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Memoria Del PM Nel Processo Condello

Il documento descrive le accuse contro 18 imputati per associazione mafiosa e altri reati. Viene riassunta la storia criminale recente della 'ndrangheta a Reggio Calabria e come gli imputati abbiano governato la città e condizionato le vite di migliaia di persone.

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Memoria Del PM Nel Processo Condello

Il documento descrive le accuse contro 18 imputati per associazione mafiosa e altri reati. Viene riassunta la storia criminale recente della 'ndrangheta a Reggio Calabria e come gli imputati abbiano governato la città e condizionato le vite di migliaia di persone.

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Richieste di condanna

Dato che non penseremo mai nello stesso modo e vedremo la verit per frammenti e da diversi
angoli di visuale, la regola della nostra condotta la tolleranza reciproca.

La coscienza non la stessa per tutti.

Quindi, mentre essa rappresenta una buona guida per la condotta individuale, limposizione di
questa condotta a tutti sarebbe uninsopportaibile interferenza nella libert di coscienza di ognuno.

Gandhi

Discutere lungamente, oggi, mi pare esercizio inutile e dannoso perch allontana nel tempo
laccertamento della verit processuale, che non passa attraverso la pedissequa ripetizione di tesi
consolidate, manifestate con forza nei provvedimenti di cui il Giudice dispone, ma attraverso il
confronto dialettico che deve riservarsi alle antitesi che provengono dalle altre parti processuali.

Non ho argomenti ulteriori da rassegnare in questa sede che mi servano a dimostrare che la
ndrangheta che governa la citt di Reggio Calabria dotata di un organismo di vertice composto
dai soggetti tratti a giudizio e da quelli che degli stessi si servono o di cui sono strumento, che ne
costituiscono laltra META , che decide le sorti di ognuno di noi, che condiziona il destino di
migliaia di persone che si sentono libere solo perch hanno voglia di illudersi di esserlo o ritengono
che quello sia lunico modo per trovare la forza di andare avanti.

Non ho bisogno in questa sede di spiegare, oltre a quanto gi scritto, che lattivit di raccolta che ha
portato alla ricostruzione della storia recente della ndrangheta cittadina stato il frutto di quella
consapevolezza e di quella sensibilit che solo chi nato e cresciuto in questa terra in grado di
avere.
Non credo sia possibile ricostruire la storia criminale recente di unorganizzazione come quella di
cui ci occupiamo oggi senza comprendere il linguaggio di coloro i quali determinano le sorti di una
struttura cos complessa: in quelle mille sfaccettature, intonazioni, sottintesi del loro modo di
parlare, tipico dei calabresi, ci sono i significati che hanno reso la ndrangheta quella che oggi.

Chi come me, come lei, quei significati li comprende, quegli sguardi li conosce, quei gesti li capisce
ha il dovere di combatterli con tutte le sue forze, senza girarsi dallaltra parte perch dopo di noi ci
sar qualcuno che affronter il problema.
Il mio ruolo di magistrato del Pubblico Ministero proprio questo: compito mio fare oggi tutto il
possibile per capire, istruire e giudicare. Tutti, nessuno escluso.

Ecco perch in questa sede mi basta rivolgerle linvito a leggere ed approfondire, partendo
dallindice del fascicolo processuale, quanto stato ricostruito dal sottoscritto nella richiesta di
applicazione di misure cautelari (riversata nella memoria che mi accingo a depositare) sulla base di
univoche risultanze di indagine e quanto quella attivit di ricerca della verit a cui deve tendere il
processo penale abbia trovato conferma nelle parole di collaboratori di giustizia che, per gli
strumenti culturali a loro disposizione, non possono che narrare fatti realmente vissuti.
Questo il senso del giudizio allo stato degli atti: la messa a disposizione del giudice da parte di chi
quegli atti ha contribuito a formare, senza laggiunta di suggestioni orali, di un compendio
probatorio su cui fondare, nel silenzio che accompagna la fase del giudizio, una autorevole
decisione che affermi la penale responsabilit degli odierni imputati.

Oggi per lei pi importante ascoltare lopinione di chi portatore di tesi antagoniste alle mie:
quello che avevo da dire in merito alle condotte oggetto di contestazione lho scritto senza riserva
alcuna.
Oggi lei chiamata a valutare contestazioni che hanno superato il vaglio del lungo incidente
cautelare: che non sono, quindi, il frutto di valutazioni autoreferenziali.

Lessere consapevole di aver adottato criteri di valutazione ben pi stringenti di quelli imposti
dallart. 273 c.p.p. mi consente di affidare, in silenzio, il mio lavoro al suo giudizio, riservando alla
fase delle repliche eventuali considerazioni originate dallattenta analisi compiuta dalle difese, che
in questo sono chiamate ad un compito diverso dal mio, non so dire in quale misura pi agevole.

Non ho esercitato lazione penale a carico di soggetti che non ritenevo penalmente responsabili dei
gravi delitti oggetto di contestazione: ho solo osservato il completarsi di un ragionamento sulla base
di apporti dichiarativi (MOIO, VILLANI, LO GIUDICE, FIUME, MESIANO, IANNO)
autorevoli, indipendenti, spontaneamente riferiti, dotati di intrinseca attendibilit, riscontrati da
quelle risultanze gi acquisite, che avevano gi caratterizzato, in positivo, lincidente cautelare.

Chi sta fuori da questaula chiede una cosa sola: serenit e celerit nel giudizio.

Mi fermo qui perch non si possa dire che senza volerlo ho contribuito a ritardare laccertamento
della verit o che con la pedissequa ripetizione di tesi gi esposte ho sottratto tempo a quel lavoro di
ricerca, solitaria, che caratterizza lagire del magistrato del Pubblico Ministero.

La ringrazio e le chiedo di ammettere il deposito della presente memoria!


Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA.

PROCURA DELLA REPUBBLICA


PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA
__________________________

MEMORIA DEL PUBBLICO MINISTERO


- art. 121 c.p.p. -

Al Giudice per lUdienza Preliminare


presso il Tribunale Ordinario di
REGGIO CALABRIA

Il Pubblico Ministero, nella persona del dott. Giuseppe LOMBARDO, Sostituto


Procuratore Distrettuale Antimafia,
visti gli atti del procedimento penale suindicato nei confronti di:

1. CONDELLO Demetrio pt. Luciano e mt. ROMEO Maria C., nato a Reggio Calabria il
23.06.1979, ivi residente in Contrada Mercatello Archi n.55, celibe;

2. BUDA Pasquale pt. Rocco e mt. CATALANO Maria, nato a Fiumara (RC) il 27.02.1956 ed
ivi residente in via Caserta nr.2/A, coniugato, operaio;

3. CIANCI Antonino fu Rocco e fu CIANCI Vincenza, nato a Fiumara di Muro il 04.06.1937


ed ivi residente in via Emanuele s.n.c., coniugato;

4. BARBIERI Domenico pt. Giuseppe mt. FALCONE Vincenza, nato a Reggio Calabria il
17.09.1957 ed ivi residente fraz. San Giuseppe in via Dei Monti trav. 2 nr.116, di fatto
domiciliato in via Mercato nr.69/A, coniugato, imprenditore edile;

5. ZITO Rocco fu Pasquale e fu BARBERI Rosa, nato a Fiumara il 02.01.1943 ed ivi residente
in Piazza San Rocco nr.2, coniugato, macellaio, pregiudicato;

6. CORSARO Domenico fu Francesco e mt. IMERTI Francesca, nato a Fiumara il 29.11.1962,


ivi residente, Vittorio Emanuele nr. 31, pregiudicato;

7. LE PERA Santo Fortunato pt. Giuseppe mt. BARILLA Francesca nato a Rosal (RC) il
03.11.1958, ivi residente via Dei Garibaldini IV Tr. nr.134, coniugato, imprenditore,
pregiudicato;

8. PRIORE Francesco pt. Nazzareno e mt. SCOPELLITI Francesca, nato a Reggio Calabria il
05.12.1935, ivi residente in Contrada Mercato Vecchio C. SP. n.35, coniugato, pregiudicato,

9. CREAZZO Rocco pt. Umberto Francesco e mt. MONTEROSSO Ciccone Santa, nato a nato
a Scilla il 12.10.1969, residente a San Roberto via Purgatorio nr.5, coniugato, nuovo capo
societ
PROCURA DELLA REPUBBLICA 2
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10. CAMBARERI Domenico pt. Giorgio Giovanni e mt. GIUFFRE Serafina, nato a Scilla (RC)
il 19.01.1959, ivi residente nella frazione Melia in via Castagnarella nr.35;

11. CONDELLO Francesco pt. Domenico mt. NERI Caterina, nato a Reggio Calabria il
05.11.1982 ed ivi residente in [Link] Mercatello Archi 11, celibe;

12. CONDELLO Domenico Francesco pt. Pasquale mt. MORABITO Maria, nato a Reggio
Calabria l01.11.1989, domiciliato in Via SS 18 I Tratto nr. 179/G, celibe, studente;

13. RODA Francesco pt. Natale e mt. DAgostino Maria, nato a Reggio Calabria il 28.10.1956,
coniugato, residente a Gallico di Reggio Calabria in via Via Noce Persico nr. 10;

14. GRECO Giuseppe fu Francesco, nato a Calanna il 01.01.1960, residente in Centallo (CN)
nella frazione San Biagio via Murazzo 8 B, di fatto domiciliato a Reggio Calabria in Contrada
Sopira, pluripregiudicato

15. GRILLO BRANCATI Vitaliano, nato a Villa S. Giovanni (RC) il 18.02.1960 ed ivi
residente alla via Ammiraglio Curzon, coniugato

16. MAZZITELLI Salvatore pt. Nicola e mt. GRILLO Orlanda Domenica, nato a Zambrone
(CZ) il 03.03.1960, residente a Reggio Calabria, in via Amerigo Vespucci nr. 13;

17. CANALE Giovanni pt. Attilio Emilio e mt. CASCIANO Francesca, nato a Reggio Calabria
il 22.11.1974, ivi residente in via Clearco nr. 13/E, celibe;

18. CONDELLO Giandomenico pt. Paolo mt. BARILLA Giuseppa, nato ad Archi il
01.02.1980, ivi residente in via Mercatello nr. 55, celibe, geometra

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


Memoria del Pubblico Ministero relativa al rito abbreviato CONDELLO Demetrio + 17
PROCURA DELLA REPUBBLICA 3
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INDAGATI

CONDELLO Demetrio (DE STEFANO Giuseppe, CONDELLO Pasquale, TEGANO Giovanni,


LIBRI Pasquale, CONDELLO Domenico)

a. del delitto p. e p. dagli artt. 112, comma 1, n. 1, 416bis, comma 1, 2, 3, 4, 5, 6 ed 8, c.p.


perch, rivestendo i ruoli di seguito meglio specificati, fanno stabilmente parte della struttura
organizzativa dellassociazione di tipo mafioso ed armata - per avere la immediata
disponibilit, per il conseguimento delle finalit dellassociazione, di armi e materie
esplodenti anche occultate, tenute in luogo di deposito o legalmente detenute (come, peraltro,
accertato in occasione della cattura di CONDELLO Pasquale, in data 18 febbraio 2008, e
TEGANO Giovanni, cl. 39, in data 26.04.2010, trovati entrambi in possesso di una pistola
clandestina e relativo munizionamento) - denominata ndrangheta, presente ed operante
sul territorio della provincia di Reggio Calabria, sul territorio nazionale ed allestero,
costituita da numerosi locali, articolata in tre mandamenti e con organo di vertice
denominato Provincia ed in particolare delle sue articolazioni territoriali denominate
cosca DE STEFANO, cosca CONDELLO, cosca TEGANO e cosca LIBRI di cui
promuovono, dirigono ed organizzano lazione ,

della cui forza di intimidazione, derivante dal vincolo associativo, e della rilevante
condizione di assoggettamento e di omert che deriva dallesistenza della organizzazione
criminale prima indicata e dalla consapevolezza diffusa del peso criminale dei riconosciuti
capi della stessa organizzazione di tipo mafioso si avvalgono per:

commettere una serie indeterminata di delitti, tra i quali numerosi posti in essere contro
la persona, il patrimonio e la Pubblica Amministrazione;
acquisire direttamente o per interposta persona fisica o giuridica la gestione o,
comunque, il controllo di attivit economiche (finanziate in tutto o in parte con il prezzo,
il prodotto o il profitto di delitti), di concessioni, di autorizzazioni, appalti e servizi
pubblici;
realizzare profitti o vantaggi ingiusti per i sodali, per i concorrenti esterni, per i contigui
o per altri, attraverso la partecipazione diretta alle attivit economiche di interesse e la
riscossione di ingenti somme di denaro a titolo di tangente;
impedire od ostacolare il libero esercizio del voto o procurare voti agli associati, ai
concorrenti esterni, ai contigui o ad altri in occasione di consultazioni elettorali;
gestire, attraverso il capillare controllo del territorio di competenza, un enorme bacino di
voti da offrire ad esponenti politici compiacenti a seconda degli accordi stipulati o dei
favori accordati, o da accordare, allassociazione nel suo complesso o a suoi singoli
compartecipi;

in particolare, promuovendo, componendo e costituendo uno specifico organismo


decisionale di tipo verticistico, di cui dirigono e coordinano lazione, finalizzato tra laltro a
gestire la capillare attivit di imposizione del pagamento della tangente agli operatori
commerciali ed imprenditoriali operanti in larga parte del territorio della citt di Reggio
Calabria e dintorni (la cosiddetta provincia di Reggio o mandamento di centro),
pongono in essere univoche e programmate condotte delittuose nellambito della predetta
struttura per il pi proficuo perseguimento degli scopi appena indicati;

allinterno del predetto organismo apicale si individuano i seguenti ruoli qualificati:

Giuseppe DE STEFANO

quale promotore, dirigente ed organizzatore della articolazione territoriale denominata


cosca DE STEFANO, originariamente radicata nel locale di Archi di Reggio Calabria,
dellassociazione di tipo mafioso appena richiamata e delle attivit criminose poste in essere in
esecuzione del relativo programma associativo, agisce allinterno dellorganismo decisionale di

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Memoria del Pubblico Ministero relativa al rito abbreviato CONDELLO Demetrio + 17
PROCURA DELLA REPUBBLICA 4
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cui sopra quale vertice operativo, per aver ricevuto, con laccordo di tutti i capi-locale, la carica
di Crimine da cui discende il diretto affidamento della pianificazione e gestione operativa delle
condotte delittuose in genere e di quelle connesse alle azioni estorsive in particolare allinterno della
macroarea indicata in premessa, la ripartizione del denaro proveniente dalle predette oltre che la
possibilit di riconoscere il fiore, ovvero un riconoscimento, un grado o una carica, a favore dei
soggetti che si sono particolarmente distinti in campo criminale;

Giovanni TEGANO

quale promotore, dirigente ed organizzatore della articolazione territoriale denominata


cosca TEGANO, originariamente radicata nel locale di Archi di Reggio Calabria,
dellassociazione di tipo mafioso appena richiamata e delle attivit criminose poste in essere in
esecuzione del relativo programma associativo, prende parte allorganismo decisionale di cui
sopra - quale soggetto collocato al vertice della scala gerarchica della ndrangheta reggina
unitamente a Pasquale CONDELLO al fine di supportare lazione operativa di Giuseppe DE
STEFANO, con il quale divide i relativi profitti illeciti, svolgendo attivit di direzione e coordinamento
questultima con lausilio dei suoi prossimi congiunti , forte del ruolo apicale a lui universalmente
riconosciuto allinterno della organizzazione criminale calabrese;

Pasquale CONDELLO

quale promotore, dirigente ed organizzatore della articolazione territoriale denominata


cosca CONDELLO, originariamente radicata nel locale di Archi di Reggio Calabria,
dellassociazione di tipo mafioso appena richiamata e delle attivit criminose poste in essere in
esecuzione del relativo programma associativo, prende parte allorganismo decisionale di cui
sopra - quale soggetto collocato al vertice della scala gerarchica della ndrangheta reggina
unitamente a Giovanni TEGANO al fine di rafforzare lazione di comando di Giuseppe DE
STEFANO, con il quale divide i relativi profitti illeciti, svolgendo attivit di direzione e coordinamento
questultima con lausilio del cugino CONDELLO Domenico, detto gingomma , forte del ruolo
apicale a lui universalmente riconosciuto allinterno della organizzazione criminale calabrese;

Pasquale LIBRI

quale promotore, dirigente ed organizzatore della articolazione territoriale denominata


cosca LIBRI, originariamente radicata nel locale di Cannav di Reggio Calabria,
dellassociazione di tipo mafioso appena richiamata e delle attivit criminose poste in essere in
esecuzione del relativo programma associativo, prende parte allorganismo decisionale di cui
sopra al fine di coadiuvare lazione di comando di Giuseppe DE STEFANO, con il quale divide i
relativi profitti illeciti, ricoprendo il ruolo in precedenza svolto dal fratello LIBRI Domenico, deceduto
in data 01 maggio 2006 di custode e garante delle regole che il germano aveva contribuito a
scrivere nel 1991 al termine della seconda guerra di mafia;

Domenico CONDELLO e Demetrio CONDELLO

il primo quale braccio operativo del cugino CONDELLO Pasquale ed organizzatore della
articolazione territoriale, denominata cosca CONDELLO originariamente radicata nel locale di
Archi di Reggio Calabria, dellassociazione di tipo mafioso appena richiamata e delle attivit
criminose poste in essere in esecuzione del relativo programma associativo, coadiuva lazione di
direzione di Giuseppe DE STEFANO e di coordinamento svolta dal congiunto, svolgendo con lausilio
del fratello Demetrio il ruolo di raccordo con le realt commerciali ed imprenditoriali soggiogate alle
pressanti richieste estorsive.

In Reggio Calabria, provincia ed altre localit del territorio nazionale: dal 18 gennaio 2001
al 10 dicembre 2008 per Giuseppe DE STEFANO; dal 12 dicembre 2005 al 21 ottobre 2009 per
Giovanni TEGANO; dal 14 marzo 2006 al 18 febbraio 2008 per Pasquale CONDELLO; dal mese
di agosto 2007 al 10 dicembre 2008 per Pasquale LIBRI; dal 12 dicembre 2005 al 21 ottobre
2009 per Domenico e Demetrio CONDELLO.

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Per DE STEFANO Giuseppe, CONDELLO Pasquale, TEGANO Giovanni, LIBRI Pasquale e


CONDELLO Domenico con la recidiva specifica, ex art. 99, comma 2, n. 1, c.p., e reiterata, ex
art. 99, comma 4, n. 1,c.p., come sostituito dallart. 4 della L. 5 dicembre 2005, n. 251.

CONDELLO Demetrio (CONDELLO Pasquale, DE STEFANO Giuseppe Carlo, CONDELLO


Domenico e persona non ancora identificata)

b. del delitto p. e p. dagli artt. 56, 81, comma 2, 110, 112, comma 1, n. 1, 629, comma 2, in
relazione allart. 628, comma 3, nn. 1 e 3, 61, n. 6 (per CONDELLO Pasquale e DE
STEFANO Giuseppe) c.p. e 7 L. 12 luglio 1991, n. 203 perch, in concorso tra loro, con pi
azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, poste in essere anche in tempi diversi in
violazione della medesima disposizione di legge, quali esponenti di vertice della ndrangheta
reggina, con la violenza e minaccia promanante dalla loro appartenenza mafiosa ed in
particolare con la metodologia mafiosa consistita:
nellimporre il DE STEFANO Giuseppe Carlo, quale capo dellomonima cosca con sfera
dinfluenza nel centro citt interessato dai lavori ed elemento di vertice dellorganismo
direzionale di cui al capo che precede, per il tramite di proprio ambasciatore ed
emissario per la pratica delle estorsioni soggetto non ancora identificato, il pagamento di
una somma di danaro, quale condizione per lo svolgimento dei lavori, a FRASCATI
Emilio, impegnato in lavori di ristrutturazione del negozio sito in questo [Link] Garibaldi di
propriet di MARINO Ugo, futuro genero di CONDELLO Demetrio, a sua volta cugino
del latitante CONDELLO Pasquale;
nellaver confermato i fratelli Domenico e Demetrio CONDELLO, in qualit di esponenti
di rilievo dellorganizzazione criminale di tipo mafioso capeggiata da CONDELLO
Pasquale e previ contatti con questi, la necessit di addivenire allimposizione di una
tangente, con la sola specificazione della possibile decurtazione della met dovuta alla
cosca CONDELLO, a titolo di favore per MARINO Ugo in ragione del rispetto dovutogli
per effetto del fidanzamento della di lei figlia con il predetto Demetrio CONDELLO;
compivano atti idonei diretti in modo non equivoco a costringere limprenditore Emilio
FRASCATI a pagare a titolo di tangente, e quale condizione per lo svolgimento dei lavori, una
somma di denaro non meglio quantificata al fine di procurare a s o ad altri un ingiusto
profitto pari alla somma pretesa con pari danno a carico dellestorto,
condotta posta in essere al fine di agevolare lattivit delle cosche di appartenenza, quali
preminenti articolazioni territoriali della ramificata organizzazione criminale di tipo mafioso
denominata ndrangheta, oltre che avvalendosi delle condizioni previste dallart. 416bis
c.p., atteso il comportamento oggettivamente idoneo ad esercitare una particolare coartazione
psicologica sulle persone in quanto dotato dei caratteri propri dell'intimidazione derivante
dallassociazione di tipo mafioso ed armata - per avere la immediata disponibilit, per il
conseguimento delle finalit dellassociazione, di armi e materie esplodenti anche occultate o
tenute in luogo di deposito - presente ed operante in prevalenza sul territorio nazionale prima
indicata.

In Reggio Calabria, fino al 7 settembre 2007.

Per DE STEFANO Giuseppe, CONDELLO Pasquale e CONDELLO Domenico con la


recidiva specifica, ex art. 99, comma 2, n. 1, c.p., e reiterata, ex art. 99, comma 4, n. 1,c.p., come
sostituito dallart. 4 della L. 5 dicembre 2005, n. 251.

BUDA Pasquale, CIANCI Antonino, BARBIERI Domenico, ZITO Rocco, CORSARO


Domenico (IMERTI Antonino cl. 1950, PASSALACQUA Domenico, VITALE Stefano, BUDA
Natale e BERTUCA Pasquale)
(capo d) della rubrica oggetto di valutazione in sede cautelare)

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c. del delitto p. e p. dagli artt. 112, comma 1, n. 1, 416bis, comma 1, 2, 3, 4, 5, 6 ed 8, c.p. per
avere organizzato e fatto parte dellassociazione a delinquere di tipo mafioso denominata
ndrangheta, i primi nove (tra i quali vanno inclusi BUDA Santo e BARBIERI Vincenzo
Carmine per quali si procede separatamente) componenti della cosca BUDA - IMERTI e gli
ultimi tre quali componenti della cosca ZITO - BERTUCA, operanti entrambe nel territorio
(in passato conteso per ragioni di supremazia esclusiva, e quali propaggini i primi del pi
ampio cartello criminale capeggiato dalla cosca CONDELLO ed i secondi del pi ampio
cartello criminale capeggiato dalla cosca DE STEFANO, attualmente condiviso in un
rapporto di vicendevole riconoscimento) ricadente nei comuni di Villa San Giovanni,
Fiumara di Muro e territori vicini, finalizzate al condizionamento del libero voto, alla
commissione di delitti contro la persona, intimidazioni e violenze, danneggiamenti ed
estorsioni, turbative dasta, al controllo del territorio e delle relative attivit produttive,
allacquisizione in modo diretto o indiretto o alla gestione o comunque al controllo di attivit
economiche, di concessioni, di autorizzazioni, di appalti e servizi pubblici e privati per
realizzare vantaggi o profitti ingiusti, il tutto avvalendosi della forza di intimidazione del
vincolo associativo e della condizione di assoggettamento ed omert che ne deriva. Con
laggravante prevista dai commi quarto e quinto dello stesso articolo per essere
lassociazione armata, e con quella di cui al comma sesto per essere le attivit economiche di
cui gli associati intendono assumere o mantenere il controllo finanziate in tutto o in parte con
il prezzo, il prodotto o il profitto di delitti.
Con la precisazione per IMERTI Antonino e BUDA Pasquale che gli stessi
rispondono dellipotesi di cui allart. 416bis, comma 2, c.p., essendo il primo (lIMERTI) il
reggente indiscusso e laltro organizzatore e dirigente in subordine della cosca BUDA -
IMERTI, e per ZITO Rocco e BERTUCA Pasquale, essendo i capi, promotori ed organizzatori
per la cosca ZITO - BERTUCA.
Allinterno della predetta organizzazione criminosa si individuano i seguenti
ulteriori ruoli qualificati:
Passalacqua Domenico e Vitale Stefano quali imprenditori al servizio della cosca,
operanti non secondo logiche di libero mercato ma nel rispetto delle dinamiche
oligopolistiche di tipo mafioso proprie degli imprenditori intranei ai cicuiti mafiosi: a questa
loro peculiare connotazione si lega la loro reitarata partecipazione a summit di mafia;
Barbieri Domenico e Barbieri Vincenzo Carmine quali imprenditori al servizio della
cosca, operanti non secondo logiche di libero mercato ma nel rispetto delle dinamiche
oligopolistiche di tipo mafioso proprie degli imprenditori intranei ai cicuiti mafiosi: gli stessi
operano sul versante tirrenico-reggino e nel territorio della piana di Gioia Tauro e Rosarno
facendo riferimento alle cosche ALVARO e BELLOCCO, con i quali personalmente e tramite
di esponenti di vertice della cosca di appartenenza vantano un rapporto collaborativo oltre
che federativo, tale da consentire a FAVARA Gianluca, imprenditore e promanazione della
famiglia BELLOCCO, di operare nella periferia sud di Reggio Calabria (tra Catona e
Gallico) con lapprovazione del gruppo BUDA - IMERTI;
Cianci Antonino quale consigliere soprattutto a favore del nipote Pasquale Buda,
con il quale partecipa a reiterati summit, forte della sua esperienza e conoscenza di luoghi e
persone, nella lettura degli eventi dinteresse nei luoghi dinfluenza della cosca e
nellideazione delle conseguenti strategie criminali di controllo del territorio;
Buda Natale e Buda Santo investiti del ruolo operativo di cerniera tra i vertici ed il
territorio: in particolare consumano materialmente le estorsioni, controllano il territorio per
conoscerne gli affari e le controversie, e veicolano informazioni ed ambasciate da e verso i
vertici della cosca.
Con riferimento anche agli altri sodali della cosca ZITO - BERTUCA:
Corsaro Domenico quale imprenditore al servizio della cosca, operante non secondo
logiche di libero mercato ma nel rispetto delle dinamiche oligopolistiche di tipo mafioso
proprie degli imprenditori intranei ai circuiti mafiosi.

In Villa San Giovanni, Fiumara di Muro, territori vicini ed altre parti della provincia di Reggio
Calabria, dal 12 dicembre 2005 al 21 ottobre 2009, in permanenza.

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 7
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Per IMERTI Antonino, BUDA Pasquale, BUDA Natale, ZITO Rocco e BERTUCA Pasquale
con la recidiva specifica, ex art. 99, comma 2, n. 1, c.p., e reiterata, ex art. 99, comma 4, n. 1,c.p.,
come sostituito dallart. 4 della L. 5 dicembre 2005, n. 251.
Per CIANCI Antonino, BARBIERI Domenico e CORSARO Domenico con la recidiva
specifica, ex art. 99, comma 2, n. 1, c.p., come sostituito dallart. 4 della L. 5 dicembre 2005, n.
251.

LE PERA Santo Fortunato e PRIORE Francesco (RUGOLINO Giovanni)


(capo e) della rubrica oggetto di valutazione in sede cautelare)

d. del delitto p. e p. dallart. 416 bis, commi 1, 2, 3, 4, 5, 6 ed 8, c.p. per avere organizzato e
fatto parte dellassociazione a delinquere di tipo mafioso denominata ndrangheta ed in
particolare della sua articolazione territoriale identificata quale cosca RUGOLINO, operante
nel territorio di Catona, Sambatello e luoghi vicini, finalizzata al condizionamento del libero
voto, alla commissione di delitti contro la persona, intimidazioni e violenze, danneggiamenti
ed estorsioni, turbative dasta, al controllo del territorio e delle relative attivit produttive,
allacquisizione in modo diretto o indiretto o alla gestione o comunque al controllo di attivit
economiche, di concessioni, di autorizzazioni, di appalti e servizi pubblici e privati per
realizzare vantaggi o profitti ingiusti, il tutto avvalendosi della forza di intimidazione del
vincolo associativo e della condizione di assoggettamento ed omert che ne deriva.
Con laggravante prevista dai commi quarto e quinto dello stesso articolo per essere
lassociazione armata, e con quella di cui al comma sesto per essere le attivit economiche di
cui gli associati intendono assumere o mantenere il controllo finanziate in tutto o in parte con
il prezzo, il prodotto o il profitto di delitti.
Con lulteriore precisazione che LE PERA Santo Fortunato e RUGOLINO Giovanni
rispondono dellipotesi di cui allart. 416bis, comma 2, c.p. per essere i capi, promotori ed
organizzatori dellomonima cosca;
quanto agli altri sodali:
Priore Francesco (unitamente a Morena Pietro e Morgante Roberto in ordine ai
quali si procede separatamente) svolgono un ruolo operativo di cerniera tra i vertici ed il
territorio: in particolare consumano materialmente le estorsioni, controllano il territorio per
conoscerne gli affari e le controversie, veicolano informazioni ed ambasciate da e verso i
vertici della cosca.

In Catona, territori vicini ed altre parti della provincia di Reggio Calabria, dal 12 dicembre 2005
al 21 ottobre 2009.

Per RUGOLINO Giovanni e PRIORE Francesco con la recidiva specifica, ex art. 99, comma
2, n. 1, c.p., e reiterata, ex art. 99, comma 4, n. 1,c.p., come sostituito dallart. 4 della L. 5
dicembre 2005, n. 251.
Per LE PERA Santo con la recidiva specifica, ex art. 99, comma 2, n. 1, c.p., come sostituito
dallart. 4 della L. 5 dicembre 2005, n. 251.

CREAZZO Rocco e CAMBARERI Domenico (CREAZZO Umberto Francesco)


(capo f) della rubrica oggetto di valutazione in sede cautelare)

e. del delitto p. e p. dallart. 416 bis, commi 1, 2, 3, 4, 5, 6 ed 8, c.p. per avere organizzato e
fatto parte (unitamente a CREAZZO Giuseppe, CREAZZO Serafino, CREAZZO Francesco,
MORENA Giuseppe, COTRONEO Domenico, SACCA Giorgio e NASONE Rocco in odrine
alle cui posizioni si procede separatamente) dellassociazione a delinquere di tipo mafioso
denominata ndrangheta, operante con diverse articolazioni in una pluralit di territori, in
particolare nel territorio di Scilla, Melia di Scilla e San Roberto (che possono essere
considerate tre diverse circoscrizioni territoriali, ovvero locali, di ndrangheta) e luoghi

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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vicini, finalizzata al condizionamento del libero voto, alla commissione di delitti contro la
persona, intimidazioni e violenze, danneggiamenti ed estorsioni, turbative dasta, al controllo
del territorio e delle relative attivit produttive, allacquisizione in modo diretto o indiretto o
alla gestione o comunque al controllo di attivit economiche, di concessioni, di
autorizzazioni, di appalti e servizi pubblici e privati per realizzare vantaggi o profitti ingiusti,
il tutto avvalendosi della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di
assoggettamento ed omert che ne deriva.
Con laggravante prevista dai commi quarto e quinto dello stesso articolo per essere
lassociazione armata, e con quella di cui al comma sesto per essere le attivit economiche di
cui gli associati intendono assumere o mantenere il controllo finanziate in tutto o in parte con
il prezzo, il prodotto o il profitto di delitti.
Con lulteriore precisazione che CREAZZO Umberto Francesco, CREAZZO Rocco,
alias Rocco Mazzetta, e MORENA Giuseppe rispondono dellipotesi di cui allart. 416bis,
comma 2, c.p. per essere reggente il primo (CREAZZO Umberto), capo societ il secondo ed
uomo di vertice ed organizzatore il terzo (Morena) del locale di ndrangheta di Melia di
Scilla, da considerarsi propaggine del cartello criminale CONDELLO IMERTI BUDA.
Quanto agli altri sodali:
CAMBARERI Domenico, quale reggente del locale di San Roberto, SACCA
Giorgio e COTRONEO Domenico quali uomini di vertice ed organizzatori;
NASONE Rocco, quale capo della locale di Scilla;
CREAZZO Giuseppe, CREAZZO Serafino (figli di Umberto Francesco) e CREAZZO
Francesco (nipote di CREAZZO Umberto Francesco) quali soggetti investiti di ruoli
operativi, impegnati nella gestione delle attivit estorsive anche a mezzo dellimposizione
dellimpresa di famiglia per i lavori che si svolgono nei territori di loro influenza.

In Scilla, Melia di Scilla, San Roberto, territori vicini ed altre parti della provincia di Reggio
Calabria, dal 12 dicembre 2005 al 21 ottobre 2009.

Per CAMBARERI Domenico con la recidiva specifica, ex art. 99, comma 2, n. 1, c.p., e reiterata,
ex art. 99, comma 4, n. 1,c.p., come sostituito dallart. 4 della L. 5 dicembre 2005, n. 251.

CONDELLO Francesco, CONDELLO Giandomenico, RODA Francesco, GRECO


Giuseppe, cl. 1960 (GRECO Giuseppe, cl. 1970)
(capo h) della rubrica oggetto di valutazione in sede cautelare)

f. del delitto p. e p. dagli artt. 112, comma 1, n. 1, 416bis, comma 1, 2, 3, 4, 5, 6 ed 8, c.p.


perch unitamente al capo indiscusso CONDELLO Pasquale, CONDELLO Domenico, alias
gingomma e CONDELLO Demetrio oggetto della contestazione di cui al capo a) della
rubrica fanno stabilmente parte dellassociazione di tipo mafioso ed armata - per avere la
immediata disponibilit, per il conseguimento delle finalit dellassociazione, di armi e
materie esplodenti anche occultate o tenute in luogo di deposito - denominata ndrangheta
ed in particolare della sua articolazione territoriale individuata nella cosca CONDELLO
(in ordine alla cui esistenza ed al ruolo di CONDELLO Pasquale si vedano le sentenze
emesse dalla locale Corte di assise di appello in data 8 giugno 1994, n. 13/94, op.
Santabarbara, divenuta irrevocabile in data 4 dicembre 1994, e 3 aprile 2001, n. 4/2001,
op. Olimpia 1, divenuta irrevocabile in data 12 aprile 2002), della quale appendice
periferica in Calanna il gruppo familiare dei GRECO, operante nel territorio di Reggio
Calabria, zona Gallico, Archi, S. Caterina e centro storico,
associazione per delinquere di tipo mafioso promossa, diretta, organizzata e
partecipata al fine di:
commettere una serie indeterminata di condotte delittuose;
acquisire direttamente o per interposta persona la gestione o, comunque, il controllo di
attivit economiche (finanziate in tutto o in parte con il prezzo, il prodotto, o il profitto di
delitti), di concessioni, di autorizzazioni, appalti e servizi pubblici o per realizzare profitti
o vantaggi ingiusti per i sodali, per i concorrenti esterni o per altri;

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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impedire od ostacolare il libero esercizio del voto o di procurare voti agli associati, ai
concorrenti esterni o ad altri in occasione di consultazioni elettorali;
in particolare, i predetti organizzano e partecipano alla predetta organizzazione
criminale di tipo mafioso, che si avvale della forza di intimidazione del predetto vincolo
associativo e della conseguente condizione assoggettamento delle vittime e di omert di
queste e di terzi, attraverso la quale:
consentire, quale primaria esigenza, a Pasquale CONDELLO di continuare a governare
la omonima cosca attraverso la veicolazione dei relativi ordini a favore degli ulteriori
esponenti di vertice appartenenti al pi ampio contesto associativo oltre che dei singoli
partecipi;
consentire a Pasquale CONDELLO il mantenimento di costanti rapporti con i familiari
pi stretti, moglie e figli in particolare - come condizione imprescindibile per il
permanere del suo stato di latitanza (per il medesimo la cosca che assume un ruolo
servente rispetto alla famiglia) - ai quali sistematicamente affida i compiti di assistenza
da instradarsi, con il benestare dei familiari, nei circuiti finalizzati ad eludere i controlli
di polizia meglio specificati in seguito;
garantire la conservazione in capo al predetto del ruolo di vertice assoluto della
omonima cosca mediante la sistematica consumazione di una serie indeterminata di
delitti tanto contro lattivit giudiziaria che, in prevalenza, contro lautorit delle
decisioni giudiziarie, le cui condotte specifiche sono meglio indicate nei capi che
seguono, caratterizzati dalla presenza di azioni concatenate tra loro oltre che
teleologicamente orientate ad agevolare, favorire e, comunque, protrarre la ventennale
latitanza di CONDELLO Pasquale capo indiscusso, promotore e organizzatore della
gi indicata cosca CONDELLO di Archi di Reggio Calabria quale preminente
articolazione strategica della ramificata organizzazione criminale di tipo mafioso prima
indicata - colpito da plurimi provvedimenti giudiziari in attesa di essere posti in
esecuzione, tra i quali numerose sentenze di condanna passate in giudicato oltre che
varie ordinanze applicative di misure cautelari personali di tipo detentivo, per una serie
di gravi delitti contro lordine pubblico, la persona ed il patrimonio;

allinterno della predetta organizzazione si individuano i seguenti ruoli qualificati:


VAZZANA Andrea (in relazione al quale si procede separatamente), unitamente a
CONDELLO Demetrio, investito di un ruolo operativo e militare: pratica le estorsioni ad
imprenditori e commercianti e fa da cerniera, per lesercizio del potere mafioso, tra il
territorio di influenza ed il vertice della cosca (Pasquale CONDELLO);
CONDELLO Giandomenico e CONDELLO Francesco quali stretti congiunti
dellex latitante Pasquale CONDELLO, rivestono il ruolo di indispensabili pedine
incaricate di eseguire gli ordini impartiti e, quindi, di materiali esecutori delle azioni
delittuose poste in essere in esecuzione del condiviso programma criminoso, attivit
caratterizzate dalla immanente consapevolezza in capo ai predetti non solo di essere
sottoposti a pressanti attenzioni investigative ma di essere parte di apposito organismo
sinergicamente impegnato non solo a rendersi portavoce dei propri ordini quale
indispensabile strumento di gestione della cosca ma anche impegnato a sviare, nello
specifico adempimento del ruolo riservato, le complesse attivit di ricerca del latitante;
gli stessi, in esecuzione delle direttive impartite dal capo, fondatore, promotore ed
organizzatore prendono parte diretta alle azioni delittuose, finalizzate ad agevolare,
favorire e, comunque, protrarre la ventennale latitanza di CONDELLO Pasquale, nella
piena consapevolezza di agire al fine di perseguire gli scopi del sodalizio tanto da agire,
nelle diverse occasioni di visita al latitante CONDELLO Pasquale, in piena sinergia con
gli altri compartecipi;
pongono in essere esclusivamente articolate e pianificate condotte, ai medesimi
affidate a seguito di preventiva programmazione, finalisticamente orientate a conseguire il
prioritario intento di sviare gli apparati investigativi impegnati nellattivit di ricerca del
latitante e, quindi, a fuorviare le complesse attivit di pedinamento in corso;
RODA Francesco, quale soggetto di assoluto rilievo allinterno della ramificata
organizzazione criminale oltre che attuale reggente del locale di Gallico;

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GRECO Giuseppe, cl. 60, a sua volta quale soggetto di assoluto rilievo allinterno
della ramificata organizzazione criminale oltre che attuale reggente del locale di
Calanna;
GRECO Giuseppe, cl. 70, quale soggetto partecipe incaricato di molteplici ruoli
operativi.
Con laggravante prevista dal comma sesto per essere le attivit economiche di
cui gli associati intendono assumere o mantenere il controllo finanziate in tutto o in parte
con il prezzo, il prodotto o il profitto di delitti.

In Reggio Calabria e territori vicini, dal 12 dicembre 2005 al 21 ottobre 2009, in permanenza.

Per RODA Francesco e CONDELLO Giandomenico con la recidiva specifica, ex art. 99, comma
2, n. 1, c.p., e reiterata, ex art. 99, comma 4, n. 1,c.p., come sostituito dallart. 4 della L. 5
dicembre 2005, n. 251.
Per GRECO Giuseppe (cl. 60) con la recidiva reiterata, ex art. 99, comma 4, n. 1,c.p., come
sostituito dallart. 4 della L. 5 dicembre 2005, n. 251.

CONDELLO Domenico Francesco (pt. Pasquale, minorenne sino alla data del 1 novembre
2007)
(capo i) della rubrica oggetto di valutazione in sede cautelare)

g. del delitto p. e p. dagli artt. 81, comma 2, 110, 390 c.p. e 7 L. 12 luglio 1991, n. 203 perch,
in concorso con i soggetti di cui al capo a) della rubrica, e con ulteriori persone allo stato
non identificate, in esecuzione del programma criminoso dellassociazione di tipo mafioso di
cui al predetto capo oltre che nel rispetto dello specifico ruolo al medesimo riservato come
gi analiticamente descritto nel capo appena richiamato, con pi azioni esecutive di un
medesimo disegno criminoso poste in essere, anche in tempi diversi ed in violazione della
medesima e di diverse disposizioni di legge, avvalendosi della forza di intimidazione del
vincolo associativo della cosca CONDELLO di Archi di Reggio Calabria e della condizione
di assoggettamento e di omert che ne deriva, nonch al fine di agevolare lattivit di detta
preminente articolazione strategica della ramificata organizzazione criminale di tipo mafioso
indicata nel capo gi citato, aiutava CONDELLO Pasquale - capo indiscusso, promotore e
organizzatore della gi indicata cosca di ndrangheta - a sottrarsi alla esecuzione di plurimi
provvedimenti giudiziari tra i quali numerose sentenze di condanna passate in giudicato, oltre
che varie ordinanze applicative di misure cautelari personali di tipo detentivo, per una serie
di gravi delitti contro lordine pubblico, la persona ed il patrimonio.

In Reggio Calabria e dintorni, dal 1 novembre 2007 al 18 febbraio 2008.

(GIUSTRA Antonio
(capo j) della rubrica oggetto di valutazione in sede cautelare)

h. del delitto p. e p. dagli artt. 81, comma 2, 110, 378, comma 2, 390 c.p. e 7 L. 12 luglio 1991,
n. 203 perch, in concorso con i soggetti di cui al capo a) della rubrica, e con ulteriori
persone allo stato non identificate, in esecuzione del programma criminoso dellassociazione
di tipo mafioso di cui al predetto capo oltre che nel rispetto dello specifico ruolo al medesimo
riservato come gi analiticamente descritto nel capo appena richiamato, con pi azioni
esecutive di un medesimo disegno criminoso poste in essere, anche in tempi diversi ed in
violazione della medesima e di diverse disposizioni di legge, avvalendosi della forza di
intimidazione del vincolo associativo della cosca CONDELLO di Archi di Reggio Calabria e
della condizione di assoggettamento e di omert che ne deriva, nonch al fine di agevolare
lattivit di detta preminente articolazione strategica della ramificata organizzazione
criminale di tipo mafioso indicata nel capo gi citato, aiutava CONDELLO Pasquale - capo

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indiscusso, promotore e organizzatore della gi indicata cosca di ndrangheta - a sottrarsi


alle ricerche dellAutorit finalizzate alla esecuzione di plurimi provvedimenti giudiziari tra i
quali numerose sentenze di condanna passate in giudicato, oltre che varie ordinanze
applicative di misure cautelari personali di tipo detentivo, per una serie di gravi delitti contro
lordine pubblico, la persona ed il patrimonio.

In Reggio Calabria e dintorni, fino al 18 febbraio 2008).

(BERTUCA Pasquale
(capo l) della rubrica oggetto di valutazione in sede cautelare)

i. del delitto p. e p. dagli art. 56, 81, comma 2, 110, 629, comma 2, in relazione allart. 628,
comma 3, nn. 1 e 3, 61, n. 7, c.p. e 7 L. 12 luglio 1991, n. 203, perch, in concorso con altri
soggetti da identificarsi (pure essi di appartenenza mafiosa), in qualit di capo cosca, ed in
esecuzione e prosecuzione di un medesimo disegno criminoso, ponendo in essere le seguenti
condotte:
danneggiando in concorso con altri in corso di individuazione mediante
incendio la pala meccanica della ditta Santoro, incaricata dello sbancamento funzionale
alla realizzazione di villette da parte dellimprenditore Giglietta Giovanni su terreno di
propriet di Arecchi Tomas Carmine sito in Villa San Giovanni, immediatamente dopo
linizio dei lavori e nel cantiere appena allestito (dellaprile 2006 linizio lavori);
proseguendo in tale attivit intimidatoria, il BERTUCA, appena uscito dal
carcere, faceva trovare apposta su un tabellone posto allingresso del cantiere di cui
sopra una grande mano nera realizzata mediante vernice, quale avvertimento di tipo
mafioso gi utilizzato in passato in azioni intimidatorie di analoga portata;
facendo seguire alle suddette attivit intimidatorie, di cui in tal modo assumeva
unitariamente la paternit quale rappresentante della cosca omonima, una richiesta di
pagamento di una somma pari a circa 150 mila euro allindirizzo dellimprenditore
Giglietta Giovanni impegnato nella realizzazione delle dette villette quale condizione per
la prosecuzione dei lavori;
compiva atti idonei diretti in modo non equivoco a costringere limprenditore
Giglietta Giovanni a versare una tangente pari ad 150 mila quale condizione per la
pacifica prosecuzione dei lavori, al fine di procurare a s o ad altri un ingiusto profitto
pari alla somma pretesa con pari danno di rilevante gravit a carico del Giglietta e del
committente dei lavori Arecchi,
condotta posta in essere al fine di agevolare lattivit della cosca di
appartenenza, quale preminente articolazione territoriale della ramificata organizzazione
criminale di tipo mafioso denominata ndrangheta, oltre che avvalendosi delle
condizioni previste dallart. 416bis c.p., atteso il comportamento oggettivamente idoneo
ad esercitare una particolare coartazione psicologica sulle persone in quanto dotato dei
caratteri propri dell'intimidazione derivante dallassociazione di tipo mafioso ed armata
presente ed operante in prevalenza sul territorio calabrese.

In Villa San Giovanni, in epoca successiva allaprile 2006 ed in epoca prossima al febbraio/marzo
2007.

Per BERTUCA Pasquale con la recidiva specifica, ex art. 99, comma 2, n. 1, c.p., e reiterata,
ex art. 99, comma 4, n. 1,c.p., come sostituito dallart. 4 della L. 5 dicembre 2005, n. 251).

GRECO Giuseppe cl. 60 (GRECO Giuseppe cl. 70 e CHIRICO Luciano)


(capo m) della rubrica oggetto di valutazione in sede cautelare)

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 12
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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

j. del delitto p. e p. dagli art. 56, 81, comma 2, 110, 629, comma 2, in relazione allart. 628,
comma 3, nn. 1 e 3, 61, n. 7, c.p. e 7 L. 12 luglio 1991, n. 203 perch, in concorso tra loro e
con PRIORE Francesco (in relazione al quale si procede separatamente), in qualit di capo
cosca il primo e di sodali di mafia gli altri due, ed in esecuzione e prosecuzione di un
medesimo disegno criminoso, ponendo in essere le seguenti condotte:
minacciando il Greco Giuseppe cl. 70 prima Barbieri Vincenzo Carmine (20 gennaio
2007 o poco prima) telefonicamente con le parole: Vi Sparo .. riferendosi anche
al fratello Domenico Barbieri con luso del plurale e successivamente direttamente
questultimo (22 gennaio 2007) con le parole: vedi che con mio zio ti devi
comportare bene tu . Poi parliamo; vedi di ritirati che il contorno troppo
potente, ritirati.;
eseguendo successivamente (29 gennaio 2007) un autentico pestaggio punitivo e
dissuasivo il Greco Giuseppe cl. 60, cugino dellomonimo cl. 70, di Barbieri
Vincenzo Carmine;
minacciando il Priore Francesco, con il coltello in pugno, il Barbieri Domenico a
distanza di circa 2 mesi (poco prima del 30 marzo 2007) presso lo svincolo di
Gallico;
compivano atti idonei diretti in modo non equivoco ad obbligare i fratelli
Vincenzo Carmine e Domenico Barbieri, che avevano acquistato mediante scrittura
privata terreni siti in Catona (a cui era interessato lo zio - Chirico Luciano - di Greco
Giuseppe cl. 70) da tali Labate senza la preventiva autorizzazione del Priore e dei Greco,
ad abdicare al loro acquisto a beneficio del Chirico Luciano, al fine di procurare a s o
ad altri un ingiusto profitto pari alla somma pretesa con pari danno di rilevante gravit a
carico dei predetti (legittimi acquirenti e venditori in una libera trattativa negoziale),
condotta posta in essere al fine di agevolare lattivit della cosca di
appartenenza, quale preminente articolazione territoriale della ramificata organizzazione
criminale di tipo mafioso denominata ndrangheta, oltre che avvalendosi delle
condizioni previste dallart. 416bis c.p., atteso il comportamento oggettivamente idoneo
ad esercitare una particolare coartazione psicologica sulle persone in quanto dotato dei
caratteri propri dell'intimidazione derivante dallassociazione di tipo mafioso ed armata
prima indicata - per avere la immediata disponibilit, per il conseguimento delle finalit
dellassociazione, di armi e materie esplodenti anche occultate o tenute in luogo di
deposito - presente ed operante in prevalenza sul territorio calabrese.

In Catona, nelle data anteriore e prossima al 20 gennaio 2007, 22 gennaio 2007, 29 gennaio 2007
e poco prima del 30 marzo 2007.

Per GRECO Giuseppe (cl. 60) con la recidiva reiterata, ex art. 99, comma 4, n. 1,c.p., come
sostituito dallart. 4 della L. 5 dicembre 2005, n. 251.

(BARBIERI Carmelo
(capo p) della rubrica oggetto di valutazione in sede cautelare)

k. del delitto p. e p. dagli artt. 81, comma 2, 110, 117, 314, comma 1 e 2 , c.p. e 7 L. 12 luglio
1991, n. 203 perch, in concorso con ALVARO Cosimo (in relazione al quale si procede
separatamente), con pi azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, poste in essere
anche in tempi diversi in violazione della medesima disposizione di legge, il primo nella
qualit di impiegato alle dipendenze del Consorzio di Bonifica Integrale Area dello Stretto
che ai sensi dellart. 59 del R.D. 13 febbraio 1933 n. 215, e dellart. 862 del codice civile, ha
personalit giuridica pubblica e rientra, ai sensi della legge regionale 23 luglio 2003 n. 11
tra gli enti pubblici a struttura associativa, retti dal principio dellautogoverno -, quindi di
pubblico ufficiale o, comunque, di incaricato di pubblico servizio nella disponibilit del bene,
laltro di extraneus istigatore consapevole, usavano lautovettura CS447ML di servizio in
dotazione allente per circolare in citt per ragioni private e personali, con ci

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appropriandosi del carburante, che consumavano per fini personali, distraendo lautovettura
dalle funzioni proprie dellufficio.
Con laggravante prevista dallart. 7 L. 12 luglio 1991, n. 203, essendo il fatto
avvenuto per motivi di mafia ovvero al fine di agevolare lattivit dellassociazione di
appartenenza.

In Reggio Calabria, dallottobre 2006 allagosto 2007).

GRILLO BRANCATI Vitaliano, BUDA Pasquale e BARBIERI Domenico (IMERTI Antonino


e PASSALACQUA Domenico)
(capo q) della rubrica oggetto di valutazione in sede cautelare)

l. dei delitti p. e p. dagli artt. 81, comma 2, 110, 353, comma 1, c.p. e 629, comma 2, in
relazione allart. 628, comma 3, nn. 1 e 3, 61, n. 7, c.p. e 7 L. 12 luglio 1991, n. 203, in
concorso tra loro e con BUDA Francesco, BUDA Santo e TRIPEPI Anna Maria (in relazione
ai quali si procede separatamente), con pi azioni esecutive del medesimo disegno criminoso,
poste in essere anche in tempi diversi in violazione di diverse disposizioni di legge, nella loro
qualit di esponenti della cosca BUDA - IMERTI, con violenza e con la minaccia derivante
dalla loro riconosciuta e nota appartenenza mafiosa turbavano le aste giudiziarie che si
svolgevano presso il Tribunale ufficio esecuzioni immobiliari di Reggio Calabria;
in particolare:
1. turbavano lasta del 29 (o 23) novembre 2005, avente ad oggetto beni immobili
(abitazioni e locali commerciali) con sede in Villa San Giovanni provenienti dal fallimento
Tortorella, e ne allontanavano i possibili offerenti pure se affiliati ad altre cosche
ancorch vicine ma con sfera dinfluenza in altre aree territoriali (come Cambareri
Domenico);
dallesame della documentazione acquisita si accertava, peraltro, che lavvocato
Anna Maria TRIPEPI, moglie di GRILLO BRANCATI Vitaliano, costantemente in contatto
con gli altri coindagati, si aggiudicava, in rappresentanza di altre persone (aggiudicazione
per persona da nominare) tranne che per un immobile, complessivamente 17 lotti, cos
suddivisi:
BARBIERI Domenico, nr. 5 appartamenti;
TRIPEPI Anna Maria, ununit immobiliare adibita a negozio;
GRILLO BRANCATI Vitaliano, marito dellavvocato TRIPEPI, nr. 5
appartamenti;
MARTELLO Lidia, convivente di PASSALACQUA Domenico, un locale adibito a
negozio;
BUDA Francesco, fratello di BUDA Pasquale, un locale adibito a negozio;
BUDA Giuseppe, figlio di BUDA Santo, Sorvegliato Speciale della P.S., nr. 2
appartamenti;
BUDA Massimo, figlio di BUDA Santo, Sorvegliato Speciale della P.S., nr. 1
appartamento;
2. turbavano lasta del 16 ottobre 2007 che si rendeva indispensabile per rimettere
in vendita i cinque immobili che si era aggiudicato il Barbieri nel suddetto fallimento
Tortorella, non consolidando per lacquisto per mancato pagamento del saldo dovuto nei
termini perentori di legge (23 luglio 2006), allontanando in tempi diversi altri possibili
offerenti (tale Diego Fedele prima, vicino ai Bellocco ed ai Cacciola di Rosarno, e tale avv.
Alberto Barbaro, successivamente);
in particolare, alludienza del 16 ottobre 2007 lavvocato Anna Maria TRIPEPI si
aggiudicava i seguenti beni allasta, per il valore a fianco di ciascuno indicato:
LOTTO nr. 6 : riportato nel NCEU al foglio 1 particella 380 sub 17. cat. a/3, per
il prezzo di Euro 52.400,00;
LOTTO NR. 7: riportato nel NCEU al foglio 1 particella 380 SUB 18 Cat. A/3, per
il prezzo di Euro 60.050,00;

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LOTTO NR.11: riportato nel NCEU al foglio 1 particella 380 SUB 12 Cat. A/3,
per il prezzo di Euro 50.280,00;
LOTTO NR.12: riportato nel NCEU al foglio 1 particella 380 SUB 19 Cat. A/3,
per il prezzo di Euro 52.890,00;
LOTTO NR. 17: riportato nel NCEU al foglio 1 particella 380 SUB 14 Cat. A/3,
per il prezzo di Euro 42.130,00;
beni, corrispondenti a quelli della prima aggiudicazione a favore del BARBIERI,
in data 13 dicembre 2007, che venivano trasferiti a questultimo, avendo lavvocato
TRIPEPI Anna Maria, in data 16 ottobre 2007, depositato presso la Cancelleria
dellesecuzione immobiliare del Tribunale di Reggio Calabria, dichiarazione di nomina e
mandato speciale conferito da BARBIERI Domenico, per conto del quale aveva effettuato
lofferta e che a sua volta corrispondeva somme di denaro a IMERTI Antonino, a BUDA
Pasquale ed a PASSALACQUA Domenico;
condotte quelle appena descritte poste in essere con lo specifico fine del
conseguimento di un ingiusto profitto a favore dei beneficiari degli acquisti immobiliari
prima riportati con pari danno di rilevante gravit a carico degli esclusi ed al fine di
agevolare lattivit della cosca di appartenenza, quale preminente articolazione
territoriale della ramificata organizzazione criminale di tipo mafioso denominata
ndrangheta, oltre che avvalendosi delle condizioni previste dallart. 416bis c.p., atteso
il comportamento oggettivamente idoneo ad esercitare una particolare coartazione
psicologica sulle persone in quanto dotato dei caratteri propri dell'intimidazione derivante
dallassociazione di tipo mafioso ed armata - per avere la immediata disponibilit, per il
conseguimento delle finalit dellassociazione, di armi e materie esplodenti anche
occultate o tenute in luogo di deposito - presente ed operante in prevalenza sul territorio
nazionale prima indicata.

In Villa San Giovanni e Reggio Calabria, il 29 novembre 2005 ed il 16 ottobre 2007.

Per IMERTI Antonino e BUDA Pasquale con la recidiva specifica, ex art. 99, comma 2, n. 1,
c.p., e reiterata, ex art. 99, comma 4, n. 1,c.p., come sostituito dallart. 4 della L. 5 dicembre 2005,
n. 251.
Per BARBIERI Domenico con la recidiva specifica, ex art. 99, comma 2, n. 1, c.p., come
sostituito dallart. 4 della L. 5 dicembre 2005, n. 251.

GRILLO BRANCATI Vitaliano


(capo r) della rubrica oggetto di valutazione in sede cautelare)

m. del delitto p. e p. dagli artt. 110 e 416bis, commi 1, 2, 3, 4, 5, 6 ed 8, c.p. perch, pur non
inserito stabilmente nella struttura organizzativa dellassociazione di tipo mafioso ed armata
- per avere la immediata disponibilit, per il conseguimento delle finalit dellassociazione, di
armi e materie esplodenti anche occultate o tenute in luogo di deposito - presente ed operante
in prevalenza sul territorio nazionale denominata ndrangheta ed in particolare della sua
articolazione territoriale denominata cosca IMERTI in quanto privo dellaffectio societatis
tipico degli intranei alla predetta organizzazione di tipo mafioso, i cui affiliati si avvalgono
della forza di intimidazione del relativo vincolo associativo e della condizione di
assoggettamento e di omert che ne deriva:
per commettere una serie indeterminata di condotte delittuose, tra le quali numerose
poste in essere contro il patrimonio e la Pubblica Amministrazione;
per acquisire direttamente o per interposta persona la gestione o, comunque, il
controllo di attivit economiche (finanziate in tutto o in parte con il prezzo, il
prodotto, o il profitto di delitti), di concessioni, di autorizzazioni, appalti e servizi
pubblici;
per realizzare profitti o vantaggi ingiusti per i sodali, per i concorrenti esterni o per
altri, attraverso non solo la partecipazione diretta alle attivit economiche di

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interesse ma anche mediante la riscossione di ingenti somme di denaro a titolo di


tangente;
per impedire od ostacolare il libero esercizio del voto o procurare voti agli associati,
ai concorrenti esterni o ad altri in occasione di consultazioni elettorali;
forniva un concreto, specifico, consapevole e volontario contributo diretto alla
realizzazione, anche parziale, del programma criminoso della medesima organizzazione
che la doverosa verifica ex post confermava aver esplicato una effettiva rilevanza
causale, configurandosi quale condizione necessaria, in ordine alla capacit del
contributo prestato di incidere di per s effettivamente e significativamente tanto sulla
conservazione che sul rafforzamento delle capacit operative della predetta associazione
nel suo complesso, oltre che dei suoi particolari settori, rami di attivit e specifiche
articolazioni territoriali;
in particolare, anche in forza della funzione cardine fatta svolgere alla moglie
quale avvocato rappresentante tutti gli offerenti graditi ai concorrenti di estrazione
mafiosa nella turbata libert dellincanto, coordinava le operazioni dirette a pilotare le
aste immobiliari di interesse della cosca di riferimento cos assicurando alla predetta la
possibilit oltre che di entrare in possesso di beni di cospicuo valore a prezzi convenienti,
in forza della partecipazione monopolizzata alla pubblico gara ed al conseguente
mancato rilancio delle offerte rispetto al prezzo a base dasta, anche di accrescere
laccreditamento riscosso sul territorio dalla predetta consorteria di tipo mafioso
ricollegato alla possibilit di estendere a persone gradite la partecipazione alle gare di
interesse caratterizzate dalle medesime condizioni di monopolio.

In provincia di Reggio Calabria (Catona, Villa San Giovanni), dal giugno 2005.

(VERDUCI Vincenzo, ALVARO Nicola, ITALIANO Giasone e RUGOLO Domenico


(capo s) della rubrica oggetto di valutazione in sede cautelare)

n. dei delitti p. e p. dagli artt. 81, comma 2, 110, 424, comma 1, c.p. e 56, 629, comma 2, in
relazione allart. 628, comma 3, nn. 1 e 3, 61, n. 7, c.p. e 7 L. 12 luglio 1991, n. 203 perch,
in concorso tra loro e con ALVARO Cosimo, MORFEA Rocco (deceduto), ITALIANO
Giuseppeantonio (deceduto) (in relazione ai quali si procede separatamente) con pi azioni
esecutive del medesimo disegno criminoso, poste in essere anche in tempi diversi in violazione
di diverse disposizioni di legge, tutti in qualit di esponenti di consorterie mafiose, con le
seguenti condotte:
istigando VERDUCI Vincenzo, quale soggetto interessato allacquisto di almeno 2000
mq di terreno agricolo da GUADAGNINO Giuseppe, a porre in essere le condotte
delittuose, in pregiudizio di questultimo e del di lui suocero BUCETO Vincenzo, di cui
appresso;
avallando ALVARO Cosimo loperazione estorsiva, atteso che opportunamente
interpellato dai fratelli GUADAGNINO, a seguito dei danneggiamenti di cui appresso,
nulla disponeva affinch si cessasse lazione intimidatoria (di cui appresso) intraprese
da ALVARO Nicola e dal genero di questultimo MORFEA Rocco, inseriti nello
schieramento da lui capeggiato;
deliberando ALVARO Cosimo che si spendesse il suo nome verso i responsabili
affinch le operazioni negoziali miranti al conseguimento della cessione dei terreni in
questione a beneficio del VERDUCI si effettuassero nella misura e nella maniera pi
equa (ovvero in condizioni e dimensioni non particolarmente svantaggiose per
Guadagnino);
invitando ITALIANO Giuseppe Antonio ed ITALIANO Giasone (padre e figlio),
influenti soggetti di ndrangheta nella zona dinteresse, inizialmente il GUADAGNINO
a cedere il terreno di cui sopra, non senza la larvata minaccia di ITALIANO Giasone
che in mancanza vi sarebbero state conseguenze pregiudizievoli (con il caldo, qua il
trattore o una scintilla) quale chiara allusione agli atti intimidatori poi verificatisi e
di cui gli stessi sono da ritenersi corresponsabili a titolo di concorso morale,

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unitamente a RUGOLO Domenico, a sua volta intervenuto inizialmente, quale


mediatore di ndrangheta verso il GUADAGNINO per la cessione dei terreni al
VERDUCI;
eseguendo materialmente MORFEA Rocco, con il benestare principale di ALVARO
Nicola oltre che degli altri in relazione alle condotte di cui sopra, lincendio del
frantoio oleario della cooperativa agricola Delia, di cui era presidente
GUADAGNINO Giuseppe, prima (30.10.06) e di 10 bobine di reti per la raccolta delle
olive di Buceto Vincenzo successivamente (09.11.06), azione preceduta il giorno prima
dallinvito rivolto dal MORFEA a GUADAGNINO Alfonso di cedere, da parte del di
lui fratello Giuseppe, al Verduci di una tumminata - due tumminate di terra
compivano atti idonei diretti in modo non equivoco ad obbligare Guadagnino
Giuseppe a cedere, contro la sua volont, oltre 2000 mq circa di terreno agricolo sito in
Scido alle condizioni stabilite secondo pattuizioni ovvero imposizioni mafiose, al fine di
procurare a s o ad altri un ingiusto profitto pari alla somma pretesa con pari danno di
rilevante gravit a carico dei predetti,
condotta posta in essere al fine di agevolare lattivit della cosca di appartenenza,
quale preminente articolazione territoriale della ramificata organizzazione criminale di
tipo mafioso denominata ndrangheta, oltre che avvalendosi delle condizioni previste
dallart. 416bis c.p., atteso il comportamento oggettivamente idoneo ad esercitare una
particolare coartazione psicologica sulle persone in quanto dotato dei caratteri propri
dell'intimidazione derivante dallassociazione di tipo mafioso ed armata - per avere la
immediata disponibilit, per il conseguimento delle finalit dellassociazione, di armi e
materie esplodenti anche occultate o tenute in luogo di deposito - presente ed operante in
prevalenza sul territorio nazionale prima indicata.

In Scido (RC), da data anteriore e prossima al 30 ottobre 2006 ad epoca prossima al 9 novembre
06.

Per ALVARO Nicola e RUGOLO Domenico con la recidiva specifica, ex art. 99, comma 2, n.
1, c.p., e reiterata, ex art. 99, comma 4, n. 1,c.p., come sostituito dallart. 4 della L. 5 dicembre
2005, n. 251.
Per VERDUCI Vincenzo con la recidiva specifica, ex art. 99, comma 2, n. 1, c.p., e reiterata,
ex art. 99, comma 4, n. 1,c.p., come sostituito dallart. 4 della L. 5 dicembre 2005, n. 251).

LE PERA Santo Fortunato e RODA Francesco (RUGOLINO Giovanni, ALVARO Cosimo e


CRISALLI Antonio)
(capo t) della rubrica oggetto di valutazione in sede cautelare)

o. dei delitti p. e p. dagli artt. 81, comma 2, 110, 353, comma 1, 629, comma 2, in relazione
allart. 628, comma 3, nn. 1 e 3, 61, n. 7, c.p. e 7 L. 12 luglio 1991, n. 203, in concorso tra
loro e con CAMBARERI Domenico, MORDA Antonino e FOTIA Gregorio (in relazione ai
quali si procede separatamente), con pi azioni esecutive del medesimo disegno criminoso,
poste in essere anche in tempi diversi in violazione di diverse disposizioni di legge, nella loro
qualit di esponenti dellassociazione di tipo mafioso ed armata - per avere la immediata
disponibilit, per il conseguimento delle finalit dellassociazione, di armi e materie
esplodenti anche occultate o tenute in luogo di deposito - presente ed operante in prevalenza
sul territorio nazionale denominata ndrangheta, su richiesta e sollecitazione di CRISALLI
Antonio interessato a ritornare nel possesso degli immobili sottrattigli con il fallimento
Crisalli-Siracusa, con violenza e con la minaccia derivante dalla loro riconosciuta e nota
appartenenza mafiosa turbavano le aste giudiziarie che si svolgevano presso il Tribunale
Ufficio esecuzioni immobiliari di Reggio Calabria;
in particolare:
CRISALLI Antonino faceva intervenire, ottenendo il loro intervento, LE PERA Santo
Fortunato e RUGOLINO Giovanni, quali responsabili di ndrangheta dellarea di
Catona, Francesco RODA, quale responsabile di ndrangheta per larea di Gallico,

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soggetti non identificati quali esponenti di ndrangheta di Archi per larea di Reggio
Calabria, affinch venissero allontanati, per ciascun area territoriale, tutti i possibili
offerenti dallasta giudiziaria del 20 febbraio 2007, avente ad oggetto beni immobili
provenienti dal fallimento dei cognati Crisalli-Siracusa;
CRISALLI Antonino faceva altres intervenire ALVARO Cosimo per impedire la
partecipazione alla suddetta asta di ogni altro possibile offerente di Reggio Calabria
citt ed in particolare di Gioacchino Campolo, il personaggio maggiormente temuto
per la sua notoria capacit finanziaria: dalla documentazione acquisita emergeva che,
effettivamente, CAMPOLO Gioacchino aveva partecipato allasta attraverso una
propria societ denominata G.R.I.D.A. Gestione Ricostruzioni Immobili Decorazioni
Artistiche S.r.L., di cui lo stesso risulta socio, senza comunque aggiudicarsi
lacquisto di alcun lotto (il giorno dellasta (20.02.2007) CRISALLI Antonino,
attraverso la figlia CRISALLI Claudia, si aggiudicava lacquisto degli immobili siti in
Gallico relativi ai lotti 3, 4, 6, mentre, attraverso la figlia CRISALLI Cristina il lotto
7, tutti menzionati nel verbale di udienza del 20 febbraio 2007 del Tribunale di Reggio
Calabria Ufficio Esecuzioni Immobiliari);
in relazione allaggiudicazione dellabitazione del Siracusa, sita in Reggio
Calabria, la stessa avveniva a favore della Fabit s.r.l. con sede in Bovalino (attraverso
il suo rappresentante legale Gallo) ma per conto di Mord Antonino, il quale era
intervenuto a sua volta allasta, conseguendo la suddetta aggiudicazione, per via della
preventiva approvazione mafiosa di CAMBARERI Domenico: in ordine alla vicenda
dellacquisto allasta dellabitazione del Siracusa si registrava la contrapposizione tra
Le Pera Santo Fortunato e Rugolino Giovanni, dalla parte del Siracusa, e Cambareri
Domenico, dalla parte del Mord, vicenda in cui era intervenuto circa un mese prima
dellasta anche FOTIA Gregorio che aveva accompagnato il CRISALLI a Bovalino per
portare la prima ambasciata di mafia al MORDA affinch non partecipasse allasta
(in data 10.03.2007, si registrava la presentazione di ricorso da parte dellAvv.
GIORDANO nei confronti della societ aggiudicataria Fabit s.r.l., per conto di
CAMBRIA Ermanno e GIORDANO Nicole Paola che in data 15.03.2007, venivano
accolti dal Giudice delegato al fallimento, a cui conseguiva la sospensione
dellefficacia esecutiva dellaggiudicazione dei lotti nr. 1 e 2, disposta in favore della
societ [Link].T. S.r.l. e la fissazione di unulteriore udienza per la comparizione
delle parti alla data del 03 aprile 2007);
i. il CRISALLI, in ordine allasta giudiziaria dellabitazione del cognato, rimessasi in
moto per quanto sopra evidenziato:
o attivava lintervento mafioso di Santo LE PERA verso lavv. GIORDANO, al
fine di dissuadere dallacquisto i ricorrenti intervenuti allasta da lui
rappresentati;
o sollecitava nuovamente lintervento di Cosimo ALVARO il quale mandava un
ambasciata al Mord perch non persistesse, oltre il provvedimento di
sospensione dellefficacia dellaggiudicazione di cui sopra, nei suoi propositi di
acquisto allasta e si rassegnasse per converso alla futura revoca
dellaggiudicazione a favore della [Link].T. s.r.l. operante per suo conto (lasta
del 3 aprile non si teneva e nelle more delle udienze dasta successive, nella
prima delle quali fissata per il mese di novembre 2007 veniva revocata
laggiudicazione alla FABIT s.r.l., il bene conteso veniva venduto a privati, i
creditori pagati e la procedura esecutiva dichiarata estinta (aprile 2004);
condotte quelle appena descritte poste in essere con lo specifico fine del
conseguimento di un ingiusto profitto a favore dei beneficiari degli acquisti immobiliari
prima riportati con pari danno di rilevante gravit a carico degli esclusi ed al fine di
agevolare lattivit della cosca di appartenenza, quale preminente articolazione
territoriale della ramificata organizzazione criminale di tipo mafioso denominata
ndrangheta, oltre che avvalendosi delle condizioni previste dallart. 416bis c.p.,
atteso il comportamento oggettivamente idoneo ad esercitare una particolare coartazione
psicologica sulle persone in quanto dotato dei caratteri propri dell'intimidazione
derivante dallassociazione di tipo mafioso ed armata - per avere la immediata
disponibilit, per il conseguimento delle finalit dellassociazione, di armi e materie

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

esplodenti anche occultate o tenute in luogo di deposito - presente ed operante in


prevalenza sul territorio nazionale prima indicata.

In Reggio Calabria e territori vicini (Catona, Gallico, Bovalino), da data anteriore e prossima al
20 febbraio 2007 allaprile 2008.

Per RUGOLINO Giovanni e RODA Francesco con la recidiva specifica, ex art. 99, comma 2,
n. 1, c.p., e reiterata, ex art. 99, comma 4, n. 1,c.p., come sostituito dallart. 4 della L. 5 dicembre
2005, n. 251.
Per LE PERA Santo con la recidiva specifica, ex art. 99, comma 2, n. 1, c.p., come sostituito
dallart. 4 della L. 5 dicembre 2005, n. 251.
Per ALVARO Cosimo con la recidiva specifica, ex art. 99, comma 2, n. 1, c.p., come sostituito
dallart. 4 della L. 5 dicembre 2005, n. 251.
Per CRISALLI Antonino con la recidiva semplice, ex art. 99, comma 1, c.p., come sostituito
dallart. 4 della L. 5 dicembre 2005, n. 251.

(CREAZZO Umberto Francesco


(capo u) della rubrica oggetto di valutazione in sede cautelare)

p. del delitto p. e p. dagli artt. 81, comma 2, 110, 629, comma 2, in relazione allart. 628, comma
3, nn. 1 e 3, 61, n. 7, c.p. e 7 L. 12 luglio 1991, n. 203 perch, in concorso con e BARBIERI
Domenico (in relazione al quale si procede separatamente), con pi azioni esecutive del
medesimo disegno criminoso, poste in essere anche in tempi diversi in violazione della
medesima disposizione di legge, il primo in qualit di capo cosca di Melia di Scilla, laltro
quale ambasciatore del titolare della ditta appaltatrice e mediatore di ndrangheta verso il
capo cosca, costringendo il titolare della ditta LOPRETE Costruzioni SAS di Giuseppe
LOPRETE & C., con sede in Taurianova, aggiudicataria dei lavori di adeguamento,
ristrutturazione e manutenzione della S.P. Melia-Nocellari a pagare a titolo di tangente
estorsiva e quindi come condizione per poter effettuare i lavori una somma di denaro pari a
venti milioni di lire in luogo dei 25 milioni di lire inizialmente richiesti a seguito della
mediazione del BARBIERI - procuravano a s o ad altri un ingiusto profitto pari alla somma
pretesa con pari danno di rilevante gravit a carico del LO PRETE,
condotta posta in essere al fine di agevolare lattivit della cosca di appartenenza,
quale preminente articolazione territoriale della ramificata organizzazione criminale di tipo
mafioso denominata ndrangheta, oltre che avvalendosi delle condizioni previste dallart.
416bis c.p., atteso il comportamento oggettivamente idoneo ad esercitare una particolare
coartazione psicologica sulle persone in quanto dotato dei caratteri propri dell'intimidazione
derivante dallassociazione di tipo mafioso ed armata - per avere la immediata disponibilit,
per il conseguimento delle finalit dellassociazione, di armi e materie esplodenti anche
occultate o tenute in luogo di deposito - presente ed operante in prevalenza sul territorio
nazionale prima indicata.

In Melia di Scilla e territori vicini, in data successiva e prossima al 22 febbraio 2005 (data di
stipula del contratto di appalto))

FAVARA Gianluca
(capo v) della rubrica oggetto di valutazione in sede cautelare)

q. del delitto p. e p. dagli artt. 81, comma 2, 629, comma 2, in relazione allart. 628, comma 3,
nn. 1 e 3, 61, n. 7, c.p. e 7 L. 12 luglio 1991, n. 203 perch, con pi azioni esecutive del
medesimo disegno criminoso, poste in essere anche in tempi diversi in violazione della
medesima disposizione di legge, quale esponente di ndrangheta, praticando con metodi
mafiosi, ovvero con la minaccia e violenza promanante dalla spendita della sua appartenenza

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mafiosa, una costante attivit estorsiva in pregiudizio di MERCURI Domenico, titolare della
pizzeria Il vecchio mattone, sita in Rosarno, obbligandolo a pagare per mesi somme di
denaro a titolo di tangente, procurava a s o ad altri un ingiusto profitto pari alla somma
pretesa con pari danno di rilevante gravit a carico dellestorto,
condotta posta in essere al fine di agevolare lattivit della cosca di appartenenza,
quale preminente articolazione territoriale della ramificata organizzazione criminale di tipo
mafioso denominata ndrangheta, oltre che avvalendosi delle condizioni previste dallart.
416bis c.p., atteso il comportamento oggettivamente idoneo ad esercitare una particolare
coartazione psicologica sulle persone in quanto dotato dei caratteri propri dell'intimidazione
derivante dallassociazione di tipo mafioso ed armata - per avere la immediata disponibilit,
per il conseguimento delle finalit dellassociazione, di armi e materie esplodenti anche
occultate o tenute in luogo di deposito - presente ed operante in prevalenza sul territorio
nazionale prima indicata.

In Rosarno, fino al novembre del 2007).

(ALVARO Cosimo e PALERMO Rocco


(capo w) della rubrica oggetto di valutazione in sede cautelare)

r. del delitto p. e p. dagli artt. 81, comma 2, 110 c.p., 12quinquies L. 7 agosto 1992 n. 356 e 7 L.
12 luglio 1991, n. 203 perch, in concorso tra loro e con BUETI Natale (per il quale si
proceduto separatamente) e PALERMO Rosa Immacolata (per la quale si procede
separatamente), con pi azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, poste in essere
anche in tempi diversi in violazione della medesima disposizione di legge, ALVARO Cosimo
attribuiva fittiziamente agli altri, che consapevolmente ne accettavano lintestazione, la
titolarit e la gestione della casa di cura Villa Speranza, con sede in Reggio Calabria, al
fine di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali;
in particolare, ALVARO Cosimo continuava:
di fatto, quale socio e gestore occulto della predetta casa di cura, ad incamerare gli
utili rivenienti dallattivit commerciale e dallincremento di valore dellazienda per
effetto dei reinvestimenti di parte dei predetti;
condotte poste in essere al fine di agevolare lattivit della cosca ALVARO di
Sinopoli, quale preminente articolazione territoriale della ramificata organizzazione criminale
di tipo mafioso denominata ndrangheta, oltre che avvalendosi delle condizioni previste
dallart. 416bis c.p., atteso il comportamento oggettivamente idoneo ad esercitare una
particolare coartazione psicologica sulle persone in quanto dotato dei caratteri propri
dell'intimidazione derivante dallassociazione di tipo mafioso ed armata - per avere la
immediata disponibilit, per il conseguimento delle finalit dellassociazione, di armi e
materie esplodenti anche occultate o tenute in luogo di deposito - presente ed operante in
prevalenza sul territorio nazionale prima indicata.

In Reggio Calabria, dal mese di gennaio 2007 al 21 ottobre 2009.

Per ALVARO Cosimo con la recidiva specifica, ex art. 99, comma 2, n. 1, c.p., come sostituito
dallart. 4 della L. 5 dicembre 2005, n. 251).

MAZZITELLI Salvatore (ALVARO Cosimo)


(capo x) della rubrica oggetto di valutazione in sede cautelare)

s. del delitto p. e p. dagli artt. 81, comma 2, 110 c.p., 12quinquies L. 7 agosto 1992 n. 356 e 7 L.
12 luglio 1991, n. 203 perch, in concorso tra loro e con BUETI Natale (in relazione al quale
si proceduto separatamente), con pi azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, poste
in essere anche in tempi diversi in violazione della medesima disposizione di legge, ALVARO

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


Memoria del Pubblico Ministero relativa al rito abbreviato CONDELLO Demetrio + 17
PROCURA DELLA REPUBBLICA 20
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

Cosimo attribuiva fittiziamente agli altri, che consapevolmente ne accettavano lintestazione,


la titolarit e la gestione del Lido Calajunco e del ristorante Le Palme, con sede in
Reggio Calabria, al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione
patrimoniali;
in particolare, ALVARO Cosimo continuava:
di fatto, quale socio e gestore occulto del predetto esercizio pubblico, ad
incamerare gli utili rivenienti dallattivit commerciale e dallincremento di valore
dellazienda per effetto dei reinvestimenti di parte dei predetti;
condotte poste in essere al fine di agevolare lattivit della cosca ALVARO di Sinopoli, quale
preminente articolazione territoriale della ramificata organizzazione criminale di tipo
mafioso denominata ndrangheta, oltre che avvalendosi delle condizioni previste dallart.
416bis c.p., atteso il comportamento oggettivamente idoneo ad esercitare una particolare
coartazione psicologica sulle persone in quanto dotato dei caratteri propri dell'intimidazione
derivante dallassociazione di tipo mafioso ed armata - per avere la immediata disponibilit,
per il conseguimento delle finalit dellassociazione, di armi e materie esplodenti anche
occultate o tenute in luogo di deposito - presente ed operante in prevalenza sul territorio
nazionale prima indicata.

In Reggio Calabria, dal mese di giugno 2006 al 21 ottobre 2009.

Per ALVARO Cosimo con la recidiva specifica, ex art. 99, comma 2, n. 1, c.p., come sostituito
dallart. 4 della L. 5 dicembre 2005, n. 251.
Per MAZZITELLI Salvatore con la recidiva specifica, ex art. 99, comma 2, n. 1, c.p., e
reiterata, ex art. 99, comma 4, n. 1,c.p., come sostituito dallart. 4 della L. 5 dicembre 2005, n.
251.

CANALE Giovanni (ALVARO Cosimo)


(capo y) della rubrica oggetto di valutazione in sede cautelare)

t. del delitto p. e p. dagli artt. 81, comma 2, 110 c.p., 12quinquies L. 7 agosto 1992 n. 356 e 7 L.
12 luglio 1991, n. 203 perch, in concorso tra loro e con COTRONEO Gianluca (a carico del
quale si proceduto separatamente) e COTRONEO Maria Elena (a carico della quale si
procede separatamente), con pi azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, poste in
essere anche in tempi diversi in violazione della medesima disposizione di legge, ALVARO
Cosimo attribuiva fittiziamente agli altri, che consapevolmente ne accettavano lintestazione,
la titolarit e la gestione del Pub Old Gallerys s.r.l., con sede in Reggio Calabria al fine di
eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali;
in particolare, ALVARO Cosimo continuava:
di fatto, quale socio e gestore occulto del predetto esercizio pubblico, ad
incamerare gli utili rivenienti dallattivit commerciale e dallincremento di valore
dellazienda per effetto dei reinvestimenti di parte dei predetti;
condotte poste in essere al fine di agevolare lattivit della cosca ALVARO di
Sinopoli, quale preminente articolazione territoriale della ramificata organizzazione
criminale di tipo mafioso denominata ndrangheta, oltre che avvalendosi delle
condizioni previste dallart. 416bis c.p., atteso il comportamento oggettivamente idoneo
ad esercitare una particolare coartazione psicologica sulle persone in quanto dotato
dei caratteri propri dell'intimidazione derivante dallassociazione di tipo mafioso ed
armata - per avere la immediata disponibilit, per il conseguimento delle finalit
dellassociazione, di armi e materie esplodenti anche occultate o tenute in luogo di
deposito - presente ed operante in prevalenza sul territorio nazionale prima indicata.

In Reggio Calabria, dal 13 giugno 07 (data di costituzione della societ) al 21 ottobre 2009.

Per ALVARO Cosimo con la recidiva specifica, ex art. 99, comma 2, n. 1, c.p., come sostituito
dallart. 4 della L. 5 dicembre 2005, n. 251.

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

(FAVARA Gianluca
(capo aa) della rubrica oggetto di valutazione in sede cautelare)

u. del delitto p. e p. dagli artt. 110 c.p., 10 e 12 L. 14 ottobre 1974, n. 497 e 7 L. 12 luglio 1991,
n. 203 perch, in concorso con altri soggetti non ancora identificati, al fine di agevolare
lattivit della cosca di appartenenza quale preminente articolazione territoriale della
ramificata organizzazione criminale di tipo mafioso denominata ndrangheta , deteneva
illegalmente a qualsiasi titolo e portava in luogo pubblico o aperto al pubblico unarma non
meglio identificata in perfetto stato di conservazione, fornita di caricatore contenente almeno
venti colpi, da considerare arma da guerra atta allimpiego dotata del relativo
munizionamento.

Accertati in provincia di Reggio Calabria, il 13 gennaio 2006).

(ALVARO Cosimo
(capo bb) della rubrica oggetto di valutazione in sede cautelare)

v. del delitto p. e p. dagli artt. 81, comma 2, 110 c.p., 10, 12 e 14 L. 14 ottobre 1974, n. 497 e 7
L. 12 luglio 1991, n. 203 perch, in concorso con FAVARA Gianluca e IMBALZANO
Leonardo (a carico dei quali si procede separatamente), con pi azioni esecutive del
medesimo disegno criminoso, poste in essere anche in tempi diversi in violazione di diverse
disposizioni di legge, al fine di agevolare lattivit della cosca ALVARO quale preminente
articolazione territoriale della ramificata organizzazione criminale di tipo mafioso
denominata ndrangheta , lIMBALZANO portava in luogo pubblico o aperto al pubblico
in visione agli altri correi, che la detenevano illegalmente a qualsiasi titolo unitamente al
primo, unarma non meglio identificata in perfetto stato di conservazione, fornita di
caricatore contenente almeno quattro colpi, da considerare arma comune da sparo atta
allimpiego dotata del relativo munizionamento.

Accertati in Reggio Calabria, il 03 novembre 2006.

Per ALVARO Cosimo con la recidiva specifica, ex art. 99, comma 2, n. 1, c.p., come sostituito
dallart. 4 della L. 5 dicembre 2005, n. 251).

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OSSERVA

che alle ore 20.00 circa del 18 febbraio 2008, in Pellaro - via Torrente Filici II allinterno
dellabitazione di propriet di DATTOLA Maria Cristina [ nata Reggio Calabria il 9 novembre
1954, ivi residente in via SS. 106 III tratto nr. 351]1, personale della locale Sezione Anticrimine
del Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri poneva fine alla ventennale latitanza di
CONDELLO Pasquale.
Nelloccorso veniva tratto in arresto, nella flagranza del reato, BARILLA Giovanni,
unitamente a CONDELLO Giandomenico e CHILA Antonino, resisi responsabili, a vario titolo,
del delitto di favoreggiamento personale e procurata inosservanza di pena aggravata dallart. 7 della
legge nr. 203 del 1990. Inoltre, si procedeva al sequestro di una pistola marca Walter cl. 7.65 con
matricola abrasa, completa di due caricatori e complessivi 16 colpi, rinvenuta nella disponibilit del
CONDELLO stesso nonch numerosi oggetti di valore (anelli con brillanti, accendini di oro ecc.
ecc.), nonch copiosa documentazione cartacea, refertata con informativa pari numero.
Le acquisizioni investigative, sviluppate durante lintero percorso investigativo,
consentivano dindividuare una parte dei favoreggiatori che, per anni, aveva fornito, a vario titolo,
supporto al latitante (vedi informativa datata 11 marzo 2008 e seguenti).
Una volta conseguito il risultato prioritario della cattura del latitante, per, la rilettura
complessiva delle risultanze dellindagine denominata dai Carabinieri del ROS Meta, integrata
da quelle di altri procedimenti trattati da questo Ufficio, consentiva di ricostruire un quadro assai
pi vasto della composizione delle principali cosche della citt di Reggio e delle zone limitrofe e
dei loro complessi ed articolati rapporti.
Da tale analisi emergono, a parere di questUfficio, gravi indizi di colpevolezza a carico
delle persone indicate in epigrafe per il reato di cui allart. 416 bis c.p. oltre che per una serie di
reati specifici.

Il metodo investigativo utilizzato.

Gli elementi da cui sono tratti i gravi indizi di colpevolezza posti a fondamento della
presente domanda cautelare provengono, come gi evidenziato, dalle numerose intercettazioni
svolte nel corso della lunga attivit di indagine: ci impone alcune precisazioni in ordine al
metodo utilizzato dalla Autorit di Polizia Giudiziaria procedente nel corso dellascolto delle
conversazioni oggetto di interesse.
In particolare occorre sottolineare gli aspetti legati alla identificazione degli interlocutori,
alla comprensione del captato, nonch alla preliminare valutazione, sotto il profilo argomentativo
ed indiziario, delle stesse.
In relazione al primo aspetto, quello della identificazione degli interlocutori, i risultati
conseguiti sono stati assicurati tanto dalla titolarit e dalla disponibilit del mezzo intercettato da
parte degli indagati (apparati telefonici identificati per scheda telefonica, ovvero per numero IMEI,
automobili utilizzate, ecc.), sia con riferimento alle notizie fornite dai medesimi circa lidentit
degli interlocutori durante le conversazioni;
dati conoscitivi opportunamente sviluppati e confrontati con gli esiti dei servizi
complementari di osservazione e pedinamento compiuti dagli investigatori che hanno in pi
occasioni condotto al pieno riscontro di quanto narrato o intercettato.
La puntuale combinazione di tutti questi elementi, o anche solo di alcuni di essi, ha
consentito di conferire adeguato valore di affidabilit al riconoscimento vocale effettuato dagli
operanti che, adusi alla voce dei conversanti, sono stati in grado di procedere alla certa
identificazione degli interlocutori.
Le conversazioni, inoltre, sono caratterizzate da un contenuto chiaro ed intelligibile, tali da
essere perci comprese nel loro effettivo significato senza ricorrere ad operazioni ermeneutiche
dagli oscuri percorsi.

1 Labitazione era stata data in locazione, mediante contratto di affitto regolarmente registrato, a CHILA Antonino [ nato
a Melito Porto Salvo il 26 agosto 1966, residente Reggio Calabria, Frazione Pellaro via Rimembranze nr. 27,
commerciante], tratto in arresto, in flagranza di reato, in relazione al delitto di favoreggiamento personale, procurata
inosservanza di pena e detenzione illegale di arma da fuoco in concorso.

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I CRITERI DI VALUTAZIONE DEL MATERIALE INDIZIARIO

In generale.

A fondamento della presente richiesta vi sono una serie di attivit tecniche oltre che di
intercettazione tra presenti richieste, autorizzate, disposte e compiutamente effettuate nel presente
procedimento.
Preme evidenziare, a tal proposito, la natura di vera e propria confessione extragiudiziale
degli elementi provenienti dalle intercettazioni, in generale, ed ambientali in particolare.
Tale natura, invero, consente di attribuire alle stesse piena validit non solo nei confronti
del soggetto che parla (contra se) ma anche, in presenza di ulteriori elementi, nei confronti di
soggetto non direttamente coinvolto nella conversazione captata (contra alios).
In questa seconda ipotesi, peraltro, deve essere allontanata la tentazione di ricondurre all
interno dellistituto della chiamata in correit della dichiarazione captata la quale compia
riferimento ad azioni da attribuire a persona diversa dal dichiarante; appare evidente, infatti, la
diversit di contesto in cui agisce il mezzo di ricerca della prova e, di conseguenza, la diversa
genesi della corrispondente fonte di prova.
In presenza di fonte di prova proveniente da intercettazione ambientale o di altra natura,
invero, ci che occorre verificare, al fine di stabilire la credibilit intrinseca ed estrinseca, la
presenza contestuale di quattro componenti:
- spontaneit della dichiarazione;
- verosimiglianza del narrato;
- completezza espositiva;
- consistenza ed univocit interpretativa.
sufficiente, pertanto, al fine di valutare le risultanze di una attivit di intercettazione, non
solo quale mero grave indizio a fini cautelari, ma anche e soprattutto quale prova storica o
rappresentativa, verificare che:
- la captazione attenga a conversazioni genuine perch colte mentre i soggetti non potevano
minimamente sospettare di essere sottoposti ad una attivit investigativa posta in essere con tali
modalit e dunque ascoltati nella pienezza della loro attivit criminosa peraltro spontaneamente
riferita;
- oggetto dellattivit di ascolto non siano attivit meramente fittizie, ma reali; dato
acquisibile mediante tutta lattivit di riscontro, a cui attribuire funzione storicizzante, da porre in
essere contestualmente a quella primaria-acquisitiva di intercettazione;
- dalle medesime intercettazioni sia possibile acquisire elementi tendenzialmente completi
che consentano la precisa ricostruzione della dinamica di ogni singolo episodio criminoso oltre a
consentire una interpretazione dello stesso di carattere assolutamente univoco.
Giova evidenziare, per completezza, che tale impostazione trova conferma implicita in
alcune pronunce della Suprema Corte la quale ha ritenuto legittima, ai fini dell'emissione di
provvedimento cautelare, l'utilizzazione di intercettazioni ambientali contenenti confessioni
extragiudiziali, anche se le relative trascrizioni non sono integralmente depositate (nella specie,
per ragioni di riservatezza, inerenti sia alle ulteriori indagini in corso, sia a rapporti personali del
soggetto, estranei ad esse) (Cass. Pen., sez. I, sent. n. 01437 del 01/04/1992 - 12/05/1992).
Tale orientamento, infatti, seppure riguardante la legittimit dellutilizzazione di
intercettazioni ambientali, le cui trascrizioni non siano state integralmente depositate, nel compiere
un esplicito riferimento al contenuto delle intercettazioni stesse qualifica lo stesso quale
confessione extragiudiziale;
prendendo le mosse da tale assunto, invero, appare assolutamente rispettata la ratio di fondo
del mezzo di ricerca della prova attivato nel caso di specie, dovendosi individuare la stessa nella
possibilit, previo provvedimento autorizzativo del Giudice per le Indagini Preliminari, di
ascoltare le dichiarazioni spontanee effettuate dalle persone di interesse investigativo che, per la
natura del loro contenuto, ove riferite in altra sede non assumerebbero altro che la veste di
confessione vera e propria.
Occorre osservare, ancora, conformemente a consolidato indirizzo giurisprudenziale della
Suprema Corte, che nel procedimento "de libertate", la valutazione del contenuto e dei risultati

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delle intercettazioni telefoniche e del significato delle espressioni usate anche dagli interlocutori
costituiscono accertamento di fatto, riservato al giudice del merito e insindacabile in sede di
legittimit, se sostenuto da motivazione congrua e logica. (La Corte nella specie ha ritenuto
sufficiente l'indizio raccolto attraverso intercettazioni telefoniche che documentano, in modo
genuino e originario, fatti e dichiarazioni, all'insaputa degli interlocutori, costitutivi della
probabile colpevolezza in ordine al reato di cui all'articolo 416 cod. pen.) (Cass. Pen., sez. V,
sent. n. 06350 del 16/02/2000 (CC.22/12/1999).
Di assoluto rilievo, infine, ed in alcun modo indebolita dalle modifiche normative introdotte
dalla legge 1 marzo 2001, n. 63, appare la impostazione che segue, secondo la quale la rigorosa
disciplina predisposta dal legislatore per assicurare la legalit dell'acquisizione e la genuinit ed
attendibilit dei dati raccolti attraverso le intercettazioni di conversazioni o comunicazioni, viene
in rilievo esclusivamente con riferimento al giudizio finale sulla responsabilit dell'imputato e non
trova pertanto applicazione nel procedimento cautelare, in cui a legittimare l'imposizione di una
misura che limita la libert della persona sottoposta ad indagini basta il concorso di gravi indizi,
ai sensi dell'art. 273, comma primo, cod. proc. pen.; poich tali indizi, a differenza di quelli
indicati nell'art. 192, comma secondo, cod. proc. pen., a cui non viene compiuto alcun
riferimento neanche dalla nuova formulazione dellart. 273 c.p.p. a seguito delle modifiche
legislative appena ricordate, possono consistere in qualsiasi elemento che, in concreto, risulti
fortemente indicativo della probabile colpevolezza di un soggetto in relazione ad una precisa
fattispecie criminosa, anche le fonti dalle quali essi provengono possono essere le pi svariate e
tutte valide, con l'unico limite che non derivino da un'attivit compiuta in spregio di specifici
divieti normativi, essendo ovvio che l'illiceit del mezzo riverbera i suoi effetti sul risultato,
infirmandolo, ancorch utile alla prosecuzione delle indagini; l'unico limite, pertanto, alla
utilizzazione degli esiti delle intercettazioni telefoniche nella fase delle indagini preliminari e'
rappresentato dal dettato dell'art. 266 cod. proc. pen., che, ponendo una regola di portata
generale, prevede i casi, tassativamente elencati, in cui le intercettazioni sono consentite (Cass.
Pen., sez. I, sent. n. 00682 del 27/03/1995).
Indirizzo giurisprudenziale rafforzato di recente dalla Suprema Corte la quale ha ribadito
che gli indizi raccolti nel corso delle intercettazioni telefoniche possono costituire fonte diretta di
prova della colpevolezza dell'imputato e non devono necessariamente trovare riscontro in altri
elementi esterni, qualora siano: a) gravi, cioe' consistenti e resistenti alle obiezioni e quindi
attendibili e convincenti; b) precisi e non equivoci, cioe' non generici e non suscettibili di diversa
interpretazione altrettanto verosimile; c) concordanti, cioe' non contrastanti tra loro e, piu'
ancora, con altri dati o elementi certi (Cass. Pen., sez. IV, sent. n. 22391 del 21/05/2003
(ud.02/04/2003)).
A ben vedere, nessun criterio di valutazione estraneo a quelli appena riportati rinvenibile
nel sistema codicistico novellato senza correre il rischio di sostenere la necessariet di
interpretazioni estensive della norma anche in contrasto con quanto la stessa ha inteso disciplinare.
Deve osservarsi, per completezza, che il canone valutativo dei gravi indizi di colpevolezza
richiesto in sede cautelare va tenuto distinto, per il minor grado di elementi a compresenza
necessaria richiesti al fine di giungere ad una valutazione di sussistenza, da quello proprio della
fase di merito.
Invero la Suprema Corte con recente pronuncia ha evidenziato che anche dopo
lintroduzione del comm 1bis dellart. 273 ad opera dellart. 11, comma 1, della legge 63/2001,
rimangono diversi i canoni valutativi dei gravi indizi di colpevolezza ai fini dellapplicabilit di
una misura cautelare personale rispetto a quelli validi per la pronuncia di condanna, non essendo
richiesto nel primo caso che gli indizi siano gravi, precisi e concordanti. Infatti il comma 1bis
dellart. 273 introdotto dalla legge 63/2001, attuativa dei principi del giusto processo in materia
di formazione e valutazione della prova non richiama il comma 2 dellart. 192, bens soltanto i
commi 3 e 4, nonch gli articoli 195.7, 203 e 271, 1 comma, c.p.p. (Cass. Pen., sez. I, sent. n.
10000 del 24 gennaio 11 marzo 2002).
Ancora, la Suprema Corte ha ribadito il contenuto di una intercettazione, anche quando si
risolva in una precisa accusa in danno di terza persona, indicata come concorrente in un reato
alla cui consumazione anche uno degli interlocutori dichiara di aver partecipato, non e' in alcun
senso equiparabile alla chiamata in correita' e pertanto, se va anch'esso attentamente interpretato
sul piano logico e valutato su quello probatorio, non va pero' soggetto, nella predetta valutazione,

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ai canoni di cui all'art 192 comma 3 cpp (Cass. Pen., sez. V, sent. n. 13614 del 19/01/2001 -
04/04/2001).
Indirizzo, questultimo, che ha trovato recente conferma nella massima che segue nella
quale si evidenzia che lindicazione, in colloqui intercettati, di una terza persona come autore di
un reato non rappresenta una chiamata in correit (e dunque non soggiace alle regole probatorie
di cui allart. 192, 3 comma, del c.p.p.), ma va valutata e apprezzata ex se (Cass. Pen., sez. V,
sent. 21 ottobre-20 novembre 2003, n. 44716).
In sintesi, come si gi osservato gran parte del materiale probatorio sul quale si fonda la
presente richiesta frutto di lunghe attivit di intercettazione di conversazioni tra presenti e di
comunicazioni telefoniche registrate sulle utenze in uso agli indagati e ad altri coindagati ovvero
indagati di reato connesso.
Non vi dubbio che, alla stregua di un consolidato e condivisibile orientamento
giurisprudenziale, la valenza probatoria di tale mezzo di prova deve ritenersi di particolare
efficacia.
In effetti, lattivit di intercettazione, rappresentando in tempo reale laccadimento di
singoli fatti storici, costituisce senzaltro uno dei modi di raccolta della prova di natura oggettiva e,
per ci stesso, di maggiore affidabilit.
I dati che ne scaturiscono fotografano una realt possibile di artefazioni in via astratta
in sole due ipotesi: e cio quando siano contraddittori o inintelligibili, ovvero quando i protagonisti
della conversazione siano chiaramente consapevoli di essere soggetti a tale attivit di acquisizione
della prova e se ne servano in modo strumentale per falsare intenzionalmente ed in maniera
anomala la rappresentazione del dato storico.
Al di fuori di tali ipotesi - certamente non ipotizzabili nel procedimento in questione, ove
al costante timore manifestato da parte degli indagati di essere sottoposti ad attivit di
intercettazione ha corrisposto ladozione di particolari e maggiori cautele per sottrarsi agli effetti di
tale attivit, ma non gi il suo strumentale utilizzo - considerata la mole di intercettazioni disposte
ed il lungo tempo nel quale esse sono state effettuate, deve concludersi che la situazione
rappresentata da tale mezzo di prova esattamente rispondente alla realt dei fatti.
A tali conclusioni, deve giungersi anche laddove il dato indiziante desumibile
dallintercettazione sia utilizzato in pregiudizio di soggetti terzi, che quindi non hanno
partecipato al dialogo, laddove ci si intenda riferire al coinvolgimento di tali persone in attivit
illecite.
E chiaro che maggiore la valenza di prova di un dialogo laddove a parlare sia la stessa
persona nei cui confronti si utilizzino, in chiave indiziante, le affermazioni oggetto di
registrazione, ma allorch due o pi soggetti si riferiscono ad un terzo, riferendo fatti penalmente
rilevanti a carico di questi, egualmente il valore probatorio di tale atto da ritenersi elevatissimo,
salvo la comprovata circostanza o la ragionevole probabilit che, nella consapevolezza dellattivit
cui sono soggetti, gli interlocutori abbiano inteso precostituire false prove a carico del terzo
estraneo alla conversazione. Il che, secondo evidenti principi logici, non pu ritenersi plausibile
quando due o pi soggetti, comunque, riferiscano nel corpo della conversazione fatti illeciti nei
quali essi stessi risultino coinvolti.
Alla stregua di tali considerazioni, non essendo emerso alcun elemento tale da far ritenere
che gli interlocutori, le cui conversazioni sono state di volta in volta oggetto di registrazione,
abbiano inteso creare false prove, essendo evidente che gli interlocutori hanno riferito nel corso di
tali conversazioni fatti gravissimi nei quali sono direttamente ed in primo luogo coinvolti essi
stessi, deve concludersi che, nellambito del presente procedimento, agli esiti delle effettuate
attivit di intercettazione deve attribuirsi una particolare e sicura efficacia probatoria.
Naturalmente, a diversa conclusione deve giungersi nel caso in cui le notizie penalemente
rilevanti a carico di terzi siano costituite da affermazioni generiche, o da informazioni basate su
indistinti si dice, senza riferimenti a fatti precisi e oggettivamente valutabili.

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I criteri di valutazione delle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia.

Il primo elemento (si veda Cass. Pen., sez. V, sentenza del 18 gennaio 2000 n. 4888) che
occorre verificare, nellesame delle dichiarazioni rese dai coimputati del medesimo reato o da
persona imputata in un procedimento connesso consiste nella attendibilit di tali dichiarazioni.
E un elemento che va valutato in base a dati e circostanze attinenti direttamente alla persona del
collaboratore, quali il carattere, il temperamento, la vita anteatta ed i rapporti con laccusato, la
genesi ed i motivi della chiamata di correo. Inoltre lattendibilit intrinseca della chiamata di
correo, va desunta da dati specifici e non esterni ad essa, quali la spontaneit, la verosimiglianza,
la completezza della narrazione dei fatti, la concordanza fra le dichiarazioni rese in tempi diversi,
la logica interna delle dichiarazioni, la mancanza di interesse diretto allaccusa, lassenza di
contrasto con altre acquisizioni eclatanti o difficilmente superabili. Non pu negarsi lattendibilit
delle dichiarazioni del collaboratore qualora, nel corso delle indagini preliminari e/o in sede di
dibattimento, abbia ampliato le sue originarie dichiarazioni fornendo ulteriori particolari giacch la
chiamata in correit pu, senza diventare inattendibile, attuarsi progressivamente ed arricchirsi nel
tempo, specie quando i nuovi dati forniti costituiscano completamento ed integrazione dei
precedenti.
Le dichiarazioni rese, per assumere valore di prova richiedono inoltre un riscontro che non
deve necessariamente consistere in una prova distinta della colpevolezza dellincolpato, essendo
sufficienti elementi di fatto o logici che ne dimostrano per taluni effetti la veridicit o che
integrandosi con esse, ne garantiscano lattendibilit anche ab extrinseco ( v. in tal senso
[Link]. 1, 22-3-1999 n. 09531).
In tema di valutazione di plurime chiamate in correit provenienti dalla medesima
persona nella stessa vicenda processuale non pu ritenersi consentito, utilizzare gli elementi di
riscontro, accertati nei confronti di un imputato a conforto delle accuse rivolte anche ad altri
imputati. Pertanto se il dichiarante abbia chiamato in correit varie persone per vari reati e se dalle
confessioni degli accusati o da altri elementi di prova, sia riscontrata la veridicit di alcune o della
maggior parte delle accuse, ci va considerato ai soli fini del giudizio di intrinseca attendibilit del
dichiarante, ma non pu valere come altro elemento di prova a conferma di chiamata in correit
nei confronti di altro soggetto sprovvisto di riscontri propri, costituendo ci, altrimenti, palese
violazione del principio della valutazione della prova, a norma del terzo e quarto comma dellart.
192 c.p.p. Conseguentemente deve essere attribuita piena attendibilit e valenza probatoria a tutte
e soltanto quelle parti della dichiarazione accusatoria che risultano suffragate da idonei elementi di
riscontro individualizzante. ( v. Cass. Sez. 2 8-1-1997 n. 474). Ogni volta, invece, in cui la
comparazione tra le dichiarazioni abbia dato esito negativo, dovendosi escludere lesistenza stessa
del riscontro, non potr neppure attribuirsi valore alle dichiarazioni autonomamente considerate.
[]
Deve aggiungersi che le dichiarazioni accusatorie provenienti da soggetti diversi, rientranti
nelle categorie di cui allart. 192, commi 3 e 4, c.p.p., costituiscono riscontro se collimano nei dati
essenziali e nei nuclei fondamentali e se sussiste convergenza contenutistica fra di esse
(convergenza del molteplice). Le contraddizioni significative tra le varie dichiarazioni rilevano
quindi, innanzitutto e soprattutto, come mancanza di riscontro: deve per tenersi conto che non
possibile pretendere che le medesime per costituire riscontro luna dellaltra e per essere
qualificate convergenti, siano totalmente e perfettamente sovrapponibili. Eventuali discrasie o
inesattezze, soprattutto nellipotesi di narrazione relativa ad una serie vastissima di fatti criminosi,
vanno considerate ininfluenti allorquando risultino, comunque, salvaguardati i nuclei essenziali di
verit.
Questo elemento di giudizio unanimemente adottato tanto al fine di attribuire alle
dichiarazioni accusatorie non perfettamente concordanti lindicata limitata validit probatoria, sia
per osservare che se i collaboranti si fossero copiati luno con laltro la concordanza satrebbe
stata assoluta (ex pluribus Cass. Pen., sez. I, sentenza n. 42990 del 18 settembre 2008
Ud. (dep. 18/11/2008) Rv. 241821).
Un altro elemento rilevante di giudizio dato dal principio di frazionabilit delle
dichiarazioni rese dai collaboratori, nel senso che le affermazioni accusatorie, anche se denegate
per una parte del racconto per mancanza di riscontri, non diventano inutilizzabili ma assumono
rilevanza per quelle parti e nei confronti di quegli indagati per i quali reggono alla verifica
giudiziale del riscontro. La validit della dichiarazione ammissibile allorch non esista

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uninterferenza fattuale e logica fra la parte del narrato ritenuta falsa e le rimanenti parti che siano
intrinsecamente attendibili ed adeguatamente riscontrate. Detta interferenza si verifica solo quando
fra la prima parte e le altre vi sia un rapporto di causalit necessaria, ovvero quando luna sia
imprescindibile antecedente logico dellaltra ( v. in tal senso Cass. Sez 1, 18-12-2000, n.468).
In tema di attendibilit soggettiva si pone il problema delle dichiarazioni dirette
(allorquando il soggetto riferisce su circostanze a lui note per sua scienza personale) e di quelle de
relato (quando, invece, il dichiarante faccia riferimento a fatti appresi da altre persone).
La norma di cui allart. 195 CPP stabilisce che il giudice disponga, a richiesta di parte,
laudizione della persona a cui il dichiarante si riferisce quale fonte delle sue conoscenze. Eseguito
tale adempimento, le dichiarazioni de relato costituiscono elementi valorizzabili nel complessivo
quadro probatorio.
Ove, poi, la persona alla quale il dichiarante de relato ha fatto riferimento abbia affermato
la non veridicit di quanto dichiarato da questultimo, nessun dubbio in ordine al fatto che il
giudice possa valutare le dichiarazioni in questione e ritenere attendibili quelle de relato anzich
quelle della fonte indicata.
Deve, comunque, osservarsi che quando la dichiarazione del chiamante si riferisce a
circostanze non percepite da lui direttamente, non sufficiente il controllo sulla sua mera
attendibilit intrinseca, ma necessario un pi approfondito controllo del contenuto della
dichiarazione, mediante la verifica, in particolare, della sussistenza di riscontri esterni
individualizzanti (v. in tal senso Cass. Sez. 1, 12-3-1998 n. 1515).

La valutazione della chiamata di correo proveniente da soggetto intraneo alla associazione


mafiosa.

Prima di analizzare gli elementi di prova provenienti dalle plurime ed autonome dichiarazioni
rese dai collaboratori di giustizia di seguito indicati, appare opportuno sottolineare che la Suprema
Corte con indirizzo ormai costante ha pi volte affermato che in tema di chiamata di correo, non
pu definirsi "de relato" l'accusa proveniente da un correo di associazione mafiosa, il quale,
proprio per la sua qualit di associato, ha precisa e sicura conoscenza degli altri partecipanti al
sodalizio, anche se - nell'ipotesi in cui l'accusato abbia una posizione preminente nella gerarchia
dell'organizzazione - il chiamante non abbia avuto con lui contatti diretti (Cass. Pen., sez. I,
sentenza n. 38321 del 19/09/2008 Cc. (dep. 08/10/2008) Rv. 241490).
Al fine di inquadrare compiutamente tale argomento, deve evidenziarsi che:
a. le dichiarazioni de relato (rese dai collaboratori di giustizia di seguito indicati) provengono da
compartecipi del medesimo delitto, in quanto soggetti associati per loro stessa ammissione
alla ndrangheta calabrese;
b. la appartenenza di un determinato soggetto a un associazione di tipo mafioso, se non pu
certamente suffragare la dimostrazione della responsabilit dell'associato per tutti i reati fine
della associazione, costituisce, tuttavia, elemento suscettibile di valutazione ai fini
dell'apprezzamento della conferma della attendibilit di dichiarazioni di accusa ai sensi
dell'art. 192, comma 3, c.p.p.;
c. ferma l'irrilevanza delle dichiarazioni cd. circolari a confermare, in quanto tali, la attendibilit
dell'unica fonte dichiarativa primaria (circostanza questa che non si verifica nel caso di specie)
costituita da alcuno dei soggetti indicati dall'art. 192, comma 3, c.p.p., tuttavia il giudice ben
pu, a tal fine, valutare elementi di prova logica in considerazione dell'epoca e del contesto
delle riferite confidenze della anzidetta fonte primaria.
La Suprema Corte sul punto ha ritenuto opportuno, peraltro, precisare che:
a. in tema di chiamata di correo, non pu definirsi chiamata de relato l'accusa proveniente
effettivamente da un correo nel delitto di cui all'art. 416bis c.p., il quale proprio per la sua
qualit di associato ha precisa e sicura conoscenza degli altri partecipanti al sodalizio, anche
se - nell'ipotesi in cui l'accusato abbia una posizione preminente nella gerarchia
dell'organizzazione - il chiamante non abbia con lui avuto contatti diretti; se poi tale tipo di
chiamata accompagnata da una voce di riscontro, proveniente da altro collaborante, sulla cui
intrinseca attendibilit non risulta sollevato alcun dubbio, in epoca e circostanze diverse, l'alta
probabilit di commissione del reato (in cui consiste la gravit indiziaria) deve dirsi raggiunta
(Sez. 5^, 22 settembre 1998, n. 5121, Di Natale, massima n. 211926; cui adde: Sez. 1^, 10

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maggio 1993, n. 11344, Algranati, massima n. 195766; Sez. 6^, 2 novembre 1998, n. 1472,
Archesso, massima n. 213445; Sez. 5^, 10 aprile 2002, n. 24711, Condello, massima n.
222616; Sez. 1^, 26 gennaio 2006, n. 11097, Termini, massima n. 233648);
b. qualora un'associazione di tipo mafioso sia caratterizzata dall'esistenza di un organismo di
vertice (come recentemente accertato anche in relazione alla ndrangheta reggina), ogni
deliberazione di azioni delittuose di natura strategica, anche se non automaticamente
ascrivibile a coloro che quellorganismo contribuiscono a costituire, deve ritenersi riferibile ad
un contesto unitario, a meno che non siano acquisiti elementi per ritenere che il soggetto non
sia stato consultato o abbia espresso il suo dissenso (Sez. 1^, 6 dicembre 2005 n. 12393/2006,
Geraci, massima n. 234080; cui adde Sez. 2^, 2 dicembre 2005, n. 780/2006, D'Angela,
massima n. 233024: in tema di valutazione probatoria della chiamata di correo, il riscontro
individualizzante alla dichiarazione accusatoria, relativa alla partecipazione alla commissione
di un reato riconducibile ad un'associazione per delinquere, pu essere costituito dal dato
dell'appartenenza del chiamato al sodalizio criminoso, purch tale appartenenza sia accertata
anche sulla base di elementi diversi ed autonomi);
c. le dichiarazioni rese ai sensi dell'art. 192, comma 3, c.p.p., dal coimputato del medesimo reato
o da persona imputata di reato connesso sono suscettibili di riscontri oggettivi o soggettivi
(quali le dichiarazioni di altri soggetti) che confortino l'attendibilit dell'accusa; la chiamata di
correo de relato, che esige rigoroso controllo soprattutto nel caso in cui si tratti di de relato di
grado successivo al primo, sia in riferimento al suo autore immediato, sia in relazione alla
fonte originaria dell'accusa che spesso resta estranea al processo, pu trovare riscontro anche
nelle dichiarazioni di un soggetto che affermi di aver ricevuto dal chiamante la medesima
confidenza;
confidenza che costituisce valido riscontro alla chiamata e non gi pseudo-riscontro,
inammissibile come tale, in ragione del diverso contesto, specie cronologico, in cui stata
resa, in quanto antecedente di un tempo apprezzabile la chiamata de retato, s da escludere
l'ipotizzabilit di collusioni (Sez. 5^, 30 giugno 1993, n. 2542, Tornese, massima n. 195840;
cui adde: Sez. 6^, 29 maggio 1996, n. 1315, Schemmari, massima n. 208174: la chiamata di
correo, insufficiente da sola per pervenire a un giudizio di colpevolezza, e il riscontro
probatorio estrinseco, elemento per sua natura privo della consistenza di prova autosufficiente
di colpevolezza, devono integrarsi reciprocamente e formare oggetto di un giudizio
complessivo circa la validit della chiamata in correit. Di conseguenza, la deposizione
testimoniale del terzo, che riferisce in ordine a circostanze apprese direttamente dal
dichiarante, le quali costituiscono oggetto della chiamata in correit, pur non potendo attingere
al minimo di sufficienza quale autonoma prova della colpevolezza del chiamato, proprio per la
derivazione di conoscenza da un unico referente, ben pu costituire, nella globale valutazione
del giudice, l'elemento di riscontro oggettivo ed esterno dell'attendibilit della chiamata in
correit, in considerazione dell'apporto di conoscenza di elementi certi anche esterni al thema
probandum, cio del fatto di cui all'imputazione).

Deve ritenersi corretto, quindi, il costrutto argomentativo del Pubblico Ministero, laddove, si
spinga a ritenere che l'attendibilit della chiamata di correo gi valutata positivamente come
fonte degna di credibilit trovi conferma, in considerazione della matrice associativa del fatto di
reato, nel rilievo del ruolo di vertice rivestito dal chiamato allinterno della singola articolazione
territoriale della complessiva organizzazione criminale di tipo mafioso denominata ndrangheta
calabrese.
Una tale impostazione deve considerarsi possibile ove si sia proceduto alla corretta
valutazione degli elementi di prova logica costituiti dalle pregresse rivelazioni del chiamante
nell'ambito della stessa associazione, nella ristretta cerchia dei compartecipanti al delitto e in
concomitanza della esecuzione del fatto reato e, infine, degli ulteriori elementi circostanziali
costituiti dal complesso delle propalazioni.
Argomentazioni quelle appena richiamate che trovano ulteriore conferma nelle recentissime
pronunce del Supremo Collegio con le quali, allevidente fine di sgomberare il campo da residui
dubbi interpretativi, si affermato che in tema di chiamata di correo, non sono assimilabili a
pure e semplici dichiarazioni "de relato" quelle con le quali un intraneo riferisca notizie assunte
nell'ambito associativo, costituenti un patrimonio comune, in ordine ad associati ed attivit propri
della cosca mafiosa (Cass. Pen., sez. I, sentenza n. 23242 del 06/05/2010 Cc. (dep. 16/06/2010)

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Rv. 247585) (si veda anche Cass. Pen., sez. VI, sentenza n. 1472 del 02/11/1998
Ud. (dep. 04/02/1999) Rv. 213445 secondo cui: in tema di chiamata di correo, non sono
assimilabili a mere dichiarazioni "de relato" quelle con le quali si riferisca in ordine a fatti o
circostanze attinenti la vita e la attivit di un sodalizio criminoso, dei quali il dichiarante sia
venuto a conoscenza nella sua qualit di aderente, in posizione di vertice, al medesimo sodalizio,
trattandosi di un patrimonio conoscitivo derivante da un flusso circolare di informazioni
relativamente a fatti di interesse comune agli associati).

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I G RA VI I ND I ZI DI C O LP E VO L E ZZA

Lindagine svolta dai Carabinieri del R.O.S. su delega di questo Ufficio, al di l


dellobiettivo primario della cattura di Pasquale CONDELLO, si sviluppata in numerosi filoni
cosicch la presente richiesta si pu, per maggiore chiarezza articolare in quattro capitoli
principali:
1. la gestione delle estorsioni nel territorio cittadino (da Villa San Giovanni a Pellaro)
nel decennio 1999 2008;
2. le attivit investigative che hanno portato alla cattura di Pasquale CONDELLO;
3. la cosca BUDA IMERTI di Fiumara di Muro ed il ruolo degli imprenditori
Domenico e Vincenzo BARBIERI;
4. lattivit di ALVARO Cosimo nella citt di Reggio Calabria.

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CAPITOLO I

LA GESTIONE DELLE ESTORSIONI NEL TERRITORIO CITTADINO (DA VILLA


SAN GIOVANNI A PELLARO) NEL DECENNIO 1999 2008.

LANALISI DEL FENOMENO NDRANGHETA ALLA FINE DELLA SECONDA GUERRA DI MAFIA (1985
1991).

Lattento esame dei dati emersi dalla presente attivit investigativa, non pu prescindere
dallanalisi evolutiva che ha caratterizzato le consorterie criminali egemoni nella citt di Reggio
Calabria, ponendo come parametri di base le sanguinose guerre di mafia e la celebrazione di
importanti processi che, comunque, hanno inciso su assetti, oltre che su strategie criminali,
tendendo ad istituzionalizzare una strategia di sommersione.
Aldil di tali considerazioni, va precisato che negli ultimi anni la citt di Reggio Calabria
non ha registrato momenti conflittuali evidenti, ad eccezione di alcuni fatti di sangue inquadrabili
nellambito di mirati riassetti, endogeni agli stessi schieramenti, comunque funzionali al
mantenimento di equilibri criminali apparentemente immutati.
In ordine alle vicende criminali che hanno interessato la citt opportuno precisare, al fine
di comprenderne appieno il ruolo, il percorso criminale operato da CONDELLO Pasquale, il quale
dopo uniniziale militanza allinterno dellorganizzazione criminale capeggiata da DE STEFANO
Paolo, si schier con lomologo gruppo mafioso capeggiato da IMERTI Antonino, dando vita ad
una delle fasi pi tristi della storia calabrese, caratterizzata dai pi cruenti scontri di sangue
registratisi sul territorio nazionale.
Quadro quello appena accennato che trova descrizione nelle numerose dichiarazioni di
alcuni collaboratori di giustizia, ampiamente riscontrate ed inserite nellambito dei diversi
procedimenti originati dalle operazioni Olimpia, gi poste a fondamento di pi sentenze passate
in giudicato.
Precisa Giacomo Ubaldo LAURO nel corso dellinterrogatorio del 18 febbraio 1994: "" Con
gli accordi raggiunti nel settembre del 1991 si stabil anche di pianificare ai massimi livelli il
racket delle estorsioni in danno degli operatori economici al fine di evitare una duplicazione di
richieste che sarebbe stata controproducente per la "seriet" della organizzazione. Lo stesso
discorso si fece per lo spaccio di stupefacenti e per le rapine. In particolare si decise che ogni
soggetto delegato dal capo-locale ad esercitare le menzionate attivit illecite dovesse versare il
ricavato nelle mani di Pasquale CONDELLO per il gruppo condelliano o a Giovanni TEGANO per
quello destefaniano.
Questi ultimi, a loro volta, autorizzavano i vari capi-locale affiliati a svolgere il programma
criminoso da loro pianificato nei vari settori. Come gi detto, i proventi delle estorsioni ed, in
genere, di tutte le attivit illecite confluivano nelle mani dei gi citati Pasquale CONDELLO e
Giovanni TEGANO i quali, secondo gli accordi, prima di procedere alla ripartizione tra i vari
gruppi collegati, con una cadenza che doveva essere mensile, dovevano mettere da parte una quota
per le spese legali, per i carcerati e per le vedove. Le rimanenti somme si sarebbero dovute
distribuire alle varie famiglie consociate secondo le necessit ed esigenze contingenti, anche in
considerazione del numero dei latitanti che ognuna di queste aveva. Questo sistema di ripartizione
monetaria, rimase, per, sulla carta, in quanto, mi risulta, almeno per quanto concerne il mio
schieramento, che i soldi incassati da Pasquale CONDELLO si appiccicavano in modo
indissolubile alle sue tasche. La mancata ripartizione del denaro trovava naturalmente la sua
giustificazione nei pi disparati motivi. Cito ad esempio i famosi 100 milioni, di cui ho gi parlato
in altri verbali, che dovevano essere utilizzati per "aggiustare il maxi-processo". Naturalmente
nessuno osava, e ritengo nessuno tuttora osi, ribellarsi, in quanto non era prevista la possibilit di
reiterare le lamentele una seconda volta, pena l'eliminazione fisica. Devo sottolineare, in merito,
sempre con riferimento al mio schieramento, che i vari locali fino alla celebrazione del maxi-
processo, febbraio-marzo 1992, non videro il becco di un quattrino, con la sola eccezione di 5
milioni (provenienti dalla mazzetta di 80 milioni pagati dall'Ing. PRATICO' per la costruzione del
palazzetto dello sport), consegnati da Pasquale CONDELLO al gruppo SARACENO, le cui
condizioni economiche sfioravano la povert. La autonomia operativa delle famiglie era, pertanto,

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limitata a reati di piccolo cabotaggio quali i furti, truffe, l'emissione di assegni a vuoto. Anche in
questo campo, poteva, verificarsi che i responsabili di detti fatti delittuosi, naturalmente se
individuati, potevano essere chiamati dai capi supremi a "darne conto" ed invitati a non reiterare
tali azioni con l'invito, in caso contrario, ad operare nelle regioni settentrionali, dove potevano
ritagliarsi un loro spazio operativo".
2)SCOPELLITI GIUSEPPE nel corso della udienza del 19.09.97 lo descrive come uno dei
capi storici dello schieramento antidestefaniano durante la seconda guerra di mafia e riferisce di
averlo conosciuto dopo la sua ( del CONDELLO) uscita dal carcere nel corso di diversi incontri
avuti in localit San Pietro di Fiumara allorch il CONDELLO Pasquale cl 50 si sarebbe recato ,
assieme a Giovanni Fontana per discutere con Imerti Antonino di questioni attinenti la guerra di
mafia ; dimostra di saper ben distinguere tra i due CONDELLO Pasquale imputati nel presente
processo :
PRESIDENTE Chiedo scusa.. vogliamo chiarire la data di nascita del CONDELLO
Pasquale di cui parliamo? - PUBBLICO MINISTERO A quale CONDELLO Pasquale si
riferisce? INTERROGATO (SCOPELLITI GIUSEPPE) Io conosco tutti e due i CONDELLO
Pasquale.. CONDELLO Pasquale.. il maggiore, diciamo, cugino di Nino Imerti e CONDELLO
Pasquale junior, cognato di Nino Imerti - PUBBLICO MINISTERO Mentre noi stiamo
parlando del primo in questo momento, giusto? INTERROGATO (SCOPELLITI GIUSEPPE)
Si.. se non erro classe.. 50 deve essere.. - PUBBLICO MINISTERO - Va bene.
INTERROGATO (SCOPELLITI GIUSEPPE) Intorno ai 48 anni 50 anni ) ; delinea il ruolo
pi antico e quello pi recente rivestito dal limputato , a conferma delle dichiarazioni di Lauro :
...Prima dello scoppio della guerra di mafia, quando non cera guerra, era.. si pu dire il braccio
destro.. di Paolo.. paolo DE STEFANO, il defunto .. cio oltre che killer cose.. era.. uno degli
uomini di sua fiducia La spaccatura drastica stata lauto bomba su Villa San Giovanni, a
Nino Imerti, dove ci furono pure dei morti, quando scoppi lauto bomba, l ci fu la spaccatura,
anche se in precedenza cera.. cera.. un leggero attrito riguardo la morte di Luciano Palermo, che
era parente di Pasquale CONDELLO, ci fu un leggero attrito.. tra il DE STEFANO e il
CONDELLO per.. si cercava di allungare le cose.. Poi purtroppo successe quella fatidica auto
bomba e.. e la guerra scoppi a pieno ritmo ,Pasquale CONDELLO quello che alluscita del
carcere prese le redini.. durante la guerra di mafia.. prima erano.. erano. Ehm erano.. erano
in mano a Nino Imerti durante la detenzione di Pasquale CONDELLO.. Per era Pasquale
CONDELLO, come si suol dire, il perno.. il perno che.. dirigenziale della guerra di mafia.. insieme
agli altri accoscati, come Nino Imerti, i Rosmini, i Serraino....

3) Filippo Barreca nel corso della udienza del 3.10.97 ha ribadito il ruolo di esponente di
spicco del cartello antidestefaniano ( assieme ad Imerti, Rosmini e Serraino) ed ha evidenziato
come Paolo DE STEFANO dopo averlo utilizzato nel corso della prima guerra di mafia contro lo
schieramento tripodiano si fosse mostrato irriconoscente in occasione di una vicenda attinente la
spartizione di un grosso quantitativo di droga ;. trattasi dello sbarco di una nave carica di hashish
effettuato -anche con la fattiva collaborazione del gruppo catanese dei Santapaola - nella zona di
Melito Porto Salvo posta sotto il dominio di Natale Iamonte nel 1981 - 82.
Va evidenziato come a quellepoca il Barreca fosse interessato al traffico della droga che
poi sarebbe sfociato nel famoso processo Droga 2 in relazione al quale ha riportato, cfr sentenza
in atti, condanna passata in giudicato assieme ad Araniti Santo , coimputato nel presente processo
, ritenuto capo dellomonima cosca e a sua volta condannato, anche in virt delle dichiarazioni di
Filippo Barreca , con sentenza definitiva della Corte di Assise di appello di Reggio Calabria del
13.3.1998 per lomicidio, commesso nellagosto del 1989, dellon. Lodovico Ligato, ritenuto dallo
schieramento antidestefaniano come il referente politico delle file destefaniane durante la seconda
guerra di mafia .
Il Barreca ha poi riferito che ricevette una raccomandazione da parte di Araniti Santo
affinch una parte della droga fosse ceduta al CONDELLO dimenticato dal Paolo DE
STEFANO nonostante limpegno profuso durante la prima guerra di mafia ; per tali motivi gi dal
1981-1982 il CONDELLO nutriva del rancore verso i DE STEFANO cos come analogo
risentimento nutriva lAraniti Santo, anchegli alleato dei DE STEFANO nella guerra contro Mico
Tripodo, per essere stato tenuto fuori dalla vicenda attinente il raddoppio del binario

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ferroviario Reggio -Villa San Giovanni ( importante sottolineare che altra condanna definitiva
per lomicidio Ligato e per la stessa causale summenzionata - leliminazione del referente politico
di primo piano dello schieramento destefaniano - ha riguardato anche il CONDELLO Pasquale cl
50, a suggello delle dichiarazioni del Barreca circa i motivi del coinvolgimento del CONDELLO e
dellAraniti Santo nellambito dello schieramento secessionista durante la seconda guerra di
mafia) .
4)Riggio Giovanni nel corso della udienza del 18.10.97 ha confermato che il CONDELLO
era ritenuto dalla sua cosca ( Latella) e dal pi ampio schieramento destefaniano del quale tale
raggruppamento criminale faceva parte uno degli esponenti di spicco dello schieramento
avversario ( formato dalle cosche Rosmini, Serraino, CONDELLO, Fontana, Saraceno, Imerti) ed
ha aggiunto che si tent di eliminarlo durante la guerra di mafia ( una volta allinterno del
carcere, altra volta in occasione dellomicidio di Lombardo Umberto nelle campagne di Archi ,
poch vittima designata in tale occasione era proprio il CONDELLO) ( ... Si, pensavano che
quella mattina i killers pensavano che ci fosse anche lui, perch il giorno prima era stato visto
anche il Pasquale CONDELLO insieme al Lombardo, mentre laltra occasione si verificata tra
verso linizio del inizio 87 e praticamente il Pasquale CONDELLO era detenuto
allinterno del carcere, alla sezione camerotti e avevano preparato un piano, la cosca TEGANO
insieme alla cosca LIBRI, di salire creare una impalcatura vicino al muro di cinta del carcere,
dove cera una chiesetta, salire nella creare questa impalcatura ...; ...quando quasi era tutto
ultimato un prete un prete, il custode della chiesetta andato l a controllare, si trovato
davanti questa impalcatura e ha dato lallarme. )
5) Gull Antonino alla udienza del 3.11.97 ha riferito di averlo conosciuto - durante la
guerra di mafia e mentre il CONDELLO er latitante- presso i Rosmini ; ha aggiunto che il
CONDELLO partecip ad una riunione indetta alla fine del '91 a casa di Peppe Caridi per
determinare i nuovi assetti conseguenti alla pacificazione ; lo accompagn Carmelo Palermo fino
a casa dei Rosmini ed alla riunione parteciparono Pasquale CONDELLO, Diego Rosmini, Peppe
Caridi, Domenico LIBRI, Peppe Melari, Cosimo Borghetto ; oggetto del convegno fu la divisione
delle percentuali delle tangenti da suddividersi tra le cosche operanti negli stessi quartieri cittadini
e contrapposti tra di loro durante la guerra mafiosa (Modena al 60% tra Peppe Melari e 40%
Diego Rosmini, S. Giorgio al 50% tra Diego Rosmini e Peppe Caridi, S. Caterina al 50% tra i Lo
Giudice e i Rosmini) ; il collaboratore riferisce , altres, di altra riunione (cui parteciparono
CONDELLO Pasquale, lo stesso Gull, Diego Rosmini, Leandro Span e Vincenzo Barreca,
fratello di Filippo) svoltasi ad Arangea ed avente ad oggetto il tentativo di far ritrattare Barreca
Filippo che gi stava rendendo dichiarazioni accusatorie in relazione allomicidio, quelle stesse
dichiarazioni che avevano avuto come effetto lemissione di ordinanze di custodia cautelare per
lassassinio in oggetto
6)Rod Antonino alla udienza del 4.11.97 ha escluso di aver mai conosciuto CONDELLO
Pasquale Senior .
7)Iero Paolo alla udienza dell11.11.97 ha indicato nel CONDELLO uno degli esponenti di
spicco del cartello antidestefaniano ( ...il capo promotore del nostro gruppo; quando uscito dal
carcere, lui allinizio del 1988, gli anni 88, ha preso le redini lui della guerra di mafia, e ha
detto lui la guerra fino a come si conclusa con la pace nel nel 1991. stato lui il capo
promotore... ; ...gli schieramenti durante la guerra di mafia erano il gruppo DE STEFANO
contro Imerti, CONDELLO inizialmente, poi si sono coinvolti i Serraino con i CONDELLO, i
Rosmini a favore dei CONDELLO, i LIBRI con i DE STEFANO e i Latella anche con i DE
STEFANO... ). Ha aggiunto che verso la fine dellanno 1992, dopo la sentenza di primo grado
emessa nel processo Santa Barbara , era stato ideato un progetto di evasione dal carcere di Palmi
cui avrebbero dovuto partecipare lui stesso , componenti della famiglia Rosmini nonch Lombardo
Giuseppe , da tempo controllato dalle cosche Rosmini e CONDELLO - rappresentate alluopo
dallo stesso Iero e da Tripodi Giovanni, uomo di fiducia del CONDELLO Pasquale senior- per il
timore di un suo possibile pentimento in conseguenza delle crisi depressive di cui soffriva .
Precisi riscontri cronologici derivano dal periodo detentivo di CONDELLO Pasquale cl 50 (
scarcerato il 22.01.88 ) e dalla data della pronunzia della Corte di Assise di Reggio Calabria
(14.11.92) .

8) Rocco Buda, intraneo alla cosca Imerti , alla udienza del 4.11.97 ha indicato nel
CONDELLO Pasquale senior uno dei capi dello schieramento vicino allImerti Antonino con il

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quale si incontrava spesso a San Pietro di Fiumara per concordare strategie operative delittuose,
col accompagnato dai fidi Iann Paolo e Tripodi Giovanni .

9) Festa Domenico, intraneo al clan Serraino-Rosmini, nel corso dela udienza


dell11.11.97, riferisce di aver conosciuto il CONDELLO come uno dei capi dello schieramento
antidestefaniano nel corso dellanno 1989 in casa dei Rosmini.
10) Ierardo Michele, altro collaboratore di giustizia, nel corso della udienza del 27.10.97
riferendo di fatti pregressi inerenti la prima guerra di mafia, confermando quanto gi sostenuto da
altri pentiti, conferma che in quel contesto fu il braccio destro di Paolo DE STEFANO
11) Lombardo Giuseppe, intraneo al clan CONDELLO, nel corso della udienza del
14.11.97 , ha affermato che il CONDELLO ( cos come Pasquale TEGANO per lo schieramento
opposto) era -almeno sino allepoca del suo pentimento ( verificatosi nel marzo del 1997) - il
soggetto pi rappresentativo del panorama ndranghetistico
12) Ranieri giovanni, intraneo al clan Imerti ,nel corso della udienza del 14.02.98, lo
descrive come uno dei capi ( il capo indiscusso di tutti i capi) e narra di un mandato
conferitogli, per il tramite di Paolo Iann , allo scopo di uccidere Pasquale LIBRI .
E attualmente latitante dalla fine del mese di novembre dellanno 1990 , epoca
dellemissione a suo carico di ordinanza di custodia carceraria per il cd procedimento Santa
Barbara , in relazione al quale ha riportato condanna definitiva , per il reato di cui allart. 416 bis
CP contestato sino al 24.11.1990 ( cfr capo S della sentenza della Corte di Assise di Appello di RC
dell8.6.94, confermata in Cassazione) .
Dal coacervo delle dichiarazioni dei collaboratori Lauro, Lombardo, Gull e Iero si desume
che la condotta criminale di rango supremo ( determinatore degli assetti della pax e in grado di
influire sugli sviluppi di inchieste giudiziarie intimidendo collaboratori di giustizia, ect...) del
CONDELLO Pasquale cl 50 si sicuramente protratta oltre la cennata data del 24.11.90 ( per
consolidata giurisprudenza di legittimit ove la contestazione associativa sia chiusa , con
lindicazione cio del termine finale di adesione alla consorteria , la permanenza del delitto di cui
allart. 416 bis CP non si protrae sino alla data della sentenza di primo grado , cos come accade
allorch la contestazione sia aperta ) e ci vieppi avvalorata dallattuale lunghissima
latitanza ,sicuramente favorita dai legami personale e finanziari che il soggetto conserva con i
membri della sua organizzazione.
Ritenuto per concorde affermazione di tutti i pentiti capo della omonima organizzazione
mafiosa sussiste la contestata aggravante e , pena equa, in base ai criteri di cui allart. 133 CP,.
stimasi quella di anni 14 di reclusione.

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LE SENTENZE OLIMPIA IN RELAZIONE A COSA NUOVA E LE DICHIARAZIONI DEI


COLLABORATORI SULLE QUALI LIPOTESI SI FONDA.

Loperazione Olimpia condotta da questo Ufficio nei primi anni novanta del secolo scorso,
ha tentato di ricostruire lesistenza di un vertice unitario della ndrangheta calabrese.
Lipotesi accusatoria fotografava la struttura della organizzazione criminale di interesse
fino al 1998 sulla base di un portato probatorio che sottoposto al vaglio dibattimentale stato
ritenuto dai giudici, di primo e secondo grado, insufficiente a sostenere una pronuncia di
condanna.
Si legge nella sentenza di secondo grado relativa allo specifico capo di imputazione:
Disattesa stata, inoltre, anche lipotesi daccusa di cui al capo F 18 relativa alla
sussistenza di un organismo decisionale verticistico posto in essere a decorrere dallestate 1991
(e, cio, alla fine della guerra di mafia che ha insanguinato la citt di RC per oltre cinque anni)
allinterno dellassociazione mafiosa denominata Cosa Nuova, allo scopo di assumere le decisioni
pi importanti, di risolvere le pi gravi controversie insorte tra i vari clans, di tenere i rapporti
con altre organizzazioni criminali nazionali ed internazionali, con la massoneria e con le
Istituzioni.
Sono, pertanto, stati assolti dal delitto anzidetto con la formula relativa allinsussistenza
del fatto, applicata anche al deceduto Romeo Sebastiano, gli imputati Bellocco Umberto (cl. 33),
Barbaro Francesco (cl. 27), Iamonte Natale (cl. 27), Araniti Santo (cl. 47), Cataldo Giuseppe (cl.
38), Ursino Luigi (cl. 33), Alvaro Domenico (cl. 24), Piromalli Giuseppe (cl. 21), Papalia Rocco
(cl. 50), Pelle Antonio (cl. 32), Morabito Giuseppe (cl. 34), Serraino Paolo (cl. 42), Serraino
Domenico (cl. 45), Nirta Antonio (cl. 1919), LIBRI Domenico (cl. 34), TEGANO Giovanni (cl. 39),
Mammoliti Antonio (cl. 37), Imerti Antonino (cl. 46), CONDELLO Pasquale (cl. 50), Piromalli
Gioacchino (cl. 34).
La decisione appellata ha sostenuto che, pur non potendosi escludere che dopo la fine del
cruento conflitto i capi delle singole organizzazioni mafiose avessero avuto la possibilit di
incontrarsi allo scopo di trattare affari criminali di comune interesse e per dirimere contrasti
potenziali o in atto tra le cosche, purtuttavia non potesse dirsi raggiunta la prova che tali riunioni
avessero avuto come presupposto la struttura organizzativa in contestazione, potendo le stesse
essere state volute solo da alcuni clans e potendo anche essere state caratterizzate dal fatto che
ciascuno dei partecipanti non si fosse sentito vincolato dalla deliberazione adottata dalla
maggioranza, affermando, da ultimo, che probabilmente leco di tali simili riunioni era arrivato
allorecchio dei collaboratori in modo deformato, ossia istituzionalizzando in un ente mafioso
inesistente gli stessi partecipanti.

Le ragioni della presente richiesta.

Come gi si detto, le sentenze Olimpia, confermate anche dalla Corte di Cassazione


hanno fotografato la realt criminale presa in esame sulla base del materiale probatorio sottoposto
allesame dei Giudici e che si fermava, in buona sostanza, a met degli anni 90, con le ulteriori
conoscenze offerte, fino al 1998, per la zona ionica, dalle intercettazioni del processo Armonia.
Oggetto della presente richiesta non quello di esaminare nuovamente, alla luce delle
indagini degli ultimi anni, lassetto complessivo dei rappporti tra le cosche mafiose dellintera
provincia.
Lo scopo della prima parte della stessa , invece, quello di prendere in considerazione le
risultanze probatorie pi recenti e relative alla citt di Reggio ed alle zone limitrofe, con
particolare riguardo ad una delle attivit caratteristiche dellassociazione mafiosa, quella delle
estorsioni.
Quali fossero gli accordi intercorsi tra i due schieramenti mafiosi che si erano fronteggiati
nel corso dello scontro, emerge con chiarezza dalle dichiarazioni rese al Pubblico Ministero dai
collaboratori di giustizia;
in particolare, Giacomo Ubaldo LAURO nel corso dellinterrogatorio del 18 febbraio 1994
precisa quanto segue: "" Con gli accordi raggiunti nel settembre del 1991 si stabil anche di
pianificare ai massimi livelli il racket delle estorsioni in danno degli operatori economici al fine di
evitare una duplicazione di richieste che sarebbe stata controproducente per la "seriet" della

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organizzazione. Lo stesso discorso si fece per lo spaccio di stupefacenti e per le rapine. In


particolare si decise che ogni soggetto delegato dal capo-locale ad esercitare le menzionate
attivit illecite dovesse versare il ricavato nelle mani di Pasquale CONDELLO per il gruppo
condelliano o a Giovanni TEGANO per quello destefaniano.
Questi ultimi, a loro volta, autorizzavano i vari capi-locale affiliati a svolgere il programma
criminoso da loro pianificato nei vari settori. Come gi detto, i proventi delle estorsioni ed, in
genere, di tutte le attivit illecite confluivano nelle mani dei gi citati Pasquale CONDELLO e
Giovanni TEGANO i quali, secondo gli accordi, prima di procedere alla ripartizione tra i vari
gruppi collegati, con una cadenza che doveva essere mensile, dovevano mettere da parte una quota
per le spese legali, per i carcerati e per le vedove. Le rimanenti somme si sarebbero dovute
distribuire alle varie famiglie consociate secondo le necessit ed esigenze contingenti, anche in
considerazione del numero dei latitanti che ognuna di queste aveva. Questo sistema di ripartizione
monetaria, rimase, per, sulla carta, in quanto, mi risulta, almeno per quanto concerne il mio
schieramento, che i soldi incassati da Pasquale CONDELLO si appiccicavano in modo
indissolubile alle sue tasche. La mancata ripartizione del denaro trovava naturalmente la sua
giustificazione nei pi disparati motivi. Cito ad esempio i famosi 100 milioni, di cui ho gi parlato
in altri verbali, che dovevano essere utilizzati per "aggiustare il maxi-processo". Naturalmente
nessuno osava, e ritengo nessuno tuttora osi, ribellarsi, in quanto non era prevista la possibilit di
reiterare le lamentele una seconda volta, pena l'eliminazione fisica. Devo sottolineare, in merito,
sempre con riferimento al mio schieramento, che i vari locali fino alla celebrazione del maxi-
processo, febbraio-marzo 1992, non videro il becco di un quattrino, con la sola eccezione di 5
milioni (provenienti dalla mazzetta di 80 milioni pagati dall'Ing. PRATICO' per la costruzione del
palazzetto dello sport), consegnati da Pasquale CONDELLO al gruppo SARACENO, le cui
condizioni economiche sfioravano la povert. La autonomia operativa delle famiglie era, pertanto,
limitata a reati di piccolo cabotaggio quali i furti, truffe, l'emissione di assegni a vuoto. Anche in
questo campo, poteva, verificarsi che i responsabili di detti fatti delittuosi, naturalmente se
individuati, potevano essere chiamati dai capi supremi a "darne conto" ed invitati a non reiterare
tali azioni con l'invito, in caso contrario, ad operare nelle regioni settentrionali, dove potevano
ritagliarsi un loro spazio operativo".

In data 25 agosto 1994, il collaboratore di giustizia Giuseppe SCOPELLITI ad aggiungere:


...Dopo la pacificazione pertanto tutti i proventi estorsivi vengono suddivisi in parti uguali
fra i due schieramenti; a ci si giunti, come pi volte accennato, a seguito di accordi intercorsi
tra gli imertiani da una parte ed i De stefaniani dall' altra garantiti da due carismatici esponenti
della 'ndrangheta, quali ALVARO Domenico per il nostro gruppo (CONDELLO IMERTI
SERRAINO n.d.r.) e NIRTA Antonino per quello contrapposto (DE STEFANO TEGANO
LIBRI n.d.r.). In relazione alle diverse zone vennero individuati i rappresentanti dei due
schieramenti abilitati a riscuotere insieme le mazzette per poi consegnarle ai vertici delle rispettive
organizzazioni....-

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LA SUDDIVISIONE DEL TERRITORIO CITTADINO RICOSTRUITA DALLA SENTENZA EMESSA A


CONCLUSIONE DEL PROCESSO OLIMPIA.

La Suprema Corte di Cassazione in data 10 aprile 2002 ha definitivamente affermato la


presenza, nei territori facenti parte del capoluogo di provincia reggino, di numerosi gruppi
criminali i cui principali sono riconducibili alle famiglie CONDELLO, TEGANO, DE STEFANO
e LIBRI.
La ripartizione delle singole porzioni di tale ambito territoriale tra le diverse famiglie,
rimasta sostanzialmente quella stabilita allavvio del conflitto che ha insanguinato il capoluogo
negli anni 1985 1991, comport la divisione dellarea territoriale in 13 comprensori, come
emerso dagli apporti dichiarativi di numerosi collaboratori di giustizia.
Ciascun ambito venne attribuito ad una diversa famiglia che, a sua volta e nella stragrande
maggioranza dei casi, era parte di uno dei due schieramenti mafiosi formatosi durante la seconda
guerra di ndrangheta.
Tali comprensori, con riferimento al centro abitato di Reggio Calabria, evidenziavano
lavvenuta creazione di tre grandi zone:
la zona centro, attribuita alle consorterie criminali riconducibili ai DE STEFANO, ai
TEGANO ed ai LIBRI;
la zona sud, attribuita ai LATELLA-FICARA ed ai LABATE, questultimiristretti nel
quartiere Gebbione;
la zona nord, in direzione Gallico, assegnata al controllo delle famiglie raggruppate
attorno al cartello mafioso CONDELLO SARACENO - FONTANA.
In particolare:

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i DE STEFANO ed i TEGANO confermavano il proprio dominio, in totale e reciproca


autonomia, sullarea includente la zona C.E.P. di Archi, su quella circostante il corso Garibaldi, la
via Marina, la via Aschenez, la piazza Mercato, con limite ovest di piazza Carmine, esclusa dal
detto comprensorio, nonch le zone di via Cardinale Portanova e dellEremo di Condera;
gli esponenti della famiglia ROSMINI, che nel corso della seconda guerra di mafia erano
confluiti nel cartello criminale facente capo a Pasquale CONDELLO, operavano allinterno del
settore comprendente larea che va da via Pio XI a piazza Carmine, nella zona centro sino alla
Stazione Centrale delle Ferrovie, ivi compresa via Vecchio Macello sino al ponte San Pietro e
nella zona Tremulini, dal ponte San Brunello alla via Amendola;
ai componenti la famiglia LIBRI era stata attribuita larea includente la zona di Sbarre
Centrali, sino al ponte SantAgata, le localit di Vinco, di Cannav e di Spirito Santo;
agli affiliati della consorteria LATELLA - FICARA veniva riservata la gestione delle
attivit illecite sulle frazioni di Croce Valanidi, di Luppinari sino a San Giuseppe, di Arangea, di
parte della localit Ravagnese, di SantElia, di Saracinello, di San Gregorio, di San Leo e di
Occhio di Pellaro;
alla famiglia LABATE, legata ad importanti consorterie della provincia (IAMONTE,
reggente il locale di Melito Porto Salvo e GARONFALO, collocata al vertice del locale di Campo
Calabro), veniva confermato il possesso dellarea inglobata tra il torrente Calopinace ed il
torrente S. Agata, coincidente con il quartiere Gebbione;
alla famiglia SERRAINO, operante nei quartieri di Modena (in direzione San Sperato,
Cataforio, Mosorroffa) e di Arangea (con limite fornito dalle localit Vinco e Pavigliana), veniva
mantenuto lo storico predominio sulle municipalit di Cardeto (RC) e Santo Stefano
dAspromonte (RC);
alla consorteria LO GIUDICE era attribuito un settore cittadino comprendente le aree di
piazza De Nava, di via Veneto, del mercato di piazza del Popolo e del quartiere Santa Caterina,
sino a Vito Inferiore escluso, nonch la zona porto, questultima delimitata da via Roma;
al gruppo criminale FONTANA-SARACENO erano attribuite porzioni rilevanti delle
frazioni Gallico ed Archi Carmine, ritenute aree di qualificato interesse criminale e sensibili per gli
equiLIBRI criminali;
ai confini con queste aree erano state estese le competenze degli aderenti alla famiglia
RUGOLINO, gravitante sui quartieri di Catona sino alla localit Spontone, nonch sulla met del
comprensorio di Arghill;
il casato ARANITI, il cui capo Santo era da considerare tra i vertici di spicco dello
schieramento condelliano, continuava ad operare nel territorio compreso tra le localit di
Sambatello e di Diminuiti, localizzato nellarea nord del Comune di Reggio Calabria.

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GLI ASSETTI CRIMINALI DOPO LA PAX MAFIOSA ED IL RUOLO DEGLI ESPONENTI DI VERTICE
DELLE PRINCIPALI ORGANIZZAZIONI CRIMINALI OPERANTI IN PROVINCIA DI REGGIO CALABRIA.

Sui nuovi assetti criminali tra le cosche reggine alla fine degli anni 90 ed agli inizi del 2000
indicazioni preziose vengono offerte dal collaboratore di giustizia Antonino FIUME.

LE DICHIARAZIONI DI ANTONINO FIUME.

La genesi delle collaborazione.

Nella parte motiva della sentenza emessa in data 14 marzo 2005 a conclusione del giudizio
abbreviato relativo al procedimento penale n. 209/99 R.G. notizie di reato/mod.21DDA, celebrato
a carico di Giuseppe DE STEFANO + altri, il Giudice per lUdienza Preliminare si sofferma sui
profili da cui si trae la credibilit soggettiva del collaborante e lattendibilit intrinseca ed
estrinseca delle dichiarazioni rese:
Nessun dubbio si pone con riferimento alla attendibilit intrinseca di quanto riferito dal
FIUME, che si contraddistingue, oltre che per la genuinit, in quanto porta a conoscenza degli
investigatori specifici episodi delittuosi e questioni inerenti ai rapporti interpersonali tra i sodali
con i quali egli entrato in contatto in occasione della sua partecipazione alla associazione per
delinquere di stampo mafioso oggetto del presente procedimento, anche per costanza, coerenza
logica e densit di particolari del narrato. Inoltre, il FIUME riferisce degli omicidi cui ha
partecipato in prima persona e di cui si autoaccusa, nonch degli episodi di estorsione di cui a
conoscenza per averne appreso i particolari dagli stessi esponenti della cosca De Stefano che li
hanno commessi, il che accresce la attendibilit della narrazione.
Naturalmente, prescindendo dalle considerazioni generali fin qui svolte, la attendibilit
intrinseca del collaboratore non potr comunque essere considerata in modo assoluto e globale,
bens dovr essere valutata in modo specifico con riferimento ad ogni singola dichiarazione
accusatoria sotto i profili della genuinit, della spontaneit, del disinteresse, della costanza e
della coerenza logica, in ossequio al principio della frazionabilit delle chiamate di correo,
affermato dalla giurisprudenza di legittimit (v. massime giurisprudenziali di seguito riportate).

Sullo specifico punto della genuinit della collaborazione apportata dal FIUME, non pu
che evidenziasi come lo stesso fosse organicamente inserito nella cosca riconducibile alla famiglia
mafiosa di Archi, in quanto aveva intrattenuto per sei anni una relazione sentimentale con Giorgia
De Stefano, figlia di Paolo De Stefano, esponente di spicco della omonima cosca e ucciso nel 1985
in piena guerra di mafia a Reggio Calabria, nonch sorella di Carmine e Giuseppe.
A tal proposito giova riportare quanto ricostruito sul punto dagli investigatori:
La presente richiesta trae origine in primo luogo - dallattivit di indagine compiuta
dalla Squadra Mobile della Questura di Reggio Calabria finalizzata alla cattura dei latitanti
Orazio e Carmine DE STEFANO, rispettivamente zio e nipote, esponenti di spicco della
omonima famiglia mafiosa di Archi, e sfociata nella cattura del secondo.
Nellambito di tale attivit sono state effettuate accurate indagini i cui risultati, oltre a
consentire la cattura del predetto Carmine DE STEFANO, nonch ad indicare i soggetti che ne
hanno favorito la latitanza, hanno contribuito a delineare il quadro attuale della struttura
organizzativa criminale facente capo alla famiglia De Stefano, con lindividuazione dei soggetti
che hanno fornito la propria disponibilit a commettere episodi delittuosi per conto e
nellinteresse della cosca.
Fondamentale apporto hanno a tale fine fornito le dichiarazioni etero ed auto
accusatorie rese da FIUME Antonino, oggi collaboratore di giustizia destinatario di misure di
protezione, il quale nel febbraio 2002, dopo la cattura di Carmine DE STEFANO, si present
spontaneamente presso la Questura di Reggio Calabria avviando immediatamente un rapporto
collaborativo con il P.M., al quale forn una considerevole mole di informazioni sugli attuali
assetti organizzativi della cosca DE STEFANO e su di una serie di attivit criminali riconducibili
ai nuovi personaggi inseriti a pieno titolo nella stessa.
In particolare, mette conto rilevare, anche al fine di evidenziare i caratteri di
spontaneit, completezza espositiva, precisione ed univocit dichiarativa della collaborazione di

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FIUME Antonio, che:


a) FIUME Antonio, da soggetto libero,si presenta alla Polizia di Stato chiedendo di
conferire con il P.M.;
b) da subito rende dichiarazioni circostanziate e complete (cfr. verbale c.d. di intenti),
senza palesare alcuna reticenza;
c) il contesto dichiarativo si lascia apprezzare per la spontaneit dei riferimenti,
supportati immediatamente dalla indicazione di una miriade di riscontri;
d) in tale ultima ottica, vanno collocati i rinvenimenti di veri e propri arsenali di armi della
cosca (donde, laggravante contestata), nonch la palese preoccupazione che assale gli affiliati,
una volta appresa la notizia che FIUME era in Questura per vuotare il sacco (cfr.
intercettazioni telefoniche in atti, illuminanti anche circa lesistenza di una rete capillare di
complicit di cui gode la cosca).

omissis

Preliminarmente pu affermarsi come il FIUME nel riferire quanto a sua conoscenza


sulla esistenza ed operativit della cosca De Stefano cui egli stato affiliato, offre
immediatamente una solida e concreta opportunit di riscontrare estrinsecamente lattendibilit
delle sue dichiarazioni sul punto, mediante il ritrovamento (reso possibili appunto grazie alle
indicazioni fornite agli investigatori dal FIUME) di un vero e proprio arsenale riconducibile
inequivocabilmente alla famiglia De Stefano. Sul punto si riporta quanto riferito dal PM a suo
tempo nella richiesta cautelare:

() In data 20 Marzo 2002, alle ore 17.30 circa, allinterno di un casolare in disuso e in
completo stato di abbandono, sito in via SS 18 I tratto in Archi e, precisamente alle spalle
dellesercizio commerciale EUROGEL di propriet dei DE STEFANO, sito sulla stessa via al
civico 2/B, su indicazione di FIUME venivano rinvenute:
1. cm. 85 circa di miccia a lenta combustione con rivestimento in PVC di colore
amaranto;
2. cm 85 circa di miccia a lenta combustione con rivestimento in juta viplata
assemblata ad un detonatore del nr. 8 con fondello concavo;
3. Nr. 4 bombe a mano modello M. 75 completi di contenitori balistici di
provenienza slava;
4. Nr. 2 lattine di gas butano, del tipo da campeggio;
5. Nr. 1 bomba-tubo di fattura artigianale (cm 8 x 23), caricata con esplosivo da
lancio, di granitura lamellare con foro per linnesco;
6. Nr. 1 bomba-tubo di fattura artigianale (cm 9 x 26), caricata con esplosivo da
lancio, di granitura lamellare con foro per linnesco;
7. Kg. 7,8 di esplosivo da lancio a granitura lamellare;
8. Nr. 1 silenziatore per arma lunga di fattura artigianale;
9. Nr. 1 borsone di colore blu e azzurro, con due manici e cerniera superiore;
10. Nr. 1 giubbotto antiproiettile marca American Body Armor & Equipment Inc.,
recante data di fabbricazione Feb. 1989, modello EV taglia X Large, di colore grigio con nr. 7
bottoni e 2 taschini sul davanti (tipo gilet) in buono stato di conservazione;
11. Nr. 1 giubbotto antiproiettile di colore blu, senza etichetta di identificazione,
con 3 tasche anteriori, in buono stato di conservazione;
12. Nr. 1 giubbotto antiproiettile di colore blu, senza etichetta di identificazione, in
pessimo stato di conservazione.
()
Sempre sulla base delle indicazioni di Nino FIUME questufficio rinveniva un vero e
proprio arsenale localizzato presso i capannoni sede dellattivit industriale dello stesso
collaborante ubicati in questa via Nazionale 18 Archi e presso un deposito di materiale di tale
SAPONE Antonio sito in zona Saracinello di questa citt.

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In particolare presso il deposito di SAPONE Antonio2 veniva rinvenuto:


 nr. 115 cartucce cal. 223; due pacchi da 30 cartucce 22 cal. 7.62 parabellum;
nr.22 cartucce cal. 7.62 parabellum; nr. 22 cartucce cal. 357 magnum con ogiva di piombo; nr. 49
cartucce cal. 357 con ogiva argentata; nr. 6 pacchi da 25 cartucce cal. 9 mm. Luger; nr. 34
cartucce cal. 7.62 parabellum; nr. 3 pacchi da 5 cartucce cal. 12/67; nr. 45 cartucce cal. 7.65; nr.
5 pacchi da 10 cartucce cal. 9x19; nr. 73 cartucce cal. 9x19; nr. 18 cartucce cal. hp45 con punta
conica; nr. 50 cartucce hp 45 con punta ovale; nr. 1 cartuccia cal. 22; nr. 1 cartuccia cal. 6.35;
nr. 20 cartucce cal. 38; nr. 50 cartucce cal. 357 magnum; nr. 10 caricatori da 8 per cartucce cal.
7.65 di cui uno pieno; nr. 22 caricatori per cartucce cal. 9; nr. 1 caricatore per cartucce cal. 12;
nr. 2 due caricatori per arma lunga; il presente munizionamento era custodito allinterno di nr. 2
borse in tela plastificata di cui una di colore verde/rosso con disegno a quadri, e altra di colore
grigio, rispettivamente rinvenute occultate una dietro una fila di bidoni in plastica, allinterno di
un locale in muratura e copertura in lamiera, sito allinterno dellarea adibita a deposito, e una
dentro uno dei bidoni menzionati.
 Nr. 1 arma lunga modello fucile SPAS 12 privo di caricatore e con matricola
abrasa ed nr. 1 pistola revolver cal. 45, priva di matricola, rinvenuti allinterno di un bidone in
lamiera pieno di gasolio, posto sotto una tettoia in lamiera sita allinterno del deposito;
 Nr. 1 fucile a pompa marca Beretta con matricola abrasa, nr. 1 canna marca
Franchi priva matricola, nr. 1 fucile mitragliatore modello Norinco con matricola punzonata con
sigla 56SS AUTO con calcio pieghevole, nr. 1 fucile mitragliatore mod. Norinco con sigla 56S
517128 impressa su castello e sigla nr. 7128 con impugnatura fissa, nr. 1 caricatore a mezza luna
vuoto; il tutto rinvenuto allinterno di uno scatolo sigillato con nastro adesivo, posto su di un
soppalco in legno retto da fili di ferro posto sotto la tettoia in lamiera sita allinterno del deposito.

Ed ancora presso lo stabilimento di FIUME veniva rinvenuto (oltre a molte munizioni ed


a documentazione varia, n.d.r.):

Un fucile Kalashnikov anno 1979 - matr. SG 08422, munito di caricatore con nr. 28
cartucce cal.7,62x39;
Una pistola mitragliatrice mod. Skorpion artigianale, priva di matricola con nr. 2
caricatori;
Una pistola cal. 7,65 marca Beretta con matricola punzonata, munita di nr.3 caricatori
di cui uno vuoto e gli altri con nr.10 e 12 cartucce;
Una pistola cal. 357 magnum C.T.G. marca Trooper, MK-3, priva di matricola e di
tamburo;
Una pistola cal. 7.65, marca Beretta con matricola abrasa, mod.70, con caricatore
munito di nr.7 cartucce, completa di fondina in cuoio;
Nr. 1 pistola cal 22 LR-Made in USA- Mod.21 A, con matricola abrasa cat. 4088 con
caricatore privo di cartucce e munito di silenziatore;
omissis
Nr. 1 fucile a pompa cal.12 marca Mosberg con matricola H 807952;
Nr.1 fucile automatico cal.12 marca Browing completo di canna;
Nr. 4 caricatori per cartucce cal.9x21 vuoti;
Nr. 1 pistola cal.9x21 marca Beretta , con matricola punzonata priva di caricatore;
Nr. 1 pistola cal.9 parabellum con matricola punzonata completa di caricatore senza
cartucce;
omissis

2 SAPONE Antonio nato a Montebello Jonico (RC) il 06.05.1960, residente in Reggio Calabria C/da Luppinari Croce
Valanidi 137

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I RAPPORTI TRA LE COSCHE.

La ricostruzione che si effettua in questa sede si giova del rilevante apporto dichiarativo
fornito da Antonino FIUME, la figura delinquenziale pi vicina a Giuseppe DE STEFANO, per
essere stato il fidanzato per lunghi anni della di lui sorella, Giorgia.
Le dichiarazioni del collaboratore di giustizia intrinsecamente ed estrinsecamente
attendibili come da ultimo confermato dal Tribunale di Reggio Calabria nella sentenza di
condanna n. 1669/01 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA e n. 740/07 R.G.T., emessa in data 22
dicembre 2008 (e versata in atti) pongono nella giusta evidenza un aspetto lungamente
controverso nelle analisi del fenomeno mafioso calabrese, fondato, si sempre sostenuto, su una
strutturazione di tipo orizzontale che ha visto solo timidi tentativi di adottare modelli piramidali in
grado di gerarchizzare una organizzazione diffusa e complessa, spesso incontrollabile.

Prima di analizzare quanto dichiarato da Antonino FIUME occorre sottolineare che le


dichiarazioni rese a questo Ufficio nel corso del 2008 e 2009 sono da considerare pienamente
utilizzabili in questa sede;
invero, aderendo allorientamento fatto proprio dalla Suprema Corte a Sezioni Unite
secondo il quale le dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia oltre il termine di centottanta
giorni dalla manifestazione della volont di collaborare sono utilizzabili nella fase delle indagini
preliminari, in particolare ai fini della emissione delle misure cautelari personali e reali, oltre che
nell'udienza preliminare e nel giudizio abbreviato. (Conf. S.U., 25 settembre 2008, dep. 13
gennaio 2009, n. 150, Correnti; S.U., 25 settembre 2008, dep. 13 gennaio 2009, n. 1151, Petito ed
altri; S.U., 25 settembre 2008, dep. 13 gennaio 2009, n. 1152, Petito ed altri, tutte non massimate
sul punto) (Cass. Pen., sez. U, sentenza n. 1149 del 25 settembre 2008 Cc. (dep. 13/01/2009) Rv.
241882) alcun dubbio pu avanzarsi in merito alla piena spendibilit a fini cautelari delle ulteriori
notizie di interesse rassegnate dal collaboratore di giustizia di cui sopra.

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LO SPESSORE DELINQUENZIALE DI GIUSEPPE DE STEFANO.

Va premesso che laccertamento dellesistenza della cosca DE STEFANO trova anche una
conferma giudiziale oltre che nella sentenza OLIMPIA anche nei processi VALANIDI, IMERTI +
altri, ALBANESE + altri, sfociati in sentenze ormai passate in cosa giudicata, con le quali sono
stati condannati per associazione di stampo mafioso ed alcuni delitti-fine molti esponenti delle
famiglie mafiose in questione; daltro canto le risultanze investigative compendiate nel
procedimento in esame testimoniano la assoluta attualit e vitalit della cosca dei De Stefano, che
ha continuato a delinquere con le modalit e gli scopi tipici della associazione di stampo mafioso,
rinnovata e rimpinguata da esponenti di spicco delle nuove generazioni, come il caso dei fratelli
Carmine e Giuseppe DE STEFANO e del cugino Giovanni.
La sentenza Eremo, prima richiamata, sottolinea ancora che:
deve opportunamente evidenziarsi come per le posizioni di De Stefano Giuseppe e De
Stefano Carmine convergono una serie di elementi che consentono di affermare la loro
responsabilit penale con riferimento al reato associativo:
anzitutto il giudicato di condanna gi formatosi nel c.d. procedimento OLIMPIA 1 per
entrambi gli imputati (Carmine e Giuseppe De Stefano), sicch si discute di prosecuzione della
appartenenza ad una associazione di stampo mafioso gi giudizialmente accertata (cfr. sentenza
19.1.1999 della Corte dAssise di Reggio Calabria parzialmente modificata in Appello ed ormai
definitiva);
in secondo luogo vengono in rilievo le convergenti dichiarazioni dei due collaboratori ora
esaminate (Fiume e Iann), che si riscontrano reciprocamente (c.d. riscontro incrociato)
consentono di affermare la responsabilit penale di entrambi gli imputati in questione anche con
riferimento al ruolo di direzione e organizzazione delle attivit criminali attribuite loro
espressamente dal pentito Iann (per ora le responsabilit se le prende sia Carmine, sia il
fratello Giuseppe);
estremamente significativa nellottica della esistenza della cosca De Stefano a base
essenzialmente familiare sono, inoltre, i dialoghi intercorsi tra gli appartenenti alla famiglia De
Stefano e captati grazie alle attivit di intercettazione telefonica e ambientale-veicolare disposta
nellimmediatezza della collaborazione di Fiume Antonino presentatosi spontaneamente presso al
Questura di RC il 27.2.2002, dai quali agevole trarre la dimostrazione, pienamente rilevante
sotto il profilo probatorio, della importanza della collaborazione di Fiume Antonino, allorch la
famiglia De Stefano, avendo appreso la notizia della collaborazione del Fiume, entrava in
fibrillazione ed esternava un autentico stato di viva preoccupazione e timore per le inevitabili
conseguenze che sarebbero derivate dalle dichiarazioni di Fiume Antonino (ad es. il 3.2.2002 alle
ore 15.10 Errigo Rosa e la figlia Giorgia si dirigevano verso labitazione del Fiume, ove lauto
rimaneva in sosta sino alle ore 16.40, orario in cui le due donne ritornate a bordo della
autovettura commentavano la vicenda e Giorgia esprimeva la sua preoccupazione con la
eloquente espressione: si mi ndi nguia sparti, ossia si perch ci metta nei guai per di pi
ed ancora sempre Giorgia De Stefano il 19.3.2002 mentre sta raggiungendo lo studio del loro
legale di fiducia, quindi riferendosi alle vicende giudiziarie che hanno colpito la sua famiglia e
nutrendo vive preoccupazioni per i propri fratelli o comunque per le componenti maschili della
sua famiglia, esclama qua rimane solo Paolo, riferendosi evidentemente al nipotino Paolo
figlio di De Stefano Paolo); sul punto si rimanda, comunque, ai complessivi esiti delle
intercettazioni che hanno interessato quel periodo integralmente riportati nel paragrafo relativo
alla attendibilit del collaboratore Fiume Antonino;
inoltre, estremamente eloquente appare la conversazione intrattenuta dal fratello Dimitri
(posizione archiviata su richiesta del PM) con tale Canale dalla quale emerge il potere mafioso
esercitato dai suoi familiari ed in particolare dai suoi fratelli, legemonia sul territorio esercitata
della famiglia De Stefano dominante in Archi, il potere di intimidazione tipicamente mafioso e la
condizione di assoggettamento che ne deriva. Infatti, il Canale si rivolge proprio ai De Stefano
per ottenere un consenso di tipo negoziale da parte di un soggetto resto a concedergli la vendita
di un capannone, ritenendo evidentemente di poter contare sul potere di intimidazione mafiosa di
cui si avvale la cosca De Stefano (Alle ore 17.39 del giorno 09 Aprile 2001, a bordo

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 44
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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

dellautovettura Lancia Y3, veniva registrata una conversazione tra DE STEFANO Dimitri ed
uomo che veniva chiamato con lappellativo dottore, individuato per CANALE Ursino Felice,
nato a Reggio Calabria il 22.05.1946, titolare della concessionaria Ford sita in via SS.18
Pentimele. Questultimo nel corso della conversazione chiedeva linteressamento del DE
STEFANO per un capannone di propriet di tale LAGANA Bernardo, il quale nonostante le
richieste continuava a non cedere, facendo chiaramente intendere che era interessato allacquisto
o comunque allaffitto del predetto capannone. Il DE STEFANO Dimitri nelloccasione
rispondeva al CANALE che avrebbe provveduto in merito e che comunque doveva consultarsi
con i propri fratelli, dopodich gli avrebbe dato risposta
omissis

Tale premessa rende estremamente evidente il ruolo gi riconosciuto a Giuseppe DE


STEFANO, che le successive acquisizioni confermeranno essere il soggetto posto al vertice della
omonima consorteria mafiosa.
Circostanza quella appena rassegnata che trova conferma nelle sentenze di condanna dal
medesimo riportate (lipotesi delittuosa di cui allart. 416bis c.p. a carico del predetto coperta
dellautorit di cosa giudicata fino al 14 marzo 2005, data in cui il DE STEFANO stato
riconosciuto colpevole del predetto delitto a conclusione del rito abbreviato relativo al proc. pen. n.
209/99 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA in cui si innestano anche le dichiarazioni di Antonino
FIUME) oltre che nelle ulteriori dichiarazioni che il collaboratore di giustizia Antonino FIUME ha
reso a questo Ufficio, riassunte nel dettagliato memoriale redatto dal predetto collaboratore in cui
si tratteggia in particolare la figura ed i legami di Giuseppe DE STEFANO ed il ruolo criminale al
medesimo riservato nel panorama ndranghetistico reggino;
scrive, in particolare, Antonino FIUME:
Io mi sono avvicinato ancor di pi ai fratelli Carmine e Giuseppe DE STEFANO dopo la morte
del padre (e cio nel 1985) e per pi di un mese ho dormito a casa loro ma a quei tempi non ero solo io a
frequentare quella casa, cerano tanti giovani della Reggio Bene, giovani che poi hanno preso altre
vie, altre strade, chi andato a vivere allEstero, chi si laureato ed ha cambiato citt, chi pian piano,
giorno per giorno, si allontan senza pi farsi rivedere se non alla fine della guerra di mafia. Io invece
rimasi l nonostante mi ritrovai in difficolt per cercare di mantenere lamicizia (e buoni rapporti) con
molti giovani su citati che pian piano si allontanarono allinizio della guerra, tranne qualcuno e anche
se cera una differenza di et fra me e i fratelli Carmine e Giuseppe DE STEFANO, in altri tempi
frequentavamo le stesse comitive fra le vecchie e le nuove generazioni OMISSIS
Detto questo, oggi cercher di spiegare ancora chi Giuseppe DE STEFANO e qual il
suo potere acquisito durante la guerra di ndrangheta, quello mantenuto e moltiplicato durante la
sua detenzione (specie nel carcere di Reggio Calabria) e quali erano i suoi obiettivi e come e con
chi avrebbe voluto realizzarli.
Ho scritto questi appunti con non poche difficolt ed una certa emozione morale in quanto
sono riapparsi nella mia mente alcuni episodi relativi a raggiri e non, che i fratelli Carmine e
Giuseppe DE STEFANO stavano per mettere in atto e che per alcuni casi avevano attuato, trattasi
di brutte storie quanto tristi e orripilanti. Come avevo gi spiegato a suo tempo nellimmediatezza
della mia collaborazione, lo stesso pericolo che correvo io e cio il fatto che le stavano provando
tutte per farmi sparire, lo correvano altri OMISSIS
Sul punto giova riportare integralmente quanto dichiarato da FIUME Antonino durante la
fase delle indagini preliminari relative al procedimento penale n. 209/99 R.G. notizie di reato/mod.
21DDA:
interrogatorio di FIUME Antonino del 6.3.2002
.Omissis..
DR. MOLLACE: Giuseppe e Carmine. Giuseppe, Carmine e Giovanni, figlio di Giorgio,
costituiscono un unico gruppo?
FIUME: Si, sono un.. un'unica cosa.
DR. MOLLACE: Un'unica cosa.
FIUME: Si.
DR. MOLLACE: Dimitri da che epoca cominciato a partecipare alle attivit.

3 intercettazione autorizzata con decreto nr. 3006/00 R.G. Atti DDA e n.576/00 RIT DDA
del 31.07.2000.

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 45
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FIUME: Di preciso.. porta il nome, per, sempre stato fuori da certe cose.. ma, nello
stesso tempo sempre il fratello e.. e limbasciata, la cosa la porta.
Omissis
Altrettanto interessanti ed assolutamente conformi a quelle del FIUME sul punto (con
particolare riferimento al ruolo di vertice ricoperto da Giuseppe, Carmine e Giovanni DE
STEFANO) devono reputarsi le dichiarazioni rese il 24.1.2003 dal collaboratore di giustizia
IANNO Paolo al Pubblico Ministero, che di seguito si riportano nelle parti salienti:
[Link]: Senta dei fratelli FIUME lei che cosa sa.
IANNO: I fratelli FIUME, uno adesso collaboratore quellaltro gestiva anzi vi posso
dire una cosa che i FIUME, in qualche impresa andavano a prendere mazzette, in qualche
discorso di ditta anperch hanno anche le scuse per entrare essendo impresari anche loro
facendo discorsi perch lui aveva, facevano i cosi di rulli di cave tutte queste cose. I FIUME
allora, li abbiamo ritenuti loro sono molto legati tutti e due i fratelli alla cosca DE STEFANO,
no ai
[Link]: Ai TEGANO.
IANNO: ai TEGANO, di cui noi andavamo in cerca pazzesca quando successo
[Link]: Erano legati ai DE STEFANO.
IANNO: DE STEFANO.
[Link]: Sono lontani dai TEGANO.
IANNO: No, no sono, oggi sono TEGANO per fatti suoi e DE STEFANO
[Link]: Appunto dico, voglio dire i FIUME erano con i TEGANO.
IANNO: Con i TEGANO.
[Link]: Con i DE STEFANO.
IANNO: DE STEFANO, con lavvocato. Specifichiamo un fatto quando parliamo, il
capo dei capi ecco, per ora le responsabilit se li prende sia Carmine sia il fratello Giuseppe. Poi
ci sono dietro di loro
[Link]: Il cugino chi Giovanni?
IANNO: Giovanni il cugino, lui si sono avvicinati i figli di Giorgio naturali cio
matrimoni giusti, mentre Orazio
[Link]: Fuori matrimoni se li presi Orazio.

Di estrema rilevanza appare quanto scritto dal FIUME, e da lui direttamente appreso per gli stretti
legami di parentela con la famiglia DE STEFANO e la condivisione di ampi periodi della propria
esistenza, con riferimento al vuoto di potere lasciato dalla morte di Paolo DE STEFANO e dalla naturale
successione al predetto dei figli maschi:
mi soffermo solo sul fatto che dopo la morte di Paolo DE STEFANO non c pi stato un
capo-societ, c sempre stata una forma di rispetto per Giovanni TEGANO (riconosciuta da tutte le
famiglie anche dopo la fine della guerra) ma non c pi stata una vera leadership (soprattutto
perch alcune delle responsabilit sulla morte di Paolo DE STEFANO le conoscono in pochi)
quindi Carmine DE STEFANO si era proposto a capo-societ (inteso come coordinatore di tutte le
altre famiglie e cio CONDELLO, FONTANA-SARACENO e TEGANO) e tutti furono daccordo
(anche perch Carmine DE STEFANO aveva dimostrato seriet sia nel riscuotere il famoso 5% di
tangente, sia nella distribuzione alle varie famiglie e sia durante gli incontri tra nemici poi amici,
per le trattative della pace, ma fece un passo indietro (malvolentieri) perch nonostante Pasquale
CONDELLO non voleva che Giovanni FONTANA percepisse la quota del 5% sulle tangenti, in
difesa di Giovanni FONTANA si pronunci Giovanni TEGANO dicendo: quello che successo,
successo, i soldi (riferito al 5% di tangente) o vanno a tutti o a nessuno. Nello specifico ricordo un
discorso fatto nel 1983 da Paolo DE STEFANO quando pass il suo scettro nelle mani di Pasquale
CONDELLO che per per ragioni importanti avrebbe dovuto consultarsi con Giovanni TEGANO e
con Giovanni FONTANA, quindi si riallacciava a vecchie raccomandazioni come se Paolo DE
STEFANO non fosse mai morto e come se le sue parole o voleri dovevano essere esauditi, specie
con la pace raggiunta. Fu cos che Giovanni FONTANA percep la sua quota e (come dicevo
prima) Carmine DE STEFANO (malvolentieri) fece un passo indietro nel proporsi come capo-
societ e successivamente siccome si venne a creare una specie di incompatibilit con la carica
del fratello Giuseppe (cio il Crimine), Carmine DE STEFANO non sfior pi minimamente il
discorso di proporsi come capo-societ (come da vecchie usanze), ma affianc in tutto e per tutte
le idee (e gli intenti) di suo fratello Giuseppe che paradossalmente allinterno delle carceri

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 46
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Reggine ebbe uno dei pi alti consensi affinch avesse il Crimine proprio da Giovanni FONTANA,
che conferm a Giuseppe DE STEFANO le responsabilit che ebbe nel decidere la morte di suo
padre. Uscito di prigione, Giuseppe DE STEFANO si incontr con suo zio Orazio DE STEFANO,
quindi ebbe lennesimo litigio tant che gli volt le spalle e ritornato a casa sua raccont a me e
a suo fratello Dimitri laccaduto, disse: mi sono incontrato con Pietro, Pietro era il soprannome di
Orazio DE STEFANO, ho litigato, non vuole, quindi responsabilit a lui e potere a me. Inoltre
Giuseppe DE STEFANO raccont il colloquio avuto in carcere con Giovanni FONTANA, questi
conferm le sue responsabilit per la morte di Paolo DE STEFANO, dicendo inoltre che non aveva
avuto nessuna risposta per eventuali incontri di chiarimenti con i TEGANO OMISSIS

Passando alla individuazione degli assetti criminali interni alla citt di Reggio Calabria, il
collaboratore rassegna dati di estremo interesse non solo perch in grado di disegnare scenari in
parte inediti, per la vicinanza dei soggetti di vertice di consorterie criminali solo apparentemente
contrapposte, ma anche per la creazione di punti di raccordo tra cosche, finalizzati a gestire
specifici affari o settori criminali di interesse;
evidenzia il FIUME che nel periodo immediatamente antecedente alla sua decisione di
collaborare con la giustizia in citt:
Giuseppe DE STEFANO era diventato il numero uno, forte dellappoggio di Pasquale
LIBRI (che aveva preso il posto del fratello e cio Mico LIBRI) e dei suoi accoliti con in testa
suo genero CHIRICO (si tratta di CHIRICO Filippo condannato a conclusione del rito abbreviato
relativo al proc. pen. n. 75/05 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA Operazione Testamento per
essere promotore ed organizzato della cosca LIBRI n.d.r.) oltre a tutte le altre consorterie che
ormai riconoscevano (e avallavano) la leadership di Giuseppe DE STEFANO, coordinata da
Pasquale CONDELLO che a sua volta aveva affiancato a Giuseppe DE STEFANO un suo
cugino e cio Domenico CONDELLO (figlio di Luciano CONDELLO e di Maria ROMEO). Fra
le famiglie coordinate da Pasquale CONDELLO nella zona di Reggio cerano i SERRAINO,
rappresentati da Nino NICOLO e i ROSMINI con a capo il pi anziano Diego ed altri. Chi per
era ormai diventato il pi fidato per Giuseppe DE STEFANO era Mario AUDINO che nonostante
avesse forti tensioni allinterno del suo gruppo (riconducibili a gelosie per richieste di Fiori,
specie da parte di Mico LO GIUDICE detto il Bue e tra Giovanni CHILA (ritenuto il pi valido di
tutti in senso dazione), manteneva la sua leadership e condivideva le ideologie di Giuseppe DE
STEFANO OMISSIS

Non va trascurato, peraltro, al fine di giungere alla compiuta ricostruzione delle alleanze
in essere, in quegli anni ma anche successivamente, tra le principali consorterie di ndrangheta
operanti nella citt di Reggio Calabria, il peso da riconoscere ai rapporti tra i fratelli Carmine e
Giuseppe DE STEFANO e lo zio Orazio, ulteriore soggetto di vertice della omonima cosca;
anche in relazione a tale rilevante aspetto quanto scritto da FIUME Antonino assume
particolare significativit:
Dopo la fine della guerra di ndrangheta, Orazio DE STEFANO stava convincendo a suo
cognato, cio Giorgio BENESTARE detto Franco, che fare un po di pulizia (soprattutto fra alcuni
giovani killer che si erano prestati durante la guerra), avrebbe agevolato lintera organizzazione
incamerando incolumit e salvaguardandola dal fenomeno del pentitismo. Ora io non so cosa
avvenne dopo, anche perch per un certo periodo di tempo, i rapporti tra Orazio DE STEFANO ed
i nipoti Carmine e Giuseppe si erano incrinati, se non il fatto che Antonella BENESTARE (moglie
di Orazio) un giorno mi disse: Nino, i miei nipoti sono diventati pazzi (si riferiva a Carmine e
Giuseppe) vogliono fare guerra ai miei zii. Io (come sempre) ho calmato ad Antonella e gli ho
risposto: no, sono solo momenti di rabbia, non cos, ne ho parlato con tuo marito. Questa storia
mi fa pensare che sicuramente Orazio DE STEFANO avrebbe appoggiato, con la scusa di far
pulizia, i suoi nipoti Carmine e Giuseppe DE STEFANO in quello che erano i loro intenti e cio di
attaccare i TEGANO ma non so se si riappacific con il nipote Giuseppe DE STEFANO dopo
lultimo incontro (di mia conoscenza) che ne era scaturito in lite, tant che Giuseppe DE
STEFANO ritornando a casa, raccont a me e a Dimitri dellaccaduto (la frase: responsabilit a te
e potere a me). Finisco veramente: nonostante queste diatribe tra Orazio DE STEFANO e i nipoti
Carmine e Giuseppe DE STEFANO, Carmine e ancor pi Giuseppe, avrebbe potuto perseguire nei
suoi intenti con o senza lappoggio di suo zio Orazio avvalendosi del suo carisma e di tutte le
persone citate in questi appunti OMISSIS.

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 47
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Quello che emerge, invero, un quadro instabile in cui si fronteggiano i figli di Paolo DE
STEFANO, ed i soggetti a loro collegati, e la famiglia di Orazio DE STEFANO, legata da rapporti
di parentela alla cosca storicamente alleata dei TEGANO;
le tensioni che FIUME vive in prima persona non sono, per quello che si dir in seguito, il
frutto di percezioni non riscontrate del collaboratore, ma fotografano una realt effettivamente
instabile legata alle figure emergenti di Giorgio BENESTARE e Paolo SCHIMIZZI, scomparso in
circostanze misteriose in data 21 settembre 2008;
nel corso dellinterrogatorio del 30 gennaio 2009 Antonino FIUME chiarisce ancor
meglio i passaggi appena riportati e le tensioni interne alla famiglia DE STEFANO:

F:- ANTONIETTA, mi disse NINO i miei nipoti sono diventati pazzi si riferiva a
CARMINE e GIUSEPPE vogliono fare guerra ai miei zii; io come sempre gli ho detto No,
calmati ANTONELLA, sono solo momenti di rabbia, ma poi passa tutto

PM:- I miei zii significa i TEGANO?

F:- Esatto. Questa storia mi fa pensare che sicuramente ORAZIO DE STEFANO avrebbe
appoggiato, con la scusa di fare pulizia i suoi nipoti CARMINE e GIUSEPPE DE STEFANO
in quello che era lintento e cio di attaccare i TEGANO. Ma non so se si riappacific, non so
perch poi (nc) quello che successe non lo so, con il nipote GIUSEPPE DE STEFANO, dopo
lultimo incontro avvenuto quando lui disse responsabilit e potere a me. Finisco veramente
Nonostante queste diatribe tra ORAZIO DE STEFANO ed i nipoti CARMINE e GIUSEPPE DE
STEFANO, e ancora di pi GIUSEPPE, aveva potuto proseguire nei suoi intenti con o senza
lappoggio di suo zio, avvalendosi del suo carisma e di tutte le persone citate in questi appunti. Se
cera suo zio o non cera suo zio, GIUSEPPE DE STEFANO, con tutta gli amici che si fece in giro
e con il suo modo di fare ed il suo carisma

Nessun dubbio pu sussistere sullo spessore criminale di Giuseppe De Stefano e sul suo
peso anche ben al di l della sua famiglia e della sua cosca.

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 48
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IL SIGNIFICATO DELLA CARICA DI CRIMINE RICONOSCIUTA A GIUSEPPE DE STEFANO E LA


FORZA AGGREGANTE DEL MEDESIMO.

La ricostruzione sin qui effettuata consente di ottenere la conferma del ruolo di vertice
operativo (crimine) riconosciuto a Giuseppe DE STEFANO da tutti gli esponenti di spicco della
criminalit organizzata radicata ed operante in Reggio Calabria e dintorni.
Che lo stesso esercitasse la sua forza aggregante non pi limitatamente al suo fronte
criminale lo si comprende appieno soffermandosi sui passaggi che portano al riconoscimento al
DE STEFANO della carica di crimine nel corso dei periodo di detenzione dal medesimo ante
collaborazione subito dal 25 marzo 2000 al 18 gennaio 2001 (il DE STEFANO stato poi
detenuto anche dal 25 novembre 2002 al 27 marzo 2003);
nella trascrizione dellinterrogatorio reso da Antonino FIUME in data 20 novembre 2008 si
legge:

FIUME: Come lui, tante altre persone, lo stesso per esempio quando Giuseppe prender
nel carcere a Reggio questa famosa carica del Crimine di cui parla

P.M.: Giuseppe DE STEFANO?

FIUME: DE STEFANO. da Reggio a Pellaro

P.M.: S.

FIUME: si avvicina a tutte le persone per chiedere il parere e tutti gli dicono s.

P.M.: E che carica questa, diciamo, prima di proseguire

FIUME: Il Crimine colui che non gestisce tanto il discorso del, di dare un mandato, un
Fiore a una persona o unaltra, il Crimine quello che gestisce i soldi e le azioni criminose, dando
conto a tutti gli altri Capi Locali e lui diciamo

P.M.: Era un termine questo riconosciuto da tutte?

FIUME: Ndranghetistico, s.

P.M.: Era riconosciuto da tutte le cosche

FIUME: S.

P.M.: questo grado di Crimine?

FIUME: S, s.

P.M.: E in che cosa diciamo consisteva esattamente perch ci sono dei termini che a volte
non sono collimanti.

FIUME: Il Crimine che lui ha avuto, che dava

P.M.: E da chi laveva avuto?

FIUME: Quello le stavo dicendo, che tra le persone che gli hanno dato il Crimine Sante
ARANITI gli aveva detto: noi siamo stati costretti ad entrare nella seconda guerra, per noi siamo
rimasti in cuore sempre come a tuo padre, siamo pi amici di prima! Ecco perch Giuseppe DE
STEFANO mi dir: gli ARANITI un altro gruppo che passer con noi. Perch cera stato persone che
(inc.) rimaste con noi, nella seconda erano stati con loro e che dopo la pace, dopo questo Crimine, sono
passati di nuovo con Giuseppe.

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P.M.: Che poteri gli dava questo Crimine a Giuseppe?

FIUME: Quello di gestire il Crimine, nel senso estorsivo e di omicidi da un tratto che andava
da Pellaro a Villa San Giovanni.

P.M.: E di gestirlo in maniera esclusiva?

FIUME: No, no, per conto delle altre cosche perch la pace era stata fatta sempre con questo,
con questo sistema di dividere tutto al 50% con tutte le altre famiglie che erano state in lotta.

P.M.: Quindi due gli schieramenti?

FIUME: S, diversi schieramenti.

P.M.: Quindi lui sostanzialmente doveva gestire questo tipo di vicende per quanto
riguardava il suo schieramento o tutti quanti?

FIUME: Lui a capo di tutti per potere dirigere, come per certi aspetti dopo la guerra c stata
la pax, per quanto riguarda le estorsioni era Carmine che guidava curava determinate cose e
Stefano GIURACI (SURACI,ndr) per quanto riguarda i LIBRI e questi soldi che si prendevano delle
estorsioni arrivavano a tutti. Poi cera da ridiscutere questi confini

P.M.: Per quanto riguardava per, scusami, il 50% di competenza

FIUME: S.

P.M.: di questo schieramento, perch il 50% dellaltro schieramento era gestito da altri
soggetti!

FIUME: No, si prendeva sempre il tutto, poi il 50 si mandava alla parte che era avversaria o
viceversa, Pasquale CONDELLO mandare i soldi a loro o loro a loro

P.M.: Perfetto.

FIUME: si era sempre stato era successo cos.

P.M.: Perfetto.

FIUME: Per era successo che determinate zone non veniva rispettato diciamo la zona limite
del Locale, cera da rivedere questi Locali perch molte persone gli chiedevano i soldi

P.M.: Si sconfinava diciamo, si violavano questi patti.

FIUME: No, pi che sconfinavano, si tenevano i soldi e dicevano che in soldi non sono
arrivati.

P.M.: E non li versavano.

FIUME: S.

P.M.: Quindi trattenevano tutto per s.

FIUME: Li trattenevano per s o qualcuno veniva escluso, ad esempio gli ultimi tempi che
Giuseppe andava a firmare a Reggio, che aveva la firma quando era a soggiorno a Messina, io gli avevo
detto: Giuseppe, da un paio di giorni che incontro a Santo NUCITA e mi ha tolto il saluto e lui era
fermo nella Pasticceria SARNE e mi ha detto: fermati un attimo. E lha chiamato e gli ha detto: che c,

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 50
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c qualcosa? E lui gli aveva spiegato che era stato estromesso da determinate cose, che lui aveva avuto
un fratello morto, che non gli davano conto e cerano gi questi, questi fatti l

P.M.: Ho capito, ho capito, che non venivano rispettati fino in fondo i patti.

FIUME: S.

P.M.: Quando avviene questo fatto del Crimine, quando gli viene dato?

FIUME: Lui mentre in carcere a Reggio ora gli dico subito il periodo il periodo,
qualche 7 - 8 mesi, un anno prima di uscire (18 gennaio 2001, n.d.r.), nel periodo della strategia delle
bombe gi lui aveva il Crimine, era in carcere lui, perch era Carmine che determinate cose le seguiva,
per era Carmine ha sempre sofferto un po il complesso del fratello che nonostante aveva qualche
anno meno di lui era pi valido per determinate cose e infatti rinfacciava sempre: perch glielhanno
dato a lui e non me lhanno dato a me? E io gli ho detto: lui andato a sparare in tutta Italia, lo
conoscono tutti e lhanno dato a lui.

P.M.: Dice, la carriera criminale

FIUME: S.

P.M.: dice, diversa fra voi due e quindi hanno preferito darlo a lui.

FIUME: S. Questo fatto che loro perch lui si voleva portare a capo di (inc.) aveva ad
Archi e dopo la morte di suo padre non cera

P.M.: Senti ma questo grado, questo grado di Crimine, poteva essere dato soltanto da chi
era investito di un certo ruolo?

FIUME: Il grado, dottore, io la volta scorsa al processo ultimo che stato in videoconferenza,
il dottor GALLETTA ha toccato un tasto nel senso di dire: ma come avviene laffiliazione al clan e io

P.M.: Se c una, diciamo una affiliazione rituale oppure se avviene per fatti concludenti.

FIUME: C e si vede, per i cretini fra virgolette, c e non si vede per le persone intelligenti.

P.M.: S, benissimo.

FIUME: Cosa voglio dire? Una persona con una sua strategia non detto che debba portare a
conoscenza delle altre famiglie, di chi sono le persone pi vicine a loro. Per questo non lo pu fare uno
qualsiasi, lo pu fare quello contiguo, di sangue, che figlio di un boss e per eredit riceve lo scettro,
per ci sono figli di boss che non sono non valgono a niente e son rimasti l, quelli che si son
dimostrati allaltezza

P.M.: Validi.

FIUME: e hanno commesso dei crimini, di conseguenza hanno avuto questo (inc.)

P.M.: Benissimo.

FIUME: il passaggio tutto questo.

P.M.: Quindi diciamo il fatto dellinvestitura rituale un fatto diciamo che non
rispondente, voglio dire, alla realt.

FIUME: Dottore, ci si scherza su certe cose, per esistono. Quando Giuseppe DE STEFANO
ha ferito Tot POLIMENI il Biondo e io ho pagato per questo tentato omicidio perch poi lui stato

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 51
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assolto per il Bis (inc.) quando abbiamo ragionato lazione, quando si va a fare proprio un omicidio si
parla prima e si dice: siamo Tizio, Caio e Sempronio e rimanga qua, chi parla di questo fatto, muore. Se
la cosa va a buon fine, dopo che va a buon fine ci si stringe la mano, ci si bacia e si pu dare un grado in
pi o meno in base a quella che stata lazione eclatante o meno, siccome in questo caso (inc.)
POLIMENI (inc.) non ha voluto sparare perch ha portato il fucile e lha lasciato l carico e ha detto: io
vengo per questo uscito dal carcere, ha salutato a tutti, amico di tutti, perch lo devo uccidere?
Per fargli capire, vengo con te ma non sparo. Dopodich questa storia io, siccome Giuseppe DE
STEFANO in quel periodo (inc.) si era sfiorato questo argomento e ci siamo trovati in una montagna a
forma di cavallo che si ragionava con una personaperch dire parole con la erre una cosa, dire
palore con la elle unaltra, con persone di vecchio stampo gli dicevo: spero di aver detto bene le mie
palore, cu siti, a cu appartiniti, dunni viniti? E io in un momento mi sono lasciato andare: appartengo
alla famiglia DE STEFANO, sono qua, (inc.) per qualsiasi cosa mi rivolgo un sacciu, Mastru i iurnata
che era Antonio PAPALIA e altro e Carmine ha cominciato, baci a destra e baci a sinistra dice, ora ti
incuddasti puru cu chisti e succedevano queste cose qua che uno anche per parlare si trovava in
situazioni che non potere pi tornare indietro. Un esempio, se uno

P.M.: Quindi voglio dire, sta ritualit, no

FIUME: Esisteva.

P.M.: esisteva.

FIUME: S.

OMISSIS

P.M.: Che cosa ha significato voglio dire, nella, nellevoluzione che ha avuto la cosca,
il fatto che gli sia stata assegnata questa carica?

FIUME: La carica del Crimine per quello che sono i miei ricordi, dovuta al fatto di
incamerare pi soldi possibili e di controllare le strategie della cosca riguardo estorsioni e omicidi ma
non di persone che fanno parte della stessa cosca che gli hanno dato il Crimine. In pratica deve
controllare il tutto riguardo estorsioni e uccisione ma no di persone che fanno parte della stessa cosca
che gli ha dato il Crimine, non so se mi sono spiegato, il controllo che aveva lui di questa

P.M.: In pratica in cosa si traduceva questo

FIUME: Un controllo capillare di lavori, subappalti, appalti, estorsioni, tutto quello che poteva
portare soldi per pagare, nel caso che lamentava Giuseppe, (inc.) digli: lascia stare queste cose, lascia
stare queste cose, supportato come ho sempre detto OMISSIS che era contrario, e ha detto: la devono
smettere, la devono smettere, sono i figli di Paolo DE STEFANO e quando la gente dir: s, sono i suoi
figli ma lavorano e non creano problemi, non si finir mai di sentir parlare di queste Io devo dire che
OMISSIS mi ha dato sempre buoni consigli sotto questo aspetto e io, forte anche di quello che diceva lui,
ho cercato di tirarli fuori ma alla fine Anzi, nel tirarli fuori, visto che si parlava tanto sempre del
famoso ponte sullo Stretto e che Carmine avrebbe voluto investire, comprare i camion con la ditta
MANTELLA di Catanzaro e noi, ho detto: io costruisco impianti, posso fare qualcosa, comera successo
con la GAMBOGI con tuo padre, aveva i camion, lavorate pure voi e c, no, cera la gelosia perch lui
aveva saputo che Pasquale CONDELLO e Pasquale TEGANO si stavano per comprare dei terreni e
delle cose per fare gli impianti e l erano nate gelosie, che quellaltro doveva stare sotto di lui
insomma avevo cercato ci convincerlo e cero quasi riuscito, che mha detto: vai da Pasquale LIBRI e
digli che io e Giuseppe non vogliamo sapere niente dei lavori.

P.M.: Che periodo siamo?

FIUME: Ve lo dico subito, siamo nel periodo 98, 99, comunque Pasquale LIBRI era libero,
era a casa (inc.) 98 credo, qualcosa del genere. In tutti i modi vado, Giuseppe che ancora in carcere

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che viene a sapere questo fatto: no, perch se ci tiriamo fuori ci ammazzano e allora io non cero
riuscito pi in questo intento e lui ha continuato poi

P.M.: Questa carica che avevano affidato a Giuseppe

FIUME: S.

P.M.: in carcere

FIUME: S.

P.M.: questa confermata questa circostanza, no, in carcere avvenuta linvestitura?

FIUME: S, in carcere.

P.M.: Da chi poteva essere attribuita?

FIUME: Quello che mha detto Giuseppe glielha le persone che erano confluite

P.M.: S, avveniva linvestitura?

FIUME: Lui ha chiamato tutti uno per uno e in quel periodo cera arrestato suo cugino

P.M.: Lui era detenuto a Reggio?

FIUME: S e cera suo cugino Paolo MARTINO e gli aveva chiesto se per cortesia gli faceva
da spalla per sentire quello che si stava per dire a queste persone che gli doveva parlare. Il fatto che
poi lui lo criticava perch Paolo MARTINO si allontanava, perch lui aveva cercato di dire: ma lascia
stare, tuo padre morto, tuo padre morto per lui ha parlato uno con i NIRTA, non mi ricordo
qual era, con Sebastiano u Stacco, cu ROMEO, con Sante ARANITI, con Pasquale LIBRI, un altro
dei ROSMINI che non ricordo e non so con chi altro che faceva le veci di Pasquale CONDELLO che
era l, che gli portava il tramite e tutti avevano votato s per avere questa carica del Crimine.

P.M.: Ma erano tutte persone che gi a loro volta erano investite di questa carica?

FIUME: Erano persone che erano capi diciamo di Locali, che potevano farlo, che potevano
dargli questa carica. Qualcuno

P.M.: Quindi era una carica riconosciuta diciamo a livello provinciale

FIUME: S.

P.M.: tanto sulla Jonica che sulla Tirrenica?

FIUME: S. Non a caso la prima

P.M.: Chi aveva, oltre chiaramente a Giuseppe DE STEFANO, questa carica su Reggio
Calabria e dintorni?

FIUME: Di quelli che sono i miei ricordi su Reggio, quello che era la persona, che mi aveva
detto Giuseppe la parola valeva pi di tutti nel tempo era Mico LIBRI, Mico LIBRI era quello che la sua
parola

P.M.: Ma in altri tempi che intendi?

FIUME: Gi prima della prima che scoppiasse la seconda guerra di mafia.

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P.M.: Quindi nella fase fra la prima e la seconda?

FIUME: S.

P.M.: E la fase di ascesa di Paolo DE STEFANO no?

FIUME: S, su Reggio (inc.) Reggio.

P.M.: E che carica aveva Mico LIBRI?

FIUME: Lui controllava tutto e per tutto i fatti, non a caso dopo le riunioni della pax mafiosa,
quando lui ha dettato le regole, a dire: non deve succedere nessun omicidio per quel che sono in alto,
uno di noi, uno di loro, se uno vuole passare da una cosca a unaltra lo pu fare col consenso degli
altri lamentava il fatto che ancora supra i lavuri, cio le estorsioni, laccordo lo troviamo, prima
dobbiamo (inc.) anche perch dice, io ancora devo avere i soldi della rapina alla Banca Nazionale del
Lavoro e non mi ricordo che altri (inc.)

P.M.: Vabb ma questo ci stiamo riferendo al 91, no?

FIUME: S.

P.M.: Nella fase successiva poi avviene questo discorso di Peppe DE STEFANO?

FIUME: S.

P.M.: Quindi ulteriori soggetti rimaniamo legati alla fase in cui tu hai deciso di
collaborare.

FIUME: I soggetti vi ripeto, Giuseppe non aveva (inc.) grosso modo chi erano le persone pi
che non si erano avvicinate a lui e che per certi aspetti per le Forze dellOrdine erano catalogate come
persone dellaltro schieramento, come per esempio Sante ARANITI diceva: io se non sar con te sono
con te, anche se nella guerra ho appoggiato Pasquale per cose interne, cose che avevano loro, per sono
sempre rimasto in cuore con tuo zio Giorgio, quello che morto in Aspromonte. Tra i giovani cerano
giovani vicini ai TEGANO, Luciano VOTANO, che gi avevo detto a Giuseppe: Giuseppe io tu hai
questa carica, se hai bisogno, sono con te era uno di loro che era gi passato con lui; ce nera un altro
che era DI LAURENTI, che passato vicino ai LABATE che (inc.) detto: io (inc.) a te, non a caso anche
l ho avuto sono intervenuto a unestorsione a un grande lavoratore che stimavo, un amico di famiglia
delle Officine del Corso, che aveva un lavoro a Torre Lupo e gli avevano danneggiato tutti i mezzi e
questo se li port da LOMBARDO, dice: no, non devi parlare con lui, devi parlare con LAURENTI e
devi mandare unambasciata a Peppe DE STEFANO per dire cio non cercate queste cose che vi trovate
in imbarazzo, ma questa (inc.) non era dato conto.

P.M.: Pasquale CONDELLO che carica aveva?

FIUME: Pasquale CONDELLO a detta di Giuseppe quando nato il discorso della Darsena,
che volevano costruire la Darsena e io gli ho detto: ma (inc.) posto di lavoro, ho detto: Pasquale che ne
pensa? E lui mi ha risposto: Pasquale dice quello che dico io, fermo restando

P.M.: Questo quando avvenuto?

FIUME: Nel 2000, questo quando lui era a soggiorno a Messina, nel 2001.

OMISSIS

P.M.: E Domenico CONDELLO, Gingomma che ruolo aveva?

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FIUME: Lui aveva avuto a Reggio questo avvicinamento con Giuseppe in carcere e Giuseppe
mi ha detto che lui, anche per le azioni di fuoco, se lo doveva chiamare, era a disposizione. La cosa che
ne ho la certezza che lui valeva, la sua parola, quasi quanto quella di Giuseppe per le estorsioni, ma non
per gli omicidi

P.M.: Ma lui chi?

FIUME: Domenico

P.M.: S, specifichiamo sempre quale Domenico.

FIUME: Domenico CONDELLO, figlio di Luciano. C il lavoro della tubatura del Comune
della fogna che va da Gallico e attraversa Archi e arriva a Reggio. Questi lavori, la trivellazione, ce
laveva uno vicino ai LIBRI, la cosca, e un ragazzo, un certo SAPONE di Trunca, da quelle parti, che
era cugino di questo SAPONE che ci teneva le armi. Tot che era un povero lavoratore, mi disse: senti,
Nino, come devo fare, mio cugino quanto ti Tot, queste cose lo sai che io se ti posso dare una mano
daiuto e allora sono andato da Giovanni, ho detto: Gianni, questo (inc.) ha fatto la facciata dal
NATURA BLU, gli ha dato 5 milioni a uno e non si sa nemmeno se sono arrivati, lasciateci fare questo
lavoro. No dice, deve pagare la percentuale per forza. E allora quello gli ha detto che sono 100 milioni
la trivellazione. Domenico CONDELLO Gingomma dice: no, nni pigghia pi fissa, un sunnu 100, sunnu
200, poi venuto a parlare con me! Allora lui si ritrovato in imbarazzo a diresiamo tutti la stessa
cosa, che parli a fare con lui se gi hai parlato con me? Ecco che Giovanni DE STEFANO si
arrabbiato a dire: siamo tutti la stessa cosa, le persone devono capire che siamo tutti la stesa cosa
perch cercavano

P.M.: Questo sempre

FIUME: Mi successo cos a Plat, mi successo cos per Nino FRASCATI, mi successo con
tante altre persone

P.M.: Collochiamo lepisodio diciamo nel tempo.

FIUME: Nel tempo, nel periodo che si sta facendo questa trivellazione del

P.M.: Eh, ho capito, diciamo per collocarlo adesso nel tempo.

FIUME: Ora ve lo dico quand, nel, nel 2000, 2001, 2000 2001.

P.M.: E chi che diceva siamo tutti la stessa cosa?

FIUME: Mimmo CONDELLO che ha detto cos, pure Giovanni, insieme, perch mi hanno
chiamato che io avevo cercato di fargli risparmiare a questo poveretto e loro mi hanno rimproverato, mi
hanno detto: guarda, inutile che

P.M.: Senti

FIUME: vengono a raccomandarsi

P.M.1: Cio doveva pagare (inc.)

P.M.: Doveva pagare comunque.

FIUME: S, perch lui aveva detto che erano 100 milioni, in realt la trivellazione era 200
milioni

P.M.1: E quindi doveva pagare su 200?

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FIUME: 10 milioni gli doveva dare.

P.M.1: E sconti non ce nerano per nessuno.

FIUME: No, perch ho detto, questo ci tiene pure le armi, poveretto Sa che ha fatto quel
poveretto l, perch dico poi perch stava facendo un lavoro vicino la Questura a Santa Caterina, sono
arrivati due con la moto e gli hanno bloccato i lavori, scappato da me, gli ho detto: che stai facendo?
Dice: 18 milioni Salvatore me li ha dati lui e allora siccome ecco dottore, allepoca, Giuseppe non aveva
avuto il Crimine e il mandamento suo arrivava fino alla casa cantoniera rossa a Pettimele, da l in poi
andava con Cosimo MUSCHERA e tutti gli altri che sono attaccati l e allora io sono entrato in un
discorso che non dovevo andare a dirgli di non pagare la mazzetta, vedi come sono strani, perch dice,
sei andato a favorire uno che non (inc.) che deve pagare, hai capito? Poi andato Giuseppe che aveva il
Crimine per tutto e valeva, ma allepoca io non lo potevo fare, perch dice: da qua a qua tu non puoi
tenere conto! Come successo con quello che ha avuto il coraggio forse di denunciarlo, mi sa che l c
stato pure un arresto, quello della Wolksvagen (inc.) aveva fatto le costruzioni a Pettimele e
nellestorsione avevano fatto le foto che andava Mico CONDELLO e altri e questo qui, per chiedere la
tangente (inc.)

P.M.1: Mico CONDELLO quale , sempre quello detto Gingomma se non sbaglio?

FIUME: Gingomma. Io non sapevo che lo chiamano Gingomma, io u chiamo u figghio i


Maria.

P.M.: Vabb non il pazzo

P.M.1: Comunque figlio di

P.M.: il figlio di Luciano.

FIUME: Io u canusciu u figghiu di Maria, s, quello che suo fratello stava per sposarsi con la
figlia di Ugo MARINO delle FEDERFECIMA, unaltra imparentata cos

[Link]: (inc.)

P.M.: Demetrio, Demetrio.

FIUME: Demetrio, s e il piccolo Paolino mi ricordo, sua sorella

P.M.: Quindi mi sembra di capire che Gingomma, quindi Domenico CONDELLO

FIUME: S.

P.M.: gi allepoca gestiva la parte estorsioni

FIUME: S.

P.M.: per la cosca CONDELLO?

FIUME: Va daccordo con Giovanni DE STEFANO (figlio di Giorgio DE STEFANO


assassinato in localit Acqua del Gallo n.d.r.), s.

P.M.: Daccordo con Giovanni DE STEFANO.

FIUME: Che faceva le veci del cugino Giuseppe.

P.M.: E questo, questo accordo diciamo valeva sulla citt?

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FIUME: S.

P.M.: Fino a dove? Cio tutta la citt?

FIUME: (inc.) Reggio valeva su tutto.

P.M.: Ah, tutto.

FIUME: S.

P.M.: Quindi Pellaro Villa San Giovanni?

FIUME: In quel caso che gli dicevo io, che Giuseppe ha avuto il Crimine

OMISSIS

P.M.: Scusami, chiariamo un passaggio

FIUME: S.

P.M.: tu dici, dopo il Crimine

FIUME: S.

P.M.: parli di mandamento, adesso specifichiamo che cos questo mandamento

FIUME: Non un mandamento, no, ma da noi non si usa il mandamento da noi si dice Locale.

P.M.: Lhai usato tu

FIUME: U Locale, vabb il mandamento dicemu u grado, ecco.

P.M.: Eh, va bene.

FIUME: S.

P.M.: Dici: dopo il Crimine, praticamente il discorso siamo la stessa cosa

FIUME: S.

P.M.: per quanto riguarda le tangenti

P.M.1: (inc.)

P.M.: e connesse, dice: vale per tutto il mandamento dici tu, quindi Pellaro Villa

FIUME: S, per tutte le

P.M.: ma non vale sul Corso.

FIUME: per tutta sta combriccola che si era formata, con a capo che avevano messo ai
tempi, che sarebbe a dire ARANITI

P.M.: Per non vale sul Corso di Reggio.

FIUME: S, vale, perch Mario aveva passato il mandato, ed era passato a Giuseppe, non ce
lha pi Mario, Mario quello che era di suo, glielo passa a Giuseppe!

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P.M.: Quindi vale anche giusto, per Giuseppe

FIUME: S, s.

P.M.: per dici, i negozianti hanno una forma particolare.

FIUME: I negozianti riconoscono la persona pi vicina, che pi vicina a lui e gli danno,
lho spiegato nel processo Eremo, ho detto io: GIUSTA, quello dei colori, non che pagava la
mazzetta per (inc.) uno di rispetto ci d laiuto, ci tiene lappoggio quando latitante, Nuccio
MORENO la stessa cosa, e pure lo stesso MORABITO (inc.) MORABITO era l (inc.)

OMISSIS

FIUME: omissis Giuseppe questo Crimine era come se lo sapevano tutti che come se
fosse una carica istituzionale, perch quella sera che camminava

P.M.: Riconosciuta diciamo, una carica riconosciuta.

FIUME: Guardi, io passeggio sul Corso e c Mimmo CALABRO, quello che la sua donna
aveva il negozio Sogni, di intimo, sul Corso, e dice: guarda, una volta avevamo a Paolo, ora abbiamo a
Peppe. Dissi: Mimmo, qual il problema? Dice: sai, c quella ditta di Catania che cho il subappalto
alle piscine, alle piscine comunali, quelle lex Parco Caserta e si trovano in imbarazzo, deve pagare
qualche percentuale di mazzetta, si dovuto pulire tutto Per farvi capire, le persone parlavano come
se fosse una cosa di nulla, dice: c Peppe ora sistema le cose.

P.M.: Ci sta (inc.) sostanzialmente significa che Peppe CONDELLO gestiva

P.M.1: Peppe DE STEFANO.

P.M.: Peppe DE STEFANO, scusami, gestiva diciamo le

P.M.1: Le messe a posto si direbbe in Sicilia.

P.M.: S, le messe a posto era riconosciuto diciamo il titolare unico.

OMISSIS

P.M.: Ora chiaramente Pasquale CONDELLO, visto che stavamo parlando di questo

FIUME: S.

P.M.: era a conoscenza del grado, no, il fatto del Crimine dato a Peppe DE STEFANO?

FIUME: Certo.

P.M.: Quindi condivideva?

FIUME: S, condivideva e quando si era incontrato prima, nel novant nel 99 credo,
comunque lui si incontra a casa di Pino TRAPANI, io sposto a Carmine e Peppe BARILLA sposta a lui
e avevano parlato anche di questo fatto e lui in quelloccasione ha sempre avuto il debole per i figli di
Paolo, di Carmine e Giuseppe, ma ha voluto incontrare a Giovanni figlio di Giorgio perch lui sempre
stato legato a Giorgio e di conseguenza riconosceva sia Giuseppe, per ci teneva molto a Gianni, il
figlio di Giorgio e lha voluto l per salutarlo

P.M.: Pure?

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FIUME:e dirgli che va bene quello che sta facendo il cugino, di tenere bene questa
situazione

P.M.: Ah, s? Perch era importante diciamo questo passaggio?

FIUME: Lui da quando uscito, da quando lui uscito la prima volta con la storia della
malattia tanti anni fa, che si era messo le flebo a casa per non arrestarlo, quando io ero andato a
trovarlo con Carmine e Giuseppe lui dice sempre: salutatemi a compare Paolo, compare Paolo, per
detto in cuore suo, s, rispettava a Paolo per pi ancora era legato a Giorgio e di conseguenza per lui
Gianni DE STEFANO, non dico che era come suo figlio ma quasi, per farvi capire questo attaccamento
che aveva con Gianni, s.

P.M.: Cerano contatti, voglio dire, oltre agli incontri, cerano contatti tra i DE STEFANO
di cui tu stai parlando e Pasquale CONDELLO?

FIUME: S.

P.M.: Cio comunicavano tra di loro?

FIUME: Giuseppe con questi giovani, che si era creato le persone un po si guardavano in
faccia: ma che sta succedendo qua, si son fatti la guerra e ora e ogni 2 3 giorni (inc.) organizzava
delle partite di calcio tra la squadra che organizzava Mico CONDELLO Gingomma e lui

P.M.: Addirittura!

FIUME: e tra questi, mentre giocavamo

P.M.: Quindi settimanalmente?

FIUME: S, quando veniva l (inc.) si giocava in quel campetto vicino a Bruno LAGANA e un
giorno si messo a ridere e gli ha detto a uno: disgraziato, (inc.) il doppiogioco. Nel senso cera il
cugino di quello che scomparso, di Peppe FERRO, quello che aveva lofficina (inc.) San Giovannello,
Nicodemo, il fratello di Nicodemo, Nicodemo PEDULLA, Bernardo PEDULLA si era cresciuto con
noi, si frequentava con noi nella villa, per a un certo punto era stato arrestato col figlio di Paolo
CONDELLO mentre nascondeva delle armi nella Fornace (inc.) e Giuseppe gi laveva detto da prima,
dice: questo fa finta di essere amico nostro, per collegato a lui, per diciamo erano storie vecchie e
lui diceva: lo sapevo io che tu facevi finta di stare con noi! Si era creata questa, questa

P.M.: No, questo per dire che comunicava attraverso voglio dire questi

FIUME: S.

P.M.: questi esponenti dei due schieramenti?

FIUME: S.

P.M.: Sei a conoscenza se ci fossero delle comunicazioni di altra natura, ad esempio


biglietti, missive

FIUME: S, biglietti, i biglietti o i pizzini come si chiamano, fin quando avevo detto di usare
questo termine non arrivavano a Carmine, perch io andavo a Catona dove cera quellufficio, quello
stabile grande che vendono cucine componibili, mi aspettava Giovanni RUGOLINO, io gli passavo di
lato, lui mi dava un biglietto e io sentivo, vedevo quello che aveva scritto A Carmine e glielo portavo e
andava avanti cos. Poi lhanno preso a sfida

P.M.: Queste comunicazioni quindi chi riguardavano, tra chi avvenivano?

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FIUME: Pure Carmine e Giuseppe quando erano latitanti con Giovanni, gli scriveva questi
biglietti, io li ritiravo e glieli consegnavo a Dimitri che poi li portava a Giuseppe o viceversa, con questo
sistema.

P.M.: E verso CONDELLO queste comunicazioni

FIUME: Questo CONDELLO registra direttamente Giuseppe dal carcere ma non so come, con
chi e tramite chi, quello che so che alla fine queste giovani leve avevano preso una sfida con le Forze
dellOrdine come per dire: tanto abbiamo le schede che ci dava a Gallico un si chiamava questo, si
chiama Piero FRANGIPANE che aveva questo negozio TIM che gli dava queste schede a nome non so
di chi e parlavano con queste schede ed erano convinti di andare avanti cos, per cerano

P.M.: I lavori sul Corso di Reggio Calabria no, mettiamo anche lavori pubblici o lavori di
ristrutturazione di immobili

FIUME: S.

P.M.: come avveniva la spartizione delle tangenti?

FIUME: Io costruivo macchine per la lavorazione degli inerti e conoscevo un po tutte le ditte.
Negli ultimi tempi la ditta GALLO di Bovalino o di

OMISSIS

P.M.: Il 5% come ndrangheta significa il 2,5 per uno?

FIUME: No, no, 5 per tutti, s, poi diventava 2,5, s, perch prima

P.M.: Laccordo spartitorio valeva pure su quello?

FIUME: Esatto, s.

P.M.: E i lavori da parte dei privati?

FIUME: I privati in base al Locale toccava il lavoro e si prendeva la percentuale e glieli


davano per sa che succede dottore, che

P.M.: Cio lessere vicino alluno o allaltro

FIUME: Schieramento non centrava nulla.

P.M.: diciamo ex schieramento perch a sto punto, no

FIUME: S, s.

P.M.: li mandava immuni dal dover pagare la percentuale?

FIUME: Che li andava immuni, potevi entrare in un Locale se avevi il grado pi alto e se quelli
erano pi basso dire: questo lavoro mio e mi inter Per esempio a Santa Caterina, no, cerano, noi li
chiamiamo i Teste curtuallo, i MORABITO, quei ragazzi che prima erano stati vicino a MUSCHERA,
poi a LO GIUDICE, avevano fatto un po e controllavano un lavoro che era delle costruzioni pi
avanti della Guardia di Finanza. Perch questo lavoro era controllato da loro? Carmine gli ha mandato
a dire: sentite, limpianto elettrico a queste palazzine li fa FALZEA che uno che mi d conto a me e lui
gli aveva che era quello che gli teneva la casa intestata a lui ad Archi, quella casa che intestata (inc.)
in realt di Carmine per (inc.) lui, la villa (inc.) che credo che sia spostato con la (inc.) che una
persona che vicina ai LIBRI, tanto per chiudere questo caso

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P.M.1: E questo come si chiama con precisione?

FIUME: FALZEA.

P.M.1: FALZEA.

FIUME: E allora lui gli ha detto: siccome una persona vicina a me, lui ha detto: compare,
fate voi e sotto questo aspetto glielo dicevo a loro e mi dicevano no, si poteva omissis

P.M.: Quindi diciamo questo discorso valeva, era abbastanza rispettato, non era, non
cerano grosse

FIUME: S.

P.M.: (inc.)

FIUME: Carmine fin cerano le lamentele perch ad alcuni non arrivavano i sodi per come
dicevano, nel senso, Carmine aveva questo (inc.) girava, prendeva i lavori, fin quando cera libero lui ci
iava

P.M.: I soldi della spartizione?

FIUME: nel momento che mancato lui, tra quello che entrato che adesso che poi
arriver Giovanni, ma Giovanni diciamo negli ultimi tempi, ancora prima cera lui, cera questo
Stefano SURACE che girava per i LIBRI, che prendeva i soldi e poi li dividevano, qualcuno aveva delle
lamentele, a chi non gli arrivavano i soldi

P.M.: Perch trattenevano tutto?

FIUME: Se li trattenevano, ma la cosa eclatante, che Giuseppe si arrabbiato, si arrabbiato


prima con Mico LIBRI e con altri, dice: voglio sapere chi che ha detto che mi son tenuto i 200 milioni
della tangente della piscina comunale

P.M.: Parco Caserta.

FIUME: e invece questi soldi dice che poi erano arrivati. Per (inc.) quello che (inc.) gli
toccava a lui e lui rimproverava il fatto che durante la sua assenza devono pagare tutti e ce laveva con
tutti perch col mio nome si son fatti i soldi. Ecco perch vi dicevo pure (inc.) diceva: troppe dice,
persone, dietro il mio nome si sono fatti i soldi, ora devono pagare tutti, dai pi grandi ai pi piccoli
perch mi sono stancato. E questo era il suo, il suo pensiero.

P.M.: Va bene.

Nel corso dellinterrogatorio del 19 dicembre 2008, il collaboratore di giustizia tornava sugli
argomenti legati alla carica ricevuta da Giuseppe DE STEFANO ed individuava anche le famiglie che
avevano voluto linvestitura del predetto;

riferiva in particolare che:

FA:- Quello che loro non so tra loro due, poi alla fine

PM:- Quando dici loro due chi dici?

FA:- Tra ORAZIO e cera rimasta questa parola

PM:- e Giuseppe.

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FA:- Di GIUSEPPE, di dirti responsabilit e potere a me ma per il discorso di sangue


che figlio di suo padre e che aveva avuto il crimine. Da GIOVANNI FONTANA, da SANTO
ARANITI, da uno dei MAMMOLITI, da uno dei LIBRI, da uno di so sbigni e tanti nel carcere di
Reggio, tutti sapevano che lui aveva avuto sto mandato e poteva fare

PM:- Quello che voleva.

FA:- Quello che voleva, giustamente non guastando con le altre famiglie.

Naturalmente, ed bene sottolinearlo prendendo le mosse da questultima affermazione di


FIUME Antonino, lesistenza, di cui si riporteranno appresso gli specifici riscontri, di un accordo
generalizzato sulla persona di Giuseppe DE STEFANO non pu significare e non significa, specie
in un universo criminale come quello delle organizzazioni mafiose, che vi sia una realt fissata per
sempre e alla quale tutte le cosche si adeguino una volta per tutte.
I contrasti, le fibrillazioni, gli atti di violenza sono inevitabili, ma non per questo meno
reale, in quanto come gi detto processualmente dimostrato, quellaccordo generalizzato.
Semmai, si pu ritenere che una o pi cosche, in certi momenti, e per i motivi pi vari si
sottraggano a quellaccordo: allo stesso modo che il verificarsi di una serie anche significativa di
delitti e di omicidi in pi parti della provincia reggina non significa che sia venuta meno la pace
sancita nel 1991 alla fine della guerra di mafia, ovvero che altrettanto numerosi omicidi consumati
nella Sicilia Occidentale dopo il 1994-1996 significhino che non vi sia stata la strategia della
sommersione voluta da Bernardo PROVENZANO.

Emblematiche di questa inevitabile precariet degli equilibri tra le cosche, nei termini sopra
specificati, sono le vicende del locale di San Giovannello, sfociate nellomicidio di Mario
AUDINO.
Il territorio in questione, infatti, sempre stato sottoposto al controllo della famiglia
TEGANO, legata principalmente alla figura di Orazio DE STEFANO ed ha rivestito un ruolo
strategico nel corso della seconda guerra di mafia (1985 1991) in quanto terreno di scontro
cruento tra i cartelli in lotta, per gli omicidi dei responsabili criminali del locale, POSTORINO
Giuseppe - detto Pinello - ed AUDINO Fortunato - detto Maurizio -, portati a compimento ad
opera del gruppo facente capo a CONDELLO Pasquale (vedi, sul punto, quanto evidenziato dal
Tribunale di Reggio Calabria, nella parte motiva della sentenza n. 348/2006 (proc. pen. n.
1293/2004 R.G. notizie di reati/mod. 21DDA), emessa in data 31 ottobre 2006 nei confronti dei
componenti dellorganizzazione criminale di quellarea, relativamente agli omicidi in pregiudizio
di POSTORINO Giuseppe e AUDINO Fortunato.
La reggenza del Locale di San Giovannello, controllato dallorganizzazione TEGANO,
dopo la morte dei suddetti venne affidata ad AUDINO Mario, personaggio di particolare caratura
criminale, che nel corso degli anni aveva assunto una sempre maggiore autonomia criminale
nellarea ed il suo spostamento sempre pi verso il gruppo che riconosceva il ruolo di vertice a
Giuseppe DE STEFANO (si vedano gli specifici passaggi del memoriale consegnato ai magistrati
in data 30 gennaio 2009 da Antonino FIUME in relazione ai rapporti tra lAUDINO ed il DE
STEFANO).
Tale atteggiamento finalizzato ad allargare la sfera di competenza fa ritenere ai Carabinieri
che siano stati i TEGANO a decidere, nel dicembre 2003, la sua violenta eliminazione (vedi,
lattivit di indagine, condotta dalla locale Sezione Anticrimine del Raggruppamento Operativo
Speciale dei Carabinieri, denominata Fulmine [proc. pen. n. 1293/04 R.G. notizie di
reato/mod.21DDA]) sulla base dell intercettazione, in data 5 settembre 2005, di una conversazione
tra presenti intercorsa tra LAVILLA Francesco ed un soggetto non meglio identificato, nel corso
della quale venivano indicati quali responsabili dellomicidio di AUDINO Mario, proprio i
TEGANO nel cui circuito criminale i due interlocutori erano certamente inseriti.
Nello stesso senso si pongono, senza peraltro giungere ad alcuna affermazione di
responsabilit, le conclusioni della sentenza emessa a conclusione del processo Eremo avente n.
348/2006.
Si legge nella stessa: Se i numerosi e validi contributi dei collaboratori di giustizia, di cui
sopra si abbondantemente detto, che furono escussi nei relativi dibattimenti, consentono

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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storicamente di accertare l'esistenza di un sodalizio 'ndranghetistico "classico" denominato


"cosca Audino e di individuarne il preferenziale ambito territoriale di operativit, il materiale
probatorio riversato ex novo nel presente processo, e tra esso precipuamente le emergenze delle
numerose conversazioni ambientali e e telefoniche intercettate in uno alle dichiarazioni dei
collaboranti di giustizia, consentono, come apparir di solare chiarezza, quasi senza necessit di
commenti, di ritenere positivamente stabilito che quel sodalizio 'ndranghetistico, nonostante
l'inevitabile falcidie determinata dagli omicidi dei due distinti capi patiti in conseguenza della
"Guerra di mafia", non solo da sempre esistito e non si mai estinto ma, conformemente a certa
capacit della 'ndrangheta di rigenerarsi continuamente, come l'Araba Fenice, dalle proprie
ceneri, si era rigenerato ed aveva continuato ad operare sempre attivo nei settori tradizionali di
attivit del crimine organizzato reggino, in particolare sul terreno del controllo del territorio
soprattutto attraverso le estorsioni, con una "reggenza" affidata al Franchina durante la
detenzione del capo Audino Mario e composta in buona parte da persone non ancora note, in tutta
la loro capacit criminale, alle Forze dell'Ordine, e quindi con una pi ampia capacita di agire.
Altres, le sorti del "Locale" di San Giovannello sono apparse, a diversi anni dalla
conclusione della GUERRA DI MAFIA, ancora strettamente intrecciate con quelle dell'alleata e
territorialmente limitrofa "cosca De Stefano-Tegano", laddove, se gi dall'esame di alcune
conversazioni intercettate emergono i rapporti collaudati e di cooperazione esistenti tra i capi
indiscussi della cosca De Stefano Tegano e gli affiliati di San Giovannello ed in primis con il capo
locale Audino Mario, le dichiarazioni dei collaboratori di Giustizia, anch'esse da esaminarsi in
dettaglio infra, rimuoveranno ogni dubbio circa l'esistenza di questo rapporto. Il Fiume, infatti,
narrer della protezione senza limiti assicurata indistintamente dagli affiliati odierni ai boss delle
famiglie De Stefano e Tegano durante la loro latitanza ed ancora della consegna da parte di
Audino ai De Stefano di una parte di mazzetta estorta agli imprenditori impegnati nella
realizzazione della piscina di Parco Caserta, territorialmente sorgente in ambito di operativit
della cosca Audino, della probabile riconducibilit ai Tegano dellomicidio di Mario Audino che
era sembrato a costoro per lappunto pi vicino ai De Stefano piuttosto che a loro e della natura
ed origine interna al sodalizio allargato in questione del grave fatto omicidiario, ed ancora
narrer, cos come il Fracapane, di un contrasto sorto tra due gruppi allinterno del locale
proprio per divergenze e non condivisioni della scelta del reggente operata da Audino Mario nella
persona del Franchina Antonino: contrasto che ha visto alle spalle dei due gruppi e nella sala di
regia da una parte i Tegano appoggianti il sottogruppo dei Lo Giudice, che evidentemente per
meriti guadagnati sul campo e per fedelt storica ad Audino aspiravano alla leadersheap seppur
temporanea, e dallaltro i De Stefano pi direttamente vicini ad Audino che in sintonia con
costoro aveva addirittura posto alla reggenza in un primo tempo tale Nino Malara gradito ai De
Stefano.
Nella predetta sentenza vi gi ampia traccia delle frizioni interne alla cosca che
porteranno allomicidio del capo Mario AUDINO nel dicembre del 2003.
Di assoluta rilevanza ai nostri fini, oltre che ampiamente confermative della impostazioni
adottata nella presente richiesta, le conclusioni tratte dal giudice: Orbene, le conoscenze del
Fiume sono dirette, specifiche, congruenti, piane, spontanee, lineari, prive di contraddizioni e
sono sintomo del suo sapere infinito. Il collaborante, come sopra anticipato ha conosciuto
direttamente il locale di San Giovannello, storicamente affiliato alla sua cosca di appartenenza,
ed ha conosciuto ed operato assai da vicino con lultimo dei suoi vertici ossia con Audino Mario
le cui gesta criminali sembra conoscere abbastanza approfonditamente.
Anche Fiume riferisce di una frattura allinterno della cosca tra alcuni, tra cui i Logiudice,
che si sarebbero avvicinati di pi ai Tegano, ed altri che sarebbero rimasti pi fedeli allAudino,
ed ancora riferisce degli incontri con personaggi di spessore presso gli affiliati di San
Giovannello dei superprimari della cosca De Stefano-Tegano, durante il loro stato di latitanza.
Ebbene, la elevatissima attendibilit estrinseca del Fiume si coglie non solo nelle convergenti ed
autonome dichiarazioni del Fracapane ma anche e soprattutto nelle altre maglie probatorie di
questo processo che riscontrano con perfezione tutto il dire del propalante.
Da ultimo, non pu non farsi cenno allomicidio dellAudino Mario, avvenuto nel dicembre
2003 con modalit tipicamente mafiose, che ulteriormente comprovano la mafiosit dellAudino e
quindi ancora una volta la giustezza delle conclusioni alle quali addivenuto il Decidente.
La metodica plateale e con uso di armi, e di colpi spropositati rispetto allobiettivo,
adottati nella esecuzione in questione, per nulla diversificatasi dalle tipiche esecuzioni mafiose,

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sono prove inequivocabili di un morto di mafia e foriere della pi feroce intimidazione e


connessa generale omert.
La circostanza, poi, che lomicidio sia stato consumato in un periodo temporale
caratterizzato dalla ormai raggiunta pax mafiosa tra le cosche del reggino rende assai probabile
che lepisodio sia stato voluto dallinterno ed allinterno si sia concretizzato ed il tal senso assai
verosimili sono le circostanze che trapelano dal dictum del Fiume e che rendono probabile la
scaturigine dellomicidio nella volont dei Tegano di frenare il fare ormai non contenibile
dellAudino, che era andato al di l delle cose rientranti nel potere del suo locale, che aveva
subito una spaccatura allinterno del suo gruppo e che evidentemente era troppo prono dinanzi ai
De Stefano e troppo poco imbrigliabile nelle direttive dei Tegano, controllori la cosca, al cui
vertice era collocato.

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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LATTIVIT DI RISCONTRO ALLE DICHIARAZIONI.

Si sono fin qui viste le dichiarazioni di FIUME Antonino sulla carica di Crimine attribuita a
DE STEFANO Giuseppe dai principali capi delle cosche reggine, a cominciare da CONDELLO
Pasquale e LIBRI Domenico e sul significato di tale carica; si visto pure come le dichiarazioni del
FIUME, in particolare quelle sulla famiglia DE STEFANO, siano state ritenute del tutto attendibili dai
giudici che le hanno fin qui prese in esame.
Prima di passare allanalisi dei riscontri acquisiti appare necessario porre nella giusta
evidenza un primo dato in grado di esaltare la piena attendibilit del dichiarato di Antonino
FIUME nel momento in cui riferisce che tra i soggetti, di vertice della ndrangheta reggina, che
hanno attribuito a Giuseppe DE STEFANO la carica in esame, mentre i due si trovavano detenuti
allinterno della Casa Circondariale di Reggio Calabria, vi era stato Giovanni FONTANA.
Tale dato risulta pienamente confermato dalle estrapolazioni effettuate dal sistema
informativo del D.A.P., le quali evidenziano che il DE STEFANO ed il FONTANA sono stati
detenuti insieme presso la locale struttura carceraria dal 25 marzo all11 maggio 2000.
Ove si sonsideri che Giuseppe DE STEFANO stato scarcerato in data 18 gennaio 2001,
lattivit di verifica fornisce ampio riscontro anche in relazione allulteriore passaggio delle
dichiarazioni del FIUME in cui si individua il momento dellinvestitura (Lui mentre in carcere a
Reggio ora gli dico subito il periodo il periodo, qualche 7 - 8 mesi, un anno prima di uscire): a
ritroso si va a collocare il riconoscimento della carica proprio nel periodo di detenzione comune prima
indicato.

A fini di ulteriore approfondimento, questo Ufficio delegava al Raggruppamento Operativo


Speciale Sezione Anticrimine di Reggio Calabria specifici riscontri alle dichiarazioni rese da
Antonino FIUME appena riportate, il quale evadeva la delega con la nota n. 112-346-10-1-2005 di
prot. dell11 giugno 2009 alla quale si rinvia per la completa identificazione dei soggetti indicati
dal FIUME e dei precedenti penali a loro carico:
In riferimento alla delega dindagine del 5 giugno 2009, si comunica lesito degli
accertamenti espletati, facendo presente, che per una migliore esposizione dei riscontri effettuati,
si provveduto a riportare integralmente alcuni passi dellinterrogatorio in questione, con
elencati, di seguito, i relativi accertamenti:

1. P.M. era a conoscenza del grado, no, il fatto del Crimine dato a Peppe DE
STEFANO?.-

[Link] soggetto a nome Peppe DE STEFANO stato identificato in DE STEFANO


Giuseppe Carlo, pt. Paolo mt. ERRIGO Rosa, nato a Reggio di Calabria l01.12.1969,
attualmente detenuto.

DE STEFANO Giuseppe

Sul conto dello stesso emerso che:

(1) figlio di Paolo DE STEFANO, assassinato il 13.10.1985 in Archi di Reggio


Calabria, unitamente a PELLICAN Antonio. Lomicidio, cos come accertato nellambito di
pregresse vicende processuali, costituiva la risposta allattentato eseguito tre giorni prima a
Villa San Giovanni (10.10.1985), allorquando una FIAT 500, imbottita di esplosivo e posteggiata
accanto allautovettura blindata di IMERTI Antonino, viene fatta esplodere a mezzo di un
comando a distanza provocando la morte di SPINELLI Umberto e dei germani PALERMO
Vincenzo e Angelo, e il ferimento di BUDA Natale e IMERTI Antonino;

(2) stato tratto in arresto il 10.12.2008, ricercato dal 2003 dovendo scontare tre condanne
di cui due definitive;

(3) stato proposto, da parte della locale Sezione Anticrimine, con nota nr. 23/1 datata
17.01.2008, per la perdita della potest genitoriale.

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2. FIUME: Si, condivideva e quanto si era incontrato prima, nel novant nel 99
credo, comunque lui si incontra a casa di Pino TRAPANI, io sposto a Carmine e Peppe
BARILL sposta a lui e avevano parlato anche di questo fatto e lui in quelloccasione ha
sempre avuto il debole per i figli di Paolo, di Carmine e Giuseppe, ma ha voluto incontrare a
Giovanni figlio di Giorgio perch lui sempre stato legato a Giorgio e di conseguenza
riconosceva sia Giuseppe, per ci teneva molto a Gianni, il figlio di Giorgio e lha voluto li per
salutarlo

a. In relazione allidentificazione di PINO TRAPANI, auspicabile procedere


ad individuazione fotografica da parte del collaboratore FIUME , poich sono censiti diverse
persone con tale nominativo.

[Link] soggetto a nome Carmine ( io sposto a Carmine ), stato identificato in DE


STEFANO Carmine, nato a Reggio di Calabria l01.03.1968, emigrato a Terni l08.02.2005,
fratello del citato DE STEFANO Giuseppe. Lo stesso, nel periodo in riferimento, ovvero lanno
1999, effettivamente era ricercato, infatti stato tratto in arresto, in data 08.11.2001, dopo
circa sette anni di latitanza.

DE STEFANO Carmine

c. il soggetto a nome Peppe BARILLA ( e Peppe BARILL sposta a lui ), si


potrebbe identificare in BARILLA Giuseppe pt. Giovanni mt. ROMEO Giovanna, nato a Reggio
Calabria il 28.02.1957, ivi residente in Via Mercatello nr. 55.

BARILLA Giuseppe

Sul conto dello stesso emerso che:


(1) soprannominato Peppe Scheggia
(2) cognato di CONDELLO Paolo [nato ad Archi il 21.04.1940, ivi assassinato in
data 25.05.1987], avendo questultimo sposato la sorella, BARILLA Giuseppa [nata a Reggio
Calabria il 09.12.1946];
(3) zio di CONDELLO Giovanna [nata ad Archi il 06.12.1971], coniugata con
CICCONE Rodolfo [nato a Reggio Calabria il 16.04.1972], entrambi indagati nellambito
dellindagine vertice, poich ritenuti favoreggiatori di CONDELLO Pasquale;
(4) dipendente, del negozio denominato Idea bagni, di propriet di NERI
Caterina [nata a Reggio Calabria il 28.06.1953], cognata di CONDELLO Pasquale [nato a
Reggio Calabria il 14.09.1950], tratto in arresto dalla locale Sezione Anticrimine il 18 febbraio
2008, avendo sposato il fratello di questultimo, CONDELLO Domenico, assassinato il
23.12.1991;
(5) zio di CONDELLO Giandomenico [ nato a Reggio Calabria il l1.02.1980,
residente come sopra, celibe], tratto in arresto da personale della locale Sezione Anticrimine in
data 18 febbraio 2008, per favoreggiamento personale nei confronti di CONDELLO Pasquale. Lo
stesso figlio di BARILLA Giuseppa, generalizzata al precedente punto (2);
(6) zio di BARILLA Giovanni [nato a Reggio Calabria il 25.05.1978], genero
di CONDELLO Pasquale. Lautovettura Mercedes classe A, targata CY093CD, costantemente in
uso a BARILLA Giovanni, risulta essere intesta allo zio BARILLA Giuseppe.

d. i soggetti Carmine e Giuseppe, figli di Paolo (per i figli di Paolo, di Carmine e


Giuseppe, ), sono stati identificati DE STEFANO Carmine e DE STAFEANO Giuseppe,
generalizzati, rispettivamente, al paragrafo 1 e paragrafo 2 punto a. , entrambi figli di DE
STEFANO Paolo [nato a Reggio di Calabria il 24.01.1943], assassinato ad Archi di Reggio
Calabria il 13.10.1985.

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e. il soggetto a nome Giovanni, figlio di Giorgio (voluto incontrare a Giovanni


figlio di Giorgio ), stato identificato in DE STEFANO Giovanni, pt. Giorgio e mt. ROETTO
Felicia Giovanna, nato a Reggio di Calabria il 02.12.1973, ivi residente Via Crisafi nr. 25,
coniugato, studente.

DE STEFANO Giovanni

Sul suo conto emerso che::


(1) figlio di DE STEFANO Giorgio, pt. Giovanni e mt. DECICCO Diana, nato a
Reggio di Calabria il 27.11.1948, ivi residente Via F. Fiorentino nr. 4/A, coniugato, procuratore
legale. Nei confronti di questultimo, alcuni collaboratori di Giustizia hanno rilasciato numerose
dichiarazioni:
(a) Giacomo LAURO riferiva: Quando scoppi la guerra di mafia con l'attentato a Nino
IMERTI a Villa San Giovanni capo incontrastato della famiglia DE STEFANO era Paolo DE
STEFANO che si avvaleva della preziosa ed insostituibile attivit di consigliere di suo cugino
l'avv. Giorgio DE STEFANO, gi consigliere comunale della Democrazia Cristiana, il quale
rappresentava all'interno della consorteria una sorta di eminenza grigia a fronte della sua
raffinata intelligenza e della abile capacit di intrattenere rapporti sofisticati con i centri occulti
del potere tra cui i Servizi Segreti deviati e la Massoneria
(b) SCOPELLITI Giuseppe riferiva: In particolare i discorsi vertevano sulla
necessit di eliminare i capi dello schieramento opposto che costituivano ovviamente la direzione
strategica delle famiglie con le quali eravamo in guerra. Primo fra tutti l'avvocato Giorgio DE
STEFANO che era considerato da Pasquale CONDELLO e da Nino Imerti la mente criminale del
gruppo destefaniano e ci non solo dall'inizio della guerra di mafia ma anche negli anni
precedenti. Infatti Pasquale CONDELLO ben conosceva l'avvocato DE STEFANO per essere stato
per lunghi anni la persona di fiducia. Era quindi perfettamente al corrente delle potenzialit
intellettuali dell'avvocato e del suo inserimento a pieno titolo nell'organizzazione mafiosa
destefaniana

(c) COSTA riferiva: seppi che dopo la morte di Paolo DE STEFANO, Giorgio
DE STEFANO divenne la mente dei destefaniani, e lo stratega della guerra di mafia condotta dal
....in poi. Tutti costoro parlando di lui lo chiamavano "compare Giorgio l'avvocato". ....Giorgio
DE STEFANO ha stretti rapporti con tutta la 'ndrangheta calabrese e in particolare con i
PAPALIA e i BARBARO di Plat, con PIROMALLI Giuseppe, nonch con cosa nostra siciliana, in
particolare con Mariano AGATE, Luca BAGARELLA ...omissis....

DE STEFANO Giorgio

3. FIUME: Giuseppe con questi giovani, che si era creato le persone un po si


guardavano in faccia: ma che sta succedendo qua, si son fatti la guerra e ora ogni 2 3 giorni
(inc.) organizzava delle partite di calcio tra la squadra che organizzava Mico CONDELLO
Giongomma e lui

[Link] soggetto a nome Mico CONDELLO, alias Gingomma ( organizzava Mico


CONDELLO Giongomma e lui ), stato identificato in CONDELLO Domenico pt. Luciano
mt. ROMEO Maria C., nato a Reggio Calabria il 20.05.1972 ed ivi residente in Contrada
Mercatello Archi 55, celibe, pregiudicato.
La sua centralit allinterno dellorganizzazione criminale capeggiata da CONDELLO
Pasquale, stata ampiamente espressa nellambito dellattivit investigativa denominata
Meta, procedimento penale nr. 5731/05 RGNR DDA, laddove emerso che lo stesso, ha
gestito il settore delle estorsioni, in perfetta intesa con il gruppo criminale DE STEFANO.

CONDELLO Domenico alias gingomma

4. FIUME: Si, quando veniva li (inc.) si giocava in quel campetto vicino a Bruno
LAGAN e un giorno si messo a ridere e gli ha detto a uno: disgraziato, (tnc.) il doppiogioco.

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Nel senso cera il cugino di quello che scomparso, di Peppe FERRO, quello che aveva lofficina
(inc.) San Giovannello, Nicodemo, il fratello di Nicodemo, Nicodemo PEDULL, Bernardo
PEDULL si era cresciuto con noi, si frequentava con noi nella villa. Per a un certo punto era
stato arrestato col figlio di Paolo CONDELLO mentre nascondeva delle armi nella Fornace (inc.)
e Giuseppe gi laveva detto da prima, dice: questo fa finta di essere amico nostro, per
collegato a lui, per diciamo erano storie vecchie e lui diceva: lo sapevo io che tu facevi finta di
stare con noi! Si era creata questa, questa

a. In relazione allaffermazione quel campetto vicino a Bruno LAGAN non


stato possibile identificare il soggetto a nome Bruno LAGANA. E auspicabile procedere ad
un ulteriore interrogatorio del collaboratore e, quindi, fare specificare allo stesso, lesatta
ubicazione dei campetti di calcio in argomento.

b. I fratelli Nicodemo e Bernardo PEDULLA ( il cugino di quello che


scomparso, di Peppe FERRO, quello che aveva lofficina (inc.) San Giovannello, Nicodemo, il
fratello di Nicodemo, Nicodemo PEDULL, Bernardo PEDULL ), sono stati identificati,
rispettivamente, in:
(1) PEDULLA Bernardo Vittorio, fu Francesco e di FERRO Antonia, nato a
Reggio Calabria il 24.11.1970 ed ivi residente in via Quartiere CEP lotto IX nr.7, coniugato,
carrozziere;

PEDULLA Bernardo Vittorio


Lo stesso, effettivamente, in data 8 gennaio 1999, veniva tratto in arresto, unitamente a
CONDELLO Giandomenico [nato a Reggio Calabria il 01.02.1980 ed ivi residente in Contrada
Mercatello Archi nr.55], figlio di CONDELLO Paolo, e BEVILACQUA Francesco [nato a
Reggio Calabria il 4 febbraio 1982 ivii residente frazione Archi], poich trovati in possesso,
nella contrada Aloi, via Vico De Nava di Archi, di nr. 5 fucili [vds. all. nr. 1].
CONDELLO Giandomenico, come gi specificato in precedenza [ paragrafo nr. 2
sottoparagrafo c. - punto (5)], il nipote di BARILLA Giuseppe. Lo stesso stato tratto in
arresto, e successivamente condannato, per favoreggiamento personale di CONDELLO
Pasquale.

CONDELLO Giandomenico

(2) PEDULLA Nicodemo, fu Francesco e di FERRO Antonia, nato a Reggio


Calabria il 13.04.1954 ed ivi residente in Via Eremo Condera nr.8, coniugato, carrozziere;

PEDULLA Nicodemo

I fratelli PEDULLA, effettivamente sono legati da rapporti di parentela con la famiglia


FERRO. Da controlli effettuati presso lufficio anagrafe, emerso che gli stessi hanno
quattro cugini a nome FERRO Giuseppe, ma non risultano denuncie di scomparse nei confronti
di questi ultimi. Anche in questo caso, auspicabile procedere ad individuazione fotografica di
tutti i soggetti a nome FERRO Giuseppe.

5. FIUME: Si, biglietti, i biglietti o i pizzini come si chiamano, fin da quando avevo
detto di usare questo termine non arrivavano a Carmine, perch io andavo a Catona dove cera
quellufficio, quello stabile grande che vendono cucine componibili, mi aspettava Giovanni
RUGOLINO, io gli passavo di lato, lui mi dava un biglietto e io sentivo, vedevo quello che aveva
scritto A Carmine e glielo portavo e andava avanti cos. Poi lhanno preso a sfida

[Link] soggetto a nome Giovanni RUGOLINO ( mi aspettava Giovanni RUGOLINO ),


stato identificato in RUGOLINO Giovanni, di Domenico e di Pellegrino Grazia, nato a Gallico

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(RC) il 22.03.1950, ivi residente in vicolo Casa Savoia nr.28, capo dellomonima organizzazione
criminale operante in Catona

RUGOLINO Giovanni

Lo stesso indagato nellambito del procedimento penale denominato Meta.

b. In relazione allindividuazione dello stabile di Catona, adibito alal vendita di cucine


( a Catona dove cera quellufficio, quello stabile grande che vendono cucine componibili,
), stato accertato che in quel centro sono ubicati i seguenti due esercizi commerciali
adibiti alla vendita di cucine componibili:

(1) impresa individuale denominata DANY ARREDA DI PASQUETTI


DANIELA, sita in Via Nazionale nr.104 di Catona di Reggio Calabria, con inizio attivit
03.04.1989 ed adibita al commercio al dettaglio di mobili, compresi quelli per ufficio, materiale
elettrico ed articoli per l'illuminazione e per uso domestico n.c.a.. La titolare si identifica in
PASQUETTI Daniela, nata a Orbetello (GR) il 08.08.1952 e residente a Catona di Reggio
Calabria in Via Marina Traversa Privata nr.19.

(2) Societ a responsabilit limitata denominata FORME NUOVE S.R.L., sita in Via
Nazionale nr.188 a Catona di Reggio Calabria, adibita al commercio al dettaglio ed all'ingrosso
di mobili ed arredamenti, complementi di arredo, illuminazione, tendaggi e di ogni altro bene
rientrante in linea di massima nella categoria dei mobili e degli arredi. LAmministratore Unico si
identifica in CALABRO Francesco, nato a Reggio Calabria il 12.09.1941 ed ivi residente in Via
Nazionale Catona nr.80.

6. FIUME: Pure Carmine e Giuseppe quando erano latitanti con Giovanni gli
scriveva questi biglietti, io li ritiravo e glieli consegnano a Dimitri che poi li portava a Giuseppe o
viceversa, con questo sistema.

a. il soggetto a nome Dimitri (consegnano a Dimitri ), stato identificato in DE


STEFANO Dimitri Antonio [nato a Reggio di Calabria il 10.06.1973, ivi residente Via SS 18 I tr.
Nr. 76 Int. 3, celibe, agente di commercio], fratello di DE STEFANO Giuseppe e DE
STEFANO Giovanni, entrambi in precedenza generalizzati.

7. FIUME: Questo CONDELLO registra direttamente Giuseppe dal carcere ma


non so come, con chi e tramite che, quello che so che alla fine queste giovani leve avevano preso
una sfida con le Forze dellOrine come per dire: tanti abbiamo le schede che ci dava a Gallico un
si chiamava questo, si chiama Piero FRANGIPANE che aveva questo negozio TIM che gli
dava queste schede a nome non so di chi e parlavano con queste schede ed erano convinti di
andare avanti cos, per cerano

a. Il soggetto, titolare di un negozio adibito alla vendita di telefonini, stato identificato


in FRANGIPANE Bruno [pt Gerolamo e mt SURACE Soccorsa, nato a Reggio Calabria il
29.08.1964 e ivi residente in Via Carcere Nuovo nr.24].

FRANGIPANE Bruno

Lo stesso stato titolare, dal 03.11.1997 al 10.02.2003, di una impresa individuale, sita a
Gallico di Reggio Calabria in Via Nazionale nr.87, avente per attivit, tra le altre cose, il
commercio al minuto di materiale elettrico, antifurti e telefonia.

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Il predetto, risulta avere un fratello a nome Pietro, nato a Reggio Calabria il 09.03.1968
ed ivi residente in Via Ceci nr.9, coniugato.

FRANGIPANE Pietro

Al deposito della nota appena riportata seguiva, in data 17 giugno 2009, lulteriore
interrogatorio di Antonino FIUME il quale consentiva di colmare le residue incertezze
identificative.
In particolare, il collaboratore di giustizia specificava una serie di passaggi delle
dichiarazioni gi rese con particolare riferimento:
1. al ruolo di Giuseppe e Carmine DE STEFANO, soffermandosi in particolare sui periodi
di latitanza trascorsi insieme da questultimo e Pasquale CONDELLO al fine di
pianificare e programmare le attivit criminose di competenza dellorganismo di vertice
gi descritto
(P.M.: Ora chiaramente Pasquale CONDELLO, visto che stavamo parlando di
questo
FIUME: S.
P.M.: era a conoscenza del grado, no, il fatto del Crimine dato a Peppe DE
STEFANO?
FIUME: Certo.
P.M.: Quindi condivideva?
FIUME: S, condivideva e quando si era incontrato prima, nel novant nel 99
credo, comunque lui si incontra a casa di Pino TRAPANI, io sposto a Carmine e Peppe
BARILLA sposta a lui e avevano parlato anche di questo fatto e lui in quelloccasione ha
sempre avuto il debole per i figli di Paolo, di Carmine e Giuseppe, ma ha voluto incontrare a
Giovanni figlio di Giorgio perch lui sempre stato legato a Giorgio e di conseguenza
riconosceva sia Giuseppe, per ci teneva molto a Gianni, il figlio di Giorgio e lha voluto l per
salutarlo
P.M.: Pure?
FIUME:e dirgli che va bene quello che sta facendo il cugino, di tenere bene questa
situazione);
2. al ruolo di dipendenza funzionale riconosciuto a Domenico CONDELLO, alias
gingomma, indicato dallo zio Pasquale CONDELLO quale persona da affiancare a
Giuseppe DE STEFANO
(P.M.: E Domenico CONDELLO, Gingomma che ruolo aveva?
FIUME: Lui aveva avuto a Reggio questo avvicinamento con Giuseppe in carcere e
Giuseppe mi ha detto che lui, anche per le azioni di fuoco, se lo doveva chiamare, era a
disposizione. La cosa che ne ho la certezza che lui valeva, la sua parola, quasi quanto quella di
Giuseppe per le estorsioni, ma non per gli omicidi
P.M.: Ma lui chi?
FIUME: Domenico
P.M.: S, specifichiamo sempre quale Domenico.
FIUME: Domenico CONDELLO, figlio di Luciano);
3. alla identit del soggetto che si occupava degli spostamenti di Pasquale CONDELLO per
consentire allo stesso di prendere parte ai summit con gli esponenti di vertice della
famiglia DE STEFANO: il predetto stato riconosciuto dal FIUME, a seguito di
individuazione fotografica, proprio in quel Peppe BARILLA, detto scheggia, di cui si
parla nella nota del R.O.S. integralmente riportata.

GLI ULTERIORI RISCONTRI.

Ulteriori riscontri alle dichiarazioni venivano rassegnati dal Raggruppamento Operativo


Speciale Sezione Anticrimine di Reggio Calabria, il quale con la nota n. 112-346-10-2-2005 di
prot. del 24 giugno 2009 evidenziava quanto segue:

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1. In relazione allinterrogatorio del collaboratore di Giustizia FIUME, reso in


data 17 giugno 2009, presso il carcere di Roma Rebibbia, si precisa che il soggetto a nome
TRAPANI Pino, coniugato con tale CAMPOLO, stato identificato in TRAPANI Giuseppe,
nato a Reggio Calabria il 3 agosto 1961, ivi residente via SS. 18 II Traversa nr. 2.
Lo steso, in data 20.08.1989 ha sposato CAMPOLO Giovanna, nata a Reggio Calabria
il g. 1 agosto 1964.
Sul conto di TRAPANI Giuseppe, risulta che in data 07.03.2005 la Stazione Corpo
Forestale dello Stato di Reggio Calabria, inoltrava notizia di reato all'A.G., poich responsabile
dei reati previsti dagli artt. 639 (deturpamento o imbrattamento di cose altrui) e 650 del C.P.
(inosservanza dei provvedimenti dell'autorit).
Lo stesso, risulta essere stato controllato, nelle date di seguito indicate, con i seguenti
soggetti:
(a) 27.07.2001 ore [Link], N.O.R.M. di Villa San Giovanni, controllato a Villa
San Giovanni in Via Zanotti Bianco, unitamente a CANALE Francesco nato a Reggio Calabria il
19.03.1963, a bordo dellautovettura targata VV000199;
(b) 16.04.2002 ore [Link], Compartimento Polfer della Calabria, controllato
presso gli uffici di Reggio Calabria, unitamente a LAGANA' Antonino nato a Melito Porto Salvo
il 04.09.1956, ZEROTTI Vincenzo nato a Reggio Calabria il 13.03.1951, IARIA Francesco nato
a Reggio Calabria il 27.04.1964, CHIRICO Pietro nato a Reggio Calabria il 20.06.1950, DE
MAIO Salvatore nato a Gioia Tauro il 26.09.1956 e DE TIBERIS Enrico nato a Catona di
Reggio Calabria il 11.10.1965;
(c) 11.04.2003 ore [Link], C.O.T. della Questura di Reggio Calabria, controllato
a Reggio Calabria in Via Nazionale Archi, unitamente a POSTORINO Giovanni nato a Reggio
Calabria il 31.05.1964 e MOSCHELLA Andrea nato a Melito Porto Salvo il 06.12.1970, a bordo
dellautovettura targata CF881SN;
(d) 07.10.2003 ore [Link], C.O.T. della Questura di Reggio Calabria, controllato
a Reggio Calabria in Via Pentimele, unitamente a POSTORINO Giovanni nato a Reggio
Calabria il 31.05.1964, a bordo dellautovettura targata AC7726;
(e) 21.10.2004 ore [Link], C.O.T. della Questura di Reggio Calabria, controllato
a Reggio Calabria in Via Nazionale di Archi, unitamente a COPPOLA Michele nato a Melito
Porto Salvo il 30.12.1973;
(f) 20.11.2004 ore [Link], N.O.R.M CC di Palmi, controllato allo svincolo A/3 di
Palmi, unitamente a GERIA Massimo nato a Reggio Calabria il 07.03.1980, a bordo
dellautovettura targata CF895PP;
(g) 18.03.2005 ore [Link], N.O.R.M CC di Reggio Calabria, controllato a Reggio
Calabria in Viale Messina, a bordo dellautovettura targata CE801LX;
(h) 07.05.2005 ore [Link], Distaccamento Polstrada di Villa San Giovanni,
controllato al Km. 438 della A/3 SA-RC, a bordo dellautovettura targata AV876JE;
(i) 18.12.2005 ore [Link], C.O.T. della Questura di Reggio Calabria, controllato
a Reggio Calabria in Ponte Scaccioti, a bordo dellautovettura targata CF07412;
(j) 01.02.2006 ore [Link], Stazione CC di Condofuri San Carlo, controllato a
Bova Marina in Fondo Vivo, unitamente a DEFONTE Nicola nato a Mola Di Bari il 18.08.1945,
a bordo dellautovettura targata BL321MD;
(k) 03.03.2006 ore [Link], Stazione CC di Samo, controllato a Bianco al
supermercato SISA lungo la SS 106, unitamente alla moglie CAMPOLO Giovanna nata a Reggio
Calabria il 01.08.1964, a bordo dellautovettura targata CG908ED;
(l) 14.05.2006 ore [Link], N.O.R.M CC di Reggio Calabria, controllato a Reggio
Calabria, bar "Caff Del Mare" in Via Marina n. 10 di Gallico, unitamente a MILANO Giovanni
nato a Reggio Calabria il 08.05.1959 e IVASTONA Janna nata in Russia il 03.08.1961;
(m) 02.02.2007 ore [Link], C.O.T. della Questura di Reggio Calabria, controllato
a Reggio Calabria in Passo Caracciolo, unitamente a GALIERA Vincenzo nato a Reggio
Calabria il 08.01.1981;
(n) 06.02.2007 ore [Link], N.O.R.M CC di Reggio Calabria, controllato a Reggio
Calabria in Via Nazionale di Archi, unitamente a SONSOGNO Demetrio nato a Reggio Calabria
il 01.01.1969, a bordo dellautovettura targata AX460LM;

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(o) 23.11.2007 ore [Link], Distaccamento Polstrada di Villa San Giovanni,


controllato sulla A3, unitamente a UTANO Antonio nato a Reggio Calabria il 18.12.1977, a
bordo dellautovettura targata CZ359LY;
(p) 13.10.2008 ore [Link], C.O.T. della Questura di Reggio Calabria, controllato
a Reggio Calabria in Viale Amendola, a bordo dellautovettura targata CF07412;
(q) 25.10.2008 ore [Link], Sezione Polstrada di Reggio Calabria, controllato a
Reggio Calabria, a bordo dellautovettura targata CF07412;
(r) 16.11.2008 ore [Link], Sezione Polstrada di Reggio Calabria, controllato a
Reggio Calabria, in Gallico SS 18, a bordo dellautovettura targata BY841XK;

2. Il cognato, CAMPOLO Gaetano [ nato a Reggio Calabria il g. 08.10.1969], risulta


inserito nellorganizzazione criminale operante in questo centro, infatti, sul suo conto, presso la
banca dati delle FF. di Polizia, risulta:

(a) 21.11.2003 - Squadra Mobile della Questura di Reggio Calabria, tratto in


arresto in esecuzione dell'Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere n.209/99 RGNR - DDA,
n.5142/00 [Link] e n.28/2003 ROCC. emessa da G.I.P. presso il Tribunale di Reggio Calabria
perch responsabile dellart. art. 416 bis del C.P. (associazione di tipo mafioso, unitamente a
AUDINO Francesco, AUDINO Mario Salvatore, CANALE Francesco, DE CARLO
MAURIZIO, DE STEFANO Carmine, DE STEFANO Dimitri Antonio, DE STEFANO
Giovanni, DE STEFANO Giuseppe, FIUME Antonino, GATTO Pasquale, GIUNTA
Gianfranco, LAGANA' Fausto, MALARA Antonino, MARCIANO' Santo Mario, MAZZULLA
Elena, MOIO Roberto, PARTINICO Riccardo, POLIMENI Alfredo, POLIMENI Domenico,
POLIMENI Francesco, POLIMENI Paolo, SAPONE Francesco, SARACENO Giuseppe,
STILO Francesco, TRIPODI Domenico e ZAPPIA Vincenzino. Inoltre, veniva ritenuto affiliato
alla cosca DE STEFANO e responsabile fino al 08.12.2001 di favoreggiamento nei confronti del
latitante DE STEFANO Carmine e responsabile dellart. 494 del C.P. (sostituzione di persona, in
quanto nel corso di perquisizione veniva trovato in possesso di una carta d'identit falsa intestata
ad altra persona e con su apposta la sua foto);
(b) 21.11.2003 - Squadra Mobile della Questura di Reggio Calabria, segnalato per
il reato previsto dallart. 482 del C.P. (falsit materiale commessa dal privato);
(c) 02.05.2005 - Casa Circondariale di Palmi (RC), eseguita scarcerazione emessa
dal G.I.P. presso il Tribunale di Reggio Calabria con Ordinanza nr.209/99 RGNR DDA e
nr.3064/04 R GIP DDA, per il reato previsto dallart. 416 bis del C.P. (associazione di tipo
mafioso);
(d) 20.10.2005 - Nucleo Provinciale di Reggio Calabria, eseguito sequestro di beni
connesso a Misura di Prevenzione emessa dal Tribunale - Sez. Misure di Prevenzione. In
particolare, in data 20.10.05 veniva data esecuzione al Decreto n.64/05 RGMP e nr. 23/05 Sequ.
emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, riferito ad nr. 1
appartamento sito in Reggio Calabria, via Domenico Muratori nr.40/B;
(e) 26.10.2005 - Nucleo Provinciale di Reggio Calabria, eseguito sequestro di beni
connesso a Misura di Prevenzione emessa dal Tribunale - Sez. Misure di Prevenzione. In
particolare, la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria emetteva in data
25.10.2005 Decreto di sequestro ex art.2 ter Legge 575/65, ed in data 26.10.2005 veniva data
esecuzione al predetto decreto e si procedeva al sequestro di nr.1 libretto nominativo ordinario
postale, cointestato con la madre ERRIGO Caterina;
(f) 06.03.2008 - Nucleo di Polizia Tributaria di Reggio Calabria, segnalato per
obbligo di Soggiorno, per obbligo presentazione alla P.G. (art. 282 C.P.P.) per la durata di 3 anni
e per Sorveglianza Speciale (mafia - L.575/65), emessa da Tribunale - Sezione Misure di
Prevenzione per la durata di 3 anni. In particolare, in data 06.03.2008 il GICO procedeva alla
notifica ed esecuzione del provvedimento nr. 64/05 Reg. Mis. Prev. - nr. 9/08 del 10.03.2006
(depositato in cancelleria il 24.01.2008) pervenuto in data 04.03.2008 dall'ufficio Misure di
Prevenzione della locale Questura, con il quale la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di
Reggio Calabria ha disposto la sottoposizione alla Sorveglianza Speciale di P.S. con obbligo di
soggiorno nel comune di residenza per la durata di anni tre ed una cauzione di euro 1.500,00,
nonch il rigetto della proposta di confisca e la restituzione agli aventi diritto dei seguenti beni
precedentemente sottoposti a sequestro:

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appartamento sito al quarto piano (quinto fuori terra), sito in Reggio Calabria, Via
Domenico Muratori nr. 40/B, identificato al N.C.E.U. di Reggio Calabria - Sez. RC - al foglio nr.
128, particella 101, sub 5, partita nr. 30782, intestato ad ERRIGO Caterina, nata a Reggio
Calabria il 07.05.1934;

libretto nominativo ordinario nr. 20380336, aperto presso l'ufficio di Reggio


Calabria, frazione Archi (53007), cointestato ad ERRIGO Caterina, nata a Reggio Calabria il
07.05.1934 e CAMPOLO Domenico, nato a Reggio Calabria il 20.05.1928;
(g) 11.04.2008 - Stazione CC di Gallico, eseguito ritiro Patente di Guida, emesso da
Prefettura di Reggio Calabria, poich sottoposto alla Misura di Prevenzione della Sorveglianza
Speciale
(h) 10.11.2008 - Stazione CC di Gallico, annullato Obbligo di Soggiorno emesso da
Corte d'Appello - Sezione Misure di Prevenzione di Reggio Calabria, poich in data 02.10.2008,
con decreto nr. 29/08 RGMP, la Corte di Appello - Sezione M.P. - di Reggio Calabria, escludeva
l'obbligo di soggiorno nel comune di residenza, confermando invece quant'altro imposto con
Provvedimento nr. 09/08 emesso il 06.03.2008 dal Tribunale - Sezione M.P. - RC, con il quale era
stato sottoposto alla Misura di Prevenzione della Sorveglianza Speciale di P.S. per anni tre;
(i) 22.01.2009 - Divisione Polizia Anticrimine di Reggio Calabria, irrogata
Sorveglianza Speciale (art.5 L.1423/56) emessa da Corte D'Appello - Sezione Misure di
Prevenzione di Reggio Calabria;

3. Il soggetto a nome LAGANA Bruno, stato identificato nellomonimo, nato a


Reggio Calabria il 14 gennaio 1944, ivi residente via Vecchia Provinciale nr. 128. Lo stesso
proprietario, nella zona ricadente nella parte sottostante la via Provinciale di Archi, contrada
Armag (direzione mare), di un fabbricato, nonch di alcuni appezzamenti di terreni, meglio
indicati in allegato [vds. all. nr. 1].
In quellarea, presente, un campo di calcio, non regolamentare, ricavato su un
terreno a fondo battuto, in completo stato di abbandono. Sono presenti, ancora, le porte, senza
reti. Il campo confinante con la propriet del defunto DE STEFANO Paolo, nato a Reggio
Calabria il 14.01.1943 [ vds. all. nr. 2].
Lintera zona riportata nellallegata planimetria [ vds. all. nr. 3].
E opportuno precisare che in occasione dellarresto di CONDELLO Pasquale [nato
Reggio Calabria il 24 settembre 1950], veniva rinvenuto nella disponibilit dello stesso, il
seguente biglietto, il cui esito stato rappresentato a codesta A.G. con informativa datata 22
novembre 2008 [pagina 45-46 e 47].

