propria Classe
A, ripartiva alla volta della sua abitazione, sita in via Carmine di Archi, ove il veicolo,
giunto alle ore 23.25, restava in sosta tutta la notte.
In relazione a quanto sin qui esposto, chiaro che BARILLA Giovanni si era
portato dal suocero al fine di prelevare il cognato CONDELLO Domenico Francesco, che
gi si trovava dal padre. Questultimo, come gi si era verificato in una precedente
occasione, da tre giorni aveva fatto perdere le proprie tracce ed infatti non era stato pi notato
nella citt di Reggio Calabria, considerato che anche i propri apparati cellulari erano stati
completamente disattivati. Il giovane ricompariva in compagnia del cognato BARILLA
Giovanni, nella circostanza sopra evidenziata nella sera del 25 ottobre 2007, quando, senza
dubbio, si era recato da CONDELLO Pasquale.
Dalla complessit dei dati acquisiti stato possibile accertare che BARILLA
Giovanni si era recato dal suocero, a bordo di un veicolo di propriet di GIUSTRA Antonio.
Infatti, questultimo si allontanava dalla via Vecchia Provinciale di Reggio Calabria, non appena
BARILLA Giovanni saliva a bordo della propria autovettura, che era stata parcheggiata in
quella strada dal citato GIUSTRA, alle ore 20.20 precedenti. Pertanto, stato elementare
dedurre che BARILLA Giovanni aveva lasciato la propria autovettura nella disponibilit del
GIUSTRA, proprio perch questultimo gli aveva affidato un proprio veicolo.
Va, inoltre, precisato che, nella giornata del 24 ottobre 2007, allinterno del negozio
di mangimi, sito nella via Provinciale di Reggio Calabria, BARILLA Giovanni aveva
rimproverato il GIUSTRA Antonio, in quanto non era reperibile sul cellulare. Evidentemente il
BARILLA era stato costretto a posticipare la partenza al giorno successivo, poich non aveva
reperito altri veicoli.
In tale occasione, la conversazione avveniva come segue:
LEGENDA:
BARILLA GIOVANNI.: BARILLA GIOVANNI
GIUSTRA A.: GIUSTRA ANTONIO
INIZIO TRASCRIZIONE INTEGRALE
Legenda:
GIUSTRA A.: GIUSTRA ANTONIO
FILIPPO.: FILIPPO
INIZIO TRASCRIZIONE INTEGRALE
GIUSTRA A.: eh
FILIPPO.: ehee e scaglie
GIUSTRA A.: eh...buona...buona
FILIPPO.: poi con pi calma ne prendiamo qualche altra
GIUSTRA A.: eh?
FILIPPO.: qualche altra volta dico... quando non sappiamo cosa mangiarci, ci compriamo
quella
GIUSTRA A.: va bene
FILIPPO.: va bene Tot?
GIUSTRA A.: ok Filippo
FILIPPO.: ci vediamo dopo
GIUSTRA A.: ci vediamo dopo v, ciao
FILIPPO.: ciao
FINE TRASCRIZIONE INTEGRALE
Alle successive ore 18.04, veniva registrata unaltra conversazione particolarmente interessante,
allorquando il GIUSTRA, contattato telefonicamente dalla madre, riferiva di trovarsi in giro con
lautovettura della sorella, risultata essere una Nissan Micra, targata RC/511120. In effetti, in
serata, BARILLA Giovanni, con lautovettura del GIUSTRA, raggiungeva CONDELLO
Pasquale.
Il dialogo tra GIUSTRA Antonio e la madre, avveniva come segue:
Legenda:
GIUSTRA A.: GIUSTRA ANTONIO
MADRE.: SIGILLO ROSA ANNA
INIZIO TRASCRIZIONE INTEGRALE
GIUSTRA A.: oh M!
MADRE.: eh Antonio, allora?
GIUSTRA A.: apposto
MADRE.: apposto? dove sei a casa?
GIUSTRA A.: no, in giro con la macchina
MADRE.: con quale ? quella di Manu?
GIUSTRA A.: si ...inc...
MADRE.: e senti una cosa Antonio, dagli da mangiare ai cani e li chiudi
GIUSTRA A.: lo so, lo so, non c' bisogno che me lo dici
MADRE.: eh, va bene, tutto apposto qua
GIUSTRA A.: ehee quando scendono... quando scendete voi?
MADRE.: noi domani pren...partiamo da qua
GIUSTRA A.: e Ciccio quando scende a trovarci... a trovarmi ?
MADRE.: ...inc... ehee ...vediamo pi...
GIUSTRA A.: poi... un giorno, un sabato ed una domenica di queste poi deve essere
MADRE.: si, si, si, si
GIUSTRA A.: eh, se no io...perch dopo devo partire, capito?
MADRE.: no, no, no, non c' bisogno
GIUSTRA A.: ok, no...eh
MADRE.: ci sentiamo
GIUSTRA A.: va bene ciao
MADRE.: eh, ciao, ciao
LEGENDA:
BARILLA' G.: BARILLA' GIUSEPPE
CONDELLO F.: CONDELLO FRANCESCO
INIZIO TRASCRIZIONE INTEGRALE
Si da atto che all'interno del negozio si sente BARILLA' Giuseppe con CONDELLO Francesco,
gli stessi discutono di argomenti generico - lavorativi.
Alle ore [Link] si sente:
OMISSIS fino alle ore [Link] si sente CONDELLO Francesco parlare altelefono:
CONDELLO F.: dove siete ?.... Portateci la macchina che stiamo chiudendo
qua.... Ciao...
BARILLA G.: cosa ha detto?
CONDELLO F.: te la sta portando Antonio
BARILLA G.: il mongolo chi sa dove se ne stava andando in giro, sicuramente a lui
...inc...
CONDELLO F.: quando viene gli devi dire che ha ...inc... di Francesco qua,
di portarglielo....buonanotte
BARILLA' G.: no! escilo fuori ...Ciccio, dove lo metto il borsone io, ne ho un'altra
da ...inc....
CONDELLO F.: ....se non viene la macchina non che te ne puoi andare, sta
venendo a portartela, ...inc...
Alle successive ore 19.23, effettivamente CONDELLO Francesco contattava dallutenza nr.
0965/48147, attestata allinterno del negozio di mangimi, il telefono cellulare nr. 340/6072731
in uso a GIUSTRA Antonio, al quale chiedeva, in un primo momento, dove si trovasse e,
successivamente, di recarsi al negozio, in quanto gli serviva lautovettura.
Il GIUSTRA, nella circostanza, facendo riferimento ad una terza persona, aggiungeva
testualmente ah! Ora gliela porto, ciao.. Era chiaro che CONDELLO Francesco aveva
richiesto lautovettura per unaltra persona, individuata, alla luce delle progressioni investigative,
in BARILLA Giovanni.
La conversazione in argomento avveniva come segue:
Legenda:
Dagli esiti della successiva attivit tecnica emergeva che lautovettura Mercedes classe A, dalle
ore 20.02 del 7 novembre 2007, era rimasta nella disponibilit di GIUSTRA Antonio. Il
veicolo, infatti, dopo una breve sosta presso labitazione di NERI Caterina, cognata di
CONDELLO Pasquale, nonch madre di CONDELLO Francesco cl. 82, ove si ritiene che il
conducente sia sceso dal mezzo, atteso linserimento delle luci di stazionamento ( le quattro
frecce); alle ore 20.03 ripartiva. Alle successive ore 20.17, si aveva la completa certezza che
il veicolo fosse nella totale disponibilit del GIUSTRA , atteso che si sentiva lo stesso dialogare
con una persona allesterno dellautovettura .
La conversazione, sebbene non attinente alle indagini, avveniva come segue:
Legenda:
^^^^
OMISSIS dalle ore [Link] alle ore [Link]
Alle ore 21.31, GIUSTRA Antonio, dopo aver girovagato per la citt , giungeva nella via
Risorgimento di Catona, ove si fermava a parlare con una persona a nome Giorgio, non meglio
identificata. Nella circostanza, GIUSTRA Antonio riferiva al proprio interlocutore che doveva
recarsi a posare lautovettura:
Autovettura in movimento, si sente la musica e nessuna conversazione. Alle ore 21.31 l'auto si
ferma e Antonio Giustra parla con una persona all'esterno dell'abitacolo, identificatosi in tale
Giorgio. Si riporta integralmente il breve tratto della conversazione:
ANTONIO: Vedi di non guardarmi pi in quel modo! Hai capito stolto? ...tratto
incomprensibile...
GIORGIO: ...tratto incomprensibile...
ANTONIO: ...incomprensibile...
GIORGIO: Ma vai ad ammazzarti, vai! Oh, pare che ti avevo riconosciuto!
ANTONIO: No, quasi quasi mi volevi menare! Dici tu!
GIORGIO: ...tratto incomprensibile... Pare che ti avevo riconosciuto!
ANTONIO: Eh, quasi quasi, mi volevi menare!
GIORGIO: Ti ammazzavo, non ti menavo!
A questo punto, alle ore 21.32, si sente sbattere una portiera, Antonio Giustra scende
dall'autovettura e parla all'esterno dell'abitacolo.
ANTONIO: Lui!
GIORGIO: E quando ti ho guardato male?
ANTONIO: Si fermato a tipo! Mi sono detto, lascia che giro e vediamo!
GIORGIO: Bello! Bello mio, bello!
ANTONIO: Senti ...incomprensibile... Che vado a posare la macchina!
GIORGIO: Dove vai?
A questo punto si sente sbattere una portiera, Antonio Giustra sale in macchina e riprende la
marcia. Si sente la musica e nessuna conversazione.
Alle ore 21.48 termina la registrazione
Alle successive ore 21,48, GIUSTRA Antonio parcheggiava il veicolo presso labitazione di
NERI Caterina, laddove, probabilmente si fermava a cenare, unitamente a CONDELLO
Francesco, figlio della citata NERI Caterina, nonch nipote di CONDELLO Pasquale. Infatti,
alle ore 22.34 successive, allinterno del veicolo salivano GIUSTRA Antonio e
CONDELLO Francesco. Dopo appena due minuti, ovvero alle ore 22.36, lautovettura
Mercedes Classe A si fermava nella solita traversa di via Scesa Stazione, alle spalle del
negozio di mangimi gestito dalla famiglia CONDELLO, ove il GIUSTRA chiedeva se
dovessero aspettare sino a mezzanotte:
Legenda:
GIUSTRA A.: GIUSTRA ANTONIO
CONDELLO F.: CONDELLO FRANCESCO
INIZIO TRASCRIZIONE
^^^^
OMISSIS
Si da atto che all'interno dell'autovettura si sente GIUSTRA Antonio parlare con CONDELLO
Francesco, gli stessi discutono di argomenti vari.
Alle ore [Link] si sente:
Anche in questa occasione appariva chiaro, come del resto sar riscontrato immediatamente
dopo, che i due erano in attesa di BARILLA Giovanni. Infatti, alle ore 22.53, sul posto,
giungeva BARILLA Giovanni che riferiva testualmente apri. Immediatamente dopo, si
sentivano due sportelli aprirsi e quindi richiudersi:
Legenda:
BARILLA' G.: BARILLA' GIOVANNI
Lautovettura Mercedes classe A immediatamente partiva ed alle ore 23.57 (orario GPS), si
fermava in via Carmine di Archi, presso labitazione di BARILLA Giovanni.
Infatti, attraverso la telecamera ivi installata si poteva notare questultimo scendere dal veicolo.
Dallanalisi dei dati innanzi evidenziati, emerso che oltre a GIUSTRA Antonio ed agli
omonimi cugini CONDELLO Francesco, un ruolo importante veniva svolto anche da
BARILLA Giuseppe, fratello di GIOVANNI che, unitamente al figlio del latitante,
sollecitavano il GIUSTRA, alle ore 19.23, affinch portasse, in prossimit del negozio di
mangimi, la propria autovettura che, alla luce dei dati acquisti, era stata utilizzata da BARILLA
Giovanni per recarsi dal suocero latitante.
3.3 ALLONTANAMENTO DI BARILLA GIOVANNI IN DATA 14 DICEMBRE 2007
Dallanalisi dellattivit investigativa sviluppata stato accertato che in data 14 dicembre 2007,
BARILLA Giovanni, unitamente al cugino CONDELLO Francesco, si recava a fare visita a
CONDELLO Pasquale. Attraverso un accurata ricostruzione dei dati emerso che, alle ore
14.18, CONDELLO Francesco cl. 82, telefonava alla fidanzata, GRECO Veronica [n.
28.08.1991], informandola che in serata si sarebbe recato a giocare a pallone, aggiungendo al
termine della frase : hai capito?. Questultima affermazione faceva chiaramente intendere che
il contenuto del discorso era riferito ad altro La fidanzata, a questo punto, avendo interpretato in
modo inequivocabile laffermazione del CONDELLO Francesco, chiedeva lorario in cui
doveva recarsi a giocare, ma linterlocutore affermava di non conoscerlo ancora:
Legenda:
CONDELLO F.: CONDELLO FRANCESCO
VERONICA: VERONICA
INIZIO TRASCRIZIONE INTEGRALE
VERONICA: eih!
CONDELLO F.: amore!
VERONICA: che fai?
CONDELLO F.: niente, nelle stalle sto andando, tu?
VERONICA: stavo chiamando a tua sorella
CONDELLO F.: eh?
VERONICA: la stavo chiamando ora
CONDELLO F.: ed i soldi?
VERONICA: li ho, li ho
CONDELLO F.: ah li hai?
VERONICA: penso, si
CONDELLO F.: eh, apposto?
VERONICA: eh, eh
CONDELLO F.: amore, io questa sera devo andare a giocare
VERONICA: eh, va bene
CONDELLO F.: capito?... capito?
VERONICA: ah! Si!
CONDELLO F.: ah?
VERONICA: si, si
CONDELLO F.: eh!
VERONICA: a che ora ?
CONDELLO F.: e non lo so ancora, poi te lo dico, capito?
VERONICA: va bene
CONDELLO F.: e poi ci sentiamo dopo
VERONICA: mh, va bene
CONDELLO F.: mhh..
VERONICA: ma ora ci sentiamo dopo?
OMISSIS
Alle successive ore 19.25, si aveva la completa certezza che Giovanni BARILL si era gi
allontanato dallarea, in quanto si registrava una conversazione allinterno del negozio di
mangimi, sito in questa Via Vecchia Provinciale ( Prog. 45780), nella quale Maria
MORABITO riferiva testualmente a BARILL Giuseppe, fratello di Giovanni, che
Gianni non c.
La conversazione avveniva come segue:
LEGENDA:
BARILLA' G.: BARILLA' GIUSEPPE
MORABITO M.: MORABITO MARIA
INIZIO TRASCRIZIONE INTEGRALE
^^^^
OMISSIS All'interno del negozio si sente Giuseppe BARILLA' che parla al telefono,
successivamente lo stesso parla con Maria MORABITO di argomenti lavorativi....
Alle ore [Link] si sente un telefono squillare:
^^^
MORABITO M.: (risponde al telefono) pronto! ....qua ....perch lo vuoi?
BARILLA G.: .....pronto! ... eh!....eh! .....inc... poi gli ha lasciato detto di non ...inc... io
di qua ...tratto inc... ...telefonagli a mio fratello e digli ..
MORABITO M.:non c' Gianni.. Peppe
BARILLA G.: (continua a parlare al telefono)...perch gli ha detto... mi ha detto ....gli
ha lasciato le cose qua .... detto che gliela portava da Reggio la bombola ed io non andavo,
perch prima potevo andare, ora non che vado a Reggio per portargli la bombola ..... ...inc... e
tua mamma ....eh! ... ma va Francesco di Reggio a portargliela perch io ancora devo fare un
sacco di cose, macinato e cose
MORABITO M.: ...e non gliela pu ...inc...
BARILLA G.: ci vuole ....un bordello c' a Reggio, ormai.
Nello stesso tempo si riscontrava che lautovettura di BARILLA Giovanni era parcata nei
pressi del citato negozio di mangimi, ove restava in sosta sino al rientro di questultimo.
Nella circostanza, veniva predisposto un servizio dinamico in questa via Vecchia Provinciale e
nella via A. SPANO nr. 65 di Reggio Calabria, ove ubicato un ulteriore negozio riconducibile
alla famiglia CONDELLO, quasi sempre gestito da BARILLA Giovanni, di fatto intestato al
cognato CONDELLO Francesco.
Lattivit di osservazione consentiva di verificare che:
INIZIO: ore 17:00;
FINE: ore 24:00;
PARTECIPANTI: Cap. LARDIERI Gerardo, Lgt. SIMONE Francesco, [Link]
CICILESE Antonio, M.C. LAGAN Bruno, [Link]. SPAGNOLO Luca, GRASSO Vittorio,
Brig, LEPRO Edoardo, App. TARANTELLO Gaetano e [Link] S GIUFRIDA Salvatore;
^^^
Ore 17:00 Inizio servizio;
Ore 17:05 in Reggio Calabria Via A. Span nr. 65, nei pressi del negozio di bombole,
denominato Ricambi Elettricita, Elettrodomestici, Gas, Tel. 0965/811152, stato notato
parcheggiato lo scooter PIAGGIO Liberty di colore scuro, targato CY4808862, in uso a
CONDELLO Francesco63 e il FIAT Fiorino di colore rosso, targato GEE4005764,, in uso alla
suindicata ditta;
62 Honda SH 125 intestato a MORABITO Caterina nata il 15/02/1939 a Reggio Calabria ivi residente
in V Archi Carmine 84 a
63 CONDELLO Francesco pt. Pasquale mt. MORABITO Maria, nata a Reggio Calabria il 01.11.1989,
ivi residente in Via SS 18 nr. 179/G Santa Caterina, celibe, studente;
64 intestata a CONDELLO Domenico Francesco, nato a Reggio Calabria il 01/11/1989, ivi residente in
Via [Link] Mercatello n. 11Archi;
65 intestata a BARILLA Giuseppe, nato a Reggio Calabria il 28.02.1957, ivi residente in Via
Mercatello nr. 55;
Ore 18:10 BARILLA Giuseppe66 esce dal negozio di bombole, sito i in Via Vecchia
Provinciale, sale a bordo dellautocarro PIAGGIO Porter di colore bianco, targata BY012XN e si
allontana direzione Gallico, per motivi di opportunit il servizio viene interrotto;
Ore 19:15 direzione nord, giunge lautocarro PIAGGIO Porter di colore bianco, targata
BY012XN67,, si parcheggia nei pressi dellingresso dellesercizio commerciale, scende BARILLA
Giuseppe e fa ingresso nel predetto magazzino,
Ore 19:20 un uomo fa ingresso nel negozio di bombole, sito in Reggio Calabria Via A.
Span nr. 65, lo stesso viene notato, intento, a sistemare alcune bombole unitamente a
CONDELLO Francesco;
Ore 19:46 in Via Vecchia Provinciale, nei pressi del negozio di bombole, giunge la
SUBARU Justy di colore grigio, targata CV358NR68, si parcheggia, scende CONDELLO
Angela69 e fa ingresso nel magazzino;
Ore 19:48 CONDELLO Angela e MORABITO Maria70 escono dal magazzino, salgono a
bordo della SUBARU Justy di colore grigio, targata CV358NR e si allontanano direzione sud;
Ore 19:50 dallesercizio commerciale gestito dalla famiglia CONDELLO, sito in Reggio
Calabria Via A. Span nr. 65, esce luomo delle precedenti ore 19:44, sale a bordo di una FIAT
Punto di colore bianco, targata AC291LT71,, e si allontana direzione Reggio centro, per motivi di
opportunit il servizio viene interrotto;
Ore 19:55 la SUBARU Justy di colore grigio, targata CV358NR, con le due donne a bordo,
seguendo un itinerario logico, giunge in Via SS 18 I Tratto, si parcheggia, le due donne scendono
e fanno ingresso nello stabile contraddistinto dal civico 179/G, per motivi di opportunit il
servizio viene interrotto;
Ore 19:57 CONDELLO Francesco, figlio del latitante, chiude negozio di bombole, sale a
bordo scooter PIAGGIO Liberty di colore scuro, targato CY4808872,, e si allontana direzione
nord.
Sino alle 22.50, ora in cui rientrava BARILLA Giovanni, in questa via Vecchia Provinciale per
riprendere lautovettura, non venivano registrati movimenti di particolare interesse.
Il servizio di osservazione, nella circostanza, aveva modo di riscontrare quanto segue:
Ore 22:50 in Via Vecchia Provinciale giunge una LANCIA Libra di colore verdino, targata
BW544GD73, seguita da una FIAT Punto di colore bianco, targata CH029MJ74, le due macchine
si fermano, poco dopo la K Motori, a circa 100 metri da dove si trova parcheggiata la
66 BARILL Giuseppe pt. Antonino mt. MALARA Grazia Lucia, nato a Reggio Calabria il
28.12.1985, ivi residente in Via Mercatello nr. 55, celibe, operaio;
67 intestata a BARILLA G. e Company sas, sita a Reggio Calabria in Via Gaeta n. 10;
68 intestata a MORABITO Bruno, nato a Reggio Calabria il 14.02.1933, ivi residente in via Carmine
Archi n. 84;
69 CONDELLO Angela pt. Pasquale mt. MORABITO Maria, nata a Reggio Calabria il 13.04.1985, ivi
residente in Contrada Archi Carmine nr. 84, coniugata;
70 MORABITO Maria pt. Bruno mt. MORABITO Caterina, nata a Reggio Calabria il 06.09.1963, ivi
residente in Via SS 18 I Tratto nr. 179/G, coniugata, casalinga;
71 intestata ad ARABESCO Domenico, nato a Reggio Calabria il 04.03.1940, ivi residente in via
Ciccarello n. 01;
72 intestata a MORABITO Caterina, nata a Reggio Calabria il 15.02.1939, ivi residente in via Archi
Carmine nr. 84;
73 intestata a BELLOMI Maria Rachele, natoa a Melegnano (MI) il 25.03.1954, residente a Reggio
Calabria in Via Silipi n. 13;
74 intestata a FAZZARI Aurelio nato a Reggio Calabria il 17.05.1982 ed ivi residente via Trapezzoli
Ravagnese nr. 9
MERCEDES Classe A di colore nero targata CY093CD, da una delle due autovetture, lato
passeggero anteriore, scende BARILLA Giovanni75, attraversa la strada e si avvia verso la
propria autovettura; le due autovetture si allontanano direzione di marcia Reggio Calabria-
Gallico; A causa della velocit dellazione, le due autovetture sono state perse di vista;
Ore 22:55 BARILLA Giovanni a bordo della Mercedes classe a targata CY093CD giunge
in Via Pentimele di Reggio Calabria e sale a casa della suocera MORABITO Maria;
75 intestata a BARILL Giovanni pt. Antonino mt. MALARA Grazia Lucia, nato a Reggio Calabria il
25.05.1978, residente come sopra, coniugato
Ore 23:01 giunge a bordo dello scooter YAMAHA Tmx di colore grigio, targato
CY8353976. CONDELLO Francesco77, si parcheggia, scende, apre il lavaggio ed accede
allinterno;
Ore 23:02 CONDELLO Francesco esce dal lavaggio, sale a bordo dello scooter YAMAHA
Tmx di colore grigio, targato CY83539 e si allontana direzione nord.
Lulteriore verifica effettuata allindirizzo delle due autovetture notate giungere in via Vecchia
Provinciale, in concomitanza dellarrivo di BARILLA Giovanni, consentiva di accertare che
alle:
Ore 23:05 La Lancia Libra S.W. targata BW544GD viene intercettata sul lungo mare di
Gallico (RC) direzione Catona (RC). Successivamente la Lancia Libra gira a destra allaltezza
della pizzeria denominata NAOC in Via Casa Savoia e sosta subito dopo sulla sinistra
allaltezza di un tabacchino ivi esistente per ripartire quasi subito in direzione Reggio Calabria
centro;
Ore 23:09 la LANCIA Libra, giunta in pieno centro di Reggio Calabria, si ferma in Via
Demetrio Tripepi, scende, lato passeggero anteriore, una ragazza, dallapparente et di anni 25,
corporature regolare, altezza 1,60 circa, la quale fa ingresso nello stabile contraddistinto dal
civico 19; lautovettura si allontana direzione centro citt;
Ore 23:10 la LANCIA Libra si ferma in Via Demetrio Tripepi in Via Del Torrione, nei
pressi dellufficio postale, ove fa un prelievo al bancomat;
Ore 23:20 la LANCIA Libra si parcheggia in Via Aschenez, scendono gli occupanti, un
uomo e una donna, fanno ingresso nel locale;
76 intestato a CONDELLO Francesco, nato a Reggio Calabria il 05.11.1982, ivi residente in Via
residente in Contrada Mercatello nr. 55;
77 CONDELLO Francesco pt. Domenico mt. NERI Caterina, nato a Reggio Calabria il 05.11.1982, ivi
residente in residente in Via Nazionale III Tratto nr. 149, celibe, commerciante;
Alla luce di tali dati era chiaro che anche CONDELLO Francesco si era recato, unitamente
al BARILLA, presso lo zio latitante. La dinamica, relativa allarrivo dei due soggetti in via
Vecchia Provinciale, faceva supporre che entrambi, dopo essere giunti, durante il rientro, in
prossimit di una determinata localit non meglio individuata a bordo di uno scooter,
successivamente differenziavano i movimenti: mentre BARILLA saliva a bordo di una delle
due macchine, notate giungere in questa via Vecchia Provinciale in concomitanza con
questultimo, il CONDELLO Francesco, preleva la sua moto per fare rientro al lavaggio.
Ore 17:53 in Via Discesa Stazione, nei pressi del cancello che porta alla Via
Vecchia Provinciale, viene notata parcheggiata la MERCEDES Classe A di colore nero,
targata CY093CD78;
Ore 21:07 Viene notata transitare la SUBARU Justy di colore grigio, targata
CV358NR sulla Via Vecchia Provinciale, altezza Bingo, direzione SS 18, con a bordo MORABITO
Marai e il figlio CONDELLO Francesco;
Ore 22:00 ai campetti di calcetto, siti in localit Vito, viene notata la presenza di
CONDELLO Francesco pt. Domenico, intento a giocare a calcetto;
Alle ore 23.05, personale di questa Sezione, opportunamente dislocato in area, notava
giungere BARILLA Giovanni, a bordo di uno scooter Honda SH, di colore nero, targato
BW49030, risultato intestato a BILARDI Vittorio, nato a Reggio Calabria il 27 aprile 1941, ivi
residente via Quarnaro I nr. 41.
Lo stesso, dopo una breve sosta nei pressi della propria autovettura, faceva inversione
di marcia e si avviava in direzione della via Vecchia Provinciale, fermandosi innanzi il
negozio di mangimi.
80 CONDELLO Francesco pt. Pasquale mt. MORABITO Maria, nata a Reggio Calabria il
01.11.1989, ivi residente in Via SS 18 nr. 179/G Santa Caterina, celibe, studente;
81 BARILL Giuseppe pt. Antonino mt. MALARA Grazia Lucia, nato a Reggio Calabria il
28.12.1985, ivi residente in Via Mercatello nr. 55, celibe, operaio;
82 MORABITO Maria pt. Bruno mt. MORABITO Caterina, nata a Reggio Calabria il
06.09.1963, ivi residente in Via SS 18 I Tratto nr. 179/G, coniugata, casalinga;
83 intestata a MORABITO Bruno, nato a Reggio Calabria il 14.02.1933, ivi residente in via
Carmine Archi n. 84;
84 intestata a CONDELLO Giandomenico, nato a Reggio Calabria l01.02.1980, ivi residente in Via
Mercatello nr. 55;
BARILLA Giovanni, dopo essere sceso dal mezzo, apriva la porta del suddetto
esercizio e trasportava il ciclomotore allinterno.
Alle successive 23.08 si notava uscire dal citato esercizio commerciale, BARILLA
Giovanni, diretto, attraverso la traversa privata, in via Discesa Stazione, ove aveva lasciato
lautovettura parcheggiata.
Giunto sul posto, saliva a bordo del veicolo e si avviava in direzione monte.
Antonino, invitandolo a portare una catena, allorquando si sarebbe recato al negozio [progr.
1383, delle ore 14.20].
Inoltre, alle ore 16.41 [progr. Nr. 1387], veniva registrata una conversazione, nel corso della
quale dialoga con una donna in ordine alla consegna di una bombola.
La presenza di BARILLA Antonino, allinterno di tale esercizio non era assolutamente
casuale, poich anche in seguito, in concomitanza con gli allontanamenti del figlio, sostituiva
questultimo nella conduzione del negozio.
Ore 17:50 BARILLA Giovanni preleva dalla propria vettura un casco protettivo,
di colore nero, ed immediatamente si dirige verso uno scooter di colore scuro parcheggiato
proprio davanti la propria vettura. Indossato il casco e salito a bordo, il BARILLA si allontana
lungo la via vecchia provinciale in direzione di Gallico;
ore 17.51 lo scooter di colore nero, riconosciuto per un YAMAHA T MAX, con a
bordo BARILLA Giovanni, lascia la via Vecchia Provinciale e si dirige verso la S.S. 18,
proseguendo verso la frazione Gallico. Dopo aver superato il ponte sopra il torrente Scaccioti, il
motociclo percorsi alcune decine di metri, si ferma davanti una rivendita di tabacchi, ubicato sul
lato sinistro della strada, rispetto al senso di marcia de BARILLA
ore 17.53 BARILLA Giovanni viene notato uscire dalla rivendita di tabacchi ed
ha in mano verosimilmente un pacchetto di sigarette. Lo stesso intento a scartarlo e rimane per
qualche istante fermo davanti il predetto esercizio commerciale. In tale contesto stato possibile
rilevare la targa del ciclomotore: BY0896287;
ore 17.54 BARILLA Giovanni, dopo aver indossato il casco protettivo, di colore
nero, sale a bordo dello Scooter, allontanandosi lungo la Strada Statale in direzione di Villa San
Giovanni. Il giovane prosegue la marcia alternando la velocit;
85 intestata a BARILLA Giuseppe, nato a Reggio Calabria il 28.02.1957, ivi residente in Via
Mercatello nr. 55;
86 BARILL Giovanni pt. Antonino mt. MALARA Grazia Lucia, nato a Reggio Calabria il
25.05.1978, residente come sopra, coniugato;
87 intestato a VAZZANA Andrea nato a Reggio Calabria il 20.07.1967ivi residente in Via
[Link] Lotto XXIII 3/3;
ore 17.56 lo scooter YAMAHA T-MAX targato BY08962, con a bordo BARILLA
Giovanni, giunge allo svincolo autostradale di Reggio Calabria Gallico, proseguendo la marcia
in direzione della Frazione Catona;
ore 17.57 lo scooter YAMAHA T-MAX targato BY08962, con a bordo BARILLA
Giovanni, indossa un casco di colore nero, dopo aver superato il ponte che separa la frazione di
Gallico da Catona, nonch lincrocio con la strada che conduce alla frazione Villa San Giuseppe,
dopo aver percorso ancora circa 30 metri lungo la Strada Statale 18, si immette in una stradina,
ubicata sul lato sinistro della strada, rispetto al proprio senso di marcia. Per motivi di
opportunit il servizio viene temporaneamente interrotto;
ore 18.09 dalla Via Fontanelle di Catona, viene notato uscire lo scooter YAMAHA
T-MAX targato BY08962, condotto da CONDELLO Francesco89 (lavaggista), indossa un casco
di colore grigio, si avvia direzione Archi; Per motivi di intenso traffico lo scooter viene perso di
vista;
Ore 18.55 Si vede transitare in via Gallico Marina con senso di marcia da Nord
verso Sud lo scooter YAMAHA T-MAX targato BY08962, alla guida del mezzo vi si trova
CONDELLO Francesco (Lavaggista). Il soggetto indossa un giubbotto di colore chiaro e un
casco non integrale di colore grigio.
Ore 19.00 Lo scooter YAMAHA T-MAX targato BY08962 con a bordo Francesco
CONDELLO (Lavaggista) giunge in via Vecchia Provinciale di Archi (RC);
88 Intestata ad ARANITI Patrizia, nata a Rho (MI) il 04.06.1980, residente a Reggio Calabria in via
Fontanelle INA casa nr. 15
89 CONDELLO Francesco pt. Domenico, mt. NERI Caterina, nato a Reggio Calabria il
05.11.1982, ivi residente in Via SS 18 III Tratto Gallico;
Dopo appena 17 minuti, ovvero alle ore 19.17, si riscontrava anche la presenza di
BARILLA Giovanni che transitava, sulla via Vecchia Provinciale, a bordo di uno scooter,
ovviamente diverso da quello su cui era stato visto allontanarsi, alle precedenti ore 17.50.
Infatti, i militari operanti constatavano che:
Ore 19.17 BARILLA Giovanni a bordo di uno scooter di colore scuro diverso dal
veicolo di cui sopra, viene visto transitare sulla via Vecchia Provinciale direzione Archi.
Ore 19.22 BARILLA Giovanni viene notato allinterno del proprio esercizio
commerciale, ubicato in via Vecchia Provinciale;
Anche in questa circostanza BARILLA Giovanni, pur se per un breve periodo, sicuramente si
era recato a fare visita al suocero latitante, in considerazione che sin dalle h. 17.31 aveva
spento il proprio telefono cellulare, avente numero 348/4932505, cos come si pu evincere
dal fotogramma di seguito riportato. Accorgimento necessario per evitare di essere seguito e,
quindi, individuato.
Legenda:
CONDELLO F.: CONDELLO FRANCESCO
VERONICA: VERONICA
INIZIO TRASCRIZIONE
CONDELLO F.: no, io, mio.... come l'anno scorso, io, mia sorella, le sue sorelle e sua
mamma.. e mia mamma
VERONICA: ehee e basta?
CONDELLO F.: si e basta, si, si
VERONICA: ah mi sembrava
CONDELLO F.: no, per io prima devo andare a giocare forse, hai capito?
VERONICA: eh, va bene
CONDELLO F.: capito?
VERONICA: va bene, ho capito
CONDELLO F.: ecco, quindi vado pi tardi
VERONICA: basta che mi chiami prima che vai
CONDELLO F.: va bene. Senti amore
VERONICA: eh
CONDELLO F.: quanto mi ami ?
OMISSIS
FINE TRASCRIZIONE
Legenda:
CONDELLO F.: CONDELLO FRANCESCO
VERONICA: VERONICA
^^^
VERONICA: eih!
CONDELLO F.: eih amore
VERONICA: eh
CONDELLO F.: vedi che me ne sto andando
VERONICA: eh
CONDELLO F.: ok?
VERONICA: ok
CONDELLO F.: ah? tu che stai facendo? mi hai abbandonato Vera
VERONICA: ehee amore, il film mi sto guardando
CONDELLO F.: mi ami?
VERONICA: certo
CONDELLO F.: quanto?
VERONICA: tanto tanto tanto
CONDELLO F.: anch'io.... amore non ti preoccupare va bene
VERONICA: chiama appena finisci
CONDELLO F.: ah?
Proprio alla luce di tali, se vogliamo eccessive raccomandazioni, per una semplice partita di
calcio, si rafforzava lipotesi che lo stesso sicuramente non si stava recando a giocare, proprio
perch le apprensioni della donna apparivano oltremodo esagerate.
In concomitanza con la conversazione innanzi citata, si notava BARILLA Giovanni che, dopo
aver prelevato, dallinterno della propria autovettura Mercedes Classe A, un casco di
colore nero, si recava in direzione dellentrata del negozio di mangimi per poi partire, unitamente
a CONDELLO Francesco, a bordo dello scooter YAMAHA TMAX di colore grigio, targato
BY08962, intestato a VAZZANA Andrea nato a Reggio Calabria il 20.07.1967ivi residente in
Via [Link] Lotto XXIII 3/3, generalmente utilizzato dal citrato CONDELLO Francesco.
Per una migliore esposizione dei fatti, si riporta parte della relazione di servizio redatta dai
militari di questa Sezione, in occasione dellattivit di osservazione in narrativa, con inizio alle
ore 16.00 del giorno 1 febbraio 2008:
R E L A Z I O N E DI S E R V I Z I O
DATA: 01.02.2008;
NOME INDAGINE: META;
TIPO SERVIZIO: O.C.P.;
INIZIO: ore 16:00;
FINE: ore 23:00;
PARTECIPANTI: Lgt. SIMONE Francesco, M.A. CICILESE Antonio, [Link].
GRASSO Vittorio, CIPOLLA Roberta e VACCARIELLO Alessandro, Brig. LEPRO Edoardo,
App. S ASSOGNA Giorgio e CONSIGLIO Alessandro, App. DELIA Andrea e [Link] S
GIUFFRIDA Salvatore;
SCOPO DEL SERVIZIO: osservazione nei confronti di BARILLA Giovanni.
Ore 16:41 la FIAT Punto di colore blu, targata BP234PC91, si trova parcheggiata
in questa Via A. Span nr. 65, nei pressi della rivendita di bombole di gas, gestita dalla famiglia
CONDELLO, allinterno del predetto esercizio commerciale vi BARILL Antonino92;
Ore 16:43 BARILLA Giovanni93 esce dalla Farmacia LABATE, con una busta
in mano, sale a bordo della MERCEDES Classe A di colore nero, targata CY093CD e si avvia
direzione nord;
Ore 17:01 BARILLA Giovanni, esce dallo stabile, sale a bordo della MERCEDES
Classe A di colore nero, targata CY093CD, e si allontana direzione sud;
Ore 17:30 BARILLA Giovanni esce dal negozio di mangimi, apre il cofano della
la MERCEDES Classe A di colore nero, targata CY093CD, prende un caso di colore nero,
successivamente richiude il cofano;
92 BARILL Antonino pt. Giovanni mt. ROMEO Giovanna, nato a Reggio Calabria il
22.02.1949, ivi residente in Via Mercatello nr. 55, coniugato, impiegato;
93 BARILL Giovanni pt. Antonino mt. MALARA Grazia Lucia, nato a Reggio Calabria il
25.05.1978, residente come sopra, coniugato;
94 CONDELLO Francesco pt. Domenico, mt. NERI Caterina, nato a Reggio Calabria il
05.11.1982, ivi residente in Via SS 18 III Tratto Gallico;
CONDELLO F. CL.82 SALE A BORDO DELLO SCOOTER BY08962 ALLA CUI GUIDA VI E
BARILLA G.
I due, dopo appena un minuto, ovvero alle ore 17.45, proseguivano in direzione
Arghill e dopo aver percorso, la via A. Scopelliti, che collega la localit Arghill a Catona, si
immettevano sullautostrada A3 Salerno/Reggio Calabria, in direzione di questultimo centro.
Lasciata la sede autostradale, alle ore 17.51 i due soggetti si immettevano sulla strada Statale
Jonica nr. 106, sino a raggiungere alle ore 17.59 la localit Pellaro, ove svoltavano in via
Seconda Torrente Filici. In tale localit, dopo aver fatto alcuni giri di bonifica, gli stessi
sostavano in prossimit di alcune abitazioni, site nella parte alta della citata strada.
Ore 21:44 dalla Via Scesa Stazione di Archi, giungono due scooters il primo
condotto da CONDELLO Francesco, si ferma nei pressi del lavaggio, il secondo si allontana
direzione sud;
Ore 21:45 BARILLA Giovanni giunge a piedi, con il casco in mano, dalla
traversa della frutta, apre il cofano della MERCEDES Classe A di colore nero, targata
CY093CD, ove dopo avere riposto il casco, sale a bordo e si allontana direzione sud;
Ore 21:52 BARILLA Giovanni, esce dallo stabile, sale a bordo della MERCEDES
Classe A di colore nero, targata CY093CD, e si allontana direzione sud;
Ore 23:20 in Via SS 18 altezza civico 179/G Santa Caterina di Reggio Calabria
giunge la MERCEDES Classe A di colore nero, targata CY093CD, si ferma nei pressi del
cancello dingresso, scendono CONDELLO Caterina95, con in braccio la piccola Grazia e
CONDELLO Angela96, fanno ingresso nello stabile;
Lattivit di monitoraggio, attuata nei confronti dei suddetti, permetteva di accertare che
BARILLA Giovanni e CONDELLO Francesco, allorquando rientravano dallabitazione in
cui la sera del 18 febbraio 2008 veniva tratto in arresto CONDELLO Pasquale, si fermavano
nella solita traversa a vicolo cieco di via Discesa Stazione. In tale localit, BARILLA
Giovanni scendeva dallo scooter ed a piedi, attraverso un vicolo pedonale si immetteva nella via
Vecchia Provinciale, mentre CONDELLO Francesco, dopo aver effettuato il cambio del mezzo,
riprendeva il proprio scooter, avendo restituito il ciclomotore, utilizzato per raggiungere
labitazione del latitante, al proprietario, che gi lo attendeva sul posto; questultimo, quindi, si
recava al locale adibito a lavaggio, sempre ubicato sulla via vecchia Provinciale
95 CONDELLO Caterina pt. Pasquale mt. MORABITO Maria, nata a Reggio Calabria il
23.06.1991, convivente, celibe, studente;
96 CONDELLO Angela pt. Pasquale mt. MORABITO Maria, nata a Reggio Calabria il
13.04.1985, ivi residente in Contrada Archi Carmine nr. 84, coniugata;
CONDELLO Francesco, mentre si trovava in una traversa senza nome, adiacente questa via
Mercatello, dallinterno dellautovettura Subaru di propriet della madre, sottoposta a censura
ambientale, riferiva ad una persona allesterno, che al cognato (BARILLA Giovanni) gli
serviva il motorino, infatti affermava testualmente dice che mio cognato.. eccolo qua! Gli
serve il motorino.- Dal contenuto del dialogo emergeva che, proprio in quel momento,
dalla stessa localit stava transitando il BARILLA. Dallattivit di monitoraggio satellitare dei
veicoli, emergeva che al momento della conversazione i soggetti si trovavano in traversa non
denominata, adiacente via Mercatello.
La conversazione ambientale avveniva come segue:
Legenda:
CONDELLO F.: CONDELLO FRANCESCO, figlio di CONDELLO Pasquale;
UOMO: UOMO (PERSONA NON MEGLIO IDENTIFICATA);
UOMO1: UOMO1 (PERSONA NON MEGLIO IDENTIFICATA).
INIZIO TRASCRIZIONE:
si da atto che non vi sono conversazioni, si sente solamente l'autovettura in movimento, alle ore
[Link] si ferma.
UOMO: ...inc...
CONDELLO F.: al bar era con il tuo motorino...qua da Cama!
UOMO: ora?
CONDELLO F.: ora sono passato ed era l
UOMO: va bene!
CONDELLO F.: dice che mio cognato...eccolo qua! gli serve il motorino
UOMO1: ...inc...
CONDELLO F.: qua sotto
UOMO1: gli serve il motorino?.....
Dal complesso dellattivit investigativa, emergeva che BARILLA Giovanni, nel pomeriggio,
non si era portato presso il nuovo negozio di bombole, sito in questa via A. Span nr. 65, ove
era solito recarsi ogni giorno, ma era rimasto in giro nella citt di Reggio Calabria, recandosi,
in un primo momento, alle ore 14.08, in una traversa senza nome di questa via Mercatello, ove
aveva incontrato la persona che gli doveva prestare lo scooter, mentre, alle successive h.
16.19, si recava presso labitazione della suocera MORABITO Maria, ove restava sino alle
h. 16.22, dirigendosi, successivamente, in via Vecchia Provinciale, nei pressi dellaltro negozio,
parcheggiando la propria autovettura in prossimit dellingresso del citato esercizio commerciale.
Le immagini, di seguito riportate, evidenziavano il momento in cui lautovettura di CONDELLO
Francesco, figlio di CONDELLO Pasquale, incrociava lautovettura condotta dal cognato
BARILLA Giovanni:
H. 18.03: BARILLA G. ESCE DAL NEGOZIO DI BOMBOLE ED ATTRAVERSA LA STRADA CON UNA
BUSTA IN MANO
ALLE ORE 17.07 CONDELLO FRANCESCO ESCE DA CASA CON UN SACCHETTO DI PLASTICA
BIANCO IN MANO.
In relazione a quanto sopra esposto, evidente che BARILLA Giovanni si stava recando a
fare vista al suocero anche per portare eventuali oggetti e/o altro utile a questultimo, inviatigli
dalla moglie.
Ritornando alla partenza del BARILLA avvenuta, come gi detto, alle ore 18.04, si precisa
che attraverso il rilevamento satellitare veniva accertato che lo stesso, dopo essersi immesso
sulla SS.18, si dirigeva verso Gallico, giungendo alle ore 18.07 in quella via Petrarca ove, dopo
aver effettuato dei giri in alcune strade ivi ubicate, imboccava nuovamente la via Nazionale.
Giunto allinizio del centro abitato di Catona, svoltava a sinistra, portandosi nella stessa localit,
percorsa il precedente 16 gennaio 2008, allorquando era stato monitorato un ulteriore viaggio
dello stesso dal suocero, ovvero nella zona sud, direzione mare di quel centro abitato.
Il BARILLA, dopo aver percorso quasi tutta la strada, alle ore 18.12 si fermava sotto un
ponte della ferrovia e, dopo una breve sosta, ripercorreva la strada a ritroso, sino a raggiungere
nuovamente la via Nazionale. In tale localit svoltava a sinistra e, dopo aver percorso un
centinaio di metri, ritornava indietro e percorreva nuovamente la strada gi fatta in precedenza.
Tali movimenti, senza dubbio, erano finalizzati a riscontrare leventuale presenza di Forze di
Polizia e, comunque, di eventuali anomalie che avrebbero potuto incidere sulla sicurezza del
percorso.
Alle ore 18.17, raggiunta nuovamente larea sottostante il ponte della ferrovia, effettuava unaltra
sosta, sino alle ore 18.19. In tale punto si ritiene che il BARILLA abbia effettuava il cambio
dello scooter, incontrandosi con CONDELLO Giandomenico, successivamente arrestato
presso labitazione ove si trovava il CONDELLO Pasquale. Si precisa che questultimo,
sicuramente, era giunto in compagnia del BARILLA in considerazione che alle ore 18.35 circa,
due soggetti, a bordo di uno scooter avente le stesse caratteristiche di quello sequestrato in
prossimit dellabitazione in cui veniva arrestato il latitante, venivano notati transitare allaltezza
del supermercato MERCATONE, sito sulla strada statale 106.
(vds. all. nr. 54)
Ritornando al percorso effettuato dagli stessi, si precisa che, dopo aver percorso tutta la strada,
sino a costeggiare il mare, questultimi risalivano dalla parte opposta ed alle ore 18.22, dopo
aver imboccato la strada denominata via Dei Monti ed averla percorsa per un breve tratto,
svoltavano a sinistra, scendevano in direzione mare, ove effettuavano unaltra sosta, di pochi
secondi, sempre lungo la stessa strada. Gli stessi soggetti ritornavano indietro ove, ad un certo
punto, svoltavano lungo la stessa strada, percorsa il 1 febbraio 2008, ovvero una stradina molto
stretta che collega la frazione Villa San Giuseppe di Gallico alla Frazione Arghill di Catona.
Subito dopo imboccavano, la via Antonio Scopelliti sino ad incrociare lautostrada A3- SA/RC,
percorrendola in direzione di questultimo centro.
Seguendo un percorso logico, alle ore 18.43, giungevano allincrocio della via Torrente Filici. In
tale localit, i due proseguivano, allo scopo di effettuare unattenta bonifica dellarea, percorrendo
poche centinaia di metri e ritornando subito dopo indietro. Infine, imboccavano la strada che
conduceva presso labitazione ove veniva arrestato il latitante CONDELLO, ove arrivano alle
ore 18.44.
Come gi detto in precedenza, alle ore h. 18.44 del 18 febbraio 2008, BARILLA Giovanni e
CONDELLO Giandomenico giungevano in via Seconda Torrente Filici di Pellaro. Sul posto,
personale di questa Sezione, predisposto per losservazione statica dellarea, gi da tempo,
notava:
Ore 18:44 in Via Torrente Filici II, direzione mare-monte, giunge uno scooter
APRILIA Scarabeo di colore grigio, targato AJ6080997, condotto da BARILLA Giovanni98,
indossa un casco di colore nero, in compagnia di CONDELLO Giandomenico99, indossa un
casco di colore grigio, si parcheggia sul margine sx, scendono gli occupanti, BARILLA Giovanni
97 intestato a TEMI Domenico, nato a Reggio Calabria l08.01.1979, ivi residente in Via
San Martino nr. 23;
98 BARILLA Giovanni pt. Antonino mt. MALARA Grazia Lucia, nato a Reggio Calabria
il 25/05/1978, ivi residente in Via Archi Carmine nr. 84;
99 CONDELLO Giandomenico pt. Paolo mt. BARILLA Giuseppa, nato ad Archi
l01.02.1980, ivi residente in Contrada Mercatello nr. 55;
con una busta in mano, si avviano a piedi direzione valle, verso obj 18, poco dopo vengono persi
di vista;
Ore 19:05 in Via Torrente Filici II, direzione mare-monte, giunge una LANCIA
Thesis di colore grigio scuro, targata CL799DZ100, si parcheggia, avanti allo scooter APRILIA
Scarabeo di colore grigio, targato AJ60809, scende un uomo dallapparente et di anni 40,
corporatura regolare, capelli scuri media lunghezza, indossa abiti di colore scuro, si avvia a piedi
direzione valle, verso obj 18, poco dopo viene perso di vista;
(vds. all. nr. 55)
In relazione a quanto segnalato dal servizio di osservazione si accertava che
labitazione, nella quale trovava rifugio il latitante, potesse essere quella di propriet di
DATTOLA Maria Cristina, contrassegnata da questo Ufficio, nel corso del monitoraggio dell
intera area, con il nr. 18, secondo il seguente schema:
Alle ore 20.00 successive, personale di questa Sezione Anticrimine, dopo aver provveduto alla
cinturazione dellarea, faceva irruzione allinterno dello stabile dinteresse ove, al piano
superiore, allinterno di un vano adibito a camera da letto, si riscontrava la presenza del latitante,
nonch quello di BARILLA Giovanni, CONDELLO Giandomenico e CHILA Antonio, in
precedenza generalizzati, tutti tratti in arresto.
I relativi accertamenti effettuati permettevano di accertare che CONDELLO Giandomenico,
tratto in arresto in relazione al delitto di procurata inosservanza di pena e detenzione illegale di
arma, figlio di CONDELLO Paolo, nato a Reggio Calabria il 21 aprile 1940, ivi ucciso in
data 25 maggio 1987, cugino del latitante. Va inoltre sottolineato che CONDELLO
Giandomenico :
fratello di:
CONDELLO Carmela Giuseppa Carmelita, nata a Reggio Calabria il 10.12.1969;
100 intestata a Parto Ballaro S.r.l., con sede in Pellaro di Reggio Calabria, Via SS 106 Jonica
Km. 10;
cognato di:
CICCONE Rodolfo, nato a Reggio Calabria il 16.04.1972, , camionista, coniugato con la
suddetta CONDELLO Giovanna.
Gli stessi sono stati tutti tratti in arresto, nellambito del procedimento penale denominato
Vertice, condotta da questa Sezione, in relazione al delitto di associazione per delinquere di tipo
mafioso, finalizzata al favoreggiamento del latitante CONDELLO Pasquale. Gli stessi, in
particolare, avevano il compito di accompagnare la moglie del ricercato, MORABITO Maria,
presso il luogo in cui era nascosto il CONDELLO. Trattasi, in sostanza, di un nucleo familiare
che da sempre ha fornito le necessarie coperture al latitante. CONDELO Giandomenico,
inoltre, fidanzato con la cugina CONDELLO Maria, nata a Reggio Calabria il 12.09.1984,
nipote del latitante CONDELLO Pasquale. La stessa figlia di CONDELLO Domenico, nato
ad Archi il g. 8 settembre 1948, ucciso in questo centro in data 13 gennaio 1986, allorquando
usciva dal carcere di Reggio Calabria, ove si era recato a fare vista proprio al fratello
CONDELLO Pasquale.
CONDELLO Maria, inoltre, sorella di CONDELLO Francesco, nato a Reggio Calabria il 5
novembre 1982 che, in diverse circostanze, si recato, come gi evidenziato in precedenza,
unitamente a BARILLA Giovanni, a fare visita a CONDELLO Pasquale. Trattasi, in
sostanza, di un gruppo di persone, legato da concreti vincoli parentali, che hanno gestito, per
anni la latitanza di CONDELLO Pasquale.
Va inoltre evidenziato che TEMI Domenico, proprietario dello scooter , utilizzato da BARILLA
Giovanni e CONDELLO Giandomenico, in sede di sommarie informazioni ha dichiarato che:
.A.D.R.: Sono dipendente dallagosto 2005 della ditta Leonia s.p.a. avente sede in via
Discesa Stazione della frazione di Archi di Reggio Calabria, con profilo di impiego di
caposquadra. Inoltre, sono amministratore unico della societ denominata Bingo Arcobaleno
s.r.l. avente sede legale in Scalea, Corso Mediterraneo nr.541; in qualit di tale incarico, nel
periodo intercorrente tra giugno e settembre di ogni anno, gestisco un lido balneare riconducibile
alla citata societ e denominato Micos, ubicato sul lungomare di Gallico Marina di RC. Infine,
faccio parte di un circolo dellassociazione nazionale ARCI, avente sede in Reggio Calabria,
via Camagna, le cui finalit sono esclusivamente ricreative e senza scopi di lucro.
A.D.R.: Sono il proprietario di un motociclo marca Aprilia modello Scarabeo della cui targa
ricordo solamente le prime due lettere iniziali - AJ -, di colore camoscio metallizzato, provvisto
di bauletto posteriore e parabrezza.
A.D.R.: Circa due settimane addietro, ho prestato il mio motociclo ad un mio conoscente
dinfanzia, tale CONDELLO Giandomenico, in quanto lo stesso aveva espresso la volont di
acquistarlo; pertanto me lo ha chiesto in prestito per provarlo su strada. Faccio presente che il
motociclo stato prelevato da CONDELLO Giandomenico direttamente presso la mia abitazione,
e nelloccasione stabilivamo che lo avrebbe tenuto con s per un paio di giorni.-
A.D.R.: Sino alla data odierna, non ho avuto notizie del mio motociclo; tuttavia non mi sono preso
cura di chiederne la restituzione in quanto ho appreso, dagli organi di diffusione radio, la notizia
dellarresto di CONDELLO Giandomenico. Quindi, non ne ho richiesto la restituzione per il
timore di un eventuale ripercussione nei miei confronti da parte della famiglia di CONDELLO
Giandomenico.
Inoltre, nel corso dellattivit investigativa emerso che tale esercizio, tra laltro funzionante
solo destate, gestito, completamente dalla famiglia CONDELLO, infatti personale di questa
Sezione, in data 27 luglio 2007, nei pressi di tale esercizio commerciale, notava:
R E L A Z I O N E DI S E R V I Z I O
DATA: 27.07.2007;
NOME INDAGINE: META;
TIPO SERVIZIO: O.C.P.;
INIZIO: ore 22:00;
FINE: ore 04:00;
PARTECIPANTI: App.S PALLONE Anselmo e Car. S GIUFFRIDA Salvatore;
..OMISSIS.
Ore 23.32 Nei pressi del banco adibito alla vendita di meloni sito a Gallico in via
Marina Arenile venivano notate le seguenti autovetture:
SOOTER di colore grigio targato CM69000101;
SMART di colore bleu targata DH612AG102;
N.B. si fa presente che adiacente al citato banco vi uno spiazzo recintato con canne
di bamboo sottili con delle sedie e tavolini in plastica di tipo campeggio, dove vi erano seduti una
decina di ragazzi tra cui BARILL Giuseppe103 e CONDELLO Francesco104;
.OMISSIS.
(vds. All. nr. 58)
Anche attraverso la suddetta relazione stato possibile riscontrare che gli effettivi proprietari
dellesercizio sono riconducibili alla famiglia CONDELLO.
Alla luce di tali dati evidente che TEMI Domenico, strettamente collegato alla famiglia
CONDELLO, tanto da fornire a BARILLA Giovanni lo scooter per raggiungere il suocero
latitante.
^^^
Da prassi consolidata, anche in data 18 febbraio 2008, BARILLA Antonino sostituiva il figlio
Giovanni nella gestione momentanea dellesercizio commerciale sito in questa via A. Span.
Infatti, dallascolto dellutenza telefonica installata allinterno della suddetta abitazione,
emergeva che:
- alle ore 15.50 (Prog. 2789), Giovanni BARILL, telefonava presso il citato esercizio
commerciale e chiedeva a Francesco FOTIA, tra laltro, se suo padre fosse giunto al negozio;
101 INTESTATA A: CONDELLO Domenico nato a Reggio Calabria il 27.12.1979, ivi residente Via
Mercatello fraz. Archi nr.89.-
102 INTESTATA A: BARILL Antonino, nato a Reggio Calabria il 22.02.1949, ivi residente Via
Mercatello Archi nr.55;
103 nato a Reggio Calabria il 28.12.1985;
104 nato a Reggio Calabria il 05.11.1982;
- alle ore 15.53 (Prog. 2790), tra il BARILLA Giovanni e FOTIA Francesco , si registrava
un ulteriore colloquio, nel corso del quale, si apprendeva che al negozio si sarebbe recato
BARILLA Antonino, infatti BARILLA Giovanni, a specifica richiesta dellinterlocutore,
riferiva che si sarebbero visti il giorno successivo;
La conferma che il BARILLA Antonino si stesse recando al negozio, giungeva alle ore 16.13,
allorquando questultimo contattato telefonicamente comunicava a FOTIA Francesco il suo
imminente arrivo al negozio [Progr. 2792].
Lulteriore conferma della sua costante permanenza presso tale esercizio commerciale si
registrava sullutenza telefonica nr. 349-4175967, a lui in uso, alle ore 19.21, allorquando
chiedeva al figlio Giuseppe, notizie dellaltro figlio, Giovanni. Questultimo riferiva che
Giovanni non cera.-
In relazione ai fatti espressi nella presente informativa, evidente che BARILLA Antonino
ha contributo fattivamente a favorire la latitanza di CONDELLO Pasquale.
Il ruolo di BARILLA Giovanni sicuramente stato determinate in ordine al mantenimento in
stato di latitanza di CONDELLO Pasquale. Personale di questa Sezione, infatti, gi il 13
maggio 2007, nel momento in cui veniva installata, a bordo dellautovettura Mercedes classe
A, lapparecchiatura tecnica idonea alle intercettazioni delle conversazioni ed alla
individuazione dei movimenti, constatava che allinterno del vano portaoggetti del veicolo,
erano nascoste due partenti di guida in bianco, con allinterno un foglio di carta manoscritto,
riportanti le seguenti date di nascite : Milano 6/9/1963 e Palermo 24/9/1950, risultate
corrispondenti alle date di nascite di MORABITO Maria (nata a Reggio Calabria il 6 settembre
1963) e CONDELLO Pasquale ( nato a Reggio Calabria il 24 settembre 1950).
Detti documenti, evidentemente, dovevano essere utilizzati dai due coniugi per eventuali
spostamenti fuori dalla Calabria. I documenti non venivano sequestrati, poich tale operazione
avrebbe sicuramente danneggiato il prosieguo delle operazioni investigative connesse alla ricerca
del latitante.
In data 18 febbraio 2008, a seguito dellarresto di CONDELLO Pasquale, personale di questa
Sezione , a seguito di perquisizione domiciliare, eseguita presso labitazione di MORABITO
Maria, rinveniva, nella tasca di un giubbotto di colore scuro, appartenente a BARILLA
Giovanni, cos come asserito dalle persone presenti, nr. 2 patente di guida in bianco,
contrassegnate dai numeri di matricola F0762984 F0762996, risultate smarrite dalla
Motorizzazione Civile di Savona, appartenenti ad una pi ampia serie, dal nr. F0762977 al nr.
F0763006, con denuncia presentata presso la Stazione Carabinieri di Vado Ligure il 2 gennaio
1999. Il relativo verbale di sequestro stato gi trasmesso a codesta A.G.-
Sul conto di BARILLA Giovanni opportuno precisare, inoltre, che lo stesso, sicuramente, ha
costituito, almeno negli ultimi anni, il principale punto di contatto tra il ricercato ed il nucleo
familiare di questultimo. Il dato desumibile, oltre che dai fatti in precedenza indicati, anche
da una lettera rinvenuta nella disponibilit di CONDELLO Pasquale, di seguito integralmente
trascritta, dalla quale emerso che questultimo, era gi stato informato dal nucleo familiare in
ordine allaudizione del 29 febbraio 2008, innanzi al Tribunale del Minori da parte della
moglie MORABITO Maria, circa lavvio del procedimento per la decadenza della potest
genitoriale di questultima.
La lettera, in argomento cos recitava:
Ciao Caterina cuore di pap Io sto bene E spero che pure tu e famiglia stiate bene. Io dei
comportamenti di zia Carmela ero a conoscenza da parecchio tempo, la conosco bene a lei e alla
nonna, mi stavo zitto per non fare dispiacere la mamma che le voglio tantissimo bene, come voglio
bene a voi figli, vi porto sempre nel mio cuore e nella mia mente. La lettera non gliela mando sono
convinto di quanto tu mi dici. Fai bene a non dargli confidenza e con la nonna parla solo
lindispensabile perch gli racconta tutto. Per lorologio di Da ti ho gi detto che sono daccordo,
c solo che lui di Rolex forse ne ha, domandagli se gli piace il Cartier Santos 100, acciaio e oro,
Ma se a te piace il Rolex gli prendiamo quello, stai tranquilla. Tu e i tuoi fratelli siete dei figli
adorabili meravigliosi siete la mia vita la mamma una mamma fantastica insuperabile Vi stringo
in un paterno abbraccio Vi penso sempre
Il tuo caro Pap
Caterina stai tranquilla, per giorno 29. Tu lo sai benissimo che quello che dicono, quei signori
sono delle falsit nei confronti della mamma. Non ti creare nessun problema, se necessario gli
parli tu al giudice, con molta calma, e gli spieghi che mamma , che mamma stata e gli parli
dei valori che ti abbiamo trasmesso, quale lonesta, legalit, onorabilit, amore verso il prossimo,
leducazione. Vorrei conoscere i figli di quelli che hanno scritto tutte quelle bugie, faranno pena
di sicuro Mi auguro che ne scrivono ancora tanti, VUOLDIRE che io sono sempre qua con voi, e
E l loro si rodono il fegato. Se non te la senti fai che parla lavv. ma se parlate la mamma e pure
tu e ancora meglio, ma lo dovete fare con fermezza e senza emozioni Il giudice ti deve solo
ascoltare tu e la mamma dovete controbattere tutte le bugie che hanno scritto
(vds. all. nr. 60)
Considerato che la lettere stata sequestrata il 18 febbraio 2008, al momento della cattura,
elementare dedurre che la notizia era pervenuta a CONDELLO, alcuni giorni prima, quindi
nel periodo compreso tra l11 febbraio, data della notifica del provvedimento, ed il 18 febbraio
2007. Dallanalisi dei dati tecnici in possesso di questa Sezione, si ritiene che tale notizia sia
stata veicolata dal BARILLA il 15 febbraio 2008, giorno in cui lo stesso, alle ore 11.21, a
bordo della propria autovettura Mercedes Classe A , giungeva in Pellaro, localit Fondo
Giunta, allinterno dello spiazzale della concessionaria Subaru, di propriet di MARTINO
Paolo ove, sicuramente, incontrava qualcuno a cui riferiva i fatti innanzi citati.
Il veicolo, ripartiva alle ore 11.25.
^^^
Le ulteriori investigazioni condotte in questi ultimi giorni, hanno permesso, inoltre, di accertare,
che GIUSTRA Antonio, in precedenza generalizzato, inserito, a pieno titolo,
nellorganizzazione criminale, facente capo a CONDELLO Pasquale, atteso che allinterno
dellautovettura Nissan Micra, in uso allo stesso, sottoposta a censura, stato registrato, l 8
marzo 2008, un dialogo di estremo interesse probatorio. Tale circostanza scaturisce, oltre che
dalle proprie affermazioni, anche da quelle riferite dai propri amici, non meglio identificati, a
nome Marco e Vincenzo. Dal contenuto del dialogo emerso che il GIUSTRA, a seguito di
alcuni problemi, era stato protetto da persone di Archi, individuabili nei componenti della
famiglia CONDELLO, atteso gli accertati rapporti del GIUSTRA con questi ultimi.
Significativa, in tal senso, apparsa laffermazione di tale MARCO, il quale ha testualmente
asserito: ..eh! eh!! ti sto dicendo questo...hai capito?...per!...io gliel'ho detto "Santo! vedi che
Antonio dell'Archi e tutti quelli che ha amici si sono messi a disposizione...-
Gli interlocutori, tra laltro, hanno evidenziato concrete conoscenze con alcuni soggetti
appartenenti alla criminalit organizzata, fornendo tra laltro specifici dettagli:
CONVERSAZIONE REGISTRATA AL PROG. 1094 DEL 08.031.2008, ORE 00.14, CON
APPARECCHIATURA SIO.
Legenda:
GIUSTRA A.: GIUSTRA ANTONIO
MARCO: MARCO (PERSONA NON MEGLIO IDENTIFICATA).
VINCENZO: VINCENZO (PERSONA NON MEGLIO IDENTIFICATA).
INIZIO TRASCRIZIONE INTEGRALE
si da atto che alle ore [Link] l'uomo chiamato Vincenzo scende dalla macchina.
CONVERSAZIONE REGISTRATA AL PROG. 11638 DEL 08.03.2008, ORE 20.14.30, linea 612
CON APPARECCHIATURA SIO.-/
LEGENDA:
MORABITO M.: = MORABITO MARIA;
CONDELLO A.: = CONDELLO ANGELA;
CONDELLO C.: = CONDELLO CATERINA;
CONDELLO F.: = CONDELLO FRANCESCO;
GIUSTRA A.: = GIUSTRA ANTONIO.
^^^
...si sentono le voci di MORABITO Maria, CONDELLO Angela, CONDELLO Caterina,
CONDELLO Francesco e la piccola Maria Grazia; conversazione generica tra di loro. Alle ore
20.15.49 si sente suonare un citofono... alle ore 20.17.00 si sente Angela Condello che invita tale
Antonio ad entrare:
MORABITO M: ANTONIO!!!...
CONDELLO A.: mamma!!! questo poveretto quianto lo abbiamo disturbato oggi vero
ANTONIO??...
CONDELLO A.: lui malato... mi madre che che doveva andare, andare la sotto...
MORABITO M.: ormai te la mangi che te l'ho messa... togliti il giubbotto, vai a lavarti le mani...
CONDELLO C.: lo hai visto a ANTONIO? (si rivolge alla figlia di Angela n.d.r.)...
CONDELLO A.: bella!!!... figlia!!!...
CONDELLO A.: senti... eri libero oggi... non dovevi fare niente?...
MORABITO M.: ho detto io!... come devo fare!... mio padre mi ha detto... ...inc...
CONDELLO A.: perch mio suocero non c' ...inc... mattina... e di pomeriggio non c'era... lui...
FINE TRASCRIZIONE
(Vds. all. nr. 62)
In relazione al contenuto della lettera, stato accertato che la stessa stata scritta dopo lagosto
2007, in considerazione che la persona indicata con la lettera D che ad agosto compir 25
anni, stata identificata in IONETTI Daniele, nato a Cesena il 2 agosto 1983, fidanzato di
Caterina CONDELLO. Lo stesso, infatti, nellagosto del 2008 festegger il 25 compleanno.
Ritornando alla figura di MORABITO Felicia Carmela, si segnala, quindi, che anche
lincontro con il latitante collocabile in tale periodo, ovvero dopo lagosto del 2007, quindi in
epoca recente.
MORABITO Felicia Carmela stata arrestata nellambito delloperazione Vertice, in
relazione al delitto di favoreggiamento personale e procurata inosservanza di pena a carico di
CONDELLO Pasquale, sebbene, successivamente, venisse assolta. Le contestazioni relative a
questultimo procedimento erano riferite a fatti antecedenti al marzo 2006, data in cui veniva
tratta in arresto.
E evidente, alla luce della lettera rinvenuta, che MORABITO Felicia Carmela, anche in
seguito, ha continuato ad incontrare il latitante CONDELLO Pasquale.
Nel prosieguo dellattivit investigativa, l 8 marzo 2008 stata registrata una conversazione
telefonica sullutenza nr. 340/179598, in uso a BARILLA Paolo, fratello di BARILLA
Giovanni, diretta sullutenza nr. 346/9590814, in uso a CONDELLO Caterina, figlia di
CONDELLO Pasquale, nel corso della quale il BARILLA comunicava a MORABITO
Maria che non era stato possibile effettuare i biglietti aerei. Dal contenuto del discorso
emerso che MORABITO Maria dovr recarsi il 18 marzo 2008 a fare visita al marito in
carcere. Successivamente decide di recarsi con il nipote CONDELLO Francesco. Nel corso del
dialogo si evidenzia che questultimo, successivamente, dovr proseguire per lestero, infatti la
donna riferisce ehee in caso lui pu cambiare per lespatrio, allora prendili .. ehee qualli
Airmalta..
La conversazione avveniva come segue:
PROGR.12242 dell'utenza 3409179598 (IN USO A BARILLA' Paolo) DEL 08.03.08 ORE 11.41
IN (U) SULL'UTENZA 3469590814 (IN USO A CATERINA CONDELLO)
LEGENDA
MORABITO M.: MORABITO MARIA
BARILLA' P.: BARILLA' PAOLO
MORABITO M.: ehee in caso lui la pu cambiare per l'espatrio, allora prendili...ehee quelli
Airmalta
BARILLA' P.: si
MORABITO M.: a nome di Franceschino al posto di Caterina
BARILLA' P.: ho capito, va bene, allora ora vado dai, vado un'altra volta, ciao, ciao
MORABITO M.: scusa Paolo ...inc...
BARILLA' P.: no, no, non ti preoccupare, che ti devi scusare
MORABITO M.: cos per la prossima volta vediamo cosa possiamo fare per Caterina
BARILLA' P.: eh, va bene
MORABITO M.: allora prenota Airmalta per il diciotto (18), al posto di Caterina ...
BARILLA' P.: ...a Franceschino
MORABITO M.: ...a CONDELLO Francesco, tu la sai la data di nascita di Franceschino
BARILLA' P.: si, si ..cinque (5) undici (11) ottantadue (82)
MORABITO M.: eh! e poi a Franceschino...tanto lui voleva venire
BARILLA' P.: va bene, va bene
MORABITO M.: ciao
BARILLA' P.: ci vediamo dopo ciao
Alle ore 12.04, sempre dell8 marzo 2008, sullutenza nr. 331/6464377, in uso a CONDELLO
Francesco cl. 82, veniva registrata una conversazione, diretta allutenza nr. 346/9590814, in
uso a CONDELLO Caterina, nel corso della quale MORABITO Maria, reperibile
sullutenza della figlia, ricordava al nipote che era necessaria la carta didentit per lespatrio.
La conversazione avveniva come segue.
PROGR.3745 dell'utenza 3316464377 in uso a CONDELLO Francesco cl.82 del 08.03.08 ORE
12.04, in U sull'utenza 3469590814 (in uso a Condello Caterina)
LEGENDA
MORABITO M.: MORABITO MARIA
CONDELLO F.: CONDELLO FRANCESCO
^^^
Si tratta di elemento di prova documentale di indubbio valore indiziario non solo ove
riferito agli attuali interessi criminali di Pasquale CONDELLO, oltre che del gruppo criminale
riconducibile allo stesso, ma anche di consolidati assetti che tale sodalizio ha raggiunto con la
compiuta individuazione al suo interno di favoreggiatori a tempo pieno.
Questa non solo la ragione per la quale il pizzino doveva essere recapitato al capo
esclusivamente da soggetti inseriti nella ristretta cerchia di fedelissimi in esame, ma costituisce
riprova della necessit di specializzare gli stessi partecipi alla organizzazione criminale in
contestazione tanto da valutare di destinarli al costante servizio del capo-latitante:
Carissimo zio, spero che con questo mio scritto ti trovi bene in ottima forma cos come
posso dirti di me. Come da promessa ti scrivo per tenerti aggiornato su tutto quello che volevi
sapere. Ad oggi penso che ancora novit sul fatto che tu mi chiedevi non ce ne nessuna anche
perch mio cugino G. mi ha detto che il nostro compare rientrava questa settimana perch era
fuori Reggio per motivi di salute della sorella. Vedi che vicino alle telecamere che avevo parlato
c un fioraio, vedi se prima o dopo dove siamo noi. Se prima vediamo quello che dobbiamo
fare in tempi brevi, se dopo secondo me grossi problemi non ce ne sono. Carissimo vedi che ci
sono troppe cose che non vanno bene e in tutto questo ci sono anche i problemi di cui noi
parlavamo, cio del fatto che non ci troviamo noi e che non siamo in sintonia. Oggi ne ho avuto la
conferma che ognuno guarda troppo gli interessi personali e di questo mi riferisco proprio a mio
cugino G. mi devono dire solo se mi devo licenziare dal lavoro per dedicare tutto il tempo per te
oppure se vogliono fare le cose per bene e per come giusto. Mi diceva An che mi sta dando dei
soldi per te e te li mando. Per quanto riguarda il discorso dei soldi allavvocato dobbiamo
aspettare a fine mese che scende qualcuno per farci i conti. Carissimo vedi che faccio venire
mio cognato C. e se mi devi dire qualcosa fallo con lui. Per quanto riguarda il capannone, io lo
trovato una serranda per un po piccola, saranno 60 mq. Per c un soppalco di 30 mq. Ed
dove cera Borzumati lelettrauto, fatti spiegare da loro il punto anche buono, si deve vedere
perch un po piccolo. Zio capannone di 300 mq. Non ce ne sono anche perch se si parla di
capannoni il minimo di 500 mq. Ed anche difficile trovarlo, chiedi se sono serrande va bene?
Se va bene tutto pi facile. Oggi ho saputo che sceso Dani, per anche per lui ho da dirti e lo
far quando ci vediamo. Se Dani ha qualche ambasciata e come tante volte mi ha detto si trova
meglio a parlare con me, carissimo zio deve venire a trovarmi non devo andare io a farmi tutte le
chiesette per come ho fatto oggi, e poi ti spiego meglio quello che voglio dire! Carissimo ora
concludo , stai tranquillo perch credo che sono persone intelligenti e molte cose li riescono a
risolvere. Non ti voglio appesantire troppo perch sicuramente oggi sarai pi nevoso della volta
scorsa! Comunque stai tranquillo e ci vediamo presto, scusami se non sono potuto venire ma
avevo un appuntamento di lavoro, devo andare a portare un preventivo ad un cliente e spero bene!
Stai tranquillo e fagli sapere a zia Maria che io sono sempre una persona che ci tiene a te alla tua
famiglia e a tuo figlio, ti faccio questo appunto perch non ho bisogno della strega per vedere
alcune cose! Un abbraccio affettuoso, stai tranquillo e se non sei tranquillo mi star io due giorni
con te (si veda all. n. 1 allinformativa dell11 marzo 2008).
I riferimenti ricavabili dallattento esame della missiva, appaiono di estremo rilievo al
fine di dar prova della corretta impostazione fatta propria da questo Ufficio: non pi una
protezione al latitante da parte di soggetti di volta in volta disponibili a proteggere il loro capo, ma
la creazione di una vera e propria struttura interna alla stessa cosca, paragonabile ad una corte di
dignitari, in grado di volgere non solo funzioni di schermo tra il capo, gli altri soggetti di vertice e
la stessa base, ma di filtrare le notizie da e verso il latitante;
non pi messaggi isolati atti a gestire le attivit delittuose di competenza o azioni di protezione non
programmate affidate a persone accoscate ma non totalmente affidabili, ma la scelta di una gestione
ragionata affidata alle sole persone di provata affidabilit, per i vincoli di parentela esistenti, in
grado di operare senza divergenze alle dirette dipendenze di Pasquale CONDELLO e di apparire
allesterno come i suoi naturali ed esclusivi accreditati portavoce.
CAPITOLO III
Larea in esame, che si estende nella parte nord di questo capoluogo, comprende una serie di
centri abitati, caratterizzati dalla presenze di agguerrite associazioni mafiose, che nonostante i
diversi momenti repressivi, culminati anche con larresto e successive condanne di numerosi sodali,
hanno continuato ad operare in ogni settore della vita pubblica ed economica, mediante una fitta
rete di personaggi che, con diverso contributo di causa, hanno agevolato lespansione ed il
controllo territoriale, anche mediante la cooptazione di nuovi sodali. Nel caso in esame sar persa
in considerazione lorganizzazione criminale denominata BUDA - IMERTI, alleata storica della
famiglia CONDELLO, i cui rappresentanti verticistici, sono risultati legati tra loro anche da
stretti vincoli di parentela.
Il gruppo criminale in esame, storicamente capeggiato da IMERTI Antonino, alias nano
feroce [nato a Villa San Giovanni (RC) il 22.08.1946, ivi residente Via Ammiraglio Curzon],
attualmente detenuto, poich condannato, con sentenza definitiva alla pena dellergastolo, ha
subito, a seguito della celebrazione di alcuni processi, con conseguente condanne degli associati, un
riassetto endogeno, tant che la reggenza dellorganizzazione stata affidata allomonimo cugino,
IMERTI Antonino [ nato a Fiumara di Muro (RC) il 01.10.1950, ivi residente Frazione San Rocco
Via [Link] nr.75, pregiudicato].
Condannato in primo grado nellambito del procedimento penale Olimpia, alla pena di anni
10 di reclusione, stato successivamente assolto.
In relazione alla figura di IMERTI Antonino, quale Capo Societ del Locale di Fiumara di
Muro, bisogna fare delle precisazioni, atteso che dalle acquisizioni probatorie scaturite dal presente
procedimento penale, emerso che, di fatto, lorganizzazione in esame, subisce anche lingerenza
di CONDELLO Domenico [ n. 04.01.1956], latitante, cugino di CONDELLO Pasquale, nonch
cognato di IMERTI Antonino cl. 46, alias nano feroce, esecutore materiale dellomicidio in
pregiudizio di DE STEFANO Paolo, commesso il 13 ottobre 1985. Infatti, dallesito di alcune
conversazioni tra presenti, BUDA Pasquale, in precedenza generalizzato, soggetto aderente alla
medesima struttura criminale, sul conto del quale si disquisir in maniera dettagliata in seguito,
oltre a rappresentare che IMERTI Antonino, cl. 50, non godeva di alcun carisma da parte dei
componenti dellorganizzazione [ quando io e mio fratello abbiamo avuto i problemi, sotto al
letto stava...] (vds. all. nr. 4), evidenziava, nel corso di un altro colloquio, il ruolo di primo piano
del suddetto CONDELLO Domenico. In particolare, nel corso di una conversazione intercorsa in
data 4 dicembre 2006 con PASSALACQUA Domenico, in precedenza generalizzato, nel
commentare lapertura, nel comune di Villa San Giovanni di una nuova fabbrica e, quindi, la
mancanza di un costante controllo ai fini dello sfruttamento delle attivit economiche dellarea,
evidenziava che ... l'ho saputo io, neanche Nino lo ha saputo che... ma poi...inc... lo sai... lui
Mico... ma Nino... la "smorfia"... un poco non vuole fare la "malafaccia", un poco non vuole... un
poco si rende conto che solo e non ha niente da fare, allora... non prende nessuna presa di
posizione, hai capito?... prima si parla "facciamo questo, facciamo quello, facciamo quell'altro,
facciamo qua facciamo la, da oggi in poi facciamo..." e poi piano piano, piano piano, piano piano,
passa un mese, passano due mesi e si... e si fa come si faceva prima... l'hai visto...inc.... I soggetti
menzionati dal BUDA, a nome Nino e Mico, sono stati identificati, dal complesso generale
dellintera conversazione, in IMERTI Antonino cl. 50 e CONDELLO Domenico, in precedenza
generalizzato.
La prosecuzione della conversazione offriva uno spaccato molto importante circa le
dinamiche criminali del centro di Fiumara di Muro, atteso che il BUDA, con tono molto
rammaricato, aggiungeva:
BUDA P.: ma uno veramente si deve fare i cazzi suoi...a Fiumara di Muro quanto
ha... un mese? e non venuto... quella cosa "fitusa" qua, la, sotto, sopra, a destra . inc... no! da
oggi in poi... dice "compare che..." va bene, ora parliamo, ora facciamo... Nino... dice " don
Mimmo faceva..."...lui...dalle parti di Fiumara e parte lui... ah!... fa il discorso... le cose sono
cambiate...
PASSALACQUA D.: inc...
BUDA P.: ... non pu dirlo!...inc... perch quello giustamente dice "come se
abbiamo parlato noi la... ed abbiamo detto una cosa..."...e poi...inc...i rispetti... no! dice... come
vedo... come viene Enzo, metto la mia"
PASSALACQUA D.: eh!!!
BUDA P.: ... voi cos volete! i coglioni... ma con questo matrimonio... io ho visto
cose... ma dico perch... quell'altra capisce per non la dice, perch la voglio dire... ma voi al
matrimonio, quegli altri si stanno facendo il tavolo per fatti suoi, ah... ed ogni volta lasciano un
posto, due posti... noi altri dice, facciamo il tavolo di "fiumaroti", era giusto cos... ci siamo seduti
tutti la, mio cugino Nino si doveva l con noi...
PASSALACQUA D.: va be! Nino...inc...
BUDA P.: ah?
PASSALACQUA D.: capitato spesso che Nino si seduto con noi...
BUDA P.: ma... ma non una cosa giusta, la posso fare pure io che arrivo la... a me
mi hanno chiamato pure loro!
PASSALACQUA D.: e non ti sei seduto?
BUDA P.: non mi sono seduto, gli ho detto "devono arrivare amici!...deve arrivare
mio cugino Nino, deve arrivare compare Mimmo ..." ah!.. io non mi sono seduto
Il discorso, nella circostanza, era riferito ad un matrimonio avvenuto nella zona di Fiumara
di Muro, laddove allIMERTI Antonino cl. 50, sebbene gli fosse stato conservato il posto a sedere
con il gruppo di persone facente parte dellorganizzazione criminale di quel centro, aveva preferito
sedersi con altri.
Anche in questo caso BUDA Pasquale, commentava, in modo negativo, latteggiamento
dellIMERTI, tenuto conto dellevidenza di ulteriori fratture interne alla compagine ndranghetista.
Ancor prima di proseguire nellesposizione dei fatti, opportuno fare delle precisazioni sul
conto dei fratelli BUDA, Pasquale e Natale. I suddetti, durante la guerra di mafia, hanno svolto, per
conto di IMERTI Antonino, alias nano feroce, funzioni di guardaspalle, tant che BUDA Natale,
in data 10 ottobre 1985, restava ferito nellesplosione dellautobomba a Villa San Giovanni mentre
il fratello Pasquale, riportava la perdita di un occhio, a seguito di un attentato operato a Fiumara di
Muro, in data 7 luglio 1986, in cui perse la vita CONDELLO Vincenzo.- Gli attentati, in entrambi i
casi, erano diretti nei confronti di IMERTI Antonino cl. 46.
Ebbene, le lamentele rappresentate dal BUDA Pasquale allindirizzo di IMERTI Antonino
cl. 50, [ quando io e mio fratello abbiamo avuto i problemi, sotto al letto stava.]105, sono
riferite proprio a tali situazioni. E evidente che il BUDA aspirava ad acquisire la reggenza
dellorganizzazione mafiosa di Fiumara di Muro, dopo larresto di IMERTI Antonino cl. 46.
Per meglio comprende il grado verticistico assunto da IMERTI Antonino, cl. 50, allinterno
del gruppo criminale in trattazione, si richiama quanto evidenziato sul conto dello stesso dalla
sentenza di condanna della Corte di Assise di Reggio Calabria, nellambito del procedimento
penale originato dalla Operazione Olimpia.
Nellambito del medesimo procedimento penale, BUDA Pasquale stato condannato, con
sentenza passata in giudicato, in relazione al delitto di cui allart. 416 bis c.p.
Sul conto dello stesso, la Corte di Assise del Tribunale di Reggio Calabria, cos si
espressa:
Dalla deposizione dellispettore Fusco Egidio alla udienza del 23,12,97 emerge a suo carico
quanto segue : Buda Pasquale di Rocco e di Catalano Maria, nato a Fiumara di Muro il 27/2/56.
Hanno reso dichiarazioni i collaboratori Lauro e Scopelliti. 10/3/86 denunciato in stato libero dai
Carabinieri di Villa San Giovanni per associazione per delinquere di stampo mafioso. L8/7/86
veniva tratto in arresto dai Carabinieri di Reggio Calabria in esecuzione dellordine di cattura
numero 42 barra 86 ROC per violazione alla legge sulle armi. 19/7/86 scarcerato per i reati di cui
sopra ed inviato agli arresti domiciliari con provvedimento numero 1648 barra 86 RGPM emesso
dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria. Il 23/8/86 denunciato in stato libero dai
Carabinieri di Villa San Giovanni per associazione per delinquere di stampo mafioso. Il 13/10/86
tratto in arresto in esecuzione di mandato di cattura per il reato di associazione di tipo mafiosa
emesso dallufficio istruzione penale del Tribunale di Reggio Calabria il precedente 11/10/86.
16/4/87 veniva scarcerato dalla Casa Circondariale di Messina ove si trovava detenuto per
decorrenza dei termini di custodia cautelare. 25/6/88 veniva tratto in arresto in esecuzione di
mandato di cattura emesso dallufficio istruzione del Tribunale di Reggio Calabria per il reato di
associazione per delinquere di stampo mafioso. Il 23/10/1989 condannato in primo grado ad otto
anni di reclusione per i reati di cui sopra. 9/6/92 sottoposto a fermo di PG in relazione allattuale
decreto legge numero 306 barra 92 dell8/6/92. Il 10/5/93 veniva dimesso dalla Casa Circondariale
di Matera per fine pena in virt della concessione di giorni 360 di liberazione anticipata. 9/5/86
veniva sottoposto a diffida dal Questore di Reggio Calabria. Il 7/5/91 sottoposto con decreto
numero 255 barra 90 MP e 217 barra 91 dal Tribunale di Reggio Calabria alla sorveglianza speciale
di PS per la durata di anni tre. Il 25/11/93 sottoposto alla misura di sicurezza della libert vigilata
per anni due a decorrere dall11/5/93.
Dal certificato generale del casellario giudiziario emerge la condanna definitiva per il delitto
di cui allart. 416 bis CP inflittagli nel procedimento Albanese Mario+ altri , con contestazione
aperta ( dallottobre del 1985) e con giudicato formatosi, in base ai noti principi
giurisprudenziali, sino alla data della pronunzia di primo grado ( 23.10.89). Con decreto,
confermato in appello, del Tribunale Misure di Prevenzione di RC del 7.5.91 gli stata inflitta la
sorveglianza speciale per la durata di anni tre.
Il collaboratore Scopelliti Giuseppe alla udienza del 19.9.97 ne tratteggia il ruolo sofferto
( ha dato un occhio per il capo, in occasione del noto attentato; ha fornito una bomba per
compiere lestorsione ai danni del proprietario dellhotel De La Ville di Villa San Giovanni,
peraltro oggetto di trattazione in questo processo ) nellambito della cosca Imerti :
- PUBBLICO MINISTERO Buda Pasquale classe 56.. conosce.. INTERROGATO
(SCOPELLITI GIUSEPPE) Classe 56.. si.. se non erro quello che ha avuto.. stato sparato
insieme a Nino Imerti, al cognato di Nino Imerti, nella macchina blindata a Fiumara di Muro.. si, lo
conosco.. cognato di Giovanni Imerti, pure.. - PUBBLICO MINISTERO Cognato?
INTERROGATO (SCOPELLITI GIUSEPPE) Di Giovanni Imerti.. avendo loro sposato due
sorelle - PUBBLICO MINISTERO Quando lo ha conosciuto? INTERROGATO
(SCOPELLITI GIUSEPPE) E.. lo conoscevo.. sempre prima della guerra di mafia, e poi durante
la guerra di mafia lo conoscevo.. benissimo non bene - PUBBLICO MINISTERO
Frequentava lorganizzazione questa persona? INTERROGATO (SCOPELLITI GIUSEPPE)
Si, come no? Si.. se la latitanza Nino Imerti, la maggior parte lha San Pietro di Fiumara di
Muro, pur essendo lui.. e.. avendo labitazione a Fiumara di Muro.. era.. era consuetudine che quasi
tutte le sere ci incontravamo e ci facevamo facevamo delle discussioni, tanto che in qualche
occasione mi consegn pure una bomba.. da Nino Imerti.. che io collegai, mi ricordo a..
allimprenditore Franco Siclari era a conoscenza del tentato omicidio che avevamo fatto ai danni
di Rocco Zito, Vincenzo Corsaro e cos via, perch mi ricordo che la sera prima andai a casa sua e
mi disse << ricordargli a Nino Imerti di non sbagliare.. non sbagliate rompetegli le corna, cos
paga locchio che ho perduto>> - PUBBLICO MINISTERO Senta, e quale era il ruolo
allinterno della cosca di questa persona? INTERROGATO (SCOPELLITI GIUSEPPE) Non
era un ruolo verticistico per cera sempre un rapporto di parentela.. come... mi ripeto, essendo...
cognato di Giovanni Imerti, cugino di Nino Imerti, e avendolo.. loro due sposato due sorelle era
un rapporto fiduciario ecco.. - PUBBLICO MINISTERO Si.. ma.. INTERROGATO
(SCOPELLITI GIUSEPPE) Pi che altro pi che altro ecco, cio omicidi non ne faceva..
pure se.. ne era a conoscenza.. per.. sapeva si tenevano le armi.. esplosivo, tanto che lui mi
consegn una volta per un attentato.. ecco.. era un rapporto fiduciario - PUBBLICO
MINISTERO La consegn a chi questa bomba? INTERROGATO (SCOPELLITI GIUSEPPE)
A me personalmente.. - PUBBLICO MINISTERO E per quale attentato? INTERROGATO
(SCOPELLITI GIUSEPPE) Allimprenditore Francesco Siclari.. la collegai.. la collegai nella sua
abitazione, mi ricordo.. la sera successiva.
Il collaboratore Barreca Filippo alla udienza del 3.10.97 lo ricorda come inserito nel vertice
della cosca Imerti, per solo dopo contestazione del PM :
PUBBLICO MINISTERO - Va bene , basta sufficiente cos .Torniamo alla domanda
iniziale , e cio Buda Pasquale classe 56, lei ricorda questa persona ? - INTERROGATO (
BARRECA FILIPPO) Buda Pasquale non me lo ricordo signor pubblico ministero - PUBBLICO
MINISTERO - Allora io, sempre vale come contestazione, lo stesso verbale del 18.02.95 ,
riconosco nella foto contrassegnato numero 4p Buda Pasquale , inserito nel vertice della cosca
Imerti , lei ricorda questa dichiarazione ? - INTERROGATO ( BARRECA FILIPPO) SI -
PUBBLICO MINISTERO - La conferma ? - INTERROGATO ( BARRECA FILIPPO) Ma
guardi io per la verit non , ecco in questo momento non che mi ricordi tanto - PUBBLICO
MINISTERO - Va bene .
Il collaboratore Buda Rocco alla udienza del 4.11.97 lo inserisce nella cosca Imerti come
autista e guardiaspalle del capo precisando che, comunque, dopo il subito attentato ebbe un ruolo
poco attivo nella cosca .Conferma che cognato di Giovanni Imerti poich entrambi hanno sposato
due sorelle di Rocco Licandro, altro coimputato in questo processo per appartenenza alla cosca
Imerti .
Anche il collaboratore Ranieri Giovanni alla udienza del 14.02.98 lo inserisce nella cosca
Imerti al pari del fratello Natale Buda.
Il collaboratore Gull Antonio alla udienza del 3.11.97 dice di averlo conosciuto in carcere
nellanno 1988 e lo inserisce nella cosca Imerti ( avrebbe accompagnato il capo nei suoi
spostamenti) sia pure evidenziando come il Buda avesse del risentimento nei confronti di Imerti
Antonino perch a 40 anni era solo picciotto ( carica mafiosa posta al livello pi basso) e perch
gli faceva avere in carcere somme di denaro molto modeste .
Il collaboratore Iero Paolo alla udienza dell11.11.97 dice di averlo conosciuto in carcere e
aggiunge che, pur facendo parte della cosca Imerti, lui e il fratello Natale Buda parlavano male di
Nino Imerti ( per motivi di carattere economico, come un po' tutti i detenuti aggregati alla stessa
cosca).
Dalle concordi dichiarazioni dei collaboratori di giustizia che precedono emerge senzaltro
una condotta associativa del Buda Pasquale protrattasi oltre la data del 23.10.89 come
comprovato dalla detenzione comune del Buda Pasquale e del Buda Natale da un lato e dello Iero
dallaltro (detenzione protrattasi nel carcere di Reggio Calabria per lo Iero dal 25.1.88 sino al
24.3.90, per Buda Pasquale dal 25.6.88 sino al 2.6.90 e per il Buda Natale dal 13.5.88 sino 31.1.90
) , detenzione durante la quale come s detto il Buda Pasquale si lamentava del trattamento
economico non ritenuto degno di un appartenente ad una cosca mafiosa della quale egli comunque
si sentiva affiliato.
Pena equa - esclusa laggravante di dirigente della cosca anche perch non consona al
trattamento economico deteriore che gli veniva riservato e valutati i criteri direttivi di cui allart.
133 CP - stimasi quella di anni 4 di reclusione .
Per quanto concerne BUDA Natale giova richiamare la sentenza con la quale la Corte
dAssise di Reggio Calabria lo riteneva colpevole del delitto a lui ascritto ed, esclusa laggravante
di dirigente della cosca, lo condannava ad anni 4 di reclusione.
106ZITO Rocco, nellambito del citato procedimento, stato inquisito, tra laltro, in relazione al seguente
capo dimputazione:
DE STEFANO Giorgio (cl.48), DE STEFANO Orazio (cl.59), TEGANO Pasquale (cl.55), TEGANO
Giuseppe (cl.44), TEGANO Giovanni (cl.39), LIBRI Domenico (cl.34), LIBRI Pasquale (cl.39), LIBRI
Giuseppe (cl.58), LIBRI Antonio (cl.60), CARACCIOLO Antonio (cl.29), MELARI Peppino Belisario (cl.43),
LATELLA Giacomo (cl 56), LATELLA Saverio (cl.39), FICARA Giovanni (cl.44), BARRECA Filippo (cl.56),
BARRECA Giuseppe (cl.57), BARRECA Santo (cl.59), ZITO Rocco (cl.43), ZITO Vincenzo (cl.58),
BERTUCA Vincenzo (cl.50), BERTUCA Pasquale (cl.57), Paviglianiti Domenico cl 61 ( posizione
stralciata):
per accedere allinterno dellassociazione criminale operante a Fiumara di muro, era stato
comunque battezzato.
Le affermazioni, in tal senso, sono inequivocabili: Mimmo CORSARO l'hanno fatto
senza... alt!... e non abbiamo fatto opposizione perch non aveva questo, non aveva quello, non
aveva quell'altro...e perch per questo qua tenete...tenete...la stessa cosa...-
Successivamente, BUDA Pasquale rappresentava, in maniera temporale, la diversa
progressione dei gradi di ndrangheta e, nel caso in specie, riferiva, sostanzialmente, che
allinterlocutore gli era stato dato un grado elevato, direttamente la Santa, che nellambito della
gerarchia mafiosa rappresenta uno dei gradi apicali:...siccome il locale di Fiumara non
formato...c' un ...inc...ordine, nel senso...tratto inc... chiuso in buon ordine...inc..., capisci! e
allora ti dovresti fare quattro anni, poi picciotto...dopo, dopo camorrista, poi
sgarrista...capisci!...poi da quando ... deve passare un anno, minimo un anno...
BUDA Pasquale, nel prosieguo della conversazione, oltre ad affermare che con tale grado,
linterlocutore, tra laltro, avrebbe potuto partecipare a tutte le riunioni strategiche di ogni
organizzazione criminale presente in Calabria ....tu per esempio puoi stare seduto in tutti i
tavoli..., aggiungeva testualmente: . ...a tutti gli effetti.....hai capito?.....tu non gli devi dire che
tu non hai la N'drangheta....tu con chi parli, parli...perch per giusto non ti potevano dare la
santa...hai capito?... stata una eccezione del locale ...lo stesso che ti abbiamo dato tutte cose....
E sempre lo stesso BUDA che, attraverso la sua profonda conoscenza criminale qualifica il
proprio fratello Francesco (BUDA), identificato nellomonimo [nato a Fiumara (RC) il 02.03.1959,
residente a Gambolo (PV)] quale appartenente allorganizzazione, atteso che ad un certo punto del
dialogo, riferiva che il proprio fratello Ciccio, ovvero BUDA Francesco, allorquando andava a
Fiumara di Muro, dialoga con molta facilit e con tutti, dei gradi della ndrangheta, atteggiamento,
sicuramente non consone alla figura di un appartenente alla criminalit organizzata: ...no!!! lui
non sapeva nemmeno che cosa ha...lo sai come l'ha scoperto lui che...quello che ha lui?...quando c'
stato mio fratello Ciccio una volta qua...si metteva a parlare..."Ciccillo vedete che voi avete
questo...voi avete questo qua!"...da la uno capisce....
Va sottolineato un ulteriore dato che sancisce , tra laltro, una proiezione della ndrangheta
anche in altri contesti territoriali. BUDA Pasquale, infatti, prima di fare tali affermazioni,
riferendosi sempre al fratello Francesco, precisava che questultimo, rivestiva un elevato grado
della ndrangheta che era confacente allarea in cui lo stesso abitava: .. il massimo da lui....dove
lui....invece ci sono altre cose che lui non le sa...non glieli puoi dire anche perch lui un
pochettino... BUDA Francesco, da accertamenti sviluppati, risulta risiedere come gi evidenziato
in Lombardia, con precisione a Gambolo (PV).
Nellambito dello stesso discorso , BUDA Pasquale precisava che il fratello, tra laltro, non
si rendeva conto pienamente del significato e del valore del grado ndranghetista rivestito,
considerato che viveva lontano dalla Calabria:
BUDA P.: hai capito!.....poi ci sono altre cose...hai capito che...si maturano nel tempo...non
che finito qua uno...poi ci sono altre cose....Ciccio ancora non le sa...non le ha scoperte...
UOMO: e non gli dici...
BUDA P.: e non gliele posso dire!...
UOMO: ah! ah! ah!
BUDA P.: ....anche perch sono cose che...lui pensa che...che andato con il massimo...
UOMO: ma lui...
BUDA P.: il massimo da lui....dove lui....invece ci sono altre cose che lui non le sa...non
glieli puoi dire anche perch lui un pochettino....
F19) del reato p.p. dall'art.416 bis commi 1, 2, 3, 4, 5 e 8 c.p., per essersi associati tra loro, nelle rispettive
qualit di esponenti verticistici delle cosche reggine dello schieramento destefaniano, al fine di deliberare
l'esecuzione di tutte le attivit illecite connesse alla guerra di mafia ed in particolare al fine di programmare
e fare eseguire omicidi di esponenti di rilievo delle cosche avverse, con lo scopo di assicurarsi l'egemonia
mafiosa su tutto il territorio della citt di Reggio Calabria e dei Comuni viciniori annientando le cosche
contrapposte federate allo schieramento IMERTI-CONDELLO-SERRAINO.
In Reggio Calabria e zone limitrofe dal 13 gennaio 1986 fino al settembre 1991.
Si precisa che al momento del dialogo, lautovettura del BUDA, stava percorrendo alcune
strade di Villa San Giovanni, con partenza dalla via San Filippo Neri. La conversazione aveva
termine in Villa San Giovanni Piazza Rosario.
Nellambito della criminalit calabrese, le regole costituiscono lessenza della struttura
stessa, la cui affiliazione comporta lingresso allinterno della Ndrangheta, e, quindi, sancisce la
perenne affiliazione di una persona alla stessa struttura criminale.