Ho
Dimenticata, sciarpa
in seta e lana,
dentro larmadio.
Vigneto Zarm
contributi statali
Rimuovere traliccio
chiedere proprietario terreno.
Soldi [Link]
Certificato detenzione
anno 1983. Marzo,
Dicembre, processo
Cosenza,
Buste matrimonio
Melia

Dagli accertamenti effettuati sul conto di LAGANA Bruno, emerso, che lo stesso,
effettivamente proprietario nella contrada ZARMA, indicata dal CONDELLO, di un terreno

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coltivato a vigneto, ricadente al foglio di mappa nr. 6, particella nr. 43, del comune di Reggio
Calabria. La circostanza emersa da una denuncia presentata dallo stesso, in data 2 ottobre
2003, presso la Stazione Carabinieri di Archi, laddove precisava di essere proprietario di tale
appezzamento di terreno, unitamente ai cugini ed alle zie, meglio indicate nellallegata
informativa dei Carabinieri di Archi [vds. all. nr. 4].

Ritornando al biglietto sequestrato al CONDELLO si precisa che allinterno dello


stesso, si faceva riferimento, in ordine ad un vigneto nonch alla probabile richiesta di
contributi statali. In effetti, il LAGANA, in data 6 marzo 2009, escusso dai Carabinieri del
Comando Politiche Agricole e Alimentari Nucleo Antifrodi di Salerno nellambito di altro
procedimento penale, riferiva di non avere mai richiesti contributi comunitari, ad eccezione
dellanno 2008, per il quale aveva inoltrato, allA.G.E.A., per il tramite della Coldiretti di
Reggio Calabria, contributi per agrumi e ulivi [vds. all. nr.5].

4. In relazione alla delega cui si fa seguito, si precisa che al paragrafo 2 (punto


e), stato erroneamente indicato DE STEFANO Giovanni [pt. Giorgio e mt. ROETTO Felicia
Giovanna, nato a Reggio di Calabria il 02.12.1973, ivi residente Via Crisafi nr. 25, coniugato,
studente]. In relazione agli ulteriori approfondimenti esperiti deve intendersi DE STAFANO
Giovanni [pt. Giorgio mt. GANGEMI Francesca, nato il 30/10/1976 a Reggio Calabria] figlio di
DE STEFANO Giorgio [nato Reggio Calabria 15.07.1941, ucciso in data 7 novembre 1977 e
rinvenuto cadavere il giorno successivo].

Le dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia confermano che gli attuali assetti
criminali cittadini trovano la loro genesi nellinvestitura ricevuta da Giuseppe DE STEFANO e
sono gi consolidati nel febbraio del 2002, periodo in cui il FIUME inizia a collaborare con la
giustizia.
Trova riscontro il narrato appena riportato nella corposa attivit di intercettazione
ambientale e telefonica svolta nel corso delle indagini relative al presente procedimento penale,
ove si consideri che lestrema vicinanza tra Giuseppe DE STEFANO e Pasquale CONDELLO, di
cui parla il FIUME senza conoscere in alcun modo quelle che sono le risultanze delle attivit
investigative finalizzate alla cattura del Supremo, cristallizzata dalle genuine captazioni
riassunte nella nota del Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri Sezione Anticrimine
di Reggio Calabria del 20 giugno 2008, relativa alla segnalazione di CONDELLO Pasquale + 8,
in relazione al delitto di cui allart. 416 bis c.p. finalizzato alla commissione di estorsioni4 ai danni
di esercenti commerciali operanti in Reggio Calabria, tra i quali assume rilievo decisivo la vicenda
legata alla tentata estorsione posta in essere ai danni di FRASCATI Emilio, che verr approfondita
in seguito, impegnato nei lavori di ristrutturazione dellesercizio commerciale riconducibile ad
Ugo MARINO.

La vicinanza tra le famiglie prima indicate non , come si evidenzier in seguito,


finalizzata ad una mera spartizione dei proventi delle attivit estorsive ma alla creazione di un vero
e proprio organismo di coordinamento delle azioni criminose da porre in essere nella citt di
Reggio Calabria: gli incontri tra i fratelli DE STEFANO e Pasquale CONDELLO di cui parla
Nino FIUME, invero, non sono incontri daffari finalizzati a spartire a met i profitti di una
gestione para-imprenditoriale del crimine organizzato, sono in realt incontri tra persone legate da
ben altri rapporti e da una comunanza stabile di interessi.
Di rilievo appaiono i riferimenti del collaboratore di giustizia ai legami affettivi tra i
soggetti di cui sopra, che trovano nel particolare trasporto di Pasquale CONDELLO nei confronti
di Giovanni DE STEFANO figlio di quel Giorgio assassinato in localit Acqua del Gallo nel
lontano 1978 la conferma dellassunto fatto proprio da questo Ufficio.
Non si trascuri il dato che proviene da tali riferimenti che, nellumanizzare le
frequentazioni dei soggetti di vertice delle rispettive cosche aprioristicamente e distrattamente

4 Informativa di reato nr. 112/340-2005 del 20 bgiugno 2008 a carico di CONDELLO Pasquale [ 24 settembre 1950];
BARRILLA Giovanni [25 maggio 1978]; CONDELLO Domenico [20 maggio 1972]; CONDELLO Demetrio [23
giugno 1979]; CONDELLO Francesco [5 novembre 1982]; DE STEFANO Giuseppe Carlo [1 dicembre 1969];
MARINO Ugo [21 aprile 1954]; MORABITO Bruno,[14 febbraio 1933]; VAZZANA Andrea [20 luglio 1967]

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collocate in perenne contrapposizione, ci rassegna un elemento nuovo e di eccezionale spessore:


con la pax mafiosa sono state scritte regole che hanno trovato il rispetto della quasi totalit dei
soggetti interessati dal cruento conflitto, ma quelle regole si sono evolute con il passare del tempo
e si sono conformate alle caratteristiche degli uomini posti al vertice della criminalit di tipo
mafioso operante in citt.

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I RIFERIMENTI ALLA CARICA DI CRIMINE.

Prima di affrontare compiutamente il tema legato alle altre risultanze delle indagini in
ordine a quanto riferito dal FIUME e agli assetti successivi delle cosche reggine, appare di
interesse verificare se nel limitato panorama collaborativo fornito da appartenenti alla ndrangheta,
poi dissociatisi, nonch negli atti di altri procedimenti si rinvengano riferimenti utili a ricostruire
lorigine e levoluzione della carica di Crimine riconosciuto a Giuseppe DE STEFANO, della
sua portata e delle sue implicazioni..
Una prima conferma si ottiene dalla lettura delle dichiarazioni rese dai collaboratori di
giustizia nel corso del processo OLIMPIA; partendo dal significato di "locale" di 'ndrangheta,
definibile come porzione di territorio nel quale almeno quarantanove affiliati, presenti ed attivi,
reclamano il controllo criminale dello stesso, potendone assicurare l'ordine delinquenziale
mafioso, i collaboratori di giustizia rivelano che:
<<La richiesta d'apertura viene fatta al "locale principale" che da sempre stato quello
del paese di San Luca, in quanto territorio in cui quasi la totalit degli abitanti di sesso maschile
appartiene alla 'Ndrangheta ed anche perch fin dai tempi remoti stato il Santuario di Polsi il
luogo di riunione annuale degli affiliati.
Questa riunione si tiene annualmente nel mese di settembre in concomitanza con la festa
patronale della Madonna custodita nel Santuario di quel luogo; a queste riunioni partecipano tutti
i rappresentanti dei "locali" sparsi in tutto il territorio nazionale ed a volte, anche dei "locali"
"aperti all'estero".
Un "locale" "aperto" quando il "principale" ha dato il suo assenso; si definisce "chiuso"
quando questo assenso non stato dato; "attivo" quando si tengono riunioni di "'Ndrangheta"
almeno una volta al mese, "passivo" quando anche se "aperto", non tiene regolari riunioni.
Nelle annuali riunioni a Polsi, come gi detto, ci sono i "rappresentanti" di tutti i "locali" e tra di
loro si discute delle attivit illegali della organizzazione, e di ogni altro problema a questa
inerente. Ogni "locale" riconosce di versare una piccola percentuale degli introiti illeciti al
"principale" di San Luca, come riconoscimento di atavica supremazia ed in quanto rappresenta
nel gergo "La Mamma" di tutti gli affiliati.
Ogni locale cos composto: "capo bastone" (o "capo locale"), "contabile" e "crimine". Il
"capo bastone" colui che ha il potere assoluto su tutti gli affiliati. Il "contabile" colui che
gestisce il ricavato delle attivit del "locale". Il "crimine" colui che gestisce le azioni criminali
di ogni genere>> (proc. pen. CONDELLO Pasquale ed altri - nr.46/93 r.g. DDA Reggio
Calabria).

Ulteriori significativi riferimenti al crimine si rinvengono negli esiti del proc. pen. n.
14/1998 R.G. Notizie di reati /mod. 21DDA, 361/2002 [Link]. (definito con la sentenza,
irrevocabile, della Corte di Appello di Reggio Calabria dell 11.7.2002), che ha giudicato
ALAMPI Giovanni ed altri imputati:

A) del delitto p. e p. dall art. 416 bis 1, 2, 3, 4 e 5 comma c.p.. per aver fatto parte di
unassociazione a delinquere di tipo mafioso denominata ndranghita, strutturata localmente nel
cos detto mandamento jonico, comprendente tutti i locali della zona jonica reggina al cui vertice
posto MORABITO Giuseppe, anche capo del locale di africo nuovo che avvalendosi della forza
e delle conseguenti condizioni di assoggettamento e di omert che le derivano dedita alla
commissione dei delitti, tra i quali traffico di sostanze stupefacenti ed armi da guerra,
condizionamenti delle pubbliche amministrazioni, locali ed accademiche, gestione e spartizione di
pubblici appalti, nonch procacciamenti del voto altrui, in occasione di consultazioni elettorali e,
comunque, a realizzare profitti o vantaggi ingiusti per s o per altri.

lassociazione sopra descritta si articolata nel seguente modo:


MORABITO Giuseppe, PANSERA Giuseppe, MAISANO Filiberto, PELLE Antonio, PELLE
Giuseppe, ZAPPIA Leo, MEDURI Paolo, ERRANTE Pasquale, MAURO Leone hanno promosso,
diretto ed organizzato la citata associazione a delinquere di tipo mafioso quali componenti stabili
della struttura decisionale ed operativa della ndranghita denominata Crimine.

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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Di tale sentenza, irrevocabile, si pu riportare ai fini che qui interessano la scheda


relativa allimputato MAESANO Filiberto, cl. 1932.

MAISANO FILIBERTO
Tra gli appellanti il soggetto di maggior peso ed iniziativa appare essere Maisano Filiberto, uomo
della vecchia guardia della "'ndrangheta", essendo nato nel 1932, che dal tenore delle
conversazioni intercettate risulta avere raggiunto un ruolo verticistico non inferiore a quello del
"Tiradritto", se non per il fatto che quest'ultimo si dimostrato capace di raccogliere attorno a s
i vari esponenti del comprensorio in un'unica struttura associata.
Le conversazioni avute dal Maisano con il Pansera e con altri correi, quali il figlio Saverio,
Mauro Leone, Errante Pasquale e Pelle Giuseppe, dimostrano come fosse egli stesso a
riconoscersi, con dichiarazioni di carattere autoaccusatorio, un ruolo di prestigio nell'ambito
delle consorterie mafiose del comprensorio, a rivendicare a s un rapporto privilegiato di fiducia
con il Morabito, nonch un ruolo trainante nell'azione di componimento dei contrasti esistenti tra
gruppi locali, in primo luogo quello di Roghudi, afflitto da una sanguinosa faida.
E' proprio sulla base del suo ruolo di vertice nella "'ndrangheta" che il Maisano ha impostato
tutte le conversazioni, ponendo in particolare in evidenza che tale suo ruolo lo veniva a porre in
posizione di pari livello al Morabito e gli dava titolo per intervenire nell'azione di composizione
dei contrasti locali.
A riprova del suo pieno inserimento nel mondo della malavita mafiosa egli giunto altres a
manifestare il suo disappunto per i nuovi equilibri determinatisi tra i gruppi della zona nella
suddivisione del territorio, ponendo in evidenza la diversit che i nuovi assetti di potere venivano
ad assumere rispetto al passato.
In conversazione intercorsa con il Mauro a partire dalle ore 17,29 del 28-5-1998, infatti i due,
identificati, il predetto in A ed il Maisano in B, in forza di controllo visivo dell'autovettura di
quest'ultimo, cos si esprimono a proposito di un nuovo dispiegamento territoriale del potere
mafioso:
A - ...abbiamo parlato che non c...non c pi mandamento...di chiuderlo questo cazzo di
mandamento...
B - ...non c mandamento...e le cariche...... e basta!...
A - ...le cariche sono una per parte che abbiamo stabilito...
B - ...e basta!...una per l, una per l, una per l, una per l...basta!.......e poi si chiude, una per l
e una per qua...
A - ...ho detto io...compare PEPPI...dice...allora cos facciamo, un incaricato a...a
mandamento;...ma che centra questo mandamento, fanno le cariche senza dire niente..
B - ..non ci sono mandamenti per niente, compare Leo, ci sono ..che se vi d una carica per
parte..
A - ..... ora arriva fino a San Pasquale...Bova gi va con loro...
B - ...ma quale...
A - ...con il mandamento da quella parte...
B - ...fino a Melito, sono...e lo sanno tutti!...
A - ...certo...non lo poteva fare...
B - ...lo sanno tutti...
A - ...ma io glielho detto a compare PAULU, qua .....
B - ...lui lo ha fatto...lui lo ha fa...lo ha fa...lo ha fatto...
A - ...c a CRIACU, c a coso...gli ho detto io...vedete che qua nostro ...
B - ...no, non doveva...
A - ...no, dice, ma mi sembrava che non ceravate voi...no...io...e se non ceravamo noi...si
diceva!...io lho saputo ora che era a Bova!...
B - ...sapevano che eravamo noi...poi...voi...siete da una vita qua...che cazzo contano!...
A - ...no, ma io...sono andato...no...
B - ...se non ceravate voi...ma che stanno combinando!...
A - ...Quando siamo andati per Melito, siamo andati nella casa dello STACCU...e siamo
andati...cera a compare PEPPI PELLI...
B - ...il discorso...non ...non ...non che uscito in questo modo, perch......noi siamo tutti
uomini dello stesso modo...siamo tutti del crimine...criminali...e basta! Il criminale...chi non ce
laveva...il discorso chiuso...si sono fatte queste cariche...che...non sono mai uscite queste

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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PROCURA DELLA REPUBBLICA 77
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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

storie, ancora cariche di qua e cariche di l...mandamenti non abbiamo mai sentito, ora sono
comparsi i mandamenti qua...
A - va boh,...... non dicono niente...per dare la carica, per venire da..... Un giorno prima, forse,
passato di qua...ma no...non mi ha visto e mi ha lasciato lambasciata con FABIU...poi
tornato...dice...vedete che abbiamo fatto le cariche...Bova va...che Bova va? Come avete fatto?
omissis
In altra conversazione intercorsa al progr. 4072/3 tra Maisano Filiberto, il figlio di questi Saverio
e Mauro Leone, si parla poi di assegnazione di cariche di ndrangheta, quali picciotto e
santista e del ruolo decisivo rivestito da Giuseppe Morabito in materia:
LEO: Quando sono andato da compare Peppe, ........compare Peppe, disse che buono solo per
fare il picciotto di giornata
MAISANO: Io, so, che una volta lo avevamo passato per la santa e no
LEO: Si, allora quando glielavevano data, lo abbiamo passato
SAVERIO: Glielavevano data, per
LEO: Si, glielhanno data
SAVERIO: Allora era tumulu!
LEO: Sapete, no, glielhanno data
SAVERIO: E sapete pure chi?
LEO: Il fatto del monaco, sapete
SAVERIO: Quello, quello che aveva, operato nella gola?..di Ferruzzano.....Quello che ha la
santa.

In ulteriore conversazione al progressivo 1970 Maisano Filiberto spiega al figlio Saverio, con la
sapienza di chi evidentemente da tempo intraneo nellorganizzazione ndranghetistica, la
tipizzazione e la gerarchia delle cariche. In particolare si discute del fatto che, nellambito
delle cariche, vanno distinte quelle che vengono conferite dal Crimine dalle altre. Le prime,
infatti, hanno maggiore rilievo e rispondono unicamente al Crimine, in quanto conferite, non
in sede locale, bens in occasione di incontri tra i maggiorenti delle cosche della provincia
reggina, di cui il Maisano Filiberto fa parte per sua esplicita ammissione, sicch ogni carica va
differenziata a seconda dellorgano ndranghetistico che la conferisce.
I due fanno, inoltre, riferimento alla Grazia, intesa come una sorta di promessa e di impegno,
che nella procedura del conferimento della carica costituisce il presupposto per il
raggiungimento da parte dellaffiliato del grado successivo nella gerarchia ndranghetistica.
In termini dello stesso tenore proseguono le conversazioni tra padre e figlio nelle intercettazioni
ambientali di cui ai progr. 2753 e 2754, nella prima delle quali si discute ancora una volta della
tipologia delle cariche, distinguendosi, ad esempio, la Santa a seconda se viene conferita a
livello locale, cio in un ambito territoriale ristretto, oppure a livello di Crimine, assurgendo
in questultimo caso a pi elevato prestigio. Particolarmente interessanti risultano inoltre i
riferimenti a ruoli apicali di altri personaggi coimputati, come Mauro Leone (compare Leu al
nostro livello si vicino al trequartino..), Errante Pasquale (Pascalinu al nostro livello) e lo
stesso Tiradritto (Il mio pari Morabitu), nonch lorgoglio di Maisano Filiberto di essere
stato il padrino di questultimo, dicendo al progr. 993 a Peppi Morabitu chi gliele ha date le
cose? Io gliele ho date; tutto io! Il trequartino, il quartino, il padrino,...io!".
La posizione autorevole del Maisano nellorganizzazione emerge anche dalla delicatezza delle
questioni che viene chiamato a decidere con i vertici di altri locali. Particolarmente importante
appare linteressamento alla sanguinosa lotta tra le cosche di Locri dei Cord e dei Cataldo, che
aveva addirittura fatto ipotizzare la sanzione della chiusura del locale di tale citt ove non si
fosse pervenuti ad una composizione del contrasto.
omissis
Analogo intervento stato svolto da Maisano Filiberto per risolvere la faida verificatasi nel
centro di Roghudi, come risulta dalle intercettazioni al progr. 3870:

OMISSIS

N minore rilevanza ha la circostanza della partecipazione del Maisano al delicatissimo incontro


verificatosi il 6-1-1999 tra taluni esponenti della cosca nella localit Razz di Brancaleone.

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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PROCURA DELLA REPUBBLICA 78
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Per lesame della vicenda si rinvia alla trattazione che se ne far in ordine alla posizione di
Trunfio Fabio, segnalandosi al momento limportanza dellincontro, per come dato desumere sia
dal coinvolgimento di uomini del calibro di Pansera Giuseppe e forse anche di Morabito Giuseppe
sia dalle complesse cautele adottate per controllare larea in cui doveva effettuarsi il summit.
E daltronde dallo stesso tenore delle conversazioni sopra riportate che emerge come sia stato il
medesimo Maisano Filiberto ad aver messo in evidenza il suo inserimento nell'organizzazione
della 'ndrangheta, di cui ha dimostrato di conoscere approfonditamente la struttura, gli esponenti
di vertice, gli ambiti territoriali.
E' stato egli stesso, in particolare, a descrivere la sua ascesa nell'organizzazione, dicendo al
figlio:
. "...io, quello che ho avuto, lo abbiamo avuto sempre insieme con NTONI, guarda!.....eravamo
soldati insieme...e avevamo il disparu, no?!...io ero il capo societ,
l...quando.......sempre!...poi...nel cinquanta...nel cinquantasette....

Il suo ruolo non apparso d'altra parte meramente onorifico, giacch invece egli stato, per il
suo carisma, incaricato di delicati interventi di composizione nei contrasti insorti nei "locali" di
Roghudi e di Locri ed inoltre si preoccupato insieme a Pansera Giuseppe di programmare
l'uccisione di chi, come Ferraro Vincenzo, si riteneva avesse agito con finalit estorsive senza
l'assenso del gruppo dell'organizzazione che controllava il territorio, con il che viene ad essere
smentita l'affermazione difensiva secondo cui sarebbe mancata la prova di un suo concreto ruolo
operativo.
Egli si del pari arrogato un ruolo di vertice nell'organizzazione, tanto da paragonarlo a quello
del Morabito ("Il mio pari Morabitu") ed a vantarsi di essere stato il padrino della sua
investitura nei passaggi pi prestigiosi di qualifica ("a Peppi Morabitu chi gliele ha date le cose?
Io gliele ho date; tutto io! Il trequartino, il quartino, il padrino,...io!), il che smentisce l'ulteriore
osservazione difensiva secondo cui le parole del Maisano esprimevano soltanto la sua adesione ad
una visione tradizionalmente folkloristica del fenomeno mafioso e non ad una consorteria di
natura e con finalit criminali.
omissis
Ben pi pregnante invece la circostanza che in conversazione intercorsa con il Trunfio , Pansera
Giuseppe, genero del "Tiradritto", ha dato atto dello stretto legame di mafia suo e di quest'ultimo
con il Maisano, affermando:"compare Filiberto mio suocero lo pu tenere nel "cartello", ma
compare Filiberto quello che , e quando lo vogliamo glielo dimostro".

Nei suoi confronti va pertanto confermata la pronunzia di condanna per il reato associativo, con
l'aggravante della promozione e della direzione dell'organizzazione, la cui sussistenza si coglie
nel ruolo di vertice che egli stesso si attribuito e che emerge dal livello di preminenza a cui si
pongono i suoi interventi pacificatori rispetto a semplici associati come Romeo cl. 47, Stelitano e
Tripodi.

Il riferimento al Crimine torna poi in altre conversazioni intercettate nello stesso


procedimento; vale la pena riportare quella che segue tratta dalla sentenza del Tribunale di Reggio
Calabria emessa in data 13 febbraio 2001 allesito del giudizio celebrato con il rito ordinario
(14/98 RGNR; 152/01 [Link].):

La conversazione di interesse del 26.8.1998 ore 15.11 (progr. 1970) anche questa volta
intercorre tra Maisano Filiberto (A) e il figlio Saverio (B).
omissis
Si riporta di seguito, per completezza, il brano di rilievo estrapolato dalla conversazione di cui si
detto:
B) ...con CARMELU...siamo usciti nel discorso...compare, a me, dice...(balbetta)...ora
prendiamo il posto di nuovo, che ero...perch viaggiavo sempre, non ero sempre qua...sparlavano
che mancavo quattro, cinque giorni la settimana...dice...eeeh...e io mi sono distaccato. Ha
detto...per motivi...miei. Ora che sono qua, che non devo viaggiare, mi dice, se ancora non mi
hanno liberato, dice...gli ho detto io, ma...quanto che non vi hanno liberato?...ha detto... una
settimana e ancora non mi hanno detto niente...ha detto...per mi devono completare, perch
senn mi secco, dice, ora da tanto che non mi...perch questo sono ancora...ancora sono

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 79
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picciotto!...come, che mio fratello PEPPI ha detto che lui a posto...dice...volevano dargli la
cosa...ha detto...e siccome che ce ne sono due, l...laltra la nostra...ha detto...ma voi, che
cazzo!!...da chi...sapete tutte queste cose, gli ho detto io, almeno non parlate proprio!...ancora non
siete a nessun punto!...eh?!...e parlate di altre cose, santa e non santa...e gi parla pure lui...di
queste cose...CARMELINU!...(incomprensibile per disturbo linea)...dove siete? Ancora ne dovete
fare di strada per arrivare l, gli ho detto io...cos, a CARMELU...s, s, ma ora ho parlato con
quelli, dice, ma l sono...volevano essere presi con...(balbetta)...per dire il fatto!...
A) ...San Basilicu!...
B) ...certo!...San Basilio, dice, siccome, dice, laltra volta...
A) ...a Motta...
B) senti!...no, non vuole dire... per i fatti suoi...e a Motta, pure!...dice...PEPPI utile, dice,
ce nera uno che...(incomprensibile per disturbo linea)...e hanno fatto di anticipare...loro gli
dicono... (incomprensibile per disturbo linea)...per cambiarlo...eh?!...anni fa...ha detto...e...e non
centra...e hanno fatto lostesso, hanno cambiato la legge...ora lui, dice che sempre lui, perch
lui...(balbetta)...in sua presenza si dovevano fare queste cose...gli dite di andare a coricarsi, che
questo non capisce di queste cose, gli ho detto io!...Se presente o non presente,quando si fa
il...(balbetta)...il banco nuovo, che si cambiano le cariche...il fatto fatto!...se presente e se non
presente...lui ha portato motivo valido, dice che...che quello assente, dice...
A) ...e che cazzo vuole dire?!...
B) ...che assenti gli altri, hanno fatto il passo che hanno dovuto fare...la sua presenza e
senza...e se lui in minoranza, che cosa vuole?!...che cosa vuole?!...se erano cinquanta, e
mancavano, per dire, ventisei?!...
A) ...a me mi ha domandato compare NTONI ALVARU...
B) ...e non ero l, io?...
A) ...a Motta si sapeva chi sono...com e come non ...hanno giustificato, allora...
B) ...a...a Motta c...a Motta c a PROVENZANI, i figli di PEPPI FORTUGNU, due...
A) ...i PROVENZANU, quali?...
B) ...MIMMU PROVENZANU...
A) ...MIMMU PROVENZANU non attivo!...
B) ...dove?...
A) ...n a Motta e a nessuna parte...
B) ...chi?...MIMMU PROVENZANU ... a Motta, pa!...ci voleva!!! Se ha parlato
CARMELU, pure, me lo ha detto a me!...mi ha detto...mio cognato l sotto a Motta...io sono
a...aa...a San Basilio...Oh pa, senti...a Motta ci sono quei due del ristorante, pure, che sono di
Motta...quei due l sopra del ristorante, quelli di fronte a lui...eh...e hanno la cosa con lui...la
santa...
A) ...e la santa hanno quelli, non che attivo PROVENZANU!...
B) ...senti, io so che ... attivo...ma, mio cognato dov... l sotto per Motta, dice, ah?... e
pure lui ha detto...
A) ...e non a nessuna parte!...
B) ...certo...io so che cos!...a Motta, a Motta dove?...a Motta che centra?...allora,
cos...(balbetta)...c la cosa da una parte e...eee...e non a nessuna parte allora?...allora non
a nessuna parte, nemmeno da quelli, a Polsi!...
A) ...la societ con la santa, un altro discorso, SASU!...
B) ...ma se non dentro...
A) ...la societ...la societ che vengono al crimine...e rispondono con noi, con il crimine...

Nel prosieguo del dialogo il MAISANO dava di s stesso la prima prova tangibile,
successivamente confermata dal supporto di due anni di indagini, della sua appartenenza alla
fascia apicale della gerarchia mafiosa calabrese, quella del CRIMINE, che, com stato sinora
svelato unicamente dalle rivelazioni di alcuni colaboratori di giustizia, statuisce le strategie
criminali della ndrangheta su tutto il territorio su cui si estende la sua pseudo-giurisdizione
criminale.

MAISANO: Il discorso non , non ...(balbetta) non uscito in questa maniera, perch,
le co... che... NOI SIAMO TUTTI UOMINI DELLA STESSA MANIERA, SIAMO TUTTI DEL

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 80
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CRIMINE, CRIMINALI E BASTA!!! Il CRIMINALE CHI NON CE LO AVEVA... IL


DISCORSO ERA CHIUSO. SI SONO FATTE QUESTE CARICHE CHE... NON SONO MAI
USCITE QUESTE PIAZZE... ANCORA, CARICHE DI QUA E CARICHE DI LA. DI
MANDAMENTI NON ABBIAMO MAI SENTITO, ADESSO SONO COMPARSI I
MANDAMENTI QUA!!!...

La conversazione appena richiamata, appare grandemente istruttiva, sia in ragione di


elementi investigativi di rilievo che i conversanti offrono agli inquirenti, che in relazione agli
elementi indiziari chiari, univoci e incontrovertibili offerti a carico di se stessi ed a carico dei
soggetti via via mentovati.
In particolare, il discorrere di cariche (vangelo, santa, crimine, ecc.), di domini territoriali
definiti degli aggregati criminali (mandamenti e collegi), espressione tipica della criminalit
mafiosa, evidenzia il sicuro inserimento dei soggetti nei meccanismi mafiosi, cos come il
riferimento a personaggi notoriamente conosciuti come tali (gli Stacchi, i Pelle, ecc.).
Che si verta intorno a discorsi su cose criminali emerge anche dal riferimento ai
collaboratori di giustizia (poi ci sono ancora quei cazzi di pentiti, Quello il guaio), mediante
giudizi critici non altrimenti spiegabili se non con linserimento dei conversanti in contesti del
tutto illeciti, gli unici a dover temere le rivelazioni dei pentiti, nella generalit dei casi.

Ulteriori riferimenti di interesse in questa sede si rinvengono nella conversazione


intercettata in data 26 agosto 1998, dalle ore 15,11, progr. 1970.
MAISANO: ...(incomprensibile per bassa tonalit di voce)
SAVERIO: Ma tu hai visto poi come erano le cose? Noi ci preoccupavamo per
CARMELO per questo e per... sai che cosa ancora CARMELO il cognato ...(incomp.)? Mio
fratello PEPPE non capisce un cazzo in quanto uno storto! Sai che cosa ? Un PICCIOTTO
ancora!
MAISANO: ...(incomprensibile per bassa tonalit di voce)
SAVERIO: No, mi ha detto compare NTONI ALVARO che gli ha lasciato la GRAZIA,
andato due volte e gli ha detto: <so che con quello, non hai visto tu quella sera> ... poi ho
viaggiato con lui, che venuto qua, arrivato fino a qua fuori ad Africo con lui...
MAISANO: Con chi?
SAVERIO: Con CARMELO! Siamo usciti nel discorso ... <compare, a me ... ha detto ...
adesso prendiamo il posto nuovamente che ero... perch viaggiavo sempre, non ero sempre l,
sparlavano che mancavo quattro o cinque giorni alla settimana ...(incomp.) e mi sono distaccato
... ha detto ... per motivi miei. Adesso che sono qua che non viaggio ...(incomp.) ancora non mi
hanno LIBERATO> ... ha detto. Gli ho detto io: <da quanto che vi hanno LIBERATO?> ...
ha detto: < da una settimana ed ancora non mi hanno detto niente ...(incomp.) ... ha detto ...
per mi devono completare, perch altrimenti mi arrabbio, adesso da molto che ...(incomp.)
perch questo sono ancora, ancora sono PICCIOTTO!> ... ma come, mio fratello PEPPE mi ha
detto che lui a posto, ha detto: <volevano dargli la cosa ... ha detto ... siccome ce ne sono due
la, laltra la nostra> ... ha detto ... <ma voi, che cazzo! Sapete tutte queste cose ... gli ho detto
... almeno non parlate per niente, ancora non siete a nessun punto, eh! E parlate di altre cose,
di SANTA e non SANTA> ... e gi parla anche lui di queste cose, CARMELO!
...(incomprensibile per disturbi di linea) ... < ...(incomp.) dove siete? Ancora dovete farne di
strada per arrivare ...(incomp.)!> ... gli ho detto io, cos a CARMELO ... <si, si! ma adesso ho
parlato con quelli ... ha detto ... che l volevano essere presi con... ...(balbetta) dicono fatti...>

OMISSIS

La predetta conversazione , infatti, loccasione per MAISANO Filiberto di spiegare al


figlio Saverio, con dotto piglio, che nellambito delle cariche vanno distinte quelle che vengono
conferite dal CRIMINE da tutte le altre.
Le prime, difatti, avendo un peso maggiore e godendo di maggiore prestigio nella
complessa gerarchia ndranghitistica, rispondono unicamente al CRIMINE del quale MAISANO
Filiberto, per esplicita ammissione, componente.
La stessa SANTA, ad esempio, va differenziata a seconda dellorgano ndranghetistico
che la conferisce: allora perch diciamo< che SANTAche SANTA ?>;

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 81
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

si riporta lo stralcio pi significativo del brano di conversazione intercettato il 26 Agosto


1998, dalle ore 15,11, progr.1970:
MAISANO: La SOCIET con la SANTA un altro discorso, SASO...
SAVERIO: Ma se non dentro...
MAISANO: ...la SOCIET, la SOCIET ...(incomp.) il CRIMINE e rispondono con
noi, con il CRIMINE...
SAVERIO: Eh!
MAISANO: ...e la SANTA ce lhanno quelli... come la buonanima TURI MARRA...
SAVERIO: Si! Ma che vuole dire?
MAISANO: ...gli abbiamo dato la CARICA l, nel CRIMINE...
SAVERIO: Si, si, lo so!
MAISANO: ...che significa?
SAVERIO: Per non tanto in regola nemmeno, come cosa!
MAISANO: E in regola perch non gli si deve dare niente, per essere...
SAVERIO: Eh!
MAISANO: ...come allora gli abbiamo dato a...
SAVERIO: E mio fratello... mio fratello PEPPE...
MAISANO: ...a FRANCO CUZZOCREA
SAVERIO: ...e a mio fratello PEPPE volevano dargliela di l e lui non ha voluto.
...(impreca) ancora... ma allora non capisce proprio niente tu!
MAISANO: Quello capisce cazzi!
SAVERIO: Mio fratello PEPPE, veniva a dirmi: <sai, attualmente...> ... ha detto.
Volevano dargliela di quella e lui non ha voluto perch vuole questa qua che abbiamo noi, non
quella di PROVENZANO. Io so che quando dico cos, questa ...(incomp.) Che cazzo ne so se
poi ...(incomp.) e buona quella anche, la pariamo la chiesa (modo di dire) ...(incomp.) non
capisce un cazzo proprio completamente
MAISANO: Ma siccome a quella...

SAVERIO: ...(incomp.)
MAISANO: ...a quella SANTA...
SAVERIO: Eh!
MAISANO: ...gliela danno anche ai PICCIOTTI!
SAVERIO: Oh pa, o gliela danno o non gliela danno...
MAISANO: Non guardano base, loro, per niente!
SAVERIO: Ah si? Bravi!
MAISANO: Uno... anzi, gliela danno ad uno fuori della SOCIET e sono attivi...
SAVERIO: Bravi! Cosi...
MAISANO: ...questi... a questi naca boi (modo di dire) l...
SAVERIO: Si, si!
MAISANO: ...allora perch diciamo che SANTA... che SANTA ?
SAVERIO: Allora che ? Io non credo che SANTA ed lo stesso che non avete niente!
Ha detto: < ...(incomp.) altrimenti io e meglio che me ne vengo con voi altri ... ha detto ... ma
quando ... ha detto ... passo con voi altri, mi lasciate quello che ...(balbetta)...
MAISANO: Tanto , tanto ...
SAVERIO: ...perch io ho unaltra cosa ... ha detto ... ho il diritto... diritto ...(incomp.)
che me lo sono fatto io>
MAISANO: ...tanto vero...
SAVERIO: Gli ho detto: <dove arrivate vi... vi lasciamo, eh! Se ce lavete, ce lavete!>
... giusto? Ha detto: <no, perch io ce lho come il vostro>

OMISSIS

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 82
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

LE RISULTANZE DEL PROCEDIMENTO PENALE 6077/05 R.G. NOTIZIE DI REATO/MOD. 21DDA


RELATIVO ALLESTORSIONE AI DANNI DI CHIRICO ANGELO GAETANO.

Di estremo interesse per la ricostruzione dei nuovi assetti criminali cittadini, oltre che a fini
di riscontro delle dichiarazioni rese da Antonino FIUME, va considerata lattivit di indagine
svolta dal locale Reparto Operativo Nucleo Investigativo dellArma dei Carabinieri nel
procedimento penale 6077/05 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA relativo allestorsione ai danni di
CHIRICO Angelo Gaetano.
In particolare, lattivit di cui sopra stata avviata al fine di far luce in merito ad un elevato
numero di danneggiamenti e fatti intimidatori avvenuti nel territorio cittadino a partire dallanno
2005, nonch per circostanziare fatti delittuosi commessi in danno di titolari di attivit
imprenditoriali.
In tale contesto si ritenuto di monitorare anche il riassetto delle organizzazioni criminali
ed i conseguenti equilibri raggiunti in ordine alla spartizione dei proventi delle attivit estorsive.
Si privilegiata, a tal fine, unattenta analisi degli eventi di danneggiamento in danno di
attivit commerciali (colpi darma da fuoco, ordigni esplosivi, incendi, ecc.), le modalit attuative
degli attentati, nonch la diversificata natura delle attivit commerciali colpite, dislocate
principalmente nella zona del centro citt.
I risultati di tali analisi hanno fatto ritenere la presenza di mutamenti nellassetto delle
cosche locali e nella loro influenza sul territorio, con particolare riguardo allattivit di gestione del
racket delle estorsioni, rispetto a quanto stabilito allatto della pacificazione al fine della
seconda guerra di mafia.

Scrive il Reparto delegato alle attivit di indagine: Tra gli episodi esaminati vi stato
quello in danno di CHIRICO Angelo Gaetano5 che, in data 02.07.2005, aveva denunciato il
rinvenimento, in data 11.06.2005, innanzi la porta dingresso della sua attivit commerciale di
vendita di autovetture nuove ed usate, autorizzato OPEL, una tanica in plastica contenente
benzina e nr. 4 cartucce da caccia cal. 12, marca Fiocchi del tipo caricato a pallettoni, unite tra
loro da un nastro adesivo del tipo carta e con su scritto: CHIRICO Angelo. Sul contenitore, a
mezzo di un pennarello di colore nero, era stato scritto: CHIRICO non rompere i coglioni e fatti
i catti Tuoi6.
Levento, che per modalit di attuazione appariva di matrice tipicamente mafiosa,
assumeva particolare rilevanza in considerazione del fatto che CHIRICO Angelo Gaetano
intratteneva rapporti di lavoro con la ditta OPEL PELLICAN s.r.l.7, di propriet di Pellican
Salvatore Augusto8, che in passato era stata interessata direttamente da alcuni eventi criminosi
che hanno visto coinvolti anche due dipendenti; in particolare:
il 09/11/2003 Pellican Salvatore Augusto, denunciava di aver subito il furto di
unautovettura marca OPEL, mod. Zafira dallinterno del parcheggio antistante la propria
concessionaria9;
il 30/11/2003, due dipendenti del Pellican, impiegati presso la sua autoconcessionaria, i
fratelli Monteviso Antonino10 e Giovanni11, subivano un attentato dinamitardo c/o la loro
abitazione di via Abate S. Elia, che provocava danni al piano terra del fabbricato nonch agli
infissi, stabili e mezzi siti nelle vicinanze12;

5 nato a Bruzzano Zeffirio il 20.04.1948, residente a Reggio Calabria in via Salita Stazione nr. 11;
6 A.G. informata in data 02 Luglio 2005 con nota n. 24/1 del Comando Stazione Carabinieri di Archi;
7 Sita in Pellaro (RC) SS. 106 Jonica;
8 Nato a Reggio Calabria il 22/03/1949, ivi res. Via Giulia n.27, coniugato, imprenditore;
9 A.G. informata con Nota nr. 8/37-1 del 11/11/2003, dal C/do Stazione CC di Pellaro (RC);
10 Nato a Reggio Calabria il 09/01/1955, ivi res. Via Abate [Link] nr.37, coniugato, impiegato c/o Opel Pellican;
11 Nato a Reggio Calabria il 15/04/1962, ivi res. Via Abate [Link] nr.37, coniugato, impiegato c/o Opel Pellican;
12 A.G. informata con nota n. 65/37 del 01/12/2003 del C/do Compagnia di Reggio Calabria;

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 83
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

il 06/12/2003 Pellican Salvatore Augusto denunciava di avere ricevuto sullutenza fissa


della sua abitazione una telefonata nella quale gli veniva riferito: Il prossimo regalo per te.
In fase di denuncia, la vittima dichiarava che nel mese di ottobre del 2003 la sua segretaria aveva
ricevuto una telefonata, c/o il posto di lavoro, durante la quale lignoto interlocutore riferiva
testualmente: D al dottor Augusto di preparare i soldi altrimenti lammazziamo13.
il 15/04/2005 Pellican Salvatore Augusto denunciava il rinvenimento di una tanica
contenete del liquido infiammabile nei pressi del cancello dingresso della propria attivit.14
Relativamente ai su indicati episodi da attivit info - investigativa emergeva che:
a. CHIRICO Angelo, essendo coinvolto personalmente negli eventi della Opel
Pellican, dalla quale si approvvigionava di autovetture, si era interessato dellaccaduto
presso terzi. Inequivocabilmente, tale interessamento non era stato gradito dalle cosche che, per
rigorosa risposta, gli avevano lanciato il messaggio ...non rompere i coglioni e fatti i catti tuoi;
b. CHIRICO Angelo, la cui rivendita di autovettura sita in Via SS. 18 I Tratto,
territorio del locale di Archi (RC), legato da vincoli di parentela alla famiglia DE STEFANO
in quanto cugino di CHIRICO Francesco15 marito di DE STEFANO Anna Maria16,
questultima sorella del noto capocosca Paolo DE STEFANO ucciso negli anni 80;
[Link] pregressa attivit dindagine, svolta da questArma nellambito del Proc. Pen. nr.
209/99 R.G.N.R. DDA, per la cattura del latitante DE STEFANO Orazio Maria17 e tesa a
dimostrare lesistenza di unassociazione mafiosa facente capo ai DE STEFANO, emerso che
CHIRICO Angelo intratteneva buoni rapporti con DE STEFANO Paolo Rosario18, tanto da
mettergli a disposizione un appartamento di sua propriet, sito nel Residence Porto S. Elia,19 per
appartarsi con delle donne. Inoltre in diverse occasioni stata notata la presenza dello stesso
Paolo Rosario, o suoi amici, allinterno della concessionaria del CHIRICO. Nellambito di detta
attivit, stato, inoltre, riscontrato uno stretto rapporto tra DE STEFANO Paolo Rosario e la
famiglia di DE STEFANO Orazio. In particolare sono stati delineati i rapporti che Paolo Rosario
ha intrattenuto con la zia Benestare Antonietta20, moglie di DE STEFANO Orazio, per la quale
svolgeva numerose commissioni e alla quale faceva da accompagnatore in talune occasioni. In
altre occasioni incaricava alcuni suoi amici, quali il cugino Caponera Paolo21 (figlio di
Vincenzo ucciso in Reggio Calabria il 20.06.1989 in un agguato di chiaro stampo mafioso, nel
periodo della cosiddetta guerra di mafia in cui si contrapponevano da una parte i DE
STEFANO- TEGANO e dallaltra gli Imerti Serraino Condello) e Morabito Domenico22. Tutto
questo sempre sotto il controllo della famiglia DE STEFANO, tanto che, in talune occasioni,
Paolo Rosario sottolineava la necessit di sentire il parere dello zio (Orazio DE STEFANO) ed
in unoccasione lui stesso spiegava di sentire il peso della responsabilit in quanto portavoce
dello zio;

13 A.G. informata con nota nr. 748/3 del 16/12/2003 di questArma;


14 A.G. informata con nota nr. 15/12-5 del 16/04/2005, dal Comando Stazione CC di Pellaro (RC);
15 nato a Pace del Mela (ME) il 05/10/1944, res. a Reggio Calabria in Via Cimitero Archi nr. 5;
16 nata a Reggio Calabria il 14/07/1956, res. a Reggio Calabria in Via Cimitero Archi nr. 5, figlia del Boss Giuseppe e di
Polimeri Maria;
17 Nato a Reggio Calabria il 11/02/1959, in atto detenuto c/o la Casa di reclusione di Parma dal 28/03/2004
18 nato a Melito di Porto Salvo (RC) il 21.12.1976, figlio di un rapporto extraconiugale tra il defunto boss DE STEFANO
Giorgio e Caponera Antonia, in atto latitante.
19 sito in localit Lazzaro del Comune di Motta San Giovanni
20 Nata a Reggio Calabria il 02/06/1965, ivi res. in via Vecchia [Link] 32
21 Nato a Reggio Calabria il 15/12/1979, ivi res. in via Lupardini nr. 31, in atto detenuto presso la Casa Circondariale di
Vigevano.
22 Nato a Reggio Calabria il 15/06/1977, ivi res. in via Cimitero Archi nr. 1, in atto detenuto presso la Casa Circondariale
Pagliarelli di Palermo.

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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PROCURA DELLA REPUBBLICA 84
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

d. il gruppo DE STEFANO - TEGANO si sarebbe scisso in due tronconi, tutto


ci sarebbe avvenuto a seguito dellomicidio di Audino Mario23 (in quel periodo storico molto
vicino alla famiglia DE STEFANO) che sarebbe stato eliminato per volere dei TEGANO;
[Link] alla scissione dai TEGANO, in seno alla famiglia DE STEFANO sarebbe in atto una
spaccatura, in quanto DE STEFANO Paolo Rosario sarebbe intenzionato ad assumere una
posizione di predominio nellorganizzazione criminale operante nel quartiere Archi, anche a costo
di contrapporsi alla frangia riconducibile al cugino latitante DE STEFANO Giuseppe24, figlio
del defunto capo mafia Paolo DE STEFANO;
f. DE STEFANO Paolo Rosario frequentava regolarmente lo studio di Infortunistica
Stradale25 di Costantino Gregorio ove impartiva disposizioni circa landamento delle pratiche di
perizie e liquidazione dei sinistri. In tale ufficio il DE STEFANO realizzava numerosi incontri con
personaggi dellambiente criminale reggino o comunque ad esso vicini. Lo studio svolge
principalmente attivit di consulenza tecnico peritale e dindagine sia nei confronti delle
compagnie assicurative sia nei confronti di terzi, consulenza finanziaria e assicurativa, attivit di
liquidazione delle pratiche di sinistri;
g. DE STEFANO Paolo Rosario, in occasione dei suoi incontri, era solito
frequentare il bar Il Capriccio26, adiacente al predetto studio di infortunistica. E necessario
rilevare che Utano Maria, titolare del bar, la moglie di TEGANO Giuseppe27, fratello dei pi
noti Giovanni28 e Pasquale29. Inoltre Utano Maria sorella di Pasquale30, suocero di DE
STEFANO Paolo Rosario;
h. in data 19.09.2005, alle ore 11:10 circa veniva notato davanti allo studio di
infortunistica Morabito Domenico, intento a dialogare con altra persona non conosciuta.
Successivamente il Morabito entrava nello studio e ne usciva qualche minuto dopo, quindi salito a
bordo di uno scooter si allontanava. Morabito Domenico, gi noto a questufficio in quanto stretto
collaboratore di DE STEFANO Paolo Rosario.
Sulla scorta di quanto sopra esposto sono state avviate attivit tecniche di monitoraggio di
DE STEFANO Paolo Rosario e MORABITO Domenico, CHIRICO Angelo, Studio dInfortunistica
Stradale e bar Capriccio (R.I.T. 1629/05 DDA), al fine di acquisire utili elementi per ricostruire e
delineare gli episodi delittuosi in questione, nonch ulteriori spunti investigativi per studiare e
ridefinire lattuale assetto delle cosche reggine, con particolare riguardo al racket delle
estorsioni.

Le vicende del CHIRICO hanno assunto particolare rilievo quando, in data 19.10.2005, lo
stesso si presentato presso gli uffici di questo Nucleo Operativo per conferire con un Ufficiale,
per riferire fatti e situazioni relative a problematiche della sua attivit. Preannunciava che si
trattava di cose delicate relative al fenomeno mafioso -estorsivo nella zona di Archi e quindi
dinfluenza della cosca DE STEFANO ed in particolare di unazione posta in essere da DE
STEFANO Paolo Rosario. Specificava che il dialogo doveva essere informale e senza
verbalizzazione per paura di eventuali ritorsioni nei suoi confronti o della sua famiglia.
Lincontro veniva rinviato di qualche ora.

23 nato a Reggio Calabria l11.10.1963, ucciso in agguato tipicamente mafioso il 19.12.2003, capo del locale di San
Giovannello.
24 nato a Reggio Calabria l01.12.1969, ivi residente in via Vecchia Provinciale nr. 24 in atto latitante;
25 societ in accomandita semplice con oggetto sociale lattivit di erogazione di servizi assicurativi e finanziari, con sede
in via Armac nr. 118. Socio accomandatario Costantino Gregorio Francesco, nato a Reggio Calabria il 25.04.1946,
socio accomandante Costantino Gregorio Cruciano, nato a Reggio Calabria l01.03.1966.
26 di Utano Maria, nata a Reggio Calabria il 26/08/1954, sito in via Armac nr. 120, titolare del bar, ristorante , trattoria,
pizzeria denominato Pentimele Park;
27 nato a Reggio Calabria il 16.08.1944, ivi res. In via Vecchia Provinciale nr. 77
28 nato a Reggio Calabria l08.11.1939, in atto latitante
29 nato a Reggio Calabria il 14.01.1955, arrestato in stato di latitanza in data 05.08.2004
30 nato a Reggio Calabria l08.08.1950, ivi res. in via Vecchia Provinciale nr. 3

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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PROCURA DELLA REPUBBLICA 85
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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

Valutata la possibilit che i fatti rivelati dal CHIRICO potessero essere di particolare
interesse investigativo, anche in considerazione dellavvertimento gi recapitatogli, questa
Procura della Repubblica ha disposto, con decreto nr. 1544/05 R.I.T. DDA, emesso in via
durgenza in data 19.10.2005, lintercettazione ambientale delle conversazioni tra il predetto
CHIRICO Angelo Gaetano e personale dellUfficio investigativo.

In effetti lintercettazione tra presenti, eseguita in data 19.10.2005 allinterno degli uffici
della locale Sezione Anticrimine (all. A trascrizione integrale), ha avuto esito positivo, poich il
CHIRICO ha liberamente rivelato di avere dei problemi per la compravendita di una villa di
sua propriet, sita in Gallico di Reggio Calabria. In particolare il CHIRICO aveva ricevuto
pressioni da parte di DE STEFANO Paolo Rosario e dal proprio cugino CHIRICO Francesco
affinch non vendesse limmobile al dott. De Caria, socio della ditta Leonia31, poich persona
vicina alla famiglia Fontana di Archi, nota rivale della famiglia DE STEFANO durante la guerra
di mafia.
Scendendo nei particolari il CHIRICO rappresentava che in un primo momento aveva
preso accordi con tale Nino, amico dei DE STEFANO, identificato in Postorino Antonino32,
titolare del negozio denominato Lisola della Casa. Non avendo ricevuto alcuna caparra da
questo Nino, il CHIRICO, contattato nel frattempo dai Fontana, prendeva accordi per la vendita
dellimmobile con il Dott. De Caria. Per tale compravendita il CHIRICO aveva in un primo
momento ricevuto lautorizzazione di DE STEFANO Paolo Rosario e di DE STEFANO Dimitri
Antonio33 per conto del fratello Giuseppe (allora latitante). Solo successivamente si era inserito
nella vicenda CHIRICO Francesco (cognato di DE STEFANO Orazio Maria, boss detenuto) che,
saputo dellaccordo con il dr. De Caria, gli vietava assolutamente di vendere la villa ai nemici
Fontana. A seguito del divieto imposto da CHIRICO Francesco, DE STEFANO Paolo Rosario,
contrariamente allautorizzazione precedentemente data, manifestava il suo dissenso alla vendita
ai Fontana e imponeva un incontro a CHIRICO Angelo per il pomeriggio del 19.10.2005.
Per tale motivo CHIRICO Angelo, preoccupato per la sua incolumit, si rivolgeva a questo
Nucleo Operativo. Il CHIRICO, inoltre, aggiungeva che aveva chiesto chiarimenti a DE
STEFANO Dimitri e questultimo lo aveva rassicurato dicendo che Paolo Rosario non poteva
permettersi questi atteggiamenti, poich non autorizzato. Dimitri perentoriamente gli
assicurava che suo fratello, DE STEFANO Giuseppe, avrebbe tagliato la testa a Paolo
Rosario, qualora avesse proseguito nella sua linea di condotta.
Nel corso del colloquio il CHIRICO affrontava, per sommi capi, altri argomenti che di
seguito si riportano sinteticamente:
a. da circa tre anni obbligato al pagamento con frequenza mensile di euro 1.500
a favore del cugino CHIRICO Gaetano34, figlio di Francesco; nelloccasione descriveva il
cugino Gaetano come un personaggio malandrino e pericoloso;
b. DE STEFANO Paolo Rosario va in giro accompagnato da un giovane con una
Renault Chamade di colore rosso;
[Link] STEFANO Paolo Rosario sarebbe alle dirette dipendenze dello zio DE STEFANO
Orazio Maria, attualmente detenuto, il quale gli manderebbe direttamente le ambasciate;
d. DE STEFANO Giuseppe (allora latitante) nella gerarchia mafiosa della
famiglia DE STEFANO sarebbe collocato al vertice rispetto allo zio Orazio;
[Link] in atto una frattura tra la famiglia DE STEFANO e quella TEGANO, a seguito
dellomicidio di Mario AUDINO che, in quel periodo storico, era molto vicino a DE STEFANO
Giuseppe;

31 S.p.A. con sede in Reggio Calabria via Nervesa nr. 26, con oggetto sociale lattivit di produzione e di fornitura di
servizi reali ed intellettuali nel settore della tutela dell'ambiente ed ambientale in genere.
32 nato a Reggio Calabria il 03.07.1979, ivi residente in via SS 18 II Tratto nr. 5/B - Archi
33 nato a Reggio Calabria il 10.06.1973, ivi residente in via SS. 18 I tratto nr. 76/A-3;
34 nato a Reggio Calabria il 25.10.1974, in atto detenuto presso la Casa Circondariale di Reggio Calabria, perch tratto in
arresto, in data 12.04.2005, dal Nucleo Regionale di Polizia Tributaria - Gruppo Operativo Antidroga della Guardia di
Finanza di Catanzaro, nell'ambito dell'operazione antidroga convenzionalmente denominata "SCHUMY"

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 86
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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

f. DE STEFANO Paolo Rosario gestisce gli affari dellagenzia di infortunistica stradale


di Costantino Gregorio Francesco;
g. lintimidazione subita da lui, secondo quanto appreso dal Dimitri, sarebbe stata
compiuta da persone della famiglia, poich nessuno si sarebbe permesso di entrare
nellautosalone; in altra ipotesi il tutto potrebbe essere legato al suo interessamento per gli
attentati subiti dalla concessionaria Opel di Pellican.

Il 22.10.2005 aveva luogo un ulteriore incontro presso il bar Malavenda sito sul viale
della Libert di Reggio Calabria, tra gli inquirenti e CHIRICO Angelo Gaetano;
il colloquio veniva registrato in ottemperanza al predetto decreto dintercettazione tra
presenti (all. B trascrizione integrale progressivi 18, 19, 20 e 21).

Il CHIRICO riprendeva alcune situazioni gi indicate precedentemente e affrontava altri


argomenti che di seguito si riportano sinteticamente:
[Link] famiglia DE STEFANO divisa in due ceppi, uno facente capo a DE STEFANO
Orazio, laltro facente capo ai fratelli DE STEFANO Giuseppe e Dimitri. Al primo gruppo sono
legati CHIRICO Francesco, DE STEFANO Paolo Rosario, Giungo Andrea35, i fratelli Morabito
Domenico e Mario36, in passato vi era anche CHIRICO Gaetano, che hanno favorito la latitanza
dello stesso Orazio DE STEFANO. La divisione in due gruppi riguarda solamente le situazioni
interne alla famiglia e la gestione degli affari, mentre nel confronto/scontro con il resto della
societ sono comunque un unico gruppo .

I molteplici riferimenti effettuati dal CHIRICO nel corso delle conversazioni registrate
forniscono, come accennato in premessa, ampio riscontro a quanto dichiarato da FIUME
Antonino, soprattutto in merito alla acclarata sovraordinazione di Giuseppe DE STEFANO nei
confronti degli altri componenti della sua stessa famiglia, tra cui lo stesso zio Orazio, ma anche
relativamente ai numerosi passaggi di interesse tratti dal memoriale consegnato in data 30 gennaio
2009 in cui il collaboratore di giustizia ha evidenziato le frizioni tra Orazio DE STEFANO, ed i
suoi stretti congiunti, ed i nipoti Giuseppe e Carmine: OMISSIS per un certo periodo di tempo, i
rapporti tra Orazio DE STEFANO ed i nipoti Carmine e Giuseppe si erano incrinati, se non il fatto
che Antonella BENESTARE (moglie di Orazio) un giorno mi disse: Nino, i miei nipoti sono
diventati pazzi (si riferiva a Carmine e Giuseppe) vogliono fare guerra ai miei zii. Io (come
sempre) ho calmato ad Antonella e gli ho risposto: no, sono solo momenti di rabbia, non cos, ne
ho parlato con tuo marito. Questa storia mi fa pensare che sicuramente Orazio DE STEFANO
avrebbe appoggiato, con la scusa di far pulizia, i suoi nipoti Carmine e Giuseppe DE STEFANO in
quello che erano i loro intenti e cio di attaccare i TEGANO ma non so se si riappacific con il
nipote Giuseppe DE STEFANO dopo lultimo incontro (di mia conoscenza) che ne era scaturito in
lite, tant che Giuseppe DE STEFANO ritornando a casa, raccont a me e a Dimitri dellaccaduto
(la frase: responsabilit a te e potere a me). Finisco veramente: nonostante queste diatribe tra
Orazio DE STEFANO e i nipoti Carmine e Giuseppe DE STEFANO, Carmine e ancor pi
Giuseppe, avrebbe potuto perseguire nei suoi intenti con o senza lappoggio di suo zio Orazio
avvalendosi del suo carisma e di tutte le persone citate in questi appunti .
Non si tratta, quindi, delle personali percezioni del FIUME ma di situazioni reali, note ben
al di fuori della cerchia familiare degli stessi protagonisti, che si protraggono nel tempo per essere
ancora attuali nel momento in cui si procede alla captazione della conversazioni tra presenti prima
riportate.

35 nato a Reggio Calabria il 16.05.1972, ivi residente in via Vecchia Provinciale nr. 37-2
36 nato a Reggio Calabria il 21.05.1981, ivi residente in Quartiere Archi CEP Lotto V nr. 1

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 87
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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

La utilizzabilit dei risultati delle intercettazioni.

Va osservato, in punto di diritto, che in sede cautelare pacificamente utilizzabile il


contenuto delle registrazioni, peraltro a seguito di decreto autorizzativo del competente giudice per
le indagini preliminari, aventi ad oggetto le informazioni rese da CHIRICO Angelo Gaetano.
sufficiente richiamare i recentissimi arresti giurisprudenziali sul punto, con le quali la
Suprema Corte ha avuto modo di consolidare un orientamento pienamente condivisibile secondo il
quale le dichiarazioni registrate su iniziativa della polizia giudiziaria dei colloqui investigativi
effettuati dalla stessa con la persona offesa di un reato o altra persona informata dei fatti,
ancorch inutilizzabili come prova in sede propriamente dibattimentale, non costituiscono,
tuttavia, prova vietata in assoluto, e sono, pertanto utilizzabili in altra sede, quale il giudizio
abbreviato e, a maggior ragione, in sede cautelare (Cass. Pen., sez. V, sentenza n. 15771 del 01
aprile 2009 Cc. (dep. 15/04/2009) Rv. 243341).

Si tratta di pronuncia ampiamente dimostrativa del sostanziale raggiungimento di un


equilibrio nomofilattico del Supremo Collegio in subjecta materia, ove si consideri che gi in
passato si era affermato che la registrazione ad opera della polizia giudiziaria dei colloqui con le
persone informate sui fatti non costituisce attivit d'intercettazione in senso tecnico, perch
proviene da uno dei soggetti che ha partecipato alla conversazione, ma integra una legittima
modalit di documentazione fonica, che non lede alcun principio costituzionale pur quando
realizzata in modo occulto, in quanto la Costituzione tutela la libert e la segretezza delle
comunicazioni, non la loro riservatezza. (La Corte ha quindi precisato che la prova cos
documentata, se pure non utilizzabile nel giudizio dibattimentale stante il divieto di testimonianza
indiretta degli ufficiali ed agenti di P.G., invece utilizzabile nel giudizio abbreviato, in cui
l'imputato accetta che siano valutati gli elementi informativi raccolti al di fuori del contraddittorio
tra le parti) (Cass. Pen., Sez. II, sentenza n. 2829 del 15 dicembre 2005 Ud. (dep. 24/01/2006)
Rv. 233331).

Il tema si innesta, invero, sulla mancata definizione codicistica dell'intercettazione, pur in


presenza di un quadro normativo complesso che ne prevede l'autorizzazione e ne regola i
presupposti, lo svolgimento delle operazioni e l'utilizzabilit dei risultati.
Complesso di norme dal quale si evince che l'intercettazione "rituale" consiste
nell'apprensione occulta, in tempo reale, del contenuto di una conversazione o di una
comunicazione in corso tra due o pi persone da parte di altri soggetti, estranei al colloquio.
Dice correttamente la Suprema Corte nella nota sentenza a Sezioni Unite n. 36747 del
28/05/2003, imp. Torcasio, che questa caratterizzazione in senso restrittivo del concetto
d'intercettazione, astrattamente suscettibile di interpretazioni pi estensive, l'unica in sintonia
con la disciplina legale di cui al capo IV, titolo III, libro III del c.p.p. (cfr., nello stesso senso, C.
Cost. sent. n. 81/93; [Link]. 23/2/00, D'Amuri). L'intercettazione di comunicazioni interprivate
richiede, quindi, perch sia qualificata tale, una serie di requisiti: a) i soggetti devono comunicare
tra loro col preciso intento di escludere estranei dal contenuto della comunicazione e secondo
modalit tali da tenere quest'ultima segreta: una espressione del pensiero che, pur rivolta ad un
soggetto determinato, venga effettuata in modo poco discreto s da renderla percepibile a terzi (ad
esempio, parlando ad alta voce in pubblico, servendosi di onde radio liberamente captabili), non
integra il concetto di "corrispondenza" o di "comunicazione", bens quello di "manifestazione",
con l'effetto che si rimane al di fuori del fenomeno in esame e viene in considerazione l'art. 21 e
non l'art. 15 della Costituzione; d'altra parte, la volontaria scelta di modalit comunicative che
rendano accessibili a terzi i corrispondenti dati di conoscenza pone la cognizione di questi ultimi
fuori della garanzia assicurata dall'art. 15 Cost.; b) necessario l'uso di strumenti tecnici di
percezione (elettro-meccanici o elettronici) particolarmente invasivi ed insidiosi, idonei a
superare le cautele elementari che dovrebbero garantire la libert e segretezza del colloquio e a
captarne i contenuti: tanto desumibile dalla lettera della norma (art. 268 c.p.p.) che impone di
effettuare - di regola - le operazioni di intercettazione "per mezzo degli impianti installati nella
Procura della Repubblica" ed, eccezionalmente, "mediante impianti di pubblico servizio o in
dotazione alla polizia giudiziaria"; non v', pertanto, intercettazione "rituale" se l'operatore non si
avvale dei detti strumenti e se la cognizione non avviene mediante la predisposizione di un
apparato tecnico capace di captare la comunicazione mentre si svolge (particolare il caso,

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 88
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riconducibile anche nel concetto d'intercettazione, pur discostandosene dallo schema tipico, del
terzo che provveda a nascondere - per poi ovviamente recuperarlo - un apparecchio
magnetofonico in funzione nella stanza destinata ad ospitare una conversazione tra altre persone,
con ascolto "in differita" della riproduzione); c) l'assoluta estraneit al colloquio del soggetto
captante che, in modo clandestino, consenta la violazione della segretezza della conversazione.
Prosegue la Suprema Corte affermando che deve escludersi che possa essere ricondotta
nel concetto d'intercettazione la registrazione di un colloquio, svoltosi a viva voce o per mezzo di
uno strumento di trasmissione, ad opera di una delle persone che vi partecipi attivamente o che
sia comunque ammessa ad assistervi.
Difettano, in questa ipotesi, la compromissione del diritto alla segretezza della
comunicazione, il cui contenuto viene legittimamente appreso soltanto da chi palesemente vi
partecipa o vi assiste, e la "terziet" del captante.
La comunicazione, una volta che si liberamente e legittimamente esaurita, senza alcuna
intrusione da parte di soggetti ad essa estranei, entra a fare parte del patrimonio di conoscenza
degli interlocutori e di chi vi ha non occultamente assistito, con l'effetto che ognuno di essi ne pu
disporre, a meno che, per la particolare qualit rivestita o per lo specifico oggetto della
conversazione, non vi siano specifici divieti alla divulgazione (es.: segreto d'ufficio).
Ciascuno di tali soggetti pienamente libero di adottare cautele ed accorgimenti, e tale
pu essere considerata la registrazione, per acquisire, nella forma pi opportuna, documentazione
e quindi prova di ci che, nel corso di una conversazione, direttamente pone in essere o che
posto in essere nei suoi confronti; in altre parole, con la registrazione, il soggetto interessato non
fa altro che memorizzare fonicamente le notizie lecitamente apprese dall'altro o dagli altri
interlocutori.
L'acquisizione al processo della registrazione del colloquio pu legittimamente avvenire
attraverso il meccanismo di cui all'art. 234/1 c.p.p., che qualifica "documento" tutto ci che
rappresenta "fatti, persone o cose mediante la fotografia, la cinematografia, la fonografia o
qualsiasi altro mezzo"; il nastro contenente la registrazione non altro che la documentazione
fonografica del colloquio, la quale pu integrare quella prova che diversamente potrebbe non
essere raggiunta e pu rappresentare (si pensi alla vittima di un'estorsione) una forma di
autotutela e garanzia per la propria difesa, con l'effetto che una simile pratica finisce col ricevere
una legittimazione costituzionale.
Ritenuta, pertanto, l'ammissibilit della prova documentale, integrata dalla registrazione
fonografica di una comunicazione tra presenti (o anche tra persone che si servono di uno strumento
di trasmissione) ad opera di uno degli interlocutori o di persona ammessa ad assistervi, va
affrontato il tema della concreta utilizzabilit, si badi bene nella fase processuale (afferma la
Suprema Corte, n.d.r.), di una simile prova.
Pone particolari problemi il caso in cui il documento fonografico sia formato per
iniziativa di un operatore della polizia giudiziaria, che occultamente registra il contenuto di una
conversazione alla quale partecipa.
Emerge immediatamente, in questa ipotesi, una problematica che, prescindendo dalla
"teorica" ammissibilit delle registrazioni clandestine a cura del partecipe al colloquio, si focalizza
specificamente sulla particolare qualit del medesimo partecipe;
ed allora non assume centrale rilevanza il tema della registrazione quale prova
documentale, o di altra natura, e quello connesso della disciplina costituzionale e processuale sulla
riservatezza delle comunicazioni;
l'attenzione si sposta, invece, sulla legittimit dell'atto compiuto dalla polizia giudiziaria:
assume, in sostanza, importanza secondaria il fatto che le informazioni siano state stabilmente
impresse su nastro magnetico; il documento fonico, di per s non rende valida ed utilizzabile
un'acquisizione invalida, perch in violazione di altri divieti stabiliti, nel caso specifico, dalla
legge.

In sostanza, il problema delle violazioni eventualmente commesse nell'uso investigativo


del registratore va risolto alla luce dell'art. 191 c.p.p., che rappresenta la consacrazione e
l'estensione delle affermazioni contenute nella nota sentenza n. 34/'73 della Corte Costituzionale
(tanto che nella relazione ministeriale alla detta norma si evoca proprio tale importante pronuncia).
Il richiamato articolo, infatti, ancora, in via generale, la sanzione dell'inutilizzabilit alla violazione
dei divieti stabiliti dalla "legge", superando cos l'antica tesi che si basava su di una sorta di

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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PROCURA DELLA REPUBBLICA 89
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"autonomia" del diritto processuale penale in relazione ai vizi della prova, che quindi possono
trovare la loro fonte in tutto il corpus normativo a livello di legge ordinaria o superiore (gi queste
Sezioni Unite hanno ritenuto l'inutilizzabilit di prove c.d. incostituzionali: 25/3/98, Manno;
13/7/98, Gallieri; 23/2/2000, D'Amuri).
Di fronte ad una previsione normativa cos perentoria e radicale, appare evidente
sostenere che ove si registri la palese violazione dello schema legale l'atto investigativo, che si
pone al di fuori di tale schema, debba considerarsi infruttuoso sul piano probatorio, per violazione
della legge processuale.
Da un possibile equivoco, per, va con decisione sgomberato il campo: la eventuale
inutilizzabilit della registrazione effettuata dalla p.g. di dichiarazioni, conversazioni, colloqui
limitata alla sola fase processuale, e non a quella tipicamente procedimentale delle indagini
preliminari.
A questultima, infatti, non si riferisce il divieto di testimonianza indiretta posto dagli artt.
62 e 195, comma 4, c.p.p., atteso che il regime di ammissibilit della particolare prova
documentale costituita dalla registrazione ad opera della p.g. non pu che essere conformato
proprio alle regole di preclusione della testimonianza sulle dichiarazioni di terzi.

Non occorre al fine di ritenere pienamente utilizzabili in questa fase le registrazioni delle
conversazioni a cui ha preso parte il CHIRICO, fare ricorso agli "altri casi" per i quali l'art. 195,
comma 4, c.p.p. legittima la testimonianza de auditu del funzionario di polizia, atteso che non
rileva ai nostri fini che le dichiarazioni di contenuto narrativo siano state rese da terzi e percepite
dal funzionario "al di fuori di uno specifico contesto procedimentale di acquisizione delle
medesime", in una situazione operativa eccezionale o di straordinaria urgenza e, quindi, al di fuori
di un "dialogo tra teste e ufficiale o agente di p.g., ciascuno nella propria qualit"
(esemplificativamente, si pensi alle frasi pronunciate dalla persona offesa o da altri soggetti
presenti al fatto, nell'immediatezza dell'episodio criminoso; alle dichiarazioni percepite nel corso
di attivit investigative tipiche - quali perquisizioni, accertamenti su luoghi - o atipiche - quali
appostamenti, pedinamenti, ecc. -; in tali casi, acquisibile ed utilizzabile, come documento, anche
l'eventuale registrazione su nastro magnetico delle comunicazioni percepite).
Conclusivamente, per quello che qui ci interessa, gli eventuali profili di inutilizzabilit
sono sempre da ritenersi relegati alla fase processuale in senso stretto, nella quale soltanto pu
discutersi di inutilizzabilit, quale materiale probatorio, di documenti fonografici rappresentativi di
sommarie informazioni rese alla p.g. (e da questa clandestinamente registrate) da persone a
conoscenza di circostanze utili ai fini delle indagini.
Ed allora, se appare condivisibili ritenere che la registrazione fonografica di una
conversazione o di una comunicazione ad opera di uno degli interlocutori, anche se operatore di
polizia giudiziaria, e all'insaputa dell'altro (o degli altri) non costituisce intercettazione,
difettandone il requisito fondamentale, vale a dire la terziet del captante, che dall'esterno
s'intromette in ambito privato non violabile, deve sottolinearsi che alcun profilo di inutilizzabilit
assoluta pu rinvenirsi in relazione alla captazione de quo, a meno di non voler indebitamente
estendere alla fase procedimentale in cui si inseriscono le indagini preliminari patologie che sono
proprie della fase dibattimentale, in cui i possibili vizi della prova che in quella sede si forma si
confrontano con un panorama normativo, prima accennato in somma sintesi, di ben pi ampia
portata.
Deve evidenziarsi, infine, che secondo il recente orientamento giurisprudenziale tracciato
dalla sezione IV, sentenza n. 40332 del 04/10/2007 i colloqui registrati ben potevano essere tenuti,
mediante il sistema utilizzato del bodycell, in assenza di autorizzazione alle intercettazioni.
Ha ritenuto, invero, la Corte di Cassazione che la registrazione fonografica di conversazioni
o comunicazioni realizzata, anche clandestinamente, da soggetto partecipe di dette comunicazioni,
o comunque autorizzato ad assistervi, costituisce prova documentale secondo la disciplina dell'art.
234 c.p.p., e non abbisogna di alcuna autorizzazione preventiva da parte della autorit giudiziaria
ai sensi degli artt. 266 c.p.p. e segg., (riv. 225466), a differenza della captazione occulta che si
immette in una conversazione tra soggetti inconsapevoli, che ritengono di avere un colloquio
riservato.
La disciplina di garanzia prevista per le intercettazioni di conversazioni o comunicazioni,
concerne esclusivamente la "intromissione esterna" dell'autorit in una conversazione telefonica o
fra presenti, e non si applica, pertanto, nel caso di colloqui privati registrati da parte di uno degli

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interlocutori, anche laddove la registrazione sia stata da questi effettuata su richiesta della polizia
giudiziaria ovvero questi abbia agito utilizzando materiale fornito o addirittura appartenente alla
polizia giudiziaria, ancorch quest'ultima, o qualsiasi terzo, possa contemporaneamente ascoltare
(cfr. Cass., Sez. VI, 9 giugno 2005, Dottino).

Ulteriori dati di rilievo.

Di estremo interesse, vista la evidente portata del captato e la diretta riferibilit al predetto
CHIRICO Angelo Gaetano, sono le risultanze di indagine di cui al proc. pen. n. 7092/09 R.G.
notizie di reato/mod. 21DDA, riunito al presente, iscritto a seguito dellennesimo episodio
intimidatorio posto in essere ai danni della concessionaria Opel di PELLICANO Salvatore
Augusto.
In particolare, lattivit dindagine si sviluppata in conseguenza dellennesimo attentato
incendiario posto in essere da ignoti in danno della concessionaria Opel Pellican di Reggio
Calabria.
In tale contesto, le ultime risultanze investigative hanno confermato lipotesi fatta propria
da questo Ufficio circa le nuove modalit di gestione delle azioni estorsive portate a consumazione
nella citt di Reggio Calabria.
La presenza di ununica mente, strutturata come delinato nel capo a) della rubrica, alla
quale fanno riferimento i diversi locali, a loro volta autorizzati ad agire in parziale autonomia ma
sempre nel rispetto delle nuove regole e della volont superiore, che si manifesta in azioni pi o
meno eclatanti e con cadenza periodica, il tutto al solo fine di diffondere quel sentimento di diffuso
terrore in grado di indurre le vittime a supplicare laiuto delle organizzazioni criminali operanti in
zona.
La ulteriore conferma di tale assetto la si ottiene ripercorrendo, brevemente, le varie tappe
della vicenda Opel Pellican di Reggio Calabria, che hanno visto lintercalarsi di un episodio
anomalo estremamente significativo ai nostri fini, verificatosi in danno della rivendita di
autovetture proprio di CHIRICO Angelo:
il 09.11 2003, Pellican Salvatore Augusto, denunciava di aver subito il furto di
unautovettura marca OPEL, mod. Zafira dallinterno del parcheggio antistante la propria
concessionaria37;
il 30.11.2003, due dipendenti della Ditta Pellicano , i fratelli Monteviso Antonino38 e
Giovanni39 subivano un attentato dinamitardo c/o la loro abitazione di via Abate [Link],
che provocava dei danni al piano terra del fabbricato nonch agli infissi, stabili e mezzi siti
nelle vicinanze40;
il 06.12.2003, Pellican Salvatore Augusto, denunciava di avere ricevuto sullutenza fissa
della sua abitazione, una telefonata nella quale gli veniva riferito: Il prossimo regalo per
te. In fase di denuncia, la vittima dichiarava che nel mese di Ottobre del 2003, la sua
segretaria riceveva una telefonata c/o il posto di lavoro, durante la quale lignoto
interlocutore riferiva testualmente: Di al dottor Augusto di preparare i soldi altrimenti
lammazziamo41;
il 15.04.2005, Pellican Salvatore Augusto, denunciava il rinvenimento di una tanica
contenete del liquido infiammabile nei pressi del cancello dingresso della propria
attivit42;
il 02.07.2005, si presentava c/o gli uffici del Comando Stazione Carabinieri di Archi (RC)
CHIRICO Angelo43, il quale denunciava che in data 11.06.2005, rinveniva innanzi la porta

37 A.G. informata con Nota nr. 8/37-1 del 11/11/2003, dal C/do Stazione CC di Pellaro (RC);
38 Nato a Reggio Calabria il 09/01/1955, ivi res. Via Abate [Link] nr.37, coniugato;
39 Nato a Reggio Calabria il 15/04/1962, ivi res. Via Abate [Link] nr.37, coniugato;
40 A.G. informata con nota n. 65/37 del 01/12/2003 del C/do Compagnia di Reggio Calabria;
41 A.G. informata con nota nr. 748/3 del 16/12/2003 da questArma;
42 A.G. informata con nota nr. 15/12-5 del 16/04/2005, dal Comando Stazione CC di Pellaro (RC);
43 Nato Bruzzano Zeffiro (RC) il 20/04/1948, res. Reggio Cal. Via Stazione Santa Caterina 11, coniugato, commerciante;

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dingresso dellattivit di vendita di autovetture nuove ed usate, autorizzato OPEL44, una


tanica in plastica contenente benzina e nr. 4 cartucce da caccia cal. 12, marca Fiocchi del
tipo caricato a pallettoni, unite tra loro da un nastro adesivo del tipo carta e con su scritto:
Chirico Angelo. Sul contenitore, a mezzo di un pennarello di colore nero, era stato
scritto: Chirico non rompere i coglioni e fatti i catti Tuoi 45;
il 29.10.2006, ignoti distruggevano a mezzo incendio unautovettura Opel Meriva ancora da
immatricolare e ne danneggiavano unaltra frantumandole il cristallo ant. sx, per poi
versarvi allinterno del liquido infiammabile: le autovetture erano parcate allinterno di un
deposito di propriet di Pellican Salvatore Augusto, sito in Pellaro di Reggio Calabria alla
via Industriale snc.46
Nonostante limpegno profuso e la prolungata attivit dindagine intrapresa sin dal 2003,
non si ancora riusciti ad addivenire agli autori materiali delle azioni criminali.
Tuttavia, come gi anticipato, a seguito degli episodi delittuosi del 15.04.2005 e del
02.07.2005, rispettivamente in danno di PELLICANO Salvatore Augusto e CHIRICO Angelo,
aveva preso corpo lipotesi di un coinvolgimento negli eventi in narrazione della famiglia DE
STEFANO di Archi.
Ci trovava fondamento sul fatto che CHIRICO Angelo considerato personaggio vicino
alla predetta famiglia, in quanto il cugino CHIRICO Francesco47 coniugato con DE STEFANO
Annamaria48, sorella del noto capocosca Paolo DE STEFANO, ucciso il 13 ottobre 1985, padre di
Giuseppe DE STEFANO.
Parimenti CHIRICO Angelo, oltre ad intrattenere rapporti commerciali con lattuale
amministrazione della OPEL, stato in passato dipendente della Concessionaria Pellican, quando
questa aveva sede in localit Pentimele di Reggio Calabria ed era gestita dallo zio dellattuale
amministratore, con il quale a suo dire il CHIRICO era in ottimi rapporti.
In occasione dellatto intimidatorio del 15 aprile 2005, che ha interessato la
Concessionaria Pellican, CHIRICO Angelo in virt di quanto sopra e a m di riverenza si
interessato dellaccaduto presso terzi, interessamento verosimilmente non gradito che ha
originato linequivocabile messaggio a lui rivolto: fatti i catti tuoi.
Lultimo episodio delittuoso in danno della Opel Pellican, in virt del quale veniva
avviata lattivit investigativa di interesse, costituiva lelemento di sostegno allassunto fatto
proprio con la presente richiesta, offrendo un formidabile elemento di riscontro allipotesi
ricostruita in queste pagine.
Disposta, con decreto n. 2263/06 R.I.T. emesso in data 23.11.2006, lintercettazione delle
utenze telefoniche in uso alla Concessionaria Opel Pellican di Pellaro, era possibile comprendere
che CHIRICO Angelo, sfruttando la collaborazione derivante dai rapporti commerciali in essere, si
sarebbe ancora una volta interessato alla cosa.
In ragione di questi motivi e sulla scorta della conversazione registrata in data
06.12.2006, in entrata sullutenza 0965671024, tra PELLICANO Salvatore Augusto e CHIRICO
Angelo, nella quale questultimo riferisce che andr a trovarlo, veniva disposta lintercettazione
ambientale allinterno dellufficio del PELLICANO, di cui al R.I.T. 2363/06, che in data 11
Dicembre 2006 dava gli esiti sperati.
Invero, con i progressivi 7 e 8 venivano annotate due conversazione della durata
complessiva di circa sessanta minuti, nelle quali CHIRICO Angelo e PELLICANO Salvatore
Augusto, dopo avere ultimato la compravendita di alcune autovetture, sintrattengono sulla
vicenda relativa allultimo evento delittuoso.
Il CHIRICO, mostrando interesse per le vicende prima richiamate, chiede al suo
interlocutore se vi sono novit e ricevuta risposta negativa intraprende una ampia dissertazione in
cui afferma di essersi voluto rendere conto personalmente della reale situazione nel locale di
Pellaro a suo dire conosciuta ad Archi, giungendo ad indicare quale punto di svolta lomicidio di

44 Sita in via SS.18 I tratto nr. 80 Archi-RC;


45 A.G. informata in data 02 Luglio 2005 con nota n. 24/1 del Comando Stazione Carabinieri di Archi;
46 A.G. informata con nota n. 110/15-1 del 29.10.2006, di questo Comando;
47 Nato a Pace del Mela (ME) il 05/10/1944, res. a Reggio Calabria in Via Cimitero Archi nr. 5;
48 Nata a Reggio Calabria il 14/07/1956, res. a Reggio Calabria in Via Cimitero Archi nr. 5, figlia del Boss Giuseppe e di
Polimeri Maria;

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Vincenzo BARRECA, cl. 50, consumato a Bocale allinterno di un salone da barba per mano di
FICARA Vincenzo, poi colpito da ordinanza di custodia cautelare in riferimento a tale episodio
criminoso.
Precisa il CHIRICO che la cosca LATELLA - FICARA di Ravagnese ha il controllo del
locale che si estende sino a Lazzaro, anche se a Pellaro opera in concomitanza alla famiglia
FRANCO, facente capo a Giovanni FRANCO.
Questi, a loro volta, ruotano intorno allo stesso perno rappresentato da Giuseppe DE
STEFANO, e pur conservando una limitata autonomia dazione devono rispondere ad un codice
comportamentale comune che impone di non andare pi in giro a riscuotere, ma di attuare la
strategia del terrore, compiendo azioni continue e se necessario ripetute nel tempo, in modo da
indurre la vittima a chiedere laiuto della criminalit organizzata.
Nel proseguo della conversazione, lo stesso CHIRICO velatamente suggerisce al
PELLICANO la strada da intraprendere, sostenendo che altri gli hanno chiesto se lui (CHIRICO)
in grado di fare del bene: in proposito cita alcuni noti personaggi reggini posti sotto estorsione
che, pur di vivere in serenit, avrebbero ceduto alle pressioni malavitose.
opportuno mettere in evidenza le fasi finali dellincontro, in cui si manifesta tutto lo
spessore delinquenziale del CHIRICO che nel consigliare allinterlocutore di fare un pensiero
in occasione delle prossime festivit Natalizie: perch io lha gia fatto, dicendosi pronto ad
agire da tramite, o se diversamente ritenuto: volete spendere una parola, state
tranquillo,baste che fate qualcosa, pone in essere in realt una condotta palesemente
estorsiva che mira a spingere il PELLICANO a contattare i soggetti giusti per mettere a posto la
cosa.
Quanto appena argomentato emerge con estrema chiarezza dal contenuto della
conversazione ambientale avvenuta alle ore 16:30,23 del 11.12.2006, progressivo nr. 7:
Chirico: Va bene a posto! dottore novit?
Pellicano: Novit? a posto? Vi stavo domandando io a voi. E tutto non
successo
Chirico: Non c che deve succedere
Pellicano: Niente completamente!...
Chirico: Non c che deve succedere!...
Pellicano: Va bene, per insomma , dico io uno che
Chirico: Fanno ...
Pellicano: Fa una operazione, mi deve pure
Chirico: No no no
Pellicano: Dire
Chirico: No, non fanno niente...
Pellicano: Fare presentarsi, guardate, far capire voglio dire
Chirico: No no, dottore io uhmm perch
Pellicano: Perch non so sar cretino io!...
Chirico: No incomprensibile no, non siete cretino voi, sono cretino pure io!
Perch siamo in parecchi ad essere i cretini. Perch vi spiego subito, stanno
facendo a parte il fatto che io poi ho voluto sapere perch qua cerano
imbrogli qua dentro a Pellaro, chi comanda, chi non comanda, insomma sto
andando, anzi sono venuti a dirmi, perch realmente loro da Archi lo
sapevano chi . Dice ma, che gli bruciano macchine nuove a Pellican
gli ho detto io uhm, una macchina, due macchine cos a un certo punto,
dice siccome labbiamo letto sul giornale mi hanno detto, va bo
comunque mi hanno detto, ... dice ma?! gli ho detto ma!? A uno l
chi comanda l? Non sono i BARRECA!?
Pellicano: Cio a Pellaro...
Chirico: Pellaro! E l, e non centra niente Giovanni FRANCO...
Pellicano: Giovanni FRANCO...
Chirico: Incomprensibile comunque, ha detto, quando hanno ammazzato quello
nel salone da barba?! Hanno ammazzato uno in un salone da barba, si
incomprensibile omicidio a mi figlia che andata a fare larticolo e gli
hanno aperto la serranda i Carabinieri. Era un BARRECA!...
Pellicano: Era nella colonnina della benzina che mi ricordo io....

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Chirico: In un salone da barba....


Pellicano: Salone da barba?...
Chirico: Si!...
Pellicano: Che mi ricordo incomprensibile...
Chirico: Non so se vostra moglie se lo ricorda, in un salone da barba....
Pellicano: Va bene incomprensibile me lo raccontarono...
Chirico: Va bene! -...
Pellicano: Non incomprensibile-...
Chirico: Incomprensibile lo spararono sopra il salone da barba, con la sedia
(incomprensibile per sovrapposizione)...
Pellicano: A tipo film ...
Chirico: Eh!...
Pellicano: Di una volta....
Chirico: No, loro non centrano niente pi loro, e l sono ehm i FICARA dice,
VINCENZO FICARA dice comanda, ed stato arrestato, quello che hanno
preso ultimamente a, in Toscana, che faceva la bella vita a un certo punto
erano convinti che era qua, Vincenzo FICARA! Che lo cercavano da una
vita e alla fine stato condannato allergastolo comunque, ha una famiglia
dietro, insomma e che sempre parente dei LATELLA, nipote, insomma
hanno preso il sopravvento. Loro sono insieme, sono legati a doppia
mandata a questo -///
Pellicano: Giovanni FRANCO ovviamente....
Chirico: Sono ancora insieme mi ha detto, uno onestamente l ha detto, ha detto l
noi siamo. Ha detto Giovanni FRANCO, lo sa! Ha detto noi che
andiamo a domandarglielo!...
Pellicano: Io non l ho visto per niente ...
Chirico: No, non viene ...
Pellicano: Completamente ...
Chirico: No ma lui un po incomprensibile ...
Pellicano: Non l ho incomprensibile n qua n alla colonnina della benzina...
Chirico: No incomprensibile...
Pellicano: No non ...
Chirico: E lui lo sa! Lui ...
Pellicano: Eh...
Chirico: Lo sa! Ha detto non volle, non si possono muovere, perch essendo, prima
no, BARRECA non gli davano conto, per ovvie fazioni opposte, ora invece
siccome tutta una cosa, sono sempre ...
Pellicano: Ci sono buoni rapporti, hanno buoni rapporti ...
Chirico: Ci sono sempre alla alla diciamo a monte, parte tutto di l no
parte, che danno lordine da l, ma siccome sono tutti girano tutti
intorno allo stesso perno, questi di Pellaro, i FICARA la LATELLA,
Giovanni FRANCO, girano intorno allo stesso perno, intorno ai DE
STEFANO, quindi logicamente loro non devono dare conto, per se
quelli gli cercano conto glielo devono dare! Non che questi sono
autorizzati incomprensibile ho interpretato perch mi piace
anche imparare dice questi sono a Pellaro a Lazzaro, vai l e
quindi non che sono tenuti a dare conto a quelli, sono loro se gli
interessa una cosa e non gli possono dire di no, sentite vedete che a
noi cinteressa, l non andate a rompergli i le palle. Se quelli non gli
dicono niente, questi giustamente hanno il suo Locale, campano in
questo Locale basta finito il film!...
Pellicano: Hanno la loro autonomia operativa....
Chirico: Autonomia autonomia. Giustamente dici tu, dobbiamo campare qua,
siamo venti famiglie dice, giustamente ci hai messo qua, se vieni tu noi
siamo a disposizione, e ci cerchi centomila euro, cinquanta mila euro
che vi servono, noi li prendiamo e te li diamo, per giustamente se vieni
che ti interessa un amico noi l non avviciniamo. Per hanno la sua

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autonomia, non che gli devono dare conto sopra la virgola insomma ecco
insomma E io pensavo che ci fossero i BARRECA invece no! A me
lo aveva detto mezza parola Giovanni FRANCO, prima che succedesse U
mbroghiu (limbroglio)....
Pellicano: Va b e che mezza parola vi ha potuto dire, allora sapeva?...
Chirico: No comera messa la situazione qua!...
Pellicano: Ah! comera la situazione...
Chirico: No comera messa la situazione qua! Ciao compare ma qua mi hanno
detto, BARRECA mi ha detto, compare una volta, Vincenzo si si
seccato quello che hanno arrestato per ultimo. Ebbero discussioni con quel
BARRECA, che spararono allora e ormai mi hanno detto, non c pi
niente mi hanno detto. Incomprensibile BARRECA tutta una cosa .
Ora loro, questa gente, si sono organizzati vi sembra strano, io vi avevo
accennato una volta, circa un anno fa e me lo aveva detto lavvocato
BENEDETTO e me lo aveva detto mio cugino Gaetano cos. Gli ho detto
io ma Gaetano ma che parlano con questi si voglio dire non si fa pi
come una volta le estorsioni dice si fanno si agisce in un altro
modo, si fa quello che si deve fare nei minimi il minimo, poi se la
persona non capisce, e non trova il filone giusto perch se vuole lo
trova! Perch non che sono cretine le persone diciamo. Si fa dice un
secondo round quanto per dire insomma pi eclatante pi per
senza andare a chiedere nessuno si presenter mai a chiedere niente,
perch non esiste pi. Deve essere lui il il col diciamo quello che
subisce il danno, a chiedere aiuto...
Pellicano: Il favore?...

OMISSIS

Di analogo tenore la conversazione ambientale avvenuta alle ore 17:10,24 del


11.12.2006, progressivo nr. 8:

Chirico: Il favore ve lo faccio, ma a me non mi dovete mettere tra problemi di andare


girando per trovare persone ed uscire pazzo, perch noi di questi discorsi non ne
facciamo e non ne vogliamo sapere dice, la impostano, ormai lhanno
impostata a livello industria, lhanno impostata in questo modo, Peppe
De Stefano che ha cambiato tutte le regole, gli ha detto incomprensibile,
dice: in giro non si deve andare pi, quando vi presentate nei magazzini,
pagate, quanto viene il pantalone? incomprensibilemio cugino, il
vestito? Ottocento euro, una volte dice se ne usciva, sapete prendetevi questo
vestito, dice, non voglio niente compare, portatevelo, No!, il vestito io te
lo pago, ottocento euro e non voglio neanche lo sconto, vengo e mi
compro la camicia da te o da un altro e te la pago, per, a fine mese,
incomprensibile dice ma, AH!, il vestito te lho pagato lasciate stare,
perch una volta dice, erano abituati male incomprensibile allora mio
zio, ma lui, aveva un altro cervello non aveva bisogno, sapete dice, mi ha
mandato incomprensibile, dice, per amore della Madonna, portategli il
vestito, che se lo goda, che se lo faccia e finiva l e quelli non andavano pi,
per non vederli che prendevano un altro vestito, non teneva la il discorso, se
ne uscivano col vestito, con due vestiti, con la camicia, la gente, facevano i
porci comodi suoi, dice basta, il vestito si paga, le scarpe si pagano e uno
quando va in un ristorante paga, dice ma sapete compare, NO!, abbiate la
bont compare, prendetevi i soldi, io sono venuto qua per mangiare, non
sono venuto qua ad un certo punto, prendetevi i soldi, una bottiglia di
Champagne quanto costa al pubblico, ottanta euro?, non voglio neanche lo
sconto, voglio ottanta euro, qua ci sono ottanta euro, se no li lasciate ai
ragazzi come mancia, io ho pagato ottanta euro, per poi, giustamenteee,

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ah gli ho detto io, ragazzi ognuno e cambia, hanno cambiato le regole,


hanno cambiato il nuovo sistema di lavoro e questo lo sa, me lo diceva
lAvvocato, sembra che non sa niente, lAvvocato Benedetto sa tutto, come
cazzo fa questo grande cornuto, che un incomprensibile entrato ad un
certo punto per un signore, voi sapete com cambiato lavvocato Benedetto?

OM ISSIS

Pellican: Ma!poveri noi!


Chirico: Sentitemi incomprensibileio lho gi fatto per cose mie
incomprensibile lo passate per nome mio dico
Pellican: incomprensibile
Chirico: Poi se vi pare che c il discorso, volete spendere una parola
incomprensibile, no che non so, io, state tranquillo, vi stavo dicendo
basta che fate qualcosa, perch io lho gia fatto e lho fatto stamattina, io sono
andato ed ho comprato sei bottiglie, particolare, ad un certo punto, di Dom
Perignon, e quindi, non , per sono costate centodieci euro perch sono con la
pelle di fuori, singole, eh, vedete, non lo so
Pellican: Va bene
Chirico: Va bene, se incomprensibilelei, non so fate voi incomprensibile un
consiglio, incomprensibileun consiglio non un consiglio, era
incomprensibile un modo di vedere mio, di pensare, io lho fatto persi
non sono, ho potuto perdere seicento euro, mi spostano, povero sono e povero
resto, non che mi cambia pi di tanto, io quello che ho da dirgli, non con una
bottiglia, per sai, a parte le altre cose io ho pensato pure giustamente
Pellican: Viene Natale certo
Chirico: Te la bevi e ti ricordi di me insomma, come io mi ricordo di te insomma, non
sono queste che spostano la gente, sono altri i discorsi importanti, non la
bottiglia dello champagne, dice a me che me ne devo fare dello champagne?,
per sempre un pensiero gentile che viene sempre gradito ad un certo punto,
non lo so, valutate voi, io mi sono, mi permetto perch c un rapporto tale ed io
ci vado dietro, lho fatto stamattina a me lha consigliato un amico, mi ha portato
lui stesso ad un certo punto incomprensibilesei bottiglie, datemi qual il
migliore perch non voglio fare cattiva figura, compare ha detto, ma ne
prendiamo una cassa glho detto io? E lui ha detto giustamente, fa pi figura una
bottiglia particolare e non una cassa incomprensibile, ha detto, perch la
cassa singola una cosa allingrosso, eh, Perfetto
Pellican: Ih, ih, ih
Chirico: Ma la bottiglia particolare dice ad un certo punto, ha detto, vi costa di pi di
quanto costa una bottiglia normale, vi costa molto meno di quanto costano sei
bottiglie, per fate una cosa pi, perch la sembra allingrosso giustamente, qua
non sapete, sapete, quando uno non si regola, questo si regolato no, fate
una cosa, tipo allingrosso, tipo che lavevate dentro, che sperperate, ad un certo
punto, per una cosa elegante, siccome ci sono, c quella di cuoio che
giustamente viene centosessanta dice, a noi la fanno centodieci, per Dom
Perignon non, Si Dom Perignon
Pellican: incomprensibile a quale marchio appartiene
Chirico: No, no, Dom Perignon, no con il Moet & Chandon li buttiamo a terra a ventidue
euro, si...
Pellican: Ventidue euro a parteincomprensibile
Chirico: Ventitre euro
Pellican: incomprensibile
Chirico: Qua come si chiama allo Stock Market, come si chiama? Doc Market
Pellican: Doc Market
Chirico: Allingrosso con lo sconto del trenta incomprensibile
Pellican: Va b sar di qualit proprio, una sottomarca
Chirico: Non lo so

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Pellican: incomprensibile non possibile


Chirico: incomprensibiledice questi sono, Crystal e Dom Perignon quando uno deve
fare figura con una persona, il Moet & Chandon dice oramai ci compriamo lo
spumante, insomma un altro po costa pi la bottiglia di Ferrari che un Moet &
Chandon
Pellican: Ma il Ferrari costa!
Chirico: Costa, costa, Dottore, bello, a disposizione, vi saluto arrivederci
Pellican: Ciao, arrivederci.-

Il contenuto delle conversazioni appena riportate, ampiamente confermativo dellassunto


fatto proprio da questo Uffico, di tale chiarezza da non richiedere particolari sforzi ermeneutici
in capo allhinterprete per cogliere quello che, con evidenza, il dato di maggior rilievo: Giuseppe
DE STEFANO si conferma essere colui il quale gestisce, sulla base di nuove regole, lenorme
business delle estorsioni operate in citt, adottando una politica nuova che tende a rafforzare il
clima di terrore in capo agli operatori commerciali;
unorganizzazione quella che fa capo al DE STEFANO che non si accontenta pi della
semplice regalia da parte del commerciante o del gesto di rispetto di questi nei confronti
dellassociato: un mafioso quello della nuova era che, da una parte, paga ci che acquista e
consuma ma, dallaltra, pretende la sua parte in termini monetari, senza sconti per nessuno (come
la vicenda della tentata estorsione a FRASCATI Emilio, di cui si parler in seguito, dimostra).
Le conversazioni prima riportate confermano, peraltro, un ulteriore dato di centrale
importanza, pi volte sottolineato in numerosi passaggi della presente richiesta: la cosca DE
STEFANO non sullo stesso piano delle altre, essendo pacificamente posta a monte.
Se da un lato, lascia autonomia operativa alle cosche aventi competenza territoriale sui
singoli locali in cui suddivisa la citt, dallaltro ha il potere di condizionare loperativit di quelle
singole cosche ove vi siano affari di suo interesse: ovvio inferirne lesistenza di un rapporto di
sovraordinazione noto ed accettato dalle consorterie di tipo mafioso di rango inferiore.

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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PROCURA DELLA REPUBBLICA 97
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

LEVOLUZIONE DELLE ALLEANZE CRIMINALI NELLA CITT DI REGGIO CALABRIA.

La ricostruzione delle alleanze e delle dinamiche criminali che si sono sviluppate nella citt
di Reggio Calabria allindomani della pax mafiosa operata da FIUME Antonino e fin qui delineata
trova conferma in numerose altre risultanze di indagine.
Va innanzitutto evidenziato che le articolate attivit investigative svolte e le numerose
risultanze processuali acquisite nel corso degli anni hanno permesso di delineare la presenza di
nuovi assetti che hanno visto lavvicinamento della cosca CONDELLO, ed articolazioni territoriali
collegate, a quella LIBRI, notoriamente contrapposta alla prima nel corso della seconda guerra di
mafia.
Un primo ed inequivocabile dato a dimostrazione della tendenza appena accennata emerso
a seguito dellattivit di indagine sfociata nella sentenza di condanna n. 1669/01 R.G. notizie di
reato/mod. 21DDA e n. 740/07 R.G.T., emessa dal Tribunale di Reggio Calabria in data 22
dicembre 2008 (versata in atti).
Di particolare rilievo appare il contenuto di una conversazione tra presenti, intercettata dal
Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri, intercorsa tra ALAMPI Matteo ed il defunto
LIBRI Domenico, capo storico della omonima cosca, dalla quale emerge la perfetta unione
dintenti tra questultimo e CONDELLO Pasquale nella gestione delle attivit estorsive connesse al
controllo degli appalti pubblici nel settore dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani in gran parte
del territorio regionale.
I due interlocutori, in data 23 febbraio 2002, nel dialogare in relazione alla necessit di
acquisire la gestione di tale strategico settore imprenditoriale oltre che di delineare una comune
strategia criminale, si soffermano sulla figura di CONDELLO Pasquale e sulla nuova alleanza
criminale tra questultimo e lo stesso LIBRI Domenico nonch sullattiva presenza, nello stesso
contesto, di Giuseppe DE STEFANO:
Matteo ALAMPI: Per essere chiaro e lineare nei vostri confronti, esce Peppe DE
STEFANO e mi incontro
Domenico LIBRI: E uscito?!
Matteo ALAMPI: Era uscito
Domenico LIBRI: Ah, allepoca
Matteo ALAMPI: Matteo, tutto a posto? Volevo sapere com la situazione, sono
mancato un poco di tempo, sto cercando di vedere, di incontrare, di ragionare in qualche modo.
Tu come la vedi?, Peppe, se hai bisogno di me disturbami, che i rapporti di famiglia sono
sempre gli stessi. Anzi io due anni fa perch sono vicini a voi, a Fiumara di Muro ho perso un
lavoro di cinque miliardi, ed venuto Nino venuto Nino Imerti e Pasquale CONDELLO per
lasciargli il lavoro, il lavoro della discarica, dice: Ora ci sono io, non ci sono problemi. Tu che
dici, c il lavoro del [Link]., la ditta vicina a noi, In questo lavoro io non posso mettere
piede, perch io ero la ditta che il lavoro era il mio. Per una serie di spiacevoli equivoci il lavoro
andato a finire a voi, che dite che (incomprensibile) con questa ditta, (incomprensibile) ci avete
mandato, altro non ne ho riscontrato, che il mio discorso chiuso. Dice: Ma sai dice ci
mettiamo, facciamo, Peppe, se tu mi offri un lavoro, se lo facciamo insieme e io, per lamore di
Dio, lavoro vado cercando, se sono qua. Tieni conto che io impegni non ne ho con nessuno e per
problemi di giustizia, se io sento odore di bruciato, dopo un minuto me ne vado. Per una cosa che
io devo rispondere nei confronti di uomini e per il peso che mi avete dato, dove sono mi metto in
condizioni e do conto, non intralciando mai la mia dignit e la dignit di altri uomini. Sei
daccordo?, Sono daccordo, Va bene. Dopo qualche mese mi arriva unambasciata di
Pasquale CONDELLO personalmente. Io mi ero visto con Mico Alvaro per
Domenico LIBRI: Vi siete incontrati?
Matteo ALAMPI: Che mi vuole vedere, e sono andato allappuntamento da Pasquale
CONDELLO. Pasquale CONDELLO voleva sapere come stato il discorso del lavoro di Fiumara
di Muro, e io lho messo a conoscenza. Dice: Sapete, io non ero a conoscenza di questo lavoro,
Io, da uomo, mi arrivata unambasciata a nome vostro, sapendo la persona che siete io ho
lasciato il lavoro, dice: Ma voi non mi avevate potuto mandare unambasciata?, Guardate
lambasciata mi arrivata la notte. Me lha portata al Comune, la notte mi arrivata alle dieci,
me lha portata Pasquale Cappello, cera Tizio, Caio e Sempronio. Io sono salito al Comune di
Fiumara di Muro, gli ho detto quanto avevo, abbiamo fatto unoperazione nella busta, hanno
rinviato la gara

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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PROCURA DELLA REPUBBLICA 98
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

Domenico LIBRI: Quantera il lavoro?


Matteo ALAMPI: Gli abbiamo lasciato il lavoro con lo zero cinquanta, il lavoro era sei
miliardi e trecento milioni, dice: Vi ringrazio e vi sono obbligato. Per chiarezza, dopo
Questo stato un paio di mesi fa, in uno dei periodi che io ero Si verifica che il Comune fa
societ miste, ne sta facendo cinque, mi arriva unambasciata, mi incontro con Pasquale: Sapete,
vi potete interessare per questa operazione?, S, se non ci sono impegni di altra natura non ci
sono problemi. In occasione mi incontro con lui, dice: Questo per un discorso che a nome mio
si era presentato qualcuno per per dirvi che io ero a conoscenza, e io neanche so dov questo
lavoro. Perch Pasquale Bertuca qualche paio di mesi fa dice mi avevano... ci eravamo
incontrati e mi aveva detto: Vedi che qua successo cos, cos e cos, per vedi che non sono a
conoscenza n da un lato n dallaltro dice Qua c stato un discorso, un certo Ninello Imerti
ha fatto un po di tipo di casini e se la stanno vedendo loro. Non mi dite niente, mi dispiace
solo. In quelloccasione io gli accenno di questo lavoro di Reggio: Una parente di un nostro
architetto deve fare cento metri quadrati, due piani nto scaruni[?], pi per cortesia che per
lavoro. Devo parlare con qualcuno?, Matteo, dato che siamo qua, la stessa cosa, me la vedo
io, siamo tutti insieme, gli mando lambasciata io, che siamo tutti la stessa cosa, queste sono
state le parole che sono state spese con Pasquale. Non per sottovalutare, mai al mondo, a voi,
perch io quando sono venuto qua da voi abbiamo fatto un ragionamento: abbiamo un lavoro, e
se possibile di farlo assieme. Non so se mi spiego. Se poi voi ritenete che io ho trascurato nei
vostri confronti, sono qua e mi assumo le responsabilit per la trascuranza, non
Domenico LIBRI: [Tossisce]
Matteo ALAMPI: Voi sapete com Reggio in questo momento. Voi sapete che io com
il mio modo di fare, se mi manda unambasciata qualcuno sono presente immediatamente,
figuratevi con voi. Io sono venuto a pregarvi di darmi un appuntamento e di ricevermi a vostra
casa. Mi avete apparecchiato la tavola a casa vostra, non me lo dimentico mai. Figuratevi io, nel
momento che non vi conoscevo, e sapevo chi Mico LIBRI, nel minuto che io, tutto potevo
pensare, col piacere che siamo qua, potevo pensare pure che non ci siamo conosciuti mai. Mi
sono messo a disposizione per quelli che sono gli obblighi di uomo. Poi valutatela voi questa
storia, no? Cinque-sei anni fa noi non che avevamo mai avuto la possibilit di conoscerci, io vi
conoscevo per nome, voi a me non mi conoscevate per niente, perch non mi potevate conoscere

OMISSIS

Matteo ALAMPI: Allora scusatemi, perdonatemi (incomprensibile) allora


Domenico LIBRI: Eh
Matteo ALAMPI: Ci sono l cinque societ miste
Domenico LIBRI: Ecco qua
Matteo ALAMPI: nel Comune
Domenico LIBRI: Eh
Matteo ALAMPI: Cinque societ miste, una per i tributi, una per lacqua, una per i
(incomprensibile) per le pulizie, unaltra mi pare che si sono ritirati dal Comune, unaltra per
lambiente. Mi manda lambasciata, Pasquale CONDELLO, se mi posso interessare a questo
progetto. Io vi spiego anche il passaggio, poi voi avete la saggezza pure di valutare. Matteo,
visto io non vi ho detto mai nulla, perch (incomprensibile)
Domenico LIBRI: Tutti qua siamo nati, e capiamo (incomprensibile) con pane
Matteo ALAMPI: E lui mi ha detto: Avete a piacere? Visto che ci sono cinque ditte tutte
di fuori, di arrivare una delle ditte, che sicuramente coincide con il mio lavoro, se me lo
portate avanti questo lavoro, Compare Pasquale, a disposizione. Ho parlato personalmente
col col referente della ditta che ha abbandonato, con quale piacere invece di due che siamo
tre
Domenico LIBRI: Scusate, non questo, compare Matteo
Matteo ALAMPI: Mh. Devo dirvi
Domenico LIBRI: Siccome a me Io cho una possibilit a Cuneo, ma francamente,
siccome poi mi successo quello che successo, mi dovevo incontrare ancora per l, per definire
certe determinate situazioni, e poi non stato pi possibile. Modo per cui sono nel buio completo
Matteo ALAMPI: Non si mosso niente ancora. Perch qua non ci vuole niente che
cadono le elezioni. Io... Voi avevate unesperienza tanta di appalti, non sto parlando di ora, che

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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PROCURA DELLA REPUBBLICA 99
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

faceva, arriva uno, qua sono morti subito. Hanno arrestato il Sindaco, il vice Sindaco,
(incomprensibile tono di voce bassissimo). A me, hanno usato anche, e hanno avuto il coraggio,
ci sono state carte nel mezzo, per inbordellirlo, e io non ho parlato con nessuno, una cosa del
genere, ho mandato da Tigano Fammi il piacere, questo dopo tre giorni si informato e ci ha
mandato le carte, ci avevano detto che era in contenzioso col Comune, ci avevano detto che avevi
problemi, lui nellelenco dei tre mandatari di Maria[?], sono cazzi miei. E qualcuno si
permesso il lusso di dire: Il 11 dicembre passato. L11 dicembre per me morto un amico
mio, altre cose Il 12 dicembre, lundici dicembre, il 13, il 14. Io ho bisogno di vivere, ho
bisogno il pane per i figlioli e per chi sta vicino a me. Se non arrivo a portarlo avanti questo pane
qua, per me, devo ragionare, non che ho uno a carico (appressu), ho una famiglia, una
generazione (incomprensibile) E un, come si dice, un obbligo che la vita ci impone
Domenico LIBRI: E certo
Matteo ALAMPI: Perch senn uno poi guarda qua, uno si fa un altro che si regola
come si deve comportare, ma (incomprensibile) a nessun amico? Prima di fare un passo sono
abituato a chiedere permesso e andare a sedermi con gli uomini onesti come a noi. Poi le tragedie
non ci interessano. Sono abituato E compare Pasquale che non mi sembra che non ha buon
ragionamento, mi sembra che una persona molto fine
Domenico LIBRI: Non uno (incomprensibile). E uno tra i migliori uomini di Reggio,
senza offesa
Matteo ALAMPI: Ma io
Domenico LIBRI: A parte Tra i migliori
Matteo ALAMPI: Io ho avuto il piacere
Domenico LIBRI: si pu sedere di fianco a me
Matteo ALAMPI: di conoscerlo, vi dico che ne ho conosciuti
Domenico LIBRI: Vi posso dire lho lho cresciuto
Matteo ALAMPI: Ma voi mi avete detto, e io so la storia che avete avuto. Ho avuto il
piacere di conoscerlo. S, non che parla di nascosto, stato fatto non in una casa, dove lo
tengono
Domenico LIBRI: No, non voglio sapere niente
Matteo ALAMPI: Per mi ha fatto piacere scambiare queste quattro... perch io ho
sempre da apprendere, compare Mimmo
Domenico LIBRI: E stato un mio carissimo amico, stato il pi perfido nemico. Oggi,
ringraziando a Dio sono in buoni rapporti, ma non gli do Io sapete quando ho detto di no? Che
un uomo che ha un pregio, se amico
Matteo ALAMPI: O nemico
Domenico LIBRI: o nemico
Matteo ALAMPI: il pregio ce lha sempre
Domenico LIBRI: il pregio ce lha sempre. E tutta la... la storia della nostra storia,
purtroppo amara
Matteo ALAMPI: Amara, s
Domenico LIBRI: gli ho dato sempre i princi e ha avuto, che non glielo pu togliere
nemmeno Cristo
Matteo ALAMPI: Ora io, compare Mimmo, di questoperazione abbiamo speso una
parola, Pasquale manda suo nipote
Domenico LIBRI: Andrea?
Matteo ALAMPI: Andrea. Mi chiama, torna a chiamare il vice Sindaco, torna a chiamare
quattro ditte, limpegno di vedere vedere di far restare la societ che noi riusciamo siamo
una societ comunale, unazienda di un comune del Nord
Domenico LIBRI: [Tossisce]
Matteo ALAMPI: che entrer nel Consiglio di Amministrazione per due anni, e poi dal
di fuori, con degli amici che io cho, uno amministratore, io intervengo e vediamo, si possono
sistemare degli operai, perch entra al 51% pubblico, 49 privato. Per il privato non lo pu fare
limpresa locale che non ha i requisiti
Domenico LIBRI: Ecco qua
Matteo ALAMPI: Il privato lo deve fare. Lazienda municipalizzata di qualsiasi citt
Domenico LIBRI: (incomprensibile)
Matteo ALAMPI: E poi

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 100
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Domenico LIBRI: Ecco qua. E allora il discorso questo qua, quello che io ho fatto con
questa persona che ha le possibilit al Comune, ed lo stesso ragionamento che ha fatto lui. Dice:
La ditta la troviamo noi. Aspettate
Matteo ALAMPI: S, vi seguo, (incomprensibile) che io vi seguo
Domenico LIBRI: La ditta la troviamo noi come il capofila della situazione di
Reggio...
Matteo ALAMPI: S
Domenico LIBRI: con questa ve la vedete voi
Matteo ALAMPI: Mh
Domenico LIBRI: mi paga a pila, e poi dice troverete voi le imprese, la
faccio io
Matteo ALAMPI: E poi fa lui la gara
Domenico LIBRI: Lo so. S
Matteo ALAMPI: Ecco
Domenico LIBRI: ho un amico qua
Matteo ALAMPI: Poi dice okay
Domenico LIBRI: E allora giusto questo discorso?
Matteo ALAMPI: S
Domenico LIBRI: Con questo discorso come si pu andare?
Matteo ALAMPI: Questo discorso che io ho
Domenico LIBRI: No, aspettate
Matteo ALAMPI: Questo impegno
Domenico LIBRI: E allora facciamo una cosa, cio non facciamo una cosa, ragioniamo
Matteo ALAMPI: S
Domenico LIBRI: Io cho una possibilit al Comune, e poi, onestamente, oltre quella del
Comune avevo la possibilit No, ho la possibilit se devo andare con la mia faccia, o mandare a
uno con la mia faccia e dirgli: Devi fare cos senn te ne puoi andare. Eh, questo io lo posso
fare perch non ho niente da perdere. Aspettate, il ragionamento mio. Io direi una cosa, noi
stiamo andando, ringraziando il Signore, in pieno accordo, con gli impegni che ci siamo presi li
stiamo mantenendo sia da un lato come dallaltro. A parte le cose spurie, che sono cose
personali
Matteo ALAMPI: Le cose personali camminano ognuno cammina
Domenico LIBRI: Per fatti suoi
Matteo ALAMPI: (incomprensibile)
Domenico LIBRI: Guardate, nelle cose generali stiamo andando daccordo, io mi sono
incontrato pure con suo nipo con suo cugino, giorni fa, un paio di giorni prima di partire, sta
filando tutto giusto. Ora vediamo, ragioniamo noi e vediamo se va bene cos. Io direi, io fuori non
voglio restare qua, perch ho le mie possibilit, ma per non restando fuori io, poi io devo andare
contro di voi, nel senso, o voi dovete andare contro di me
Matteo ALAMPI: E noi queste cose non le vogliamo

OMISSIS

Domenico LIBRI: Ora vediamo se il mio ragionamento Io direi, quando voi avete la
possibilit, dato che siamo in tempo, ancora c penso
Matteo ALAMPI: S
Domenico LIBRI: Voi vi incontrate di nuovo con Pasquale CONDELLO, di dirgli
Matteo ALAMPI: S
Domenico LIBRI: se lo riteniamo giusto il discorso a noi. A me mi ha mandato a
chiamare compare Mico, e mi faceva lo stesso ragionamento che mi avete fatto voi. Io,
onestamente
Matteo ALAMPI: (incomprensibile)
Domenico LIBRI: E la situazione
Matteo ALAMPI: Lasciatevi pregare, penso molto in bene
Domenico LIBRI: No, no, lasciatemi concludere a me
Matteo ALAMPI: Esatto

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Memoria del Pubblico Ministero relativa al rito abbreviato CONDELLO Demetrio + 17
PROCURA DELLA REPUBBLICA 101
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
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Domenico LIBRI: e poi vediamo se il mio ragionamento. Lui mi ha fatto questo


ragionamento: che lui ha qualche possibilit, voi ce lavete pure e io ce lho pure, dice, tutte
queste tre possibilit che abbiamo, di raccoglierle insieme (mi cogghiumu a unu), se siete
daccordo, lui daccordo, io sono daccordo, e di fare unica cosa
Matteo ALAMPI: Questa responsabilit non me la posso prendere io, giusto? Vi spiego,
per come la vedo io. Io ho fatto un passaggio quando me ne sono andato, io sono abituato ad
essere lineare, Compare Pasquale, se mi manda chiamando qualche amico che cosa gli devo
dire? Come sono abituato
Domenico LIBRI: S, s, s
Matteo ALAMPI: Matteo che cosa gli dobbiamo dire? Che abbiamo parlato insieme, che
il lavoro ci interessa a tutti e due
Domenico LIBRI: S, s, s
Matteo ALAMPI: Perch io
Domenico LIBRI: giusto
Matteo ALAMPI: sapendo che ci sono cinque ditte a Reggio
Domenico LIBRI: Giusto
Matteo ALAMPI: ...possono arrivare cinquanta ambasciate
Domenico LIBRI: Certo
Matteo ALAMPI: Ora io ve lho detto un minuto fa, prima che parlaste voi: a me se ci
siete voi mi fa piacere
Domenico LIBRI: Vi ringrazio
Matteo ALAMPI: Io faccio in modo di prendere lappuntamento e di dirgli, se voi mi
autorizzate, che ci siamo visti insieme per questo lavoro e che vi fa piacere che cammini.
Limpegno mio che ho con compare Pasquale in questi termini: cerchiamo di vincere il lavoro,
per essere chiari, il lavoro non lo vinco io, vince una societ, semmai possiamo intervenire
dallamministratore, abbiamo i responsabile. Io non sono daccordo che ci siano persone di
Reggio allinterno della societ in questo momento, per essere chiari. (incomprensibile). Vi dico
come ho parlato, per la mia piccola esperienza, giovane det, ma mi sento che ho unesperienza
allinterno delle amministrazioni. Unassociazione non ci interessa; la galera non ci interessa; a
noi ci interessa di fottergli un poco di soldi allo Stato, (incomprensibile). Questa societ, quanto
hanno nel bilancio annualmente? Dieci miliardi, quindici mili miliardi, per questo settore?
Verranno gestiti: 51 il Comune, 49 il privato. Io mi assumo limpegno per cui gli uomini che
entrano in questa societ riescono, non dopo un mese, con qualche anno di tempo, perch la
societ si incorpora perdite e vincite, mezzi e persone. Che appena cominciamo a selezionare tutto
quello che c, ci mettiamo (incomprensibile) e cominciamo, che cosa c bisogno, cinque
persone? Cinque persone delle nostre. C bisogno unofficina? Lofficina ce labbiamo delle
nostre. C bisogno di comprare queste cose? Ragioniamo di come portarle avanti. Ma non che
unoperazione si fa in un giorno, io devo avere la tranquillit per gestirla e che non non mi creo
problemi per gestirla dietro a voi e dietro compare Pasquale
Domenico LIBRI: Affianco
Matteo ALAMPI: Anzi sono
Domenico LIBRI: Affianco a me e affianco a compare Pasquale
Matteo ALAMPI: Grazie
Domenico LIBRI: Non dietro a me
Matteo ALAMPI: Vi ringrazio. Per se io... siamo chiari, mi muovo, ma se a me
automaticamente i discorsi non sono chiari per come io la posso inquadrare, ci tengo che mi dite:
Matteo, leva manu e non lo portare avanti questo lavoro qua
Domenico LIBRI: [Tossisce]
Matteo ALAMPI: Perch se impegno prendo, da uomo a uomo, lo devo portare avanti, ma
per poterlo portare avanti, lo devo portare avanti con la mia Come si dice?...
Domenico LIBRI: E allora io vi dico una cosa
Matteo ALAMPI: tranquillit
Domenico LIBRI: Io vi dico una cosa. Quello che compete me, e sono sicuro al 100% che
alla stessa maniera vi dice lui, io vi dico di quello che compete me, avete carta bianca
Matteo ALAMPI: Grazie
Domenico LIBRI: per fare tutto, tutto
Matteo ALAMPI: E lo stesso mi ha detto lui

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 102
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Domenico LIBRI: tutto quello che voi


Matteo ALAMPI: Lo stesso mi ha detto
Domenico LIBRI: Ve lo sto dicendo perch lo conosco molto bene. Modo per cui voi avete
tutte le responsabilit e tutte le decisioni da prendere. Logicamente se
Matteo ALAMPI: Responsabilit oneste
Domenico LIBRI: Se una decisione che si deve prendere una decisione che ha una certa
importanza, se c una comunicazione tanto di guadagnato
Matteo ALAMPI: Certo. E normale
Domenico LIBRI: E ben venga
Matteo ALAMPI: Perch vi ho detto questo?...
Domenico LIBRI: Scusatemi. [Tossisce] In qualsiasi [Tossisce]
Matteo ALAMPI: Voi
Domenico LIBRI: In qualsiasi momento che necessario un intervento, e allora, a voi non
vi resta altro che dire: Mi serve questo intervento
Matteo ALAMPI: Io, compare Mimmo, quando mi sono incontrato con lui, io non avevo
remore e riserve del ragionamento. Una volta che mi ritengo che non sono a livello, che, per,
chi che c
Domenico LIBRI: Ne siete re... ne siete responsabile
Matteo ALAMPI: Sono il responsabile, oh. Per non che arriva uno e mi dice: Mi devi
assumere a questo, devi fare entrare quello! Io devo avere la possibilit, prendo limpegno, di
muovermi, poi noi alla fine dobbiamo vedere il risultato
Domenico LIBRI: Certo
Matteo ALAMPI: Il risultato, essendo una societ mista, che la prima che parte, pu
partire in sei mesi, pu partire in un anno, con tutti gli ingranaggi possibili e immaginabile
Domenico LIBRI: Siete voi quello che dovete decidere quello che dovete fare
Matteo ALAMPI: Giusto
Domenico LIBRI: La cosa che importante che abbiano nelle mani questo questa
situazione
Matteo ALAMPI: Guardate, per scapparci
Domenico LIBRI: [Tossisce]
Matteo ALAMPI: io faccio una valutazione, che faccio da
Domenico LIBRI: (incomprensibile)
Matteo ALAMPI: No. Magari che decidono altri due che fanno i pazzi
Domenico LIBRI: E noi arriviamo. Noi dietro di voi (incomprensibile) tutto calmo, eh!
Questo questo chiaro. Voi dovreste essere luomo che dovete essere estraneo alle cose
materiali
Matteo ALAMPI: Giusto, vi ringrazio
Domenico LIBRI: Ecco
Matteo ALAMPI: Vi ringrazio. Non ho motivo per
Domenico LIBRI: Voi dovete essere lamministratore di questo pacchetto di sigarette
Matteo ALAMPI: Giusto
Domenico LIBRI: Se poi in questo pacchetto di sigarette c una cosa trasversale, a voi
non vi deve non vi dovete interessare di niente
Matteo ALAMPI: Va bene
Domenico LIBRI: ...c chi si interessa di questo
Matteo ALAMPI: Va bene
Domenico LIBRI: Perch se io non posso essere pubblico alla luce del sole, debbo essere
di nascosto qua dietro. E se c una cosa che voi, no, non la potete, non la dovete, e allora debbo
essere io

La conversazione, per la sua linearit e chiarezza, pu essere indicata, probabilmente, come


il pi reale e significativo elemento idoneo a rappresentare lo spartiacque fra passato e presente
con riferimento alle modalit che hanno caratterizzato gli accordi e i rapporti di forza fra gli
organismi criminali operanti nel territorio cittadino.
Ci nella misura in cui essa consente di alzare il sipario sugli scenari che hanno
caratterizzato il patto che ha governato la citt, dalla fine della guerra di mafia, permettendo alle
associazioni criminali riconducibili alluno e allaltro schieramento di acquisire, pro-quota, parte

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 103
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della ricchezza prodotta dal territorio.


Lapparizione sulla scena di Pasquale CONDELLO presuppone lallargamento dei termini
dell accordo criminoso di base rivolto alla realizzazione dellaffare a cui lo stesso partecipa,
essendone, sulla base di quello che traspare dalla conversazione, il vero promotore.
Non v dubbio, infatti, e la sentenza Olimpia ne costituisce autorevole traccia, che la
partecipazione del CONDELLO debba ritenersi particolarmente qualificata e significativa, nel
senso che egli, per averlo proposto allALAMPI, deve aver ben compreso la proficuit dellaffare
rifiuti, e quindi, sulla base della posizione rivestita - capo indiscusso della omonima famiglia di
ndrangheta -, ha intuito la possibilit di investire i capitali accumulati attraverso la realizzazione
delle attivit illecite poste in essere in esecuzione del programma criminoso del suo gruppo di
riferimento.
Estremamente interessante al riguardo il commento di LIBRI sulle capacit del
CONDELLO e, soprattutto il riconoscimento delloperativit dellaccordo sulla spartizione degli
appalti, che sempre a detta del LIBRI si era svolto pacificamente, deve ritenersi, dalla fine della
guerra di mafia in poi.
E proprio la nuova occasione, cio laffare che le societ miste consentiva di prospettare,
diventa ulteriore motivo di comunanza fra gli antichi rivali, che abbassate le armi, convengono
sulla vantaggiosit dellaffare per entrambe gli schieramenti.
Significativo dunque il mandato che Domenico LIBRI affida allALAMPI, incaricato di
realizzare operativamente il progetto di collaborazione che avrebbe visto come parte attiva anche il
CONDELLO.
Lo sviluppo che il dato acquisito consente di rilievo eclatante, perch consente di
giustificare lesistenza di un passato di controllo capillare sulleconomia pubblica e privata del
territorio e, al contempo, di prospettare un futuro ancora pi roseo.
Sono mutate, nel frattempo, le esigenze che contraddistinguono, in questo momento storico,
le necessit del sodalizio.
Passato il periodo della forte conflittualit rispetto agli altri gruppi, raggiunto laccordo su
come dividere la ricchezza, come dimostra laccordo intercorso con Domenico LIBRI, occorre
gestire i frutti che il territorio consegna, facendo fronte alle interferenze di fattori esterni,
rappresentate dallesecutivit delle sentenze, da ulteriori indagini e da misure sanzionatorie
rispetto alla ricchezza appresa e in corso di accumulazione.
Ovvio dunque che in presenza di un mutato quadro dei bisogni siano mutate anche, in virt
di specifica deliberazione, propria di unautentica mentalit imprenditoriale, le priorit che il
gruppo criminale privilegia di salvaguardare.
La sopravvivenza del sodalizio, allo stato, passa dunque attraverso la salvaguardia di due
grandi obiettivi: il primo finalizzato alla conservazione della possibilit di continuare ad
incrementare il proprio potere economico a cui strettamente connesso il tentativo di preservare la
libert dei grandi capi latitanti, il secondo tendente ad occultare gli ingentissimi patrimoni
accumulati negli anni.
Non un caso, in definitiva, che la prospettazione del capo a) della rubrica si incentri su tali
specifiche e determinate condotte, che segnano, con perfetta soluzione di continuit rispetto al
passato gi sanzionato, gli ulteriori bisogni che il sodalizio cura di realizzare per conservare e
incrementare la posizione gi raggiunta.
Entrambe i fattori prima richiamati si rivelano, infatti, indispensabili per la sopravvivenza
del sodalizio, come lo erano stati in passato gli omicidi, trattandosi di attivit in entrambi i casi
volte a garantire la sopravvivenza da attacchi di terzi ostili, individuabili nella prima fase nelle
altre consorterie criminose, nella seconda dagli attacchi rivolti dal versante istituzionale.
Ecco dunque che la predisposizione di apparati preordinati a garantire la libert dei vertici
ed a nascondere il loro enorme patrimonio illecito finiscono con il costituire finalit rispondenti
non allinteresse del singolo ma a quello pi generale dellintero sodalizio criminoso.

Ulteriori elementi in grado di dimostrare lalleanza tra i soggetti di vertice della cosca
CONDELLO e di quella LIBRI, si traggono, inoltre, dagli esiti del procedimento penale n. 75/05
R.G. notizie di reato/mod. 21DDA, meglio noto come operazione TESTAMENTO, dal quale
emerso che la cosca LIBRI, dopo la seconda guerra di mafia, ha ampliato la propria competenza
territoriale nellambito del settore delle estorsioni, anche al di fuori del proprio locale di
appartenenza.

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


Memoria del Pubblico Ministero relativa al rito abbreviato CONDELLO Demetrio + 17
PROCURA DELLA REPUBBLICA 104
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

lo stesso Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Reggio Calabria, nel relativo
provvedimento restrittivo, ad evidenziare che:
Ebbene, lattivit di indagine svolta nellambito del presente procedimento ha consentito
di acclarare che, pur perdurando lassetto stabilito secondo il criterio spartitorio delle zone
territoriali di competenza, la cosca LIBRI, storicamente appartenente allo schieramento
destefaniano, negli ultimi anni ha dimostrato una sempre maggiore capacit di penetrazione nel
tessuto sociale e produttivo della citt di Reggio Calabria, tendendo ad estendere il proprio
dominio in zone del territorio non assegnate alla sua competenza ovvero ad allargare il proprio
potere nelle zone di competenza ad essa assegnate in condominio con altre cosche.
Quanto espresso nellordinanza applicativa di misure cautelari personali e reali innanzi
citata, ha trovato puntuale riscontro anche nellambito dellattivit investigativa oggetto della
presente richiesta, atteso che il ruolo di LIBRI Domenico, dopo la morte di questultimo, stato
assunto dal fratello Pasquale.
La circostanza risulta ampiamente riscontrata dalle affermazioni, che saranno evidenziate
nel prosieguo del presente capitolo, allorquando verr in risalto il ruolo apicale rivestito dal LIBRI
Pasquale, unitamente a CONDELLO Pasquale, nel settore delle estorsioni.

opportuno sottolineare che, in relazione alla centralit di LIBRI Pasquale nel settore delle
estorsioni e della gestione degli appalti pubblici e privati, sono stati acquisiti ulteriori elementi di
sicuro spessore nel corso dellascolto delle conversazioni tra presenti intercorse tra soggetti
operanti nei settori di interesse.
Lattenta analisi degli elementi di prova a disposizione di questo Ufficio, originati dalle
attivit di indagine preliminare svolte nellambito dei procedimenti prima indicati (operazioni
Rifiuti s.p.a. e Testamento), consente di ritenere che lalleanza intervenuta tra la cosca
CONDELLO e quella LIBRI, relativamente alla monopolizzazione degli appalti nella citt di
Reggio Calabria, ha innescato una serie di contrasti in seno alle altre organizzazioni criminali
operanti nellarea.
In tale contesto deve inquadrarsi anche lomicidio di TUSCANO Salvatore, uomo di fiducia
ed autista di LIBRI Pasquale, ucciso in questo centro il 9 maggio 2007.

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


Memoria del Pubblico Ministero relativa al rito abbreviato CONDELLO Demetrio + 17
PROCURA DELLA REPUBBLICA 105
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

LE ULTERIORI RISULTANZE (PROC. PEN. N. 75/05 R.G. NOTIZIE DI REATO/MOD. 21DDA).

Nel corso dellindagine preliminare svolta nellambito del proc. pen. n. 75/05 R.G. notizie di
reato/mod. 21DDA, veniva avviata una intensa attivit di monitoraggio dei soggetti affiliati alla
cosca capeggiata da Don Mico LIBRI e dal fratello Pasquale LIBRI, subentrato alla guida
dellorganizzazione dopo la morte del primo.
In particolare, a partire dal mese di gennaio 2005 venivano attivate le operazioni tecniche
dintercettazione telefonica - ambientale nellappartamento dello storico capo cosca sottoposto al
regime della detenzione domiciliare a Prato, via Guasti, n. 55.
Contemporaneamente venivano sottoposti ad intercettazione anche il fratello del boss,
Pasquale LIBRI, il suo autista Riccardo ARTUSO ed uno tra i pi pericolosi killer della medesima
associazione: Salvatore TUSCANO.
Estremamente rilevanti risultavano le conversazioni carpite a seguito dellattivazione di tutti
i servizi tecnici (in particolare allinterno del domicilio di detenzione del Domenico LIBRI e
sullautovettura utilizzata da TUSCANO Salvatore) in quanto definivano da un lato la leadership
del medesimo Don Mico LIBRI ed il ruolo ricoperto da ciascun affiliato in seno allorganizzazione
criminale, dallaltro gli interessi della cosca, le attivit illecite praticate e la zona di influenza della
medesima.
In particolare, laggregazione malavitosa, avente struttura piramidale era capeggiata, fino
alla data della sua morte, da Domenico LIBRI, u braccu, e gestita localmente dal fratello di
questultimo Pasquale LIBRI, assurto a capo cosca dopo il decesso del fratello.
In considerazione della complessit della predetta articolazione territoriale e degli affari
gestiti dalla medesima, le attivit tecniche, originariamente richieste per Domenico e Pasquale
LIBRI, Riccardo ARTUSO e Salvatore TUSCANO, venivano estese ad altri sodali collegati ai
vertici dellassociazione i quali consentivano di completare acquisizioni investigative di evidente
rilevanza, in quanto direttamente riferibili a summit di mafia tra la cosca di appartenenza e quella
facente capo a Pasquale CONDELLO.

La spartizione della tangente per i lavori nel quartiere San Giorgio Extra: la suddivisione del
locale tra le cosche ROSMINI e LIBRI, il summit con Pasquale CONDELLO.

Alle ore 18.21, del 13 ottobre 2005, nellabitazione di via Guasti di Prato, si registrava una
rilevante conversazione tra Domenico LIBRI, TUSCANO Salvatore e SINICROPI Antonino.
Dopo aver fatto riferimento allarresto del genero di Pasquale LIBRI, Filippo CHIRICO
(individuato dal collaboratore Antonino FIUME, nel memoriale consegnato a questo Ufficio in
data 30 gennaio 2009, come colui il quale coadiuvava il capo cosca nella gestione del ruolo a lui
affidato), ed alle condanne riportate dai vertici della cosca DE STEFANO a seguito delle
dichiarazioni del collaboratore FIUME Antonino, la conversazione si soffermava sulle tangenti da
riscuotere con riferimento ai lavori effettuati nel locale di San Giorgio e sulla spartizione con la
cosca Rosmini (che come si evidenzier nel prosieguo si lamenter per le sperequazioni registrate).
Dal tenore della conversazione si comprende da un lato come responsabile del suddetto
locale San Giorgio per conto della cosca LIBRI sia il genero di Don Mico, CARIDI Antonio, e
come il medesimo locale sia sotto il controllo della cosca LIBRI.

Conversazione ambientale abitazione Prato del 13.10.2005, ore 18.21, prog.4048, tra
Domenico LIBRI, Salvatore TUSCANO e Antonino SINICROPI.

TUSCANO: ..inc... senti una cosa quando arrivi la lo saluti e gli dici in questo
modo...//
MICO: Tante cose gli possono dire... tutto... ma non che mio fratello mi diceva... gli devi
dire a mio fratello che ti fa la spesa...//
TUSCANO: Voi gli avete detto che ve la vedete voi... tante volte veniva da voi
qualcuno che gli dicevate... //
MICO: Non fare lo scemo vai...//
TUSCANO: Ma guarda tu pure inc... ora... inc... glielo dite per telefono ora...//

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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PROCURA DELLA REPUBBLICA 106
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MICO: Per ora non chiamo pi...//


TUSCANO: Comunque deve andare a fare i biglietti andata e ritorno... non salgo
pi con la macchina...//
MICO: Perch...//
TUSCANO: Perch mi stanco...//
OMISSIS
(Periodo inc. si sente sfogliare un giornale)
MICO: inc... grasso ho la fotografia...//
TUSCANO: No la foto ... ha la barba lunga...//
MICO: No... pure pi grosso...//
TUSCANO: Ma questa foto non di quel giorno... periodo inc... leggetelo che mi
dovete fare il riassunto poi...//
OMISSIS
(Si sente Mico che legge l'articolo inerente la cattura di Filippo CHIRICO).
Ore 18.33.25
MICO: Ma dico io... io dico solo una cosa... possibile... inc... perch non dicono il
genero di Pasquale LIBRI... che c'entro io a tutte le parti...//
TUSCANO: Perch fratello del inc... ma poi vecchio lo chiamate voi... inc....//
MICO: inc... DE STEFANO condannato a 13 anni e 6 mesi... a pagina 28... inc... il
clan di Plat cosa nostra... in sinergia a pagina inc... E' lo hanno condannato perch a Giovanni
inc...//
TUSCANO: Per il processo... per estorsione... inc... le dichiarazioni di Fiume...
inc... il pentito...//
MICO: E a lui solo hanno condanno o ne hanno condannati ad altri...//
TUSCANO: Gli altri sono usciti tutti... //
MICO: inc... dopo domani inc... mia figlia che non mi ha mandato inc...//
TUSCANO: inc... allora le spese del viaggio gli dice che se la deve vedere lui... e se
poi vuole le ricevute... //
ANTONELLO: Ha detto che inc...//
TUSCANO: Ha detto che non mi paga senza ricevute...//
MICO: Inc... ma che mio fratello ti diceva... digli a mio fratello di darti le spese.... non
ci credo... cio il solito scherzoso... inc... guarda ti dico una cosa... con mio fratello ci siamo
rispettati sempre... sempre... gli unici screzi che abbiamo avuto con mio fratello quando
eravamo latitanti (?) inc... nel 59 o 60... si nascondeva dietro il muretto... di fronte la al forno...
inc... perch non rientravo... all'ultimo si stancato inc... si nascondeva la lo stesso... conosceva
la macchina quando arrivava... inc.. al capannone dritto.. e prendeva e entrava dentro... solo per
questo abbiamo avuto problemi... per ti dico... come ci rispettiamo per ora... ora tanto che
uscito dalla galera... mai nella nostra vita...//
ANTONELLO: E' bello cos...//
MICO: ma mai... ti ripeto... inc... fatti il conto che la mia famiglia la sua... noi
abbiamo... un solo conto... non sapevo chi spende di pi e che spende di meno... non abbiamo mai
tenuto conto di queste cose... ma per inc... ma ora forse il Signore mi sta castigando... o il
Signore ci sta castigando... perch... ero tanto contento quando uscito... lo stesso che ero uscito
io... ero tanto contento quando siete comparsi qua dopo 8 giorni...inc... con mio fratello massimo
ogni 15 giorni... inc... ma non mi dimentico mai... quando siamo rimasti... ci vediamo dopo inc...
se tutto va bene... abbiamo detto... ti ricordi... quella volta inc... o noi... poi vi hanno dato la
sorveglianza... inc... la sorveglianza... lui forse no... hanno fatto... inc... si l'ha fatto... si l'ha fatta
quando uscito nel inc... o nel 97... inc...//
TUSCANO: Inc... mettono a quello.... mettono a quell'altro... inc... noi stiamo
parlando con tutti la... inc...//
MICO: Ancora... non ne hai tenuto uno... inc... (ore 18.38.55 Mico parla a voce
bassa)... speriamo...//
ANTONELLO. Altri bordelli...//
TUSCANO: Inc... e come mai...//
MICO: Inc... c'era il Maresciallo inc.. avevano sequestrato inc...//
TUSCANO: inc.. stanno bloccando... //
MICO: I Guarnaccia con Bruno... (ore 18.39.42)..//

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 107
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TUSCANO: Si... ora hanno gli interessi di lavorare la sopra... inc... e che ci danno
i soldi... inc...//
MICO: inc... (parla a bassa voce)...//
TUSCANO: i primi i soldi tutti... li dobbiamo recuperare inc.... Casciano... (ore
18.40.12)..//
MICO: voglio dire...//
TUSCANO: Ah i lavori qua...//
MICO: inc... (parla a voce bassa). chi glieli ha dati i lavori... come prende... inc... gli fa
la fattura... inc...//
TUSCANO: Per ora li ha presi lui... la RGS (?)... inc...//
MICO: E quelli di inc... chi li ha presi...//
TUSCANO. Ancora lainc....//
MICO: E perch... inc... mi sembrava impossibile a me... che chi prende e chi no...
inc... //
TUSCANO: Inc... ( parla a voce bassa)...//
MICO: ma ci sono ancora loro...//
TUSCANO: Gi abbiamo parlato... siamo andati dai Boss inc... abbiamo parlato
pure del lavoro di San Giorgio... poi vi spiega vostro fratello... quando scendete...//
MICO: Quanto... e non mi puoi spiegare tutto quanto...//
TUSCANO: Inc... e di preciso... il fatto di San Giorgio... gli ha detto Nino in quel
modo... inc... e gli ha dato 100.000 euro...//
MICO: Non vero... inc...//
Squilla un cellulare (Ore 18.41.56)
MICO: Va be... ammesso e non [Link]...//
TUSCANO: Inc... vero che si era preso l'impegno dei soldi... e poi... inc... che
quello vuole i soldi... quell'altro vuole i soldi... inc...//
MICO: E Rosmini non vero che gli ha dato i soldi...//
TUSCANO: inc...//
MICO: Sai perch... almeno.... (parla a voce bassa)//
TUSCANO: e non mi inc...//
MICO: non mi interessa un cazzo a me... inc...//
TUSCANO: Nino... vostro genero non li ha voluti...//
MICO: A me non inc... a me mi deve dare i soldi quelli dell'IPEI che avevano preso...
del guadagno... inc... //
TUSCANO: Noi abbiamo preso l'altro impegno... inc...//
MICO: Voglio dire... definiamo la cosa... inc... che il lavoro c' lo facciamo inc...//
TUSCANO: Comunque io ero seduto la... poi sono dovuto andare ad altre parti...
inc... mi sono dovuto alzare per impegnarmi... e poi sono andato a prenderlo... perci i discorsi
precisi precisi li sa lui... a me mi ha accennato questo fatto... inc... che si era preso questo
impegno... inc... che questo si preso i soldi... che quest'altro si preso i soldi... che le cose
doveva andare come doveva andare... le hanno fatto in un modo e poi sono andati in
un'altra...inc...//
MICO: E dico a me non me ne da...//
TUSCANO: Inc... gli ha spiegato tutte le cose... comunque poi... se vuole Dio
scendete... se no la prossima volta che salgo mi faccio dire preciso... inc...//
MICO: A te ti deve dare i soldi... inc... bisogna... inc.. che cazzo c'entrano inc... i
Rosmini inc... //
TUSCANO: inc.. forse entrato nel meglio Pasquale CONDELLO (18.44.05)...
inc... perch si preso un'altra volta... inc... lui ha fatto parlare inc... e poi si stava di la...//
MICO: Ma ti ricordi che te lho detto... non mi interessa un cazzo... a me mi deve dare
la parte dei soldi che... dei guadagni del lavoro...//
TUSCANO: Inc... figlio... inc... si dimentica... inc..//
MICO: Ancora... ancora... //

Se lo stralcio della conversazione appena esposta illumina sulla competenza territoriale


della cosca LIBRI nel locale San Giorgio, del tutto evidente come tra la predetta associazione

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 108
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di tipo mafioso e la cosca ROSMINI fossero sorti dei dissidi in relazioni alle estorsioni da
riscuotere proprio in quella porzione di territorio, il cui rappresentante, per la cosca LIBRI,
chiaramente CARIDI Antonino (ne dar ampio riscontro il contenuto delle conversazioni che
saranno oltre riportate tra il BARBIERI, il VIGLIANISI ed il BUDA):

TUSCANO: Gi abbiamo parlato... siamo andati dai Boss inc... abbiamo parlato
pure del lavoro di San Giorgio... poi vi spiega vostro fratello... quando scendete...//
MICO: Quanto... e non mi puoi spiegare tutto quanto...//
TUSCANO: Inc... e di preciso... il fatto di San Giorgio... gli ha detto Nino in quel
modo... inc... e gli ha dato 100.000 euro...//
MICO: Non vero... inc...//
Squilla un cellulare (Ore 18.41.56)
MICO: Va be... ammesso e non [Link]...//
TUSCANO: Inc... vero che si era preso l'impegno dei soldi... e poi... inc... che
quello vuole i soldi... quell'altro vuole i soldi... inc...//
MICO: E Rosmini non vero che gli ha dato i soldi...//
TUSCANO: inc...//
MICO: Sai perch... almeno.... (parla a voce bassa)//
TUSCANO: e non mi inc...//
MICO: non mi interessa un cazzo a me... inc...//
TUSCANO: Nino... vostro genero non li ha voluti...//
MICO: A me non inc... a me mi deve dare i soldi quelli dell'IPEI che avevano preso...
del guadagno... inc... //

In proposito, per stabilire ruoli e competenze, si era svolta una riunione tra i
rappresentanti della cosca ROSMINI, da una parte, CARIDI Antonino e Salvatore TUSCANO, per
conto dei LIBRI. Dal contenuto del colloquio, inoltre, si percepisce chiaramente come alla
riunione avesse partecipato anche il latitante Pasquale CONDELLO, a cui i ROSMINI
risultano storicamente federati:

TUSCANO: Comunque io ero seduto la... poi sono dovuto andare ad altre parti... inc...
mi sono dovuto alzare per impegnarmi... e poi sono andato a prenderlo... perci i discorsi precisi
precisi li sa lui... a me mi ha accennato questo fatto... inc... che si era preso questo impegno...
inc... che questo si preso i soldi... che quest'altro si preso i soldi... che le cose doveva andare
come doveva andare... le hanno fatto in un modo e poi sono andati in un'altra...inc...//
MICO: A te ti deve dare i soldi... inc... bisogna... inc.. che cazzo c'entrano inc... i
Rosmini inc... //
TUSCANO: inc.. forse entrato nel meglio Pasquale CONDELLO (18.44.05)... inc...
perch si preso un'altra volta... inc... lui ha fatto parlare inc... e poi si stava di la...//

Alle ultime parole proferite dal TUSCANO circa la presenza e linteressamento di Pasquale
CONDELLO, Don Mico LIBRI risponde facendo pesare tutta la sua importanza di storico
patriarca della ndrangheta:

MICO: Ma ti ricordi che te lho detto... non mi interessa un cazzo... a me mi deve dare
la parte dei soldi che... dei guadagni del lavoro...// .

Le conversazioni appena riportate pongono nella giusta evidenza un dato di centrale


rilevanza: Pasquale CONDELLO, da latitante, prende parte ai summit con la famiglia LIBRI al
fine di risolvere i contrasti che si registrano nella spartizione dei proventi dellattivit estorsiva.
Nellottobre del 2005, quindi, si registra gi la vicinanza delle cosche CONDELLO e
LIBRI, si apprezza la sussistenza di incontri finalizzati alla pianificazione delle spartizioni dei
proventi della capillare attivit estorsiva;
non tragga in inganno, al fine di apprezzare la natura dei rapporti tra i predetti sui quali ci
si soffermer in seguito, il tono con il quale Mico LIBRI sembra parlare ai suoi di Pasquale
CONDELLO: si tratta pur sempre del tono di un capo che agli occhi dei suoi adepti si mostra

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inflessibile ed autorevole, a maggior ragione ove oggetto del discorso sia un soggetto delle
spessore delinquenziale del CONDELLO.

Sempre dal proc. pen. n. 75/05 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA.

Il giorno 14.10.2005, Salvatore TUSCANO ed Antonello SINICROPI si trovano ancora


allinterno dellabitazione di Don Mico LIBRI a Prato. La conversazione che si carpiva alle ore
23.16. si rivelava di eccezionale importanza alla luce di quanto acquisito, nelle prime ore del
giorno 13.10.2005, a bordo dellautovettura Fiat Stilo in uso a Salvatore TUSCANO, allorquando
questi, pronto per partire con SINICROPI Antonino alla volta di Prato, riferiva a Pasquale LIBRI
di aver preso accordi con esponenti delle famiglie DE STEFANO TEGANO per avere un
incontro per le ore 10.00 di domenica 16.10.2005.

Lincontro stabilito con Paolo Rosario DE STEFANO, rappresentante lomonima


consorteria, e con il di lui cognato SCHIMIZZI Paolo, questi esponente di spicco del clan
TEGANO, era necessario secondo il TUSCANO per definire i dettagli di una probabile
operazione finanziaria e renderla operativa entro luned: Lui deve andare la che deve andare,
senno io me ne scendo, io domenica mattina alle dieci ho appuntamento lala sopra che
vengono i Paoli, che dobbiamo parlare, luned si devesi deve iniziare.

Di sensazionale spessore saranno le successive parole carpite dal confronto tra MICO
LIBRI ed il TUSCANO dalle quali si desumeva che, lincontro preventivato per la mattina del 16
ottobre, utile a definire un affare di eccezionale entit, avrebbero stuzzicato lappetito delle
famiglie di ndrangheta pi rappresentative di questa citta.

Nello specifico, oltre al rappresentante dei TEGANO e dei DE STEFANO, avrebbe dovuto
prendere parte alla riunione indicata anche un rappresentante del boss latitante Pasquale
CONDELLO. Emissario questo la cui partecipazione non era ancora divenuta certezza, nonostante
le numerose imbasciate inviate dal clan LIBRI alla famiglia CONDELLO: TUSCANO:
Luned si deve iniziare.// LIBRI: Questi appuntamenti li prendete quando
incomp.//TUSCANO: Incomp. no, li prendiamo quando quando a questo amico gi gli ha dato
altri quindici giorni in pi, che per me non glieli davo incomp. per informare a
Pasquale.//LIBRI: Chi sa se lo vedono loro a Pasquale, chi sa dove sotterrato, sotterrato nel
senso non sotterrato chi sa dove [Link]: Ma non viene lui, manda a qualcuno,
giusto!.//LIBRI: [Link]: Sono anni, non sono mesi zio sono anni incomp. per
me la stanno tirando, quindici giorni, un mese un mese tre mesi, da luglio ce ne siamo andati a
settembre da settembre ce ne siamo andati ad ottobre a ottobre incomp.// LIBRI:
Incomp../TUSCANO: Incomp. oggi venerd incomp. ma quanti anni ha zio!./ LIBRI:
Chi!.// TUSCANO: Pasquale./ LIBRI: Incomp. cinquantacinque, cinquantatre anni./
TUSCANO: Cinquantasei!./ LIBRI: Ma tu lo hai conosciuto!.//TUSCANO: Non conosco
nessuno, io conosco solo a Mico LIBRI.//LIBRI: Incomp. dunque, un pochettino pi corto
del normale.//

Conversazione ambientale abitazione Prato del 14.10.2005, ore 23.16, prog.4097, tra
Domenico LIBRI, Salvatore TUSCANO e Antonino SINICROPI.

OMISSIS
ORE 23.25.11.
LIBRI: Ma necessario che andate a Parma, non vi potete fermare qua, e quando viene
incomp.//
TUSCANO: Lui deve andare la che deve andare, senno io me ne scendo, io domenica
mattina alle dieci ho appuntamento lala sopra che vengono i Paoli, che dobbiamo parlare,
luned si devesi deve iniziare.//
LIBRI: Incomp.//

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TUSCANO: Incomp. i suoi cognati incomp.//


LIBRI: Non saliva.//
TUSCANO: Non saliva.//
LIBRI: Gli doveva telefonare che non sale.//
TUSCANO: No, ora sale perch gli ha detto che sale.//
LIBRI: Incomp.//
OMISSIS
(Parlano del televisore se si deve spegnere o deve rimanere sempre acceso alzano ed
abbassano il volume, LIBRI gli dice che il suo televisore questa notte rimasto acceso fino a
tardi, vari rumori ambientali.)
LIBRI: Incomp.//
TUSCANO: Incomp. avete capito che abbiamo un appuntamento!.//
LIBRI: Incomp. Madonna del Carmine.//
TUSCANO: Minchia, dobbiamo parlare non avete capito che alle dieci abbiamo un
appuntamento.//
LIBRI: Incomp.//
TUSCANO: Luned si deve iniziare.//
LIBRI: Questi appuntamenti li prendete quando incomp.//
TUSCANO: Incomp. no, li prendiamo quando quando a questo amico gi gli ha dato
altri quindici giorni in pi, che per me non glieli davo incomp. per informare a Pasquale.//
LIBRI: Chi sa se lo vedono loro a Pasquale, chi sa dove sotterrato, sotterrato nel senso
non sotterrato chi sa dove incomp.//
TUSCANO: Ma non viene lui, manda a qualcuno, giusto!.//
LIBRI: Incomp.//
TUSCANO: Sono anni, non sono mesi zio sono anni incomp. per me la stanno tirando,
quindici giorni, un mese un mese tre mesi, da luglio ce ne siamo andati a settembre da
settembre ce ne siamo andati ad ottobre a ottobre incomp.//
LIBRI: Incomp..//
TUSCANO: Incomp. oggi venerd incomp. ma quanti anni ha zio!.//
LIBRI: Chi!.//
TUSCANO: Pasquale.//
LIBRI: Incomp. cinquantacinque, cinquantatre anni.//
TUSCANO: Cinquantasei!.//
LIBRI: Ma tu lo hai conosciuto!.//
TUSCANO: Non conosco nessuno, io conosco solo a Mico LIBRI.//
LIBRI: Incomp. dunque, un pochettino pi corto del normale.//
TUSCANO: Ah.//
LIBRI: Ma quello che . quello che stato prima e quello che tuttoggi incom. ma
ha fatto cose, ma purtroppo e quanto e quanto, lui ci credeva a tutta questa amicizia, perch lo
mandavano i compari, e poi da buon figlio di puttana che le amicizie se li conquistate, io come
cazzo me li sono fatte le amicizie incomp. mannaggia la ( bestemmia ) della montagna, lui ha
bruciato pure i cristiani, ( pausa ) una volta, una volta incomp.//
TUSCANO: Ride.//
OMISSIS
([Link] nr.92)

Corollario della conversazione appena evidenziata era quanto, effettivamente, si riusciva ad


accertare la mattina di domenica 16.10.2005, allorquando personale della locale Squadra Mobile
documentava, nel piazzale del locale Santuario di SantAntonio, lappuntamento oggetto di
conversazione.
([Link] nr.93)

Nelloccasione era Riccardo ARTUSO, alla guida della propria FIAT Punto, monitorata
con sistema G.P.S., ad accompagnare il boss LIBRI Pasquale nel luogo convenuto per
lappuntamento:
RICCARDO: Qua ci posteggiamo?
PASQUALE: Siincompuoi parcheggiare anche pi avanti//

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Conversazione ambientale registrata il 16.10.2005, ore 09. 19, sullautovettura Fiat Punto di
ARTUSO, prog 4799, tra Pasquale LIBRI e Riccardo Artuso.

PASQUALE: bestemmiaincom//
RICCARDO: Cosa?//
PASQUALE: Neanche seincomnon voglio pi sentirne parlare neancheincom
bestemmiaincomma non rompermi i coglioniincom//
RICCARDO: bestemmia//
OMISSIS
(I due parlano dei colloqui della figlia, dei mezzi per andare, del costo del biglietto aereo,
di andare allagenzia, subito dopo si sofferma per fare rifornimento. Riccardo dice a Pasquale che
a lui sono sempre riuscite le cose perch le ha sempre fatte personalmente. Strada facendo
Riccardo gli chiede se devono andare a monte. Parlano della strada che stanno percorrendo e che
la domenica mattina non c confusione. Alle 09,53.04 si sofferma al Santuario di SantAntonio.)
RICCARDO: Qua ci posteggiamo?//
PASQUALE: Siincompuoi parcheggiare anche pi avanti//
OMISSIS
(Lauto si ferma e Pasquale LIBRI scende.)
([Link] nr.94)

Erano le 09.54, allorquando Pasquale LIBRI nel scendere dallautovettura di ARTUSO, per
recarsi allappuntamento, a questi si rivolgeva dicendo di guardarsi intorno per verificare la
presenza delle forze dellordine: Vedi seincomqualche sbirro.

Conversazione ambientale del 16.10.2005, ore 09.54, registrata sullautovettura Fiat Punto
di ARTUSO Ricardo, prog. 4800, tra Pasquale LIBRI e Riccardo ARTUSO.

PASQUALE: Vedi seincomqualche sbirro//


RICCARDO: Eh//
OMISSIS
(Subito dopo Pasquale LIBRI scende dallauto, a bordo rimane Riccardo.)

([Link] nr.95)

Ancora qualche minuto di attesa ed il personale allertato per levento riprendeva


fotograficamente un breve colloquio tra LIBRI Pasquale e i rappresentanti delle famiglie
TEGANO DE STEFANO, rispettivamente identificabili in: DE STEFANO Paolo Rosario,
nato a Reggio Calabria, il 21.12.1976, e SCHIMIZZI Paolo, nato a Reggio Calabria, il
15.03.1976.
([Link] nr.96)

La fitta rete di rapporti tra i DE STEFANO, i CONDELLO e la famiglia LIBRI trova altre
conferme nellattenta lettura della conversazione intercorsa tra LIBRI Domenico e limprenditore
ALAMPI Matteo, gi riportata in precedenza: emergeva infatti come questultimo avesse avuto un
incontro anche con Giuseppe DE STEFANO, appena uscito dal carcere, che lo aveva convocato per
affidargli un lavoro:
AP: com questa storia io a gennaio vado a fare il ..inc.. ho incontrato Aurora vi ho
mandato i saluti.. saluti penso molto affettuosi poi non so, in che termini lei vi ha detto! Perch io
avevo un qualcosa, allinterno di me, ma no per averlo ..inc.. precedente, per sapete una piccola
esperienza nella jungla me la sono fatta pure io, allora volevo un momentino vede il modo in cui,
perch vi ho mandato unambasciata con vostra figlia
LD: ..inc.. me ne sono arrivate ..inc..
AP: ..inc.. per essere chiaro e lineare nei vostri confronti esce Peppe DE
STEFANO e ci incontrammo
LD: uscito?!?
AP: era uscito

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


Memoria del Pubblico Ministero relativa al rito abbreviato CONDELLO Demetrio + 17
PROCURA DELLA REPUBBLICA 112
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

LD: ah! Quella volta..


AP: Matteo, tutto a posto, voleva sapere, comera la situazione da un p di tempo
inc.. sto cercando di vedere, di incontrarlo, sto cercando ..inc.. tu come la vedi? (riferisce una
frase dettagli da Peppe DE STEFANO - ndr) Peppe se hai bisogno di me ..inc.. che i rapporti di
famiglia sono sempre gli stessi, anzi io, due anni fa, perch sono vicini a voi a ..inc.. ..tratto
incomprensibile.. a Pasquale CONDELLO ..inc.. un lavoro ..inc.. (pare dica: il lavoro della
discarica) ci sono io non ci sono problemi ..inc.. la ditta e vicino a noi in questo lavoro io non
posso mettere ..inc.. perch io, ero la ditta che il lavoro non e ..inc.. per non avere spiacevoli
equivoci il lavoro andato a finire da voi, che dite che ..inc.. siete con questa ditta ..inc.. altri non
vi scordate che il mio discorso chiuso, dice ma sai che, ci divertiamo facciamo Peppe se tu
mi vuoi offrire un lavoro tu ..inc.. e io per lamore di Dio il lavoro sto cercando, se sono qua, tieni
conto che io impegni non ne ho con nessuno e che per problemi di giustizia se io sento odore di
bruciato dopo un minuto me ne vado, per una cosa che io devo rispondere nei confronti di uomini e
per il peso che mi avete dato, da dove sono, mi metto in condizione e do conto, non intralciando
mai la mia dignit e la dignit di altri uomini sei daccordo? Sono daccordo! Va bene! dopo
qualche mese mi arriva unambasciata di Pasquale CONDELLO personalmente ..inc.. per
..inc..

Quanto ricavabile dalle attivit di intercettazione appena richiamate rende evidente le novit
venutesi a creare nella gestione criminale delle attivit economiche della citt di Reggio Calabria.
Risulta, invero, lavvicinamento di soggetti storicamente contrapposti che porta alla
costituzione di un organismo di coordinamento costituito dai reggenti delle consorterie
riconducibili a CONDELLO Pasquale, a DE STEFANO Giuseppe e a LIBRI Pasquale
(questultimo subentrato nella qualit di capo-locale al fratello Domenico, come accertato
nellambito del procedimento penale n. 75/05 R.G. notizie di reato, denominato TESTAMENTO).
La contiguit criminale tra la famiglia LIBRI e quella CONDELLO emerge dagli elementi
di prova forniti da questultimo procedimento penale, laddove stata accertato che CONDELLO
Pasquale, o soggetti investiti di ruoli qualificati allinterno dellorganizzazione criminale a lui
riconducibile, ha preso parte ad alcune riunioni finalizzate a delineare specifiche attivit criminose.
Conferma dellavvicinamento delle consorterie storicamente contrapposte si ricava, peraltro,
dallulteriore circostanza costituita dalla partecipazione di alcuni soggetti appartenenti allo
schieramento capeggiato dal CONDELLO ai funerali di LIBRI Domenico, morto in data 1 maggio
2006, durante la sua detenzione allinterno del carcere di Napoli.

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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PROCURA DELLA REPUBBLICA 113
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I SOGGETTI PRESENTI AL FUNERALE DI DOMENICO LIBRI.

In data 3 maggio 2006, personale della locale Sezione Anticrimine, nel corso di un servizio
di osservazione predisposto nei confronti di PASSALACQUA Domenico, accertava che lo stesso,
unitamente a CREAZZO Umberto ed allimprenditore VITALE Stefano partecipava ai funerali di
LIBRI Domenico.
(vds. all. nr. 1)

Tutti e tre sono da ritenere inseriti allinterno delle dinamiche criminali relative allarea di
Villa San Giovanni e zone limitrofe, facente capo al pi noto CONDELLO Pasquale, come
risultato dalle indagini esperite nel corso di questo procedimento ed in relazione alle cui risultanze
si rinvia al capitolo successivo della presente richiesta.

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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LALLEANZA TRA LE COSCHE DE STEFANO, CONDELLO E LIBRI.

Ritornando allalleanza venutasi a creare tra le consorterie mafiose DE STEFANO,


CONDELLO e LIBRI, circa la gestione illecita delle attivit criminose nella citt di Reggio
Calabria, va precisato che nel corso delle indagini relative al presente procedimento penale stato
accertato che anche limprenditore BARBIERI Domenico, intraneo al gruppo criminale facente
capo ad IMERTI Antonino cl. 50, ed ai fratelli BUDA, Pasquale e Natale, egemoni nellarea di
Villa San Giovanni, in pi occasioni si rivolto a Pasquale LIBRI.
In particolare, in data 12 gennaio 2007, BARBIERI Domenico unitamente allingegnere
VIGLIANISI Francesco, dirigente capo area del settore urbanistico del comune di Condofuri,
nonch tecnico di fiducia del BARBIERI, dopo aver stabilito a mezzo telefono un incontro tra loro,
avvenuto presso labitazione di questultimo, si portavano in Villa San Giovanni, presso la sede dei
traghetti Caronte, per incontrarsi con BUDA Pasquale;
lo scopo dellincontro va individuato nella opportunit di inviare il BUDA ad Archi,
intendendo con tale affermazione la necessit di stabilire un incontro con gli esponenti della locale
criminalit organizzata, al fine di attuare un intervento nei confronti di SCARPELLI Pasquale,
titolare della societ ESCAR COSTRUZIONI DI SCARPELLI SANTO & C. S.A.S. (con sede legale in
Reggio Calabria, fraz. Villa San Giuseppe, in via dei Monti 69/B), ritenuto lautore di una lettera di
minaccia giunta presso lo studio del VIGLIANISI, nella quale era stata evidenziata lingerenza di
BARBIERI e, quindi, della criminalit organizzata a questultimo collegata, nellaggiudicazione di
alcuni appalti attraverso la fattiva collaborazione del VIGLIANISI.
Dalle conversazioni registrate allinterno del veicolo, oltre ad emergere che il BARBIERI il
giorno successivo si sarebbe recato anche da LIBRI Pasquale, si ricavava non solo la definitiva
conferma del ruolo di assoluta centralit affidato al LIBRI (il quale per la sua vicinanza a Pasquale
CONDELLO ed a Giuseppe DE STEFANO viene definito quello di Archi, nonostante sia notorio
che la cosca LIBRI si radica nella frazione Cannav di Reggio Calabria) ma anche allagire del
BARBIERI per conto delle organizzazioni mafiose in esame, attraverso le quali riteneva di potere
acquisire laggiudicazione di alcuni appalti:

IL COLLOQUIO, AVVENUTO ALLE ORE 18:01,40 DEL 12.01.2007 E REGISTRATO CON


PROGRESSIVO NR. 2660, SI SVOLTO COME DI SEGUITO RIPORTATO, IN FORMA INTEGRALE, TRA LE
PERSONE SOTTO INDICATE:

BARBIERI D.: BARBIERI DOMENICO;


VIGLIANISI F.: VIGLIANISI FRANCESCO

...SALGONO A BORDO DELL'AUTO MIMMO BARBIERI E VIGLIANISI FRANCESCO... SUBITOP


DOPO L'AUTO SI METTE IN MOVIMENTO...
...BARBIERI DOMENICO CONVERSA AL CELLULARE...O M I S S I S...

...ORE 18.03.50 INIZIO TRASCRIZIONE INTEGRALE...

BARBIERI D.: comunque io... domani voglio parlare con PASQUALE LIBRI... ah!!
questo di Archi... perch la cosa partita sempre da la!!..
VIGLIANISI F.: si da la partita!! quale gente compare...
BARBIERI D.: ah?...
VIGLIANISI F.: quale gente compare...
BARBIERI D.: avete ... avete visto come hanno nominato la ESCAR (ditta edile di
Santo Scarpella)...
VIGLIANISI F.: no...
BARBIERI D.: ah!!
VIGLIANISI F.: no...
BARBIERI D.: la ESCAR c' stato un minuto che stata appresso a noi..
VIGLIANISI F.: certo...
BARBIERI D.: avete visto, non stata nominata... quella ha scritto la e ha cantato avete
capito?...

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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VIGLIANISI F.: lui mi ha detto a me... ieri quando c' stato (tratto incomprensibile in
quanto parla a bassa voce)... gi aveva parlato con Ciccio...
BARBIERI D.: si pensano che non lo so io...
VIGLIANISI F.: aveva parlato con me, aveva parlato con voi... incomp...
BARBIERI D.: si aveva parlato con loro...
VIGLIANISI F.: con loro...
BARBIERI D.: e lui ha detto che lo hanno messo fuori ditta...
VIGLIANISI F.: si per mettergli...incomp...
BARBIERI D.: eh!!
VIGLIANISI F.: e io come il fesso...incomp.. giustamente voi... comparso la un paio di
mattine... incomp... io giustamente se potevo....
BARBIERI D.: no, io gliel'ho detto la prima volta sola e poi basta... poi lui prende e
parte per i fatti suoi, avete visto la quando era per BOnvILE per coso la...
VIGLIANISI F.: e poi si stato zitto...
BARBIERI D.: si, poi ha preso e si stato zitto... avete capito?... se non eravate voi a
dirgli che lo avete saputo ieri, e l'ho saputo il giorno prima della befana io...
VIGLIANISI F.: io non sapevo niente, quando mi avete chiamato voi sono rimasto pure
io, ho detto io: non che pensa che io sapevo qualche cosa... invece io...
BARBIERI D.: no... poi ripeto non lo sapevate voi...
VIGLIANISI F.: ora si deve spaventare uno!?! che deve fare!?!...
BARBIERI D.: no!! ora sto andando a trovare a PASQUALE BUDA, se lo trovo gli dico
che deve andare a Archi, potevo andare pure io perch...incomp...
VIGLIANISI F.: ...incomp...
BARBIERI D.: ah?...
VIGLIANISI F.: ma io mi sono rotto i coglioni... incomp...
BARBIERI D.: no!! dovete dire che, meno male che l'avete presa pure voi...
VIGLIANISI F.: meno male... se l'aveva presa una di quelli la, veramente gli prendeva un
collasso...incomp...
BARBIERI D.: specialmente quella la.. la cosa la, la BELLANTONE...
VIGLIANISI F.: quella moriva secca...
BARBIERI D.: ...(ride)...minchia quella...
VIGLIANISI F.: no, ma quella forse la prendeva pure... no ma io quando sono arrivato,
sono venuto prima per aggiustare una, per aggiustare... due carte... c'era un cd che c'era materiale...
di una di questi qua, di Lazzaro di quelle parti la... per vedere se la conoscevo...incomp... quando
sono arrivato la, ho visto la busta gialla, ho detto: ahi, ahi, un'altra.... appena l'ho vista gialla...
...incomp...
BARBIERI D.: a me pure mi hanno dato una cassetta che l'hanno girata a Villa,
Bagnara... ma non si vedeva un cazzo completamente...
VIGLIANISI F.: ...incomp...
BARBIERI D.: il maschio aveva messa la mascherina...
VIGLIANISI F.: no, no qua mascherina niente...
BARBIERI D.: va be... ma non roba di qua...
VIGLIANISI F.: io detto io: va bene vado a vedere mi sistemavo due carte.... me lo
vedo... ma quando l'ho guardato mi pensavo sapete che cosa, i depliant della finanziaria M3, no M3
quelli che hanno quelle cose... poi ho visto bene... un'altra "papella" di questi che ...incomp...
BARBIERI D.: a me mi ha nominato no?...
VIGLIANISI F.: a tutti ha nominato...
BARBIERI D.: pure a me? pure a mio fratello?...
VIGLIANISI F.: no, a voi e vostro fratello...
BARBIERI D.: ...incomp...
VIGLIANISI F.: si, sempre della stessa uguale...
BARBIERI D.: si...
VIGLIANISI F.: per dire, guarda... ci hai rotto i coglioni.... ci avete rotto i coglioni...
questo il discorso..
BARBIERI D.: si...

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VIGLIANISI F.: siccome giustamente l'unico che pu... giustamente lui va a chiamare a
quello e sa cosa gli deve dire che capisce...lui era qua anche per il discorso della...incomp... voi dite
che non c'entra niente?...
BARBIERI D.: ma non valeva la pena, l'importi sono questi, non che.... sono importi
rilevanti...
VIGLIANISI F.: no ma io ho pensato: se volevi fare qualche cosa non mandavi neanche la
lettera...
BARBIERI D.: no, potete stare tranquillo e sicuro questi non ... voi pensate... quando
attaccano una persona non fanno niente... il peggio quando non lo chiamano... a me non mi hanno
chiamato!!... gli ho detto io ma.... una cosa buona quando ti chiamano, se no vengono a prenderti
a casa...
VIGLIANISI F.: non ho capito?...
BARBIERI D.: quando a me mi hanno chiamato i Carabinieri io mi ero preoccupato
no?...
VIGLIANISI F.: eh!!
BARBIERI D.: e sono andato dall'avvocato e cos cos e cos, mi ha detto Mimmo vai
tranquillo perch se c'era qualcosa di importante non venivano a chiamarti, venivano e ti
prendevano... lo stesso qua... ...incomp... non l'ho interpellate nemmeno...
VIGLIANISI F.: no, non parla con nessuno...
BARBIERI D.: ....niente... neanche le gare che andiamo a fare Filippo mettetelo sempre
sulla, a fatto compiuto, che non sappia nemmeno come... (pausa)... quanto venuto questo
magazzino grosso... e coso?... "gna gna"...
VIGLIANISI F.: ieri mi ha chiamato... oggi era .... ha chiamato a mia, ha chiamato
quell'altra.... quella la convinta che ha a un'altra... che fa la gelosa pure questa...

...O M I S S I S...

BARBIERI D.: e quella come era compare?...


VIGLIANISI F.: io non sapevo niente di questo discorso tra di loro, a me venuta quella e
mi ha detto che era quello, chi era quello, chi era quell'altro, ...incomp... delibera...
BARBIERI D.: a quella di Melito?...
VIGLIANISI F.: si...
BARBIERI D.: non ce ne sono pi delibere in questi comuni piccoli ingegnere, sono
finite... l'unico comune che libera la gara oggi come oggi Scilla, arrivano lettere ononime tutti i
giorni, tutti i giorni...
VIGLIANISI F.: ...incomp...
BARBIERI D.: gli ho detto io: compare, l'ingegnere per adesso ha problemi con la
famiglia e in settimana se ne parla... andato otto giorni, se ne andato per sopra, quando
arrivato qua dice mamma...incomp... rispetto a tutti, per ognuno si guarda i suoi cazzi,
VIGLIANISI F.: a non lo sapete?...
BARBIERI D.: l'altro fratello mi chiama l'altro ieri, che successo, urgente, urgente,
scappa, cose... che successo gli ho detto io?... dice mi deve dare trecento euro Croce Valanidi se
possiamo andare, che vado per trecento euro io, che vado a "sconsare" le persone a Valanidi... non
c' compare PASQUALE...

... A QUESTO PUNTO SI FERMA L'AUTO E SCENDE BARBIERI DOMENICO, DA


ACCERTAMENTI AL GPS L'AUTOVETTURA RISULTA ESSERSI FERMATA A VILLA
SAN GIOVANNI NEI PRESSI DELL'IMBARCADERO CARONTE...
FINE TRASCRIZIONE...

I due soggetti (BARBIERI Domenico e VIGLIANISI Francesco), dopo aver ottenuto


linteressamento da parte di BUDA Pasquale, che nella stessa serata si sarebbe dovuto recare ad
Archi per incontrasi con gli esponenti della locale criminalit organizzata, facevano rientro a
Catona di Reggio Calabria; anche in questa occasione commentavano i fatti in esame, affermando
che:

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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IL COLLOQUIO, AVVENUTO ALLE ORE 18:36,45 DEL 12.01.2007 E REGISTRATO CON


PROGRESSIVO NR. 2664, SI SVOLTO COME DI SEGUITO RIPORTATO, IN FORMA INTEGRALE, TRA LE
PERSONE SOTTO INDICATE:

BARBIERI D.: BARBIERI DOMENICO;


VIGLIANISI F.: VIGLIANISI FRANCESCO.

...DA ACCERTAMENTE GPS L'AUTO RISULTA ESSERE FERMA NEI PRESSI DELL'IMBARCADERO
CARONTE DI VILLA SAN G IOVANNI... SALE A BORDO DELL'AUTO MIMMO BARBIERI, VIGLIANISI
FRANCESCO CHE SI TROVA GI A BORDO CONVERSA AL CELLULARE MA APPENA SALE MIMMO
CHIUDE LA CONVERSAZIONE...O M I S S I S...

BARBIERI D.: potevate parlare...


VIGLIANISI F.: ah?...
BARBIERI D.: potevate parlare...
VIGLIANISI F.: no, mia moglie era che mi diceva di prendergli una coca cola che viene
questa sera mio cognato a mangiare... io ho capito che un problema di ...incomp... io ve l'ho detto
qual' il problema, il problema Filippo ...incomp... sapete quale ?... se noi decidiamo di fare una
gara, perch io, non perch se andava Filippo....se io... se andava Filippo da STRATI e gli diceva,
vedi che dobbiamo fare questa gara qua, STRATI gli buttava una "puntata nel culo"....
BARBIERI D.: si... gli diceva vattene fuori...
VIGLIANISI F.: vattene per fuori... per mi ha detto, per te?... fai quello che vuoi...
BARBIERI D.: eh...
VIGLIANISI F.: e quello...
BARBIERI D.: quando gli ho telefonato io mi ha detto... per ingegnere...
VIGLIANISI F.: eh?...
BARBIERI D.: quando l'ho chiamato io per quel problema del bitume di Scilla si
messo subito a disposizione... mi ha detto: ha parlato gi l'ingegnere, gli ho detto io, vi lascio un
acconto, mi ha detto, non lo dite nemmeno mi ha detto...
VIGLIANISI F.: vi sto dicendo io che ho un rapporto...
BARBIERI D.: questi, i "comparuzzi sono"...
VIGLIANISI F.: ah?...
BARBIERI D.: questi i "cumparuzzi sono"...
VIGLIANISI F.: e loro sono... ...incomp...
BARBIERI D.: no di Melito, di Reggio va...non di Melito...
VIGLIANISI F.: eh!?!...
BARBIERI D.: la fatta avete capito?...
VIGLIANISI F.: ...incomp... ancora questo continua a fare, fa gare... poi ha
visto...incomp....
BARBIERI D.: compare PASQUALE!!... subito partito...
VIGLIANISI F.: ah??...
BARBIERI D.: ora va a Fiumara di Muro, porta a sua moglie e parte, prende a
quell'altro...
VIGLIANISI F.: la dentro...
BARBIERI D.: ...(ride)... e vanno girando...
VIGLIANISI F.: ...incomp... non gli ho detto mai no a nessuno, chi venuto da me...
BARBIERI D.: niente... la lui deve tenere a distanza a mio cugino perch parla assai...
dice...
VIGLIANISI F.: ma chi lo ha mandato...
BARBIERI D.: se la porta meglio GIOVANNI perch non parla... ma questo non cambia
mai, il vizio sempre quello poi, poi il vizio sempre quello vedete l... sta parlando di qua e di
la...
VIGLIANISI F.: a me, vi dico la verit, prima ancora che mi domandaste voi me lo
avevano detto, mi hanno detto, vedi che quello la ti porta problemi, ma onestamente noi, compare
Mimmo...
BARBIERI D.: eh!! quando ho capito che arrivato il problema, gli ho detto "ingegnere"
ora basta!! perch io a voi vi rispetto come rispetto a mio fratello non che che vi devo fare...

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VIGLIANISI F.: ma secondo voi io mi mettevo con una persona come a quella se non
eravate venuto voi, che me ne fotteva a me...
BARBIERI D.: ciao compare, ciao...(saluta persona all'esterno n.d.r.)...
VIGLIANISI F.: la fame gli facevo, che me ne usciva a me niente... solo problemi
potevano uscire...
BARBIERI D.: e sono usciti...
VIGLIANISI F.: e sono usciti infatti si sono visti i risultati...
BARBIERI D.: la prossima volta che viene... dobbiamo mettere il venti, sta bene questo
numero va bene...
VIGLIANISI F.: ma da quella volta lui non comparso pi, lui quando vi siete mosso voi,
lui si saziato...
BARBIERI D.: si...
VIGLIANISI F.: non ha chiamato pi, non ha detto ne a ne... prima non dico assai ma
veniva ogni tre giorni... bussando, cerca lavoro ogni due mesi.... compare Mimmo mi ha detto di
aiutarlo...
BARBIERI D.: ora quando venuto il Natale gli ho detto io: SANTO!! con il pensiero
alle signorina, la all'ingegnere, insomma quello ha uno studio devi avere il pensiero... mi ha detto:
si!, si! giusto, giusto...
VIGLIANISI F.: si il pensiero... quello , il messaggio mi ha mandato tanti auguri delle
felicitazioni, non mi interessava niente...incomp... quanto vado a comprare la coca cola...
...O M I S S I S... IL DISCORSO VERTE SU ARGOMENTI INERENTI A DONNE E GENERICO, ALLE ORE
18.45, SI FERMA L'AUTOVETTURA E SCENDONO DALLA STESSA CHIUDENDOLA REGOLARMENTE....
FINE TRASCRIZIONE...

Le risultanze di indagine appena riportate, che saranno riprese anche ad altri fini nelle
pagine successive, sono risultate estremamente significative in relazione alla ricostruzione della
figura criminale di LIBRI Pasquale da ritenere, sulla base del contenuto delle conversazioni innanzi
riportate, il soggetto a cui fare riferimento nel momento in cui si fossero verificate situazioni di
fibrillazione legate alle attivit delittuose poste in essere anche dagli aderenti alla cosca IMERTI.
Emerge, quindi, il perdurare dell assetto criminale operante nella citt di Reggio Calabria,
descritto da FIUME Antonino e che trova, nel corso degli anni, conferma nelle risultanze di
indagine fin qui richiamate a cominciare dalla pi volte citata conversazione intercettata il 23
febbraio 2002, tra LIBRI Pasquale e ALAMPI Matteo.

LE RECENTI RISULTANZE DI INDAGINE.

Nel corso delle indagini preliminari svolte nel presente procedimento, ed in particolare nel
contesto investigativo avente ad oggetto BUDA Pasquale, in data 6 febbraio 2007 si ascoltava la
seguente conversazione tra il predetto BUDA e PASSALACQUA Domenico (in seguito richiamata
per esteso): ma a Villa non c' in nessun posto... guarda io con l'esperienza che ho fatto,
diciamo, penso che... non ti puoi fidare di nessuno, non puoi, dice ma loro, niente non c' niente, se
non proprio, tu personalmente... non puoi contare di nessuno... io mi vedevo tante cose, poi alla
fine sono stato deluso in un modo tale che e posso pensare che tu sette mila euro, cinque mila
euro, per dieci mila euro mi fai il coso... non lo posso mai pensare e nemmeno per cento mila euro,
se siamo nella stessa barca... oggi ci sono i guai ci prendiamo i guai, domani ci sono altre cose ci
prendiamo altre cose, invece qua il discorso in un altro modo, oggi ci sono i guai ce li prendiamo
tutti, domani ci sono "usufrutto" lo prendiamo pochi... mentre eravamo l sotto ieri con DIEGO...
onestamente mi dispiaceva pu re, mi ha raccontato certe cose qua ci sono... famiglie distrutte...
famiglie distrutte qua... dice: mio cugino incomp gli ho detto: compare DIEGO io quello che
posso fare dice: fino a dove sono potuto arrivare sono arrivato... poi dice: no, lo so, lo so... dice:
stiamo aspettando a MICO ALVARO che esce, quando esce MICO ALVARO prendiamo le nostre
precauzioni... dice: perch quando abbiamo preso limpegno cera MICO ALVARO, siccome
questo impegno non stato mantenuto prima che facciamo un passo una volta che ci dicono
che non vogliono sapere niente o che poi facciamo quello che dobbiamo fare... la parte di
incomp... di qua... diciamo la parte di qua prende Pasquale (CONDELLO n.d.r.) ... dalla parte

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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di la se l' presa PASQUALE LIBRI, per PASQUALE LIBRI, incomp... i ROSMINI... dice:
era venuto PASQUALE LIBRI... PASQUALE LIBRI gli ha detto: compare la divisione con uno
!!... e no con cinque!!!... noi quasi il settanta per cento dice: glielo abbiamo dato a compare
PASQUALE... (percentuale che, come si visto, viene a sua volta suddivisa in parti eguali tra
Pasquale CONDELLO e Giuseppe DE STEFANO n.d.r.) poi ...(tratto incomp.)... ed giusto!!...
ha detto: ...non una lira!!... con il metano... finita... vi incontrate chiarite le cose... ...(tratto
incomp.)... che poi a TOTO' lo hanno preso... quando hanno preso a TOTO u boi rimasto
DIEGO solo... c'era GIOVANNI, ora a GIOVANNI lo hanno arrestato pure... e allora, quando era
latitante quello che aveva l'ergastolo addosso e che poi gli spuntava... che partiva in prima
persona a tutti quanti... poi sono caduti in disgrazia... li ha tagliati completamente ora si sono
combinati che tra loro non vanno nemmeno daccordo... i ROSMINI non vanno daccordo
nemmeno... c' chi ha i soldi e chi muore di fame... la moglie di DIEGO u bumbularu, con
DIEGO nemmeno... si combinata di andare a lavorare in una lavanderia per settecento euro al
mese...incomp... e DIEGO, DIEGO bravo, bravo, bravo... DIEGO ha l'ergastolo... NATALE ha
l'ergastolo, coso ha l'ergastolo, quell'altro DEMETRIO ha l'ergastolo... TOTO' ha l'ergastolo,
GIOVANNI ha diciotto anni, non che dici uno solo....-
Quelle appena riportate sono le affermazioni di BUDA Pasquale, esponente di rilievo della
criminalit organizzata reggina, che, nel rappresentare ad altro soggetto inserito nel medesimo
ambito criminale, evidenzia i ruoli di vertice assunti nel settore delle estorsioni tanto da
CONDELLO Pasquale che da LIBRI Pasquale, allindomani della pax mafiosa tra lo schieramento
CONDELLO IMERTI FONTANA e quello DE STEFANO TEGANO LIBRI, pace
voluta tra gli altri da ALVARO Domenico, allepoca dei fatti detenuto presso il carcere di Lecce.
In particolare, si commentava il contenuto di un incontro, avvenuto tra BUDA Pasquale e
ROSMINI Diego, alias u bumbularu, in cui questultimo rappresentava al BUDA la particolare
situazione criminale che veniva registrata nella citt di Reggio Calabria, ove le attivit estorsive
erano gestite, in via quasi esclusiva, da LIBRI Pasquale e CONDELLO Pasquale. Impegni e vincoli
che si scontravano con gli accordi scaturiti a seguito della pax mafiosa, a cui si giungeva anche
grazie allopera di mediazione posta in essere da ALVARO Domenico, figura criminale che aveva
avuto un ruolo determinante nella realizzazione della stabilit criminale dellarea e, di
conseguenza, nellequa divisione delle attivit illecite.
Va sottolineato che ROSMINI Diego, esponente di spicco dellomonima famiglia mafiosa
che nel corso della guerra di mafia aveva aderito allo schieramento capeggiato da CONDELLO
Pasquale, rappresentava la necessit, prima di prendere qualsiasi decisione, di attendere la
scarcerazione di ALVARO Domenico, al fine di trattare e, quindi, analizzare il nuovo assetto
criminale della citt di Reggio Calabria, poich le decisioni assunte da questultimo non erano state
pi osservate stiamo aspettando a MICO ALVARO che esce, quando esce MICO ALVARO
prendiamo le nostre precauzioni... dice: perch quando abbiamo preso limpegno cera MICO
ALVARO, siccome questo impegno non stato mantenuto prima che facciamo un passo una
volta che ci dicono che non vogliono sapere niente o che poi facciamo quello che dobbiamo
fare... .
Le affermazioni del ROSMINI, evidenziatesi in maniera palese attraverso il discorso di
BUDA Pasquale, facevano percepire la esistenza di un forte contrasto instauratosi tra la di lui
famiglia e quella di LIBRI Pasquale, subentrato nella totale reggenza dellomonima organizzazione
mafiosa dopo la morte del fratello LIBRI Domenico, avvenuta nel maggio 2006.
La prosecuzione del dialogo forniva ulteriori e concreti elementi probatori in ordine alla
figura di LIBRI Domenico e CONDELLO Pasquale, atteso che questultimo sulla base di una
divisione territoriale della citt percepiva il 70% (settanta per cento) sullammontare delle
estorsioni praticate nei confronti delle ditte impegnate nella realizzazione di opere pubbliche,
mentre la restante somma veniva incassata dal LIBRI.
In merito, BUDA Pasquale, nel rappresentare allinterlocutore quanto riferitogli da
ROSMINI Diego, asseriva: .la parte di incomp... di qua... diciamo la parte di qua prende
Pasquale... dalla parte di la se l' presa PASQUALE LIBRI, per PASQUALE LIBRI, incomp... i
ROSMINI... dice: era venuto PASQUALE LIBRI... PASQUALE LIBRI gli ha detto: compare la
divisione con uno !!... e no con cinque!!!... noi quasi il settanta per cento dice: glielo abbiamo
dato a compare PASQUALE... ...(tratto incomp.)... ed giusto!!... ha detto: ...non una lira!!... con
il metano... finita... vi incontrate chiarite le cose... ...(tratto incomp.)...

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Memoria del Pubblico Ministero relativa al rito abbreviato CONDELLO Demetrio + 17
PROCURA DELLA REPUBBLICA 120
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

Le affermazioni appaiono di tenore inequivocabile, visto che BUDA Pasquale, nel riferire in
ordine ad un incontro avvenuto tra ROSMINI Diego e LIBRI Pasquale, riportava quanto affermato
da questultimo circa la divisione dei proventi estorsivi, nello specifico relativi ai lavori di
metanizzazione della citt di Reggio Calabria, suddivisi secondo le percentuali innanzi indicate tra
lui e compare Pasquale, questultimo identificato nel citato CONDELLO.
Le cointeressenze criminali appena indicate sono state, peraltro, gi accertate nellambito di
altri procedimenti penali di cui si gi detto.
Dal complesso generale della conversazione emergeva, tra laltro, che ROSMINI Diego
nutriva particolare avversione nei confronti del LIBRI e, quindi indirettamente, anche nei confronti
del CONDELLO, atteso che lo stesso, oltre a non percepire alcun provento estorsivo da parte di
questultimo, tenuto conto che la moglie era stata costretta a lavorare in una lavanderia, era stato
costretto a provvedere direttamente al mantenimento di tutti i familiari in carcere, condannati a
pene severe: . che poi a TOTO' lo hanno preso... quando hanno preso a TOTO u boi
rimasto DIEGO solo... c'era GIOVANNI, ora a GIOVANNI lo hanno arrestato pure... e allora,
quando era latitante quello che aveva l'ergastolo addosso e che poi gli spuntava... che partiva in
prima persona a tutti quanti... poi sono caduti in disgrazia... li ha tagliati completamente ora si
sono combinati che tra loro non vanno nemmeno daccordo... i ROSMINI non vanno daccordo
nemmeno... c' chi ha i soldi e chi muore di fame... la moglie di DIEGO u bumbularu, con
DIEGO nemmeno... si combinata di andare a lavorare in una lavanderia per settecento euro al
mese...incomp... e DIEGO, DIEGO bravo, bravo, bravo... DIEGO ha l'ergastolo... NATALE ha
l'ergastolo, coso ha l'ergastolo, quell'altro DEMETRIO ha l'ergastolo... TOTO' ha l'ergastolo,
GIOVANNI ha diciotto anni, non che dici uno solo... (tutti esponenti di vertice della cosca
ROSMINI, n.d.r.).
Che i riferimenti effettuati siano reali, tanto da rendere storicamente certo il quadro di
riferimento in cui emergono anche le tensioni tra le cosche cittadine e la gerarchizzazione imposta
alle stesse, appare opportuno segnalare che lestorsione effettuata dal gruppo capeggiato da LIBRI
Pasquale e CONDELLO Pasquale (ed al cui vertice si pone per le ragioni gi esposte anche
Giuseppe DE STEFANO), in pregiudizio della societ impegnata nella metanizzazione del comune
di Reggio Calabria, trova conferma negli esiti degli accertamenti svolti presso il citato ente:
emerso, invero, che in data 14 dicembre 1991, lAmministrazione Comunale di questo centro ha
stipulato una convenzione di affidamento in concessione del servizio di distribuzione del gas
metano nel territorio comunale, con lassociazione temporanea dimpresa, realizzata tra il
Consorzio Italimpianti Metanizzazione (impresa capogruppo) e la Soc. [Link]., con cui
venivano trasferiti tutti i relativi adempimenti (progettazione, realizzazione e gestione del servizio);
il consorzio dimpresa, successivamente, ha assunto la denominazione sociale in Gas natural
distribuzione Italia con sede in Acquaviva delle Fonti (BA), via Puglia zona Industriale.

Le affermazioni del BUDA, oltre a fornire un evidente dato probatorio circa le


responsabilit penali a carico dei diversi protagonisti della vicenda in ordine al quale si forniranno
in seguito rilevanti elementi di riscontro, sono da considerare la conferma, alla data del 06 febbraio
2007, delle nuove alleanze criminali presenti nella citt di Reggio Calabria, nelle quali si registra
un evidente avvicinamento tra DE STEFANO Giuseppe, CONDELLO Pasquale e LIBRI Pasquale,
quali soggetti di vertice di articolazioni territoriali un tempo contrapposte.

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 121
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

IL RUOLO DI PASQUALE LIBRI.

I corposi elementi di prova sin qui descritti, acquisiti attraverso lunghe ed approfondite
investigazioni, consentono di tratteggiare anche la figura del soggetto che svolge il ruolo di garante
dellosservanza delle regole poste a fondamento del pactum sceleris tra i principali protagonisti
della vita criminale cittadina.
Pasquale LIBRI, invero, il referente mafioso a cui si rivolgono tutti coloro i quali.,
consapevoli delle nuove gerarchie e degli innovativi assetti, hanno la necessit di confrontarsi con
quel tipo di strutturazione mafiosa.
Ci appare il frutto di una considerazione preliminare che rischia di essere relegata in un
ruolo marginale che non deve avere: il LIBRI, infatti, nel corso delle investigazioni oggetto del
presente procedimento soggetto libero (nei suoi confronti verr eseguita lordinanza relativa alla
Operazione Testamento emessa in data 13 luglio 2007), contrariamente ai ricercatissimi latitanti
Giuseppe DE STEFANO e Pasquale CONDELLO.
La libert di movimento del LIBRI non dato di scarso rilievo ed assume valenza decisiva
ove ci si soffermi sui continui riferimenti che nel corso delle indagini si compiono al predetto al
fine di risolvere contrasti o pericolose incomprensioni in tema di ripartizione dei proventi delle
attivit estorsive legate prevalentemente agli appalti di lavori pubblici e privati.
Le numerose conversazioni riportate nella corposa informativa del Raggruppamento
Operativo Speciale dei Carabinieri di Reggio Calabria dimostrano la necessit di tale continuo
contatto.
Significativi appaiono i passaggi in cui lo stesso BARBIERI si rivolge al BUDA, esponente
criminale di Fiumara di Muro, per conoscere la percentuale da praticare per la partecipazione ad
una gara di appalto, espressioni di sicura significativit al fine di saggiare lappartenenza
dellimprenditore allassociazione criminale in esame.
Lesito delle indagini, come ampiamente riportate in seguito, ha permesso di accertare la
sicura adesione del BARBIERI al gruppo criminale BUDA IMERTI, in una sorta di rapporto
simbiotico basato su una completa reciprocit dinteressi.
Significativa, a tal fine, risultata unaffermazione fatta dallo stesso BARBIERI che, nel
commentare con un interlocutore il proprio ruolo di personaggio organicamente inserito in tali
contesti criminali, riferiva di un incontro avuto con un segretario comunale alla presenza di BUDA
Pasquale e IMERTI Antonino cl.50, i quali avevano affermato, al fine di sbloccare una pratica di
pagamento a favore dellimprenditore: . ..vedi che Mimmo un amico nostro... un amico
lui... un amico nostro...".
Era sempre il BARBIERI a rivolgersi a BUDA Pasquale allorquando veniva a conoscenza,
tramite un tecnico, circa la presenza di un esposto attestante le dinamiche illecite relative alle
assegnazioni degli appalti, in cui risultava coinvolto, fra gli altri, anche lo stesso BARBIERI.
rilevante segnalare, ai nostri fini, che sempre nella stessa circostanza il BARBIERI
rappresentava al tecnico comunale la necessit di recarsi lindomani da LIBRI Pasquale per
rappresentare circostanze di interesse, visto il ruolo a questultimo riconosciuto di collettore di tutte
le attivit imprenditoriali operanti in Reggio Calabria comunque io... domani voglio parlare
con PASQUALE LIBRI... ah!! questo di Archi... perch la cosa partita sempre da la!!..

In ulteriori occasioni, sono sempre le conversazioni del BARBIERI che consentono di


inquadrare leffettivo ruolo del LIBRI nel panorama mafioso reggino.
Si pensi ai dialoghi tra VIGLIANISI Francesco ed il BARBIERI a bordo dellautovettura in
uso a questultimo, sottoposta a intercettazione, allorquando si erano intenti a recarsi a Villa San
Giovanni per incontrare BUDA Pasquale, in quel momento, di turno presso la societ Caronte di
Villa San Giovanni.
Durante il viaggio, i due facevano riferimento alla problematica, a loro gi nota, legata alla
ricezione di un scritto anonimo in cui si faceva riferimento alla gestione delle gare di appalto
interessanti la citt di Reggio Calabria.
Anche in tale circostanze, i due interlocutori avevano deciso di fare visita a BUDA
Pasquale, affinch questultimo si recasse ad Archi, intendendo con tale affermazione la
necessit di stabilire un incontro con gli esponenti della locale criminalit organizzata al fine di
attuare un intervento nei confronti di SCARPELLA Pasquale, nato a Melito Porto Salvo (RC) il
07.11.1963, titolare della societ ESCAR COSTRUZIONI DI SCARPELLI SANTO & C.

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 122
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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

S.A.S., con sede legale in Reggio Calabria fraz. Villa San Giuseppe via Dei Monti 69/B, ritenuto
lautore di tale esposto in cui, verosimilmente, era stata evidenziata lingerenza del BARBIERI e ,
quindi, della criminalit organizzata a lui collegata nellaggiudicazione degli appalti, mediante un
fattivo contributo attuato dal VIGLIANISI e da altre persone non meglio specificate.
Anche in tale occasione emergeva la necessit, in capo al BARBIERI, di riferire il tutto a
LIBRI Pasquale che, alla luce dei dati acquisti nel corso della presente attivit oltre a quelli
provenienti da pregresse attivit investigative, era unanimemente ritenuto il responsabile criminale
in materia di spartizione degli appalti pubblici dellarea di Reggio Calabria.
Emerge dalle conversazioni appena riportate la centralit del ruolo ricoperto da LIBRI
Pasquale nellambito del controllo delle vicende criminali di maggior spessore, tra cui gli appalti
pubblici nel comune di Reggio Calabria;
centralit confermata anche da unaltra serie di conversazioni intercettate allinterno
dellautovettura di BARBIERI Domenico, in data 7 giugno 2007, ed intercorse tra questultimo e
MARCIANO Salvatore Francesco, gi titolare dellomonima impresa individuale, operante nel
settore edilizio, cessata il 9 ottobre 1985.
In particolare, nella mattinata del 7 giugno 2007, sullutenza 337-948646 di BARBIERI
Domenico, alle ore 09.31, (quindi circa 45 minuti prima della precedente conversazione tra presenti,
di seguito indicata) veniva censurata una conversazione, avente progr. 27019, intercorsa tra il
medesimo ed un soggetto a nome Ciccio, questultimo utilizzatore dellutenza avente nr. 349-
3431739 intestata a MARCIANO Santo, in precedenza generalizzato.
I due interlocutori si davano appuntamento, alle successive ore 10.00, nei pressi del cimitero
di Condera di Reggio Calabria: in effetti, alle ore 10:15, il dispositivo satellitare installato
sullautovettura di BARBIERI Domenico rilevava la presenza dellautovettura nella zona ove ricade
il predetto cimitero.
Si precisa, inoltre, che la sera precedente (il 6 giugno 2007), era stata censurata una
conversazione telefonica, sempre sullutenza 337/948646 del BARBIERI (progr. 26982), nel corso
della quale MARCIANO Santo, utilizzando lutenza nr. 347-1417233 intestata a [Link]. di
MARCIANO Santo, aveva comunicato al BARBIERI che lindomani allappuntamento si sarebbe
recato il padre.
Lascolto dei suddetti dialoghi consentiva di confermare in maniera chiara ed inequivocabile
quale fosse il ruolo riconosciuto a LIBRI Pasquale nel settore delle estorsioni e, comunque, nella
gestione degl appalti pubblici e privati, di lavori in particolare, nellarea di Reggio Calabria.
Nel corso delle prime due conversazioni, registrate rispettivamente alle ore 10.15 ed alle ore
10.23 del 7 giugno 2007, i due interlocutori dialogavano in relazione al ruolo avuto da LIBRI
Domenico al quale, per ogni lavoro che le ditte eseguivano, veniva elargita una somma pari al 5%,
dellimporto complessivo dellammontare dellopera.
Nella circostanza, si apprendeva che Pasquale LIBRI, per un lavoro privato eseguito dal
MARCIANO Francesco Salvatore unitamente al figlio Santo, aveva richiesto, invece, un importo
maggiorato, ritenendo il guadagno dellimprenditore superiore a quello che normalmente riusciva
ad intascare con i lavori pubblici.
Lidentificazione del LIBRI, quale soggetto che gestiva tale attivit predatoria, stata
possibile sia attraverso le affermazioni fatte, allinizio della conversazione, dal MARCIANO, il
quale nel rivolgersi allinterlocutore riferiva: Ora si diverte compare PASQUALE qua nel
discorso, sia dalle successive affermazioni fatte nei dagli stessi nei dialoghi successivi: CICCIO:
se salite l sopra perch vuole parlare con voi" ... io ho capito quello che vuole ... gli ho detto: devi
dire a compare Pasquale che io ancora il lavoro non l'ho finito, quando finisco il lavoro mi faccio
sentire io, e non sono salito... quando ho fatto questo a Sant'Anna, passava quello che hanno
ammazzato; BARBIERI D: ah... Salvatore!, ed in seguito: BARBIERI D.: non sappiamo,
hai visto a Salvatore... a Tuscano che faceva tutto il "coso piedi-piedi ; CICCIO: ...incomp...
vedi che non la prima botta che gli stanno buttando dalla parte loro.
Di assoluto spessore il riferimento a TUSCANO Salvatore, quale soggetto indicato dai due
interlocutori nel corso del dialogo: i predetto si identifica, infatti, nellomonimo autista e uomo di
fiducia di LIBRI Pasquale, ucciso in questo centro in data 9 maggio 2007.
Gli ulteriori riferimenti ad altri soggetti, tutti appartenenti alla cosca LIBRI ( Riccardo era
"tinto" per era "storto... storto" e "tinto" non so se uscito, allora lo hanno arrestato quando
scoppiato il bordello della spazzatura.,), non lascia alcun dubbio sullidentificazione di LIBRI
Pasquale: la persona a nome Riccardo, colpita da ordinanza applicativa di misura cautelare

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 123
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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

personale nel corso del procedimento penale n. 1669/01 [Link] di reato/mod.21DDA


(Operazione Rifiuti s.p.a.), da individuare infatti con ARTUSO Antonio Riccardo, a sua volta
autista e uomo di fiducia di LIBRI Pasquale.
(vds. [Link] nr. 69 e 70)

Nel corso della conversazione (prog. 9382) si accertava, peraltro, che il BARBIERI aveva
conosciuto LIBRI Pasquale attraverso CREAZZO Umberto Francesco, noto esponente dellarea di
Melia di Scilla:

BARBIERI D.: (parla al cellulare) ... ... a me lo ha presentato compare Ciccio Creazzo...
CICCIO: no, allora "Riccaddeddru" ...
BARBIERI D.: lui: " compare Pasquale vedete che mio compare"
CICCIO: eh?
BARBIERI D.: quando io l'ho conosciuto mi ha presentato compare Ciccio Creazzo di
Melia ... gli ha detto: vi ho detto che mio compare, compare Pasquale, compare Mimmo una
persona OK, poi... gli ha detto ha problemi perch sapete loro devono lavorare e hanno solo
problemi, gli ha detto ... ... non chi... gi ho fatto tutto il lavoro qua a Reggio ti posso dire nessuno
venuto a dire niente completamente, poi gli ho mandato un pensiero ... ... ma quello era "storto"
Riccardo era "storto"

(vds. all. 70, gi menzionato)

Circa i rapporti tra il CREAZZO e la famiglia LIBRI, si rinvia al capitolo successivo avente
ad oggetto le cosche operanti nellaria settentrionale della citt.
Si precisa, inoltre, che il CREAZZO per risolvere una situazione attinente gli equilibri
mafiosi dellarea di Melia di Scilla e San Roberto, aveva incontrato anche CONDELLO Pasquale:
trattasi, quindi, di un personaggio di indubbio spessore criminale, come si avr modo di
evidenziare in seguito.

Circa il ruolo riconosciuto a Pasquale LIBRI, occorre aggiungere che anche nel corso di
ulteriori dialoghi si aveva modo di constatare la particolare collocazione del predetto.
Tra il BARBIERI Domenico ed il BUDA Pasquale insistevano anche rapporti di lavoro in
considerazione che questultimo, in qualche occasione aveva chiesto allinterlocutore landamento
di alcuni attivit: il BARBIERI aveva riferito di non aver fatto ancora niente, specificando che
senza lappoggio del suo interlocutore non avrebbe preso alcuna iniziativa : no, non ho fatto
niente... e non faccio niente... compare!! Senza di voi non faccio niente .
La prosecuzione della conversazione consentiva per di comprendere che gli stessi
dovevano consegnare una somma di danaro ad un soggetto, a nome Pasquale, che dal complesso
generale delle indagini risultato essere proprio LIBRI Pasquale: BUDA P.:no a "PASQUALE
glieli dobbiamo mandare"- BARBIERI D.: glieli mandiamo compare che non... - BUDA P.:
quando stato per l'altra volta, quando stato il fatto dei dieci mila, dice compare!!!....
compare dove ci sono io rispondo io, che non pensa certe volte che, gli ho detto io: "dove ci sono
io rispondo io compare PASQUALE.
(vds. all. nr.106, gi menzionato)

Come si appena ricordato LIBRI Pasquale era stato interessato direttamente dal
BARBIERI allorquando era pervenuta una lettera di minacce allingegnere VIGLIANISI, nella
quale si era fatto riferimento alle cointeressenze criminali del BARBIERI in ordine
allaggiudicazione di alcune gare di appalto, indette dalla locale amministrazione comunale.
In tale contesto il BARBIERI e lingegnere VIGLIANISI si erano recati immediatamente
dal BUDA per informarlo dellaccaduto e comunque, per fornirgli tutte le indicazioni possibili
circa lidentificazione dellautore dellesposto.
Era stato proprio il BARBIERI ad affermare che di tali fatti sarebbe stato avvisato, il giorno
successivo, anche il LIBRI: non va, inoltre, dimenticato che proprio BUDA Pasquale ad
affermare che il LIBRI il collettore di tutti gli appalti pubblici della citt di Reggio Calabria,
tanto da suscitare, con tale atteggiamento, un forte contrasto con i reggenti della famiglia
ROSMINI.

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 124
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LA VICENDA DEI LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE DELLA VIA MARINA DI REGGIO CALABRIA


(PROC. PEN. 42/97 R.G. NOTIZIE DI REATO/MOD.21DDA)

Di estremo interesse, al fine di dettagliare il ruolo della cosca ROSMINI nel panorama
criminale cittadino, appaiono le risultanze dellattivit di indagine legata al proc. pen. 42/97 R.G.
notizie di reato/mod.21DDA.
In particolare, le dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia Umberto MUNAO nel
corso della sua escussione dibattimentale del 04 luglio 2005, in cui si ripercorrono vicende gi
trattate nel corpo del verbale illustrato dei contenuti della collaborazione ed in particolare le
richieste di somme di denaro a titolo di tangente nei confronti delle ditte impegante nei lavori di
ristrutturazione della via Marina di Reggio Calabria, sono ampiamente dimostrative degli assetti
spartitori delle attivit estorsive poste in essere nella citt di Reggio Calabria.
Si legge nella motivazione della sentenza:

Su tale vicenda ha riferito specificamente il collaboratore di giustizia MUNA Umberto


alludienza del 04.07.2005.
Appare opportuno trascrivere i brani pi rilevanti:
Pubbl. Min.: Ce qualche episodio specifico, di cui lei e al corrente, che ha
coinvolto il Matacena o persone della sua organizzazione, unitamente al Matacena?
Munao Umberto: Diciamo, per quanto riguarda il periodo, ripeto, successivo al
novanta, qualcosa a livello diNon so, interessamento a livello di lavoro, magari si e interessato
a fare assumere qualcuno, ecco, a questi riguardi. Successivamente invece, parliamo del
novantanove, duemila, il periodo in cui io sono stato latitante a Reggio, non ho avuto a che fare
direttamente, pero cera il coinvolgimento di Matacena, su quanto riguarda i lavori di Via
Marina.
Pubbl. Min.: E cioe? Specificamente puo riferire di che tipo di coinvolgimento si
parlava, di quali lavori e che cosa, diciamo, concretamenteDi che cosa lei e a conoscenza?
(omissis)
Munao Umberto: Si, per quanto riguarda il periodo, come dicevo, del novantanove,
duemila, ora non ricordo precisamente, il gruppo Rosmini prendeva parte a Reggio Calabria,
quindi si interessava per quelli che potevano essere i lavori, i grandi appalti, e anche i piccoli
appalti. In quel periodo ce stato il lavoro della Via Marina, a Reggio Calabria, e di quel lavoro
ci siamo interessati noi direttamente, in particolare tramite il Rosmini me ne sono interessato io, e
tramite me unaltra persona, era un certo Osvaldo Massara. E da qui.
Presidente: Osvaldo?
Munao Umberto: Osvaldo Massara.
Pubbl. Min.: E quindi?
Munao Umberto: E quindi questa persona prendeva contatto presso le ditte che se
non erro dovevano [Link] non vorrei sbagliare, comunque dovrebbero essere intorno a tre
ditte, se non erro, a quellepoca che si interessavano del lavoro, tra cui cera Matacena. Ora non
so se Matacena direttamente aveva la ditta, perche non ricordo, o se era diciamo associato anche
lui ad unaltra ditta, perche mi sembra che erano in tre.
Pubbl. Min.: Si ricorda i nomi di queste ditte?
Munao Umberto: Ma io me ne ricordo uno, che se non erro era Ramirez mi sembra.
Pubbl. Min.: E che cosaltro ricorda di questo interessamento? Cioe intanto non ho
capito se e lei che aveva diciamo il compito di contattare queste ditte, o se ce laveva lOsvaldo
Massara.
Munao Umberto: Cioe in pratica, il compito ce lavevo io per conto diciamo di tutte
le famiglie, perche il lavoro, essendo a Reggio Calabria, era un lavoro che riguardava tutte le
famiglie, sia quelle del mio gruppo, quindi Condello, diciamo Rosmini, sia del gruppoDel
gruppo avverso, che erano quelli dei Tegano. Una volta preso limpegno noi, come gruppo
Rosmini, dovevamo dare conto anche al gruppo Tegano, perche avevano il cinquanta per cento
sui vari lavori di Reggio Calabria. Quindi il lavoro, come impegno, lo avevo io, pero io non l ho
preso direttamente, nel senso perche ero latitante, quindi non potevo personalmente andare aA
contattare le ditte, insomma, e quindi per mie veci andava insomma a contattare queste persone,
Osvaldo Massara.

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 125
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Pubbl. Min.: Ecco, e come centra Matacena in questa vicenda?


Munao Umberto: Matacena era o una delle ditte che faceva parte, o era un socio,
comunque aveva interesse nei lavori, questo lo so di sicuro perche e successo un episodio che
nel contattare, se non erro, proprio il Ramirez, il Ramirez diceva a Massara che Matacena non
intendeva pagare la quota, cioe il cinque per cento che avevamo chiesto, non intendeva pagarlo
perche dice: Io sono amico vostro, e soldi non ve ne do.
Pubbl. Min.: E poi come andata a finire?
Munao Umberto: Poi, voglio dire, io nel frattempo poi sono stato arrestato, perche il
lavoro, voglio dire, non e che era finito subito, comunque ricordo che ce stata una discussione
in merito, perche da parte di Rosmini cera linteresse a non insistere, per il pagamento di
Matacena, in quanto una volta incontratomi con Toto Rosmini, che era anche latitante, dice:
Non possiamo insistere, perche a noi ci ha sempre favorito, a noi ci favorisce, ci aiuta se
abbiamo bisogno, non possiamo forzarlo a darci i soldi, dice: Cerchiamo di farli uscire in un
modo diverso, anche perche comunque alla parte avversa dovevamo dare conto di quella che
era nel totale, la percentuale. Quindi o la tiravamo fuori noi dalle nostre tasche, o la facevamo
uscire dai vari lavori che erano cemento, ferro, e roba varia, no? Dalle varie forniture, diciamo.
Pubbl. Min.: E lei poi sa se diciamoSe si e risolta in questi termini questa vicenda?
Munao Umberto: Finche ci sono stato io, questo eraEra il sistema per arrivare
alla quota della cosiddetta mazzetta. Anche perche sia la parte dei Tegano, che anche Condello,
caveva mandato a dire che non gli interessa, che se Matacena non vuole pagare rispondiamo noi,
Se MatacenaRispondete voi, a noi i soldi ce li dovete dare, quello che ci tocca ci date, se al
limite perdete perdete voi.
Pubbl. Min.: Senta, questo mandare a dire, lei fa riferimento a qualche persona in
particolare del gruppo Tegano De Stefano?
Munao Umberto: In pratica, inizialmente ce stata unambasciata conSempre da
parte dei Condello, con Domenico Condello, cugino detto Gingomma, che successivamente invece
poi mi sono incontrato personalmente con Domenico Condello, sempre cugino di Pasquale. E li
abbiamo anche discusso questa situazione.
Pubbl. Min.: Senta, quando lei invece parla di Toto Rosmini a chi si riferisce?
Munao Umberto: Toto Rosmini e unoSarebbe Antonio Rosmini.
Pubbl. Min.: Che allepoca era latitante ha detto?
Munao Umberto: Si, era latitante, e stato arrestato da poco, diciamo.

Ha aggiunto il collaborante che probabilmente la mazzetta non era stata richiesta


direttamente al MATACENA (che era gi sottoposto allodierna vicenda processuale e non
avrebbe certamente accettato di ricevere persone appartenenti alla criminalit organizzata) ma,
sempre negli anni 1999/2000, allimprenditore RAMIREZ che era il referente di MATACENA e si
sarebbe fatto portavoce di tale richieste. MATACENA avrebbe risposto che non intendeva pagare
e, anzi, se avessero insistito, avrebbe portato le carte alla Procura.
A richiesta del presidente della Corte il MUNA ha, poi, fornito, una serie di ulteriori
chiarimenti che, per la loro particolare importanza, opportuno trascrivere integralmente:
Presidente: Alcuni chiarimenti anche su alcuni aspetti che sono stati adesso
evidenziati dalla difesa. In primo luogo, in linea generale, queste somme nella misura del cinque
per cento, dovevano andare a tutti i gruppi?
Munao Umberto: Allora, per quanto riguarda Reggio Calabria, dopoDopo la
guerra di mafia, Reggio Calabria e stata suddivisa, suddivisa diciamo per cosi dire in parti
uguali, cioe a dire, due schieramenti, cioe schieramento Condello Rosmini Serraino da un
lato, De Stefano Tegano Libri insomma e quantaltri dallaltro. La divisione doveva essere al
cinquanta per cento per quello che riguardava ogni attivita illecita in Reggio Calabria, quindi la
meta di quello che si prendeva in unestorsione doveva andare al gruppo avverso a noi.
Presidente: Si, e nel caso dei lavori della Via Marina, eravate incaricate voi? Voi
come gruppo Rosmini a riscuotere queste somme?
Munao Umberto: Si, avevamo direttamenteCioe in pratica e successo che si
stavano interessando altre persone, in quel periodo cera un po di confusione in Reggio Calabria,
quindi noi come gruppo Rosmini abbiamo cercato di imporre la nostra presenza, perche ripeto
cerano state un po di confusioni, e quindi onde evitare cattive figure alle varie famiglie, perche
noi, in sostanza, ogni lavoro che si faceva, ed io personalmente che mi occupavo di questo,

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 126
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mandavo e facevo bloccare i lavori, cioe a dire: Se non parlate anche con noi, lavori qua a
Reggio non se ne fanno piu, perche cera un po di confusione. Da questo mio intervento in
Reggio Calabria, sia il gruppo Condello che vabbe era comunque affiliato a noi, e conosceva me
personalmente, ma anche il gruppo Tegano, in particolare Pasquale Tegano che mi conosceva
personalmente, saputo del mio interesse primario, perche ero io, come prima persona che mi
sono assunto limpegno, io personalmente sempre facente parte al gruppo Rosmini, mi hanno per
cosi dire dato mano libera, dice: Vabbe, se ce Umberto Munao, limpegno se lassume lui e
risponde lui.
Presidente: E voi vi rivolgevate ad uno solo degli imprenditori, nel caso in cui ci
fossero piu imprese interessate? Perche vi siete rivolti soltanto a Ramirez e non anche alle altre
imprese?
Munao Umberto: No, noi parliamo di quelli che avevano limpresa a livello generale,
cioe chi vince lappalto, erano ripeto, almeno per quello che ricordo, erano tre ditte. Di queste
ditte credo che erano associate tra di loro, e quindi il lavoro diventava unico, le tre ditte, era un
unico lavoro. Poi le altre ditte erano, diciamo, come posso dire? Sub appaltatrici, sub appaltatori,
nel senso che comunque poi decidevo io chi vaChi butta il cemento, decidevo io chi deve mettere
la tetra, decidevo io chi fa i lavori delle luci, del ferro battuto, cioe noi prendevamo poi i
singoliLe singole persone.
Presidente: E in quel caso la ditta di Matacena, o la ditta a cui comunque Matacena
era interessata, era una ditta associata a quella del Ramirez?
Munao Umberto: Ora con precisione, in questo momento non saprei dire, comunque
o erano tre [Link] credo che erano associati, perche vincere comunque un appalto credo che
abbiano unito le forze, per vincere quellappalto, no? Essendo comunque un appalto grosso,
quindi credo che in quelloccasione, almeno in quelloccasione sicuramente dovevano essere
associati.
Presidente: E ci furono piu tentativi per riscuotere queste somme dal Matacena?
Munao Umberto: No, diciamo che il discorso parte cosi: uno parla direttamente con
la persona interessata, che e diciamo la ditta appaltatrice, stipula quello che e, il quattro, il
cinque per cento, no? In virtu di quello che e il lavoro, lammontare del lavoro, ora non ricordo,
e gia si stabilisce, no? Poi magari seChe ne so, se mi deve dare un miliardo, me lo da a rate,
dice: Ti do cento milioni oggi, cento tra un mese, per dire, ecco, si va cosi. Invece per
quanto riguarda poi le varie forniture, noi avevamo a che fare anche direttamente, perche delle
volte, dico un esempio, la ditta stessa dice, non so, chiamava per buttare il cemento, una ditta a
suo piacimento, [Link] noi e gli diciamo: No, il cemento lo butta chi diciamo noi.
Noi usavamo questo sistema, perche prendevamo la quota anche da chi faceva i lavori.
Presidente: Si ma la mia domanda era leggermente diversa, cioe quando, come ha
detto lei, tramite il Ramirez le fu riferito, anzi fu riferito a Massara che Matacena non intendeva
pagare, vi furono altri tentativi di convincere Matacena a pagare, o avete avuto solo quella
risposta?
Munao Umberto: No, mi sembra che ce stata piu di unoccasione con questo fatto
che Matacena non voleva pagare, pero ricordo che in quel periodoAllora, il discorso era cosi:
da parte di, diciamo, dei cosiddetti Arcoti, e poi con il mio incontro [Link] con
Domenico Condello, cugino di Pasquale, mi ha fatto capire, dice: A noi non ci interessa, ve la
vedete voi, se lui non vuole pagare, visto che e amico vostro, o li tirate dalla tasca vostra, o non
ve li prendete voi, a noi ce li dovete dare, punto e basta. Siccome io personalmente con
Matacena non ho mai avuto a che fare, quindi non sono mai stato favorito neancheDiciamo a
nessun livello, personalmente parlo, quindi in unoccasione conCon Antonio Rosmini gli ho
detto: Ma tutto sto rispetto non e che glielo dobbiamo dare a Matacena, se lui ci volta le spalle,
perche comunque tutto sto grande aiuto Matacena non e che ce lo sta dando, si parlava che
cercavamo aiuto da Matacena a livello di processi, a livello insomma di chiacchiere che si
facevano durante il periodo nostro di detenzione, insomma e compagnia bella. Allorche io
ricordo in unoccasione, Domenico Condello, in quelloccasione che ho parlato, dice: Non vuole
pagare? Ammazzatelo, ed io ho riportato questa frase ad Antonio Rosmini, ho detto: Toto
Rosmini, non vedete che quaNon e che poi sto Matacena si sta comportando poi cosi tanto
bene con noi, amico nostro, amico nostro ma che sta facendo per noi?Addirittura neanche i soldi
ci vuole dare, qua va a finire che lo dobbiamo ammazzare veramente a questo. Toto Rosmini
diceva: Ma no, a noi ci favorisce, a noi ci favorisce, Ma probabilmente favorisce a te

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 127
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personalmente, ma agli altri no, quindi questo o paga o dobbiamo vedere come tirare fuori i
soldi, e allora si era pensato di fare uscire la quota mancante, che sarebbe quella che lui doveva
darci, di farla uscire in sostanza, diciamo, di tasca nostra, come? Dalle varie forniture. Ad
esempio, se io faccio buttare il cemento, e recupero cinquanta, cento milioni, non me li metto in
tasca io, li metto per coprire quella mancanza di quota iniziale. Allorche gli ho detto, ad Antonio
Rosmini gli ho detto: Io non gli do niente, al limite vedi tu come riparare la cosa, perche noi
dalle forniture non gliene diamo a nessuno, quelli sono soldi nostri e ce li prendiamo noi, al limite
lintoppo poi lo copri tu, per me lo possiamo pure ammazzare.
Presidente: Cioe leiLei, a domanda del Pubblico Ministero, ha detto allinizio che
Matacena non intendeva pagare in quanto diceva di essere amico loro, cioe amico del gruppo dei
Rosmini, a domanda della difesa lei ha detto che Matacena aveva espressamente detto che
avrebbe portato, se ancora insistevano nel pagamento, le carte in Procura o qualcosa del genere
mi sembra, si, le carte in Procura.
Munao Umberto: Si.
Presidente: Sono due momenti diversi? Mi spiega questo apparente contrasto tra le
due dichiarazioni?
Munao Umberto: Mah diciamo non e un contrasto, e che da una parte si riteneva
Matacena un amico, e non parlo ora a livello personale, parlo a livello di gruppo, no? Perche
personalmente ripeto, Matacena non lo conoscevo, quindi mi poteva interessare poco. A livello di
gruppo, Antonio Rosmini ritiene Matacena amico proprio, invece dalla parte dei Condello,
Matacena era ritenuto amico, ma successivamente non piu, tenendo conto anche che tra il vario
raggruppamento nostro, in quellepoca non cera diciamo buon sangue, cioe era in Reggio
Calabria un momento di confusione anche tra di noi, cioe noi, gruppo Rosmini con il gruppo
Condello, quindi per un aspetto, dalla parte dei Rosmini, Matacena doveva essere amico nostro e
quindi doveva essere lasciato in pace, dalla parte dei Condello che erano comunque amici nostri,
ed erano comunque persone a noi vicine, Matacena non interessava piu. Anzi che ricordo, che in
questoccasione che Matacena ha detto pure se non lo lasciamo stare che porta le carte alla
Procura, ha anche mandato a dire in particolare ai Condello: E che i Condello si ricordino tutto
quello che ho fatto per loro. Ora questo non so se puo essere dedotto da una rottura fra
Condello e Matacena per un qualche motivo, e magari la rottura non era stata direttamente con i
Rosmini, anche perche ripeto tra di noi alcune rotture si erano anche create, quindi cera un po
di confusione.
Presidente: Si, lei ha riferito dal punto di vistaDi come veniva ritenuto il Matacena,
dal punto di vista dei gruppi Rosmini e Condello, ma a me interessava sapere, alla Corte
interessava sapere anche seCosa aveva addotto a giustificazione il Matacena, per non pagare
immediatamente questa quota? Cioe cosa a voi, o a Massara, Ramirez aveva riferito in ordine
alla posizione del Matacena, in ordine al perche il Matacena non voleva pagare?
Munao Umberto: Matacena non voleva pagare, e riteneva di non dover pagare,
perche era amico dei Rosmini. Siccome comunque il lavoro e stato diciamo preso proprio per
quanto riguarda il gruppo Rosmini, perche noi quando ci presentavamo sui lavori, ci
presentavamo come gruppo Rosmini, quindi il lavoro era stato preso a nome dei Rosmini. Quindi
lui, ritenendosi amico nostro, dice: No, pure da me volete i soldi? Io soldi non ve ne do, e da
qui poi e nata anche laIl discorso che lui ci ha favorito, ha favorito anche i Condello. Quindi
non riteneva di dover pagare essendo un amico nostro, che pero andava bene per i Rosmini ma
non andava bene per i Condello.

Al fine di verificare le dichiarazioni di MUNA sono stati escussi ex art. 507 c.p.p.,
alludienza del 6 febbraio 2006, gli imprenditori PRATIC Giuseppe, RAMIREZ Antonio e
MARINO Giuseppe, nella qualit di rappresentanti legali pro tempore rispettivamente della
[Link].M. s.r.l., della GIUNTA s.r.l. e della MARINO Costruzioni s.a.s., societ ricomprese
nellassociazione temporanea di imprese che aveva eseguito i lavori di rifacimento della via
Marina di Reggio Calabria.
PRATIC Giuseppe, amministratore della [Link].M. s.r.l., societ capogruppo della
predetta A.T.I., ha riferito che i lavori erano stati eseguiti circa tre, quattro anni addietro ed
erano stati direttamente realizzati da tutte le imprese del raggruppamento, ad eccezione di lavori
specialistici che erano stati affidati a ditte esterne.

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 128
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Durante i lavori pi volte avevano subito pi volte attentati sia al cantiere che ad un
mezzo meccanico. Allinizio dei lavori, ha affermato il teste, qualcuno si era recato in cantiere
comunicando che prima di iniziare i lavori avrebbero dovuto richiedere il permesso: ci era stato
lui riferito da dipendenti dellA.T.I. . Non crede di aver denunciato tale contatto mentre ha
certamente proposto denuncia in relazione ai successivi danneggiamenti.
Ha riferito PRATIC di conoscere tale MASSARA Osvaldo, titolare di una ditta di
pitturazioni: in occasione dei lavori riguardanti il rifacimento della via Marina gli furono affidati,
su sua richiesta, dei piccoli lavori di rifinitura di elementi decorativi del lungomare. Il MASSARA
aveva fatto presente di avere problemi con la giustizia e lui era a conoscenza della circostanza
che in precedenza era stato arrestato, anche se non sapeva che era stato sottoposto a
procedimento penale per il delitto di partecipazione ad associazione mafiosa.
Il teste ha confermato di conoscere limputato, precisando che il di lui padre lo aveva
aiutato in un momento di gravi difficolt economiche: la societ [Link].M. s.r.l., fondata dalla
sua famiglia nel 1994, aveva subito una crisi economica nel 1998 a seguito della quale Amedeo
MATACENA sr , attesi anche gli ottimi rapporti intercorrenti tra le due famiglie, era intervenuto
rilevando la quota maggioritaria della societ e risollevando cos le sorti finanziarie dellimpresa.
Successivamente il cav. MATACENA lo aveva chiamato dicendo che i propri figli non erano
interessati a proseguire lattivit edilizia e la partecipazione nella [Link].M. di MATACENA era
stata ceduta ad altra societ, la A & A s.r.l., ammnistrata da tale Pasquale CUCINOTTA, che
ancora la deteneva.
PRATIC Giuseppe ha escluso che tale ultima societ fosse riconducibile alla famiglia
MATACENA o, comunque, allimputato, precisando, quanto ai suoi rapporti con questultimo, che
era stato nominato presidente del consiglio di amministrazione della AMADEUS S.p.A. ed
amministratore unico della ULISSE SHIPPING allorquando MATACENA jr. decise di
dimettere le sue attivit imprenditoriali in Reggio Calabria.
Il teste ha precisato che i suoi rapporti per i lavori della via Marina erano intercorsi
esclusivamente con il cav. Amedeo MATACENA sr., ancora in vita allepoca, aggiungendo di
ricordare che aveva parlato con lui anche degli attentati subiti nonch della richiesta di
permesso per linizio dei lavori. Ha chiarito, a richiesta della Difesa, che i lavori della via
Marina furono ultimati (e consegnati) ancor prima della morte di MATACENA sr , ribadendo che,
sino a quando costui era in vita, ai figli non era consentito di interloquire sulle attivit
imprenditoriali del padre che aveva effettuato le sue scelte, anche di partecipazione nella
[Link].M., in totale autonomia, informando i figli a cose fatte.
Ha riferito, ancora, su richieste di chiarimento della Corte, che la partecipazione di
MATACENA sr era stata meramente finanziaria, nel senso che costui non voleva partecipare alla
vita della societ n aveva inserito un uomo di sua fiducia che la controllasse, e che la societ A
& A s.r.l. era a sua volta controllata da altra societ, la ITAL PROJECT, con sede in
Messina. Sempre in sede di tali chiarimenti ha escluso di avere ricevuto richieste estorsive, sia
prima che successivamente agli attentati subiti.
RAMIREZ Antonio, legale rappresentante dellimpresa GIUNTA s.r.l., ha affermato
che nellesecuzione dei lavori erano state utilizzate anche una decina di ditte subappaltatrici, tutte
autorizzate dalle Ferrovie, ente appaltante. Il teste ha ricordato di atti vandalici e di furti
nellambito del cantiere, negando, per, di essere al corrente di richieste estorsive, anche se ha
vagamente affermato di rammentare pressioni che vi erano state sugli operai. Non ha
ricordato, invece, della ditta MASSARA Osvaldo quale subappaltatrice di lavori di intonacatura,
non inserita almeno tra quelle ufficialmente autorizzate.
Ha riferito di essere a conoscenza che limputato avesse un interesse diretto o
indiretto nella [Link].M. , anche se non lo ha mai visto nel cantiere e non ha mai saputo che vi
si fosse recato; del resto, anche il teste si recava poco in cantiere, occupandosi del ramo
contrattualistico dellA.T.I. . Ha, comunque, ribadito che con Amedeo MATACENA jr., cos
come con il padre, non aveva avuto alcun rapporto per ci che riguarda i lavori di rifacimento
della via Marina e che le informazioni acquisite provenivano esclusivamente da PRATIC
Giuseppe. Credeva che la partecipazione dei MATACENA fosse soltanto di carattere finanziario.
MARINO Giuseppe, infine, amministratore unico della s.a.s. MARINO, pur avendo
svolto allinterno dellA.T.I. il ruolo di direttore tecnico di cantiere, ha negato di aver avuto
sentore di richieste estorsive, e financo della richiesta di permesso prevenivo che era stata

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 129
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avanzata al momento dellapertura del cantiere, affermando di essere a conoscenza solo di


qualche danneggiamento.
Ha riferito, ancora, di essere a conoscenza che ling. PRATIC, o, meglio, la
[Link].M. aveva degli interessi con limputato che, peraltro, non aveva mai visto in vita sua,
precisando, poi, a specifica domanda, che non era in grado di precisare se le cointeressenze nella
[Link].M. riguardavano Amedeo MATACENA jr o il di lui padre.
Limputato, il cui esame stato naturalmente effettuato prima dellassunzione dei testi
ex art. 507 c.p.p., stato reciso nel negare di avere avuto alcuna partecipazione ai lavori di
rifacimento della via Marina e, espressamente richiesto di riferire in merito ad eventuali rapporti
con le ditte costituite in A.T.I., ha negato lesistenza di qualsiasi cointeressenza, omettendo anche
di richiamare la partecipazione maggioritaria di societ riconducibili alla sua famiglia nella
[Link].M. s.r.l. .
Sotto tale profilo limputato ha certamente mentito consapevolmente e, comunque, ha
omesso di riferire tutto quanto a sua conoscenza.
Ad una simile conclusione si perviene non soltanto sulla base delle dichiarazioni di
MUNA Umberto e delle deposizioni testimoniali di PRATIC, RAMIREZ e MARINO, concordi
almeno sul punto della cointeressenza della famiglia MATACENA nella [Link].M., ma
soprattutto sul fondamento della documentazione prodotta dal P.M. alludienza dell08.02.2006.
In particolare dai provvedimenti cautelari emessi dal Tribunale civile di Reggio
Calabria nellambito di una controversia avente ad oggetto la violazione del divieto di
concorrenza da parte della ULISSE SHIPPING (ordinanza del G.I. del Tribunale di Reggio
Calabria in data 21.03.2002, resa nel procedimento ex art. 700 c.p.c. n. 1796/2000) e nellambito
di un reclamo in sede cautelare emesso nei confronti della ULISSE SHIPPING e della A & A
s.r.l., avente ad oggetto la violazione del medesimo divieto (ordinanza del Tribunale civile di
Reggio Calabria del 12.07.2002, resa nel procedimento ex art. 669 terdecies n. 1452/2002
RGAC), emergono le seguenti circostanze:
 Con la prima ordinanza il G.I. ha inibito alla ULISSE SHIPPING lesercizio
dellattivit di traghettamento sullo Stretto di Messina, sul presupposto che tale
attivit, direttamente concorrenziale con quella posta in essere dalle societ
CARONTE e TOURIST FERRIES, veniva praticata in violazione del
divieto di cui allart. 2557 cod. civ. . Il G.I. con tale provvedimento risolveva
positivamente la questione dellapplicabilit del divieto di concorrenza nei
confronti di un soggetto giuridico formalmente diverso da quello che aveva
beneficiato del patrimonio della societ scissa, affermando che, allepoca del
ricorso cautelare, la ULISSE SHIPPING era risultata riconducibile ad
Amedeo MATACENA jr ed alla di lui madre DE CAROLIS Raffaella, cio a
soggetti che avevano beneficiato, allepoca della scissione, di un conguaglio in
denaro a titolo di avviamento aziendale e che, come tali, erano destinatari del
divieto di cui allart. 2557 cod. civ. .
 Con la seconda ordinanza, che traeva origine dalla stipula di un contratto di
noleggio a scafo nudo tra la ULISSE SHIPPING e la A & A s.r.l. della
motonave Ostfold (la medesima imbarcazione utilizzata dalla societ
ULISSE SHIPPING per lesercizio dellattivit di traghettamento sullo stretto
di Messina sino allemissione dellordinanza inibitoria ex art. 700 c.p.c.), il
Tribunale affermava che tale contratto di noleggio integri una clamorosa
fattispecie di interposizione soggettiva strumentalmente preordinata alla
elusione del predetto ordine giudiziale in quanto la societ A & A s.r.l.
costitutiva unentit dietro la quale si dissimula la ULISSE che di fatto ha
disinvoltamente proseguito nella condotta inibita dal Tribunale con decreto
21.02.2002 e con ordinanza 21.03.2002
Assume particolare rilievo riportare i dati di fatto in base ai quali il Tribunale ha
motivato la sua decisione:
A. Amministratore unico della A & A, sin dal momento della sua costituzione in
data 27.12.2000, era tale MAZZULLO Angelo, che era anche intestatario di
quote pari al 10% mentre il restante 90% era detenuto fiduciariamente dalla
societ SIREF S.p.A. .

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 130
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B. Dal 26.05.1999 il MAZZULLO era anche presidente del consiglio di


amministrazione della [Link].M. s.r.l. .
C. Appena due giorni dopo la costituzione della A & A il 51% delle quote di
[Link].M. veniva ceduto dalla AMADEUS S.p.A., che in precedenza lo
deteneva, alla A & A.
D. In data 14.12.2001, in coincidenza con linizio dellattivit di traghettamento da
parte della ULISSE SHIPPING, tale societ comunicava alla Capitaneria di
Porto che il servizio sarebbe stato co-gestito con la A & A Immobiliare s.r.l. .
E. In data 23.01.2002, in coincidenza con la modifica del nome sociale della A & A
Immobiliare s.r.l. in A & A s.r.l., veniva aggiunto nelloggetto sociale anche il
riferimento a tutte le attivit di navigazione etc..
F. Il 28.02.2002, subito dopo lemissione del decreto inibitorio nei confronti della
ULISSE SHIPPING da parte del Tribunale di Reggio Calabria, iniziava
ufficialmente lattivit di traghettamento da parte della A & A s.r.l. .
G. In data 22.03.2002, Amedeo MATACENA jr, ancora titolare del 90% delle quote
della ULISSE SHIPPING, a cui era stata inibita lattivit di traghettamento,
partecipava ad una riunione presso la Capitaneria di Porto di Reggio Calabria
in cui erano stati invitati i rappresentanti delle societ esercenti lattivit di
traghettamento sullo Stretto.
H. In data 14.02.2002 lamministratore unico della A & A s.r.l. Angelo
MAZZULLO conferiva procura speciale per la rappresentanza della sciet
presso i porti di Reggio Calabria e Villa San Giovanni a VIZZARI Giorgio e
POLITI Martino Antonio. Il primo era componente del consiglio di
amministrazione della [Link].M. il secondo era un vero e proprio uomo di
fiducia dellimputato, avendo lavorato nella sua segreteria politica sin dal 1995
(come affermato nel corso della deposizione testimoniale del 19.12.2005) ed
essendo stato assunto dalla ULISSE SHIPPING nel 2001, quando tale societ
era ancora controllata da Amedeo MATACENA jr.
E indubbio, allora, che le dichiarazioni del MUNA, almeno per quanto riguarda un
diretto interesse del MATACENA nei lavori di sistemazione della via Marina, hanno trovato un
importante riscontro, non solo nelle deposizioni testimoniali degli imprenditori che hanno
partecipato allA.T.I. (le quali, in verit, sono state assai prudenti, specie per quanto riguarda il
tentativo, posto in essere prevalentemente da PRATIC Giuseppe, di estromettere limputato, in
realt vero dominus della A & A, dalla gestione della [Link].M., attribuendola in via esclusiva al
padre) ma soprattutto nella documentazione prodotta dal Pubblico Ministero.
Va osservato, del resto, che non si trattava di un fatto notorio, di cui il collaboratore
poteva venire facilmente a conoscenza, ma di un assetto societario, ben celato attraverso un
sistema di partecipazioni fiduciarie, che poteva essere conosciuto solo da chi aveva specifiche
informazioni su tale assetto.
Nonostante la chiara reticenza degli imprenditori per quanto riguarda le richieste
estorsive subite, deve ritenersi che anche su tale punto possibile, non fermandosi al mero dato
letterale risultante dalle deposizioni, rinvenire un riscontro alle dichiarazioni del MUNA.
Il riferimento ad una richiesta di permesso avanzata da individui non identificati al
momento dellapertura del cantiere, i danneggiamenti subiti nel tempo, non possono certo, in una
realt strettamente controllata dalle cosche mafiose come quella di Reggio Calabria, essere
interpretati come fatti episodici, non suscettibili di ulteriori sviluppi e, addirittura, attribuibili a
cani sciolti della delinquenza comune, come pure stato tentato di fare nel corso delle
deposizioni.
Lo stesso imbarazzato tentativo di minimizzazione degli atti di ritorsione subiti da
parte di MARINO, il generico riferimento a pressioni da parte del RAMIREZ, il loro silenzio in
merito allintervento iniziale (che aveva, invece, il chiarissimo significato di rendere subito noto
chi comandasse realmente sul territorio), lassenza di denuncia di tale fatto da parte del
PRATIC (circostanza che aveva anchessa linequivoco senso della scelta di una strada diversa
da quella della contrapposizione frontale attraverso la denuncia giudiziaria) depongono per uno
sviluppo della vicenda certamente diverso da quello riferito dai testi.
Anche il silenzio di MARINO e RAMIREZ sul ruolo di MASSARA Osvaldo, il loro non
ricordare se costui avesse svolto quei lavori di rifinitura riferiti dal PRATIC, rende certamente

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non inverosimile, tenuto anche conto della personalit del soggetto e dei suoi precedenti
giudiziari49, ipotizzare quella funzione di portavoce delle cosche allinterno del cantiere lui
ascritta dal MUNA.

Ci posto, la vicenda appena riportata, temporalmente collocata in un periodo


antecedente alla data in cui si colloca la nascita dellorganismo di coordinamento di cui al capo a)
della rubrica, assume rilievo proprio in quanto fornisce una chiave interpretativa di condotte
pregresse e certamente inserite nel periodo immediatamente antecedente a quello oggetto di
contestazione.
Emerge, invero, un quadro che giustifica ampiamente le lamentele degli appartenenti
alla cosca ROSMINI, come ricavabili dalla intercettazione pi volte riportata tra BUDA e
PASSALACQUA, i quali se fino ad un certo periodo sono stati parte attiva degli assetti spartitori
operanti sul territorio cittadino, con i mutati equilibri vengono ad assumere un ruolo subalterno che
li tiene fuori dai gangli decisionali originati dal definitivo avvicinamento dei soggetti di vertice
della ndrangheta reggina.
Quanto affermato dal MUNAO ne la pi diretta conferma, attesa la estrema rilevanza
del narrato nelle parti in cui tratteggia le logiche spartitorie condivise a conclusione della seconda
guerra di mafia e le regole accettate da tutti i soggetti di spessore appartenenti agli schieramenti un
tempo contrapposti.
La vicenda legata alla estorsione consumata nellestate del 2007 ai danni di
FRASCATI Demetrio, sulla quale ci si soffermer in seguito, ne la pi evidente conferma, per la
quasi totale sovrapponibilit delle dinamiche delinquenziali adottate, per la perfetta coincidenza
delle logiche predatorie, per la ricorrenza dei ruoli affidati a soggetti (quali Domenico
CONDELLO, detto gingomma) che nel corso degli anni hanno trovato definitiva consacrazione
nellabito del consolidato rapporto tra i principali esponenti delle cosche DE STEFANO,
CONDELLO e LIBRI.

49 MASSARA Osvaldo, come risulta dalle produzioni del P.M. alludienza del 20.02.2006, stato condannato per il reato
di cui allart. 416 bis , quale appartenente alla cosca SERRAINO, nel procedimento c.d. Olimpia bis, stato condannato per
il delitto di usura nel proc. contro MARRA Emiliano ed altri, stato sottoposto alla misura di prevenzione personale della
Sorveglianza Speciale di P.S. con obbligo di soggiorno con provvedimento del Tribunale di Reggio Calabria, sez. M.P., del
14.05.2004.

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 132
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LA VICENDA LEGATA ALLESTORSIONE AI DANNI DELLA ECADEP S.R.L., IL CUI


AMMINISTRATORE UNICO FRASCATI DEMETRIO.

Nel corso delle indagini svolte nellambito del presente procedimento stato accertato che
MARINO Ugo, durante lestate 2007, ha eseguito presso lo stabile sito in questo corso Garibaldi,
ove ha sede il suo negozio, alcuni lavori di ristrutturazione, che innescavano una richiesta estorsiva
nei confronti della ditta appaltatrice dei lavori da parte del gruppo mafioso capeggiato da DE
STEFANO Giuseppe, in oggetto generalizzatoe per la quale il MARINO richiedeva lintervento
dei massimi esponenti della cosca CONDELLO.
Ancor prima di riferire in relazione a tali fatti, opportuno evidenziare liter burocratico
connesso allesecuzione di tali lavori:
in data 2 luglio 2007, COPPOLA Adriana, moglie di Ugo MARINO, in qualit di
amministratrice della ditta After Fashion, presentava al Sindaco di Reggio Calabria denuncia di
inizio attivit per lavori interni da eseguire nel locale negozio sito in Reggio Calabria, via Corso
Garibaldi;
il comune di Reggio Calabria, con nota a firma del Dirigente del Dipartimento
Programmazione settore Urbanistica, Arch. Saverio PUTORTI, in data 14 agosto 2007
diffidava COPPOLA Adriana dalla prosecuzione dei lavori per carenza di documentazione allegata
allistanza;
a seguito di cospicua corrispondenza, intercorsa tra il comune e la signora COPPOLA
Adriana, il 18 ottobre 2007 il Dirigente dello stesso Servizio Comunale ordinava alla richiedente
(COPPOLA Adriana) di procedere al ripristino dello stato dei luoghi, avendo eseguito:
o lavori in assenza di atti autorizzativi;
o modifica arbitraria dei prospetti dellimmobile;
in data 19 dicembre 2007, protocollato al nr. 16704 del 21 dicembre 2007, presso il
comune di Reggio Calabria, COPPOLA Adriana inoltrava ricorso al TAR - Sezione Distaccata di
Reggio Calabria avverso tale ordinanza.
Dal contesto delle conversazioni tra presenti intercettate allinterno dellufficio di Ugo
MARINO, a partire dal 7 settembre 2007 venivano captati alcuni dialoghi dai quali emergeva che
era stata effettuata una richiesta estorsiva in danno della ditta ECADEP s.r.l., il cui amministratore
unico veniva identificato in FRASCATI Demetrio, nato a Reggio Calabria il 19.06.1954, quale
impresa impegnata in quel periodo nei lavori di ristrutturazione delledificio in uso a Ugo
MARINO, adibito a negozio sito in questo Corso Garibaldi.
In particolare, nella mattinata del 7 settembre 2007, allinterno del negozio in questione, si
registrava una conversazione tra UGO Marino ed un soggetto non meglio identificato che aveva
avanzato la richiesta estorsiva a FRASCATI Emilio, nato a Reggio Calabria il 16 agosto 1969,
socio della suddetta ditta, unitamente al fratello Demetrio, in precedenza generalizzato, nonch
agli altri fratelli, identificati in FRASCATI Caterina, nata a Reggio Calabria il 10 giugno 1971, e
FRASCATI Paolo, nato a Reggio Calabria l08 agosto 1981.
Lidentificazione di FRASCATI Emilio, quale soggetto a cui era stata effettuata
materialmente la richiesta estorsiva, stata possibile attraverso lanalisi delle diverse
conversazioni registrate nello stesso giorno, in cui si faceva espresso riferimento al proprio
nominativo da parte dellestortore (Emilio), nonch dai servizi di osservazione effettuati dalla
locale Sezione Anticrimine, laddove lo stesso, alle ore 15.25 dello stesso giorno, veniva notato in
prossimit del locale di Ugo MARINO.
Ritornando ai fatti in trattazione, si precisa che alle ore 08.17 del 7 settembre 2007
allinterno dellufficio di Ugo MARINO giungeva, in compagnia di FRASCATI Emilio, un
soggetto non meglio identificato il quale, gi prima di accedere nei locali monitorati, aveva
avanzato al titolare dellimpresa una richiesta estorsiva.
La circostanza desumibile dal contesto della conversazione, in considerazione che proprio
allinizio della registrazione il FRASCATI, non appena accedeva allinterno degli uffici, riferiva al
MARINO che la persona in sua compagnia gli aveva chiesto testualmente non avete parlato con
nessuno voi, facendo chiaramente intendere che avevano avviato i lavori senza mettersi in
contatto con gli esponenti della locale criminalit organizzata per il pagamento di una percentuale
connessa alle attivit di ristrutturazione.

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 133
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La persona in compagnia del FRASCATI riferiva, invero, che la richiesta rientrava


nellambito di una precisa strategia criminale e, quindi, non era stata una propria iniziativa ma un
comportamento dettato dai vertici dellorganizzazione, tanto da affermare rivolgendosi a
MARINO Ugo, ora...ognuno per dire ...penso che tu certe determinate cose li sai...
Tale affermazione faceva chiaramente intendere che tutti, indistintamente, erano tenuti a
pagare una determinata percentuale a titolo di tangente, allorquando venivano eseguiti lavori,
anche di natura esclusivamente privata.
Trattasi, in sostanza, di una forma estorsiva capillare, alla quale ogni operatore economico
deve sottostare per non subire le pesanti conseguenze legate al mancato adempimento.
Per meglio comprendere il contenuto del discorso, giova riportare di seguito la parte della
conversazione relativa a tali circostanze:
MARINI U.: ma non che prima che dico....
UOMO: buongiorno......tu a me mi farai uscire pazzo!
MARINO U.: in che senso?
UOMO: in tutti i sensi!
MARINO U.: dimmi in che senso!
FRASCATI: ...sono venuti questa mattina e mi hanno detto giustamente "non avete
parlato con nessuno voi"
MARINO U.: chi doveva parlare?
UOMO: come chi doveva parlare?...tu!....voglio dire!.... io mi sono rivolto...se io sono
venuto da lui, un motivo ci sar, non ...
MARINO U.: certo!
UOMO: ...che mi sono alzato questa mattina...
MARINO U.: eh!
UOMO: sono partito da casa e sono venuto
MARINO U.: eh! certo! giusto, certo!
UOMO: ora...ognuno per dire ...penso che tu certe determinate cose li sai
MARINO U.: li so! certo! e appunto!...

Nel prosieguo del dialogo, il MARINO, riferendo di avere gi attivato gli esponenti della
locale criminalit organizzata, chiedeva se il proprio interlocutore fosse stato informato in tal
senso.
Dal complesso generale del discorso, nonch dalle conversazioni registrate in seguito,
risultava che il MARINO si era rivolto, attraverso il fidanzato della figlia CONDELLO Demetrio
ed il di lui fratello CONDELLO Domenico, alias Gingomma, a CONDELLO Pasquale, affinch
questultimo intervenisse a favore della ditta FRASCATI, poich impegnato nei lavori presso il
suo negozio.
Il MARINO, infatti, riferiva di avere avuto tale atteggiamento poich riteneva che fosse
scontato che la ditta impegnata per lavori da eseguirsi presso il proprio negozio, non fosse soggetta
ad alcun pagamento : ....dato che lavorano da me non c' problema...tutto ci era...hai
capito!...quindi io onestamente gliel'ho detto, pu darsi che non stato riferito, comunque oggi
glielo dico di nuovo che deve vedere...o vuoi che te lo dico a te...
Laffermazione appare di estremo rilievo, per la evidente circostanza che il MARINO in
modo palese, vantava i propri rapporti con i parento di Pasquale CONDELLO.
Sempre in virt di questi rapporti, era lo stesso Ugo MARINO a riferire allestortore che tra
loro avrebbero potuto dialogare liberamente.
In seguito aggiungeva siccome una cosa che sta facendo un lavoro su di me, se era
in un'altra parte non mi interessavo, ma siccome una cosa mia, personale...-
In relazione a tali fatti, la conversazione avveniva come segue:
UOMO: prima...cio uno deve avere la bont di informarsi...siccome io...a me non hanno
detto niente nessuno....
MARINO U.: ...non ti hanno mandato l'ambasciata?
UOMO: no!
MARINO U.: vedi che lo sanno gi chi lo deve sapere, io gliel'avevo mandata a
dire......
UOMO: se io ieri sera...ieri sera! hai visto! non che hanno cominciato oggi
MARINO U.: ha un mese!

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


Memoria del Pubblico Ministero relativa al rito abbreviato CONDELLO Demetrio + 17
PROCURA DELLA REPUBBLICA 134
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

UOMO: ha un mese!
MARINO U.: si!
UOMO: siccome loro ...
MARINO U.: si, si!
UOMO: ed io quando mi sono visto gli ho detto "Signori! eh!! non centra niente ...dice
Ugo!"...dice, Ugo! "se io sono andato...!"
MARINO U.: per lavorare certo!
UOMO: ...allora! io mi dimentico e non vengo da te, vengono quelli e mi dicono che
tu...dovevate parlare cosi...tratto inc....
MARINO U.: si!
UOMO: mi sbaglio o no?
FRASCATI: no! io prima di mettere mani ...tratto inc...
MARINO U.: prima di mettere mani stato educato,...ha detto a me "gliela mandi tu
l'ambasciata a qualcuno!", " me la vedo io!" gli ho detto io...onestamente...
UOMO: ...inc...
MARINO U.: ....dato che lavorano da me non c' problema...tutto ci era...hai
capito!...quindi io onestamente gliel'ho detto, pu darsi che non stato riferito, comunque oggi
glielo dico di nuovo che deve vedere...o vuoi che te lo dico a te
UOMO: no!
MARINO U.: no! giusto dirtelo, no! perch a te lo sai che possiamo parlare...
UOMO: liberamente!
MARINO U.: bravo!
UOMO: quindi...
MARINO U.: siccome una cosa che sta facendo un lavoro su di me, se era in
un'altra parte non mi interessavo, ma siccome una cosa mia, personale
UOMO: ha che lavora da un mese?
MARINO U.: un mese!
UOMO: giusto! se sono qua da un mese...
MARINO U.: si lo so! non mi hai capito
UOMO: il problema, il problema che da un mese.....
MARINO U.: ma stato questo che forse... siccome non...
FRASCATI: perch siccome io sono...

Successivamente, era lo stesso Ugo MARINO ad aggiungere che, in relazione a tali lavori a
cui era direttamente interessato, aveva informato CONDELLO Pasquale attraverso CONDELLO
Demetrio e, successivamente, anche il responsabile delle attivit estorsive CONDELLO
Domenico, fratello di Demetrio: siccome Mico non c' stato un attimino, no! per poter dire...io
gliel'ho domandato a Demetrio, ha detto "glielo faccio sapere io!"...poi uscito Mico che glielo
manda a dire a Pasquale, hai capito!...per dirglielo a qualcuno che qua il fatto di Ugo e
basta...per giustamente, non Ugo perch Ugo, mi hai capito cosa voglio dire, una cosa sua e
stop.. .
Laffermazione ha trovato puntuale riscontro negli accertamenti effettuati, essendosi
accertato che nel mese di luglio 2007, prima dellinizio dei lavori, MARINO aveva cercato di
informare CONDELLO Pasquale, attraverso CONDELLO Domenico: questultimo, dal 25 luglio
2007, si era reso latitante, a seguito dellordinanza di custodia cautelare in carcere nr. 6091/2006
RGNR DDA e nr. 4233 / 2006 RGIP DDA, emessa in data 19 luglio 2007 dal GIP preso il
Tribunale di Reggio Calabria, permanendo in tale stato sino allannullamento dellordinanza da
parte del Tribunale del Riesame.
Non vi alcun dubbio, infatti, che le affermazioni del MARINO allorquando riferiva
siccome Mico non c' stato un attimino, no! per poter dire...io gliel'ho domandato a Demetrio,
ha detto "glielo faccio sapere io!"...poi uscito Mico che glielo manda a dire a Pasquale, hai
capito!, si riferivano proprio a tali circostanze.
Lestortore, dopo aver rappresentato altri fatti attinenti a tale problematica, aggiungeva che
in base alle regole che erano state stabilite dal vertice della organizzazione, tutti avrebbero
dovuto pagare.

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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PROCURA DELLA REPUBBLICA 135
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A tal proposito, infatti, riferiva: per io non posso fare questo! perch ci sono dei
discorsi connessi, tutti di chi....sanno quali...che non stato stabilito da me, che prima che si
attacchi un chiodo...uno per determinate....-
Per una migliore comprensione del dialogo, si riporta di seguito parte dello stesso:
MARINO U.: siccome Mico non c' stato un attimino, no! per poter dire...io gliel'ho
domandato a Demetrio, ha detto "glielo faccio sapere io!"...poi uscito Mico che glielo manda a
dire a Pasquale, hai capito!...per dirglielo a qualcuno che qua il fatto di Ugo e basta...per
giustamente, non Ugo perch Ugo, mi hai capito cosa voglio dire, una cosa sua e stop
UOMO: eh!
MARINO U.: per giustamente ora glielo mando a dire se vuoi...giustamente se gli
dobbiamo levare pure....
UOMO: ....non si tratta di questo
MARINO U.: l'ho capito!
UOMO: si tratta che giustamente che quello che mi hai detto tu ...l'ho saputo ieri sera
...mi ha detto ..."non so niente!"...siccome pu dire, giustamente...
MARINO U.: Ugo una cosa, tu...giusto!
UOMO: "Ugo gli ha dato incarico a FRASCATI di fare questo lavoro!"...ed io...se no non
venivo proprio...venivo un mese fa...quando...
MARINO U.: eh!
UOMO: prima che iniziava
MARINO U.: esatto, bravo! no perfetto! va bene!...come
FRASCATI: quello che voglio dire poi...ognuno si comporta...tratto inc...dico io! nel
momento in cui avete saputo che era FRASCATI....
UOMO: eh!
FRASCATI: ...anzich dire agli operai "gli dovete dire di fare quello che deve fare e
che io ero qua!", ...lui prendeva "c' il signor FRASCATI?!", "si!", "non c'!" o "torna dopo!",
uscivo io, anzich di dirlo agli operai, dico io la stessa cosa a livello di forma
UOMO: si! voglio dire, a livello di forma ...
FRASCATI: voi dite....ma scusate! ora abbiamo chiarito o no?
UOMO: si, si!
FRASCATI: ora abbiamo chiarito che io non ne ho responsabilit o no?
UOMO: voglio dire, io ora poi parlo con chi...qua non si tratta di responsabilit
FRASCATI: ascoltate...scusate!....qua non si tratta di responsabilit
UOMO: no, no! qua non si tratta di responsabilit.....
FRASCATI: no, no!....tratto inc...
UOMO: allora! se io vado in un posto....io vado in un posto, giusto! voglio dire...non
che io la mattina....
FRASCATI: qualcuno vi ha mandato
UOMO: io questa mattina...
FRASCATI: qualcuno vi ha mandato!
UOMO: io questa mattina dico "vado l!"
MARINO U.: bravo! giusto!...guarda che lui...
FRASCATI: qualcuno vi ha mandato...io pare che sto dicendo che non dovevate
venire....dico, ma una volta che siete venuto qua...il risultato lo stesso, Ugo ha parlato sempre
con me ora...inc...per passate dagli operai "senti c' FRASCATI?"...visto che lo sapevate che era
FRASCATI, ci conosciamo...inc...
UOMO: si, si!...onestamente non pensavo che fosse voi, credetemi!
FRASCATI: e non vi ha detto FRASCATI?
UOMO: si!
MARINO U.: no! ora gliel'hanno detto a lui, ...lui non abbiamo parlato mai di questo
fatto
FRASCATI: no! dico io...gli hanno detto a lui che non era cosa di Ugo ma una
cosa...
UOMO: non pensavo... allora!no! non pensavo...non pensavo che eravate coi come
persona...
FRASCATI: come persona!
UOMO: si!