Si precisa che il gruppo mafioso in esame, ovviamente, non ha tralasciato, nellambito
dellattivit di controllo del territorio, lingerenza nel settore politico, con particolare riferimento
alle elezioni comunali di Fiumara di Muro, laddove, i diversi sodali, gi dal mese di ottobre 2007,
discutevano in relazione alle elezioni amministrative del successivo 13 e 14 aprile 2008 e, quindi,
della persona da eleggere come sindaco.
In particolare, in data 2 ottobre 2007, BUDA Pasquale ed il soggetto a nome Mimmo, a
cui era stato conferito il grado di santista, come si fatto cenno nelle pagine precedenti,
esponevano la situazione politica di Fiumara di Muro, laddove i diversi componenti
dellorganizzazione erano gi attivi per tali elezioni, senza aver trovato sino a quella data un
accordo concreto.
Dal complesso del discorso, emergeva che i probabili candidati dovevano essere individuati
nella figura di CIANCI Domenico, sindaco uscente [nato a Villa San Giovanni il 4 febbraio 1946] e
di REPACI Stefano [nato a Fiumara il g. 08 luglio 1976].
Le elezioni del sindaco, per lorganizzazione criminale di Fiumara di Muro, costituiva un
momento di sostanziale interesse, al fine di potersi inserire allinterno dellamministrazione
comunale, attraverso personaggi contigui al gruppo criminale e, quindi, potere gestire in modo
predatorio tutti gli appalti indetti dal comune. Il BUDA, infatti, riferiva che leventuale elezione a
Sindaco di un soggetto non aderente o vicino a loro avrebbe, sicuramente, agevolato, nella
spartizione dei lavori appaltati CORSARO Domenico, gi in precedenza generalizzato: .. e poi
vince questo e Mimmo Corsaro dice "i lavori li devono dare a me, quelli che non voglio io gli
devono dare agli altri"...per ora vado e mi rompo il culo io..per andare trovando i lavori, poi
domani vai tu e ti prendi i lavori...
E evidente che gli interessi dellorganizzazione erano votati alla monopolizzazione dei
lavori indetti dal comune, e a tal proprosito il soggetto, in compagnia del BUDA che ormai era
diventato santista, avendo acquisto un grado autorevole nella ndrangheta, aggiungeva, con tono
minaccioso .. ah ..poi si vedr chi si prende i lavori, Pasqualino!!! ..inc...
Si precisa che la prima parte della conversazione era attinente ad un diverbio scaturito tra
IMERTI Antonino cl. 50 e REITANO Pasquale [nato a Fiumara (RC) il 01.04.1935, pregiudicato]
che, secondo le affermazioni del BUDA, avrebbe definito lIMERTI un infame. Con analogo
appellativo, inoltre, veniva definito lo stesso BUDA da parte di ZITO Rocco, in precedenza
generalizzato. In particolare, il discorso cos si svolgeva:
OMISSIS
BUDA P.: Nino!....eh!! Pasquale REITANO gli ha detto che infame l, di fronte al bar...
MIMMO: si! eh!!!
BUDA P.: ...e c'ero io
MIMMO: neanche sono corrette queste cose
BUDA P.: ha preso ed ha uscito il discorso...inc..., Rocco ZITO la stessa cosa...Rocco
ZITO...la stessa cosa.....me l'ha detto a me...
MIMMO: no!!! gli rimarco una cosa di quaranta anni fa
BUDA P.: ...me l'ha detto a me e a mio cugino Nino...hai capito?...giustamente io che cosa
ti posso dire! che quello ti dice che sei infame ha chiuso con tutti
MIMMO: non lo puoi fare tu? ...ah?
BUDA P.: io!...lo dico per farti capire che tante persone non ti vogliono...
OMISSIS
In relazione alle affermazioni innanzi citate, non stato possibile ricostruire, in tempi
successivi, le dinamiche connesse alla vicenda in esame, in considerazione che BUDA Pasquale,
nel mese di febbraio 2008 veniva tratto in arresto, poich trovato in possesso di una pistola.
Va comunque sottolineato che BUDA Pasquale era particolarmente interessato alle vicende
comunali di Fiumara di Muro, tanto che per conto dellamministrazione comunale, aveva chiesto a
BARBIERI Domenico dintercedere con la societ Acquereggine107 affinch stipulasse una
convenzione con il comune di Fiumara di Muro (RC). La circostanza emergeva da una
conversazione intercorsa tra GRILLO BRANCATI Vitaliano108 e BARBIERI Domenico in data
15 marzo 2007, laddove, questultimo, rappresentava tale circostanza, aggiungendo che la prefata
societ non intendeva sottoscrivere alcun contratto con il comune di Fiumara, poich gravato da un
grave dissesto finanziario. Il GRILLO BRANCATI Vitaliano, nella circostanza, riferiva che tale
richiesta si basava, esclusivamente, sulla possibilit da parte del BUDA di richiedere, in caso di
convenzione, alcuni posti di lavoro.
La prosecuzione della conversazione era incentrata sulla particolare situazione del comune
di Fiumara d Muro, ove un ruolo importante era rivestito dal tecnico comunale SERGI
Carmelo109.
BARBIERI D.: stamattina mi sono incontrato con BUDA, con Pasquale BUDA...
GRILLO B. V.: ah, Pasquale...
BARBIERI D.: dice "sapete... (inc.)... acque reggine a Fiumara, lo vogliono... se potete
mettere una parola pure voi..." ho preso e gli ho detto io " eh, poi se non li pagano che cosa gli
faccio io?" e non che non lo vogliono perch siamo a Fiumara, non ne vogliono perch c' un
dissesto finanziario, il comune pronto per chiudere...
GRILLO B. V.: si...
BARBIERI D.: gli ho detto " e quelli vanno a prendere - gli ho detto io - due miliardi di
cose... per fare che cosa?
GRILLO B. V.: si, no loro vogliono assumere, vogliono, vogliono fare la convenzione e
vogliono qualche dieci posti di lavoro!
BARBIERI D.: si!
GRILLO B. V.: eh, gli pare che loro gli mantengono lo spasso!
La Societ consortile per Azioni denominata ACQUEREGGINE S.C.P.A., con sede legale a Roma, ha
per attivit la Captazione, adduzione, depurazione e distribuzione di acqua potabile
108 nato a Villa San Giovanni il 18.02.1960
109 nato a Fiumara il 27.11.1951, ivi residente in via Garibaldi nr.75, coniugato con CRISTIANO Annunziata,
responsabile dellufficio tecnico comunale di Fiumara, agli atti dellArma territoriale risulta annoverare
diversi precdenti penali, tant che in data 24.01.2002 la Questura di Reggio Calabria, emetteva a suo carico,
un decreto con cui veniva respinta listanza di rinnovo del porto darmi. Tra i precedenti pi significativi si
evidenziano:
19.12.2002: veniva tratto in arresto da personale del G.I.C.O. della Guardia di Finanza di Reggio
Calabria, a seguito di ordinanza del G.I.P. presso il Tribunale di Reggio Calabria avente nrr.4264/02 RGNR
4715/02 RGIP 232/02 Rocc per i reati di truffa, incendio, armi ed altro, in concorso con altri soggetti, in
relazione alla gestione della locale discarica R.S.U. di localit Valle dellOrologio. In quelloccasione a
carico dello stesso, cui venivano concessi gli arresti domiciliari, veniva operato un sequestro delle armi,
legalmente detenute.
21.03.2003: veniva scarcerato con provvedimento del G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria.
26.08.2003: veniva denunciato alla competente A.G. da questo Comando, in concorso con altri
soggetti, per omissione di atti dufficio, interruzione di pubblico servizio, danneggiamento e reati ambientali,
in merito alla gestione dellimpianto di depurazione comunale;
BARBIERI D.: a Pasquale... " c' mio fratello, c' qua.."...(inc.)... non si tratta... (inc.)...
questi non fanno la convenzione perch hanno un dissesto finanziario... il comune... quindi come
gli garantisce che poi paga i lavori? Non glieli garantisce nessuno, il sindaco pazzo, lo dite voi
stessi... il sindaco la un certo...
GRILLO B. V.: un cesso lo so, il cognato di coso...di... di coso... del... del dottore
PARDO... come si chiama MARRA... di Franco MARZO.
BARBIERI D.: quello di Santo Alessio!
GRILLO B. V.: si...
BARBIERI D.: eh...
GRILLO B. V.: si ma un poveretto...
BARBIERI D.: chi CIANCI? No CIANCI...
GRILLO B. V.: siamo amici, ma non ha voce in capitolo...
BARBIERI D.: no, niente completamente... la quello che ha un p di voce in capitolo
Melo SERGI, si mangiato tutti i cazzi, si fatto i soldi e questi li ha raccolti come cazzo ha
voluto.
GRILLO B. V.: e ancora lavora la!
BARBIERI D.: e ancora lavora la...
GRILLO B. V.: e dice che giusto pure che ancora lavora la...
BARBIERI D.: si, si...
GRILLO B. V.: perch loro dicono pure che giusto, una volta ho parlato con il
segretario, ha detto " si ma... perch..." , il segretario... uno dei consiglieri, un assessore, ai lavori
pubblici CRU... eh coso si chiama...
BARBIERI D.: CRUPI?
GRILLO B. V.: no!
BARBIERI D.: eh... IANNI' mi pare che ...
GRILLO B. V.: e... Vincenzo...
BARBIERI D.: CHILLE'?
GRILLO B. V.: no... l'assessore ai lavori pubblici si chiama... lavora da Valentino
BARILLA'....
BARBIERI D.: ah, si, si...
GRILLO B. V.: Vincenzo... ho segnato il nome, non me lo ricordo...
BARBIERI D.: diceva... (inc.)... il ragioniere la che poteva...
GRILLO B. V.: dice perch... giustamente... comunque...
BARBIERI D.: a questo gli hanno trovato un conto...
GRILLO B. V.: settecentomila euro!
BARBIERI D.: cinquecento milioni su un conto, intestato alla sorella, canalizzato su un
altro conto a Villa, cio...
GRILLO B. V.: va bene ma questo non serviva a nulla...
BARBIERI D.: certo... (inc.)... non faceva quello che ha fatto...
GRILLO B. V.: (inc.)... gli sembrava che glieli guardavamo...
BARBIERI D.: sotterra, sempre...(inc.)...
GRILLO B. V.: si loro con un pulsante, e con il numero di conto corrente tempo...
tempo reale scoprono quanto soldi hai quello...
BARBIERI D.: tre minuti!
GRILLO B. V.: non ci vuole niente! Ma io se tu hai il programma online nel computer,
vedi quanti movimenti hai fatto, ti fa tutti i movimenti come li fanno... io mi spavento pure di fare
cose...
BARBIERI D.: e quello ha messo i soldi a nome di sua sorella...
GRILLO B. V.: e lei cosa fa? Che mestiere fa?
BARBIERI D.: (inc.)...
GRILLO B. V.: e poi anche se ha fatture, anche se ha cose....
BARBIERI D.: (inc.)...
GRILLO B. V.: no a Milano, quella... questa, ho capito chi la sorella...
BARBIERI D.: a Genova, non mi...
GRILLO B. V.: a.... coso , a... in un paese turistico della Liguria, a... a... a... ha il
panificio insieme a coso...
BARBIERI D.: si!
GRILLO B. V.: ma perch lei SERGI si chiama pure? SERGI sposata SERGI sono?
BARBIERI D.: si! Parola mia...
GRILLO B. V.: Nino SERGI, il compare di Mimmo !
BARBIERI D.: di Mimmo PASSA... ed erano assieme una volta... avevano il forno
assieme...
Circa la somma di danaro, trovata nella disponibilit del tecnico SERGI Carmelo,
presumibilmente contenuta su di un conto corrente, intestato alla sorella, i due interlocutori
facevano riferimento ad alcuni conti correnti risultati intestati a CAMPO Maddalena [ nata a
Campo Calabro il 18.03.1963 e residente a Rapallo (GE) in Via della Libert nr. 124] cognata del
citato SERGI, avendo sposato SERGI Antonino [nato a Fiumara di muro (RC) il 26.02.1960]. In
particolare , nellambito del procedimento penale c.d. Ronin, i cui sviluppi investigativi sono
stati realizzati dal Raggruppamento Operativo Speciale, il GIP del Tribunale di Reggio Calabria,
nellevidenziare la figura di SERGI Carmelo, precisava che in una precedente attivit
investigativa, nellambito della quale il SERGI era stato arrestato, erano stati individuati alcuni
conti correnti, intestati alla cognata, ma di fatto di pertinenza di questultimo: infatti le
dichiarazioni dello STERO e dello stesso SERGI sono corroborate documentalmente dagli estratti
conto dei conti bancari e postatli di questi , da cui emerge che sul conto n. 27440/12 acceso presso
UNICREDITO Banca spa sono stati effettuati quattro versamenti in contanti per lit 59 milioni
complessivi dal settembre 2000 al febbraio 2002 ; che sul conto di risparmio postale 2558 sono
stati effettuati versmaneti in contanti per lit 29 milioni complessivi dal gennaio 2000 al giugno
2002 , come emerge dagli estratti conto in atti e dalle dichiarazioni degli impiegati dell istituto di
credito e delle Poste spa . Analoghi veramenti sono stati identificati anche sul conto corrente
Unicrdito banca spa n. 131312 intestato alla cognata del SERGI , ovvero CAMPO Maddalena , per
complessivi lit 49.350.000 fra maggio 2001 e dicembre 2001.
Quest ultimo conto corrente intestato alla cognata del SERGI ma il domicilio dichiarato
dalla titolare presso il SERGI medesimo. Inoltre la CAMPO vive e svolge attivit professionale a
Rapallo , col intrattenendo propri rapporti con altri istituti bancari ( cfr ordinanza Gip del 10/1/03
, pag . 3 ) .
Ulteriori commenti circa la figura di SERGI Carmelo, nonch sul conto di componenti
dellamministrazione comunale di Fiumara di Muro, si registravano in data 15 dicembre 2006,
allinterno dellautovettura di BARBIERI, allorquando, questultimo riferiva ad una persona
chiamata Don Carmelo, identificata in ABRAMI Carmelo [nato a Fiumara di Muro il 9 agosto
1939, ivi residente], gi vicesindaco del Comune di Fiumara di Muro di essere riuscito ad ottenre il
pagamento di alcuni lavori eseguiti per conto della citata amministrazione comunale, attraverso
lintercessione di IMERTI Antonino cl. 50 e BUDA Pasquale che lo avevano presentato a quel
segretario comunale, quale persona appartenente alla propria organizzazione, ...l'ha chiamato
Pasquale Buda, ... l'ha chiamato Nino Imerti pure.... gli hanno detto vedi che Mimmo un amico
nostro... un amico...incomp... un amico nostro....incomp....
(vds. progr. all. nr. 9)
Gi nel corso di una precedente conversazione, intercorsa tra i due soggetti, registrata
sempre lo stesso giorno, lABRAMI, in particolare, riferiva in ordine alla particolare situazione
esistente presso il comune di Fiumara di Muro, laddove le gare dappalto, indette
dallAmministrazione Comunale di Fiumara di Muro, erano gestite in modo non lineare dal
Sindaco CIANCI Domenico110, dal tecnico comunale Carmelo SERGI, da una terza persona, non
meglio identificata, da Peppe IANNI111, ed infine dal cognato di tale Gianluigi.
110 nato a Fiumara di Muro (RC) il 04.02.1946, ivi residente in Via Garibaldi nr. 8, divorziato, pensionato,
111 IANNI Giuseppe, nato a Reggio Calabria il 07.11.1961, residente a Fiumara di Muro in Via Bengasi nr.
18, coniugato, impiegato M.C.T.C. di Reggio Calabria
Un altro passaggio saliente della predetta conversazione, si registrava nel momento in cui
ABRAMI Carmelo rappresentava allinterlocutore comera stato assunto il tecnico comunale di
Fiumara, SERGI Carmelo. In particolare, lABRAMI specificava che quando era stato bandito il
concorso per tecnico comunale di Fiumara, la commissione esaminatrice era presieduta dallIng.
MATALONE, identificato in MATALONE Antonino [ nato a Villa San Giovanni il 01.01.1944,
residente a Chiavari in Via E. Millo nr. 44-4, Ingegnere Civile], il quale aveva fornito
anticipatamente il compito del concorso al SERGI Carmelo, sbagliando, tra laltro, a copiare : al
posto di uno ne ha copiato un altro che non c'entrava niente. Riferiva, inoltre, che al concorso
parteciparono altre tre persone, che stilarono un eleborato migliore di quello realizzato dal SERGI
e, per tali motivi, nei giorni successivi, ignoti si introdussero di notte allinterno del Municipio di
Fiumara e ruppero le buste degli elaborati riguardanti il concorso. Secondo lABRAMI,
allintrusione allinterno del Municipio di Fiumara ed al contestuale danneggiamento, aveva
partecipato anche il fratello di SERGI, identificato in SERGI Antonino [nato a Fiumara di Muro il
26.02.1960,ivi residente]. Aggiungeva, inoltre, che di tali fatti ne era a conoscenza anche Pasquale
BUDA, poich allepoca dei fatti era Vigile Urbano presso il comune di Fiumara di Muro, sebbene
successivamente si dimise poich secondo le regole della ndrangheta, essendo un publico ufficiale,
non poteva essere battezzato e quindi, non poteva accedere allinterno della locale
organizzazione criminale. Riferiva che il segretario comunale, una donna, giunta da poco,
inconsapevolmente si era trovata coinvolta in tale vicenda, nonostante che le responsabilit fossero
del sindaco pro-tempore STRACUZZA Giuseppe [ nato a Fiumara il 15 dicembre 1924, eletto nelle
consultazioni amministrative dell08-09 giugno 1980], il quale era lunica persona in possesso delle
chiavi del cassetto , in cui erano custoditi gli elaborati per il concorso da tecnico comunale.
LABRAMI, nel prosieguo della conversazione, evidenziava che lui era stato contrario
allassunzione del SERGI, quale tecnico, poich gi svolgeva un lavoro presso lazienda forestale:
D. : E quando lo hanno assunto.. quando lo hanno assunto.. anzi quando.. inc..
figuratevi che ci andato..inc..che glielo aveva fatto Madaloni a lui..
BARBIERI : L'ingegnere?..
D. : Erano della commissione..No?
BARBIERI : L'ingegnere Madaloni?
D. : Si..vedi che questo .. come.. inc.. al posto di uno ne ha copiato un altro che non
c'entrava niente..quando ..inc.. queste buste..erano nelle buste.. hanno scassato il municipio..le
hanno rotte tutte, la notte..sono entrati da dentro il basso.. entrato suo fratello..suo fratello .. inc..
fatevelo raccontare da Pasquale.. Pasquale uu Buda.. Pasquale Buda.. era nel "macco"..inc.. pure
lui..
BARBIERI : Era vigile...
D. : Era vigile... Si dovuto togliere la divisa per poterlo "battezzare", senn non lo
potevano "battezzare".. un bordello ..
BARBIERI : E si rovinato.. Si rovinato..
D. : A gusto suo.. se voleva lui.. lui era divertito...perch ha raggiunto .. ha raggiunto
quello ha raggiunto..suo padre.. ha raggiunto suo nonno.. li consideravano "confidenti".. Eh...
Rocco Furci aveva tutti i difetti del mondo.. Ma se emetteva una sentenza
BARBIERI : Era quella..
D. : Era quella..Non che si sbagliava..Lui li conosceva le persone..Hanno strappato
questi compiti.. e chi li aveva il coso..la era arrivata una segretaria due giorni prima e gli hanno
mollato il pacco a questa.. inc.. hanno scassato ..hanno scassato..
[08.07.1986], figlio di IMERTI Antonino cl. 50, circa lesito delle elezioni universitarie, in cui era
candidato il fratello, identificato in IMERTI Giuseppe [24.03.1982], che tra laltro aveva preso
2200 voti, senza essere eletto, non scartando lipotesi di eventuali brogli elettorali, discutevano in
relazione ad alcune elezioni, presumibilmente relative ad elezioni ammnistrative del Comune di
Fiumara di Muro, avvenute anni prima, in cui erano state modificate, dopo le votazioni, le schede
elettorali, mediante unintrusione notturna allinterno dei seggi .
Si precisa che il CIANCI Antonino, stato identificato dal complesso generale dei discorsi,
nonch da una frase pronunciata, alla fine della conversazione nr. 5672 effettuata lo stesso giorno
(18.05.2007), alle ore 16.16, nella quale affermava testualment112e no, ma io no... io sto
parlando con voi perch siete mio nipote, ma con un altro facevo a meno di parlare....
Effettivamente, CIANCI Antonino lo zio di BUDA Pasquale, poich fratello della suocera,
CIANCI Carmela [26.01.1932].
Prima di proseguire nellesposizione dei fatti, acquisiti nel corso della conversazione,
intercorsa in data 18 maggio 2007, opportuno fare delle precisazioni sul conto di CIANCI
Antonino, in precedenza generalizzato.
Lo stesso, pregiudicato per delitti di diversa e grave indole, stato condannato nellambito
del Processo Olimpia alla pena di ani 4 di reclusione, in relazione al delitto di associazione per
delinquere di tipo mafioso. Si precisa che lo stesso viene indicato, nella citata sentenza, in alcuni
casi con il nominativo di CIANCI Antonio ed in altri con il nominativo di CIANCI Antonino.
Trattasi della stessa persona, atteso che la data di nascita risulta essere quella del 4 giugno 1937.
La Corte di Assise del Tribunale di Reggio Calabria, sul conto dello stesso, ha evidenziato
quanto segue:
Dalla deposizione del verbalizzante ispettore Fusco alla udienza del 23.12.97 emerge a suo
carico quanto segue : Cianci Antonino, fu Rocco e fu Cianci Vincenza, nato a Fiumara di Muro il
4/6 del 37. Ha reso dichiarazione sullo stesso il collaboratore Scopelliti Giuseppe. - PRESIDENTE
Non vorremmo perderla strada facendo, insomma. Si cauteli, insomma. Andiamo avanti. -
INTERROGATO (ISPETTORE FUSCO EGIDIO) 11/8/85 deferito a piede libero dalla Squadra
Mobile poich ritenuto responsabile in concorso con altre trenta persone del reato di cui allarticolo
416 bis Codice Penale. Il relativo procedimento penale contrassegnato dal numero 2187 barra 85
del GPM si poi concluso favorevolmente per il Cianci. 21/8/92 con decreto del prefetto di Reggio
Calabria gli stato fatto divieto di detenere armi e munizioni. E stato controllato in data 10/4/92
intorno alle ore 19:00 dai Carabinieri di Fiumara mentre sostava davanti al bar America, sito in via
Tobruc di Fiumara in compagnia di Imerti Giovanni, classe 58 e Buda Pasquale, classe 56.
Dal certificato generale del casellario giudiziario non emergono precedenti penali a suo
carico.
Alla udienza del 24.01.98 il capitano dei CC Ciro Guida ha riferito in ordine ad una
proposta, inoltrata in data 22 ottobre del 1991, per ottenere lemissione del decreto di divieto di
detenzione di armi a carico di Cianci Antonino sulla base delle sue frequentazioni in Fiumara con
dei pregiudicati locali, appartenenti cosca Imerti ( ...in data 27/5/1988 veniva notato a pranzo con
Buda Pasquale, di Fiumara. In data 1991, 4 febbraio 1991, veniva invece invitato alle nozze del
nipote Imerti Giovanni, classe 1958, che era sempre sospettato di far parte della famiglia Imerti. In
data 27/2/1991, invece, prendeva parte al matrimonio del pregiudicato Buda Pasquale, classe 1956,
di Fiumara. E sulla base di queste frequentazioni, noi ritenemmo opportuno che fare questa
proposta per emissione di decreto, perch gli venissero tolte le armi ).
Il collaboratore Lauro nel corso delle dichiarazioni rese al PM in data 14.01.95 riconosce
nella fotografia del Cianci un aderente alla cosca Imerti , commerciante al minuto e favoreggiatore
di latitanti anche in virt del mestiere praticato.
Il collaboratore Scopelliti Giuseppe alla udienza del 19.9.97 descrive il suo ruolo di uomo di
fiducia del capo, di favoreggiatore di latitanti durante la guerra di mafia e di propiziatore di
incontri per addivenire alla pace con la contrapposta cosca dei Garonfalo (che tale cosca esista e
che essa abbia operato in Campo Calabro e territori viciniori in epoca anteriore al 13.1.86 e
successivamente emerge da una sentenza di condanna di gran parte dei suoi adepti, passata in
giudicato ed emessa dalla Corte di Appello di Reggio Calabria in data 28.11.97 nellambito di
Attraverso gli accertamenti, praticati presso la Stazione dellArma competente, emerso che
lo stesso CIANCI, oltre ad avere costanti rapporti di frequentazione con esponenti della criminalit
locale, tra i quali lo stesso BUDA Pasquale, veniva sorpreso, in data 27 gennaio 2000 allinterno
dellabitazione di ESPOSITO Erminio, nato a Fiumara (RC) il 03.05.1955 ed ivi residente alla Via
Tobruk nr. 19, in compagnia di IMERTI Antonino, MORENA Giuseppe, CANNIZZARO
Francesco, CREAZZO Umberto Francesco, VITALE Stefano, PASSALACQUA Domenico, tutti
in precedenza generalizzati, a seguito, come gi evidenziato, di una telefonata anonima, pervenuta
presso la Stazione Carabinieri competente per territorio.
Nel corso del dialogo registrato alle ore 15.25 del 18 maggio 2007 (PROG. 5670),
intercorso sempre tra BUDA Pasquale e CIANCI Antonino, si aveva modo di accertare che anche
questultimo era ampiamente inserito nel contesto criminale di riferimento, tanto da essere a
conoscenza di ogni meccanismo mafioso interno al Locale. In particolare, i due interlocutori, oltre
a commentare negativamente latteggiamento mantenuto da IMERTI Antonino cl 50, che secondo
le loro affermazioni, il giorno precedente, aveva preferito recarsi ad un funerale in compagnia di
CORSARO Domenico113, trascurando il resto dellorganizzazione, segno anche di una minore
compattezza, aveva avuto, nei confronti del suddetto CIANCI, un atteggiamento non molto lineare,
tanto che in alcune occasioni si era permesso di richiamarlo pubblicamente. A tal proposito, il
BUDA affermava: .perch voi certi momenti, mi dovete scusare che ve lo dico perch siete mio
zio... non gli dovete dare la possibilit per richiamarvi, perch certe volte lui vi mette in difficolt,
io me ne accorgo che vi mette in difficolt, quando ci sono altre persone vi mette sempre in
difficolt...
Subito dopo, aggiungeva: ..e non si fa in questo modo... se ci sono altre persone uno deve
cercare il modo possibile per non fargli fare "disprezzamento" a un altro... lui ha avuto sempre
questo vizio....
La circostanza oltremodo significativa, tenuto conto che in certi ambienti e, soprattutto in
Calabria, le persone anziane, godono di maggiore rispetto da parte dei giovani. Evidentemente,
nellambito di un consolidato rapporto gerarchico, instaurato solo allinterno delle organizzazioni
di matrice criminale, una persona pi giovane, in questo caso IMERTI Antonino CL. 50, pu
permettersi di richiamare una molto pi anziana: CIANCI Antonio, 72enne, essendo nato nel
1937. E desumibile, pertanto, alla luce del ruolo ricoperto allinterno dellorganizzazione
criminale che il CIANCI, nonostante let avanzata, collocabile, allinterno del Locale di Fiumara
di Muro, in posizione dinferiorit rispetto all IMERTI.
La restante parte del discorso verteva sulla particolare situazione criminale che si stava
sviluppando nel centro di Villa San Giovanni, secondo cui un minor controllo territoriale dellarea,
da parte del gruppo criminale capeggiato da IMERTI Antonino cl. 50, avrebbe permesso una
maggiore ingerenza da parte di altri soggetti che, sebbene, apparentemente, aderenti allo stesso
contesto criminale, stavano aggregando forze autonome attorno alla figura di BERTUCA Pasquale
[ nato a Villa San Giovanni il 18 novembre 1957].
Questultimo, ritenuto una delle figure pi rappresentative della criminalit di quel centro,
durante lultima guerra di mafia, era organicamente inserito nel gruppo mafioso denominato ZITO
- DE STEFANO TEGANO , tant che in data 28 luglio 1987 e 2 ottobre 1988, subiva due
tentati omicidi, da parte del gruppo opposto (IMERTI - CONDELLO), i cui esecutori e mandati
venivano individuati e processati nellambito del procedimento Olimpia114. Lo stesso,
113 In relazione alla figura di CORSARO Domenico, pur essendo affiliato al gruppo di Fiumara di Muro,
come tra laltro emerso dalla conversazione nr. 7792 del 02.10.2007, delle ore 11.47, ed avere partecipato
alla realizzazione di unestorsione, unitamente ad IMERTI Antonino cl. 50, viene considerato, comunque, un
soggetto aderente al vecchio schieramento criminale, cio a quello denominato DE STEFANO
TEGANO, quindi in contrapposizione al gruppo CONDELLO IMERTI, in considerazione di essere
cognato di ZITO Rocco, questultimo, a sua volta, fratello di ZITO Vincenzo [01.12.1958], autore
dellattentato effettuato in data 7 luglio 1986 in pregiudizio di IMERTI Antonino cl. 46, in cui rimase ucciso
CONDELLO Vincenzo e riport la perdita dellocchio lo stesso BUDA Pasquale.
E opportuno sottolineare che CORSARO Domenico, in data 21 agosto 1986, veniva fatto oggetto di un
tentato omicidio, unitamente a CASSONE Paolo, da parte del gruppo criminale facente capo ad IMERTI
Antonino cl.46. Il delitto, costituiva, la risposta allattentato effettuato il precedente 7 luglio 1986, in
pregiudizio dellIMERTI, in ordine al quale si fatto cenno precedentemente.
IMERTI Antonino (cl.46), SCOPELLITI Giuseppe (cl.56), RANIERI Giovanni (cl.63), LOMBARDO
Giuseppe (cl.66), MARCIANOMaurizio (cl.67):
B79) del reato p.p. dagli artt. 56, 61, comma 1, nr. 2, 110, 575 e 577, comma 1 nn. 3 e 4, c.p., perch,
agendo in concorso tra loro, con premeditazione e per motivi di mafia, IMERTI Antonino nella qualit di
nellambito di tale dialettica processuale, veniva inquisito in relazione al delitto di cui allart. 416
bis C.P., e condannato alla pena di anni 8 di reclusione. Il BERTUCA stato scarcerato in data 6
febbraio 2007, quindi pochi mesi prima della censura del dialogo in esame, avvenuto in data 18
maggio 2007.
In particolare, il BUDA Pasquale ed il CIANCI Antonino, nel rappresentare tale situazione,
commentavano il passaggio di un camion, impegnato nei lavori autostradali, in ordine ai quali,
IMERTI Antonino cl. 50, non aveva imposto il pagamento dellestorsione. I due interlocutori,
infatti, nellanalizzare tale situazione, riferivano che l IMERTI, avrebbe dovuto imporre la propria
figura, quale massimo rappresentante mafioso dellarea: per lautostrada, gli vuole dire che lui
a Villa. Che lui in prima persona il primo... che devono prenderlo per le cose...
Lo stesso tenore del dialogo, veniva censurato in altra conversazione, relativa allapertura di
un lavaggio automatico, ove si era reso necessario lintervento di PASSALACQUA Domenico, in
quanto aveva chiesto lintervento di ZITO Rocco, considerato che lIMERTI non aveva imposto la
tangente estorsiva nei confronti del titolare: NINO gli doveva dare l'imbasciata115 pure qua
NINO. Tuttavia, in tale occasione, anche latteggiamento tenuto dal PASSALACQUA, in questa
circostanza veniva criticato, in quanto, questultimo, avrebbe dovuto rappresentare lintera vicenda
a IMERTI Antonino.
In relazione a tali fatti, la conversazione avveniva come segue:
NINO: e sono usciti pure per questo discorso... che doveva andare, io... dovevamo andare
io e lui... andiamo a trovarlo per questo fatto per questo no... per dirgli che successo questo e non
siamo venuti no... mi ha detto MIMMO, ha fatto il mio nome pure poi lui amico con noi.
BUDA P.: perch gli interessava a lui che era dalla sua parte... se era dalla nostra
parte, vedete se glielo diceva!!!...
NINO: no MICO glielo ha detto. MICO, quello della ditta ... eravamo rimasti che
andavamo assieme con quello della ditta e quello gliel'ha detto!!... sono usciti nel discorso no!...
non so come... e gli ha detto cos e cos... io a lui conosco da tanto tempo a quello...
PASQUALE!!...
BUDA P.: lo conosce?...
NINO: lo conosce... PASQUALE!!... questo terra bruciata vuole fare questo ah!!...
qualcuno fa male figure con questo qua!!... uh!!... io in base a quello che mi dite voi diciamo che
io...
BUDA P.: zio NINO quello che vi dico io...
NINO: no, no io giudico, io sto dicendo in base a quello che mi dicono...
BUDA P.: quello che vi dico io non ne pi e ne meno...
NINO: ma io con voi sto parlando...
BUDA P.: zio NINO!!!... ne pi e ne meno...
115 Per imbasciata, nel gergo della ndrangheta, si intende effettuare una richiesta estorsiva.
NINO: e poi glielo va a dire a lui e gli fa fare male figure... come la prende la lascia... ma
dove questo lavaggio che non l'ho visto io?...
BUDA P.: nel passaggio.
NINO: e dove da sotto da dove?...
BUDA P.: dice che ha fatto un lavaggio automatico...
NINO: e non si vede...
BUDA P.: se non andate l sotto non si vede.
NINO: se vedete questa una mala figura per NINO?... ah?...
NINO: se vedete questa una mala figura per NINO?... ah?...
BUDA P.: glie l'ha fatta fare a NINO, per, gliel'ha fatta fare a MIMMO, me l'ha
fatta fare a me... che NINO gli doveva dare l'imbasciata pure qua NINO. Speriamo che non succeda
mai!!... io non me ne prendo impicci, ma se mi prendo qualche impiccio qualche volta e mi fanno
fare male figure poi vedete che gli faccio io!!!... poi vedete che gli combino io!!!... la chiamato
PASSALACQUA... ha chiamato a ROCCO ZITO per aprirgli gli occhi ah!! poi MICO
PASSALACQUA da Villa doveva chiamare a ROCCO ZITO per dirgli che!!... ti hanno fatto
lettere, ti hanno fatto sfregi, ti hanno fatto sgarri, stanno andando facendoti fare male figure piedi
piedi... ma che gli hai fatto di male?... non capisci che ti devi "girare le maniche" e di vedere quello
che devi fare!!!... zio NINO!!! dove vuoi arrivare!!!...
NINO: ROCCO ZITO che ha detto?...
BUDA P.: ha chiamato a ROCCO ZITO dicendo che lui non si spaventa di nessuno,
che qua e che la... di chiamarlo davanti che lui... se vogliono qualche cosa gli dice che se sa chi
stato non chiama a nessuno pi e gli fa faccia... ma che vuoi MICO, che te lo scendono con il
cucchiaino!!!...ah!!! se tu lo sai!!... che me lo hai detto pure a me chi sono e chi non sono...
Dal contenuto del discorso emergeva che IMERTI Antonino non aveva richiesto il
pagamento dellestorsione, per intercessione di PASSALACQUA Domenico e ZITO Rocco [nato
a Campo Calabro il 2 gennaio 1943, ivi residente], capo dellomonima organizzazione criminale,
gi inquisito e successivamente assolto nellambito del procedimento penale Olimpia, quale
appartenete al pi ampio schieramento denominato DE STEFANO TEGANO.
Lintervento del PASSALACQUA e dello ZITO era dettato dal fatto che il gestore
dellautolavaggio, VIGLIANISI Domenico, organico al sodalizio capeggio da ZITO Rocco.
Aldil dellepisodio narrato, significativo evidenziare come gli indagati effettuino un
costante controllo del territorio, al fine dimporre il pagamento delle estorsioni ai diversi operatori
economici. Tuttavia nel contesto della conversazione emergono palesi risentimenti, espressi dal
BUDA Pasquale a IMERTI Antonino cl. 50, in ordine al comportamento tenuto da alcuni soggetti
che stavano effettuando autonomamente atti intimidatori a fini estorsivi nellarea di Villa San
Giovanni. BUDA Pasquale, infatti affermava, rivolgendosi, allIMERTI: ti hanno fatto lettere, ti
hanno fatto sfregi, ti hanno fatto sgarri, stanno andando facendoti fare male figure piedi piedi... ma
che gli hai fatto di male?...
Aggiungeva: ..... non capisci che ti devi "girare le maniche" e di vedere quello che devi
fare!!!... zio NINO!!! dove vuoi arrivare!!!....
(vds. all. nr. 12, gi menzionato)
In relazione ai numerosi delitti, perpetrati nella zona di Villa San Giovanni, attuati senza
lautorizzazione dei vertici dellorganizzazione criminale di Fiumara di Muro, BUDA Pasquale
riteneva che uno degli autori, unitamente al BERTUCA Pasquale, fosse anche COTRONEO
Attilio, identificato nellomonimo, [nato a San Roberto il 13.10.1959, ivi residente, pregiudicato]:
si, ma da quando uscito lui sono successe queste cose... un boom come uscito lui ci sono state
tante cose...,
Le affermazioni sono significative:
BUDA P.: c'era pure ATTILIO COTRONEO... per c' pure la mano di quello!!!...
NINO: no, questo qua non la forza sua di questi. La sua di quello ... La strategia di
quello per me ah!!!... poi la mano nel fuoco non la posso mettere...
BUDA P.: si, ma da quando uscito lui sono successe queste cose... un boom ; come
uscito lui ci sono state tante cose...
NINO: un boom...
Reggio, questo ha fregato l'amministrazione infatti si preso i soldi in anticipo e non ha fatto
lavori, ora per lo deve fare.
Poi Mimmo dice di mettere queste cose nella [Link] capisce che escono dall'ufficio
ESTRAPOLATO DAL BROGLIACCIO AMBIENTALE UFFICIO BARBIERI
BUDA P.: qua nella tabella glielo hanno scritto, nella tabella... qua glielo ha scritto
nella tabella... scritta e disegnata pure!!...
NINO: ...inc... sapete che dicono questi!!...
BUDA P.: questi?...
NINO: eh!!...
BUDA P.: NINO IMERTI sempre buono...
NINO: allora che...
BUDA P.: e vedete che qua c' pure la mano di Archi!!...
Giova sollonieare, in questa sede, che il riferimento alla mano nera, ed i significati allo
stesso sottesi, non nuovo nel panorama di cui si compone la simbologia mafiosa calabrese;
si rinviene, peraltro, nelle dichiarazioni di Antonino FIUME, il quale in data 20 novembre
2008 puntualizza quanto segue:
P.M.: No, io ti faccio le domande puntuali per cercare di strutturare meglio, perch sono
aspetti che bene chiarire una volta per tutte. Paolo DE STEFANO aveva un
grado?
FIUME: S
P.M.: O era Paolo DE STEFANO?
FIUME: era Capobastone.
P.M.: Che un grado riconosciuto?
FIUME: S, e se poi
P.M.: Ad esempio Giovanni TEGANO aveva lo stesso grado?
FIUME: Era Saggio Mastro Consigliori, per per capire meglio questa storia, io glielho
raccontata al Commissario LABATE, perch in una perquisizione che cera stata
nella villa, ho detto: se vuol capire meglio determinate cose, entrando nella cucina, a
destra, c un quadro. Se lei guarda quel quadr capir cos LAlbero della Scienza
perch c un serpente, perch c lacciappicavaddu, perch c il pugnale e spiega
le foglie, tutte queste cose qua
P.M.: S, s.
FIUME: Questa storia ha creato una specie di scompiglio perch la persona, mi pare che
lhanno uccisa (inc.) che era cos detto lUomo Mitra, Salvatore PELLEGRINO,
glielaveva regalato a Paolo DE STEFANO quando era nel carcere a Reggio e
laveva firmato, siccome gli mancava un dito, aveva messo (inc.) e laveva firmato
Mano Nera. Ora la Mano Nera da attribuire, il primo nome che davano alla
ndrangheta, la prima, che poi ha preso ndrangheta e da l nasce una specie di
confusione perch a Reggio Calabria arrivavano queste lettere anonime scritte a
Mano Nera e nessuno capiva quello che succedeva, tant che Giuseppe dice: me
ziu Orazio mi sta facennu sti cose quanto si litigano. Ricordo questo e ricollego al
discorso della
P.M.: S, s.
FIUME: dellAlbero della Scienza
OMISSIS
Alla luce dei fatti innanzi citati, palese che CIANCI Antonino e BUDA Pasquale erano
ben consapevoli della richiesta estorsiva in argomento attuata dal BERTUCA e non confermata, per
timore di sicure rappresaglie alla propria incolumit personale e dei propri familiari, dal
GIGLIETTA.
Per quanto attiene i probabili dissidi sorti tra il gruppo capeggiato da IMERTI Antonino e
quello riconducibile a BERTUCA Pasquale, intenzionato ad acquisire una certa autonomia
criminale nel centro di Villa San Giovanni, si riporta, di seguito, una conversazione registrata
sempre tra CIANCI Antonino e BUDA Pasquale, avvenuta in data 11 marzo 2007, laddove
questultimo riferiva che IMERTI Antonino cl. 50 aveva avuto un incontro con BERTUCA
Pasquale, poich questultimo, aveva .fatto fare una mala figura.., a MIMMO, identificato in
PASSALACQUA Domenico:
BUDA P.: no, a NINO l'altra volta l'ho incontrato... ...inc... quando si preso...
...inc...
NINO: uh?... ...inc... no... e li era nella macchina?...
BUDA P.: NINO...
NINO: uh?...
BUDA P.: ...NINO si incontrato con PASQUALE...
NINO: chi?...
BUDA P.: NINO "nostro" (di famiglia n.d.r.)...
NINO: IMERTI?....
BUDA P.: con BERTUCA, che glielo deve portare MIMMO...
NINO: uh?...
BUDA P.: a MIMMO...
NINO: uh....
BUDA P.: ora si deve incontrare NINO...
NINO: uh?... e che stato qualcosa con MIMMO?... uh?...
BUDA P.: PASQUALE gli ha fatto fare una mala figura....
NINO: a chi?...
BUDA P.: a MIMMO ...inc...
Circa la centralit del BERTUCA, nelle dinamiche criminali dellarea di Villa San Giovanni
e paesi limitrofi, risultava significativa una conversazione registrata in data 08.03.2007 allinterno
dellabitazione di ALVARO Cosimo, laddove un soggetto a nome Mico, non meglio
generalizzato, chiedeva a chi doveva rivolgersi, un proprio amico, non indicato, che doveva
costruire un capannone a Campo Calabro. La richiesta, dal contenuto del dialogo, era riferita ai
contatti che lo stesso avrebbe dovuto intraprendere con gli esponenti della locale criminalit
organizzata, infatti riferiva testualmente: vuole andare a bussare... dove deve andare?... a Villa o
l?...".
LALVARO, riferiva di recarsi a Campo Calabro, dai componenti della famiglia
GARONFOLO: "..no!.. l!.. ci sono i GARONFOLO...", attestando, in tal modo, la competenza di
questultima famiglia mafiosa, nel territorio di Campo Calabro.
Nella prosecuzione della conversazione, il soggetto a nome Mico chiedeva se fosse stato
necessario rivolgersi anche a BERTUCA Pasquale. In merito lALVARO riferiva che si sarebbe
informato.
della famiglia COTRONEO ad assumere qualsiasi tipo diniziativa nei confronti del
PASSALACQUA, anche in considerazione del fatto che, a difesa di questultimo ci sarebbero stati,
esclusivamente, GRILLO BRANCATI Vitaliano, identificato nellomonimo, [nato a Villa San
Giovanni il 18.02.1960], nonch un soggetto, indicato con lappellativo dartagnan , identificato
in CRISTIANO Domenico [10.01.1951] . In merito, il BUDA riferiva testualmente: . zio
NINO, se io personalmente con i COTRONEO, con i COTRONEO, mi sentite a me?... ..."gli
dicevo non voglio sapere niente di MIMMO PASSALACQUA... lo sapete che facevano di
MIMMO PASSALACQUA? ah!!..." ma lui non si rende conto nemmeno!!... lui parla, parla
sempre... parla, parla... a chi hai di lato a te!!!... a chi hai di lato a te!!... ah!!... a MICO
"dartagnan!!" (DOMENICO CRISTIANO n.d.r.)... o il marito (GRILLO BRANCATI
VITALIANO n.d.r.) dell'avvocatessa (TRIPEPI ANNA MARIA n.d.r.)... ... che "immischiato"
con la Polizia e con i Carabinieri... con chi si mette?....
(vds. all nr.19)
Si precisa che, a seguito del servizio di ascolto, e della conseguente attivit di osservazione,
veniva accertato che effettivamente PASSALACQUA Domenico era solito relazionarsi con il
citato GRILLO BRANCATI Vitaliano, marito dellavvocato TRIPEPI Anna Maria, e con
CRISTIANO Domenico.
Laltra parte del discorso, emblematica del senso di mutua assistenza che i compomenti
della organizzazione criminale sentono come dovere per eccellenza, al fine del mantenimento della
struttura stessa, era attinente a problematiche relative al mantenimento in carcere dei detenuti
appartenenti allorganizzazione criminale di Fiumara di Muro. Il BUDA lamentava di essere il solo
a soddisfare tale incombenza:
ZIO NINO: ora cominciano ad ordinare l, i carcerati?
BUDA P.: ...imprecazione...non ne posso pi, mi dovete credere
ZIO NINO: ora cominciano! ...cammice, pantaloni, estate...
BUDA P.: ma pure...ma io non riesco a capire "ma non potete andare
sole?"...giusto? ah?...andate sole, vi fa lo sconto che...una volta ci sono andato io da Nino, ed una
volta con Pasquale c' andata
ZIO NINO: da...
BUDA P.: da Carmelo..."se la vede con Pasquale!"...se la vede con Pasquale
che...come se la vede con me...
ZIO NINO: contate no!
BUDA P.: zio Nino!...ma io lo faccio con tutto il cuore, mi dovete credere...per
io...ci sono momenti zio Nino, mi dovete credere, che mi mancano i cento euro...e non che io...ci
sono momenti che mi mancano i cento euro...
ZIO NINO: eh!!!
BUDA P.: purtroppo loro si mantengono due macchine ...inc...
ZIO NINO: eh! eh! eh!
BUDA P.: ...inc...la moglie dalla mattina alla sera piedi piedi...consuma pi lei che
io
ZIO NINO: se ne vanno tanti soldi che mancano
Alla luce della conversazione innanzi citata, evidente come venisse centrato il senso di
natura associativa, fra appartenenti alla medesima struttura criminale, che esprimeva IMERTI
Antonino cl. 50, il cui comportamento veniva qualificato come non consono ad un uomo
appartenete alla ndrangheta.
La successiva conversazione, intercorsa alle ore 19.42, sempre tra BUDA Pasquale e lo zio
CIANCI Antonino, era collegata alle dinamiche criminali relative allarea di Villa San Giovanni,
laddove i due interlocutori avevano notato frequenti contatti tra PASSALACQUA Domenico e
REITANO Pasquale [ nato a Fiumara di Muro il g. 01.04.1935 ivi residente, via Tobruk nr. 42/C,
pregiudicato], senza conoscerne concretamente il motivo, pur ipotizzando una controversia legata a
problemi economici. Latteggiamento mantenuto dal PASSALACQUA, infatti, non era molto
gradito dagli interlocutori, poich determinate situazioni, andavano, comunque, riferite anche agli
altri sodali.
Ancor prima di analizzare lesito delle successive indagini, opportuno fare un passo a
ritroso nel tempo, ovvero a maggio 2006, laddove la figura di CIANCI Antonino, quale
soggetto aderente al medesimo contesto criminale era gi emersa nel corso di un servizio di
osservazione, che indirettamente consentiva di verificare un summit criminale intercorso tra i
massimi esponenti del locale di Fiumara di Muro e Villa San Giovanni.
In particolare, in data 28 maggio 2006, alle ore 19.57, PASSALACQUA Domenico, sulla
propria utenza telefonica nr. 339/5235235, riceveva una telefonata dal nr. 393/9017515, in uso a
BUDA Pasquale, che lo invitava, insolitamente a fare visita alla sorella per il giorno successivo a
Fiumara di Muro [...niente...domani se salivi da tua sorella verso le 16.30..]117. Linvito, sebbene
non venisse immediatamente recepito dal PASSALACQUA tuttavia veniva accertato e compreso
successivamente.
Sulla scorta di tali acquisizioni, il giorno successivo, venivano attuati dei servizi di
osservazione nei confronti del PASSALACQUA, al fine di verificare gli spostamenti dello stesso.
Si precisa che il giorno successivo (29 maggio 2006), questultimo, alle ore 10.55 contattava
lutenza nr. 339/5736198, in uso a VITALE Domenico, [nato a S. Stefano Aspromonte il
03.01.1959 e residente a Reggio Calabria in via Fratelli Spagnolo nr. 51, coniugato], con il quale
fissava un appuntamento presso il cantiere dello zio, questultimo identificato nellimprenditore
VITALE Stefano [25.07.1938], in quel periodo impegnato nella realizzazione di alcune palazzine
in via Riviera di Villa San Giovanni118.
VITALE Domenico, oltre ad essere nipote di VITALE Stefano, in precedenza generalizzato,
uomo di fiducia di MUSOLINO Rocco [ 01.03.1927], pregiudicato, gi inquisito in relazione al
delitto di associazione per delinquere di tipo mafioso, successivamente assolto e oggetto di
attentato alla propria vita il 23.07.2008, sebbene miracolosamente sia rimasto illeso. Sul conto
dello stesso si disquisir in seguito.
Lincontro , scaturito dalla precedente conversazione, era finalizzato a far conoscere a
VITALE Stefano, attraverso il nipote VITALE Domenico, che anchegli, nella stessa giornata,
doveva recarsi allappuntamento con il BUDA. La conferma giungeva alle ore 14.05 successive,
allorquando PASSALACQUA Domenico, dal proprio telefono cellulare nr. 339/5235235,
contattava lutenza nr. 339/6653653, in uso a VITALE Stefano, chiedendo a questultimo se il
nipote lo avesse informato che alle ore 16.30 dovevano recarsi l. I due restavano daccordo che
si sarebbero recati allappuntamento con lautovettura del VITALE Stefano.
Dal contesto delle conversazioni intercettate, si intuiva, chiaramente, che lincontro doveva
essere di estrema importanza, atteso che, successivamente, sullutenza domestica del
PASSALACQUA [0965/795627], si registrava, da parte di questultimo, uninsolita fibrillazione.
Lo stesso, infatti, alle ore 14.08, quindi dopo appena tre minuti dalla telefonata intercorsa con
117 Vedasi brogliaccio intercettazione conversazione nr. 13211 del 28 maggio 2006, registrata sullutenza
telefonica nr. 339/5235235, in uso a PASSALACQUA Domenico.
118 Vedasi brogliaccio intercettazione conversazione nr. 13238 del 29 maggio 2006, registrata sullutenza
telefonica nr. 339/5235235, in uso a PASSALACQUA Domenico.
La donna, non avendo perfettamente compreso il messaggio del fratello, alle ore 15.02
successive, lo avvisava che era arrivato Gaetano, ovvero GRISO Gaetano, in precedenza
generalizzato, unitamente alla madre e tale Satina, quindi chiedeva conferma se fosse salito lo
stesso con Stefano VITALE. Il PASSALACQUA, in maniera molto vaga, riferiva che si sarebbero
visti pi tardi.
PASSALACQUA Graziella, sorella di Domenico (PASSALACQUA), ancora non aveva
capito il motivo per il quale il fratello laveva avvisata che alle ore 16.30 sarebbe arrivato presso la
propria abitazione, pertanto, la stessa, alle ore 18.57 chiamava MARTELLO Lidia [20.10.1956],
convivente del fratello, con la quale commentava tale circostanza.
La donna, infatti, riferiva che il fratello era passato da casa sua, solo di passaggio, ma
subito era andato via.
Quindi, alla luce del servizio sviluppato, allincontro erano sicuramente presenti VITALE
Stefano, PASSALACQUA Domenico, BUDA Pasquale, IMERTI Antonino cl. 50 e CIANCI
Antonino. Il particolare atteggiamento precauzionale mantenuto dai suddetti, sia nel corso delle
conversazioni telefoniche registrate, sia nella scelta del luogo per effettuare lincontro (trattasi si
una localit raggiungibile attraverso uan sola strada, alle pendici dellarea preaspromontana),
faceva concretamente supporre che lincontro rapprsentava la riunione del gruppo delle persone
costituenti il vertice criminale di Fiumara di Muro.
119 Vedasi brogliaccio intercettazione conversazione nr. 308 del 29 maggio 2006, registrata sullutenza
telefonica nr. 0965/795627 in uso a PASSALACQUA Domenico
Considerata la particolare conformit del terreno, che non consentiva di potere effettuare
adeguati servizi di osservazione, il dispositivo di osservazione, integrato successivamente con altri
militari, veniva fatto convergere in unarea pi distante, al fine di verificare il passaggio a distanza
dei soggetti interessati. Infatti, alle ore 18.31, PASSALACQUA Domenico e VITALE Stefano
transitavano nel centro abitato di Campo Calabro, fermandosi, alle ore 18.36. presso lo studio del
Geometra Stefano REPACI, eletto, nellanno 2008, Sindaco del comune di Fiumara di Muro.
(vds. all. nr. 24)
Ulteriori rapporti relazionali, intercorsi tra BUDA Pasquale e lo zio CIANCI Antonino, si
registravano in data 30 marzo 2007, come emerge dalle conversazioni captate sempre allinterno
dellautovettura Fiat/Marea, in uso al BUDA.
Anche in questa circostanza i due soggetti, immancabilmente, facevano riferimento ad
alcuni fatti di estrema valenza probatoria, in ordine alle struttura criminali operanti nellarea di
Reggio Calabria, con particolare riferimento alla zona Nord della citt, evidenziando tra laltro, nel
corso della conversazione nr. 4644 delle ore 19.12, anche la divisione del territorio, allindomani
della pax mafiosa.
Durante la prima conversazione, registrata alle ore 15.28, CIANCI Antonino rappresentava
allinterlocutore di un incontro, avuto nella stessa mattinata, con PRIORE Francesco [ identificato
nellomonimo, nato a Reggio Calabria il 5.12.1935, pregiudicato], indicato, nellambito del
procedimento penale Olimpia, quale componente della cosca RUGOLINO. Lincontro,
intercorso tra il CIANCI ed il PRIORE, era finalizzato a dirimere una questione, sorta tra
questultimo e BARBIERI Domenico, connesso alla vendita di un terreno, che questultimo si era
comprato senza lautorizzazione del PRIORE e di GRECO Giuseppe [nato a Calanna il
01.01.1960], figlio del defunto GRECO Francesco [nato a Reggio Calabria il g. 01.01.1930], capo
dellomonima consorteria criminale operante a Calanna. Per tale fatto, il PRIORE, alcuni giorni
prima, aveva atteso, presso lo svincolo autostradale di Gallico, il BARBIERI, minacciandolo con
un coltello. Inoltre, in data 29 gennaio 2007, per tale vicenda, GRECO Giuseppe aveva picchiato
BARBIERI Vincenzo Carmine [26.11.1961], fratello di Domenico.
Il CIANCI, nella stessa mattinata, unitamente al PRIORE, si era recato anche a casa del
BARBIERI per rintracciarlo, e l avevano appreso anche dalla moglie che questultimo non era
presente.
Aldil di tali fatti, che saranno richiamati in seguito, si precisa che, nel corso della
conversazione in argomento, BUDA Pasquale e CIANCI Antonio facevano alcune affermazioni,
oltremodo dettagliate anche in relazione alla figura di COTRONEO Domenico, nato a San Roberto
il giorno 01.01.1944, pregiudicato, che avrebbe richiesto di far transitare nel proprio locale di
ndrangheta, un soggetto non meglio specificato, che dal complesso generale del discorso, potrebbe
identificarsi in BARBIERI Domenico: no, ma Mimmo (ndr COTRONEO Domenico) diceva un
altro fatto... diceva a un certo punto che vanno trovando... chi passa!!... io passo nel suo "locale"
(inteso come 'ndrangheta n.d.r.)... se gli sta bene al suo "locale" mangiano e si scialano... se c'
qualche "locale" che si "oppone"... dopo escono e dicono... "a me non mi sta bene"... Mimmo (ndr
COTRONEO Domenico) questo diceva in questo modo...
Tale richiesta, espressa dallo stesso BARBIERI, deriva probabilmente dal fatto che
lorganizzazione criminale, rappresentata dal BUDA Pasquale e CIANCI Antonino, non era
intervenuta in modo adeguato nei confronti di GRECO Giuseppe, allorquando questultimo aveva
picchiato il fratello (BARBIERI) Vincenzo.
Le affermazioni del BUDA e del CIANCI, in relazione alla richiesta fatta dal BARBIERI,
apparivano non concretizzabili, atteso che il passaggio ad un altro locale doveva essere
autorizzato anche dagli esponenti delle omologhe organizzazioni mafiose. Dal contesto del discorso
emergeva, inoltre, che COTRONEO Domenico rivestiva, nel panorama criminale, un grado di
elevato livello, atteso che veniva riconosciuto quale capo di un Locale di ndrangheta e nello
specifico quello di San Roberto.
(vds. all. nr.25)
tempo, avevano pi potere mentre i figli di COTRONEO Attilio erano persone litigiose, ritenute
tali anche dalla famiglia BARILLA, legata da rapporti di parentela con i COTRONEO. La
moglie di Attilio, quindi, madre di COTRONEO Domenico, in precedenza generalizzato, stata
identificata in BARILLA Tommasina cl. 1915.
A prescindere da tali affermazioni, si precisa che BUDA Pasquale non aveva condiviso
latteggiamento di un componente della famiglia COTRONEO, poich dal momento del suo rientro
dallestero, segnatamente la Francia, aveva portato con s una donna di colore. Tale atteggiamento,
secondo le affermazioni del BUDA non era consono ad un appartenente alla ndrangheta ..."e un
uomo pu fare certe cose"... onesto ah?.... Subito dopo aggiungeva "..ma un uomo pu fare
certe cose?"... Con il termine uomo, nellambito del contesto criminale locale, sintende un
appartenente alla criminalit organizzata. Infatti, in seguito, sottolineava ulteriormente tale
principio: .. o obbligo o non obbligo, se una persona si deve comportare cos con la... le regole
dell'uomo... ...(abbassamento di linea)... ma io penso che lui nemmeno ammira certe cose... a lui
non gli interessano nemmeno certo cose....
(vds. all. nr. 26)
Di particolare interesse risultava la conversazione registrata alle ore 19.12, laddove CIANCI
Antonino e BUDA PASQUALE, dopo aver commentato la presenza di una pattuglia dei
Carabinieri, notata lungo la strada, dialogavano in relazione alla figura di VITALE Stefano, in
precedenza generalizzato e della necessit espressa da questultimo di intestare una delle ditte ai
figli. In seguito, CIANCI Antonino riferiva che era sorto un problema tra PRIORE Francesco, in
precedenza generalizzato, ed alcuni appartenenti alla famiglia mafiosa dei GARONFALO,
egemone del Locale di Campo Calabro, poich il suddetto PRIORE riteneva che una determinata
zona rientrasse nella competenza dellorganizzazione mafiosa operante in Catona. I due
interlocutori, in merito, specificavano i limiti territoriali delle diverse cosche:
CIANCI A.: sicuro no?...
BUDA P.: ma scusate zio NINO...
CIANCI A.: Ma la... sentite!! quel locale che ha nella marina! Ah?...
BUDA P.: ... messo con i GARONFALO!
CIANCI A.: ...CICCIO PRIORE!!... gli ho detto io: ma qua prende con Campo!! con
quale Campo!! mi dice qua dice Catona, Catona!...
BUDA P.: Campo, Campo...
CIANCI A.: mannaggia a Dio... lui insisteva che Catona!...
BUDA P.: Che sa lui, non sa nemmeno dove si divide il, il coso! Zio NINO vedete
che loro non sanno niente! di Catona, loro non centrano niente con la Catona!...
CIANCI A.: Chi?...
BUDA P.: CICCIO "U PRIORI"...
CIANCI A.: uh!!...
BUDA P.: a livello di....
CIANCI A.: NO, no, lo so!...
BUDA P.: ...niente! Che ne sa lui dove, dove hanno diviso le fiumare? Ma!...
Quando hanno avuto la storia, questi, con quelli della Catona, dopo si sono seduti...
CIANCI A.: si, hanno diviso si...
BUDA P.: ...si sono divisi le zone! Allora, come scende dalla Concessa...
CIANCI A.: uh...
BUDA P.: come prende il Ponte, dal Ponte direzione la fuori va con la Catona e dal
Ponte per venire in qua va con Campo... In questo modo hanno stabilito!... .... Poi, dal Ponte
"budello" ad andare a monte va con noi altri! ...
In relazione ai fatti innanzi citati, emergeva che, a seguito di tale richiesta estorsiva, il
CALARCO, avrebbe, comunque, dovuto elargire una somma estorsiva: NINO: Questo "pila"
(soldi n.d.r.) non ne vuole sganciare!... BUDA P.: li deve sganciare quello della strada! ...
autostrada...., sebbene era palese che gli stessi BUDA, CALARCO e IMERTI, avrebbero dovuto
trovare prima un accordo con le organizzazioni criminali, operanti nella citt di Reggio Calabria,
tenuto conto che il CALARCO stesso, per tali lavori, era gi sottoposto ad estorsione, infatti il
BUDA riferiva testualmente: ...siccome ero a Catona, gli ho fatto un favore ahaa... Campo, ora
devono andare a GALLICO a Archi e a Santa Caterina... si ma con questo cattive figure fanno! Con
questo cattive figure fanno!... . A seguito di specifici riscontri effettuati, emerso che i fratelli di
CALARCO Giorgio, identificati in Rocco [nato a Laganadi il 16.05.1966 residente a San Roberto]
e Vincenzo [ nato a Laganadi il 18.07.1964 residente Campo Calabro], sono proprietari della
CALARCO CALCESTRUZZI s.r.l., con sede a Fiumara di Muro in [Link] Musarra. La citata impresa
ha stipulato un contratto nellanno 2007 con la societ CONSORZIO SICILIA e la societ
CONSORTILE SA-RC, per la fornitura di calcestruzzo, relativa alla costruzione del tratto
autostradale Scilla Reggio Calabria, lotto DG87. Tale dato scaturisce dalla denuncia presentata in
data 25 maggio 2007, dai fratelli CALARCO, Vincenzo e Giorgio, presso il Comando Stazione
Carabinieri di Fiumara di Muro, circa il danneggiamento, mediante incendio, di una motopala
marca MF200D, di unimpastatrice e altro materiale, lasciato in sosta, allinterno di un cantiere,
ubicato in localit Donica di San Roberto, ove la propria impresa, denominata CALEDIL S.A.S.
era impegnata nella realizzazione di alcuni capannoni, da adibire a struttura per allevamenti di
polli, di propriet della cognata IANNI Marianna, moglie del fratello Giorgio. Nella circostanza, i
fratelli CALARCO evidenziavano di essere titolari anche dellimpresa CALARCO
CALCESTRUZZI, impegnata nella fornitura di cemento per le ditte che stavano realizzando i
lavori di ammodernamento dellautostrada.
In relazione alle affermazioni, fatte da BUDA Pasquale allinizio della conversazione, circa
la suddivisone del territorio, si precisa che in merito insiste anche una conversazione intercorsa tra
VITALE Stefano ed il nipote VITALE Domenico, entrambi in precedenza generalizzati,
questultimo autista di MUSOLINO Rocco.
Legenda:
120 avente per oggetto sociale: IMPRESA EDILE,OVE COMPRENDONO TUTTI I LAVORI DI CUI ALLA TABELLA DI
CLASSIFICAZIONE(D.M. 770 DEL 25/02/82) DI CUI ALLE CATEGORIE 1.,2.,4.,5.,6.,10.,11.;-IMPRESA BOSCHIVA E
FORESTALE;-AUTOTRASPORTI CONTO TERZI. PER IL RAGGIUNGIMENTO DELLO SCOPO SOCIALE, LA SOCIET POTR
COMPIERE QUALSIASI OPERAZIONE COMMERCIALE, FINANZIARIA,INDUSTRIALE, MOBILIARE ED IMMOBILIARE,
SVOLGERE OGNI ATTIVIT AD ESSE INERENTE,DARE E PRENDERE IN LOCAZIONE BENI MOBILI ED IMMOBILI E FARE
QUALSIASI OPERAZIONE BANCARIA O COMUNQUE RELATIVA AL CREDITO. LA SOCIETA PU ANCHE PARTECIPARE CON
QUOTE O AZIONI IN ALTRE SOCIET E/O IMPRESE E/O CONSORZI DI IMPRESE AVENTI SCOPI ANCHE DIVERSI DAL PROPRIO,
GI COSTITUITI O DA COSTITUIRE. LA SOCIET, INOLTRE,POTRA' AVVALERSI DI TUTTI I FINANZIAMENTI AGEVOLATI
DISPOSTI DALLE LEGGI,CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLA L.64/86.-
121 avente per oggetto sociale: articolo 5. - la societa' ha per oggetto l'esecuzione di lavori edili e stradali, la costruzione
di reti idriche e fognarie e di opere idrauliche in genere, l'esecuzione di opere di ingegneria ambientale, nonche'
l'esecuzione di lavori di movimento di terra e la frantumazione di materiali provenienti da cave autorizzate. la societa',
inoltre, ha per oggetto la produzione di calcestruzzo pronto per l'uso e di prodotti da quest'ultimo derivati e il relativo
trasporto e/o la posa in opera, anche per conto terzi, nonche' la produzione di prefabbricati in calcestruzzo e/o in
cemento armato e la posa in opera di questi ultimi. per il migliore conseguimento degli scopi sociali, la societa' puo'
assumere, direttamente o indirettamente, interessenze, quote e partecipazioni, anche azionarie, in altre societa' o
imprese, gia' costituite o da costituire, aventi scopi affini, analoghi o connessi al proprio, e svolgere qualsiasi altra
attivita' connessa o affine a quelle sopra elencate, nonche' compiere tutti gli atti e concludere tutte le operazioni
contrattuali di natura immobiliare, mobiliare, industriale e finanziaria, nei limiti consentiti dalla normativa vigente in
materia.
Nel prosieguo del dialogo, i due interlocutori facevano riferimento alla presenza di altri
soggetti, di spiccata operativit mafiosa presente sul territorio di Gallico:
OMISSIS
ALLE ORE 19.35.59 VITALE DOMENICO RICEVE UNA TELEFONATA SULLA PROPRIA UTENZA
CELLULARE E RIFERISCE ALL'INTERLOCUTORE DI ESSERSI SBRIGATO, DANDOGLI APPUNTAMENTO IN
UN POSTO CHE NON INDICA. DALLE ORE 19.36.09 QUANTO DETTO TRA I DUE VIENE RIPORTATO IN
FORMA INTEGRALE:
VITALE D.: va b... poi... poi parliamo, non mi fare, perch qua un casino...
VITALE S.: a me!!
VITALE D.: di te me... (inc.)... (ride)...
VITALE S.: (ride)... ti saluto!
VITALE D.: ciao...
OMISSIS
ALLE ORE 19.36.27 SI SENTE SBATTERE UNO SPORTELLO E SI INTUISCE CHE VITALE
DOMENICO SCENDE DALLA VETTURA DEL VITALE STEFANO IL QUALE RIPRENDE LA MARCIA. ALLE
ORE 19.49.31 LA REGISTRAZIONE HA TERMINE.
FINE TRASCRIZIONE
(vds. all. nr. 29)
Ulteriori elementi attestanti lelevato ruolo criminale del RODA sono emersi, nel corso
delle indagini tecniche effettuate nei confronti di ALVARO Cosimo, ove emerso che il RODA
veniva attivato da CRISALLI Antonino, di seguito generalizzato, per impedire la partecipazione di
soggetti di Gallico allacquisto di alcuni immobili, venduti attraverso aste giudiziarie. Tali fatti
saranno dettagliatamente evidenziati nel capitolo relativo alla figura di ALVARO Cosimo.
(vds. all. nr. 30)
Ritornando alle dinamiche criminali del gruppo mafioso operante nellarea di Villa San
Giovanni e Fiumara di Muro, si precisa che il sodalizio in esame, sicuramente ha espresso anche
altre forme di accaparramento illecito di lavori pubblici, sia attraverso consolidati contatti con i
pubblici amministratori, sia mediante attivit estorsive, gestite direttamente sul territorio.
La circostanza, oltre ad essere desumibile dai fatti innanzi rappresentati, trova riscontro in
unintercettazione tra presenti, registrata in data 21 gennaio 2007, allinterno dellautovettura in uso
a BUDA Pasquale. Nella circostanza, questultimo, nel dialogare con PASSALAQUA Domenico,
altro soggetto aderente alla struttura criminale in esame, sul conto del quale si ampiamente
disquisito nelle pagine precedenti, riferiva in ordine ad unestorsione, portata a compimento da
IMERTI Antonino cl. 50, unitamente a CORSARO Domenico, in precedenza generalizzato.
Lascolto della conversazione, sebbene non abbia consentito di individuare con esattezza i
particolari dellattivit estorsiva, ha comunque permesso di verificare una pressante e costante
attivit di controllo del territorio, anche attraverso la gestione ed il controllo degli appalti, tenuto
conto che ogni operatore imprenditoriale, costretto a soggiacere alle richieste estorsive che
pervengono dagli appartenenti alla criminalit organizzata. Infatti, il BUDA nel commentare con
linterlocutore (PASSALACQUA Domenico), i fatti in esame, riferiva di avere avuto un incontro
con una persona che gli aveva chiesto se gi avesse preso, in relazione ad unestorsione pari a
30/mila Euro, un anticipo di Euro 5/mila, inerenti i lavori di bitumazione di una strada, il cui
importo complessivo era pari a 250/mila Euro. In relazione a tale affermazione, il BUDA
aggiungeva che lui stesso, per conto di una ditta non specificata, aveva presentato unofferta di
partecipazione al bando di gara, tant che aveva consegnato le relative buste di partecipazione a
CALARCO Giorgio [identificato nellomonimo, nato a San Roberto (RC) il 10.05.1961, gi ivi
residente in frazione Acquacalda in piazza Annunziata numero 1], emigrato per il comune di
Fiumara (RC) in data 15.05.2000, pregiudicato. Trattasi dello stesso CALARCO indicato in
122 Identificata in PANGALLO Antonia Immacolata, nata a Roghudi (RC) il 08.12.1955, insegnante.
relazione ai lavori autostradali, che non aveva ancora dato alcuna somma di danaro ai vertici del
locale di Fiumara di Muro. Fatto trattato nelle pagine precedenti. Nella circostanza il BUDA
riferiva testualmente .. mio cognato mi diceva: ma non parlare con nessuno... quello lo ha lasciato
parlare, lo ha lasciato parlare... dopo un po risponde: si mi avevano mandato un imbasciata, che mi
sono preso cinque mila dei trenta mila euro delle cose ...inc... no gli ho detto io... vedi che quando
hanno fatto la gara io gli ho portato la busta a questo a GIORGIO CALARCO e gli ho detto: chi se
la prende? invece CALARCO mi ha detto che se la prendono sempre gli stessi dice, perch hanno
...inc... sono duecentocinquantamila euro di catrame che hanno fatto nelle via... gli ha nominato
tutte le vie.... Sul conto di CALARCO Giorgio, si precisa che lo stesso, di professione geometra,
socio, unitamente ai fratelli, CALCARCO Vincenzo [18.07.1964], CALARCO Rocco [16.05.1966]
e CALARCO Francesco [11.09.1967], di alcune societ operanti nel settore edilizio, gi in
precedenza indicati.
Il prosieguo della conversazione consentiva di accertare che, nellambito
dellaggiudicazione della gara in questione e, quindi, della successiva attivit estorsiva, condotta
nei confronti della ditta appaltatrice, aveva avuto un ruolo determinante CORSARO Domenico, in
precedenza generalizzato, infatti BUDA Pasquale aggiungeva: giustamente loro dicono: guarda
ti arrivata l'imbasciata, ma perch non lo potevi dire?... ...inc... sicuramente MIMMO CORSARO
lo sapeva che avevano mandato l'imbasciata perch andato a prendersi un po di catrame da quelli
l e si vede che hanno parlato, gli hanno potuto, gli ha potuto dire questo qua: ma vedete che
l'imbasciata l'abbiamo mandata noi!!... e lui MIMMO sicuro venuto a posta... per non chiamare
MIMMO il grande a preso e ha chiamato MIMMO il piccolo, gli ha detto parla tu senza che vado
io... ora dico io queste cose non li capisce?...
Anche in questa circostanza, il BUDA denigrava loperato di IMERTI Antonino cl. 50,
quale responsabile del gruppo mafioso operante in Fiumara di Muro (RC), poich non ritenuto
idoneo a gestire il controllo illecito delle attivit economiche che si sviluppavano in questultimo
centro. Infatti, affermava che lIMERTI, nonostante fosse venuto a conoscenza con molto anticipo
della realizzazione di tale opera, non aveva imposto lestorsione alla ditta appaltatrice, pur essendo
stato sollecitato in tal senso da CORSARO Domenico. Il BUDA, infatti, pur avendo giustificato
latteggiamento dellIMERTI con il CORSARO, adducendo che lo stesso, in quel periodo, era
particolarmente preoccupato per lo stato di salute della madre, poich ricoverata in ospedale,
riferiva al proprio interlocutore (PASSALAQUA Domenico), che, in tal modo, lIMERTI non
avrebbe pi goduto alcun rispetto nellambito dellorganizzazione criminale.
Al termine della conversazione, il BUDA riferiva che, a seguito di approfonditi
accertamenti, aveva scoperto che IMERTI Antonino cl. 50, in relazione alla gara di appalto in
narrativa, aveva intascato una somma di danaro pari a 2.000,00 ., proveniente dalla tangente
estorsiva di cui met elargiti ai componenti del sodalizio, mentre la restante somma, pari a
1.000,00, . laveva trattenuta per s stesso: no, no... ...(linea disturbata)... quello non sa niente,
quell'altro non sa nessuno niente... dice: va bene!! dato che nessuno sa niente ora vediamo come
sono i fatti!!!... e infatti si sono scoperti gli altarini... che NINO lo sapeva, che NINO si era presi i
soldi ...(linea disturbata)... tu mi dici: ti sei preso due mila euro, gli hai dato mille euro a altri
...(linea disturbata)... ma tu vieni a Fiumara di Muro e fai ...(linea disturbata)...- .
PASSALACQUA D.: ...inc...
BUDA P.: perch dice: tu non vieni!!... fanno, fanno lo stesso perch in questo
modo si crea un attimo di rottura... e io devo coprire per difenderlo... gli ho detto io a MIMMO
CORSARO: vedete, aspettate, ma mio cugino NINO non che lo fa per cattiveria, lo fa per...
perch una cosa se la dimentica, per adesso ha a sua madre all'ospedale... no dice: ma pure per
saperlo dice... ma giustamente lui riferisce a suo cognato... suo cognato lo ha mandato per dire la
verit... e io vado a dirgli a NINO: NINO ma perch fai e ti comparti in quel modo? che ti devi
litigare!!... che a modo suo ti fa la faccia del super uomo, ma che deve fare, non la prima e non
la seconda, non la terza e non la quarta, sempre in questo modo ... per scendere una imbasciata
ci metti sei mesi, un imbasciata... ti danno un imbasciata... e te la tieni... se uno vuole tenere... il
massimo rispetto, si deve comportare per come... giusto MIMMO?...
Liniziativa intrapresa dal CORSARO, cio quella di farsi garantire, nellambito del
progetto C.O.I., la gestione degli interventi con lauto-spurgo, costituiva un impedimento nei
confronti dello stesso BARBIERI, operante nello stesso settore (abbiamo a questo in "mezzo ai
piedi"..., diciamo purtroppo in "mezzo ai piedi"...). Pertanto, questultimo, progettava unitamente al
GRILLO, la possibilit di inserire inizialmente il CORSARO, per poi estrometterlo legalmente,
poich non in possesso di tutti i requisiti, in modo da far subentrare direttamente la stessa ditta di
BARBIERI, ritenuta di fiducia, poich gi svolgeva analoga attivit nellarea di Gallico ed Archi.
GRILLO BRANCATI Vitaliano, non perfettamente a conoscenza delle dinamiche connesse
a tale progetto, chiedeva allinterlocutore se la decisione, connessa allattivit dellauto-spurgo,
fosse anche di competenza di un Funzionario comunale, in quanto il Sindaco, che anche suo
cognato, qualora avesse saputo che la ditta interessata fosse stata segnalata da lui, probabilmente
non avrebbe acconsentito a tale richiesta; infatti riferiva : bravo... ma io sto facendo questo
ragionamento con te... perch sto cercando di trovare, perch sapevo quello che dovevo fare... ma
io mi devo salvaguardare e non voglio mettere in agitazione voi, perch se no devo andare a
ammazzarlo... solamente questo mi rimane.. devo capire, devo utilizzare questa situazione, tenendo
presente questo fatto, loro faranno dei nominativi giustamente ROCCO (CASSONE Sindaco di
Villa San Giovanni N.d.R.) "figlioli miei", non lo far mai perch dice: come io metto il nome di
(GRILLO n.d.r.) non me ne importa niente... per se gli esce da loro e lui non potr dire niente...
perch giustamente arrivato a un certo punto, dice: a me, me l'hanno portato perch una persona
che interessa a loro, perch, per tanti motivi, non lo so per quali motivi... voglio dire alla fine...
qual... .-
E essenziale sottolineare che BARBIERI Domenico aveva gi ottenuto, da parte di BUDA
Pasquale, lautorizzazione a poter subentrare in tali lavori (PASQUALE mi ha detto: compare
MIMMO voi siete padrone, prendete i provvedimenti che volete capito il discorso!!!..), tant che,
tra le soluzioni che voleva adottare, vi era anche quella di parlare direttamente con il CORSARO e,
quindi, riferirgli che tale attivit interessava agli amici di Villa San Giovanni, quindi a Vito
Grillo. Nella prosecuzione del dialogo, BARBIERI puntualizzava, ancora una volta, di avere
avuto ampio mandato dazione da parte di BUDA Pasquale: .. PASQUALE mi ha detto: compare
MIMMO voi siete padrone, prendete i provvedimenti che volete capito il discorso!!!...
Laffermazione costituiva ampia conferma della particolare vicinanza del BARBIERI al
gruppo criminale in questione, al quale lo stesso si appoggia per acquisire una serie di lavori.
(vds. all. nr.33)
I tentativi espressi dal CORSARO Domenico, per inserirsi nellambito dei lavori interessanti
il comune di Villa San Giovanni, si facevano sempre pi pressanti; infatti in data 1 febbraio 2007,
BARBIERI Domenico, attraverso lutenza cellulare nr. 337/948646, veniva contattato da GRILLO
BRANCATI Vitaliano, al quale riferiva che il CORSARO, aveva urgente bisogno di parlare con lo
stesso, aggiungendo di spendere qualche parola, a favore di questultimo, con lamministrazione
comunale.
I due fissavano un appuntamento, a casa di BARBIERI, per le ore 17.00 successive:
Nella giornata del 1 febbraio 2007, allinterno dellufficio del BARBIERI, ubicato nel
piano terra della propria abitazione ove, in linea di massima, era solito tenere riunioni di lavoro e,
comunque, incontrarsi con altre persone, non veniva registrato alcun colloquio. Solo il giorno
successivo, il BARBIERI aveva un incontro con il GRILLO BRANCATI Vitaliano. I due, nella
circostanza, dialogavano allinterno dellautovettura Suzuky. Anche in questa circostanza buona
parte del dialogo riferibile allaggiudicazione dei lavori pubblici di Villa San Giovanni ed alla
possibilit di inserire BARBIERI Domenico, allinterno di tale struttura, a fronte della pressante
richiesta del CORSARO.
E opportuno precisare che, a seguito di accertamenti effettuati presso il comune di Villa
San Giovanni, tale progetto non andato a compimento e, di conseguenza, i due antagonisti sono
rimasti entrambi esclusi. Va comunque sottolineato, come gli stessi abbiano tentato, attraverso
lappoggio di diversi funzionari, dinserirsi in tali lavori, laddove il BARBIERI aveva avuto il via
libera da BUDA Pasquale.
Le conversazioni sviluppate nella circostanza ( progr. nr. 3922 e 3923), di seguito indicate,
oltre ad evidenziare un elevato grado di conoscenza, da parte del citato GRILLO BRANCATI, in
ordine alle tematiche criminali locali, costituivano momenti di ulteriori acquisizioni probatoria,
atteso che il BARBIERI, nellincontrare una persona durante il tragitto, spiegava allinterlocutore
(GRILLO BRANCATI Vitaliano) che lo stesso era LIBRI Pasquale, in precedenza generalizzato,
con il quale vantava di avere ottimi rapporti. Come si avr modo di constatare nel capitolo relativo
allinserimento di BARBIERI Domenco, allinterno delle tematiche criminali in narrativa,
questultimo aveva conosciuto il LIBRI Pasquale, attraverso CREAZZO Umberto Francesco, in
precedenza generalizzato.
Va sottolineato che sul conto dei soggetti, appartenenti allorganizzazione criminale di
Fiumara di Muro e, quindi, delle conseguenti tematiche criminali, sono stati acquisiti ulteriori
elementi probatori, che saranno evidenziati nei successivi paragrafi, in relazione alle singole
posizioni anche di altri soggetti.
(vds. all. [Link]. 34 e 35 )
Oltre a quanto gi riferito sul conto dello stesso, di seguito saranno riportate le acquisizioni
probatorie, acquisite sul conto di PASSALACQUA Domenico che, assolto dal delitto di
associazione mafiosa, nellambito del procedimento penale Olimpia quale soggetto appartenente
al gruppo criminale IMERTI -CONDELLO, ha continuato ad operare allinterno di tale
organizzazione, quale persona di massima fiducia di BUDA Pasquale, cos come evidenziato nelle
pagine precedenti.
In particolare, la locale Sezione Anticrimine, inoltrava, a far data dal 26 novembre 2005,
richiesta dintercettazione telefonica, sullutenza nr. 339/5235235 e, successivamente, tra presenti,
allinterno dellautovettura Mini Cuper, targata CV 749 NR123, in possesso a PASSALAQUA
Domenico, poich era risultato in contatto con BUDA Pasquale, in precedenza generalizzato. In
particolare, si accertava che, in data 12.11.2005, il BUDA, che aveva appena terminato il colloquio
con i cognati LICANDRO Rocco [nato a Fiumara il 04.03.1966] e IMERTI Giovanni [nato a
Fiumara il 03.04.1958], entrambi detenuti allinterno della Casa Circondariale di Volterra, riceveva
una telefonata del citato PASSALACQUA, il quale avuta notizia del colloquio con i predetti
detenuti, invitava il BUDA a rivolgere i propri saluti sia al LICANDRO, sia allIMERTI,
questultimo cugino del noto Capo Societ IMERTI Antonino, alias nano feroce.
Le attivit investigative, condotte nei confronti del PASSALACQUA, hanno consentito di
accertare che lo stesso era ampiamente inserito nel circuito criminale.
Lindagine, in un primo momento sviluppata attraverso mirati servizi di osservazione,
consentiva di individuare alcuni rapporti relazionali con soggetti di elevato spessore criminale, che
qualificavano, ulteriormente, il ruolo del PASSALACQUA, allinterno della dialettica associativa
indagata.
Oltre a quanto gi riferito, circa lappartenenza di questultimo al gruppo criminale in
esame, si riportano, di seguito, altre conversazioni ambientali, censurate allinterno dellautovettura
di BUDA Pasquale, intercorse tra questultimo ed il PASSALACQUA.
Una conversazione, oltremodo interessante, relativa agli equilibri mafiosi della citt di
Reggio Calabria, si registrava in data 6 febbraio 2007, allorquando BUDA Pasquale e
PASSALACQUA Domenico, dopo aver fatto riferimento ad alcune attivit commerciali, in corso
di apertura a Villa San Giovanni, da parte di alcuni soggetti di quel centro, tra i quali venivano
identificati, Francesco IDONE [ nato a Campo Calabro il 12 luglio 1946, residente a Reggio
Calabria in via San Giuseppe nr. 61] , Giuseppe IDONE [nato a Villa San Giovanni il 16.06.1957,
ivi residente] ed ANDREACCHIO Giuseppe Maurizio [nato a Villa San Giovanni il 15.09.1959,
ivi residente] , dialogavano in relazione alla costruzione, ad opera di MORGANTE Roberto124 [
nato a Villa San Giovanni il 10.08.1968, residente Reggio Calabria] ritento affiliato
allorganizzazione criminale operante in Catona, di alcune villette nella zona di Cannitello di Villa
San Giovanni, precisamente a ridosso del ristorante Alicante, locale che in epoca passata era stato
gestito direttamente dal PASSALACQUA. In merito, il BUDA affermava che lorganizzazione
criminale operante in Catona, era sicuramente molto pi compatta rispetto a quella in cui militava
con lo stesso PASSALACQUA, specificando, allinizio della conversazione, le pessime qualit
gestionali del Capo Societ IMERTI Antonino, cl. 50.
In relazione a tali affermazioni, il colloqio avveniva come segue:
PASSALACQUA D.: dalla parte di sotto prima che si arriva all'Alicante, sotto e sopra
della strada per fare villette e se li sta prendendo quello di Catona, NINO MORGANTE...
BUDA P.: questo cornuto?...
PASSALACQUA D.: NINO... per dice: non questo... dietro c' ROBERTO, ce ne
sono, ce ne sono parecchi...
BUDA P.: ...incomp... a Catona...
PASSALACQUA D.: ah?...
123 intestata a SCUDERI Cinzia Maria, nata a Soverato (CZ) il 28.10.1962 e residente a Reggio Calabria
in via [Link] Petrillina 47;
124 il fratello Carmelo sttao ucciso in un agguato mafioso nel marzo 1989.
BUDA P.: queste sono cose che si mette chi intelligente... NINO!... ?
MIMMO!... la ci sono i soldi, c' la compattezza, c' l'unione, capisci?... non che chi spara
dentro e chi spara fuori...se uno dice una cosa ci sono quattro o cinque che dicono la stessa cosa,
che non c' in altri posti...
PASSALACQUA D.: eh in altri posti!! qua a Villa...
Reggio Calabria, poich le decisioni assunte da questultimo non erano state pi osservate
stiamo aspettando a MICO ALVARO che esce, quando esce MICO ALVARO prendiamo le
nostre precauzioni... dice: perch quando abbiamo preso limpegno cera MICO ALVARO,
siccome questo impegno non stato mantenuto prima che facciamo un passo una volta che ci
dicono che non vogliono sapere niente o che poi facciamo quello che dobbiamo fare... . Le
affermazioni del ROSMINI, evidenziatesi in maniera palese, attraverso il discorso di BUDA
Pasquale, facevano presupporre un forte contrasto instauratosi tra la propria famiglia e quella di
LIBRI Pasquale, questultimo subentrato nella totale reggenza dellomonima organizzazione
mafiosa, dopo la morte del fratello (LIBRI) Domenico, avvenuta nel maggio 2006. La prosecuzione
del dialogo forniva ulteriori e concreti elementi probatori in ordine alla figura di LIBRI Domenico
e CONDELLO Pasquale, atteso che questultimo, secondo una divisione territoriale della citt,
percepiva, sullammontare delle estorsioni, praticate nei confronti delle ditte impegnate nella
realizzazione di opere pubbliche, il 70% (settanta per cento), mentre la restante somma veniva
incassata dal LIBRI. In merito, BUDA Pasquale, nel rappresentare allinterlocutore quanto
riferitogli da ROSMINI Diego, asseriva: .la parte di incomp... di qua... diciamo la parte di
qua prende Pasquale... dalla parte di la se l' presa PASQUALE LIBRI, per PASQUALE LIBRI,
incomp... i ROSMINI... dice: era venuto PASQUALE LIBRI... PASQUALE LIBRI gli ha
detto: compare la divisione con uno !!... e no con cinque!!!... noi quasi il settanta per cento dice:
glielo abbiamo dato a compare PASQUALE... ...(tratto incomp.)... ed giusto!!... ha detto: ...non
una lira!!... con il metano... finita... vi incontrate chiarite le cose... ...(tratto incomp.)...
Le affermazioni sono inequivocabili, nel senso che BUDA Pasquale, nel riferire in ordine ad
un incontro avvenuto tra ROSMINI Diego e LIBRI Pasquale, riportava quanto affermato da
questultimo circa la divisione dei proventi estorsivi, nella fattispecie quelli relativi ai lavori di
metanizzazione della citt di Reggio Calabria, suddivisi, secondo le percentuali innanzi indicate, tra
lui e compare Pasquale, questultimo identificato nel citato CONDELLO.
Tali cointeressenze criminali sono state, tra laltro, gi accertate nellambito di pregressi
procedimenti penali, avviati da questa A.G. [ordinanza di custodia cautelare nr 1669/01 RGNR
DDA, nr. 5635/01 R GIP DDA e nr. 5/04 R. OCC, emessa dal GIP presso il Tribunale di Reggio
Calabria in data 21 febbraio 2006 ed ordinanza di custodia cautelare in carcere nr. 75/05 RGNR
DDA n. 86/06 R. GIP DDA e n N. 28/07 [Link] DD], in ordine ai quali stato fatto riferimento
nella premessa dellinformativa, allorquando sono stati analizzati, nellambito del contesto
criminale della citt di Reggio Calabria, le nuove alleanze sorte tra i diversi gruppi criminali ed in
particolare tra la famiglia LIBRI e quella CONDELLO.
Dal complesso generale della conversazione emergeva, tra laltro, che ROSMINI Diego
nutriva particolare avversione nei confronti del LIBRI e, quindi indirettamente, anche nei confronti
del CONDELLO, atteso che lo stesso, oltre a non percepire alcun provento estorsivo da parte di
questultimo, tenuto conto che la moglie era stata costretta a lavorare in una lavanderia, ed a
provvedere, direttamente, al mantenimento di tutti i familiari in carcere, condannati a pene severe:
. che poi a TOTO' lo hanno preso... quando hanno preso a TOTO u boi rimasto DIEGO
solo... c'era GIOVANNI, ora a GIOVANNI lo hanno arrestato pure... e allora, quando era latitante
quello che aveva l'ergastolo addosso e che poi gli spuntava... che partiva in prima persona a tutti
quanti... poi sono caduti in disgrazia... li ha tagliati completamente ora si sono combinati che tra
loro non vanno nemmeno daccordo... i ROSMINI non vanno daccordo nemmeno... c' chi ha i
soldi e chi muore di fame... la moglie di DIEGO u bumbularu, con DIEGO nemmeno... si
combinata di andare a lavorare in una lavanderia per settecento euro al mese...incomp... e DIEGO,
DIEGO bravo, bravo, bravo... DIEGO ha l'ergastolo... NATALE ha l'ergastolo, coso ha
l'ergastolo, quell'altro DEMETRIO ha l'ergastolo... TOTO' ha l'ergastolo, GIOVANNI ha
diciotto anni, non che dici uno solo... .
I personaggi della famiglia ROSMINI, indicati quali soggetti tutti detenuti, sono stati
identificati in:
Sul conto di RIZZELLO Domenico, si precisa che lo stesso stato denunciato per
favoreggiamento personale nei confronti del latitante SARACENO Salvatore [nato ad Archi (RC)
il 10.10.1957 ed ivi residente]. Inoltre, lo stesso, in data 28.12.2006, veniva controllato, dal
Comando Stazione Carabinieri di Fiumara, in compagnia di LIOTTA Alfio cl55 dopo che, come
si evince dalla relazione di servizio dei militari operanti, gli stessi erano stati notati nei pressi di un
terreno agricolo di propriet del noto ZITO Rocco cl.43.
L11.04.2005, veniva controllato anche unitamente a BUDA Giuseppe nato a Villa San
Giovanni il 15.06.1970, figlio di BUDA Santo cl44.
Sulla scorta della prima parte della conversazione in argomento, laddove veniva evidenziata
il completo controllo delle attivit economiche connesse agli appalti da parte di LIBRI Pasquale, in
data 18 marzo 2007, veniva richiesta lintercettazione dellutenza nr. 347-2715428, in uso a
questultimo, con inizio il successivo 22 marzo 2007, mentre in data 2 e 3 aprile 2007, venivano
avviati gli ascolti delle conversazioni sulle utenze nr. 347/5231466 e nr. 338/6375896, in uso a
ROSMINI Diego, in considerazione che le emergenze, scaturite dallascolto della citata
conversazione, facevano concretamente supporre anche la possibilit di uno scontro armato tra i
due gruppi. In effetti, in data 9 maggio 2007, alle ore 20.15, in questa viale Marconi veniva ucciso,
a colpi di arma da fuoco, TUSCANO Salvatore [nato a Reggio Calabria il 18 settembre 1976],
autista e uomo di fiducia LIBRI Pasquale, tant che sino a poche ore prima, i due, unitamente a
SINICROPI Antonino[ nato a Reggio Calabria il 18.04.1969], altro soggetto aderente al medesimo
circuito criminale, erano stati notati insieme da personale dipendente, nel corso di un servizio di
osservazione condotto nei confronti del LIBRI.
(vds. all. nr.37)
Lomicidio avveniva nel rione Modena di questo centro, notoriamente controllata dalla
cosca ROSMINI, allinterno di un salone da barba. Si precisa che nel corso dellattivit di ascolto
sullutenza in uso al LIBRI, era emerso, in modo chiaro ed inequivocabile, la centralit del
TUSCANO, in seno allorganizzazione criminale del LIBRI, quale soggetto di massima fiducia del
Capo Societ, tant che, in diversi momenti, era stato notato con questultimo, unitamente a
SINICROPI Antonino. Tali rapporti relazionali, oltre a scaturire dallattivit dintercettazione, si
evidenziavano dallanalisi della documentazione acquista, presso gli atti dellArma locale, nonch
dalla Banca Dati [Link]., atteso che i tre soggetti, pi volte, erano stati controllati insieme, come si
pu agevolmente notare dalle schede personali di LIBRI e SINICROPI.
Inoltre, il ruolo di SINICROPI e TUSCANO, quali soggetti aderenti al gruppo criminale
capeggiato dal LIBRI Pasquale, emergeva dal procedimento penale denominato Testamento, ove
gli stessi risultavano protagonisti di alcune vicende estorsive, condotte in danno di operatori
economici locali, eseguiti nellambito di una capillare attivit predatoria della cosca LIBRI.
Il TUSCANO, in particolare, risultava essere, come cita espressamente il GIP nella suddetta
ordinanza, il punto di raccordo della citata organizzazione criminale.
La sera dellomicidio, sullutenza cellulare di LIBRI Pasquale non si registravano
conversazioni di particolare interesse, atteso che lo stesso, sicuramente, aveva ricevuto la
comunicazione dellomicidio de visu. Solo alle ore 21.00, il LIBRI nel comporre il nr.
347/7045608, intestato a tale CERRA Monica, replicava ad una donna che in sottofondo, affermava
mamma mia che disgrazia, con la frase da piero.
Nella stessa giornata del 6 febbraio 2007, sempre allinterno dellautovettura del BUDA
Pasquale, si registravano, tra questultimo e PASSALACQUA Domenico, ulteriori conversazioni
che avevano come oggetto la situazione criminale della propria organizzazione che, secondo le
affermazioni dei due interlocutori, non si era perfettamente consolidata sul territorio, rispetto alle
altre operanti nella zona. Anche in tale circostanza, il riferimento era allindirizzo di IMERTI
Antonino cl. 50. Infatti, nel corso della conversazione registrata in progressione, i due interlocutori
riferivano che lIMERTI, restando sempre fermo a Fiumara di Muro, non aveva avuto la possibilit
di inserirsi fittiziamente in attivit economiche, renumerate con guadagni derivanti dalla gestione
predatoria delle estorsioni: l voglio dire, dico se vanno e gli toccano ad un Nino ....chi gli
tocca tocca ti fanno ammazzare, voglio dire con noi .....qua al contrario, con noi fino a quando
gli interessa, cio, al di fuori di quell'interesse "ma che dite a me" cazzate ...fino a quando c'
l'interesse dei suoi mille euro, bene, finiti gli interessi dei suoi mille euro... . Il PASSALACQUA,
in seguito, facendo riferimento a IMERTI Antonino, specificava che se lo stesso fosse rimasto
chiuso nella sua abitazione, sita in localit San Pietro di Fiumara di Muro, non sarebbe mai venuto
a conoscenza delle situazioni che si sviluppavano in area:
PASSALACQUA D.: ma senti, ma se tu ti stai a San Pietro chiuso
BUDA P.: che vedo
PASSALACQUA D.: non che vedi , ma vuoi che te li porto a casa a San Pietro
...quindi vedi se puoi fare, dai un'occhiata per dire in giro, vedi quello che ci pu essere che ti pu
tornare utile
danaro .....se inc dico, avevamo fatto quattro soldi, qualificando cos la sua pregressa e
costante adesione al gruppo criminale di Fiumara di Muro.
Nonostante ci, il BUDA, consegnava a tale Mario, non meglio identificato, sicuramente
dellarea di Rosarno, la somma di duemila Euro da parte del BARBIERI Domenico, indicato dal
BUDA, con labbreviazione di Mimmo.
La restante parte della conversazione atteneva alla mancata possibilit di effettuare eventuali
investimenti nel campo delledilizia, cosa che le altre organizzazioni criminali avevano gi fatto.
(vds. all. nr.39)
Nel corso dellulteriore conversazione tra presenti, registrata sempre in data 6 febbraio
2007, intercorsa tra BUDA Pasquale e PASSALACQUA Domenico, si accertava che questultimo,
avrebbe dovuto eseguire, al pi presto, una serie dinterventi nei confronti del proprietario di alcuni
esercizi pubblici, situati a Villa San Giovanni, unitamente a IMERTI Antonino (no!...inc...eravamo
insieme l con Nino...devo vedere quello che devo fare) . In particolare, questi ultimi commercianti
avevano preferito rifornirsi di pane, da soggetti estranei alla citt di Villa San Giovanni e non dal
proprio forno denominato la spiga e sito in quella via Briatico. In merito, opportuno
sottolineare che, effettivamente il PASSALACQUA proprietario, a Villa San Giovanni, del
suddetto forno risultato intestato al fratello Vincenzo, ma di fatto gestito dallo stesso
PASSALACQUA Domenico.
PASSALACQUA Vincenzo prestanome a tutti gli effetti del fratello Domenico, infatti,
risultato anche intestatario dellautovettura PORSCHE 911, tg. DA136PE, di fatto di propriet di
questultimo.
Come evidenziato nelle pagine precedenti, in particolare nel corso dei colloqui intercorsi tra
BUDA Pasquale e lo zio CIANCI Antonino, emergeva una certa diffidenza nei confronti di
PASSALACQUA Domenico, ritenuto molto vicino a ZITO Rocco [nato a Fiumara (RC) il
02.01.1943, ivi residente in Piazza San Rocco nr.2, coniugato, macellaio, capo dellomonima
cosca ZITO di Fiumara (RC)], tant che proprio per intercessione del PASSALACQUA, non era
stata fatta da parte di BUDA Pasquale, alcuna richiesta estorsiva nei confronti di VIGLIANISI
Domenico, in precedenza generalizzato, gestore di un lavaggio a Villa San Giovanni.