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 136
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FRASCATI: per FRASCATI lo conoscevate!


UOMO: si! ma voglio dire io per...io non che mi posso...
FRASCATI: ma dico...no!!! facciamo finta che erano estranei
UOMO: con tutto il rispetto
FRASCATI: ascoltatemi...ascoltatemi! facciamo finta che erano estranei,
ok!..parlando con lui, un Carabiniere pure, ok?
UOMO: ok!
FRASCATI: dico io...la forma era uguale...dico! sentite una cosa, c' il titolare, non
potete parlare con il titolare...non cambiava niente...
UOMO: per io non posso fare questo! perch ci sono dei discorsi connessi, tutti di
chi....sanno quali...che non stato stabilito da me, che prima che si attacchi un chiodo...uno per
determinate...
FRASCATI: si!!
UOMO: ...situazioni...
FRASCATI: non sto discutendo questo...
UOMO: io sono quello che arriva a tavolo sistemato...

Dal contenuto del discorso emergeva, peraltro, che il titolare della ditta conosceva
lestortore: questultimo, infatti, riferiva che sino a quel momento non sapeva che i lavori li stava
effettuando la ditta FRASCATI.
Ugo MARINO, ancora una volta, ribadiva quanto gi sostenuto, ovvero di essersi
rapportato con Pasquale CONDELLO, attraverso CONDELLO Demetrio e CONDELLO
Domenico, e che in conseguenza di ci riteneva che la ditta appaltatrice dei lavori non dovesse
pagare alcuna somma di danaro; in relazione a tali fatti, la conversazione avveniva come segue:
FRASCATI: no!, no! mi sono espresso male...
UOMO: ...inc..., pu darsi anche che io abbia...
FRASCATI: no! ascolta! io dico questo...
UOMO: ...errato...inc...
MARINO U.: no!!!
FRASCATI: no! tu gli dici all'operaio "c' il signor FRASCATI? o qualsiasi altra
cosa!" ma FRASCATI inteso no FRASCATI...FRASCATI chiunque esso
sia
UOMO: si, si!
FRASCATI: va bene! scendevo io!
UOMO: ma ragazzi! ...AVERSA!...ma poi ho detto io "ma qua sto
uscendo...inc...AVERSA!" siccome per dire! ognuno...non si capisce niente...io
non sapevo per dire che...
FRASCATI: a me mi ha chiamato per fare determinati lavori...io prima di iniziare i
lavori...prima di iniziare i lavori...
MARINO U.: fammi finire a me...prima di iniziare i lavori... stato corretto nei miei
confronti...mi ha detto "dobbiamo parlare con qualcuno?", "non ti preoccupare ne parlo
io!"...quindi lo dobbiamo discolpare sotto questo aspetto...che non centra niente
UOMO: no! ma non questo il problema
MARINO U.: mi fate finire!...inc..., la responsabilit mia, perch successo il fatto
di Mico...allora! io a Demetrio gliel'avevo detto, mi ha detto "ora quando mi sento con Mico...!"
poi uscito che gli manda l'ambasciata...avete capito!...a chi la doveva mandare
UOMO: si! si!
MARINO U.: tutto qua!
UOMO: ma non c'era bisogno di...voglio dire io...
MARINO U.: si!
UOMO: queste...questi messaggi a me!
MARINO U.: ma no! lui me l'ha detto
UOMO: eh!
MARINO U.: perch l'ha detto onestamenteanzi ti dico le parole esatte "vuoi che
parlo con qualcuno io?" "tu non parlare di niente quando vieni a lavorare da me!" ti dico pure le
parole che mi ha detto
UOMO: si, si!

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 137
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MARINO U.: gli ho detto "quando vieni a lavorare da me, perch da me non c'
problema..."
FRASCATI: siccome queste cose qua....vediamo ha detto.... siccome queste cose qua
creano confusione
MARINO U.: ed infatti loro...ecco! perch voglio scrollargli tutta la responsabilit
UOMO: ma qua non si tratta ne di scrollare e ne cosa...voglio dire! tutti quei
passaggi....quando a me lo sa Mico, giusto! a me Mico dopo trentacinque secondi io lo so
MARINO U.: e allora...
UOMO: trentacinque secondi
MARINO U.: eh! ma per dirti
UOMO: siccome lui mi ha detto in questa maniera....anzi che lui mi ha detto....me l'ha
detto lui a me..."ci sei andato?"...gli ho detto "ma!..." perch pensando....poi c' stato un altro che
mi ha domandato...perch io non ho parlato proprio ...
MARINO U.: si, si!
UOMO: ...con Ugo MARINO non ho parlato proprio
MARINO U.: l'ho capito
UOMO: "...a me mi risponde!" ha detto, poi...
MARINO U.: si, si! giusto
UOMO: non ......gli ho detto "come! anzi che...!"...sei giorni fa si stava verificando
quello che dovevo fare io questa mattina...aspetta un minuto ...vado io da Mico!....."va be!" ma poi
gli ho detto parlo io con Mico ...io con Mico mi rispetto
MARINO U.: certo!
UOMO: gli altri...ognuno fa quello che vuole a me non interessa
MARINO U.: bravo! giusto...perfetto! hai detto bene
UOMO: dice "no!" ...ieri sera...non stavo parlando di venti giorni, ieri sera alle sette e
mezza....non che abbiamo parlato un mese fa...ieri sera...inc...mi fa...mi ha detto "pure per
capire!"
MARINO U.: giusto! ho capito il discorso, voglio dire!
FRASCATI: no!...perch per non trovarmi in queste situazioni cerco di non mettermi
prima...poi...inc...una cosa che questa mattina...inc...e che anzich si dica...l bastava che veniva
detto a me...la ragionavamo nella stessa maniera...inc...
OMISSIS

Successivamente lo stesso MARINO Ugo invitava il FRASCATI ad allontanarsi, in modo


da restare da solo con lestortore allo scopo di rappresentare a questultimo altre notizie.
Ad un certo punto del dialogo MARINO Ugo, nel riferire in ordine allatteggiamento
mantenuto dal FRASCATI, circa il mancato contatto prima dellinizio dei lavori con gli ambienti
della criminalit organizzata, effettuava un parallelismo tra la propria figura e quella dello stesso
estortore, al quale rappresentava che la attuale vicinanza dei vertici criminali di cosche un tempo
in guerra avrebbe potuto generare tale errore.
Laffermazione, non poteva che palesemente riferirsi al fatto che lestorsione era stata
ordinata da Giuseppe DE STEFANO, nato a Reggio Calabria, il 01.12.1969, tratto in arresto in
data 10 dicembre 2008 e gi inserito nellelenco dei trenta ricercati pi pericolosi in campo
nazionale, in considerazione del fatto che dal contenuto dei dialoghi successivi emergeva
chiaramente il ruolo espresso da questultimo.
Mico TEGANO, stato identificato in Domenico TEGANO, nato a Reggio Calabria il 27
novembre 1946, deceduto per morte naturale il 26 luglio 1991, fratello dei pi noti Pasquale e
Giovanni, latitante.
Evidentemente laffermazione riferita dal MARINO rientrava nellambito di un pi ampio
discorso nel corso del quale questultimo ribadiva di avere informato in tal senso Pasquale
CONDELLO.
Il MARINO, per meglio evidenziare i fatti, riferiva al proprio interlocutore che era stato lui
stesso ad impedire al FRASCATI di contattare eventuali esponenti della criminalit mafiosa in
quanto, in virt della propria vicinanza al gruppo mafioso dei CONDELLO, avrebbe potuto
garantito la massima tranquillit.
In seguito il MARINO ribadiva che il titolare della ditta appaltatrice era intenzionato, ancor
prima di iniziare i lavori, a rivolgersi agli esponenti mafiosi competenti per larea di interesse, ma

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 138
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era stato lo stesso MARINO Ugo a bloccarlo in quanto riteneva, proprio in virt della parentela
con i CONDELLO di essere esentato da tale pagamento.
In seguito, tanto il MARINO che lestortore, decidevano di parlare, anche se in momenti
diversi, con CONDELLO Domenico; per una migliore comprensione dei fatti, si riporta di seguito,
la restante parte del discorso:
[Link]
MARINO U.: ...signor FRASCATI potete andare
FRASCATI: grazie!
MARINO U.: me la vedo io con ...
FRASCATI: ...inc...il caff lo prendi?
UOMO: no! l'ho preso!
MARINO U.: va be! ora...ora scendo io con lui e me lo prendo
FRASCATI: sono sotto va!
MARINO U.: chiudimi la porta per...
UOMO: scendo di qua, Ugo!
MARINO U.: si, si! scendi da dove vuoi.....onestamente ...tratto inc...!...mi ha detto
"aspetta che parlo io ...ora parlo io pure!", mi ha detto a me "devo parlare con qualcuno?", "no!
quando vieni da me non devi parlare con nessuno, un lavoro che fa Ugo MARINO... nelle
condizioni...s come si comportano, per da me non successo mai un problema di venire
qualcuno a dirmelo, per non di meno...!" gli ho detto "io gli mando l'ambasciata a chi gliela devo
mandare per correttezza, perch ci sono dei determinati situazioni che si devono capire!" poi se
gli dice un mio amico, o Mico o Pasquale "l Ugo MARINO, lasciate perdere il discorso!" tra
loro se lo possono dire, come se tu vieni da me e gli dici "Mico TEGANO oppure Peppe DE
STEFANO hanno detto...!"..."ok!" cio hai capito cosa ti voglio dire...allora non ho pensato
subit...quindi mi assumo un p la forma di responsabilit, chiamiamola responsabilit, io! ecco!
con te posso parlare chiaro
UOMO: si, si!
MARINO U.: perch lui onestamente...devo dire la verit, mi ha detto "volete...come
devo fare?", "non fate niente! quando lavori da me non si fa niente!...degli altri accanto a me non
interessano, ma da me no, perch noi lo stiamo facendo a sacrificio e a coso...quindi tu mi stai
facendo anche prezzi stracciati, non corretto che ...!" io ho chiamato a due tre, quando questo
mi ha fatto proprio il prezzo in modo che posso lavorare e posso fare il coso...per non di meno
ora glielo mando a dire, se vuoi....
UOMO: no! ma parlo io con ...inc... la stessa cosa, voglio dire...
MARINO U.: certo! tu quando gli dici che...perch io ... tratto inc... problemi avevo
parlato....tratto inc...?
UOMO: ...tratto inc...
MARINO U.: certo! a Mico CONDELLO! ....certo! si, si! ora glielo dico io....glielo
dico io ora a Mico, glielo dico io
UOMO: io come lo vedo ne parlo pure...perch....
MARINO U.: ora gli telefono...poi gli telefono io
UOMO: ...ha un mese!...non che sono venuti da me
MARINO U.: no, no! la cosa...lo devo dire...
UOMO: se c'era qualcuno che gi ha.... che vuole dire ....
MARINO U.: aspetta! mi sto assumendo...allora non mi hai capito, mi sto assumendo
io la responsabilit, sono onesto! se no ti dicevo...
UOMO: si!
MARINO U.: gli ho detto io di non andare in nessun posto...
UOMO: si, si!

Era sempre il MARINO, inoltre, ad asserire di avere riferito allappaltatore che, a lui, non
sarebbe stato imposto alcun pagamento di somme di danaro a titolo estorsivo: no! se lavori da
me non ti preoccupare che sono tutti amici mie...non viene nessuno!"...anzi! la parola esatta!
"per stai tranquillo che gli mando una ambasciata!".
Successivamente, il MARINO ribadiva, ancora una volta, di avere notiziato CONDELLO
Pasquale, anche se in ritardo, in quanto CONDELLO Domenico in quel periodo era latitante,

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 139
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mentre il genero CONDELLO Demetrio, aveva chiesto tre, quattro giorni di tempo per fare
giungere la notizia al parente latitante.
In tale circostanza, il MARINO tra laltro aveva evidenziato una conoscenza dei
movimenti di CONDELLO Pasquale: ci sono tre, quattro giorni che uno non pu parlare....
ma poi ci sono due giorni che pu fare quello che cazzo vuole...me l'insegni queste cose...
Come gi in parte evidenziato, nel corso della conversazione emergeva chiaramente che la
richiesta estorsiva era proveniente da Giuseppe DE STEFANO, poich era stato lo stesso Ugo
MARINO a riferire al suo interlocutore di rappresentare a Peppe le circostanze pi volte
menzionate: poi diglielo a Peppe che stato su questo..;
la restante parte della conversazione avveniva come segue:

MARINO U.: ....per, perch se no dice "allora ogni volta ci dobbiamo assumere
responsabilit a gente che non si porta!"...infatti lui lo ve lo voleva levare...lo voleva levare il
cappello...dice "dobbiamo andare da qualche parte? prima che inizio, per non fare cattive figure!"
onestamente!...gli ho detto "no! se lavori da me non ti preoccupare che sono tutti amici mie...non
viene nessuno!"...anzi! la parola esatta! "per stai tranquillo che gli mando una ambasciata!"
UOMO: per lui non giustificato!...perch lui
MARINO U.: ...inc...chi!
UOMO: ...c' ...c' per dire chi ha la ditta, amici nostri...amici nostri per dire...
MARINO U.: si, si! ho capito cosa vuoi dire...
UOMO: ...prima di fare una cosa...inc...e dice "vedete che stiamo facendo...stiamo
incominciando questo...!" perch ci sono delle situazioni che le persone......
MARINO U.: ma! infatti...io ti ho detto che...
UOMO: eh!
MARINO U.: ...sono in torto io che non l'ho mandata subito perch non c'era
Mico...non sapevo...perch Demetrio... parlando con Demetrio, dice " non gliela posso mandare
in questo minuto l'ambasciata!"
UOMO: certo!
MARINO U.: ci sono tre, quattro giorni che uno non pu parlare.... ma poi ci sono
due giorni che pu fare quello che cazzo vuole...me l'insegni queste cose
UOMO: ...inc...
MARINO U.: ed allora mi ha detto "aspetta...!" poi mi passato, devo dire, di mente
con tutti gli impegni che ho...quindi la responsabilit me l'assumo io nel sensono! perch voglio
discolpare la...onestamente lui me l'ha chiesto prima di appende un chiodo...infatti l'ha detto
...quindi non voglio...che dice "FRASCATI un pezzo di merda!"...no! me l'ha detto, quindi ti
stavo dicendo che gli ho detto io "non vi preoccupate che qua lavorate tranquillo che sono tutti
amici miei...destra, sinistra, centro, non c' problema...per non di meno...!" gli ho detto "...gli
faccio l'ambasciata io, perch giusto che devono...ma gli dobbiamo pure levare il cappello
perch sono persone che in qualche maniera devono pure vivere...anzi la mia parole pure...tra
virgolette!"...dice "si! grazie! vi ringrazio!"...ecco quale stato...quindi...ora io...glielo dico pure
io a Mico oggi che me l'aveva detto a me ed io gli avevo detto questo....siccome Demetrio non
gliel'ha detto, quindi appena...
UOMO: va bene!
MARINO U.: guardate! il tempo di incontrare a Mico, alle dieci, alle undici
UOMO: non c' problema!
MARINO U.: per dirglielo di...
UOMO: non c' problema! che poi me la vedo io con lui...e poi giustamente....
MARINO U.: ma questo era sempre....
UOMO: no!...inc...
MARINO U.: no! che glielo dite...
UOMO: ....tratto inc...
MARINO U.: poi diglielo a Peppe che stato su questo...
UOMO: ci mancherebbe altro!
MARINO U.: no! la forma digli che stata...no una scorrettezza, ma gliel'ha detto
Ugo...e siccome gli ha detto Ugo "sono tutti amici miei, da me non viene nessuno, sia destra che
sinistra...!" proprio come ti dico...ma sempre per correttezza che gli mandate per l'ambasciata a
chi di dovere...poi successo...e gli dici il fatto di Mico....Ugo oggi o domani non si visto

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 140
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eccetera...poi successo...sai quando si lavora, ha detto Ugo! eccetera...per il cappello quello se


lo voleva levare prima di attaccare il chiodo...
UOMO: si!
MARINO U.: l'ha seduto Ugo d'avanti a me, quindi...c'ero io
UOMO: si!
MARINO U.: per correttezza, quello che di dovere...va bene?...ora io fra poco...anzi
andiamoci a prendere il caff
UOMO: andiamocene...inc...
MARINO U.: ecco! diglielo, perch questi qua...perch stavano facendo il lavoro
proprio...lo stanno facendo a me
UOMO: si, si,si!
MARINO U.: ecco! questo ti voglio dire
UOMO: da dove scendo?
MARINO U.: aspetta che ora scendiamo di qua

si da atto che l'UOMO e MARINO U. escono dalla stanza, si interrompe la registrazione.


(vds. all nr. 14)

Sempre nello stesso giorno (il 7 settembre 2007), alle ore 09.15, Ugo MARINO, allinterno
dellufficio aveva un colloquio in un primo momento con una persona di sesso maschile,
probabilmente un impiegato, e successivamente con FRASCATI Emilio.
In entrambe le circostanze, la conversazione era attinente alla richiesta estorsiva subita dal
FRASCATI in cui, indirettamente, era rimasto coinvolto anche lo stesso MARINO, in quanto non
era riuscito a garantire allimprenditore, attraverso la figura di CONDELLO Pasquale,
lesenzione del pagamento.
Nel raccontare la vicenda allinterlocutore, Ugo MARINO, oltre a rappresentare che i lavori
di ristrutturazione del negozio erano stati bloccati da parte del Comune, circostanza questultima
desunta anche dalla documentazione acquista presso gli uffici competenti, riferiva che Giuseppe
DE STAFANO aveva attuato una richiesta estorsiva in danno dellimpresa impegnata nei lavori
presso il proprio negozio.
Nella circostanza riferiva che lo stesso Domenico CONDELLO, preposto da Pasquale
CONDELLO alla gestione dello specifico settore delinquenziale, aveva avallato tale attivit
criminale giustificando il delitto in trattazione quale azione diretta alla ditta appaltatrice e non ad
un appartenente allorganizzazione, quale doveva considerarsi Ugo MARINO; le affermazioni
sono di tenore inequivocabile:
MARINO U.: questa mattina mi sono alzato per bene e c' stata un'altra novit
UOMO: eh!...infatti ti ho visto agitato, io ti conosco ormai
MARINO U.: ecco!....no! agitato! nel senso no a me...
UOMO: ...inc...
MARINO U.: ma no per me, no per me!
UOMO. ah! ho capito!
MARINO U.: no per me!...ci hanno fermato i lavoratori...hai capito?
UOMO: del Comune?
MARINO U.: no!...inc...
UOMO: no! ho capito!

OMISSIS fino ad ore [Link] (conversazione telefonica a carattere lavorativo riguardo


sistemazione e arrivo di materiale e pratiche burocratiche con le ditte, il MARINO
successivamente discute con la segretaria di bolle e pratiche da sistemare)

MARINO U.: io per fare la mia bont del cazzo


UOMO: eh!
MARINO U.: gli ho detto "non viene nessuno e ti cerca i soldi a te!"...questa mattina
gli ha ...inc...Peppe DE STEFANO
UOMO: ...inc...
MARINO U.: eh!...no! ...inc..., perch io credevo...gli ha detto "no! Ugo MARINO
una cosa, quello che fa il lavoro un altra!"...ma io...gli ho detto io "sapendo che ci tenete

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voi...questo ve l'ha levato il cappello a voi!".....inc.....FRASCATI!...tratto inc...perch questo non


lo possono vedere .....per dice "...ovviate!...perch sei tu, tuo suocero...pu fare quello che
vuole!"....io gli ho detto a lui....dice "gli devo levare il cappello a qualcuno prima di iniziare i
lavori?", gli ho detto "no! da me chi cazzo viene!", in effetti non mai venuto nessuno....ma
siccome stanno morendo di fame tutti...stavano venendo i TEGANO, mi ha detto "...tratto inc...!",
gli ho detto "...inc...!...no! andiamo noi perch siamo noi, gi abbiamo parlato!"...poi andato da
Mico, gli ha detto Mico "no!! Ugo una cosa, Ugo non centra niente...quelli che fanno i lavori
devono ...inc...!"...ora stava partendo con...gli ho telefonato nella macchina ed era con
PORPIGLIA
UOMO: per Milano?
MARINO U.: ...per Milano , va be! ma a me non interessa, neanche quello che fa
lui....

Nel ripercorrere le tappe dellintera vicenda Ugo MARINO aggiungeva che Domenico
CONDELLO (alias gingomma) lo aveva invitato a rappresentare ogni cosa a Pasquale
CONDELLO, allepoca latitante, affinch questultimo facesse sentire il peso di un suo intervento
in suo favore, anche per evitare che accadessero fatti analoghi in futuro: ma no!!!....ma! dice
Mico "Pasquale CONDELLO si pu prendere l'impegno per te!" dice "non andare da nessuno!
per glielo deve dire se no lo sai che cosa dice ...quando dobbiamo andare noi da qualcuno, da
qualcuno, dicono no! noi....!".
Laffermazione, oltre ad essere oltremodo significativa circa i rapporti di Ugo MARINO
allinterno della struttura criminale riconducibile al CONDELLO, attesa la concreta possibilit di
parlare direttamente con il latitante, evidenziava lesistenza di una pianificata attivit predatoria da
parte delle organizzazioni mafiose presenti sul territorio di Reggio Calabria, in relazione alla quale
a Domenico CONDELLO era riservato un ruolo qualificato, essendo tra i responsabili operativi di
tale attivit in rappresentanza del cugino latitante.

In linea con limpostazione sin qui evidenziata, va sottolineato che lattenta analisi dei
dialoghi sin qui riportati ha consentito di ottenere la conferma della correttezza dellassunto fatto
proprio da questo Ufficio: le famiglie mafiose operanti sul territorio cittadino agiscono, in materia
di estorsione, in perfetta sintonia dintenti.
sempre Ugo MARINO a precisare che i proventi estorsivi sono divisi tra le principali
famiglie di ndrangheta.
A tal proposito, riferiva: ".. noi! da parte vostra no! perch noi pure se vengono... i soldi
si devono dividere...!" lo sai come ?......si dividono!.
Tale affermazione, congiunta a quanto rappresentato in precedenza in ordine
allatteggiamento mantenuto da CONDELLO Domenico, il quale aveva giustificato tale azione
delittuosa ("no!! Ugo una cosa, Ugo non centra niente...quelli che fanno i lavori devono
...inc...!"...ora stava partendo con...gli ho telefonato nella macchina ed era con PORPIGLIA),
sintomatica di un rapporto simbiotico, assolutamente lontano da quella belligeranza armata che
aveva contrapposto i gruppi criminali reggini negli anni passati, votato esclusivamente al controllo
di ogni attivit economica presente ed operante nel capoluogo di provincia.
Ugo MARINO, in effetti, nel riportare al proprio interlocutore le affermazioni di un
componente di spicco dellorganizzazione criminale facente capo a Pasquale CONDELLO
individuato in CONDELLO Domenico, sottolineava che le imprese appaltatrici sono costrette a
pagare somme di danaro a titolo estorsivo : non centro...lui mi ha detto, gli ha detto a lui
"ma no per Ugo MARINO, Ugo MARINO non centra niente...oh! Ugo Marino non centra
niente!", no! gli ha fatto capire "Ugo MARINO un amico nostro...ma voi che lavorate dovete
pagare!"...vedi che c'era ancora Roberto qua..;
si riporta, di seguito, parte della conversazione di interesse:
UOMO: hai problemi pi grossi
MARINO U.: ma siccome c' mio genero, mi ha detto...inc... gli ho detto io "glielo
dico io a mio genero!" per fare bella figura ...gli ho detto io a ...inc..."ho errato io.......perch
questo ve lo voleva levare il cappello...no a voi ma a chi era di competenza!...per sono stato io a
dirgli che me la vedo io"...per farmi il bello un p...nel senso! "non ti preoccupare non viene
nessuno!"...mi ha detto "anzi! sei onesto che dici questo!"..."per no per farmi il bello....sapendo
che sono vostri parenti non penso che vengono a rompermi i coglioni...anche perch mi sta

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facendo prezzi particolari!"...dice " noi! da parte vostra no! perch noi pure se vengono... i soldi
si devono dividere...!" lo sai come ?......si dividono!
UOMO: si, si!
MARINO U.: "per da voi non vogliamo niente, per i soldi da lui!"...ora gli ho detto
"no! se vogliono i soldi loro...vedi tu!...gli dici che una cosa ormai vostra......e poi ve la scontate
in un'altra maniera...se no cosi faccio la figura di merda, tipo... come te la sei vista tu e poi....!"...il
mondo cosi, apposta...cosa devo fare?
UOMO: ma....
MARINO U.: per no! ho sbagliato io...io in queste cose non mi devo intromettere,
ma pensando...siccome ne ho fatto tanti lavori io...
UOMO: onestamente non pensavi
MARINO U.: non pensavo che...non venuto mai nessuno...ma no da me
UOMO: non centri tu...
MARINO U.: non centro...lui mi ha detto, gli ha detto a lui "ma no per Ugo MARINO,
Ugo MARINO non centra niente...oh! Ugo Marino non centra niente!", no! gli ha fatto capire
"Ugo MARINO un amico nostro...ma voi che lavorate dovete pagare!"...vedi che c'era ancora
Roberto qua!
UOMO: quando sono venuti?
MARINO U.: ora, questa mattina alle sette, mi hanno mandato a chiamare, mi sono
alzato prima.... ....che devi fare?
UOMO: no! sto mandando un attimo i fax...tratto inc...
MARINO U.: e non c'! non c' nessuno
UOMO: ...tratto inc....mi dispiace, guarda! ...inc...ti devono mettere sempre nel mezzo,
sempre!
MARINO U.: oh!
UOMO: giustamente!
MARINO U.: se loro ...inc...niente da dire, come mi hai detto che te la vedevi tu...pu
passare come un qua-quara-qua...gli ho detto io "Demetrio passa un attimo che ti devo
parlare!"...io a Demetrio non gli ho detto niente...in effetti, perch mi ha detto lui "guarda che
Mico mi ha detto che non sa niente "no!" gli ho detto io "io gliel'ho detto a Demetrio ma c'era la
latitanza di Mico!"...mi ha detto...ma Demetrio non mi ha detto... "ma tu a me non hai detto
niente!", "hai ragione non ti ho detto niente, per non gli dire che non ti ho detto niente!"..."
perch no?".....ora parliamo, ora parliamo (rivolgendosi ad altra persona)........"non ti ho detto
niente...perch se no sembra che ...!"...inc...dice "come non l'hai detto?", "gli dici che mi sono
dimenticato!"

OMISSIS fino ad ore [Link] (l'UOMO parla al telefono e dice al suo interlocutore che
sta scendendo)

MARINO U.: quindi!...farei la figura di merda io.....


UOMO: giustamente tu dici "ho fatto tanti lavori e non venuto mai nessuno!"
MARINO U.: ma no!!!....ma! dice Mico "Pasquale CONDELLO si pu prendere
l'impegno per te!" dice "non andare da nessuno! per glielo deve dire se no lo sai che cosa dice
...quando dobbiamo andare noi da qualcuno, da qualcuno, dicono no! noi....!"
UOMO: si! perch poi succedono queste cose
MARINO U.: quindi io non voglio...uhm!!!
UOMO: problemi!....

La restante parte del discorso, intercorso tra Ugo MARINO e lappaltatore Emilio
FRASCATI, avente per oggetto sempre la richiesta estorsiva attuata nei confronti del suddetto
imprenditore, rivelava un ulteriore scenario criminale: la divisione degli introiti tra i diversi
componenti dellorganizzazione.
Il MARINO riferiva: ...io far tutto questo per non voglio che questi tornano e gli
dice ...va bene! noi...io! la nostra parte, CONDELLO, per dire, non la voglio!": indirettamente il
MARINO sottolinea che la famiglia CONDELLO non avrebbe intascato una parte dellestorsione;
la conversazione, in merito, avveniva come segue:

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OMISSIS fino ad ore [Link] (i due soggetti discutono di pratiche da mandare


all'assicuratore e di licenziamenti, l'uomo dice a MARINO che arrivato il falegname)

UOMO: va bene! mi dispiace onestamente!


MARINO U.: si! dispiace pure a me!...per...
UOMO: mi dispiace per te e no per...
MARINO U.: no! per me ...a me non che mi succede... un problema ...per
UOMO: per...sono cose antipatiche dai!
MARINO U.: sono cose antipatiche ...lo chiami poi a Emilio FRASCATI un attimino?
UOMO: questo secondo me alla fine lo ammazzano...inc...
MARINO U.: no!!...inc...no! dammi questa penna!
UOMO: per non lo possono vedere!
MARINO U.: non lo possono vedere
UOMO: ...inc...
MARINO U.: si! ci colpa pure lui ...inc...anno ammazzato a loro,...questo me l'ha
detto Demetrio ed vero....la gente ...inc...ve lo siete dimenticato...chiamamelo!
UOMO: si!
OMISSIS fino ad ore [Link] (Ugo Marino discute con l'uomo di operazioni da fare in
baca, si da atto che alle ore 09.28.20 l'uomo va via)

si da atto che alle ore [Link] entra nell'ufficio FRASCATI

MARINO U.: il ragionamento giusto...io ho parlato, no!...dice ...dice che


passato...che lui....ascolta il ragionamento che mi ha detto oggi lui...una persona molto
intelligente e dotata di intelligenza, non uno stupido...cio! suo fratello un impulsivo, lui
intelligente
FRASCATI: che fa?
MARINO U.: ...inc...!
FRASCATI: che fa dico!
MARINO U.: assicuratore...fa, ...poi nel campo...io non te le ho dette tante cose, e
poi gli controlla le cose a suo fratello quando manca lui ...e poi voglio che tu mi dai ragione,
perch non le sai certe cose tu, per non allarghiamo a macchia d'olio...questo ti dico e che
rimanga qua...giusto?
FRASCATI: non ho capito!
MARINO U.: no! ti spiego il motivo...e dice una cosa ...da una parte ho errato in
benevolenza io nei tuoi confronti...perch ho errato io? perch vi ho detto "me la vedo io!"

OMISSIS fino ad ore [Link] (entra una donna per ragioni di lavoro e parla con Ugo
MARINO)

MARINO U.: ho errato in benevolenza perch ...per dimostrarti che ti rispettavo e ti


ho detto in quella maniera...mi ha detto "caro Ugo!!", ora! che ho parlato di fronte, hai visto!
"queste benevolenze purtroppo...tu sei una persona !" ha detto...perch mi chiama Ugo per
.."tu sei mio suocero, hai cinquantatre anni, tu lo devi capire perch sei stato... e sai come
vanno i fatti...anzi ora vanno peggio e no meglio, perch ci dobbiamo guardare uno
dall'altro...anche se noi siamo tutti ormai amici...ma amici il cazzo! eh! le sai queste cose!"...va
be! io te le dico perch voglio che tu se corrispondono a tutto quello che ha detto dici "Demetrio
ti ha detto una cosa giusta!" mio genero...ha detto "io qua...tu per me puoi fare questo palazzo,
il corso Garibaldi, Ugo MARINO...se lo butta Ugo MARINO...! giustamente"...."Pasquale
CONDELLO ...per dire Pasquale, la famiglia CONDELLO non venuta da FRASCATI a dirgli
"fermate il cantiere!", lo poteva fare per dargli i soldi a chi deve fare...qua possono venire uno,
due, tre, quattro, perch tu sai come la situazione...sono venuti loro e poi sono amici suoi, di
suo padre"...cio! una cosa va detta...cerca di capirmi....
FRASCATI: mio padre ...
MARINO U.: ...aspetta!
FRASCATI: ...mio padre amico di tutti!

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MARINO U.: no!... amico! ma per ha detto una cosa giusta... amico, nel bene o
nel male amico di tuo padre...per dice ...
FRASCATI: come amico pure Pasquale CONDELLO
MARINO U.: si!!! mi fai finire!...sono amici di tutti! se non mi fai finire poi....
FRASCATI: si, si, si!
MARINO U.: per voglio che tu mi dai all'ultimo, no ragione perch voglio dare
ragione, la ragione c' l'hanno i cornuti, ma mi dici "hai pienamente..."
FRASCATI: ma allora qua...
MARINO U.: ...dobbiamo dare pienamente atto...perch me l'ha fatto anche
ragionare a me, quindi giustamente ...dice "tu ormai me l'hai detto a me, me l'hai accennato ed io
non gli ho detto niente perch c'era mio fratello eccetera ...per che succede...se gli mando
l'ambasciata a mio cugino ti dice ...Ugo! butta il corso Garibaldi che da te...da Ugo MARINO non
viene nessuno...per ci sono le altre persone che poi si prendono la cosa, la briga di levarci il
cappello noi nei loro confronti...quindi ognuno risponde delle proprie azioni!", gli ho detto io "a
questo punto devo dire che ho errato io...perch ho errato io? perch questo ragazzo prima di
mettere un puntello...per fare no il bello ma il garante suo...!" infatti ha detto "tu l'hai fatto in
buona fede!" , garante suo!... ha messo le cose...e ha detto "vuoi che vado io? te la vedi tu?...o mi
ha detto cosi o non me l'ha detto...me l'ha detto!" gli ho detto io..." stato....quindi la colpa, la
responsabilit, nel senso benevolo della parola che gli ho detto, me la sono assunta io!"...dice
"si!... per tu non ti puoi assumere queste responsabilit...perch...no perch non sei in grado,
anzi tutto ti vogliono tutti bene a te o quanto meno se non ti vogliono bene, ti devono voler bene
per forza...!"
FRASCATI: ti comportavi....
MARINO U.: aspetta! no!..."ti devono volere bene per forza...poi all'ultimo o ti
vogliono...se no ti devono voler bene per forza....per il problema...tu non te li puoi assumere
queste responsabilit, permettimi! ...perch ci sono delle regole....!"
FRASCATI: giusto!
MARINO U.: come mi hai detto tu! bravo!...hai visto come mi hai detto...."che il
signor Frascati sa che ci sono delle regole...allora! per ora...io ora vado che non c' mio fratello,
chiamo...intanto a questo qua e gli dico ...se loro...noi gli diciamo... un lavoro che sta facendo in
economia...
FRASCATI: ... Ugo...
MARINO U.: ...in economia Ugo... andato ed ha chiamato a FRASCATI perch sono
amici e sono insieme!"
FRASCATI: perfetto!
MARINO U.: "...io far tutto questo per non voglio che questi tornano e gli dice
...va bene! noi...io! la nostra parte, CONDELLO, per dire, non la voglio!"
FRASCATI: ...inc...
MARINO U.: lo vedi! ecco! ma lui mi ha dato...dice "io ti sto dicendo come vanno le
cose, tu non hai...hai errato nel senso...per la benevolenza che hai creato a questo ragazzo!", anzi
ha detto la parola "a questo ragazzo!"...."per tu capisci come vanno le regole...qua ci sono delle
regole...e tu le sapevi!"...allora gli ho detto io " per ora che ho errato non voglio fare cattiva
figura con il signor FRASCATI, perch mi pu dire ...che "pisciatore" sei! no! a me
"pisciatore"...!" dice "no! "pisciatore non te lo pu dire a te perch tu ti sei messo a
disposizione...c' una famiglia che si chiama CONDELLO e non venuto nessuno a rompere i
coglioni!" mi ha fatto questo...."per! questo non vuol dire ...ora me la vedo io!"...quindi! mi ha
detto "ora me la vedo io per darmi quella:...!", gli ho detto io "non voglio ora fare cattiva figura
con questo ragazzo!"...gli ho detto io "anzi! premesso! e ti dico pure questo anche se mi dai
legnate...!" gli ho detto "mi sta facendo il lavoro in economia..!"
FRASCATI: ...inc...
MARINO U.: ...per mandarglielo a dire ...in economia! lo sta facendo....
FRASCATI: questo gli deve dire
MARINO U.: eh!! io non sono storto ma tu mi fai
FRASCATI: non ho detto mai che sei storto tu
MARINO U.: no! mi hai fatto storto!
FRASCATI: io a te?
MARINO U.: gli ho detto "mi sta facendo il lavoro...!"

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FRASCATI: io a te?
MARINO U.: si! storto mi hai fatto! per dirmi in questa maniera...gli ho detto "mi sta
facendo un lavoro in economia...forse sta riuscendo solo per pagare gli operai e
per....ma!...perch me l'ha detto...te lo voglio fare io ma in economia!" gli ho detto...quindi me lo
stai facendo in economia!...se noi mettiamo...ha detto "io vado a parlare!"...anzi ora vado e lo
chiamo subito....perch sanno dove ... frequentano!....ha detto "quello che posso fare lo
faccio...mando qualche ambasciata!...perch se Pasquale dice dopo...me la vedo io!!" hai capito?
FRASCATI: si!
MARINO U.: quindi! non ti preoccupare...gli ho detto "non voglio fare cattiva
figura!"...quindi!...sono arrivato...hai visto che l'ho mandato a chiamare subito!
FRASCATI: basta!
MARINO U.: cosi potete dire come sono andate le cose e come ti ho detto...ho errato
io!...da un lato non che ho voluto errare per farmi il bello...ma tu hai visto! tu non che hai
errato per farti il bello...tu non hai neanche sbagliato...hai detto una cosa giusta...perch non
credere...perch.....

si da atto che la registrazione si interrompe

(vds. all. nr. 15)

In prosieguo, si registrava un ulteriore colloquio tra Ugo MARINO ed Emilio FRASCATI,


in cui emergeva che il primo, oltre a richiedere al genero CONDELLO Demetrio di informare
CONDELLO Pasquale in ordine ad un suo deciso intervento nella vicenda descritta, precisava che
era perfettamente a conoscenza degli attuali assetti e delle regole criminali vigenti a Reggio
Calabria, circa la pianificazione delle molteplici condotte estorsive attuate dalla organizzazione di
tipo mafioso.
Le rivelazione del MARINO divengono particolarmente preziose nel momento in cui lo
stesso si spinge a specificare quale fosse il ruolo di Pasquale CONDELLO nellambito della
struttura di vertice che coordina le richieste estorsive sul territorio cittadino: nel sottolineare che se
Pasquale avesse voluto avrebbe potuto imporre il proprio volere ( a te Pasquale non ti dice niente!
se ti dice...rompe il collo...lo rompe e devono stare zitti) non fa altro che confermare che se da una
parte Giuseppe DE STEFANO colui che coordina le attivit delittuose, dallaltra riveste quel
ruolo previo accordo con Pasquale CONDELLO quale primus inter pares.
sempre Ugo MARINO che specifica le regole care a Pasquale CONDELLO precisando
che questultimo era dellidea di far pagare a tutti lestorsione, senza alcuno sconto per nessuno (
!"...perch! perch Pasquale non leva il cappello a nessuno! ...perch poi sai come fanno questi!
io...quando te l'ho detto...inc...).
Con lespressione non leva il cappello a nessuno il MARINO si riferisce proprio al
pagamento dellestorsione: nei dialoghi in precedenza evidenziati, intercorsi tanto con lestortore
non ancora identificato che con Emilio FRASCATI, utilizza spesso tale affermazione per
rimarcare il mancato pagamento dellestorsione da parte di questultimo;
la conversazione in esame, nella sua totalit, avvenuta come segue:

CONVERSAZIONE REGISTRATA AL PROG. 7312 DEL 07.09.2007, ORE 09.35, CON


APPARECCHIATURA SIO.

LEGENDA:
MARINO U.: UGO MARINO;
FRASCATI : FRASCATI ;
INIZIO TRASCRIZIONE INTEGRALE

MARINO U.: "no! "un tuono di brutta figura" ...inc...tre...quattro, cinque...cento!" mi


ha detto....si sono presentati qua ..."siccome tu sai...."
FRASCATI: come stanno le cose

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MARINO U.: no! "come sono le regole!" e prende e mi fa...e qui!..."se gli domando al
signor FRASCATI le sa meglio di me!"..."meglio di me,...meglio di me no!...meglio di
me..."...perch poi lui mi fa "mi ha detto nella strada "io lo so come sono le regole!...le sa come
sono le regole"....io...
FRASCATI: per quello che io mi trovo in questa situazione
MARINO U.: allora...allora lui ha detto...scusa! "questo!...tu non ti devi preoccupare
che hai sbagliato, non hai sbagliato niente, sei stato in buona fede...sei stato un amico suo per
dirgli in quella maniera!"...perch...
FRASCATI: Pasquale CONDELLO...scusa! per Pasquale CONDELLO ...inc...
MARINO U.: gli ho detto io "se senti a Pasquale diglielo! perch Pasquale...!", "a
te Pasquale non ti dice niente! se ti dice...rompe il collo...lo rompe e devono stare zitti!" ...per
dice..."tu sai che ci sono le regole e quelle regole si devono rispettare!"...perch! perch
Pasquale non leva il cappello a nessuno! ...perch poi sai come fanno questi! io...quando te l'ho
detto...inc...
FRASCATI: io vorrei sapere una cosa! quando tu hai parlato con tuo genero
MARINO U.: eh!
FRASCATI: ...che doveva parlare con suo fratello che non c'era...tuo genero che
cosa aveva detto! che se la vede lui?
MARINO U.: no! no! che gliel'avrebbe accennato a Mico...a Mico poi non si sono
visti e lui ha detto "quando uscito Mico mi sono dimenticato pure io!" ma...
FRASCATI: per...voglio dire...poi si allunga!
MARINO U.: no, no! non si allunga! una dimenticanza anche mia e tua...per dice
"non c' problema! ora me la vedo io e se ne andato dopo....mi ha detto "statti tranquillo! non
c' problema!"... "ma no statti tranquillo tu!"..."no!" gli ho detto "non voglio fare la figura del
grande merda...per dirtelo!"...mi ha detto "stai tranquillo!" tutto qua!
FRASCATI: ...inc...per vedere se lo vedo...quando vi ho detto io "sai quel
lavoro!"...lui! no io! e mio cognato...inc...
MARINO U.: non parlare che...quanto faccio una cosa che importante
FRASCATI: li ho portati i fari
MARINO U.: sono arrivate alcune cose
FRASCATI : si...inc...stanno facendo questa mattina lo sbancamento

OMISSIS fino ad ore [Link] (si da atto che Martino Ugo parla al telefono di un
bonifico che gli doveva arrivare. successivamente i due interlocutori parlano di argomenti a
carattere lavorativo)

MARINO U.: io lo sai di chi ho pi fiducia di tutti?...inc...di mio genero


FRASCATI: ...inc...
MARINO U.: perch Mimmo....se veramente gli ha detto in questa maniera e perch
hai sentito cosa ha detto quando...inc..., io ancora ripeto la parola che ...inc..."Ugo una cosa,
senza...inc..., voi siete che state facendo...!" quindi....
FRASCATI: si ...inc...
MARINO U.: no! perch ho....non ti posso spiegare pi
FRASCATI: si! perch poi hanno tra di loro...tra di loro hanno i ruoli anche a
vicenda..
MARINO U.: bravo!
FRASCATI: quindi ognuno poi..
MARINO U.: bravo! ora mi hai centrato....
FRASCATI: a discapito tuo deve fare bella figura quello
MARINO U.: ma a me non interessa...gli ho detto io "ma non voglio fare....!"

OMISSIS fino ad ore [Link] (si da atto che entra una terza persona per pochi minuti
con il quale parlano di argomenti lavorativi, successivamente i due interlocutori continuano a
parlare di lavori edili)
FINE TRASCRIZIONE INTEGRALE
(vds. all. nr. 16)

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Nel pomeriggio dello stesso giorno (il 7 settembre 2007), allinterno dei locali monitorati, si
registrava unaltra conversazione tra MARINO Ugo ed altri due soggetti, non meglio generalizzati,
avente per oggetto sempre la problematica attinente lestorsione subita dalla ditta FRASCATI.
Anche in questa circostanza emergeva che lestorsione era stata ordinata da Giuseppe DE
STEFANO, in considerazione che Ugo MARINO, ad un certo punto del discorso, riferiva ad uno
degli interlocutori con tono minaccioso di non raccontare nulla a Peppe ( inc... uno......chi!
Peppe!....sai vai a dirglielo, vai e fai parlare la bocca...fatti la bocca grossa, sai!..... ).
Dalla lettura complessiva del contenuto della conversazioni relative ai fatti in esame, non
residua alcun dubbio che la persona a nome Peppe sempre da identificare con Giuseppe DE
STEFANO, in precedenza generalizzato.
La conversazione avveniva come segue:

CONVERSAZIONE REGISTRATA AL PROG. 7337 DEL 07.09.2007, ORE 14.53, CON


APPARECCHIATURA SIO.

LEGENDA:
MARINO U.= UGO MARINO;
UOMO = UOMO (UOMO NON IDENTIFICATO);
UOMO1 = UOMO1 (UOMO NON IDENTIFICATO).-

INIZIO TRASCRIZIONE INTEGRALE

MARINO U.: io devo parlare con Nino...quello che comanda! ....per dire la verit io
ieri ero stanco....l'ho visto sul motorino e non mi sono fermato, no!....eh!!! ti stavo dicendo una
cosa...io devo parlare con Nino quello che comanda per dirgli come si comportato con me...se
gli sembra una cosa corretta nei miei confronti, dato che c' un rispetto da tanti anni o meno!....se
lui mi dice poi qualche altra cosa...io cosi lo metto...
UOMO: a conoscenza!
MARINO U.: a conoscenza...
UOMO: dei fatti
MARINO U.: ...dei fatti!...appena io lo metto a conoscenza dei fatti lui non mi pu
dire...lui non mi pu dire pi niente, hai capito?...allora gli dice ...questo fatto Demetrio...perch
ora con Demetrio...anche, praticamente che mi aveva detto che andava, perch me l'aveva detto
lui gi.....io con Demetrio avevo parlato del fatto mio....perch io a Demetrio non gli ho detto
niente...poi questa mattina.... sono successi altri problemi qua, che non posso stare a dire che
cosa....ma!...non per me! per FRASCATI!
UOMO: inc...
MARINO U.: inc... uno......chi! Peppe!....sai vai a dirglielo, vai e fai parlare la
bocca...fatti la bocca grossa, sai!......
UOMO1: ....chi io?
MARINO U.: si, si! tu!, tu! con te parlo
UOMO1: no! io no!...io non so!
MARINO U.: non parlare neanche una parola!
UOMO1: ma che cazzo dici! quello che parlo io e te pare che glielo racconto agli
altri....inc..., ma stai scherzando!!
MARINO U.: e questo il problema....quindi la cosa non finita qua...io ho cercato
UOMO: no! se possibile fare un recupero
MARINO U.: devi avere molto pazienza
UOMO: uh!!! non c' problema... da un anno, se ...
MARINO U.: devo parlare con Nino...
UOMO: se un anno e mezzo che faccio
MARINO U.: ...e con Mico! perch gli dico "Mimmo! quando ti ho chiamato a te io
ho detto che ho bisogno di tuo fratello?"...tu mi devi dire....tu dici "no! hai parlato di quello

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l...quindi...anzi mi hai detto tu che se la devono vedere tra di loro e si dividono tutto...ti ho detto
niente? anzi ti hai detto ok!..."
UOMO: grazie!
MARINO U.: "grazie, ti ringrazio e cosi sar fatto!"...questo andato a dirgli queste
parole di me...no di me!...perch siccome ha visto che stato chiamato da una persona come a me,
gli dico io, si preoccupato....e non gli piaceva che lo chiamavo io, hai capito?...lui non gli
piaceva che lo chiamavo io...apposta ti avevo detto io....io...che ti ho detto "io so alcune cose!" tu
non mi hai voluto....io l'avrei fatto in un'altra maniera, tu mi hai forzato..."facciamolo, facciamolo,
facciamolo!", ma fai come cazzo vuoi!
UOMO: no!
MARINO U.: no! te l'avevo detto...te l'avevo detto io!
UOMO: si! ho capito, ma non...
MARINO U.: "ho fretta...non ho...!"....perch io sapevo come sarebbe finita.....dove
cazzo...inc...
UOMO1: l'hai vista?
MARINO U.: l'hai presa?....non ne ho pi!.......inc...
UOMO: ....ora! aspettiamo perch....
MARINO U.: per dirti che tu non devi avere fretta...io conosco i personaggi e
Demetrio ha ragione...perch sono persone...tu non hai idea del danno che possono fare...ma no
danno a te o a me...lo possono fare per vie traverse.......per qualunque cose anche se non
vero...non so se mi hai capito..
UOMO: si, si! ti sto capendo!
MARINO U.: perch lui non poteva stare cosi senza...con tutti i problemi che ci sono
lui cammina con ferrari e cose...e che ha tutto quel bene di Dio......vuol dire che c' qualcuno che
lo protegge....hai capito? e loro lo sanno, le persone...tipo Demetrio, Nino e tutti, infatti mi hanno
detto "quando hai questioni.... con questo non avere mai questioni, dillo a noi!"...tu mi hai fatto
andare.....io ora non so come prendere a Demetrio per dirglielo...perch devo parlare con
Demetrio, perch se devo andare da Nino, devo parlare con Demetrio....hai capito che ...ti voglio
dire delle cose... devono camminare in un certo modo...ecco perch io dico, ogni volta le cose
devono camminare in un certo modo.....mi dovete ascoltare....fretta, fretta, dobbiamo vedere,
dobbiamo sapere
UOMO: no , va bene! fretta, fretta, siccome passato un anno e questo qua mi dava...
migliaia di appuntamenti mi dava e mai una volta si fatto trovare, ogni volta mi dice "chiamami
luned!"...lo chiamo luned, lo pizzico per culo, lo chiamo luned "ah! ti avevo detto di chiamarmi
luned scorso!", che fai mi prendi per il culo!...eh!
MARINO U.: ma conoscendo l'elemento...
UOMO: conoscendo l'elemento purtroppo si deve prendere per il suo verso
MARINO U.: ecco!....
UOMO: va bene! Ugo! scappo che devo arrivare...per raccogliermi le cose..., ci vediamo
questa sera che ....tratto inc... a lavorare....va bene ...inc...ciao!

OMISSIS fino ad ore 15.04.07 (Ugo MARINO rimane in ufficio con un soggetto con il
quale parla di lavori di muratura che devono fare)
FINE TRASCRIZIONE INTEGRALE

(vds. all. nr. 17)

Alle ore 15.25, un militare della locale Sezione Anticrimine, inviato nei pressi
dellabitazione di Ugo MARINO, accertava che questultimo, in relazione ai lavori inerenti la
ristrutturazione del negozio, manteneva contatti esclusivi con FRASCATI Emilio.
(vds. [Link] nr. 18)

Altra conversazione di particolare interesse, attinente allestorsione in questione, si


registrava in data 13 settembre 2007, ed interveniva tra MARINO Ugo e Domenico CONDELLO
gingomma, referente di Pasquale CONDELLO per le attivit estorsive coordinate dalla struttura
di vertice oggetto della presente richiesta.
Durante il dialogo, Ugo MARINO cercava di spiegare al proprio interlocutore che Emilio

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FRASCATI, appaltatore, sebbene fosse perfettamente a conoscenza delle regole criminali


vigenti a Reggio Calabria che prevedono lobbligo di pagamento a cui ogni imprenditore deve
assoggettarsi per soddisfare le componenti criminali egemoni allorquando venga dato corso ad un
lavoro, non aveva contattato alcuno dei soggetti deputati alla riscossione per disposizione dello
stesso MARINO, proprio in virt della vicinanza di questultimo allorganizzazione facente capo a
CONDELLO.
Anche in questa circostanza, Ugo MARINO non perdeva occasione per esaltare il suo
ruolo, riferendo allinterlocutore quanto rapportato al genero CONDELLO Demetrio, in relazione
a tali fatti: ..sar caduto forse in una banalit...perch poi mi ha spiegato Demetrio, dice "vedi
Ugo! le cose sono cosi ora!", gli ho detto "Demetrio! non sapevo niente, pensavo che faceva lavori
Ugo MARINO...!" fammi finire... "...e c' in mezzo, Mico, Pasquale,,,pensavo che non veniva
nessuno, quindi sono caduto....!" -
Appare chiaro, anche in tali passaggi dialogici, il riferimento a Pasquale CONDELLO,
quale massimo esponente del potere mafioso a Reggio Calabria.
Significativo appare quanto evidenziato da Domenico CONDELLO nel ribadire che
lestorsione non era rivolta al MARINO ( tra parentesi ...questa non una cosa a Ugo
MARINO): nel precisare la necessit di avvisare, in tempo utile e cio prima dellinizio dei lavori, i
referenti mafiosi collegati a Pasquale CONDELLO ma riferibili alle altre cosche egemoni, ha
voluto sottolineare la gestione concordata delle attivit estorsive che va oltre la figura del singolo
capo societ;
tali precisazioni consentono di accertare, peraltro, la presenza di una sorta di
istituzionalizzazione dellazione estorsiva che tendenzialmente non si ferma neanche di fronte a
lavori eseguiti da persone vicine alle famiglie mafiose, semmai diversamente modulandosi
secondo la natura dei lavori eseguiti: comportano delle cose...ovviamente loro perch... si
sono comportati... se prima ...ed era successo...inc...ti faccio un esempio...noi lo sapevamo... io
gli dicevo, vedete che sta facendo questo, quello e quell'altro ed erano loro stessi a dire un
lavoro in economia....- Precisava in seguito erano loro stessi a dire..."ti ringrazio che me
l'hai messo a conoscenza!".
I due interlocutori apparivano, comunque, concordi nel ritenere che il FRASCATI, qualora
avesse avuto questo atteggiamento, sarebbe stato agevolato nel pagamento, magari limitandosi a
fare un semplice regalo a favore di qualche persona detenuta.
Tale atteggiamento, ovviamente, era dovuto esclusivamente al fatto che gli estortori erano
intenzionati ad agevolare il FRASCATI per lintervento di Ugo MARINO, legato ai vertici della
famiglia CONDELLO da rapporti di parentela:
MARINO U.: tutto apposto?...
MIMMO come questo fatto?
MARINO U.: eh! te l'ha spiegato?
MIMMO eh! Demetrio me l'ha spiegato Ugo, ma!....io quello che non capisco...Emilio! ha
ordini?
MARINO U.: ah!! no ora ti spiego io! c' stato qualcuno poi...io devo dare...
pigliarmi tutto no?...inc...per devi ascoltare a me
MIMMO certo!
MARINO U.: e Demetrio ti ha spiegato bene, forse ho capito allora... capito... allora!
MIMMO uh!
MARINO U.: lui quando arrivato qui
MIMMO lui chi? lui...
MARINO U.: FRASCATI! ...tratto inc... siccome sto facendo in economia, allora gli
ho detto io...mi ha detto lui "senti Ugo!...dice ...."parli tu o parlo io!", gli ho detto "non ti
preoccupare che parlo io!" pensando che tu... poi tu ....non eri... e mi successo che mi sono
dimenticato...ma per la colpa c' l'ho io...mi ha detto "no, se no devo andare a parlare io perch
so come sono i fatti!"...lui una piccola responsabilit se l' assunta, ...io non sapevo che...tratto
inc. si sovrappongono le voci...
MARINO U.: aspetta, aspetta!
MIMMO ma tu devi sapere...
MARINO U.: e aspetta, aspetta! ho capito, ma ...tratto inc... tutto tu perch io... io
non voglio passare ora come uno... oh!...

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si sovrappongono le voci

MIMMO tra parentesi ...questa non una cosa a Ugo MARINO


MARINO U.: no, no, no!!! noo, no! l'ho capito
MIMMO eh! eh! eh!
MARINO U.: no! non centra niente!
MIMMO non ci dobbiamo confondere
MARINO U.: no, no!
MIMMO eh!
MARINO U.: ma pure coso, prima mi ha detto, quando gli ho detto che si ...tratto
inc...
MIMMO uh!
MARINO U.: ha detto: "vedi che Ugo MARINO non centra niente! io qua sono venuto
da voi
MIMMO uhm, si, si!
MARINO U.: per lui tratto inc... io mi assumo le ...gli ho detto "guarda!...inc...,
scrollando le cose al signor FRASCATI, perch me ne assumo io la responsabilit, io gli ho detto
che me la vedo io, che non leviamo il cappello a nessuno, pensando dato che sono amico...dato
che ci siamo noi, non vi levate il cappello!"...quindi mi sono preso questa libert che poi i sapendo
fatti ...sar caduto in una banalit per...no dico! non una banalit ...tu puoi fare quello che
vuoi...ma giustamente uno la...inc...si! sono in torto io che ...inc...che venuta quando ...inc...la
casa, glielo dovevo dire e me lo sono dimenticato, tutto qua!...a Demetrio,...inc...gli ho detto io
"devo dire la verit! una mia responsabilit, perch FRASCATI voleva fare ed ho detto non
andare in nessun posto che qua da me non viene nessuno perch glielo dico a Mico!" ...le parole
MIMMO si, si, si!
MARINO U.: allora questo ragazzo ha detto " va bene! non vado in nessun posto, te
la vedi tu!" "me la vedo io!"...ecco! io perch
MIMMO si, si, si!
MARINO U.: sar caduto forse in una banalit...perch poi mi ha spiegato Demetrio,
dice "vedi Ugo! le cose sono cosi ora!", gli ho detto "Demetrio! non sapevo niente, pensavo che
faceva lavori Ugo MARINO...!" fammi finire... " ...e c' in mezzo, Mico, Pasquale,,,pensavo che
non veniva nessuno, quindi sono caduto....!"
MIMMO ma!...
MARINO U.: aspetta! ...allora poveretto che era tranquillo... poi sono venuti altri due
MIMMO eh! eh!
MARINO U.: che lui ha saputo sapere rispondere perch non sapeva se era della
Polizia, perch se erano in qualche posto dice: fanno questi intrecci, e quindi ha chiamato a
Demetrio...gli ha detto "Di nuovo sono venuti altri due" ma voi non avete dato ambasciata a
nessuno?", gli ha detto: "guardate! io dal cielo non sono caduto, sicuramente...!" gli ha saputo
rispondere "...se cadevo qua qualcuno lo sa, per non volendo!" gli ha detto "parlate con il
titolare!"...inc...dice "ma voi...a noi Ugo MARINO non ci interessa!" per i lavori...inc..."si" gli
stava dicendo lui " parlate con il titolare!"...non gli voleva dire il fatto tuo...
MIMMO si, si...
MARINO U:. ...onesto, dice: non so se sono della Questura, non so se...inc...si
comportato ...inc...
MIMMO tratto inc....
MARINO U.: il tempo che mi chiamava, esco e non c'erano...dice "passiamo tra una
settimana!" ora! io capisco ma non voglio fare ora una cattiva figura ...tratto inc... Demetrio
...dice "Ugo! ora vediamo!"...se la vede lui, vediamo un pochettino quello che possiamo fare...per
dice "ormai ci sono delle situazioni...!" che io non sapevo, devo dirti la verit....perch devo fare
il fango e dirti...
MIMMO tu devi pensare una cosa...che questa non una cosa riferita ad Ugo...
MARINO U.: l'ho capito!
MIMMO ...ne da una parte e ne dall'altra...
MARINO U.: no!! no! l'ho capito...
MIMMO Ugo!

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 151
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MARINO U.: ... ti ho detto per che lui voleva andare, ma per....capisci... nell'errore
sono caduto io, sto dicendo... ora vedi tu come puoi perch sembra...che dopo che ho parlato
io...facciamo una figura di merda, non so come comportarmi...
MIMMO ora... aspetta un attimo Ugo! io ti spiego

si da atto che alle ore [Link] entra un uomo di nome Mario che saluta i due
interlocutori e inizia a parlare di materiale arrivato e di consegna da fare dandosi appuntamento
a domani mattina. Mario esce dalla stanza alle ore [Link].

MIMMO ....ti volevo dire io...allora!...queste piccole, diciamo, mancanze, queste...inc...,


che cosa comportano
MARINO U.: ma io...
MIMMO aspettate un attimo!
MARINO U.: si, si!
MIMMO comportano delle cose...ovviamente loro perch... si sono comportati... se prima
...ed era successo...inc...ti faccio un esempio...noi lo sapevamo... io gli dicevo, vedete che sta
facendo questo, quello e quell'altro ed erano loro stessi a dire un lavoro in economia...
MARINO U.: esatto!
MIMMO erano loro stessi a dire..."ti ringrazio che me l'hai messo a conoscenza!"
MARINO U.: esatto!
MIMMO se poi vuoi prende... ti faccio un esempio, un pensiero...
MARINO U.: un pensiero lo puoi fare
MIMMO no UGO!!
MARINO U.: no, no! non centra
MIMMO ohoo!!
MARINO U.: inc...pensiero
MIMMO quindi prendi ...inc... non per Pasquale ...tratto inc...
MARINO U.: per qualche carcerato!
MIMMO esatto... oh!!! e finiva cosi!
MARINO U.: si!

La situazione di apparente contrasto generatasi portava Domenico CONDELLO a valutare


che un tale atteggiamento avrebbe potuto indurre in errore i soggetti non direttamente collegabili a
Pasquale CONDELLO, i quali sarebbero stati portati ad ipotizzare una sorta di disaccordo
propedeutico a situazioni potenzialmente in grado di minare gli accordi spartitori in essere: .. nel
momento in cui questo non accade dice "uttana" Ugo MARINO ...inc... aspetta sta lavorando,
Mico non sa niente, Nicola non sa niente...- In seguito aggiungeva: no!! che magari qua non
andiamo d'accordo, quando non cosi;
il colloquio avveniva come segue:
MIMMO nel momento in cui questo non accade dice "uttana" Ugo MARINO ...inc...
aspetta sta lavorando, Mico non sa niente, Nicola non sa niente...
MARINO U.: giusto, giusto!
MIMMO Nino non sa niente!....come qua il discorso? che cosa posso intendere loro!
magari...
MARINO U.: che ...inc... nemmeno voi
MIMMO no!! che magari qua non andiamo d'accordo, quando non cosi
MARINO U.: no!!!
MIMMO dico questo...possono pensare anche ,....
MARINO U.: tante cose, giusto...
MIMMO ...fra le altre possono pensare anche questo, mentre non cosi, giusto!... ci sono
state alcune vicissitudini, ...inc... mancato, successo quello...
MARINO U.: ma...infatti quello gli ho fatto capire a...
MIMMO ... successo quello che successo... magari in quel minuto l
MARINO U.: bravo!
MIMMO ...preso da altre cose...
MARINO U.: di altre cose...bravissimo!
MIMMO oh!

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MARINO U.: ...io proprio questo gli ho voluto dire


MIMMO ....preso da altre cose...
MARINO U.: ed sfuggito...
MIMMO e si dimenticato...pensava... giusto....
MARINO U.: sfuggito!

Dal contesto della conversazione emergeva, comunque, limpegno di Domenico


CONDELLO diretto a risolvere a favore del FRASCATI la situazione venutasi a creare, attraverso
un regalo da parte di questultimo; lo stesso sottolinea poi che queste regole che ci sono
sono per tenere un po di ordine:

MIMMO ...onestamente lui stesso aveva detto....no perch non che MICO... siccome gia
lui... EMILIO sa, cos come ...inc...
MARINO U.: gi l'ha detto!
MIMMO ...a prescindere se vogliamo o non vogliamo i soldi....ma lui dice "io
...inc...!"...se poi quest'amico che ...tratto inc... cio che mi ha fatto vedere...
MARINO U.: si!!
MIMMO che lavora...lavora quello che lavorava...cio! hai capito...per nel momento in
cui...voglio vedere se capita tante persone, quello...tratto inc...
MARINO U.: si!...inc...
MIMMO ...inc...
MARINO U.: ma hai capito....
MIMMO quando...inc...
MARINO U.: ...ma io qua...ho trascurato io...
MIMMO questo !
MARINO U.: ...perch non sapevo che c'erano delle forme di regole! che lui ha detto
"si ci sono queste regole!...aspetta...per....
MIMMO ma non che detto che quelli sono... e noi gli dobbiamo dire glieli devi dare
MARINO U.: si! ho capito!
MIMMO poi fare pure a meno di darglieli ...inc... puoi fare un pensiero e dici: guarda... a
qualche poveraccio che ne ha bisogno...dove questo qua...inc...
MARINO U.: ma questo...
MIMMO in economia, questo ti sta facendo un lavoro ...inc...
MARINO U.: ma questo voglio che gli diciamo a lui
MIMMO si! ma io l'altro giorno mi sono visto con lui ...
MARINO U.: si! ma lui ha detto che si fermato lui stesso quando... fermato...
MIMMO eh! ed ha detto NINO dice ehee...
MARINO U.: niente non ti preoccupare...
MIMMO perch gli ho detto non ti preoccupare ... tutto risolto e una fesseria, punto! non
che ...questo qua...ora! nel moneto in cui ancora non mi sono visto con nessuno di questi qu
MARINO U.: ecco!
MIMMO perch...
MARINO U.: ...ero con te quando venuto il primo?
MIMMO si! eri con me! e ...inc...
MARINO U.: lo sai cosa gli hanno detto i secondi prima... fra una settimana sapete se
ci sono novit
MIMMO no, no! be... gli mando ambasciata...
MARINO U.: eh!
MIMMO ho provveduto io a mandargli per vedere se potevamo sapere questo discorso
qua...
MARINO U.: esatto, eh!
MIMMO ...perch tre-quattro persone ...inc...
MARINO U.: eh!...ora gli devi dire a lui "guarda!...!"
MIMMO no! io....
MARINO U.: "...ora tu puoi fare..:!", come un pensiero tuo, personale...
MIMMO si...
MARINO U.: ...non lo so come vi state comportando voi....

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MIMMO no, no!


MARINO U.: voglio che parli tu con lui...
MIMMO no... dico parlo io ehee...
MARINO U.: e ...inc... fai finta...esatto!
MIMMO voglio dire...
MARINO U.: perch tu gli dici "Ugo! ...tratto inc..."
MIMMO io prima voglio parlare con loro e dire...dire questa situazione che... se no pu
darsi che loro... io...
MARINO U.: no, lo detto allora...dice: se Mico dice... no, guarda che cosa ha
detto...aspetta...
MIMMO si, si!
MARINO U.: "se Nino dice di lasciare perdere non c' nessun
problema!"...onestamente ha detto cosi
MIMMO lo so, lo so...
MARINO U.: ha detto ...no! io ti devo dire quello che mi ha detto pure, ...inc... NINO
che ci dice a noi, lascio perdere non c' problema, perch quello che dice Mico per noi ...
MIMMO lo so, lo so!
MARINO U.: onestamente
MIMMO lo so, lo so, lo so...
MARINO U.: ...inc...io te lo devo dire, no! se no tu mi puoi dire a me "questo
pisciatore cosa ha detto!"
MIMMO no! no, no,no!
MARINO U.: io devo dire la verit
MIMMO giusto Ugo! questo qua...
MARINO U.: ma queste regole io le capisco
MIMMO ed allora! questo qua...queste regole che ci sono...sono per tenere un p di
ordine...capisci!
MARINO U.: no!
MIMMO ...se no vengono...e ti rompono i coglioni a te, i coglioni a quello...
MARINO U.: si, si!
MIMMO ...quando loro sanno che...quanto vengono...lo stabiliamo...se ritengo io, in
questo caso qua oppure che ti posso dire, oppure quello ha un altro dei suoi che..inc...

si da atto che alle ore [Link] una donna di nome Tina entra in stanza chiedendo
permesso, la donna saluta l'interlocutore che parla con Marino U. e poi con quest'ultimo discute
di bolle e pratiche da evadere, uscendo successivamente alle ore [Link].

MIMMO va bene! si!


MARINO U.: hai capito!
MIMMO siccome, magari gli capita ad un altro, e cosi si evitano ...inc...
MARINO U.: io vedi... non ho voluto errare...ho pensato che dato che ho la mia
parentela...allora questo ragazzo
MIMMO no
MARINO U.: aspetta
MIMMO no
MARINO U.: ....lui mi ha detto...te lo devo dire perch...
MIMMO si
MARINO U.: vuoi che parlo..., lui mi ha detto "che vuoi che parlo io o parli tu?"
allora se tardo un p...sapendo che noi siamo...
MIMMO ma perch...
MARINO U.: eh!...per te lo devo dire, se no....
MIMMO discutibile questo che dici tu, Ugo!...
MARINO U.: ...allora gli ho detto io ...
MIMMO ...hai fatto la procedura pi giusta che potevi fare
MARINO U.: ma non vorrei...
MIMMO per anzich..c' stato che...ci siamo dimenticati di parlare perch...perch non
ci voleva niente che io....

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MARINO U.: ma giusto che te lo dico, no! che ...inc...analizzando che lui ha detto
vuoi....
MIMMO certo!
MARINO U.: ...gli devi dire cosi ..."vuoi che parlo io o parli tu?" gli ho detto "non ti
preoccupare che qua non ti tocca nessuno!"...
MIMMO si
MARINO U.: la mia parola! perch sapendo...
MIMMO ma come...
MARINO U.: no!...inc...mi ha detto ...mi ha detto ieri sera Demetrio "ci sono alcune
regole...poi se noi gli diciamo...non dovete rompere il cazzo...glielo possiamo dire dopo..."
MIMMO: era giusto infatti...
MARINO U.: ...inc...
MIMMO: siccome loro
MARINO U.: Demetrio mi ha detto a me "no! tu non hai sbagliato, l'hai fatto in
buona fede...sapendo che c'eravamo noi!...tu sei rimasto in buona fede per farti non il bello ma
per dire, per stare ...!"
MIMMO eh!...ma non questo
MARINO U.: " per stare tranquilli va!"...ecco!...allora tu hai detto questo...poi non
me l'ha riferito, perch io non gliel'ho detto a Demetrio, me lo sono dimenticato pure...e allora
uscito questo fatto qua, no!...ora diciamo quando...
MIMMO Ugo!...
MARINO U.: ...mi ha detto Demetrio "quando viene...inc...!"...
MIMMO ...ascolta una cosa...
MARINO U.: infatti io...
MIMMO quando tu mi hai telefonato...io giustamente...inc...
MARINO U.: no! che ti dico io!...
MIMMO no!!! non ...
MARINO U.: ma tu capisci....
MIMMO ...ho pensato che era qualche problema...
MARINO U.: ...no! io infatti non ti ho detto niente...ti ho detto "ci vediamo al
ritorno!"...io mi mettevo al telefono per parlare.....
MIMMO ...no!! per l'amor di Dio!
MARINO U.: lasciamo queste cose qua....ed infatti pure a questo ragazzo lo
tranquillizzi tu...poi...
MIMMO ...inc...
MARINO U.: ...poi! le parole...gli dici poi assecondo quello che parli tu gli dici..o fai
un pensiero tu...fai un pensiero...o che glielo vuoi o non glielo vuoi dire, quello sono cazzi tuoi,
non voglio nemmeno esserci d'avanti io...
MIMMO no,no, questo giusto
MARINO U.: perch...perch se no sembra...
MIMMO no, no!
MARINO U.: per vedi che me lo sta facendo in economia reale...e si sta impegnando
al massimo proprio
MIMMO Ugo! non ti ...inc...
MARINO U.: ed giusto che te lo dico a te
MIMMO oh!!
MARINO U.: sto parlando con te! ad un altro non gli dicevo queste cose...
MIMMO ed allora! quello che ti voglio dire io...quello che dici tu giustissimo per l'amor
di Dio, non ti sto dicendo questo...
MARINO U.: si, si!
MIMMO poi...ripeto! sta a noi...
MARINO U.: infatti, infatti coso gli ha dato...sia pure... vedi che non so chi siano,
perch...inc...gli ha detto "guardate che Ugo MARINO non centra niente
qua!"...io...FRASCATI.......no, no! "no che ci confondiamo!" ...inc... "no che ci confondiamo! ...qua
Ugo MARINO una cosa, Ugo MARINO se deve scavare il corso...lo scava! ma qua non Ugo
MARINO!"
MIMMO si, si!

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MARINO U.: ora! no! per dire che ...inc...pure ti porta a conoscenza che ne ha
parlato lui...
MIMMO non avevo dubbi, dico, che loro...
MARINO U.: in poche parole mi ha detto a me "quando viene Mico...se a me
Mico....a me non interessa niente ...poi se la vede ... e sa gi di questo fatto, per dire, sa quello che
deve fare...non ti preoccupare Ugo...tu non ti devi preoccupare!" no gli ho detto "io mi sto
preoccupando ... l'errore che non un errore...l'ho fatto in buona fede!"
MIMMO una mancanza dai...
MARINO U.: no!!...in buona fede!...lui mi ha capito che io non sapevo determinate
regole ed allora...mi ha detto "non hai torto, l'hai fatto in buona fede perch sapendo
giustamente..!", mi ha detto "guarda ! che te lo potevi permettere!"...mi ha detto...anzi...
MIMMO ora a che punto sei tu qua con i lavori?
MARINO U.: ancora non sto partendo!
MIMMO e perch?
MARINO U.: no per il lavoro, ...inc...
MIMMO e perch?
MARINO U.: sono due piani scusa...sono due piani
MIMMO hai fatto...hai unificato tutti e due...
MARINO U.: abbiamo fatto tutto! abbiamo sfondato tutto, ...inc... facciata

si da atto che alle ore [Link] l'interlocutore raccomanda a MARINO U. di controllare


il figlio che corre con la macchina.

MARINO U.: ma sei andato da coso?


MIMMO da chi?
MARINO U.: eh!!! dal generale l...da coso
MIMMO da Massimo?
MARINO U.: eh!
MIMMO e non sono andato!...e non senti!...sono andato...inc...l, Ugo! siccome ha perso
tutto quel tempo che gi....

si da atto che la registrazione si interrompe


FINE TRASCRIZIONE INTEGRALE

(vds. all. nr. 19)

Ancora una volta dal contenuto del dialogo emerge in maniera inequivocabile lo spessore
del ruolo operativo affidato a Domenico CONDELLO ed al fratello Demetrio, legato alla gestione
per conto della cosca CONDELLO delle attivit estorsive allinterno dellorganismo decisionale di
tipo verticistico a ci finalizzato.
I dialoghi dai medesimi intrattenuti evidenziano, invero, la piena consapevolezza del
completo assoggettamento dei partecipi al sodalizio alle ferree regole criminali che ne governano
lazione, potenzialmente temperabili solo dalle decisioni condivise dei soggetti di vertice
dellorganizzazione;
lestrema prudenza che lo stesso Domenico CONDELLO utilizza nellaffrontare la querelle
generata dalla richiesta estorsiva rivolta ad Emilio FRASCATI, ampiamente sintomatica di una
gerarchizzazione forte allinterno della struttura prima richiamata, che agisce per schemi
precostituiti e tendenzialmente rigidi al fine di non generare disuguaglianze potenzialmente in
grado di degenerare.
Ecco la difficolt di aggiustare la situazione da parte di soggetti pur in qualche modo
inseriti in quel contesto, quale Ugo MARINO, o rivestiti di ruoli qualificati nellambito
dellorganismo decisionale, quale Domenico CONDELLO;
solo i riferimenti a Pasquale CONDELLO come colui il quale in grado di superare lo
stallo venutosi a creare, danno la misura da una parte dello spessore di questi e del suo carisma
criminale e, dallaltro, consentono di cogliere appieno il ruolo di Giuseppe DE STEFANO che

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governa le richieste estorsive nel centro della citt in modo autorevole, secondo logiche spartitorie
che lasciano poco spazio a disfunzioni legate a scelte discrezionali.
proprio questo, allora, lo specchio dellattuale assetto criminale cittadino con riferimento
alle attivit predatorie di tipo estorsivo, una struttura che si fonda su una sorta di confederazione
tra le cosche principali, programmaticamente strutturata per funzionare attraverso automatismi
criminali collaudati, gestita in prima persona da Giuseppe DE STEFANO, investito del grado di
Crimine, approvata da Pasquale CONDELLO, appoggiata per quanto si esposto in precedenza
da Pasquale LIBRI, che di quelle ferree regole il riconosciuto garante per essere succeduto in tale
ruolo al di lui fratello Mico LIBRI.

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LE RECENTI DICHIARAZIONI DEL COLLABORATORE DI GIUSTIZIA CARLO MESIANO, RELATIVE


AL RUOLO DELLA FAMIGLIA DE STEFANO.

Nel corso della redazione del verbale illustrativo dei contenuti della collaborazione Carlo
MESIANO, in data 27 settembre 2007, compiva non senza una evidente preoccupazione una serie
di riferimenti alla famiglia DE STEFANO ed al ruolo alla medesima unanimemente riconosciuto;
dichiarava in particolare:
OMISSIS in relazione alle estorsioni, intendo ribadire che relativamente ad un lavoro in
via Torrione, del valore di 50000,00, condomino Speranza, MOSCATO Demetrio mi disse che
bisognava andare a parlare alla fonte: siamo andati un giorno ad Archi, ci siamo fermati alla
colonnina dellEsso, vicino al gommista Fracapane.
Il MOSCATO, detto manuzza, parl uno della colonnina e prese appuntamento per
lindomani.
Il giorno dopo si recato allinterno di garage di fronte la colonnina: dopo circa dieci
minuti uscito dicendo che aveva parlato con i DE STEFANO e che alla fine dei lavori
pretendevano il 4%; penso possa essere Giorgetto DE STEFANO che ho visto spesso sui cantieri.
Dopo lincontro ho visto Giorgetto DE STEFANO il quale mi disse che aveva parlato con il
MOSCATO e che la cosa era stata sistemata OMISSIS
In data 09 febbraio e 26 maggio 2009, nuovamente escusso il MESIANO ribadiva quanto
gi dichiarato, precisando una serie di particolari di sicuro interesse:
In relazione alla famiglia DE STEFANO intendo precisare che ero molto amico di
Luciano e Domenico CREAZZO, originari di Palizzi; frequentavo in particolare la loro casa al
mare ad Archi.
In tali occasioni ho frequentato, allet di quindici-sedici anni, i figli dellAvv. Giorgio DE
STEFANO, Diana e Giovanni; in inverno ci incontravamo in piazza De Nava, dove ho conosciuto
anche Dimitri DE STEFANO.
Con riferimento ad un lavoro di ristrutturazione, dellimporto di 58.000, in via Torrione,
cond. La Speranza, decisi di entrare in societ con Mimmo MOSCATO per lesecuzione
dellopera: siamo forse nel gennaio-febbraio 2006.
Consapevole di dover pagare una percentuale a titolo di estorsione, chiesi al MOSCATO a
chi bisognava rivolgersi: lo stesso mi disse che era necessario andare alla fonte, ovvero dai DE
STEFANO.
A tale fine sono andato ad Archi, insieme al MOSCATO, presso il distributore di benzina
Esso: il MOSCATO ha parlato con il benzinaio, il quale gli disse che bisognava tornare in un
secondo momento.
Dopo qualche giorno siamo tornati presso il distributore: il MOSCATO, dopo aver avuto il
via libera dal benzinaio, si recato in un locale di fronte al distributore, ricordo che laccesso era
in discesa.
In relazione a tale lavoro stata pagata una tangente pari a circa 3000 a Giorgetto DE
STEFANO: la somma stata consegnata da Mimmo MOSCATO.
Era Giorgetto DE STEFANO ad essere incaricato di riscuotere le tangenti per conto della
cosca.
Ricordo inoltre che, a fine anno 2006, era in vendita un terreno in via Pasquale
ANDILORO, in zona Spirito Santo: la proprietaria era tale Letizia ARCUDI con la quale aveva
pattuito che noi avremmo realizzato limmobile e lei ci avrebbe versato circa 900.000; tale
affare poi non andato in porto.
Anche con riferimento a tale operazione Mimmo MOSCATO mi disse che aveva parlato
con la fonte, ovvero i DE STEFANO, e quindi eravamo a posto, nonostante fossimo in una zona
controllata dai LIBRI.
In data 06 ottobre 2009 precisava, infine, che: In relazione alla tangente pagata a
Giorgetto DE STEFANO, ovvero Giorgio CONDELLO SIBIO, intendo precisare che ho
incontrato lo stesso qualche tempo dopo: lo stesso mi disse che per il lavoro di via del Torrione
era tutto a posto, in quanto aveva risolto con Mimmo MOSCATO.

Le dichiarazioni rese da Carlo MESIANO evidenziano circostanze meritevoli di attenzione


non solo perch riferite dal diretto protagonista della vicenda estorsiva, che lo ha riguardato

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unitamente al MOSCATO, ma soprattutto perch contengono riferimenti estremamente


significativi in merito allattuale ruolo della famiglia DE STEFANO nella complessiva gestione
delle attivit estorsive portate a compimento sul territorio cittadino.
Nella genuina esposizione dei fatti a sua conoscenza, connotata da quei caratteri di
credibilit soggettiva, attendibilit intrinseca ed estrinseca richiesti dallart. 192, commi 3 e 4,
c.p.p., il MESIANO pone immediatamente in evidenza una espressione che tanto nel corso della
prima che della successiva escussione tende ad enfatizzare: andare alla fonte.
Certo non richiesto un particolare sforzo ermeneutico per cogliere il grado in cui una
terminologia ricca di simbolismi, tipica dellorganizzazione criminale di tipo mafioso operante in
questo centro metropolitano, imprime il suo significato nella mente di una appartenente alla
ndrangheta come il predetto collaboratore di giustizia (Sono stato battezzato a Roccaforte del
Greco da Nino PANGALLO, nel corso di una riunione a cui presero parte questi, Salvatore
MAESANO, Ciccio PANGALLO, Giovanni PANGALLO, Teodoro SPANO e Pep ROMEO;
Mimmo RUSSO non era presente in quanto allepoca detenuto; nel corso delle riunioni si parlava
soltanto. OMISSISVolevo entrare a far parte della cosca LABATE ma non mi stato
consentito perch facevo parte del locale di Roccaforte dal verbale illustrativo dei contenuti della
collaborazione del 18 maggio 2007);
il MESIANO, invero, da intraneo coglie il riferimento alla fonte come la pi alta
espressione del potere mafioso di cui parte, nella piena consapevolezza che i soggetti a cui si
compie riferimento sono ben al di sopra del suo livello, costituendo il gotha di unorganizzazione
in grado di controllare tutto e tutti.
consapevole limprenditore ed appartenente alla ndrangheta Carlo MESIANO di dover
soggiacere alle regole che disciplinano la sua attivit, di dover sottostare inevitabilmente al
pagamento della tangente, chiede solo al suo socio di verificare con chi si debba materialmente
entrare in contatto.
La risposta che ottiene dal MOSCATO non un riferimento qualunque, tanto che lo stesso
Carlo MESIANO sorpreso dallapprendere che in citt non si pi di fronte ad un problema di
ripartizione della competenza territoriale tra le cosche protagoniste della seconda guerra di mafia,
ma che vi qualcosa di nuovo che sfugge anche a chi di quel mondo parte.
Apprende in quella sede, ed ecco perch ne rimane cos colpito, che esiste una famiglia che
gestisce le attivit estorsive in nome e per conto di tutte le altre, che la competenza diffusa di cui
gode la legittima a decidere anche su territori ricadenti storicamente sotto il controllo di altre
cosche;
apprende in sostanza che vi sono due strade per le messe a posto: la prima, a lui nota ma
ormai in disuso, che porta alla cosca competente in relazione allambito territoriale oggetto
dellattivit di impresa potenzialmente in grado di generare profitto; la seconda, a lui fino a quel
momento ignota, in cui la cosca al cui vertice si trova a far parte il crimine Giuseppe DE
STEFANO ha il potere di amministrare le attivit estorsive senza i limiti ed i condizionamenti
degli ambiti territoriali cittadini.

I riscontri alle dichiarazioni.

Questo Ufficio delegava specifici riscontri alle dichiarazioni rese da Carlo MESIANO
appena riportate al Raggruppamento Operativo Speciale Sezione Anticrimine di Reggio
Calabria, il quale evadeva la delega con la nota n. 112-346-14-2005 di prot. del 09 luglio 2009
nella quale si evidenzia quanto segue:

Il giorno 07 luglio 2009, i sottoscritti Lgt. Francesco SIMONE, M.A.s.U.P.S. TRIPODI


Nicola, M.C. SPAGNOLO Luca e Car. S PASSAFARO Agostino, tutti appartenenti al R.O.S. -
Sezione Anticrimine CC di Reggio Calabria, in ottemperanza alla delega dindagine nr. 5731/05
R.G. N.R. Mod. 21 DDA, emessa in data 07.07.2009 dalla Direzione Distrettuale Antimafia della
Procura della Repubblica di Reggio Calabria, hanno proceduto, unitamente al collaboratore di
giustizia MESIANO Carlo, nato a Reggio Calabria il 02.11.1970, ad effettuare un sopralluogo a
Reggio Calabria in localit Archi, al fine di individuare una via in cui tale MOSCATO
Domenico, in passato, si sarebbe recato nellambito di unattivit estorsiva. Il MESIANO
precisava che in tale circostanza aveva accompagnato il MOSCATO, ma era rimasto nei pressi
del luogo dinteresse.

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Sulla scorta delle dichiarazioni rilasciate dal MESIANO Carlo, sono state espletate le
seguenti attivit:

a. alle ore 15.15, a Reggio Calabria in localit Archi, nel percorrere la via SS 18 II
tratto in direzione Nord, il collaboratore di giustizia indicava una traversa che conduceva ad una
carrozzeria con insegna VOLKSWAGEN, ubicata di fronte ad unarea di servizio con insegna
ESSO. Lo stesso riferiva che il MOSCATO, dopo aver attraversato la strada SS 18, si era diretto
nella traversa precedentemente descritta, precisando che dalla posizione in cui si trovava, non era
riuscito a vedere dove il MOSCATO si fosse recato.

b. A compendio dellattivit svolta, attraverso le riprese fotografiche dei luoghi


dinteresse venivano acquisite le immagini di interesse;

c. Il sopralluogo eseguito ha permesso di accertare che nella traversa in esame


ubicato un solo accesso ad unit abitative, indicato con il civico 10/D. Pertanto, sono stati
eseguiti gli accertamenti anagrafici presso la banca dati telematica del Comune di Reggio
Calabria, di cui si elencano tutti gli attuali residenti, divisi per nuclei familiari dappartenenza:
OMISSIS

d. In fondo alla traversa ubicata unofficina carrozzeria officina meccanica con


insegna Volskwagen, che da accertamenti espletati alla Camera di Commercio di Reggio
Calabria, risulta intestata alla ditta individuale SCOPELLITI Domenico con sede legale a
Reggio Calabria fraz. Archi via Nazionale 2 tratto nr. 10/D, codice fiscale SCPDNC39A30H224I
/ partita IVA 00200260800, Numero REA RC-91995, avente come unico titolare firmatario
SCOPELLITI Domenico nato a Reggio Calabria il 30.01.1939, ivi residente in via Ciccarello
Dir. Caprai nr. 19.
OMISSIS

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LE CONCLUSIONI DI QUESTO UFFICIO.

Il dato che deriva dalla ricostruzione sin qui effettuata di notevolissima portata: la
ndrangheta che controlla la citt di Reggio Calabria ha messo in atto alcune tendenze evolutive
proprio nel settore delle estorsioni, che pi di ogni altro caratterizza lordinario agire mafioso
(dovendosi escludere, allo stato, che le risultanze dindagine acquisite nel presente procedimento
autorizzino a formulare conclusioni di pi ampia portata).
Non ha bisogno di dotarsi di una struttura rigidamente verticistica alla maniera di Cosa
nostra siciliana, la cui istituzione presupporrebbe uno stravolgimento profondo della sua natura
stessa.
una ndrangheta, quella cittadina fotografata dalla presente indagine, che ha bisogno,
per, di strumenti nuovi e di gerarchie condivise, che non pu reggersi pi su quella consolidata
orizzontalit pura, che diviene sempre pi di pura facciata.
la stessa analisi storica del fenomeno, che in questa sede si inteso tratteggiare per
meglio argomentare in merito alla sua evoluzione, che dimostra le attuali tendenze:
lorganizzazione di tipo orizzontale con riferimento alle cosche cittadine non stata una scelta
volontaria.
stato il risultato imposto da una pace inevitabile con la quale si deciso di porre fine ad
un conflitto armato, lungo e cruento, non perch ci sia stato un cartello mafioso che riuscito a
prevalere, ma perch un conflitto di maggior portata e durata avrebbe innescato un meccanismo di
autodistruzione inevitabile, non limitato soltanto alle cosche in guerra ma a tutto quelluniverso
criminale che allombra di quei principi mafiosi vissuto e cresciuto.
Tale assunto appare emblematicamente rappresentato da un passaggio della conversazione
del 23 febbraio 2002, gi ampiamente richiamata, intercettata in Prato tra il vecchio patriarca Mico
LIBRI ed il giovane imprenditore Matteo ALAMPI (in cui il LIBRI parla di Pasquale
CONDELLO):
Domenico LIBRI: Non uno (incomprensibile). E uno tra i migliori uomini di Reggio,
senza offesa
Matteo ALAMPI: Ma io
Domenico LIBRI: A parte Tra i migliori
Matteo ALAMPI: Io ho avuto il piacere
Domenico LIBRI: si pu sedere di fianco a me
Matteo ALAMPI: di conoscerlo, vi dico che ne ho conosciuti
Domenico LIBRI: Vi posso dire lho lho cresciuto
Matteo ALAMPI: Ma voi mi avete detto, e io so la storia che avete avuto. Ho avuto il
piacere di conoscerlo. S, non che parla di nascosto, stato fatto non in una casa, dove lo
tengono
Domenico LIBRI: No, non voglio sapere niente
Matteo ALAMPI: Per mi ha fatto piacere scambiare queste quattro... perch io ho
sempre da apprendere, compare Mimmo
Domenico LIBRI: E stato un mio carissimo amico, stato il pi perfido nemico. Oggi,
ringraziando a Dio sono in buoni rapporti, ma non gli do Io sapete quando ho detto di no? Che
un uomo che ha un pregio, se amico
Matteo ALAMPI: O nemico
Domenico LIBRI: o nemico
Matteo ALAMPI: il pregio ce lha sempre
Domenico LIBRI: il pregio ce lha sempre. E tutta la... la storia della nostra storia,
purtroppo amara
Matteo ALAMPI: Amara, s
Domenico LIBRI: gli ho dato sempre i princi e ha avuto, che non glielo pu togliere
nemmeno Cristo.
Quelle appena riportate sono le parole di un capo mafia che non parla di Pasquale
CONDELLO come di un suo acerrimo nemico ma di un soggetto che stato a lui lungamente
contrapposto per ragioni che, probabilmente, nessuno dei protagonisti in grado di comprendere a
fondo: la storia della nostra storia, purtroppo amara.
Pasquale CONDELLO e Domenico LIBRI sono lespressione dello stesso mondo
criminale, che una storia purtroppo amara ha diviso per alcuni anni, ma che chiusa quella

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parentesi sono tornati ad agire nel rispetto di regole delinquenziali condivise e di metodi mafiosi
consolidati.
La natura della ndrangheta reggina tutta in questi passaggi, in cui emerge la
consapevolezza che per sopravvivere necessario ottenere un consenso diffuso anche tra chi
subisce le peggiori conseguenze: non pi guerre e morti inutili, non pi tensioni tra i capicosca, ma
regole ferree, valide per tutti, da applicare sotto il controllo di una gerarchia ben definita in cui i
soggetti di vertice si raccordano tra loro per amministrare una macchina complessa ed insidiosa.
Da qui la necessit di creare un organismo decisionale nuovo al cui vertice operativo
porre i massimi esponenti dei due schieramenti in guerra tra il 1985 ed il 1991: Giuseppe DE
STEFANO, erede designato di Paolo DE STEFANO, Pasquale CONDELLO, il supremo,
Pasquale LIBRI, il fratello e successore di don Mico.
Il primo investito del ruolo operativo che discende dalla carica di crimine affidatagli
con lapprovazione di tutti i capi delle cosche cittadine, che lo rende talmente visibile agli occhi
del potenziale estorto da divenire, nelle parole del collaboratore di giustizia Carlo MESIANO, la
fonte (o in quelle intercettate di CHIRICO Angelo colui che sta a monte): in sintesi, il
terminale ultimo delle decisioni aventi ad oggetto le azioni criminali in senso stretto.
Pasquale CONDELLO, che nei confronti dei figli di Paolo DE STEFANO ha sempre
avuto un debole, come dichiarato da Antonino FIUME, diviene a sua volta il simbolo vivente
della forza non solo militare della ndrangheta, della mafia che condiziona la vita della citt, che
non si ferma davanti alle azioni di contrasto dello Stato.
E lui che in un pizzino sequestrato al momento della cattura scrive:

24.01.2008
Amico carissimo
Lo so che quando non ci sono io sul cantiere i lavori vanno a rilento, e questo non bello.
Io sto bene !!!
Se ora, che avete ricevuto la mia siete pi tranquillo, mi fa molto piacere, ma lo dovete
essere sempre.
Amico mio, dovete essere forte e guardare il futuro, senza dimenticare il passato!!!;

non una citazione senza peso quella che un capo come Pasquale CONDELLO ritiene di
fare nella lettera inviata a persona a lui vicina: il passato sempre l a dimostrare quello che
stato, ma la realt si evolve e si trasforma, richiede forza e lungimiranza.
La figura di Pasquale LIBRI in questo scenario a sua volta indispensabile: non solo ha il
peso necessario per far parte del vertice decisionale in materia di attivit criminali, soprattutto di
tipo predatorio, ma dotata di una portata simbolica evidente agli occhi degli intranei, dei contigui
e di quella larga schiera di soggetti compiacenti o soggiacenti.
La presenza di Pasquale LIBRI nellorganismo di vertice ha un evidente significato: le
regole, scritte dal fratello Domenico ed accettate da tutti alla fine della seconda guerra di mafia,
non sono divenute carta straccia, costituiscono ancora la base ordinamentale di una organizzazione
che si evolve, attualizzandosi, sulla base di principi condivisi.
Giuseppe DE STEFANO, Pasquale CONDELLO e Pasquale LIBRI hanno una certezza
che li accomuna: gestire un potere di quella portata in modo autonomo non serve a nessuno, non
genera quellautorevolezza che trasforma il crimine organizzato comune in egemonia di tipo
mafioso.
Sono, infatti, consapevoli che in una societ che si trasforma non pi possibile rimanere
legati alle vecchie logiche che per lunghi periodi li hanno profondamente minati ed indeboliti:
sono consapevoli che una societ, seppure onorata, ha bisogno di capi, di colonnelli e di gregari,
non solo per giovarsi a fondo di quella forza di intimidazione originata da un vincolo associativo
che ormai deve estendersi ben oltre la singola cosca, ma per farne derivare una condizione di
assoggettamento e di omert assoluta che solo eliminando in radice gli spazi vacanti generati dai
contrasti non corre il rischio di palesare elementi di debolezza in grado di innescare scissioni, faide
o disobbedienze.
Il messaggio che intendono veicolare allattenzione della citt evidente: le cosche
reggine sono in buoni rapporti (come dicono in occasioni diverse Mico LIBRI, riferendosi a
Pasquale CONDELLO, e lo stesso ALVARO Cosimo) e sono capaci di agire allesterno, nel
settore strategico delle estorsioni e delle tangenti sui lavori con una gestione unitaria.

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Hanno una testa autorevole che coordina le azioni criminali, che non prevede distinguo, che
trova larga legittimazione nella consapevolezza generalizzata del peso criminale dei suoi vertici
che non sono pi, soltanto, i riconosciuti capi delle rispettive articolazioni territoriali ma sono
lespressione, frutto di precisi accordi, di unorganizzazione di tipo mafioso che ha abbandonato
logiche spartitorie antistoriche per divenire sempre pi influente, funzionale e riconoscibile.
La svolta dettata dalla necessit di avere un referente unico per le azioni puramente
criminali: e quel referente non poteva che essere un figlio di Paolo DE STEFANO, massima
espressione di quella baronia mafiosa costituita dallomonimo casato di ndrangheta.
Scartate le ambizioni del figlio maggiore Carmine, la scelta non poteva che ricadere su
Giuseppe, per lo spessore gi dimostrato e per la capacit aggregante a lui riconosciuta.
Il formale riconoscimento di un grado, quello del crimine, vale a creare quel punto di
riferimento di cui persino i destinatari delle azioni delittuose hanno bisogno;
carica istituzionale unanimemente accettata, investitura che proviene anche da Pasquale
CONDELLO che, come riferito dal teste oculare Antonino FIUME, sottolinea a Giovanni DE
STEFANO che va bene quello che sta facendo il cugino, di tenere bene questa situazione (si veda
la trascrizione del verbale di interrogatorio di Antonino FIUME del 20 novembre 2008).
Ed allora le regole della pax mafiosa, scritte da Mico LIBRI (dice Antonino FIUME sempre il
20 novembre 2008: quello che era la persona, che mi aveva detto Giuseppe (DE STEFANO n.d.r.) la
parola valeva pi di tutti nel tempo era Mico LIBRI, Mico LIBRI era quello che la sua parola), sono
il punto di partenza di tendenze evolutive che portano ad istituire un organo di vertice che sia in grado di
riunire a fini di coordinamento, quanto meno in questo specifico settore e per il periodo temporale preso
in esame conclusosi con larresto di Giuseppe DE STEFANO del 10 dicembre 2008, le tre anime
principali della ndrangheta reggina:
la famiglia DE STEFANO attraverso il figlio di Paolo DE STEFANO, Giuseppe, quale vertice
operativo e riferimento tanto verso gli associati, ed i contigui, che verso le realt imprenditoriali e
commerciali che si interfacciano con la penetrante azione estorsiva sistematicamente portata a
compimento;
la famiglia CONDELLO nella persona del supremo, braccio destro di Paolo DE STEFANO,
prima, scissionista e vertice indiscusso poi del cartello contrapposto a quello destefaniano nel corso di
quella seconda guerra di mafia che ha condizionato a fondo la vita di una intera comunit cittadina per sei
lunghi anni;
la famiglia di Pasquale LIBRI, erede del ruolo di garante riservato al termine del conflitto al
fratello Domenico, quale componente necessario a garantire il legame del nuovo corso della ndrangheta
con le regole condivise scritte per mettere fine ad una guerra sempre pi simile ad processo di
autodistruzione inevitabile della stessa mafia calabrese.
Naturalmente questo accordo non esclude, come avviene in qualsiasi organizzazione complessa, e
tanto pi in quelle a base criminale (basti pensare alle vicende di Cosa Nostra siciliana, segnata da gravi
turbolenze e da numerosi omicidi persino negli anni della pax mafiosa voluta da Bernardo
PROVENZANO), che vi siano contrasti interni e delitti gravissimi (quali lomicidio di Mario AUDINO
o la scomparsa di Paolo SCHIMIZZI), ma si tratta pur sempre di episodi che non hanno messo in
discussione gli equilibri complessivi nei termini generali che sono emersi dalle indagini e che si sono fin
qui descritti.
Giuseppe DE STEFANO, Pasquale CONDELLO e Pasquale LIBRI sono consapevoli che anche
la ndrangheta, come tutte le vicende umane, ha la necessit di evolversi per resistere alle lotte interne ed
allattivit repressiva posta in essere dalle istituzioni dello Stato;
sanno che la ndrangheta vive del consenso dei soggetti che di quel mondo criminale fanno parte
o che di quel mondo sono al servizio per esserne la consapevole, e quindi colpevole, cintura di
protezione; cos come sanno di poter contare sulla rassegnata acquiescenza di gran parte di una comunit
soggiogata allo strapotere mafioso.
I capi sanno che la ndrangheta non pu diventare unentit astratta per continuare a prosperare,
ma deve ancorarsi ad un volto che sia al passo con i tempi e che si faccia carico di un ruolo riconoscibile
e raggiungibile attraverso passaggi e contatti non oscuri, a cui rivolgere domande e da cui ottenere
risposte.
Chi meglio del figlio di Paolo DE STEFANO pu incarnare il volto della ndrangheta reggina,
garantito, da una parte, dallappoggio di un alleato storico quale Pasquale LIBRI che ha la statura per
svolgere il medesimo ruolo del fratello e garantire il legame con un passato di pace a tutti gradito e,
dallaltro, dallapprovazione di Pasquale CONDELLO, il supremo, simbolo di una forza militare

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dirompente che serve a fornire autorevolezza allorgano di vertice, ma serve soprattutto a comunicare alla
societ civile ed ai soggetti imprenditoriali un messaggio essenziale: la stagione delle guerre finita, la
ndrangheta tende ad essere unita ed a rafforzarsi allinterno e verso lesterno pretendendo la sua parte in
ogni attivit economica.

La contestazione di cui al capo a) della rubrica.

Va precisato, infine, che la contestazione di cui al capo a) della rubrica, in cui questo Ufficio
ricostruisce lipotesi accusatoria sin qui argomentata, strutturata in modo da coprire i segmenti di
condotta ascrivibili ai soggetti a cui carico elevata, tenendo conto dei periodi di detenzione dei
medesimi e delle pregresse vicende processuali che li hanno riguardati.
Con riferimento alla posizione di Giuseppe DE STEFANO, invero, deve sottolinearsi che la
contestazione a carico delle stesso individua quale dies a quo quello della sua uscita dalla Casa
Circondariale di Reggio Calabria avvenuta in data 18 gennaio 2001 ( proprio nel periodo che va dal 25
marzo 2000 alla data prima indicata, in cui associato presso la locale struttura carceraria, che riceve la
carica di crimine); ovviamente il dies ad quem coincide con la data del 10 dicembre 2008, in cui si
proceduto alla sua cattura.
In relazione alla posizione di Pasquale CONDELLO il dies a quo va individuato nel 14 marzo
2006 atteso che il predetto stato tratto a giudizio per rispondere di analogo delitto a conclusione della
operazione Vertice (proc. pen. n. 4141/05 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA) la cui contestazione
chiusa alla data del 13 marzo 2006; in relazione al CONDELLO il dies ad quem coincide con la data del
18 febbraio 2008, in cui ha avuto termine la sua quasi ventennale latitanza.
Infine, larco temporale della contestazione a carico di Pasquale LIBRI prende le mosse dal mese
di agosto 2007, atteso che la contestazione relativa al medesimo delitto relativa al processo nato
dalloperazione Testamento (proc. pen. n. 75/05 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA) copre il mese di
luglio del medesimo anno, e si chiude con la data del 10 dicembre 2008, in cui si proceduto alla cattura
di Giuseppe DE STEFANO.

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CAPITOLO II

LE RISULTANZE DI INDAGINE RELATIVE AL FAVOREGGIAMENTO DELLA LATITANZA DI PASQUALE


CONDELLO.

La presente richiesta di applicazione di misura cautelare rappresenta il riepilogo della


parte investigativa connessa allindividuazione della struttura criminale predisposta al
favoreggiamento del latitante CONDELLO Pasquale, capo indiscusso dellomonima
organizzazione criminale egemone in questa Provincia.
Lesito di tale complessa attivit di indagine ha permesso di individuare una granitica
cellula criminale, costituita essenzialmente dai componenti del nucleo familiare dello stesso
latitante, a cui hanno aderito con diverso contributo di causa anche altri soggetti legati agli stessi
da vincoli riconducibili ad un pi ampio paradigma criminale.
In particolare, i soggetti di interesse hanno messo a disposizione, nelle numerose
occasioni dincontro con il ricercato, non solo i veicoli di loro propriet al fine di eludere
consapevolmente le attivit tecniche in atto, caratterizzate dalluso di sistemi idonei alla
localizzazione dei luoghi frequentato dal latitante installati a bordo delle autovetture in uso agli
appartenenti al nucleo familiare del predetto, ma la propria incondizionata azione ai fini di cui
sopra.
Le persone sottoposte ad indagine, invero, attraverso ladozione di un modus operandi
semplice ma allo stesso tempo molto efficace e duttile, sono riuscite, per un lunghissimo periodo
di tempo ad eludere i numerosi servizi di osservazione predisposti al proprio indirizzo.
Il contributo fornito dai diversi favoreggiatori, come si avr modo di constatare, deve
ritenersi di centrale rilevanza, poich lattivit connessa a favorire la latitanza del CONDELLO ha
consentito anche leffettiva conservazione dellintegrit della radicata struttura mafiosa facente
capo a questultimo che con il suo arresto sarebbe stata inevitabilmente indebolita.
Lattivit criminale dei favoreggiatori non si limitata, quindi, ad una semplice
assistenza nei confronti del ricercato, ma stata anche funzionale al mantenimento della
compattezza originaria del sodalizio.
Ci trova conferma nella circostanza che, al momento dellarresto, CONDELLO
Giandomenico stato trovato in possesso di una lettera diretta al latitante, il cui mittente va
individuato in CONDELLO Francesco, nipote del ricercato.
A tal proposito, va segnalato che il documento costituisce elemento di indubbio valore
indiziario circa gli attuali interessi criminali di Pasquale CONDELLO e del gruppo criminale
riconducibile allo stesso;
ecco la ragione per la quale il pizzino doveva essere recapitato al capo solo da soggetti
ampiamente inseriti nella compagine associativa in esame:
Carissimo zio, spero che con questo mio scritto ti trovi bene in ottima forma cos come
posso dirti di me. Come da promessa ti scrivo per tenerti aggiornato su tutto quello che volevi
sapere. Ad oggi penso che ancora novit sul fatto che tu mi chiedevi non ce ne nessuna anche
perch mio cugino G. mi ha detto che il nostro compare rientrava questa settimana perch era
fuori Reggio per motivi di salute della sorella. Vedi che vicino alle telecamere che avevo parlato
c un fioraio, vedi se prima o dopo dove siamo noi. Se prima vediamo quello che dobbiamo
fare in tempi brevi, se dopo secondo me grossi problemi non ce ne sono. Carissimo vedi che ci
sono troppe cose che non vanno bene e in tutto questo ci sono anche i problemi di cui noi
parlavamo, cio del fatto che non ci troviamo noi e che non siamo in sintonia. Oggi ne ho avuto la
conferma che ognuno guarda troppo gli interessi personali e di questo mi riferisco proprio a mio
cugino G. mi devono dire solo se mi devo licenziare dal lavoro per dedicare tutto il tempo per te
oppure se vogliono fare le cose per bene e per come giusto. Mi diceva An che mi sta dando dei
soldi per te e te li mando. Per quanto riguarda il discorso dei soldi allavvocato dobbiamo
aspettare a fine mese che scende qualcuno per farci i conti. Carissimo vedi che faccio venire
mio cognato C. e se mi devi dire qualcosa fallo con lui. Per quanto riguarda il capannone, io lo
trovato una serranda per un po piccola, saranno 60 mq. Per c un soppalco di 30 mq. Ed
dove cera Borzumati lelettrauto, fatti spiegare da loro il punto anche buono, si deve vedere
perch un po piccolo. Zio capannone di 300 mq. Non ce ne sono anche perch se si parla di
capannoni il minimo di 500 mq. Ed anche difficile trovarlo, chiedi se sono serrande va bene?

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


Memoria del Pubblico Ministero relativa al rito abbreviato CONDELLO Demetrio + 17
PROCURA DELLA REPUBBLICA 165
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

Se va bene tutto pi facile. Oggi ho saputo che sceso Dani, per anche per lui ho da dirti e lo
far quando ci vediamo. Se Dani ha qualche ambasciata e come tante volte mi ha detto si trova
meglio a parlare con me, carissimo zio deve venire a trovarmi non devo andare io a farmi tutte le
chiesette per come ho fatto oggi, e poi ti spiego meglio quello che voglio dire! Carissimo ora
concludo , stai tranquillo perch credo che sono persone intelligenti e molte cose li riescono a
risolvere. Non ti voglio appesantire troppo perch sicuramente oggi sarai pi nevoso della volta
scorsa! Comunque stai tranquillo e ci vediamo presto, scusami se non sono potuto venire ma
avevo un appuntamento di lavoro, devo andare a portare un preventivo ad un cliente e spero bene!
Stai tranquillo e fagli sapere a zia Maria che io sono sempre una persona che ci tiene a te alla tua
famiglia e a tuo figlio, ti faccio questo appunto perch non ho bisogno della strega per vedere
alcune cose! Un abbraccio affettuoso, stai tranquillo e se non sei tranquillo mi star io due giorni
con te (si veda all. n. 1 allinformativa dell11 marzo 2008).

Dalla lettura della suddetta lettera, non possono emergere dubbi circa il mittente della
medesima, identificato nel citato CONDELLO Francesco, atteso che ad un certo punto si legge
proprio: ..Carissimo vedi che faccio venire mio cognato C. e se mi devi dire qualcosa fallo con
lui...
Tale affermazione, oltre a sancire in modo ineluttabile la paternit della missiva, ha
consentito di identificare anche la persona chiamata dallestensore cognato C., ovvero
CONDELLO Giandomenico, atteso che lo stesso fidanzato di CONDELLO Mariella, sorella
di CONDELLO Francesco.
Dato di particolare rilievo rappresentato dal ruolo rivestito da CONDELLO
Giandomenico, che il cognato CONDELLO Francesco ritiene totalmente affidabile, e quindi
ampiamente inserito nel contesto criminale, tanto da poter assumere lincarico di recapitare le
eventuali disposizioni impartite dal latitante medesimo.

Nello specifico.

A carico delle numerose persone sottoposte ad indagini sussistono gravi indizi di


colpevolezza in ordine ai fatti-reato di cui alla rubrica desumibili dagli esaustivi elementi di prova
derivanti dalle plurime fonti di cui si compone la completa attivit di indagine effettuata, su delega
di questo Ufficio, dal Raggruppamento Operativo Speciale Carabinieri - Sezione Anticrimine
Reggio Calabria -, le cui risultanze sono ampiamente ricavabili dalle informative, depositate in
data 11 e 17 marzo 2008 dal reparto appena indicato, che per la loro analiticit si ritiene di
riportare integralmente di seguito per costituire parte integrante e sostanziale della presente
richiesta:

Alle ore 20.00 circa del 18 febbraio 2008, personale di questa Sezione Anticrimine,
traeva in arresto, in Pellaro, via Torrente Filici II, il latitante CONDELLO Pasquale, nato a
Reggio Calabria il 29 settembre 1950, ivi residente, inserito nellelenco dei 30 ricercati pi
pericolosi in campo nazionale, poich colpito dai seguenti provvedimenti restrittivi:

 O.C.C. in carcere nr. 665/90 RGNR e nr. 2422/90 RGIP datata 28.11.1990, emessa
dallUfficio G.I.P. presso il Tribunale di Reggio Calabria per associazione mafiosa;

 O.C.C. in carcere nr. 7/91 RGNR DDA e nr. 43/92 RGIP datata 01.12.1992, emessa
dallUfficio G.I.P. presso il Tribunale di Reggio Calabria per omicidio ed altro (nellomicidio
dellOn. Ligato);
Sentenza G.U.P. nr. 14/94, Rinvia a Giudizio avanti la Corte di Assise di Reggio Calabria;

 O.C.C. in carcere nr. 23/93 RGNR DDA e nr. 15/93 RGIP datata 03.04.1993, emessa
dallUfficio G.I.P. presso il Tribunale di Reggio Calabria per associazione mafiosa finalizzata alla
commissione di omicidi;

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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PROCURA DELLA REPUBBLICA 166
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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

 Ordinanza di Esecuzione Pena nr. 111/94 RE datata 10.12.1994, in quanto condannato ad


anni dodici di reclusione per associazione mafiosa;

 O.C.C. in carcere nr. 104/95 RGNR DDA, nr. 85/96 RG GIP DDA e nr. 86/97 REGCC
datata 14.11.1997, emessa dallUfficio GIP presso il Tribunale di Reggio Calabria per omicidio ed
armi;

 O.C.C. in carcere nr. 104/95 RGNR DDA, nr. 85/96 RG GIP DDA e nr. 93/97 REGCC
datata 14.11.1997, emessa dallUfficio GIP presso il Tribunale di Reggio Calabria per omicidio ed
altro;

 O.C.C. in carcere nr. 104/95 RGNR DDA, nr. 85/96 RG GIP DDA e nr. 76/97 REGCC
datata 14.11.1997, emessa dallUfficio GIP presso il Tribunale di Reggio Calabria per tentato
omicidio ed armi;

 O.C.C. in carcere nr. 104/95 RGNR DDA, nr. 85/96 RG GIP DDA e nr. 72/97 REGCC
datata 14.11.1997, emessa dallUfficio GIP presso il Tribunale di Reggio Calabria per omicidio ed
armi;

 O.C.C. in carcere nr. 104/95 RGNR DDA, nr. 85/96 RG GIP DDA e nr. 71/97 REGCC
datata 14.11.1997, emessa dallUfficio GIP presso il Tribunale di Reggio Calabria per omicidio ed
armi;

 O.C.C. in carcere nr. 104/95 RGNR DDA, nr. 85/96 RG GIP DDA e nr. 69/97 REGCC
datata 14.11.1997, emessa dallUfficio GIP presso il Tribunale di Reggio Calabria per tentata
estorsione;

 O.C.C. in carcere nr. 104/95 RGNR DDA, nr. 85/96 RG GIP DDA e nr. 28/96 REGCC
datata 14.11.1997, emessa dallUfficio GIP presso il Tribunale di Reggio Calabria per omicidio,
detenzione e porto abusivo di armi.

 Per il Proc. Pen. n. 104/95 RGNR DDA e nr. 85/96 RGGIP in data 04.07.1998 il G.U.P.
di Reggio Calabria lo rinviava a giudizio alla Corte di Assise.

 Ordinanza di custodia cautelare in carcere nr. 3553/2004 RG GIP ed altri 3060/2003


RGNR ed altri e nr. 71/2006 RMC emessa dal GIP presso il Tribunale di Catanzaro in data
13.10.2006;

 Ordinanza di custodia cautelare in carcere nr Proc. N. 4141/2005 RGNR DDA, N.


2852/2005 R GIP DDA e N. 43/2005 R. OCC, emessa in data 11 marzo 2006;

Lo stesso, al momento dellarresto, si trovava allinterno di unabitazione di modeste


dimensioni, meglio descritta nel relativo verbale di sopralluogo trasmesso a codesta A.G. in data
4 marzo 2008 dal Reparto Operativo dei Carabinieri di questo Capoluogo di Provincia, in data 4
marzo 2008, di propriet di DATTOLA Maria Cristina, nata Reggio Calabria il 9 novembre
1954, ivi residente in via SS. 106 III tratto nr. 351, data in locazione, mediante contratto di
affitto regolarmente registrato, a CHILA Antonino, nato a Melito Porto Salvo il 26 agosto
1966, residente Reggio Calabria, Frazione Pellaro via Rimembranze nr. 27, commerciante.
(vds. all. nr. 2)

Nella circostanza, oltre al CONDELLO, venivano tratti in arresto, in relazione ai delitti di


favoreggiamento personale, procurata inosservanza di pena e detenzione illegale di una pistola in
concorso con il latitante, il citato CHILA, BARILLA Giovanni [ n. il 22.05.1978] e
CONDELLO Giandomenico [n. il 01.02.1980] , questi ultimi due, rispettivamente, genero e
nipote del CONDELLO Pasquale. I favoreggiatori, allatto dellintervento, venivano trovati in
compagnia del latitante, allinterno della stanza da letto, sito al primo piano fuori terra

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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PROCURA DELLA REPUBBLICA 167
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

dellabitazione, ove si erano barricati nel momento in cui erano iniziate le operazioni di
perquisizioni nellarea dinteresse. Unimmediata ispezione, estesa anche allesterno
delledificio, consentiva di verificare che a poche decine di metri, segnatamente nella parte
opposta allentrata dellabitazione, era parcheggiata unautovettura Lancia Thesis di colore
grigio scuro, targata CL799DZ, intestata alla societ Porto Balaro srl, con sede in Reggio
Calabria, Frazione Pellaro via SS. 106 Km. 10 il cui amministratore unico si identica nel citato
CHILA Antonino, nonch uno scooter marca Aprilia, modello Scarabeo, di colore grigio, targato
AJ60809, di propriet di TEMI Domenico, nato a Reggio Calabria il g. 8 gennaio 1979, ivi
residente Frazione Gallico, via San Martino nr. 23. Entrambi i mezzi erano stati utilizzati dai
favoreggiatori per giungere sul posto. Infatti, lautovettura risultava in uso a CHILA
Antonio, mentre lo scooter, era stato utilizzato da BARILLA Giovanni e CONDELLO
Domenico. Questultima circostanza desumibile dal fatto che allinterno dellabitazione,
oltre ad essere stati rinvenuti due caschi, uno di colore grigio ed uno di colore nero, questultimo
sicuramente nella disponibilit di BARILLA Giovanni, come sar di seguito dettagliatamente
evidenziato, stata sequestrata, nella disponibilit del BARILLA , la chiave di accensione
del citato scooter.
Limmediata operazione di perquisizione estesa in tutta labitazione, consentiva di rinvenire, nel
comodino ubicato accanto al letto, una pistola cal. 7.65, marca Walker, con matricola abrasa,
corredata di nr. due caricatori, contenente ciascuno nr. 8 cartucce dello stesso calibro.
La perquisizione, eseguita senza soluzione di continuit anche nei giorni successivi, consentiva
di rinvenire materiale cartaceo, utile per il prosieguo delle indagini, anche in relazione
allindividuazione di ulteriori soggetti che avevano favorito CONDELLO Pasquale, nel corso
della lunga latitanza.
Dalla documentazione rinvenuta e dagli accertamenti eseguiti, emerso che labitazione
nella quale stato arrestato il latitante stata affittata l 1.11. 2004 al CHILA Antonino, da
parte del vecchio proprietario, DATTOLA Filippo, nato a Pellaro il 5 ottobre 1914, ivi deceduto
il 24.02.2005. A seguito della morte del DATTOLA Filippo, la figlia MARIA Cristina, in
precedenza generalizzata, rinnovava il contratto di affitto al CHILA, per un canone mensile di
240,00 al mese.
DATTOLA Maria Cristina, escussa a sommarie informazioni il 26 febbraio 2008, dichiarava
quanto segue:
A.D.R.:- sono proprietaria di una casa per civile abitazione sita in Pellaro di Reggio Calabria,
Via Torrente Filici II, ricevuta in eredit da mio padre, DATTOLA Filippo, morto in data
24.02.2005, in Reggio Calabria;- - -//
A.D.R.:- labitazione in questione era stata affittata da mio padre nellanno 2001, alla [Link]
MILANI Cristina, che vi abitava unitamente al figlio, un bambino che allepoca frequentava
lasilo. Successivamente labitazione stata affittata, precisamente nel novembre del 2004,
sempre da mio padre, a CHILA Antonino di Pellaro, proprietario di un negozio adibito alla
vendita di infissi, denominato ALDEBARAN. Ricordo che il Sig. CHILA, per come mi ha riferito
mio padre allepoca, aveva chiesto laffitto di tale abitazione per evitare che un suo dipendente
viaggiasse. Mio padre affittava tale abitazione per circa 230,00 Euro al mese, tramite regolare
contratto di affitto, regolarmente registrato presso gli uffici competenti.- - -//
A.D.R.:- Anche se i pagamenti del canone da parte del CHILA non erano puntuali, comunque ha
sempre mantenuto i propri impegni, pagando successivamente.
A.D.R.:- A seguito della morte di mio padre, essendo stata nominata erede tramite testamento, ho
rinnovato il contratto di affitto, a mio nome, a favore del CHILA, provvedendo alle dovute
registrazioni, presso gli uffici competenti. Il CHILA versava la somma di Euro 240,00 al mese,
che mi veniva versato in linea di massima in contanti, previa firma di una ricevuta. Ricordo che in
una occasione mi ha spedito la somma tramite un vaglia postale, spedito da Vibo Valentia, mentre
in due o tre occasioni mi ha consegnato degli assegni bancari, uno dei quali ricordo era tratto dal
Banco di Roma, filiale di Sbarre.-/
A.D.R.:- Preciso che il contatore elettrico, ENEL, e lallacciamento dellacqua era a nome del
CHILA Antonino, subentrato alla MILANI Cristina.- - -//
A.D.R.:- Da quando labitazione stata affittata non sono mai stata allinterno, preciso che
destate mi reco spesso, unitamente alla mia famiglia, presso unabitazione attigua, di propriet di
mio cognato, MERCURI Cesare. Preciso che limmobile stato ristrutturato prima che venisse
affittato alla MILANI Cristina.- - -//

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


Memoria del Pubblico Ministero relativa al rito abbreviato CONDELLO Demetrio + 17
PROCURA DELLA REPUBBLICA 168
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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

A.D.R.:- la cassaforte presente allinterno dellabitazione, stata collocata dal convivente della
MILANO Cristina, a nome Salvatore, di cui non ricordo il cognome.- - -//
A.D.R.:- Non ho altro da aggiungere e/o da modificare ed in fede di quanto sopra dichiarato mi
sottoscrivo.- - -//
Del ch verbale.- - -//

(vds. All. nr. 3)

Gli ulteriori accertamenti eseguiti hanno permesso di appurare che allinterno di tale abitazione,
in data 9 novembre 2004 veniva attivato un allaccio ENEL (nr. 762515431), tramite numero
verde a nome di CHILA Antonino, il quale lasciava quale recapito lutenza cellulare nr.
335/7664263. Le relative fatture di pagamento venivano inviate a nome del citato CHILA
presso labitazione in argomento. Lutenza ENEL veniva disattivata per morosit in data 11
luglio 2005, con un consumo pari a 6185Kw, a fronte di 3548 Kw al momento della stipula del
contratto.
In data 9 settembre 2005 CHILA Antonino, sempre attraverso richiesta formulata tramite
numero verde, dopo aver estinto la precedente morosit, riattivava il contratto di fornitura
elettrica. In data 19.03.2007 il servizio di fornitura veniva cessata per morosit, con un consumo
pari a 9715 Kw. La stessa utenza elettrica veniva riattivata in data 01.06.2007, tramite
richiesta al numero verde, a nome di BENTIVOGLIO Franco, nato a Melito Porto Salvo il
15.01.1961, che allatto dellattivazione forniva il seguente numero di codice fiscale:
BNTFNC61A15F112S. Tuttora la fornitura elettrica risulta intestata a questultimo. Il
BENTIVOGLIO Franco, in data 01.06.2007 inviava, alle ore 12.03, dallutenza 0965/640927,
intestata a CICCIU Giorgio [n. 21.07.1974], titolare di un esercizio pubblico adibito alla
vendita di giornali ed altro, ubicata in Reggio Calabria Frazione San Gregorio- via Mortara nr.
50, un fax, attestante: Io sottoscritto BENTIVOGLIO Franco, nato a Melito Porto Salvo il
15.01.1961 con codice fiscale BNTFNC61A15F112S chiedo di volere stipulare un contratto per
fornitura di energia elettrica per 3 kw per uso domestico per abitazione di residenza, dichiaro di
non aver nessuno rapporto di parentela con il Vs cliente precedente e che il numero cliente
:762515431. Il mio recapito telefonico : 3294541527. Reggio Calabria 01.06.2007

(vds. All. nr. 4)

Lutenza telefonica nr. 3294541527, rilasciata dal BENTIVOGLIO Franco, risultava


intestata, alla data dell1.06.2007, a BENTIVOGLIO Francesco, nato a Reggio Calabria il 15
gennaio 1961, ivi residente [Link] Saracinello nr. 63/b. Lutenza, tuttora in uso allo stesso.
(vds. all. nr. 5)

Tramite accertamenti praticati da questa Sezione emerso che lENEL in data 01 giugno, 24
settembre e 13 dicembre 2007 ha inviato a BENTIVOGLIO Franco, presso labitazione ove
stato tratto in arresto il latitante, la documentazione per la regolarizzazione del contratto da
parte dellutente, ma la stessa veniva sempre restituita allEnte richiedente. Sempre presso
lENEL stato accertato che lutenza elettrica installata presso la suddetta abitazione ha avuto
un consumo, nel periodo compreso tra il g. 01.11.2007 al g. 01.01.2008, pari a 733 Kw.
E stato, inoltre, accertato che il 15 febbraio 2008, ovvero tre giorni prima della cattura del
latitante CONDELLO Pasquale, stato contatto il Call Center dellEnel, da parte di un
interlocutore che chiedeva informazioni in ordine alla fattura nr. 4 dellimporto di 190,71.
(vds. all. nr. 6)

Da accertamenti sviluppati stato riscontrato che la persona a nome BENTIVOGLIO Franco,


nato a Melito Porto Salvo il 15.01.1961, titolare di codice fiscale nr. BNTFNC61A15F112S,
non censita presso lanagrafe di Reggio Calabria e Melito Porto Salvo (luogo di nascita),
nonch presso lanagrafe tributaria, in quanto tale codice fiscale risulta inesistente. E stato
comunque accertato che in Reggio Calabria, risulta residente BENTIVOGLIO Francesco,
nato a Reggio Calabria il 15.01.1961, ivi residente in via Saracinello Al Torr. nr. 63 Ravagnese,
coniugato, imprenditore. Alla luce di tali dati evidente che lintestatario dellutenza elettrica
attestata presso labitazione in cui stato arrestato il latitante, sidentifica nel citato

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


Memoria del Pubblico Ministero relativa al rito abbreviato CONDELLO Demetrio + 17
PROCURA DELLA REPUBBLICA 169
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

BENTIVOGLIO Francesco, in precedenza generalizzato, il cui esatto codice fiscale il


seguente : BNTFNC61A15H224E.-
Si sottolinea che CHILA' Antonino, al momento dellarresto, stato trovato in possesso di un
biglietto di propaganda elettorale, in cui erano riportate, nella parte posteriore, le generalit
complete di tale BENTIVOGLIO Franco, corrispondenti a quelle di BENTIVOGLIO
Francesco, comprensivo del codice fiscale di questultimo. Si precisa che in corrispondenza
degli ultimi cinque caratteri del citato c.f. risulta riportata la seguente combinazione
alfa/numerica F112S , corrispondente al c. f. di BENTIVOGLIO Franco (inesistente)
fornito allatto dellattivazione della fornitura elettrica.

APPUNTO RIPORTANTE LE GENERALIT DI BENTIVOGLIO FRANCO

(vds. all. nr.7)

Oltre a quanto gi riferito sul conto del BENTIVOGLIO Francesco, si precisa che lo stesso,
sicuramente, non da ritenersi estraneo alla dinamica associativa in esame, atteso che
allinterno di una borsone di colore nero marca Samsonite, nella disponibilit del latitante
CONDELLO Pasquale, stata rinvenuta una busta di colore bianco, riportante la scritta
CAVALLO BIANCO, con allinterno della documentazione, di seguito meglio descritta,
relativa ad estratti di cassa, riferiti ad alcun crediti a favore della Ditta Baby Toys srl, da
parte di altre societ operanti nella citt di Palermo:

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


Memoria del Pubblico Ministero relativa al rito abbreviato CONDELLO Demetrio + 17
PROCURA DELLA REPUBBLICA 170
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

(vds. All. nr. 8)

 estratto di cassa della Ditta Baby Toys srl, per i movimenti riferiti al cliente Centro
Commerciale Sud-srl Via San Filippo 20/A Palermo;

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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PROCURA DELLA REPUBBLICA 171
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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

(vds. All. nr. 9)

 estratto di cassa della Ditta Baby Toys srl, per i movimenti riferiti al cliente
Bonanno srl Viale Regione Siciliana N. 50 Palermo;

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


Memoria del Pubblico Ministero relativa al rito abbreviato CONDELLO Demetrio + 17
PROCURA DELLA REPUBBLICA 172
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

(vds. All. nr. 10)

 estratto di cassa della Ditta Baby Toys srl, per i movimenti riferiti al cliente Di
Mauro Andrea Via Felix Mendelson N. 54 Palermo.

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Memoria del Pubblico Ministero relativa al rito abbreviato CONDELLO Demetrio + 17
PROCURA DELLA REPUBBLICA 173
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

(vds. All. nr. 11)

La ditta Bay Toys srl, costituita in data 27 aprile 2001, con sede legale in Reggio Calabria,
[Link] Saracinello nr. 63, avente come oggetto sociale il commercio allingrosso di giocattoli,
casalinghi, articoli natalizi, oggettistica nonch limportazione e lesportazione degli stessi
risulta essere di propriet di:
- BENTIVOGLIO Pasquale, nato a Reggio Calabria il 5 giugno 1965,
amministratore unico;
- BENTIVOGLIO Francesco, nato a Reggio Calabria il 15 gennaio 1961,
socio;
- BENTIVOGLIO Annibale, nato a Bova il 2.11.1933, residente a Reggio
Calabria localit Ravagnese.

In relazione a quanto sopra riportato, evidente che BENTIVOGLIO Francesco, ha fornito


al CHILA e, quindi, al CONDELLO Pasquale, le proprie generalit per attivare il contatore
di energie elettrica a proprio nome, al solo scopo di fornire concreto sostegno logistico al
ricercato.
Ritornando alla posizione di CHILA Antonino, si precisa che lo stesso, al momento
dellarresto, stato trovato in possesso di nr. 2 ricevute di pagamento, di seguito meglio
specificate, relative alla somma versata per il canone di affitto dellabitazione sita in via
Torrente Filici, nella quale stato arrestato CONDELLO Pasquale:
- ricevuta nr. 20, datata 5 giugno 2007, riferita, al pagamento del canone mensile dei
mesi di marzo aprile maggio giugno luglio 2007, per un importo complessivo di
1180,00;

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


Memoria del Pubblico Ministero relativa al rito abbreviato CONDELLO Demetrio + 17
PROCURA DELLA REPUBBLICA 174
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

(vds. All. nr. 12)

- ricevuta nr. 22, relativa al pagamento del canone mensile dei mesi di
ottobre novembre e dicembre 2007, per un importo complessivo di 720,00.

(vds. All. nr. 13)

Altre cinque ricevute dello stesso tipo, di seguito meglio descritte, sono state rinvenute e
sequestrate nella disponibilit di CONDELLO Pasquale, allinterno di un borsone marca
samsonite, che custodiva presso labitazione in cui stato arrestato:
- ricevuta nr. 11, datata 6 settembre 2005, per limporto complessivo di
230,00, relativa allaffitto del mese di settembre 2005;

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


Memoria del Pubblico Ministero relativa al rito abbreviato CONDELLO Demetrio + 17
PROCURA DELLA REPUBBLICA 175
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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

(vds. All. nr. 14)

- ricevuta nr. 12, datata 10.10.2005, per limporto complessivo di 230,00,


relativa allaffitto del mese di ottobre 2005;

(vds. All. nr. 15)

- ricevuta nr. 15, datata 26.01.2006, per limporto complessivo di 705,00,


relativo allaffitto dei mesi di Gennaio, Febbraio e Marzo 2006;

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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PROCURA DELLA REPUBBLICA 176
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

(vds. All. nr. 16)

- ricevuta nr. 16, senza data, dellimporto complessivo di 470,00, relativo


allaffitto dei mesi di Aprile e Maggio 2006;

(vds. All. nr. 17)

- ricevuta nr. 17, datata 4.07.2006, dellimporto complessivo di 705,00,


relativo allaffitto dei mesi Giugno, Luglio e Agosto 2006.

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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PROCURA DELLA REPUBBLICA 177
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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

(vds. All. nr. 18)

In relazione a quanto sino a questo momento evidenziato, si pu ragionevolmente sostenere


che CONDELLO Pasquale ha soggiornato allinterno dellabitazione in cui stato catturato,
sicuramente dal novembre 2004, periodo in cui il CHILA Antonino, stipulava il contratto di
affitto con il defunto DATTOLA Filippo, ad eccezione dagli intervalli connessi alla
disattivazione, per morosit, del servizio ENEL, gi evidenziati nelle pagine precedenti.
Il CHILA Antonino, ha sicuramente svolto un ruolo di estrema importanza, circa lassistenza
a favore del CONDELLO. La circostanza, oltre ad emergere dai dati innanzi rappresentati,
desumibile anche dalla documentazione sequestrata allo stesso; infatti, al momento dellarresto,
lo stesso CHILA stato trovato in possesso di due foglietti manoscritti, contenenti un elenco di
generi alimentari ed altri dati che, raffrontati con la grafia di alcuni documenti rinvenuti nella
disponibilit del CONDELLO, possono essere ritenuti scritti dallo stesso latitante e consegnati
al CHILA per lacquisto dei prodotti menzionati.

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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PROCURA DELLA REPUBBLICA 178
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(vds. all. nr. 19 e 20)

Circa la presenza del CONDELLO nellarea di Pellaro di Reggio Calabria, questa Sezione, gi
nel novembre del 2006, aveva acquisito concreti elementi, ritenuti decisivi per indirizzare le
indagini in tale contesto territoriale. In particolare, il 29 novembre 2006, personale di questa
Sezione, rinveniva in un busta della spazzatura, depositata in un apposito raccoglitore, sito in
questa via Santa Caterina, da parte di MORABITO Maria, moglie del CONDELLO, un
vassoio in plastica, adibito alla conservazione di salumi, ove era incollata letichetta

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 179
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identificativa del prodotto (prosciutto), rilasciato dal reparto salumeria del supermercato Punto
SMA, ubicato sulla SS. 106 di Pellaro.

LA FRECCIA DI COLORE ROSSO INDICA LA DATA DI ACQUISTO DEL PRODOTTO.


(vds. all. nr. 21)

I Militari operanti, nel corso del servizio, avevano modo di constatare che:
R E L A Z I O N E DI S E R V I Z I O

DATA: 29.11.2006
NOME INDAGINE: META;
TIPO SERVIZIO: O.C.P.;
INIZIO: ORE 08:00;
FINE: ORE 10:00;
PARTECIPANTI: Ten. LARDIERI Gerardo, [Link] CICILESE Antonio,
[Link] FICHERA Anastasio, M.C. RISORTO Agostino, M.O. GRASSO Vittorio
App.S PALLONE Anselmo, [Link] S TARANTELLO Gaetano e [Link] S GIUFFRIDA
Salvatore;

SCOPO DEL SERVIZIO: Servizio di O.C.P. nei confronti di MORABITO


Maria;
Ore 08:00 inizio servizio in via S.S. 18 nr. 179/G Santa Caterina di Reggio
Calabria;

Ore 09:10 MORABITO Maria50 e la figlia CONDELLO Caterina51 escono


dallabitazione, CONDELLO Caterina tiene in mano un sacchetto, in cellophane, della
spazzatura, il quale viene depositato allinterno di un cassonetto per i rifiuti solidi urbani, ivi
esistente; Poco dopo le due donne salgono a bordo della SUBARU Justy di colore grigio targata
CV358NR52 e si avviano direzione Archi;

Ore 09:13 allinterno del sacchetto della spazzatura, che poco prima depositato,
allinterno del cassonetto, da CONDELLO Caterina, stata trovata una busta di carta
appartenente alla catena dei supermercati Punti SMA, con applicato sui lembi di chiusura, uno
scontrino adesivo non fiscale. In particolare, lo scontrino rilasciato dal reparto salumeria del

50 MORABITO Maria pt. Bruno mt. MORABITO Caterina, nata a Reggio Calabria il
06.09.1963, ivi residente in C/da Mercatello Archi nr.11, coniugata, casalinga;

51 CONDELLO Caterina pt. Pasquale mt. MORABITO Maria, nata a Reggio Calabria il
23.06.1991, convivente, celibe, studente;
52 autovettura SUBARU Just di colore grigio, intestata a MORABITO Bruno, nato a
Reggio Calabria il 14.02.1933, ivi residente in Via Carmine Archi nr.84,;

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 180
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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

Punto SMA ubicato in Reggio Calabria via S.S. 106 Km 14.500 Pellaro, relativo
allacquisto di 212 grammi di prosciutto di Parma S/O marca Ferrarini, emesso in data
28.11.2006, per un importo di euro 5.28 (con un costo del prodotto di euro 24.90 al
chilogrammo). Lo scontrino, infine, riporta il codice a barre: 2120250 005285 ed ancora un sigla,
V 21 da relazionare probabilmente al prodotto acquistato;

Ore 09:20 la SUBARU Just di colore grigio con a bordo le due donne, seguendo
un itinerario logico, giungono in Archi CEP direzione Contrada Carmine; Per motivi di
opportunit il servizio viene interrotto;

Ore 10:00 fine servizio.


(vds. all. nr. 22)
Tale rinvenimento risultava oltremodo significativo, in quanto MORABITO MARIA, moglie
del latitante, la sera precedente era rientrata presso la propria abitazione, dopo unassenza di
18 giorni, nel corso della quale era andata a fare visita al marito; da ci era possibile dedurre
che la stessa, in tale periodo, aveva soggiornato, nella zona di Pellaro. Si precisa che nel
suddetto periodo non veniva registrata alcuna comunicazione tra la donna ed il proprio nucleo
familiare.

Gli opportuni accertamenti, condotti con estrema riservatezza, consentivano di appurare che la
persona che aveva acquistato in data 28.11.2006 tale prodotto, aveva effettuato una spesa, con
pagamento avvenuto alle ore 11.42, presso la cassa, pari a 18,19, relativa allacquisto di:
- Biscotti Plasmon di gr. 720;
- Parma S/O 17M Monte Ricco;
- Pro. Cotto G. Biscotto Rovagnati;
- Drog. Non Alim.

Si provvedeva, nello stesso tempo, ad acquisire, presso il suddetto esercizio commerciale, copia
della registrazione del video relativo a tutta la giornata del giorno 28.11.2006, ma non si
riusciva ad identificare la persona che aveva acquistato la citata merce, poich nellorario
dinteresse il server dellimpianto video, svolgendo la funzione back-up, non aveva effettuato la
registrazione.

2. VISITE DI MORABITO MARIA AL MARITO LATITANTE.

Nel contesto dellattivit investigativa in argomento, Militari di questa Sezione Anticrimine


hanno accertato che MORABITO Maria, moglie del latitante, sicuramente in due occasioni si
recata a fare visita al marito, restando con lo stesso, per lunghi periodi. La circostanza
emersa in modo inconfutabile dalle emergenze investigative contemplate nel procedimento
penale nr. 5731/05 RGNR DDA, di codesta Ufficio, di cui, relativamente ai fatti menzionati nella
presente informativa, si segnala la necessit di procedere allo stralcio dei relativi atti
processuali e quantaltro riterr utile codesta A.G.-
Va innanzitutto sottolineato che la donna, in entrambe le circostanza, si avvalsa, per effettuare
gli spostamenti, di alcuni soggetti appartenenti al nucleo familiare, seguendo una prassi
consolidata nel tempo, analoga a quella evidenziata nellambito del procedimento penale nr.
4141/05 RGNR DDA (operazione Vertice). La ricostruzione dellevento, stata possibile
attraverso lattenta analisi dei dati tecnici registrati.
In particolare, alle ore 18.02 del 10 novembre 2006, MORABITO Maria, a bordo
dellautovettura Mercedes classe A, targata CY093CD, intestata a BARILLA Giuseppe, nato
a Reggio Calabria il 28.02.1957, ivi residente ( allepoca non sottoposta a censura ambientale e
satellitare), costantemente in uso al nipote BARILLA Giovanni, nella circostanza condotta da
CONDELLO Angela, figlia di CONDELLO Pasquale, veniva vista allontanarsi, tramite
telecamera, dallabitazione di questultima, sita nella via Carmine di Archi e precisamente
allinterno dello stesso stabile di quello occupato da MORABITO Bruno, padre di
MORABITO Maria, quindi suocero di CONDELLO Pasquale.

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LA MERCEDES CLASSE A SI ALLONTANA DALLABITAZIONE DI VIA CARMINE

Dopo tale evento non si registravano ulteriori elementi utili atti a ricostruire il percorso effettuato
dalla MORABITO Maria, per raggiungere il marito.
Nel prosieguo dellattivit investigativa si accertava che il 25 novembre 2006, alle ore 16.30,
anche CONDELLO Caterina, altra figlia di CONDELLO Pasquale, si allontanava
dallabitazione della sorella, a bordo di uno scooter condotto dal fratello Francesco, per
raggiungere i genitori. Infatti la stessa veniva notata rientrare la sera del 28 novembre 2007,
quindi dopo tre giorni, unitamente alla mamma MORABITO Maria. Le foto di seguito
riportate, estrapolate dal filmato della telecamera ivi installata, evidenziano, chiaramente,
levento della partenza.

CATERINA CONDELLO ESCE DA CASA DI BRUNO MORABITO: LA FRECCIA DI COLORE BLU INDICA
CONDELLO FRANCESCO A BORDO DELLO SCOOTER, MENTRE QUELLA DI COLORE ROSSO INDICA
LA SORELLA CATERINA

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CATERINA CONDELLO SALE A BORDO DELLO SCOOTER


CONDOTTO DAL FRATELLO

Il dato appena evidenziato oltremodo significativo, in considerazione che i due ragazzi,


allepoca entrambi minori, erano perfettamente ammaestrati sia in relazione al percorso da
seguire, sia in merito agli opportuni accorgimenti da adottare atti a vanificare eventuali servizi di
osservazione e controllo.
Il rientro di MORABITO Maria e della figlia CONDELLO Caterina si registrava, come gi
ampiamente evidenziato in precedenza, nella serata del 28.11.2006, allorquando alle ore 21.10,
la donna veniva notata uscire dal portone dingresso dello stabile, sito in via Carmine di Archi,
ove risiede il padre e la figlia, CONDELLO Angela.
I seguenti fotogrammi evidenziano tale circostanza:

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MARIA MORABITO ESCE DI CASA

MARIA MORABITO E LA FIGLIA CATERINA SALGONO A BORDO DELLA SUBARU

La certezza che la donna vista uscire dallabitazione del MORABITO Bruno fosse
effettivamente MORABITO Maria, si aveva alle ore 21.17 successive, allorquando, si

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 184
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riscontrava, tramite intercettazione tra presenti, la presenza della stessa e della figlia
CONDELLO Caterina, allinterno della propria abitazione sita in questa via Santa Caterina.
Inoltre, dal tenore delle conversazioni telefoniche intercettate sullutenza di questultima ,
intercorse con il fidanzato IONETTI Daniele, si intuiva chiaramente che la ragazza si era
recata dal padre. Infatti, alle ore 23.50 del 28 novembre 2006, IONETTI Daniele,
rappresentava alla fidanzata di non sapere .. come fare la sera in questi tre giorni.. e che gi
in passato aveva avuto lo stesso atteggiamento, cio si era allontanata senza dire niente [progr.
Nr. 6008 delle ore 23.50, registrato sullutenza nr. 349/3428358, in uso a CONDELLO
Caterina]. E evidente che CONDELLO Caterina non aveva potuto rappresentare
telefonicamente al fidanzato lintenzione di recarsi dal padre latitante.
La conversazione si sviluppava come segue:

INIZIO TRASCRIZIONE INTEGRALE

CONVERSAZIONE REGISTRATA AL PROG. 6008 DEL 28.11.2006, ORE 23.50, CON


APPARECCHIATURA AREA.-/ (CELL CATERINA CONDELLO)

Dalle ore 23.50.05 alle ore 23.56.00 .......omissis ....... Daniele Ionetti spiega a Caterina come ha
passato il fine settimana.

CATERINA CONDELLO: ...e che hai fatto senza di me??


DANIELE IONETTI: ...come?
CATERINA CONDELLO: ...tutto...
DANIELE IONETTI: non ho capito, scusa?
CATERINA CONDELLO: ti ho detto, che hai fatto senza di me?
DANIELE IONETTI: ...io che ho fatto?
CATERINA CONDELLO: ...uhmm..!!
DANIELE IONETTI: niente, non sapevo come riuscire ad arrivare a sera...
CATERINA CONDELLO: ...(risata)...
DANIELE IONETTI: ah, ora ridi tu...ora ridi...
CATERINA CONDELLO: non vero
DANIELE IONETTI: guarda la...guarda che se "maligna" allora...
CATERINA CONDELO: ...(risata)...veramente?
DANIELE IONETTI: si, cos la prossima volta invece di fare il fine settimana senza soldi, il
telefono te lo ricarichi cos mi chiami...
CATERINA CONDELLO: uhm...
DANIELE CONDELLO: ...brutta, brutta e cattiva...invece di tenerti il fine settimana senza soldi
ed io non posso parlare con te poi... possibile???
CATERINA CONDELLO: ...amore!!!
DANIELE IONETTI: eh, amore...si...e poi "vuoi il due"...
CATERINA CONDELLO: e ti sono mancata?
DANIELE IONETTI: si, ma queste ricariche ora te li faccio io, perch...(si accavallano le
voci)...
CATERINA CONDELLO: ...e me la potevi fare tu...
DANIELE IONETI: ...ma sabato e domenica dove li trovavo ormai...ho sbagliato...ora te lo
dico io a te...la prossima volta...se sabato e domenica possiamo stare...ehh....(inc.)...oggi mi sono
fatto la barba, mi ero dimenticato a dirtelo...

....omissis... fino alle ore 00.00.40 la conversazione verte su argomenti futili

CATERINA CONDELLO: come mi hai detto prima, che non ho capito?


DANIELE IONETTI: che ne so di che cosa stai parlando tu...
CATERINA CONDELLO: ...(risata-sospiro)...

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 185
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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

DANIELE IONETTI: ...di che cosa?


CATERINA CONDELLO: prima, prima, prima, prima...
DANIELE IONETTI: come sono stato questi due, questi tre giorni?
CATERINA CONDELLO: ...uhm!!!
DANIELE IONETTI: che non sapevo come fare per arrivare a sera...ahh, le parole belle te le
ricordi, ah...??
CATERINA CONDELLO: e certo...
DANIELE IONETTI: e certo...me lo hai fatto gi questo scherzo, un altra volta...ma allora
f peggio, me lo ricordo ancora...
CATERINA CONDELLO: ...mamma!!!
DANIELE IONETTI: si, si...te lo dico io...era un sabato...mamma che "ho buttato
sangue"..."me lo sono tagliato dentro"...
CATERINA CONDELLO: perch?
DANIELE IONETTI: perch tu...non avevi fatto la ricarica...
CATERINA CONDELLO: uhmm!!!...uhm!!!...
DANIELE IONETTI: ...il sabato...e me lo hai detto...no, non mi hai detto niente, da un
momento all'altro, io manda...io ti chiamavo e tu non mi rispondevi, ti chiamavo e non mi
rispondevi...ti mandavo messaggi e non mi rispondevi...allora ho pensato io, questa non mi
vuole pi a me...mannaggia la miseria...e non mi davo pace...non mi davo tregua...in nessun
modo...poi piano piano...ho detto io...pure perch, il giorno prima mi avevi mandato un
messaggio, che mi avevi scritto che ancora eri ragazza...che qu, che l...mannaggia ho detto io,
questa non mi risponde pi...l'ho persa...l'ho persa...invece poi mi hai detto "non avevo la
ricarica"...non avevo nessuno che mi accompagnava a prendere la ricarica...ho detto io, da ora
in avanti ...(inc.)...te li faccio io, perch non mi puoi lasciare con il pensiero per dieci giorni...e
tu, va bene, va bene, va bene...o sbaglio...???...te lo ricordi questo fatto???
CATERINA CONDELLO: uhm!!...uhm!!...
DANIELE IONETI: su DIO, veramente...
CATERINA CONDELLO: si!!!, me lo ricordo...

...omissis... da qui in avanti la conversazione continua con argomenti futili


(vds. all. nr. 23)

Il giorno successivo, ovvero il 29.11.2006, come gi evidenziato in precedenza, veniva


rinvenuto, lo scontrino dal quale si desumeva che il CONDELLO Pasquale trascorreva la
latitanza nella zona di Pellaro.
Unaltra partenza della MORABITO veniva registrata il 20 settembre 2007, con rientro il 14
ottobre 2007.
In particolare, si aveva modo di notare, attraverso il sistema di videosorveglianza, installato in
via Santa Caterina, in prossimit dellabitazione di MORABITO Maria, che questultima alle
ore 18.03, con in mano una borsa di colore bianco ed una busta di plastica, dopo essere scesa
dallabitazione, unitamente alle figlie Caterina ed Angela ed alla nipotina (figlia di
CONDELLO Angela), saliva con le stesse persone a bordo dellautovettura Subaru di sua
propriet, targata CV358NR, dirigendosi verso labitazione di MORABITO Bruno, sita in via
Carmine di Archi, ove giungeva alle ore 18.10 successive.
Gli occupanti, dopo essere scesi dal veicolo, accedevano allinterno dellabitazione di
MORABITO Bruno, lasciando allinterno dellautovettura la busta di plastica, notata nella
disponibilit della donna, allatto in cui aveva lasciato la propria abitazione. Sul posto, dopo due
minuti circa, a bordo di uno scooter, giungeva BARILLA Giovanni.
In tale frangente, e comunque nei periodi immediatamente successivi, stato possibile
registrare i seguenti movimenti, riferiti al giorno 20 settembre 2007:

ore 18.32 Maria MORABITO, le due figlie e la piccola salgono a bordo dellautovettura
Subaru, con in mano una borsa di colore bianco e due buste di plastica tipo supermercato). Nel
corso del tragitto Maria MORABITO intrattiene con le figlie della conversazioni non utili per
lattivit investigativa

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 186
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ore 18.40 la Subaru giunge in localit Mercatello di Archi, presso labitazione dei
genitori di Barill Giovanni e gli occupanti (Maria Morabito, CONDELLO Angela e
CONDELLO Caterina) scendono dal veicolo. Al momento di scendere dal veicolo Maria
MORABITO chiede alla figlia Angela se deve scendere i pannolini.
(DATI ESTRAPOLATI DALLE TELCAMERE INSTALLATE IN VIA SANTA CATERINA E VIA CARMINE)

Da questo momento, non si ha pi traccia di MORABITO Maria, sino al giorno del rientro,
registrato in data 14 ottobre 2007.
Dallanalisi di tali dati emerso che MORABITO Maria, oltre a ricevere un concreto appoggio
da parte delle figlie, nel corso degli spostamenti finalizzati a raggiungere il marito, era
adeguatamente supportata anche dal nucleo familiare di BARILLA Giovanni, segnatamente dal
padre di questultimo, identificato in BARILLA Antonino che, oltre a fornire supporto logistico
per gli spostamenti di MORABITO Maria, ha sostituito il figlio Giovanni, nella conduzione del
negozio sito in questa via A. Span, allorquando questultimo si recava dal suocero latitante. E
evidente che anche il BARILLA Antonino stato parte attiva del dispositivo di persone che,
con diverso contributo di causa, hanno favorito CONDELLO Pasquale nella latitanza.
Ritornando ai movimenti registrati, subito dopo lallontanamento di MORABITO Maria, si
segnala che alle ore 00.05 del 21 settembre 2007, quindi dopo poche ore dalla partenza della
donna, giungeva, in via Carmine di Archi, presso labitazione di propriet di MORABITO
Bruno, lautovettura Mercedes classe A, in uso a BARILLA Giovanni, condotta da
questultimo, in compagnia della moglie CONDELLO Angela, della figlia e della cognata
CONDELLO Caterina. Lautovettura era preceduta da uno scooter condotto da CONDELLO
Francesco, figlio di CONDELLO Pasquale. I predetti, dopo aver parcheggiato i mezzi,
accedevano allinterno dello stabile, ove un piano occupato dal nucleo familiare di
BARILLA Giovanni. La lettura di tali movimenti avvenuta attraverso i dati estrapolati dal
sistema satellitare installato a bordo dellautovettura di propriet del BARILLA , nonch dalle
riprese video relative alla telecamera installata in via Carmine di Archi.
A questo punto va sottolineato che, in tale periodo, con precisione dal giorno 17 settembre 2007,
era stata registrata lassenza di CONDELLO Domenico Francesco, figlio di CONDELLO
Pasquale, il quale sicuramente si era recato dal padre, in considerazione che i propri cellulari,
sottoposti ad intercettazione risultavano completamente spenti. Inoltre, non era stata notata la sua
presenza in citt n presso i luoghi costantemente frequentati dallo stesso (abitazione della
madre, abitazione del nonno, negozio commerciale sito in via Provinciale, ecc.). Alla luce dei
movimenti verificatisi nella serata compresa tra il 20 settembre ed 21 settembre 2007, si
accertava che lo stesso era rientrato in Reggio Calabria, in concomitanza della partenza della
madre, utilizzando come base logistica labitazione di BARILLA Antonino. E evidente che
il soggetto che ha accompagnato CONDELLO Francesco presso labitazione del BARILLA,
subito dopo prelevava MORABITO Maria per accompagnarla dal marito latitante.
I militari di questa Sezione, ritenendo labitazione di BARILLA Antonino , il punto di
partenza dei familiari del CONDELLO per raggiungere lo stesso, iniziavano una costante
attivit di osservazione in tale area che permetteva, il 14 ottobre 2007, alle ore 19.45, di
registrare il rientro di MORABITO Maria, giunta a bordo di unautovettura Renault Clio,
targata BS014JK, in compagnia di una donna, successivamente identificata, attraverso la visione
fotografica di alcuni cartellini didentit, in CONDELLO Maria, nata a Reggio Calabria il
27.10.1984, ivi residente [Link] Mercatello di Archi.
Presso tale obiettivo, alle ore 21,00 del 14 ottobre 2007 giungevano a bordo dellautovettura
Subaru, di propriet di MORABITO Maria, le due figlie, Angela e Caterina, questultima
con in braccio la nipote, figlia della sorella.
Il personale predisposto al servizio si osservazione, nonch quello impegnato nellattivit
dinamica di controllo discreto, teso a verificare gli spostamenti dei familiari del latitante, avevano
modo di constatare:
r e l a z i o n e di s e r v i z i o
DATA: 14.10.2007;
NOME INDAGINE: META;
TIPO SERVIZIO: O.C.P.;
INIZIO: ore 15:00;

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FINE: ore 24:00;


PARTECIPANTI: M.A.s.U.P.S. CICILESE Antonio, [Link]. GRASSO Vittorio,
CIPOLLA Roberta e Brig. LEPRO Edoardo;
SCOPO DEL SERVIZIO: Osservazione nei confronti di Via Mercatello;
ATTIVITA TECNICA: Binocolo Swarovski e visore notturno;

Ore 15:00 Inizio servizio in localit Fortino di Reggio Calabria;

Ore 19:45 giunge, in Via Mercatello, una RENAULT Clio di colore blu, targata
BS014JK , si parcheggia, scendono MORABITO Maria54 e altra donna, fanno ingresso al
53
civico 55/57;

Ore 21:00 giunge, in Via Mercatello, una SUBARU Justy di colore grigio, targata
CV358NR55, dalla quale scendono CONDELLO Angela56 e CONDELLO Caterina57 con in
braccio la piccola Grazia58, fanno ingresso al civico 55/57;

Ore 22:30 giunge la MERCEDES Classe A di colore nero, targata


CY093CD59, dalla quale scende CONDELLO Francesco60, fa ingresso al civico 55/57;

Ore 22:35 dal civico 55/57 escono CONDELLO Caterina, MORABITO Maria,
CONDELLO Angela con in braccio la piccola Grazia e BARILLA Giovanni61, le prime due
salgono a bordo della SUBARU Justy di colore grigio, mentre, i restanti soggetti salgono a bordo
della MERCEDES Classe A di colore nero, si avviano verso la Via Corvo;

Ore 24:00 fine servizio;

(vds. all. nr. 24)

Si sottolinea che, in tale contesto, non stato possibile monitorare costantemente gli
spostamenti dellautovettura Subaru di propriet di MORABITO Maria, poich BARILLA
Giovanni, il 30 settembre 2007, alle ore 11.56, rinveniva, allinterno della stessa,
lapparecchiatura satellitare atta a verificare i movimenti del veicolo. La circostanza stata
documentata mediante visone del filmato relativo alla telecamera installata in via Carmine, in
prossimit dellabitazione dello stesso BARILLA.-

53 Intestata a CONDELLO Luciano, nato ad Archi il 04.12.1946, ivi residente in Via [Link]
Mercatello nr.55;
54 MORABITO Maria pt. Bruno mt. MORABITO Caterina, nata a Reggio Calabria il
06.09.1963, ivi residente in Via SS 18 I Tratto nr. 179/G, coniugata, casalinga;
55 intestata a MORABITO Bruno, nato a Reggio Calabria il 14.02.1933, ivi
residente in via Carmine Archi n. 84;
56 CONDELLO Angela pt. Pasquale mt. MORABITO Maria, nata a Reggio
Calabria il 13.04.1985, ivi residente in Contrada Archi Carmine nr. 84, coniugata;
57 CONDELLO Caterina pt. Pasquale mt. MORABITO Maria, nata a Reggio
Calabria il 23.06.1991, ivi residente in Via SS 18 I Tratto nr. 179/G, nubile, studentessa;
58 BARILL Grazia Carmela pt. Giovanni mt. CONDELLO Angela, nata a
Reggio Calabria il 10.08.2006;
59 intestata a BARILLA Giuseppe, nato a Reggio Calabria il 28.02.1957, ivi
residente in Via Mercatello nr. 55;
60 ONDELLO Francesco pt. Domenico mt. NERI Caterina, nato a Reggio
Calabria il 05.11.1982, ivi residente in residente in Via Nazionale III Tratto nr. 149, celibe,
commerciante;
61 ARILL Giovanni pt. Antonino mt. MALARA Grazia Lucia, nato a Reggio
Calabria il 25.05.1978, residente come sopra, coniugato

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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PROCURA DELLA REPUBBLICA 188
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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

FOTO RAFFIGURANTE BARILLA GIOVANNI NEL MOMENTO IN CUI PRELEVA


LAPPARECCHIATURA INSTALLATA A BORDO DELLAUTOVETTURA DI PROPRIET DI
MORABITO MARIA.

Sempre attraverso la visone della citata telecamera si registrava, alle ore 22.33 del 14 ottobre
2007, presso labitazione di BARILLA Giovanni, larrivo dellautovettura Subaru, di propriet
di MORABITO Maria, condotta da questultima, in compagnia della figlia Caterina. Dopo
circa due minuti, sopraggiungeva anche lautovettura Mercedes classe A, condotta da
Giovanni BARILLA, in compagnia della moglie e della figlia.
CONDELLO Maria, individuata nella persona che la sera del 14 ottobre 2007 aveva
accompagnato MORABITO Maria, presso labitazione di BARILLA Antonino, cugina di
CONDELLO Pasquale, essendo figlia di CONDELLO Luciano dei predetti, nato ad Archi il
04.12.1946. La sorella di CONDELLO Maria, identificata in CONDELLO Giuseppa Antonia
, nata a Reggio Calabria il 13.04.1974, residente in localit Pellaro, via Fondo Bolani nr. I, nr.
47, non molto distante dallabitazione in cui stato tratto in arresto CONDELLO Pasquale.

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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PROCURA DELLA REPUBBLICA 189
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LA FRECCIA DI COLORE ROSSO, INDICA LA CASA IN CUI STATO TRATTO IN ARRESTO IL


LATITANTE, MENTRE LA FRECCIA DI COLORE VERDE, INDICA LABITAZIONE DI CONDELLO
GIUSEPPE ANTONIA.

E opportuno evidenziare che dal sistema di localizzazione satellitare, installato allinterno


dellautovettura di propriet di BARILLA Giovanni, emerso che il veicolo in questione, alle
ore 17.27 del 14 ottobre 2007 veniva parcheggiato dallo stesso in via Scesa Stazione di Reggio
Calabria, luogo che si dimostrer particolarmente proficuo sotto laspetto investigativo, atteso che
questultimo, ogni qualvolta si recato dal suocero, partito sempre da tale localit, o
comunque dalle vie limitrofe. Sul punto si disquisir in maniera analitica in seguito.
Il citato veicolo alle ore 19.45 successive, veniva prelevato da CONDELLO Francesco, nato a
Reggio Calabria il 5 novembre 1982, nipote di CONDELLO Pasquale, cos come emerge
dallascolto delle intercettazioni captate allinterno del mezzo. Lautovettura, alle ore 22.33
successive, condotta dal citato CONDELLO Francesco, giungeva in via Mercatello di Archi,
presso labitazione di BARILLA Antonino. Dopo circa due minuti il veicolo, come gi
evidenziato in precedenza, partiva da tale localit, con alla guida il BARILLA Giovanni, per
giungere, subito dopo, in via Carmine di Archi, presso la propria abitazione.
Sul conto di CONDELLO Francesco si precisa che questultimo figlio di CONDELLO
Paolo, fratello di CONDELLO Pasquale, ucciso nel corso della guerra di mafia che dalla met
degli anni 80 sino al 1992 ha interessato la citt di Reggio Calabria.

3. SPOSTAMENTI DI BARILLA GIOVANNI FINALIZZATI A FARE VISITA AL


LATITANTE CONDELLO PASQUALE.

Le indagini relative alla cattura di CONDELLO Pasquale hanno permesso di accertare che
uno dei principali soggetti che, spesso, si recava dal ricercato, stato identificato in
BARILLA Giovanni. Proprio attraverso il costante monitoraggio del genero del latitante
stato possibile pervenire, in data 18 febbraio 2008, alla cattura di questultimo. Lattivit, in
particolare, ha permesso di accertare che il BARILLA ogni qualvolta si recava dal suocero, il
cui movimento aveva inizio quasi sempre allimbrunire, era solito parcheggiare la propria
autovettura, in attesa di spostarsi con altri mezzi, in questa via Vecchia Provinciale, o in una
stradina parallela, segnatamente in una traversa a vicolo cieco di via Scesa Stazione, situata
alle spalle di alcuni caseggiati, adibiti ad esercizi commerciali, di pertinenza della famiglia
CONDELLO ed in particolare di:

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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PROCURA DELLA REPUBBLICA 190
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- un negozio gi di propriet di MORABITO Giuseppe, suocero del latitante,


attualmente di propriet di CONDELLO Angela;

- un autolavaggio gestito da CONDELLO Francesco, nipote del ricercato;

- un esercizio pubblico adibito alla vendita di prodotti alimentari, denominato Pane, Pizza e
Fantasia, attualmente sottoposto a sequestro da parte di codesta DDA, poich ritenuto di
pertinenza del latitante CONDELLO Domenico, nato a Reggio Calabria il 4 novembre 1956;

- un negozio di frutta ed altri generi di propriet di CONDELLO Domenico, nato a


Reggio Calabria il 20.05.1972, ivi residente in [Link] Mercatello Archi nr.55 detto gingomma,
cugino di CONDELLO Pasquale.

LA CARTINA, RELATIVA ALLA VIA VECCHIA PROVINCIALE, RAFFIGURA:


- LA ZONA CERCHIATA IN VIOLETTO LAREA DINTERESSE;
- LA STRADA COLORATA IN ROSSO, LA TRAVERSA A VICOLO CIECO DI VIA
DISCESA STAZIONE, ZONA IN CUI BARILLA GIOVANNI, IN ALCUNE OCCASIONI PARCHEGGIAVA
LA PROPRIA AUTOVETTURA;
- LA ZONA COLORATA IN BLU LA VIA VECCHIA PROVINCIALE
- LA FRECCIA DI COLORE ROSSO, IL NEGOZIO DI MANGIMI GI DI PROPRIET DI
MORABITO BRUNO, ATTUALMENTE DI PROPRIET DI CONDELLO ANGELA;
- LA FRECCIA DI COLORE VERDE, LAUTOLAVAGGIO GESTITO DA CONDELLO
FRANCESCO CL. 82;
- LA FRECCIA DI COLORE TURCHESE, IL NEGOZIO DENOMINATO PANE, PIZZA E
FANTASIA;
- LA FRECCIA DI COLORE GIALLO, IL NEGOZIO DI FRUTTA DI PROPRIET DI
CONDELLO DOMENICO, CL. 72.

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 191
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Tale atteggiamento consentiva di verificare che il BARILLA, in linea di massima, faceva


rientro sul posto intorno alle 23.00 circa.
Dal complesso delle risultanze investigative, frutto di emergenze tecniche e servizi di
osservazione e controllo, stato possibile ricostruire alcuni spostamenti del BARILLA
Giovanni, a partire dal 25 ottobre 2007.

3.1 PARTENZA DI BARILLA GIOVANNI IN DATA 25 OTTOBRE 2007.


Dal complesso dellanalisi investigativa stato accertato che BARILLA Giovanni, il 25
ottobre 2007 si recato dal suocero CONDELLO Pasquale, al fine di prelevare il cognato,
CONDELLO Francesco, che gi da alcuni giorni, segnatamente dal precedente 22 ottobre, si
trovava in compagnia del padre latitante. Tale circostanza stata riscontrata dal fatto che
CONDELLO Francesco, allepoca minore, da tale data non stato pi notato in Reggio
Calabria, tenendo, tra laltro, sempre i cellulari spenti. Relativamente al viaggio in questione,
stato riscontrato che il BARILLA si servito, per raggiungere il suocero, di un veicolo
messo a disposizione da GIUSTRA Antonio, nato a Reggio Calabria il g. 01.05.1989, ivi
residente Frazione Catona, via del Casale nr. 2.
Questultimo, sebbene sia immune da precedenti e pendenze penali, risulta gravitare
nellambito della cellula criminale di riferimento logistico della famiglia CONDELLO, atteso i
suoi accertati rapporti con BARILLA Giovanni, con gli omonimi cugini CONDELLO
Francesco ed altri soggetti aderenti allo stretto nucleo familiare degli stessi.
Dallanalisi dei dati in possesso di questa Sezione, emerso che il 25 ottobre 2007:
- BARILLA Giovanni, alle ore 15.54, a bordo della propria autovettura
Mercedes classe A, giungeva al negozio di mangime sito sulla via Vecchia Provinciale, ove il
veicolo restava in sosta sino alle ore 18.56. La foto di seguito riportata relativa al tracciato
GPS dellautovettura in questione.

I PUNTI DI COLORE ROSSO INDICANO LA SOSTA

- alle ore 17.31 allinterno del negozio di mangime si registrava la presenza di


GIUSTRA Antonio, atteso che lo stesso intraprendeva una conversazione con Giovanni
BARILL (Prog. 37515 ore di 17.31). Dal contenuto della conversazione emergeva che il
GIUSTRA avrebbe dovuto sostituire il BARILLA nella conduzione del negozio. La
conversazione avveniva come segue:

(Prog. 37515 ore 17.31 del 25.10.07 -negozio bombole Vecchia Provinciale)
ANTONIO: ...incomprensibile...
GIANNI: L'ha provata lui?
ANTONIO: Si!

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 192
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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

GIANNI: Gliel'hai accesa, pure?


ANTONIO: Si! Ha detto che non trovava le partite!
GIANNI: Non, le ha trovate? Vedi che mi accompagni tu! ...incomprensibile...
ANTONIO: E da quant' che era qui? Era gi fuori lui?
GIANNI: Dalle tre e mezza! Ho dovuto aprire alle tre e mezza, per accompagnare qui a
questo scemo!
ANTONIO: Io stasera neanche ...incomprensibile...
GIANNI: Antonio, faccio un'arrivata e vengo!
PEPPE: E vai con la macchina?
GIANNI: No, con il motorino!
PEPPE: E quanto ci metti?
GIANNI: Ah?
PEPPE: Dove stai andando?
GIANNI: Arrivo un minuto da ...incomprensibile...
PEPPE: E se telefona, che quello l che ci aspetta, poi!
GIANNI: Ti sto dicendo che dieci minuti, ritardo! Gli chiamo che sto salendo a casa, io,
cosi alle volte ci vediamo direttamente l!
PEPPE: Vedi se sono l le chiavi!
GIANNI: Uhm? Si! ...incomprensibile...
PEPPE: Mi sono dimenticato di dargli lo scontrino!
GIANNI: Le hai firmate tutte?
PEPPE: No!
GIANNI: Firmale e mettile dentro questo coso, insieme al codice fiscale! Dove sono le
chiavi di queste?
PEPPE: Se te le ho date nelle mani!
Dalle ore 17.33 ...omissis...

(vds. all. nr. 25)

- alle ore 18.56 lautovettura Mercedes classe A si allontanava dal magazzino


di mangime. Nella circostanza il veicolo era condotto da GIUSTRA Antonio; infatti allinterno
dellautovettura, sottoposta a censura ambientale, veniva registrata, a partire dalle ore 19.06, la
presenza di questultimo.
Lo stesso, infatti, alle ore 19.13, chiedeva ad una persona esterna al veicolo se avesse visto
Dario. Successivamente, lautovettura proseguiva la corsa ed alle ore 19.18, il GIUSTRA
intratteneva una conversazione telefonica con una persona. Durante il dialogo riferiva che i
compact disc non li aveva nellautovettura, poich al momento era con un veicolo non di sua
propriet.
Alle successiva 19.30, GIUSTRA Antonio, nel dialogare a telefono con una persona non
meglio identificata, chiedeva se lautovettura dovesse lasciarla nel luogo in cui si trovava. Subito
dopo spegneva il motore e scendeva dal veicolo.
Il veicolo veniva lasciato in sosta nellarea di Gallico segnatamente alla via Bilardi.

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 193
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- alle ore 20.16 successive, veniva registrata una telefonata di particolare


interesse, dalla quale emergeva che il GIUSTRA aveva un ruolo di estrema importanza circa il
proprio inserimento nel contesto dei favoreggiatori di CONDELLO Pasquale. In particolare,
questultimo veniva contattato sulla propria utenza cellulare nr. 340/6072731 da CONDELLO
Francesco, nipote del latitante, che attraverso lutenza nr. 346/4149479 (Prog. 7519),
sottoposta a censura, gli fissava un appuntamento al lavaggio, ovvero nella via Vecchia
Provinciale di Reggio Calabria, ove questultimo gestisce unautorimessa adibita a lavaggio,
situata accanto al negozio di mangimi di propriet di CONDELLO Angela, moglie di
BARILLA Giovanni. In effetti alle ore 20.20 , come concordato telefonicamente, GIUSTRA
Antonio parcheggiava lautovettura Mercedes classe A, nella via vecchia Provinciale, ove
restava in sosta sino alle ore 23.16, allorquando veniva prelevata da BARILLA Giovanni.
La conversazione innanzi citata si sviluppava come segue:

CONVERSAZIONE REGISTRATA AL PROG. 7519 DEL 25.10.2007, ORE 20.16, CON


APPARECCHIATURA AREA.

Legenda:

CONDELLO F.: CONDELLO FRANCESCO


GIUSTRA A.: GIUSTRA ANTONIO

INIZIO TRASCRIZIONE INTEGRALE

^^^^
GIUSTRA A.: oh Ciccio
CONDELLO F.: dove sei?
GIUSTRA A.: qua a Pentimele

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CONDELLO F.: ci vediamo al lavaggio?


GIUSTRA A.: tra quanto?
CONDELLO F.: ora, due minuti
GIUSTRA A.: va bene , ciao

FINE TRASCRIZIONE

SOSTA DELLAUTOVETTURA MERTCES CLASSE A

E opportuno sottolineare che GIUSTRA Antonio, allorquando arrivava in detta localit, si


incontrava con CONDELLO Francesco, che viaggiava a bordo della propria autovettura
Citroen C3, targata CJ476GR, sottoposta a censura ambientale. Questultimo dallinterno del
veicolo, invitava il GIUSTRA a cena presso la propria abitazione. Il colloquio avveniva
come segue:

CICCIO: Cosa vuoi fare? Vieni con me? Te ne vieni con me? Ah? E cammina, dai,
andiamo sali!
CICCIO: Ma poi te ne vieni a mangiare a casa mia?
ANTONIO: Ah?
CICCIO: Mangi a casa mia, poi!
ANTONIO: Va bene!
CICCIO: E cammina, andiamo!
A questo punto si sente sbattere una portiera e Antonio Giustra sale in macchina. L'autovettura
riprende la marcia e Antonio dice a Ciccio, facendo riferimento alla telefonata di prima, perch
ha fatto rispondere Veronica al telefonino. I due continuano a conversare a carattere amichevole.
Alle ore 20.25 si riporta testualmente:
ANTONIO: Ma a che ora la partita? A che ora devi andare all'allenamento?
CICCIO: Alle otto e mezza!
ANTONIO: Fino a che ora?
CICCIO: Fino?
ANTONIO: Fino a che ora?
CICCIO: Alle dieci! Va beh, per le dieci e mezza finiamo! ...incomprensibile...
ANTONIO: Eh?
CICCIO: Solo che alle dieci e un quarto me ne devo andare! ..incomprensibile...
ANTONIO: ...tratto incomprensibile...

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(vds. all. nr. 26)

ARRIVO DELLAUTOVETTURA CITROEN C3, ALLE ORE 20.20, CONDOTTA DA


CONDELLO FRANCESCO, NEI PRESSI DEL NEGOZIO GESTITO DA CONDELLO ANGELA,
MOGLIE DI BARILLA GIOVANNI.

Non appena CONDELLO Francesco terminava la conversazione con Antonio


GIUSTRA, telefonava alla sorella CONDELLO Maria, riferendole che il suo amico
GIUSTRA Antonio, verso le ore 22.30, avrebbe cenato presso la loro abitazione. (progressivo
nr. 7521 delle ore 20.22, registrata sull'utenza di Francesco Condello n. 346-4149479,).

CONVERSAZIONE REGISTRATA AL PROG. 7521 DEL 25.10.2007, ORE 20.22, CON


APPARECCHIATURA AREA.

Legenda:

CONDELLO F.: CONDELLO FRANCESCO


CONDELLO M.: CONDELLO MARIA (MARIELLA)

INIZIO TRASCRIZIONE INTEGRALE


CONDELLO M.: pronto!
CONDELLO F.: Mariella
CONDELLO M.: eh
CONDELLO F.: gli devi dire alla mamma che mangiamo io ed Antonio a
casa, verso le dieci e mezza veniamo

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CONDELLO M.: va bene, ciao


CONDELLO F.: ciao
FINE TRASCRIZIONE INTEGRALE

(vds. all. nr. 27)


Dal prosieguo delle operazioni di censura tra presenti, effettuate allinterno della Citroen
C3, si aveva modo di constatare che CONDELLO Francesco e GIUSTRA Antonio, dalle ore
22.56 si trovavano in questa via Mercatello. Successivamente, gli stessi, senza scendere dal
veicolo, alle ore 22.59, iniziavano a conversare con una persona che si trovava allesterno del
mezzo, riconosciuta in Domenico CONDELLO, nato a Reggio Calabria il 20.05.1972, ivi
residente in [Link] Mercatello Archi nr.55 detto gingomma.
La conversazione, avveniva come segue:
[Vedi Prog.7964 ore 22.46 del 25.10.07 ]
LEGENDA:
CICCIO: Condello Francesco;
MIMMO: Condello Domenico (gingomma);
ANTONIO: Giustra Antonio;
^^^^^

ANTONIO: ...incomprensibile...
CICCIO: Non viene? A me aveva detto che veniva! Ora me l'ha detto altrimenti eravamo a
posto!
ANTONIO: Chi?
CICCIO: Lui!
ANTONIO: ...incomprensibile... Chi li ha fatti?
CICCIO: I mezzi ce l'ha per giocare! Per se lui deve venire, deve venire sempre! Non
che pu fare...
ANTONIO: Che vuol dire che i mezzi ce li ha!
CICCIO: Perch lui grande e dice che deve giocare! Ora che tu lo sai, se vuoi venire...
ANTONIO: No, che vengo a fare, io vado in palestra...
CICCIO: Secondo me era meglio che venissi l! Che cazzo vai a fare in palestra!
ANTONIO: La colpa tuo cugino Ciccio ce l'ha!
CICCIO: Lascialo stare a quello, che grosso, non sa giocare! Che cazzo deve fare qui!
Vieni, prova, se ti sembra che ti piace continui, senn gli dici non mi piace! Qual' il problema?
Dalle ore 22.47 alle ore 22:59 omissis

Alle ore 22:59(orario apparato registrazione ambientale) l'auto si fermava e gli occupanti
parlano con una persona all'esterno dell'abitacolo, riconosciuta fonicamente in CONDELLO
Domenico (alias gingomma);

MIMMO: Ci dobbiamo vedere per le macchinette!


CICCIO: Dov'era al bingo?
MIMMO: No!
CICCIO: Ma l'hai visto a Giacomo che ti voleva?
MIMMO: No! Ora mi voleva?
CICCIO: No, ieri forse!
MIMMO: Ah?
CICCIO: Ieri! Ieri sono andato al bingo, e mi ha visto Pippo a me!
MIMMO: Giacomo qui sotto? E ora vado! Quanto ...incomprensibile... Gli hai dato?
CICCIO: Uno!
MIMMO: Quale la ...incomprensibile...?
CICCIO: Domani gliela porto a Peppe!
MIMMO: ...incomprensibile...
CICCIO: Uhm!
MIMMO: Visto che ora arrivano, e poi al limite gliene mettiamo ...incomprensibile...
CICCIO: Ah, senti una cosa!
MIMMO: Uhm!

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CICCIO: Suo cognato lavora alla Snai!


MIMMO: Eh!
CICCIO: E mi ha detto di portargli le macchinette!
MIMMO: Dove?
CICCIO: A Villa! Dove si giocano i cavalli, l!
MIMMO: ...incomprensibile... Che gliel'avevo detto io!
CICCIO: Cosa?
MIMMO: Non ce l'hanno bisogno!
CICCIO: Ce l'hanno gi?

Dalle ore 23.01 alle ore 23.02 omissis

(vds. all. nr. 28)

Alle ore 23.02, lautovettura riprendeva la marcia ed alle ore 23.07 successive si fermava alle
spalle del deposito di mangime, ovvero in una traversa, a vicolo cieco, di via Scesa Stazione,
localit ove, nella maggior parte dei casi, sono stati registrati gli arrivi di BARILLA Giovanni,
allorquando rientrava dalle visite al suocero.

Dalla schermata innanzi riportata, si pu agevolmente constatare che la Citroen C3


restava in sosta, per un breve periodo, nella strada a vicolo cieco, mentre dallaltra parte della
strada, ovvero in via Provinciale, risultava ancora in sosta lautovettura Marcedes classe A di
BARILLA Giovanni, ivi parcheggiata, sin dalle precedenti ore 20.20 da parte di GIUSTRA
Antonio.
Durante tale sosta, si registrava, allinterno dellautovettura Citroen C3, la seguente
conversazione:
ANTONIO: Ma che dobbiamo fare ora?
CICCIO: Dobbiamo aspettare! A chi non viene mai!
ANTONIO: Andavamo a mangiare, almeno!
CICCIO: E come facciamo, e se viene?
ANTONIO: Non penso! Se lui ci ha parlato, che non ci venisse fame!

..cade la linea

(vds. all. nr.29)


Appariva evidente che i suddetti, erano in attesa del rientro di BARILLA Giovanni.

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Dopo 3 minuti lautovettura C3 veniva messa in movimento, fermandola alle ore 23.15
sulla via Vecchia Provinciale, davanti il magazzino di mangime, nei pressi dellautovettura di
BARILLA Giovanni.

Durante questa sosta, a bordo della Citroen C3 si registra la seguente conversazione,


sempre intercorsa tra CONDELLO Francesco e GIUSTRA Antonio:
Prog. 7966:
Auto in sosta, all'interno dell'abitacolo si trovano Condello Francesco e Giustra Antonio, il quale
parla al cellulare fino alle ore 23.14.

Dalle ore 23.14 alle ore 23.17 omissis

ANTONIO: Ma ora arrivano o no?


CICCIO: Non scendere che c lacqua...
Si sente aprire una portiera..
ANTONIO: ma non c nessuno qua!
CICCIO: no, per lacquache senn ti bagni tutto

Dalle ore 23.17 alle ore 23.20 auto in movimento. Si sente Ciccio Condello parlare al telefono
prima con Veronica e poi con MIMMO.
Alle ore 23.20 l'auto si ferma, si sente sbattere una portiera e CICCIO che dice ciao. Alle ore
23.21 Ciccio Condello parla di nuovo al telefonino a carattere amichevole.
Alle ore 23.23 cade la linea.

(vds. all. nr.30)

Dal contenuto della suddetta conversazione, emergeva chiaramente che anche GIUSTRA
Antonio era perfettamente a conoscenza del viaggio fatto da BARILLA, anche in
considerazione del fatto che questultimo si era spostato a bordo di unautovettura di pertinenza
di questultimo. Inoltre, dalla conversazione emergeva, chiaramente, che il GIUSTRA era
consapevole della necessit di non farsi notare in tale area, infatti ad un certo punto del discorso,
il CONDELLO Francesco gli riferiva di non scendere dal veicolo (Citroen C3) poich stava
piovendo ed il GIUSTRA, non avendo capito bene laffermazione dellinterlocutore, riferiva
testualmente .. ma non c nessuno qua... Tale affermazione faceva concretamente supporre
che lo stesso aveva avuto timore di farsi notare. Infatti, a seguire il CONDELLO Francesco
replicava testualmente no! per lacquache senn ti bagni tutto...-
Dallanalisi dei successivi eventi, emergeva che alle ore 23.20 dallautovettura Citroen C3
scendeva GIUSTRA Antonio ed infatti, oltre al rumore della portiera, si registrava la voce di
CONDELLO Francesco che diceva ciao, ad una persona.

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Il veicolo, nella circostanza, ripartiva ed alle ore 23.23 si fermava presso labitazione di
CONDELLO Francesco.
In concomitanza allallontanamento del GIUSTRA dallautovettura Citroen C3, si registravano
anche alcuni movimenti allinterno dellautovettura di BARILLA Giovanni; infatti,
questultimo, riferiva ad una persona, successivamente identificata in CONDELLO Domenico
Francesco, figlio di CONDELLO Pasquale. controlla se entrano vicino ai piedi.-

(vds. all. nr. 31 )

In ordine a tale affermazione, stato successivamente accertato che il BARILLA


faceva riferimento ad una borsa che in seguito, stata vista, attraverso la telecamera installata
in prossimit dellabitazione di MORABITO Maria, moglie di CONDELLO Pasquale, nella
disponibilit del figlio CONDELLO Domenico Francesco, allorquando BARILLA Giovanni,
alle ore 23.21 (orario GPS), con la propria autovettura sostava nei pressi dellabitazione del
cognato, affinch questultimo scendesse dal veicolo.

AUTOVETTURA DI BARILLA NEL MOMENTO IN CUI SI FERMA NEI PRESSI


DELLABITAZIONE DI MORABITO MARIA PER FARE SCENDERE IL COGNATO CONDELLO
FRANCESCO

Come si pu agevolmente notare dalle immagini estrapolate dalla suddetta


telecamera, si notava CONDELLO Francesco, con una borsa tra le mani.

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 200
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Subito dopo aver lasciato il cognato, BARILL Giovanni, a bordo della propria Classe
A, ripartiva alla volta della sua abitazione, sita in via Carmine di Archi, ove il veicolo,
giunto alle ore 23.25, restava in sosta tutta la notte.
In relazione a quanto sin qui esposto, chiaro che BARILLA Giovanni si era
portato dal suocero al fine di prelevare il cognato CONDELLO Domenico Francesco, che
gi si trovava dal padre. Questultimo, come gi si era verificato in una precedente
occasione, da tre giorni aveva fatto perdere le proprie tracce ed infatti non era stato pi notato
nella citt di Reggio Calabria, considerato che anche i propri apparati cellulari erano stati
completamente disattivati. Il giovane ricompariva in compagnia del cognato BARILLA
Giovanni, nella circostanza sopra evidenziata nella sera del 25 ottobre 2007, quando, senza
dubbio, si era recato da CONDELLO Pasquale.
Dalla complessit dei dati acquisiti stato possibile accertare che BARILLA
Giovanni si era recato dal suocero, a bordo di un veicolo di propriet di GIUSTRA Antonio.
Infatti, questultimo si allontanava dalla via Vecchia Provinciale di Reggio Calabria, non appena
BARILLA Giovanni saliva a bordo della propria autovettura, che era stata parcheggiata in
quella strada dal citato GIUSTRA, alle ore 20.20 precedenti. Pertanto, stato elementare
dedurre che BARILLA Giovanni aveva lasciato la propria autovettura nella disponibilit del
GIUSTRA, proprio perch questultimo gli aveva affidato un proprio veicolo.
Va, inoltre, precisato che, nella giornata del 24 ottobre 2007, allinterno del negozio
di mangimi, sito nella via Provinciale di Reggio Calabria, BARILLA Giovanni aveva
rimproverato il GIUSTRA Antonio, in quanto non era reperibile sul cellulare. Evidentemente il
BARILLA era stato costretto a posticipare la partenza al giorno successivo, poich non aveva
reperito altri veicoli.
In tale occasione, la conversazione avveniva come segue:

CONVERSAZIONE REGISTRATA AL PROG. 37276 DEL 24.10.2007, ORE 17.37, CON


APPARECCHIATURA SIO.

LEGENDA:
BARILLA GIOVANNI.: BARILLA GIOVANNI
GIUSTRA A.: GIUSTRA ANTONIO
INIZIO TRASCRIZIONE INTEGRALE

OMISSIS dalle ore [Link] alle ore [Link]

BARILLA' G.: Antonio ! ti ho chiamato ieri, avevi il telefono spento?


GIUSTRA A.: eh?
BARILLA' G.: avevi il telefono spento ieri ?
GIUSTRA A.: no!
BARILLA' G.: come no! ti ho chiamato
GIUSTRA A.: no, non mi arrivato neanche il coso
BARILLA' G.: ...non che ho sbagliato numero
GIUSTRA A.: no ...inc... con mio cognato ...inc... .... sono andato a Seminara con mio cognato,
hai capito? non mi prendeva l, non te lo ha detto Ciccio?
BARILLA' G.: no, non l'ho visto a Ciccio. Questo il tuo ... tre (3) quattro (4) zero (0) sessanta
(60) settantadue (72) sette (7) otto (8) uno (1)
GIUSTRA A.: ...sette(7) tre (3) uno (1) ...se no non ti chiamavo io ?
BARILLA' G.: chi s a chi chiamavo, .... mi hai dato il numero come il bestia che sei ...mi hai
dato
GIUSTRA A.: ma cretino, io ti ho dato il cellulare, se tu non sai leggere colpa tua, non
colpa mia
(tratto incomprensibile per interferenze)
OMISSIS fino alle ore [Link].---
FINE TRASCRIZIONE INTEGRALE

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


Memoria del Pubblico Ministero relativa al rito abbreviato CONDELLO Demetrio + 17
PROCURA DELLA REPUBBLICA 201
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

(vds. all. nr. 32)

3.2 ALLONTANAMENTO DI BARILLA GIOVANNI IN DATA 7


NOVEMBRE 2007.
Anche in questa circostanza il modus operandi stato analogo a quello registrato nella
giornata del 25 ottobre 2007.
La ricostruzione dei dati acquisiti ha permesso di stabilire che anche in questa
circostanza GIUSTRA Antonio, in precedenza generalizzato, ha svolto un ruolo fondamentale,
avendo posto a disposizione del BARILLA e, comunque, del gruppo criminale CONDELLO,
lautovettura Nissan Micra, targata RC/511120 di propriet del padre, GIUSTRA Felice, nato a
Reggio Calabria il 3 gennaio 1956 ivi residente in via del Casale nr. Localit Catona di Reggio
Calabria.
I preparativi connessi alla partenza di BARILLA Giovanni, diretto dal suocero
CONDELLO Pasquale, si registravano sin dal primo pomeriggio del 7 novembre 2007,
allorquando GIUSTRA Antonio, alle ore 14.29 , dal proprio apparato cellulare (340-6072731),
sottoposto ad intercettazione, inviava sullutenza telefonica nr. 346/4149479 in uso a
CONDELLO Francesco, nipote del latitante, il seguente messaggio: CI VEDIAMO ALLE 6
AL LAVAGGIO . Nel prosieguo dellattivit investigativa si aveva sempre di pi la concretezza
che, nel corso della serata, si sarebbero registrata la partenza di BARILLA Giovanni. Infatti,
alle ore 17.10, GIUSTRA Antonio contattava telefonicamente il futuro cognato, SPINELLA
Filippo, nato a Reggio Calabria il 15.11.1980 e residente a Villa San Giovanni (RC) in viale
Ruffo Fabrizio Cardinale nr.24, impiegato, avvisandolo che, in serata, avrebbe cenato a casa di
Francesco, identificato in CONDELLO Francesco, nipote del latitante.
La conversazione si sviluppava come segue:

CONVERSAZIONE REGISTRATA AL PROG. 194 DEL 07.11.2007, ORE 17.10, CON


APPARECCHIATURA AREA. (CELL. GIUSTRA ANTONIO)

Legenda:
GIUSTRA A.: GIUSTRA ANTONIO
FILIPPO.: FILIPPO
INIZIO TRASCRIZIONE INTEGRALE

GIUSTRA A.: oh Filippo


FILIPPO.: Tot bello, allora?
GIUSTRA A.: eh, apposto
FILIPPO.: apposto? Questa sera mangi fuori allora ?
GIUSTRA A.: si, si, mangio da Francesco
FILIPPO.: ho capito, te la sei mangiata la piadina?
GIUSTRA A.: si, era buona, neanche le cotolette ho mangiato
FILIPPO.: dimmi la verit, buona veramente no?
GIUSTRA A.: buona veramente
FILIPPO.: minchia
GIUSTRA A.: la prima volta che la mangio in quella maniera
FILIPPO.: qualche giorno che non sappiamo quello che dobbiamo mangiare
GIUSTRA A.: si, si, ...inc..., come allora con la mozzarella, era troppo buona
FILIPPO.: buona veramente Tot e li ha di molti gusti
GIUSTRA A.: per mi sono combinato i pantaloni ..."neanche li cani"
FILIPPO.: colava?
GIUSTRA A.: si, va b... normale con la piadina
FILIPPO.: eh
GIUSTRA A.: ma sai che era buona Filippo
FILIPPO.: buona Tot, sai quanti gusti che ha...tipo...
GIUSTRA A.: ...ma tu ...inc... c'era l dentro ?
FILIPPO.: crudo, rucola

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


Memoria del Pubblico Ministero relativa al rito abbreviato CONDELLO Demetrio + 17
PROCURA DELLA REPUBBLICA 202
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

GIUSTRA A.: eh
FILIPPO.: ehee e scaglie
GIUSTRA A.: eh...buona...buona
FILIPPO.: poi con pi calma ne prendiamo qualche altra
GIUSTRA A.: eh?
FILIPPO.: qualche altra volta dico... quando non sappiamo cosa mangiarci, ci compriamo
quella
GIUSTRA A.: va bene
FILIPPO.: va bene Tot?
GIUSTRA A.: ok Filippo
FILIPPO.: ci vediamo dopo
GIUSTRA A.: ci vediamo dopo v, ciao
FILIPPO.: ciao
FINE TRASCRIZIONE INTEGRALE

(vds. all. nr. 33)

Alle successive ore 18.04, veniva registrata unaltra conversazione particolarmente interessante,
allorquando il GIUSTRA, contattato telefonicamente dalla madre, riferiva di trovarsi in giro con
lautovettura della sorella, risultata essere una Nissan Micra, targata RC/511120. In effetti, in
serata, BARILLA Giovanni, con lautovettura del GIUSTRA, raggiungeva CONDELLO
Pasquale.
Il dialogo tra GIUSTRA Antonio e la madre, avveniva come segue:

CONVERSAZIONE REGISTRATA AL PROG. 202 DEL 07.11.2007, ORE 18.04, CON


APPARECCHIATURA AREA. (CELL GIUSTRA ANTONIO)

Legenda:
GIUSTRA A.: GIUSTRA ANTONIO
MADRE.: SIGILLO ROSA ANNA
INIZIO TRASCRIZIONE INTEGRALE

GIUSTRA A.: oh M!
MADRE.: eh Antonio, allora?
GIUSTRA A.: apposto
MADRE.: apposto? dove sei a casa?
GIUSTRA A.: no, in giro con la macchina
MADRE.: con quale ? quella di Manu?
GIUSTRA A.: si ...inc...
MADRE.: e senti una cosa Antonio, dagli da mangiare ai cani e li chiudi
GIUSTRA A.: lo so, lo so, non c' bisogno che me lo dici
MADRE.: eh, va bene, tutto apposto qua
GIUSTRA A.: ehee quando scendono... quando scendete voi?
MADRE.: noi domani pren...partiamo da qua
GIUSTRA A.: e Ciccio quando scende a trovarci... a trovarmi ?
MADRE.: ...inc... ehee ...vediamo pi...
GIUSTRA A.: poi... un giorno, un sabato ed una domenica di queste poi deve essere
MADRE.: si, si, si, si
GIUSTRA A.: eh, se no io...perch dopo devo partire, capito?
MADRE.: no, no, no, non c' bisogno
GIUSTRA A.: ok, no...eh
MADRE.: ci sentiamo
GIUSTRA A.: va bene ciao
MADRE.: eh, ciao, ciao

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Memoria del Pubblico Ministero relativa al rito abbreviato CONDELLO Demetrio + 17
PROCURA DELLA REPUBBLICA 203
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

(vds. all. nr. 34)

La certezza che lautovettura, in uso al GIUSTRA, fosse stata utilizzata da BARILLA


Giovanni si aveva alle ore 19.05 successive. In tale circostanza, allinterno del negozio di
mangimi, sito in questa via Provinciale di Reggio Calabria, veniva registrata una conversazione
tra presenti, intercorsa tra BARILLA Giuseppe [n. il 28.12.1985], fratello di Giovanni, e
CONDELLO Francesco, figlio del latitante, nel corso della quale il BARILLA Giuseppe,
invitava linterlocutore a contattare GIUSTRA Antonio.
La conversazione avveniva come segue:

CONVERSAZIONE REGISTRATA AL PROG. 39686 DEL 07.11.2007, ORE 19.05, CON


APPARECCHIATURA SIO. (NEGOZIO BOMBOLE ARCHI)

LEGENDA:
BARILLA' G.: BARILLA' GIUSEPPE
CONDELLO F.: CONDELLO FRANCESCO
INIZIO TRASCRIZIONE INTEGRALE

Si da atto che all'interno del negozio si sente BARILLA' Giuseppe con CONDELLO Francesco,
gli stessi discutono di argomenti generico - lavorativi.
Alle ore [Link] si sente:

BARILLA' G.: non che mi lascia la chiave di qualche macchina, no?


CONDELLO F.: il motorino ha !
BARILLA' G.: ah?
CONDELLO F.: il motorino ha !
BARILLA' G.: non c' lui, non ci sono neanche le chiavi del motorino
CONDELLO F.: c'
BARILLA' G.: comunque .....
CONDELLO F.: come chiudeva quello del lav.... la chiave del lucchetto
BARILLA' G.: ah? ...lo stesso mi se...inc... ...domani se piove mi scendo il motorino?
.... .... chiama ad Antonio
CONDELLO F.: ...inc... e che so il numero di Antonio ?
BARILLA' G.: con il mio cellulare ...l appeso

OMISSIS fino alle ore [Link] si sente CONDELLO Francesco parlare altelefono:

CONDELLO F.: dove siete ?.... Portateci la macchina che stiamo chiudendo
qua.... Ciao...
BARILLA G.: cosa ha detto?
CONDELLO F.: te la sta portando Antonio
BARILLA G.: il mongolo chi sa dove se ne stava andando in giro, sicuramente a lui
...inc...
CONDELLO F.: quando viene gli devi dire che ha ...inc... di Francesco qua,
di portarglielo....buonanotte
BARILLA' G.: no! escilo fuori ...Ciccio, dove lo metto il borsone io, ne ho un'altra
da ...inc....

(si sovrappongono le voci)

CONDELLO F.: ....se non viene la macchina non che te ne puoi andare, sta
venendo a portartela, ...inc...

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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PROCURA DELLA REPUBBLICA 204
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

FINE TRASCRIZIONE INTEGRALE


(vds. all. nr.35)

Alle successive ore 19.23, effettivamente CONDELLO Francesco contattava dallutenza nr.
0965/48147, attestata allinterno del negozio di mangimi, il telefono cellulare nr. 340/6072731
in uso a GIUSTRA Antonio, al quale chiedeva, in un primo momento, dove si trovasse e,
successivamente, di recarsi al negozio, in quanto gli serviva lautovettura.
Il GIUSTRA, nella circostanza, facendo riferimento ad una terza persona, aggiungeva
testualmente ah! Ora gliela porto, ciao.. Era chiaro che CONDELLO Francesco aveva
richiesto lautovettura per unaltra persona, individuata, alla luce delle progressioni investigative,
in BARILLA Giovanni.
La conversazione in argomento avveniva come segue:

CONVERSAZIONE REGISTRATA AL PROG. 205 DEL 07.11.2007, ORE 19.23, CON


APPARECCHIATURA AREA. (CLASSE A MERCEDES)

Legenda:

CONDELLO F.: CONDELLO FRANCESCO


GIUSTRA A.: GIUSTRA ANTONIO
^^^^
INIZIO TRASCRIZIONE INTEGRALE
^^^^
GIUSTRA A.: pronto!
CONDELLO F.: dove siete?
GIUSTRA A.: in giro...perch?
CONDELLO F.: portateci la macchina che stiamo chiudendo qua
GIUSTRA A.: ah! ora gliela porto, ciao
CONDELLO F.: ciao
FINE TRASCRIZIONE INTEGRALE

(vds. all. nr. 36)

Dagli esiti della successiva attivit tecnica emergeva che lautovettura Mercedes classe A, dalle
ore 20.02 del 7 novembre 2007, era rimasta nella disponibilit di GIUSTRA Antonio. Il
veicolo, infatti, dopo una breve sosta presso labitazione di NERI Caterina, cognata di
CONDELLO Pasquale, nonch madre di CONDELLO Francesco cl. 82, ove si ritiene che il
conducente sia sceso dal mezzo, atteso linserimento delle luci di stazionamento ( le quattro
frecce); alle ore 20.03 ripartiva. Alle successive ore 20.17, si aveva la completa certezza che
il veicolo fosse nella totale disponibilit del GIUSTRA , atteso che si sentiva lo stesso dialogare
con una persona allesterno dellautovettura .
La conversazione, sebbene non attinente alle indagini, avveniva come segue:

CONVERSAZIONE REGISTRATA AL PROG. 5344 DEL 07.11.2007, ORE 19.55, CON


APPARECCHIATURA SIO. (CLASSE A MERCEDES)

Legenda:

GIUSTRA A.: GIUSTRA ANTONIO


UOMO: SOGGETTO DA IDENTIFICARE
INIZIO TRASCRIZIONE INTEGRALE

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

^^^^
OMISSIS dalle ore [Link] alle ore [Link]

UOMO: alle dieci


GIUSTRA A.: ... perch dove andate alle dieci ?
UOMO: tieni, non ne ho molte
GIUSTRA A.: e dove andate alle dieci ?
UOMO: ah?
GIUSTRA A.: dove andate alle dieci?
UOMO: che ne so, cosa successo? ...inc...
OMISSIS fino alle ore [Link]
FINE TRASCRIZIONE INTEGRALE

(vds. all. nr. 37)

Alle ore 21.31, GIUSTRA Antonio, dopo aver girovagato per la citt , giungeva nella via
Risorgimento di Catona, ove si fermava a parlare con una persona a nome Giorgio, non meglio
identificata. Nella circostanza, GIUSTRA Antonio riferiva al proprio interlocutore che doveva
recarsi a posare lautovettura:

CONVERSAZIONE REGISTRATA AL PROG. 5346 DEL 07.11.2007, ORE 21.28, CON


APPARECCHIATURA SIO.- (MERCEDES CLASSE A)

Autovettura in movimento, si sente la musica e nessuna conversazione. Alle ore 21.31 l'auto si
ferma e Antonio Giustra parla con una persona all'esterno dell'abitacolo, identificatosi in tale
Giorgio. Si riporta integralmente il breve tratto della conversazione:
ANTONIO: Vedi di non guardarmi pi in quel modo! Hai capito stolto? ...tratto
incomprensibile...
GIORGIO: ...tratto incomprensibile...
ANTONIO: ...incomprensibile...
GIORGIO: Ma vai ad ammazzarti, vai! Oh, pare che ti avevo riconosciuto!
ANTONIO: No, quasi quasi mi volevi menare! Dici tu!
GIORGIO: ...tratto incomprensibile... Pare che ti avevo riconosciuto!
ANTONIO: Eh, quasi quasi, mi volevi menare!
GIORGIO: Ti ammazzavo, non ti menavo!

A questo punto, alle ore 21.32, si sente sbattere una portiera, Antonio Giustra scende
dall'autovettura e parla all'esterno dell'abitacolo.

ANTONIO: ...tratto incomprensibile... Giorgio? Dammi una gingomma, dammi!


GIORGIO: Non ne ho!
ANTONIO: Ce l' hai una gingomma, compare? Vuoi che me lo caccio di fuori?
GIORGIO: Che vuoi?
ANTONIO: Io niente da te!
GIORGIO: Ah?
ANTONIO: No perch sono passato dalla nazionale, dalla cosa, dal ponte e mi guardavi
male a tipo!
GIORGIO: No, no! Che ti guardavo male!

ANTONIO: Lui!
GIORGIO: E quando ti ho guardato male?
ANTONIO: Si fermato a tipo! Mi sono detto, lascia che giro e vediamo!
GIORGIO: Bello! Bello mio, bello!
ANTONIO: Senti ...incomprensibile... Che vado a posare la macchina!
GIORGIO: Dove vai?

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 206
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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

ANTONIO: A posare la macchina!


GIORGIO: ...tratto incomprensibile...
ANTONIO: Dai, dai! Ciao Gi!
GIORGIO: Ciao mio compare!

A questo punto si sente sbattere una portiera, Antonio Giustra sale in macchina e riprende la
marcia. Si sente la musica e nessuna conversazione.
Alle ore 21.48 termina la registrazione

(vds. all. nr. 38)

Alle successive ore 21,48, GIUSTRA Antonio parcheggiava il veicolo presso labitazione di
NERI Caterina, laddove, probabilmente si fermava a cenare, unitamente a CONDELLO
Francesco, figlio della citata NERI Caterina, nonch nipote di CONDELLO Pasquale. Infatti,
alle ore 22.34 successive, allinterno del veicolo salivano GIUSTRA Antonio e
CONDELLO Francesco. Dopo appena due minuti, ovvero alle ore 22.36, lautovettura
Mercedes Classe A si fermava nella solita traversa di via Scesa Stazione, alle spalle del
negozio di mangimi gestito dalla famiglia CONDELLO, ove il GIUSTRA chiedeva se
dovessero aspettare sino a mezzanotte:

CONVERSAZIONE REGISTRATA AL PROG. 5350 DEL 07.11.2007, ORE 22.34, CON


APPARECCHIATURA SIO. (CLASSE A MERCEDES)

Legenda:
GIUSTRA A.: GIUSTRA ANTONIO
CONDELLO F.: CONDELLO FRANCESCO
INIZIO TRASCRIZIONE
^^^^

OMISSIS

Si da atto che all'interno dell'autovettura si sente GIUSTRA Antonio parlare con CONDELLO
Francesco, gli stessi discutono di argomenti vari.
Alle ore [Link] si sente:

CONDELLO F.: ora dobbiamo aspettare fino a mezzanotte

OMISSIS fino alle ore [Link] Nessuna conversazione


FINE TRASCRIZIONE INTEGRALE

(vds. all. nr. 39)

Anche in questa occasione appariva chiaro, come del resto sar riscontrato immediatamente
dopo, che i due erano in attesa di BARILLA Giovanni. Infatti, alle ore 22.53, sul posto,
giungeva BARILLA Giovanni che riferiva testualmente apri. Immediatamente dopo, si
sentivano due sportelli aprirsi e quindi richiudersi:

CONVERSAZIONE REGISTRATA AL PROG. 5352 DEL 07.11.2007, ORE 23.53, CON


APPARECCHIATURA SIO. (MERCEDES CLASSE A)

Legenda:
BARILLA' G.: BARILLA' GIOVANNI

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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

UOMO.: SOGGETTO DA IDENTIFICARE


INIZIO TRASCRIZIONE INTEGRALE

BARILLA' G.: Apri


UOMO: ...inc..

OMISSIS fino alle ore [Link] Nessuna conversazione


FINE TRASCRIZIONE INTEGRALE

(vds. all. nr.40)

LIMMAGINE INDICA LA SOSTA ALLE ORE 22.34 DELLAUTOVETTURA MERCEDES CLASSE


AIN VIA SCESA STAZIONE

Lautovettura Mercedes classe A immediatamente partiva ed alle ore 23.57 (orario GPS), si
fermava in via Carmine di Archi, presso labitazione di BARILLA Giovanni.
Infatti, attraverso la telecamera ivi installata si poteva notare questultimo scendere dal veicolo.

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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

RITORNO IN VIA ARCHI CARMINE DI BARILLA

Dallanalisi dei dati innanzi evidenziati, emerso che oltre a GIUSTRA Antonio ed agli
omonimi cugini CONDELLO Francesco, un ruolo importante veniva svolto anche da
BARILLA Giuseppe, fratello di GIOVANNI che, unitamente al figlio del latitante,
sollecitavano il GIUSTRA, alle ore 19.23, affinch portasse, in prossimit del negozio di
mangimi, la propria autovettura che, alla luce dei dati acquisti, era stata utilizzata da BARILLA
Giovanni per recarsi dal suocero latitante.
3.3 ALLONTANAMENTO DI BARILLA GIOVANNI IN DATA 14 DICEMBRE 2007

Dallanalisi dellattivit investigativa sviluppata stato accertato che in data 14 dicembre 2007,
BARILLA Giovanni, unitamente al cugino CONDELLO Francesco, si recava a fare visita a
CONDELLO Pasquale. Attraverso un accurata ricostruzione dei dati emerso che, alle ore
14.18, CONDELLO Francesco cl. 82, telefonava alla fidanzata, GRECO Veronica [n.
28.08.1991], informandola che in serata si sarebbe recato a giocare a pallone, aggiungendo al
termine della frase : hai capito?. Questultima affermazione faceva chiaramente intendere che
il contenuto del discorso era riferito ad altro La fidanzata, a questo punto, avendo interpretato in
modo inequivocabile laffermazione del CONDELLO Francesco, chiedeva lorario in cui
doveva recarsi a giocare, ma linterlocutore affermava di non conoscerlo ancora:

CONVERSAZIONE REGISTRATA AL PROG. 11217 DEL 14.12.2007, ORE 14.18, CON


APPARECCHIATURA AREA. (CELL. CONDELLO F. CL.82)

Legenda:
CONDELLO F.: CONDELLO FRANCESCO
VERONICA: VERONICA
INIZIO TRASCRIZIONE INTEGRALE

VERONICA: eih!
CONDELLO F.: amore!
VERONICA: che fai?
CONDELLO F.: niente, nelle stalle sto andando, tu?
VERONICA: stavo chiamando a tua sorella
CONDELLO F.: eh?
VERONICA: la stavo chiamando ora
CONDELLO F.: ed i soldi?
VERONICA: li ho, li ho
CONDELLO F.: ah li hai?
VERONICA: penso, si
CONDELLO F.: eh, apposto?
VERONICA: eh, eh
CONDELLO F.: amore, io questa sera devo andare a giocare
VERONICA: eh, va bene
CONDELLO F.: capito?... capito?
VERONICA: ah! Si!
CONDELLO F.: ah?
VERONICA: si, si
CONDELLO F.: eh!
VERONICA: a che ora ?
CONDELLO F.: e non lo so ancora, poi te lo dico, capito?
VERONICA: va bene
CONDELLO F.: e poi ci sentiamo dopo
VERONICA: mh, va bene
CONDELLO F.: mhh..
VERONICA: ma ora ci sentiamo dopo?

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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

CONDELLO F.: no, ora


VERONICA: (ride)
CONDELLO F.: ora lo so che vuoi chiudere per chiamare a mia sorella, lo so
VERONICA: no, no, no
CONDELLO F.: che gli devi dire amore?
VERONICA: no, niente, cos, come sta...
CONDELLO F.: ah! ho capito
VERONICA: si, si
CONDELLO F.: fai bene chiamala ogni tanto
VERONICA: e va bene, ed ora ...
CONDELLO F.: ...chi questo... .... ma hai capito ? si ?
VERONICA: siii!
CONDELLO F.: quanto mi ami?
VERONICA: ehee per niente
CONDELLO F.: perch per niente? allora sei storta
VERONICA: si ...inc...
CONDELLO F.: ti amo pi della mia vita
VERONICA: anch'io
CONDELLO F.: chi c' l?
VERONICA: mia zia
CONDELLO F.: ah, apposta per niente
VERONICA: eh, eh
CONDELLO F.: ..dai chiama a mia sorella..dai
VERONICA: che devi fare?
CONDELLO F.: nelle stalle sono, perch ora gli ho portato la macchina a mia
cugina, ora sto scendendo a piedi,...poi mi prendo il motorino al lavaggio
VERONICA: freddo non ne senti?..no?
CONDELLO F.: freddo un pochettino assai

OMISSIS

FINE TRASCRIZIONE INTEGRALE

(vds. all. nr. 41)

Alle successive ore 19.25, si aveva la completa certezza che Giovanni BARILL si era gi
allontanato dallarea, in quanto si registrava una conversazione allinterno del negozio di
mangimi, sito in questa Via Vecchia Provinciale ( Prog. 45780), nella quale Maria
MORABITO riferiva testualmente a BARILL Giuseppe, fratello di Giovanni, che
Gianni non c.
La conversazione avveniva come segue:

CONVERSAZIONE REGISTRATA AL PROG. 45780 DEL 14.12.2007, ORE 19.25, CON


APPARECCHIATURA SIO. (NEGOZIO BOMBOLE)

LEGENDA:
BARILLA' G.: BARILLA' GIUSEPPE
MORABITO M.: MORABITO MARIA
INIZIO TRASCRIZIONE INTEGRALE
^^^^
OMISSIS All'interno del negozio si sente Giuseppe BARILLA' che parla al telefono,
successivamente lo stesso parla con Maria MORABITO di argomenti lavorativi....
Alle ore [Link] si sente un telefono squillare:

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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^^^
MORABITO M.: (risponde al telefono) pronto! ....qua ....perch lo vuoi?
BARILLA G.: .....pronto! ... eh!....eh! .....inc... poi gli ha lasciato detto di non ...inc... io
di qua ...tratto inc... ...telefonagli a mio fratello e digli ..
MORABITO M.:non c' Gianni.. Peppe
BARILLA G.: (continua a parlare al telefono)...perch gli ha detto... mi ha detto ....gli
ha lasciato le cose qua .... detto che gliela portava da Reggio la bombola ed io non andavo,
perch prima potevo andare, ora non che vado a Reggio per portargli la bombola ..... ...inc... e
tua mamma ....eh! ... ma va Francesco di Reggio a portargliela perch io ancora devo fare un
sacco di cose, macinato e cose
MORABITO M.: ...e non gliela pu ...inc...
BARILLA G.: ci vuole ....un bordello c' a Reggio, ormai.

OMISSIS fino alle ore [Link]


FINE TRASCRIZIONE

(vds. all. nr. 42)

Nello stesso tempo si riscontrava che lautovettura di BARILLA Giovanni era parcata nei
pressi del citato negozio di mangimi, ove restava in sosta sino al rientro di questultimo.
Nella circostanza, veniva predisposto un servizio dinamico in questa via Vecchia Provinciale e
nella via A. SPANO nr. 65 di Reggio Calabria, ove ubicato un ulteriore negozio riconducibile
alla famiglia CONDELLO, quasi sempre gestito da BARILLA Giovanni, di fatto intestato al
cognato CONDELLO Francesco.
Lattivit di osservazione consentiva di verificare che:
INIZIO: ore 17:00;
FINE: ore 24:00;
PARTECIPANTI: Cap. LARDIERI Gerardo, Lgt. SIMONE Francesco, [Link]
CICILESE Antonio, M.C. LAGAN Bruno, [Link]. SPAGNOLO Luca, GRASSO Vittorio,
Brig, LEPRO Edoardo, App. TARANTELLO Gaetano e [Link] S GIUFRIDA Salvatore;

SCOPO DEL SERVIZIO: osservazione nei confronti di BARILLA Giovanni.

^^^
Ore 17:00 Inizio servizio;

Ore 17:05 in Reggio Calabria Via A. Span nr. 65, nei pressi del negozio di bombole,
denominato Ricambi Elettricita, Elettrodomestici, Gas, Tel. 0965/811152, stato notato
parcheggiato lo scooter PIAGGIO Liberty di colore scuro, targato CY4808862, in uso a
CONDELLO Francesco63 e il FIAT Fiorino di colore rosso, targato GEE4005764,, in uso alla
suindicata ditta;

Ore 17:15 in Via Vecchia Provinciale, di fronte in negozio di bombole, si trovano


parcheggiate la MERCEDES Classe A di colore nero targata CY093CD65; e lautocarro
PIAGGIO Porter di colore bianco, targato BY012XN;

62 Honda SH 125 intestato a MORABITO Caterina nata il 15/02/1939 a Reggio Calabria ivi residente
in V Archi Carmine 84 a
63 CONDELLO Francesco pt. Pasquale mt. MORABITO Maria, nata a Reggio Calabria il 01.11.1989,
ivi residente in Via SS 18 nr. 179/G Santa Caterina, celibe, studente;
64 intestata a CONDELLO Domenico Francesco, nato a Reggio Calabria il 01/11/1989, ivi residente in
Via [Link] Mercatello n. 11Archi;
65 intestata a BARILLA Giuseppe, nato a Reggio Calabria il 28.02.1957, ivi residente in Via
Mercatello nr. 55;

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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PROCURA DELLA REPUBBLICA 211
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

Ore 18:10 BARILLA Giuseppe66 esce dal negozio di bombole, sito i in Via Vecchia
Provinciale, sale a bordo dellautocarro PIAGGIO Porter di colore bianco, targata BY012XN e si
allontana direzione Gallico, per motivi di opportunit il servizio viene interrotto;

Ore 19:15 direzione nord, giunge lautocarro PIAGGIO Porter di colore bianco, targata
BY012XN67,, si parcheggia nei pressi dellingresso dellesercizio commerciale, scende BARILLA
Giuseppe e fa ingresso nel predetto magazzino,

Ore 19:20 un uomo fa ingresso nel negozio di bombole, sito in Reggio Calabria Via A.
Span nr. 65, lo stesso viene notato, intento, a sistemare alcune bombole unitamente a
CONDELLO Francesco;

Ore 19:46 in Via Vecchia Provinciale, nei pressi del negozio di bombole, giunge la
SUBARU Justy di colore grigio, targata CV358NR68, si parcheggia, scende CONDELLO
Angela69 e fa ingresso nel magazzino;

Ore 19:48 CONDELLO Angela e MORABITO Maria70 escono dal magazzino, salgono a
bordo della SUBARU Justy di colore grigio, targata CV358NR e si allontanano direzione sud;

Ore 19:50 dallesercizio commerciale gestito dalla famiglia CONDELLO, sito in Reggio
Calabria Via A. Span nr. 65, esce luomo delle precedenti ore 19:44, sale a bordo di una FIAT
Punto di colore bianco, targata AC291LT71,, e si allontana direzione Reggio centro, per motivi di
opportunit il servizio viene interrotto;

Ore 19:55 la SUBARU Justy di colore grigio, targata CV358NR, con le due donne a bordo,
seguendo un itinerario logico, giunge in Via SS 18 I Tratto, si parcheggia, le due donne scendono
e fanno ingresso nello stabile contraddistinto dal civico 179/G, per motivi di opportunit il
servizio viene interrotto;

Ore 19:57 CONDELLO Francesco, figlio del latitante, chiude negozio di bombole, sale a
bordo scooter PIAGGIO Liberty di colore scuro, targato CY4808872,, e si allontana direzione
nord.

Sino alle 22.50, ora in cui rientrava BARILLA Giovanni, in questa via Vecchia Provinciale per
riprendere lautovettura, non venivano registrati movimenti di particolare interesse.
Il servizio di osservazione, nella circostanza, aveva modo di riscontrare quanto segue:

Ore 22:50 in Via Vecchia Provinciale giunge una LANCIA Libra di colore verdino, targata
BW544GD73, seguita da una FIAT Punto di colore bianco, targata CH029MJ74, le due macchine
si fermano, poco dopo la K Motori, a circa 100 metri da dove si trova parcheggiata la

66 BARILL Giuseppe pt. Antonino mt. MALARA Grazia Lucia, nato a Reggio Calabria il
28.12.1985, ivi residente in Via Mercatello nr. 55, celibe, operaio;
67 intestata a BARILLA G. e Company sas, sita a Reggio Calabria in Via Gaeta n. 10;
68 intestata a MORABITO Bruno, nato a Reggio Calabria il 14.02.1933, ivi residente in via Carmine
Archi n. 84;
69 CONDELLO Angela pt. Pasquale mt. MORABITO Maria, nata a Reggio Calabria il 13.04.1985, ivi
residente in Contrada Archi Carmine nr. 84, coniugata;
70 MORABITO Maria pt. Bruno mt. MORABITO Caterina, nata a Reggio Calabria il 06.09.1963, ivi
residente in Via SS 18 I Tratto nr. 179/G, coniugata, casalinga;
71 intestata ad ARABESCO Domenico, nato a Reggio Calabria il 04.03.1940, ivi residente in via
Ciccarello n. 01;
72 intestata a MORABITO Caterina, nata a Reggio Calabria il 15.02.1939, ivi residente in via Archi
Carmine nr. 84;
73 intestata a BELLOMI Maria Rachele, natoa a Melegnano (MI) il 25.03.1954, residente a Reggio
Calabria in Via Silipi n. 13;
74 intestata a FAZZARI Aurelio nato a Reggio Calabria il 17.05.1982 ed ivi residente via Trapezzoli
Ravagnese nr. 9

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 212
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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

MERCEDES Classe A di colore nero targata CY093CD, da una delle due autovetture, lato
passeggero anteriore, scende BARILLA Giovanni75, attraversa la strada e si avvia verso la
propria autovettura; le due autovetture si allontanano direzione di marcia Reggio Calabria-
Gallico; A causa della velocit dellazione, le due autovetture sono state perse di vista;

Ore 22:55 BARILLA Giovanni a bordo della Mercedes classe a targata CY093CD giunge
in Via Pentimele di Reggio Calabria e sale a casa della suocera MORABITO Maria;

ARRIVO LA MERCEDES CLASSE A CY093CD CON A BORDO BARILLA A BORDO


CHE SI ACCINGE A PARCHEGGIARE DAVANTI ALLHARD DISCOUNT

BARILLA ATTRAVERSA LA STRADA ED ENTRA NELLO STABILE DOVE ABITA LA


SUOCERA

75 intestata a BARILL Giovanni pt. Antonino mt. MALARA Grazia Lucia, nato a Reggio Calabria il
25.05.1978, residente come sopra, coniugato

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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PROCURA DELLA REPUBBLICA 213
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La progressione investigativa consentiva di verificare, alle successive ore 23.01, larrivo, in


questa via Vecchia Provinciale di CONDELLO Francesco, cugino acquisito di BARILLA
Giovanni, a bordo di un uno scooter. Lo stesso, dopo aver aperto la porta del locale adibito a
lavaggio di autovettura, situato accanto a quello di mangimi, gestito dalla famiglia di
CONDELLO Pasquale, accedeva allinterno con il mezzo e, successivamente, si allontanava
con un altro veicolo dello stesso tipo, entrambi di seguito meglio indicati.
In particolare si accertava:

Ore 23:01 giunge a bordo dello scooter YAMAHA Tmx di colore grigio, targato
CY8353976. CONDELLO Francesco77, si parcheggia, scende, apre il lavaggio ed accede
allinterno;

Ore 23:02 CONDELLO Francesco esce dal lavaggio, sale a bordo dello scooter YAMAHA
Tmx di colore grigio, targato CY83539 e si allontana direzione nord.

Lulteriore verifica effettuata allindirizzo delle due autovetture notate giungere in via Vecchia
Provinciale, in concomitanza dellarrivo di BARILLA Giovanni, consentiva di accertare che
alle:

Ore 23:05 La Lancia Libra S.W. targata BW544GD viene intercettata sul lungo mare di
Gallico (RC) direzione Catona (RC). Successivamente la Lancia Libra gira a destra allaltezza
della pizzeria denominata NAOC in Via Casa Savoia e sosta subito dopo sulla sinistra
allaltezza di un tabacchino ivi esistente per ripartire quasi subito in direzione Reggio Calabria
centro;

Ore 23:09 la LANCIA Libra, giunta in pieno centro di Reggio Calabria, si ferma in Via
Demetrio Tripepi, scende, lato passeggero anteriore, una ragazza, dallapparente et di anni 25,
corporature regolare, altezza 1,60 circa, la quale fa ingresso nello stabile contraddistinto dal
civico 19; lautovettura si allontana direzione centro citt;

Ore 23:10 la LANCIA Libra si ferma in Via Demetrio Tripepi in Via Del Torrione, nei
pressi dellufficio postale, ove fa un prelievo al bancomat;

Ore 23:20 la LANCIA Libra si parcheggia in Via Aschenez, scendono gli occupanti, un
uomo e una donna, fanno ingresso nel locale;

Ore 24:00 fine servizio;

(vds. all. nr. 43,)

Dallattivit tecnica effettuata, emergeva che CONDELLO Francesco cl.82, nipote di


CONDELLO Pasquale, nel corso di tutta la serata aveva tenuto il proprio cellulare spento, e lo
riaccendeva solo alle successive ore 23.01, nel momento in cui giungeva al locale adibito al
lavaggio, per rassicurare la fidanzata del rientro.
La conversazione, sviluppatasi come segue, appariva oltremodo significativa, poich attestava
che la ragazza era pienamente consapevole del motivo di assenza del fidanzato:

76 intestato a CONDELLO Francesco, nato a Reggio Calabria il 05.11.1982, ivi residente in Via
residente in Contrada Mercatello nr. 55;
77 CONDELLO Francesco pt. Domenico mt. NERI Caterina, nato a Reggio Calabria il 05.11.1982, ivi
residente in residente in Via Nazionale III Tratto nr. 149, celibe, commerciante;

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CONVERSAZIONE REGISTRATA AL PROG. 11249 DEL 14.12.2007, ORE 23.01 CON


APPARECCHIATURA AREA. (CELL. CONDELLO F. CL.82)

OM I S S I S fino alle ore 23.02.25


^^^
CONDELLO F.: sei seccata dimmelo....dimmelo,... dimmi
VERONICA: ehee...
CONDELLO F.: (ride).... sei seccata ? no?
VERONICA: no, no
CONDELLO F.: ah amore?
VERONICA: no,no
CONDELLO F.: un pochettino eh...... non ti devi preoccupare eh...oh.... amore
VERONICA: non mi fare parlare
CONDELLO F.: e quanto mi ami?... quanto mi ami?
VERONICA: per niente
CONDELLO F.: io tanto, tanto, tanto, pi della mia vita, molto di pi
VERONICA: mh, questo per farti scusare?
CONDELLO F.: no, non mi devo scusare amore,... mi hai scelto, mi devi tenere
VERONICA: ...inc... erano le cinque
CONDELLO F.: eh lo s amore, ma che ci posso fare, ..mi hai scelto e mi devi tenere,
comunque poi domani parliamo...eh
VERONICA: mh..eh...
CONDELLO F.: va bene?...eh?...va bene?
VERONICA: si
CONDELLO F.: amore mio...eh? Veronica sicuro che ...inc..., non che mi devi fare
arrabiare
VERONICA: ...inc...
CONDELLO F.: ma che hai?...ah?...che hai?
VERONICA: niente
CONDELLO F.: e ti ho detto che domani parliamo, ..eh...., non ti preoccupare, ...ti
preoccupi?.....ti sei preoccupata?
VERONICA: ...inc...
CONDELLO F.: ...ed io ti amo tanto , non ti devi preoccupare,...capito?...ah Vero?
VERONICA: eh
CONDELLO F.: va bene?
VERONICA: eh
CONDELLO F.: vai a scuola domani
VERONICA: si
CONDELLO F.: ah?
VERONICA: si, si
CONDELLO F.: e ci sentiamo domani mattina?
VERONICA: va bene
CONDELLO F.: ti chiamo io domani mattina, rispondimi alle otto
VERONICA: va bene
CONDELLO F.: mi mandi il messaggio?...te lo mando io Veronica

OMISSIS DALLE ORE 23.04.30 ALLE ORE 23.07.23

CONDELLO F.: ci sentiamo domani mattina


VERONICA: ok
CONDELLO F.: ah? per stai tranquilla, ...me lo prometti?... ah Ve
VERONICA: ...inc... tu non puoi pretendere...
CONDELLO F.: no
VERONICA: ...che io sto tranquilla,
CONDELLO F.: devi stre tranquilla

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VERONICA: perch dalle cinque..


CONDELLO F.: ...Vero
VERONICA: eheee
CONDELLO F.: ci sentiamo domani mattina e dopo...inc...
VERONICA: va bene
CONDELLO F.: ti amo
VERONICA: anch'io
CONDELLO F.: ciao amore
VERONICA: ciao
CONDELLO F.: ciao
FINE TRASCRIZIONE

(vds. all. nr. 44)

Alla luce di tali dati era chiaro che anche CONDELLO Francesco si era recato, unitamente
al BARILLA, presso lo zio latitante. La dinamica, relativa allarrivo dei due soggetti in via
Vecchia Provinciale, faceva supporre che entrambi, dopo essere giunti, durante il rientro, in
prossimit di una determinata localit non meglio individuata a bordo di uno scooter,
successivamente differenziavano i movimenti: mentre BARILLA saliva a bordo di una delle
due macchine, notate giungere in questa via Vecchia Provinciale in concomitanza con
questultimo, il CONDELLO Francesco, preleva la sua moto per fare rientro al lavaggio.

3.4 ALLONTANAMENTO DI BARILLA GIOVANNI IN DATA 7 GENNAIO 2008.

In data 7 gennaio 2008, si registrava un ulteriore allontanamento di BARILLA Giovanni,


diretto dal suocero latitante. Lo stesso, attraverso un modus operandi ormai consolidato, partiva
sempre dalla via Vecchia Provinciale, segnatamente dal negozio di mangimi ivi ubicato. Il
movimento del suddetto, attraverso lattivit tecnica ed i servizi di osservazione, stato
analiticamente ricostruito a partire dalle prime ore del pomeriggio.
In particolare, attraverso il sistema satellitare installato a bordo della propria autovettura
Mercedes classe A, si accertava che lo stesso, alle ore 16.07, partiva dalla propria abitazione,
sita in via Carmine di Archi di Reggio Calabria e, dopo vari giri in citt, alle ore 17.30 si
portava alla via Mercatello di Archi, zona ove risiedono i propri genitori, permanendovi per
quattro minuti (17.34).

TRAGITTO EFFETTUATO DALLAUTOVETTURA MERCEDES CLASSE A PRIMA DI SOSTARE


DEFINITIVAMENTE IN VIA SCESA STAZIONE.
Alle ore 17.51, dopo una breve sosta presso il negozio di mangime, si portava in via Scesa
Stazione, nella stradina senza uscita ubicata alle spalle del suddetto esercizio commerciale. In
tale localit il veicolo restava fermo sino alle ore 23.11 successive.

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Sosta dellautovettura Merceds Classe A in via Scesa Stazione

In zona, quindi, veniva predisposto un servizio di osservazione che consentiva di verificare il


rientro dello stesso. Il personale operante, in tale contesto, accertava che:
r e l a z i o n e di s e r v i z i o
DATA: 07.01.2008;
NOME INDAGINE: META;
TIPO SERVIZIO: O.C.P.;
INIZIO: ore 17:00;
FINE: ore 24:00;
PARTECIPANTI: Cap. LARDIERI Gerardo, Lgt. SIMONE Francesco, M.A.
CICILESE Antonio, M.C. LAGANA Bruno, [Link]. GRASSO Vittorio, CHIELLO
Massimo, VACCARIELLO Alessandro e CIPOLLA Roberta, App. S PALLONE
Anselmo, App. CONSIGLIO Alessandro e [Link] GIUFFRIDA Salvatore;
SCOPO DEL SERVIZIO: osservazione nei confronti di BARILLA Giovanni.
ATTIVITA TECNICA:
_________________________

Ore 17:00 inizio servizio;

Ore 17:53 in Via Discesa Stazione, nei pressi del cancello che porta alla Via
Vecchia Provinciale, viene notata parcheggiata la MERCEDES Classe A di colore nero,
targata CY093CD78;

Ore 19:19 in Via Provinciale di Archi, allinterno dellesercizio commerciale per


la rivendita di mangimi, si nota la presenza di CONDELLO Francesco79 pt. Domenico,
CONDELLO Francesco80 pt. Pasquale, GIUSTRA Giuseppe e BARILLA Giuseppe81;

78 intestata a BARILLA Giuseppe, nato a Reggio Calabria il 28.02.1957, ivi residente in


Via Mercatello nr. 55;
79 CONDELLO Francesco pt. Domenico, mt. NERI Caterina, nato a Reggio Calabria il
05.11.1982, ivi residente in Via SS 18 III Tratto Gallico;

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Ore 21:04 MORABITO Maria82 e CONDELLO Francesco escono da casa,


salgono a bordo della SUBARU Justy di colore grigio, targata CV358NR83 e si avviano direzione
Archi;

Ore 21:07 Viene notata transitare la SUBARU Justy di colore grigio, targata
CV358NR sulla Via Vecchia Provinciale, altezza Bingo, direzione SS 18, con a bordo MORABITO
Marai e il figlio CONDELLO Francesco;

Ore 21:10 la SUBARU Justy di colore grigio, targata CV358NR, seguendo un


itinerario logico, giunge in Via Archi Carmine, si parcheggia, scendono CONDELLO Francesco
e MORABITO Maria, fanno ingresso nellabitazione;

Ore 21:17 MORABITO Maria e CONDELLO Francesco, escono da casa, salgono


a bordo della SUBARU Justy di colore grigio, targata CV358NR e si avviano direzione Lotti;

Ore 21:24 la SUBARU Justy di colore grigio, targata CV358NR, seguendo un


itinerario logico, giunge in Via SS 18 altezza civico 179/G Santa Caterina di Reggio Calabria, si
parcheggia, scendono CONDELLO Francesco e MORABITO Maria, fanno ingresso nello stabile;

Ore 22:00 ai campetti di calcetto, siti in localit Vito, viene notata la presenza di
CONDELLO Francesco pt. Domenico, intento a giocare a calcetto;

Ore 23:00 CONDELLO Francesco pt. Domenico sale a bordo dellAUDI A3 di


colore nero, targata CZ955XH84e si allontana direzione Reggio Calabria.

Alle ore 23.05, personale di questa Sezione, opportunamente dislocato in area, notava
giungere BARILLA Giovanni, a bordo di uno scooter Honda SH, di colore nero, targato
BW49030, risultato intestato a BILARDI Vittorio, nato a Reggio Calabria il 27 aprile 1941, ivi
residente via Quarnaro I nr. 41.
Lo stesso, dopo una breve sosta nei pressi della propria autovettura, faceva inversione
di marcia e si avviava in direzione della via Vecchia Provinciale, fermandosi innanzi il
negozio di mangimi.

80 CONDELLO Francesco pt. Pasquale mt. MORABITO Maria, nata a Reggio Calabria il
01.11.1989, ivi residente in Via SS 18 nr. 179/G Santa Caterina, celibe, studente;
81 BARILL Giuseppe pt. Antonino mt. MALARA Grazia Lucia, nato a Reggio Calabria il
28.12.1985, ivi residente in Via Mercatello nr. 55, celibe, operaio;
82 MORABITO Maria pt. Bruno mt. MORABITO Caterina, nata a Reggio Calabria il
06.09.1963, ivi residente in Via SS 18 I Tratto nr. 179/G, coniugata, casalinga;
83 intestata a MORABITO Bruno, nato a Reggio Calabria il 14.02.1933, ivi residente in via
Carmine Archi n. 84;
84 intestata a CONDELLO Giandomenico, nato a Reggio Calabria l01.02.1980, ivi residente in Via
Mercatello nr. 55;

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PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

Arrivo di BARILLA Giovanni in via vecchia Provinciale.

BARILLA Giovanni, dopo essere sceso dal mezzo, apriva la porta del suddetto
esercizio e trasportava il ciclomotore allinterno.
Alle successive 23.08 si notava uscire dal citato esercizio commerciale, BARILLA
Giovanni, diretto, attraverso la traversa privata, in via Discesa Stazione, ove aveva lasciato
lautovettura parcheggiata.
Giunto sul posto, saliva a bordo del veicolo e si avviava in direzione monte.

FOTO RAFFIGURANTE BARILLA GIOVANNI CHE DOPO AVER LASCIATO LO SCOOTER


ALLINTERNO DEL NEGOZIO, SI RECA IN VIA DISCESA STAZIONE.

Il personale preposto allosservazione, aveva modo di constatare che:


Ore 23:13 la MERCEDES Classe A di colore nero, targata CY093CD, condotta
da BARILLA Giovanni, seguendo un itinerario logico, giunge in Via SS 18 altezza civico 179/G
Santa Caterina di Reggio Calabria, si parcheggia, scende il conducente e fa ingresso nel
suindicato stabile;

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

Lo stabile in questione risultava essere quello in cui risiede MORABITO Maria,


moglie del latitante. In quei giorni, presso la citata abitazione dimorava, costantemente, anche
CONDELLO Angela, moglie del BARILLA. Questultimo, allinterno dello stabile, sostava
sino alle ore 23.32 e, successivamente, sempre a bordo della propria autovettura, si recava in via
Carmine, presso la propria abitazione. Evidentemente il BARILLA, dopo una breve sosta a
casa della suocera, per rappresentare eventuali novit e direttive da parte del congiunto latitante,
faceva rientro a casa.
(vds, all. nr. 45)
Si sottolinea che nel periodo di assenza, il BARILLA aveva lasciato i cellulari allinterno
della propria autovettura; infatti, alle ore 18.44 e 18.56 (orari apparati intercettazione della
societ Aerea) venivano registrati sullapparato cellulare in uso allo stesso due tentativi di
chiamata, dallutenza nr. 349/4175967, in uso al padre BARILLA Antonino. Infatti, in
concomitanza con i suddetti tentativi di chiamata, si registravano allinterno del veicolo gli
squilli di risposta.
Il 7 marzo 2008 stato escusso a sommarie informazioni BILARDI Vittorio, in precedenza
generalizzato, proprietario della moto usata da BARILLA Giovanni per raggiungere il
suocero. Lo stesso, ha riferito che:
D.: E lei il proprietario del motociclo marca Honda, modello SH, targato BW49030?
R.: Si, ne sono lintestatario, tuttavia il reale utilizzatore del motociclo mio figlio Fabio, nato a
Leocle (Svizzera) il 20.01.1971, il quale lo ha acquistato due anni fa circa. Talvolta, per, anche
io faccio uso del veicolo per accompagnare i miei nipoti a scuola.-

(vds. all. nr.46 )

A seguito delle dichiarazioni rilasciate da BILARDI Vittorio, stato escusso a sommarie


informazioni anche il figlio Fabio, nato in Svizzera il 20 gennaio 1971, il quale ha riferito, in
sostanza di essere leffettivo proprietario del mezzo. Puntualizzava di non aver prestato,
nellultimo mese, lo scooter ad alcuna persona ed aggiungendo di non ricordare a chi, in
precedenza, avesse dato il mezzo.
Per una migliore esposizione dei fatti si riporta integralmente la deposizione:
D.: E lei il proprietario del motociclo marca Honda, modello SH, targato BW49030?
R.: No, non sono il proprietario del veicolo in quanto intestato a mio padre BILARDI Vittorio;
ne sono, tuttavia, il reale utilizzatore. A volte, per, sono solito prestarlo sia a mio padre che a
varie persone di mia conoscenza, qualora questi mi prospettino delle esigenze personali./
D.: in grado di indicare in modo specifico a chi ha prestato il veicolo in argomento, fatta
eccezione per suo padre?
R.: No, non sono in grado di ricordarlo. Aggiungo che nel corso dellultimo mese, il motociclo
rimasto inutilizzato a causa delle avverse condizioni meteo.
D.: Dove custodisce il motociclo?
R.: sono solito parcheggiarlo, assicurandolo a chiave, allinterno del cortile condominiale dello
stabile in cui domicilio, sito in via San Martino, Trav. priv. Caridi 1/Bis della frazione di Gallico
di Reggio Calabria, oppure sulla pubblica via, nel tratto di strada antistante detta abitazione.------
----//

(vds. all. nr. 47)


Alla luce di tale deposizione, evidente che era stato BILARDI Fabio, il 16 gennaio 2008, a
prestare lo scooter a BARILLA Giovanni, affinch questultimo potesse raggiungere il suocero
latitante.
Va, inoltre, sottolineato che, nel pomeriggio del 7 gennaio 2008, restava allinterno del negozio
di bombole, sito in questa via A. Span nr. 65, di propriet di CONDELLO Francesco, figlio di
CONDELLO Pasquale, ma di fatto gestito da BARILLA Giovanni, BARILLA Antonino,
padre di Giovanni. La circostanza desumibile dallascolto di alcune conversazioni registrate
sullutenza telefonica nr. 0965/811152, installata allinterno del citato esercizio commerciale. In
particolare, alle ore 14.20 del 7 gennaio 2008, FOTIA Francesco, nato a Reggio Calabria il
12.10.1988, ivi residente, operaio alle dipendenze di tale esercizio, telefonava a BARILLA

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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Antonino, invitandolo a portare una catena, allorquando si sarebbe recato al negozio [progr.
1383, delle ore 14.20].
Inoltre, alle ore 16.41 [progr. Nr. 1387], veniva registrata una conversazione, nel corso della
quale dialoga con una donna in ordine alla consegna di una bombola.
La presenza di BARILLA Antonino, allinterno di tale esercizio non era assolutamente
casuale, poich anche in seguito, in concomitanza con gli allontanamenti del figlio, sostituiva
questultimo nella conduzione del negozio.

3.5 ALLONTANAMENTO DI BARILLA GIOVANNI IN DATA 16 GENNAIO 2008.

A seguito dei frequenti spostamenti di BARILLA Giovanni, questa Sezione predisponeva,


nellarea della via Vecchia Provinciale di Reggio Calabria, una serie di servizi di osservazione
discreta, nellarco di tempo compreso tra le ore 16.00 e le 24.00, al fine di verificare gli
spostamenti del citato BARILLA.
Il 16 gennaio 2008, con inizio alle ore 17.50, il personale operante notava che BARILLA
Giovanni, dopo aver preso un casco dal cofano della propria autovettura Mercedes classe A,
saliva a bordo di uno scooter e si avviava in direzione di Gallico, percorrendo la SS. 18. Nella
circostanza il servizio di osservazione, documentava che:
RELAZIONE DI SERVIZIO:

Ore 16:00 inizio servizio;

Ore 16:45 la MERCEDES Classe A di colore nero, targata CY093CD85, in uso


a BARILLA Giovanni86, viene notata parcheggiata in questa via vecchia Provinciale Pentimele,
nei pressi della rivendita di bombole di gas e mangime per animali, gestita dallo stesso;

Ore 17:50 BARILLA Giovanni preleva dalla propria vettura un casco protettivo,
di colore nero, ed immediatamente si dirige verso uno scooter di colore scuro parcheggiato
proprio davanti la propria vettura. Indossato il casco e salito a bordo, il BARILLA si allontana
lungo la via vecchia provinciale in direzione di Gallico;

ore 17.51 lo scooter di colore nero, riconosciuto per un YAMAHA T MAX, con a
bordo BARILLA Giovanni, lascia la via Vecchia Provinciale e si dirige verso la S.S. 18,
proseguendo verso la frazione Gallico. Dopo aver superato il ponte sopra il torrente Scaccioti, il
motociclo percorsi alcune decine di metri, si ferma davanti una rivendita di tabacchi, ubicato sul
lato sinistro della strada, rispetto al senso di marcia de BARILLA

ore 17.53 BARILLA Giovanni viene notato uscire dalla rivendita di tabacchi ed
ha in mano verosimilmente un pacchetto di sigarette. Lo stesso intento a scartarlo e rimane per
qualche istante fermo davanti il predetto esercizio commerciale. In tale contesto stato possibile
rilevare la targa del ciclomotore: BY0896287;

ore 17.54 BARILLA Giovanni, dopo aver indossato il casco protettivo, di colore
nero, sale a bordo dello Scooter, allontanandosi lungo la Strada Statale in direzione di Villa San
Giovanni. Il giovane prosegue la marcia alternando la velocit;

85 intestata a BARILLA Giuseppe, nato a Reggio Calabria il 28.02.1957, ivi residente in Via
Mercatello nr. 55;
86 BARILL Giovanni pt. Antonino mt. MALARA Grazia Lucia, nato a Reggio Calabria il
25.05.1978, residente come sopra, coniugato;
87 intestato a VAZZANA Andrea nato a Reggio Calabria il 20.07.1967ivi residente in Via
[Link] Lotto XXIII 3/3;

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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

ore 17.56 lo scooter YAMAHA T-MAX targato BY08962, con a bordo BARILLA
Giovanni, giunge allo svincolo autostradale di Reggio Calabria Gallico, proseguendo la marcia
in direzione della Frazione Catona;

ore 17.57 lo scooter YAMAHA T-MAX targato BY08962, con a bordo BARILLA
Giovanni, indossa un casco di colore nero, dopo aver superato il ponte che separa la frazione di
Gallico da Catona, nonch lincrocio con la strada che conduce alla frazione Villa San Giuseppe,
dopo aver percorso ancora circa 30 metri lungo la Strada Statale 18, si immette in una stradina,
ubicata sul lato sinistro della strada, rispetto al proprio senso di marcia. Per motivi di
opportunit il servizio viene temporaneamente interrotto;

In tale localit, atteso la particolare connotazione dellarea ( strade strette e poco


frequentate), il servizio veniva immediatamente interrotto, onde evitare che gli operatori
venissero individuati; tuttavia, i militari operanti si predisponevano in zona, allo scopo di
individuare tutte le vie duscite, nonch i mezzi che avrebbero attraversato la zona.
Tale servizio consentiva di constatare che, alle ore 18.09, dalla via Fontanella di
Catona, usciva il ciclomotore YAMAHA T-MAX targato BY08962, poco prima notato nella
disponibilit di BARILLA Giovanni, condotto nella circostanza da CONDELLO Francesco
cl.82, nipote del latitante. Detta emergenza investigativa faceva concretamente supporre che
nellarea anzidetta si era verificato un cambio di scooter e, quindi, il BARILLA aveva
proseguito a bordo di un altro mezzo per raggiungere il suocero. CONDELLO Francesco, alle
ore 19.00 faceva ritorno nella via Vecchia Provinciale di Archi.
Per meglio evidenziare ogni circostanza si riporta, di seguito, uno stralcio della relazione
di servizio.
ore 18.06 dalla stradina indicata al punto precedente, viene notata uscire una
PEUGEOT 206 targata CS662EK88 con a bordo due giovani ed immessasi sulla Strada Statale
18, prosegue la marcia in direzione di Villa San Giovanni. Nessuno dei due occupanti viene
riconosciuto per BARILLA Giovanni;

ore 18.09 dalla Via Fontanelle di Catona, viene notato uscire lo scooter YAMAHA
T-MAX targato BY08962, condotto da CONDELLO Francesco89 (lavaggista), indossa un casco
di colore grigio, si avvia direzione Archi; Per motivi di intenso traffico lo scooter viene perso di
vista;

Ore 18.55 Si vede transitare in via Gallico Marina con senso di marcia da Nord
verso Sud lo scooter YAMAHA T-MAX targato BY08962, alla guida del mezzo vi si trova
CONDELLO Francesco (Lavaggista). Il soggetto indossa un giubbotto di colore chiaro e un
casco non integrale di colore grigio.

Ore 19.00 Lo scooter YAMAHA T-MAX targato BY08962 con a bordo Francesco
CONDELLO (Lavaggista) giunge in via Vecchia Provinciale di Archi (RC);

88 Intestata ad ARANITI Patrizia, nata a Rho (MI) il 04.06.1980, residente a Reggio Calabria in via
Fontanelle INA casa nr. 15
89 CONDELLO Francesco pt. Domenico, mt. NERI Caterina, nato a Reggio Calabria il
05.11.1982, ivi residente in Via SS 18 III Tratto Gallico;

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ARRIVO FRANCESCO CONDELLO CL..82

Dopo appena 17 minuti, ovvero alle ore 19.17, si riscontrava anche la presenza di
BARILLA Giovanni che transitava, sulla via Vecchia Provinciale, a bordo di uno scooter,
ovviamente diverso da quello su cui era stato visto allontanarsi, alle precedenti ore 17.50.
Infatti, i militari operanti constatavano che:
Ore 19.17 BARILLA Giovanni a bordo di uno scooter di colore scuro diverso dal
veicolo di cui sopra, viene visto transitare sulla via Vecchia Provinciale direzione Archi.
Ore 19.22 BARILLA Giovanni viene notato allinterno del proprio esercizio
commerciale, ubicato in via Vecchia Provinciale;

RITORNO GIOVANNI BARILLA A BORDO DI UNO SCOOTER


Ore 24:00 Fine servizio.
(vds. all. nr.48)

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Anche in questa circostanza BARILLA Giovanni, pur se per un breve periodo, sicuramente si
era recato a fare visita al suocero latitante, in considerazione che sin dalle h. 17.31 aveva
spento il proprio telefono cellulare, avente numero 348/4932505, cos come si pu evincere
dal fotogramma di seguito riportato. Accorgimento necessario per evitare di essere seguito e,
quindi, individuato.

(vds. all. nr.49)

Anche in questa circostanza BARILLA Antonino, sostituiva il figlio Giovanni nella


conduzione del negozio sito in Reggio Calabria, in questa via A. Span. Anche tale circostanza
emersa attraverso lascolto dellutenza telefonica ivi installata.
In particolare:
- alle ore 18.22 ( Prog. 1672) BARILL Antonino, a richiesta della figlia
Maria Giovanna, riferiva che si sarebbe recato a prenderla allorquando chiudeva il negozio;
- alle ore 19.23 (Prog. 1673), BARILLA Antonino, riceva una telefonata
dal figlio Giovanni, il quale gli chiedeva se tutto fosse a posto, ricordandogli, nello stesso tempo,
di chiudere il registro di cassa.
Si precisa che questultima conversazione avveniva dopo pochi minuti che BARILLA
Giovanni aveva fatto rientro in questa via Vecchia Provinciale, dopo essere stato dal suocero
latitante.

3.6 ALLONTANAMENTO DI BARILLA GIOVANNI IN DATA 1 FEBBRAIO 2008.

Lennesimo allontanamento di BARILLA Giovanni, diretto dal suocero latitante, si registrava


in data 1 febbraio 2008, con partenza dalla via Vecchia Provinciale, alle ore 17.34. Gi nel
primo pomeriggio si aveva avuto il sospetto che lo stesso potesse recarsi dal suocero, in
considerazione che, alle ore 15.33 del citato giorno, si registrava una telefonata, sullutenza
cellulare nr. 346/4149479, in uso a CONDELLO Francesco, nipote del latitante, dal contenuto
criptico, nel corso della quale questultimo riferiva alla fidanzata Veronica GRECO, che in
serata si sarebbe recato a giocare, chiedendole, al temine di tale affermazione, se avesse
capito, facendo cos chiaramente intendere che lo scopo dellallontanamento fosse altro:

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CONVERSAZIONE REGISTRATA AL PROG. 15625 DEL 01.02.2008, ORE 15.33, CON


APPARECCHIATURA AREA.

Legenda:
CONDELLO F.: CONDELLO FRANCESCO
VERONICA: VERONICA

INIZIO TRASCRIZIONE

CONDELLO F.: pronto!


VERONICA: eh
CONDELLO F.: eh amore, ora sono tornato
VERONICA: dove sei?
CONDELLO F.: nelle stalle, ora sono tornato
VERONICA: eh, io ...noi stiamo andando al cinema
CONDELLO F.: ma come mai questo cinema Vero?
VERONICA: perch uscito il film nuovo di Federico MOCCIA
CONDELLO F.: e chi ?
VERONICA: si va be, poi te lo spiego, ti porto la vita e le opere
CONDELLO F.: sei stata brava questa mattina ah
VERONICA: ah?
CONDELLO F.: ..a scuola
VERONICA: si
CONDELLO F.: ehee vedi quando mi senti a me
VERONICA: si , sono stata troppo brava
CONDELLO F.: bravissima, ti amo amore tanto
VERONICA: anch'io.... per..
CONDELLO F.: amore erano felicissime le mie sorelle...che gli hai dato
quelle cose
VERONICA: (ride) ti stavo dicendo questo io
CONDELLO F.: veramente, erano felicissime
VERONICA: ma volevi rispondermi prima che te lo dicessi io?
CONDELLO F.: no, no, erano felicissime veramente, sono belle di...
VERONICA: no, quello che io ti volevo dire... non che io...
CONDELLO F.: no, allora....invece lo sai che devi fare tu?loro hanno detto che non
hanno soldi..che ne so nella scheda, se li hai tu chiama a Mariella o ad Angela..vedi
VERONICA: eh, ma Angela lavora Fra
CONDELLO F.: chiama a Mariella
VERONICA: eh va bene, per ora sto andando al cinema, quando torno
CONDELLO F.: ma come ...quando...come... chi ti accompagna?
VERONICA: mia mamma
CONDELLO F.: e viene a prenderti?
VERONICA: mia mamma
CONDELLO F.: ecco
VERONICA: e come...
CONDELLO F.: ci sentiamo..
VERONICA: va bene ci sentiamo quando sei pronto
CONDELLO F.: senti una cosa amore, io devo andare questa sera
VERONICA: eh
CONDELLO F.: che fa il compleanno mio cognato
VERONICA: eh
CONDELLO F.: e festeggia al Mod
VERONICA: eh... eheee!!
CONDELLO F.: eh, eh
VERONICA: e per caso ci sono pure ...

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CONDELLO F.: no, io, mio.... come l'anno scorso, io, mia sorella, le sue sorelle e sua
mamma.. e mia mamma
VERONICA: ehee e basta?
CONDELLO F.: si e basta, si, si
VERONICA: ah mi sembrava
CONDELLO F.: no, per io prima devo andare a giocare forse, hai capito?
VERONICA: eh, va bene
CONDELLO F.: capito?
VERONICA: va bene, ho capito
CONDELLO F.: ecco, quindi vado pi tardi
VERONICA: basta che mi chiami prima che vai
CONDELLO F.: va bene. Senti amore
VERONICA: eh
CONDELLO F.: quanto mi ami ?

OMISSIS
FINE TRASCRIZIONE

(vds. all. nr. 50)

La conversazione aveva lo stesso contenuto di quella registrata in data 14 dicembre 2007,


allorquando il CONDELLO Francesco si recava, unitamente al BARILLA, a fare visita al
latitante. Appariva, pertanto, evidente che lo stesso si stava preparando per raggiungere il
ricercato. Inoltre, alle successive h. 17.31, sempre attraverso la stessa utenza cellulare,
CONDELLO Francesco inviava alla fidanzata il seguente messaggio: ..Amore sto andando a
giocare ci sentiamo appena finisco non ti preoccupare ti amo tanto tanto a dopo.(progr. Nr.
15640).
Subito dopo il messaggio, CONDELLO Francesco telefonava alla fidanzata, avvisandola che
stava partendo e di stare tranquilla. La donna lo raccomandava di chiamarlo non appena avesse
finito.

CONVERSAZIONE REGISTRATA AL PROG. 15641 DEL 01.02.2008, ORE 17.31, CON


APPARECCHIATURA AREA.

Legenda:
CONDELLO F.: CONDELLO FRANCESCO
VERONICA: VERONICA
^^^
VERONICA: eih!
CONDELLO F.: eih amore
VERONICA: eh
CONDELLO F.: vedi che me ne sto andando
VERONICA: eh
CONDELLO F.: ok?
VERONICA: ok
CONDELLO F.: ah? tu che stai facendo? mi hai abbandonato Vera
VERONICA: ehee amore, il film mi sto guardando
CONDELLO F.: mi ami?
VERONICA: certo
CONDELLO F.: quanto?
VERONICA: tanto tanto tanto
CONDELLO F.: anch'io.... amore non ti preoccupare va bene
VERONICA: chiama appena finisci
CONDELLO F.: ah?

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VERONICA: chiama appena finisci


CONDELLO F.: va bene, ciao amore
VERONICA: va bene
CONDELLO F.: ciao

(vds. all. nr. 51)

Proprio alla luce di tali, se vogliamo eccessive raccomandazioni, per una semplice partita di
calcio, si rafforzava lipotesi che lo stesso sicuramente non si stava recando a giocare, proprio
perch le apprensioni della donna apparivano oltremodo esagerate.
In concomitanza con la conversazione innanzi citata, si notava BARILLA Giovanni che, dopo
aver prelevato, dallinterno della propria autovettura Mercedes Classe A, un casco di
colore nero, si recava in direzione dellentrata del negozio di mangimi per poi partire, unitamente
a CONDELLO Francesco, a bordo dello scooter YAMAHA TMAX di colore grigio, targato
BY08962, intestato a VAZZANA Andrea nato a Reggio Calabria il 20.07.1967ivi residente in
Via [Link] Lotto XXIII 3/3, generalmente utilizzato dal citrato CONDELLO Francesco.

LA FRECCIA DI COLORE ROSSO INDICA BARILLA GIOVANNI

Per una migliore esposizione dei fatti, si riporta parte della relazione di servizio redatta dai
militari di questa Sezione, in occasione dellattivit di osservazione in narrativa, con inizio alle
ore 16.00 del giorno 1 febbraio 2008:
R E L A Z I O N E DI S E R V I Z I O
DATA: 01.02.2008;
NOME INDAGINE: META;
TIPO SERVIZIO: O.C.P.;
INIZIO: ore 16:00;
FINE: ore 23:00;
PARTECIPANTI: Lgt. SIMONE Francesco, M.A. CICILESE Antonio, [Link].
GRASSO Vittorio, CIPOLLA Roberta e VACCARIELLO Alessandro, Brig. LEPRO Edoardo,
App. S ASSOGNA Giorgio e CONSIGLIO Alessandro, App. DELIA Andrea e [Link] S
GIUFFRIDA Salvatore;
SCOPO DEL SERVIZIO: osservazione nei confronti di BARILLA Giovanni.

Ore 16:00 inizio servizio;

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Ore 16:39 la MERCEDES Classe A di colore nero, targata CY093CD90 si


trova parcheggiata in questa Via Benassai, nei pressi della Farmacia LABATE;

Ore 16:41 la FIAT Punto di colore blu, targata BP234PC91, si trova parcheggiata
in questa Via A. Span nr. 65, nei pressi della rivendita di bombole di gas, gestita dalla famiglia
CONDELLO, allinterno del predetto esercizio commerciale vi BARILL Antonino92;

Ore 16:43 BARILLA Giovanni93 esce dalla Farmacia LABATE, con una busta
in mano, sale a bordo della MERCEDES Classe A di colore nero, targata CY093CD e si avvia
direzione nord;

Ore 16:51 la MERCEDES Classe A di colore nero, targata CY093CD, condotta


da BARILLA Giovanni, seguendo un itinerario logico, giunge in Via SS 18 altezza civico 179/G
Santa Caterina di Reggio Calabria, si parcheggia, scende il conducente, con una busta in mano, e,
fa ingresso nel suindicato stabile;

Ore 17:01 BARILLA Giovanni, esce dallo stabile, sale a bordo della MERCEDES
Classe A di colore nero, targata CY093CD, e si allontana direzione sud;

Ore 17:16 la MERCEDES Classe A di colore nero, targata CY093CD, condotta


da BARILLA Giovanni, dopo avere fatto dei giri si Via Marina di Gallico, giunge in Via Vecchia
Provinciale, si parcheggia nei pressi del negozio dei mangimi, scende il conducente e fa ingresso
nel predetto esercizio commerciale;

Ore 17:30 BARILLA Giovanni esce dal negozio di mangimi, apre il cofano della
la MERCEDES Classe A di colore nero, targata CY093CD, prende un caso di colore nero,
successivamente richiude il cofano;

Ore 17:34 BARILLA Giovanni, indossa un casco di colore nero e CONDELLO


Francesco94 pt. Domenico, indossa un casco di colore grigio, salgono a bordo dello scooter
YAMAHA TMAX di colore grigio, targato BY08962 e si allontanano direzione nord; per motivi di
opportunit il servizio viene interrotto;

90 intestata a BARILLA Giuseppe, nato a Reggio Calabria il 28.02.1957, ivi residente in


Via Mercatello nr. 55;
91 intestata a BARILL Antonino, nato a Reggio Calabria il 22.02.1949, ivi residente in
Via Mercatello nr. 55;

92 BARILL Antonino pt. Giovanni mt. ROMEO Giovanna, nato a Reggio Calabria il
22.02.1949, ivi residente in Via Mercatello nr. 55, coniugato, impiegato;

93 BARILL Giovanni pt. Antonino mt. MALARA Grazia Lucia, nato a Reggio Calabria il
25.05.1978, residente come sopra, coniugato;
94 CONDELLO Francesco pt. Domenico, mt. NERI Caterina, nato a Reggio Calabria il
05.11.1982, ivi residente in Via SS 18 III Tratto Gallico;

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BARILLA G. E CONDELLO F. cl.82 INDOSSANO IL CASCO

BARILLA G. E CONDELLO F. CL. 82 NELLE VICINANZE DELLO SCOOTER T-MAX

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CONDELLO F. CL.82 SALE A BORDO DELLO SCOOTER BY08962 ALLA CUI GUIDA VI E
BARILLA G.

Lattivit tecnica sviluppata in modo aderente, permetteva di accertare, attraverso un


proficuo pedinamento con rilevatori satellitari, che i due soggetti, a bordo dello scooter si
immettevano nella SS. 18 direzione Gallico ed alle ore 17.41 giungevano nei pressi dello
svincolo autostradale di quel centro. In tale localit, proseguivano per circa 500 metri e si
immettevano su via Dei Monti della Frazione Gallico di Reggio Calabria, direzione Villa San
Giuseppe, immettendosi, successivamente, su una strada che collega la frazione Villa San
Giuseppe alla localit Arghill. Lungo tale tragitto, alle ore 17.44, il mezzo si fermava e,
probabilmente, BARILLA Giovanni e CONDELLO Francesco, salivano a bordo di un altro
scooter, allo scopo di evitare di essere individuati tramite ulteriori pedinamenti e controlli sul
ciclomotore di loro propriet.

PARTICOLARE DELLAREA OVE AVVENUTO IL PRESUNTO SCAMBIO DELLO SCOOTER.

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LO STESSO PUNTO VISTO DA FOTOGRAMMETRIA. LA PARTE IN BLU INDICA IL


PERCORSO DEL MEZZO

I due, dopo appena un minuto, ovvero alle ore 17.45, proseguivano in direzione
Arghill e dopo aver percorso, la via A. Scopelliti, che collega la localit Arghill a Catona, si
immettevano sullautostrada A3 Salerno/Reggio Calabria, in direzione di questultimo centro.
Lasciata la sede autostradale, alle ore 17.51 i due soggetti si immettevano sulla strada Statale
Jonica nr. 106, sino a raggiungere alle ore 17.59 la localit Pellaro, ove svoltavano in via
Seconda Torrente Filici. In tale localit, dopo aver fatto alcuni giri di bonifica, gli stessi
sostavano in prossimit di alcune abitazioni, site nella parte alta della citata strada.

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LA SCRITTA INCONTRO INDICA IL PUNTO IN CUI BARILLA GIOVANNI E


CONDELLO FRANCESCO CL. 82 SI SONO INCONTRATI CON IL LATITANTE CONDELLO
PASQUALE.

PARTICOLARE DELLAREA, TRAMITE ALTRA FOTOGRAMMETRIA


Di seguito si riporta lintero percorso, su mappa, eseguito da BARILLA Giovanni e
CONDELLO Francesco.

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PERCORSO ESEGUITO DA BARILLA GIOVANNI E CONDELLO FRANCESCO PER GIUNGERE


IN VIA SECONDO TORRENTE FILICI DELLA FRAZIONE PELLARO

Lattivit di monitoraggio consentiva di verificare che i due soggetti sostavano, in via


Seconda Torrente Filici di Pellaro, sino alle 21.34, ora in cui facevano rientro in questo centro
abitato, seguendo un percorso logico, rispetto a quello dellandata.
Lattivit di osservazione predisposta in area, consentiva di verificare che, alle ore 21,44,
giungevano in via Vecchia Provinciale, due scooter, uno dei quali condotto da CONDELLO
Francesco, il quale parcheggiava il ciclomotore innanzi al locale adibito a lavaggio.
Contestualmente, si notava giungere nella via Vecchia Provinciale, proveniente dalla
traversa a vicolo cieco, sito alle spalle del negozio di mangimi e dellautolavaggio, BARILLA
Giovanni che, dopo essersi diretto verso la propria autovettura, saliva a bordo della stessa e si
allontanava.
Lattivit di osservazione e monitoraggio consentiva di verificare che:

Ore 21:44 dalla Via Scesa Stazione di Archi, giungono due scooters il primo
condotto da CONDELLO Francesco, si ferma nei pressi del lavaggio, il secondo si allontana
direzione sud;

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ARRIVO DEGLI SCOOTERS DA IN VIA VECCHIA PROVINCIALE, PROVENIENTI DA VIA


SCESA STAZIONE

Ore 21:45 BARILLA Giovanni giunge a piedi, con il casco in mano, dalla
traversa della frutta, apre il cofano della MERCEDES Classe A di colore nero, targata
CY093CD, ove dopo avere riposto il casco, sale a bordo e si allontana direzione sud;

RITORNO DI GIOVANNI BARILLA.