Tale atteggiamento deriva dal fatto che ZITO Rocco, nel corso dellultima guerra di mafia
aderiva allo schieramento DE STEFANO TEGANO, contrapposto a quello CONDELLO
IMERTI, del quale facevano parte gli interlocutori in questione. Sebbene fosse in seguito
subentrata la pax mafiosa, comunque erano rimasti a galla vecchi rancori. Infatti, anche nel corso
di una conversazione intercorsa in data 29.11.2006, allinterno dellautovettura di BUDA
Pasquale, tra questultimo e FAVARA Gianluca, emergeva in maniera inconfutabile lastio nei
confronti dello ZITO Rocco, tanto da essere definito dal BUDA con lappellativo di sbirro:
Conversazione registrata al progr. [Link] 558 del 29.11.2006 alle ore 10.27, con apparecchiatura
SIO.
Legenda:
BUDA P. = BUDA PASQUALE
FAVARA G. = FAVARA GIANLUCA
PASSALACQUA Domenico e ZITO Rocco, alle ore 11.44 lasciavano la suddetta localit e
sincamminavano in direzione di Campo Calabro ove giungevano alle ore 12.16. Lo ZITO, dopo
aver salutato il PASSALACQUA, con un bacio sulla guancia, saliva a bordo di unautovettura Fiat
Punto di colore blu, targata BF271KW, intestata alla figlia Daniela [02.04.1981].
Si precisa che a causa dei forti rumori presenti allinterno del veicolo, nonch alla quasi
totale assenza di segnale G.S.M. lungo il percorso, le conversazioni risultavano di difficile
comprensione.
Prima di passare allanalisi dei fatti, inerenti i contatti tra PASSALACQUA Domenico e
ZITO Rocco, opportuno precisare che questultimo, sebbene non sia stato condannato
nellambito del procedimento penale c.d. Olimpia, poich gi condannato per il reato di cui
allart. 416 bis nellambito del processo a carico di ALBANESE Mario + 104 (definito con
sentenza della Corte di Assise di Reggio Calabria il 23.3.1991), veniva indicato quale capo societ
della famiglia ZITO - BERTUCA, egemone in Campo Calabro e Villa San Giovanni, aderente
allo schieramento DE STEFANO TEGANO, in contrapposizione a quello denominato
CONDELLO IMERTI.
Ritornando allattivit investigativa in argomento, si precisa che in data 26 luglio 2006,
allinterno dellautovettura del PASSALACQUA si registrava una conversazione tra questultimo
ed il citato VITALE Stefano, dalla quale emergeva che alcuni giorni prima, nel corso di una
riunione, una persona a nome Ciccillo, identificato in CREAZZO Umberto Francesco, aveva
avuto un atteggiamento poco rispettoso nei confronti dei presenti, ove oltre ai due interlocutori,
erano presenti ZITO Rocco e compare Serafino, identificato in CREAZZO Serafino, figlio di
CREAZZO Umberto Francesco, nonch altre persone. Dal contenuto del dialogo emergeva, senza
dubbio che trattavasi di una riunione di soggetti aderenti alla criminalit organizzata, atteso che il
VITALE Stefano, nellapostrofare nuovamente latteggiamento del CREAZZO, riferiva che le
domande pressanti e continue fatte dallo stesso, avevano indotto i presenti a trattenersi per un
tempo superiore a quello previsto, con il rischio di determinare eventuali interventi delle Forze di
Polizia: eh cerca di stringere cazzo, se per davvero inc. perch la gente sta sempre l,
vedono macchine insomma ed capace che ti fermanocose.
Conversazione registrata al progr. [Link] 6525 del 26.07.2006 alle ore 21.02, con apparecchiatura
AREA.
Legenda:
PASSALACQUA D.: = PASSALACQUA Domenico;
VITALE S.: = VITALE Stefano.
VITALE S.: si, infatti io ho cercato di avvicinare a MIMMO per fargli una
telefonata... ma intanto... venite per qua che ci prendiamo un caff... per vedere se si muove
qualcosa, ma niente... se non vi fate avanti voi altri... gli anziani qua... ma che vogliamo pi... non
che possiamo prendere ...incomp... li aggiustiamo le cose...(ride)... dove se ne va ROCCO ZITO
per dire va a Reggio!! e aggiustiamo le cose... ...(lunga pausa nessuna conversazione n.d.r.)...
...(tossisce)... ...(lunga pausa nessuna conversazione)... ...incomp...
VITALE S.: ...chiamateli "cosi lordi" chiamateli "miserabili" chiamateli come volete
se fanno queste azioni senza ascoltarvi... si fatto un bar cos per poi ma a questi perch non siete
andato a chiamarli... ...(si riferisce a terza persona n.d.r.)...
VITALE S.: ...mangio qua... no va bene... parti e scappa vai a vedere le cose... devi
vedere le cose ...incomp...
Si sottolinea che gli stessi, ad un certo punto, facevano riferimento alla costruzione di
alcune abitazioni che, alla luce degli spostamenti fatti dal PASSALACQUA, in periodi antecedenti
e successivi alla conversazione narrativa, risultavano insistere nellarea di Gambarie, nei pressi del
locale laghetto.
In particolare, in data 18.09.2006, personale di questo Ufficio, nel corso di un servizio di
osservazione attuato nei confronti del PASSALACQUA, accertava che lo stesso, a bordo della
propria autovettura, si recava a Gambarie, unitamente ad un ragazzo (conducente del veicolo), ove
assisteva alla realizzazione di alcuni lavori, allinterno di un cantiere edile.
Gli accertamenti praticati in ordine a tale struttura permettevano di accertare che allinterno
del citato cantiere operava limpresa individuale di LOFARO Domenico [nato a Campo Calabro il
15.04.1969], impegnata nella realizzazione di 5 villette in un terreno di propriet di CONSOLINI
Alfonsa, nata a Crevalcore (BO) il 14.05.1916 e delle figlie di questultima, VOTANO Lucia, nata
a Villa San Giovanni il 02.11.1947 e VOTANO Grazia, nata a Crevalcore il 14.12.1944, le quali
avevano concesso un terreno di circa 900 mq. ubicato in localit Gambarie di Santo Stefano in
Aspromonte, al predetto LOFARO Domenico, in permuta di una villetta rustica delle cinque a
schiera che sarebbero state costruite da questultimo nel predetto terreno. (Atto notarile di permuta
del notaio ZAGAMI Andrea di Reggio Calabria, Repertorio 19128 registrato a Reggio Calabria il
04.05.2006 e registrato alla Conservatoria dei Registri Immobiliari di Reggio Calabria
l01.06.2006 reg. particolare n.7782 e registro generale nr.11340). A tal fine era stata rilasciata la
licenzia edilizia nr. 7 dell01.08.2006 dal Comune di Santo Stefano dAspromonte , su progetto dal
geom. REPACI Stefano, nato a Fiumara il 26.02.1969, residente a Villa San Giovanni in via
Alvaro Corrado Pezzo nr.19.
Giova evidenziare che nellarea dinteresse erano presenti altri cantieri, in particolare:
- limpresa edile MACOS S.r.l., che stava costruendo 12 ville, su un terreno di propriet
dei germani:
. COZZUPOLI Antonietta Rita pt. Bruno e mt. ALETTI Daniele, nata a Reggio Calabria il
23.05.1958, ivi residente in via Friuli nr.3, coniugata, medico, proprietaria per 1/3;
. COZZUPOLI Emilio pt. Bruno e mt. ALETTI Daniele, nato a Reggio Calabria il
16.08.1955, ivi residente in via Nuova Friuli n.7, coniugato, medico, proprietario per 1/3;
. COZZUPOLI Pietro pt. Bruno e mt. ALETTI Daniele, nato a Milano il
21.07.195323.05.1958, ivi residente in via Nuova Friuli n. 11, coniugato, medico, proprietario per
1/3.
Limpresa MACOS S.r.l., con forma giuridica societ a responsabilit limitata, iscritta
alla Camera di Commercio di Reggio Calabria al numero Rea RC-119651, con sede legale in
Reggio Calabria in via Gorizia nr.5, avente per oggetto sociale: impresa edile, lavori generali di
costruzione di edifici ed altro, costituita il 07.01.1992, ha un capitale sociale dichiarato di
95.370,00 cos ripartito:
. 66.759,00 di propriet di MALARA Michele nato a Reggio Calabria il 19.05.1965 cod.
fiscale: MLRMHL65E19H224V. Lo stesso nipote del noto MUSOLINO Rocco, nato a S.
Stefano dAspromonte l1.3.1927, gi ex sindaco del paese nativo, arrestato nellambito
delloperazione Olimpia , nonch fratello di MALARA Francesco, nato a Reggio Calabria il
31.10.1985, anchegli tratto in arresto allorch rivestiva la carica di sindaco del comune di Santo
Stefano in Aspromonte;
. 28.611,00 di propriet di MUSOLINO Rosa, nata a Santo Stefano in Aspromonte il
12.02.1943 cod. fiscale: MSLRSO43B52I371X.
Allinterno della societ risultano le seguenti persone:
. MALARA Michele, nato a Reggio Calabria il 19.05.1965, residente a Reggio Calabria in
via Gorizia nr.5, amministratore unico e direttore tecnico;
. SPADARO Giuseppe, nato a Reggio Calabria il 23.08.1970, residente a Laganadi in via
San Giovanni Bosco nr. 23, responsabile tecnico.
I fratelli BARBIERI.
Gli accertamenti, espletati presso lINPS di Reggio Calabria, hanno permesso di appurare
che lindagato ALVARO Cosimo dipendente, dal mese di ottobre 2006, dellimpresa individuale
BARBIERI Domenico, con sede legale a Reggio Calabria (RC) in Via Dei Monti 116 cap 89100
frazione Villa San Giuseppe. LALVARO risulta aver percepito redditi dalla ditta BARBIERI,
nellanno 2006, pari ad 4.678,00 per 13 settimane lavorative, mentre nellanno 2007 pari a
5.053,00 per 19 settimane lavorative.
Cira i rapporti tra la famiglia BARBIERI e quella degli ALVARO, si precisa che in data 8
ottobre 2006, ALVARO Cosimo, mentre effettuava una telefonata dal proprio apparato cellulare
(nr. 347/5348373), diretta allutenza nr. 338/9412812, riferiva in sottofondo a BARBIERI
Carmelo, in quel momento in sua compagnia che lo aveva cercato ucchi i suli, identificato in
ALVARO Cosmo [n. a Sinopoli il 16.10.1966, ivi residente [Link] Conturella nr. 4, pregiudicato],
cugino dellindagato ALVARO. Laffermazione sintomatica di una concreta conoscenza del
BARBIERI Carmelo, con gli esponenti della cosca ALVARO.
Ritornando allattivit tecnica, sviluppata nei confronti del BUDA Pasquale, si precisa che
la prima conversazione attestante i rapporti tra questultimo e BARBIERI Domenico, veniva
censurata in data 27 novembre 2005, allorquando, il BUDA, attraverso lutenza cellulare nr.
393/9017515, fissava con linterlocutore un incontro per il giorno successivo, aggiungendo di
aspettare prima che facciate quelle cose, individuate in alcune offerte per altrettante gare di
appalto, atteso lo specifico riferimento fatto, in seguito, allorquando il BUDA, a specifica richiesta
dellinterlocutore, riferiva che bisognava aumentare le offerte.
Si segnala che alle ore 19.52 precedenti, BUDA Pasquale aveva comunicato a FAVARA
Gianluca [nato a Milano il 07.05.1967, residente a Rosarno in via Nazionale Nord nr.100 e
domiciliato in Reggio Calabria [Link] - Catona Via Dei Garibaldini, indagato nel presente
procedimento], di non essere riuscito a rintracciare Domenico BARBIERI e, pertanto, lo inviava da
questultimo, affinch accendesse il telefonino, poich aveva necessit di parlargli:
Prog. 386 ore 19.52 Pasquale dice a Gianluca come mai ancora non andato a
trovarlo e nel contempo gli chiede la cortesia se prima di andare da lui passa da Mimmo Barbieri e
gli dice di accendere il telefonino che gli deve parlare.
Prog. 222 ore 21.48 Pasquale Buda con Mimmo Passalacqua per incontrarsi
domattina alla biglietteria delle navi dove lavora lui (Mimmo). Pasquale dice che alle otto deve
passare da Catona in quanto quello non passato a trovarlo e quindi deve andarci lui. Mimmo gli
dice di passare prima da lui.
Il servizio di osservazione e pedinamento censurava il citato incontro. Alle ore 14.00 dell
1.12.2005, il BUDA veniva notato allinterno della biglietteria della societ di navigazione
Autostrada del Mare, ubicata allinterno dellarea portuale di Reggio Calabria. Alle successive
ore 15.15, venivano notate giungere unautovettura Suzuki Vitara targata BE062BS, di propriet di
BARBIERI Domenico, con due persone a bordo, seguita da una Alfa Romeo 156 targata
BV297WX di propriet di SACCA Giovanni [nato a Reggio Calabria il 07.07.1967], pregiudicato
per tentato omicidio volontario, porto e detenzione di armi. Il BUDA, uscito dalla biglietteria, si
congiungeva ai tre personaggi e tutti insieme si recavano allinterno del bar c.d. degli
imbarcaderi. Alle ore 15.28 successive, i quattro si salutavano ed il BUDA ritornava alla citata
biglietteria.
125 Sul suo cnto, agli atti dellArma figurano i seguenti precedenti: 12.07.1980 stato Diffidato ai sensi dellart. 1 L.
27.12.1956 nr. 1423, con sospensione della patente di guida; . 08.04.1980 con P..V. nr. 93/1 veniva denunciato a P.L.
dalla Stazione Carabinieri di scilla per lart. 80 comma 12 C. d. S.;06.11.1987 stato vittima di un attentato il
localit Lazzaro di Motta San Giovanni (RC), nella quale veniva attinto da colpi di arma da fuoco e ferito gravemente
al volto e alladdome; 22.11.1988 veniva tratto in stato di arresto dal Commissariato della PolStato di Villa san
Giovanni (RC), per detenzione di pistola lanciarazzi e cartucce cal. 7,65; 22.04.1989 veniva tratto in stato di arresto
da personale del Nucleo Operativo e Radiomobile di Villa san Giovanni (RC), per detenzione illegale di una pistola
cal. 7,65 e nr. 6 cartucce; 14.11.1992 la Corte di Assise di Reggio Calabria lo condannava alla pena di anni 4 di
reclusione nellambito del procedimento penale IMERTI Antonino + 41 responsabili di Associazione a Delinquere di
tipo Mafioso; 14.11.1995 il Tribunale di Reggio Calabria lo dichiarava colpevole del delitto di estorsione continuata
pluriaggravata ai sensi dellart. 110 629, 2 comma in relazione allart. 628 comma 3 nr. 1 e 3, 112 nr. 1 Codice
Penale, pena di anni 12 e Lire 7.400.000 di multa; 23.09.2000 denunciato dal Nucleo Operativo dell Compagnia
Carabinieri di Villa San Giovanni, ai sensi dellart . 9 comma 1 Legge 1423/56, perch violava le prescrizioni di non
associarsi e non frequentare pregiudicati; 21.06.2006 denunciato dalla DIA di Reggio Calabria , per omicidio in
via Nazionale nr.23, coniugato, pregiudicato], titolare di unazienda operante nel settore
cementizio.
Il contesto della conversazione, collegata a quella del 27 novembre 2005, laddove il BUDA
consigliava al BARBIERI le percentuali da presentare per la partecipazione ad una gara di appalto,
faceva concretamente supporre che il BUDA fosse socio occulto dellimpresa gestita dal
BARBIERI, atteso che questultimo, allorquando chiedeva allinterlocutore di acquistare il
cemento dal BUDA Santo, riferiva testualmente: se ci rispetta andiamo dal vostro parente..,
facendo chiaramente sottintendere, con luso del plurale, che la problematica economica era una
circostanza che interessava anche al BUDA Pasquale.
Linterlocutore, dopo aver specificato che lacquisto di tale materiale, eseguito dal
BARBIERI, era subordinato ad un prezzo congruo e, comunque, scontato .se vi rispetta...vi fa
il prezzo giusto...andate la se no andate dove volete...e..., aggiungeva, usando in questo caso
anchegli la prima persona plurale ...ad un certo punto...non ci interessa...va bene compare
Mimmo...
Tale supposizione trovava ulteriore conferma nel corso del servizio di osservazione,
predisposto il giorno successivo, in concomitanza dellappuntamento tra il BUDA ed il
BARBIERI, laddove si notava anche la presenza, allinterno del civico 9 di via Italia di Villa San
Giovanni, di MORENA Giuseppe [nato a Scilla (RC) il 08.12.1946, residente a San Roberto (RC)
in Via S. Angelo nr. 2], noto esponente criminale dellarea di Melia di Scilla, imparentato con
CREAZZO Francesco e CATALANO Antonino [nato a San Roberto (RC) il 25.08.1954, residente
a Reggio Calabria in Via Condera Eremo nr. 6/A].
Si precisa che si aveva contezza della posizione di BUDA in tale localit non dal servizio di
osservazione, ma attraverso lascolto telefonico sullutenza telefonica del BARBIERI, mediante il
quale si accertava che lo stesso si stava recando allincontro, atteso alle ore 17.31 di fronte il bar
Ideal. Evidentemente il BUDA si trovava gi allinterno del civico nove di via Italia di Villa San
Giovanni:
Effettivamente nei pressi del bar Ideal era ubicata lagenzia assicuratrice Surace.
Al termine dellincontro, il BARBIERI raggiungeva il bar Paradise di Catona, ove
sincontrava con altri due soggetti, identificati in IANNO Domenico [ nato a Reggio Calabria il
15.12.1977, ivi residente in Via Beato Umberto nr. 55 Catona] e BASILE Domenico [nato a
Reggio Calabria il 14.09.1950, ivi residente in Via Ravagnese Sud TV Nicol. Nr. 29], questultimo
dirigente dellUfficio Lavori Pubblici del comune di Reggio Calabria.
(vds. all. nr. 55)
Si precisa che tale incontro non era preceduto da alcuna telefonata: evidentemente questi
ultimi due erano interessati a conoscere lesito della riunione alla quale aveva partecipato il
BARBIERI. Il BASILE, per come si avr modo di accertare nel corso dellintero percorso
concorso C.P. art. 575 OMICIDIO DOLOSO (CONCORSO) con CONDELLO Pasquale nato Archi (rc) il
25.02.1963, D'errigo Antonino nato a Campo Calabro il 03.12.1963, IANNO' Paolo nato a Reggio Calabria il
07.06.1964, IMERTI Antonino nato a Fiumara di Muro il 01.10.1950, IMERTI Antonino nato a Villa San Giovanni il
22.08.1946, RODA' Francesco nato Archi (rc) il 28.10.1956, SARACENO Giuseppe Carmelo nato Archi (rc) il
29.07.1951, SURACE Paolo nato a Gallico (rc) il 21.06.1939, (deceduto), GIUFFRE' Antonio nato a Reggio Calabria
il 08.03.1947, (deceduto) ,EROBUSTI Pasquale nato a Gallico (rc) il 28.09.1966, (deceduto), SARACENO Salvatore
nato a Reggio Calabria il 10.10.1957 e TRAPANI Bruno nato Archi (rc) il 13.03.1957, partecipavano a vario titolo
all'omicidio di BARRECA Santo nato a Villa San Giuseppe il 02.09.1953, verificatosi il 07.10.1987 in gallico
all'interno del negozio jolly market mentre era intento a consumare un panino, a colpi di arma da fuoco.
Giovanni chiede a Mimmo se stasera si possono incontrare per parlare di una gara
d'appalto. Mimmo gli dice che stasera ha un appuntamento alle cinque e mezzo vicino da lui, e poi
gli dice che se per quell'ora non la in zona, si far sentire prima di andare a casa.
Lanalisi biografica dei soggetti, presenti allincontro, faceva concretamente supporre che
la riunione era finalizzata alla suddivisone degli appalti in corso di realizzazione, in cui i diversi
imprenditori si recavano allappuntamento con i propri referenti criminali.
Infatti, LE PERA Santo [nato a Reggio Calabria il 3.11.1958], ritenuto appartenente alla
cosca denominata RUGOLINO, egemone nellarea di Catona, aderente al pi ampio contesto
criminale CONDELLO IMERTI. Lo stesso, assolto dal procedimento penale Olimpia, per
precedente giudicato126, stato condannato in data 17.03.1990.
Sul suo conto, nellambito del procedimento penale Olimpia, la locale Direzione
Investigativa Antimafia, nella relativa informativa di reato, aveva evidenziato il ruolo di primo
piano allinterno della cosca denominata RUGOLINO
Anche il collaboratore di Giustizia IANNO Paolo ha rilasciato alcune dichiarazioni sul
conto di LE PERA SANTO, quale elemento organico alla cosca RUGOLINO, egemone in Catona.
Infatti, il LE PERA veniva indagato nellambito del procedimento penale nr. 6091/06 RGNR
DDA, ma il GIP non aveva ritenuto sufficienti le argomentazioni prodotte, e pertanto, non
emetteva alcun provvedimento custodiale.
E opportuno precisare che il LE PERA Santo risultato essere coinvolto, nellambito del
procedimento penale nr. 2332\04 R.G.N.R. DDA, unitamente a SICLARI Giovanni, in precedenza
generalizzato, in unassociazione a delinquere finalizzata allaggiudicazione di alcuni appalti nella
citt di Reggio Calabria. In relazione a tali fatti, il GIP presso il Tribunale di Reggio Calabria,
emetteva, in data 21 dicembre 2006, Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere a carico, tra gli
altri, di SAPONE Domenico [nato a Reggio Calabria il 23 settembre 1966, ivi residente in Vico
Scardella n. 18\B]; TOSCANO Giuseppe [nato a Melito Porto Salvo (RC) il 14 giugno 1968, ivi
residente in Via Pilati n. 10 e di fatto domiciliato in Via Torre n. 26]; MORENA Giuseppe [nato a
Scilla (RC) l8 dicembre 1946, residente a San Roberto (RC), Via SantAngelo n. 2].
126 Ed invero, il Rugolino risulta gi condannato definitivamente per il delitto di cui allart. 416 bis CP
contestato fino al 10-12-1987 per i c.d. fatti di Arghill
Gli altri soggetti che erano stati indagati siccome sospettati di aver fatto parte della stessa cosca( e, cio,
Rugolino Giuseppe, Pratic Demetrio, Rugolino Fortunato, Le Pera Santo, Crea Antonino, Morgante
Vincenzo , Morgante Domenico e Priore Francesco) sono stati, invece, prosciolti dal GUP, essendosi ritenuta
linesistenza a loro carico di condotte associative diverse da quelle gi oggetto di precedenti vicende
giudiziarie passate in giudicato.
. 02.12.1980 veniva tratto in arresto dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria per
ricettazione - Mandato di cattura emesso dall'A.G. di Reggio Calabria
. 13.07.1981 veniva condannato dal Tribunale di Reggio Calabria ad anni uno ,
mesi nove di reclusione e l.400.000 multa per ricettazione. Falso in atto pubblico e truffa;
. 25.09.1986 stato sottoposto dal Questore di Reggio Calabria alla Diffida di
P.S.-
. 05.12.2002: Veniva deferito dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria
nellambito delloperazione denominata ZAPPA, per il delitto p.e p. dallart. 74 del D.P.R. 9
ottobre 1990, n. 309, per aver organizzato, diretto, finanziato od anche partecipato ad
unassociazione a delinquere finalizzata alla produzione, importazione in Italia, trasporto,
detenzione, vendita e/o cessione di sostanze stupefacenti del tipo cocaina eroina ed hashish al cui
vertice trova collocazione il MAESANO Santo, capo della ndrina mafiosa del basso versante
jonico della provincia reggina e dei PAVIGLIANITI.
Lo stesso, inoltre, stato indagato, nellambito del procedimento penale 2332/04 RGNR
DDA, in relazione ai delitti di cui agli artt. 110 e 353 c.p., 7 l. 203/91, perch, previa intesa con
SAPONE Domenico, nato a Reggio Calabria il 23 settembre 1966, FRANZONI Fabrizio, nato a
Parma il 19 giugno 1953 e con altri soggetti non identificati, turbavano la gara dappalto bandita,
con trattativa privata urgente, dallA.S.L. n. 11, che aveva ad oggetto i lavori di risanamento del 1
e 2 piano del padiglione Reparto Chirurgia del presidio ospedaliero T. Evoli di Melito Porto
Salvo, per un importo a base dasta di .191.089,00 (poi rinegoziato in .170.069,00). Condotta
materialmente posta in essere da SICLARI Giovanni della [Link]. Edilizia di Giovanni Siclari &
C. s.n.c. e consistita, previo accordo con gli altri due, nella mancata presentazione di unofferta,
nonostante linvito a partecipare alla gara, con lo scopo di agevolare lA.T.I. ARCADIA
Costruzioni s.r.l. / Sapone Domenico a che si aggiudicasse la gara dappalto, cos da ottenere poi,
in sub-appalto, parte dei lavori.
Si precisa che SICLARI Pasquale, padre di SICLARI Giovanni, stato ucciso in Catona nel
contesto di un agguato condotto con tipiche modalit mafiose in data 13.03.76.
SICLARI Giovanni stato controllato, nelle seguenti date, in compagnia di:
27.05.2001: alle ore 11:15 in localit Catona, via Nazionale, di Reggio Calabria veniva
controllato a piedi unitamente a GERMANO Giuseppe (Reggio Calabria 13.01.1970),
questultimo con pregiudizi penali per falsi in genere.
16.08.2001: alle ore 09:35 in via Marina di Reggio Calabria veniva controllato a bordo
dellautovettura targata BE988TK unitamente a GERMANO Luigi (Reggio Calabria 23.11.1974),
questultimo con pregiudizi penali e di polizia per favoreggiamento personale;
11.10.2001: alle ore 19:30 in localit via Marina di Reggio Calabria veniva controllato a
bordo dellautovettura targata BD782HZ unitamente a MORGANTE Roberto, (sopra indicato) e
LE PERA Santo Fortunato (Reggio Calabria 03.11.1958), questultimo con pregiudizi penali e di
polizia per Associazione di tipo mafioso, illecita concorrenza con minaccia o violenza e reati
contro la persona, conosciuto anche da SAPONE Domenico;
12.05.2003: alle ore 18:10 in localit Catona di Reggio Calabria veniva controllato a bordo
dellautovettura targata BE802TK unitamente a MORGANTE Roberto (Villa San Giovanni
10.08.1968), questultimo con pregiudizi penali e di polizia per Associazione Mafiosa,
Associazione a delinquere, estorsione ed usura.
spara dentro e chi spara fuori...se uno dice una cosa ci sono quattro o cinque che dicono la stessa
cosa, che non c' in altri posti....
Ritornando allincontro in questione, si precisa che il giorno successivo (13.10.2006),
BARBIERI Domenico riceveva sulla sua utenza cellulare una chiamata da parte di BUDA
Pasquale. I due, dopo i saluti di rito, facevano riferimento allincontro, avuto la sera precedente,
dove erano presenti i massimi esponenti criminali darea. Nella circostanza, il BARBIERI
chiedeva scusa al BUDA Pasquale della presenza di alcuni soggetti alla riunione e, quindi,
aggiungeva di essere stato impegnato, avendo dovuto risolvere alcuni problemi con lingegnere
BASILE, in precedenza generalizzato.
(vds. all. nr.57 )
127 poich colpito, come emerge dalla Banca dati delle FF. di Polizia, da provvedimento restrittivo nr. nr. 88/2005
R. E. S. e nr. 267/2006 R.O.E., emesso dalla procura generale di Reggio Calabria e dall'ordinanza di custodia
cautelare in carcere nr. 3190/2000 R.G.N.R.-D.D.A., nr. 4306/2001 R.G.I.P.-D.D.A. e nr. 253/2001 R.O.O.C.-
D.D.A. emesso dal GIP in data 18.02.2002 per i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione e
rapina,
maniera, prima di queste cose sono successe pure queste cose, compare Mimmo!....noi lo
rispettiamo!
(vds. all. nr. 58)
Allidentificazione di CREAZZO Umberto Francesco, si giunti anche attraverso la
conversazione registrata in progressione (progr. 381), laddove il BARBIERI riferiva testualmente
compare! lui non ... una persona che magari lo reggiamo, per c' suo figlio, quello! Peppe!
il grande! che testa....avete capito, no?... Da accertamenti effettuati, emerso che il figlio pi
grande di CREAZZO Umberto Francesco, effettivamente si chiama Giuseppe128 [nato a Scilla
(RC) il 16.11.1963, residente a San Roberto Via Sciastri nr.4, coniugato, imprenditore],
pregiudicato. Laffermazione innanzi citata meritevole di ulteriori approfondimenti, in
considerazione che il BARBIERI riferiva, utilizzando il plurale, una persona che magari lo
reggiamo, facendo chiaramente intendere, in tal modo, che anchegli era inserito nel contesto
criminale investigato.
128 Veniva denunciato dalla Stazione Carabinieri di San Roberto (RC) ai sensi dellart. 58 R.D. 6 maggio 1940 numero
635 in relazione allart.38 del R.D. 18 giugno 1931 numero 773 T.U.L.P.S., fatto avvenuto allinterno della sua
abitazione.
In data 10.06.2003 veniva condannato dal Tribunale di Reggio Calabria unitamente a CALARCO Antonino, perch
colpevoli degli artt.533 e 535 c.p.p.;
titolare dellimpresa EDILMAN sita in San Roberto (RC) frazione Melia;
16.04.1998 veniva denunciato dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia CC di Villa San Giovanni (RC)
per presunti illeciti sui lavori pubblici appaltati DallANAS di Reggio Calabria occorrenti per la prima sistemazione del
tratto SS 670 Villa San Giovanni Gambarie con elementi indiziari a carico delle seguenti persone:
1. CONDELLO Paolo, nato a Delianuova (RC) il 23.05.1929 e residente a Reggio Calabria Via Petrara nr.81;
2. BOVA Raffaele, nato a San Roberto (RC) il 20.01.1937, ed ivi residente frazione Acquacalda Via Sciastri nr.4;
3. CALARCO Giorgio, nato a San Roberto il 10.05.1961, ivi residente [Link] Annunziata nr.41;
4. MUSOLINO Domenico, nato a Reggio Calabria il 14.07.1976, ivi residente Via Provinciale Archi nr.101.
17.06.1995 veniva denunciato dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia CC di Villa San Giovanni (RC)
per i reat Artt.61 nr.9 e co, 416, I, 2 e 4 co. C.P. per aver fatto parte di unassociazione per delinquere, composta da
altre dieci persone, costituita ed organizzata per la commissione di pi reati d abuso di ufficio, di turbata libert degli
incanti, di falsit materiale in atti pubblici, per gli artt. 81, 110, 323, II co. C.P. perch, in qualit di componenti la
giunta Municipale di San Roberto, essendo legati da rapporti sub a), unitamente alle seguenti persone:
1. VIZZARI Gaetano, nato a San Roberto (RC) il 04.11.1957, ivi residente Via G. Busceti trav. I nr.6, coniugato
avvocato;
2. BARILL Francesco nato a San Roberto (RC) il 24.03.1959, ed ivi residente in Via Giovani Busceti nr.47,
coniugato, impiegato USL 11;
3. SCOPELLITI Antonino, nato a Scilla (RC) il 12.03.1955, residente a San Roberto, frazione Melia, Via
Purgatorio nr.5, coniugato, impiegasto;
4. BARILL Santo nato a San Roberto (RC) il 21.08.1943, ed ivi residente frazione San Peri, coniugato,
impiegato;
5. CALARCO Giorgio, nato a San Roberto il 19.10.1945 ed ivi residente Frazione Acquacalda, Via Fosso, nr.25,
coniugato, operaio forestale;
5. BOVA Raffaele, nato a San Roberto (RC) il 20.01.1937, ed ivi residente frazione Acquacalda Via Sciastri nr.4,
coniugato imprenditore edile;
6. BOVA Paolo, nato a Reggio Calabria il 23.04.1969, residente a San Roberto (RC) frazione Acquacalda nr.21,
celibe, imprenditore;
7. BOVA Domenico, nato a Reggio Calabria il 24.11.1972, residente a San Roberto, frazione Acquacalda nr.14,
celibe, imprenditore edile;
8. CALARCO Giorgio, nato a San Roberto il 10.05.1961, ivi residente [Link] Annunziata nr.41, celibe,
imprenditore edile;
9. CATALANO Rocco nato a Calanna (RC) il 09.02.1935, residente a San Roberto, frazione Colelli, Via
Bergamo nr.75, coniugato, imprenditore edile;
10. MUSOLINO Angelo, nato a San Roberto il 02.06.1953, ivi residente Via Bolano nr.45, coniugato, idraulico;
11. CREAZZO Giuseppe, nato a Scilla (RC) il 16.11.1962, residente a San Roberto Via Fondaco nr.56, celibe,
imprenditore;
12. GRAMUGLIA Vincenzo, nato a Bagnara Calabra (RC) il 26.01.1946, residente a Melia di Scilla (RC) Via
Castagnarella nr.87, coniugato, autotrasportatore;
13. GRECHI Fabrizia Ernesta, nata a Gambolo (PV) il 16.10.1963, residente a San Roberto, Via Bolano nr.53,
coniugata, imprenditrice;
14. RAO Luciano, nato a Castroreale Rodi (ME) l11.12.1944, residente a Messina, Via Panoramica dello Stretto
nr.480, coniugato segretario comunale;
15. SAPONE Antonino, nato a Reggio Calabria il 07.01.1955, residente a SantAlessio in Aspromonte, Via
Garibaldi nr.2, coniugato, ragioniere comunale;
16. CRISTIANO Antonino, nato a Palizzi (RC) il 06.03.1950, residente a San Roberto Via G. Busceti s.n.c.,
coniugato, tecnico comunale;
Circa i rapporti intercorrenti tra CREAZZO Umberto e BUDA Pasquale, si precisa che,
anche nella conversazione successiva (progr. 381), il BARBIERI affermava che se non fosse stato
per CAMBARERI Domenico [ nato a Scilla (RC) il 19.01.1959, ivi residente nella frazione Melia
in via Castagnarella nr.35], lavrebbero gi ucciso: testone, compare!... testone...e la devono
ringraziare a Mimmo Gambareri che hanno fatto il matrimonio, se no era da ora che l'avevano
sparato quelli l.
Si rappresenta, inoltre, che BARBIERI Domenico, in data 1 dicembre 2006, aveva riferito,
nel corso di un colloquio registrato allinterno della propria autovettura, ad ALVARO Cosimo le
circostanze relative al furto subito allinterno della propria casa di campagna.
Quanto sin qui rappresentato significativo del particolare inserimento del BARBIERI,
allinterno dellassociazione criminale in esame, poich a seguito del furto, lo stesso rappresentava
che i soggetti presenti in area, aderenti alle locali cosche mafiose, non erano pi in grado di potere
controllare la zona. Oltre a quanto gi riferito in precedenza, si segnala che i due interlocutori,
allinizio della conversazione avente progressivo nr. 381, affermavano che i propri amici, tra i
quali BUDA Pasquale, erano tutti buoni, attestando, in tal modo, costanti rapporti con la
criminalit organizzata.
Significativa, a tal proposito laffermazione dellinterlocutore del BARBIERI che, ad un
certo punto, chiedeva di volere interessare della vicenda Franco VITALE, ma tale nominativo
veniva immediatamente corretto dal BARBIERI, in Mimmo VITALE, aggiungendo che,
questultimo non era competente in tale area ma loro di quella parte, non centra niente. Il
Mimmo VITALE, si pu ragionevolmente identificare in VITALE Domenico [nato a S. Stefano
Aspromonte il 3 gennaio 1959, residente a Reggio Calabria], autista di MUSOLINO Rocco. Va
sottolineato che il BARBIERI, subito dopo aggiungeva che aveva interessato anche MIMMO
CAMBARERI, identificato CAMBARERI Domenico, in precedenza generalizzato, pregiudicato,
effettivamente scarcerato da poco tempo, segnatamente il giorno 11.08.2006, a seguito di indulto,
cos come dichiarato nel corso del dialogo dallinterlocutore del BARBIERI lui uscito ora dal
carcere, no?...
(vds. all. nr.59, gi menzionata)
Ritornando allanalisi della conversazione nr. 381, i due interlocutori, dopo aver dialogato
in relazione alla figura di BARBIERI Vincenzo, fratello dello stesso Domenico, facevano
riferimento a COMO Domenico [ nato a Scilla il 28.07.1942 ed ivi residente in Via Facciol nr. 13
interno 4], con precedenti penali per i delitti di associazione a delinquere e possesso illegale di
armi. In particolare, il BARBIERI rappresentava che, nel corso dellesecuzione di alcuni lavori,
svolti nellarea di Scilla, era stato avvicinato dal citato COMO che gli aveva chiesto spiegazioni
circa lattivit che stava svolgendo. Dal contesto del dialogo, era chiaramente semplice intendere
che il COMO aveva avvicinato il BARBIERI allo scopo di effettuare unestorsione nei confronti di
questultimo, azione non portata al termine, nel momento in cui il COMO apprendeva che il
titolare dellimpresa era BARBIERI.
Nel prosieguo del discorso, il BARBIERI rappresentava che, in occasione dei lavori che
stava effettuando a Scilla, aveva, comunque, avvicinato i responsabili criminali darea, identificati
in GAIETTI Vincenzo [nato a Scilla (RC) il 07.01.1930, ed ivi residente in Via Rinnovamento
case Gescal nr. 7], pregiudicato per omicidio volontario, ed associazione a delinquere di tipo
mafioso, allepoca dei fatti sottoposto alla misura della Libert Vigilata, nonch NASONE Rocco [
nato a Scilla (RC) il 06.05.1974 ed ivi residente in Via Largo Vela nr. 9, di fatto domiciliato a
Cesano Boscone (MI) in Via Salici nr. 07/A], figlio del defunto Giuseppe NASONE, gi Capo
Societ del Locale di Scilla. Lo stesso risulta avere precedenti penali per vari reati tra i quali
associazione a delinquere finalizzata alle estorsioni. Allepoca dei fatti, il NASONE Rocco
risultava essere sottoposto alla misura di Prevenzione della Sorveglianza Speciale di P.S.
Circa i contatti intercorsi tra BARBIERI Domenico, con NASONE Rocco e GAIETTI
Vincenzo, si precisa che la conversazione avveniva come segue: .. BARBIERI D.: c'
Vincenzo, c' Rocco Nasone l, "manco i cani!" appena mi hanno visto mi hanno detto "compare!
qua che siete venuti a fare?" UOMO: eh! e non lo sapeva lui! che siete andati a fare?
BARBIERI D.: per per educazione. UOMO: eh! eh! BARBIERI D.: per rispetto e per
educazione, perch usiamo fare cos UOMO: loro sono con Solano, quelli l BARBIERI
D.: "e che non lo sapevamo chi ...inc...vostro! voi potete venire a far quello che volete!", gli
ho detto "compare! io ho bisogno di un p di cemento, qualche cosa, non so se devo impastarlo io,
se ha qualche amico lo favoriamo!", "compare Mimmo! voi non dovete favorire a nessuno, voi vi
fate il vostro lavoro e non favorite a nessuno!" UOMO: vedi qua! questo il discorso
BARBIERI D.: "se non lo volete impastare voi perch avete difficolt, c' l, se vi rispetta se no
fate quello che volete".. UOMO: ma questi sono i discorsi che deve fare un amico, no con quella
imposizione proprio con...che ad uno gli devi fare questo, devi fare quello, devi fare cane, il
cemento, i mattoni.. BARBIERI D.: no! sinceramente il cemento lo sto prendendo l da
compare Santo BUDA..
Santo BUDA, titolare di unimpresa operante nel settore cementizio, stato identificato
nellomonimo, in precedenza generalizzato. Lo stesso, organico al gruppo criminale IMERTI
CONDELLO, cugino di BUDA Pasquale.
(vds. all. nr. 59, gi menzionata)
che sono stato uno...che mi sono stato zitto...ho cercato di...poi quando successo il fatto
vostro..diciamo io me la sono sentita di pi...onestamente...cazzo...allora avete passato i limiti
ora...eh...eh...eh...non che dice...voi l'avete con Pietro...ve la prendete con mastro Pietro....-
(vds. all. nr. 62, gi menzionata)
In effetti, nellarea di Melia di Scilla, si stava innescando, da tempo, una sorta di contrasto
tra le varie famiglie , tra le quali anche quella dei MORENA, capeggita da MORENA Giuseppe,
in precedenza generalizzato. In effetti, dallascolto della conversazione registrata in data 15
settembre 2007, sempre intercorsa tra BARBIERI Domenico e BUDA Pasquale , emergeva che un
componente della famiglia CREAZZO, tempo prima, aveva subito un attentato allautovettura, non
denunciato, tant che era subentrato, per risolvere la problematica, anche CONDELLO Pasquale
che, nel periodo autunnale del 2007, si recava a fare visita a CREAZZO Umberto Francesco,
allorquando questi era impegnato a svolgere alcuni lavori in un vigneto. In merito si riporta, una
sintesi, di quanto affermato nel corso della conversazione intercorsa, in data 15 settembre 2007, tra
BARBIERI Domenico e BUDA Pasquale:
[BUDA P.: no, lo so io ... compare lo so io lo sapevo gi da tempo, perch mi
sono incontrato con compare Ciccio, eppure con questi di Archi stava vendemmiando
incontrai ... BARBIERI D.: PASQUALE CONDELLO... BUDA P.: e dobbiamo sistemare alcune
cose... BARBIERI D.: se no Pasquale CONDELLO non le incontrava queste persone ]
La circostanza sar dettagliatamente evidenziata in seguito.
Prima di proseguire nellanalisi dei fatti, opportuno precisare che MORENA Giuseppe, in
contrasto con CREAZZO, aveva avuto un incontro, relativamente alla gestione di un appalto, in
data 28.11.2005, allorquando entrambi si erano recati, presso il Porto di Reggio Calabria, per
incontrare il BUDA Pasquale.
Si sottolinea che, in quella circostanza, il BUDA replicava che il giorno prima aveva
ordinato al BARBIERI di ribassare le offerte.
In seguito, i due interlocutori discutevano in relazione al furto di un camion, avvenuto a
Villa San Giovanni, in pregiudizio di una ditta impegnata nella realizzazione di alcuni lavori in
quel centro, strettamente collegata ad ARANITI Pietro [nato a Sambatello di Reggio Calabria il 31
gennaio 1962], inprenditore in societ con il figlio di ITALIANO Giuseppantonio [nato a
Delianuova il 21 giugno 1931 ivi residente via San Marino nr. 17 ], identificato in ITALIANO
Giasone [ nato a Delianuova il 6 ottobre 1969 ivi residente via Umberto 244 ]:
Successivamente riferivano:
BUDA PASQUALE: si, il figlio di Peppe Antonio sono in societ con questo fa le cose...
(vds. all. nr. 62, gi menzionata)
"...riconosco nella foto nr.33 ARANITI Pietro, che se non erro, il fratello di Santo
ARANITI, boss di Sambatello. Trattasi di organico della cosca diretta dal fratello con funzioni
decisionali.
L'Ufficio d atto che la foto in questione riproduce l'immagine di ARANITI Pietro
cl.1962....";
. ITALIANO Giuseppantonio ed il figlio ITALIANO Giasone, risultano entrambi
pregiudicati per delitti di diversa e grave indole. ITALIANO Giuseppantonio, in particolare
ritenuto il Capo Societ del Locale di Delianuova.
Nel prosieguo del dialogo, BARBIERI e BUDA facevano riferimento in ordine ad una serie
di soggetti, non meglio potuti identificare, fatta eccezione di Rocco, identificato nel citato
CREAZZO Rocco e tale GINO, identificato in SACCA Giorgio, entrambi in precedenza
generalizzati, secondo cui, questi ultimi, erano, tra loro, molto legati da vincoli criminali:
11:51), questultimo aveva ricevuto la visita del VIGLIANISI, mentre non si in grado di
precisare se fosse presente anche ling. BASILE129.
Circa i rapporti intercorrenti tra BARBIERI Domenico, lingegnere VIGLIANISI Francesco
e BUDA Pasquale, sono risultati oltremodo eloquenti gli avvenimenti registrati in data 12 gennaio
2007. In particolare, nella suddetta data, lingegnere VIGLIANISI Francesco alle ore 14.56,
telefonava al BARBIERI, informandolo che, presso il proprio ufficio, era arrivata una lettera simile
ad unaltra giunta precedentemente NO, EH!! EH!!... E' ARRIVATA UN'ALTRA LETTERA TIPO QUELLA
LA, TIPO QUELLA CHE E' ARRIVATA L'ALTRA VOLTA. La notizia destava particolare allarme nel
BARBIERI, tant che i due fissavano un appuntamento, per le ore 17.30 successive, presso
labitazione di questultimo.
(vds. all. nr. 64)
BARBIERI D.: comunque io... domani voglio parlare con PASQUALE LIBRI... ah!!
questo di Archi... perch la cosa partita sempre da la!!..
VIGLIANISI F.: si da la partita!! quale gente compare...
BARBIERI D.: ah?...
VIGLIANISI F.: quale gente compare...
BARBIERI D.: avete ... avete visto come hanno nominato la ESCAR (ditta
edile di Santo Scarpella)...
VIGLIANISI F.: no...
BARBIERI D.: ah!!
VIGLIANISI F.: no...
BARBIERI D.: la ESCAR c' stato un minuto che stata appresso a noi..
VIGLIANISI F.: certo...
BARBIERI D.: avete visto, non stata nominata... quella ha scritto la e ha cantato avete
capito?...
VIGLIANISI F.: lui mi ha detto a me... ieri quando c' stato (tratto incomprensibile in
quanto parla a bassa voce)... gi aveva parlato con Ciccio...
BARBIERI D.: si pensano che non lo so io...
VIGLIANISI F.: aveva parlato con me, aveva parlato con voi... incomp...
BARBIERI D.: si aveva parlato con loro...
VIGLIANISI F.: con loro...
BARBIERI D.: e lui ha detto che lo hanno messo fuori ditta...
VIGLIANISI F.: si per mettergli...incomp...
BARBIERI D.: eh!!
VIGLIANISI F.: e io come il fesso...incomp.. giustamente voi... comparso la un paio di
mattine... incomp... io giustamente se potevo....
BARBIERI D.: no, io gliel'ho detto la prima volta sola e poi basta... poi lui prende e
parte per i fatti suoi, avete visto la quando era per BOnvILE per coso la...
VIGLIANISI F.: e poi si stato zitto...
BARBIERI D.: si, poi ha preso e si stato zitto... avete capito?... se non eravate voi a
dirgli che lo avete saputo ieri, e l'ho saputo il giorno prima della befana io...
VIGLIANISI F.: io non sapevo niente, quando mi avete chiamato voi sono rimasto pure
io, ho detto io: non che pensa che io sapevo qualche cosa... invece io...
BARBIERI D.: no... poi ripeto non lo sapevate voi...
VIGLIANISI F.: ora si deve spaventare uno!?! che deve fare!?!...
BARBIERI D.: no!! ora sto andando a trovare a PASQUALE BUDA, se lo trovo gli dico
che deve andare a Archi, potevo andare pure io perch...incomp...
VIGLIANISI F.: ...incomp...
BARBIERI D.: ah?...
VIGLIANISI F.: ma io mi sono rotto i coglioni... incomp...
BARBIERI D.: no!! dovete dire che, meno male che l'avete presa pure voi...
VIGLIANISI F.: meno male... se l'aveva presa una di quelli la, veramente gli prendeva un
collasso...incomp...
Attraverso il GPS, installato allinterno dellautovettura del BARBIERI, si accertava che gli
stessi, effettivamente, si recavano a Villa San Giovanni sostando nei pressi della stazione
marittima, ove stava effettuando il turno, presso la biglietteria della Caronte, BUDA Pasquale.
I due soggetti (BARBIERI Domenico e VIGLIANISI Francesco), dopo aver ottenuto
linteressamento da parte di BUDA Pasquale che, nella stessa serata, si sarebbe dovuto recare ad
Archi per incontrasi con gli esponenti della locale criminalit organizzata, facevano rientro a
Catona di Reggio Calabria:
BARBIERI D.: compare PASQUALE!!... subito partito...
VIGLIANISI F.: ah??...
BARBIERI D.: ora va a Fiumara di Muro, porta a sua moglie e parte, prende a
quell'altro...
VIGLIANISI F.: la dentro...
BARBIERI D.: ...(ride)... e vanno girando...
VIGLIANISI F.: ...incomp... non gli ho detto mai no a nessuno, chi venuto da me...
BARBIERI D.: niente... la lui deve tenere a distanza a mio cugino perch parla assai...
dice...
VIGLIANISI F.: ma chi lo ha mandato...
CICCIO: ...incomp... vedi che non la prima botta che gli stanno buttando dalla parte loro.
Nel corso della conversazione (prog. 9382), si accertava che il BARBIERI aveva conosciuto
LIBRI Pasquale, attraverso CREAZZO Umberto Francesco, noto esponente criminale dellarea di
Melia di Scilla:
BARBIERI D.: (parla al cellulare) ... ... a me lo ha presentato compare Ciccio Creazzo...
CICCIO: no, allora "Riccaddeddru" ...
BARBIERI D.: lui: " compare Pasquale vedete che mio compare"
CICCIO: eh?
BARBIERI D.: quando io l'ho conosciuto mi ha presentato compare Ciccio Creazzo di
Melia ... gli ha detto: vi ho detto che mio compare, compare Pasquale, compare Mimmo una
persona OK, poi... gli ha detto ha problemi perch sapete loro devono lavorare e hanno solo
problemi, gli ha detto ... ... non chi... gi ho fatto tutto il lavoro qua a Reggio ti posso dire nessuno
venuto a dire niente completamente, poi gli ho mandato un pensiero ... ... ma quello era "storto"
Riccardo era "storto"
Circa i rapporti tra il CREAZZO e la famiglia LIBRI, si riporta quanto evidenziato nella
premessa della presente informativa, allorquando veniva registrata la partecipazione di
questultimo, unitamente al PASSALACQUA Domenico, ai funerali di LIBRI Domenico, fratello
di LIBRI Pasquale. Si precisa, inoltre, che il CREAZZO, per risolvere una situazione attinente
gli equilibri mafiosi dellarea di Melia di Scilla e San Roberto, aveva incontrato CONDELLO
Pasquale: trattasi, quindi, di un personaggio di indubbio spessore criminale. Tali fatti saranno
evidenziati in seguito.
Nel prosieguo dellascolto dei dialoghi, intercorsi allinterno del veicolo in uso a
BARBIERI Domenico, emergeva che questultimo, unitamente allinterlocutore (MARCIANO
Francesco Salvatore), pur di favorire la ditta prescelta, nellaggiudicazione delle gare di appalto,
provvedeva ad organizzare plurime rinuncie delle altre societ concorrenti.
CICCIO: ma siamo noi che siamo cretini!... o no! ...che non siamo capaci a metterci
d'accordo...e ...imprecazione...non so a chi glielo stiamo facendo questo favore noi, ci
troviamo....inc...offerta!
BARBIERI D.: non questo...stiamo andando contro...
CICCIO: tutti nella stessa cesta
BARBIERI D.: c' la stiamo mettendo nel culo noi stessi, Ciccio!
In seguito, entrambi dialogavano anche in ordine alla consegna di alcune regalie da fare ai
diversi tecnici, facendo riferimento a tale POLIMENI Antonino identificato nellomonimo [nato a
Reggio Calabria il 18.06.1951, ivi residente via Fumarine nr. 62] che, in unoccasione, avrebbe
chiamato il titolare di unimpresa appaltatrice per ottenere appunto alcuni regali in cambio
dellaggiudicazione dei lavori.
In merito, non stato possibile acquisire riscontri oggettivi.
In effetti, dopo appena due giorni (22 gennaio 2007), personale della locale Sezione
Anticrimine, registrava, in diretta, chiare minacce, rivolte direttamenete a BARBIERI Domenico,
da parte di GRECO Giuseppe cl. 70, in precedenza generalizzato.
Nella circostanza, sullutenza telefonica (337/948646) in uso a BARBIERI Domenico,
giungeva una telefonata dal numero 340/0048560, in oggetto indicato. Il chiamante, identificatosi
con il nome di Peppe GRECO, si rivolgeva a Domenico BARBIERI con tono di voce alquanto
minaccioso dicendo testualmente: vedi che con mio zio ti devi comportare bene tu. Il
BARBIERI rispondeva dicendo: Va bene Peppe, poi parliamo., ma il GRECO ribatteva: Poi
parliamo; vedi di ritirati che il contorno troppo potente, ritirati. BARBIERI Domenico
diceva quindi: Va bene.e, subito dopo, terminava la telefonata.
(vds. all. nr. 74)
figlio dellex capo cosca di Gallico, CHIRICO Giuseppe, nato a Gallico il 03.01.1902, deceduto in
data 01.01.1983. Lo stesso sin dallanno 1977 risultava paralitico ed incapace di intendere e volere.
Ha esercitato sino al 1971 il commercio di ortofrutticolo in Gallico. Annoverava precedenti penali
per omicidio (24.12.1961 in Catona di Reggio Calabria aveva ucciso il sorvegliato speciale di P.S.
GIUSTRA Paolo). Per tale delitto il 05.05.1966 la Corte dAssise di Appello di Reggio Calabria lo
generalizzato. Sul conto di questultimo bene precisare che BARBIERI Domenico, nel corso di
una conversazione, intercettata in data 26 gennaio 2007, allinterno dellautovettura di
questultimo, riferiva ad una persona, identificata in MUSOLINO Natale [ nato a Reggio Calabria
il 02.01.1947, ivi residente in fraz. Sambatello via SS.184 II Tronco n.32], alcune circostanze
connesse alla compravendita del citato terreno, per il quale era interessato anche il suddetto
CHIRICO, avendo con questultimo un duro scontro verbale. Infatti, il BARBIERI affermava:
gli ho detto,"luciano CHIRICO, QUANDO VOLETE LA GUERRA, ME LO DITE CHE IO LA POSSO
COMINCIARE PURE SUBITO.... "; sono salito sulla macchina e me ne sono andato! Avete capito?
Mala nuova, se io ho la testa compare che, mi ero sfasato, mi ero..., andavo a casa, prendevo TRE
BOTTE, LI STRINGEVO A GALLICO TUTTI E TRE E LI BUTTAVO A TERRA...
(vds. all. nr. 75)
aveva assolto per aver agito in stato di legittima difesa), detenzione e porto abusivo di armi, omesso
versamento di contributi INA Casa, emissione di assegni a vuoto. Egli lo zio di CHIRICO Ferando
Luciano, giovane studente universitario pregiudicato, ucciso in Gallico l01.11.1977 per presunti
motivi di mafia;
il fratello CHIRICO Domenico, nato a Reggio calabria il 30.05.1942, ivi residente in fraz. Gallico
via Bellini nr. 37, pregiudicato, condannato per emissione di assegni a vuoto, truffa e falso nei
confronti del Sistema Sanitario Nazionale. Con informativa nr. 4444/03/2^/SM datata 7.12.2003
della Squadra Mobile di Reggio Calabria, veniva denunciato a p.l. per procurata inosservanza di
pena, per aver favorito la latitanza di GIUNTA Cristofaro. In particolare, in data 12/12/2003
personale della Squadra Mobile di Reggio Calabria inoltrava informativa di reato nei confronti di
GANGEMI Giuseppe, nato a Reggio Calabria il 08.02.1965, GANGEMI Antonino, nato a Reggio
Calabria il 13.11.1933, CHIRICO Domenico, nato a Reggio Calabria il 30.05.1942, CHIRICO
Giuseppe, nato a Reggio Calabria il 25.09.1982, SGARLATO Caterina, nata a San Roberto l
01.03.1953 ed altri non ancora identificati. In data 07.12.2003 nel corso di una perquisizione
finalizzata alla ricerca del latitante GIUNTA Cristofaro, all'interno di un'abitazione della famiglia
CHIRICO Giuseppe sita in questa via Bellini al nr. 37, veniva rinvenuto e sequestrato il seguente
materiale: scanner marca icom con numero seriale nr. 02585, una smart card di tele + avente nr.
[Link].94, alcuni quotidiani e lettere indirizate al ricercato in questione da parte dei figli,
una carabina ad aria ad aria compressa munita di cannocchiale, un cellullare di marca alcatel con
codice imei 350946541483251 e altri oggetti comprovanti la certa presenza del ricercato unitamente
al suo nucleo familiare che in quella giornata si era recato a fargli visita. al momento della
perquisizione all'interno dell'abitazione dei Chirico si trovava Maria Teresa TRAPANI (coniuge del
ricercato) unitamente a CHIRICO Giuseppe e la di lui madre SGARLATO Caterina. mentre
nell'abitazione attigua di GAN0GEMI Giuseppe si trovavano i figli del latitante, GIUNTA Antonino
e Giovanni, insieme al figlio di GANGEMI Giuseppe e al di lui padre GANGEMI Antonino.
Quest'ultimo durante il controllo tentava di nascondere agli operatori la vera identita' dei due minori
germani;
il fratello, CRIRICO Angelo, nato a Gallico il 27.04.1940 risulta annoverare pregiudizi penali per
rapina aggravata continuata in concorso, lesioni personali continuate, detenzione e porto abusivo di
armi e munizioni comuni da guerra. Gi fedele amico del noto pregiudicato CRISALLI Natale da
Gallico transitato nelle fila della cosca mafiosa capeggiata da ARANITI Santo da Sambatello.
Esercitava lattivit di autotrasportatore-commerciante di agrumi;
gi titolare dellimpresa individuale CHIRICO Luciano, con sede legale in Reggio calabria via
Mercati Generali, avente per oggetto sociale il commercio al dettaglio al di fuori dei negozi di
prodotti ortofrutticoli freschi, congelati e surgelati, con data inizio 09.10.1958 e cancellazione della
ditta in data 09.04.1996. Proprio al Mercato Generali di Reggio Calabria gestiva un box della frutta;
gi socio-contitolare della societ CHIRICO-TEGANO S.N.C., con sede in Reggio Calabria in via
Mercati Generali Magazzino 21 Bis, avente per oattivita il commercio allingrosso di prodotti
ortofrutticoli freschi, congelati e surgelati; patate non da semina. Risultava socio-cointitolare
TEGANO Antonio Giuseppe, nato a Reggio calabria il 05.06.1921, ivi residente fraz. Archi in via
Nazionale 7. La societ stata costituita in data 12.05.1978 e con atto del 07.03.1994 in stato di
scioglimento senza messa in liquidazione;
in data 04.10.1982, ignoti gli danneggiavano a colpi darma da fuoco l autovettura FIAT 127 targata
RC 196688, di propriet della moglie, parcheggiata in Gallico in via Savoia. Negli atti della Stazione
CC di Gallico nel Rapporto Giudiziario;
LEGENDA
BARBIERI Domenico = BARBIERI D.
BUDA Pasquale = BUDA P.
TRASCRIZIONE INTEGRALE
BARBIERI D.: Pronto?
BUDA P.: Compare MIMMO, dove siete?
BARBIERI D.: Eh, ora sono arrivato alla CATONA, compare!
BUDA P.: E sto scendendo io...,
BARBIERI D.: E allora ci vediamo da me!
BUDA P.: Eh!
BARBIERI D.: Si!
BUDA P.: Va bo!
BARBIERI D.: Perch alle tre ho un appuntamento!
BUDA P.: Va bene, grazie! Ciao!
I fatti in esame, aldil della vicenda connessa allaggressione, sono significativi della
particolare vicinanza del BARBIERI alle organizzazioni criminali, tant che lospitalit di cui
faceva menzione questultimo, offerta in pi circistanze, riferita, senza alcun dubbi, al
favoreggiamento ed alla custodia di latitanti.
Successivamente, presso labitazione di BARBIERI Domenico, giungeva anche ALVARO
Cosimo, in precedenza generalizzato, unitamente a PALERMO Rocco [nato a San Procopio (RC)
il 25.06.1961, domiciliato a Reggio Calabria in Vico Ferruccio nr. 32, attuale Sindaco di San
Procopio], a bordo dellautovettura Panda City-Van targata BL477WV di propriet di
questultimo, cos come costatato direttamente dal personale operante
(vds. all. nr. 80)
evidenziando : a quello l'ha bastonato, a quello gli deve dare i soldi, a quello gli ha messo la
bomba, a quello gli ha bruciato la macchina...inc...compare!...fino che ad un certo punto poi
andato ed ha sparato ad un povero sventurato nella casa senza nessuna ragione...
SINTESI
Si sente Cosimo Alvaro con Carmelo Barbieri.I due parlano sottovoce e il dialogo e coperto
dalla tv [Link] capisce che Carmelo Barbieri racconta qualcosa a Cosimo di qualche problema
che ha avuto.
[Link] Si sente nominare a Carmelo Peppe Greco ..... poi dice se pu stare
tranquillo.....
Nel corso del successivo dialogo, emergeva che il BARBIERI Carmelo, porgeva una
somma di denaro allALVARO, non accettata da questultimo, il quale riferiva non detto che mi
servono. Il BARBIERI a questo punto aggiungeva: se tu li vuoi, li vuoi, ma sono sempre tuoi.
Laffermazione era oltremodo eloquente circa la vicinanza del BARBIERI alla famiglia
ALVARO.
SINTESI
Cosimo Alvaro con Carmelo Barbieri, il loro dialogo avviene a bassa voce e in parte
coperto dalla tv accesa.
[Link] Si nominare a Carmelo Barbieri che suo fratello la stessa cosa sua .. Cosimo
dice: non devi dire nulla a nessuna. Carmelo , i miei fratelli da 15 giorni indietro sono... Cosimo:
ascoltami ... non li voglio... io non tocco nulla.... (nomina soldi e poi dice non detto che mi
servono). Carmelo: se tu li vuoi li vuoi ma sono sempre tuoi .
Poi i due continuano a parlare sottovoce. [Link] Carmelo raccomanda a Cosimo che tu
devi fare conto che mio fratello e come se fossi io.. Cosimo gli risponde che non ci sono problemi..
Dopo suona un cellulare risponde Carmelo e si allontana dalla stanza, l'interlocutore viene
chiamato dottore, poi ritorna nella stanza e dopo si capisce che va via.
BARBIERI D.: l! sopra l'autostrada....mi venuto a trovare uno della PANGES, perch
hanno scaricato un escavatore....sono due coglioni di qua, di Scilla, hanno comprato due camion
pure,......penso che l c' la zampa di Mino CAMBARERI, penso! per quello che ho potuto capire,
ah!
BUDA P.: di compare Ciccio?
BARBIERI D.: di Mimmo CAMBARERI! no!!! quale compare Ciccio.....perci non
penso che entro nell'autostrada io...penso! oh! poi...
Nel corso della successiva conversazione, registrata alle ore 17.29, i due interlocutori
facevano riferimento ad alcune figure criminali, operanti nellarea di Scilla ed in particolare a
quella di NASONE Giuseppe, nato l1/3/38, ucciso in data 29/9/87, fratello del collaboratore di
Si precisa che alle ore 09.46, il BARBIERI, attraverso la propria utenza cellulare contattava
lutenza cellulare nr. 0965/331402, intestata a VILASI Gesuele [ nato a Reggio Calabria il 14
maggio 1953, ivi residente via Reggio campi II tronco I traversa nr. 15 Fondo Versace],
Consigliere Regionale della Regione Calabria, nonch Segretario/Questore dello stesso Consiglio,
con il quale fissava un incontro per le ore 10.00 - 10.10 successive.
(Vds. all. nr.88)
131 Autovettura FIAT Marea S.W. di colore blu intestata a LICANRO Vincenza (moglie di BUDA
Pasquale) nata a Fiumara (RC) il 01/08/1964 ivi res. Via Caserta nr. 2A;
Nella mattinata del 14 aprile 2007 il BARBIERI, mentre si trovava ancora presso
labitazione del VILASI, riceveva, in progressione, alle ore 10,57 ed alle ore 11.00, due telefonate
dallingegnere VIGLIANISI, in precedenza generalizzato, al quale riferiva, nella prima
conversazione di trovarsi ancora dallOnorevole VILASI, mentre nella conversazione successiva,
riferiva che stava andando via.
In particolare:
In data 19 giugno 2007, allinterno dellufficio di BARBIERI, dalle ore 18.38 sino alle ore
19.38, si registravano nr. 4 conversazioni, intercorse tra BARBIERI Domenico, BUDA Pasquale e
lingegnere MANAGO, incentrate, in linea di massima, sulla futura costruzione, ad opera di
BARBIERI, di un complesso turistico nellarea di Catona, utilizzando adeguati finanziamenti. In
ordine alla realizzazione di tale struttura, risultava essere stato presentato, da parte del BARBIERI,
in data 10 gennaio 2008, un progetto, per la costruzione, in Localit Marinella di Reggio Calabria,
frazione Catona, di un complesso residenziale. Dallanalisi delle attivit investigative stato
accertato che tale immobile, realizzato dallo stesso BARBIERI, sarebbe stato venduto, affidando le
conseguenti operazioni ad una societ finanziaria, individuata nella M3, di MARTORANO
Santo Alfonso [ nato a Reggio Calabria (RC) il 19/10/1957]. Tale circostanza emersa dalla
conversazione nr. 498 del 22 dicembre 2006132, laddove il BARBIERI affermava: siamo
onesti.. gestisco tutte cose io qu, poi io non vedo un cazzo. Perci due ingegneri, che sempre mi
hanno aiutato, e che sono miei fratelli, come lo siete voi, come Sebastiano. Piglio un'agenzia che si
chiama M3, che sono delle persone pulite e garbate, glieli d.. a me li devono vendere a 2.000.000
milioni a mq. .
Va sottolineato che, sicuramente, uno dei soci occulti di tale progetto, era anche il BUDA
Pasquale, atteso che, nel corso di una conversazione registrata, in data 21 giugno 2008, allinterno
del carcere di Palermo, intercorsa tra CHILA Antonino, in precedenza generalizzato, tratto in
arresto dalla locale Sezione Anticrimine per favoreggiamento personale nei confronti di
CONDELLO Pasquale e BUDA Pasquale, questultimo riferiva che era interessato ad
unoperazione edilizia. In merito, il Dipartimento dellamministrazione Penitenziaria
Provveditorato Regionale per la Sicilia Corpo di Polizia Penitenziaria con nota nr. 074506 NI
del 23 luglio 2008, diretta anche a questa A.G., delegata allascolto delle suddette conversazioni,
ha testualmente evidenziato nella pagina 2 e 3 della citata missiva: Conversazione di rilievo,
risultava essere quando il BUDA fa riferimento ad un grosso favore concesso per il tramite di un
132 la conversazione in esame stata gi trasmessa a codesta a.g. con informativa nr. Nr. 112/342-2005
del 23.07.2008
amico ad un avvocato candidato alla Provincia, presidente di un consorzio. Anche se non stato
fatto alcun riferimento al tipo di favore concesso, il BUDA asserisce che poich era a conoscenza
che detto avvocato era in possesso di diversi terreni non edificabili, e di aver saputo attraverso un
ingegnere della previsione che lo stato duso degli stessi sarebbe stato tramutato in edificabili,
BUDA si sarebbe recato dallo stesso ingegnere riferendo che aveva bisogno di 2000 mt di terreno,
1000 mt. Con lo status di agricolo da passare edificabile, e considerato che non era coltivato
sarebbe stato valutato in 35 euro al mq. Di quanto sopra, laccordo tra il BUDA e lamico che si
adoperato da tramite, sarebbe consistito nel spartirsi i 2000 mt. di terreno. Nella stessa giornata, si
avuto modo di intercettare delle conversazioni che facevano riferimento ad un centro
commerciale ed in particolare ad una persona arrestata nei pressi di quel centro, con addosso un
milione di Euro, i cui familiari lavoravano tutti nel citato centro. Dalla conversazione emerge,
altres, che un maresciallo e a conoscenza di questo fatto ed daccordo con loro.
(vds. all. nr. 90)
Gli accertamenti effettuati hanno permesso di acclarare che lavvocato in questione
sidentifica nel citato MARTORANO Santo Alfonso, effettivamente presidente del consorzio
denominato CONSORZIO CICLO INTEGRALE AREA DELLO STRETTO S.R.L., con sede
legale in Reggio Calabria, alla via Via Sbarre superiori 42, allinterno del quale lavora anche
BARBIERI Carmelo, fratello di BARBIERI Domenico. MARTORANO Santo, tra laltro,
Amministratore Delegato e Vice Presidente del Consiglio di Amministrazione della finanziaria
denominata M3 SERVICES S.R.L133, con sede in Reggio Calabria via Venezia nr. 4/D, mentre il
fratello Giuseppe [nato a Reggio Calabria il 21 agosto 1960], consigliere della citata Finanziaria.
MARTORANO Santo, effettivamente, nellanno 2006, si candidava alla Provincia di Reggio
Calabria, nelle liste dellUDEUR in qualit di Consigliere, ottenendo 6654 voti.
La struttura residenziale, da accertamenti effettuati presso il Comune di Reggio Calabria,
dovr sorgere nellarea contraddistinta dal foglio di mappa Nr. 3 della sezione censuaria di Catona
particelle Nr. 106-107-108-110-111-114-299-301-303-305-307, inserite nel Piano regolatore del
Comune di Reggio Calabria. In particolare:
. particelle: 106-110-111-305 sono destinate a Zona Omogenea E (zone per attivit
primarie);
. particelle: 107-108-114 sono destinate in parte a Zona Omogenea E (zona per
attivit primarie) ed in parte a Zona Omogenea F (aree per attrezzature sportive e tempo libero);
. particelle: 299-301-303-307 sono destinate a Zona Omogenea F (aree per
attrezzatura sportiva e tempo libero);
. particelle: 107-108-114-299 sono interessate da rispetto ferroviario.
(vds. all. nr. 91)
I suddetti terreni, sono stati acquistati dal BARBIERI Domenico, in data 11 marzo 2005,
per un importo dichiarato di 100.496,00 da MOLLICA Corrado Eduardo [nato a Reggio Calabria
il 5 agosto 1962].
In ordine alle affermazioni fatte dal BUDA, circa il coinvolgimento di un Maresciallo, si
rimanda allinformativa nr. 112/342-2005 del 23.07.2008, gi trasmessa a questa A.G.
Nel corso del dialogo, quindi, il BARBIERI riferiva in ordine alla necessit di stabilire una
serie di contatti per ottenere i finanziamenti, senza comunque evidenziare responsabilit illecite sul
conto dei soggetti menzionati. In particolare lo stesso riferiva di avere avuto dei contatti, con
alcuni funzionari di Ministeri, non meglio identificati, nonch con:
- TRIPODI Pasquale Maria [nato a Montebello Ionico (RC) il 10.05.1957, residente a
Reggio Calabria in via Nazionale San Leo n. 163 Pellaro].
a) Assessore Regionale ai Trasporti dal 02.05.2005 al 19.09.2006;
c) Assessore Regionale alle Attivit Produttive al Personale dal 20.09.2006 al
29.11.2007;
d) Assessore Regionale al Turismo dal 30.11.2007 a tuttoggi;
133 oggetto sociale: la societ ha per oggetto servizi nel settore dell'intermediazione finanziaria per l'erogazione dei prestiti
di ogni tipo, carte di credito e relativo recupero. la societ potr inoltre compiere tutte le operazioni mobiliari,
immobiliari, commerciali e bancarie (compresi il rilascio di fideiussioni e l'assunzione di mutui anche ipotecari)
necessarie o utili per il conseguimento dello scopo sociale; potr inoltre svolgere servizi di formazione ed informazione
forniti a mezzo call center, internet ed ogni altro mezzo; potr assumere partecipazioni in altre societ, costituite o
costituende, aventi oggetto analogo, affine o comunque connesso al proprio.
La conversazione delle ore 19.18, atteneva, invece, alle reciprocit espresse tra il
BARBIERI e lavvocato MARTORANO, in precedenza generalizzato e, quindi, in ordine
allassunzione del fratello Carmelo, presso il consorzio gestito dal citato avvocato, nonch sullo
sperpero di danaro pubblico.
La restante parte del discorso, atteneva ad una problematica sorta tra il BARBIERI e
IMERTI Antonino cl. 50 che, nel corso della conversazione viene indicato da BUDA Pasquale, a
volte, con il nome di Nino ed altre volte in cugino134. La complessit di tali acquisizioni
investigative consentiva di accertare, in modo inequivocabile, che i suddetti, unitamente a
PASSALACQUA Domenico, avevano acquistato attraverso il Tribunale di Reggio Calabria,
Sezione Fallimentare, alcune abitazioni, site in Villa San Giovanni, provenienti dal fallimento
Tortorella, in cui il BARBIERI fungeva da prestanome, per conto dei citati esponenti mafiosi,
consapevole sin dalle fasi iniziali che i succitati avrebbero preso parte allaffare, rectius agli
ingenti proventi illeciti che dalla gestione dellaffare ne sarebbero derivati.
BUDA P.: niente!....io ho parlato con mio cugino per quel discorso, onestamente
sono andato a trovarlo e si arrabbiato pure lui
BUDA P.: mio cugino Nino era sicuro che era tutto apposto....Mimmo
PASSALACQUA mi aveva chiamato, ed venuto e mi ha detto "vedi che quello..:.!"
BARBIERI .: ma lui gliel'ha detto o voi?
BUDA P.: a chi?
BARBIERI D.: a vostro cugino
BUDA P.: io gliel'ha detto
BARBIERI D.: ah!
BUDA P.: io gliel'ho detto a Nino
BARBIERI D.: io pensavo che glielo aveva detto lui
BUDA P.: no!!! Mimmo PASSALACQUA me l'ha detto a me, mi ha chiamato a
me
BARBIERI D.: eh!
BUDA P.: ed io gli ho presunto a Mimmo PASSALACQUA che era tutto apposto
perch avevo parlato con voi
BARBIERI D.: giusto!
BUDA P.: e Mimmo PASSALACQUA mi ha detto "vedi che non apposto!"
BARBIERI D.: eh!
BUDA P.: ora giustamente l'altro giorno gliel'ho dovuto dire a Mimmo
PASSALACQUA, gli ho detto "Mimmo avevi ragione!", dice " ma vedi che io quando parlo, parlo
con...!", gli ho detto "va bene! Mi devi scusare....!"
BARBIERI D.: eh!
BUDA P.: "...che io presumevo che la cosa...perch avevo parlato con compare
Mimmo e compare Mimmo a me mi ha detto che era tutto apposto!"
BARBIERI D.: eh!
BUDA P.: giustamente sono dovuto andare a dirglielo a mio cugino Nino
Nel corso della successiva conversazione (prog. 6488) si apprendeva chiaramente che i
predetti stavano compiendo unoperazione immobiliare ( no, no... E poi vi voglio dire un'altra
cosa compare noi prendiamo questi appartamenti, giusto? Volete che ce li teniamo tutti noi, volete
che li vendiamo, volete che dite, compare MIMMO di questi appartamenti vogliamo ricavare cento
mila euro, io ve li do, compare e mi tengo, certo, ecco, ...incomp... ), nella quale era interessato,
oltre al BUDA Pasquale, IMERTI Antonino cl. 50, PASSALACQUA Domenico, BARBIERI
Domenico, anche CAMBARERI Domenico, in precedenza generalizzato, al quale, veniva
imposto, per disposizioni del BUDA che lo stesso doveva ritirarsi dallaffare, poich tale
operazione interessava, esclusivamente, le persone appartenenti al locale di Villa .
Infatti il Buda, successivamente riferiva:
BUDA P.: ..."noi siamo: io, NINO (IMERTI n.d.r.) e MIMMO
PASSALACQUA"...
BARBIERI D.: a MIMMO PASSALACQUA non voglio... guardate non voglio che lo
mettete...
BUDA P.: no, ma lui una cosa nostra... una cosa di compare PASQUALE!!...
BARBIERI D.: ..."compare PASQUALE io ve li do a voi"...
BUDA P.: si, no, no...
BARBIERI D.: ...e poi voi compare ve li tenete tutti...
OFFERTA DI
LOTTO
ACQUISTO
. 31.050,00
I.
. 21.980,00
II.
. 23.880,00
III.
. 55.650,00
IV.
. 55.750,00
V.
. 52.400,00
VI.
. 60.050,00
VII.
. 60.850,00
VIII.
. 50.050,00
IX.
. 56.220,00
X.
. 50.280,00
XI.
. 54.890,00
XII.
. 60.680,00
XIII.
. 57.450,00
XIV.
. 50.580,00
XV.
. 46.320,00
XVI.
. 42.130,00
XVII.
. 42.130,00
XVIII.
. 46.310,00
XIX.
. 45.240,00
XX.
. 40.785,00
XXI.
. 255.900,00
XXII.
. 375.200,00
XXIII.
///////
XXIV.
CONCLUSIONI
Dallesame della documentazione, acquisita stato accertato che lavvocato Anna Maria
TRIPEPI, moglie di GRILLO BRANCATI Vitaliano, questultimo costantemente in contatto con
gli indagati in precedenza menzionati, si aggiudicata, anche in rappresentanza di altre persone,
complessivamente 17 lotti, che sono stati suddivisi, successivamente, tra i seguenti soggetti, tutti
generalizzati in precedenza:
- BARBIERI Domenico, nr. 5 appartamenti;
- TRIPEPI Anna Maria, ununit immobiliare adibita a negozio;
- GRILLO BRANCATI Vitaliano, marito dellavvocato TRIPEPI, nr. 5
appartamenti;
- MARTELLO Lidia, convivente di PASSALACQUA Domenico, un locale adibito a
negozio;
- BUDA Francesco, fratello di BUDA Pasquale, un locale adibito a negozio;
- BUDA Giuseppe, figlio del pregiudicato BUDA Santo, Sorvegliato Speciale della
P.S., appartenente allomonima famiglia mafiosa, nr. 2 appartamenti;
- BUDA Massimo, figlio del pregiudicato BUDA Santo, Sorvegliato Speciale della
P.S., appartenente allomonima famiglia mafiosa;
- SANTORO Antonio, un appartamento per civile abitazione;
In relazione alla figura di SANTORO Antonio, si precisa che il padre SANTORO Santo
[nato a Villa San Giovanni il 30.10.1941], veniva denunciato il 18.11.2000 dai Carabinieri di Villa
San Giovanni, unitamente a BUDA Massimo, in precedenza generalizzato e RANIERI Domenico
[nato a Villa San Giovanni il 12 gennaio 1969], per abbandono di materiale inerte e deturpazione
dellambiente naturale. La circostanza significativa per dimostrare i collegamenti tra il
SANTORO e la famiglia BUDA.
Lacquisizione dei suddetti immobili, in seguito, innescava alcuni problemi, poich
BARBIERI Domenico, in data 24.01.2006, con apposita istanza, chiedeva al Giudice
dellEsecuzione, dr. Giuseppe Campagna, una proroga dei termini di pagamento ai fini del saldo
del prezzo degli immobili aggiudicati, in virt dellasta pubblica, tenutasi il 23.11.2005, essendo in
corso la concessione di un mutuo presso la Banca Popolare di Crotone filiale di RC.-.-
Il Giudice dellesecuzione, in data 23.02.2006, rigettava listanza di proroga, atteso che il
temine di gg. 60 era perentorio, pertanto, nello stesso giorno con apposita ordinanza decretava,
nuovamente, la vendita con incanto degli immobili aggiudicati dal BARBIERI Domenico,
fissando lasta per ludienza del 03.07.2007.
(vds. all. nr. 96)
Da qui la preoccupazione espressa da BUDA Pasquale, IMERTI Antonino e
PASSALACQUA Domenico, di perdere lacquisizione dei suddetti immobili, al punto che lo
stesso BUDA, oltre a riferire che tale affare, come gi evidenziato, riguardava gli appartenenti
del locale di Villa, riferiva che, unitamente a IMERTI e PASSALACQUA, aveva impedito la
partecipazione al pubblico incanto, di alcuni soggetti, tra i quali un certo FEDELE che alla luce
delle altre acquisizioni probatorie, stato identificato in FEDELE Diego [nato a Santeufemia
dAspromonte il 16 marzo 1944, residente a Villa San Giovanni in via Nazionale 766]:
BARBIERI D.: no, per la pace di Dio, non lo dite nemmeno compare!!...
fossero state nuovamente poste in vendita per non avere ottemperato al pagamento nei termini
previsti.
BARBIERI DOMENICO
GRILLO BRANCATI Vitaliano, nato a Villa San Giovanni (RC) il 18.02.1960.
CONVERSAZIONE:
Alle ore [Link] il BARBIERI parla al telefonino con GRILLO BRANCATI Vitaliano e
gli dice che sta scendendo da Arghill e di raggiungerlo all'uscita dell'autostrada. Alle ore [Link]
parla con uomo e gli dice che sta aspettando un signore. Quindi alle ore [Link] giunge il
GRILLO BRANCATI che sale in auto e si mettono in movimento. Il BARBIERI inizialmente
discute di somme di denaro che deve ricevere per dei lavori fatti. Dalle ore [Link] la
registrazione prosegue come di seguito:
BARBIERI DOMENICO: eh
GRILLO VITALIANO: no, questi io li do...incomp...la come un'altra volta non sono
abbassati...non sono passati perch l'asta l'altra volta non andata di testa... (deserta n.d.r.)
BARBIERI DOMENICO: eh
GRILLO VITALIANO: ...si abbassa se va di testa (deserta n.d.r.) ...hai capito...se non
va di testa (deserta n.d.r.) (rimane quanto ......io l'unica cosa che posso fare al momento in
cui...per fa la cosa...possiamo andare a vedere di recuperare quei soldi che abbiamo
versato...quelli prima...
GRILLO VITALIANO: eh
GRILLO VITALIANO: ora gliel'hanno pulita...va be' lascia stare questo ora tra l'altro...
facevano, non lo sapeva nessuno, andavi tu e facevi la vendita, oggi )135, cosa non pi
possibile, pertanto ribadiva la necessit di evitare laccadimento di fatti delittuosi che avrebbero
potuto nuocere allintera organizzazione criminale di Villa San Giovanni, infatti affermava .. a
Villa!...a Villa dobbiamo tenere la cosa sotto controllo.- Unaffermazione, questultima, simile a
quella riferita dal BUDA, allorquando attestava che la vendita delle suddette abitazioni era un
affare eslcusivo del locale di Villa San Giovanni.
Si trattava evidentemente di una sorta di cautela per evitare indagini allindirizzo degli
affiliati alla struttura criminale Villa San Giovanni, ma anche di un completo controllo del
territorio, tanto da riuscire ad evitare anche le pubblicazioni delle vendite.
In data 22 giugno 2007, nei pressi dellabitazione del BARBIERI, veniva predisposto un
servizio di osservazione, teso a verificare larrivo di IMERTI Antonino e BUDA Pasquale, in
considerazione che, nel corso della conversazione nr. 6488, registrata in data 19/06/2007,
intercorsa tra BARBIERI e BUDA, questultimi avevano fissato un appuntamento per le ore 19.00
del citato giorno, alla presenza di IMERTI Antonino.
Il servizio di osservazione consentiva di accertare che, a bordo di due distinti veicoli,
giungevano presso labitazione del BARBIERI, in primo momento, BUDA Pasquale e,
successivamente, IMERTI Antonino.
(vds. all. nr.98)
SINTESI
[Link] entra Pasquale Buda che dice a Mimmo Barbieri che sta venendo suo cugino
Nino (imerti ndr) al quale aveva detto che si sarebbero visti verso le 19,00 all'ufficio di Barbieri.
Pasquale dice che oggi ha incontrato un soggetto tale Trapani?? e Mimmo chiede se uscito
(Scarcerato ndr) e Pasquale dice che da molto. Pasquale dice che al soggetto gli hanno bruciato il
locale doce teneva tutti i mezzi di lavoro. Mimmo dice che ha visto l'altra volta il soggetto che ha
135 La conversazione stata trasmessa integralmente a codesta A.G. in data 3 luglio 2007.
subito in danneggiamento unitamente ad un soggetto di San Roberto. Pasquale dice che che sllo
stesso soggetto gli aveva fatto un anno fa gi 400 mila euro di danni e 300 mila adesso. Mimmo
chiede se stato fatto da persone locali e Pasquale dice che oggi uno deve essere amico con tutti e
non basta essere amico di uno. Pasquale dice che il soggetto non dava conto a soggetti di San
Roberto. A tal proposito Mimmo dice "...e gli da conto...se lui nel locale di Fiumara di Muro..." e
Pasquale ribatte "...no...ha fatto un lavoro a San Roberto...incomp...personale..." e Mimmo chiede
se il lavoro era nel bosco e Pasquale dice nell'edilizia. Mimmo si stupisce che non lo hanno
chiamato. Pasquale dice che nel deposito danneggiato c'era il rullo, un escavatore ed erano senza
assicurazione. Barbieri chiede a Pasquale come mai non intervenuto Mimmo e Pasquale sorride
"...e Mimmo...dove lo pigliamo...stiamo cercando...ormai il danno fatto!...". Pasquale dice che
non lo ha incontrato a Giorgio (forse il danneggiato) ma sa che distrutto psicologicamente, al pari
dei fratelli. Mimmo chiede se cercheranno di chiudere la faccenda e Pasquale dice che suo cugino
Nino gli aveva dato qualche consiglio ma il soggetto non lo ha ascoltato e aggiunge, per fare un
esempio "...se io dico compare Mimmo pigliate duemila euro e dateglieli a quello...." e Mimmo
dice "...e se sono tremila...", continua Pasquale "...non avete capito...perch ve lo dico...per lavarvi
la faccia...perch vuol dire che s...che voi glieli dovete dare a quello...perch se non glieli
date...non vi posso dire vedete che vi fa il discorso...avete capito?...".
Nel prosieguo del dialogo, BUDA Pasquale richiedeva al BARBIERI, la somma di 3.000
Euro, relativi allo stato di avanzamento dei lavori. La richiesta, atteso i consolidati rapporti tra i
due, non costituiva una sorta di estorsione, ma una divisone degli introiti, connessi alla
realizzazione di alcuni lavori.
In merito, il discorso, avveniva come segue:
[Link]
Parlano a voce bassissima e si sente Pasquale dire "...per la prossima settimana...prima della
prossima settimana ci vogliono 3000 euro..." e Mimmo chiede quando e Pasquale dice verso
gioved della prossima e Mimmo dice che va bene e Pasquale dice giorno 28 e che rimasto in tal
senso con qualcuno. Si sente Mimmo che si appunta l'orario delle 10,00. Pasquale continua "...e...il
prossimo stato di avanzamento..." e Mimmo dice che non ne ha presi ancora e Pasquale dice che la
persona lo sa che glielo ha detto e Mimmo dice che lo avr verso fine luglio. Pasquale dice che la
persona gli ha detto che Mimmo Barbieri forse ha preso il primo stato di avanzamento, prosegue
dice "...gli ho detto io quando prende i soldi...non vi preoccupate che ne rispondo io...compare
Mimmo...se lo volete incontrare...mi fa piacere che vi incontrate...diversamente..." e Mimmo gli
dice che gli basta conoscere l'interlocutore. Pasquale insiste dicendo che se c' l'occasione ve lo
faccio incontrare anche perch Barbieri si potr rendere conto con chi ha a che fare. Barbieri
insiste di non essere messo in mezzo ad altre situazioni.
[Link] Pasquale in merito all'operazione che il Barbieri sta conducendo dice di averne
parlato con il cugino che gli ha detto di decidere prima e poi parlarne con Mimmo Passalacqua e
gli ha aggiunto che se il Barbieri ci tiene a fare l'operazione loro lo potranno favorire. Dice che il
cugino Nino andato a trovare Mimmo e dopo andr da loro. Pasquale dice che pensa che Nino e
Mimmo stabiliscano qualcosa. Barbieri gli dice che possono vedersi anche solo loro due
interlocutori e Pasquale dice vuole che ci sia Nino e Mimmo insiste nel fatto che poteva trattare
solo con il Buda in quanto c' da fare dei movimenti particolari. Mimmo dice che se sono 10.000
euro lui poteva dargli all'interlocutore e Pasuale ribadisce che per la chiarezza delle cose Nino
deve parlarne con Mimmo (Passalacqua) e BARBIERI dice che vuole sapere quello che deve dare
ad operazione conclusa. Pasquale dice testualmente "...compare Mimmo io gli ho detto pure sto
fatto...io gli ho detto pure questo fatto a mio cugino Nino...compare Mimmo non che noi
stabiliamo una somma...dice...quanto sono 4 appartamenti ed una mansarda...stabiliamo....una ics
somma...che noi dovremmo guadagnare ics somma...e compare Mimmo ce la pu dare...subito...",
Mimmo Barbieri dice "...apposta voglio sapere...ma devo sapere io in modo che vado da compare
Pasqualino quanti sono...50 mila dico per dire...10.000...compare vedete che io se sono 10.000
subito...se sono 20.000 subito...". Pasquale dice che loro (Nino e Mimmo Passalacqua) mirano ad
avere dai 20 ai 30 mila ad appartamento. Pasquale dice che ha gi anticipato al cugino che
l'interlocutore non pu fare il movimento subito ma che gli si deve dare la possibilit di farlo al
momento giusto. Nino gli ha detto che nel caso di dare la parte a Mimmo Passalacqua e la loro la
gestiranno come meglio credono. Barbieri dice che aveva stabilito intorno ai 70.000 euro e che ne
avrebbe presi la met subito. Pasquale dice che i suoi quando li ha glieli pu dare. Barbieri dice
che ha preso l'impegno con l'interlocutore che ne ha bisogno pi degli altri e aggiunge che Mimmo
(Passalacqua ndr) ne ha tanti soldi e si dice che si comprato una barca di 35.000 euro. Pasquale
lo corregge dicendo 80.000 euro. Pasquale dice che siccome questo discorso lo ha proposto il
Passalacqua non si pu toglierlo. Barbieri dice che stamattina stato in banca ed ha detto che per i
primi di luglio deve fare un movimento e dice "...di qua li sposto la...di la li sposto la...poi devono
arrivare in un posto che non si devono...devono scomparire....". Pasquale dice a Mimmo che
quando il cugino gli far la richiesta di dire a questo sino a quanto pu arrivare e se poi devono
torgliere qualcosa per chiudere il discorso.
BARBIERI Domenico
BUDA Pasquale
IMERTI Antonino detto NINO
TRASCRIZIONE RIASSUNTIVA
BARBIERI D.: Compare, fino a Pasqua, che ho avuto un problema qua nella famiglia,
un giorno, mi hanno telefonato, lo sapete, "no!" gli ho detto io! Il notaio mi ha detto che stanno
aspettando per fare la, gli hanno chiuso di duecentomila euro, quella cosa! Sono arrivato a
Villa! "Dottoressa, vedete che c' sto problema! No! dice, non vi possono fare niente!" "
sapete che il Notaio mi ha detto che ha chiuso la causa dei duecentomila euro, e che il Giudice, ha
riconosciuto che lo devo pagare io! Quindi il pi presto possibile, stringete 'sti tempi...!"
BUDA P.: ..incomp...
BARBIERI D.: "No, no!, dice ..incomp... quale ...incomp... !" L'unica cosa che vi
possono fare.., dice che prendono la banca per ..., ma ho detto, la banca che cazzo me ne
fotto se pago venti mila euro di pi, dottoressa!: no, non vi dovete preoccupare, io ho degli
impegni...", gli ho detto io, "con me stesso! E li devo portare avanti! Qualsiasi cifra si incontra
davanti!" ..incomp... gli potete domandare! Tranquillo, tranquillo! A Pasqua, mi incontro, gli ho
detto io, "dottoressa, vedete, che io non sono passato dal Notaio, non lo sto abbandonando, che il
Notaio mi ha detto, ..incomp... sta partendo! In Tribunale, dice che ha avuto un incontro, se
l'incontro, mi dite..., no, io sto partendo pure! Mi ha detto che, che appena ri..., ritorna, andiamo
dal Notaio!" Che testa che ha di perdere tempo! "Vedete quello che devo fare? Perch, la banca mi
dice, ...incomp... che cazzo hai fatto, con 'ste cose! ..incomp... l'avvocato e 'ste cose non sono
uscite mai! Tranquillo, tranquillo, tranquillo! ...incomp... non, "dottoressa, mi vendo la mia casa,
per quella degli altri! Perch ho un impegno personale e lo devo portare avanti, per tanti motivi,
prima, perch mi chiamo MIMMO BARBIERI e secondo perch ho delle cose che non posso...!
Tranquillo. Tranquillo! Tranquillo! Tranquillo! State tranquillo! No, niente! Vado a testimoniare
un'altra volta, mi incontro con compare ...incomp... (rumori di fondo; ndr) ... e poi, con voi e vado
la! Avevamo l'appuntamento a Reggio, ve lo ricordate? "Sentite una cosa qua, non vengo
..incomp... andiamo domani alla ...incomp... che io devo andare l! Il dottore CASTELLANO,
dopo due ore per arrivare, gli ho detto io, "dottore, ma..., dato che il Giudice tornato dalle ferie...!
..."E a me non mi ha chiamato nessuno!" "Ho pressione ...incomp... le carte ..incomp..., il mutuo
approvato" ... che cosa succede l quella mattina? Sono andato..., incomp...
OMISSIS Min.17.33 - entra in ufficio un giovane, non meglio identificato, lo stesso esce
subito dopo.
Min.17.55 segue integrale:
BARBIERI D.: ...dice... "E l'avvocato che vi ha detto?" Ha detto: "l'ho chiamato che, gli ha
detto che ...incomp... il giudice gli dice all'avvocato di andare l, perch non andate voi!
IMERTI A.: ...incomp...
BARBIERI D.: "BARBIERI oggi dice: oggi che ?" Gli dico io, "marted!""E
allora gioved mattina, prendo l'impegno ..incomp... !" Gioved sera, compare, mi chiama e dice,
"passate dallo studio!" "Ma devo venire solo o devo portare delle carte?" "No, no, dice, venite
solo!" Sono andato la! dice, "guardate che il Giudice non ha accettato la vostra offerta, perch dice
che il termine entro il ...incomp... " Gli ho detto io: "Notaio, noi da un anno che stiamo
combattendo, abbiamo vinto una causa, mi, mio, mi sono fottuto tre mila euro, e ora, voi, mi state
dicendo a me, che il termine improrogabile! Perch non me lo avete detto un anno addietro?" che
io non spendevo 'sti soldi? Vedete che questo fatto io lo sapevo gi dall'inizio! gli ho detto,
che il termine era improrogabile, per tu mi avevi detto che noi paghiamo il creditore e siamo a
posto!" e il Giudice era, convinto, compare, che l c'era ..incomp... avvocato sapeva 'sto fatto!
Solamente che poi sorto il dubbio, cosa sorto? A me le carte chi me li fa? .... "A voi...", dice,
"...le carte chi ve li fa?" Voi vi state cacciando duecentocinquanta mila euro e le carte, resta una
cosa cos nel vuoto! Carte non ve ne fa nessuno a voi!" .. Non... loro pensavano che la banca, si
prendeva i soldi e mi faceva la carta a me! ..incomp... i soldi della banca sono,!
IMERTI A.: Certo!
BARBIERI D.: Il Notaio, qual era l'ostacolo del Notaio! Superato l'ostacolo di duecento
mila euro che c'era una ipoteca sopra quest'appartamento! E' andato il Notaio ed ha cancellato
l'ipoteca, no? Ti ricordi ...incomp..., non li ha cancellati il Giudice, li ha cancellati il Notaio! E'
andato , ha trovato i creditori, si fatta una specie di causa all'interno, no? C'erano, chi venticinque
milioni, chi trenta milioni, sono cose ... nelle cause che loro avevano sopra questi appartamenti, no
quelli di Villa ..incomp... sopra a questi appartamenti! Tutto sommato, le carte a mano, no,
compare, a barzellette! Erano duecentomilioni delle vecchie lire!
Min. 20:01 Fine della registrazione.
Legenda:
BARBIERI D.= BARBIERI DOMENICO;
BUDA P. = BUDA PASQUALE;
IMERTI N. = IMERTI NINO.-
INIZIO TRASCRIZIONE
Continuazione della registrazione nr. 6532 del 22.06.2007 delle ore 19.39. Barbieri
Domenico continua ad esporre la situazione del finanziamento sugli appartamenti dove gravano
delle ipoteche. A tal proposito il Barbieri Domenico dice che l'avvocato Castellani, figlio del
notaio, ha fatto una specie di causa, ossia ha chiamato i creditori ed ha chiesto loro se
pretendevano qualcosa e che questi ultimi hanno fatto una dichiarazione innanzi al Giudice
dicendo che non avevano nulla da pretendere e quindi sono state cancellate le ipoteche. Barbieri
Domenico dice al citofono a tale Vincenzo di aspettarlo fuori. Prosegue nel racconto e ribadisce di
avere sempre informato Pasquale Buda sulle sue situazioni finanziarie, dicendo a Nino Imerti che
pu mostrargli anche la relativa documentazione attestante ci che dice; Inoltre Barbieri Domenico
afferma che aveva 250 milioni di euro (mila euro n.d.r.) nel proprio conto, pronti da versare. Alle
ore [Link] Barbieri Domenico dice a Nino Imerti di aver chiesto aiuto a compare Pasquale
Buda per una operazione che sta facendo, di una certa rilevanza e per la quale deve assumere dei
contributi di cui non conosce ancora l'importo per un eventuale finanziamento; a tal riguardo fa
l'esempio che se alla banca dice di avere cinque appartamenti, la stessa Banca invece di 200 mila
euro gliene da 400 mila, con il vincolo degli appartamenti. A questo punto, Buda Pasquale
interviene nel discorso rivolgendosi a Nino Imerti, dicendogli che Barbieri Domenico
desidererebbe che gli appartamenti in questione non siano utilizzati da loro, in quanto servono allo
stesso Barbieri Domenico come ipoteca per il finanziamento;
BUDA P.: compare Mimmo mi ha detto...il discorso che, dice se possibile che questi
appartamenti non ce li prendiamo che voglio tenermeli io per questa operazione
BARBIERI D.: me li vincolo io, compare!...se poi tra altri due anni, altri tre anni, altri
quattro anni...
BUDA P.: poi gli appartamenti se si sono presi, se si prendono solo per speculare, lo sapete
benissimo, inutile che ci nascondiamo...per io su due piedi non vi posso dare nessuna risposta,
io ti posso...
BARBIERI D.: questo te l'ho detto marted
BUDA P.: si! ...io devo parlare con gli altri, se gli altri sono disp...del nostro...allora si
stabilisce...dice "noi questi appartamenti dovremmo prendere x somma, guadagnare una x
somma!" compare Mimmo disposto l'x somma che noi gli dovremmo dire...
BARBIERI D.: compare io non che voglio sapere, perch a me figuratevi...inc..., devo
fare un giro per farli scomparire, capite? o otto, o dieci giorni... devo girare
IMERTI N.: ho capito!
BARBIERI D.: se sono, dico per dire, dieci mila euro, non ho problema!....se sono venti
la stessa cosa, per "vabbe!"...tanto li prendiamo in due volte!
a questo punto entra un uomo che il Barbieri chiama Peppe e con il quale discute di
argomenti lavorativi.
Nel prosieguo della conversazione Buda Pasquale asserisce che per quanto riguarda la cifra
spettante a lui e suo cugino Nino Imerti, non ci sono assolutamente problemi. Seguono frasi di
amicizia e rispetto reciproco.
Alle ore [Link] Pasquale Buda dice che ci sono 4 appartamenti ed una mansarda e
chiede al Barbieri Domenico di stabilire per ogni appartamento quanto si potrebbe recuperare.
A tal riguardo Barbieri Domenico risponde che si pu recuperare quanto si vuole. A questo
punto Nino Imerti dice di essere appena tornato dalla zona dove sono situati questi appartamenti,
vicino la "Voglia Matta", asserendo che si tratta di un posto con una bella visuale e che il valore
degli immobili inestimabile. Buda Pasquale dice, inoltre, che sulla via marina non ci sono altre
abitazioni e che i loro appartamenti acquisterebbero nel tempo un grosso valore. Buda Pasquale a
questo punto invita Nino Imerti a fare la sua proposta a Domenico Barbieri.