- la freccia di colore rosso indica una persona con uno scooter che si allontana
lungo lla Vecchia Strada Provinciale;
- la freccia di colore blu indica lo scooter condotto da CONDELLO Francesco;
- la freccia di colore verde indica BARILLA Giovanni nel momento in cui
attraversa la strada.

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 234
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Ore 21:46 CONDELLO Francesco parcheggia il predetto scooter allinterno


dellautolavaggio, successivamente esce, sale a bordo di unAUDI A3 di colore nero, targata 955
e si allontana direzione sud;

Ore 21:49 la MERCEDES Classe A di colore nero, targata CY093CD, condotta


da BARILLA Giovanni, seguendo un itinerario illogico, uscita Reggio Calabria Porto - Via
Vecchia Provinciale di Archi, giunge in Via SS 18 altezza civico 179/G Santa Caterina di Reggio
Calabria, si parcheggia, scende il conducente e fa ingresso nel suindicato stabile;

Ore 21:52 BARILLA Giovanni, esce dallo stabile, sale a bordo della MERCEDES
Classe A di colore nero, targata CY093CD, e si allontana direzione sud;

Ore 23:20 in Via SS 18 altezza civico 179/G Santa Caterina di Reggio Calabria
giunge la MERCEDES Classe A di colore nero, targata CY093CD, si ferma nei pressi del
cancello dingresso, scendono CONDELLO Caterina95, con in braccio la piccola Grazia e
CONDELLO Angela96, fanno ingresso nello stabile;

Ore 23:21 la MERCEDES Classe A di colore nero, targata CY093CD condotta


da BARILLA Giovanni si allontana direzione Archi;

Ore 23:27 la MERCEDES Classe A di colore nero, targata CY093CD, condotta


da BARILLA Giovanni, seguendo un itinerario logico, giunge in Via Archi Carmine, si
parcheggia, scende il conducente e fa ingresso a casa;

(vds. all. nr. 52)

Lattivit di monitoraggio, attuata nei confronti dei suddetti, permetteva di accertare che
BARILLA Giovanni e CONDELLO Francesco, allorquando rientravano dallabitazione in
cui la sera del 18 febbraio 2008 veniva tratto in arresto CONDELLO Pasquale, si fermavano
nella solita traversa a vicolo cieco di via Discesa Stazione. In tale localit, BARILLA
Giovanni scendeva dallo scooter ed a piedi, attraverso un vicolo pedonale si immetteva nella via
Vecchia Provinciale, mentre CONDELLO Francesco, dopo aver effettuato il cambio del mezzo,
riprendeva il proprio scooter, avendo restituito il ciclomotore, utilizzato per raggiungere
labitazione del latitante, al proprietario, che gi lo attendeva sul posto; questultimo, quindi, si
recava al locale adibito a lavaggio, sempre ubicato sulla via vecchia Provinciale

3.7 ARRESTO DI CONDELLO PASQUALE IN DATA 18 FEBBRAIO 2008.

A seguito dellattivit di monitoraggio, attuata nei confronti di CONDELLO Francesco e


BARILLA Giovanni, venivano predisposti, sin dal giorno 2 febbraio 2008, una serie di servizi
di osservazione in via Seconda Torrente Filici di Pellaro, in prossimit del luogo ove gli stessi
avevano sostato. La particolare morfologia del territorio non consentiva, comunque, una perfetta
visione dellarea, atteso che dal punto di osservazione, sebbene fossero perfettamente
controllabili le abitazioni situate di fronte alla casa, in cui la sera del 18 febbraio veniva tratto in
arresto CONDELLO, non era possibile visualizzare lo stabile occupato da questultimo. Tali
servizi, condotti senza soluzione di continuit, non consentivano, comunque, di individuare con
esattezza labitazione occupata dal CONDELLO Pasquale e, pertanto, si decideva di
attendere un nuovo incontro con uno dei favoreggiatori, allo scopo di verificare lincontro ed
intervenire.
Un primo dato significativo circa la possibile partenza del BARILLA diretto da CONDELLO
Pasquale, si registrava alle ore 14.00 del 18 febbraio 2008, allorquando il figlio del latitante,

95 CONDELLO Caterina pt. Pasquale mt. MORABITO Maria, nata a Reggio Calabria il
23.06.1991, convivente, celibe, studente;
96 CONDELLO Angela pt. Pasquale mt. MORABITO Maria, nata a Reggio Calabria il
13.04.1985, ivi residente in Contrada Archi Carmine nr. 84, coniugata;

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

CONDELLO Francesco, mentre si trovava in una traversa senza nome, adiacente questa via
Mercatello, dallinterno dellautovettura Subaru di propriet della madre, sottoposta a censura
ambientale, riferiva ad una persona allesterno, che al cognato (BARILLA Giovanni) gli
serviva il motorino, infatti affermava testualmente dice che mio cognato.. eccolo qua! Gli
serve il motorino.- Dal contenuto del dialogo emergeva che, proprio in quel momento,
dalla stessa localit stava transitando il BARILLA. Dallattivit di monitoraggio satellitare dei
veicoli, emergeva che al momento della conversazione i soggetti si trovavano in traversa non
denominata, adiacente via Mercatello.
La conversazione ambientale avveniva come segue:

CONVERSAZIONE REGISTRATA AL PROG. 1642 DEL 18.02.2008, ORE 13.49, CON


APPARECCHIATURA SIO. (SUBARU)

Legenda:
CONDELLO F.: CONDELLO FRANCESCO, figlio di CONDELLO Pasquale;
UOMO: UOMO (PERSONA NON MEGLIO IDENTIFICATA);
UOMO1: UOMO1 (PERSONA NON MEGLIO IDENTIFICATA).
INIZIO TRASCRIZIONE:

si da atto che non vi sono conversazioni, si sente solamente l'autovettura in movimento, alle ore
[Link] si ferma.

UOMO: ...inc...
CONDELLO F.: al bar era con il tuo motorino...qua da Cama!
UOMO: ora?
CONDELLO F.: ora sono passato ed era l
UOMO: va bene!

si da atto che l'autovettura riparte e si riferma alle ore [Link]

CONDELLO F.: dice che mio cognato...eccolo qua! gli serve il motorino
UOMO1: ...inc...
CONDELLO F.: qua sotto
UOMO1: gli serve il motorino?.....

si da atto che l'autovettura riparte.


OMISSIS

(vds. all. nr. 53)

Dal complesso dellattivit investigativa, emergeva che BARILLA Giovanni, nel pomeriggio,
non si era portato presso il nuovo negozio di bombole, sito in questa via A. Span nr. 65, ove
era solito recarsi ogni giorno, ma era rimasto in giro nella citt di Reggio Calabria, recandosi,
in un primo momento, alle ore 14.08, in una traversa senza nome di questa via Mercatello, ove
aveva incontrato la persona che gli doveva prestare lo scooter, mentre, alle successive h.
16.19, si recava presso labitazione della suocera MORABITO Maria, ove restava sino alle
h. 16.22, dirigendosi, successivamente, in via Vecchia Provinciale, nei pressi dellaltro negozio,
parcheggiando la propria autovettura in prossimit dellingresso del citato esercizio commerciale.
Le immagini, di seguito riportate, evidenziavano il momento in cui lautovettura di CONDELLO
Francesco, figlio di CONDELLO Pasquale, incrociava lautovettura condotta dal cognato
BARILLA Giovanni:

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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AUTOVETTURA MERCEDS CLASSE A DI BARILLA GIOVANNI

AUTOVETTURA SUBARU CONDOTTA DA CONDELLO FRANCESCO

Lattivit di osservazione, condotta in questa via Vecchia Provinciale, consentiva di verificare,


alle ore 18.03 del 18 febbraio 2008, che BARILLA Giovanni, con una busta in mano, usciva
dal negozio e si recava dallaltra parte della strada ove, alle ore 18.04, saliva su uno scooter del
quale non era possibile rilevare la targa e si allontanava in direzione Gallico.
Le foto, di seguito indicate, evidenziano, in maniera chiara, le citate fasi:
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H. 18.03: BARILLA G. ESCE DAL NEGOZIO DI BOMBOLE ED ATTRAVERSA LA STRADA CON UNA
BUSTA IN MANO

H. 18.04: BARILLA G. SI ALLONTANA A BORDO DELLO SCOOTER IN DIREZIONE GALLICO

Ancor prima di analizzare i movimenti di BARILLA Giovanni, opportuno evidenziare che,


al momento della partenza, come si pu rilevare dalla foto delle h. 18.03, lo stesso aveva nella
mano destra una busta di plastica, simile a quella notata nelle mani di CONDELLO Francesco,
figlio del latitante, alle ore 17.07, allorquando usciva dalla propria abitazione, per recarsi presso
il negozio ubicato nella via vecchia Provinciale. Il dato perfettamente desumibile
dallimmagine di seguito riportata:

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ALLE ORE 17.07 CONDELLO FRANCESCO ESCE DA CASA CON UN SACCHETTO DI PLASTICA
BIANCO IN MANO.

In relazione a quanto sopra esposto, evidente che BARILLA Giovanni si stava recando a
fare vista al suocero anche per portare eventuali oggetti e/o altro utile a questultimo, inviatigli
dalla moglie.
Ritornando alla partenza del BARILLA avvenuta, come gi detto, alle ore 18.04, si precisa
che attraverso il rilevamento satellitare veniva accertato che lo stesso, dopo essersi immesso
sulla SS.18, si dirigeva verso Gallico, giungendo alle ore 18.07 in quella via Petrarca ove, dopo
aver effettuato dei giri in alcune strade ivi ubicate, imboccava nuovamente la via Nazionale.
Giunto allinizio del centro abitato di Catona, svoltava a sinistra, portandosi nella stessa localit,
percorsa il precedente 16 gennaio 2008, allorquando era stato monitorato un ulteriore viaggio
dello stesso dal suocero, ovvero nella zona sud, direzione mare di quel centro abitato.
Il BARILLA, dopo aver percorso quasi tutta la strada, alle ore 18.12 si fermava sotto un
ponte della ferrovia e, dopo una breve sosta, ripercorreva la strada a ritroso, sino a raggiungere
nuovamente la via Nazionale. In tale localit svoltava a sinistra e, dopo aver percorso un
centinaio di metri, ritornava indietro e percorreva nuovamente la strada gi fatta in precedenza.
Tali movimenti, senza dubbio, erano finalizzati a riscontrare leventuale presenza di Forze di
Polizia e, comunque, di eventuali anomalie che avrebbero potuto incidere sulla sicurezza del
percorso.
Alle ore 18.17, raggiunta nuovamente larea sottostante il ponte della ferrovia, effettuava unaltra
sosta, sino alle ore 18.19. In tale punto si ritiene che il BARILLA abbia effettuava il cambio
dello scooter, incontrandosi con CONDELLO Giandomenico, successivamente arrestato
presso labitazione ove si trovava il CONDELLO Pasquale. Si precisa che questultimo,
sicuramente, era giunto in compagnia del BARILLA in considerazione che alle ore 18.35 circa,
due soggetti, a bordo di uno scooter avente le stesse caratteristiche di quello sequestrato in
prossimit dellabitazione in cui veniva arrestato il latitante, venivano notati transitare allaltezza
del supermercato MERCATONE, sito sulla strada statale 106.
(vds. all. nr. 54)

Ritornando al percorso effettuato dagli stessi, si precisa che, dopo aver percorso tutta la strada,
sino a costeggiare il mare, questultimi risalivano dalla parte opposta ed alle ore 18.22, dopo
aver imboccato la strada denominata via Dei Monti ed averla percorsa per un breve tratto,
svoltavano a sinistra, scendevano in direzione mare, ove effettuavano unaltra sosta, di pochi

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 239
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secondi, sempre lungo la stessa strada. Gli stessi soggetti ritornavano indietro ove, ad un certo
punto, svoltavano lungo la stessa strada, percorsa il 1 febbraio 2008, ovvero una stradina molto
stretta che collega la frazione Villa San Giuseppe di Gallico alla Frazione Arghill di Catona.
Subito dopo imboccavano, la via Antonio Scopelliti sino ad incrociare lautostrada A3- SA/RC,
percorrendola in direzione di questultimo centro.

LA LINEA BLU EVIDENZIA IL PERCORSO FATTO DA BARILLA GIOVANNI E CONDELLO


GIANDOMENICO, SINO AL MOMENTO IN CUI IMBOCCAVANO LAUTOSTRADA A3 SA/RC.

STESSO PERCORSO DELLA FOTO PRECEDENTE, VISTA SU CARTINA GEOGRAFICA.

Seguendo un percorso logico, alle ore 18.43, giungevano allincrocio della via Torrente Filici. In
tale localit, i due proseguivano, allo scopo di effettuare unattenta bonifica dellarea, percorrendo
poche centinaia di metri e ritornando subito dopo indietro. Infine, imboccavano la strada che

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conduceva presso labitazione ove veniva arrestato il latitante CONDELLO, ove arrivano alle
ore 18.44.

LA FOTO RAFFIGURA LAREA IN CUI AVVENUTO LARRESTO DEL LATITANTE. ATTRAVERSO


LA LINEA BLU SI PU NOTARE CHE BARILLA GIOVANNI E CONDELLO GIANDOMENICO,
PRIMA DI GIUNGERE SULLOBIETTIVO, SUPERAVANO LINCROCIO CHE PORTA IN TALE
LOCALIT, RITORNANDO SUCCESSIVAMENTE INDIETRO.

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ALTRO PARTICOLARE DELLAREA. LA LINEA ROSSA EVIDENZIA IL PERCORSO EFFETTUATO DA


BARILLA GIOVANNI E CONDELLO GIANDOMENICO.

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LA LINEA BLU EVIDENZIA LINTERO PERCORSO FATTO DA BARILLA GIOVANNI E


CONDELLO GIANDOMENICO

Come gi detto in precedenza, alle ore h. 18.44 del 18 febbraio 2008, BARILLA Giovanni e
CONDELLO Giandomenico giungevano in via Seconda Torrente Filici di Pellaro. Sul posto,
personale di questa Sezione, predisposto per losservazione statica dellarea, gi da tempo,
notava:
Ore 18:44 in Via Torrente Filici II, direzione mare-monte, giunge uno scooter
APRILIA Scarabeo di colore grigio, targato AJ6080997, condotto da BARILLA Giovanni98,
indossa un casco di colore nero, in compagnia di CONDELLO Giandomenico99, indossa un
casco di colore grigio, si parcheggia sul margine sx, scendono gli occupanti, BARILLA Giovanni

97 intestato a TEMI Domenico, nato a Reggio Calabria l08.01.1979, ivi residente in Via
San Martino nr. 23;
98 BARILLA Giovanni pt. Antonino mt. MALARA Grazia Lucia, nato a Reggio Calabria
il 25/05/1978, ivi residente in Via Archi Carmine nr. 84;
99 CONDELLO Giandomenico pt. Paolo mt. BARILLA Giuseppa, nato ad Archi
l01.02.1980, ivi residente in Contrada Mercatello nr. 55;

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 243
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con una busta in mano, si avviano a piedi direzione valle, verso obj 18, poco dopo vengono persi
di vista;

Ore 19:05 in Via Torrente Filici II, direzione mare-monte, giunge una LANCIA
Thesis di colore grigio scuro, targata CL799DZ100, si parcheggia, avanti allo scooter APRILIA
Scarabeo di colore grigio, targato AJ60809, scende un uomo dallapparente et di anni 40,
corporatura regolare, capelli scuri media lunghezza, indossa abiti di colore scuro, si avvia a piedi
direzione valle, verso obj 18, poco dopo viene perso di vista;
(vds. all. nr. 55)
In relazione a quanto segnalato dal servizio di osservazione si accertava che
labitazione, nella quale trovava rifugio il latitante, potesse essere quella di propriet di
DATTOLA Maria Cristina, contrassegnata da questo Ufficio, nel corso del monitoraggio dell
intera area, con il nr. 18, secondo il seguente schema:

FOTOGRAMMETRIA DELLINTERA AREA DINTERESSE. LE SCRITTE DI COLORE VERDE SONO


DEI NOMI CONVENZIONALI DATI DA QUESTO UFFICIO PER LAGEVOLAZIONE DELLE
COMUNICAZIONI. LA FRECCIA DI COLORE BLU INDICA LABITAZIONE CONTRASSEGNATA DAL
NR. 18.

Alle ore 20.00 successive, personale di questa Sezione Anticrimine, dopo aver provveduto alla
cinturazione dellarea, faceva irruzione allinterno dello stabile dinteresse ove, al piano
superiore, allinterno di un vano adibito a camera da letto, si riscontrava la presenza del latitante,
nonch quello di BARILLA Giovanni, CONDELLO Giandomenico e CHILA Antonio, in
precedenza generalizzati, tutti tratti in arresto.
I relativi accertamenti effettuati permettevano di accertare che CONDELLO Giandomenico,
tratto in arresto in relazione al delitto di procurata inosservanza di pena e detenzione illegale di
arma, figlio di CONDELLO Paolo, nato a Reggio Calabria il 21 aprile 1940, ivi ucciso in
data 25 maggio 1987, cugino del latitante. Va inoltre sottolineato che CONDELLO
Giandomenico :
 fratello di:
CONDELLO Carmela Giuseppa Carmelita, nata a Reggio Calabria il 10.12.1969;

100 intestata a Parto Ballaro S.r.l., con sede in Pellaro di Reggio Calabria, Via SS 106 Jonica
Km. 10;

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CONDELLO Giovanna dei predetti, nata ad Archi il 06.12.1971, e residente a Via SS


18, III tratto Landi Gallico nr.5, casalinga, coniugata;

 cognato di:
CICCONE Rodolfo, nato a Reggio Calabria il 16.04.1972, , camionista, coniugato con la
suddetta CONDELLO Giovanna.

Gli stessi sono stati tutti tratti in arresto, nellambito del procedimento penale denominato
Vertice, condotta da questa Sezione, in relazione al delitto di associazione per delinquere di tipo
mafioso, finalizzata al favoreggiamento del latitante CONDELLO Pasquale. Gli stessi, in
particolare, avevano il compito di accompagnare la moglie del ricercato, MORABITO Maria,
presso il luogo in cui era nascosto il CONDELLO. Trattasi, in sostanza, di un nucleo familiare
che da sempre ha fornito le necessarie coperture al latitante. CONDELO Giandomenico,
inoltre, fidanzato con la cugina CONDELLO Maria, nata a Reggio Calabria il 12.09.1984,
nipote del latitante CONDELLO Pasquale. La stessa figlia di CONDELLO Domenico, nato
ad Archi il g. 8 settembre 1948, ucciso in questo centro in data 13 gennaio 1986, allorquando
usciva dal carcere di Reggio Calabria, ove si era recato a fare vista proprio al fratello
CONDELLO Pasquale.
CONDELLO Maria, inoltre, sorella di CONDELLO Francesco, nato a Reggio Calabria il 5
novembre 1982 che, in diverse circostanze, si recato, come gi evidenziato in precedenza,
unitamente a BARILLA Giovanni, a fare visita a CONDELLO Pasquale. Trattasi, in
sostanza, di un gruppo di persone, legato da concreti vincoli parentali, che hanno gestito, per
anni la latitanza di CONDELLO Pasquale.
Va inoltre evidenziato che TEMI Domenico, proprietario dello scooter , utilizzato da BARILLA
Giovanni e CONDELLO Giandomenico, in sede di sommarie informazioni ha dichiarato che:
.A.D.R.: Sono dipendente dallagosto 2005 della ditta Leonia s.p.a. avente sede in via
Discesa Stazione della frazione di Archi di Reggio Calabria, con profilo di impiego di
caposquadra. Inoltre, sono amministratore unico della societ denominata Bingo Arcobaleno
s.r.l. avente sede legale in Scalea, Corso Mediterraneo nr.541; in qualit di tale incarico, nel
periodo intercorrente tra giugno e settembre di ogni anno, gestisco un lido balneare riconducibile
alla citata societ e denominato Micos, ubicato sul lungomare di Gallico Marina di RC. Infine,
faccio parte di un circolo dellassociazione nazionale ARCI, avente sede in Reggio Calabria,
via Camagna, le cui finalit sono esclusivamente ricreative e senza scopi di lucro.

A.D.R.: Sono il proprietario di un motociclo marca Aprilia modello Scarabeo della cui targa
ricordo solamente le prime due lettere iniziali - AJ -, di colore camoscio metallizzato, provvisto
di bauletto posteriore e parabrezza.

A.D.R.: Circa due settimane addietro, ho prestato il mio motociclo ad un mio conoscente
dinfanzia, tale CONDELLO Giandomenico, in quanto lo stesso aveva espresso la volont di
acquistarlo; pertanto me lo ha chiesto in prestito per provarlo su strada. Faccio presente che il
motociclo stato prelevato da CONDELLO Giandomenico direttamente presso la mia abitazione,
e nelloccasione stabilivamo che lo avrebbe tenuto con s per un paio di giorni.-

A.D.R.: Sino alla data odierna, non ho avuto notizie del mio motociclo; tuttavia non mi sono preso
cura di chiederne la restituzione in quanto ho appreso, dagli organi di diffusione radio, la notizia
dellarresto di CONDELLO Giandomenico. Quindi, non ne ho richiesto la restituzione per il
timore di un eventuale ripercussione nei miei confronti da parte della famiglia di CONDELLO
Giandomenico.

A.D.R.: Non ho altro da aggiungere e, in fede di quanto sopra dichiarato, mi sottoscrivo...

(vds. all. nr. 56)


Quanto riferito dallo stesso, non corrisponde allesito dellattivit investigativa, infatti, alle ore
14.00 del 18 ottobre 2008, come evidenziato in precedenza, era stato CONDELLO Francesco,
figlio del latitante, a chiedere il ciclomotore per conto del cognato BARILLA Giovanni.
Evidentemente TEMI Domenico ha mentito in tale circostanza, per evitare di riferire di averlo

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 245
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prestato direttamente a BARILLA Giovanni; circostanza che lavrebbe direttamente collegato al


favoreggiamento nei confronti del CONDELLO Pasquale.
Si precisa, inoltre, che il TEMI Domenico, risulta titolare di un esercizio adibito alla vendita
di frutta, sita in questo lungomare di Gallico, denominato FRUIT SHOP , avente P.I nr.
02289870806, di fatto gestito dalla famiglia CONDELLO. La circostanza emersa in modo
inconfutabile dallattivit di riscontro attuata. Infatti, i Carabinieri di Gallico, in data 31 agosto
2007, accertavano che il committente di tale esercizio era CONDELLO Domenico, nato a
Reggio Calabria il 27.12.1979, figlio di CONDELLO Pasquale [n. il 03.09.1931], cugino
omonimo del latitante.
(vds. all. nr. 57)

Inoltre, nel corso dellattivit investigativa emerso che tale esercizio, tra laltro funzionante
solo destate, gestito, completamente dalla famiglia CONDELLO, infatti personale di questa
Sezione, in data 27 luglio 2007, nei pressi di tale esercizio commerciale, notava:
R E L A Z I O N E DI S E R V I Z I O

DATA: 27.07.2007;
NOME INDAGINE: META;
TIPO SERVIZIO: O.C.P.;
INIZIO: ore 22:00;
FINE: ore 04:00;
PARTECIPANTI: App.S PALLONE Anselmo e Car. S GIUFFRIDA Salvatore;

..OMISSIS.

Ore 23.32 Nei pressi del banco adibito alla vendita di meloni sito a Gallico in via
Marina Arenile venivano notate le seguenti autovetture:
SOOTER di colore grigio targato CM69000101;
SMART di colore bleu targata DH612AG102;

N.B. si fa presente che adiacente al citato banco vi uno spiazzo recintato con canne
di bamboo sottili con delle sedie e tavolini in plastica di tipo campeggio, dove vi erano seduti una
decina di ragazzi tra cui BARILL Giuseppe103 e CONDELLO Francesco104;
.OMISSIS.
(vds. All. nr. 58)

Anche attraverso la suddetta relazione stato possibile riscontrare che gli effettivi proprietari
dellesercizio sono riconducibili alla famiglia CONDELLO.
Alla luce di tali dati evidente che TEMI Domenico, strettamente collegato alla famiglia
CONDELLO, tanto da fornire a BARILLA Giovanni lo scooter per raggiungere il suocero
latitante.
^^^
Da prassi consolidata, anche in data 18 febbraio 2008, BARILLA Antonino sostituiva il figlio
Giovanni nella gestione momentanea dellesercizio commerciale sito in questa via A. Span.
Infatti, dallascolto dellutenza telefonica installata allinterno della suddetta abitazione,
emergeva che:
- alle ore 15.50 (Prog. 2789), Giovanni BARILL, telefonava presso il citato esercizio
commerciale e chiedeva a Francesco FOTIA, tra laltro, se suo padre fosse giunto al negozio;

101 INTESTATA A: CONDELLO Domenico nato a Reggio Calabria il 27.12.1979, ivi residente Via
Mercatello fraz. Archi nr.89.-
102 INTESTATA A: BARILL Antonino, nato a Reggio Calabria il 22.02.1949, ivi residente Via
Mercatello Archi nr.55;
103 nato a Reggio Calabria il 28.12.1985;
104 nato a Reggio Calabria il 05.11.1982;

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 246
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- alle ore 15.53 (Prog. 2790), tra il BARILLA Giovanni e FOTIA Francesco , si registrava
un ulteriore colloquio, nel corso del quale, si apprendeva che al negozio si sarebbe recato
BARILLA Antonino, infatti BARILLA Giovanni, a specifica richiesta dellinterlocutore,
riferiva che si sarebbero visti il giorno successivo;

La conferma che il BARILLA Antonino si stesse recando al negozio, giungeva alle ore 16.13,
allorquando questultimo contattato telefonicamente comunicava a FOTIA Francesco il suo
imminente arrivo al negozio [Progr. 2792].
Lulteriore conferma della sua costante permanenza presso tale esercizio commerciale si
registrava sullutenza telefonica nr. 349-4175967, a lui in uso, alle ore 19.21, allorquando
chiedeva al figlio Giuseppe, notizie dellaltro figlio, Giovanni. Questultimo riferiva che
Giovanni non cera.-
In relazione ai fatti espressi nella presente informativa, evidente che BARILLA Antonino
ha contributo fattivamente a favorire la latitanza di CONDELLO Pasquale.
Il ruolo di BARILLA Giovanni sicuramente stato determinate in ordine al mantenimento in
stato di latitanza di CONDELLO Pasquale. Personale di questa Sezione, infatti, gi il 13
maggio 2007, nel momento in cui veniva installata, a bordo dellautovettura Mercedes classe
A, lapparecchiatura tecnica idonea alle intercettazioni delle conversazioni ed alla
individuazione dei movimenti, constatava che allinterno del vano portaoggetti del veicolo,
erano nascoste due partenti di guida in bianco, con allinterno un foglio di carta manoscritto,
riportanti le seguenti date di nascite : Milano 6/9/1963 e Palermo 24/9/1950, risultate
corrispondenti alle date di nascite di MORABITO Maria (nata a Reggio Calabria il 6 settembre
1963) e CONDELLO Pasquale ( nato a Reggio Calabria il 24 settembre 1950).

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 247
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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

(vds. all. nr. 59)

Detti documenti, evidentemente, dovevano essere utilizzati dai due coniugi per eventuali
spostamenti fuori dalla Calabria. I documenti non venivano sequestrati, poich tale operazione
avrebbe sicuramente danneggiato il prosieguo delle operazioni investigative connesse alla ricerca
del latitante.
In data 18 febbraio 2008, a seguito dellarresto di CONDELLO Pasquale, personale di questa
Sezione , a seguito di perquisizione domiciliare, eseguita presso labitazione di MORABITO
Maria, rinveniva, nella tasca di un giubbotto di colore scuro, appartenente a BARILLA
Giovanni, cos come asserito dalle persone presenti, nr. 2 patente di guida in bianco,
contrassegnate dai numeri di matricola F0762984 F0762996, risultate smarrite dalla
Motorizzazione Civile di Savona, appartenenti ad una pi ampia serie, dal nr. F0762977 al nr.
F0763006, con denuncia presentata presso la Stazione Carabinieri di Vado Ligure il 2 gennaio
1999. Il relativo verbale di sequestro stato gi trasmesso a codesta A.G.-
Sul conto di BARILLA Giovanni opportuno precisare, inoltre, che lo stesso, sicuramente, ha
costituito, almeno negli ultimi anni, il principale punto di contatto tra il ricercato ed il nucleo
familiare di questultimo. Il dato desumibile, oltre che dai fatti in precedenza indicati, anche
da una lettera rinvenuta nella disponibilit di CONDELLO Pasquale, di seguito integralmente
trascritta, dalla quale emerso che questultimo, era gi stato informato dal nucleo familiare in
ordine allaudizione del 29 febbraio 2008, innanzi al Tribunale del Minori da parte della
moglie MORABITO Maria, circa lavvio del procedimento per la decadenza della potest
genitoriale di questultima.
La lettera, in argomento cos recitava:
Ciao Caterina cuore di pap Io sto bene E spero che pure tu e famiglia stiate bene. Io dei
comportamenti di zia Carmela ero a conoscenza da parecchio tempo, la conosco bene a lei e alla
nonna, mi stavo zitto per non fare dispiacere la mamma che le voglio tantissimo bene, come voglio
bene a voi figli, vi porto sempre nel mio cuore e nella mia mente. La lettera non gliela mando sono
convinto di quanto tu mi dici. Fai bene a non dargli confidenza e con la nonna parla solo
lindispensabile perch gli racconta tutto. Per lorologio di Da ti ho gi detto che sono daccordo,
c solo che lui di Rolex forse ne ha, domandagli se gli piace il Cartier Santos 100, acciaio e oro,
Ma se a te piace il Rolex gli prendiamo quello, stai tranquilla. Tu e i tuoi fratelli siete dei figli
adorabili meravigliosi siete la mia vita la mamma una mamma fantastica insuperabile Vi stringo
in un paterno abbraccio Vi penso sempre
Il tuo caro Pap
Caterina stai tranquilla, per giorno 29. Tu lo sai benissimo che quello che dicono, quei signori
sono delle falsit nei confronti della mamma. Non ti creare nessun problema, se necessario gli
parli tu al giudice, con molta calma, e gli spieghi che mamma , che mamma stata e gli parli
dei valori che ti abbiamo trasmesso, quale lonesta, legalit, onorabilit, amore verso il prossimo,
leducazione. Vorrei conoscere i figli di quelli che hanno scritto tutte quelle bugie, faranno pena
di sicuro Mi auguro che ne scrivono ancora tanti, VUOLDIRE che io sono sempre qua con voi, e

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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PROCURA DELLA REPUBBLICA 248
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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

E l loro si rodono il fegato. Se non te la senti fai che parla lavv. ma se parlate la mamma e pure
tu e ancora meglio, ma lo dovete fare con fermezza e senza emozioni Il giudice ti deve solo
ascoltare tu e la mamma dovete controbattere tutte le bugie che hanno scritto
(vds. all. nr. 60)

Considerato che la lettere stata sequestrata il 18 febbraio 2008, al momento della cattura,
elementare dedurre che la notizia era pervenuta a CONDELLO, alcuni giorni prima, quindi
nel periodo compreso tra l11 febbraio, data della notifica del provvedimento, ed il 18 febbraio
2007. Dallanalisi dei dati tecnici in possesso di questa Sezione, si ritiene che tale notizia sia
stata veicolata dal BARILLA il 15 febbraio 2008, giorno in cui lo stesso, alle ore 11.21, a
bordo della propria autovettura Mercedes Classe A , giungeva in Pellaro, localit Fondo
Giunta, allinterno dello spiazzale della concessionaria Subaru, di propriet di MARTINO
Paolo ove, sicuramente, incontrava qualcuno a cui riferiva i fatti innanzi citati.
Il veicolo, ripartiva alle ore 11.25.
^^^
Le ulteriori investigazioni condotte in questi ultimi giorni, hanno permesso, inoltre, di accertare,
che GIUSTRA Antonio, in precedenza generalizzato, inserito, a pieno titolo,
nellorganizzazione criminale, facente capo a CONDELLO Pasquale, atteso che allinterno
dellautovettura Nissan Micra, in uso allo stesso, sottoposta a censura, stato registrato, l 8
marzo 2008, un dialogo di estremo interesse probatorio. Tale circostanza scaturisce, oltre che
dalle proprie affermazioni, anche da quelle riferite dai propri amici, non meglio identificati, a
nome Marco e Vincenzo. Dal contenuto del dialogo emerso che il GIUSTRA, a seguito di
alcuni problemi, era stato protetto da persone di Archi, individuabili nei componenti della
famiglia CONDELLO, atteso gli accertati rapporti del GIUSTRA con questi ultimi.
Significativa, in tal senso, apparsa laffermazione di tale MARCO, il quale ha testualmente
asserito: ..eh! eh!! ti sto dicendo questo...hai capito?...per!...io gliel'ho detto "Santo! vedi che
Antonio dell'Archi e tutti quelli che ha amici si sono messi a disposizione...-
Gli interlocutori, tra laltro, hanno evidenziato concrete conoscenze con alcuni soggetti
appartenenti alla criminalit organizzata, fornendo tra laltro specifici dettagli:
CONVERSAZIONE REGISTRATA AL PROG. 1094 DEL 08.031.2008, ORE 00.14, CON
APPARECCHIATURA SIO.

Legenda:
GIUSTRA A.: GIUSTRA ANTONIO
MARCO: MARCO (PERSONA NON MEGLIO IDENTIFICATA).
VINCENZO: VINCENZO (PERSONA NON MEGLIO IDENTIFICATA).
INIZIO TRASCRIZIONE INTEGRALE

Si da atto che gli interlocutori discutono di argomentazione di carattere generico,

GIUSTRA A: comunque persone pi in gamba, pi brave del pap di Santo non ne ho


conosciuto, compare!
MARCO: eh! eh!...noi vedi che l'abbiamo cresciuto a questo ragazzo...l'abbiamo cresciuto
noi a questo ragazzo
MARCO: ma chi ti ha cresciuto Santo?
GIUSTRA A: Santo mi ha cresciuto a me
MARCO: eh!
GIUSTRA A: mi ha cresciuto Santi...mi veniva a prendermi pure a casa
MARCO: non che ti ferma qua piedi, piedi lui
VINCENZO: eh!
MARCO: tu sei sposato...inc...ti accompagniamo fino a casa
VINCENZO: fino a casa mi accompagnate
MARCO: portalo a casa Antonio!....

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VINCENZO: ...mangio e dormo!


MARCO: ...inc...
VINCENZO: domani andiamo fuori, compare!
MARCO: ah?
VINCENZO: domani c' ne andiamo fuori!
MARCO: guarda il telefono dove !...inc...lo sai che ti voglio bene se no me ne fregavo

VINCENZO: alle nove, nove e mezzo c' ne andiamo...minchia...inc...


GIUSTRA A: tu Vincenzino alla buonanima del padre di mio cognato quello di Villa...
MARCO: di Seminara questo ragazzo, lo conoscevate di sicuro
GIUSTRA A: vedi che questo conosceva a tutti...la buonanima...Doddo lo chiamavano
VINCENZO: a Doddo...
GIUSTRA A: Spinella...di Seminana era
VINCENZO: si, si!...
MARCO: l conosco di pi, no?
VINCENZO: a Villa
MARCO: eh!
VINCENZO: a Villa stava lui
MARCO: si!
GIUSTRA A: lo conoscevate a Doddi?
VINCENZO: si!
MARCO: ...inc...con Venanzio
VINCENZO: ah?
MARCO: metti la quarta....metti la quarta...a Gallico....minchia che ...inc...
quelle....minchia se ..inc... a me... guarda!!!....
GIUSTRA A: mio cugino ha...mio cognato ha cugini pure a Rosarno pure
VINCENZO: eh!!
GIUSTRA A: a lui l'ha battezzato Gregorio quello che hanno arrestato BELLOCCO!
VINCENZO: BELLOCCO!...e a chi conosco BELLOCCO....
GIUSTRA A: venuto suo figlio l'altro giorno, abbiamo mangiato insieme
MARCO: fermati...
VINCENZO: BELLOCCO...
GIUSTRA A: il cugino di mio....
VINCENZO: ...inc...
MARCO: metti la quarta
VINCENZO: ...inc...
MARCO: metti la quarta...la quarta gli devi mettere...cammina un p
VINCENZO: conosco tutti a Rosarno, BELLOCCO; PESCE e...eh!! eh!!
Gregorio...Gregorio...
GIUSTRA A: BELLOCCO!
VINCENZO: no! che sono due gemelli....e sono...inc...CACCIOLA!...fratelli
CACCIOLA....Vincenzo PISANO detto il diavolo...io la n'drangheta la conosco tutta....inc...
MARCO: vai a coricarti almeno
VINCENZO: ...inc.......ma quello, il marocchino l'ha sotto come si chiama l?
MARCO: chi?
VINCENZO: Camillo! come si chiama?
MARCO: Camil! perch?
VINCENZO: Camil!
MARCO: eh!
GIUSTRA A: ah! ah! ah!
VINCENZO: ...inc...?
MARCO: no!! Camil ...inc..., perch?
VINCENZO: no! niente!
GIUSTRA A: no che...inc...
VINCENZO: no!! di qua, di qua
MARCO: ci vediamo domani!
VINCENZO: di qua, di qua

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GIUSTRA A: ah! da mio cugino Nino state?


VINCENZO: Nino SCOPELLITI e vostro cugino?
GIUSTRA A: eh!
VINCENZO: eh!....
MARCO: e va bene! non ci fa niente gli devi dire!
VINCENZO: Nino SCOPELLITI!
MARCO: c' ne freghiamo tre cazzi
VINCENZO: ah! ah! ah!
MARCO: ah! diglielo Vincenzo!
VINCENZO: si! certo!.....
MARCO: eh!...senza offesa...
GIUSTRA A: ...senza offesa la mia famiglia non era ...inc...con nessuno
VINCENZO: eh!...vi potete girare, io abito nell'ultima di quello...ora gira di qua
MARCO: ......diglielo! di Nino SCOPELLITI c' ne freghiamo tre cazzi
VINCENZO: e certo!....qua ci vediamo....ti chiamo verso le nove e mezzo...ciao bello
MARCO: ciao!
VINCENZO: alle nove e mezzo vi chiamo!
MARCO: statemi bene!
VINCENZO: ci vediamo e mangiamo fuori
GIUSTRA A: ...dove vi porto?
VINCENZO: no! qua!
MARCO: no, no!
GIUSTRA A: dove state?
MARCO: qua!
VINCENZO: qua!.....grazia ragazzi! buonanotte....ti chiamo domani! ciao! buonanotte...ciao
compare!

si da atto che alle ore [Link] l'uomo chiamato Vincenzo scende dalla macchina.

MARCO: andiamo con Nino!


GIUSTRA A: con Nino?
MARCO: c' la serata!...vuoi venire?
GIUSTRA A: no!!! dai! non andiamo, ti accompagno!
MARCO: io vado!..se vuoi venire vieni, se no...
GIUSTRA A: non ballo di sicuro!
MARCO: e pare che ballo io...tanto l beviamo gratis......senti! tu parli assai!
GIUSTRA A: perch?
MARCO: Nino SCOPELLITI hai detto " mio cugino!"... vero?
GIUSTRA A: mio cugino veramente...eh! eh! eh!
MARCO: che se ne fregano le persone...
GIUSTRA A: no!!! ma...pare che io gli ho detto...l'ho detto a tipo per qualche cosa
MARCO: Nino SCOPELLITI eh! eh!
GIUSTRA A: no!!!
MARCO: a lui gli ha fatto levare le cose l
GIUSTRA A: gli ho detto "a d'avanti a mio cugino state!"...non che gli ho detto niente di
male
MARCO: eh! d'avanti a mio cugino del cazzo!
GIUSTRA A: vedi qua ....
MARCO: ...inc...qua
GIUSTRA A: devi vedere tu nella mia famiglia, ah!
MARCO: la tua famiglia la tua famiglia
GIUSTRA A: la mia famiglia non ....
MARCO: eh! quindi?...la tua famiglia?
GIUSTRA A: la mia famiglia lo sai quale !...
MARCO: eh!...qua dentro...
GIUSTRA A: zitto!
MARCO: quale ?

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 251
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GIUSTRA A: mio padre, mia madre e le mie due sorelle


MARCO: eh!
GIUSTRA A: degli altri non mi interessa niente di nessuno
MARCO: eh! bravo!...ecco! bravo!
GIUSTRA A: qua a Catona!
MARCO: la tua famiglia! lo vedi!
GIUSTRA A: io come parente preferisco meglio quelli di l...anzi! no preferisco, siamo!...mi
voglio pi bene di quelli di l
MARCO: quelli ti vogliono pi bene! pensi tu!...perch ti hanno voluto pi bene tanto che t
hanno fatto tornare i soldi
GIUSTRA A: ma che dici! ma!!...aspetta un minuto!...vedi che chi sta con Santo...
MARCO: eh!
GIUSTRA A: non andato mai nessuno contro....io quel giorno non ci sono andato contro a
Santo
MARCO: va bene!
GIUSTRA A: era due giorni che diceva " mio cognato!"
MARCO: Antonio! Antonio!....le persone se la sentono
GIUSTRA A: non se la sente lui!
MARCO: se la sentono!..per giustamente sei bravo ragazzo, hai capito! perch ti ha
cresciuto lui...e ti ha perdonato
GIUSTRA A: quando mi ha perdonato eh....e mi...
MARCO: hai capito! e ti ha perdonato, perch se no non ero con te io...
GIUSTRA A: mi hanno perdonato in tanti
MARCO: se no qua...se non ti perdonava....inc..."che dobbiamo fare qua?"
GIUSTRA A: ...inc...
MARCO: non camminavi se non ti perdonava...te lo dico io!....
GIUSTRA A: e se eri tu al mio posto?
MARCO: non te li "pittare"
GIUSTRA A: se eri tu al mio posto?
MARCO: ma in tanto non ci sono! questo il problema...al telefono! ti ha detto "con te ci
vediamo dopo!", non ti ha detto cosi?
GIUSTRA A: si!
MARCO: eh!...e noi...inc...chi c'era l e chi non c'era l...ti pare che non abbiamo visto...
GIUSTRA A: come quello dovuto passare!
MARCO: eh! eh!! ti sto dicendo questo...hai capito?...per!...io gliel'ho detto "Santo!
vedi che Antonio dell'Archi e tutti quelli che ha amici si sono messi a disposizione"...
GIUSTRA A: ed io ...tanto non vuole Santo...
MARCO: chi?
GIUSTRA A: che vado per l Santo
MARCO: no!!!
GIUSTRA A: no! non vuole nel senso..."Antonio..."
MARCO: no!!!
GIUSTRA A: allora! Santo mi...
MARCO: Santo!
GIUSTRA A: non vuole nel senso...perch mi vuole bene
MARCO: allora!...puoi fare quello che vuoi...hai capito?...basta che tu ti rendi conto...
GIUSTRA A: sai che cosa mi ha detto Santo? "meglio che ti stai l invece di stare con quattro
maccarroni di Catona!" questo mi ha detto Santo
MARCO: eh! va bene!
GIUSTRA A: te lo giuro su quanto voglio bene a Dio!
MARCO: eh! ...inc..., per! voglio dire...tu sei dritto...per che tu ti stai l non l'ha detto
mai Santo...che ti stai con ...cio...dell'archi...
GIUSTRA A: mi ha detto che meglio che sto l anzich con questi maccarroni ...mi ha
detto
MARCO: eh! ed io infatti vedi che gliel'ho detto! lo sai che cosa mi ha detto lui...
GIUSTRA A: ma no che me l'ha detto a me! gliel'ha detto a mia sorella
MARCO: ancora!

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 252
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GIUSTRA A: eh!...a me mi ha detto "...inc.." perch lo sa che io le bastono alle persone


qua...fa Santo o Matteo o quell'altro...io se c' un ragazzo che sbaglia o fa...io ...la verit, di chi ti
spaventavi tu?...una reazione, una cosa
MARCO: di allora?
GIUSTRA A: solo di Santo
MARCO: tu pensi che...
GIUSTRA A: ma no!!! era dispiaciuto assai...mi sono preso pure...
MARCO: a me l'ha detto pure Pasqualino "statti calmo con questo ragazzo!" ha detto "non
lo bastonare e non gli fare!" perch?...
GIUSTRA A: si! ma lo sai alle volte...io guarda in quel momento...io mi stavo zitto, per se
volevano che mi dava conto succedeva la guerra
MARCO: allora! Demetrio lo sai che cosa gli ha detto?...
GIUSTRA A: che cosa gli ha detto?
MARCO: " un ragazzo! neanche il mio nome s!"
GIUSTRA A: pure!
MARCO: se vai vedendo..."lo vuole bastonare! e..."...quello ha imbrogliato con te
tipo...non lo so
GIUSTRA A: no!!!...Demetrio vedi che una personona...
MARCO: vedi che Demetrio sai che cosa ? ...non vuole avere ne impicci e ne niente...vedi
che quando...inc...
GIUSTRA A: si ma!!!...a me allora non che ...
MARCO: lo so!
GIUSTRA A: Ciccio con me...noi si ci rispettiamo per non che ...mi rispetto pi con
Santino ma no come una volta...intanto mi rispetto pi di tutti
MARCO: lo so!...ma...
GIUSTRA A: non lo pensare se era per qualche cosa...no...inc...ma intanto di capodanno, di
Natale...
MARCO: ma io non ...non che...
GIUSTRA A: ...sempre a mio padre...inc...viene
MARCO: con santo non mi devi dire...
GIUSTRA A: con tutto che dopo...
MARCO: allora! ti posso dire una cosa Antonio!...vedi che con Santo non c' bisogno che
ti vedi tu...hai capito! ...se uno non si vede con un altro, non centra un cazzo...io so come sei
cresciuto tu...
GIUSTRA A: dove andiamo?
MARCO: ...inc...
GIUSTRA A: ...inc...
MARCO: no!! lascia stare...
GIUSTRA A: tu sai dove vado!
MARCO: prima di mangiare la pizza andiamo al Kalura
GIUSTRA A: ...inc...
MARCO: pure dieci minuti ma dobbiamo andare
GIUSTRA A: Marco io non vengo al Kalura
MARCO: perch?
GIUSTRA A: perch c' Mico in giro e mi...
MARCO: quale Mico?
GIUSTRA A: Mico il fratello di Demetrio e dopo ...
MARCO: ma fesserie!...ma lo vedi che sei storto!
GIUSTRA A: eh! dimmi che...
MARCO: ma lo vedi! a me urta questo
GIUSTRA A: fammi sentire! che cosa ha detto d'avanti di me
MARCO: ah?
GIUSTRA A: che cosa ti ha detto allora...inc...che mi ha aiutato!

FINE TRASCRIZIONE INTEGRALE

(vds. all. nr.61)

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In ordine allappartenenza del GIUSTRA, allorganizzazione capeggiata da CONDELLO


Pasquale, non pu emergere alcun dubbio, in considerazione che, sempre in data 8 marzo 2008,
stata registrata, presso labitazione di MORABITO Maria, moglie di CONDELLO Pasquale,
la presenza del GIUSTRA. Sebbene il dialogo non contenga affermazioni di particolare interesse
investigativo, evidenzia, comunque la particolare vicinanza del medesimo al contesto criminale
attenzionato:

CONVERSAZIONE REGISTRATA AL PROG. 11638 DEL 08.03.2008, ORE 20.14.30, linea 612
CON APPARECCHIATURA SIO.-/

LEGENDA:
MORABITO M.: = MORABITO MARIA;
CONDELLO A.: = CONDELLO ANGELA;
CONDELLO C.: = CONDELLO CATERINA;
CONDELLO F.: = CONDELLO FRANCESCO;
GIUSTRA A.: = GIUSTRA ANTONIO.
^^^
...si sentono le voci di MORABITO Maria, CONDELLO Angela, CONDELLO Caterina,
CONDELLO Francesco e la piccola Maria Grazia; conversazione generica tra di loro. Alle ore
20.15.49 si sente suonare un citofono... alle ore 20.17.00 si sente Angela Condello che invita tale
Antonio ad entrare:

...INIZIO TRASCRIZIONE INTEGRALE...

CONDELLO A.: ...entra ANTONIO...

MORABITO M: ANTONIO!!!...

GIUSTRA A.: ciao...

MORABITO M.: ciao...

CONDELLO A.: ciao...

CONDELLO C.: ciao...

MORABITO M.: ...oggi ti abbiamo scocciato... ormai ti siedi cinque minuti...

GIUSTRA A.: ...no...


CONDELLO A: ormai ti siedi e ti mangi la pizza...

CONDELLO C.: ormai se la mangia ehe!!...

MORABITO M.: perch ANGELA aveva...inc...

CONDELLO A.: ...inc... non ho voluto mangiare apposta...

MORABITO M.: ormai siediti!!...

CONDELLO A.: siediti!!...

MORABITO M.: togliti il giubbotto, vai a lavarti le mani nel bagno...

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CONDELLO A.: mamma!!! questo poveretto quianto lo abbiamo disturbato oggi vero
ANTONIO??...

GIUSTRA A.: eh!!...

CONDELLO A.: lui malato... mi madre che che doveva andare, andare la sotto...

MORABITO M.: ormai te la mangi che te l'ho messa... togliti il giubbotto, vai a lavarti le mani...

CONDELLO A.: vai la dentro e togliti queste cose...

CONDELLO C.: lo hai visto a ANTONIO? (si rivolge alla figlia di Angela n.d.r.)...
CONDELLO A.: bella!!!... figlia!!!...

MORABITO M.: io ora sono tornata che ti sembra...

CONDELLO A.: hai Fatto qualcosa oggi?...

GIUSTRA A.: no...

CONDELLO A.: cos vero ...inc... eh?...

GIUSTRA A.: poco...

CONDELLO A.: poco vero?...

MORABITO M.: stai lavorando poco a Reggio?...

CONDELLO A.: perch...

MORABITO M.: ha fatto freddo...

CONDELLO A.: ...le bombole ormai...

MORABITO M.: ...ancora il freddo...

GIUSTRA A.: ...inc...

CONDELLO A.: qua, c' di tutto...

GIUSTRA A.: ...inc...


MORABITO M.: ...siediti ANTONIO...

CONDELLO A.: ...siediti ANTONIO...

MORABITO M.: vai a lavarti le mani...

GIUSTRA A.: ho mangiato...

CONDELLO F.: no oggi...

MORABITO M.: FRANCESCO accompagnalo a lavarsi...

CONDELLO A.: no anzi oggi stato meglio ma ieri ...inc...

CONDELLO F.: accendigli la luce nel bagno...

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 255
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CONDELLO A.: e nel corridoio...

MORABITO M.: CATERINA accompagnalo tu allora...

...omissis...da [Link] a ...[Link]...

CONDELLO A.: senti... eri libero oggi... non dovevi fare niente?...

GIUSTRA A.: ...inc... pure che avevo impegni!!!...

CONDELLO A.: mamma mia poveretto!!!...

MORABITO M.: ho detto io!... come devo fare!... mio padre mi ha detto... ...inc...

CONDELLO A.: perch mio suocero non c' ...inc... mattina... e di pomeriggio non c'era... lui...

CONDELLO F.: mio nonno si deve vedere la Reggina sicuro...

CONDELLO A.: sicuro il nonno...

CONDELLO F.: perci ha da fare...

CONDELLO C.: ogni volta questa musica a tavola...inc...

CONDELLO A.: ...inc...

FINE TRASCRIZIONE
(Vds. all. nr. 62)

4. IL RUOLO DI MORABITO FELICIA CARMELA.


In ordine alla documentazione rinvenuta, nel corso della perquisizione eseguita allinterno
dellabitazione, nella quale veniva arrestato il latitante CONDELLO Pasquale, interessante
il contenuto di una lettera sequestrata, a firma della minore CONDELLO Caterina, nella
quale, la stessa, esprimeva, allindirizzo del padre, il proprio disappunto circa il
comportamento mantenuto dalla zia MORABITO Felicia Carmela, con la quale la famiglia del
latitante non intrattiene ottimi rapporti.
La lettera, integralmente trascritta, stata di seguito riportata:
Caro pap, come stai?
Io sto bene. Spero pure tu.
Cmq ti volevo dire da tanto ma mi dimenticavo sempre che io sto bene. E non mi va che gli hai
chiesto a zia Carmela come sto io.
Perch lei della mia vita non sa niente e non sapr mai niente, perch una persona cattiva e
invidiosa e vuole invadere le nostre vite e questo non lo permetter mai. Perci mi ha dato molto
fastidio che hai parlato di me con lei. Io te lho detto che sto bene, se ho pianto quel giorno era
perch mi manchi. E poi (cancellatura) preferisco che me lo chiedi a me non agli altri.
Poi siccome ad Agosto D. compie 25 anni gli volevo (cancellatura) regalare un orologio e gli ho
dato il catalogo dei rolex cos lo sceglie e vede quali gi ha senza sbagliare, ma cmq poi voglio
che mi dici pure tu quale ti piace. Tanto ancora c tempo!
Ti voglio tanto tanto bene. Ti penso tanto tanto.
Caterina

(vds. all. nr. 63)

Quanto evidenziato nella stessa particolarmente significativo, poich stato evidenziato da


parte di CONDELLO Caterina che la zia, almeno in unoccasione ha avuto un incontro
con il latitante, infatti, ha scritto: E non mi va che gli hai chiesto a zia Carmela come sto
io ed ancora: . Perci mi ha dato molto fastidio che hai parlato di me con lei.

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 256
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In relazione al contenuto della lettera, stato accertato che la stessa stata scritta dopo lagosto
2007, in considerazione che la persona indicata con la lettera D che ad agosto compir 25
anni, stata identificata in IONETTI Daniele, nato a Cesena il 2 agosto 1983, fidanzato di
Caterina CONDELLO. Lo stesso, infatti, nellagosto del 2008 festegger il 25 compleanno.
Ritornando alla figura di MORABITO Felicia Carmela, si segnala, quindi, che anche
lincontro con il latitante collocabile in tale periodo, ovvero dopo lagosto del 2007, quindi in
epoca recente.
MORABITO Felicia Carmela stata arrestata nellambito delloperazione Vertice, in
relazione al delitto di favoreggiamento personale e procurata inosservanza di pena a carico di
CONDELLO Pasquale, sebbene, successivamente, venisse assolta. Le contestazioni relative a
questultimo procedimento erano riferite a fatti antecedenti al marzo 2006, data in cui veniva
tratta in arresto.
E evidente, alla luce della lettera rinvenuta, che MORABITO Felicia Carmela, anche in
seguito, ha continuato ad incontrare il latitante CONDELLO Pasquale.

Nel prosieguo dellattivit investigativa, l 8 marzo 2008 stata registrata una conversazione
telefonica sullutenza nr. 340/179598, in uso a BARILLA Paolo, fratello di BARILLA
Giovanni, diretta sullutenza nr. 346/9590814, in uso a CONDELLO Caterina, figlia di
CONDELLO Pasquale, nel corso della quale il BARILLA comunicava a MORABITO
Maria che non era stato possibile effettuare i biglietti aerei. Dal contenuto del discorso
emerso che MORABITO Maria dovr recarsi il 18 marzo 2008 a fare visita al marito in
carcere. Successivamente decide di recarsi con il nipote CONDELLO Francesco. Nel corso del
dialogo si evidenzia che questultimo, successivamente, dovr proseguire per lestero, infatti la
donna riferisce ehee in caso lui pu cambiare per lespatrio, allora prendili .. ehee qualli
Airmalta..
La conversazione avveniva come segue:
PROGR.12242 dell'utenza 3409179598 (IN USO A BARILLA' Paolo) DEL 08.03.08 ORE 11.41
IN (U) SULL'UTENZA 3469590814 (IN USO A CATERINA CONDELLO)

LEGENDA
MORABITO M.: MORABITO MARIA
BARILLA' P.: BARILLA' PAOLO

MORABITO M.: pronto!


BARILLA' P.: Maria
MORABITO M.: si
BARILLA' P.: ora questo ragazzo qua dell'Alitalia, ha solo prima classe, trecentottanta euro
(380,00 euro) a biglietto gli rimasto
MORABITO M.: mannaggia... e come faccio che gi ho prenotato l al carcere ed in tutti i posti
BARILLA' P.: vogliamo andare da Simonetta oggi pomeriggio? Questo qua dell'Alitalia, gli
sono rimasti solo questi
MORABITO M.: ehee e non lo stesso da Simonetta?
BARILLA' P.: no, possibile che quello ha qualche volo dice.... lui... allora...questi qua hanno
i voli stabiliti, hanno un certo numero di voli..
MORABITO M.: eh
BARILLA' P.: ...e li hanno finiti tutti quelli con l'Alitalia, capito?... mi segui?..mi senti Maria?
MORABITO M.: mannaggia pure....ma ...io mi sono fatta sopra il fatto .... ho detto "gli levo
quella carta ad Angela e gli cambiamo la carta d'identit a Caterina
BARILLA' P.: e lo so, ora mi diceva Caterina questo fatto qua
MORABITO M.: (si rivolge alla figlia Caterina) senti Caterina, e se non vieni tu questa volta e
glielo diciamo a Franceschino, e gli cambiamo .... (continua la conversazione con Paolo) ...e
facciamo cambio e facciamo venire a Franceschino, che lui ha la carta d'identit
BARILLA' P.: eh

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


Memoria del Pubblico Ministero relativa al rito abbreviato CONDELLO Demetrio + 17
PROCURA DELLA REPUBBLICA 257
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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

MORABITO M.: ehee in caso lui la pu cambiare per l'espatrio, allora prendili...ehee quelli
Airmalta

BARILLA' P.: si
MORABITO M.: a nome di Franceschino al posto di Caterina
BARILLA' P.: ho capito, va bene, allora ora vado dai, vado un'altra volta, ciao, ciao
MORABITO M.: scusa Paolo ...inc...
BARILLA' P.: no, no, non ti preoccupare, che ti devi scusare
MORABITO M.: cos per la prossima volta vediamo cosa possiamo fare per Caterina
BARILLA' P.: eh, va bene
MORABITO M.: allora prenota Airmalta per il diciotto (18), al posto di Caterina ...
BARILLA' P.: ...a Franceschino
MORABITO M.: ...a CONDELLO Francesco, tu la sai la data di nascita di Franceschino
BARILLA' P.: si, si ..cinque (5) undici (11) ottantadue (82)
MORABITO M.: eh! e poi a Franceschino...tanto lui voleva venire
BARILLA' P.: va bene, va bene
MORABITO M.: ciao
BARILLA' P.: ci vediamo dopo ciao

(vds. all. nr.64)

Alle ore 12.04, sempre dell8 marzo 2008, sullutenza nr. 331/6464377, in uso a CONDELLO
Francesco cl. 82, veniva registrata una conversazione, diretta allutenza nr. 346/9590814, in
uso a CONDELLO Caterina, nel corso della quale MORABITO Maria, reperibile
sullutenza della figlia, ricordava al nipote che era necessaria la carta didentit per lespatrio.
La conversazione avveniva come segue.

PROGR.3745 dell'utenza 3316464377 in uso a CONDELLO Francesco cl.82 del 08.03.08 ORE
12.04, in U sull'utenza 3469590814 (in uso a Condello Caterina)

LEGENDA
MORABITO M.: MORABITO MARIA
CONDELLO F.: CONDELLO FRANCESCO
^^^

MORABITO M.: pronto!


CONDELLO F.: zia
MORABITO M.: ah Franceschino, senti ti volevo dire
CONDELLO F.: eh
MORABITO M.: che siccome avevamo prenotato con l'Airmalta e non gli ho potuto
cambiare il coso .....la carta d'identit a Caterina, che ci vuole la carta d'identit per l'espatrio
CONDELLO F.: eh
MORABITO M.: ti ho messo a te per venire giorno diciotto (18)
CONDELLO F.: va bene
MORABITO M.: ti ho prenotato a te
CONDELLO F.: va bene vengo io, si
MORABITO M.: e te ne vieni tu con noi
CONDELLO F.: va bene
MORABITO M.: senti, tu la hai la carta d'identit per l'espatrio ?
CONDELLO F.: ... non lo so
MORABITO M.: eh, vedi, leggila, che ci deve essere scritto nella tua carta d'identit, se
no luned come la cambio a Francesco ...
CONDELLO F.: ...vado e me la faccio
MORABITO M.: ..eh,vai e te la fai in niente
CONDELLO F.: va bene, ok

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 258
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MORABITO M.: ciao


CONDELLO F.: ciao, ciao zia, ciao
(vds. all. nr. 65)

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 259
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Lapparato ristretto promosso, costituito o, comunque, organizzato al fine di agevolare la


cosca CONDELLO di Archi di Reggio Calabria, ponendo in essere una serie
indeterminata di delitti tanto contro lattivit giudiziaria che, in prevalenza, contro
lautorit delle decisioni giudiziarie.

opinione di questo Ufficio che in presenza di organizzazioni criminali complesse, quali


le principali cosche di ndrangheta operanti sul territorio reggino, sia opportuno abbandonare la
tradizionale impostazione accusatoria che vuole necessariamente lintera cosca piegata alla
complessa gestione del protratto stato di latitanza del proprio capo;
le significative risultanze in atti consentono di sostere lesistenza di una struttura,
perfettamente aderente alle tendenze evolutive del fenomeno mafioso che sempre pi individua
allinterno della stessa cosca nuclei ristretti, cellule specializzate composte da un ristretto
numero di persone, tra i quali i prossimi congiunti del latitante ed i soggetti a lui legati da
strettissimi rapporti di fiducia, in grado di assicurare la garantita gestione logistica del predetto
oltre che di garantire a questi una sorta di forma avanzata di impermeabilit informativa dalle
insidie provenienti dallambiente esterno, che solo chi entra a far parte di tale ristretta cerchia in
grado di assicurare;
la consapevolezza in capo al latitante capomafia delle presenza di numerose insidie
insite nella incontrollata gestione delle informazioni riservate che lo riguardano lo spinge, invero, a
creare attorno a s una forma pi o meno complessa di ristretta cintura di protezione in grado
non solo di scongiurare fenomeni di infiltrazione dallesterno di soggetti inaffidabili ma anche di
minimizzare il pericolo sempre incombente di infedelt interna;
entrambi gli eventi trovano, a ben vedere, la loro causa genetica e lindispensabile linfa
proprio nella disattenta considerazione, da parte di coloro i quali sono incaricati di gestire il
latitante, delle potenzialit ampiamente pregiudizievoli legate alla incontrollata circolazione delle
notizie afferenti le iniziative precauzionali adottate dal protetto, esponenzialmente maggiori ove
maggiore sia il numero dei soggetti deputati a tale azione di copertura.
Nel caso di specie, i componenti del gruppo di protezione le cui posizioni vengono
analizzate nelle informative gi richiamate costituiscono proprio quella cellula che, operando
alle esclusive e dirette dipendenze del latitante, stata in grado di gestirne fruttuosamente la lunga
e, per tal ragione, impegnativa latitanza.
La piena consapevolezza di essere circondato da persone a lui legate da rapporti di
parentela oggetto di pressante attenzione investigativa ha spinto Pasquale CONDELLO ad ideare,
promuovere, costituire ed organizzare una struttura con le caratteristiche prima esposte
sostanzialmente fondata su legami familiari, come tale non ampliabile ad un numero indeterminato
di soggetti, quali tutti gli appartenenti alla cosca di cui il CONDELLO capo indiscusso, per gli
innegabili rischi riconnessi ad una scelta di tal fatta e per levidente snaturamento della sua natura
e finalit.
Solo una gestione domestica degli aspetti logistici della propria latitanza appare agli
occhi del CONDELLO in grado di garantire la protrazione del suo stato di invisibile; anche una
tale scelta precauzionale appare, per, meritevole di continui suggerimenti e raccomandazioni, da
ribadire anche ai soggetti di maggior affidabilit, quale la moglie MORABITO Maria ed i pi
stretti congiunti, al fine di evitare quei fisiologici cali di tensione che una lunga latitanza ingenera
nei protagonisti sulla base anche di inconsapevoli atteggiamenti originati dalla falsa convinzione di
essere in grado, sempre e comunque, di allontanare dallobiettivo le attivit di ricerca coordinate
da questo Ufficio.
Va evidenziato, peraltro, che lattivit criminale riservata alla cellula non da
considerare limitata a compiti di semplice assistenza a favore del ricercato, ma va pi
correttamente valutata in tutta la sua portata funzionalmente orientata al mantenimento della
compattezza ed al rafforzamento della cosca di appartenenza, del ruolo del suo capo e della
rilevanza da attribuire alla corte di cui lo stesso ha scelto di circondarsi.
Di estremo rilevo, a tali fini, va considerato il contenuto della lettera, detenuta al
momento dellarresto da CONDELLO Giandomenico, inviata al latitante da CONDELLO
Francesco, nipote del ricercato, parte attiva dellassociazione per delinquere oggetto di
contestazione nel capo h) della rubrica.

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 260
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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

Si tratta di elemento di prova documentale di indubbio valore indiziario non solo ove
riferito agli attuali interessi criminali di Pasquale CONDELLO, oltre che del gruppo criminale
riconducibile allo stesso, ma anche di consolidati assetti che tale sodalizio ha raggiunto con la
compiuta individuazione al suo interno di favoreggiatori a tempo pieno.
Questa non solo la ragione per la quale il pizzino doveva essere recapitato al capo
esclusivamente da soggetti inseriti nella ristretta cerchia di fedelissimi in esame, ma costituisce
riprova della necessit di specializzare gli stessi partecipi alla organizzazione criminale in
contestazione tanto da valutare di destinarli al costante servizio del capo-latitante:
Carissimo zio, spero che con questo mio scritto ti trovi bene in ottima forma cos come
posso dirti di me. Come da promessa ti scrivo per tenerti aggiornato su tutto quello che volevi
sapere. Ad oggi penso che ancora novit sul fatto che tu mi chiedevi non ce ne nessuna anche
perch mio cugino G. mi ha detto che il nostro compare rientrava questa settimana perch era
fuori Reggio per motivi di salute della sorella. Vedi che vicino alle telecamere che avevo parlato
c un fioraio, vedi se prima o dopo dove siamo noi. Se prima vediamo quello che dobbiamo
fare in tempi brevi, se dopo secondo me grossi problemi non ce ne sono. Carissimo vedi che ci
sono troppe cose che non vanno bene e in tutto questo ci sono anche i problemi di cui noi
parlavamo, cio del fatto che non ci troviamo noi e che non siamo in sintonia. Oggi ne ho avuto la
conferma che ognuno guarda troppo gli interessi personali e di questo mi riferisco proprio a mio
cugino G. mi devono dire solo se mi devo licenziare dal lavoro per dedicare tutto il tempo per te
oppure se vogliono fare le cose per bene e per come giusto. Mi diceva An che mi sta dando dei
soldi per te e te li mando. Per quanto riguarda il discorso dei soldi allavvocato dobbiamo
aspettare a fine mese che scende qualcuno per farci i conti. Carissimo vedi che faccio venire
mio cognato C. e se mi devi dire qualcosa fallo con lui. Per quanto riguarda il capannone, io lo
trovato una serranda per un po piccola, saranno 60 mq. Per c un soppalco di 30 mq. Ed
dove cera Borzumati lelettrauto, fatti spiegare da loro il punto anche buono, si deve vedere
perch un po piccolo. Zio capannone di 300 mq. Non ce ne sono anche perch se si parla di
capannoni il minimo di 500 mq. Ed anche difficile trovarlo, chiedi se sono serrande va bene?
Se va bene tutto pi facile. Oggi ho saputo che sceso Dani, per anche per lui ho da dirti e lo
far quando ci vediamo. Se Dani ha qualche ambasciata e come tante volte mi ha detto si trova
meglio a parlare con me, carissimo zio deve venire a trovarmi non devo andare io a farmi tutte le
chiesette per come ho fatto oggi, e poi ti spiego meglio quello che voglio dire! Carissimo ora
concludo , stai tranquillo perch credo che sono persone intelligenti e molte cose li riescono a
risolvere. Non ti voglio appesantire troppo perch sicuramente oggi sarai pi nevoso della volta
scorsa! Comunque stai tranquillo e ci vediamo presto, scusami se non sono potuto venire ma
avevo un appuntamento di lavoro, devo andare a portare un preventivo ad un cliente e spero bene!
Stai tranquillo e fagli sapere a zia Maria che io sono sempre una persona che ci tiene a te alla tua
famiglia e a tuo figlio, ti faccio questo appunto perch non ho bisogno della strega per vedere
alcune cose! Un abbraccio affettuoso, stai tranquillo e se non sei tranquillo mi star io due giorni
con te (si veda all. n. 1 allinformativa dell11 marzo 2008).
I riferimenti ricavabili dallattento esame della missiva, appaiono di estremo rilievo al
fine di dar prova della corretta impostazione fatta propria da questo Ufficio: non pi una
protezione al latitante da parte di soggetti di volta in volta disponibili a proteggere il loro capo, ma
la creazione di una vera e propria struttura interna alla stessa cosca, paragonabile ad una corte di
dignitari, in grado di volgere non solo funzioni di schermo tra il capo, gli altri soggetti di vertice e
la stessa base, ma di filtrare le notizie da e verso il latitante;
non pi messaggi isolati atti a gestire le attivit delittuose di competenza o azioni di protezione non
programmate affidate a persone accoscate ma non totalmente affidabili, ma la scelta di una gestione
ragionata affidata alle sole persone di provata affidabilit, per i vincoli di parentela esistenti, in
grado di operare senza divergenze alle dirette dipendenze di Pasquale CONDELLO e di apparire
allesterno come i suoi naturali ed esclusivi accreditati portavoce.

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 261
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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

CAPITOLO III

Le risultanze di indagine compendiate nei capi di incolpazione indicati in premessa,


diversi dai capi che si incentrano sugli elementi sin qui rappresentati, costituiscono il portato della
lunga e complessa attivit di indagine preliminare svolta dal Raggruppamento Operativo Speciale
dei Carabinieri Sezione Anticrimine di Reggio Calabria, coordinata da questa Direzione
Distrettuale Antimafia, compendiata prevalentemente nelle note informative nn. 112/340-2005 di
[Link] del 20 giugno 2008 e 112/346-2005 del 14 febbraio 2008 che, per semplicit espositiva,
verranno integralmente o per ampi stralci riportate nella parte motiva della presente richiesta ed
alle quali, comunque, si rinvia per ci che concerne gli atti allegati e le schede personali.

IL CONTESTO CRIMINALE DELLAREA DI REGGIO CALABRIA, CON


PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLE PROIEZIONI NEI COMUNI DI VILLA SAN
GIOVANNI, FIUMARA DI MURO E LA PIANA DI GIOIA TAURO

Larea in esame, che si estende nella parte nord di questo capoluogo, comprende una serie di
centri abitati, caratterizzati dalla presenze di agguerrite associazioni mafiose, che nonostante i
diversi momenti repressivi, culminati anche con larresto e successive condanne di numerosi sodali,
hanno continuato ad operare in ogni settore della vita pubblica ed economica, mediante una fitta
rete di personaggi che, con diverso contributo di causa, hanno agevolato lespansione ed il
controllo territoriale, anche mediante la cooptazione di nuovi sodali. Nel caso in esame sar persa
in considerazione lorganizzazione criminale denominata BUDA - IMERTI, alleata storica della
famiglia CONDELLO, i cui rappresentanti verticistici, sono risultati legati tra loro anche da
stretti vincoli di parentela.
Il gruppo criminale in esame, storicamente capeggiato da IMERTI Antonino, alias nano
feroce [nato a Villa San Giovanni (RC) il 22.08.1946, ivi residente Via Ammiraglio Curzon],
attualmente detenuto, poich condannato, con sentenza definitiva alla pena dellergastolo, ha
subito, a seguito della celebrazione di alcuni processi, con conseguente condanne degli associati, un
riassetto endogeno, tant che la reggenza dellorganizzazione stata affidata allomonimo cugino,
IMERTI Antonino [ nato a Fiumara di Muro (RC) il 01.10.1950, ivi residente Frazione San Rocco
Via [Link] nr.75, pregiudicato].
Condannato in primo grado nellambito del procedimento penale Olimpia, alla pena di anni
10 di reclusione, stato successivamente assolto.
In relazione alla figura di IMERTI Antonino, quale Capo Societ del Locale di Fiumara di
Muro, bisogna fare delle precisazioni, atteso che dalle acquisizioni probatorie scaturite dal presente
procedimento penale, emerso che, di fatto, lorganizzazione in esame, subisce anche lingerenza
di CONDELLO Domenico [ n. 04.01.1956], latitante, cugino di CONDELLO Pasquale, nonch
cognato di IMERTI Antonino cl. 46, alias nano feroce, esecutore materiale dellomicidio in
pregiudizio di DE STEFANO Paolo, commesso il 13 ottobre 1985. Infatti, dallesito di alcune
conversazioni tra presenti, BUDA Pasquale, in precedenza generalizzato, soggetto aderente alla
medesima struttura criminale, sul conto del quale si disquisir in maniera dettagliata in seguito,
oltre a rappresentare che IMERTI Antonino, cl. 50, non godeva di alcun carisma da parte dei
componenti dellorganizzazione [ quando io e mio fratello abbiamo avuto i problemi, sotto al
letto stava...] (vds. all. nr. 4), evidenziava, nel corso di un altro colloquio, il ruolo di primo piano
del suddetto CONDELLO Domenico. In particolare, nel corso di una conversazione intercorsa in
data 4 dicembre 2006 con PASSALACQUA Domenico, in precedenza generalizzato, nel
commentare lapertura, nel comune di Villa San Giovanni di una nuova fabbrica e, quindi, la
mancanza di un costante controllo ai fini dello sfruttamento delle attivit economiche dellarea,
evidenziava che ... l'ho saputo io, neanche Nino lo ha saputo che... ma poi...inc... lo sai... lui
Mico... ma Nino... la "smorfia"... un poco non vuole fare la "malafaccia", un poco non vuole... un
poco si rende conto che solo e non ha niente da fare, allora... non prende nessuna presa di
posizione, hai capito?... prima si parla "facciamo questo, facciamo quello, facciamo quell'altro,
facciamo qua facciamo la, da oggi in poi facciamo..." e poi piano piano, piano piano, piano piano,

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 262
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passa un mese, passano due mesi e si... e si fa come si faceva prima... l'hai visto...inc.... I soggetti
menzionati dal BUDA, a nome Nino e Mico, sono stati identificati, dal complesso generale
dellintera conversazione, in IMERTI Antonino cl. 50 e CONDELLO Domenico, in precedenza
generalizzato.
La prosecuzione della conversazione offriva uno spaccato molto importante circa le
dinamiche criminali del centro di Fiumara di Muro, atteso che il BUDA, con tono molto
rammaricato, aggiungeva:
BUDA P.: ma uno veramente si deve fare i cazzi suoi...a Fiumara di Muro quanto
ha... un mese? e non venuto... quella cosa "fitusa" qua, la, sotto, sopra, a destra . inc... no! da
oggi in poi... dice "compare che..." va bene, ora parliamo, ora facciamo... Nino... dice " don
Mimmo faceva..."...lui...dalle parti di Fiumara e parte lui... ah!... fa il discorso... le cose sono
cambiate...
PASSALACQUA D.: inc...
BUDA P.: ... non pu dirlo!...inc... perch quello giustamente dice "come se
abbiamo parlato noi la... ed abbiamo detto una cosa..."...e poi...inc...i rispetti... no! dice... come
vedo... come viene Enzo, metto la mia"
PASSALACQUA D.: eh!!!
BUDA P.: ... voi cos volete! i coglioni... ma con questo matrimonio... io ho visto
cose... ma dico perch... quell'altra capisce per non la dice, perch la voglio dire... ma voi al
matrimonio, quegli altri si stanno facendo il tavolo per fatti suoi, ah... ed ogni volta lasciano un
posto, due posti... noi altri dice, facciamo il tavolo di "fiumaroti", era giusto cos... ci siamo seduti
tutti la, mio cugino Nino si doveva l con noi...
PASSALACQUA D.: va be! Nino...inc...
BUDA P.: ah?
PASSALACQUA D.: capitato spesso che Nino si seduto con noi...
BUDA P.: ma... ma non una cosa giusta, la posso fare pure io che arrivo la... a me
mi hanno chiamato pure loro!
PASSALACQUA D.: e non ti sei seduto?
BUDA P.: non mi sono seduto, gli ho detto "devono arrivare amici!...deve arrivare
mio cugino Nino, deve arrivare compare Mimmo ..." ah!.. io non mi sono seduto

(vds. all. nr. 5)

Il discorso, nella circostanza, era riferito ad un matrimonio avvenuto nella zona di Fiumara
di Muro, laddove allIMERTI Antonino cl. 50, sebbene gli fosse stato conservato il posto a sedere
con il gruppo di persone facente parte dellorganizzazione criminale di quel centro, aveva preferito
sedersi con altri.
Anche in questo caso BUDA Pasquale, commentava, in modo negativo, latteggiamento
dellIMERTI, tenuto conto dellevidenza di ulteriori fratture interne alla compagine ndranghetista.
Ancor prima di proseguire nellesposizione dei fatti, opportuno fare delle precisazioni sul
conto dei fratelli BUDA, Pasquale e Natale. I suddetti, durante la guerra di mafia, hanno svolto, per
conto di IMERTI Antonino, alias nano feroce, funzioni di guardaspalle, tant che BUDA Natale,
in data 10 ottobre 1985, restava ferito nellesplosione dellautobomba a Villa San Giovanni mentre
il fratello Pasquale, riportava la perdita di un occhio, a seguito di un attentato operato a Fiumara di
Muro, in data 7 luglio 1986, in cui perse la vita CONDELLO Vincenzo.- Gli attentati, in entrambi i
casi, erano diretti nei confronti di IMERTI Antonino cl. 46.
Ebbene, le lamentele rappresentate dal BUDA Pasquale allindirizzo di IMERTI Antonino
cl. 50, [ quando io e mio fratello abbiamo avuto i problemi, sotto al letto stava.]105, sono
riferite proprio a tali situazioni. E evidente che il BUDA aspirava ad acquisire la reggenza
dellorganizzazione mafiosa di Fiumara di Muro, dopo larresto di IMERTI Antonino cl. 46.
Per meglio comprende il grado verticistico assunto da IMERTI Antonino, cl. 50, allinterno
del gruppo criminale in trattazione, si richiama quanto evidenziato sul conto dello stesso dalla
sentenza di condanna della Corte di Assise di Reggio Calabria, nellambito del procedimento
penale originato dalla Operazione Olimpia.

105 Vds. all. nr. 4, gi riportato

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 263
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Nellambito del medesimo procedimento penale, BUDA Pasquale stato condannato, con
sentenza passata in giudicato, in relazione al delitto di cui allart. 416 bis c.p.
Sul conto dello stesso, la Corte di Assise del Tribunale di Reggio Calabria, cos si
espressa:
Dalla deposizione dellispettore Fusco Egidio alla udienza del 23,12,97 emerge a suo carico
quanto segue : Buda Pasquale di Rocco e di Catalano Maria, nato a Fiumara di Muro il 27/2/56.
Hanno reso dichiarazioni i collaboratori Lauro e Scopelliti. 10/3/86 denunciato in stato libero dai
Carabinieri di Villa San Giovanni per associazione per delinquere di stampo mafioso. L8/7/86
veniva tratto in arresto dai Carabinieri di Reggio Calabria in esecuzione dellordine di cattura
numero 42 barra 86 ROC per violazione alla legge sulle armi. 19/7/86 scarcerato per i reati di cui
sopra ed inviato agli arresti domiciliari con provvedimento numero 1648 barra 86 RGPM emesso
dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria. Il 23/8/86 denunciato in stato libero dai
Carabinieri di Villa San Giovanni per associazione per delinquere di stampo mafioso. Il 13/10/86
tratto in arresto in esecuzione di mandato di cattura per il reato di associazione di tipo mafiosa
emesso dallufficio istruzione penale del Tribunale di Reggio Calabria il precedente 11/10/86.
16/4/87 veniva scarcerato dalla Casa Circondariale di Messina ove si trovava detenuto per
decorrenza dei termini di custodia cautelare. 25/6/88 veniva tratto in arresto in esecuzione di
mandato di cattura emesso dallufficio istruzione del Tribunale di Reggio Calabria per il reato di
associazione per delinquere di stampo mafioso. Il 23/10/1989 condannato in primo grado ad otto
anni di reclusione per i reati di cui sopra. 9/6/92 sottoposto a fermo di PG in relazione allattuale
decreto legge numero 306 barra 92 dell8/6/92. Il 10/5/93 veniva dimesso dalla Casa Circondariale
di Matera per fine pena in virt della concessione di giorni 360 di liberazione anticipata. 9/5/86
veniva sottoposto a diffida dal Questore di Reggio Calabria. Il 7/5/91 sottoposto con decreto
numero 255 barra 90 MP e 217 barra 91 dal Tribunale di Reggio Calabria alla sorveglianza speciale
di PS per la durata di anni tre. Il 25/11/93 sottoposto alla misura di sicurezza della libert vigilata
per anni due a decorrere dall11/5/93.

Dal certificato generale del casellario giudiziario emerge la condanna definitiva per il delitto
di cui allart. 416 bis CP inflittagli nel procedimento Albanese Mario+ altri , con contestazione
aperta ( dallottobre del 1985) e con giudicato formatosi, in base ai noti principi
giurisprudenziali, sino alla data della pronunzia di primo grado ( 23.10.89). Con decreto,
confermato in appello, del Tribunale Misure di Prevenzione di RC del 7.5.91 gli stata inflitta la
sorveglianza speciale per la durata di anni tre.

Il collaboratore Lauro nelle dichiarazioni rese al PM in data 25.03.1994 ha delineato il suo


ruolo nella cosca Imerti.

Il collaboratore Scopelliti Giuseppe alla udienza del 19.9.97 ne tratteggia il ruolo sofferto
( ha dato un occhio per il capo, in occasione del noto attentato; ha fornito una bomba per
compiere lestorsione ai danni del proprietario dellhotel De La Ville di Villa San Giovanni,
peraltro oggetto di trattazione in questo processo ) nellambito della cosca Imerti :
- PUBBLICO MINISTERO Buda Pasquale classe 56.. conosce.. INTERROGATO
(SCOPELLITI GIUSEPPE) Classe 56.. si.. se non erro quello che ha avuto.. stato sparato
insieme a Nino Imerti, al cognato di Nino Imerti, nella macchina blindata a Fiumara di Muro.. si, lo
conosco.. cognato di Giovanni Imerti, pure.. - PUBBLICO MINISTERO Cognato?
INTERROGATO (SCOPELLITI GIUSEPPE) Di Giovanni Imerti.. avendo loro sposato due
sorelle - PUBBLICO MINISTERO Quando lo ha conosciuto? INTERROGATO
(SCOPELLITI GIUSEPPE) E.. lo conoscevo.. sempre prima della guerra di mafia, e poi durante
la guerra di mafia lo conoscevo.. benissimo non bene - PUBBLICO MINISTERO
Frequentava lorganizzazione questa persona? INTERROGATO (SCOPELLITI GIUSEPPE)
Si, come no? Si.. se la latitanza Nino Imerti, la maggior parte lha San Pietro di Fiumara di
Muro, pur essendo lui.. e.. avendo labitazione a Fiumara di Muro.. era.. era consuetudine che quasi
tutte le sere ci incontravamo e ci facevamo facevamo delle discussioni, tanto che in qualche
occasione mi consegn pure una bomba.. da Nino Imerti.. che io collegai, mi ricordo a..
allimprenditore Franco Siclari era a conoscenza del tentato omicidio che avevamo fatto ai danni
di Rocco Zito, Vincenzo Corsaro e cos via, perch mi ricordo che la sera prima andai a casa sua e
mi disse << ricordargli a Nino Imerti di non sbagliare.. non sbagliate rompetegli le corna, cos

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 264
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paga locchio che ho perduto>> - PUBBLICO MINISTERO Senta, e quale era il ruolo
allinterno della cosca di questa persona? INTERROGATO (SCOPELLITI GIUSEPPE) Non
era un ruolo verticistico per cera sempre un rapporto di parentela.. come... mi ripeto, essendo...
cognato di Giovanni Imerti, cugino di Nino Imerti, e avendolo.. loro due sposato due sorelle era
un rapporto fiduciario ecco.. - PUBBLICO MINISTERO Si.. ma.. INTERROGATO
(SCOPELLITI GIUSEPPE) Pi che altro pi che altro ecco, cio omicidi non ne faceva..
pure se.. ne era a conoscenza.. per.. sapeva si tenevano le armi.. esplosivo, tanto che lui mi
consegn una volta per un attentato.. ecco.. era un rapporto fiduciario - PUBBLICO
MINISTERO La consegn a chi questa bomba? INTERROGATO (SCOPELLITI GIUSEPPE)
A me personalmente.. - PUBBLICO MINISTERO E per quale attentato? INTERROGATO
(SCOPELLITI GIUSEPPE) Allimprenditore Francesco Siclari.. la collegai.. la collegai nella sua
abitazione, mi ricordo.. la sera successiva.

Il collaboratore Barreca Filippo alla udienza del 3.10.97 lo ricorda come inserito nel vertice
della cosca Imerti, per solo dopo contestazione del PM :
PUBBLICO MINISTERO - Va bene , basta sufficiente cos .Torniamo alla domanda
iniziale , e cio Buda Pasquale classe 56, lei ricorda questa persona ? - INTERROGATO (
BARRECA FILIPPO) Buda Pasquale non me lo ricordo signor pubblico ministero - PUBBLICO
MINISTERO - Allora io, sempre vale come contestazione, lo stesso verbale del 18.02.95 ,
riconosco nella foto contrassegnato numero 4p Buda Pasquale , inserito nel vertice della cosca
Imerti , lei ricorda questa dichiarazione ? - INTERROGATO ( BARRECA FILIPPO) SI -
PUBBLICO MINISTERO - La conferma ? - INTERROGATO ( BARRECA FILIPPO) Ma
guardi io per la verit non , ecco in questo momento non che mi ricordi tanto - PUBBLICO
MINISTERO - Va bene .

Il collaboratore Buda Rocco alla udienza del 4.11.97 lo inserisce nella cosca Imerti come
autista e guardiaspalle del capo precisando che, comunque, dopo il subito attentato ebbe un ruolo
poco attivo nella cosca .Conferma che cognato di Giovanni Imerti poich entrambi hanno sposato
due sorelle di Rocco Licandro, altro coimputato in questo processo per appartenenza alla cosca
Imerti .

Il collaboratore Lombardo Giuseppe alla udienza del 14.11.97 rende dichiarazioni di


analogo contenuto specificando che il suo soprannome , a causa della menomazione riportata
nellattentato, era occhio di lince.

Anche il collaboratore Ranieri Giovanni alla udienza del 14.02.98 lo inserisce nella cosca
Imerti al pari del fratello Natale Buda.

Il collaboratore Gull Antonio alla udienza del 3.11.97 dice di averlo conosciuto in carcere
nellanno 1988 e lo inserisce nella cosca Imerti ( avrebbe accompagnato il capo nei suoi
spostamenti) sia pure evidenziando come il Buda avesse del risentimento nei confronti di Imerti
Antonino perch a 40 anni era solo picciotto ( carica mafiosa posta al livello pi basso) e perch
gli faceva avere in carcere somme di denaro molto modeste .

Il collaboratore Iero Paolo alla udienza dell11.11.97 dice di averlo conosciuto in carcere e
aggiunge che, pur facendo parte della cosca Imerti, lui e il fratello Natale Buda parlavano male di
Nino Imerti ( per motivi di carattere economico, come un po' tutti i detenuti aggregati alla stessa
cosca).

Dichiarazioni di analogo tenore rende , alla udienza dell11.11.97, il collaboratore Festa


Domenico (... erano dispiaciuti che li avevano abbandonati... dice... dopo che ho perso un occhio,
dopo questo, abbiamo dato la vita, ora siamo in queste condizioni ...).

Dalle concordi dichiarazioni dei collaboratori di giustizia che precedono emerge senzaltro
una condotta associativa del Buda Pasquale protrattasi oltre la data del 23.10.89 come
comprovato dalla detenzione comune del Buda Pasquale e del Buda Natale da un lato e dello Iero
dallaltro (detenzione protrattasi nel carcere di Reggio Calabria per lo Iero dal 25.1.88 sino al

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24.3.90, per Buda Pasquale dal 25.6.88 sino al 2.6.90 e per il Buda Natale dal 13.5.88 sino 31.1.90
) , detenzione durante la quale come s detto il Buda Pasquale si lamentava del trattamento
economico non ritenuto degno di un appartenente ad una cosca mafiosa della quale egli comunque
si sentiva affiliato.
Pena equa - esclusa laggravante di dirigente della cosca anche perch non consona al
trattamento economico deteriore che gli veniva riservato e valutati i criteri direttivi di cui allart.
133 CP - stimasi quella di anni 4 di reclusione .

Per quanto concerne BUDA Natale giova richiamare la sentenza con la quale la Corte
dAssise di Reggio Calabria lo riteneva colpevole del delitto a lui ascritto ed, esclusa laggravante
di dirigente della cosca, lo condannava ad anni 4 di reclusione.

In ordine alla struttura associativa in questione, sicuramente, insistono, nellambito del


presente procedimento penale, una serie di dati di inconfutabile valore probatorio, acquisiti
mediante la censura delle conversazioni tra presenti, nonch attraverso i servizi dosservazione ,
fissi e dinamici, praticati sul territorio.
In particolare, in data 2 ottobre 2007, allinterno dellautovettura in uso a BUDA Pasquale,
veniva registrata una conversazione, intercorsa tra questultimo ed un soggetto non meglio
identificato, a nome Mimmo a cui gli era stato dato da poco tempo un grado di Ndrangheta, in
qualit di componente dellorganizzazione mafiosa di Fiumara di Muro.
In particolare BUDA Pasquale, nel corso di tale colloquio gli spiegava le regole della
Ndrangheta, nonch la progressione dei gradi allinterno dellorganizzazione, aggiungendo che , in
quel momento, il locale di ndrangheta di Fiumara di Muro era stato chiuso in buon ordine, nel
senso che permanevano comunque le dinamiche criminali imputabili agli indagati; infatti
testualmente asseriva: ...siccome il locale di Fiumara non formato...c' un ...inc...ordine, nel
senso...tratto inc... chiuso in buon ordine...inc..., capisci! e allora ti dovresti fare quattro anni, poi
picciotto...dopo, dopo camorrista, poi sgarrista...capisci!...poi da quando ... deve passare un anno,
minimo un anno, per....-
E un trattato di ndrangheta oltremodo interessante, che qualifica in maniera
incontrovertibile il ruolo di BUDA Pasquale, quale componente verticistico dellorganizzazione
criminale in esame, perfettamente a conoscenze delle tematiche criminali dellarea in esame.
Va sottolineato che, con laffermazione ...siccome il locale di Fiumara non formato...c'
un ...inc...ordine, nel senso...tratto inc... chiuso in buon ordine.., sintende che il Capo Societ del
Locale di Fiumara di Muro, secondo le regole ndranghetistiche, resta sempre lautoritario IMERTI
Antonino cl. 46, alias nano feroce, ma in virt del suo stato di detenzione la reggenza
dellorganizzazione veniva affidata ad IMERTI Antonino cl. 50, con funzione di mantenimento e
gestione di tutte le attivit criminali.
La conversazione in trattazione, ha consentito, tra laltro di acquisire una serie di elementi,
anche nei confronti di altri soggetti che, alla luce di tali affermazioni, ne hanno qualificato
lappartenenza alla criminalit, attraverso il rito dellaffiliazione, che sancisce lingresso formale di
un soggetto allinterno della ndrangheta.
In particolare, il BUDA dopo aver affermato che il fratello Natale, identificato in BUDA
Natale, in precedenza generalizzato, era stato affiliato molto tempo prima ( stato fatto prima...),
aggiungeva, invece, che CORSARO Domenico, identificato nellomonimo [nato a Fiumara di
Muro in data 29 novembre 1962, pregiudicato] cognato di ZITO Rocco, [n. 01.01.1943], che nel
corso della guerra di mafia aveva appoggiato, come emerso dalla lettura del procedimento
Olimpia, il gruppo DE STEFANO TEGANO106, sebbene non avesse avuto tutti i requisiti

106ZITO Rocco, nellambito del citato procedimento, stato inquisito, tra laltro, in relazione al seguente

capo dimputazione:
DE STEFANO Giorgio (cl.48), DE STEFANO Orazio (cl.59), TEGANO Pasquale (cl.55), TEGANO
Giuseppe (cl.44), TEGANO Giovanni (cl.39), LIBRI Domenico (cl.34), LIBRI Pasquale (cl.39), LIBRI
Giuseppe (cl.58), LIBRI Antonio (cl.60), CARACCIOLO Antonio (cl.29), MELARI Peppino Belisario (cl.43),
LATELLA Giacomo (cl 56), LATELLA Saverio (cl.39), FICARA Giovanni (cl.44), BARRECA Filippo (cl.56),
BARRECA Giuseppe (cl.57), BARRECA Santo (cl.59), ZITO Rocco (cl.43), ZITO Vincenzo (cl.58),
BERTUCA Vincenzo (cl.50), BERTUCA Pasquale (cl.57), Paviglianiti Domenico cl 61 ( posizione
stralciata):

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per accedere allinterno dellassociazione criminale operante a Fiumara di muro, era stato
comunque battezzato.
Le affermazioni, in tal senso, sono inequivocabili: Mimmo CORSARO l'hanno fatto
senza... alt!... e non abbiamo fatto opposizione perch non aveva questo, non aveva quello, non
aveva quell'altro...e perch per questo qua tenete...tenete...la stessa cosa...-
Successivamente, BUDA Pasquale rappresentava, in maniera temporale, la diversa
progressione dei gradi di ndrangheta e, nel caso in specie, riferiva, sostanzialmente, che
allinterlocutore gli era stato dato un grado elevato, direttamente la Santa, che nellambito della
gerarchia mafiosa rappresenta uno dei gradi apicali:...siccome il locale di Fiumara non
formato...c' un ...inc...ordine, nel senso...tratto inc... chiuso in buon ordine...inc..., capisci! e
allora ti dovresti fare quattro anni, poi picciotto...dopo, dopo camorrista, poi
sgarrista...capisci!...poi da quando ... deve passare un anno, minimo un anno...
BUDA Pasquale, nel prosieguo della conversazione, oltre ad affermare che con tale grado,
linterlocutore, tra laltro, avrebbe potuto partecipare a tutte le riunioni strategiche di ogni
organizzazione criminale presente in Calabria ....tu per esempio puoi stare seduto in tutti i
tavoli..., aggiungeva testualmente: . ...a tutti gli effetti.....hai capito?.....tu non gli devi dire che
tu non hai la N'drangheta....tu con chi parli, parli...perch per giusto non ti potevano dare la
santa...hai capito?... stata una eccezione del locale ...lo stesso che ti abbiamo dato tutte cose....
E sempre lo stesso BUDA che, attraverso la sua profonda conoscenza criminale qualifica il
proprio fratello Francesco (BUDA), identificato nellomonimo [nato a Fiumara (RC) il 02.03.1959,
residente a Gambolo (PV)] quale appartenente allorganizzazione, atteso che ad un certo punto del
dialogo, riferiva che il proprio fratello Ciccio, ovvero BUDA Francesco, allorquando andava a
Fiumara di Muro, dialoga con molta facilit e con tutti, dei gradi della ndrangheta, atteggiamento,
sicuramente non consone alla figura di un appartenente alla criminalit organizzata: ...no!!! lui
non sapeva nemmeno che cosa ha...lo sai come l'ha scoperto lui che...quello che ha lui?...quando c'
stato mio fratello Ciccio una volta qua...si metteva a parlare..."Ciccillo vedete che voi avete
questo...voi avete questo qua!"...da la uno capisce....
Va sottolineato un ulteriore dato che sancisce , tra laltro, una proiezione della ndrangheta
anche in altri contesti territoriali. BUDA Pasquale, infatti, prima di fare tali affermazioni,
riferendosi sempre al fratello Francesco, precisava che questultimo, rivestiva un elevato grado
della ndrangheta che era confacente allarea in cui lo stesso abitava: .. il massimo da lui....dove
lui....invece ci sono altre cose che lui non le sa...non glieli puoi dire anche perch lui un
pochettino... BUDA Francesco, da accertamenti sviluppati, risulta risiedere come gi evidenziato
in Lombardia, con precisione a Gambolo (PV).
Nellambito dello stesso discorso , BUDA Pasquale precisava che il fratello, tra laltro, non
si rendeva conto pienamente del significato e del valore del grado ndranghetista rivestito,
considerato che viveva lontano dalla Calabria:

BUDA P.: hai capito!.....poi ci sono altre cose...hai capito che...si maturano nel tempo...non
che finito qua uno...poi ci sono altre cose....Ciccio ancora non le sa...non le ha scoperte...
UOMO: e non gli dici...
BUDA P.: e non gliele posso dire!...
UOMO: ah! ah! ah!
BUDA P.: ....anche perch sono cose che...lui pensa che...che andato con il massimo...
UOMO: ma lui...
BUDA P.: il massimo da lui....dove lui....invece ci sono altre cose che lui non le sa...non
glieli puoi dire anche perch lui un pochettino....

(vds. all. nr. 6)

F19) del reato p.p. dall'art.416 bis commi 1, 2, 3, 4, 5 e 8 c.p., per essersi associati tra loro, nelle rispettive
qualit di esponenti verticistici delle cosche reggine dello schieramento destefaniano, al fine di deliberare
l'esecuzione di tutte le attivit illecite connesse alla guerra di mafia ed in particolare al fine di programmare
e fare eseguire omicidi di esponenti di rilievo delle cosche avverse, con lo scopo di assicurarsi l'egemonia
mafiosa su tutto il territorio della citt di Reggio Calabria e dei Comuni viciniori annientando le cosche
contrapposte federate allo schieramento IMERTI-CONDELLO-SERRAINO.
In Reggio Calabria e zone limitrofe dal 13 gennaio 1986 fino al settembre 1991.

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Si precisa che al momento del dialogo, lautovettura del BUDA, stava percorrendo alcune
strade di Villa San Giovanni, con partenza dalla via San Filippo Neri. La conversazione aveva
termine in Villa San Giovanni Piazza Rosario.
Nellambito della criminalit calabrese, le regole costituiscono lessenza della struttura
stessa, la cui affiliazione comporta lingresso allinterno della Ndrangheta, e, quindi, sancisce la
perenne affiliazione di una persona alla stessa struttura criminale.
Si precisa che il gruppo mafioso in esame, ovviamente, non ha tralasciato, nellambito
dellattivit di controllo del territorio, lingerenza nel settore politico, con particolare riferimento
alle elezioni comunali di Fiumara di Muro, laddove, i diversi sodali, gi dal mese di ottobre 2007,
discutevano in relazione alle elezioni amministrative del successivo 13 e 14 aprile 2008 e, quindi,
della persona da eleggere come sindaco.
In particolare, in data 2 ottobre 2007, BUDA Pasquale ed il soggetto a nome Mimmo, a
cui era stato conferito il grado di santista, come si fatto cenno nelle pagine precedenti,
esponevano la situazione politica di Fiumara di Muro, laddove i diversi componenti
dellorganizzazione erano gi attivi per tali elezioni, senza aver trovato sino a quella data un
accordo concreto.
Dal complesso del discorso, emergeva che i probabili candidati dovevano essere individuati
nella figura di CIANCI Domenico, sindaco uscente [nato a Villa San Giovanni il 4 febbraio 1946] e
di REPACI Stefano [nato a Fiumara il g. 08 luglio 1976].
Le elezioni del sindaco, per lorganizzazione criminale di Fiumara di Muro, costituiva un
momento di sostanziale interesse, al fine di potersi inserire allinterno dellamministrazione
comunale, attraverso personaggi contigui al gruppo criminale e, quindi, potere gestire in modo
predatorio tutti gli appalti indetti dal comune. Il BUDA, infatti, riferiva che leventuale elezione a
Sindaco di un soggetto non aderente o vicino a loro avrebbe, sicuramente, agevolato, nella
spartizione dei lavori appaltati CORSARO Domenico, gi in precedenza generalizzato: .. e poi
vince questo e Mimmo Corsaro dice "i lavori li devono dare a me, quelli che non voglio io gli
devono dare agli altri"...per ora vado e mi rompo il culo io..per andare trovando i lavori, poi
domani vai tu e ti prendi i lavori...
E evidente che gli interessi dellorganizzazione erano votati alla monopolizzazione dei
lavori indetti dal comune, e a tal proprosito il soggetto, in compagnia del BUDA che ormai era
diventato santista, avendo acquisto un grado autorevole nella ndrangheta, aggiungeva, con tono
minaccioso .. ah ..poi si vedr chi si prende i lavori, Pasqualino!!! ..inc...
Si precisa che la prima parte della conversazione era attinente ad un diverbio scaturito tra
IMERTI Antonino cl. 50 e REITANO Pasquale [nato a Fiumara (RC) il 01.04.1935, pregiudicato]
che, secondo le affermazioni del BUDA, avrebbe definito lIMERTI un infame. Con analogo
appellativo, inoltre, veniva definito lo stesso BUDA da parte di ZITO Rocco, in precedenza
generalizzato. In particolare, il discorso cos si svolgeva:
OMISSIS
BUDA P.: Nino!....eh!! Pasquale REITANO gli ha detto che infame l, di fronte al bar...
MIMMO: si! eh!!!
BUDA P.: ...e c'ero io
MIMMO: neanche sono corrette queste cose
BUDA P.: ha preso ed ha uscito il discorso...inc..., Rocco ZITO la stessa cosa...Rocco
ZITO...la stessa cosa.....me l'ha detto a me...
MIMMO: no!!! gli rimarco una cosa di quaranta anni fa
BUDA P.: ...me l'ha detto a me e a mio cugino Nino...hai capito?...giustamente io che cosa
ti posso dire! che quello ti dice che sei infame ha chiuso con tutti
MIMMO: non lo puoi fare tu? ...ah?
BUDA P.: io!...lo dico per farti capire che tante persone non ti vogliono...
OMISSIS

(vds. all. nr.7)

In relazione alle affermazioni innanzi citate, non stato possibile ricostruire, in tempi
successivi, le dinamiche connesse alla vicenda in esame, in considerazione che BUDA Pasquale,
nel mese di febbraio 2008 veniva tratto in arresto, poich trovato in possesso di una pistola.

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Si precisa che nelle consultazioni elettorali tenutesi in data 13 e 14 aprile 2008, si


candidavano, per le elezioni a Sindaco di Fiumara di Muro, le seguenti liste:
- RINASCITA: candidato a Sindaco CIANCI Domenico, in precedenza generalizzato;

- INSIEME PER CRESCERE: candidato a Sindaco REPACI Stefano, in precedenza


generalizzato, successivamente letto;

- BILANCIA: candidato Sindaco SERGI Antonino, nato A Fiumara di Muro il 5 ottobre


1948.

Va comunque sottolineato che BUDA Pasquale era particolarmente interessato alle vicende
comunali di Fiumara di Muro, tanto che per conto dellamministrazione comunale, aveva chiesto a
BARBIERI Domenico dintercedere con la societ Acquereggine107 affinch stipulasse una
convenzione con il comune di Fiumara di Muro (RC). La circostanza emergeva da una
conversazione intercorsa tra GRILLO BRANCATI Vitaliano108 e BARBIERI Domenico in data
15 marzo 2007, laddove, questultimo, rappresentava tale circostanza, aggiungendo che la prefata
societ non intendeva sottoscrivere alcun contratto con il comune di Fiumara, poich gravato da un
grave dissesto finanziario. Il GRILLO BRANCATI Vitaliano, nella circostanza, riferiva che tale
richiesta si basava, esclusivamente, sulla possibilit da parte del BUDA di richiedere, in caso di
convenzione, alcuni posti di lavoro.
La prosecuzione della conversazione era incentrata sulla particolare situazione del comune
di Fiumara d Muro, ove un ruolo importante era rivestito dal tecnico comunale SERGI
Carmelo109.

BARBIERI D.: stamattina mi sono incontrato con BUDA, con Pasquale BUDA...
GRILLO B. V.: ah, Pasquale...
BARBIERI D.: dice "sapete... (inc.)... acque reggine a Fiumara, lo vogliono... se potete
mettere una parola pure voi..." ho preso e gli ho detto io " eh, poi se non li pagano che cosa gli
faccio io?" e non che non lo vogliono perch siamo a Fiumara, non ne vogliono perch c' un
dissesto finanziario, il comune pronto per chiudere...
GRILLO B. V.: si...
BARBIERI D.: gli ho detto " e quelli vanno a prendere - gli ho detto io - due miliardi di
cose... per fare che cosa?
GRILLO B. V.: si, no loro vogliono assumere, vogliono, vogliono fare la convenzione e
vogliono qualche dieci posti di lavoro!
BARBIERI D.: si!
GRILLO B. V.: eh, gli pare che loro gli mantengono lo spasso!

La Societ consortile per Azioni denominata ACQUEREGGINE S.C.P.A., con sede legale a Roma, ha
per attivit la Captazione, adduzione, depurazione e distribuzione di acqua potabile
108 nato a Villa San Giovanni il 18.02.1960
109 nato a Fiumara il 27.11.1951, ivi residente in via Garibaldi nr.75, coniugato con CRISTIANO Annunziata,
responsabile dellufficio tecnico comunale di Fiumara, agli atti dellArma territoriale risulta annoverare
diversi precdenti penali, tant che in data 24.01.2002 la Questura di Reggio Calabria, emetteva a suo carico,
un decreto con cui veniva respinta listanza di rinnovo del porto darmi. Tra i precedenti pi significativi si
evidenziano:
19.12.2002: veniva tratto in arresto da personale del G.I.C.O. della Guardia di Finanza di Reggio
Calabria, a seguito di ordinanza del G.I.P. presso il Tribunale di Reggio Calabria avente nrr.4264/02 RGNR
4715/02 RGIP 232/02 Rocc per i reati di truffa, incendio, armi ed altro, in concorso con altri soggetti, in
relazione alla gestione della locale discarica R.S.U. di localit Valle dellOrologio. In quelloccasione a
carico dello stesso, cui venivano concessi gli arresti domiciliari, veniva operato un sequestro delle armi,
legalmente detenute.
21.03.2003: veniva scarcerato con provvedimento del G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria.
26.08.2003: veniva denunciato alla competente A.G. da questo Comando, in concorso con altri
soggetti, per omissione di atti dufficio, interruzione di pubblico servizio, danneggiamento e reati ambientali,
in merito alla gestione dellimpianto di depurazione comunale;

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BARBIERI D.: a Pasquale... " c' mio fratello, c' qua.."...(inc.)... non si tratta... (inc.)...
questi non fanno la convenzione perch hanno un dissesto finanziario... il comune... quindi come
gli garantisce che poi paga i lavori? Non glieli garantisce nessuno, il sindaco pazzo, lo dite voi
stessi... il sindaco la un certo...
GRILLO B. V.: un cesso lo so, il cognato di coso...di... di coso... del... del dottore
PARDO... come si chiama MARRA... di Franco MARZO.
BARBIERI D.: quello di Santo Alessio!
GRILLO B. V.: si...
BARBIERI D.: eh...
GRILLO B. V.: si ma un poveretto...
BARBIERI D.: chi CIANCI? No CIANCI...
GRILLO B. V.: siamo amici, ma non ha voce in capitolo...
BARBIERI D.: no, niente completamente... la quello che ha un p di voce in capitolo
Melo SERGI, si mangiato tutti i cazzi, si fatto i soldi e questi li ha raccolti come cazzo ha
voluto.
GRILLO B. V.: e ancora lavora la!
BARBIERI D.: e ancora lavora la...
GRILLO B. V.: e dice che giusto pure che ancora lavora la...
BARBIERI D.: si, si...
GRILLO B. V.: perch loro dicono pure che giusto, una volta ho parlato con il
segretario, ha detto " si ma... perch..." , il segretario... uno dei consiglieri, un assessore, ai lavori
pubblici CRU... eh coso si chiama...
BARBIERI D.: CRUPI?
GRILLO B. V.: no!
BARBIERI D.: eh... IANNI' mi pare che ...
GRILLO B. V.: e... Vincenzo...
BARBIERI D.: CHILLE'?
GRILLO B. V.: no... l'assessore ai lavori pubblici si chiama... lavora da Valentino
BARILLA'....
BARBIERI D.: ah, si, si...
GRILLO B. V.: Vincenzo... ho segnato il nome, non me lo ricordo...
BARBIERI D.: diceva... (inc.)... il ragioniere la che poteva...
GRILLO B. V.: dice perch... giustamente... comunque...
BARBIERI D.: a questo gli hanno trovato un conto...
GRILLO B. V.: settecentomila euro!
BARBIERI D.: cinquecento milioni su un conto, intestato alla sorella, canalizzato su un
altro conto a Villa, cio...
GRILLO B. V.: va bene ma questo non serviva a nulla...
BARBIERI D.: certo... (inc.)... non faceva quello che ha fatto...
GRILLO B. V.: (inc.)... gli sembrava che glieli guardavamo...
BARBIERI D.: sotterra, sempre...(inc.)...
GRILLO B. V.: si loro con un pulsante, e con il numero di conto corrente tempo...
tempo reale scoprono quanto soldi hai quello...
BARBIERI D.: tre minuti!
GRILLO B. V.: non ci vuole niente! Ma io se tu hai il programma online nel computer,
vedi quanti movimenti hai fatto, ti fa tutti i movimenti come li fanno... io mi spavento pure di fare
cose...
BARBIERI D.: e quello ha messo i soldi a nome di sua sorella...
GRILLO B. V.: e lei cosa fa? Che mestiere fa?
BARBIERI D.: (inc.)...
GRILLO B. V.: e poi anche se ha fatture, anche se ha cose....
BARBIERI D.: (inc.)...
GRILLO B. V.: no a Milano, quella... questa, ho capito chi la sorella...
BARBIERI D.: a Genova, non mi...
GRILLO B. V.: a.... coso , a... in un paese turistico della Liguria, a... a... a... ha il
panificio insieme a coso...
BARBIERI D.: si!

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GRILLO B. V.: ma perch lei SERGI si chiama pure? SERGI sposata SERGI sono?
BARBIERI D.: si! Parola mia...
GRILLO B. V.: Nino SERGI, il compare di Mimmo !
BARBIERI D.: di Mimmo PASSA... ed erano assieme una volta... avevano il forno
assieme...

(vds. all. nr. 8 )

Circa la somma di danaro, trovata nella disponibilit del tecnico SERGI Carmelo,
presumibilmente contenuta su di un conto corrente, intestato alla sorella, i due interlocutori
facevano riferimento ad alcuni conti correnti risultati intestati a CAMPO Maddalena [ nata a
Campo Calabro il 18.03.1963 e residente a Rapallo (GE) in Via della Libert nr. 124] cognata del
citato SERGI, avendo sposato SERGI Antonino [nato a Fiumara di muro (RC) il 26.02.1960]. In
particolare , nellambito del procedimento penale c.d. Ronin, i cui sviluppi investigativi sono
stati realizzati dal Raggruppamento Operativo Speciale, il GIP del Tribunale di Reggio Calabria,
nellevidenziare la figura di SERGI Carmelo, precisava che in una precedente attivit
investigativa, nellambito della quale il SERGI era stato arrestato, erano stati individuati alcuni
conti correnti, intestati alla cognata, ma di fatto di pertinenza di questultimo: infatti le
dichiarazioni dello STERO e dello stesso SERGI sono corroborate documentalmente dagli estratti
conto dei conti bancari e postatli di questi , da cui emerge che sul conto n. 27440/12 acceso presso
UNICREDITO Banca spa sono stati effettuati quattro versamenti in contanti per lit 59 milioni
complessivi dal settembre 2000 al febbraio 2002 ; che sul conto di risparmio postale 2558 sono
stati effettuati versmaneti in contanti per lit 29 milioni complessivi dal gennaio 2000 al giugno
2002 , come emerge dagli estratti conto in atti e dalle dichiarazioni degli impiegati dell istituto di
credito e delle Poste spa . Analoghi veramenti sono stati identificati anche sul conto corrente
Unicrdito banca spa n. 131312 intestato alla cognata del SERGI , ovvero CAMPO Maddalena , per
complessivi lit 49.350.000 fra maggio 2001 e dicembre 2001.
Quest ultimo conto corrente intestato alla cognata del SERGI ma il domicilio dichiarato
dalla titolare presso il SERGI medesimo. Inoltre la CAMPO vive e svolge attivit professionale a
Rapallo , col intrattenendo propri rapporti con altri istituti bancari ( cfr ordinanza Gip del 10/1/03
, pag . 3 ) .
Ulteriori commenti circa la figura di SERGI Carmelo, nonch sul conto di componenti
dellamministrazione comunale di Fiumara di Muro, si registravano in data 15 dicembre 2006,
allinterno dellautovettura di BARBIERI, allorquando, questultimo riferiva ad una persona
chiamata Don Carmelo, identificata in ABRAMI Carmelo [nato a Fiumara di Muro il 9 agosto
1939, ivi residente], gi vicesindaco del Comune di Fiumara di Muro di essere riuscito ad ottenre il
pagamento di alcuni lavori eseguiti per conto della citata amministrazione comunale, attraverso
lintercessione di IMERTI Antonino cl. 50 e BUDA Pasquale che lo avevano presentato a quel
segretario comunale, quale persona appartenente alla propria organizzazione, ...l'ha chiamato
Pasquale Buda, ... l'ha chiamato Nino Imerti pure.... gli hanno detto vedi che Mimmo un amico
nostro... un amico...incomp... un amico nostro....incomp....
(vds. progr. all. nr. 9)

Gi nel corso di una precedente conversazione, intercorsa tra i due soggetti, registrata
sempre lo stesso giorno, lABRAMI, in particolare, riferiva in ordine alla particolare situazione
esistente presso il comune di Fiumara di Muro, laddove le gare dappalto, indette
dallAmministrazione Comunale di Fiumara di Muro, erano gestite in modo non lineare dal
Sindaco CIANCI Domenico110, dal tecnico comunale Carmelo SERGI, da una terza persona, non
meglio identificata, da Peppe IANNI111, ed infine dal cognato di tale Gianluigi.

110 nato a Fiumara di Muro (RC) il 04.02.1946, ivi residente in Via Garibaldi nr. 8, divorziato, pensionato,

gi Sindaco del Comune di Fiumara.

111 IANNI Giuseppe, nato a Reggio Calabria il 07.11.1961, residente a Fiumara di Muro in Via Bengasi nr.
18, coniugato, impiegato M.C.T.C. di Reggio Calabria

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 271
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BARBIERI : .. inc.. Ma dice che ha denunciato il Sindaco..inc..


D. : eh!
BARBIERI : E' vero no?
D. : Eh.. Aveva alzato il prezzo.. Voleva qualcosa..
BARBIERI : si..
D. : Uhm.. Come se i conti li facevano dentro la sua casa.. Il Sindaco, Melo Sergi e
lui, li facevano.. qua.. li.. quanto..ribasso..inc.. Ma poi la gente dice "no..dice si litigato con suo
compare.. si litigato con suo compare.. si dividevano la moglie"..
BARBIERI : Chi suo compare?
D. : Tra di loro.. questo.. Peppe Iann, pure.. Il cognato di Gianluigi..inc..
BARBIERI : Un altro sventurato sempre.. Vedi che il cognato di ..inc..

Un altro passaggio saliente della predetta conversazione, si registrava nel momento in cui
ABRAMI Carmelo rappresentava allinterlocutore comera stato assunto il tecnico comunale di
Fiumara, SERGI Carmelo. In particolare, lABRAMI specificava che quando era stato bandito il
concorso per tecnico comunale di Fiumara, la commissione esaminatrice era presieduta dallIng.
MATALONE, identificato in MATALONE Antonino [ nato a Villa San Giovanni il 01.01.1944,
residente a Chiavari in Via E. Millo nr. 44-4, Ingegnere Civile], il quale aveva fornito
anticipatamente il compito del concorso al SERGI Carmelo, sbagliando, tra laltro, a copiare : al
posto di uno ne ha copiato un altro che non c'entrava niente. Riferiva, inoltre, che al concorso
parteciparono altre tre persone, che stilarono un eleborato migliore di quello realizzato dal SERGI
e, per tali motivi, nei giorni successivi, ignoti si introdussero di notte allinterno del Municipio di
Fiumara e ruppero le buste degli elaborati riguardanti il concorso. Secondo lABRAMI,
allintrusione allinterno del Municipio di Fiumara ed al contestuale danneggiamento, aveva
partecipato anche il fratello di SERGI, identificato in SERGI Antonino [nato a Fiumara di Muro il
26.02.1960,ivi residente]. Aggiungeva, inoltre, che di tali fatti ne era a conoscenza anche Pasquale
BUDA, poich allepoca dei fatti era Vigile Urbano presso il comune di Fiumara di Muro, sebbene
successivamente si dimise poich secondo le regole della ndrangheta, essendo un publico ufficiale,
non poteva essere battezzato e quindi, non poteva accedere allinterno della locale
organizzazione criminale. Riferiva che il segretario comunale, una donna, giunta da poco,
inconsapevolmente si era trovata coinvolta in tale vicenda, nonostante che le responsabilit fossero
del sindaco pro-tempore STRACUZZA Giuseppe [ nato a Fiumara il 15 dicembre 1924, eletto nelle
consultazioni amministrative dell08-09 giugno 1980], il quale era lunica persona in possesso delle
chiavi del cassetto , in cui erano custoditi gli elaborati per il concorso da tecnico comunale.
LABRAMI, nel prosieguo della conversazione, evidenziava che lui era stato contrario
allassunzione del SERGI, quale tecnico, poich gi svolgeva un lavoro presso lazienda forestale:
D. : E quando lo hanno assunto.. quando lo hanno assunto.. anzi quando.. inc..
figuratevi che ci andato..inc..che glielo aveva fatto Madaloni a lui..
BARBIERI : L'ingegnere?..
D. : Erano della commissione..No?
BARBIERI : L'ingegnere Madaloni?
D. : Si..vedi che questo .. come.. inc.. al posto di uno ne ha copiato un altro che non
c'entrava niente..quando ..inc.. queste buste..erano nelle buste.. hanno scassato il municipio..le
hanno rotte tutte, la notte..sono entrati da dentro il basso.. entrato suo fratello..suo fratello .. inc..
fatevelo raccontare da Pasquale.. Pasquale uu Buda.. Pasquale Buda.. era nel "macco"..inc.. pure
lui..
BARBIERI : Era vigile...
D. : Era vigile... Si dovuto togliere la divisa per poterlo "battezzare", senn non lo
potevano "battezzare".. un bordello ..
BARBIERI : E si rovinato.. Si rovinato..
D. : A gusto suo.. se voleva lui.. lui era divertito...perch ha raggiunto .. ha raggiunto
quello ha raggiunto..suo padre.. ha raggiunto suo nonno.. li consideravano "confidenti".. Eh...
Rocco Furci aveva tutti i difetti del mondo.. Ma se emetteva una sentenza
BARBIERI : Era quella..
D. : Era quella..Non che si sbagliava..Lui li conosceva le persone..Hanno strappato
questi compiti.. e chi li aveva il coso..la era arrivata una segretaria due giorni prima e gli hanno
mollato il pacco a questa.. inc.. hanno scassato ..hanno scassato..

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 272
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BARBIERI : All'epoca il Sindaco chi era Stracuzza?


D. : Stracuzza..inc.. i suoi no? Se la chiave l'aveva solo Stracuzza..dice no la chiave
del cassetto..perch non stato scassato il cassetto.. stato aperto.. quindi stato aperto con la
chiave! dice no.. ci voleva una chiave..inc.. Nino Sergi.. l'ex Sindaco, verso casa.. ha mandato a
qualcuno.. c'erano suo fratello che era meglio di lui...inc..
BARBIERI : Suo fratello chi Melo Sergi?
D. : Il fratello di Nino Sergi.. inc..
BARBIERI : eh?
D. : No.. aveva fatto il concorso con Melo Sergi.. erano tre che lo avevano fatto
questo concorso... e quelli lo avevano fatto meglio di lui.. perch lui aveva sbagliato traccia
completamente..dice "si deve regolare un'altra volta".. I cornuti dei Carabinieri, parlando con
lui..Lo sapevano.. loro lo sapevano.. e hanno distrutto quei pezzi di coso..io non volevo che lo
facevano un'altra volta..gli ho detto io ma perch...vedete.. vedete quale difettoso di questi tre..
indagate..inc.. questo era nella Forestale.. questa era tanto che era nella Forestale.. prendeva un
sacco di soldi
BARBIERI : Chi ?
D. : Melo Sergi..
BARBIERI : eh..
D. : aveva preso il posto di suo padre, per quale motivo si deve mettere nel Comune
un ignorante di quelli, siccome c'era allora...comandava....comandava STRACUZZA, c'era
Pino..inc...non lo avete conosciuto

(vds all. nr. 10)

Da accertamenti effettuati emerso che al concorso in argomento, svoltosi in data 11


dicembre 1982, avevano partecipato, oltre a SERGI Carmelo, anche SERGI Antonio, ROMEO
Domenico e LUVARA Antonio, cos come evidenziato dalla Stazione Carabinieri di Fiumara di
Muro, nel rapporto giudiziario nr. 180/32 del 07 febbraio 1983, relativo alla denuncia sporta da
ABRAMI Carmelo, in data 15 dicembre 1982, circa il danneggiamento del materiale cartaceo
relativo al citato concorso. Nella circostanza veniva escussa la segretaria comunale QUATTRONE
Adriana, la quale dichiarava di aver assistito alla prova desame per il concorso per Tecnico
Comunale di Fiumara, ed una volta ultimato i compiti li aveva chiusi, sigillati in busta e custoditi
nella propria stanza nel primo cassetto della scrivania.
La prova desame, come emergeva dal citato rapporto giudiziario, era stata annullata a
seguito di delibera di Giunta n. 217. Sempre nel citato rapporto i Carabinieri evidenziavano che il
danneggiamento ad opera dignoti era stato attuato al fine di far annullare il concorso e, quindi, che
il responsabile di tale azione delittuosa fosse individuabile nella persona che aveva sbagliato il
compito.

(vds all. nr.11 ).

Il servizio di ascolto operato sullautovettura del BUDA, oltre a consentire lacquisizione di


dati, ritenuti oltremodo importanti circa la struttura criminale di Fiumara di Muro e, comunque, di
tutta larea egemonizzata da tale sodalizio mafioso, nella quale sono stati registrati, comunque, una
serie di dissidi interni, volti a minare la figura di IMERTI Antonino cl. 50, reggente del gruppo
mafioso in esame, ha consentito, tra laltro, di individuare anche alcuni reati, imputabili al gruppo
in narrativa, nonch a soggetti, quale BERTUCA Pasquale, noto esponete mafioso di Villa San
Giovanni, aderente, nel corso della guerra di mafia, allo schieramento ZITO DE STEFANO
TEGANO.
In particolare, in data 18 maggio 2007, venivano registrate, allinterno dellautovettura di
BUDA Pasquale, alcune conversazioni, di notevole valore probatorio, circa le potenzialit
dellorganizzazione, nonch in ordine al ruolo assunto da alcuni soggetti che, sebbene, ritenuti, sino
a quel momento, aderenti al sodalizio, sul loro conto non erano stati acquisiti elementi probatori tali
da configurarne una partecipazione attiva al sodalizio.
Nel corso dei dialoghi in argomento, intercorsi tra BUDA Pasquale e lo zio CIANCI
Antonino [nato a Fiumara (RC) il 04.06.1937], ivi residente alla Via Vittorio Emanuele nr.3,
coniugato, pensionato, pregiudicato, i due interlocutori, dopo aver dialogato con IMERTI Vincenzo

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 273
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[08.07.1986], figlio di IMERTI Antonino cl. 50, circa lesito delle elezioni universitarie, in cui era
candidato il fratello, identificato in IMERTI Giuseppe [24.03.1982], che tra laltro aveva preso
2200 voti, senza essere eletto, non scartando lipotesi di eventuali brogli elettorali, discutevano in
relazione ad alcune elezioni, presumibilmente relative ad elezioni ammnistrative del Comune di
Fiumara di Muro, avvenute anni prima, in cui erano state modificate, dopo le votazioni, le schede
elettorali, mediante unintrusione notturna allinterno dei seggi .
Si precisa che il CIANCI Antonino, stato identificato dal complesso generale dei discorsi,
nonch da una frase pronunciata, alla fine della conversazione nr. 5672 effettuata lo stesso giorno
(18.05.2007), alle ore 16.16, nella quale affermava testualment112e no, ma io no... io sto
parlando con voi perch siete mio nipote, ma con un altro facevo a meno di parlare....
Effettivamente, CIANCI Antonino lo zio di BUDA Pasquale, poich fratello della suocera,
CIANCI Carmela [26.01.1932].
Prima di proseguire nellesposizione dei fatti, acquisiti nel corso della conversazione,
intercorsa in data 18 maggio 2007, opportuno fare delle precisazioni sul conto di CIANCI
Antonino, in precedenza generalizzato.
Lo stesso, pregiudicato per delitti di diversa e grave indole, stato condannato nellambito
del Processo Olimpia alla pena di ani 4 di reclusione, in relazione al delitto di associazione per
delinquere di tipo mafioso. Si precisa che lo stesso viene indicato, nella citata sentenza, in alcuni
casi con il nominativo di CIANCI Antonio ed in altri con il nominativo di CIANCI Antonino.
Trattasi della stessa persona, atteso che la data di nascita risulta essere quella del 4 giugno 1937.
La Corte di Assise del Tribunale di Reggio Calabria, sul conto dello stesso, ha evidenziato
quanto segue:
Dalla deposizione del verbalizzante ispettore Fusco alla udienza del 23.12.97 emerge a suo
carico quanto segue : Cianci Antonino, fu Rocco e fu Cianci Vincenza, nato a Fiumara di Muro il
4/6 del 37. Ha reso dichiarazione sullo stesso il collaboratore Scopelliti Giuseppe. - PRESIDENTE
Non vorremmo perderla strada facendo, insomma. Si cauteli, insomma. Andiamo avanti. -
INTERROGATO (ISPETTORE FUSCO EGIDIO) 11/8/85 deferito a piede libero dalla Squadra
Mobile poich ritenuto responsabile in concorso con altre trenta persone del reato di cui allarticolo
416 bis Codice Penale. Il relativo procedimento penale contrassegnato dal numero 2187 barra 85
del GPM si poi concluso favorevolmente per il Cianci. 21/8/92 con decreto del prefetto di Reggio
Calabria gli stato fatto divieto di detenere armi e munizioni. E stato controllato in data 10/4/92
intorno alle ore 19:00 dai Carabinieri di Fiumara mentre sostava davanti al bar America, sito in via
Tobruc di Fiumara in compagnia di Imerti Giovanni, classe 58 e Buda Pasquale, classe 56.

Dal certificato generale del casellario giudiziario non emergono precedenti penali a suo
carico.

Alla udienza del 24.01.98 il capitano dei CC Ciro Guida ha riferito in ordine ad una
proposta, inoltrata in data 22 ottobre del 1991, per ottenere lemissione del decreto di divieto di
detenzione di armi a carico di Cianci Antonino sulla base delle sue frequentazioni in Fiumara con
dei pregiudicati locali, appartenenti cosca Imerti ( ...in data 27/5/1988 veniva notato a pranzo con
Buda Pasquale, di Fiumara. In data 1991, 4 febbraio 1991, veniva invece invitato alle nozze del
nipote Imerti Giovanni, classe 1958, che era sempre sospettato di far parte della famiglia Imerti. In
data 27/2/1991, invece, prendeva parte al matrimonio del pregiudicato Buda Pasquale, classe 1956,
di Fiumara. E sulla base di queste frequentazioni, noi ritenemmo opportuno che fare questa
proposta per emissione di decreto, perch gli venissero tolte le armi ).
Il collaboratore Lauro nel corso delle dichiarazioni rese al PM in data 14.01.95 riconosce
nella fotografia del Cianci un aderente alla cosca Imerti , commerciante al minuto e favoreggiatore
di latitanti anche in virt del mestiere praticato.
Il collaboratore Scopelliti Giuseppe alla udienza del 19.9.97 descrive il suo ruolo di uomo di
fiducia del capo, di favoreggiatore di latitanti durante la guerra di mafia e di propiziatore di
incontri per addivenire alla pace con la contrapposta cosca dei Garonfalo (che tale cosca esista e
che essa abbia operato in Campo Calabro e territori viciniori in epoca anteriore al 13.1.86 e
successivamente emerge da una sentenza di condanna di gran parte dei suoi adepti, passata in
giudicato ed emessa dalla Corte di Appello di Reggio Calabria in data 28.11.97 nellambito di

112 Vds. all. nr. 19

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procedimento penale originariamente facente parte del pi ampio procedimento denominato


Olimpia ; tale sentanza stata depositata dal PM alla udienza del 4.1.99 ) :
PUBBLICO MINISTERO Va be Lei conosce il Cianci Antonino del 37?
INTERROGATO (SCOPELLITI GIUSEPPE) Si, detto il Francese, si.. - PUBBLICO
MINISTERO Ecco, quando lo ha conosciuto INTERROGATO (SCOPELLITI GIUSEPPE)
Non si sente bene, comunque.. e.. - PUBBLICO MINISTERO Quando lo ha conosciuto?
INTERROGATO (SCOPELLITI GIUSEPPE) Lho conosciuto durante.. prima della guerra di
mafia, durante una mia latitanza a Fiumara di Muro.. che allora venne a trovarmi eravamo
latitanti insieme a Pasquale Bertuca per un tentato omicidio, insieme a Domenico Zito..
Vincenzo De Gaetano.. ecco.. lho conosciuto in quella occasione.. poi lho conosciuto
successivamente durante la guerra di mafia, perch pi di una volta siamo stati insieme, ci siamo
incontrati.. insieme ai latitanti.. come Nino Imerti eccetera - PUBBLICO MINISTERO Aveva
un ruolo nella cosca? INTERROGATO (SCOPELLITI GIUSEPPE) Ehm.. un ruolo fiduciario,
non da killer per.. e.. dava appoggi.. ai latitanti.. - PUBBLICO MINISTERO Ci pu fare
qualche altro esempio concreto degli appoggi che dava? INTERROGATO (SCOPELLITI
GIUSEPPE) Una volta so che in una occasione quando ci sono stati gli incontri.. con la famiglia
Garofalo Garofalo, che erano contrapposti.. allora.. si.. poi si arriv alla pacificazione tra il
nostro gruppo e il loro gruppo.. e cera pure lui presente durante questa pacificazione tra Nino
Garofalo e Nino Imerti insieme a lui, Santo Buda.. e cos via.. - PUBBLICO MINISTERO
Ma lei a conoscenza del coinvolgimento di questa persona in fatti di sangue? INTERROGATO
(SCOPELLITI GIUSEPPE) No.. in fatti di sangue no - PUBBLICO MINISTERO Che
rapporti ci sono, se li vuole specificare meglio.. tra il Cianci e Nino Imerti? INTERROGATO
(SCOPELLITI GIUSEPPE) Rapporti prettamente di fiducia.. non so ora al momento se erano
pure lontani parenti o cos via, per erano rapporti strettamente di fiducia, perch.. dottore,
quando un latitante si incontra spessissime volte che.. con una persona, gi automatico che lui
abbia piena fiducia, altrimenti quello se lo vende.- PUBBLICO MINISTERO Senta, come mai
lo chiamavano il Francese? INTERROGATO (SCOPELLITI GIUSEPPE) E perch se
non erro e era ritornato dalla Francia, dove svolgeva dei lavori e cos via.. stato parecchio
tempo in Francia e. e il soprannome era il Francese .
Il collaboratore Buda Rocco alla udienza del 4.11.97 lo inserisce tra i componenti, al vertice,
della cosca Imerti ed alla udienza del 16.05.97 lo indica tra i partecipanti alla riunione operativa
indetta per pianificare lattentato a Zito Giuseppe ( presunto appartenente alla contrapposta cosca
degli Zito-Bertuca), fatto criminale avvenuto il 26.7.1988 in localit San Rocco, oggetto di
trattazione in questo processo ai capi B61 e B62, imputati Imerti Antonino e Buda Rocco(
questultimo si pentito in epoca successiva alle dichiarazioni del collaboratore Scopelliti che lo
accusava ); alla stessa udienza del 16.05.97 lo indica tra i mandanti dellomicidio di Cassone Paolo
avvenuto il 15.8.88 in Fiumara di Muro ( anche tale fatto di sangue in trattazione in questo
processo ai capi B67 e B68, imputato Imerti Antonino ).
Il collaboratore Ranieri Giovanni alla udienza del 14.02.98 lo inserisce tra i componenti
della cosca Imerti indicandolo esattamente come un signore di anni 40-50 residente a Fiumara di
Muro.
Dal coacervo delle dichiarazioni che precedono emerge , in modo incrociato, la sicura
appartenenza del Cianci alla cosca Imerti anche se non appare comprovata in modo sicuro la sua
qualifica di dirigente, dovendosi per contro ritenere che egli abbia assunto la veste di gregario-
favoreggiatore. Esclusa , pertanto laggravante contestata e valutati i criteri direttivi di cui allart.
133 CP, pena equa stimasi quella di anni 4 di reclusione.

Attraverso gli accertamenti, praticati presso la Stazione dellArma competente, emerso che
lo stesso CIANCI, oltre ad avere costanti rapporti di frequentazione con esponenti della criminalit
locale, tra i quali lo stesso BUDA Pasquale, veniva sorpreso, in data 27 gennaio 2000 allinterno
dellabitazione di ESPOSITO Erminio, nato a Fiumara (RC) il 03.05.1955 ed ivi residente alla Via
Tobruk nr. 19, in compagnia di IMERTI Antonino, MORENA Giuseppe, CANNIZZARO
Francesco, CREAZZO Umberto Francesco, VITALE Stefano, PASSALACQUA Domenico, tutti
in precedenza generalizzati, a seguito, come gi evidenziato, di una telefonata anonima, pervenuta
presso la Stazione Carabinieri competente per territorio.
Nel corso del dialogo registrato alle ore 15.25 del 18 maggio 2007 (PROG. 5670),
intercorso sempre tra BUDA Pasquale e CIANCI Antonino, si aveva modo di accertare che anche

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questultimo era ampiamente inserito nel contesto criminale di riferimento, tanto da essere a
conoscenza di ogni meccanismo mafioso interno al Locale. In particolare, i due interlocutori, oltre
a commentare negativamente latteggiamento mantenuto da IMERTI Antonino cl 50, che secondo
le loro affermazioni, il giorno precedente, aveva preferito recarsi ad un funerale in compagnia di
CORSARO Domenico113, trascurando il resto dellorganizzazione, segno anche di una minore
compattezza, aveva avuto, nei confronti del suddetto CIANCI, un atteggiamento non molto lineare,
tanto che in alcune occasioni si era permesso di richiamarlo pubblicamente. A tal proposito, il
BUDA affermava: .perch voi certi momenti, mi dovete scusare che ve lo dico perch siete mio
zio... non gli dovete dare la possibilit per richiamarvi, perch certe volte lui vi mette in difficolt,
io me ne accorgo che vi mette in difficolt, quando ci sono altre persone vi mette sempre in
difficolt...
Subito dopo, aggiungeva: ..e non si fa in questo modo... se ci sono altre persone uno deve
cercare il modo possibile per non fargli fare "disprezzamento" a un altro... lui ha avuto sempre
questo vizio....
La circostanza oltremodo significativa, tenuto conto che in certi ambienti e, soprattutto in
Calabria, le persone anziane, godono di maggiore rispetto da parte dei giovani. Evidentemente,
nellambito di un consolidato rapporto gerarchico, instaurato solo allinterno delle organizzazioni
di matrice criminale, una persona pi giovane, in questo caso IMERTI Antonino CL. 50, pu
permettersi di richiamare una molto pi anziana: CIANCI Antonio, 72enne, essendo nato nel
1937. E desumibile, pertanto, alla luce del ruolo ricoperto allinterno dellorganizzazione
criminale che il CIANCI, nonostante let avanzata, collocabile, allinterno del Locale di Fiumara
di Muro, in posizione dinferiorit rispetto all IMERTI.
La restante parte del discorso verteva sulla particolare situazione criminale che si stava
sviluppando nel centro di Villa San Giovanni, secondo cui un minor controllo territoriale dellarea,
da parte del gruppo criminale capeggiato da IMERTI Antonino cl. 50, avrebbe permesso una
maggiore ingerenza da parte di altri soggetti che, sebbene, apparentemente, aderenti allo stesso
contesto criminale, stavano aggregando forze autonome attorno alla figura di BERTUCA Pasquale
[ nato a Villa San Giovanni il 18 novembre 1957].
Questultimo, ritenuto una delle figure pi rappresentative della criminalit di quel centro,
durante lultima guerra di mafia, era organicamente inserito nel gruppo mafioso denominato ZITO
- DE STEFANO TEGANO , tant che in data 28 luglio 1987 e 2 ottobre 1988, subiva due
tentati omicidi, da parte del gruppo opposto (IMERTI - CONDELLO), i cui esecutori e mandati
venivano individuati e processati nellambito del procedimento Olimpia114. Lo stesso,

113 In relazione alla figura di CORSARO Domenico, pur essendo affiliato al gruppo di Fiumara di Muro,
come tra laltro emerso dalla conversazione nr. 7792 del 02.10.2007, delle ore 11.47, ed avere partecipato
alla realizzazione di unestorsione, unitamente ad IMERTI Antonino cl. 50, viene considerato, comunque, un
soggetto aderente al vecchio schieramento criminale, cio a quello denominato DE STEFANO
TEGANO, quindi in contrapposizione al gruppo CONDELLO IMERTI, in considerazione di essere
cognato di ZITO Rocco, questultimo, a sua volta, fratello di ZITO Vincenzo [01.12.1958], autore
dellattentato effettuato in data 7 luglio 1986 in pregiudizio di IMERTI Antonino cl. 46, in cui rimase ucciso
CONDELLO Vincenzo e riport la perdita dellocchio lo stesso BUDA Pasquale.
E opportuno sottolineare che CORSARO Domenico, in data 21 agosto 1986, veniva fatto oggetto di un
tentato omicidio, unitamente a CASSONE Paolo, da parte del gruppo criminale facente capo ad IMERTI
Antonino cl.46. Il delitto, costituiva, la risposta allattentato effettuato il precedente 7 luglio 1986, in
pregiudizio dellIMERTI, in ordine al quale si fatto cenno precedentemente.

114 In relazione a tali delitti, veivano inquisiti i seguenti soggetti:


- IMERTI Antonino (cl.46), SCOPELLITI Giuseppe (cl.56), RANIERI Giovanni (cl.63), FOCA Giovanni
(cl.59), MARCIANO Maurizio (cl.67), GULLIGiuseppe (deceduto):
B39) del reato p.p. dagli artt. 56, 61, comma 1, nr. 2, 110, 575 e 577, comma 1 nn. 3 e 4, c.p., perch,
agendo in concorso tra loro, con premeditazione e per motivi di mafia, IMERTI Antonino nella qualit di
mandante, SCOPELLITI Giuseppe, RANIERI Giovanni, FOCA Giovanni, MARCIANO Maurizio, GULLI
Giuseppe e ignoti quali esecutori materiali compivono atti idonei diretti in modo non equivoco a cagionare
la morte di BERTUCA Pasquale al cui indirizzo venivano esplosi colpi di arma da fuoco, in particolare di
pistola cal. P/38. Evento non verificatosi per cause indipendenti dalla loro volont.
In loc. Villa San Giovanni il 28/7/1987.

IMERTI Antonino (cl.46), SCOPELLITI Giuseppe (cl.56), RANIERI Giovanni (cl.63), LOMBARDO
Giuseppe (cl.66), MARCIANOMaurizio (cl.67):
B79) del reato p.p. dagli artt. 56, 61, comma 1, nr. 2, 110, 575 e 577, comma 1 nn. 3 e 4, c.p., perch,
agendo in concorso tra loro, con premeditazione e per motivi di mafia, IMERTI Antonino nella qualit di

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nellambito di tale dialettica processuale, veniva inquisito in relazione al delitto di cui allart. 416
bis C.P., e condannato alla pena di anni 8 di reclusione. Il BERTUCA stato scarcerato in data 6
febbraio 2007, quindi pochi mesi prima della censura del dialogo in esame, avvenuto in data 18
maggio 2007.
In particolare, il BUDA Pasquale ed il CIANCI Antonino, nel rappresentare tale situazione,
commentavano il passaggio di un camion, impegnato nei lavori autostradali, in ordine ai quali,
IMERTI Antonino cl. 50, non aveva imposto il pagamento dellestorsione. I due interlocutori,
infatti, nellanalizzare tale situazione, riferivano che l IMERTI, avrebbe dovuto imporre la propria
figura, quale massimo rappresentante mafioso dellarea: per lautostrada, gli vuole dire che lui
a Villa. Che lui in prima persona il primo... che devono prenderlo per le cose...
Lo stesso tenore del dialogo, veniva censurato in altra conversazione, relativa allapertura di
un lavaggio automatico, ove si era reso necessario lintervento di PASSALACQUA Domenico, in
quanto aveva chiesto lintervento di ZITO Rocco, considerato che lIMERTI non aveva imposto la
tangente estorsiva nei confronti del titolare: NINO gli doveva dare l'imbasciata115 pure qua
NINO. Tuttavia, in tale occasione, anche latteggiamento tenuto dal PASSALACQUA, in questa
circostanza veniva criticato, in quanto, questultimo, avrebbe dovuto rappresentare lintera vicenda
a IMERTI Antonino.
In relazione a tali fatti, la conversazione avveniva come segue:
NINO: e sono usciti pure per questo discorso... che doveva andare, io... dovevamo andare
io e lui... andiamo a trovarlo per questo fatto per questo no... per dirgli che successo questo e non
siamo venuti no... mi ha detto MIMMO, ha fatto il mio nome pure poi lui amico con noi.
BUDA P.: perch gli interessava a lui che era dalla sua parte... se era dalla nostra
parte, vedete se glielo diceva!!!...
NINO: no MICO glielo ha detto. MICO, quello della ditta ... eravamo rimasti che
andavamo assieme con quello della ditta e quello gliel'ha detto!!... sono usciti nel discorso no!...
non so come... e gli ha detto cos e cos... io a lui conosco da tanto tempo a quello...
PASQUALE!!...
BUDA P.: lo conosce?...
NINO: lo conosce... PASQUALE!!... questo terra bruciata vuole fare questo ah!!...
qualcuno fa male figure con questo qua!!... uh!!... io in base a quello che mi dite voi diciamo che
io...
BUDA P.: zio NINO quello che vi dico io...
NINO: no, no io giudico, io sto dicendo in base a quello che mi dicono...
BUDA P.: quello che vi dico io non ne pi e ne meno...
NINO: ma io con voi sto parlando...
BUDA P.: zio NINO!!!... ne pi e ne meno...

NINO: eh!!... quello...


BUDA P.: vedete che lui per venirsene qua qualche motivo c' dovuto essere...
NINO: lui, a questo gli vuole far fare questa cosa...
BUDA P.: per venirsene e scontarsela noi?...
NINO: lui se vuole fare terra bruciata e far fare male figure a questo dico io non a altri...
ah!!...
BUDA P.: se no non c'era motivo che lui se ne veniva qua con noi, come lui non
si...
NINO: ma questo, a chi appartiene questo camion?
BUDA P.: ora ha incominciato a lavorare a Villa, un lavoro grosso...
NINO: per lautostrada, gli vuole dire che lui a Villa. Che lui in prima persona il
primo... che devono prenderlo per le cose
BUDA P.: lo mandano a casa...

mandante, SCOPELLITI Giuseppe, RANIERI Giovanni, LOMBARDO Giuseppe e MARCIANO Maurizio


quali esecutori materiali compivano atti idonei diretti in modo non equivoco a cagionare la morte di
BERTUCA Pasquale al cui indirizzo venivano esplosi colpi di arma da fuoco, in particolare di fucile cal.
22. Evento non verificatosi per cause indipendenti dalla loro volont.
In loc. Cannitello (RC) il 2/10/1988.

115 Per imbasciata, nel gergo della ndrangheta, si intende effettuare una richiesta estorsiva.

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

NINO: e poi glielo va a dire a lui e gli fa fare male figure... come la prende la lascia... ma
dove questo lavaggio che non l'ho visto io?...
BUDA P.: nel passaggio.
NINO: e dove da sotto da dove?...
BUDA P.: dice che ha fatto un lavaggio automatico...
NINO: e non si vede...
BUDA P.: se non andate l sotto non si vede.
NINO: se vedete questa una mala figura per NINO?... ah?...
NINO: se vedete questa una mala figura per NINO?... ah?...
BUDA P.: glie l'ha fatta fare a NINO, per, gliel'ha fatta fare a MIMMO, me l'ha
fatta fare a me... che NINO gli doveva dare l'imbasciata pure qua NINO. Speriamo che non succeda
mai!!... io non me ne prendo impicci, ma se mi prendo qualche impiccio qualche volta e mi fanno
fare male figure poi vedete che gli faccio io!!!... poi vedete che gli combino io!!!... la chiamato
PASSALACQUA... ha chiamato a ROCCO ZITO per aprirgli gli occhi ah!! poi MICO
PASSALACQUA da Villa doveva chiamare a ROCCO ZITO per dirgli che!!... ti hanno fatto
lettere, ti hanno fatto sfregi, ti hanno fatto sgarri, stanno andando facendoti fare male figure piedi
piedi... ma che gli hai fatto di male?... non capisci che ti devi "girare le maniche" e di vedere quello
che devi fare!!!... zio NINO!!! dove vuoi arrivare!!!...
NINO: ROCCO ZITO che ha detto?...
BUDA P.: ha chiamato a ROCCO ZITO dicendo che lui non si spaventa di nessuno,
che qua e che la... di chiamarlo davanti che lui... se vogliono qualche cosa gli dice che se sa chi
stato non chiama a nessuno pi e gli fa faccia... ma che vuoi MICO, che te lo scendono con il
cucchiaino!!!...ah!!! se tu lo sai!!... che me lo hai detto pure a me chi sono e chi non sono...

(vds all. nr.12)

Da accertamenti effettuati emerso che il lavaggio automatico in questione ubicato in


Villa San Giovanni, allinterno del centro commerciale La perla dello stretto. Lo stesso, non
visibile dalla strada, gestito, secondo gli accertamenti svolti presso il Comando Arma competente
per territorio, da VIGLIANISI Domenico [nato a Campo Calabro il g. 26.02.1960 ivi residente], di
propriet, dal 28.12.2007, della ditta DFG di Giovanni MARZANO116, con sede a Reggio
Calabria, via Gebbione 18, subentrata alla GESTMAR, con sede ad Anzio via Venere 14, che, in
data 3 aprile 2007, era stata autorizzata dal Comune di Villa San Giovanni ad eseguire i lavori di
allaccio degli scarichi.
(vds. all. nr. 13)

Dal contenuto del discorso emergeva che IMERTI Antonino non aveva richiesto il
pagamento dellestorsione, per intercessione di PASSALACQUA Domenico e ZITO Rocco [nato
a Campo Calabro il 2 gennaio 1943, ivi residente], capo dellomonima organizzazione criminale,
gi inquisito e successivamente assolto nellambito del procedimento penale Olimpia, quale
appartenete al pi ampio schieramento denominato DE STEFANO TEGANO.
Lintervento del PASSALACQUA e dello ZITO era dettato dal fatto che il gestore
dellautolavaggio, VIGLIANISI Domenico, organico al sodalizio capeggio da ZITO Rocco.
Aldil dellepisodio narrato, significativo evidenziare come gli indagati effettuino un
costante controllo del territorio, al fine dimporre il pagamento delle estorsioni ai diversi operatori
economici. Tuttavia nel contesto della conversazione emergono palesi risentimenti, espressi dal
BUDA Pasquale a IMERTI Antonino cl. 50, in ordine al comportamento tenuto da alcuni soggetti
che stavano effettuando autonomamente atti intimidatori a fini estorsivi nellarea di Villa San
Giovanni. BUDA Pasquale, infatti affermava, rivolgendosi, allIMERTI: ti hanno fatto lettere, ti
hanno fatto sfregi, ti hanno fatto sgarri, stanno andando facendoti fare male figure piedi piedi... ma
che gli hai fatto di male?...

116 I soci della citta ditta sono risultati:


- IRACA Demetrio (socio amministratore), nato a Reggio Calabria il 15.05.1974, ivi residente vai A. Moro;
- NUNNARI Francesco ( socio amministratore), nato a Reggio Calabria l1.12.1963, ivi residente vai
Graziella nr. 22;
- MADONNA MARZANO Giovanni (socio amministratore), nato a reggio calabria il 7 agosto 1976.

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Aggiungeva: ..... non capisci che ti devi "girare le maniche" e di vedere quello che devi
fare!!!... zio NINO!!! dove vuoi arrivare!!!....
(vds. all. nr. 12, gi menzionato)
In relazione ai numerosi delitti, perpetrati nella zona di Villa San Giovanni, attuati senza
lautorizzazione dei vertici dellorganizzazione criminale di Fiumara di Muro, BUDA Pasquale
riteneva che uno degli autori, unitamente al BERTUCA Pasquale, fosse anche COTRONEO
Attilio, identificato nellomonimo, [nato a San Roberto il 13.10.1959, ivi residente, pregiudicato]:
si, ma da quando uscito lui sono successe queste cose... un boom come uscito lui ci sono state
tante cose...,
Le affermazioni sono significative:

BUDA P.: c'era pure ATTILIO COTRONEO... per c' pure la mano di quello!!!...

NINO: no, questo qua non la forza sua di questi. La sua di quello ... La strategia di
quello per me ah!!!... poi la mano nel fuoco non la posso mettere...

BUDA P.: si, ma da quando uscito lui sono successe queste cose... un boom ; come
uscito lui ci sono state tante cose...

NINO: un boom...

(vds. all. nr. 12, gi menzionato)

La scarcerazione di BERTUCA Pasquale, sicuramente aveva destato particolare allarme in


seno allorganizzazione criminale in questione, tant che, in data 9 giugno 2007, veniva censurata
una conversazione allinterno dellufficio di BARBIERI Domenico (progressivo 6230), attinente
agli equilibri criminali di Villa San Giovanni, nel corso della quale, uno degli interlocutori riferiva
ora uscito il BERTUCA che ha tutti i numeri in regola e non un fesso e sa il fatto suo. Il
BARBIERI, perfettamente a conoscenza delle tematiche criminali nellarea di Villa San Giovanni,
aggiungeva che non ci sarebbe stato alcuno scontro con lorganizzazione di Fiumara di Muro,
poich entrambi le componenti sono legate anche da vincoli matrimoniali.
Prog. 6230 data e ora 09/06/2007 17.27.48
SINTESI
Si sente Mimmo barbieri con due [Link] delle elezioni della circoscrizione e per
Mimmo vince Passalacqua(Albino), [Link] poi parla di Agliano che si preso 3 mila euro al
mese e non stato in grado di sistemare una persona.
[Link] Mimmo B. parla di Fiumara di Muro che un ambiente come a Villa, uno dei
presenti viene chiamato da Mimmo B mimmo,uno dei presenti dice che sono tutti loro di Fiumara
di Muro, mimmo B dice che una persona che una persona a Villa non si vede mai.....incomp...uno
dei presenti dice che ora uscito il Bertuca che ha tutti i numeri in regola e non un fesso e sa il
fatto [Link] B dice che li si salvano perch hanno intrecci di [Link] B poi
chiama a tale Nino che sta cercando una cosa.
[Link] OMISSIS.
[Link] Si sente il Barbieri dire : che centra che Fiumara di Muro deve scendere a
Villa, tempo f ci stava Nino e nessuno gli ha detto cosa e le cose sono rimaste in quel modo,
OMISSIS, poi Mimmo nomina ai tempi di [Link] Barbieri dice che hanno tutto nelle mani
loro, i fiumaroti, magazzini i bar a [Link] abbasano il tono della voce.
[Link] Si sente il Barbieri dire che bisogna parlare con compare
Mimmo....incomp...uno dei presenti dice che Mimmo Passalacqua stato scelto ....incomp...
[Link]o] Il barbieri dice che venuta una ditta di fuori per fare dei lavori ad Archi(?) ,
poi si sente nominare compare Ciccio , che gli ha detto sul perch non son andati da lui, poi si
sente dire a uno dei presenti: a quelli che gli hanno bruciato lo scavatore ....incomp...poi dice che
una volta ci stava un solo punto di riferimento si andava dai Destefano [Link] ...poi il Barbieri
dice che mandano imbasciate per operai e altro......poi dice che un amico suo di Sinopoli che ha
mandato imbasciate che poi non arrivano quindi devono fare un solo responsabile per gestire
tutto, e chiede conferma .
[Link] Il Barbieri dice che ci sta uno che lavora a Santo Pietro, nella fiumara di

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Reggio, questo ha fregato l'amministrazione infatti si preso i soldi in anticipo e non ha fatto
lavori, ora per lo deve fare.
Poi Mimmo dice di mettere queste cose nella [Link] capisce che escono dall'ufficio
ESTRAPOLATO DAL BROGLIACCIO AMBIENTALE UFFICIO BARBIERI

Va segnalato che gi in data 13 marzo 2007, BARBIERI Domenico, mentra si trovava in


compagnia di un un soggetrto a nome Mimmo, non identificato, nel commentare la realizzazione
di alcuni lavori pubblici, dialogavano in merito alla scarcerazione del BERTUCA, laddove
lintrelocutore del BARBIERI affermava che la scarcerazione di questultimo, sicuramente avrebbe
inciso sulgli equilibri criminali, relativamente alle forniture del cemento, atteso che tale settore,
sino a quel momento era devoluto a LE PERA Santo [ nato a Reggio Calabria il 3.11.1958],
esponente di primo piano della cosca RUGOLINO:
BARBIERI DOMENICO: avevo un lavoro a Scilla...e me lo ha venduto allora non mi
ricordo se me lo ha venduto...incomp...questo
MIMMO: mh mh...lo stesso lo aveva SANTO coso
BARBIERI DOMENICO: si...si ma quello non...i suoi...
MIMMO: ma gli hanno preso tutte cose...incomp...
BARBIERI DOMENICO: compare...incomp...non sapete niente perch non che vi
dicono la verit...e io non la voglio sapere manco per dirvelo a voi...mi bastano i miei problemi
compare che ho...poi non che sono cristiani che gli dite una cosa e dicono si
MIMMO: si...ma lui adesso dentro ?
BARBIERI DOMENICO: PASQUALE uscito
MIMMO: ah, lo hanno uscito?
BARBIERI DOMENICO: uscito sabato
MIMMO: ma libero...?
BARBIERI DOMENICO: si, si, si
MIMMO: e li si sono trovati inguaiati allora...perch...lui...negli impianti li teneva sotto
BARBIERI DOMENICO: chi?
MIMMO: SANTO
BARBIERI DOMENICO: si...
MIMMO: non ...

(vds. all. nr. 14)

Lidentificazione del LE PERA stata possibile attraverso le diverse acquisizioni scaturite


dal presente procedimento, laddove questultimo, come sar evidenziato in seguito, partecipava ad
incontri con lo stesso BARBIERI e BUDA Pasquale, circa la divisione di alcuni appalti.
Ritornando al dialogo intercorso tra BUDA Pasquale e CIANCI Antonino, questi ultimi
riferivano in ordine ad una richiesta estorsiva, pari a 150/mila Euro, effettuata, da parte del
BERTUCA allindirizzo di GIGLIETTA Giovanni [nato a Fiumara di Muro il 20 maggio 1945,
residente a Villa San Giovanni] titolare dellomonima impresa edile, impegnato, in quel periodo,
nella costruzione di alcuni appartamenti, allinterno di un terreno cedutegli da ARECCHI TOMAS
Carmine [nato a Reggio Calabria il 28 settembre 1958, residente a Villa San Giovanni (RC)]:

BUDA P.: a questo gli ha chiesto centocinquanta mila euro, a CARMINE


ARECCHI...
NINO: a GIOVANNI sembra...
Lestorsione, secondo le affermazione dei due interlocutori, era stata procedute da alcune
minacce, scritte su alcuni cartelloni del cantiere in questione.
Molto importante risultata, in relazione alla vicenda in esame, laffermazione fatta del
BUDA, allorquando precisava che tale attivit criminale era stata condotta anche con
lautorizzazione di Archi, intendendo con ci, per come in precedenza rappresentato, con
lautorizzazione del gruppo criminale DE STEFANO, attesi i consolidati rapporti criminali tra i
componenti di questultimo e quello riconducibile a BERTUCA Pasquale.

BUDA P.: gli ha fatto trovare una scritta, tre...


NINO: qua o la?...

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 280
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BUDA P.: qua nella tabella glielo hanno scritto, nella tabella... qua glielo ha scritto
nella tabella... scritta e disegnata pure!!...
NINO: ...inc... sapete che dicono questi!!...
BUDA P.: questi?...
NINO: eh!!...
BUDA P.: NINO IMERTI sempre buono...
NINO: allora che...
BUDA P.: e vedete che qua c' pure la mano di Archi!!...

(vds. all. nr12, gi menzionato)

In data 19 settembre 2008, personale della locale Sezione Anticrimine ha escusso a


sommarie informazioni limprenditore GIGLIETTA Giovanni, il quale, oltre a confermare di essere
impegnato nella costruzione di alcuni appartamenti ubicati nel terreno di propriet di ARECCHI
Carmine, ha riferito che nei primi mesi del 2007, una mattina, notava, su un cartello posto
allingresso del cantiere, il disegno di una mano nera, prodotto, verosimilmente, tramite una
vernice spray. In merito non aveva sporta alcuna denuncia. Precisava, che dopo un paio di
settimane dallinizio dei lavori (aprile 2006), allinterno del citato cantiere era stata danneggiata, a
mezzo fuoco, una pala meccanica, di propriet della ditta Santoro, impegnata nei lavori di
sbancamento dei terreni. Per tali fatti aveva sporto denuncia presso il Commissariato di P.S. di
Villa San Giovanni.
(vds. all. nr. 15)

Giova sollonieare, in questa sede, che il riferimento alla mano nera, ed i significati allo
stesso sottesi, non nuovo nel panorama di cui si compone la simbologia mafiosa calabrese;
si rinviene, peraltro, nelle dichiarazioni di Antonino FIUME, il quale in data 20 novembre
2008 puntualizza quanto segue:
P.M.: No, io ti faccio le domande puntuali per cercare di strutturare meglio, perch sono
aspetti che bene chiarire una volta per tutte. Paolo DE STEFANO aveva un
grado?
FIUME: S
P.M.: O era Paolo DE STEFANO?
FIUME: era Capobastone.
P.M.: Che un grado riconosciuto?
FIUME: S, e se poi
P.M.: Ad esempio Giovanni TEGANO aveva lo stesso grado?
FIUME: Era Saggio Mastro Consigliori, per per capire meglio questa storia, io glielho
raccontata al Commissario LABATE, perch in una perquisizione che cera stata
nella villa, ho detto: se vuol capire meglio determinate cose, entrando nella cucina, a
destra, c un quadro. Se lei guarda quel quadr capir cos LAlbero della Scienza
perch c un serpente, perch c lacciappicavaddu, perch c il pugnale e spiega
le foglie, tutte queste cose qua
P.M.: S, s.
FIUME: Questa storia ha creato una specie di scompiglio perch la persona, mi pare che
lhanno uccisa (inc.) che era cos detto lUomo Mitra, Salvatore PELLEGRINO,
glielaveva regalato a Paolo DE STEFANO quando era nel carcere a Reggio e
laveva firmato, siccome gli mancava un dito, aveva messo (inc.) e laveva firmato
Mano Nera. Ora la Mano Nera da attribuire, il primo nome che davano alla
ndrangheta, la prima, che poi ha preso ndrangheta e da l nasce una specie di
confusione perch a Reggio Calabria arrivavano queste lettere anonime scritte a
Mano Nera e nessuno capiva quello che succedeva, tant che Giuseppe dice: me
ziu Orazio mi sta facennu sti cose quanto si litigano. Ricordo questo e ricollego al
discorso della
P.M.: S, s.
FIUME: dellAlbero della Scienza

OMISSIS

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 281
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escusso in data 19 dicembre 2008 il FIUME sottolineava ulteriori passaggi di interesse:


PM:- Scusami. Il 5% vale per gli appalti?
FA:- Si, anche
PM:- Gli introiti
FA:- sto spiegando questo, che ci sono due cose sembrano differenti per alla fine si
divedeva anche questo. Il cointeresse proprio quello a dire quello amico mio e non si tocca
e lo gestisco io
PM:- Quindi 2,5 e 2,5?
FA:- Esatto. Ma nonostante questi accordi, i confini di alcuni LOCALE stavano per essere
rideterminati i confini di alcuni LOCALE e cera da riconfermare la leadership dei capilocale,
oltre al fatto che non era pi rispettato laccordo che CARMINE DE STEFANO aveva proposto
che per un periodo era stato accolto, riferito al fatto che non bisognava chiedere tangenti su opere
appaltate per un importo inferiore alla cifra di 100 milioni, di lire. Questo decadde
questaccordo e quindi si estorcevano anche i pi piccoli e medi imprenditori, che appaltavano
lavoro di poche decine di milioni. Di seguito si innesc un meccanismo stia attento a questo
perch glielho spiegato al dott. Mollace e c voluto un po per capirlo, e lha definito un
retroscena, e glielo ripeto a lei di seguito sinnesc un meccanismo apparentemente
improvvisato da cani sciolti, ma che in realt erano ben orientati e istruiti dalla propria cosca
dappartenenza, che intimorivano anche i pi piccoli negozianti, chiedendo dei soldi da destinare
ad amici detenuti oltre al fatto che a molti arrivavano delle lettere in forma anonima firmate
mano nera, che costringevano diversi operatori economici a rivolgersi al loro santo in
paradiso, ignari che il santo in paradiso era proprio quello che in modo occulto li
danneggiavano, con atti intimidatori, specie bombe.

Alla luce dei fatti innanzi citati, palese che CIANCI Antonino e BUDA Pasquale erano
ben consapevoli della richiesta estorsiva in argomento attuata dal BERTUCA e non confermata, per
timore di sicure rappresaglie alla propria incolumit personale e dei propri familiari, dal
GIGLIETTA.
Per quanto attiene i probabili dissidi sorti tra il gruppo capeggiato da IMERTI Antonino e
quello riconducibile a BERTUCA Pasquale, intenzionato ad acquisire una certa autonomia
criminale nel centro di Villa San Giovanni, si riporta, di seguito, una conversazione registrata
sempre tra CIANCI Antonino e BUDA Pasquale, avvenuta in data 11 marzo 2007, laddove
questultimo riferiva che IMERTI Antonino cl. 50 aveva avuto un incontro con BERTUCA
Pasquale, poich questultimo, aveva .fatto fare una mala figura.., a MIMMO, identificato in
PASSALACQUA Domenico:

BUDA P.: no, a NINO l'altra volta l'ho incontrato... ...inc... quando si preso...
...inc...
NINO: uh?... ...inc... no... e li era nella macchina?...
BUDA P.: NINO...
NINO: uh?...
BUDA P.: ...NINO si incontrato con PASQUALE...
NINO: chi?...
BUDA P.: NINO "nostro" (di famiglia n.d.r.)...
NINO: IMERTI?....
BUDA P.: con BERTUCA, che glielo deve portare MIMMO...
NINO: uh?...
BUDA P.: a MIMMO...
NINO: uh....
BUDA P.: ora si deve incontrare NINO...
NINO: uh?... e che stato qualcosa con MIMMO?... uh?...
BUDA P.: PASQUALE gli ha fatto fare una mala figura....
NINO: a chi?...
BUDA P.: a MIMMO ...inc...

(vds. all. nr. 16)

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 282
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Il contenuto delle affermazioni sopra riportate illuminante circa la solidariet e la


compatezza, sottesa fra i componenti di una stessa struttura criminale, considerando la difesa del
sodale, al cospetto di un altro Capo Societ, come una prova tangibile della dialettica mafiosa.
I probabili mutamenti degli equilibri mafiosi darea, conseguenti alla scarcerazione di
BERTUCA Pasquale erano stati gi evidenziati nel corso di una conversazione tra presenti,
registrata in data 06.02.2007, allinterno dellautovettura del BUDA Pasquale, nel corso di un
colloquio intercorso con PASSALACQUA Domenico, laddove veniva evidenziato che la
scarcerazione dello stesso avrebbe peggiorato la gi precaria situazione di Villa San Giovanni:
PASSALACQUA D.: ma PASQUALE che doveva uscire, non uscito?...
BUDA P.: doveva uscire, e che non doveva uscire?...
PASSALACQUA D.: eh!!...
BUDA P.: ma!!... si deve vedere... pi di uno sta aspettando a PASQUALE che
esce...
PASSALACQUA D.: chi?...
BUDA P.: pi di uno sta aspettando a PASQUALE che esce... come se quando
esce PASQUALE aggiusta le situazioni... li peggiora...
PASSALACQUA D.: si, con la testa che ha PASQUALE li peggiora le cose...

(vds all. nr. 17)

Circa la centralit del BERTUCA, nelle dinamiche criminali dellarea di Villa San Giovanni
e paesi limitrofi, risultava significativa una conversazione registrata in data 08.03.2007 allinterno
dellabitazione di ALVARO Cosimo, laddove un soggetto a nome Mico, non meglio
generalizzato, chiedeva a chi doveva rivolgersi, un proprio amico, non indicato, che doveva
costruire un capannone a Campo Calabro. La richiesta, dal contenuto del dialogo, era riferita ai
contatti che lo stesso avrebbe dovuto intraprendere con gli esponenti della locale criminalit
organizzata, infatti riferiva testualmente: vuole andare a bussare... dove deve andare?... a Villa o
l?...".
LALVARO, riferiva di recarsi a Campo Calabro, dai componenti della famiglia
GARONFOLO: "..no!.. l!.. ci sono i GARONFOLO...", attestando, in tal modo, la competenza di
questultima famiglia mafiosa, nel territorio di Campo Calabro.
Nella prosecuzione della conversazione, il soggetto a nome Mico chiedeva se fosse stato
necessario rivolgersi anche a BERTUCA Pasquale. In merito lALVARO riferiva che si sarebbe
informato.

(vds all. nr. 18)


Il dialogo, oltre a dimostrare uno spiccato controllo territoriale da parte delle diverse
famiglie mafiose, laddove necessario per intraprendere qualsiasi operazione di natura economica
stabilire i dovuti contatti con gli aggregati criminali e, quindi, elargire delle somme di denaro a
titolo estorsivo, era sintomatico di un rientro nel circuito mafioso del BERTUCA, che scarcerato un
mese prima, gi aveva imposto la propria egemonia nellarea. Infatti, linerlocutore dellALVARO,
per evitare che il proprio amico cadesse in un errore relazionale, con conseguenti ritorsioni,
chiedeva dincontrare anche il BERTUCA.
Sempre in data 18 maggio 2007, alle ore 16.17, si registrava lennesimo dialogo tra BUDA
Pasquale e lo zio CIANCI Antonino. Nella circostanza, il colloquio, nella parte iniziale, era riferito
alla persona di PASSALACQUA Domenico che, in relazione ad una vicenda connessa alla
compravendita di un telefonino Wind, aveva messo in difficolt lo stesso BUDA Pasquale. In tale
contesto, risultava significativa la frase di CIANCI Antonio laddove attestava che il
PASSALACQUA era il custode del patrimonio dello stesso BUDA infatti, riferiva: le sue cose
ce li ha!!... ha il pane, ha i vostri "panari"... a questo, ha quello... ha tante cose PASQUALE!!...
Subito dopo aggiungeva: eh... ...inc... in tutti i posti miliardi ha?... per favore... che si
incassano?... PASQUALE!!....-
La restante parte del discorso, sempre incentrata sulla figura di PASSALACQUA
Domenico, era attinente ad un litigio sorto tra questultimo e COTRONEO Giuseppe [nato a San
Roberto (RC) il 16.12.1941], connesso ad una propriet terriera, non meglio specificata. A tal
proposito il BUDA aggiungeva che qualora avesse voluto, avrebbe potuto indurre i componenti

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 283
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della famiglia COTRONEO ad assumere qualsiasi tipo diniziativa nei confronti del
PASSALACQUA, anche in considerazione del fatto che, a difesa di questultimo ci sarebbero stati,
esclusivamente, GRILLO BRANCATI Vitaliano, identificato nellomonimo, [nato a Villa San
Giovanni il 18.02.1960], nonch un soggetto, indicato con lappellativo dartagnan , identificato
in CRISTIANO Domenico [10.01.1951] . In merito, il BUDA riferiva testualmente: . zio
NINO, se io personalmente con i COTRONEO, con i COTRONEO, mi sentite a me?... ..."gli
dicevo non voglio sapere niente di MIMMO PASSALACQUA... lo sapete che facevano di
MIMMO PASSALACQUA? ah!!..." ma lui non si rende conto nemmeno!!... lui parla, parla
sempre... parla, parla... a chi hai di lato a te!!!... a chi hai di lato a te!!... ah!!... a MICO
"dartagnan!!" (DOMENICO CRISTIANO n.d.r.)... o il marito (GRILLO BRANCATI
VITALIANO n.d.r.) dell'avvocatessa (TRIPEPI ANNA MARIA n.d.r.)... ... che "immischiato"
con la Polizia e con i Carabinieri... con chi si mette?....
(vds. all nr.19)

Si precisa che, a seguito del servizio di ascolto, e della conseguente attivit di osservazione,
veniva accertato che effettivamente PASSALACQUA Domenico era solito relazionarsi con il
citato GRILLO BRANCATI Vitaliano, marito dellavvocato TRIPEPI Anna Maria, e con
CRISTIANO Domenico.

Nella conversazione successiva, BUDA Pasquale e CIANCI Antonino discutevano in


relazione alla figura di una persona, non meglio specificata, probabilmente della citt di Reggio
Calabria, che manteneva un atteggiamento molto guadingo, derivante, da contrasti avuti con
soggetti appartenenti allo schieramento criminale operante nellarea di Gebbione, individuata nel
noto gruppo riconducibile alla famiglia LABATE:
ZIO NINO: eh!...ma lo sapete che nella citt lui...inc...non li accetta!...e ci costato
in un attimo....inc..., quando abbiamo visto l'altro fratello l ci fermavamo...quando passato
BUDA P.: ...guardingo
ZIO NINO: ah?
BUDA P.: guardingo
ZIO NINO: che ha?
BUDA P.: guardingo!
ZIO NINO: ch nato ieri ed ha camminato oggi lui!...gli diceva l'altro giorno che
impulsivo lui, per dire, le mani le alzava subito con tutti ...l gli raccontava questo fatto l...inc...,
se li doveva alzare le mani le alzava in niente, con vecchi, giovani, come erano
tirava...purtroppo...eh!!!...
BUDA P.: con Gebbione ha avuto battibecchi!
ZIO NINO: ah?
BUDA P.: con Gebbione ha avuto sempre battibecchi!
ZIO NINO: con Gebbione non pu perch ...inc..., loro non vanno, loro non vanno
fuori riga...per chi tocca l si brucia

Laltra parte del discorso, emblematica del senso di mutua assistenza che i compomenti
della organizzazione criminale sentono come dovere per eccellenza, al fine del mantenimento della
struttura stessa, era attinente a problematiche relative al mantenimento in carcere dei detenuti
appartenenti allorganizzazione criminale di Fiumara di Muro. Il BUDA lamentava di essere il solo
a soddisfare tale incombenza:
ZIO NINO: ora cominciano ad ordinare l, i carcerati?
BUDA P.: ...imprecazione...non ne posso pi, mi dovete credere
ZIO NINO: ora cominciano! ...cammice, pantaloni, estate...
BUDA P.: ma pure...ma io non riesco a capire "ma non potete andare
sole?"...giusto? ah?...andate sole, vi fa lo sconto che...una volta ci sono andato io da Nino, ed una
volta con Pasquale c' andata
ZIO NINO: da...
BUDA P.: da Carmelo..."se la vede con Pasquale!"...se la vede con Pasquale
che...come se la vede con me...
ZIO NINO: contate no!

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 284
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BUDA P.: zio Nino!...ma io lo faccio con tutto il cuore, mi dovete credere...per
io...ci sono momenti zio Nino, mi dovete credere, che mi mancano i cento euro...e non che io...ci
sono momenti che mi mancano i cento euro...
ZIO NINO: eh!!!
BUDA P.: purtroppo loro si mantengono due macchine ...inc...
ZIO NINO: eh! eh! eh!
BUDA P.: ...inc...la moglie dalla mattina alla sera piedi piedi...consuma pi lei che
io
ZIO NINO: se ne vanno tanti soldi che mancano

(vds. all. nr. 20)


I fatti innanzi citati costituiscono una prova granitica circa la sussistenza, nellarea di Villa
San Giovani e, quindi, dei centri pre/aspro montani ad essa collegati, di unagguerrita associazione
mafiosa, capeggiata da IMERTI Antonino cl. 50., al cui interno, come gi rappresentato venivano
registrati alcuni dissidi, connessi, essenzialmente, dopo la scarcerazione di BERTUCA Pasquale,
alla conduzione di alcune attivit criminali e pi in generale alla gestione criminale del centro di
Villa San Giovanni.
Come gi evidenziato nelle pagine precedenti, il problema principale che stimolava BUDA
Pasquale proveniva proprio dalla pessima gestione che IMERTI Antonino cl. 50 adottava per
lorganizzazione criminale di Fiumara di Muro. In particolare, nel corso di una conversazione,
registrata in data 18 novembre 2006, intercorsa tra BUDA pasquale e CIANCI Antonino, i due
interlocutori, nel rappresentare la situazione criminale relativa a tale centro, evidenziavano che
IMERTI Antonino cl. 50 tratteneva i proventi illeciti per s, senza, tra laltro, dividerli con i restanti
componenti dellorganizzazione e, ancor di pi, con i soggetti detenuti. Infatti, il CIANCI, asseriva:
miserabile una persona se tiene i soldi dei carcerati...
In tale contesto, il BUDA aggiungeva che avrebbe rappresentato tali fatti al fratello dello
stesso IMERTI Antonino, identificato in IMERTI Giovanni [nato a Fiumara (RC) il 03.04.1958, ivi
residente ivi residente frazione San Rocco alla Via Pietro Micca nr.26, coniugato, detenuto],
allorquando si sarebbe recato a fare visita a questultimo in carcere, detenuto, unitamente a
LICANDRO Rocco [04.03.1966], cognato del BUDA, presso il penitenziario di Volterra .. io ora
quando vado da suo fratello ...io...che faccio un p di discorsi.... Aggiungeva ..io come arrivo l
da suo fratello io gli faccio un discorso...se io devo andare avanti in questa maniera! ...vado a
lavorare io! ...a rompermi il culo e poi e.....-
(vds. all. nr. 21)

Alla luce della conversazione innanzi citata, evidente come venisse centrato il senso di
natura associativa, fra appartenenti alla medesima struttura criminale, che esprimeva IMERTI
Antonino cl. 50, il cui comportamento veniva qualificato come non consono ad un uomo
appartenete alla ndrangheta.
La successiva conversazione, intercorsa alle ore 19.42, sempre tra BUDA Pasquale e lo zio
CIANCI Antonino, era collegata alle dinamiche criminali relative allarea di Villa San Giovanni,
laddove i due interlocutori avevano notato frequenti contatti tra PASSALACQUA Domenico e
REITANO Pasquale [ nato a Fiumara di Muro il g. 01.04.1935 ivi residente, via Tobruk nr. 42/C,
pregiudicato], senza conoscerne concretamente il motivo, pur ipotizzando una controversia legata a
problemi economici. Latteggiamento mantenuto dal PASSALACQUA, infatti, non era molto
gradito dagli interlocutori, poich determinate situazioni, andavano, comunque, riferite anche agli
altri sodali.

CONVERSAZIONE REGISTRATA AL PROG. 225 DEL 18.11.2006, ORE 19.42 CON


APPARECCHIATURA SIO.
Legenda

BUDA P = BUDA PASQUALE;


NINO = CIANCI ANTONINO
INIZIO TRASCRIZIONE
^^^^
NINO: compare Ciccio non l'ho visto per niente

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 285
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BUDA P.: no! l a Solano


NINO: eh!...ma che hanno qualche cosa, per ora, compare Mimmo con coso...non ...
BUDA P.: si! ma...hanno qualche problema, gli andato pure Pasquale Reitano, qualche tre
volte l
NINO: da chi?
BUDA P.: da Mimmo
NINO: eh!! e che problema?
BUDA P.: ma non lo so
NINO: e Pasquale REITANO e....
BUDA P.: venuto qualche tre volte, quattro volte l....a trovarlo! discussioni lunghe.....
NINO: non lo stesso problema va!....penso che la discussione, il fatto dei soldi di suo
cognato l, di suo fratello Gaetano che gli doveva dare cose l con Peppe
BUDA P.: non lo so! venuto qualche tre, quattro volte a trovarlo...io non...se REITANO
dice una cosa non che gli vado a domandare che...quando se ne accorge che voi volete sapere...
(vds. all. nr. 22)

Ancor prima di analizzare lesito delle successive indagini, opportuno fare un passo a
ritroso nel tempo, ovvero a maggio 2006, laddove la figura di CIANCI Antonino, quale
soggetto aderente al medesimo contesto criminale era gi emersa nel corso di un servizio di
osservazione, che indirettamente consentiva di verificare un summit criminale intercorso tra i
massimi esponenti del locale di Fiumara di Muro e Villa San Giovanni.
In particolare, in data 28 maggio 2006, alle ore 19.57, PASSALACQUA Domenico, sulla
propria utenza telefonica nr. 339/5235235, riceveva una telefonata dal nr. 393/9017515, in uso a
BUDA Pasquale, che lo invitava, insolitamente a fare visita alla sorella per il giorno successivo a
Fiumara di Muro [...niente...domani se salivi da tua sorella verso le 16.30..]117. Linvito, sebbene
non venisse immediatamente recepito dal PASSALACQUA tuttavia veniva accertato e compreso
successivamente.
Sulla scorta di tali acquisizioni, il giorno successivo, venivano attuati dei servizi di
osservazione nei confronti del PASSALACQUA, al fine di verificare gli spostamenti dello stesso.
Si precisa che il giorno successivo (29 maggio 2006), questultimo, alle ore 10.55 contattava
lutenza nr. 339/5736198, in uso a VITALE Domenico, [nato a S. Stefano Aspromonte il
03.01.1959 e residente a Reggio Calabria in via Fratelli Spagnolo nr. 51, coniugato], con il quale
fissava un appuntamento presso il cantiere dello zio, questultimo identificato nellimprenditore
VITALE Stefano [25.07.1938], in quel periodo impegnato nella realizzazione di alcune palazzine
in via Riviera di Villa San Giovanni118.
VITALE Domenico, oltre ad essere nipote di VITALE Stefano, in precedenza generalizzato,
uomo di fiducia di MUSOLINO Rocco [ 01.03.1927], pregiudicato, gi inquisito in relazione al
delitto di associazione per delinquere di tipo mafioso, successivamente assolto e oggetto di
attentato alla propria vita il 23.07.2008, sebbene miracolosamente sia rimasto illeso. Sul conto
dello stesso si disquisir in seguito.
Lincontro , scaturito dalla precedente conversazione, era finalizzato a far conoscere a
VITALE Stefano, attraverso il nipote VITALE Domenico, che anchegli, nella stessa giornata,
doveva recarsi allappuntamento con il BUDA. La conferma giungeva alle ore 14.05 successive,
allorquando PASSALACQUA Domenico, dal proprio telefono cellulare nr. 339/5235235,
contattava lutenza nr. 339/6653653, in uso a VITALE Stefano, chiedendo a questultimo se il
nipote lo avesse informato che alle ore 16.30 dovevano recarsi l. I due restavano daccordo che
si sarebbero recati allappuntamento con lautovettura del VITALE Stefano.
Dal contesto delle conversazioni intercettate, si intuiva, chiaramente, che lincontro doveva
essere di estrema importanza, atteso che, successivamente, sullutenza domestica del
PASSALACQUA [0965/795627], si registrava, da parte di questultimo, uninsolita fibrillazione.
Lo stesso, infatti, alle ore 14.08, quindi dopo appena tre minuti dalla telefonata intercorsa con

117 Vedasi brogliaccio intercettazione conversazione nr. 13211 del 28 maggio 2006, registrata sullutenza
telefonica nr. 339/5235235, in uso a PASSALACQUA Domenico.
118 Vedasi brogliaccio intercettazione conversazione nr. 13238 del 29 maggio 2006, registrata sullutenza
telefonica nr. 339/5235235, in uso a PASSALACQUA Domenico.

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 286
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VITALE Stefano, chiamava la sorella PASSALACQUA Graziella [nata a Fiumara di Muro il


13.07.1959], alla quale, dopo aver chiesto notizie di Gaetano, identificato in GRISO Gaetano
[nato a Reggio Calabria il 11.02.1981 e residente a San Roberto in Via S. Anna 60], fidanzato con
ESPOSITO Rosanna, figlia della sorella, riferiva alla stessa che, alle 16.30, sarebbe salita da lei
unitamente a Stefano, identificato in VITALE Stefano. La donna, oltremodo sorpresa, chiedeva
conferma della visita, ottenendo assicurazione in tal senso119.

La donna, non avendo perfettamente compreso il messaggio del fratello, alle ore 15.02
successive, lo avvisava che era arrivato Gaetano, ovvero GRISO Gaetano, in precedenza
generalizzato, unitamente alla madre e tale Satina, quindi chiedeva conferma se fosse salito lo
stesso con Stefano VITALE. Il PASSALACQUA, in maniera molto vaga, riferiva che si sarebbero
visti pi tardi.
PASSALACQUA Graziella, sorella di Domenico (PASSALACQUA), ancora non aveva
capito il motivo per il quale il fratello laveva avvisata che alle ore 16.30 sarebbe arrivato presso la
propria abitazione, pertanto, la stessa, alle ore 18.57 chiamava MARTELLO Lidia [20.10.1956],
convivente del fratello, con la quale commentava tale circostanza.
La donna, infatti, riferiva che il fratello era passato da casa sua, solo di passaggio, ma
subito era andato via.

(vds. all. nr. 23)

Probabilmente il PASSALACQUA aveva telefonato alla sorella, affinch la stessa avvisasse


il marito, ESPOSITO Erminio, della riunione, circostanza non perfettamente compresa dalla donna.
Tale deduzione scaturisce dal fatto che allincontro, registrato in progressione, non si notava,
almeno visivamente, la presenza di questultimo, sebbene ritenuto aderente allo stesso contesto
criminale e, tra laltro, in data 27 gennaio 2000, aveva tenuta analoga riunione proprio a casa sua,
con gli stessi soggetti, cos come accertato dai Carabinieri di Fiumara di Muro.
Il servizio di osservazione, predisposto nei confronti del PASSALACQUA Domenico,
consentiva di verificare che alle ore 16.05 del 29 maggio 2006, PASSALACQUA Domenico saliva
a bordo dellautovettura (mercedes targata BL903LT) di propriet e condotta da VITALE Stefano e
con lo stesso raggiungeva Fiumara di Muro. In tale localit, dopo una breve sosta, nel corso della
quale incontravano BUDA Pasquale, viaggiante a bordo della propria autovettura Fiat Marea, si
portavano in [Link] Colelli di San Roberto, ove giungeva, in progressione BUDA Pasquale, in
compagnia di altri due soggetti, uno dei quali veniva riconosciuto, immediatamente in IMERTI
Antonino cl. 50. Laltro soggetto, veniva identificato, il giorno successivo, attraverso specifica
visone fotografica, nel citato CIANCI Antonino. Gli stessi, successivamente, accedevano
allinterno dellabitazione contraddistinta dai civici 53 e 55 della S.P. 6 (che in quel tratto assume
la denominazione di via Bolano), risultate, rispettivamente, di propriet dei coniugi:
- COTRONEO Giorgio, nato a San Roberto il 31.01.1938, ivi residente via Bolano
nr. 53, difatto domiciliato a Milano, e COTRONEO Stella, nata a San Roberto il 26.09.1947, stesse
vicende anagrafiche del marito;

- AMORE Giorgio [09.05.1924] e LO FARO Maria [06.08.1929], entrambi residenti


al civico 55 di via Bolano di San Roberto.

Quindi, alla luce del servizio sviluppato, allincontro erano sicuramente presenti VITALE
Stefano, PASSALACQUA Domenico, BUDA Pasquale, IMERTI Antonino cl. 50 e CIANCI
Antonino. Il particolare atteggiamento precauzionale mantenuto dai suddetti, sia nel corso delle
conversazioni telefoniche registrate, sia nella scelta del luogo per effettuare lincontro (trattasi si
una localit raggiungibile attraverso uan sola strada, alle pendici dellarea preaspromontana),
faceva concretamente supporre che lincontro rapprsentava la riunione del gruppo delle persone
costituenti il vertice criminale di Fiumara di Muro.

119 Vedasi brogliaccio intercettazione conversazione nr. 308 del 29 maggio 2006, registrata sullutenza
telefonica nr. 0965/795627 in uso a PASSALACQUA Domenico

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 287
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Considerata la particolare conformit del terreno, che non consentiva di potere effettuare
adeguati servizi di osservazione, il dispositivo di osservazione, integrato successivamente con altri
militari, veniva fatto convergere in unarea pi distante, al fine di verificare il passaggio a distanza
dei soggetti interessati. Infatti, alle ore 18.31, PASSALACQUA Domenico e VITALE Stefano
transitavano nel centro abitato di Campo Calabro, fermandosi, alle ore 18.36. presso lo studio del
Geometra Stefano REPACI, eletto, nellanno 2008, Sindaco del comune di Fiumara di Muro.
(vds. all. nr. 24)

Ulteriori rapporti relazionali, intercorsi tra BUDA Pasquale e lo zio CIANCI Antonino, si
registravano in data 30 marzo 2007, come emerge dalle conversazioni captate sempre allinterno
dellautovettura Fiat/Marea, in uso al BUDA.
Anche in questa circostanza i due soggetti, immancabilmente, facevano riferimento ad
alcuni fatti di estrema valenza probatoria, in ordine alle struttura criminali operanti nellarea di
Reggio Calabria, con particolare riferimento alla zona Nord della citt, evidenziando tra laltro, nel
corso della conversazione nr. 4644 delle ore 19.12, anche la divisione del territorio, allindomani
della pax mafiosa.
Durante la prima conversazione, registrata alle ore 15.28, CIANCI Antonino rappresentava
allinterlocutore di un incontro, avuto nella stessa mattinata, con PRIORE Francesco [ identificato
nellomonimo, nato a Reggio Calabria il 5.12.1935, pregiudicato], indicato, nellambito del
procedimento penale Olimpia, quale componente della cosca RUGOLINO. Lincontro,
intercorso tra il CIANCI ed il PRIORE, era finalizzato a dirimere una questione, sorta tra
questultimo e BARBIERI Domenico, connesso alla vendita di un terreno, che questultimo si era
comprato senza lautorizzazione del PRIORE e di GRECO Giuseppe [nato a Calanna il
01.01.1960], figlio del defunto GRECO Francesco [nato a Reggio Calabria il g. 01.01.1930], capo
dellomonima consorteria criminale operante a Calanna. Per tale fatto, il PRIORE, alcuni giorni
prima, aveva atteso, presso lo svincolo autostradale di Gallico, il BARBIERI, minacciandolo con
un coltello. Inoltre, in data 29 gennaio 2007, per tale vicenda, GRECO Giuseppe aveva picchiato
BARBIERI Vincenzo Carmine [26.11.1961], fratello di Domenico.
Il CIANCI, nella stessa mattinata, unitamente al PRIORE, si era recato anche a casa del
BARBIERI per rintracciarlo, e l avevano appreso anche dalla moglie che questultimo non era
presente.
Aldil di tali fatti, che saranno richiamati in seguito, si precisa che, nel corso della
conversazione in argomento, BUDA Pasquale e CIANCI Antonio facevano alcune affermazioni,
oltremodo dettagliate anche in relazione alla figura di COTRONEO Domenico, nato a San Roberto
il giorno 01.01.1944, pregiudicato, che avrebbe richiesto di far transitare nel proprio locale di
ndrangheta, un soggetto non meglio specificato, che dal complesso generale del discorso, potrebbe
identificarsi in BARBIERI Domenico: no, ma Mimmo (ndr COTRONEO Domenico) diceva un
altro fatto... diceva a un certo punto che vanno trovando... chi passa!!... io passo nel suo "locale"
(inteso come 'ndrangheta n.d.r.)... se gli sta bene al suo "locale" mangiano e si scialano... se c'
qualche "locale" che si "oppone"... dopo escono e dicono... "a me non mi sta bene"... Mimmo (ndr
COTRONEO Domenico) questo diceva in questo modo...
Tale richiesta, espressa dallo stesso BARBIERI, deriva probabilmente dal fatto che
lorganizzazione criminale, rappresentata dal BUDA Pasquale e CIANCI Antonino, non era
intervenuta in modo adeguato nei confronti di GRECO Giuseppe, allorquando questultimo aveva
picchiato il fratello (BARBIERI) Vincenzo.
Le affermazioni del BUDA e del CIANCI, in relazione alla richiesta fatta dal BARBIERI,
apparivano non concretizzabili, atteso che il passaggio ad un altro locale doveva essere
autorizzato anche dagli esponenti delle omologhe organizzazioni mafiose. Dal contesto del discorso
emergeva, inoltre, che COTRONEO Domenico rivestiva, nel panorama criminale, un grado di
elevato livello, atteso che veniva riconosciuto quale capo di un Locale di ndrangheta e nello
specifico quello di San Roberto.
(vds. all. nr.25)

La conversazione successiva aveva come oggetto il comportamento della famiglia


COTRONEO, laddove i due interlocutori, evidenziavano alcune differenze tra i figli dei fratelli
COTRONEO, Attilio e Salvatore, ritenendo il CIANCI, che i figli di COTRONEO Salvatore, un

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 288
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tempo, avevano pi potere mentre i figli di COTRONEO Attilio erano persone litigiose, ritenute
tali anche dalla famiglia BARILLA, legata da rapporti di parentela con i COTRONEO. La
moglie di Attilio, quindi, madre di COTRONEO Domenico, in precedenza generalizzato, stata
identificata in BARILLA Tommasina cl. 1915.
A prescindere da tali affermazioni, si precisa che BUDA Pasquale non aveva condiviso
latteggiamento di un componente della famiglia COTRONEO, poich dal momento del suo rientro
dallestero, segnatamente la Francia, aveva portato con s una donna di colore. Tale atteggiamento,
secondo le affermazioni del BUDA non era consono ad un appartenente alla ndrangheta ..."e un
uomo pu fare certe cose"... onesto ah?.... Subito dopo aggiungeva "..ma un uomo pu fare
certe cose?"... Con il termine uomo, nellambito del contesto criminale locale, sintende un
appartenente alla criminalit organizzata. Infatti, in seguito, sottolineava ulteriormente tale
principio: .. o obbligo o non obbligo, se una persona si deve comportare cos con la... le regole
dell'uomo... ...(abbassamento di linea)... ma io penso che lui nemmeno ammira certe cose... a lui
non gli interessano nemmeno certo cose....
(vds. all. nr. 26)

Di particolare interesse risultava la conversazione registrata alle ore 19.12, laddove CIANCI
Antonino e BUDA PASQUALE, dopo aver commentato la presenza di una pattuglia dei
Carabinieri, notata lungo la strada, dialogavano in relazione alla figura di VITALE Stefano, in
precedenza generalizzato e della necessit espressa da questultimo di intestare una delle ditte ai
figli. In seguito, CIANCI Antonino riferiva che era sorto un problema tra PRIORE Francesco, in
precedenza generalizzato, ed alcuni appartenenti alla famiglia mafiosa dei GARONFALO,
egemone del Locale di Campo Calabro, poich il suddetto PRIORE riteneva che una determinata
zona rientrasse nella competenza dellorganizzazione mafiosa operante in Catona. I due
interlocutori, in merito, specificavano i limiti territoriali delle diverse cosche:
CIANCI A.: sicuro no?...
BUDA P.: ma scusate zio NINO...
CIANCI A.: Ma la... sentite!! quel locale che ha nella marina! Ah?...
BUDA P.: ... messo con i GARONFALO!
CIANCI A.: ...CICCIO PRIORE!!... gli ho detto io: ma qua prende con Campo!! con
quale Campo!! mi dice qua dice Catona, Catona!...
BUDA P.: Campo, Campo...
CIANCI A.: mannaggia a Dio... lui insisteva che Catona!...
BUDA P.: Che sa lui, non sa nemmeno dove si divide il, il coso! Zio NINO vedete
che loro non sanno niente! di Catona, loro non centrano niente con la Catona!...
CIANCI A.: Chi?...
BUDA P.: CICCIO "U PRIORI"...
CIANCI A.: uh!!...
BUDA P.: a livello di....
CIANCI A.: NO, no, lo so!...
BUDA P.: ...niente! Che ne sa lui dove, dove hanno diviso le fiumare? Ma!...
Quando hanno avuto la storia, questi, con quelli della Catona, dopo si sono seduti...
CIANCI A.: si, hanno diviso si...
BUDA P.: ...si sono divisi le zone! Allora, come scende dalla Concessa...
CIANCI A.: uh...
BUDA P.: come prende il Ponte, dal Ponte direzione la fuori va con la Catona e dal
Ponte per venire in qua va con Campo... In questo modo hanno stabilito!... .... Poi, dal Ponte
"budello" ad andare a monte va con noi altri! ...

Lultima affermazione, delimitava, tra laltro, anche il territorio di competenza


dellorganizzazione IMERTI, laddove il BUDA, in quel momento nella zona di Campo Calabro,
indicava che la loro area ricadeva a monte, ovvero alle spalle di questultimo centro, che ricade
nella zona di Fiumara di Muro.
Le affermazioni qualificano, in maniera inequivocabile, lappartenza dei suddetti allo
schieramento mafioso operante in Fiumara di Muro, anche in considerazione che la prosecuzione
del dialogo, incentrato su una richiesta estoriva, inerente i lavori connessi alla realizzazione della
corsia demergenza dellautostrada A/3, imposta da IMERTI Antonino a tale GIORGIONE,

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 289
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identificato in CALARCO Giorgio [ nato a San Roberto il 10.05.1961, residente a Fiumara di


Muro] e ai fratelli di questultimo (ROCCO e VINCENZO), di seguito generalizzati. Tale episodio
sancisce, laddove ve ne fosse ancora bisogno, in maniera ineluttabile, il ruolo di primo piano svolto
da IMERTI Antonio, nonch da BUDA Pasquale e da CIANCI Rocco, allinterno
dellorganizzazione criminale dappartenenza.

CIANCI A.: l'altra sera coso la era, l sopra era, da MIMMO...


BUDA P.: Chi?
CIANCI A: GIORGIONE (o GIORGIONI)...
BUDA P.: Da MICO?...
CIANCI A.: si!...
BUDA P.: Si, c' stata ieri... me lo ha detto MIMMO, siccome lui gli ha detto a
ROCCO ...incomp...(disturbi di linea) GIORGIONI, ROCCO che tu mi dici in questa maniera d
GIORGIONI non sai i fatti! Ha chiamato a NINO e glielo ha detto! Gli ha detto ROCCO "e che ?
Prima vi fate i discorsi, tu e mio cugino", gli ha detto, "e poi venite e me lo dite a fatto compiuto a
me!" Ora MIMMO, ieri aspettava a GIORGIONI che non si permetta quando parla con ROCCO di
parlare di NINO e di MIMMO, di parlare solo di MIMMO che non metta pi a NINO, hai capito?
che non pensino che
BUDA P.: Uhm! Ma ormai ha un paio di giorni, un paio di sere fa stato, che lui
era l, ho visto a coso ...inc... per il cemento...
CIANCI A.: per il cemento....
BUDA P.: per il cemento...
CIANCI A.: AH?...
BUDA P.: ...per l'autostrada, non ve lo avevo detto io a voi?...
CIANCI A.: si!!...
BUDA P.: ...siccome ero a Catona, gli ho fatto un favore ahaa... Campo, ora devono
andare a GALLICO a Archi e a Santa Caterina... si ma con questo cattive figure fanno! Con questo
cattive figure fanno!...
CIANCI A.: Questo "pila" (soldi n.d.r.) non ne vuole sganciare!...
BUDA P.: la deve sganciare quello della strada! ... l'autostrada....
CIANCI A.: qua si tratta...
(vds. all. nr. 27)

In relazione ai fatti innanzi citati, emergeva che, a seguito di tale richiesta estorsiva, il
CALARCO, avrebbe, comunque, dovuto elargire una somma estorsiva: NINO: Questo "pila"
(soldi n.d.r.) non ne vuole sganciare!... BUDA P.: li deve sganciare quello della strada! ...
autostrada...., sebbene era palese che gli stessi BUDA, CALARCO e IMERTI, avrebbero dovuto
trovare prima un accordo con le organizzazioni criminali, operanti nella citt di Reggio Calabria,
tenuto conto che il CALARCO stesso, per tali lavori, era gi sottoposto ad estorsione, infatti il
BUDA riferiva testualmente: ...siccome ero a Catona, gli ho fatto un favore ahaa... Campo, ora
devono andare a GALLICO a Archi e a Santa Caterina... si ma con questo cattive figure fanno! Con
questo cattive figure fanno!... . A seguito di specifici riscontri effettuati, emerso che i fratelli di
CALARCO Giorgio, identificati in Rocco [nato a Laganadi il 16.05.1966 residente a San Roberto]
e Vincenzo [ nato a Laganadi il 18.07.1964 residente Campo Calabro], sono proprietari della
CALARCO CALCESTRUZZI s.r.l., con sede a Fiumara di Muro in [Link] Musarra. La citata impresa
ha stipulato un contratto nellanno 2007 con la societ CONSORZIO SICILIA e la societ
CONSORTILE SA-RC, per la fornitura di calcestruzzo, relativa alla costruzione del tratto
autostradale Scilla Reggio Calabria, lotto DG87. Tale dato scaturisce dalla denuncia presentata in
data 25 maggio 2007, dai fratelli CALARCO, Vincenzo e Giorgio, presso il Comando Stazione
Carabinieri di Fiumara di Muro, circa il danneggiamento, mediante incendio, di una motopala
marca MF200D, di unimpastatrice e altro materiale, lasciato in sosta, allinterno di un cantiere,
ubicato in localit Donica di San Roberto, ove la propria impresa, denominata CALEDIL S.A.S.
era impegnata nella realizzazione di alcuni capannoni, da adibire a struttura per allevamenti di
polli, di propriet della cognata IANNI Marianna, moglie del fratello Giorgio. Nella circostanza, i
fratelli CALARCO evidenziavano di essere titolari anche dellimpresa CALARCO
CALCESTRUZZI, impegnata nella fornitura di cemento per le ditte che stavano realizzando i
lavori di ammodernamento dellautostrada.

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 290
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(vds. all. nr. 28)


Da accertamenti effettuati, emerso che i fratelli CALARCO, oltre alla societ CALARCO
CALCESTRUZZI S.A.S, sono titolari delle seguenti imprese, anche se dalle iscrizioni formali
presso gli uffici della Camera di Commercio, risultano che operano autonomamente:
- "CALEDIL DI CALARCO VINCENZO E FRATELLI - S.A.S."., con sede
in Reggio Calabria (rc) via Santa Caterina 155/a cap 89100120. Della citata societ, risultano
essere soci, i fratelli CALARCO, Rocco [nato a Laganadi (RC) il 16/05/1966], Francesco [nato a
Laganadi (RC) il 11/09/1967], Giorgio [nato a San Roberto (RC) il 10/05/196]. Sino alla data del
12 febbraio 2008 era socio anche CALARCO Rocco [n. 08.06.1914]

- COSTRUZIONI MUSARRA - Societ a responsabilit lilitata con sede in Campo


Calabro (RC) via Umberto I Traversa Privata 1/b CAP 89052121. Alla data di costituzione della
societ, 27.06.2005, i soci risultavano essere CALARCO Rocco, [nato a Laganadi 16.05.1966] e
SANTORO Antonio [nato a Reggio Calabria il 13.04.1979]. Successivamente sono subentrati,
come soci, rispettivamente IANNI Marianna [nata a Fiumara il 12.12.1963 e CREAZZO
Angelina [nata a San Roberto 01.07.1967]. Lamministratore unico risulta essere CALARCO
Vincenzo [nato a Laganadi il 18.07.1964] e il direttore tecnico BARILLA Fortunato [nato a
Reggio Calabria il 04/11/1964].

In relazione alle affermazioni, fatte da BUDA Pasquale allinizio della conversazione, circa
la suddivisone del territorio, si precisa che in merito insiste anche una conversazione intercorsa tra
VITALE Stefano ed il nipote VITALE Domenico, entrambi in precedenza generalizzati,
questultimo autista di MUSOLINO Rocco.

CONVERSAZIONE REGISTRATA AL PROG. 0126 DEL 23.03.2007, ORE 19.26.21,


CON APPARECCHIATURA SIO.
LA REGISTRAZIONE HA INIZIO CON LA VETTURA IN MOVIMENTO, A BORDO DELLA QUALE SI
TROVANO VITALE STEFANO ED UN UOMO RICONOSCIUTO PER IL NIPOTE VITALE DOMENICO.
DALLE ORE 19.32.41 LA CONVERSAZIONE CHE INTERCORRE TRA I DUE UOMINI VIENE
RIPORTATA IN FORMA INTEGRALE:

Legenda:

VITALE S. = VITALE STEFANO;


VITALE D. = VITALE DOMENICO.
INIZIO TRASCRIZIONE INTEGRALE

120 avente per oggetto sociale: IMPRESA EDILE,OVE COMPRENDONO TUTTI I LAVORI DI CUI ALLA TABELLA DI
CLASSIFICAZIONE(D.M. 770 DEL 25/02/82) DI CUI ALLE CATEGORIE 1.,2.,4.,5.,6.,10.,11.;-IMPRESA BOSCHIVA E
FORESTALE;-AUTOTRASPORTI CONTO TERZI. PER IL RAGGIUNGIMENTO DELLO SCOPO SOCIALE, LA SOCIET POTR
COMPIERE QUALSIASI OPERAZIONE COMMERCIALE, FINANZIARIA,INDUSTRIALE, MOBILIARE ED IMMOBILIARE,
SVOLGERE OGNI ATTIVIT AD ESSE INERENTE,DARE E PRENDERE IN LOCAZIONE BENI MOBILI ED IMMOBILI E FARE
QUALSIASI OPERAZIONE BANCARIA O COMUNQUE RELATIVA AL CREDITO. LA SOCIETA PU ANCHE PARTECIPARE CON
QUOTE O AZIONI IN ALTRE SOCIET E/O IMPRESE E/O CONSORZI DI IMPRESE AVENTI SCOPI ANCHE DIVERSI DAL PROPRIO,
GI COSTITUITI O DA COSTITUIRE. LA SOCIET, INOLTRE,POTRA' AVVALERSI DI TUTTI I FINANZIAMENTI AGEVOLATI
DISPOSTI DALLE LEGGI,CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLA L.64/86.-

121 avente per oggetto sociale: articolo 5. - la societa' ha per oggetto l'esecuzione di lavori edili e stradali, la costruzione
di reti idriche e fognarie e di opere idrauliche in genere, l'esecuzione di opere di ingegneria ambientale, nonche'
l'esecuzione di lavori di movimento di terra e la frantumazione di materiali provenienti da cave autorizzate. la societa',
inoltre, ha per oggetto la produzione di calcestruzzo pronto per l'uso e di prodotti da quest'ultimo derivati e il relativo
trasporto e/o la posa in opera, anche per conto terzi, nonche' la produzione di prefabbricati in calcestruzzo e/o in
cemento armato e la posa in opera di questi ultimi. per il migliore conseguimento degli scopi sociali, la societa' puo'
assumere, direttamente o indirettamente, interessenze, quote e partecipazioni, anche azionarie, in altre societa' o
imprese, gia' costituite o da costituire, aventi scopi affini, analoghi o connessi al proprio, e svolgere qualsiasi altra
attivita' connessa o affine a quelle sopra elencate, nonche' compiere tutti gli atti e concludere tutte le operazioni
contrattuali di natura immobiliare, mobiliare, industriale e finanziaria, nei limiti consentiti dalla normativa vigente in
materia.

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


Memoria del Pubblico Ministero relativa al rito abbreviato CONDELLO Demetrio + 17
PROCURA DELLA REPUBBLICA 291
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

VITALE S.: e qua a Gallico...


VITALE D.: mh...
VITALE S.: chi sono i RUGOLINO che tengono la... situazione, Giovanni?
VITALE D.: a Gallico no... a Gallico sopra...
VITALE S.: e non pure Gallico...
VITALE D.: no... no e la...
VITALE S.: a Gallico chi comanda?
VITALE D.: non centrano niente...
VITALE S.: Giovanni, qua a Gallico...
VITALE D.: no... quello la...
VITALE S.: e qua chi ?
VITALE D.: (inc.)... quello, il cognato del pentito, quello IANNO', suo cognato...
(inc.)...
VITALE S.: RODA'?
VITALE D.: Mimmo CHIRICO, solo che dentro quello...
VITALE S.: Mimmo CHIRICO chi ?
VITALE D.: ma no... il cognato sempre del pentito... (inc.)...
VITALE S.: va bene ma se dentro...
VITALE D.: va bene ma c' quell'altro cognato, Pino RODA' e quelli... ti serve
qualcosa?
VITALE S.: non lo so, quello la... e... perch coso...

I riscontri effettuati hanno permesso di identificare i soggetti sino a questo momento


menzionati, in RUGOLINO Giovanni Domenico [nato a Gallico di Reggio Calabria il 23.02.1950,
ivi residente in Via case Savoia nr.280], capo dellomonima organizzazione criminale operante in
Catona. Condannato in primo grado, nellambito del procedimento penale Olimpia, alla pena di
anni 13 di reclusione, stato successivamente assolto per precedente giudicato. Gli altri soggetti,
indicati quali cognati del collaboratore di giustizia IANNO Paolo [nato a Reggio Calabria il
07.06.1964], sono stati identificati in:
- RODA Francesco [nato ad Archi (RC) il 28.10.1956, residente in Reggio Calabria fraz.
Gallico (RC), via Noce Pesco nr. 10], che ha sposato IANNO Grazia, sorella del collaboratore
IANNO Paolo;

- CHIRICO Domenico Consolato [di Giuseppe e di Cartisano Vincenza, nato a Sambatello


(RC) il 09.09.1951, residente a Gallico (RC) in via SS. 18 III tratto nr. 3-G] veniva tratto in arresto
dai Carabinieri di Gallico in data 3 novembre 2005, dopo un anno di latitanza, poich colpito
dallordine di Esecuzione per la carcerazione nr.237/2004 R.E.S. 353/2004 R.O.E. emesso in data
30.09.2004 dalla Procura Generale della Repubblica di Reggio Calabria Ufficio Esecuzioni
Penali, dovendo espiare una pena detentiva di anni 5 di reclusione (pene accessorie: interdizione
dai pubblici uffici interdizione legale durante la pena; misura di sicurezza: libert vigilata per
anni 1), a seguito della sentenza di condanna nr.27/2002 Reg. Gen. nr. 104/1995 Reg. Gen.
Notizie di Reato, emessa il 28.06.2003 dalla Corte di Assise di Appello di Reggio Calabria,
definitiva il 29.09.2004, in riforma alla sentenza del 13.03.2001 della Corte di Assise di Reggio
Calabria, in ordine ai reati di cui allart.416 bis, co.1-2-3-4-5-8, c.p. commessi in epoca anteriore al
13.01.1986 sino al 25.02.1997 in Reggio Calabria ed altrove. Lo stesso genero del defunto boss di
Gallico SURACE Paolo [nato a Gallico di Reggio Calabria il 21.06.1939] ,deceduto in un agguato
mafioso avvenuto in Reggio Calabria in data 10.12.1988, unitamente al proprio genero
CARTISANO Domenico [nato a Sambatello di Reggio Calabria il 06.03.1954]. Il CHIRICO,
effettivamente, cognato di IANNO Paolo, avendo sposato, rispettivamente, SURACE Giovanna
[ nata a Gallico di Reggio Calabria il 10.10.1963] e SURACE Caterina [ nata a Reggio Calabria il
20.10.1961], entrambe figlie del predetto SURACE Paolo.

Nel prosieguo del dialogo, i due interlocutori facevano riferimento alla presenza di altri
soggetti, di spiccata operativit mafiosa presente sul territorio di Gallico:

VITALE D.: ci sono i CARTISANO...

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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VITALE S.: i CONDELLI...


VITALE D.: ah? CONDELLO?
VITALE S.: i CARTISANO?... Il figlio di Anto... Antonuzzo...
VITALE D.: (ride)... lui che comanda!
VITALE S.: mh... si?
VITALE D.: sono immischiati con questi...
VITALE S.: con RODA'?
VITALE D.: penso di si...
VITALE S.: il figlio di Antonuzzo chi?
VITALE D.: Giovanni...
VITALE S.: Giovanni? Il nipote di Antonuzzo...
VITALE D.: no il figlio di Antonio... Giovanni.
VITALE S.: Giovanni, il figlio di Antonuzzo...
VITALE D.: che poi sarebbe suo figlio pure... (inc.)... il figlio di Giovanni...
VITALE S.: il figlio di Giovanni... tu credi che i CON... i CONDELLO no?
VITALE D.: vabb loro...
VITALE S.: Pasquale...
VITALE D.: lui il capo...
VITALE S.: o sono sotto di lui?
VITALE D.: (inc.).... loro, tranquillo che...
VITALE S.: ma sono... e.... li tengono loro, sono sotto di loro...
VITALE D.: eh si, senn
VITALE S.: Mico la... Mico CONDELLO "u pa... u pa..."
VITALE D.: oppure... senn pure a compare Mimmo, pure se scendeva compare
Mimmo... a secondo quello che... quello che deve fare.
VITALE S.: va bene va...
VITALE D.: vabb quello ...
VITALE S.: ci sentiamo...
VITALE D.: (inc.)...
VITALE S.: il CARTISANO!
VITALE D.: no vabb, quello se li tengono questi... perch sono mezzi imparentati
pure...
VITALE S.: con... con CONDELLO?
VITALE D.: quello con RODA'.
VITALE S.: mh...
VITALE D.: con il cognato del pentito... va bene...
VITALE S.: e come... e quello pentito?
VITALE D.: eh... eh...

OMISSIS

ALLE ORE 19.35.59 VITALE DOMENICO RICEVE UNA TELEFONATA SULLA PROPRIA UTENZA
CELLULARE E RIFERISCE ALL'INTERLOCUTORE DI ESSERSI SBRIGATO, DANDOGLI APPUNTAMENTO IN
UN POSTO CHE NON INDICA. DALLE ORE 19.36.09 QUANTO DETTO TRA I DUE VIENE RIPORTATO IN
FORMA INTEGRALE:

VITALE D.: va b... poi... poi parliamo, non mi fare, perch qua un casino...
VITALE S.: a me!!
VITALE D.: di te me... (inc.)... (ride)...
VITALE S.: (ride)... ti saluto!
VITALE D.: ciao...

OMISSIS

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ALLE ORE 19.36.27 SI SENTE SBATTERE UNO SPORTELLO E SI INTUISCE CHE VITALE
DOMENICO SCENDE DALLA VETTURA DEL VITALE STEFANO IL QUALE RIPRENDE LA MARCIA. ALLE
ORE 19.49.31 LA REGISTRAZIONE HA TERMINE.
FINE TRASCRIZIONE
(vds. all. nr. 29)

I componenti della famiglia CARTISANO, sono stati identificati in:

- CARTISANO Giovanni Giuseppe, nato a Reggio Calabria il 29.04.1943, ivi residente in


via Vill. Arghill Nord n.7, coniugato con CHIRICO Fortunata, imprenditore, pregiudicato;

- CARTISANO Carmelo Giuseppe [nato a Reggio Calabria il 04.01.1972, ivi residente in


via Troncovito nr.3, coniugato con PELLICANO Isabella] imprenditore edile, pregiudicato,
effettivamente nipote di IANN Paolo.

Successivamente, i due interlocutori indicavano in CONDELLO Pasquale, allepoca ancora


latitante, il Capo Societ dellintero raggruppamento criminale, nonch CONDELLO Domenico, in
precedenza generalizzato, tuttora ricercato, quale soggetto strettamente collegato al cugino
PASQUALE. Dal contenuto del discorso, emergeva, quindi, che i soggetti che esercitavano il
potere mafioso nel centro di Gallico, operavano alle dirette dipendenze della famiglia
CONDELLO.
Unaltra conversazione particolarmente interessante, attestante lelevato spessore del
RODA Francesco nel panorama mafioso, veniva registrata, allinterno dellautovettura del
BARBIERI in data 19 gennaio 2007, tra questultimo e MUSOLINO Natale [nato a Sambatello di
Reggio Calabria il 2 gennaio 1947, pregiudicato]. Durante il dialogo, il MUSOLINO riferiva che il
RODA era , senza dubbio, uno degli esponenti mafiosi pi importanti dellarea di Gallico,
aggiungendo che IANNO Paolo, cognato del RODA, aveva, sicuramente, rilasciato delle
dichirazioni false nei confronti dei soggetti aderenti alle organizzazioni criminali:
MUSOLINO: ...inc....si ma questa settimana porta maltempo...
BARBIERI: .....inc...
MUSOLINO: ...inc... ve ne siete venuto nel cuore della "mala"...(ride)...
BARBIERI: ...no...
MUSOLINO: ...c' un ragazzo "dritto" qua a Gallico compare MIMMO che "iaddia"
(n.d.r. comanda) ...
BARBIERI: chi ?...
MUSOLINO: il figlio del nano
BARBIERI: ma lui che "iaddia"... ma qua chi a Gallico che?... io non ho capito
niente chi dice che FRANCO RODA' chi dice che ...inc.. TANEDDU...
MUSOLINO: no, FRANCO RODA' pi dritto degli altri...
BARBIERI: eh!!...
MUSOLINO: pi dritto, parla di meno, non parla per niente... i CARTISANO
lavorano... non... non hanno... quello no, quello pi, pi dritto... per che volete, quando si ha a
che fare con tanti si crea la confusione... e voi lo sapete...
BARBIERI: si, ma in questo fatto, sono comparsi i suoi cognati e non vedo chiaro
nemmeno la... chiss come cazzo si sono messi... che dite voi compare??....
MUSOLINO: io, l, sinceramente non mi sento di dire niente lo sapete perch?...
perch una cosa anomala, ha parlato ha fatto, non anno arrestato a nessuno...
BARBIERI: ma che deve...
MUSOLINO: compare MIMMO, quello dice che mi fanno, che ci deve fare... non fa
niente quello compare MIMMO... quello il cameriere faceva qua...inc... che ci deve fare?... faceva
il cameriere compare MIMMO!!...
BARBIERI: chi??...
MUSOLINO: quello...
BARBIERI: "PAULEDDU"??...
MUSOLINO: e che faceva...voi... vi pare, che vi pensate che sapeva, si inventato
tutte le cose compare MIMMO... si inventato parecchie cose...
BARBIERI: si, pure questa convinzione ho io guardate...

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 294
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Ulteriori elementi attestanti lelevato ruolo criminale del RODA sono emersi, nel corso
delle indagini tecniche effettuate nei confronti di ALVARO Cosimo, ove emerso che il RODA
veniva attivato da CRISALLI Antonino, di seguito generalizzato, per impedire la partecipazione di
soggetti di Gallico allacquisto di alcuni immobili, venduti attraverso aste giudiziarie. Tali fatti
saranno dettagliatamente evidenziati nel capitolo relativo alla figura di ALVARO Cosimo.
(vds. all. nr. 30)

In relazione allidentificazione del MUSOLINO Natale, quale interlocutore del BARBIERI,


si precisa che lo stesso:
- stato riconosciuto foneticamente da parte del [Link] BONANNO Antonio, poich nel
periodo in cui il militare prestava servizio presso la Stazione Carabinieri di Gallico, il MUSOLINO
si recava periodicamente presso quellUfficio per apporre i prescritti visti derivanti dallobbligo di
presentarsi alla P.G.;
- in pi occasioni per conttare BARBIERI Domenico ha utilizzato lutenza nr.
0965/891034, intestata a PARDEO Rosa, via Roma nr. 9 Reggio Calabria - rifornimento Carburati.
Utenza utilizzata anche da PARDEA Antonino per conttare il BARBIERI;
- in data 27.01.2007 (progressivo 12388) un soggetto a nome Natale, fonicamente
identico a quello di cui alla conversazione innazi menzionata (prog. 3056 ambientale Vitara)
contattatava, dallutenza 0965-891034 il BARBIERI e, dopo aver riferito che stava attendendo
luscita da scuola della propria consorte122, stabiliva dincontrarsi con lo stesso, previo contatto.
Alle ore 16,01 (prog.12400) dello stesso giorno, un uomo, presentatosi come MIMMO, telefonava
al BARBIERI al quale riferiva di essere in compagnia dello zio e per conto di questultimo
prendeva appuntamento per un incontro con linterlocutore presso il proprio distributore di
carburanti. Mimmo nelloccasione utilizzava lutenza cellulare nr.339-3141777 intestata a
PARDEO Domenico[ nato a Sambatello il 29.09.1966]. Dagli accertamenti anagrafici emerge che
PARDEO Domenico, coniugato con SERGI Catherina [nata in Belgio il 23.09.1970], nipote di
MUSOLINO Natale, poich figlia MUSOLINO Domenica [nata a Reggio Calabria il 26.07.1945],
sorella del citato Natale.

Ritornando alle dinamiche criminali del gruppo mafioso operante nellarea di Villa San
Giovanni e Fiumara di Muro, si precisa che il sodalizio in esame, sicuramente ha espresso anche
altre forme di accaparramento illecito di lavori pubblici, sia attraverso consolidati contatti con i
pubblici amministratori, sia mediante attivit estorsive, gestite direttamente sul territorio.
La circostanza, oltre ad essere desumibile dai fatti innanzi rappresentati, trova riscontro in
unintercettazione tra presenti, registrata in data 21 gennaio 2007, allinterno dellautovettura in uso
a BUDA Pasquale. Nella circostanza, questultimo, nel dialogare con PASSALAQUA Domenico,
altro soggetto aderente alla struttura criminale in esame, sul conto del quale si ampiamente
disquisito nelle pagine precedenti, riferiva in ordine ad unestorsione, portata a compimento da
IMERTI Antonino cl. 50, unitamente a CORSARO Domenico, in precedenza generalizzato.
Lascolto della conversazione, sebbene non abbia consentito di individuare con esattezza i
particolari dellattivit estorsiva, ha comunque permesso di verificare una pressante e costante
attivit di controllo del territorio, anche attraverso la gestione ed il controllo degli appalti, tenuto
conto che ogni operatore imprenditoriale, costretto a soggiacere alle richieste estorsive che
pervengono dagli appartenenti alla criminalit organizzata. Infatti, il BUDA nel commentare con
linterlocutore (PASSALACQUA Domenico), i fatti in esame, riferiva di avere avuto un incontro
con una persona che gli aveva chiesto se gi avesse preso, in relazione ad unestorsione pari a
30/mila Euro, un anticipo di Euro 5/mila, inerenti i lavori di bitumazione di una strada, il cui
importo complessivo era pari a 250/mila Euro. In relazione a tale affermazione, il BUDA
aggiungeva che lui stesso, per conto di una ditta non specificata, aveva presentato unofferta di
partecipazione al bando di gara, tant che aveva consegnato le relative buste di partecipazione a
CALARCO Giorgio [identificato nellomonimo, nato a San Roberto (RC) il 10.05.1961, gi ivi
residente in frazione Acquacalda in piazza Annunziata numero 1], emigrato per il comune di
Fiumara (RC) in data 15.05.2000, pregiudicato. Trattasi dello stesso CALARCO indicato in

122 Identificata in PANGALLO Antonia Immacolata, nata a Roghudi (RC) il 08.12.1955, insegnante.

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relazione ai lavori autostradali, che non aveva ancora dato alcuna somma di danaro ai vertici del
locale di Fiumara di Muro. Fatto trattato nelle pagine precedenti. Nella circostanza il BUDA
riferiva testualmente .. mio cognato mi diceva: ma non parlare con nessuno... quello lo ha lasciato
parlare, lo ha lasciato parlare... dopo un po risponde: si mi avevano mandato un imbasciata, che mi
sono preso cinque mila dei trenta mila euro delle cose ...inc... no gli ho detto io... vedi che quando
hanno fatto la gara io gli ho portato la busta a questo a GIORGIO CALARCO e gli ho detto: chi se
la prende? invece CALARCO mi ha detto che se la prendono sempre gli stessi dice, perch hanno
...inc... sono duecentocinquantamila euro di catrame che hanno fatto nelle via... gli ha nominato
tutte le vie.... Sul conto di CALARCO Giorgio, si precisa che lo stesso, di professione geometra,
socio, unitamente ai fratelli, CALCARCO Vincenzo [18.07.1964], CALARCO Rocco [16.05.1966]
e CALARCO Francesco [11.09.1967], di alcune societ operanti nel settore edilizio, gi in
precedenza indicati.
Il prosieguo della conversazione consentiva di accertare che, nellambito
dellaggiudicazione della gara in questione e, quindi, della successiva attivit estorsiva, condotta
nei confronti della ditta appaltatrice, aveva avuto un ruolo determinante CORSARO Domenico, in
precedenza generalizzato, infatti BUDA Pasquale aggiungeva: giustamente loro dicono: guarda
ti arrivata l'imbasciata, ma perch non lo potevi dire?... ...inc... sicuramente MIMMO CORSARO
lo sapeva che avevano mandato l'imbasciata perch andato a prendersi un po di catrame da quelli
l e si vede che hanno parlato, gli hanno potuto, gli ha potuto dire questo qua: ma vedete che
l'imbasciata l'abbiamo mandata noi!!... e lui MIMMO sicuro venuto a posta... per non chiamare
MIMMO il grande a preso e ha chiamato MIMMO il piccolo, gli ha detto parla tu senza che vado
io... ora dico io queste cose non li capisce?...
Anche in questa circostanza, il BUDA denigrava loperato di IMERTI Antonino cl. 50,
quale responsabile del gruppo mafioso operante in Fiumara di Muro (RC), poich non ritenuto
idoneo a gestire il controllo illecito delle attivit economiche che si sviluppavano in questultimo
centro. Infatti, affermava che lIMERTI, nonostante fosse venuto a conoscenza con molto anticipo
della realizzazione di tale opera, non aveva imposto lestorsione alla ditta appaltatrice, pur essendo
stato sollecitato in tal senso da CORSARO Domenico. Il BUDA, infatti, pur avendo giustificato
latteggiamento dellIMERTI con il CORSARO, adducendo che lo stesso, in quel periodo, era
particolarmente preoccupato per lo stato di salute della madre, poich ricoverata in ospedale,
riferiva al proprio interlocutore (PASSALAQUA Domenico), che, in tal modo, lIMERTI non
avrebbe pi goduto alcun rispetto nellambito dellorganizzazione criminale.
Al termine della conversazione, il BUDA riferiva che, a seguito di approfonditi
accertamenti, aveva scoperto che IMERTI Antonino cl. 50, in relazione alla gara di appalto in
narrativa, aveva intascato una somma di danaro pari a 2.000,00 ., proveniente dalla tangente
estorsiva di cui met elargiti ai componenti del sodalizio, mentre la restante somma, pari a
1.000,00, . laveva trattenuta per s stesso: no, no... ...(linea disturbata)... quello non sa niente,
quell'altro non sa nessuno niente... dice: va bene!! dato che nessuno sa niente ora vediamo come
sono i fatti!!!... e infatti si sono scoperti gli altarini... che NINO lo sapeva, che NINO si era presi i
soldi ...(linea disturbata)... tu mi dici: ti sei preso due mila euro, gli hai dato mille euro a altri
...(linea disturbata)... ma tu vieni a Fiumara di Muro e fai ...(linea disturbata)...- .
PASSALACQUA D.: ...inc...

BUDA P.: ti portano l'imbasciata!! ma perch te la tieni per te?... ti fai


criticare dalla persone e ti fai odiare dalle persone senza che c' motivo, perch alla fine poi qua
non prendi niente...

PASSALACQUA D.: non prendi niente lo stesso!!...

BUDA P.: o se prendi lo metti a conoscenza... per perch, perch non


glielo dici!!... e poi loro che fanno: per un altro fatto non te lo dicono a te!!...

PASSALACQUA D.: no...

BUDA P.: perch dice: tu non vieni!!... fanno, fanno lo stesso perch in questo
modo si crea un attimo di rottura... e io devo coprire per difenderlo... gli ho detto io a MIMMO
CORSARO: vedete, aspettate, ma mio cugino NINO non che lo fa per cattiveria, lo fa per...

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 296
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perch una cosa se la dimentica, per adesso ha a sua madre all'ospedale... no dice: ma pure per
saperlo dice... ma giustamente lui riferisce a suo cognato... suo cognato lo ha mandato per dire la
verit... e io vado a dirgli a NINO: NINO ma perch fai e ti comparti in quel modo? che ti devi
litigare!!... che a modo suo ti fa la faccia del super uomo, ma che deve fare, non la prima e non
la seconda, non la terza e non la quarta, sempre in questo modo ... per scendere una imbasciata
ci metti sei mesi, un imbasciata... ti danno un imbasciata... e te la tieni... se uno vuole tenere... il
massimo rispetto, si deve comportare per come... giusto MIMMO?...

PASSALACQUA D.: certo!!!....

BUDA P.: invece lui se ne fotte di te...

PASSLACQUA D.: e tu te ne fotti di me... faccia lavata mi fai tu a me!! e faccia


lavata ti faccio io a te...
BUDA P.: e giusto?... e non buono in questo modo, perch quando entra
l'antipatia, si entra...

PASSALACQUA D.: e poi ogni fesseria sembra... giusto?...


BUDA P.: certo!!!.... MIMMO se l' sentita forte per il fatto ...inc... lui non
lo vuole dimostrare per se l' sentita forte... non gli ha dimostrato niente a nessuno per se l'
sentita forte...

(vds. all. nr. 31)

In relazione al contesto della conversazione, stato possibile acceratare che lestorsione in


esame, stata effettuata tra il dicembre 2006 e gennaio 2007, atteso che la madre di IMERTI
Antonino cl. 50, identificata in LICANDRO Domenica [nata a Fiumara (RC) il 04.04.1924, ivi
residente in via Micca nr.23], effettivamente stata ricoverata presso lospedale di Reggio
Calabria, dal dicembre 2006 sino 02.02.2007.

Si precisa che sul conto di CORSARO Domenico, in precedenza generalizzato, nellambito


dellattivit investigativa sono stati acquisiti ulteriori elementi, che hanno permesso di acclarare
come il soggetto sia perfettamente inserito nellassociazione mafiosa. In particolare, in data 19
gennaio 2007, con inizio alle ore 12.08, veniva registrata, allinterno dellautovettura Suzuky,
modello Vitara, in uso a BARBIERI Domenico, imprenditore di riferimento di BUDA Pasquale,
una conversazione tra questultimo e GRILLO BRANCATI Vitaliano, in precedenza generalizzato,
risultato in contatto, oltre che con il BARBIERI, anche con BUDA Pasquale e PASSALACQUA
Domenico.
Dal contesto del dialogo emergeva che CORSARO Domenico, conosciuto solo dal
BARBIERI, aveva richiesto a questultimo dintercedere con il GRILLO BRANCATI Vitaliano,
affinch, a sua volta, lo mettesse in contatto con il cognato, CASSONE Rocco [28.12.1960],
Sindaco di Villa San Giovanni, allo scopo di ottenere da questultimo una parte dei lavori,
compresi nellambito del progetto C.O.I. ( centro operativo intercomunale), costituito con
decreto del 17 novembre 2004, presieduto dal Sindaco e coordinato dal geometra Mario BARRESI,
per disciplinare le attivit di prevenzione e previsione dei rischi e della gestione delle emergenze.
Nel corso del dialogo, i due interlocutori, dopo aver fatto una disamina di alcuni soggetti
appartenenti alla criminalit organizzata, facendo riferimento alla famiglia LABATE, egemone
nella parte Nord della citt di Reggio Calabria, nonch alla famiglia POSTORINO, i cui
componenti, sono stati identificati in POSTORINO Salvatore e POSTORINO Demetrio, nati
rispettivamente il 31.08.1955 e 06.12.1957, gi indicati dal collaboratore IANNO Paolo quali
soggetti contigui allassociazione mafiosa CONDELLO, dialogavano in relazione alla figura di
CORSARO Domenico. Nella circostanza, il BARBIERI, al fine di fornire allinterlocutore le giuste
indicazioni, riferiva che lo stesso apparteneva, sottintendendo al periodo della guerra di mafia, allo
schieramento opposto: .. questi sono dellaltro lato questo cognato, MIMMO ZITO ha
sposato la sorella di MIMMO CORSARO ecco perch ha un po di "fiato" (comanda N.d.R.)...
che poi non che... . Il BARBIERI, perfettamente a conoscenza delle dinamiche criminali e
parentali, forniva nella circostanza dati oggettivamente precisi.

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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PROCURA DELLA REPUBBLICA 297
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Liniziativa intrapresa dal CORSARO, cio quella di farsi garantire, nellambito del
progetto C.O.I., la gestione degli interventi con lauto-spurgo, costituiva un impedimento nei
confronti dello stesso BARBIERI, operante nello stesso settore (abbiamo a questo in "mezzo ai
piedi"..., diciamo purtroppo in "mezzo ai piedi"...). Pertanto, questultimo, progettava unitamente al
GRILLO, la possibilit di inserire inizialmente il CORSARO, per poi estrometterlo legalmente,
poich non in possesso di tutti i requisiti, in modo da far subentrare direttamente la stessa ditta di
BARBIERI, ritenuta di fiducia, poich gi svolgeva analoga attivit nellarea di Gallico ed Archi.
GRILLO BRANCATI Vitaliano, non perfettamente a conoscenza delle dinamiche connesse
a tale progetto, chiedeva allinterlocutore se la decisione, connessa allattivit dellauto-spurgo,
fosse anche di competenza di un Funzionario comunale, in quanto il Sindaco, che anche suo
cognato, qualora avesse saputo che la ditta interessata fosse stata segnalata da lui, probabilmente
non avrebbe acconsentito a tale richiesta; infatti riferiva : bravo... ma io sto facendo questo
ragionamento con te... perch sto cercando di trovare, perch sapevo quello che dovevo fare... ma
io mi devo salvaguardare e non voglio mettere in agitazione voi, perch se no devo andare a
ammazzarlo... solamente questo mi rimane.. devo capire, devo utilizzare questa situazione, tenendo
presente questo fatto, loro faranno dei nominativi giustamente ROCCO (CASSONE Sindaco di
Villa San Giovanni N.d.R.) "figlioli miei", non lo far mai perch dice: come io metto il nome di
(GRILLO n.d.r.) non me ne importa niente... per se gli esce da loro e lui non potr dire niente...
perch giustamente arrivato a un certo punto, dice: a me, me l'hanno portato perch una persona
che interessa a loro, perch, per tanti motivi, non lo so per quali motivi... voglio dire alla fine...
qual... .-
E essenziale sottolineare che BARBIERI Domenico aveva gi ottenuto, da parte di BUDA
Pasquale, lautorizzazione a poter subentrare in tali lavori (PASQUALE mi ha detto: compare
MIMMO voi siete padrone, prendete i provvedimenti che volete capito il discorso!!!..), tant che,
tra le soluzioni che voleva adottare, vi era anche quella di parlare direttamente con il CORSARO e,
quindi, riferirgli che tale attivit interessava agli amici di Villa San Giovanni, quindi a Vito
Grillo. Nella prosecuzione del dialogo, BARBIERI puntualizzava, ancora una volta, di avere
avuto ampio mandato dazione da parte di BUDA Pasquale: .. PASQUALE mi ha detto: compare
MIMMO voi siete padrone, prendete i provvedimenti che volete capito il discorso!!!...
Laffermazione costituiva ampia conferma della particolare vicinanza del BARBIERI al
gruppo criminale in questione, al quale lo stesso si appoggia per acquisire una serie di lavori.
(vds. all. nr.33)

I tentativi espressi dal CORSARO Domenico, per inserirsi nellambito dei lavori interessanti
il comune di Villa San Giovanni, si facevano sempre pi pressanti; infatti in data 1 febbraio 2007,
BARBIERI Domenico, attraverso lutenza cellulare nr. 337/948646, veniva contattato da GRILLO
BRANCATI Vitaliano, al quale riferiva che il CORSARO, aveva urgente bisogno di parlare con lo
stesso, aggiungendo di spendere qualche parola, a favore di questultimo, con lamministrazione
comunale.
I due fissavano un appuntamento, a casa di BARBIERI, per le ore 17.00 successive:

PROG. 13101 - DATA E ORA: 01/02/2007 11.19.35


BARBIERI DOMENICO CON GRILLO - NR. INTERLOCUTORE: +393337445220 - INTESTATO A:
GRILLO BRANCATI VITALIANO
SINTESI
BARBIERI DOMENICO CON GRILLO BRANCATI VITALIANO.
BARBIEI DOMENICO RIFERISCE CHE MIMMO CORSARO LO VUOLE VEDERE URGENTEMENTE, IL
QUALE GLI HA DETTO DI ESSERE NELLE SUE MANI, DI VEDERE QUELLO CHE PU FARE PER SPENDERE
QUALCHE PAROLA CON QUESTA AMMINISTRAZIONE. A QUESTO PUNTO I DUE SI ACCORDANO PER
INCONTRARSI OGGI POMERIGGIO ALLE 17:00 A CASA DI BARBIERI.

Nella giornata del 1 febbraio 2007, allinterno dellufficio del BARBIERI, ubicato nel
piano terra della propria abitazione ove, in linea di massima, era solito tenere riunioni di lavoro e,
comunque, incontrarsi con altre persone, non veniva registrato alcun colloquio. Solo il giorno
successivo, il BARBIERI aveva un incontro con il GRILLO BRANCATI Vitaliano. I due, nella
circostanza, dialogavano allinterno dellautovettura Suzuky. Anche in questa circostanza buona

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 298
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parte del dialogo riferibile allaggiudicazione dei lavori pubblici di Villa San Giovanni ed alla
possibilit di inserire BARBIERI Domenico, allinterno di tale struttura, a fronte della pressante
richiesta del CORSARO.
E opportuno precisare che, a seguito di accertamenti effettuati presso il comune di Villa
San Giovanni, tale progetto non andato a compimento e, di conseguenza, i due antagonisti sono
rimasti entrambi esclusi. Va comunque sottolineato, come gli stessi abbiano tentato, attraverso
lappoggio di diversi funzionari, dinserirsi in tali lavori, laddove il BARBIERI aveva avuto il via
libera da BUDA Pasquale.
Le conversazioni sviluppate nella circostanza ( progr. nr. 3922 e 3923), di seguito indicate,
oltre ad evidenziare un elevato grado di conoscenza, da parte del citato GRILLO BRANCATI, in
ordine alle tematiche criminali locali, costituivano momenti di ulteriori acquisizioni probatoria,
atteso che il BARBIERI, nellincontrare una persona durante il tragitto, spiegava allinterlocutore
(GRILLO BRANCATI Vitaliano) che lo stesso era LIBRI Pasquale, in precedenza generalizzato,
con il quale vantava di avere ottimi rapporti. Come si avr modo di constatare nel capitolo relativo
allinserimento di BARBIERI Domenco, allinterno delle tematiche criminali in narrativa,
questultimo aveva conosciuto il LIBRI Pasquale, attraverso CREAZZO Umberto Francesco, in
precedenza generalizzato.
Va sottolineato che sul conto dei soggetti, appartenenti allorganizzazione criminale di
Fiumara di Muro e, quindi, delle conseguenti tematiche criminali, sono stati acquisiti ulteriori
elementi probatori, che saranno evidenziati nei successivi paragrafi, in relazione alle singole
posizioni anche di altri soggetti.
(vds. all. [Link]. 34 e 35 )

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Il ruolo di PASSALACQUA Domenico.

Oltre a quanto gi riferito sul conto dello stesso, di seguito saranno riportate le acquisizioni
probatorie, acquisite sul conto di PASSALACQUA Domenico che, assolto dal delitto di
associazione mafiosa, nellambito del procedimento penale Olimpia quale soggetto appartenente
al gruppo criminale IMERTI -CONDELLO, ha continuato ad operare allinterno di tale
organizzazione, quale persona di massima fiducia di BUDA Pasquale, cos come evidenziato nelle
pagine precedenti.
In particolare, la locale Sezione Anticrimine, inoltrava, a far data dal 26 novembre 2005,
richiesta dintercettazione telefonica, sullutenza nr. 339/5235235 e, successivamente, tra presenti,
allinterno dellautovettura Mini Cuper, targata CV 749 NR123, in possesso a PASSALAQUA
Domenico, poich era risultato in contatto con BUDA Pasquale, in precedenza generalizzato. In
particolare, si accertava che, in data 12.11.2005, il BUDA, che aveva appena terminato il colloquio
con i cognati LICANDRO Rocco [nato a Fiumara il 04.03.1966] e IMERTI Giovanni [nato a
Fiumara il 03.04.1958], entrambi detenuti allinterno della Casa Circondariale di Volterra, riceveva
una telefonata del citato PASSALACQUA, il quale avuta notizia del colloquio con i predetti
detenuti, invitava il BUDA a rivolgere i propri saluti sia al LICANDRO, sia allIMERTI,
questultimo cugino del noto Capo Societ IMERTI Antonino, alias nano feroce.
Le attivit investigative, condotte nei confronti del PASSALACQUA, hanno consentito di
accertare che lo stesso era ampiamente inserito nel circuito criminale.
Lindagine, in un primo momento sviluppata attraverso mirati servizi di osservazione,
consentiva di individuare alcuni rapporti relazionali con soggetti di elevato spessore criminale, che
qualificavano, ulteriormente, il ruolo del PASSALACQUA, allinterno della dialettica associativa
indagata.
Oltre a quanto gi riferito, circa lappartenenza di questultimo al gruppo criminale in
esame, si riportano, di seguito, altre conversazioni ambientali, censurate allinterno dellautovettura
di BUDA Pasquale, intercorse tra questultimo ed il PASSALACQUA.
Una conversazione, oltremodo interessante, relativa agli equilibri mafiosi della citt di
Reggio Calabria, si registrava in data 6 febbraio 2007, allorquando BUDA Pasquale e
PASSALACQUA Domenico, dopo aver fatto riferimento ad alcune attivit commerciali, in corso
di apertura a Villa San Giovanni, da parte di alcuni soggetti di quel centro, tra i quali venivano
identificati, Francesco IDONE [ nato a Campo Calabro il 12 luglio 1946, residente a Reggio
Calabria in via San Giuseppe nr. 61] , Giuseppe IDONE [nato a Villa San Giovanni il 16.06.1957,
ivi residente] ed ANDREACCHIO Giuseppe Maurizio [nato a Villa San Giovanni il 15.09.1959,
ivi residente] , dialogavano in relazione alla costruzione, ad opera di MORGANTE Roberto124 [
nato a Villa San Giovanni il 10.08.1968, residente Reggio Calabria] ritento affiliato
allorganizzazione criminale operante in Catona, di alcune villette nella zona di Cannitello di Villa
San Giovanni, precisamente a ridosso del ristorante Alicante, locale che in epoca passata era stato
gestito direttamente dal PASSALACQUA. In merito, il BUDA affermava che lorganizzazione
criminale operante in Catona, era sicuramente molto pi compatta rispetto a quella in cui militava
con lo stesso PASSALACQUA, specificando, allinizio della conversazione, le pessime qualit
gestionali del Capo Societ IMERTI Antonino, cl. 50.
In relazione a tali affermazioni, il colloqio avveniva come segue:

PASSALACQUA D.: dalla parte di sotto prima che si arriva all'Alicante, sotto e sopra
della strada per fare villette e se li sta prendendo quello di Catona, NINO MORGANTE...
BUDA P.: questo cornuto?...
PASSALACQUA D.: NINO... per dice: non questo... dietro c' ROBERTO, ce ne
sono, ce ne sono parecchi...
BUDA P.: ...incomp... a Catona...
PASSALACQUA D.: ah?...

123 intestata a SCUDERI Cinzia Maria, nata a Soverato (CZ) il 28.10.1962 e residente a Reggio Calabria
in via [Link] Petrillina 47;

124 il fratello Carmelo sttao ucciso in un agguato mafioso nel marzo 1989.

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 300
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BUDA P.: queste sono cose che si mette chi intelligente... NINO!... ?
MIMMO!... la ci sono i soldi, c' la compattezza, c' l'unione, capisci?... non che chi spara
dentro e chi spara fuori...se uno dice una cosa ci sono quattro o cinque che dicono la stessa cosa,
che non c' in altri posti...
PASSALACQUA D.: eh in altri posti!! qua a Villa...

La prosecuzione della conversazione atteneva esclusivamente alla situazione criminale della


citt di Reggio Calabria, nella quale veniva evidenziato lattuale assetto criminale. In tale contesto
emergeva, in modo preponderante, la figura di LIBRI Pasquale, nato a Reggio Calabria 26 gennaio
1939, ivi residente in [Link] Riparo Vecchio, localit Cannav nr. 67, pregiudicato, in atto detenuto,
quale soggetto inserito nella gestione degli appalti pubblici.
In merito, BUDA Pasquale riferiva: .. ma a Villa non c' in nessun posto... guarda
io con l'esperienza che ho fatto, diciamo, penso che... non ti puoi fidare di nessuno, non puoi, dice
ma loro, niente non c' niente, se non proprio, tu personalmente... non puoi contare di nessuno...
io mi vedevo tante cose, poi alla fine sono stato deluso in un modo tale che e posso pensare
che tu sette mila euro, cinque mila euro, per dieci mila euro mi fai il coso... non lo posso mai
pensare e nemmeno per cento mila euro, se siamo nella stessa barca... oggi ci sono i guai ci
prendiamo i guai, domani ci sono altre cose ci prendiamo altre cose, invece qua il discorso in un
altro modo, oggi ci sono i guai ce li prendiamo tutti, domani ci sono "usufrutto" lo prendiamo
pochi... mentre eravamo l sotto ieri con DIEGO... onestamente mi dispiaceva pure, mi ha
raccontato certe cose qua ci sono... famiglie distrutte... famiglie distrutte qua... dice: mio cugino
incomp gli ho detto: compare DIEGO io quello che posso fare dice: fino a dove sono potuto
arrivare sono arrivato... poi dice: no, lo so, lo so... dice: stiamo aspettando a MICO ALVARO che
esce, quando esce MICO ALVARO prendiamo le nostre precauzioni... dice: perch quando
abbiamo preso limpegno cera MICO ALVARO, siccome questo impegno non stato
mantenuto prima che facciamo un passo una volta che ci dicono che non vogliono sapere
niente o che poi facciamo quello che dobbiamo fare... la parte di incomp... di qua... diciamo
la parte di qua prende Pasquale... dalla parte di la se l' presa PASQUALE LIBRI, per
PASQUALE LIBRI, incomp... i ROSMINI... dice: era venuto PASQUALE LIBRI...
PASQUALE LIBRI gli ha detto: compare la divisione con uno !!... e no con cinque!!!... noi quasi
il settanta per cento dice: glielo abbiamo dato a compare PASQUALE... ...(tratto incomp.)... ed
giusto!!... ha detto: ...non una lira!!... con il metano... finita... vi incontrate chiarite le cose...
...(tratto incomp.)... che poi a TOTO' lo hanno preso... quando hanno preso a TOTO u boi
rimasto DIEGO solo... c'era GIOVANNI, ora a GIOVANNI lo hanno arrestato pure... e allora,
quando era latitante quello che aveva l'ergastolo addosso e che poi gli spuntava... che partiva in
prima persona a tutti quanti... poi sono caduti in disgrazia... li ha tagliati completamente ora si
sono combinati che tra loro non vanno nemmeno daccordo... i ROSMINI non vanno daccordo
nemmeno... c' chi ha i soldi e chi muore di fame... la moglie di DIEGO u bumbularu, con
DIEGO nemmeno... si combinata di andare a lavorare in una lavanderia per settecento euro al
mese...incomp... e DIEGO, DIEGO bravo, bravo, bravo... DIEGO ha l'ergastolo... NATALE ha
l'ergastolo, coso ha l'ergastolo, quell'altro DEMETRIO ha l'ergastolo... TOTO' ha l'ergastolo,
GIOVANNI ha diciotto anni, non che dici uno solo...
(vds. all. nr. 17 gi menzionato )
Il discorso era riferito ad un incontro, avvenuto tra BUDA Pasquale e ROSMINI Diego
[nato a Reggio Calabria il il 25.06.1972 ivi residente via Pio XI nr. 297], alias u bumbularu, in
cui questultimo rappresentava al BUDA la particolare situazione criminale che veniva registrata
nella citt di Reggio Calabria, ove le attivit estorsive, connesse agli appalti pubblici, erano gestite,
esclusivamente, da LIBRI Pasquale e CONDELLO Pasquale. Impegni e vincoli che si scontravano
con gli accordi scaturiti a seguito della pax mafiosa, a cui si giungeva anche grazie allopera di
mediazione posta in essere da ALVARO Domenico [nato a Sinopoli il 5 dicembre 1924], figura
criminale che aveva avuto un ruolo determinate, cos come rappresentato nella premessa della
presente informativa, nella realizzazione della stabilit criminale darea e, di conseguenza,
nellequa divisione delle attivit illecite.
In particolare, ROSMINI Diego, esponente di spicco dellomonima famiglia mafiosa, che
nel corso della guerra di mafia aderiva allo schieramento capeggiato da CONDELLO Pasquale ,
rappresentava la necessit, prima di prendere qualsiasi decisione, di attendere la scarcerazione di
ALVARO Domenico, al fine di trattare e, quindi, analizzare il nuovo assetto criminale della citt di

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 301
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Reggio Calabria, poich le decisioni assunte da questultimo non erano state pi osservate
stiamo aspettando a MICO ALVARO che esce, quando esce MICO ALVARO prendiamo le
nostre precauzioni... dice: perch quando abbiamo preso limpegno cera MICO ALVARO,
siccome questo impegno non stato mantenuto prima che facciamo un passo una volta che ci
dicono che non vogliono sapere niente o che poi facciamo quello che dobbiamo fare... . Le
affermazioni del ROSMINI, evidenziatesi in maniera palese, attraverso il discorso di BUDA
Pasquale, facevano presupporre un forte contrasto instauratosi tra la propria famiglia e quella di
LIBRI Pasquale, questultimo subentrato nella totale reggenza dellomonima organizzazione
mafiosa, dopo la morte del fratello (LIBRI) Domenico, avvenuta nel maggio 2006. La prosecuzione
del dialogo forniva ulteriori e concreti elementi probatori in ordine alla figura di LIBRI Domenico
e CONDELLO Pasquale, atteso che questultimo, secondo una divisione territoriale della citt,
percepiva, sullammontare delle estorsioni, praticate nei confronti delle ditte impegnate nella
realizzazione di opere pubbliche, il 70% (settanta per cento), mentre la restante somma veniva
incassata dal LIBRI. In merito, BUDA Pasquale, nel rappresentare allinterlocutore quanto
riferitogli da ROSMINI Diego, asseriva: .la parte di incomp... di qua... diciamo la parte di
qua prende Pasquale... dalla parte di la se l' presa PASQUALE LIBRI, per PASQUALE LIBRI,
incomp... i ROSMINI... dice: era venuto PASQUALE LIBRI... PASQUALE LIBRI gli ha
detto: compare la divisione con uno !!... e no con cinque!!!... noi quasi il settanta per cento dice:
glielo abbiamo dato a compare PASQUALE... ...(tratto incomp.)... ed giusto!!... ha detto: ...non
una lira!!... con il metano... finita... vi incontrate chiarite le cose... ...(tratto incomp.)...
Le affermazioni sono inequivocabili, nel senso che BUDA Pasquale, nel riferire in ordine ad
un incontro avvenuto tra ROSMINI Diego e LIBRI Pasquale, riportava quanto affermato da
questultimo circa la divisione dei proventi estorsivi, nella fattispecie quelli relativi ai lavori di
metanizzazione della citt di Reggio Calabria, suddivisi, secondo le percentuali innanzi indicate, tra
lui e compare Pasquale, questultimo identificato nel citato CONDELLO.
Tali cointeressenze criminali sono state, tra laltro, gi accertate nellambito di pregressi
procedimenti penali, avviati da questa A.G. [ordinanza di custodia cautelare nr 1669/01 RGNR
DDA, nr. 5635/01 R GIP DDA e nr. 5/04 R. OCC, emessa dal GIP presso il Tribunale di Reggio
Calabria in data 21 febbraio 2006 ed ordinanza di custodia cautelare in carcere nr. 75/05 RGNR
DDA n. 86/06 R. GIP DDA e n N. 28/07 [Link] DD], in ordine ai quali stato fatto riferimento
nella premessa dellinformativa, allorquando sono stati analizzati, nellambito del contesto
criminale della citt di Reggio Calabria, le nuove alleanze sorte tra i diversi gruppi criminali ed in
particolare tra la famiglia LIBRI e quella CONDELLO.
Dal complesso generale della conversazione emergeva, tra laltro, che ROSMINI Diego
nutriva particolare avversione nei confronti del LIBRI e, quindi indirettamente, anche nei confronti
del CONDELLO, atteso che lo stesso, oltre a non percepire alcun provento estorsivo da parte di
questultimo, tenuto conto che la moglie era stata costretta a lavorare in una lavanderia, ed a
provvedere, direttamente, al mantenimento di tutti i familiari in carcere, condannati a pene severe:
. che poi a TOTO' lo hanno preso... quando hanno preso a TOTO u boi rimasto DIEGO
solo... c'era GIOVANNI, ora a GIOVANNI lo hanno arrestato pure... e allora, quando era latitante
quello che aveva l'ergastolo addosso e che poi gli spuntava... che partiva in prima persona a tutti
quanti... poi sono caduti in disgrazia... li ha tagliati completamente ora si sono combinati che tra
loro non vanno nemmeno daccordo... i ROSMINI non vanno daccordo nemmeno... c' chi ha i
soldi e chi muore di fame... la moglie di DIEGO u bumbularu, con DIEGO nemmeno... si
combinata di andare a lavorare in una lavanderia per settecento euro al mese...incomp... e DIEGO,
DIEGO bravo, bravo, bravo... DIEGO ha l'ergastolo... NATALE ha l'ergastolo, coso ha
l'ergastolo, quell'altro DEMETRIO ha l'ergastolo... TOTO' ha l'ergastolo, GIOVANNI ha
diciotto anni, non che dici uno solo... .
I personaggi della famiglia ROSMINI, indicati quali soggetti tutti detenuti, sono stati
identificati in:

DIEGO che ha lergastolo, si identifica in ROSMINI Diego, nato a Reggio Calabria il


03.04.1955, coniugato con MALAVENDA Carmela, residente in via Pio XI nr. 232, in atto
detenuto presso, con scadenza pena il 13.06.2023;

NATALE che ha lergastolo, si identifica in ROSMINI Natale, nato a Reggio Calabria il


27.08.1965, in atto detenuto condannato alla pena dellergastolo;

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 302
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DEMETRIO che ha lergastolo, si identifica in ROSMINI Demetrio Sesto, nato a


Reggio Calabria il 10.02.1965 , condannato alla pena dellergastolo:

TOTO U BOI o TOTO che ha lergastolo, si identifica in ROSMINI Antonio, nato a


Reggio Calabria il 10.12.1967, coniugato con MORABITO Maria, ivi residente in via Armo di
Gallina (RC) nr. 128 p. 2, in atto detenuto, condannato alla pena dellergastolo;

GIOVANNI che deve scontare diciotto anni di carcere si identifica in ROSMINI


Giovanni, nato a Reggio Calabria il 25.04.1962, ivi residente in via Pio XI nr. 297, celibe, detenuto,
scadenza pena il 20.06.2013.

In relazione allestorsione effettuata dal gruppo capeggiato da LIBRI Pasquale e


CONDELLO Pasquale, in pregiudizio della societ impegnata nella metanizzazione del comune di
Reggio Calabria, si precisa che da accertamenti svolti presso il citato ente emerso che in data 14
dicembre 1991, lAmministrazione Comunale di questo centro stipul una convenzione di
affidamento in concessione del servizio di distribuzione del gas metano nel territorio comunale,
con lassociazione temporanea dimpresa, realizzata tra il Consorzio Italimpianti Metanizzazione
(impresa capogruppo) e la Soc. [Link]., con cui venivano trasferiti tutti i relativi adempimenti
(progettazione, realizzazione e gestione del servizio). Il consorzio dimpresa, successivamente, ha
assunto la denominazione sociale in Gas natural distribuzione Italia con sede in Acquaviva delle
Fonti (BA), via Puglia zona Industriale.
La realizzazione dei lavori stata affidata, negli anni successivi, a diverse imprese, meglio
descritte nella documentazione allegata.
(vds. all. nr. 36)
La conversazione innanzi citata costituiva uno spaccato vero e prorio degli equilibri mafiosi
dellarea di Reggio Calabria e centri limitrofi, laddove, i due interlocutori, in prosecuzione, oltre a
fare riferimento alla figura di BERTUCA Pasquale, e quindi al mutamento degli assetti mafiosi,
evidenziavano anche la figura di ZITO Rocco [ nato a Fiumara il 2 gennaio 1943, ivi residente in
Piazza San Rocco nr. 2], gi condannato per il delitto di cui allart. 416 bis C.P., nonch di tale
RIZZIELLO, identificato in RIZZIELLO Domenico [ nato a Roccella Jonica il 22.11.1953
residente a Reggio calabria in viale Aldo Moro Traversa privata C. nr. 27], pregiudicato, ritenuto
molto vicino allo ZITO, poich impegnato unitamente a questultimo nella realizzazione di alcuni
lavori:
BUDA P.: con RIZZELLO quella volta io ho avuto la discussine per quello la... per questo
io questo io allora ho abbandonato tutto, allora labbiamo chiusa in quel modo... per non che mi
sono dimenticato...
PASSALACQUA D.: ma questo RIZZELLO che fa i lavori con ROCCO?... li vedo
spesso insieme...
BUDA P.: ah?...
PASSALACQUA D.: li vedo spesso insieme...
BUDA P.: ma io per dire la verit MIMMO, ho dubitato del comportamento di
questo RIZZELLO dovuto dopo l'avvicinamento che ha avuto si preso...

(vds. all. nr. 17 gi menzionato )

Sul conto di RIZZELLO Domenico, si precisa che lo stesso stato denunciato per
favoreggiamento personale nei confronti del latitante SARACENO Salvatore [nato ad Archi (RC)
il 10.10.1957 ed ivi residente]. Inoltre, lo stesso, in data 28.12.2006, veniva controllato, dal
Comando Stazione Carabinieri di Fiumara, in compagnia di LIOTTA Alfio cl55 dopo che, come
si evince dalla relazione di servizio dei militari operanti, gli stessi erano stati notati nei pressi di un
terreno agricolo di propriet del noto ZITO Rocco cl.43.
L11.04.2005, veniva controllato anche unitamente a BUDA Giuseppe nato a Villa San
Giovanni il 15.06.1970, figlio di BUDA Santo cl44.
Sulla scorta della prima parte della conversazione in argomento, laddove veniva evidenziata
il completo controllo delle attivit economiche connesse agli appalti da parte di LIBRI Pasquale, in
data 18 marzo 2007, veniva richiesta lintercettazione dellutenza nr. 347-2715428, in uso a

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 303
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questultimo, con inizio il successivo 22 marzo 2007, mentre in data 2 e 3 aprile 2007, venivano
avviati gli ascolti delle conversazioni sulle utenze nr. 347/5231466 e nr. 338/6375896, in uso a
ROSMINI Diego, in considerazione che le emergenze, scaturite dallascolto della citata
conversazione, facevano concretamente supporre anche la possibilit di uno scontro armato tra i
due gruppi. In effetti, in data 9 maggio 2007, alle ore 20.15, in questa viale Marconi veniva ucciso,
a colpi di arma da fuoco, TUSCANO Salvatore [nato a Reggio Calabria il 18 settembre 1976],
autista e uomo di fiducia LIBRI Pasquale, tant che sino a poche ore prima, i due, unitamente a
SINICROPI Antonino[ nato a Reggio Calabria il 18.04.1969], altro soggetto aderente al medesimo
circuito criminale, erano stati notati insieme da personale dipendente, nel corso di un servizio di
osservazione condotto nei confronti del LIBRI.
(vds. all. nr.37)

Lomicidio avveniva nel rione Modena di questo centro, notoriamente controllata dalla
cosca ROSMINI, allinterno di un salone da barba. Si precisa che nel corso dellattivit di ascolto
sullutenza in uso al LIBRI, era emerso, in modo chiaro ed inequivocabile, la centralit del
TUSCANO, in seno allorganizzazione criminale del LIBRI, quale soggetto di massima fiducia del
Capo Societ, tant che, in diversi momenti, era stato notato con questultimo, unitamente a
SINICROPI Antonino. Tali rapporti relazionali, oltre a scaturire dallattivit dintercettazione, si
evidenziavano dallanalisi della documentazione acquista, presso gli atti dellArma locale, nonch
dalla Banca Dati [Link]., atteso che i tre soggetti, pi volte, erano stati controllati insieme, come si
pu agevolmente notare dalle schede personali di LIBRI e SINICROPI.
Inoltre, il ruolo di SINICROPI e TUSCANO, quali soggetti aderenti al gruppo criminale
capeggiato dal LIBRI Pasquale, emergeva dal procedimento penale denominato Testamento, ove
gli stessi risultavano protagonisti di alcune vicende estorsive, condotte in danno di operatori
economici locali, eseguiti nellambito di una capillare attivit predatoria della cosca LIBRI.
Il TUSCANO, in particolare, risultava essere, come cita espressamente il GIP nella suddetta
ordinanza, il punto di raccordo della citata organizzazione criminale.
La sera dellomicidio, sullutenza cellulare di LIBRI Pasquale non si registravano
conversazioni di particolare interesse, atteso che lo stesso, sicuramente, aveva ricevuto la
comunicazione dellomicidio de visu. Solo alle ore 21.00, il LIBRI nel comporre il nr.
347/7045608, intestato a tale CERRA Monica, replicava ad una donna che in sottofondo, affermava
mamma mia che disgrazia, con la frase da piero.
Nella stessa giornata del 6 febbraio 2007, sempre allinterno dellautovettura del BUDA
Pasquale, si registravano, tra questultimo e PASSALACQUA Domenico, ulteriori conversazioni
che avevano come oggetto la situazione criminale della propria organizzazione che, secondo le
affermazioni dei due interlocutori, non si era perfettamente consolidata sul territorio, rispetto alle
altre operanti nella zona. Anche in tale circostanza, il riferimento era allindirizzo di IMERTI
Antonino cl. 50. Infatti, nel corso della conversazione registrata in progressione, i due interlocutori
riferivano che lIMERTI, restando sempre fermo a Fiumara di Muro, non aveva avuto la possibilit
di inserirsi fittiziamente in attivit economiche, renumerate con guadagni derivanti dalla gestione
predatoria delle estorsioni: l voglio dire, dico se vanno e gli toccano ad un Nino ....chi gli
tocca tocca ti fanno ammazzare, voglio dire con noi .....qua al contrario, con noi fino a quando
gli interessa, cio, al di fuori di quell'interesse "ma che dite a me" cazzate ...fino a quando c'
l'interesse dei suoi mille euro, bene, finiti gli interessi dei suoi mille euro... . Il PASSALACQUA,
in seguito, facendo riferimento a IMERTI Antonino, specificava che se lo stesso fosse rimasto
chiuso nella sua abitazione, sita in localit San Pietro di Fiumara di Muro, non sarebbe mai venuto
a conoscenza delle situazioni che si sviluppavano in area:
PASSALACQUA D.: ma senti, ma se tu ti stai a San Pietro chiuso
BUDA P.: che vedo
PASSALACQUA D.: non che vedi , ma vuoi che te li porto a casa a San Pietro
...quindi vedi se puoi fare, dai un'occhiata per dire in giro, vedi quello che ci pu essere che ti pu
tornare utile

Tale atteggiamento ovviamente, secondo il PASSALACQUA, danneggiava tutta


lorganizzazione criminale, al punto che questultimo affermava che, nel periodo in cui
lorganizzazione era retta da IMERTI Antonino cl. 46, venivano guadagnate cospicue somme di

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danaro .....se inc dico, avevamo fatto quattro soldi, qualificando cos la sua pregressa e
costante adesione al gruppo criminale di Fiumara di Muro.