BARBIERI D.: no, no! io non dico niente compare! no!...fate quello che dite voi!
scrivetemi un numero, io lo chiudo e basta!...non...
IMERTI N.: che dobbiamo fare? ora...
BARBIERI D.: ...che sembra che siamo marocchini qua?
IMERTI N.: non siamo a questo livello!...inc...
BARBIERI D.: ditemi una parola voi e basta!
BUDA P.: no io...guardate! no io la parlo dopo, preferisco parlarla dopo, perch
io...mio cugino ha parlato con altre persone ed io, ed io...
BARBIERI D.: e quello che vi hanno detto ditemelo ed arriviamo sicuramente...qua non
siamo fra...io l'unica mia cosa, non sono dieci mila euro...
IMERTI N.: no! ...inc...non eravamo neanche qua se era per questo
BARBIERI D.: ...trovare...no! vi dico...dieci sopra, dieci...trovare, per cominciare a...
IMERTI N.: ...la somma!
BARBIERI D.: ...eh!! ...inc...da mettere da parte, ecco!...oggi tutto controllato, io gli
devo fare una fattura di quindici...
BUDA P.: vabb! ma questo non un problema, compare Mimmo!...
BARBIERI D.: lo so! non un problema...ma non per voi!
IMERTI N.: ...voi sapete i fatti nostri...
BARBIERI D.: no!!! ...
BUDA P.: ...giustamente non un problema
IMERTI N.: sapete come ...
BUDA P.: ...quando stabiliamo una cosa poi...
IMERTI D.: ...vi dovete muovere
BUDA P.: mio cugino ha fatto una proposta e voi ne dovete fare un altra...
BARBIERI D.: ma compare! io vi avevo detto ...inc...a voi, e voi mi avete detto "ha
voluto tanto" io...insomma...inc...ma questa non la cosa...prendiamo la differenza e ve li...
BUDA P.: se mio cugino, nel senso che...(ndr. per qualche istante entra una persona
nell'ufficio e si ri rivolge al Barbieri per motivi di lavoro)......compare Mimmo! dieci ve li tolgo io
e dici ve li toglie mio cugino Nino
BARBIERI D.: no ma...non dovete...
BUDA P.: mi sentite a me?...dieci veli toglie io e dieci ve li toglie mio cugino Nino
qua...penso che posso fare la stessa cosa...
BARBIERI D.: ma per l'amor di Dio!
BARBIERI Domenico a questo punto dice che far emanare una fattura a Postorino o a
Giorgio o ad altri, rassicurando i suoi interlocutori che entro il 15 luglio avranno i soldi.
successivamente Barbieri Domenico, chiede ai presenti di riferire al loro amico che la questione
chiusa. Pasquale BUDA risponde che gi sistemata e Nino IMERTI aggiunge che garantir lui.
Alle ore [Link] Pasquale Buda rivolgendosi a suo cugino Nino Imerti affronta un'altro
argomento dicendo:
BUDA P.: Nino! gli ho detto io a compare Mimmo, per il fatto ...
BARBIERI D.: mi ha accennato un'altra cosa ed io ho gi scritto...
BUDA P.: ...di quel lavoro...di quel lavoro...siccome lo stato di avanzamento compare
Mimmo ancora non l'ha preso, per lui...
IMERTI N.: l, compare Mimmo, dovete fare finta, che vi devo dire? ...la puntualit,
la cosa...hanno preso impegni gi...ecco!
BUDA P.: no!...ecco!...eccolo l, l'ha segnato, lo vedi?
BARBIERI D.: guarda! lo vedi l?
IMERTI N.: ...noi!...per...purtroppo noi...io...quando ci troviamo da qualche parte
rispondiamo in prima persona
BARBIERI D.: compare mio, ho parlato...ho preso appuntamento con compare
Pasquale!
BUDA P.: quello che gli ho detto io...se vuole io lo accompagno, lo faccio...
BARBIERI D.: no, no!
BUDA P.: per...no...
BARBIERI D.: compare Nino...
IMERTI N.: si, si! ho capito!
BARBIERI D.: io faccio l'impresa...se io sono a posto qua, messo in regola, io come si
dice?...se c' uno ...inc...che va avanti, se incominciano a me a toccarmi...no io...inc...
IMERTI N.: no, no! questo non deve succedere
BARBIERI D.: oh!!!
IMERTI N.: questo non deve succedere!
BUDA P.: ...perch io sono fatto in questa maniera, vedete, se una cosa mia la trascuro, se
una cosa di un altro penso di non ...ora, compare Mimmo!...
IMERTI N.: no!... non pensate una cosa per un altra, perch sapete come ?
uno...inc..(ndr. si sovrappongono le voci)
BUDA P.: siccome compare Mimmo questo avanzamento ancora non l'ha preso
BARBIERI D.: io lo prendo dopo il quindici, dopo il sedici, insomma...inc...
BUDA P.: per, no!...per siccome io ...vi aveva detto per...prima...verso venerd della
settimana prossima...ora ha detto compare Mimmo visto che voi avete preso un impegno per non
farvi fare brutta figura, gioved..
BARBIERI D.: gioved mattina compare...
BUDA P.: e poi quando lo prendo..."va bene" gli ho detto, compare Mimmo
IMERTI N.: va bene!
Nel proseguo della conversazione Nino Imerti dice di dover andare via. Barbieri Domenico
a questo punto dice che quella sera quando sar, il quindici, il sedici o il quattordici, andranno in
un posto tutti e tre, ed in caso lo diranno anche a Basile e Crucitti, e siederanno a discuteranno. a
questo punto interviene Buda Pasquale che dice che lo dir anche a suo cugino Giuseppe di venire.
SI DA ATTO CHE SI INTERROMPE LA REGISTRAZIONE
Laccordo era stato raggiunto, il BARBIERI avrebbe versato parte della somma di danaro a
IMERTI Antonino, BUDA Pasquale e PASSALACQUA Domenico, quale ricavato dei futuri
guadagni, derivanti dalla vendita dei successivi immobili.
In effetti, in data 28 giugno 2007, avveniva lelargizione della prima somma di danaro,
relativa alla compravendita di tali immobili. La circostanza emergeva dallascolto della
conversazione, registrata alle ore 19.14, allinterno dellufficio di BARBIERI Domenico, laddove,
questultimo, consegnava al BUDA una somma di danaro, con laccordo che, il giorno successivo,
gli avrebbe consegnato unaltra trance:
BARBIERI D.: certo!!... ho l'appuntamento nell'albergo qua sotto alle otto... glieli
possiamo dare, altri mille euro li ho e glieli possiamo dare... e quelli domani alle nove, nove e
mezza si portano gli altri... come aveva detto... va bene... ce ne uno qua scadenza questo mese, gli
dite che domani alle nove, nove e mezzo ci vediamo, come volete voi
BUDA P.: va bene ...(tratto incomp.)... basta che ...(tratto incomp.)... per ora gli
porto questi qua e domani mattina gli dico a che ora...
Nel corso del dialogo, il BUDA riferiva che, la sera del 22 giugno precedente, data in cui
era intercorso un incontro tra i suddetti e IMERTI Antonino cl. 50, questultimo aveva
verbalmente aggredito lo stesso BUDA, senza comunque specificarne il motivo: no, no
...incomp... mi "ha mangiato mio cugino NINO"... quanto voglio bene a Dio "mi ha mangiato"...
appena siamo usciti di qua io l'ho visto che mi ha guardato in faccia un pochettino.... .
(vds. all. nr.101, gi menzionato)
Dal contesto generale dellindagine ipotizzabile che lIMERTI, aveva mantenuto tale
atteggiamento, poich il BUDA aveva praticato un ribasso, nei confronti del BARBIERI, sulla
cifra da versare; infatti, in tale contesto, lo stesso aveva riferito .....compare Mimmo! dieci ve li
tolgo io e dici ve li toglie mio cugino Nino...-
(vds. all. nr.100, gi menzionato)
Si precisa che, alle ore 13.13 del 28 giugno 2007, BARBIERI Domenico , dal proprio
apparato cellulare (333-4220316), telefonava alla banca CARIME Agenzia di Villa San
Giovanni - chiedendo un assegno circolare di 10.000,00 Euro, che avrebbe ritirato per le ore 14.30.
Il servizio di osservazione, predisposto in Villa San Giovanni, consentiva di accertare che,
alle ore 15.31, BARBIERI Domenico accedeva allinterno della suddetta Agenzia, da dove usciva
dopo circa 10/minuti.
(vds. all. nr.102)
Il BARBIERI aveva ritirato tale somma di danaro, per consegnarla al BUDA che, come
emerso dallintercettazione, non aveva, ovviamente, accettato lassegno (...incomp... no assegno
no!!...).
I due, per la consegna della restante somma di danaro, si davano appuntamento per la
mattina del giorno successivo.
In effetti, il giorno dopo, alle 09.25, BUDA Pasquale, dal proprio telefono cellulare (392-
9863447), contattava BARBIERI Domenico, reperibile sullutenza nr. 337/948646, con il quale
fissava un incontro, entro dieci minuti, presso lo svincolo autostradale di Gallico. Nella
Da accertamenti effettuati, emerso che, nelludienza del 16 ottobre 2007, lavvocato Anna
Maria TRIPEPI, si aggiudicava i seguenti beni allasta, per il valore a fianco di ciascuno indicato:
- LOTTO nr. 6 : riportato nel NCEU al foglio 1 particella 380 sub 17. cat. a/3, per il
prezzo di Euro 52.400,00;
- LOTTO NR. 7: riportato nel NCEU al foglio 1 particella 380 SUB 18 Cat. A/3, per
il prezzo di Euro 60.050,00;
- LOTTO NR.11: riportato nel NCEU al foglio 1 particella 380 SUB 12 Cat. A/3, per
il prezzo di Euro 50.280,00;
- LOTTO NR.12: riportato nel NCEU al foglio 1 particella 380 SUB 19 Cat. A/3, per
il prezzo di Euro 52.890,00;
- LOTTO NR. 17: riportato nel NCEU al foglio 1 particella 380 SUB 14 Cat. A/3,
per il prezzo di Euro 42.130,00;
Non era presente lavvocato Alberto BARBARO [nato a Melito Porto Salvo il 13.08.1944
].
I suddetti beni, corrispondenti a quelli della prima aggiudicazione a favore del BARBIERI,
in data 13 dicembre 2007, venivano trasferiti a questultimo, avendo lavvocato TRIPEPI Anna
Maria, in data 16 ottobre 2007, depositata, presso la Cancelleria dellesecuzione immobiliare del
Tribunale di Reggio Calabria, dichiarazione di nomina e mandato speciale conferito da BARBIERI
Domenico, per conto del quale aveva effettuato lofferta.
(vds. all. nr.108)
Come si ricorder LIBRI Pasquale era stato interessato direttamente dal BARBIERI,
allorquando era pervenuto una lettera di minacce allingegnere VIGLIANISI, nella quale si faveva
riferimento alle cointeressenze criminali del BARBIERI, in ordine allaggiudicazione di alcune
gare di appalto, indette dallamministrazione comunale. In tale contesto il BARBIERI e
lingegnere VIGLIANISI si erano recati immediatamente dal BUDA per informarlo dellaccaduto
e comunque, per fornirgli tutte le indicazioni possibili circa lidentificazione dellautore
dellesposto. In tale circostanza, il BARBIERI affermava che di tali fatti sarebbe stato avvisato, il
giorno successivo, anche il LIBRI. Non va, inoltre, dimenticato che proprio BUDA Pasquale aveva
affermato che il LIBRI era il collettore di tutti gli appalti pubblici della citt di Reggio Calabria,
tanto da suscitare, con tale atteggiamento, un forte contrasto con i reggenti della famiglia
ROSMINI.
(vds. all. nr.64, gi menzionato)
Le ulteriori risultanze.
Altri incontri registrati tra il BARBIERI e il BUDA Pasquale venivano censurati in data 27
luglio 2007 allorquando, allinterno dellabitazione del BARBIERI, venivano ascoltate alcune
conversazioni intercorse tra i predetti e unaltra persona, identificata in PARDEO Antonino [nato a
Reggio Calabria il 08.02.1934]. Lidentificazione di questultimo stata possibile foneticamente,
atteso che nel corso di una conversazione , avvenuta, in data 12 gennaio 2007, allinterno
dellautovettura del BARBIERI, intercorsa tra questultimo, GRILLO BRANCATI Vitaliano e un
soggetto a nome Nino, che aveva lo stesso timbro di voce del soggetto intercettato in data 27
luglio 2007 e che riferiva di essere titolare dellutenza telefonica nr. 891034. Detta utenza, con il
prefisso 0965, relativo al distretto di Reggio Calabria, risulta intestata a PARDEO Rosa, Via
Roma nr. 9 di Reggio Calabria- Stazione di servizio. Il padre di questultima, da accertamenti
anagrafici, stato identificato nel citato PARDEO Antonino.
Ritornando alla conversazione, intercorsa tra BARBIERI Domenico, BUDA Pasquale e
PARDEO Antonino, si precisa che gli stessi dialogavano in relazione alla figura di SCONTI
Domenico [20.01.1957]136, genero del defunto SERRAINO Francesco, nonch di altri soggetti
della famiglia SERRAINO, individuati nei fratelli SERRAINO Paolo [fu Alessandro e di
TRIPODI Annunziata, nato il 21.03.1942 a Cardeto (RC) e residente in Reggio Calabria via
Modena S. Sp. tv. pr. VIII n. 15/C, coniugato], condannato nellambito del procedimento
Olimpia alla pena dellergastolo e SERRAINO Domenico [nato a Cardeto l 8 gennaio 1945],
condannato nel procedimento Olimpia, alla pena di anni quattro e mesi cinque di reclusione.
Sebbene dallanalisi delle conversazioni, non fosse emersa alcuna emergenza probatoria, tuttavia
era possibile acclarare il profondo livello di conoscenza, espresso dal BUDA e dal BARBIERI,
circa le dialettiche associative riconducibili ai componenti della famiglia ROSMINI, nonch quelli
imputabili a SCONTI Domenico, nipote acquisito dei suddetti fratelli SERRAINO.
particolare, gli interlocutori riferivano, che in sua presenza era stato ucciso, in localit Acqua del
Gallo, comune di Santo Stefano DAspromonte, DE STEFANO Giorgio [nato Reggio Calabria
15.07.1941, ucciso in data 7 novembre 1977 e rinvenuto cadavere il giorno successivo],
personaggio di elevatissima caratura criminale. Lomicidio, secondo le affermazioni fatte dagli
interlocutori, era stato fatto da SURACI Giuseppe [ nato a Santo Stefano in Aspromonte (RC) il
13.04.1927 ], cognato di MUSOLINO Rocco, avendo sposato MUSOLINO Domenica [nata a
Bivongi (RC) il 28.06.1938, ivi residente Via Fontana Cardea nr. 3, domiciliata a Reggio Calabria
Via Manfroci ], sorella del citato Rocco. In effetti, il SURACI Giuseppe, attualmente ricercato,
stato condannato, con sentenza passata in giudicato alla pena di ventisei anni di carcere, per
lomicidio in questione. Lo stesso, sebbene risulti essere ancora latitante, potrebbe essere stato
oggetto di omicidio con il c.d. sistema della lupara bianca, per disposizione di DE STEFANO
Paolo, questultimo successivamente ucciso nel corso dellultima guerra di mafia (1985-1992),
nellambito dello scontro contro lorganizzaione capeggiata da CONDELLO Pasquale. Il
PARDEO che, al momento dellomicidio, si trovava in zona, raccontava con dovizia di particolari
tutte le fasi del delitto, tant che lo stesso, nel rispondere alle affermazioni del BARBIERI e del
BUDA, in ordine allestraneit del MUSOLINO Rocco, circa lomicidio in pregiudizio di DE
STEFANO Giorgio, attestava, invece, il contrario. In particolare confermando lipotesi degli altri
interlocutori, si metteva a ridere, facendo chiaramente intendere che il MUSOLINO aveva avuto
un ruolo determinante nellomicidio in pregiudizio di DE STEFANO Giorgio:
BARBIERI D.: e intanto se l' cavata compare, se era un altro ora che era morto!!...
NINO: si pure che non c'entrava...
BARBIERI D.: si, pure che non c'entrava... o no!!...
BUDA P.: hanno accertato che non c'entrava...
NINO: allora... ...(ride)...
BARBIERI D.: ...perch dite voi compare!!... perch... io non so quando sceso ad
Archi, se sceso con la testa o sceso con qualche miliardo nella busta!!!...
NINO: io, no ma non... io, questi erano cose, loro hanno costatato che il fatto stato
nelle... no, non c'entravano niente...
BUDA P.: e lo abbiamo avuto a Fiumara di Muro da noi... ...inc... stato a San
Roberto e di San Roberto ce lo hanno portato a Fiumara di Muro, lo abbiamo avuto noi a Fiumara
di Muro... hanno lasciato tutto da noi...
Legenda
NINO: e volevo stare fuori da Sanbatello, poi sono successe tante cose, la mamma, la
malattia, la morte, quindi...
BARBIERI D.: ciao compare MELO!! (saluta altra persona che si trova all'esterno
dell'autovettura n.d.r.)... vostro genero!!...
NINO: si!!...
NINO: ...incomp...
BARBIERI D.: dove adesso?... ma sapete che ieri mi ha telefonato?... penso che una
colonnina (distributore di benzina n.d.r.) era?... penso!!... 891466 (intestato a ANGOLO DELLA
NINO: no! 89, noi abbiamo 891034 (intestato a PARDEO ROSA, via Roma, 9 RC
stazione di servizio n.d.r.)...
BARBIERI D.: 1034 si comunque di la era per ha parlato lui, non ha parlato nessuno,
perch qualcuno gli ha detto: o parli tu...
NINO: si, ma per questo fatto la deve finire SANTO!!... prima di... a coso glielo dico, a
SANTO glielo dico: quando non ci siamo noi non deve telefonare nemmeno "domini Dio"...
NINO: Sangiovanni!...
GRILLO V.: io la per essere non sono andato mai, da dove si sale per la?...
BARBIERI D.: non hai perso niente, ma pure per sapere!!... ora era trent'anni, pi di...
BARBIERI D.: quarant'anni fa quel paese era a livello Regionale proprio, cio era
conosciuto da tutti qua...
BARBIERI D.: mi hanno detto che quando facevano il nome le macchine qua!!!
macchine qua!! no di MIMMO BARBIERI! pure il Prefetto saliva, pure il Prefetto saliva a
Sangiovanni!!..
BARBIERI D.: e quella casa?... chi la sta facendo quella casa compare NINO?...
NINO: dove?...
NINO: allora....
NINO: e non lo so... vi racconto un fatto: una domenica io uscivo a passeggio con la mia
macchina, avevo una 1100, 1100 D era targata 19949, questa 1100 l'aveva MARRA a Vito quello
della fornace...
NINO: su Gallico marina no, chi viene a trovarmi!... suo cognato il buonanima di...
NINO: POLIMENI... mi disse: compare NINO salite a Sangiovanni che vi vuole mio
cognato, eravamo io e MICO CAMBARERI...
NINO: no!!
NINO: no di qua di Catona... saliamo a Sangiovanni!!... quando sono arrivato la, c'erano
qualche otto, dieci macchine... il discorso era: che la c'erano qualche sei, sette latitanti a
Sangiovanni... si dovevano spostare tutti da Sangiovanni... e si doveva andare...
BARBIERI D.: di Bova... con ...(SCHIMISI... fonetico n.d.r.)... [Link] con questi...
NINO: e allora lui uscito fuori per dire: tu sali su quella macchina, quello sale sulla...
ognuno... ogni latitante su una macchina no!!...
NINO: ma quale staffetta... c'era ma lo sapevano che... ma guardate gli ho detto io: voi
mi volete far fare questo tragitto io ho difficolt di gomme gli ho detto io, non so se la mia
macchina pu affrontare questo percorso...
BARBIERI D.: se all'epoca c'era la super strada dice in un attimo mi butto la...
NINO: io, gli ho detto io: io ho difficolt di gomme non vorrei incappare, che non devo
bucare che non deve scoppiare qualche gomma, perch non erano gomme efficienti, va bene, non
vi preoccupate di qua di la partiamo.... e siamo partiti, quando arrivo nella via marina le macchine
tutte una appresso all'altra che vi pensate...
NINO: no nella via marina di Reggio, abbiamo fatto la via marina per andare a prendere
la strada per andare a Bova, arrivo nella via marina e buco una gomma, la prima... va bene,
cambiamo questa gomma il tempo che ve lo dico, dove vado a bucare l'altra gomma compare
MIMMO!! nelle curve di...
NINO: i Rocca del Capo, il destino volle c he io non dovevo andare sono arrivati dopo
una settimana...
NINO: per fare riunioni e altre cose, mannaggia alla madonna buco l'altro gomma...
(ridono)... quelli la hanno dovuto prendere a quello con un'altra macchina...
NINO: un'altra macchina , ora dite voi... in pieno giorno alle dieci di mattina dieci
latitanti... ma lo sapevano tutti...
BARBIERI D.: non stato mai arrestato, quando lo arrestavano lo cacciavano perch...
INIZIO TRASCRIZIONE:
GRILLO V.: ma i terreni chi li fa ...inc...? vedi che io mi devo comprare quel terreno
a Catona, che non venga qualcuno a comprarselo...
BARBIERI D.: io ho parlato con LE PERA l'ultima volta che ci siamo visti a casa mia o
a Gambari, non lo ricordo...
BARBIERI D.: inc... io... mi aveva detto che era tutto apposto e che tu sei venuto e mi
hai detto eh....poi dice: venuto con Mimmo PASSALACQUA e gli ho detto le stesse cose ...che
venuto Mimmo, l'amico mio...
GRILLO V.: no, mi hanno chiamato loro, non che io sono andato l, Mimmo
PASSALACQUA mi ha portato perch lo hanno chiamato...
GRILLO V.: ahaa si, si... si, ma voglio dire, io glielo dico pure a Nino IMERTI glielo
dico ...inc... "no, perch ci tengo in modo particolare ", quello sta morendo ..poverino...guarda mi
dispiace...
GRILLO V.: infatti, no..ma lo devo prendere, non lo voglio comprare ora perch non
mi conviene, preferisco comprarlo all'asta e non qua perch devo pagare pi soldi, capisci? Perch
ora parlo pure con Nino e glielo dico ...di vedere che non ...che non venga qualche cretino, perch
io lo so ...inc... a Catona se vogliono le cose si fermano pure...
GRILLO V.: no, ma non viene nessuno, se ...o viene di Catona .. di fuori non viene
nessuno...
BARBIERI D.: lo sai cosa gli ha combinato quella Giudice a quell'amica mia, a
quell'amica di mia moglie...
BARBIERI D.: praticamente sotto ha fatto, che mi sono incontro io l'altro giorno...
GRILLO V.: ed il geometra gli ha detto che si pu dividere ? perch non gli ha detto
che non si pu dividere?...
BARBIERI D.: perch non... il geometra non sapeva che la cosa interessava, hai
capito?...
BARBIERI D.: e per sai che forse loro potevano fare un concordato con la banca...
GRILLO V.: certo che potevano farlo, ma ora con tutti gli interessi e cose, che cosa
devono fare ...
GRILLO V.: quando c' il valore del bene non possono fare pi concordati e niente,
perch la banca dice "che me ne frega, se non lo vuoi tu mi danno i soldi ..lo vendo e prendo pi
soldi ", il concordato lo fai con la banca se gli fai vedere che il bene vale molto di meno rispetto a
quello che vale...
GRILLO V.: per parlare con quello l " tratto incomprensibile la vendita per il
sedici dieci se non ricordo ...inc..., dobbiamo andare a portargli l'assegno un'altra volta .... ma tu
pensi che riusciamo a fare qualcosa con questa societ Acque Regine?...
BARBIERI D.: l'ingegnere SCAMBIA prima di partire mi ha detto " la prima decade di
coso.. fatevi trovare verso il cinque ...sei perch noi apriamo il tre dice ..si per non per i soldi ....
che gli diamo la lettera di...
BARBIERI D.: ...di assunzione, ...inc... la convenzione, ...inc...disse non pensavo che
arrivavamo a firmare dal sindaco, perch il sindaco dice che aveva paura, ...inc... ma aveva paura...
BARBIERI D.: .... no, ma e dove deve andare CORSARO... ... mi stanno chiedendo sai
che cosa ? i requisiti psichiatrici e tecnico-finanziari...
GRILLO V.: lo sai qual' il problema? Di tutti e due non conta nessuno anche se c'
qualcuno che ha i soldi, non te li da perch dice ...inc...
BARBIERI D.: ma chi li da a lui i soldi ..Vito! si mette la gente appresso a MICO
CORSARO, ma stiamo scherzando...
BARBIERI D.: allora, l'unica persona che tu puoi parlare perch parla poco e perch
veramente un uomo, che di quante ne ha passato o lo hanno messo... Nino IMERTI, veramente di
quegli altri non c' niente Vito,.... ...Pasquale cerca di intrufolarsi, di fare...per vedi poi non si sa
presentare ecco, non che una cattiva persona, non si sa presentare...
GRILLO V.: no, lui ..lavora...lavora con astio, capisci? certe volte io ...
BARBIRRI D.: ah dice: "compare Mimmo ho speso ventimila euro"... e meno male che
le mattonelle che so le ha cambiate, ha fatto, non so che ha fatto... il pavimento ...
GRILLO V.: ma cosa costano le mattonelle ? non che costano... dieci euro al...
nemmeno dieci euro...
GRILLO V.: possono essere a venti euro, venti euro, bene, ottocento euro, tutti questi
sono, se non ha tolto neanche il pavimento, ha tolto...
GRILLO V.: lo ha incollato di sopra, gli ho detto di fare i cosi...i pozzetti che
c'erano...che erano vecchi ...inc..., no, non li ha voluti fare, gliel'ho detto due volte poi ho fatto
finto di niente, ma a me chi me lo fa fare di bisticciarmi, scusa a questo punto Mimmo ...come
Mimmo li ha rotti e gli ha messo i cosi, non li potevi fare pure tu...
BARBIERI D.: ehee Vito, Pasquale in quella maniera ... testardo e poi pensa che sono
tutti ...
GRILLO V.: a me dopo che ha messo i muri mi ha detto: "eh, per li potevi fare
meglio", gli ho detto: "ma i tubi erano di fuori, mica erano di dentro, come faccio a rompere la
trave" l dove c' la trave....
GRILLO V.: si, ma no... perch voleva vedere ..il muro lo voleva vedere liscio, allora
l c'era un tubo e c'era una mazzetta cos, naturalmente mettendo questo...
GRILLO V.: ....ma sempre c'era davanti, invece di essere di..di..quattro centimetri,
sarebbe stata di otto centimetri, qual' il problema, che volevi che ti rompessi la trave per metterti i
tubi dentro, pare che...
BARBIERI D.: ma vero che gli davano sessanta mila euro per il magazzino ...inc...?
BARBIERI D.: ...inc... sessantamila euro ha detto..,, ." ma perch non glielo davi?", no
ha detto: " non mi da i soldi, me li da cos.."
GRILLO V.: non gli da i soldi, ma perch chi da i soldi in contanti al giorno d'oggi, e
meno male che si ...si chiama Pasquale BUDA e ti spaventi che non ti danno i soldi (ride)
mannaggia alla miseria, ne ho vendute io cose senza soldi...
GRILLO V.: non venuto a trovarti suo fratello, venuto pure lui?...
BARBIERI D.: si, dice che l'ha rotta, l'ha dovuta mandare con il treno... hai capito?
ormai secondo me questo prende uno stipendio e basta, perch troppo striminzito come...come
uomo, non lo vedo un uomo preparato, sai io...insomma... finch sono qua giro o cose.... ma se mi
devo spostare per andare Roma, mi metto un abito... se mi devo presentare a Roma da chi e con
chi...
GRILLO V.: vabe, vabe, c' bisogno? non lo capisce ? uno non spende perch non
vuole spendere per...
GRILLO V.: e cosa... cosa aspettano per vendersi l'appartamento prima che glielo
prendono, cio, ma tu ti rendi conto se glielo accertano questo qua e dicono che suo
GRILLO V.: che la nuova...la nuova ..le nuove..le nuove ...inc... giudiziarie non che
dice ... non importante che non a nome tuo, l'importante che lo hai in uso tu, il fatto che tu la
macchina la hai ...
GRILLO V.: ma l'avevi tu, la macchina la hai sempre tu, dici: "ma intestata a
quello" no, siccome ce l hai in uso tu te la prendiamo, perch tu la usi...
BARBIERI D.: ...Nino lavora ..sotto sotto, Nino ne ha di soldi ....e lo so io, ma Nino
lavora ...
GRILLO V.: no..., lui... lui ha un altro difetto, un poco pure chiuso, tirato ehee...
BARBIERI D.: chi Nino? ehee non spendono soldi neanche se li ammazzano...
GRILLO V.: e questo lo porta male perch poi alla fine non lo rispettano, capisci le
persone ?...
BARBIERI D.: lui non ti toglie una lira neanche se ti ammazzi...
GRILLO V.: non... non... non... perch voglio dire ogni tanto... e vabe quello se va...
quelli sono i soldi che girano giustamente...
GRILLO V.: mah... solo per lui ...perch all'altro cugino non gli da niente a questo...
BARBIERI D.: uhm... si! quelli sono tutti e due quelli che sono arrestati...
BARBIERI D.: quelli ... gli arrangia veramente, anche in questo lato lo devo ammirare...
BARBIERI D.: ...ha la famiglia, lui gliela tiene quella famiglia, sai veramente guarda,
su questo lato da ammirare, si interessa molto, si impegnato, mentre... per suo cognato... non
gli fa niente al cognato...
BARBIERI D.: io devo dire quello che so, che lo sento parlare, lo sento fare...
BARBIERI D.: che poi gli telefoniamo a SCAMBIA per quando dobbiamo andare...
GRILLO V.: ricordami pure tu questo fatto perch non me lo ricordo, va bene?...
GRILLO BRANCATI Vitaliano attuava una tecnica ormai consolidata nel mondo
criminale, ossia minacciare, attraverso soggetti appartenenti alla Ndrangheta i potenziali
acquirenti del terreno, in modo da evitare eventuali rincari dei terreni. Si Tratta di un modus
operandi gi attuato a favore del BARBIERI Domenico, allorquando aveva acquistato le abitazioni
in Villa San Giovanni, cos come precisato nelle pagine precedenti.
(vds. all. nr.108, gi menzionato)
137 Veniva denunciato dalla Stazione Carabinieri di San Roberto (RC) ai sensi dellart. 58 R.D. 6 maggio 1940 numero
635 in relazione allart.38 del R.D. 18 giugno 1931 numero 773 T.U.L.P.S., fatto avvenuto allinterno della sua abitazione.
In data 10.06.2003 veniva condannato dal Tribunale di Reggio Calabria unitamente a CALARCO Antonino, perch
colpevoli degli artt.533 e 535 c.p.p.;
titolare dellimpresa EDILMAN sita in San Roberto (RC) frazione Melia;
16.04.1998 veniva denunciato dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia CC di Villa San Giovanni (RC) per
presunti illeciti sui lavori pubblici appaltati DallANAS di Reggio Calabria occorrenti per la prima sistemazione del tratto
SS 670 Villa San Giovanni Gambarie con elementi indiziari a carico delle seguenti persone:
6. CONDELLO Paolo, nato a Delianuova (RC) il 23.05.1929 e residente a Reggio Calabria Via Petrara nr.81;
7. BOVA Raffaele, nato a San Roberto (RC) il 20.01.1937, ed ivi residente frazione Acquacalda Via Sciastri nr.4;
8. CALARCO Giorgio, nato a San Roberto il 10.05.1961, ivi residente [Link] Annunziata nr.41;
9. MUSOLINO Domenico, nato a Reggio Calabria il 14.07.1976, ivi residente Via Provinciale Archi nr.101.
17.06.1995 veniva denunciato dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia CC di Villa San Giovanni (RC) per i
reat Artt.61 nr.9 e co, 416, I, 2 e 4 co. C.P. per aver fatto parte di unassociazione per delinquere, composta da altre dieci
persone, costituita ed organizzata per la commissione di pi reati d abuso di ufficio, di turbata libert degli incanti, di falsit
materiale in atti pubblici, per gli artt. 81, 110, 323, II co. C.P. perch, in qualit di componenti la giunta Municipale di San
Roberto, essendo legati da rapporti sub a), unitamente alle seguenti persone:
17. VIZZARI Gaetano, nato a San Roberto (RC) il 04.11.1957, ivi residente Via G. Busceti trav. I nr.6, coniugato
avvocato;
18. BARILL Francesco nato a San Roberto (RC) il 24.03.1959, ed ivi residente in Via Giovani Busceti nr.47,
coniugato, impiegato USL 11;
19. SCOPELLITI Antonino, nato a Scilla (RC) il 12.03.1955, residente a San Roberto, frazione Melia, Via
Purgatorio nr.5, coniugato, impiegasto;
20. BARILL Santo nato a San Roberto (RC) il 21.08.1943, ed ivi residente frazione San Peri, coniugato,
impiegato;
21. CALARCO Giorgio, nato a San Roberto il 19.10.1945 ed ivi residente Frazione Acquacalda, Via Fosso, nr.25,
coniugato, operaio forestale;
San Roberto Via Sciastri nr.4, coniugato, imprenditore] e CREAZZO Serafino138 [nato a Scilla
(RC) il 18.07.1965], il BARBIERI Domenico riferiva di avere effettuato un lavoro, nella localit
di Melia di Scilla, pari alla somma di 60.000 Euro, e di essersi recato, successivamente, da
CREAZZO Umberto Francesco e CAMBARERI Domenico, al fine di regalare agli stessi una
somma di danaro, in qualit di responsabili criminali darea. Gli stessi non accettavano tale somma
di danaro, tuttavia solo il CREAZZO prendeva la citata somma di danaro, aggiungendo di
consegnarla alla famiglia SCOPELLITI, al cui interno alcuni componenti erano detenuti. Questi
ultimi, sono stati identificati, nei fratelli SCOPELLITI Antonio, [nato Scilla 23.12.1973 residente
San Roberto (RC) frazione Melia via Purgatorio snc.] e Serafino [nato a Scilla (RC) il 27.01.1972
residente a Bagnara Calabra (RC)], tratti in arresto da personale dellArma dei Carabinieri, in data
16 giugno 2006, per tentata estorsione, pari al 20% dell importo dei lavori, ai danni della ditta
Geovertical srl di Catania, impegnata nei lavori di messa in opera delle barriere para massi, a
protezione di un gasdotto ubicato in contrada Nucillari di Scilla: allora ho fatto un lavoro a
Melia ... sessantamila Euro ... compare Ciccio ... vedete che io vi voglio lasciare un pe ...
compare Mimmo non le dite nemmeno queste cose, se dite una cosa di queste ... mi fate soltanto
lo stesso mi ha detto Mimmo CAMBARERI ... io sono tornato da compare Ciccio compare
Ciccio, ma non che voglio lasciare i mille euro perch me lo state cercando, perch se no, altri
amici possono pensare, o pensano, che approfittiamo perch io e voi abbiamo un San Giovanni
con Mimmo abbiamo un rapporto questo tipo di cose per dire lui mi ha detto nella
mia tasca dieci euro dei vostri non devono entrare assolutamente, se me li volete lasciare ci sono
gli SCOPELLITI glieli mandiamo a loro che sono in carcere oppure Mimmo
CAMBARERI lo stesso compare Mimmo nemmeno le dovete pensare certe cose per dire
no!... per io mi sono... perch ho lavorato compare da un altro... inc... l sopra... .
Anche tale affermazione particolarmente significativa, poich, oltre ad attestare la
partecipazione di questi ultimi al gruppo criminale capeggiato dal CREAZZO, sintomatica alla
partecipazione di questultimo anche nellesecuzione dellestorsione di cui si erano resi
responsabili i fratelli SCOPELLITI, al momento dellarresto tenuto conto dellaffermazione del
CREAZZO.
Altrettanto significativa la conversazione nella parte in cui emerge la destinazione di parte
del denaro della cosca allassistenza delle famiglie con persone detenute.
(vds. all. nr.115 e nr.106, gi menzionato)
10. BOVA Raffaele, nato a San Roberto (RC) il 20.01.1937, ed ivi residente frazione Acquacalda Via Sciastri nr.4,
coniugato imprenditore edile;
22. BOVA Paolo, nato a Reggio Calabria il 23.04.1969, residente a San Roberto (RC) frazione Acquacalda nr.21,
celibe, imprenditore;
23. BOVA Domenico, nato a Reggio Calabria il 24.11.1972, residente a San Roberto, frazione Acquacalda nr.14,
celibe, imprenditore edile;
24. CALARCO Giorgio, nato a San Roberto il 10.05.1961, ivi residente [Link] Annunziata nr.41, celibe,
imprenditore edile;
25. CATALANO Rocco nato a Calanna (RC) il 09.02.1935, residente a San Roberto, frazione Colelli, Via
Bergamo nr.75, coniugato, imprenditore edile;
26. MUSOLINO Angelo, nato a San Roberto il 02.06.1953, ivi residente Via Bolano nr.45, coniugato, idraulico;
27. CREAZZO Giuseppe, nato a Scilla (RC) il 16.11.1962, residente a San Roberto Via Fondaco nr.56, celibe,
imprenditore;
28. GRAMUGLIA Vincenzo, nato a Bagnara Calabra (RC) il 26.01.1946, residente a Melia di Scilla (RC) Via
Castagnarella nr.87, coniugato, autotrasportatore;
29. GRECHI Fabrizia Ernesta, nata a Gambolo (PV) il 16.10.1963, residente a San Roberto, Via Bolano nr.53,
coniugata, imprenditrice;
30. RAO Luciano, nato a Castroreale Rodi (ME) l11.12.1944, residente a Messina, Via Panoramica dello Stretto
nr.480, coniugato segretario comunale;
31. SAPONE Antonino, nato a Reggio Calabria il 07.01.1955, residente a SantAlessio in Aspromonte, Via
Garibaldi nr.2, coniugato, ragioniere comunale;
32. CRISTIANO Antonino, nato a Palizzi (RC) il 06.03.1950, residente a San Roberto Via G. Busceti s.n.c.,
coniugato, tecnico comunale;
138 13.06.1984 veniva denunciato a P.L. dal Comando Stazione CC di Scilla (RC) perch responsabile dellinfrazione di
cui allart.80 del C.D.S.;
02.12.1995 veniva controllato alle ore 09.50 in Gambarire (RC) a bordo dellautovettura FIAT Panda targata RC403005;
02.12.1995 veniva controllato alle ore 10.20 al Bivio Lucia di Laganadi (RC) a bordo del FIAT Iveco targata RC645309;
09.05.1992 veniva controllato alle ore 11.20 al Bivio Melia di Scilla (RC) a bordo del FIAT RC465309;
LEGENDA
DELFINO ANTONINO = DELFINO A.
BARBIERI DOMENICO = BARBIERI D.
TRASCRIZIONE INTEGRALE
DELFINO A.: Pronto!
BARBIERI D.: A NINO!
DELFINO A.: Posso parlare?
BARBIERI D.: Si, si, ora si!
DELFINO A.: Stamattina quando sono arrivato!
BARBIERI D.: Eh!
DELFINO A.: Mi sono fermato, la nel bar, nel bar la sotto!
BARBIERI D.: Eh!
DELFINO A.: ..per prendermi il caff, no? Dall'altro lato della strada c'era uno,
passato e ci ha offerto il caff! siamo della ditta, gli ho detto io! ...incomp... si lo so!
BARBIERI D.: Eh!
DELFINO A.: ... dice, poi uscito fuori e dice, vi devo lasciare una ambasciata!
Dice, ...incomp... la ditta, quando viene per qua...
BARBIERI D.: Eh!
DELFINO A.: ...che venga che lo vogliono salutare gli amici!
BARBIERI D.: ....va bene!
DELFINO A.: Eh! ...poi ..incomp... quanto, quanto parlo al telefono! ...Poi finita
la, manco gli ho domandato chi , avevo ..incomp... chi era, ho preso il numero di targa eh...., poi
tornato un'altra volta sopra il lavoro! Dice, sapete, non voglio che ve la prendete per male, e si
presentato, dice, sono il cugino di MIMMO CAMBERERI!
BARBIERI D.: Uhm!
DELFINO A.: Dice, per ... rivolgersi alla gente giusta, dice, che non sbaglia
...incomp... persone, dice, che gli succeda qualcosa! Questo! Hai capito?
BARBIERI D.: Va be!
DELFINO A.: Uhm!
UOMO : ... sto cristiano se ne deve andare (VOCE IN SOTTOFONDO; ndr)
DELFINO A.: Va bene!
BARBIERI D.: Va bene, ci vediamo la, non ti preoccupare!
DELFINO A.: ...comunque vieni pure perch ci sono modifiche per il fatto, l'acqua al
posto di scendere la devo prendere in salita, perch quel pezzo gallo, l'ho aperto ed tutto
impregnato!
BARBIERI D.: Va bene! Non ti preoccupare, fai quello che devi fare NINO che
vengo io la!
DELFINO A.: Va bene, ciao!
BARBIERI D.: Ciao!
Ritornando alla conversazione in trattazione, overro quella intercorsa tra BUDA Pasquale e
BARBIERI Domenico, si precisa che questultimo, ad un certo punto, riferiva di avere incontrato a
San Luca, tale Matteo, questultimo indicato dal BUDA Pasquale, quale suo cognato, il quale gli
aveva riferito che per i lavori, avrebbe dovuto lasciare allo stesso una somma di danaro. In merito,
il BARBIERI affermava: l'altra volta ci siamo incontrati con compare Matteo... io ho avuto un
lavoro fermo per andare l son dovuto salire a San Luca che mi hanno detto no, no,
dice voi avete preso un progetto imbrogliato io con Matteo ha detto qua deve rimanere
qualcosa pure per noi e per le sigarette poi chi arrivato Melo U MULETTO
quello che chiamano l .-
(vds. all. nr.115, gi menzionata)
Dal contesto del discorso, emergeva che gli stessi, successivamente, avevano interrotto il
dialogo, poich era giunto un altro soggetto, chiamato Melo u Mulettu, non meglio identificato.
Gli accertamenti effettuati hanno permesso di accertare che il Matteo sidentifica in
BUSCETI Matteo [ nato a San Roberto il 21 aprile 1964, ivi residente Frazione Melia via Sciasti
nr. 2], consigliere comunale di San Roberto, eletto nelle elezioni del 12 e 13 giugno 2004. Lo
stesso, effettivamente cognato di BUDA Pasquale (lui ... mio cognato assessore...) , avendo
sposato una sorella di questultimo, identificata in BUDA Antonia [nata a Fiumara (RC) il
28.05.1966, residente San Roberto residente Frazione Melia via Sciasti nr. 2].
Dopo aver rappresentato tali fatti, i due interlocutori riferivano in ordine ad un
danneggiamento, mediante esplosione di colpi darma da fuoco, effettuato in danno di
unautovettura che, dal contesto del discorso, risultava di propriet di CREAZZO Umberto
Francesco o di qualcuno appartenente al nucleo familiare dello stesso, atteso gli espliciti
riferimenti che venivano fatti allindirizzo dei figli di questultimo, ovvero a Giuseppe e Rocco,
entrambi generalizzati nel corso dellinformativa. Lidentificazione del Rocco, oltre che dal
soprannome mazzetta, gi emerso nel corso di una conversazione registrata in data 20 dicembre
2006 (progr. 1466 ), allorquando gli stessi interlocutori riferivano in merito ad alcune minacce,
perpetrate nei confronti di una ditta di Melito Porto Salvo, che aveva intrapreso lesecuzione di
alcuni lavori in localit Melia di Scilla, desumbile anche dal contesto di una frase, pronunciata
dal BARBIERI, allorquando riferiva di lavori che poteva eseguire Rocco Mazzetta: ..quando
sono andati a comprare un secondo escavatore, gli ho detto io compare Pino!! ... devo andare a
togliermi dalle mani cinquanta, sessantamila euro eh ... cio io volevo che mi diceva compare
Mimmo c' Rocco MAZZETTA che ce l'ha, gli facciamo fare a lui un mese di lavoro
giusto?... .
(vds. all. nr. 61 gi menzionato)
Scilla, frazione Melia, avente come attivit principale lavori generali di costruzione di edifici e
produzione di calcestruzzi;
Il dato pi importante, che conferma la particolare caratura criminale del CREAZZO
Umberto Francesco , e di conseguenza la conferma di quella rivestita da BUDA Pasquale, dato
dal fatto che subito dopo il danneggiamento della propria autovettura, di cui si fatto cenno in
precedenza, si registrava un incontro, allinterno di un vigneto di propriet di CREAZZO
Umberto, tra questultimo, BUDA Pasquale e CONDELLO Pasquale, allepoca latitante. In merito
le affermazioni sono state precise ed inequivocabili: BUDA P.: no, lo so io ... compare lo so io
lo sapevo gi da tempo, perch mi sono incontrato con compare Ciccio, eppure con questi diArchi
stava vendemmiando incontrai ... BARBIERI D.: PASQUALE CONDELLO... BUDA P.: e
dobbiamo sistemare alcune cose... BARBIERI D.: se no Pasquale CONDELLO non le
incontrava queste persone . Lincontro era finalizzato a sedare una sorta di attrito tra la
famiglia del CREAZZO, vittima del danneggiamento e la famiglia MORENA, capeggiata da
MORENA Giuseppe.
La presenza del CONDELLO, oltre a qualificare la diretta ingerenza dello stesso in
quellarea, attestava anche lelevato ruolo rivestito dai due antagonisti nello scenario
ndranghetistico di riferimento.
(vds. all. nr.115, gi menzionato)
Il dissidio tra i soggetti criminali, appartenti allarea di Melia di Scilla e San Roberto,
nasceva, versosimilmente, dal problema connesso alla nomina del nuovo Capo Societ di
quellarea, individuato in CREAZZO Rocco, figlio di CREAZZO Giuseppe la cui nomina, secondo
le acquizisioni investigative era avvenuta la sera del 4 settembre 2007. La circostanza emersa, in
maniera inconfutabile, dallascolto di una conversazioni tra presenti registrata in data 6 settembre
2007, allinterno dellautovettura di BUDA Pasquale, intercorsa tra questultimo e BARBIERI
Vincenzo.
Durante il dialogo, BUDA Pasquale, nel fare riferimento alla figura di CREAZZO
Francesco Umberto, asserendo che era da parecchio tempo che non lo vedeva, aggiungeva che,
lultima volta che era andato a trovarlo, unitamente a PASSALACQUA Domenico , non laveva
potuto vedere ma aveva incontrato CREAZZO Giuseppe, in precedenza generalizzato (.. sono
salito una volta con Mimmo PASSALACQUA, cera Pino CREAZZO quello lungo ..), aggiugendo
che, nella circostanza, avevano pranzato con questultimo ed era presente anche VITALE Stefano,
imprenditore, legato, come emerso dallattivit investigativa, al gruppo criminale in esame.
Nel corso della conversazione, i due interlocutori, dopo aver fatto riferimento a
CAMBARERI Domenico, dialogavano in ordine alla figura di CREAZZO Vincenzo 139 [nato a
Torino il 24.10.1971, residente a San Roberto ] ritenendolo un bravo ragazzo, mentre, in
relazione al nipote di CREAZZO Umberto Francesco, identificato, secondo le affermazioni del
BUDA, in CREAZZO Francesco [nato a San Roberto l11.06.1971, ivi residente] riferiva che in
una circostanza, questultimo, in sua presenza, si era permesso di asserire qua comando io la festa
e lo zio CREAZZO Umberto Francesco lo aveva preso a schiaffi:
MIMMO: ..incomp. ma io non so come faccia compare Ciccio a non ...inc... ..e
suo nipote Franchino che ha fatto?
BUDA P.: gli ha detto.."qua comando io ...la festa", e lui dice" tu comandi?", ha alzato le
mani e lo ha preso a schiaffi nel collo , ...inc...
La parte pi interessante del discorso, comunque, era riferito alla nomina di Capo Societ
dellarea di Melia e San Roberto fatta a favore del figlio di CREAZZO Francesco Giuseppe,
identificato in CREAZZO Rocco. Il BUDA, infatti, ad un certo punto affermava: ...tratto inc...al
figlio di ....inc... a Rocco trippa... capo societ. Dopo una generica affermazione del BARBIERI, il
BUDA aggiungeva testualmente: ..hanno votato l'altra sera ...tratto inc... chi si e chi no
...inc...alzata di mano ...inc....
Laffermazione inequivocabile. La nomina del CREAZZO Rocco aveva destato,
sicuramente rammarico, nei confronti di altre persone, tra le quali Santo BOVA, che si potrebbe
139 lo stesso nipote di CREAZZO Umberto Francesco. Pi volte stato controllato con questultimo, nonch con il
cugino CREAZZO Rocco.
identificare in BOVA Santo [ nato a Scilla il 09.01.1941, pregiudicato]; a tal proprosito infatti, il
BUDA Pasquale, perfettamente addentrato in tali dinamiche criminali, riferiva :.. giustamente
Santo BOVA e arrabbiato, l....-
Nella prosecuzione del dialogo, nel parlare della figura di CREAZZO Francesco Umberto,
gli stessi riferivano che questultimo non era un cattivo, diversamente dai figli e precisavano,
come gi detto in precedenza (conversazione del 15 settembre 2007), che il CREAZZO stesso
aveva subito un danneggiamento ad unautovettura, infatti il BARBIERI affermava ..per il fatto
della macchina.
Successivamente, il colloquio sincentrava sulla figura di PASSALACQUA Domenico che,
dal contesto generale del discorso, emergeva aver avuto un diverbio con i componenti della
famiglia CREAZZO.
(vds. all. nr. 117)
140 Si precisa che la sorella ed il fratello di LOGIUDICE Antonio, ossia LOGIUDICE Antonia [ nata a
Reggio Calabria il 23.06.1977] e LOGIUDICE Domenico [ nato a Reggio Calabria il 27.10.1973], hanno
contratto matrimonio, rispettivamente, con ALVARO Giovanni [nato a Sinopoli l08.01.1974] e ALVARO
Rosaria [nata a Sinopoli l11.01.1979] entrambi figli del noto boss di Sinopoli (RC) ALVARO Francesco[
nato a Sinopoli il 17.10.1939], allepoca dei fatti detenuto.
LOGIUDICE Antonio, inoltre, sposato con MAVIGLIA Francesca, nipote del pregiudicato MAVIGLIA
Francesco, appartenete alla cosca mafiosa egemone nellarea jonica, denominata 2MORABITO
PALAMARA BRUZZANITI, capeggiata da MORABITO Giuseppe, alias Tiradritto-
141 CS447ML Consorzio di Bonifica Integrale Area dello Stretto, via Sbarre Superiori n.42 Reggio Calabria
142 BA3304VP: Autovettura Volkswagen Golf di colore grigio scuro intestata a BARBIERI Vincenzo nato a Reggio
Calabria il 26.11.1961, ivi residente frazione Villa San Giuseppe via Dei Monti nr. 116.
:
Calabria, per associazione mafiosa ed altro (Operazione Prima del Comando Provinciale
Carabinieri di Reggio Calabria) e veniva catturato il 13.02.2002. Il 06.10.2007 veniva scarcerato
per fine pena dalla casa Circondariale di Catanzaro. Si precisa che la circostanza era emersa gi nel
corso di una conversazione, registrata alle ore 11.48 del 23 dicembre 2006 (progr. 847), allinterno
dellautovettura Fiat Marea Weekend targata AS425TS in uso al BUDA Pasquale, allorquando,
questultimo riferiva al proprio interlocutore, tale PASQUALE, non meglio identificato, che la
latitanza dellALVARO Carmine, era stata curata dalla famiglia BARBIERI, in particolare da
Domenico e Carmine. Il soggetto a nome Pasquale, nel rappresentare tale circostanza riferiva: si
signore loro, i vecchi non lo sanno di queste cose, di quello che combina lui compare
CARMINE, che c suo fratello Carmelo che gli ha dato appoggio allaltro fratello .. a CARMINE
lha tenuto quale due giorni l .. e compagnia bella, avete capito, lui, molte cose non li sanno,
quello CARMINE. Laltro ieri uscito dal carcere, quanto sei mesi, otto mesi voglio dire.
In relazione a questultima affermazione (Laltro ieri uscito dal carcere, quanto sei mesi,
otto mesi voglio dire), linterlocutore si riferiva, come tra laltro emerso nel prosieguo del
dialogo, alla figura di ALVARO Cosimo, scarcerato il 7 gennaio 2006 e sottoposto,
contestualmente, alla Sorveglianza Speciale di P.S., con obbligo di soggiorno nella citt di Reggio
Calabria. Circa lidentificazione di questultimo, quale persona a cui i due interlocutori facevano
riferimento, si riporta, parte del dialogo:
BUDA P.: ...incomp... io l'altra volta mi sono trovato a mangiare con lui...
PASQUALE: lo so, voglio dire per non c' stato modo di andarlo a trovare per dire,
pi legato con CARMINE con l'altro fratello che deve uscire, che arrestato, con suo padre ...
BUDA P : COSIMO ...
PASQUALE : COSIMO pi "dritto" della famiglia va... non che...
Lincontro tra BUDA Pasquale ed il soggetto a nome Pasquale, come si evince dal contesto
della conversazione, era avvenuto proprio per discutere in relazione alla figura di BARBIERI
Domenico che, dopo aver preso accordi con i componenti delle diverse organizzazioni mafiose,
non aveva rispettato alcuni patti, tant che aveva avuto uno scontro con MUSOLINO Francesco
[nato a San Roberto (RC) il 01.03.1943, emigrato il 17.04.1985 per Reggio Calabria ove risiede in
via Provinciale Vecchia nr. 101, inteso Ciccio MUSOLINO]. Lo scontro era scaturito dal fatto
che nonostante fosse stato raggiunto laccordo sul prezzo da praticare, in relazione ad una gara di
appalto, il BARBIERI agiva autonomamente, praticando, quindi, un prezzo diverso da quello
concordato, aggiudicandosi, pertanto, i lavori. In merito, il BUDA Pasquale cercava di giustificare
tale atteggiamento, asserendo che il BARBIERI si era fatto condizionare.
In relazione a tali fatti, la conversazione avveniva come segue:
BUDA P. : l'altra volta successo un.... pure con CICCIO MUSOLINO...
PASQUALE: con compare CICCIO!! eh!!
BUDA P.: mi ha chiamato CICCIO MUSOLINO e mi ha detto un discorso, mi ha
detto: lo sapete compare PASQUALE sono successe, per mi dovete dire questo, questo... e mi ha
raccontato il fatto, io il fatto lo sapevo, ma lo sapevo...
PASQUALE: in un altro modo...
BUDA P. : in un altro modo... si...
PASQUALE: si, queste cose vi fanno male... pr dico io... io a voi vi potevo dire si
mio cugino e il cugino mio del cuore, e domani c'.... cio dobbiamo essere lineari nei discorsi
nelle cose compare PASQUALE, io ve lo dico perch sapete compare PASQUALE...
BUDA P. : no, no, io...
PASQUALE : una cosa dove la devo togliere la tolgo e dove la devo mettere la metto...
BUDA: io ho preso compare PASQUALE, ho preso e sono andato a casa, so che hai
avuto qualche disguido ....incomp... qualche cosa stavo incominciano a cambiarla ...tratto
incomprensibile ... uno gli pu dire a un amico, senti... c' un pezzo di pane ...incomp... ce lo
mangiamo mezzo l'uno, e uno ...incomp... o lo fai tu o lo faccio io, per ce lo mangiamo mezzo
ciascuno, per se gli dici una cosa e uno ne fa un'altra non corretto... hanno fatto una gara e
hanno stabilito di mettere...incomp...
PASQUALE: e quello devo essere stampato la... domani uno viene a casa questo il
mio... cos sono fatto io compare PASQUALE...
BUDA: lui ha preso e gli ha cambiato le cose...
PASQUALE: non si fanno le cose ...
BUDA: ...incomp... compare CICCIO ...incomp... MIMMO dice...lui dice MIMMO ma
venuto a casa...
PASQUALE: ma glielo dice vi prima...
BUDA P: tu gli dicevi compare CICCIO, guardate non vi offendete ...incomp... lavoro, e io
il lavoro...incomp... per un consiglio mio... per una cosa mia ci tengo che a Catona il lavoro lo
faccio io...
PASQUALE: giusto... e quello che guadagniamo ce lo spartiamo... poi sicuramente
questo sicuramente appoggiato con lo genero di NUCERA, dei discorso io non so niente, per
gi so tutto...eh! il lavoro...
BUDA: il lavoro a Catona lo faccio io e quello che guadagniamo ce lo
dividiamo...incomp...
PASQUALE: no, non esiste compare ...incomp...
BUDA: si ma voi che cosa gli avete detto?... poi si fatto condizionare, dice si ma lui
andato dicendo qua e la... compare MIMMO io sono amico vostro, per a me mi dovete dire tutte
le cose e come stanno le cose e non mi dovete fare sbagliare, sbagliate voi e me la devo vedere io,
invece voi me lo avete raccontato all'inverso, io giustamente quando mi ha incontrato compare
Ciccio, compare CICCIO e venuto a chiamarmi a dirmelo... e le cose non erano cos ...
PASQUALE: compare CICCIO un cristiano di principio non che...
BUDA: mi ha detto: compare CICCIO ma me non mi saluta ...
PASQUALE: e non mi saluta, e ti deve salutare pure...
BUDA: non ti saluta perch?... perch tu ti sei comportato in questo modo...
vedute, perch a Palmi non pu tornare un'altra volta, non che pu tornare un'altra volta, a Scilla
sta lavorando per prima no poteva lavorare perch ...incomp... io vi dico le cose e quella volta l'ho
portato io, ma io non che gli porto rancore, non gli porto niente per, io mi sento rispettato da
parente ma sempre proprio, tu quando puoi dietro alle spalle, dici certe cose che non devi dire a me
non mi sta pi bene..
(vds. all. precedente)
In effetti, come sar evidenziato in seguito, il BARBIERI, nel corso di una conversazione,
registrata in data 28 gennaio 2007, tra questultimo e GRILLO BRANCATI Vitaliano,
rappresentava le modalit di aggiudicazione delle gare di appalto, indette dallamministrazione
comunale di Palmi, nonch lappoggio avuto dalla cosca ALVARO, ogni qual volta emergevano
problemi di coordinamento con altre imprese. Attraverso tale affermazione, si accertava, inoltre,
che il BARBIERI, in precedenza, nellarea di Scilla, non poteva eseguire alcun lavoro ( a Scilla sta
lavorando per prima no poteva lavorare perch ...incomp...), facendo chiaramente intendere che la
situazione era cambiata a seguito di specifici contatti relazionali espressi dallo stesso BARBIERI,
con gli esponenti della locale criminalit organizzata. Basta pensare che il BARBIERI aveva
conosciuto il CREAZZO Francesco Umberto, indicato in precedenza, attraverso linterlocutore del
BUDA, cos come emergeva dal dialogo. Si precisa, in effetti, che in quel periodo, BARBIERI
Domenico, stava svolgendo lavori di riqualificazione della viabilit urbana di Scilla centro e delle
frazioni143 e sia quelli di riqualificazione idraulica del torrente Favazzina e della zona interessata144.
E importante precisare che, in relazione alla realizzazione di questi ultimi lavori, il
BARBIERI aveva ceduto, in sub-appalto, parte della realizzazione dellopera, per un importo di:
- 55.000,00 alla EDILMAN di CREAZZO Giuseppe e F.11i- snc, con sede in Via
Castagnarella Vico 4 - Melia di Scilla. I soci, come gi accennato nelle pagine precedenti, sono
stati identificati nei figli di CREAZZO Francesco Umberto, questultimo indicato quale uno dei
referenti criminali del BARBIERI;
- 30.000,00, allimpresa denominata Nuova Geosud s.n.c. di Saraceno & c. sita in
Reggio Calabria via Vecchia Provinciale 16, Frazione Archi Vico San Francesco I^ Tratto . La
societ, di fatto, di propriet di SARACENO Giuseppe [ nato a Reggio Calabria il 15.06.1935,
ivi residente], pregiudicato, gi inquisito nellambito D. DAY condotta nei confronti
dellorganizzazione mafiosa della cosca IAMONTE .
La societ, attualmente, costituita dalla moglie e dai figli del SARACENO, tutti
anagraficamente di seguito generalizzati:
MALARA Maria Giuseppa, nata a Reggio Calabria il 28.03.1947, ivi residente
via Nazionale II tratto 7/F, localit Archi;
SARACENO Francesco, nato a Reggio Calabria il 22 marzo 1968, ivi residente
via Nazionale II tratto 7/F, localit Archi;
SARACENO Mario, nato a Reggio Calabria il 6 settembre 1971, ivi residente
via Nazionale II tratto 7/F, localit Archi
143 I m p o r t o d e l p r o g e t t o : 5 1 0 . 0 0 0 , 0 0 ;
Impresa aggiudicataria: BARBIERI Vincenzo con sede in Villa San Giuseppe di Reggio Calabria Via dei
Monti 344 - codice fiscale BRB VCN 61S26 H224U - partita IVA 00632120804.
Importo contrattuale: 283.369,10 per lavori al netto del ribasso del 24,062% oltre ad 5.303,75 per oneri
connessi alla sicurezza non soggetti a ribasso oltre IVA.
Anche in relazione ai fatti appena accennati, si evince che il BARBIERI aveva affidato
parte dei lavori ad alcune imprese ampiamente inserite nel circuito mafioso.
La prosecuzione della conversazione tra BUDA Pasquale ed il soggetto a nome Pasquale,
connessa alla problematica sorta tra il BARBIERI e MUSOLINO Francesco, aveva assunto toni e
proporzioni drammatiche, atteso che il soggetto in compagnia del BUDA, ad un certo punto
affermava che se MUSOLINO Francesco avesse rappresentato tale situazione a PASQUALE,
sicuramente ci sarebbero stati gravi problemi: ognuno fuori del suo "locale" se ne fotte in un
certo punto pu dire, non vi dice nessuno, per magari, successo il fatto di compare CICCIO, e
compare CICCIO ha parlato con voi, se compare CICCIO andava a Catona da PASQUALE come
si metteva la cosa, quelli di Catona che gli dicevano eh...
(vds. all. precedente)
Laffermazione non lascia alcun dubbio. Il soggetto menzionato nel corso del discorso, con
il nome Pasquale, stato identificato in CONDELLO Pasquale, allepoca latitante, a capo della
ndrangheta operante nella citt di Reggio Calabria. In tal senso emblematiche sono le
affermazioni, censurate nellambito della stessa conversazione, in cui veniva palesato che sebbene i
diversi locali, nellambito della loro competenza, avessero potuto assumere iniziative nel
confronti del BARBIERI, sicuramente avrebbero dovuto sottostare alle decisioni del CONDELLO,
qualora, questultimo, fosse stato informato degli accadimenti da parte del MUSOLINO.
In effetti, il BUDA, a seguito di tale affermazione, assumeva, nei confronti del BARBIERI,
un atteggiamento molto prudenziale, affermando che comunque lo avrebbe protetto solo fino ad
un certo punto.
Il dialogo, attinente a tale circostanza, si sviluppava come segue:
BUDA P: compare PASQUALE io fino a un certo punto, se posso fare una cosa di bene
gliela faccio a lui...
PASQUALE: certo, per l'amore di Dio...
BUDA P.: gliela faccio a lui... fino a un certo punto... se poi uno comincia a
disertare dalla sera alla mattina e tutti i giorni continua e cose, sono cose che non devono
succedere...
PASQUALE: logico...
BUDA P: lo rispetta fin quando lui si comporta in un certo modo...
PASQUALE: giusto, giusto... logico...
BUDA P: quando comincia a fare, che mi fa fare qualche mala figura e cose, gli dico
compare MIMMO qua...
Gli stessi, secondo le affermazioni degli interlocutori, ritenevano che tali minacce fossero
giunte, a seguito di richiesta di MUSOLINO Francesco [nato a Reggio Calabria il 15/03/1943,
pregiudicato], escludendo tuttavia una partecipazione di MUSOLINO Giuseppe [nato a Reggio
Calabria il 31/07/1972, ivi residente, fraz. Gallico, via A. Garibaldi nr. 325, pregiudicato per reati
contro la pubblica amministrazione e lesioni personali], figlio di Francesco:
BARBIERI D.: PINO gli ha dato la colpa a ...incomp.., ...incomp... gli ha dato la colpa a
NDRIA (ANDREA ndr), ...incomp... domandagli a compare PINO! Compare PINO una persona
buona! Compare non...incomp...
BUDA P.: il migliore lui!
BARBIERI D.: suo figlio..., il figlio di CICCIO MUSOLINO!
BUDA P.: No ma forse CICCIO no! Io ho dubbi ...incomp... c' stata la mano, c'
stata la mano di CICCIO MUSOLINO!
BARBIERI D.: Ma forse CICCIO si! Ma il figlio di compare PINO non penso? Non
poteva fare queste ...
BUDA P.: No! Compare se glielo diceva, glielo dicevo lui!
BARBIERI D.: Se glielo diceva, glielo diceva lui, dai!
BUDA P.: Non si fidava di nessuno!
BARBIERI D.: Uhm!
BUDA P.: nemmeno di PINO
BARBIERI D.: No, no! E PINO no, non gli diceva mai a compare CICCIO... hai
BUDA P.: Comunque io oggi, mi sono incontrato con ...inco
(vds. all. nr. 63, gi menzionato)
Nel prosieguo del discorso, emergeva che BARBIERI Vincenzo, tra laltro, si era rivolto
anche ad ALVARO Cosimo, in precedenza generalizzato, che gli aveva consigliato di non
innescare ulteriori problemi: E siccome lo ha fatto, GIOVANNI RUGOLINO, rimane nella
storia, compare, ...COSIMO ALVARO ha detto: "compare, meglio, non parlare proprio...
Nel prosieguo della conversazione, BARBIERI evidenziava anche un eventuale
interessamento di CAMBARERI Domenico, atteso che questultimo era di San Roberto, ovvero
dello stesso centro abitato originario del MUSOLINO, .. ..incomp... dice: " non voglio manco che
ragionate!" ...lasciamo stare! MIMMO CAMBARERI era l sopra... .-
(vds. all. nr. 63, gi menzionato)
Non estraneo a tale vicenda era risultato essere anche LE PERA Santo, in precedenza
generalizzato, che, come gi evidenziato, era uno dei maggiori rappresentanti criminali dellarea di
Catona, aderente alla cosca RUGOLINO. In particolare, il BARBIERI riteneva anche il LE PERA
era il maggior responsabile di tali azioni ritorsive, condotte nei propri confronti.
In relazione alla figura del LE PERA Santo, va precisato che, questultimo, aveva
partecipato, in data 12 ottobre 2006, come gi evidenziato dettagliatamente nelle pagine precedenti,
ad un incontro con il BUDA Pasquale, BARBIERI Domenico, VADALA Natale cl. 77 e
limprenditore SICLARI Giovanni. Nella circostanza, lincontro era preceduto da una telefonata,
fatta da questultimo e diretta a BARBIERI Domenico, dalla quale emergeva chiaramente che gli
stessi si dovevano incontrare per parlare di una gara di appalto .
E superfluo rappresentare che lincontro costituiva una sorta di riunione al vertice tra
imprenditori, alla presenza dei rispettivi rappresentanti ndranghetisti darea e ragionevole
ritenere che avesse ad oggetto problemi relativi alla gestione degli appalti.
Le aderenze criminali del BARBIERI si sono estese anche oltre la citt di Reggio Calabria,
considerato che lo stesso si sia vantato di conoscere approfonditamente agguerriti sodalizi
criminosi che, nel corso del tempo, gli hanno consentito di intrecciare legami criminali durati nel
tempo. Lo stesso, infatti, il 28.01.2007, mentre a bordo della propria autovettura Suzuki Vitata si
recava a Taurianova, in compagnia di GRILLO BRANCATI Vitaliano, manifestava la sua
profonda conoscenza della realt criminale locale e dellillecita gestione degli appalti da parte
delle amministrazioni, preposte allutilizzo dei fondi pubblici, indicando, di volta in volta, al
GRILLO, quali erano le famiglie mafiose che controllavano la zona che stavano attraversando in
auto, tra le quali, i GALLICO, segnalati quale la famiglia mafiosa operante zona di Palmi ed i
SANTAITI su quella di Seminara.
145 Stralcio della conversazione [Link]!...no ora, anni dietro...eh!!! mesi dietro, ora ha due
giovanotti che girano, ho parlato con Rocco GALLICO, mi ha detto "compare Mimmo! ci sono due
giovanotti!", certo, questo alla fine di dicembre prende mille euro li metteva dentro una busta e glieli
regalava, insomma! ma ha due giovanotti che la notte vanno girando come i cosi, piedi piedi .,
146 poich colpito, come emerge dalla Banca dati delle FF. di Polizia, da provvedimento restrittivo nr. nr.
88/2005 R. E. S. e nr. 267/2006 R.O.E., emesso dalla procura generale di Reggio Calabria e dall'ordinanza
di custodia cautelare in carcere nr. 3190/2000 R.G.N.R.-D.D.A., nr. 4306/2001 R.G.I.P.-D.D.A. e nr.
253/2001 R.O.O.C.-D.D.A. emesso dal GIP in data 18.02.2002 per i reati di associazione a delinquere di
stampo mafioso, estorsione e rapina;
147 Stralcio della conversazione intercettata: .eh! hanno dovuto fare un protocollo...coso aveva trovato
...inc... una cosa che costa mille euro, mille e cinquecento euro....e non siete stati capaci nessuno a dire
"ma! compare Mimmo! questa persona ha fatto questo miracolo, che cosa dobbiamo fare?".....ma tu pensi
che chiama pi qualcuno qua da me.....non chiama nessuno sicuramente...,dice "non arrivano i soldi, non
so cosa fare!" con quello purtroppo non c' che uno "eh! eh! non posso fare niente!".......perch sono
limitati con il cervello, per un anno mi sballa la testa, per vedere le cose di qua e l fuori, per tenere le
cose, e questa mattina sono partito per Palmi perch io.... eh!! Bettino! ogni natale nonostante ora non
ho con Palmi di lavoro, vado da Rocco GALLICO e gli porto un pensiero, ci sono bottiglie di
champagne, ci sono bottiglie di vino...-
148 10.03.2008: veniva deferito a p.l. dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di
Catanzaro poich, in qualit di ragioniere pro tempore del Comune di Gioia Tauro (RC), in
concorso con altri, al fine di procurare ad alcuni operatori un ingiusto vantaggio
patrimoniale consistente nell'assunzione illegittima in servizio retribuito a carico della
Regione Calabria, abusava del proprio ufficio, approvando apposito atto deliberativo con il
quale i citati operatori venivano illegittimamente inseriti tra i componenti della equipe s.p.p.
pur non possedendo i prescritti requisiti di legge;
24.03.2000: veniva denunciato a p.l. dalla Stazione CC di Palmi per reati contro
lamministrazione comunale;
(Il discorso intervallato da circostanze non connesse agli appalti, comunque meritevoli di
approfondimento, che saranno analizzati in seguito. )
BARBIERI D.: ...allora mi dice "BARBIERI guardate! io purtroppo non che sono
solo, devo dare conto al Sindaco!", "per l'amore di Dio! dottore! stiamo scherzando!" questo era
amico di Rocco Cassone, amico di Rocco Nasone e facevano parte tutti della stessa loggia, no!
GRILLO B.: si!
BARBIERI D.: e mi ha fatto prendere due lavori!...poi il terzo lavoro arriva una lettera
anonima, c'era un bel lavoro, dicendo che "la mafia a braccetto con le istituzioni a Palmi, vedi
impresa BARBIERI, lavori aggiudicati impresa BARBIERI!" no! giustamente una l'abbiamo fatta
grossa, una l'abbiamo fatta di un miliardo e qualche cosa, ....questo mette zero dieci mi sembra o
zero dodici, una cosa del genere, no! ed io...mi ha detto "lo sapete cosa dovete fare? trovate
un'altra impresa che non mette un documento nella busta....!"
GRILLO B.: per la cifra migliore
BARBIERI D.: "...per la cifra deve essere migliore!", io lo esco perch ...e voi siete di
dietro
GRILLO B.: e voi siete di dietro!
BARBIERI D.: voi sapete che questo figlio di puttana se le cantata allora
GRILLO B.: questo dellimpresa che hai parlato?
BARBIERI D.: eh! Agostino! mi ha detto ....
GRILLO B.: e chi ?uno di qua?
BARBIERI D.: uno di qua! ed io l'avevo presentato, di Rizziconi, eravamo diventati
amici
GRILLO B.: ma poi
BARBIERI D.: "ma stai tranquillo! vicino a noi qua e l!"
GRILLO B.: ...inc...
BARBIERI D.: no! e non potevamo di Reggio, perch di Reggio...hai capito!
GRILLO B.: ho capito! tu dovevi trovare...
BARBIERI D.: doveva essere una impresa del posto per dire "minchia! questo ci stava
fregando!"
GRILLO B.: cio! questo la voleva veramente quella gara.....certo ma d'altra parte lui
ha le cose
2007, in cui si facevano espressi riferimenti alle anomalie connesse alla gara in questione. Nella
lettera di trasmissione dellesposto, il Sindaco evidenziava di aver rinvenuto tale esposto tra le
carte ammucchiate in fondo ad un fascicolo ove di solito viene collocata la posta a me indirizzata.
Alla luce di tali dati, si ritiene che le affermazioni del BARBIERI erano riferite allesposto
in argomento, pertanto, il Segretario Comunale, aveva consigliato a questultimo di attuare
lillecito accorgimento di cui sopra, in relazione alla gara di appalto per la costruzione di un
Centro Sportivo Polivalente in localit Prato di Palmi, per un importo complessivo di Lire
[Link], di cui Lire [Link] per lavori a base dasta, indetta con delibera di Giunta nr.
401 del 20.06.1997. La gara veniva aggiudicata allA.T.I., composta dalle societ Soc. Coop.
PROGRESSO e LAVORO S.r.L. con sede in Polistena e Impresa ELETTRO IMPIANTI di
Romeo Francesco & C. S.a.S. con sede in Gioia Tauro, per un importo di Lire [Link].
Il BARBIERI, sebbene fosse stato invitato a partecipare a tale gara, infatti tra le ditte
contattate dal Comune vi era quella del fratello (Ditta Individuale BARBIERI Vincenzo di Villa
San Giuseppe), non inviava alcuna offerta, poich il titolare dellimpresa, con cui aveva stretto
lillecito accordo, segnalava, verosimilmente ad altre imprese, la strategia che avrebbe voluto
adottare il BARBIERI.
Tale fatto aveva indotto il BARBIERI a rivolgersi alla famiglia ALVARO, in particolare ad
ALVARO Cosimo, in precedenza generalizzato, gi emerso nel corso della presente attivit
investigativa, affinch intervenisse nei confronti del titolare dellimpresa che aveva svelato la
propria strategia criminale, connessa allacquisizione degli appalti.
BARBIERI D.: hai capito!...ma io sono salito a Sinopoli ho preso contatti...inc...
SCAGHIUNI BARBIERI D.: mi sono visto con Cosimo
GRILLO B.: il figlio
BARBIERI D.: allora c'era Cosimo
GRILLO B.: Cosimo morto!...non so quale Cosimo
BARBIERI D.: Cosimo il figlio di Mico
GRILLO B.: il figlio di Mico?
BARBIERI D.: eh!
(vds. all. nr. 121, gi menzionato)
Va ribadito che proprio in questa circostanza, il BARBIERI aveva riferito in ordine al
proprio coinvolgimento nel favoreggiamento del latitante ALVARO Carmine , nonch del
rapporto criminale esistente tra CAMBARERI Domenico, in precedenza generalizzato, noto
esponente criminale dellarea di Melia di Scilla e San Roberto, ed i componenti della famiglia
mafiosa in trattazione.
17.10.1956, ivi residente in via S. Cristoforo nr. 40/A,]. Gli accertamenti effettuati in merito hanno
permesso di riscontrare che, il 31.12.2004, presso il notaio CASTELLANI Attilio di Reggio
Calabria, Anna Maria TRIPEPI, moglie di GRILLO BRANCATI Vitaliano, ha venduto un
fabbricato a due elevazioni f.t., sito in via Giuseppe Garibaldi nr. 43 del comune di Villa San
Giovanni (RC), consistente in un appartamento con ingresso indipendente dal numero civico 43
della sopradetta via Giuseppe Garibaldi, posto al piano primo (secondo fuori terra e soprastante i
magazzini), composto di cinque vani ed accessori, ed un appartamento posto al piano primo
(soprastante il piano intermedio ricavato sopra i magazzini), composto di quattro vani, accessori e
due stanzini.
RAPPOCCIO Pasquale, risultato essere, effettivamente socio dellhotel de la Ville,
unitamente a SICLARI Pietro [nato a Reggio Calabria il 23.12.1947, ivi residente, via Riparo
Cannav nr.23]. Linserimento del SICLARI nella gestione delllHotel de La Ville di Villa San
Giovanni si concretizza attraverso lacquisizione di quote societarie a nome della figlia SICLARI
Maria [ nata a Reggio Calabria l01.12.1973, ivi residente, via Caserta Crocevia nr.46], la quale
risulta proprietaria, con la quota di 334.074,00 della societ Grandi Esercizi -Servizi Alberghi e
Mense S.p.a. in forma abbreviata GESAM S.p.a., con sede legale in Villa San Giovanni via
Umberto Zanotti Bianco nr.9. La societ risulta iscritta il 17.07.1990 ed i suoi soci risultano
essere:
. RAPPOCCIO Pasquale, nato a Reggio Calabria il 17.10.1956;
. COSTA VIOLA RESIDENCE S.p.a.;
. S.I.C.A. societ immobiliare Calabra s.r.l.;
. S.I.R.E. societ immobiliare reggina s.r.l.;
. CAMINITI Vittorio, nato a Villa San Giovanni il 23.10.1959;
. SICLARI Pasquale, nato a Reggio Calabria il 07.09.1968;
. SICLARI Giovanni, nato a Villa san Giovanni il 13.04.1970;
. GRANDI ESERCIZI-SERVIZI ALBERGHIERI E MENSE S.P.A. in FORMA
ABBREVIATA S.P.A.
I due interlocutori, dopo aver dialogato in relazione alla famiglia mafiosa dei SANTAITI,
nonch in ordine alla collaborazione con la giustizia di SANTAITI Gaetano Giuseppe, identificato
nellomonimo [nato a Seminara (RC) il 17.03.1967], iniziavano a commentare lesecuzione di una
serie di lavori, realizzati nellarea da BARBIERI Domenico.-
In particolare, nel corso del dialogo, il BARBIERI riferiva che, in virt delle reciprocit
relazionali mantenute con PIRILLI Umberto, identificato in PIRILLI Umberto Benito Pietro
Adolfo150 [nato a Gioia Tauro il 25.09.1940, residente a Messina in via Ghibellina nr. 131],
allorquando rivestiva la carica di Presidente della Provincia di Reggio Calabria ossia dal 1994-
1998, in quelle zone si era aggiudicato un incarico per lire [Link] (costituito da tre gare a
licitazione privata) definito dai due interlocutori regalato, riguardante la pulizia e la
manutenzione delle strade di diversi paesi della Piana di Gioia Tauro tra le quali quelli dei comuni
di Rosarno e Taurianova:
BARBIERI D.: io nel tempo di ...di coso...come si chiama quello!
GRILLO B.: il pazzo!
BARBIERI D.: di PIRILLI
GRILLO B.: eh!
BARBIERI D.: io ho avuto un incarico in queste zone di un miliardo centocinquanta
milioni
GRILLO B.: per fare lavori qua?
BARBIERI D.: per fare lavori di pulizia, Vito! pulizia
GRILLO B.: regalati
BARBIERI D.: sono partito con una macchina, con una motopala, due camion, tutte
queste strade le ho fatte tutte io....un gran signore! ho lavorato quindici giorni paesi paesi,
cercando, facendo...inc..., sai! vedevano due camion ed una motopala, operai con taglia erbe, con
cose...che poi mi andata bene, nel senso! perch vedi nessuno ha stabilito l'importo del suo locale
ora, no!
Per questo lavoro, il BARBIERI chiariva al GRILLO che, sebbene si fosse dichiarato
disponibile, avesse domandato, di volta in volta, ai diversi referenti dei sodalizi criminali, operanti
nel territorio in cui ricadeva lappalto, al pagamento delleventuale tangente estorsiva da versare,
questi lo avevano esentato, nel pagamento dellestorsione poich conosciuto da loro come
compare Mimmo, in quanto legato alle famiglie criminali reggine. In ogni caso, il BARBIERI,
alla fine dei lavori ed in prossimit della ricorrenza del Natale, aveva consegnato 20 milioni di lire
al Capo Societ del Locale di Rosarno, definendo tale gesto come un piccolo pensiero per
capo clan, da parte dei reggitani.
(vds. all. nr. 121, gi menzionato)
Il BARBIERI aggiungeva che, allepoca dei lavori che si eseguivano nella Piana di Gioia
Tauro, la percentuale estorsiva, da versare alle cosche mafiose della zona, ammontava al 5%
dellimporto contrattuale dellappalto, per specificava anche che, a volte, a lui facevano pagare il
2% , il 3% o il 4%, a volte, anche nulla.
Si riportano i passaggi della conversazione:
BARBIERI D.: questo di Cittanova, GARANTI, si vedeva tutte queste zone qua, e poi
c' ne era uno di Nicotera che si vedeva Rosarno, Laureana....esterni! ...praticamente a quei tempi
si sono fottuti qualche 100 milioni, e poi c'erano gli interni, che era un geometra anziano ed uno
giovane, un giovane...inc..., venivano la mattina con me...dove siete! ad esempio, a Taurianova, e
allora secondo un progetto fate questa strada, fate quest'altra..................
delibera nr. 570 del 18.05.1995 con oggetto: Nomina della Commissione di Collaudo in
corso dopera dei lavori urgenti di manutenzione da eseguire nella Zona Tirrenica 2, sulle strade
comprese nei lotti 8,9,10,11,12 e 13. In tale contesto veniva deliberata la nomina dei tecnici:
. Ing. PUCCI Antonio Lorenzo, nato a Reggio Calabria (RC) il 03.09.1931, ivi
residente in Via Arg. Calopinace nr. 1/C;
. Ing. VAZZANA Antonino, nato a Melito P.S. (RC) il 17.05.1938, ivi
residente in Via Campanella nr. 9.
data 7 gennaio 2006, allorquando veniva censurata una conversazione, intercorsa sullutenza
telefonica del BARBIERI, tra questultimo e PISANO Domenico [nato a Rosarno (RC) il
18/04/1961 ivi residente in via Caracolla 2]. Nella circostanza, il BARBIERI, dopo essersi
presentato e spiegato che il numero telefonico laveva ottenuto da PEPE Salvatore, identificato
nellomonimo [nato a Rosarno il 29.11.1957, ivi residente], pregiudicato, pi volte controllato con
il PISANO Domenico, chiedeva del cognato Michele, con il quale si sarebbe dovuto recare a
Galatro (RC) per incontrarsi con un amico . Linterlocutore riferiva che il proprio cognato, al
momento, si trovava in campagna.
Gli accertamenti esperiti consentivano di accertare che il PISANO Domenico, in
precedenza generalizzato, appartenente allomonima famiglia mafiosa, egemone nel comune di
Rosarno, legata allorganizzazione criminale dei BELLOCCO, operante nella medesima area.
La conversazione appariva oltremodo significativa, poich il BARBIERI, allinizio del
dialogo, rappresentava di essere limprenditore che aveva effettuato alcuni lavori nel comune di
Feroleto della Chiesa (RC), connessi alla costruzione di una strada. Tale dato, alla luce della
successiva conversazione, intercorsa con CIURLEO Michelangelo [n. Rosarno il g. 11.06.1968],
faceva concretamente supporre che lo stesso, allorquando aveva iniziato a lavorare nellarea in
esame, aveva ottenuto appoggio da quel gruppo criminale che, come gi detto, aderiva al pi ampio
schieramento mafioso della famiglia BELLOCCO.
BARBIERI D.: ...gli ho detto io "come il fatto dei camion e delle cose?", "compare
Mimmo!...qua c' l'ha Ciccio Fazzari, Panetta...!"
PEPPE: ah! i Fazzari!
BARBIERI D.: "...noi li abbiamo pure! per se chiamate a noi, vedete che succede! che
viene quello e ve li ruba!", "ed il mio camion?", "vi sto parlando contro i nostri interessi!...nella
possibilit! o ve li comprate!" dice "una parola! o ve li portate da Reggio ma non devono sapere di
chi sono i camion!"...per te mi compravo un camion! ...due camion!
CICCIO: eh! eh! e assurdo, va!
BARBIERI D.: e l'escavatore! e mi sono messo in movimento!...ogni tanto passava
qualcuno di loro, qualche cosa...dice "ma i mezzi tuoi sono?" "si!"...non ne ho portato mai nessuno
mezzi qua dentro...
CICCIO: ah! ah!
PEPPE: eh!
CICCIO: lui...inc...se li pagati l
PEPPE: ...inc...
CICCIO: con i soldi che doveva dare a quelli
BARBIERI D.: e quando sono venuto mi sono comprato...inc...
CICCIO: ...inc...
BARBIERI D.: Peppe! quattro lavori!...ad un certo punto viene uno di Reggio, di
Cannav, un certo Peppe ...inc...di lato a me, a cento metri! ...faceva un ponte di ferro
CICCIO: ...inc...
BARBIERI D.: eh! faceva il ponte!...uno dei...inc...gente ricca!...ha portato un camion
ed un escavatore, ed ha cominciato a lavorare, la terza notte glieli hanno bruciati tutti e due!
PEPPE: tutti e due! I Fazzari...inc...
Va preliminarmente evidenziato che, nellarea di Feroleto della Chiesa, ove il BARBIERI aveva
eseguito i lavori connessi alla realizzazione di una strada, per molti anni, ha trascorso la latitanza
BELLOCCO Giuseppe [n. Rosarno 22.02.1948], cugino del citato Gregorio, da cui aveva ereditato
la reggenza dellorganizzazione dappartenenza stato tratto in arresto da personale della locale
Sezione Anticrimine, in data 16 luglio 2007, in San Giovanni di Mileto (VV), dopo circa 15 anni
di latitanza, gi inserito nellelenco dei 30 ricercati pi pericolosi in campo nazionale. In
particolare, in data 13 marzo 2005, personale del Commissariato di P.S. di Gioia Tauro, rinveniva,
a seguito dintervento effettuato nel Frazione Plaesano del comune di Feroleto Della Chiesa,
allinterno di un un terreno di FAZZARI Francesco [n. Feroleto della Chiesa il 3.02.1957], in
prossimit dellabitazione di questultimo, un bunker utilizzato dal BELLOCCO. Nella
circostanza, lo stesso riusciva a sfuggire alla cattura, mentre venivano tratti in arresto alcuni
familiari che, poco prima, si erano recati sul posto a fare visita al latitante stesso. Lattivit
investigativa, condotta da quellUfficio di Polizia, consentiva di verificare che la latitanza del
BELLOCCO era curata, in toto, dal FAZZARI e dai suoi familiari. Infatti, il BELLOCCO, al
momento della cattura, avvenuta due anni dopo (16.07.2007), veniva trovato in compagnia, di:
- FAZZARI Giuseppe [n. Polistena il g.09.03.1980], figlio del suddetto FAZZARI
Francesco;
- VINCI Francesco, nato a Melicucco (RC) il 09.02.1963 residente in Mileto, frazione
San Giovanni, alla via Latina nr. 9;
- PRONEST Antonio, nato a Galatro (RC) il 10.01.1975, ivi residente alla via
Annunziata snc;
- CORSO Pietro, nato a Mileto frazione San Giovanni il 07.09.1968, ivi residente
alla via Siena nr. 7;
- LAMARI Massimo, nato a Laureana di Borrello (RC) il 21.02.1971, ivi residente alla
via Trieste nr. 35;
- COSENTINO Antonino, nato Vibo Valentia il 25.09.1973 residente a Mileto, frazione
San Giovanni, alla via Latina nr. 11;
In relazione a tali lavori, il BARBIERI precisava di avere subito una richiesta estorsiva pari
a 40 milioni di lire, ovvero il 10% dellimporto totale del lavoro, condotta da alcuni soggetti
dellarea.
Nel corso dellesposizione, il BARBIERI , dopo aver affermato di avere avuto un incontro,
sul cantiere con due soggetti, arrivati a bordo di una moto, che gli avevano imposto il pagamento
di una somma di danaro, precisava che il cugino SCARPELLI Santo, precedentemente, aveva gi
avuto un incontro con MERCURI Pasquale151, identificato nellomonimo [nato a Polistena il
151 MERCURI Pasquale di Paolo e SORACE Maria, nato a Polistena il 04.01.53, residente in C/da Primogenito n. 18,
coniugato con NAPOLI Caterina di Angelo Domenico e VINCI Rosa nata a Melicucco (RC) il 04.02.57, i figli sono: Paolo
nato a Taurianova il 16.05.75, Maria nata a Melicucco il 31.03.77, Domenico nato a Polistena il 30.09.79, Luciano nato a
Polistena il 08.10.84, Rossana nata a Polistena il 06.12.88.
MERCURI Pasquale, viene indicato quale elemento di cattiva condotta morale e civile, violento e dedito alla commissione
di attivit illecite, in passato stato anche segnalato quale favoreggiatore di noti latitanti della zona, quali FRANCONIERI
Michelangelo di Rizziconi, notato sempre in compagnia, oltre al cognato NAPOLI Antonino di grossi pregiudicati quali
AUDDINO Michele di Cinquefrondi, AMARO Michele di Melicucco e CIURLEO Michele. Vanta inoltre legami con
noti malavitosi della zona jonica quali: MAZZAFERRO Rocco Pierino nato a Marina di Gioiosa Jonica (RC) il 04.01.65,
pluri pregiudicato per associazione per delinquere di tipo mafiosa, danneggiamenti, usura, estorsione, falsi in genere, reati
04.01.53, residente in C/da Primogenito n. 18], noto esponente criminale dellarea di Melicucco,
titolare, attraverso i figli, Paolo [ n. il 16.05.1975] e Domenico [n. il 30.09.1979] di unimpresa
dedita alla produzione di inerti ed altro, sita in Melicucco contrada Carbonella snc, denomina
[Link] SNC DEI [Link] P. E D. MERCURI.
Si precisa, inoltre, che il MERCURI stato indagato, nellambito del procedimento penale
nr. 1348/01 RGNR DDA di questa A.G. (operazione Arca), in relazione al delitto di cui allart. 416
bis C.P. ed altro, inerente le infiltrazioni mafiose in seno ai lavori di ampliamento dellautostrada
A/3. Nel medesimo procedimento penale, sono risultati indagati anche alcuni esponenti della
locale criminalit organizzata, appartenenti alle note famiglia dei BELLOCCO e dei PESCE.
Dallanalisi della conversazione in esame emergeva che SCARPELLI Santo aveva
contattato il MERCURI Pasquale affinch, questultimo, per conto dellimpresa del BARBIERI,
potesse stabilire i necessari contatti con la criminalit organizzata, allo scopo di garantire la
tranquillit operativa dellimpresa. Nonostante ci, i due soggetti che si erano presentati dal
BARBIERI, a bordo della moto, non riconoscendo il ruolo del MERCURI [ ...dice "allora chi
era questo dell'ambasciata!", gli ho detto "guardate! venuto mio cugino, siccome ...inc..., mi ha
detto che hanno parlato con Pasquale Mercuri!"... mi dice "ma Pasquale Mercuri alleato con chi?
qua siamo a Rizziconi!"], conducevano il BARBIERI ad un incontro con un soggetto, tale Nino
CREA, identificato in relazione alle affermazioni del BARBIERI [...siamo andati l e c'era un
uomo anziano, lo chiamavano "testune" a questo...un Crea!...Nino Crea! aveva camion, cose,
lavorava con queste cose], in CREA Teodoro [nato a Gioia Tauro il giorno 11. 04.1939, residente
in Rizziconi], attualmente detenuto, Capo Societ del Locale di Rizziconi, da ultimo raggiunto da
Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere nr. 4129/06 RGNR DDA in relazione ai delitti di cui
allart. 416 Bis C.P. ed artt. 110, 61, nr. 2, 81, 629, 2 comma in relazione allart. 628, 3 comma
n.3, c.p. e 7 della legge n.203/01 e art.7 L. n. 575/65. in tal senso il provvedimento cautelare cos
recita:..Lesistenza del sodalizio mafioso dei CREA di Rizziconi, facente capo al capostipite ed
indiscusso leader del gruppo, CREA Teodoro cl.39, costituisce una realt storico-giudiziaria gi
accertata con la sentenza passata in cosa giudicata emessa allesito dello storico processo contro
De Stefano Paolo + 59, al termine del quale il Crea riport la condanna, passata in cosa giudicata,
per essere intraneo ad una associazione per delinquere di stampo mafioso: anche se va precisato
essendo tale sentenza emessa in data 04.01.1979 ossia quando ancora non era stato introdotto nel
nostro ordinamento larticolo 416-bis c.p., sebbene nella redazione del capo di imputazione si
facesse esplicito riferimento ad una associazione di stampo mafioso, in realt la condanna da
un punto di vista squisitamente tecnico stata irrogata per violazione dellart. 416 c.p..
Tuttavia, anche allesito di quel giudizio, la realt criminale della cosca mafiosa dei CREA
non ha cessato in alcun modo di esistere, proiettandosi sino ai giorni nostri, con una potenza
nientaffatto diminuita dal passare degli anni, bens accresciuta esponenzialmente nel tempo,
grazie allemergere di altre personalit di assoluto spessore criminale, pur continuando a
mantenere in CREA Teodoro la figura carismatica cui fare principale riferimento...
Nel prosieguo della conversazione, il BARBIERI, dopo aver riferito che nella stessa serata,
aveva avuto un ulteriore incontro con gli estorsori, allinterno della pizzeria Cucciarda di
Rizziconi, affermava di aver pagato PEPE Salvatore, in precedenza generalizzato, la somma di
lire 15 milioni, che questultimo consegn successivamente a CREA. In merito, il BARBIERI,
riferiva .. gli ho detto "mi dovete scusare! inutile...se lui dice sempre un fatto ed io ne dico un
altro!", dice "va bene! guardate! chiudiamo la partita per questa volta perch Pep di Rosarno,
insomma... un amico suo, troviamo...inc...quando siamo andati l noi!", lui dice che gli ha fatto
qualche telefonata "abbiamo fatto qualche telefonata!"..."prendetevi il lavoro!" ha detto "prendete
quindici milioni li mettete in una busta...!"
(vds. all. precdente)
contro la pubblica amministrazione ed altro, ritenuto ben inserito nelle criminalit organizzata operante nel versante jonico
di questa provincia. Infatti, in data 22.03.98 ore 23.5, in Marina di Gioiosa Jonica, veniva controllato insieme a
COMMISSO Domenico (15.11.51) a bordo di autovettura targata RC340732.
rispondo io! sono qua!...se volete...inc...ve lo posso pure dire!", dice "no!! per l'amore di Dio! se vi
voglio qua c' pure Turi Pep!"...gi mezza cosa l'ho chiusa l, capite! quell'amico l!...Santo
arriva la sera verso le cinque, c' ne stavamo andando, era nell'inverno e c' ne stavamo
andando!...gli ho detto "Santo! vedi che qua sono venuti due!", lui dice "noi abbiamo parlato con
Pasquale Mercuri, qua via, l via!"...gli ho detto "Santo! domani mattina questi qua vengono...che
cosa gli devo dire?".
(vds. all precdente)
In ordine ai rapporti intercorrenti tra il BARBIERI ed il PEPE, si rimanda alla
conversazione registrata al prog. 2558 del 07.01.2006, ore 09.33, in precedenza riportata, laddove,
il BARBIERI, nel rappresentare a PISANO Domenico, la necessit dincontrare CIURLEO
Michelangelo, riferiva che il numero telefonico gli era stato fornito da PEPE Salvatore.
152 Lo stesso :
- presidente del consiglio di amministrazione della ditta CAMBARERI G. & C. S.p.A., con sede
amministrativa in Bagnara Calabra (RC) in localit Pugnale e con sede legale in S. Eufemia dAspromonte (RC)
in via Dante nr. 13, avente per oggetto sociale impresa edile, costruzioni stradali, condotte di metano, fognatura,
acquedotti di bonifica, industria boschiva. Gli altri soci risultano CAMBARERI Antonino nato a Scilla (RC) il
29.08.1967 e CAMBARERI Angelo nato a Reggio Calabria il 16.01.1976, entrambi fratelli del gi citato
CAMBARERI Pino;
- socio della ditta EDIMONT S.r.l., con sede legale in SantEufemia dAspromonte in via Roma Vico 2^ nr.1,
costituita il 04.02.1991, avente per attivit: fornitura-installazione impianti e apparecchi di sollevamento e
trasporto, opere pubbliche e impiantistica, condotte di qualsiasi natura, opere di bonifica, edilizia privata,
pubblica, residenziale, turistica, lavorazione del legno, lavori di sistemazione agraria, forestali e verde pubblico
tinteggiatura, verniciatura tubazioni, opere edili e impianti industriali lavori ferroviari e manutenzioni
dell'armamento scavi archeologici restauro edifici monumentali costruzione pavimentazioni stradali lavori
marittimi in genere. Gli altri soci risultano CAMBARERI Antonino nato a Scilla (RC) il 29.08.1967 e
CAMBARERI Angelo nato a Reggio Calabria il 16.01.1976, entrambi fratelli del gi citato CAMBARERI
Pino;
- socio della societ AG.E.C. s.r.l. con sede legale a Palmi (RC) in Via Zara, e sede operativa in localit
Cava di Barano agro del Comune di Bagnara Calabra. Costituita in data 22.09.1998, avente per attivit:
costruzione di impianti agroturistici, industria boschiva per il taglio dei boschi e lavorazione legno, lavori
di sistemazione agraria e forestale e verde pubblico, lavori di difesa idrica e di irrigazione. ristrutturazione
di fabbricati rurali, dal 01.07.1999 inizia l'attivita' di lavorazione terreni agricoli in c/terzi, dal 15.06.2001
inizia lattivit di motel con annesso ristorante per chi vi alloggia, coltivazione di orticole varie,
seminativi, olive allevamento di bovini, ovini e suini, gestione aziende agricole, dal 28.08.1999 e' iniziata
l'attivit di allevamento di lepri ed animali ungulati (cinghiali), allevamento di suini, di pollame ed altri
volatili. Gli altri soci risultano CAMBARERI Antonino nato a Scilla (RC) il 29.08.1967 e
risolvere i problemi logistici, riguardanti una relazione extraconiugale tenuta dallo stesso
GRILLO.
(vds. all. nr. 126)
Lintervento risolutore, ottenuto dal BARBIERI, avveniva con linteressamento del Capo
Societ del locale di Fiumara di Muro, IMERTI Antonino, grazia al quale aveva ottenuto una
decisiva riduzione dellimporto estorsivo da 50 milioni a 30 milioni di vecchie lire.
Dal contenuto del discorso, emergeva chiaramente che lestorsione era stata condotta da
CREAZZO Umberto Francesco, tant che il BARBIERI, in virt dei propri legami di comparatico
con questultimo, si assumeva ogni responsabilit nei confronti di questultimo, tant che
affermava : .. con compare di Melia la stessa cosa... gli ho detto "non ti preoccupare Pino tu, di
Melia mi prendo la responsabilit io in questo momento.
(vds. all. nr. 121 gi menzionato)
Tale affermazione sintomatica di una perfetta aderenza del BARBIERI al gruppo
criminale in trattazione.