(vds. all. nr. 38)

I due soggetti, alle ore 17.04, rientravano a bordo dellautovettura e continuavano un


dialogo che avevano iniziato allesterno. In tale contesto si intuiva, chiaramente, che gli stessi
facevano riferimento ad un incontro avuto dal BUDA con esponenti della criminalit organizzata di
Rosarno, che non avevano preteso alcuna somma di danaro, per lesecuzione di alcuni lavori
realizzati in quellarea da parte di una ditta, contigua allorganizzazione criminale in narrativa,
individuata in quella di BARBIERI Domenico che, come si avr modo di constatare in seguito,
aveva avuto contatti con i gruppi mafiosi operanti nella piana di Gioia Tauro, ed in particolare con
quelli riconducibili alla famiglia BELLOCCO:
BUDA P.: quello mi manda l'ambasciata da Rosarno ehee
PASSALACQUA D.: lo so ..lo so
BUDA P.: Mario mi ha chiamato "sono andato l, sono arrivato, gli ho dato l'ambasciata", ha
detto" da parte nostra non vogliamo niente" mi ha detto..Mimmo, dopo sotto sotto prendi e mandi a
tuo cognato... e quello ha preso duemila euro e glieli ha dati....

Nonostante ci, il BUDA, consegnava a tale Mario, non meglio identificato, sicuramente
dellarea di Rosarno, la somma di duemila Euro da parte del BARBIERI Domenico, indicato dal
BUDA, con labbreviazione di Mimmo.
La restante parte della conversazione atteneva alla mancata possibilit di effettuare eventuali
investimenti nel campo delledilizia, cosa che le altre organizzazioni criminali avevano gi fatto.
(vds. all. nr.39)

Nel corso dellulteriore conversazione tra presenti, registrata sempre in data 6 febbraio
2007, intercorsa tra BUDA Pasquale e PASSALACQUA Domenico, si accertava che questultimo,
avrebbe dovuto eseguire, al pi presto, una serie dinterventi nei confronti del proprietario di alcuni
esercizi pubblici, situati a Villa San Giovanni, unitamente a IMERTI Antonino (no!...inc...eravamo
insieme l con Nino...devo vedere quello che devo fare) . In particolare, questi ultimi commercianti
avevano preferito rifornirsi di pane, da soggetti estranei alla citt di Villa San Giovanni e non dal
proprio forno denominato la spiga e sito in quella via Briatico. In merito, opportuno
sottolineare che, effettivamente il PASSALACQUA proprietario, a Villa San Giovanni, del
suddetto forno risultato intestato al fratello Vincenzo, ma di fatto gestito dallo stesso
PASSALACQUA Domenico.
PASSALACQUA Vincenzo prestanome a tutti gli effetti del fratello Domenico, infatti,
risultato anche intestatario dellautovettura PORSCHE 911, tg. DA136PE, di fatto di propriet di
questultimo.

Come evidenziato nelle pagine precedenti, in particolare nel corso dei colloqui intercorsi tra
BUDA Pasquale e lo zio CIANCI Antonino, emergeva una certa diffidenza nei confronti di
PASSALACQUA Domenico, ritenuto molto vicino a ZITO Rocco [nato a Fiumara (RC) il
02.01.1943, ivi residente in Piazza San Rocco nr.2, coniugato, macellaio, capo dellomonima
cosca ZITO di Fiumara (RC)], tant che proprio per intercessione del PASSALACQUA, non era
stata fatta da parte di BUDA Pasquale, alcuna richiesta estorsiva nei confronti di VIGLIANISI
Domenico, in precedenza generalizzato, gestore di un lavaggio a Villa San Giovanni.

(Vds. all. nr. 12, gi menzionato)

Tale atteggiamento deriva dal fatto che ZITO Rocco, nel corso dellultima guerra di mafia
aderiva allo schieramento DE STEFANO TEGANO, contrapposto a quello CONDELLO
IMERTI, del quale facevano parte gli interlocutori in questione. Sebbene fosse in seguito
subentrata la pax mafiosa, comunque erano rimasti a galla vecchi rancori. Infatti, anche nel corso
di una conversazione intercorsa in data 29.11.2006, allinterno dellautovettura di BUDA

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Pasquale, tra questultimo e FAVARA Gianluca, emergeva in maniera inconfutabile lastio nei
confronti dello ZITO Rocco, tanto da essere definito dal BUDA con lappellativo di sbirro:

Conversazione registrata al progr. [Link] 558 del 29.11.2006 alle ore 10.27, con apparecchiatura
SIO.

Legenda:
BUDA P. = BUDA PASQUALE
FAVARA G. = FAVARA GIANLUCA

INIZIO TRASCRIZIONE INTEGRALE

FAVARA G.: a voi questo ragazzo non vi interessa, no?


BUDA P.: no!!
FAVARA G.: ora glielo prendo a puntate nel culo e poi vediamo chi cazzo viene
BUDA P.: non interessa a me e neanche agli altri...l amico solo con Rocco Zito
FAVARA G.: eh!
BUDA P.: amico perch gli conviene in quella maniera, perch sbirro come a loro....
FAVARA G.: no io...
BUDA P.: perch sono gli stessi.

(Vds. all. nr. 41)


Nel corso dellattivit investigativa, la locale Sezione Anticrimine accertava che
effettivamente PASSALACQUA Domenico era molto vicino a ZITO Rocco, infatti, in data 23
luglio 2006, attraverso un servizio di osservazione effettuato allindirizzo del PASSALACQUA,
scaturito da una telefonata registrata il giorno precedente tra questultimo e limputato VITALE
Stefano, ove i due fissavano un appuntamento la mattina successiva, giustificato quale incontro
conviviale, si aveva modo di accertare che in compagnia del PASSALACQUA vi era anche ZITO
Rocco. Infatti, il servizio dinamico consentiva di accertare che PASSALACQUA Domenico, alle
ore 08.42, con la propria autovettura Mini One si portava a Campo Calabro, ove, dopo una sosta
allaltezza della I Traversa Privata di via Umberto I, saliva allinterno del veicolo una persona di
sesso maschile, successivamente identificato in ZITO Rocco. Gli stessi si portavano a Gambarie e
precisamente nei pressi del locale laghetto, allinterno di una zona boschiva. Sul posto venivano
notate, oltre allautovettura Mercedes, di colore grigio, targata BL903LT, intestata a VITALE
Stefano, in precedenza generalizzato, anche:
- BMW 530 BJ331ZX, intestata a PENNA Teresa, nata a S. Stefano in Aspromonte (RC) il
09.05.1965, ivi residente in Lungo Cavaluta n. 7/A;
- Toyota RAV4 CK135LW, intestata a CALABRO Antonio nato a Reggio Calabria il
06.08.1950, ivi residente in Via Quarnaro I Gallico Mar. 28;
- Fiat Panda 1100 BY088XJ, intestata a FOTIA Rocco Annunziato, nato a Plat (RC) il
15.04.1934 residente a Reggio Calabria in [Link] Saracinello Ravagnese 155/C;
- Suzuki Grand Vitara CP880AC, intestata a DE LORENZO Francesca nata a S. Stefano in
Aspromonte (RC) il 11.11.1968, ivi residente in Via Mortaio s.n.c..

PASSALACQUA Domenico e ZITO Rocco, alle ore 11.44 lasciavano la suddetta localit e
sincamminavano in direzione di Campo Calabro ove giungevano alle ore 12.16. Lo ZITO, dopo
aver salutato il PASSALACQUA, con un bacio sulla guancia, saliva a bordo di unautovettura Fiat
Punto di colore blu, targata BF271KW, intestata alla figlia Daniela [02.04.1981].

(vds. all. nr. 42)

Si precisa che a causa dei forti rumori presenti allinterno del veicolo, nonch alla quasi
totale assenza di segnale G.S.M. lungo il percorso, le conversazioni risultavano di difficile
comprensione.

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 306
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Prima di passare allanalisi dei fatti, inerenti i contatti tra PASSALACQUA Domenico e
ZITO Rocco, opportuno precisare che questultimo, sebbene non sia stato condannato
nellambito del procedimento penale c.d. Olimpia, poich gi condannato per il reato di cui
allart. 416 bis nellambito del processo a carico di ALBANESE Mario + 104 (definito con
sentenza della Corte di Assise di Reggio Calabria il 23.3.1991), veniva indicato quale capo societ
della famiglia ZITO - BERTUCA, egemone in Campo Calabro e Villa San Giovanni, aderente
allo schieramento DE STEFANO TEGANO, in contrapposizione a quello denominato
CONDELLO IMERTI.
Ritornando allattivit investigativa in argomento, si precisa che in data 26 luglio 2006,
allinterno dellautovettura del PASSALACQUA si registrava una conversazione tra questultimo
ed il citato VITALE Stefano, dalla quale emergeva che alcuni giorni prima, nel corso di una
riunione, una persona a nome Ciccillo, identificato in CREAZZO Umberto Francesco, aveva
avuto un atteggiamento poco rispettoso nei confronti dei presenti, ove oltre ai due interlocutori,
erano presenti ZITO Rocco e compare Serafino, identificato in CREAZZO Serafino, figlio di
CREAZZO Umberto Francesco, nonch altre persone. Dal contenuto del dialogo emergeva, senza
dubbio che trattavasi di una riunione di soggetti aderenti alla criminalit organizzata, atteso che il
VITALE Stefano, nellapostrofare nuovamente latteggiamento del CREAZZO, riferiva che le
domande pressanti e continue fatte dallo stesso, avevano indotto i presenti a trattenersi per un
tempo superiore a quello previsto, con il rischio di determinare eventuali interventi delle Forze di
Polizia: eh cerca di stringere cazzo, se per davvero inc. perch la gente sta sempre l,
vedono macchine insomma ed capace che ti fermanocose.

(Vds. all. nr.43)


Laffermazione era inequivocabile, gli stessi infatti, gi erano stati controllati, in data 27
gennaio 2000 allinterno dellabitazione di ESPOSITO Erminio. Inoltre, proprio la locale Sezione
Anticrimine, nel mese di Maggio 2006, aveva assistito ad analogo incontro, in localit Covelli, ove
erano presenti alcuni dei suddetti, tra i quali il PASSALACQUA ed il VITALE Stefano. Entrambe
le circostanze sono state ampiamente illustrate nelle pagine precedenti.
In un successivo colloquio registrato la stessa sera, sempre tra i due interlocutori
(PASSALACQUA e VITALE Stefano) e allinterno della Mini One in uso al PASSALACQUA,
veniva evidenziato che nel corso della riunione della quale si parlato prima erano emersi dei
problemi che il VITALE Stefano aveva cercato di risolvere anche successivamente, infatti,
affermava, che se non si fossero interessati gli anziani, la problematica non poteva essere risolta.
In tale contesto faceva lesempio di ZITO Rocco, che secondo le sue affermazioni aveva innescato
tale problematica al solo scopo di creare un contrasto allinterno dellorganizzazione:

Conversazione registrata al progr. [Link] 6525 del 26.07.2006 alle ore 21.02, con apparecchiatura
AREA.

Legenda:
PASSALACQUA D.: = PASSALACQUA Domenico;
VITALE S.: = VITALE Stefano.

INIZIO TRASCRIZIONE INTEGRALE

PASSALACQUA D.: se possono evitare... se possono evitare, devono evitare a


salutarmi, per giunta...

VITALE S.: si, infatti io ho cercato di avvicinare a MIMMO per fargli una
telefonata... ma intanto... venite per qua che ci prendiamo un caff... per vedere se si muove
qualcosa, ma niente... se non vi fate avanti voi altri... gli anziani qua... ma che vogliamo pi... non
che possiamo prendere ...incomp... li aggiustiamo le cose...(ride)... dove se ne va ROCCO ZITO
per dire va a Reggio!! e aggiustiamo le cose... ...(lunga pausa nessuna conversazione n.d.r.)...
...(tossisce)... ...(lunga pausa nessuna conversazione)... ...incomp...

PASSALACQUA D.: certo... ...incomp...

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 307
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VITALE S.: ...chiamateli "cosi lordi" chiamateli "miserabili" chiamateli come volete
se fanno queste azioni senza ascoltarvi... si fatto un bar cos per poi ma a questi perch non siete
andato a chiamarli... ...(si riferisce a terza persona n.d.r.)...

PASSALACQUA D.: eh!!...

VITALE S.: andate a chiamarli...

PASSALACQUA D.: per aggiustartela... per aggiustartela...

VITALE S.: eh!! allora... e accusi pure

PASSALACQUA D.: a me...

VITALE S.: ...incomp... ...A QUESTO PUNTO SI SENTE SQUILLARE UN


CELLULARE E RISPONDE VITALE STEFANO... pronto?... si... dieci minuti un quarto d'ora, si,
ciao... CHIUDE LA CONVERSAZIONE TELEFONICA... ...(lunga pausa nessuna conversazione
n.d.r.).. per una risposta da ROCCO ce la deve dare... a noi non interessa e non vuole capire...
vuole fare che si scornano ma a noi non interessa... che gli devo fare... non ho capito di che non
puoi... " a l'ordine" (di non fare niente n.d.r.)... stai sicuro che ...incomp... a qualcuno...

PASSALACQUA D.: ma no...

VITALE S.: ...mangio qua... no va bene... parti e scappa vai a vedere le cose... devi
vedere le cose ...incomp...

PASSALACQUA D.: ma questo lo dovevano fare subito la mattina stessa.


(vds. all. nr. 44)

Si sottolinea che gli stessi, ad un certo punto, facevano riferimento alla costruzione di
alcune abitazioni che, alla luce degli spostamenti fatti dal PASSALACQUA, in periodi antecedenti
e successivi alla conversazione narrativa, risultavano insistere nellarea di Gambarie, nei pressi del
locale laghetto.
In particolare, in data 18.09.2006, personale di questo Ufficio, nel corso di un servizio di
osservazione attuato nei confronti del PASSALACQUA, accertava che lo stesso, a bordo della
propria autovettura, si recava a Gambarie, unitamente ad un ragazzo (conducente del veicolo), ove
assisteva alla realizzazione di alcuni lavori, allinterno di un cantiere edile.

(Vds. all. nr. 45)

Gli accertamenti praticati in ordine a tale struttura permettevano di accertare che allinterno
del citato cantiere operava limpresa individuale di LOFARO Domenico [nato a Campo Calabro il
15.04.1969], impegnata nella realizzazione di 5 villette in un terreno di propriet di CONSOLINI
Alfonsa, nata a Crevalcore (BO) il 14.05.1916 e delle figlie di questultima, VOTANO Lucia, nata
a Villa San Giovanni il 02.11.1947 e VOTANO Grazia, nata a Crevalcore il 14.12.1944, le quali
avevano concesso un terreno di circa 900 mq. ubicato in localit Gambarie di Santo Stefano in
Aspromonte, al predetto LOFARO Domenico, in permuta di una villetta rustica delle cinque a
schiera che sarebbero state costruite da questultimo nel predetto terreno. (Atto notarile di permuta
del notaio ZAGAMI Andrea di Reggio Calabria, Repertorio 19128 registrato a Reggio Calabria il
04.05.2006 e registrato alla Conservatoria dei Registri Immobiliari di Reggio Calabria
l01.06.2006 reg. particolare n.7782 e registro generale nr.11340). A tal fine era stata rilasciata la
licenzia edilizia nr. 7 dell01.08.2006 dal Comune di Santo Stefano dAspromonte , su progetto dal
geom. REPACI Stefano, nato a Fiumara il 26.02.1969, residente a Villa San Giovanni in via
Alvaro Corrado Pezzo nr.19.
Giova evidenziare che nellarea dinteresse erano presenti altri cantieri, in particolare:

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- limpresa edile TECHNO EDIL di Antonino PRIOLO e C. S.a.s. che stava


costruendo un complesso edilizio residenziale, denominato Monte Scirocco, su un
terreno di propriet della stessa, il cui titolare veniva identificato nellingegnere PRIOLO
Antonino, nato a Santo Stefano in Aspromonte (RC) il 22.04.1960, residente a Reggio Calabria,
imprenditore, attuale assessore del comune di Santo Stefano in Aspromonte con funzioni
concernenti le materie di seguito indicate: relazioni esterne con particolare riguardo al reperimento
di risorse finalizzate alle provviste finanziarie per le opere pubbliche programmate dallEnte.
La stessa impresa, inoltre, era impegnata nella realizzazione di una villa bifamiliare su un
terreno di propriet di:
. SICLARI Luciana nata a Reggio Calabria il 04/11/1972 cod. fiscale
SCLLCN72S44H224K, proprietaria per 4/12;
. SPINELLI Fortunata nata a Reggio Calabria il 25/01/1941 cod. Fiscale
SPNFTN41A65H224C, proprietaria per 8/12.

- limpresa edile MACOS S.r.l., che stava costruendo 12 ville, su un terreno di propriet
dei germani:
. COZZUPOLI Antonietta Rita pt. Bruno e mt. ALETTI Daniele, nata a Reggio Calabria il
23.05.1958, ivi residente in via Friuli nr.3, coniugata, medico, proprietaria per 1/3;
. COZZUPOLI Emilio pt. Bruno e mt. ALETTI Daniele, nato a Reggio Calabria il
16.08.1955, ivi residente in via Nuova Friuli n.7, coniugato, medico, proprietario per 1/3;
. COZZUPOLI Pietro pt. Bruno e mt. ALETTI Daniele, nato a Milano il
21.07.195323.05.1958, ivi residente in via Nuova Friuli n. 11, coniugato, medico, proprietario per
1/3.
Limpresa MACOS S.r.l., con forma giuridica societ a responsabilit limitata, iscritta
alla Camera di Commercio di Reggio Calabria al numero Rea RC-119651, con sede legale in
Reggio Calabria in via Gorizia nr.5, avente per oggetto sociale: impresa edile, lavori generali di
costruzione di edifici ed altro, costituita il 07.01.1992, ha un capitale sociale dichiarato di
95.370,00 cos ripartito:
. 66.759,00 di propriet di MALARA Michele nato a Reggio Calabria il 19.05.1965 cod.
fiscale: MLRMHL65E19H224V. Lo stesso nipote del noto MUSOLINO Rocco, nato a S.
Stefano dAspromonte l1.3.1927, gi ex sindaco del paese nativo, arrestato nellambito
delloperazione Olimpia , nonch fratello di MALARA Francesco, nato a Reggio Calabria il
31.10.1985, anchegli tratto in arresto allorch rivestiva la carica di sindaco del comune di Santo
Stefano in Aspromonte;
. 28.611,00 di propriet di MUSOLINO Rosa, nata a Santo Stefano in Aspromonte il
12.02.1943 cod. fiscale: MSLRSO43B52I371X.
Allinterno della societ risultano le seguenti persone:
. MALARA Michele, nato a Reggio Calabria il 19.05.1965, residente a Reggio Calabria in
via Gorizia nr.5, amministratore unico e direttore tecnico;
. SPADARO Giuseppe, nato a Reggio Calabria il 23.08.1970, residente a Laganadi in via
San Giovanni Bosco nr. 23, responsabile tecnico.

Lanalisi dei suddetti dati, faceva concretamente supporre che il PASSALACQUA,


unitamente a VITALE Stefano, era interessato alla realizzazione di alcune unit immobiliari nella
frazione Gambarie di Santo Stefano dAspromonte, a cui era interessato evidentemente anche
ZITO Rocco.
Nella prosecuzione dellattivit investigativa, si accertava che in data 30 settembre 2006,
PASSALACQUA Domenico, unitamente ad un altro soggetto si recava in Gambarie, ove
incontrava VITALE Domenico, autista e uomo di fiducia di MUSOLINO Rocco, con il quale si
recava presso il cantiere edile nominato in precedenza. Il PASSALACQUA, alle ore 11.50, partiva
da Gambarie per fare ritorno a Villa San Giovanni, ove giungeva intorno alle ore 12.30.

(Vds. all. nr. 46)

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 309
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I fratelli BARBIERI.

Parte attiva di tale contesto criminale risultato essere BARBIERI Domenico, in


precedenza generalizzato, imprenditore di riferimento dellorganizzazione criminale in esame,
risultato in contatto sia con questi ultimi, sia con personaggi aderenti alle strutture criminali della
Piana di Gioia Tauro, nonch con ALVARO Cosimo, sorvegliato speciale della P.S., figlio del
citato Domenico cl. 1924.
Inoltre, veniva accertato attraverso lattenta analisi delle conversazioni intercettate, nonch
dei servizi di osservazione, condotti allindirizzo dei fratelli BUDA, che gli stessi, tra laltro, erano
in stretti contatti con limprenditore BARBIERI Domenico, in precedenza generalizzato, soggetto
ritenuto intraneo allassociazione mafiosa in esame, essendo il referente economico del gruppo.
I preliminari accertamenti, condotti nei confronti del BARBIERI, permettevano di accertare
che lo stesso, in diverse occasioni, era stato controllato con:
 RUGOLINO Giovanni, nato a Reggio Calabria il 23.02.1950, pregiudicato per
associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione, porto e detenzione di armi, illecita
concorrenza con minaccia e violenza, omicidio doloso, sequestro di persona, sottoposto alla misura
di prevenzione dellobbligo di dimora e la misura di sicurezza della libert vigilata;

 GULLI Giacinto, nato a Motta San Giovanni il 06.05.1956, pregiudicato per


associazione per delinquere di tipo mafioso, proposto per la misura di prevenzione del sequestro
beni, sottoposto alla misura di sorveglianza di p.s. nel 1998;

 FURCI Antonio, nato a Reggio Calabria il 26.04.1960, pregiudicato per


violazione legge sulle armi;

 MOSCATO Fortunato, nato a Reggio Calabria il 15.05.1962, pregiudicato per


furto.

Il dato pi significativo, comunque, scaturiva dal fatto che il BARBIERI, unitamente ai


fratelli VINCENZO [26.11.1961] e CARMELO [25.04.1969] , di seguito generalizzati,
mantenevano stretti contatti anche con il pregiudicato ALVARO Cosimo, originario di Sinopoli,
appartenente allomonima famiglia mafiosa, che aveva spostato i propri interessi nella citt di
Reggio Calabria. Infatti, appare verosimile ritenere che proprio i fratelli BARBIERI, per un periodo
di tempo, avevano gestito la latitanza di ALVARO Carmine [nato a Sinopoli (RC) il 10.08.1968,
ivi residente Via Conturella nr.5, celibe, pregiudicato, in atto detenuto], fratello dellindagato
ALVARO Cosimo. Questultimo, inoltre, risultava essere stato assunto dalla ditta del BARBIERI,
mentre, in realt non ha mai lavorato alle dipendenze dello stesso. La circostanza scaturiva da una
conversazione telefonica, intercettata alle ore 17.08 dell11.12.2006, sullutenza telefonica nr.
337/948646, in uso al BARBIERI Domenico, laddove una donna, dipendente dello studio di
consulenza Finanziaria gestito da TRIPODI Angelo, chiedeva al BARBIERI, le giornate di lavoro
da contabilizzare per conto di ALVARO Cosimo.
(vds. all. nr.47)

Gli accertamenti, espletati presso lINPS di Reggio Calabria, hanno permesso di appurare
che lindagato ALVARO Cosimo dipendente, dal mese di ottobre 2006, dellimpresa individuale
BARBIERI Domenico, con sede legale a Reggio Calabria (RC) in Via Dei Monti 116 cap 89100
frazione Villa San Giuseppe. LALVARO risulta aver percepito redditi dalla ditta BARBIERI,
nellanno 2006, pari ad 4.678,00 per 13 settimane lavorative, mentre nellanno 2007 pari a
5.053,00 per 19 settimane lavorative.
Cira i rapporti tra la famiglia BARBIERI e quella degli ALVARO, si precisa che in data 8
ottobre 2006, ALVARO Cosimo, mentre effettuava una telefonata dal proprio apparato cellulare
(nr. 347/5348373), diretta allutenza nr. 338/9412812, riferiva in sottofondo a BARBIERI
Carmelo, in quel momento in sua compagnia che lo aveva cercato ucchi i suli, identificato in
ALVARO Cosmo [n. a Sinopoli il 16.10.1966, ivi residente [Link] Conturella nr. 4, pregiudicato],
cugino dellindagato ALVARO. Laffermazione sintomatica di una concreta conoscenza del
BARBIERI Carmelo, con gli esponenti della cosca ALVARO.

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Ritornando alla latitanza trascorsa da ALVARO Carmine presso la famiglia BARBIERI, si


precisa che lo stesso stato latitante dal 30.03.1999 al 13.02.2002, poich colpito da ordinanza di
Custodia Cautelare in Carcere nr. 112/96 R.G.N.R. D.D.A. e nr. 155/97 R.G.G.I.P. D.D.A. e nr.
81/99 Reg. CC, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria nei confronti di numerosi
esponenti appartenenti alla cosca mafiosa denominata ALVARO-VIOLI-MACRI per
associazione per delinquere di tipo mafioso ed altro (art. 416 bis).
Va, inoltre, sottolineato che BARBIERI Domenico, sebbene sia solito esprimersi in maniera
autonoma nellattivit imprenditoriale, spesso ha lavorato in stretta intesa con limpresa gestita dal
fratello Vincenzo Carmine, operante nel medesimo settore imprenditoriale. Sul punto insistono
numerose conversazioni, censurate nel corso dellindagine che ne dimostrano i sostanziali rapporti
affaristici. Si cita, a titolo di esempio, la conversazione nr. 1937 del 12 ottobre 2006, allorquando
BARBIERI Vincenzo chiedeva al fratello Domenico la percentuale di ribasso da effettuare per una
gara di appalto .
(vds. all. nr. 48)

Ritornando allattivit tecnica, sviluppata nei confronti del BUDA Pasquale, si precisa che
la prima conversazione attestante i rapporti tra questultimo e BARBIERI Domenico, veniva
censurata in data 27 novembre 2005, allorquando, il BUDA, attraverso lutenza cellulare nr.
393/9017515, fissava con linterlocutore un incontro per il giorno successivo, aggiungendo di
aspettare prima che facciate quelle cose, individuate in alcune offerte per altrettante gare di
appalto, atteso lo specifico riferimento fatto, in seguito, allorquando il BUDA, a specifica richiesta
dellinterlocutore, riferiva che bisognava aumentare le offerte.

CONVERSAZIONE REGISTRATA AL PROG. 388 DEL 27.11.2005, ORE 20.04, CON


APPARECCHIATURA AREA
Legenda:

BUDA P.: BUDA PASQUALE


BARBIERI D.: BARBIERI DOMENICO
INIZIO TRASCRIZIONE INTEGRALE
^^
BARBIERI D.: pronto!
BUDA P.: compare Mimmo!
BARBIERI D.: buona sera!
BUDA P.: che si dice? come siete?
BARBIERI D.: ma!! qua sono! sono andato a prendere la bambina che era qua ...
BUDA P.: avevate il telefono chiuso! io vi chiamavo!
BARBIERI D.: eh!! niente! sono stato a casa che mi sono fatto un p di gare di appalto
BUDA P.: eh!
BARBIERI D.: ora ho visto la vostra chiamata e vi ho chiamato
BUDA P.: eh! niente eh!!!...mi volevo vedere domani mattina
BARBIERI D.: eh!
BUDA P.: eh!
BARBIERI D.: a che ora ci vediamo?
BUDA P.: quando volete! verso le nove, le nove e mezza eh!...ah!...
BARBIERI D.: eh!
BUDA P.: eh!
BARBIERI D.: oppure prima! come dite voi!
BUDA P.: no! quando volete voi, per me...
BARBIERI D.: a Catona o a Reggio? perch ho da fare a Reggio, devo fare certe cose ...
BUDA P.: eh! prima che facciate quelle cose, apposta!
BARBIERI D.: eh?
BUDA P.: eh!
BARBIERI D.: eh!
BUDA P.: ci vediamo a Catona verso le otto e mezza, le nove?
BARBIERI D.: ma dobbiamo ridurre o dobbiamo aumentare?
BUDA P.: aumentare forse! eh!

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


Memoria del Pubblico Ministero relativa al rito abbreviato CONDELLO Demetrio + 17
PROCURA DELLA REPUBBLICA 311
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BARBIERI D.: eh!


BUDA P.: eh!
BARBIERI D.: e va bene! allora sapete cosa facciamo? ci vediamo alle otto e mezza a
Catona, dai!
BUDA P.: va bene! ok!
BARBIERI D.: alle otto e mezza da me!
BUDA P.: si! va bene! ok!
BARBIERI D.: vi saluto, arrivederci!
BUDA P.: ciao! vi saluto!
FINE TRASCRIZIONE INTEGRALE

(vds. all. nr.49)

Si segnala che alle ore 19.52 precedenti, BUDA Pasquale aveva comunicato a FAVARA
Gianluca [nato a Milano il 07.05.1967, residente a Rosarno in via Nazionale Nord nr.100 e
domiciliato in Reggio Calabria [Link] - Catona Via Dei Garibaldini, indagato nel presente
procedimento], di non essere riuscito a rintracciare Domenico BARBIERI e, pertanto, lo inviava da
questultimo, affinch accendesse il telefonino, poich aveva necessit di parlargli:
Prog. 386 ore 19.52 Pasquale dice a Gianluca come mai ancora non andato a
trovarlo e nel contempo gli chiede la cortesia se prima di andare da lui passa da Mimmo Barbieri e
gli dice di accendere il telefonino che gli deve parlare.

Lincontro con il BARBIERI sicuramente costituiva una necessit per tutta


lorganizzazione, atteso che, alle successive ore 21.48, facendo riferimento alla figura di
BARBIERI Domenico, comunicava a PASSALAQUA Domenico che il giorno successivo, alle ore
08.00, si sarebbe recato a Catona per incontrarsi con quello:

Prog. 222 ore 21.48 Pasquale Buda con Mimmo Passalacqua per incontrarsi
domattina alla biglietteria delle navi dove lavora lui (Mimmo). Pasquale dice che alle otto deve
passare da Catona in quanto quello non passato a trovarlo e quindi deve andarci lui. Mimmo gli
dice di passare prima da lui.

Le conversazioni innanzi citate facevano concretamente supporre che il BARBIERI fosse


ampiamente inserito nellassociazione mafiosa in esame, con funzioni di collettore economico,
avvalendosi del BUDA Pasquale e, quindi, della struttura criminale di riferimento per
laggiudicazione delle gare di appalto.
Nei giorni successivi, BARBIERI Domenico e BUDA Pasquale programmavano un
incontro per il 1 dicembre. Infatti, nella mattinata dell01.12.2005, alle ore 08.55 ed alle ore 09.55
(progr. 470 e 471), intercorrevano due telefonate, censurate sullutenza cellulare 393/9017515
(intestata a BFM SERVICE SRL in uso a BUDA Pasquale in uscita verso lutenza 337-948646, in
uso a BARBIERI Domenico) dal cui tenore si acclarava che entrambi si sarebbero incontrati nel
primo pomeriggio.
(vds. all. [Link] 50 e 51)

Il servizio di osservazione e pedinamento censurava il citato incontro. Alle ore 14.00 dell
1.12.2005, il BUDA veniva notato allinterno della biglietteria della societ di navigazione
Autostrada del Mare, ubicata allinterno dellarea portuale di Reggio Calabria. Alle successive
ore 15.15, venivano notate giungere unautovettura Suzuki Vitara targata BE062BS, di propriet di
BARBIERI Domenico, con due persone a bordo, seguita da una Alfa Romeo 156 targata
BV297WX di propriet di SACCA Giovanni [nato a Reggio Calabria il 07.07.1967], pregiudicato
per tentato omicidio volontario, porto e detenzione di armi. Il BUDA, uscito dalla biglietteria, si
congiungeva ai tre personaggi e tutti insieme si recavano allinterno del bar c.d. degli
imbarcaderi. Alle ore 15.28 successive, i quattro si salutavano ed il BUDA ritornava alla citata
biglietteria.

(v.d.s. allegato nr.52)

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Si precisa che le attivit investigative, condotte allindirizzo di BARBIERI Domenico,


iniziate in data 13 dicembre 2005, venivano successivamente interrotte in data 2 maggio 2006,
poich non erano emersi ulteriori elementi probatori che ne sancivano la sua partecipazione alle
dinamiche criminali in questione.
Solo in data 25 settembre 2006 veniva richiesta nuovamente lattivazione delle utenze
telefoniche in uso allo stesso e, quindi, in progressione linstallazione tecnica di apparecchiature
atte allintercettazione tra presenti allinterno del proprio ufficio, nonch della propria autovettura.
In relazione ai fatti innanzi citati, laddove era stato accertato lingerenza di BUDA Pasquale
nella gestione di alcune gare di appalto, effettuate dal BARBIERI, con contestuale incontro di
persona tra i due, alla presenza di altri pregiudicati, veniva attivata, in data 13 dicembre 2005,
lintercettazione sullutenza nr. 337/948646, in uso a BARBIERI Domenico.
Lascolto della suddetta utenza che, come gi detto, stata condotta sino al 2 maggio 2006,
consentiva di accertare il pieno inserimento dello stesso allinterno delle dinamiche criminali
dellassociazione criminale in esame. In particolare, in data 29 dicembre 2005, veniva censurata
una conversazione tra BARBIERI Domenico e la moglie, ROMEO Annunziata, nel corso della
quale limprenditore riferiva alla donna che il giorno di Santo Stefano (26 dicembre 2005), aveva
incontrato BUDA Pasquale, unitamente ad altre due persone, il quale gli aveva rappresentato di
avere rilevato, a Villa San Giovanni, unazienda fallita, che in seguito avrebbe gestito direttamente
il BUDA, sempre a nome del vecchio proprietario. La circostanza, sebbene non coinvolgesse
direttamente il BARBIERI, era comunque significativa in ordine alla particolare vicinanza tra
questultimo e lo stesso BUDA. Va comunque sottolineato che la moglie del BARBIERI, non
appena apprendeva del BUDA, invitava il coniuge a non menzionare telefonicamente il nome di
questultimo, n tantomeno i propri accompagnatori.
(vds. all. nr. 53)

Lattivit investigativa in argomento, come gi rappresentato in premessa, ha permesso di


individuare nella figura di BARBIERI Domenico, limprenditore di riferimento del BUDA
Pasquale e, quindi, dellorganizzazione criminale collegata a questultimo.
Nel corso delle indagini, condotte nei confronti del BARBIERI, sono state censurate una
moltitudine di conversazioni (telefoniche e tra presenti), ritenute particolarmente interessanti che,
per maggiore chiarezza espositiva, saranno esposte secondo i rapporti relazionali mantenuti dal
BARBIERI con i diversi soggetti.

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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PROCURA DELLA REPUBBLICA 313
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I rapporti tra BARBIERI Domenico e BUDA Pasquale.

Le conversazioni menzionante allinizio del presente capitolo, laddove il BARBIERI


chiedeva al BUDA, esponente criminale di Fiumara di Muro, la percentuale da praticare per la
partecipazione ad una gara di appalto, sono da ritenere sicuramente significative circa la contiguit
dellimprenditore allassociazione criminale in esame. Lesito delle ulteriori indagini ha permesso
di accertare completamente la sicura adesione del BARBIERI al gruppo criminale, atteso che lo
stesso si rivolgeva ai principali esponenti, per ogni forma di assistenza, non omettendo di elargire,
anche sostanziose somme di danaro ai componenti del sodalizio criminale, per i favori ricevuti. Un
rapporto simbiotico, basato sulla completa reciprocit dinteressi. Significativa, risultata
unaffermazione fatta dallo stesso BARBIERI che, nel commentare con un interlocutore il proprio
ruolo di personaggio organicamente inserito in questi contesti criminali, riferiva di un incontro
avuto con un segretario comunale, alla presenza di BUDA Pasquale e IMERTI Antonino cl.50 i
quali, affermavano, al fine di fare sbloccare una pratica di pagamento a favore dellimprenditore:
. ..vedi che Mimmo un amico nostro... un amico lui... un amico nostro...".
Il BARBIERI si rivolgeva sempre a BUDA Pasquale allorquando veniva a conoscenza,
tramite un tecnico, circa la presenza di un esposto attestante le dinamiche, illecite relative alle
assegnazioni degli appalti, in cui risultavano coinvolti, fra gli altri anche lo stesso BARBIERI, il
cui autore, secondo le affermazioni fatte dai diversi interlocutori della vicenda, veniva individuato
in SCARPELLA Pasquale, cugino del BARBIERI, titolare di unimpresa operante nel medesimo
settore no!! ora sto andando a trovare a PASQUALE BUDA, se lo trovo gli dico che deve
andare a Archi, potevo andare pure io perch...incomp... .
Sempre nella stessa circostanza, il BARBIERI rappresentava al tecnico comunale la
necessit di recarsi lindomani a rappresentare tali fatti a LIBRI Pasquale, ritenuto il collettore
delle cosche mafiose per tutte le attivit imprenditoriali di Reggio Calabria comunque io...
domani voglio parlare con PASQUALE LIBRI... ah!! questo di Archi... perch la cosa partita
sempre da la!!..
Tuttavia, altrettanto significativo latteggiamento, mantenuto dallo stesso, in occasione
del furto patito allinterno della propria villetta di campagna, nonch in occasione di un pestaggio,
subito dal fratello Vincenzo ove, in entrambe le circostanze, chiedeva lintervento di BUDA
Pasquale, nonch quello della famiglia ALVARO, nella persona di ALVARO Cosimo.
La completa aderenza del BARBIERI al gruppo criminale in esame, stata ineluttabilmente
accertata grazie ad una serie di acquisizioni investigative che sanciscono la completa appartenenza
dello stesso alla criminalit organizzata. Dallanalisi cronologica degli eventi, si aveva modo di
accertare che un primo significativo contatto veniva registrato in data 5 ottobre 2006, alle ore
12.48, allorquando il BARBIERI contattava lutenza nr. 393/9017515, in uso a BUDA Pasquale,
fissando un appuntamento, con lo stesso, per le ore 17.00 del giorno successivo presso la piazza di
Catona, nelle vicinanze della ex Cassa di Risparmio. Nella circostanza, il BARBIERI specificava
che lavrebbe fatto incontrare direttamente con una persona per il carrellone. Nel prosieguo del
dialogo, BARBIERI chiedeva al BUDA dove potesse prelevare quantitativi di cemento,
concordando, successivamente, di acquistarlo dal parente dello stesso BUDA, identificato in
BUDA Santo125 [nato a Fiumara di Muro il 02.09.1944 residente Villa San Giovanni Fraz. Ferrito

125 Sul suo cnto, agli atti dellArma figurano i seguenti precedenti: 12.07.1980 stato Diffidato ai sensi dellart. 1 L.
27.12.1956 nr. 1423, con sospensione della patente di guida; . 08.04.1980 con P..V. nr. 93/1 veniva denunciato a P.L.
dalla Stazione Carabinieri di scilla per lart. 80 comma 12 C. d. S.;06.11.1987 stato vittima di un attentato il
localit Lazzaro di Motta San Giovanni (RC), nella quale veniva attinto da colpi di arma da fuoco e ferito gravemente
al volto e alladdome; 22.11.1988 veniva tratto in stato di arresto dal Commissariato della PolStato di Villa san
Giovanni (RC), per detenzione di pistola lanciarazzi e cartucce cal. 7,65; 22.04.1989 veniva tratto in stato di arresto
da personale del Nucleo Operativo e Radiomobile di Villa san Giovanni (RC), per detenzione illegale di una pistola
cal. 7,65 e nr. 6 cartucce; 14.11.1992 la Corte di Assise di Reggio Calabria lo condannava alla pena di anni 4 di
reclusione nellambito del procedimento penale IMERTI Antonino + 41 responsabili di Associazione a Delinquere di
tipo Mafioso; 14.11.1995 il Tribunale di Reggio Calabria lo dichiarava colpevole del delitto di estorsione continuata
pluriaggravata ai sensi dellart. 110 629, 2 comma in relazione allart. 628 comma 3 nr. 1 e 3, 112 nr. 1 Codice
Penale, pena di anni 12 e Lire 7.400.000 di multa; 23.09.2000 denunciato dal Nucleo Operativo dell Compagnia
Carabinieri di Villa San Giovanni, ai sensi dellart . 9 comma 1 Legge 1423/56, perch violava le prescrizioni di non
associarsi e non frequentare pregiudicati; 21.06.2006 denunciato dalla DIA di Reggio Calabria , per omicidio in

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via Nazionale nr.23, coniugato, pregiudicato], titolare di unazienda operante nel settore
cementizio.

(vds. all. nr. 54)

Il contesto della conversazione, collegata a quella del 27 novembre 2005, laddove il BUDA
consigliava al BARBIERI le percentuali da presentare per la partecipazione ad una gara di appalto,
faceva concretamente supporre che il BUDA fosse socio occulto dellimpresa gestita dal
BARBIERI, atteso che questultimo, allorquando chiedeva allinterlocutore di acquistare il
cemento dal BUDA Santo, riferiva testualmente: se ci rispetta andiamo dal vostro parente..,
facendo chiaramente sottintendere, con luso del plurale, che la problematica economica era una
circostanza che interessava anche al BUDA Pasquale.
Linterlocutore, dopo aver specificato che lacquisto di tale materiale, eseguito dal
BARBIERI, era subordinato ad un prezzo congruo e, comunque, scontato .se vi rispetta...vi fa
il prezzo giusto...andate la se no andate dove volete...e..., aggiungeva, usando in questo caso
anchegli la prima persona plurale ...ad un certo punto...non ci interessa...va bene compare
Mimmo...
Tale supposizione trovava ulteriore conferma nel corso del servizio di osservazione,
predisposto il giorno successivo, in concomitanza dellappuntamento tra il BUDA ed il
BARBIERI, laddove si notava anche la presenza, allinterno del civico 9 di via Italia di Villa San
Giovanni, di MORENA Giuseppe [nato a Scilla (RC) il 08.12.1946, residente a San Roberto (RC)
in Via S. Angelo nr. 2], noto esponente criminale dellarea di Melia di Scilla, imparentato con
CREAZZO Francesco e CATALANO Antonino [nato a San Roberto (RC) il 25.08.1954, residente
a Reggio Calabria in Via Condera Eremo nr. 6/A].
Si precisa che si aveva contezza della posizione di BUDA in tale localit non dal servizio di
osservazione, ma attraverso lascolto telefonico sullutenza telefonica del BARBIERI, mediante il
quale si accertava che lo stesso si stava recando allincontro, atteso alle ore 17.31 di fronte il bar
Ideal. Evidentemente il BUDA si trovava gi allinterno del civico nove di via Italia di Villa San
Giovanni:

Prog. 1255 - data e ora: 06/10/2006 17.31.04


Buda con barbieri - nr. interlocutore: +393939017515 - intestato a:
SINTESI
Domenico dice a Pasquale che si trova al bar ideal, i due si danno appuntamento di fronte al
bar Ideal dove si trova l'assicurazione

Effettivamente nei pressi del bar Ideal era ubicata lagenzia assicuratrice Surace.
Al termine dellincontro, il BARBIERI raggiungeva il bar Paradise di Catona, ove
sincontrava con altri due soggetti, identificati in IANNO Domenico [ nato a Reggio Calabria il
15.12.1977, ivi residente in Via Beato Umberto nr. 55 Catona] e BASILE Domenico [nato a
Reggio Calabria il 14.09.1950, ivi residente in Via Ravagnese Sud TV Nicol. Nr. 29], questultimo
dirigente dellUfficio Lavori Pubblici del comune di Reggio Calabria.
(vds. all. nr. 55)
Si precisa che tale incontro non era preceduto da alcuna telefonata: evidentemente questi
ultimi due erano interessati a conoscere lesito della riunione alla quale aveva partecipato il
BARBIERI. Il BASILE, per come si avr modo di accertare nel corso dellintero percorso

concorso C.P. art. 575 OMICIDIO DOLOSO (CONCORSO) con CONDELLO Pasquale nato Archi (rc) il
25.02.1963, D'errigo Antonino nato a Campo Calabro il 03.12.1963, IANNO' Paolo nato a Reggio Calabria il
07.06.1964, IMERTI Antonino nato a Fiumara di Muro il 01.10.1950, IMERTI Antonino nato a Villa San Giovanni il
22.08.1946, RODA' Francesco nato Archi (rc) il 28.10.1956, SARACENO Giuseppe Carmelo nato Archi (rc) il
29.07.1951, SURACE Paolo nato a Gallico (rc) il 21.06.1939, (deceduto), GIUFFRE' Antonio nato a Reggio Calabria
il 08.03.1947, (deceduto) ,EROBUSTI Pasquale nato a Gallico (rc) il 28.09.1966, (deceduto), SARACENO Salvatore
nato a Reggio Calabria il 10.10.1957 e TRAPANI Bruno nato Archi (rc) il 13.03.1957, partecipavano a vario titolo
all'omicidio di BARRECA Santo nato a Villa San Giuseppe il 02.09.1953, verificatosi il 07.10.1987 in gallico
all'interno del negozio jolly market mentre era intento a consumare un panino, a colpi di arma da fuoco.

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investigativo, costituiva un valido punto di riferimento per il BARBIERI e, quindi, dellintera


organizzazione criminale per laggiudicazione degli appalti.
Altrettanto significativo risultava essere lincontro avvenuto, in data 12 ottobre 2006
(progr. Nr. 1938 h. 16.07), allorquando BARBIERI Domenico, a seguito di contatto telefonico
intercorso con SICLARI Giovanni [nato a Reggio Calabria il 22 aprile 1959, ivi residente],
stabiliva un incontro, verso le ore 17.30, per parlare di una gara di appalto .

Prog. 1938 - data e ora: 12/10/2006 16.07.45


Mimmo con Giovanni - nr. interlocutore: +39330361811 - intestato a: SICLARI
GIOVANNI

Giovanni chiede a Mimmo se stasera si possono incontrare per parlare di una gara
d'appalto. Mimmo gli dice che stasera ha un appuntamento alle cinque e mezzo vicino da lui, e poi
gli dice che se per quell'ora non la in zona, si far sentire prima di andare a casa.

Il servizio di osservazione, predisposto in area, consentiva di verificare, gi a partire dalle


ore 18.40, la presenza, allinterno del bar paradise di Catona, sito lungo quella via Nazionale, di
BARBIERI Domenico e BUDA Pasquale, in compagnia di LE PERA Santo e VADALA Natale
cl. 77 (conosciuti direttamente dagli operatori), in compagnia di un altro soggetto, non meglio
potuto individuare al momento, dallapparente et di anni 45/50, capelli brizzolati, folti, pettinati
allindietro. Questultimo, alle ore 19.15 usciva dal bar e si allontanava a bordo di una Ford
Mondeo di colore grigio, targata CH527MH, risultata intestata a CREA Maria [nata a Reggio
Calabria il 3 luglio 1916 ivi residente Frazione Rosol via Bianchi nr. 13].
(vds. all. nr.56)

Lanalisi biografica dei soggetti, presenti allincontro, faceva concretamente supporre che
la riunione era finalizzata alla suddivisone degli appalti in corso di realizzazione, in cui i diversi
imprenditori si recavano allappuntamento con i propri referenti criminali.
Infatti, LE PERA Santo [nato a Reggio Calabria il 3.11.1958], ritenuto appartenente alla
cosca denominata RUGOLINO, egemone nellarea di Catona, aderente al pi ampio contesto
criminale CONDELLO IMERTI. Lo stesso, assolto dal procedimento penale Olimpia, per
precedente giudicato126, stato condannato in data 17.03.1990.
Sul suo conto, nellambito del procedimento penale Olimpia, la locale Direzione
Investigativa Antimafia, nella relativa informativa di reato, aveva evidenziato il ruolo di primo
piano allinterno della cosca denominata RUGOLINO
Anche il collaboratore di Giustizia IANNO Paolo ha rilasciato alcune dichiarazioni sul
conto di LE PERA SANTO, quale elemento organico alla cosca RUGOLINO, egemone in Catona.
Infatti, il LE PERA veniva indagato nellambito del procedimento penale nr. 6091/06 RGNR
DDA, ma il GIP non aveva ritenuto sufficienti le argomentazioni prodotte, e pertanto, non
emetteva alcun provvedimento custodiale.
E opportuno precisare che il LE PERA Santo risultato essere coinvolto, nellambito del
procedimento penale nr. 2332\04 R.G.N.R. DDA, unitamente a SICLARI Giovanni, in precedenza
generalizzato, in unassociazione a delinquere finalizzata allaggiudicazione di alcuni appalti nella
citt di Reggio Calabria. In relazione a tali fatti, il GIP presso il Tribunale di Reggio Calabria,
emetteva, in data 21 dicembre 2006, Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere a carico, tra gli
altri, di SAPONE Domenico [nato a Reggio Calabria il 23 settembre 1966, ivi residente in Vico
Scardella n. 18\B]; TOSCANO Giuseppe [nato a Melito Porto Salvo (RC) il 14 giugno 1968, ivi
residente in Via Pilati n. 10 e di fatto domiciliato in Via Torre n. 26]; MORENA Giuseppe [nato a
Scilla (RC) l8 dicembre 1946, residente a San Roberto (RC), Via SantAngelo n. 2].

126 Ed invero, il Rugolino risulta gi condannato definitivamente per il delitto di cui allart. 416 bis CP
contestato fino al 10-12-1987 per i c.d. fatti di Arghill
Gli altri soggetti che erano stati indagati siccome sospettati di aver fatto parte della stessa cosca( e, cio,
Rugolino Giuseppe, Pratic Demetrio, Rugolino Fortunato, Le Pera Santo, Crea Antonino, Morgante
Vincenzo , Morgante Domenico e Priore Francesco) sono stati, invece, prosciolti dal GUP, essendosi ritenuta
linesistenza a loro carico di condotte associative diverse da quelle gi oggetto di precedenti vicende
giudiziarie passate in giudicato.

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In merito va precisato che MORENA Giuseppe, in precedenza generalizzato, in data 6


ottobre 2006, aveva avuto un incontro, come documentato in precedenza, con BARBIERI
Domenico, BUDA Pasquale pi altri soggetti non individuati, allinterno del civico nr. 9 di via
Italia in Villa San Giovanni.
Lanalisi di tali emergenze costituiva ulteriore momento di riflessione investigativa, in cui
era sempre pi evidente una cointeressenza criminale tra il BUDA ed il BARBIERI nella gestione
degli appalti.
Ritornando allesame della riunione mafiosa sopra descritta e dei partecipanti, si precisa che
anche la presenza di VADALA Natale [ nato a Reggio Calabria il 25.07.1977, ivi residente fraz.
Catona Via SS 18 IV Tratto nr.177, celibe] non era giustificabile in un contesto connesso ad
attivit lavorative relative a gare di appalto, in considerazione che lo stesso opera nel settore
dellalimentazione, essendo indirettamente titolare della pizzeria AL TORRENTE sita in
Catona, formalmente intesta alla sorella, VADAL Angela [nata a Reggio Calabria il 14.08.1984,
ivi residente, convivente, nubile, studentessa], nonch a CORSARO Francesco e COTRONEO
Giuseppa Francesca [nata a Reggio Calabria (RC) il 06/11/1944]. Il VADALA Natale cugino
dellomonimo VADALA Natale [nato a Reggio Calabria il 23.09.1966], nipote acquisto di
CONDELLO Pasquale, avendo sposato VAZZANA Caterina [nata a Reggio Calabria il
07.12.1975, ivi residente in Via Provinciale Vecchia nr. 20, coniugata, casalinga], questultima
figlia di CONDELLO Maria [ nata ad Archi il 25.10.1945, deceduta], sorella di CONDELLO
Pasquale. VADALA Natale cl. 66 stato indagato nellabito del procedimento penale denominato
Vertice , venendo tratto in arresto, come si evince dallOrdinanza di Custodia Cautelare in
Carcere nr. 4141/2005 RGNR DDA- N. 2852/2005 R GIP DDA e N. 43/2005 R. OCC, per avere
fatto da staffetta, in tempi diversi, nel condurre MORABITO Maria dal marito latitante
CONDELLO Pasquale (vedasi relazione di servizio del 23.05.2001 redatta dal R.O.S. di Reggio
Calabria, allegata alla comunicazione della notizia di reato nr. 112/7-69-1998 del 16.03.2005);...
Ritornando alla presenza degli altri soggetti, si precisa che la persona che si era allontanata,
a bordo dellautovettura Ford Mondeo, targata CH527MH, risultata intestata a CREA Maria [nata
a Reggio Calabria il 3 luglio 1916 ivi residente Frazione Rosol via Bianchi nr. 13], stata
identificata in SCOPELLITI Gaetano [nato a Rosal (RC) il 21.07.1955, residente a Reggio
Calabria], anche perch lassicurazione dellautovettura risultava intestata a questultimo. Lo
stesso non risulta, agli atti di questArma, inserito in organizzazioni mafiose. Si ritiene che lo
stesso si trovasse occasionalmente presente nel locale, allontanandosi prima dellarrivo del
SICLARI.
Sul conto di SICLARI Giovanni, in precedenza generalizzato, che aveva richiesto
lincontro con il BARBIERI, stato accertato che lo stesso :

. socio Amministratore della Societ in nome collettivo denominata SIMA Edilizia di


GIOVANNI SICLARI & C. s.n.c. con sede a Reggio Calabria, fraz. Villa San Giuseppe, in via
Benfatto nr.12; detta societ viene gestita unitamente a: COSTANTINO Francesco (Reggio
Calabria 05.05.1950) in qualit di Direttore Tecnico; SCOPELLITI Angela (Reggio Calabria
20.12.1962) in qualit di Socio Amministratore. La predetta Societ espleta come attivit Lavori
Generali di Costruzione di Edifici e Lavori di Ingegneria Civile.

. amministratore unico della Societ a Responsabilit Limitata denominata


SISCO COSTRUZIONI s.r.l. con sede a Reggio Calabria in via Nazionale SS18 nr.172. La
predetta espleta come attivit la Costruzione di Edifici.

Sul conto del SICLARI si precisa che in data:

. 02.12.1980 veniva tratto in arresto dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria per
ricettazione - Mandato di cattura emesso dall'A.G. di Reggio Calabria
. 13.07.1981 veniva condannato dal Tribunale di Reggio Calabria ad anni uno ,
mesi nove di reclusione e l.400.000 multa per ricettazione. Falso in atto pubblico e truffa;
. 25.09.1986 stato sottoposto dal Questore di Reggio Calabria alla Diffida di
P.S.-
. 05.12.2002: Veniva deferito dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria
nellambito delloperazione denominata ZAPPA, per il delitto p.e p. dallart. 74 del D.P.R. 9

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 317
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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

ottobre 1990, n. 309, per aver organizzato, diretto, finanziato od anche partecipato ad
unassociazione a delinquere finalizzata alla produzione, importazione in Italia, trasporto,
detenzione, vendita e/o cessione di sostanze stupefacenti del tipo cocaina eroina ed hashish al cui
vertice trova collocazione il MAESANO Santo, capo della ndrina mafiosa del basso versante
jonico della provincia reggina e dei PAVIGLIANITI.

Lo stesso, inoltre, stato indagato, nellambito del procedimento penale 2332/04 RGNR
DDA, in relazione ai delitti di cui agli artt. 110 e 353 c.p., 7 l. 203/91, perch, previa intesa con
SAPONE Domenico, nato a Reggio Calabria il 23 settembre 1966, FRANZONI Fabrizio, nato a
Parma il 19 giugno 1953 e con altri soggetti non identificati, turbavano la gara dappalto bandita,
con trattativa privata urgente, dallA.S.L. n. 11, che aveva ad oggetto i lavori di risanamento del 1
e 2 piano del padiglione Reparto Chirurgia del presidio ospedaliero T. Evoli di Melito Porto
Salvo, per un importo a base dasta di .191.089,00 (poi rinegoziato in .170.069,00). Condotta
materialmente posta in essere da SICLARI Giovanni della [Link]. Edilizia di Giovanni Siclari &
C. s.n.c. e consistita, previo accordo con gli altri due, nella mancata presentazione di unofferta,
nonostante linvito a partecipare alla gara, con lo scopo di agevolare lA.T.I. ARCADIA
Costruzioni s.r.l. / Sapone Domenico a che si aggiudicasse la gara dappalto, cos da ottenere poi,
in sub-appalto, parte dei lavori.
Si precisa che SICLARI Pasquale, padre di SICLARI Giovanni, stato ucciso in Catona nel
contesto di un agguato condotto con tipiche modalit mafiose in data 13.03.76.
SICLARI Giovanni stato controllato, nelle seguenti date, in compagnia di:

28.11.1996: Notato dalla Stazione CC di Catona unitamente a LE PERA Santo, nato


a Rosal il 3.11.58 (quest'ultimo pregiudicato per 416-bis vicino alla cosca mafiosa "Rugolino");

09.12.1996: Notato dalla Stazione CC di Catona unitamente a SCARPELLI


Pasquale , nato a Villa [Link] il 26.2.43 (quest'ultimo reggente unitamente a RUGOLINO
Giovanni della cosca mafiosa "RUGOLINO" )

27.05.2001: alle ore 11:15 in localit Catona, via Nazionale, di Reggio Calabria veniva
controllato a piedi unitamente a GERMANO Giuseppe (Reggio Calabria 13.01.1970),
questultimo con pregiudizi penali per falsi in genere.

16.08.2001: alle ore 09:35 in via Marina di Reggio Calabria veniva controllato a bordo
dellautovettura targata BE988TK unitamente a GERMANO Luigi (Reggio Calabria 23.11.1974),
questultimo con pregiudizi penali e di polizia per favoreggiamento personale;

11.10.2001: alle ore 19:30 in localit via Marina di Reggio Calabria veniva controllato a
bordo dellautovettura targata BD782HZ unitamente a MORGANTE Roberto, (sopra indicato) e
LE PERA Santo Fortunato (Reggio Calabria 03.11.1958), questultimo con pregiudizi penali e di
polizia per Associazione di tipo mafioso, illecita concorrenza con minaccia o violenza e reati
contro la persona, conosciuto anche da SAPONE Domenico;

12.05.2003: alle ore 18:10 in localit Catona di Reggio Calabria veniva controllato a bordo
dellautovettura targata BE802TK unitamente a MORGANTE Roberto (Villa San Giovanni
10.08.1968), questultimo con pregiudizi penali e di polizia per Associazione Mafiosa,
Associazione a delinquere, estorsione ed usura.

Anche i suddetti rapporti di frequentazione sono, oltremodo, significativi in ordine


alladerenza del SICLARI Giovanni allassociazione mafiosa indagata. Infatti sono risultati molto
importanti i rapporti con LE PERA Santo Fortunato, in precedenza generalizzato, e MORGANTE
Roberto. Sul conto di questultimo, in particolare, si riporta quanto evidenziato nel corso di una
conversazione tra presenti, intercorsa in data 6 febbraio 2007, tra PASSALACQUA Domenico e
BUDA Pasquale. In particolare, nel dialogare, in relazione allassociazione mafiosa operante in
Catona, il BUDA riferiva testualmente: queste sono cose che si mette chi intelligente... NINO!...
? MIMMO!... la ci sono i soldi, c' la compattezza, c' l'unione, capisci?... non che chi

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 318
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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

spara dentro e chi spara fuori...se uno dice una cosa ci sono quattro o cinque che dicono la stessa
cosa, che non c' in altri posti....
Ritornando allincontro in questione, si precisa che il giorno successivo (13.10.2006),
BARBIERI Domenico riceveva sulla sua utenza cellulare una chiamata da parte di BUDA
Pasquale. I due, dopo i saluti di rito, facevano riferimento allincontro, avuto la sera precedente,
dove erano presenti i massimi esponenti criminali darea. Nella circostanza, il BARBIERI
chiedeva scusa al BUDA Pasquale della presenza di alcuni soggetti alla riunione e, quindi,
aggiungeva di essere stato impegnato, avendo dovuto risolvere alcuni problemi con lingegnere
BASILE, in precedenza generalizzato.
(vds. all. nr.57 )

In data 3 dicembre 2006, allinterno dellautovettura Suzuky Vitara di propriet di


BARBIERI Domenico, si registravano, in progressione, due conversazioni, ritenute oltremodo
interessanti, attestanti i rapporti del medesimo con lorganizzazione criminale di Fiumara di Muro,
nonch con analoghi e temibili gruppi criminali della provincia. In particolare, il BARBIERI
commentava il furto, avvenuto allinterno della propria abitazione di campagna, sita nel comune di
San Roberto, denunciato il 27.11.2003 presso il locale Comando Arma, per il quale aveva richiesto
lintervento del gruppo BUDA-IMERTI, nonch della famiglia ALVARO e, nel commentare
gli equilibri delinquenziali darea, faceva una sorta di panoramica criminale delle sue conoscenze.
Nel corso della prima conversazione, il BARBIERI riferiva anche in ordine ad altre
conoscenze che aveva con soggetti appartenenti allorganizzazione criminale di Palmi, tra i quali
GALLICO Rocco, identificato nellomonimo [ nato a Palmi (RC) il 14.11.1965, ed ivi domiciliato
in via Concordato nr. 51, coniugato, nullafacente, pluripregiudicato], allepoca dei fatti
latitante127, tratto in arresto in data 24 marzo 2008. Il GALLICO organicamente inserito
nellomonima organizzazione mafiosa, operante nella zona di Palmi. In merito va sottolineato che
il BARBIERI riferiva di essersi recato, tempo prima, ad un incontro con il GALLICO
.allora!...no ora, anni dietro...eh!!! mesi dietro, ora ha due giovanotti che girano, ho parlato con
Rocco GALLICO, mi ha detto "compare Mimmo! ci sono due giovanotti!", certo, questo alla fine
di dicembre prende mille euro li metteva dentro una busta e glieli regalava, insomma! ma ha due
giovanotti che la notte vanno girando come i cosi, piedi piedi ., da ci facile dedurre che
lincontro sia avvenuto nel periodo in cui lo stesso era latitante, atteso che il GALLICO risultava
essere stato raggiunto da provvedimento restrittivo dal 18 febbraio 2002, e cio quasi cinque anni
prima della conversazione intercettata.
Il BARBIERI, successivamente, faceva riferimento a tale Ciccio, che dallanalisi
complessiva della presente intercettazione, nonch da quella registrata in progressione, veniva
identificato in CREAZZO Umberto Francesco in precedenza generalizzato che, in qualit di
responsabile criminale del locale di San Roberto non era stato in grado di salvaguardare tale area
da furti, tant che il BARBIERI riferiva: compare Mimmo andiamo e li ricompriamo un'altra
volta!", "non mi comprate il tavolo compare Ciccio! non me lo dite un'altra volta!". CREAZZO
Umberto Giuseppe, come evidenziato nella premessa della presente informativa, partecipava,
unitamente a PASSALACQUA Domenico, ai funerali di LIBRI Domenico.
Nel corso del dialogo emergeva, inoltre, che il BARBIERI riferiva come il CREAZZO
Umberto dovesse abbandonare la zona, anche per linsorgere di contrasti, sebbene latenti, con
BUDA Pasquale.
Sul punto la conversazione avveniva come segue : BARBIERI D.: lui si deve mettere
di lato, secondo me!...secondo me! speriamo che questo non sia vero completamente, compare, ah!
UOMO : guardate, no! lui ha sbagliato con fatto, non c' di ...inc... BARBIERI D.:
ma non penso che ...inc... UOMO : eh!!!! gli ha fatto una ambasciata a Buda,
...poi compare! il lavoro, non da spazio a nessuno neanche per pisciare.....come si dice "se tu
davi....!" questo il fatto....inc...quando si riuniscono tre, quattro che parlano male, si dice
"diamogli....!" ecco! la macchina gliel'hanno rubata per dire, a quello gli hanno sparato, in questa

127 poich colpito, come emerge dalla Banca dati delle FF. di Polizia, da provvedimento restrittivo nr. nr. 88/2005
R. E. S. e nr. 267/2006 R.O.E., emesso dalla procura generale di Reggio Calabria e dall'ordinanza di custodia
cautelare in carcere nr. 3190/2000 R.G.N.R.-D.D.A., nr. 4306/2001 R.G.I.P.-D.D.A. e nr. 253/2001 R.O.O.C.-
D.D.A. emesso dal GIP in data 18.02.2002 per i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione e
rapina,

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 319
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maniera, prima di queste cose sono successe pure queste cose, compare Mimmo!....noi lo
rispettiamo!
(vds. all. nr. 58)
Allidentificazione di CREAZZO Umberto Francesco, si giunti anche attraverso la
conversazione registrata in progressione (progr. 381), laddove il BARBIERI riferiva testualmente
compare! lui non ... una persona che magari lo reggiamo, per c' suo figlio, quello! Peppe!
il grande! che testa....avete capito, no?... Da accertamenti effettuati, emerso che il figlio pi
grande di CREAZZO Umberto Francesco, effettivamente si chiama Giuseppe128 [nato a Scilla
(RC) il 16.11.1963, residente a San Roberto Via Sciastri nr.4, coniugato, imprenditore],
pregiudicato. Laffermazione innanzi citata meritevole di ulteriori approfondimenti, in
considerazione che il BARBIERI riferiva, utilizzando il plurale, una persona che magari lo
reggiamo, facendo chiaramente intendere, in tal modo, che anchegli era inserito nel contesto
criminale investigato.

128 Veniva denunciato dalla Stazione Carabinieri di San Roberto (RC) ai sensi dellart. 58 R.D. 6 maggio 1940 numero
635 in relazione allart.38 del R.D. 18 giugno 1931 numero 773 T.U.L.P.S., fatto avvenuto allinterno della sua
abitazione.
In data 10.06.2003 veniva condannato dal Tribunale di Reggio Calabria unitamente a CALARCO Antonino, perch
colpevoli degli artt.533 e 535 c.p.p.;
titolare dellimpresa EDILMAN sita in San Roberto (RC) frazione Melia;
16.04.1998 veniva denunciato dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia CC di Villa San Giovanni (RC)
per presunti illeciti sui lavori pubblici appaltati DallANAS di Reggio Calabria occorrenti per la prima sistemazione del
tratto SS 670 Villa San Giovanni Gambarie con elementi indiziari a carico delle seguenti persone:
1. CONDELLO Paolo, nato a Delianuova (RC) il 23.05.1929 e residente a Reggio Calabria Via Petrara nr.81;
2. BOVA Raffaele, nato a San Roberto (RC) il 20.01.1937, ed ivi residente frazione Acquacalda Via Sciastri nr.4;
3. CALARCO Giorgio, nato a San Roberto il 10.05.1961, ivi residente [Link] Annunziata nr.41;
4. MUSOLINO Domenico, nato a Reggio Calabria il 14.07.1976, ivi residente Via Provinciale Archi nr.101.
17.06.1995 veniva denunciato dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia CC di Villa San Giovanni (RC)
per i reat Artt.61 nr.9 e co, 416, I, 2 e 4 co. C.P. per aver fatto parte di unassociazione per delinquere, composta da
altre dieci persone, costituita ed organizzata per la commissione di pi reati d abuso di ufficio, di turbata libert degli
incanti, di falsit materiale in atti pubblici, per gli artt. 81, 110, 323, II co. C.P. perch, in qualit di componenti la
giunta Municipale di San Roberto, essendo legati da rapporti sub a), unitamente alle seguenti persone:
1. VIZZARI Gaetano, nato a San Roberto (RC) il 04.11.1957, ivi residente Via G. Busceti trav. I nr.6, coniugato
avvocato;
2. BARILL Francesco nato a San Roberto (RC) il 24.03.1959, ed ivi residente in Via Giovani Busceti nr.47,
coniugato, impiegato USL 11;
3. SCOPELLITI Antonino, nato a Scilla (RC) il 12.03.1955, residente a San Roberto, frazione Melia, Via
Purgatorio nr.5, coniugato, impiegasto;
4. BARILL Santo nato a San Roberto (RC) il 21.08.1943, ed ivi residente frazione San Peri, coniugato,
impiegato;
5. CALARCO Giorgio, nato a San Roberto il 19.10.1945 ed ivi residente Frazione Acquacalda, Via Fosso, nr.25,
coniugato, operaio forestale;
5. BOVA Raffaele, nato a San Roberto (RC) il 20.01.1937, ed ivi residente frazione Acquacalda Via Sciastri nr.4,
coniugato imprenditore edile;
6. BOVA Paolo, nato a Reggio Calabria il 23.04.1969, residente a San Roberto (RC) frazione Acquacalda nr.21,
celibe, imprenditore;
7. BOVA Domenico, nato a Reggio Calabria il 24.11.1972, residente a San Roberto, frazione Acquacalda nr.14,
celibe, imprenditore edile;
8. CALARCO Giorgio, nato a San Roberto il 10.05.1961, ivi residente [Link] Annunziata nr.41, celibe,
imprenditore edile;
9. CATALANO Rocco nato a Calanna (RC) il 09.02.1935, residente a San Roberto, frazione Colelli, Via
Bergamo nr.75, coniugato, imprenditore edile;
10. MUSOLINO Angelo, nato a San Roberto il 02.06.1953, ivi residente Via Bolano nr.45, coniugato, idraulico;
11. CREAZZO Giuseppe, nato a Scilla (RC) il 16.11.1962, residente a San Roberto Via Fondaco nr.56, celibe,
imprenditore;
12. GRAMUGLIA Vincenzo, nato a Bagnara Calabra (RC) il 26.01.1946, residente a Melia di Scilla (RC) Via
Castagnarella nr.87, coniugato, autotrasportatore;
13. GRECHI Fabrizia Ernesta, nata a Gambolo (PV) il 16.10.1963, residente a San Roberto, Via Bolano nr.53,
coniugata, imprenditrice;
14. RAO Luciano, nato a Castroreale Rodi (ME) l11.12.1944, residente a Messina, Via Panoramica dello Stretto
nr.480, coniugato segretario comunale;
15. SAPONE Antonino, nato a Reggio Calabria il 07.01.1955, residente a SantAlessio in Aspromonte, Via
Garibaldi nr.2, coniugato, ragioniere comunale;
16. CRISTIANO Antonino, nato a Palizzi (RC) il 06.03.1950, residente a San Roberto Via G. Busceti s.n.c.,
coniugato, tecnico comunale;

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 320
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Circa i rapporti intercorrenti tra CREAZZO Umberto e BUDA Pasquale, si precisa che,
anche nella conversazione successiva (progr. 381), il BARBIERI affermava che se non fosse stato
per CAMBARERI Domenico [ nato a Scilla (RC) il 19.01.1959, ivi residente nella frazione Melia
in via Castagnarella nr.35], lavrebbero gi ucciso: testone, compare!... testone...e la devono
ringraziare a Mimmo Gambareri che hanno fatto il matrimonio, se no era da ora che l'avevano
sparato quelli l.

(vds. all. nr. 59 )


In relazione ai rapporti intercorrenti tra BARBIERI ed i componenti della famiglia
GALLICO, si riporta quanto rappresentato dallo stesso nel corso della conversazione, intercorsa
nello stesso giorno, alle ore 17.38, progressivo 434, allorquando il BARBIERI nel dialogare con
SCIARRONE Battesimo [ nato a Calanna il 30.08.1941, residente Villa San Giovanni via
Nazionale nr. 478, coniugato], riferiva testualmente: .eh! hanno dovuto fare un
protocollo...coso aveva trovato ...inc... una cosa che costa mille euro, mille e cinquecento euro....e
non siete stati capaci nessuno a dire "ma! compare Mimmo! questa persona ha fatto questo
miracolo, che cosa dobbiamo fare?".....ma tu pensi che chiama pi qualcuno qua da me.....non
chiama nessuno sicuramente...,dice "non arrivano i soldi, non so cosa fare!" con quello purtroppo
non c' che uno "eh! eh! non posso fare niente!".......perch sono limitati con il cervello, per un
anno mi sballa la testa, per vedere le cose di qua e l fuori, per tenere le cose, e questa mattina
sono partito per Palmi perch io.... eh!! Bettino! ogni natale nonostante ora non ho con Palmi di
lavoro, vado da Rocco GALLICO e gli porto un pensiero, ci sono bottiglie di champagne, ci sono
bottiglie di vino...-
(vds. all. nr. 60)

Si rappresenta, inoltre, che BARBIERI Domenico, in data 1 dicembre 2006, aveva riferito,
nel corso di un colloquio registrato allinterno della propria autovettura, ad ALVARO Cosimo le
circostanze relative al furto subito allinterno della propria casa di campagna.
Quanto sin qui rappresentato significativo del particolare inserimento del BARBIERI,
allinterno dellassociazione criminale in esame, poich a seguito del furto, lo stesso rappresentava
che i soggetti presenti in area, aderenti alle locali cosche mafiose, non erano pi in grado di potere
controllare la zona. Oltre a quanto gi riferito in precedenza, si segnala che i due interlocutori,
allinizio della conversazione avente progressivo nr. 381, affermavano che i propri amici, tra i
quali BUDA Pasquale, erano tutti buoni, attestando, in tal modo, costanti rapporti con la
criminalit organizzata.
Significativa, a tal proposito laffermazione dellinterlocutore del BARBIERI che, ad un
certo punto, chiedeva di volere interessare della vicenda Franco VITALE, ma tale nominativo
veniva immediatamente corretto dal BARBIERI, in Mimmo VITALE, aggiungendo che,
questultimo non era competente in tale area ma loro di quella parte, non centra niente. Il
Mimmo VITALE, si pu ragionevolmente identificare in VITALE Domenico [nato a S. Stefano
Aspromonte il 3 gennaio 1959, residente a Reggio Calabria], autista di MUSOLINO Rocco. Va
sottolineato che il BARBIERI, subito dopo aggiungeva che aveva interessato anche MIMMO
CAMBARERI, identificato CAMBARERI Domenico, in precedenza generalizzato, pregiudicato,
effettivamente scarcerato da poco tempo, segnatamente il giorno 11.08.2006, a seguito di indulto,
cos come dichiarato nel corso del dialogo dallinterlocutore del BARBIERI lui uscito ora dal
carcere, no?...
(vds. all. nr.59, gi menzionata)

Ritornando allanalisi della conversazione nr. 381, i due interlocutori, dopo aver dialogato
in relazione alla figura di BARBIERI Vincenzo, fratello dello stesso Domenico, facevano
riferimento a COMO Domenico [ nato a Scilla il 28.07.1942 ed ivi residente in Via Facciol nr. 13
interno 4], con precedenti penali per i delitti di associazione a delinquere e possesso illegale di
armi. In particolare, il BARBIERI rappresentava che, nel corso dellesecuzione di alcuni lavori,
svolti nellarea di Scilla, era stato avvicinato dal citato COMO che gli aveva chiesto spiegazioni
circa lattivit che stava svolgendo. Dal contesto del dialogo, era chiaramente semplice intendere
che il COMO aveva avvicinato il BARBIERI allo scopo di effettuare unestorsione nei confronti di

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 321
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questultimo, azione non portata al termine, nel momento in cui il COMO apprendeva che il
titolare dellimpresa era BARBIERI.
Nel prosieguo del discorso, il BARBIERI rappresentava che, in occasione dei lavori che
stava effettuando a Scilla, aveva, comunque, avvicinato i responsabili criminali darea, identificati
in GAIETTI Vincenzo [nato a Scilla (RC) il 07.01.1930, ed ivi residente in Via Rinnovamento
case Gescal nr. 7], pregiudicato per omicidio volontario, ed associazione a delinquere di tipo
mafioso, allepoca dei fatti sottoposto alla misura della Libert Vigilata, nonch NASONE Rocco [
nato a Scilla (RC) il 06.05.1974 ed ivi residente in Via Largo Vela nr. 9, di fatto domiciliato a
Cesano Boscone (MI) in Via Salici nr. 07/A], figlio del defunto Giuseppe NASONE, gi Capo
Societ del Locale di Scilla. Lo stesso risulta avere precedenti penali per vari reati tra i quali
associazione a delinquere finalizzata alle estorsioni. Allepoca dei fatti, il NASONE Rocco
risultava essere sottoposto alla misura di Prevenzione della Sorveglianza Speciale di P.S.
Circa i contatti intercorsi tra BARBIERI Domenico, con NASONE Rocco e GAIETTI
Vincenzo, si precisa che la conversazione avveniva come segue: .. BARBIERI D.: c'
Vincenzo, c' Rocco Nasone l, "manco i cani!" appena mi hanno visto mi hanno detto "compare!
qua che siete venuti a fare?" UOMO: eh! e non lo sapeva lui! che siete andati a fare?
BARBIERI D.: per per educazione. UOMO: eh! eh! BARBIERI D.: per rispetto e per
educazione, perch usiamo fare cos UOMO: loro sono con Solano, quelli l BARBIERI
D.: "e che non lo sapevamo chi ...inc...vostro! voi potete venire a far quello che volete!", gli
ho detto "compare! io ho bisogno di un p di cemento, qualche cosa, non so se devo impastarlo io,
se ha qualche amico lo favoriamo!", "compare Mimmo! voi non dovete favorire a nessuno, voi vi
fate il vostro lavoro e non favorite a nessuno!" UOMO: vedi qua! questo il discorso
BARBIERI D.: "se non lo volete impastare voi perch avete difficolt, c' l, se vi rispetta se no
fate quello che volete".. UOMO: ma questi sono i discorsi che deve fare un amico, no con quella
imposizione proprio con...che ad uno gli devi fare questo, devi fare quello, devi fare cane, il
cemento, i mattoni.. BARBIERI D.: no! sinceramente il cemento lo sto prendendo l da
compare Santo BUDA..
Santo BUDA, titolare di unimpresa operante nel settore cementizio, stato identificato
nellomonimo, in precedenza generalizzato. Lo stesso, organico al gruppo criminale IMERTI
CONDELLO, cugino di BUDA Pasquale.
(vds. all. nr. 59, gi menzionata)

Altre conversazioni, ritenute di particolare interesse investigativo, venivano registrate, in


data 20 dicembre 2006, tra BUDA Pasquale e BARBIERI Domenico, allinterno dellautovettura
di questultimo. Dallanalisi del contenuto delle censure tecniche emergeva, ancora una volta, in
modo chiaro ed inequivocabile il ruolo del BARBIERI, quale soggetto particolarmente addentrato
nelle dinamiche criminali darea, tanto da segnalare al BUDA anche vicende criminali che
questultimo non conosceva. Una prima conversazione, avvenuta alle ore 18.38, era connessa ad
un litigio intercorso tra SACCA Giorgio e FAVARA Gianluca, in cui erano intervenuti BUDA
Pasquale, PASSALACQUA Domenico e ZAVETTIERI Mario, per sedare tale diatriba. Tali fatti
sono stati dettagliatamente evidenziati nel capitolo relativo alla figura del FAVARA ove , tra
laltro stata inserita la conversazione in argomento, al fine di precisare ogni risvolto di tale
vicenda che, sebbene, apparentemente non grave, in quanto loggetto del contendere era riferibile
ad un debito di 1.000,00 Euro, aveva , comunque, richiesto lintervento di soggetti di elevato
spessore criminale, tutti appartenenti a famigerate organizzazioni mafiose, poich stava
degenerando in fatti molto pi gravi. Va sottolineato che, allinizio della conversazione in
argomento, quindi, prima che fossero commentati i problemi tra il SACCA ed il FAVARA,
BARBIERI Domenico regalava al BUDA una somma di danaro, comunque non richiesta da
questultimo, tant che lo stesso accettava, solo previa insistenza:
BARBIERI DOMENICO: compare Pasqualino...(si sente il rumore prodotto da fogli di
carta o banconote)...
BUDA PASQUALE: compare Mimmo non dovete...
BARBIERI DOMENICO: ...un pensiero voi lo dovete...questo un coso vostro...
BUDA PASQUALE: ma c'era bisogno che facevate queste cose compare Mimmo...
BARBIERI DOMENICO: basta
BUDA PASQUALE: ah grazie

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 322
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

(vds. all. nr.61 )


La cessione di una somma di danaro da parte del BARBIERI, a favore di BUDA, non deve
sorprendere pi di tanto atteso che anche i soggetti titolari di ditte affiliati ad organizzazioni
criminali, evono elargire somme di danaro, sebbene di entit inferiore rispetto a quella imposta
agli altri operatori economici, per i lavori che eseguono.
La restante parte del discorso, come gi detto in precedenza, attinente al contrasto sorto
tra FAVARA Gianluca e SACCA Giorgio.
Sempre nella stessa serata, tra BARBIERI Domenico e BUDA Pasquale, si sviluppava
unaltra conversazione, molto interessante, attinente a problematiche criminali interessanti larea
di Melia di Scilla, ove una ditta di Melito Porto Salvo, vincitrice di una gara di appalto, era stata
minacciata da CAMBARERI Domenico, in precedenza generalizzato, nonch da alcuni
componenti della famiglia CREAZZO, in particolare CREAZZO Rocco [ nato a Scilla il
12.10.1969, ivi residente Via Purgatorio nr.5] , figlio di CREAZZO Umberto, in precedenza
generalizzato, ritenuto al vertice della famiglia mafiosa di Melia di Scilla .BARBIERI
DOMENICO: compare c' "Rocchiceddu MAZZETTA" che ha preso...incomp... vicino a
Mimmo CAMBARERI...incomp...non hanno detto niente... BUDA PASQUALE: si ma non
uno... BARBIERI DOMENICO: ...non hanno detto niente...l'ho saputo da altre cose...l'ho saputo
da uno che venuto da me..che di la di Melito...deve fare un lavoro a Nocillari...loro sono
andati...sotto...sotto...lo hanno preso a questo...ora...voi altri il lavoro lo avete...avete il
cemento...avete un sacco di cose lasciate...fateglielo fare...no...gi lo hanno bloccato a
quello...l'altra sera uno da me...sapete ho preso compare un lavoro a monte...mi hanno mandato
imbasciate i CREAZZO..
Dal contesto del discorso emergeva , da parte degli interlocutori, un concreto disappunto
per latteggiamento mantenuto dal CAMBARERI e dal CREAZZO Rocco, poich avrebbero
potuto, comunque, far lavorare la ditta appaltatrice, imponendo, alla stessa, la fornitura dei
materiali necessari allesecuzione dellopera dallimpresa del CREAZZO, e quindi avrebbero,
comunque, potuto guadagnare una cospicua somma di danaro voi altri il lavoro lo avete...avete
il cemento...avete un sacco di cose lasciate...fateglielo fare...no...gi lo hanno bloccato a quello...
Successivamente il BARBIERI , riferendosi sempre al CREAZZO, aggiungeva compare ma se
voi altri l'avete perch non gli dite...queste sono le azioni buone..."...ROCCO vieni...vedi che c'
sto fatto... successo danno la...insomma...vedi che ti mbuschi (prendi) qualcosa... giusto
compare Pasquale?.
(vds. all. nr. 62)
CREAZZO Rocco, infatti, unitamente ai fratelli GIUSEPPE [ nato a Scilla il 18-07.1965] e
SERAFINO [nato a Scilla il 18.07.1965], titolare dellimpresa denominata EDILMAN DI
CREAZZO GIUSEPPE E FRATELLI S.N.C., con sede legale in Via Castagnarella Vico IV nr. 9 di Scilla,
frazione Melia, avente come attivit principale:
- lavori generali di costruzione di edifici;
- produzione di calcestruzzi;
- trasporti di merci su strada.

La costante ingerenza del CAMBARERI Domenico e di conseguenza della famiglia


CREAZZO, nellambito delle dinamiche criminali relative allarea di Melia di Scilla, aveva
comunque indotto il BUDA e, quindi, i vertici criminali di Fiumara di Muro, a tenere un
atteggiamento precauzionale e, nello stesso tempo, di controllo, poich tra i suddetti si stava
innescando una sorta di guerra, che avrebbe potuto severamente incidere sulla stabilit del gruppo
criminale, tant che BUDA Pasquale affermava: stiamo cercando di mettere acqua...per se noi
ci tiriamo indietro...diciamo non uscivamo allo scoperto per vedere la situazione come era e come
non era...li...da un minuto all'altro... . Il BARBIERI, nella circostanza, attestava che se non ci
fosse stato un atteggiamento distensivo, sicuramente si sarebbe verificato un omicidio. Oltremodo
interessante risultava essere il prosieguo del discorso, in considerazione che il gruppo criminale
IMERTI, secondo le affermazioni del BUDA, sino a quel momento, non aveva adottato alcuna
decisione risolutiva, nei confronti della famiglia CREAZZO e, quindi, allindirizzo del
CAMBARERI, per timore di innescare uno scontro armato che avrebbe potuto seminare numerose
vittime: ...compare...compare Mimmo sappiamo a che cosa si va incontro...in un paese quando
succede una cosa...sembra che non niente...se incomincia...per non sapete dove si allarga...dove
si va...avete capito?...E allora...siccome io sono...mi imbischio in tutte le parti....avete capito...non

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che sono stato uno...che mi sono stato zitto...ho cercato di...poi quando successo il fatto
vostro..diciamo io me la sono sentita di pi...onestamente...cazzo...allora avete passato i limiti
ora...eh...eh...eh...non che dice...voi l'avete con Pietro...ve la prendete con mastro Pietro....-
(vds. all. nr. 62, gi menzionata)

In effetti, nellarea di Melia di Scilla, si stava innescando, da tempo, una sorta di contrasto
tra le varie famiglie , tra le quali anche quella dei MORENA, capeggita da MORENA Giuseppe,
in precedenza generalizzato. In effetti, dallascolto della conversazione registrata in data 15
settembre 2007, sempre intercorsa tra BARBIERI Domenico e BUDA Pasquale , emergeva che un
componente della famiglia CREAZZO, tempo prima, aveva subito un attentato allautovettura, non
denunciato, tant che era subentrato, per risolvere la problematica, anche CONDELLO Pasquale
che, nel periodo autunnale del 2007, si recava a fare visita a CREAZZO Umberto Francesco,
allorquando questi era impegnato a svolgere alcuni lavori in un vigneto. In merito si riporta, una
sintesi, di quanto affermato nel corso della conversazione intercorsa, in data 15 settembre 2007, tra
BARBIERI Domenico e BUDA Pasquale:
[BUDA P.: no, lo so io ... compare lo so io lo sapevo gi da tempo, perch mi
sono incontrato con compare Ciccio, eppure con questi di Archi stava vendemmiando
incontrai ... BARBIERI D.: PASQUALE CONDELLO... BUDA P.: e dobbiamo sistemare alcune
cose... BARBIERI D.: se no Pasquale CONDELLO non le incontrava queste persone ]
La circostanza sar dettagliatamente evidenziata in seguito.
Prima di proseguire nellanalisi dei fatti, opportuno precisare che MORENA Giuseppe, in
contrasto con CREAZZO, aveva avuto un incontro, relativamente alla gestione di un appalto, in
data 28.11.2005, allorquando entrambi si erano recati, presso il Porto di Reggio Calabria, per
incontrare il BUDA Pasquale.
Si sottolinea che, in quella circostanza, il BUDA replicava che il giorno prima aveva
ordinato al BARBIERI di ribassare le offerte.
In seguito, i due interlocutori discutevano in relazione al furto di un camion, avvenuto a
Villa San Giovanni, in pregiudizio di una ditta impegnata nella realizzazione di alcuni lavori in
quel centro, strettamente collegata ad ARANITI Pietro [nato a Sambatello di Reggio Calabria il 31
gennaio 1962], inprenditore in societ con il figlio di ITALIANO Giuseppantonio [nato a
Delianuova il 21 giugno 1931 ivi residente via San Marino nr. 17 ], identificato in ITALIANO
Giasone [ nato a Delianuova il 6 ottobre 1969 ivi residente via Umberto 244 ]:

BUDA PASQUALE: ...e la c' Pietro ARANITI imbischiato...incomp..."u furbu" la

BARBIERI DOMENICO: Pietro ARANITI chi?

BUDA PASQUALE: quello di Sambatello non ....garante della ditta...

BARBIERI DOMENICO: Pietro "u furbu"

Successivamente riferivano:

BARBIERI DOMENICO: in questa ditta la c' imbischiato il figlio di Peppe Antonio


"ITALIANO"...incomp...

BUDA PASQUALE: si, il figlio di Peppe Antonio sono in societ con questo fa le cose...
(vds. all. nr. 62, gi menzionata)

Sul conto di ARANITI e di ITALIANO, si precisa che:


. ARANITI Pietro, fratello di ARANITI Santo, noto esponete mafioso di Sambatello, gi
aderente allo schieramento CONDELLO IMERTI. Sul conto di ARANITI Pietro, sebbene figuri
un solo precedente penale, tra laltro risalente al 10 marzo 1986, per detenzione abusiva di polvere
da sparo, sono state riferite specifiche informazioni dal collaboratore di Giustizia LAURO, nel
verbale dinterrogatorio, reso in data 18 aprile 1994, che lo ha definito organico alla cosca di
Sambatello:

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"...riconosco nella foto nr.33 ARANITI Pietro, che se non erro, il fratello di Santo
ARANITI, boss di Sambatello. Trattasi di organico della cosca diretta dal fratello con funzioni
decisionali.
L'Ufficio d atto che la foto in questione riproduce l'immagine di ARANITI Pietro
cl.1962....";
. ITALIANO Giuseppantonio ed il figlio ITALIANO Giasone, risultano entrambi
pregiudicati per delitti di diversa e grave indole. ITALIANO Giuseppantonio, in particolare
ritenuto il Capo Societ del Locale di Delianuova.

Nel prosieguo del dialogo, BARBIERI e BUDA facevano riferimento in ordine ad una serie
di soggetti, non meglio potuti identificare, fatta eccezione di Rocco, identificato nel citato
CREAZZO Rocco e tale GINO, identificato in SACCA Giorgio, entrambi in precedenza
generalizzati, secondo cui, questi ultimi, erano, tra loro, molto legati da vincoli criminali:

BARBIERI DOMENICO: ora...ti volevo dire io...al posto di comprartene due...te ne


compravi uno e dici "...Rocco vedi che ci sono due giorni di lavoro vai a fartelo..." giusto
compare Pasquale

BUDA PASQUALE: perch no...incomp...che Rocco vicino ad altri

BARBIERI DOMENICO: ohh...non che Rocco...che Rocco in se stesso.... quello...


giusto...

BUDA PASQUALE: certo...poi la Rocco ultimamente vicino a Gino...

BARBIERI DOMENICO: e li stata tutta la storia compare secondo me...questi


avvicinamenti queste cose...

BUDA PASQUALE: questo discorso li un pochino particolare...ma comunque...

BARBIERI DOMENICO: compare secondo me dove va Gino fa danni non sa...

BUDA PASQUALE: ...incomp...

(vds. all. nr. 62, gi menzionata)

In data 23 dicembre 2006 (progr. 550), allinterno dellufficio di BARBIERI Domenico, si


registrava una conversazione tra questultimo e BUDA Pasquale, che oltre ad avere come oggetto
principale, un contrasto sorto tra il BARBIERI e RUGOLINO Giovanni [nato a Gallico di Reggio
Calabria il 23.02.1950, ivi residente in Via case Savoia nr.280], in ordine al quale si disquisir in
seguito, si faceva riferimento ad un incontro, avvenuto, nella mattinata, da parte dello stesso
BARBIERI, con lingegnere VIGLIANISI e lingegnere BASILE, questultimo in servizio presso
lufficio tecnico del comune di Reggio Calabria, che avevano atteso larrivo del BUDA ma,
successivamente, erano andati via:
DOMENICO: Vi saluta l'ingegnere BASILE, l'ingegnere VIGLIANISI! Vi ha
aspettato qua! Dice, compare Pasqualino non viene? Gli ho detto io, che non sia di servizio, gli ho
detto io, perch ieri aveva detto che veniva!
BUDA P.: Oggi?
DOMENICO: ...incomp... stamattina? Siamo tutti qua!

(vds. all. nr. 63)


Si precisa che dallascolto delle conversazioni registrate allinterno dellufficio del
BARBIERI, si accertava che nella stessa mattinata (conversazione nr..42 del 23.12.2006 ore

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11:51), questultimo aveva ricevuto la visita del VIGLIANISI, mentre non si in grado di
precisare se fosse presente anche ling. BASILE129.
Circa i rapporti intercorrenti tra BARBIERI Domenico, lingegnere VIGLIANISI Francesco
e BUDA Pasquale, sono risultati oltremodo eloquenti gli avvenimenti registrati in data 12 gennaio
2007. In particolare, nella suddetta data, lingegnere VIGLIANISI Francesco alle ore 14.56,
telefonava al BARBIERI, informandolo che, presso il proprio ufficio, era arrivata una lettera simile
ad unaltra giunta precedentemente NO, EH!! EH!!... E' ARRIVATA UN'ALTRA LETTERA TIPO QUELLA
LA, TIPO QUELLA CHE E' ARRIVATA L'ALTRA VOLTA. La notizia destava particolare allarme nel
BARBIERI, tant che i due fissavano un appuntamento, per le ore 17.30 successive, presso
labitazione di questultimo.
(vds. all. nr. 64)

Il servizio di osservazione predisposto in zona consentiva di verificare, alle ore 17.20,


presso labitazione del BARBIERI, larrivo di VIGLIANISI Francesco, a bordo dellautovettura
BMW serie 3, targata CS840MK, intestata a questultimo.
(vds. all. nr. 65)

Il VIGLIANISI ed il BARBIERI, subito dopo, a bordo dellautovettura in uso a


questultimo, sottoposta a censura, si recavano a Villa San Giovanni, per incontrarsi con BUDA
Pasquale, in quel momento, di turno presso la societ Caronte di Villa San Giovanni.
Durante il viaggio, i due facevano riferimento alla problematica, tra laltro a loro gi nota,
poich gi in precedenza, come attestato nelle conversazione telefonica delle h.14.56 dello stesso
giorno, era pervenuta un analogo scritto, di carattere anonimo, in cui si faceva riferimento alla
gestione delle gare di appalto interessanti la citt di Reggio Calabria. In particolare, i due
interlocutori si stavano recando a fare visita a BUDA Pasquale, affinch questultimo si recasse
ad Archi, intendendo con tale affermazione stabilire un incontro con gli esponenti della locale
criminalit organizzata, al fine di attuare un intervento nei confronti di SCARPELLA Pasquale,
nato a Melito Porto Salvo (RC) il 07.11.1963, titolare della societ ESCAR COSTRUZIONI DI
SCARPELLI SANTO & C. S.A.S., con sede legale in Reggio Calabria fraz. Villa San Giuseppe
via Dei Monti 69/B, ritenuto lautore di tale esposto, in cui, verosimilmente, era stata evidenziata
lingerenza del BARBIERI e , quindi, della criminalit organizzata a lui collegata,
nellaggiudicazione degli appalti, mediante un fattivo contributo sceleris attuato da VIGLIANISI e
da altre persone non meglio specificate.
Ma lulteriore dato, particolarmente eloquente, era dettato dalla necessit, da parte del
BARBIERI di riferire il tutto, il giorno successivo, a LIBRI Pasquale che, alla luce dei dati
acquisti, nonch da quelli emersi anche in pregresse attivit investigative, era ritenuto il
responsabile criminale della spartizione degli appalti pubblici dellarea di Reggio Calabria.
La conversazione avveniva come segue:

129 La conversazione, in sintesi, avveniva come segue:


Inizialmente si sentono vari soggetti discutere lontananza. Successivamente, lingegnere Francesco VIGLIANISI parla
con un uomo che gli consegna qualcosa e gli dice che si tratta di un pensierino. Dopo qualche minuto BARBIERI
Domenico illustra a due soggetti, uno dei quali Franco DELFINO, il progetto che concerne la realizzazione di villette,
di un albergo, di un campo di bocce ed altro nella zona di Catona. Successivamente luomo non meglio identificato
saluta gli interlocutori e il BARBIERI gli dice che il giorno seguente andr a trovare Natale MUSOLINO. Quindi
continua a discutere con Franco DELFINO di alcuni problemi relativi a dei rilievi planimetrici fatti da tale Gianni,
nipote del DELFINO.
Dopo entra nellufficio un uomo che il BARBIERI appella ragioniere. Questo, nel presentarsi al DELFINO, dice di
lavorare presso la Provincia allUfficio di Ragioneria da tre anni (poi specifica dal 2002) ed essere addetto ai mandati di
pagamento delle gare dappalto.
A questo punto il BARBIERI riferisce al ragioniere ed il DELFINO di una gara dappalto avvenuta il giorno precedente
al Comune di Reggio che il fratello Enzo era riuscito a vincere ma questa era stata sospesa e rinviata al mercoled
successivo poich uno dei concorrenti ne aveva chiesto la revisione. Precisava che i lavori riguardavano una fiumara e
che erano dellimporto di euro 500.000 sovvenzionati dalla Prefettura. Al tal proposito, sempre il BARBIERI affermava
che la Commissione aggiudicatrice della gara era composta da cinque membri tra cui gli ingegneri SGRO, CRUCITTI
e BASILE e precisava di aver parlano con uno di questi, indicato come un amico, che gli aveva assicurato
laggiudicazione dei lavori al fratello.
In seguito il DELFINO saluta ed esce dallufficio ed il BARBIERI scambia qualche parola a voce molto bassa e
incomprensibile con il soggetto indicato quale ragioniere.

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IL COLLOQUIO, AVVENUTO ALLE ORE 18:01,40 DEL 12.01.2007 E REGISTRATO CON


PROGRESSIVO NR. 2660, SI SVOLTO COME DI SEGUITO RIPORTATO, IN FORMA INTEGRALE, TRA LE
PERSONE SOTTO INDICATE:

BARBIERI D.: BARBIERI DOMENICO;


VIGLIANISI F.: VIGLIANISI FRANCESCO

...SALGONO A BORDO DELL'AUTO MIMMO BARBIERI E VIGLIANISI FRANCESCO... SUBITOP


DOPO L'AUTO SI METTE IN MOVIMENTO...
...BARBIERI DOMENICO CONVERSA AL CELLULARE...O M I S S I S...

...ore 18.03.50 inizio trascrizione integrale...

BARBIERI D.: comunque io... domani voglio parlare con PASQUALE LIBRI... ah!!
questo di Archi... perch la cosa partita sempre da la!!..
VIGLIANISI F.: si da la partita!! quale gente compare...
BARBIERI D.: ah?...
VIGLIANISI F.: quale gente compare...
BARBIERI D.: avete ... avete visto come hanno nominato la ESCAR (ditta
edile di Santo Scarpella)...
VIGLIANISI F.: no...
BARBIERI D.: ah!!
VIGLIANISI F.: no...
BARBIERI D.: la ESCAR c' stato un minuto che stata appresso a noi..
VIGLIANISI F.: certo...
BARBIERI D.: avete visto, non stata nominata... quella ha scritto la e ha cantato avete
capito?...
VIGLIANISI F.: lui mi ha detto a me... ieri quando c' stato (tratto incomprensibile in
quanto parla a bassa voce)... gi aveva parlato con Ciccio...
BARBIERI D.: si pensano che non lo so io...
VIGLIANISI F.: aveva parlato con me, aveva parlato con voi... incomp...
BARBIERI D.: si aveva parlato con loro...
VIGLIANISI F.: con loro...
BARBIERI D.: e lui ha detto che lo hanno messo fuori ditta...
VIGLIANISI F.: si per mettergli...incomp...
BARBIERI D.: eh!!
VIGLIANISI F.: e io come il fesso...incomp.. giustamente voi... comparso la un paio di
mattine... incomp... io giustamente se potevo....
BARBIERI D.: no, io gliel'ho detto la prima volta sola e poi basta... poi lui prende e
parte per i fatti suoi, avete visto la quando era per BOnvILE per coso la...
VIGLIANISI F.: e poi si stato zitto...
BARBIERI D.: si, poi ha preso e si stato zitto... avete capito?... se non eravate voi a
dirgli che lo avete saputo ieri, e l'ho saputo il giorno prima della befana io...
VIGLIANISI F.: io non sapevo niente, quando mi avete chiamato voi sono rimasto pure
io, ho detto io: non che pensa che io sapevo qualche cosa... invece io...
BARBIERI D.: no... poi ripeto non lo sapevate voi...
VIGLIANISI F.: ora si deve spaventare uno!?! che deve fare!?!...
BARBIERI D.: no!! ora sto andando a trovare a PASQUALE BUDA, se lo trovo gli dico
che deve andare a Archi, potevo andare pure io perch...incomp...
VIGLIANISI F.: ...incomp...
BARBIERI D.: ah?...
VIGLIANISI F.: ma io mi sono rotto i coglioni... incomp...
BARBIERI D.: no!! dovete dire che, meno male che l'avete presa pure voi...
VIGLIANISI F.: meno male... se l'aveva presa una di quelli la, veramente gli prendeva un
collasso...incomp...

(vds. [Link]. 66)

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Attraverso il GPS, installato allinterno dellautovettura del BARBIERI, si accertava che gli
stessi, effettivamente, si recavano a Villa San Giovanni sostando nei pressi della stazione
marittima, ove stava effettuando il turno, presso la biglietteria della Caronte, BUDA Pasquale.
I due soggetti (BARBIERI Domenico e VIGLIANISI Francesco), dopo aver ottenuto
linteressamento da parte di BUDA Pasquale che, nella stessa serata, si sarebbe dovuto recare ad
Archi per incontrasi con gli esponenti della locale criminalit organizzata, facevano rientro a
Catona di Reggio Calabria:
BARBIERI D.: compare PASQUALE!!... subito partito...
VIGLIANISI F.: ah??...
BARBIERI D.: ora va a Fiumara di Muro, porta a sua moglie e parte, prende a
quell'altro...
VIGLIANISI F.: la dentro...
BARBIERI D.: ...(ride)... e vanno girando...
VIGLIANISI F.: ...incomp... non gli ho detto mai no a nessuno, chi venuto da me...
BARBIERI D.: niente... la lui deve tenere a distanza a mio cugino perch parla assai...
dice...
VIGLIANISI F.: ma chi lo ha mandato...

(vds. [Link]. 67)

Evidentemente la circostanza era talmente grave, che il BARBIERI e lingegnere


VIGLIANISI avevano richiesto lintervento dei massimi esponenti della criminalit organizzata.
In relazione ai fatti innanzi citati, vanno fatte alcune precisazioni in ordine alla figura di
VIGLIANISI Francesco, che non ha esitato, non appena ha ricevuto lesposto, ad informare
lappaltatore BARBIERI. Il dato sintomatico di una perfetta cointeressenza di affari illeciti, legati
alla gestione degli appalti del comune, al cui vertice si collocano, cos come emerso dalle
conversazioni intercettate, LIBRI Pasquale e BUDA Pasquale.
Un seguito di tale vicenda veniva registrato anche il giorno successivo, allorquando veniva
intercettata una conversazione, intercorsa tra il BARBIERI e ling. VIGLIANISI. Questultimo,
nellambito di un pi ampio discorso, chiedeva notizie in ordine alla vicenda accaduta il giorno
precedente, per cui era stato richiesto lintervento del BUDA:

VIGLIANISI F.: ...novit?...


BARBIERI D.: ...apposto...
VIGLIANISI F.: ...eh...
BARBIERI D.: ...poi ci vediamo domani...ci vediamo in serata vedo...
VIGLIANISI F.: ...ah...va bene...
BARBIERI D.: ...va bene...
VIGLIANISI F.: ...ma era...sempre di la era partito?...
BARBIERI D.: ...guarda poi quando ci prendiamo il caff insieme...
VIGLIANISI F.: ...se volete io posso venire pure ora...tanto non che...
BARBIERI D.: ...no io ora sto andando a prendere la bambina a scuola...
VIGLIANISI F.: ...ah va bene...allora ci vediamo...
BARBIERI D.: ...eh...o...pomeriggio magari poi mi faccio una passaggiata io da te
VIGLIANISI F.: ...eh...va bene
BARBIERI D.: ...va bene?...
VIGLIANISI F.: ...va bene...
ACCAVALLAMENTO DI VOCI
VIGLIANISI F.: ...perch io ho avuto anche altri...si...altre notizie...era partito pure da
altre cose...
BARBIERI D.: ...da?...
VIGLIANISI F.: ...anche dal discorso del campo di Archi mi avevano detto...mi hanno
accennato...
BARBIERI D.: ...ma io..io..dove ho puntato ieri?...
VIGLIANISI F.: ...ah...
BARBIERI D.: ...ah...all'Archi...

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VIGLIANISI F.: ...perch loro di la si sono sentita...


BARBIERI D.: ...eh...
VIGLIANISI F.: ...avete capito?...
BARBIERI D.: ...poi c' stata la botta che abbiamo parlato ieri noi...
VIGLIANISI F.: ...di quello scemo?...
BARBIERI D.: ...si...

(vds. all. nr. 68)


La centralit del ruolo ricoperto da LIBRI Pasquale, nellambito del controllo degli appalti
pubblici nel comune di Reggio Calabria, emergeva anche da unaltra serie di conversazioni,
intercettate allinterno dellautovettura di BARBIERI Domenico, in data 7 giugno 2007, intercorse
tra questultimo e MARCIANO Salvatore Francesco [nato a Reggio Calabria il 27.09.1943 ivi
residente Frazione Catona, localit Villa San Giuseppe], gi titolare dellomonima impresa
individuale, operante nel settore edilizio, cessata il 9 ottobre 1985. Si precisa che il MARCIANO
Salvatore Francesco continuava ad operare anche attraverso limpresa EDIL. MA DI MARCIANO
Santo , di propriet di MARCIANO Santo [ nato a Reggio Calabria il 5 giugno 1976, ivi
residente, fraz. Catona, localit Villa San Giuseppe, via Dei Monti nr. 121, celibe], figlio del citato
Salvatore Francesco.
In particolare, nella mattinata del 7 giugno 2007, sullutenza 337-948646 di BARBIERI
Domenico, alle ore 09.31, (quindi circa 45 minuti prima della precedente conversazione tra presenti,
di seguito indicata) veniva censurata una conversazione, avente progr. 27019, intercorsa tra il
medesimo ed un soggetto a nome Ciccio, questultimo utilizzatore dellutenza avente nr. 349-
3431739 intestata a MARCIANO Santo, in precedenza generalizzato. I due interlocutori si davano
appuntamento, alle successive ore 10.00, al cimitero di Condera di Reggio Calabria. In effetti, alle
ore 10:15, il dispositivo satellitare, installato sullautovettura di BARBIERI Domenico rilevava la
presenza dellautovettura nella zona ove ricade il predetto cimitero.
Si precisa, inoltre, che la sera precedente (6 giugno 2007), veniva censurata una
conversazione telefonica, sempre sullutenza 337/948646 del BARBIERI (progr. 26982), nel corso
della quale MARCIANO Santo, utilizzando lutenza nr. 347-1417233, intestata a [Link]. di
MARCIANO Santo, comunicava al BARBIERI che lindomani allappuntamento si recava il
padre, in quanto lui sarebbe dovuto partire. Inoltre, nel corso di una conversazione tra presenti
(progr. 9382), registrata la mattina del 7 giugno 2007, tra il BARBIERI e linterlocutore a nome
Ciccio, questultimo, faceva riferimento, ad un certo punto, al cognato di suo figlio Santo. In
relazione alle circostanze innanzi citate, evidente che linterocutore del BARBIERI sidentificava
in MARCIANO Francesco Salvatore.
Dallascolto dei suddetti dialoghi, scaturiva, in maniera chiara ed inequivocabile, il ruolo
ricoperto e svolto da LIBRI Pasquale nel settore delle estorsioni e, comunque, nella gestione dei
lavori dei pubblici appalti nellarea di Reggio Calabria.
Nel corso delle prime due conversazioni, registrate, rispettivamente, alle ore 10.15 ed alle
ore 10.23, del 7 giugno 2007, i due interlocutori dialogavano in relazione al ruolo avuto da LIBRI
Domenico al quale, per ogni lavoro che le ditte eseguivano, veniva elargita una somma pari al 5%,
dellimporto complessivo dellammontare dellopera. Nella circostanza, si apprendeva che il LIBRI,
per un lavoro privato eseguito dal MARCIANO Francesco Salvatore, unitamente al figlio Santo,
aveva richiesto, invece, un importo maggiorato, ritenendo il guadagno dellimprenditore superiore a
quello che normalmente riusciva ad intascare con i lavori pubblici.
Lidentificazione del LIBRI, quale soggetto che gestiva tale attivit predatoria, stata
possibile sia attraverso le affermazioni fatte, allinizio della conversazione, dal MARCIANO , il
quale, nel rivolgersi allinterlocutore, riferiva Ora si diverte compare PASQUALE qua nel
discorso, sia dalle successive affermazioni fatte nei dagli stessi nei dialoghi successivi, ovvero :
CICCIO: se salite l sopra perch vuole parlare con voi" ... io ho capito quello che vuole ... gli ho
detto: devi dire a compare Pasquale che io ancora il lavoro non l'ho finito, quando finisco il lavoro
mi faccio sentire io, e non sono salito... quando ho fatto questo a Sant'Anna, passava quello che
hanno ammazzato; BARBIERI D: ah... Salvatore!.
Ed in seguito: BARBIERI D.: non sappiamo, hai visto a Salvatore... a Tuscano che
faceva tutto il "coso piedi-piedi.

CICCIO: ...incomp... vedi che non la prima botta che gli stanno buttando dalla parte loro.

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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PROCURA DELLA REPUBBLICA 329
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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

Il TUSCANO Salvatore, indicato dai due interlocutori, stato identificato nellomonimo, in


precedenza generalizzato, autista e uomo di fiducia del LIBRI Pasquale, ucciso in questo centro in
data 9 maggio 2007.
Il riferimento ad altri soggetti, appartenti alla cosca LIBRI ( Riccardo era "tinto" per era
"storto... storto" e "tinto" non so se uscito, allora lo hanno arrestato quando scoppiato il bordello
della spazzatura.,), non lascia alcun dubbio sullidentificazione di LIBRI Pasquale, infatti, la
persona a nome RICCARDO, arrestato per lindagine, connessa al procedimento penale nr. 1669/01
RGNR DDA ( Operazione Rifiuti s.p.a.), stata identificata in ARTUSO Antonio Riccardo [nato
a Reggio Calabria il 30 aprile 1977], autista e uomo di fiducia di LIBRI Pasquale.
(vds. [Link] nr. 69 e 70)

Nel corso della conversazione (prog. 9382), si accertava che il BARBIERI aveva conosciuto
LIBRI Pasquale, attraverso CREAZZO Umberto Francesco, noto esponente criminale dellarea di
Melia di Scilla:

BARBIERI D.: (parla al cellulare) ... ... a me lo ha presentato compare Ciccio Creazzo...
CICCIO: no, allora "Riccaddeddru" ...
BARBIERI D.: lui: " compare Pasquale vedete che mio compare"
CICCIO: eh?
BARBIERI D.: quando io l'ho conosciuto mi ha presentato compare Ciccio Creazzo di
Melia ... gli ha detto: vi ho detto che mio compare, compare Pasquale, compare Mimmo una
persona OK, poi... gli ha detto ha problemi perch sapete loro devono lavorare e hanno solo
problemi, gli ha detto ... ... non chi... gi ho fatto tutto il lavoro qua a Reggio ti posso dire nessuno
venuto a dire niente completamente, poi gli ho mandato un pensiero ... ... ma quello era "storto"
Riccardo era "storto"

(vds. all. 70, gi menzionato)

Circa i rapporti tra il CREAZZO e la famiglia LIBRI, si riporta quanto evidenziato nella
premessa della presente informativa, allorquando veniva registrata la partecipazione di
questultimo, unitamente al PASSALACQUA Domenico, ai funerali di LIBRI Domenico, fratello
di LIBRI Pasquale. Si precisa, inoltre, che il CREAZZO, per risolvere una situazione attinente
gli equilibri mafiosi dellarea di Melia di Scilla e San Roberto, aveva incontrato CONDELLO
Pasquale: trattasi, quindi, di un personaggio di indubbio spessore criminale. Tali fatti saranno
evidenziati in seguito.
Nel prosieguo dellascolto dei dialoghi, intercorsi allinterno del veicolo in uso a
BARBIERI Domenico, emergeva che questultimo, unitamente allinterlocutore (MARCIANO
Francesco Salvatore), pur di favorire la ditta prescelta, nellaggiudicazione delle gare di appalto,
provvedeva ad organizzare plurime rinuncie delle altre societ concorrenti.

CONVERSAZIONE REGISTRATA AL PROG. 9383 DEL 07.06.2007, ORE 12.32, CON


APPARECCHIATURA SIO
Legenda:

BARBIERI D.= BARBIERI DOMENICO;


CICCIO = CICCIO (UOMO NON IDENTIFICATO)
INIZIO TRASCRIZIONE INTEGRALE

CICCIO: ma siamo noi che siamo cretini!... o no! ...che non siamo capaci a metterci
d'accordo...e ...imprecazione...non so a chi glielo stiamo facendo questo favore noi, ci
troviamo....inc...offerta!
BARBIERI D.: non questo...stiamo andando contro...
CICCIO: tutti nella stessa cesta
BARBIERI D.: c' la stiamo mettendo nel culo noi stessi, Ciccio!

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 330
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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

CICCIO: ma dico, ma perch, dico, non si deve riuscire in nessuna maniera...per...per


mettercelo nella testa tutti! indistintamente,
BARBIERI D.: ma non l'hai visto! ...ci siamo seduti, abbiamo ragionato, abbiamo
mangiato, abbiamo parlato, abbiamo fatto...alla fine quello si ....
CICCIO: ma secondo me, sai dove stato lo sbaglio l? ...secondo me
BARBIERI D.: che non abbiamo continuato!
CICCIO: no!!! A parte il fatto che non avete continuato...no la prima...inc... uscita la
prima e quella se le presa con dodici!...ed ha fatto "ha sbagliato la ragioniera!" va bene!...ed
allora, gi tu il dodici non l'avevi messo mai, siccome tu hai messo dodici e non sbaglio della
ragioniera,...ammesso che sbaglio della ragioniera! ora tu prendi e non te lo consegni
BARBIERI D.: no!! va e si ritira la busta, gli dice "ho sbagliato!"
CICCIO: ma infatti...va be! una volta che l'hanno aperta, l'ha vinta...non ti riconsegni il
lavoro
BARBIERI D.: non vai e firmi il contratto
CICCIO: ...o sbaglio?
BARBIERI D.: certo!
CICCIO: e allora questo...quello stato lo sbaglio che poi si continuato e se l preso
quello dei quattordici
BARBIERI D.: no!!...almeno cosi dice
CICCIO: va bene cosi! e siamo tornati l...ma se...
BARBIERI D.: la pago diciotto e gli ...inc...ed entro l'anno siamo al trenta, a dicembre
siamo arrivati con il trenta

In seguito, entrambi dialogavano anche in ordine alla consegna di alcune regalie da fare ai
diversi tecnici, facendo riferimento a tale POLIMENI Antonino identificato nellomonimo [nato a
Reggio Calabria il 18.06.1951, ivi residente via Fumarine nr. 62] che, in unoccasione, avrebbe
chiamato il titolare di unimpresa appaltatrice per ottenere appunto alcuni regali in cambio
dellaggiudicazione dei lavori.
In merito, non stato possibile acquisire riscontri oggettivi.

CICCIO: trovi il privato va


BARBIERI D.: eh! eh!
CICCIO: e se non c' quello da dove li prendi...........minchia! a Tonino POLIMENI, lo
conosci?
BARBIERI D.: quello cornuto
CICCIO: ma tu lo conosci?
BARBIERI D.: lo conosco, lo so, ho avuto a che fare con lui
CICCIO: ad uno gli ha telefonato a casa
BARBIERI D.: ho avuto a che fare...uno...uno dovrebbe registrare una chiamata delle
sue
CICCIO: gli ha detto "ti aspettavo e non sei venuto!"
BARBIERI D.: ti sto dicendo che uno dovrebbe fare una registrazione con un
registratore, per dirgli "senti Nino! ora vado e ti denuncio!"....va e continua ora!
CICCIO: io ho fatto un lavoro con lui...
BARBIERI D.: ma dico! se uno gli fa un fatto di questo che ti sto dicendo, ora come la
mettiamo
CICCIO: non si spaventano dei telefoni
BARBIERI D.: ah?
CICCIO: non si spaventano di niente
BARBIERI D.: dici "come la mettiamo?"...........
(vds. all. nr. 71)

Lultima conversazione, era attinente alle modalit, da parte di MARCIANO Francesco


Salvatore, di assicurasi un guadagno superiore, attraverso la posa in opera di materiale diverso,
rispetto a quello previsto nel progetto. In relazione a tali fatti, la conversazione avveniva come
segue:
CICCIO: ...infatti l sopra sto facendo un pezzo di muro

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 331
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BARBIERI D.: a Gallina?


CICCIO: e non alto
BARBIERI D.: a Gallina?
CICCIO: ed ora con battuta a ...inc..., e va be, io lo sto facendo...sotto gli metto quello di
cinquanta, nel mezzo quello di quaranta, nella cima quella di trenta
BARBIERI D.: con Pasquale ALATI?
CICCIO: si!...no mi sono sbrigato quasi, un altro pezzo di muro devo fare...che poi in
una parte...a coso gli ho detto io oggi quando te ne sei andato tu ...e sei andato tu con
l'ingegnere...inc..., siccome le misure le hai prese pure tu, le abbiamo prese insieme... e gia mi ero
preso....ti preparo tutte cose io....dato che tu non hai tempo, se no non arriviamo mai
BARBIERI D.: no!! non ne fa mai questo....mi ha detto l'ingegnere che...
CICCIO: eh! lo faccio io! tu lo controlli....lo faccio io! tu lo controlli....se c' qualche cosa
che non va me lo dici.....io lo sai dove l'ho fregato io a lui...nel muro non lo puoi fregare perch se
lo misura
BARBIERI D.: no!!!
CICCIO: nel ferro!...solo la lo puoi fregare
BARBIERI D.: non se lo controlla, no!
CICCIO: ah?
BARBIERI D.: non se lo controlla
CICCIO: no! se li fatte le fotografie per non capisce niente dalle fotografie.....dico!
quando tu ti metti cosi di traverso per fare le fotografie...e ammesso che tu fai i conti...come lo
misuri?
BARBIERI D.: perch apposta di quattordici hai messo dodici?
CICCIO: ah?
BARBIERI D.: apposta di quattordici l'hai messo di dodici?
CICCIO: no, no! lui ferri di sedici voleva...e allora ho preso e gliel'ho messo di
quattordici...eh!...e gli ho messo tutto staffone...quanto la scarpa...nei terrazzi ho buttato tutto
quattordici, il trave di ripartizione lo voleva di dieci e gliel'ho messo di otto...lui voleva una
bacchetta ogni venti centimetri...ogni venti centimetri e gliene mettevo una ogni venticinque
BARBIERI D.: ...inc...
CICCIO: perci se lo frego, lo frego l...se gli posso fregare due o tre quintali di ferro
(vds. all. nr. 72)
Da accertamenti effettuati, emerso che il quel periodo la ditta, intestata a MARCIANO
Santo, figlio di MARCIANO Francesco Salvatore, era aggiudicataria dei: LAVORI DI
REALIZZAZIONI MURI DI SOSTEGNO CONTRADA CARIDI I E II TRATO LATO MARE, per un importo
complessivo di euro 65.269,08, deliberati con determinazione nr. 2698 del 7 agosto 2006 ed
aggiudicati alla citata ditta, in data 13.10.2006.
Il responsabile del procedimento veniva identificato nel Geometra VAZZANA Pasquale,
del comune di Reggio Calabria.
In relazione alle dinamiche criminali, relative a BARBIERI Domenico, nonch agli altri
componenti del nucleo familiare, si precisa che, in data 29 gennaio 2007, si registrava un evento
particolarmente interessante sotto laspetto probatorio che qualificava, ulteriormente, la particolare
vicinanza del citato BARBIERI alle organizzazioni criminali. In particolare, nella suddetta data
(29.01.2007), alle ore 13.13, BARBIERI Vincenzo, attraverso lutenza nr. 339/3008094,
comunicava al fratello Domenico di essere stato aggredito da GRECO Giuseppe, identificato
nellomonimo [ nato a Calanna (RC) l01.01.1960, residente in Centallo (CN) nella frazione San
Biagio via Murazzo 8 B, di fatto domiciliato a Reggio Calabria in Contrada Sopira],
pluripregiudicato per guida senza patente, omicidio volontario in pregiudizio di un vigile urbano,
truffa, furto, associazione per delinquere di tipo mafioso, lesioni personali, porto abusivo di coltello
di genere vietato, rimpatrio con foglio di via obbligatorio. Lo stesso il figlio del defunto GRECO
Francesco, Capo Societ del Locale di Calanna, organizzazione collegata a quella dei
RUGOLINO, operante in Catona, Gallico e Sambatello di Reggio Calabria.
Laggressione era riferita allacquisto di un terreno, alla cui compravendita era interessato,
oltre ai fratelli BARBIERI, Domenico e Vincenzo Carmine, anche CHIRICO Luciano [nato a
Reggio Calabria il 6 febbraio 1930, ivi residente in via Privata Consalvo Genovese nr. 6], zio di
GRECO Giuseppe [ nato a Reggio Calabria il 21 giugno 1970], questultimo cugino dellomonimo
GRECO Giuseppe, in precedenza generalizzato.

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 332
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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

Dallascolto delle conversazioni, stato possibile accertare che i fratelli BARBIERI,


tramite atto privato, avevano acquistato, nel territorio di Catona, un terreno agricolo riportato al
catasto di Reggio Calabria al foglio 11, particella 564, classe 1, ca. 5.403, di propriet di LABATE
Annalisa [nata a Reggio Calabria il 03.11.1968], LABATE Lorenzo [nato a Reggio Calabria
l11.10.1966] e LABATE Francesca [nata a Reggio Calabria il 16.07.1976], con usufrutto da parte
di GIORDANO Gioconda [nata a Reggio Calabria il 22.09.1942]. Laccordo, come emerge dalle
conversazioni di seguito elencate, era avvenuto tra i fratelli BARBIERI e LABATE Francesco
[nato a Reggio Calabria il 10.01.1938, ivi residente Via Stazione San Gregorio nr.19, coniugato,
imprenditore]. Allacquisto di tale terreno, come gi detto, erano interessati i componenti della
famiglia GRECO, infatti, in data 20 gennaio 2007, BARBIERI Vincenzo, nel corso di un contatto
con il fratello Domenico, gli riferiva che era stato avvicinato da un appartenente alla famiglia
GRECO, nella persona di Peppe, che lo aveva minacciato di lasciare i terreni, altrimenti lo
avrebbe sparato:
BARBIERI V.: ..."VI SPARO..., DI QUA, DI LA'..." Gli ho detto io:...
BARBIERI D.: Chi che lo ha detto?
BARBIERI V.: Eh!
BARBIERI D.: Chi lo ha detto?
BARBIERI V.: Uno l...PEPPE!
BARBIERI D.: Ah, ah, va bene! Gli devi dire di venire a dirmelo a me, poi!
(vds. all. nr.73)

In effetti, dopo appena due giorni (22 gennaio 2007), personale della locale Sezione
Anticrimine, registrava, in diretta, chiare minacce, rivolte direttamenete a BARBIERI Domenico,
da parte di GRECO Giuseppe cl. 70, in precedenza generalizzato.
Nella circostanza, sullutenza telefonica (337/948646) in uso a BARBIERI Domenico,
giungeva una telefonata dal numero 340/0048560, in oggetto indicato. Il chiamante, identificatosi
con il nome di Peppe GRECO, si rivolgeva a Domenico BARBIERI con tono di voce alquanto
minaccioso dicendo testualmente: vedi che con mio zio ti devi comportare bene tu. Il
BARBIERI rispondeva dicendo: Va bene Peppe, poi parliamo., ma il GRECO ribatteva: Poi
parliamo; vedi di ritirati che il contorno troppo potente, ritirati. BARBIERI Domenico
diceva quindi: Va bene.e, subito dopo, terminava la telefonata.
(vds. all. nr. 74)

Lautore della conversazione veniva identificato in GRECO Giuseppe [nato a Reggio


Calabria il 21 giugno 1970] poich a seguito di intercettazione telefonica sullutenza nr.
340/0048560, intestata a SCULLINO Stefano Giuseppe [nato a Crotone il 14.11.1945, ivi
residente in via Galluppi nr.3] , in data 3 marzo 2007, al progressivo nr. 115, lutilizzatore
dellapparato telefonico componeva il numero 0965/5679236, intestato a GRECO Vincenzo, via
Dei monti 231 Reggio Calabria e, nel dialogare con una donna, la chiamava mamma. Gli
opportuni accertamenti anagrafici hanno permesso di stabilire che la donna, sidentifica in
CHIRICO Antonia [nata a Reggio Calabria il 29.07.1937], madre del suddetto GRECO Giuseppe
cl. 70. Lo zio di questultimo, stato identificato in CHIRICO Luciano130, in precedenza

130 Sul conto del CHIRICO Luciano, si precisa che:


Precedenti penali:
-24.11.1961: Pretore di Gioiosa Jonica gg. 15 di arresto per porto abusivo di pistola. Pena sospesa
riabilitato il 05.10.1976 dalla locale Corte dAppello;
- 19.11.1962: Pretore di Manfredonia lire 25.000 di multa per emissione di assegni a vuoto. Amnistia
D.P. 24.01.1963 n.5;
- 21.07.1965: con R.G. 527 del 21.07.1965 della Stazione CC di Arcoveggio Bologna veniva deferito
a p.l. insieme a RUGOLINO Domenico, nato a Villa S. Giuseppe (RC) l08.06.1937, residente a
Bologna per minaccia aggravata in danno di POPPI Paolo cl. 1939;
21.06.1966: Pretore di Bologna N.D.P. ai sensi dellart. 74 C.P. per concorso di minaccia
aggravata;

figlio dellex capo cosca di Gallico, CHIRICO Giuseppe, nato a Gallico il 03.01.1902, deceduto in
data 01.01.1983. Lo stesso sin dallanno 1977 risultava paralitico ed incapace di intendere e volere.
Ha esercitato sino al 1971 il commercio di ortofrutticolo in Gallico. Annoverava precedenti penali
per omicidio (24.12.1961 in Catona di Reggio Calabria aveva ucciso il sorvegliato speciale di P.S.
GIUSTRA Paolo). Per tale delitto il 05.05.1966 la Corte dAssise di Appello di Reggio Calabria lo

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 333
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generalizzato. Sul conto di questultimo bene precisare che BARBIERI Domenico, nel corso di
una conversazione, intercettata in data 26 gennaio 2007, allinterno dellautovettura di
questultimo, riferiva ad una persona, identificata in MUSOLINO Natale [ nato a Reggio Calabria
il 02.01.1947, ivi residente in fraz. Sambatello via SS.184 II Tronco n.32], alcune circostanze
connesse alla compravendita del citato terreno, per il quale era interessato anche il suddetto
CHIRICO, avendo con questultimo un duro scontro verbale. Infatti, il BARBIERI affermava:
gli ho detto,"luciano CHIRICO, QUANDO VOLETE LA GUERRA, ME LO DITE CHE IO LA POSSO
COMINCIARE PURE SUBITO.... "; sono salito sulla macchina e me ne sono andato! Avete capito?
Mala nuova, se io ho la testa compare che, mi ero sfasato, mi ero..., andavo a casa, prendevo TRE
BOTTE, LI STRINGEVO A GALLICO TUTTI E TRE E LI BUTTAVO A TERRA...
(vds. all. nr. 75)

aveva assolto per aver agito in stato di legittima difesa), detenzione e porto abusivo di armi, omesso
versamento di contributi INA Casa, emissione di assegni a vuoto. Egli lo zio di CHIRICO Ferando
Luciano, giovane studente universitario pregiudicato, ucciso in Gallico l01.11.1977 per presunti
motivi di mafia;

il fratello CHIRICO Domenico, nato a Reggio calabria il 30.05.1942, ivi residente in fraz. Gallico
via Bellini nr. 37, pregiudicato, condannato per emissione di assegni a vuoto, truffa e falso nei
confronti del Sistema Sanitario Nazionale. Con informativa nr. 4444/03/2^/SM datata 7.12.2003
della Squadra Mobile di Reggio Calabria, veniva denunciato a p.l. per procurata inosservanza di
pena, per aver favorito la latitanza di GIUNTA Cristofaro. In particolare, in data 12/12/2003
personale della Squadra Mobile di Reggio Calabria inoltrava informativa di reato nei confronti di
GANGEMI Giuseppe, nato a Reggio Calabria il 08.02.1965, GANGEMI Antonino, nato a Reggio
Calabria il 13.11.1933, CHIRICO Domenico, nato a Reggio Calabria il 30.05.1942, CHIRICO
Giuseppe, nato a Reggio Calabria il 25.09.1982, SGARLATO Caterina, nata a San Roberto l
01.03.1953 ed altri non ancora identificati. In data 07.12.2003 nel corso di una perquisizione
finalizzata alla ricerca del latitante GIUNTA Cristofaro, all'interno di un'abitazione della famiglia
CHIRICO Giuseppe sita in questa via Bellini al nr. 37, veniva rinvenuto e sequestrato il seguente
materiale: scanner marca icom con numero seriale nr. 02585, una smart card di tele + avente nr.
[Link].94, alcuni quotidiani e lettere indirizate al ricercato in questione da parte dei figli,
una carabina ad aria ad aria compressa munita di cannocchiale, un cellullare di marca alcatel con
codice imei 350946541483251 e altri oggetti comprovanti la certa presenza del ricercato unitamente
al suo nucleo familiare che in quella giornata si era recato a fargli visita. al momento della
perquisizione all'interno dell'abitazione dei Chirico si trovava Maria Teresa TRAPANI (coniuge del
ricercato) unitamente a CHIRICO Giuseppe e la di lui madre SGARLATO Caterina. mentre
nell'abitazione attigua di GAN0GEMI Giuseppe si trovavano i figli del latitante, GIUNTA Antonino
e Giovanni, insieme al figlio di GANGEMI Giuseppe e al di lui padre GANGEMI Antonino.
Quest'ultimo durante il controllo tentava di nascondere agli operatori la vera identita' dei due minori
germani;

il fratello, CRIRICO Angelo, nato a Gallico il 27.04.1940 risulta annoverare pregiudizi penali per
rapina aggravata continuata in concorso, lesioni personali continuate, detenzione e porto abusivo di
armi e munizioni comuni da guerra. Gi fedele amico del noto pregiudicato CRISALLI Natale da
Gallico transitato nelle fila della cosca mafiosa capeggiata da ARANITI Santo da Sambatello.
Esercitava lattivit di autotrasportatore-commerciante di agrumi;

gi titolare dellimpresa individuale CHIRICO Luciano, con sede legale in Reggio calabria via
Mercati Generali, avente per oggetto sociale il commercio al dettaglio al di fuori dei negozi di
prodotti ortofrutticoli freschi, congelati e surgelati, con data inizio 09.10.1958 e cancellazione della
ditta in data 09.04.1996. Proprio al Mercato Generali di Reggio Calabria gestiva un box della frutta;

gi socio-contitolare della societ CHIRICO-TEGANO S.N.C., con sede in Reggio Calabria in via
Mercati Generali Magazzino 21 Bis, avente per oattivita il commercio allingrosso di prodotti
ortofrutticoli freschi, congelati e surgelati; patate non da semina. Risultava socio-cointitolare
TEGANO Antonio Giuseppe, nato a Reggio calabria il 05.06.1921, ivi residente fraz. Archi in via
Nazionale 7. La societ stata costituita in data 12.05.1978 e con atto del 07.03.1994 in stato di
scioglimento senza messa in liquidazione;

in data 04.10.1982, ignoti gli danneggiavano a colpi darma da fuoco l autovettura FIAT 127 targata
RC 196688, di propriet della moglie, parcheggiata in Gallico in via Savoia. Negli atti della Stazione
CC di Gallico nel Rapporto Giudiziario;

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Circa lidentificazione del MUSOLINO, quale interlocutore del BARBIERI, si rimanda a


quando evidenziato in precedenza, allorquando si disquisito in relazione alla centralit di RODA
Francesco, allinterno dellorganizzazione criminale di Gallico.
In relazione alla conversazione intercorsa con questultimo, opportuno evidenziare che,
sicuramente, il BARBIERI si era rivolto al MUSOLINO, per giustificare latteggiamento avuto
con i componenti della famiglia GRECO, poich aderente alla stessa consorteria criminale.
Levento di maggiore interesse, si registrava in data 29 gennaio 2007, allorquando
BARBIERI Vincenzo Carmine, dal proprio apparato cellulare, alle ore 13.13, telefonava al fratello
Domenico, informandolo che era stato picchiato da PEPPE GRECO, pertanto lo invita a recarsi
a casa.
(vds. all. nr. 76)

BARBIERI Domenico, appena apprese la notizia, immediatamente partiva da casa con la


propria autovettura, unitamente al nipote, BARBIERI Giuseppe [nato a Reggio Calabria il
08.10.1990, ivi residente, convivente, studente], per cercare di rintracciare gli aggressori del
fratello, tant che, ad un cero punto affermava di non avere preso il fucile (due botti), poich cera
presente la bambina.

(vds all. nr. 77)


Le successive acquisizioni investigative consentivano di accertare che lautore del
pestaggio sidentificava in GRECO Giuseppe cl. 60, in precedenza generalizzato, cugino
dellomonimo GRECO Giuseppe cl. 70, questultimo autore della telefonata minatoria, fatta il
giorno 22 gennaio 2007, in ordine alla quale si fatto cenno in precedenza.
La circostanza scaturiva, in modo inconfutabile, dalla conversazione tra presenti, intercorsa
lo stesso giorno, allinterno dellufficio del BARBIERI Domenico, allorquando BARBIERI
Vincenzo, rappresentava tali fatti a BUDA Pasquale, immediatamente intervenuto, presso
labitazione, a seguito di contatto telefonico intercorso tra i due, alle ore 13.58. Si precisa che, nel
corso della conversazione, i due soggetti, sebbene avessero fissato lincontro presso labitazione
del BARBIERI, non facevano, assolutamente riferimento, allaggressione patita dal BARBIERI
Vincenzo. Non escluso, pertanto, che i due si fossero sentiti su telefoni non sottoposti a censura o
tramite messaggi fatti pervenire da altre persone:

LA CONVERSAZIONE TELEFONICA AVVENUTA ALLE ORE 13.58 DEL 29.01.2007 E REGISTRATA


CON PROGRESSIVO N. 12583, VERSO E (ENTRANTE) DALLUTENZA TELEFONICA NUMERO
392/9863447, IN USO A BUDA PASQUALE IN ALTRI ATTI GENERALIZZATO, SI SVOLTA COME DI
SEGUITO RIPORTATO, IN FORMA INTEGRALE, TRA LE PERSONE SOTTO INDICATE:

LEGENDA
BARBIERI Domenico = BARBIERI D.
BUDA Pasquale = BUDA P.

TRASCRIZIONE INTEGRALE
BARBIERI D.: Pronto?
BUDA P.: Compare MIMMO, dove siete?
BARBIERI D.: Eh, ora sono arrivato alla CATONA, compare!
BUDA P.: E sto scendendo io...,
BARBIERI D.: E allora ci vediamo da me!
BUDA P.: Eh!
BARBIERI D.: Si!
BUDA P.: Va bo!
BARBIERI D.: Perch alle tre ho un appuntamento!
BUDA P.: Va bene, grazie! Ciao!

(vds. all. nr.78)

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Successivamente, il BUDA veniva informato di ogni circostanza dai fratelli BARBIERI.


Proprio nel corso di tale dialogo, si accertava che laggressione era stata attuata da GRECO
Giuseppe cl. 60, omonimo del cugino cl. 70 e GERMANO Giuseppe, identificato attraverso le
affermazione fatte da BARBIERI Domenico (Quello che vende le macchine qua, che si messo
qua, con GERMANO') , in GERMANO Giuseppe [nato a Milano il 12.12.1972, residente a
Gallico in via Petrarca nr. 30 I], titolare di una rivendita di parti ed accessori di autoveicoli con
sede legale in via Petrarca nr. 30 di Gallico. Circa lidentificazione di GRECO Giuseppe cl. 60, si
riporta quanto affermato dagli interlocutori in merito:
BARBIERI V.: Io stavo scendendo per qua, e ho incontrato a PEPPE GERMANO'!
BARBIERI D.: ...incomp...
BUDA P.: C'era PEPPE GERMANO'!
BARBIERI V.: o mi sono fermato, pensando che non voleva qualche cosa, mi sono
fermato, ha detto, sceso PEPPE e non lo conoscevo, quello che nella macchina non compariva?
Mi ha detto, li non salutati a tutti, dice, cos ti comporti con mio cugino? Con quale cugino? Voi
siete andati gli avete preso il giardino! Gli ho detto io; non gli abbiamo preso niente a nessuno!

Il BARBIERI Domenico, inoltre, evidenziava, in diversi punti della conversazione, la


circostanza di avere ospitato in pi occasioni il GRECO, manifestando il rischio anche di essere
arrestato .. e lo abbiamo messo a casa con il rischio di farci arrestare, ma senza, anzi quando se
ne sono andati gli abbiamo fatto il ...incomp... noi! Compare! Il primo lui! E' venuto qua ora,
abbiamo finito qua, eh....
In merito a tali circostanza, aggiungeva, rivolgendosi al BUDA Pasquale: Compare lui ora
va portato all'ospedale a controllarsi, quello che ha, tutte le cose , gli dice quello che gli deve dire,
compare, poi chi vuole conto che venga qui che glielo vedete, se vuole conto, che venga qua, che
glielo diamo!| Perch noi compare apriamo la porta a tutti, e ci mettiamo a disposizione di tutti,
abbiamo rischiato la galera, abbiamo perso soldi, abbiamo perso mezzi, tutto, da noi non pu
venire nessuno "siamo andati da MIMMO BARBIERI e ci ha mandato dietro , sono venuti
cristiani nelle nostre li abbiamo mante..., li abbiamo tenuti, lo sapete come li abbiamo tenuti, lo
sapete come li abbiamo tenuti, come non li tengono da nessuna parte! Ora queste sono cose
compare....
(vds. all. nr.79 )

I fatti in esame, aldil della vicenda connessa allaggressione, sono significativi della
particolare vicinanza del BARBIERI alle organizzazioni criminali, tant che lospitalit di cui
faceva menzione questultimo, offerta in pi circistanze, riferita, senza alcun dubbi, al
favoreggiamento ed alla custodia di latitanti.
Successivamente, presso labitazione di BARBIERI Domenico, giungeva anche ALVARO
Cosimo, in precedenza generalizzato, unitamente a PALERMO Rocco [nato a San Procopio (RC)
il 25.06.1961, domiciliato a Reggio Calabria in Vico Ferruccio nr. 32, attuale Sindaco di San
Procopio], a bordo dellautovettura Panda City-Van targata BL477WV di propriet di
questultimo, cos come costatato direttamente dal personale operante
(vds. all. nr. 80)

Lintervento dellALVARO, secondo le acquisizioni investigative, era stato determinato da


una richiesta telefonica espressa dal BARBIERI Carmelo, fratello di Domenico e Vincenzo, alle
ore 13.23 direttamente sul telefono del PALERMO Rocco, avvisandolo di un incidente occorso al
fratello e, quindi, della possibilit che lo stesso potesse essere trasportato allospedale Riuniti di
Reggio Calabria, sebbene successivamente ci non avvenne, poich curato presso la propria
abitazione.
E opportuno sottolineare che BARBIERI Carmelo, dalle ore 13.22 alle ore 14.06, in
quattro distinte occasioni, tentava di contattare telefonicamente lutenza in uso ad ALVARO
Cosimo.
Presso labitazione del BARBIERI Domenico, come gi detto, si registrava la presenza di
ALVARO Cosimo, a cui veniva rappresentato ogni particolare della vicenda. Questultimo, nella
circostanza, invitava BARBIERI Domenico, a mantenere la calma. Nel corso del colloquio, il
BARIBIERI rapprsentava, inoltre, che il GRECO, era uno dei soggetti pi pericolosi dellarea,

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evidenziando : a quello l'ha bastonato, a quello gli deve dare i soldi, a quello gli ha messo la
bomba, a quello gli ha bruciato la macchina...inc...compare!...fino che ad un certo punto poi
andato ed ha sparato ad un povero sventurato nella casa senza nessuna ragione...

(vds. all. nr. 81 e 82)

Va comunque sottolineato che, in serata, BARBIERI Domenico, unitamente ad un ragazzo,


identificato, verosimilmente nel nipote Giuseppe BARBIERI [nato a Reggio Calabria il
08.10.1990, ivi residente, convivente, studente], figlio di Vincenzo, si recava, alle ore 20.05,
nellarea di Villa San Giuseppe allo scopo di rintracciare il GRECO Giuseppe, autore
dellattentato in danno del fratello. Gli stessi facevano rientro a Catona alle ore 20.34.
GRECO Giuseppe cl. 60, in precedenza generalizzato, una delle figure pi rappresentative
della criminalit di questo capoluogo. Sul suo conto figurano numerosi procedimenti penali. Lo
stesso figlio del defunto GRECO Francesco [nato a Reggio Calabria il g. 01.01.1930], Capo
Societ del Locale di Calanna.
In relazione ai fatti in esame, si evidenzia anche una conversazione ambientale, registrata in
data 30 marzo 2007, allorquando, CIANCI Antonino rappresentava a BUDA Pasquale,
allinterno dellautovettura di questultimo, di un incontro, tenutosi nella stessa mattinata con
PRIORE Francesco, identificato nellomonimo [nato a Reggio Calabria il 5.12.1935,
pregiudicato], indicato, nellambito del procedimento penale Olimpia, quale componente della
cosca RUGOLINO. Lincontro tra il CIANCI ed il PRIORE era finalizzato a dirimere una
questione, sorta tra questultimo e BARBIERI Domenico, connesso alla vendita di un terreno che
questultimo si era comprato, senza lautorizzazione del PRIORE e di GRECO Giuseppe cl. 60.
Per tale fatto, il PRIORE, alcuni giorni prima, aveva atteso, presso lo svincolo autostradale di
Gallico, il BARBIERI, minacciandolo con un coltello. Inoltre, in data 29 gennaio 2007, per tale
vicenda, GRECO Giuseppe aveva picchiato BARBIERI Vincenzo Carmine [26.11.1961], fratello
di Domenico.
Il CIANCI, nella stessa mattinata, unitamente al PRIORE, si era recato anche a casa del
BARBIERI, ma aveva appreso dalla moglie che non era presente.

(vds. all. nr. 25, gi menzionato)

Il giorno dopo (30 gennaio 2007), il BARBIERI Domenico commentava laccaduto,


allinterno della propria autovettura, con SCIARRONE Battesimo, in precedenza generalizzato,
evidenziando lappoggio avuto in tale circostanza da parte di ALVARO Cosimo, BUDA Pasquale
e IMERTI Antonino ..si! se si pu! se no avete torto...tutti gli hanno dato torto, ieri ci sono state
persone fino a mezzanotte, venuto compare Cosimo, sono venute persone di l, venuto
compare Pasquale, venuto compare Nino, ti dico un bordello...
(vds. all. nr. 83)
Trattasi di personaggi di notevole caratura criminale che, senza esitazione, prendevano le
difese del BARBIERI.
Aldil della vicenda in questione, si precisa che in data 23.02.2007, allinterno
dellabitazione di ALVARO Cosimo, si registrava la presenza di BARBIERI Carmelo che, nel
rappresentare allALVARO il litigio intercorso tra GRECO Giuseppe ed il fratello Vincenzo,
chiedeva allinterlocutore se in seguito ci fossero stati ulteriori problemi. LALVARO, nella
circostanza, commentava latteggiamento negativo mantenuto dal BUDA Pasquale, per non essersi
recato dal GRECO a risolvere direttamente la questione.

Prog. 6808 ore 18.00

SINTESI
Si sente Cosimo Alvaro con Carmelo Barbieri.I due parlano sottovoce e il dialogo e coperto
dalla tv [Link] capisce che Carmelo Barbieri racconta qualcosa a Cosimo di qualche problema
che ha avuto.
[Link] Si sente nominare a Carmelo Peppe Greco ..... poi dice se pu stare
tranquillo.....

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Poi i due parlano di una terza persona di un tale Sergio


[Link] Cosimo gli dice che non gli deve dire nulla, se io (Cosimo) vado l a
pasquale....Carmelo Barbieri :Pasquale?Cosimo ho capito. Carmelo dice qualcosa......Cosimo io
non ne mando imbasciata, io non ne giusto...Poi Carmelo nomina Pasquale...
Cosimo per tutto il rispetto per pasquale...
Carmelo: non parliamo...
Cosimo: [Link] se io devo andare in una parte...parte di tua Carmelo.....mi hai capito
Carmelo:ho capito lui mi ha detto la stessa cosa onestamente.
Cosimo: e bravo un amico nostro, ma lascialo stare..

Nel corso del successivo dialogo, emergeva che il BARBIERI Carmelo, porgeva una
somma di denaro allALVARO, non accettata da questultimo, il quale riferiva non detto che mi
servono. Il BARBIERI a questo punto aggiungeva: se tu li vuoi, li vuoi, ma sono sempre tuoi.
Laffermazione era oltremodo eloquente circa la vicinanza del BARBIERI alla famiglia
ALVARO.

Prog. 6809 ore 18.11

SINTESI
Cosimo Alvaro con Carmelo Barbieri, il loro dialogo avviene a bassa voce e in parte
coperto dalla tv accesa.
[Link] Si nominare a Carmelo Barbieri che suo fratello la stessa cosa sua .. Cosimo
dice: non devi dire nulla a nessuna. Carmelo , i miei fratelli da 15 giorni indietro sono... Cosimo:
ascoltami ... non li voglio... io non tocco nulla.... (nomina soldi e poi dice non detto che mi
servono). Carmelo: se tu li vuoi li vuoi ma sono sempre tuoi .
Poi i due continuano a parlare sottovoce. [Link] Carmelo raccomanda a Cosimo che tu
devi fare conto che mio fratello e come se fossi io.. Cosimo gli risponde che non ci sono problemi..
Dopo suona un cellulare risponde Carmelo e si allontana dalla stanza, l'interlocutore viene
chiamato dottore, poi ritorna nella stanza e dopo si capisce che va via.

Ritornando ai dialoghi intercorsi tra BARBIERI Domenico e BUDA Pasquale, si precisa


che sempre nella giornata del 30 gennaio 2007, si registravano altri due colloqui tra i due, nel
corso dei quali, ancora una volta, emergeva che gli stessi erano legati da un rapporto criminale
consolidato, tant che facevano riferimento ad episodi di ndrangheta anche datati nel tempo.
Nella prima conversazione, delle ore 16.54, il BARBIERI, dopo aver chiesto notizie in ordine alla
salute della madre dellinterlocutore, riferiva a questultimo di avere appreso che alcuni soggetti di
Scilla avevano acquistato alcuni camion da utilizzare per i lavori in corso di esecuzione
sullautostrada A/3, in cui vi era lingerenza di CAMBARERI Domenico, identificato
nellomonimo, in precedenza generalizzato, noto esponete mafioso del Locale di San Roberto.
Si segnala che il BUDA chiedeva allinterlocutore se in tale attivit fosse inserito anche
Ciccio, circostanza, smentita dal BARBIERI.
Il CICCIO alla luce dei fatti evidenziati nelle pagine precedenti, veniva identificato nel
citato CREAZZO Francesco.

BARBIERI D.: l! sopra l'autostrada....mi venuto a trovare uno della PANGES, perch
hanno scaricato un escavatore....sono due coglioni di qua, di Scilla, hanno comprato due camion
pure,......penso che l c' la zampa di Mino CAMBARERI, penso! per quello che ho potuto capire,
ah!
BUDA P.: di compare Ciccio?
BARBIERI D.: di Mimmo CAMBARERI! no!!! quale compare Ciccio.....perci non
penso che entro nell'autostrada io...penso! oh! poi...

(vds. all. nr.84)

Nel corso della successiva conversazione, registrata alle ore 17.29, i due interlocutori
facevano riferimento ad alcune figure criminali, operanti nellarea di Scilla ed in particolare a
quella di NASONE Giuseppe, nato l1/3/38, ucciso in data 29/9/87, fratello del collaboratore di

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Giustizia NASONE Rocco. In relazione allomicidio di questultimo, il BARBIERI chiedeva


allinterlocutore se tale delitto fosse connesso alla guerra di mafia o rientrasse nellambito di un
dissidio interno con il vecchio Capo Societ GIUFFRE' Francesco Antonio, alias Ciccio Antonio
BRACHETTA . Il BUDA, anche se non dava una risposta adeguata, riferiva che il NASONE, in
una circostanza, aveva rappresentato che CONDELLO Pasquale il Dio dei Cristiani,
denigrando, quindi, il gruppo opposto, ovvero quello dei DE STEFANO TEGANO. Pertanto, il
BUDA, pur non avanzando alcuna affermazione concreta, ipotizzava una possibile ingerenza del
suddetto sodalizio, in quel periodo in contrapposizione bellica con il gruppo CONDELLO -
IMERTI.
Nella prosecuzione del dialogo i due , facevano, riferimento ai MOIO, non meglio
identificati, nonch allomicidio di CALABRESE Giuseppe, identificato nellomonimo, [nato a
Sambatello il 10.08.1937, ucciso in data 11/10/90]. Si precisa che, per difficolt tecniche, legate
alla difficile comprensione della conversazione, non stato possibile identificare alcuni soggetti
indicati dagli interlocutori. La prosecuzione del discorso, inoltre, si basava sulla figura di
ALVARO Cosimo che, per conto del BARBIERI, aveva avuto un incontro con alcune persone,
verosimilmente quelle della famiglia GRECO che, il giorno precedente, avevano aggredito
BARBIERI Vincenzo: .. lo sapete che mi ha detto compare Cosimo...che ve lo dico a
voi...qualche giorno forse ha bussato nella porta insomma che era in giro "...compare Mimmo..."
mi ha detto "...erano...erano morti dentro...incomp...che me ne vado di la dice non vedevo l'ora...".
In seguito il dialogo verteva su un soggetto, a nome Pino, non meglio specificato, a cui erano stati
uccisi due fratelli, che secondo le affermazioni del BARBIERI, due mesi prima doveva essere
ucciso: .. compare...due mesi addietro Pino doveva saltare in aria per prendergli tutti i cazzi...-
(vds. all nr.85)

Un dato particolarmente interessante circa i rapporti mantenuti da BUDA Pasquale e


BARBIERI Domenico, si registrava in data 14 aprile 2007, allorquando i due, previ alcuni contatti
telefonici, registrati alle ore 08.16 e 09.41 [ progressivi [Link]. 21151 e 21152 relative allutenza nr.
337-948646 in uso a BARBIERI Domenico] fissavano un appuntamento presso il cimitero di
Condera di Reggio Calabria, per le ore 09.45 , poich gli stessi si dovevano recare, in unaltra
localit, per effettuare un incontro con una persona, atteso che il BARBIERI, nel corso del dialogo
intrattenuto alle ore 08.16, riferiva allinterlocutore (BUDA Pasquale), che quella persona, il
giorno precedente, gli aveva fissato un appuntamento per le ore 10.00.
(vds. all. [Link] 86 e 87)

Si precisa che alle ore 09.46, il BARBIERI, attraverso la propria utenza cellulare contattava
lutenza cellulare nr. 0965/331402, intestata a VILASI Gesuele [ nato a Reggio Calabria il 14
maggio 1953, ivi residente via Reggio campi II tronco I traversa nr. 15 Fondo Versace],
Consigliere Regionale della Regione Calabria, nonch Segretario/Questore dello stesso Consiglio,
con il quale fissava un incontro per le ore 10.00 - 10.10 successive.
(Vds. all. nr.88)

In area, veniva predisposto un servizio di osservazione che consentiva di monitorare i


movimenti degli stessi. In particolare, si accertava che, alle ore 09.48, sul luogo
dellappuntamento, giugneva BUDA Pasquale, a bordo della sua autovettura Fiat Marea S.W. di
colore blu targata AS425TS131, ove restava in attesa sino alle ore 09.56, momento in cui giungeva
il BARBIERI. I due, dopo i saluti di rito, si allontanavano a bordo dellautovettura di questultimo,
giungendo alle ore 10.08, in questa via Fondo Versace I traversa, davanti al civico 15. Sul
citofono, i militari operanti notavano scritto il cognome VILASI.
(vds. all. nr. 89)

In relazione ai fatti appena rappresentati, evidente che il BUDA Pasquale, personaggio di


spicco della criminalit mafiosa e BARBIERI Domenico, si erano recati dal VILASI.

131 Autovettura FIAT Marea S.W. di colore blu intestata a LICANRO Vincenza (moglie di BUDA
Pasquale) nata a Fiumara (RC) il 01/08/1964 ivi res. Via Caserta nr. 2A;

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Nella mattinata del 14 aprile 2007 il BARBIERI, mentre si trovava ancora presso
labitazione del VILASI, riceveva, in progressione, alle ore 10,57 ed alle ore 11.00, due telefonate
dallingegnere VIGLIANISI, in precedenza generalizzato, al quale riferiva, nella prima
conversazione di trovarsi ancora dallOnorevole VILASI, mentre nella conversazione successiva,
riferiva che stava andando via.
In particolare:

Prog. 21160 - data e ora: 14/04/2007 10.57.11


Mimmo con Viglianisi - nr. interlocutore: +393404270404 - intestato a: VIGLIANISI
Francesco nato RC il 14.04.1967
SINTESI
Mimmo Barbieri con ing. viglianisi, gli dice che sta con l'onorevole Vilasi, si vedranno per
un caff a Catona, Mimmo sta per andare via

Prog. 21161 - data e ora: 14/04/2007 11.00.48


Mimmo con Viglianisi - nr. interlocutore: +393404270404 - intestato a: VIGLIANISI
Francesco nato RC il 14.04.1967
SINTESI
Mimmo Barbieri con Viglianisi, gli dice che stanno andando via dall'onorevole, poi gli
manda all'ingegnere i saluti di suo compare Pasqualino(Pasquale Buda)

Si segnala che BUDA Pasquale e BARBIERI Domenico, durante il percorso di andata e


ritorno, non facevano riferimento ad alcun fatto particolare, circa lincontro con il VILASI. Si
percepiva, comunque, un certo interessamento da parte del VIGLIANISI a tale incontro, in
considerazione che, nel giro di pochi minuti, questultimo contattava due volte il BARBIERI.

In data 19 giugno 2007, allinterno dellufficio di BARBIERI, dalle ore 18.38 sino alle ore
19.38, si registravano nr. 4 conversazioni, intercorse tra BARBIERI Domenico, BUDA Pasquale e
lingegnere MANAGO, incentrate, in linea di massima, sulla futura costruzione, ad opera di
BARBIERI, di un complesso turistico nellarea di Catona, utilizzando adeguati finanziamenti. In
ordine alla realizzazione di tale struttura, risultava essere stato presentato, da parte del BARBIERI,
in data 10 gennaio 2008, un progetto, per la costruzione, in Localit Marinella di Reggio Calabria,
frazione Catona, di un complesso residenziale. Dallanalisi delle attivit investigative stato
accertato che tale immobile, realizzato dallo stesso BARBIERI, sarebbe stato venduto, affidando le
conseguenti operazioni ad una societ finanziaria, individuata nella M3, di MARTORANO
Santo Alfonso [ nato a Reggio Calabria (RC) il 19/10/1957]. Tale circostanza emersa dalla
conversazione nr. 498 del 22 dicembre 2006132, laddove il BARBIERI affermava: siamo
onesti.. gestisco tutte cose io qu, poi io non vedo un cazzo. Perci due ingegneri, che sempre mi
hanno aiutato, e che sono miei fratelli, come lo siete voi, come Sebastiano. Piglio un'agenzia che si
chiama M3, che sono delle persone pulite e garbate, glieli d.. a me li devono vendere a 2.000.000
milioni a mq. .
Va sottolineato che, sicuramente, uno dei soci occulti di tale progetto, era anche il BUDA
Pasquale, atteso che, nel corso di una conversazione registrata, in data 21 giugno 2008, allinterno
del carcere di Palermo, intercorsa tra CHILA Antonino, in precedenza generalizzato, tratto in
arresto dalla locale Sezione Anticrimine per favoreggiamento personale nei confronti di
CONDELLO Pasquale e BUDA Pasquale, questultimo riferiva che era interessato ad
unoperazione edilizia. In merito, il Dipartimento dellamministrazione Penitenziaria
Provveditorato Regionale per la Sicilia Corpo di Polizia Penitenziaria con nota nr. 074506 NI
del 23 luglio 2008, diretta anche a questa A.G., delegata allascolto delle suddette conversazioni,
ha testualmente evidenziato nella pagina 2 e 3 della citata missiva: Conversazione di rilievo,
risultava essere quando il BUDA fa riferimento ad un grosso favore concesso per il tramite di un

132 la conversazione in esame stata gi trasmessa a codesta a.g. con informativa nr. Nr. 112/342-2005
del 23.07.2008

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amico ad un avvocato candidato alla Provincia, presidente di un consorzio. Anche se non stato
fatto alcun riferimento al tipo di favore concesso, il BUDA asserisce che poich era a conoscenza
che detto avvocato era in possesso di diversi terreni non edificabili, e di aver saputo attraverso un
ingegnere della previsione che lo stato duso degli stessi sarebbe stato tramutato in edificabili,
BUDA si sarebbe recato dallo stesso ingegnere riferendo che aveva bisogno di 2000 mt di terreno,
1000 mt. Con lo status di agricolo da passare edificabile, e considerato che non era coltivato
sarebbe stato valutato in 35 euro al mq. Di quanto sopra, laccordo tra il BUDA e lamico che si
adoperato da tramite, sarebbe consistito nel spartirsi i 2000 mt. di terreno. Nella stessa giornata, si
avuto modo di intercettare delle conversazioni che facevano riferimento ad un centro
commerciale ed in particolare ad una persona arrestata nei pressi di quel centro, con addosso un
milione di Euro, i cui familiari lavoravano tutti nel citato centro. Dalla conversazione emerge,
altres, che un maresciallo e a conoscenza di questo fatto ed daccordo con loro.
(vds. all. nr. 90)
Gli accertamenti effettuati hanno permesso di acclarare che lavvocato in questione
sidentifica nel citato MARTORANO Santo Alfonso, effettivamente presidente del consorzio
denominato CONSORZIO CICLO INTEGRALE AREA DELLO STRETTO S.R.L., con sede
legale in Reggio Calabria, alla via Via Sbarre superiori 42, allinterno del quale lavora anche
BARBIERI Carmelo, fratello di BARBIERI Domenico. MARTORANO Santo, tra laltro,
Amministratore Delegato e Vice Presidente del Consiglio di Amministrazione della finanziaria
denominata M3 SERVICES S.R.L133, con sede in Reggio Calabria via Venezia nr. 4/D, mentre il
fratello Giuseppe [nato a Reggio Calabria il 21 agosto 1960], consigliere della citata Finanziaria.
MARTORANO Santo, effettivamente, nellanno 2006, si candidava alla Provincia di Reggio
Calabria, nelle liste dellUDEUR in qualit di Consigliere, ottenendo 6654 voti.
La struttura residenziale, da accertamenti effettuati presso il Comune di Reggio Calabria,
dovr sorgere nellarea contraddistinta dal foglio di mappa Nr. 3 della sezione censuaria di Catona
particelle Nr. 106-107-108-110-111-114-299-301-303-305-307, inserite nel Piano regolatore del
Comune di Reggio Calabria. In particolare:
. particelle: 106-110-111-305 sono destinate a Zona Omogenea E (zone per attivit
primarie);
. particelle: 107-108-114 sono destinate in parte a Zona Omogenea E (zona per
attivit primarie) ed in parte a Zona Omogenea F (aree per attrezzature sportive e tempo libero);
. particelle: 299-301-303-307 sono destinate a Zona Omogenea F (aree per
attrezzatura sportiva e tempo libero);
. particelle: 107-108-114-299 sono interessate da rispetto ferroviario.
(vds. all. nr. 91)
I suddetti terreni, sono stati acquistati dal BARBIERI Domenico, in data 11 marzo 2005,
per un importo dichiarato di 100.496,00 da MOLLICA Corrado Eduardo [nato a Reggio Calabria
il 5 agosto 1962].
In ordine alle affermazioni fatte dal BUDA, circa il coinvolgimento di un Maresciallo, si
rimanda allinformativa nr. 112/342-2005 del 23.07.2008, gi trasmessa a questa A.G.
Nel corso del dialogo, quindi, il BARBIERI riferiva in ordine alla necessit di stabilire una
serie di contatti per ottenere i finanziamenti, senza comunque evidenziare responsabilit illecite sul
conto dei soggetti menzionati. In particolare lo stesso riferiva di avere avuto dei contatti, con
alcuni funzionari di Ministeri, non meglio identificati, nonch con:
- TRIPODI Pasquale Maria [nato a Montebello Ionico (RC) il 10.05.1957, residente a
Reggio Calabria in via Nazionale San Leo n. 163 Pellaro].
a) Assessore Regionale ai Trasporti dal 02.05.2005 al 19.09.2006;
c) Assessore Regionale alle Attivit Produttive al Personale dal 20.09.2006 al
29.11.2007;
d) Assessore Regionale al Turismo dal 30.11.2007 a tuttoggi;

133 oggetto sociale: la societ ha per oggetto servizi nel settore dell'intermediazione finanziaria per l'erogazione dei prestiti
di ogni tipo, carte di credito e relativo recupero. la societ potr inoltre compiere tutte le operazioni mobiliari,
immobiliari, commerciali e bancarie (compresi il rilascio di fideiussioni e l'assunzione di mutui anche ipotecari)
necessarie o utili per il conseguimento dello scopo sociale; potr inoltre svolgere servizi di formazione ed informazione
forniti a mezzo call center, internet ed ogni altro mezzo; potr assumere partecipazioni in altre societ, costituite o
costituende, aventi oggetto analogo, affine o comunque connesso al proprio.

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- TRIPODI Michelangelo [nato a Polistena (RC) il 20.08.1956, residente a Reggio


Calabria in via Graziella nr. 28]:
a) Assessore Regionale alla Gestione del Territorio dal 02.05.2005 al 19.09.2006;
b) Assessore Regionale allUrbanistica dal 20.09.2006 a tuttoggi;

(vds. all. nr. 92)

Nel corso della successiva conversazione, intercorsa in progressione (h. 18.58) il


BARBIERI, sempre alla presenza dei soggetti menzionati in precedenza nonch del nipote
BARBIERI Giuseppe, rappresentava tutto il suo excursus professionale e, quindi, le elevate
conoscenze intrattenute nel settore politico. I fatti si riferivano, essenzialmente agli anni 70-80,
quindi, non attuali, ma che sono stati rappresentati al solo fine di descrivere meglio la personalit
del BARBIERI stesso. Nella prima parte del discorso, il BARBIERI rappresentava allingegnere di
contare sullappoggio espresso da un politico, non meglio specificato se non con la qualifica di
assessore, molto amico di BUDA Pasquale, circostanza in seguito confermata da questultimo
(comunque c' stato....io lo conosco bene eh!!! e tante , tante persone che erano molto vicine a lui),
senza comunque specificare lEnte locale presso il quale lo stesso era stato eletto.
Circa i contatti mantenuti dal BUDA PASQUALE e dal BARBIERI Domenico, si
rammenta quanto evidenziato in relazione alla data del 14 aprile 2007, allorquando, i due si
recavano a fare visita al Consigliere Regionale VILASI Gesuele. Si precisa che, durante la
conversazione in argomento, il BUDA rammentava al BARBIERI di non contattare il politico
telefonicamente.
La restante parte del discorso, come gi evidenziato, era attinente alle pregresse conoscenze
politiche e relazionali, risalenti a molti anni addietro, intrattenuti dal BARBIERI e dal BUDA
Pasquale.
(vds. progr. all. nr.93)

La conversazione delle ore 19.18, atteneva, invece, alle reciprocit espresse tra il
BARBIERI e lavvocato MARTORANO, in precedenza generalizzato e, quindi, in ordine
allassunzione del fratello Carmelo, presso il consorzio gestito dal citato avvocato, nonch sullo
sperpero di danaro pubblico.

Le vicende relative allasta legata al fallimento Tortorella.

La restante parte del discorso, atteneva ad una problematica sorta tra il BARBIERI e
IMERTI Antonino cl. 50 che, nel corso della conversazione viene indicato da BUDA Pasquale, a
volte, con il nome di Nino ed altre volte in cugino134. La complessit di tali acquisizioni
investigative consentiva di accertare, in modo inequivocabile, che i suddetti, unitamente a
PASSALACQUA Domenico, avevano acquistato attraverso il Tribunale di Reggio Calabria,
Sezione Fallimentare, alcune abitazioni, site in Villa San Giovanni, provenienti dal fallimento
Tortorella, in cui il BARBIERI fungeva da prestanome, per conto dei citati esponenti mafiosi,
consapevole sin dalle fasi iniziali che i succitati avrebbero preso parte allaffare, rectius agli
ingenti proventi illeciti che dalla gestione dellaffare ne sarebbero derivati.

BUDA P.: niente!....io ho parlato con mio cugino per quel discorso, onestamente
sono andato a trovarlo e si arrabbiato pure lui

BARBIERI D.: eh! ma voi siete venuto qua per le carte..


BUDA P.: si arrabbiato!

SI DA ATTO CHE SQUILLA UN CELLULARE AL QUALE RISPONDE LA PERSONA


CONTRADDISTINTA COME PASQUALE

134 BUDA Pasquale e IMERTI Antonino, effettivamente, sono cugini

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


Memoria del Pubblico Ministero relativa al rito abbreviato CONDELLO Demetrio + 17
PROCURA DELLA REPUBBLICA 342
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

BARBIERI D.: eh! Non che sanno che siete qua..


BUDA P.: no
BARBIERI D.: non rispondete!!..
BUDA P.: (parla al cellulare "pronto!...ciao! che cosa si dice?.....e qua...sono
arrivato..., eh! va bene!....va bene!....va bene!....tutto apposto?......eh! ci sentiamo dopo...ok!...ciao,
ciao!")
BARBIERI D.: mi avete detto "parlo io con mio cugino!...inc...:!"
BUDA P.: giustamente io quel discorso che....non che l'ho saputo...l'ho saputo
l'altro giorno... io mi sembra che ve lo avevo detto
BARBIERI D.: ci eravamo gi incontrati..
BUDA P.: mi aveva detto per voi mi avete detto...
BARBIERI D.: che quella aveva firmato tutte cose, invece non ha firmato niente
BUDA P.: eh! non cosi!...giustamente io sono arrivato al punto che gliel'ho
dovuto dire a mio cugino
BARBIERI D.: giusto! diteglielo...io apposta vi ho voluto qua questa sera, eh!
BUDA P.: onestamente mio cugino Nino si arrabbiato
BARBIERI D.: eh!
BUDA P.: dice "guarda....!"...onestamente, compare Mimmo! un discorso del
genere arrivato a oggi e non dici niente
BARBIERI D.: ma compare! quello mi prometteva che fatto, che fatto, che fatto,
se voi mi dite che ATTILIO andato! glielo dico caso mai che fatto!", "andate tranquilli!" dice
BUDA P.: compare Mimmo! noi dopo tutto quello che abbiamo fatto, compare
Mimmo! se ha un problema, o ha qualche cosa da... ci chiamava, ci diceva "vedete che c' questo
problema, vedete che c' quest'altro problema!"...c' la vedevamo noi
BARBIERI D.: non vi ho detto niente perch mi prometteva che la cosa fatta, non
fatta, avete ragione, avete ragione voi
BUDA P.: dice...
BARBIERI D.: certo! tutto l compare!...pare che lo sapevo che non...vado a rimetterci
trenta mila euro, non il problema, si deve fare, non che pu dire
BUDA P.: per...dice "ora vai da compare Mimmo e vedi quello che vuole fare!"
BARBIERI D.: ho presentato gi la domanda io...io gi ho presentato la domanda
BUDA P.: siccome...
BARBIERI D.: posso andarla a ritirare compare!...ma l'ho presentata per non rimanere
in dietro...ecco!
BUDA P.: lui mi ha detto cosi "vai da compare Mimmo...!"
BARBIERI D.: eh!
BUDA P.: "....e domandagli cosa vuole fare!"
BARBIERI D.: voi me lo salutate! io ho gi presentato la domanda gli dovete dire "lui
pu andare anche a prendersela! per l presentata per non rimanere in dietro"...ecco!
BUDA P.: giustamente l che successa una cosa del genere...
BARBIERI D.: eh! eh! eh!
BUDA P.: non stata una bella, diciamo, sia....
BARBIERI D.: ma io l'ammetto compare!
BUDA P.: voi lo sapete che vi rispetto, per....
BARBIERI D.: ma io ho mio compare Pasquale davanti
BUDA P.: ...quando ci sono...
BARBIERI D.: ma...
BUDA P.: no! aspettate!...quando ci sono certe...certe situazioni nel mezzo...e con
altre persone, giustamente....
BARBIERI D.: voi...non sa niente nessuno, compare! non gli ho detto niente a nessuno
io

BUDA P.: no!!! aspettate! siccome...


BARBIERI D.: ah!!! si, si!
BUDA P.: siccome ci sono altre persone
BARBIERI D.: ho capito! basta!

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


Memoria del Pubblico Ministero relativa al rito abbreviato CONDELLO Demetrio + 17
PROCURA DELLA REPUBBLICA 343
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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

BUDA P.: mio cugino Nino era sicuro che era tutto apposto....Mimmo
PASSALACQUA mi aveva chiamato, ed venuto e mi ha detto "vedi che quello..:.!"
BARBIERI .: ma lui gliel'ha detto o voi?
BUDA P.: a chi?
BARBIERI D.: a vostro cugino
BUDA P.: io gliel'ha detto
BARBIERI D.: ah!
BUDA P.: io gliel'ho detto a Nino
BARBIERI D.: io pensavo che glielo aveva detto lui
BUDA P.: no!!! Mimmo PASSALACQUA me l'ha detto a me, mi ha chiamato a
me
BARBIERI D.: eh!
BUDA P.: ed io gli ho presunto a Mimmo PASSALACQUA che era tutto apposto
perch avevo parlato con voi
BARBIERI D.: giusto!
BUDA P.: e Mimmo PASSALACQUA mi ha detto "vedi che non apposto!"
BARBIERI D.: eh!
BUDA P.: ora giustamente l'altro giorno gliel'ho dovuto dire a Mimmo
PASSALACQUA, gli ho detto "Mimmo avevi ragione!", dice " ma vedi che io quando parlo, parlo
con...!", gli ho detto "va bene! Mi devi scusare....!"
BARBIERI D.: eh!
BUDA P.: "...che io presumevo che la cosa...perch avevo parlato con compare
Mimmo e compare Mimmo a me mi ha detto che era tutto apposto!"
BARBIERI D.: eh!
BUDA P.: giustamente sono dovuto andare a dirglielo a mio cugino Nino

BARBIERI D.: certo!


BUDA P.: mio cugino Nino si arrabbiato e mi ha detto "che cosa ha combinato!
per compare Mimmo fa queste cose!", gli ho detto "guarda! io devo incontrare a compare
Mimmo....!"
BARBIERI D.: io apposta vi ho detto di vederci domani sera, per questo...
BUDA P.: "domani sera....mi devo incontrare con compare Mimmo, siccome
compare Mimmo mi ha detto una parola a Santa Lucia quando ci siamo incontrati!", "compare
ditemi quello che devo fare!"...allora mio cugino NINO dice "tu gli devi dire quello che deve fare?
perch compare Mimmo non lo sa...di quello che avevamo parlato....!"
BARBIERI D.: io ho presentato la domanda...
BUDA P.: "....e come avevamo parlato!"
BARBIERI D.: ...ierieh!!! luned mattina...gi ho presentato la domanda, compare!
con i soldi versati e tutto
BUDA P.: ora! siccome ci sono altre persone l che vogliono partecipare, per
quella mattina che si fa la gara dobbiamo vedere....
BARBIERI D.: compare! quella mattina dovete venire voi
BUDA P.: si! per...
BARBIERI D.: la giornata ve la pago per dieci volte di quello che vi paga
BUDA P.: no!! ma non centra la giornata
BARBIERI D.: eh!
BUDA P.: perch il discorso che oggi dobbiamo stare con un po...con gli occhi
aperti
BARBIERI D.: dobbiamo stare, compare! quella giornata...
BUDA P.: perch...perch...
BARBIERI D.: ma viene pure compare Nino quel giorno?
BUDA P.: no!! non viene...lui non viene sicuro
BARBIERI D.: ma venite voi?
BUDA P.: certo! io vengo!...per dice "gli devi dire a compare Mimmo....!"

BARBIERI D.: compare!


BUDA P.: "...una cosa di questa....!"

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 344
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BARBIERI D.: e allora! se ...viene...e compriamo cinquanta


BUDA P.: io!
BARBIERI D.: per la mia dignit.....
(vds. all. nr.94)

Nel corso della successiva conversazione (prog. 6488) si apprendeva chiaramente che i
predetti stavano compiendo unoperazione immobiliare ( no, no... E poi vi voglio dire un'altra
cosa compare noi prendiamo questi appartamenti, giusto? Volete che ce li teniamo tutti noi, volete
che li vendiamo, volete che dite, compare MIMMO di questi appartamenti vogliamo ricavare cento
mila euro, io ve li do, compare e mi tengo, certo, ecco, ...incomp... ), nella quale era interessato,
oltre al BUDA Pasquale, IMERTI Antonino cl. 50, PASSALACQUA Domenico, BARBIERI
Domenico, anche CAMBARERI Domenico, in precedenza generalizzato, al quale, veniva
imposto, per disposizioni del BUDA che lo stesso doveva ritirarsi dallaffare, poich tale
operazione interessava, esclusivamente, le persone appartenenti al locale di Villa .
Infatti il Buda, successivamente riferiva:
BUDA P.: ..."noi siamo: io, NINO (IMERTI n.d.r.) e MIMMO
PASSALACQUA"...
BARBIERI D.: a MIMMO PASSALACQUA non voglio... guardate non voglio che lo
mettete...
BUDA P.: no, ma lui una cosa nostra... una cosa di compare PASQUALE!!...
BARBIERI D.: ..."compare PASQUALE io ve li do a voi"...
BUDA P.: si, no, no...
BARBIERI D.: ...e poi voi compare ve li tenete tutti...

(vds. all. nr.95)


Laffermazione costituiva lulteriore riprova che i predetti facevano parte di ununica
organizzazione mafiosa, al cui interno non erano ammessi inserimenti da parte di soggetti estranei,
sebbene costoro appartenessero comunque alla criminalit organizzata, come lo stesso
CAMBARERI Domenico, in precedenza generalizzato.
Ancor prima di analizzare le successive conversazioni, opportuno evidenziare lesito degli
accertamenti, espletati presso il Tribunale - Ufficio Esecuzione Immobiliare.
In particolare, si accertava che, in data 29 novembre 2005, venivano aggiudicati, attraverso
vendita allasta, effettuata dal Tribunale di Reggio Calabria Ufficio esecuzione immobiliari,
alcuni immobili, acquistati da:

OFFERTA DI
LOTTO
ACQUISTO
. 31.050,00

I.

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. 21.980,00

II.

. 23.880,00

III.
. 55.650,00

IV.
. 55.750,00

V.
. 52.400,00

VI.
. 60.050,00

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VII.
. 60.850,00

VIII.
. 50.050,00

IX.
. 56.220,00

X.
. 50.280,00

XI.

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 347
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. 54.890,00

XII.

. 60.680,00

XIII.

. 57.450,00

XIV.
. 50.580,00

XV.

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 348
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. 46.320,00

XVI.

. 42.130,00

XVII.
. 42.130,00

XVIII.

. 46.310,00

XIX.
. 45.240,00

XX.
. 40.785,00

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 349
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XXI.

. 255.900,00

XXII.

. 375.200,00

XXIII.

///////

XXIV.

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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CONCLUSIONI

AGGIUDICATARIO - AGGIUDICATARIO PER PERSONA


LOTTI AGGIUDICATI
DANOMINARE
1 2 3 6 7 8 9 11 12 13 AVV. ANNA MARIA TRIPEPI PER PERSONA DA
14 15 17 18 19 20 21. NOMINARE
4. FRANCESCO CALAFIORE
5. DEMETRIO LOGOTETA
10 16. ANNA MARIA FEDELE
22 23. AVV. MAURIZIO ROMOLO

LOTTI OFFERTE IN AUMENTO DURANTE LINCANTO


1 Offerta non inferiore ad . 1.000,00
23 Offerta non inferiore ad . 750,00
4 6 7 8 9 10 - 11 12 13 14 Offerta non inferiore ad . 2.000,00
15
5 Offerta non inferiore ad . 500,00
16 - 17 18 19 20 21. Offerta non inferiore ad . 1.500,00
22 Offerta non inferiore ad . 7.500,00
23 Offerta non inferiore ad . 12.000,00

DIFFERENZA TRA PREZZO BASE PRESUMIBI PARTECIPAN


LOTTI
ED OFFERTA DI ACQUISTO LI RILANCI TI
1 2.000,00 1o2 5
2 1.500,00 1o2 5
3 1.500,00 1o2 6
4 4.000,00 1o2 2
5 38.000,00 da 1 a 76 5
6 2.000,00 1 1
7 2.000,00 1 1
8 2.000,00 1 1
9 2.000,00 1 1
10 4.000,00 2 2
11 2.000,00 1 1
12 4.000,00 2 2
13 2.000,00 1 1
14 2.000,00 1 1
15 2.000,00 1 1
16 3.000,00 1o2 2
17 1.500,00 1 1
18 1.500,00 1 2
19 1.500,00 1 1
20 1.500,00 1 1
21 1.500,00 1 1
22 7.500,00 1 1
23 12.000,00 1 2

Dallesame della documentazione, acquisita stato accertato che lavvocato Anna Maria
TRIPEPI, moglie di GRILLO BRANCATI Vitaliano, questultimo costantemente in contatto con
gli indagati in precedenza menzionati, si aggiudicata, anche in rappresentanza di altre persone,

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complessivamente 17 lotti, che sono stati suddivisi, successivamente, tra i seguenti soggetti, tutti
generalizzati in precedenza:
- BARBIERI Domenico, nr. 5 appartamenti;
- TRIPEPI Anna Maria, ununit immobiliare adibita a negozio;
- GRILLO BRANCATI Vitaliano, marito dellavvocato TRIPEPI, nr. 5
appartamenti;
- MARTELLO Lidia, convivente di PASSALACQUA Domenico, un locale adibito a
negozio;
- BUDA Francesco, fratello di BUDA Pasquale, un locale adibito a negozio;
- BUDA Giuseppe, figlio del pregiudicato BUDA Santo, Sorvegliato Speciale della
P.S., appartenente allomonima famiglia mafiosa, nr. 2 appartamenti;
- BUDA Massimo, figlio del pregiudicato BUDA Santo, Sorvegliato Speciale della
P.S., appartenente allomonima famiglia mafiosa;
- SANTORO Antonio, un appartamento per civile abitazione;

In relazione alla figura di SANTORO Antonio, si precisa che il padre SANTORO Santo
[nato a Villa San Giovanni il 30.10.1941], veniva denunciato il 18.11.2000 dai Carabinieri di Villa
San Giovanni, unitamente a BUDA Massimo, in precedenza generalizzato e RANIERI Domenico
[nato a Villa San Giovanni il 12 gennaio 1969], per abbandono di materiale inerte e deturpazione
dellambiente naturale. La circostanza significativa per dimostrare i collegamenti tra il
SANTORO e la famiglia BUDA.
Lacquisizione dei suddetti immobili, in seguito, innescava alcuni problemi, poich
BARBIERI Domenico, in data 24.01.2006, con apposita istanza, chiedeva al Giudice
dellEsecuzione, dr. Giuseppe Campagna, una proroga dei termini di pagamento ai fini del saldo
del prezzo degli immobili aggiudicati, in virt dellasta pubblica, tenutasi il 23.11.2005, essendo in
corso la concessione di un mutuo presso la Banca Popolare di Crotone filiale di RC.-.-
Il Giudice dellesecuzione, in data 23.02.2006, rigettava listanza di proroga, atteso che il
temine di gg. 60 era perentorio, pertanto, nello stesso giorno con apposita ordinanza decretava,
nuovamente, la vendita con incanto degli immobili aggiudicati dal BARBIERI Domenico,
fissando lasta per ludienza del 03.07.2007.
(vds. all. nr. 96)
Da qui la preoccupazione espressa da BUDA Pasquale, IMERTI Antonino e
PASSALACQUA Domenico, di perdere lacquisizione dei suddetti immobili, al punto che lo
stesso BUDA, oltre a riferire che tale affare, come gi evidenziato, riguardava gli appartenenti
del locale di Villa, riferiva che, unitamente a IMERTI e PASSALACQUA, aveva impedito la
partecipazione al pubblico incanto, di alcuni soggetti, tra i quali un certo FEDELE che alla luce
delle altre acquisizioni probatorie, stato identificato in FEDELE Diego [nato a Santeufemia
dAspromonte il 16 marzo 1944, residente a Villa San Giovanni in via Nazionale 766]:

BARBIERI D.: no, per la pace di Dio, non lo dite nemmeno compare!!...

BUDA P.: ...poi c' PAOLO BELLOCCO (o BELLOMO)...


BARBIERI D.: chi?...
BUDA P.: ...dei BELLOCCO che ne vuole uno... siamo andati e gli abbiamo detto
di non partecipare, poi c' FEDELE, uno dei FEDELE...
BARBIERI D.: e gli avete detto di non partecipare!!...
BUDA P.: ...di non partecipare... e se viene la... gli diciamo che: vedi che noi
dobbiamo comprare!!... siccome ci sono i soldi...

(vds. all. 95, gia menzionata)

Lidentificazione del FEDELE era possibile attraverso un colloquio intercettato in data 9


giugno 2007, allinterno dellautovettura del BARBIERI, allorquando linterlocutore, GRILLO
BRANCATI Vitaliano, riferiva che il citato FEDELE Diego era intenzionato a partecipare allasta,
sebbene fosse a conoscenza che le abitazini, gi acquistate in precedenza dal citato BARBIERI,

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fossero state nuovamente poste in vendita per non avere ottemperato al pagamento nei termini
previsti.

BARBIERI DOMENICO
GRILLO BRANCATI Vitaliano, nato a Villa San Giovanni (RC) il 18.02.1960.

CONVERSAZIONE:

Alle ore [Link] il BARBIERI parla al telefonino con GRILLO BRANCATI Vitaliano e
gli dice che sta scendendo da Arghill e di raggiungerlo all'uscita dell'autostrada. Alle ore [Link]
parla con uomo e gli dice che sta aspettando un signore. Quindi alle ore [Link] giunge il
GRILLO BRANCATI che sale in auto e si mettono in movimento. Il BARBIERI inizialmente
discute di somme di denaro che deve ricevere per dei lavori fatti. Dalle ore [Link] la
registrazione prosegue come di seguito:

BARBIERI DOMENICO: che c' Vito?

GRILLO VITALIANO: ora...niente di particolare sennonch c' Diego FEDELE che


l'altro giorno parlava con uno e gli ha detto che "...da mesi ho saputo che...gli appartamenti sono in
vendita...qua e la...", gli ha detto...gli ha detto "...si sono in vendita all'asta...", "...ma non si pu
fare...", gli ha detto "...guardate veramente li ha comprati...", anzi gli ha detto "...so che li ha
pagati...li ha comprati un certo BARBIERI...", ora sei diventato un certo BARBIERI...quando c'era
il ...incomp...

BARBIERI DOMENICO: e Diego qual' questo?

GRILLO VITALIANO: Diego l'intimo amico di Santo CACCIOLA...

BARBIERI DOMENICO: ah...bella roba

GRILLO VITALIANO: bella roba

BARBIERI DOMENICO: va be' lo chiamo io

GRILLO VITALIANO: e...e...quindi dice la cosa...gli ha detto ..incomp...c' stato un


piccolo problema...incomp...e non si sono potuti sistemare ancora..."...ah...va bene..."

BARBIERI DOMENICO: ma Diego te l'ha detto a te?

GRILLO VITALIANO: me lo ha detto un altra persona...a me invece ma....no queste


cose mie sono no devo...me la porto...se troviamo in qualche parte...incomp...se no li perdo
tutti...io poi luned andiamo versiamo questi assegni...

BARBIERI DOMENICO: certo

GRILLO VITALIANO: cos versiamo...incomp...

BARBIERI DOMENICO: dipende dall'importo

GRILLO VITALIANO: si, ti faccio tutta la...la...la...la cosa...il bando...le


cose...insomma un po di...incomp...e li portiamo...incomp...

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BARBIERI DOMENICO: dove li dobbiamo versare?

GRILLO VITALIANO: ma degli assegni circolari devi predisporre

BARBIERI DOMENICO: eh

GRILLO VITALIANO: e poi li portiamo alla...incomp...

BARBIERI DOMENICO: e gli importi ce l'hai tu?

GRILLO VITALIANO: no, questi io li do...incomp...la come un'altra volta non sono
abbassati...non sono passati perch l'asta l'altra volta non andata di testa... (deserta n.d.r.)

BARBIERI DOMENICO: eh

GRILLO VITALIANO: ...si abbassa se va di testa (deserta n.d.r.) ...hai capito...se non
va di testa (deserta n.d.r.) (rimane quanto ......io l'unica cosa che posso fare al momento in
cui...per fa la cosa...possiamo andare a vedere di recuperare quei soldi che abbiamo
versato...quelli prima...

BARBIERI DOMENICO: quindi l'asta giorno tre che marted mi pare

GRILLO VITALIANO: ...incomp...

BARBIERI DOMENICO: eh, marted

GRILLO VITALIANO: tu l'unica cosa...comunque secondo me a Diego FEDELE lo


devi chiamare secondo me

BARBIERI DOMENICO: a Diego FEDELE...io FEDELE lo sai che ha con me?

GRILLO VITALIANO: eh

BARBIERI DOMENICO: che quando...

GRILLO VITALIANO: non gli hai pulito la strada

BARBIERI DOMENICO: ohhh

GRILLO VITALIANO: ora gliel'hanno pulita...va be' lascia stare questo ora tra l'altro...

(vds. all. nr. 97)


Si precisa che, gi in precedenza, ovvero in data 23 maggio 2007, allinterno dellufficio di
BARBIERI Domenico, era stata registrata una conversazione intercorsa tra questultimo e
GRILLO BRANCATI Vitaliano, durante la quale i due interlocutori riferivano in ordine alla
vendita delle abitazioni gi acquistate dal BARBIERI, ma ancora non pagate. La preoccupazione
espressa dai due soggetti era riferita, essenzialmente, alla possibilit che il nuovo giudice delegato
al fallimento, potesse pubblicizzare lasta e, quindi, far saltare ludienza del 3 luglio 2007 per
unaltra data, con la conseguente partecipazione di altri soggetti.
Nella circostanza, GRILLO BRANCATI Vitaliano, spiegava allinterlocutore che, mentre
in precdenza era possibile acquistare gli immobili allasta, anche senza fare la pubblicazione ( no,
no! Non le pu farequesto il concetto..perch allora che faceva faceva, fissavano la
dataquellononsi faceva finta che si era fatta la pubblicazione, la pubblicitdifatti non lo

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facevano, non lo sapeva nessuno, andavi tu e facevi la vendita, oggi )135, cosa non pi
possibile, pertanto ribadiva la necessit di evitare laccadimento di fatti delittuosi che avrebbero
potuto nuocere allintera organizzazione criminale di Villa San Giovanni, infatti affermava .. a
Villa!...a Villa dobbiamo tenere la cosa sotto controllo.- Unaffermazione, questultima, simile a
quella riferita dal BUDA, allorquando attestava che la vendita delle suddette abitazioni era un
affare eslcusivo del locale di Villa San Giovanni.
Si trattava evidentemente di una sorta di cautela per evitare indagini allindirizzo degli
affiliati alla struttura criminale Villa San Giovanni, ma anche di un completo controllo del
territorio, tanto da riuscire ad evitare anche le pubblicazioni delle vendite.
In data 22 giugno 2007, nei pressi dellabitazione del BARBIERI, veniva predisposto un
servizio di osservazione, teso a verificare larrivo di IMERTI Antonino e BUDA Pasquale, in
considerazione che, nel corso della conversazione nr. 6488, registrata in data 19/06/2007,
intercorsa tra BARBIERI e BUDA, questultimi avevano fissato un appuntamento per le ore 19.00
del citato giorno, alla presenza di IMERTI Antonino.
Il servizio di osservazione consentiva di accertare che, a bordo di due distinti veicoli,
giungevano presso labitazione del BARBIERI, in primo momento, BUDA Pasquale e,
successivamente, IMERTI Antonino.
(vds. all. nr.98)

In attesa che giungesse IMERTI Antonino, BUDA Pasquale rappresentava allinterlocutore


alcune circostanze connesse allesecuzione di danneggiamenti, mediante incendio, in danno di un
imprenditore, impegnato nella realizzazione di alcuni immobili nellarea di San Roberto. Le
attivit di verifiche hanno consentito di accertare che, in data 25 maggio 2007, CALARCO
Vincenzo [nato Laganadi (RC) 18 luglio 64, residente Campo Calabro (RC), imprenditore edile]
denunciava presso la Stazione CC. di San Roberto, il danneggiamento, mediante incendio, di nr. 2
capannoni prefabbricati , in fase di completamento, nonch unimpastatrice e materiale vario. La
vittima era impegnata nella realizzazione di unazienda agricola per conto del fratello CALARCO
Giorgio.
Analoga azione intimidatoria veniva effettuata in data 20 giugno 2007, quindi, due giorni
prima della conversazione in argomento, laddove, ignoti, sempre nellarea di San Roberto,
denunciavano il danneggiamento, mediante incendio, di un capannone adibito a deposito, sempre
di propriet del citato CALARCO Vincenzo, allinterno del quale era custodito anche materiale
edile.
Il BARBIERI non si spiegava tali danneggiamenti, eseguiti allindirizzo dei fratelli
CALARCO, ritenendo gli stessi aderenti allorganizzazione criminale di Fiumara di Muro, ma il
BUDA affermava che il movente era da ricercare nel mancato avvicinamento da parte delle
vittime, ai personaggi appartenenti allorganizzazione criminale di San Roberto, tant che
IMERTI Antonino aveva invitato gli stessi ad elargire una somma di danaro agli esponenti del
Locale di San Roberto. BARBIERI Domenico, quindi, chiedeva se fosse intervenuto Mimmo
per sanare tale vicenda, identificato in CAMBARERI Domenico, gi generalizzato, responsabile
criminale in area di significativi episodi criminosi. Il BUDA, facendo intendere che lautore del
danneggiamento fosse effettivamente il citato CAMBARERI che, tra laltro, era dagli setssi
ricercato, affermava testualmente "...e Mimmo...dove lo pigliamo...stiamo cercando...ormai il
danno fatto!..."
La conversazione, relativamente a tali fatti, avveniva come segue:

Prog. 6529 data e ora 22/06/2007 18.54.07

SINTESI
[Link] entra Pasquale Buda che dice a Mimmo Barbieri che sta venendo suo cugino
Nino (imerti ndr) al quale aveva detto che si sarebbero visti verso le 19,00 all'ufficio di Barbieri.
Pasquale dice che oggi ha incontrato un soggetto tale Trapani?? e Mimmo chiede se uscito
(Scarcerato ndr) e Pasquale dice che da molto. Pasquale dice che al soggetto gli hanno bruciato il
locale doce teneva tutti i mezzi di lavoro. Mimmo dice che ha visto l'altra volta il soggetto che ha

135 La conversazione stata trasmessa integralmente a codesta A.G. in data 3 luglio 2007.

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 355
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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

subito in danneggiamento unitamente ad un soggetto di San Roberto. Pasquale dice che che sllo
stesso soggetto gli aveva fatto un anno fa gi 400 mila euro di danni e 300 mila adesso. Mimmo
chiede se stato fatto da persone locali e Pasquale dice che oggi uno deve essere amico con tutti e
non basta essere amico di uno. Pasquale dice che il soggetto non dava conto a soggetti di San
Roberto. A tal proposito Mimmo dice "...e gli da conto...se lui nel locale di Fiumara di Muro..." e
Pasquale ribatte "...no...ha fatto un lavoro a San Roberto...incomp...personale..." e Mimmo chiede
se il lavoro era nel bosco e Pasquale dice nell'edilizia. Mimmo si stupisce che non lo hanno
chiamato. Pasquale dice che nel deposito danneggiato c'era il rullo, un escavatore ed erano senza
assicurazione. Barbieri chiede a Pasquale come mai non intervenuto Mimmo e Pasquale sorride
"...e Mimmo...dove lo pigliamo...stiamo cercando...ormai il danno fatto!...". Pasquale dice che
non lo ha incontrato a Giorgio (forse il danneggiato) ma sa che distrutto psicologicamente, al pari
dei fratelli. Mimmo chiede se cercheranno di chiudere la faccenda e Pasquale dice che suo cugino
Nino gli aveva dato qualche consiglio ma il soggetto non lo ha ascoltato e aggiunge, per fare un
esempio "...se io dico compare Mimmo pigliate duemila euro e dateglieli a quello...." e Mimmo
dice "...e se sono tremila...", continua Pasquale "...non avete capito...perch ve lo dico...per lavarvi
la faccia...perch vuol dire che s...che voi glieli dovete dare a quello...perch se non glieli
date...non vi posso dire vedete che vi fa il discorso...avete capito?...".

Nel prosieguo del dialogo, BUDA Pasquale richiedeva al BARBIERI, la somma di 3.000
Euro, relativi allo stato di avanzamento dei lavori. La richiesta, atteso i consolidati rapporti tra i
due, non costituiva una sorta di estorsione, ma una divisone degli introiti, connessi alla
realizzazione di alcuni lavori.
In merito, il discorso, avveniva come segue:

[Link]
Parlano a voce bassissima e si sente Pasquale dire "...per la prossima settimana...prima della
prossima settimana ci vogliono 3000 euro..." e Mimmo chiede quando e Pasquale dice verso
gioved della prossima e Mimmo dice che va bene e Pasquale dice giorno 28 e che rimasto in tal
senso con qualcuno. Si sente Mimmo che si appunta l'orario delle 10,00. Pasquale continua "...e...il
prossimo stato di avanzamento..." e Mimmo dice che non ne ha presi ancora e Pasquale dice che la
persona lo sa che glielo ha detto e Mimmo dice che lo avr verso fine luglio. Pasquale dice che la
persona gli ha detto che Mimmo Barbieri forse ha preso il primo stato di avanzamento, prosegue
dice "...gli ho detto io quando prende i soldi...non vi preoccupate che ne rispondo io...compare
Mimmo...se lo volete incontrare...mi fa piacere che vi incontrate...diversamente..." e Mimmo gli
dice che gli basta conoscere l'interlocutore. Pasquale insiste dicendo che se c' l'occasione ve lo
faccio incontrare anche perch Barbieri si potr rendere conto con chi ha a che fare. Barbieri
insiste di non essere messo in mezzo ad altre situazioni.

Successivamente, i due interlocutori riprendevano il discorso connesso alla compravendita


delle abitazioni allasta che, come accennato in precedenza, sebbene acquistate dal BARBIERI,
erano state nuovamente messe allasta.
Dal contenuto della conversazione, emergeva, chiaramente, che lintera operazione era
coordinata da BUDA Pasquale, PASSALACQUA Domenico e IMERTI Antonino, i quali erano
intenzionati a ricavare, dalla compravendita di tali appartamenti somma variabile dai 20.000 ai
30.000 Euro. Si trattava in sostanza di un accordo basato su una reciprocit dinteressi, nel cui
contesto questi ultimi avrebbero preso in anticipo il guadagno della vendita degli immobili ,
mentre il BARBIERI avrebbe potuto introitare una cospicua somma quando, a sua volta, li avrebbe
venduti, senza versare altre somme di danaro. In tale contesto va sottolineata lazione intimidativa
posta in essere dal gruppo criminale attenzionato che di fatto aveva impedito ad altri soggetti la
partecipazione alle trattative dellasta.

[Link] Pasquale in merito all'operazione che il Barbieri sta conducendo dice di averne
parlato con il cugino che gli ha detto di decidere prima e poi parlarne con Mimmo Passalacqua e
gli ha aggiunto che se il Barbieri ci tiene a fare l'operazione loro lo potranno favorire. Dice che il
cugino Nino andato a trovare Mimmo e dopo andr da loro. Pasquale dice che pensa che Nino e

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Mimmo stabiliscano qualcosa. Barbieri gli dice che possono vedersi anche solo loro due
interlocutori e Pasquale dice vuole che ci sia Nino e Mimmo insiste nel fatto che poteva trattare
solo con il Buda in quanto c' da fare dei movimenti particolari. Mimmo dice che se sono 10.000
euro lui poteva dargli all'interlocutore e Pasuale ribadisce che per la chiarezza delle cose Nino
deve parlarne con Mimmo (Passalacqua) e BARBIERI dice che vuole sapere quello che deve dare
ad operazione conclusa. Pasquale dice testualmente "...compare Mimmo io gli ho detto pure sto
fatto...io gli ho detto pure questo fatto a mio cugino Nino...compare Mimmo non che noi
stabiliamo una somma...dice...quanto sono 4 appartamenti ed una mansarda...stabiliamo....una ics
somma...che noi dovremmo guadagnare ics somma...e compare Mimmo ce la pu dare...subito...",
Mimmo Barbieri dice "...apposta voglio sapere...ma devo sapere io in modo che vado da compare
Pasqualino quanti sono...50 mila dico per dire...10.000...compare vedete che io se sono 10.000
subito...se sono 20.000 subito...". Pasquale dice che loro (Nino e Mimmo Passalacqua) mirano ad
avere dai 20 ai 30 mila ad appartamento. Pasquale dice che ha gi anticipato al cugino che
l'interlocutore non pu fare il movimento subito ma che gli si deve dare la possibilit di farlo al
momento giusto. Nino gli ha detto che nel caso di dare la parte a Mimmo Passalacqua e la loro la
gestiranno come meglio credono. Barbieri dice che aveva stabilito intorno ai 70.000 euro e che ne
avrebbe presi la met subito. Pasquale dice che i suoi quando li ha glieli pu dare. Barbieri dice
che ha preso l'impegno con l'interlocutore che ne ha bisogno pi degli altri e aggiunge che Mimmo
(Passalacqua ndr) ne ha tanti soldi e si dice che si comprato una barca di 35.000 euro. Pasquale
lo corregge dicendo 80.000 euro. Pasquale dice che siccome questo discorso lo ha proposto il
Passalacqua non si pu toglierlo. Barbieri dice che stamattina stato in banca ed ha detto che per i
primi di luglio deve fare un movimento e dice "...di qua li sposto la...di la li sposto la...poi devono
arrivare in un posto che non si devono...devono scomparire....". Pasquale dice a Mimmo che
quando il cugino gli far la richiesta di dire a questo sino a quanto pu arrivare e se poi devono
torgliere qualcosa per chiudere il discorso.

Nelle successive conversazioni gli interlocutori dialogano in ordine alla problematica


attinente lacquisto delle abitazioni, laddove il BARBIERI riferiva di non avere potuto versare i
soldi, dopo essersi aggiudicato allasta gli immobili, a causa di mancato finanziamento.

CONVERSAZIONE REGISTRATA AL PROG. 6532 DEL 22.06.2007 ALLE ORE 19.39,


CON APPARECCHIATURA SIO LINEA 15
LEGENDA:

BARBIERI Domenico
BUDA Pasquale
IMERTI Antonino detto NINO

TRASCRIZIONE RIASSUNTIVA

Allinterno dellufficio monitorato, BARBIERI Domenico si trova in compagnia di BUDA


Pasquale e IMERTI Antonino.

Dal min.14.40 segue trascrizione integrale

BARBIERI D.: ...incomp... parliamo di cose , per adesso ...incomp... io ho chiesto a


compare PASQUALE di dirgli la situazione ..incomp... a compare NINO, ..incomp... no, non
..incomp... BUDA P.: Compare MIMMO, non..non...
BUDA P.: Compare MIMMO, giusto che cominciamo dall'inizio, perch
giustamente, mio cugino NINO... ho detto io, ve lo hanno detto? Io, forse, forse, qualcosa, prima,
all'inizio lo sapevo, per mio cugino NINO, non sapeva niente! Perch io pi di una volta sono
andato a parlare con voi, compare MIMMO, per questa situazione...
BARBIERI D.: E' la verit, la verit!
BUDA P.: ... e voi mi avete detto sempre, compare PASQUALE, tutto a posto,
tutto a posto!

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BARBIERI D.: Compare, fino a Pasqua, che ho avuto un problema qua nella famiglia,
un giorno, mi hanno telefonato, lo sapete, "no!" gli ho detto io! Il notaio mi ha detto che stanno
aspettando per fare la, gli hanno chiuso di duecentomila euro, quella cosa! Sono arrivato a
Villa! "Dottoressa, vedete che c' sto problema! No! dice, non vi possono fare niente!" "
sapete che il Notaio mi ha detto che ha chiuso la causa dei duecentomila euro, e che il Giudice, ha
riconosciuto che lo devo pagare io! Quindi il pi presto possibile, stringete 'sti tempi...!"
BUDA P.: ..incomp...
BARBIERI D.: "No, no!, dice ..incomp... quale ...incomp... !" L'unica cosa che vi
possono fare.., dice che prendono la banca per ..., ma ho detto, la banca che cazzo me ne
fotto se pago venti mila euro di pi, dottoressa!: no, non vi dovete preoccupare, io ho degli
impegni...", gli ho detto io, "con me stesso! E li devo portare avanti! Qualsiasi cifra si incontra
davanti!" ..incomp... gli potete domandare! Tranquillo, tranquillo! A Pasqua, mi incontro, gli ho
detto io, "dottoressa, vedete, che io non sono passato dal Notaio, non lo sto abbandonando, che il
Notaio mi ha detto, ..incomp... sta partendo! In Tribunale, dice che ha avuto un incontro, se
l'incontro, mi dite..., no, io sto partendo pure! Mi ha detto che, che appena ri..., ritorna, andiamo
dal Notaio!" Che testa che ha di perdere tempo! "Vedete quello che devo fare? Perch, la banca mi
dice, ...incomp... che cazzo hai fatto, con 'ste cose! ..incomp... l'avvocato e 'ste cose non sono
uscite mai! Tranquillo, tranquillo, tranquillo! ...incomp... non, "dottoressa, mi vendo la mia casa,
per quella degli altri! Perch ho un impegno personale e lo devo portare avanti, per tanti motivi,
prima, perch mi chiamo MIMMO BARBIERI e secondo perch ho delle cose che non posso...!
Tranquillo. Tranquillo! Tranquillo! Tranquillo! State tranquillo! No, niente! Vado a testimoniare
un'altra volta, mi incontro con compare ...incomp... (rumori di fondo; ndr) ... e poi, con voi e vado
la! Avevamo l'appuntamento a Reggio, ve lo ricordate? "Sentite una cosa qua, non vengo
..incomp... andiamo domani alla ...incomp... che io devo andare l! Il dottore CASTELLANO,
dopo due ore per arrivare, gli ho detto io, "dottore, ma..., dato che il Giudice tornato dalle ferie...!
..."E a me non mi ha chiamato nessuno!" "Ho pressione ...incomp... le carte ..incomp..., il mutuo
approvato" ... che cosa succede l quella mattina? Sono andato..., incomp...
OMISSIS Min.17.33 - entra in ufficio un giovane, non meglio identificato, lo stesso esce
subito dopo.
Min.17.55 segue integrale:
BARBIERI D.: ...dice... "E l'avvocato che vi ha detto?" Ha detto: "l'ho chiamato che, gli ha
detto che ...incomp... il giudice gli dice all'avvocato di andare l, perch non andate voi!
IMERTI A.: ...incomp...
BARBIERI D.: "BARBIERI oggi dice: oggi che ?" Gli dico io, "marted!""E
allora gioved mattina, prendo l'impegno ..incomp... !" Gioved sera, compare, mi chiama e dice,
"passate dallo studio!" "Ma devo venire solo o devo portare delle carte?" "No, no, dice, venite
solo!" Sono andato la! dice, "guardate che il Giudice non ha accettato la vostra offerta, perch dice
che il termine entro il ...incomp... " Gli ho detto io: "Notaio, noi da un anno che stiamo
combattendo, abbiamo vinto una causa, mi, mio, mi sono fottuto tre mila euro, e ora, voi, mi state
dicendo a me, che il termine improrogabile! Perch non me lo avete detto un anno addietro?" che
io non spendevo 'sti soldi? Vedete che questo fatto io lo sapevo gi dall'inizio! gli ho detto,
che il termine era improrogabile, per tu mi avevi detto che noi paghiamo il creditore e siamo a
posto!" e il Giudice era, convinto, compare, che l c'era ..incomp... avvocato sapeva 'sto fatto!
Solamente che poi sorto il dubbio, cosa sorto? A me le carte chi me li fa? .... "A voi...", dice,
"...le carte chi ve li fa?" Voi vi state cacciando duecentocinquanta mila euro e le carte, resta una
cosa cos nel vuoto! Carte non ve ne fa nessuno a voi!" .. Non... loro pensavano che la banca, si
prendeva i soldi e mi faceva la carta a me! ..incomp... i soldi della banca sono,!
IMERTI A.: Certo!
BARBIERI D.: Il Notaio, qual era l'ostacolo del Notaio! Superato l'ostacolo di duecento
mila euro che c'era una ipoteca sopra quest'appartamento! E' andato il Notaio ed ha cancellato
l'ipoteca, no? Ti ricordi ...incomp..., non li ha cancellati il Giudice, li ha cancellati il Notaio! E'
andato , ha trovato i creditori, si fatta una specie di causa all'interno, no? C'erano, chi venticinque
milioni, chi trenta milioni, sono cose ... nelle cause che loro avevano sopra questi appartamenti, no
quelli di Villa ..incomp... sopra a questi appartamenti! Tutto sommato, le carte a mano, no,
compare, a barzellette! Erano duecentomilioni delle vecchie lire!
Min. 20:01 Fine della registrazione.

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(vds. all. nr.99)

Subito dopo, gli interlocutori iniziavano a sottolineare la problematica della compravendita


degli immobili acquistati allasta, stabilendo che il giorno 3 luglio 2007, data in cui era stata fissata
nuovamente la vendita allincanto degli appartamenti, BUDA Pasquale avrebbe accompagnato il
BARBIERI, presso gli uffici del Tribunale. Nel corso del dialogo, emergeva che IMERTI
Antonino, a seguito di richiesta del BARBIERI, scriveva una cifra su un pezzo di carta, evitando,
quindi, di dirgli verbalmente la somma da versare al proprio gruppo criminale, quale guadagno di
tale compravendita. Dopo che il BARBIERI aveva notato la somma di danaro che avrebbe dovuto
elargire ai suddetti, BUDA Pasquale, affermava testualmente: .....compare Mimmo! dieci ve li
tolgo io e dici ve li toglie mio cugino Nino.
Il BARBIERI aggiungeva che lunico problema, per potere elargire una cos ampia somma,
di cui non si intuiva limporto, era quello di impedire lindividuazione di un cos ingente esborso
di soldi, mediante la realizzazione di operazioni al movimento di danaro anche mediante false
fatturazioni.

CONVERSAZIONE REGISTRATA AL PROG. 6533 DEL 22.06.2007, ORE 19.59, CON


APPARECCHIATURA SIO

Legenda:
BARBIERI D.= BARBIERI DOMENICO;
BUDA P. = BUDA PASQUALE;
IMERTI N. = IMERTI NINO.-

INIZIO TRASCRIZIONE

Continuazione della registrazione nr. 6532 del 22.06.2007 delle ore 19.39. Barbieri
Domenico continua ad esporre la situazione del finanziamento sugli appartamenti dove gravano
delle ipoteche. A tal proposito il Barbieri Domenico dice che l'avvocato Castellani, figlio del
notaio, ha fatto una specie di causa, ossia ha chiamato i creditori ed ha chiesto loro se
pretendevano qualcosa e che questi ultimi hanno fatto una dichiarazione innanzi al Giudice
dicendo che non avevano nulla da pretendere e quindi sono state cancellate le ipoteche. Barbieri
Domenico dice al citofono a tale Vincenzo di aspettarlo fuori. Prosegue nel racconto e ribadisce di
avere sempre informato Pasquale Buda sulle sue situazioni finanziarie, dicendo a Nino Imerti che
pu mostrargli anche la relativa documentazione attestante ci che dice; Inoltre Barbieri Domenico
afferma che aveva 250 milioni di euro (mila euro n.d.r.) nel proprio conto, pronti da versare. Alle
ore [Link] Barbieri Domenico dice a Nino Imerti di aver chiesto aiuto a compare Pasquale
Buda per una operazione che sta facendo, di una certa rilevanza e per la quale deve assumere dei
contributi di cui non conosce ancora l'importo per un eventuale finanziamento; a tal riguardo fa
l'esempio che se alla banca dice di avere cinque appartamenti, la stessa Banca invece di 200 mila
euro gliene da 400 mila, con il vincolo degli appartamenti. A questo punto, Buda Pasquale
interviene nel discorso rivolgendosi a Nino Imerti, dicendogli che Barbieri Domenico
desidererebbe che gli appartamenti in questione non siano utilizzati da loro, in quanto servono allo
stesso Barbieri Domenico come ipoteca per il finanziamento;

BUDA P.: compare Mimmo mi ha detto...il discorso che, dice se possibile che questi
appartamenti non ce li prendiamo che voglio tenermeli io per questa operazione
BARBIERI D.: me li vincolo io, compare!...se poi tra altri due anni, altri tre anni, altri
quattro anni...
BUDA P.: poi gli appartamenti se si sono presi, se si prendono solo per speculare, lo sapete
benissimo, inutile che ci nascondiamo...per io su due piedi non vi posso dare nessuna risposta,
io ti posso...
BARBIERI D.: questo te l'ho detto marted
BUDA P.: si! ...io devo parlare con gli altri, se gli altri sono disp...del nostro...allora si
stabilisce...dice "noi questi appartamenti dovremmo prendere x somma, guadagnare una x
somma!" compare Mimmo disposto l'x somma che noi gli dovremmo dire...

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BARBIERI D.: compare io non che voglio sapere, perch a me figuratevi...inc..., devo
fare un giro per farli scomparire, capite? o otto, o dieci giorni... devo girare
IMERTI N.: ho capito!
BARBIERI D.: se sono, dico per dire, dieci mila euro, non ho problema!....se sono venti
la stessa cosa, per "vabbe!"...tanto li prendiamo in due volte!

a questo punto entra un uomo che il Barbieri chiama Peppe e con il quale discute di
argomenti lavorativi.

BARBIERI D.: ed io domani andavo avanti...domani sabato, luned mi attivo


per...capitemi!...io prima mi levo il pensiero ...
BUDA P.: ...credo che con qualcuno ti sei incontrato, hai parlato, hai...io gli ho detto a
compare Mimmo "io fino a questa sera non vi posso dire ne si e ne no e ne quanto, mio cugino
Nino si deve incontrare per ...poi quello che decidono, si decide...poi qua facciamo... qua tra amici
e...le cose...!"
IMERTI N.: voglio dire! gli intenti non erano questi di quello che avevamo
preventivato
BARBIERI D.: ma non cambia niente!... cio noi non che insomma...
IMERTI N.: voglio dire! ...inc...di l li potevamo prestare, piano piano, ve li
potevamo...ne potevamo vendere uno, ne potevamo vendere due...
BARBIERI D.: ma compare! io ve l'ho detto...inc...
IMERTI N.: certe volte...
BUDA P.: compare Mimmo! gi...con mio cugino abbiamo parlato, con mio cugino...
IMERTI N.: voglio dire...gli intenti non erano questi, quello che avevamo in testa no!
...per, giustamente, ora voi qua avete portato avanti un discorso...
BARBIERI D.: compare! ...inc...ora, non che tra due mesi poi...eh! eh! eh!...
IMERTI N.: noi una volta dobbiamo parlare! compare Mimmo! (ndr. le voci si
sovrappongono)
BUDA P.: io vi ho detto pure l'intenzione nostra...dietro...che c' stato il discorso
vostro, era un altro; era un altro...che ognuno di noi si prenda il suo.
BARBIERI D.: certo! si! io gia sono dovuto versare un'altra ...inc..., io gi ho versato,
era tutto apposto...ho versato la cauzione...
BUDA P.: ora mio cugino Nino, grazie a lui che ha risolto qualche problema,
penso...
BARBIERI D.: ditemi voi, compare! io non vi sto dicendo...voi mi dovete dire
"compare Mimmo! tanto!...oppure niente!"...
IMERTI N.: compare Mimmo! noi...voi...come vi stavo dicendo avete portato un
discorso avanti che per voi rilevante...sicuramente avr una importanza di un certo ...noi, di
fronte ad un discorso vostro, che cosa vi possiamo dire?...
BARBIERI D.: compare io...
IMERTI N.: ...che cosa vi dobbiamo dire?...
BARBIERI D.: per me sta bene!
IMERTI N.: voglio dire! che cosa vi dovremmo dire noi?...
BARBIERI D.: io vi sto dicendo...
IMERTI N.: con gli amici cosi...
BARBIERI D.: ma io vi ringrazio e vi stimo prima di tutto...
IMERTI N.: c' un problema, oggi lo potete avere voi, domani lo posso avere io no...
BARBIERI D.: e penso che lo possiamo risolvere...
IMERTI N.: cerchiamo di risolverlo in qualche modo...diciamo nel migliore dei modi
BARBIERI D.: per l'amor di Dio!
IMERIT N.: ...compare Mimmo! stabilite voi! ditemi voi quello...
BARBIERI D.: io so che non siete voi e compare Pasquale, perch ...inc... voi e
compare Pasquale. allora! sapete che vi dico? che prendiamo una busta, la chiudiamo e vi dico
compare ...inc... "qua ci sono questi!" poi se le cose vanno bene come penso io, no di quelli che vi
ho dato, per tre volte di quelli, dico per dire, per so che ci sono anche altre persone che magari la
vede sotto un altro aspetto.

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Nel prosieguo della conversazione Buda Pasquale asserisce che per quanto riguarda la cifra
spettante a lui e suo cugino Nino Imerti, non ci sono assolutamente problemi. Seguono frasi di
amicizia e rispetto reciproco.
Alle ore [Link] Pasquale Buda dice che ci sono 4 appartamenti ed una mansarda e
chiede al Barbieri Domenico di stabilire per ogni appartamento quanto si potrebbe recuperare.
A tal riguardo Barbieri Domenico risponde che si pu recuperare quanto si vuole. A questo
punto Nino Imerti dice di essere appena tornato dalla zona dove sono situati questi appartamenti,
vicino la "Voglia Matta", asserendo che si tratta di un posto con una bella visuale e che il valore
degli immobili inestimabile. Buda Pasquale dice, inoltre, che sulla via marina non ci sono altre
abitazioni e che i loro appartamenti acquisterebbero nel tempo un grosso valore. Buda Pasquale a
questo punto invita Nino Imerti a fare la sua proposta a Domenico Barbieri.

BARBIERI D.: no, no! io non dico niente compare! no!...fate quello che dite voi!
scrivetemi un numero, io lo chiudo e basta!...non...
IMERTI N.: che dobbiamo fare? ora...
BARBIERI D.: ...che sembra che siamo marocchini qua?
IMERTI N.: non siamo a questo livello!...inc...
BARBIERI D.: ditemi una parola voi e basta!
BUDA P.: no io...guardate! no io la parlo dopo, preferisco parlarla dopo, perch
io...mio cugino ha parlato con altre persone ed io, ed io...
BARBIERI D.: e quello che vi hanno detto ditemelo ed arriviamo sicuramente...qua non
siamo fra...io l'unica mia cosa, non sono dieci mila euro...
IMERTI N.: no! ...inc...non eravamo neanche qua se era per questo
BARBIERI D.: ...trovare...no! vi dico...dieci sopra, dieci...trovare, per cominciare a...
IMERTI N.: ...la somma!
BARBIERI D.: ...eh!! ...inc...da mettere da parte, ecco!...oggi tutto controllato, io gli
devo fare una fattura di quindici...
BUDA P.: vabb! ma questo non un problema, compare Mimmo!...
BARBIERI D.: lo so! non un problema...ma non per voi!
IMERTI N.: ...voi sapete i fatti nostri...
BARBIERI D.: no!!! ...
BUDA P.: ...giustamente non un problema
IMERTI N.: sapete come ...
BUDA P.: ...quando stabiliamo una cosa poi...
IMERTI D.: ...vi dovete muovere

A questo punto il Barbieri Domenico rassicura i suoi interlocutori circa la propria


puntualit nei pagamenti. Nino IMERTI ribatte dicendo di aver aver ragionato in base a quello che
gli ha detto suo cugino Pasquale Buda, asserendo:"....ho cercato di fare una cosa, proprio... per
venire incontro a voi...per venire incontro a voi e risolvere i vostri problemi...perch se voi
risolvete i vostri problemi risolvete pure i nostri".
Quindi Barbieri Domenico ringrazia Nino Imerti. Alle ore [Link] dai rumori si evince
che Nino Imerti scrive qualcosa su un foglio di carta dicendo contestualmente a Domenico
Barbieri "e avanti! io...poi stabilite voi...per me!"
dopo qualche istante di silenzio Buda Pasquale rivolgendosi a Barbieri Domenico dice che
il cugino ha fatto una "proposta" e quindi gli chiede di farne una lui.

BUDA P.: mio cugino ha fatto una proposta e voi ne dovete fare un altra...
BARBIERI D.: ma compare! io vi avevo detto ...inc...a voi, e voi mi avete detto "ha
voluto tanto" io...insomma...inc...ma questa non la cosa...prendiamo la differenza e ve li...
BUDA P.: se mio cugino, nel senso che...(ndr. per qualche istante entra una persona
nell'ufficio e si ri rivolge al Barbieri per motivi di lavoro)......compare Mimmo! dieci ve li tolgo io
e dici ve li toglie mio cugino Nino
BARBIERI D.: no ma...non dovete...
BUDA P.: mi sentite a me?...dieci veli toglie io e dieci ve li toglie mio cugino Nino
qua...penso che posso fare la stessa cosa...
BARBIERI D.: ma per l'amor di Dio!

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IMERTI N.: ed io...gli ho detto io...se per noi...per...per nostra


BUDA P.: vi sto dicendo!...dieci ve li tolgo io e dieci ve li toglie mio cugino Nino, basta!...
IMERTI N.: noi ne dovevamo guadagnare venti...mentre ora ne guadagniamo dieci!
BARBIERI D.: io vi ringrazio e vi chiedo scusa...inc...(ndr. si sovrappongono le voci)
IMERTI N.: e se non ne guadagniamo, vuol dire che abbiamo fatto una cortesia
BARBIERI D.: compare! noi giorno il giorno che ...mi accompagna compare Pasquale,
dopo una settimana, dieci giorni, nove giorni eh!!...vi do la met...
BUDA P.: compare Mimmo!
IMERTI N.: ...compare Mimmo!
BUDA P.: ...compare Mimmo!
BARBIERI D.: poi mi dovete dare un mese, dopo ...inc...
BUDA P.: non c' problema, non c' problema!...noi, compare Mimmo, dopo che noi...
BARBIERI D.: noi, compare, dopo ...o otto giorni o dieci giorni io...da luned inizio...
BUDA P.: dopo che noi risolviamo il problema...
BARBIERI D.: voi sapete come...
BUDA P.: mi sentite a me? dopo che noi risolviamo il primo problema...poi se dieci giorni
o quindici giorni o...venti giorni, non ci sono problemi.

BARBIERI Domenico a questo punto dice che far emanare una fattura a Postorino o a
Giorgio o ad altri, rassicurando i suoi interlocutori che entro il 15 luglio avranno i soldi.
successivamente Barbieri Domenico, chiede ai presenti di riferire al loro amico che la questione
chiusa. Pasquale BUDA risponde che gi sistemata e Nino IMERTI aggiunge che garantir lui.
Alle ore [Link] Pasquale Buda rivolgendosi a suo cugino Nino Imerti affronta un'altro
argomento dicendo:

BUDA P.: Nino! gli ho detto io a compare Mimmo, per il fatto ...
BARBIERI D.: mi ha accennato un'altra cosa ed io ho gi scritto...
BUDA P.: ...di quel lavoro...di quel lavoro...siccome lo stato di avanzamento compare
Mimmo ancora non l'ha preso, per lui...
IMERTI N.: l, compare Mimmo, dovete fare finta, che vi devo dire? ...la puntualit,
la cosa...hanno preso impegni gi...ecco!
BUDA P.: no!...ecco!...eccolo l, l'ha segnato, lo vedi?
BARBIERI D.: guarda! lo vedi l?
IMERTI N.: ...noi!...per...purtroppo noi...io...quando ci troviamo da qualche parte
rispondiamo in prima persona
BARBIERI D.: compare mio, ho parlato...ho preso appuntamento con compare
Pasquale!
BUDA P.: quello che gli ho detto io...se vuole io lo accompagno, lo faccio...
BARBIERI D.: no, no!
BUDA P.: per...no...
BARBIERI D.: compare Nino...
IMERTI N.: si, si! ho capito!
BARBIERI D.: io faccio l'impresa...se io sono a posto qua, messo in regola, io come si
dice?...se c' uno ...inc...che va avanti, se incominciano a me a toccarmi...no io...inc...
IMERTI N.: no, no! questo non deve succedere
BARBIERI D.: oh!!!
IMERTI N.: questo non deve succedere!
BUDA P.: ...perch io sono fatto in questa maniera, vedete, se una cosa mia la trascuro, se
una cosa di un altro penso di non ...ora, compare Mimmo!...
IMERTI N.: no!... non pensate una cosa per un altra, perch sapete come ?
uno...inc..(ndr. si sovrappongono le voci)
BUDA P.: siccome compare Mimmo questo avanzamento ancora non l'ha preso
BARBIERI D.: io lo prendo dopo il quindici, dopo il sedici, insomma...inc...
BUDA P.: per, no!...per siccome io ...vi aveva detto per...prima...verso venerd della
settimana prossima...ora ha detto compare Mimmo visto che voi avete preso un impegno per non
farvi fare brutta figura, gioved..
BARBIERI D.: gioved mattina compare...

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


Memoria del Pubblico Ministero relativa al rito abbreviato CONDELLO Demetrio + 17
PROCURA DELLA REPUBBLICA 362
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
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BUDA P.: e poi quando lo prendo..."va bene" gli ho detto, compare Mimmo
IMERTI N.: va bene!

Nel proseguo della conversazione Nino Imerti dice di dover andare via. Barbieri Domenico
a questo punto dice che quella sera quando sar, il quindici, il sedici o il quattordici, andranno in
un posto tutti e tre, ed in caso lo diranno anche a Basile e Crucitti, e siederanno a discuteranno. a
questo punto interviene Buda Pasquale che dice che lo dir anche a suo cugino Giuseppe di venire.
SI DA ATTO CHE SI INTERROMPE LA REGISTRAZIONE

(vds. all. nr. 100)

Laccordo era stato raggiunto, il BARBIERI avrebbe versato parte della somma di danaro a
IMERTI Antonino, BUDA Pasquale e PASSALACQUA Domenico, quale ricavato dei futuri
guadagni, derivanti dalla vendita dei successivi immobili.
In effetti, in data 28 giugno 2007, avveniva lelargizione della prima somma di danaro,
relativa alla compravendita di tali immobili. La circostanza emergeva dallascolto della
conversazione, registrata alle ore 19.14, allinterno dellufficio di BARBIERI Domenico, laddove,
questultimo, consegnava al BUDA una somma di danaro, con laccordo che, il giorno successivo,
gli avrebbe consegnato unaltra trance:
BARBIERI D.: certo!!... ho l'appuntamento nell'albergo qua sotto alle otto... glieli
possiamo dare, altri mille euro li ho e glieli possiamo dare... e quelli domani alle nove, nove e
mezza si portano gli altri... come aveva detto... va bene... ce ne uno qua scadenza questo mese, gli
dite che domani alle nove, nove e mezzo ci vediamo, come volete voi
BUDA P.: va bene ...(tratto incomp.)... basta che ...(tratto incomp.)... per ora gli
porto questi qua e domani mattina gli dico a che ora...

(vds. all. nr.101)

Nel corso del dialogo, il BUDA riferiva che, la sera del 22 giugno precedente, data in cui
era intercorso un incontro tra i suddetti e IMERTI Antonino cl. 50, questultimo aveva
verbalmente aggredito lo stesso BUDA, senza comunque specificarne il motivo: no, no
...incomp... mi "ha mangiato mio cugino NINO"... quanto voglio bene a Dio "mi ha mangiato"...
appena siamo usciti di qua io l'ho visto che mi ha guardato in faccia un pochettino.... .
(vds. all. nr.101, gi menzionato)

Dal contesto generale dellindagine ipotizzabile che lIMERTI, aveva mantenuto tale
atteggiamento, poich il BUDA aveva praticato un ribasso, nei confronti del BARBIERI, sulla
cifra da versare; infatti, in tale contesto, lo stesso aveva riferito .....compare Mimmo! dieci ve li
tolgo io e dici ve li toglie mio cugino Nino...-
(vds. all. nr.100, gi menzionato)

Si precisa che, alle ore 13.13 del 28 giugno 2007, BARBIERI Domenico , dal proprio
apparato cellulare (333-4220316), telefonava alla banca CARIME Agenzia di Villa San
Giovanni - chiedendo un assegno circolare di 10.000,00 Euro, che avrebbe ritirato per le ore 14.30.
Il servizio di osservazione, predisposto in Villa San Giovanni, consentiva di accertare che,
alle ore 15.31, BARBIERI Domenico accedeva allinterno della suddetta Agenzia, da dove usciva
dopo circa 10/minuti.
(vds. all. nr.102)

Il BARBIERI aveva ritirato tale somma di danaro, per consegnarla al BUDA che, come
emerso dallintercettazione, non aveva, ovviamente, accettato lassegno (...incomp... no assegno
no!!...).
I due, per la consegna della restante somma di danaro, si davano appuntamento per la
mattina del giorno successivo.
In effetti, il giorno dopo, alle 09.25, BUDA Pasquale, dal proprio telefono cellulare (392-
9863447), contattava BARBIERI Domenico, reperibile sullutenza nr. 337/948646, con il quale
fissava un incontro, entro dieci minuti, presso lo svincolo autostradale di Gallico. Nella

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circostanza, il BARBIERI riferiva di trovarsi in Banca, per effettuare unoperazione di cambio di


cambiale:

392-9863447 CELLULARE IMEI 359174000607510

Prog. 3287 - data e ora: 29/06/07 09.25.55


Pasquale BUDA con Barbieri Domenico - nr. interlocutore: +39337948646 - intestato a:
BARBIERI DOMENICO
SINTESI
Pasquale con Barbieri Domenico al quale dice che era a casa di Mimmo. Mimmo dice di
essere in Banca a cambiare una Cambiale e che fra dieci minuti si vedono all'uscita di Gallico

(vds. all. nr.103)

Il servizio di osservazione, predisposto in zona, consentiva di accertare che effettivamente,


alle ore 09.46 BARBIERI Domenico giungeva sul luogo dellappuntamento, seguito dal BUDA
che arrivava sul posto un minuto dopo. I due soggetti, dopo aver dialogato circa tre minuti,
allinterno del veicolo del BARBIERI, si allontanava dalla zona, a bordo dei rispettivi mezzi.
(vds. all. nr.104)

Durante la conversazione, registrata allinterno del veicolo, non si aveva contezza di un


ulteriore pagamento di danaro da parte del BARBIERI. Buona parte del dialogo era incentrato
sulla presenza di una pattuglia della Polizia nei pressi dello svincolo autostradale, che aveva
proceduto al controllo di RUGOLINO Giovanni, cos come affermato dagli interlocutori, tant
che il BARBIERI consigliava al BUDA la strada da percorrere per non essere sottoposto a
controllo. Gli stessi fissavano un appuntamento per il successivo marted mattina, alle ore 08.30,
data in cui si doveva effettuare la vendita degli appartamenti presso il Tribunale di Reggio
Calabria.
E opportuno precisare che il BARBIERI, ad un certo punto, chiedeva allinterlocutore se
gli altri fossero rimasti soddisfatti ("sono rimasti contenti?... sono contenti penso della nostra
puntualit.. "), facendo, riferimento, ovviamente alla somma di danaro che la sera precedente
aveva consegnato allo stesso BUDA che, come si ricorder, era diretta anche a IMERTI Antonino
cl. 50 e PASSALACQUA Domenico.
(vds. all. nr.105)

Da accertamenti, effettuati presso il Tribunale Ufficio Esecizione Immobiliare -, emerso


che in data 3 luglio 2007, alla gara di aggiudicazione dellasta, si presentavano, per procedere
allacquisto degli immobili, lAvvocato Annamaria Tripepi, per persona da nominare, interessata
allacquisto dei lotti nn. 6 7 11- 12 e 17, nonch lAvvocato Alberto BARBARO, sempre per
persona da nominare, per lacquisto dei lotti nn. 11 e 12. Lasta non veniva effettuata poich il
Giudice del Fallimento rilevava, preliminarmente, che gli adempimenti pubblicitari non erano stati
assolti nei termini di legge.
In relazione ai fatti innazi citati, si precisa che in data 15 settembre 2007, nel corso di un
colloquio, registrato allinterno dellufficio di BARBIERI Domenico, intercorso tra questultimo e
BUDA Pasquale, veniva evidenziato da questultimo la necessit di ottenere lindirizzo del citato
legale (.. dobbiamo prendere l'indirizzo di questo...BERTO BARBARO, ve lo ricordate?...), al
fine di impedire che lo stesso partecipasse alla successiva asta, che avveniva, come gi detto, in
data 16 ottobre 2007 (lo dobbiamo frenare.) Si precisa che il BUDA, nonostante avesse avuto
assicurazioni da parte di ALVARO Cosimo, in ordine ad un intervento intermediativo da eseguire
nei confronti dellavvocato, affinch non partecipasse allasta (eh... perch la mi ha mandato
l'imbasciata Cosimo che tutto a posto), era comunque intenzionato a stabilire un contatto diretto
con il citato legale.
(vds. all. nr.106)

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 364
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Da accertamenti effettuati, emerso che, nelludienza del 16 ottobre 2007, lavvocato Anna
Maria TRIPEPI, si aggiudicava i seguenti beni allasta, per il valore a fianco di ciascuno indicato:
- LOTTO nr. 6 : riportato nel NCEU al foglio 1 particella 380 sub 17. cat. a/3, per il
prezzo di Euro 52.400,00;
- LOTTO NR. 7: riportato nel NCEU al foglio 1 particella 380 SUB 18 Cat. A/3, per
il prezzo di Euro 60.050,00;
- LOTTO NR.11: riportato nel NCEU al foglio 1 particella 380 SUB 12 Cat. A/3, per
il prezzo di Euro 50.280,00;
- LOTTO NR.12: riportato nel NCEU al foglio 1 particella 380 SUB 19 Cat. A/3, per
il prezzo di Euro 52.890,00;
- LOTTO NR. 17: riportato nel NCEU al foglio 1 particella 380 SUB 14 Cat. A/3,
per il prezzo di Euro 42.130,00;

(vds. all. nr.107)

Non era presente lavvocato Alberto BARBARO [nato a Melito Porto Salvo il 13.08.1944
].
I suddetti beni, corrispondenti a quelli della prima aggiudicazione a favore del BARBIERI,
in data 13 dicembre 2007, venivano trasferiti a questultimo, avendo lavvocato TRIPEPI Anna
Maria, in data 16 ottobre 2007, depositata, presso la Cancelleria dellesecuzione immobiliare del
Tribunale di Reggio Calabria, dichiarazione di nomina e mandato speciale conferito da BARBIERI
Domenico, per conto del quale aveva effettuato lofferta.
(vds. all. nr.108)

La seconda parte della conversazione era strettamente correlata alla conversazione


ambientale, registrata in data 28 giugno 2007, relativa alla somma di danaro che il BARBIERI,
doveva elargire a BUDA Pasquale, PASSALACQUA Domenico e IMERTI Antonino cl. 50, quale
compenso del ricavato della futura vendita delle abitazioni che il BARBIERI avrebbe acquistato
successivamente allasta. Anche nel corso del presente dialogo si aveva modo di constatare che il
BARBIERI consegnava al BUDA la somma di 2.000 . Tra il BARBIERI Domenico ed il BUDA
Pasquale, oltre allaffare delle abitazioni, insistevano anche rapporti di lavoro, in considerazione
che questultimo, ad un certo punto del discorso, chiedeva allinterlocutore landamento di alcuni
lavori. Il BARBIERI riferiva di non aver fatto ancora niente, aggiungendo che senza lappoggio
del BUDA non avrebbe preso alcuna iniziativa : no, non ho fatto niente... e non faccio niente...
compare!! Senza di voi non faccio niente .
La prosecuzione della converszione faceva chiaramente intendere che gli stessi, dovevano,
inoltre, consegnare una somma di danaro ad un soggetto, a nome Pasquale, che dal compleso
generale delle indagini, stato identificato in LIBRI Pasquale, in precedenza generalizzato:
BUDA P.:no a "PASQUALE glieli dobbiamo mandare"- BARBIERI D.: glieli mandiamo
compare che non... - BUDA P.: quando stato per l'altra volta, quando stato il fatto dei dieci
mila, dice compare!!!.... compare dove ci sono io rispondo io, che non pensa certe volte che, gli ho
detto io: "dove ci sono io rispondo io compare PASQUALE.
(vds. all. nr.106, gi menzionato)

Come si ricorder LIBRI Pasquale era stato interessato direttamente dal BARBIERI,
allorquando era pervenuto una lettera di minacce allingegnere VIGLIANISI, nella quale si faveva
riferimento alle cointeressenze criminali del BARBIERI, in ordine allaggiudicazione di alcune
gare di appalto, indette dallamministrazione comunale. In tale contesto il BARBIERI e
lingegnere VIGLIANISI si erano recati immediatamente dal BUDA per informarlo dellaccaduto
e comunque, per fornirgli tutte le indicazioni possibili circa lidentificazione dellautore
dellesposto. In tale circostanza, il BARBIERI affermava che di tali fatti sarebbe stato avvisato, il
giorno successivo, anche il LIBRI. Non va, inoltre, dimenticato che proprio BUDA Pasquale aveva
affermato che il LIBRI era il collettore di tutti gli appalti pubblici della citt di Reggio Calabria,
tanto da suscitare, con tale atteggiamento, un forte contrasto con i reggenti della famiglia
ROSMINI.
(vds. all. nr.64, gi menzionato)

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 365
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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

Considerazioni sulla vicenda.

La vicenda appena riassunta consente di inquadrare appieno la figura di BARBIERI


Domenico ed il suo evidente inserimento nellorganizzazione mafiosa facente capo a BUDA
Pasquale ed IMERTI Antonino.
Il BARBIERI, invero, non imprenditore soggiogato dallasfissiante presenza mafiosa
ma parte di una sistema criminale che conosce perfettamente, tanto da esserne protagonista in
vicende come quella appena riportata, in cui sfrutta la sua appartenenza al fine allontanare
offerenti non graditi dallasta di interesse e, quindi, ricavare vantaggi patrimonialmente rilevanti
per s e per gli altri sodali.

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Le ulteriori risultanze.

Altri incontri registrati tra il BARBIERI e il BUDA Pasquale venivano censurati in data 27
luglio 2007 allorquando, allinterno dellabitazione del BARBIERI, venivano ascoltate alcune
conversazioni intercorse tra i predetti e unaltra persona, identificata in PARDEO Antonino [nato a
Reggio Calabria il 08.02.1934]. Lidentificazione di questultimo stata possibile foneticamente,
atteso che nel corso di una conversazione , avvenuta, in data 12 gennaio 2007, allinterno
dellautovettura del BARBIERI, intercorsa tra questultimo, GRILLO BRANCATI Vitaliano e un
soggetto a nome Nino, che aveva lo stesso timbro di voce del soggetto intercettato in data 27
luglio 2007 e che riferiva di essere titolare dellutenza telefonica nr. 891034. Detta utenza, con il
prefisso 0965, relativo al distretto di Reggio Calabria, risulta intestata a PARDEO Rosa, Via
Roma nr. 9 di Reggio Calabria- Stazione di servizio. Il padre di questultima, da accertamenti
anagrafici, stato identificato nel citato PARDEO Antonino.
Ritornando alla conversazione, intercorsa tra BARBIERI Domenico, BUDA Pasquale e
PARDEO Antonino, si precisa che gli stessi dialogavano in relazione alla figura di SCONTI
Domenico [20.01.1957]136, genero del defunto SERRAINO Francesco, nonch di altri soggetti
della famiglia SERRAINO, individuati nei fratelli SERRAINO Paolo [fu Alessandro e di
TRIPODI Annunziata, nato il 21.03.1942 a Cardeto (RC) e residente in Reggio Calabria via
Modena S. Sp. tv. pr. VIII n. 15/C, coniugato], condannato nellambito del procedimento
Olimpia alla pena dellergastolo e SERRAINO Domenico [nato a Cardeto l 8 gennaio 1945],
condannato nel procedimento Olimpia, alla pena di anni quattro e mesi cinque di reclusione.
Sebbene dallanalisi delle conversazioni, non fosse emersa alcuna emergenza probatoria, tuttavia
era possibile acclarare il profondo livello di conoscenza, espresso dal BUDA e dal BARBIERI,
circa le dialettiche associative riconducibili ai componenti della famiglia ROSMINI, nonch quelli
imputabili a SCONTI Domenico, nipote acquisito dei suddetti fratelli SERRAINO.

(vds. all. nr.109-110-111)

La prosecuzione dei suddetti dialoghi si registrava ancora in data 10 ottobre 2007,


allorquando, i tre soggetti (BUDA Pasquale, BARBIERI Domenico ed il PARDEO Antonino),
allinterno dellufficio di BARBIERI Domenico, dopo aver ripreso il discorso, connesso al litigio
emerso tra il PARDEO ed unaltra persona, nei cui confronti era in corso una causa civile, la cui
controparte stata identificata nei congiunti GIACOMINI Michelangelo [di Fedele e di
ROMANO Elvira, nato a Santo Stefano dAspromonte il 11.03.1965], GIACOMINI Maria Dina
[di Fedele e di ROMANO Elvira nata a Reggio Calabria il 28.08.1966] e GIACOMINI Violetta
Giuliana [di Fedele e di ROMANO Elvira, nata a Reggio Calabria il 29.06.1971], dialogavano in
rlazione ad alcuni fatti di natura criminale, risalenti a molti anni addietro ed in particolare alla
famiglia SERRAINO, egemone nellarea di Gambarie, nonch alla figura di MUSOLINO Rocco [
nato a Santo Stefano in Aspromonte (RC) il 01.03.1927 ed ivi residente in via Garibaldi nr. 50,
coniugato ], pregiudicato per delitti di diversa e grave indole, gi Sorvegliato speciale di P.S.. In

136 Precedenti Penali agli atti:


 Colpito Ordine di cattura nr.2693/87 R.G.P.M. e nr.45/88 R.O.C., emesso dalla Procura della Repubblica di
Reggio Calabria, per associazione a delinquere di tipo mafioso ed altro. In data 07.02.1991, il Giudice Istruttore
del Tribunale di Reggio Calabria, con lordinanza nr. 2693/87 R.G.P.M. e nr. 567/88 A.G.I., gli revocava
l'ordine di cattura indicato e disponeva che venisse custodito presso il proprio domicilio;
 23.01.1989 Deferito in stato di irreperibilit perch ritenuto responsabile di:- concorso in omicidio artt.110-56 e
575 del C.P., porto illegale di armi (art.12 legge 14.10.1974 nr. 497, esplosioni pericolose (art.703 del C.P.).
 Con decreto nr.2/89 M.P. del 13.06.1991 sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di
P.S. per la durata di anni 2;
 tratto in arresto, dopo un periodo trascorso in stato di latitanza, da militari del Comando Provinciale CC di
Reggio Calabria, in esecuzione dell'O.C.C.C. nr. 182/98 R.G.N.R. D.D.A., nr. 195/99 R. G.I.P. D.D.A. e nr.
67/00 R.G. O.C.C. emessa, in data 26.05.2000, dal G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria per associazione di
tipo mafioso ed altro (operazione di polizia denominata convenzionalmente "MAREMONTI"2). Dal 17.06.2003
sino al 07.10.2004, sottoposto agli arresti domiciliari presso l'abitazione di via Delle Ville nr. 8 di Gambarie.

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particolare, gli interlocutori riferivano, che in sua presenza era stato ucciso, in localit Acqua del
Gallo, comune di Santo Stefano DAspromonte, DE STEFANO Giorgio [nato Reggio Calabria
15.07.1941, ucciso in data 7 novembre 1977 e rinvenuto cadavere il giorno successivo],
personaggio di elevatissima caratura criminale. Lomicidio, secondo le affermazioni fatte dagli
interlocutori, era stato fatto da SURACI Giuseppe [ nato a Santo Stefano in Aspromonte (RC) il
13.04.1927 ], cognato di MUSOLINO Rocco, avendo sposato MUSOLINO Domenica [nata a
Bivongi (RC) il 28.06.1938, ivi residente Via Fontana Cardea nr. 3, domiciliata a Reggio Calabria
Via Manfroci ], sorella del citato Rocco. In effetti, il SURACI Giuseppe, attualmente ricercato,
stato condannato, con sentenza passata in giudicato alla pena di ventisei anni di carcere, per
lomicidio in questione. Lo stesso, sebbene risulti essere ancora latitante, potrebbe essere stato
oggetto di omicidio con il c.d. sistema della lupara bianca, per disposizione di DE STEFANO
Paolo, questultimo successivamente ucciso nel corso dellultima guerra di mafia (1985-1992),
nellambito dello scontro contro lorganizzaione capeggiata da CONDELLO Pasquale. Il
PARDEO che, al momento dellomicidio, si trovava in zona, raccontava con dovizia di particolari
tutte le fasi del delitto, tant che lo stesso, nel rispondere alle affermazioni del BARBIERI e del
BUDA, in ordine allestraneit del MUSOLINO Rocco, circa lomicidio in pregiudizio di DE
STEFANO Giorgio, attestava, invece, il contrario. In particolare confermando lipotesi degli altri
interlocutori, si metteva a ridere, facendo chiaramente intendere che il MUSOLINO aveva avuto
un ruolo determinante nellomicidio in pregiudizio di DE STEFANO Giorgio:

BARBIERI D.: e intanto se l' cavata compare, se era un altro ora che era morto!!...
NINO: si pure che non c'entrava...
BARBIERI D.: si, pure che non c'entrava... o no!!...
BUDA P.: hanno accertato che non c'entrava...
NINO: allora... ...(ride)...

(vds. all. nr.112)

Ma il dato pi interessante emergeva in relazione alla scomparsa di SURACI Giuseppe, in


precedenza generalizzato, autore materiale dellomicidio che, secondo le affermazioni degli
interlocutori, era stato successivamente ucciso dallo stesso MUSOLINO. Infatti, il BARBIERI non
conoscendo nei dettagli i fatti, chiedeva se allepoca, il MUSOLINO, per sanare tale situazione, si
fosse recato dai DE STEFANO, con la testa del SURACI, oppure aveva elargito una grossa
somma di danaro. Il BUDA, ben addentrato alle tematiche mafiose, affermava che non era stata
versata alcuna somma di danaro, facendo, pertanto, chiaramente intendere che il SURACI era stato
consegnato alla famiglia DE STEFANO da MUSOLINO Rocco. Si precisa che tali fatti, sono stati
gi oggetto di trattazione nellambito del procedimento penale denominato Olimpia:

BARBIERI D.: ...perch dite voi compare!!... perch... io non so quando sceso ad
Archi, se sceso con la testa o sceso con qualche miliardo nella busta!!!...

NINO: ora vi dico una cosa, io...

BUDA P.: non, non ci sono stati soldi compare...

BARBIERI D.: a me mi hanno detto che ci sono stati i soldi...

NINO: io, no ma non... io, questi erano cose, loro hanno costatato che il fatto stato
nelle... no, non c'entravano niente...

BUDA P.: c'erano questi, i SARACENO La...

NINO: che ha dovuto testimoniare come stavano le cose...

BUDA P.: un SARACENO, quando stato che ...inc... sparato...

NINO: lui ha sparato per fargli ...inc...

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BUDA P.: e lo abbiamo avuto a Fiumara di Muro da noi... ...inc... stato a San
Roberto e di San Roberto ce lo hanno portato a Fiumara di Muro, lo abbiamo avuto noi a Fiumara
di Muro... hanno lasciato tutto da noi...

(vds. all. nr.112, gi menzionato)

Le due conversazioni, registrate in progressione, erano attinente ad una serie di fatti,


risalenti alla met degli anni 80, laddove il PARDEO, rappresentava alcuni fatti attinenti al
trasporto di alcuni latitanti, dalla citt di Reggio Calabria, a Bova Marina.
PARDEO Antonino, in precedenza generalizzato, risultato in stretti rapporti con il
BARBIERI Domenico, tant che in data 12 gennaio 2007, sintratteneva a bordo dellautovettura
del BARBIERI, in compagnia di questultimo, nonch di GRILLO BRANCATI Vitaliano. Nel
corso del dialogo, il PARDEO riferiva una serie di fatti di natura criminale, risalenti alla met
degli anni 70, gi oggetto di procedimenti penali:

CONVERSAZIONE REGISTRATA AL PROG. 2650 DEL 12.01.2007, ORE 16.23.32,


CON APPARECCHIATURA SIO

Legenda

BARBIERI D.: = BARBIERI DOMENICO;


GRILLO V.: = GRILLO BRANCATI VITALIANO;
NINO: = (COMPARE NINO).

OMISSIS AUTOVETTURA FERMA, SI SENTE BARBIERI DOMENICO CHE


CONVERSA AL CELLULARE CON COMPARE NINO, BARBIERI GLI DICE CHE SI
TROVA A GALLICO DI ASPETTARLO CHE TRA UN PO ANDRA' DA LUI...
OMISSIS... ORE 16.25.30 SALGONO A BORDO DELL'AUTOVETTURA,
BARBIERI DOMENICO, GRILLO BRANCATI VITALIANO E TALE COMPARE NINO,
DISCUTONO SU QUANTI ABITANTI FA SANBATELLO... OMISSIS

INIZIO TRASCRIZIONE INTEGRALE

NINO: io a trent'anni me ne sono andato da Sanbatello...

BARBIERI D.: eh...

NINO: e volevo stare fuori da Sanbatello, poi sono successe tante cose, la mamma, la
malattia, la morte, quindi...

BARBIERI D.: ciao compare MELO!! (saluta altra persona che si trova all'esterno
dell'autovettura n.d.r.)... vostro genero!!...

NINO: si, ciao...

GRILLO V.: compare NINO!... qua c' la "PISELLA" (NDRANGHETA n.d.r.)


compare!!...

NINO: si!!...

BARBIERI D.: "'ndranghetia" per adesso?...

NINO: ...incomp...

BARBIERI D.: dove adesso?... ma sapete che ieri mi ha telefonato?... penso che una
colonnina (distributore di benzina n.d.r.) era?... penso!!... 891466 (intestato a ANGOLO DELLA

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


Memoria del Pubblico Ministero relativa al rito abbreviato CONDELLO Demetrio + 17
PROCURA DELLA REPUBBLICA 369
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

FERRAMENTA DI MUSOLINO ANTONINO, SANTO & ANTONINO via Amendola, 35 RC


n.d.r.)... della colonnina ? della colonnina ?...

NINO: no! 89, noi abbiamo 891034 (intestato a PARDEO ROSA, via Roma, 9 RC
stazione di servizio n.d.r.)...

BARBIERI D.: 1034 si comunque di la era per ha parlato lui, non ha parlato nessuno,
perch qualcuno gli ha detto: o parli tu...

NINO: si, ma per questo fatto la deve finire SANTO!!... prima di... a coso glielo dico, a
SANTO glielo dico: quando non ci siamo noi non deve telefonare nemmeno "domini Dio"...

GRILLO V.: invece quella zona di la come si chiama?...

NINO: Sangiovanni!...

BARBIERI D.: Sangiovanni....

GRILLO V.: Sangiovanni...

BARBIERI D.: quello il paese di DON MICO TRIPODO!!...

GRILLO V.: io la per essere non sono andato mai, da dove si sale per la?...

BARBIERI D.: non hai perso niente VITO...

GRILLO V.: non ho perso niente vero?...

BARBIERI D.: non era di la MICO TRIPODO compare NINO?...

NINO: si, si...

BARBIERI D.: la per la no...

GRILLO V.: non sono mai andato...

NINO: Sangiovanni si!!...

BARBIERI D.: non hai perso niente, ma pure per sapere!!... ora era trent'anni, pi di...

NINO: qua era... questo qua, coso...

BARBIERI D.: quarant'anni fa quel paese era a livello Regionale proprio, cio era
conosciuto da tutti qua...

GRILLO V.: c'era rispetto!!...

BARBIERI D.: mi hanno detto che quando facevano il nome le macchine qua!!!
macchine qua!! no di MIMMO BARBIERI! pure il Prefetto saliva, pure il Prefetto saliva a
Sangiovanni!!..

NINO: da MICO TRIPODO!!...

BARBIERI D.: mi hanno detto, non so se vero!!...

NINO: saliva il Questore no il Prefetto...

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


Memoria del Pubblico Ministero relativa al rito abbreviato CONDELLO Demetrio + 17
PROCURA DELLA REPUBBLICA 370
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GRILLO V.: e dove stava in quell'incrocio?...


NINO: da la sotto?...

BARBIERI D.: da la sotto!!...

NINO: saliva il Questore....

BARBIERI D.: e quella casa?... chi la sta facendo quella casa compare NINO?...

NINO: il Questore... ah?...

BARBIERI D.: quella casa chi la sta facendo?..

NINO: dove?...

BARBIERI D.: nelle scuole a Sangiovanni!! ha cinque piani!!...

NINO: ci sono in tutte le razze!!...

BARBIERI D.: americano!!... VITO!!... lui latitante... eh... facevano la battuta


(perquisizioni n.d.r.)... e lui lo sapeva due giorni prima...

NINO: allora....

BARBIERI D.: vi ricordate compare NINO?... e se ne andava!!...

NINO: e non lo so... vi racconto un fatto: una domenica io uscivo a passeggio con la mia
macchina, avevo una 1100, 1100 D era targata 19949, questa 1100 l'aveva MARRA a Vito quello
della fornace...

BARBIERI D.: quello dei mattoni...

NINO: quella 1100 con il tetto rosso e...

BARBIERI D.: bicolore, bicolore...(accavallamento di voci)..

NINO: ero su...

BARBIERI D.: quella 1100 che uscita...

NINO: su Gallico marina no, chi viene a trovarmi!... suo cognato il buonanima di...

BARBIERI D.: di GIOVANNINO PRATTICO' (O PRATICO' n.d.r.)...

NINO: no, quello di Archi...

BARBIERI D.: a uhu...

NINO: ORAZIO... ORAZIO...

BARBIERI D.: POLIMENI!!...

NINO: POLIMENI... mi disse: compare NINO salite a Sangiovanni che vi vuole mio
cognato, eravamo io e MICO CAMBARERI...

BARBIERI D.: MICO CAMBARERI DI Melia no?...

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 371
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NINO: no!!

BARBIERI D.: no, no...

NINO: no di qua di Catona... saliamo a Sangiovanni!!... quando sono arrivato la, c'erano
qualche otto, dieci macchine... il discorso era: che la c'erano qualche sei, sette latitanti a
Sangiovanni... si dovevano spostare tutti da Sangiovanni... e si doveva andare...

BARBIERI D.: a prenderli...

NINO: eh... nei campi di BOVA...

BARBIERI D.: lui aveva il sangiovanni (comparato n.d.r.).. nei campi...

NINO: nei campi di Bova...

BARBIERI D.: di Bova... con ...(SCHIMISI... fonetico n.d.r.)... [Link] con questi...

NINO: e allora lui uscito fuori per dire: tu sali su quella macchina, quello sale sulla...
ognuno... ogni latitante su una macchina no!!...

BARBIERI D.: che c'era la staffetta?...

NINO: ma quale staffetta... c'era ma lo sapevano che... ma guardate gli ho detto io: voi
mi volete far fare questo tragitto io ho difficolt di gomme gli ho detto io, non so se la mia
macchina pu affrontare questo percorso...

BARBIERI D.: se all'epoca c'era la super strada dice in un attimo mi butto la...

NINO: quale super strada!!...

GRILLO V.: nel incomp non c'era...

NINO: io, gli ho detto io: io ho difficolt di gomme non vorrei incappare, che non devo
bucare che non deve scoppiare qualche gomma, perch non erano gomme efficienti, va bene, non
vi preoccupate di qua di la partiamo.... e siamo partiti, quando arrivo nella via marina le macchine
tutte una appresso all'altra che vi pensate...

BARBIERI D.: nella via marina i gallico o di Reggio?...

NINO: no nella via marina di Reggio, abbiamo fatto la via marina per andare a prendere
la strada per andare a Bova, arrivo nella via marina e buco una gomma, la prima... va bene,
cambiamo questa gomma il tempo che ve lo dico, dove vado a bucare l'altra gomma compare
MIMMO!! nelle curve di...

BARBIERI D.: Rocca del Capo...

NINO: i Rocca del Capo, il destino volle c he io non dovevo andare sono arrivati dopo
una settimana...

BARBIERI D.: c'era la Polizia no?...

NINO: no, Polizia... ma la sono andati la per fare sosta...

BARBIERI D.: a no...

NINO: per mangiare...

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 372
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

BARBIERI D.: riunioni no...

NINO: per fare riunioni e altre cose, mannaggia alla madonna buco l'altro gomma...
(ridono)... quelli la hanno dovuto prendere a quello con un'altra macchina...

BARBIERI D.: un'altra macchina...

NINO: un'altra macchina , ora dite voi... in pieno giorno alle dieci di mattina dieci
latitanti... ma lo sapevano tutti...

BARBIERI D.: altri tempi... il Questore con lui era...

NINO: tutti lo sapevano, tutti i cazzi...

BARBIERI D.: il Prefetto no...

NINO: il Prefetto, Giudici e cose, andavano con le macchine, salivano...

BARBIERI D.: non stato mai arrestato, quando lo arrestavano lo cacciavano perch...

NINO: ma all'epoca a Napoli quando lo hanno... si presentato lui perch aveva


trovato...

BARBIERI D.: per uscire... la strada giusta...

NINO: ...incomp... perch ha capito che il tempo era corto...

BARBIERI D.: ma in carcere morto mi pare...

NINO: lo hanno ammazzato allora a Napoli...

...OMISSIS... [Link] SI FERMA L'AUTOVETTURA IN LOCALITA'


SANDOMENICA E SCENDE GRILLO BRANCATI VITALIANO, BARBIERI DOMENICO
CONVERSA CON COMPARE NINO SU ARGOMENTI GENERICI... ORE [Link]... SALE
A BORDO DELL'AUTOVETTURA GRILLO BRANCATI VITALIANO E L'AUTO SI METTE
IN MOVIMENTO, SEMPRE CONVERSAZIONE GENERICA TRA DI LORO... ORE
[Link] BARBIERI DOMENICO CONVERSA AL CELLULARE CON TALE ENZO E GLI
DICE CHE DOMENICA LAVORANO A VINCO DOPO CHIEDE CHE COSA HA FATTO
L'AVVOCATO... DOPO AVER TERMINATO LA CONVERSAZIONE TELEFONICA CON
TALE ENZO, IL BARBIERI DOMENICO CONTINUA LA CONVERSAZIONE GENERICA
CON GRILLO BRANCATI VITALIANO E COMAPRE NINO... ORE [Link] GRILLO
BRANCATI VITALIANO DICE CHE NELL'OTTANTA, OTTANTACINQUE HA AVUTO
SETTANTA MILIONI DI CONTRIBUTI PER FARE QUATTRO ETTARI DI AGRUMETO AD
ARDORE NEL COMUNE DI ARDORE ED HA RIMESSO SOLO SOLDI... SEMPRE
CONVERSAZIONE GENERICA TRA DI LORO... ORE [Link] SI FERMA
L'AUTOVETTURA E BARBIERI DOMENICO CONVERSA CON UN OPERAIO CHE SI
TROVA ALL'ESTERNO... ORE [Link] SCENDONO TUTTI DALL'AUTOVETTURA,
VOCI IN LONTANANZA... ORE [Link] RISALGONO A BORDO DELL'AUTOVETTURA
E RIPARTONO... BARBIERI DOMENICO DICE A COMPARE NINO CHE HA PRESO DEI
MATTONI... ORE [Link] SQUILLA UN CELLULARE E RISPONDE BARBIERI
DICENDO AL SUO INTERLOCUTORE CHE CHIAMA FRANCO DI MANDARGLI A
GIOCONDINO PER FARGLI CENTO METRI DI SCAVO, RIMANGONO D'ACCORDO PER
LUNEDI' MATTINA, DOPO AVER TERMINATO LA CONVERSAZIONE TELEFONICA
CON TALE FRANCO IL BARBIERI CONTINUA LA CONVERSAZIONE GENERICA TRA
COMPARE NINO E GRILLO BRANCATI VITALIANO... ORE [Link] SI FERMA L'AUTO
E SCENDE BARBIERI DOMENICO E SI SENTE IN LONTANANZA CHE CHIEDE AD

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 373
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

ALTRO UOMO DI CARICARGLI SULL'AUTO DODICI MATTONI... ORE [Link] SALE


A BORDO BARBIERI E L'AUTO SI METTE IN MOVIMENTO... ORE [Link] SI FERMA
L'AUTO E SCENDONO DALLA STESSA... ORE [Link] SALGONO A BORDO
DELL'AUTOVETTURA E RIPARTONO... CONVERSAZIONE GENERICA E DI LAVORO
TRA BARBIERI E COMPARE NINO...
OMISSIS

(vds. all. nr.113)

Una conversazione ritenuta particolarmente interessante circa gli assetti criminali


esaminati, veniva registrata in data 29 agosto 2007, allinterno dellautovettura di BARBIERI
Domenico. Nel corso del dialogo, intercorso con GRILLO BRANCATI Vitaliano, avente come
oggetto lacquisto di un terreno da parte di questultimo, il BARBIERI rappresentava di aver gi
riferito il tutto a LE PERA Santo, personaggio di spicco del gruppo criminale operante in Catona,
allo scopo di non avere alcun problema da parte della criminalit organizzata. Nella circostanza,
aggiungeva che questultimo era gi a conoscenza di tutto, in quanto aveva avuto un incontro con
lo stesso GRILLO BRANCATI Vitaliano che, in quelloccasione, era accompagnato da
PASSALACQUA Domenico, in precedenza generalizzato. Nel prosieguo del dialogo, GRILLO
BRANCATI Vitaliano aggiungeva che era suo interesse acquistare detto terreno, allorquando
sarebbe stato venduto tramite asta giudiziaria, atteso che avrebbe speso una cifra inferiore. Nella
circostanza, specificava che, per tale motivo, era necessario un inervento di IMERTI Antonino cl.
50, affinch questultimo impedisse la partecipazione di altre persone ahaa si, si... si, ma voglio
dire, io glielo dico pure a Nino IMERTI glielo dico ...inc... "no, perch ci tengo in modo
particolare ", quello sta morendo ..poverino...guarda mi dispiace. Aggiungeva in seguito:
infatti, no..ma lo devo prendere, non lo voglio comprare ora perch non mi conviene, preferisco
comprarlo all'asta e non qua perch devo pagare pi soldi, capisci? Perch ora parlo pure con Nino
e glielo dico ...di vedere che non ...che non venga qualche cretino, perch io lo so ...inc... a Catona
se vogliono le cose si fermano pure... .-
CONVERSAZIONE REGISTRATA AL PROG. 14588 DEL 29.08.2007, ORE 21.31,57
CON APPARECCHIATURA SIO
LEGENDA:

BARBIERI D.: = BARBIERI DOMENICO;


GRILLO V.: = GRILLO BRANCATI VITALIANO.

...OMISSIS... SI SENTE BARBIERI DOMENICO PARLARE CON GRILLO


BRANCATI VITALIANO, IL QUALE RACCONTA UNA SUA VICENDA SENTIMENTALE;
SUCCESSIVAMENTE DISCUTONO DI ALCUNI SOGGETTI E DELLA LORO
PREPARAZIONE NELL'AMBITO PROFESSIONALE...

INIZIO TRASCRIZIONE:

GRILLO V.: ma i terreni chi li fa ...inc...? vedi che io mi devo comprare quel terreno
a Catona, che non venga qualcuno a comprarselo...

BARBIERI D.: io ho parlato con LE PERA l'ultima volta che ci siamo visti a casa mia o
a Gambari, non lo ricordo...

GRILLO V.: io ora glielo dico a...

BARBIERI D.: inc... io... mi aveva detto che era tutto apposto e che tu sei venuto e mi
hai detto eh....poi dice: venuto con Mimmo PASSALACQUA e gli ho detto le stesse cose ...che
venuto Mimmo, l'amico mio...

GRILLO V.: no, mi hanno chiamato loro, non che io sono andato l, Mimmo
PASSALACQUA mi ha portato perch lo hanno chiamato...

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Memoria del Pubblico Ministero relativa al rito abbreviato CONDELLO Demetrio + 17
PROCURA DELLA REPUBBLICA 374
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

BARBIERI D.: no era venuto... venuto pure lui... non...

GRILLO V.: ahaa si, si... si, ma voglio dire, io glielo dico pure a Nino IMERTI glielo
dico ...inc... "no, perch ci tengo in modo particolare ", quello sta morendo ..poverino...guarda mi
dispiace...

BARBIERI D.: si...

GRILLO V.: ...inc...

BARBIERI D.: ah... e poi quel terreno che un giorno limiter

GRILLO V.: ...inc...

BARBIERI D.: ...limiter con la ...inc...

GRILLO V.: infatti, no..ma lo devo prendere, non lo voglio comprare ora perch non
mi conviene, preferisco comprarlo all'asta e non qua perch devo pagare pi soldi, capisci? Perch
ora parlo pure con Nino e glielo dico ...di vedere che non ...che non venga qualche cretino, perch
io lo so ...inc... a Catona se vogliono le cose si fermano pure...

BARBIERI D.: ma a Catona non... da Catona non avrai paura sicuramente...

GRILLO V.: no, ma non viene nessuno, se ...o viene di Catona .. di fuori non viene
nessuno...

BARBIERI D.: no, di fuori non viene nessuno...


GRILLO V.: di Catona...

BARBIERI D.: lo sai cosa gli ha combinato quella Giudice a quell'amica mia, a
quell'amica di mia moglie...

GRILLO V.: eh?...

BARBIERI D.: gli ha dato mandato al geometra amico mio, IANNO'...

GRILLO V.: eh...

BARBIERI D.: di ...

GRILLO V.: di fare la ...inc...

BARBIERI D.: ...di lottizzare il fabbricato...

GRILLO V.: ah! i dividerlo in pi appartamenti e di fare le vendite per...

BARBIERI D.: a lotto...

GRILLO V.: eh, eh...

BARBIERI D.: l'ha fregata, ...no?...

GRILLO V.: certo, perch sono spese pi piccole, vale di pi...

BARBIERI D.: praticamente sotto ha fatto, che mi sono incontro io l'altro giorno...

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Memoria del Pubblico Ministero relativa al rito abbreviato CONDELLO Demetrio + 17
PROCURA DELLA REPUBBLICA 375
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

GRILLO V.: ed il geometra gli ha detto che si pu dividere ? perch non gli ha detto
che non si pu dividere?...

BARBIERI D.: perch non... il geometra non sapeva che la cosa interessava, hai
capito?...

GRILLO V.: quindi gli ha detto di si...

BARBIERI D.: ed ha fatto due magazzini sotto pi sei posti auto...

GRILLO V.: grande questo fabbricato?...

BARBIERI D.: duecento metri quadrati...

(si sovrappongono le voci)


GRILLO V.: e mi pare che un altro glielo ha fregato... glielo fregano?...

BARBIERI D.: si, almeno uno glielo fregano...

GRILLO V.: ci riescono perch troppo... troppo scemi...

BARBIERI D.: e per sai che forse loro potevano fare un concordato con la banca...

GRILLO V.: certo che potevano farlo, ma ora con tutti gli interessi e cose, che cosa
devono fare ...

BARBIERI D.: no, ora non gli conviene pi...

GRILLO V.: quando c' il valore del bene non possono fare pi concordati e niente,
perch la banca dice "che me ne frega, se non lo vuoi tu mi danno i soldi ..lo vendo e prendo pi
soldi ", il concordato lo fai con la banca se gli fai vedere che il bene vale molto di meno rispetto a
quello che vale...

BARBIERI D.: allora fa tutti i concordati che vuoi...

GRILLO V.: a proposito, vedi che l.... l'avvocato CARBONE apposto...

BARBIERI D.: lo so, lo so...

GRILLO V.: il problema non l'avvocato CARBONE, il problema il suo collega


che se la vuole comprare, quello si deve chiamare ...inc...

BARBIERI D.: io mi sono incontrato con l'avvocato CARBONE e mi ha detto "non


sapevo che eravate voi, per venuta la mia collega e mi ha detto ...mi ha accennato la mia collega
Annamaria TRIPEPI .. "

GRILLO V.: no, gli ha fatto un favore Anna...

BARBIERI D.: "... ed io mi sono messo a disposizione, mi ha detto", ci siamo incontrati


a Santa Eufemia durante il periodo di ferragosto...

GRILLO V.: eh...

BARBIERI D.: no... non... per mi ha detto "dovete trovare ...

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Memoria del Pubblico Ministero relativa al rito abbreviato CONDELLO Demetrio + 17
PROCURA DELLA REPUBBLICA 376
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

GRILLO V.: per parlare con quello l " tratto incomprensibile la vendita per il
sedici dieci se non ricordo ...inc..., dobbiamo andare a portargli l'assegno un'altra volta .... ma tu
pensi che riusciamo a fare qualcosa con questa societ Acque Regine?...

BARBIERI D.: l'ingegnere SCAMBIA prima di partire mi ha detto " la prima decade di
coso.. fatevi trovare verso il cinque ...sei perch noi apriamo il tre dice ..si per non per i soldi ....
che gli diamo la lettera di...

GRILLO V.: di assunzione...

BARBIERI D.: ...di assunzione, ...inc... la convenzione, ...inc...disse non pensavo che
arrivavamo a firmare dal sindaco, perch il sindaco dice che aveva paura, ...inc... ma aveva paura...

GRILLO V.: ma quello fuori, coso...?

BARBIERI D.: chi ?...

GRILLO V.: quello la...

BARBIERI D.: CORSARO?...

GRILLO V.: CORSARO!...

BARBIERI D.: .... no, ma e dove deve andare CORSARO... ... mi stanno chiedendo sai
che cosa ? i requisiti psichiatrici e tecnico-finanziari...

GRILLO V.: lo sai qual' il problema? Di tutti e due non conta nessuno anche se c'
qualcuno che ha i soldi, non te li da perch dice ...inc...

BARBIERI D.: ma chi li da a lui i soldi ..Vito! si mette la gente appresso a MICO
CORSARO, ma stiamo scherzando...

GRILLO V.: eh! ma l c' ... lui ha a suo cognato ...inc...

BARBIERI D.: allora, l'unica persona che tu puoi parlare perch parla poco e perch
veramente un uomo, che di quante ne ha passato o lo hanno messo... Nino IMERTI, veramente di
quegli altri non c' niente Vito,.... ...Pasquale cerca di intrufolarsi, di fare...per vedi poi non si sa
presentare ecco, non che una cattiva persona, non si sa presentare...

GRILLO V.: no, lui ..lavora...lavora con astio, capisci? certe volte io ...

BARBIERI D.: ahoo...


VITO: ..lo vedo, cio, gli fa a tipo ...gli fa la parte di "malucori" non che tutte le cose
te li possono fare, non che tu puoi fare la parte brutta, devi dire...devi capire, lui non capisce le
cose che si possono... quando non si possono fare sembra che glieli facciano personalmente,
ma...ehee.. deve anche capire che la gente non che ...prende e s'impicca per te. Ora ha fatto de
magazzini "sto spendendo un sacco di soldi, quanti soldi ho speso..."

BARBIERI D.: ha detto a me che ha speso ventimila euro, vero?

GRILLO V.: ...inc...

BARBIRRI D.: ah dice: "compare Mimmo ho speso ventimila euro"... e meno male che
le mattonelle che so le ha cambiate, ha fatto, non so che ha fatto... il pavimento ...

GRILLO V.: ma cosa costano le mattonelle ? non che costano... dieci euro al...
nemmeno dieci euro...

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Memoria del Pubblico Ministero relativa al rito abbreviato CONDELLO Demetrio + 17
PROCURA DELLA REPUBBLICA 377
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

BARBIERI D.: ...ma quant' alla fine?...

GRILLO V.: quaranta metri...

BARBIERI D.: quaranta metri...

GRILLO V.: quattrocento euro...

BARBIERI D.: a dieci euro sono quattrocento euro .... eh (imprecazione)...

GRILLO V.: possono essere a venti euro, venti euro, bene, ottocento euro, tutti questi
sono, se non ha tolto neanche il pavimento, ha tolto...

BARBIERI D.: ...inc... di sopra...

GRILLO V.: lo ha incollato di sopra, gli ho detto di fare i cosi...i pozzetti che
c'erano...che erano vecchi ...inc..., no, non li ha voluti fare, gliel'ho detto due volte poi ho fatto
finto di niente, ma a me chi me lo fa fare di bisticciarmi, scusa a questo punto Mimmo ...come
Mimmo li ha rotti e gli ha messo i cosi, non li potevi fare pure tu...

BARBIERI D.: ehee Vito, Pasquale in quella maniera ... testardo e poi pensa che sono
tutti ...

GRILLO V.: a me dopo che ha messo i muri mi ha detto: "eh, per li potevi fare
meglio", gli ho detto: "ma i tubi erano di fuori, mica erano di dentro, come faccio a rompere la
trave" l dove c' la trave....

BARBIERI D.: le travi non si toccano...

GRILLO V.: si, ... se la trave...

BARBIERI D.: ...inc... la trave non si pu toccare...

GRILLO V.: si, ma no... perch voleva vedere ..il muro lo voleva vedere liscio, allora
l c'era un tubo e c'era una mazzetta cos, naturalmente mettendo questo...

BARBIERI D.: avete fatto una falsa colonna, no?...

GRILLO V.: eh, ..ho dovuto allargare un pochino...

BARBIERI D.: certo...

GRILLO V.: ....ma sempre c'era davanti, invece di essere di..di..quattro centimetri,
sarebbe stata di otto centimetri, qual' il problema, che volevi che ti rompessi la trave per metterti i
tubi dentro, pare che...

BARBIERI D.: ma vero che gli davano sessanta mila euro per il magazzino ...inc...?

GRILLO V.: io non so niente...

BARBIERI D.: fino all'altro giorno...

GRILLO V.: non so niente ...

BARBIERI D.: ..torno a Gambari...

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Memoria del Pubblico Ministero relativa al rito abbreviato CONDELLO Demetrio + 17
PROCURA DELLA REPUBBLICA 378
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GRILLO V.: non so niente e non voglio sapere niente...

BARBIERI D.: ...inc... sessantamila euro ha detto..,, ." ma perch non glielo davi?", no
ha detto: " non mi da i soldi, me li da cos.."

GRILLO V.: non gli da i soldi, ma perch chi da i soldi in contanti al giorno d'oggi, e
meno male che si ...si chiama Pasquale BUDA e ti spaventi che non ti danno i soldi (ride)
mannaggia alla miseria, ne ho vendute io cose senza soldi...

BARBIERI D.: si, ma questo secondo me o ha debiti vecchi ..che eheee....

GRILLO V.: non venuto a trovarti suo fratello, venuto pure lui?...

BARBIERI D.: si, due volte...

GRILLO V.: due volte...

BARBIERI D.: due volte...

GRILLO V.: eh, e come lo vedi?...

BARBIERI D.: mah, non c' niente...

GRILLO V.: ah?...

BARBIERI D.: niente, pure a piedi era...

GRILLO V.: a piedi, neanche la macchina aveva?...

BARBIERI D.: si, dice che l'ha rotta, l'ha dovuta mandare con il treno... hai capito?
ormai secondo me questo prende uno stipendio e basta, perch troppo striminzito come...come
uomo, non lo vedo un uomo preparato, sai io...insomma... finch sono qua giro o cose.... ma se mi
devo spostare per andare Roma, mi metto un abito... se mi devo presentare a Roma da chi e con
chi...

GRILLO V.: vabe, vabe, c' bisogno? non lo capisce ? uno non spende perch non
vuole spendere per...

BARBIERI D.: questo, insomma...

GRILLO V.: lo vedi gli manca pure la parola...

BARBIERI D.: no, non le sa...

GRILLO V.: neanche l'aria ...inc...

BARBIERI D.: poi con quei capelli lunghi...

GRILLO V.: ma non ...inc...

BARBIERI D.: ah?...

GRILLO V.: non naviga i buone acque...

BARBIERI D.: ma secondo me non naviga nessuno si sovrappongono le voci lui,


Natale, ..insomma...

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Memoria del Pubblico Ministero relativa al rito abbreviato CONDELLO Demetrio + 17
PROCURA DELLA REPUBBLICA 379
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GRILLO V.: e cosa... cosa aspettano per vendersi l'appartamento prima che glielo
prendono, cio, ma tu ti rendi conto se glielo accertano questo qua e dicono che suo

BARBIERI D.: lo rovinano...

GRILLO V.: glielo sequestrano...

BARBIERI D.: subito...

GRILLO V.: che la nuova...la nuova ..le nuove..le nuove ...inc... giudiziarie non che
dice ... non importante che non a nome tuo, l'importante che lo hai in uso tu, il fatto che tu la
macchina la hai ...

BARBIERI D.: hai visto quello di Tropea?...

GRILLO V.: ce lhai in uso tu...

BARBIERI D.: ma era quello "no, non vero niente "...

GRILLO V.: ma l'avevi tu, la macchina la hai sempre tu, dici: "ma intestata a
quello" no, siccome ce l hai in uso tu te la prendiamo, perch tu la usi...

BARBIERI D.: ...Nino lavora ..sotto sotto, Nino ne ha di soldi ....e lo so io, ma Nino
lavora ...

GRILLO V.: ma Nino ne ha di soldi?...

BARBIERI D.: ma lo hai visto mai in giro a Nino tu?...

GRILLO V.: no..., lui... lui ha un altro difetto, un poco pure chiuso, tirato ehee...

BARBIERI D.: chi Nino? ehee non spendono soldi neanche se li ammazzano...

GRILLO V.: e questo lo porta male perch poi alla fine non lo rispettano, capisci le
persone ?...
BARBIERI D.: lui non ti toglie una lira neanche se ti ammazzi...

GRILLO V.: non... non... non... perch voglio dire ogni tanto... e vabe quello se va...
quelli sono i soldi che girano giustamente...

BARBIERI D.: ...inc...

GRILLO V.: perch giustamente a qualcuno li doveva affidare...

BARBIERI D.: eh...

GRILLO V.: mah... solo per lui ...perch all'altro cugino non gli da niente a questo...

BARBIERI D.: no...

GRILLO V.: quello morto di fame quello...

BARBIERI D.: uhm... si! quelli sono tutti e due quelli che sono arrestati...

GRILLO V.: morti di fame...

BARBIERI D.: quelli ... gli arrangia veramente, anche in questo lato lo devo ammirare...

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


Memoria del Pubblico Ministero relativa al rito abbreviato CONDELLO Demetrio + 17
PROCURA DELLA REPUBBLICA 380
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

GRILLO V.: Pasquale BUDA...

BARBIERI D.: ...ha la famiglia, lui gliela tiene quella famiglia, sai veramente guarda,
su questo lato da ammirare, si interessa molto, si impegnato, mentre... per suo cognato... non
gli fa niente al cognato...

VITO: ma il cognato il fratello di Nino?...

BARBIERI D.: si...

GRILLO V.: a Giovanni?... gi vero! vero...

BARBIERI D.: no, vero, vero ...inc...

GRILLO V.: si vero...vero...

BARBIERI D.: io devo dire quello che so, che lo sento parlare, lo sento fare...

GRILLO V.: va bene... perch non si apre questo coso?...

BARBIERI D.: c'... no l'ho bloccato io...


GRILLO V.: ah... l'hai bloccato tu, va bene...

..SI DA ATTO CHE VITO SCENDE DALLA MACCHINA

BARBIERI D.: vuoi salire ?...

GRILLO V.: no, me ne sto andando...

BARBIERI D.: ci vediamo venerd allora ?...

GRILLO V.: va bene ci vediamo venerd va bene...

BARBIERI D.: va bene, in serata qua...

GRILLO V.: si, si...

BARBIERI D.: che poi gli telefoniamo a SCAMBIA per quando dobbiamo andare...

GRILLO V.: va bene...

BARBIERI D.: va bene?...

GRILLO V.: ricordami pure tu questo fatto perch non me lo ricordo, va bene?...

BARBIERI D.: si, salutami tua moglie...

GRILLO V.: ok grazie...

BARBIERI D.: ci vediamo venerd qua Vito...

GRILLO V.: a che ora?...

BARBIERI D.: sempre al solito orario...

GRILLO V.: verso le cinque e mezzo-sei?...

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


Memoria del Pubblico Ministero relativa al rito abbreviato CONDELLO Demetrio + 17
PROCURA DELLA REPUBBLICA 381
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

BARBIERI D.: si le sei e mezza...

GRILLO V.: va bene...

BARBIERI D.: ciao Vito...

GRILLO V.: ciao...

BARBIERI D.: puoi gira...gira qua Vito...

GRILLO V.: si...


A QUESTO PUNTO BARBIERI DOMENICO E GRILLO BRANCATI VITALIANO
SI SALUTANO
FINE TRASCRIZIONE

(vds. all. nr.114)

GRILLO BRANCATI Vitaliano attuava una tecnica ormai consolidata nel mondo
criminale, ossia minacciare, attraverso soggetti appartenenti alla Ndrangheta i potenziali
acquirenti del terreno, in modo da evitare eventuali rincari dei terreni. Si Tratta di un modus
operandi gi attuato a favore del BARBIERI Domenico, allorquando aveva acquistato le abitazioni
in Villa San Giovanni, cos come precisato nelle pagine precedenti.
(vds. all. nr.108, gi menzionato)

In data 15 settembre 2007, allinterno dellabitazione di BARBIERI Domenico, veniva


registrata una conversazione, ritenuta di particolare rilevanza probatoria, che attestava la contiguit
del BUDA Pasquale alla pi ampia consorteria criminale capeggita da CONDELLO Pasquale. In
particolare, BARBIERI Domenico e BUDA Pasquale, dopo aver fatto riferimento al decesso di
una persona, morta nel Nord/Italia, dialogavano in relazione alle figure di CAMBARERI
Domenico e di CREAZZO Umberto Francesco, entrambi in precedenza generalizzati, ritenuti dai
due interlocutori, i referenti rispettivamente del Locale di Melia di Scilla e del Locale di San
Roberto. In particolare, dopo aver discusso sulla personalit dei figli di CREAZZO Umberto
Francesco, identificati in CREAZZO Giuseppe137 [nato a Scilla (RC) il 16.11.1963, residente a

137 Veniva denunciato dalla Stazione Carabinieri di San Roberto (RC) ai sensi dellart. 58 R.D. 6 maggio 1940 numero
635 in relazione allart.38 del R.D. 18 giugno 1931 numero 773 T.U.L.P.S., fatto avvenuto allinterno della sua abitazione.
In data 10.06.2003 veniva condannato dal Tribunale di Reggio Calabria unitamente a CALARCO Antonino, perch
colpevoli degli artt.533 e 535 c.p.p.;
titolare dellimpresa EDILMAN sita in San Roberto (RC) frazione Melia;
16.04.1998 veniva denunciato dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia CC di Villa San Giovanni (RC) per
presunti illeciti sui lavori pubblici appaltati DallANAS di Reggio Calabria occorrenti per la prima sistemazione del tratto
SS 670 Villa San Giovanni Gambarie con elementi indiziari a carico delle seguenti persone:
6. CONDELLO Paolo, nato a Delianuova (RC) il 23.05.1929 e residente a Reggio Calabria Via Petrara nr.81;
7. BOVA Raffaele, nato a San Roberto (RC) il 20.01.1937, ed ivi residente frazione Acquacalda Via Sciastri nr.4;
8. CALARCO Giorgio, nato a San Roberto il 10.05.1961, ivi residente [Link] Annunziata nr.41;
9. MUSOLINO Domenico, nato a Reggio Calabria il 14.07.1976, ivi residente Via Provinciale Archi nr.101.
17.06.1995 veniva denunciato dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia CC di Villa San Giovanni (RC) per i
reat Artt.61 nr.9 e co, 416, I, 2 e 4 co. C.P. per aver fatto parte di unassociazione per delinquere, composta da altre dieci
persone, costituita ed organizzata per la commissione di pi reati d abuso di ufficio, di turbata libert degli incanti, di falsit
materiale in atti pubblici, per gli artt. 81, 110, 323, II co. C.P. perch, in qualit di componenti la giunta Municipale di San
Roberto, essendo legati da rapporti sub a), unitamente alle seguenti persone:
17. VIZZARI Gaetano, nato a San Roberto (RC) il 04.11.1957, ivi residente Via G. Busceti trav. I nr.6, coniugato
avvocato;
18. BARILL Francesco nato a San Roberto (RC) il 24.03.1959, ed ivi residente in Via Giovani Busceti nr.47,
coniugato, impiegato USL 11;
19. SCOPELLITI Antonino, nato a Scilla (RC) il 12.03.1955, residente a San Roberto, frazione Melia, Via
Purgatorio nr.5, coniugato, impiegasto;
20. BARILL Santo nato a San Roberto (RC) il 21.08.1943, ed ivi residente frazione San Peri, coniugato,
impiegato;
21. CALARCO Giorgio, nato a San Roberto il 19.10.1945 ed ivi residente Frazione Acquacalda, Via Fosso, nr.25,
coniugato, operaio forestale;

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Memoria del Pubblico Ministero relativa al rito abbreviato CONDELLO Demetrio + 17
PROCURA DELLA REPUBBLICA 382
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

San Roberto Via Sciastri nr.4, coniugato, imprenditore] e CREAZZO Serafino138 [nato a Scilla
(RC) il 18.07.1965], il BARBIERI Domenico riferiva di avere effettuato un lavoro, nella localit
di Melia di Scilla, pari alla somma di 60.000 Euro, e di essersi recato, successivamente, da
CREAZZO Umberto Francesco e CAMBARERI Domenico, al fine di regalare agli stessi una
somma di danaro, in qualit di responsabili criminali darea. Gli stessi non accettavano tale somma
di danaro, tuttavia solo il CREAZZO prendeva la citata somma di danaro, aggiungendo di
consegnarla alla famiglia SCOPELLITI, al cui interno alcuni componenti erano detenuti. Questi
ultimi, sono stati identificati, nei fratelli SCOPELLITI Antonio, [nato Scilla 23.12.1973 residente
San Roberto (RC) frazione Melia via Purgatorio snc.] e Serafino [nato a Scilla (RC) il 27.01.1972
residente a Bagnara Calabra (RC)], tratti in arresto da personale dellArma dei Carabinieri, in data
16 giugno 2006, per tentata estorsione, pari al 20% dell importo dei lavori, ai danni della ditta
Geovertical srl di Catania, impegnata nei lavori di messa in opera delle barriere para massi, a
protezione di un gasdotto ubicato in contrada Nucillari di Scilla: allora ho fatto un lavoro a
Melia ... sessantamila Euro ... compare Ciccio ... vedete che io vi voglio lasciare un pe ...
compare Mimmo non le dite nemmeno queste cose, se dite una cosa di queste ... mi fate soltanto
lo stesso mi ha detto Mimmo CAMBARERI ... io sono tornato da compare Ciccio compare
Ciccio, ma non che voglio lasciare i mille euro perch me lo state cercando, perch se no, altri
amici possono pensare, o pensano, che approfittiamo perch io e voi abbiamo un San Giovanni
con Mimmo abbiamo un rapporto questo tipo di cose per dire lui mi ha detto nella
mia tasca dieci euro dei vostri non devono entrare assolutamente, se me li volete lasciare ci sono
gli SCOPELLITI glieli mandiamo a loro che sono in carcere oppure Mimmo
CAMBARERI lo stesso compare Mimmo nemmeno le dovete pensare certe cose per dire
no!... per io mi sono... perch ho lavorato compare da un altro... inc... l sopra... .
Anche tale affermazione particolarmente significativa, poich, oltre ad attestare la
partecipazione di questi ultimi al gruppo criminale capeggiato dal CREAZZO, sintomatica alla
partecipazione di questultimo anche nellesecuzione dellestorsione di cui si erano resi
responsabili i fratelli SCOPELLITI, al momento dellarresto tenuto conto dellaffermazione del
CREAZZO.
Altrettanto significativa la conversazione nella parte in cui emerge la destinazione di parte
del denaro della cosca allassistenza delle famiglie con persone detenute.
(vds. all. nr.115 e nr.106, gi menzionato)

10. BOVA Raffaele, nato a San Roberto (RC) il 20.01.1937, ed ivi residente frazione Acquacalda Via Sciastri nr.4,
coniugato imprenditore edile;
22. BOVA Paolo, nato a Reggio Calabria il 23.04.1969, residente a San Roberto (RC) frazione Acquacalda nr.21,
celibe, imprenditore;
23. BOVA Domenico, nato a Reggio Calabria il 24.11.1972, residente a San Roberto, frazione Acquacalda nr.14,
celibe, imprenditore edile;
24. CALARCO Giorgio, nato a San Roberto il 10.05.1961, ivi residente [Link] Annunziata nr.41, celibe,
imprenditore edile;
25. CATALANO Rocco nato a Calanna (RC) il 09.02.1935, residente a San Roberto, frazione Colelli, Via
Bergamo nr.75, coniugato, imprenditore edile;
26. MUSOLINO Angelo, nato a San Roberto il 02.06.1953, ivi residente Via Bolano nr.45, coniugato, idraulico;
27. CREAZZO Giuseppe, nato a Scilla (RC) il 16.11.1962, residente a San Roberto Via Fondaco nr.56, celibe,
imprenditore;
28. GRAMUGLIA Vincenzo, nato a Bagnara Calabra (RC) il 26.01.1946, residente a Melia di Scilla (RC) Via
Castagnarella nr.87, coniugato, autotrasportatore;
29. GRECHI Fabrizia Ernesta, nata a Gambolo (PV) il 16.10.1963, residente a San Roberto, Via Bolano nr.53,
coniugata, imprenditrice;
30. RAO Luciano, nato a Castroreale Rodi (ME) l11.12.1944, residente a Messina, Via Panoramica dello Stretto
nr.480, coniugato segretario comunale;
31. SAPONE Antonino, nato a Reggio Calabria il 07.01.1955, residente a SantAlessio in Aspromonte, Via
Garibaldi nr.2, coniugato, ragioniere comunale;
32. CRISTIANO Antonino, nato a Palizzi (RC) il 06.03.1950, residente a San Roberto Via G. Busceti s.n.c.,
coniugato, tecnico comunale;

138 13.06.1984 veniva denunciato a P.L. dal Comando Stazione CC di Scilla (RC) perch responsabile dellinfrazione di
cui allart.80 del C.D.S.;
02.12.1995 veniva controllato alle ore 09.50 in Gambarire (RC) a bordo dellautovettura FIAT Panda targata RC403005;
02.12.1995 veniva controllato alle ore 10.20 al Bivio Lucia di Laganadi (RC) a bordo del FIAT Iveco targata RC645309;
09.05.1992 veniva controllato alle ore 11.20 al Bivio Melia di Scilla (RC) a bordo del FIAT RC465309;

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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PROCURA DELLA REPUBBLICA 383
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
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Le affermazioni del BARBIERI, inoltre, attestavano la concreta operativit di


CAMBARERI Domenico e di CREAZZO Umberto Francesco, ai quali si dovevano rivolgere le
ditte per operare tranquillamente in area.
In merito, va fatta unaltra precisazione, ovvero lavvicinamento attuato dai titolari delle
imprese, allindirizzo dei responsabili criminali darea, al fine di stabilire gli opportuni contatti
estorsivi ed evitale le consequenziali azioni ritorsive. Va, inoltre, precisato, cos come
chiaramente emerso dal presente procedimento penale, che tutti gli operatori economici, compresi
quelli inseriti nellassociazione mafiosa, sono costretti al pagamento, qualora operano in aree
diverse, da parte dellorganizzazione d appartenenza, anche se tali somme, in linea di massima,
vengono elargite, come ha fatto il BARBIERI nella circostanza, sotto forma di regalie, definite
convenzionalmente pensieri.
In relazione ai lavori in argomento, si precisa, che il BARBIERI, in data 28 giugno 2007,
dalla propria utenza cellulare nr. 333-4220316, contattava telefonicamente il proprio dipendente
DELFINO Antonino [ nato a Reggio Calabria il 24.01.1964, ivi residente, via Lo Faro Baracche
Sparse n.11], il quale riferiva che in mattinata, mentre si trovava al bar, veniva avvicinato da una
persona, non meglio conosciuta, qualificatasi quale cugino di CAMBARERI Domenico.
Questultimo, dopo aver offerto il caff, riferiva al citato DELFINO, di avvisare il titolare della
ditta, affinch recatosi sul luogo del cantiere si portasse dagli amici, poich intendevano
salutarlo. Si trattava, in sostanza, di una richiesta estorsiva, espressa da CAMBARERI
Domenico, che aveva inviato un proprio cugino, non meglio identificato a contattare i dipendenti
della ditta BARBIERI. E evidente, in questo caso, che latteggiamento tenuto dal CAMBARERI
era da considerarsi una sorta di richiamo nei confronti del BARBIERI che, operando nel suo
territorio criminale, non aveva ancora informato lo stesso CAMBARERI circa lesecuzione dei
lavori.

CONVERSAZIONE REGISTRATA AL PROG. 1476 DEL 28.06.2007, ORE 10.56, CON


APPARECCHIATURA AREA.

LEGENDA
DELFINO ANTONINO = DELFINO A.
BARBIERI DOMENICO = BARBIERI D.

TRASCRIZIONE INTEGRALE
DELFINO A.: Pronto!
BARBIERI D.: A NINO!
DELFINO A.: Posso parlare?
BARBIERI D.: Si, si, ora si!
DELFINO A.: Stamattina quando sono arrivato!
BARBIERI D.: Eh!
DELFINO A.: Mi sono fermato, la nel bar, nel bar la sotto!
BARBIERI D.: Eh!
DELFINO A.: ..per prendermi il caff, no? Dall'altro lato della strada c'era uno,
passato e ci ha offerto il caff! siamo della ditta, gli ho detto io! ...incomp... si lo so!
BARBIERI D.: Eh!
DELFINO A.: ... dice, poi uscito fuori e dice, vi devo lasciare una ambasciata!
Dice, ...incomp... la ditta, quando viene per qua...
BARBIERI D.: Eh!
DELFINO A.: ...che venga che lo vogliono salutare gli amici!
BARBIERI D.: ....va bene!
DELFINO A.: Eh! ...poi ..incomp... quanto, quanto parlo al telefono! ...Poi finita
la, manco gli ho domandato chi , avevo ..incomp... chi era, ho preso il numero di targa eh...., poi
tornato un'altra volta sopra il lavoro! Dice, sapete, non voglio che ve la prendete per male, e si
presentato, dice, sono il cugino di MIMMO CAMBERERI!
BARBIERI D.: Uhm!

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 384
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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

DELFINO A.: Dice, per ... rivolgersi alla gente giusta, dice, che non sbaglia
...incomp... persone, dice, che gli succeda qualcosa! Questo! Hai capito?
BARBIERI D.: Va be!
DELFINO A.: Uhm!
UOMO : ... sto cristiano se ne deve andare (VOCE IN SOTTOFONDO; ndr)
DELFINO A.: Va bene!
BARBIERI D.: Va bene, ci vediamo la, non ti preoccupare!
DELFINO A.: ...comunque vieni pure perch ci sono modifiche per il fatto, l'acqua al
posto di scendere la devo prendere in salita, perch quel pezzo gallo, l'ho aperto ed tutto
impregnato!
BARBIERI D.: Va bene! Non ti preoccupare, fai quello che devi fare NINO che
vengo io la!
DELFINO A.: Va bene, ciao!
BARBIERI D.: Ciao!

(vds. all. nr.116)

Ritornando alla conversazione in trattazione, overro quella intercorsa tra BUDA Pasquale e
BARBIERI Domenico, si precisa che questultimo, ad un certo punto, riferiva di avere incontrato a
San Luca, tale Matteo, questultimo indicato dal BUDA Pasquale, quale suo cognato, il quale gli
aveva riferito che per i lavori, avrebbe dovuto lasciare allo stesso una somma di danaro. In merito,
il BARBIERI affermava: l'altra volta ci siamo incontrati con compare Matteo... io ho avuto un
lavoro fermo per andare l son dovuto salire a San Luca che mi hanno detto no, no,
dice voi avete preso un progetto imbrogliato io con Matteo ha detto qua deve rimanere
qualcosa pure per noi e per le sigarette poi chi arrivato Melo U MULETTO
quello che chiamano l .-
(vds. all. nr.115, gi menzionata)

Dal contesto del discorso, emergeva che gli stessi, successivamente, avevano interrotto il
dialogo, poich era giunto un altro soggetto, chiamato Melo u Mulettu, non meglio identificato.
Gli accertamenti effettuati hanno permesso di accertare che il Matteo sidentifica in
BUSCETI Matteo [ nato a San Roberto il 21 aprile 1964, ivi residente Frazione Melia via Sciasti
nr. 2], consigliere comunale di San Roberto, eletto nelle elezioni del 12 e 13 giugno 2004. Lo
stesso, effettivamente cognato di BUDA Pasquale (lui ... mio cognato assessore...) , avendo
sposato una sorella di questultimo, identificata in BUDA Antonia [nata a Fiumara (RC) il
28.05.1966, residente San Roberto residente Frazione Melia via Sciasti nr. 2].
Dopo aver rappresentato tali fatti, i due interlocutori riferivano in ordine ad un
danneggiamento, mediante esplosione di colpi darma da fuoco, effettuato in danno di
unautovettura che, dal contesto del discorso, risultava di propriet di CREAZZO Umberto
Francesco o di qualcuno appartenente al nucleo familiare dello stesso, atteso gli espliciti
riferimenti che venivano fatti allindirizzo dei figli di questultimo, ovvero a Giuseppe e Rocco,
entrambi generalizzati nel corso dellinformativa. Lidentificazione del Rocco, oltre che dal
soprannome mazzetta, gi emerso nel corso di una conversazione registrata in data 20 dicembre
2006 (progr. 1466 ), allorquando gli stessi interlocutori riferivano in merito ad alcune minacce,
perpetrate nei confronti di una ditta di Melito Porto Salvo, che aveva intrapreso lesecuzione di
alcuni lavori in localit Melia di Scilla, desumbile anche dal contesto di una frase, pronunciata
dal BARBIERI, allorquando riferiva di lavori che poteva eseguire Rocco Mazzetta: ..quando
sono andati a comprare un secondo escavatore, gli ho detto io compare Pino!! ... devo andare a
togliermi dalle mani cinquanta, sessantamila euro eh ... cio io volevo che mi diceva compare
Mimmo c' Rocco MAZZETTA che ce l'ha, gli facciamo fare a lui un mese di lavoro
giusto?... .
(vds. all. nr. 61 gi menzionato)

In effetti, CREAZZO Rocco, unitamente ai fratelli GIUSEPPE [ nato a Scilla il 18-


07.1965] e SERAFINO [nato a Scilla il 18.07.1965], titolare dellimpresa denominata EDILMAN
DI CREAZZO GIUSEPPE E FRATELLI S.N.C. , con sede legale in Via Castagnarella Vico IV nr. 9 di

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 385
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Scilla, frazione Melia, avente come attivit principale lavori generali di costruzione di edifici e
produzione di calcestruzzi;
Il dato pi importante, che conferma la particolare caratura criminale del CREAZZO
Umberto Francesco , e di conseguenza la conferma di quella rivestita da BUDA Pasquale, dato
dal fatto che subito dopo il danneggiamento della propria autovettura, di cui si fatto cenno in
precedenza, si registrava un incontro, allinterno di un vigneto di propriet di CREAZZO
Umberto, tra questultimo, BUDA Pasquale e CONDELLO Pasquale, allepoca latitante. In merito
le affermazioni sono state precise ed inequivocabili: BUDA P.: no, lo so io ... compare lo so io
lo sapevo gi da tempo, perch mi sono incontrato con compare Ciccio, eppure con questi diArchi
stava vendemmiando incontrai ... BARBIERI D.: PASQUALE CONDELLO... BUDA P.: e
dobbiamo sistemare alcune cose... BARBIERI D.: se no Pasquale CONDELLO non le
incontrava queste persone . Lincontro era finalizzato a sedare una sorta di attrito tra la
famiglia del CREAZZO, vittima del danneggiamento e la famiglia MORENA, capeggiata da
MORENA Giuseppe.
La presenza del CONDELLO, oltre a qualificare la diretta ingerenza dello stesso in
quellarea, attestava anche lelevato ruolo rivestito dai due antagonisti nello scenario
ndranghetistico di riferimento.
(vds. all. nr.115, gi menzionato)

Il dissidio tra i soggetti criminali, appartenti allarea di Melia di Scilla e San Roberto,
nasceva, versosimilmente, dal problema connesso alla nomina del nuovo Capo Societ di
quellarea, individuato in CREAZZO Rocco, figlio di CREAZZO Giuseppe la cui nomina, secondo
le acquizisioni investigative era avvenuta la sera del 4 settembre 2007. La circostanza emersa, in
maniera inconfutabile, dallascolto di una conversazioni tra presenti registrata in data 6 settembre
2007, allinterno dellautovettura di BUDA Pasquale, intercorsa tra questultimo e BARBIERI
Vincenzo.
Durante il dialogo, BUDA Pasquale, nel fare riferimento alla figura di CREAZZO
Francesco Umberto, asserendo che era da parecchio tempo che non lo vedeva, aggiungeva che,
lultima volta che era andato a trovarlo, unitamente a PASSALACQUA Domenico , non laveva
potuto vedere ma aveva incontrato CREAZZO Giuseppe, in precedenza generalizzato (.. sono
salito una volta con Mimmo PASSALACQUA, cera Pino CREAZZO quello lungo ..), aggiugendo
che, nella circostanza, avevano pranzato con questultimo ed era presente anche VITALE Stefano,
imprenditore, legato, come emerso dallattivit investigativa, al gruppo criminale in esame.
Nel corso della conversazione, i due interlocutori, dopo aver fatto riferimento a
CAMBARERI Domenico, dialogavano in ordine alla figura di CREAZZO Vincenzo 139 [nato a
Torino il 24.10.1971, residente a San Roberto ] ritenendolo un bravo ragazzo, mentre, in
relazione al nipote di CREAZZO Umberto Francesco, identificato, secondo le affermazioni del
BUDA, in CREAZZO Francesco [nato a San Roberto l11.06.1971, ivi residente] riferiva che in
una circostanza, questultimo, in sua presenza, si era permesso di asserire qua comando io la festa
e lo zio CREAZZO Umberto Francesco lo aveva preso a schiaffi:

MIMMO: ..incomp. ma io non so come faccia compare Ciccio a non ...inc... ..e
suo nipote Franchino che ha fatto?
BUDA P.: gli ha detto.."qua comando io ...la festa", e lui dice" tu comandi?", ha alzato le
mani e lo ha preso a schiaffi nel collo , ...inc...

La parte pi interessante del discorso, comunque, era riferito alla nomina di Capo Societ
dellarea di Melia e San Roberto fatta a favore del figlio di CREAZZO Francesco Giuseppe,
identificato in CREAZZO Rocco. Il BUDA, infatti, ad un certo punto affermava: ...tratto inc...al
figlio di ....inc... a Rocco trippa... capo societ. Dopo una generica affermazione del BARBIERI, il
BUDA aggiungeva testualmente: ..hanno votato l'altra sera ...tratto inc... chi si e chi no
...inc...alzata di mano ...inc....
Laffermazione inequivocabile. La nomina del CREAZZO Rocco aveva destato,
sicuramente rammarico, nei confronti di altre persone, tra le quali Santo BOVA, che si potrebbe

139 lo stesso nipote di CREAZZO Umberto Francesco. Pi volte stato controllato con questultimo, nonch con il
cugino CREAZZO Rocco.

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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PROCURA DELLA REPUBBLICA 386
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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

identificare in BOVA Santo [ nato a Scilla il 09.01.1941, pregiudicato]; a tal proprosito infatti, il
BUDA Pasquale, perfettamente addentrato in tali dinamiche criminali, riferiva :.. giustamente
Santo BOVA e arrabbiato, l....-
Nella prosecuzione del dialogo, nel parlare della figura di CREAZZO Francesco Umberto,
gli stessi riferivano che questultimo non era un cattivo, diversamente dai figli e precisavano,
come gi detto in precedenza (conversazione del 15 settembre 2007), che il CREAZZO stesso
aveva subito un danneggiamento ad unautovettura, infatti il BARBIERI affermava ..per il fatto
della macchina.
Successivamente, il colloquio sincentrava sulla figura di PASSALACQUA Domenico che,
dal contesto generale del discorso, emergeva aver avuto un diverbio con i componenti della
famiglia CREAZZO.
(vds. all. nr. 117)

Come si pu agevolmente notare dalla lettura delle pagine precedenti, BARBIERI


Domenico ha avuto costanti rapporti anche con organizzazioni mafiose, egemoni in altre aree della
provincia di Reggio Calabria, al fine di aggiudicarsi alcuni lavori, unitamente al fratello Vincenzo,
titolare di una impresa distinta, ma di fatto socio del fratello Domenico. Non estraneo a tale circuito
criminale, risultato essere anche BARBIERI Carmelo, fratello dei suddetti, in costanti rapporti
con ALVARO Cosimo, cos come si pu agevolmente constatare nel capitolo riferito a
questultimo.
Un primo concreto riscontro, in tal senso, si acquisiva in data 4 ottobre 2006, allorquando,
allinterno del cimitero di Reggio Calabria, si registrava un incontro tra i tre fratelli BARBIERI,
ALVARO Cosimo e LOGIUDICE Antonio [ nato a Reggio Calabria il 23.01.1975, ivi residente in
via Eremo Condera nr. 9/A] figlio di LOGIUDICE Fortunato [nato a Reggio Calabria il 4.11.1949,
ivi residente], pregiudicato, affiliato al sodalizio criminale CONDELLO-IMERTI-SERRAINO,
oggetto di tentato omicidio in data 24.04.1990 durante la seconda guerra di mafia140.

Lincontro era preceduto da due conversazioni telefoniche, intercorse tra BARBIERI


Carmelo ed il fratello Vincenzo, nel corso delle quali questultimo, in compagnia di ALVARO
Cosimo, chiedeva allinterlocutore di raggiungerlo, senza specificare la localit. Nel corso della
conversazione si sentiva, in sottofondo, la voce di ALVARO Cosimo, che pronunciava
testualmente a casa e mannaia.
(vds. all. nr.118 )
Alle ore 09.52, BARBIERI Vincenzo contattava nuovamente il fratello Carmelo,
chiedendogli entro quando tempo potesse giungere allappuntamento. Linterlocutore, dopo aver
riferito che ci avrebbe messo ancora 15 minuti, chiedeva se lappuntamento fosse a casa di
ALVARO oppure in unaltra localit:
BARBIERI: ma lui vuole l o da qualche altra parte .. gli devi dire .. o l sotto da lui
VINCENZO: o l sotto da voi .. (rivolgendosi ad Alvaro Cosimo, questultimo
risponde dove? ndr) .. o l sotto da voi o qua (Alvaro Cosimo risponde qua ndr) .. qua qua dice
va bene

(vds. all. nr.119)

140 Si precisa che la sorella ed il fratello di LOGIUDICE Antonio, ossia LOGIUDICE Antonia [ nata a

Reggio Calabria il 23.06.1977] e LOGIUDICE Domenico [ nato a Reggio Calabria il 27.10.1973], hanno
contratto matrimonio, rispettivamente, con ALVARO Giovanni [nato a Sinopoli l08.01.1974] e ALVARO
Rosaria [nata a Sinopoli l11.01.1979] entrambi figli del noto boss di Sinopoli (RC) ALVARO Francesco[
nato a Sinopoli il 17.10.1939], allepoca dei fatti detenuto.
LOGIUDICE Antonio, inoltre, sposato con MAVIGLIA Francesca, nipote del pregiudicato MAVIGLIA
Francesco, appartenete alla cosca mafiosa egemone nellarea jonica, denominata 2MORABITO
PALAMARA BRUZZANITI, capeggiata da MORABITO Giuseppe, alias Tiradritto-

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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PROCURA DELLA REPUBBLICA 387
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

Il servizio di osservazione, predisposto in area , consentiva di verificare che allinterno del


cimitero di Reggio Calabria, ove la ditta BARBIERI, stava effettuando de lavori, alle ore 09.45,
erano presenti ALVARO Cosimo, BARBIERI Domenico, BARBIERI Vincenzo ed un uomo
dallapparente et di 30 anni con capelli corti neri, corporatura esile, camicia scura a strisce e jeans
altezza 1.70-1.75, identificato, successivamente, in LOGIUDICE Antonio, che alle ore 10.16 si
allontanava a bordo di uno scooter blu, targato CF08962, intestato allo stesso. Alle ore 10.41,
allinterno del cimitero giungeva anche BARBIERI Carmelo, a bordo dellautovettura Fiat Panda
di colore bianco targata CS447ML141, intestata al Consorzio di Bonifica Integrale Area dello
Stretto, via Sbarre Superiori n.42 Reggio Calabria, ove lo stesso lavorava. Gli stessi si fermavano a
dialogare, per pochi minuti, in compagnia di un soggetto non meglio identificato.
Dopo pochi minuti, si notava:
Ore: 10.44 ALVARO Cosimo esce dal cimitero, sale a bordo del proprio scooter e
si dirige in via Eremo Botte;
Ore: 10.45 BARBIERI Carmelo a bordo dellautovettura Fiat Panda, si allontana
dal cimitero con direzione Ort;
Ore: 10.45 BARBIERI Vincenzo, a bordo di autovettura Volkwagen Golf di colore
scuro targata BA304VP 142 unitamente al soggetto con il quale dialogava precedentemente, si
accinge ad uscire dopodich lautovettura fa retromarcia e rientra allinterno del cimitero;

(vds. all. nr.120)

La centralit dei fratelli BARBIERI, nellambito di un cos articolato e complesso contesto


di ndrangheta, ne qualificava, in maniera consolidata, il loro perfetto inserimento con ruoli attivi e
partecipativi. Si precisa che, nella stessa mattinata, ALVARO Cosimo aveva avuto un incontro con
VITALE Domenico, in precedenza generalizzato, uomo di fiducia di MUSOLINO Rocco.
(vds. all. precedente)
In relazione a quanto evidenziato in precedenza emerso che BARBIERI Carmelo,
impiegato presso il Consorzio di Bonifica Integrale area dello Stretto - , aveva utilizzato
lautovettura intestata al consorzio, anche per recarsi ad appuntamenti di natura, prettamente,
privata. Ma risultava ancor pi grave lutilizzo di tale veicolo per accompagnare ALVARO Cosimo
in diversi punti della citt, tant che per tale motivo lautovettura veniva sottoposta a censura
ambientale, a seguito di decreto emesso da questa A.G.. In particolare, in data 24.08.2007, veniva
censurata, allinterno di tale veicolo, la presenza di BARBIERI Carmelo, ALVARO Cosimo ed un
altro soggetto a nome Franco. I diversi dialoghi, spaziavano dalla situazione politica della
provincia di Reggio Calabria, a fatti di natura generale.
In ordine ai rapporti intercorrenti tra la famiglia BARBIERI e quella ALVARO, si precisa
che, in data 28 gennaio 2007, nel corso di una conversazione tra presenti, registrata allinterno
dellautovettura del BARBIERI Domenico, intercorsa tra questultimo e GRILLO BRANCATI
Vitaliano, veniva fatto esplicito riferimento ai rapporti in esame. In particolare, BARBIERI
Domenico, dopo aver evidenziato come, in alcune occasioni, aveva ottenuto lappoggio dalla
famiglia ALVARO, nellaggiudicazione degli appalti nella Piana di Gioia Tauro, riferiva in
relazione ai rapporti mantenuti con i componenti della citata famiglia, anche mediante lappoggio a
latitanti appartenenti a tale organizzazione mafiosa. A tal proposito, infatti affermava: quello che
era latitante da noi come si chiama....; laffermazione sintomatica di una concreta conoscenza
del fatto anche da parte del GRILLO BRANCATI Vitaliano.
(vds. all. nr.121)
Gli accertamenti effettuati, in tal senso, hanno consentito dindividuare il componete
latitante della famiglia ALVARO, che era stato ospitato da quelli della famiglia BARBIERI, in
ALVARO Carmine [nato a Sinopoli (RC) il 10.08.1968]. Lo stesso si rendeva irreperibile il
03.04.1999, in quanto colpito dallOrdinanza di Custodia Cautelare in Carcere nr. 112/96 R.G.N.R.
DDA e nr. 155/97 R.G. G.I.P. DDA e nr. 81/99 Reg. C.C. del 26.03.1999 del Tribunale di Reggio

141 CS447ML Consorzio di Bonifica Integrale Area dello Stretto, via Sbarre Superiori n.42 Reggio Calabria
142 BA3304VP: Autovettura Volkswagen Golf di colore grigio scuro intestata a BARBIERI Vincenzo nato a Reggio
Calabria il 26.11.1961, ivi residente frazione Villa San Giuseppe via Dei Monti nr. 116.
:

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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PROCURA DELLA REPUBBLICA 388
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

Calabria, per associazione mafiosa ed altro (Operazione Prima del Comando Provinciale
Carabinieri di Reggio Calabria) e veniva catturato il 13.02.2002. Il 06.10.2007 veniva scarcerato
per fine pena dalla casa Circondariale di Catanzaro. Si precisa che la circostanza era emersa gi nel
corso di una conversazione, registrata alle ore 11.48 del 23 dicembre 2006 (progr. 847), allinterno
dellautovettura Fiat Marea Weekend targata AS425TS in uso al BUDA Pasquale, allorquando,
questultimo riferiva al proprio interlocutore, tale PASQUALE, non meglio identificato, che la
latitanza dellALVARO Carmine, era stata curata dalla famiglia BARBIERI, in particolare da
Domenico e Carmine. Il soggetto a nome Pasquale, nel rappresentare tale circostanza riferiva: si
signore loro, i vecchi non lo sanno di queste cose, di quello che combina lui compare
CARMINE, che c suo fratello Carmelo che gli ha dato appoggio allaltro fratello .. a CARMINE
lha tenuto quale due giorni l .. e compagnia bella, avete capito, lui, molte cose non li sanno,
quello CARMINE. Laltro ieri uscito dal carcere, quanto sei mesi, otto mesi voglio dire.
In relazione a questultima affermazione (Laltro ieri uscito dal carcere, quanto sei mesi,
otto mesi voglio dire), linterlocutore si riferiva, come tra laltro emerso nel prosieguo del
dialogo, alla figura di ALVARO Cosimo, scarcerato il 7 gennaio 2006 e sottoposto,
contestualmente, alla Sorveglianza Speciale di P.S., con obbligo di soggiorno nella citt di Reggio
Calabria. Circa lidentificazione di questultimo, quale persona a cui i due interlocutori facevano
riferimento, si riporta, parte del dialogo:
BUDA P.: ...incomp... io l'altra volta mi sono trovato a mangiare con lui...
PASQUALE: lo so, voglio dire per non c' stato modo di andarlo a trovare per dire,
pi legato con CARMINE con l'altro fratello che deve uscire, che arrestato, con suo padre ...
BUDA P : COSIMO ...
PASQUALE : COSIMO pi "dritto" della famiglia va... non che...

(vds. all. nr. 122)


La conversazione in argomento risultava oltremodo significativa, atteso che qualificava in
modo inconfutabile lappartenenza del BARBIERI allorganizzazione criminale indagata. Infatti, il
soggetto, in compagnia del BUDA attestava in modo inequivocabile una serie di contatti tra il
BARBIERI ed esponenti della criminalit organizzata, con i quali, il BARBIERI Domenico si era
legato da vincoli di comparatico, tra i quali figurava anche CREAZZO Francesco Umberto, in
precedenza generalizzato: .. ma lui ora... lo sapete perch pecca in queste cose... perch lui.... a
Sinopoli l'ho portato io da mio compare dagli ALVARO, l'ho portato perch lui non li conosceva,
poi andato e ha fatto "san Giovanni" da CICCIO CREAZZO l'ho portato io che lui non neanche
lo conosceva, dai GARONFOLO ci siamo incontrati insieme e compagnia bella tu non puoi
pensare perch in questo momento sei amico sei compare con CICCIO CREAZZO, favorisce a
CICCIO CREAZZO, CICCIO CREAZZO ha il san Giovanni favorisci a tutti...-
(vds. allegato precedente)

Lincontro tra BUDA Pasquale ed il soggetto a nome Pasquale, come si evince dal contesto
della conversazione, era avvenuto proprio per discutere in relazione alla figura di BARBIERI
Domenico che, dopo aver preso accordi con i componenti delle diverse organizzazioni mafiose,
non aveva rispettato alcuni patti, tant che aveva avuto uno scontro con MUSOLINO Francesco
[nato a San Roberto (RC) il 01.03.1943, emigrato il 17.04.1985 per Reggio Calabria ove risiede in
via Provinciale Vecchia nr. 101, inteso Ciccio MUSOLINO]. Lo scontro era scaturito dal fatto
che nonostante fosse stato raggiunto laccordo sul prezzo da praticare, in relazione ad una gara di
appalto, il BARBIERI agiva autonomamente, praticando, quindi, un prezzo diverso da quello
concordato, aggiudicandosi, pertanto, i lavori. In merito, il BUDA Pasquale cercava di giustificare
tale atteggiamento, asserendo che il BARBIERI si era fatto condizionare.
In relazione a tali fatti, la conversazione avveniva come segue:
BUDA P. : l'altra volta successo un.... pure con CICCIO MUSOLINO...
PASQUALE: con compare CICCIO!! eh!!
BUDA P.: mi ha chiamato CICCIO MUSOLINO e mi ha detto un discorso, mi ha
detto: lo sapete compare PASQUALE sono successe, per mi dovete dire questo, questo... e mi ha
raccontato il fatto, io il fatto lo sapevo, ma lo sapevo...
PASQUALE: in un altro modo...
BUDA P. : in un altro modo... si...

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 389
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PASQUALE: si, queste cose vi fanno male... pr dico io... io a voi vi potevo dire si
mio cugino e il cugino mio del cuore, e domani c'.... cio dobbiamo essere lineari nei discorsi
nelle cose compare PASQUALE, io ve lo dico perch sapete compare PASQUALE...
BUDA P. : no, no, io...
PASQUALE : una cosa dove la devo togliere la tolgo e dove la devo mettere la metto...
BUDA: io ho preso compare PASQUALE, ho preso e sono andato a casa, so che hai
avuto qualche disguido ....incomp... qualche cosa stavo incominciano a cambiarla ...tratto
incomprensibile ... uno gli pu dire a un amico, senti... c' un pezzo di pane ...incomp... ce lo
mangiamo mezzo l'uno, e uno ...incomp... o lo fai tu o lo faccio io, per ce lo mangiamo mezzo
ciascuno, per se gli dici una cosa e uno ne fa un'altra non corretto... hanno fatto una gara e
hanno stabilito di mettere...incomp...
PASQUALE: e quello devo essere stampato la... domani uno viene a casa questo il
mio... cos sono fatto io compare PASQUALE...
BUDA: lui ha preso e gli ha cambiato le cose...
PASQUALE: non si fanno le cose ...
BUDA: ...incomp... compare CICCIO ...incomp... MIMMO dice...lui dice MIMMO ma
venuto a casa...
PASQUALE: ma glielo dice vi prima...
BUDA P: tu gli dicevi compare CICCIO, guardate non vi offendete ...incomp... lavoro, e io
il lavoro...incomp... per un consiglio mio... per una cosa mia ci tengo che a Catona il lavoro lo
faccio io...
PASQUALE: giusto... e quello che guadagniamo ce lo spartiamo... poi sicuramente
questo sicuramente appoggiato con lo genero di NUCERA, dei discorso io non so niente, per
gi so tutto...eh! il lavoro...
BUDA: il lavoro a Catona lo faccio io e quello che guadagniamo ce lo
dividiamo...incomp...
PASQUALE: no, non esiste compare ...incomp...
BUDA: si ma voi che cosa gli avete detto?... poi si fatto condizionare, dice si ma lui
andato dicendo qua e la... compare MIMMO io sono amico vostro, per a me mi dovete dire tutte
le cose e come stanno le cose e non mi dovete fare sbagliare, sbagliate voi e me la devo vedere io,
invece voi me lo avete raccontato all'inverso, io giustamente quando mi ha incontrato compare
Ciccio, compare CICCIO e venuto a chiamarmi a dirmelo... e le cose non erano cos ...
PASQUALE: compare CICCIO un cristiano di principio non che...
BUDA: mi ha detto: compare CICCIO ma me non mi saluta ...
PASQUALE: e non mi saluta, e ti deve salutare pure...
BUDA: non ti saluta perch?... perch tu ti sei comportato in questo modo...

(vds. all. precedente)


Con riferimento al BARBIERI Domenico, si precisa che il BUDA, durante il colloquio,
riferiva che in passato, in diverse occasioni, gli aveva sistemato due tre casi, poich
limprenditore era strettamente legato alla sua persona : io sono andato da quelli che dovevo
andare, gli ho detto: guardate compare MIMMO interessa a me gli ho portato delle cose ...incomp...
se vi interessa a voi mi ha detto, voi sapete come stanno i fatti non avete bisogno che ve lo dica io o
ve lo dica un altro, gli ho detto io: e come la possiamo sistemare, mi ha detto, vedete che gli ho
detto io ...incomp... per andare se ne pu andare vedete come sistemano il lavoro e se la potete
l'aggiustate...
(vds. all. precedente)
Laffermazione, pertanto, costituisce, un ulteriore elemento probatorio in relazione
allinserimento dello stesso nel circuito criminale indagato, atteso che il BARBIERI, come
agevolmente emerso dalla contesto generale delindagine, si avvalso del rapporto di diverse
organizzazioni mafiose ed in particolare del BUDA, per raggiungere i propri fini, relazionabili
allaggiudicazione dei lavori. Infatti, linterlocutore del BUDA, riferiva che il BARBIERI, anche in
altre aree del territorio della provincia di Reggio Calabria, aveva mantenuto lo stesso
atteggiamento, ovvero stringere alleanze con gli esponenti della locale criminalit organizzata e,
successivamente, non mantenere pi le promesse. A tal proposito, infatti, affermava: no, statevi
attento perch, a Palmi da un discorso andato in un altro, sono andati pure amici di Sinopoli
quando hanno fatto quella volta a Palmi, hanno preso impegni tutte cose, poi gli ha fatto fare male

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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

vedute, perch a Palmi non pu tornare un'altra volta, non che pu tornare un'altra volta, a Scilla
sta lavorando per prima no poteva lavorare perch ...incomp... io vi dico le cose e quella volta l'ho
portato io, ma io non che gli porto rancore, non gli porto niente per, io mi sento rispettato da
parente ma sempre proprio, tu quando puoi dietro alle spalle, dici certe cose che non devi dire a me
non mi sta pi bene..
(vds. all. precedente)
In effetti, come sar evidenziato in seguito, il BARBIERI, nel corso di una conversazione,
registrata in data 28 gennaio 2007, tra questultimo e GRILLO BRANCATI Vitaliano,
rappresentava le modalit di aggiudicazione delle gare di appalto, indette dallamministrazione
comunale di Palmi, nonch lappoggio avuto dalla cosca ALVARO, ogni qual volta emergevano
problemi di coordinamento con altre imprese. Attraverso tale affermazione, si accertava, inoltre,
che il BARBIERI, in precedenza, nellarea di Scilla, non poteva eseguire alcun lavoro ( a Scilla sta
lavorando per prima no poteva lavorare perch ...incomp...), facendo chiaramente intendere che la
situazione era cambiata a seguito di specifici contatti relazionali espressi dallo stesso BARBIERI,
con gli esponenti della locale criminalit organizzata. Basta pensare che il BARBIERI aveva
conosciuto il CREAZZO Francesco Umberto, indicato in precedenza, attraverso linterlocutore del
BUDA, cos come emergeva dal dialogo. Si precisa, in effetti, che in quel periodo, BARBIERI
Domenico, stava svolgendo lavori di riqualificazione della viabilit urbana di Scilla centro e delle
frazioni143 e sia quelli di riqualificazione idraulica del torrente Favazzina e della zona interessata144.
E importante precisare che, in relazione alla realizzazione di questi ultimi lavori, il
BARBIERI aveva ceduto, in sub-appalto, parte della realizzazione dellopera, per un importo di:
- 55.000,00 alla EDILMAN di CREAZZO Giuseppe e F.11i- snc, con sede in Via
Castagnarella Vico 4 - Melia di Scilla. I soci, come gi accennato nelle pagine precedenti, sono
stati identificati nei figli di CREAZZO Francesco Umberto, questultimo indicato quale uno dei
referenti criminali del BARBIERI;
- 30.000,00, allimpresa denominata Nuova Geosud s.n.c. di Saraceno & c. sita in
Reggio Calabria via Vecchia Provinciale 16, Frazione Archi Vico San Francesco I^ Tratto . La
societ, di fatto, di propriet di SARACENO Giuseppe [ nato a Reggio Calabria il 15.06.1935,
ivi residente], pregiudicato, gi inquisito nellambito D. DAY condotta nei confronti
dellorganizzazione mafiosa della cosca IAMONTE .
La societ, attualmente, costituita dalla moglie e dai figli del SARACENO, tutti
anagraficamente di seguito generalizzati:
MALARA Maria Giuseppa, nata a Reggio Calabria il 28.03.1947, ivi residente
via Nazionale II tratto 7/F, localit Archi;
SARACENO Francesco, nato a Reggio Calabria il 22 marzo 1968, ivi residente
via Nazionale II tratto 7/F, localit Archi;
SARACENO Mario, nato a Reggio Calabria il 6 settembre 1971, ivi residente
via Nazionale II tratto 7/F, localit Archi

Nellambito della citata societ, SARACENO Giuseppe ha rivestito dal 29.10.1991, la


carica di amministratore e direttore tecnico.

143 I m p o r t o d e l p r o g e t t o : 5 1 0 . 0 0 0 , 0 0 ;
Impresa aggiudicataria: BARBIERI Vincenzo con sede in Villa San Giuseppe di Reggio Calabria Via dei
Monti 344 - codice fiscale BRB VCN 61S26 H224U - partita IVA 00632120804.
Importo contrattuale: 283.369,10 per lavori al netto del ribasso del 24,062% oltre ad 5.303,75 per oneri
connessi alla sicurezza non soggetti a ribasso oltre IVA.

144 Importo del progetto: 924.658,00


Impresa aggiudicataria: BARBIERI Vincenzo con sede in Villa San Giuseppe di Reggio
Calabria Via dei Monti 344 - codice fiscale BRB VCN 61S26 H224U - partita IVA 00632120804.
Importo contrattuale: 446.217,00 per lavori al netto del ribasso del 24,370% oltre E
10.000,00 per oneri connessi alla sicurezza non soggetti a ribasso oltre IVA.
Impresa sub appaltatrice:
- EDILMAN di Creazzo Giuseppe e F.11i- snc, con sede in Via Castagnarella Vico 4 - Melia di
Scilla; 55.000,00;
- NUOVA GEOSUD snc di Saraceno & C., con sede in Via Vecchia Provinciale Vico San
Francesco 18/a Archi (RC); 30.000,00;

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 391
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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

Anche in relazione ai fatti appena accennati, si evince che il BARBIERI aveva affidato
parte dei lavori ad alcune imprese ampiamente inserite nel circuito mafioso.
La prosecuzione della conversazione tra BUDA Pasquale ed il soggetto a nome Pasquale,
connessa alla problematica sorta tra il BARBIERI e MUSOLINO Francesco, aveva assunto toni e
proporzioni drammatiche, atteso che il soggetto in compagnia del BUDA, ad un certo punto
affermava che se MUSOLINO Francesco avesse rappresentato tale situazione a PASQUALE,
sicuramente ci sarebbero stati gravi problemi: ognuno fuori del suo "locale" se ne fotte in un
certo punto pu dire, non vi dice nessuno, per magari, successo il fatto di compare CICCIO, e
compare CICCIO ha parlato con voi, se compare CICCIO andava a Catona da PASQUALE come
si metteva la cosa, quelli di Catona che gli dicevano eh...
(vds. all. precedente)

Laffermazione non lascia alcun dubbio. Il soggetto menzionato nel corso del discorso, con
il nome Pasquale, stato identificato in CONDELLO Pasquale, allepoca latitante, a capo della
ndrangheta operante nella citt di Reggio Calabria. In tal senso emblematiche sono le
affermazioni, censurate nellambito della stessa conversazione, in cui veniva palesato che sebbene i
diversi locali, nellambito della loro competenza, avessero potuto assumere iniziative nel
confronti del BARBIERI, sicuramente avrebbero dovuto sottostare alle decisioni del CONDELLO,
qualora, questultimo, fosse stato informato degli accadimenti da parte del MUSOLINO.
In effetti, il BUDA, a seguito di tale affermazione, assumeva, nei confronti del BARBIERI,
un atteggiamento molto prudenziale, affermando che comunque lo avrebbe protetto solo fino ad
un certo punto.
Il dialogo, attinente a tale circostanza, si sviluppava come segue:
BUDA P: compare PASQUALE io fino a un certo punto, se posso fare una cosa di bene
gliela faccio a lui...
PASQUALE: certo, per l'amore di Dio...
BUDA P.: gliela faccio a lui... fino a un certo punto... se poi uno comincia a
disertare dalla sera alla mattina e tutti i giorni continua e cose, sono cose che non devono
succedere...
PASQUALE: logico...
BUDA P: lo rispetta fin quando lui si comporta in un certo modo...
PASQUALE: giusto, giusto... logico...
BUDA P: quando comincia a fare, che mi fa fare qualche mala figura e cose, gli dico
compare MIMMO qua...

(vds. all. precedente)

Lo stesso giorno (23 dicembre 2006), allinterno dellufficio di BARBIERI Domenico, si


registrava una conversazione (progr. 550) tra questultimo e BUDA Pasquale, avente come oggetto
principale la problematica in questione, laddove il BARBIERI rappresentava che RUGOLINO
Giovanni [nato a Gallico di Reggio Calabria il 23.02.1950, ivi residente in Via case Savoia
nr.280], e MORENA Pietro [nato a Sambatello di Reggio Calabria il 01.01.1960, residente in
Reggio Calabria frazione Gallico Via Casa Savoia nr.280], avevano effettuato alcune minacce
agli operai del BARBIERI stesso, affinch lasciassero il cantiere .. Tutto poteva fare nei miei
confronti, anche prendermi a calci in culo, ma non di andare dagli operai e dirgli che questo se ne
deve andare da qui! Non lo doveva fare mai al mondo! Lui l'ha fatto e con me... L'hanno chiamato,
l'hanno richiamato, l'hanno messo sugli attenti, gli hanno detto cosa hai fatto... Per lui non, non
venuto a dire che si sbagliato! Quella mattina non sapeva come scappare! Vi racconto il fatto!
Aggiungeva successivamente: Si! Mimmo sai... Vi dico una compare
proprio...incomp... . Hanno difficolt di duemila ... duemilioni e ...tratto incomprensibile... avete
capito compare PASQUALE? E poi tu vai nel mio escavatore! E fai un'azione di quelle, compare?
Tu e tuo cognato PIETRO MURENA ? Quando si siederanno qui, possiamo pure ragionare! Ma
fino a che campiamo, compare io...
(vds. all. nr. 63, gi menzionato)

In effetti, MORENA Pietro e RUGOLINO Giovanni, sono cognati, avendo sposato,


rispettivamente, le sorelle TRIPODI, Maria Teresa (19.03.1961) e Angela (23.07.1951).

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 392
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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

Gli stessi, secondo le affermazioni degli interlocutori, ritenevano che tali minacce fossero
giunte, a seguito di richiesta di MUSOLINO Francesco [nato a Reggio Calabria il 15/03/1943,
pregiudicato], escludendo tuttavia una partecipazione di MUSOLINO Giuseppe [nato a Reggio
Calabria il 31/07/1972, ivi residente, fraz. Gallico, via A. Garibaldi nr. 325, pregiudicato per reati
contro la pubblica amministrazione e lesioni personali], figlio di Francesco:
BARBIERI D.: PINO gli ha dato la colpa a ...incomp.., ...incomp... gli ha dato la colpa a
NDRIA (ANDREA ndr), ...incomp... domandagli a compare PINO! Compare PINO una persona
buona! Compare non...incomp...
BUDA P.: il migliore lui!
BARBIERI D.: suo figlio..., il figlio di CICCIO MUSOLINO!
BUDA P.: No ma forse CICCIO no! Io ho dubbi ...incomp... c' stata la mano, c'
stata la mano di CICCIO MUSOLINO!
BARBIERI D.: Ma forse CICCIO si! Ma il figlio di compare PINO non penso? Non
poteva fare queste ...
BUDA P.: No! Compare se glielo diceva, glielo dicevo lui!
BARBIERI D.: Se glielo diceva, glielo diceva lui, dai!
BUDA P.: Non si fidava di nessuno!
BARBIERI D.: Uhm!
BUDA P.: nemmeno di PINO
BARBIERI D.: No, no! E PINO no, non gli diceva mai a compare CICCIO... hai
BUDA P.: Comunque io oggi, mi sono incontrato con ...inco
(vds. all. nr. 63, gi menzionato)

Nel prosieguo del discorso, emergeva che BARBIERI Vincenzo, tra laltro, si era rivolto
anche ad ALVARO Cosimo, in precedenza generalizzato, che gli aveva consigliato di non
innescare ulteriori problemi: E siccome lo ha fatto, GIOVANNI RUGOLINO, rimane nella
storia, compare, ...COSIMO ALVARO ha detto: "compare, meglio, non parlare proprio...
Nel prosieguo della conversazione, BARBIERI evidenziava anche un eventuale
interessamento di CAMBARERI Domenico, atteso che questultimo era di San Roberto, ovvero
dello stesso centro abitato originario del MUSOLINO, .. ..incomp... dice: " non voglio manco che
ragionate!" ...lasciamo stare! MIMMO CAMBARERI era l sopra... .-
(vds. all. nr. 63, gi menzionato)

Non estraneo a tale vicenda era risultato essere anche LE PERA Santo, in precedenza
generalizzato, che, come gi evidenziato, era uno dei maggiori rappresentanti criminali dellarea di
Catona, aderente alla cosca RUGOLINO. In particolare, il BARBIERI riteneva anche il LE PERA
era il maggior responsabile di tali azioni ritorsive, condotte nei propri confronti.
In relazione alla figura del LE PERA Santo, va precisato che, questultimo, aveva
partecipato, in data 12 ottobre 2006, come gi evidenziato dettagliatamente nelle pagine precedenti,
ad un incontro con il BUDA Pasquale, BARBIERI Domenico, VADALA Natale cl. 77 e
limprenditore SICLARI Giovanni. Nella circostanza, lincontro era preceduto da una telefonata,
fatta da questultimo e diretta a BARBIERI Domenico, dalla quale emergeva chiaramente che gli
stessi si dovevano incontrare per parlare di una gara di appalto .
E superfluo rappresentare che lincontro costituiva una sorta di riunione al vertice tra
imprenditori, alla presenza dei rispettivi rappresentanti ndranghetisti darea e ragionevole
ritenere che avesse ad oggetto problemi relativi alla gestione degli appalti.
Le aderenze criminali del BARBIERI si sono estese anche oltre la citt di Reggio Calabria,
considerato che lo stesso si sia vantato di conoscere approfonditamente agguerriti sodalizi
criminosi che, nel corso del tempo, gli hanno consentito di intrecciare legami criminali durati nel
tempo. Lo stesso, infatti, il 28.01.2007, mentre a bordo della propria autovettura Suzuki Vitata si
recava a Taurianova, in compagnia di GRILLO BRANCATI Vitaliano, manifestava la sua
profonda conoscenza della realt criminale locale e dellillecita gestione degli appalti da parte
delle amministrazioni, preposte allutilizzo dei fondi pubblici, indicando, di volta in volta, al
GRILLO, quali erano le famiglie mafiose che controllavano la zona che stavano attraversando in
auto, tra le quali, i GALLICO, segnalati quale la famiglia mafiosa operante zona di Palmi ed i
SANTAITI su quella di Seminara.

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 393
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Proprio in relazione ai rapporti intercorrenti con i componenti della cosca GALLICO, il


BARBIERI, nel corso di una conversazione ambientale145, registrata in data 3 dicembre 2006, gi
riportato in precedenza, aveva riferito che lo stesso aveva incontrato GALLICO Rocco,
identificato nellomonimo [ nato a Palmi (RC) il 14.11.1965, ed ivi domiciliato in via Concordato
nr. 51, coniugato, nullafacente, pluripregiudicato]. Lincontro, attraverso la ricostruzione dei fatti,
avveniva nel periodo in cui lo stesso era latitante146. Sempre con riferimento alle consolidate
reciprocit criminali sottese dal BARBIERI nel corso di una conversazione intercettata lo stesso
giorno, riferiva al proprio interlocutore, identificato in SCIARRONE Battesimo [ nato a Calanna il
30.08.1941, residente Villa San Giovanni via Nazionale nr. 478, coniugato] che, in occasione del
Natale, annualmente, si recava da GALLICO Rocco, per fare un regalo a questultimo147.
(vds. all. nr. 60 gi menzionato)
Ritornando alla conversazione intercettata in data 28 gennaio 2007, intercorsa tra GRILLO
BRANCATI Vitaliano ed il BARBIERI, si precisa che limprenditore riferiva alcune circostanze
connesse alla gestione degli appalti, presso il comune di Palmi, nel periodo in cui il sindaco era
VENETO Armando, laddove era riuscito ad aggiudicarsi due lavori, attraverso il congruo aiuto del
Segretario Comunale, in cambio di somme di danaro. Questi stato identificato in STALTERI
Vincenzo148 [nato a Ardore (RC) il 31.08.1948, residente a Bologna in Via G.B. Ercolani civico
8], che ha ricoperto dal 1994 al 2001 lincarico di Segretario Generale presso il Comune di Palmi.
Nel 2008 stato nominato Segretario Generale della Provincia di Roma.
Per una corretta esposizione dei fatti, si riporta, di seguito, parte della conversazione:
BARBIERI D.: stavo dicendo! sono entrato a Palmi, al Comune di Palmi, ha detto "sai!
ci sono due gare cosi eh!!!"....allora le buste, guarda che cazzo di metodo di gare che c'era, no! il
Sindaco o chi faceva le funzioni del Sindaco, in quel caso il segretario, faceva una busta segreta,
mettevano ad esempio otto! dico per dire, no! chi si avvicinava di pi a quell'otto prendeva la gara,
io la sera prima mi sono incontrato ...
GRILLO B.: otto come cifra?
BARBIERI D.: come cifra! mettevano otto, cio...inc...

145 Stralcio della conversazione [Link]!...no ora, anni dietro...eh!!! mesi dietro, ora ha due
giovanotti che girano, ho parlato con Rocco GALLICO, mi ha detto "compare Mimmo! ci sono due
giovanotti!", certo, questo alla fine di dicembre prende mille euro li metteva dentro una busta e glieli
regalava, insomma! ma ha due giovanotti che la notte vanno girando come i cosi, piedi piedi .,

146 poich colpito, come emerge dalla Banca dati delle FF. di Polizia, da provvedimento restrittivo nr. nr.
88/2005 R. E. S. e nr. 267/2006 R.O.E., emesso dalla procura generale di Reggio Calabria e dall'ordinanza
di custodia cautelare in carcere nr. 3190/2000 R.G.N.R.-D.D.A., nr. 4306/2001 R.G.I.P.-D.D.A. e nr.
253/2001 R.O.O.C.-D.D.A. emesso dal GIP in data 18.02.2002 per i reati di associazione a delinquere di
stampo mafioso, estorsione e rapina;

147 Stralcio della conversazione intercettata: .eh! hanno dovuto fare un protocollo...coso aveva trovato
...inc... una cosa che costa mille euro, mille e cinquecento euro....e non siete stati capaci nessuno a dire
"ma! compare Mimmo! questa persona ha fatto questo miracolo, che cosa dobbiamo fare?".....ma tu pensi
che chiama pi qualcuno qua da me.....non chiama nessuno sicuramente...,dice "non arrivano i soldi, non
so cosa fare!" con quello purtroppo non c' che uno "eh! eh! non posso fare niente!".......perch sono
limitati con il cervello, per un anno mi sballa la testa, per vedere le cose di qua e l fuori, per tenere le
cose, e questa mattina sono partito per Palmi perch io.... eh!! Bettino! ogni natale nonostante ora non
ho con Palmi di lavoro, vado da Rocco GALLICO e gli porto un pensiero, ci sono bottiglie di
champagne, ci sono bottiglie di vino...-

148 10.03.2008: veniva deferito a p.l. dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di
Catanzaro poich, in qualit di ragioniere pro tempore del Comune di Gioia Tauro (RC), in
concorso con altri, al fine di procurare ad alcuni operatori un ingiusto vantaggio
patrimoniale consistente nell'assunzione illegittima in servizio retribuito a carico della
Regione Calabria, abusava del proprio ufficio, approvando apposito atto deliberativo con il
quale i citati operatori venivano illegittimamente inseriti tra i componenti della equipe s.p.p.
pur non possedendo i prescritti requisiti di legge;

24.03.2000: veniva denunciato a p.l. dalla Stazione CC di Palmi per reati contro
lamministrazione comunale;

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 394
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GRILLO B.: partivano da ottantamila per esempio?


BARBIERI D.: no! no!
GRILLO B.: numero proprio?
BARBIERI D.: numero! otto!
GRILLO B.: e corrispondeva a che cosa?
BARBIERI D.: loro partivano da una...specie..da una...per il ribasso, no! se tu mettevi
dieci uscivi fuori, se mettevi sette virgola nove nove nove era tua la gara
GRILLO B.: apposto!
BARBIERI D.: cio! per ...
GRILLO B.: ed il numero chi te lo dice preciso?
BARBIERI D.: eh! c'era quello! ti sto dicendo!....allora io sono andato...

Dopo uninterruzione della conversazione, in quanto il BARBIERI chiedeva alcune


delucidazioni ad un passante in merito al tragitto da seguire, riprendeva il dialogo in relazione alle
modalit di aggiudicazione delle gare di appalto:
BARBIERI D.: questa zona mi sempre piaciuta, sempre! io quando venivo a lavorare
a Palmi venivo sempre a mangiare qua a Sant'Elia l sopra....
GRILLO B.: alla "Collina"! come si chiama.....
BARBIERI D.: si! alla "Collina"! qua sopra, o al "Parco Verde"........io ho fatto il campo
sportivo qui! il campo di .......
GRILLO B.: ...inc...
BARBIERI D.: il campo di.....che campo qui?

(vds. all. nr. 121, gi menzionato)


La conversazione proseguiva su altri fatti, che saranno analizzati in seguito, relativi ad una
serie di omicidi verificatesi in localit Barretteri di Seminara.
BARBIERI D.: io ho lavorato...inc...quando c'era Sindaco Armando VENETO

(Il discorso intervallato da circostanze non connesse agli appalti, comunque meritevoli di
approfondimento, che saranno analizzati in seguito. )

BARBIERI D.: ...allora mi dice "BARBIERI guardate! io purtroppo non che sono
solo, devo dare conto al Sindaco!", "per l'amore di Dio! dottore! stiamo scherzando!" questo era
amico di Rocco Cassone, amico di Rocco Nasone e facevano parte tutti della stessa loggia, no!
GRILLO B.: si!
BARBIERI D.: e mi ha fatto prendere due lavori!...poi il terzo lavoro arriva una lettera
anonima, c'era un bel lavoro, dicendo che "la mafia a braccetto con le istituzioni a Palmi, vedi
impresa BARBIERI, lavori aggiudicati impresa BARBIERI!" no! giustamente una l'abbiamo fatta
grossa, una l'abbiamo fatta di un miliardo e qualche cosa, ....questo mette zero dieci mi sembra o
zero dodici, una cosa del genere, no! ed io...mi ha detto "lo sapete cosa dovete fare? trovate
un'altra impresa che non mette un documento nella busta....!"
GRILLO B.: per la cifra migliore
BARBIERI D.: "...per la cifra deve essere migliore!", io lo esco perch ...e voi siete di
dietro
GRILLO B.: e voi siete di dietro!
BARBIERI D.: voi sapete che questo figlio di puttana se le cantata allora
GRILLO B.: questo dellimpresa che hai parlato?
BARBIERI D.: eh! Agostino! mi ha detto ....
GRILLO B.: e chi ?uno di qua?
BARBIERI D.: uno di qua! ed io l'avevo presentato, di Rizziconi, eravamo diventati
amici
GRILLO B.: ma poi
BARBIERI D.: "ma stai tranquillo! vicino a noi qua e l!"
GRILLO B.: ...inc...
BARBIERI D.: no! e non potevamo di Reggio, perch di Reggio...hai capito!
GRILLO B.: ho capito! tu dovevi trovare...

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 395
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BARBIERI D.: doveva essere una impresa del posto per dire "minchia! questo ci stava
fregando!"
GRILLO B.: cio! questo la voleva veramente quella gara.....certo ma d'altra parte lui
ha le cose

(vds. all. nr. 121, gi menzionato)

Gli accertamenti effettuati, in relazione allaggiudicazione delle gare di appalto, hanno


permesso di stabilire che, in data 6 maggio 1997, veniva depositato il contratto dappalto, avente
Repertorio nr. 22, con cui venivano approvati i lavori di completamento del campo di Rugby,
sito in localit San Giorgio del Comune di Palmi, affidati alla Ditta Individuale BARBIERI
Vincenzo Carmine, fratello di BARBIERI Domenico. Si premette che lappalto veniva approvato,
con delibera della G.M. nr. 176 del 08.03.1995 per un importo complessivo di Lire 700.000.000,
di cui Lire 635.592.932 a base dasta. Pertanto, con delibera della G.M. Nr. 758 del 16.10.1996,
veniva indetta, per lappalto dei lavori, apposita licitazione privata che veniva esperita in data
12.02.1997 e, infine, approvata con delibera della G.M. Nr. 107 del 14.02.1997, aggiudicando i
lavori alla predetta Ditta BARBIERI Vincenzo Carmine di Reggio Calabria per il prezzo
complessivo di Lire 554.423.996. Il contratto in riferimento veniva sottoscritto dal Dott.
STALTERI Vincenzo (Segretario Generale del Comune di Palmi), Dott. BARONE Giovanni
(Vice Sindaco del Comune di Palmi) e da BARBIERI Vincenzo Carmine (Impresa aggiudicatrice
dellappalto). In data 28 agosto 1998, veniva depositato lAtto di Sottomissione avente Repertorio
nr. 99, con il quale, in esecuzione della delibera di Giunta nr. 978 del 18.08.1998, si rideterminava
limporto totale dei lavori che ammontava a Lire 627.022.184, con una differenza al netto di Lire
72.598.188 rispetto al contratto originale. Infine, in data 21 maggio 1999, veniva depositato lAtto
di Sottomissione e Verbale di concordamento di nuovi prezzi, avente Repertorio nr. 164, nel
quale si determinava nuovamente limporto totale dei lavori in Lire 626.926.749.
Laltra gara di appalto che si era aggiudicata la ditta BARBIERI Vincenzo stata
individuata in quella relativa ai i lavori di risanamento idrico e fognario della Frazione Tonnara
di Palmi, per un valore complessivo di Lire 365.000.000, di cui Lire 326.128.450 a base dasta. I
lavori venivano aggiudicati per un valore al netto di Lire 277.759.178. Il contratto di appalto
veniva depositato con Repertorio nr. 17 in data 26 marzo 1997 presso la Segreteria Generale del
Comune di Palmi.
La prosecuzione del dialogo forniva, nonstante i reati fine siano da consederare estinti per
intervenuta prescrizione, un quadro probatorio di oggettivo valore in ordine alle proiezioni
criminali del BARBIERI ed alle sue capacit criminali atteso che, ad un certo punto, lo stesso
riferiva che, in relazione ad una terza gara di appalto, indetta per un importo di circa un miliardo e
mezzo di lire, lo stesso aveva stabilito un accordo con il Segretario Comunale, per far aggiudicare i
lavori ad unaltra ditta, la quale, non producendo documenti da allegare allofferta di ribasso,
sarebbe stata esclusa e, quindi di conseguenza, la gara assegnata al BARBIERI che, conoscendo a
priori la percentuale di ribasso, avrebbe prodotto unofferta tale da essere la prima delle ditte
escluse.
Tale stratagemma scaturiva dalla necessit di mimetizzare lopera continuativa e radicata ,
posta in essere dal BARBIERI, per aggiudicarsi le opere, tenuto conto che era pervenuto un
esposto anonimo in cui veniva evidenziato il monopolio dellimpresa BARBIERI c'era un bel
lavoro, dicendo che "la mafia a braccetto con le istituzioni a Palmi, vedi impresa BARBIERI,
lavori aggiudicati impresa BARBIERI!
Sono stati effettuati accertamenti, tramite la Sezione di P.G. della Procura della Repubblica
di Palmi, ma non sono stati rintracciati, presso quegli uffici, esposti anonimi in tal senso.
E opportuno sottolineare che, in data 5 giugno 1997, in concomitanza con la suddetta gara
di appalto, POLIMENI Giorgio [ nato a Reggio Calabria l11.04.1960 ivi residente in localit
Pellaro - via Vecchia Provinciale 61], titolare dellimpresa Amazzonia, denunciava presso il
Comando Stazione Carabinieri di Pellaro, di avere ricevuto alcune minacce, a scopo estorsivo,
affinch abbandonasse i lavori connessi alla manutenzione del verde pubblico del comune di
Palmi, che si era aggiudicato in data 27 gennaio 1997, per un importo pari a 95.923.046. Nella
circostanza il Sindaco (Armando Veneto), informato dalla ditta, inoltrava, a sua volta, formale
denuncia ai Carabinieri di Palmi. Inoltre, in data 21 luglio 1997, inviava al Comandante della
Compagnia di Palmi un esposto anonimo, pervenuto presso il Comune di Palmi, in data 21 marzo

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 396
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2007, in cui si facevano espressi riferimenti alle anomalie connesse alla gara in questione. Nella
lettera di trasmissione dellesposto, il Sindaco evidenziava di aver rinvenuto tale esposto tra le
carte ammucchiate in fondo ad un fascicolo ove di solito viene collocata la posta a me indirizzata.
Alla luce di tali dati, si ritiene che le affermazioni del BARBIERI erano riferite allesposto
in argomento, pertanto, il Segretario Comunale, aveva consigliato a questultimo di attuare
lillecito accorgimento di cui sopra, in relazione alla gara di appalto per la costruzione di un
Centro Sportivo Polivalente in localit Prato di Palmi, per un importo complessivo di Lire
[Link], di cui Lire [Link] per lavori a base dasta, indetta con delibera di Giunta nr.
401 del 20.06.1997. La gara veniva aggiudicata allA.T.I., composta dalle societ Soc. Coop.
PROGRESSO e LAVORO S.r.L. con sede in Polistena e Impresa ELETTRO IMPIANTI di
Romeo Francesco & C. S.a.S. con sede in Gioia Tauro, per un importo di Lire [Link].
Il BARBIERI, sebbene fosse stato invitato a partecipare a tale gara, infatti tra le ditte
contattate dal Comune vi era quella del fratello (Ditta Individuale BARBIERI Vincenzo di Villa
San Giuseppe), non inviava alcuna offerta, poich il titolare dellimpresa, con cui aveva stretto
lillecito accordo, segnalava, verosimilmente ad altre imprese, la strategia che avrebbe voluto
adottare il BARBIERI.
Tale fatto aveva indotto il BARBIERI a rivolgersi alla famiglia ALVARO, in particolare ad
ALVARO Cosimo, in precedenza generalizzato, gi emerso nel corso della presente attivit
investigativa, affinch intervenisse nei confronti del titolare dellimpresa che aveva svelato la
propria strategia criminale, connessa allacquisizione degli appalti.
BARBIERI D.: hai capito!...ma io sono salito a Sinopoli ho preso contatti...inc...
SCAGHIUNI BARBIERI D.: mi sono visto con Cosimo
GRILLO B.: il figlio
BARBIERI D.: allora c'era Cosimo
GRILLO B.: Cosimo morto!...non so quale Cosimo
BARBIERI D.: Cosimo il figlio di Mico
GRILLO B.: il figlio di Mico?
BARBIERI D.: eh!
(vds. all. nr. 121, gi menzionato)
Va ribadito che proprio in questa circostanza, il BARBIERI aveva riferito in ordine al
proprio coinvolgimento nel favoreggiamento del latitante ALVARO Carmine , nonch del
rapporto criminale esistente tra CAMBARERI Domenico, in precedenza generalizzato, noto
esponente criminale dellarea di Melia di Scilla e San Roberto, ed i componenti della famiglia
mafiosa in trattazione.

GRILLO B.: e coso...Mimmo Cambareri molto vicino a loro


BARBIERI D.: si!!! non c' ne
GRILLO B.: molto vicino a loro
BARBIERI D.: quello che era latitante da noi come si chiama....
GRILLO B.: c' qualcuno latitante ancora?
BARBIERI D.: si! c' ne uno
GRILLO B.: uno aveva pure interessi in Costa Azzurra, stavano costruendo
BARBIERI D.: si! ma!!
GRILLO B.: ragazzacci sono!.....questo Cosimo, Cosimo
BARBIERI D.: ma sono persone sotto della legge, non che...
GRILLO B.: ma secondo me non si sanno inserire....
BARBIERI D.: non sanno...
GRILLO B.: aspettano di farsi arrestare, ...ma comandano l qualcuno?
BARBIERI D.: si!! altro che comandano
GRILLO B.: nel loro spazio
(vds. all. nr. 121, gi menzionato)
Nel corso del dialogo, i due interlocutori, inoltre, facevano riferimento ad una serie di
personaggi, alcuni dei quali anche morti, appartenenti alla famiglia ALVARO, senza, comunque,
evidenziare nulla di penalmente rilevante.
Si precisa che, allinizio della conversazione esaminata, dopo lintervento di GRILLO
BRANCATI Vitaliano, che aveva chiesto allinterlocutore se gli appoggi a Palmi li aveva avuti

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 397
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tramite lavvocato MARTURANO, il discorso si proiettava in ordine alliscrizione dello stesso


BARBIERI a logge massoniche.
La conversazione in relazione a tali fatti, avveniva come segue:

GRILLO B.: va be!...ma MARTORANO ti ha inserito qua?


BARBIERI D.: no!!! qua mi sono inserito io tramite il dottore STALTERI, era un
GRILLO B.: segretario comunale!
BARBIERI D.: era un segretario Comunale e massone, amici miei me l'hanno
presentato
GRILLO B.: ma tu ti interessi di massoneria?
BARBIERI D.: si! mio fratello
GRILLO B.: ma tu sei iscritto?
BARBIERI D.: mio fratello
GRILLO B.: tuo fratello!...a MARTORANO gli piace, pure lui di la
BARBIERI D.: si!
GRILLO B.: no! a casa mia...quella casa che avevo a Villa! volevano fare la
massoneria, la loggia massonica, lo sai chi se la comprata poi?....sono stato fesso che gliela ho
regalata...e....Pasquale.....RAPPOCCIO....il miliardario quello di Reggio
BARBIERI D.: ah!! Lo studio di architetto?
GRILLO B.: no, no! non niente! quello che vende apparecchiature per i carri che
sotto inchiesta per truffe e cose...
BARBIERI D.: si! lo conosco
GRILLO B.: che socio dell'Hotel DE LA VILLE e dell'altro Albergo, insieme a
SICLARI
BARBIERI D.: SERRAINO (ndr. inteso come appartenenza alla cosca mafiosa)
GRILLO B.: eh!
BARBIERI D.: si! ho capito!
GRILLO B.: eh! non so se lui fa....ma comunque insieme a SICLARI, non so se...
BARBIERI D.: si! SERRAINO, SERRAINO (ndr. inteso come appartenenza alla cosca
mafiosa)
GRILLO B.: quello che fa...ma lui si sente un pallone gonfiato, parla, fa, dice,
bo!......io veramente l'ho mandato cosi......
(vds. all. nr. 121, gi menzionato)

Gli accertamenti predisposti hanno consentito di verificare che il MARTORANO,


identificato in MARTORANO Santo Alfonso, nato a Reggio Calabria il 19.10.1957, ivi residente
in via Oliveto nr.22, avvocato, Presidente del Consorzio Ciclo Integrale Area dello Stretto S.R.L.
di Reggio Calabria, nonch titolare della Finanziaria M3, strettamente legato ai fratelli
BARBIERI, infatti BARBIERI Carmelo, fratello di BARBIERI Domenico, svolge la funzione di
autista al MARTURANO, essendo impiegato presso il citato consorzio, prstando, tra laltro, la
propria opera presso la societ finanziaria di propriet del MARTORANO.
Nella prosecuzione del discorso, il GRILLO BRANCATI Vitaliano, nellottenere la
conferma che il MARTORANO, nonch uno dei fratelli del BARBIERI, fossero entrambi iscritti
alla massoneria, precisava che, tempo prima, aveva venduto due abitazioni, in una delle quali
doveva sorgere la sede della loggia massonica, a RAPPOCCIO Pasquale definito dal GRILLO il
miliardario di Reggio Calabria, identificato nellomonimo149 [nato a Reggio Calabria il

149 Lo stesso socio delle seguenti ditte:


A.R. MEDICA - s.r.l., con sede legale in Catanzaro - Commercio prodotti farmaceutici;
RAPPOCCIO Pasquale, con sede in Reggio Calabria Intermediario del Commercio;
MEDINEX DI RAFFA ROSALIA MARIA s.a.s, con sede in Reggio Calabria- Commercio di prodotti
sanitari, apparecchiature medicali e chirurgiche;
GRANDI ESERCIZI-SERVIZI ALBERGHI E MENSE s.p.a. con sede in Villa San Giovanni- Lavori
generali di costruzione di edifici;
MEDINEX s.r.l. con sede in Reggio Calabria - Commercio di prodotti sanitari, apparecchiature medicali e
chirurgiche;
JONIO BLU s.r.l. con sede in Bianco (RC) Villaggi Turistici;
VOLLEY CALABRIA s.r.l. con sede in Reggio Calabria- Enti di promozione sportiva; promozione ed
organizzazione di eventi sportivi;

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17.10.1956, ivi residente in via S. Cristoforo nr. 40/A,]. Gli accertamenti effettuati in merito hanno
permesso di riscontrare che, il 31.12.2004, presso il notaio CASTELLANI Attilio di Reggio
Calabria, Anna Maria TRIPEPI, moglie di GRILLO BRANCATI Vitaliano, ha venduto un
fabbricato a due elevazioni f.t., sito in via Giuseppe Garibaldi nr. 43 del comune di Villa San
Giovanni (RC), consistente in un appartamento con ingresso indipendente dal numero civico 43
della sopradetta via Giuseppe Garibaldi, posto al piano primo (secondo fuori terra e soprastante i
magazzini), composto di cinque vani ed accessori, ed un appartamento posto al piano primo
(soprastante il piano intermedio ricavato sopra i magazzini), composto di quattro vani, accessori e
due stanzini.
RAPPOCCIO Pasquale, risultato essere, effettivamente socio dellhotel de la Ville,
unitamente a SICLARI Pietro [nato a Reggio Calabria il 23.12.1947, ivi residente, via Riparo
Cannav nr.23]. Linserimento del SICLARI nella gestione delllHotel de La Ville di Villa San
Giovanni si concretizza attraverso lacquisizione di quote societarie a nome della figlia SICLARI
Maria [ nata a Reggio Calabria l01.12.1973, ivi residente, via Caserta Crocevia nr.46], la quale
risulta proprietaria, con la quota di 334.074,00 della societ Grandi Esercizi -Servizi Alberghi e
Mense S.p.a. in forma abbreviata GESAM S.p.a., con sede legale in Villa San Giovanni via
Umberto Zanotti Bianco nr.9. La societ risulta iscritta il 17.07.1990 ed i suoi soci risultano
essere:
. RAPPOCCIO Pasquale, nato a Reggio Calabria il 17.10.1956;
. COSTA VIOLA RESIDENCE S.p.a.;
. S.I.C.A. societ immobiliare Calabra s.r.l.;
. S.I.R.E. societ immobiliare reggina s.r.l.;
. CAMINITI Vittorio, nato a Villa San Giovanni il 23.10.1959;
. SICLARI Pasquale, nato a Reggio Calabria il 07.09.1968;
. SICLARI Giovanni, nato a Villa san Giovanni il 13.04.1970;
. GRANDI ESERCIZI-SERVIZI ALBERGHIERI E MENSE S.P.A. in FORMA
ABBREVIATA S.P.A.

Si precisa che durante il tragitto, i due interlocutori facevano riferimento ad un omicidio


avvenuto in localit Barretteri, frazione del Comune di Seminara, inquadrabile, nellambito di
pregressi dissidi, non meglio specificato, ma riconducibile al controllo del territorio.
(vds. all. nr. 121, gi menzionato)

Tale omicidio, da accertamenti svolti, stato individuato in quello perpetrato in pregiudizio


di SURACE Antonio, [nato a Seminara (RC) il 16.09.1963, residente a Villa San Giovanni (RC) in
via Torrente Cagarella nr. 19], coniugato con BELLANTONE Patrizia cl. 1969, ucciso, a colpi di
pistola cal 7.65, il 15.12.2006.
Il BARBIERI, ad un certo punto, nellattraversare larea di Seminara, faceva anche
riferimento a PELLEGRINO Salvatore, denominato luomo mitra, nato a Seminara (RC) il
01.12.1941, ivi residente in contrada Ponte Vecchio s.n.c., coniugato, ucciso il 5 luglio 2007, a
Gioia Tauro, zio di CHILA Antonino [ nato a Melito [Link] il 26.08.1966, residente a Reggio
Calabria] tratto in arresto per favoreggiamento personale nei confronti del latitante CONDELLO
Pasquale:

BARBIERI D.: qua sta PELLEGRINO, lo vedi!


GRILLO B.: San Martino questo?
BARBIERI D.: ci siamo!
GRILLO B.: PELLEGRINO chi ?
BARBIERI D.: PELLEGRINO...lo chiamavano l'uomo mitra....non c' qua, se no te lo
presentavo.....allora andiamo da qua o andiamo da qua cosi tagliamo...inc...
GRILLO B.: andiamo per dove ci viene meglio

(vds. all. nr. 121, gi menzionato)

GRUPPO GESTIONI SANITARIE s.r.l. con sede in Reggio Calabria;


WELCOME INVESTIMENTS ITALIA s.r.l. con sede in Reggio Calabria;
Icras s.r.l. con sede in Roma.

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I due interlocutori, dopo aver dialogato in relazione alla famiglia mafiosa dei SANTAITI,
nonch in ordine alla collaborazione con la giustizia di SANTAITI Gaetano Giuseppe, identificato
nellomonimo [nato a Seminara (RC) il 17.03.1967], iniziavano a commentare lesecuzione di una
serie di lavori, realizzati nellarea da BARBIERI Domenico.-
In particolare, nel corso del dialogo, il BARBIERI riferiva che, in virt delle reciprocit
relazionali mantenute con PIRILLI Umberto, identificato in PIRILLI Umberto Benito Pietro
Adolfo150 [nato a Gioia Tauro il 25.09.1940, residente a Messina in via Ghibellina nr. 131],
allorquando rivestiva la carica di Presidente della Provincia di Reggio Calabria ossia dal 1994-
1998, in quelle zone si era aggiudicato un incarico per lire [Link] (costituito da tre gare a
licitazione privata) definito dai due interlocutori regalato, riguardante la pulizia e la
manutenzione delle strade di diversi paesi della Piana di Gioia Tauro tra le quali quelli dei comuni
di Rosarno e Taurianova:
BARBIERI D.: io nel tempo di ...di coso...come si chiama quello!
GRILLO B.: il pazzo!
BARBIERI D.: di PIRILLI
GRILLO B.: eh!
BARBIERI D.: io ho avuto un incarico in queste zone di un miliardo centocinquanta
milioni
GRILLO B.: per fare lavori qua?
BARBIERI D.: per fare lavori di pulizia, Vito! pulizia
GRILLO B.: regalati
BARBIERI D.: sono partito con una macchina, con una motopala, due camion, tutte
queste strade le ho fatte tutte io....un gran signore! ho lavorato quindici giorni paesi paesi,
cercando, facendo...inc..., sai! vedevano due camion ed una motopala, operai con taglia erbe, con
cose...che poi mi andata bene, nel senso! perch vedi nessuno ha stabilito l'importo del suo locale
ora, no!

(vds. all. nr. 121, gi menzionato)

Per questo lavoro, il BARBIERI chiariva al GRILLO che, sebbene si fosse dichiarato
disponibile, avesse domandato, di volta in volta, ai diversi referenti dei sodalizi criminali, operanti
nel territorio in cui ricadeva lappalto, al pagamento delleventuale tangente estorsiva da versare,
questi lo avevano esentato, nel pagamento dellestorsione poich conosciuto da loro come
compare Mimmo, in quanto legato alle famiglie criminali reggine. In ogni caso, il BARBIERI,
alla fine dei lavori ed in prossimit della ricorrenza del Natale, aveva consegnato 20 milioni di lire
al Capo Societ del Locale di Rosarno, definendo tale gesto come un piccolo pensiero per
capo clan, da parte dei reggitani.
(vds. all. nr. 121, gi menzionato)
Il BARBIERI aggiungeva che, allepoca dei lavori che si eseguivano nella Piana di Gioia
Tauro, la percentuale estorsiva, da versare alle cosche mafiose della zona, ammontava al 5%
dellimporto contrattuale dellappalto, per specificava anche che, a volte, a lui facevano pagare il
2% , il 3% o il 4%, a volte, anche nulla.
Si riportano i passaggi della conversazione:

GRILLO B.: si!


BARBIERI D.: quando siamo passati di Rosarno, mi hanno detto "compare Mimmo!
quanto qua?", gli ho detto "che ne so! pu essere venti, trenta milioni, quaranta, no andatevene!"
andavo a Taurianova, "quanto qua?", "non so!" lo stesso discorso, il lavoro era tutto nostro, per
poi alla fine ho preso una busta e lo consegnata sempre a Rosarno

150Sul conto dello stesso emerso che:


- il 15.02.1980 ha partecipato al matrimonio del noto estremista FREDA Franco, che stato celebrato
presso la Casa Circondariale di Novara;
 aver rapporti di parentela con STANGANELLI Giuseppe, nato a Gioia Tauro il 09.03.1924,
(STANGANELLI Domenica cl.1913, madre del PIRILLI prima cugina) pluripregiudicato, inserito
nellorganigramma della consorteria mafiosa denominata PIROMALLI

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


Memoria del Pubblico Ministero relativa al rito abbreviato CONDELLO Demetrio + 17
PROCURA DELLA REPUBBLICA 400
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

GRILLO B.: per tutti


BARBIERI D.: ...inc...un piccolo pensiero per tutti no...inc...capo clan, queste cose, da
parte dei reggitani
GRILLO B.: ma pi o meno quanto ci avete dato, diecimila euro?
BARBIERI D.: allora si parlava del cinque percento dell'importo contrattuale...no per
BARBIERI! per le persone, no!...a BARBIERI per gli facevano il due, faceva il tre, faceva il
quattro, non faceva niente...ora possiamo andare da qua o da qua
GRILLO B.: andiamo qua, meglio!
BARBIERI D.: hai capito?...e allora ho preso venti milioni, li ho messi nella busta ....e
sai......veniva il Natale dopo, arrivato il Natale dopo e alla mia casa un bordello, sono arrivate
persone da tutti i posti...inc...certo! per dirti insomma il comportamento che ho avuto, perch una
volta che gli sono arrivati venti milioni nel paese, quelli hanno preso un milione e gliel'hanno
mandato, magari, no!
GRILLO B.: certo!
BARBIERI D.: ...inc...
GRILLO B.: vai dritto! tu dovevi garantire per.....
BARBIERI D.: ed in quella occasione ho avuto.....
GRILLO B.: e sei stato pure fortunato che con uno hai sistemato tutto,
generalmente....
BARBIERI D.: no!!!!
GRILLO B.: ti potevi tirare i capelli
(vds. all. nr. 121, gi menzionato)

Gli accertamenti espletati hanno permesso di individuare che il BARBIERI, sempre


attraverso limpresa del fratello Vincenzo, si era aggiudicato, dalla Provincia di Reggio Calabria,
attraverso il sistema licitazione privata, tra il 1995 ed il 1998, i lavori, registrati ai repertori nr.
15589 del 07.04.1995; nr. 15811 del 22.12.1997 e nr.15942 del 25.11.1998, per un totale di lire
Lire [Link], corrispondente, effettivamente alle affermazioni espresse nella suindicata
conversazione da questultimo ( io ho avuto un incarico in queste zone di un miliardo
centocinquanta milioni; per fare lavori di pulizia, Vito! Pulizia..; regalati;) (si veda in
proposito quanto evidenziato sul punto nellinformativa del Raggruppamento Operativo Speciale
Sezione Anticrimine di Reggio Calabria)

Continuando il tragitto con lautovettura, il BARBIERI riferiva di aver conosciuto i capi


cosca dei paesi, ove aveva eseguito i lavori appaltati. Specificava che aveva lavorato, perfino, a
Cittanova, durante il periodo in cui vi era stata la faida tra i FACCHINERI contro gli
ALBANESE-RASO-GULLACE, precisando che in quel periodo aveva lavorato meglio, in
quanto le famiglie della zona erano impegnate nello scontro di sangue.
A conferma di quanto sopra, il BARBIERI non nascondeva che proprio in quei periodi,
sfruttanto la minor conoscenza delle tecniche imprenditoriali dei referenti criminali darea,
pagando loro esigue estorsioni, ne aveva comunque guadagnato la fiducia, a tal punto che
questultimi oltre ad invitarlo a partecipare alle gare dappalto, lo appoggiavano per
aggiudicarsele.
Il BARBIERI asseriva che, grazie agli appalti pubblici, era riuscito ad espandersi a
dismisura in quella zona, arricchendosi pur avendo a disposizione pochi mezzi e, persino, obsoleti.

BARBIERI D.: guarda! sono stato a Cittanova, periodo di faida, ma un...


GRILLO B.: ma c'era la guerra forse! certe volte quando c' la guerra si lavora
meglio, perch ognuno sai....
BARBIERI D.: e si! in quell'occasione, con quel lavoro, con l'occasione di quei lavori io
ho avuto la possibilit di conoscere i boss locali
GRILLO B.: certo!
BARBIERI D.: per queste cose....in pratica le persone qua per centomila lire...minchia!
venivano a casa "dovete dire a compare Mimmo che c' un lavoro l da noi e quando vuole venire
di andare!" ecco! perch magari quello del posto non gli dava niente
GRILLO B.: certo!...certo!

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


Memoria del Pubblico Ministero relativa al rito abbreviato CONDELLO Demetrio + 17
PROCURA DELLA REPUBBLICA 401
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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

BARBIERI D.: potevano sapere questi ignoranti quanto ho guadagnato io......ah!.....qua


siamo sulla statale per Taurianova
GRILLO B.: e la pulizia ...inc...una gettata di cemento, solo un p di manodopera
BARBIERI D.: no! io lo sai che cosa ho fatto? ho preso una pala vecchia che avevo, due
camion 43, immagina tu
GRILLO B.: ...inc...
BARBIERI D.: 43! con un altro camion che era un 160 con un compressore a traino
GRILLO B.: dove lo devi portare a Rocco? da CUTRI?
BARBIERI D.: ...inc...!...mi informavo...inc...e mi sono allargato
GRILLO B.: stavi tutti i giorni tu qua, su questi posti....inc...
BARBIERI D.: qua conosco tutte le zone

(vds. all. nr. 121, gi menzionato)


Il GRILLO BRANCATI, incuriosito dallargomento, chiedeva al BARBIERI se, nel corso
dellesecuzione di quei lavori fosse stato seguito da qualche geometra e se ci fosse stato qualcuno
che indicasse i luoghi dove eseguire le opere.
Il BARBIERI specificava che i direttori dei lavori, tutti esterni, vicini ad Alleanza
Nazionale, erano stati nominati dal PIRILLI Umberto e risultavano essere Melo GARANTI, che si
occupava della zona di Cittanova (RC), lingegnere CASSONE di Alleanza Nazionale, fratello di
Daniele CASSONE, che si occupava di quella di Palmi ed uno di Nicotera che si controllava la
zona di Rosarno e di Laureana di Borrello.
Per tali incarichi, i menzionati professionisti esterni, allepoca, erano costati circa 100
milioni; inoltre nella struttura lavoravano anche due geometri interni, uno anziano ed uno
giovane, che a dire del BARBIERI, si presentavano la mattina e gli commissionavano i lavori.
Si riportano qu di seguito i passaggi dinteresse:
GRILLO B.: ma loro ti indicavano dove farlo questo lavoro?
BARBIERI D.: si! avevamo pronoprogramma
GRILLO B.: l'avevate, voglio dire
BARBIERI D.: un pronoprogramma e ...
GRILLO B.: c'era un geometra che vi seguiva?
BARBIERI D.: a quella di Napoli io mi sono...quando faceva buio, venivo qua con una
che l'avevo conosciuta l da coso, di Feroleto...quante volte, lei veniva con la macchina.......si! c'
un geometra....allora! PIRILLI ha nominato un ....tutti di alleanza Nazionale, tutti! ha nominato o
tre o quattro direttori dei lavori
GRILLO B.: ...inc...
BARBIERI D.: no! con me si comportava bene
GRILLO B.: no! territori politici, alla fine voglio dire...
BARBIERI D.: c'era uno di Palmi, uno di Taurianova, uno a confine, di Nicotera, il mio
confine era Palmi, ed allora lui ha nominato uno di Palmi che vedeva la zona di Palmi, uno di
Cittanova, un certo GARANTI, questo di Palmi si chiamava CASSONE, ingegnere CASSONE,
ancora ....questo e Melo GARANTI facevano tutte queste zone qua
GRILLO B.: di Palmi! l'ingegnere CASSONE sai chi deve essere, ti spiego subito,
perch di Alleanza Nazionale, anziano questo?
BARBIERI D.: si! anziano
GRILLO B.: il fratello di Daniele CASSONE, quello di Villa
BARBIERI D.: eh!
GRILLO B.: il cognato della INFANTINO che ha...inc...a quello
BARBIERI D.: ah!
GRILLO B.: perch quello CASSONE si chiama
BARBIERI D.: dove dobbiamo andare?
GRILLO B.: ed ingegnere!....Taurianova, l al centro, Municipio, Ospedale........

OMISSIS fino ad ore [Link] (discutono sulla strada da fare e successivamente il


GRILLO parla al telefono e da appuntamento di fronte a Taverna)

BARBIERI D.: questo di Cittanova, GARANTI, si vedeva tutte queste zone qua, e poi
c' ne era uno di Nicotera che si vedeva Rosarno, Laureana....esterni! ...praticamente a quei tempi

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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PROCURA DELLA REPUBBLICA 402
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si sono fottuti qualche 100 milioni, e poi c'erano gli interni, che era un geometra anziano ed uno
giovane, un giovane...inc..., venivano la mattina con me...dove siete! ad esempio, a Taurianova, e
allora secondo un progetto fate questa strada, fate quest'altra..................

(vds. all. nr. 121, gi menzionato)

Gli accertamenti, esperiti presso la Segreteria Generale dellAmministrazione Provinciale


di Reggio Calabria, hanno permesso di accertare che, quanto asserito dal BARBIERI Domenico,
sul conto dei direttori dei lavori esterni nominati dal presidente della provincia PIRILLI Umberto,
era veritiero con particolare riferimento a CASSONE Bruno ed a CANANZI Antonio. In data
18.05.1995, la Giunta Provinciale di Reggio Calabria, composta dallAvv. PIRILLI Umberto
(Presidente), da AQUILA Giuseppe (Vice Presidente), da DE BLASIO Filippo (Assessore), da
GARGANO Antonio (Assessore), da GIORGIANNI Umberto (Assessore), da ZOCCALI
Francesco (Assessore), approvava le Nomine per le Commissioni di Collaudo in corso dopera dei
lavori urgenti di manutenzione sulle strade della Zona Tirrenica, attraverso le seguenti delibere:
 delibera nr. 569 del 18.05.1995 con oggetto nomina della Commissione di Collaudo in
corso dopera dei lavori urgenti di manutenzione da eseguire nella Zona Tirrenica 1, sulle strade
comprese nei lotti 1,2,3,4,5,6 e 7. In tale contesto, veniva deliberata la nomina dei tecnici:
. Ing. CASSONE Bruno, nato a Palmi (RC) il 02.01.1950, ivi residente in [Link]
Carbone nr. 3, effettivamente fratello di CASSONE Attila Daniele Donatello [pt. Domenico e mt.
BARBARO Iole, nato a Firenze il 16.05.1943, residente a [Link] dAspromonte (RC) in via
Corso Vittorio Veneto nr. 46 int. 1] di fatto domiciliato a Villa San Giovanni (RC) in via Umberto
I nr.84, coniugato con INFANTINO Angiola, avvocato, gi consigliere comunale del comune di
[Link] dAspromonte nelle liste del partito M.S.-destra Nazionale nonch segretario della
locale Sezione;

. Ing. CANANZI Antonio, nato a Cittanova (RC) il 15.10.1949, ivi residente in


Via Rosmini nr. 13. Questultimo potrebbe identificarsi nel tecnico di Cittanova che il BARBIERI,
nel corso della conversazione, ha chiamato MELO GARANTI

 delibera nr. 570 del 18.05.1995 con oggetto: Nomina della Commissione di Collaudo in
corso dopera dei lavori urgenti di manutenzione da eseguire nella Zona Tirrenica 2, sulle strade
comprese nei lotti 8,9,10,11,12 e 13. In tale contesto veniva deliberata la nomina dei tecnici:
. Ing. PUCCI Antonio Lorenzo, nato a Reggio Calabria (RC) il 03.09.1931, ivi
residente in Via Arg. Calopinace nr. 1/C;
. Ing. VAZZANA Antonino, nato a Melito P.S. (RC) il 17.05.1938, ivi
residente in Via Campanella nr. 9.

Inoltre, il BARBIERI Domenico riferiva al GRILLO BRANCATI Vitaliano di essersi


gestito bene sin da giovane, da quanto cio si era affacciato nel mondo dellimprenditoria, in
quanto sono andato dritto perch mi sono messo subito....ho capito il sistema, no! come
funzionava, no.
Soprattutto specificava di essersi sempre soprattutto guardato attorno e di aver compreso le
dinamiche criminali tanto da esservi entrato: ... ma perch io ho accettato.....di far parte degli
amici. Aggiungeva in seguito: ... perch! ecco!...mi presentavo in un posto e mi presentavo
come compare Mimmo! ecco! Cosi.
In tale contesto, il BARBIERI, comunque, non sottovalutava la necessit di adottare,
unitamente al GRILLO BRANCATI Vitaliano, idonei accorgimenti, atti a salvaguardarsi da
contatti con persone pregiudicate, poich incombente il rischio di rimanere coinvolti in situazioni
penalmente rilevanti .. :Vito! noi ci dobbiamo guardare da persone che sono segnalate, che sono
sotto gli occhi...quelli ci rovinano...quelli ci rovinano!. Il GRILLO ribadiva: ci rovinano, ma
purtroppo bisogna stare attenti
(vds. all. nr. 121, gi menzionato)

Un dato particolarmente significativo, circa i rapporti intercorrenti tra BARBIERI


Domenico ed esponenti della criminalit organizzata della piana di Gioia Tauro, si registrava, in

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 403
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data 7 gennaio 2006, allorquando veniva censurata una conversazione, intercorsa sullutenza
telefonica del BARBIERI, tra questultimo e PISANO Domenico [nato a Rosarno (RC) il
18/04/1961 ivi residente in via Caracolla 2]. Nella circostanza, il BARBIERI, dopo essersi
presentato e spiegato che il numero telefonico laveva ottenuto da PEPE Salvatore, identificato
nellomonimo [nato a Rosarno il 29.11.1957, ivi residente], pregiudicato, pi volte controllato con
il PISANO Domenico, chiedeva del cognato Michele, con il quale si sarebbe dovuto recare a
Galatro (RC) per incontrarsi con un amico . Linterlocutore riferiva che il proprio cognato, al
momento, si trovava in campagna.
Gli accertamenti esperiti consentivano di accertare che il PISANO Domenico, in
precedenza generalizzato, appartenente allomonima famiglia mafiosa, egemone nel comune di
Rosarno, legata allorganizzazione criminale dei BELLOCCO, operante nella medesima area.
La conversazione appariva oltremodo significativa, poich il BARBIERI, allinizio del
dialogo, rappresentava di essere limprenditore che aveva effettuato alcuni lavori nel comune di
Feroleto della Chiesa (RC), connessi alla costruzione di una strada. Tale dato, alla luce della
successiva conversazione, intercorsa con CIURLEO Michelangelo [n. Rosarno il g. 11.06.1968],
faceva concretamente supporre che lo stesso, allorquando aveva iniziato a lavorare nellarea in
esame, aveva ottenuto appoggio da quel gruppo criminale che, come gi detto, aderiva al pi ampio
schieramento mafioso della famiglia BELLOCCO.

(vds. all. nr.123 )

Subito dopo, il BARBIERI contattava lutenza telefonica nr. 339/3189693 in uso al


Michele, identificato in CIURLEO Michelangelo [ nato a Rosarno il g. 11.06.1968], con il quale,
dopo i saluti di rito, stabiliva dincontrarsi, per le successive ore 10.15, a Galatro, presso un
distributore di benzina. Nella circostanza, il BARBIERI riferiva che un suo parente aveva avuto un
problema con tale PANETTA di Galatro e, quindi, voleva stabilire un incontro con questultimo
alla presenza dellinterlocutore.

(vds. all. nr.124)

Gli accertamenti eseguiti, anche in relazione ad una successiva conversazione, intercettata


presso lufficio del BARBIERI, hanno permesso di appurare che il PANETTA menzionato dal
BARBIERI, stato identificato in PANETTA Salvatore [ nato a Galatro il g. 11 maggio 1963, ivi
residente], pregiudicato per reati di diversa e grave indole come il danneggiamento mediante
esplosione di colpi di arma da fuoco; il favoreggiamento personale e lestorsione.
In relazione alle conversazioni innanzi citate, va sottolineato che i rapporti intercorrenti tra
il BARBIERI con PISANO Domenico e CIURLEO Michelangelo, come sar di seguito
dettagliatamente evidenziato, sono da ricercare nellambito di un pi ampio paradigma criminale,
atteso che questultimo, unitamente ai fratelli, socio accomandante della ditta D.A.S. BRUNO
DEI FRATELLI CIURLEO, sita in Rosarno [Link] Serricella, operante nel campo della
trasformazione di agrumi e della relativa vendita. Si precisa che allinterno dellazienda del
Ciurleo veniva notata la presenza del latitante BELLOCCO Gregorio [n. Rosarno 19.10.1955],
Capo Societ del Locale di Rosarno, catturato da personale della locale Sezione Anticrimine, nei
terreni prospicienti la citata societ, in data 16 febbraio 2005, inserito, nellelenco dei 30 ricercati
pi pericolosi in campo nazionale.
In ordine alle dinamiche relazionali del BARBIERI, necessario analizzare
unintercettazione tra presenti, censurata allinterno dellufficio di questultimo, il 26 luglio 2007,
laddove lo stesso riferiva alcune circostanze molto significative, in ordine ai propri contatti con gli
esponenti della criminalit di Rosarno, segnatamente quelli riconducibili alla famiglia
BELLOCCO. In particolare, nel corso della conversazione, il BARBIERI, in un primo momento
riferiva in ordine ad una richiesta di denaro subita nellarea di Rizziconi, mentre in un secondo
momento, rappresentava delle circostanze, relative ad unaltra richiesta subta nel comune di
Feroleto della Chiesa, connessa ai lavori di ristrutturazione di una strada, che collega questultimo
centro con il comune di Rosarno, ove era stato costretto, da un soggetto appartenente alla famiglia
BELLOCCO, successivamente identificato in BELLOCCO Giuseppe [n. Rosarno 22.02.1948], a
fare lavorare alcuni camion di propriet di FAZZARI Francesco [n. Feroleto della Chiesa il
3.02.1957] e PANETTA Salvatore, in precedenza generalizzato.

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 404
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BARBIERI D.: ...inc...a Feroleto!


CICCIO: ah?
BARBIERI D.: un lavoro che ho fatto a Feroleto, un anno di lavoro
CICCIO: eh! un anno di lavoro!
BARBIERI D.: due miliardi!...mi sono portato a casa una valigia di soldi
CICCIO: la valigia!...l...inc...avevo mazze, avevo chiodi...inc...
PEPPE: ....che cosa fanno qua?
BARBIERI D.: ...dopo che ho preso questo lavoro ha cominciato qualcuno "minchia!
nella guerra vi siete messo! la...inc...l manco li cani...inc..."...dopo ho preso sono tornato...inc...
CICCIO: una strada!
BARBIERI D.: ho preso una strada di Feroleto e l'ho posata a Rosarno
CICCIO: eh!!
BARBIERI D.: due miliardi di lavoro!...sono andato a parlare con...
CICCIO: con uno l a Rosarno
BARBIERI D.: ...con uno dei Bellocco!...gli ho detto "ho preso questo lavoro!", mi ha
detto "lo sappiamo gi!"
CICCIO: ah! ah!
BARBIERI D.: "come la situazione qua?"...dice "compare Mimmo! la situazione non
buona!"

OMISSIS - SI DA ATTO CHE LA CONVERSAZIONE INTERROTTA DALL'ENTRATA NELL'UFFICIO


DI UNA DONNA.

BARBIERI D.: ...gli ho detto io "come il fatto dei camion e delle cose?", "compare
Mimmo!...qua c' l'ha Ciccio Fazzari, Panetta...!"
PEPPE: ah! i Fazzari!
BARBIERI D.: "...noi li abbiamo pure! per se chiamate a noi, vedete che succede! che
viene quello e ve li ruba!", "ed il mio camion?", "vi sto parlando contro i nostri interessi!...nella
possibilit! o ve li comprate!" dice "una parola! o ve li portate da Reggio ma non devono sapere di
chi sono i camion!"...per te mi compravo un camion! ...due camion!
CICCIO: eh! eh! e assurdo, va!
BARBIERI D.: e l'escavatore! e mi sono messo in movimento!...ogni tanto passava
qualcuno di loro, qualche cosa...dice "ma i mezzi tuoi sono?" "si!"...non ne ho portato mai nessuno
mezzi qua dentro...
CICCIO: ah! ah!
PEPPE: eh!
CICCIO: lui...inc...se li pagati l
PEPPE: ...inc...
CICCIO: con i soldi che doveva dare a quelli
BARBIERI D.: e quando sono venuto mi sono comprato...inc...
CICCIO: ...inc...
BARBIERI D.: Peppe! quattro lavori!...ad un certo punto viene uno di Reggio, di
Cannav, un certo Peppe ...inc...di lato a me, a cento metri! ...faceva un ponte di ferro
CICCIO: ...inc...
BARBIERI D.: eh! faceva il ponte!...uno dei...inc...gente ricca!...ha portato un camion
ed un escavatore, ed ha cominciato a lavorare, la terza notte glieli hanno bruciati tutti e due!
PEPPE: tutti e due! I Fazzari...inc...

OMISSIS - SI DA ATTO CHE CICCIO DICE CHE DEVE ANDARE VIA,


SUCCESSIVAMENTE PARLANO DI ANDARE A PRENDERE UN CAFF.

(vds. all. nr.125)

Le affermazioni di BARBIERI sono state precise e dettagliate, poich le attivit


investigative, condotte nellarea di Rosarno, essenzialmente collegate al procedimento penale
2838/04 denominato Pettirosso, condotta da personale della locale Sezione Anticrimine e
coordinato da questa Direzione Distretturale Antimafia, costituiscono valido riscontro probatorio.

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 405
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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

Va preliminarmente evidenziato che, nellarea di Feroleto della Chiesa, ove il BARBIERI aveva
eseguito i lavori connessi alla realizzazione di una strada, per molti anni, ha trascorso la latitanza
BELLOCCO Giuseppe [n. Rosarno 22.02.1948], cugino del citato Gregorio, da cui aveva ereditato
la reggenza dellorganizzazione dappartenenza stato tratto in arresto da personale della locale
Sezione Anticrimine, in data 16 luglio 2007, in San Giovanni di Mileto (VV), dopo circa 15 anni
di latitanza, gi inserito nellelenco dei 30 ricercati pi pericolosi in campo nazionale. In
particolare, in data 13 marzo 2005, personale del Commissariato di P.S. di Gioia Tauro, rinveniva,
a seguito dintervento effettuato nel Frazione Plaesano del comune di Feroleto Della Chiesa,
allinterno di un un terreno di FAZZARI Francesco [n. Feroleto della Chiesa il 3.02.1957], in
prossimit dellabitazione di questultimo, un bunker utilizzato dal BELLOCCO. Nella
circostanza, lo stesso riusciva a sfuggire alla cattura, mentre venivano tratti in arresto alcuni
familiari che, poco prima, si erano recati sul posto a fare visita al latitante stesso. Lattivit
investigativa, condotta da quellUfficio di Polizia, consentiva di verificare che la latitanza del
BELLOCCO era curata, in toto, dal FAZZARI e dai suoi familiari. Infatti, il BELLOCCO, al
momento della cattura, avvenuta due anni dopo (16.07.2007), veniva trovato in compagnia, di:
- FAZZARI Giuseppe [n. Polistena il g.09.03.1980], figlio del suddetto FAZZARI
Francesco;
- VINCI Francesco, nato a Melicucco (RC) il 09.02.1963 residente in Mileto, frazione
San Giovanni, alla via Latina nr. 9;
- PRONEST Antonio, nato a Galatro (RC) il 10.01.1975, ivi residente alla via
Annunziata snc;
- CORSO Pietro, nato a Mileto frazione San Giovanni il 07.09.1968, ivi residente
alla via Siena nr. 7;
- LAMARI Massimo, nato a Laureana di Borrello (RC) il 21.02.1971, ivi residente alla
via Trieste nr. 35;
- COSENTINO Antonino, nato Vibo Valentia il 25.09.1973 residente a Mileto, frazione
San Giovanni, alla via Latina nr. 11;

tutti tratti in arresto.


Il dato, in relazione ai fatti che saranno rappresentati in seguito, da considerarsi oltremodo
significativo in quanto, al momento della cattura, BELLOCCO Giuseppe veniva trovato in
possesso della somma complessiva di Euro 11.400,00, che faceva immediatamente ipotizzarne una
consegna, avvenuta pochi istanti prima dellarresto, da parte del FAZZARI stesso, quale raccolta
di proventi estorsivi.
Circa la presenza del BELLOCCO in tale area, va sottolineato che, nel corso della
medesima attivit investigativa, si accertava, durante una conversazione intercorsa tra FAVARA
Gianluca e TRIPODO Venanzio, figlio del vecchio Capo Societ TRIPODO Domenico e legato da
vincoli di parentela alla famiglia ROMEO staccu di San Luca, che questultimo, tempo prima,
aveva avuto un incontro con il BELLOCCO, proprio nella zona di Galatro, area posta alle pendici
della frazione Plaesano di Feroleto della Chiesa.
FAZZARI Francesco e FAZZARI Giuseppe, in precedenza generalizzati, in pi occasioni
sono stati controllati, in compagnia di PANETTA Salvatore, anchegli identificato, con il quale il
BARBIERI doveva incontrarsi, unitamente a CIURLEO Michelangelo.
Da accertamenti effettuati, nellambito del procedimento penale nr. 2838/04 R.G.N.R. di
questa A.G. (procedimento Pettirosso), che ha consentito alla locale Sezione Anticrimine di
procedere allindividuazione e larresto di 4 pericolosi ricercati, tutti inseriti nella lista dei 30
latitanti pericolosi (BELLOCCO Gregorio BELLOCCO Giuseppe DAGOSTINO Giuseppe e
LAMARI Carmelo), sono stati acquisiti, oltre ai dati gi rappresentati, concreti elementi circa il
coinvolgimento di FAZZARI Francesco e del figlio Giuseppe, nellambito di attivit connesse alla
lavorazione di inerti ed al movimento terra, tant che dallascolto delle utenze telefoniche in uso
ai suddetti, emergeva che FAZZARI Francesco era impegnato con i propri mezzi, per conto di
alcune imprese operanti nellambito dei lavori inerenti lammodernamento dellautorstrada A/3
SARC.
Analoghe considerazioni vanno espresse nei confronti di PANETTA Salvatore, atteso che
lo stesso espleta specifica attivit nel campo edile. In effetti, le affermazioni del BARBIERI, sono

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perfettamente aderenti alle acquisizioni investigative contemplate nel procedimento pettirosso,


atteso la contiguit tra il FAZZARI Francesco e BELLOCCO Giuseppe.
Da accertamenti effettuati emerso che in data 16 luglio 2003, BARBIERI Domenico, in
qualit di titolare dellomonima impresa individuale, riunita in A.T.I. con la societ uni personale
costruzioni Generale s.r.l. di Tassone Laura, con sede in Polistena (RC) via Giordano Bruno,
firmava il contratto per i lavori di sistemazione della S.P. : Innnesto Sp Bivio Olmelli
Quadrivio Cucciola-Feroleto della Chiesa (innesto SS536), per limporto complessivo di
1.007.090,95, di cui 766.938,50, oltre IVA, per lavori a base dasta ed 7.746,85, IVA
compresa, per oneri per la sicurezza non soggettia ribasso dasta, per un totale di 774.685,35.
Si precisa che, nel corso della gara di appalto, laggiudicazione dei lavori era stata affidata
alla ditta di BARBIERI Vincenzo, fratello di BARBIERI Domenico, avendo presentato unofferta
di ribasso pari al 26,720 %. Lo stesso, non avendo formalizzato nei termini dei 60 giorni. il
contratto, i lavori venivano affidati alla ditta che aveva presentato la seconda migliore offerta,
risultata essere quella di BARBIERI Domenico, pari al 26,550%.
E, oltremodo, evidente che tale aggiudicazione rientrava nellambito di un accordo
intercorso tra i due fratelli, anche in considerazione che lintero impianto investigativo ha
consentito di verificare che questi ultimi, sostanzialmente, lavoravano in societ, sebbene fossero
titolari di due distinte imprese.
Nellambito della stessa conversazione, BARBIERI Domenico rappresentava
allinterlocutore, alcune circostanze connesse ad unestorsione subita nellarea di Rizziconi,
risalente allanno 1998.
Si precisa che, da accertamenti effettuati presso la Provincia di Reggio Calabria, emerso
che, in data 22 dicembre 1997, BARBIERI Vincenzo Carmine, fratello del citato Domenico, si
aggiudicava, per limporto di Lire 315.250.946, la gara di appalto, relativa alla sistemazione e
manutenzione straordinaria della SS. 111, nel tratto compreso tra Rizziconi e Cittanova. Lattivit,
secondo le affermazioni del BARBIERI Domenico, veniva eseguita unitamente al cugino Santo,
identificato in SCARPELLI Santo [ nato a Melito Porto Salvo (RC) il 07.11.1963, titolare della
societ ESCAR COSTRUZIONI DI SCARPELLI SANTO & C. S.A.S., con sede legale in
Reggio Calabria fraz. Villa San Giuseppe via Dei Monti 69/B ]: nel 98 ho preso un
lavoro a Rizziconi...io ho lavorato sempre solo, quella volta mi sono unito con mio cugino
Santo!...viene con Pasquale qua un giorno "vedi che c' un lavoro a Rizziconi, qua, l...vogliamo
prenderlo!"...lui problema...faccio la gara, tutte cose, e mi mandano quattrocento milioni!....gli ho
detto "qua deve parlare uno solo!...quindi! o io o tu...senza che ci accavalliamo ora...!"...Pasquale a
mio cugino Santo "Santo! domani vai e trova a tizio! e gli devi dire che una cosa nostra!"...va
bene!..."andate e mettete mano, non c' problema, qua me la vedo io!" ha detto Pasquale!...la
manodopera era la mia, il ...inc...era il mio, e loro avevano il camion. mettiamo mani il primo
giorno...io mi sono fermato l, tutte cose! ...ho detto "non comparso nessuno!"...il secondo
giorno neanche...il terzo giorno ero al bar a prendermi il caff a Rizziconi...il telefonino in
continuazione, mi chiamava Nino...
(vds. [Link])

In relazione a tali lavori, il BARBIERI precisava di avere subito una richiesta estorsiva pari
a 40 milioni di lire, ovvero il 10% dellimporto totale del lavoro, condotta da alcuni soggetti
dellarea.
Nel corso dellesposizione, il BARBIERI , dopo aver affermato di avere avuto un incontro,
sul cantiere con due soggetti, arrivati a bordo di una moto, che gli avevano imposto il pagamento
di una somma di danaro, precisava che il cugino SCARPELLI Santo, precedentemente, aveva gi
avuto un incontro con MERCURI Pasquale151, identificato nellomonimo [nato a Polistena il

151 MERCURI Pasquale di Paolo e SORACE Maria, nato a Polistena il 04.01.53, residente in C/da Primogenito n. 18,
coniugato con NAPOLI Caterina di Angelo Domenico e VINCI Rosa nata a Melicucco (RC) il 04.02.57, i figli sono: Paolo
nato a Taurianova il 16.05.75, Maria nata a Melicucco il 31.03.77, Domenico nato a Polistena il 30.09.79, Luciano nato a
Polistena il 08.10.84, Rossana nata a Polistena il 06.12.88.
MERCURI Pasquale, viene indicato quale elemento di cattiva condotta morale e civile, violento e dedito alla commissione
di attivit illecite, in passato stato anche segnalato quale favoreggiatore di noti latitanti della zona, quali FRANCONIERI
Michelangelo di Rizziconi, notato sempre in compagnia, oltre al cognato NAPOLI Antonino di grossi pregiudicati quali
AUDDINO Michele di Cinquefrondi, AMARO Michele di Melicucco e CIURLEO Michele. Vanta inoltre legami con
noti malavitosi della zona jonica quali: MAZZAFERRO Rocco Pierino nato a Marina di Gioiosa Jonica (RC) il 04.01.65,
pluri pregiudicato per associazione per delinquere di tipo mafiosa, danneggiamenti, usura, estorsione, falsi in genere, reati

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04.01.53, residente in C/da Primogenito n. 18], noto esponente criminale dellarea di Melicucco,
titolare, attraverso i figli, Paolo [ n. il 16.05.1975] e Domenico [n. il 30.09.1979] di unimpresa
dedita alla produzione di inerti ed altro, sita in Melicucco contrada Carbonella snc, denomina
[Link] SNC DEI [Link] P. E D. MERCURI.
Si precisa, inoltre, che il MERCURI stato indagato, nellambito del procedimento penale
nr. 1348/01 RGNR DDA di questa A.G. (operazione Arca), in relazione al delitto di cui allart. 416
bis C.P. ed altro, inerente le infiltrazioni mafiose in seno ai lavori di ampliamento dellautostrada
A/3. Nel medesimo procedimento penale, sono risultati indagati anche alcuni esponenti della
locale criminalit organizzata, appartenenti alle note famiglia dei BELLOCCO e dei PESCE.
Dallanalisi della conversazione in esame emergeva che SCARPELLI Santo aveva
contattato il MERCURI Pasquale affinch, questultimo, per conto dellimpresa del BARBIERI,
potesse stabilire i necessari contatti con la criminalit organizzata, allo scopo di garantire la
tranquillit operativa dellimpresa. Nonostante ci, i due soggetti che si erano presentati dal
BARBIERI, a bordo della moto, non riconoscendo il ruolo del MERCURI [ ...dice "allora chi
era questo dell'ambasciata!", gli ho detto "guardate! venuto mio cugino, siccome ...inc..., mi ha
detto che hanno parlato con Pasquale Mercuri!"... mi dice "ma Pasquale Mercuri alleato con chi?
qua siamo a Rizziconi!"], conducevano il BARBIERI ad un incontro con un soggetto, tale Nino
CREA, identificato in relazione alle affermazioni del BARBIERI [...siamo andati l e c'era un
uomo anziano, lo chiamavano "testune" a questo...un Crea!...Nino Crea! aveva camion, cose,
lavorava con queste cose], in CREA Teodoro [nato a Gioia Tauro il giorno 11. 04.1939, residente
in Rizziconi], attualmente detenuto, Capo Societ del Locale di Rizziconi, da ultimo raggiunto da
Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere nr. 4129/06 RGNR DDA in relazione ai delitti di cui
allart. 416 Bis C.P. ed artt. 110, 61, nr. 2, 81, 629, 2 comma in relazione allart. 628, 3 comma
n.3, c.p. e 7 della legge n.203/01 e art.7 L. n. 575/65. in tal senso il provvedimento cautelare cos
recita:..Lesistenza del sodalizio mafioso dei CREA di Rizziconi, facente capo al capostipite ed
indiscusso leader del gruppo, CREA Teodoro cl.39, costituisce una realt storico-giudiziaria gi
accertata con la sentenza passata in cosa giudicata emessa allesito dello storico processo contro
De Stefano Paolo + 59, al termine del quale il Crea riport la condanna, passata in cosa giudicata,
per essere intraneo ad una associazione per delinquere di stampo mafioso: anche se va precisato
essendo tale sentenza emessa in data 04.01.1979 ossia quando ancora non era stato introdotto nel
nostro ordinamento larticolo 416-bis c.p., sebbene nella redazione del capo di imputazione si
facesse esplicito riferimento ad una associazione di stampo mafioso, in realt la condanna da
un punto di vista squisitamente tecnico stata irrogata per violazione dellart. 416 c.p..
Tuttavia, anche allesito di quel giudizio, la realt criminale della cosca mafiosa dei CREA
non ha cessato in alcun modo di esistere, proiettandosi sino ai giorni nostri, con una potenza
nientaffatto diminuita dal passare degli anni, bens accresciuta esponenzialmente nel tempo,
grazie allemergere di altre personalit di assoluto spessore criminale, pur continuando a
mantenere in CREA Teodoro la figura carismatica cui fare principale riferimento...
Nel prosieguo della conversazione, il BARBIERI, dopo aver riferito che nella stessa serata,
aveva avuto un ulteriore incontro con gli estorsori, allinterno della pizzeria Cucciarda di
Rizziconi, affermava di aver pagato PEPE Salvatore, in precedenza generalizzato, la somma di
lire 15 milioni, che questultimo consegn successivamente a CREA. In merito, il BARBIERI,
riferiva .. gli ho detto "mi dovete scusare! inutile...se lui dice sempre un fatto ed io ne dico un
altro!", dice "va bene! guardate! chiudiamo la partita per questa volta perch Pep di Rosarno,
insomma... un amico suo, troviamo...inc...quando siamo andati l noi!", lui dice che gli ha fatto
qualche telefonata "abbiamo fatto qualche telefonata!"..."prendetevi il lavoro!" ha detto "prendete
quindici milioni li mettete in una busta...!"
(vds. all. precdente)

Gi in precedenza, il BARBIERI, nel rappresentare le dinamiche connesse allestorsione in


argomento, aveva riferito che la problematica era stata successivamente risolta, mediante una
riduzione della richiesta, attraverso lintervento di Turi PEPE, identificato nel citato PEPE
Salvatore: ...erano le dieci! ed venuto la sera!..."...inc...questi giorni qualsiasi cosa c' ne

contro la pubblica amministrazione ed altro, ritenuto ben inserito nelle criminalit organizzata operante nel versante jonico
di questa provincia. Infatti, in data 22.03.98 ore 23.5, in Marina di Gioiosa Jonica, veniva controllato insieme a
COMMISSO Domenico (15.11.51) a bordo di autovettura targata RC340732.

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rispondo io! sono qua!...se volete...inc...ve lo posso pure dire!", dice "no!! per l'amore di Dio! se vi
voglio qua c' pure Turi Pep!"...gi mezza cosa l'ho chiusa l, capite! quell'amico l!...Santo
arriva la sera verso le cinque, c' ne stavamo andando, era nell'inverno e c' ne stavamo
andando!...gli ho detto "Santo! vedi che qua sono venuti due!", lui dice "noi abbiamo parlato con
Pasquale Mercuri, qua via, l via!"...gli ho detto "Santo! domani mattina questi qua vengono...che
cosa gli devo dire?".
(vds. all precdente)
In ordine ai rapporti intercorrenti tra il BARBIERI ed il PEPE, si rimanda alla
conversazione registrata al prog. 2558 del 07.01.2006, ore 09.33, in precedenza riportata, laddove,
il BARBIERI, nel rappresentare a PISANO Domenico, la necessit dincontrare CIURLEO
Michelangelo, riferiva che il numero telefonico gli era stato fornito da PEPE Salvatore.

A tal proposito va evidenziato un aspetto di sicuro interesse al fine di comprendere appieno


le regole che ispirano lagire mafioso, consapevolmente accettate ed applicate dal BARBIERI che
di quel mondo parte.
Invero, nel momento in cui lala imprenditoriale di una qualsivoglia cosca mafiosa, quale
quella facente capo al BARBIERI, versa il cosiddetto pensiero alla organizzazione che regge la
porzione di territorio in cui lattivit viene posta in essere, pi che ipotizzarsi la configurabilit di
una condotta delittuosa inseribile nel paradigma normativo di cui allart. 629 c.p. che vede vittima
limprenditore mafioso, deve parlarsi della ulteriore manifestazione di appartenenza
allorganizzazione criminale da parte dellapparente estorto.
evidente, infatti, che quello in esame non un rapporto di sudditanza delluno nei
confronti del responsabile del locale di ndrangheta, ma la pi sofisticata forma di accettazione
delle regole condivise che governano lagire mafioso;
regole che divengono ferree linee guida nel momento in cui sono consapevolmente
accettate da ogni componente, il quale nel giovarsene per andare immune da ben pi pressanti
richieste non fa altro che piegare a proprio vantaggio vicende che solo unocchio distratto potrebbe
assimilare ad ordinarie vicende estorsive.

Ritornando al viaggio effettuato da BARBIERI Domenico e GRILLO BRANCATI


Vitaliano nella mattinata del 28 gennaio 2007, si accertava, attraverso le coordinate GPS
lascolto della conversazione nr. 3626 che i due si erano recati allo svincolo autostradale di
Bagnara Calabra, presso un albergo-ristorante, ove il BARBIERI presentava al GRILLO
BRANCATI Vitaliano il proprietario del locale, identificato nellimprenditore CAMBARERI Pino
[nato a Scilla (RC) il 05.01.1964, residente a SantEufemia DAspromonte (RC), via Dante civico
11/A, coniugato, imprenditore152], persona che avrebbe dovuto provvedere probabilmente a

152 Lo stesso :
- presidente del consiglio di amministrazione della ditta CAMBARERI G. & C. S.p.A., con sede
amministrativa in Bagnara Calabra (RC) in localit Pugnale e con sede legale in S. Eufemia dAspromonte (RC)
in via Dante nr. 13, avente per oggetto sociale impresa edile, costruzioni stradali, condotte di metano, fognatura,
acquedotti di bonifica, industria boschiva. Gli altri soci risultano CAMBARERI Antonino nato a Scilla (RC) il
29.08.1967 e CAMBARERI Angelo nato a Reggio Calabria il 16.01.1976, entrambi fratelli del gi citato
CAMBARERI Pino;
- socio della ditta EDIMONT S.r.l., con sede legale in SantEufemia dAspromonte in via Roma Vico 2^ nr.1,
costituita il 04.02.1991, avente per attivit: fornitura-installazione impianti e apparecchi di sollevamento e
trasporto, opere pubbliche e impiantistica, condotte di qualsiasi natura, opere di bonifica, edilizia privata,
pubblica, residenziale, turistica, lavorazione del legno, lavori di sistemazione agraria, forestali e verde pubblico
tinteggiatura, verniciatura tubazioni, opere edili e impianti industriali lavori ferroviari e manutenzioni
dell'armamento scavi archeologici restauro edifici monumentali costruzione pavimentazioni stradali lavori
marittimi in genere. Gli altri soci risultano CAMBARERI Antonino nato a Scilla (RC) il 29.08.1967 e
CAMBARERI Angelo nato a Reggio Calabria il 16.01.1976, entrambi fratelli del gi citato CAMBARERI
Pino;
- socio della societ AG.E.C. s.r.l. con sede legale a Palmi (RC) in Via Zara, e sede operativa in localit
Cava di Barano agro del Comune di Bagnara Calabra. Costituita in data 22.09.1998, avente per attivit:
costruzione di impianti agroturistici, industria boschiva per il taglio dei boschi e lavorazione legno, lavori
di sistemazione agraria e forestale e verde pubblico, lavori di difesa idrica e di irrigazione. ristrutturazione
di fabbricati rurali, dal 01.07.1999 inizia l'attivita' di lavorazione terreni agricoli in c/terzi, dal 15.06.2001
inizia lattivit di motel con annesso ristorante per chi vi alloggia, coltivazione di orticole varie,
seminativi, olive allevamento di bovini, ovini e suini, gestione aziende agricole, dal 28.08.1999 e' iniziata
l'attivit di allevamento di lepri ed animali ungulati (cinghiali), allevamento di suini, di pollame ed altri
volatili. Gli altri soci risultano CAMBARERI Antonino nato a Scilla (RC) il 29.08.1967 e

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risolvere i problemi logistici, riguardanti una relazione extraconiugale tenuta dallo stesso
GRILLO.
(vds. all. nr. 126)

Il BARBIERI riferiva allinterlocutore che, in una circostanza, il CAMBARERI, in qualit


di appaltatore, aveva ricevuto alcune telefonate di carattere estorsivo e, pertanto si era rivolto allo
stesso BARBIERI per risolvere tale problematica.
Nella circostanza, il BARBIERI chiariva che, solamente in altra occasione aveva
accompagnato qualcuno dinanzi a Pino CAMBARERI, allorquando si era recato con BUDA
Pasquale (te l'ho detto! da CAMBARERI tu sei la seconda persona che porto...ho portato a
Pasquale per un problema che mi dispiaceva...gli facevano la telefonata del cazzo, cazzo ... mi ha
chiamato un giorno e mi ha detto "vedi un p!"), conosciuto anche dal GRILLO, in quanto al Pino
CAMBARERI gli erano arrivate delle richieste telefoniche estorsive, e, questultimo anche in tali
occasioni, si era rivolto al BARBIERI Domenico affinch intercedesse con i Capi Societ delle
consorterie mafiose locali, operanti a Melia di Scilla, poich erano noti al CAMBARERI i legami
di amicizia e comparato che intercorrevano con il BARBIERI.
A tal proposito, il BARBIERI Domenico ribadiva al CAMBARERI: .. mi dice (ndr Pino
Cambareri) "sai Mimmo! mi hanno detto che hai degli ottimi rapporti, mi stanno rompendo....con
compare di Melia la stessa cosa... gli ho detto "non ti preoccupare Pino tu, di Melia mi prendo la
responsabilit io in questo momento!" gli ho detto io; "ho carta libera! quindi stai tranquillo! l ne
parlo con questi e con quegli altri. Poi devo cominciare a.......in effetti gliel'ho sistemato, ci doveva
dare qualche 50 milioni, poi lhanno chiusa per 30.......
(vds. all. nr. 121 gi menzionato)

Lintervento risolutore, ottenuto dal BARBIERI, avveniva con linteressamento del Capo
Societ del locale di Fiumara di Muro, IMERTI Antonino, grazia al quale aveva ottenuto una
decisiva riduzione dellimporto estorsivo da 50 milioni a 30 milioni di vecchie lire.
Dal contenuto del discorso, emergeva chiaramente che lestorsione era stata condotta da
CREAZZO Umberto Francesco, tant che il BARBIERI, in virt dei propri legami di comparatico
con questultimo, si assumeva ogni responsabilit nei confronti di questultimo, tant che
affermava : .. con compare di Melia la stessa cosa... gli ho detto "non ti preoccupare Pino tu, di
Melia mi prendo la responsabilit io in questo momento.
(vds. all. nr. 121 gi menzionato)
Tale affermazione sintomatica di una perfetta aderenza del BARBIERI al gruppo
criminale in trattazione.
Inoltre, il BARBIERI riferiva al GRILLO anche di un altro suo intervento con il Capo
Societ CREAZZO Umberto Francesco ed IMERTI Antonino, in occasione della realizzazione di
lavori relativi ad un appalto pubblico, ricadente nel Comune di Melia di Scilla, allorquando alla
ditta aggiudicatrice tra laltro di Taurianova, aveva subito non solo una richiesta estorsiva di lire
25 milioni, ma anche limposizione di fare lavorare un escavatore ed il camion, legato
allorganizzazione criminale .. 25 milioni, pi lescavatore, pi il camion, pi quello, questo
scappato.....), tanto che, alla fine, la stessa azienda era stata costretta ad abbandonare i lavori. Dopo
lintervento del BARBIERI, la richiesta estorsiva era stata ridimensionata a lire 20 milioni.
BARBIERI D: (omissis perche parte della frase stata gi utilizzata in relazione
allestorione in pregiudizio di Pino CAMBARERI)
Come unaltra volta, viene uno qua per fare un lavoro a Melia e ci sono saliti di sopra e lo
hanno chiuso (stretto ndr) da una parte e dall'altra.
GRILLO B.: uno di questi doveva fare un lavoro a Melia?
BARBIERI D.: 25 milioni, pi lescavatore, pi il camion, pi quello, questo
scappato.....
GRILLO B.: ...inc... come i pirati sono, non l'hai capito? come fanno ad avvicinarsi

CAMBARERI Angelo nato a Reggio Calabria il 16.01.1976, entrambi fratelli del gi citato
CAMBARERI Pino;
- sin dagli anni 90 in relazione alla sua attivit imprenditoriale, la sua famiglia stata vittima di telefonate
minatorie, estorsioni, attentati dinamitardi, furti, danneggiamenti ed atti vandalici da parte della criminalit
organizzata in tutto il territorio italiano;

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BARBIERI D.: un giorno a Bagnara...a Bagnara


GRILLO B.: lo sai quale il problema? che loro pensano che poi vanno negli altri
posti e gli aprono...loro lo sanno poi e si comportano nello stesso modo
BABRIERI D.: il ragionamento che gli ho fatto io stato proprio questo quando sono
salito a Melia "ragazzi! dovete pensare che se voi andate a Taurianova, questi vi fanno il culo
tanto, perch l poi il suo!"
GRILLO B.: perch non vero che quelli non sono legati, sono tutti collegati, uno
che ha una impresa come dice che non collegato, sai che cosa mi dicono questi qua "va be! non ti
preoccupare, loro sono venuti qua! benissimo! ora li aggiustiamo!"
BARBIERI D.: salgo a MELIA lo incontro ... gli ho detto io "guardate! una cortesia,
loro si sono rivolti a me ed io ho lavorato a Taurianova, ho lavorato a Cittanova e sono stato
sempre tenuto qua sopra, quindi una cosa mia, se pensate che meritano questo perch avete
qualche cosa, ma se no, noi non possiamo insultare una persona, gli dobbiamo dire...!" quello dice
30, onestamente! Devo essere sincero mio compare CREAZZO (ndr. avrebbe detto al
BARBIERI), se permette "quello che fate voi sta benissimo!"; poi...non che uno solo l ... ho
preso e ho chiamato ad un altro e gli ho detto "prima ho parlato con tizio!", gli ho detto "compare
Nino vedete che c' questa situazione, ed un amico mio, la stessa persona mia, io sono stato a
Taurianova e mi hanno tenuto qua sopra!", "compare Mimmo! quello che fate voi per me va
bene!"di venticinque milioni gliela ha dati venti!

OMISSIS (i due soggetti si fermano e discutono di donne)


(vds. all. nr. 121 gi menzionato)

Dagli accertamenti effettuati, emerso che la ditta di Taurianova, appaltante i lavori,


nellarea di Melia di Scilla, stata individuata nellimpresa LOPRETE Costruzioni SAS di
Giuseppe LOPRETE & C., [avente [Link] 02156390805 e REA RC151313, con sede legale a
Terranova Sapro Minulio (RC) in [Link] Langricello SS111 dir. Km 3,860], collocata nelle
vicinanze di Taurianova (RC), aggiudicataria dei lavori di adeguamento, ristrutturazione e
manutenzione della S.P. Melia-Nocellari.
La societ costituita dai seguenti soci:
. LOPRETE Giuseppe nato a Taurianova (RC) il 05.06.1973, residente a Palmi in [Link]
Pietrenere nr. 101;
. PALADINO Lidia nata a Taurianova (RC) il 10.09.1944, ivi residente in Viale San
Martino nr. 22;
. LOPRETE Giuseppe nato a Taurianova (RC) il 16.02.1956, ivi residente in Via
SantAgostino nr. 46.

Nel corso della conversazione, il GRILLO BRANCATI sosteneva che il sequestro dei beni
risultava essere lazione di contrasto pi significativa che lo Stato potesse condurre in pregiudizio
delle cosche mafiose. Proprio per questo, il BARBIERI ribadiva che gli amici loro, soprattutto
quelli che risiedono nei piccoli centri, avrebbero dovuto cambiare mentalit delinquenziale,
evitando gli attentati dinamitardi, azioni delittuose che rischiano di innescare conseguenti
ripercussioni investigative da parte delle Forze dellOrdine e della Magistratura.
Il BARBIERI sottolineava che, entro breve tempo, sarebbero state eseguite circa 300
ordinanze di custodia cautelare per questioni relative al Comune di Reggio Calabria e della
Provincia.
Si riportano i passi dinteresse:
BARBIERI D.: questo il Comune!.........
GRILLO B.: ma sai...purtroppo sai quando che la...inc...sul sequestro dei beni...il
sequestro dei beni quello che ti distrugge
BARBIERI D.: si!
GRILLO B.: quando si tratta di soldi
BARBIERI D.: scomparir tutto in poco tempo...se gli amici nostri,...inc..., se gli amici
nostri, se non se lo mettono nella testa, che non devono succedere specialmente nei piccoli paesi,
attentati, queste cose qua, scomparir, perch arrivano una mattina, gi si parla di trecento ordini di
cattura
GRILLO B.: d'altra parte

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BARBIERI D.: si parla del Comune di Reggio, della Provincia


GRILLO B.: d'altra parte quello l di ...quando ci siamo fermati l, a quello l ...gli
daranno cinque anni di sicuro
BARBIERI D.: a chi?
GRILLO B.: a quelli che hanno arrestato a Melia, a coso...l'operazione che hanno
fatto dopo capodanno
BARBIERI D.: va be! ma.....l sono intercettazioni, l c'...
GRILLO B.: e va be! sono intercettazioni, ma intanto li hanno messi dentro
BARBIERI D.: minchia! speriamo.....

(vds. all. nr. 121 gi menzionato)

Nel corso dellattivit investigativa, condotta allindirizzo di BARBIERI Domenico, in data


22 febbraio 2007, veniva censurata unaltra conversazione con il GRILLO BRANCATI Vitaliano,
nel corso della quale si faceva riferimento allattivit lavorativa del BARBIERI, nonch alle
diverse problematiche connesse allaggiudicazione delle gare di appalto. In tale frangente, il
BARBIERI riferiva di non aver voluto mai partecipare alle gare di appalto indette dal comune di
Bagnara (RC), poich era difficile entrare nel circuito truccato di assegnazione, organizzato negli
uffici comunali di quel centro. Infatti, i diversi appaltatori, in accordo con alcuni funzionari di quel
comune, non meglio specificati, con lavallo del Sindaco, aprivano le buste di offerte e,
successivamente, le richiudevano, con sigilli contraffatti:
BARBIERI D.: avevo partecipato a questo, poi mi hanno chiamato qua a Reggio ...mi
interessava del posto...ho detto io qua...hanno aperto le buste di notte...ho detto che qua qualche
volta mi arrestano...questi cosi lordi...allora ho deciso di...non accettare...quando ho preso
Favazzina, c'era questo pure no, questo "torretta??"..perch sono opere dell'ex genio civile no, le
opere....per qua a Bagnara sai che hanno fatto...hanno aperto le buste di notte...
GRILLO B.V.: e per i sigilli che hanno fatto, li hanno rotti?
BARBIERI D.: ah...li hanno rotti, avevano tutte le...
GRILLO B.V.: timbri uguali...
BARBIERI D.: tutto
GRILLO B.V.: se li rifanno..
BARBIERI D.: tutto, tutto, tutto
GRILLO B.V.: che fanno, li rifanno con il gesso e poi li ricopiano e li rimettono...e poi
per...il segretario e' gli permette...
BARBIERI D.: ah...ma pure il sindaco
GRILLO B.V.: certo..va bene tutti d'accordo...

(vds. all. nr. 121 gi menzionato)


In mancanza di concreti riferimenti temporali, non stato possibile individuare il periodo in
cui si sono svolti tali illeciti.
A riscontro di quanto evidenziato dal BARBIERI, nel corso del dialogo intercorso con il
GRILLO BRANCATI Vitaliano (conv. registrata al prog. 3627 delle ore 11:23 del 28.01.2007,
allinterno dellautovettura Suzuki Vitara targata BE062BS) circa i propri rapporti istaurati con la
famiglia ALVARO, si riportano, di seguito, alcune conversazioni attestanti tali circostanze. In
particolare, in data 07.03.2007 veniva registrata una conversazione, censurata allinterno della Fiat
Panda in uso a BARBIERI Carmelo, avvenuto tra questi ed ALVARO Cosimo, relativo, ad un
incontro che il BARBIERI, il giorno precedente, aveva avuto con un soggetto a nome Pasquale,
non meglio identificato, che dal complesso del discorso emergeva chiaramente essere ricercato. Le
affermazioni, fatte dai due interlocutori, sono inequivocabili:

LEGENDA
BARBIERI C. = BARBIERI Carmelo
ALVARO C. = ALVARO Cosimo
Trascrizione Integrale

OMISSIS

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< ore 11.52:43 .


ALVARO C.: Mi ha detto che incomp che voleva a me?
BARBIERI C.: Ieri mi voleva portare in un posto, qua, la, eh! Se lo vedono, lo vedono,
incomp, Me lo ha detto ieri sera!...
ALVARO C.: incomp
BARBIERI C.: Gli ho chiesto io, qualcosa?
ALVARO C.: Cosa ti ha detto?
BARBIERI C.: No, se lo incontrate, se vi vuole dire qualcosa incomp
ALVARO C.: quando sono bruciati vengono da me
BARBIERI C.: ieri da PASQUALE sono incomp
ALVARO C.: sei andato?...
BARBIERI C.: sono passato
ALVARO C.: che diceva PASQUALE?...
BARBIERI C.: era buono (stava bene n.d.r.)
ALVARO C.: (ride) incomp era buono?... dove era qua a Reggio?...
BARBIERI C.: lo sapevano
ALVARO C.: ah?...
BARBIERI C.: lo sapevano
ALVARO C.: incomp ma lui si guardava ora?...
BARBIERI C.: incomp
ALVARO C.: incomp mangia?...
BARBIERI C.: incomp amici la incomp che cazzo sappiamo noi!!... le cose
come vanno nel mondo
ALVARO C.: ah si!! ah si!!...
BARBIERI C.: quello che riusciamo a vedere
ALVARO C.: quello che riusciamo a vedere certo!!... perch il nascosto brutto!!...
BARBIERI C.: ah?...
ALVARO C.: il nascosto il brutto!!...
BARBIERI C.: eh!!...
ALVARO C.: gente incomp
BARBIERI C.: di coso, di LEONE guarda che bella la Bravo!!...
ALVARO C.: incomp
BARBIERI C.: il dottore LEONE incomp quelli che avevano la Golf

OMISSIS

(vds. all. nr. 127)

Il contesto criminale di riferimento ha fatto ritenere che il soggetto a nome Pasquale,


potesse identificarsi in CONDELLO Pasquale, allepoca latitante.
I fratelli BARBIERI, costituivano, senza dubbio, una sorta di concreto riferimento anche
economico per quanto attiene la figura di ALVARO Cosimo, infatti in data 16.06.2007,
sullutenza cellulare 339-3008094, in uso a BARBIERI Vincenzo, veniva registrata una
conversazione intercorsa tra lo stesso ed ALVARO Cosimo, nella quale questultimo domandava
al BARBIERI Vincenzo se la loro ditta avesse i requisiti per potersi consorziare in A.T.I. con un
altra ditta, e partecipare, accaparrandosela, ad una gara dappalto pubblico di lavori di
termoidraulica. Ancora una volta, si avvalorava quanto sostenuto dallo stesso BARBIERI
Domenico, nel lungo dialogo intrattenuto con GRILLO BRANCATI Vitaliano (conv. registrata al
prog. 3627 delle ore 11:23 del 28.01.2007, allinterno dellautovettura Suzuki Vitara targata
BE062BS), allorquando, con dovizia di particolari gli raccont la sua ascesa imprenditoriale ed il
suo inserimento in seno alla Ndrangheta, grazie al quale era riuscito ad accaparrarsi, sin da
giovane, rilevanti appalti pubblici, pilotati dallintervento delle famiglie mafiose.

Dal complesso delle attivit investigative sino a questo momento svolte, emerso, in
maniera inconfutabile che BARBIERI Domenico, ampiamente inserito nel contesto criminale

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facente capo al Locale di Fiumara di Muro (RC), attesi gli accertati rapporti con BUDA Pasquale,
uno dei pi importanti esponenti di quellorganizzazione.
In data 28 luglio 2008, nel corso di un colloquio avuto da BUDA Pasquale, detenuto, con i
familiari il fratello BUDA Natale faceva un completo resoconto sulle attivit criminali condotte
dellorganizzazione di appartenenza, laddove si erano registrati dei problemi, maggiormente nei
confronti del BARBIERI. Nella circostanza BUDA Pasquale riferiva al fratello di tranquillizzare il
BARBIERI, infatti lo invitava a recarsi a casa di questultimo, affinch gli riferisse, in termini
convenzionali, di non andare girando.
La conversazione in merito avveniva come segue:
BUDA P.: saluta a MIMMOgli dici che non sapevo nientemi dispiace;
BUDA N.: incomprensibile;
BUDA P.: te lo dico io(porta il dito indice destro allocchio destro, come a dire di
guardarsi)luinon va girando;
BUDA N.: nomanon esce non sta uscendo;
BUDA P.: gli devi direha detto mio fratello;
BUDA P.: non sta uscendo;
BUDA P.: non andare girando(porta nuovamente il dito indice destro allocchio destro,
come a dire di guardarsi);
BUDA N.: faogni tanto un giro;
BUDA P.: tu digli in questa manieralui capisce;

OMISSIS

BUDA P.: a Catonapuoi allungare verso lelo sai dove st lui?...;


BUDA N.: chi?...,
BUDA P.: MIMMO;
BUDA R.: lo so io dov;
BUDA N.: incomprensibile;
BUDA P.: verso leverso le sei;
BUDA N.: incomprensibile;
BUDA P.: noverso le sei allunga lallunga alle seivai con il figliolo (indica suo
figlio Rocco);
BUDA N.: non vadonon vado Pasquale non sono andato per quellaltro
fattonon vadoeh non voglio che mi vedono andare la;
BUDA P.: aspetta che esco ioallora;
BUDA N.: nonolasciaincomprensibile che questa settimana non la
fanon ha niente gli ho detto io gli ho detto io a quelli cheincomprensibile non vado
lapoiincomprensibile mi vedono la?...dice cheincomprensibileeh?...;
BUDA P.: che centra una cosa con laltra;
BUDA N.: che centra Pasqualeper orauna cosa la capiamo noi
altriluiper ora piu stapiu largo sta e meglio e;
BUDA P.: eh?...;
BUDA N.: .piu largo sta unoe meglio elui lo sa che
haincomprensibile con melui sale e scende di lae non si e fermato una voltadi la
sale e scendetutti i giorniehe devo andare io a trovare a lui?...con quello che gli ho
fatto?...;
BUDA P.: gliene ho fatte cose io;
LICANDRO V.: incomprensibile;
BUDA N.: va beperoma ora deve venire lui?... ora deve venire lui
perche..eh;

In relazione al dialogo innazi riportato emergeva chiaramente che BUDA Natale,


perfettamente a conoscenza delle dinamiche criminali non intendeva farsi notare presso
labitazione del BARBIERI. La problematica, atteneva, verosimilmente, ad unestromissione del
BARBIERI da una gara di appalto, tant che il BUDA Natale aveva minacciato il responsabile
della ditta appaltatrice ad abbandonare i lavori, infatti, affermava: .. tu devi salire a Fiumara di
Muro quando te lo dico io gli ho dettono quando te lo dice il sindaco..

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La conversazione, relativamente a tali fatti, avveniva come segue:


BUDA N.: gligli ho fattoincomprensibilequella strada fino a l
sopraincomprensibilela sera incomprensibile perch incomprensibile i
carabinieri;
BUDA R.: lo ha detto quello lincomprensibile,
BUDA N.: non ceraincomprensibile salitoincomprensibile salito
quel figlioloincomprensibile a venire lho preso e lho chiamatogli ho
dettoincomprensibiledi chiamare noi altrigli ho dettoincomprensibile;
BUDA P.: a chi glielhai detto?...;
BUDA N.: a NATALEgli ho detto chi ti ha chiamato per andare a vedere
subitoincomprensibile? gli ho detto chi mi ha chiamato...?...il sindacogli ho dettoe
STEFANO non sapeva nienteil sindaco mi ha chiamatoahgli ho detto i sindaco..gli ho
detto v benevedi di fare le cose giustegli ho detto io non dovevo trovare qualcuno che
dicevaincomprensibile..che non cero io lpoi lho chiamato e gli ho detto tu devi salire a
Fiumara di Muro quando te lo dico io gli ho dettono quando te lo dice il sindaco;
LICANDRO V.: incomprensibile;
BUDA N.: incomprensibile;
BUDA P.: ...digli che chiama il carcere orache gli fanno la causalo prendono e lo
caccianoe lo licenziano;
BUDA N.: io ho paura che incomprensibile sto aspettando
incomprensibile di alzargli manoche lo caccianoperch luiincomprensibile..troppo,
LICANDRO V.: incomprensibile;
BUDA N.: io stoincomprensibile;
BUDA P.: e NINO?...;
BUDA N.: glielho detto io ieri ieri lho chiamato e glielho dettogli ho
dettoqua che dobbiamo fare?...ha detto loro devono essere perch una cosa sua ha
cercato loroha detto volete vedereincomprensibiledice con me si comportato sempre
beneincomprensibile;
LICANDRO V.: incomprensibile;
BUDA N.: ha mandato uno al cimiteroSTEFANOincomprensibile gli ho
detto STEFANO nel paese dormonogli ho detto chiamachiama a uno che pago iodi tasca
perch al comune non avevano soldi ho chiamato NATALE e gli ho fatto incomprensibile
tutto il paese e lo ha pagato lui di tasca STEFANO ho mandato un giornoquel
figlioloGIOVANNIal cimiteroha preso incomprensibile e lo ha cacciatolo hanno
fatto incomprensibile. non lo hanno fatto calato guardando NATALEincomprensibile
aspettavano incomprensibile
BUDA P.: incomprensibile a suo fratello sei andato a vederlo?...;
BUDA N.: eh?...;
BUDA P.: a VINCENZO sei andato a vederlo?...;
BUDA N.: chi Vincenzo?...;
BUDA P.: il fratello di MIMMO;
BUDA N.: nolho incontratoincomprensibilestavo andando con
MIMMOincomprensibile;
BUDA P.: si ripreso..;

La problematica attenneva, sicuramente, a fatti inerenti lamministrazione comunale, atteso


che BUDA Natale, esprimeva concrete lamentele circa loperato di STEFANO, identificato in
REPACI Stefano, Sindaco di Fumara di Muro.

BUDA N.: ha chiamato MIMMO LOFAROluiMELOper dirgli ti pare


giusto quello che ha fatto STEFANO gli ha detto gli ha detto MIMMO ha fatto quello che era
giusto incomprensibilehai preso in giro i cristiani e hai preso in giro anche a me;
BUDA P.: chi glielha detto?...;
BUDA N.: MIMMOlui sindaco e loro si attengonoha dettochi pensa che
quello che fa incomprensibile giustoincomprensibile,
BUDA P.: luivuole comandare lui;

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BUDA N.: eh?...;


BUDA P.: vuole comandare lui;
BUDA N.: voleva;
BUDA P.: eh?...;
BUDA N.: voleva;

Proprio in relazione ai fatti innazi evidenziati stato possibile comprendere anche la prima
parte del discorso, laddove BUDA Natale, rappresentava al fratello detenuto (Pasquale) che il
BARBIERI aveva espresso delle lamentele, individuate dal complesso generale del dialogo nella
mancata acquisizione di un lavoro, presso lamministrazione comunale di Fiumara di Muro :
BUDA P.: tutto scemo;
LICANDRO V.: incomprensibile;
BUDA N.: incomprensibile;
LICANDRO V.: sempresempre;
BUDA P.: incomprensibile;
BUDA N.: ne ha combinata una quindici giorni fa;
BUDA P.: mi sauno con lui deve avere a che farenoi lo conosciamo tuo cognato lo
prese per storto e storto lo ha lasciato,
BUDA N.: ma ora statma ora incomprensibilelo metto da partenon
fanno dannoper intanto quello;
BUDA P.: scemo;
BUDA N.: Pasqualeuno scemo per dai cristiani [Link] chiamano;
BUDA P.: quello stato sempre scemo;
BUDA M.: incomprensibile;
BUDA N.: incomprensibileMimmoMimmo
BARBIERIincomprensibile(abbassa tono voce);
BUDA P.: .se la prende?;
BUDA N.: ehha preso e me lo ha detto a me lui poi mi ha chiamato
ancoragli ho dettopassa cos, cos e cosincomprensibile per te che si deve fare?Sali
l incomprensibilegli dici questo fattoincomprensibile prendete due macchine e andate a
vedereha detto si ma noincomprensibile fai finta che non esiste ;
LICANDRO V.: bisogna vedere pure se vero,;
BUDA P.: no vero vero;
BUDA N.: hanno chiamato a quelloincomprensibile..;
BUDA P.: no verostorto quello stato storto;
BUDA N.: a settembre penso cheincomprensibilegli hanno notificato quella
carta a Nino..Stefano con incomprensibilenon si fattoincomprensibile;
BUDA P.: chi?...;
BUDA N.: Stefano conincomprensibile;
BUDA P.: un coso lordo ;
BUDA N.: io gli ho cacciato le cosee ancoraci sta mettendoogni cosa che
faincomprensibile;
LICANDRO V.: incomprensibile;

(vds. all. nr. 128)

Dal complesso generale del discorso emergeva chiaramente che BUDA Natale si era recato
a fare visita al fratello detenuto per aggiornarlo sulle attivit criminali dellorganizzazione, infatti,
rappresentava a questultimo, che i fratelli CALARCO erano stati estromessi dai lavori
autostradali, poich oggetto di attenzione investigative da parte della D.I.A.. Si precisa che in
relazione a tali lavori, il BUDA Pasquale, nel corso di un colloquio avuto con lo zio CIANCI
Antonino, aveva stabilito che i suddetti fratelli, per lesecuzione di tali lavori, avrebbero dovuto
pagare una somma di danaro allorganizazione criminale di Fiumara di Muro. Tali fatti sono stati
rapprsentati nelle pagine precedenti.
Linterruzione di tale attivit lavorativa, ovviamente, incideva anche sugli introiti del
gruppo criminale, che non avrebbe pi incassato la relativa somma di danaro.

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LE SINGOLE POSIZIONI.

Le cosche BUDA IMERTI e BERTUCA ZITO.

Lattenta analisi della enorme mole di elementi indiziari sin qui rassegnati consente di
tracciare lesistenza di una radicata organizzazione criminale, avente i peculiari caratteri di cui
allart. 416bis c.p. allinterno della quale operano, con ruoli diversificati, IMERTI Antonino, cl.
1950, BUDA Pasquale, PASSALACQUA Domenico, CIANCI Antonino, VITALE Stefano,
BUDA Natale, BUDA Francesco, BUDA Santo, BARBIERI Domenico, BARBIERI Vincenzo
Carmine, quali componenti della cosca BUDA IMERTI, e ZITO Rocco, BERTUCA Pasquale,
CORSARO Domenico, quali componenti della cosca ZITO BERTUCA.
Emerge, in particolare, il completo controllo di una ampia fascia territoriale (in passato
contesa per ragioni di supremazia esclusiva, e quali propaggini i primi del pi ampio cartello
criminale capeggiato dalla cosca CONDELLO ed i secondi del pi ampio cartello criminale
capeggiato dalla cosca DE STEFANO, attualmente condiviso in un rapporto di vicendevole
riconoscimento) ricadente nei comuni di Villa San Giovanni, Fiumara di Muro e territori vicini.
Le numerose risultanze sin qui riportate consentono di individuare in IMERTI Antonino il
reggente della omonima potente cosca ed in BUDA Pasquale lorganizzatore e dirigente in
subordine della medesima articolazione territoriale.
Allo stesso modo, consentono di individuare in ZITO Rocco e BERTUCA Pasquale i
capi, promotori ed organizzatori della omonima cosca.
Allinterno della predetta organizzazione criminosa le indagini preliminari condotte
hanno consentito di individuare una serie di ruoli qualificati riferibili a soggetti di conclamato
spessore delinquenziale;
in particolare, sono emerse le figure di PASSALACQUA Domenico e VITALE Stefano
quali imprenditori al servizio della cosca BUDA IMERTI, ispirati nel loro operare non a logiche
di libero mercato ma al puro rispetto delle dinamiche oligopolistiche tipiche delle sinergie
criminali di tipo mafioso, fatte
proprie dagli imprenditori intranei a tali circuiti: questa loro peculiare connotazione trova ulteriore
conferma nella reitarata partecipazione a summit di mafia finalizzati alla pi bieca pianificazione
delle azioni criminali da portare a compimento.
Analoghe considerazioni vanno fatte con riferimento a BARBIERI Domenico e
BARBIERI Vincenzo Carmine, soggetti cardine dellintera indagine: sono imprenditori mafiosi al
servizio della cosca, anche loro operanti secondo le logiche prima esposte;
gli stessi operano sul versante tirrenico-reggino e nel territorio della piana di Gioia Tauro
e Rosarno facendo costante riferimento oltre che alla ndrina di appartenenza anche alle cosche
ALVARO e BELLOCCO, con i quali personalmente o tramite di esponenti di vertice della cosca
di appartenenza coltivano un rapporto di apparente collaborazione oltre che ispirato a principi
federativi, come dimostrato dallaver consentito a FAVARA Gianluca, imprenditore e
promanazione della famiglia BELLOCCO di Rosarno, di operare nella periferia sud di Reggio
Calabria (tra Catona e Gallico) con lapprovazione del gruppo BUDA IMERTI.
Emerge, inoltre, il ruolo di consigliere ricoperto da CIANCI Antonino, il svolto
prevalentemente a favore del nipote Pasquale BUDA, assieme al quale partecipa a reiterati summit
di ndrangheta;
in tale ruolo il CIANCI forte della sua esperienza e conoscenza di fatti, luoghi e
persone, che lo portano a letture attente degli eventi dinteresse consumati nei luoghi dinfluenza
della cosca di appartenenza oltre che nellideazione delle conseguenti strategie criminali,
soprattutto finalizzate al capillare controllo del territorio di pertinenza.
Di centrale rilievo sono le posizioni di BUDA Natale e BUDA Santo, soggetti investiti
del rilevante ruolo operativo di cerniera tra i vertici della cosca e le realt operanti nellambito del
locale;
in particolare, consumano materialmente le estorsioni, controllano il territorio per
conoscerne gli affari e le controversie, veicolano le informazioni e gli ordini da e verso i vertici
della cosca.

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Con riferimento alla cosca ZITO BERTUCA occorre segnalare la posizione di


CORSARO Domenico, imprenditore al servizio della predetta articolazione territoriale, anchegli
slegato dalle ordinarie logiche di libero mercato;
lagire del CORSARO quello tipico dellimprenditore parte del sistema criminale di tipo
mafioso che governa gli ambiti territoriali in cui lo stesso opera: come prima evidenziato con
riferimento alle articolazioni imprenditoriali della cosca BUDA IMERTI, anche in questo caso si
nota lesclusivo rispetto delle dinamiche oligopolistiche tipiche delle sinergie criminali di tipo
mafioso, in grado di alterare in modo definitivo lordinario evolversi dei rapporti imprenditoriali;
linstaurarsi di un rapporto sinallagmatico tra cosca ed imprenditore non pi leccezione
ma diviene la pi evidente espressione del compiuto sviluppo di interessi economici condivisi,
prevalentemente incentrati sui comuni obiettivi di arricchimento economico che per il tramite
dellimpresa mafiosa diviene sempre pi a portata di mano.

La cosca RUGOLINO.

Di particolare spessore vanno considerati, inoltre, gli elementi indiziari a carico di


RUGOLINO Giovanni, LE PERA Santo Fortunato, PRIORE Francesco, MORENA Pietro e
MORGANTE Roberto, parte integrante di una radicata organizzazione criminale, avente i
peculiari caratteri di cui allart. 416bis c.p..
Anche in questo caso emerge il radicale controllo del territorio tra Catona e Sambatello,
di interesse strategico per la sua posizione geografica a cavallo tra i comuni di Reggio Calabria e
Villa San Giovanni.
Le pregnanti risultanze di indagine sin qui riportate consentono di individuare in LE
PERA Santo Fortunato e RUGOLINO Giovanni i capi, promotori ed organizzatori della predetta
articolazione territoriale della ndrangheta, visto lo spessore e la storia criminale che anche la
presente indagine lascia trasparire in modo inequivoco.
In tale contesto assumono estremo rilievo le posizioni di MORENA Pietro, PRIORE
Francesco e MORGANTE Roberto, per essere loro affidato il ruolo operativo di cerniera tra i
vertici della cosca ed il territorio dalla stessa controllato;
in particolare, consumano materialmente le estorsioni, controllano il territorio per
conoscerne gli affari e le controversie, veicolano le informazioni e gli ordini da e verso i vertici
della cosca.

Le cosche CREAZZO MORENA, CAMBARERI COTRONEO e NASONE.

Lattivit di indagine ha consentito, ancora, di individuare lesistenza e lattuale


composizione del cartello ndranghetistico composto dalle cosche prima indicate, individuando in
CREAZZO Umberto Francesco, CREAZZO Giuseppe, CREAZZO Rocco, CREAZZO Serafino,
CREAZZO Francesco, MORENA Giuseppe, COTRONEO Domenico, CAMBARERI Domenico,
SACCA Giorgio, NASONE Rocco i soggetti che di tale radicata organizzazione criminale fanno
parte a pieno titolo.
Anche in questo caso emerge il radicale controllo dei territori di Scilla, Melia di Scilla e
San Roberto, da considerare tre diverse circoscrizioni territoriali, ovvero locali, di
ndrangheta.
Le pregnanti risultanze di indagine sin qui riportate consentono di individuare in
CREAZZO Umberto Francesco lattuale reggente, in CREAZZO Rocco, alias Rocco Mazzetta il
capo societ ed in MORENA Giuseppe lorganizzatore delle azioni criminali di comptenza del
locale di ndrangheta di Melia di Scilla, da considerarsi propaggine del cartello criminale
CONDELLO IMERTI BUDA.
CREAZZO Giuseppe, CREAZZO Serafino (figli di Umberto Francesco) e CREAZZO
Francesco (nipote di CREAZZO Umberto Francesco) sono a loro volta soggetti investiti di ruoli
operativi, risultando impegnati nella gestione delle attivit estorsive di comptenza della cosca di
appartenenza, consumate anche mediante limposizione dellimpresa di famiglia alle ditte
impegnate nei lavori che si svolgono nei territori sottoposti alla loro influenza.

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Assumono estremo rilievo allinterno della predetta strutturata organizzazione anche le


posizioni di CAMBARERI Domenico, al quale affidato il ruolo di reggente del locale di San
Roberto, di SACCA Giorgio e di COTRONEO Domenico i quali sono da considerare per le
molteplici risultanze a loro carico uomini di vertice ed organizzatori della medesima cosca.
Emerge, infine, il ruolo di NASONE Rocco, al quale ricosnociuto il ruolo di capo del
locale di Scilla.

La cosca TEGANO.

Di particolare spessore vanno considerati, inoltre, gli elementi indiziari a carico di


TEGANO Giovanni, RITO Alberto e FOTIA Gregorio, parte integrante di una radicata
organizzazione criminale, avente i peculiari caratteri di cui allart. 416bis c.p..
Le pregnanti risultanze di indagine sin qui riportate consentono di individuare in
TEGANO Giovanni il capo, promotore ed organizzatore della predetta articolazione territoriale
della ndrangheta nonostante la sua pluriennale condizione di latitante, visto il suo spessore e la
storia criminale che lo caratterizza, che trova conferma nelle risultanze della presente indagine.
In tale contesto assumono evidente rilievo le posizioni di RITO Alberto e FOTIA
Gregorio, per essere loro affidato il ruolo operativo di cerniera tra il capo latitante ed il territorio
dalla stessa controllato;
in particolare, consumano materialmente le estorsioni, controllano il territorio per
conoscerne gli affari e le controversie, veicolano le informazioni e gli ordini da e verso i vertici
della cosca.

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CAPITOLO IV
Il ruolo di FAVARA Gianluca.

In data 8 ottobre 2005, la locale Sezione Anticrimine inoltrava richiesta dintercettazione


sulle utenze telefoniche, in uso a FAVARA Gianluca, in oggetto generalizzato, in considerazione
che lo stesso, pregiudicato per i delitti di associazione per delinquere di tipo mafioso e di traffico di
sostanze stupefacenti, gi sorvegliato di p.s. con divieto di soggiorno in pi luoghi, personaggio
sodale alle cosche rosarnesi dei BELLOCCO e dei PESCE, aveva insolitamente spostato il proprio
domicilio nella frazione Catona di Reggio Calabria, in via Regina Elena snc.- La conseguente
attivit di monitoraggio attuata nei confronti dello stesso, consentiva di accertare due distinti
incontri, avuti dal FAVARA con soggetti appartenenti alla criminalit di Villa San Giovanni,
affiliati al sodalizio criminale denominato CONDELLO-IMERTI, identificati nei fratelli BUDA,
Pasquale e Natale.
Leterogeneo inserimento del FAVARA nelle dinamiche relazionali del gruppo BUDA di
Villa San Giovanni, i cui componenti appartengono al cartello IMERTI-CONDELLO, lasciava
presupporre che lo stesso FAVARA costituiva lanello di congiunzione tra la cosca rosarnese dei
BELLOCCO-PESCE e quella degli IMERTI-CONDELLO, come stato ampiamente documentato
nel corso dellattivit investigativa. Ad esempio in unoccasione il FAVARA ha accompagnato
TRIPODO Venanzio, in oggetto generalizzato, ad un incontro con il latitante BELLOCCO
Giuseppe, nato a Rosarno (RC) il 22 febbraio 1948, tratto in arresto dalla locale Sezione
Anticrimine in data 17 luglio 2007, in San Giovanni di Mileto (VV), gi inserito nellelenco dei
trenta ricercati pi pericolosi in campo nazionale. Sul conto del TRIPODO vanno fatto alcune
precisazioni di carattere generale, al fine di meglio descriverne le potenzialit criminali ed il
contesto delinquenziale di riferimento. Figlio del noto esponente criminale TRIPODO Domenico,
Capo Societ del Locale di Sambatello, ucciso allinterno del carcere di Poggioreale (NA) il 26
agosto 1976, risulta pregiudicato per delitti di diversa e grave indole. Anche i suoi rapporti
parentali qualificano in modo chiaro la personalit dello stesso. Il TRIPODO Venanzio, infatti
coniugato con ROMEO Teresa nata a San Luca (RC) il 03.02.1961, figlia di uno dei Capi Societ
del Locale di San Luca ROMEO Sebastiano, detto u staccu deceduto.

Trattasi, in sostanza, di un esponente criminale di notevole spessore, le cui dinamicit


delinquenziali sono, tra laltro, suffragate anche da qualificati rapporti di contiguit con esponenti
della Cosa Nostra e della Camorra. Dallanalisi di pregresse attivit investigative, condotte dal
Raggruppamento Operativo Speciale Carabinieri, emerso che il TRIPODO Venanzio, in data 17
ottobre 1997, stato segnalato dalla Sezione Anticrimine Carabinieri di Caltanissetta a quella
Autorit Giudiziaria, in relazione al delitto di cui allart. 416 Bis C.P., unitamente a 54 persone,
appartenenti alla Cosa Nostra componenti di una struttura criminale con a capo PROVENZANO
Bernardo.
Sul conto del TRIPODO, sono emerse, inoltre, pregresse denuncie in concorso con
personaggi della criminalit, cos come specificato in seguito. Il quadro appena descritto
oltremodo significativo in ordine allo spessore criminale del TRIPODO, peraltro di recente
confermato dalle indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma aventi ad
oggetto la gestione del mercato ortofrutticolo di Fondi (LT) e sfociate nellordinanza di custodia
cautelare presente in atti.
Ritornando al ruolo di FAVARA Gianluca, si precisa che, in data 19 gennaio 2006, lo stesso
ha accompagnato, in Rosarno, TRIPODO Venanzio, che, a sua volta, si recato da BELLOCCO
Giuseppe, in compagnia di altri soggetti. La circostanza emersa in modo inconfutabile dalle
conversazioni registrate allinterno dellautovettura Ford Mondeo, targata BA759BW, in uso al
FAVARA. Un primo contatto veniva registrato alle ore 13.28 del 19 gennaio 2006, allorquando
TRIPODO Venanzio, attraverso la propria utenza cellulare nr. 348/5466290, comunicando al
FAVARA di trovarsi a Polistena (RC), ove aveva avuto un guasto allautovettura, gli chiedeva il
supporto di un elettrauto. Successivamenta a tale contatto, venivano registrate altre due
conversazioni, specificatamente alle ore 13.29 e 13.51, aventi ad oggetto sempre la necessit di
reperire un elettrauto e, di conseguenza, la conferma che entro poco tempo si sarebbero incontrati.
Alle successive h. 16.15.52, TRIPODO Venanzio, dal proprio apparato cellulare
(3485466290), telefonava sullutenza del FAVARA, a cui chiedeva dincontrarsi a Polistena (RC),
presso il distributore di benzina AGIP, in quanto lui si trovava ancora a Mammola.

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 420
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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

La circostanza appariva oltremodo significativa atteso che, dal contesto generale dei
dialoghi sino a quel momento registrati, si intuiva che lincontro a Polistena, tra il FAVARA ed il
TRIPODO, era certamente finalizzato ad altro, in considerazione che questultimo aveva richiesto
allinterlocutore di essere aiutato nella riparazione dellautovettura gi alle precedenti ore 13.28,
quindi, circa tre ore prima dellultima conversazione (h. 16.15). Si sottolinea, inoltre, che,
dallascolto dellultimo dialogo intercettato, emergeva come il TRIPODO si trovasse a Mammola
(RC), quindi, in unarea distante da Polistena, luogo ove lo stesso aveva riferito di trovarsi a bordo
del veicolo guasto. Tale centro, infatti, situato molto prima di Polistena, per chi proviene dal
versante jonico. Si pu ritenere, pertanto, che il TRIPODO, proveniente da Bovalino, ove tuttora
risiede, non abbia chiamato e parlato con il FAVARA nelle tre conversazioni registrate in
precedenza, per riparare lautovettura, ma si sia organizzato per specifici incontri, propedeutici alla
realizzazione di altre situazioni. Infatti, alle ore 16.36 successive FAVARA Gianluca riceveva una
telefonata da CACCIOLA Domenico153, che gli chiedeva se ritardasse ad arrivare. La citata
conversazione, sebbene apparentemente possa sembrare indirizzata ad un semplice appuntamento,
si rilevava, invece, alla luce degli eventi registrati in serata, oltremodo significativa, attese le
risultanze emerse che permettevano di appurare la centralit dello stesso CACCIOLA, nei contesti
criminali del Locale di Rosarno, riconducibile al sodalizio BELLOCCO. Un primo concreto
riscontro si aveva alle ore 17.10 successive, allinterno dellautovettura Ford/Mondeo, targata
BA759BW, in uso a FAVARA Gianluca, laddove questultimo, nellintraprendere un dialogo
molto significativo, circa linserimento dello stesso, nonch del TRIPODO, nellambito delle
dialettiche criminali calabresi, forniva notizie a questultimo circa la personalit del citato
CACCIOLA, nonch di una serie di soggetti di Rosarno (RC).
Per una migliore ed analitica interpretazione dei fatti, si riporta, di seguito, lintera
conversazione:

PROG. 3024
LEGENDA
F: Favara Gianluca
T: Tripodo Venanzio

Dalle 17.10.25 alle 17.11.06 conversazione non utile, Gianluca commenta alcune situazioni
del suo lavoro

F: ...andiamo a salutare a coso...tu non lo conosci a Mimmo Cacciola?...


T: ...no...
F: ...ora andiamo a salutarlo...
T: ...Mimmo qual' quello che era carcerato?...
F: ...si...si ammazzato il figlio...
T: ...quindi sarebbe il migliore questo qu...incomp...
F: ...si...
T: ...il migliore dei ...incomp...e quanti anni ha?...
F: ...ha ...un cinquant'anni...
T: ...questo conosceva a mio padre anche?...no...
F: ...con Ettore hanno fatto molta galera...
T: ...con Ettore?...
F: ...si con Ettore si rispettano molto...parla sempre bene di Ettore...
T: ...e questo qu chi ...questo cher vende i mobili...baffetto...
F: ...Soraci...quello Soraci...suo fratello uno grosso nel campo della frutta...ha un fratello
gemello lui...
T: ...e dov' suo fratello...
F: ... qu...
T: ...e vende frutta?...
F: ...si... grosso...mandarini...kiwi...
T: ...ma come vende frutta?...e lui ..incomp...
F: ...si... grosso... uno dei pi grossi che c' qu

153 nato Rosarno il 22.05.1954

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 421
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T: ...si?...e non ci manda la roba a Fondi...scusa...


F: ...quello compare mio...gli ho battezzato il figlio...
T: ...eh...e non...
F: ...no...gliel'ho cresimato...
T: ...ma tu sei sicuro...
F: ...l'ho cresimato...e suo fratello uno grosso...gli mandano in Egitto...mandano
all'estero...mandano...hanno i contratti...hanno le cose...se vedi che...incomp...che ha...incomp...
T: ...si?...sto cazzo di Mario forte...questo ricchione...
F: ... passato...penso...
T: ...si...ho una confidenza...ogni schiaffo...incomp...pezzo di merda...incomp...compare
Peppino...Bellocco...
F: ...lui lo ha detto?...
T: ...si ...incomp...queste sono le regole di compare Peppino...incomp...e mezzo
andato...capisci... un pastore di vacche...capito...ah...ah...ah...un pastore di vacche...e questo
Cacciola con Peppe vanno bene?...
F: ...si...con Gregorio...
T: ...con Gregorio no con Peppe...
F: ...con Gregorio Bellocco...incomp... cugino con ..incomp...con Gregorio Bellocco con
Peppe Pesce...incomp...e si ammazzato...
T: ...incomp...si ammazzato lui...
F: ...ah?...
T: ...era esaurito?...
F: ...eh...abbastanza...
T: ...era esaurito o no?...
F: ...un ragazzo serio...un ragazzo che non si sentito mai in paese...
T: ...e quello che si andato a pendere la Mini minor che l'altro figlio?...
F: ...quello della Mini minor era proprio il figlio di Gregorio...
T: ...ah...il figlio di Gregorio...incomp...
F: ...questo cugino sia con Gregorio Bellocco che con la buonanima di Peppe Pesce...
T: ...ah...
F: ...e non lo hai sentito mai nominare?...
T: ...ma questo stato carcerato con Carmelo...sicuramente...
F: ...con tuo fratello?...
T: ...si con lui...incomp...
F: ...ah?...
(vds. all. nr.189)

Nel corso della prima parte del dialogo, emergeva chiaramente che il TRIPODO non
conoscesse CACCIOLA Domenico, tant che chiedeva notizie al FAVARA circa i rapporti che
intercorrevano con i BELLOCCO, Gregorio e Giuseppe, identificati negli omonimi cugini, nati
entrambi a Rosarno, rispettivamente il 19.10.1955 ed il 22 febbraio 1948. I suddetti, sino allatto
del loro arresto, operato dalla locale Sezione Anticrimine in data 16 febbraio 2005 e 16 luglio 2007,
oltre ad essere tra i primi trenta latitanti pi pericolosi in campo nazionale, per essersi sottratti alla
cattura per alcuni decenni, rappresentavano il vertice criminale dellomonima famiglia mafiosa,
egemone nel Locale di Rosarno. Va sottolineato che, allinizio del discorso, il FAVARA
specificava che il CACCIOLA, per molto tempo, era stato detenuto con Ettore, identificato in
BILARDI Ettore Corrado [ nato a Gallico (RC) il g. 08.05.1952 ivi residente, pregiudicato],
cognato del TRIPODO, sul conto del quale si disquisir in maniera dettagliata in seguito, atteso i
particolari rapporti censurati con il FAVARA. I due interlocutori, nel prosieguo del dialogo,
facevano riferimento ad alcune persone di Rosarno, attive nel mercato della frutta, non aderenti a
schieramenti criminali.
Il TRIPODO, nel corso del dialogo, oltre a fare alcune affermazioni sul conto di
BELLOCCO Giuseppe, indicandolo come un pastore di vacche.., chiedeva chi fosse il
ragazzo appartenente ai BELLOCCO che in precedenza aveva acquistato una mini minor. In
merito, il FAVARA affermava che questultimo era un figlio di BELLOCCO Gregorio. La
circostanza altamente significativa circa i rapporti intercorrenti tra il TRIPODO ed i
rappresentanti del Locale di Rosarno, poich evidenziava una concreta conoscenza in ordine ad

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alcuni ragazzi appartenenti a quellorganizzazione, considerato che effettivamente BELLOCCO


Giuseppe [nato a Cinquefrondi il g. 11.09.1987], figlio di Gregorio, ha avuto nella disponibilit
unautovettura Mini Cooper, targata CY968TT, come emerso dai controlli di polizia eseguiti
rispettivamente il 4 febbraio e il 17 aprile 2006, quando stato controllato a bordo del citato
veicolo.
A questo punto va, inoltre, sottolineato che FAVARA Gianluca, effettivamente, in diverse
occasioni ha avuto contatti con soggetti ricercati dalle [Link]. poich latitanti, tra cui va ricordadato
proprio BELLOCCO Gregorio. Infatti, dallOrdinanza di Custodia Cautelare in Carcere nr.
Nr.1348/01 RGNR DDA, Nr.674/04 GIP DDA, Nr.68/06 OCC DDA, emessa in data 2 luglio 2007,
dal GIP presso il Tribunale di Reggio Calabria, relativa ad unassociazione per delinquere di tipo
mafioso, finalizzata al controllo ed alla gestione degli appalti pubblici relativi ai lavori di
ammodernamento dellautostrada A/3 Salerno Reggio Calabria, nei tratti compresi tra lo svincolo
di Mileto e Gioia Tauro, veniva evidenziato che il FAVARA, unitamente a VAZZANA No
[21.03.49], CACCIOLA Domenico [22/05/1954 ] e RAO Antonio Francesco, avrebbero incontrato
il latitante BELLOCCO Gregorio, utilizzando, nelloccasione, unautovettura tipo
WOLKSWAGEN, Golf targata BT 285 AF, intestata al pregiudicato OPPEDISANO Salvatore
[nato a Rosarno (RC) il 24/03/1958, ivi residente in via Zippone interno 11]. Questautovettura
veniva spesso usata da CACCIOLA Domenico, prima che questi venisse arrestato, ai primi di
settembre 2003, a seguito di Ordine di Carcerazione nr. 363/02 R.E.S., emesso dalla Procura
Generale della Repubblica di Reggio Calabria in data 18/07/2003.
Ritornando alla figura del CACCIOLA, allorquando il FAVARA precisava ...questo
cugino sia con Gregorio Bellocco che con la buonanima di Peppe Pesce..., si sottolinea che tale
legame di paretela in effetti corrisponde al vero.
Nella restante parte del dialogo, di seguito integralmente riportata, i due interlocutori
dialogavano in ordine a fatti criminali attinenti la citt di Reggio Calabria e circa le conoscenze
imputate al TRIPODO anche in ambito istituzionale:

T: ...una lettera di...incomp...ha detto mio fratello...guarda che noi ...incomp...


F: ...incomp...
T: ...guarda che io ...incomp...300 mila euro...solo tra Catania...incomp...gli ho lasciato a
mia sorella pure quello l...che ha preso ora...gi...incomp...gli ho lasciato tutti i 12 mila euro...
F: ...vedi che ieri venuto coso...
T: ...12 mila euro...
F: ...a trovarmi...
T: ...chi?...incomp...esaurito...
F: ...gli morta la madre...
T: ...questi tutti con mio padre erano...Ciccio Greco...lo ha fatto "malandrino" mio
padre...poi vanno d'accordo con gli Araniti...non vanno d'accordo...se fanno finta...la
"giostrano"...la giustano...tutti...incomp...comunque i soldi c' l'ha il cornutello...ah?...
F: ...incomp...
T: ...incomp...
F: ...incomp...con Renato ti sei visto poi?...
T: ...no devo andare...e quando mi vedevo...se non sono venuto a Reggio...non ti
chiamavo?...siamo stati con mio cognato...ti sto dicendo...impegnati...incomp...una cosa
seria...incomp...una pompa di benzina...
F: ...a Gallico?...
T: ..."superstrada"...proprio...che ti faccio vedere il posto a Bovalino rimani incantato...
F: ...ah...a Bovalino...
T: ...sulla "superstrada"...incomp...glielo intesto a Stefano... OMISSIS
Dalle 17.17.35 la conversazione continua a carattere generico

(vds. all. nr.189)

La conversazione appariva oltremodo interessante, sia in relazione alla potenzialit


economica asserita dal TRIPODO, allorquando affermava di avere dato, complessivamente, alla
sorella, la somma di Euro 312/mila, proveniente da Catania, sia in relazione al contesto criminale di
Reggio Calabria, allorquando affermava che Ciccio GRECO, identificato in GRECO Francesco

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[nato a Calanna (RC) il g. 01.01.1930], era stato fatto malandrino, ovvero ndranghetista, dal
padre del TRIPODO, in precedenza generalizzato. GRECO Francesco, stato uno dei personaggi
pi carismatici della Ndrangheta di Calanna e della citt di Reggio Calabria.
Nellambito dello stesso contesto, affermava che i rapporti tra il GRECO e la nota famiglia
mafiosa degli ARANITI, erano altalenanti.
Unaltra conversazione, attestante i rapporti diretti tra TRIPODO Venanzio e BELLOCCO
Giuseppe, allepoca latitante, si riscontrava nella conversazone, intercettata alle ore 17.23
successive, sempre allinterno dellautovettura del FAVARA.
Nel corso del dialogo, il TRIPODO riferiva alcune cicostanze relative ad un incontro con il
BELLOCCO, allorquando era stato accompagnato dal figlio di questultimo.
Per una maggiore chiarezza espositiva si riporta la parte attinente i fatti in argomento :

CONVERSAZIONE REGISTRATA AL PROG. 3026 DEL 19.01.2006, ORE 17:23, CON


APPARECCHIATURA AREA
Legenda :
FAVARA G. = FAVARA GIANLUCA
TRIPODO V. = TRIPODO VENANZIO

TRIPODO V.: ...qu siamo saliti con mio cognato...incomp...in questa curva un camion
bastardo schifoso di qu...lo ha aggiustato...a Peppe...
FAVARA G.: ...quanti anni aveva...
TRIPODO V.: ...giovane...ventisei anni...incomp...si ma qua vedi che sono
pericolosi...devi stare attento a come si entra e a come si esce...qu...perch se uno distratto qu
fottuto...andavo sempre qu al ristorante quando mi incontravo con Peppe...con Peppe...
FAVARA G.: ...qu?...ma lui...
TRIPODO V.: ...poi un giorno ho incontrato il figlio di Peppe e mi ha detto che suo
padre mi voleva vedere...e allora digli a tuo padre che domani mattina vengo...per mi raccomando
di andare in un paese...incomp...tranquillo...quando arrivo qu, in questo ristorante, ...incomp...mi
prende e mi porta...incomp...verso Galatro...no?...giardini...giardini...no so dove cazzo siamo andati
a finire..e l c'era...incomp...
FAVARA G.: ...qu...qu vicino ...
TRIPODO V.: ...e ma tu sai quanti erano la...circa dieci...incomp...
FAVARA G.: ...incomp...
TRIPODO V.: ...ma ti dico che erano questi incoscenti...gente di Laureana...impreca,
bestemmiando, contro quelle persone...ho detto io...incomp...e faceva questo...il pazzo di
Peppe...ora viene un amico...ho conosciuto tuo padre...lo sparo nelle gambe se non ...incomp...un
pazzo che voleva...gli ho detto ma che vuoi imitare per forza a mio padre...spari nelle gambe...sto
pisciatore...
FAVARA G.: eh...eh...
TRIPODO V.: ...tutte parole di mio padre...no...gli ho detto...Peppe se mai
fosse...incomp...qualcuno qu...e se riesco a salvarmi...poi...non si possono fare queste cose qu
glielo dicono a tutti...sono pericolosi poi vengono tutti i Santalucoti e vanno e si confidano i
Santolucoti...incomp...quelli l non sono buoni...

Dalle 17.26.47 alle 17.26.50 Gianluca parla al telefono

Successivamente, dopo aver dialogato di altri fatti, il colloquio proseguiva come sege:
TRIPODO V.: ...ma con Peppe vanno bene?...
FAVARA G.: ...con quale Peppe...Bellocco...
TRIPODO V.: ...Bellocco...aspetta che ti apro io...aspetta che ti apro io...
FAVARA G.: ...tiragli quel gancetto altrimenti escono le galline...tiragli il gancetto di
sotto...tira...tira...tira...tira quel coso di sotto...quello...apposto...basta...basta...basta...altrimenti
escono le galline...
TRIPODO V.: ...perch abita qu?...no...
FAVARA G.: ...incomp...il fatto del figlio...
TRIPODO V.: ...ma qu...

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 424
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FAVARA G.: ...no solo viene qu il pomeriggio...


TRIPODO V.: ...ma roba sua questa?...
FAVARA G.: ...si...
TRIPODO V.: ...ma che roba ?...
FAVARA G.: ...no...ha seminato da poco...incomp...la sua...incomp...il figlio non
esce...
TRIPODO V.: ...incomp...
Alle 17.34.52 scendono dall'autovettura
(vds. all. nr.190)

Il contenuto della conversazione non merita ulteriori commenti: lo stesso TRIPODO ad


affermare che in passato si era recato a far visita a BELLOCCO Giuseppe, nel periodo in cui lo
stesso trascorreva la latitanza in una localit, ubicata nelle vicinanze di Galatro (RC). Gli
accertamenti, condotti dalla locale Sezione Anticrimine hanno permesso di accertare che
effettivamente BELLOCCO Giuseppe, per un periodo di tempo, ha trascorso la latitanza in
quellarea. La circostanza emersa, in modo inconfutabile, nel corso delle attivit investigative,
contemplate nel procedimento penale nr. 2038/04 R.G.N.R. DDA di questa A.G., connessa alla
disarticolazione delle organizzazioni criminali operanti nellarea di Rosarno e centri limitrofi, che
allo stato ha permesso di delineare una concreta struttura associativa, nonch di procedere
allarresto, in tempi diversi, dei latitanti BELLOCCO Gregorio, LAMARI Carmelo,
DAGOSTINO Giuseppe e BELLOCCO Giuseppe. In riferimento a questultimo, emerso che lo
stesso, per un lungo periodo di tempo, ha trascorso la latitanza in localit Plaesano, comune di
Feroleto della Chiesa (RC), allinterno di un bunker ubicato a poche decine di metri dallabitazione
di FAZZARI Francesco, di cui si parlato in precedenza.
In effetti, le affermazioni del TRIPODO, allorquando affermava che si era recato nella zona
di Galatro (RC), a fare visita al BELLOCCO Giuseppe, sono da ritenersi sicuramente veritiere,
atteso che tale centro abitato poco distante dalla frazione Plaesano, come si pu perfettamente
vedere dalla seguente planimetria:

Dallimmegine si pu agevolmente notare che i due centri abitati, indicati con un punto
giallo, sono poco distanti tra loro.

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Il FAVARA, a bordo della sua autovettura, come si aveva modo di constatare nel corso
dellattivit, dopo essere giunto presso il capannone di CACCIOLA, ubicato a Rosarno alla [Link]
Alimastro, fermava lautovettura.
In merito, essenziale precisare che lapparecchiatura tecnica, installata sullautovettura del
FAVARA, in merito alla localizzazione satellitare, sebbena perfettamente funzionante, a causa di
problemi tecnici, cos come si pu evincere dal relativo allegato, trasmesso alla locale Sezione
Anticrimine dalla ditta fornitrice dellappararato tecnico, non ha pi permesso lanalisi dei dati.
(vds. all. nr. 191)
Alle ore 20.49 del 19 gennaio 2006, TRIPODO Venanzio e FAVARA Gianluca accedevano
allinterno dellautovettura di propriet di questultimo ed iniziavano immeditamente a conversare.
Dal contenuto del dialogo, si apprendeva chiaramente che il TRIPODO Venanzio si era recato dal
latitante, mentre il FAVARA era rimasto ad attendere lo stesso presso il capannone di propriet di
CACCIOLA Domenico.-
Infatti, il TRIPODO commentava con linterlocutore parte del dialogo avuto con il
BELLOCCO, evidenziando laspetto relativo alla personalit del FAVARA nel contesto criminale,
infatti affermava
TRIPODO V.: Gianluca... Gianluca...
FAVARA G.: che c?
TRIPODO V.: il compare... il compare (ride) ...(inc.)... attenzione... attenzione a non
trascurare compare senza offesa...
FAVARA G.: te lo ha detto?
TRIPODO V.: Gianluca il mio pupillo...
FAVARA G.: te lo ha detto?
TRIPODO V.: senza offesa a voi...
FAVARA G.: cos ti ha detto... e quando te lo ha... io...
TRIPODO V.: e lui lo ha detto, non hai sentito?
FAVARA G.: no!
TRIPODO V.: lui ha detto... se trascura Gianluca me lo dite...
FAVARA G.: eh...
TRIPODO V.: ha detto che...
FAVARA G.: ah...
TRIPODO V.: lo chiamiamo allattenzione subito...
FAVARA G.: eh...
TRIPODO V.: gli tagliamo i piedi...
FAVARA G.: eh...
TRIPODO V.: gli ho detto io... compare vedete che Gianluca un mio pupillo... io,
senza offesa, lo guardo e per me trasparente come la mia persona
FAVARA G.: (sorride)...
TRIPODO V.: e lui... pisella ti fa piacere
FAVARA G.: (sorride)...

Successivamente, la conversazione si sviluppava in ordine ad una serie di argomenti non


attinenti alle indagini, fatta eccezione per la parte finale del discorso, laddove i due soggetti
facevano riferimento a tale MARCELLO, individuato in PESCE Marcello, nato a Rosarno il
12.03.1964 ed ivi residente in Via Gramsci nr. 40, imprenditore, pregiudicato per delittti di diversa
e grave indole ed in atto considerato lelemento di spicco dellomonima consorteria Ndranghetista
operante nellarea di Rosarno:
TRIPODO V.: invece Marcello... che Marcello la... che ha lagenzia?
FAVARA G: si...
TRIPODO V.: ma quello che sta con Marcello, deve essere uno scemo la... quello
dellagenzia... che ha quella gippetta la... mezzo coglione quello no?
FAVARA G: c uno che mi vuole qua, cos una volta che vengo qua... ancora
dobbiamo andare a Palmi...
TRIPODO V.: ancora dobbiamo andare a Palmi?
FAVARA G: se no vado io, se tu hai da fare...
TRIPODO V.: no...

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FAVARA G: fino a Siderno...


TRIPODO V.: ma devi andare per forza a Palmi tu?
FAVARA G: si, io si... c uno che mi vuole qua...
TRIPODO V.: a Rosarno?
FAVARA G: questo della casa... di questo che ho lasciato... ho fatto...
TRIPODO V.: questa la casa?
FAVARA G: uno che mi vuole a me qua... (vengono pronunciate a voce bassa delle
parole che risultano incomprensibili)...
TRIPODO V.: mh...
FAVARA G: ora questa sera gli hanno dato tre anni... di sorveglianza...
TRIPODO V.: e ha la sorveglianza ora...
FAVARA G: si... un minuto che gli devo dire una parola...

(vds. all. nr.192)

Alle ore 20.56 del 19 gennaio 2006, allinterno dellautovettura del FAVARA veniva
registrata unulteriore conversazione, intercorsa tra questultimo e TRIPODO Venanzio. Il
discorso, sebbene attinente a fatti di natura conoscitiva, espressi dallo stesso TRIPODO circa le
dinamiche criminali inseriti nellarea della Piana di Gioia Tauro, appariva oltremodo interessante,
anche in relazione al proprio inserimento in contesti criminali di natura mafiosa. Lo stesso, infatti,
ad un certo punto, evidenziando la sua discendenza ndranghetista per il figlio di Don Mico
TRIPODO, evidenziava: TRIPODO V.: ...io dove non conosco la confidenza me la
prendo perch sono figlio di padre Gianluca.......FAVARA G.: ...e lo s... TRIPODO V.: ... inutile
che andiamo studiando...vedi che le amicizie che ho io...questi qu li possono conoscere anche in
galera...ma le amicizie che ho io...c' l'ho proprio di famiglia intima con tutti...io...vedi che non
trascuro neanche una virgola...i doveri li faccio anche se mi strappano la cimicia di
dosso...devi...ah...-.
Nel prosieguo del dialogo, il TRIPODO chiedeva ulteriori ragguagli circa i rapporti
parentali esistenti tra i componenti della famiglia CACCIOLA e quella dei BELLOCCO, ottenendo
dallinterlocutore ogni sorta di delucidazione:
TRIPODO V.: ...no mi sono trattenuto in tutto, ho bevuto una...
FAVARA G.: ...incomp...
TRIPODO V.: ...anche il fratello li con lui...
FAVARA G.: ...incomp...
TRIPODO V.: ...il fratello...quanti fratelli ha...
FAVARA G.: ...e sono cinque o sei fratelli...Mico...
TRIPODO V.: ...ma tutti l...
FAVARA G.: ...Bruno...Gregorio...Giovambattista e Ciccio...cinque fratelli...
TRIPODO V.: ...si...si...tutti...
FAVARA G.: ...tutti uguali sono...
TRIPODO V.: ...tutti uguali sono...tutti insieme sono stati carcerati...sono stati...tutti e
cinque i fratelli carcerati...
FAVARA G.: ...con me?...
TRIPODO V.: ...si...
FAVARA G.: ...no...incomp...cinque...
TRIPODO V.: ...e invece Gregorio che gli viene cognato?...
FAVARA G.: ...Bellocco?...
TRIPODO V.: ...eh...
FAVARA G.: ...cugino...
TRIPODO V.: ...cugino per parte di chi...della moglie?...
FAVARA G.: ...e mi sembra che...no...perch...Bellocco sposato...Bellocco sposato
con una Cacciola...
TRIPODO V.: ...ah...
FAVARA G.: ...la moglie di Gregorio e un cugina sua...una cugina sua... figlia dei
gemelli...
TRIPODO V.: ...dei gemelli chi?...
FAVARA G.: ...Cacciola...

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TRIPODO V.: ... solo cugina dei Cacciola...


FAVARA G.: ...quel ragazzo che aveva la barba uno dei gemelli Cacciola...quel ragazzo
l...
TRIPODO V.: ...quale sarebbe...incomp...
FAVARA G.: ...un ragazzo alto con la barbetta...
TRIPODO V.: ...parente di Gregorio...v...

(vds. all. nr. 193)

I fratelli indicati nel corso della conversazione sono stati identificati nei fratelli
CACCIOLA, di seguito generalizzati :
. CACCIOLA Michele, nato a Rosarno il 16.12.1958, coniugato LAZARO Anna
Rosa, nata a Rosarno il 10.07.1964;
. CACCIOLA Gregorio, nato a Rosarno il 16.12.1958, coniugato con SERGI Maria
Teresa, nata a Rosarno il 14.11.1958;
. CACCIOLA Giovambattista, nato a Rosarno il 29.09.1964, coniugato con
PALADINO Maria, nata a Rosarno il 11.01.1969;
. CACCIOLA Francesco, nato a Rosarno il 14.07.1969, coniugato con MODAFFERI
Maria Teresa, nata a Rosarno il 15.05.1978.
Gli stessi sono cognati di BELLOCCO Gregorio, gi catturato dalla locale Sezione
Anticrimine in data 16 febbraio 2005, in Rosarno, dopo circa 15 anni di latitanza. La moglie del
BELLOCCO, CACCIOLA Teresa, sorella dei suddetti CACCIOLA.
Lulteriore conferma che il TRIPODO Venanzio, la sera del 19 gennaio 2006, si fosse recato
dal latitante BELLOCCO Giuseppe, emergeva da unulteriore affermazione esternata dallo stesso,
allorquando, nel rivolgersi al FAVARA, affermava che ...incomp...sempre con
Peppe...incomp...ma vedi che aperta la porta qu.... Era chiaro il riferimento al BELLOCCO
Giuseppe, allepoca latitante, nonch ad una sorta di premura che il TRIPODO aveva fatto al
BELLOCCO nei confronti del FAVARA.
(vds. all. nr.193)

I rapporti tra FAVARA Gianluca e TRIPODO Venanzio rientravano nellambito di un pi


ampio contesto di natura criminale, attesi gli accertati rapporti anche con BILARDI Ettore, cognato
del TRIPODO.
In particolare, stato accertato, attraverso lattenta analisi dei dati scaturiti dallattivit
tecnica, che FAVARA Gianluca ha mantenuto, per un lungo periodo di tempo, contatti con il
BILARDI Ettore, inquadrabili nellalveo di un perfetto programma criminoso, finalizzato alla
gestione di attivit illecite.
Sin dai primi ascolti delle conversazioni telefoniche, intercettate sulle utenze in uso a
FAVARA Gianluca (392/6855775 - 338/4964443), si aveva modo di constatare il rapporto
relazionale esistente tra questultimo ed alcuni esponenti della criminalit organizzata operante
nellarea di Reggio Calabria, tra i quali BILARDI Ettore. In particolare, in data 30 e 31 ottobre
2005, sullutenza telefonica 392/6855775 in uso al FAVARA, venivano registrate due
conversazioni, intercorse con il BILARDI, nel corso delle quali, gli stessi, si davano appuntamento
di persona.
Alla luce di tali importanti e qualificati contatti, venivano predisposti, nei confronti del
FAVARA, una serie di servizi di osservazione che permettevano di verificare, in modo diretto, i
rapporti relazionali tra i due. In particolare,in data 9 novembre 2005, alle ore 09.03, il BILARDI
veniva notato uscire, dallinterno del bar denominato Rosso e Nero, sito sulla statale 18,
unitamente a FAVARA Gianluca e, quindi, salire a bordo dellautovettura di questultimo.
Allinterno del mezzo i due iniziavano a dialogare in ordine ad alcuni soggetti, notoriamente
aderenti ad organizzazioni criminali, operanti nella citt di Reggio Calabria, con i quali risultavano
in contatto sia il BILARDI che il FAVARA.
Durante la conversazione, con inizio alle ore 09.12, il BILARDI Ettore faceva riferimento
ad un contatto avuto il giorno precedente con RUGOLINO Giovanni, identificato nellomonimo,
[nato a Gallico di Reggio Calabria il 23.02.1950], ivi residente che, secondo le affermazioni del
BILARDI, aveva avuto un comportamento non molto lineare con una propria cugina. Si precisa che
il RUGOLINO risulta organico allomonima organizzazione criminale, operante in Reggio

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Calabria, gravato da numerosi precedenti penali. Nel prosieguo della conversazione, il FAVARA
aggiungeva che era sua intenzione transitare presso il bar di propriet di FONTANA
Giandomenico, sito difronte gli uffici della Regione Calabria. Il FONTANA Giandomenico stato
identificato nellomonimo [nato a Reggio Calabria il 17 gennaio 1974, ivi residente via Corvo nr. 4,
pregiudicato]. Il bar in questione, denominato Bar Quadrifoglio, con sede in questa via Quartiere
Militare 36/38, risulta di propriet di FONTANA Antonino, nato a Reggio calabria il 10.09.1971,
fratello del citato Giandomenico. I suddetti sono figli di FONTANA Giovanni [nato a Reggio
Calabria il 13 maggio 1945], noto esponente criminale dellomonima famiglia mafiosa, aderente,
nel corso dellultimo conflitto criminale reggino, al pi ampio schieramento capeggiato da
CONDELLO Pasquale, con il quale risultato legato anche da vincoli parentali, in considerazione
che la moglie, CONDELLO Maria [nata a Reggio Calabria il 15.03. 1950], cugina del citato
CONDELLO Pasquale. Il FONTANA stato, tra laltro, testimone di nozze, unitamente al defunto
DE STEFANO Paolo, cl. 43, ucciso ad Archi il 13.10.1975, del suddetto CONDELLO Pasquale.
Sebbene la conversazione non evidenziava particolari condotte criminali, qualificava,
comunque, i rapporti relazionali del FAVARA e del BILARDI, con soggetti appartenenti ad
organizzazioni mafiose.
(vds. all. nr.194)

Altra conversazione, attestante le reciprocit criminali del FAVARA e del BILARDI, con
soggetti aderenti ad agguerrite organizzazioni criminali, si registrava immediatamente dopo la
suddetta conversazione, allorquando i due, oltre a fare riferimento ad un componente della famiglia
CACCIOLA di Rosarno, individuato, considerati i costanti rapporti telefonici con il FAVARA, in
CACCIOLA Domenico, in precedenza generalizzato, dialogavano in relazione alla particolare
situazione criminale della Provincia di Reggio Calabria. Infatti, secondo le affermazioni del
FAVARA, nellambito di settanta famiglie, era presente solo un componente per famiglia buono,
criticando, tra laltro, anche le organizzazioni di Rosarno in tal senso. Lo stesso, infatti, affermava:
e quando incontri una brava persona gli altri non valgono niente .......qua c' ne buono uno per
famiglia...quanto sono? settanta famiglie? c' ne settanta che stanno ...inc....- In seguito, il
FAVARA, facendo riferimento alla particolare situazione criminale di Rosarno, affermava:
.pure da me ah!...come a Rosarno! tu pensi che a Rosarno ci sono persone buone per ora!....
sopra a ventimila non penso che c' ne sono ...inc....-
(vds. all. nr.195)
Anche tale conversazione evidenziava, ancora una volta, la particolare caratura criminale
degli stessi e, quindi, la loro aderenza a circuiti criminali di natura mafiosa.
Lattivit di controllo, predisposta allindirizzo del FAVARA e del BILARDI, permetteva di
constatare che gli stessi, sino alle 11.00 restavano in compagnia, ora in cui il servizio di
osservazione, per motivi di opportunit veniva interrotto.
(vds. all. nr.196)

INFILTRAZIONI MAFIOSE ALLINTERNO DELLAZIENDA SANITARIA NR. 10 DI


PALMI.

Attraverso il costante monitoraggio di FAVARA Gianluca, la locale Sezione Anticrimine


documentava unattivit estorsiva, finalizzata allaggiudicazione del servizio di lavanderia
dellAzienda Sanitaria Locale di Palmi, nella quale si era registrato lintervento di alcune
organizzazioni criminali presenti nella Provincia di Reggio Calabria, al fine dinserire nel tessuto
economico locale, le diverse imprese aderenti alla Ndrangheta. Dal contenuto complessivo delle
conversazioni tra presenti, registrate allinterno del veicolo in uso a FAVARA Gianluca, emergeva
che questultimo, avvalendosi dei contatti intrattenuti con BILARDI Ettore, cognato di TRIPODO
Venanzio, sul conto del quale si gi interloquito in precedenza, era riuscito anche ad evitare che
alcune ditte locali partecipassero alle diverse trattative. I fatti di seguito meglio evidenziati,
scaturiti, come gi detto, da alcune conversazioni ambientali, sono relativi allaggiudicazione della
gara di appalto, indetta con delibera nr. 1454, dall ASL nr. 10 di Palmi, il 1 agosto 2000, avente
come oggetto trattativa privata per laffidamento del servizio di noleggio, lavaggio e stiratura di
biancheria ospedalieri A.S. nr. 10 di Palmi.

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(vds. all. nr. 197 contenente tutta la documentazione attinete alla gara)

Sul punto va sottolineato che le organizzazioni criminali, anche nelle fasi successive a tale
gara, in seguito annullata, hanno operato in maniera sistematica e penetrante, tanto da causare
lintervento anche di personaggi criminali di elevato spessore, a capo di temibili gruppi mafiosi
egemoni in contesti territoriali diversi dallarea dinteresse. Non estraneo a tali modalit
comportamentali risultato un FAVARA Gianluca che, come si pu agevolmente notare dalla
scheda individuale, redatta sul conto dello stesso ed allegata alla informativa di reato, titolare di
diverse societ operanti nel settore delle lavanderie, quindi, particolarmente interessato
allaggiudicazione della gara.
Ancor prima di analizzare lesito degli accertamenti, che saranno confrontati con le
conversazioni registrate allinterno del veicolo, opportuno evidenziare che la gara di appalto in
esame scaturiva dalla necessit di assicurare il servizio di lavanderia ai presidi ospedalieri di
Taurianova, Palmi ed Oppido, ricadenti nellambito dellA.S. nr. 10 di Palmi. Tale esigenza era
scaturita sin dal 1998, da quando cio l attivit non veniva pi assicurata dai dipendenti di tale
unit sanitaria, in considerazione che i due impianti, installati presso i presidi ospedalieri di
Cittanova e Gioia Tauro, si erano resi inefficienti. Infatti, con delibera nr. 364 del 24 febbraio 2000
della citata A.S., avente per oggetto Liquidazione e pagamento fatture alla ditta [Link] di
Murrone Giulio per il servizio di lavanderia per i PP. OO. di Taurianova, Palmi ed Oppido
Mamertina , si procedeva al pagamento delle prestazioni rese dalla ditta [Link], che sino a quel
momento aveva proceduto ad effettuare il servizio di lavanderia.
Dalle analisi della delibera innanzi citata, nonch da quella eseguita su altra
documentazione, acquista presso la suddetta Azienda, stato accertato che, in data 28 luglio 1998,
a seguito delle problematiche inerenti il mancato funzionamento delle attrezzature denominate
Vaporex, il responsabile del X Servizi della citata Azienda disponeva, considerata la necessit e
lurgenza, laffidamento del servizio di lavanderia alla ditta [Link] di Giulio MURRONE154,
sita in via S.S. 111, Cannav di Rizziconi.
Il giorno 01.12.1998, con delibera nr. 2241, lAzienda Sanitaria in argomento deliberava il
pagamento, a favore della ditta [Link], delle fatture nr. 122, 123 e 124, emesse il 31 agosto
1998, per un totale, complessivo, di lire 5.402.520.
Dopo due anni di affidamento dei lavori alla ditta [Link] di Gioia Tauro, lAzienda
Sanitaria di Palmi, il 1 agosto 2000, con delibera nr. nr. 1454, indiceva una gara di appalto,
attraverso il sistema della trattativa privata, per un periodo di mesi quattro, salvo eventuale rinnovo,
connessa allaffidamento del servizio di lavanderia, alla quale venivano invitate le seguenti
ditte155:

. LINEA STERILE S.P.A, via Pirandello n.16 47030 Gatteo (FO) tel.
0541/818510 fax. 0541/818790;
. LIDI SERVICE SRL, SS. Romea n.15 (KRN 26) loc. Porto Garibaldi
44022, Comacchio tel. 0533/327195 fax. 0533/325649;
. SOF S.P.A. (SERVIZI OSPEDALIERI FIORENTINI) via Lungo Il Rio
Freddo. N.15 Careggi 50141 Firenze tel. 055/415591 fax 055/413866;
. LAVANDERIA INDUST RIALE NOVA SRL, via Zona Industriale
n.26 61010 Campiano di Talamello (PS) tel. 0541/921212 fax 0541/920046;
. LAVANDERIA INDUSTRIALE TIBERI via Collernentana n.80, 67043
Celano (AQ) tel. 0863/ 790842 ;
. ITALLAV, via Stefano Bruda n35/A, 10080 Busano (TO), tel.
0124/48600 fax. 0124/ 48616 ;
. GIGLIO SERVICE, via Fosso Cavone, nr.7, 65129 Pescara, tel. e fax. 085/50330
;
. LIS S.P.A., via Bore Tesino, n.10, 63013 Grottamare (AP), tel.
0735/632547 fax. 0735/632548;
. COLIM COOPERATIVA LAVAGGIO INDUSTRIALE MOUSE SRL,

154 nato a Palmi il 31.10.1955, residente a Gioia Tauro in Piazza Municipio nr. 18/c., incensurato.
155 Le ditte sottolineate hanno sede nella provincia di Reggio Calabria

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[Link] Cerreto, 86010 Castropignano (CB) tel. 0874/503540/503686;


. LAVANDERIA CASTRIGNANO',via Galatina Zona Industriale,
73043 Copertino (LE) tel. 0832/94762 fax. 0832/933718;
. LAVANDERIA INDUSTRIALE LTND S.P.A., via Wild n.5 Novara;
. LAVANDERIA INDUSTRIALE CIPELLI Srl, localit Cascinetta Zona
Industriale Borghetto Lodigiano Lodi;
. LAVANDERIA INDUSTRIALE TORINESE (L.I.T.) Srl, via Fossano n.4
Moncalieri (TO);
. LAVANDERIA BONGIOVANNI CARLO E C. SAS, via Ronchi, n.55
San Mauro Torinese (TO);
. NUOVA OLIMPIA SRL , Zona F 16/A, 70015 Noci (BA);
. LAVASERVICE , via Nazionale 78 Rosarno (RC);
. [Link]. SRL via Nazionale Sud Rosarno (RC) ;
. LAVANDERIA SUPERMODERNA via Provinciale Prumo, 139/143
Cannav (RC);
. LAVANDERIA MALAFRONTE - via Sacri Cuori,228- 80045 - Pompei (NA);
. LAVANDERIA MALETTA - via Stazione - Zona Industriale Piano Lago -
Mangone (CS);
. C.S.C. GROUPE S.A.S. - via S. Francesco Da Paola. 14/a , Reggio Cal.;
. MERIDIONALE LAVANDERIE INDUSTRIALI - via Delle Industrie. 7 San
Gregorio (RC);
. FLEURTEX - Case Molino Di Villazaccheo - 64020 - Castellalto (TE);
. SADEN, Cda Da Pere Rossi Rende (CS)
. LAVANDERIE INDUSTRIALI LAVIN - via Pontina Km 31,700 - 0040 Pomezia
(RM);
. LINDUS DI MURRONE GIULIO via Strada Statale 111, 89016 Cannava' di
Rizziconi tel. 0966/59186 fax 0966/59187.

In data 7 agosto 2000, chiedeva di partecipare al pubblico incanto, con richiesta, inoltrata
via fax, anche la LAVANDERIA DELLALTO ADIGE di Bolzano, che veniva invitata il giorno
successivo, tramite regolare raccomandata.
Dal contenuto delle conversazioni intercettate, stato possibile accertare che il FAVARA,
titolare di una ditta operante nel settore di lavanderia, era particolarmente interessato ai lavori in
argomento, dai quali, comunque, era stato estromesso, poich non era riuscito a raggiungere un
accordo con i diversi componenti delle organizzazioni criminali, operanti in area. La
conversazione, oltremodo significativa circa le ingerenze delle organizzazioni mafiose nella
gestione ed infiltrazione allinterno del tessuto economico, intercosa tra FAVARA Gianluca,
BILARDI Ettore e SCOPELLITI Santo.
Il contenuto del dialogo risultato di elevato valore probatorio, poich il FAVARA
rappresentava che la gara era stata effettuata per una semplice formalit, poich aveva gi stabilito
gli opportuni accordi per aggiudicarsela, infatti affermava: .. Perch il lavoro era mio a casa
mia, mi hanno voluto chiamare a me, per farmi un regalo a me, amici miei, una licitazione
privata...fai quello che vuoi... Le affermazioni del FAVARA sono da ritenersi veritiere e
circostanziate, in considerazione che gli accertamenti espletati, analizzati con le altre conversazioni
intercettate, hanno consentito di cristallizzare tale dato, in maniera incontrovertibile.
Nel prosieguo del discorso, il FAVARA aggiungeva che, per lesecuzione di tali lavori,
poich con la propria impresa non era in grado di poter adempiere agli obblighi contrattuali, si era
rivolto a tale Mario, affinch questultimo lo aiutasse a reperire unaltra ditta: gli ho detto e non
mi conosci?sono quello di Rosarno...(inc)allora mi hai conosciuto quando mi hai rotto i
coglioni...(inc)...io gli stavo regalando la met, il 50% senza conoscerlo, vedi la differenza tra me e
lui! Perch il lavoro era mio a casa mia, mi hanno voluto chiamare a me, per farmi un regalo a me,
amici miei, una licitazione privata...fai quello che vuoi...io da solo non ce la potevo fare e mi sono
incontrato per parlare con compare Mario...mi ha detto ce l'ho io un amico mio
La conversazione, sebbene non sia stata molto lineare, in quanto registrata in un momento in
cui, sicuramente, era gi stata avviata e, quindi, di difficile collocazione ed interpretazione, faceva
chiaramente intendere che il FAVARA nutriva particolare rancore nei confronti dei titolari delle
lavanderie ASCIOTI, in particolare nei confronti di uno dei soci identificato in ASCIOTI Alfredo

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Maria156, nato a Reggio Calabria il 12.03.1963, ivi residente via delle Industrie nr. 7; nonch di
alcuni appartenenti alle organizzazioni criminali, operanti nel comprensorio della Piana di Gioia
Tauro, per averlo contrastato nellaggiudicazione della gara.
BILARDI Ettore, infatti, ad un certo punto, affermava ma tu la sai una cosa? se tu avevi
questo cazzo di lavoro con lASCIOTI nel mezzo, noi a quello, anche a costo di litigare con lui,
non lo facevamo partecipare, lo sai tu?.
In seguito, aggiungeva .ma se tu, se vieni e mi dici che ci sei tu nel mezzo, se mandavi
qualche ambasciata, io mandavo mio cognato da e gli dicevo questo lavoro lo devono prendere
questi e basta, lo sapevi questo fatto?.
(vds. all. nr.198)
Dallanalisi della documentazione, acquisita presso lAzienda Sanitaria nr. 10 di Palmi,
stato accertato che, il 5 settembre 2000, data in cui si svolgeva la gara di appalto, indetta con
delibera del 1 agosto 2000, avevano presentato offerta di partecipazione solo le seguenti ditte:
NUOVA OLIMPIA s.r.l.: con sede legale in Noci (BA) via Zona F 16/d, iscitta in
data 11.11.1997 al numero REA BA-274498. La societ era costituita da TINELLI Antonio157,
nato a Noci (BA) il 14.09.1955, ivi residente in Zona F 16/C e TINELLI Vito, nato a Noci (BA) il
06.04.1959, ivi residente in Zona F 16/A, aveva presentata unofferta pari a lire 4.150.
MERIDIONALE LAVANDERIE INDUSTRIALI s.r.l. in sigla MERILIN s.r.l. :
con sede legale in Reggio Calabria via Delle industrie 7, iscritta in data 03.02.1999 al numero REA
RC-1322460, costituita da quote societarie, cos ripartite, aveva presentato unofferta pari a lire
4/mila;
- quota 50 dalla Tintoria SHULTZE S.p.A, con codice fiscale 00249050543,
con sede legale Zona Industriale Molinaccio (PG), risultavano soci NARDI SHULTZE Luciano,
nato a Perugia il 27.09.1946, ivi residente in via Dei Cappuccini n.1/F e la societ SHULTZE
NARDI S.r.l., questultima costituta da NARDI SHULTZE Luciano, nato a Perugia il 27.09.1946,
ivi residente in via Dei Cappuccini n.1/F, NARDI SHULTZE Emiliano, nato a Perugia il
01.03.1974, residente a Reggio Emilia in via A. Tassoni nr. 115 e CASOLI Carmen, nata a Citta
della Pieve (PG) il 07.03.1950, residente a Perugia in via Brajo nr.8;
- quota 47,50 dalla [Link]. Societ per la Gestione di Imprese, codice
fiscale 01220210809, con sede legale in via Delle Industrie 7 , San Gregorio di Reggio Calabria,
risultavano soci ASCIOTI Maria Lorella158, nata a Reggio Calabria il 22.02.1961, ivi residente in

156 Sul suo conto figurano i seguenti pregiudizi penali:


22.01.2002: si rendeva irreperibile poich colpito dallordinanza di custodia cautelare in carcere nr. 1444/2000 e nr.
2828/2000 R. GIP emessa il 20.01.2001 dallUfficio G.I.P. del Tribunale di Locri in quanto ritenuto
responsabile di subappalto non autorizzato, abuso di ufficio, frode nelle pubbliche forniture, falsit
comm. da pubblici imp. incar. di pub. falsit ideologica, falsit ideologica, turbativa dasta e truffa.
Successivamente veniva tratto in arresto dal Nucleo Antisofisticazione e Sanit di Catanzaro. Lo stesso
rivestiva la carica di collaboratore dellimpresa [Link]. (Lavanderia Industriale), con sede in S.
Gregorio di Reggio Calabria via delle Industrie nr.7 ;
25.01.2002: veniva tratto in arresto dalla Stazione CC di Gallina per i reati di cui sopra;
15.04.2002: con ordinanza nr. 1444/2000 RGNR e nr. 2828/2000 R. GIP emessa dal G.I.P. del Tribunale di Locri,
veniva dimesso dalla Casa Circondariale di Locri -ove era detenuto per i reati sopra menzionati- e
sottoposto al regime degli arresti domiciliari;
21.04.2002: lUfficio G.I.P. del Tribunale di Locri dichiarava la perdita di efficacia della misura degli arresti
domiciliari e contestualmente lo sottoponeva alla misura dellobbligo di dimora nel territorio del comune
di residenza;
23.10.2002: lUfficio G.I.P. del Tribunale di Locri dichiarava la perdita di efficacia dellobbligo di dimora nel
territorio del comune di residenza;
13.04.2004: in Roccella Jonica veniva incendiata lautovettura MARCEDES 500 SE targata ROMA 6G9966 di
propriet della societ ASCHOTT SRL;

157 sul suo conto figurano i seguenti pregiudizi:


29.05.1995: veniva scarcerato per decorrenza termini della custodia cautelare in carcere, ristretto in carcere per reati
contro la pubblica amministrazione;
03.06.1995: veniva arrestato dalla Compagnia CC di Gioia del Colle in esecuzione ad o.c.c. in carcere per reati
contro la pubblica amministrazione:

158 sul suo conto figurano i seguenti pregiudizi penali:


22.01.2002: il Nucleo Antisofisticazione e Sanit di Catanzaro gli notificava lordinanza nr. 1444/2000 e nr. 2828/2000
R. GIP emessa il 20.01.2001 dallUfficio G.I.P. del Tribunale di Locri con la quale veniva erogata la

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via Anita Garibaldi nr. 294, coniugata con TROMBA Paolo, GRASSO MARINELLI Angela, nata
a Messina il 27.11.1939, residente a Reggio Calabria in via Delle Industrie nr.7, coniugata
ASCIOTI Ugo Maria, ASCIOTI Alessandra159, nata a Reggio Calabria il 06.12.1972, ivi residente
in via Delle Industrie nr.7, coniugata con SETTE Mario Giacomo ed amministratore ASCIOTI
Alfredo Maria, nato a Reggio Calabria il 12.03.1963 ivi residente in via Delle Industrie nr.7, celibe;
- quota 2,50 dalla societ ASCHOTT S.r.L., codice fiscale 01185820808, con
sede legale in via Delle Industrie 7, San Gregorio di Reggio Calabria, risultavano soci GRASSO
MARINELLI Angela, nata a Messina il 27.11.1939, residente a Reggio Calabria in via Delle
Industrie nr.7, nonch amministratore, ed ASCIOTI Alessandra, nata a Reggio Calabria il
06.12.1972, ivi residente in via Delle Industrie nr.7 ;

- [Link]. di MURRONE Giulio: impresa individuale con sede legale in Gioia


Tauro Piazza Municipio nr. 18/C e con unit locale in Rizziconi (RC) via SS.111 Contrada
Castaneto, iscritta in data 19.02.1996 al numero REA RC-1996-53294 , risulta titolare firmatario
MURRONE Giulio, nato a Palmi (RC) il 31.10.1955, residente a Gioia Tauro in Piazza Municipio
nr.18/C, che aveva presentato unofferta pari a lire 7.500.

Lanalisi dei fatti, scaturiti dallattivit investigativa in trattazione, ha consentito di accertare


che la gara di appalto non avveniva secondo i normali principi di trasparenza e linearit ma,
attraverso alcuni accordi, intercorsi tra i responsabili delle diverse imprese, che vedevano, da un
lato FAVARA Gianluca e limpresa Nuova Olimpia S.R.L., dallaltra la MERIDIONALE
LAVANDERIE INDUSTRIALI s.r.l. in sigla MERILIN s.r.l., la [Link] e limpresa facente
capo a CUTRUPI Antonino [nato a Reggio Calabria il 19.11.1953, residente a Reggio Calabria
fraz. Cannav via Provinciale Prumo nr. 141]. Questultimo, sebbene non abbia presentato alcuna
offerta, come si avr modo di vedere in seguito, era comunque stato invitato a partecipare alla gara.
Infatti, in una conversazione, intercettata alle ore 19.55 dello stesso giorno (11.11.2005), FAVARA
Gianluca rappresentava a BILARDI Ettore: fuori il gioitano sono rimasti i reggitani,
...quando hanno visto queste cose, che io mi sono accordato con i baresi, per mettere quelli di Bari
a Rosarno, ...dice..."perdo il lavoro!" "eh! qua ... il lavoro resta qu, a me e a Bari!"; prende e mi
mandano una ambasciata questi ASCIOTI, CUTRUPI e Peppe ...inc..., che vogliono incontrarsi con
me, mi hanno mandato l'ambasciata la notte che vogliono incontrarsi con me; che vogliono
un'offerta, gli sta bene qualsiasi cosa che io decido; qualsiasi accordo che facciamo...basta che lo
fanno con me; che tolgo i baresi...e ci facciamo il discorso tra di noi e qualsiasi cosa voglio io che
sar fatta; gli mando a dire (ndr - FAVARA GIANLUCA) che io per i soldi non mi vendo..non
ho...non ho....
(vds. all. nr.199)
I due schieramenti dimprese erano appoggiati, a loro volta, da due diverse organizzazioni
criminali: quello facente capo al FAVARA, dal gruppo criminale operante a Rosarno, mentre
quello facente capo al CUTRUPI a VIOLI Giuseppe, di seguito meglio generalizzato, aderente al
pi ampio contesto criminale degli ALVARO. Sul punto si disquisir in maniera dettagliata ed
analitica in seguito, al fine di fornire a questa A.G., in modo armonico e consequenziale, gli
elementi probatori raccolti.

misura cautelare ed interdittiva del divieto temporaneo dell'esercizio dell' attivit imprenditoriale. La
medesima risultava legale responsabile dellimpresa MERI. [Link]. (Lavanderia Industriale);
29.10.2004: con informativa nr.1/25 del Nucleo Antisofisticazione e Sanit di Catanzaro veniva denunciata per truffa,
inadempimento di contratti di pubbliche forniture e frode nelle pubbliche forniture in concorso, truffa,
(concorso per aver in qualit di Amministratore unico violato le norme ascritte in ordine allappalto
[Link] (Biancheria Ospedaliera)
159 Sul suo conto figurano i seguenti pregiudizi penali:
11.03.2002: il Nucleo Antisofisticazione e Sanit di Catanzaro gli notificava lordinanza nr. 1444/2000 e nr. 2828/2000
R. GIP emessa il 20.01.2001 dallUfficio G.I.P. del Tribunale di Locri con la quale veniva interdetta a
svolgere attivit imprenditoriale, in quanto risultava amministratore unico subentrante della societ ditta
[Link]. di Reggio Calabria;
29.10.2004: con informativa nr.1/25 del Nucleo Antisofisticazione e Sanit di Catanzaro veniva denunciata per truffa,
inadempimento di contratti di pubbliche forniture e frode nelle pubbliche forniture in concorso, truffa,
(concorso per aver in qualit di legale responsabile della ditta [Link]. di Reggio Calabria violate le
norme ascritte in ordine allappalto [Link] (Biancheria Ospedaliera)

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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PROCURA DELLA REPUBBLICA 433
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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

Dallanalisi del verbale di gara, redatto in data 5 settembre 2000, la commissione


rappresentava che:
OMISSIS
entro i termini stabiliti, ore 12:00 del 04.09.2000 sono pervenute nr.3 offerte e precisamente
quelle delle seguenti ditte:
 NUOVA OLIMPIA prot. nr.18402 1 settembre 2000;
 MERIDIONALE LAV. prot. nr.18460 4 settembre 2000;
 LINDUS prot. nr.18464 4 settembre 2000;

A questo punto si procede allapertura delle tre buste pervenute e, dopo lesame della
documentazione prodotta dalle tre ditte risultata conforme alle richieste, si passa allesame delle
offerte.
Si constata quanto segue:
 NUOVA OLIMPIA offerta lire 4.150;
 MERIDIONALE LAV. offerta lire 4.000;
 LINDUS offerta lire 7.500,
pertanto la Commissione propone di aggiudicare alla ditta MERIDIONALE LAV., che ha
presentato lofferta pi conveniente per lazienda.
Il signor. SAVINI Fabio della NUOVA OLIMPIA dichiara, a questo punto, che il capitolato
speciale allart.1 punto C parla di lavaggio, disinfezione di materassi, guanciali e relative
coperture di protezione, per eseguire tale servizio necessario una particolare attrezzatura dotata
di autoclave che allo stato della documentazione prodotta dalla ditta MERIDINALE LAV. non
emerge.
Il signor LANZA Giuseppe, della MERIDIONALE LAV, a sua volta, dichiara quanto
segue: Il punto 6 della lettera di invito chiede lelenco delle principali forniture e del fatturato
degli ultimi tre anni, che la ditta NUOVA OLIMPIA non avrebbe presentato. Inoltre dalla
documentazione prodotta dalla NUOVA OLIMPIA non si evince il raggruppamento di imprese.
Il signor Fabio SAVINI della NUOVA OLIMPIA in merito a questultima dichiarazione,
tiene a puntualizzare che le percentuali dellA.T.I. sono riportate nellofferta economica, come
previsto dalla normativa che regolamenta le Associazioni Temporanee di Impresa
Del che il presente verbale che, previa lettura viene sottoscritti dai presenti.

In sintesi, come si pu evincere dal citato verbale, la commissione non prendeva alcuna
decisione e chiudeva il verbale senza alcuna determinazione. In effetti, come si avr modo di
evidenziare in seguito, la gara veniva annullata con apposita delibera, in data 3 novembre 2000.
In seguito, gli interlocutori facevano riferimento ad alcuni episodi, accaduti nel corso
dellintera vicenda connessa allaggiudicazione dellappalto, laddove BILARDI Ettore e FAVARA
Gianluca avevano fatto ricorso anche ad esplicite minacce e percosse per far desistere altri soggetti
interessati dalla partecipazione alla gara.
La conversazione proseguiva come segue:

FAVARA G.: tu lo sai che non ha confidenza con me, che non ha parlato per niente
con me?
BILARDI E.: nooo, lo sai perch l'ho chiamato? Per il sacrificio che ha fatto per
infilarmi la dentro, no?..
FAVARA G.: Io non so a chi devo schiattare prima, a chi mi ha messo nel mezzo
BILARDI E.: no
SCOPELLITI S.: tu stai raccontando i fatti troppo...perch io ho visto lui che era andato
troppo in escandescenza
BILARDI E.: ma quello tremava all'impiedi, ed io gli menavo a uno che tremava in
piedi? lui ed il suo nipotino l, quello che abbiamo visto...(inc)...ti ricordi quel giorno?cio, ma a
questo dove l'ho visto, io pensavo fosse il figlio invece era il nipote
FAVARA G.: ma ti rendi conto cosa mi ha detto?
BILARDI E.: ma se tu vuoi che facciamo....(inc)...

(vds. all. nr.198, gi menzionato)

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 434
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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

Nel corso del discorso, emergeva in maniera chiara che il FAVARA ed il BILARDI
avevano effettuato alcuni incontri, anche con soggetti appartenenti a temibili organizzazioni
criminali della Piana di Gioia Tauro, tra i quali tale VIOLI Giuseppe, identificato nellomonimo
[nato a Sinopoli (RC) il 29.05.1949, ivi residente in Via Don Minzoni nr. 9, coniugato, bracciante
agricolo, domiciliato in Seminara (RC) alla Frazione SantAnna, in Via San Pietro, pregiudicato],
Capo Societ del Locale di San Procopio (RC), cognato del noto esponente mafioso dellarea di
Sinopoli, ALVARO Nicola [nato a Sinopoli (RC) il 02.03.1946], ristretto presso la casa
Circondariale di Roma-Rebibbia a seguito delloperazione Prima, coordinata da codesta D.D.A.
il 30.03.1999, dal momento che questultimo ha sposato la sorella VIOLI Grazia, nata a Sinopoli
(RC) il 15.05.1947. Si precisa che in occasione di questultima attivit investigativa furono emessi
provvedimenti custodiali nei confronti degli esponenti della cosca ALVARO-VIOLI-MACR per
il reato di associazione a delinquere di tipo mafioso ed altro.
Secondo le affermazioni espresse dagli interlocutori, il VIOLI aveva imposto che la gara
fosse aggiudicata alla ditta [Link] di Gioia Tauro, che operava gi con procedura durgenza
sin dal 1998. La suddetta azienda, il cui amministratore stato individuato in MURRONE Giulio,
in precedenza generalizzato, ha continuato ad operare sino al 31 agosto 2002, con il sistema della
somma urgenza, alle dipendenze dellAzienda Sanitaria di Palmi, in considerazione che sino al
mese di luglio 2002, per motivi procedurali, non veniva espletata alcuna gara di appalto. Va inoltre
precisato che il responsabile della ditta [Link], nonch le societ a questultima collegata
(ASCIOTI e CUTRUPI), pur di pervenire allaggiudicazione della gara di appalto, oltre ad
appoggiarsi allorganizzazione criminale capeggiata da VIOLI Giuseppe, aveva richiesto anche
lintercessione di ITALIANO Giuseppe Antonio, identificato nellomonimo, [nato a Delianuova
(RC) il 21 giugno 1931, ivi residente via San Martino 187, coniugato], Capo Societ del Locale di
Delianuova e referente della struttura mafiosa Italiano Papalia. Le affermazioni fatte in merito
sono risultate inequivocabili:
FAVARA G.: ...(inc)...quello di Reggio gli ha detto un lavoro a Gioia devono
lavorare quelli di Gioia, andiamo e chiamiamo quelli Gioia

omissisdalle ore 17,03,23 alle ore 17,03,36

FAVARA G.: partono e vanno a Gioia Tauro, a Gioia Tauro hanno detto noi gli
mandiamo un'ambasciata e ..(inc) quelli di Gioia. Quando vennero a Rosarno mi hanno fatto un
pompino, quello, quell'altro e quello di Gioia, quello di Gioia non ha partecipato per niente
BILARDI E.: e che l'hanno fatta a fare
FAVARA G.: nemmeno ha partecipato, e poi vediamo se non proseguo e non arrivo
neanche a Gioia. Tu intanto ti fai...(inc), con tutto che ceri dentro, ne sei dovuto uscire fuori e
non ti permettere nemmeno...tu ti sogni...che...(inc)...non passo da Gioia...brutto, cosa
lorda...prende quello di Bari e la fa con me e gli ho detto digli a "quei pisciatori" di Reggio
che...(inc)...per "pisciatori li ho presi e per pisciatori li ho lasciati. Quando arrivato quello di
Bari, l'indomani sono scaduti i termini...e loro si sono fatti lofferta, si sono fatti tutti i discorsi ed
io ancora aspettavo l'ambasciata per vedere come metterci d'accordo
BILARDI E.:. (inc)...
FAVARA G.: dice Peppe VIOLI, dice...il problema sono i Rosarnesi
BILARDI E.: inc
FAVARA G.: se togliete i Rosarnesi dai coglioni, ce lo facciamo tra di noi e non gli
dobbiamo dare conto ai Rosarnesi
BILARDI E.: uhe lui chi era?
FAVARA G.: perch lui dice che era il responsabile per la Calabria era lui il
referente
BILARDI E.: lui?
FAVARA G.: e questo qua ovunque va dice il mio Dio, il mio Dio Peppe VIOLI. Ed
io gliel'ho detto...il tuo Dio, il tuo Dio... come a dire, fa, lui gli ha presentato a uno ma con chi
cazzo hai fatto?...
BILARDI E.: lo sai a chi mi ha nominato lui?
FAVARA G.: eh
BILARDI E.: mi ha nominato a uno che io non lo posso neanche ...(inc)...a Peppe
Antonio ITALIANO mi ha nominato

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 435
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FAVARA G.: a tutti li nomina lui


BILARDI E.: si, lo conoscono, lo abbiamo incontrato in qualche matrimonio...ma...in
effetti venuto a fare i lavori qua
FAVARA G.: uno che fa i nomi
BILARDI E.: prima di venire a fare i lavori la ci ha dovuto mandare 3.000
ambasciate

(vds. all. nr. 198, gi menzionato)

Circa la figura di ITALIANO Giuseppe Antonio, si precisa che il BILARDI ne evidenziava


una consolidata conoscenza sia per averlo frequentato nel corso della celebrazione di alcuni
matrimoni, sia per motivi attinenti ad attivit lavorative, laddove lITALIANO avrebbe richiesto
lintervento di alcune famiglie mafiose di Reggio Calabria per lesecuzione di alcuni lavori; infatti,
come evidenziato nel discorso innanzi riportato, il BILARDI affermava: prima di venire a fare i
lavori la ci ha dovuto mandare 3.000 ambasciate.-
Successivamente, la conversazione avveniva come segue:
FAVARA G.: tu mi chiami a me e dici sai c' la possibilit di vendere questa macchina,
poi mi viene a chiamare lui, vendiamocela noi e non gli diciamo niente a lui(la frase
pronunciata a titolo di esempio)
BILARDI E.: se faceva cos con me...a quello la mattina l'hanno raccolto
FAVARA G.: hai capito?
BILARDI E.: Io lo sai perch mi trovo bene con tutti? Perch quando stabilisco una
cosa con uno quella...me ne fotto di quello che viene che non viene pure se il mi migliore
amicosei venuto dopo...se c' la possibilit di inserirti ti inseriamo altrimentiquesta una
brutta parola...i SERVIZI SEGRETI che cazzo centra
FAVARA G.: parla sempre delle stesse cose...ma se io mi permettevo...mi sono tenuto
per lui(si riferisce a Santo che in macchina con loro)per non mettere lui in difficolt e forse
ho sbagliato perch non gli dovevo dire completamente niente
BILARDI E.: ...(inc)...
FAVARA G.: ma io ho un odio per questo, che da anni che mi porto questodio, non
che da adesso da anni che mi porto questo odio
BILARDI E.: una cosa di due anni e mezzo
FAVARA G.: da due anni e mezzo che lo sto aspettando a questo
BILARDI E.: vedi che lo so pure io questo discorso...io lo sapevo il fatto delle
lavanderie; e ti dico io che l'altro socio cosentinotu devi fare un recupero di soldi a
Cosenza... dobbiamo andare e ci succhiamo 30.000 euro
(vds. all. nr. 198, gi menzionato)

FAVARA Gianluca, nella restante parte della conversazione, effettivamente evidenziava di


avere stipulato un accordo con la ditta di Bari che aveva partecipato alla gara; infatti affermava
testualmente: ..si, sono venuti a farmi l'ambasciata per incontrarsi con me per cacciare quello di
Bari e poi fare l'accordo...come, vengo e ti chiamo per darti il mio lavoro...mi vuoi fottere, mi
giochiquando vedi che poi non la puoi smontare, perch non puoi fare niente, dici caccia a quello
di Bari che ce lo facciamo noi insieme... e adesso non lo tolgo pi a quello di Bari a quello di
Bari non lo tolgo pi.
Il FAVARA, in effetti, sebbene fosse stato invitato a partecipare alla gara in argomento, non
produceva alcuna offerta, quindi, effettivamente aveva trovato un concreto accordo con limpresa
proveniente dalla Puglia. Le affermazioni, fatte dal FAVARA in tal senso, sono risultate
inequivocabili: a quello di Bari non lo caccio pi, gli ho detto; e se siete "buoni" lo togliete
voi...non sono venuti a toglierlo... gli ho detto, quello di Bari viene a fare la gara; e sappiate che
con quelli di Bari ci sono io...fatelo fermare da qualcuno(frase ironica)permettetevi di farlo
fermare da qualcuno o che qualcuno gli dica qualcosa...non andato nessuno a chiamare quello di
Bari. Poi prende questo qua e denuncia a quello di Reggio a CUTRUPI, denuncia pure a
CUTRUPI, poi mi venuto a trovare CUTRUPI per dimmi che lo aveva denunciato
(vds. all. nr. 198, gi menzionato)

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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PROCURA DELLA REPUBBLICA 436
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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

Il CUTRUPI, menzionato dal FAVARA, stato identificato in CUTRUPI Antonino, in


precedenza generalizzato, titolare della LAVANDERIA SUPER MODERNA s.n.c. [con
sede in via Provinciale Prumo, 139/143 Cannav (RC) , iscritta in data 19.11.1993 al numero
REA RC-123088], nella quale, oltre al CUTRUPI, risulta essere socio SICLARI Paola [nata a
Reggio Calabria il 12.04.1925, ivi residente in via Provinciale Prumo 141]. Anche questultimo era
stato invitato a partecipare alla gara dappalto in argomento, ma non aveva prodotto alcuna offerta,
in considerazione che aveva stabilito gli opportuni accordi con la ditta della famiglia ASCIOTI e
con lazienda [Link] di MURRONE Giulio.

La conversazione avveniva come segue:

FAVARA G.: la testa mi fa male, la testa perch non gli posso fare niente la dentro
BILARDI E.: non gli puoi fare niente la dentro, Luca, minchia, non scherziamo c'erano
2.000 persone che ci guardavano, telecamere che ci guardavano...tocca a uno di questo e vedi cosa
succede la dentro(inc) a noi... e a me mi arrestano perch non posso andare a Campo Calabro
FAVARA G.: tu hai visto mai che chiamavo a uno pisciatore e Carabiniere
BILARDI E.: si tu hai fatto bene che l'hai chiamato Carabiniere, perch se lo
meritava...lo capisci cosa voglio dire io Gianluca?...ma se io me lo sono portato di la, lo sai perch
me lo sono portato perch intanto mi resta qualche cosa...(inc)la uso, non la uso, me ne fotto tre
cazzi...(inc)...se ti vuoi incontrare con i Rosarnesi, ma tu pensi che tu ..(inc) abbastanza buono con i
Rosarnesi? Ti porto io a Rosarno non c' problema,...ma sappi che non sono come dici tu le cose, tu
i guai...(inc)... hai capito? Tu i cazzi glieli racconti ad un altro non a me! Io so tutte le cose!
FAVARA G.: e poi lui con i cazzi miei che centra
BILARDI E.: tu, gli ho detto, ad andare l, ti sei comportato male ad andare per
Reggio ...perch il lavoro te lo facevi con mio compare..basta...dice ma come si chiama...non ti
interessa come si chiama lui gli ho detto io...(inc)...gli dico il nome tuo...(inc)...
FAVARA G.: ti pare che non lo sanno loro
BILARDI E.: ah! lo sanno?
FAVARA G.: si, sono venuti a farmi l'ambasciata per incontrarsi con me per cacciare
quello di Bari e poi fare l'accordo...come, vengo e ti chiamo per darti il mio lavoro...mi vuoi fottere,
mi giochiquando vedi che poi non la puoi smontare, perch non puoi fare niente, dici caccia a
quello di Bari che ce lo facciamo noi insieme... e adesso non lo tolgo pi a quello di Bari a
quello di Bari non lo tolgo pi
BILARDI E.: ...(inc)...
FAVARA G.: a quello di Bari non lo caccio pi, gli ho detto; e se siete "buoni" lo
togliete voi...non sono venuti a toglierlo... gli ho detto, quello di Bari viene a fare la gara; e sappiate
che con quelli di Bari ci sono io...fatelo fermare da qualcuno(frase ironica)permettetevi di
farlo fermare da qualcuno o che qualcuno gli dica qualcosa...non andato nessuno a chiamare
quello di Bari. Poi prende questo qua e denuncia a quello di Reggio a CUTRUPI, denuncia pure a
CUTRUPI, poi mi venuto a trovare CUTRUPI per dimmi che lo aveva denunciato
BILARDI E.: vedi che questo CUTRUPI lo conosco e non neanche tanto
bravo...(inc)...
FAVARA G.: sono commercianti non che sono uomini o cristiani
BILARDI E.: se sono la stessa razza che conosco io sono brave persone

omissisdalle ore 17,08,07 alle ore 17,09,

(vds. all. nr. 198, gi menzionato)

Alle ore 17.09.38, BILARDI scendeva dallautovettura e, sul mezzo, restava FAVARA
Gianluca e unaltra persona, riconosciuta per SCOPELLITI Santo [nato a Reggio Calabria il 15
maggio 1972, ivi residente via Mortara Pellaro nr. 18/B].
I due dialogavano sempre in ordine allappalto in questione, laddove il FAVARA
evidenziava, ancora una volta, di non aver potuto partecipare e di avere perso, quindi, circa 500
milioni di lire, per colpa del titolare della lavanderia ASCIOTI che, nonostante un tentativo di
intercessione, attraverso la figura di un soggetto a nome Mario, aveva comunque partecipato alla
gara; infatti, lo stesso, affermava lui, lui...ma pure se sono stati gli altri io a lui ho chiamato non

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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PROCURA DELLA REPUBBLICA 437
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

che ho chiamato a CUTRUPI o a quelli di Gioia...compare Mario a lui ha chiamato e quello gli ha
detto che non pu prendere nessuna decisione...perch il suo Dio..c' una persona in Calabria
che...compare Mario gli ha ma chi cazzo ?..."non lo posso dire, non lo posso dire, quando lo porto
poi capirete, poi capirete poi fate poi qua e poi l".-
(vds. all. nr. 198, gi menzionato)

Nella conversazione successiva, registrata alle ore 17.15 dell11 novembre 2005, intercorsa
tra FAVARA Gianluca e SCOPELLITI Santo, venivano registrati ulteriori commenti, circa la gara
in esame, laddove i due interlocutori ed in particolare il FAVARA facevano ulteriore riferimento
alla figura del VIOLI Giuseppe: .perch si tirato fuori e non ne vuole pi saperne, si ritirato
e non ne vuole pi sapere di queste cose?...uno che il Dio, che tutto lui, poi si tira fuori?Il
gioiatano (cittadino di Gioia Tauro) viene e ti dice che a me non mi fa andare nemmeno a Gioia
e non viene pi il gioiatano; il suo Dio che tutto lui, gli ha detto che le cose per come vanno non
ne vuole pi sapere.. non lo so io come andiamo....trovala tu la soluzione.
(vds. all. nr. 200)
In relazione a quanto evidenziato nella conversazione precedente, evidente che il
FAVARA, allorquando menzionava un soggetto a nome DIO, alludeva a VIOLI Giuseppe, atteso
che, durante il colloquio intercorso alle ore 16.57, in precedenza riportato, ad un certo punto
affermava e questo qua ovunque va dice il mio Dio, il mio Dio Peppe VIOLI. Ed io gliel'ho
detto...il tuo Dio, il tuo Dio... come a dire, fa, lui gli ha presentato a uno ma con chi cazzo hai
fatto?....
(vds. all. nr. 198 gi menzionato)
Al fine di meglio illustrare la personalit del FAVARA, si evidenzia che questultimo, nel
corso di un incontro chiarificatore, intercorso con un componente della famiglia ASCIOTI, aveva
anche minacciato questultimo, affermando: . e io non ho fatto niente...e gli ho detto vedi che
non ti sto facendo niente per lui. Sai come non potevo pi guardare niente?...se lui mi girava male
qualche parola o mi alzava le mani; la non c'era niente da fare...quando io gli ho detto vattene che ti
faccio male...la gli facevo male la...5 minuti di tempo volevo "che andavo e tornavo", 5 minuti
avevo bisogno...(inc)...
(vds. all. nr. 200 gi menzionato)
In ordine allincontro in questione stato censurato unulteriore dialogo, sul quale si
disquisir in seguito, in cui tale circostanza risultata oltremodo cristallizzata.
Nella stessa serata dell11 novembre 2005, allinterno dellautovettura del FAVARA,
venivano registrati altri colloqui, sempre aventi come oggetto le problematiche sorte in ordine
allaggiudicazione dellappalto in questione. Dal contenuto dei discorsi, emergeva che le
divergenze sorte in relazione allaggiudicazione di tali lavori, avevano determinato
linteressamento di alcune organizzazioni ndranghetiste, tanto che erano intervenuti anche noti
esponenti criminali dellarea jonica della provincia di Reggio Calabria, tra i quali ROMEO
Giuseppe identificato nellomonimo [nato a San Luca il 21 luglio 1946, ivi residente],
appartenente alla nota famiglia mafiosa denominata Staccu operante a San Luca. Si precisa che
questultimo zio acquisito di TRIPODO Venanzio, essendo fratello di ROMEO Sebastiano,
suocero del citato TRIPODO.
BILARDI Ettore cognato di TRIPODO Venanzio, avendo sposato la sorella di
questultimo. In relazione a tale dinamiche parentali, evidente che il BILARDI risultava in stretti
rapporti dinteressi con lagguerrita famiglia mafiosa dei ROMEO tanto che, secondo le proprie
affermazioni, era stato proprio ROMEO Giuseppe, al fine di dirimere la questione, ad indirizzare il
BILARDI presso VIOLI Giuseppe. Sul punto, le affermazioni dei due interlocutori sono risultate
molto dettagliate:
BILARDI E.: io quando eh gli ho detto vedi che tu hai sbagliato, tu hai avuto la
possibilit di fare questo lavoro con Gianluca perch non l'hai fatto con lui, perch vi siete
comportati cos? Dice Peppe ROMEO mi ha mandato da questo l, come cazzo si chiama, questo di
Rosarno (inc) di Melicucc...
FAVARA G.: ..(inc).. di Melicucc...
BILARDI E.: Melicucca?
FAVARA G.: .. hai capito chi Peppe Violi?...
BILARDI E.: Ahh! Ho capito chi , un bavoso!
FAVARA G.: hai capito adesso chi Peppe Violi?