Inoltre, il BARBIERI riferiva al GRILLO anche di un altro suo intervento con il Capo
Societ CREAZZO Umberto Francesco ed IMERTI Antonino, in occasione della realizzazione di
lavori relativi ad un appalto pubblico, ricadente nel Comune di Melia di Scilla, allorquando alla
ditta aggiudicatrice tra laltro di Taurianova, aveva subito non solo una richiesta estorsiva di lire
25 milioni, ma anche limposizione di fare lavorare un escavatore ed il camion, legato
allorganizzazione criminale .. 25 milioni, pi lescavatore, pi il camion, pi quello, questo
scappato.....), tanto che, alla fine, la stessa azienda era stata costretta ad abbandonare i lavori. Dopo
lintervento del BARBIERI, la richiesta estorsiva era stata ridimensionata a lire 20 milioni.
BARBIERI D: (omissis perche parte della frase stata gi utilizzata in relazione
allestorione in pregiudizio di Pino CAMBARERI)
Come unaltra volta, viene uno qua per fare un lavoro a Melia e ci sono saliti di sopra e lo
hanno chiuso (stretto ndr) da una parte e dall'altra.
GRILLO B.: uno di questi doveva fare un lavoro a Melia?
BARBIERI D.: 25 milioni, pi lescavatore, pi il camion, pi quello, questo
scappato.....
GRILLO B.: ...inc... come i pirati sono, non l'hai capito? come fanno ad avvicinarsi
CAMBARERI Angelo nato a Reggio Calabria il 16.01.1976, entrambi fratelli del gi citato
CAMBARERI Pino;
- sin dagli anni 90 in relazione alla sua attivit imprenditoriale, la sua famiglia stata vittima di telefonate
minatorie, estorsioni, attentati dinamitardi, furti, danneggiamenti ed atti vandalici da parte della criminalit
organizzata in tutto il territorio italiano;
Nel corso della conversazione, il GRILLO BRANCATI sosteneva che il sequestro dei beni
risultava essere lazione di contrasto pi significativa che lo Stato potesse condurre in pregiudizio
delle cosche mafiose. Proprio per questo, il BARBIERI ribadiva che gli amici loro, soprattutto
quelli che risiedono nei piccoli centri, avrebbero dovuto cambiare mentalit delinquenziale,
evitando gli attentati dinamitardi, azioni delittuose che rischiano di innescare conseguenti
ripercussioni investigative da parte delle Forze dellOrdine e della Magistratura.
Il BARBIERI sottolineava che, entro breve tempo, sarebbero state eseguite circa 300
ordinanze di custodia cautelare per questioni relative al Comune di Reggio Calabria e della
Provincia.
Si riportano i passi dinteresse:
BARBIERI D.: questo il Comune!.........
GRILLO B.: ma sai...purtroppo sai quando che la...inc...sul sequestro dei beni...il
sequestro dei beni quello che ti distrugge
BARBIERI D.: si!
GRILLO B.: quando si tratta di soldi
BARBIERI D.: scomparir tutto in poco tempo...se gli amici nostri,...inc..., se gli amici
nostri, se non se lo mettono nella testa, che non devono succedere specialmente nei piccoli paesi,
attentati, queste cose qua, scomparir, perch arrivano una mattina, gi si parla di trecento ordini di
cattura
GRILLO B.: d'altra parte
LEGENDA
BARBIERI C. = BARBIERI Carmelo
ALVARO C. = ALVARO Cosimo
Trascrizione Integrale
OMISSIS
OMISSIS
Dal complesso delle attivit investigative sino a questo momento svolte, emerso, in
maniera inconfutabile che BARBIERI Domenico, ampiamente inserito nel contesto criminale
facente capo al Locale di Fiumara di Muro (RC), attesi gli accertati rapporti con BUDA Pasquale,
uno dei pi importanti esponenti di quellorganizzazione.
In data 28 luglio 2008, nel corso di un colloquio avuto da BUDA Pasquale, detenuto, con i
familiari il fratello BUDA Natale faceva un completo resoconto sulle attivit criminali condotte
dellorganizzazione di appartenenza, laddove si erano registrati dei problemi, maggiormente nei
confronti del BARBIERI. Nella circostanza BUDA Pasquale riferiva al fratello di tranquillizzare il
BARBIERI, infatti lo invitava a recarsi a casa di questultimo, affinch gli riferisse, in termini
convenzionali, di non andare girando.
La conversazione in merito avveniva come segue:
BUDA P.: saluta a MIMMOgli dici che non sapevo nientemi dispiace;
BUDA N.: incomprensibile;
BUDA P.: te lo dico io(porta il dito indice destro allocchio destro, come a dire di
guardarsi)luinon va girando;
BUDA N.: nomanon esce non sta uscendo;
BUDA P.: gli devi direha detto mio fratello;
BUDA P.: non sta uscendo;
BUDA P.: non andare girando(porta nuovamente il dito indice destro allocchio destro,
come a dire di guardarsi);
BUDA N.: faogni tanto un giro;
BUDA P.: tu digli in questa manieralui capisce;
OMISSIS
Proprio in relazione ai fatti innazi evidenziati stato possibile comprendere anche la prima
parte del discorso, laddove BUDA Natale, rappresentava al fratello detenuto (Pasquale) che il
BARBIERI aveva espresso delle lamentele, individuate dal complesso generale del dialogo nella
mancata acquisizione di un lavoro, presso lamministrazione comunale di Fiumara di Muro :
BUDA P.: tutto scemo;
LICANDRO V.: incomprensibile;
BUDA N.: incomprensibile;
LICANDRO V.: sempresempre;
BUDA P.: incomprensibile;
BUDA N.: ne ha combinata una quindici giorni fa;
BUDA P.: mi sauno con lui deve avere a che farenoi lo conosciamo tuo cognato lo
prese per storto e storto lo ha lasciato,
BUDA N.: ma ora statma ora incomprensibilelo metto da partenon
fanno dannoper intanto quello;
BUDA P.: scemo;
BUDA N.: Pasqualeuno scemo per dai cristiani [Link] chiamano;
BUDA P.: quello stato sempre scemo;
BUDA M.: incomprensibile;
BUDA N.: incomprensibileMimmoMimmo
BARBIERIincomprensibile(abbassa tono voce);
BUDA P.: .se la prende?;
BUDA N.: ehha preso e me lo ha detto a me lui poi mi ha chiamato
ancoragli ho dettopassa cos, cos e cosincomprensibile per te che si deve fare?Sali
l incomprensibilegli dici questo fattoincomprensibile prendete due macchine e andate a
vedereha detto si ma noincomprensibile fai finta che non esiste ;
LICANDRO V.: bisogna vedere pure se vero,;
BUDA P.: no vero vero;
BUDA N.: hanno chiamato a quelloincomprensibile..;
BUDA P.: no verostorto quello stato storto;
BUDA N.: a settembre penso cheincomprensibilegli hanno notificato quella
carta a Nino..Stefano con incomprensibilenon si fattoincomprensibile;
BUDA P.: chi?...;
BUDA N.: Stefano conincomprensibile;
BUDA P.: un coso lordo ;
BUDA N.: io gli ho cacciato le cosee ancoraci sta mettendoogni cosa che
faincomprensibile;
LICANDRO V.: incomprensibile;
Dal complesso generale del discorso emergeva chiaramente che BUDA Natale si era recato
a fare visita al fratello detenuto per aggiornarlo sulle attivit criminali dellorganizzazione, infatti,
rappresentava a questultimo, che i fratelli CALARCO erano stati estromessi dai lavori
autostradali, poich oggetto di attenzione investigative da parte della D.I.A.. Si precisa che in
relazione a tali lavori, il BUDA Pasquale, nel corso di un colloquio avuto con lo zio CIANCI
Antonino, aveva stabilito che i suddetti fratelli, per lesecuzione di tali lavori, avrebbero dovuto
pagare una somma di danaro allorganizazione criminale di Fiumara di Muro. Tali fatti sono stati
rapprsentati nelle pagine precedenti.
Linterruzione di tale attivit lavorativa, ovviamente, incideva anche sugli introiti del
gruppo criminale, che non avrebbe pi incassato la relativa somma di danaro.
LE SINGOLE POSIZIONI.
Lattenta analisi della enorme mole di elementi indiziari sin qui rassegnati consente di
tracciare lesistenza di una radicata organizzazione criminale, avente i peculiari caratteri di cui
allart. 416bis c.p. allinterno della quale operano, con ruoli diversificati, IMERTI Antonino, cl.
1950, BUDA Pasquale, PASSALACQUA Domenico, CIANCI Antonino, VITALE Stefano,
BUDA Natale, BUDA Francesco, BUDA Santo, BARBIERI Domenico, BARBIERI Vincenzo
Carmine, quali componenti della cosca BUDA IMERTI, e ZITO Rocco, BERTUCA Pasquale,
CORSARO Domenico, quali componenti della cosca ZITO BERTUCA.
Emerge, in particolare, il completo controllo di una ampia fascia territoriale (in passato
contesa per ragioni di supremazia esclusiva, e quali propaggini i primi del pi ampio cartello
criminale capeggiato dalla cosca CONDELLO ed i secondi del pi ampio cartello criminale
capeggiato dalla cosca DE STEFANO, attualmente condiviso in un rapporto di vicendevole
riconoscimento) ricadente nei comuni di Villa San Giovanni, Fiumara di Muro e territori vicini.
Le numerose risultanze sin qui riportate consentono di individuare in IMERTI Antonino il
reggente della omonima potente cosca ed in BUDA Pasquale lorganizzatore e dirigente in
subordine della medesima articolazione territoriale.
Allo stesso modo, consentono di individuare in ZITO Rocco e BERTUCA Pasquale i
capi, promotori ed organizzatori della omonima cosca.
Allinterno della predetta organizzazione criminosa le indagini preliminari condotte
hanno consentito di individuare una serie di ruoli qualificati riferibili a soggetti di conclamato
spessore delinquenziale;
in particolare, sono emerse le figure di PASSALACQUA Domenico e VITALE Stefano
quali imprenditori al servizio della cosca BUDA IMERTI, ispirati nel loro operare non a logiche
di libero mercato ma al puro rispetto delle dinamiche oligopolistiche tipiche delle sinergie
criminali di tipo mafioso, fatte
proprie dagli imprenditori intranei a tali circuiti: questa loro peculiare connotazione trova ulteriore
conferma nella reitarata partecipazione a summit di mafia finalizzati alla pi bieca pianificazione
delle azioni criminali da portare a compimento.
Analoghe considerazioni vanno fatte con riferimento a BARBIERI Domenico e
BARBIERI Vincenzo Carmine, soggetti cardine dellintera indagine: sono imprenditori mafiosi al
servizio della cosca, anche loro operanti secondo le logiche prima esposte;
gli stessi operano sul versante tirrenico-reggino e nel territorio della piana di Gioia Tauro
e Rosarno facendo costante riferimento oltre che alla ndrina di appartenenza anche alle cosche
ALVARO e BELLOCCO, con i quali personalmente o tramite di esponenti di vertice della cosca
di appartenenza coltivano un rapporto di apparente collaborazione oltre che ispirato a principi
federativi, come dimostrato dallaver consentito a FAVARA Gianluca, imprenditore e
promanazione della famiglia BELLOCCO di Rosarno, di operare nella periferia sud di Reggio
Calabria (tra Catona e Gallico) con lapprovazione del gruppo BUDA IMERTI.
Emerge, inoltre, il ruolo di consigliere ricoperto da CIANCI Antonino, il svolto
prevalentemente a favore del nipote Pasquale BUDA, assieme al quale partecipa a reiterati summit
di ndrangheta;
in tale ruolo il CIANCI forte della sua esperienza e conoscenza di fatti, luoghi e
persone, che lo portano a letture attente degli eventi dinteresse consumati nei luoghi dinfluenza
della cosca di appartenenza oltre che nellideazione delle conseguenti strategie criminali,
soprattutto finalizzate al capillare controllo del territorio di pertinenza.
Di centrale rilievo sono le posizioni di BUDA Natale e BUDA Santo, soggetti investiti
del rilevante ruolo operativo di cerniera tra i vertici della cosca e le realt operanti nellambito del
locale;
in particolare, consumano materialmente le estorsioni, controllano il territorio per
conoscerne gli affari e le controversie, veicolano le informazioni e gli ordini da e verso i vertici
della cosca.
La cosca RUGOLINO.
La cosca TEGANO.
CAPITOLO IV
Il ruolo di FAVARA Gianluca.
La circostanza appariva oltremodo significativa atteso che, dal contesto generale dei
dialoghi sino a quel momento registrati, si intuiva che lincontro a Polistena, tra il FAVARA ed il
TRIPODO, era certamente finalizzato ad altro, in considerazione che questultimo aveva richiesto
allinterlocutore di essere aiutato nella riparazione dellautovettura gi alle precedenti ore 13.28,
quindi, circa tre ore prima dellultima conversazione (h. 16.15). Si sottolinea, inoltre, che,
dallascolto dellultimo dialogo intercettato, emergeva come il TRIPODO si trovasse a Mammola
(RC), quindi, in unarea distante da Polistena, luogo ove lo stesso aveva riferito di trovarsi a bordo
del veicolo guasto. Tale centro, infatti, situato molto prima di Polistena, per chi proviene dal
versante jonico. Si pu ritenere, pertanto, che il TRIPODO, proveniente da Bovalino, ove tuttora
risiede, non abbia chiamato e parlato con il FAVARA nelle tre conversazioni registrate in
precedenza, per riparare lautovettura, ma si sia organizzato per specifici incontri, propedeutici alla
realizzazione di altre situazioni. Infatti, alle ore 16.36 successive FAVARA Gianluca riceveva una
telefonata da CACCIOLA Domenico153, che gli chiedeva se ritardasse ad arrivare. La citata
conversazione, sebbene apparentemente possa sembrare indirizzata ad un semplice appuntamento,
si rilevava, invece, alla luce degli eventi registrati in serata, oltremodo significativa, attese le
risultanze emerse che permettevano di appurare la centralit dello stesso CACCIOLA, nei contesti
criminali del Locale di Rosarno, riconducibile al sodalizio BELLOCCO. Un primo concreto
riscontro si aveva alle ore 17.10 successive, allinterno dellautovettura Ford/Mondeo, targata
BA759BW, in uso a FAVARA Gianluca, laddove questultimo, nellintraprendere un dialogo
molto significativo, circa linserimento dello stesso, nonch del TRIPODO, nellambito delle
dialettiche criminali calabresi, forniva notizie a questultimo circa la personalit del citato
CACCIOLA, nonch di una serie di soggetti di Rosarno (RC).
Per una migliore ed analitica interpretazione dei fatti, si riporta, di seguito, lintera
conversazione:
PROG. 3024
LEGENDA
F: Favara Gianluca
T: Tripodo Venanzio
Dalle 17.10.25 alle 17.11.06 conversazione non utile, Gianluca commenta alcune situazioni
del suo lavoro
Nel corso della prima parte del dialogo, emergeva chiaramente che il TRIPODO non
conoscesse CACCIOLA Domenico, tant che chiedeva notizie al FAVARA circa i rapporti che
intercorrevano con i BELLOCCO, Gregorio e Giuseppe, identificati negli omonimi cugini, nati
entrambi a Rosarno, rispettivamente il 19.10.1955 ed il 22 febbraio 1948. I suddetti, sino allatto
del loro arresto, operato dalla locale Sezione Anticrimine in data 16 febbraio 2005 e 16 luglio 2007,
oltre ad essere tra i primi trenta latitanti pi pericolosi in campo nazionale, per essersi sottratti alla
cattura per alcuni decenni, rappresentavano il vertice criminale dellomonima famiglia mafiosa,
egemone nel Locale di Rosarno. Va sottolineato che, allinizio del discorso, il FAVARA
specificava che il CACCIOLA, per molto tempo, era stato detenuto con Ettore, identificato in
BILARDI Ettore Corrado [ nato a Gallico (RC) il g. 08.05.1952 ivi residente, pregiudicato],
cognato del TRIPODO, sul conto del quale si disquisir in maniera dettagliata in seguito, atteso i
particolari rapporti censurati con il FAVARA. I due interlocutori, nel prosieguo del dialogo,
facevano riferimento ad alcune persone di Rosarno, attive nel mercato della frutta, non aderenti a
schieramenti criminali.
Il TRIPODO, nel corso del dialogo, oltre a fare alcune affermazioni sul conto di
BELLOCCO Giuseppe, indicandolo come un pastore di vacche.., chiedeva chi fosse il
ragazzo appartenente ai BELLOCCO che in precedenza aveva acquistato una mini minor. In
merito, il FAVARA affermava che questultimo era un figlio di BELLOCCO Gregorio. La
circostanza altamente significativa circa i rapporti intercorrenti tra il TRIPODO ed i
rappresentanti del Locale di Rosarno, poich evidenziava una concreta conoscenza in ordine ad
[nato a Calanna (RC) il g. 01.01.1930], era stato fatto malandrino, ovvero ndranghetista, dal
padre del TRIPODO, in precedenza generalizzato. GRECO Francesco, stato uno dei personaggi
pi carismatici della Ndrangheta di Calanna e della citt di Reggio Calabria.
Nellambito dello stesso contesto, affermava che i rapporti tra il GRECO e la nota famiglia
mafiosa degli ARANITI, erano altalenanti.
Unaltra conversazione, attestante i rapporti diretti tra TRIPODO Venanzio e BELLOCCO
Giuseppe, allepoca latitante, si riscontrava nella conversazone, intercettata alle ore 17.23
successive, sempre allinterno dellautovettura del FAVARA.
Nel corso del dialogo, il TRIPODO riferiva alcune cicostanze relative ad un incontro con il
BELLOCCO, allorquando era stato accompagnato dal figlio di questultimo.
Per una maggiore chiarezza espositiva si riporta la parte attinente i fatti in argomento :
TRIPODO V.: ...qu siamo saliti con mio cognato...incomp...in questa curva un camion
bastardo schifoso di qu...lo ha aggiustato...a Peppe...
FAVARA G.: ...quanti anni aveva...
TRIPODO V.: ...giovane...ventisei anni...incomp...si ma qua vedi che sono
pericolosi...devi stare attento a come si entra e a come si esce...qu...perch se uno distratto qu
fottuto...andavo sempre qu al ristorante quando mi incontravo con Peppe...con Peppe...
FAVARA G.: ...qu?...ma lui...
TRIPODO V.: ...poi un giorno ho incontrato il figlio di Peppe e mi ha detto che suo
padre mi voleva vedere...e allora digli a tuo padre che domani mattina vengo...per mi raccomando
di andare in un paese...incomp...tranquillo...quando arrivo qu, in questo ristorante, ...incomp...mi
prende e mi porta...incomp...verso Galatro...no?...giardini...giardini...no so dove cazzo siamo andati
a finire..e l c'era...incomp...
FAVARA G.: ...qu...qu vicino ...
TRIPODO V.: ...e ma tu sai quanti erano la...circa dieci...incomp...
FAVARA G.: ...incomp...
TRIPODO V.: ...ma ti dico che erano questi incoscenti...gente di Laureana...impreca,
bestemmiando, contro quelle persone...ho detto io...incomp...e faceva questo...il pazzo di
Peppe...ora viene un amico...ho conosciuto tuo padre...lo sparo nelle gambe se non ...incomp...un
pazzo che voleva...gli ho detto ma che vuoi imitare per forza a mio padre...spari nelle gambe...sto
pisciatore...
FAVARA G.: eh...eh...
TRIPODO V.: ...tutte parole di mio padre...no...gli ho detto...Peppe se mai
fosse...incomp...qualcuno qu...e se riesco a salvarmi...poi...non si possono fare queste cose qu
glielo dicono a tutti...sono pericolosi poi vengono tutti i Santalucoti e vanno e si confidano i
Santolucoti...incomp...quelli l non sono buoni...
Successivamente, dopo aver dialogato di altri fatti, il colloquio proseguiva come sege:
TRIPODO V.: ...ma con Peppe vanno bene?...
FAVARA G.: ...con quale Peppe...Bellocco...
TRIPODO V.: ...Bellocco...aspetta che ti apro io...aspetta che ti apro io...
FAVARA G.: ...tiragli quel gancetto altrimenti escono le galline...tiragli il gancetto di
sotto...tira...tira...tira...tira quel coso di sotto...quello...apposto...basta...basta...basta...altrimenti
escono le galline...
TRIPODO V.: ...perch abita qu?...no...
FAVARA G.: ...incomp...il fatto del figlio...
TRIPODO V.: ...ma qu...
Dallimmegine si pu agevolmente notare che i due centri abitati, indicati con un punto
giallo, sono poco distanti tra loro.
Il FAVARA, a bordo della sua autovettura, come si aveva modo di constatare nel corso
dellattivit, dopo essere giunto presso il capannone di CACCIOLA, ubicato a Rosarno alla [Link]
Alimastro, fermava lautovettura.
In merito, essenziale precisare che lapparecchiatura tecnica, installata sullautovettura del
FAVARA, in merito alla localizzazione satellitare, sebbena perfettamente funzionante, a causa di
problemi tecnici, cos come si pu evincere dal relativo allegato, trasmesso alla locale Sezione
Anticrimine dalla ditta fornitrice dellappararato tecnico, non ha pi permesso lanalisi dei dati.
(vds. all. nr. 191)
Alle ore 20.49 del 19 gennaio 2006, TRIPODO Venanzio e FAVARA Gianluca accedevano
allinterno dellautovettura di propriet di questultimo ed iniziavano immeditamente a conversare.
Dal contenuto del dialogo, si apprendeva chiaramente che il TRIPODO Venanzio si era recato dal
latitante, mentre il FAVARA era rimasto ad attendere lo stesso presso il capannone di propriet di
CACCIOLA Domenico.-
Infatti, il TRIPODO commentava con linterlocutore parte del dialogo avuto con il
BELLOCCO, evidenziando laspetto relativo alla personalit del FAVARA nel contesto criminale,
infatti affermava
TRIPODO V.: Gianluca... Gianluca...
FAVARA G.: che c?
TRIPODO V.: il compare... il compare (ride) ...(inc.)... attenzione... attenzione a non
trascurare compare senza offesa...
FAVARA G.: te lo ha detto?
TRIPODO V.: Gianluca il mio pupillo...
FAVARA G.: te lo ha detto?
TRIPODO V.: senza offesa a voi...
FAVARA G.: cos ti ha detto... e quando te lo ha... io...
TRIPODO V.: e lui lo ha detto, non hai sentito?
FAVARA G.: no!
TRIPODO V.: lui ha detto... se trascura Gianluca me lo dite...
FAVARA G.: eh...
TRIPODO V.: ha detto che...
FAVARA G.: ah...
TRIPODO V.: lo chiamiamo allattenzione subito...
FAVARA G.: eh...
TRIPODO V.: gli tagliamo i piedi...
FAVARA G.: eh...
TRIPODO V.: gli ho detto io... compare vedete che Gianluca un mio pupillo... io,
senza offesa, lo guardo e per me trasparente come la mia persona
FAVARA G.: (sorride)...
TRIPODO V.: e lui... pisella ti fa piacere
FAVARA G.: (sorride)...
Alle ore 20.56 del 19 gennaio 2006, allinterno dellautovettura del FAVARA veniva
registrata unulteriore conversazione, intercorsa tra questultimo e TRIPODO Venanzio. Il
discorso, sebbene attinente a fatti di natura conoscitiva, espressi dallo stesso TRIPODO circa le
dinamiche criminali inseriti nellarea della Piana di Gioia Tauro, appariva oltremodo interessante,
anche in relazione al proprio inserimento in contesti criminali di natura mafiosa. Lo stesso, infatti,
ad un certo punto, evidenziando la sua discendenza ndranghetista per il figlio di Don Mico
TRIPODO, evidenziava: TRIPODO V.: ...io dove non conosco la confidenza me la
prendo perch sono figlio di padre Gianluca.......FAVARA G.: ...e lo s... TRIPODO V.: ... inutile
che andiamo studiando...vedi che le amicizie che ho io...questi qu li possono conoscere anche in
galera...ma le amicizie che ho io...c' l'ho proprio di famiglia intima con tutti...io...vedi che non
trascuro neanche una virgola...i doveri li faccio anche se mi strappano la cimicia di
dosso...devi...ah...-.
Nel prosieguo del dialogo, il TRIPODO chiedeva ulteriori ragguagli circa i rapporti
parentali esistenti tra i componenti della famiglia CACCIOLA e quella dei BELLOCCO, ottenendo
dallinterlocutore ogni sorta di delucidazione:
TRIPODO V.: ...no mi sono trattenuto in tutto, ho bevuto una...
FAVARA G.: ...incomp...
TRIPODO V.: ...anche il fratello li con lui...
FAVARA G.: ...incomp...
TRIPODO V.: ...il fratello...quanti fratelli ha...
FAVARA G.: ...e sono cinque o sei fratelli...Mico...
TRIPODO V.: ...ma tutti l...
FAVARA G.: ...Bruno...Gregorio...Giovambattista e Ciccio...cinque fratelli...
TRIPODO V.: ...si...si...tutti...
FAVARA G.: ...tutti uguali sono...
TRIPODO V.: ...tutti uguali sono...tutti insieme sono stati carcerati...sono stati...tutti e
cinque i fratelli carcerati...
FAVARA G.: ...con me?...
TRIPODO V.: ...si...
FAVARA G.: ...no...incomp...cinque...
TRIPODO V.: ...e invece Gregorio che gli viene cognato?...
FAVARA G.: ...Bellocco?...
TRIPODO V.: ...eh...
FAVARA G.: ...cugino...
TRIPODO V.: ...cugino per parte di chi...della moglie?...
FAVARA G.: ...e mi sembra che...no...perch...Bellocco sposato...Bellocco sposato
con una Cacciola...
TRIPODO V.: ...ah...
FAVARA G.: ...la moglie di Gregorio e un cugina sua...una cugina sua... figlia dei
gemelli...
TRIPODO V.: ...dei gemelli chi?...
FAVARA G.: ...Cacciola...
I fratelli indicati nel corso della conversazione sono stati identificati nei fratelli
CACCIOLA, di seguito generalizzati :
. CACCIOLA Michele, nato a Rosarno il 16.12.1958, coniugato LAZARO Anna
Rosa, nata a Rosarno il 10.07.1964;
. CACCIOLA Gregorio, nato a Rosarno il 16.12.1958, coniugato con SERGI Maria
Teresa, nata a Rosarno il 14.11.1958;
. CACCIOLA Giovambattista, nato a Rosarno il 29.09.1964, coniugato con
PALADINO Maria, nata a Rosarno il 11.01.1969;
. CACCIOLA Francesco, nato a Rosarno il 14.07.1969, coniugato con MODAFFERI
Maria Teresa, nata a Rosarno il 15.05.1978.
Gli stessi sono cognati di BELLOCCO Gregorio, gi catturato dalla locale Sezione
Anticrimine in data 16 febbraio 2005, in Rosarno, dopo circa 15 anni di latitanza. La moglie del
BELLOCCO, CACCIOLA Teresa, sorella dei suddetti CACCIOLA.
Lulteriore conferma che il TRIPODO Venanzio, la sera del 19 gennaio 2006, si fosse recato
dal latitante BELLOCCO Giuseppe, emergeva da unulteriore affermazione esternata dallo stesso,
allorquando, nel rivolgersi al FAVARA, affermava che ...incomp...sempre con
Peppe...incomp...ma vedi che aperta la porta qu.... Era chiaro il riferimento al BELLOCCO
Giuseppe, allepoca latitante, nonch ad una sorta di premura che il TRIPODO aveva fatto al
BELLOCCO nei confronti del FAVARA.
(vds. all. nr.193)
Calabria, gravato da numerosi precedenti penali. Nel prosieguo della conversazione, il FAVARA
aggiungeva che era sua intenzione transitare presso il bar di propriet di FONTANA
Giandomenico, sito difronte gli uffici della Regione Calabria. Il FONTANA Giandomenico stato
identificato nellomonimo [nato a Reggio Calabria il 17 gennaio 1974, ivi residente via Corvo nr. 4,
pregiudicato]. Il bar in questione, denominato Bar Quadrifoglio, con sede in questa via Quartiere
Militare 36/38, risulta di propriet di FONTANA Antonino, nato a Reggio calabria il 10.09.1971,
fratello del citato Giandomenico. I suddetti sono figli di FONTANA Giovanni [nato a Reggio
Calabria il 13 maggio 1945], noto esponente criminale dellomonima famiglia mafiosa, aderente,
nel corso dellultimo conflitto criminale reggino, al pi ampio schieramento capeggiato da
CONDELLO Pasquale, con il quale risultato legato anche da vincoli parentali, in considerazione
che la moglie, CONDELLO Maria [nata a Reggio Calabria il 15.03. 1950], cugina del citato
CONDELLO Pasquale. Il FONTANA stato, tra laltro, testimone di nozze, unitamente al defunto
DE STEFANO Paolo, cl. 43, ucciso ad Archi il 13.10.1975, del suddetto CONDELLO Pasquale.
Sebbene la conversazione non evidenziava particolari condotte criminali, qualificava,
comunque, i rapporti relazionali del FAVARA e del BILARDI, con soggetti appartenenti ad
organizzazioni mafiose.
(vds. all. nr.194)
Altra conversazione, attestante le reciprocit criminali del FAVARA e del BILARDI, con
soggetti aderenti ad agguerrite organizzazioni criminali, si registrava immediatamente dopo la
suddetta conversazione, allorquando i due, oltre a fare riferimento ad un componente della famiglia
CACCIOLA di Rosarno, individuato, considerati i costanti rapporti telefonici con il FAVARA, in
CACCIOLA Domenico, in precedenza generalizzato, dialogavano in relazione alla particolare
situazione criminale della Provincia di Reggio Calabria. Infatti, secondo le affermazioni del
FAVARA, nellambito di settanta famiglie, era presente solo un componente per famiglia buono,
criticando, tra laltro, anche le organizzazioni di Rosarno in tal senso. Lo stesso, infatti, affermava:
e quando incontri una brava persona gli altri non valgono niente .......qua c' ne buono uno per
famiglia...quanto sono? settanta famiglie? c' ne settanta che stanno ...inc....- In seguito, il
FAVARA, facendo riferimento alla particolare situazione criminale di Rosarno, affermava:
.pure da me ah!...come a Rosarno! tu pensi che a Rosarno ci sono persone buone per ora!....
sopra a ventimila non penso che c' ne sono ...inc....-
(vds. all. nr.195)
Anche tale conversazione evidenziava, ancora una volta, la particolare caratura criminale
degli stessi e, quindi, la loro aderenza a circuiti criminali di natura mafiosa.
Lattivit di controllo, predisposta allindirizzo del FAVARA e del BILARDI, permetteva di
constatare che gli stessi, sino alle 11.00 restavano in compagnia, ora in cui il servizio di
osservazione, per motivi di opportunit veniva interrotto.
(vds. all. nr.196)
(vds. all. nr. 197 contenente tutta la documentazione attinete alla gara)
Sul punto va sottolineato che le organizzazioni criminali, anche nelle fasi successive a tale
gara, in seguito annullata, hanno operato in maniera sistematica e penetrante, tanto da causare
lintervento anche di personaggi criminali di elevato spessore, a capo di temibili gruppi mafiosi
egemoni in contesti territoriali diversi dallarea dinteresse. Non estraneo a tali modalit
comportamentali risultato un FAVARA Gianluca che, come si pu agevolmente notare dalla
scheda individuale, redatta sul conto dello stesso ed allegata alla informativa di reato, titolare di
diverse societ operanti nel settore delle lavanderie, quindi, particolarmente interessato
allaggiudicazione della gara.
Ancor prima di analizzare lesito degli accertamenti, che saranno confrontati con le
conversazioni registrate allinterno del veicolo, opportuno evidenziare che la gara di appalto in
esame scaturiva dalla necessit di assicurare il servizio di lavanderia ai presidi ospedalieri di
Taurianova, Palmi ed Oppido, ricadenti nellambito dellA.S. nr. 10 di Palmi. Tale esigenza era
scaturita sin dal 1998, da quando cio l attivit non veniva pi assicurata dai dipendenti di tale
unit sanitaria, in considerazione che i due impianti, installati presso i presidi ospedalieri di
Cittanova e Gioia Tauro, si erano resi inefficienti. Infatti, con delibera nr. 364 del 24 febbraio 2000
della citata A.S., avente per oggetto Liquidazione e pagamento fatture alla ditta [Link] di
Murrone Giulio per il servizio di lavanderia per i PP. OO. di Taurianova, Palmi ed Oppido
Mamertina , si procedeva al pagamento delle prestazioni rese dalla ditta [Link], che sino a quel
momento aveva proceduto ad effettuare il servizio di lavanderia.
Dalle analisi della delibera innanzi citata, nonch da quella eseguita su altra
documentazione, acquista presso la suddetta Azienda, stato accertato che, in data 28 luglio 1998,
a seguito delle problematiche inerenti il mancato funzionamento delle attrezzature denominate
Vaporex, il responsabile del X Servizi della citata Azienda disponeva, considerata la necessit e
lurgenza, laffidamento del servizio di lavanderia alla ditta [Link] di Giulio MURRONE154,
sita in via S.S. 111, Cannav di Rizziconi.
Il giorno 01.12.1998, con delibera nr. 2241, lAzienda Sanitaria in argomento deliberava il
pagamento, a favore della ditta [Link], delle fatture nr. 122, 123 e 124, emesse il 31 agosto
1998, per un totale, complessivo, di lire 5.402.520.
Dopo due anni di affidamento dei lavori alla ditta [Link] di Gioia Tauro, lAzienda
Sanitaria di Palmi, il 1 agosto 2000, con delibera nr. nr. 1454, indiceva una gara di appalto,
attraverso il sistema della trattativa privata, per un periodo di mesi quattro, salvo eventuale rinnovo,
connessa allaffidamento del servizio di lavanderia, alla quale venivano invitate le seguenti
ditte155:
. LINEA STERILE S.P.A, via Pirandello n.16 47030 Gatteo (FO) tel.
0541/818510 fax. 0541/818790;
. LIDI SERVICE SRL, SS. Romea n.15 (KRN 26) loc. Porto Garibaldi
44022, Comacchio tel. 0533/327195 fax. 0533/325649;
. SOF S.P.A. (SERVIZI OSPEDALIERI FIORENTINI) via Lungo Il Rio
Freddo. N.15 Careggi 50141 Firenze tel. 055/415591 fax 055/413866;
. LAVANDERIA INDUST RIALE NOVA SRL, via Zona Industriale
n.26 61010 Campiano di Talamello (PS) tel. 0541/921212 fax 0541/920046;
. LAVANDERIA INDUSTRIALE TIBERI via Collernentana n.80, 67043
Celano (AQ) tel. 0863/ 790842 ;
. ITALLAV, via Stefano Bruda n35/A, 10080 Busano (TO), tel.
0124/48600 fax. 0124/ 48616 ;
. GIGLIO SERVICE, via Fosso Cavone, nr.7, 65129 Pescara, tel. e fax. 085/50330
;
. LIS S.P.A., via Bore Tesino, n.10, 63013 Grottamare (AP), tel.
0735/632547 fax. 0735/632548;
. COLIM COOPERATIVA LAVAGGIO INDUSTRIALE MOUSE SRL,
154 nato a Palmi il 31.10.1955, residente a Gioia Tauro in Piazza Municipio nr. 18/c., incensurato.
155 Le ditte sottolineate hanno sede nella provincia di Reggio Calabria
In data 7 agosto 2000, chiedeva di partecipare al pubblico incanto, con richiesta, inoltrata
via fax, anche la LAVANDERIA DELLALTO ADIGE di Bolzano, che veniva invitata il giorno
successivo, tramite regolare raccomandata.
Dal contenuto delle conversazioni intercettate, stato possibile accertare che il FAVARA,
titolare di una ditta operante nel settore di lavanderia, era particolarmente interessato ai lavori in
argomento, dai quali, comunque, era stato estromesso, poich non era riuscito a raggiungere un
accordo con i diversi componenti delle organizzazioni criminali, operanti in area. La
conversazione, oltremodo significativa circa le ingerenze delle organizzazioni mafiose nella
gestione ed infiltrazione allinterno del tessuto economico, intercosa tra FAVARA Gianluca,
BILARDI Ettore e SCOPELLITI Santo.
Il contenuto del dialogo risultato di elevato valore probatorio, poich il FAVARA
rappresentava che la gara era stata effettuata per una semplice formalit, poich aveva gi stabilito
gli opportuni accordi per aggiudicarsela, infatti affermava: .. Perch il lavoro era mio a casa
mia, mi hanno voluto chiamare a me, per farmi un regalo a me, amici miei, una licitazione
privata...fai quello che vuoi... Le affermazioni del FAVARA sono da ritenersi veritiere e
circostanziate, in considerazione che gli accertamenti espletati, analizzati con le altre conversazioni
intercettate, hanno consentito di cristallizzare tale dato, in maniera incontrovertibile.
Nel prosieguo del discorso, il FAVARA aggiungeva che, per lesecuzione di tali lavori,
poich con la propria impresa non era in grado di poter adempiere agli obblighi contrattuali, si era
rivolto a tale Mario, affinch questultimo lo aiutasse a reperire unaltra ditta: gli ho detto e non
mi conosci?sono quello di Rosarno...(inc)allora mi hai conosciuto quando mi hai rotto i
coglioni...(inc)...io gli stavo regalando la met, il 50% senza conoscerlo, vedi la differenza tra me e
lui! Perch il lavoro era mio a casa mia, mi hanno voluto chiamare a me, per farmi un regalo a me,
amici miei, una licitazione privata...fai quello che vuoi...io da solo non ce la potevo fare e mi sono
incontrato per parlare con compare Mario...mi ha detto ce l'ho io un amico mio
La conversazione, sebbene non sia stata molto lineare, in quanto registrata in un momento in
cui, sicuramente, era gi stata avviata e, quindi, di difficile collocazione ed interpretazione, faceva
chiaramente intendere che il FAVARA nutriva particolare rancore nei confronti dei titolari delle
lavanderie ASCIOTI, in particolare nei confronti di uno dei soci identificato in ASCIOTI Alfredo
Maria156, nato a Reggio Calabria il 12.03.1963, ivi residente via delle Industrie nr. 7; nonch di
alcuni appartenenti alle organizzazioni criminali, operanti nel comprensorio della Piana di Gioia
Tauro, per averlo contrastato nellaggiudicazione della gara.
BILARDI Ettore, infatti, ad un certo punto, affermava ma tu la sai una cosa? se tu avevi
questo cazzo di lavoro con lASCIOTI nel mezzo, noi a quello, anche a costo di litigare con lui,
non lo facevamo partecipare, lo sai tu?.
In seguito, aggiungeva .ma se tu, se vieni e mi dici che ci sei tu nel mezzo, se mandavi
qualche ambasciata, io mandavo mio cognato da e gli dicevo questo lavoro lo devono prendere
questi e basta, lo sapevi questo fatto?.
(vds. all. nr.198)
Dallanalisi della documentazione, acquisita presso lAzienda Sanitaria nr. 10 di Palmi,
stato accertato che, il 5 settembre 2000, data in cui si svolgeva la gara di appalto, indetta con
delibera del 1 agosto 2000, avevano presentato offerta di partecipazione solo le seguenti ditte:
NUOVA OLIMPIA s.r.l.: con sede legale in Noci (BA) via Zona F 16/d, iscitta in
data 11.11.1997 al numero REA BA-274498. La societ era costituita da TINELLI Antonio157,
nato a Noci (BA) il 14.09.1955, ivi residente in Zona F 16/C e TINELLI Vito, nato a Noci (BA) il
06.04.1959, ivi residente in Zona F 16/A, aveva presentata unofferta pari a lire 4.150.
MERIDIONALE LAVANDERIE INDUSTRIALI s.r.l. in sigla MERILIN s.r.l. :
con sede legale in Reggio Calabria via Delle industrie 7, iscritta in data 03.02.1999 al numero REA
RC-1322460, costituita da quote societarie, cos ripartite, aveva presentato unofferta pari a lire
4/mila;
- quota 50 dalla Tintoria SHULTZE S.p.A, con codice fiscale 00249050543,
con sede legale Zona Industriale Molinaccio (PG), risultavano soci NARDI SHULTZE Luciano,
nato a Perugia il 27.09.1946, ivi residente in via Dei Cappuccini n.1/F e la societ SHULTZE
NARDI S.r.l., questultima costituta da NARDI SHULTZE Luciano, nato a Perugia il 27.09.1946,
ivi residente in via Dei Cappuccini n.1/F, NARDI SHULTZE Emiliano, nato a Perugia il
01.03.1974, residente a Reggio Emilia in via A. Tassoni nr. 115 e CASOLI Carmen, nata a Citta
della Pieve (PG) il 07.03.1950, residente a Perugia in via Brajo nr.8;
- quota 47,50 dalla [Link]. Societ per la Gestione di Imprese, codice
fiscale 01220210809, con sede legale in via Delle Industrie 7 , San Gregorio di Reggio Calabria,
risultavano soci ASCIOTI Maria Lorella158, nata a Reggio Calabria il 22.02.1961, ivi residente in
via Anita Garibaldi nr. 294, coniugata con TROMBA Paolo, GRASSO MARINELLI Angela, nata
a Messina il 27.11.1939, residente a Reggio Calabria in via Delle Industrie nr.7, coniugata
ASCIOTI Ugo Maria, ASCIOTI Alessandra159, nata a Reggio Calabria il 06.12.1972, ivi residente
in via Delle Industrie nr.7, coniugata con SETTE Mario Giacomo ed amministratore ASCIOTI
Alfredo Maria, nato a Reggio Calabria il 12.03.1963 ivi residente in via Delle Industrie nr.7, celibe;
- quota 2,50 dalla societ ASCHOTT S.r.L., codice fiscale 01185820808, con
sede legale in via Delle Industrie 7, San Gregorio di Reggio Calabria, risultavano soci GRASSO
MARINELLI Angela, nata a Messina il 27.11.1939, residente a Reggio Calabria in via Delle
Industrie nr.7, nonch amministratore, ed ASCIOTI Alessandra, nata a Reggio Calabria il
06.12.1972, ivi residente in via Delle Industrie nr.7 ;
misura cautelare ed interdittiva del divieto temporaneo dell'esercizio dell' attivit imprenditoriale. La
medesima risultava legale responsabile dellimpresa MERI. [Link]. (Lavanderia Industriale);
29.10.2004: con informativa nr.1/25 del Nucleo Antisofisticazione e Sanit di Catanzaro veniva denunciata per truffa,
inadempimento di contratti di pubbliche forniture e frode nelle pubbliche forniture in concorso, truffa,
(concorso per aver in qualit di Amministratore unico violato le norme ascritte in ordine allappalto
[Link] (Biancheria Ospedaliera)
159 Sul suo conto figurano i seguenti pregiudizi penali:
11.03.2002: il Nucleo Antisofisticazione e Sanit di Catanzaro gli notificava lordinanza nr. 1444/2000 e nr. 2828/2000
R. GIP emessa il 20.01.2001 dallUfficio G.I.P. del Tribunale di Locri con la quale veniva interdetta a
svolgere attivit imprenditoriale, in quanto risultava amministratore unico subentrante della societ ditta
[Link]. di Reggio Calabria;
29.10.2004: con informativa nr.1/25 del Nucleo Antisofisticazione e Sanit di Catanzaro veniva denunciata per truffa,
inadempimento di contratti di pubbliche forniture e frode nelle pubbliche forniture in concorso, truffa,
(concorso per aver in qualit di legale responsabile della ditta [Link]. di Reggio Calabria violate le
norme ascritte in ordine allappalto [Link] (Biancheria Ospedaliera)
A questo punto si procede allapertura delle tre buste pervenute e, dopo lesame della
documentazione prodotta dalle tre ditte risultata conforme alle richieste, si passa allesame delle
offerte.
Si constata quanto segue:
NUOVA OLIMPIA offerta lire 4.150;
MERIDIONALE LAV. offerta lire 4.000;
LINDUS offerta lire 7.500,
pertanto la Commissione propone di aggiudicare alla ditta MERIDIONALE LAV., che ha
presentato lofferta pi conveniente per lazienda.
Il signor. SAVINI Fabio della NUOVA OLIMPIA dichiara, a questo punto, che il capitolato
speciale allart.1 punto C parla di lavaggio, disinfezione di materassi, guanciali e relative
coperture di protezione, per eseguire tale servizio necessario una particolare attrezzatura dotata
di autoclave che allo stato della documentazione prodotta dalla ditta MERIDINALE LAV. non
emerge.
Il signor LANZA Giuseppe, della MERIDIONALE LAV, a sua volta, dichiara quanto
segue: Il punto 6 della lettera di invito chiede lelenco delle principali forniture e del fatturato
degli ultimi tre anni, che la ditta NUOVA OLIMPIA non avrebbe presentato. Inoltre dalla
documentazione prodotta dalla NUOVA OLIMPIA non si evince il raggruppamento di imprese.
Il signor Fabio SAVINI della NUOVA OLIMPIA in merito a questultima dichiarazione,
tiene a puntualizzare che le percentuali dellA.T.I. sono riportate nellofferta economica, come
previsto dalla normativa che regolamenta le Associazioni Temporanee di Impresa
Del che il presente verbale che, previa lettura viene sottoscritti dai presenti.
In sintesi, come si pu evincere dal citato verbale, la commissione non prendeva alcuna
decisione e chiudeva il verbale senza alcuna determinazione. In effetti, come si avr modo di
evidenziare in seguito, la gara veniva annullata con apposita delibera, in data 3 novembre 2000.
In seguito, gli interlocutori facevano riferimento ad alcuni episodi, accaduti nel corso
dellintera vicenda connessa allaggiudicazione dellappalto, laddove BILARDI Ettore e FAVARA
Gianluca avevano fatto ricorso anche ad esplicite minacce e percosse per far desistere altri soggetti
interessati dalla partecipazione alla gara.
La conversazione proseguiva come segue:
FAVARA G.: tu lo sai che non ha confidenza con me, che non ha parlato per niente
con me?
BILARDI E.: nooo, lo sai perch l'ho chiamato? Per il sacrificio che ha fatto per
infilarmi la dentro, no?..
FAVARA G.: Io non so a chi devo schiattare prima, a chi mi ha messo nel mezzo
BILARDI E.: no
SCOPELLITI S.: tu stai raccontando i fatti troppo...perch io ho visto lui che era andato
troppo in escandescenza
BILARDI E.: ma quello tremava all'impiedi, ed io gli menavo a uno che tremava in
piedi? lui ed il suo nipotino l, quello che abbiamo visto...(inc)...ti ricordi quel giorno?cio, ma a
questo dove l'ho visto, io pensavo fosse il figlio invece era il nipote
FAVARA G.: ma ti rendi conto cosa mi ha detto?
BILARDI E.: ma se tu vuoi che facciamo....(inc)...
Nel corso del discorso, emergeva in maniera chiara che il FAVARA ed il BILARDI
avevano effettuato alcuni incontri, anche con soggetti appartenenti a temibili organizzazioni
criminali della Piana di Gioia Tauro, tra i quali tale VIOLI Giuseppe, identificato nellomonimo
[nato a Sinopoli (RC) il 29.05.1949, ivi residente in Via Don Minzoni nr. 9, coniugato, bracciante
agricolo, domiciliato in Seminara (RC) alla Frazione SantAnna, in Via San Pietro, pregiudicato],
Capo Societ del Locale di San Procopio (RC), cognato del noto esponente mafioso dellarea di
Sinopoli, ALVARO Nicola [nato a Sinopoli (RC) il 02.03.1946], ristretto presso la casa
Circondariale di Roma-Rebibbia a seguito delloperazione Prima, coordinata da codesta D.D.A.
il 30.03.1999, dal momento che questultimo ha sposato la sorella VIOLI Grazia, nata a Sinopoli
(RC) il 15.05.1947. Si precisa che in occasione di questultima attivit investigativa furono emessi
provvedimenti custodiali nei confronti degli esponenti della cosca ALVARO-VIOLI-MACR per
il reato di associazione a delinquere di tipo mafioso ed altro.
Secondo le affermazioni espresse dagli interlocutori, il VIOLI aveva imposto che la gara
fosse aggiudicata alla ditta [Link] di Gioia Tauro, che operava gi con procedura durgenza
sin dal 1998. La suddetta azienda, il cui amministratore stato individuato in MURRONE Giulio,
in precedenza generalizzato, ha continuato ad operare sino al 31 agosto 2002, con il sistema della
somma urgenza, alle dipendenze dellAzienda Sanitaria di Palmi, in considerazione che sino al
mese di luglio 2002, per motivi procedurali, non veniva espletata alcuna gara di appalto. Va inoltre
precisato che il responsabile della ditta [Link], nonch le societ a questultima collegata
(ASCIOTI e CUTRUPI), pur di pervenire allaggiudicazione della gara di appalto, oltre ad
appoggiarsi allorganizzazione criminale capeggiata da VIOLI Giuseppe, aveva richiesto anche
lintercessione di ITALIANO Giuseppe Antonio, identificato nellomonimo, [nato a Delianuova
(RC) il 21 giugno 1931, ivi residente via San Martino 187, coniugato], Capo Societ del Locale di
Delianuova e referente della struttura mafiosa Italiano Papalia. Le affermazioni fatte in merito
sono risultate inequivocabili:
FAVARA G.: ...(inc)...quello di Reggio gli ha detto un lavoro a Gioia devono
lavorare quelli di Gioia, andiamo e chiamiamo quelli Gioia
FAVARA G.: partono e vanno a Gioia Tauro, a Gioia Tauro hanno detto noi gli
mandiamo un'ambasciata e ..(inc) quelli di Gioia. Quando vennero a Rosarno mi hanno fatto un
pompino, quello, quell'altro e quello di Gioia, quello di Gioia non ha partecipato per niente
BILARDI E.: e che l'hanno fatta a fare
FAVARA G.: nemmeno ha partecipato, e poi vediamo se non proseguo e non arrivo
neanche a Gioia. Tu intanto ti fai...(inc), con tutto che ceri dentro, ne sei dovuto uscire fuori e
non ti permettere nemmeno...tu ti sogni...che...(inc)...non passo da Gioia...brutto, cosa
lorda...prende quello di Bari e la fa con me e gli ho detto digli a "quei pisciatori" di Reggio
che...(inc)...per "pisciatori li ho presi e per pisciatori li ho lasciati. Quando arrivato quello di
Bari, l'indomani sono scaduti i termini...e loro si sono fatti lofferta, si sono fatti tutti i discorsi ed
io ancora aspettavo l'ambasciata per vedere come metterci d'accordo
BILARDI E.:. (inc)...
FAVARA G.: dice Peppe VIOLI, dice...il problema sono i Rosarnesi
BILARDI E.: inc
FAVARA G.: se togliete i Rosarnesi dai coglioni, ce lo facciamo tra di noi e non gli
dobbiamo dare conto ai Rosarnesi
BILARDI E.: uhe lui chi era?
FAVARA G.: perch lui dice che era il responsabile per la Calabria era lui il
referente
BILARDI E.: lui?
FAVARA G.: e questo qua ovunque va dice il mio Dio, il mio Dio Peppe VIOLI. Ed
io gliel'ho detto...il tuo Dio, il tuo Dio... come a dire, fa, lui gli ha presentato a uno ma con chi
cazzo hai fatto?...
BILARDI E.: lo sai a chi mi ha nominato lui?
FAVARA G.: eh
BILARDI E.: mi ha nominato a uno che io non lo posso neanche ...(inc)...a Peppe
Antonio ITALIANO mi ha nominato
FAVARA G.: la testa mi fa male, la testa perch non gli posso fare niente la dentro
BILARDI E.: non gli puoi fare niente la dentro, Luca, minchia, non scherziamo c'erano
2.000 persone che ci guardavano, telecamere che ci guardavano...tocca a uno di questo e vedi cosa
succede la dentro(inc) a noi... e a me mi arrestano perch non posso andare a Campo Calabro
FAVARA G.: tu hai visto mai che chiamavo a uno pisciatore e Carabiniere
BILARDI E.: si tu hai fatto bene che l'hai chiamato Carabiniere, perch se lo
meritava...lo capisci cosa voglio dire io Gianluca?...ma se io me lo sono portato di la, lo sai perch
me lo sono portato perch intanto mi resta qualche cosa...(inc)la uso, non la uso, me ne fotto tre
cazzi...(inc)...se ti vuoi incontrare con i Rosarnesi, ma tu pensi che tu ..(inc) abbastanza buono con i
Rosarnesi? Ti porto io a Rosarno non c' problema,...ma sappi che non sono come dici tu le cose, tu
i guai...(inc)... hai capito? Tu i cazzi glieli racconti ad un altro non a me! Io so tutte le cose!
FAVARA G.: e poi lui con i cazzi miei che centra
BILARDI E.: tu, gli ho detto, ad andare l, ti sei comportato male ad andare per
Reggio ...perch il lavoro te lo facevi con mio compare..basta...dice ma come si chiama...non ti
interessa come si chiama lui gli ho detto io...(inc)...gli dico il nome tuo...(inc)...
FAVARA G.: ti pare che non lo sanno loro
BILARDI E.: ah! lo sanno?
FAVARA G.: si, sono venuti a farmi l'ambasciata per incontrarsi con me per cacciare
quello di Bari e poi fare l'accordo...come, vengo e ti chiamo per darti il mio lavoro...mi vuoi fottere,
mi giochiquando vedi che poi non la puoi smontare, perch non puoi fare niente, dici caccia a
quello di Bari che ce lo facciamo noi insieme... e adesso non lo tolgo pi a quello di Bari a
quello di Bari non lo tolgo pi
BILARDI E.: ...(inc)...
FAVARA G.: a quello di Bari non lo caccio pi, gli ho detto; e se siete "buoni" lo
togliete voi...non sono venuti a toglierlo... gli ho detto, quello di Bari viene a fare la gara; e sappiate
che con quelli di Bari ci sono io...fatelo fermare da qualcuno(frase ironica)permettetevi di
farlo fermare da qualcuno o che qualcuno gli dica qualcosa...non andato nessuno a chiamare
quello di Bari. Poi prende questo qua e denuncia a quello di Reggio a CUTRUPI, denuncia pure a
CUTRUPI, poi mi venuto a trovare CUTRUPI per dimmi che lo aveva denunciato
BILARDI E.: vedi che questo CUTRUPI lo conosco e non neanche tanto
bravo...(inc)...
FAVARA G.: sono commercianti non che sono uomini o cristiani
BILARDI E.: se sono la stessa razza che conosco io sono brave persone
Alle ore 17.09.38, BILARDI scendeva dallautovettura e, sul mezzo, restava FAVARA
Gianluca e unaltra persona, riconosciuta per SCOPELLITI Santo [nato a Reggio Calabria il 15
maggio 1972, ivi residente via Mortara Pellaro nr. 18/B].
I due dialogavano sempre in ordine allappalto in questione, laddove il FAVARA
evidenziava, ancora una volta, di non aver potuto partecipare e di avere perso, quindi, circa 500
milioni di lire, per colpa del titolare della lavanderia ASCIOTI che, nonostante un tentativo di
intercessione, attraverso la figura di un soggetto a nome Mario, aveva comunque partecipato alla
gara; infatti, lo stesso, affermava lui, lui...ma pure se sono stati gli altri io a lui ho chiamato non
che ho chiamato a CUTRUPI o a quelli di Gioia...compare Mario a lui ha chiamato e quello gli ha
detto che non pu prendere nessuna decisione...perch il suo Dio..c' una persona in Calabria
che...compare Mario gli ha ma chi cazzo ?..."non lo posso dire, non lo posso dire, quando lo porto
poi capirete, poi capirete poi fate poi qua e poi l".-
(vds. all. nr. 198, gi menzionato)
Nella conversazione successiva, registrata alle ore 17.15 dell11 novembre 2005, intercorsa
tra FAVARA Gianluca e SCOPELLITI Santo, venivano registrati ulteriori commenti, circa la gara
in esame, laddove i due interlocutori ed in particolare il FAVARA facevano ulteriore riferimento
alla figura del VIOLI Giuseppe: .perch si tirato fuori e non ne vuole pi saperne, si ritirato
e non ne vuole pi sapere di queste cose?...uno che il Dio, che tutto lui, poi si tira fuori?Il
gioiatano (cittadino di Gioia Tauro) viene e ti dice che a me non mi fa andare nemmeno a Gioia
e non viene pi il gioiatano; il suo Dio che tutto lui, gli ha detto che le cose per come vanno non
ne vuole pi sapere.. non lo so io come andiamo....trovala tu la soluzione.
(vds. all. nr. 200)
In relazione a quanto evidenziato nella conversazione precedente, evidente che il
FAVARA, allorquando menzionava un soggetto a nome DIO, alludeva a VIOLI Giuseppe, atteso
che, durante il colloquio intercorso alle ore 16.57, in precedenza riportato, ad un certo punto
affermava e questo qua ovunque va dice il mio Dio, il mio Dio Peppe VIOLI. Ed io gliel'ho
detto...il tuo Dio, il tuo Dio... come a dire, fa, lui gli ha presentato a uno ma con chi cazzo hai
fatto?....
(vds. all. nr. 198 gi menzionato)
Al fine di meglio illustrare la personalit del FAVARA, si evidenzia che questultimo, nel
corso di un incontro chiarificatore, intercorso con un componente della famiglia ASCIOTI, aveva
anche minacciato questultimo, affermando: . e io non ho fatto niente...e gli ho detto vedi che
non ti sto facendo niente per lui. Sai come non potevo pi guardare niente?...se lui mi girava male
qualche parola o mi alzava le mani; la non c'era niente da fare...quando io gli ho detto vattene che ti
faccio male...la gli facevo male la...5 minuti di tempo volevo "che andavo e tornavo", 5 minuti
avevo bisogno...(inc)...
(vds. all. nr. 200 gi menzionato)
In ordine allincontro in questione stato censurato unulteriore dialogo, sul quale si
disquisir in seguito, in cui tale circostanza risultata oltremodo cristallizzata.
Nella stessa serata dell11 novembre 2005, allinterno dellautovettura del FAVARA,
venivano registrati altri colloqui, sempre aventi come oggetto le problematiche sorte in ordine
allaggiudicazione dellappalto in questione. Dal contenuto dei discorsi, emergeva che le
divergenze sorte in relazione allaggiudicazione di tali lavori, avevano determinato
linteressamento di alcune organizzazioni ndranghetiste, tanto che erano intervenuti anche noti
esponenti criminali dellarea jonica della provincia di Reggio Calabria, tra i quali ROMEO
Giuseppe identificato nellomonimo [nato a San Luca il 21 luglio 1946, ivi residente],
appartenente alla nota famiglia mafiosa denominata Staccu operante a San Luca. Si precisa che
questultimo zio acquisito di TRIPODO Venanzio, essendo fratello di ROMEO Sebastiano,
suocero del citato TRIPODO.
BILARDI Ettore cognato di TRIPODO Venanzio, avendo sposato la sorella di
questultimo. In relazione a tale dinamiche parentali, evidente che il BILARDI risultava in stretti
rapporti dinteressi con lagguerrita famiglia mafiosa dei ROMEO tanto che, secondo le proprie
affermazioni, era stato proprio ROMEO Giuseppe, al fine di dirimere la questione, ad indirizzare il
BILARDI presso VIOLI Giuseppe. Sul punto, le affermazioni dei due interlocutori sono risultate
molto dettagliate:
BILARDI E.: io quando eh gli ho detto vedi che tu hai sbagliato, tu hai avuto la
possibilit di fare questo lavoro con Gianluca perch non l'hai fatto con lui, perch vi siete
comportati cos? Dice Peppe ROMEO mi ha mandato da questo l, come cazzo si chiama, questo di
Rosarno (inc) di Melicucc...
FAVARA G.: ..(inc).. di Melicucc...
BILARDI E.: Melicucca?
FAVARA G.: .. hai capito chi Peppe Violi?...
BILARDI E.: Ahh! Ho capito chi , un bavoso!
FAVARA G.: hai capito adesso chi Peppe Violi?
Giuseppe: (inc).. quella sera mi mandano .. (inc).. Piromalli ..(inc).. Peppe Viola.. (inc).. per
comprarmi (inc)...-
(vds. all. nr. 201)
La conversazione, ricca di elevati elementi probatori circa lingerenza della criminalit
organizzata nel tessuto economico della provincia, si sviluppava, nella complessit, come segue:
INIZIO TRASCRIZIONE
BILARDI E.: io quando eh gli ho detto vedi che tu hai sbagliato, tu hai avuto la
possibilit di fare questo lavoro con Gianluca perch non l'hai fatto con lui, perch vi siete
comportati cos? Dice Peppe ROMEO mi ha mandato da questo l, come cazzo si chiama, questo di
Rosarno (inc) di Melicucc...
FAVARA G.: ..(inc).. di Melicucc...
BILARDI E.: Melicucca?
FAVARA G.: .. hai capito chi Peppe Violi?...
BILARDI E.: Ahh! Ho capito chi , un bavoso!
FAVARA G.: hai capito adesso chi Peppe Violi?
BILARDI E.: .. siii ho capito!
FAVARA G.: allora che cazzo hai capito?
BILARDI E.: nemmeno, di Melicucc ? O di coso questo? Che ...
FAVARA G.: eh di Sant'Anna!...
BILARDI E.: di Sant'Anna...
FAVARA G.: mi pare...(inc)...
BILARDI G.: .. di origini seminarote (di Seminara ndr)
FAVARA G.: (inc) degli ALVARO (inc) ..
BILARDI E.: .. si, gli ho detto tu hai sbagliato due volte, una perch ti hanno carcerato,
ti hanno carcerato per quelli di Locrii rosarnesi non c'entrano niente con queste cose che hai
fatto; questo lo garantisco io, duegli ho detto io perch una persona che subisce passivamente
come stai subendo tu, gli ho detto io(inc)mio compare, non che io posso ...(inc)...o ti incontri
con lui, o gli dici qualche cosa (inc) no che dici quello che ti piace a te che quello che ti piace
a te, con me non lo pu dire hai sbagliato con ...(inc); se Gianluca ha reagito in quel modo, vuol
dire che aveva i coglioni gonfi, specialmente di fronte a me che sa che io sono un uomo di pace e sa
che sono sorvegliato speciale e mi ha detto che se mi arrestavano con te, me la prendevo con te! hai
capito? ah te la prendevi con me?e allora con chi? gli ho detto iomi ha detto io sono
amico con i ROMEOtu puoi essere amico con chi vuoii ROMEO sono parenti miei, ma non
che mi interessa la situazione, tu hai sbagliato, ti facevi il lavoro..(inc)... Lo volevano loro! Quando
mio cognato (TRIPODO Venanzio n.d.r.) ha saputo le cose, si fatto i fatti suoi mio cognatomio
cognato, nel bene e nel male, legato al mio carro no? non che pu dire io per una parte e lui per
un'altra, allora che cognati siamo...
FAVARA G.: ...(inc)...
BILARDI E.: va bene, allora non vuoi capire...
FAVARA G.: ...(inc)....quella sera mi mandano....(inc)....Piromalli...(inc)...Peppe
Viola...(inc)...per comprarmi...(inc)...
BILARDI E.: ...(inc)...
FAVARA G.: ...(inc)...poi l'abbiamo chiamato a Rosarno
BILARDI E.: ...(inc)...
FAVARA G.: ...DELETTERIO...poi ho chiamato pure DELETTERIO...perch
DELETTERIO mi ha portato sulla cattiva strada...DELETTERIO e poi venuto a Rosarno
BILARDI E.: ...(inc)...
Alle ore 19.47 del giorno 11 novembre 2005, veniva registrata un ulteriore dialogo,
intercorso tra FAVARA Gianluca e BILARDI Ettore. I due interlocutori, nella prima parte del
discorso, facevano riferimento a fatti non attinenti alle problematiche in questione,
successivamente il FAVARA riferiva di non avere potuto partecipare da solo, poich non aveva
tutte le attrezzature necessarie. In effetti, lo stesso, come evidenziato in precedenza, sebbene fosse
stato invitato a partecipare alla gara di appalto, indetta in data 1 agosto 2000, non aveva aderito
allinvito per i motivi innanzi citati e, pertanto aveva stretto alleanza con la ditta pugliese, ovvero la
Nuova Olimpia sebbene avesse tentato di avvicinare limpresa riconducibile alla famiglia
ASCIOTI, attraverso lintercessione di tale Mario. Infatti, FAVARA Gianluca riferiva: vi
ringraziogli ho detto io(inca causa del basso tono di voce)Gianluca, dice quello che vuoi
tufai quello che cazzo vuoi(inc)quello che vuoitu hai capito che(inc)tenendo conto
che per questo lavoro ci volevano certi macchinari, certe attrezzature, ci volevano certi tipi di
fatturato che io (inc).. i requisiti non ce li ho! come cazzo si faceva? Non sapevo come cazzo
dovevo fare questa fatturaio ho il san Giovanni con lui perch gli ho battezzato il
figlio(inc.)mi ha detto lo conosco io vicino a casa mia c uno a San Gregorio., una cosa
grossa, uno grosso ..(unc)che si chiama Xcompare Marioio non lo conosco, non lho mai
sentito nominare, se lo conoscete voi(inc.)io ti dico che questa cosa non la sa nessuno
perch non un bando ufficiale (inc).
(vds. all. nr.202)
E chiaro il riferimento alla ditta ASCIOTI, in considerazione che la sede di tale impresa
(via delle Industrie), effettivamente, ubicata nella localit San Gregorio di Reggio Calabria. In
relazione anche a quanto intercettato nelle successive conversazioni tra presenti, in seguito
riportate, emergeva che il FAVARA, nonostante il tentativo posto in essere per impedire la
partecipazione a tale ditta, cosa che al contrario era riuscito a fare con tutte le altre, non aveva
potuto impedire che comunque presentasse la prevista offerta, sollevando, tra laltro, in sede di
aperture delle buste, alcune eccezioni che determinarono, in data 3 novembre 2000, lannullamento
della gara stessa. Le affermazioni, innanzi riportate, sono strettamente correlate alle affermazioni
registrate, alle ore 19.52 successive, allorquando il FAVARA Gianluca riferiva che Mario, per
intercedere con il titolare della ditta ASCIOTI, aveva interessato, a sua volta, un amico, uno dei
numero uno della Calabria. Anche in questo caso chiaro il riferimento ad un personaggio di
elevato spessore delinquenziale, il cui intervento avrebbe potuto incidere sulla decisione di far
desistere i componenti della famiglia ASCIOTI dal partecipare alla gara stessa.
FAVARA G.: compare...le solite cose...gli ho detto compare e allora a questo punto,
visto che la cosa cos, dobbiamo fare intervenire un'altra persona... chi questa persona...dice
... un amico, uno dei numeri uno della Calabria...uno qu...uno l...(inc)...ma chi ? questo dopo
una mezz'ora...ma chi ...ma chi ...ma chi ...dice...quando lo porto lo vedete, non giusto che ve
lo dico ora, un amico un amico qu... un amico in tutti i sensi...ma chi ...e non gli ha detto il
nome...portatelo! che volete che vi dico...dice ...quando ci vediamo...mattina di luned...allora
mattina di luned a "X" ora ci vediamo...va bene...(inc)...compare Mario mi ha accennato qualche
cosa, passa cos...cos...cos...cos e cos...mio compare... qual' il problema?...ci viene meglio tra
di noi che...allora...no dice...come no...io qu...io l...io questo...io quell'altro...(inc)...gli ho detto,
ma questo proprio uno di quelli...(inc)...io qu...io l...niente di meno, dice, meglio ancora, anzi,
lo aiutiamo pure gli diamo un altro lavoro...(inc)...gli ho detto va bene...dice...(inc)...dice allora
facciamo tutto tra di noi meglio una cosa tra di noi...cos...cos...cos...(inc)...dice allora...(inc)...si
allora no?...(inc)...io ho parlato non c' problema...cos...cos...(inc)...
BILARDI E.: ...(inc)...
FAVARA G.: ...(inc)...gli ho detto compare Turi...gli ho detto, ho un problema
cos...cos...cos...cos...c' questo qua della lavanderia che amico di quest'altro...cos...cos...e dice
che amico con voi...si un grande amico mio...allora va bene...(inc)...
cade la linea
Va, inoltre, sottolineato che, dalla conversazione nr. 120, menzionata precedentemente,
emergeva che, in relazione alla gara in argomento, il FAVARA aveva stabilito alcuni accordi, a
priori, con la dirigenza dellAzienda Sanitaria, in considerazione che lo stesso, ad un certo punto
del discorso, riferiva: .io ti dico che questa cosa non la sa nessuno perch non un bando
ufficiale (inc). Il FAVARA, infatti, gi nel corso della conversazione, registrata alle ore
16.57 (progr. Nr. 97), aveva affermato. .... Perch il lavoro era mio a casa mia, mi hanno
voluto chiamare a me, per farmi un regalo a me, amici miei, una licitazione privata...fai quello che
vuoi...
Dagli accertamenti effettuati, emerso che la gara era stata indetta, in data 01.08.2000, dal
Direttore Generale dellAzienda Sanitaria di Palmi, Dr. RANIERI Giustino [nato a Brancaleone il 9
settembre 1943, residente a Roma via Ghisalba nr.131], a seguito di parere favorevole emesso dal:
Direttore sanitario, Dr. OMERO Luigi [nato a Reggio Calabria il 22 luglio 1949,
residente a Messina in viale Regina Margherita nr. 59];
Direttore Amministrativo, Dr. CARATOZZOLO Carmelo [nato a Polistena il giorno
01.01.1947, residente ad Assisi (PG) via B. Quintavalle nr. 11].
In data 5 settembre 2000, allatto dellapertura della buste, relative alle offerte prodotte dalle
ditte partecipanti alla gara, era presente tutta la commissione, fatta eccezione del segretario
CALLA Carmelo, che , nella circostanza, veniva sostituito dal IERACI Giulio. In tale data, era gi
presente il Commissario Straordinario, Dr. FESTA Antonino [nato a Reggio Calabria il g. 11
febbraio 1941, ivi residente via Reggio campi II^ traversa n. 154]. Inoltre, erano stati sostituiti
anche il Direttore Sanitario ed il Direttore Amministrativo, identificati, rispettivamente, in
AGRESTA Vincenzo [nato a Gioia Tauro il 27.11.1938], deceduto e ROMEO Giovanni [nato a
Taurianova il 24.04.1946, ivi residente Viale San Martino nr. 5, traversa 15/b].
Alla gara, indetta a trattativa privata, erano state invitate, complessivamente nr. 27 ditte, di
cui solo cinque della Provincia di Reggio Calabria. Due di questultime erano nella piena
disponibilit del FAVARA, ovvero la LAVASERVICE [via Nazionale 78 Rosarno (RC)], di
propriet della madre, nonch limpresa [Link]. SRL [via Nazionale Sud Rosarno (RC)],
intestata allo stesso FAVARA. E evidente che le ditte extraprovinciali non avevano alcun interesse
a partecipare alla gara di appalto, atteso le notevoli distanze, tranne leventuale possibilit di siglare
accordi in sub-appalto con le ditte locali. In sede di gara, in effetti, come gi evidenziato, aveva
partecipato solo la ditta riconducibile alla famiglia ASCIOTI, anche in rappresentanza di quella di
CUTRUPI Antonino, con la quale era stato fatto un accordo informale circa laggiudicazione della
gara. Il FAVARA, secondo le acquisizioni probatorie, scaturite dalla presente attivit investigativa,
aveva imposto alle diverse imprese, invitate alla gara, di non presentare alcuna offerta; infatti, in
una conversazione, registrata alle ore 19.55 successive, riferiva .. dopo che io sono andato per
tutta lItalia e li ho cacciati a tutti dopo che ho fatto tutto il lavoro .. tutto io ho fatto Ettore.
I fatti si sono dettagliatamente evidenziati nel corso della conversazione tra presenti
registrata alle ore 19.55 del giorno 11 novembre 2005 (progr. 122), laddove il FAVARA
rappresentava tutti i particolari, connessi alla gara di appalto in argomento, nonch gli incontri
avuti con i diversi rappresentanti della criminalit organizzata, tra cui il citato VIOLI Giuseppe.
In particolare, era emerso che, a seguito dei vari interventi, attuati da FAVARA Gianluca, la
ditta proveniente da Bari, ovvero la Nuova Olimpia, aveva trovato un accordo con lo stesso
FAVARA, per evitare problematiche con la locale criminalit organizzata; infatti, questultimo
riferiva quanto rappresentatogli dai responsabili della citata impresa: questo lavoro tra tutti quanti
lo vogliamo fare con voi, noi da soli non lo possiamo fare, perch c unaltra ditta abbiamo
bisogno di uno di qua che ci garantisce per non avere problemi!"; gli ho detto...da oggi in poi potete
prendere impegni, ve lo garantisco io, qua il lavoro lo facciamo io e voi.-
Dal complesso della conversazione, inoltre, emergeva che la ditta della famiglia ASCIOTI e
quella di CUTRUPI, entrambe di Reggio Calabria, invitate a partecipare alla gara, avevano trovato,
come gi pi volte rappresentato, un accordo con la ditta di Gioia Tauro, ovvero la [Link], di
propriet MURRONE Giulio. La circostanza, infatti, emergeva dalle affermazioni, fatte in due
riprese, da FAVARA Gianluca. .. Perch successo questo? Perch mi hanno chiamato di la e mi
hanno detto "Gianluca! ma tu non ci sei nella ...inc...?", gli ho detto "perch?", "vedi che hanno
partecipato ...cos...cos...cos...cos...e cos!","come hanno partecipato?", dice "si! vedi che tu non
ci sei! dice "vedi che si sono messi d'accordo i cosi con i reggitani, ...due di Reggio con uno di
Gioia!.
In seguito, FAVARA aggiungeva: fuori il gioitano sono rimasti i reggitani, ...quando
hanno visto queste cose, che io mi sono accordato con i baresi, per mettere quelli di Bari a Rosarno,
...dice..."perdo il lavoro!" "eh! qua ... il lavoro resta qu, a me e a Bari!"; prende e mi mandano
una ambasciata questi ASCIOTI, CUTRUPI e Peppe ...inc..., che vogliono incontrarsi con me, mi
hanno mandato l'ambasciata la notte che vogliono incontrarsi con me; che vogliono un'offerta, gli
sta bene qualsiasi cosa che io decido; qualsiasi accordo che facciamo...basta che lo fanno con me;
che tolgo i baresi...e ci facciamo il discorso tra di noi e qualsiasi cosa voglio io che sar fatta; gli
mando a dire (ndr - FAVARA GIANLUCA) che io per i soldi non mi vendo..non ho...non ho....
Le affermazioni innanzi citate, non meritano ulteriori commenti: lobiettivo delle ditte di
Reggio Calabria, facenti capo alla famiglia ASCIOTI ed a CUTRUPI Antonino, era quello di
aggiudicarsi la gara di appalto in comune, unitamente alla [Link], che gi era ben protetta in
area da parte di VIOLI Giuseppe. Le affermazioni del FAVARA, durante la suddetta
conversazione, infatti, fanno riferimento ad un incontro, avuto a Rosarno, per delineare la
situazione, con tale Turi, non meglio individuato e VIOLI Giuseppe, portatore degli interessi
della ditta [Link] e delle altre imprese collegate. Circa la presenza del VIOLI alla riunione in
questione, si riporta quanto evidenziato dallo stesso FAVARA, al temine del discorso: Peppe
Viola, a sessant'anni ancora fai questi giochetti!"; gli ho detto io "hai sempre sessant'anni...!" gli ho
detto io "e ancora mi fai questi giochetti...inc.
La determinazione del FAVARA, in ordine allaggiudicazione della gara, stata notevole,
tant che, nel corso dellincontro avuto con i componenti ella famiglia ASCIONE e CUTRUPI,
alla presenza di VIOLI Giuseppe (prende e mi mandano una ambasciata questi ASCIOTI,
CUTRUPI e Peppe ...inc..., che vogliono incontrarsi con me), minacciava gli stessi che nel caso
non avesse ottenuto lappalto, avrebbe imposto una percentuale estorsiva mensile sui lavori .. ...gli
ho detto "io posso fare pure a meno di fare il lavoro!"...gli ho detto io..."a me non interessa il
lavoro...a me interessa...inc...posso fare pure...di non farlo per niente il lavoro...il lavoro ve lo fate
voi...a me a fine mese mi dovete dare i soldi, oppure qualche altra cosa! di quello che io faccio
realmente...il lavoro che io faccio; giusto?...stabiliamo il prezzo! Quello che non faccio stabiliamo
il prezzo di quanto tocca a me...poi ogni fine mese...ogni sei mesi...ogni cinque mesi!"... giusto o
sbagliato?...
Aggiungeva ancora: gli ho detto, allora no! ...e allora come facciamo? dice...facciamo una
cosa...dice..."gli facciamo tutti i prezzi...quanto costa un lenzuolo., quanto costa un pigiama, quanto
costa un cuscino...quanto gli vengono le cose!"..."quanto tempo volete?"...dice.."io domani o
dopodomani ho tutte le cose pronte!"..."ci vediamo tra dieci giorni, tra quindici giorni, quanto
volete!"..."no!"...dice..."io in settimana vengo a trovarvi!","e allora l'impegno resta a voi?" dice
"si!"..."quindi voi mi dovete portare il discorso di una cosa...!"
Nel prosieguo del discorso, FAVARA Gianluca faceva riferimento ad una seconda gara di
appalto, indetta, per lo stesso motivo, dalla citata Amministrazione. In tale contesto, il FAVARA
riferiva che la gara era stata vinta da una ditta di Napoli, che successivamente aveva affidato i
lavori, in sub-appalto, ad unimpresa di Catanzaro. In particolare, riferiva: dopo di ch sono
venuti i napolitani, questo di Gioia dice "me la posso vedere io? Tiro fuori per te e per me!"...gli ho
detto io...va a Napoli, abbiamo parlato, poi ha detto che la passa in subappalto a quello di
Catanzaro e a noi ci ha fatto un discorso! Non che andiamo a Napoli e facciamo questione perch
non portano neanche una lira, i gioitani (inc); .. i gioitani come al solito hanno preso impegni e
non li hanno mantenuti... ...e adesso c' il problema con i gioitani e con i napoletani...queste sono
tutte le parole...dopo di ch questo fatto qua... che mi ha fatto perdere la gara ed successo un
cazzo di casino, ...a questo non l'abbiamo chiamato per niente perch per noi era un pupo in mano a
Peppe VIOLA, che lo chiamavo a fare a questo qua, che non mai venuto a trovarmi e mai sono
andato a dirgli niente! ...abbiamo preso e abbiamo chiamato a Peppe VIOLA...perch l'accordo
l'avevamo fatto con Peppe VIOLA e Peppe VIOLA giocava al solito suo, ha fatto le solite tragedie
e le solite cose, ...li abbiamo portati a Rosarno....
Gli accertamenti effettuati hanno permesso di verificare che, in data 3 novembre 2000, con
delibera nr. 394/CS della Azienda Sanitaria Locale, emessa dal Commissario Straordinario FESTA
Antonino, veniva annullata la trattativa privata, relativa alla gara di appalto dell1 agosto 2000, di
cui si parlato in precedenza, nonch la licitazione privata indetta in data 23 agosto 2000.
La circostanza, in effetti, veniva rappresentato anche dal FAVARA, il quale riferiva che il
Commissario Straordinario, subentrato al Presidente dellAzienda Sanitaria di Palmi, aveva
bloccato la gara in argomento ed aveva indetto un nuovo appalto: .il tempo che me la danno a
me, sospendono tutto... per il fatto che la magistratura, insomma, ha cominciato a prendere, a
sequestra gli atti...sequestra le ditte... eh, eh, e non me la sono presa io, non se la sono presa
neanche loro, poi andata a finire che ci hanno cacciato il presidente...hanno fatto il
commissario...il commissario non ha fatto pi nulla...e sono passati un paio d'anni e non abbiamo
potuto fare nulla...dopo di ch sono venuti i napoletani.
Come gi rappresentato, alla data del 5 settembre 2000, giorno in cui venivano aperte le
buste, relative allofferta per la gara di appalto in trattazione, i vertici dellAzienda Sanitaria erano
stati tutti sostituiti, tant che era stato nominato un commissario straordinario, Dr. FESTA
Antonino, in precedenza generalizzato.
Ritornando alliter, connesso alla gara di appalto in esame, si precisa che le affermazioni
fatte dal FAVARA hanno trovato ampio riscontro negli accertamenti effettuati; infatti, stato
accertato che, in data il 3 novembre 2000, ovvero nello stesso giorno in cui veniva revocata la gara
di appalto in narrativa, la stessa Azienda Sanitaria, con delibera nr. 395/CS, indiceva una gara di
licitazione privata, per la durata di anni tre, per un importo annuo, a base dasta di lire 600 milioni.
La stessa gara, in data 26 luglio 2001, con delibera nr. 1351, a firma del Direttore Generale, Dott.
PIERI Claudio, dellA.S.L. nr. 10 di Palmi, veniva revocata, poich nel capitolato di appalto non
era stata inserita la fornitura dei materassi e delle divise per le Unit del SUEM 118. Nello stesso
giorno, con delibera nr. 1364, la medesima Azienda Sanitaria, bandiva procedura ristretta in forma
di appalto concorso servizio di noleggio, lavaggio, disinfezione, consegna e ritiro di biancheria
piana confezionata, materassi e guanciali, steilizzazione di biancheria per campo operatorio, per
un importo annuale di lire [Link], per un servizio per la durata di anni tre, con possibilit di
rinnovo annuale.
Con delibera nr. 1520 del 20 settembre 2001, venivano ammesse alla gara in esame, le
seguenti ditte:
TRE FIAMMELLE LAVENDERIE INDUSTRIALI FOGGIA, prot. 26625 del
6 settembre 2001;
AMERICAN LAUNDRY OSPEDALIERA S.p.A Melito (NA) prot. nr. 26783 del
7 settembre 2001;
PACIFICO S.R.L. LAVANDERIA INDUSTRIALE - Pontecagnano (SA), prot.
26788 del 7 settembre 2001;
LAVANDERIE INDUSTRIALI LAVIN S.R.L. Pomezia (Roma), prot. 27028 del
10 settembre 2001.
In data 20 novembre 2001, con delibera nr. 19863 dellAzienda Sanitaria nr. 10 di Palmi, il
Direttore Generale, Dr. Pieri Claudio sostituiva il Presidente della Commissione, preposta agli
adempimenti relativi allappalto, ossia il Prof. COLOMBO Paolo, impedito a parteciparvi, con il
Dott. MAGGI Claudio. La nuova commissione risultava, pertanto, cos composta:
- Dr. MAGGI Claudio, Presidente;
- Dr. RIGANO Rocco, Componente;
- Dr. CARRERA Loredana, Componente;
- Dr. SACRIPANTI Giovanni, Componente esperto;
- Dr. IERACE Giulio, Segretario.
Con delibera nr. 478 del 7 marzo 2002, veniva sostituito il Presidente della Commisione, Dr.
MAGGI Claudio, con il nuovo Direttore Sanitario Aziendale, Dr. LOGOZZO Bruno. Restavano
invariati gli altri componenti.
In data 11 luglio 2002, con delibera nr. 1322, LAzienda Sanitaria nr. 10 di Palmi, affidava
lappalto alla ditta American Landry SpA di Melito (NA), per anni tre, per un importo annuo di
556.191,72 pi IVA. Il 22 luglio 2002, veniva sottoscritto dai contraenti il relativo contratto, che
veniva registrato presso lUfficio del Registro di Palmi, in data 7 agosto 2002. Dalla visione del
contratto, si evince che la ditta appaltante veniva autorizzata allaffidamento, in sub-appalto, del
solo lavaggio della biancheria, trasporto e gestione magazzini centralizzati a favore della
IMPREMED S.r.L. [con sede in Marcellinara (CZ), localit Serramonda], con la diretta
supervisione da parte di un responsabile della ditta vincitrice.
Gli accertamenti espletati, presso gli archivi della Camera di Commercio, hanno permesso
di stabilire che la ditta aggiudicataria dellappalto sidentifica nella AMERICAN LAUNDRY
OSPEDALIERA S.P.A. in forma abbreviata A.L.O. S.P.A. [ con sede legale in Melito di Napoli
via Circumvallazione esterna strada privata Lettieri - Codice fiscale/Partita Iva: 03688561210 -
Numero REA: NA-621407 e precedentemente iscritta al Registro Imprese NA-1999-104061 -
Capitale sociale, dichiarato sul modello con cui e' stato depositato l'elenco soci, . 561.000,00].
I soci e gli altri titolari di diritti su azioni o quote sociali fin dal momento della costituzione,
sono risultati:
BUONAFEDE Nicola [nato a Napoli (NA) il 01/02/1945 ed ivi residente in via
Posillipo nr. 56/57, codice fiscale BNFNCL45B01F839N]. Allatto dellaggiudicazione della gara
di appalto, ricopriva la carica societaria di Direttore Generale nonch legale rappresentante. Sul suo
conto alla Banca Dati [Link]. risulta che il 07.09.1995, veniva scarcerato dal Tribunale di Napoli
per reati contro la Pubblica Amministrazione;
Alle ore 20.10 successive, si registrava unaltra conversazione intercorsa tra FAVARA
Gianluca e BILARDI Ettore Corrado, che attestava le proprie proiezioni criminali in aree esterne
alla Calabria.
Il BILARDI, infatti, con riferimento ai fatti in trattazione, ad un certo punto affermava che
se linterlocutore, avesse avuto bisogno di un appoggio a Napoli, per avvicinare la ditta che si era
aggiudicata lappalto a Palmi, non vi sarebbe stato alcun problema, poich quella
situazione...ma quando ci sono appalti che riguardano Napoli, un posto all'altro...noi abbiamo le
migliori famiglie di Napoli legate con noi .-
(vds. all nr. 204)
In effetti, BILARDI Ettore risultato legato, attraverso la figura del cognato, TRIPODO
Venanzio, a personaggi aderenti alle organizzazioni mafiose campane; infatti nel corso di
unattivit investigativa condotta dal Servizio Centrale del R.O.S. unitamente alla locale Sezione
Anticrimine, nellambito del procedimento penale nr. 1606/04 R.G.N.R. D.D.A di questa A.G.
(indagine Quantum), emerso che TRIPODO Venanzio ha ospitato, dalla fine del 2005, quindi in
coincidenza con le conversazioni in precedenza indicate, per un lungo periodo di tempo, nellarea
jonica della Provincia di Reggio Calabria, il latitante della camorra ZARA Nicola [nato a Casale
dei Principi (CE) il 20.02.1951], colpito da provvedimento cautelare per omicidio ed altro, tratto in
arresto dal citato Reparto, in data 24 agosto 2006, in Cancello ed Arnone (CE), allinterno di
unabitazione di propriet di DIANA Angelina. Sempre nel corso della medesima indagine, sono
stati accertati alcuni collegamenti tra il citato TRIPODO ed alcuni componenti della famiglia
camorrista MAZZARELLA, egemone nellarea di San Giovanni a Teduccio (NA). In merito, nella
relativa informativa di reato, stato evidenziato: in una serie di conversazioni intercettate, alla
fine di ottobre 2005, tra TRIPODO e SCALIA, il quale manifestava al primo la necessit di
intercedere per tale SERGIO che era stato convocato (non chiara la ragione) da quelli di San
Giovanni a Teduccio e temeva possibili ripercussioni nei suoi confronti, emergeva che TRIPODO
era compare di MAZZARELLA Ciro ed amico di MAZZARELLA Gennaro e Vincenzo161.
Proprio questo rapporto di comparaggio, che SERGIO avrebbe dovuto rivelare una volta al
cospetto di quelli di SAN GIOVANNI A TEDUCCIO, lo avrebbe, a dire del TRIPODO, tutelato.
Egli, inoltre, qualora necessario sarebbe stato disponibile a raggiungere Napoli, per garantire
personalmente SERGIO. Tale rapporto, invero non appare nuovo. Il padre di TRIPODO Venanzio,
ossia Mico TRIPODO, era, infatti, uomo donore, nonch compare danello di RIINA Salvatore, e
amico diretto di Luciano LIGGIO (cfr. indagine GRANDE ORIENTE del R.O.S.);
MAZZARELLA Ciro, anchegli uomo donore162.
161 capi dellomonima famiglia camorristica operante in Napoli quartiere San Giovanni a Teduccio (sono i nipoti
diretti, in quanto figli di ZAZA Nunzia, dei fratelli Salvatore e Michele ZAZA);
162 CALDERONE Antonino (dichiarazioni del 1987-88) forniva dettagliate notizie sulla composizione della
famiglia mafiosa napoletana: "omissis Ciro MAZZARELLA e' uomo d'onore della famiglia di Napoli
anche Vincenzo MAZZARELLA, fratello di Ciro, ed un altro fratello, Salvatore, sono uomini d'onore;
MARINO MANNOIA Francesco confermava in varie occasioni i legami intercorrenti tra la malavita
napoletana e Cosa Nostra; in particolare dichiarava: "omissis Nel napoletano vi sono due famiglie ... una
della citta' ed una della provincia ;
MUTOLO Gaspare (dichiarazioni del 1992) confermava l'appartenenza a Cosa Nostra delle famiglie
napoletane capeggiate dagli ZAZA, NUVOLETTA e BARDELLINO, dichiarava: "omissis Ciro
MAZZARELLA e' un uomo d'onore della famiglia di Napoli
GALASSO Pasquale riferiva in merito: "omissis Frequentando la zona di Napoli, ebbi modo di conoscere
i fratelli NUVOLETTA, Lorenzo, Gaetano, Angelo e Ciro, Antonio BARDELLINO e Ciro MAZZARELLA.
Ho avuto modo di sentire parlare anche di Giuseppe LIGUORI, suocero di Michele ZAZA e Nunzio
BARBAROSSA, legato al ZAZA, se non ricordo male. Naturalmente ho potuto riallacciare i contatti con i
fratelli ZAZA, gia' conosciuti in carcere. Gia' nel corso della mia prima detenzione a Poggioreale, avevo
appreso da Raffaele CUTOLO e da Carmine ALFIERI che gli ZAZA ed i NUVOLETTA erano i referenti
napoletani della mafia siciliana.
FAVARA G.: Si, con me ha parlato, ci siamo presi il caff, verso le nove e mezzo
al bar SESIA ...incomp di Gallina ... e poi dice: abbiamo mangiato alla FENICE! ...ha
detto!... venuta anche la sorella ...incomp... di DINAMI, si chiama MERCURIO...cos...cos...!
Dice che lavora con la sorella, e la sorella mi ha detto: i soldi non ci interessano niente!
..incomp...il problema che ha la casa del padre ipotecata... il problema che c'ha ...., ma di come
...ma di come ho capito questa di soldi non ne ha cacciati! Questo, forse, di come ho capito io,
hanno fatto una societ! Hanno fatto la cosa a nome suo, ..incomp... hanno fatto assegni, hanno
fatto cambiali hanno fatto non so che, hanno fatto, pratiche...cose... poi magari glieli mandano
indietro, non gli hanno pagato nessuno, protestati, lo hanno fatto fallire, di queste cose qua tutto
apposto, ma soldi penso che neanche lui li ha cacciati! Dice: "di questo non lo so!" dice: siccome
noi una volta siamo andati a Torino, incomp... sono rimasti disponibili..., dice, mi sto
impegnando...!" Gli ho detto: " E a voi si sono rivolti?" Dice: "si!". Siccome si sono rivolti
...incomp..., questo fatto qua, da un mese che lo so...! E il bello che io, NATALE, gli ha detto,
davanti a me: "digli a tuo cognato che non parli con nessuno, abbiamo parlato qua e non parlare
con nessuno!" Ha detto: "No, poi glielo dico che non parli con nessuno!". E invece ha parlato lui!
BUDA P.: ...incomp..., quattro ..incomp ., io non mi sono interessato a...,
incomp...
FAVARA G.: ho preso, nemmeno l'ho salutato, ho preso e me ne sono andato! Gli ho
detto: Gi lo sapevo questo fatto! ...FEDERICO di Gallina, perch una volta sono andati, salito a
Torino, una persona disponibile ...incomp sembra uno stupido ...incomp...
BUDA P.: ...incomp...qualcuno come a lui ! Qualcuno come lui!
FAVARA G.: qualche giovanotto!
BUDA P.: Qualcuno come lui!
FAVARA G.: ...che poi passato MIMMO PASSALACQUA di, l! Che eravamo che
parlavamo io NATALE e questo qua! Vi saluto! gli dico che gliel'ho mandata l'ambasciata a mio
compare..., mi devono dare la risposta, ...incomp..., poi venuto NATALE e l'ha avvicinato... poi
venuto a salutarlo questo qua, questo qua...
BUDA P.: lo conosceva?
FAVARA G.: non se lo ricordava! Poi si presentato! ...ah...si era tanto che non ci
vedevamo, ventanni, trentanni che non ci vedevamo...cos, come stai...come non stai!
...incomp..., sono a Torino! Poi si sono allontanati, loro! ...dice..." non vorrei sbagliarmi, non
vorrei confondermi, dice ...incomp.. hanno fatto cose buone a Torino..., ..incomp cose buone,
tipo, cose... ..., (registrazione interrotta per problemi tecnici ndr) ...hanno avuto un paio di morti,
non so! ...incomp...
BUDA P.: ...incomp..., per questo non centrava niente ...incomp..., gli altri due
fratelli centravano! Si ma io a ...incomp... sono rimasto male... incomp... MIMMO
PASSALACQUA, che io lo so ...incomp...
Dal contesto del discorso si evinceva, chiaramente, che lestorsione in questione era
condotta direttamente dal FAVARA; infatti era lui stesso a confermare tale circostanza al BUDA
Pasquale, sebbene questultimo fosse pienamente a conoscenza di ogni particolare. BUDA
Pasquale, infatti, non appena apprese dal FAVARA che il giorno precedente, questultimo, era
stato contattato dal fratello (BUDA) Natale, subito fece riferimento alla problematica della pizzeria.
In effetti, il giorno precedente, ovvero il 17 novembre 2006, BUDA Natale, alle ore 12.20,
contattava telefonicamente lutenza cellulare nr. 338/4964443, in uso a FAVARA Gianluca e
fissava un appuntamento con lo stesso a Villa San Giovanni, aggiungendo di essere in compagnia
di una persona che, alla luce delle affermazioni esternate dal FAVARA, stato identificato nel
citato MICHELE di Gallina:
Da accertamenti sviluppati emerso che la pizzeria il vecchio mattone, allepoca dei fatti,
era di propriet di MERCURI Domenico [nato ad OLTEN (SVIZZERA) il 25.05.1980 e residente a
Dinami (VV) in Via Cesare BATTISTI nr. 10]. La pizzeria risulta essere stata chiusa in data
21.09.2006, in quanto, nella stessa, data liscrizione stata cancellata dalla Camera di Commercio.
Dal contesto generale del discorso, emergeva che lintervento effettuato dal soggetto a nome
Nel prosieguo del successivo dialogo, veniva censurato il riferimento allutilizzo, da parte
del FAVARA, dellaltra autovettura di sua propriet, risultata essere una Porche Cayenne (targata
CW474TP), nonch lintervento di Nino, identificato in IMERTI Antonino [n. 01.10.1950],
attuale Capo Societ del Locale di Fiumara di Muro, circa la disponibilit di tale veicolo, non
ritenuto idoneo per uno ndranghetista in quanto avrebbe potuto attrarre le attenzioni delle Forze di
Polizia ..Hai visto ieri sera Nino con ...inc.........senza macchina siete venuto? Vi ha detto qualche
cosa? come ?...
(vds. all. nr.207)
Si precisa che dallanalisi complessiva delle conversazioni, emergeva chiaramente come
BUDA Pasquale non avesse un consolidato rapporto con lIMERTI, fatto questultimo gi
evidenziato, tanto da mantenere un atteggiamento molto distaccato nei confronti dello stesso. Il
BUDA, infatti, riferiva che alcuni giorni prima, aveva incontrato, allinterno di un bar, IMERTI
Antonino, il quale lo aveva invitato a consumare il caff, ma lui aveva rifiutato. Aggiungeva che,
con lo stesso, si era visto successivamente per recarsi ad Archi di Reggio Calabria, ove era sorto un
problema e, questultimo, aveva voluto anche la presenza del BUDA: .. non ci siamo visti pi da
allora...ci siamo visti l'altra sera al bar, lui era la io sono entrato e ha detto "volete il caff?" , "no
me ne vado!"...ciao, ciao! e me ne sono andato. ...No, no venuto a chiamarmi ...no! ci siamo visti
da allora...ci siamo visti... venuto a chiamarmi sul posto di lavoro perch doveva andare all'
ARCHI e voleva che c'ero anche io perch c'era un problema, non ricordo.....voleva che c'ero io
presente....e come ho smontato dal lavoro alle due sono dovuto andare....inc....catona....
(vds. all. nr.207)
In merito, va sottolineato che i componenti delle organizzazioni criminali, allorquando
fanno riferimento alla localit Archi, intendono riferisi al gruppo mafioso dappartenenza, nella
fattispecie i componenti della famiglia CONDELLO che, al pari del gruppo criminale contrapposto,
hanno la loro roccaforte in tale localit. La problematica, evidenziata dal BUDA, sicuramente era
correlata ad attivit criminali, in quanto IMERTI Antonino cl. 50, aveva preteso anche la presenza
di un altro appartenente al sodalizio.
Nel corso del successivo dialogo, registrato alle ore 18.34 del 18 novembre 2005, i due
interlocutori facevano riferimento ad una serie di personaggi, tutti appartenenti alle diverse
organizzazioni criminali, operanti nella zona settentrionale della Provincia di Reggio Calabria,
nonch della provincia di Catanzaro, tutti coinvolti nellambito delloperazione Decollo, condotta
dal ROS e coordinata dalla Direzione distrettuale Antimafia di Catanzaro, conclusasi con il
sequestro di ingenti quantitativi di stupefacente.
(vds. progr. all nr.208)
Nella seconda parte della conversazione, venivano censurate alcune frasi che confermavano
la contiguit del BUDA, nonch di FAVARA Gianluca, nel pi ampio circuito criminale
capeggiato da CONDELLO Pasquale, in considerazione che, ad un certo punto del dialogo, BUDA
Pasquale riferiva che ROSMINI Diego [ n. il 25.06.1972], appartenente allomonima famiglia
criminale, collegato nel corso della guerra di mafia al gruppo capeggiato da CONDELLO Pasquale,
aveva inviato un messaggio, attraverso un soggetto di Campo Calabro, allo stesso BUDA Pasquale,
poich voleva un incontro con questultimo. Il messaggio, secondo le affermazioni del BUDA
Pasquale, era stato veicolato attraverso il fratello BUDA Natale: mi ha mandato un
'"imbasciata" Diego Rosmimi, un giovanotto del campo...gli ha dato l'imbasciata" a mio fratello....
E interessante sottolineare che il FAVARA, ben addentrato nei meccanismi criminali della citt di
Reggio Calabria, era gi a conoscenza di tale circostanza, per averlo appreso, direttamente da
BUDA Natale, nel corso dellincontro avuto il giorno precedente (17.11.2005), laddove
questultimo aveva incontrato il FAVARA, per cercare unintermediazione, circa lestorsione
effettuata in danno della pizzeria IL VECCHIO MATTONE, in ordine al quale si ampiamente
parlato in precedenza: e me lo sono dimenticato di dirvelo! me lo diceva Natale pure...dice "va
lui o voi!", aggiungeva successivamente me lo diceva Natale ieri. Tale dato oltremodo
significativo, atteso che i componenti delle organizzazioni criminali rappresentano determinate
situazioni, quali gli incontri con altri sodali, solo a personaggi inseriti nel medesimo circuito
delinquenziale, da ci ne scaturisce lappartenenza del FAVARA, al gruppo criminale in esame:
BUDA P.: mi ha mandato un '"imbasciata" Diego Rosmimi, un giovanotto del campo...gli
ha dato l'"imbasciata" a mio fratello...
FAVARA G.: e me lo sono dimenticato di dirvelo! me lo diceva Natale pure...dice "va
lui o voi!"
BUDA P.: che hanno malanova! ...inc...ma io ho riso, ma vedete che certe volte la
confidenza delle persone come la prendono per...se io ho bisogno una cosa da te, vengo io e ti
trovo...chi hai bisogno di una cosa deve ...inc...
FAVARA G.: me lo diceva Natale ieri
BUDA P.: mi fa gonfiare il cazzo
FAVARA G.: mi domandava a me...mi ha mandato...dice che vi voleva a Natale a
voi...che vi doveva dare un'"imbasciata" da un p di giorni...che non vi sta vedendo...
BUDA P.: come...inc.....no mi vede a me...
FAVARA G.: dice che non vi sta vedendo che ha un'"imbasciata" urgente per voi...e ha
mandato un'"imbasciata"...inc...era di quando ci siamo visti...era....inc...
(vds. all. nr. 208)
FAVARA G.: io sono a Villa ma Reggio ma sapete quanti caff pago al giorno...
BUDA P.: e lo so io...
FAVARA G.: voi non avete idea quanti caff pago...
BUDA P.: ma vedete che voi a Reggio nelle nostre parti vi rispettano come a noi
FAVARA G.: lo so...
BUDA P.: non c' differenza...
FAVARA G.: oggi sono entrato a Gallico al bar... al Winner...chi entra li dentro!
Mimmo Barbieri...arriva l e gli ho offerto il caff, lui neanche mi aveva visto
BUDA P.: ...inc...
FAVARA G.: ha detto "ho fatto la notte!" dice che ha fatto un lavoro ed ha lavorato
tutta la notte ed ha detto "sto andando a prendermi un caff e vado a coricarmi!", gli ho detto
"prendetevi un...un cappuccino, prendetevi un cornetto!", "no solo un caff!" ha detto..."compare
Pasquale!" mi ha detto, "oggi ci vediamo!"..."be si lo s, sta lavorando!"...e...
BUDA P.: e per lui l'altro giorno io mi stavo...inc...e lui non lo sa neanche...per ha
giocato un pochettino sporco
FAVARA G.: lui, si!
BUDA P.: ...mi ha chiesto un favore a me ...inc...gli dovevamo
fare...diciamo...inc...siciliano...e gli ho detto io "compare Mimmo! ma voi sapete se c' qualcuno
dietro a questa ditta?", "no!" dice "compare! state tranquillo, non c' nessuno,
nessuno!"...inc...(linea disturbata)...e lui lo sapeva
FAVARA G.: pure!...
BUDA P.: abbiamo avuto le prove poi, mio cugino Nino rimasto male...dice "e tu
sapevi che c'era questo discorso e non hai ...inc...! ci hai fatto fare brutta figura con le
persone!"...dice "tu parti da Fiumara di Muro per venire a Reggio!...."
Si precisa che il cugino Nino, menzionato dal BUDA Pasquale, stato identificato nel
citato IMERTI Antonino cl. 50, avendo, quetultimo, sposato BUDA Fiorenzina [27.10.58], cugina
del suddetto BUDA.
Nel corso della successiva conversazione, registrata sempre in data 18 novembre 2005, alle
ore 19.08, i due interlocutori, nel fare riferimento allimprenditore BARBIERI Domenico,
affermavano che lo stesso si era aggiudicato un appalto di un miliardo. BUDA Pasquale affermava
che il BARBIERI, in tale circostanza, aveva avuto un buon comportamento, tanto da aver pagato i
biglietti di aereo al BUDA, allorquando questultimo si era recato a fare visita ai cognati,
LICANDRO Rocco [04.03.1966] e IMERTI Giovanni [03.04.1958], entrambi detenuti presso il
carcere di Volterra, poich condannati alla pena dellergastolo.
In effetti, il BARBIERI, come accertato nel corso dellintera attivit investigativa, ha
sempre proceduto al pagamento del viaggio a favore del BUDA.
(vds. all nr. 209)
La restante parte della conversazione era incentrata sulla personalit del FAVARA, laddove
lo stesso evidenziava, adeguatamente supportato dal BUDA, il proprio ruolo criminale, ritenuto di
alto prestigio per averlo acquisito nellambito della Ndrangheta; infatti il BUDA testualmente
riferiva: ...quindi sanno che voi a Reggio avete ormai collegamenti...loro a Rosarno possono
essere...che dicono le persone Gianluca.., aggiungendo, successivamente, che la qualificazione
criminale dellinterlocutore, gli avrebbe consentito, in qualsiasi momento, di potersi relazionare
con tutti voi dove andate andate... amico ...inc...potete andare da tutte le parti....-
FAVARA G.: ...inc... io...io come sono invidiato a Rosarno...sapete come sono
invidiato a Rosarno...
BUDA P.: ...eh?...
FAVARA G.: ...tranne qualcuno che...
BUDA P.: ...quindi sanno che voi a Reggio avete ormai collegamenti...loro a
Rosarno possono essere...che dicono le persone Gianluca...
FAVARA G.: no, uscendo da Rosarno non siamo da nessuna parte...
BUDA P.: voi dove andate andate... amico ...inc...potete andare da tutte le parti...
Nella parte finale del discorso, i due interlocutori evidenziavano di avere un appuntamento,
nei pressi del negozio denominato Tentazioni (ah... aspettiamo l), di propriet di
PASSALAQUA Domenico, in precedenza generalizzato:
dellorganizzazione criminale operante in tale area, nonch sottolineata nei confronti anche di altri
personaggi, non meglio specificati, ritenuti inidonei a militare allinterno di unorganizzazione
criminale che quando c'erano i problemi, le persone chi era in Germania, chi era nascosto, chi
non usciva a cosa...-
Il BUDA, comunque, esprimeva, parole di stima nei confronti del vecchio Capo Societ del
Locale di Fiumara di Muro, IMERTI Antonino cl. 46, che non avrebbe mai accettato una situazione
del genere se c'era Nino li faceva pisciare solo a guardarli....-
(vds. all nr.4, gi menzionato)
Ritornando alla figura del FAVARA, si precisa che questultimo costituisce sicuramente un
punto di riferimento della criminalit organizzata; infatti, dalla conversazione tra presenti
evidenziata in precedenza (conv. Nr. 523 del 18.11.2005), emergeva che, in occasione del furto
dellautovettura Fiat Punto, targata AA441ZT, perpetrato in data 15 novembre 2005, in danno di
MACRI Cinzia Eugenia [nata a Canelli (RC) il 03.101973 e residente a Polistena in Via Matrice],
il FAVARA veniva attivato da SORACE Michele [nato a Polistena il 27.06.1953, ed ivi residente
in Via Bruno Giordano nr. 13], affinch riuscisse, mediante i contatti con altri elementi della
criminalit, a rinvenire il veicolo. In effetti, gi il giorno precedente (17.11.2005) FAVARA
Gianluca, sulla sua utenza cellulare nr. 392/6855775, sottoposta ad intercettazione, aveva ricevuto,
alle ore 15.44, una telefonata da SORACI Michele, che gli comunicava il numero di targa ed il
colore dellautovettura oggetto di furto:
Prog. 840 ore 15.44 di tale Michele Suraci di Polistena chiede a Gianluca come
finita per quel fatto. Nel frattempo si sente il chiamante chiedere ad una donna la targa ed il tipo
della macchina. La donna risponde Fiat Punto di colore amaranto AA 441*ZT.
Dal contesto del discorso, emergeva che il FAVARA era gi stato avvisato dellaccaduto, in
considerazione che, al momento della conversazione, entrambi, facevano gi riferimento a quel
fatto. Inoltre, il FAVARA, senza aggiungere altro, chiedeva il numero di targa del veicolo ed il
colore. Nella stessa serata, il FAVARA, allinterno della propria autovettura, sottoposta a censura,
riferiva a BILARDI Ettore, in precedenza generalizzato, di essere stato attivato per un furto
perpetrato a Polistena, al cui proprietario, per la restituzione, avevano chiesto 700 Euro.
(vds. all. nr. 210)
Lautovettura in questione, in data 18 novembre 2005, veniva rinvenuta, in Polistena, senza
alcun danno, completa dei documenti di circolazione. Si precisa, comunque, che, alle ore 15.45 del
18 novembre 2005, FAVARA Gianluca, telefonicamente, chiedeva al SURACE se lautovettura
fosse stata rinvenuta. Avuta risposta negativa, riferiva allinterlocutore che, qualora avesse ricevuto
qualche telefonta per recarsi a prelevare il veicolo , avrebbe dovuto aspettarlo, affinch andassero
insieme:
Prog. 877 ore 15.45 Gianluca Favara chiede a Michele Surace se lo ha chiamato
qualcuno. Lui risponde di no e gli chiede nel caso lo chiamino che cosa deve fare. Gianluca gli dice
di prendersi un ora di tempo cos vanno assieme.
Nella stessa serata, FAVARA Gianluca, unitamente ad altre quattro persone, tra le quali,
COSTANTINO Demetrio [nato a Reggio Calabria il 26.01.1969, ivi residente in via Firenze n. 26,
pregiudicato], si poneva alla ricerca dellautocarro mediante contatti con personaggi dediti alla
consumazione di tali delitti, tra i quali tale COCO identificato in AMATO Noello [nato a Gioia
Tauro il 10.07.1977 e residente a Rosario in Via Nazionale Sud nr. 364], pregiudicato per delitti
contro il patrimonio, che non veniva rintracciato.
In merito al furto dellautocarro in questione, non sono emerse denunce presso la Banca
Dati delle Forze di Polizia.
E essenziale sottolineare che questultimo, alle ore 11.07, metre si trovava in compagnia
dellALVARO, telefonava a BUDA Pasquale, reperibile sullutenza telefonica nr. 338/8213592,
invitandolo ad un incontro, per le ore 14.00, cos come aveva stabilito lALVARO, nel corso del
precedente dialogo telefonico, intrattenuto con il FAVARA, presso lo svincolo autostradale di
Gallico.
Il BUDA, dopo uniniziale titubanza, dovuta ad altri impegni, non appena apprendeva che ci
sarebbe stato anche quello, concordava sullorario e luogo dellincontro.
(vds. all nr.213)
Alle ore 14.00 successive (29 giugno 2006), personale della locale Sezione Anticrimine, in
concomitanza con lincontro che il FAVARA e lALVARO avevano stabilito con BUDA Pasquale,
oggettivava larrivo alle ore 14.10, dellautovettura Ford/Mondeo, targata BA759BW, in uso a
FAVARA Gianluca e condotta da questultimo, con a bordo ALVARO Cosimo ed un altro
soggetto, che si fermava nei pressi dellentrata del negozio, denominato Roberto pronto casa, ove
vi era, gi in sosta lautovettura Fiat/Marea in uso a BUDA Pasquale.
(vds. all. nr.215 )
Ancor prima di descrivere gli ulteriori eventi, opportuno precisare che, attraverso
accertamenti praticati presso lArma di Sinopoli, emerso che il TRIPODI, sebbene risulti essere
formalmente disoccupato, come tra laltro, emerge dalla dichiarazione dei redditi, effettua lattivit
di muratore, per conto proprio, eseguendo diverse opere, in altrettante aree, della zona di Villa San
Giovanni e centri limitrofi.
Giunti in localit Villa San Giuseppe di Gallico, gli occupanti del mezzo scendevano dal
veicolo, per incontrarsi con BUDA Pasquale, che li aveva seguiti con la propria autovettura. In tale
contesto, buona parte del discorso non veniva registrato, anche se nella parte finale dellincontro,
allorquando i soggetti si avvicinavano allautovettura monitorata, venivano percepite alcune frasi,
dalle quali emergeva chiaramente che gli stessi avevano trovato un concreto accordo in ordine alle
richieste fatte dal BUDA. Infatti, ad un certo punto del discorso, oltre ad emergere che lALVARO
Cosimo aveva avuto una funzione di garante, in ordine agli impegni assunti dal TRIPODI, atteso
che il BUDA riferiva ...abbiamo parlato con compare COSIMO..., aggiungeva che il TRIPODI,
in seguito, a Villa San Giovanni, non avrebbe avuto ulteriori problemi ...voi a Villa...voi a Villa
andate tranquillo.... Successivamente ALVARO Cosimo, nella sua qualit di mediatore,
assicurava al TRIPODI una costante continuit lavorativa, che avrebbe garantito lo stesso BUDA
.. ...e pensa compare Pasquale a trovarti il lavoro...dove vai vai...-
Le affermazioni risultavano oltremodo significative, in quanto attestavano il ruolo di primo
piano, ricoperto dal BUDA, allinterno del Locale di Villa San Giovanni. In seguito, era sempre lo
stesso BUDA ad evidenziare ulteriormente il proprio spessore delinquenziale, attestando di avere
sempre, fatto recuperare eventuali crediti, derivanti da attivit lavorative, al TRIPODI.
(vds. all nr. 217)
U: Uomo
G: Gianluca
C: Ciccio
X: Uomo sceso dalla macchina.
^^^^
163 BX109GX LEONELLO Giuseppa pat. ROCCO mat. PAOLI Pietrina Darma nata SINOPOLI ( RC ) 25-07-
1962 Via Carcere n.10
164 A) del delitto p. e p. dallart. 416 bis 1, 2, 3, 4 e 5 comma c.p., per aver fatto parte di
unassociazione a delinquere di tipo mafioso denominata ndranghita, articolata in una consorteria
criminale facente capo alla potente cosca Morabito di Africo ed operante nel basso versante jonico della
provincia di Reggio Calabria finalizzata mediante la forza di intimidazione del vincolo associativo ed alla
conseguente condizione di assoggettamento e di omert che ne deriva alla commissione di gravi delitti, tra i
quali traffico di sostanze stupefacenti ed armi da guerra, infiltrazioni in diverse Pubbliche Amministrazioni,
locali ed accademiche, per il conseguimento di ingiusti profitti, e la gestione e spartizione di pubblici appalti,
nonch procacciare voti ad altri, anche a mezzo di attivit coercitive del voto altrui, in occasione di
consultazioni elettorali e, comunque, a realizzare profitti o vantaggi ingiusti per s o per altri.
Con le aggravanti ex art. 416 bis, 4 comma, per aver fatto parte di unassociazione armata, disponendo di
armi comuni e da guerra ed esplosivi per il conseguimento delle finalit dellassociazione.
In particolare:
MORABITO Giuseppe, MAISANO Filiberto, MAESANO Santo, ZAVETTIERI Annunziato, ZAVETTIERI
Domenico, ZAVETTIERI Mario, ZAVETTIERI Salvatore Antonio, ROMEO Antonio, VERNO Pietro,
STELITANO Sebastiano cl. 28, TRIPODI Giovanni, per aver con condotte, modalit, finalit e tempi meglio
specificati nel corpo della richiesta determinato la gestione della struttura decisionale-territoriale della
ndranghita denominata locale di Rogudi e successivamente, appartenendo a schieramenti criminali
contrapposti nellambito del medesimo locale, contribuito a favorirne la pacificazione in ci interrompendo
una faida che si protraeva, senza soluzione, da diversi anni
Gino non solo...ha un seguito....gli ho fatto capire io...a Gianluca...per non puoi parlare chiaro
Mimmo... hai le cazzo di persone... parlano ...mangiano. ..incomp...capisci....perch un po
leggerino nel parlare Gianluca...io mi sono reso conto di certe volte...
(vds. all. nr.219)
Laffermazione evidenziava che il SACCA, originario di San Roberto, in quel centro
costituiva uno degli elementi di rifermento dellorganizzazione mafiosa ivi operante.
Si precisa che lo stesso annovera pregiudizi penali per detenzione illegale di
munizionamento da caccia, violazione dellart. 20 legge 110/75, per non aver posto, in concorso,
unitamente ad altre persone, le dovute precauzioni nel custodire i fucili, asportate ad opera di ignoti
su unautovettura. Il 26.05.2001 il Questore di Reggio Calabria gli revocava la licenza di porto di
fucile con la seguente motivazione convive nello stabile con il suocero SACCA Pietro, cl. 1936,
pluripregiudicato, capo dellomonima cosca mafiosa di Laganadi. La famiglia SACCA ritenuta
vicina alla consorteria mafiosa ZITO-IMERTI.
In effetti, per come si avr modo di accertare, il SACCA, per risolvere la problematica sorta
con il FAVARA, si era rivolto allo ZAVETTIERI Mario, noto esponente mafioso della provincia di
Reggio Calabria, tant che, in data 4 dicembre 2006, si recavano da questultimo,
PASSALACQUA Domenico e BUDA Pasquale, per evitare eventuali ritorsioni nei confronti del
FAVARA e, quindi, dirimere la situazione.
Ancor prima di evidenziare le diverse fasi, relative allincontro tra ZAVETTIERI Mario,
BUDA Pasquale e PASSALACQUA Domenico, opportuno evidenziarte che, gi
precedentemente alla conversazione innanzi riportata, il PASSALACQUA Domenico e BUDA
Pasquale avevano commentato tale vicenda.
In particolare, sempre in data 1 dicembre 2006 (h. 17.07), BUDA Pasquale e
PASSALACQUA Domenico commentavano la vicenda connessa al litigio sorto tra SACCA
Giorgio e FAVARA Gianluca, laddove evidenziavano che tale scontro sarebbe potuto degenerare
anche con un intervento risolutivo da parte del SACCA, determinando luccisione del FAVARA,
...perch Gino non un fesso che si tiene le cose...quello...incomp...e con uno che un amico
che fa...gli fa un piatto di ferro...eh...) .
Dal contenuto della conversazione, si intuiva che BUDA Pasquale, nel corso di un incontro
avuto con SACCA Giorgio, alias Gino, era stato invitato da questultimo ad estromettersi da tale
vicenda, in quanto lavrebbe risolta direttamente. Il BUDA, in merito affermava: ...no gli ha detto
lui...gli ha detto...compare Gino...dice...me la posso vedere io...no fatemi il favore...non vedete
niente voi...ha detto...come non vedete niente...questo gli ha detto vedetevela voi...quello che
fate...ben fatto...quello gli dice mi dovete...date tutti i soldi....-
Si intuiva, chiaramente, che SACCA era intenzionato ad effettuare un intervento risolutivo
nei confronti del FAVARA, anche in considerazione del fatto che, nella vicenda era intervenuto
ZAVETTIERI Mario, in precedenza generalizzato, legato al citato SACCA da vincoli di
comparato, cos come affermato dal BUDA: ...ha il San Giovanni (COMPARE ndr.) con lui e con
...incomp...
(vds. all. nr.220)
SINTESI
Pasquale e Mimmo Passalacqua questo gli dice di prendersi il caff in quanto Gino gli ha
detto per le dieci e mezza.
In relazione ai fatti inanzi citati, personale della locale Sezione Anticrimine effettuava un
servizio di osservazione, allindirizzo degli indagati, che permetteva, attraverso il sistema
dintercettazione, installato a bordo dellautovettura di BUDA Pasquale di rintracciare
questultimo, unitamente, a PASSALACQUA Domenico, alle ore 10.00, in questa via Reggio
Campi, nei pressi del mobilificio ZAVETTIERI, di propriet del citato ZAVETTIERI Mario,
sottoposto a confisca a seguito di misura di prevenzione applicata a questultimo.
Alle ore 10.22, VITALE Domenico, a seguito di richiesta telefonica pervenutagli alle
precedenti h. 10.20 da PASSALACQUA Domenico, comunicava a questultimo il numero di
telefono di compare Gino (3335988681), risultato intestato a SACCA Giovanni:
SINTESI
Mimmo parla al cellulare con Roberto e gli dice di trovarsi a Pellaro e poi dice a Pasquale
che doveva fare la riunione con tutti gli operai. Poi Mimmo dice che il telefono di Gino sta
suonando e Pasquale dice che forse l'uomo non risponde in quanto conosce il numero. Poi cade la
linea.
SINTESI
Pasquale Buda con Mimmo Passalacqua fanno cenno a Gianluca ed a un litigio che lo ha
coinvolto. Poi Mimmo parla al telefonino e dice all'interlcutore che lo chiama pi tardi. Quindi
continuano a parlare di Gianluca. Mimmo gli dice che si deve raccomandare con Gianluca e dirgli
di non parlare pi di queste cose e lui (Gino) non deve parlare di Gianluca. Pasquale nomina Gino
Sacc, ossia il soggetto con cui Gianluca ha avuto l'alterco. Continua a parlare lamentandosi del
comportamento di Gianluca. Poi Pasquale dice che ha conosciuto Gianluca in un incontro con
Massimo Celini ed altri e uno gli ha detto che Gianluca era un poco leggero e facilone. Mimmo
dice che anche compare Mario( ZAVETTIERI) non si doveva permettere e Pasquale dice che
Gianluca gli ha detto che avrebbero dati i soldi a compare Mario, parlano di 2000 euro. Mimmo
dice che Mario doveva risolvere prima la questione. Mimmo dice che se andranno a estinguere il
debito con Gianluca e questo dovesse lamentarsi ("fiatare") gli devono dire che lui ha chiuso con
loro e vuole dire che non ha capito nulla. Poi Mimmo gli dice di accompagnarlo a prendersi l'auto a
casa. Poi si salutano e rimangono che si vedranno pi tardi.
Lo scontro tra SACCA Giorgio e FAVARA Gianluca veniva commentato, anche in data 20
dicembre 2006, allinterno dellautovettura di BARBIERI Domenico, tra questultimo e BUDA
Pasquale. In tale contesto, il BUDA faceva allinterlocutore un resoconto molto dettagliato circa
lintera problematica, in cui emergeva che, in caso di mancato interessamento della cosca,
sicuramente gli eventi avrebbero potuto degenerare in fatti molto pi gravi.
(vds. all. nr.61, gi menzionato)
La vicenda, aveva coinvolto i maggiori esponenti criminali della provincia di Reggio
Calabria, tant che in data 6 dicembre 2006, ALVARO Cosimo, allinterno della propria
abitazione commentava la circostanza, unitamente a PALERMO Rocco , in precedenza
generalizzato, e VITALE Stefano [ nato a Santo Stefano DAspromonte il 3.11.1959], autista a e
uomo di fuducia di MUSOLINO Rocco [01.03.1927], precisando che nella vicenda era
direttamente interessato ZAVETTIERI Mario, e che la stessa avrebbe avuto sicuramente un seguito
molto pi grave, se non fosse subentrato Natale, identificato in BUDA Natale. In realt un ruolo
determinate, cos come emerge dai fatti innazi evidenziati, era stato assunto da BUDA Pasquale,
fratello del citato Natale.
In relazione alle vicende, menzionate nelle pagine precedenti, appare evidente che il
FAVARA sia organicamente inserito in contesti criminali di natura mafiosa, anche con compiti di
collegamento tra le organizzazioni criminali di Reggio Calabria e quelle egemoni nella piana di
Gioia Tauro. Infatti, in data 25 ottobre 2006, il FAVARA pilotava un incontro tra BUDA Pasquale
e CELINI Massimo [nato a Rosarno il 9 febbraio 1967, noto esponente mafioso di Rosarno],
pregiudicato per associazione per delinquerre di tipo mafioso, omicidio, nonch delitti contro il
patrimonio. Dal contesto delle conversazioni registrate nella suddetta data, emergeva che CELINI
Massimo, nella mattinata del 25 ottobre 2006, alle ore 09.17, attraverso la propria utenza cellulare
(3339322037) contattava FAVARA Gianluca sul numero di cellulare nr. 338/4964443,
chiedendogli, un incontro, con urgenza, con la persona anziana , che attraverso lanalisi delle
intercettazioni telefoniche, nonch dai servizi di osservazione, veniva identificato in BUDA
Pasquale. La natura delle conversazioni faceva pressuppore che il CELINI aveva limminente
necessit dincontrarsi con il BUDA, al quale doveva rappresentare fatti molto importanti, non
relazionabili telefonicamente, quindi, sicuramente, di carattere criminale.
Dal contenuto delle successive conversazioni, registrate sullutenza del FAVARA, si aveva
modo di individuare, senza alcun dubbio, che la persona, con la quale il CELINI aveva necessit
dincontrarsi, sidentificava in BUDA Pasquale, atteso che il FAVARA, alle ore 13.36 dal proprio
cellulare componeva lutenza nr. 338/8213592, in uso al citato BUDA, risultata non raggiungibile.
Alle successive h. 13.36, contattava lutenza nr. 348/3688290, in uso a BUDA Natale e
riferiva a questultimo di avere necessit di parlare, al pi presto, con il fratello (BUDA Pasquale),
in quanto non raggiungibile sullutenza tim:
Alle ore 14.45 successive, il FAVARA, sempre attraverso la propria utenza telefonica,
effettuava una telefonata diretta al cellulare contradistinto dal numero 349/7369501, intestato a tale
MANGANARO Carmelo [nato a Reggio Calabria il 27 marzo 1957], al quale chiedeva notizie di
BUDA Pasquale. Linterlocutore riferiva che gli avrebbe dato al pi presto notizie.
Solo alle ore 14.52, FAVARA riusciva a contattare BUDA Pasquale, al quale rapprsentava
lurgenza dellincontro, richiesto dal proprio paesano, fissando lappuntamento in questa via
Cardinale Portanova:
Lincontro, tra i due, avveniva alle ore 15.49 circa, atteso che gli stessi fissavano un
appuntamento, sempre in via Cardinale Portanova, nei pressi della sede del Consiglio Regionale.
Sebbene non fosse stato possibile comprendere, il motivo per il quale il CELINI aveva
richiesto dincontrare BUDA Pasquale, si percepiva, chiaramente, che lincontro era dovuto a fatti
prettamente criminali, laddove lurgenza era dettata dalla necessit dinformare il BUDA, e
verosimilmente lorganizzazione criminale di riferimento, di un evento oltremodo significativo, di
cui questultimo doveva essere, nellambito della logica criminale, messo a conoscenza. CELINI
Massimo, una delle figure pi rappresentative della criminalit organizzata della Piana di Gioia
Tauro, essendo legato alla famiglia mafiosa denominata PESCE, tant che il BUDA Pasquale,
nel corso della conversazione tra presenti, intrattenuta con PASSALACQUA Domenico, in data 4
dicembre 2006, allorquando rientravano dallincontro avuto con ZAVETTIERI Mario, riferiva di
aver conosciuto il FAVARA attraverso CELINI Massimo.
Ritornando allincontro del 25 ottobre 2006, si precisa, sebbene non sia stato possibile
acquisire concreti elementi di collegamento, che nella stessa serata, in Reggio Calabria, in via
Melacrin, allaltezza del civico 35, veniva fatto segno da colpi di arma da fuoco TRIPODI
Antonino [nato a Reggio di Calabria il 03 novembre 54, ivi residente, coniugato, architetto presso
lufficio pianificazione della provincia di Reggio Calabria]. Lo stesso decedeva, successivamente,
presso il locale Ospedale Civile, ove era stato condotto nelle immediatezze dei fatti, a seguito delle
ferite riportate.
E importante sottolineare che tutti i colloqui censurati tra BUDA Pasquale e FAVARA
Gianluca hanno, come oggetto, fatti di natura criminale.
I loro riferimenti, anche se di carattere narrativo, sono comunque significativi di una
concreta e aderente appartenenza a strutture mafiose, tant che le conversazioni in esame,
rientrano nellambito di un pi ampio contesto, laddove i due, sono perfettamente a conoscenza
165 AS425TS: Autovettura Fiat Marea Week End di colore blu intestata a LICANDRO Vincenza nata a Fiumara di
Muro (RC) il 01.08.1964, ivi residente in via Caserta 2/A.
della loro reciproca appartenenza a sodalizi mafiosi, potendo rappresentare fatti di connotazione
criminale.
Significativa in tal senso, risultata la conversazione nr. 2128 del 4.02.2007, allorquando il
FAVARA, rappresentava allinterlocutore alcuni fatti connessi ad uno scontro avuto tra
lorganizzazione criminale di Rosarno, in particolare tra la famiglia CACCIOLA e quella
SANTAITI, egemoni in Seminara. Sebbene il complesso del discorso non evidenziava circostanze
di natura penale, comunque era significativa, per la dimostrazione dello schieramento mafioso,
atteso che lo scontro scaturiva dal fatto che uno dei soggetti era stato chiamato figlio dinfame,
poich, a dire del FAVARA, questi, in carcere, aveva lasciato dichiarazioni sul conto di altri
soggetti.
Dal complesso del discorso si intuiva che il riferimento era diretto al SANTAITI,
collaboratore di giustizia.
(vds. all. nr.223)
l08.09.1997, venivano sciolti, per il constatato collegamento dei componenti delle due
amministrazioni con esponenti inseriti nella locale criminalit organizzata.
Terminata lera dei sequestri di persona, la famiglia ALVARO ed i gruppi familiari
collegati (VIOLI e MACRI) con essa alleati, rivolgevano il proprio interesse verso il pi
proficuo settore del narcotraffico. Infatti, il procedimento penale nr. 90/92 R.G.N.R. D.D.A.,
instaurato dalla Procura Distrettuale di Reggio Calabria permetteva di acclarare lesistenza di
unorganizzazione criminale mafiosa, dedita al traffico di droga nella zona di Sinopoli (RC) e
Seminara (RC), con collegamenti con esponenti mafiosi di questi due Comuni emigrati in
Ventimiglia (IM). Analoghe risultanze investigative emergevano nellambito del procedimento
penale nr. 127/94 R.G.N.R. D.D.A., anchesso gestito dalla Distrettuale di Reggio Calabria,
relativo ad unassociazione di tipo mafioso, dedita al traffico di droga tra la Calabria ed il Nord
Italia, che vedeva tra gli imputati proprio ALVARO Cosimo cl. 64.
La figura di questultimo, quale soggetto inserito nellambito delle dinamiche criminali
attenzionate nel corso della presente indagine, nel comprensorio di Reggio Calabria, emergeva
attraverso lattivit tecnica sviluppata nei confronti di FAVARA Gianluca, in precedenza
generalizzato, poich, a partire dal 15 aprile 2006, sullutenza telefonica in uso a questultimo
(338/4964443), venivano censurate una serie di conversazioni, da parte di un soggetto,
successivamente identificato nellALVARO, in partenza da alcune cabine telefoniche della citt,
nel corso delle quali venivano stabiliti degli appuntamenti con linterlocutore, presso una cabina
telefonica, sita vicino alla gelateria Cesare, ubicata su questo lungomare, definita nel corso dei
dialoghi, quale il proprio ufficio. Latteggiamento, mantenuto dallALVARO, circa i contatti
telefonici, attraverso cabine pubbliche, faceva concretamente supporre che lo stesso intendeva
mantenere nascosta la propria identit; infatti, il contenuto, in sintesi, delle seguenti
conversazioni, sintomatico di tale comportamento:
a) Data: 15/04/2006
Ora: 09:08
Numero monitorato: 338/4964443
Numero chiamante: 0965/892814 (posto telefonico pubblico di via Vittorio Emanuele
Reggio Calabria).
Sintesi.
Gianluca con uomo:
Uomo dice a Gianluca di averlo chiamato anche ieri. A quel punto Gianluca chiede al
proprio interlocutore se vuole il caff e gli chiede dove si trova. L'uomo dice di trovarsi accanto ad
una cabina telefonica situata nei pressi della gelateria denominata "Cesare". Anche Gianluca dice
di trovarsi da "Cesare".
b) Data: 21/04/2006
Ora: 10:30
Numero monitorato: 338/4964443
Numero chiamante: 0965/892814 (posto telefonico pubblico di via Vittorio Emanuele
Reggio Calabria)
Sintesi.
Gianluca con uomo:
Gianluca dice di trovarsi in via Marina e chiede al proprio interlocutore dove si trova.
Questi riferisce di trovarsi "in ufficio", accanto la cabina telefonica nei pressi della gelateria
denominata "Cesare". A quel punto i due si accordano per incontrarsi..
c) Data: 23/04/2006
Ora: 09:43
Numero monitorato: 338/4964443
Numero chiamante: 0965/892814 (posto telefonico pubblico di via Vittorio Emanuele
Reggio Calabria).
Sintesi.
Uomo con Gianluca:
L'uomo chiede a Gianluca dove si trova. Questi risponde che sta per arrivare..
d) Data: 25/04/2006
Ora: 11:11
Numero monitorato: 338/4964443
Numero chiamante: 0965/895344 (posto telefonico pubblico di via Roma Reggio
Calabria).
Sintesi.
Gianluca con uomo:
L'uomo chiede a Gianluca dove si trova; questi risponde che sta rientrando "verso l,
verso l'ufficio". A questo punto l'uomo dice che possono incontrarsi per prendere un caff
insieme. Gianluca dice che arriver tra un quarto d'ora..
e) Data: 25/04/2006
Ora: 14:37
Numero monitorato : 338/4964443
Numero chiamante : 0965/590166 (posto telefonico pubblico di viale Calabria Reggio
Calabria).
Sintesi.
Uomo con Gianluca:
Uomo chiede a Gianluca se pu andare a casa sua. Gianluca risponde di si. L'uomo gli
chiede se verr con la stessa macchina con cui andato la mattina. Gianluca risponde di s,
aggiungendo che ci impiegher dieci minuti..
f) Data: 27/04/2006
Ora: 11:04
Numero monitorato : 338/4964443
Numero chiamante : 0965/892814 (posto telefonico pubblico di via Vittorio Emanuele
Reggio Calabria).
Sintesi.
Gianluca con uomo:
Uomo dice di trovarsi "all'ufficio". Gianluca risponde che si trova al suo paese. L'uomo
gli chiede se va tutto bene e Gianluca dice che ci sta andando adesso (dai Carabinieri) e che si
vedranno nel pomeriggio..
Non sono mancati, inoltre, nel corso dellattivit investigativa, i riferimenti ad un oculato
uso del telefono, tant che in data 22 settembre 2006, mentre si trovava a bordo dellautovettura
del BUETI, veniva intercettata una conversazione, nella quale emergeva che lALVARO, in
possesso di unaltra utenza telefonica, per mantenere contatti con altri sodali, non dava
allinterlocutore la scheda che questultimo gli aveva richiesto per fare una telefonata, poich,
nellipotesi di essere intercettato, il numero dellutenza sarebbe stato, immancabilmente,
individuato.
(vds. all. nr. 227)
Cosimo, si registrava una conversazione tra questultimo, BUETI Natale ed un soggetto a nome
Leonardo, gi ospite dellALVARO il precedente 28 ottobre 2006. Nel corso della conversazione
(progr. nr. 431 delle ore 21.55), ALVARO chiedeva a Leonardo, ancora una volta, di procuragli
alcuni telefoni cellulari completi di schede telefoniche che non fossero per registrate. Il dialogo,
successivamente era incentrato su fatti pregressi e lALVARO, nella circostanza, raccontava le fasi
della cattura di un latitante, sparato dalle Forze di Polizia e che usava un bunker solo di notte.
(vds. all. nr. 233)
Sempre intercorse tra i due soggetti e con contenuti analoghi, risultavano essere le
conversazioni registrate in data 3 maggio 2007, allinterno dellabitazione dellALVARO.
(vds. all. nn. rr. 242 e 243)
Il 05 maggio 2007, allinterno degli uffici della casa di cura Villa Speranza, al progr.
nr.3234 delle ore 11.32.26, veniva registrato il seguente brano.
Sintesi
Alle ore 11.35 entrano nell'ufficio sempre le persone indicate al precedente progr. nr.3233.
ALVARO Cosimo chiede i dati alla donna presente nella stanza, la quale dice di chiamarsi
RAPPOCCIO Mariagrazia e detta la propria utenza di casa: 0965/350329. Alle ore 11.37, la donna
saluta e va via. Alle ore 11.41, si sentono dialogare PALERMO Rocco e ALVARO Cosimo, in
merito alla donna che appena andata via. Alle ore 11.43, Rocco chiede a Cosimo quanto sicuro
che sia una telecamera, aggiungendo che non una telecamera, in quanto una terza persona
avrebbe detto che le telecamere stavano su un altro palo ed egli (Rocco) gli avrebbe detto:
"<Mimmo, vedi che a...> inc... gli ho detto io, <non che non c'... inc... che cazzo sta facendo,
non sta facendo niente, non rompe i coglioni a nessuno, per i cazzi suoi, hai visto che persona
seria che , ora solo perch si chiama ALVARO>, gli ho detto io a quello <gli rompe il cazzo,
non mi pare una cosa tanto giusta>, per lui insiste che secondo lui... comunque ora vuole fare
un'altra verifica che non gli pu dire e di dargli uno, due giorni <che io ti dico se effettivamente
c' un interesse specifico di controllo che lui timbra o se un controllo particolare, che c'
qualcosa sotto>, gli ho detto io <Mimmo vedi...>, ha detto che alla Questura... inc... <io che te
lo dico a te, alla Questura avevo gi guardato per vedere se lui (ALVARO) era segnalato e
onestamente alla Questura non c' niente, sanno tutto che ALVARO, per non e che c'
un'indicazione specifica contro questa persona (ALVARO), per quello che il nostro...operato,
poi se ci sono degli organi supremi e non vengono a dirlo a me, non te lo so dire>, comunque ha
detto di dargli 2 giorni di tempo che ci dice preciso come sono le cose o come non sono.". Cosimo
fa capire che aspetter tali notizie. Alle ore 11.47, Rocco chiede a Cosimo se ha saputo qualche
altra cosa, e questi risponde che domani ne sapr di pi..
Si precisa che dallascolto dei telefoni operati sullutenza di PALERMO Rocco (nr.
380/3039057), emergeva che i due, la mattina successiva, si incontravano (tel. registrate in data
06.05.2007 alle ore 07.30 e 08.30) per recarsi in una localit non meglio specificata, per motivi
legati, verosimilmente, ad attivit venatorie. Il dato appariva meritevole di annotazione, poich il
PALERMO, nel corso del dialgo intrattenuto con l ALVARO, aveva riferito che entro uno
due giorni, il poliziotto gli avrebbe fatto sapere eventuali notizie.
Fatta tale premessa, necessaria per evidenziare il contesto investigativo, si precisa che a
seguito dei contatti stabiliti tra FAVARA Gianluca e ALVARO Cosimo, la locale Sezione
Anticrimine, di concerto con questa A.G., sviluppava lattivit investigativa nei confronti di
questultimo, anche in considerazione che i due, come evidenziato nella parte relativa agli assetti
criminali della citt di Reggio Calabria e dellarea di Villa San Giovanni unitamente a BUDA
Pasquale, si erano resi responsabili, nel giugno 2006, di unestorisone in danno di TRIPODI
Giuseppe cl. 56, fatti dettagliatamente evidenziati in precedenza.
ATTIVITA INVESTIGATIVA
Inoltre, in data 20 marzo 2007, ALVARO Cosimo, allinterno della propria abitazione
riceveva la visita dei propri zii, ovvero i coniugi MARAFIOTI Domenico [nato a San Procopio
(RC) il 21.05.1934 ivi residente in via Umberto I nr. 25] e CONDEMI Maria Teresa Lidia [nata a
San Procopio (RC) il 15.09.1934].
Gli stessi commentavano con lALVARO una serie di attentati che si erano verificati nella
zona di Sinopoli, ad opera di alcune persone, non menzionate, definite, dagli interlocutori quattro
muccusi. Gli attentati erano stati effettuati, secondo le affermazioni degli stessi, in danno di tale
Scadda menzogna e tale CARBONE, detto Peppe salazzo, identificati rispettivamente in:
- MISITANO Gabriele [ nato a Sinopoli (RC) il 24.10.1963], titolare di un negozio di
abbigliamento, in Sinpoli, in quella via Vittorio Emanuele nr. 85/87, ove, ignoti la notte del
17.03.2007, facevano esplodere un ordigno esplosivo166.
Nel commentare tali fatti, l ALVARO Cosimo riferiva che in mattinata, in questo Viale
Calabria, aveva incontrato MORABITO Domenico, detto Testanera, di seguito generalizzato, il
quale gli aveva riferito che era stato perpetrato anche un ulteriore attentato in danno di Mico u
galioto, identificato in PAPALIA Antonino [nato a Sinopoli (RC) il 08.10.1939]. Sul suo conto
figurano, agli atti dufficio, pregiudizi penali per lesioni personali volontarie, minaccia con pistola,
ingiurie, violazione delle norme urbanistiche ed antisismiche, associazione per delinquere,
detenzione di coltello di genere vietato, false dichiarazioni a P.U., falsit ideologica in atto
pubblico, resistenza a P.U., ricettazione, e tratto in arresto per concorso in sequestro di persona
(sequestro LO FARO).
Ritornando al contesto generale delle indagini svolte nei confronti dellALVARO, veniva
registrato, in data 23 maggio 2006, un incontro, tra lindagato ed un esponente
dellorganizzazione criminale CONDELLO, identificato in VAZZANA Andrea Carmelo [ nato
a Reggio Calabria l08.10.1969, ivi residente in Via Carmine Archi nr. 11 piano 1]. I due, infatti,
alle ore 11.17 di quel giorno, venivano notati da personale della locale Sezione Anticrimine
conversare tra di loro, per alcuni minuti, in questa Via Antonio Panella, nei pressi del civico 20.
166Dinamica del fatto: in data 17.03.2007, alle ore 00.20 circa, militari di questo Comando a seguito di forte
esplosione provenire da questo centro abitato, effettuavano una perlustrazione delle vie del paese e giunti
nella via Vittorio Emanuele nrr. 85/87 costatavano che era stato danneggiato mediante esplosione di un
ordigno rudimentale il negozio di abbigliamento di proprieta' e gestito da MISITANO Gabriele cl'63. la
deflagrazione ha provocato la rottura della soglia di marmo della vetrina ed inoltre i vetri delle vetrine
nonche' quelli dell'abitazione sua e del fratello a nome MISITANO Ferdinando cl'68, soprastanti il negozio,
risultavano infranti a causa dell'esplosione. nella zona interessata dal reato venivano rinvenuti alcuni
frammenti deformati in plastica e cartone verosimilmente appartenenti all'ordigno esploso che veniva posti
sotto sequestro. Indagini in corso al fine di accertare il movente dell'attentato dinamitardo. danni non saputi
quantificare dal denunciante e non coperto da assicurazione.
167 Dinamica del fatto: in data 04.03.2007, alle ore 06.00 circa, si presentava in questi uffici CARBONE
Giuseppe cl'65, il quale denunciava che ignoti avevano danneggiato mediante esplosione di un ordigno
rudimentale la saracinesca del suo deposito di generi alimentari ubicato alla via XXV Aprile nr. 42 di questo
centro. a seguito di sopralluogo eseguito da militari di questo comando veniva costatato che la serranda era
stata divelta nella parte inferiore dell'angolo sinistro a seguito della deflagrazione. il denunciante riferiva di
non nutrire sospetti su alcuno e di non avere mai ricevuto richieste di pagamento estorsive. Danno non
quantificato e non coperto da assicurazione contro tali eventi.
VAZZANA Andrea Carmelo sempre stato particolarmente vicino agli interessi e alle dinamiche
relazionali intrecciate dal cugino VAZZANA Francesco cl. 70, nipote di CONDELLO Pasquale
cl.50. Il ruolo di VAZZANA Francesco stato sempre ritenuto di rilievo, nellambito
dellorganizzazione criminale CONDELLO e ci stato ampiamente accertato nel corso di
numerosi procedimenti giudiziari a suo carico, maturati in sentenze di condanna a carico dello
stesso.
Lincontro, come si pu agevolmente notare dallallegata relazione di servizio, avveniva
dopo che lALVARO aveva incontrato il fratello Giuseppe [nato a Sinopoli (RC) il 10.09.1973,
ivi residente Via Conturella nr.5, di fatto domiciliato ad Anoia (RC) in Corso Regina Margherita
nr. 18, coniugato, pregiudicato] ed altre due persone, sicuramente provenienti da Sinopoli, atteso
che gli stessi viaggiavano a bordo di unautovettura Audi A3, targata BP356NX, intestata a
ALVARO Domenico [ nato a Sinopoli (RC) il 28.06.1972, ivi residente in Via Aspromonte
nr.24]. Subito dopo lincontro, lALVARO veniva prelevato da PALERMO Rocco [ nato a San
Procopio (RC) il 25.06.1961], attuale sindaco del Comune di San Procopio che, nel corso
dellintero percorso investigativo, ha svolto, alternandosi con BUETI Natale, le mansioni
dautista allALVARO, ricevendo da questultimo un concreto appoggio politico per le votazioni
amministrative dellanno 2007. Tali fatti saranno successivamente evidenziati.
Al termine dellincontro, lALVARO, unitamente al PALERMO, si recava presso la sede
del Partito Meridionale, essendo questultimo, nellanno 2006, candidato alle elezioni provinciali
con tale schieramento politico.
Si precisa che in data 16 giugno 2006, ALVARO Cosimo, alle ore 09.55, notato in questa
via Marina in compagnia di FAVARA Gianluca, BUETI Natale ed unaltra persona
successivamente individuata in FOTI Graziano [nato a Sinopoli il giorno 8.09.1974, residente a
SantEufemia dAspromonte], veniva visto, alle ore 10.00 successive, portarsi sempre in via
Panella nr.20, a bordo dellautovettura del BUETI, in compagnia dei suddetti. Nella circostanza
il FAVARA attendeva allinterno del veicolo.
Conversazione registrata al progr. [Link] 113 del 11.09.2006 alle ore 18.09, con apparecchiatura
AREA.
Legenda:
C: Cosimo ALVARO
N: Natale BUETI
N: ah..
C: compare le persone...parola donore...mi dovete credere come sonoe sono
tutti...il novantanove per cento...
N: incomprensibile...senza che andiamo a dire le stesse cose...tu sai che li devo
prendere e io so che te li devo dare...giusto...punto...sotto casa mia
C: quale anno non ve l'ha detto...il tremila??...e come facciamo...imprecazione...non
vedete...io ho pure i miei cazzi per la testa...non vedete vi dimenticate di fare le cosema...non
che non mi interessa...per il fatto che...nasce l'occasione trovate quello giusto...
N: vi sto dicendo che questo e quello giusto...
C: compare Natale...compare Natale...voi di me non avete capito niente...allora mi
dispiace se non avete...capito se io capito con la botta...ve lo devo dire bello chiaro...io non mi
voglio permettere di prendervi in giro a voi..per ve lo devo dire una volta per sempre come
sono...io...vi torno a ripetereio...sono un tipo che pure se sto morendo di fame certe volte...non
vado a chiedere la cortesia a uno che non mi piace...capitemi compare...voi mi mandate la a me
N: non vi sto mandado la
C: no...se...ve lo devo dire...se io...si da l'occasionese io si
da...loc...casione...girando...girando si da l'occasione...dici tu ma possono passare altri sei
mesi...pu darsi che passano...ma se iol'occasione mi capitaperch mi capita...anche se non pi
capita oggi...mi capita domanidopodomani...e mi riesce di pizzicare ...ora che sono qua lo
pizzico meglio...lo faccio...allora a posto...altrimenti io che io devo partiredici tu...pippite e
lanterne...non vado...perche se mi dicono una cosa a me ...io poi me la sento forte...non capite come
sono internamente io?...anteriormente io sono proprio combinato male...poi...pipipopo...papa...io
non voglio... di questo punto qua...incomprensibile... non per cambiare discorso...io in questo punto
qua non volevo prendermeli...oh...come cazzo si chiama...impegniperche io non centravo niente
...ne dalla porta e ne dalla finestra...mi hanno messo in mezzo perch si bisticciano...siccome si
bisticciano giustamente mi sono dovuto mettere in mezzo....ma tu che mi dici che gli neghi i soldi
alle persone...quando glieli devi dare per le cose giuste...perch ti senti pi
malandrinono...perch quelli sono pi malandrini di te...poi finite allo "Stono" alle mani...e vi
ammazzate per tremila liresi tratta poi di diecimila euro si tratta...ma perch non glieli devi
dareincomprensibile...allora vieni e glilo dicevi in faccia...voglio vedere se vieni...quando vieni
per diecimila euro e gli pisci...pu darsi che passanoavete capito come sono...questo...questo
...perch questo era la vicino e lo mandavo a chiamare...perch avevo confidenza...a questo brutto
a questo "pilorgio"ma con quello che non ho confidenza...non lo conosco nemmeno....non lo
conosco avete capito...deve capitare l'amico nostro intimo con lui..compare...Paolocompare
Pasquale...anche perch questo qua compare...sar che forse pi piccolo...e non mi
conosce...giusto...o no...
N: si
C: io nemmeno so sche tipo ... se biancose rossose giallo...l'altro giorno
abbiao parlato e voi mi avete d...incomprensibilemi avete detto che...voi pensavate che...e
invece non cos
N: no qua ...per questo vi ho detto io...abbiamo
C: e come cazzo ai non mi capitato...a botta
N: ad Alberto Rito......lo comandae gli fa fare....incomprensibile...un coso di
questo...perch una potenza...tira lui...siccome Giovanni Tegano non c...lui tira tutti i fili in
questo periodo...avete capito...
C: hocapito...
N: ha in mano tutto...
C: ho capito...
N: oh...e lui
C: suo nipote...no
N: suo nipotee comanda
C: e come cazzo...
N: e comanda pure pi dei SOTTILI di questi qua una potenza...questo muc... di
una inteliggenza ed una persona
C: incomprensibile...
N: giuro in gamba... in gambaproprio in gamba...propio in gamba...
C: ragazzo no...
Oltre a BUETI Natale, anche PALERMO Rocco [nato a San Procopio (RC) il 25.06.1961],
denunciato in data 10.08.2001, per aver favorito la latitanza dei fratelli DIENI, Pasquale [nato a
Melito P.S. il 19.10.1966] e Carmelo [nato a Melito P.S. il 28.03.1971], entrambi gravati,
allepoca, da pregiudizi per reati di associazione di tipo mafioso, omicidio, rapina e estorsione, per
molto tempo, ha svolto le mansioni di uomo di fiducia ed autista dello stesso ALVARO. Sulla
scorta di tali emergenze, veniva sottoposta ad intercettazione lautovettura Alfa 156, targata
BF902VR, in uso a questultimo, intestata a TRAWINSKA Stafania [nata a Cieszyce il
28/08/1965, residente a Reggio Calabria in Viale Aldo Moro nr. 52].
Una prima ed interessante conversazione si registrava in data 29 maggio 2006, alle ore
09.13, allorquando, il PALERMO Rocco commentava, con un soggetto a nome Nicola, la
situazione politica del Comune di San Procopio, laddove, si erano verificati anche alcuni attentati,
connessi alla gestione degli affari comunali, commissionati dal sindaco RUFFO Vincenzo [nato a
San Procopio il 20.08.1949], nonch da altri soggetti collegati a questultimo, tra i quali il
pregiudicato ALVARO Nicola [nato a Sinopoli il 2 marzo 1946, allepoca sorvegliato speciale
della P.S.], legato al sindaco da rapporti parentali, poich il figlio, ALVARO Domenico [nato a
Taurianova il giorno 1.12.1977], allepoca dei fatti era fidanzato con RUFFO Grazia Rosa [nata a
Reggio Calabria il 5.07.1979], figlia del citato RUFFO Vincenzo:
N: ...affermazione...come....
R: ...incomp...
N: ...deve spiegare il passaggio...
R: ...certo...
N: ...perch ...se no...pu essere che...incomp...parla con Nino COSPETINO, cio con
quelli che sono...po...intelligenti...incomp...
R: ...guarda che succede a San Procopio ...prende... appena ha saputo Cecio che mi candido
io ha iniziato ad arruffianarsi...hanno litigato intanto con Rocco e con Demetrio
N: ...incomp...
R: ...gli hanno messo una bomba...incomp...(09.13.52)...contro Rocco in maniera
particolare perch Rocco non gli permette di fare imbrogli...
N: ... suo cognato...
R: ... suo cognato...si...gli fa capire che lui perch non gli chiede chi stato...chi gli ha
messo la bomba...e va a mangiare al tavolo con mia zia...per si arrabbiato, ha preso
malattia...cose ect... e non sta andando neanche pi al comune...non pi il fatto di
imbrogliarlo...ora Ninetto con tutti i cazzi che ha...per quanto onesto...incomp...ha paura...ma
non vai a quel paese...io imbroglione gli ha detto?...ti porto in Piazza e mi cerchi scusa davanti a
tutti o ...incomp... (09.14.32) ha preso e si dimesso subito...protocollato... successo un
macello...che f...la prima mossa che hanno fatto l'hanno fatta con me..no...prende e mi chiama suo
genero Mico, eravamo amici...tutte cose ect. ect....dice Rocco..ti devo parlare...vedi che il sindaco
lo fa mio suocero un'altra volta...incomp...se no mi offendo...gli ho detto io puoi fare quello che
vuoi...gli ho detto...io sono candidato e mi candido...non ci sono cose...poi vieni tu a chiedere a
me...e dici...
In relazione a questa prima parte del discorso, PALERMO Rocco riferiva che il sindaco di
San Procopio, identificato nel citato RUFFO Vincenzo, comunemente chiamato Cec, per
raggiungere i propri illeciti obiettivi, nellambito della gestione dellamministrazione comunale di
quel centro, non aveva esitato ad ordinare un attentato in danno di un soggetto a nome Rocco,
nonch di unaltra persona, tra laltro cognato dello stesso RUFFO. Gli accertamenti effettuati
hanno permesso di identificare i due soggetti, nei fratelli CUTRI, Rocco e Antonio [nati entrambi
a San Procopio (RC), rispettivamente, il giorno 01.06.1953 ed il giorno 01.08.1958]. Il primo
risultato essere responsabile dellufficio tecnico di quel centro, mentre il secondo consigliere
comunale ed effettivamente cognato di RUFFO Vincenzo. In particolare, stato accertato che,
nella notte del 27 marzo 2006, ignoti, lanciavano un ordigno esplosivo allinterno del garage di
propriet di ANILE Giuseppe cl. 1928, suocero dei suddetti fratelli, in uso anche a CUTRI
Antonio. Lesplosione dellordigno, solo per caso fortuito, non provocava una vera e propria
Nel prosieguo della stessa conversazione, non mancavano gli ulteriori riferimenti a RUFFO
Vincenzo, quale persona collegata ad esponenti della criminalit organizzata, tra i quali veniva
menzionato il rapporto di comparatico con ALVARO Rocco [nato a Sinopoli il 10.07.1942 e
residente in San Procopio nel Rione Tavella nr. 16, piano 1 int.1], coniugato, ex impiegato al
Comune di San Procopio, dal 2004 dipendente dellUfficio del Commissario Delegato Emergenza
Ambiente.
(vds. all. nn. rr. 258)
I fatti citati, nel brano appena esaminato, venivano ripresi da PALERMO Rocco allorch, il
15 aprile 2007, allinterno della propria autovettura Alfa 156 targata BF902VR (progr. nr. 566
delle ore 21.40.02), riferiva alla moglie di aver parlato, quella stessa sera, con Cecio,
identificato nel citato RUFFO Vincenzo, il quale si era detto rammaricato per liniziativa presa dal
genero ALVARO Domenico, aggiungendo che lo stesso gli aveva rappresentato che questultimo
era contrario alla candidatura di RUFFO Fabio, figlio di Vincenzo, allinterno della lista
presentata dal PALERMO:
PALERMO R.: MARISA!!!... a CECIO, fuori parlava... questa sera, ha detto: mi
vergogno pure a dirgli... perch lui non lo vuole a suo figlio nella lista!!....
RIPEPI M.: chi lo ha detto COSIMO?...
PALERMO R.: DOMENICO!!...
RIPEPI M.: ah DOMENICO!...
PALERMO R.: DOMENICO ha detto: sai perch non lo vuole NINO?... io sai perch
non gli ho detto mettiti nella lista gli ho detto!! proprio per non farla sporca, perch non voglio
passare proprio per quello che, per GRAZIELLA, per tua sorella, dice: non so proprio come...
cerca di capire pure tu!!... perch ha detto mio fratello che gli ha detto: buttagli un calcio nel culo e
fagli fare quello che cazzo vuole... lui!!... ma secondo te gli ho detto io perch non lo volevo
mettere nella lista... e non lo vuole che non vuole fare male e non voglio dire altro perch mi
schifo pure a dirlo io... ...inc... hai capito o no!?!...
RIPEPI M.: certo!!...
Il PALERMO sottolineava che non era stata tenuta in giusta considerazione la propria
persona, con riferimento alla sua capacit di rispondere a tono alle sollecitazioni del suddetto
ALVARO Domenico, finalizzate a convincerlo a non candidarsi alle future elezioni
amministrative di San Procopio, per garantire la rielezione del suocero RUFFO Vincenzo. La
moglie di PALERMO Rocco sosteneva che il RUFFO era convinto di essere in una botte di ferro,
in virt dell appoggio espresso dal padre del genero, ovvero ALVARO Nicola, noto esponente
mafioso di quel centro. PALERMO commentava laccaduto, asserendo che RUFFO aveva
sbagliato atteggiamento, poich mettendosi contro lo stesso PALERMO, non aveva toccato una
persona debole, ma, anzi, si era bruciato con le proprie mani. Era chiaro il riferimento
allintervento dellALVARO Cosimo, che aveva imposto la candidatura del PALERMO gi
lanno precedente. Infatti, il PALERMO aggiungeva che egli aveva avuto la meglio sul RUFFO,
anche in considerazione delle rispettive famiglie, ribadendo che, alla fine, era stato stabilito che
sarebbe stato lui il nuovo sindaco di San Procopio:
PALERMO R.: si, perch non si rendeva conto, non ha capito, non era in grado, che
quello non poteva mai condannare me, mi poteva condannare per altri motivi non per quelli... e
quindi giustamente... lui la mossa, la mossa che lui ha sbagliato che non ha capito che contro di
me non, non gli teneva tutto il gioco... non ha toccato una persona capisci?... debole, o una
persona senza piedistallo, ha toccato a me!! una volta che ha toccato a me si bruciato con le sue
mani, perch ha chiamato a quello, per altro l'ho fottuto pure con la mia, per il fatto che lo abbiamo
invitato al coso... cio che noi famigliarmente, cio noi famigliarmente rispetto alla famiglia e per
rispetto per la famiglia, io ti accetto dentro la mia famiglia, per faccia lavata, lui lo ha capito che
per faccia lavata... giusto?...
RIPEPI M.: lo ha capito certo...
PALERMO R.: per un momento!! il Sindaco lo faccio io!!!... e questo certo!! e
mettiamo i puntini sulle "i" non che!! e fuori di ogni cosa... ...inc... la prima volta... e lo devo fare
la seconda volta... ...inc... che lui, che lui non si aspettava, lui stato... poi l'altra batosta sai dove
l'ha presa, quando lui. la figlia...
(vds. all. nr. 259)
Il successivo 30 aprile 2007, sempre allinterno della vettura a lui in uso (progr. nr. 1010
delle ore 20.39), PALERMO Rocco, nel dialogare con altri tre soggetti (un uomo e due donne),
circa la strategia da seguire per ricercare voti utili, circa la propria candidatura a Sindaco, riferiva
che, fino a quel momento, per le successive elezioni amministrative in questione, era stata
completata la sola lista capeggiata da lui stesso, mentre ancora non era stata fatta quella opposta.
A seguito di questultima circostanza che aveva fatto supporre al PALERMO la realizzazione di
un espediente finalizzato a boicottare le elezioni, veniva lasciato ampio spazio di manovra ad altri
soggetti, affinch cercassero le persone da candidare in una seconda lista, formalmente
contrapposta, sebbene nella sostanza creata con persone vicino allo stesso PALERMO ed a
ALVARO Cosimo, tra i quali BUETI Natale:
PALERMO R.: ...ora noi, secondo me bisogna...intanto noi per la lista nostra, perch
(..inc..) e ci mettiamo al sicuro, dopodich se uno ha qualche piccola ... a... se c' un'aria guardinga
sopra sto fatto che vi ho detto io la seconda lista...non male no!..ma non che mi bastano a me i
voti di questi qua?
DONNA: ed questo il fatto...
UOMO: (..inc..)
PALERMO R.: ... a posto ragazzi..sentite che vi dico io, cercate voti per fare un'altra lista
(..inc..) ... oh! se vogliono i voti (..inc..) (ndr. sovrapposizione di voci) ...prima mi cercate...., non
lo sanno che (..inc..) e vogliono votarci... se vai e non votano la seconda, ...inc...meglio ancora!
(..inc..)... no ma voglio dire, in maniera (ndr. si sente in sottofondo il commento incomprensibile di
una delle ue donne)... no, scusate, voglio dire, cio non commettere l'errore di non calcolare la
gente pensando che gi siamo una lista sola e che ci devono votare l
PALERMO R.: cio, il discorso che ho fatto io prima, per tornare un attimino al tema...
DONNA: ..(inc.)..
PALERMO R.: cinque anni fa ci sono state poi delle cattive figure...
DONNA: si, si, si!
PALERMO R.: ragazzi! una cosa ..(inc.)..
DONNA: si..
PALERMO R.: ora, non dovrebbe essere la stessa (..inc..)? per, tante volge la gente
strana (..inc..)
DONNA: se fosse stato per denaro, teniamo conto, (..inc..) arrivare (..inc..)
DONNA2: (..inc..) con quelle schede bianche che (..inc..)
PALERMO R.: (..inc..) ecco perch, ma vedi, ma vedi, proprio questo, se la gente
pensa "vabb ormai le cose sono fatte" e magari perdiamo per i voti che potevano essere voti
nostri, che la gente non va, poi magari a questi gli interessa farsi mettere in una minoranza, (..inc..)
per la minoranza, quello che vuole fare lo scherzetto parte e va e vota... allora, in un contesto di
duemila votanti, non una.. cio voglio dire non era
UOMO: (..inc..)
PALERMO R.: per in un contesto di quattrocento votanti, (..inc..) anche dare delle
indicazioni nel modo che magari poi non corrispondono alla realt; e mi dispiacerebbe! (..inc..)
una questione (..inc..).. di principio, che il mio, ma anche il vostro, che si legga, una chiave, c'
una chiave di lettura diversa da quella (..inc..) che ci sia. Che poi saliamo lo stesso, mi segui? E' un
altro paio di maniche! per una cosa che saliamo con un avallo del popolo e una cosa che
saliamo forzatamente, come successo cinque anno fa! Questo (..inc..), io non vi ho detto neanche
questo qua davanti a Fabio, questo discorso, perch mi dispiace, no? C'era suo padre, c'era.. per la
realt (ndr. sovrapposizione di voci) e ne lo dico.. e ne lo dico per (..inc..) perch voi sapete meglio
di me che cos! Perch lo sappiamo tutti il fatto no? Quindi.. una cosa che non sarebbe (..inc..)
(ndr. sovrapposizione di voci) ... siccome, ecco, voglio che partiamo con il piede giusto, non con il
piede sbagliato!...questa storia ora noi la dobbiamo sensibilizzare, perch cos! Noi vi chiediamo
la, l'avallo, se vi pare che vi son piaciute queste persone che noi ci siamo messe accanto, votateci
oppure no! Dopodich in chiave... in chiave politica si legge il risultato! Sinceramente se tu ti
senti, senti che la gente... la gente, in maggioranza, ha approvato questo concordato, chiamiamolo
come vogliamo, questo accordo, questa cosa eccetera, secondo me uno si sente (..inc..) in giro
(..inc..), o no?
DONNA: si..
PALERMO R.: o sbagliato quello che dico?
DONNA: no no..no (..inc..)
PALERMO R.: io credo che bordelli non ce ne saranno, sono fiducioso perch sento la
gente parlare, da tanto, due anni che sento le persone, mica da un giorno! Cio, non che
(..inc..), non vi.. e non vi ascolto, no? Per, giustamente....guarda che la lista nostra forte, non
una lista... cio non ci sono dubbi che sale, ha i voti di tutte le persone del paese
DONNA: siamo noi Rocco, nove elementi uno pi forte di un'altro (..inc..)
NDR: La conversazione prosegue sullo stesso tema fino alle ore [Link] , quando
Palermo parla della seconda lista, per la quale una persona non meglio specificata si era assunta
l'impegno di trovare candidati; impegno, asseritamente non mantenuto. Infatti Rocco Palermo dice
che l'ultimo giorno si dovuto impegnare lui, riuscendo a trovare quattro candidati da Reggio
Calabria.
PALERMO R.: allora, ad un certo punto mi hanno detto (..inc..) ce la vediamo noi,
anzi, veramente, veramente il parente di (..inc..) ha detto "me la vedo io"
DONNA: (..inc..)
PALERMO R.: "va bene, veditela tu!" e infatti non abbiamo parlato (..inc..). per la
morale, l'ultimo giorno non avevamo la lista; mi aveva trovato storie (..inc..). E allora (..inc..),
all'ultimo minuto sono dovuto andare a Reggio (..inc..).. e ho preso quattro candidati.... capisci?
NDR: dopo tali affermazioni, alle ore [Link] Palermo Rocco racconta ai suoi
accompagnatori di essersi incontrato con tale Domenico, il quale ha chiesto se si potessero recare
presso la casa di un uomo del quale dice il nome, ma incomprensibile all'ascolto. Palermo dice di
aver accettato di recarsi presso casa sua, aggiungendo che di aver raggiunto l'accordo di una lista
unitaria e che tale uomo non si sarebbe candidato per favorire Palermo nell'ottenere la carica di
Sindaco. All'incontro, aggiunge Palermo, era presente anche tale Severino.
PALERMO R.: allora, una sera ci siamo visti per questo primo incontro, no? e ci siamo
visti!... onestamente "chiu maru" (NDR: espressione dialettale calabrese significante "quel ragazzo
di buona fede") di Domenico mi ha detto "ti dispiace Rocco se andiamo a casa di Salvatore...pare
che gli dicevo no "cammina, andiamo dove vuoi...!" e ci siamo seduti l per questo coso....(inc.)...,
avevamo gi trattato pi o meno che lui non si doveva accordare, mi segui?...che lui non si
accordava perch...perch insomma, io facevo il Sindaco e poi si vedeva di fare una lista
comunitaria ...c'era pure Severino mi sembra, no!.. ..(inc.)..Severino dice "aggiustate perch io
altrimenti non mi porto pi ne con uno e ne con l'altro!".....(inc.)...
UOMO: come se si portava con lui...(ndr. ridono)..
PALERMO R.: ma ti giuro guarda...ma guarda non che..(inc.)..non ne ho visto mai di
queste cose, ti giuro! sono...non ho visto mai persona..(inc.)..ad un certo punto..(inc.)..
DONNA: ....io sapevo che il giornalista..(inc.)..per sapevo che nell'aria...
PALERMO R.: eh!
DONNA: ....che per quella lista si deve interessare ..(inc.)..che quella lista la faccio
io.....(inc.)..
PALERMO R.: ...di quell'altra lista la seconda?
DONNA: ......(inc.)..della seconda! si! (ndr. sovrapposizioni di voci)
PALERMO R.: ...si sono trovati!...a Natale Bueti l'ho portato io...a Polimeni l'ho portato
io....a Natale Bueti l'ho portato io, a Polimeni l'ho portato io...a quello l'ho portato io ed a
quell'altro che non mi ricordo come si chiama, comunque l'altro l'ho portato io.....(inc.).., all'ultimo
minuto!...che sono dovuto andare a Reggio..(inc.).., ma vedi che ci vuole coraggio ah! ...comunque
e questa una, senti l'altra! questa proprio bella ...questa bella proprio al massimo...allora ad un
certo punto tutto bene...eh! eh!...stabiliamo questo accordo...ad un certo prendiamo e ci
aggiorniamo al giorno dopo...ci aggiorniamo al giorno dopo, intanto si vede che Mico gli ha
parlato, gli ha dato qualche cosa per convincerli, poi ha preso..(inc.)..un casino! insomma alla fine
siamo arrivati all'accordo, ha detto solamente vedere se Fabio entrava o non entrava, no?...
UOMO: si!
PALERMO R.: ...io a dire che per Fabio voleva che entrava, non avevo nessuna
perplessit, anzi mi faceva piacere, mi faceva piacere veramente e non per cosa...l'importante
insomma che non eravamo tutti e due nella stessa lista, ...perch io per quello non accettavo mai,
pure se dovevo fare il Sindaco io, no?...ma per questioni caratteriali poi alla fine, perch non che
poi...non che dico che malvagio, per l'amore di Dio! ...ognuno ha il suo carattere...ed allora ci
incontriamo il giorno dopo, tutte cose a posto mentre eravamo seduti l...prende e fa, dice "allora
stiamo cosi..(inc.).."
UOMO: ..(inc.)..
PALERMO R.: ...dice "si, ma c' un problema!" dice...ha detto "io sono d'accordo ...io
guarda...io non ci tengo a fare il Sindaco, modestamente io ho altri pensieri per la testa, ho altre
cose da fare...!"
UOMO: ..(inc.)..
PALERMO R.:. .."...ho dei progetti.."
UOMO: ...certo..(inc.)..
PALERMO R.:. ..dice "...onestamente...per c' un problema...che il mio gruppo non ti
vuole!"...eh!"chiu maru" (NDR: espressione dialettale calabrese significante "quel ragazzo di
buona fede") mi ha guardato nella faccia ...ma ti giuro..(inc.)..ci siamo guardati tutti...Fabio
arrossito...Fabio vi giuro sull'anima di mia mamma, arrossito pure Fabio stesso, ...ha detto "il
mio gruppo, per mi hanno chiamato, purtroppo il mio gruppo si sente garantito da me..." dice
"...per cui io ho grossi problemi a dire al mio gruppo che il Sindaco non lo faccio io!"
UOMO: ....(inc.)..
PALERMO R.: ...prendo io...prendo io e gli faccio in questa maniera, guarda
..(inc.)..ascolta, gli ho detto io "Cecio! senti una cosa! parliamo qua un attimo per capirci...tu sei il
leader di questo grande gruppo, giusto?...", dice "si!"...dice si!..(inc.).. "va bene! io probabilmente
sono il leader dell'altro gruppo...i miei mi hanno mandato a me per venire e discutere per questo
accordo ed io decido se si o se no perch hanno fiducia di me...ma questo gruppo che sei tu il
leader non sai dirgli ...guardate! l'accordo cosi ed io non voglio farlo, ..avallo io a mio cugino, lo
voglio io a mio cugino Rocco!", "si, si! potrei tentare di dirgli..." ..(inc.)..per dirgli ..(inc.)..una
settimana...tu pensi che esce da l dentro a battere tutti per trovare la lista...poi le persone non ci
stavano, capisci? non ci stavano in nessun modo...poi insomma siamo arrivati al punto...siamo
arrivati al punto ti dico, Mimma!...che ..(inc.)..
UOMO: ....il suo gruppo era...
PALERMO R.: ...il suo gruppo era (ndr. sovrapposizione di voci) cose da pazzi, cose da
pazzi ragazzi, io guardate queste cose non le sentivo con le mie orecchie non ci credevo, vi giuro!
guarda! non le potevo credere sull'anima di mia madre! non le credevo...cio ma questo
...mentre Severino, compare Severino "no ragazzi a me stanno bene tutti...mi stava bene Cecio ed
hanno fatto Cecio, mi stava ..(inc.).....ma ancora cio a cinquanta anni questo dalla mattina alla
sera correndo ..(inc.)..!"....compare Severino diceva "mi sta bene Cecio, mi sta bene Rocco, mi
stava bene Fabio, a me basta che sale la lista sua e che non ci siano guerre, se ci sono due liste a
me non mi considerate , vedete che non voglio..."
DONNA: ..(inc.)..
PALERMO R.:... compare tuo...e da fonti diverse so che Severino neanche con lui da solo
si sarebbe alla fine poi messo, perch era Severino era legato con chi ha fatto..(inc.)..ma
comunque! ma questa non la reggeva questa volta...ora con tutto questo siamo andati l da
me..(inc.)..cose, cose da rabbrividire.
La vicenda rasenta quasi lincredibile: il candidato di una lista, tra laltro gi sicuro di
essere eletto, si impegnava a cercare persone da candidare nella lista opposta, allo scopo di dare
una parvenza di legalit alle consultazioni elettorali. Infatti, per come si avr modo di constatare
in seguito, nella lista avversa figurava anche BUETI Natale che, oltre ad essere luomo di fiducia
di ALVARO Cosimo, lavorava anche allinterno di Villa Speranza della quale il PALERMO
risulta essere, come si avr modo di vedere, uno dei soci. Unelezione amministrativa dettata
esclusivamente dalla ndrangheta, tant che era lo stesso PALERMO ad essere preoccupato per
leventuale registrazione di schede in bianco che avrebbero rappresentato una forma di disaccordo
alle imposizioni volute dalle cosche di riferimento, essendo quello lunico sistema che la
popolazione avrebbe potuto usare per manifestare il proprio dissenso.
La conversazione consentiva di accertare, in modo inequivocabile, lingerenza della
ndrangheta in tale consultazione elettorale.
E lo stesso PALERMO a riferire, nel prosieguo della conversazione, che era stata fatta una
riunione presso labitazione di tale Salvatore, indetta da ALVARO Domenico, in precedenza
generalizzato, genero di RUFFO Vincenzo, ove era presente tale Saverino, identificato in
DANARO Saverio [ nato a San Procopio il 28.01.1962, ivi residente], attuale consigliere
comunale, nel corso della quale era stato deciso che il RUFFO non si sarebbe pi ricandidato. Al
suo posto, nella lista capeggiata dal PALERMO, si sarebbe presentato, invece, quale consigliere
comunale, il figlio Fabio [nato a Reggio Calabria il 04.01.1984].
(vds. all. nr. 260)
ALVARO Cosimo, nel periodo precedente alle elezioni amministrative del maggio 2007,
era diventato il punto di rifermento circa le problematiche connesse alle elezioni alla carica di
Sindaco di San Procopio;
a lui si rapportavano diverse persone, per conoscere le eventuali determinazioni adottate dai
futuri e possibili candidati.
In particolare, in data 20 marzo 2007, ALVARO Cosimo, nel ricevere la visita dei suoi zii,
MARAFIOTI Domenico e CONDEMI Maria Teresa Lidia, gi generalizzati in precedenza,
rappresentava che il PALERMO, sebbene avesse sbagliato a candidarsi come Sindaco di San
Procopio, avrebbe comunque ricevuto il suo appoggio, come del resto aveva fatto nel corso delle
elezioni provinciali dellanno 2006, procurandogli 27 voti, per il semplice fatto che il RUFFO
Vincenzo, non avrebbe dovuto pi essere eletto Sindaco di quel centro. Pertanto, lo stesso
ALVARO terminava affermando che avrebbe inviato delle imbasciate per reperire dei voti a
favore del PALERMO.
I suddetti coniugi precisavano che, nella municipalit di San Procopio, erano sorti alcuni
dissidi tanto in relazione ai candidati da eleggere, che per la costante e pressante richiesta di voti
da parte di ALVARO Domenico, in precedenza generalizzato, genero di RUFFO Vincenzo,
collaborato in tale azione dal cognato MORFEA Rocco, questultimo identificato nellomonimo
[nato a Varapodio il 17.12.1953, residente a Sinopoli, pregiudicato] coniugato con ALVARO Rosa
[nata a Taurianova il 25.07.1969]. Sul conto del MORFEA, si evidenziano numerosi precedenti
penali168.
168 Agli atti dellArma territoriale risulta annoverare precedenti e pregiudizi penali per furto di autovettura,
guida senza patente, inosservanza dei provvedimenti dellAutorit, associazione per delinquere, estorsione e
danneggiamento aggravato, furto, coltivazione di 713 piante di canapa indiana, diffidato dalla Questura di
Reggio Calabria ai sensi dellart. 1 della Legge 27.12.1956 nr. 1423, sottoposto alla misura di Prevenzione
della Sorveglianza Speciale di P.S. per la durata di anni uno.
In data 04.06.1997, personale del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Reggio Calabria, in
esecuzione del decreto emesso ai sensi della legge nr. 575/65 dal Tribunale di Reggio Calabria Sezione
Misure di Prevenzione, procedeva al sequestro dei terreni agricoli appartenenti alla cosca ALVARO tra cui
quelli del MORFEA dal momento che appartenente alla cosca avendo sposato la figlia del noto mafioso
ALVARO Nicola da San Procopio, a nome ALVARO Rosa, nata a Taurianova (RC) il 25.07.1969.
In data 29.11.1997, il Tribunale di Reggio Calabria Sezione M.P. rigettava la proposta di sottoposizione
alla Misura di prevenzione avanzata dal Procuratore di Palmi nei confronti del MORFEA Rocco e disponeva
la revoca del decreto di sequestro dei beni del 21.05.1997.
Persona che in pubblico gode di pessima stima e reputazione, solito frequentare persone pregiudicate
appartenenti alla cosca mafiosa ALVARO: ALVARO Nicola cl46 di San Procopio; ALVARO Domenico
cl77, pregiudicato arrestato nel corso delloperazione Prima; ALVARO Giuseppe cl43, pregiudicato per
associazione di tipo mafioso; IANNACI Nicola cl74, pregiudicato; ALVARO Stefano cl80, pregiudicato
con precedenti per porto e detenzione di arma clandestina; MEZZATESTA Giuseppe cl66 di San Procopio;
ALVARO Giuseppe cl82, pregiudicato.
Genero di ALVARO Nicola, inteso Cola o Carni i Cani, fu Domenico e mt. ALVARO Rosa, nato a
Sinopoli il 02.03.1946, residente a San Procopio in via Umberto I n. 49, coniugato con VIOLI Grazia, per
aver contratto matrimonio con ALVARO Rosa nata a Taurianova il 25.07.1969. Questultimo agli atti
dellArma persona di pessima condotta morale e civile in genere, figurando a suo carico pregiudizi penali
per pascoli abusivo, violenza privata, tentato omicidio, porto, detenzione ed omessa denuncia di pistola, furto
aggravato, bestemmia, abbandono di animali nel fondo altrui, lesioni personali, soggiornante obbligato,
violazione dei precetti relativi al soggiorno obbligato, favoreggiamento personale, associazione per
delinquere di stampo mafioso. Proviene da famiglia di pregiudicati del luogo, in particolare, anche fratello
di ALVARO Giuseppe cl43, pregiudicato per associazione di tipo mafioso ed altro. Con i fratelli stato pi
volte denunciato per associazione di tipo mafioso. E nipote di ALVARO Giuseppe cl32, ritenuto il capo
storico del clan, nonch cognato del pluripregiudicato, MACRI Giuseppe cl44, da Delianuova (RC), che ne
ha sposato la sorella ALVARO Francesca cl41. LALVARO Nicola ritenuto un soggetto socialmente
pericoloso in quanto saldamente inserito nei ranghi della criminalit organizzata. In particolare, indicato
quale elemento di primo piano del clan familiare degli ALVARO denominati Carni i cani, operante in
Sinopoli e nei Comuni limitrofi, il cui capo indiscusso si identifica nella persona del fratello Carmine cl53. Il
giudizio di pericolosit sociale nasce non solo dai vincoli di parentela che legano lALVARO Nicola cl46
agli esponenti di spicco della cosca ( fratello appunto di ALVARO Giuseppe cl43 e di ALVARO Carmine
cl53, ritenuti capi e fondatori della consorteria) ma anche dai comportamenti dallo stesso tenuti,
particolarmente sintomatici, in quanto collocati nel particolare ambiente socio familiare cui egli appartiene.
La condotta fino ad oggi tenuta dallALVARO Nicola cl46 di per s giustifica ampiamente i sospetti
manifestati di un appartenente a consorteria mafiosa. Gi sottoposto a misura di prevenzione (soggiorno
obbligato), le cui prescrizioni ha ripetutamente violato, sospettato di essere responsabile di gravi delitti
(dallassociazione per delinquere alle lesioni personali, allomicidio), per taluni dei quali stato raggiunto da
provvedimenti custodiali, ai quali talvolta si sottratto, registra condanne per lesioni personali colpose, per
aver violato gli obblighi inerenti la misura di prevenzione del soggiorno obbligato, per lesioni personali,
resistenza a pubblico ufficiale, detenzione e porto illegali di armi. Reati consumati tra il 1963 ed il 1984.
In epoca successiva, lALVARO Nicola stato segnalato solo per le sue frequentazioni sospette, fino al 30
marzo del 1999, allorch stato raggiunto da provvedimento cautelare in quanto ritenuto responsabile di
associazione per delinquere di tipo mafioso, di porto e detenzione illegale di armi, delitti per i quali il
Tribunale di Palmi, con sentenza del 05.09.2000, lo ha condannato alla pena di anni tredici e mesi sei di
reclusione. In data 29.11.2001, la Corte di Appello di Reggio Calabria, con dispositivo di sentenza
ridetermina la pena inflitta nei suoi confronti in via definitiva nella misura di anni nove di reclusione,
riconoscendolo colpevole di associazione di stampo mafioso ed altro.
Tale recente condanna appare decisiva, ai fini che interessano, poich grazie ad essa hanno trovato corpo e
consistenza i sospetti ripetutamente espressi dal R.O.N.O. del Comando Provinciale Carabinieri di Reggio
Calabria sul conto dellALVARO, sul suo antico e costante inserimento nellomonima consorteria mafiosa,
sul ruolo dallo stesso attualmente ricoperto allinterno del clan, ad onta delle malattie e menomazioni di cui
affetto.
In relazione ai fatti innanzi citati, emerso che PALERMO Rocco, per il rinnovo del
Consiglio Comunale di San Procopio (RC), le cui votazioni avvenivano il 27-28 maggio 2007, si
candidava, quale Sindaco di San Procopio, con la lista denominata Impegno e Seriet San
Procopio nel cuore, composta da:
La lista opposta, tra laltro creata dallo stesso PALERMO Rocco e dal gruppo criminale
di riferimento, denominata Progresso e Sviluppo, con candidato MARRARA Giuseppe [ nato a
Reggio Calabria il 28.03.1955, ivi residente in [Link] Falcone nr.4/G], risulta essere composta da :
BUETI Natale, nato a Paola (CS) il 01.01.1953, residente a Reggio Calabria in
via Modena nr.44;
CARTISANO Antonino, nato a Reggio Calabria l11.03.1958, ivi residente in via
Garibaldi 15;
Certamente giustificato e condivisibile , quindi, il giudizio di pericolosit sociale espresso dal Tribunale
Sezione M.P. di Reggio Calabria che ha legittimato la richiesta di applicazione nei suoi confronti della
misura di prevenzione personale, irrogandogli la Sorveglianza Speciale di P.S. per un tempo massimo di anni
quattro, con obbligo di soggiorno nel Comune di residenza, con la motivazione di essere un soggetto
socialmente pericoloso inserito a pieno titolo, con una posizione di spicco, allinterno della consorteria
mafiosa ALVARO-VIOLI-MACRI operante in Sinopoli e nei Comuni limitrofi, nonch della necessit di
controllarne e limitarne gli spostamenti sul territorio, giusto decreto nr. 125/00 e nr. 19/02 Provv. emesso in
data 04.05.2001 dal Tribunale Sezione M.P. di Reggio Calabria, pendente presso la Stazione Carabinieri
di San Procopio (RC). Lo stesso decreto rigettava la proposta di confisca dei beni avanzata sul conto
dellALVARO Nicola cl46.
CHIRICO Bruno, nato a Reggio Calabria il 19.07.1954, ivi residente in via Riparo
Cannav nr.42;
DITTO Vittorio, nato a Reggio Calabria il 28.02.1965, ivi residente fraz. Pellaro
vico Bolani I nr.32;
GALIMI Antonio, nato a San Procopio il 09.09.1958, residente a Novara in Corso
Milano nr. 21/B;
LOMBARDO Caterina, nato a SantEufemia dAspromonte il 02.08.1974, ivi
residente in [Link] Muraglio snc;
LUPPINO Antonino Rocco, nato a SantEufemia dAspromonte il 02.03.1959, ivi
residente in via Fimman nr. 8/A;
PULIMENI Nicola, nato a Gioia Tauro il 15.09.1980, ivi residente in via Dol
nr.10;
SARACENO Marcantonio, nato a Reggio Calabria il 22.11.1970, residente a
[Link] dAspromonte in [Link] Castellano nr. 26/3;
SCOPELLITI Adele, nato a Reggio Calabria il 10.08.1959, ivi residente in via
Scilla nr.37;
TREFILETTI Giuseppe, nato a San Procopio il 27.06.1964, residente a Melicucc
in via Iudicia nr.9;
TROPEANO Marcello, nato a Taurianova il 17.04.1971, residente a Varapodio in
via Roma nr.18.
GIUNTA COMUNALE
sindaco: PALERMO Rocco, nato a San Procopio il 25.06.1961;
vice sindaco: RUFFO Fabio, nato a Reggio Calabria il 04.01.1984 ;
Assessore: DANARO Saverio, nato a San Procopio il 28.01.1962;
Assessore: ORTUSO Domenico, nato a San Procopio il 20.10.1962;
Assessore: SCUTELLA Rocco, nato a Cinquefrondi il 07.09.1981.
CONSIGLIO COMUNALE
Pres. Consiglio: CARUSO Domenica, nata a San Procopio il 10.12.1955;
Consigliere magg.: DANARO Saverio, nato a San Procopio il 28.01.1962;
Consigliere magg.: SCIARRONE Giuseppe, nato a San Procopio il 13.07.1954;
Consigliere magg.: TRIPODI Giuseppe, nata a Palmi il 16.12.1970;
Consigliere magg.: VERSACE Rocco, nato a Palmi il 14.08.1973;
Consigliere magg.: RUFFO Fabio, nato a Reggio Calabria il 04.01.1984 ;
Consigliere magg.: SCUTELLA Rocco, nato a Cinquefrondi il 07.09.1981;
Consigliere min.: GALIMI Antonio, nato a San Procopio il 09.09.1958;
Consigliere min.: LUPPINO Antonino Rocco, nato a SantEufemia dAspromonte il
02.03.1959;
Consigliere min.: MARRARA Giuseppe, nato a Reggio Calabria il 28.03.1955;
Consigliere min.: PULIMENI Nicola, nato a Gioia Tauro il 15.09.1980.
In ordine alla vittoria politica di PALERMO Rocco, si precisa che, gi in data 12 maggio
2007, quindi circa quindici giorni prima, ALVARO Cosimo, nel corso di un incontro avuto
allinterno della casa di cura Villa Speranza, riferiva a BUETI Natale ed a tale Peppe,
identificato in ABBATE Giuseppe [nato a Reggio Calabria il 31.10.1960, ivi residente in viale
Calabria 272] che era ormai certa lelezione di PALERMO Rocco, quale Sindaco di San Procopio,
circostanza questa che avrebbe comunque garantito gli interessi economici dei presenti, nella
zona di quel Comune. Si precisa che, in precedenza, lABATE, nellapprendere che il BUETI
era candidato quale consigliere di quel centro, asseriva che tutti i lavori pubblici, sarebbero dovuti
andare a loro, offrendo, tra laltro, la propria collaborazione.
(vds. all. nr. 265)
Il 29 maggio 2007, (progr. nr.2905 delle ore 10.58.51), si registrava una conversazione tra
PALERMO Rocco e ALVARO Cosimo, nel corso della quale, questultimo esprimeva alcune
lamentele circa il comportamento mantenuto dallo stesso PALERMO, ritenuto colpevole di non
avere mantenuto la promessa fattagli, in merito al numero di voti che avrebbe dovuto raccogliere a
favore del BUETI, affinch questultimo fosse eletto consigliere. Il PALERMO tentava di
giustificare laccaduto, asserendo che i tre voti che aveva portato al BUETI erano stati annullati.
(vds. all. nr. 266)
Sempre nel corso della medesima giornata ( 29 maggio 2007 progr. nr. 19609 delle ore
20.26), allinterno del domicilio di ALVARO Cosimo, si registrava una conversazione con
PALERMO Rocco, nel corso della quale, questultimo asseriva che se non ci fosse stato
lintervento dello stesso ALVARO, non sarebbe stato eletto sindaco. LALVARO rappresentava
nuovamente le proprie lamentele circa pochi voti avuti dal BUETI e precisava che se lo avesse
saputo prima, avrebbe mandato delle imbasciate per garantire lelezione dello stesso. I presenti
argomentavano in merito alle persone che avevano detto che avrebbero votato, distinguendo tra
chi, secondo loro, aveva mantenuto gli impegni e chi no. PALERMO asseriva di aver cercato di
chiamare a Pino, identificato in PANUCCIO Vincenzo Giuseppe [nato a Sinopoli il 25.04.1954,
residente a Reggio Calabria in via Reggio Campi II tronco, medico] il quale, per soli 20 voti, non
era stato eletto, quale consiglire comunale di Reggio Calabria. Dai discorsi fatti, traspariva come
entrambi gli interlocutori fossero rammaricati per la mancata elezione del PANUCCIO.
ALVARO, successivamente, ritornava, quindi, a parlare del fatto che Natale BUETI aveva preso
solo 3 voti ed ammoniva il PALERMO sul fatto che, se lui avesse avuto difficolt a recuperare
alcuni voti per il BUETI, avrebbe dovuto farglielo presente, in modo tale che lui stesso avrebbe
trovato, sicuramente, almeno dieci voti per il BUETI.
(vds. all. nr. 267)
Nel prosieguo della conversazione (progr. nr. 19612 delle ore 21.27), i due interlocutori
menzionavano alcuni soggetti, in seguito nominati assessori di San Procopio, identificati in
ORTUSO Domenico [nato a San Procopio il 20.10.1962]; SCUTELLA Rocco [nato a
Cinquefrondi il 07/09/1981 e residente a San Procopio in Rione Tavella nr.115, celibe, nulla
facente], nella precedente amministrazione aveva rivestito le cariche di Assessore
allilluminazione pubblica e reti idrica e viaria e Consigliere di Maggioranza169, nonch RUFFO
Fabio [pt. Vincenzo mt. CUTRI Maria Catena, nato a Reggio Calabria il 04.01.1984, residente in
San Procopio, via Umberto I nr.40, celibe, studente.].
169 Figlio di SCUTELLA Carmine, nato a Sinopoli il 15.06.1946. Pregiudicato per truffa e falso, ritenuto
appartenente alla Cosca ALVARO da Sinopoli San Procopio.
Gli accertamenti espletati sul contenuto del brano appena riportato consentivano di
identificare il suddetto ALVARO Antonio, nellomonimo, [nato a Sinopoli il 29 marzo 1956,
medico], Presidente della comunit montana versante Tirrenico Meridionale. Gli accertamenti
eseguiti non hanno consentito di acclarare che presso il comune di San Procopio siano state
stipulate convenzioni in tal senso.
Una conversazione particolarmente interessante che attestava, in maniera inequivocabile, la
partecipazione del PALERMO allassociazione criminale facente capo alla famiglia ALVARO,
nella fattispecie ad ALVARO Cosimo, si registrava in data 23 agosto 2007 (progr. nr. 5099 delle
ore 11.56). Nella circostanza, il PALERMO, dopo aver illustrato un progetto occupazionale che
doveva essere finanziato dalla Regione Calabria, riferiva ad ALVARO Cosimo che era in corso
una progettazione di una strada e, quindi, invitava questultimo a contattare alcune ditte per la
redazione dei relativi progetti.
Unaffermazione di elevato contenuto probatorio, che attestava, in maniera inconfutabile, la
completa appartenenza del PALERMO alla cosca ALVARO. La prosecuzione del dialogo era
attinente alla gestione dellamministrazione comunale di San Procopio.
(vds. all. nr. 269)
ALVARO Cosimo ha rappresentato per alcuni politici locali un punto di riferimento, per
lacquisizione di voti e, comunque, per accreditarsi, allinterno della coalizione politica di
appartenenza, con un numero notevole di tesserati, in cambio di prestazioni professionali erogate
dal Comune. In particolare, in data 10.11.2006, allinterno dellabitazione di ALVARO Cosimo si
registrava la presenza del Consigliere Comunale di Reggio Calabria, MARCIAN Michele [ nato
a Reggio Calabria il 28.11.1972, ivi residente in localit Calanna, via Risorgimento nr.53], gi
raggiunto in data 30.03.1998, nellambito delloperazione denominata Prima, da informazione di
garanzia in relazione al delitto di associazione di tipo mafioso, per avere ottenuto sostegno durante
le elezioni amministrative dellanno 1997, da parte dellorganizzazione mafiosa facente capo alla
famiglia ALVARO di Sinopoli: un rapporto, alla luce della presente attivit investigativa, mai
interrotto.
Durante la prima conversazione, con inizio alle ore 18.15, ove era presente anche un altro
uomo non meglio identificato, il MARCIAN spiegava agli interlocutori, tra cui ALVARO
Cosimo, di volere realizzare alcuni progetti, per la formazione di nuovi gruppi politici nei quali
inserire giovani universitari. Questi ultimi avrebbero goduto dellappoggio politico del
MARCIANO, il quale avrebbe garantito, attraverso le sue amicizie politiche a livello nazionale,
anche nomine dirigenziali allinterno degli stessi partiti politici.
(vds. all. nr. 270)
Nella conversazione successiva (progr. nr.181 delle ore 19.15), intervenivano nella
discussione anche altri soggetti presenti allinterno dellabitazione di ALVARO Cosimo, laddove
si accertava che la visita del MARCIAN, era finalizzata a convincere alcuni giovani a tesserarsi
con il partito di Forza Italia, pertanto il politico forniva una serie di spiegazioni alle persone
presenti, circa il proprio ruolo allinterno di tale coalizione, in particolare nellambito del Comune
di Reggio Calabria, non omettendo di evidenziare la sua stretta amicizia con ALVARO Cosimo,
che avrebbe potuto garantire, in ordine alla affidabilit delle affermazioni fatte fino a quel
momento:
omissis
MARCIANO M.: l'importante che ci vuole... io, io vi dico una cosa e ve lo dico
veramente con il cuore... qua c' COSIMO!!... e vi parlo...
ALVARO C.: ah!!...
MARCIANO M.: io con COSIMO!!... ma non ho.... quello che mi dice COSIMO!!...
ALVARO C.: non c'entra!!...
MARCIANO M.: ma no per qualche cosa... per il rispetto!!... prima viene il rispetto e poi
viene la politica con me...
ALVARO C.: certo...
MARCIANO M.: cio per un discorso di...
ROCCO: e infatti...
MARCIANO M.: di essere seri nella vita... ..perch qua... se io gli devo dare una legnata a
COSIMO per la politica!!... io, me la do io la legnata!!...
omissis.
omissis
MARCIANO M.: io ora ti faccio l'esempio: al comune, eh... quando venite al comune,
quando volete venire al comune salite sopra a Palazzo San Giorgio... avete un computer, avete due
segretarie, avete, li mandate dove volete, fate quello che... io dove... autorizzo io per quanto
riguarda voi si devono mettersi a disposizione ah!!... e incominciamo il lavoro... ragazzi dobbiamo
iniziare il lavoro, io pi di quello che vi posso dire... allora che dobbiamo fare?...
omissis.
omissis
MARCIANO M.: se poi dobbiamo sistemare un ragazzo...per un anno due anni lo
sistemiamo, non c'...
ALVARO C.: non ti creare...incomp...
MARCIANO M.: ...incomp... ti voglio dire... poi gli spazi sono un pensiero mio, non
che...senti una cosa, vi posso dire una cosa... pensiero mio questo...poi io parlo con lui e gli dico:
c' quello che determinate cose...
omissis.
omissis
ROCCO: ma a livello... a livello informativo...
MARCIANO M.: eh!!...
ROCCO: ti parlo perch ha partecipato mio cugino al coso, al bando, all'ultimo
bando...
MARCIANO M.: eh!!...
ROCCO: che ci sono architetti?...
MARCIANO M.: si e non me lo potevi dire prima a me...
ROCCO: no, ma per esempio ...incomp... per qual' la cosa...
MARCIANO M.: ...incomp... lo hanno chiamato?...
ROCCO: non lo stanno chiamando...
MARCIANO M.: e non lo chiamano pi perch gli incarichi sono stati dati... e tu, queste
qua... queste sono le cose, vedi...
ROCCO: perch sono andato...
MARCIANO M.: lui come si chiama?...
ROCCO: ESPOSITO...
MARCIANO M.: lo sai che facciamo?... luned mattina... tu come sei combinato?...
ROCCO: io sono per qua...
MARCIANO M.: eh!! vieni al comune, andiamo con la SMART saliamo al CEDIR e
vediamo se possiamo fare qualcosa, se non inserito vediamo se troviamo mezza opera per
inserirlo la dentro senza nessuno impegno... se poi inserito ben venga...
ROCCO: no, che...
ALVARO C.: al [Link].?...
ROCCO: pure per sapere...
ALVARO C.: al CEDIR?...
MARCIANO M.: vuol dire che ha risposto questo qua, perch sono tutti i consiglieri
comunali che se li sistemano...
ROCCO: pure per sapere, perch giustamente questo qua mi ha chiamato ieri che sapeva
che sono a Reggio e mi chiama a me... no a me mi aveva visto un ragazzo e mi ha detto, perch gli
aveva risposto che qua non li fanno queste cose, se poi andate, andate e sistemate la situazione...
MARCIANO M.: ...incomp... un opera a Catona di tre miliardi..
ALVARO C.: vedi qualche cosa ...incomp...
MARCIANO M.: faccio una piscina, un campo da tennis, un campo di calcetto, una
struttura bellissima tutta in vetro... ora gli abbiamo dato... gia quasi finito il progetto, nel 2007
apriamo il mutuo, ...incomp...
omissis.
omissis
MARCIANO M.: allora ragazzi, facciamo, facciamo in questo modo... tu, noi ci vediamo
luned mattina, io ti do, cos ti do un po di tessere... di quelli che eh!... ci sono ragazzi che non
possono pagare la tessera, datemela a me che gliela faccio io tranquillamente... vedete di trovarli
di 18 anni eh!!...
ALVARO C.: ragazzi giovani...
MARCIANO M.: ragazzi giovani no!!...
ALVARO C.: una sicurezza, per il fatto pulito...
MARCIANO M.: certo, non dobbiamo fare sempre...
ALVARO C.: bravo...
MARCIANO M.: figlioli!! una ventina di ragazzi li dobbiamo trovare...
ALVARO C.: va bene...
MARCIANO M.: ...che siano seri, puliti...
ALVARO C.: ...incomp...
MARCIANO M.: ...incomp...
ROCCO: ma di Reggio?... da dove li vuoi queste persone...
MARCIANO M.: o che masticano...
ALVARO C.: certo...
MARCIANO M.: di Reggio, basta che sono residenti a Reggio... che hanno ah... la cosa...
poi se c' qualcuno di fuori, pi interessi...incomp... sempre un vostro amico...
ALVARO C.: certo...
ROCCO: quale il problema!!...
ALVARO C.: certo, certo...
MARCIANO M.: cio non questo il problema...
ROCCO: ma ci sono residenti che residenti qua...
MARCIANO M.: lo so, si ma... gliela fate spostare la residenza, perch un
domani poi...
ROCCO: ...(ride)...
ALVARO C.: ...(ride)...
MARCIANO M.: per me... da me non c' lo spazio compare e mangia... ...incomp... per
arrivare alle elezioni... per spostare una residenza ci vogliono tre mesi...
ROCCO: sei mesi...
MARCIANO M.: sei mesi?... va bene, io te la faccio spostare in un mese...
ALVARO C.: questo sicuro...(ride)...
omissis.
Nella prosecuzione del dialogo MARCIAN riferiva in ordine alla propria vicenda
giudiziaria, ovvero loperazione denominata Prima, allorquando era stato indagato con
lorganizzazione criminale degli ALVARO e delle conseguenti problematiche che aveva avuto,
riuscendo, comunque al termine di tutto, ad ottenere anche il porto darma per la pistola.
Aggiungeva, inoltre, che qualora fosse stato controllato unitamente allALVARO,
questultimo doveva fingere di essere sordomuto e non presentare i documenti:
omissis
MARCIANO M.: ...(ridono accavallamento di voci incomp.)... hai capito che ti voglio
dire?... ti dico, la prossima volta che ti do un passaggio io, tu documenti non ne hai!!...