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 438
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BILARDI E.: .. siii ho capito!


FAVARA G.: allora che cazzo hai capito?
BILARDI E.: nemmeno, di Melicucc ? O di coso questo? Che ...
FAVARA G.: eh di Sant'Anna!...
BILARDI E.: di Sant'Anna...
FAVARA G.: mi pare...(inc)...
BILARDI G.: .. di origini seminarote (di Seminara ndr)
FAVARA G.: (inc) degli ALVARO (inc) .

(vds. all. nr. 201)

Da accertamenti effettuati, emerso che VIOLI Giuseppe effettivamente residente nella


localit SantAnna di Seminara. Tale contrada risulta essere molto pi vicina al centro di Melicucc
che a quello di Seminara. Inoltre, il VIOLI, effettivamente, legato alla famiglia mafiosa degli
ALVARO, essendo cognato, come gi precedentemente evidenziato, di ALVARO Nicola cl. 1946,
avendo questultimo sposato la sorella, VIOLI Grazia.
Nel prosieguo del dialogo, il BILARDI rappresentava al FAVARA lesito del colloquio
avuto con il VIOLI, al quale rimproverava di avere avuto un comportamento sbagliato nei confronti
del proprio compare, ovvero di FAVARA Gianluca.
Il BILARDI, inoltre, commentava un incontro avuto con un componente della famiglia
ASCIOTI, identificato in ASCIOTI Alfredo Maria, finalizzato a chiarire il comportamento
conflittuale, esternato da questultimo, con il FAVARA. Lincontro, dal contenuto del discorso
censurato, era avvenuto in epoca successiva allespletamento della gara, atteso che il BILARDI, ad
certo punto del dialogo, riferiva allASCIOTI che, in relazione alle problematiche giudiziarie di
questultimo, la colpa era da ricercare nei gruppi criminali di Locri e non in quelli di Rosarno,
quindi in FAVARA Gianluca: .. si, gli ho detto tu hai sbagliato due volte, una perch ti hanno
carcerato, ti hanno carcerato per quelli di Locrii rosarnesi non c'entrano niente con queste cose
che hai fatto; questo lo garantisco io, duegli ho detto io perch una persona che subisce
passivamente come stai subendo tu, gli ho detto io(inc)mio compare, non che io posso
...(inc)...o ti incontri con lui, o gli dici qualche cosa (inc) no che dici quello che ti piace a te
che quello che ti piace a te, con me non lo pu dire hai sbagliato con ...(inc); se Gianluca ha
reagito in quel modo, vuol dire che aveva i coglioni gonfi, specialmente di fronte a me che sa che
io sono un uomo di pace e sa che sono sorvegliato speciale e mi ha detto che se mi arrestavano con
te, me la prendevo con te! hai capito? ah te la prendevi con me?e allora con chi? gli ho detto
iomi ha detto io sono amico con i ROMEOtu puoi essere amico con chi vuoii ROMEO sono
parenti miei, ma non che mi interessa la situazione, tu hai sbagliato, ti facevi il lavoro..(inc)... Lo
volevano loro! Quando mio cognato (TRIPODO Venanzio n.d.r.) ha saputo le cose, si fatto i fatti
suoi mio cognatomio cognato, nel bene e nel male, legato al mio carro no? non che pu dire
io per una parte e lui per un'altra, allora che cognati siamo....-
(vds. all. nr. 201)
Da accertamenti sviluppati, emerso che ASCIOTI Alfredo Maria, in data 22 gennaio 2002,
si rendeva irreperibile poich colpito dallOrdinanza di Custodia Cautelare in Carcere nr.
1444/2000 e nr. 2828/2000 R. GIP, emessa il 20.01.2001 dallUfficio G.I.P. del Tribunale di Locri,
in quanto ritenuto responsabile del delitto di abuso di ufficio, frode nelle pubbliche forniture, falsit
ideologica, turbativa dasta e truffa. Successivamente, veniva tratto in arresto dal Nucleo
Antisofisticazione e Sanit dei Carabinieri di Catanzaro. Lo stesso, nella circostanza, rivestiva la
carica di collaboratore dellimpresa [Link]. (Lavanderia Industriale), con sede in S. Gregorio
di Reggio Calabria via delle Industrie nr. 7. In relazione ai fatti innanzi citati, stato possibile
dedurre che lincontro tra il BILARDI e lASCIOTI, avvenuto in epoca successiva alla data del
precedente penale sopra riportato e, comunque, dopo la gara di appalto svoltasi in data 5 settembre
2000. Non escluso che tale incontro possa essere avvenuto nel periodo compreso tra la data, in
cui lASCIOTI stato raggiunto dal provvedimento restrittivo, e la seconda gara di appalto,
avvenuta l11 luglio 2002.
In seguito, il FAVARA, commentava nuovamente tutte le problematiche sorte, per
laggiudicazione della gara di appalto in argomento, che aveva innestato un interessamento anche
da parte di altre organizzazioni mafiose. Infatti, il FAVARA riferiva di essere stato avvicinato,
anche da soggetti aderanti allorganizzazione mafiosa dei PIROMALLI, nonch dal citato VIOLI

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 439
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

Giuseppe: (inc).. quella sera mi mandano .. (inc).. Piromalli ..(inc).. Peppe Viola.. (inc).. per
comprarmi (inc)...-
(vds. all. nr. 201)
La conversazione, ricca di elevati elementi probatori circa lingerenza della criminalit
organizzata nel tessuto economico della provincia, si sviluppava, nella complessit, come segue:

CONVERSAZIONE INTERCETTATA ALLE ORE 19.42 DEL 11.11.2005 REGISTRATA


AL PROG. 119

FAVARA G.: FAVARA Gianluca, sopra generalizzato;


BILARDI E.: BILARDI Ettore Corrado, nato a Gallico (RC) l8.05.1952, ivi residente
SS.18 nr.137;
_____________________

INIZIO TRASCRIZIONE

BILARDI E.: io quando eh gli ho detto vedi che tu hai sbagliato, tu hai avuto la
possibilit di fare questo lavoro con Gianluca perch non l'hai fatto con lui, perch vi siete
comportati cos? Dice Peppe ROMEO mi ha mandato da questo l, come cazzo si chiama, questo di
Rosarno (inc) di Melicucc...
FAVARA G.: ..(inc).. di Melicucc...
BILARDI E.: Melicucca?
FAVARA G.: .. hai capito chi Peppe Violi?...
BILARDI E.: Ahh! Ho capito chi , un bavoso!
FAVARA G.: hai capito adesso chi Peppe Violi?
BILARDI E.: .. siii ho capito!
FAVARA G.: allora che cazzo hai capito?
BILARDI E.: nemmeno, di Melicucc ? O di coso questo? Che ...
FAVARA G.: eh di Sant'Anna!...
BILARDI E.: di Sant'Anna...
FAVARA G.: mi pare...(inc)...
BILARDI G.: .. di origini seminarote (di Seminara ndr)
FAVARA G.: (inc) degli ALVARO (inc) ..
BILARDI E.: .. si, gli ho detto tu hai sbagliato due volte, una perch ti hanno carcerato,
ti hanno carcerato per quelli di Locrii rosarnesi non c'entrano niente con queste cose che hai
fatto; questo lo garantisco io, duegli ho detto io perch una persona che subisce passivamente
come stai subendo tu, gli ho detto io(inc)mio compare, non che io posso ...(inc)...o ti incontri
con lui, o gli dici qualche cosa (inc) no che dici quello che ti piace a te che quello che ti piace
a te, con me non lo pu dire hai sbagliato con ...(inc); se Gianluca ha reagito in quel modo, vuol
dire che aveva i coglioni gonfi, specialmente di fronte a me che sa che io sono un uomo di pace e sa
che sono sorvegliato speciale e mi ha detto che se mi arrestavano con te, me la prendevo con te! hai
capito? ah te la prendevi con me?e allora con chi? gli ho detto iomi ha detto io sono
amico con i ROMEOtu puoi essere amico con chi vuoii ROMEO sono parenti miei, ma non
che mi interessa la situazione, tu hai sbagliato, ti facevi il lavoro..(inc)... Lo volevano loro! Quando
mio cognato (TRIPODO Venanzio n.d.r.) ha saputo le cose, si fatto i fatti suoi mio cognatomio
cognato, nel bene e nel male, legato al mio carro no? non che pu dire io per una parte e lui per
un'altra, allora che cognati siamo...
FAVARA G.: ...(inc)...
BILARDI E.: va bene, allora non vuoi capire...
FAVARA G.: ...(inc)....quella sera mi mandano....(inc)....Piromalli...(inc)...Peppe
Viola...(inc)...per comprarmi...(inc)...
BILARDI E.: ...(inc)...
FAVARA G.: ...(inc)...poi l'abbiamo chiamato a Rosarno
BILARDI E.: ...(inc)...
FAVARA G.: ...DELETTERIO...poi ho chiamato pure DELETTERIO...perch
DELETTERIO mi ha portato sulla cattiva strada...DELETTERIO e poi venuto a Rosarno
BILARDI E.: ...(inc)...

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FAVARA G.: ...(inc)...a Reggio non venite poi a Rosarno se ne parla...


BILARDI E.: il VIOLI...
FAVARA G.: eh...
BILARDI E.: e come si permesso...(inc)...
FAVARA G.: e appena mi ha detto quella parola...ciao...poi, gli ho detto a lui come
mai, gli ho detto, il problema sono i rosarnesi
BILARDI E.: ma togliamo i rosarnesi, come li togli i rosarnesi? ...(inc)...hai
capito...(inc)...(a questo punto BILARDI vede una persona allesterno) ...il ricchione...il
ricchione...il polacco
FAVARA G.: no, non era lui ...
BILARDI E.: non mi viene di chiamarlo ricchione, pi di una volta, non so perch
parola d'onore, non che venuto (inc) per dirmi la finanziaria approvata, te lho detto
fino ad ora, ma io non gli dico niente
FAVARA G.: ...(inc)...quando lo chiami in tutti i modi, in quel modo...(inc)...
BILARDI E.: io gliell'ho detto...se una persona mi offende e sono nel giusto, io gli alzo
le mani a questo! Tu perch ...(inc)...? perch sei nel torto! gli ho detto, Gianluca vedi che io,
quello che stai dicendo tu, hai capito?...se vuoi che ci incontriamo ci incontriamo dove vuoi tu,
allora intervenivo io e decidevo...(inc)...sei stato passivo, gli ho detto io...lui sa che ha sbagliato,
per secondo lui si pu coprire o con i ROMEO o con VIOLI
FAVARA G.: ...(inc)....cacciato a VIOLI, l'abbiano cacciato a calci...a Violi
l'abbiamo trattato male di tutte la maniere...(inc)...
BILARDI E.: ...Gianluca quando si fa un matrimonio...un consiglio...(inc)...se io ho
scelto la tua amicizia perch ti sei comportato onesto...(inc)...io litigo pure con mio padre! Poi se tu
fai una cosa che non devi fare di fronte ad un altro non ti dico niente...per dire Gianluca questo
discorso non va cos, sbagliato. Tu oggi hai reagito ...(inc)....

Alle ore 19.47 del giorno 11 novembre 2005, veniva registrata un ulteriore dialogo,
intercorso tra FAVARA Gianluca e BILARDI Ettore. I due interlocutori, nella prima parte del
discorso, facevano riferimento a fatti non attinenti alle problematiche in questione,
successivamente il FAVARA riferiva di non avere potuto partecipare da solo, poich non aveva
tutte le attrezzature necessarie. In effetti, lo stesso, come evidenziato in precedenza, sebbene fosse
stato invitato a partecipare alla gara di appalto, indetta in data 1 agosto 2000, non aveva aderito
allinvito per i motivi innanzi citati e, pertanto aveva stretto alleanza con la ditta pugliese, ovvero la
Nuova Olimpia sebbene avesse tentato di avvicinare limpresa riconducibile alla famiglia
ASCIOTI, attraverso lintercessione di tale Mario. Infatti, FAVARA Gianluca riferiva: vi
ringraziogli ho detto io(inca causa del basso tono di voce)Gianluca, dice quello che vuoi
tufai quello che cazzo vuoi(inc)quello che vuoitu hai capito che(inc)tenendo conto
che per questo lavoro ci volevano certi macchinari, certe attrezzature, ci volevano certi tipi di
fatturato che io (inc).. i requisiti non ce li ho! come cazzo si faceva? Non sapevo come cazzo
dovevo fare questa fatturaio ho il san Giovanni con lui perch gli ho battezzato il
figlio(inc.)mi ha detto lo conosco io vicino a casa mia c uno a San Gregorio., una cosa
grossa, uno grosso ..(unc)che si chiama Xcompare Marioio non lo conosco, non lho mai
sentito nominare, se lo conoscete voi(inc.)io ti dico che questa cosa non la sa nessuno
perch non un bando ufficiale (inc).
(vds. all. nr.202)
E chiaro il riferimento alla ditta ASCIOTI, in considerazione che la sede di tale impresa
(via delle Industrie), effettivamente, ubicata nella localit San Gregorio di Reggio Calabria. In
relazione anche a quanto intercettato nelle successive conversazioni tra presenti, in seguito
riportate, emergeva che il FAVARA, nonostante il tentativo posto in essere per impedire la
partecipazione a tale ditta, cosa che al contrario era riuscito a fare con tutte le altre, non aveva
potuto impedire che comunque presentasse la prevista offerta, sollevando, tra laltro, in sede di
aperture delle buste, alcune eccezioni che determinarono, in data 3 novembre 2000, lannullamento
della gara stessa. Le affermazioni, innanzi riportate, sono strettamente correlate alle affermazioni
registrate, alle ore 19.52 successive, allorquando il FAVARA Gianluca riferiva che Mario, per
intercedere con il titolare della ditta ASCIOTI, aveva interessato, a sua volta, un amico, uno dei
numero uno della Calabria. Anche in questo caso chiaro il riferimento ad un personaggio di

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elevato spessore delinquenziale, il cui intervento avrebbe potuto incidere sulla decisione di far
desistere i componenti della famiglia ASCIOTI dal partecipare alla gara stessa.

CONVERSAZIONE INTERCETTATA ALLE ORE 19.52 DEL 11.11.2005 REGISTRATA


AL PROG. 121.

FAVARA G.: Gianluca FAVARA G.:, sopra generalizzato;


BILARDI E.: BILARDI Ettore Corrado, nato a Gallico (RC) l8.05.1952, ivi residente
SS.18 nr.137;
_____________________
INIZIO TRASCRIZIONE

FAVARA G.: compare...le solite cose...gli ho detto compare e allora a questo punto,
visto che la cosa cos, dobbiamo fare intervenire un'altra persona... chi questa persona...dice
... un amico, uno dei numeri uno della Calabria...uno qu...uno l...(inc)...ma chi ? questo dopo
una mezz'ora...ma chi ...ma chi ...ma chi ...dice...quando lo porto lo vedete, non giusto che ve
lo dico ora, un amico un amico qu... un amico in tutti i sensi...ma chi ...e non gli ha detto il
nome...portatelo! che volete che vi dico...dice ...quando ci vediamo...mattina di luned...allora
mattina di luned a "X" ora ci vediamo...va bene...(inc)...compare Mario mi ha accennato qualche
cosa, passa cos...cos...cos...cos e cos...mio compare... qual' il problema?...ci viene meglio tra
di noi che...allora...no dice...come no...io qu...io l...io questo...io quell'altro...(inc)...gli ho detto,
ma questo proprio uno di quelli...(inc)...io qu...io l...niente di meno, dice, meglio ancora, anzi,
lo aiutiamo pure gli diamo un altro lavoro...(inc)...gli ho detto va bene...dice...(inc)...dice allora
facciamo tutto tra di noi meglio una cosa tra di noi...cos...cos...cos...(inc)...dice allora...(inc)...si
allora no?...(inc)...io ho parlato non c' problema...cos...cos...(inc)...
BILARDI E.: ...(inc)...
FAVARA G.: ...(inc)...gli ho detto compare Turi...gli ho detto, ho un problema
cos...cos...cos...cos...c' questo qua della lavanderia che amico di quest'altro...cos...cos...e dice
che amico con voi...si un grande amico mio...allora va bene...(inc)...
cade la linea

(vds. all. nr. 203)

Va, inoltre, sottolineato che, dalla conversazione nr. 120, menzionata precedentemente,
emergeva che, in relazione alla gara in argomento, il FAVARA aveva stabilito alcuni accordi, a
priori, con la dirigenza dellAzienda Sanitaria, in considerazione che lo stesso, ad un certo punto
del discorso, riferiva: .io ti dico che questa cosa non la sa nessuno perch non un bando
ufficiale (inc). Il FAVARA, infatti, gi nel corso della conversazione, registrata alle ore
16.57 (progr. Nr. 97), aveva affermato. .... Perch il lavoro era mio a casa mia, mi hanno
voluto chiamare a me, per farmi un regalo a me, amici miei, una licitazione privata...fai quello che
vuoi...
Dagli accertamenti effettuati, emerso che la gara era stata indetta, in data 01.08.2000, dal
Direttore Generale dellAzienda Sanitaria di Palmi, Dr. RANIERI Giustino [nato a Brancaleone il 9
settembre 1943, residente a Roma via Ghisalba nr.131], a seguito di parere favorevole emesso dal:
Direttore sanitario, Dr. OMERO Luigi [nato a Reggio Calabria il 22 luglio 1949,
residente a Messina in viale Regina Margherita nr. 59];
Direttore Amministrativo, Dr. CARATOZZOLO Carmelo [nato a Polistena il giorno
01.01.1947, residente ad Assisi (PG) via B. Quintavalle nr. 11].

La commissione di gara era costituita da:


Presidente, BRINDISI Adriano [nato a Reggio Calabria il 12 giugno 1937, residente
a Polistena in [Link] Giuseppina];
Componete, CARRERA Loredana, [nata a Cinquefrondi il 20.08.1955, residente
Gioia Tauro, via S.S. 18, Rione Ferrovieri];
[Componete, IERACE Giulio, nato a Polistena il 13 febbraio 1954, ivi residente via
Capitini nr. 9];

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Segretario, CALLA Carmelo [nato a Laureana di Borrello il 22 maggio 1959, ivi


residente via Iannizzi nr. 20].

In data 5 settembre 2000, allatto dellapertura della buste, relative alle offerte prodotte dalle
ditte partecipanti alla gara, era presente tutta la commissione, fatta eccezione del segretario
CALLA Carmelo, che , nella circostanza, veniva sostituito dal IERACI Giulio. In tale data, era gi
presente il Commissario Straordinario, Dr. FESTA Antonino [nato a Reggio Calabria il g. 11
febbraio 1941, ivi residente via Reggio campi II^ traversa n. 154]. Inoltre, erano stati sostituiti
anche il Direttore Sanitario ed il Direttore Amministrativo, identificati, rispettivamente, in
AGRESTA Vincenzo [nato a Gioia Tauro il 27.11.1938], deceduto e ROMEO Giovanni [nato a
Taurianova il 24.04.1946, ivi residente Viale San Martino nr. 5, traversa 15/b].
Alla gara, indetta a trattativa privata, erano state invitate, complessivamente nr. 27 ditte, di
cui solo cinque della Provincia di Reggio Calabria. Due di questultime erano nella piena
disponibilit del FAVARA, ovvero la LAVASERVICE [via Nazionale 78 Rosarno (RC)], di
propriet della madre, nonch limpresa [Link]. SRL [via Nazionale Sud Rosarno (RC)],
intestata allo stesso FAVARA. E evidente che le ditte extraprovinciali non avevano alcun interesse
a partecipare alla gara di appalto, atteso le notevoli distanze, tranne leventuale possibilit di siglare
accordi in sub-appalto con le ditte locali. In sede di gara, in effetti, come gi evidenziato, aveva
partecipato solo la ditta riconducibile alla famiglia ASCIOTI, anche in rappresentanza di quella di
CUTRUPI Antonino, con la quale era stato fatto un accordo informale circa laggiudicazione della
gara. Il FAVARA, secondo le acquisizioni probatorie, scaturite dalla presente attivit investigativa,
aveva imposto alle diverse imprese, invitate alla gara, di non presentare alcuna offerta; infatti, in
una conversazione, registrata alle ore 19.55 successive, riferiva .. dopo che io sono andato per
tutta lItalia e li ho cacciati a tutti dopo che ho fatto tutto il lavoro .. tutto io ho fatto Ettore.
I fatti si sono dettagliatamente evidenziati nel corso della conversazione tra presenti
registrata alle ore 19.55 del giorno 11 novembre 2005 (progr. 122), laddove il FAVARA
rappresentava tutti i particolari, connessi alla gara di appalto in argomento, nonch gli incontri
avuti con i diversi rappresentanti della criminalit organizzata, tra cui il citato VIOLI Giuseppe.
In particolare, era emerso che, a seguito dei vari interventi, attuati da FAVARA Gianluca, la
ditta proveniente da Bari, ovvero la Nuova Olimpia, aveva trovato un accordo con lo stesso
FAVARA, per evitare problematiche con la locale criminalit organizzata; infatti, questultimo
riferiva quanto rappresentatogli dai responsabili della citata impresa: questo lavoro tra tutti quanti
lo vogliamo fare con voi, noi da soli non lo possiamo fare, perch c unaltra ditta abbiamo
bisogno di uno di qua che ci garantisce per non avere problemi!"; gli ho detto...da oggi in poi potete
prendere impegni, ve lo garantisco io, qua il lavoro lo facciamo io e voi.-
Dal complesso della conversazione, inoltre, emergeva che la ditta della famiglia ASCIOTI e
quella di CUTRUPI, entrambe di Reggio Calabria, invitate a partecipare alla gara, avevano trovato,
come gi pi volte rappresentato, un accordo con la ditta di Gioia Tauro, ovvero la [Link], di
propriet MURRONE Giulio. La circostanza, infatti, emergeva dalle affermazioni, fatte in due
riprese, da FAVARA Gianluca. .. Perch successo questo? Perch mi hanno chiamato di la e mi
hanno detto "Gianluca! ma tu non ci sei nella ...inc...?", gli ho detto "perch?", "vedi che hanno
partecipato ...cos...cos...cos...cos...e cos!","come hanno partecipato?", dice "si! vedi che tu non
ci sei! dice "vedi che si sono messi d'accordo i cosi con i reggitani, ...due di Reggio con uno di
Gioia!.
In seguito, FAVARA aggiungeva: fuori il gioitano sono rimasti i reggitani, ...quando
hanno visto queste cose, che io mi sono accordato con i baresi, per mettere quelli di Bari a Rosarno,
...dice..."perdo il lavoro!" "eh! qua ... il lavoro resta qu, a me e a Bari!"; prende e mi mandano
una ambasciata questi ASCIOTI, CUTRUPI e Peppe ...inc..., che vogliono incontrarsi con me, mi
hanno mandato l'ambasciata la notte che vogliono incontrarsi con me; che vogliono un'offerta, gli
sta bene qualsiasi cosa che io decido; qualsiasi accordo che facciamo...basta che lo fanno con me;
che tolgo i baresi...e ci facciamo il discorso tra di noi e qualsiasi cosa voglio io che sar fatta; gli
mando a dire (ndr - FAVARA GIANLUCA) che io per i soldi non mi vendo..non ho...non ho....
Le affermazioni innanzi citate, non meritano ulteriori commenti: lobiettivo delle ditte di
Reggio Calabria, facenti capo alla famiglia ASCIOTI ed a CUTRUPI Antonino, era quello di
aggiudicarsi la gara di appalto in comune, unitamente alla [Link], che gi era ben protetta in
area da parte di VIOLI Giuseppe. Le affermazioni del FAVARA, durante la suddetta
conversazione, infatti, fanno riferimento ad un incontro, avuto a Rosarno, per delineare la

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 443
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situazione, con tale Turi, non meglio individuato e VIOLI Giuseppe, portatore degli interessi
della ditta [Link] e delle altre imprese collegate. Circa la presenza del VIOLI alla riunione in
questione, si riporta quanto evidenziato dallo stesso FAVARA, al temine del discorso: Peppe
Viola, a sessant'anni ancora fai questi giochetti!"; gli ho detto io "hai sempre sessant'anni...!" gli ho
detto io "e ancora mi fai questi giochetti...inc.
La determinazione del FAVARA, in ordine allaggiudicazione della gara, stata notevole,
tant che, nel corso dellincontro avuto con i componenti ella famiglia ASCIONE e CUTRUPI,
alla presenza di VIOLI Giuseppe (prende e mi mandano una ambasciata questi ASCIOTI,
CUTRUPI e Peppe ...inc..., che vogliono incontrarsi con me), minacciava gli stessi che nel caso
non avesse ottenuto lappalto, avrebbe imposto una percentuale estorsiva mensile sui lavori .. ...gli
ho detto "io posso fare pure a meno di fare il lavoro!"...gli ho detto io..."a me non interessa il
lavoro...a me interessa...inc...posso fare pure...di non farlo per niente il lavoro...il lavoro ve lo fate
voi...a me a fine mese mi dovete dare i soldi, oppure qualche altra cosa! di quello che io faccio
realmente...il lavoro che io faccio; giusto?...stabiliamo il prezzo! Quello che non faccio stabiliamo
il prezzo di quanto tocca a me...poi ogni fine mese...ogni sei mesi...ogni cinque mesi!"... giusto o
sbagliato?...
Aggiungeva ancora: gli ho detto, allora no! ...e allora come facciamo? dice...facciamo una
cosa...dice..."gli facciamo tutti i prezzi...quanto costa un lenzuolo., quanto costa un pigiama, quanto
costa un cuscino...quanto gli vengono le cose!"..."quanto tempo volete?"...dice.."io domani o
dopodomani ho tutte le cose pronte!"..."ci vediamo tra dieci giorni, tra quindici giorni, quanto
volete!"..."no!"...dice..."io in settimana vengo a trovarvi!","e allora l'impegno resta a voi?" dice
"si!"..."quindi voi mi dovete portare il discorso di una cosa...!"
Nel prosieguo del discorso, FAVARA Gianluca faceva riferimento ad una seconda gara di
appalto, indetta, per lo stesso motivo, dalla citata Amministrazione. In tale contesto, il FAVARA
riferiva che la gara era stata vinta da una ditta di Napoli, che successivamente aveva affidato i
lavori, in sub-appalto, ad unimpresa di Catanzaro. In particolare, riferiva: dopo di ch sono
venuti i napolitani, questo di Gioia dice "me la posso vedere io? Tiro fuori per te e per me!"...gli ho
detto io...va a Napoli, abbiamo parlato, poi ha detto che la passa in subappalto a quello di
Catanzaro e a noi ci ha fatto un discorso! Non che andiamo a Napoli e facciamo questione perch
non portano neanche una lira, i gioitani (inc); .. i gioitani come al solito hanno preso impegni e
non li hanno mantenuti... ...e adesso c' il problema con i gioitani e con i napoletani...queste sono
tutte le parole...dopo di ch questo fatto qua... che mi ha fatto perdere la gara ed successo un
cazzo di casino, ...a questo non l'abbiamo chiamato per niente perch per noi era un pupo in mano a
Peppe VIOLA, che lo chiamavo a fare a questo qua, che non mai venuto a trovarmi e mai sono
andato a dirgli niente! ...abbiamo preso e abbiamo chiamato a Peppe VIOLA...perch l'accordo
l'avevamo fatto con Peppe VIOLA e Peppe VIOLA giocava al solito suo, ha fatto le solite tragedie
e le solite cose, ...li abbiamo portati a Rosarno....
Gli accertamenti effettuati hanno permesso di verificare che, in data 3 novembre 2000, con
delibera nr. 394/CS della Azienda Sanitaria Locale, emessa dal Commissario Straordinario FESTA
Antonino, veniva annullata la trattativa privata, relativa alla gara di appalto dell1 agosto 2000, di
cui si parlato in precedenza, nonch la licitazione privata indetta in data 23 agosto 2000.
La circostanza, in effetti, veniva rappresentato anche dal FAVARA, il quale riferiva che il
Commissario Straordinario, subentrato al Presidente dellAzienda Sanitaria di Palmi, aveva
bloccato la gara in argomento ed aveva indetto un nuovo appalto: .il tempo che me la danno a
me, sospendono tutto... per il fatto che la magistratura, insomma, ha cominciato a prendere, a
sequestra gli atti...sequestra le ditte... eh, eh, e non me la sono presa io, non se la sono presa
neanche loro, poi andata a finire che ci hanno cacciato il presidente...hanno fatto il
commissario...il commissario non ha fatto pi nulla...e sono passati un paio d'anni e non abbiamo
potuto fare nulla...dopo di ch sono venuti i napoletani.
Come gi rappresentato, alla data del 5 settembre 2000, giorno in cui venivano aperte le
buste, relative allofferta per la gara di appalto in trattazione, i vertici dellAzienda Sanitaria erano
stati tutti sostituiti, tant che era stato nominato un commissario straordinario, Dr. FESTA
Antonino, in precedenza generalizzato.
Ritornando alliter, connesso alla gara di appalto in esame, si precisa che le affermazioni
fatte dal FAVARA hanno trovato ampio riscontro negli accertamenti effettuati; infatti, stato
accertato che, in data il 3 novembre 2000, ovvero nello stesso giorno in cui veniva revocata la gara
di appalto in narrativa, la stessa Azienda Sanitaria, con delibera nr. 395/CS, indiceva una gara di

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licitazione privata, per la durata di anni tre, per un importo annuo, a base dasta di lire 600 milioni.
La stessa gara, in data 26 luglio 2001, con delibera nr. 1351, a firma del Direttore Generale, Dott.
PIERI Claudio, dellA.S.L. nr. 10 di Palmi, veniva revocata, poich nel capitolato di appalto non
era stata inserita la fornitura dei materassi e delle divise per le Unit del SUEM 118. Nello stesso
giorno, con delibera nr. 1364, la medesima Azienda Sanitaria, bandiva procedura ristretta in forma
di appalto concorso servizio di noleggio, lavaggio, disinfezione, consegna e ritiro di biancheria
piana confezionata, materassi e guanciali, steilizzazione di biancheria per campo operatorio, per
un importo annuale di lire [Link], per un servizio per la durata di anni tre, con possibilit di
rinnovo annuale.
Con delibera nr. 1520 del 20 settembre 2001, venivano ammesse alla gara in esame, le
seguenti ditte:
TRE FIAMMELLE LAVENDERIE INDUSTRIALI FOGGIA, prot. 26625 del
6 settembre 2001;
AMERICAN LAUNDRY OSPEDALIERA S.p.A Melito (NA) prot. nr. 26783 del
7 settembre 2001;
PACIFICO S.R.L. LAVANDERIA INDUSTRIALE - Pontecagnano (SA), prot.
26788 del 7 settembre 2001;
LAVANDERIE INDUSTRIALI LAVIN S.R.L. Pomezia (Roma), prot. 27028 del
10 settembre 2001.

In data 20 novembre 2001, con delibera nr. 19863 dellAzienda Sanitaria nr. 10 di Palmi, il
Direttore Generale, Dr. Pieri Claudio sostituiva il Presidente della Commissione, preposta agli
adempimenti relativi allappalto, ossia il Prof. COLOMBO Paolo, impedito a parteciparvi, con il
Dott. MAGGI Claudio. La nuova commissione risultava, pertanto, cos composta:
- Dr. MAGGI Claudio, Presidente;
- Dr. RIGANO Rocco, Componente;
- Dr. CARRERA Loredana, Componente;
- Dr. SACRIPANTI Giovanni, Componente esperto;
- Dr. IERACE Giulio, Segretario.

Con delibera nr. 478 del 7 marzo 2002, veniva sostituito il Presidente della Commisione, Dr.
MAGGI Claudio, con il nuovo Direttore Sanitario Aziendale, Dr. LOGOZZO Bruno. Restavano
invariati gli altri componenti.
In data 11 luglio 2002, con delibera nr. 1322, LAzienda Sanitaria nr. 10 di Palmi, affidava
lappalto alla ditta American Landry SpA di Melito (NA), per anni tre, per un importo annuo di
556.191,72 pi IVA. Il 22 luglio 2002, veniva sottoscritto dai contraenti il relativo contratto, che
veniva registrato presso lUfficio del Registro di Palmi, in data 7 agosto 2002. Dalla visione del
contratto, si evince che la ditta appaltante veniva autorizzata allaffidamento, in sub-appalto, del
solo lavaggio della biancheria, trasporto e gestione magazzini centralizzati a favore della
IMPREMED S.r.L. [con sede in Marcellinara (CZ), localit Serramonda], con la diretta
supervisione da parte di un responsabile della ditta vincitrice.
Gli accertamenti espletati, presso gli archivi della Camera di Commercio, hanno permesso
di stabilire che la ditta aggiudicataria dellappalto sidentifica nella AMERICAN LAUNDRY
OSPEDALIERA S.P.A. in forma abbreviata A.L.O. S.P.A. [ con sede legale in Melito di Napoli
via Circumvallazione esterna strada privata Lettieri - Codice fiscale/Partita Iva: 03688561210 -
Numero REA: NA-621407 e precedentemente iscritta al Registro Imprese NA-1999-104061 -
Capitale sociale, dichiarato sul modello con cui e' stato depositato l'elenco soci, . 561.000,00].
I soci e gli altri titolari di diritti su azioni o quote sociali fin dal momento della costituzione,
sono risultati:
BUONAFEDE Nicola [nato a Napoli (NA) il 01/02/1945 ed ivi residente in via
Posillipo nr. 56/57, codice fiscale BNFNCL45B01F839N]. Allatto dellaggiudicazione della gara
di appalto, ricopriva la carica societaria di Direttore Generale nonch legale rappresentante. Sul suo
conto alla Banca Dati [Link]. risulta che il 07.09.1995, veniva scarcerato dal Tribunale di Napoli
per reati contro la Pubblica Amministrazione;

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 445
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COSTANZA Consiglia [nata a Napoli (NA) il 26/01/1925 e residente ad Ischia


(NA) in via Mazzella 143, Codice fiscale CSTCSG25A66F839H], risulta incensurata alla Banca
Dati [Link];

BUONAFEDE Giuseppe [nato a Napoli (NA) il 05/07/1971 ed ivi residente in via


Posillipo nr. 213, codice fiscale BNFGPP71L05F839D] risulta incensurato alla Banca Dati [Link];

BUONAFEDE Vittorio [nato a Napoli (NA) il 07/09/1974 ed ivi residente in via


Posillipo nr. 56. codice fiscale: BNFVTR74P07F839L], risulta incensurato alla Banca Dati [Link].;
Risulta, dalla visura camerale, che la societ in oggetto ha collegate tre unit locali e,
precisamente:
Unita' locale n. 1, con data apertura 20/08/2001, sita a San Lazzaro di Savena
(BO) in via Cicogna 18. Numero Repertorio Economico Amministrativo: BO-420723. Attivit
esercitata: lavanderia industriale c/o deposito;
Unita' locale n. 2, con data apertura 20/08/2001, sita a Bologna (BO) in via
Albertoni 15. Numero Repertorio Economico Amministrativo: BO-420723. Attivit esercitata:
lavanderia industriale c/o deposito;
Unita' Locale n. 3, con data apertura 23/07/2004, sita a Marcellinara (CZ)
localit Serramonda snc. Numero Repertorio Economico Amministrativo: CZ-173086. Attivit
esercitata: lavanderia industriale.

Nellarco degli anni, la societ AMERICAN LAUNDRY OSPEDALIERA S.P.A. ha


acquistato il ramo dazienda della societ AMERICAN LAUNDRY SERVICE S.R.L [Codice
fiscale: 07002420631], nonch quote azionarie della AMERICAN LAUNDRY S.P.A. [Codice
fiscale: 07489540638]. Inoltre si evidenzia che, in data 04.12.2003, la societ in oggetto ha
stipulato con la IMPREMED S.P.A. [Codice fiscale: 02144850795], regolare contratto di affitto
di ramo dazienda, integrato successivamente in data 13.10.2004.
La societ IMPREMED S.r.l., sub- appaltatrice della AMERICAN LAUNDRY
OSPEDALIERA S.P.A., si identifica nella: IMPREMED S.P.A. [con sede legale a Catanzaro
(CZ) via Acri 47, gi in Marcellinara (CZ) localit Serramonda - Codice fiscale/ Partita IVA:
02144850795 - Numero REA: CZ-154986 - data di iscrizione: 03/11/1997160].
Risultano soci della IMPREMED S.P.A.:
MOTTOLA DI AMATO Maurizio [nato a Catanzaro (CZ) il 05/07/1968 ed ivi residente
in via Francesco ACRI 47 - Codice fiscale: MTTMRZ68L05C352Z]. Ricopre la carica di
Amministratore unico, risulta incensurata alla Banca Dati [Link].;
BERTUCCI Vincenzo [nato a Catanzaro (CZ) il 19/09/1971 ed ivi residente in via Venti
Settembre 94 - Codice fiscale: BRTVCN71P19C352C]. Risulta incensurato alla Banca Dati
[Link].;
SCUTERI Ermenegildo [nato a Catanzaro (CZ) il 07/01/1968 ed ivi residente in via
Fausto SQUILLACE 25 - Codice fiscale: SCTRNG68A07C352B]. Risulta incensurato alla Banca
Dati [Link].;

160 La societ ha per oggetto sociale:


- l'esercizio dell'attivit' di lavanderia industriale, noleggio e/o vendita di biancheria, tovagliato e
cristalleria per le strutture turistiche alberghiere ed extra alberghiere, le cliniche, le comunit, gli enti
pubblici e privati di qualunque genere e tipo e a qualunque tipo di struttura cui possa essere offerto tale
genere di servizio;
- la sterilizzazione di capi per strutture sanitarie pubbliche e private;
- il trasporto di biancheria per conto proprio e/o per conto terzi;
- il lavaggio ed il noleggio di capi ad alta visibilit;
- il lavaggio, la sterilizzazione, il noleggio ed il trasporto di ferri chirurgici nonch di capi di sala
operatoria.
Inoltre, la societ pu acquistare alberghi, villaggi, camping, bar, pizzerie, ristoranti, discoteche o
prendere in gestione gli stessi, nonch assumere direttamente o indirettamente interessenze, quote e
partecipazioni anche azionarie in altre societ o imprese aventi oggetto analogo o affine o connesso al
proprio, prestare garanzie, nell'interesse di terzi, anche sotto forme di avalli o fideiussioni.
Capitale sociale, dichiarato sul modello con cui e' stato depositato l'elenco soci, pari ad . 309.900,00.

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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PROCURA DELLA REPUBBLICA 446
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

DE FRANCO Antonio [nato a Catanzaro (CZ) il 29/03/1967 ed ivi residente in via


Caprera 148 - Codice fiscale: DFRNTN67C29C352Z]. Risulta incensurato alla Banca Dati [Link].;
SCUTERI Stefano [nato a Catanzaro (CZ) il 27/02/1974 ed ivi residente in via Vittorio
BUTERA 14 - Codice fiscale: SCTSFN74B27C352B] Risulta incensurato alla Banca Dati [Link].;

Alle ore 20.10 successive, si registrava unaltra conversazione intercorsa tra FAVARA
Gianluca e BILARDI Ettore Corrado, che attestava le proprie proiezioni criminali in aree esterne
alla Calabria.
Il BILARDI, infatti, con riferimento ai fatti in trattazione, ad un certo punto affermava che
se linterlocutore, avesse avuto bisogno di un appoggio a Napoli, per avvicinare la ditta che si era
aggiudicata lappalto a Palmi, non vi sarebbe stato alcun problema, poich quella
situazione...ma quando ci sono appalti che riguardano Napoli, un posto all'altro...noi abbiamo le
migliori famiglie di Napoli legate con noi .-
(vds. all nr. 204)
In effetti, BILARDI Ettore risultato legato, attraverso la figura del cognato, TRIPODO
Venanzio, a personaggi aderenti alle organizzazioni mafiose campane; infatti nel corso di
unattivit investigativa condotta dal Servizio Centrale del R.O.S. unitamente alla locale Sezione
Anticrimine, nellambito del procedimento penale nr. 1606/04 R.G.N.R. D.D.A di questa A.G.
(indagine Quantum), emerso che TRIPODO Venanzio ha ospitato, dalla fine del 2005, quindi in
coincidenza con le conversazioni in precedenza indicate, per un lungo periodo di tempo, nellarea
jonica della Provincia di Reggio Calabria, il latitante della camorra ZARA Nicola [nato a Casale
dei Principi (CE) il 20.02.1951], colpito da provvedimento cautelare per omicidio ed altro, tratto in
arresto dal citato Reparto, in data 24 agosto 2006, in Cancello ed Arnone (CE), allinterno di
unabitazione di propriet di DIANA Angelina. Sempre nel corso della medesima indagine, sono
stati accertati alcuni collegamenti tra il citato TRIPODO ed alcuni componenti della famiglia
camorrista MAZZARELLA, egemone nellarea di San Giovanni a Teduccio (NA). In merito, nella
relativa informativa di reato, stato evidenziato: in una serie di conversazioni intercettate, alla
fine di ottobre 2005, tra TRIPODO e SCALIA, il quale manifestava al primo la necessit di
intercedere per tale SERGIO che era stato convocato (non chiara la ragione) da quelli di San
Giovanni a Teduccio e temeva possibili ripercussioni nei suoi confronti, emergeva che TRIPODO
era compare di MAZZARELLA Ciro ed amico di MAZZARELLA Gennaro e Vincenzo161.
Proprio questo rapporto di comparaggio, che SERGIO avrebbe dovuto rivelare una volta al
cospetto di quelli di SAN GIOVANNI A TEDUCCIO, lo avrebbe, a dire del TRIPODO, tutelato.
Egli, inoltre, qualora necessario sarebbe stato disponibile a raggiungere Napoli, per garantire
personalmente SERGIO. Tale rapporto, invero non appare nuovo. Il padre di TRIPODO Venanzio,
ossia Mico TRIPODO, era, infatti, uomo donore, nonch compare danello di RIINA Salvatore, e
amico diretto di Luciano LIGGIO (cfr. indagine GRANDE ORIENTE del R.O.S.);
MAZZARELLA Ciro, anchegli uomo donore162.

161 capi dellomonima famiglia camorristica operante in Napoli quartiere San Giovanni a Teduccio (sono i nipoti
diretti, in quanto figli di ZAZA Nunzia, dei fratelli Salvatore e Michele ZAZA);
162 CALDERONE Antonino (dichiarazioni del 1987-88) forniva dettagliate notizie sulla composizione della
famiglia mafiosa napoletana: "omissis Ciro MAZZARELLA e' uomo d'onore della famiglia di Napoli
anche Vincenzo MAZZARELLA, fratello di Ciro, ed un altro fratello, Salvatore, sono uomini d'onore;
MARINO MANNOIA Francesco confermava in varie occasioni i legami intercorrenti tra la malavita
napoletana e Cosa Nostra; in particolare dichiarava: "omissis Nel napoletano vi sono due famiglie ... una
della citta' ed una della provincia ;
MUTOLO Gaspare (dichiarazioni del 1992) confermava l'appartenenza a Cosa Nostra delle famiglie
napoletane capeggiate dagli ZAZA, NUVOLETTA e BARDELLINO, dichiarava: "omissis Ciro
MAZZARELLA e' un uomo d'onore della famiglia di Napoli
GALASSO Pasquale riferiva in merito: "omissis Frequentando la zona di Napoli, ebbi modo di conoscere
i fratelli NUVOLETTA, Lorenzo, Gaetano, Angelo e Ciro, Antonio BARDELLINO e Ciro MAZZARELLA.
Ho avuto modo di sentire parlare anche di Giuseppe LIGUORI, suocero di Michele ZAZA e Nunzio
BARBAROSSA, legato al ZAZA, se non ricordo male. Naturalmente ho potuto riallacciare i contatti con i
fratelli ZAZA, gia' conosciuti in carcere. Gia' nel corso della mia prima detenzione a Poggioreale, avevo
appreso da Raffaele CUTOLO e da Carmine ALFIERI che gli ZAZA ed i NUVOLETTA erano i referenti
napoletani della mafia siciliana.

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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PROCURA DELLA REPUBBLICA 447
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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

I RAPPORTI TRA FAVARA GIANLUCA E GLI ESPONENTI


DELLORGANIZZAZIONE CRIMINALE BUDA IMERTI

Dallanalisi delle attivit investigative, svilupate nei confronti di FAVARA Gianluca,


emerso che lo stesso stato in costante contatto, come tra laltro gi evidenziato in precedenza, con
i componenti della famiglia mafiosa CACCIOLA di Rosarno (RC) partecipando, unitamente a
BUDA Pasquale, ai funerali del figlio di CACCIOLA Domenico, avvenuto in data 18 novembre
2005. Durante il persorso, i due interlocutori (BUDA e FAVARA) , facevano riferimento ad alcune
vicende di carattere criminale, nonch ad una serie di personaggi, inseriti in circuiti criminali di
natura mafiosa.
In particolare, nel corso del dialogo, avvenuto alle ore 15.40 del 18 novembre 2005, nel
corso della quale i due interlocutori, dopo aver commentato, attraverso la lettura di un giornale,
unoperazione di polizia, condotta il giorno 16 novembre 2005, nel corso della quale era stato
arrestato BENESTARE Giorgio, identificato nellomonimo [nato a Reggio Calabria il 24 maggio
1960], dialogavano in relazione ad altri fatti di natura illecita. In particolare, il FAVARA
evidenziava lesito di due incontri, avvenuti, il primo, il giorno precedente e, laltro, nella stessa
mattinata, con un soggetto di Gallina (RC), tale Federico, non meglio identificato, che aveva
tentato dintercedere per unestorsione attuata dal FAVARA stesso nei confronti del titolare della
pizzeria Il Vecchio mattone di Rosarno. Gli incontri erano stati pilotati, secondo le affermazioni
fatte dallo stesso FAVARA, rispettivamente da BUDA Natale, fratello dellinterlocutore, e tale
Consolato, identificato, attraverso i riferimenti fatti dallo stesso FAVARA, in GERIA Consolato
[nato a Reggio Calabria il 22.06.1959, ed ivi residente in Via Abate S. Elia nr 141], spesso risultato
essere in contatto con il FAVARA.
FAVARA G.: Quando si sono presi la macchina c'era pure il telefonino, si sono presi
pura il telefonino e allora hanno chiamato a quel numero e dice che, su quel numero hanno trovato
la carta e hanno chiamato a quel numero e gli hanno detto che se vuole la macchina deve fare un
salto e deve pagare 700 euro. Gli ho detto io vedi e prendi l'appuntamento ...incomp..., e prendi 700
euro, che glieli portiamo ...incomp..., poi se ne andata quella l ha bloccato la scheda del,
telefono...ora voglio vedere come cazzo la chiamano? Ieri mi ha chiamato NATALE, ieri mattina!
BUDA P.: ...incomp... quello di Rosarno quello che ha la pizzeria!
FAVARA G.: Eh.. ha detto ..incomp...
BUDA P.: eh, di Rosarno!
FAVARA G.: ...avevo parlato con vostro fratello... c'era quello l di Torino, c'era la
moglie di Torino, l..., ...gli ho detto io, stavamo aspettando l'occasione, come avevo un minuto
libero, e andiamo insieme e vediamo questo fatto. Questa mattina mi mandano chiamando a
GALLICO! voglio dirti una parola...! Mi ha mandato a chiamare CONSOLATO quello che ha
il piazzale vicino la BARTOLINI, era da due giorni che mi diceva che aveva un problema con
uno di Rosarno.... dice: non so di che cosa si tratta, ti faccio parlare con questo qua e ti faccio
sapere! Va bene? Questa mattina mi vanno chiamando a Gallico verso le 08,30, vado a
Gallico ...incomp... dove c' la BARTOLINI ed arriva questo qua......"sapete ho un problema a
Rosarno, cos e cos, ..incomp... fatto ..incomp... della pizzeria "IL VECCHIO MATTONE" ...qua e
la, incomp mila euro! . A voi ve li devono dare i soldi? VEDI CHE IO GLI FACCIO " IL
TAGLIO" GLI HO DETTO IO, HA UN PAIO DI MESI! (FAVARA intende dire che da un
paio di mesi che gli fa lestorsione; ndr) ...incomp..., questo fatto qua, gi a conoscenza gi di
altre persone, che fino a ieri abbiamo parlato di questo fatto! gli ho detto io: "Voi, in qualit di
cosa state.., siete parente? Siete soci? .

BUDA P.: Con questo ....!


FAVARA G.: ... che mi ha detto! "Di dove siete voi?"... (domanda che FAVARA
rivolge alluomo che ha incontrato; ndr). Dice: "Io mi chiamo FEDERICO e sono di Gallina!". ...Io
... pi di un mese che lo so, fino a ieri ho parlato! Verso mezzogiorno
BUDA P.: ...incomp...

FAVARA G.: Si, con me ha parlato, ci siamo presi il caff, verso le nove e mezzo
al bar SESIA ...incomp di Gallina ... e poi dice: abbiamo mangiato alla FENICE! ...ha
detto!... venuta anche la sorella ...incomp... di DINAMI, si chiama MERCURIO...cos...cos...!
Dice che lavora con la sorella, e la sorella mi ha detto: i soldi non ci interessano niente!

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 448
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

..incomp...il problema che ha la casa del padre ipotecata... il problema che c'ha ...., ma di come
...ma di come ho capito questa di soldi non ne ha cacciati! Questo, forse, di come ho capito io,
hanno fatto una societ! Hanno fatto la cosa a nome suo, ..incomp... hanno fatto assegni, hanno
fatto cambiali hanno fatto non so che, hanno fatto, pratiche...cose... poi magari glieli mandano
indietro, non gli hanno pagato nessuno, protestati, lo hanno fatto fallire, di queste cose qua tutto
apposto, ma soldi penso che neanche lui li ha cacciati! Dice: "di questo non lo so!" dice: siccome
noi una volta siamo andati a Torino, incomp... sono rimasti disponibili..., dice, mi sto
impegnando...!" Gli ho detto: " E a voi si sono rivolti?" Dice: "si!". Siccome si sono rivolti
...incomp..., questo fatto qua, da un mese che lo so...! E il bello che io, NATALE, gli ha detto,
davanti a me: "digli a tuo cognato che non parli con nessuno, abbiamo parlato qua e non parlare
con nessuno!" Ha detto: "No, poi glielo dico che non parli con nessuno!". E invece ha parlato lui!
BUDA P.: ...incomp..., quattro ..incomp ., io non mi sono interessato a...,
incomp...
FAVARA G.: ho preso, nemmeno l'ho salutato, ho preso e me ne sono andato! Gli ho
detto: Gi lo sapevo questo fatto! ...FEDERICO di Gallina, perch una volta sono andati, salito a
Torino, una persona disponibile ...incomp sembra uno stupido ...incomp...
BUDA P.: ...incomp...qualcuno come a lui ! Qualcuno come lui!
FAVARA G.: qualche giovanotto!
BUDA P.: Qualcuno come lui!
FAVARA G.: ...che poi passato MIMMO PASSALACQUA di, l! Che eravamo che
parlavamo io NATALE e questo qua! Vi saluto! gli dico che gliel'ho mandata l'ambasciata a mio
compare..., mi devono dare la risposta, ...incomp..., poi venuto NATALE e l'ha avvicinato... poi
venuto a salutarlo questo qua, questo qua...
BUDA P.: lo conosceva?
FAVARA G.: non se lo ricordava! Poi si presentato! ...ah...si era tanto che non ci
vedevamo, ventanni, trentanni che non ci vedevamo...cos, come stai...come non stai!
...incomp..., sono a Torino! Poi si sono allontanati, loro! ...dice..." non vorrei sbagliarmi, non
vorrei confondermi, dice ...incomp.. hanno fatto cose buone a Torino..., ..incomp cose buone,
tipo, cose... ..., (registrazione interrotta per problemi tecnici ndr) ...hanno avuto un paio di morti,
non so! ...incomp...
BUDA P.: ...incomp..., per questo non centrava niente ...incomp..., gli altri due
fratelli centravano! Si ma io a ...incomp... sono rimasto male... incomp... MIMMO
PASSALACQUA, che io lo so ...incomp...

(vds. all. nr.205)

Dal contesto del discorso si evinceva, chiaramente, che lestorsione in questione era
condotta direttamente dal FAVARA; infatti era lui stesso a confermare tale circostanza al BUDA
Pasquale, sebbene questultimo fosse pienamente a conoscenza di ogni particolare. BUDA
Pasquale, infatti, non appena apprese dal FAVARA che il giorno precedente, questultimo, era
stato contattato dal fratello (BUDA) Natale, subito fece riferimento alla problematica della pizzeria.
In effetti, il giorno precedente, ovvero il 17 novembre 2006, BUDA Natale, alle ore 12.20,
contattava telefonicamente lutenza cellulare nr. 338/4964443, in uso a FAVARA Gianluca e
fissava un appuntamento con lo stesso a Villa San Giovanni, aggiungendo di essere in compagnia
di una persona che, alla luce delle affermazioni esternate dal FAVARA, stato identificato nel
citato MICHELE di Gallina:

Prog. 2018 ore 12.20 338/4964443 CELLULARE FAVARA GIANLUCA: Buda


Natale con Gianluca gli dice che deve parlare con lui, che sta andando a Rosarno e che ha bisogno
di una cortesia. Gianluca gli dice di vedersi alluscita di Gallico. Natale insiste per vedersi a Villa
perch lui si trova assieme ad un amico. Si vedranno davanti allofficina

Da accertamenti sviluppati emerso che la pizzeria il vecchio mattone, allepoca dei fatti,
era di propriet di MERCURI Domenico [nato ad OLTEN (SVIZZERA) il 25.05.1980 e residente a
Dinami (VV) in Via Cesare BATTISTI nr. 10]. La pizzeria risulta essere stata chiusa in data
21.09.2006, in quanto, nella stessa, data liscrizione stata cancellata dalla Camera di Commercio.
Dal contesto generale del discorso, emergeva che lintervento effettuato dal soggetto a nome

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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PROCURA DELLA REPUBBLICA 449
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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

Michele, originario di Gallina di Reggio Calabria, che allappuntamento si era recato in


compagnia della sorella dellestorto, scaturiva dalla necessit di evitare il pagamento
dellestorsione al FAVARA, in considerazione che la famiglia della vittima versava in precarie
condizioni economiche, atteso che sullimmobile di propriet del genitore, gravava anche
unipoteca. Infatti, il FAVARA evidenziava, durante il dialogo, proprio tale circostanza: !...
venuta anche la sorella ...incomp... di DINAMI, si chiama MERCURIO...cos...cos...! Dice che
lavora con la sorella, e la sorella mi ha detto: i soldi non ci interessano niente! ..incomp...il
problema che ha la casa del padre ipotecata... il problema che c'ha ...., ma di come ...ma di come
ho capito questa di soldi non ne ha cacciati!...-
(vds. all. nr. 205)
In effetti, da accertamenti sviluppati, sul conto di MERCURI Domenico, sono emersi dei
protesti, tuttora pendenti, per emissioni di assegni scoperti, pari ad un importo complessivo di
6.807,00, emessi nel periodo compreso tra l08.10.2004 ed il 5 settembre 2006.
Dal contesto della conversazione, emergeva, inoltre, che, nel corso dellincontro avvenuto il
giorno precedente a Villa San Giovanni, tra FAVARA Gianluca, BUDA Natale ed il soggetto a
nome Federico, originario di Gallina, successivamente, si era aggiunto anche PASSALACQUA
Domenico, in oggetto generalizzato, anchegli indagato nel presente procedimento penale.
(vds. all. precedente)
Nel prosieguo del viaggio, i due soggetti affrontando diverse problematiche di natura
ndranghetista evidenziavano il proprio ruolo criminale, soprattutto quello ricoperto dal BUDA,
allinterno dellassociazione mafiosa, oggetto del presente procedimento penale. Questultimo,
infatti, riferiva di avere imposto lassunzione di un capitano, precedentemente licenziato,
allinterno della societ Caronte ove, tra laltro, anchegli risulta essere assunto, aggiungendo che la
retribuzione che gli veniva elargita, pari ad 800,00 mensile, era esclusivamente una
giustificazione economica.
Nel prosieguo del discorso, il BUDA precisava che, allinterno dellorganizzazione
criminale di appartenenza ci sono persone che fanno pure i confidenti e che sono in mezzo a
noi... E evidente che il BUDA, con il pronome NOI , intendeva riferirsi allorganizzazione
criminale, alla quale aderivano entrambi gli interlocutori. Infatti, lo stesso, non riusciva a spiegarsi
il motivo per il quale era sempre oggetto di attenzione investigativa, pertanto, riteneva che le
notizie, dirette agli organi inquirenti, venivano fornite da soggetti aderenti al medesimo sodalizio.
(vds. all. nr.206)

Nel prosieguo del successivo dialogo, veniva censurato il riferimento allutilizzo, da parte
del FAVARA, dellaltra autovettura di sua propriet, risultata essere una Porche Cayenne (targata
CW474TP), nonch lintervento di Nino, identificato in IMERTI Antonino [n. 01.10.1950],
attuale Capo Societ del Locale di Fiumara di Muro, circa la disponibilit di tale veicolo, non
ritenuto idoneo per uno ndranghetista in quanto avrebbe potuto attrarre le attenzioni delle Forze di
Polizia ..Hai visto ieri sera Nino con ...inc.........senza macchina siete venuto? Vi ha detto qualche
cosa? come ?...
(vds. all. nr.207)
Si precisa che dallanalisi complessiva delle conversazioni, emergeva chiaramente come
BUDA Pasquale non avesse un consolidato rapporto con lIMERTI, fatto questultimo gi
evidenziato, tanto da mantenere un atteggiamento molto distaccato nei confronti dello stesso. Il
BUDA, infatti, riferiva che alcuni giorni prima, aveva incontrato, allinterno di un bar, IMERTI
Antonino, il quale lo aveva invitato a consumare il caff, ma lui aveva rifiutato. Aggiungeva che,
con lo stesso, si era visto successivamente per recarsi ad Archi di Reggio Calabria, ove era sorto un
problema e, questultimo, aveva voluto anche la presenza del BUDA: .. non ci siamo visti pi da
allora...ci siamo visti l'altra sera al bar, lui era la io sono entrato e ha detto "volete il caff?" , "no
me ne vado!"...ciao, ciao! e me ne sono andato. ...No, no venuto a chiamarmi ...no! ci siamo visti
da allora...ci siamo visti... venuto a chiamarmi sul posto di lavoro perch doveva andare all'
ARCHI e voleva che c'ero anche io perch c'era un problema, non ricordo.....voleva che c'ero io
presente....e come ho smontato dal lavoro alle due sono dovuto andare....inc....catona....
(vds. all. nr.207)
In merito, va sottolineato che i componenti delle organizzazioni criminali, allorquando
fanno riferimento alla localit Archi, intendono riferisi al gruppo mafioso dappartenenza, nella
fattispecie i componenti della famiglia CONDELLO che, al pari del gruppo criminale contrapposto,

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hanno la loro roccaforte in tale localit. La problematica, evidenziata dal BUDA, sicuramente era
correlata ad attivit criminali, in quanto IMERTI Antonino cl. 50, aveva preteso anche la presenza
di un altro appartenente al sodalizio.
Nel corso del successivo dialogo, registrato alle ore 18.34 del 18 novembre 2005, i due
interlocutori facevano riferimento ad una serie di personaggi, tutti appartenenti alle diverse
organizzazioni criminali, operanti nella zona settentrionale della Provincia di Reggio Calabria,
nonch della provincia di Catanzaro, tutti coinvolti nellambito delloperazione Decollo, condotta
dal ROS e coordinata dalla Direzione distrettuale Antimafia di Catanzaro, conclusasi con il
sequestro di ingenti quantitativi di stupefacente.
(vds. progr. all nr.208)
Nella seconda parte della conversazione, venivano censurate alcune frasi che confermavano
la contiguit del BUDA, nonch di FAVARA Gianluca, nel pi ampio circuito criminale
capeggiato da CONDELLO Pasquale, in considerazione che, ad un certo punto del dialogo, BUDA
Pasquale riferiva che ROSMINI Diego [ n. il 25.06.1972], appartenente allomonima famiglia
criminale, collegato nel corso della guerra di mafia al gruppo capeggiato da CONDELLO Pasquale,
aveva inviato un messaggio, attraverso un soggetto di Campo Calabro, allo stesso BUDA Pasquale,
poich voleva un incontro con questultimo. Il messaggio, secondo le affermazioni del BUDA
Pasquale, era stato veicolato attraverso il fratello BUDA Natale: mi ha mandato un
'"imbasciata" Diego Rosmimi, un giovanotto del campo...gli ha dato l'imbasciata" a mio fratello....
E interessante sottolineare che il FAVARA, ben addentrato nei meccanismi criminali della citt di
Reggio Calabria, era gi a conoscenza di tale circostanza, per averlo appreso, direttamente da
BUDA Natale, nel corso dellincontro avuto il giorno precedente (17.11.2005), laddove
questultimo aveva incontrato il FAVARA, per cercare unintermediazione, circa lestorsione
effettuata in danno della pizzeria IL VECCHIO MATTONE, in ordine al quale si ampiamente
parlato in precedenza: e me lo sono dimenticato di dirvelo! me lo diceva Natale pure...dice "va
lui o voi!", aggiungeva successivamente me lo diceva Natale ieri. Tale dato oltremodo
significativo, atteso che i componenti delle organizzazioni criminali rappresentano determinate
situazioni, quali gli incontri con altri sodali, solo a personaggi inseriti nel medesimo circuito
delinquenziale, da ci ne scaturisce lappartenenza del FAVARA, al gruppo criminale in esame:
BUDA P.: mi ha mandato un '"imbasciata" Diego Rosmimi, un giovanotto del campo...gli
ha dato l'"imbasciata" a mio fratello...
FAVARA G.: e me lo sono dimenticato di dirvelo! me lo diceva Natale pure...dice "va
lui o voi!"
BUDA P.: che hanno malanova! ...inc...ma io ho riso, ma vedete che certe volte la
confidenza delle persone come la prendono per...se io ho bisogno una cosa da te, vengo io e ti
trovo...chi hai bisogno di una cosa deve ...inc...
FAVARA G.: me lo diceva Natale ieri
BUDA P.: mi fa gonfiare il cazzo
FAVARA G.: mi domandava a me...mi ha mandato...dice che vi voleva a Natale a
voi...che vi doveva dare un'"imbasciata" da un p di giorni...che non vi sta vedendo...
BUDA P.: come...inc.....no mi vede a me...
FAVARA G.: dice che non vi sta vedendo che ha un'"imbasciata" urgente per voi...e ha
mandato un'"imbasciata"...inc...era di quando ci siamo visti...era....inc...
(vds. all. nr. 208)

Le affermazioni innanzi citate costituiscono prova inconfutabile di un rapporto di continuit,


intercorrente tra il gruppo criminale dei Rosmini e quello dei Buda, storicamente alleati, entrambi
aderenti al pi vasto schieramento capeggiato da CONDELLO Pasquale. Anche successivamente,
il BUDA Pasquale, nel corso di una conversazione tra presenti, avuta in data 6 febbraio 2007 con
PASSALACQUA Domenico, evidenziava i propri contatti con ROSMINI Diego, nonch tracciava
nuovi equilibri mafiosi che si erano registrati nella citt di Reggio Calabria. In particolare, il
BUDA commentava la contiguit operativa tra lo schieramento criminale capeggiato da
CONDELLO Pasquale e quello riconducibile a LIBRI Pasquale, questultimo subentrato, nella
reggenza dellomonimo gruppo criminale, dopo la morte del fratello Domenico. In tale contesto, il
BUDA faceva riferimento ai nuovi assetti criminali, connessi alla consumazione delle estorsioni,
che gli erano stati rappresentati dal ROSMINI, laddove tale settore veniva gestito, esclusivamente
dal gruppo CONDELLO e da quello dei LIBRI: tali fatti sono stati gi contemplati in precedenza.

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Successivamente, la conversazione continuava in relazione a fatti generici, dai quali


emergeva, comunque, lelevato livello di inserimento del BUDA, allinterno della struttura
criminale di riferimento, atteso che lo stesso, ad un certo punto, rivolgendosi al FAVARA,
affermava che questultimo, nella citt di Reggio Calabria, godeva, nellambito delle famiglie
mafiose, di un rispetto pari a quello riconosciuto in seno a BUDA ma vedete che voi a Reggio
nelle nostre parti vi rispettano come a noi . Non c differenza. Anche tale affermazione
sintomatica di un concreto inserimento degli stessi, allinterno della struttura criminale in esame:

FAVARA G.: io sono a Villa ma Reggio ma sapete quanti caff pago al giorno...
BUDA P.: e lo so io...
FAVARA G.: voi non avete idea quanti caff pago...
BUDA P.: ma vedete che voi a Reggio nelle nostre parti vi rispettano come a noi
FAVARA G.: lo so...
BUDA P.: non c' differenza...

Altrettanto interessante risultata essere la parte finale della conversazione, in


considerazione che i due interlocutori facevano un breve cenno sulla figura di Mimmo
BARBIERI, identificato in Domenico BARBIERI [17.09.1957], appaltatore, risultato contiguo
allorganizzazione criminale in narrativa, come dettagliatamente evidenziato nellapposito capitolo.
E opportuno precisare che il ruolo di questultimo emerso anche nel corso della breve
conversazione in esame: in particolare, BUDA Pasquale, dopo aver appreso dal FAVARA che, in
mattinata, aveva incontrato allinterno del Bar Winner di Gallico, il citato BARBIERI, riferiva
che questultimo, interpellato dallo stesso BUDA e da IMERTI Antonino cl. 50, per sapere se una
determinata ditta fosse gi sottoposta ad estorsione ("compare Mimmo! ma voi sapete se c'
qualcuno dietro a questa ditta?", "no!" dice "compare! state tranquillo, non c' nessuno,
nessuno!"...inc...(linea disturbata)...e lui lo sapeva), volutamente riferiva notizie distorte.
In effetti, dal contesto generale del discorso, emergeva che la ditta era gi sottoposta ad
estorsione, tant che gli appartenenti al gruppo criminale che avevano attuato tale richiesta
estorsiva, avevano avanzato alcune lamentele nei confronti dello stesso BUDA e dellIMERTI,
accusandoli di un sorta di sconfinamento territoriale, per avere tentato di attuare unestorsione nel
territorio di Reggio Calabria.

FAVARA G.: oggi sono entrato a Gallico al bar... al Winner...chi entra li dentro!
Mimmo Barbieri...arriva l e gli ho offerto il caff, lui neanche mi aveva visto
BUDA P.: ...inc...
FAVARA G.: ha detto "ho fatto la notte!" dice che ha fatto un lavoro ed ha lavorato
tutta la notte ed ha detto "sto andando a prendermi un caff e vado a coricarmi!", gli ho detto
"prendetevi un...un cappuccino, prendetevi un cornetto!", "no solo un caff!" ha detto..."compare
Pasquale!" mi ha detto, "oggi ci vediamo!"..."be si lo s, sta lavorando!"...e...
BUDA P.: e per lui l'altro giorno io mi stavo...inc...e lui non lo sa neanche...per ha
giocato un pochettino sporco
FAVARA G.: lui, si!
BUDA P.: ...mi ha chiesto un favore a me ...inc...gli dovevamo
fare...diciamo...inc...siciliano...e gli ho detto io "compare Mimmo! ma voi sapete se c' qualcuno
dietro a questa ditta?", "no!" dice "compare! state tranquillo, non c' nessuno,
nessuno!"...inc...(linea disturbata)...e lui lo sapeva
FAVARA G.: pure!...
BUDA P.: abbiamo avuto le prove poi, mio cugino Nino rimasto male...dice "e tu
sapevi che c'era questo discorso e non hai ...inc...! ci hai fatto fare brutta figura con le
persone!"...dice "tu parti da Fiumara di Muro per venire a Reggio!...."

(vds all nr.208)

Si precisa che il cugino Nino, menzionato dal BUDA Pasquale, stato identificato nel
citato IMERTI Antonino cl. 50, avendo, quetultimo, sposato BUDA Fiorenzina [27.10.58], cugina
del suddetto BUDA.

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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PROCURA DELLA REPUBBLICA 452
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Nel corso della successiva conversazione, registrata sempre in data 18 novembre 2005, alle
ore 19.08, i due interlocutori, nel fare riferimento allimprenditore BARBIERI Domenico,
affermavano che lo stesso si era aggiudicato un appalto di un miliardo. BUDA Pasquale affermava
che il BARBIERI, in tale circostanza, aveva avuto un buon comportamento, tanto da aver pagato i
biglietti di aereo al BUDA, allorquando questultimo si era recato a fare visita ai cognati,
LICANDRO Rocco [04.03.1966] e IMERTI Giovanni [03.04.1958], entrambi detenuti presso il
carcere di Volterra, poich condannati alla pena dellergastolo.
In effetti, il BARBIERI, come accertato nel corso dellintera attivit investigativa, ha
sempre proceduto al pagamento del viaggio a favore del BUDA.
(vds. all nr. 209)

La restante parte della conversazione era incentrata sulla personalit del FAVARA, laddove
lo stesso evidenziava, adeguatamente supportato dal BUDA, il proprio ruolo criminale, ritenuto di
alto prestigio per averlo acquisito nellambito della Ndrangheta; infatti il BUDA testualmente
riferiva: ...quindi sanno che voi a Reggio avete ormai collegamenti...loro a Rosarno possono
essere...che dicono le persone Gianluca.., aggiungendo, successivamente, che la qualificazione
criminale dellinterlocutore, gli avrebbe consentito, in qualsiasi momento, di potersi relazionare
con tutti voi dove andate andate... amico ...inc...potete andare da tutte le parti....-

FAVARA G.: ...inc... io...io come sono invidiato a Rosarno...sapete come sono
invidiato a Rosarno...
BUDA P.: ...eh?...
FAVARA G.: ...tranne qualcuno che...
BUDA P.: ...quindi sanno che voi a Reggio avete ormai collegamenti...loro a
Rosarno possono essere...che dicono le persone Gianluca...
FAVARA G.: no, uscendo da Rosarno non siamo da nessuna parte...
BUDA P.: voi dove andate andate... amico ...inc...potete andare da tutte le parti...

Nella parte finale del discorso, i due interlocutori evidenziavano di avere un appuntamento,
nei pressi del negozio denominato Tentazioni (ah... aspettiamo l), di propriet di
PASSALAQUA Domenico, in precedenza generalizzato:

FAVARA G.: ..."Tentazioni" qual'...di fronte a...


BUDA P.: ...quello di Mimmo?...
FAVARA G.: ...eh!..."Tentazioni" dov'?...
BUDA P.: ...vicino ...inc... la "Perla!...
FAVARA G.: ah... aspettiamo l.
(vds. all. nr.209)
Da accertamenti sviluppati, emerso che il negozio denominato Tentazioni, ubicato nelle
vicinanze del centro commerciale Perla dello Stretto, [avente partita IVA 01581790803, con sede
legale in Villa San Giovanni (RC)Via Zanotti Bianco 61/63], sino alla data del 25 maggio 2006, era
di propriet di PASSALACQUA Vincenzo [nato a Reggio Calabria il 13.08.1961], fratello
dellindagato PASSALACQUA Domenico. Successivamente stato ceduto a GRILLO Emilia
[nata a Reggio Calabria il 13.01.1981 e residente a Villa San Giovanni in Via Solforino nr. 7].
Tra il FAVARA ed il BUDA Pasquale, successivamente, si sviluppava unaltra discussione,
incentrata, la prima parte, sulla intermediazione relativa alla vendita di alcuni esercizi commerciali
nella disponibilit di PASSALACQUA Domenico, in cui anche il FAVARA aveva avuto un ruolo
attivo nel procacciamento di alcuni clienti, mentre la restante parte del dialogo atteneva alla nuova
realt criminale, venutasi a registare nellarea di Villa San Giovanni e centri limitrofi, laddove il
BUDA Pasquale non perdeva occasione per denigrare la figura di IMERTI Antonino cl. 50, non
ritenuto idoneo ad essere considerato il Capo Societ di tale organizzazione criminale.
In tale contesto il BUDA, facendo riferimento allepoca dellultima guerra di mafia, riferiva
che IMERTI Antonino cl. 50 stava sempre chiuso in casa, evitando di partecipare direttamente alla
guerra. Aggiungeva, sempre con riferimento allIMERTI, che quando io e mio fratello abbiamo
avuto i problemi, sotto al letto stava... Le affermazioni evidenziavano una sorta di risentimento,
espresso nei confronti dell IMERTI che, sebbene fosse timoroso, era divenuto il responsabile

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 453
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dellorganizzazione criminale operante in tale area, nonch sottolineata nei confronti anche di altri
personaggi, non meglio specificati, ritenuti inidonei a militare allinterno di unorganizzazione
criminale che quando c'erano i problemi, le persone chi era in Germania, chi era nascosto, chi
non usciva a cosa...-
Il BUDA, comunque, esprimeva, parole di stima nei confronti del vecchio Capo Societ del
Locale di Fiumara di Muro, IMERTI Antonino cl. 46, che non avrebbe mai accettato una situazione
del genere se c'era Nino li faceva pisciare solo a guardarli....-
(vds. all nr.4, gi menzionato)

Ritornando alla figura del FAVARA, si precisa che questultimo costituisce sicuramente un
punto di riferimento della criminalit organizzata; infatti, dalla conversazione tra presenti
evidenziata in precedenza (conv. Nr. 523 del 18.11.2005), emergeva che, in occasione del furto
dellautovettura Fiat Punto, targata AA441ZT, perpetrato in data 15 novembre 2005, in danno di
MACRI Cinzia Eugenia [nata a Canelli (RC) il 03.101973 e residente a Polistena in Via Matrice],
il FAVARA veniva attivato da SORACE Michele [nato a Polistena il 27.06.1953, ed ivi residente
in Via Bruno Giordano nr. 13], affinch riuscisse, mediante i contatti con altri elementi della
criminalit, a rinvenire il veicolo. In effetti, gi il giorno precedente (17.11.2005) FAVARA
Gianluca, sulla sua utenza cellulare nr. 392/6855775, sottoposta ad intercettazione, aveva ricevuto,
alle ore 15.44, una telefonata da SORACI Michele, che gli comunicava il numero di targa ed il
colore dellautovettura oggetto di furto:

Prog. 840 ore 15.44 di tale Michele Suraci di Polistena chiede a Gianluca come
finita per quel fatto. Nel frattempo si sente il chiamante chiedere ad una donna la targa ed il tipo
della macchina. La donna risponde Fiat Punto di colore amaranto AA 441*ZT.

Dal contesto del discorso, emergeva che il FAVARA era gi stato avvisato dellaccaduto, in
considerazione che, al momento della conversazione, entrambi, facevano gi riferimento a quel
fatto. Inoltre, il FAVARA, senza aggiungere altro, chiedeva il numero di targa del veicolo ed il
colore. Nella stessa serata, il FAVARA, allinterno della propria autovettura, sottoposta a censura,
riferiva a BILARDI Ettore, in precedenza generalizzato, di essere stato attivato per un furto
perpetrato a Polistena, al cui proprietario, per la restituzione, avevano chiesto 700 Euro.
(vds. all. nr. 210)
Lautovettura in questione, in data 18 novembre 2005, veniva rinvenuta, in Polistena, senza
alcun danno, completa dei documenti di circolazione. Si precisa, comunque, che, alle ore 15.45 del
18 novembre 2005, FAVARA Gianluca, telefonicamente, chiedeva al SURACE se lautovettura
fosse stata rinvenuta. Avuta risposta negativa, riferiva allinterlocutore che, qualora avesse ricevuto
qualche telefonta per recarsi a prelevare il veicolo , avrebbe dovuto aspettarlo, affinch andassero
insieme:

Prog. 877 ore 15.45 Gianluca Favara chiede a Michele Surace se lo ha chiamato
qualcuno. Lui risponde di no e gli chiede nel caso lo chiamino che cosa deve fare. Gianluca gli dice
di prendersi un ora di tempo cos vanno assieme.

Unanaloga vicenda si registrava, in data 20 dicembre 2006, allorquando il FAVARA


Gianluca riceveva una telefonata, sullutenza nr. 338/4964443, da parte di GERIA Consolato [nato
a Reggio Calabria il 22.06.1959, ed ivi residente in Via Abate S. Elia nr 1], il quale gli comunicava
che, poco prima, era stato rubato, al suo autista, un camion nellarea di Gioia Tauro e, pertanto, lo
pregava dintervenire e, quindi, di procedere al recupero del mezzo.
(vds. all nr.211)

Nella stessa serata, FAVARA Gianluca, unitamente ad altre quattro persone, tra le quali,
COSTANTINO Demetrio [nato a Reggio Calabria il 26.01.1969, ivi residente in via Firenze n. 26,
pregiudicato], si poneva alla ricerca dellautocarro mediante contatti con personaggi dediti alla
consumazione di tali delitti, tra i quali tale COCO identificato in AMATO Noello [nato a Gioia
Tauro il 10.07.1977 e residente a Rosario in Via Nazionale Sud nr. 364], pregiudicato per delitti
contro il patrimonio, che non veniva rintracciato.

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In merito al furto dellautocarro in questione, non sono emerse denunce presso la Banca
Dati delle Forze di Polizia.

LINSERIMENTO DI FAVARA GIANLUCA ALLINTERNO DELLA STRUTTURA


CRIMINALE OPERANTE IN REGGIO CALABRIA E CENTRI LIMITROFI.

Come gi evidenziato nelle pagine precedenti, FAVARA Gianluca, in Reggio Calabria,


allacciava strette reciprocit relazionali con una serie di personaggi, inseriti allinterno di sodalizi
mafiosi, tra i quali i fratelli BUDA (Pasquale e Natale) , in precedenza generalizzati, entrambi
aderenti al pi ampio contesto criminale capeggiato da CONDELLO Pasquale, nonch con altri
soggetti, appartenenti ad agguerrite organizzazioni criminali, tra i quali si segnala ALVARO
Cosimo. Questultimo, identificato nellomonimo [nato a Sinopoli (RC) il 24.04.1964], aveva
scelto Reggio Calabria, quale luogo per trascorrere la Sorveglianza Speciale di P.S., con divieto di
soggiorno in Sinopoli (RC), suo paese dorgine e residenza. Lo stesso figlio di ALVARO
Domenico [n. il 5.02.1924], protagonista, nel 1992, della pax mafiosa in Reggio Calabria, cos
come accertato nellambito del procedimento penale denominato Olimpia. In questo centro,
ALVARO Cosimo, come sar successivamente evidenziato, si inseriva anche nella gestione di
importanti attivit economiche, mantenendo costanti rapporti sia con gli ambienti criminali del suo
paese di orgine, sia con quelli della citt di Reggio Calabria. Nellambito dellattivit investigativa
in esame, a partire dal 15 aprile 2006, sullutenza telefonica di FAVARA Gianluca (338/4964443)
venivano censurati una serie di contatti, da parte di un soggetto, successivamente identificato,
attraverso mirati servizi di osservazione, nel citato ALVARO Cosimo. Tra i due criminali si
stabilivano una serie di rapporti relazionali, che qualificavano il ruolo ricoperto dagli stessi, quali
soggetti ampiamente inseriti in circuiti criminali. Tralasciando in questa fase, lesito delle attivit
tecniche sviluppate nei confronti di ALVARO Cosimo, in ordine alle quali si disquisir
ampiamente in seguito, si precisa che lo stesso, in data 29 giugno 2006, unitamente a FAVARA
Gianluca, si rendeva protagonista di unintermediazione estorsiva a favore di BUDA Pasquale, in
pregiudizio di TRIPODI Giuseppe [ nato a Sinpoli (RC) il 6 ottobre 1956, ivi residente via carcere
nr. 10]. Questultimo individuato direttamente dai militari operanti, che monitoravano lincontro. In
particolare, in data 29 giugno 2006, dalla cabina pubblica contrassegnata dal nr. 0965/892814,
ubicata in questa via Vittorio Emanuele, contattava lutenza telefonica nr. 338/4964443 in uso a
ALVARO Cosimo, informandolo di avvisare compare Pasquale, questultimo identificato in
BUDA Pasquale che, alle ore 14.00, sarebbe giunta quella persona.
(vds. all. nr.212)

Poich lALVARO aveva organizzato lincontro con il FAVARA, veniva predisposto un


servizio di osservazione che permetteva di accertare che gli stessi, alle ore 10.50 dello stesso
giorno, sincontravano in questa via Marina, nei pressi del bar Le Palme, alla presenza di
VARDE Carmelo [17.04.1986], giunto in compagnia del FAVARA stesso.

Del predetto esercizio commerciale parla anche il collaboratore di giustizia AUGUSTO


Agostino il quale, escusso in data 08 maggio 2009, ha dichiarato:
Ho conosciuto FAVARA tramite AVALLONE, di cui era socio occulto. Al predetto ho poi
affidato la gestione di un ramo di attivit, in realt affidandogli la gestione di vendite immobiliari.
Il mio secondo viaggio a Reggio Calabria ebbe luogo nel gennaio 2009: si tratta dellincontro di
cui ho gi parlato nei precedenti interrogatori. Ricordo che ci recammo sul lungomare della citt,
nei pressi di un chiosco che vende gelati. Fui poi invitato a consumare il pasto unitamente ai
predetti allinterno dellappartamento del FAVARA da cui si vedeva il porto di Reggio Calabria.

Lo stesso collaboratore, a seguito della consultazione di specifico album fotografico,


riconosceva proprio ALVARO Cosimo quale soggetto con il quale aveva avuto rapporti:
Il collaboratore dichiara: Riconosco i soggetti di cui ai numeri:
OMISSIS
3 (lUfficio d atto che si tratta di ALVARO Cosimo)
OMISSIS

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 455
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E essenziale sottolineare che questultimo, alle ore 11.07, metre si trovava in compagnia
dellALVARO, telefonava a BUDA Pasquale, reperibile sullutenza telefonica nr. 338/8213592,
invitandolo ad un incontro, per le ore 14.00, cos come aveva stabilito lALVARO, nel corso del
precedente dialogo telefonico, intrattenuto con il FAVARA, presso lo svincolo autostradale di
Gallico.
Il BUDA, dopo uniniziale titubanza, dovuta ad altri impegni, non appena apprendeva che ci
sarebbe stato anche quello, concordava sullorario e luogo dellincontro.
(vds. all nr.213)

Durante lincontro, ALVARO Cosimo e FAVARA Gianluca, dialogavano, allinterno


dellautovettura di questultimo, alla presenza di VARDE Michele anche in relazione ad altri fatti,
non meglio individuati, facendo riferimento, in alcune occasioni, a PASSALACQUA Domenico, in
oggetto generalizzato, nonch a tale TRIPODI, che aveva preso un lavoro a Villa. Questultimo,
alla luce dellincontro che si verificava alle successive ore 14.00, stato identificato in TRIPODI
Giuseppe, in precedenza generalizzato.
(vds. all. nr.214)

Alle ore 14.00 successive (29 giugno 2006), personale della locale Sezione Anticrimine, in
concomitanza con lincontro che il FAVARA e lALVARO avevano stabilito con BUDA Pasquale,
oggettivava larrivo alle ore 14.10, dellautovettura Ford/Mondeo, targata BA759BW, in uso a
FAVARA Gianluca e condotta da questultimo, con a bordo ALVARO Cosimo ed un altro
soggetto, che si fermava nei pressi dellentrata del negozio, denominato Roberto pronto casa, ove
vi era, gi in sosta lautovettura Fiat/Marea in uso a BUDA Pasquale.
(vds. all. nr.215 )

Attraverso il sistema di localizzazione satellitare, installato a bordo dellautovettura


Fiat/Marea, era possibile accertare che gli stessi si recavano in unarea isolata, segnatamente in
localit Villa San Giuseppe di Gallico, in aperta campagna, cio in una zona ritenuta sicura e
lontana da eventuali servizi di osservazione predisposti dalle Forze di Polizia, ove non era possibile
effettuare unaccurata e diretta visione degli eventi.
Dal tenore del discorso, intercettato durante il persorso, ove era presente, tra laltro, anche la
vittima TRIPODI Giuseppe, emergeva che anche FAVARA Gianluca aveva motivo di risentimento
nei confronti del TRIPODI, in quanto questultimo, secondo le proprie affermazioni, in pi
occasioni, non lo aveva salutato. Infatti, il FAVARA, in un primo momento, esternava tali
risentimenti allALVARO e, successivamente, allo stesso TRIPODI allorquando, questultimo, alle
ore 14.13, saliva a bordo dellautovettura, cos come emerge dallascolto delle conversazioni
registrate allinterno dei veicolo. Tralasciando tali affermazioni, si precisa che lincontro con il
BUDA era finalizzato a dirimere una controversia di natura estorsiva, sorta tra il TRIPODI ed il
BUDA, laddove, questultimo, nonostante avesse preso una somma di danaro a titolo estorsivo dal
TRIPODI, non si era adoperato per recuperare il materiale che gli era stato rubato. Il TRIPODI,
infatti, affermava: ..si, si...no, no..lui doveva fare la sua parte ed io la mia..incomp..a me hanno
fottuto il materiale e non mi ha dato nessuna soddisfazione, per i soldi sono uscito pazzo e me la
sono dovuta vedere io..-
Nel prosieguo del discorso, il TRIPODI, oltre ad aggiungere che in passato, per colpa del
BUDA aveva rischiato di essere arrestato ..incomp. .lavori. .incomp..la vita..denunciati e...non mi
ha fatto una telefonata, mi ha telefonato dopo un mese e mezzo sai perch? Per cercarmi un favore
di gente..che un amico suo e per poco non ci avevano arrestati., precisava che lo stesso,
inoltre, non aveva un atteggiamento lineare, in considerazione che in passato aveva lavorato anche
per conto di questultimo; infatti affermava: ..ma scusa io finora fino a 48 anni ho fatto i lavori e
sono stati tutti..incomp..ma pure a nome suo...anche perch lui sempre dalla parte di quelli hanno
soldi, io vedo sempre..incomp..tutti problemi..incomp..e la paura di quelli che hanno i soldi e
sempre..incomp..a me..incomp...-
(vds. all. nr.216)

Ancor prima di descrivere gli ulteriori eventi, opportuno precisare che, attraverso
accertamenti praticati presso lArma di Sinopoli, emerso che il TRIPODI, sebbene risulti essere

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formalmente disoccupato, come tra laltro, emerge dalla dichiarazione dei redditi, effettua lattivit
di muratore, per conto proprio, eseguendo diverse opere, in altrettante aree, della zona di Villa San
Giovanni e centri limitrofi.
Giunti in localit Villa San Giuseppe di Gallico, gli occupanti del mezzo scendevano dal
veicolo, per incontrarsi con BUDA Pasquale, che li aveva seguiti con la propria autovettura. In tale
contesto, buona parte del discorso non veniva registrato, anche se nella parte finale dellincontro,
allorquando i soggetti si avvicinavano allautovettura monitorata, venivano percepite alcune frasi,
dalle quali emergeva chiaramente che gli stessi avevano trovato un concreto accordo in ordine alle
richieste fatte dal BUDA. Infatti, ad un certo punto del discorso, oltre ad emergere che lALVARO
Cosimo aveva avuto una funzione di garante, in ordine agli impegni assunti dal TRIPODI, atteso
che il BUDA riferiva ...abbiamo parlato con compare COSIMO..., aggiungeva che il TRIPODI,
in seguito, a Villa San Giovanni, non avrebbe avuto ulteriori problemi ...voi a Villa...voi a Villa
andate tranquillo.... Successivamente ALVARO Cosimo, nella sua qualit di mediatore,
assicurava al TRIPODI una costante continuit lavorativa, che avrebbe garantito lo stesso BUDA
.. ...e pensa compare Pasquale a trovarti il lavoro...dove vai vai...-
Le affermazioni risultavano oltremodo significative, in quanto attestavano il ruolo di primo
piano, ricoperto dal BUDA, allinterno del Locale di Villa San Giovanni. In seguito, era sempre lo
stesso BUDA ad evidenziare ulteriormente il proprio spessore delinquenziale, attestando di avere
sempre, fatto recuperare eventuali crediti, derivanti da attivit lavorative, al TRIPODI.
(vds. all nr. 217)

Al termine dellincontro, TRIPODI Giuseppe e BUDA Pasquale, salivano a bordo


dellautovettura di questultimo, mentre ALVARO Cosimo rientrava a bordo dellautovettura del
FAVARA.
Questultimo, durante il viaggio, evidenziava ulteriormente il ruolo di BUDA, tant che ad
un certo punto del discorso affermava: tu che vuoi...mio compare...incomppp... un bravo
cristiano di rispetto, intendendo con laggettivo rispetto, il ruolo di personaggio appartenente
alla criminalit organizzata. Il servizio di osservazione predisposto in area, consentiva di verificare
che alle ore 15.05, nei pressi dello svincolo autostradale di Gallico giungeva lautovettura Fiat
Marea del BUDA, dal quale scendeva una persona, dallapparente et di 50/anni circa, che saliva a
bordo di unautovettura Lancia Libra, targata BX109GX163 , che faceva ingresso sulla A3.
Lautovettura risultava intestata a LEONELLA Giuseppa [nata a Sinopoli il 25 luglio 1962],
coniugata con il citato TRIPODI Giuseppe.
(vds. all. nr. 215, gi menzionato)
Una conversazione di particolare interesse investigativo, si registrava in data 13 gennaio
2006, allinterno dellautovettura Ford Mondeo di FAVARA Gianluca, allorquando, lo stesso, in
compagnia di tre soggetti, non meglio identificati, controllava unarma da guerra, che dal contesto
del discorso, veniva individuta in un mitra; infatti FAVARA Gianluca, dopo aver chiesto ad uno
degli interlocutori se fosse unarma militare ed avuto lassenso da parte di questultimo,
aggiungeva che se la stessa fosse stata trovata, il detentore sarebbe stato condannato a 20 anni di
carcere .. Mimmo 20 anni prendono se la trovano 20 anni prendono. Larma, secondo le
affemazioni di uno degli interlocutori, in passato, era stata utilizzata da un soggetto,
verosimilmente latitante, che la deteneva allinterno di un rifugio .. la teneva ed era nel rifugio.
La conversazione avveniva come segue:

Progressivo 2754 del 13/01/2006 ore 14;57

U: Uomo
G: Gianluca
C: Ciccio
X: Uomo sceso dalla macchina.

^^^^

163 BX109GX LEONELLO Giuseppa pat. ROCCO mat. PAOLI Pietrina Darma nata SINOPOLI ( RC ) 25-07-
1962 Via Carcere n.10

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U: Sta venendo , .incomp. con qualche altro venuto.


per 3.500 te la portano fino a qui.
G: Di questo allestimento e come si chiama te la porta pure lui, io gli ho
detto non venuto.
U: Con questo allestimento te la porto pure io , te la posso vendere?
G: Questa quella militare ?
U: Ah..Ah..
G: Minimo 20 anni prendono.
U: Eh..eh..
G: Se la trovano 20 anni prendono.
U: Come dei Carabinieri .
G: 20 anni prende.
(Si sente suonare un clacson di unauto).
U: Nino , Nino era.
G: Qualche altro , uh..
U: Nino quello spara..incomp.
G: Eh!!.
U: Nino spar , aveva bisogno di frequentare una femmina , (moscatello)
minimo il caricatore 20 ne ha , incomp. basta fa cos bumm..
bumm si gira la manovella , si gira il coso davanti e spara faceva
..bumm.. bumm.. Nino spar erano chinati cos , non
C: Erano fratelli quei due?
G: Cacciavi.
U: Non hanno visto manco niente bum.. bum
G: Pasquale caccia.
U: Ah..Ah..
G: ..incomp... una volta.
U: Il caricatore 20 ne ha e non 32 .
(In sottofondo speaker stazione ferroviaria)
U: Franco tra laltro disse c sporco nella canna, andiamo
C: E dove, non lo troviamo.
U: Non una cosa cos si trovano dove li vuoi , se ha bisogno mi
(completa) ora , chi me li trova a me 9 x 19 , cera un traffico ne
possono prendere 1 pacco 2 i poliziotti , questi l se li si cercano li
portano, massimo 2.
U: incomp vuole sparare solo cose originali, non ricaricati , se spara cose
ricaricate sinceppa , ci sono quelli che li ricaricano quelle cose , lui non li
spara quelle cose bumbum con quelle dentro lo spazio deve essere
perfetto , ci sono parti che nello spazio di 3 secondi mi sembra che spara
.quando fa cosi brummm (tipo raffica). E bella per , una 90 non ha
gusto
U: Una 90 e non ha posto.
G: Sempre di pi.
U: Si sgancia cos.
G: Com segnata.
U: eh. Eh.
G: Sverniciata.
U: 1 la teneva ed era nel rifugio.
G: Sverniciata.
U: si sgancia il cosa , il filiere.
G: Tu lhai vista brutta sverniciata no
U: Arrugginita ? non se la prende , arrugginita non ha a che fare.
G: No dico svernicita brutta.
U: No incomp pure loro lhanno graffiata , quella volta avuta io quella
cinta , quella cinta che hanno loro, tengono le cinte a casa , li tengono di
plastica , di tutti i modi di plastica e buoni , si sgancia il coso , si sgancia il
filiere cos.

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


Memoria del Pubblico Ministero relativa al rito abbreviato CONDELLO Demetrio + 17
PROCURA DELLA REPUBBLICA 458
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

G: Se non ve la prendete voi me la prendo io.


U: Quello di villa era compare..incomp.
C: Si trova si trova.
U: 9 x 19 introvabile ..incomp. fate come volete , come volete.
C: Buongiorno (saluta una persona questa risponde cosa c).
U: Se avete probemi alla mitraglia Mario a Palmi , armiere a Palmi , ma
dov questa armeria , dicono quella che hanno fatto a Palmi bella. Se si
rompe dove l porto una cosa come quella.
(Si avvicina unautovettura si sente un uomo chiamare):
Ehi boss
U: bello.
C: Io non lho capito. (rivolgendosi alluomo sceso dalla macchina).
Si sentono delle voci lontano dalla macchina
U: Devo vedere qual.
X: Non ne hai unaltra.
X: (Chiede di Franco).
U: Non c ciao Vincenzo. Che cosa stanno facendo.
G: Che cos ah.. c la macchina.
Si sente una voce in sottofondo dire unAudi.
C: Vedi se non sono gli sbirri. Questa macchina sempre la vedo.
U: Ho una incomp sotto la maglia , laltro ieri lha presa incomp , ha
fatto montaggio e smontaggio subitoincomp.
C: Li hai conosciuti?
G: Non sono del incomp.?
U: Li hai conosciuti?
C: Si del incomp. sono.
U: Carmelo.
Dopo Gianluca con Ciccio e luomo parlano di macchine e di una Mazda che non un tipo
commerciale.
Parlano di un uomo che sta parlano al telefono.
C: (Si capisce che cerca una macchina).
U: Comprati il Tuareg.
C: Non ho i soldi tuoi e di compare Gianluca.
U: Ora quando lo vedo lamico.. Mi sono comprato 1 fucile beretta
pompa 1 giubbotto , 1 .incomp. , 1 fucile a pompa e 1 semiautomatico
tutto nero ..incomp. l era.
C: Ora fatemi comprare una pistola .
U: Mi sono fatto un fucile tutto .incomp cazzo ma ci credi o no.
C: Si .....oh!lui lha portato.
U: Devo andare a vederlo.
C: Il serbatoi.?
U: Non n aveva.
C: Il serbatoi?
U: Ora ho un fucile a pompa e dp automatico.
G: Nuovo?
U: No ho detto a mio fratello di andare a prendersi , ci do .incomp pi
uno usato aveva 10 botte , nuovo 10 botte aveva.
C: Perch non me lo fai comprare a me.
U: Che lo vuoi per non rischiare.
C: Tu fammelo avere .
G: Hai il porta darmi.
Ridono.
U: Al limite glielo fanno avere.
G: Ma io vado da uno che incomp.
C: Vedi se ti esce a te a me non che non [Link].
G: Oh.. no

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


Memoria del Pubblico Ministero relativa al rito abbreviato CONDELLO Demetrio + 17
PROCURA DELLA REPUBBLICA 459
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

U: Io devo cercare di venderlo.


Gianluca al telefono.
U: incomp si accontenta.
C: Allora negate.
U: Noincompperch peccato, non so che fare , mi disse.
C: Me lo fai prendere?
U: Come te lo faccio prendere a te Ciccio , che si deve registrare.
C: Non ti preoccupare poi incomp.
U: No quelli non glielo danno a nessuno , vanno dai Carabinieri e lo
registrano.
C: Si ..si.. si v l e lo registra lui.
U: No incomp
C: Prendilo fammelo prendere a me. [Link] cose , dici hai la macchina
da Peppe e il fucile non buono.
U: Secondo te se c una pattuglia. Padre Pio vede a te.
C: Quelli cercano addosso se li copiano l , appena mi portano
U: Vedi che mi sto arrabbiando e prendo il legno.
C: Finiscila.
Ridono.
C: No.. appena i arrivano.
U: Se me lo aggiustano me lo prendo.. sai che stanno prendendoincomp
C: E lo sai che faccio , vado a prendere quelle cose , domani mattina , teli
porto qua li prendo e li schiaccio qua.
U: Dammi la parola.
G: Se li dovete schiacciare dalle a me.
C: Li schiaccio tutti.
U: Dammi la parola , dammi qua la mano.
G: Me li d a me , non ti pu dare la mano.
U: Ti dico una cosa sola , che prendiamo i marocchini e li [Link]
G: [Link].
U: .Incomp
C: Quello va d Carabinieri , quel cornuto , bastardo, pezza di merda.
U: Vengono a casa i Carabinieri e se lo ritirano di [Link].
C: Se lo prendono , io me lo faccio prendere.
U: Sei curioso, quello incomp f pane e incomp come faccio a
portarlo a Napoli , che ci dico che non c pi , io con te ho parlato mi
dice.
C: E chi questo ..va bene .domani ci sentiamo.
U: Non che devi [Link].
C: Visto che non lo vuole Nino questo lo dai a me. Come lo registro ai
Carabinieri.
G: Per i cinghiali.
C: Per i cinghiali.
Dopo si sente che parlano di caccia.
C: Avevo un fucile 14 palle, 12 cinghiali .
G: Comprateci il motore a questo amico.
U: Eh!!.
C: Allora voglio dire ci diamo la pistola . Ci [Link] corte non
te li ho fatte vedere?..
G: Me la trovate una pistola piccola per me per gareggiare.
C: 1.500,00 ve la porto ora .nuova nuova. , fiammante.
G: Cos?..
U: Una sei
G: Una sei minchia.
U: Nuova fiammante!
C: Nuova fiammante.
G: Portatemela , nuova

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


Memoria del Pubblico Ministero relativa al rito abbreviato CONDELLO Demetrio + 17
PROCURA DELLA REPUBBLICA 460
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

Si sente parlare in lontananza fuori dallauto.


U: Fiammante
Gianluca parla al telefono si sente dire:
G: Con che cosa vengo, poi con che cammino.
(Si sentono persone parlare fuori dalla macchina).
U: C qualche macchina che gli fa quel traffico?
G: Ah!..
U: Non buono che la macchina la controlliamo?..
G: Che cazzo di lavoro di merda che ..incomp.
Dopo si sente solo luomo lamentarsi di una persona che dopo 40 anni, ha ancora problemi e
che gli fa prendere ancora impegni nonostante i problemi che ha.-

(vds. all. nr. 218)

Circa la disponibilit di armi da parte di FAVARA Gianluca, si precisa che in data 1


dicembre 2006, BUDA Pasquale e PASSALACQUA Domenico, nel corso di una conversazione
registrata allinterno dellautovettura di propriet del BUDA, nel commentare la figura di
FAVARA Gianluca, che aveva avuto un problema con SACCA Giorgio, alias Gino,
personaggio di particolare caratura criminale dellarea preaspromontana, in ordine al quale si
disquisir in seguito, evidenziavano che lo stesso, in una circostanza, aveva nascosto un fucile
allinterno di una cuccia del cane di un proprio vicino di casa, tant che il proprietario una volta
che lo aveva rinvenuto lo aveva buttato. Nella stessa circostanza, i due interlocutori, riferivano che
il FAVARA non era molto affidabile, poich lo stesso veniva indicato quale persona che si mette
con tutti. In merito le affermazioni sono inequivocabili:

BUDA P: ...Mimmo...io a Gianluca lo rispettavo...lo rispetto tutt'oggi per non ho fiducia di


Gianluca...in che senso... e uno che si mette con tutti...e uno che si mette con tutti...non vi dividete
pi nulla...hai capito?...eh...eh... io me ne sono accorto ultimamente...
PASSALACQUA D: ...ma a prescindere da questo...ma come...
BUDA P: ...incomp...
PASSALACQUA D: ...incomp...
BUDA P: ...ma loro sono abituati...capisci...non che l'azione la fanno come a noi...noi
siamo capaci di fare una cosa...e...loro le fanno diversamente le cose...hai capito?...si incoscano
loro...li prendi singolarmente...i chianoti cos sono...la maggior parte ...incomp...ma zingari
sono...incomp...lui non che ha paura di Gino...se lui gli deve mettere le mani a Gino...lui non
che ci pensa...non gli mette le mani a Gino e...per lui...io pi di una volta gli ho fatto capire...vedi
che Gino non solo... ha un seguito....gli ho fatto capire io...a Gianluca...per non puoi parlare
chiaro Mimmo...hai le cazzo di persone...parlano...mangiano...incomp...capisci....perch un po
leggerino nel parlare Gianluca...io mi sono reso conto di certe volte... .Un giorno venuto perch
aveva una discussione...non una discussione...con quello dove abitava...di dietro abitava
Rugolino...vicino a Villa...suo cugino e hanno nascosto...incomp...la mattina...incomp.. .hanno
preso l'albanese...hanno preso qu...hanno preso l...alla fine dei conti...aveva preso il figlio di
Peppe Rugolino...
PASSALACQUA D: ...incomp...
BUDA P: ...e lo ha aspettato ...incomp...quello ha un figlio che nei
Carabinieri...incomp...poi lui ha iniziato a chiamare ad una persone...ha parlato con uno...ha parlato
con un altro...poi venuto da me...quando venuto da me...va bene non vi preoccupate...io non gli
dico...non gli ho detto mai...vado a parlare con uno e parlo con un'altro...perch non
voglio...incomp...gli ho detto io compare Gianni sapete successo questo...si lo so che venuto
Giovanni Siclari...ed venuto...incomp...dice noi onestamente abbiamo saputo che lui ha
cose...perch diversamente come si comportato lui...non si comportato...gli ho detto
io...incomp...dice no compare...quello viene...e nasconde un fucile nella propriet di mio cugino e
se gli avessero fatto la perquisizione che li entravano...e gli trovavano il fucile che era nascosto
nella cuccia del cane...dice...ma lui l'ha capita la responsabilit che ha?...compare Gianni...non
che...per sapete...incomp...prendimi il fucile e glielo do...ci vendiamo un fucile...il tuo un
fucile...voglio credere che siamo ai livelli...dopo Gianluca ...incomp...c' per questo
muro...giustamente... no...dice...qu...non mi date soddisfazione...guardate qu...Gianluca che

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


Memoria del Pubblico Ministero relativa al rito abbreviato CONDELLO Demetrio + 17
PROCURA DELLA REPUBBLICA 461
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

soddisfazione vai cercando...che prendono a suo cugino e l'ammazzano?... se quello lo ha


buttato...lo ha buttato...come capita il fucile lo prendono e ve lo danno...per dirti...non uno che
nelle cose... chiuso... una cosa mia se te la deve raccontare a te te la racconta...una cosa tua se
gliela deve raccontare ad un altro gliela racconta....se gli passa...io mi sono reso
conto...capisci...dico...ci sono capitate tante cose e poi mi sono fatto un concetto...tant' che io con
lui...incomp...non voglio che lo sappia mio cugino Nino...un'ipotesi...
PASSALACQUA D: ...eh...
BUDA P: ...poi tu ti incontri con mio cugino Nino e gli dici che noi abbiamo fatto un
affare...io se gli dovessi dare una cosa a mio cugino Nino...quello dice...come ti sei fatto l'affare e
non hai detto nulla...Mimmo ti fa fare anche cattive figure...queste cose c' l'ha...e ti dico una
cosa...ho detto glielo dico a compare Mario...per io sono convinto...guarda...Gino ha ragione...mi
senti...perch Gianluca un p facilone nelle cose...un p facilone e Gino che non si sa...non si sa...
PASSALACQUA D: ...ma sicuramente ci sar che non si sono capiti...magari uno
pensa che glielo ha detto e non glielo ha detto...magari quello glielo ha detto e quello non si
ricorda...ma poi alla fine per mille euro fanno il problema...
BUDA P: ...ah...
(vds., all. nr.219)

La conversazione in argomento, inoltre, deve essere analizzata in funzione di unaltra


vicenda, connessa ad un litigio per un debito di 1.000,00 , contratto da FAVARA Gianluca nei
confronti di SACCA Giorgio, alias Gino [nato a San Roberto il 18/07/1958, residente a
Laganadi (RC) Frazione Lucia via Aspromonte nr.16, coniugato] pregiudicato. La vicenda, sebbene
fosse apparentemente banale, richiedeva lintervento dei vertici dellorganizzazione mafiosa, al fine
di evitare che la stessa potesse degenerare in fatti pi gravi, anche in considerazione di un diretto
coinvolgimento, nella vicenda, come sar ampiamente evidenziato in seguito, di ZAVETTIERI
Mario [23.03.1957, residente a Roghudi in Via Zurria nr. 187, domiciliato a Reggio di Calabria
frazione Pellaro in via Mortara nr.35/A, commerciante, pregiudicato per furto, assegni a vuoto,
omicidio, violazione alle leggi sulle armi, associazione per delinquere di tipo mafioso]. In data
12.10.2004, stato sottoposto allobbligo di dimora nel Comune di Reggio Calabria, in sostituzione
della misura cautelare degli arresti domiciliari. Lo stesso risulta legato anche da vincoli di parentela
alla cosca mafiosa ZAVETTIERI operante in Roghudi e paesi viciniori. Inoltre, lo ZAVETTIERI
stato inquisito nellambito delloperazione ARMONIA, condotta da questo Ufficio, nei
confronti di diversi gruppi criminali dellarea Ionica164.
E essenziale evidenziare che BUDA Pasquale, nella prima parte della conversazione, aveva
sottolineato, in merito al debito che FAVARA Gianluca aveva contratto con il SACCA, di tenere
un atteggiamento oltremodo cauto nei confronti del proprio antagonista, in considerazione che lo
stesso SACCA, secondo le affermazioni dello stesso BUDA, aveva un seguito di persone che ,
senza dubbio, lo avrebbero potuto difendere, evidenziando in tal modo la sua potenzialit
criminale: non che ha paura di Gino...se lui gli deve mettere le mani a Gino...lui non che ci
pensa...non gli mette le mani a Gino e...per lui...io pi di una volta gli ho fatto capire...vedi che

164 A) del delitto p. e p. dallart. 416 bis 1, 2, 3, 4 e 5 comma c.p., per aver fatto parte di
unassociazione a delinquere di tipo mafioso denominata ndranghita, articolata in una consorteria
criminale facente capo alla potente cosca Morabito di Africo ed operante nel basso versante jonico della
provincia di Reggio Calabria finalizzata mediante la forza di intimidazione del vincolo associativo ed alla
conseguente condizione di assoggettamento e di omert che ne deriva alla commissione di gravi delitti, tra i
quali traffico di sostanze stupefacenti ed armi da guerra, infiltrazioni in diverse Pubbliche Amministrazioni,
locali ed accademiche, per il conseguimento di ingiusti profitti, e la gestione e spartizione di pubblici appalti,
nonch procacciare voti ad altri, anche a mezzo di attivit coercitive del voto altrui, in occasione di
consultazioni elettorali e, comunque, a realizzare profitti o vantaggi ingiusti per s o per altri.
Con le aggravanti ex art. 416 bis, 4 comma, per aver fatto parte di unassociazione armata, disponendo di
armi comuni e da guerra ed esplosivi per il conseguimento delle finalit dellassociazione.
In particolare:
MORABITO Giuseppe, MAISANO Filiberto, MAESANO Santo, ZAVETTIERI Annunziato, ZAVETTIERI
Domenico, ZAVETTIERI Mario, ZAVETTIERI Salvatore Antonio, ROMEO Antonio, VERNO Pietro,
STELITANO Sebastiano cl. 28, TRIPODI Giovanni, per aver con condotte, modalit, finalit e tempi meglio
specificati nel corpo della richiesta determinato la gestione della struttura decisionale-territoriale della
ndranghita denominata locale di Rogudi e successivamente, appartenendo a schieramenti criminali
contrapposti nellambito del medesimo locale, contribuito a favorirne la pacificazione in ci interrompendo
una faida che si protraeva, senza soluzione, da diversi anni

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


Memoria del Pubblico Ministero relativa al rito abbreviato CONDELLO Demetrio + 17
PROCURA DELLA REPUBBLICA 462
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

Gino non solo...ha un seguito....gli ho fatto capire io...a Gianluca...per non puoi parlare chiaro
Mimmo... hai le cazzo di persone... parlano ...mangiano. ..incomp...capisci....perch un po
leggerino nel parlare Gianluca...io mi sono reso conto di certe volte...
(vds. all. nr.219)
Laffermazione evidenziava che il SACCA, originario di San Roberto, in quel centro
costituiva uno degli elementi di rifermento dellorganizzazione mafiosa ivi operante.
Si precisa che lo stesso annovera pregiudizi penali per detenzione illegale di
munizionamento da caccia, violazione dellart. 20 legge 110/75, per non aver posto, in concorso,
unitamente ad altre persone, le dovute precauzioni nel custodire i fucili, asportate ad opera di ignoti
su unautovettura. Il 26.05.2001 il Questore di Reggio Calabria gli revocava la licenza di porto di
fucile con la seguente motivazione convive nello stabile con il suocero SACCA Pietro, cl. 1936,
pluripregiudicato, capo dellomonima cosca mafiosa di Laganadi. La famiglia SACCA ritenuta
vicina alla consorteria mafiosa ZITO-IMERTI.
In effetti, per come si avr modo di accertare, il SACCA, per risolvere la problematica sorta
con il FAVARA, si era rivolto allo ZAVETTIERI Mario, noto esponente mafioso della provincia di
Reggio Calabria, tant che, in data 4 dicembre 2006, si recavano da questultimo,
PASSALACQUA Domenico e BUDA Pasquale, per evitare eventuali ritorsioni nei confronti del
FAVARA e, quindi, dirimere la situazione.
Ancor prima di evidenziare le diverse fasi, relative allincontro tra ZAVETTIERI Mario,
BUDA Pasquale e PASSALACQUA Domenico, opportuno evidenziarte che, gi
precedentemente alla conversazione innanzi riportata, il PASSALACQUA Domenico e BUDA
Pasquale avevano commentato tale vicenda.
In particolare, sempre in data 1 dicembre 2006 (h. 17.07), BUDA Pasquale e
PASSALACQUA Domenico commentavano la vicenda connessa al litigio sorto tra SACCA
Giorgio e FAVARA Gianluca, laddove evidenziavano che tale scontro sarebbe potuto degenerare
anche con un intervento risolutivo da parte del SACCA, determinando luccisione del FAVARA,
...perch Gino non un fesso che si tiene le cose...quello...incomp...e con uno che un amico
che fa...gli fa un piatto di ferro...eh...) .
Dal contenuto della conversazione, si intuiva che BUDA Pasquale, nel corso di un incontro
avuto con SACCA Giorgio, alias Gino, era stato invitato da questultimo ad estromettersi da tale
vicenda, in quanto lavrebbe risolta direttamente. Il BUDA, in merito affermava: ...no gli ha detto
lui...gli ha detto...compare Gino...dice...me la posso vedere io...no fatemi il favore...non vedete
niente voi...ha detto...come non vedete niente...questo gli ha detto vedetevela voi...quello che
fate...ben fatto...quello gli dice mi dovete...date tutti i soldi....-
Si intuiva, chiaramente, che SACCA era intenzionato ad effettuare un intervento risolutivo
nei confronti del FAVARA, anche in considerazione del fatto che, nella vicenda era intervenuto
ZAVETTIERI Mario, in precedenza generalizzato, legato al citato SACCA da vincoli di
comparato, cos come affermato dal BUDA: ...ha il San Giovanni (COMPARE ndr.) con lui e con
...incomp...
(vds. all. nr.220)

In data 4 dicembre 2006, PASSALACQUA Domenico e BUDA Pasquale, con lautovettura


Fiat Marea di propriet di questultimo, si recavano a fare visita a ZAVETTIERI Mario, al fine di
dirimere la controversia sorta tra SACCA Giorgio e FAVARA Gianluca.
Attraverso lanalisi della conversazioni intercettate, sia telefoniche che tra presenti, era
possibile pervenire allesatta individuazione del SACCA , nonch a quella di ZAVETTIERI
Mario.
In particolare alle ore 09.51 del 4 dicembre 2006, PASSALACQUA Domenico, mentre si
trovava allinterno dellautovettura del BUDA, apprendeva da questultimo che Gino aveva
fissato lincontro per le ore 10.30:

Prog. 679 ore 09.51

SINTESI
Pasquale e Mimmo Passalacqua questo gli dice di prendersi il caff in quanto Gino gli ha
detto per le dieci e mezza.

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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PROCURA DELLA REPUBBLICA 463
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

Successivamente, il PASSALACQUA, mentre si trovava a bordo dellautovettura del


BUDA, nel fare una telefonata a VITALE Domenico, attraverso la propria utenza cellulare
(339/5235235 ) sottoposta a censura, ancor prima che questultimo rispondesse, riferiva ad alta
voce Speriamo che a Mario lo troviamo l, facendo riferimento, per come sar oggettivato
successivamente, attraverso il servizio di osservazione, alla figura di ZAVETTIERI Mario:

Prog. 6009 - data e ora: 04/12/2006 09.57.54


Mimmo Passalacqua con mimmo Vitale - nr. interlocutore: +393395736198 - intestato a:
VITALE DOMENICO
SINTESI
Prima di iniziare il dialogo Passalacqua riferisce " Speriamo che a Mario lo troviamo l".-
Successivamenteb il Passalaqual dialoga Mimmo Vitale il quale gli chiede un biglietto, gli dice che
pomeriggio sta nella biglietteria

In relazione ai fatti inanzi citati, personale della locale Sezione Anticrimine effettuava un
servizio di osservazione, allindirizzo degli indagati, che permetteva, attraverso il sistema
dintercettazione, installato a bordo dellautovettura di BUDA Pasquale di rintracciare
questultimo, unitamente, a PASSALACQUA Domenico, alle ore 10.00, in questa via Reggio
Campi, nei pressi del mobilificio ZAVETTIERI, di propriet del citato ZAVETTIERI Mario,
sottoposto a confisca a seguito di misura di prevenzione applicata a questultimo.
Alle ore 10.22, VITALE Domenico, a seguito di richiesta telefonica pervenutagli alle
precedenti h. 10.20 da PASSALACQUA Domenico, comunicava a questultimo il numero di
telefono di compare Gino (3335988681), risultato intestato a SACCA Giovanni:

Prog. 6011 - data e ora: 04/12/2006 10.20.16


Mimmo Con Miommo Vitale - nr. interlocutore: +393395736198 - intestato a: VITALE
DOMENICO
SINTESI
Mimmo con Mimmo Vitale a cui gli chiede il numero di compare Gino, che lo deve
rintracciare, Mimmo Vitale gli dice che sta nel telefonino, si risentiranno dopo.

Prog. 6012 - data e ora: 04/12/2006 10.22.06


Mimmo con Mimmo Vitale - nr. interlocutore: +393395736198 - intestato a: VITALE
DOMENICO
SINTESI
Mimmo con Mimmo Vitale il quale gli detta il numero 3335988681 (numero di compare
Gino intestato a Sacc Giorgio)

Il servizio di osservazione, predisposto allindirizzo di BUDA Pasquale e PASSALAQUA


Domenico, permetteva di accertare che gli stessi, giunti a Reggio Calabria, nei pressi del
mobilificio di ZAVETTIERI Mario, non riscontrando la presenza di questultimo, si portavano,
successivamente, in localit Pellaro di Reggio Calabria, presso labitazione dello stesso, ove
permanevano sino alle ore 11.30 circa.
(vds. all. nr. 221)

Durante il tragitto, da Villa San Giovanni a Reggio Calabria, PASSALACQUA Domenico e


BUDA Pasquale intrattenevano allinterno dellautovettura, una conversazione molto interessante,
circa gli equilibri mafiosi della citt di Reggio Calabria, con particolare riferimento allarea
aspromontana, laddove il BUDA Pasquale non riteneva idoneo IMERTI Antonino [n. il
01.10.1950], a rivestire il ruolo di Capo Societ del Locale di Fiumara di Muro (RC).
Tali fatti sono stati commentati allinizio del presente capitolo.

(vds. all. nr. 5 gi menzionato)

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 464
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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

BUDA Pasquale e PASSALACQUA Domenico, dopo aver terminato lincontro con


ZAVETTIERI Mario, ritornavano a Villa San Govanni. Durante il percorso, il PASSALACQUA,
in un primo momento tentava di comunicare con Gino, ovvero SACCA Giorgio, ma
questultimo non rispondeva al telefono, successivamente commentava con il proprio interlocutore
lesito dellincontro avuto con ZAVETTIERI, laddove gli stessi avevano stabilito che il FAVARA
avrebbe dovuto saldare il debito.
Le due conversazioni, in sintesi, avvenivano come segue:

Prog. 681 ore 10.25

SINTESI
Mimmo parla al cellulare con Roberto e gli dice di trovarsi a Pellaro e poi dice a Pasquale
che doveva fare la riunione con tutti gli operai. Poi Mimmo dice che il telefono di Gino sta
suonando e Pasquale dice che forse l'uomo non risponde in quanto conosce il numero. Poi cade la
linea.

Prog. 684 ore 11.31

SINTESI
Pasquale Buda con Mimmo Passalacqua fanno cenno a Gianluca ed a un litigio che lo ha
coinvolto. Poi Mimmo parla al telefonino e dice all'interlcutore che lo chiama pi tardi. Quindi
continuano a parlare di Gianluca. Mimmo gli dice che si deve raccomandare con Gianluca e dirgli
di non parlare pi di queste cose e lui (Gino) non deve parlare di Gianluca. Pasquale nomina Gino
Sacc, ossia il soggetto con cui Gianluca ha avuto l'alterco. Continua a parlare lamentandosi del
comportamento di Gianluca. Poi Pasquale dice che ha conosciuto Gianluca in un incontro con
Massimo Celini ed altri e uno gli ha detto che Gianluca era un poco leggero e facilone. Mimmo
dice che anche compare Mario( ZAVETTIERI) non si doveva permettere e Pasquale dice che
Gianluca gli ha detto che avrebbero dati i soldi a compare Mario, parlano di 2000 euro. Mimmo
dice che Mario doveva risolvere prima la questione. Mimmo dice che se andranno a estinguere il
debito con Gianluca e questo dovesse lamentarsi ("fiatare") gli devono dire che lui ha chiuso con
loro e vuole dire che non ha capito nulla. Poi Mimmo gli dice di accompagnarlo a prendersi l'auto a
casa. Poi si salutano e rimangono che si vedranno pi tardi.

Lo scontro tra SACCA Giorgio e FAVARA Gianluca veniva commentato, anche in data 20
dicembre 2006, allinterno dellautovettura di BARBIERI Domenico, tra questultimo e BUDA
Pasquale. In tale contesto, il BUDA faceva allinterlocutore un resoconto molto dettagliato circa
lintera problematica, in cui emergeva che, in caso di mancato interessamento della cosca,
sicuramente gli eventi avrebbero potuto degenerare in fatti molto pi gravi.
(vds. all. nr.61, gi menzionato)
La vicenda, aveva coinvolto i maggiori esponenti criminali della provincia di Reggio
Calabria, tant che in data 6 dicembre 2006, ALVARO Cosimo, allinterno della propria
abitazione commentava la circostanza, unitamente a PALERMO Rocco , in precedenza
generalizzato, e VITALE Stefano [ nato a Santo Stefano DAspromonte il 3.11.1959], autista a e
uomo di fuducia di MUSOLINO Rocco [01.03.1927], precisando che nella vicenda era
direttamente interessato ZAVETTIERI Mario, e che la stessa avrebbe avuto sicuramente un seguito
molto pi grave, se non fosse subentrato Natale, identificato in BUDA Natale. In realt un ruolo
determinate, cos come emerge dai fatti innazi evidenziati, era stato assunto da BUDA Pasquale,
fratello del citato Natale.

In relazione alle vicende, menzionate nelle pagine precedenti, appare evidente che il
FAVARA sia organicamente inserito in contesti criminali di natura mafiosa, anche con compiti di
collegamento tra le organizzazioni criminali di Reggio Calabria e quelle egemoni nella piana di
Gioia Tauro. Infatti, in data 25 ottobre 2006, il FAVARA pilotava un incontro tra BUDA Pasquale

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


Memoria del Pubblico Ministero relativa al rito abbreviato CONDELLO Demetrio + 17
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e CELINI Massimo [nato a Rosarno il 9 febbraio 1967, noto esponente mafioso di Rosarno],
pregiudicato per associazione per delinquerre di tipo mafioso, omicidio, nonch delitti contro il
patrimonio. Dal contesto delle conversazioni registrate nella suddetta data, emergeva che CELINI
Massimo, nella mattinata del 25 ottobre 2006, alle ore 09.17, attraverso la propria utenza cellulare
(3339322037) contattava FAVARA Gianluca sul numero di cellulare nr. 338/4964443,
chiedendogli, un incontro, con urgenza, con la persona anziana , che attraverso lanalisi delle
intercettazioni telefoniche, nonch dai servizi di osservazione, veniva identificato in BUDA
Pasquale. La natura delle conversazioni faceva pressuppore che il CELINI aveva limminente
necessit dincontrarsi con il BUDA, al quale doveva rappresentare fatti molto importanti, non
relazionabili telefonicamente, quindi, sicuramente, di carattere criminale.

Dal contenuto delle successive conversazioni, registrate sullutenza del FAVARA, si aveva
modo di individuare, senza alcun dubbio, che la persona, con la quale il CELINI aveva necessit
dincontrarsi, sidentificava in BUDA Pasquale, atteso che il FAVARA, alle ore 13.36 dal proprio
cellulare componeva lutenza nr. 338/8213592, in uso al citato BUDA, risultata non raggiungibile.
Alle successive h. 13.36, contattava lutenza nr. 348/3688290, in uso a BUDA Natale e
riferiva a questultimo di avere necessit di parlare, al pi presto, con il fratello (BUDA Pasquale),
in quanto non raggiungibile sullutenza tim:

Progr. 6387 del 25.10.2006 delle ore 13.38.22


Gianluca con Buda Natale - nr. interlocutore: +393483688290 - intestato a: Buda Natale
SINTESI
Gianluca con Buda Natale al quale dice che sta cercando di rintracciare suo fratello ma non
ci riesce. Buda dice che st lavorando fino alle due. Gianluca chiede a Natale se pu chiamare il
fratello perch lui non ha il numero Tre se gli pu dire di chiamarlo perch deve dirgli una parola.
Natale chiede a Gianluca quando si vedono pomeriggio e Gianluca dice che si sentono pomeriggio
perch impegnato e stasera non pu andare. Natale dice che il fratello alle due a casa e Gianluca
dice che deve fare in modo di lasciargli un'ambasciata perch il numero tim chiuso e di dirgli
quando arriva a casa di chiamarlo.

Alle successive h. 14.14, FAVARA Gianluca contattava CELINI Massimo sullutenza


cellulare nr. 333/9322037, al quale riferire di non essere riuscito a parlare con linteressato,
comunque invitava lo stesso a recarsi a Reggio Calabria, in quanto aveva attivato in tal senso il
fratello, ovvero BUDA Natale.

Effettivamente il CELINI Massimo, come emergeva dalle seguenti conversazioni


telefoniche, giungeva a Reggio Calabria alle ore 14.30, recandosi, successivamente, unitamente al
FAVARA, presso labitazione di VARDE Michele [n.17.04.1986], cugino del FAVARA, studente
universitario, pi volte notato, nel corso dei servizi di osservazione, in compagnia di questultimo.
Presso labitazione dello stesso, in effetti, avveniva, successivamente, lincontro tra il BUDA
Pasquale, FAVARA Gianluca e CELINI Massimo, cos come documentato dal servizio di
osservazione.

Alle ore 14.45 successive, il FAVARA, sempre attraverso la propria utenza telefonica,
effettuava una telefonata diretta al cellulare contradistinto dal numero 349/7369501, intestato a tale
MANGANARO Carmelo [nato a Reggio Calabria il 27 marzo 1957], al quale chiedeva notizie di
BUDA Pasquale. Linterlocutore riferiva che gli avrebbe dato al pi presto notizie.

In effetti, dopo tre minuti (h.14.48), il MANGANARO telefonava al FAVARA, al quale


riferiva di non essere riuscito a contattare il BUDA.

Solo alle ore 14.52, FAVARA riusciva a contattare BUDA Pasquale, al quale rapprsentava
lurgenza dellincontro, richiesto dal proprio paesano, fissando lappuntamento in questa via
Cardinale Portanova:

Prog. 6417 - data e ora: 25/10/2006 14.52.10

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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Gianluca con Pasquale - nr. interlocutore: +393388213592 - intestato a: Buda Pasquale


SINTESI
Gianluca con Pasquale al quale dice che tanto che cerca di rintracciarlo. Poi Gianluca
chiede a Pasquale se a casa e Pasquale dice di si. Gianluca dice se si ricorda che hanno visto quel
ragazzo col paesano suo e il cugino di Buda e Pasquale dice di si. Gianluca dice che sta venendo
questo ragazzo per parlare urgente con lui. Pasquale dice che ha smontato e si voleva riposare.
Gianluca dice che questo ragazzo st venendo da gioia e voleva parlare con lui (una terza persona)
e Gianluca gli ha detto di parlare con Pasquale cos gli dice lui come si deve comportare. Pasquale
dice se si possono vedere per le cinque e Gianluca dice che il ragazzo partito. Gianluca dice se
possono aspettarlo a Cardinale Portanova appena pronto oppure lo raggiungono. Pasquale dice
che appena pronto li raggiunge.

Lincontro, tra i due, avveniva alle ore 15.49 circa, atteso che gli stessi fissavano un
appuntamento, sempre in via Cardinale Portanova, nei pressi della sede del Consiglio Regionale.

Si precisa che in occasione di tale incontro, veniva predisposto un servizio di osservazione,


che consentiva di verificare lincontro tra i soggetti innanzi citati, atteso che alle ore 15.58, nella
traversa privata di via Cardinale Portanova, ove in quel periodo dimorava VARDE Carmelo,
segnatamente in prossimit del locale denominato lOsteria del Borgo Antico, veniva notata in
sosta la Fiat Marea Week End di colore blu targata AS425TS165, in uso a BUDA Pasquale.
Questultimo veniva notato uscire, dalla citata traversa, a bordo della suddetta autovettura, alle ore
16.30 successive. Dopo 20 minuti, segnatamente alle ore 16.50, sempre dalla stessa traversa,
veniva notato FAVARA Giuanluca, in compagnia di un giovane dallapparente et di 30/35 anni,
salire a bordo di unautovettura Fiat/Punto, targata DB250KL, intestata al citato CELINI Massimo.
Lautovettura, condotta dal soggetto in compagnia del FAVARA, che in relazione ai dati
menzionati in precedenza sidentificava nel suddetto CELINI, si allontanava in direzione viale
Amendola.
Si precisa che, nel corso dellincontro, veniva notato transitare, in due occasioni, ALVARO
Cosimo a bordo di unautovettura Volkswagen Golf di colore grigio scuro, targata AC484LS,
condotta da un giovane, non meglio identificato.
(vds. all nr.222)

Sebbene non fosse stato possibile comprendere, il motivo per il quale il CELINI aveva
richiesto dincontrare BUDA Pasquale, si percepiva, chiaramente, che lincontro era dovuto a fatti
prettamente criminali, laddove lurgenza era dettata dalla necessit dinformare il BUDA, e
verosimilmente lorganizzazione criminale di riferimento, di un evento oltremodo significativo, di
cui questultimo doveva essere, nellambito della logica criminale, messo a conoscenza. CELINI
Massimo, una delle figure pi rappresentative della criminalit organizzata della Piana di Gioia
Tauro, essendo legato alla famiglia mafiosa denominata PESCE, tant che il BUDA Pasquale,
nel corso della conversazione tra presenti, intrattenuta con PASSALACQUA Domenico, in data 4
dicembre 2006, allorquando rientravano dallincontro avuto con ZAVETTIERI Mario, riferiva di
aver conosciuto il FAVARA attraverso CELINI Massimo.
Ritornando allincontro del 25 ottobre 2006, si precisa, sebbene non sia stato possibile
acquisire concreti elementi di collegamento, che nella stessa serata, in Reggio Calabria, in via
Melacrin, allaltezza del civico 35, veniva fatto segno da colpi di arma da fuoco TRIPODI
Antonino [nato a Reggio di Calabria il 03 novembre 54, ivi residente, coniugato, architetto presso
lufficio pianificazione della provincia di Reggio Calabria]. Lo stesso decedeva, successivamente,
presso il locale Ospedale Civile, ove era stato condotto nelle immediatezze dei fatti, a seguito delle
ferite riportate.
E importante sottolineare che tutti i colloqui censurati tra BUDA Pasquale e FAVARA
Gianluca hanno, come oggetto, fatti di natura criminale.
I loro riferimenti, anche se di carattere narrativo, sono comunque significativi di una
concreta e aderente appartenenza a strutture mafiose, tant che le conversazioni in esame,
rientrano nellambito di un pi ampio contesto, laddove i due, sono perfettamente a conoscenza

165 AS425TS: Autovettura Fiat Marea Week End di colore blu intestata a LICANDRO Vincenza nata a Fiumara di
Muro (RC) il 01.08.1964, ivi residente in via Caserta 2/A.

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della loro reciproca appartenenza a sodalizi mafiosi, potendo rappresentare fatti di connotazione
criminale.
Significativa in tal senso, risultata la conversazione nr. 2128 del 4.02.2007, allorquando il
FAVARA, rappresentava allinterlocutore alcuni fatti connessi ad uno scontro avuto tra
lorganizzazione criminale di Rosarno, in particolare tra la famiglia CACCIOLA e quella
SANTAITI, egemoni in Seminara. Sebbene il complesso del discorso non evidenziava circostanze
di natura penale, comunque era significativa, per la dimostrazione dello schieramento mafioso,
atteso che lo scontro scaturiva dal fatto che uno dei soggetti era stato chiamato figlio dinfame,
poich, a dire del FAVARA, questi, in carcere, aveva lasciato dichiarazioni sul conto di altri
soggetti.
Dal complesso del discorso si intuiva che il riferimento era diretto al SANTAITI,
collaboratore di giustizia.
(vds. all. nr.223)

Altrettanto importante la conversazione registrata in data 21.04.2007, tra BUDA Pasquale


e FAVARA Gianluca, circa un contrasto sorto tra alcuni soggetti aderenti ad organizzazioni
mafiose, detenuti, per il quale il BUDA aveva rappresentato il tutto a LIBRI Pasquale, attraverso
delle notizie veicolate da tale Luigi non meglio generalizzato :

CONVERSAZIONE REGISTRATA AL PROG. 5086 DEL 21.04.2007, ORE 11.47.41


CON APPARECCHIATURA SIO
LEGENDA:

BUDA P.: = BUDA PASQUALE;


FAVARA G.: = FAVARA GIANLUCA.

...L'AUTOVETTURA RISULTA ESSERE FERMA, SI SENTONO LE VOCI IN


LONTANANZA DI FAVARA GIANLUCA, BUDA PASQUALE E ALTRO UOMO CHE
CHIAMANO COMPARE SANTO... ALLE ORE [Link], SALGONO A BORDO: BUDA
PASQUALE E FAVARA GIANLUCA, L'AUTOVETTURA SI METTE IN MOVIMENTO, LA
CONVERSAZIONE INTERCORSA TRA DI LORO, VIENE COSI' DI SEGUITO
TRASCRITTA:
BUDA P.: ...CICCIO CUSONE suo fratello... gli ha tagliato la faccia a uno nel carcere!!...

FAVARA G.: il fratello?...

BUDA P.: il fratello gliel'ha tagliata a un altro... a un giovanotto di loro... dei


LIBRI... quello ha combattuto... poi gli hanno "tirato" a suo fratello la nel carcere... ah... era per
terra, gli ha tirato un calcio... MELO MURINA gli ha tirato a suo fratello, gli ha dato un calcio
nelle labbra... e COSIMO MOSCHERA si buttato... e MELO MURINA, mentre che cadeva per
terra, a preso e gli ha tirato un calcio nelle labbra a suo fratello...e il cognato di suo fratello venuto
da noi...
FAVARA G.: ...lo sapete che ha fatto questo qua?... ...inc... la roba l'ha presa tutta lui...
parola d'onore gli ho detto io...
BUDA P.: dove... vi devo accompagnare la fuori?...
FAVARA G.: no, passate qua dove c' CESARE senza...
BUDA P.: e da CESARE devo andare pure io...
FAVARA G.: che gli ho detto di venirmi a prendere la... lo sapete chi si comporta
bene? CARMELO MURINA!!...
BUDA P.: un bravo ragazzo... ...inc... ha il "Sangiovanni" con VINCENZO ZITO...
FAVARA G.: ...inc... niente... poi suo cognato ha mandato un imbasciata...
BUDA P.: no... non avete visto LUIGI!!... io gli ho riferito un imbasciata per recapitarla a
compare PASQUALE, mi avete fatto fare una mala figura perch non andate nemmeno a
portargliela... noo... giocano un pochettino sporco loro... sono perduti quelli avete capito!! e
vengono solo per fare soldi e basta!!...
(vds. all. nr. 224)

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Durante le citate conversazioni, non sono mancati i riferimenti a soggetti appartenenti a


sodalizi criminali di altre aree. Significativa risultata la conversazione nr. 5523 del 12.05.2007,
allorquando BUDA Pasquale, FAVARA Ginaluca ed un soggetto a nome Nino, non meglio
indicato che, trovandosi in Marina di Gioiosa Jonica, parlavano della potente famiglia mafiosa
degli AQUINO, egemone nellarea di Siderno e Gioiosa Jonica.
(vds. all. nr. 225)

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LA FIGURA DI ALVARO COSIMO ED IL CONTESTO GENERALE DELLINDAGINE


SVILUPPATA NEI CONFRONTI DELLO STESSO.

Come gi evidenziato nelle pagine precedenti, un ruolo fondamentale, nellambito del


presente procedimento penale, stato assunto da ALVARO Cosimo, soggetto di elevata caratura
criminale, che ha prescelto la citt di Reggio Calabria per trascorrere la Sorveglianza Speciale
con divieto di soggiorno in Sinopoli (RC), suo paese dorigine. Figlio di ALVARO Domenico
[nato a Sinopoli il 5.2.1924], questultimo principale protagonista, nellanno 1992, della pax
mafiosa in Reggio Calabria, in ordine al conflitto che aveva avuto inizio nel 1985, tra lo
schieramento CONDELLO IMERTI e quello DE STEFANO TEGANO, ha avuto, a partire
dallet di 19 anni, una progressione di precedenti penali che vanno dal danneggiamento, al
delitto di associazione mafiosa finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti ed armi. Fatto
oggetto, nel tempo, di diverse misure di prevenzione, in data 07.01.2006, appena terminato di
espiare una condanna detentiva, a seguito di notifica del decreto per lottemperanza alla
Sorveglianza Speciale di P.S., per la durata di anni 3 (tre), con obbligo di soggiorno, in virt del
decreto nr.252/92 M.P. emesso in data 20.01.1993, eleggeva domicilio nel comune di Reggio
Calabria. In relazione alle vicende giudiziarie che hanno invece interessato, negli anni, la cosca
ALVARO, basti solo ricordare che esponenti di tale sodalizio sono stati indagati nelle principali
attivit investigative condotte, negli ultimi decenni, dalla Direzione Distrettuale Antimafia di
Reggio Calabria. In ordine alloperazione PRIMA, condotta in data 30.03.1999, possibile
ricordarne una sintetica, ma altrettanto eloquente ricostruzione storica, che ha consacrato
lascesa criminale nel panorama mafioso regionale e nazionale di tale sodalizio. Come altri
gruppi mafiosi operanti in questa provincia, anche gli ALVARO hanno potuto raggiungere
significativi risultati nella gestione mafiosa del territorio, solo dopo aver combattuto, e vinto,
negli anni 60, una cruenta guerra di mafia con la contrapposta fazione dei FILLETI - DE
ANGELIS ORFEO. Le misure di prevenzione, adottate parallelamente ad una serie di
procedimenti penali, permettevano di frenare lattivit dellintero gruppo delinquenziale ed
interrompere la catena dei vari sequestri di persona che si erano susseguiti, in un breve periodo di
tempo, in una zona relativamente ristretta e compresa tra i Comuni di Sinopoli (RC), Cosoleto
(RC) e San Procopio (RC). Nel frattempo, il predomino incontrastato del territorio dorigine ed i
proventi dei numerosi sequestri di persona avevano consentito agli esponenti del clan ALVARO,
fin dai primi anni 80, di accumulare un ingente patrimonio immobiliare che aveva attirato
lattenzione delle forze di polizia. Infatti, con rapporto del 29.11.1983, elaborato dalla
Compagnia Carabinieri di Villa San Giovanni, venivano denunciati diversi esponenti della citata
famiglia, ritenuti responsabili della costituzione di unassociazione mafiosa finalizzata
allaccaparramento di attivit produttive, aziende agricole ed al riciclaggio del denaro
proveniente da tali illecite attivit. Tra i soggetti denunciati ed arrestati, a seguito di
provvedimento cautelare, emesso dallAutorit Giudiziaria, vi erano i principali esponenti del
clan ALVARO. Il relativo procedimento penale evidenziava, tra laltro, gli stretti legami e le
cointeressenze mafiose esistenti tra gli ALVARO e le cosche mafiose operanti in altri centri della
Piana di Gioia Tauro. La stessa pubblica amministrazione locale non rimasta estranea al clima
di intimidazione istaurato da tale gruppo mafioso tant che, nel giugno del 1983, il Comando
Compagnia Carabinieri di Villa San Giovanni rifer alla Procura della Repubblica di Palmi i
risultati delle indagini esperite in merito ad alcuni attentati dinamitardi perpetrati in Sinopoli, nei
mesi precedenti, inquadrabili in un vasto disegno criminoso programmato dalla famiglia
ALVARO ai danni dellallora Sindaco di Sinopoli e di altri consiglieri comunali al fine di
provocarne le dimissioni. Si ritiene che, a partire dal 1985, epoca in cui venne rinnovato il
Consiglio Comunale di Sinopoli, la cosca mafiosa degli ALVARO inizi a condizionare
lamministrazione municipale, compromettendo la libera determinazione dellorgano elettivo ed
il buon andamento dellamministrazione medesima. La riprova dellingerenza criminale, espressa
dalla cosca mafiosa degli ALVARO, emergeva chiaramente allorquando, a conclusione di una
serie di accertamenti anche patrimoniali, il Prefetto di Reggio Calabria, con relazione del
07.05.1997, evidenziava la sussistenza di gravi elementi di compromissione dellattivit
dellAmministrazione Comunale ed una condizione di assoggettamento tale da esigere un
intervento risolutorio da parte dello Stato. I Consigli Comunali dei limitrofi Comuni di Sinopoli
(RC) e di Cosoleto (RC), con rispettivi Decreti del Presidente della Repubblica, emanati

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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PROCURA DELLA REPUBBLICA 470
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l08.09.1997, venivano sciolti, per il constatato collegamento dei componenti delle due
amministrazioni con esponenti inseriti nella locale criminalit organizzata.
Terminata lera dei sequestri di persona, la famiglia ALVARO ed i gruppi familiari
collegati (VIOLI e MACRI) con essa alleati, rivolgevano il proprio interesse verso il pi
proficuo settore del narcotraffico. Infatti, il procedimento penale nr. 90/92 R.G.N.R. D.D.A.,
instaurato dalla Procura Distrettuale di Reggio Calabria permetteva di acclarare lesistenza di
unorganizzazione criminale mafiosa, dedita al traffico di droga nella zona di Sinopoli (RC) e
Seminara (RC), con collegamenti con esponenti mafiosi di questi due Comuni emigrati in
Ventimiglia (IM). Analoghe risultanze investigative emergevano nellambito del procedimento
penale nr. 127/94 R.G.N.R. D.D.A., anchesso gestito dalla Distrettuale di Reggio Calabria,
relativo ad unassociazione di tipo mafioso, dedita al traffico di droga tra la Calabria ed il Nord
Italia, che vedeva tra gli imputati proprio ALVARO Cosimo cl. 64.
La figura di questultimo, quale soggetto inserito nellambito delle dinamiche criminali
attenzionate nel corso della presente indagine, nel comprensorio di Reggio Calabria, emergeva
attraverso lattivit tecnica sviluppata nei confronti di FAVARA Gianluca, in precedenza
generalizzato, poich, a partire dal 15 aprile 2006, sullutenza telefonica in uso a questultimo
(338/4964443), venivano censurate una serie di conversazioni, da parte di un soggetto,
successivamente identificato nellALVARO, in partenza da alcune cabine telefoniche della citt,
nel corso delle quali venivano stabiliti degli appuntamenti con linterlocutore, presso una cabina
telefonica, sita vicino alla gelateria Cesare, ubicata su questo lungomare, definita nel corso dei
dialoghi, quale il proprio ufficio. Latteggiamento, mantenuto dallALVARO, circa i contatti
telefonici, attraverso cabine pubbliche, faceva concretamente supporre che lo stesso intendeva
mantenere nascosta la propria identit; infatti, il contenuto, in sintesi, delle seguenti
conversazioni, sintomatico di tale comportamento:

a) Data: 15/04/2006
Ora: 09:08
Numero monitorato: 338/4964443
Numero chiamante: 0965/892814 (posto telefonico pubblico di via Vittorio Emanuele
Reggio Calabria).
Sintesi.
Gianluca con uomo:
Uomo dice a Gianluca di averlo chiamato anche ieri. A quel punto Gianluca chiede al
proprio interlocutore se vuole il caff e gli chiede dove si trova. L'uomo dice di trovarsi accanto ad
una cabina telefonica situata nei pressi della gelateria denominata "Cesare". Anche Gianluca dice
di trovarsi da "Cesare".

b) Data: 21/04/2006
Ora: 10:30
Numero monitorato: 338/4964443
Numero chiamante: 0965/892814 (posto telefonico pubblico di via Vittorio Emanuele
Reggio Calabria)
Sintesi.
Gianluca con uomo:
Gianluca dice di trovarsi in via Marina e chiede al proprio interlocutore dove si trova.
Questi riferisce di trovarsi "in ufficio", accanto la cabina telefonica nei pressi della gelateria
denominata "Cesare". A quel punto i due si accordano per incontrarsi..

c) Data: 23/04/2006
Ora: 09:43
Numero monitorato: 338/4964443
Numero chiamante: 0965/892814 (posto telefonico pubblico di via Vittorio Emanuele
Reggio Calabria).
Sintesi.
Uomo con Gianluca:
L'uomo chiede a Gianluca dove si trova. Questi risponde che sta per arrivare..

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d) Data: 25/04/2006
Ora: 11:11
Numero monitorato: 338/4964443
Numero chiamante: 0965/895344 (posto telefonico pubblico di via Roma Reggio
Calabria).
Sintesi.
Gianluca con uomo:
L'uomo chiede a Gianluca dove si trova; questi risponde che sta rientrando "verso l,
verso l'ufficio". A questo punto l'uomo dice che possono incontrarsi per prendere un caff
insieme. Gianluca dice che arriver tra un quarto d'ora..

e) Data: 25/04/2006
Ora: 14:37
Numero monitorato : 338/4964443
Numero chiamante : 0965/590166 (posto telefonico pubblico di viale Calabria Reggio
Calabria).
Sintesi.
Uomo con Gianluca:
Uomo chiede a Gianluca se pu andare a casa sua. Gianluca risponde di si. L'uomo gli
chiede se verr con la stessa macchina con cui andato la mattina. Gianluca risponde di s,
aggiungendo che ci impiegher dieci minuti..

f) Data: 27/04/2006
Ora: 11:04
Numero monitorato : 338/4964443
Numero chiamante : 0965/892814 (posto telefonico pubblico di via Vittorio Emanuele
Reggio Calabria).
Sintesi.
Gianluca con uomo:
Uomo dice di trovarsi "all'ufficio". Gianluca risponde che si trova al suo paese. L'uomo
gli chiede se va tutto bene e Gianluca dice che ci sta andando adesso (dai Carabinieri) e che si
vedranno nel pomeriggio..

Durante lintero percorso investigativo stato possibile accertare che lALVARO,


costantemente accompagnato, durante gli spostamenti, da BUETI Natale [nato a Paola (CS)
l01.01.1953, residente a Reggio Calabria in Via Modena nr. 44] e PALERMO Rocco [nato a
San Procopio (RC) il 25.06.1961, ivi residente in Rione Bovi nr.6, di fatto domiciliato a Reggio
Calabria in Vicolo Ferruccio nr.32], acquisiva la gestione di importanti strutture economiche,
anche mediante la fattiva collaborazione dello stesso PALERMO, questultimo adeguatamente
supportato, nel corso delle elezioni amministrative del maggio 2007, tanto da essere eletto
Sindaco di San Procopio. Una commistione politico-mafiosa, allinterno della quale, si sono
registrati anche una serie di reati, sintomatici di una presenza pressante di gruppi mafiosi
allinterno dellAmministrazione Comunale di quel centro.

Fatta questa premessa, necessaria per contestualizzare la figura dellALVARO, si passer,


di seguito, allanalisi dei dati acquisiti, mediante lattivit tecnica, eseguita attraverso la censura
delle conversazioni intercorse sugli apparati telefonici in uso allo stesso, nonch ai soggetti a lui
collegati e cio PALERMO Rocco e BUETI Natale; di quelle registrate allinterno delle
autovetture in uso a PALERMO Rocco e a BUETI Natale; nonch delle discussioni registrate
allinterno dellabitazione di ALVARO Cosimo e della casa di riposo Villa Speranza, acquisita
dallALVARO, ove lo stesso trascorreva, a decorrere dal mese di gennaio 2007, buona parte
della giornata.
Lanalisi dei dati acquisiti permetteva di delineare una serie di attivit illegali, gestite ed
organizzate dallo stesso, improntate sui parametri dei delitti mafiosi che gli hanno permesso di
operare nel capoluogo senza, comunque, entrare in conflitto con i sodalizi operanti nella citt. Si
ricorda che il ruolo riconosciuto ad ALVARO Domenico, padre dellodierno indagato, emergeva
anche nel corso della presente indagine, laddove i componenti della famiglia ROSMINI,

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esprimevano in pi occasioni lattesa della scarcerazione di questultimo, per decidere i nuovi


assetti criminali della citt. E evidente che tale riconoscenza incideva, ineluttabilmente, anche
sulla figura di ALVARO Cosimo, inseritosi, quindi, nelle attivit criminali della citt.
Limpegno investigativo, ha consentito di verificare e cristallizzare la figura di ALVARO
Cosimo, sebbene lo stesso abbia sempre mantenuto un atteggiamento prudenziale, espresso in
talune circostanze anche con soggetti di massima fiducia. Basti pensare che, in data 20 settembre
2006, mentre si trovava allinterno dellautovettura di BUETI Natale, raccomandava a
questultimo di non chiamarlo telefonicamente, fissando un appuntamento con lo stesso, presso il
distributore del cugino CONDELLO Giuseppe [nato a Sinopoli (RC) il 04.08.1964, residente a S.
Eufemia dAspromonte in [Link] Muraglio nr.41], sito in questo viale Amendola nr. 27, oppure in
unaltra localit non meglio specificata: inc alle dieci dove vuoi che ci vediamo al
distributore o ci vediamo l sopra... niente telefonate e ne niente....
Il distributore in esame costituiva uno dei punti di riferimento dellindagato, il cui
titolare, in precedenza generalizzato, in diverse occasioni veniva indicato dallALVARO quale
cugino.
Dalle attivit di censura, emergeva che lALVARO dava spesso appuntamento ai propri
interlocutori presso il distributore in questione, indicandolo appunto come quello di suo cugino.
Anche lattivit tecnica, operata allindirizzo di altri personaggi, comunque gravitanti nellorbita
dellALVARO e a lui direttamente riconducibili, faceva emergere come gli stessi fossero anchessi
soliti riferirsi al suddetto distributore indicandolo, a volte, persino come il distributore di Cosimo
ALVARO.
In relazione a quanto fin qui esposto, si precisa che, in data 02 novembre 2006, ALVARO
Cosimo, alle ore 07.50, dopo essere stato prelevato, sotto casa sua, sita in questa via Portanova, da
tre soggetti, viaggianti a bordo di unautovettura Volkswagen Golf, targata AC484LS, di propriet
di ESPOSITO Rocco [nato a Palmi (RC) il 29.03.1980, residente a Sinopoli (RC) in via XXV
Aprile nr.13] ed avere fatto alcuni spostamenti in citt, tra cui una sosta presso il locale Comando
Provinciale dei Carabinieri, dove lo stesso si recava per apporre le prescritte firme settimanali, alle
ore 08.40 si faceva accompagnare presso il citato distributore di benzina.
In tale localit, alle ore 08.48, veniva prelevato da unautovettura Volkswagen Passat,
targata BT869AF, risultata intestata ad ALVARO Grazia [nata a Palmi (RC) il 16.06.1977,
residente a SantEufemia dAspromonte in via Muraglio nr.27], condotta da un uomo, venendo
accompagnato, prima presso la Questura e successivamente presso il Comando Provinciale dei
Carabinieri, da dove usciva alle ore 10.25, veniva prelevato da unautovettura Alfa 147, targata
CV105NR, condotta da un ragazzo di anni 25.30, intestata a BIZZINTINO Cosimo [nato a
Taurianova (RC) il 17.11.1977, residente a Sinopoli (RC) in via Cavour nr.5].
Con lo stesso restava sino alle ore 10.35, quando veniva accompagnato, nuovamente,
presso la stazione di servizio Esso. In tale localit si recava, nuovamente lautovettura Golf
innanzi descritta, con a bordo sempre le stesse persone, con le qualisi allontanava lALVARO.
(vds. all. nr. 226)

Non sono mancati, inoltre, nel corso dellattivit investigativa, i riferimenti ad un oculato
uso del telefono, tant che in data 22 settembre 2006, mentre si trovava a bordo dellautovettura
del BUETI, veniva intercettata una conversazione, nella quale emergeva che lALVARO, in
possesso di unaltra utenza telefonica, per mantenere contatti con altri sodali, non dava
allinterlocutore la scheda che questultimo gli aveva richiesto per fare una telefonata, poich,
nellipotesi di essere intercettato, il numero dellutenza sarebbe stato, immancabilmente,
individuato.
(vds. all. nr. 227)

Sul punto insistono diverse conversazioni, attestanti la necessit di reperire ulteriori


utenze telefoniche, anche mediante laiuto della sorella, identificata in ALVARO Angela [nata a
Sinopoli (RC) il 18.04.1963, ivi residente Vio II Conturella nr. 9]. Infatti, in data 20.03.2007,
alle ore 20.41, nel dialogare con un soggetto a nome Rocco, non meglio identificato, chiedeva
a questultimo di mandare dalla sorella il fratello Antonio, per farsi dare una nuova scheda
telefonica: ... Rocco! lo sai che fai? mandi ad Antonio...gli devi dire che mia sorella Angela gli
deve dare un numero di telefono...manda Antonio per domani! lo mandi a prenderselo...inc...se
lo tiene lui, hai capito.

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(vds. all. nr. 228)

Gli atteggiamenti precauzionali mantenuti dallALVARO costituivano motivo di


oggettiva riflessione, circa le potenzialit criminali espresse dallo stesso. In tale contesto,
venivano registrate le seguenti conversazioni, basate, essenzialmente, su incontri di persona;
infatti, il 14 ottobre 2006, ALVARO Cosimo, dopo essere stato prelevato dal BUETI Natale, alle
ore 09.40 si portava in questa localit Croce Valanidi, ove si fermava nel piazzale antistante un
deposito di propriet di FAVARA Gianluca. In tale localit, unitamente al BUETI, iniziava a
dialogare con il FAVARA, che restava sino alle ore 09.51. La dinamicit dei fatti faceva
concretamente supporre che lincontro, durato pochi minuti, era connesso a dialettiche
rappresentabili solo direttamente, evitando luso del telefono.
(vds. all. nr. 229)

Si sottolinea che nella stessa mattinata, lALVARO, mentre si trovava allinterno


dellautovettura del BUETI, alle ore 09.12, faceva salire allinterno del veicolo una persona, non
meglio identificata, alla quale, dopo essersi presentato, riferiva dinformare Massimo e Nan,
identificati rispettivamente in BEVILACQUA Massimo [nato a Reggio Calabria il 23.02.1977 ed
ivi residente nel Rione Modena Case Popolari Trav IV nr. 7, pluripregiudicato] e MORELLO
Leonardo [nato a Reggio Calabria il 15.12.1971 ed ivi residente in Via Ciccarello Dir. Caprai nr. 5,
pluripregiudicato], entrambi con precedenti specifici in materia di reati contro il patrimonio, di
evitare la consumazione di furti nella zona di Villa Aurora, poich ci sarebbe stata la presenza di
sbirri.
(vds. all. nr. 230)

Anche tale atteggiamento era da considerare inquadrabile nella tenuta di un comportamento


altamente precauzionale, finalizzato a mantenere calma larea in cui dimorava, impedendo allarme
sociale consequenziale allesecuzione di reati contro il patrimonio, che necessariamente richiama la
pressante azione delle Forze di Polizia.
La particolare ermeticit espressa dallALVARO era riscontrabile anche dalla riservatezza
che lo stesso manifestava nei confronti delle persone a cui comunque era particolarmente legato da
vincoli criminali. Infatti, in data 27 Ottobre 2006, si registrava un evento particolarmente
importante, poich, lo stesso ALVARO, nel corso di un colloquio intercorso allinterno della
propria abitazione con BUETI Natale, riferiva di doversi recare a Gallico, poich: devo trovare
uno urgente che gli ha mandato unambasciata.. Il BUETI accompagnava, pertanto, ALVARO, a
bordo della propria autovettura Fiat Stilo, in localit Fiumarine di Catona (RC). Durante il tragitto,
effettuato prima di giungere sul luogo dellincontro, il BUETI chiedeva ad ALVARO se fosse
diretto da Gianluca, successivamente identificato in FAVARA Gianluca, ma questultimo senza
specificare altro rispondeva di no. Giunti a destinazione, lALVARO scendeva dallauto, lasciando
BUETI ad attenderlo a bordo della stessa per circa dieci minuti.
(vds. all. nn. rr. 231 e 232)

Successivamente, i due si allontanavano a bordo del mezzo. Il luogo dellincontro,


attraverso le coordinate GPS, veniva individuato in una zona di campagna caratterizzata dalla
presenza di diversi cantieri edili per la costruzione di edifici per uso abitazione.

Sempre in relazione allopportunit di non utilizzare i telefoni e rimandare i contatti ad


incontri diretti, in data 30 ottobre 2006, si registrava unaltra conversazione, laddove lALVARO
invitava linterlocutore a non usare il telefono e, quindi, allopportunit di andarlo a trovare
direttamente a casa, atteso che Enzo era stato interrogato e, pertanto, si dovevano evitare
eventuali contatti. In relazione a tali affermazioni, si precisa che lEnzo stato identificato in
BARBIERI Vincenzo, in precedenza generalizzato, il cui fratello, Domenico, era stato escusso dai
Carabinieri di Calanna, a seguito di attivazione della locale Sezione Anticrimine, cos come
specificato nellinformativa p.n. datata 23.07.2008, diretta a questa A.G.. La circostanza
sintomatica di un concreto rapporto criminale esistente tra lALVARO ed i fratelli BARBIERI, in
parte gi analizzati nelle pagine precedenti.

Il successivo 02 novembre 2006, allinterno della cucina nellabitazione di ALVARO

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Cosimo, si registrava una conversazione tra questultimo, BUETI Natale ed un soggetto a nome
Leonardo, gi ospite dellALVARO il precedente 28 ottobre 2006. Nel corso della conversazione
(progr. nr. 431 delle ore 21.55), ALVARO chiedeva a Leonardo, ancora una volta, di procuragli
alcuni telefoni cellulari completi di schede telefoniche che non fossero per registrate. Il dialogo,
successivamente era incentrato su fatti pregressi e lALVARO, nella circostanza, raccontava le fasi
della cattura di un latitante, sparato dalle Forze di Polizia e che usava un bunker solo di notte.
(vds. all. nr. 233)

Nellambito dello stesso contesto, inquadrabile la vicenda relativa ad una generale


bonifica che lAVARO, a partire dal 28 marzo 2007, effettuava allinterno degli immobili a lui in
uso, al fine di controllare leventuale presenza di apparecchiature tecniche installate dalle
Forze di Polizia.
Proprio il 28 marzo 2007, infatti, allinterno degli uffici della casa di cura Villa Speranza,
gi, allepoca, essere stata accertata nella piena disponibilit del suddetto ALVARO Cosimo
(progr. nr.945 delle ore 18.11), veniva censurata la presenza dello stesso ALVARO unitamente a
tale Gianluca, identificato successivamente in MORABITO Gianluca [nato a Reggio Calabria il
20.04.1978, ivi residente in via Vecchia Pentimele 44, celibe, imprenditore], incensurato, titolare
della ditta individuale MORABITO Gianluca, ubicata in via Vecchia Pentimele 42, Reggio
Calabria, avente per attivit il Noleggio di altri macchinari e attrezzature N.C.A; nonch
amministratore unico, dal 20.06.2002, della societ GRANDI ALBERGHI S.r.l., con sede in via
Nazionale Pentimele nr. 202, avente per attivit ristorazione, attivit alberghiera e ricreativa. Di
questultima azienda risultano soci: la WELCOMIE R-4VESTMIENT LWTED [Codice fiscale:
97097560581] e CALARCO VNCENZO [Codice fiscale: CLRVCN54R03H2240]. Si evidenzia
che detta societ ha partecipazioni nella societ CRISAUTO - S.r.l., oggetto di indagine da
parte della G.d.F. di Reggio Calabria, in relazione al fallimento della societ CRISAUTO, di cui
si parler in seguito.
Attraverso lascolto delle conversazioni, era possibile accertare che gli stessi,
utilizzando un apparato elettronico, stavano procedendo alla bonifica dei locali; infatti, ad un
certo punto, si sentiva un segnale acustico intermittente, tant che Cosimo ALVARO riferiva:
"Eccola l!". Successivamente, i presenti si intrattenevano in argomentazioni di carattere generico,
riguardanti la gestione della casa di cura e un progetto portati avanti dallALVARO per alcuni
lavori da fare su un terreno di circa 200 mq.
Alle ore 18.19.26, entrambi i soggetti uscivano dalla stanza.
(vds. all. nr. 234)

Allidentificazione del MORABITO si perveniva attraverso la conversazione nr. 17327,


registrata in data 2 maggio 2007, allinterno dellabitazione dellALVARO, nel corso della quale
linterlocutore di questultimo dettava il proprio numero telefonico (348/0544785), risutato
intestato al citato MORABITO Gianluca.
Situazione analoga a quella appena raccontata, si ripeteva in data 30 aprile 2007,
allorquando, allinterno dellabitazione di ALVARO Cosimo, e nello specifico, allinterno della
stanza adibita a salone (progr. nr.23020 delle ore 22.45.28), venivano registrate le voci dell
ALVARO e del MORABITO. Questultimo, nella circostanza, riferiva di avere installato presso
la Questura di Reggio Calabria, alcuni sistemi elettronici, nonch dellesistenza di un sistema in
grado di rilevare la presenza, nelle vicinanze, di apparecchiature per lintercettazione ambientale.
Successivamente, lo stesso (progr. nr.23022 delle ore 22.50) riferiva allALVARO delucidazioni
circa il ruolo che le ditte telefoniche avevano nel fornire servizi di intercettazione, nonch di essere
lui stesso in grado di costruire una microspia per conto dello stesso ALVARO.
(vds. all. nn. rr. 235, 236 e 237)

A partire dal 1 maggio 2007, allinterno dellabitazione dellALVARO, si registrava la


presenza di un soggetto che lo informava della presenza di una telecamera, ubicata a ridosso di un
palo della luce elettrica, indirizzata verso la propria abitazione. Tale affermazione costituiva
oggetto di dialogo per tutta la serata, ed in tale contesto venivano vagliate diverse ipotesi
nonch le modalit di funzionamento della stessa.
(vds. all. nn. rr. 238, 239 e 240)

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Il giorno seguente, ALVARO Cosimo richiedeva lintrevento del MORABITO, il quale ,


nel confermare, presumibilmente, la presenza della telecamera, spiegava a questultimo le
modalit dinstallazione adottate dalle Forze di Polizia, con lausilio di tecnici esterni.
Aggiungeva che il giorno successivo avrebbe fatto un controllo sul luogo in cui era installata
lapparecchiatura, per analizzare il modo di neutralizzarla.
(vds. all. nn. rr. 235 gi menzionato e 241)

Sempre intercorse tra i due soggetti e con contenuti analoghi, risultavano essere le
conversazioni registrate in data 3 maggio 2007, allinterno dellabitazione dellALVARO.
(vds. all. nn. rr. 242 e 243)

Effettivamente la locale Sezione Anticrimine, previa autorizzazione di codesta A.G.,


aveva installato, nei pressi dellabitazione dellALVARO, una telecamera, atta a censurare i
movimenti ed i contatti che questultimo intratteneva con diversi soggetti che quotidianamente si
recavano a fargli visita. Dal 23 aprile 2007, lapparato in questione, iniziava a registrare una
serie di problemi tecnici che, nonostante i diversi tentativi di ripristino, non consentivano
lulteriore attivazione, tant che in data 14 maggio 2007, veniva definitivamente disattivata.
I fatti accaduti destavano particolare allarme in tutto il gruppo, tant che, nel corso di una
conversazione tra presenti, censurata allinterno della casa di riposo Villa Speranza, si
registrava una discussione, intercorsa tra ALVARO Cosimo e PALERMO Rocco, nel corso della
quale questultimo riferiva di avere attinto notizie, presso la Questura di Reggio Calabria, tramite
un poliziotto, a nome Mimmo, che presso quegli uffici investigativi, allepoca non vi era alcuna
attivit investigativa nei confronti dellALVARO.
La conversazione, in sintesi, avveniva come segue:

Il 05 maggio 2007, allinterno degli uffici della casa di cura Villa Speranza, al progr.
nr.3234 delle ore 11.32.26, veniva registrato il seguente brano.

Sintesi
Alle ore 11.35 entrano nell'ufficio sempre le persone indicate al precedente progr. nr.3233.
ALVARO Cosimo chiede i dati alla donna presente nella stanza, la quale dice di chiamarsi
RAPPOCCIO Mariagrazia e detta la propria utenza di casa: 0965/350329. Alle ore 11.37, la donna
saluta e va via. Alle ore 11.41, si sentono dialogare PALERMO Rocco e ALVARO Cosimo, in
merito alla donna che appena andata via. Alle ore 11.43, Rocco chiede a Cosimo quanto sicuro
che sia una telecamera, aggiungendo che non una telecamera, in quanto una terza persona
avrebbe detto che le telecamere stavano su un altro palo ed egli (Rocco) gli avrebbe detto:
"<Mimmo, vedi che a...> inc... gli ho detto io, <non che non c'... inc... che cazzo sta facendo,
non sta facendo niente, non rompe i coglioni a nessuno, per i cazzi suoi, hai visto che persona
seria che , ora solo perch si chiama ALVARO>, gli ho detto io a quello <gli rompe il cazzo,
non mi pare una cosa tanto giusta>, per lui insiste che secondo lui... comunque ora vuole fare
un'altra verifica che non gli pu dire e di dargli uno, due giorni <che io ti dico se effettivamente
c' un interesse specifico di controllo che lui timbra o se un controllo particolare, che c'
qualcosa sotto>, gli ho detto io <Mimmo vedi...>, ha detto che alla Questura... inc... <io che te
lo dico a te, alla Questura avevo gi guardato per vedere se lui (ALVARO) era segnalato e
onestamente alla Questura non c' niente, sanno tutto che ALVARO, per non e che c'
un'indicazione specifica contro questa persona (ALVARO), per quello che il nostro...operato,
poi se ci sono degli organi supremi e non vengono a dirlo a me, non te lo so dire>, comunque ha
detto di dargli 2 giorni di tempo che ci dice preciso come sono le cose o come non sono.". Cosimo
fa capire che aspetter tali notizie. Alle ore 11.47, Rocco chiede a Cosimo se ha saputo qualche
altra cosa, e questi risponde che domani ne sapr di pi..

Il soggetto a nome Mimmo, stato identificato, verosimilmente, in ARDIZZONE


Domenico, nato a Reggio Calabria il 04.03.1955, ivi residente in via Mortara Ravagnese 59,
Agente di P.S. presso la Questura di Reggio Calabria, in diverse occasioni risultato in contatto con
PALERMO Rocco, tramite lutenza telefonica nr. 328/2788130, intestato allo stesso
ARDIZZONE.

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Si precisa che dallascolto dei telefoni operati sullutenza di PALERMO Rocco (nr.
380/3039057), emergeva che i due, la mattina successiva, si incontravano (tel. registrate in data
06.05.2007 alle ore 07.30 e 08.30) per recarsi in una localit non meglio specificata, per motivi
legati, verosimilmente, ad attivit venatorie. Il dato appariva meritevole di annotazione, poich il
PALERMO, nel corso del dialgo intrattenuto con l ALVARO, aveva riferito che entro uno
due giorni, il poliziotto gli avrebbe fatto sapere eventuali notizie.
Fatta tale premessa, necessaria per evidenziare il contesto investigativo, si precisa che a
seguito dei contatti stabiliti tra FAVARA Gianluca e ALVARO Cosimo, la locale Sezione
Anticrimine, di concerto con questa A.G., sviluppava lattivit investigativa nei confronti di
questultimo, anche in considerazione che i due, come evidenziato nella parte relativa agli assetti
criminali della citt di Reggio Calabria e dellarea di Villa San Giovanni unitamente a BUDA
Pasquale, si erano resi responsabili, nel giugno 2006, di unestorisone in danno di TRIPODI
Giuseppe cl. 56, fatti dettagliatamente evidenziati in precedenza.

ATTIVITA INVESTIGATIVA

Le indagini, complessivamente svolte nei confronti dellALVARO, permettevano di


accertare che questultimo, durante il periodo di permanenza in Reggio Calabria, manteneva,
comunque, costanti contatti con soggetti originari della propria zona dorgine, inquadrabili
nellambito delle dialettiche criminali, funzionali alle vicende che man mano si sviluppavano
nellarea di Sinopoli e centri limitrofi. Si precisa, infatti, che lo stesso ALVARO veniva chiamato
in causa anche in occasioni di fatti di sangue di particolare efferatezza, e nei cui contesti
interveniva, formulando ai suoi accoliti numerose imbasciate, cos come sar dettagliatamente
evidenziato nelle pagine successive. Uno dei primi contatti monitorati, significativo per
evidenziare i rapporti relazionali espressi dallo stesso ALVARO, si registrava il 24 luglio 2006,
alle ore 16.52, allorquando questultimo veniva contattato sullutenza 347-5348373 a lui in uso, da
PALAMARA Francesco [nato a Sinopoli il 06.04.1964, ivi residente Via XXV Aprile n.40]. I due
interlocutori prendevano accordi per incontrarsi, poco dopo, presso la gelateria Cesare di Reggio
Calabria. Veniva, pertanto, predisposto, da parte di personale della locale Sezione Anticrimine, un
apposito servizio di osservazione dinamica che consentiva di verificare lincontro tra i due,
raggiunti, in seguito, da BUETI Natale, in precedenza generalizzato. Durante lincontro, sul posto
giungeva anche unautovettura Fiat Panda targata CV453NS, con due persone a bordo, che
scendevano e salutavano lALVARO. Il conducente del veicolo veniva identificato in PAPALIA
Giuseppe [nato a Taurianova il 31.07.1972, residente Sinopoli [Link] Umberto I n.8].
Da successivi accertamenti esperiti da personale di questo Ufficio, emergeva che
PALAMARA Francesco, seppur non annoverando precedenti di natura associativa, fratello dei
pi noti PALAMARA Rocco cl.58, PALAMARA Carmine cl.61 e PALAMARA Antonio
cl.67, esponenti di spicco, inseriti nella struttura criminale ALVARO ed in particolare
nellambito del Locale di Sinopoli. PALAMARA Carmine e PALAMARA Antonio sono stati
colpiti il 30.03.1999 da provvedimento restrittivo, conseguente alloperazione Prima, gestita da
codesta Direzione Distrettuale Antimafia, perch resisi responsabili del delitto di associazione di
tipo mafioso ed altro. PALAMARA Francesco sposato con ALVARO Maria [nata a
Delianuova il 29.11.1968, residente a Sinopoli in via XXV Aprile nr. 40 int. 4] il cui padre,
ALVARO Vincenzo [nato a Sinopoli l01.03.1941] esponente apicale dellomonima famiglia
mafiosa. Questultimo fratello di ALVARO Domenico cl. 1943, alias U Campusantaru e di
ALVARO Antonio cl. 1947, alias U Nolu, entrambi pluripregiudicati ed appartenenti alla
consorteria mafiosa ALVARO. Il fratello, PALAMARA Giovanni [nato a Sinopoli (RC) il
29.08.1973, ivi residente in Traversa Asilo nr.1, ma di fatto domiciliato a Roma in via Largo
Strindberg nr.47], bracciante agricolo, risulta coniugato con ALVARO Rosa [ nata a Sinopoli
(RC) il 05.12.1977], sorella dellindagato ALVARO Cosimo.
Circa i contatti mantenuti con soggetti appartennti allarea di Sinopoli, si segnalano
due conversazioni tra presenti, registrate allinterno dellautovettura di BUETI Natale in data 27
settembre 2006. Nella circostanza, ALVARO Cosimo invitatava il BUETI a fermare la
vettura, in quanto doveva incontrarsi con un suo cugino. Alla richiesta espressa dal BUETI di
partecipare allincontro lALVARO rispondeva che non doveva ritenersi offeso, ma non sapeva
dove il cugino lo avrebbe portato. Nel prosieguo della mattina, il BUETI, incontratosi con

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MAZZITELLI Salvatore, riferiva a questultimo di aver dovuto accompagnare ALVARO


Cosimo da una parte e dallaltra, aggiungendo di averlo lasciato in un posto, dove era dovuto
andare urgentemente per delle ambasciate di paesani suoi. .

(vds. all. nn. rr. 244 e 245)

Inoltre, in data 20 marzo 2007, ALVARO Cosimo, allinterno della propria abitazione
riceveva la visita dei propri zii, ovvero i coniugi MARAFIOTI Domenico [nato a San Procopio
(RC) il 21.05.1934 ivi residente in via Umberto I nr. 25] e CONDEMI Maria Teresa Lidia [nata a
San Procopio (RC) il 15.09.1934].
Gli stessi commentavano con lALVARO una serie di attentati che si erano verificati nella
zona di Sinopoli, ad opera di alcune persone, non menzionate, definite, dagli interlocutori quattro
muccusi. Gli attentati erano stati effettuati, secondo le affermazioni degli stessi, in danno di tale
Scadda menzogna e tale CARBONE, detto Peppe salazzo, identificati rispettivamente in:
- MISITANO Gabriele [ nato a Sinopoli (RC) il 24.10.1963], titolare di un negozio di
abbigliamento, in Sinpoli, in quella via Vittorio Emanuele nr. 85/87, ove, ignoti la notte del
17.03.2007, facevano esplodere un ordigno esplosivo166.

- CARBONE Giuseppe [nato a Sinopoli (RC) il 03.05.1965], titolare di un negozio di


generi alimentari, ubicato in Sinopoli, via XXV Aprile nr. 42, ove ignoti in data 4 marzo 2007
facevano esplodere altro ordigno esplosivo167.

Nel commentare tali fatti, l ALVARO Cosimo riferiva che in mattinata, in questo Viale
Calabria, aveva incontrato MORABITO Domenico, detto Testanera, di seguito generalizzato, il
quale gli aveva riferito che era stato perpetrato anche un ulteriore attentato in danno di Mico u
galioto, identificato in PAPALIA Antonino [nato a Sinopoli (RC) il 08.10.1939]. Sul suo conto
figurano, agli atti dufficio, pregiudizi penali per lesioni personali volontarie, minaccia con pistola,
ingiurie, violazione delle norme urbanistiche ed antisismiche, associazione per delinquere,
detenzione di coltello di genere vietato, false dichiarazioni a P.U., falsit ideologica in atto
pubblico, resistenza a P.U., ricettazione, e tratto in arresto per concorso in sequestro di persona
(sequestro LO FARO).

(vds. all. nr. 246)

Ritornando al contesto generale delle indagini svolte nei confronti dellALVARO, veniva
registrato, in data 23 maggio 2006, un incontro, tra lindagato ed un esponente
dellorganizzazione criminale CONDELLO, identificato in VAZZANA Andrea Carmelo [ nato
a Reggio Calabria l08.10.1969, ivi residente in Via Carmine Archi nr. 11 piano 1]. I due, infatti,
alle ore 11.17 di quel giorno, venivano notati da personale della locale Sezione Anticrimine
conversare tra di loro, per alcuni minuti, in questa Via Antonio Panella, nei pressi del civico 20.

166Dinamica del fatto: in data 17.03.2007, alle ore 00.20 circa, militari di questo Comando a seguito di forte
esplosione provenire da questo centro abitato, effettuavano una perlustrazione delle vie del paese e giunti
nella via Vittorio Emanuele nrr. 85/87 costatavano che era stato danneggiato mediante esplosione di un
ordigno rudimentale il negozio di abbigliamento di proprieta' e gestito da MISITANO Gabriele cl'63. la
deflagrazione ha provocato la rottura della soglia di marmo della vetrina ed inoltre i vetri delle vetrine
nonche' quelli dell'abitazione sua e del fratello a nome MISITANO Ferdinando cl'68, soprastanti il negozio,
risultavano infranti a causa dell'esplosione. nella zona interessata dal reato venivano rinvenuti alcuni
frammenti deformati in plastica e cartone verosimilmente appartenenti all'ordigno esploso che veniva posti
sotto sequestro. Indagini in corso al fine di accertare il movente dell'attentato dinamitardo. danni non saputi
quantificare dal denunciante e non coperto da assicurazione.
167 Dinamica del fatto: in data 04.03.2007, alle ore 06.00 circa, si presentava in questi uffici CARBONE
Giuseppe cl'65, il quale denunciava che ignoti avevano danneggiato mediante esplosione di un ordigno
rudimentale la saracinesca del suo deposito di generi alimentari ubicato alla via XXV Aprile nr. 42 di questo
centro. a seguito di sopralluogo eseguito da militari di questo comando veniva costatato che la serranda era
stata divelta nella parte inferiore dell'angolo sinistro a seguito della deflagrazione. il denunciante riferiva di
non nutrire sospetti su alcuno e di non avere mai ricevuto richieste di pagamento estorsive. Danno non
quantificato e non coperto da assicurazione contro tali eventi.

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VAZZANA Andrea Carmelo sempre stato particolarmente vicino agli interessi e alle dinamiche
relazionali intrecciate dal cugino VAZZANA Francesco cl. 70, nipote di CONDELLO Pasquale
cl.50. Il ruolo di VAZZANA Francesco stato sempre ritenuto di rilievo, nellambito
dellorganizzazione criminale CONDELLO e ci stato ampiamente accertato nel corso di
numerosi procedimenti giudiziari a suo carico, maturati in sentenze di condanna a carico dello
stesso.
Lincontro, come si pu agevolmente notare dallallegata relazione di servizio, avveniva
dopo che lALVARO aveva incontrato il fratello Giuseppe [nato a Sinopoli (RC) il 10.09.1973,
ivi residente Via Conturella nr.5, di fatto domiciliato ad Anoia (RC) in Corso Regina Margherita
nr. 18, coniugato, pregiudicato] ed altre due persone, sicuramente provenienti da Sinopoli, atteso
che gli stessi viaggiavano a bordo di unautovettura Audi A3, targata BP356NX, intestata a
ALVARO Domenico [ nato a Sinopoli (RC) il 28.06.1972, ivi residente in Via Aspromonte
nr.24]. Subito dopo lincontro, lALVARO veniva prelevato da PALERMO Rocco [ nato a San
Procopio (RC) il 25.06.1961], attuale sindaco del Comune di San Procopio che, nel corso
dellintero percorso investigativo, ha svolto, alternandosi con BUETI Natale, le mansioni
dautista allALVARO, ricevendo da questultimo un concreto appoggio politico per le votazioni
amministrative dellanno 2007. Tali fatti saranno successivamente evidenziati.
Al termine dellincontro, lALVARO, unitamente al PALERMO, si recava presso la sede
del Partito Meridionale, essendo questultimo, nellanno 2006, candidato alle elezioni provinciali
con tale schieramento politico.

(vds. all. nr. 247)

Si precisa che in data 16 giugno 2006, ALVARO Cosimo, alle ore 09.55, notato in questa
via Marina in compagnia di FAVARA Gianluca, BUETI Natale ed unaltra persona
successivamente individuata in FOTI Graziano [nato a Sinopoli il giorno 8.09.1974, residente a
SantEufemia dAspromonte], veniva visto, alle ore 10.00 successive, portarsi sempre in via
Panella nr.20, a bordo dellautovettura del BUETI, in compagnia dei suddetti. Nella circostanza
il FAVARA attendeva allinterno del veicolo.

(vds. all. nr. 248)

Appariva tangibile la circostanza che in occasione di visite da parte di soggetti provenienti


da Sinopoli o da centri limitrofi , lALVARO si recava al citato indirizzo, ove lavorava, con la
propria impresa, un congiunto del CONDELLO.
La sequenza di eventi appena riportati, bench non avesse consentito, in alcuni casi, di
addivenire allidentificazione dei soggetti con i quali ALVARO Cosimo si era relazionato nel
corso della mattina, mostrava chiaramente come lincontro, avvenuto tra questultimo e
VAZZANA Andrea Carmelo, non fosse stato di certo casuale.
Sin dagli esiti delle prime attivit tecniche, svolte nei confronti dellALVARO, si aveva
modo di accertare che lo stesso era solito relazionarsi, costantemente, con il suddetto BUETI
Natale, che dal complesso delle indagini, emergeva quale elemento di raccordo, tra il gruppo
criminale capeggiato dallALVARO ed alcuni operatori economici, tra i quali MAZZITELLI
Salvatore [nato a Zambrone (VV) il 3.03.1960, ivi residente, titolare del lido balneare Calajunco,
sito su questo lungomare]. A tal proposito, specie durante le stagioni estive 2006 e 2007, il
suddetto lido balneare stato gestito da ALVARO Cosimo, attraverso la costante presenza, nelle
ore notturne, allinterno della stessa struttura di BUETI Natale che operava, ovviamente, alla
cassa.
(vds. all. nn. rr. 249, 250, 251, 252, 253, 254, 255 e 256)

Accertato il pieno inserimento di BUETI Natale nellambito delle dinamiche criminali,


riconducibili ad ALVARO Cosimo, in data 08 agosto 2006, venivano avviate le operazioni di
intercettazione ambientale, allinterno della Fiat Stilo targata CC 130 AS, in uso allo stesso,
disposte da questa A.G. con decreto nr.1425/06 R.I.T. D.D.A. e seguite, a breve tempo, da
analoghe attivit di censura dellutenza 340-3056915, intestata al suocero ARFUSO Francesco
[nato a Bagnara Calabra (RC) il 22.03.1913, residente a Reggio Calabria in via Modena nr.44], ma

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 479
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in uso al BUETI. Le conseguenti attivit di ascolto permettevano di attualizzare, nel tempo, lo


stretto legame in essere tra questultimo e ALVARO Cosimo.
Una prima importante conversazione, allinterno dellautovettura in questione, veniva
censurata, in data 11 settembre 2006, ed era intercorsa tra ALVARO Cosimo e BUETI Natale,
laddove, questultimo rappresentava di dover recuperare la somma di 50/mila euro, che avrebbe
diviso con lo stesso interlocutore. Pertanto, questultimo chiedeva allALVARO di parlare con
Paolo, poich Giovanni il vecchio non cera. LALVARO consigliava di trovare la persona
giusta per risolvere il problema, ma BUETI affermava che bisognava rivolgersi proprio al Paolo.
Lanalisi degli esiti tecnici, appena riportati, permetteva di identificare, senza alcun dubbio,
i soggetti a nome Paolo e Giovanni, rispettivamente, in SCHIMIZZI Paolo [nato a Reggio Calabria
il 15.03.1976, ivi residente], scomparso per lupara bianca allinizio del mese di settembre 2008 e
TEGANO Giovanni [nato a Reggio Calabria il giorno 8.11.1939, latitante], zio del citato
SCHIMIZZI. La prosecuzione del discorso, sebbene permetteva di accertare che non ci fosse un
contatto diretto tra lALVARO e lo SCHIMIZZI, consentiva di registrare come il BUETI
consigliasse allinterlocutore, atteso che questultimo non conosceva direttamente lo SCHIMIZZI,
di contattare RITO Alberto [nato a Reggio Calabria il 18.02.1969, ivi residente], pregiudicato,
affiliato al gruppo criminale TEGANO, con precedenti specifici di associazione per delinquere di
tipo mafioso. Il BUETI, infatti, nellambito dellorganizzazione criminale in narrativa, collocava la
figura di RITO Alberto, subito dopo quella di SCHIMIZZI, evidenziando, nella circostanza, che
questultimo era colui che tira tutti i fili attualmente. Lidentificazione dei suddetti, inoltre,
scaturiva proprio dalle affermazioni degli interlocutori, i quali, riferivano che il Paolo era, appunto,
il nipote di TEGANO Giovanni e che, nellambito di tale struttura criminale, aveva un peso
determinante, tant che il BUETI precisava che lo SCHIMIZZI era lunico che poteva recarsi a
fare visita allo zio latitante.

Maggiori elementi, sono sicuramente ricavabili dalla lettura della conversazione:

Conversazione registrata al progr. [Link] 113 del 11.09.2006 alle ore 18.09, con apparecchiatura
AREA.

Legenda:
C: Cosimo ALVARO
N: Natale BUETI

INIZIO TRASCRIZIONE INTEGRALE

N: compare il fatto mio non lo vediamo??...ce li dividiamo questi cinquanta mila


euro tutte e due...
C: Eh..
N: ce li dividiamo..
C: ha i soldi..
N: ce li dividiamo..
C: che dividiamo...
N: ce li dividiamo compare non per i soldinon per qualcosa...pigliamo e li
strappiamo...va bene...
C: ah!!! per quello della terra...
N: no quale terra...i coglioni...
C: a quello del coso...come si chiama lui...
N: lo vuoi vedere compare
C: ah
N: lo vuoi vedere...te la vuoi prendere di punta abbiamo il mezzo pure...
C: ...incompreisibile
N: ...incomprensibile...compare mi deve dare cinquantacinquemila euro...
C: a quel minchia...
N: e un minchia...quel mischia...chiamiamo Pauledduchiamiamo Pauleddu visto
che Giovanni non c'...il vecchio...incomprensibile...vedi se lo puoi fare...
C: te la mettano in culo..

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 480
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N: ah..
C: compare le persone...parola donore...mi dovete credere come sonoe sono
tutti...il novantanove per cento...
N: incomprensibile...senza che andiamo a dire le stesse cose...tu sai che li devo
prendere e io so che te li devo dare...giusto...punto...sotto casa mia
C: quale anno non ve l'ha detto...il tremila??...e come facciamo...imprecazione...non
vedete...io ho pure i miei cazzi per la testa...non vedete vi dimenticate di fare le cosema...non
che non mi interessa...per il fatto che...nasce l'occasione trovate quello giusto...
N: vi sto dicendo che questo e quello giusto...
C: compare Natale...compare Natale...voi di me non avete capito niente...allora mi
dispiace se non avete...capito se io capito con la botta...ve lo devo dire bello chiaro...io non mi
voglio permettere di prendervi in giro a voi..per ve lo devo dire una volta per sempre come
sono...io...vi torno a ripetereio...sono un tipo che pure se sto morendo di fame certe volte...non
vado a chiedere la cortesia a uno che non mi piace...capitemi compare...voi mi mandate la a me
N: non vi sto mandado la
C: no...se...ve lo devo dire...se io...si da l'occasionese io si
da...loc...casione...girando...girando si da l'occasione...dici tu ma possono passare altri sei
mesi...pu darsi che passano...ma se iol'occasione mi capitaperch mi capita...anche se non pi
capita oggi...mi capita domanidopodomani...e mi riesce di pizzicare ...ora che sono qua lo
pizzico meglio...lo faccio...allora a posto...altrimenti io che io devo partiredici tu...pippite e
lanterne...non vado...perche se mi dicono una cosa a me ...io poi me la sento forte...non capite come
sono internamente io?...anteriormente io sono proprio combinato male...poi...pipipopo...papa...io
non voglio... di questo punto qua...incomprensibile... non per cambiare discorso...io in questo punto
qua non volevo prendermeli...oh...come cazzo si chiama...impegniperche io non centravo niente
...ne dalla porta e ne dalla finestra...mi hanno messo in mezzo perch si bisticciano...siccome si
bisticciano giustamente mi sono dovuto mettere in mezzo....ma tu che mi dici che gli neghi i soldi
alle persone...quando glieli devi dare per le cose giuste...perch ti senti pi
malandrinono...perch quelli sono pi malandrini di te...poi finite allo "Stono" alle mani...e vi
ammazzate per tremila liresi tratta poi di diecimila euro si tratta...ma perch non glieli devi
dareincomprensibile...allora vieni e glilo dicevi in faccia...voglio vedere se vieni...quando vieni
per diecimila euro e gli pisci...pu darsi che passanoavete capito come sono...questo...questo
...perch questo era la vicino e lo mandavo a chiamare...perch avevo confidenza...a questo brutto
a questo "pilorgio"ma con quello che non ho confidenza...non lo conosco nemmeno....non lo
conosco avete capito...deve capitare l'amico nostro intimo con lui..compare...Paolocompare
Pasquale...anche perch questo qua compare...sar che forse pi piccolo...e non mi
conosce...giusto...o no...
N: si
C: io nemmeno so sche tipo ... se biancose rossose giallo...l'altro giorno
abbiao parlato e voi mi avete d...incomprensibilemi avete detto che...voi pensavate che...e
invece non cos
N: no qua ...per questo vi ho detto io...abbiamo
C: e come cazzo ai non mi capitato...a botta
N: ad Alberto Rito......lo comandae gli fa fare....incomprensibile...un coso di
questo...perch una potenza...tira lui...siccome Giovanni Tegano non c...lui tira tutti i fili in
questo periodo...avete capito...
C: hocapito...
N: ha in mano tutto...
C: ho capito...
N: oh...e lui
C: suo nipote...no
N: suo nipotee comanda
C: e come cazzo...
N: e comanda pure pi dei SOTTILI di questi qua una potenza...questo muc... di
una inteliggenza ed una persona
C: incomprensibile...
N: giuro in gamba... in gambaproprio in gamba...propio in gamba...
C: ragazzo no...

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N: ragazzo...eh...e lui ha fatto tutti questi gazzebbi uno ch molto sentito ad


Archi... il nipote.
C: certo
N: il nipote...e fa tutti i cazzi lui ...a in mano tutto lui...non so se rendo l'idea...
C: e ragazzo trentanni ha...no...
N: si una cosa del genere trentadue trentacinque...non lo so...tanto ragazo non ...non
tanto ragazzo...voglio dire
C: si ...e no...
N: e lui che pu andare da suo zio...Pasqualeda suo zio Giovanni...per direno...
l'unico... inutile che parli con Alberto Rito troppo indietro...ma per dire...
C: ho capito...e pizzichiamo con la botta...compare...pizzicchiamo...con la botta
N: e piedi piedi...
C: incomprensibile
N: l'elemento
C: e non...ma forse non va questo in giro...in nessun posto
N: uh
C: non vai in nessun posto...

FINE TRASCRIZIONE INTEGRALE

(vds. all. nr. 257)

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LE INGERENZE DI ALVARO COSIMO NELLE ELEZIONI COMUNALI DI SAN


PROCOPIO A FAVORE DI PALERMO ROCCO.

Oltre a BUETI Natale, anche PALERMO Rocco [nato a San Procopio (RC) il 25.06.1961],
denunciato in data 10.08.2001, per aver favorito la latitanza dei fratelli DIENI, Pasquale [nato a
Melito P.S. il 19.10.1966] e Carmelo [nato a Melito P.S. il 28.03.1971], entrambi gravati,
allepoca, da pregiudizi per reati di associazione di tipo mafioso, omicidio, rapina e estorsione, per
molto tempo, ha svolto le mansioni di uomo di fiducia ed autista dello stesso ALVARO. Sulla
scorta di tali emergenze, veniva sottoposta ad intercettazione lautovettura Alfa 156, targata
BF902VR, in uso a questultimo, intestata a TRAWINSKA Stafania [nata a Cieszyce il
28/08/1965, residente a Reggio Calabria in Viale Aldo Moro nr. 52].
Una prima ed interessante conversazione si registrava in data 29 maggio 2006, alle ore
09.13, allorquando, il PALERMO Rocco commentava, con un soggetto a nome Nicola, la
situazione politica del Comune di San Procopio, laddove, si erano verificati anche alcuni attentati,
connessi alla gestione degli affari comunali, commissionati dal sindaco RUFFO Vincenzo [nato a
San Procopio il 20.08.1949], nonch da altri soggetti collegati a questultimo, tra i quali il
pregiudicato ALVARO Nicola [nato a Sinopoli il 2 marzo 1946, allepoca sorvegliato speciale
della P.S.], legato al sindaco da rapporti parentali, poich il figlio, ALVARO Domenico [nato a
Taurianova il giorno 1.12.1977], allepoca dei fatti era fidanzato con RUFFO Grazia Rosa [nata a
Reggio Calabria il 5.07.1979], figlia del citato RUFFO Vincenzo:

N: ...affermazione...come....
R: ...incomp...
N: ...deve spiegare il passaggio...
R: ...certo...
N: ...perch ...se no...pu essere che...incomp...parla con Nino COSPETINO, cio con
quelli che sono...po...intelligenti...incomp...
R: ...guarda che succede a San Procopio ...prende... appena ha saputo Cecio che mi candido
io ha iniziato ad arruffianarsi...hanno litigato intanto con Rocco e con Demetrio
N: ...incomp...
R: ...gli hanno messo una bomba...incomp...(09.13.52)...contro Rocco in maniera
particolare perch Rocco non gli permette di fare imbrogli...
N: ... suo cognato...
R: ... suo cognato...si...gli fa capire che lui perch non gli chiede chi stato...chi gli ha
messo la bomba...e va a mangiare al tavolo con mia zia...per si arrabbiato, ha preso
malattia...cose ect... e non sta andando neanche pi al comune...non pi il fatto di
imbrogliarlo...ora Ninetto con tutti i cazzi che ha...per quanto onesto...incomp...ha paura...ma
non vai a quel paese...io imbroglione gli ha detto?...ti porto in Piazza e mi cerchi scusa davanti a
tutti o ...incomp... (09.14.32) ha preso e si dimesso subito...protocollato... successo un
macello...che f...la prima mossa che hanno fatto l'hanno fatta con me..no...prende e mi chiama suo
genero Mico, eravamo amici...tutte cose ect. ect....dice Rocco..ti devo parlare...vedi che il sindaco
lo fa mio suocero un'altra volta...incomp...se no mi offendo...gli ho detto io puoi fare quello che
vuoi...gli ho detto...io sono candidato e mi candido...non ci sono cose...poi vieni tu a chiedere a
me...e dici...

In relazione a questa prima parte del discorso, PALERMO Rocco riferiva che il sindaco di
San Procopio, identificato nel citato RUFFO Vincenzo, comunemente chiamato Cec, per
raggiungere i propri illeciti obiettivi, nellambito della gestione dellamministrazione comunale di
quel centro, non aveva esitato ad ordinare un attentato in danno di un soggetto a nome Rocco,
nonch di unaltra persona, tra laltro cognato dello stesso RUFFO. Gli accertamenti effettuati
hanno permesso di identificare i due soggetti, nei fratelli CUTRI, Rocco e Antonio [nati entrambi
a San Procopio (RC), rispettivamente, il giorno 01.06.1953 ed il giorno 01.08.1958]. Il primo
risultato essere responsabile dellufficio tecnico di quel centro, mentre il secondo consigliere
comunale ed effettivamente cognato di RUFFO Vincenzo. In particolare, stato accertato che,
nella notte del 27 marzo 2006, ignoti, lanciavano un ordigno esplosivo allinterno del garage di
propriet di ANILE Giuseppe cl. 1928, suocero dei suddetti fratelli, in uso anche a CUTRI
Antonio. Lesplosione dellordigno, solo per caso fortuito, non provocava una vera e propria

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 483
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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

strage, poich cadeva allinterno di un lavandino, pertanto la deflagrazione non investiva le


autovetture parcate allinterno dello stabile, che a loro volta avrebbero potuto prendere fuoco e,
quindi, esplodere. A seguito di tale azione intimidatoria, il CUTRI Rocco, nel maggio 2006, si
dimetteva da capo ufficio tecnico del Comune di San Procopio, mentre il fratello Antonio
rassegnava le dimissioni da consigliere comunale, ove rivestiva lincarico di Presidente del
Consiglio.
Lattentato, secondo le affermazioni dei due interlocutori, scaturiva dal fatto che i fratelli
CUTRI non volevano assecondare il Sindaco negli imbrogli.
Sempre in relazione alla parte della conversazione innanzi riportata, emergeva che gi
dallanno 2006, nel Comune di San Procopio, si stavano delineando le future strategie politiche per
lanno successivo, infatti, il PALERMO affermava di essere stato avvicinato da Mico, genero di
RUFFO Vincenzo, identificato nel suddetto ALVARO Domenico, il quale lo aveva invitato a
non candidarsi quale sindaco di quel centro, poich tale carica doveva essere nuovamente
rivestita dal suocero, ovvero RUFFO Vincenzo. Latteggiamento mantenuto dal PALERMO,
aveva innescato un litigio con ALVARO Domenico, tant che questultimo, in un secondo
momento, allo scopo di indurre il PALERMO a non candidarsi, aveva danneggiato
lautovettura di questultimo, mediante la foratura di due gomme.
Tale danneggiamento, sintomatico di una vera e propria intimidazione, innescava anche una
reazione da parte del PALERMO Rocco, il quale rappresentava il tutto ad ALVARO Cosimo che
stabiliva, una volta convocato a Reggio Calabria ALVARO Domenico, che il sindaco di quel
centro lavrebbe fatto PALERMO Rocco: ...gli morto il padre...no?...c' questo
funerale...torno dal funerale e trovo due ruote bucate della Jeep...torno qu...me ne vado a
Reggio...DA COSO...gli ho detto: mi ero fatto i cazzi miei fino ad ora...mi ero allontanato...per
siccome mi sto ricordando che mi chiamo Rocco PALERMO...con tutto il rispetto... gli ho detto
io...incomp...ha preso lo ha chiamato...la prima volta non venuto...incomp...lo ha preso dalle
orecchie...incomp...una soddisfazione unica..io non voglio litigare con voi gli ha detto...e se non
vuoi litigare con me e gli fate queste porcherie a Rocco PALERMO...con questo sbirro di tuo
suocero...gli ha detto...che uno sbirro...ALLORA IL SINDACO LO FA ROCCO...PUNTO...tuo
suocero il sindaco non lo far neanche se scende il Padre eterno...perch uno sbirro e un
infame...va bene...e mi prendo la responsabilit di quello che sto dicendo...poi ah...mio cugino
Cosimo...sai...io dice...con Rocco ci rispettiamo solo che...solo che cazzi! tu ti permetti di
chiamare le persone...incomp...dove sei arrivato...a Rocco Palermo le persone hanno una buona
considerazione di lui in tutta la Regione Calabria e...incomp...bucate le gomme...ma che cazzo
avete...incomp...la prossima cosa che succede a Rocco...gli ha detto MICO...succede a me...se
volete che ci facciamo del male me lo dite che...no cugino...anzi se posso venire a trovarti ogni
tanto...gli ha detto se vuoi venire a trovarmi vieni, per sappi che ogni volta che verrai probabile
che ci sia Rocco PALERMO...ti sta bene che c' Rocco...si...si...allora puoi
venire...incomp...soddisfazione...e gli devi dire...poi suo fratello N'toni...ha detto...anzi ti dico
un'altra cosa...che mio fratello N'toni non gli ha menato a tuo suocero...ma la prossima volta gli da
botte...digli a tuo suocero per rispetto suo...per da questo momento in poi non
guardiamo...incomp...di nessuno.
Le affermazioni risultavano oltremodo significative circa lappoggio di ALVARO Cosimo
a favore del PALERMO, tant che l ALVARO Cosimo, in occasione dellincontro, giungeva
anche a minacciare uno scontro con ALVARO Domenico, infatti affermava: ...se volete che ci
facciamo del male me lo dite che....
PALERMO Rocco aggiungeva, tra laltro, che ALVARO Cosimo gli aveva riferito che il
fratello Antonio, identificato in ALVARO Antonio [nato a Sinopoli (RC) l11.04.1966, ivi
residente in via Conturella nr. 10, pregiudicato], in passato aveva picchiato RUFFO Vincenzo,
pertanto se avessero continuato in tale atteggiamento nei confronti del PALERMO, non avrebbero
pi guardato a nessuno. Era chiaro che ALVARO Cosimo, sin dal 2006, aveva imposto la
candidatura di PALERMO Rocco, quale Sindaco di San Procopio. Circostanza che come sar
rappresentata in seguito, verr ampiamente rispettata.
Anche linterlocutore del PALERMO, nella prosecuzione del discorso, riferiva che era stato
proprio il RUFFO Vincenzo ad eseguire lattentato in danno dei fratelli CUTRI, nonostante uno
di loro fosse il cognato: ...incomp... gli fa l'azione contro suo cognato... voglio dire... se a te ti
faccio... neanche un torto diretto... e tu vieni e mi metti la bomba... incomp... siamo parenti...
quello tuo cognato....

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 484
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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

Nel prosieguo della stessa conversazione, non mancavano gli ulteriori riferimenti a RUFFO
Vincenzo, quale persona collegata ad esponenti della criminalit organizzata, tra i quali veniva
menzionato il rapporto di comparatico con ALVARO Rocco [nato a Sinopoli il 10.07.1942 e
residente in San Procopio nel Rione Tavella nr. 16, piano 1 int.1], coniugato, ex impiegato al
Comune di San Procopio, dal 2004 dipendente dellUfficio del Commissario Delegato Emergenza
Ambiente.
(vds. all. nn. rr. 258)

I fatti citati, nel brano appena esaminato, venivano ripresi da PALERMO Rocco allorch, il
15 aprile 2007, allinterno della propria autovettura Alfa 156 targata BF902VR (progr. nr. 566
delle ore 21.40.02), riferiva alla moglie di aver parlato, quella stessa sera, con Cecio,
identificato nel citato RUFFO Vincenzo, il quale si era detto rammaricato per liniziativa presa dal
genero ALVARO Domenico, aggiungendo che lo stesso gli aveva rappresentato che questultimo
era contrario alla candidatura di RUFFO Fabio, figlio di Vincenzo, allinterno della lista
presentata dal PALERMO:
PALERMO R.: MARISA!!!... a CECIO, fuori parlava... questa sera, ha detto: mi
vergogno pure a dirgli... perch lui non lo vuole a suo figlio nella lista!!....
RIPEPI M.: chi lo ha detto COSIMO?...
PALERMO R.: DOMENICO!!...
RIPEPI M.: ah DOMENICO!...
PALERMO R.: DOMENICO ha detto: sai perch non lo vuole NINO?... io sai perch
non gli ho detto mettiti nella lista gli ho detto!! proprio per non farla sporca, perch non voglio
passare proprio per quello che, per GRAZIELLA, per tua sorella, dice: non so proprio come...
cerca di capire pure tu!!... perch ha detto mio fratello che gli ha detto: buttagli un calcio nel culo e
fagli fare quello che cazzo vuole... lui!!... ma secondo te gli ho detto io perch non lo volevo
mettere nella lista... e non lo vuole che non vuole fare male e non voglio dire altro perch mi
schifo pure a dirlo io... ...inc... hai capito o no!?!...
RIPEPI M.: certo!!...

Il PALERMO sottolineava che non era stata tenuta in giusta considerazione la propria
persona, con riferimento alla sua capacit di rispondere a tono alle sollecitazioni del suddetto
ALVARO Domenico, finalizzate a convincerlo a non candidarsi alle future elezioni
amministrative di San Procopio, per garantire la rielezione del suocero RUFFO Vincenzo. La
moglie di PALERMO Rocco sosteneva che il RUFFO era convinto di essere in una botte di ferro,
in virt dell appoggio espresso dal padre del genero, ovvero ALVARO Nicola, noto esponente
mafioso di quel centro. PALERMO commentava laccaduto, asserendo che RUFFO aveva
sbagliato atteggiamento, poich mettendosi contro lo stesso PALERMO, non aveva toccato una
persona debole, ma, anzi, si era bruciato con le proprie mani. Era chiaro il riferimento
allintervento dellALVARO Cosimo, che aveva imposto la candidatura del PALERMO gi
lanno precedente. Infatti, il PALERMO aggiungeva che egli aveva avuto la meglio sul RUFFO,
anche in considerazione delle rispettive famiglie, ribadendo che, alla fine, era stato stabilito che
sarebbe stato lui il nuovo sindaco di San Procopio:
PALERMO R.: si, perch non si rendeva conto, non ha capito, non era in grado, che
quello non poteva mai condannare me, mi poteva condannare per altri motivi non per quelli... e
quindi giustamente... lui la mossa, la mossa che lui ha sbagliato che non ha capito che contro di
me non, non gli teneva tutto il gioco... non ha toccato una persona capisci?... debole, o una
persona senza piedistallo, ha toccato a me!! una volta che ha toccato a me si bruciato con le sue
mani, perch ha chiamato a quello, per altro l'ho fottuto pure con la mia, per il fatto che lo abbiamo
invitato al coso... cio che noi famigliarmente, cio noi famigliarmente rispetto alla famiglia e per
rispetto per la famiglia, io ti accetto dentro la mia famiglia, per faccia lavata, lui lo ha capito che
per faccia lavata... giusto?...
RIPEPI M.: lo ha capito certo...
PALERMO R.: per un momento!! il Sindaco lo faccio io!!!... e questo certo!! e
mettiamo i puntini sulle "i" non che!! e fuori di ogni cosa... ...inc... la prima volta... e lo devo fare
la seconda volta... ...inc... che lui, che lui non si aspettava, lui stato... poi l'altra batosta sai dove
l'ha presa, quando lui. la figlia...
(vds. all. nr. 259)

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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

Il successivo 30 aprile 2007, sempre allinterno della vettura a lui in uso (progr. nr. 1010
delle ore 20.39), PALERMO Rocco, nel dialogare con altri tre soggetti (un uomo e due donne),
circa la strategia da seguire per ricercare voti utili, circa la propria candidatura a Sindaco, riferiva
che, fino a quel momento, per le successive elezioni amministrative in questione, era stata
completata la sola lista capeggiata da lui stesso, mentre ancora non era stata fatta quella opposta.
A seguito di questultima circostanza che aveva fatto supporre al PALERMO la realizzazione di
un espediente finalizzato a boicottare le elezioni, veniva lasciato ampio spazio di manovra ad altri
soggetti, affinch cercassero le persone da candidare in una seconda lista, formalmente
contrapposta, sebbene nella sostanza creata con persone vicino allo stesso PALERMO ed a
ALVARO Cosimo, tra i quali BUETI Natale:
PALERMO R.: ...ora noi, secondo me bisogna...intanto noi per la lista nostra, perch
(..inc..) e ci mettiamo al sicuro, dopodich se uno ha qualche piccola ... a... se c' un'aria guardinga
sopra sto fatto che vi ho detto io la seconda lista...non male no!..ma non che mi bastano a me i
voti di questi qua?
DONNA: ed questo il fatto...
UOMO: (..inc..)
PALERMO R.: ... a posto ragazzi..sentite che vi dico io, cercate voti per fare un'altra lista
(..inc..) ... oh! se vogliono i voti (..inc..) (ndr. sovrapposizione di voci) ...prima mi cercate...., non
lo sanno che (..inc..) e vogliono votarci... se vai e non votano la seconda, ...inc...meglio ancora!
(..inc..)... no ma voglio dire, in maniera (ndr. si sente in sottofondo il commento incomprensibile di
una delle ue donne)... no, scusate, voglio dire, cio non commettere l'errore di non calcolare la
gente pensando che gi siamo una lista sola e che ci devono votare l

La prosecuzione della conversazione costituiva un vero e proprio spaccato di criminalit,


laddove nel ribadire che era stato lui stesso a trovare alcune persone, provenienti da Reggio da
candidare nella liste contrapposta, precisava che, cinque anni prima, nel corso delle precedenti
consultazioni elettorali, allorquando era stato eletto sindaco di San Procopio il suddetto RUFFO
Vincenzo, vi erano state parecchie schede bianche, la cui lettura era stata analizzata come forma di
protesta. Pertanto, lo stesso PALERMO manifestava la speranza che non si ripetesse la stessa
situazione.
Sempre il PALERMO continuava a parlare della lista elettorale contrapposta, accennando
che qualcuno, sebbene si fosse preso lincarico di trovare i candidati da inserire nella stessa, non
aveva, in seguito, portato a termine lincarico. Pertanto, lultimo giorno utile, si sarebbe dovuto
impegnare a trovare i candidati da inserire in detta lista, scegliendo, alluopo, quattro persone di
Reggio Calabria:

PALERMO R.: cio, il discorso che ho fatto io prima, per tornare un attimino al tema...
DONNA: ..(inc.)..
PALERMO R.: cinque anni fa ci sono state poi delle cattive figure...
DONNA: si, si, si!
PALERMO R.: ragazzi! una cosa ..(inc.)..
DONNA: si..
PALERMO R.: ora, non dovrebbe essere la stessa (..inc..)? per, tante volge la gente
strana (..inc..)
DONNA: se fosse stato per denaro, teniamo conto, (..inc..) arrivare (..inc..)
DONNA2: (..inc..) con quelle schede bianche che (..inc..)
PALERMO R.: (..inc..) ecco perch, ma vedi, ma vedi, proprio questo, se la gente
pensa "vabb ormai le cose sono fatte" e magari perdiamo per i voti che potevano essere voti
nostri, che la gente non va, poi magari a questi gli interessa farsi mettere in una minoranza, (..inc..)
per la minoranza, quello che vuole fare lo scherzetto parte e va e vota... allora, in un contesto di
duemila votanti, non una.. cio voglio dire non era
UOMO: (..inc..)
PALERMO R.: per in un contesto di quattrocento votanti, (..inc..) anche dare delle
indicazioni nel modo che magari poi non corrispondono alla realt; e mi dispiacerebbe! (..inc..)
una questione (..inc..).. di principio, che il mio, ma anche il vostro, che si legga, una chiave, c'
una chiave di lettura diversa da quella (..inc..) che ci sia. Che poi saliamo lo stesso, mi segui? E' un

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altro paio di maniche! per una cosa che saliamo con un avallo del popolo e una cosa che
saliamo forzatamente, come successo cinque anno fa! Questo (..inc..), io non vi ho detto neanche
questo qua davanti a Fabio, questo discorso, perch mi dispiace, no? C'era suo padre, c'era.. per la
realt (ndr. sovrapposizione di voci) e ne lo dico.. e ne lo dico per (..inc..) perch voi sapete meglio
di me che cos! Perch lo sappiamo tutti il fatto no? Quindi.. una cosa che non sarebbe (..inc..)
(ndr. sovrapposizione di voci) ... siccome, ecco, voglio che partiamo con il piede giusto, non con il
piede sbagliato!...questa storia ora noi la dobbiamo sensibilizzare, perch cos! Noi vi chiediamo
la, l'avallo, se vi pare che vi son piaciute queste persone che noi ci siamo messe accanto, votateci
oppure no! Dopodich in chiave... in chiave politica si legge il risultato! Sinceramente se tu ti
senti, senti che la gente... la gente, in maggioranza, ha approvato questo concordato, chiamiamolo
come vogliamo, questo accordo, questa cosa eccetera, secondo me uno si sente (..inc..) in giro
(..inc..), o no?
DONNA: si..
PALERMO R.: o sbagliato quello che dico?
DONNA: no no..no (..inc..)
PALERMO R.: io credo che bordelli non ce ne saranno, sono fiducioso perch sento la
gente parlare, da tanto, due anni che sento le persone, mica da un giorno! Cio, non che
(..inc..), non vi.. e non vi ascolto, no? Per, giustamente....guarda che la lista nostra forte, non
una lista... cio non ci sono dubbi che sale, ha i voti di tutte le persone del paese
DONNA: siamo noi Rocco, nove elementi uno pi forte di un'altro (..inc..)
NDR: La conversazione prosegue sullo stesso tema fino alle ore [Link] , quando
Palermo parla della seconda lista, per la quale una persona non meglio specificata si era assunta
l'impegno di trovare candidati; impegno, asseritamente non mantenuto. Infatti Rocco Palermo dice
che l'ultimo giorno si dovuto impegnare lui, riuscendo a trovare quattro candidati da Reggio
Calabria.

PALERMO R.: allora, ad un certo punto mi hanno detto (..inc..) ce la vediamo noi,
anzi, veramente, veramente il parente di (..inc..) ha detto "me la vedo io"
DONNA: (..inc..)
PALERMO R.: "va bene, veditela tu!" e infatti non abbiamo parlato (..inc..). per la
morale, l'ultimo giorno non avevamo la lista; mi aveva trovato storie (..inc..). E allora (..inc..),
all'ultimo minuto sono dovuto andare a Reggio (..inc..).. e ho preso quattro candidati.... capisci?

NDR: dopo tali affermazioni, alle ore [Link] Palermo Rocco racconta ai suoi
accompagnatori di essersi incontrato con tale Domenico, il quale ha chiesto se si potessero recare
presso la casa di un uomo del quale dice il nome, ma incomprensibile all'ascolto. Palermo dice di
aver accettato di recarsi presso casa sua, aggiungendo che di aver raggiunto l'accordo di una lista
unitaria e che tale uomo non si sarebbe candidato per favorire Palermo nell'ottenere la carica di
Sindaco. All'incontro, aggiunge Palermo, era presente anche tale Severino.

PALERMO R.: allora, una sera ci siamo visti per questo primo incontro, no? e ci siamo
visti!... onestamente "chiu maru" (NDR: espressione dialettale calabrese significante "quel ragazzo
di buona fede") di Domenico mi ha detto "ti dispiace Rocco se andiamo a casa di Salvatore...pare
che gli dicevo no "cammina, andiamo dove vuoi...!" e ci siamo seduti l per questo coso....(inc.)...,
avevamo gi trattato pi o meno che lui non si doveva accordare, mi segui?...che lui non si
accordava perch...perch insomma, io facevo il Sindaco e poi si vedeva di fare una lista
comunitaria ...c'era pure Severino mi sembra, no!.. ..(inc.)..Severino dice "aggiustate perch io
altrimenti non mi porto pi ne con uno e ne con l'altro!".....(inc.)...
UOMO: come se si portava con lui...(ndr. ridono)..
PALERMO R.: ma ti giuro guarda...ma guarda non che..(inc.)..non ne ho visto mai di
queste cose, ti giuro! sono...non ho visto mai persona..(inc.)..ad un certo punto..(inc.)..
DONNA: ....io sapevo che il giornalista..(inc.)..per sapevo che nell'aria...
PALERMO R.: eh!
DONNA: ....che per quella lista si deve interessare ..(inc.)..che quella lista la faccio
io.....(inc.)..
PALERMO R.: ...di quell'altra lista la seconda?
DONNA: ......(inc.)..della seconda! si! (ndr. sovrapposizioni di voci)

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 487
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PALERMO R.: ...si sono trovati!...a Natale Bueti l'ho portato io...a Polimeni l'ho portato
io....a Natale Bueti l'ho portato io, a Polimeni l'ho portato io...a quello l'ho portato io ed a
quell'altro che non mi ricordo come si chiama, comunque l'altro l'ho portato io.....(inc.).., all'ultimo
minuto!...che sono dovuto andare a Reggio..(inc.).., ma vedi che ci vuole coraggio ah! ...comunque
e questa una, senti l'altra! questa proprio bella ...questa bella proprio al massimo...allora ad un
certo punto tutto bene...eh! eh!...stabiliamo questo accordo...ad un certo prendiamo e ci
aggiorniamo al giorno dopo...ci aggiorniamo al giorno dopo, intanto si vede che Mico gli ha
parlato, gli ha dato qualche cosa per convincerli, poi ha preso..(inc.)..un casino! insomma alla fine
siamo arrivati all'accordo, ha detto solamente vedere se Fabio entrava o non entrava, no?...
UOMO: si!
PALERMO R.: ...io a dire che per Fabio voleva che entrava, non avevo nessuna
perplessit, anzi mi faceva piacere, mi faceva piacere veramente e non per cosa...l'importante
insomma che non eravamo tutti e due nella stessa lista, ...perch io per quello non accettavo mai,
pure se dovevo fare il Sindaco io, no?...ma per questioni caratteriali poi alla fine, perch non che
poi...non che dico che malvagio, per l'amore di Dio! ...ognuno ha il suo carattere...ed allora ci
incontriamo il giorno dopo, tutte cose a posto mentre eravamo seduti l...prende e fa, dice "allora
stiamo cosi..(inc.).."
UOMO: ..(inc.)..
PALERMO R.: ...dice "si, ma c' un problema!" dice...ha detto "io sono d'accordo ...io
guarda...io non ci tengo a fare il Sindaco, modestamente io ho altri pensieri per la testa, ho altre
cose da fare...!"
UOMO: ..(inc.)..
PALERMO R.:. .."...ho dei progetti.."
UOMO: ...certo..(inc.)..
PALERMO R.:. ..dice "...onestamente...per c' un problema...che il mio gruppo non ti
vuole!"...eh!"chiu maru" (NDR: espressione dialettale calabrese significante "quel ragazzo di
buona fede") mi ha guardato nella faccia ...ma ti giuro..(inc.)..ci siamo guardati tutti...Fabio
arrossito...Fabio vi giuro sull'anima di mia mamma, arrossito pure Fabio stesso, ...ha detto "il
mio gruppo, per mi hanno chiamato, purtroppo il mio gruppo si sente garantito da me..." dice
"...per cui io ho grossi problemi a dire al mio gruppo che il Sindaco non lo faccio io!"
UOMO: ....(inc.)..
PALERMO R.: ...prendo io...prendo io e gli faccio in questa maniera, guarda
..(inc.)..ascolta, gli ho detto io "Cecio! senti una cosa! parliamo qua un attimo per capirci...tu sei il
leader di questo grande gruppo, giusto?...", dice "si!"...dice si!..(inc.).. "va bene! io probabilmente
sono il leader dell'altro gruppo...i miei mi hanno mandato a me per venire e discutere per questo
accordo ed io decido se si o se no perch hanno fiducia di me...ma questo gruppo che sei tu il
leader non sai dirgli ...guardate! l'accordo cosi ed io non voglio farlo, ..avallo io a mio cugino, lo
voglio io a mio cugino Rocco!", "si, si! potrei tentare di dirgli..." ..(inc.)..per dirgli ..(inc.)..una
settimana...tu pensi che esce da l dentro a battere tutti per trovare la lista...poi le persone non ci
stavano, capisci? non ci stavano in nessun modo...poi insomma siamo arrivati al punto...siamo
arrivati al punto ti dico, Mimma!...che ..(inc.)..
UOMO: ....il suo gruppo era...
PALERMO R.: ...il suo gruppo era (ndr. sovrapposizione di voci) cose da pazzi, cose da
pazzi ragazzi, io guardate queste cose non le sentivo con le mie orecchie non ci credevo, vi giuro!
guarda! non le potevo credere sull'anima di mia madre! non le credevo...cio ma questo
...mentre Severino, compare Severino "no ragazzi a me stanno bene tutti...mi stava bene Cecio ed
hanno fatto Cecio, mi stava ..(inc.).....ma ancora cio a cinquanta anni questo dalla mattina alla
sera correndo ..(inc.)..!"....compare Severino diceva "mi sta bene Cecio, mi sta bene Rocco, mi
stava bene Fabio, a me basta che sale la lista sua e che non ci siano guerre, se ci sono due liste a
me non mi considerate , vedete che non voglio..."
DONNA: ..(inc.)..
PALERMO R.:... compare tuo...e da fonti diverse so che Severino neanche con lui da solo
si sarebbe alla fine poi messo, perch era Severino era legato con chi ha fatto..(inc.)..ma
comunque! ma questa non la reggeva questa volta...ora con tutto questo siamo andati l da
me..(inc.)..cose, cose da rabbrividire.

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 488
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La vicenda rasenta quasi lincredibile: il candidato di una lista, tra laltro gi sicuro di
essere eletto, si impegnava a cercare persone da candidare nella lista opposta, allo scopo di dare
una parvenza di legalit alle consultazioni elettorali. Infatti, per come si avr modo di constatare
in seguito, nella lista avversa figurava anche BUETI Natale che, oltre ad essere luomo di fiducia
di ALVARO Cosimo, lavorava anche allinterno di Villa Speranza della quale il PALERMO
risulta essere, come si avr modo di vedere, uno dei soci. Unelezione amministrativa dettata
esclusivamente dalla ndrangheta, tant che era lo stesso PALERMO ad essere preoccupato per
leventuale registrazione di schede in bianco che avrebbero rappresentato una forma di disaccordo
alle imposizioni volute dalle cosche di riferimento, essendo quello lunico sistema che la
popolazione avrebbe potuto usare per manifestare il proprio dissenso.
La conversazione consentiva di accertare, in modo inequivocabile, lingerenza della
ndrangheta in tale consultazione elettorale.
E lo stesso PALERMO a riferire, nel prosieguo della conversazione, che era stata fatta una
riunione presso labitazione di tale Salvatore, indetta da ALVARO Domenico, in precedenza
generalizzato, genero di RUFFO Vincenzo, ove era presente tale Saverino, identificato in
DANARO Saverio [ nato a San Procopio il 28.01.1962, ivi residente], attuale consigliere
comunale, nel corso della quale era stato deciso che il RUFFO non si sarebbe pi ricandidato. Al
suo posto, nella lista capeggiata dal PALERMO, si sarebbe presentato, invece, quale consigliere
comunale, il figlio Fabio [nato a Reggio Calabria il 04.01.1984].
(vds. all. nr. 260)

La candidatura di PALERMO Rocco, chiaramente appoggiata dalla ndrangheta, non era


gradita a buona parte della cittadinanza di San Procopio;
infatti in data 4 maggio 2007, un soggetto non meglio identificato, nel commentare con
ALVARO Cosimo e BUETI Natale le imminenti consultazioni elettorali di San Procopio,
evidenziava tali circostanze aggiungendo che lui era contento di essersi presentato nella lista
opposta.
(vds. all. nr. 261)

Lascolto delle conversazioni telefoniche consentiva, inoltre, di accertare che PALERMO


Rocco si era riappacificato con ALVARO Domenico cl.77, figlio del citato ALVARO Nicola, con
il quale aveva avuto uno scontro lanno prima, allorquando lALVARO lo aveva minacciato di non
candidarsi quale Sindaco, cos come evidenziato nelle pagine precedenti. Infatti, in una
conversazione registrata in data 1 maggio 2007, sullutenza nr. 380-3039057 (progr. 1743), il
PALERMO, dopo aver detto allALVARO di trovarsi a Bova, aggiungeva che nei prossimi cinque
anni avrebbero dovuto fare cose buone. Linterlocutore riferiva che il giorno precedente era
rimasto particolarmente divertito dallatteggiamento del Saverino, identificabile nel citato
DANARO Saverio.
Questultima conversazione sintomatica di un controllo totale della ndrangheta
allinterno di tale amministrazione, in considerazione che lALVARO, pur non essendo
formalmente inserito in un contesto politico, si interessava costantemente della vita politica di quel
centro, partecipando attivamente alle riunioni ed infatti faceva riferimento allatteggiamento del
Saverino che, come si ricorder era contrario alla candidatura del RUFFO Fabio, cognato
dellALVARO Domenico.
(vds. all. nr. 262)

ALVARO Cosimo, nel periodo precedente alle elezioni amministrative del maggio 2007,
era diventato il punto di rifermento circa le problematiche connesse alle elezioni alla carica di
Sindaco di San Procopio;
a lui si rapportavano diverse persone, per conoscere le eventuali determinazioni adottate dai
futuri e possibili candidati.
In particolare, in data 20 marzo 2007, ALVARO Cosimo, nel ricevere la visita dei suoi zii,
MARAFIOTI Domenico e CONDEMI Maria Teresa Lidia, gi generalizzati in precedenza,
rappresentava che il PALERMO, sebbene avesse sbagliato a candidarsi come Sindaco di San
Procopio, avrebbe comunque ricevuto il suo appoggio, come del resto aveva fatto nel corso delle
elezioni provinciali dellanno 2006, procurandogli 27 voti, per il semplice fatto che il RUFFO
Vincenzo, non avrebbe dovuto pi essere eletto Sindaco di quel centro. Pertanto, lo stesso

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 489
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ALVARO terminava affermando che avrebbe inviato delle imbasciate per reperire dei voti a
favore del PALERMO.
I suddetti coniugi precisavano che, nella municipalit di San Procopio, erano sorti alcuni
dissidi tanto in relazione ai candidati da eleggere, che per la costante e pressante richiesta di voti
da parte di ALVARO Domenico, in precedenza generalizzato, genero di RUFFO Vincenzo,
collaborato in tale azione dal cognato MORFEA Rocco, questultimo identificato nellomonimo
[nato a Varapodio il 17.12.1953, residente a Sinopoli, pregiudicato] coniugato con ALVARO Rosa
[nata a Taurianova il 25.07.1969]. Sul conto del MORFEA, si evidenziano numerosi precedenti
penali168.

168 Agli atti dellArma territoriale risulta annoverare precedenti e pregiudizi penali per furto di autovettura,
guida senza patente, inosservanza dei provvedimenti dellAutorit, associazione per delinquere, estorsione e
danneggiamento aggravato, furto, coltivazione di 713 piante di canapa indiana, diffidato dalla Questura di
Reggio Calabria ai sensi dellart. 1 della Legge 27.12.1956 nr. 1423, sottoposto alla misura di Prevenzione
della Sorveglianza Speciale di P.S. per la durata di anni uno.
In data 04.06.1997, personale del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Reggio Calabria, in
esecuzione del decreto emesso ai sensi della legge nr. 575/65 dal Tribunale di Reggio Calabria Sezione
Misure di Prevenzione, procedeva al sequestro dei terreni agricoli appartenenti alla cosca ALVARO tra cui
quelli del MORFEA dal momento che appartenente alla cosca avendo sposato la figlia del noto mafioso
ALVARO Nicola da San Procopio, a nome ALVARO Rosa, nata a Taurianova (RC) il 25.07.1969.
In data 29.11.1997, il Tribunale di Reggio Calabria Sezione M.P. rigettava la proposta di sottoposizione
alla Misura di prevenzione avanzata dal Procuratore di Palmi nei confronti del MORFEA Rocco e disponeva
la revoca del decreto di sequestro dei beni del 21.05.1997.
Persona che in pubblico gode di pessima stima e reputazione, solito frequentare persone pregiudicate
appartenenti alla cosca mafiosa ALVARO: ALVARO Nicola cl46 di San Procopio; ALVARO Domenico
cl77, pregiudicato arrestato nel corso delloperazione Prima; ALVARO Giuseppe cl43, pregiudicato per
associazione di tipo mafioso; IANNACI Nicola cl74, pregiudicato; ALVARO Stefano cl80, pregiudicato
con precedenti per porto e detenzione di arma clandestina; MEZZATESTA Giuseppe cl66 di San Procopio;
ALVARO Giuseppe cl82, pregiudicato.
Genero di ALVARO Nicola, inteso Cola o Carni i Cani, fu Domenico e mt. ALVARO Rosa, nato a
Sinopoli il 02.03.1946, residente a San Procopio in via Umberto I n. 49, coniugato con VIOLI Grazia, per
aver contratto matrimonio con ALVARO Rosa nata a Taurianova il 25.07.1969. Questultimo agli atti
dellArma persona di pessima condotta morale e civile in genere, figurando a suo carico pregiudizi penali
per pascoli abusivo, violenza privata, tentato omicidio, porto, detenzione ed omessa denuncia di pistola, furto
aggravato, bestemmia, abbandono di animali nel fondo altrui, lesioni personali, soggiornante obbligato,
violazione dei precetti relativi al soggiorno obbligato, favoreggiamento personale, associazione per
delinquere di stampo mafioso. Proviene da famiglia di pregiudicati del luogo, in particolare, anche fratello
di ALVARO Giuseppe cl43, pregiudicato per associazione di tipo mafioso ed altro. Con i fratelli stato pi
volte denunciato per associazione di tipo mafioso. E nipote di ALVARO Giuseppe cl32, ritenuto il capo
storico del clan, nonch cognato del pluripregiudicato, MACRI Giuseppe cl44, da Delianuova (RC), che ne
ha sposato la sorella ALVARO Francesca cl41. LALVARO Nicola ritenuto un soggetto socialmente
pericoloso in quanto saldamente inserito nei ranghi della criminalit organizzata. In particolare, indicato
quale elemento di primo piano del clan familiare degli ALVARO denominati Carni i cani, operante in
Sinopoli e nei Comuni limitrofi, il cui capo indiscusso si identifica nella persona del fratello Carmine cl53. Il
giudizio di pericolosit sociale nasce non solo dai vincoli di parentela che legano lALVARO Nicola cl46
agli esponenti di spicco della cosca ( fratello appunto di ALVARO Giuseppe cl43 e di ALVARO Carmine
cl53, ritenuti capi e fondatori della consorteria) ma anche dai comportamenti dallo stesso tenuti,
particolarmente sintomatici, in quanto collocati nel particolare ambiente socio familiare cui egli appartiene.
La condotta fino ad oggi tenuta dallALVARO Nicola cl46 di per s giustifica ampiamente i sospetti
manifestati di un appartenente a consorteria mafiosa. Gi sottoposto a misura di prevenzione (soggiorno
obbligato), le cui prescrizioni ha ripetutamente violato, sospettato di essere responsabile di gravi delitti
(dallassociazione per delinquere alle lesioni personali, allomicidio), per taluni dei quali stato raggiunto da
provvedimenti custodiali, ai quali talvolta si sottratto, registra condanne per lesioni personali colpose, per
aver violato gli obblighi inerenti la misura di prevenzione del soggiorno obbligato, per lesioni personali,
resistenza a pubblico ufficiale, detenzione e porto illegali di armi. Reati consumati tra il 1963 ed il 1984.
In epoca successiva, lALVARO Nicola stato segnalato solo per le sue frequentazioni sospette, fino al 30
marzo del 1999, allorch stato raggiunto da provvedimento cautelare in quanto ritenuto responsabile di
associazione per delinquere di tipo mafioso, di porto e detenzione illegale di armi, delitti per i quali il
Tribunale di Palmi, con sentenza del 05.09.2000, lo ha condannato alla pena di anni tredici e mesi sei di
reclusione. In data 29.11.2001, la Corte di Appello di Reggio Calabria, con dispositivo di sentenza
ridetermina la pena inflitta nei suoi confronti in via definitiva nella misura di anni nove di reclusione,
riconoscendolo colpevole di associazione di stampo mafioso ed altro.
Tale recente condanna appare decisiva, ai fini che interessano, poich grazie ad essa hanno trovato corpo e
consistenza i sospetti ripetutamente espressi dal R.O.N.O. del Comando Provinciale Carabinieri di Reggio
Calabria sul conto dellALVARO, sul suo antico e costante inserimento nellomonima consorteria mafiosa,
sul ruolo dallo stesso attualmente ricoperto allinterno del clan, ad onta delle malattie e menomazioni di cui
affetto.

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 490
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

Nella circostanza, si ipotizzava anche la candidatura di RUFFO Fabio, figlio di Vincenzo,


cosa che effettivamente avveniva tant che lo stesso, attualmente, occupa la carica di
Vicesindaco.
(vds. all. nr. 263)

Il 28 marzo 2007, una nuova conversazione, registrata allinterno della cucina


dellabitazione di ALVARO Cosimo (progr. nr.10355 delle ore 20.08), vedeva lo stesso
ALVARO dialogare con PALERMO Rocco, circa le strategie da adottare in vista delle
consultazioni elettorali amministrative di fine maggio 2007, nelle quali il PALERMO si sarebbe
candidato quale sindaco di San Procopio. Nella circostanza, il PALERMO chiedeva apertamente a
Cosimo ALVARO di mandare in giro delle ambasciate, indirizzate a determinate persone, per
condizionare lattribuzione di voti in proprio favore, nonch consigliare, a determinati soggetti,
di non mettersi in lista per non ostacolare la sua elezione.
(vds. all. nr. 264)

In relazione ai fatti innanzi citati, emerso che PALERMO Rocco, per il rinnovo del
Consiglio Comunale di San Procopio (RC), le cui votazioni avvenivano il 27-28 maggio 2007, si
candidava, quale Sindaco di San Procopio, con la lista denominata Impegno e Seriet San
Procopio nel cuore, composta da:

CARUSO Domenica, nata a San Procopio il 10.12.1955, residente a Palmi in via


F.A. Barone snc;
DANARO Saverio, nato a San Procopio il 28.01.1962, ivi residente in Rione
Moro nr.10;
ORTUSO Domenico, nato a San Procopio il 20.10.1962, ivi residente in via
Galliano nr.7 int.1;
RUFFO Fabio, nato a Reggio Calabria il 04.01.1984, residente a San Procopio in
via Umberto I nr.40;
SCIARRONE Giuseppe, nato a San Procopio il 13.07.1954, ivi residente in via
Umberto I nr.62
SCUTELLA Rocco, nato a Cinquefrondi il 07.09.1981, residente a San Procopio
in Rione Tavella nr. 61;
SITA Primo, nato a Ozzano dellEmilia (BO) il 04.08.1941, residente a Reggio
Calabria in via [Link] IT.3 nr. 40/C;
TRIPODI Francesca, nata a Palmi il 16.12.1970, residente a San Procopio in via
Tavella III Trav. nr.9;
VERSACE Rocco, nato a Palmi il 14.08.1973, residente a San Procopio in via
Cavour nr.2.

La lista opposta, tra laltro creata dallo stesso PALERMO Rocco e dal gruppo criminale
di riferimento, denominata Progresso e Sviluppo, con candidato MARRARA Giuseppe [ nato a
Reggio Calabria il 28.03.1955, ivi residente in [Link] Falcone nr.4/G], risulta essere composta da :
BUETI Natale, nato a Paola (CS) il 01.01.1953, residente a Reggio Calabria in
via Modena nr.44;
CARTISANO Antonino, nato a Reggio Calabria l11.03.1958, ivi residente in via
Garibaldi 15;

Certamente giustificato e condivisibile , quindi, il giudizio di pericolosit sociale espresso dal Tribunale
Sezione M.P. di Reggio Calabria che ha legittimato la richiesta di applicazione nei suoi confronti della
misura di prevenzione personale, irrogandogli la Sorveglianza Speciale di P.S. per un tempo massimo di anni
quattro, con obbligo di soggiorno nel Comune di residenza, con la motivazione di essere un soggetto
socialmente pericoloso inserito a pieno titolo, con una posizione di spicco, allinterno della consorteria
mafiosa ALVARO-VIOLI-MACRI operante in Sinopoli e nei Comuni limitrofi, nonch della necessit di
controllarne e limitarne gli spostamenti sul territorio, giusto decreto nr. 125/00 e nr. 19/02 Provv. emesso in
data 04.05.2001 dal Tribunale Sezione M.P. di Reggio Calabria, pendente presso la Stazione Carabinieri
di San Procopio (RC). Lo stesso decreto rigettava la proposta di confisca dei beni avanzata sul conto
dellALVARO Nicola cl46.

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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PROCURA DELLA REPUBBLICA 491
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

CHIRICO Bruno, nato a Reggio Calabria il 19.07.1954, ivi residente in via Riparo
Cannav nr.42;
DITTO Vittorio, nato a Reggio Calabria il 28.02.1965, ivi residente fraz. Pellaro
vico Bolani I nr.32;
GALIMI Antonio, nato a San Procopio il 09.09.1958, residente a Novara in Corso
Milano nr. 21/B;
LOMBARDO Caterina, nato a SantEufemia dAspromonte il 02.08.1974, ivi
residente in [Link] Muraglio snc;
LUPPINO Antonino Rocco, nato a SantEufemia dAspromonte il 02.03.1959, ivi
residente in via Fimman nr. 8/A;
PULIMENI Nicola, nato a Gioia Tauro il 15.09.1980, ivi residente in via Dol
nr.10;
SARACENO Marcantonio, nato a Reggio Calabria il 22.11.1970, residente a
[Link] dAspromonte in [Link] Castellano nr. 26/3;
SCOPELLITI Adele, nato a Reggio Calabria il 10.08.1959, ivi residente in via
Scilla nr.37;
TREFILETTI Giuseppe, nato a San Procopio il 27.06.1964, residente a Melicucc
in via Iudicia nr.9;
TROPEANO Marcello, nato a Taurianova il 17.04.1971, residente a Varapodio in
via Roma nr.18.

Le elezioni comunali venivano aggiudicate dalla lista di PALERMO Rocco, la quale


otteneva nr. 224 preferenze, su 354 votanti, mentre la lista del candidato MARRARA Giuseppe,
otteneva nr. 50 voti, i rimanenti 80 voti venivano dichiarati nulli.
Il 29.05.2007, la nuova amministrazione comunale di San Procopio (RC) riultava cos
composta:

GIUNTA COMUNALE
sindaco: PALERMO Rocco, nato a San Procopio il 25.06.1961;
vice sindaco: RUFFO Fabio, nato a Reggio Calabria il 04.01.1984 ;
Assessore: DANARO Saverio, nato a San Procopio il 28.01.1962;
Assessore: ORTUSO Domenico, nato a San Procopio il 20.10.1962;
Assessore: SCUTELLA Rocco, nato a Cinquefrondi il 07.09.1981.

CONSIGLIO COMUNALE
Pres. Consiglio: CARUSO Domenica, nata a San Procopio il 10.12.1955;
Consigliere magg.: DANARO Saverio, nato a San Procopio il 28.01.1962;
Consigliere magg.: SCIARRONE Giuseppe, nato a San Procopio il 13.07.1954;
Consigliere magg.: TRIPODI Giuseppe, nata a Palmi il 16.12.1970;
Consigliere magg.: VERSACE Rocco, nato a Palmi il 14.08.1973;
Consigliere magg.: RUFFO Fabio, nato a Reggio Calabria il 04.01.1984 ;
Consigliere magg.: SCUTELLA Rocco, nato a Cinquefrondi il 07.09.1981;
Consigliere min.: GALIMI Antonio, nato a San Procopio il 09.09.1958;
Consigliere min.: LUPPINO Antonino Rocco, nato a SantEufemia dAspromonte il
02.03.1959;
Consigliere min.: MARRARA Giuseppe, nato a Reggio Calabria il 28.03.1955;
Consigliere min.: PULIMENI Nicola, nato a Gioia Tauro il 15.09.1980.

Si evidenzia che, a seguito delle dimissioni dei consiglieri ORTUSO Domenico e


PULIMENI Nicola, avvenute rispettivamente il 04.06.2008 e 29.09.2008, le relative cariche
politiche venivano attribuite a SITA Prima [primo dei non eletti della lista nr.1] e SARACENO
Marcantonio [primo dei non eletti della lista nr.2], entrambi sopra generalizzati.

In ordine alla vittoria politica di PALERMO Rocco, si precisa che, gi in data 12 maggio
2007, quindi circa quindici giorni prima, ALVARO Cosimo, nel corso di un incontro avuto
allinterno della casa di cura Villa Speranza, riferiva a BUETI Natale ed a tale Peppe,
identificato in ABBATE Giuseppe [nato a Reggio Calabria il 31.10.1960, ivi residente in viale

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


Memoria del Pubblico Ministero relativa al rito abbreviato CONDELLO Demetrio + 17
PROCURA DELLA REPUBBLICA 492
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

Calabria 272] che era ormai certa lelezione di PALERMO Rocco, quale Sindaco di San Procopio,
circostanza questa che avrebbe comunque garantito gli interessi economici dei presenti, nella
zona di quel Comune. Si precisa che, in precedenza, lABATE, nellapprendere che il BUETI
era candidato quale consigliere di quel centro, asseriva che tutti i lavori pubblici, sarebbero dovuti
andare a loro, offrendo, tra laltro, la propria collaborazione.
(vds. all. nr. 265)

Il 29 maggio 2007, (progr. nr.2905 delle ore 10.58.51), si registrava una conversazione tra
PALERMO Rocco e ALVARO Cosimo, nel corso della quale, questultimo esprimeva alcune
lamentele circa il comportamento mantenuto dallo stesso PALERMO, ritenuto colpevole di non
avere mantenuto la promessa fattagli, in merito al numero di voti che avrebbe dovuto raccogliere a
favore del BUETI, affinch questultimo fosse eletto consigliere. Il PALERMO tentava di
giustificare laccaduto, asserendo che i tre voti che aveva portato al BUETI erano stati annullati.
(vds. all. nr. 266)

Sempre nel corso della medesima giornata ( 29 maggio 2007 progr. nr. 19609 delle ore
20.26), allinterno del domicilio di ALVARO Cosimo, si registrava una conversazione con
PALERMO Rocco, nel corso della quale, questultimo asseriva che se non ci fosse stato
lintervento dello stesso ALVARO, non sarebbe stato eletto sindaco. LALVARO rappresentava
nuovamente le proprie lamentele circa pochi voti avuti dal BUETI e precisava che se lo avesse
saputo prima, avrebbe mandato delle imbasciate per garantire lelezione dello stesso. I presenti
argomentavano in merito alle persone che avevano detto che avrebbero votato, distinguendo tra
chi, secondo loro, aveva mantenuto gli impegni e chi no. PALERMO asseriva di aver cercato di
chiamare a Pino, identificato in PANUCCIO Vincenzo Giuseppe [nato a Sinopoli il 25.04.1954,
residente a Reggio Calabria in via Reggio Campi II tronco, medico] il quale, per soli 20 voti, non
era stato eletto, quale consiglire comunale di Reggio Calabria. Dai discorsi fatti, traspariva come
entrambi gli interlocutori fossero rammaricati per la mancata elezione del PANUCCIO.
ALVARO, successivamente, ritornava, quindi, a parlare del fatto che Natale BUETI aveva preso
solo 3 voti ed ammoniva il PALERMO sul fatto che, se lui avesse avuto difficolt a recuperare
alcuni voti per il BUETI, avrebbe dovuto farglielo presente, in modo tale che lui stesso avrebbe
trovato, sicuramente, almeno dieci voti per il BUETI.
(vds. all. nr. 267)

Nel prosieguo della conversazione (progr. nr. 19612 delle ore 21.27), i due interlocutori
menzionavano alcuni soggetti, in seguito nominati assessori di San Procopio, identificati in
ORTUSO Domenico [nato a San Procopio il 20.10.1962]; SCUTELLA Rocco [nato a
Cinquefrondi il 07/09/1981 e residente a San Procopio in Rione Tavella nr.115, celibe, nulla
facente], nella precedente amministrazione aveva rivestito le cariche di Assessore
allilluminazione pubblica e reti idrica e viaria e Consigliere di Maggioranza169, nonch RUFFO
Fabio [pt. Vincenzo mt. CUTRI Maria Catena, nato a Reggio Calabria il 04.01.1984, residente in
San Procopio, via Umberto I nr.40, celibe, studente.].

Lappoggio criminale che il PALERMO aveva ottenuto attraverso la famiglia ALVARO


e, quindi, dai componenti del locale di Sinopoli, doveva essere sostanzialmente ripagato; infatti,
in data 11 giugno 2007, sullutenza 380-3039057, in uso a Rocco PALERMO [progr. nr. 5296
delle ore 12.40.06], veniva registrata una conversazione intercorsa tra questultimo ed un soggetto
a nome Rocco, non meglio identificato, utilizzatore dellutenza 0966-333141 (attestata presso la
scuola materna di San Procopio sita in quella Piazza Municipio), nel corso della quale il neo-
Sindaco riferiva di aver ottenuto alcuni contributi per la casa di riposo, per un campo di minigolf e
per un progetto di 70.000,00 euro per i portatori di handicap. Per questultimo progetto,
aggiungeva che era gi pronta la delibera e che bisognava solo spedirla a Catanzaro. Nella fase
conclusiva della conversazione telefonica, il PALERMO riferiva, altres, che quella stessa mattina
erano andati, da lui, due della comunit montana, inviati da ALVARO Antonio, per discutere in
merito ad una convenzione in favore delle famiglie dei detenuti.

169 Figlio di SCUTELLA Carmine, nato a Sinopoli il 15.06.1946. Pregiudicato per truffa e falso, ritenuto
appartenente alla Cosca ALVARO da Sinopoli San Procopio.

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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PROCURA DELLA REPUBBLICA 493
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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

(vds. all. nr. 268)

Gli accertamenti espletati sul contenuto del brano appena riportato consentivano di
identificare il suddetto ALVARO Antonio, nellomonimo, [nato a Sinopoli il 29 marzo 1956,
medico], Presidente della comunit montana versante Tirrenico Meridionale. Gli accertamenti
eseguiti non hanno consentito di acclarare che presso il comune di San Procopio siano state
stipulate convenzioni in tal senso.
Una conversazione particolarmente interessante che attestava, in maniera inequivocabile, la
partecipazione del PALERMO allassociazione criminale facente capo alla famiglia ALVARO,
nella fattispecie ad ALVARO Cosimo, si registrava in data 23 agosto 2007 (progr. nr. 5099 delle
ore 11.56). Nella circostanza, il PALERMO, dopo aver illustrato un progetto occupazionale che
doveva essere finanziato dalla Regione Calabria, riferiva ad ALVARO Cosimo che era in corso
una progettazione di una strada e, quindi, invitava questultimo a contattare alcune ditte per la
redazione dei relativi progetti.
Unaffermazione di elevato contenuto probatorio, che attestava, in maniera inconfutabile, la
completa appartenenza del PALERMO alla cosca ALVARO. La prosecuzione del dialogo era
attinente alla gestione dellamministrazione comunale di San Procopio.
(vds. all. nr. 269)

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

I RAPPORTI TRA ALVARO COSIMO ED ESPONENTI POLITICI DI REGGIO


CALABRIA.

ALVARO Cosimo ha rappresentato per alcuni politici locali un punto di riferimento, per
lacquisizione di voti e, comunque, per accreditarsi, allinterno della coalizione politica di
appartenenza, con un numero notevole di tesserati, in cambio di prestazioni professionali erogate
dal Comune. In particolare, in data 10.11.2006, allinterno dellabitazione di ALVARO Cosimo si
registrava la presenza del Consigliere Comunale di Reggio Calabria, MARCIAN Michele [ nato
a Reggio Calabria il 28.11.1972, ivi residente in localit Calanna, via Risorgimento nr.53], gi
raggiunto in data 30.03.1998, nellambito delloperazione denominata Prima, da informazione di
garanzia in relazione al delitto di associazione di tipo mafioso, per avere ottenuto sostegno durante
le elezioni amministrative dellanno 1997, da parte dellorganizzazione mafiosa facente capo alla
famiglia ALVARO di Sinopoli: un rapporto, alla luce della presente attivit investigativa, mai
interrotto.
Durante la prima conversazione, con inizio alle ore 18.15, ove era presente anche un altro
uomo non meglio identificato, il MARCIAN spiegava agli interlocutori, tra cui ALVARO
Cosimo, di volere realizzare alcuni progetti, per la formazione di nuovi gruppi politici nei quali
inserire giovani universitari. Questi ultimi avrebbero goduto dellappoggio politico del
MARCIANO, il quale avrebbe garantito, attraverso le sue amicizie politiche a livello nazionale,
anche nomine dirigenziali allinterno degli stessi partiti politici.
(vds. all. nr. 270)

Nella conversazione successiva (progr. nr.181 delle ore 19.15), intervenivano nella
discussione anche altri soggetti presenti allinterno dellabitazione di ALVARO Cosimo, laddove
si accertava che la visita del MARCIAN, era finalizzata a convincere alcuni giovani a tesserarsi
con il partito di Forza Italia, pertanto il politico forniva una serie di spiegazioni alle persone
presenti, circa il proprio ruolo allinterno di tale coalizione, in particolare nellambito del Comune
di Reggio Calabria, non omettendo di evidenziare la sua stretta amicizia con ALVARO Cosimo,
che avrebbe potuto garantire, in ordine alla affidabilit delle affermazioni fatte fino a quel
momento:

omissis
MARCIANO M.: l'importante che ci vuole... io, io vi dico una cosa e ve lo dico
veramente con il cuore... qua c' COSIMO!!... e vi parlo...
ALVARO C.: ah!!...
MARCIANO M.: io con COSIMO!!... ma non ho.... quello che mi dice COSIMO!!...
ALVARO C.: non c'entra!!...
MARCIANO M.: ma no per qualche cosa... per il rispetto!!... prima viene il rispetto e poi
viene la politica con me...
ALVARO C.: certo...
MARCIANO M.: cio per un discorso di...
ROCCO: e infatti...
MARCIANO M.: di essere seri nella vita... ..perch qua... se io gli devo dare una legnata a
COSIMO per la politica!!... io, me la do io la legnata!!...
omissis.

La prosecuzione del dialogo atteneva, invece, allaspetto logistico circa la sede di un


circolo della libert, laddove il MARCIAN riferiva che avrebbero potuto usufruire dei servizi
del Comune, infatti attestava:

omissis
MARCIANO M.: io ora ti faccio l'esempio: al comune, eh... quando venite al comune,
quando volete venire al comune salite sopra a Palazzo San Giorgio... avete un computer, avete due
segretarie, avete, li mandate dove volete, fate quello che... io dove... autorizzo io per quanto
riguarda voi si devono mettersi a disposizione ah!!... e incominciamo il lavoro... ragazzi dobbiamo
iniziare il lavoro, io pi di quello che vi posso dire... allora che dobbiamo fare?...

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Memoria del Pubblico Ministero relativa al rito abbreviato CONDELLO Demetrio + 17
PROCURA DELLA REPUBBLICA 495
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omissis.

Successivamente, il MARCIAN lasciava agli stessi alcune tessere, per liscrizione ed


aggiungeva di darle anche ad altri ragazzi, che, anche se non avessero avuto i soldi per il
pagamento, avrebbe provveduto direttamente. In seguito, il MARCIAN aggiungeva che avrebbe
pensato anche alla sistemazione, intesa come occupazione, di eventuali ragazzi tesserati, infatti
affermava:

omissis
MARCIANO M.: se poi dobbiamo sistemare un ragazzo...per un anno due anni lo
sistemiamo, non c'...
ALVARO C.: non ti creare...incomp...
MARCIANO M.: ...incomp... ti voglio dire... poi gli spazi sono un pensiero mio, non
che...senti una cosa, vi posso dire una cosa... pensiero mio questo...poi io parlo con lui e gli dico:
c' quello che determinate cose...
omissis.

Unaffermazione molto compromettente: posti di lavoro in cambio del tesseramento.


Infatti, uno degli interlocutori, identificato in ESPOSITO Rocco [nato a Palmi il 29.03.1980,
residente a Sinopoli (RC) in via XXV Aprile n. 13 e domiciliato a Reggio Calabria in via S.
Miceli 13, iscritto alla facolt di Architettura di Reggio Calabria], chiedeva al MARCIANO se
fosse stato possibile far ottenere un incarico, presso il comune di Reggio Calabria, al cugino
Architetto, a nome ESPOSITO.
Il politico, immediatamente, si rendeva disponibile, tant che fissava un appuntamento
con lo stesso, per il luned successivo, presso la sede del [Link], ove ubicato lufficio tecnico
del comune, al fine di poter verificare la possibilit di fare ottenere una nomina al cugino del
proprio interlocutore, aggiungendo che, in relazione a tale nomina, erano i consiglieri comunali
che sistemavano i tecnici. In merito, il discorso avveniva come segue:

omissis
ROCCO: ma a livello... a livello informativo...
MARCIANO M.: eh!!...
ROCCO: ti parlo perch ha partecipato mio cugino al coso, al bando, all'ultimo
bando...
MARCIANO M.: eh!!...
ROCCO: che ci sono architetti?...
MARCIANO M.: si e non me lo potevi dire prima a me...
ROCCO: no, ma per esempio ...incomp... per qual' la cosa...
MARCIANO M.: ...incomp... lo hanno chiamato?...
ROCCO: non lo stanno chiamando...
MARCIANO M.: e non lo chiamano pi perch gli incarichi sono stati dati... e tu, queste
qua... queste sono le cose, vedi...
ROCCO: perch sono andato...
MARCIANO M.: lui come si chiama?...
ROCCO: ESPOSITO...
MARCIANO M.: lo sai che facciamo?... luned mattina... tu come sei combinato?...
ROCCO: io sono per qua...
MARCIANO M.: eh!! vieni al comune, andiamo con la SMART saliamo al CEDIR e
vediamo se possiamo fare qualcosa, se non inserito vediamo se troviamo mezza opera per
inserirlo la dentro senza nessuno impegno... se poi inserito ben venga...
ROCCO: no, che...
ALVARO C.: al [Link].?...
ROCCO: pure per sapere...
ALVARO C.: al CEDIR?...
MARCIANO M.: vuol dire che ha risposto questo qua, perch sono tutti i consiglieri
comunali che se li sistemano...
ROCCO: pure per sapere, perch giustamente questo qua mi ha chiamato ieri che sapeva

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 496
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che sono a Reggio e mi chiama a me... no a me mi aveva visto un ragazzo e mi ha detto, perch gli
aveva risposto che qua non li fanno queste cose, se poi andate, andate e sistemate la situazione...
MARCIANO M.: ...incomp... un opera a Catona di tre miliardi..
ALVARO C.: vedi qualche cosa ...incomp...
MARCIANO M.: faccio una piscina, un campo da tennis, un campo di calcetto, una
struttura bellissima tutta in vetro... ora gli abbiamo dato... gia quasi finito il progetto, nel 2007
apriamo il mutuo, ...incomp...
omissis.

Da accertamenti effettuati emerso che, in data 5 dicembre 2006, il Dipartimento di


Programmazione e Progettazione [Link]. del Comune di Reggio Calabria, con D.D. nr. 4408,
affidava allArchitetto ESPOSITO Francesco [nato a Sinopoli (RC) il 21.09.1971, iscritto allalbo
categoria di Reggio Calabria al nr. 1384 dal 01.01.1999], unitamente allArchitetto VENTRA
Francesco [nato a Reggio Calabria il 03.09.1977] il conferimento dincarico, relativo alla
progettazione, preliminare, definitiva, esecutiva e di coordinamento della sicurezza dellopera
riguardante la Riqualificazione viaria in pietrame in Cataforio per un importo complessivo di
200.000,00, inserita al nr. 06A291 del Programma Triennale delle [Link]. per il triennio
2006/2008, approvato con delibera del Consiglio Comunale di Reggio Calabria al nr. 73 del
21.12.2005. La promessa del MARCIANO era stata mantenuta: larchitetto ESPOSITO aveva
ottenuto lincarico da parte del Comune di Reggio Calabria.
(vds. all. nr. 271)
Nel prosieguo della conversazione il MARCIAN, pur di raggiungere un numero
considerevole di tesserati, ribadiva che avrebbe provveduto direttamente al pagamento della
tessera ed invitava gli interlocutori a tesserare il maggior numero di persone, anche quelle non
residenti a Reggio Calabria. Relativamente a questultimo punto, aggiungeva che il cambio della
residenza lo avrebbe risolto lui personalmente nel giro di un mese:

omissis
MARCIANO M.: allora ragazzi, facciamo, facciamo in questo modo... tu, noi ci vediamo
luned mattina, io ti do, cos ti do un po di tessere... di quelli che eh!... ci sono ragazzi che non
possono pagare la tessera, datemela a me che gliela faccio io tranquillamente... vedete di trovarli
di 18 anni eh!!...
ALVARO C.: ragazzi giovani...
MARCIANO M.: ragazzi giovani no!!...
ALVARO C.: una sicurezza, per il fatto pulito...
MARCIANO M.: certo, non dobbiamo fare sempre...
ALVARO C.: bravo...
MARCIANO M.: figlioli!! una ventina di ragazzi li dobbiamo trovare...
ALVARO C.: va bene...
MARCIANO M.: ...che siano seri, puliti...
ALVARO C.: ...incomp...
MARCIANO M.: ...incomp...
ROCCO: ma di Reggio?... da dove li vuoi queste persone...
MARCIANO M.: o che masticano...
ALVARO C.: certo...
MARCIANO M.: di Reggio, basta che sono residenti a Reggio... che hanno ah... la cosa...
poi se c' qualcuno di fuori, pi interessi...incomp... sempre un vostro amico...
ALVARO C.: certo...
ROCCO: quale il problema!!...
ALVARO C.: certo, certo...
MARCIANO M.: cio non questo il problema...
ROCCO: ma ci sono residenti che residenti qua...
MARCIANO M.: lo so, si ma... gliela fate spostare la residenza, perch un
domani poi...
ROCCO: ...(ride)...
ALVARO C.: ...(ride)...
MARCIANO M.: per me... da me non c' lo spazio compare e mangia... ...incomp... per

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 497
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arrivare alle elezioni... per spostare una residenza ci vogliono tre mesi...
ROCCO: sei mesi...
MARCIANO M.: sei mesi?... va bene, io te la faccio spostare in un mese...
ALVARO C.: questo sicuro...(ride)...
omissis.

Nella prosecuzione del dialogo MARCIAN riferiva in ordine alla propria vicenda
giudiziaria, ovvero loperazione denominata Prima, allorquando era stato indagato con
lorganizzazione criminale degli ALVARO e delle conseguenti problematiche che aveva avuto,
riuscendo, comunque al termine di tutto, ad ottenere anche il porto darma per la pistola.
Aggiungeva, inoltre, che qualora fosse stato controllato unitamente allALVARO,
questultimo doveva fingere di essere sordomuto e non presentare i documenti:
omissis
MARCIANO M.: ...(ridono accavallamento di voci incomp.)... hai capito che ti voglio
dire?... ti dico, la prossima volta che ti do un passaggio io, tu documenti non ne hai!!...
ALVARO C.: stai sicuro...
MARCIANO M.: ...(ride)... non ne ho!... ...(tratto incomp. accavallamento di voci)...
ROCCO: ma tu con il ministro estero non potresti collegarti...incomp...
MARCIANO M.: no, lui oggi domani, gli fa, no lui non parla sordo muto... ...(scherzano
e ridono)... gli dico: prendete i documenti miei...
ALVARO C.: e se ti porto io, chi ti ferma!! non ci conosce...
MARCIANO M.: tutti ci conoscono oggi...
ALVARO C.: ci pedinano!!...
MARCIANO M.: fanno a tipo che lo conoscono... no, me lo sono portato in palestra.. qua
ho una palestra a Catona... quello che volete, venite ...incomp... a disposizione, non pagate
..(ridono)... siete ospiti miei... ho una piccola palestra di quattrocento metri quadrati...
omissis.

(vds. all. nr. 272)

MARCIAN Michele, come gi evidenziato nellambito dei contatti politici mantenuti dai
fratelli BARBIERI, si relazionato anche con questi ultimi, in occasione delle elezioni
amministrative avvenute a Reggio Calabria nellanno 2007. Un intreccio molto particolare, in
considerazione che i fratelli BARBIERI, oltre ad avere favorito la latitanza di uno dei fratelli di
ALVARO Cosimo, hanno mantenuto con questultimo costanti rapporti relazionali.
Gi in data 29.10.2006, veniva registrata una conversazione, ritenuta oltremodo importante,
allinterno dellabitazione dellALVARO, circa i futuri assetti politici della citt di Reggio
Calabria, laddove questultimo riferiva ai propri interlocutori, PALERMO Rocco e PANUCCIO
Vincenzo Giuseppe, entrambi in precedenza generalizzati, di essere indeciso se appoggiare uno
o due candidati, in vista delle consultazioni elettorali del maggio successivo (2007), anche se
evidenziava la necessit di mettere qualcuno al Comune.
LALVARO, nella circostanza, riferiva agli interlocutori che un soggetto a nome Carmine,
identificato in ALVARO Carmine [nato a Sinopoli il 5.06.1965, residente a Delianuova] eletto
consigliere provinciale di Reggio Calabria in data 26.05.2006, ottenendo 2.206 voti, gli aveva
chiesto un appoggio, per le successive consultazioni elettorali del maggio 2007, a favore di tale
MANGANO Giuseppe [nato a Reggio Calabria il 06.11.1965], candidatosi nelle elezioni
amministrative del maggio 2007, nella coalizione capeggiata dal candidato sindaco Eduardo
LAMBERTI CASTRONOVO.
ALVARO Cosimo riferiva che, nonostante fosse gi impegnato in un appoggio elettorale a
favore di un altro candidato, avrebbe comunque promesso ad ALVARO Carmine circa venti/trenta
voti al MANGANO.
(vds. all. nr. 273)

Dal contenuto di tale discorso emergeva chiaramente che lALVARO aveva a


disposizione un notevole pacchetto di voti, da distribuire tra i due schieramenti politici.
Successivamente, la conversazione proseguiva tra ALVARO Cosimo e PANUCCIO
Giuseppe, in quanto PALERMO Rocco, alle ore 20.54, lasciava labitazione. I suddetti

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Memoria del Pubblico Ministero relativa al rito abbreviato CONDELLO Demetrio + 17
PROCURA DELLA REPUBBLICA 498
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interlocutori dialogavano, quindi, in relazione ad uno scambio di voti, non molto chiaro, in cui era
coinvolto il suddetto Carmine ALVARO.
(vds. all. nr. 274)

Nel corso dellattivit investigativa, in diverse occasioni, oltre a quelle menzionate in


precedenza, si aveva modo di riscontrare allinterno dellabitazione di ALVARO Cosimo, la
presenza di PANUCCIO Giuseppe, in precedenza generalizzato, cadidatosi alle elezioni
comunali di Reggio Calabria, avvenute nel maggio del 2007, quale consigliere comunale,
nello schieramento DC per Autonomia, inserita nella coalizione politica avente come
candidato a Sindaco SCOPELLITI Giuseppe.
Nel corso di tali incontri, aventi per oggetto la programmazione delle elezioni comunali,
lALVARO Cosimo ed il PANUCCIO Giuseppe, programmavano la strategia politica
connessa al reperimento di voti, anche alla presenza, in alcuni casi, di altri soggetti.
In particolare:
. il 27 gennaio 2007, ALVARO Cosimo riferiva a PANUCCIO Giuseppe, che il giorno
precedente aveva avuto un diverbio con Carmelo, identificato in BARBIERI Carmelo, poich,
questultimo, era intenzionato ad appoggiare, per le future elezioni comunali di Reggio Calabria,
il candidato MARTURANO, identificato in MARTORANO Giuseppe [ nato a Reggio Calabria
il 21 agosto 1960], effettivamente eletto. Il litigio, alla luce della conversazione in esame,
scaturiva dal fatto che ALVARO Cosimo, sicuramente, aveva richiesto alcuni voti al
BARBIERI a favore del PANUCCIO, ma lo stesso aveva rappresentato di volere appoggiare il
MARTORANO, poich impiegato presso il Consorzio di Bonifica, il cui presidente,
MARTORANO Santo Alfonso, era fratello del candidato.
(vds. all. nr. 275)

. il 25 febbraio 2007, ALVARO Cosimo, nel dialogare con MAZZITELLI Salvatore,


PANUCCIO Giuseppe ed altre persone non potute identificare, chiedeva se fosse stato possibile
ottenere almeno un Assessore. Nel contesto del discorso venivano fatti diversi nomi di
probabili candidati, e lALVARO spiegava che se avesse richiesto i voti ad Enzo,
sicuramente il PANUCCIO sarebbe stato eletto.
(vds. all. nr. 276)

. il giorno 20 marzo 2007, si registrava lennesima conversazione, laddove lALVARO


ed il PANUCCIO Giuseppe, in prossimit delle elezioni, iniziavano ad attuare una concreta
strategia, finalizzata allacquisizione di voti, a favore del citato candidato. In particolare, durante
la conversazione, ALVARO Cosimo riferiva di avere incontrato un soggetto, al quale aveva
chiesto il voto a favore del PANUCCIO, ma questultimo aveva riferito che, per ideologia
politica, non aveva mai votato un partito di destra, nonostante che lALVARO gli avesse riferito
testualmente: se tu vai a destra per noi pi convenevole, per quanto riguarda me e tutti gli amici
miei!", la verit! pi convenevole perch giustamente non posso...inc..., una persona che ....vota
a sinistra.
(vds. all. nn. rr. 277 e 278)

Laffermazione oltremodo significativa, poich evidenziava un diretto interessamento


dellALVARO nei confronti del PANUCCIO, poich leventuale elezione a Consigliere
Comunale di questultimo, avrebbe costituito un valido appoggio allinterno del Consiglio
Comunale, sia per lo stesso ALVARO che per lintera organizzazione criminale dappartenza tutti
gli amici miei. Circa lingerenza dellALVARO allinterno delle dinamiche politiche di Reggio
Calabria, si precisa che, in data 25 febbraio 2007, nel corso di una conversazione registrata
allinterno della propria abitazione, oltre a riferire che avrebbe appoggiato PALERMO Rocco,
quale candidato a Sindaco di San Procopio, aggiungeva, con riferimento alla citt di Reggio
Calabria, ora entriamo qui in Politica. Infatti, nel ribattere laffermazione di uno dei presenti,
secondo cui la coalizione capeggiata da LAMBERTI CASTRONUOVO avrebbe ottenuto un
elevato numero di voti, lALVARO riferiva testualmente: .. ma quando mai!.. forza zio
Peppino.. tra quindici giorni vedremo.
La persona a nome zio Peppino, potrebbe identificarsi in SCOPELLITI Giuseppe,
attuale Sindaco di Reggio Calabria.