ALVARO C.: stai sicuro...
MARCIANO M.: ...(ride)... non ne ho!... ...(tratto incomp. accavallamento di voci)...
ROCCO: ma tu con il ministro estero non potresti collegarti...incomp...
MARCIANO M.: no, lui oggi domani, gli fa, no lui non parla sordo muto... ...(scherzano
e ridono)... gli dico: prendete i documenti miei...
ALVARO C.: e se ti porto io, chi ti ferma!! non ci conosce...
MARCIANO M.: tutti ci conoscono oggi...
ALVARO C.: ci pedinano!!...
MARCIANO M.: fanno a tipo che lo conoscono... no, me lo sono portato in palestra.. qua
ho una palestra a Catona... quello che volete, venite ...incomp... a disposizione, non pagate
..(ridono)... siete ospiti miei... ho una piccola palestra di quattrocento metri quadrati...
omissis.
MARCIAN Michele, come gi evidenziato nellambito dei contatti politici mantenuti dai
fratelli BARBIERI, si relazionato anche con questi ultimi, in occasione delle elezioni
amministrative avvenute a Reggio Calabria nellanno 2007. Un intreccio molto particolare, in
considerazione che i fratelli BARBIERI, oltre ad avere favorito la latitanza di uno dei fratelli di
ALVARO Cosimo, hanno mantenuto con questultimo costanti rapporti relazionali.
Gi in data 29.10.2006, veniva registrata una conversazione, ritenuta oltremodo importante,
allinterno dellabitazione dellALVARO, circa i futuri assetti politici della citt di Reggio
Calabria, laddove questultimo riferiva ai propri interlocutori, PALERMO Rocco e PANUCCIO
Vincenzo Giuseppe, entrambi in precedenza generalizzati, di essere indeciso se appoggiare uno
o due candidati, in vista delle consultazioni elettorali del maggio successivo (2007), anche se
evidenziava la necessit di mettere qualcuno al Comune.
LALVARO, nella circostanza, riferiva agli interlocutori che un soggetto a nome Carmine,
identificato in ALVARO Carmine [nato a Sinopoli il 5.06.1965, residente a Delianuova] eletto
consigliere provinciale di Reggio Calabria in data 26.05.2006, ottenendo 2.206 voti, gli aveva
chiesto un appoggio, per le successive consultazioni elettorali del maggio 2007, a favore di tale
MANGANO Giuseppe [nato a Reggio Calabria il 06.11.1965], candidatosi nelle elezioni
amministrative del maggio 2007, nella coalizione capeggiata dal candidato sindaco Eduardo
LAMBERTI CASTRONOVO.
ALVARO Cosimo riferiva che, nonostante fosse gi impegnato in un appoggio elettorale a
favore di un altro candidato, avrebbe comunque promesso ad ALVARO Carmine circa venti/trenta
voti al MANGANO.
(vds. all. nr. 273)
interlocutori dialogavano, quindi, in relazione ad uno scambio di voti, non molto chiaro, in cui era
coinvolto il suddetto Carmine ALVARO.
(vds. all. nr. 274)
Ritornando alla conversazione del 20 marzo 2007, intercorsa tra ALVARO Cosimo e
PANUCCIO Giuseppe, si precisa che i due dialogavano anche in relazione alla possibilit di
chiedere i voti ad alcune persone di Reggio Calabria, parenti di un cognato di ALVARO, residente
a San Procopio ed identificato in RUGNETTA Rocco [nato a Taurianova il 4.04.1967 residente a
San Procopio], sposato con ALVARO Rosa, sorella di Cosimo. Nella prosecuzione della
conversazione era lo stesso ALVARO ad assicurare il PANUCCIO, circa la consistenza dei voti,
tant che riferiva ne prendiamo voti, Pino! Al mille per mille.. vai avanti e non ti
preoccupare.... LALVARO, in seguito, nellambito di una precisa strategia elettorale,
consigliava al PANUCCIO di fare aprire un seggio elettorale anche presso la sede della casa
di riposo Villa Speranza, in modo da convogliare i voti di tutti i ricoverati, allindirizzo del
PANUCCIO:
ALVARO C.: ...inc...hai capito? perch non mi deve dire "Cosimo!...inc...!" siccome
perderanno, secondo me gli potuto venire nelle circoscrizioni qualche problema, gli ho detto
"...inc...per vostro cognato nella circoscrizione ho un paio di ragazzi che mi rispettano!" lui i
...inc...non li vuole ...inc...e basta! non ci deve rompere i coglioni...inc..., hai capito?...vedi che
per ti devi far fare il seggio l
PEPPE: e come faccio?
ALVARO C.: come facciamo, come facciamo?
PEPPE: eh!!! ora vediamo come si pu fare
In ordine allapertura del seggio elettorale, presso la casa di riposo di Villa Speranza, si
precisa che, il 26 aprile 2007, sullutenza 340-3056915, in uso a BUETI Natale, si registrava
una telefonata, in partenza dallutenza nr. 0965/643717, ove un dipendente della citata azienda
chiedeva spiegazioni al BUETI, circa la documentazione da approntare per far votare le
persone alloggiate, allinterno della struttura.
Unaltra interessante conversazione si registrava il successivo 28 marzo 2007, allinterno
dell ufficio della casa di risposo di Villa Speranza, laddove ALVARO Cosimo riferiva al
PANUCCIO che subito dopo le festivit Pasquali, avrebbe saputo i nominativi di tutti coloro
che avrebbero votato per il PANUCCIO. Quindi, con la pubblicazione delle liste dei votanti,
sarebbe stata in grado di sapere anche il seggio ove le persone dinteresse avrebbero votato. Si
trattava in sostanza di una sorta di controllo, finalizzato a verificare se i voti promessi dalle
persone contattate, corrispondessero a quelli realmente espressi.
Il PANUCCIO, nel corso delle elezioni comunali di Reggio Calabria, otteneva 593
preferenze, risultando il secondo della propria lista, pertanto, non veniva eletto.
Fatta tale premessa, necessaria per linquadramento dei fatti, si precisa che ALVARO
Cosimo, ad un certo punto, riferiva di essere gi a conoscenza della vicenda ed infatti affermava:
s, s, so tutto, aggiungendo che aveva riferito a GUADAGNINO Francesco, presente alla
discussione di rivolgersi a Rocco, identificato, dal contenuto dellintero dialogo, in MORFEA
Rocco [nato a Varapodio il 17.12.1953, residente a Sinopoli (RC)], genero di ALVARO Nicola
170 nato a Delianuova il 25.04.1954, ivi residente in via Gramsci n.5 scala A int.1, coniugato con BIASI
Pasqualina, imprenditore.
171 nato a Delianuova il 10.01.1965, ivi residente in via Camelia n. 219, coniugato con ITALIANO Teresa,
commerciante.
172 coniugato con VERSACE Caterina cl. 1949, pensionato, capo indiscusso della cosca ITALIANO-
PAPALIA, operante nel territorio di Delianuova (RC), padre di ITALIANO Giasone..
173 pluripregiudicato per porto abusivo di armi, lesioni personali colpose continuate, inosservanza dei
Provvedimenti dellAutorit, omessa denuncia munizioni, contrabbando, evasione, associazione a
delinquere. E cognato di MAMMOLITI Antonino cl. 37 avendo questultimo sposato la sorella RUGOLO
Clara cl. 52.
174 VERDUCI Caterina, nata ad Oppido Mamertina (RC) il 09.04.1979.
175 VERDUCI Eleonora nata a Cinquefrondi il 08.03.1987.
176 nato a Fiorenzuola DArda (PC) il 14.05.1970, residente a Castellace di Oppido Mamertina in via
Buzzano nr. 33.
177 nato a Taurianova il 22.11.1976.
178 nata a Santa Cristina dAspromonte il 02.04.1923.
[nato a Sinopoli (RC) il 2.3.1946, residente a San Procopio]. Trattasi dello stesso personaggio che,
nel corso delle consultazioni elettorali di San Procopio, aveva imposto, in un primo momento, la
candidatura di RUFFO Vincenzo e, successivamente, previa disposizione dello stesso ALVARO
Cosimo, aveva acconsentito alla candidatura di PALERMO Rocco, quale sindaco di San Procopio.
Un vero e proprio sodalizio mafioso dedito al totale controllo del territorio, sia attraverso la
politica, sia mediante una diretta espressione criminale nellarea.
Lesposizione dei fatti, espressa dai fratelli GUADAGNINO, consentiva di accertare che, in
tale attivit estorsiva, in seguito era subentrato Giuseppeantonio, identificato in ITALIANO
Giuseppeantonio [nato a Delianuova il 21.06.1931 ivi residente], nonch il figlio dello stesso, a
nome Giasone, identificato in ITALIANO Giasone [nato a Delianuova il 16.10.1969, ivi
residente, pregiudicato], tra laltro legati da vincoli parentali con GUADAGNINO Francesco,
presente al dialogo, avendo questultimo sposato ITALIANO Teresa, figlia di ITALIANO
Giuseppe Antonio, nonch sorella di ITALIANO Giasone. Tale rapporto parentale evidenziava
ancor di pi la particolare situazione criminale connessa a tale vicenda, atteso che il
GUADAGNINO Francesco, pur essendo legato agli ITALIANO, appoggiava il fratello, vittima di
alcuni danneggiamenti e, quindi di unattivit ampiamente predatoria, tant che anchegli si
recava a Reggio Calabria per richiedere lappoggio di ALVARO Cosimo.
In tale contesto, uno dei fratelli GUADAGNINO riferiva che, nel corso dellincontro avuto
con il Giasone ITALIANO, questultimo aveva velatamente minacciato gli stessi, infatti, aveva
riferito: con il caldo, qua il trattore o una scintilla. Subito dopo, il GUADAGNINO
aggiungeva: sono venuti due volte, gli ho mandato a dire pure io che non c niente da fare, e
niente, e ora tornato a succedere un altro casino laltra sera successo prima alla cooperativa.
In seguito riferiva : ohoo... dico, non che una fesseria, comunque ...tratto inc...
quattro cinque sere f da mio suocero stavamo mettendo le reti le ultime reti che erano rimaste,
erano altri due giorni di lavoro... comunque erano altri dieci rotoli pi o meno, erano davanti casa,
sono andati e gli hanno messo fuoco, sono venuti i pompieri, i vicini li hanno chiamati, li hanno
chiamati, ora arrivano, i pompieri... dice l'altra volta va bene ... ma questa volta qu non....
Da accetamenti effettuati emerso che:
. in data 30.10.2006, alle ore 23.50 circa, in Contrada Burdina frazione Santa Giorgia, agro
del Comune di Scido (RC), ignoti incendiavano il frantoio oleario della societ Cooperativa
agricola DELIA, cui presidente il citato GUADAGNINO Giuseppe, procurando ingenti danni
alla struttura immobiliare del fabbricato, tanto da dover essere gran parte demolito e ricostruito.
Nelloccasione, venivano distrutti completamente anche un muletto ed un trattore, un altro muletto
notevolmente danneggiato, le reti per la raccolta di olive, limpianto elettrico del fabbricato, i
macchinari per la lavorazione delle olive, una quindicina di quintali di olio riversato per terra ed,
infine, una ventina di quintali di olive distrutti dalle fiamme;
. in data 09.11.2006, alle ore 17.15 circa, in localit Caruso nr. 1 della frazione Lubrichi
del Comune di Santa Cristina dAspromonte, ignoti incendiavano circa 10 bobine di reti della
raccolta delle olive posizionate nel terreno agricolo di BUCETO Vincenzo [nato a Santa Cristina
dAspromonte il 15.05.1922] a circa 60 metri ove sorge la propria abitazione. Sul luogo,
effettivamente, come asserito dal GUADAGNINO Antonio, sono intervenuti prima i Vigili del
Fuoco di Palmi ed i militari della Stazione CC di [Link] dAspromonte, i quali, nel prosieguo
delle indagini, escutevano a s.i.t. il genero della vittima, GUADAGNINO Giuseppe, e TODARO
Carlo [ nato a Taurianova il 20.08.1979, residente a Santa Cristina dAspromonte], cugino del
BUCETO e confinante con la propriet in questione.
Nella prosecuzione del discorso, uno dei fratelli GUADAGNINO riferiva che, la mattina
precedente lincendio, ovvero l8.11.2006, MORFEA Rocco aveva incontato GUADAGNINO
Alfonso179, al quale aveva consigliato di dare agli estortori una tumminata due tumminate di
terra, e, pertanto, i predetti rappresentavano allALVARO che i due fatti erano strettamente
correlati. Sostanzialmente il MORFEA, la mattina dellincontro, aveva esternato lennesima
minaccia allindirizzo del GUADAGNINO e, quindi, del BUCETO, concretizzatasi in nottata
attraverso il danneggiamento.
179 GUADAGNINO Alfonso, nato a Delianuova il 04.05.1959, ivi residente in via Gramsci nr.5 scala A
int.2.
GUADAGNINO A.: un pezzo dalla via di sotto, un poco della via di sotto l dove
limitate ve lo prendete e zitto
GUADAGNINO P.: noi rimaniamo che vendo
ALVARO C.: io e te, io tu e tu fratello rimaniamo daccordo con te
GUADAGNINO A.: per una "tuminata" per deuemila metri quadri
ALVARO C.: che ti dia questi duemila metri, siamo rimasti daccordo per questo non
per altro di altro neanche ne abbiamo parlato e mi ha detto come ritenete cos , e cos facciamo,
abbiamo parlato cos e facciamo... fate conto che c' lui presente, stop, e vedi cosa ti dicono, penso
che non ti dicono niente... per ora purtroppo non ve lo posso dare perch... e si chiude il discorso,
capisci?
GUADAGNINO P.: inc... si dice cos...
ALVARO C.: perch ormai che gli hai spiegato mezza parola con ALFONSO, gli hai
spiegato mezza parola in questo modo
GUADAGNINO A.: ma lui se gliela detta (si sovrappongono le voci)
ALVARO C.: giusto o no?
GUADAGNINO A.: il discorso che ho fatto io COSIMO... COSIMO il discorso che
ho fatto io il "palliamento" del tempo [Link]
GUADAGNINO P.: ma del tempo non che muoiono inc...
GUADAGNINO A.: e posso credere che muoiono tre...
ALVARO C.: speriamo di avere fortuna
Dal contenuto complessivo della conversazione, emergeva che lestorsione era stata
condotta materialmente da VERDUCI Vincenzo, collaborato da MORFEA Rocco e da ALVARO
Nicola.
Lavori pedemontana.
Conversazione registrata al progr. [Link] 2803 del 04.12.2006 alle ore 19.14, con apparecchiatura
SIO.
Legenda:
A= ALVARO Cosimo
C= CECE'
F= CICCIO
C: va bene andiamo ad altro, dunque... noi siamo venuti qu per una cortesia, una
cortesia e nello stesso tempo pure un lavoro... che interessa... a tutti, spiegategli tratto inc...
F: c' un lavoro abbastanza serio nella zona nostra, praticamente f da Cittanova a
Razz, ora molto probabilmente questione di qualche mese dovrebbero mandarlo in appalto, quello
che gestisce l'opera, che gestisce il progetto uno di qu della... della provincia
C: della provincia
F: della provincia... un settore separato della provincia, a Reggio Modena, il
palazzo che c' a Reggio Modena, all'uscita di Reggio Modena... cento metri pi in l dell'uscita
A: ah... qu alla regione dove c' quello che fanno inc...
F: provincia, un palazzo provinciale
A: ah... un palazzo provinciale , non lo so
F: uno stabile grigio a cento metri...
C: quello di vetro, tutto di fuori?...
F: no...
C: ...l dove c' tutto lo spazio, tutto il cortile grande
F: si c' inc... dei tubi l fuori
C: vicino... c' il Mercatone l... cosa c'?
F: no, no, no...
A: si va verso Modena e si scende verso la caserma dei Carabinieri
F: si, per subito dopo dello svincolo saranno cento metri
A: cento metri si, pi o meno, prima di arrivare al bivio uscendo..dall' uscita poi si
fa una strada... si, si...
F: ora..quello che fa..tutto...diciamo..che dovrebbe gestire..qua..l'opera la gara
d'appalto ..l'ingegnere CUZZOLA..
A: Cuzzola?
F: Cuzzola..quello... inc...
TRATTO INCOMPRENSIBILE
A: Cuzzola?
F: Cuzzola.. il responsabile del procedimento..
A: uh..
F: incomp..che stanno..un distaccamento della provinciapraticamente
gesticono tutte le grandi opere di tutta la provincia...
A: ho capito
F: ... di Reggio Calabria..tutte le strade tutte le cose che passano...sono tutti i
progetti l...
A: si, no, no...
F: questo qua... fanno la premontana...vedi come ... giallo
C: la premontana..
A: poi... come questa qua...
F: no questa e la premontana..
C: no, qua dentro.... ed al secondo lotto..
A: il primo l'hanno fatto..
C: il primo l'hanno appaltato lo stanno gi lavorando..
F: lo mandano fr un mese due mesi..li fanno fare..inc... di questo... se vuole questo
ti dice fanno questo, questo e quest'altro che li favoriamo
A: si deve vedere se ci sono..se ce ne sono molti inc...
C: come il secondo lotto Ciccio...Cittanova... Cittanova Razz stato fatto ora e
questo gi il secondo lotto
F: il primo lotto...
C: il primo lotto quando lo hanno fatto?
F: il primo lotto da San Giorgio a Cittanova..
C: San Giorgio Cittanova..
F: gi sono iniziati i lavori..gi sono..
C: ora stanno facendo qua... allora da Cittanova...
F: da Cittanova- Razz
C: ...Razz
F: poi fanno Razz Varapodio poi Varapodio Calabretta...ma probabilmente
faranno tutti...
A: ascolta... e chi l'ha preso il secondo lotto..
F: nessuno..
C: ancora lo devono mandare..
F: ancora un progetto..da definire alla seconda fase..della progettazione..le fasi
della progettazione sono tre..
A: ah..
F: hanno fatto la prima, con la seconda fase... per ora sono fermi alla seconda
fase...quindi questione di dieci giorni..quindici giorni... parte la pregettazione dell'ultima fase, la
progettazione esecutiva..
A: scusami un attimo come si pu prendere questo lavoro... con un'offerta..
F: allora, l'offerta c' la ditta e non ci dovrebbero essere problemi...per questo qua
ci deve dare una garanzia... dove dice tu in questo lavoro devi fare questo questo quest'altro...
A: certo..
F: il tipo di materiale..
A: certo..
F: i lavori..
A: magari che non ci siano prezzi vecchi, no?
F: eh... questi tipi di modifiche...(tratto inc. si sovrappongono le voci) non gli
piacevano...
A: certo...
F: magari c' stato qualcheduno delle zone nostre... che andato l e gli ha detto
che lui non vuole che passa da la... la dovete spostare cinquanta metri pi in la..
A: c' stata la variazione nella progettazione... quando si tratta..
SI SOVRAPPONGONO LE VOCI
geologo..volta e gira
omissis.
Gli accertamenti eseguiti consentivano di acclarare che alla gara prendevano parte le
seguenti imprese:
Inoltre, lassociazione temporanea dimpresa, risulta essere composta dalle seguenti ditte:
. CONSORZIO MAGNA GRECIA S.R.L., Sede legale: Rizziconi (RC) Contrada Persicara
- Codice fiscale: 02344720806 - Numero REA: RC-163103 - Data atto di costituzione:
22/07/2005.
Capitale sociale dichiarato sul modello con cui stato depositato lelenco soci: .
20.000,00:
. GIMET S.R.L., Sede legale: Corigliano Calabro (CS) Via Del Salice Km.0,5 128, Zona
Industriale - Codice fiscale: 01764540785 - Numero REA: CS-116703 - Telefono: 0983 851885.
Capitale sociale dichiarato sul modello con cui e' stato depositato l'elenco soci: .
102.960,00:
Linserimento di ALVARO Cosimo nella realizzazione di una strada nel comune di Scido
(RC).
180 A carico dello stesso risultano pregiudizi di polizia per i rati di estorsione aggravata, danneggiamento aggravato,
concorso in porto e detenzione illegale di munizioni e armi comuni da sparo, concorso in spari in luogo pubblico,
associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata allacquisizione di attivit economiche, per il reato p. e p. dellart.
720 C.P. per aver partecipato a giochi dazzardo, reati di tipo amministrativo.
oltre ad avere problemi con questultimo, avrebbe inciso sugli equilibri mafiosi darea, atteso
che le aggiudicazioni delle gare di appalto, avvenivano nellambito di un preciso accordo tra le
diverse imprese e gli esponenti della locale criminalit organizzata:
ALVARO C.: Ma mannaggia la ...incomp... ma senti, ma se questo qua ... va bene se
quando insistete ... ROCCO, per quello che mi hanno detto, per quello che mi hanno detto! Pu
essere una mossa, ma non lo sa nessuno! Ma ora tu mi dici che questa una cosa che sanno tutti!
..incomp... com, ..., com, !
ALVARO C.: Ho capito!
ROCCO: Loro partecipano e basta, ...incomp... . per me quello ma se un'altro la
stessa cosa!
ALVARO C.: va bene!
ROCCO: ...incomp...gi hanno accordi con ditte della zona, hai capito? E' che uno...
ALVARO C.: ROCCO, io non ho, io non ho....
ROCCO: ...incomp... che uno....io posso andare ...incomp...
ALVARO C.: ROCCO, e che io non che devo morire di fame, me ne fotto del lavoro
io!
LALVARO, ben a conoscenza delle tematiche criminali darea e, quindi, della famiglia
mafiosa di riferimento del FRISINA, precisava che avrebbe fatto pagare lestorsione a
Raimondi e Giasone, qualora avessero operato nel proprio territorio, anche in considerazione
che pagano tutti:
omissis
ROCCO: ...ma sempre con l'azione delle altre ditte che non accettino loro, e quella una
trattativa privata, ma non ...(tratto incomp)...
ALVARO C.: ...incomp... ROCCO lasciamo stare... se viene RAIMONDI o
GIASONE per qua gli faccio pagare la mazzetta ...incomp...
ROCCO: non mi interessa...
ALVARO C.: per il rispetto pagano tutti ...(tratto incomp)...
ROCCO: se si pu avere pure cinquanta...pure il cinquanta ...incomp... io a te voglio
...incomp... io me ne fotto di loro...
ALVARO C.: giustamente...
ROCCO: ... io non andare per dirgli...
ALVARO C.: si certo, se loro pretendono...dice... non andare neanche tu in nessun
posto, gli dico non andare neanche tu in nessun posto perch dove vai ti fai il ...incomp...non
andare in nessun posto perch loro vanno guardando i loro che non siamo noi, perch se io mi ero
messo a ...tratto incomp...
ROCCO: perch so gli accordi come sono...
ALVARO C.: ma io non lo so, certo...
ROCCO: ma io ti sto dicendo la realt com'
ALVARO C.: si, ...incomp... in questo modo non che vado... per se parte l'accordo
di l ...(tratto incomp)...
ROCCO: ma l'accordo e gia delle ditte...
ALVARO C.: ho capito!...
ROCCO: e devono avere l'accordo le ditte, l'accordo tutte... anche l'ufficio
omissis.
181 nato a Delianuova (RC) il 16.10.1969, ivi residente in via Trieste nr. 22, di fatto domiciliato in via
Frisina snc, coniugato, imprenditore.
Le risultanze del proc. pen. n. 5416/05 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA a carico degli
appartenenti alla cosca ITALIANO.
Analizzando proprio gli aspetti legati allappartenenza alla criminalit organizzata, merita
sicuramente menzione la circostanza per la quale sia il capostipite ITALIANO Giuseppantonio che
il di lui figlio, pur essendo pi volte interessati in vicende giudiziarie, non hanno mai riportato
condanne per il grave delitto di associazione per delinquere di tipo mafioso, venendo nel tempo
prosciolti da tali accuse.
Tuttavia, la caratura dei soggetti e dellelevato grado di pericolosit raggiunta in
particolare da ITALIANO Giuseppantonio non lo mandava immune dallapplicazione della
misura di prevenzione della sorveglianza speciale, da cui discendeva lallontanamento dal centro
delianuovese per sensibili periodi di tempo.
In ragione di ci veniva preclusa per molto tempo la possibilit per il figlio di ottenere le
previste certificazioni anti-mafia, a cui conseguiva la impossibilit di partecipare alle gare
dappalto di interesse, per lavori relativi ad opere pubbliche: quanto accertato nel corso
dellindagine preliminare ha messo in luce come gli stessi riescano, tuttavia, ad operare
tranquillamente in tale settore sfruttando gli artifizi contrattuali che ne agevolano il subingresso.
In particolare.
Prima di entrare nello specifico dei fatti delittuosi oggetto di indagine, appare utile ricordare
che lattivit di seguito descritta ha avuto inizio il 10 marzo 2007, allorquando lattenzione degli
scriventi veniva rivolta alla vicenda relativa alla compra-vendita del Palazzo compartimentale
delle [Link].: si individuava quale personaggio chiave, trait de union tra individui inseriti nella
criminalit organizzata e gli ambienti imprenditoriali e politico istituzionali di questa provincia,
CANNIZZARO Deborah.
Il presente referto si prefissa il compito di descrivere lanalisi degli elementi indiziari sinora
raccolti, al fine di conferire effettiva motivazione alle frequentazioni che avevano contraddistinto
loperato dei soggetti sopra indicati, focalizzando esclusivamente le attenzioni sugli interessi
imprenditoriali della famiglia ITALIANO da Delianuova.
Si ricorder come nella conduzione dellattivit info-investigativa si aveva avuto modo di
rilevare lesistenza di prolungati contatti telefonici e rapporti di frequentazione tra CANNIZZARO
DEBORAH, ASCIOTI ALFREDO, ITALIANO GIUSEPPANTONIO e ITALIANO GIASONE:
Le indagini condotte sul conto degli individui sopra indicati ha consentito agli inquirenti
di aprire un grosso squarcio nel delicato settore degli appalti pubblici, monitorando una serie di
eventi delittuosi che avevano interessato il Comune di Delianuova. Proprio in questo ambito
appare di assoluto rispetto laspetto notorio allintera collettivit e che vede legare
indissolubilmente la famiglia ITALIANO alle pi potenti organizzazioni criminali operanti sulla
provincia di Reggio di Calabria.
Muovendo da tali considerazioni si avuto modo di rilevare come gli elementi indiziari
raccolti sul conto degli ITALIANO abbiano finito per rappresentare fonte utile a dimostrare l
esistenza di una consorteria di tipo mafioso che opera sul territorio del Comune di Delianuova,
capace di infiltrarsi del tessuto economico e amministrativo, e di imporre la propria volont anche
allinterno della pubblica amministrazione.
Significative appaiono le vicende storiche del capostipite ITALIANO Giuseppantonio, il
quale, seppur mai condannato per il grave reato di associazione mafiosa, pubblicamente risulta
ricoprire la carismatica figura di capo dellomonima ndrina; alluopo copiosa appare la
bibliografia in tema, ove allunisono viene indicata la famiglia ITALIANO-PAPALIA come
lunica reggente sui territori aspromontani compresi tra i comuni di Delianuova Scido e S.
Cristina dA/te.
Ed sempre notorio pubblicamente come tale consorteria sia considerata prossima, non solo
per vicinanza territoriale, alla potente famiglia degli ALVARO di Sinopoli.
LITALIANO Giuseppantonio stato interessato nel tempo da varie misure di prevenzione
tese anche allallontanamento dal tessuto sociale delianuovese, proprio per consentire al centro
calabrese di liberarsi dallopprimente giogo delinquenziale operato dal pericoloso individuo.
In virt della pericolosit sociale rivestita dal soggetto, corroborata dalle conoscenza
pubblica dellappartenenza alla criminalit organizzata, il tutto aggravato dalle pericolose
frequentazioni intrattenute, hanno fatto s che grazie alle vigenti normative di legge gli fosse
preclusa la possibilit di ottenere la prevista certificazione antimafia. Tali provvedimenti
interdittivi intervenivano sia sul conto dellITALIANO Giuseppantonio che sul conto di suo figlio,
che nel tempo veniva allo stesso associato per propensione alla delinquenza e la vicinanza agli
ambienti mafiosi.
stata per lappunto lassenza di tale certificazione che ha destato per prima lattenzione
degli investigatori, che durante lattivit di indagine avevano cosi modo di rilevare come gli
ITALIANO continuassero a gestire, anche occultamente, un numero considerevole di cantieri edili
per opere pubbliche.
Significativi alla descrizione dellattivit condotta appaiono i forti interessi legati
allaccaparramento di pubblici appalti nel comune di Delianuova, ma anche dei centri prossimi
quali quelli di Scido, S. Eufemia DA/te, Villa S. Giovanni, S. Luca. Si anche potuto rilevare
come tale connubio abbia spostato la propria sfera di influenza dal centro aspromontano,
espandendosi verso la citt di Reggio di Calabria e nelle regioni del Lazio e della Liguria.
Verranno, altres, sviluppate le metodiche mediante le quali gli ITALIANO controllano il
territorio, estrinsecando il proprio predominio, menzionando allo specifico anche i contatti con
liberi professionisti, imprenditori ed esponenti politici, che si sono rivelati funzionali alla
partecipazione ad appalti e finanziamenti pubblici.
successivamente riavviate per consentire una migliore delineazione delle ipotesi investigative,
aprendosi scenari ben pi gravi di quelli per i quali erano stato incardinato il procedimento
dorigine.
Le attivit di indagine.
Dopo un prima fase di indagine, nel mese di marzo dellanno 2007 veniva riavviata mirata
attivit tecnica, in quanto si apprendeva che nellarea della localit S. Giorgia del Comune di Scido
erano in corso dei lavori per la realizzazione dellarea cantiere funzionale alla realizzanda strada
Gioia Tauro Delianuova. Tali particolari venivano subito messi in relazione, in quanto la predetta
localit si trova ai piedi del centro aspromontano di Delianuova. Appariva, quindi, chiaro che
quando ITALIANO Giasone, durante lestate precedente, parlava dellavvio dei lavori indicati
criptatamente di l sotto voleva indicare proprio quelli che avrebbero dovuto interessare, una
volta sbloccati, larea di S. Georgia. Nel medesimo senso venivano rilevate le conversazioni
captate dallascolto dellutenza dellITALIANO Giuseppantonio, allorquando in data 23.06.2006
contattava la cooperativa olearia DELIA, comunicando che di l a poco sarebbe arrivato un
ingegnere per visionare un progetto per la realizzazione dellarea cantiere. Appare utile
segnalare che larea cantiere trova sede proprio accanto alla cooperativa DELIA.
Alla luce di ci venivano avviate nuove attivit tecniche dalle quali si apprendevano
ulteriori elementi di prova in ordine alla vicenda oggetto di indagini e grazie alla quali si
riuscivano a ricostruire tutti gli interessi imprenditoriali del settore pubblico della famiglia
ITALIANO.
Si legge nella nota informativa prima richiamata:
Sin dal 18.04.2007 si aveva modo di rilevare che lITALIANO Giasone intratteneva
rapporti con lutilizzatore dellutenza nr 348.0860008, risultata intestata alla Societ Lavori
Generali, amministrata da MANSUETO Nunzia185 .
Lascolto delle conversazioni consentiva di rilevare che tale utenza era in uso ad individuo
che disimpegnava funzioni di coordinamento per il quale sono in corso accertamenti funzionali
alla certa identificazione. Con tale individuo, lITALIANO Giasone, si rapporta in ragione di
pregressi accordi, con MANSUETO e in riferimento al contratto di nolo dei mezzi per la
realizzazione dei lavori della strada, chiedendo se deve essere stipulato a nome del consorzio
Idrotecnica o a nome di MANSUETO Giuseppe
Giasone chiama Antonio e chiede se a S. Giorgia va messo solo il cemento, dialogano sul
lavoro.-
Tra i vari contatti funzionali a ricostruire i fatti che hanno interessato la strada di
congiungimento tra Gioia Tauro e Delianuova, si avuto modo di rilevare come lITALIANO
fosse legato a tale RACCOSTA Rocco186 da Oppido Mamertina: vari e ripetuti sono stati i
contatti con tale individuo; solo da attenta analisi si potuto appurare come tale RACCOSTA in
data 07.05.2007 abbia richiesto allITALIANO un incontro con ling. ROSSI e che
successivamente sia stato il collettore di forti lamentele per latteggiamento tenuto dallIng.
MANSUETO Giuseppe. A tal proposito al prog nr 5205 del 07.05.2007 ore 20.28, il RACCOSTA
Rocco contatta lutenza nr. 335-6783548 lITALIANO Giasone al quale chiede se lIng. Rossi si
Rocco Raccosta dice a Giasone che se ne andato - Giasone gli dice che salito Pino
Guadagnino e gli ha detto che era qua, Rocco gli dice che Pino Guadagnino gli ha detto che ancora
ritardano perch devono mangiare. Quindi Rocco in tono arrabbiato ha detto a Pino Guadagnino di
dire all'ing. Mansueto che qua non ci sono pisciatori, ma persone pi di lui, inoltre da
stamattina che gli fa perdere tempo. Giasone gli dice che ha chiamato Mansueto a parte nella
saletta, dicendogli che devono definire perch c' Raccosta. Rocco si arrabbia per quanto successo
e dice a Giasone che ha lasciato una ambasciata per suo padre.
Peppantonio con compare Rocco - dialogo sul fatto che Rocco Raccosta incazzato per
quanto successo in serata - Rocco dice a Peppantonio di dire a quell'amico che una giornata che
lo prende in giro, che qua non ci sono Pupi, poi di chiuderla come meglio crede lui (Peppantonio)
- Peppantonio dice che nessuno cerca di prenderlo per il culo, Rocco gli dice che a Oppido pupi
non ce ne sono, se ci sono a Cosenza di tenerseli l, poi Rocco ribadisce che la persona da
stamattina che lo fa attendere - Peppantonio chiede se da stamattina che lui appresso a questa
storia, Rocco risponde di si e inoltre suo figlio Giasone lo ha fatto venire e lo ha tenuto due ore
dietro la porta e questo non corretto. Peppantonio gli dice che stasera lo vuole incontrare
insieme a Giasone, Rocco dice a Peppantonio che continua a chiamare compare, di chiudere la
cosa come meglio crede lui, per di dire a questo pisciatore di Cosenza che qua non ci sono pupi.
Peppantonio dice a Rocco di smetterla con questo linguaggio, cade la linea
Ma oltre che con il RACCOSTA , lITALIANO in quel periodo aveva stretti rapporti
professionali e di amicizia anche con altri individui quali LICASTRO Renato e FRISINA
Rocco.
Per consentire una migliore intelligibilit dei fatti che si andranno di seguito ad elencare, si
proceder di seguito ad delineare le personalit dei soggetti sopra indicati.
tipo mafioso. Tra le tante conversazioni captate appare significativa della commistione tra il
LICASTRO e gli ITALIANO il sunto della conversazione di cui al prog nr 5830 del 10.05.2007,
nella quale si fa ampio riferimento a condotte da seguire per evitare che figuri direttamente in
appalti non meglio indicati.
Giasone chiama l'Ingegnere al quale chiede se ha parlato, l'ingegnere dice di avere proposto
anche un'altra cosa e di avere parlato anche con Renato e che lo stesso Renato poi gli riferir.
L'ingegnere continua dicendo di avere spiegato a Renato come si pu fare in maniera diversa.
Giasone chiede se si pu fare per tutte e due le situazioni o per una sola, l'ingegnere dice di avere
parlato per una sola situazione e di avere detto di aspettare per l'altra, Giasone dice di non capire,
l'ingegnere dice di avere detto di aspettare per la situazione dei "titoli" mentre per l'altra, di cui
hanno parlato in mattinata come si pu fare evitando passaggi, l'ingegnere dice che a rimessa
diretta, Giasone dice se cos sia per il paese che per Roma, l'ingegnere dice di si, ma Giasone
dice che per Roma diverso, l'Ingegnere dice che la prima a rimessa diretta e che per Roma lo
possono fare nel modo pi lineare possibile in modo che lui non ci figuri in alcun modo,
Giasone chiede se gli ha spiegato com' per Roma (inteso a Renato), l'Ingegnere dice che per
Roma no, non gli ha detto nulla, Giasone dice come dovrebbe fare se gli serve domani o
dopodomani, l'ingegnere dice che per Roma parleranno direttamente loro due di persona in quanto
si tratta di una cosa diversa, Giasone dice che dovranno incontrarsi domani poi i due si salutano.
Oltre al LICASTRO, risulta pienamente inserito nella gestione delle attivit imprenditoriali
anche FRISINA Rocco188 tutti erano soliti chiamarsi con lepiteto COMPARE: indice questo
che attesta un forte vincolo; inoltre si affidavano reciprocamente le famigerate ambasciate,
demandandosi il compito di rintracciare i soggetti per i quali si rende necessario parlare de visu.
In questo contesto, nel sottolineare i vincoli di sangue che legano il FRISINA alla potente
famiglia mafiosa degli ALVARO di Sinopoli, si segnala che lo stesso in data 03.01.2008 in
Delianuova rimaneva ferito in agguato, colpito da cinque colpi di pistola cal. 7.65 e
successivamente decedeva il 06.01.2008 per le gravi ferite riportate.
Tale allarme veniva ulteriormente amplificato dal fatto che, a distanza di quasi un mese, in
data 01.02.2008, veniva ucciso in un agguato tipicamente mafioso MOLE ROCCO, NATO
GIOIA TAURO 16.08.1965, elemento di spicco della potente famiglia PIROMALLI MOLE,
operante nel comune di Gioia Tauro con propaggini sullintero territorio nazionale ed
internazionale. Su tali eventi si ritorner a parlare nello specifico.
Ritornando alla descrizione dellattivit di indagine appare utile segnalare che la ditta
FRAGER, come sopra indicato, risulta amministrata da PAPALIA Francesco cl. 81. Effettuando
accertamenti sul conto di tale individuo, si apprendeva che lo stesso risulta essere nipote di primo
grado del LICASTRO Renato. Proprio in funzione di tali circostanze attualmente in corso attivit
tecnica . In forza al predetto vincolo di sangue ed in ragione degli stretti rapporti funzionali che
legano il LICASTRO agli ITALIANO, si ritiene che anche limpresa FRAGER risulta di fatto
riconducibile alla famiglia del sodalizio ITALIANO - LICASTRO.
Questo ultimo particolare non fa altro che rafforzare il quadro indiziario per il quale si
concretizza sempre pi lipotesi per la quale la famiglia ITALIANO, pur se estromessa
formalmente dalla gara in questione, riesce comunque a mantenere uno stretto controllo dal quale
ne consegue un ritorno economico certo, attestato tra laltro dal fatto che al MANSUETO verr
richiesto il noleggio dei mezzi.
Sempre nel periodo in esame i lavori hanno ulteriore stop, dovuto alla necessit di realizzare
una galleria , circostanza questa che si trova al centro di opinioni diverse. Alluopo si riporta il
sunto della seguente conversazione fra lITALIANO ed il LICASTRO, in cui si fa ampio e chiaro
riferimento a tale Mimi, il quale, a dire dei due, dissente sulla necessit di realizzare una
modifica non meglio indicata. In tale contesto si segnala che al momento non si addivenuti
allidentificazione certa del soggetto chiama Mimi, anche se appare opportuno segnalare che
LO GOZZO Domenico viene chiamato MIMI.
Licastro Renato con il telefono di Giasone, dialoga con un uomo di alcuni lavori che si
dovrebbero fare e di una modifica che sembra non si far pi, l'uomo poi chiede di parlare con
Giasone, al quale chiede come mai Mim ha cambiato versione e non vuole fare pi niente, se
possibile che sia per le voci che sono circolate, Giasone dice di si che glielo ha detto il Geometra,
che Mim si seccato e che non va niente, Giasone dice che il Geometra ha parlato con lui e poi
gli ha accennato qualcosa. L'uomo dice che le modifiche vanno fatte, Giasone dice di avere parlato
con il Geometra e che bisogna fare un incontro urgente e bisogna vedersi, poi dice che Nasso non
risponde in quanto impegnato in una riunione urgente con il Sindaco di Reggio.-
Inoltre si avuto modo di rilevare come ITALIANO Giuseppantonio nel decorso mese di
Aprile abbia avuto vari incontri con la CANNIZZARO Deborah, ASCIOTI Alfredo, DIANO
Antonio189.
Lattivit consequenziale a tali incontri consentiva di appurare che gli stessi erano
funzionali alla realizzazione di un impianto per la produzione dellenergia alternativa. Alluopo
sono giunti sul posto anche alcuni ingegneri provenienti da Milano che hanno effettuato un
sopralluogo, cosi come cristallizzato da questa Sezione con idoneo servizio di OCP del
03.05.2007. Lattivit investigativa consentiva di rilevare come lITALIANO vorrebbe realizzare
la centrale ad energia alternativa nella medesima area ove trova sede limpianto di calcestruzzo.
Allo stato in loco non si rilevata la realizzazione di alcuna attivit funzionale alla
realizzazione di un simile investimento. Ci tuttavia appare utile segnalare come tale tipologia di
investimento sia altamente appetibile, in quanto soggetto a pubblico finanziamento.
Si segnala che sia sulla CANNIZZARO D. che sul DIANO Claudio attualmente in corso
attivit investigativa, dalla quale emerge chiaramente che i due siano interessati alla realizzazione
di investimenti in tale settore. Nel tempo si potuto rilevare come la donna si sia fatta portavoce di
tale volont anche con un gruppo di liberi professionisti addentrati nel settore con studio di
consulenza in Messina, i quali vengono definiti come elementi di rango per ottenere i previsti
finanziamenti. Durante le fasi preliminari agli incontri, la donna ha fatto il massimo riserbo sulla
localit, ove avrebbe avuto sede limpianto e ovviamente le generalit del beneficiario. In ragione
di ci si ritiene verosimile, sulla scorta degli elementi sopra riferiti agli eventi accaduti durante
lestate del 2006, non si pu escludere che proprio la CANNIZZARO stia seguendo liter per poter
far ottenere il finanziamento pubblico agli ITALIANO.
Accertamenti preliminari hanno consentito di rilevare che il fondo in cui trova sede
limpianto di calcestruzzo e dove verrebbe a nascere leventuale centrale ad energia
alternativa, non risulta di propriet dellITALIANO, si hanno ragionevoli elementi per
ritenere che lo stesso sia di fatto intestato ad altro individuo che funge da prestanome.
Ritornando alla trattazione delle vicende relative alla realizzazione dellasse viario Gioia
tauro Delianuova, attualmente questa sezione conduce indagini di tipo tecnico e documentali tese a
raccogliere ulteriori elementi indiziari a carico degli imprenditori coinvolti nella vicenda, anche
alla luce del fatto che negli ultimi periodi i lavori per la realizzazione dellopera hanno avuto un
ulteriore sosta, in quanto le imprese interessate hanno richiesto un ulteriore variante progettuale
che interesser la realizzazione di una galleria.
Proprio in funzione di tali vicende sono state sottoposte a censura le utenze in uso a
LOGOZZO Emilio, LOGOZZO Domenico, MANSUETO Giuseppe, MANSUETO Nunzia ,
LICASTRO Renato.
Come sopra anticipato si aveva modo di rilevare che lITALIANO Giasone, durante il
periodo in cui veniva attenzionato, gestiva ufficialmente e anche in maniera occulta, alcuni
importanti lavori pubblici dislocati in diverse localit di questa regione . Pertanto a riscontro
dellattivit tecnica si procedeva allacquisizione della documentazione relativa a detti appalti.
Si proceder di seguito a descrivere le risultanze ottenute in merito ad ogni singolo appalto.
Paragrafo 2
Lavori per gli interventi urgenti relativi allattraversamento della citt di Villa S.
Giovanni (Ordinanza di protezione civile nr 3296 del 19.06.2003 lavori di Deviazione di
nuovo alveo torrente Solaro nel comune di Villa S. Giovanni ).
Lattivit tecnica consentiva di rilevare che i lavori erano stati realizzati in parte da
ITALIANO Giasone e in parte da FERRARO Massimo191, i quali impegnavano stabilmente
operai e mezzi; alluopo si segnalano una moltitudine di conversazioni, nelle quali i due si
accordano sulle metodiche nella realizzazione dei lavori.
Proprio sulla realizzazione di tali lavori si potuto rilevare come in esito a controllo
effettuato da un architetto emergevano carenze rilevanti nella qualit delle opere. Inoltre a
delineare un quadro allarmante, si rilevava come i costi affrontati per i lavori realizzati dalle ditte
di ZOCCOLI ITALIANO e FERRARO lievitavano inspiegabilmente con danno patrimoniale
allimpresa SCUTERI, aggiudicataria dellappalto e conseguenzialmente della Pubblica
amministrazione.
Tali circostanze venivano cristallizzate dallattivit tecnica che risultava essere unico mezzo
idoneo allo scopo . Si riportano di seguito alcuni sunti di conversazioni ritenute utili.
190 societ unipersonale con sede in Bianco via provinciale nr. 35 amministrata ZOCCOLI Emilia da nata a Melito di
Porto salvo il 25.03.1985 incensurata.
191 Nato a Melito di Porto Salvo il 05.07.1976, residente in Brancaleone Rione Zelante snc. Titolare della omonima
impresa esercente lattivit di lavori di ingegneria civile con decorrenza dal 21.09.2005.
Quello che colpiva particolarmente gli investigatori era il sorgere di accordi su come
rifondere i costi dei lavori, facendo ampio ricorso a fondi stanziati per opere di somma urgenza.
PROGR. 234 N. 339...301 DEL 26.3.07 ore 20.16 da 349-3231184 ZOCCOLI Stefano,
detto Toto, a 339-301 ITALIANO Giasone
Ma lITALIANO, consapevole dei limiti imposti dallassenza dei titoli autorizzativi alla
realizzazione di qualsivoglia tipo di lavoro pubblico, non si presenta alla collettivit con le proprie
credenziali. Di fatti veniva riconosciuto come contiguo allimpresa Euro Cos e non come impresa
ITALIANO. Circostanza questa , che riferita da un suo stretto collaboratore quale per lappunto si
rilevava PALUMBO Giovanni, ottiene il proprio beneplacito , anche se subito dopo manifesta la
propria volont a recarsi personalmente dagli individui interessati proprio per far capire la caratura
della sua personalit.
Di fatti, qualche minuto dopo aver appreso le circostanze da parte del PALUMBO
Giovanni, chiama il suo compare ZOCCOLI. Proprio dal tenore di detta conversazione si
capisce come forte la volont di contattare tale CHIAPPETTA, in considerazione del fatto
che non riuscivano a rintracciarlo telefonicamente decidevano di raggiungerlo personalmente per
prenderlo dalle CORNA: modalit queste che indicano chiaramente che la natura dei rapporti
intercorrenti tra i due imprenditori e il CHIAPPETTA non siano stati certamente improntati ad
un confronto civile .
Sempre nel medesimo periodo si iniziano a rilevare conversazioni dai contenuti accesi: la
lettura dei sunti di seguito riportati attestano come la gestione dellintero appalto sia improntata
allilliceit; di fatti lo ZOCCOLI e lITALIANO iniziano a lamentarsi del comportamento tenuto
dal geometra LOCCISANO, il quale non acconsente a comunicare la realizzazione di opere non
effettuate e a non richiedere lautorizzazione per lavori di somma urgenza, sintomatica appare la
frase con la quale indicano che LIBERO ( LOCCIASANO NDR) diventato una cosa
impossibile.
Prog nr. 4777 del 03.05.2007 ore 20.43 da 349-999 Ferraro massimo a 335-669 Italiano
Giasone
Giasone con Massimo Ferraro, quest'ultimo gli dice che questa mattina a Villa andato
l'architetto, il quale ha scattato le fotografie ed ha fatto una cazziata a mastro Peppe per il ferro che
era largo. Ferraro aggiunge che tutto questo succede per il cornuto di Santoro, perch se la soletta
l'avevano gettata ieri sera tutto questo non sarebbe successo. Giasone esclama "occhio non vede e
cuore non duole", Ferraro gli dice che li ha cazziati dicendo che prima di gettare dovevano
chiamare. Ferraro seguita imprecando e dice che domani mattina va lui a Villa e va a vederlo lui a
Santoro, Giasone gli dice che queste cose vogliono dette, Ferraro gli dice che erano fatti suoi
dopo, Giasone ribadisce che "vuole detto", Ferraro gli dice che fanno alla Zoccali, Giasone
ribadisce che "vuole detto chiaro", Ferraro ribadisce che ora va a dirglielo, che domani mattina
glielo dice lui. Seguitano a parlare dell'escavatore
Il sunto della seguente conversazione viene riportato a riconferma dellesatta ubicazione del
cantiere per voce diretta dellITALIANO.
Prog nr. 5549 del 09.05.007 ore 15.17 da 335-197 soggetto non identificato a 335-669
Italiano Giasone
Giasone con uomo, quest'ultimo gli chiede se sono vicino al grand hotel, Giasone gli dice
che il lavoro a Acciarello, quindi pi avanti dopo la Perla dello Stretto, c' un ponticello dove c'
la rete rossa sulla destra, di fermarsi l che stanno scendendo loro
Altro aspetto, non sicuramente marginale, risiede nel fatto che sia ITALIANO che il
FERRARO non temano assolutamente il confronto anche sul piano fisico con altri individui,
ancorch se provenienti dalla vicina cittadina di SINOPOLI. Proprio per tale ragione i due non
intendono assolutamente avviare alcuna trattativa.
Gli intenti dei tre imprenditori si concretizzano sempre pi con maggiore incisivit,
tentando di ottenere il conferimento di fondi per lavori non effettuati. Per perseguire tali fini,
continuano a servirsi della collaborazione del Geometra LOCCISANO, direttore di cantiere.
prog nr. 6914 del 18.05.2007 ore 11.09 da 335-669 Italiano Giasone a 338-4668644
LOCCISANO Michele Libero nato a Gioiosa Ionica il 01.05.1945
Giasone chiama il geometra Loccisano, al quale riferisce che MARTIRE non sanno se
devono mettere i calcoli della prima perizia o della seconda, Loccisano dice quella della seconda,
Giasone dice di non parlare del SAL in quanto a loro esce molto pi alto per cui meglio stare
zitti, ece 280.000, Loccisano dice che giusto, Giasone dice che ha detto che di netto esce 81.000
ma che cercher di aggiungere qualcosa, Loccisano dice che allora poco, ( i due fanno un p di
conti poi si ritrovano) , Giasone dice che per a messo meno ferro e che lo aggiunger alla
prossima, Loccisano dice che cos va bene, Giasone dice di chiamare a MARTIRE e di dire di
aggiungere un 10.000 euro di movimento terra perch ne hanno messo poco, Loccisano chiede a
che punto , Giasone dice che la platea la comincia luned, dice inoltre che a questo punto meglio
chiamare Ferraro, Loccisano dice che lo rintraccer lui
Prog nr. 6915 del 18.05.2007ore 11.15 da 335-669 Italiano Giasone a 347-6150395 a
Martire Domenico nato a Castrovillari il 02.06.1961
Giasone chiama l'ingegnere e dice che deve calcolare i secondi, l'ingegnere dice che i
secondi calcoli non ci sono nelle cartelline, c' solo la relazione tecnica, Giasone dice che glieli
far avere, poi continua dicendo che come conti pi o meno, tornano, a loro esce come certificato
circa 97/98, per calcolando che loro alcune cose non le hanno ancora inserite, dovrebbero essere
giusti, Giasone chiede all'ingegnere di vedere se pu aggiungere qualcosa, l'ingegnere risponde che
pu aggiungere un po di movimento terra, Giasone chiede di fare il possibile e dice che i calcoli
mancanti li far avere lui.
Nel mese di aprile inoltre iniziano a maturare gli interessi dellITALIANO e del FERRARO
verso i lavori che interesserebbero il Porto di Reggio di Calabria. Lopportunit per il loro
inserimento viene rilevata in data 29.05.2007
Prog nr. 7997 del 29.05.2007 ore 07.53 da 3356173331 in corso di identificazione a
3357017669
Uomo chiama Giasone gli dice in merito alla sua richiesta sul porto di Reggio , si pu fare ,
quindi concordano di vedersi pi tardi
Lattivit tecnica ha dimostrato come fossero attivi i due imprenditori nel fare incetta di
lavori gi appaltati
questa che palesa come i soggetti di fatti abbiano raggiunto accordi sulla base della mera
conoscenza diretta e non mediante contatti formali, che per consuetudine portano ad avere una
conoscenza ben precisa della societ e dei suoi assetti e dei soci e/o titolari.
Tra le tanti conversazioni captate ve ne sono state alcune che hanno consentito di
indirizzare le indagini in settori ben pi articolati, pervenendo alla conferma che i tre individui di
fatti siano perfettamente a conoscenza degli assetti territoriale che contraddistinguono la
criminalit organizzata di questa Provincia. Tali assetti non sono di pubblico dominio in quanto
tenuti segrettisimi dalla medesima organizzazione criminale. Appare ovvio che determinati
equilibri e regole possano essere conosciute solo da individui che ne facciano parte integrante o
che abbiano stretti legami. Proprio lanalisi degli eventi che si sono succeduti durante il mese di
giugno dellanno 2007 ha consentito di rilevare come il medesimo ITALIANO sia dotato di un
livello di conoscenza sicuramente alto che palesa come lo stesso sia pienamente a conoscenza
degli equilibri e della geografia della criminalit organizzata. In questo contesto anche il
FERRARO cos come lo ZOCCOLI manifestano di essere ben inseriti in tali contesti, ma allo
stesso tempo dimostrano di agire con una certa spregiudicatezza, che, in molti casi, viene
addirittura frenata dallITALIANO.
Indicativi di tali circostanze appaiono le prese di posizione di ITALIANO e di FERRARO
che commentano le indicazioni di ZOCCOLI, il quale oppone un diniego nel prendere impegni
per Bianco. Tale circostanza in prima analisi gi potrebbe essere indicativa di un imposizione
pervenuta da fonti diverse, in quanto non si intuisce il motivo per il quale un imprenditore non sia
libero di prendere impegni sul territorio della provincia. Ma tale aspetto viene subito fugato
dallintervento del FERRARO, che ,prontamente, smentisce lo ZOCCOLI dicendo che lo stesso
non sia di certo titolato a dare tali indicazioni in virt del fatto che lui a Bianco non COMANDA
NIENTE. Simili affermazioni non possano sicuramente venire da chi non abbia una conoscenza
diretta degli equilibri territoriali della criminalit organizzata.
Ma tali circostanze appaiono inoltre essere indicative di un mutamento degli equilibri che
intercorrevano tra il binomio ITALIANO-FERRARO e lo ZOCCOLI. Legame che sembrerebbe
essersi inclinato per mancati pagamenti effettuati dallo ZOCCOLI nei confronti dei due.
contanti , Giasone risponde che non c' bisogno che gli dice il 27 in quanto il bonifico stato fatto
perch ha chiamato in banca
Prog nr. 11194 del 21.06.2007 ore 15.52 da 349-999 Ferraro a 333-301 Italiano
Ferraro chiama Italiano racconta di essere andato dal Ragioniere con Zoccoli e che si sono
chiariti, Ferraro racconta di aver detto al geometra che se luned non gli da i soldi lo scanna. Poi
continua dicendo che Zoccoli gli ha chiesto di non abbandonarlo. Italiano dice che ZOCCOLI ha
chiesto aiuto.
I due discutono su come suddividere calcolare le spese sostenute e presentare il conto per i
lavori effettuati
Prog nr. 11514 del 23.06.2007 ore 11.59 da 349-999 Ferraro a 339-301 Italiano
Ferraro chiede se conosce tale Filippo Autelitano di Reggio Calabria. Italiano risponde
negativamente, continua dicendo che gli pu dare qualche informazione tale MAISANO Ciccio,
lamico di PANGALLO Ciccio.
In virt dei fatti emergeva chiaramente come il trio di imprenditori stavano attraversando un
periodo difficile per mancanza di liquidit. Proprio per tale ragione si rilevavano una serie di
pressioni anche dai contenuti violenti, tese ad ottenere la consegna di denaro apparentemente per
pagamento di prestazione lavorative . La situazione degenerava il 25.06.2007, allorquando il
FERRARO racconta di aver assistito ad un violento litigio, nel quale uno dei soggetti coinvolto
sar proprio lo ZOCCOLI. Appare di rilievo il fatto che lITALIANO si manifesta da subito
preoccupato per quanto accaduto in virt del fatto che laltro soggetto coinvolto risultava essere di
Bianco e non di Plat. Di fatti lo stesso rimprovera al FERRARO di non essere andato da solo a
tale incontro e lo invita a ricomporre immediatamente e personalmente la vicenda. Per meglio
comprendere limportanza dei fatti si fa chiarire in maniera scrupolosa quanto era accaduto.
Italiano chiama Ferraro, questultimo racconta che si trovava con Filippo e si sono
incontrati con quello, i due hanno litigato violentemente, Ferraro racconta che dovuto
intervenire per dividere i due. Italiano dice che quanto accaduto non una cosa bella e che
doveva andare da solo allincontro. Ferraro dice che quanto accaduto successo a Bianco e non a
Plati. Poi cade la linea.
Italiano chiama Ferraro , continua la conversazione sul litigio di cui prima. Ferraro si
raccomanda di non dire nulla di quanto gli ha raccontato. Italiano da ampie assicurazioni sul
riserbo, precisa che levento molto serio. Ferraro poi racconta che Toto ha domandato al suo
aggressore come stavano le cose a tale richiesta luomo rispondeva che gli avrebbe staccato la
testa, ne seguiva il litigio . Italiano dice che stata una fortuna che era presente lui ( rif a Ferraro).
Poi continua dicendo di aver parlato con Toto ed era molto incazzato.
Lattivit tecnica sopra descritta stata affiancata da analisi delle documentazione acquisita
presso i competenti Uffici della locale Prefettura. Si documentava come allimpresa EURO COS
siano di fatto stati assegnati i lavori, ricorrendo alla formula del subappalto, ma che gli stessi
lavori siano stati realizzati dalle imprese riconducibili allITALIANO e al FERRARO Massimo, i
quali hanno impegnato mezzi e uomini. Lo ZOCCALI si limitava ufficialmente solo ad
intrattenere rapporti con la ditta SCUTERI, vincitrice dellappalto.
Solo lattivit di indagine di tipo riservato ha consentito di rilevare gli accordi segreti
intercorsi tra i tre imprenditori, con le metodiche utilizzate per rimanere celati alla collettivit. Ci
proprio in virt del fatto che lITALIANO di fatto non era in possesso delle previste certificazioni
antimafia che gli avrebbero consentito di poter, a sua volta, lecitamente effettuare i lavori. Da qui
la necessit di ricorrere ad accordi occulti.
Allo stesso tempo solo la tipologia delle investigazioni ha consentito di rilevare come i
lavori non siano stati realizzati a regola darte, impiegando materiali tali da non essere pienamente
conformi agli standard qualitativi. Queste metodiche, a dire degli interessati, erano diffuse.
Appare, quindi, verosimile che gli stessi abbiano agito nella piena consapevolezza di realizzare
opere non conformi. I tre del resto operavano in piena sinergia con il Direttore del cantiere il
Geom LOCCISANO, il quale pur tentando di sottrarsi alle richieste dei tre, non effettua nessuna
azione contraria alle volont degli imprenditori, soggiacendo e rendendosi apparentemente correo
nella consumazione dei gravi reati, oltre ad attestare di volta in volta che i lavori erano stati
realizzati per ottenere lelargizione dei S.A.L.
Proprio da tale analisi ne deriva laspetto che merita sicuramente maggior risalto in
funzione proprio delle metodiche con le quali gli stessi imprenditori si rapportano con lesterno,
utilizzando mezzi anche violenti, pur di ottenere quanto voluto.
Per meglio rendere lidea della caratura dei personaggi appare opportuno segnalare che
FERRARO Massimo, sopra meglio indicato, emigra dal Comune di Africo per Brancaleone a far
data 19.09.1994; lo stesso risulta gravato da precedenti di polizia per reati in materia darmi
commessi nel comune di Africo. Nellanno 1997 viene proposto per lavviso orale e
successivamente per la pi afflittiva misura della sorveglianza speciale. Agli atti dufficio risulta
avere frequentazioni datate con individui contigui alla cosca MORABITO-BRUZZANITI
PALAMARA, operante nel comune di Africo.
Per quanto attiene limpresa Euro COS , si rilevato che la stessa intestata a ZOCCOLI
Emilia, sul conto della quale risultano i dati di cui allinformativa.
Paragrafo 3
Da tale verifica si potuto rilevare come su otto appalti ben quattro sono state assegnati
alle ditte direttamente riconducibili alla famiglia LICASTRO. Tali circostanze legate ai legami
intercorrenti tra gli ITALIANO e il LICASTRO non fanno altro che implementare il quadro
indiziario che vede sempre la figura occulta degli ITALIANO al centro della gestione degli
appalti, ci ovviamente in forza delle risultanze di cui gi si sopra riferito.
Sul posto interveniva Personale della Stazione CC di Delianuova (RC), il quale in sede di
sopralluogo rilevava che ignoti avevano esploso n. 30 colpi darma da fuoco, attingendo la porta
del garage del predetto ROSSI. Nelle fasi successive venivano repertati n. 30 bossoli cal.7.63 x 39
(arma AK-47).
La vittima riferiva che nella sua veste di Assessore aveva gestito vari appalti pubblici
per i quali risultavano interessati anche ITALIANO Giasone.
ROSSI Francesco cl.57 risulta ricoprire la carica di assessore ai lavori pubblici per il
Comune di Delianuova (RC) dallanno 2005 ed appartiene alla coalizione politica rappresentata da
una lista civica con orientamento di centro-sinistra.
In passato stato coinvolto in vicende giudiziarie per reati associativi di stampo mafioso
finalizzati allillecito accaparramento di appalti pubblici.
Poco tempo prima dei fatti occorsi in pregiudizio del predetto amministratore locale,
personale della Stazione CC di Delianuova (RC) aveva modo di notare ITALIANO Giasone e
ROSSI Francesco, parlare con fare animato lungo la pubblica via.
Significativa appare la circostanza per la quale nella sera del 29.03.2007, precisamente alle
ore 01.10, personale della Stazione CC di Delianuova (RC), sottoponeva a controllo alla
circolazione stradale tali MAMONE Giuseppe, nato a Delianuova (RC) il 08.03.1985, e
GANGEMI Giasone, nato a Delianuova (RC) l08.02.1985: i due si trovavano a transitare a bordo
del veicolo Seat MARBELLA in uso a MAMONE, proprio sotto labitazione di ITALIANO
Giuseppantonio.
Dal riscontro dellattivit di intercettazione di cui al RIT DDA N628/07 - P.P. N5416/05
RGNR DDA, sullutenza N3../..301 in uso a ITALIANO Giasone cl.69, alle successive ore
01.49, perveniva chiamata (PROGR. 570 UTENZA 339..301 del 29.03.2007 h.01.49) da parte di
PALUMBO Dario, il quale chiedeva a ITALIANO dove si trovasse, al quesito luomo rispondeva
che si trovava a casa, in ragione di ci linterlocutore chiedeva a Giasone di scendere sotto.
Alle successive h.07.17, ITALIANO Giasone veniva chiamato dalla moglie, alla quale
luomo riferiva di trovarsi nei pressi di Frosinone in compagnia di Giuseppe MAMONE e tale
DARIO, il quale veniva individuato in PALUMBO Dario, nato a Delianuova (RC) il 10.02.1985
(fidanzato della sorella del Giasone).
Per tali eventi lArma di Delianuova (RC) ha condotto indagini i cui esiti sono stati gi
inoltrati alla Procura della Repubblica di Palmi (RC).
Ritornando alla trattazione delle vicende gravitanti attorno la gestione degli appalti,
attualmente questa sezione sta conducendo attivit tecnica sul conto degli imprenditori
LICASTRO e PAPALIA Francesco.
Paragrafo 4
In seconda battuta venivano scandagliati i lavori appaltati dalla suddetta comunit montana.
Anche in questo caso emergeva chiaramente un coinvolgimento diretto della famiglia ITALIANO.
Passando allanalisi della documentazione acquisita da questa P.G. in data 18.01.2008, si
apprendevano le seguenti notizie:
ANNO 2006
Costruzioni Flores
Eufemia sede di S.
eufemia DA/te
ANNO 2007
Elettrocostruizioni
di Licastro Renato sede di
delinuova
Costruzioni Flores
Eufemia sede di S.
eufemia DA/te
Lappalto in argomento stato aggiudicato dalle imprese T&M costruzioni e servizi sede di
Lamezia Terme e ALKA di Altomonte (CS). Lattivit di indagine condotta su tale appalto stata
supportatata anche da mirate verifiche estemporanee, effettuate dallArma di Delianuova.
Proprio il Comando Stazione di Delinuaova, in collaborazione con gli Ispettori del locale
ufficio del Lavoro, effettuavano, nel tempo, vari servizi finalizzati alla prevenzione dei reati in
materia di sicurezza sul lavoro.
Da rilevare che gli operai individuati, pur se tutti assunti dallimpresa T&M, risultavano
risiedere in parte nel comune di Delianuova e nella vicina S. Eufemia DA/Te, circostanza questa
che lascia intravedere la possibilit che gli stessi siano stati fatti assumere per intercessione dei duo
ITALIANO LICASTRO. Tale circostanza del resto da analizzare anche in funzione alla
relativa vicinanza che intercorre tra Lametia terme e Delianuova, che porterebbe, a rigor di logica,
a ritenere pi conveniente nellottica imprenditoriale limpiego di personale di propria fiducia.
In ultima analisi si rileva che in esito al controllo sono state riscontrate varie violazioni in
materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro.
Anche in questo caso si potuto appurare anche grazie alla concomitante attivit tecnica
come i lavori in argomento siano stati di fatto realizzati dal sodalizio ITALIANO Giasone e
LICASTRO Renato, come negli altri casi, in totale deroga delle normative interdittive.
Appare utile richiamare parte dei sunti relativi alle intercettazioni descritte al precedente
capitolo, allorquando lITALIANO cercava ripetutamente di contattare il vice vicario allambiente
GRAZIANO Giuseppe. Di fatti si potuto rilevare come proprio in esito a tali spasmodiche
ricerche lITALIANO riesce ad avere il mandato di pagamento per i lavori effettuati in relazione ai
lavori per la realizzazione dei lavori per il torrente Vas. Saranno proprio questi lavori per i quali
verr richiesta la nomina del collaudatore.
I lavori in questione sono stati appaltati dallEnte in argomento con bando di pubblico
incanto, datato 23.05.2003. Il bando prevedeva la realizzazione di lavori di manutenzione della
strada piani di camelia-casello Zilastro, per un importo 850.000.00 euro. Lappalto veniva
assegnato in data 24.06.2003 allATI composta dallimpresa ITALIANO Giasone ed
Elettrocostruzioni LICASTRO Renato, che presentavano un ribasso pari a 3.977 %.
I lavori in argomento venivano poi subappaltati cosi come richiesto espressamente dalle
imprese ITALIANO e LICASTRO alla ditta FRAGER Costruzioni di PAPALIA Francesco,
sopra meglio indicata.
Per tali lavori lente pubblico emetteva nr 6 mandati di pagamento per lammontare di Euro
544.632.08 euro. Con una rimanenza pari a 407.679.79, ancora da liquidare alla data 17.01.2008.
A riconferma dellipotesi investigativa si rileva come lITALIANO e il LICASTRO abbiano
affidato in subappalto i lavori allimpresa FRAGER Costruzioni.
Lattivit sopra descritta ha consentito di rilevare come nellambito degli appalti gestiti
dalla Comunit montana sede di Delianuova negli anni 2006-2007 il centro aspromontano stato
interessato da tre interventi che sono stati aggiudicati e gestiti ( vds anche il caso T & M) nella
totalit dagli ITALIANO.
Ulteriori analisi
Appare altres utile segnalare che nellambito dello studio delle opere appaltate dallente in
argomento nel periodo compreso tra gli anni 2006-2007 emerso che il Comune di S. Eufemia
stato interessato da 2 appalti che sono stati aggiudicati dalle imprese TECNICON srl Condina
Luigi Costruzioni Flores LAURENDI Domenico. Medesima circostanza si rilevata per alcuni
lavori appaltati in relazione ad opere da eseguire nel comune di SCIDO, ove si rilevata la
presenza delle imprese appena sopra indicate. In tale contesto, da accertamenti di natura
preliminare, emerso che i soggetti gravitanti attorno a tali imprese sono stati interessati in passato
da vicissitudini giudiziarie per associazione mafiosa ricollegabile alla famiglia Alvaro di Sinopoli.
Circostanze queste che non fanno altro che implementare il quadro indiziario, facendo trovare
conferma del controllo sistematico operato nel territorio di ogni attivit economica e rilevando,
quindi, una sistematica suddivisione del territorio pattuita tra le famiglie interessate. Questi patti
hanno caratteristiche di segretezza e consentono alle famiglie di inserire le proprie imprese nel
delicato settore degli appalti pubblici da sempre oggetto di attenzioni scrupolose. A conferma
dellesistenza di accordi segreti si potuto rilevare come di fatto nelle gare vinte dalle imprese di
ITALIANO ( Lavori di completamento della Strada CARMELIA ZILASTRO lavori di
risanamento delasta fluviale del torrente VASI) non si sono presentate le imprese TECNICON
srl Condina Luigi Costruzioni Flores LAURENDI Domenico.
Paragrafo 5
Durante lo svolgimento delle indagini si avuto anche modo di rilevare che ITALIANO
Giasone aveva anche vinto una gara dappalto, bandita dal Comune di Ardea per la realizzazione
di unarteria stradale.
Paragrafo 6
Nellambito del Programma APE (Appennino Parco Europa), promosso dal Ministero
dellAmbiente, dintesa con le regioni interessate, la regione Calabria con delibera nr. 259 del
27.03.2001 ha assunto limpegno al coofinanziamento del progetto pilota denominato
Lappenninno meridionale, il monachesimo e il latifondo, ivi compresa la via istmica e lantica
Lucania. La Provincia di Crotone si fatta promotrice del coordinamento presso le
Amministrazioni comunali e la Comunit Montana, Alto crotonese e marchesato, presentando
una proposta progettuale denominata PROGETTO INTEGRATO DI SVILUPPO
DELLAPPENNINO CROTONESE. Fra gli undici progetti finanziati dalla Regione Calabria
figura quello relativo alla Creazione di unarea attrezzata nel Comune di Virzino.
Con delibera nr. 156 del 0.11.2002 la G.C. di Virzino ha approvato il progetto esecutivo
per i lavori di cui sopra, per un importo complessivo di euro 256.582.66 euro. Successivamente
con delibera dirigenziale nr 419 del 09.03.2004 a firma del Dirigente Settore Ambientale della
provincia di Crotone , Arch. Nicola Artese, stata indetta una gara di pubblico incanto con il
criterio del prezzo pi basso, inferiore a quello posto a base dasta. Con determina nr 939 del
13.05.2004 venivano approvati i verbali di gara e si aggiudicava lappalto allimpresa ITALIANO
Giasone con un ribasso pari a 24.68 % per un importo pari a 145.000.00 Euro.
Paragrafo 7
Paragrafo 8
Lavori appaltati dalla Regione Calabria e gestiti di fatto dalla Provincia di Reggio di
Calabria.
Paragrafo 9
Anche in questo caso si procedeva ad analizzare i lavori pubblici appaltati negli anni 2006-
2007 dallamministrazione comunale di S. Eufemia DA/te. Tale verifica consentiva di appurare
che nellanno 2006 venivano assegnati nove appalti, dei quali tre allaimpresa FLORES Eufemia
SRL e uno allATI composta dallimpresa ITALIANO Giasone (capogruppo) e CONDINA Luigi
. Nello specifico lATI, nella quale figurava limpresa di Delianuova, si aggiudicava lappalto per
la realizzazione dei lavori di riqualificazione di piazza Matteotti per limporto pari a 270.965.73
Euro. Anche in questo caso si potuto rilevare come alla gara in argomento non abbia partecipato
altra impresa del comprensorio esaminato. Appare utile segnalare che limpresa Condina Luigi
figurava allinterno dellATI che si aggiudicata i lavori per Risanamento idrogeologico di
unarea del Comune di s. Eufemia dA/te
Paragrafo 10
Si potuto rilevare come ITALIANO in tale vicenda abbia dato le linee guida al FRISINA,
indicando come si doveva comportare e cosa doveva fare per risolvere le problematiche che di
volta in volta gli si presentavano, creando come suo solito una rete informativa che gli forniva con
esattezza le localit ove erano ubicati i lavori, le ditte interessate, i soggetti capaci di far avere i
contatti con le imprese.
Le prime conversazioni utili tra i due si iniziavano a captare sin dal 07.05.2007, allorquando
il FRISINA chiedeva allITALIANO una sostituzione di operai , richiesta questa che lITALIANO
non poteva soddisfare, in quanto non aveva disponibilit di uomini.
prog 5157 del 07.05.2007 ora 1452 da 348-973 FRISINA Giuseppe a 335-669 Italiano
Si accertava dopo che il FRISINA in quel periodo stava lavorando in Liguria e per tale
ragione il 16.05.2007 contattava lITALIANO, riferendo che dove si trovava vi era molto lavoro e
194 nato a Melito di P.S. il 14.08.1973, titolare dellomonima impresa edile avente sede legale in Melito di P.S.
195 nato a Melito di Porto Salvo il 18.11.1980.
196 nata a Africo il 02.08.1976, figlia di GLICORA Giovanni nato a Africo il 21.06.1940, deferito per sequestro di persona
, violazione della legge sugli stupefacenti ed altro, cognata di CRIACO Giovanni nato a Africo il 22.10.1971, deferito
allA.G. per associazione a delinquere finalizzata alla produzione e traffico di sostanze stupefacenti , sequestro di persona
a scopo di estorsione , truffa, associazione mafiosa ed altro. Ritenuto contiguo alla cosca mafiosa MORABITO
BRUZZANITI PALAMARA operante in Africo con propaggini in tutto il territorio nazionale.
che sarebbe stato il caso di raggiungerlo per parlare con chi di dovere. ITALIANO alluopo gli
chiede di fissargli un appuntamento con il titolare della ditta.
Prog nr. 6577 del 16.05.2007 ore 21.11 del 348-973 Frisina Giuseppe a 339-301 Italiano
Giasone.
Frisina racconta che nel posto dove si trova c molto lavoro e che sarebbe il caso che
Italiano salisse sopra per parlare con chi di dovere. Italiano dice di informare di questo solo
compare Nino e che a breve salir (in liguria). Italiano raccomanda inoltre di fissargli un
appuntamento con il titolare della ditta
Oltre che con il FRISINA, lITALIANO, verosimilmente allettato dalle grandi opportunit
di lavoro, contattava tale NINO, gestore di un agriturismo sito in localit Migran (vicinanze di
ventimiglia) . Sar proprio tale Nino ad essere incaricato di avvicinare limprenditore che si
manifestato poco sincero: lo stesso verr accompagnato da FRISINA.
Significativi appaiono le modalit con le quali far pervenire lambasciata, le cui indicazioni
dovranno essere eseguite dal titolare dellimpresa che verr costretto a impiegare i mezzi
dellITALIANO e del FRISINA. In questo contesto si incardina anche lattivit condotta in prima
persona dallITALIANO in Calabria, il quale si fa carico delloperato del FRISINA nei confronti
di un paesano di questultimo, che si mostra lagnato per vicende pregresse non meglio
indicate e non gli consentir di lavorare.
Prog nr. 7061 del 19.05.2007 ore 21.49 da 335-7017669 a 0184-31058 Agricamping Da
nino di A. Marino loc. migrane 0184-222355
Italiano chiama tale Nino, questultimo dice che oggi stato allagriturismo in montagna.
Racconta di aver avuto un incontro con un uomo che non stato sincero , fa riferimento ad un
lavoro con la pietra. Continua dicendo che ha parlato anche con il figlio . Italiano dice che a breve
arriver Pepp che gli dir delle cose che e bene che Nino sappia per lincontro di domani .
PROG NR. 7622 DEL 22.05.2007 ore 21.37 da 335-669 Italiano a .348-973
Italiano con Frisina , il primo riferisce che il paesano di FRISINA gli risponder
negativamente e pertanto dovranno cambiare metodo e che gli comunicher le novit domani
mattina . Italiano continua dicendo che il paesano di Frisina lagnato con lo stesso ( Frisina) per
un fatto vecchio. Frisina dice che il suo paesano gli aveva detto che tutto era a posto in seguito alla
conversazione intercorsa presso la sua abitazione ( di Frisina) alla quale aveva partecipato anche il
cognato ( del paesano). Italiano dice che Toto ha risolto , Frisina dice che Toto ha risolto perch
un tragediatore . Italiano dice di non pensare agli altri perch devono risolvere i loro problemi
per poter lavorare
Dal tenore delle conversazione appare chiaro che ITALIANO nei confronti di FRISINA
assume una posizione di leader, adoperandosi in prima persona nella risoluzione delle
problematiche che il medesimo FRISINA non riesce a risolvere.
Prog 7623 del 22.05.2007 ore 21.53 da 348-973 FRISINA Giuseppe a 335.669 Italiano
Frisina gli comunica che hanno bloccato i lavori in quanto hanno riconosciuto il suo camion
( di FRISINA) , ITALIANO dice che in queste cose bisogna mettersi da parte perch poi si risolve
in altra maniera. Frisina appare nervoso ITALIANO dice che ci pensa lui a trovare una soluzione
elegante..
I contenuti della conversazione riportata al prog. Nr. 7642 mostrano in maniera chiara le
metodiche con le quali lITALIANO solito avvicinare gli imprenditori, i quali subiscono un
contattato preliminare per poi essese raggiunti in maniera definitiva dallo stesso ITALIANO.
Prog nr. 7642 del 23.05.2007 ore 08.06 da 335-669 Italiano a 348-973 Frisina
Italiano con Frisina , il primo dice a FRISINA che in serata lui ( FRISINA) dovr andare
da quello di Palmi per dare lambasciata da fare arrivare a quello per fare lavorare i camion.
Italiano dice di non indicare che sar lui ( Frisina ) a lavorare in virt dei problemi che ci sono
(veros. riferiti al prog 7622) ma dovr solo indicare che ci sono due amici che hanno i mezzi
fermi che devono lavorare . Italiano indica a FRISINA che dovr andare a dare lambasciata con
tale Nino da Delianuova ( vrs soggetto di cui al Prog nr. 7061) il quale dovr parlare con il
destinatario dellambasciata, mentre FRISINA dovr rimanere in macchina . Italiano continua
precisando che nel riferire i contenuti dellambasciata si dovr solo indicare che i mezzi devono
lavorare e se fanno domande si dovr dire che i mezzi sono di persone del paese di Italiano e non
dare altre spiegazioni. Frisina dice che forse meglio non essere presente, Italiano impone che
FRISINA accompagni Nino per dare lambasciata . Italiano dice che Nino dovr raccontare al
destinatario dellambasciata i fatti che hanno interessato il Frisina, in modo che quando poi si
andr a parlare, il destinatario dellambasciata dovr rimanere zitto ed accettare quanto richiesto
in tale circostanza dovr essere presente anche il FRISINA . Poi continuano a parlare di assegni.
Anche nel caso in esame si assistito a tentativi vani di sottrarsi alle indicazioni date
dallITALIANO Giasone. Al prog nr. 7498 del 23.05.2007, si avuto modo di rilevare che
NINO, viene invitato ulteriormente dal FRISINA a fare quanto richiesto dallITALIANO, per
tale ragione viene rassicurato che ITALIANO stesso ha gi parlato sotto e sa come stanno le
cose. Tale particolari ampliano la portata dellintera vicenda, in quanto proprio dallindicazione
data dal FRISINA sembrerebbe che ITALAINO per potersi inserire abbia gi preso contatti con
individui che abitano in Calabria. Circostanza questa che lascia presupporre che lappalto in
questione era gi stato attenzionato da altri soggetti che gestivano il tutto dalla Calabria.
Prog nr. 7498 del 23.05.2007 ore 18.05 da 348-973 Frisina Giuseppe a 339-301 Italiano
Giasone
Frisina cerca di contattare Italiano , nellattesa si sente Frisna parlare con compare Nino,
durante la conversazione Frisina dice a Nino di andare a parlare facendo riferimento al fatto che
Giasone ha gi parlato sotto e sa come stanno le cose, e quindi sa cosa gli dice. Frisina chiede a
compare Nino di andare a parlare
I due imprenditori inoltre pongono anche attenzione allaspetto politico legato al territorio
calabrese, per il quale si attivano nella raccolta di voti finalizzati allelezione di soggetti a loro
vicini.
Prog nr. 8393 del 28.05.2007 ore 19.46 da 335-669 Italiano a 348-973
197 Nata a cimino (RC) il 06.09.1945, residente in Ventimiglia alla via Murinai nr. 39
198 Nato a Delianuiva il 06.05.1941, residente in Ventimiglia alla via Murinai nr. 39
Italiano chiama Frisina commentano la vincita delle elezioni da parte dello zio Saverio.
Frisina dice che lo hanno aiutato anche loro. Italiano dice che hanno contribuito con lamicizia.
Frisina precisa che il loro stato un contributo diretto con voti.
Sempre indicativi dei rapporti subordinati tra lITALIANO e il FRISINA si segnala come il
primo dia indicazione al FRISINA per risolvere i propri problemi economici, sorti in relazione
alle difficolt di pagamento di un mezzo dopera, individuando anche il soggetto che potrebbe
acquistare il veicolo ed al quale poi il FRISINA dovrebbe stornare le rate; da segnalare che in tali
operazioni di salvataggio tramite interposizione di persona viene coinvolto anche FERRARO
Massimo, soggetto sopra meglio indicato in relazione allappalto per la realizzazione dei lavori per
lalveo del torrente SOLARO in Villa S. Giovanni.
Di fatti si apprendeva che il FRISINA, in data 15.01.2007, veniva querelato dal legale
rappresentante della societ Mercantile per essersi appropriato indebitamente di un miniescavatore
marca Komatzu, provvedimento adottato per insolvenza da parte dellacquirente. La querela in
argomento verr rimessa in data 31.07.2007.
Frisina chiama Italiano parlano delloperazione che Frisina ha fatto con Ferraro ( Massimo),
per il quale era stato fatto lo storno delloperazione . Italiano spiega che una terza persona che
affronter la spesa del valore della macchina per 30 32 mila euro verr affrontato da una terza
persona alla quale poi Frisina dovr pagare delle cambiali.
Prog nr. 8689 del 30.05.2007 ore 11.13 da 348-973 Frisina Giuseppe a 335-669 a
Italiano Giasone
Frisina con Italiano riprendono la conversazione di cui al prog nr. 8673, continuano a
parlare di come affrontare le problematiche che interessano il FRISINA in relazione al mancato
pagamento di un veicolo acquistato in leasing per il quale il FRISINA non riesce a pagare le rate.
ITALIANO insiste per convincere il FRISINA a far acquistare il veicolo alla terza persona alla
quale poi rifondere la spesa mediante cambiali. La conversazione continua su altri argomenti,
lITALIANO comunica che per laltra vicenda devono ritardare . Italiano dice che c stato un
giro di ambasciate e bisogna fare come avevano gi deciso ovvero dovranno andare a Milano.
Italiano fa riferimento a soste da effettuare ad Albenga.
Prog nr. 12618 del 24.06.2007 ore 14.57 da 348-973 FRISINA Giuseppe a 335-669
ITALIANO Giasone
Frisina chiama Italiano discutono di un incontro non meglio indicato avuto ieri da Giasone
con altri amici. Frisina continua parlando dellopportunit di acquistare un escavatore. Italiano
sembra daccordo.
Al prog nr 11561 del 25.06.2007 lITALIANO indica al FRISINA come comportarsi con
limprenditore che gestisce lappalto il quale dovr essere avvicinato al cantiere e, preso sotto
braccio, solo in quel momento il FRISINA dovr dire allimprenditore che se vuole fare i lavori
dovr affidarli proprio a ITALIANO e a FRISINA. In tale contesto si segnala che a margine di tali
fatti i due colloquiano in merito ad un incidente occorso ad un loro mezzo dopera. Tali fatti
vengono comunicati dallITALIANO anche al FRISINA Rocco sopra meglio indicato.
Prog nr. 11561 del 25.06.2007 ore 07.40 da 348-973 a 339-301
Frisina chiama Italiano, il primo racconta che compare Rocco stava per avere un incidente.
Italiano dice a Frisina che quello verso mezzogiorno sar al cantiere, e che gi Giasone ha parlato
e che ha detto che vuole vedere come lavorano. Italiano dice a Frisina di prenderlo sotto braccio e
di parlare direttamente con quello e dirgli che se vuole fare i lavori li deve affidare a loro ( inteso a
FRISINA e a Italiano ) che ci penseranno loro ad organizzare tutto il lavoro
Prog nr. 12507 del 25.06.2007 ore 18.49 da 335-669 Italiano Giasone a 348-973 Frisina
Giuseppe.
Prog nr. 11660 del 25.06.2007 ore19.11 da 339-8303301 Italia Giasone a 333/4951217
FRISINA Rocco
Italiano chiama Frisina Rocco, il primo dice di aver chiamato Peppe ( FRISINA) il quale
gli ha raccontato di aver avuto un incidente con lescavatore.
Prog nr. 11749 del 27.06.2007 ore 08.33 da 348-973 a 333-301 Italiano Giasone
Frisina G chiama Italiano chiede se conviene stipulare contratti di nolo dei mezzi di tipo a
freddo o a caldo. In quanto hanno fermato un controllo ed hanno contestato lassenza di contratti di
nolo. Italiano consiglia di fare un nolo a freddo in quanto con il nolo a caldo come si prende i
lavori in subappalto.
Nelle fasi successive si accertava che il veicolo Autocarro Volvo FM 12 Van targato BS
818 ZY veniva sottoposto a controllo della circolazione stradale al Km 90 dellasse autostradale
A6 Torino Savona direzione Savona in data 09.02.2008. Il medesimo veicolo veniva
nuovamente controllato in data 23.01.2008 in Ventimiglia, via Cavour.
Tali circostanze, seppur rilevate in epoca successiva al periodo in analisi, dimostrano come
lITALIANO Giasone anche di recente nutra interessi imprenditoriali in Liguria. Sempre
nellambito di tali riscontri si segnala che il FRISINA Giuseppe risulta essere stato sottoposto a
controllo da parte dei CC di Arma di Taggia in data 26.01.2008.
Anche in questo caso si potuto rilevare come lITALIANO sia stato affiancato dal
FRISINA Rocco, dal FERRARO Massimo e nel caso in specie dal FRISINA Giuseppe,
nellinfiltrarsi nei lavori in argomento.
Significativa appare loperato del FRISINA, che inviato in Liguria, fornisce un quadro
preciso della situazione lavorativa sul territorio. Degna di nota appare la rete informativa
incardinata dallITALIANO, che, dopo aver parlato con chi di dovere gi in Calabria, e quindi
essenzialmente ottenuto il beneplacito di chi di competenza, fa avvicinare limprenditore
GIAMPAOLO Antonino. Il quale, evidentemente consapevole dei contenuti dellambasciata che
doveva portare, cerca di svincolarsi e per tale ragione viene convinto dal FRISINA che la
situazione sotto controllo, in quanto ITALIANO ha gi preso accordi con persone in Calabria. Il
tutto viene sancito dalla richiesta avanzata dallITALIANO al FRISINA di raggiungere
limprenditore di convincerlo che, se vuole portare a compimento i lavori, li deve affidare a loro.
Il quadro viene completato dal fatto che lITALIANO indica al FRISINA, che si trova sul
posto, che i conteggi sul materiale effettivamente trasportato dovranno farli loro e non pi
limprenditore, circostanza questa dalla quale appare verosimile che questultimo non abbia potuto
pi effettuare alcuna azione di controllo sulleffettivo lavoro svolto dal FRISINA e
dallITALIANO, venendo costretto a comminare quanto voluto dai due. Il quadro indiziario sinora
descritto viene implementato, altres, dai continui contatti dellITALIANO con gente di Africo
(cittadina di origine del FRISINA) per risolvere i vari problemi che si venivano a creare. Da
segnalare anche laiuto economico fornito dallITALIANO al FRISINA in relazione al difficile
momento che stava attraversando questultimo.
Le ulteriori risultanze.
Di notevole interesse ai nostri fini il quadro fornito dal procedimento penale n. 112/96
R.G. notizie di reato/mod. 21DDA a carico della potente famiglia ALVARO da Sinopoli;
durante perquisizioni scaturite per lesecuzione di numerose ordinanze di custodia
cautelare in carcere, operate a carico della predetta consorteria, veniva rinvenuto un quadernone a
righe nel quale si registrava la presenza di iscrizioni riportanti i nominativi di individui inseriti nle
locale panorama ndranghetistico suddivisi per localit e citt: tra i predetti compariva il
nominativo dellITALIANO Giuseppantonio.
Tra laltro nellambito della citata attivit di indagine di assoluto rilievo appare la
conversazione n. 1788 del 23.04.1997, registrata a bordo dellautovettura Mercedes targata RC
444519 in uso ad ALVARO Carmine; lascolto della predetta non solo metteva in luce
lappartenenza dellITALIANO Giuseppantonio alla ndrangheta ma ne descriveva la portata
criminale per essere investito del grado di tre quartino:
INTERLOCUTORI:-
A:- ALVARO Carmine, nato a Sinopoli il 16.06.1953;
B:- CARZO Domenico, nato a Scido (RC) il 13.02.1941
OMISSIS
B:- Quella sera che a noi ci hanno incontrato MUSCHETTO e coso... che ci hanno
incontrato a Quarantana che abbiamo bucato la gomma, gli ho detto io a MICO ora si
stanno macinando le cervella, di cosa stiamo facendo noi qua gli ho detto io chi sa che
pensano loro, infatti ora loro hanno... questo MASSARO NTONI ha a quel coso lordo
di Scido... I PALUMBI perch lui ha convinto a NINO a suo figlio Vincenzo ed a suo
nipote Vincenzo ed a suo figlio che accettassero per NINO, perch... siccome I
PALUMBI gli hanno ammazzato a ZAPPIA ed il figlio di GIANNINO il FANDARU
non so se lo conosci a quello che gli ha dato IL TRE QUARTINO a NTONI
ITALIANO.- - - - -///
A:- No! Non li conosco!.- - - - -///
B:- Ed uno dei PALUMBI che io poi non lo conosco,... che dice che SPARA, gli hanno
AMMAZZATO a ZAPPIA!... A mano sua!- - - - -///
A:- No... a lui !... una disgrazia, morto per fatti suoi no che... - - - - -///
B:- No! mandato da lui! - - - - -///
A:- Ah... da lui?- - - - -///
Considerazioni.
199 tratto in arresto in esecuzione a ordinanza di custodia cautelare in carcere nr. 881/2007 R.G.N.R.,
emessa dal G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria in data 05.01.2009, in relazione al delitto di cui agli artt.
81 C.P., 12 quinquies Legge 356 del 1992
I personaggi menzionati dal CRISALLI, quali appartenenti al Locale di Catona, indicati con
i nomi di Gianni e Santo, sono stati identificati rispettivamente in RUGOLINO Giovanni
Domenico [nato a Gallico di Reggio Calabria il 23.02.1950, ivi residente in via Case Savoia
nr.280] e LE PERA Santo Fortunato [nato a Rosal il 03.11.1958, ivi residente via Dei Garibaldini
IV Tr. nr.134], entrambi appartenenti al pi ampio schieramento criminale capeggiato da
CONDELLO Pasquale. Il soggetto a nome Franco RODA, Capo Societ del Locale di Gallico,
stato identificato in RODA Francesco [nato ad Archi (RC) il 28.10.1956, residente in Gallico
(RC), via Trapani Lombardo n18] cognato del collaboratore di giustizia IANNO Paolo, che allo
stato attuale ha assunto, nellarea, unelevata autonomia criminale, in parte derivante anche
dallarresto di CONDELLO Pasquale, atteso che con lo stesso, sebbene fosse legato da vincoli di
comparatico, verso la met degli anni 90, come dichiarato dal collaboratore IANNO, erano gi
sorti alcuni dissidi, che avevano parzialmente emarginato lo stesso collaboratore ed il cognato
IANNO, nellambito della gestione del Locale di Gallico.
Non stato possibile, invece, identificare i personaggi di Archi al quale si era rivolto il
CRISALLI, atteso le generiche affermazioni dello stesso.
LALVARO rassicurava un proprio intervento, nei confronti di eventuali soggetti che
avrebbero potuto acquisire gli immobili, tant che ad un certo punto il CRISALLI, dopo aver
rappresentato che aveva timore che i diversi partecipanti allasta avessero alzato molto il prezzo
degli immobili, otteneva garanzie molto rassicuranti:
omissis
CRISALLI A.: Lo non so se partecipano con i miei e mi alzano assai, mi fanno a
pezzi...
ALVARO C.: Compare NINO! Partecipate che ve li do io i soldi! Vengono e ci danno
i soldi! Chi cazzo ve lo ha detto di partecipare? I soldi a noi ce li d! incomp, lasciate che
incomp
omissis.
Limoneto, riportata nel NCEU al foglio 9 particella 689 cat. A/7, cl. 2^, vani 5,5, per il prezzo di
71.500,00.
omissis
CRISALLI A.: ...incomp..., io sono stato l'altro giorno, incomp..., ho portato un figliolo,
dato che loro erano disponibile, gli ho detto io, dopodomani vengo, gli ho detto io! E, visto che i
..incomp... questo pesante, sto figliolo tutte cose , perch a Bovalino quando ..incomp..., a
Bovalino, quando c' stato il discorso della casa di mio cognato che erano l, loro,
ALVARO C.: Si!
CRISALLI A.: ... venivano da Bovalino, ..incomp..., gli hanno fatto una ambasciata
per vederci a Reggio dice! E mi hanno detto che l non sapevano niente di questo qua, perch pare
che questo, perch ha avuto un sacco di problemi che lo hanno sparato pure nella macchina,
poveraccio gli hanno sparato ...incomp , glieli hanno mandati due volte in un canttiere non si sa
perch, non si sa per come! Cio ..incomp... si, ma, non che ...
200 nella circostanza rappresentata dallamministratore unico GATTO Salvatore Giuseppe, nato a Reggio
Calabria il 03.01.1962, ivi residente in via [Link] e nella circostanza assistito dallAvv. CANALE
Domenico del foro di Reggio Calabria.
CRISALLI A.: non lui, perch ...incomp..., qualcuno grosso! E sicuramente non,
perch dove andato ...incomp..., pensa che sono andati da questo qua ..incomp... .
ALVARO C.: ...incomp...
CRISALLI A.: ...cio, praticamente eh, qua bordelli e roba varia non fa, c' qualche
altro, non tutto di questo qua, non..., per dire! Per dire..incomp... (rumori di fondi ndr) e quelli
che si sono incazzati perch..., perch questo, come cazzo ha fatto ad andare a fare
un'operazione di questa qua! Perch senza dargli conto a loro? Senza venire a parlare qua?
ALVARO C.: Lasciate stare, compare NINO!
CRISALLI A.: Va be, eh....
ALVARO C.: Una volta che ...incomp...
CRISALLI A.: ...no, perch, perch, gli..., pare che lui stesso gli poteva dire di ritirarsi
da questa cosa..., che ci perde i soldi! Che, que... quello no?
ALVARO C.: ...incomp...
CRISALLI A.: Non lo so, io..., gli ho detto io, siccome io avevo parlato con mio
cognato, mio cognato mi ha detto io, io faccio ...incomp..., gli ho detto io, FRANCO se tu
..incomp... posso spendere una parola!
ALVARO C.: Certo! ...La gente che parlano cos, parlano solo a vanvera, ...incomp...,
...incomp... senza offesa! Cio, questo qua se ne venuto qua compare NINO, con l'appoggio di
tuo..., ma a noi, che lo portano questi oppure che lo portano quegli altri a me, me ne fotto di
questo e di quell'altro se dobbiamo essere obiettivi!
CRISALLI A.: ... certo!
ALVARO: Perch quello l venuto cos ha partecipato in quanto se lo portato
NINO, come si chiama?
CRISALLI A.: Quello l di...
ALVARO C.: MURDA!
CRISALLI A.: MURDA!
ALVARO C.: ...incomp.. compare NINO, che poi fesso, non un fesso, non un
fesso, compare NINO, NINO "il ...incomp...", un figlio di buttana, con 'sti zingari..., con 'sti....
incomp...
CRISALLI A.: Certo, uno che fa un'operazione di questa...
ALVARO C.: ...non che un fesso? Ma che so, questi conoscono ...incomp...
CRISALLI A.: Uhm!
ALVARO C.: Per me ...incomp... perch questo qua si fa i cazzi suoi per ...incomp...
dove .. incomp..., avete capito? Il reggino, fesso non per questa e per le altre cose non
..incomp..., si ...incomp... perch lui forte onestamente nella catrame!
CRISALLI A.: Eh?
ALVARO C.: Si, nella catrame lui... forte, lui, uno dei pi forti!
CRISALLI A.: Eh! Mi hanno detto come ditta, manco i cani!
omissis.
Dal contenuto del dialogo, emergeva che il CRISALLI aveva tentato anche un approccio
con il MORDA, tanto da recarsi a fargli visita a Bovalino. Infatti, nel prosieguo del dialogo,
emergeva che lo stesso si era portato, in compagnia di un soggetto di Reggio Calabria, a nome
Gregorio , identificato in FOTIA Gregorio [ nato a Reggio Calabria il 23.10.1964, ivi residente,
coniugato], ritenuto contiguo allo schieramento criminale TEGANO, tra laltro pi volte
controllato con RITO Alberto e MONORCHIO Vincenzo, entrambi elementi di rilievo di
questultima consorteria criminale. Il CRISALLI ed il FOTIA, in data 18.01.2007, quindi un mese
prima della vendita allasta dellimmobile, sono stati controllati dai Carabinieri di Africo Nuovo
nel comune di Bianco (RC). E evidente che, alla luce delle affermazioni fatte dal CRISALLI, i
suddetti erano diretti dal responsabile della societ [Link].T. S.r.l., identificato in ROCCA
Rodolfo [nato a Bovalino il 08.08.1970, ivi residente, con sede sociale a Bovalino (RC) in via
XXIV Maggio 106]. Della [Link].T. S.r.l., fa parte la societ GIOIA BIT. - S.R.L. di GALLO
Domenico [nato a Bovalino (RC) il 10.03.1956, ivi residente in via Garibaldi 173] e MARTELLI
Elsa [nata a Portigliola (RC) il 04/03/1937 e residente a Bovalino (RC) in via M. Pagano 2.].
Si precisa che, in data 21.02.2007, nel corso del colloquio, avvenuto tra ALVARO Cosimo
ed i due soggetti che il giorno precedente, per conto di questultimo, erano andati a controllare
la vendita allasta, veniva riferito allALVARO stesso che uno degli acquirenti dellimmobile di
propriet del SIRACUSA era tale GALLO, identificato, quindi, nel citato GALLO Domenico.
Da ulteriori accertamenti effettuati, emerso che, presso la sede della [Link].T, ubicata
anche la MASPEC & CAR- S.r.l. di MORDA Antonino [ nato a Reggio Calabria il
31.01.1969]. Tale dato, costituiva la prova concreta che questultimo, effettivamente, conosceva
sia il GALLO sia il ROCCA Rodolfo, questultimo amministratore unico della societ
aggiudicataria dellasta.
Sempre nella stessa data (24.02.2007), si registrava unaltra conversazione tra ALVARO
Cosimo e CRISALLI Antonino, laddove emergeva chiaramente che, per lacquisto dellimmobile,
gi di propriet del SIRACUSA, si era registrata una sorta di contrapposizione di forze, che vedeva
coinvolti, da un lato LE PERA Santo e Gianni RUGOLINO, in precedenza generalizzati, in
appoggio a CRISALLI Antonino e lo stesso SIRACUSA Franco Vittorio, mentre, dallaltro, vi era
il MORDA Antonino che, avendo fatto acquistare limmobile, per proprio conto, alla [Link].T.
S.r.l., aveva richiesto lappoggio criminale a CAMBARERI Domenico, in precedenza
generalizzato, gi emerso nellambito delle dinamiche criminali sottese allarea pre-aspromontana,
di cui si parlato nelle pagini precedenti. In merito il discorso avveniva come segue:
omissis
ALVARO C.: ...incomp... si dimentica... ha detto: dove posso trovare...(tratto incomp.
parla a bassa voce)... poi mi cerca una cortesia e se ne va da quelli e gli dice tutto no... avete
capito?... sicuramente venuto a trovarmi pure per qualche altra cosa no...prima di questa,
dovevamo andare a una parte con loro...(tratto incomp.)... ha detto: come ...incomp... con voi?...
che poi si ritirato ROCCO avete visto?... dopo che gli hanno sparato duecentocinquanta mila in
pi perch...
CRISALLI A.: si ritirato a mille e sei mi pare lui...
ALVARO C.: quello gli ha sparato duecento mila in pi dico io, ha preso e si ritirato,
poi gli ha detto: "spaccuni" (spavaldo n.d.r.)... glielo ha dovuto dire a ...incomp... con cinquemila
euro di ROCCO... senti un attimo: ma che mi fai quelle "spacconate"... ...incomp...
CRISALLI A.: ...incomp...
ALVARO C.: ...incomp... ha detto: noi penso che non abbiamo fatto un danno a nessuno
perch noi, poi ha detto: ...incomp...
CRISALLI A.: e che poteva dire...
ALVARO C.: ...(tratto incomp.)...
CRISALLI A.: anche perch si bruciato, perch se la sono mangiata la foglia quando
hanno visto a GREGORIO a Catona...
ALVARO C.: e apposta...
CRISALLI A.: a me mi uscivano gli occhi di fuori perch...
ALVARO C.: come vi pare NINO!!...
CRISALLI A.: a me mi ha evitato proprio...
ALVARO C.: compare NINO!... se noi, se noi gli dobbiamo dare i soldi a lui e se ne
deve uscire noi glieli diamo e basta... ed la migliore cosa... che abbiamo fatto, noi se potevamo
chiudere la...
CRISALLI A.: se incominciano a dividere!!...
ALVARO C.: ...incomp... non che io qua... io ti parlo... hanno fatto un errore
madornale...
CRISALLI A.: un errore madornale...
ALVARO C.: hanno rimesso almeno ...incomp...
CRISALLI A.: ...incomp... duecento mila euro...
ALVARO C.: pure trecento...incomp... ma guarda qua...
CRISALLI A.: se per caso accettano il ricorso, poi il resto lo dobbiamo...
ALVARO C.: certo...
CRISALLI A.: perch quello che aveva partecipato, era uno, un certo avvocato
GIORDANO, te lo ricordi?...
ALVARO C.: si, si...
CRISALLI A.: quello se ne andato...
ALVARO C.: ha a NINO?...
omissis.
omissis
CRISALLI A.: ma se per caso salta perch il giudice gli accoglie il ricorso?... poi
cerchiamo di infilargliela, vediamo se la possiamo prendere ce la prendiamo...
ALVARO C.: compare NINO!!... io dico una cosa: se loro, non lo viene a sapere... per
il ricorso, nella frazione di rialzo, dobbiamo fare veramente qualche cosa... perch noi non
abbiamo nemmeno quello alterato... sopra i vostri, perch... ...(tratto incomp)... l'appartamenti...
omissis.
Laffermazione del CRISALLI faceva capire chiaramente che, nella compravendita, doveva
subentrare anche lo stesso ALVARO, poich affermava, come evidenziato in precedenza,
vediamo se la possiamo prendere.
Prima di proseguire nellesposizione della conversazione, stato accertato, relativamente
allimmobile di propriet del SIRACUSA201, che, in data 20.02.2007, veniva acquistato,
formalmente dalla [Link].T. S.r.l., per conto di MORDA Antonino, cos come emergeva dalla
conversazione intercorsa tra ALVARO Cosimo e CRISALLI Antonino. Successivamente, in data
10.03.2007, veniva presentato ricorso da parte dellAvv. GIORDANO nei confronti della societ
aggiudicataria, per conto di CAMBRIA Ermanno e GIORDANO Nicole Paola.
(vds. all. nr. 292)
Nelle date del 02.04.2007 e 10.05.2007, la societ [Link].T. S.r.l., attraverso il suo
amministratore unico ROCCA Rodolfo [nato a Bovalino l08.08.1970], questultimo rappresentato
dai legali [Link] PAVIGLIANITI Francesco e SIMONETTA Claudia, presentava al Giudice del
fallimento del Tribunale di Reggio Calabria alcune memorie difensive, affinch ottenesse la revoca
della sospensione del provvedimento del 15.03.2007, con il quale il Giudice fallimentare aveva
sospeso laggiudicazione del 20.02.2007 in favore della stessa societ.
(vds. all. nr. 294)
Dopo una serie di udienze, in data 20 novembre 2007, il Giudice del fallimento disponeva
la revoca della vendita fatta in data 20 febbraio 2007 a favore della [Link].T. S.r.l., in relazione
ai lotti nr. 1 e 2 e, nello stesso tempo, fissava la vendita dei suddetti, nonch quelli relativi ai lotti
nr. 5 e 8202, di propriet del CRISALLI, non venduti, per i motivi innanzi specificati, per la data
del 04.03.2008, provvedendo agli adempimenti pubblicitari.
201 Immobile ubicato in via Due Settembre nr. 10/A angolo Corso Garibaldi di Reggio Calabria, compreso
nei lotti 1 e 2 dellasta giudiziaria.
202 Lotti 5 e 8 della vendita allasta giudiziaria cos contraddistinti: a) locale adibito a deposito posto al
piano terra (I f.t.) di un maggior fabbricato sito a Gallico Marina di Reggio Calabria in via Nazionale nr. 80
riportato nel foglio 8 particella 43 sub 1; b) diritti vantati in ragione di 1/3, sullunit immobiliare per
civile abitazione posta al piano (IV f.t.) interno 11/C di un maggior parte di fabbricato sito in via Roma nr.5
di Reggio Calabria riportato nel foglio 123 part. 116 sub. 39 A/2 cl. 2^ vani 7.
203 Ha per oggetto sociale lassistenza allo sviluppo della programmazione economica, amministrativa,
organizzativa e commerciale di interi settori di mercato o di singole aziende, la loro ristrutturazione, studi di
fattibilit per acquisizioni di aziende, nonch la gestione di programmi di sviluppo delle relazioni economico
commerciali con l'estero. La societ potr assumere, direttamente o indirettamente, partecipazioni o
interessenze in altre imprese a scopo di stabile investimento e non di collocamento, a condizione che la
misura e l'oggetto della partecipazione non modifichino sostanzialmente l'oggetto determinato dallo statuto.
L'assunzione di partecipazioni comportanti una responsabilit illimitata deve essere sottoposta alla decisione
dei soci. La societ potr altres porre in essere qualsiasi operazione commerciale, industriale, mobiliare,
immobiliare e finanziaria ritenuta necessaria o utile dagli amministratori, purch accessoria e strumentale
rispetto al conseguimento dell'oggetto sociale, ivi comprese la prestazione di avalli, fideiussioni ed ogni
garanzia anche reale.
204 La societ stata costituita il 20.12.1979 ed ha per oggetto sociale: le attivit disciplinate dalla legge
23 novembre 1939 n. 1966 consistenti nell'amministrazione fiduciaria, in Italia e all'Estero, di beni per conto
terzi, intestazione fiduciaria e rappresentanza dei portatori di titoli, strumenti e prodotti finanziari di qualsiasi
natura, nonch l'esercizio in genere delle funzioni fiduciarie e di mandatario contemplate dalla legge vigente
in materia, con l'esclusione dell'attivit' di revisione.
205 il cui consiglio di amministrazione risulta essere composto da:
presidente: SCARFONE Claudio, nato a Mendrisio (Svizzera) l08.07.1968, residente a Milano in via
Del vecchio Politecnico nr.3;
[Link]: FERRI Ferruccio Enrico, nato a Torino il 03.04.1958, residente a Milano in via Del vecchio
Politecnico nr.3;
consigliere: ROGANI Sergio, nato a Roma il 18.11.1970, residente a Milano in via Del vecchio
Politecnico nr.3;
consigliere: FRATTINI Giovanni, nato a Mezzomerico (NO) il 27.08.1937, residente a Milano in via
Del vecchio Politecnico nr.3;
consigliere: BIANCHI Luigi Arturo, nato a Milano il 03.06.1958, residente a Milano in via Del vecchio
Politecnico nr.3;
direttore gen.: TEDESCHINI Leonardo, nato a Mandello del Lario (LC) il 12.01.1963, ivi residente in via
Dei Partigiani 11. A tal fine essa pu, con l'osservanza e nei limiti delle disposizioni vigenti
e previo ottenimento delle prescritte autorizzazioni, compiere tutte le operazioni ed i servizi
bancari, finanziari e di intermediazione mobiliari, nonch ogni altra operazione strumentale
o connesso al raggiungimento dello scopo sociale incluso l'esercizio dell'attivit' di acquisto
e di cessione di crediti d'impresa nonch la costituzione e/o la gestione di organismi di
investimento collettivo e di forme di previdenza complementare previste agli articoli 4 e 9
del decreto legislativo 21 aprile 1993 n.124 e successive modificazioni ed integrazioni
La prosecuzione del dialogo tra ALVARO Cosimo e CRISALLI Antonino era attinente
alleventuale acquisizione di altre propriet, in vendita presso il Tribunale di Reggio Calabria ed,
in particolare, di un appezzamento di terreno, con allinterno un capannone, ubicato in Gallico, di
propriet di tale Giovanni, identificato in CACCIOLA Giovanni Vincenzo [nato a Reggio
Calabria il 21.07.1950, ivi residente in via SS18 III Tr. nr. 164], oggetto di procedura esecutiva
immobiliare nr. 114/96 e nr. 125/96 R.G. Es., promossa da diversi istituti bancari, nei confronti
dello stesso CACCIOLA Giovanni, nonch nei confronti della societ CACCIOLA Santo e
CACCIOLA Giovanni s.n.c.206, CACCIOLA Santo207 e CACCIOLA Rosa208.
omissis
ALVARO C.: ...incomp... specialmente quando ci sono questi operazioni cos... ...(tratto
incomprensibile parla a bassa voce)... lo sapete perch...
CRISALLI A.: un operazione grossa...
ALVARO C.: grossissima...
CRISALLI A.: per dobbiamo salvare a GIOVANNI che gli resti qualche cosa...
ALVARO C.: a GIOVANNI?...
CRISALLI A.: a GIOVANNI!!...
ALVARO C.: certo...
CRISALLI A.: domani, domani vi porto la piantina o dopo domani, vi faccio vedere tutto,
c' questa situazione...
ALVARO C.: ditemi una cosa...
CRISALLI A.: dove ci sono i supermercati ...incomp...
ALVARO C.: aspettate un attimo, scusate, se voi dite che una cosa pulita e voi
...incomp... noi facciamo unoperazione ...(tratto incomp.)...
CRISALLI A.: ora io esco con una societ, esco con una societ, tra un mese, un mese e
mezzo, come faccio questo coso delle case... che faccio i mutui... intanto apro una clinica
...incomp... quella casa la... poi esco con una societ che si chiama, si chiama
CONTRACREDITAL...
ALVARO C.: uh!!...
CRISALLI A.: cio, praticamente una societ di recupero crediti, noi siamo contro...
ALVARO C.: ah!! contro siete... ...incomp...
CRISALLI A.: le societ...
ALVARO C.: ah!! ho capito!!...
CRISALLI A.: io associo tutti gli avvocati pi bravi ...incomp... e tutte cose, mi prendo,
faccio io, il, il ma... manager di questa situazione...
ALVARO C.: si...
206 CACCIOLA Santo e CACCIOLA Giovanni S.n.c., con sede in Gallico di Reggio Calabria in via
Nazionale 160, veniva individuata in una societ avente per oggetto l'esercizio di una officina meccanica per
la costruzione, montaggio, riparazione, manutenzione e commercio di veicoli industriali. I soci della ditta
sono: CACCIOLA Giovanni Vincenzo, nato a Reggio Calabria il 21.07.1950, ivi residente in via ss.18 III
tratto nr. 164; CACCIOLA Santo, (DECEDUTO) sidentifica in CACCIOLA Santo Sebastiano, nato a
Villa San Giuseppe (RC) il 14.03.1909, padre di CACCIOLA Giovanni Vincenzo cl. 1950;
207 CACCIOLA Santo (deceduto), veniva identificato in CACCIOLA Santo Sebastiano, nato a Villa
San Giuseppe (RC)il 14.03.1909, padre di CACCIOLA Giovanni Vincenzo cl. 1950 e fratello della sotto
indicata CACCIOLA Rosina Gioia;
208 CACCIOLA Rosa veniva identificato in CACCIOLA Rosina Gioia, nata a Villa San Giuseppe (RC)
il 6 marzo 1907, residente a Reggio Calabria in via Marina Arenile nr. 145, sorella del defunto CACCIOLA
Santo Sebastiano e zia di CACCIOLA Giovanni cl. 1950;
CRISALLI A.: perch, prendo una causa e decido quale avvocato pi idoneo...
ALVARO C.: certo!!...
CRISALLI A.: quale avvocato pi idoneo e se libero... prendo i tecnici migliori... ora
questa operazione di GIOVANNI molto semplice...
ALVARO C.: quella che mi avete detto di qua detro?...
CRISALLI A.: di CACCIOLA...
ALVARO C.: come la situazione?...
CRISALLI A.: avete un foglio di carta che vi faccio vedere!!... ci sono undici mila metri a
Gallico dove c' CARELLA
ALVARO C.: ...incomp...
CRISALLI A.: qua c' il supermercato che cos...
ALVARO C.: si...
CRISALLI A.: sopra ci sono, mi pare pi sei appartamenti...
ALVARO C.: uh!!...
CRISALLI A.: per di qua lo sta mandando all'asta... questo lato di qua...
ALVARO C.: cos che ti devo vedere?...
CRISALLI A.: qua c' un altro capannone...
ALVARO C.: si...
CRISALLI A.: grande praticamente... ho tutte le piantine a casa io...
ALVARO C.: si...
CRISALLI A.: ...incomp... poi qua ha una, una, una ...incomp... di trecento metri che
escono nella strada...
ALVARO C.: ...incomp...
CRISALLI A.: questi sono duemilasettecento metri quadrati...incomp... sono belli, sono
belli...
ALVARO C.: sono belli...
CRISALLI A.: circa duemilasettecento metri di capannone, pi cicra millecinquecento
metri di piazzale quello davanti... questa operazione...
ALVARO C.: si...
CRISALLI A.: questa operazione, gliela sta seguendo l'avvocato ...CARLO... che un
avvocato, io ho capito che c' guerra su un unico interesse qua... perch la banca ha venduto alla
ESSEGICI, sono entrati, e sarebbe quella che entrata, che intervenuta con me...
ALVARO C.: si...
CRISALLI A.: per comprarsi le cose e interverr sicuramente anche qua sopra e la gestisce
un certo ANTONIO CATALANO... che un amico e si mette a disposizione, gli ho detto: vedi
che questa di GIOVANNI e la dobbiamo chiudere prima, mi sono accordato con CARLO per
ottocentocinquanta mila euro, cio mi ha scritto per fare l'addebito per ottocentocinquanta mila
euro...
ALVARO C.: si...
CRISALLI A.: se noi compriamo l'ipoteca, con la scrittura privata... noi con loro, lui fa in
modo di comprarla e gia sono a buon punto... se noi compriamo l'ipoteca ...incomp... a debito, lo
facciamo andare all'asta, e all'asta chiediamo l'assegnazione... oppure comprare l'ipoteca perch
forse prima di fare le cose, mi deve spiegare lui che debiti ci sono ...incomp... questi qua, che ha
altre ipoteche sull'appartamento questo, questo deve ...incomp... solo questo... qua ...incomp... sei,
settecento mila euro... ...incomp...
omissis.
Dal contesto del discorso emergeva che gli stessi intendevano acquisire limmobile
direttamente dal proprietario e, successivamente, presentare tutta la documentazione al Giudice del
Fallimento, per evitare la vendita.
CATALANO Antonio, indicato dal CRISALLI, quale persona inserita nellambito della
compravendita delle aste giudiziarie, stato identificato in CATALANO Antonino [nato a Reggio
Calabria il 25.05.1964, residente a Villa San Giovanni (RC) in via Garibaldi 81]. Lo stesso
titolare dellomonima impresa individuale CATALANO Antonio [con sede legale in Scilla via
Castagnarella nr. 35/A]209 nonch socio della TELESIA di CATALANO Antonio e C. S.n.c.
[con sede legale in Reggio Calabria in via 2 settembre nr. 24]210.
Da accertamenti effettuati emerso che, in data 21.01.2005, CACCIOLA Giovanni, in
qualit di rappresentante della CACCIOLA Santo e CACCIOLA Giovanni S.n.c. ed anche
nellinteresse di CACCIOLA Santo e CACCIOLA Rosa, presentava istanza al Tribunale di Reggio
Calabria Giudice dellEsecuzioni Immobiliari al fine di poter evitare la vendita degli immobili,
individuati nei lotti dal nr. 1 al nr. 14 della procedura esecutiva, oggetto di pignoramento,
sostituendola con il pagamento dilazionato della somma corrispondente.
A seguito di tale richiesta, l08.02.2007, il Giudice dellEsecuzione disponeva che la
somma da sostituire al compendio pignorato ammontava a 1.811.948,94, gi comprensiva dei
relativi interessi, che doveva essere versata in nove rate mensili, ciascuna pari ad 201.327,66,
con decorrenza dal 15.04.2007.
(vds. all. nr. 299)
209 Si occupa della mediazione immobiliare, comprese le agenzie immobiliari. Nella medesima sede legale
viene svolta la mediazione immobiliare anche per conto della SIB S.p.a..
210 La ditta in questione si occupa della promozione immobiliare sia a livello di intermediazione che a
livello di compravendita immobiliare, nonch lattivit di progettazione, direzione, contabilit, consulenza,
arredamento ed urbanistica in genere. Sulla stessa in corso una procedura di fallimento Tribunale di
Reggio Calabria - numero di registrazione 1203/88 [Link].- data registrazione 28/11/1988- curatore:
PORCINO Carlo. Socio della TELESIA di CATALANO Antonio e C. snc CAPPELLERI Carmela,
nata a San Roberto (RC) il 28/06/1961, moglie di CATALANO Antonio.
211 Lotto 14: comprendente un complesso industriale sito in Gallico di Reggio Calabria in fregio alla Via
Nazionale n. 164, costituito da un magazzino sito al P.T. di un fabbricato di maggiore consistenza, della
superficie di mq. 850 riportato nel N.C.E.U. Fg. 8 part. 281 sub 1, e da un'adiacente capannone a struttura
metallica, nonch da annessa corte di terreno indicata come parco veicoli; il tutto cos come denunziato per
l'accatastamento al N.C.E.U. in data 26.8.1982 con scheda n. 2324. Il predetto complesso industriale insiste
su suolo riportato nel N.C.T. al fg. 8 part. 280 di mq 500, part. 281 di mq 240, part. 282 di mq 520, part. 283
di mq 240, part. 176 di mq 3560 (parte), part. 761 (neoformata) di mq 1940 e part. 361 di mq 200. di
propriet piena ed esclusiva della S.n.c. CACCIOLA SANTO GIOVANNI ([Link] 00941430803) con sede
in Gallico di Reggio Calabria alla Via Nazionale n. 164,
persone, tra le quali un ingegnere, che si erano permessi di partecipare alla vendita allincanto,
affermava:
omissis
CRISALLI A.: si! per siamo usciti un'ora quando c' stata la sospensione, quando
eravamo fuori li ho presi uno ad uno e li ho fatti di merda, lo pu raccontare mia figlia
ALVARO C.: si!
CRISALLI A.: gli ho detto "io ingegnere non mi sarei sognato di venire a casa sua senza
chiedere permesso, se posso comprare casa sua! mi avete chiesto se mi interessava? ingegnere! in
quel giardino...inc...ne mangiate, se no non ne mangiate!"...inc...
omissis.
e gli ho lasciato l'imbasciata, domani lo vado a trovare, cos vediamo se rifanno l'asta... e gli dico a
SANTO a questo di tenerlo... quegli altri... quello venuto cinque volte... ma voglia di fare non ne
hanno ...inc...
ALVARO C.: ...inc...
CRISALLI A.: non lo so, io quello che sento da quella parte... ...inc...
in altre parti della Calabria e che sar, certamente, a loro disposizione, va via, dopo essere rimasto
daccordo con Cosimo ALVARO che si sarebbero visti il giorno dopo. Cosimo torna quindi a
parlare con i propri ospisti, sostenendo che il CRISALLI ha contatti ovunque. [Link] Cosimo,
rispondendo poi ad una specifica domanda, asserisce che a Reggio Calabria lo controllano ogni 2/3
mesi, ma che lui comunque sempre controllato e (le Forze di Polizia che lo controllano) non si
fanno vedere. Racconta che in estate a uno lo aveva pizzicato e aveva litigato dicendogli: inc...io
non voglio essere disturbato... con queste macchine digitali, con queste fotografie... gli ho detto:
<la devi finire, voglio sapere che vieni appresso, digli al tuo capo, per qualsiasi spiegazione, mi
pu chiamare che la do>..
In data 12 aprile 2007, alle ore 06:52, allinterno dellabitazione di ALVARO Cosimo, si
registrava la presenza di un soggetto, a nome Cec, identificato, attraverso il contenuto del
discorso, in ALBANESE Vincenzo [nato a SantEufemia dAsp. (RC) il 15.10.1935, ivi residente
in Via Maggiore Cutr nr. 33, coniugato, pensionato]. In effetti, lidentificazione avveniva nel
contesto della stessa discussione, allorch Cec riferiva di essersi sottoposto, il giorno prima, ad
una visita di colonscopia e di essere ritornato presso lospedale, ove aveva lasciato nel frattempo la
moglie, per ulteriori esami: unica persona, proveniente dallarea di Sinopoli e centri limitrofi, che
si sottoponeva, il giorno 11 aprile 2007, a tale tipo di esame, era il citato ALBANESE Vincenzo.
(vds. all. nr. 304)
CECE': ti hanno detto pure per questo fatto di questo fabbricato di coso
ALVARO C.: ah!! abbiamo parlato con Antonio, abbiamo parlato con Antonio l'altro
giorno, con il "ROSPO", abbiamo parlato con Peppe ....ma lui un cazzicello....si deve vedere con
voi, io ho parlato con Antonio l'altro giorno e gli ho detto "Antonio! se per ora ci sono i "testa
nera" nel mezzo!" no!,...l'altra volta ho parlato con "testa nera" e mi diceva "Nino sta seguendo la
pratica da tanto tempo!"
CECE': si! ma.....
ALVARO C.: poi mi ha detto Antonio che sapeva niente, che tutto fabbricato
praticamente, tranne dove...inc...che non sono accatastate, no!
CECE': si! ma l nel secondo piano, c' quello, il figlio di Andrea, capisci?
ALVARO C.: eh!!
CECE': e quello ora si sposa l sopra era da tanto fidanzato
ALVARO C.: mi diceva! poi pi avanti...inc...
CECE': si! io ho sentito queste cose, per poi siccome dicono chiacchiere, e poi questo
"testa nera" a me non mi piace
ALVARO C.: certo!
CECE': non mi hanno fatto mai a genio, ...inc..., per poi ho preso e mene sono andato a
Palmi un giorno
ALVARO C.: gli hai ...inc...
CECE': sono andato a trovare l'avvocato SALETTA e siamo andati per sotto, poi ha
parlato...gli ha telefonato al curatore e il giorno dopo ha portato tutto il malloppo
ALVARO C.: il malloppo, si!...bravo!
CECE': SALETTA mi ha detto "se tu non te lo vuoi comprare tu, troviamo un avvocato
di Roma, di dove , va e se lo compra! non che ci devi essere tu"
ALVARO C.: certo!
CECE': gli ho detto io "no! perch questi sono tutta l'elemosina!"
ALVARO C.: certo!
CECE': per...insomma vediamo quello che si pu fare
ALVARO C.: vediamo quello....
CECE': poi hanno...certamente quelli non ...dal lato di coso...inc..., e si sono rivolto al
"Rospo", poi io sono andato da...inc..il Rospo e gli ho detto io "guarda!....!"
ALVARO C.: non si fa cosi....meglio a voi che ad un altro
CECE': "....io potrei essere interessato!" gli ho detto io " al piano stradale e al piano sotto,
per te lo dico da ora eh!!! perch ora come stanno le cose, quest'asta la fanno andare deserta!"
ALVARO C.: certo!
CECE': per a voi gli ho detto io "no! lo devo sapere che cosa pretendono loro! perch
onestamente, ora ci sei tu qua nella zona, ti conoscono e non va, no Gianni, o testa nera, no testa
rossa e non nessuno a comprarselo!", eh!!! poi dovremmo vedere all'arrivo che cosa potrebbero
pretendere loro
CECE': perch i testa nera brutti sono, non che ...inc...ancora, con ROCCHELLINA
...inc..., perch una volta gliel'ha detto tuo fratello, i primi tempi, ha cominciato a ...inc...che erano
nel mercato e gli ho detto io "Antonio! vedi che ho sentito qualche parola che venite qua nel
mercato tu con ROCCHELLINA venite a prendete la mazzetta!, queste cose nella famiglia
ALVARO non... lascia stare a ROCCHELLINA!", dice "no! non vero niente!", gli ho detto
"Antonio!...", non vero niente per non ci deve essere questa parola in giro!"
ALVARO C.: certo! ma....
CECE': perch un fatto di questo tuo padre.....
ALVARO C.: ...inc...da Delianuova ...inc...cazzoneria, questo ROCCHELLINA
CECE': ma che persone
ALVARO C.: certo! parlano assai, certo!
CECE': ...inc...e ROCCHELLINA, ora stanno facendo questi lavori, se non c'era tuo
fratello nel mezzo, ROCCHELLINA non ne faceva lavori qu
ALVARO C.: e gliel'ho detto
CECE': perch si litigava con ...inc... e poi siccome sono infami tutti! strofina di qua,
strofina di l, non ci vuole niente a procurargli seccature a lui..Cosimo! Antonio duro...inc...
ALVARO C.: secondo te! pi di una volta gliel'ho detto che uno rispetta tutto, per
con un certo distacco pure sopra certe cose, comunque vedi...
CECE': non sono persone, capisci....., quelli sono! eh!! fino a venti anni a dietro olive
rubavano e ...inc...
ALVARO C.: si!!!
CECE': e parlano...inc...come pure il metodo che usa ROCCHELLINA a me non piace,
lo sai perch? cio che mostra! ferrari, ora si sta facendo una casa, una villa, ora jeep, gipponi, ma
che cazzii queste cose, se tu hai i soldi non li ....
ALVARO C.: certo!
CECE': non fare tutte queste vedute...perch gi l'altra volta andata la Finanza
ALVARO C.: si!
CECE': c' l'hanno sotto il mirino, hai capito?
ALVARO C.: certo!...inc...indagini patrimoniali li stanno facendo, normale
CECE': chi cazzo te li ha dati questi soldi a te?
ALVARO C.: non va e lavora...inc...
CECE': si! ma Cosimo! io mi ricordo alla buonanima di Peppe ZITO, quello camminava
con una 127 a quei tempi e si poteva comprare no una ferrari, la meglio Ferrari
ALVARO C.: certo!
CECE': perch ancora in America, l'altro giorno sono venuti due dall'America per
comprarsi cosa... poi una parola tu, di dove siete qua e la, dice "si! sapete c' una famiglia cosi,
cosi e cosa!" e mi hanno nominato gli ZITO, ha detto "avete gente di grande rispetto, eccetera,
ricchi!", insomma....
ALVARO C.: certo!
CECE': ora...per dirti, certo! ti compri un'altra macchina....io con Peppe ZITO cosi
eravamo
ALVARO C.: si!
CECE': "e che la voglio!...che cosa la voglio!"...ora quelli, chi ha nasconde, chi non ha
mostra
ALVARO C.: certo!
CECE': ogni giorno bisogna...e l'occhio...Cosimo!
ALVARO C.: certo!
CECE': l'occhio vuole la sua parte
ALVARO C.: ...inc...e purtroppo...ormai il mondo, certo, non come una volta,
ognuno...
CECE': si accontentavano meglio le persone
ALVARO C.: si! certo!
CECE': il pi uomo che ti facevi amico, quello che ...inc...botte nei fianchi
ALVARO C.: vero
CECE': per esperienza
ALVARO C.: per esperienza, certo!
CECE': "e mannaia!!"
212 il piano seminterrato corrisponde alladiacente via Giardinello; riportato nel N.C.E.U. alla partita n.1769
foglio di mappa n.2, particella n.303, subalterni n.4-5-6-7-8-9-11-12 giusta denuncia di accatastamento
n.81320 del 28.10.1985.
213 nato a Sinopoli (RC) il 26.04.1965, residente a SantEufemia dAsp. (RC) in [Link] Umberto I nr. 74,
domiciliato a Reggio Calabria in Via A. Moro Tv. B nr. 11.
214 nato a Sinopoli (RC) il 12.02.1958, residente a SantEufemia DAspromonte (RC) in via Corso Umberto
I nr.61, coniugato; gi sorvegliato speciale di P.S., unitamente ai fratelli Giovanni, Antonio e Domenico, in
passato era considerato elemento apicale dellomonima cosca mafiosa attiva in SantEufemia DAspromonte.
215 Nato a Sinopoli il g. 11.02.1959, residente a SantEufemia dAspromonte:
216 Nato a San Procopio il 12.07.1951, residente a Santeufemia Daspromonte.
somma di denaro nei confronti dei fratelli MORABITO Testanera, somma da ritenersi, a tutti
gli effetti provento estorsivo, a fronte della mancata partecipazione allasta.
ALVARO Cosimo, gi a conoscenza dellintera vicenda, aggiungeva di aver riferito al
fratello Antonio, presente sul territorio, di fare le cose giuste. Era evidente, comunque, come
fosse la famiglia ALVARO a decidere chi dovesse partecipare allasta.
Successivamente, lALBANESE e lALVARO dialogavano in relazione alla figura di
LAURENDI Domenico [nato a Sant'Eufemia d'Aspromonte in data 07/10/1969, residente in
Fabriano (AN) in via Miliani, nr. 65, domiciliato in Sant'Eufemia d'[Link] in via Contrada San
Nicola, nr. 3 int. 7, coniugato, imprenditore edile] detto Rocchellina, ritenuto dallALBANESE
una persona non in grado di appartenere ad unorganizzazione criminale. Questultimo, infatti,
aggiungeva che lo stesso, unitamente ad ALVARO Antonio, fratello di Cosimo, era stato indicato
quale autore di alcune estorsioni, commesse in danno dei commercianti che si portavano a
SantEufemia dAspromente, in occasione del mercato settimanale. Nella circostanza,
lALBANESE riferiva di aver richiamato ALVARO Antonio, dicendo che nella famiglia
ALVARO, questo non era mai successo.
La parte essenziale del discorso, comunque, era riferita allinserimento del LAURENDI in
tematiche mafiose, atteso che lALBANESE asseriva che i lavori se li era aggiudicati grazie
allintervento di ALVARO Antonio. In relazione alla figura di LAURENDI Domenico, si precisa
che lo stesso, in data 07 marzo 2007, si recava presso labitazione di ALVARO Cosimo, ove si
registrava una conversazione tra questultimo ed il citato LAURENDI. Nella prima parte,
lALVARO, riferiva in ordine allimminente apertura di un locale, per il quale era interessato
in prima persona. Successivamente, il LAURENDI faceva presente di avere aperto due cantieri
nelle Marche, ove era costretto ad operare in una realt molto difficile .omissisquando non
vanno a rompere i coglioni per altre [Link], attribuendo la responsabilit di tali difficolt
alloperato politico di esponenti di rilievo, quali il senatore CASOLI217, ed al fatto che lui non
aveva alcun legame con il suo gruppo politico, in quanto imprenditore non locale, ma calabrese. Il
LAURENDI aggiungeva di essere vittima di severi controlli fiscali e che, per tale ragione, era
stato rinviato a giudizio per associazione finalizzata al falso in bilancio. In effetti, da accertamenti
eseguiti presso la Banca Dati delle Forze di Polizia, emerso che, in data 26.07.2005, il
LAURENDI stato denunciato dalla Guardia di Finanza di Ancona per associazione a delinquere
finalizzata alla commissione di reati tributari.
La seconda parte del discorso era relativa alla possibilit, espressa dallALVARO, di
avere un terreno, in permuta, da una persona anziana, per la realizzazione di villette fino ad un
massimo di cinque, aggiungendo che, in quel periodo, era impegnato nella vendita di una villa
di 335 metri quadrati, comprensiva di garage, per la cifra di 370 mila euro e che stava realizzando
un agriturismo con 20 mini appartamenti, da 50 metri quadrati ciascuno, da vendersi a 120-150
mila euro. Successivamente, ALVARO Cosimo spiegava a CANALE Giovanni [nato a Reggio
Calabria il 22.11.1974, ivi residente in via Clearco nr. 13/E], ivi giunto nel momento in cui il
LAURENDI stava andando via, che questultimo era proprietario di una Ferrari, circostanza
questultima evidenziata anche dallALBANESE, nel corso della conversazione in precedenza
menzionata. Da accertamenti effettuati, emerso che effettivamente, il LAURENDI era stato,
in passato, possessore di una Ferrari 360 Modena di colore rosso targata BX872ME, che in
seguito aveva ceduto a LOMBARDO Giuseppe Salvatore [nato a [Link] DAspromonte il
10/12/1966, imprenditore edile].
(vds. all. nr. 305)
217 CASOLI Francesco, nato a Senigallia (AN) il 05.06.1961, residente a Fabriano (AN), eletto senatore
della XV Legislatura (dal 28.04.2006) tra le fila di Forza Italia; regione delezione: Marche eletto il
09.04.2006 e proclamato il 13.04.2006 membro della 10 Commissione permanente (Industria,
commercio, turismo) e della 14 Commissione permanente (Politiche dell'Unione europea).
Tecnoservice [corrente in Palmi (RC), via Criscima nr.10]218, con stabilimenti nella provincia
di Ancona, Macerata e Pesaro ed in particolare nei Comuni di Maiolati Spontini (AN), Staffolo
(AN), Mergo (AN), Serra San Quirico (AN), Monte Roberto (AN), Frontone (PU), Pergola (PU) e
Matelica (MC).
Il LAURENDI, nel corso della propria permanenza nelle Marche, ha mantenuto frequenti
contatti con NAPOLI Saverio [di Carmelo e LUPPINO Eufemia, nato a SantEufemia
dAspromonte (RC) il 20.12.1968, ivi residente, corso Umberto I nr.62/6] detto Lambretta,
titolare, attraverso la moglie FLORES Eufemia [nata a Reggio Calabria il 18.02.1974, residente a
SantEufemia dAspromonte (RC), corso Umberto I nr 62/6, imprenditrice], dellimpresa edile
denominata Costruzioni Flores Eufemia s.r.l, aggiudicataria, nel comune di Fabriano (AN),
dellappalto relativo ai lavori di realizzazione di una pista ciclabile, per un importo a base dasta
pari a euro 213.533,48, non potuto portare a compimento, almeno sino al mese di novembre
2006, poich il NAPOLI, per sopraggiunti motivi di giustizia, aveva fatto rientro in Calabria.
Ulteriore dato significativo, circa la vicinanza del LAURENDI allorganizzazione
criminale facente capo ad ALVARO Cosimo, scaturito dallosservazione tecnica, effettuata
in data 17 marzo 2007, allorquando, alle ore 07.24, stata censurata la presenza, presso
labitazione dellALVARO, sita in questa via Petrone Trav. I nr. 4, di LOMBARDO Francesco
[n. 28.11.1965], giunto a bordo dellautovettura, tipo fuoristrada targata ZA096CY. Il
LOMBARDO e lALVARO, dopo aver dialogato sino alle ore 08.00 circa, si allontanavano in
direzioni opposte. Si sottolinea che, nel corso del colloquio, lALVARO consegnava
allinterlocutore un foglietto che questultimo provvedeva a riporre immediatamente in tasca.
E opportuno evidenziare che lautovettura, con la quale giungeva il LOMBARDO, in
precedenza era di propriet del citato LAURENDI. Tale circostanza particolarmente indicativa
delle reciprocit relazionali ed imprenditoriali sottese tra il LOMBARDO ed il LAURENDI e
gestite da ALVARO Cosimo: emblematica la visione della telecamera installata nei pressi
dellabitazione del citato ALVARO.
In ordine al coinvolgimento, invece, dei fratelli MORABITO, intesi Testanera, si
precisa che, nel corso dellattivit investigativa, emerso come due di loro, segnatamente,
Francesco e Domenico, siano risultati essere in contatto con ALVARO Cosimo. In particolare, in
data 20 febbraio 2007, allinterno dellabitazione di ALVARO Cosimo, si riscontrava la presenza
di MAZZITELLI Salvatore e MORABITO Domenico, in precedenza generalizzati, i quali
dialogavano in relazione ad un prestito usurario fatto da un soggetto a nome Rocco, non meglio
indicato, nei confronti di VAZZANA Adolfo219, identificato nellomonimo [ nato a Reggio
Calabria il 11.12.1967], titolare di un ristorante nei pressi del Tribunale di Reggio Calabria, per il
quale questultimo era costretto a versare seicento euro al mese per un prestito di 4 mila euro. La
conversazione in argomento scaturiva dal fatto che il MAZZITELLI aveva richiesto al
MORABITO un prestito per lacquisto di una casa, ma questultimo non intendeva farglielo, in
quanto non avrebbe potuto chiedergli gli interessi. La conversazione, molto importante, avveniva
come segue:
219 VAZZANA Adolfo, pt. Paolo e mt. ROMEO Domenica, nato a Reggio Calabria il 11/12/1967, ivi
residente in Via Sbarre Sup. diramazione Marconi nr. 10, coniugato con AMADDEO Antonia, nata a Reggio
Calabria il 01.10.1972. A conferma dellesatta identificazione si comunica che da accertamenti effettuati alla
Banca Dati delle [Link]. emerge che, come riportato nella conversazione, il VAZZANA Adolfo non
intrattiene buoni rapporti con la moglie AMADDEO Atonia, tanto che il 27 settembre 2006, ha presentato
denuncia querela nei suoi confronti, in quanto avrebbe sostituito la serratura della propria abitazione per
impedire allo stesso di fare ingresso. VAZZANA Adolfo risulta essere stato deferito in data 17.07.2006, dai
militari della Stazione CC di Archi per ricettazione di un telefono cellulare. Da accertamenti esperiti presso la
Banca Dati della Camera di Commercio non risulta che questi sia titolare di un ristorante. La di lui moglie
risulta essere titolare di una lavanderia con sede legale in Reggio Calabria in via Pio XI nr. 57/G.
Conversazione registrata al progr. [Link] 6553 del 20.02.2007 alle ore 18.54, con apparecchiatura
SIO.
Legenda:
ALVARO C. = COSIMO ALVARO;
MIMMO = DOMENICO MORABITO;
SALVATORE = SALVATORE MAZZITELLI;
OMISSIS fino ad ore 19.07.12. Cosimo ALVARO dialoga con le persone in sua compagnia
sull'acquisto di un Fiat Doblo' valutando le varie offerte. La discussione prosegue poi su argomenti
generici.
SALVATORE: tu l'hai letto il contratto della casa! si preso cinquantamila euro, non
erano...inc..., sicuramente parlando di ...inc...ne ho bisogno perch questo non ha incominciato, mi
ha abbandonato...da contro che cosa c'! vedi che io ho comprato 174 metri di casa pi 34 metri di
garage
MIMMO: prendi l'avvocato
SALVATORE: duecentomila euro
MIMMO: te l'ha regalata...te l'ha regalata
SALVATORE: non solo! con il capitolato che c' scritto, parquet, aria condizionata...
MIMMO: te l'ha regalata, va! trecento c' ne vuole
SALVATORE: trecento!
MIMMO: si! gli vale! tranquillo
SALVATORE: e mi conviene movimentare le cose?
MIMMO: e no! va be!...inc...
ALVARO C.: ...inc...cinquantamila euro
MIMMO: eh! te li fa tornare
SALVATORE: certo!
MIMMO: ...inc...di Reggio!
SALVATORE: di Reggio!
MIMMO: ora lo vedo la prossima settimana
SALVATORE: non ...inc...qualche cosa! quattro, cinquecento euro
SALVATORE: certo!
ALVARO C.: che tipo , capisci?
MIMMO.: e pure un parente suo
SALVATORE: malanova che ha
ALVARO C.: ...inc...
MIMMO: per farlo rimanere in mutande
SALVATORE: certo!
ALVARO C.: per due anni a seicento euro al mese
SALVATORE: come rimaniamo!
MIMMO: Salvatore! vediamo se te li posso dare, domani mattina non li ho, ti ho
fatto vedere pure l'assegno
ALVARO C.: ma domani mattina l...inc...
SALVATORE: si! devo andare per...inc...cinquemila euro
ALVARO C.: ed io vuoi che i duemila euro te li do? che cosa vuoi?
SALVATORE: duemila euro! se ti ho detto che....
ALVARO C.: tu li devi dare domani sera
SALVATORE: se mi da altri tre giorni io gli devo pagare...inc...
MIMMO: io luned ti posso dire come stanno le cose
SALVATORE: ora io ...inc...chiariamo questo discorso e poi me ne vado,.... chiaro che
io non pretendevo un gran che di questi
MIMMO: ad un...inc...
SALVATORE: giustamente come dice Mario "te li posso dare io , ma voglio i soldi!"
MIMMO: ma non te li do neanche io
SALVATORE: ma non posso, non posso
MIMMO: ma non te li do! ...allora! lo sai quale il mio problema?
SALVATORE: per! ascolta un attimo....Mimmo!
MIMMO: sai che ti dico....
SALVATORE: per ventimila euro me ne dai ventidue, per dire, ci sono quattro mesi
MIMMO: certo!
SALVATORE: e la chiudiamo, e siamo tutti contenti....sono...inc...
MIMMO: no!
SALVATORE: ...inc...
MIMMO: no! io....servono a te
SALVATORE: non hai capito...inc...
MIMMO.: ...inc...a giugno me ne da ventotto
SALVATORE: sei d'accordo? Mimmo!
MIMMO: ma se io sono con te e ti cerco soldi, se tu vieni da me e mi dici "mi dai
ventimila euro!".....
SALVATORE: ...inc...
MIMMO: lo sai che cosa ti dico? "non ne ho soldi!", ti dico che non ne ho
SALVATORE: ...inc...
MIMMO: mi puoi pure...inc...e mi dice che sono coso lordo, non mi puoi dire che sono coso
lordo...inc...
ALVARO C.: abbassa la voce
MIMMO: e non me li da! perch?
SALVATORE: non dovevi...inc...oh Mimmo!
MIMMO: no! agli amici che proprio ci tengo non li faccio io, agli altri se c'
problemi per soldi, uno che se non ci sono persone che gli rispondono non gliene prendo
SALVATORE: perfetto!
MIMMO: lascia stare tu! abbassa la voce tu!...mi hai cercato diecimila euro l'altro giorno e
ancora me li devi riportare, me ne hai cercato venti l'anno scorso e te li dovevo ricordare, e ...inc...e
che cosa faccio....se veniva ZOCCOLI con tutto che...inc...di ZOCCOLI...inc...gli dicevo che non si
doveva permettere neanche a chiederli....ora io luned mattina alle nove ti dico le cose come
stanno....allora! se lo dicevo io ...inc...
SALVATORE: ...inc...
MIMMO: e questa una persona seria
22010-12-1982: Deferito in stato di libert dal Comando Stazione Carabinieri di Sinopoli per furto aggravato
in concorso;
14-09-1984: Deferito dal Comando Stazione Carabinieri di Sinopoli per guida senza patente perch mai
conseguita;
07-02-1985: Deferito in stato di libert dal Comando Stazione di Scilla alla Procura Militare per truffa e
simulazione dinfermit;
11-06-1992: Tratto in arresto da personale del Nucleo Operativo della Compagnia di Villa San Giovanni in
esecuzione del Decreto n. 443/90 R.G. e n. 358/90 R.G. G.I.P. datato 10-06-1992 della Procura della
Repubblica presso il Tribunale di Palmi per associazione a delinquere finalizzata alla commissione di truffe in
danno di operatori economici;
21-03-1993: Tribunale M.P. di Reggio Calabria emette Decreto n. 358/92 M.P. di Sorveglianza Speciale di
P.S. per la durata di anni due con obbligo di soggiorno nel Comune di residenza. Misura ridotta ad anni 1 con
decreto nr.63/95 della corte di Appello di Reggio di Calabria di Calabria, e terminata in data 16.04.1996. La
misura veniva revocata con decreto nr.10/96 della Corte di Appello di Reggio di Calabria datato 12.07.1996;
07-04-1999: Gli veniva notificato lOrdine di esecuzione con contestuale decreto di sospensione n. 18b/99
Reg. Es. Trib. datato 13-03-1997 della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria
Ufficio esecuzioni Penali.
Il MORABITO, pur mantenendo la residenza in S. Eufemia dAspromonte, da qualche anno risulta vivere in
Reggio Calabria, ove pare conviva con tale DERRIGO Maria, nata a Reggio Calabria in data 14.11.1963, ivi
residente in Viale A. Moro TV B n. 11.
ZIO: io so, questo me lo diceva Francesco, che dice, che lui dice che non se lo vuole
vendere, per sotto sotto stava industriando, lo sai con chi? perch ...inc...lo sai con chi? ...con
CARIDI
ALVARO C.: ah!!...inc...
ZIO: fa l'assessore nel suo paese
ALVARO C.: si! questo che viene ...inc..., lo conosco!
ZIO: il nipote di PORCINO, di ...inc...PORCINO
ALVARO C.: si!! li passano edificabili
ZIO: dice che sta industriando per vedere se lo pu trasformare da terreno agricolo in
terreno edificabile, hai capito?
ALVARO C.: se non glie l'hanno passato allora, ora sono passati anni quindi vuol dire
che c' qualche problema....ci deve essere qualche problema, o ci sono condotte, cose e non lo
fanno passare
Dello stesso tenore risultava la conversazione registrata, in data 6 giugno 2007 [progr.
20545], sempre presso labitazione di ALVARO Cosimo, tra questultimo e lo zio
MARAFIOTI Domenico. Durante il discorso, i due, dopo aver dialogato in relazione alle
elezioni amministrative svoltisi a Reggio Calabria e a San Procopio, in cui risultavano candidati,
nel primo centro PANUCCIO Giuseppe in qualit di Consigliere Comunale, mentre nel secondo
PALERMO Rocco quale Sindaco, commentavano un accordo stipulato tra SPINELLA
Giuseppe e MORABITO Francesco, circa la possibilit di cambiare la destinazione del suolo
di propriet dello SPINELLA, da agricolo a terreno edificabile, attraverso mirati accordi politici:
...tratto incomprensibile... Suo fratello Ciccio, ha concluso con Pino Spinella, pr un locale a
Gallico, perch c'era met che era edificabile, e l'altra met non edificabile! A Pino Spinella gli ho
detto io, vai avanti ...tratto incomprensibile... E li fa, che intimo amico di Peppe Scopelliti,
all'ufficio urbanisitico, grosso modo ...incomprensibile... lo rendono tutto edificabile! Pino
Spinella, so che vuole due villete per i suoi figli, e poi non so che altro vuole!.-
(vds. all. nr. 307)
A partire dal mese di luglio 2006, ALVARO Cosimo intratteneva alcune conversazioni, con
diversi soggetti, a cui prospettava la possibilit di acquisire la gestione della casa di riposo
denominata Villa Speranza [sita in Reggio Calabria via Lupini, localit Rosario Valanidi] nella
quale risultavano soci, oltre le persone di seguito indicate, anche PALERMO Rocco e la sorella
PALERMO Rosa Immacolata [ nata a San Procopio (RC) il 07.12.1964, ivi residente in Rione
Bovi nr.6 scala 1 int. Piano I], titolare di quote nominali pari ad euro 13.720,00. Gli altri soci
erano:
- TRIPODI Marcello, medico chirurgo [nato a Reggio Calabria (RC) il 02/01/1962 ed ivi
residenza in via Carcere Nuovo 10. Quota di nominali: . 47.040,00] Presidente del Consiglio di
Amministrazione.
- TRIPODI Ermete, medico chirurgo [nato a Reggio Calabria (RC) il 18/10/1951 ed ivi
residenza in via Carcere Nuovo 10 Quota di nominali: . 27.440,00] Consigliere.
- CALARCO Nicola, medico chirurgo [nato a Reggio Calabria (RC) il 18/02/1953 ed ivi
residenza in via Carrera Seconda 47. Quota di nominali: . 9.800,00] Vice Presidente del
Consiglio di Amministrazione.
Risultavano soci, fin dal momento della costituzione, anche PAVIGLIANITI Maria [nata a
Reggio Calabria il 03.05.1955, ivi residente in via Modena Boschicello n. 60/B, coniugata,
imprenditore] e MICARI Antonino [nato a San Roberto (RC) il 10.12.1950, domiciliato a Villa
San Giovanni in via Torino n.40, coniugato, insegnante].
Nel corso di una conversazione, intercettata in data 4 luglio 2006, il PALERMO riferiva
proprio ad ALVARO Cosimo di essere intenzionato a cedere la gestione della suddetta casa di
riposo, per un prezzo pari a 150 mila 200 mila euro.
Dopo alcuni mesi, segnatamente il 7 ottobre 2006, ALVARO Cosimo riprendeva
nuovamente largomento e commentava con BUETI Natale la possibilit di acquistare tale Casa di
Riposo, in quanto i vecchi proprietari avevano fatto alcuni investimenti sbagliati e, quindi,
avevano deciso di vendere.
(vds. all. nr. 309)
Il 18 novembre 2006, allinterno della propria abitazione, ALVARO Cosimo dialogava con
BUETI Natale in merito alla futura gestione della casa di cura Villa Speranza, ove ipotizzava
anche una partecipazione di PALERMO Rocco.
Durante la conversazione il BUETI chiedeva allALVARO dinserire nella gestione della
societ anche il fratello Mario.
(vds. all. nr. 310)
Sulla possibilit di acquisto di tale attivit, lALVARO rientrava in argomento anche nei
giorni successivi, tan che, in data 19.11.2006, nel corso di un colloquio intrattenuto, allinterno
della propria abitazione, con BARBIERI Carmelo, riferiva che al 99% era riuscito a concretizzare
lacquisto, pertanto, sarebbe subentrato nel possesso, dal gennaio dellanno successivo:
omissis
ALVARO C.: che cosa? E se hanno parlato con lui sono andati ...eh ho parlato con
loro e mi sono aggiustato con loro.. gestisco io ...nessun altro... non entra nessun altro ...pure a
mettere un altro ...in caso... lenzuola tutto... a gennaio 99% ...entriamo ci siamo accordati
incomp... siccome loro vogliono fare un'altra strutture per i cazzi suoi ...se ne esce da la
BARBIERI C.: si devono rifare i lavori ...di muratura ...incomp..
ALVARO C.: come chi ..
BARBIERI C.: incomp
ALVARO C.: si si, noi eravamo soci pure la ...per dire noi eravamo soci..
BARBIERI C.: dove..
LALVARO precisava che il PALERMO, anche se fosse rimasto socio, non avrebbe
toccato niente luinemmeno le cose.. Ovviamente lALVARO non poteva intestarsi la
struttura, essendo gi stato condannato per il reato di cui allart. 416 bis, pertanto il PALERMO
avrebbe dovuto fungere, almeno inizialmente, da prestanome. La conversazione proseguiva,
quindi, sulla gestione della casa di riposo.
(vds. all. nr. 311)
Dello stesso tenore risultava la conversazione successiva, registrata sempre tra ALVARO
Cosimo e BARBIERI Carmelo, relativa ad una serie di problematiche da risolvere, ipotizzando
anche lacquisto della stessa struttura muraria in cui era ubicata la sede della societ.
(vds. all. nr. 312)
Anche la conversazione del 20 novembre 2006, intercorsa tra ALVARO Cosimo e BUETI
Natale, aveva come oggetto lacquisto di tale casa di riposo, il cui valore reale, secondo
laffermazione dellALVARO, era di circa 400 mila euro, mentre i fratelli TRIPODI, Marcello ed
Ermete, in precedenza generalizzati, avevano chiesto 200 mila euro, ma lALVARO intendeva
darne 100/mila, aggiungendo che il BUETI sarebbe stato assunto allinterno della struttura.
Una disponibilit finanziaria, quella espressa dallALVARO sicuramente non in linea
con le risorse economiche dichiarate.
(vds. all. nr. 313)
Dopo due giorni si aveva la certezza che ALVARO Cosimo aveva acquistato le quote
societarie di propriet di Marcello, identificato in TRIPODI Marcello, in precedenza generalizzato,
socio di maggioranza di Villa Speranza. Infatti, nel corso del colloquio avuto con BUETI Natale,
riferiva a questultimo quanto rappresentato al TRIPODI Marcello ti do cento e tu te ne esci di l.
La prosecuzione del dialogo faceva intendere che questultimo aveva accettato lofferta.
(vds. all. nr. 317)
Nel corso di una successiva conversazione, sempre intercorsa tra ALVARO Cosimo,
BUETI Natale e MAZZITELLI Salvatore, si faceva riferimento ad una societ, denominata Pair
service di pertinenza di PALERMO Rocco, che dopo aver rischiato il fallimento, per una serie di
debiti contratti nei confronti dellINPS, successivamente risanati, era intenzionato a vendere tale
societ al citato TRIPODI Marcello.
(vds. all. nr. 318)
E interessante evidenziare che nellambito di tale rapporto societario, figurano, tra gli
altri i componeti della famiglia PALERMO e quelli della famiglia ALVARO.
Nel mese di gennaio 2007, ALVARO Cosimo subentrava nella gestione della Casa di
Riposo: infatti, nel corso di una conversazione ambientale, registrata in data 11.01.2007,
allinterno della propria abitazione, riferiva che lui non poteva comparire quale proprietario,
pertanto, evidenziava la necessit di avere un prestanome:
omissis
ALVARO C.: ...ma quando c' ...giustamente se....tratto inc...metti dentro a Rocco....e
quello fa " io ho la possibilit che faccia....il prestanome deve fare", per ....
ROCCO: si ma ...
ALVARO C.: ...se hai la possibilit di ...inc...un prestanome...inc...hai capito?.... Ora
qua da me sono veuti cos...perch ....tratto inc... una responsabilit ..hai capito? siccome
io...inc...
omissis.
(vds. all. nr. 319)
Da accertamenti sviluppati emerso che, con atto del 24 luglio 2008, la societ ha assunto
la denominazione di VILLA SPERANZA SOCIETA COOPERATIVA SOCIALE, con amministratore
unico BUETI NATALE, in precedenza generalizzato, soggetto di massima fiducia dellALVARO,
che alla luce dellintero impianto investigativo, ha assunto il ruolo di prestanome dellALVARO.
Dagli atti acquisiti, emerso che il BUETI acquistava il ramo dazienda di TRIPODI Marcello
[atto notarile repertorio 45831del Notaio De Giorgio Rossella Maria], per la somma di 25.000,00
Euro, comprensivo del contratto di affitto, stipulato in data 14.12.2007, tra il Tribunale Se.
Esecuzione Immobiliari e la societ Villa Speranza s.r.l., per limporto annuo di Euro
18.000,00, relativo a tre villette a schiera, nonch il trasferimento di quattro dipendenti.
(vds. all. nr. 320)
221 Nella stessa risultavano soci:RIPEPI Marisa, in precdenza generalizzata, gi vice presidente, nominata
con atto del 08.03.1996, moglie di PALERMO Rocco;
ALVARO Giorgio, nato a Sinopoli (RC) il 22.07.1969, ivi residente in via Mercurio 4, consigliere,
nominato con atto del 08.03.1996;
IELO Caterina, nata a Reggio Calabria il 23.09.1974, ivi residente in via Modena Boschicello 60/b,
presidente del colleggio sindacale, nominata con atto del 08.03.1996;
RUGNETTA Vincenzo, nato a Taurianova (RC) il 18.03.1971, residente a San Procopio (RC) in via
Umberto I n. 109, sindaco effettivo, nominato con atto del 08.03.1996, cognato dellindagato
ALVARO Cosimo;
RUGNETTA Rocco, nato a San Procopio (RC) il 04/04/1967, ivi residente in via Umberto I nr. 109,
codice fiscale: RGNRCC67D04L063R, sindaco effettivo, nominato con atto del 08.03.1996;
PAVIGLIANITI Maria, nata a Reggio Calabria il 03.05.1955, ivi residente in via Modena Boschicello
n. 60/b, sindaco supplente, nominata con atto del 08.03.1996 nonch presidente del consiglio di
amministrazione nominata con atto del 30.05.1998;
PAVIGLIANITI Angela, nata a Reggio Calabria il 16.06.1961, residente a Brancaleone (RC) in via
Caldera 8, sindaco supplente, nominata con atto del 08.03.1996.
Lulteriore conferma che, la casa di riposo in trattazione era stata acquisita da ALVARO
Cosimo, si aveva in data 22 gennaio 2007, allorquando BUETI Natale, attraverso la sua utenza
cellulare nr.340/3056915, comunicava al fratello Mario che ci siamo presi questa casa di riposo
e, facendo intendere che anche il BUETI operava unitamente allALVARO. Infatti, nella
prosecuzione del dialogo, oltre ad emergere il pieno coinvolgimento dello stesso, circa la gestione
dellazienda, il BUETI aggiungeva che, sino a quel momento, comunque, figuravano i vecchi
proprietari:
omissis
BUETI N.: E bene, mangi, va bene, dai, si sentiamo un'altro momento, no, noi ci
siamo presi questa casa di riposo e...
BUETI M.: Eh!
BUETI N.: ...ci sono venti anziani
BUETI M.: Si! E hai cominciato gi?
BUETI N.: A pieno regime, si, dal tre di Gennaio!
BUETI M.: Hai cominciato!
BUETI N.: Che vuoi, ancora il trapasso non stato, non avvenuto tra la vecchia
societ e questa nuova diciamo, tutto ancora, diciamo tutto a nome di quelli l, per e,
facciamo noi, incassiamo noi, capito la retta la incassiamo noi...
BUETI M.: Si, si...
BUETI N.: e cos, poi e, si far una cooperativa, stiamo facendo una
cooperativa!
BUETI M.: Si!
BUETI N.: Si, si...di
BUETI M.: ... ma come? con lui?
BUETI N.: Si, si, una cooperativa di tre persone, due donne e..., non so se io faccio
parte della cooperativa, hai capito?
BUETI M.: Uh, uhm!
BUETI N.: Questo, questa nuova formula di cooperativa, no di societ!
BUETI M.: Uhm, uhm, uhm!
BUETI N.: E' cos!
BUETI M. Ho capito!
BUETI N.: E poi..., guarda, se ce ne sono venti...
BUETI M. Uh!
BUETI N.: ...perch venti sono i posti letto, qualcosa resta! Per se scendono, se
sono quattordici, tredici, niente, non ..., perch sul filo cammina, capito?
BUETI M. A si?
BUETI N.: Si, si, si! Per se sono venti restano, sette ottomila euro, restano!
BUETI M. Uhm!
BUETI N.: Hai capito? Perch ogn'uno ...
BUETI M.: Restano sei, settemila..., e poi in quanto siete da dividere,
per?
BUETI N.: Questi qua?
BUETI M.: Uhm!
BUETI N.: La dividono, lui, questo amico mio che ha comparto lui. Hai capito?
BUETI M.: Che se li prende lui!
BUETI N.: Si, si, certo! certo!
BUETI M.: Uhm! Uhm!
BUETI N.: Hai capito?
BUETI M.: Ma tu pure con lui hai parlato, cio tipo, assunzione, una cosa cos.
Come funziona?
BUETI N.: Si, no, ma siamo sempre insieme. Hai capito? Non una cosa, anzi
ora, ora, ora parlavamo, poi quando poi avverr diciamo il passaggio di tutto, notarile e coso,
vediamo un poco di farci, di farci la busta paga io e lui pure, capito?
BUETI M.: Si!
BUETI N.: Facciamo la busta paga anche, anche parziale, vediamo un poco
cosa consiglia il commercialista, hai capito?
BUETI M.: Uhm, uhm!
BUETI N.: Che almeno abbiamo una busta paga, bella regolare e pulita, tutto
tranquillo, capito?
Alla data del 3 aprile 2007, si aveva la completa certezza che la casa di riposo Villa
Speranza era stata acquista in toto da ALVARO Cosimo. La circostanza emergeva nel corso di
unintercettazione tra presenti, registrata alle ore 08.40 del suddetto giorno, laddove il BUETI,
richiedeva allALVARO, ovvero al proprio datore di lavoro, di essere pagato, per le proprie
prestazioni lavorative, presso la citata casa di riposo. Questultimo riferva che al momento non era
possibile, poich doveva pagare il restante personale, aggiungendo, comunque, che alcuni giorni
prima gi gli aveva elargito la somma di 1500,00 Euro.
(vds. all. nr. 323)
ALVARO Cosimo, durante la permanenza a Reggio Calabria, attivava una serie di contatti,
necessari per inserirsi allinterno di diverse attivit economiche, oltre a quelle relative alla gestione
della casa di riposo denominata Villa Speranza.
In particolare, a partire dal 24 febbraio 2007, ALVARO Cosimo iniziava ad intrattenere una
serie di conversazioni con COTRONEO Gianluca [nato a Reggio Calabria il 16.01.1969, ivi
residente in via N. Manfroce n. 89, coniugato, commerciante] finalizzate allapertura di un pub sito
in questa via Vittorio Emanuele III nr.11, unitamente a questultimo e a CANALE Giovanni [nato
a Reggio Calabria il 22.11.1974, ivi residente in via Clearconr. 13/E.]
Nel corso del dialogo in narrativa, venivano affrontate le diverse problematiche connesse
allapertura di tale locale, per il quale era necessaria una spesa di 45/mila, ripartita tra i soci, ove la
quota dellALVARO sarebbe stata ovviamente intestata ad unaltra persona, individuata nella
sorella del COTRONEO, identificata in COTRONEO Maria Elena Caterina [nata a Melito Porto
Salvo (RC) il 25.11.1972]. Infatti il COTRONEO Gianluca, in relazione alla figura della sorella
riferiva:
omissis
COTRONEO G.: io non sto... io sto mettendo mia sorella per farci il prestanome...
ALVARO C.: si, no per l'amore di Dio... non si ...(tratto incomp per
sovrapposizione di voci)...
COTRONEO G.: voglio dire...incomp... io questa operazione COSIMO!!... a me
come mi andata... e che cio io sono stato come si dice!!... fatto perch sto con due amici... fra
omissis.
COTRONEO Gianluca, anche in seguito, precisava il ruolo che avrebbe avuto la sorella,
aggiungendo che alla stessa doveva essere concesso il 10 % dei guadagni; infatti, a tal proposito,
asseriva:
omissis
COTRONEO G.: no, noi abbiamo il trenta per cento ciascuno e il dieci per cento...
e il dice per cento glielo diamo a MARINELLA e ci fa da garante, nome e tutto lei... licenza lei, a
nome suo, tutto, tutto, tutto...
omissis.
Prog. 6891 ore 20.55 del 25.02.2007 sintesi della conversazione censurata allinterno
dellabitazione di ALVARO Cosimo:
ALVARO Cosimo con COTRONEO Gianluca ed un uomo, in atto non meglio
identificato, in merito ai lavori da fare per ristrutturare il locale che gli stessi hanno intenzione di
aprire sul lungomare di Reggio Calabria. Gianluca dice a Cosimo che, per prima cosa deve, prima
fare una perlustrazione per vedere dove mandare gli operai e, poi, mandare delle ambasciate per
far sapere che come socio del locale c' pure lui (lALVARO), ma Cosimo risponde di no.
Gianluca continua a spiegare che questo necessario in quanto, nella societ per lapertura del
locale in questione, Gianluca asserisce che sarebbero voluti entrare tali Lillo CARIDI e Giorgio
DE STEFANO, i quali, venendo a sapere che nel gruppo dei soci ci sarebbe stato Cosimo
ALVARO non sarebbero andati da egli a fare i malandrini.... Cosimo risponde che su questo punto
non ci sarebbero stati problemi. Gianluca continua a ribattere sullo stesso problema, chiedendosi
cosa sarebbe successo se, poi, questi fossero andati da lui a fare i malandrini, in quanto, in questo
caso, egli avrebbe finito col litigarci, rischiando che poi lo ammazzassero. Continuando, Gianluca
asserisce che, quando aveva aperto il negozio precedente, si erano presentate trenta persone..... e
non voleva che anche questa volta ci fossero tutte queste pressioni... Cosimo, a questo punto,
risponde: "A qualunque cosa rispondo io !!". Gianluca continua a parlare di Giorgio DE
STEFANO, affermando che sapeva che questi stava andando al momento in giro a fare il
malandrino e che non voleva che andasse da lui.... Cosimo continua a rispondere a Gianluca che ad
ogni cosa avrebbe risposto lui e di non preoccuparsi..... Cosimo dice inoltre a Gianluca che se
fosse venuto qualcuno gli avrebbe dovuto dire di parlare con egli (con lALVARO). Gianluca
domanda ancora a Cosimo come si fosse dovuto comportare in caso fossero andati a chiedergli la
"mazzetta". Cosimo gli dice che avrebbe dovuto rispondere che se poteva favorilo (chi fosse
andato a richiedere la mazzetta) offrendogli da bere o altro lo avrebbe favorito, ma senza
esagerare..
Lapertura del locale diventava oggetto di discussione anche da parte di altri soggetti,
collegati alla stessa organizzazione criminale; infatti, in data 30 marzo 2007, LABATE Francesco,
in precedenza generalizzato, comunicava con BARBIERI Domenico, allinterno dellautovettura
di questultimo, in ordine allinserimento dellALVARO nella gestione di tale esercizio pubblico
(conversazione nr. 7247 registrata allinterno dellautovettura di BARBIERI).
Il successivo 3 aprile 2007, sempre allinterno dellabitazione di ALVARO, si registrava
lennesima conversazione, attinente la gestione del locale in narrativa, relativa alla costituzione di
una societ a responsabilit limitata, in cui CANALE Giovanni sarebbe stato amministratore
unico.
Da accertamenti praticati, emerso che in data 13.06.2007 stata costituita una societ
denominata OLD GALLERYS S.r.l.222, con sede legale in Reggio Calabria in via Vittorio
222 OLD GALLERYS S.r.l., con sede legale in Reggio Calabria in via Vittorio Emanuele III nr.11, ha
per oggetto sociale: l'attivit' che costituisce l'oggetto della societ e' la compravendita di mobili antichi in
ambienti adibiti ad enoteca,con degustazione di prodotti alimentari e bevande. Articolo la societ
potr,inoltre,compiere ogni attivit connessa e conseguente per l'attuazione e il raggiungimento dello scopo
sociale,comprese le operazioni mobiliari ed immobiliari, assunzione di prestiti e mutui anche ipotecari per il
finanziamento della gestione, delle attrezzature e di eventuali immobili della societ ed assumere
rappresentanze e concessioni che possano agevolare il conseguimento dei fini sociali; iscritta al numero REA
RC-169759 in data 03.07.2007, codice fiscale 02471130803.
Emanuele III nr.11, avente un capitale sociale di 10.000,00, nella quale figurano soci CANALE
Giovanni [nato a Reggio Calabria il 22.11.1974, con quota nominale di 6.000,00] con incarico di
amministratore Unico; COTRONEO Maria Elena [nata a Melito di Porto Salvo il 25.11.1972, con
quota nominale di 3.000,00] e COTRONEO Gianluca [nato a Reggio Calabria 16.01.1969,con
quota nominale di 1.000,00.].
(vds. all. nr. 327)
E evidente che, alla luce delle conversazioni innanzi citate, COTRONEO Maria Elena
costituiva il prestanome di ALVARO Cosimo.
Va sottolineato che, nel corso di unaltra conversazione, registrata in data 14 aprile 2007,
intercorsa tra ALVARO Cosimo, CANALE Giovanni e COTRONEO Gianluca, veniva fatto
nuovamente riferimento alleventuale intervento dello stesso ALVARO, qualora il locale fosse
stato frequentato da soggetti che avessero potuto creare problemi.
(vds. all. nr. 328)
Il successivo 30 maggio 2007, ancora allinterno degli uffici della casa di cura Villa
Speranza (progr. nr.4581 delle ore 16.24.06), giungeva lennesima conferma inerente gli interessi
espressi da ALVARO Cosimo nella gestione del locale commerciale, intestato a CANALE
Giovanni e COTRONEO Gianluca. Nel corso della conversazione, censurata al predetto
progressivo, infatti, BUETI Natale dialogava con LABATE Franco in ordine allo stato dei lavori
che questultimo stava conducendo presso il locale in questione. Il prosieguo della conversazione
verteva, poi, su argomenti riguardanti fatti delittuosi occorsi durante lultima guerra di ndrangheta
a Reggio Calabria, con il LABATE che accennava a tale Maurizio che aveva sparato a qualcuno,
nominando, altres, tali MANGIOLA e LO GIUDICE.
Circa la figura di LABATE Francesco, si precisa che nel corso del presente
procedimento, sono stati censurati diversi colloqui, intercorsi tra questultimo e ALVARO
Cosimo, nonch con BARBIERI Domenico, la cui presenza, come gi evidenziato in
precedenza, pi volte, stata riscontrata allinterno dellabitazione di questultimo. In effetti,
lasse BARBIERI LABATE - ALVARO, si riscontrava in maniera concreta la mattina del 31
ottobre 2006, allorquando BARBIERI Vincenzo comunicava ad ALVARO Cosimo che zio
Franco, lo stava cercando e, nella circostanza, dettava ad ALVARO il nr. 340/9668100, in uso
al LABATE. Attraverso tale utenza telefonica, intestata a LABATE Annalisa [nata a Reggio
Calabria il 3.11.1968], nonch dalle censure dei vari colloqui registrati in tempi successivi, in
particolare, quella del 21.11.2006, laddove il LABATE Francesco riferiva che il figlio lavorava
presso il negozio di MARINO Sport, era possibile pervenire allesatte identificazione del
LABATE Francesco, in precedenza generalizzato. Proprio nel corso della conversazione tra
In ordine alla partecipazione dell ALVARO Cosimo, nella gestione del locale in
narrativa, il cui prestanome veniva individuato in COTRONEO Maria Elena, risultavano
significative, le seguenti conversazioni:
. in data 28 febbraio 2007, allinterno dellautovettura Fiat Panda targata CS447ML, in uso
allindagato BARBIERI Carmelo (progr. nr.2469 delle ore 11.19), veniva censurata la presenza di
questultimo e di ALVARO Cosimo. I due occupanti dialogavano in relazione al progetto
dellALVARO di avviare, unitamente a COTRONEO Gianluca e CANALE Giovanni, una nuova
attivit commerciale:
. Ed ancora:
. In data 27 marzo 2007, ALVARO Cosimo, mentre si trovava allinterno della propria
abitazione, rappresentava ad un interlocutore, tale Ciccio, le diverse spese sostenute, per
lapertura del locale in argomento:
Progr. 10240
...continua la conversazione registrata al precedente progr. nr.10239....Cosimo dialoga con
tale Ciccio. [Link] Cosimo fa riferimento ad un locale che si sta aprendo sul Corso, ampio 200
metri quadrati, e dice che stanno curando la vicenda due architetti. [Link] Ciccio accenna a
tale Cristian di Milano che gli ha venduto una macchinetta (videopoker e giochi elettronici
similari, ndr.) e che dovrebbe rifornire delle medesime apparecchiature anche il bar di Testa
nera. [Link] Cosimo riferisce al proprio interlocutore che stamattina ha dato 6.300 per il
contratto, di sei anni pi sei, e poi altri 3.500 per ...inc... [Link] e che gioved o venerd
inizieranno i lavori. [Link] Sempre lALVARO specifica che 2500 euro sono solo di affitto,
aggiungendo che dovrebbero aprire il 15 maggio. [Link] Cosimo fa i complimenti al proprio
interlocutore asserendo che questultimo produce il miglior gelato. [Link] I presenti parlano,
quindi, di quanti sono i candidati a sindaco di Reggio Calabria per le prossime consultazioni
elettorali. Cosimo afferma che sono tre, mentre Ciccio dice che a Palmi sono addirittura sette..
Si precisa che, nel corso dellattivit in argomento, sono stati acquisti inconfutabili
elementi circa il concreto inserimento dellALVARO, allinterno di tale struttura balneare, nella
quale operava, per conto di questultimo, BUETI Natale.
Personale della locale Sezione Anticrimine, nel corso di alcuni servizi di osservazione,
effettuati in data 4 e 26 luglio 2007, notava questultimo impegnato presso la cassa del suddetto
esercizio mentre, durante, il giorno, in alcuni casi, veniva notato anche lo stesso ALVARO.
(vds. all. nn. rr. 334 e 335)
Fatta tale premessa, si precisa che gi dai primi giorni del mese di maggio, a seguito
dellanalisi dei contenuti delle varie conversazioni registrate tra presenti, allinterno della vettura
Ford Mondeo, targata BA759BW, in uso al FAVARA Gianluca e intercorse tra questi e
ALVARO Cosimo, emergeva che proprio questultimo era interessato allapertura di un lido
sulla spiaggia comunale di Reggio Calabria, in prossimit dellormai imminente stagione estiva.
Circa linserimento dellALVARO nella gestione di tale struttura, una conversazione
significativa veniva registrata, in data 12 settembre 2006, allorquando questultimo contattava
BUETI Natale, al quale ordinava alcuni panini e delle bibite. Nella circostanza, questultimo
informava lALVARO circa le problematiche, sorte in serata, nella gestione del locale,
precisando che mancavano le posate. Tali dati sono significativi di un costante controllo da
parte dellALVARO circa la gestione di tale struttura.
(vds. all. nr. 336)
BUETI N.: mi venuta questa carta nelle mani che ora stavo guardando....e fermati
un attimo!...l'aveva fatta il due settembre....
ALVARO C.: quanto ? tredicimila e ottocento di...inc...
BUETI N.: no, no! questi sono...
ALVARO C.: centocinquantuno di...inc...
BUETI N.: eh! ha fatto trecento mila euro, gli sono entrati... al Calaiunco... gliene
rimasto un centinaio...inc...
ALVARO C.: va be!
BUETI N.: perch questi sono tutti maggiorati, avete capito!...maggiorate alla
grande...hai capito?...per c' da dire che non inclusa legname l in mezzo, avete capito!..per
dire no!
ALVARO C.: le pertiche, le cose non ci sono....va! bambolo, bambolo...."ciao
bambolo!...a te!" (si rivolge verso una persona fuori dall'autovettura)
BUETI N.: ah! ah! ah!
ALVARO C.: ...inc...
BUETI N.: mannaia!.....
ALVARO C.: centomila euro! cento!
BUETI N.: gli sono entrati?
ALVARO C.: si!
BUETI N.: sono entrati! cento sono entrati!
ALVARO C.: pure quelli della mattina compare?
BUETI N.: no!
ALVARO C.: ah!
BUETI N.: ah! ah! va bene! non c' la mattina l...e con la mattina e con il coso si
coperto tutto questo legname, minimo centomila euro gli sono rimasti pari, pari...lasciando stare
pure...
ALVARO C.: che?
BUETI N.: noi diciamo, diciamo...solo il lido...questi sono i soldi che sono entrati e
sono usciti la sera quando andavamo noi
ALVARO C.: ho capito!
BUETI N.: ma a quella almeno un milione al giorno glieli dava l., mille euro,
ottocento, mille e due, mille...glieli dava
ALVARO C.: si!
BUETI N.: Catia!...no a...inc...
ALVARO C.: ...inc...cinquanta mila euro....gliene ha dati no?
BUETI N.: e si! perch poi tra legnami, toto., elettricista eh!! sicuramente li ha
usciti lei
ALVARO C.: eh si!..............
BUETI N.: minchia! la lasciamo qua?
ALVARO C.: si!...l'abbiamo passato il barbiere
BUETI N.: ti devi fare la barba? che cosa ti devi fare?
ALVARO C.: no! i capelli...inc...
BUETI N.: te li devi tagliare...
si da atto che i due soggetti scendono dalla macchina alle ore 16.17.13.
Inoltre, in data 4 dicembre 2006, ALVARO Cosimo, nel ricevere presso la propria a
bitazione, due soggetti della piana di Gioia Tauro a nome Cec e Ciccio, non potuti
identificare, interessati per inserirsi allinterno dei lavori di realizzazione della strada di
collegamento Jonio-Tirreno della provincia reggina, denominata pedemontana, in ordine ai quali
si fatto cenno nelle pagine precedenti, riferiva agli interlocutori che gestiva il lido Calajunco:
(vds. all. nr. 338)
dellALVARO chiede quindi a questultimo se loro (ALVARO Cosimo e chi per lui) sono vicini
agli ARANITI. Cosimo risponde che, oggi, erano vicini a tutti. L'uomo specifica, allora, che si
sta riferendo a quelli di Sambatello, e Cosimo ribadisce di s e che non ci sono problemi perch lo
sta dicendo lui. Uno dei presenti accenna quindi ad unambasciata e fa il nome di Gianluca
FAVARA. Un altro specifica che si riferiscono a quello della lavanderia. Un altro ancora chiede
allora se questi ancora vivo e Cosimo risponde di s. La conversazione prosegue, dopo che uno
dei presenti andato via, con commenti proprio su Gianluca FAVARA, giudicato una persona non
tanto male. [Link] Cosimo si informa, quindi, su chi una persona di Sambatello a cui i
presenti accennano. Uno degli interlocutori risponde che questi aveva mandato l'ambasciata con un
tale PENSABENE. Cosimo dice che adesso avrebbe visto lui. L'uomo asserisce ancora che
Agostino aveva bisogno di un fatto... e Cosimo ribadisce che ora avrebbe visto lui. [Link] Uno
dei presenti riferisce quindi che il "pazzo" partito il giorno prima, e che sono partiti Teo ed
altri..
Sempre nel corso delle intercettazioni tra presenti, registrate allinterno della prorpia
abitazione, ALVARO Cosimo, in data 9 giugno 2007, riferiva a due interlocutori, Peppe e
Rocco, questultimo identificato in ESPOSITO Rocco, in precedenza generalizzato, di essere
impegnato per la riapertura del lido, avendo gi acquisito prenotazioni per 17 feste, con un
potenziale incasso totale di 300.000,00. A seguito di ci, lALVARO replicava di dover
assumere altri operai, per far fronte alla mole di lavoro che si prospettava, compresi alcuni steward
di sicurezza. Come si pu agevolmente notare, lALVARO parlava in prima persona: era lui che
avrebbe dovuto assumere il personale da impiegare presso la struttura balneare.
(vds. all. nr. 339)
Circa il diretto interessamento di ALVARO Cosimo, nella gestione del lido calajunco,
si precisa che, in data 23 marzo 2007, questultimo, nel corso di un dialogo avuto con
COTRONEO Gianluca e CANALE Giovanni, rappresentava di essere intenzionato ad ampliare
il proprio lido, facendo spostare di quelche metro quelli confinanti:
Prog. 9681 ore 21.33
SINTESI
continua la conversazione riportata al progr. precedente (nr. 9680)... I presenti parlano
del guadagno che si ha gestendo un pub. Gianluca dice che a Reggio Calabria sta andando forte un
locale vicino l'aeroporto. Fra gli intervenuti, uno viene chiamato Peppe. Questi parla dei
concorrenti al locale che gestisce, accennando alla gestione dello stesso, come se questo fosse
anche nella disponibilit di ALVARO Cosimo. Gli stessi parlano quindi della strategia da seguire
per la realizzazione di un lido e del fatto che si ha la necessit di far spostare di qualche metro altri
lidi gi presenti, in modo da permettere loro di allargarsi..
223 nato a Palmi (RC) il 14.07.1981, residente in Sinopoli (RC) in via Roma nr.14/B int.2, imprenditore
224 nato a Sinopoli (RC) il 15.11.1973, ivi residente in via Mercurio nr.6, di fatto domiciliato in via Roma
nr.14/B int.2. E persona di pessima condotta morale e civile in genere, con a carico vicende penali e
numerose frequentazioni con persone pregiudicate del comune di Sinopoli e comuni limitrofi. Nellanno
2001, una complessa indagine della DDA della Procura di Palermo ha portato allarresto di 15 persone, tra
cui esponenti della malavita palermitana, considerati vicini a Cosa Nostra, e due esponenti di Sinopoli, tale
ALVARO Giuseppe, nato a Sinopoli il 30.03.1977, esponente di spicco dellomonimo clan Pajechi, e il
menzionato VENTRA Francesco. La suddetta organizzazione era dedita alla commissione di rapine ed
estorsioni. Dal certificato del casellario giudiziale risulta che, in data 04.02.2003, con sentenza del G.I.P. del
tribunale di Palermo, irrev. il 31.10.2003, il VENTRA Francesco veniva condannato ad anni tre di reclusione
ed euro 800,00 di multa per rapina in concorso art.110, 628 comma 3 nr.1 comma 3 nr.3, 62 bis, 69 c.p.
(reato commesso il 12.05.2000 in Palermo), interdizione dai pubblici uffici per anni cinque. Sul suo conto
figurano numerosi OP/85 che lo ritraggono in compagnia di persone pregiudicate e/o dinteresse operativo,
talune affiliate alla consorteria malavitosa ALVARO-VIOLI-MACRI attiva in Sinopoli e comuni limitrofi.
225 nato a Palmi il 29.03.1980, residente a Sinopoli (RC) in via XXV Aprile n. 13 e domiciliato a Reggio
Calabria in via S. Miceli 13, iscritto alla facolt di Architettura di Reggio Calabria. LESPOSITO amico di
ALVARO Cosimo. Gli indizi che inducono a ritenere che linterlocutore dellALVARO possa identificarsi
nellESPOSITO Rocco sopra generalizzato consistono nel fatto che linterlocutore viene appellato,
dallindagato ALVARO Cosimo, durante la conversazione censurata, col nome di Rocco e che il servizio di
O.C.P., alluopo predisposto da questo Ufficio, ha rilevato davanti il portone dingresso dellabitazione di
ALVARO Cosimo, parcheggiata, lautovettura Volkswagen Golf targata AC484LS, intestata allo stesso
ESPOSITO Rocco.
Si precisa, inoltre, che in data 20 novembre 2006, GIRA Francesco, titolare dellutenza
nr.328/3769656, contattava telefonicamente ALVARO Cosimo, al quale riferiva che aveva
contattato il titolare di un ristorante, ma questi aveva deciso, dopo una riunione familiare, di non
volere altri soci nella gestione del locale. Dal contenuto del discorso emergeva che GIRA
Francesco, in quel periodo in precarie condizioni economiche, si era avvalso di ALVARO Cosimo
per reperire un locale da adibire a ristorazione.
(vds. all. nr. 345)
Sul conto di BUETI Natale, oltre a quanto gi evidenziato in precedenza, emerso che, a
decorrere dal 12 settembre 2006, dalle ore 02.56, sullutenza telefonica in uso allindagato
(340/3056915) si registravano una serie di conversazioni, inerenti il recupero della propria
autovettura Fiat Stilo, targata CC130AS, asportatagli la stessa sera.
In particolare, BUETI Natale:
. alle ore 02.56, del 12.09.2006, chiamava lutenza nr.333/7256996, riferendo ad un
soggetto, a nome Ciccio, di non riuscire a trovare il veicolo, pertanto, sospettava che gli fosse
stato rubato. Analoga conversazione si registrava tra i due soggetti alle ore 03.06, avente per
oggetto la ricerca del veicolo. Dagli accertamenti effettuati, il Ciccio veniva identificato in
SERGI Francesco [nato a Reggio Calabria il 7.07.1980], risultato in contatto anche con ALVARO
Cosimo e FAVARA Gianluca;
(vds. all. nn. rr. 346 e 347)
. alle ore 10.20, veniva contattato da MAZZITELLI Salvatore, al quale riferiva che gli era
stata rubata lautovettura e di essere stato tutta la notte in giro. Nella circostanza il BUETI riferiva
di essersi recato anche dal compare, identificato in ALVARO Cosimo, con il quale aveva fatto
alcuni giri per rinvenire il mezzo. Aggiungeva che con lo stesso, alle ore 11.00 successive, aveva
un appuntamento presso il benzinaio.
(vds. all. nr. 349)
Per addivenire al recupero della propria autovettura, BUETI Natale, in data 13 settembre
2006, nel contattare lutenza telefonica nr.347/2337871, intestata a SGARLATA Domenico [nato
a Gioia Tauro il g. 11.05.1979 ivi residente in via Etruria nr.7], prima che linterlocutore
rispondesse al telefono, dialogava con un soggetto a nome Pasquale, il quale gli riferiva che se
lautovettura fosse stata condotta a Gioia Tauro, lui, sicuramente, lavrebbe saputo. Il Pasquale,
quindi, con il telefono del BUETI iniziava a dialogare tranquillamente con linterlocutore, a nome
Domenico, identificabile, quindi, nellintestatario dellutenza (SGARLATA Domenico) e chiedeva
se ci fossero macchine. Questi riferiva testualmente: stavamo facendo... abbiamo fatto un
furgone e l'Audi, ora ci stanno portando un'altra macchina.
Subito dopo, il soggetto a nome Pasquale chiedeva di verificare da Cosimo ed Enzo se ci
fosse unautovettura Fiat Stilo rossa, a tre porte, risultata corrispondente a quella del BUETI.
(vds. all. nr. 350)
226 NUCERA Domenico, pt. Rocco e mt. TRAPANI Domenica nato a Domodossola (VB) il 19.07.1973,
residente a Reggio Calabria in via Filippini nr. 32, pluripregiudicato per associazione mafiosa, associazione
per delinquere, detenzione e porto abusivo di armi, spaccio e traffico di stupefacenti, traffico di armi, truffa,
ricettazione, riciclaggio e favoreggiamento personale nei confronti del latitante MAESANO Carmelo cl. 1961
da Melito Porto Salvo (RC)
Lart. 12 quinquies L. 07 agosto 1992, n. 356 prevede una fattispecie di reato a forma
libera, comprensiva quindi di qualsivoglia condotta che implichi concretamente il risultato di una
volontaria attribuzione fittizia della titolarit ovvero disponibilit di denaro o altre utilit al fine di
eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali o di
contrabbando, ovvero di agevolare la commissione di uno dei delitti di cui agli artt. 648, 648bis e
648ter c.p.;
locuzioni queste ultime ampiamente dimostrative della ratio legis da individuare non solo
nel fine di evitare la sottrazione dei patrimoni illeciti allablazione giudiziaria operata per effetto
delle misure di prevenzione ma anche in quello, ben pi ampio, di impedire lelusione di
qualsivoglia disposizione normativa dettata dalle leggi in materia.
Il nucleo essenziale del reato in questione si sostanzia, invero, nella consapevole
determinazione (in qualsiasi forma realizzata) di una situazione di difformit tra titolarit formale
(ovvero disponibilit apparente), meramente fittizia, e titolarit di fatto (ovvero disponibilit
effettiva) di un qualsiasi compendio patrimoniale, connotata dalla specifica finalizzazione
fraudolenta normativamente tipizzata (ex pluribus Cass. Pen., Sent. n. 19537 del 2 marzo 2004,
con la quale la Suprema Corte ha affermato che il reato in contestazione pu essere commesso
anche a prescindere dallavvio di un procedimento di prevenzione, occorrendo semplicemente che
lindagato, al fine della sola configurabilit del dolo specifico richiesto dalla norma, possa
presumerne fondatamente lavvio).
Linterposizione fittizia sanzionata dalla norma non si realizza, pertanto, solo attraverso
lacquisizione dissimulata di beni da parte del destinatario del precetto penale, che ne costituisce
una delle molteplici forme possibili, ma si realizza anche, come nel caso di specie, allorch detto
soggetto diventi utilizzatore di beni formalmente intestati ad altri che incorrono, per tale via, nella
violazione del precetto di cui sopra;
che la norma incriminatrice, peraltro, sanzioni anche la condotta dellaffidante appare
pacifico e trova conferma in numerose pronunce della Suprema Corte tra le quali quella che si
riporta di seguito in cui si afferma che: nel delitto di cui all'art. 12 quinquies del D.L. 8 giugno
1992, n. 306, conv. nella legge 7 agosto 1992, n. 356 - che consiste nella predisposizine di una
situazione di apparenza giuridica e formale nella titolarit o disponibilit di beni di provenienza
illecita, difforme dalla realt - il soggetto attivo pu essere anche colui nei cui confronti sia
pendente procedimento penale per il reato presupposto e che si attivi in qualunque forma al fine di
agevolare la commissione, tra l'altro, del delitto di riciclaggio (Cass. Pen., sez. VI, sentenza n.
15104 del 09/10/2003 Cc. (dep. 30/03/2004) Rv. 229239).
Occorre rilevare, ancora, che la Suprema Corte di Cassazione a Sezioni Unite, con la
sentenza n. 8 del 28 febbraio 2001 ha riconosciuto, componendo i divergenti orientamenti
formatisi sul punto, la natura di reato istantaneo con effetti permanenti del delitto di trasferimento
fraudolento di valori di cui allart. 12 quinquies L. 07 agosto 1992, n. 356 e nel giungere a tale
conclusione ha sostenuto conseguentemente lirrilevanza penale da riconnettere alla permanenza
della situazione antigiuridica conseguente alla condotta criminosa.
Deve sottolinearsi, per la portata che ne discendende ai nostri fini, che la pronuncia di cui
sopra, originata dalla questio iuris costituita dai parametri di individuazione del tempus commissi
delicti, nellenunciare il principio appena esposto non ha in alcun modo escluso la rilevanza penale
dei fatti sopravvenuti riconducibili e giustificabili in base alliniziale intestazione fittizia, ove gli
stessi abbiano acquisito i requisiti di autonomi e diversi fatti negoziali o dispositivi in relazione
alla particolare natura del bene ovvero in ragione dellutilit oggetto dellintestazione fittizia o
delloperazione simulata iniziali.
Lattenta lettura della articolata motivazione adottata dalla Suprema Corte consente di
rilevare laffermazione implicita esattamente del contrario, ove si ponga mente al fatto che viene
negata rilevanza penale soltanto al permanere, secondo una accezione statica della fittizia
attribuzione, dellapparenza giuridica inizialmente determinata mediante latto dispositivo.
Non appare necessario sottolineare che, ove riferita a situazioni concrete come quelle
oggetto della presente domanda cautelare, la pronuncia richiamata genera rilevanti conseguenze
logico-giuridiche; in particolare:
Nella ipotesi di cui al punto 2) appare evidente che i fatti concretantisi in attribuzione
della ricchezza (sia pure nella forma della disponibilit materiale) prodotta successivamente
allintestazione fittizia del bene (o della qualit di socio) integrano una pluralit di ipotesi del
delitto di cui allart. 12quinquies L. 07 agosto 1992, n. 356 (eventualmente legate tra di loro dal
vincolo della continuazione) quanti sono gli episodi di trasferimento di ricchezza.
Calando i principi suesposti nel contesto fattuale in trattazione si perviene allevidente
conclusione che in presenza di beni produttivi gli indagati hanno realizzato pi condotte criminose
riconducibili alla previsione di cui allart. 12 quinquies L. 7 agosto 1992, n. 356, legate tra di loro
dal vincolo della continuazione, e ci hanno fatto attraverso lattribuzione ai reali dominus della
disponibilit dei beni oltre che mediante la successiva percezione di parte dei guadagni relativi alle
attivit criminose poste in essere utilizzando i beni medesimi.
Va evidenziato, inoltre, che lart. 12 sexies della legge pi volte citata, nel prevedere la
confisca obbligatoria quale misura di sicurezza mirante a rendere pi incisiva lazione di contrasto
alla criminalit organizzata mediante la predisposizione di uno strumento di natura patrimoniale
che tolga ai soggetti inseriti in tale contesto le risorse finanziarie che potrebbero alimentarlo, non
opera alcuna distinzione in relazione allo status dei soggetti - destinatari della misura ablativa con
particolare riferimento allart. 12 quinquies delle medesima legge - che realizzano lattribuzione
fittizia a beneficio altrui e di quelli che accettano lintestazione fittizia;
tale impostazione normativa appare del tutto in linea con lintenzione del legislatore e con
gli indirizzi giurisprudenziali della Suprema Corte che attribuiscono la natura di delitto a concorso
necessario alla norma incriminatrice di cui allart. 12quinquies L. 7 agosto 1992, n. 356 il cui
terreno di consumazione va pacificamente individuato in quellineliminabile accordo traslativo che
rende il passaggio del bene oggetto di unoperazione meramente apparente;
concorso necessario da rinvenirsi, a prescindere dalla colpevolezza o punibilit del
fittizio intestatario del bene, nella evidente ratio della norma incriminatrice la quale in grado di
raggiungere il suo scopo solo nel momento in cui, in caso di condanna per i delitti tassativamente
previsti, venga resa possibile unazione mirata di apprensione della ricchezza illecitamente
prodotta o accumulata per effetto di condotte delittuose poste in essere da soggetti comunque
interessati anche da forme rudimentali di interattivit in sede di fittizia intestazione, apparente
custodia o compiacente gestione.
Va osservato, peraltro, che in tale ottica listituto in esame deve ritenersi ragionevolmente
indirizzato a consentire il monitoraggio, pena la vulnerazione e vanificazione del suo scopo
precipuo di sdradicare le fonti di finanziamento delle organizzazioni criminali, non tanto del
patrimonio formale del soggetto che delinquendo ha la necessit di svuotare di contenuti il proprio
patrimonio al fine di rimanere immune da provvedimenti di ablazione giudiziaria, quanto di quello
dei soggetti compiacenti che, dietro apparenze giuridiche formali, forniscono quel contributo
decisivo finalizzato al mascheramento ed al conseguente salvataggio delle ricchezze illecitamete
accumulate.
In conclusione, ogni qualvolta si riscontrino episodi di intestazione fittizia o fraudolenta
di denaro, beni o altre utilit, appare ampiamente rispettoso del dato normativo volto a fornire gli
strumenti da utilizzare per il preventivo sequestro e la successiva confisca valorizzare una azione
mirata a verificare i beni ed i patrimoni di coloro i quali si prestano (o che vengono prescelti
perch ritenuti particolarmente affidabili oltre che scarsamente visibili in sede investigativa) a
divenire intestatari fittizi o di comodo di beni o altre utilit in realt riferibili ad altri, perch
proprio linabbissamento per il tramite di soggetti potenzialmente invisibili costituisce lo
strumento privilegiato attraverso il quale giungere allanello finale di quella catena che trova il suo
sbocco nellillecita, ed incontrollata, accumulazione di enormi ricchezze.
CONCLUSIONI
Le rivalità interne alle famiglie mafiose, come tra i membri della famiglia DE STEFANO e i TEGANO, influivano sull'organizzazione portando a dinamiche di divisione del potere, conflitti per il controllo territoriale e alleanze strategiche. Le diatribe spesso condizionavano le operazioni della 'ndrangheta, incidendo sulle gerarchie interne, ma il carisma e l'influenza di leader riconosciuti riuscivano comunque a mantenere l'unità delle cosche nei momenti cruciali. .
Le trattative commerciali venivano influenzate dalla 'ndrangheta attraverso la coercizione e l'uso della violenza o della minaccia di violenza, spesso mediata da soggetti con legami all'interno dell'organizzazione mafiosa. La criminalità organizzata imponeva tangenti come condizione per l'esecuzione di lavori pubblici, e attraverso l'influenza di membri rilevanti della cosca, manipolava le trattative per garantirsi profitti indebiti. .
La 'ndrangheta utilizzava strategie di intimidazione e coercizione psicologica per obbligare i proprietari di terreni a cedere le loro proprietà contro la loro volontà. Gli atti intimidatori includevano azioni come l'incendio di proprietà agricole e l'imposizione di patti mafiosi per dispossessare i proprietari, al fine di ottenere ingiusti profitti e agevolare l'attività mafiosa, avvalendosi delle condizioni previste dall’art. 416bis c.p. .
Le dinamiche interne, come le rivalità familiari, e le dinamiche esterne, come le alleanze temporanee tra cosche diverse, influenzavano significativamente la stabilità della 'ndrangheta. Le famiglie erano costantemente in lotta per il predominio, che poteva portare a conflitti aperti, mentre all'esterno, collaborazioni tattiche tra diverse famiglie si formavano e scioglievano rapidamente in base a interessi comuni. Queste dinamiche creavano un ambiente instabile ma altamente flessibile per la criminalità organizzata. .
La personalità carismatica di individui come Giuseppe DE STEFANO era fondamentale per le operazioni della 'ndrangheta. Il suo carisma e la capacità di attrarre e manipolare alleanze strategiche gli conferivano un grande potere aggregante, permettendogli di consolidare la leadership e coordinare azioni tra diverse famiglie criminali. Tale influenza personale, dunque, non solo rafforzava la coesione interna ma anche estendeva la portata dell'organizzazione oltre i confini tradizionali della famiglia. .
Giuseppe DE STEFANO era riconosciuto come figura di vertice della 'ndrangheta con il titolo di 'crimine', il quale indicava il suo straordinario potere e influenza all'interno della struttura mafiosa. Nonostante le rivalità interne e i conflitti familiari, Giuseppe riusciva a mantenere e addirittura accrescere il suo potere, facendo leva su alleanze strategiche con altre famiglie mafiose e utilizzando il suo carisma per esercitare un forte ascendente sulla criminalità organizzata. .
Le figure intermedie come Ugo MARINO svolgevano un ruolo cruciale nel mantenere gli equilibri all'interno della 'ndrangheta, operando come intermediari tra i vertici mafiosi e gli affiliati o i soggetti esterni. Essi garantivano l'implementazione delle direttive dei capi, facilitavano le negoziazioni e risolvevano i conflitti minori, permettendo quindi una continuità e stabilità operativa dell'organizzazione. Inoltre, la loro presenza contribuiva a smorzare le tensioni, dimostrando fedeltà verso i capi e proteggendo gli interessi della cosca. .
La 'ndrangheta influenzava gli appalti pubblici attraverso richieste di tangenti estorsive come condizione essenziale per iniziare e completare lavori pubblici. Questo era facilitato da esponenti di spicco della cosca che mediavano direttamente con le aziende, assicurandosi profitti indebiti e consolidando il controllo sulle operazioni economiche nella regione. Le tangenti erano spesso rinegoziate al ribasso a seguito di interventi di mediatori influenti, ma rimanevano un tool fondamentale nella strategia mafiosa di pressione economica. .
La 'ndrangheta utilizzava il controllo psicologico esercitato attraverso l'intimidazione associata all’associazione di tipo mafioso e armata, vale a dire la minaccia costante di violenza fisica e rappresaglie. Questa intimidazione era rinforzata dalla disponibilità immediata di armi e esplosivi della cosca, creando un ambiente di paura (omertà) tra le vittime e garantendo il rispetto forzato delle imposizioni mafiose. .
Le operazioni quotidiane delle famiglie mafiose erano attentamente monitorate attraverso una combinazione di vigilanza continua, comunicazione diretta tra i membri, e l'uso di risorse tecnologiche come sistemi satellitari per la sorveglianza dei movimenti. Queste tecniche permettevano di tracciare gli spostamenti delle figure chiave e di coordinare azioni in tempo reale, garantendo così l'efficienza e la reattività dell'organizzazione di fronte a minacce o opportunità improvvise. .