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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PROCURA DELLA REPUBBLICA 499
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

(vds. all. nr. 279)

Ritornando alla conversazione del 20 marzo 2007, intercorsa tra ALVARO Cosimo e
PANUCCIO Giuseppe, si precisa che i due dialogavano anche in relazione alla possibilit di
chiedere i voti ad alcune persone di Reggio Calabria, parenti di un cognato di ALVARO, residente
a San Procopio ed identificato in RUGNETTA Rocco [nato a Taurianova il 4.04.1967 residente a
San Procopio], sposato con ALVARO Rosa, sorella di Cosimo. Nella prosecuzione della
conversazione era lo stesso ALVARO ad assicurare il PANUCCIO, circa la consistenza dei voti,
tant che riferiva ne prendiamo voti, Pino! Al mille per mille.. vai avanti e non ti
preoccupare.... LALVARO, in seguito, nellambito di una precisa strategia elettorale,
consigliava al PANUCCIO di fare aprire un seggio elettorale anche presso la sede della casa
di riposo Villa Speranza, in modo da convogliare i voti di tutti i ricoverati, allindirizzo del
PANUCCIO:
ALVARO C.: ...inc...hai capito? perch non mi deve dire "Cosimo!...inc...!" siccome
perderanno, secondo me gli potuto venire nelle circoscrizioni qualche problema, gli ho detto
"...inc...per vostro cognato nella circoscrizione ho un paio di ragazzi che mi rispettano!" lui i
...inc...non li vuole ...inc...e basta! non ci deve rompere i coglioni...inc..., hai capito?...vedi che
per ti devi far fare il seggio l
PEPPE: e come faccio?
ALVARO C.: come facciamo, come facciamo?
PEPPE: eh!!! ora vediamo come si pu fare

Succesivamente, lALVARO forniva un parziale elenco di persone che aveva contattato,


affinch votassero a favore del PANUCCIO, aggiungendo che, in prossimit delle votazioni,
avrebbero intensificato ulteriormente le richieste di voto:
ALVARO C.: ad uno per uno, perch uno! nella famiglia e tutti gli amici miei me lo
danno, uno! ...capace che ne conosci cento e quando ne conosci mille...uno per uno, hai
capito?.....ne conosco cento e capace fino a mille...stop! se no ...inc...
PEPPE: no!!! ancora presto ...inc...
ALVARO C.: eh!! ci facciamo il giro che siamo...inc...e ti ripeto! glielo spacchiamo il
culo, nome , cognome e pure la fotocopia facciamo

(vds. all. nr. 278 gi menzionato)

In ordine allapertura del seggio elettorale, presso la casa di riposo di Villa Speranza, si
precisa che, il 26 aprile 2007, sullutenza 340-3056915, in uso a BUETI Natale, si registrava
una telefonata, in partenza dallutenza nr. 0965/643717, ove un dipendente della citata azienda
chiedeva spiegazioni al BUETI, circa la documentazione da approntare per far votare le
persone alloggiate, allinterno della struttura.
Unaltra interessante conversazione si registrava il successivo 28 marzo 2007, allinterno
dell ufficio della casa di risposo di Villa Speranza, laddove ALVARO Cosimo riferiva al
PANUCCIO che subito dopo le festivit Pasquali, avrebbe saputo i nominativi di tutti coloro
che avrebbero votato per il PANUCCIO. Quindi, con la pubblicazione delle liste dei votanti,
sarebbe stata in grado di sapere anche il seggio ove le persone dinteresse avrebbero votato. Si
trattava in sostanza di una sorta di controllo, finalizzato a verificare se i voti promessi dalle
persone contattate, corrispondessero a quelli realmente espressi.
Il PANUCCIO, nel corso delle elezioni comunali di Reggio Calabria, otteneva 593
preferenze, risultando il secondo della propria lista, pertanto, non veniva eletto.

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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PROCURA DELLA REPUBBLICA 500
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ESTORSIONE IN PREGIUDIZIO DI BUCETO VINCENZO E GUADAGNINO


GIUSEPPE

Il giorno 12 novembre 2006, allinterno dellabitazione di ALVARO Cosimo si registrava


una conversazione particolarmente interessante, circa una tentata estorsione, attuata in pregiudizio
di BUCETO Vincenzo [nato a Santa Cristina dAspromonte il 15.05.1922], finalizzata ad estorcere
alcuni terreni a questultimo, mediante una serie di atti intimidatori, attuati anche in pregiudizio
del genero GUADAGNINO Giuseppe [nato a Delianuova il 05.05.1962, ivi residente]. Nel corso
del dialogo, questultimo, unitamente ai fratelli, Antonio170 e Francesco171, rappresentavano tutti
i particolari dellintera vicenda allALVARO Cosimo, affinch questultimo intervenisse nei
confronti di una serie di personaggi, di seguito meglio indicati, tutti appartenenti ad organizzazioni
criminali insistenti nel locale di Sinopoli, allo scopo di bloccare gli stessi in tale attivit predatoria
che aveva determinato, tra laltro, ingenti danni al GUADAGNINO Giuseppe. I tre fratelli, in
particolare, rappresentavano che liniziale richiesta di cedere tali terreni, circa 2000 metri quadrati,
era stata fatta da Peppe Antonio e Mico RUGOLO, identificati, rispettivamente, in
ITALIANO Giuseppe Antonio [nato a Delianuova (RC) il 21.06.1931, ivi residente in via San
Martino nr.17 172] e RUGOLO Domenico [nato a Oppido Mamertina (RC) l11.06.1935, ivi
residente [Link] Castellace in via Largo Lazio nr.3173], ritenuto il capo dellomonima
organizzazione criminale, i quali agivano per interesse di tale Cec, identificato dal complesso
della conversazione, nonch dagli accertamenti eseguiti, in VERDUCI Vincenzo [nato ad Oppido
Mamertina (RC) il 04.10.1971, residente a Castellace di Oppido Mamertina (RC) in via Lucania
nr. 3, pregiudicato]. Lo stesso legato da rapporti di parentela con la famiglia MAMMOLITI,
poich le sorelle Caterina174 ed Eleonora175, hanno sposato, rispettivamente, MAMMOLITI
Francesco176 e MAMMOLITI Saverio177. Lidentificazione del VERDUCI, quale soggetto
interessato allaccaparramento dei terreni, oltre che dal nome fatto dagli interlocutori, ovvero
Cec, abbreviazione in dialetto calabrese del nome Vincenzo, emergeva da una relazione di
servizio, redatta dai Carabinieri di Castellace di Oppido Mamertina in data 14 marzo 2007,
allorquando apprendevano da TODARO Pasqualina178 e della figlia BUCETO Carmela che la
famiglia VERDUCI voleva acquisire la gestione dei terreni di questultime. Le due donne sono,
rispettivamente, cognata e nipote di BUCETO Vincenzo, in precedenza generalizzato, suocero di
GUADAGNINO Giuseppe.

(vds. all. nr. 280)

Fatta tale premessa, necessaria per linquadramento dei fatti, si precisa che ALVARO
Cosimo, ad un certo punto, riferiva di essere gi a conoscenza della vicenda ed infatti affermava:
s, s, so tutto, aggiungendo che aveva riferito a GUADAGNINO Francesco, presente alla
discussione di rivolgersi a Rocco, identificato, dal contenuto dellintero dialogo, in MORFEA
Rocco [nato a Varapodio il 17.12.1953, residente a Sinopoli (RC)], genero di ALVARO Nicola

170 nato a Delianuova il 25.04.1954, ivi residente in via Gramsci n.5 scala A int.1, coniugato con BIASI
Pasqualina, imprenditore.
171 nato a Delianuova il 10.01.1965, ivi residente in via Camelia n. 219, coniugato con ITALIANO Teresa,
commerciante.
172 coniugato con VERSACE Caterina cl. 1949, pensionato, capo indiscusso della cosca ITALIANO-
PAPALIA, operante nel territorio di Delianuova (RC), padre di ITALIANO Giasone..
173 pluripregiudicato per porto abusivo di armi, lesioni personali colpose continuate, inosservanza dei
Provvedimenti dellAutorit, omessa denuncia munizioni, contrabbando, evasione, associazione a
delinquere. E cognato di MAMMOLITI Antonino cl. 37 avendo questultimo sposato la sorella RUGOLO
Clara cl. 52.
174 VERDUCI Caterina, nata ad Oppido Mamertina (RC) il 09.04.1979.
175 VERDUCI Eleonora nata a Cinquefrondi il 08.03.1987.
176 nato a Fiorenzuola DArda (PC) il 14.05.1970, residente a Castellace di Oppido Mamertina in via
Buzzano nr. 33.
177 nato a Taurianova il 22.11.1976.
178 nata a Santa Cristina dAspromonte il 02.04.1923.

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


Memoria del Pubblico Ministero relativa al rito abbreviato CONDELLO Demetrio + 17
PROCURA DELLA REPUBBLICA 501
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

[nato a Sinopoli (RC) il 2.3.1946, residente a San Procopio]. Trattasi dello stesso personaggio che,
nel corso delle consultazioni elettorali di San Procopio, aveva imposto, in un primo momento, la
candidatura di RUFFO Vincenzo e, successivamente, previa disposizione dello stesso ALVARO
Cosimo, aveva acconsentito alla candidatura di PALERMO Rocco, quale sindaco di San Procopio.
Un vero e proprio sodalizio mafioso dedito al totale controllo del territorio, sia attraverso la
politica, sia mediante una diretta espressione criminale nellarea.
Lesposizione dei fatti, espressa dai fratelli GUADAGNINO, consentiva di accertare che, in
tale attivit estorsiva, in seguito era subentrato Giuseppeantonio, identificato in ITALIANO
Giuseppeantonio [nato a Delianuova il 21.06.1931 ivi residente], nonch il figlio dello stesso, a
nome Giasone, identificato in ITALIANO Giasone [nato a Delianuova il 16.10.1969, ivi
residente, pregiudicato], tra laltro legati da vincoli parentali con GUADAGNINO Francesco,
presente al dialogo, avendo questultimo sposato ITALIANO Teresa, figlia di ITALIANO
Giuseppe Antonio, nonch sorella di ITALIANO Giasone. Tale rapporto parentale evidenziava
ancor di pi la particolare situazione criminale connessa a tale vicenda, atteso che il
GUADAGNINO Francesco, pur essendo legato agli ITALIANO, appoggiava il fratello, vittima di
alcuni danneggiamenti e, quindi di unattivit ampiamente predatoria, tant che anchegli si
recava a Reggio Calabria per richiedere lappoggio di ALVARO Cosimo.
In tale contesto, uno dei fratelli GUADAGNINO riferiva che, nel corso dellincontro avuto
con il Giasone ITALIANO, questultimo aveva velatamente minacciato gli stessi, infatti, aveva
riferito: con il caldo, qua il trattore o una scintilla. Subito dopo, il GUADAGNINO
aggiungeva: sono venuti due volte, gli ho mandato a dire pure io che non c niente da fare, e
niente, e ora tornato a succedere un altro casino laltra sera successo prima alla cooperativa.
In seguito riferiva : ohoo... dico, non che una fesseria, comunque ...tratto inc...
quattro cinque sere f da mio suocero stavamo mettendo le reti le ultime reti che erano rimaste,
erano altri due giorni di lavoro... comunque erano altri dieci rotoli pi o meno, erano davanti casa,
sono andati e gli hanno messo fuoco, sono venuti i pompieri, i vicini li hanno chiamati, li hanno
chiamati, ora arrivano, i pompieri... dice l'altra volta va bene ... ma questa volta qu non....
Da accetamenti effettuati emerso che:
. in data 30.10.2006, alle ore 23.50 circa, in Contrada Burdina frazione Santa Giorgia, agro
del Comune di Scido (RC), ignoti incendiavano il frantoio oleario della societ Cooperativa
agricola DELIA, cui presidente il citato GUADAGNINO Giuseppe, procurando ingenti danni
alla struttura immobiliare del fabbricato, tanto da dover essere gran parte demolito e ricostruito.
Nelloccasione, venivano distrutti completamente anche un muletto ed un trattore, un altro muletto
notevolmente danneggiato, le reti per la raccolta di olive, limpianto elettrico del fabbricato, i
macchinari per la lavorazione delle olive, una quindicina di quintali di olio riversato per terra ed,
infine, una ventina di quintali di olive distrutti dalle fiamme;
. in data 09.11.2006, alle ore 17.15 circa, in localit Caruso nr. 1 della frazione Lubrichi
del Comune di Santa Cristina dAspromonte, ignoti incendiavano circa 10 bobine di reti della
raccolta delle olive posizionate nel terreno agricolo di BUCETO Vincenzo [nato a Santa Cristina
dAspromonte il 15.05.1922] a circa 60 metri ove sorge la propria abitazione. Sul luogo,
effettivamente, come asserito dal GUADAGNINO Antonio, sono intervenuti prima i Vigili del
Fuoco di Palmi ed i militari della Stazione CC di [Link] dAspromonte, i quali, nel prosieguo
delle indagini, escutevano a s.i.t. il genero della vittima, GUADAGNINO Giuseppe, e TODARO
Carlo [ nato a Taurianova il 20.08.1979, residente a Santa Cristina dAspromonte], cugino del
BUCETO e confinante con la propriet in questione.

Nella prosecuzione del discorso, uno dei fratelli GUADAGNINO riferiva che, la mattina
precedente lincendio, ovvero l8.11.2006, MORFEA Rocco aveva incontato GUADAGNINO
Alfonso179, al quale aveva consigliato di dare agli estortori una tumminata due tumminate di
terra, e, pertanto, i predetti rappresentavano allALVARO che i due fatti erano strettamente
correlati. Sostanzialmente il MORFEA, la mattina dellincontro, aveva esternato lennesima
minaccia allindirizzo del GUADAGNINO e, quindi, del BUCETO, concretizzatasi in nottata
attraverso il danneggiamento.

179 GUADAGNINO Alfonso, nato a Delianuova il 04.05.1959, ivi residente in via Gramsci nr.5 scala A
int.2.

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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PROCURA DELLA REPUBBLICA 502
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

Nello stesso contesto, il GUADAGNINO precisava che, a seguito dellincendio in


questione, gli stessi avevano avuto un incontro a casa con il MORFEA, presso labitazione di
ALVARO Nicola:
omissis
GUADAGNINO A.: senti che dico una cosa, allora io... qu... questa storia qu ho
visto che sta andando un poco... eh...allora... siccone vantieri mattina ROCCO MORFEA il genero
di COLA ha visto mio fratello ALFONSO e gli ha detto ALFONSO... sicome con questo ROCCO
MORFEA ci siamo cresciuti assieme aveva le campagne...noi altri eravamo l, siamo stati a scuola
assieme, tutti in quella campagna siamo cresciti come fratelli, ha visto mio fratello ALFONSO ed
andato mettersi in questa storia qu, e gli ha detto ALFONSO non vedete se potete fare per dargli
"una tuminata due tuminate"di terra, cos e cos, perch hanno una casa sequestrata, che s... di
queste cose qu, mio fratello ALFONSO gli ha detto non so di queste cose qu prende mio fratello
ALFONSO...io lo so... l'ho saputo subito la sera questo fatto qu
ALVARO C.: si
GUADAGNINO A.: ora questo fatto qu l'ho saputo subito la sera, allora, ho preso la
mattina e per prima cosa ti ho detto a te inc...hai visto
GUADAGNINO P.: "arrivati" che glielo ha detto la mattina ROCCO, la sera hano messo
fuoco
GUADAGNINO A.: la sera hanno messo fuoco inc... la mattina mi sono "bollato" da
ROCCO MORFEA, siccome lui ha mandato l'imbasciata, gli ho detto ROCCO senti mi...
ALVARO C.: dovevate valutare ancora, no?
GUADAGNINO A.: mi diceva mio fratello ALFONSO che c'era questo fatto qu,
che noi non gli vogliamo dare... perch non possiamo dargli duemila metri quadri, questo e quello,
gli ho detto ROCCO, noi duemila metri quadrati... che poi siamo scesi da suo suocero e glielo
abbiamo detto davanti a suo suocero davanti a COLA
ALVARO C.: ...inc...
GUADAGNINO A.: gli ho detto e dovevi venire pure tu, e poi quando scende uno di
Sinopoli... ha detto ROCCO se vengono e la stessa cosa non cambia niente non ... allora sono
passato io... gli ho detto ROCCO noi non che non vogliamo dargli duemila metri quadrati, noi
non glieli possiamo dare perch se noi possiamo fare un favore lo facciamo a tutti i "cristiani" del
mondo, sempre, e lo continueremo a fare perch nel nostro carattere e nel nostro sangue e siamo
in questo modo, gli ho detto quindi... pensa una cosa quando abbiamo fatto il capannone dell'altro
lato dove abbiamo fatto la cooperativa noi, gli abbiamo cercato il terreno a suo suocero per farla la
sopra perch era migliore e non ce lo ha dato, sono rimasti nemici con suo suocero da allora a ora
con mio fratello PINO, allora si e arrabbiato perche disse che noi ancora non avevamo messi i
piedi in casa e gi volevamo mandarli via, vechi che ragionano in quel modo...
ALVARO C.: si, si, certo...
GUADAGNINO A.: gli ho detto compare COLA a noi non ce lo ha dato e mio
fratello PINO e rimasto nemico fino a ora, mio fratello PINO e rimasto di casa a Calabretta
altrimenti rimaneva a casa l perch era nemico con suo suocero prima stava a casa l, perch mio
fratello PINO ha capito che giustamente quello trattto inc.
omissis.

Durante la conversazione, i fratelli GUADAGNINO, per non apparire acerrimi


accusatori di ALVARO Nicola e dei soggetti a questultimo collegati, evidenziavano la
possibilit che ad effettuare i danneggiamenti fossero state anche altre persone, ma era lo
stesso ALVARO Cosimo a precisare : MI DEVO SFORZARE PER PENSARE
DIVERSAMENTE, CAPISCI..
Si precisa che al termine del dialogo era lo stesso GUADAGNINO Giuseppe, a precisare
che i danneggiamenti erano comunque addebitabili al gruppo capeggiato da ALVARO Nicola,
circostanza confermata anche dallo stesso ALVARO Cosimo:
omissis
GUADAGNINO P.: sono stati loro... lo sappiamo CECE'...
ALVARO C.: rimane tra noi
GUADAGNINO P.: perch l'area quella, inc...
omissis.

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 503
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Immancabilmente ALVARO Cosimo subentrava nella problematica, infatti


rappresentava agli interlocutori che, nel corso della prossima riunione, avrebbero dovuto
rappresentare ad ALVARO Nicola e MORFEA Rocco, che di tale vicenda era stato messo a
conoscenza lo stesso ALVARO Cosimo, il quale aveva riferito di fare .. le cose nel modo pi
giusto possibile.-
omissis
GUADAGNINO A.: e chiudiamo la partita inc...
ALVARO C.: pu darsi che quello che erediti inc... e non sai inc... gli ha dato l'eredit
e gli dice sei proprietario alla mia morte
GUADAGNINO A.: lui muore prima inc... non ne dede morire una ne devono
morire due
ALVARO C.: certo
GUADAGNINO A.: sono marito e moglie, posso pensare che muiono dalla sera alla
mattina tuti e due
GUDAGNINO R.: siamo sfortunati
GUADAGNINO A.: ora io ho giocato questa carta, pu essere che entro quattro
cinque anni questo discorso di cui stiamo parlando inc... morto o pu essere che...
ALVARO C.: ma scusa... ma loro accettano in questo modo?
GUADAGNINO A.: chi?
ALVARO C.: loro accettano a morte sua?
GUADAGNINO A.: altrimenti non c' alternativa, cos... se loro non accettano
chiusa, io gli ho detto che se loro non stanno a queste condizione la possono mettere come
vogliono
GUADAGNINO P.: inc... suocero inc...
ALVARO C.: allora tu sai cosa devi fare?
GUADAGNINO A.: COSIMO..io gli ho detto... scusa una porola... io posso fare
questo passo qu, io posso fare questo passo qu, dopodiche se non gli piace per me ci possiamo
bisticciare la possiamo mettere come la volete gli ho detto, cos come ti sto dicendo a te...
ALVARO C.: ora tu sai cosa fai...
GUADAGNINO A.: ...a COLA davanti a ROCCO
ALVARO C.: tu sai cosa fai... a COLA o chi sar, tu vai a parlare con ROCCO,
giusto?
GUADAGNINO A.: si
ALVARO C.: gli dici guardate non vi offendete nessuno, prima che io parlo, senza
offesa per nessuno, ho parlato con COSIMO e mi ha detto di fare le cose nel modo pi giuste
possibile
GUADAGNINO A.: fate conte che in questa parola qu c' COSIMO seduto qu
sopra
ALVARO C.: bravo, gli dici ci sono io, mi ha deto di fare le cose (si sovrappongono le
voci)
GUADAGNINO A.: gli dico che sei venuto tu a trovarci, nemmeno che sono venuto
io a trovarti altrimenti inc. e siccome... gli dico...
ALVARO C.: sono venuto io, o io o tu e la stessa cosa non centra niente, noi siamo
tutti una cosa... ha detto ritenete quelloche pi giusti da fare, le mie cose sono queste a morte dei
vecchi facciamo cos, cos inc... e ci mettiamo nel mezzo, perch oggi ci dobbiamo rendere conto...
perch io volevo oggi fottermelo per dire, no? Per... grazie a Dio cos non stato, giusto? Per la
cosa pi breve e sbrigativa
GUADAGNINO A.: si
ALVARO C.: questa, capisci? Non ce ne sono altre
GUADAGNINO A.: per se loro andranno a vedere che vogliono...
GUADAGNINO R.: ...inc... COSIMO
GUADAGNINO A.: se loro vanno a vedere che da qu vogliono saltare qu, io gli chiudo
completamente tutto
ALVARO C.: assolutamente, si...
GUADAGNINO A.: io sto dicendo...
ALVARO C.: no non esiste... a me... abbiamo parlato cos, siamo rimasti daccordo
cos...

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 504
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GUADAGNINO A.: un pezzo dalla via di sotto, un poco della via di sotto l dove
limitate ve lo prendete e zitto
GUADAGNINO P.: noi rimaniamo che vendo
ALVARO C.: io e te, io tu e tu fratello rimaniamo daccordo con te
GUADAGNINO A.: per una "tuminata" per deuemila metri quadri
ALVARO C.: che ti dia questi duemila metri, siamo rimasti daccordo per questo non
per altro di altro neanche ne abbiamo parlato e mi ha detto come ritenete cos , e cos facciamo,
abbiamo parlato cos e facciamo... fate conto che c' lui presente, stop, e vedi cosa ti dicono, penso
che non ti dicono niente... per ora purtroppo non ve lo posso dare perch... e si chiude il discorso,
capisci?
GUADAGNINO P.: inc... si dice cos...
ALVARO C.: perch ormai che gli hai spiegato mezza parola con ALFONSO, gli hai
spiegato mezza parola in questo modo
GUADAGNINO A.: ma lui se gliela detta (si sovrappongono le voci)
ALVARO C.: giusto o no?
GUADAGNINO A.: il discorso che ho fatto io COSIMO... COSIMO il discorso che
ho fatto io il "palliamento" del tempo [Link]
GUADAGNINO P.: ma del tempo non che muoiono inc...
GUADAGNINO A.: e posso credere che muoiono tre...
ALVARO C.: speriamo di avere fortuna

TRATTO INC... SI SOVRAPPONGONO LE VOCI

GUADAGNINO P.: con questa gente mi spavento un po...


GUADAGNINO A.: e poi praticamente...
GUADAGNINO P.: ora una cosa che dico io e che loro devono morire nel loro
letto, tanto per incominciare perch con questa gente sono di un impaziena paurosa
ALVARO C.: certo
GUADAGNINO P.: ...delle cose fanno... quindi (tratto inc. si sovrappongono le
voci)
ALVARO C.: il caso... se gliela fanno chiudere a ROCCO... non il caso altrimenti
guarda... altrimenti dobbiamo andare oltre, non il caso, io direi di rispondergli, tu fai... senti a
me...
GUADAGNINO A.: io gli dico che non sono andato all'appuntamento stasera...
ALVARO C.: ehe
GUADAGNINO A.: ...perch mi hai mandato un imbasciata che mi volevi
ALVARO C.: la verit, la verit e basta
GUADAGNINO A.: mi hanno mandato un imbasciata...
GUADAGNINO P.: loro vogliono che vai pomeriggio mi ha detto, si, si... mi ha
detto di andare pomeriggio tu
ALVARO C.: ti ho mandato un imbasciata inc... scusa
GUADAGNINO A.: per domani pomerigggio? Benisimo, ma io ieri sera non sono venuto
perch mi ha mandato un imbasciata COSIMO che mi voleva
ALVARO C.: a certo, a certo, e tu gli dici cos
GUADAGNINO A.: e che lui ora contento di tutto, per dobbiamo sapere che lui sul
tavolo... qu
GUADAGNINO P.: sapete che sono duemila metri
ALVARO C.: e stop
GUADAGNINO P.: se voi vi accontentate di questi...
ALVARO C.: se no non facciamo niente
GUADAGNINO P.: e se fate problemi inc...
ALVARO C.: qu ora, davanti, se vi sta bene me lo dite se non vi sta bene inc...
ROCCO: vuol dire che poi voi fate le vostre cose e noi facciamo le nostre
ALVARO C.: certo... mandategli imbasciata fate come volete
omissis.

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Memoria del Pubblico Ministero relativa al rito abbreviato CONDELLO Demetrio + 17
PROCURA DELLA REPUBBLICA 505
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Dal contenuto complessivo della conversazione, emergeva che lestorsione era stata
condotta materialmente da VERDUCI Vincenzo, collaborato da MORFEA Rocco e da ALVARO
Nicola.

(vds. all. nr. 281)

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 506
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LE INFILTRAZIONI DELLA CRIMINALIT ALLINTERNO DEGLI APPALTI


PUBBLICI.

Lavori pedemontana.

Presso labitazione di ALVARO Cosimo, a pi riprese si presentavano diversi imprenditori,


affinch questultimo potesse condizionare ed influenzare, attraverso il proprio potere mafioso,
laggiudicazione degli appalti pubblici.
In particolare, in data 4 dicembre 2006, due soggetti, non meglio identificati, a nome
Cec e Ciccio, originari della Piana di Gioia Tauro, giungevano a casa dellALVARO e
chiedevano un intervento di questultimo nei confronti delling. CUZZOLA della Provincia,
identificato in CUZZOLA Domenico Italo [nato a Reggio Calabria (RC) il 01/01/1951 ed ivi
residente in via Spirito S. II Pr S. Anna 92 E], dirigente del settore Viabilit e Progettazione della
Provincia di Reggio Calabria, al fine di potersi aggiudicare i lavori relativi alla progettazione del
tratto stradale della Pedemontana, relativi al lotto Cittanova-Razz.
La conversazione, in relazione ai fatti rappresentati avveniva come segue:

Conversazione registrata al progr. [Link] 2803 del 04.12.2006 alle ore 19.14, con apparecchiatura
SIO.

Legenda:
A= ALVARO Cosimo
C= CECE'
F= CICCIO

[Link] entrano due persone, tale Cec ed altro non identificato

INIZIO TRASCRIZIONE INTEGRALE

C: va bene andiamo ad altro, dunque... noi siamo venuti qu per una cortesia, una
cortesia e nello stesso tempo pure un lavoro... che interessa... a tutti, spiegategli tratto inc...
F: c' un lavoro abbastanza serio nella zona nostra, praticamente f da Cittanova a
Razz, ora molto probabilmente questione di qualche mese dovrebbero mandarlo in appalto, quello
che gestisce l'opera, che gestisce il progetto uno di qu della... della provincia
C: della provincia
F: della provincia... un settore separato della provincia, a Reggio Modena, il
palazzo che c' a Reggio Modena, all'uscita di Reggio Modena... cento metri pi in l dell'uscita
A: ah... qu alla regione dove c' quello che fanno inc...
F: provincia, un palazzo provinciale
A: ah... un palazzo provinciale , non lo so
F: uno stabile grigio a cento metri...
C: quello di vetro, tutto di fuori?...
F: no...
C: ...l dove c' tutto lo spazio, tutto il cortile grande
F: si c' inc... dei tubi l fuori
C: vicino... c' il Mercatone l... cosa c'?
F: no, no, no...
A: si va verso Modena e si scende verso la caserma dei Carabinieri
F: si, per subito dopo dello svincolo saranno cento metri
A: cento metri si, pi o meno, prima di arrivare al bivio uscendo..dall' uscita poi si
fa una strada... si, si...
F: ora..quello che fa..tutto...diciamo..che dovrebbe gestire..qua..l'opera la gara
d'appalto ..l'ingegnere CUZZOLA..
A: Cuzzola?
F: Cuzzola..quello... inc...

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 507
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TRATTO INCOMPRENSIBILE

A: Cuzzola?
F: Cuzzola.. il responsabile del procedimento..
A: uh..
F: incomp..che stanno..un distaccamento della provinciapraticamente
gesticono tutte le grandi opere di tutta la provincia...
A: ho capito
F: ... di Reggio Calabria..tutte le strade tutte le cose che passano...sono tutti i
progetti l...
A: si, no, no...
F: questo qua... fanno la premontana...vedi come ... giallo
C: la premontana..
A: poi... come questa qua...
F: no questa e la premontana..
C: no, qua dentro.... ed al secondo lotto..
A: il primo l'hanno fatto..
C: il primo l'hanno appaltato lo stanno gi lavorando..
F: lo mandano fr un mese due mesi..li fanno fare..inc... di questo... se vuole questo
ti dice fanno questo, questo e quest'altro che li favoriamo
A: si deve vedere se ci sono..se ce ne sono molti inc...
C: come il secondo lotto Ciccio...Cittanova... Cittanova Razz stato fatto ora e
questo gi il secondo lotto
F: il primo lotto...
C: il primo lotto quando lo hanno fatto?
F: il primo lotto da San Giorgio a Cittanova..
C: San Giorgio Cittanova..
F: gi sono iniziati i lavori..gi sono..
C: ora stanno facendo qua... allora da Cittanova...
F: da Cittanova- Razz
C: ...Razz
F: poi fanno Razz Varapodio poi Varapodio Calabretta...ma probabilmente
faranno tutti...
A: ascolta... e chi l'ha preso il secondo lotto..
F: nessuno..
C: ancora lo devono mandare..
F: ancora un progetto..da definire alla seconda fase..della progettazione..le fasi
della progettazione sono tre..
A: ah..
F: hanno fatto la prima, con la seconda fase... per ora sono fermi alla seconda
fase...quindi questione di dieci giorni..quindici giorni... parte la pregettazione dell'ultima fase, la
progettazione esecutiva..
A: scusami un attimo come si pu prendere questo lavoro... con un'offerta..
F: allora, l'offerta c' la ditta e non ci dovrebbero essere problemi...per questo qua
ci deve dare una garanzia... dove dice tu in questo lavoro devi fare questo questo quest'altro...
A: certo..
F: il tipo di materiale..
A: certo..
F: i lavori..
A: magari che non ci siano prezzi vecchi, no?
F: eh... questi tipi di modifiche...(tratto inc. si sovrappongono le voci) non gli
piacevano...
A: certo...
F: magari c' stato qualcheduno delle zone nostre... che andato l e gli ha detto
che lui non vuole che passa da la... la dovete spostare cinquanta metri pi in la..
A: c' stata la variazione nella progettazione... quando si tratta..

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C: il lavoro grosso inc...


F: il lavoro grosso, il lavoro un bel lavorosono lavori che si devono...
C: di quant'?
F: sono quaranta miliardi di lavoro...incomp..e questo qua sono...17..18.. mila
euro.. milioni di euro di lavoro..
A: tratto inc...
C: di progettazione e il lavoro?
F: il lavoro completo
C: progettazione e lavoro..
F: progettazione e lavoro..
C: di progettazione quanto ?... non si sa, forse il 15%
F: poi ci sono le tasse..poi ci sono il cinquanta per cento di tasse..
C: va be comunque sempre un lavoro..
A: tratto inc...
F: ma la progettazione alla fine sar sempre gestita assieme all'impresa comunque
sempre si fa al inc... non meno su... un due miliardi..di progettazione..
A: la progettazione... va bene
C: naturalmente per sapere quanto la progettazione tratto inc...
A: ho capito tratto inc... se ho capito voi allora come

FINE TRASCRIZIONE INTEGRALE

(vds. all. nr. 282)

In prosecuzione, si sviluppava unaltra conversazione, sempre attinente allaggiudicazione


dellappalto, laddove i due soggetti riferivano allALVARO che, se non ci fossa stata
unassociazione di imprese, il lavoro, sicuramente, sarebbe stato aggiudicato ad alcune ditte
provenienti da altra area geografica. In seguito, nel rappresentare i particolari di tale lavoro,
veniva pronunziata la necessit di stabilire un contatto con il responsabile del procedimento,
poich laggiudicazione dei lavori dipendeva, esclusivamente dallo stesso. Infatti, ad un certo
punto, le affermazioni degli interlocutori erano oltremodo inequivocabili:
omissis
A: voi dovete camminare di pari passo con la ditta in pratica..
F: uhm si, per forza dobbiamo camminare di pari passo, dobbiamo fare un
progetto..il progetto si deve fare di sana pianta..questo incomp.. lui ti deve dire fate in questo
modo..poi noi facciamo in questo modo..poi giustamete la ditta..mette pure il ribasso suo..e dice io
questo lavoro qua ve lo faccio per questo ribasso qua
A: si..certo
F: e quindi poi.. eh.. per sempre a discrezione del capo del procedimento..perch
praticamente lui pu dire no..hanno vinto questi qua..pure se il ribasso e pi alto degli altri, hanno
vinto questi qua..perch hanno adottato una tecnologia..che a me piaciuta..
A: cio vi deve agevolare sul progetto pi che altro....
F: pi che altro..sul progetto..
A: pu incidere qualcosa... incide il ribasso se la ditta fa un 20%?
F: se il 20% inc...
A: incide sulla parcella?
F: no sulla parcella no..sulla parcella comunque... si certo che incidono... certo che
incidono perch poi se in base... se il lavoro di quaranta miliardi..
A: si ribassa..

SI SOVRAPPONGONO LE VOCI

F: ...gi ne rimangono 32..quindi la parcella sempre sui trentadue miliardi..poi..


A: va bene ho capito.. comunque vedo quello che si pu fare
F: se ci pu aiutare..se in caso lui ti dice ditegli di presentarlo
cosi..cos..cos..cos..che (tratto inc.) allora noi partiamo..altrimenti andiamo vedendo lavori..
C: vedete che ci vogliono una ventina di milioni..venticinque..per chiamare un

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geologo..volta e gira
omissis.

(vds. all. nr. 283)

I lavori in argomento, nella loro globalit, riguardavano lesecuzione di una strada,


compresa tra il nuovo svincolo dellautostrada Salerno-Reggio Calabria di Laureana di Borrello e
la congiungente Delianuova svincolo A3 di Gioia Tauro.
La strada in questione composta da due macro lotti, denominati : intervento 9-10 e
intervento 8. I lavori menzionati dai diversi interlocutori, riguardavano lintervento 8, lotto 1 -
2 stralcio, compreso tra lo svincolo di Cittanova ex S.S. 111 svincolo Razz ex S.S. 111 dir.
innesto per Molochio Terranova S.M.. Infatti, i due interlocutori dellALVARO riferiscono
che erano interessati alla progettazione dei lavori compresi tra Cittanova e Razz. In merito a tali
lavori, con determinazione nr. 109 del 20.05.2008 nr. 1344 Registro Generale, la Provincia di
Reggio Calabria ha approvato i verbali di gara del 20.12.2007, del 27.12.2007, del 30.04.2008, del
15.05.2008 e del 19.05.2008, relativi allo stralcio "svincolo Cittanova ex S.S. 111 svincolo
Razz ex S.S. 111 dir. innesto per Molochio Terranova S.M." C.U.P.: B81B07000140001
C.I.G.: 0089233565, aggiudicando il suddetto lavoro pubblico, in via definitiva, all'A.T.I.
CONSORZIO MAGNA GRECIA S.R.L. GIMET S.R.L. S.C.L. MONTAGGI E COSTRUZIONI
S.R.L., con sede in Rizziconi (RC) - C/da Persicara [Link]: 02344720806, per un importo
complessivo di . 16.631.222,40 oltre IVA (di cui . 16.393.222,40 per lavori a base dasta, al
netto del ribasso dasta del -10,605 % per oneri di sicurezza non soggetti a ribasso dasta).

Gli accertamenti eseguiti consentivano di acclarare che alla gara prendevano parte le
seguenti imprese:

1. CONSORZIO MAGNA GRECIA SRL - GIMET SRL - S.C.L MONTAGGI E


COSTRUZIONI;
2. DEMOTER SPA - MAEG COSTRUZIONI SPA (seconda classificata);
3. CONSORZIO STABILE INFRASTRUTTURE - ROAN SRL;
4. COTEA SRL - COTECO SRL - [Link] SRL;
5. TECNOVESE SPA - GKC COSTRUZIONI GENERALI SRL;
6. RICCIARDELLO COSTRUZIONI SRL - POLIEDIL SAS DI POLIFRONI V..

Inoltre, lassociazione temporanea dimpresa, risulta essere composta dalle seguenti ditte:
. CONSORZIO MAGNA GRECIA S.R.L., Sede legale: Rizziconi (RC) Contrada Persicara
- Codice fiscale: 02344720806 - Numero REA: RC-163103 - Data atto di costituzione:
22/07/2005.
Capitale sociale dichiarato sul modello con cui stato depositato lelenco soci: .
20.000,00:

. GIMET S.R.L., Sede legale: Corigliano Calabro (CS) Via Del Salice Km.0,5 128, Zona
Industriale - Codice fiscale: 01764540785 - Numero REA: CS-116703 - Telefono: 0983 851885.
Capitale sociale dichiarato sul modello con cui e' stato depositato l'elenco soci: .
102.960,00:

. S.C.L. MONTAGGI E COSTRUZIONI, sede legale: NAPOLI (NA) LARGO


ALESSANDRO LALA 16 - Codice fiscale: 00423360932 - Numero REA: NA-473430.
Capitale sociale dichiarato sul modello con cui e' stato depositato l'elenco soci: .
586.500,00.

Linserimento di ALVARO Cosimo nella realizzazione di una strada nel comune di Scido
(RC).

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Il 12 aprile 2007, allinterno dellabitazione di ALVARO Cosimo si registrava unaltra


conversazione di elevato contenuto probatorio circa la centralit di questultimo, nella questione
degli appalti. In particolare, lALVARO riferiva al proprio interlocutore, tale Rocco, identificato
a seguito del dialogo in questione in FRISINA Rocco [nato a Taurianova (RC) il 13.04.1966, gi
residente a Delianuova (RC) in via San Martino nr. 26, coniugato, imprenditore edile, ucciso il 05
gennaio 2008], di partecipare ad una gara di appalto, indetta dalla Comunit Montana il cui
presidente sidentificava in ALVARO Antonio, [nato a Sinopoli il 29.03.2956, residente a Reggio
Calabria, medico]. Lappalto pubblico riguardava la realizzazione ed il ripristino di una strada del
Comune di Scido denominata Versante Tirrenico Meridionale.
Dal contenuto del dialogo, emergeva che i lavori in narrativa, inizialmente finanziati dalla
Regione Calabria, per un importo di circa 850.000,00 euro, in seguito erano stati affidati alla locale
Comunit Montana, per un importo nettamente inferiore, pari a 250/mila euro, con conseguente
rimodulazione dellopera:
Ore 19.32:40...
ALVARO C.: ...incomp... siccome c' un lavoretto a SCIDO, SCIDO, onestamente,
...incomp.... (disturbi di linea; ndr), compare ROCCO, questo economicamente ...incomp...
(voce bassa, ndr), ...incomp... no, perch queste, queste persone poi no... incomp..., i soldi, ci sono,
ci sono! E, e ...incomp... perch ci sono sempre loro nel mezzo, no? Insomma, quello che , pi o
meno, con...., chi va con SCIDO va pure?
ROCCO: Uhm!
ALVARO C.: Con SCIDO va pure?
ROCCO: ...incomp... ( disturbi di line, ndr)
ALVARO: ...incomp...ascolta un attimo! Ora, siccome lui solo non gli
convenuto, ...incomp... non gli convenuto ...incomp... e sono scaduti i termini di fissare...., allora
sono ... 850.000 Euro mi pare che ..incomp..., intorno, ha detto! Ha detto, se tu ti sta bene, ti sta
bene allora me la vedo io, ma no come gestione o come, come denaro, me la vedo io! Questi qua
sono venuti a rompere i coglioni, allora gli ha... incomp....
ROCCO: Loro stanno, gli puoi dire di non partecipare?
ALVARO C.: Ma noi andiamo con..., ROCCO...
ROCCO: ...e ma loro partecipano lo stesso!
ALVARO C.: Allora non hai capito?
ROCCO: Ma non che ...incomp... e che la cosa, se ne fotte chiacchiere... vogliono
sapere....
ALVARO C.: Ascoltami un attimo! Ma dice che ..incomp..,(LINEA DISTURBATA,
ndr) ... io ti ho chiamato, ..incomp... solamente che io ti ho chiamato ...incomp..., in questo
modo..., incomp... solo che lui me lo doveva dire, perch voglio dire ...incomp... e se lo prendeva!
Che faceva? ...incomp... se ne andava, faceva! Solamente per questo io non ti ho chiamato! Ora
uno ..incomp... ma tu, gli ho detto io..incomp... non vai a ..incomp.... mi ha detto? Hai capito?
ROCCO: Per questo io ...incomp... della Comunit Montana! ..incomp...
ALVARO C.: ...incomp....
ROCCO: E' questo, da due anni che vengono ...incomp... avanti e dietro, ...incomp...
l'estate scorsa!
ALVARO C.: ...incomp...
ROCCO: Il lavoro che sale per sopra, la strada che ...incomp...scende ...
ALVARO C.: Ti giuro che ...
ROCCO: E' da circa due anni che fanno...
ALVARO C.: ...incomp...
ROCCO: Certo...; MARRARI l'onorevole della Comunit Montana, ti danno il progetto,
pure!
ALVARO C.: CICCIO era ..incomp... (parla a bassa voce; ndr) ...il lavoro!
ROCCO: Si ma ..incomp... queste cose!

Nella circostanza, lALVARO segnalava allinterlocutore di tenere riservata la notizia,


poich aveva avuto assicurazioni che la gara di appalto non era stata resa pubblica e, quindi, era
necessario che lo stesso non riferisse tale notizia neanche al proprio socio, indicato con il nome di
Renato. Proprio attraverso questultima affermazione, era possibile procedere allidentificazione
dellinterlocutore dellALVARO in FRISINA Rocco, essendo questultimo socio in affari con

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LICASTRO Renato180 [nato a Delianuova il 15-11-1966 residente a Delianuova (RC) via


Gramsci traversa I n. 6 interno 3., coniugato, imprenditore edile]:
ROCCO: Ma io..., hanno un lavoro che lo stanno seguendo loro!
ALVARO C.: Ho capito....
ROCCO: Lo stanno seguendo loro con la Comunit Montana, ...incomp... un progetto, che
me lo hanno dato a me, un progetto che il lavoro doveva andare cos... incomp... sanno tutto!
ALVARO C.: Non della Provincia per caso questo lavoro!
ROCCO: No il lavoro della Comunit Montana! Un finanziamento della Comunit
Montana, un lavoro che sale da SCIDO e finisce a ...
ALVARO C.: Circa 250.000 Euro , ti risulta?
ROCCO: No, io 500 milioni, cinque, due milioni e mezzo di euro!
ALVARO C.: No, non questo, ROCCO!
ROCCO: Se ti dico che questo! Forse che fanno con quel contratto di lavoro!
ALVARO C.: Non lo so, il ...
RIOCCO: Ma questo che ti dico io! ..
ALVARO C.: No, il grosso no! No, questo qua di duecento cinquanta ...
ROCCO: ... incomp... No, questo !
ALVARO C.: Allora questo !
ROCCO: E' della Comunit Montana!
ALVARO C.: Il discorso
ROCCO: ...questo, tranquillo!
ALVARO C.: Ora adesso, sentimi a me per quanto ti hanno promesso, non gli dire a
nessuno del lavoro a questi qua, no a RENATO e no a NESSUNO, poi ...incomp...
ROCCO: ...incomp...
ALVARO C.: ma ho capito! Ma io cosa gli dovevo dire, di non gli danno lavoro ...se
ce ne danno
ROCCO: ...incomp...di dirgli...
ALVARO C.: ...se c'era lavoro , mi ascolti un attimo! Ascolta, ma dimmi una cosa, io
non che voglio fargli la mala parte a RENATO... giusto?
ROCCO: E allora?
ALVARO C.: ...no che ... incomp... che il lavoro lo prendeva lui, ROCCO hai capito?
Lo prendeva lui!
ROCCO: Ma io non ....
ALVARO C.: ...questo qua il discorso! Ma io non che posso perdere.., e pure sei
legato tu con lui! Sei...
ROCCO: Si! Certo che sono legato...
ALVARO C.: Ma io non lo so se sei , se prendi e non prendi, i miei sono sicuri, questo
il discorso!

Linterlocutore dellALVARO si dimostrava molto titubante circa le affermazioni fatte da


questultimo, poich non aveva ben individuato le modalit della gara, ma riceveva assicurazioni
dallALVARO che i lavori in questione, come tutti gli altri, erano pilotati:
ALVARO: Ho capito, ma vedi questo lavoro qua, non ..., mi ha giurato..., mi ha
detto davanti a Dio che non lo sa nessuno questo lavoro qua! Ora non ti so dire io, onestamente,
non che mando chiamando a te a...
ROCCO: Come non lo sa nessuno? Non lo sa nessuno che sono lavori fantasma questi?
ALVARO C.: ...incomp... non hai capito che, questo lavoro qua sono ...incomp...
(parla a bassa voce; ndr) sono lavori pilotati!
ROCCO: Tutti i lavori sono pilotati, ma se hanno pilotato

Le affermazioni dellALVARO costituivano motivo di preoccupazione per il FRISINA,


atteso che se avesse accettato lofferta, senza che il proprio socio ne fosse a conoscenza,

180 A carico dello stesso risultano pregiudizi di polizia per i rati di estorsione aggravata, danneggiamento aggravato,
concorso in porto e detenzione illegale di munizioni e armi comuni da sparo, concorso in spari in luogo pubblico,
associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata allacquisizione di attivit economiche, per il reato p. e p. dellart.
720 C.P. per aver partecipato a giochi dazzardo, reati di tipo amministrativo.

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oltre ad avere problemi con questultimo, avrebbe inciso sugli equilibri mafiosi darea, atteso
che le aggiudicazioni delle gare di appalto, avvenivano nellambito di un preciso accordo tra le
diverse imprese e gli esponenti della locale criminalit organizzata:
ALVARO C.: Ma mannaggia la ...incomp... ma senti, ma se questo qua ... va bene se
quando insistete ... ROCCO, per quello che mi hanno detto, per quello che mi hanno detto! Pu
essere una mossa, ma non lo sa nessuno! Ma ora tu mi dici che questa una cosa che sanno tutti!
..incomp... com, ..., com, !
ALVARO C.: Ho capito!
ROCCO: Loro partecipano e basta, ...incomp... . per me quello ma se un'altro la
stessa cosa!
ALVARO C.: va bene!
ROCCO: ...incomp...gi hanno accordi con ditte della zona, hai capito? E' che uno...
ALVARO C.: ROCCO, io non ho, io non ho....
ROCCO: ...incomp... che uno....io posso andare ...incomp...
ALVARO C.: ROCCO, e che io non che devo morire di fame, me ne fotto del lavoro
io!

Il FRISINA cercava, in ogni modo, di evitare la partecipazione a tale gara, aggiungendo


che il lavoro, qualora avesse riguardato il comune di Sinopoli, area notoriamente controllata
dalla famiglia ALVARO, non avrebbe avuto alcun problema, poich le altre famiglie mafiose
avrebbero, certamente, compreso il proprio operato, mentre in unarea diversa non sarebbe stata
tollerata lingerenza degli ALVARO e, quindi, la propria opera notoriamente legata a
questultimo:
ROCCO: Io ti sto dicendo come se era in un'altro posto, per dire sopra a SINOPOLI,
andavo a prendermi il lavoro, allora pure ... sono cose che uno che ......
ALVARO C.: lasciali stare ROCCO queste cose! Io vedo che ...incomp... allora (linea
disturbata ndr)
ROCCO: ...e sono cose...
ALVARO C.: lasciali stare..., che sono queste cose..., io vedo che se ne vanno per
fuori il lavoro allora ...incomp... la persone sono in tutti i posti! Cosa devo fare?
ROCCO: Ma io ti sto dicendo l nella zona nostra!
ALVARO C.: Manco e scusa, Mannaggia la ...incomp... queste sono cose Tu mi dici
a me, tu mi dici a me ...coso ...incomp... non poteva partecipare? Se sono amici nostri che
facciamo, queste cazzate? ROCCO! E nessuno ...ncomp... io ti sto dicendo che .incomp...
disturbiamo!
ROCCO: I lavori ...incomp...
ALVARO C.: Non si tratta di quello, tu, tu dici cos si devono prendere ... giusto che
se, se ci sei tu, giusto che salvaguardavo io a te, non era che...., senza offesa ...non era che...
ROCCO: ...incomp...
ALVARO C.: Ho capito, ..incomp...
ROCCO: Ma io o oggi o al tardi, prendo (scippo letterale; ndr) sempre! E so il discorso
come ! Sopra la zona, sopra la zona, lo so io, il discorso!
ALVARO C.: Ho capito! Ma io non ..incomp... se io...incomp...
ROCCO: Sopra la zona se io ho a Santa Cristina ...incomp... pure la strada....
ALVARO C.: di SCIDO..., perch a SCIDO ....
ROCCO: ...incomp... per il discorso.... Lasciami parlare, se per quello il lavoro , ma se
per un'altro, gi ti avevo detto per qualcuno di SCIDO, se un lavoro di 250.000 Euro, gi avevo
detto di no!
ALVARO C.: Io ti devo dire quello che mi hanno detto io ti giuro che manco ho
provveduto...,
ROCCO: Con questi lavori..., incomp...
ALVARO C.: ...incomp... specificatamente cos che come .incomp... no? Mi ha detto
COSIMO, come dire questo lavoro qua.... un lavoro nella strada che penso che il 90 per cento....

(vds. all. nr. 284)

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Solo attraverso una successiva conversazione, registrata in progressione, si aveva un quadro


molto pi chiaro, in ordine alla gara di appalto in argomento, laddove lALVARO, ad un certo
punto, affermava in maniera categorica: e mi ha detto che il lavoro me lo d a me, se glielo
deve dare ad altri lo fa perdere. Unaffermazione oltremodo chiara che consentiva
dindividuare, nel Presidente della stessa Comunit Montana, la persona in contatto con ALVARO
Cosimo, poich era lunico, alla luce della suddetta affermazione, che avrebbe potuto decidere
sulle sorti dellopera ed al quale, comunque, doveva essere elargita una somma di denaro.
ALVARO Cosimo, infatti affermava: si prende il pizzo questo dovevamo sapere.
Il FRISINA, nel corso della conversazione in argomento, era ancora pi preciso,
asserendo che le aggiudicazioni dei lavori, oltre ad essere controllate, rientravano nellambito
di un preciso accordo tra le ditte:
omissis
ROCCO: i lavori sono tutti controllati, tutti, a tutte le parti
ALVARO C.: nelle buste, ci sono i bandi di gara
ROCCO: ci sono le ditte, per dire un paio di ditte a una parte e un paio di ditte a l'altra,
ognuno si fanno i favori
ALVARO C.: ho capito!! ...incomp... ROCCO lo so ...incomp...
ROCCO: ognuno hanno gli accordi fatti
ALVARO C.: ma si daccordo
omissis.

LALVARO, ben a conoscenza delle tematiche criminali darea e, quindi, della famiglia
mafiosa di riferimento del FRISINA, precisava che avrebbe fatto pagare lestorsione a
Raimondi e Giasone, qualora avessero operato nel proprio territorio, anche in considerazione
che pagano tutti:

omissis
ROCCO: ...ma sempre con l'azione delle altre ditte che non accettino loro, e quella una
trattativa privata, ma non ...(tratto incomp)...
ALVARO C.: ...incomp... ROCCO lasciamo stare... se viene RAIMONDI o
GIASONE per qua gli faccio pagare la mazzetta ...incomp...
ROCCO: non mi interessa...
ALVARO C.: per il rispetto pagano tutti ...(tratto incomp)...
ROCCO: se si pu avere pure cinquanta...pure il cinquanta ...incomp... io a te voglio
...incomp... io me ne fotto di loro...
ALVARO C.: giustamente...
ROCCO: ... io non andare per dirgli...
ALVARO C.: si certo, se loro pretendono...dice... non andare neanche tu in nessun
posto, gli dico non andare neanche tu in nessun posto perch dove vai ti fai il ...incomp...non
andare in nessun posto perch loro vanno guardando i loro che non siamo noi, perch se io mi ero
messo a ...tratto incomp...
ROCCO: perch so gli accordi come sono...
ALVARO C.: ma io non lo so, certo...
ROCCO: ma io ti sto dicendo la realt com'
ALVARO C.: si, ...incomp... in questo modo non che vado... per se parte l'accordo
di l ...(tratto incomp)...
ROCCO: ma l'accordo e gia delle ditte...
ALVARO C.: ho capito!...
ROCCO: e devono avere l'accordo le ditte, l'accordo tutte... anche l'ufficio
omissis.

(vds. all. nr. 285)

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GIASONE stato identificato in ITALIANO Giasone181, generalizzato nelle pagine


precedenti, con gravami penali di associazione mafiosa, intervenuto anche nella vicenda relativa
alla famiglia GUADAGNINO, di cui si fatto cenno in precedenza.
In prosecuzione lALVARO riferiva che ITALIANO Giasone, comunque, non doveva
essere messo a conoscenza nella maniera pi assoluta dellappalto.
Le affermazioni fatte in precedenza dallALVARO, circa leventuale richiesta estorsiva in
danno di ITALIANO Giasone, erano sintomatiche di una qualificazione criminale dello stesso,
quale esponente della cosca ALVARO.
Gli accertamenti, esperiti presso la sede della Comunit Montana competente per territorio,
hanno permesso di appurare che dallanno 2006, il citato ente territoriale non ha appaltato
alcun lavoro, avente per oggetto collegamento viario allinterno del comune di Scido (RC) n
tantomeno per importi relazionabili alla cifra sopra menzionata.
E doveroso riferire che lunico appalto, avente le caratteristiche menzionate
dallALVARO, potrebbe individuarsi in quello avente per oggetto la Riqualificazione Largo
Taccone e vie limitrofe della Frazione Sitizano Corso e vicoli in Cosoleto, indetto in data 22
novembre 2007 dalla Comunit Montana Versante Tirrenico Meridionale , per un importo a base
di gara pari ad Euro 229.800,56 iva esclusa, finanziato dalla Regione Calabria - APQ
Emergenze Urbane e territoriali nellambito del programma di riqualificazione e recupero dei
centri storici. I relativi lavori, con determina nr. 100, datata 28 dicembre 2007, redatta a cura
dellAera Tecnica della Comunit Montana Versante Tirrenico Meridionale, venivano affidati
allimpresa Sud Edil di Timpani Francesco per un importo pari a Euro 164.965,971, avendo
offerto, nel corso della gara, svoltasi in data 18 dicembre 2007, un ribasso pari al 25,51%.
(vds. all. nr. 286)

Sicuramente ALVARO Cosimo era ben addentrato nelle dinamiche relative


allaggiudicazione degli appalti pubblici indetti dalla Comunit Montana, atteso che, in data 19
luglio 2006, veniva contattato telefonicamente da AMMENDOLA Pietro[ nato a Taurianova (RC)
il 27.05.1972, ivi residente in F. S. Alessio nr. 165, frate Cappuccino], titolare dellutenza
telefonica nr. 349-2819209, il quale, dopo i saluti di rito, chiedeva notizie allALVARO circa un
lavoro che avrebbe dovuto svolgere un proprio amico a nome Carmelo, non meglio indicato. Nella
circostanza, lALVARO rappresentava che lesecuzione dei lavori, consistente in una bonifica, era
di competenza esclusiva della comunit montana.
(vds. all. nr. 287)

181 nato a Delianuova (RC) il 16.10.1969, ivi residente in via Trieste nr. 22, di fatto domiciliato in via
Frisina snc, coniugato, imprenditore.

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


Memoria del Pubblico Ministero relativa al rito abbreviato CONDELLO Demetrio + 17
PROCURA DELLA REPUBBLICA 515
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Le risultanze del proc. pen. n. 5416/05 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA a carico degli
appartenenti alla cosca ITALIANO.

Le risultanze dellattivit di indagine svolta nellambito del procedimento penale appena


indicato mettono in risalto come i membri della famiglia ITALIANO siano riusciti ad ottenere e/o
a gestire una moltitudine di appalti pubblici con metodi a volte diretti ed a volte occulti,
presentando carattere di forte illiceit, che, seppur bisognevoli di ulteriori approfondimenti, gi
nella fase iniziale, condensano in maniera palese le metodiche seguite dal sodalizio per portare a
compimento i loro affari.
Laspetto che verr trattato nel presente capitolo sar quello di fornire una panoramica
investigativa relativa alla cosca ITALIANO che, letta congiuntamente alle risultanze prima
rassegnate, consenta di individuare gravi idizia di colpevolezza a carico dei soggetti che della
predetta articolazione sono parte.
Proprio nellanalisi delle metodiche con le quali vengono consumati i reati si coglie
lessenza del sodalizio che opera allunisono per ottenere opportunit di guadano.
Si potuto notare, invero, come forte sia la dipendenza gerarchica che viene rappresentata
nella posizione verticistica proprio dal capostipite ITALIANO Giuseppantonio, seguita a ruota dal
figlio Giasone, che si trova circondato a sua volta da elementi molto fidati, ai quali vengono
demandati i ruoli pi disparati che vanno da quello destinato a portare ordini a quello finalizzato
ad eseguire materialmente minacce ed avvertimenti, ovviamente tesi ad ottenere illeciti profitti per
s o per altri.

La famiglia mafiosa ITALIANO-PAPALIA esercita il proprio controllo sul territorio del


comune di Delianuova e centri limitrofi: sulla base di ci trovano chiara spiegazione gli
atteggiamenti tenuti dal Geometra LUCCISANO (cantiere di Villa S. Giovanni) e del soggetto a
nome NINO, al quale viene richiesto di avvicinare limprenditore ligure e che sembra essere
titubante fino a quando non apprende che lITALIANO aveva gi riferito a chi dovere gi in
Calabria.
Cos come vengono rivalutate anche le ambasciate dirette ai soggetti abitanti nei centri di
Africo, Bianco, S. Luca, Plat, Sinopoli, Gioia Tauro, localit queste notoriamente in mano alla
ndrangheta.

Analizzando proprio gli aspetti legati allappartenenza alla criminalit organizzata, merita
sicuramente menzione la circostanza per la quale sia il capostipite ITALIANO Giuseppantonio che
il di lui figlio, pur essendo pi volte interessati in vicende giudiziarie, non hanno mai riportato
condanne per il grave delitto di associazione per delinquere di tipo mafioso, venendo nel tempo
prosciolti da tali accuse.
Tuttavia, la caratura dei soggetti e dellelevato grado di pericolosit raggiunta in
particolare da ITALIANO Giuseppantonio non lo mandava immune dallapplicazione della
misura di prevenzione della sorveglianza speciale, da cui discendeva lallontanamento dal centro
delianuovese per sensibili periodi di tempo.
In ragione di ci veniva preclusa per molto tempo la possibilit per il figlio di ottenere le
previste certificazioni anti-mafia, a cui conseguiva la impossibilit di partecipare alle gare
dappalto di interesse, per lavori relativi ad opere pubbliche: quanto accertato nel corso
dellindagine preliminare ha messo in luce come gli stessi riescano, tuttavia, ad operare
tranquillamente in tale settore sfruttando gli artifizi contrattuali che ne agevolano il subingresso.

In particolare.

Prima di entrare nello specifico dei fatti delittuosi oggetto di indagine, appare utile ricordare
che lattivit di seguito descritta ha avuto inizio il 10 marzo 2007, allorquando lattenzione degli
scriventi veniva rivolta alla vicenda relativa alla compra-vendita del Palazzo compartimentale
delle [Link].: si individuava quale personaggio chiave, trait de union tra individui inseriti nella
criminalit organizzata e gli ambienti imprenditoriali e politico istituzionali di questa provincia,
CANNIZZARO Deborah.

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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PROCURA DELLA REPUBBLICA 516
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Il presente referto si prefissa il compito di descrivere lanalisi degli elementi indiziari sinora
raccolti, al fine di conferire effettiva motivazione alle frequentazioni che avevano contraddistinto
loperato dei soggetti sopra indicati, focalizzando esclusivamente le attenzioni sugli interessi
imprenditoriali della famiglia ITALIANO da Delianuova.
Si ricorder come nella conduzione dellattivit info-investigativa si aveva avuto modo di
rilevare lesistenza di prolungati contatti telefonici e rapporti di frequentazione tra CANNIZZARO
DEBORAH, ASCIOTI ALFREDO, ITALIANO GIUSEPPANTONIO e ITALIANO GIASONE:
Le indagini condotte sul conto degli individui sopra indicati ha consentito agli inquirenti
di aprire un grosso squarcio nel delicato settore degli appalti pubblici, monitorando una serie di
eventi delittuosi che avevano interessato il Comune di Delianuova. Proprio in questo ambito
appare di assoluto rispetto laspetto notorio allintera collettivit e che vede legare
indissolubilmente la famiglia ITALIANO alle pi potenti organizzazioni criminali operanti sulla
provincia di Reggio di Calabria.
Muovendo da tali considerazioni si avuto modo di rilevare come gli elementi indiziari
raccolti sul conto degli ITALIANO abbiano finito per rappresentare fonte utile a dimostrare l
esistenza di una consorteria di tipo mafioso che opera sul territorio del Comune di Delianuova,
capace di infiltrarsi del tessuto economico e amministrativo, e di imporre la propria volont anche
allinterno della pubblica amministrazione.
Significative appaiono le vicende storiche del capostipite ITALIANO Giuseppantonio, il
quale, seppur mai condannato per il grave reato di associazione mafiosa, pubblicamente risulta
ricoprire la carismatica figura di capo dellomonima ndrina; alluopo copiosa appare la
bibliografia in tema, ove allunisono viene indicata la famiglia ITALIANO-PAPALIA come
lunica reggente sui territori aspromontani compresi tra i comuni di Delianuova Scido e S.
Cristina dA/te.
Ed sempre notorio pubblicamente come tale consorteria sia considerata prossima, non solo
per vicinanza territoriale, alla potente famiglia degli ALVARO di Sinopoli.
LITALIANO Giuseppantonio stato interessato nel tempo da varie misure di prevenzione
tese anche allallontanamento dal tessuto sociale delianuovese, proprio per consentire al centro
calabrese di liberarsi dallopprimente giogo delinquenziale operato dal pericoloso individuo.
In virt della pericolosit sociale rivestita dal soggetto, corroborata dalle conoscenza
pubblica dellappartenenza alla criminalit organizzata, il tutto aggravato dalle pericolose
frequentazioni intrattenute, hanno fatto s che grazie alle vigenti normative di legge gli fosse
preclusa la possibilit di ottenere la prevista certificazione antimafia. Tali provvedimenti
interdittivi intervenivano sia sul conto dellITALIANO Giuseppantonio che sul conto di suo figlio,
che nel tempo veniva allo stesso associato per propensione alla delinquenza e la vicinanza agli
ambienti mafiosi.
stata per lappunto lassenza di tale certificazione che ha destato per prima lattenzione
degli investigatori, che durante lattivit di indagine avevano cosi modo di rilevare come gli
ITALIANO continuassero a gestire, anche occultamente, un numero considerevole di cantieri edili
per opere pubbliche.
Significativi alla descrizione dellattivit condotta appaiono i forti interessi legati
allaccaparramento di pubblici appalti nel comune di Delianuova, ma anche dei centri prossimi
quali quelli di Scido, S. Eufemia DA/te, Villa S. Giovanni, S. Luca. Si anche potuto rilevare
come tale connubio abbia spostato la propria sfera di influenza dal centro aspromontano,
espandendosi verso la citt di Reggio di Calabria e nelle regioni del Lazio e della Liguria.
Verranno, altres, sviluppate le metodiche mediante le quali gli ITALIANO controllano il
territorio, estrinsecando il proprio predominio, menzionando allo specifico anche i contatti con
liberi professionisti, imprenditori ed esponenti politici, che si sono rivelati funzionali alla
partecipazione ad appalti e finanziamenti pubblici.

Come sopra indicato, la professionalit e la scaltrezza raggiunta dalle persone coinvolte,


capaci di eludere anche le investigazioni di tipo tecnico generico, rendendo pi difficile lattivit di
indagine, ha imposto di procedere prima per fasi e poi per analisi del fenomeno delittuoso, al fine
di cogliere la vera portata di quanto attenzionato.
Infatti per una precisa descrizione dellattivit tecnica condotta, si precisa che le indagini
tecniche sono state avviate in prima battuta nellanno 2006 con le finalit di accertare le vicende
relative alla compravendita del palazzo compartimentale delle Ferrovie dello Stato per poi essere

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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PROCURA DELLA REPUBBLICA 517
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successivamente riavviate per consentire una migliore delineazione delle ipotesi investigative,
aprendosi scenari ben pi gravi di quelli per i quali erano stato incardinato il procedimento
dorigine.

Le attivit di indagine.

Lattivit investigativa che si andr a descrivere di seguito, riportando integralmente la nota


di P.G. nelle parti di interesse, volta a dimostrare lesistenza di un sodalizio delinquenziale che
con metodiche tipicamente mafiose riesce ad imporre il proprio predominio sul territorio
aspromontano compreso nei comprensori di Delianuova Scido e S. Cristina DA/te, riuscendo a
spingere la propria influenza in varie zone della regione Calabria.

Come gi detto, lattivit di indagine prendeva origine da attivit investigativa condotta su


una nota libera professionista di Reggio Calabria identificata in CANNIZZARO Deborah 182, la
quale forte dellelevato bagaglio professionale e dalla diretta conoscenza di rappresentanti politico
amministrativi di questa provincia si aveva ragione di ritenere vicina ad ambienti di peso della
locale criminalit organizzata.
Dallanalisi delle attivit condotte dalla donna emergeva come la stessa avesse intrattenuto
rapporti di frequentazioni che andavano ben aldil del mero contatto professionale, tra gli altri
anche con ITALIANO Giuseppantonio183.
Proprio lintercettazione dellutenza in uso alla donna consentiva di accertare gli stretti
rapporti con il predetto ITALIANO, finalizzati alla positiva definizione di alcuni importanti
trattative daffari.
In tali trattative si era inserito anche ASCIOTI Alfredo184, al quale la donna risultava
legata da rapporto sentimentale.

Dopo un prima fase di indagine, nel mese di marzo dellanno 2007 veniva riavviata mirata
attivit tecnica, in quanto si apprendeva che nellarea della localit S. Giorgia del Comune di Scido
erano in corso dei lavori per la realizzazione dellarea cantiere funzionale alla realizzanda strada
Gioia Tauro Delianuova. Tali particolari venivano subito messi in relazione, in quanto la predetta
localit si trova ai piedi del centro aspromontano di Delianuova. Appariva, quindi, chiaro che
quando ITALIANO Giasone, durante lestate precedente, parlava dellavvio dei lavori indicati
criptatamente di l sotto voleva indicare proprio quelli che avrebbero dovuto interessare, una
volta sbloccati, larea di S. Georgia. Nel medesimo senso venivano rilevate le conversazioni
captate dallascolto dellutenza dellITALIANO Giuseppantonio, allorquando in data 23.06.2006
contattava la cooperativa olearia DELIA, comunicando che di l a poco sarebbe arrivato un
ingegnere per visionare un progetto per la realizzazione dellarea cantiere. Appare utile
segnalare che larea cantiere trova sede proprio accanto alla cooperativa DELIA.

Alla luce di ci venivano avviate nuove attivit tecniche dalle quali si apprendevano
ulteriori elementi di prova in ordine alla vicenda oggetto di indagini e grazie alla quali si
riuscivano a ricostruire tutti gli interessi imprenditoriali del settore pubblico della famiglia
ITALIANO.
Si legge nella nota informativa prima richiamata:
Sin dal 18.04.2007 si aveva modo di rilevare che lITALIANO Giasone intratteneva
rapporti con lutilizzatore dellutenza nr 348.0860008, risultata intestata alla Societ Lavori
Generali, amministrata da MANSUETO Nunzia185 .
Lascolto delle conversazioni consentiva di rilevare che tale utenza era in uso ad individuo
che disimpegnava funzioni di coordinamento per il quale sono in corso accertamenti funzionali
alla certa identificazione. Con tale individuo, lITALIANO Giasone, si rapporta in ragione di

182 Nata a Reggio di calabria il 03.08.1968


183 nato a Delianuova il 21.06.1931
184 Nato a Reggio calabria il 12.03.1963
185 nata a Catanzaro il 05.12.1981

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pregressi accordi, con MANSUETO e in riferimento al contratto di nolo dei mezzi per la
realizzazione dei lavori della strada, chiedendo se deve essere stipulato a nome del consorzio
Idrotecnica o a nome di MANSUETO Giuseppe

Prog nr 3303 del 18.04.2007 ore 08.34 da +393480860008 a +393357017669


INGEGNERE CON GIASONE, TENORE LAVORATIVO, PARLANO DI LAVORI PER
CUI SI ERANO MESSI D'ACCORDO GIASONE, MANSUETO E VERDUCI

Prog nr 3325 del 18.04.2007 ore 10.50 da 335-669 a 348-008

GIASONE CON INGEGNERE, PARLANO DI CUTRI', TENORE LAVORATIVO.


GIASONE RIFERISCE CHE IERI SERA HA PARLATO CON TAVERRITI.
GIASONE CHIEDE DELL'ALTRA SITUAZIONE, SE IL NOLO DEI MEZZI PER IL
LAVORD SULLA STRADA DEVE ESSERE FATTO A NOME DEL CONSORZIO
(IDROTECNICO) O A NOME DI MANSUETO GIUSEPPE.

Il successivo 21.05.2007, si aveva lulteriore conferma della presenza di ITALIANO


Giasone nella realizzazione di quella che diverr area cantiere.

Prog nr. 7128 del 21.05.207 ore 06.28 da +393337322289 a 335-669

Giasone chiama Antonio e chiede se a S. Giorgia va messo solo il cemento, dialogano sul
lavoro.-

Appare quindi sempre pi prendere consistenza lipotesi investigativa che legava


indissolubilmente gli ITALIANO alla completa gestione dellappalto, ma a tale circostanza di
assoluto spessore, si affiancava anche la certezza che il MANSUETO, pur consapevole della
dubbia personalit dellITALIANO Giasone e soprattutto dellestromissione della gara della sua
ditta, continuava a tessere rapporti con tale individuo che si concretizzavano da ultimo nel
noleggio dei mezzi dopera utili alla costruzione dellopera oggetto di indagine.

In tale ottica anche la considerazione per la quale il 23.06.2006 ITALIANO


Giuseppantonio, dopo aver inutilmente contattato le utenze intestate a LO GOZZO Domenico,
successivamente fa riferimento al fatto che lingegnere si doveva recare presso la cooperativa
olearia Delia, ove avrebbe trovato una stanza a sua disposizione dove avrebbe controllato il
progetto per larea di cantiere. Per ben comprendere questo passaggio appare utile segnalare che
larea di cantiere trova sede proprio nelle immediate adiacenza della cooperativa.

Lattivit tecnica consentiva, inoltre, di determinare i vari soci in affari che si


accompagnano allITALIANO. Proprio in relazione alla ricostruzione di tale rete si riusciva a
scoprire la moltitudine di interessi imprenditoriali legati agli appalti pubblici dei quali si
occupato lITALIANO, sia in maniera stranamente ufficiale sia in maniera occulta.

Tra i vari contatti funzionali a ricostruire i fatti che hanno interessato la strada di
congiungimento tra Gioia Tauro e Delianuova, si avuto modo di rilevare come lITALIANO
fosse legato a tale RACCOSTA Rocco186 da Oppido Mamertina: vari e ripetuti sono stati i
contatti con tale individuo; solo da attenta analisi si potuto appurare come tale RACCOSTA in
data 07.05.2007 abbia richiesto allITALIANO un incontro con ling. ROSSI e che
successivamente sia stato il collettore di forti lamentele per latteggiamento tenuto dallIng.
MANSUETO Giuseppe. A tal proposito al prog nr 5205 del 07.05.2007 ore 20.28, il RACCOSTA
Rocco contatta lutenza nr. 335-6783548 lITALIANO Giasone al quale chiede se lIng. Rossi si

186 nato a Oppido Mamertina il 24.07.1955

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trova ancora in Delianuova. Italiano, nel rispondere affermativamente, invita il RACCOSTA a


raggiungere il centro Aspromontano, ove congiuntamente al padre ( Giuseppantonio) andranno a
parlare con lIng. Rossi. Di seguito si aveva modo di rilevare alle successive ore 21.42 che lo
stesso RACCOSTA contatta nuovamente lITALIANO, al quale rapporta un forte sfogo per
latteggiamento irriguardoso tenuto a suo dire dalling. MANSUETO. Tale episodio creer tanto
risentimento che il RACCOSTA nel descrivere quanto accaduto e nellindicare con epiteti di
cattivo gusto il MANSUETO, invita lITALIANO a riferire quanto accaduto al padre. Di fatti si
aveva modo di rilevare successiva conversazione tra il predetto RACCOSTA e ITALIANO
Giuseppantonio che appare sintomatica del carisma detenuto dallanziano uomo. Di fatti il
RACCOSTA, pur se risentito dellatteggiamento tenuto dal MANSUETO, invita lITALIANO a
prendere egli stesso le decisioni che pi ritiene utili per chiudere la cosa. Da segnalare che il
RACCOSTA saliva in Delianuova proprio per incontrare lIng. Rossi e che successivamente, non
essendo ricevuto, scaglia tutto il suo risentimento verso ling. MANSUETO. Si segnala che presso
il Comune di Delianuova risulta disimpegnare le funzioni di assessore agli appalti tale ROSSI
Mario, del quale si parler successivamente.

Prog nr. 5213 del 07.05.2007 ore 21.42 da 335-669 a +393356783548

Rocco Raccosta dice a Giasone che se ne andato - Giasone gli dice che salito Pino
Guadagnino e gli ha detto che era qua, Rocco gli dice che Pino Guadagnino gli ha detto che ancora
ritardano perch devono mangiare. Quindi Rocco in tono arrabbiato ha detto a Pino Guadagnino di
dire all'ing. Mansueto che qua non ci sono pisciatori, ma persone pi di lui, inoltre da
stamattina che gli fa perdere tempo. Giasone gli dice che ha chiamato Mansueto a parte nella
saletta, dicendogli che devono definire perch c' Raccosta. Rocco si arrabbia per quanto successo
e dice a Giasone che ha lasciato una ambasciata per suo padre.

Prog nr. 5214 del 07.05.2007 ore 22.08 da 335-669 a +393356783548

Peppantonio con compare Rocco - dialogo sul fatto che Rocco Raccosta incazzato per
quanto successo in serata - Rocco dice a Peppantonio di dire a quell'amico che una giornata che
lo prende in giro, che qua non ci sono Pupi, poi di chiuderla come meglio crede lui (Peppantonio)
- Peppantonio dice che nessuno cerca di prenderlo per il culo, Rocco gli dice che a Oppido pupi
non ce ne sono, se ci sono a Cosenza di tenerseli l, poi Rocco ribadisce che la persona da
stamattina che lo fa attendere - Peppantonio chiede se da stamattina che lui appresso a questa
storia, Rocco risponde di si e inoltre suo figlio Giasone lo ha fatto venire e lo ha tenuto due ore
dietro la porta e questo non corretto. Peppantonio gli dice che stasera lo vuole incontrare
insieme a Giasone, Rocco dice a Peppantonio che continua a chiamare compare, di chiudere la
cosa come meglio crede lui, per di dire a questo pisciatore di Cosenza che qua non ci sono pupi.
Peppantonio dice a Rocco di smetterla con questo linguaggio, cade la linea

Ma oltre che con il RACCOSTA , lITALIANO in quel periodo aveva stretti rapporti
professionali e di amicizia anche con altri individui quali LICASTRO Renato e FRISINA
Rocco.

Per consentire una migliore intelligibilit dei fatti che si andranno di seguito ad elencare, si
proceder di seguito ad delineare le personalit dei soggetti sopra indicati.

LICASTRO Renato187, risulta legato storicamente alla famiglia ITALIANO: lattivit


tecnica nellambito del presente procedimento ha dato ampia conferma di come gli stessi siano
stati legati a doppio filo, sia sotto laspetto professionale, conducendo lavori in osmosi, sia dal
punto di vista personale. I tre spesso per comunicare ricorrevano alla famigerate ambasciate e
solo lattento ascolto delle conversazioni ha consentito di rilevare come forti erano gli interessi
verso laccaparramento dei pubblici appalti. Lattivit di indagine sopra descritta ha messo in
luce come la propria impresa sia stata estromessa proprio per il concreto pericolo di infiltrazioni di

187 Nato a Deelianuova (RC) il 15/11/1966

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tipo mafioso. Tra le tante conversazioni captate appare significativa della commistione tra il
LICASTRO e gli ITALIANO il sunto della conversazione di cui al prog nr 5830 del 10.05.2007,
nella quale si fa ampio riferimento a condotte da seguire per evitare che figuri direttamente in
appalti non meglio indicati.

Prog nr. 5830 del 10.05.2007 ore 20.19 da 335-669 a 335-6911005

Giasone chiama l'Ingegnere al quale chiede se ha parlato, l'ingegnere dice di avere proposto
anche un'altra cosa e di avere parlato anche con Renato e che lo stesso Renato poi gli riferir.
L'ingegnere continua dicendo di avere spiegato a Renato come si pu fare in maniera diversa.
Giasone chiede se si pu fare per tutte e due le situazioni o per una sola, l'ingegnere dice di avere
parlato per una sola situazione e di avere detto di aspettare per l'altra, Giasone dice di non capire,
l'ingegnere dice di avere detto di aspettare per la situazione dei "titoli" mentre per l'altra, di cui
hanno parlato in mattinata come si pu fare evitando passaggi, l'ingegnere dice che a rimessa
diretta, Giasone dice se cos sia per il paese che per Roma, l'ingegnere dice di si, ma Giasone
dice che per Roma diverso, l'Ingegnere dice che la prima a rimessa diretta e che per Roma lo
possono fare nel modo pi lineare possibile in modo che lui non ci figuri in alcun modo,
Giasone chiede se gli ha spiegato com' per Roma (inteso a Renato), l'Ingegnere dice che per
Roma no, non gli ha detto nulla, Giasone dice come dovrebbe fare se gli serve domani o
dopodomani, l'ingegnere dice che per Roma parleranno direttamente loro due di persona in quanto
si tratta di una cosa diversa, Giasone dice che dovranno incontrarsi domani poi i due si salutano.

Oltre al LICASTRO, risulta pienamente inserito nella gestione delle attivit imprenditoriali
anche FRISINA Rocco188 tutti erano soliti chiamarsi con lepiteto COMPARE: indice questo
che attesta un forte vincolo; inoltre si affidavano reciprocamente le famigerate ambasciate,
demandandosi il compito di rintracciare i soggetti per i quali si rende necessario parlare de visu.

In questo contesto, nel sottolineare i vincoli di sangue che legano il FRISINA alla potente
famiglia mafiosa degli ALVARO di Sinopoli, si segnala che lo stesso in data 03.01.2008 in
Delianuova rimaneva ferito in agguato, colpito da cinque colpi di pistola cal. 7.65 e
successivamente decedeva il 06.01.2008 per le gravi ferite riportate.

Lepisodio veniva subito attenzionato da questa Sezione e dalla Compagnia CC di Palmi,


competente territorialmente; venivano cosi avviate due separate attivit di indagine ed in
particolare questa P.G. avviava una mirata attivit tecnica tesa a realizzare una rete che verteva
sugli aspetti imprenditoriali che interessavano la famiglia ITALIANO, con particolare riguardo ai
lavori per la realizzazione della strada oggetto di indagini. Mentre la P.G. di Palmi, nellambito di
altro Procedimento Penale, veniva delegata da codesta DDA a condurre indagini in merito
allomicidio.

Levento delittuoso ha sicuramente colpito in maniera diretta la famiglia ITALIANO per


via delle molteplici attivit imprenditoriali che lo vedevano legato indissolubilmente. Indicativo
del duro colpo subito appare essere la conversazione riportata al prog 19696 Rit 628/07 nella quale
lITALIANO racconta alla CANNIZZARO Deborah di aver subito un grave lutto relativo alla
morte di un loro compare, il quale era stato ucciso dallazione improvvisa di uno sventurato .
Appare chiaro il riferimento allOmicidio in pregiudizio del FRISINA Rocco.

progr.19696 del 08.01.2008 h.10,00 utenza 337-598 CANNIZZARO deborah


Cannizzaro chiama Italiano Giuseppantonio, chiede allanziano uomo se laveva cercata.
Italiano conferma gli racconta che avvenuta una brutta disgrazia ad un loro compare loro vicino
di casa, e ITALIANO era la . L'uomo racconta che uno sventurato allimprovviso lo ha riempito
di pistolettate li a Delianuova ( parlano dellomicidio di Frisina Rocco ). Poi Italiano le dice di
salutargli "u giovanottu ( si riferisce ad ASCIOTI. LA CANNIZZARO DF. Raccomanda
allITALIANO di salutare la moglie.

188 nato a Taurianova il 13.04.1966

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Tale allarme veniva ulteriormente amplificato dal fatto che, a distanza di quasi un mese, in
data 01.02.2008, veniva ucciso in un agguato tipicamente mafioso MOLE ROCCO, NATO
GIOIA TAURO 16.08.1965, elemento di spicco della potente famiglia PIROMALLI MOLE,
operante nel comune di Gioia Tauro con propaggini sullintero territorio nazionale ed
internazionale. Su tali eventi si ritorner a parlare nello specifico.

Ritornando alla descrizione dellattivit di indagine appare utile segnalare che la ditta
FRAGER, come sopra indicato, risulta amministrata da PAPALIA Francesco cl. 81. Effettuando
accertamenti sul conto di tale individuo, si apprendeva che lo stesso risulta essere nipote di primo
grado del LICASTRO Renato. Proprio in funzione di tali circostanze attualmente in corso attivit
tecnica . In forza al predetto vincolo di sangue ed in ragione degli stretti rapporti funzionali che
legano il LICASTRO agli ITALIANO, si ritiene che anche limpresa FRAGER risulta di fatto
riconducibile alla famiglia del sodalizio ITALIANO - LICASTRO.

Questo ultimo particolare non fa altro che rafforzare il quadro indiziario per il quale si
concretizza sempre pi lipotesi per la quale la famiglia ITALIANO, pur se estromessa
formalmente dalla gara in questione, riesce comunque a mantenere uno stretto controllo dal quale
ne consegue un ritorno economico certo, attestato tra laltro dal fatto che al MANSUETO verr
richiesto il noleggio dei mezzi.

Sempre nel periodo in esame i lavori hanno ulteriore stop, dovuto alla necessit di realizzare
una galleria , circostanza questa che si trova al centro di opinioni diverse. Alluopo si riporta il
sunto della seguente conversazione fra lITALIANO ed il LICASTRO, in cui si fa ampio e chiaro
riferimento a tale Mimi, il quale, a dire dei due, dissente sulla necessit di realizzare una
modifica non meglio indicata. In tale contesto si segnala che al momento non si addivenuti
allidentificazione certa del soggetto chiama Mimi, anche se appare opportuno segnalare che
LO GOZZO Domenico viene chiamato MIMI.

Prog nr. 6460 del 15.05.2007 ore 17.53 da 335-669 a +393332307070

Licastro Renato con il telefono di Giasone, dialoga con un uomo di alcuni lavori che si
dovrebbero fare e di una modifica che sembra non si far pi, l'uomo poi chiede di parlare con
Giasone, al quale chiede come mai Mim ha cambiato versione e non vuole fare pi niente, se
possibile che sia per le voci che sono circolate, Giasone dice di si che glielo ha detto il Geometra,
che Mim si seccato e che non va niente, Giasone dice che il Geometra ha parlato con lui e poi
gli ha accennato qualcosa. L'uomo dice che le modifiche vanno fatte, Giasone dice di avere parlato
con il Geometra e che bisogna fare un incontro urgente e bisogna vedersi, poi dice che Nasso non
risponde in quanto impegnato in una riunione urgente con il Sindaco di Reggio.-

Ad implementare ulteriormente il quadro indiziario si aggiunge che lITALIANO


Giuseppantonio ed il figlio Giasone, gestiscono un impianto per la produzione del Calcestruzzo, il
quale trova sede proprio allingresso di DELIANUOVA. Di fatti controlli alla banca dati della
motorizzazione hanno consentito di rilevare che lITALIANO Giasone sia intestatario di cinque
autocarri adibiti a betoniera e un mezzo dopera adibito a pompa per il getto del calcestruzzo.
Appare verosimile che gli ITALIANO, gi a conoscenza della futura costruzione dellasse viario
in trattazione, avessero gi deciso di attrezzarsi per la completa gestione dei lavori. In tale
contesto si segnala che lo stesso dovrebbe essere lunico presente in zona. Appare altres utile
segnalare che proprio in tale impianto molte volte svolgeva attivit lavorativa anche il FRISINA
Rocco, sopra meglio indicato.

Inoltre si avuto modo di rilevare come ITALIANO Giuseppantonio nel decorso mese di
Aprile abbia avuto vari incontri con la CANNIZZARO Deborah, ASCIOTI Alfredo, DIANO
Antonio189.

189 Claudio nato a Melito di P.S. il 07.07.1968

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Lattivit consequenziale a tali incontri consentiva di appurare che gli stessi erano
funzionali alla realizzazione di un impianto per la produzione dellenergia alternativa. Alluopo
sono giunti sul posto anche alcuni ingegneri provenienti da Milano che hanno effettuato un
sopralluogo, cosi come cristallizzato da questa Sezione con idoneo servizio di OCP del
03.05.2007. Lattivit investigativa consentiva di rilevare come lITALIANO vorrebbe realizzare
la centrale ad energia alternativa nella medesima area ove trova sede limpianto di calcestruzzo.

Allo stato in loco non si rilevata la realizzazione di alcuna attivit funzionale alla
realizzazione di un simile investimento. Ci tuttavia appare utile segnalare come tale tipologia di
investimento sia altamente appetibile, in quanto soggetto a pubblico finanziamento.

Si segnala che sia sulla CANNIZZARO D. che sul DIANO Claudio attualmente in corso
attivit investigativa, dalla quale emerge chiaramente che i due siano interessati alla realizzazione
di investimenti in tale settore. Nel tempo si potuto rilevare come la donna si sia fatta portavoce di
tale volont anche con un gruppo di liberi professionisti addentrati nel settore con studio di
consulenza in Messina, i quali vengono definiti come elementi di rango per ottenere i previsti
finanziamenti. Durante le fasi preliminari agli incontri, la donna ha fatto il massimo riserbo sulla
localit, ove avrebbe avuto sede limpianto e ovviamente le generalit del beneficiario. In ragione
di ci si ritiene verosimile, sulla scorta degli elementi sopra riferiti agli eventi accaduti durante
lestate del 2006, non si pu escludere che proprio la CANNIZZARO stia seguendo liter per poter
far ottenere il finanziamento pubblico agli ITALIANO.

Accertamenti preliminari hanno consentito di rilevare che il fondo in cui trova sede
limpianto di calcestruzzo e dove verrebbe a nascere leventuale centrale ad energia
alternativa, non risulta di propriet dellITALIANO, si hanno ragionevoli elementi per
ritenere che lo stesso sia di fatto intestato ad altro individuo che funge da prestanome.

Ritornando alla trattazione delle vicende relative alla realizzazione dellasse viario Gioia
tauro Delianuova, attualmente questa sezione conduce indagini di tipo tecnico e documentali tese a
raccogliere ulteriori elementi indiziari a carico degli imprenditori coinvolti nella vicenda, anche
alla luce del fatto che negli ultimi periodi i lavori per la realizzazione dellopera hanno avuto un
ulteriore sosta, in quanto le imprese interessate hanno richiesto un ulteriore variante progettuale
che interesser la realizzazione di una galleria.

Proprio in funzione di tali vicende sono state sottoposte a censura le utenze in uso a
LOGOZZO Emilio, LOGOZZO Domenico, MANSUETO Giuseppe, MANSUETO Nunzia ,
LICASTRO Renato.

Come sopra anticipato si aveva modo di rilevare che lITALIANO Giasone, durante il
periodo in cui veniva attenzionato, gestiva ufficialmente e anche in maniera occulta, alcuni
importanti lavori pubblici dislocati in diverse localit di questa regione . Pertanto a riscontro
dellattivit tecnica si procedeva allacquisizione della documentazione relativa a detti appalti.
Si proceder di seguito a descrivere le risultanze ottenute in merito ad ogni singolo appalto.

Paragrafo 2

Lavori per gli interventi urgenti relativi allattraversamento della citt di Villa S.
Giovanni (Ordinanza di protezione civile nr 3296 del 19.06.2003 lavori di Deviazione di
nuovo alveo torrente Solaro nel comune di Villa S. Giovanni ).

Lattivit di indagine consentiva di apprendere come lITALIANO Giasone era impegnato


attivamente nella conduzione dei lavori di realizzazione della sopra indicata opera pubblica.
Attivit questa che lo portava allimpegno di propri operai e di mezzi dopera.

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Muovendo da tali argomentazioni si procedeva ad analizzare la documentazione relativa


allappalto in questione.
Si appurava preliminarmente che in data 03.03.2006 presso gli uffici della prefettura di
Reggio di Calabria veniva dato avvio alle operazioni relative alla gara dappalto per i lavori in
questione. La stesse venivano seguite dalla commissione cosi formata:
Dott. Luciano ARCUDI - Funzionario del Ministero Infrastrutture e Trasporti - presidente
della commissione
[Link] Lisetta MORDA - Funzionario del Ministero delle Infrastrutture Componente;
[Link] Maddalena Maria GALATI - funzionario del Ministero delle Infrastrutture
Componente.

In esito allapertura dei plichi, lappalto veniva conferito alimpresa SCUTIERI


Costruzioni SRL, con sede in Catanzaro, che presentava un ribasso del 24.55%, pari allimporto
contrattuale di Euro 399.655.69, oltre a 6.978.50 euro per oneri di sicurezza.

Il successivo 05.04.2006 veniva formalmente conferito lappalto nominando responsabile


dellintero procedimento lIng. DOMENICO SURACE.

Le successive indagini consentivano di appurare che limpresa appaltatrice procedeva al


conferimento dei lavori in subappalto alla ditta Euro Cos SRL di ZOCCOLI Emilia190.

Lattivit tecnica consentiva di rilevare che i lavori erano stati realizzati in parte da
ITALIANO Giasone e in parte da FERRARO Massimo191, i quali impegnavano stabilmente
operai e mezzi; alluopo si segnalano una moltitudine di conversazioni, nelle quali i due si
accordano sulle metodiche nella realizzazione dei lavori.

Proprio sulla realizzazione di tali lavori si potuto rilevare come in esito a controllo
effettuato da un architetto emergevano carenze rilevanti nella qualit delle opere. Inoltre a
delineare un quadro allarmante, si rilevava come i costi affrontati per i lavori realizzati dalle ditte
di ZOCCOLI ITALIANO e FERRARO lievitavano inspiegabilmente con danno patrimoniale
allimpresa SCUTERI, aggiudicataria dellappalto e conseguenzialmente della Pubblica
amministrazione.

Tali circostanze venivano cristallizzate dallattivit tecnica che risultava essere unico mezzo
idoneo allo scopo . Si riportano di seguito alcuni sunti di conversazioni ritenute utili.

PROGR. 236 DEL 26.3.07 ore 20.04 da 349-3231184 a 335-669

GIASONE CON UOMO, PARLANO DELLO STATO DI AVANZAMENTO A 165.000,


L'UOMO GLI PARLA DELLA QUESTIONE DEL SUBBAPALTO, CHE DEVE ESSERE
PRESENTE ESPLICITAMENTE NEL CONTRATTO, ALCUE REGIONI LO PREVEDONO,
ALTRE NO, GIASONE CHIEDE SE LA CALABRIA RIENTRA, E DI INFORMARSI,
L'UOMO RISPONDE CHE SI TRATTA DI UNA LEGGE NAZIONALE SULLA
TRASPARENZA; AGGIUNGE POI CHE CI SONO UN SACCO DI SOLDI A DISPOSIZIONE
E CHE (RIFERENDOSI A PERSONA) NON SI SA COME SPENDERLI. CITA LE PAROLE
DELLA TERZA PERSONA, CHE DOVREBBE ESSERE LIBERO LUCCISANO, CHE
AVREBBE RIMPROVERATO ALTRA PERSONA PER UNA PERIZIA AL 5 % CHE
DOVEVA APPROVARE. RACCONTA LEPISODIO IN CUI LO CICERO GLI HA DETTO A
LIBERO LUCCISANO DI FRAZIONARE LE SOMME CHE HA DISPOSIZIONE
ACCANTONANDO UNA PARTE PER DEI LAVORI DI SOMMA URGENZA

190 societ unipersonale con sede in Bianco via provinciale nr. 35 amministrata ZOCCOLI Emilia da nata a Melito di
Porto salvo il 25.03.1985 incensurata.
191 Nato a Melito di Porto Salvo il 05.07.1976, residente in Brancaleone Rione Zelante snc. Titolare della omonima
impresa esercente lattivit di lavori di ingegneria civile con decorrenza dal 21.09.2005.

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In seguito si procedeva ad accertare che lutenza 349-3231184 risultava intestata a


ZOCCOLI Stefano192 nato a Locri il 26.12.1959, chiamato TOTO, il quale risulta padre di
ZOCCOLI Emilia titolare dellimpresa Euro Cos. Allidentificazione del soggetto si perviene oltre
che per i dati sopra indicati anche sulla base dellascolto del Prog nr. 10053 del 12.06.2007 , nella
quale ITALIANO e FERRARO indicano espressamente che TOTO ZOCCALI di fatti si chiama
Stefano .

Quello che colpiva particolarmente gli investigatori era il sorgere di accordi su come
rifondere i costi dei lavori, facendo ampio ricorso a fondi stanziati per opere di somma urgenza.

PROGR. 234 N. 339...301 DEL 26.3.07 ore 20.16 da 349-3231184 ZOCCOLI Stefano,
detto Toto, a 339-301 ITALIANO Giasone

GIASONE CON UOMO, RIPRENDONO LA CONVERSAZIONE DEL PROGR. 236


DELL'ALTRA UTENZA MONITORATA DI ITALIANO; L'UOMO RIPRENDE
RACCONTANDO DEELA PERIZIA RICHIESTA DA TALE LO CICERO E DI
RIMANENZA DEI COSTI CHE DOVRANNO ESSERE PAGATI MEDIANTE IL
RICORSO ALLA PROCEDURA PER LAUTORIZZAZIONE DI LAVORI IN SOMME
URGENZA; L'UOMO RACCONTA CHE GLI STA RIFERENDO UN SACCO SI COSE, CHE
QUESTA PERSONA CONOSCE TUTTI, NE SA PIU' DI NOI....
ALLE ORE 20.18 GIASONE RISPONDE AD AVVISO DI CHIAMATA DI UOMO CHE
CHIAMA COMPARE, IL QUALE DICE CHE GLI DEVE PARLARE, GIASONE RISPONDE
CHE SI VEDONO DOMANI, L'ALTRO RISPONDE CHE SI TRATTAD EL SOLITO
DISCORSO, GIASONE CHIEDE: "NON ABBIAMO PRESO NIENTE"?, L'ALTRO
CONFERMA.
ALLE ORE 20.19 RIPRENDE CONVERAAZIONE CON UOMO, IL QUALE
ANNUNCIA CHE DOMANI E' IL GIORNO DELLA VERITA'....RIFERISCE CHE LO
CICERO HA CHIESTO DI MANDARE DUE MANDATI PER APRILE E MAGGIO, POI
L'UOMO CITA UN CERTO LIBERO, CHE HA PRESENTATO UN CONTO DI 20000 EURO
IN PIU' DI CONTABILITA'; ALLE ORE 20.23 L'UOMO RIFERISCE CHE HA SAPUTO CHE
CI SONO 80000 EURO A DISPOSIZIONE. GIASONE RACCOMANDA PRUDENZA E DI
STARE ATTENTI A NON ESSERE FREGATI.

Prog 820 del 30.03.2007 da 3393759086 in uso a PALUMBO Giovanni a 335669


ITALIANO Giasone RIT 62807
Palumbo Giovanni con Italiano Giasone il primo riferisce di essere andato in un posto non
meglio indicato ove terze persone gli riferivano la cifra di 350. Luomo precisa che le terze
persone non si ricordavano di Italiano, allora il PALUMBO precisa di aver detto che si trattava
della Euro cos. Italiano dice al Palumbo che ha fatto bene a dare quella risposta, e che comunque
domani andr lui a parlare con le terze persone

Come si pu intuire le conversazioni captate sin dallinizio consentivano di rilevare come


sistematico era il ricorso dei due imprenditori allappoggio dei tecnici LO CICERO e
LOCCISANO, riuscendo a programmare le procedure per la suddivisione delle somme da
impiegare per la realizzazione dei lavori. Significative appaiono le circostanze relative al fatto
che ling. LOCICERO Walter risulta ricoprire le funzioni di Direttore dei lavori, mentre il
LOCCISANO Libero risulta essere il responsabile del cantiere, entrambe figure cardine
nella gestione dei lavori.

Ma lITALIANO, consapevole dei limiti imposti dallassenza dei titoli autorizzativi alla
realizzazione di qualsivoglia tipo di lavoro pubblico, non si presenta alla collettivit con le proprie
credenziali. Di fatti veniva riconosciuto come contiguo allimpresa Euro Cos e non come impresa
ITALIANO. Circostanza questa , che riferita da un suo stretto collaboratore quale per lappunto si
rilevava PALUMBO Giovanni, ottiene il proprio beneplacito , anche se subito dopo manifesta la

192 nato a Locri il 26.12.1959.

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propria volont a recarsi personalmente dagli individui interessati proprio per far capire la caratura
della sua personalit.
Di fatti, qualche minuto dopo aver appreso le circostanze da parte del PALUMBO
Giovanni, chiama il suo compare ZOCCOLI. Proprio dal tenore di detta conversazione si
capisce come forte la volont di contattare tale CHIAPPETTA, in considerazione del fatto
che non riuscivano a rintracciarlo telefonicamente decidevano di raggiungerlo personalmente per
prenderlo dalle CORNA: modalit queste che indicano chiaramente che la natura dei rapporti
intercorrenti tra i due imprenditori e il CHIAPPETTA non siano stati certamente improntati ad
un confronto civile .

823 30/03/2007 15.17.37 393357017669 +393493231184 ZOCCOLI Stefano


Giasone con ZOCCOLI Stefano per sapere, il chiamato gli dice che l tutto a posto che la
soletta e stata gettata, Giasone gli dice che gi aveva chiamato, poi il chiamato gli dice che questa
mattina ha chiamato e ancora non ha parlato con il sig. Chiappetta, Giasone gli dice che non gli
chiara questa cosa e quello gli ha detto che a lui non lo conosce, il chiamato gli dice che secondo
lui ancora per il lavoro al porto non stanno lavorando con la ditta di Chiappetta che lui ha girato
tutto il porto e non c' problema e che comunque stanno tribolando, Giasone gli dice di chiamarlo
domani mattina a Chiappetta anzi si deve andare, Tot gli dice che si deve andare prenderlo per
le corna, Tot gli dice che adesso lo chiama nuovamente

Sempre nel medesimo periodo si iniziano a rilevare conversazioni dai contenuti accesi: la
lettura dei sunti di seguito riportati attestano come la gestione dellintero appalto sia improntata
allilliceit; di fatti lo ZOCCOLI e lITALIANO iniziano a lamentarsi del comportamento tenuto
dal geometra LOCCISANO, il quale non acconsente a comunicare la realizzazione di opere non
effettuate e a non richiedere lautorizzazione per lavori di somma urgenza, sintomatica appare la
frase con la quale indicano che LIBERO ( LOCCIASANO NDR) diventato una cosa
impossibile.

840 30/03/2007 16.10.37 393357017669 +393493231184


GIASONE CON ZOCCOLI STEFANO IL QUALE RIFERISCE CHE LIBERO E'
DIVENTATO UNA COSA IMPOSSIBILE, COMMENATNO QUESTA COSA. IN QUANTO
NON VUOLE AUTORIZZARE I LAVORI DI SOMMA URGENZA. TALI CIRCOSTANZE
SONO STATE RIFERITE ANCHE DA LO CICERO. POI CONTINUA DICENDO CHE HA
CHIESTO DI INDICARE DEI LAVORI EFFETTIVAMENTE NON ESEGUITI A TALE
RICHIESTA IL LIBERO SI E OPPOSTO. LO ZOCCALI DICE CHE NON CAPISCE
PERCHE LIBERO SI OPPONE IN CONSIDERAZIONE DEL FATTO CHE NON SONO
SOLDI SUOI.

I due imprenditori palesano anche un capacit informativa di primordine riuscendo a


sapere le date di aperture dei plichi per le gare dappalto: ci in funzione del ricorso successivo a
soggetti ( vds tale Don Franco , Ciccio), che, almeno dal tenore delle conversazioni, appaiono
capaci di condizionare i lavori successivi. Tali circostanze appaiono pienamente aderenti al modus
operandi dei due imprenditori.

907 31/03/2007 13.35.48 393357017669 +393493231184


Nuovamente Giasone con ZOCCOLI sempre in merito a Don Franco e che secondo loro li
sta scherzando e bisogna andarci di persona, poi parlano che Giasone ha saputo di un lavoro di
Villa per il giorno 23 e le buste li hanno gi aperti e lui gli ha detto a Ciccio di vedere adesso lui
quello che vuole fare e Ciccio gli ha detto che adesso vede pure per riprendersi di quella cosa
dell'altra volta, poi durante il dialogo Giasone gli dice di aver partecipato a quella del G3 mentre il
chiamato gli dice di aver partecipato ad un'altra, seguono saluti

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Prog 913 del 31.03.2007 ore 18.24 da 339-301 Italiano a Ferraro

GIASONE CON FERRARO MASSIMO , RIFERISCE CHE L'HA CHIAMATO (VEDS.


PROGR. 915 DEL 339...663) E CHE "QUEL FATTO E' IN QUELLA MANIERA" E CHE
GLIEL'HA DETTO CHIARO, CHE HA FATTO TUTTO CON MIMMO GALLO E CHE NON
SA COME HANNO FATTO CON ALTRE PERSONE, GIASONE SI LAMENTA CHE ERANO
RIMASTI DIVERSAMENTE, IL CHIAMATO RISPONDE DI METTESI D'ACCORDO TRA
LORO, GIASONE SPECIFICA CHE LUI SI ERA MESSO D'ACCORDO PER IL BITUME E
CHE BISOGNA ANDARE DA MIMMO.

Il successivo 31.03.2007 ITALIANO ritorna a parlare dellimprenditore Pino CHIAPPETA


con FERRARO Massimo; questultimo racconta di averci parlato direttamente e riferisce che lo
stesso apparso infastidito dal fatto che era stato contattato dallITALIANO. In tale contesto si
segnala come il FERRARO, in piena sintonia con lITALIANO, riferisce di aver detto al
CHIAPPETTA che egli era il Geometra di ITALIANO, palesando che il motivo della contatto
era relativo ai lavori del porto

Prog nr. 915 del 31.03.2007 ore 16.31 da Ferraro a Italiano

GIASONE CON UOMO, IL QUALE RIFERISCE DI AVER SENTITO PINO


CHIAPPETTA, PER SAPERE COM'ERANO RIMASTI,, DETTA A GIASONE IL NR. ,
0984/506014, ITALIANO RISPONDE CHE HA TROVATO UNA CHIAMATA DA QUESTO
NUMERO, L'UOMO RACCONTA CHE L'INTERLOCUTORE HA CHIESTO COSA
VOLESSE DA LUI ITALIANO, QUASI SECCATO, L'UOMO HA RISPOSTO CHE LUI E' IL
SUO GEOMETRA (DI ITALIANO) E SI TRATTA DEI LAVORI DEL PORTO, L'UOMO
CHIAMATO RISPONDE CHE QUANDO SCENDE NE PARLANO.

Prog nr 1092 del 02/04/2007 ora 13.23. da 3357017669 ITALIANO Giasone a


3493231184 ZOCCOLI Stefano
Giasone con chiamato Tot, cosa si dice e se andato a Villa e se stanno lavorando, si
dice il chiamato, poi il chiamato gli dice che questa mattina hanno fatto il collaudo amminisrativo
a Gallico, poi Giasone domanda se Massimo e andato dove aveva appuntamento questa mattina,
Tot dice che non s, si prosegue a parlare su vari altri lavori, poi Giasone domanda chi aveva
fatto l ilo bitume, Pinuccio, dice Tot, parlano di chiamare a lui e fargli vedere il lavoro, poi
Giasone domanda se oggi a Villa gettano una parete, Tot conferma , poi parlano del lavoro a
Villa per i muri che si devono fare alti altrimenti c il pericolo che frani. Giasone continua parla
di un'altro lavoro sempre di muri di 121mila, prosegue il dialogo a tenore di lavoro a Villa, poi
Giasone gli dice che chiama a Massimo per sapere cosa ha fatto a Bovalino e poi lo richiama

Tuttavia il 03.05.2007 si aveva modo di rilevare come la situazione degenerava a seguito di


un controllo verosimilmente a sorpresa fatto dallarchitetto, il quale contestava la scarsa qualit
dei lavori, rilevando un impiego di ferro inferiore a quello previsto. LITALIANO e il FERRARO,
nel commentare tali circostanza, confermano tale ipotesi rammaricandosi di non aver coperto i
lavori fatti con il cemento impedendo cosi ogni tipo di controllo visivo. Sintomatica appare la
circostanza per la quale i due imprenditori attribuiscono la colpa di tutto al ritardo di tale
SANTORO, fornitore di cemento. Inoltre i due commentano in maniera in equivoca che la
qualit dellopera scadente, facendo riferimento alla tipica prassi nelle metodiche di lavoro dello
ZOCCALI.

Prog nr. 4777 del 03.05.2007 ore 20.43 da 349-999 Ferraro massimo a 335-669 Italiano
Giasone
Giasone con Massimo Ferraro, quest'ultimo gli dice che questa mattina a Villa andato
l'architetto, il quale ha scattato le fotografie ed ha fatto una cazziata a mastro Peppe per il ferro che
era largo. Ferraro aggiunge che tutto questo succede per il cornuto di Santoro, perch se la soletta
l'avevano gettata ieri sera tutto questo non sarebbe successo. Giasone esclama "occhio non vede e
cuore non duole", Ferraro gli dice che li ha cazziati dicendo che prima di gettare dovevano

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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chiamare. Ferraro seguita imprecando e dice che domani mattina va lui a Villa e va a vederlo lui a
Santoro, Giasone gli dice che queste cose vogliono dette, Ferraro gli dice che erano fatti suoi
dopo, Giasone ribadisce che "vuole detto", Ferraro gli dice che fanno alla Zoccali, Giasone
ribadisce che "vuole detto chiaro", Ferraro ribadisce che ora va a dirglielo, che domani mattina
glielo dice lui. Seguitano a parlare dell'escavatore

Il sunto della seguente conversazione viene riportato a riconferma dellesatta ubicazione del
cantiere per voce diretta dellITALIANO.

Prog nr. 5549 del 09.05.007 ore 15.17 da 335-197 soggetto non identificato a 335-669
Italiano Giasone
Giasone con uomo, quest'ultimo gli chiede se sono vicino al grand hotel, Giasone gli dice
che il lavoro a Acciarello, quindi pi avanti dopo la Perla dello Stretto, c' un ponticello dove c'
la rete rossa sulla destra, di fermarsi l che stanno scendendo loro

Altro aspetto, non sicuramente marginale, risiede nel fatto che sia ITALIANO che il
FERRARO non temano assolutamente il confronto anche sul piano fisico con altri individui,
ancorch se provenienti dalla vicina cittadina di SINOPOLI. Proprio per tale ragione i due non
intendono assolutamente avviare alcuna trattativa.

Prog nr 5717 del 10/05/2007 ore 10.21. da 3357017669 a 393493231184


UOMO CON GIASONE, GLI RIFEIRSCE CHE QUELLO DI LA SOPRA, QUELLO DI
SINOPOLI, SI STA SECCANDO E CHE LUI E' PRONTO A LITIGARE.

Prog nr 5720 del 10/05/2007 ore 10.24. da 3357017669 a 393493231184


GIASONE CON UOMO, SI TROVA A VILLA, CHIEDE CHE VUOLE PARLARE CON
QUESTO, MA L'ALTRO RISPONDE DI AVERCI GIA' PARLATO

Gli intenti dei tre imprenditori si concretizzano sempre pi con maggiore incisivit,
tentando di ottenere il conferimento di fondi per lavori non effettuati. Per perseguire tali fini,
continuano a servirsi della collaborazione del Geometra LOCCISANO, direttore di cantiere.

prog nr. 6914 del 18.05.2007 ore 11.09 da 335-669 Italiano Giasone a 338-4668644
LOCCISANO Michele Libero nato a Gioiosa Ionica il 01.05.1945
Giasone chiama il geometra Loccisano, al quale riferisce che MARTIRE non sanno se
devono mettere i calcoli della prima perizia o della seconda, Loccisano dice quella della seconda,
Giasone dice di non parlare del SAL in quanto a loro esce molto pi alto per cui meglio stare
zitti, ece 280.000, Loccisano dice che giusto, Giasone dice che ha detto che di netto esce 81.000
ma che cercher di aggiungere qualcosa, Loccisano dice che allora poco, ( i due fanno un p di
conti poi si ritrovano) , Giasone dice che per a messo meno ferro e che lo aggiunger alla
prossima, Loccisano dice che cos va bene, Giasone dice di chiamare a MARTIRE e di dire di
aggiungere un 10.000 euro di movimento terra perch ne hanno messo poco, Loccisano chiede a
che punto , Giasone dice che la platea la comincia luned, dice inoltre che a questo punto meglio
chiamare Ferraro, Loccisano dice che lo rintraccer lui

Prog nr 6929 del 18/05/2007 ore 14.52. da 3357017669 a 3493231184


Giasone dialoga con Tot che dice di stare andando a Scilla, Giasone fa alcune domande a
cui l'interlocutore non risponde dicendo che di queste cose no ne parla per telefono e che ne
parleranno di persona, Giasone chiede se ha visto Scuteri, Tot dice che poi parleranno anche di
questo, Giasone dice se comunque positivo, l'uomo dice di si.

Prog nr. 6915 del 18.05.2007ore 11.15 da 335-669 Italiano Giasone a 347-6150395 a
Martire Domenico nato a Castrovillari il 02.06.1961
Giasone chiama l'ingegnere e dice che deve calcolare i secondi, l'ingegnere dice che i
secondi calcoli non ci sono nelle cartelline, c' solo la relazione tecnica, Giasone dice che glieli
far avere, poi continua dicendo che come conti pi o meno, tornano, a loro esce come certificato
circa 97/98, per calcolando che loro alcune cose non le hanno ancora inserite, dovrebbero essere

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giusti, Giasone chiede all'ingegnere di vedere se pu aggiungere qualcosa, l'ingegnere risponde che
pu aggiungere un po di movimento terra, Giasone chiede di fare il possibile e dice che i calcoli
mancanti li far avere lui.

Prog nr 3861 del 22/04/2007 ore 14.29.37 da 3357017669 a 3494532999


Massimo con Giasone dopo i saluti Giasone gli dice che pi tardi viene con sua moglie per
una visita, poi il chiamato gli dice che venuto Zoccali e gli ha detto che si devono fare i conti,
Giasone gli dice che gli deve portare i conti e cos si rende conto come sono, dialogo in merito

Ulteriore conferma delle modalit con le quali ITALIANO , ZOCCOLI e FERRARO si


spartiscono i costi per i lavori effettuati, viene riferito nei sunti di seguito indicati.

Prog nr 4216 del 27/04/2007 ore 06.43. da 3357017669 a 3494532999


Giasone con Ferraro - parlano di una cosa che Ferraro deve avere tramite Zoccoli.

Prog nr. 7393 del 22/05/2007 ore 11.11. 3357017669 3494532999


Massimo chiama Giasone e gli dice che Scuteri non risponde perch a Genova, Giasone
gli passa Pasquale che dice che aspetta l'ambasciata e di essere a disposizione, poi riprende la
conversazione tra Giasone e Massimo e quest'ultimo raccomanda a Giasone di chiamare Papalia.-

Nel mese di aprile inoltre iniziano a maturare gli interessi dellITALIANO e del FERRARO
verso i lavori che interesserebbero il Porto di Reggio di Calabria. Lopportunit per il loro
inserimento viene rilevata in data 29.05.2007

Prog nr. 7997 del 29.05.2007 ore 07.53 da 3356173331 in corso di identificazione a
3357017669
Uomo chiama Giasone gli dice in merito alla sua richiesta sul porto di Reggio , si pu fare ,
quindi concordano di vedersi pi tardi

Dopo aver ricevuto tale comunicazione, lITALIANO chiama subito il FERRARO,


chiedendo un incontro immediato per discutere dei contenuti delle notizia appresa poco prima
ovvero quelle legata allopportunit di lavoro sul porto di Reggio di Calabria.

Prog nr. 8431 del 29.05.2007 ore 08.24 da 3357017669 a 3494532999


Giasone chiama Massimo il quale dice che deve andare dall'ing. Zino , Giasone risponde
che si devono vedere urgentemente , in quanto l'hanno chiamato stamattina , si sono visti e hanno
parlato di una cosa Concordano di vedersi

Lattivit tecnica ha dimostrato come fossero attivi i due imprenditori nel fare incetta di
lavori gi appaltati

Prog nr. 8557 del 29/05/2007 ore 18.51. da 3357017669 a 3494532999


Massimo chiama Giasone dicendogli che sta da Buda , Giasone chiede conferma se da
Francuccio e poi aggiunge che l'amico suo gli ha chiesto 100.000,00Poi Giasone dice che il genero
di Barreca gli ha fatto fare una male [Link] Massimo gli passa un uomo il quale dice che
quando rientra devono parlare , Giasone risponde che sta a Montalto e stasera rientra. da risentire

Prog nr. 9904


Italiano G. chiama Ferraro Massimo, discutono dellavarizia di un uomo, poi Ferraro dice
che andr da Domenico Gallo per ritirare un progetto, luomo precisa che non dir nulla a
questultimo

La conversazione captata al progressivo nr. 10053 consente di individuare in maniera certa


che lo ZOCCOLI, con il quale lITALIANO e il FERRARO intrattengono rapporti, si chiama per
lappunto Stefano. Si fa rilevare che gli stessi erano soliti chiamare lo ZOCCOLI con il nome di
Toto. In questo contesto lITALIANO gi era a conoscenza del vero nome dello ZOCCOLI,
mentre il FERRARO ne apprendeva le esatte generalit solo in quel preciso momento. Circostanza

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questa che palesa come i soggetti di fatti abbiano raggiunto accordi sulla base della mera
conoscenza diretta e non mediante contatti formali, che per consuetudine portano ad avere una
conoscenza ben precisa della societ e dei suoi assetti e dei soci e/o titolari.

Prog nr. 10053 del 12.06.2007 ore 15. da 3357017669 a 3494532999


Italiano chiama Ferraro, discutono dei lavori, successivamente Ferraro chiede ironicamente
a Italiano se era a conoscenza che Zoccoli si chiamasse Stefano Italiano risponde
affermativamente, domanda come mai il Ferraro non sapesse il nome dello Zoccali.

Tra le tanti conversazioni captate ve ne sono state alcune che hanno consentito di
indirizzare le indagini in settori ben pi articolati, pervenendo alla conferma che i tre individui di
fatti siano perfettamente a conoscenza degli assetti territoriale che contraddistinguono la
criminalit organizzata di questa Provincia. Tali assetti non sono di pubblico dominio in quanto
tenuti segrettisimi dalla medesima organizzazione criminale. Appare ovvio che determinati
equilibri e regole possano essere conosciute solo da individui che ne facciano parte integrante o
che abbiano stretti legami. Proprio lanalisi degli eventi che si sono succeduti durante il mese di
giugno dellanno 2007 ha consentito di rilevare come il medesimo ITALIANO sia dotato di un
livello di conoscenza sicuramente alto che palesa come lo stesso sia pienamente a conoscenza
degli equilibri e della geografia della criminalit organizzata. In questo contesto anche il
FERRARO cos come lo ZOCCOLI manifestano di essere ben inseriti in tali contesti, ma allo
stesso tempo dimostrano di agire con una certa spregiudicatezza, che, in molti casi, viene
addirittura frenata dallITALIANO.
Indicativi di tali circostanze appaiono le prese di posizione di ITALIANO e di FERRARO
che commentano le indicazioni di ZOCCOLI, il quale oppone un diniego nel prendere impegni
per Bianco. Tale circostanza in prima analisi gi potrebbe essere indicativa di un imposizione
pervenuta da fonti diverse, in quanto non si intuisce il motivo per il quale un imprenditore non sia
libero di prendere impegni sul territorio della provincia. Ma tale aspetto viene subito fugato
dallintervento del FERRARO, che ,prontamente, smentisce lo ZOCCOLI dicendo che lo stesso
non sia di certo titolato a dare tali indicazioni in virt del fatto che lui a Bianco non COMANDA
NIENTE. Simili affermazioni non possano sicuramente venire da chi non abbia una conoscenza
diretta degli equilibri territoriali della criminalit organizzata.

Prog nr. 10124 del 13.06.2007 ore 07.54


Ferraro chiede a Italiano di andare a Reggio alla banca di Italia per chiedere se sono arrivati
i soldi di Scuteri. Italiano dice che ieri stato chiamato da Zoccali, il quale chiedeva conferma
della notizia che ha dato Massimo. Italiano riferisce che ha risposto positivamente, a tale risposta
Zoccoli continua dicendo a Italiano di non prendere impegni per Bianco. Ferraro rimane
meravigliato , continua dicendo che Zoccoli a Bianco non comanda niente.

Ma tali circostanze appaiono inoltre essere indicative di un mutamento degli equilibri che
intercorrevano tra il binomio ITALIANO-FERRARO e lo ZOCCOLI. Legame che sembrerebbe
essersi inclinato per mancati pagamenti effettuati dallo ZOCCOLI nei confronti dei due.

Prog nr. 11521 del 18/06/2007 ore 19.47. da 3357017669 a 3494532999


Ferraro chiama Giasone e chiede se lo ha chiamato Zoccali, Giasone dice di avere visto le
chiamate, Ferraro dice che il mandato stato pagato il 14, che glielo ha detto Lo Cicero, poi cade
la linea.-

Prog nr. 11835 del 20/06/2007 ore [Link] 393357017669 a +393494532999


Giasone chiama Massimo gli dice che era con Zoccoli e gli ha risolto il problema alla Tecno
Sud.

1198021/06/2007 12.13. 393357017669+393494532999


Giasone chiama Massimo Ferraro gli dice che lo aspettano a Reggio , il secondo risponde
che lui oggi ha da fare , poi Giasone chiede se ha visto a Zoccoli , Massimo risponde che se ne
frega di lui si visto con l'ingegnere e come lo vede lo ferma e gli dice che il 27 vuole i soldi in

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contanti , Giasone risponde che non c' bisogno che gli dice il 27 in quanto il bonifico stato fatto
perch ha chiamato in banca

Prog nr. 11194 del 21.06.2007 ore 15.52 da 349-999 Ferraro a 333-301 Italiano
Ferraro chiama Italiano racconta di essere andato dal Ragioniere con Zoccoli e che si sono
chiariti, Ferraro racconta di aver detto al geometra che se luned non gli da i soldi lo scanna. Poi
continua dicendo che Zoccoli gli ha chiesto di non abbandonarlo. Italiano dice che ZOCCOLI ha
chiesto aiuto.

Prog nr 11693 del 19.06.2007 da Italiano 669 a Ferraro

I due discutono su come suddividere calcolare le spese sostenute e presentare il conto per i
lavori effettuati

Prog nr. 11514 del 23.06.2007 ore 11.59 da 349-999 Ferraro a 339-301 Italiano

Ferraro chiede se conosce tale Filippo Autelitano di Reggio Calabria. Italiano risponde
negativamente, continua dicendo che gli pu dare qualche informazione tale MAISANO Ciccio,
lamico di PANGALLO Ciccio.

In virt dei fatti emergeva chiaramente come il trio di imprenditori stavano attraversando un
periodo difficile per mancanza di liquidit. Proprio per tale ragione si rilevavano una serie di
pressioni anche dai contenuti violenti, tese ad ottenere la consegna di denaro apparentemente per
pagamento di prestazione lavorative . La situazione degenerava il 25.06.2007, allorquando il
FERRARO racconta di aver assistito ad un violento litigio, nel quale uno dei soggetti coinvolto
sar proprio lo ZOCCOLI. Appare di rilievo il fatto che lITALIANO si manifesta da subito
preoccupato per quanto accaduto in virt del fatto che laltro soggetto coinvolto risultava essere di
Bianco e non di Plat. Di fatti lo stesso rimprovera al FERRARO di non essere andato da solo a
tale incontro e lo invita a ricomporre immediatamente e personalmente la vicenda. Per meglio
comprendere limportanza dei fatti si fa chiarire in maniera scrupolosa quanto era accaduto.

Prog nr. 12517 del 25.06.2007 ore 1953 da Italiano G a ferraro.

Italiano chiama Ferraro, questultimo racconta che si trovava con Filippo e si sono
incontrati con quello, i due hanno litigato violentemente, Ferraro racconta che dovuto
intervenire per dividere i due. Italiano dice che quanto accaduto non una cosa bella e che
doveva andare da solo allincontro. Ferraro dice che quanto accaduto successo a Bianco e non a
Plati. Poi cade la linea.

Prog nr. 12519 del 25.06.2007 ore 19.57 da Italiano G a Ferraro.

Italiano chiama Ferraro , continua la conversazione sul litigio di cui prima. Ferraro si
raccomanda di non dire nulla di quanto gli ha raccontato. Italiano da ampie assicurazioni sul
riserbo, precisa che levento molto serio. Ferraro poi racconta che Toto ha domandato al suo
aggressore come stavano le cose a tale richiesta luomo rispondeva che gli avrebbe staccato la
testa, ne seguiva il litigio . Italiano dice che stata una fortuna che era presente lui ( rif a Ferraro).
Poi continua dicendo di aver parlato con Toto ed era molto incazzato.

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Lattivit tecnica sopra descritta stata affiancata da analisi delle documentazione acquisita
presso i competenti Uffici della locale Prefettura. Si documentava come allimpresa EURO COS
siano di fatto stati assegnati i lavori, ricorrendo alla formula del subappalto, ma che gli stessi
lavori siano stati realizzati dalle imprese riconducibili allITALIANO e al FERRARO Massimo, i
quali hanno impegnato mezzi e uomini. Lo ZOCCALI si limitava ufficialmente solo ad
intrattenere rapporti con la ditta SCUTERI, vincitrice dellappalto.

Solo lattivit di indagine di tipo riservato ha consentito di rilevare gli accordi segreti
intercorsi tra i tre imprenditori, con le metodiche utilizzate per rimanere celati alla collettivit. Ci
proprio in virt del fatto che lITALIANO di fatto non era in possesso delle previste certificazioni
antimafia che gli avrebbero consentito di poter, a sua volta, lecitamente effettuare i lavori. Da qui
la necessit di ricorrere ad accordi occulti.

Allo stesso tempo solo la tipologia delle investigazioni ha consentito di rilevare come i
lavori non siano stati realizzati a regola darte, impiegando materiali tali da non essere pienamente
conformi agli standard qualitativi. Queste metodiche, a dire degli interessati, erano diffuse.
Appare, quindi, verosimile che gli stessi abbiano agito nella piena consapevolezza di realizzare
opere non conformi. I tre del resto operavano in piena sinergia con il Direttore del cantiere il
Geom LOCCISANO, il quale pur tentando di sottrarsi alle richieste dei tre, non effettua nessuna
azione contraria alle volont degli imprenditori, soggiacendo e rendendosi apparentemente correo
nella consumazione dei gravi reati, oltre ad attestare di volta in volta che i lavori erano stati
realizzati per ottenere lelargizione dei S.A.L.

Proprio da tale analisi ne deriva laspetto che merita sicuramente maggior risalto in
funzione proprio delle metodiche con le quali gli stessi imprenditori si rapportano con lesterno,
utilizzando mezzi anche violenti, pur di ottenere quanto voluto.

Per meglio rendere lidea della caratura dei personaggi appare opportuno segnalare che
FERRARO Massimo, sopra meglio indicato, emigra dal Comune di Africo per Brancaleone a far
data 19.09.1994; lo stesso risulta gravato da precedenti di polizia per reati in materia darmi
commessi nel comune di Africo. Nellanno 1997 viene proposto per lavviso orale e
successivamente per la pi afflittiva misura della sorveglianza speciale. Agli atti dufficio risulta
avere frequentazioni datate con individui contigui alla cosca MORABITO-BRUZZANITI
PALAMARA, operante nel comune di Africo.

Per quanto attiene limpresa Euro COS , si rilevato che la stessa intestata a ZOCCOLI
Emilia, sul conto della quale risultano i dati di cui allinformativa.

Il quadro delle indagini condotte in riferimento allappalto esaminato mette da subito in


risalto i seguenti dati analitici:

In data 05.04.2006 veniva conferito lappalto allimpresa SCUTERI Costruzioni


SRL per un importo pari a Euro 399.655.69, oltre a 6.978.50 euro per oneri di sicurezza;
In pari data veniva nominato responsabile dellintero procedimento lIngegnere
Domenico SURACE;
Successive indagini consentivano di appurare che la societ vincitrice della gara
conferiva i lavori in subappalto alla ditta EUROCOS di ZOCCOLI Emilia.
Si appurava di fatti che limpresa subappaltatrice era gestita da ZOCCOLI Stefano ,
sopra meglio indicato, il quale aveva affidato le opere in ulteriore subbappalto alle imprese di
ITALIANO Giasone e FERRARO Massimo
Il Direttore dei lavori si identifica in LO CICERO Walter;
Il responsabile del cantiere si identifica in LOCCISANO Libero;
Sicuramente questultimo era a conoscenza del conferimento dellulteriore subbapalto;
Lattivit tecnica ha consentito di poter captare conversazioni tra i soggetti coinvolti
nele quali loggetto era la gestione contabile dei lavori, dal tenore delle conversazioni appare che
la contabilizzazione veniva artatamente modificata imponendo il ricorso a somme stanziate per
lavori di somma urgenza.

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Proprio a tale ricorso il LOCCISANO sembra ribellarsi senza tuttavia riuscire ad


imporre la propria volont, venendo altres costretto a indicare come fatte delle opere
effettivamente non realizzate, alterando anche i quantitativi di materie prime impiegate al fine di
trarne un conseguente ingiusto guadagno agli imprenditori interessati.
Si potuto anche rilevare come i tre imprenditori abbiano cercato di contattare
limprenditore CHIAPPETTA (attualmente in corso di identificazione) per poter effettuare dei
lavori allinterno dellarea portuale di Reggio di Calabria. Per tali opere sono ancora in corso
indagini, ma in questo contesto non si pu fare a meno di segnalare come le richieste degli
imprenditori non siano state di certo improntate dalla correttezza.
Sotto laspetto contabile si potuto rilevare come i tre imprenditori siano in prima
battuta coesi nel pretendere il pagamento dei lavori effettuati dallimprenditore SCUTERI
(impresa aggiudicatrice dellappalto). Per tale motivo lITALIANO e il FERRARO avviano una
rete informativa per apprendere le date in cui il predetto imprenditore riceveva i mandati di
pagamento e la localit, ove si trovava. Ci in virt del fatto che nelle fasi successive inizia la
rivalsa nei confronti dellimpresa subappaltatrice Euro Cos.
Tali circostanze sono ulteriormente aggravate dalle metodiche utilizzate dai soggetti
coinvolti i quali ricorrono spesso alle famigerate ambasciate, che di fatto evitavano i meri colloqui
telefonici, eludendo pertanto le investigazioni e tentando di tenere, quindi, impermeabili i
contenuti. In tale contesto si incardina la conoscenza dellITALIANO degli equilibri anche
geografici che regolano la criminalit organizzata, comprendendo anche la gravita dei fatti che
accadono. Significativi sono i consigli che d a FERRARO per risolvere la situazione che ha
interessato lo ZOCCOLI in relazione al litigio che potrebbe generare problemi con la gente di
Bianco, in quanto il soggetto coinvolto non era di Plat. Indice anche questo che verosimilmente
con le famiglie di Bianco bisogna tenere un atteggiamento di rispetto.
Sempre nel medesimo contesto si incardina la personalit dello ZOCCALI, il quale,
come visto, risulta vicino alla famiglia Maiorana, operante nei centri abitati di Caraffa del
Bianco, SantAgata del Bianco, Casignana e Samo e dedita in particolare allaggiudicazione di
lavori pubblici.

Paragrafo 3

Gli appalti del Comune di Delianuova.

Nellambito delle investigazioni condotte sugli ITALIANO si rendeva necessario


analizzare se gli stessi fossero riusciti a aggiudicarsi appalti con altri enti pubblici, per appurare se
gli stessi gestissero illecitamente i lavori o ricorressero sempre a metodiche di gestione occulte.
In funzione di ci veniva fatta unanalisi ad ampio spettro che interessava alcuni enti
pubblici a partire proprio dal Comune di Delianuova, quello ove si ritiene che la famiglia
ITALIANO possa avere un controllo pi diretto, maggiormente esplicabile proprio nel delicato ed
appetibile settore degli appalti pubblici.
Si apprendeva che lamministrazione comunale nellanno 2007 aveva appaltato i seguenti
lavori:

Lavori Ditta Importi dei


lavori
Programma operativa per la De BRUNO Carmelo 74.961.49
sicurezza del mezzogiorno lavori per la Euro
creazione delle biblioteca comunale
Impianto sportivo Misurace ATI SOCELETTR di 269.590.00
Vanzillotta Raffaele e FRAGR
Costruzioni di PAPALIA F.
Impianto sportivo stadio comunale General Construzion srl Soth 269.590.00
elettric si SERRAO Salvatore euro
Sistemazione cinema teatro Istituto Eletrrocostruzioni di Licastro 66.000.00
scolastico renato euro

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 533
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Riqualificazione del centro storico Rag Carbone Domenico 147.810.64


[Link] V. emanuele euro
Edilizia scolastica impianto Frager costruzioni di Papalia 81.536.80
antincendio Francesco
ATI Frager costruzioni di papalia Impianto di illuminazione 338.795.33
F. Elettrocostruzioni di Licastro Renato pubblica euro
Completamento porta del parco Rag. CARBONE Domenico 34.500.00
euro

Da tale verifica si potuto rilevare come su otto appalti ben quattro sono state assegnati
alle ditte direttamente riconducibili alla famiglia LICASTRO. Tali circostanze legate ai legami
intercorrenti tra gli ITALIANO e il LICASTRO non fanno altro che implementare il quadro
indiziario che vede sempre la figura occulta degli ITALIANO al centro della gestione degli
appalti, ci ovviamente in forza delle risultanze di cui gi si sopra riferito.

Ad integrazione della pericolosit raggiunta dalle vicende fin qui menzionate, si


ricorderanno brevemente i fatti indicati nella nota pari numero datata 30.03.2007, con la quale si
portava a conoscenza della S.V. dellaccadimento di alcuni fatti delittuosi di particolare rilievo
commessi nella giurisdizione del Comune di Delianuova (RC) ed in particolare quello delle ore
01.28 del 29.03.2007, in cui ROSSI Francesco193, Assessore ai Lavori Pubblici di quel Comune,
richiedeva lintervento dellArma locale, poich pochi minuti prima ignoti avevano esploso contro
la porta del garage della propria abitazione numerosi colpi darma da fuoco.

Sul posto interveniva Personale della Stazione CC di Delianuova (RC), il quale in sede di
sopralluogo rilevava che ignoti avevano esploso n. 30 colpi darma da fuoco, attingendo la porta
del garage del predetto ROSSI. Nelle fasi successive venivano repertati n. 30 bossoli cal.7.63 x 39
(arma AK-47).

La vittima riferiva che nella sua veste di Assessore aveva gestito vari appalti pubblici
per i quali risultavano interessati anche ITALIANO Giasone.

ROSSI Francesco cl.57 risulta ricoprire la carica di assessore ai lavori pubblici per il
Comune di Delianuova (RC) dallanno 2005 ed appartiene alla coalizione politica rappresentata da
una lista civica con orientamento di centro-sinistra.

In passato stato coinvolto in vicende giudiziarie per reati associativi di stampo mafioso
finalizzati allillecito accaparramento di appalti pubblici.

Poco tempo prima dei fatti occorsi in pregiudizio del predetto amministratore locale,
personale della Stazione CC di Delianuova (RC) aveva modo di notare ITALIANO Giasone e
ROSSI Francesco, parlare con fare animato lungo la pubblica via.

Significativa appare la circostanza per la quale nella sera del 29.03.2007, precisamente alle
ore 01.10, personale della Stazione CC di Delianuova (RC), sottoponeva a controllo alla
circolazione stradale tali MAMONE Giuseppe, nato a Delianuova (RC) il 08.03.1985, e
GANGEMI Giasone, nato a Delianuova (RC) l08.02.1985: i due si trovavano a transitare a bordo
del veicolo Seat MARBELLA in uso a MAMONE, proprio sotto labitazione di ITALIANO
Giuseppantonio.

Dal riscontro dellattivit di intercettazione di cui al RIT DDA N628/07 - P.P. N5416/05
RGNR DDA, sullutenza N3../..301 in uso a ITALIANO Giasone cl.69, alle successive ore
01.49, perveniva chiamata (PROGR. 570 UTENZA 339..301 del 29.03.2007 h.01.49) da parte di

193 nato Delianuova il 06.11.1957

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PALUMBO Dario, il quale chiedeva a ITALIANO dove si trovasse, al quesito luomo rispondeva
che si trovava a casa, in ragione di ci linterlocutore chiedeva a Giasone di scendere sotto.

Alle successive h.07.17, ITALIANO Giasone veniva chiamato dalla moglie, alla quale
luomo riferiva di trovarsi nei pressi di Frosinone in compagnia di Giuseppe MAMONE e tale
DARIO, il quale veniva individuato in PALUMBO Dario, nato a Delianuova (RC) il 10.02.1985
(fidanzato della sorella del Giasone).

MAMONE Giuseppe e PALUMBO Dario risultano essere uomini fidati di ITALIANO


Giasone. Lultimo diventer a breve cognato, in quanto contrarr matrimonio con la di lui sorella;
il medesimo risulta, inoltre, gestire il bar nel quale ITALIANO solito incontrarsi con i suoi
uomini fidati.

Per tali eventi lArma di Delianuova (RC) ha condotto indagini i cui esiti sono stati gi
inoltrati alla Procura della Repubblica di Palmi (RC).

Ritornando alla trattazione delle vicende gravitanti attorno la gestione degli appalti,
attualmente questa sezione sta conducendo attivit tecnica sul conto degli imprenditori
LICASTRO e PAPALIA Francesco.

Paragrafo 4

Lavori appaltati dalla Comunit Montana versante tirrenico meridionale di


Delianuova

In seconda battuta venivano scandagliati i lavori appaltati dalla suddetta comunit montana.
Anche in questo caso emergeva chiaramente un coinvolgimento diretto della famiglia ITALIANO.
Passando allanalisi della documentazione acquisita da questa P.G. in data 18.01.2008, si
apprendevano le seguenti notizie:

ANNO 2006

ELENCO LAVORI APPALTATI


Opera Impresa Costo in euro
aggiudicatrice privo di iva
Risanamento ATI 628.940.00
idrogeologico di unarea del TECNICON sede Lavori conclusi
Comune di s. Eufemia di Cammarata (AG);
dA/te
Condina Luigi sede
di SUEufemia DA/te ;

Costruzioni Flores
Eufemia sede di S.
eufemia DA/te

Lavori di recupero T&M costruzioni e [Link]


immobile da adibire a servizi sede di lametia
Museo tematico terme
multimediale e sede
istituzionale della comunit ALKA Altomonte
montana di Delianuova (CS)

ANNO 2007

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Elenco lavori appaltati ANNO 2007

Realizzazione lavori di Laurendi Domenico 36.599.23


completamento fra via S. sede Fabriano
MAria e la strada Sinopoli -
piani dA/te

Realizzazione di un ATI. 320.962.50


centro servizi socialmente Laurendi Domenico
utili comune di Scido sede di Fabriano

Puma Lorenzo sede


di Favara

Riqualificazione largo Sud edil Timpano 164.965.97


Taccone fraz. Sitizano - Francesco sede di
Cosoleto piminoro di Oppido
mamertina
Ristrutturazione di Carbone domenico 187.813.38
immobile da adibire ad sede di Delianuova
ospitalit diffusa nel comune
di scido
Lavori di recupero Frager Costruzioni 206.063.06
piazza ed immobile da di pappalia Francesco sede
destinare a centro seriviz nel di Delianuova
comune di Delianuova

ELENCO LAVORI CONCLUSI NELLANNO 2006

Lavori di risanamento ITALIANO Lavori conclusi


paesaggistico dellasta Giasone sede di
fluviale del torrente Vas Delianuova
Lavori di ATI: Lavori conclusi
manutenzione straordinaria ITALIANO
della strada piani di camelia Giasone sede di
casello zilastro Delinauova

Elettrocostruizioni
di Licastro Renato sede di
delinuova

LAVORI CONCLUSI NELLANNO 2007

Risanamento ATI 628.940.00


idrogeologico di unarea del Lavori conclusi
Comune di s. Eufemia TECNICON sede
dA/te di Cammarata (AG);

Condina Luigi sede


di SEufemia DA/te ;

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


Memoria del Pubblico Ministero relativa al rito abbreviato CONDELLO Demetrio + 17
PROCURA DELLA REPUBBLICA 536
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

Costruzioni Flores
Eufemia sede di S.
eufemia DA/te

Lavori di recupero immobile da adibire a Museo tematico multimediale e sede


istituzionale della comunit montana

Lappalto in argomento stato aggiudicato dalle imprese T&M costruzioni e servizi sede di
Lamezia Terme e ALKA di Altomonte (CS). Lattivit di indagine condotta su tale appalto stata
supportatata anche da mirate verifiche estemporanee, effettuate dallArma di Delianuova.

Proprio il Comando Stazione di Delinuaova, in collaborazione con gli Ispettori del locale
ufficio del Lavoro, effettuavano, nel tempo, vari servizi finalizzati alla prevenzione dei reati in
materia di sicurezza sul lavoro.

Proprio la concomitanza di tali accertamenti consentiva di rilevare come i lavori in


argomento, pur essendo stati aggiudicati dalle imprese sopra meglio indicate , di fatti in loco erano
gestiti da ITALIANO Giasone e da LICASTRO Renato. Tali affermazioni derivano dal fatto che i
due pi volte erano stati visti sul cantiere, ove tra laltro dettavano disposizioni agli operai. Parte
della manodopera presente in cantiere risultava assunta dallimpresa T & M anche se in cantiere
sono stati individuati operai non regolarmente assunti, che alla vista dei militari si davano a
precipitosa fuga.

Da rilevare che gli operai individuati, pur se tutti assunti dallimpresa T&M, risultavano
risiedere in parte nel comune di Delianuova e nella vicina S. Eufemia DA/Te, circostanza questa
che lascia intravedere la possibilit che gli stessi siano stati fatti assumere per intercessione dei duo
ITALIANO LICASTRO. Tale circostanza del resto da analizzare anche in funzione alla
relativa vicinanza che intercorre tra Lametia terme e Delianuova, che porterebbe, a rigor di logica,
a ritenere pi conveniente nellottica imprenditoriale limpiego di personale di propria fiducia.

In ultima analisi si rileva che in esito al controllo sono state riscontrate varie violazioni in
materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro.

Anche in questo caso si potuto appurare anche grazie alla concomitante attivit tecnica
come i lavori in argomento siano stati di fatto realizzati dal sodalizio ITALIANO Giasone e
LICASTRO Renato, come negli altri casi, in totale deroga delle normative interdittive.

Come in precedenza anche in questo caso lITALIANO gestiva la compravendita di


materie proprie, realizzando gli ordini a nome dellimpresa T & M. Questultimo particolare fa
ritenere verosimile che i titolari di detta societ, il sig. TORCHIA Massimiliano, nato a Lamezia
Terme il 02.07.1975, e TORCHIA Teresa nata a Lametia terme il 01.01.1973, siano stati
costretti, o abbiano tacitamente acconsentito, a lasciare spazio allITALIANO e a LICASTRO,
permettendo loro di poter effettuare i lavori in argomento, sostituitesi in tutto e per tutto ai
legittimi vincitori della gara dappalto.

Si fa riserva di inoltrare annotazione dattivit di indagine redatta dai militari operanti in


relazione ai fatti sopra indicati.

Lavori di risanamento paesaggistico dellasta fluviale del torrente Vas

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


Memoria del Pubblico Ministero relativa al rito abbreviato CONDELLO Demetrio + 17
PROCURA DELLA REPUBBLICA 537
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

In data 12.08.2004 la Comunita Montana sede di Delianuova pubblicava il bando di


pubblico incanto, ai sensi della legge 109/1994, per la realizzazione dei lavori di risanamento
paesaggistico ed ambientale dellasta fluviale del fiume Vas, lavori ricadenti nei comuni di
Delianuova e Sinopoli.
Lappalto prevedeva una spesa pari a 276.229.55 euro. La gara veniva vinta dallimpresa
ITALIANO Giasone da Delianuova, come da verbale di gara redatto 15.08.2004 dallArch. Nicola
DONATO. LITALIANO si aggiudicava la gara presentando un ribasso pari a 4%, corrispondente
ad unofferta pari a 255.207.18 euro. Per tali lavori limpresa ITALIANO presentava tre
S.A.L. . In particolare per il II SAL veniva autorizzato il pagamento in data 09.05.2006 con
nota nr 0792/06, che veniva inoltrata alla Regione Calabria Assessorato allAmbiente di
Catanzaro Lido. Il pagamento di tale S.A.L. veniva definitivamente autorizzato il
28.07.2006 con ordinativo di pagamento nr. 462.

Appare utile richiamare parte dei sunti relativi alle intercettazioni descritte al precedente
capitolo, allorquando lITALIANO cercava ripetutamente di contattare il vice vicario allambiente
GRAZIANO Giuseppe. Di fatti si potuto rilevare come proprio in esito a tali spasmodiche
ricerche lITALIANO riesce ad avere il mandato di pagamento per i lavori effettuati in relazione ai
lavori per la realizzazione dei lavori per il torrente Vas. Saranno proprio questi lavori per i quali
verr richiesta la nomina del collaudatore.

Lavori di manutenzione straordinaria della strada piani di camelia casello zilastro

I lavori in questione sono stati appaltati dallEnte in argomento con bando di pubblico
incanto, datato 23.05.2003. Il bando prevedeva la realizzazione di lavori di manutenzione della
strada piani di camelia-casello Zilastro, per un importo 850.000.00 euro. Lappalto veniva
assegnato in data 24.06.2003 allATI composta dallimpresa ITALIANO Giasone ed
Elettrocostruzioni LICASTRO Renato, che presentavano un ribasso pari a 3.977 %.

I lavori in argomento venivano poi subappaltati cosi come richiesto espressamente dalle
imprese ITALIANO e LICASTRO alla ditta FRAGER Costruzioni di PAPALIA Francesco,
sopra meglio indicata.

Per tali lavori lente pubblico emetteva nr 6 mandati di pagamento per lammontare di Euro
544.632.08 euro. Con una rimanenza pari a 407.679.79, ancora da liquidare alla data 17.01.2008.
A riconferma dellipotesi investigativa si rileva come lITALIANO e il LICASTRO abbiano
affidato in subappalto i lavori allimpresa FRAGER Costruzioni.

Lavori di recupero piazza ed immobile da destinare a centro servizi nel comune di


Delianuova.

Lattivit sopra descritta ha consentito di rilevare come nellambito degli appalti gestiti
dalla Comunit montana sede di Delianuova negli anni 2006-2007 il centro aspromontano stato
interessato da tre interventi che sono stati aggiudicati e gestiti ( vds anche il caso T & M) nella
totalit dagli ITALIANO.

Ulteriori analisi

Appare altres utile segnalare che nellambito dello studio delle opere appaltate dallente in
argomento nel periodo compreso tra gli anni 2006-2007 emerso che il Comune di S. Eufemia
stato interessato da 2 appalti che sono stati aggiudicati dalle imprese TECNICON srl Condina

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 538
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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

Luigi Costruzioni Flores LAURENDI Domenico. Medesima circostanza si rilevata per alcuni
lavori appaltati in relazione ad opere da eseguire nel comune di SCIDO, ove si rilevata la
presenza delle imprese appena sopra indicate. In tale contesto, da accertamenti di natura
preliminare, emerso che i soggetti gravitanti attorno a tali imprese sono stati interessati in passato
da vicissitudini giudiziarie per associazione mafiosa ricollegabile alla famiglia Alvaro di Sinopoli.
Circostanze queste che non fanno altro che implementare il quadro indiziario, facendo trovare
conferma del controllo sistematico operato nel territorio di ogni attivit economica e rilevando,
quindi, una sistematica suddivisione del territorio pattuita tra le famiglie interessate. Questi patti
hanno caratteristiche di segretezza e consentono alle famiglie di inserire le proprie imprese nel
delicato settore degli appalti pubblici da sempre oggetto di attenzioni scrupolose. A conferma
dellesistenza di accordi segreti si potuto rilevare come di fatto nelle gare vinte dalle imprese di
ITALIANO ( Lavori di completamento della Strada CARMELIA ZILASTRO lavori di
risanamento delasta fluviale del torrente VASI) non si sono presentate le imprese TECNICON
srl Condina Luigi Costruzioni Flores LAURENDI Domenico.

Paragrafo 5

Lavori appaltati dal Comune di Ardea (ROMA)

Durante lo svolgimento delle indagini si avuto anche modo di rilevare che ITALIANO
Giasone aveva anche vinto una gara dappalto, bandita dal Comune di Ardea per la realizzazione
di unarteria stradale.

Paragrafo 6

Lavori nel comune di Virzino (Crotone)

Nellambito del Programma APE (Appennino Parco Europa), promosso dal Ministero
dellAmbiente, dintesa con le regioni interessate, la regione Calabria con delibera nr. 259 del
27.03.2001 ha assunto limpegno al coofinanziamento del progetto pilota denominato
Lappenninno meridionale, il monachesimo e il latifondo, ivi compresa la via istmica e lantica
Lucania. La Provincia di Crotone si fatta promotrice del coordinamento presso le
Amministrazioni comunali e la Comunit Montana, Alto crotonese e marchesato, presentando
una proposta progettuale denominata PROGETTO INTEGRATO DI SVILUPPO
DELLAPPENNINO CROTONESE. Fra gli undici progetti finanziati dalla Regione Calabria
figura quello relativo alla Creazione di unarea attrezzata nel Comune di Virzino.
Con delibera nr. 156 del 0.11.2002 la G.C. di Virzino ha approvato il progetto esecutivo
per i lavori di cui sopra, per un importo complessivo di euro 256.582.66 euro. Successivamente
con delibera dirigenziale nr 419 del 09.03.2004 a firma del Dirigente Settore Ambientale della
provincia di Crotone , Arch. Nicola Artese, stata indetta una gara di pubblico incanto con il
criterio del prezzo pi basso, inferiore a quello posto a base dasta. Con determina nr 939 del
13.05.2004 venivano approvati i verbali di gara e si aggiudicava lappalto allimpresa ITALIANO
Giasone con un ribasso pari a 24.68 % per un importo pari a 145.000.00 Euro.

A tali informazioni si perveniva proprio in funzione a mirati accertamenti eseguiti sulla


scorta dellattivit tecnica che ha interessato lITALIANO nellambito della presente indagine.
Anche in questo caso sono incorso accertamenti tesi a ricostruire documentalmente il rispetto
della procedura amministrativa.

Paragrafo 7

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 539
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Lavori Appaltati dal comune di Reggio di Calabria

In funzione della levatura che andava assumendo la famiglia ITALIANO si proceduto ad


ampliare lo spettro degli accertamenti, estendendoli anche allamministrazione del Comune di
Reggio di Calabria.
Presso Lufficio Appalti del Comune di Reggio di Calabria si provvedeva ad accertare
effettivamente quante opere erano state appaltate negli anni compresi tra il 2004 e il 2007. In esito
a tale verifica si aveva modo di rilevare che lImpresa ITALIANO Giasone aveva partecipato alla
gara effettuata in data 31.03.2005 per la realizzazione dei lavori di manutenzione programmata alle
reti idriche e fognarie nella macro zona centro SUD per un importo pari a 146.000.00 euro. Tale
gara veniva vinta proprio dallimpresa ITALIANO che presentava un ribasso pari a 32.411 %
Continuando nellanalisi degli appalti banditi dal Comune di Reggio di calabria si rilevava
che in data 06.09.2006 sempre limpresa ITALIANO si aggiudicava con un ribasso pari a 28.94%
la gara per i lavori di realizzazione di asfalti nella circoscrizione zona sud comparto A per un
importo pari a 682.372.32.

Paragrafo 8

Lavori appaltati dalla Regione Calabria e gestiti di fatto dalla Provincia di Reggio di
Calabria.

Sempre nellambito dellattivit investigativa si effettuavano accertamenti sugli appalti


banditi dalla Regione Calabria negli anni 2006-2007 e che interessavano i comuni di Delianuova
Scido Santa Cristina DA/te Sinopoli S. Eufemia DA/te Cosoleto e S. Luca.
Tale accertamento consentiva di rilevare che nellanno 2006 venivano effettuate n. 3
procedure per assegnazione di lavori pubblici. Di tali gare, una veniva aggiudicata allimpresa
Elettrocostruzione Licastro Renato per i lavori di sistemazione della S.P. Cosoleto Duverso.
La gara veniva aggiudicata con un ribasso del 27.846% per un importo pari a 205.800.62 euro.
Successivamente si accertava che in data 07.06.2007 lATI, composta dalle imprese VALORI SC
ARL, ECOPAN SRl e ITALIANO Giasone, si aggiudicava con un ribasso pari a 23.780% i
lavori per laffidamento della manutenzione ordinaria ed eventualmente straordinaria delle
strade della rete extraurbana di competenza della provincia di Reggio di calabria. I lavori in
questione prevedevano un importo complessivo pari a [Link] Euro.

Paragrafo 9

Opere pubbliche nel comune di S. Eufemia DAspromonte

Anche in questo caso si procedeva ad analizzare i lavori pubblici appaltati negli anni 2006-
2007 dallamministrazione comunale di S. Eufemia DA/te. Tale verifica consentiva di appurare
che nellanno 2006 venivano assegnati nove appalti, dei quali tre allaimpresa FLORES Eufemia
SRL e uno allATI composta dallimpresa ITALIANO Giasone (capogruppo) e CONDINA Luigi
. Nello specifico lATI, nella quale figurava limpresa di Delianuova, si aggiudicava lappalto per
la realizzazione dei lavori di riqualificazione di piazza Matteotti per limporto pari a 270.965.73
Euro. Anche in questo caso si potuto rilevare come alla gara in argomento non abbia partecipato
altra impresa del comprensorio esaminato. Appare utile segnalare che limpresa Condina Luigi
figurava allinterno dellATI che si aggiudicata i lavori per Risanamento idrogeologico di
unarea del Comune di s. Eufemia dA/te

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 540
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Paragrafo 10

Infiltrazione nel territorio ligure e rapporti con FRISINA Giuseppe194

Nellambito dellattivit di indagine condotta sul conto di ITALIANO Giasone emergeva


che lo stesso intratteneva rapporti con tale FRISINA Giuseppe, finalizzati alla gestione di alcuni
autocarri per il trasporto di inerti.
Lattivit tecnica consentiva di rilevare che FRISINA Giuseppe aveva in uso lutenza n.
348-4502973, intestata di fatto a MISIANI Santo, nato a Locri il 13.09.1961, residente in
Bianco alla via Falletti snc.
Alla certa identificazione dellindividuo si pervenuti grazie ad una serie di accertamenti
incrociati. Di fatto, analizzando i controlli del territorio che avevano interessato lITALIANO
Giasone, si aveva modo di rilevare che, in data 16.09.2007, personale della Questura di Milano
procedeva a controllo di polizia ITALIANO Giasone, Frisina Rocco, Frisina Giuseppe (tutti
meglio identificati in precedenza) e CANIGLIA Diego Lorenzo195. I quattro venivano controllati
lungo la via Ortes di Milano e si trovavano a bordo del veicolo mercedes C 220 CDI targata DH
423 AB, intestata a FRISINA Giuseppe.
Partendo da tale dato si effettuava un controllo proprio su tale individuo, appurando che lo
stesso aveva presentato varie denuncie, nelle quali aveva indicato proprio lutenza nr 348-
4502973, come quella ad egli in uso.
Prima di entrare nello specifico dei fatti in trattazione si segnala che il FRISINA risulta
immune da pregiudizi di polizia, lo stesso risulta coniugato con GLICORA Piera196.

Muovendo da tali dati preliminari si proceduto ad analizzare i contenuti delle


conversazioni intercorrenti tra LITALIANO e il FRISINA Giuseppe; da tale attivit si aveva
modo di accertare che i due avevano interessi in comune nel settore dei trasporti, pi segnatamente
nel settore del trasporto degli inerti. Anche in questo caso loggetto dellinteresse dei due
focalizzato allinfiltrazioni nei lavori pubblici in opere realizzate in Liguria pi segnatamente in
Ventimiglia.

Si potuto rilevare come ITALIANO in tale vicenda abbia dato le linee guida al FRISINA,
indicando come si doveva comportare e cosa doveva fare per risolvere le problematiche che di
volta in volta gli si presentavano, creando come suo solito una rete informativa che gli forniva con
esattezza le localit ove erano ubicati i lavori, le ditte interessate, i soggetti capaci di far avere i
contatti con le imprese.
Le prime conversazioni utili tra i due si iniziavano a captare sin dal 07.05.2007, allorquando
il FRISINA chiedeva allITALIANO una sostituzione di operai , richiesta questa che lITALIANO
non poteva soddisfare, in quanto non aveva disponibilit di uomini.

prog 5157 del 07.05.2007 ora 1452 da 348-973 FRISINA Giuseppe a 335-669 Italiano

Frisina chiede a Italiano di mandargli un autista in sostituzione perch ha bisogno di un


cambio. Italiano dice che ha delle difficolt perch ha mandato via tutti gli autisti.

Si accertava dopo che il FRISINA in quel periodo stava lavorando in Liguria e per tale
ragione il 16.05.2007 contattava lITALIANO, riferendo che dove si trovava vi era molto lavoro e

194 nato a Melito di P.S. il 14.08.1973, titolare dellomonima impresa edile avente sede legale in Melito di P.S.
195 nato a Melito di Porto Salvo il 18.11.1980.
196 nata a Africo il 02.08.1976, figlia di GLICORA Giovanni nato a Africo il 21.06.1940, deferito per sequestro di persona
, violazione della legge sugli stupefacenti ed altro, cognata di CRIACO Giovanni nato a Africo il 22.10.1971, deferito
allA.G. per associazione a delinquere finalizzata alla produzione e traffico di sostanze stupefacenti , sequestro di persona
a scopo di estorsione , truffa, associazione mafiosa ed altro. Ritenuto contiguo alla cosca mafiosa MORABITO
BRUZZANITI PALAMARA operante in Africo con propaggini in tutto il territorio nazionale.

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Memoria del Pubblico Ministero relativa al rito abbreviato CONDELLO Demetrio + 17
PROCURA DELLA REPUBBLICA 541
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che sarebbe stato il caso di raggiungerlo per parlare con chi di dovere. ITALIANO alluopo gli
chiede di fissargli un appuntamento con il titolare della ditta.

Prog nr. 6577 del 16.05.2007 ore 21.11 del 348-973 Frisina Giuseppe a 339-301 Italiano
Giasone.

Frisina racconta che nel posto dove si trova c molto lavoro e che sarebbe il caso che
Italiano salisse sopra per parlare con chi di dovere. Italiano dice di informare di questo solo
compare Nino e che a breve salir (in liguria). Italiano raccomanda inoltre di fissargli un
appuntamento con il titolare della ditta

Oltre che con il FRISINA, lITALIANO, verosimilmente allettato dalle grandi opportunit
di lavoro, contattava tale NINO, gestore di un agriturismo sito in localit Migran (vicinanze di
ventimiglia) . Sar proprio tale Nino ad essere incaricato di avvicinare limprenditore che si
manifestato poco sincero: lo stesso verr accompagnato da FRISINA.

Significativi appaiono le modalit con le quali far pervenire lambasciata, le cui indicazioni
dovranno essere eseguite dal titolare dellimpresa che verr costretto a impiegare i mezzi
dellITALIANO e del FRISINA. In questo contesto si incardina anche lattivit condotta in prima
persona dallITALIANO in Calabria, il quale si fa carico delloperato del FRISINA nei confronti
di un paesano di questultimo, che si mostra lagnato per vicende pregresse non meglio
indicate e non gli consentir di lavorare.

Prog nr. 7061 del 19.05.2007 ore 21.49 da 335-7017669 a 0184-31058 Agricamping Da
nino di A. Marino loc. migrane 0184-222355

Italiano chiama tale Nino, questultimo dice che oggi stato allagriturismo in montagna.
Racconta di aver avuto un incontro con un uomo che non stato sincero , fa riferimento ad un
lavoro con la pietra. Continua dicendo che ha parlato anche con il figlio . Italiano dice che a breve
arriver Pepp che gli dir delle cose che e bene che Nino sappia per lincontro di domani .

PROG NR. 7622 DEL 22.05.2007 ore 21.37 da 335-669 Italiano a .348-973

Italiano con Frisina , il primo riferisce che il paesano di FRISINA gli risponder
negativamente e pertanto dovranno cambiare metodo e che gli comunicher le novit domani
mattina . Italiano continua dicendo che il paesano di Frisina lagnato con lo stesso ( Frisina) per
un fatto vecchio. Frisina dice che il suo paesano gli aveva detto che tutto era a posto in seguito alla
conversazione intercorsa presso la sua abitazione ( di Frisina) alla quale aveva partecipato anche il
cognato ( del paesano). Italiano dice che Toto ha risolto , Frisina dice che Toto ha risolto perch
un tragediatore . Italiano dice di non pensare agli altri perch devono risolvere i loro problemi
per poter lavorare

Dal tenore delle conversazione appare chiaro che ITALIANO nei confronti di FRISINA
assume una posizione di leader, adoperandosi in prima persona nella risoluzione delle
problematiche che il medesimo FRISINA non riesce a risolvere.

Prog 7623 del 22.05.2007 ore 21.53 da 348-973 FRISINA Giuseppe a 335.669 Italiano

Frisina gli comunica che hanno bloccato i lavori in quanto hanno riconosciuto il suo camion
( di FRISINA) , ITALIANO dice che in queste cose bisogna mettersi da parte perch poi si risolve
in altra maniera. Frisina appare nervoso ITALIANO dice che ci pensa lui a trovare una soluzione
elegante..

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Memoria del Pubblico Ministero relativa al rito abbreviato CONDELLO Demetrio + 17
PROCURA DELLA REPUBBLICA 542
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

I contenuti della conversazione riportata al prog. Nr. 7642 mostrano in maniera chiara le
metodiche con le quali lITALIANO solito avvicinare gli imprenditori, i quali subiscono un
contattato preliminare per poi essese raggiunti in maniera definitiva dallo stesso ITALIANO.

Prog nr. 7642 del 23.05.2007 ore 08.06 da 335-669 Italiano a 348-973 Frisina

Italiano con Frisina , il primo dice a FRISINA che in serata lui ( FRISINA) dovr andare
da quello di Palmi per dare lambasciata da fare arrivare a quello per fare lavorare i camion.
Italiano dice di non indicare che sar lui ( Frisina ) a lavorare in virt dei problemi che ci sono
(veros. riferiti al prog 7622) ma dovr solo indicare che ci sono due amici che hanno i mezzi
fermi che devono lavorare . Italiano indica a FRISINA che dovr andare a dare lambasciata con
tale Nino da Delianuova ( vrs soggetto di cui al Prog nr. 7061) il quale dovr parlare con il
destinatario dellambasciata, mentre FRISINA dovr rimanere in macchina . Italiano continua
precisando che nel riferire i contenuti dellambasciata si dovr solo indicare che i mezzi devono
lavorare e se fanno domande si dovr dire che i mezzi sono di persone del paese di Italiano e non
dare altre spiegazioni. Frisina dice che forse meglio non essere presente, Italiano impone che
FRISINA accompagni Nino per dare lambasciata . Italiano dice che Nino dovr raccontare al
destinatario dellambasciata i fatti che hanno interessato il Frisina, in modo che quando poi si
andr a parlare, il destinatario dellambasciata dovr rimanere zitto ed accettare quanto richiesto
in tale circostanza dovr essere presente anche il FRISINA . Poi continuano a parlare di assegni.

Anche nel caso in esame si assistito a tentativi vani di sottrarsi alle indicazioni date
dallITALIANO Giasone. Al prog nr. 7498 del 23.05.2007, si avuto modo di rilevare che
NINO, viene invitato ulteriormente dal FRISINA a fare quanto richiesto dallITALIANO, per
tale ragione viene rassicurato che ITALIANO stesso ha gi parlato sotto e sa come stanno le
cose. Tale particolari ampliano la portata dellintera vicenda, in quanto proprio dallindicazione
data dal FRISINA sembrerebbe che ITALAINO per potersi inserire abbia gi preso contatti con
individui che abitano in Calabria. Circostanza questa che lascia presupporre che lappalto in
questione era gi stato attenzionato da altri soggetti che gestivano il tutto dalla Calabria.

Prog nr. 7498 del 23.05.2007 ore 18.05 da 348-973 Frisina Giuseppe a 339-301 Italiano
Giasone

Frisina cerca di contattare Italiano , nellattesa si sente Frisna parlare con compare Nino,
durante la conversazione Frisina dice a Nino di andare a parlare facendo riferimento al fatto che
Giasone ha gi parlato sotto e sa come stanno le cose, e quindi sa cosa gli dice. Frisina chiede a
compare Nino di andare a parlare

Successivi accertamenti consentivano di accertare che lagriturismo contattato


dallITALIANO risultava di propriet di MARINO Antonia197, la quale risulta coniugata con
GIAMPAOLO Antonino198. Come si potuto rilevare questultimo risulta originario del
medesima cittadina degli ITALIANO, da qui ne deriva che il Giasone ha utilizzato
verosimilmente tale individuo in quanto elemento di fiducia e legato sempre al territorio di nascita.

I due imprenditori inoltre pongono anche attenzione allaspetto politico legato al territorio
calabrese, per il quale si attivano nella raccolta di voti finalizzati allelezione di soggetti a loro
vicini.

Prog nr. 8393 del 28.05.2007 ore 19.46 da 335-669 Italiano a 348-973

197 Nata a cimino (RC) il 06.09.1945, residente in Ventimiglia alla via Murinai nr. 39
198 Nato a Delianuiva il 06.05.1941, residente in Ventimiglia alla via Murinai nr. 39

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


Memoria del Pubblico Ministero relativa al rito abbreviato CONDELLO Demetrio + 17
PROCURA DELLA REPUBBLICA 543
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
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Italiano chiama Frisina commentano la vincita delle elezioni da parte dello zio Saverio.
Frisina dice che lo hanno aiutato anche loro. Italiano dice che hanno contribuito con lamicizia.
Frisina precisa che il loro stato un contributo diretto con voti.

Sempre indicativi dei rapporti subordinati tra lITALIANO e il FRISINA si segnala come il
primo dia indicazione al FRISINA per risolvere i propri problemi economici, sorti in relazione
alle difficolt di pagamento di un mezzo dopera, individuando anche il soggetto che potrebbe
acquistare il veicolo ed al quale poi il FRISINA dovrebbe stornare le rate; da segnalare che in tali
operazioni di salvataggio tramite interposizione di persona viene coinvolto anche FERRARO
Massimo, soggetto sopra meglio indicato in relazione allappalto per la realizzazione dei lavori per
lalveo del torrente SOLARO in Villa S. Giovanni.
Di fatti si apprendeva che il FRISINA, in data 15.01.2007, veniva querelato dal legale
rappresentante della societ Mercantile per essersi appropriato indebitamente di un miniescavatore
marca Komatzu, provvedimento adottato per insolvenza da parte dellacquirente. La querela in
argomento verr rimessa in data 31.07.2007.

Prog nr. 8673 del 30.05.2007 ora 10.00 da 348-973 a 335-669

Frisina chiama Italiano parlano delloperazione che Frisina ha fatto con Ferraro ( Massimo),
per il quale era stato fatto lo storno delloperazione . Italiano spiega che una terza persona che
affronter la spesa del valore della macchina per 30 32 mila euro verr affrontato da una terza
persona alla quale poi Frisina dovr pagare delle cambiali.

Prog nr. 8689 del 30.05.2007 ore 11.13 da 348-973 Frisina Giuseppe a 335-669 a
Italiano Giasone

Frisina con Italiano riprendono la conversazione di cui al prog nr. 8673, continuano a
parlare di come affrontare le problematiche che interessano il FRISINA in relazione al mancato
pagamento di un veicolo acquistato in leasing per il quale il FRISINA non riesce a pagare le rate.
ITALIANO insiste per convincere il FRISINA a far acquistare il veicolo alla terza persona alla
quale poi rifondere la spesa mediante cambiali. La conversazione continua su altri argomenti,
lITALIANO comunica che per laltra vicenda devono ritardare . Italiano dice che c stato un
giro di ambasciate e bisogna fare come avevano gi deciso ovvero dovranno andare a Milano.
Italiano fa riferimento a soste da effettuare ad Albenga.

Prog nr. 12618 del 24.06.2007 ore 14.57 da 348-973 FRISINA Giuseppe a 335-669
ITALIANO Giasone

Frisina chiama Italiano discutono di un incontro non meglio indicato avuto ieri da Giasone
con altri amici. Frisina continua parlando dellopportunit di acquistare un escavatore. Italiano
sembra daccordo.

Al prog nr 11561 del 25.06.2007 lITALIANO indica al FRISINA come comportarsi con
limprenditore che gestisce lappalto il quale dovr essere avvicinato al cantiere e, preso sotto
braccio, solo in quel momento il FRISINA dovr dire allimprenditore che se vuole fare i lavori
dovr affidarli proprio a ITALIANO e a FRISINA. In tale contesto si segnala che a margine di tali
fatti i due colloquiano in merito ad un incidente occorso ad un loro mezzo dopera. Tali fatti
vengono comunicati dallITALIANO anche al FRISINA Rocco sopra meglio indicato.
Prog nr. 11561 del 25.06.2007 ore 07.40 da 348-973 a 339-301
Frisina chiama Italiano, il primo racconta che compare Rocco stava per avere un incidente.
Italiano dice a Frisina che quello verso mezzogiorno sar al cantiere, e che gi Giasone ha parlato
e che ha detto che vuole vedere come lavorano. Italiano dice a Frisina di prenderlo sotto braccio e
di parlare direttamente con quello e dirgli che se vuole fare i lavori li deve affidare a loro ( inteso a
FRISINA e a Italiano ) che ci penseranno loro ad organizzare tutto il lavoro

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


Memoria del Pubblico Ministero relativa al rito abbreviato CONDELLO Demetrio + 17
PROCURA DELLA REPUBBLICA 544
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

Loperazione commerciale portata avanti dai due presenta margini di guadagno


abbastanza elevati in funzione del fatto che gli stessi sono funzionali al quantitativo di materiale
trasportato. Proprio in tale contesto lITALIANO dice che i conteggi dovranno essere fatti da loro,
circostanza questa che manifesta il pieno controllo dellITALIANO nellattivit imprenditoriale
nella quale riuscito ad infiltrarsi anche mediante il noleggio a freddo dei mezzi dopera.

Prog nr. 12507 del 25.06.2007 ore 18.49 da 335-669 Italiano Giasone a 348-973 Frisina
Giuseppe.

Italiano chiama Frisina commentano lincidente occorso al compare Rocco che ha


danneggiato lescavatore. Per tale vicenda compare Rocco stava litigando con suo cugino
Carmelo. Italiano chiede a Frisina se ha controllato quanti camion ci sono e quanti viaggi fanno.
Frisina dice che fanno circa 6 viaggi al giorno. Italiano dice che da ora in poi i conteggi dovranno
farli loro. Italiano dice che pagano a 1.75 al quintale. Frisina chiede se verranno pagati a peso
quindi pi si carica pi si guadagna. Italiano dice che per avere guadagno bisogna fare 7 viaggi al
giorno. Successivamente Frisina dice che bisogner fare il piano di sicurezza. Italiano dice che ci
penser lui a farlo.

Prog nr. 11660 del 25.06.2007 ore19.11 da 339-8303301 Italia Giasone a 333/4951217
FRISINA Rocco

Italiano chiama Frisina Rocco, il primo dice di aver chiamato Peppe ( FRISINA) il quale
gli ha raccontato di aver avuto un incidente con lescavatore.

Prog nr. 11749 del 27.06.2007 ore 08.33 da 348-973 a 333-301 Italiano Giasone

Frisina G chiama Italiano chiede se conviene stipulare contratti di nolo dei mezzi di tipo a
freddo o a caldo. In quanto hanno fermato un controllo ed hanno contestato lassenza di contratti di
nolo. Italiano consiglia di fare un nolo a freddo in quanto con il nolo a caldo come si prende i
lavori in subappalto.

In relazione a tali eventi attualmente sono in corso accertamenti tesi ad individuare il


cantiere nel quale i due sono riusciti ad infiltrarsi. Alcuni sono stati gi effettuati mediante
consultazione delle banche dati della Motorizzazione civile.
Si appurato, cos, che il FRISINA Giuseppe risulta avere la disponibilit di un camion Fiat
410 E 42 Van targato CD 657 RY.
Per quanto riguarda lITALIANO la medesima tipologia di ricerca ha consentito di rilevare
che lo stesso risulta intestatario e/o possessore dei seguenti mezzi:

Autocarro Volvo FM 12 Van targato BS 818 ZY;


Autocarro Iveco Margius targato BW 888 LY ;
Autocarro Fiat 642 targato RC 402468;
Autocarro Fiat 619 Van targato CZ 321672;
Autocarro Iveco targato BS VP
Autocarro Mercedes AG targato CA 142 BY;
Autocarro Iveco 35 E 10 VAn targato BC 039 SE;

Nelle fasi successive si accertava che il veicolo Autocarro Volvo FM 12 Van targato BS
818 ZY veniva sottoposto a controllo della circolazione stradale al Km 90 dellasse autostradale
A6 Torino Savona direzione Savona in data 09.02.2008. Il medesimo veicolo veniva
nuovamente controllato in data 23.01.2008 in Ventimiglia, via Cavour.

Tali circostanze, seppur rilevate in epoca successiva al periodo in analisi, dimostrano come
lITALIANO Giasone anche di recente nutra interessi imprenditoriali in Liguria. Sempre
nellambito di tali riscontri si segnala che il FRISINA Giuseppe risulta essere stato sottoposto a
controllo da parte dei CC di Arma di Taggia in data 26.01.2008.

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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Anche in questo caso si potuto rilevare come lITALIANO sia stato affiancato dal
FRISINA Rocco, dal FERRARO Massimo e nel caso in specie dal FRISINA Giuseppe,
nellinfiltrarsi nei lavori in argomento.
Significativa appare loperato del FRISINA, che inviato in Liguria, fornisce un quadro
preciso della situazione lavorativa sul territorio. Degna di nota appare la rete informativa
incardinata dallITALIANO, che, dopo aver parlato con chi di dovere gi in Calabria, e quindi
essenzialmente ottenuto il beneplacito di chi di competenza, fa avvicinare limprenditore
GIAMPAOLO Antonino. Il quale, evidentemente consapevole dei contenuti dellambasciata che
doveva portare, cerca di svincolarsi e per tale ragione viene convinto dal FRISINA che la
situazione sotto controllo, in quanto ITALIANO ha gi preso accordi con persone in Calabria. Il
tutto viene sancito dalla richiesta avanzata dallITALIANO al FRISINA di raggiungere
limprenditore di convincerlo che, se vuole portare a compimento i lavori, li deve affidare a loro.
Il quadro viene completato dal fatto che lITALIANO indica al FRISINA, che si trova sul
posto, che i conteggi sul materiale effettivamente trasportato dovranno farli loro e non pi
limprenditore, circostanza questa dalla quale appare verosimile che questultimo non abbia potuto
pi effettuare alcuna azione di controllo sulleffettivo lavoro svolto dal FRISINA e
dallITALIANO, venendo costretto a comminare quanto voluto dai due. Il quadro indiziario sinora
descritto viene implementato, altres, dai continui contatti dellITALIANO con gente di Africo
(cittadina di origine del FRISINA) per risolvere i vari problemi che si venivano a creare. Da
segnalare anche laiuto economico fornito dallITALIANO al FRISINA in relazione al difficile
momento che stava attraversando questultimo.

Le ulteriori risultanze.

Di notevole interesse ai nostri fini il quadro fornito dal procedimento penale n. 112/96
R.G. notizie di reato/mod. 21DDA a carico della potente famiglia ALVARO da Sinopoli;
durante perquisizioni scaturite per lesecuzione di numerose ordinanze di custodia
cautelare in carcere, operate a carico della predetta consorteria, veniva rinvenuto un quadernone a
righe nel quale si registrava la presenza di iscrizioni riportanti i nominativi di individui inseriti nle
locale panorama ndranghetistico suddivisi per localit e citt: tra i predetti compariva il
nominativo dellITALIANO Giuseppantonio.
Tra laltro nellambito della citata attivit di indagine di assoluto rilievo appare la
conversazione n. 1788 del 23.04.1997, registrata a bordo dellautovettura Mercedes targata RC
444519 in uso ad ALVARO Carmine; lascolto della predetta non solo metteva in luce
lappartenenza dellITALIANO Giuseppantonio alla ndrangheta ma ne descriveva la portata
criminale per essere investito del grado di tre quartino:

INTERLOCUTORI:-
A:- ALVARO Carmine, nato a Sinopoli il 16.06.1953;
B:- CARZO Domenico, nato a Scido (RC) il 13.02.1941

OMISSIS
B:- Quella sera che a noi ci hanno incontrato MUSCHETTO e coso... che ci hanno
incontrato a Quarantana che abbiamo bucato la gomma, gli ho detto io a MICO ora si
stanno macinando le cervella, di cosa stiamo facendo noi qua gli ho detto io chi sa che
pensano loro, infatti ora loro hanno... questo MASSARO NTONI ha a quel coso lordo
di Scido... I PALUMBI perch lui ha convinto a NINO a suo figlio Vincenzo ed a suo
nipote Vincenzo ed a suo figlio che accettassero per NINO, perch... siccome I
PALUMBI gli hanno ammazzato a ZAPPIA ed il figlio di GIANNINO il FANDARU
non so se lo conosci a quello che gli ha dato IL TRE QUARTINO a NTONI
ITALIANO.- - - - -///
A:- No! Non li conosco!.- - - - -///
B:- Ed uno dei PALUMBI che io poi non lo conosco,... che dice che SPARA, gli hanno
AMMAZZATO a ZAPPIA!... A mano sua!- - - - -///
A:- No... a lui !... una disgrazia, morto per fatti suoi no che... - - - - -///
B:- No! mandato da lui! - - - - -///
A:- Ah... da lui?- - - - -///

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 546
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B:- Si da lui perch gli ha bruciato... ha partecipato ZAPPIA nel... - - - - -///

Infine, per meglio comprendere la caratura criminale e il livello di inserimento allinterno


degli ambienti della criminalit organizzata reggina dei soggetti in narrativa appare utile segnalare
che i propri nominativi compaiono nellambito degli atti processuali scaturiti dallattivit indagine
convenzionalmente denominata Rinascita e RONIN, entrambe condotte dal Raggruppamento
Operativo Speciale Carabinieri di Roma, sulle quali si incardinava il procedimento penale n.
1669/01 R.G. notizie di reato/mod.21DDA.
Quelle indagini avevano permesso di accertare come il giovane mafioso ALAMPI Matteo
era riuscito ad infiltrarsi nellimprenditoria di questa provincia, riuscendo ad accedere a numerosi
appalti pubblici, giungendo a dimostrare lappartenenza del giovane ad un sodalizio mafioso che
operava in sinergia con le pi potenti cosche di questa provincia (si veda la sentenza di primo
grado emessa dal Tribunale in composizione collegiale di Reggio calabria pi volte richiamata
nella presente richiesta).
Leggendo la pronuncia adottata dal giudice di prime cure si rileva che Matteo ALAMPI,
mediante la ditta EDIL PRIMAVERA, era riuscito a rilevare un importante appalto per la gestione
della discarica di Melicucc (RC).
Proprio per disimpegnare tale attivit imprenditoriale lo stesso aveva stretto accordi con
le famiglie mafiose del luogo, segnatamente la famiglia DENARO di Meliccucc e la potente
famiglia PIROMALLI di Gioia Tauro.
Nonostante ci lALAMPI, durante la gestione di detta discarica, veniva avvicinato da un
giovane che con fare tipicamente mafioso aveva cercato di estorcergli lappalto in deroga agli
accordi gi intercorsi con la criminalit organizzata: ne erano derivati diversi incontri chiarificatori
che permettevano di accertare che il giovane ndranghetista era proprio ITALIANO Giasone, figlio
di Giuseppantonio.
Tale vicenda processuale assume rilevanza, peraltro, anche in funzione del
coinvolgimento nelle vicende occorse allALAMPI di CANALE Antonio Vittorio, figura di primo
piano del contesto mafioso destefaniano, da tempo residente in Francia, ove ancor oggi risiede
presso la citt di Aix-en-Provence.
Invero, era il predetto CANALE a svolgere funzioni di intermediario tra lALAMPI e il
potente boss ormai defunto LIBRI Domenico.
Gli stessi, costretti alluso del telefono dalla grande distanza che li divideva, pur
ricorrendo ad un frasario convenzionale, ricco di riferimenti allegorici, tuttavia divenivano
permeabili allattento ascolto del personale operante.
Si accertava, infatti, che lALAMPI aveva fatto ricorso allaiuto di CANALE Vittorio
proprio per raggiungere il LIBRI, in quanto lALAMPI per mezzo della sua impresa EDIL
PRIMAVERA registrava ola presenza di problemi legati alla gestione del delicato appalto per la
fornitura dei servizi al palazzo CEDIR di Reggio Di Calabria, atteso che gli interessi per tale
appalto avevano finito per coinvolgere due distinte cordate di imprenditori tutte direttamente
riconducibili alla criminalit organizzata di questo centro.
La vicenda appare di rilievo in questa sede non solo perch consente di comprendere le
regole imposte dalla criminalit organizzata, ma soprattutto perch trasposta sulla condotta
dellITALIANO evidenzia la consapevolezza del peso dellelemento legato alla territorialit
dellagire mafioso: proprio perch a conoscenza di tali regole, le quali suddividono in modo
tendenzialmente completo lintero comprensorio di questa Provincia, lITALIANO, non
consapevole della caratura del giovane ALAMPI, tenta di estorcere lappalto;
che poi il peso dellALAMPI non gli consenta di portare a compimento il suo disegno
criminoso circostanza irrilevante ai nostri fini, o forse meglio circostanza che conferma
unappartenenza di rango tanto da richiedere lintervento ricompositore della famiglia
PIROMALLI da Gioia Tauro.

Considerazioni.

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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PROCURA DELLA REPUBBLICA 547
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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

Lattivit di indagine ha consentito di individuare lesistenza e lattuale composizione


della cosca ITALIANO di Delianuova, individuando in ITALIANO Giasone, ITALIANO
Giuseppe Antonio, RUGOLO Domenico, VERDUCI Vincenzo, RACCOSTA Rocco, LICASTRO
Renato, FRISINA Giuseppe, PAPALIA Francesco, FRISINA Rocco (deceduto in data 3 gennaio
2008) ed in tale RAIMONDI, non ancora compiutamente identificato, i soggetti che di tale
radicata organizzazione criminale fanno parte a pieno titolo.
Anche in questo caso emerge il radicale controllo dei territori di Delianuova, Scido,
Castellace e luoghi vicini, da considerare altrettante circoscrizioni territoriali di ndrangheta.
Le pregnanti risultanze di indagine sin qui riportate consentono di individuare in
ITALIANO Giuseppe Antonio lattuale reggente della cosca, ed in ITALIANO Giasone uno dei
dirigenti ed organizzatori della stessa.
RUGOLO Domenico, VERDUCI Vincenzo, RACCOSTA Rocco, LICASTRO Renato,
FRISINA Rocco (fino alla data del 3 gennaio 2008), FRISINA Giuseppe e PAPALIA Francesco,
sono soggetti affiliati investiti di ruoli operativi di particolare portata strategica;
invero, quali imprenditori al servizio della cosca ITALIANO, ispirati nel loro operare non
a logiche di libero mercato ma al puro rispetto delle dinamiche oligopolistiche tipiche delle
sinergie criminali di tipo mafioso, fatte proprie dagli imprenditori intranei a tali circuiti,
consentono alla articolazione mafiosa di appartenenza una proiezione della propria sfera operativa
anche fuori dalla regione Calabria, con particolare riferimento al territorio ligure in cui vengono ad
operare quale longa manus della organizzazione di cui fanno parte, egemone nei territori di
origine.

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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GLI ACQUISTI DI IMMOBILI TRAMITE LE ASTE GIUDIZIARIE.

A partire dal 19 febbraio 2007, allinterno dellabitazione di ALVARO Cosimo, si


registravano una serie di conversazioni tra questultimo e CRISALLI Antonino [nato a Crotone il
23.04.1954, residente a Reggio Calabria in via SS. 18 III Tr. nr.82], finalizzate allacquisizione di
alcuni immobili in vendita, il giorno dopo, presso il Tribunale di Reggio Calabria, provenienti dal
fallimento dei cognati CRISALLI-SIRACUSA, identificati, il primo nel citato CRISALLI, il
secondo in SIRACUSA Franco Vittorio [ nato a Reggio Calabria il 19.05.1954, ivi residente in via
Due Settembre nr. 10/A].
Il CRISALLI, in particolare, si rivolgeva allALVARO affinch intervenisse nei confronti
di eventuali soggetti di Reggio Calabria, tra i quali CAMPOLO Gioacchino199 [nato a Reggio
Calabria il 02.09.1939, ivi residente in via Paolo Pellican], indicato dallo stesso CRISALLI,
quale persona in possesso di un immenso patrimonio e, quindi, in grado di potersi aggiudicare,
allasta, le propriet di questultimo, che diversamente da quelle del cognato SIRACUSA,
ricadevano nellarea di Gallico.
Il CRISALLI, nel corso del dialogo, oltre a riferire che allasta avrebbe partecipato la figlia,
identificata in CRISALLI Claudia [nata a Reggio Calabria il 29.07.1985] nonch altre persone, per
stabilizzare le eventuali offerte, aveva gi stabilito alcuni accordi con i responsabili dei gruppi
criminali egemoni nellarea di Catona, Gallico ed Archi, affinch impedissero la partecipazione di
altre persone:
CRISALLI A.: Una forza tale e una rabbia, io onestamente su casa mia, e parlano con
PIPPO nella cassa, te ne fotti tu tanto...
ALVARO C.: Si pensa che un panino, la in quel locale che incomp, non c'
pi mondo, chi va quel cornuto? Va la e si prende la casa, se era una cosa mia personale se, se
va uno per dire, per davvero gli metto fuoco!!... tranquillamente... e dove vai!!... la casa degli altri
te la prendi!!...
CRISALLI A.: La casa e sopra di noi...
ALVARO C.: eh... non parliamone NINO!
CRISALLI A.: incomp e come se io avessi le radici la dentro...
ALVARO C.: Non parliamo di queste cose compare NINO. Lasciateli stare queste
cose! Vanno a casa vostra...
CRISALLI A.: Io, per una certa soddisfazione... a Catona glielo accennato a GIANNI...
ALVARO C.: Eh!!...
CRISALLI A.: E si messo a disposizione che non Hai a dire gli ho detto io, mi ha
detto, incomp. perch SANTINO per me stato sempre un signore, non cos...
ALVARO C.: Si, si, si, no SANTO bravo....
CRISALLI A.: SANTO, SANTO...
ALVARO C.: E un tipo preciso...
CRISALLI A.: Eh?...
ALVARO C.: incomp.
CRISALLI A.: Ora a Gallico gli ho detto mezza parola a FRANCO, FRANCO
RODA'!...
ALVARO C.: A FRANCO RODA'?... va bene, giustamente non che noi...
CRISALLI A.: Ad Archi il "cappello" me lo sono tolto pure perch... sapete il
perch?... se per caso succede, se qualche scemo di quella zona esce...
ALVARO C.: Si, dice poi: perch non me lo hai detto?...
CRISALLI A.: Perch non me lo hai detto...
ALVARO C.: Bravo...
CRISALLI A.: Non so se mi spiego, se ho
ALVARO C.: No! no! no!...
CRISALLI A.: Io, i fatti miei li so, per, dove so che ho amici, che so che ho amici...

199 tratto in arresto in esecuzione a ordinanza di custodia cautelare in carcere nr. 881/2007 R.G.N.R.,
emessa dal G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria in data 05.01.2009, in relazione al delitto di cui agli artt.
81 C.P., 12 quinquies Legge 356 del 1992

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


Memoria del Pubblico Ministero relativa al rito abbreviato CONDELLO Demetrio + 17
PROCURA DELLA REPUBBLICA 549
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

ALVARO C.: Certo... come no compare NINO!!...


CRISALLI A.: Io a Catona glielo ho detto a chi glielo dovevo dire, a Catona, a Gallico
pure...
ALVARO C.: No... ieri sera...
CRISALLI A.: Poi se vieni il REGGINO se ne parla...
ALVARO C.: Per il REGGINO se ne torna indietro compare NINO!!...chi ti manda
gente.... chi ti ha mandato qua?...incomp prendete le "bagattelle" e vattene!!... raccogliti le
"bagattelle" e vattene!! ...(riferito al personaggio "riggitanu" n.d.r.)...
omissis.

(vds. all. nr. 288)

I personaggi menzionati dal CRISALLI, quali appartenenti al Locale di Catona, indicati con
i nomi di Gianni e Santo, sono stati identificati rispettivamente in RUGOLINO Giovanni
Domenico [nato a Gallico di Reggio Calabria il 23.02.1950, ivi residente in via Case Savoia
nr.280] e LE PERA Santo Fortunato [nato a Rosal il 03.11.1958, ivi residente via Dei Garibaldini
IV Tr. nr.134], entrambi appartenenti al pi ampio schieramento criminale capeggiato da
CONDELLO Pasquale. Il soggetto a nome Franco RODA, Capo Societ del Locale di Gallico,
stato identificato in RODA Francesco [nato ad Archi (RC) il 28.10.1956, residente in Gallico
(RC), via Trapani Lombardo n18] cognato del collaboratore di giustizia IANNO Paolo, che allo
stato attuale ha assunto, nellarea, unelevata autonomia criminale, in parte derivante anche
dallarresto di CONDELLO Pasquale, atteso che con lo stesso, sebbene fosse legato da vincoli di
comparatico, verso la met degli anni 90, come dichiarato dal collaboratore IANNO, erano gi
sorti alcuni dissidi, che avevano parzialmente emarginato lo stesso collaboratore ed il cognato
IANNO, nellambito della gestione del Locale di Gallico.
Non stato possibile, invece, identificare i personaggi di Archi al quale si era rivolto il
CRISALLI, atteso le generiche affermazioni dello stesso.
LALVARO rassicurava un proprio intervento, nei confronti di eventuali soggetti che
avrebbero potuto acquisire gli immobili, tant che ad un certo punto il CRISALLI, dopo aver
rappresentato che aveva timore che i diversi partecipanti allasta avessero alzato molto il prezzo
degli immobili, otteneva garanzie molto rassicuranti:

omissis
CRISALLI A.: Lo non so se partecipano con i miei e mi alzano assai, mi fanno a
pezzi...
ALVARO C.: Compare NINO! Partecipate che ve li do io i soldi! Vengono e ci danno
i soldi! Chi cazzo ve lo ha detto di partecipare? I soldi a noi ce li d! incomp, lasciate che
incomp
omissis.

In effetti, il giorno successivo (20.02.2007), CRISALLI Antonino, attraverso la figlia


CRISALLI Claudia, si aggiudicava lacquisto degli immobili siti in Gallico relativi ai lotti 3, 4, 6,
mentre, attraverso la figlia CRISALLI Cristina il lotto 7, tutti menzionati nel verbale di udienza
del 20 febbraio 2007 del Tribunale di Reggio Calabria Ufficio Esecuzioni Immobiliari e,
precisamente:
lotto 3: unit immobiliare per civile abitazione posta ai piani primo e secondo (II e III
f.t.) di un maggior fabbricato sito nel Comune di Reggio Calabria frazione Gallico Marina alla via
Nazionale n.82, riportata nel NCEU al foglio 8 particella 43 sub.4 cat.A/2 vani 13 per il prezzo di
333.400,00;
lotto 4: locale uso ufficio posto a piano terra (I f.t.) di un maggior fabbricato sito nel
Comune di Reggio Calabria frazione Gallico Marina alla via Nazionale n.84, riportato nel NCEU
al foglio 8 particella 43 sub.2 per il prezzo di 46.980,00;
lotto 6: terreno sito in Reggio Calabria frazione Gallico Marina Riportato nel NCT al
foglio 8 particella 273 qualit agrumeto classe 3^ della superficie di mq 1080, per il prezzo di
35.100,00;
lotto 7: villetta unifamiliare ad un piano f.t. con annesso terreno di pertinenza in uso
esclusivo sita nel Comune Reggio Calabria frazione Catona localit Fontanelle Villaggio

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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PROCURA DELLA REPUBBLICA 550
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

Limoneto, riportata nel NCEU al foglio 9 particella 689 cat. A/7, cl. 2^, vani 5,5, per il prezzo di
71.500,00.

(vds. all. nr. 289)

Dalla documentazione acquisita, emergeva che, effettivamente, CAMPOLO Gioacchino


aveva partecipato allasta, attraverso una propria societ denominata G.R.I.D.A. Gestione
Ricostruzioni Immobili Decorazioni Artistiche S.r.L.200 [con sede in via [Link] nr.2/B di
Reggio Calabria], in cui lo stesso risulta socio, senza comunque aggiudicarsi lacquisto di alcun
lotto.
Le pressioni esercitate dallALVARO avevano avuto indubbiamente effetto, infatti, il
21.02.2007, nel corso di un dialogo, registrato allinterno dellabitazione di questultimo,
intercorso con altri due soggetti non potuti identificare, emergeva che questi ultimi, il giorno
precedente, data in cui si era svolta la vendita allincanto degli immobili, si erano recati presso il
Tribunale, tant che rappresentavano allALVARO, tutte le circostanze relative alle diverse fasi
dellasta, con particolare riferimento alla vendita dellimmobile di propriet del SIRACUSA
Franco Vittorio [sito in via Due Settembre nr. 10/A angolo Corso Garibaldi di Reggio Calabria,]
aggiudicata da tale GALLO di Bovalino.
I due soggetti, nellesporre i fatti allALVARO, riferivano, inoltre che, relativamente
allacquisto dellimmobile di propriet del SIRACUSA, uno dei partecipanti, ovvero lavvocato
GIORDANO aveva presentato ricorso, poich laggiudicatario aveva presentato una cauzione
inferiore rispetto allofferta. In effetti, da accertamenti sviluppati, gli avvocati GIORDANO
Antonio e STILO Giuseppe presentavano, in data 10.03.2007, opposizione alla vendita nei
confronti della [Link].T. S.r.l., aggiudicataria dellasta, nellinteresse di CAMBRIA Ermanno
[nato a Torino il 18.08.1955, residente a Roma, magistrato] e GIORDANO Nicole Paola [nata a
Messina il 28.08.1980, residente a Roma]. Nel corso del dialogo in argomento, i tre interlocutori,
inoltre, commentavano la proporzione economica di alcuni imprenditori di Reggio Calabria, sul
conto dei quali, nellambito della presente attivit non sono emersi fatti penalmente rilevanti.
(vds. all. nr. 290)

Il 24 febbraio 2007, presso labitazione di ALVARO Cosimo, si registrava, nuovamente, la


presenza di CRISALLI Antonino, il quale ritornava sullargomento della vendita degli immobili
allasta, in particolare della vicenda connessa alledificio di propriet del cognato SIRACUSA
Franco Vittorio, evidenziando che laggiudicazione dellasta era avvenuta a favore di una persona
di Bovalino, che aveva agito per conto di MORDA Antonino [nato a Reggio Calabria il
31.01.1969, ivi residente via SS.184 II TR n.4, imprenditore], senza il preventivo assenso delle
locali organizzazioni mafiose:

omissis
CRISALLI A.: ...incomp..., io sono stato l'altro giorno, incomp..., ho portato un figliolo,
dato che loro erano disponibile, gli ho detto io, dopodomani vengo, gli ho detto io! E, visto che i
..incomp... questo pesante, sto figliolo tutte cose , perch a Bovalino quando ..incomp..., a
Bovalino, quando c' stato il discorso della casa di mio cognato che erano l, loro,
ALVARO C.: Si!
CRISALLI A.: ... venivano da Bovalino, ..incomp..., gli hanno fatto una ambasciata
per vederci a Reggio dice! E mi hanno detto che l non sapevano niente di questo qua, perch pare
che questo, perch ha avuto un sacco di problemi che lo hanno sparato pure nella macchina,
poveraccio gli hanno sparato ...incomp , glieli hanno mandati due volte in un canttiere non si sa
perch, non si sa per come! Cio ..incomp... si, ma, non che ...

<rumore di fondo - sms in arrivo su un cellulare ndr>

200 nella circostanza rappresentata dallamministratore unico GATTO Salvatore Giuseppe, nato a Reggio
Calabria il 03.01.1962, ivi residente in via [Link] e nella circostanza assistito dallAvv. CANALE
Domenico del foro di Reggio Calabria.

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 551
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

CRISALLI A.: non lui, perch ...incomp..., qualcuno grosso! E sicuramente non,
perch dove andato ...incomp..., pensa che sono andati da questo qua ..incomp... .
ALVARO C.: ...incomp...
CRISALLI A.: ...cio, praticamente eh, qua bordelli e roba varia non fa, c' qualche
altro, non tutto di questo qua, non..., per dire! Per dire..incomp... (rumori di fondi ndr) e quelli
che si sono incazzati perch..., perch questo, come cazzo ha fatto ad andare a fare
un'operazione di questa qua! Perch senza dargli conto a loro? Senza venire a parlare qua?
ALVARO C.: Lasciate stare, compare NINO!
CRISALLI A.: Va be, eh....
ALVARO C.: Una volta che ...incomp...
CRISALLI A.: ...no, perch, perch, gli..., pare che lui stesso gli poteva dire di ritirarsi
da questa cosa..., che ci perde i soldi! Che, que... quello no?
ALVARO C.: ...incomp...
CRISALLI A.: Non lo so, io..., gli ho detto io, siccome io avevo parlato con mio
cognato, mio cognato mi ha detto io, io faccio ...incomp..., gli ho detto io, FRANCO se tu
..incomp... posso spendere una parola!
ALVARO C.: Certo! ...La gente che parlano cos, parlano solo a vanvera, ...incomp...,
...incomp... senza offesa! Cio, questo qua se ne venuto qua compare NINO, con l'appoggio di
tuo..., ma a noi, che lo portano questi oppure che lo portano quegli altri a me, me ne fotto di
questo e di quell'altro se dobbiamo essere obiettivi!
CRISALLI A.: ... certo!
ALVARO: Perch quello l venuto cos ha partecipato in quanto se lo portato
NINO, come si chiama?
CRISALLI A.: Quello l di...
ALVARO C.: MURDA!
CRISALLI A.: MURDA!
ALVARO C.: ...incomp.. compare NINO, che poi fesso, non un fesso, non un
fesso, compare NINO, NINO "il ...incomp...", un figlio di buttana, con 'sti zingari..., con 'sti....
incomp...
CRISALLI A.: Certo, uno che fa un'operazione di questa...
ALVARO C.: ...non che un fesso? Ma che so, questi conoscono ...incomp...
CRISALLI A.: Uhm!
ALVARO C.: Per me ...incomp... perch questo qua si fa i cazzi suoi per ...incomp...
dove .. incomp..., avete capito? Il reggino, fesso non per questa e per le altre cose non
..incomp..., si ...incomp... perch lui forte onestamente nella catrame!
CRISALLI A.: Eh?
ALVARO C.: Si, nella catrame lui... forte, lui, uno dei pi forti!
CRISALLI A.: Eh! Mi hanno detto come ditta, manco i cani!
omissis.

(vds. all. nr. 291)

Dal contenuto del dialogo, emergeva che il CRISALLI aveva tentato anche un approccio
con il MORDA, tanto da recarsi a fargli visita a Bovalino. Infatti, nel prosieguo del dialogo,
emergeva che lo stesso si era portato, in compagnia di un soggetto di Reggio Calabria, a nome
Gregorio , identificato in FOTIA Gregorio [ nato a Reggio Calabria il 23.10.1964, ivi residente,
coniugato], ritenuto contiguo allo schieramento criminale TEGANO, tra laltro pi volte
controllato con RITO Alberto e MONORCHIO Vincenzo, entrambi elementi di rilievo di
questultima consorteria criminale. Il CRISALLI ed il FOTIA, in data 18.01.2007, quindi un mese
prima della vendita allasta dellimmobile, sono stati controllati dai Carabinieri di Africo Nuovo
nel comune di Bianco (RC). E evidente che, alla luce delle affermazioni fatte dal CRISALLI, i
suddetti erano diretti dal responsabile della societ [Link].T. S.r.l., identificato in ROCCA
Rodolfo [nato a Bovalino il 08.08.1970, ivi residente, con sede sociale a Bovalino (RC) in via
XXIV Maggio 106]. Della [Link].T. S.r.l., fa parte la societ GIOIA BIT. - S.R.L. di GALLO
Domenico [nato a Bovalino (RC) il 10.03.1956, ivi residente in via Garibaldi 173] e MARTELLI
Elsa [nata a Portigliola (RC) il 04/03/1937 e residente a Bovalino (RC) in via M. Pagano 2.].

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 552
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Si precisa che, in data 21.02.2007, nel corso del colloquio, avvenuto tra ALVARO Cosimo
ed i due soggetti che il giorno precedente, per conto di questultimo, erano andati a controllare
la vendita allasta, veniva riferito allALVARO stesso che uno degli acquirenti dellimmobile di
propriet del SIRACUSA era tale GALLO, identificato, quindi, nel citato GALLO Domenico.
Da ulteriori accertamenti effettuati, emerso che, presso la sede della [Link].T, ubicata
anche la MASPEC & CAR- S.r.l. di MORDA Antonino [ nato a Reggio Calabria il
31.01.1969]. Tale dato, costituiva la prova concreta che questultimo, effettivamente, conosceva
sia il GALLO sia il ROCCA Rodolfo, questultimo amministratore unico della societ
aggiudicataria dellasta.
Sempre nella stessa data (24.02.2007), si registrava unaltra conversazione tra ALVARO
Cosimo e CRISALLI Antonino, laddove emergeva chiaramente che, per lacquisto dellimmobile,
gi di propriet del SIRACUSA, si era registrata una sorta di contrapposizione di forze, che vedeva
coinvolti, da un lato LE PERA Santo e Gianni RUGOLINO, in precedenza generalizzati, in
appoggio a CRISALLI Antonino e lo stesso SIRACUSA Franco Vittorio, mentre, dallaltro, vi era
il MORDA Antonino che, avendo fatto acquistare limmobile, per proprio conto, alla [Link].T.
S.r.l., aveva richiesto lappoggio criminale a CAMBARERI Domenico, in precedenza
generalizzato, gi emerso nellambito delle dinamiche criminali sottese allarea pre-aspromontana,
di cui si parlato nelle pagini precedenti. In merito il discorso avveniva come segue:
omissis
ALVARO C.: ...incomp... si dimentica... ha detto: dove posso trovare...(tratto incomp.
parla a bassa voce)... poi mi cerca una cortesia e se ne va da quelli e gli dice tutto no... avete
capito?... sicuramente venuto a trovarmi pure per qualche altra cosa no...prima di questa,
dovevamo andare a una parte con loro...(tratto incomp.)... ha detto: come ...incomp... con voi?...
che poi si ritirato ROCCO avete visto?... dopo che gli hanno sparato duecentocinquanta mila in
pi perch...
CRISALLI A.: si ritirato a mille e sei mi pare lui...
ALVARO C.: quello gli ha sparato duecento mila in pi dico io, ha preso e si ritirato,
poi gli ha detto: "spaccuni" (spavaldo n.d.r.)... glielo ha dovuto dire a ...incomp... con cinquemila
euro di ROCCO... senti un attimo: ma che mi fai quelle "spacconate"... ...incomp...
CRISALLI A.: ...incomp...
ALVARO C.: ...incomp... ha detto: noi penso che non abbiamo fatto un danno a nessuno
perch noi, poi ha detto: ...incomp...
CRISALLI A.: e che poteva dire...
ALVARO C.: ...(tratto incomp.)...
CRISALLI A.: anche perch si bruciato, perch se la sono mangiata la foglia quando
hanno visto a GREGORIO a Catona...
ALVARO C.: e apposta...
CRISALLI A.: a me mi uscivano gli occhi di fuori perch...
ALVARO C.: come vi pare NINO!!...
CRISALLI A.: a me mi ha evitato proprio...
ALVARO C.: compare NINO!... se noi, se noi gli dobbiamo dare i soldi a lui e se ne
deve uscire noi glieli diamo e basta... ed la migliore cosa... che abbiamo fatto, noi se potevamo
chiudere la...
CRISALLI A.: se incominciano a dividere!!...
ALVARO C.: ...incomp... non che io qua... io ti parlo... hanno fatto un errore
madornale...
CRISALLI A.: un errore madornale...
ALVARO C.: hanno rimesso almeno ...incomp...
CRISALLI A.: ...incomp... duecento mila euro...
ALVARO C.: pure trecento...incomp... ma guarda qua...
CRISALLI A.: se per caso accettano il ricorso, poi il resto lo dobbiamo...
ALVARO C.: certo...
CRISALLI A.: perch quello che aveva partecipato, era uno, un certo avvocato
GIORDANO, te lo ricordi?...
ALVARO C.: si, si...
CRISALLI A.: quello se ne andato...
ALVARO C.: ha a NINO?...

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 553
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CRISALLI A.: quello se ne andato...


ALVARO C.: ...incomp...
CRISALLI A.: per cercare cani dai CAMBARERI, dai CAMBARERI di Solano...
ALVARO C.: uh!!...
CRISALLI A.: CAMBARERI, se ne andato dal dottore, quello che ha costruito...
ALVARO C.: ...incomp...
CRISALLI A.: ...incomp... quello che ha costruito...incomp... i negozi...
ALVARO C.: si, MIMMO!!...
CRISALLI A.: MIMMO ha chiamato a SANTO LE PERA, SANTO LE PERA ha
chiamato a GIOVANNI, GIOVANNI, mi ha cercato due giorni e non mi ha trovato...
ALVARO C.: e che voleva?...
CRISALLI A.: poi SANTO, se ne andato in banca da mia sorella, mi ha fatto
chiamare da mia sorella, io ero la viciono che ero la con mio cognato che stavo parlando la di
fronte... mi ha raccontato questo fatto: che andato questo avvocato e gli ha detto: io ho
conosciuto SIRACUSA, il quale mi aveva detto che partecipava e io gli ho detto che partecipa
pure l'avvocato... mi fa SANTO... come se voleva ragione, allora sai che facciamo ...incomp... gi
ha detto SANTO: vedi che compare NINO venuto, NINO CRISALLI venuto e ci ha dato
soddisfazione, perch lui ha detto che in queste cose c'era sua sorella anche come...
ALVARO C.: ...incomp...
CRISALLI A.: ...incomp... mi ha visto, perch quello convinto che se gli passa il
ricorso glielo devono assegnare a lui e ha duecento mila euro senza... allora siamo rimasti con
SANTO che ci vediamo tra un paio di giorni, siccome c'era questo discorso con NINO MORDA',
gli ho detto io a me ...incomp... sai come ... a te ti bloccano i soldi e poi dove ...incomp...
ALVARO C.: uh!!... ...incomp...
CRISALLI A.: a MIMMO, a MIMMO ...incomp... gli fa MIMMO vedi che c' questo
discorso dell'asta, lui vuole gli interessi, mia cognata ...tratto incomp... e sempre mia sorella, a
dice: che viene da me, allora e cosa ...incomp... gli ho detto io: SANTO dammi un consiglio pure
per vedere che mi dice...
ALVARO C.: uh!!...
CRISALLI A.: gli ho detto: a MIMMO dato che gli ha detto in quel modo, che dici lo
vado a trovare?... e vedo se lui andato a domandare e lo abbiamo lasciato indietro guarda...
perch non si capiva per chi... se, se MIMMO o SANTO... ...incomp... quello che ha comprato
ora la... che c' un poco di confusione...
ALVARO C.: no, no... tutto pulito...
CRISALLI A.: uh!!...
ALVARO C.: ...incomp... dice che andato per le salsiccie!!... a casa mia...
CRISALLI A.: tranquillo...
ALVARO C.: che non sia andato da mio fratello per dirgli che avevamo un...incomp...
CRISALLI A.: se lo incontro, gli dico, gli dico: uh!! che bella, che bella parte che ci ha
fatto il paesano tuo gli dico... gli dico: che bella parte che ha fatto il pesano tuo... se ne venuto
per alzare...
ALVARO C.: ma!!... lasciateli stare a questi...
CRISALLI A.: uh!!...
ALVARO C.: se no sembra che... e allora come gli ho detto io ...incomp...
CRISALLI A.: no...
ALVARO C.: ...incomp... fino a che non ci portano a rinunciare...
CRISALLI A.: io mi devo vedere con SANTO, perch mi ha detto SANTO se ci
vediamo per questo fatto dell'avvocato, gli dico: non mi devono cacare!!... che non si permetta,
non si permette pi di ...incomp...
ALVARO C.: ...incomp... compare NINO, non gli date conto a NINO MORDA'...
CRISALLI A.: no, io no... io l'ho visto e non gli ho detto nemmeno che ho firmato...
ALVARO C.: nemmeno!!... uno per uno, non si deve sapere niente, perch poi a me
mi devi rispondere perch io i soldi li ho cacciati... che vuole... ...incomp... li ho cacciati cento
mila euro e non ho visto...incomp... li abbiamo raccolti, per ...(accavallamento di voci scherzano
e ridono tra di loro N.d.R.)... il bello che se diceva ...(accavallamento di voci)... avete capito, o
compare NINO...
CRISALLI A.: non vi preoccupate...

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omissis.

Si trattava, in buona sostanza, di unacquisto che vedeva coinvolti i maggiori esponenti


mafiosi dellarea di Reggio Calabria. Il CRISALLI, nella prosecuzione del discorso, evidenziava
che se il Giudice avesse accolto il ricorso, allora sarebbe stata necessario svolgere nuovamente la
vendita allincanto e, pertanto, chiedeva un intervento anche dellALVARO:

omissis
CRISALLI A.: ma se per caso salta perch il giudice gli accoglie il ricorso?... poi
cerchiamo di infilargliela, vediamo se la possiamo prendere ce la prendiamo...
ALVARO C.: compare NINO!!... io dico una cosa: se loro, non lo viene a sapere... per
il ricorso, nella frazione di rialzo, dobbiamo fare veramente qualche cosa... perch noi non
abbiamo nemmeno quello alterato... sopra i vostri, perch... ...(tratto incomp)... l'appartamenti...
omissis.

Laffermazione del CRISALLI faceva capire chiaramente che, nella compravendita, doveva
subentrare anche lo stesso ALVARO, poich affermava, come evidenziato in precedenza,
vediamo se la possiamo prendere.
Prima di proseguire nellesposizione della conversazione, stato accertato, relativamente
allimmobile di propriet del SIRACUSA201, che, in data 20.02.2007, veniva acquistato,
formalmente dalla [Link].T. S.r.l., per conto di MORDA Antonino, cos come emergeva dalla
conversazione intercorsa tra ALVARO Cosimo e CRISALLI Antonino. Successivamente, in data
10.03.2007, veniva presentato ricorso da parte dellAvv. GIORDANO nei confronti della societ
aggiudicataria, per conto di CAMBRIA Ermanno e GIORDANO Nicole Paola.
(vds. all. nr. 292)

In effetti, in data 15.03.2007, il Giudice delegato al fallimento accoglieva i ricorsi,


presentati dalle parti, sospendendo lefficacia esecutiva dellaggiudicazione dei lotti nr. 1 e 2,
disposta in favore della societ [Link].T. S.r.l., fissando lulteriore udienza per la comparazione
delle parti alla data del 03 aprile 2007.
(vds. all. nr. 293)

Nelle date del 02.04.2007 e 10.05.2007, la societ [Link].T. S.r.l., attraverso il suo
amministratore unico ROCCA Rodolfo [nato a Bovalino l08.08.1970], questultimo rappresentato
dai legali [Link] PAVIGLIANITI Francesco e SIMONETTA Claudia, presentava al Giudice del
fallimento del Tribunale di Reggio Calabria alcune memorie difensive, affinch ottenesse la revoca
della sospensione del provvedimento del 15.03.2007, con il quale il Giudice fallimentare aveva
sospeso laggiudicazione del 20.02.2007 in favore della stessa societ.
(vds. all. nr. 294)

In data 11.09.2007, il Giudice delegato al fallimento, confermava la sospensione


dellefficacia esecutiva dellaggiudicazione dei lotti disposta, a suo tempo, in favore della societ
[Link].T. S.r.l..
(vds. all. nr. 295)

Dopo una serie di udienze, in data 20 novembre 2007, il Giudice del fallimento disponeva
la revoca della vendita fatta in data 20 febbraio 2007 a favore della [Link].T. S.r.l., in relazione
ai lotti nr. 1 e 2 e, nello stesso tempo, fissava la vendita dei suddetti, nonch quelli relativi ai lotti
nr. 5 e 8202, di propriet del CRISALLI, non venduti, per i motivi innanzi specificati, per la data
del 04.03.2008, provvedendo agli adempimenti pubblicitari.

201 Immobile ubicato in via Due Settembre nr. 10/A angolo Corso Garibaldi di Reggio Calabria, compreso
nei lotti 1 e 2 dellasta giudiziaria.
202 Lotti 5 e 8 della vendita allasta giudiziaria cos contraddistinti: a) locale adibito a deposito posto al
piano terra (I f.t.) di un maggior fabbricato sito a Gallico Marina di Reggio Calabria in via Nazionale nr. 80
riportato nel foglio 8 particella 43 sub 1; b) diritti vantati in ragione di 1/3, sullunit immobiliare per

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 555
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(vds. all. nr. 296)

Il 28.02.2008, lAvvocato MARRA Maria Grazia, nella qualit di rappresentante del


SIRACUSA Franco Vittorio, comunicava al Giudice del fallimento, allegando alla richiesta le
note di rinuncia dei pignoramenti da parte dei creditori, che il proprio assistito aveva estinto i
debiti con i suoi creditori e, pertanto, richiedeva la sospensione dellasta giudiziaria per i lotti 1 e
2, prevista per il 04.03.2008 e la cancellazione delle trascrizioni dei pignoramenti, presso la
Conservatoria Immobiliare dei Registri
A tal riguardo, gli accertamenti espletati presso la Conservatoria Immobiliare di Reggio
Calabria permettevano di stabilire che il 26.02.2008, presso il notaio PUTORTI Giovanni di Locri
(RC), la societ JUNE 2004 S.r.l. con sede in Milano, attraverso il delegato MORENI Giovanni
[nato a Brescia il 03.10.1960, residente a Milano in via Mameli 31], ha acquistato per la somma di
2.900.000,00 gli immobili del SIRACUSA descritti nei lotti 1 e 2. La vendita avvenuta non in
sede esecutiva, ma in sede contrattuale, stabilendo che il SIRACUSA avrebbe provveduto alla
liberazione degli immobili dalle procedure esecutive e dalle formalit pregiudizievoli.
La societ JUNE 2004 S.r.l. 203 [con sede legale a Milano in viale Bianca Maria 25]
stata costituita il 29.06.2004, con un capitale sociale di 10.000,00.- Lamministratore unico
STRINGHINI Mauro Silvestro [nato a Soresina (CR) il 31.12.1955, ivi residente in via Dei Mille
16/A.]. Si precisa che tra i soci risultano esserci CANZANI Piero [nato a Milano il 09.09.1951, ivi
residente in [Link] Risorgimento 4], con quota di nominali di 100,00 e la societ UBS
FIDUCIARIA S.p.a.204 [con sede in Milano in via Del Vecchio Politecnico nr.3] con quota di
nominali di 9.900,00. Il capitale sociale di 200.000,00 e risulta avere quale socio/proprietario
la societ UBS Italia S.p.a.205 [con sede legale a Milano in via Del vecchio Politecnico nr.3].

(vds. all. nr. 297)

civile abitazione posta al piano (IV f.t.) interno 11/C di un maggior parte di fabbricato sito in via Roma nr.5
di Reggio Calabria riportato nel foglio 123 part. 116 sub. 39 A/2 cl. 2^ vani 7.
203 Ha per oggetto sociale lassistenza allo sviluppo della programmazione economica, amministrativa,
organizzativa e commerciale di interi settori di mercato o di singole aziende, la loro ristrutturazione, studi di
fattibilit per acquisizioni di aziende, nonch la gestione di programmi di sviluppo delle relazioni economico
commerciali con l'estero. La societ potr assumere, direttamente o indirettamente, partecipazioni o
interessenze in altre imprese a scopo di stabile investimento e non di collocamento, a condizione che la
misura e l'oggetto della partecipazione non modifichino sostanzialmente l'oggetto determinato dallo statuto.
L'assunzione di partecipazioni comportanti una responsabilit illimitata deve essere sottoposta alla decisione
dei soci. La societ potr altres porre in essere qualsiasi operazione commerciale, industriale, mobiliare,
immobiliare e finanziaria ritenuta necessaria o utile dagli amministratori, purch accessoria e strumentale
rispetto al conseguimento dell'oggetto sociale, ivi comprese la prestazione di avalli, fideiussioni ed ogni
garanzia anche reale.
204 La societ stata costituita il 20.12.1979 ed ha per oggetto sociale: le attivit disciplinate dalla legge
23 novembre 1939 n. 1966 consistenti nell'amministrazione fiduciaria, in Italia e all'Estero, di beni per conto
terzi, intestazione fiduciaria e rappresentanza dei portatori di titoli, strumenti e prodotti finanziari di qualsiasi
natura, nonch l'esercizio in genere delle funzioni fiduciarie e di mandatario contemplate dalla legge vigente
in materia, con l'esclusione dell'attivit' di revisione.
205 il cui consiglio di amministrazione risulta essere composto da:
presidente: SCARFONE Claudio, nato a Mendrisio (Svizzera) l08.07.1968, residente a Milano in via
Del vecchio Politecnico nr.3;
[Link]: FERRI Ferruccio Enrico, nato a Torino il 03.04.1958, residente a Milano in via Del vecchio
Politecnico nr.3;
consigliere: ROGANI Sergio, nato a Roma il 18.11.1970, residente a Milano in via Del vecchio
Politecnico nr.3;
consigliere: FRATTINI Giovanni, nato a Mezzomerico (NO) il 27.08.1937, residente a Milano in via
Del vecchio Politecnico nr.3;
consigliere: BIANCHI Luigi Arturo, nato a Milano il 03.06.1958, residente a Milano in via Del vecchio
Politecnico nr.3;
direttore gen.: TEDESCHINI Leonardo, nato a Mandello del Lario (LC) il 12.01.1963, ivi residente in via
Dei Partigiani 11. A tal fine essa pu, con l'osservanza e nei limiti delle disposizioni vigenti
e previo ottenimento delle prescritte autorizzazioni, compiere tutte le operazioni ed i servizi
bancari, finanziari e di intermediazione mobiliari, nonch ogni altra operazione strumentale
o connesso al raggiungimento dello scopo sociale incluso l'esercizio dell'attivit' di acquisto
e di cessione di crediti d'impresa nonch la costituzione e/o la gestione di organismi di
investimento collettivo e di forme di previdenza complementare previste agli articoli 4 e 9
del decreto legislativo 21 aprile 1993 n.124 e successive modificazioni ed integrazioni

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Il 04.03.2008 il Giudice del fallimento, presenti le parti interessate, dichiarava deserta


lasta in quanto non erano pervenute offerte. Il 16.12.2008 lo stesso Giudice fissava un ulteriore
udienza per il 17.03.2009 riguardo i lotti 5 e 8.
(vds. all. nr. 298)

La prosecuzione del dialogo tra ALVARO Cosimo e CRISALLI Antonino era attinente
alleventuale acquisizione di altre propriet, in vendita presso il Tribunale di Reggio Calabria ed,
in particolare, di un appezzamento di terreno, con allinterno un capannone, ubicato in Gallico, di
propriet di tale Giovanni, identificato in CACCIOLA Giovanni Vincenzo [nato a Reggio
Calabria il 21.07.1950, ivi residente in via SS18 III Tr. nr. 164], oggetto di procedura esecutiva
immobiliare nr. 114/96 e nr. 125/96 R.G. Es., promossa da diversi istituti bancari, nei confronti
dello stesso CACCIOLA Giovanni, nonch nei confronti della societ CACCIOLA Santo e
CACCIOLA Giovanni s.n.c.206, CACCIOLA Santo207 e CACCIOLA Rosa208.

In relazione ai fatti innanzi detti la conversazione avveniva come segue:

omissis
ALVARO C.: ...incomp... specialmente quando ci sono questi operazioni cos... ...(tratto
incomprensibile parla a bassa voce)... lo sapete perch...
CRISALLI A.: un operazione grossa...
ALVARO C.: grossissima...
CRISALLI A.: per dobbiamo salvare a GIOVANNI che gli resti qualche cosa...
ALVARO C.: a GIOVANNI?...
CRISALLI A.: a GIOVANNI!!...
ALVARO C.: certo...
CRISALLI A.: domani, domani vi porto la piantina o dopo domani, vi faccio vedere tutto,
c' questa situazione...
ALVARO C.: ditemi una cosa...
CRISALLI A.: dove ci sono i supermercati ...incomp...
ALVARO C.: aspettate un attimo, scusate, se voi dite che una cosa pulita e voi
...incomp... noi facciamo unoperazione ...(tratto incomp.)...
CRISALLI A.: ora io esco con una societ, esco con una societ, tra un mese, un mese e
mezzo, come faccio questo coso delle case... che faccio i mutui... intanto apro una clinica
...incomp... quella casa la... poi esco con una societ che si chiama, si chiama
CONTRACREDITAL...
ALVARO C.: uh!!...
CRISALLI A.: cio, praticamente una societ di recupero crediti, noi siamo contro...
ALVARO C.: ah!! contro siete... ...incomp...
CRISALLI A.: le societ...
ALVARO C.: ah!! ho capito!!...
CRISALLI A.: io associo tutti gli avvocati pi bravi ...incomp... e tutte cose, mi prendo,
faccio io, il, il ma... manager di questa situazione...
ALVARO C.: si...

206 CACCIOLA Santo e CACCIOLA Giovanni S.n.c., con sede in Gallico di Reggio Calabria in via
Nazionale 160, veniva individuata in una societ avente per oggetto l'esercizio di una officina meccanica per
la costruzione, montaggio, riparazione, manutenzione e commercio di veicoli industriali. I soci della ditta
sono: CACCIOLA Giovanni Vincenzo, nato a Reggio Calabria il 21.07.1950, ivi residente in via ss.18 III
tratto nr. 164; CACCIOLA Santo, (DECEDUTO) sidentifica in CACCIOLA Santo Sebastiano, nato a
Villa San Giuseppe (RC) il 14.03.1909, padre di CACCIOLA Giovanni Vincenzo cl. 1950;
207 CACCIOLA Santo (deceduto), veniva identificato in CACCIOLA Santo Sebastiano, nato a Villa
San Giuseppe (RC)il 14.03.1909, padre di CACCIOLA Giovanni Vincenzo cl. 1950 e fratello della sotto
indicata CACCIOLA Rosina Gioia;
208 CACCIOLA Rosa veniva identificato in CACCIOLA Rosina Gioia, nata a Villa San Giuseppe (RC)
il 6 marzo 1907, residente a Reggio Calabria in via Marina Arenile nr. 145, sorella del defunto CACCIOLA
Santo Sebastiano e zia di CACCIOLA Giovanni cl. 1950;

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CRISALLI A.: perch, prendo una causa e decido quale avvocato pi idoneo...
ALVARO C.: certo!!...
CRISALLI A.: quale avvocato pi idoneo e se libero... prendo i tecnici migliori... ora
questa operazione di GIOVANNI molto semplice...
ALVARO C.: quella che mi avete detto di qua detro?...
CRISALLI A.: di CACCIOLA...
ALVARO C.: come la situazione?...
CRISALLI A.: avete un foglio di carta che vi faccio vedere!!... ci sono undici mila metri a
Gallico dove c' CARELLA
ALVARO C.: ...incomp...
CRISALLI A.: qua c' il supermercato che cos...
ALVARO C.: si...
CRISALLI A.: sopra ci sono, mi pare pi sei appartamenti...
ALVARO C.: uh!!...
CRISALLI A.: per di qua lo sta mandando all'asta... questo lato di qua...
ALVARO C.: cos che ti devo vedere?...
CRISALLI A.: qua c' un altro capannone...
ALVARO C.: si...
CRISALLI A.: grande praticamente... ho tutte le piantine a casa io...
ALVARO C.: si...
CRISALLI A.: ...incomp... poi qua ha una, una, una ...incomp... di trecento metri che
escono nella strada...
ALVARO C.: ...incomp...
CRISALLI A.: questi sono duemilasettecento metri quadrati...incomp... sono belli, sono
belli...
ALVARO C.: sono belli...
CRISALLI A.: circa duemilasettecento metri di capannone, pi cicra millecinquecento
metri di piazzale quello davanti... questa operazione...
ALVARO C.: si...
CRISALLI A.: questa operazione, gliela sta seguendo l'avvocato ...CARLO... che un
avvocato, io ho capito che c' guerra su un unico interesse qua... perch la banca ha venduto alla
ESSEGICI, sono entrati, e sarebbe quella che entrata, che intervenuta con me...
ALVARO C.: si...
CRISALLI A.: per comprarsi le cose e interverr sicuramente anche qua sopra e la gestisce
un certo ANTONIO CATALANO... che un amico e si mette a disposizione, gli ho detto: vedi
che questa di GIOVANNI e la dobbiamo chiudere prima, mi sono accordato con CARLO per
ottocentocinquanta mila euro, cio mi ha scritto per fare l'addebito per ottocentocinquanta mila
euro...
ALVARO C.: si...
CRISALLI A.: se noi compriamo l'ipoteca, con la scrittura privata... noi con loro, lui fa in
modo di comprarla e gia sono a buon punto... se noi compriamo l'ipoteca ...incomp... a debito, lo
facciamo andare all'asta, e all'asta chiediamo l'assegnazione... oppure comprare l'ipoteca perch
forse prima di fare le cose, mi deve spiegare lui che debiti ci sono ...incomp... questi qua, che ha
altre ipoteche sull'appartamento questo, questo deve ...incomp... solo questo... qua ...incomp... sei,
settecento mila euro... ...incomp...
omissis.

Dal contesto del discorso emergeva che gli stessi intendevano acquisire limmobile
direttamente dal proprietario e, successivamente, presentare tutta la documentazione al Giudice del
Fallimento, per evitare la vendita.
CATALANO Antonio, indicato dal CRISALLI, quale persona inserita nellambito della
compravendita delle aste giudiziarie, stato identificato in CATALANO Antonino [nato a Reggio
Calabria il 25.05.1964, residente a Villa San Giovanni (RC) in via Garibaldi 81]. Lo stesso
titolare dellomonima impresa individuale CATALANO Antonio [con sede legale in Scilla via

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 558
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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

Castagnarella nr. 35/A]209 nonch socio della TELESIA di CATALANO Antonio e C. S.n.c.
[con sede legale in Reggio Calabria in via 2 settembre nr. 24]210.
Da accertamenti effettuati emerso che, in data 21.01.2005, CACCIOLA Giovanni, in
qualit di rappresentante della CACCIOLA Santo e CACCIOLA Giovanni S.n.c. ed anche
nellinteresse di CACCIOLA Santo e CACCIOLA Rosa, presentava istanza al Tribunale di Reggio
Calabria Giudice dellEsecuzioni Immobiliari al fine di poter evitare la vendita degli immobili,
individuati nei lotti dal nr. 1 al nr. 14 della procedura esecutiva, oggetto di pignoramento,
sostituendola con il pagamento dilazionato della somma corrispondente.
A seguito di tale richiesta, l08.02.2007, il Giudice dellEsecuzione disponeva che la
somma da sostituire al compendio pignorato ammontava a 1.811.948,94, gi comprensiva dei
relativi interessi, che doveva essere versata in nove rate mensili, ciascuna pari ad 201.327,66,
con decorrenza dal 15.04.2007.
(vds. all. nr. 299)

Il 28.05.2007, il Giudice dellEsecuzione Immobiliare, a seguito dell omesso pagamento di


tutta la somma concordata, disponeva lincameramento da parte della procedura delle somme
versate e confermava ludienza di vendita per il 12.06.2007, la quale veniva dichiarata deserta per
mancanza di offerte.
La successiva udienza di vendita, stabilita per l 01.04.2008, veniva dichiarata nulla dal
Giudice dellEsecuzione, in quanto era stato rilevato un errore nella pubblicazione dellordinanza
di vendita, nella quale erano stati indicati i valori dei singoli immobili ai fini INVIM e non gi i
valori commerciali dei singoli beni.
Il 09.04.2008, lo stesso Giudice del Fallimento fissava la nuova udienza di vendita dei 14
lotti per il 25.06.2008, nella quale veniva aggiudicato solamente il lotto 14211 da parte della
societ FINECO Leasing S.p.a. [con sede in Brescia in via Marsala nr. 42/A cod. fisc.
01582970172], attraverso il suo procuratore TORSELLO Alberto [nato a Taranto il 02.09.1965,
residente a Brescia in via Cremona nr. 220] per il prezzo di 1.470.000,00.
Il 29.10.2008, il Giudice del fallimento disponeva la revoca del provvedimento di
aggiudicazione del bene costituente il lotto 14, disposta in favore della societ FINECO Leasing
S.p.A., in quanto il bene era stato aggiudicato per una somma notevolmente inferiore a quella
stimata dai periti in 2.820.741,86 e, pertanto, veniva fissata la nuova udienza procedurale per il
25.11.2008.
Successivamente, si sono succeduti una serie di ricorsi presentati dal CACCIOLA Giovanni
e CACCIOLA Rosina, rigettati il 09 e 10 dicembre 2008, dallo stesso Giudice del Fallimento,
che, a conclusione della vicenda, fissava per il 03.03.2009 la nuova udienza di vendita senza
incanto dei 14 lotti.
(vds. all. nr. 300)

Nella conversazione successiva, registrata in progressione, CRISALLI Antonino, dopo aver


riferito che, il giorno in cui cera stata lasta giudiziaria (20.02.2007) aveva inveito contro alcune

209 Si occupa della mediazione immobiliare, comprese le agenzie immobiliari. Nella medesima sede legale
viene svolta la mediazione immobiliare anche per conto della SIB S.p.a..
210 La ditta in questione si occupa della promozione immobiliare sia a livello di intermediazione che a
livello di compravendita immobiliare, nonch lattivit di progettazione, direzione, contabilit, consulenza,
arredamento ed urbanistica in genere. Sulla stessa in corso una procedura di fallimento Tribunale di
Reggio Calabria - numero di registrazione 1203/88 [Link].- data registrazione 28/11/1988- curatore:
PORCINO Carlo. Socio della TELESIA di CATALANO Antonio e C. snc CAPPELLERI Carmela,
nata a San Roberto (RC) il 28/06/1961, moglie di CATALANO Antonio.
211 Lotto 14: comprendente un complesso industriale sito in Gallico di Reggio Calabria in fregio alla Via
Nazionale n. 164, costituito da un magazzino sito al P.T. di un fabbricato di maggiore consistenza, della
superficie di mq. 850 riportato nel N.C.E.U. Fg. 8 part. 281 sub 1, e da un'adiacente capannone a struttura
metallica, nonch da annessa corte di terreno indicata come parco veicoli; il tutto cos come denunziato per
l'accatastamento al N.C.E.U. in data 26.8.1982 con scheda n. 2324. Il predetto complesso industriale insiste
su suolo riportato nel N.C.T. al fg. 8 part. 280 di mq 500, part. 281 di mq 240, part. 282 di mq 520, part. 283
di mq 240, part. 176 di mq 3560 (parte), part. 761 (neoformata) di mq 1940 e part. 361 di mq 200. di
propriet piena ed esclusiva della S.n.c. CACCIOLA SANTO GIOVANNI ([Link] 00941430803) con sede
in Gallico di Reggio Calabria alla Via Nazionale n. 164,

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 559
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persone, tra le quali un ingegnere, che si erano permessi di partecipare alla vendita allincanto,
affermava:

omissis
CRISALLI A.: si! per siamo usciti un'ora quando c' stata la sospensione, quando
eravamo fuori li ho presi uno ad uno e li ho fatti di merda, lo pu raccontare mia figlia
ALVARO C.: si!
CRISALLI A.: gli ho detto "io ingegnere non mi sarei sognato di venire a casa sua senza
chiedere permesso, se posso comprare casa sua! mi avete chiesto se mi interessava? ingegnere! in
quel giardino...inc...ne mangiate, se no non ne mangiate!"...inc...
omissis.

Inoltre, lo stesso descriveva allALVARO limmobile di propriet del cognato, oggetto di


vendita. Durante il dialogo, lALVARO, dal canto suo, riferiva in ordine alla nuova attivit che
aveva intrapreso, ovvero la gestione della casa di riposo.
Analogo ricorso veniva presentato, in data 9 marzo 2007, da parte dellavvocato MARRA
Maria Grazia, per conto della Societ [Link]. BUILDING S.r.l. [con sede a Perugia (PG)
in via Sicilia nr. 61 [Link] 02808870543], in persona del legale rappresentante, amministratore
unico, Arch. GANGERI Domenico Antonio [nato a Reggio Calabria il 05.07.1959, ivi residente].
(vds. all. nr. 301)

Si precisa che, in data 17 marzo 2007, allinterno dellabitazione dellALVARO, si


registrava nuovamente la presenza di CRISALLI Antonino e di un altro soggetto non meglio
identificato che si allontanva, subito dopo larrivo del CRISALLI. Durante la conversazione,
lALVARO riferiva di avere inviato unimbasciata a MORDA Antonino, in precedenza
generalizzato, relativa allacquisto, tramite la [Link]., dellabitazione del SIRACUSA, al fine
di evitare che lo stesso proseguisse nella sua azione di acquisto dellimmobile:
omissis
ALVARO C.: si, si, si tutto apposto... li pagano di sana pianta... ci conoscevamo, poi
gli ho mandato l'imbasciata con coso, con...
CRISALLI A.: MIMMO?...
ALVARO C.: no, con NINO coso, come si chiama, quello di San Giuseppe...
CRISALLI A.: si quello di... MORDA'...
ALVARO C.: MORDA'... gli ho mandato l'imbasciata... ...inc... sono stato sempre qua
compare NINO...
omissis.

I due interlocutori, dopo aver dialogato di altre problematiche, facevano nuovamente


riferimento alla vendita degli immbili di propriet del SIRACUSA, cognato del CRISALLI.
In tale contesto, questultimo, riferiva che il Giudice delegato al Fallimento aveva accolto la
sospensiva, a seguito di ricorso, presentato dallavvocato GIORDANO, aggiungendo che, il
giorno 3 aprile successivo, ci sarebbe stata ludienza. Pertanto, lo stesso si era recato diverse
volte da LE PERA Santo, in precedenza generalizzato, senza comunque rintracciarlo, al fine di
fare intervenire questultimo, nei confronti del citato avvocato:
CRISALLI A.: ...inc... vedete che ho a una che non mi dava importanza, questa qua,
faceva tutta la preziosa, poi mi ha cercato lei stessa no... il giorno dopo non l'ho chiamata no...
questa mi chiama verso mezzogiorno. mi dice: come ieri sera nemmeno una telefonata mi hai fatto,
me la ero dimenticata io ...(ride)... gli ho detto come se l'abbiamo fatto ...(scherzano e ridono)...
ha gliel'hanno data la sospensiva a mio cognato!!...
ALVARO C.: gliel'hanno data?...
CRISALLI A.: gliel'hanno data... e giorno tre c' la causa...
ALVARO C.: aha...
CRISALLI A.: giorno tre c' la causa, e gli hanno fatto ricorso mio cognato tramite
l'avvocato quello... e GIORDANO quello, l'avvocato GIORDANO quello...
ALVARO C.: si, si...
CRISALLI A.: quello che gli ha chiesto, quello che andato da SANTO LEPERA, ora
io sono andato due tre volte a trovare a SANTO e non l'ho trovato, per non l'ho trovato a SANTO

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 560
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e gli ho lasciato l'imbasciata, domani lo vado a trovare, cos vediamo se rifanno l'asta... e gli dico a
SANTO a questo di tenerlo... quegli altri... quello venuto cinque volte... ma voglia di fare non ne
hanno ...inc...
ALVARO C.: ...inc...
CRISALLI A.: non lo so, io quello che sento da quella parte... ...inc...

(vds. all. nr. 302)

Nel corso della successiva conversazione, registrata in progressione, il CRISALLI


rappresentava tutte le spese che aveva dovuto sostenere per riacquistare le abitazioni di sua
propriet e, quindi, gli accordi che aveva stipulato con le banche, anche per laquisto di una
restante parte del patrimonio, gi oggetto di fallimento.
(vds. all. nr. 303)

Di interesse, al fine di compremdere appieno la personalit del CRISALLI ed i rapporti che


lo stesso intrattiene con lALVARO, appare la conversazione che si riporta di seguito:

Prog. 6973 ore 19.35


SINTESI
OMISSIS A questo punto si sente nuovamente suonare il campanello e, pochi
secondi dopo, entra nellappartamento il noto CRISALLI Antonino. Lo stesso prende parte alla
conversazione in quanto lALVARO gli chiede, per conto delle persone che si trovano presenti al
momento, se conosce tale VALLE. Il CRISALLI risponde: Valle l'impresa? Sono cugini di
Mimmo... a me hanno fatto un lavoro nel 93, tutto il villaggio dove abita il sindaco (LIMONETO)
sono 4 fratelli, Peppe, Ottavio. A questo punto, uno dei presenti chiede: Lingegnere? Che ha
lufficio a Catona?. Il CRISALLI continua dicendo che lui ha una causa in corso con costoro,
riguardante un'istanza di fallimento per la VALLE COSTRUZIONI di 10 anni prima. Uno dei
presenti asserisce, allora, che adesso non esce pi come denominazione VALLE, ma G.V.C.. Il
CRISALLI riferisce ancora, al riguardo, che tali soggetti si sono indeboliti parecchio
economicamente, ma che Peppe si sempre comportato bene, percui, se loro avessero avuto
bisogno, il CRISALLI lascia intendere che avrebbe potuto tentare una qualche mediazione.
Cosimo dice: Io vi ho chiamato per sapere chi .. Uno dei presenti riferisce che il primo lavoro
l'hanno pagato, ma che poi ne hanno fatto un altro di 76 mila euro l'hannoo incassato come
lavoro. Il CRISALLI interviene dicendo: Guardate, questo ha fatto lavori che a quest'ora
dovevano essere miliardari.. Uno dei presenti dice che questi avevano fatto capire che erano
un'impresa grossa. Il CRISALLI, in merito, asserisce che si erano anche iscritti a Roma e continua
dicendo: Peppe per me continua ad essere una persona per bene, ha il fratello che cammina
zoppo.. Cosimo chiede quindi se tali soggetti sono parenti di Mimmo. Il CRISALLI dice: Penso
cugini. e poi aggiunge: Se posso essere utile io.. Cosimo interviene allora dicendo: Domani
vediamo.. Il CRISALLI sostiene che lui sa come trattarli, perch sa quello che loro dicono e sa
come rispondere. Racconta ancora che ha una causa per 20 milioni che, quando diventato vice
sindaco di Villa San Giovanni, erano diventati 85 mila euro. Quindi, racconta che loro hanno preso
un lavoro di 1 miliardo e 600 milioni da lui, e continua dicendo che con lui si sono sempre
comportati bene, sia il fratello, quello di Gallico, sia laltro, in quanto sono 2 fratelli e Claudio il
braccio della situazione. Cosimo chiede se Peppe ingegnere. Il CRISALLI risponde che
ingegnere come lo lui, con la laurea comprata. Poi continua dicendo che i soggetti al centro delle
loro argomentazioni sono dei personaggi con cui si pu parlare, se non ci stanno altre persone,
perch se dovevano pagare: Peppe paga, quindi se gli avete dato materiale paga, almeno che ha
dei mandati da pagare.. Uno dei presenti dice allora che loro il lavoro l'hanno fatto a giugno e ora
sono arrivati a gennaio (senza che ancora fossero stati pagati) e quindi vogliono, almeno, che gli
interessati li chiamino. Cosimo dice: Ci mandiamo unimbasciata con un nostro carissimo amico
(Carmelo).. Il CRISALLI chiede ai presenti se hanno fatto regolari fatture e questi rispondono di
s. Il CRISALLI asserisce allora che si informer al Tribunale sulla ditta G.V.C.. Subito dopo, il
CRISALLI risponde al proprio telefono cellulare e riferisce al proprio interlocutore, che chiama
Gregorio, che si sta recando a Saline perch ha un appuntamento. Poco dopo, il CRISALLI, dopo
aver sostenuto che la persona di cui si sta parlando ha effettuato parecchi lavori a Lamezia Terme e

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 561
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in altre parti della Calabria e che sar, certamente, a loro disposizione, va via, dopo essere rimasto
daccordo con Cosimo ALVARO che si sarebbero visti il giorno dopo. Cosimo torna quindi a
parlare con i propri ospisti, sostenendo che il CRISALLI ha contatti ovunque. [Link] Cosimo,
rispondendo poi ad una specifica domanda, asserisce che a Reggio Calabria lo controllano ogni 2/3
mesi, ma che lui comunque sempre controllato e (le Forze di Polizia che lo controllano) non si
fanno vedere. Racconta che in estate a uno lo aveva pizzicato e aveva litigato dicendogli: inc...io
non voglio essere disturbato... con queste macchine digitali, con queste fotografie... gli ho detto:
<la devi finire, voglio sapere che vieni appresso, digli al tuo capo, per qualsiasi spiegazione, mi
pu chiamare che la do>..

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 562
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LE ASTE GIUDIZIARIE PRESSO IL TRIBUNALE DI PALMI.

In data 12 aprile 2007, alle ore 06:52, allinterno dellabitazione di ALVARO Cosimo, si
registrava la presenza di un soggetto, a nome Cec, identificato, attraverso il contenuto del
discorso, in ALBANESE Vincenzo [nato a SantEufemia dAsp. (RC) il 15.10.1935, ivi residente
in Via Maggiore Cutr nr. 33, coniugato, pensionato]. In effetti, lidentificazione avveniva nel
contesto della stessa discussione, allorch Cec riferiva di essersi sottoposto, il giorno prima, ad
una visita di colonscopia e di essere ritornato presso lospedale, ove aveva lasciato nel frattempo la
moglie, per ulteriori esami: unica persona, proveniente dallarea di Sinopoli e centri limitrofi, che
si sottoponeva, il giorno 11 aprile 2007, a tale tipo di esame, era il citato ALBANESE Vincenzo.
(vds. all. nr. 304)

Successivamente lALBANESE, dopo aver chiesto allALVARO se gli avesse potuto


procurare una pistola: ma pure una piccola, aggiungendo una sei e trentacinque, rappresentava
allALVARO la necessit di avere un appoggio, in relazione allacquisto di un immobile, in
vendita tramite asta giudiziaria, presso il Tribunale di Palmi:

CECE': ti hanno detto pure per questo fatto di questo fabbricato di coso
ALVARO C.: ah!! abbiamo parlato con Antonio, abbiamo parlato con Antonio l'altro
giorno, con il "ROSPO", abbiamo parlato con Peppe ....ma lui un cazzicello....si deve vedere con
voi, io ho parlato con Antonio l'altro giorno e gli ho detto "Antonio! se per ora ci sono i "testa
nera" nel mezzo!" no!,...l'altra volta ho parlato con "testa nera" e mi diceva "Nino sta seguendo la
pratica da tanto tempo!"
CECE': si! ma.....
ALVARO C.: poi mi ha detto Antonio che sapeva niente, che tutto fabbricato
praticamente, tranne dove...inc...che non sono accatastate, no!
CECE': si! ma l nel secondo piano, c' quello, il figlio di Andrea, capisci?
ALVARO C.: eh!!
CECE': e quello ora si sposa l sopra era da tanto fidanzato
ALVARO C.: mi diceva! poi pi avanti...inc...
CECE': si! io ho sentito queste cose, per poi siccome dicono chiacchiere, e poi questo
"testa nera" a me non mi piace
ALVARO C.: certo!
CECE': non mi hanno fatto mai a genio, ...inc..., per poi ho preso e mene sono andato a
Palmi un giorno
ALVARO C.: gli hai ...inc...
CECE': sono andato a trovare l'avvocato SALETTA e siamo andati per sotto, poi ha
parlato...gli ha telefonato al curatore e il giorno dopo ha portato tutto il malloppo
ALVARO C.: il malloppo, si!...bravo!
CECE': SALETTA mi ha detto "se tu non te lo vuoi comprare tu, troviamo un avvocato
di Roma, di dove , va e se lo compra! non che ci devi essere tu"
ALVARO C.: certo!
CECE': gli ho detto io "no! perch questi sono tutta l'elemosina!"
ALVARO C.: certo!
CECE': per...insomma vediamo quello che si pu fare
ALVARO C.: vediamo quello....
CECE': poi hanno...certamente quelli non ...dal lato di coso...inc..., e si sono rivolto al
"Rospo", poi io sono andato da...inc..il Rospo e gli ho detto io "guarda!....!"
ALVARO C.: non si fa cosi....meglio a voi che ad un altro
CECE': "....io potrei essere interessato!" gli ho detto io " al piano stradale e al piano sotto,
per te lo dico da ora eh!!! perch ora come stanno le cose, quest'asta la fanno andare deserta!"
ALVARO C.: certo!
CECE': per a voi gli ho detto io "no! lo devo sapere che cosa pretendono loro! perch
onestamente, ora ci sei tu qua nella zona, ti conoscono e non va, no Gianni, o testa nera, no testa
rossa e non nessuno a comprarselo!", eh!!! poi dovremmo vedere all'arrivo che cosa potrebbero
pretendere loro

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 563
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ALVARO C.: loro


CECE': loro! perch gli ho detto io chiaro, gli ho detto io "Antonio! Se io lo devo
comprare, diciamo cosi, lo compro di ...inc...poi se ne devo dare venti a loro
ALVARO C.: per dargli
CECE': altri dieci a loro
ALVARO C.: che stai dicendo
CECE': no questo discorso, no! qualche cosa gli diamo...
ALVARO C.: cos
CECE': mica lui dice come...inc..., "io vi assicuro!" ha detto " perch loro hanno
stabilito!", che poi gli ho detto io "digli di non seguire la pratica, perch non va nessuno a
comprarselo di Sinopoli, di Santa Eufemia!"
ALVARO C.: no, no!
CECE': no! mi segui Antonio eh!!! Cosimo! per pu saltare uno che ..inc...
ALVARO C.: certo
CECE': ah! ah! ah! se...non sapendo chi sono le persone
ALVARO C.: certo, certo
CECE': perch per loro vanno ...inc...e se lo comprano, se ne fregano, perch non
valgono niente e vanno
ALVARO C.: questo il discorso
CECE': per ora gli ho detto io "che pi o meno sanno che ti interessa a te , uno non
accetta!" per
ALVARO C.: se con il punto interrogativo
CECE': chi si salvato...chi si guardato si salvato
ALVARO C.: si salvato
CECE': cio! bisogna seguirla la pratica
ALVARO C.: il discorso come dice...poi giustamente, io non voglio sapere che cosa fa
Antonio e che non fa, per gli ho detto io "cerca di fare le cose giuste, se c'erano questi qua nel
mezzo, prima cosa devi vedere come si mette d'accordo lui tra fratello e fratello l!"
CECE': certo!
ALVARO C.: dopo di che, giustamente, anche perch con te siamo sempre a
disposizione, io con Antonio...inc...se questi non ...inc..., se lo vogliono quelli me lo deve dire se
hanno i soldi
CECE': certo!
ALVARO C.: nessuno si deve permettere l
CECE': io ancora non ho parlato e meno ancora non gli dicevo io...
ALVARO C.: certo
CECE': al primo a testa nera gli dicevo " Ciccio! ma che cazzo hai nella testa! tu non sei
di Sinopoli e ti pensi che qua comandi tu!"
ALVARO C.: ma....
CECE': a ROCCHELLINA lo stesso
ALVARO C.: no!!!
CECE': ROCCHELLINA chi cazzo
ALVARO C.: no, no!
CECE': Antonio! che siamo tra me e te eh!!!! Cosimo! ROCCHELLINA "paria" perch
c' tuo fratello nel mezzo, perch se no...
ALVARO C.: ...inc...
CECE': dicendo tra me e te, gliene davano tanti schiaffi che facevano che ci voleva la
plastica nella faccia, siccome c' Antonio (ndr ALVARO Antonio) di dietro con tutti i lavori e
tutti...
ALVARO C.: va be! pure l.......inc...
CECE': per!...Antonio (ndr ALVARO Antonio) vedi buono per si sporge troppo
perch quando ha detto ......
ALVARO C.: (parlano in sottovoce)
CECE': eh!!! il lupo....
ALVARO C.: ...inc...no, no!
CECE': il lupo il pelo cambia
ALVARO C.: e va be! certo!

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 564
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CECE': perch i testa nera brutti sono, non che ...inc...ancora, con ROCCHELLINA
...inc..., perch una volta gliel'ha detto tuo fratello, i primi tempi, ha cominciato a ...inc...che erano
nel mercato e gli ho detto io "Antonio! vedi che ho sentito qualche parola che venite qua nel
mercato tu con ROCCHELLINA venite a prendete la mazzetta!, queste cose nella famiglia
ALVARO non... lascia stare a ROCCHELLINA!", dice "no! non vero niente!", gli ho detto
"Antonio!...", non vero niente per non ci deve essere questa parola in giro!"
ALVARO C.: certo! ma....
CECE': perch un fatto di questo tuo padre.....
ALVARO C.: ...inc...da Delianuova ...inc...cazzoneria, questo ROCCHELLINA
CECE': ma che persone
ALVARO C.: certo! parlano assai, certo!
CECE': ...inc...e ROCCHELLINA, ora stanno facendo questi lavori, se non c'era tuo
fratello nel mezzo, ROCCHELLINA non ne faceva lavori qu
ALVARO C.: e gliel'ho detto
CECE': perch si litigava con ...inc... e poi siccome sono infami tutti! strofina di qua,
strofina di l, non ci vuole niente a procurargli seccature a lui..Cosimo! Antonio duro...inc...
ALVARO C.: secondo te! pi di una volta gliel'ho detto che uno rispetta tutto, per
con un certo distacco pure sopra certe cose, comunque vedi...
CECE': non sono persone, capisci....., quelli sono! eh!! fino a venti anni a dietro olive
rubavano e ...inc...
ALVARO C.: si!!!
CECE': e parlano...inc...come pure il metodo che usa ROCCHELLINA a me non piace,
lo sai perch? cio che mostra! ferrari, ora si sta facendo una casa, una villa, ora jeep, gipponi, ma
che cazzii queste cose, se tu hai i soldi non li ....
ALVARO C.: certo!
CECE': non fare tutte queste vedute...perch gi l'altra volta andata la Finanza
ALVARO C.: si!
CECE': c' l'hanno sotto il mirino, hai capito?
ALVARO C.: certo!...inc...indagini patrimoniali li stanno facendo, normale
CECE': chi cazzo te li ha dati questi soldi a te?
ALVARO C.: non va e lavora...inc...
CECE': si! ma Cosimo! io mi ricordo alla buonanima di Peppe ZITO, quello camminava
con una 127 a quei tempi e si poteva comprare no una ferrari, la meglio Ferrari
ALVARO C.: certo!
CECE': perch ancora in America, l'altro giorno sono venuti due dall'America per
comprarsi cosa... poi una parola tu, di dove siete qua e la, dice "si! sapete c' una famiglia cosi,
cosi e cosa!" e mi hanno nominato gli ZITO, ha detto "avete gente di grande rispetto, eccetera,
ricchi!", insomma....
ALVARO C.: certo!
CECE': ora...per dirti, certo! ti compri un'altra macchina....io con Peppe ZITO cosi
eravamo
ALVARO C.: si!
CECE': "e che la voglio!...che cosa la voglio!"...ora quelli, chi ha nasconde, chi non ha
mostra
ALVARO C.: certo!
CECE': ogni giorno bisogna...e l'occhio...Cosimo!
ALVARO C.: certo!
CECE': l'occhio vuole la sua parte
ALVARO C.: ...inc...e purtroppo...ormai il mondo, certo, non come una volta,
ognuno...
CECE': si accontentavano meglio le persone
ALVARO C.: si! certo!
CECE': il pi uomo che ti facevi amico, quello che ...inc...botte nei fianchi
ALVARO C.: vero
CECE': per esperienza
ALVARO C.: per esperienza, certo!
CECE': "e mannaia!!"

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 565
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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

ALVARO C.: e che dobbiamo fare!...c' la facciamo avvelenandoci


CECE': quando....
ALVARO C.: chi era ZITO?...compare!
CECE': ah?
ALVARO C.: ZITO chi era?
CECE': era....
ALVARO C.: che faceva, dimmi di Rocco
CECE': niente! che era ricco
ALVARO C.: ah!
CECE': non che andava facendo...
ALVARO C.: si, si, si! era in gamba, no! furbo!
CECE': lui sai quanto era? quanto a me.....pi corto di me
ALVARO C.: eh!
CECE': pi grossettino, per...inc.., che poi la rovina sua stato che si .....erano...ai
DISTEFANO lui se li cresciuti, lui li ha arricchiti, come infatti allora avevo la macelleria e
quando venivano, pare che...gli offrivo il caff! una fetta di carne con un goccio di ...inc..., allora
la carne era buona

Il fabbricato, oggetto di conversazione, stato individuato in un immobile di sette piani


fuori terra, oltre il piano seminterrato, sito lungo il Corso Vittorio Emanuele di SantEufemia
DAspromonte (RC)212. Lintero stabile di propriet di INFANTINO Domenica [nata a
SanEufemia DAspromonte (RC) il 22.05.1930] comproprietaria per una quota di 2/3 nonch
CARBONE Saverio, CARBONE Santo, CARBONE Giuseppina, tutti figli della predetta,
comproprietari per il restante 1/3. Limmobile deriva dal fallimento della Centrale della Moda
s.n.c. di Domenica INFANTINO e Saverio CARBONE, nonch dei soci illimitatamente
responsabili della societ commerciale fallita, identificati nelle INFANTINO Domenica,
CARBONE Santo, IERO Caterina, CARBONE Giuseppina e LUPPINO Domenica [n. 1082/00 e
n.1102/00 Reg. Fall. Del Tribunale di Palmi Ufficio fallimentare giudice [Link] Laura De
Rentiis]. Lincanto ha avuto luogo in data 23.05.2007 e, per mancanza di offerte, lasta andata
deserta.
In relazione allacquisto di tale immobile, emergeva che vi erano interessati i componenti
della famiglia denominata Testanera, identificati nei fratelli MORABITO, Domenico213,
Francesco214 , Antonio215 e Giovanni216, tant che lALBANESE, per evitare che
questultimi partecipassero allasta, aveva avuto un preliminare incontro con ALVARO Antonio
[nato a Sinopoli (RC) il 11.04.1966, ivi residente Via Roma nr.23, coniugato, pregiudicato, per
delitti di diversa e grave indole], fratello di Cosimo, e Peppe u Rospu, identificato in
PALAMARA Giuseppe [nato a Sinopoli il 03.10.1962, ivi residente in via Roma nr. 13 int.4,
coniugato, pregiudicato].
Dal contenuto del dialogo, lALBANESE asseriva di aver appreso che la prima udienza di
vendita sarebbe andata deserta, circostanza effettivamente verificatasi, in data 23 maggio 2007.
LALBANESE, dopo aver rappresentato di aver avuto gi un contatto con lavvocato
SALETTA, identificato in SALETTA Francesco [nato a Palmi (RC) l08.05.1925], il quale gli
aveva sia fatto vedere tutta la documentazione inerente tale fallimento sia proposto di far
partecipare un avvocato esterno, con riserva di nominare la persona per la quale partecipava
allasta, aggiungeva che era disposto, qualora si fosse aggiudicato lasta, anche a versare una

212 il piano seminterrato corrisponde alladiacente via Giardinello; riportato nel N.C.E.U. alla partita n.1769
foglio di mappa n.2, particella n.303, subalterni n.4-5-6-7-8-9-11-12 giusta denuncia di accatastamento
n.81320 del 28.10.1985.
213 nato a Sinopoli (RC) il 26.04.1965, residente a SantEufemia dAsp. (RC) in [Link] Umberto I nr. 74,
domiciliato a Reggio Calabria in Via A. Moro Tv. B nr. 11.
214 nato a Sinopoli (RC) il 12.02.1958, residente a SantEufemia DAspromonte (RC) in via Corso Umberto
I nr.61, coniugato; gi sorvegliato speciale di P.S., unitamente ai fratelli Giovanni, Antonio e Domenico, in
passato era considerato elemento apicale dellomonima cosca mafiosa attiva in SantEufemia DAspromonte.
215 Nato a Sinopoli il g. 11.02.1959, residente a SantEufemia dAspromonte:
216 Nato a San Procopio il 12.07.1951, residente a Santeufemia Daspromonte.

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 566
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somma di denaro nei confronti dei fratelli MORABITO Testanera, somma da ritenersi, a tutti
gli effetti provento estorsivo, a fronte della mancata partecipazione allasta.
ALVARO Cosimo, gi a conoscenza dellintera vicenda, aggiungeva di aver riferito al
fratello Antonio, presente sul territorio, di fare le cose giuste. Era evidente, comunque, come
fosse la famiglia ALVARO a decidere chi dovesse partecipare allasta.
Successivamente, lALBANESE e lALVARO dialogavano in relazione alla figura di
LAURENDI Domenico [nato a Sant'Eufemia d'Aspromonte in data 07/10/1969, residente in
Fabriano (AN) in via Miliani, nr. 65, domiciliato in Sant'Eufemia d'[Link] in via Contrada San
Nicola, nr. 3 int. 7, coniugato, imprenditore edile] detto Rocchellina, ritenuto dallALBANESE
una persona non in grado di appartenere ad unorganizzazione criminale. Questultimo, infatti,
aggiungeva che lo stesso, unitamente ad ALVARO Antonio, fratello di Cosimo, era stato indicato
quale autore di alcune estorsioni, commesse in danno dei commercianti che si portavano a
SantEufemia dAspromente, in occasione del mercato settimanale. Nella circostanza,
lALBANESE riferiva di aver richiamato ALVARO Antonio, dicendo che nella famiglia
ALVARO, questo non era mai successo.
La parte essenziale del discorso, comunque, era riferita allinserimento del LAURENDI in
tematiche mafiose, atteso che lALBANESE asseriva che i lavori se li era aggiudicati grazie
allintervento di ALVARO Antonio. In relazione alla figura di LAURENDI Domenico, si precisa
che lo stesso, in data 07 marzo 2007, si recava presso labitazione di ALVARO Cosimo, ove si
registrava una conversazione tra questultimo ed il citato LAURENDI. Nella prima parte,
lALVARO, riferiva in ordine allimminente apertura di un locale, per il quale era interessato
in prima persona. Successivamente, il LAURENDI faceva presente di avere aperto due cantieri
nelle Marche, ove era costretto ad operare in una realt molto difficile .omissisquando non
vanno a rompere i coglioni per altre [Link], attribuendo la responsabilit di tali difficolt
alloperato politico di esponenti di rilievo, quali il senatore CASOLI217, ed al fatto che lui non
aveva alcun legame con il suo gruppo politico, in quanto imprenditore non locale, ma calabrese. Il
LAURENDI aggiungeva di essere vittima di severi controlli fiscali e che, per tale ragione, era
stato rinviato a giudizio per associazione finalizzata al falso in bilancio. In effetti, da accertamenti
eseguiti presso la Banca Dati delle Forze di Polizia, emerso che, in data 26.07.2005, il
LAURENDI stato denunciato dalla Guardia di Finanza di Ancona per associazione a delinquere
finalizzata alla commissione di reati tributari.
La seconda parte del discorso era relativa alla possibilit, espressa dallALVARO, di
avere un terreno, in permuta, da una persona anziana, per la realizzazione di villette fino ad un
massimo di cinque, aggiungendo che, in quel periodo, era impegnato nella vendita di una villa
di 335 metri quadrati, comprensiva di garage, per la cifra di 370 mila euro e che stava realizzando
un agriturismo con 20 mini appartamenti, da 50 metri quadrati ciascuno, da vendersi a 120-150
mila euro. Successivamente, ALVARO Cosimo spiegava a CANALE Giovanni [nato a Reggio
Calabria il 22.11.1974, ivi residente in via Clearco nr. 13/E], ivi giunto nel momento in cui il
LAURENDI stava andando via, che questultimo era proprietario di una Ferrari, circostanza
questultima evidenziata anche dallALBANESE, nel corso della conversazione in precedenza
menzionata. Da accertamenti effettuati, emerso che effettivamente, il LAURENDI era stato,
in passato, possessore di una Ferrari 360 Modena di colore rosso targata BX872ME, che in
seguito aveva ceduto a LOMBARDO Giuseppe Salvatore [nato a [Link] DAspromonte il
10/12/1966, imprenditore edile].
(vds. all. nr. 305)

Lanalisi degli accertamenti ha permesso di appurare che il LAURENDI, contiguo al


gruppo criminale ALVARO, in quel periodo aveva spostato i propri interessi nella Regione
Marche. Infatti, lo stesso, socio di MODAFFERI Carmine [nato a SantEufemia dAspromonte
(RC) il 05.11.1978, ivi residente, pregiudicato per associazione di tipo mafioso] titolare della ditta

217 CASOLI Francesco, nato a Senigallia (AN) il 05.06.1961, residente a Fabriano (AN), eletto senatore
della XV Legislatura (dal 28.04.2006) tra le fila di Forza Italia; regione delezione: Marche eletto il
09.04.2006 e proclamato il 13.04.2006 membro della 10 Commissione permanente (Industria,
commercio, turismo) e della 14 Commissione permanente (Politiche dell'Unione europea).

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Tecnoservice [corrente in Palmi (RC), via Criscima nr.10]218, con stabilimenti nella provincia
di Ancona, Macerata e Pesaro ed in particolare nei Comuni di Maiolati Spontini (AN), Staffolo
(AN), Mergo (AN), Serra San Quirico (AN), Monte Roberto (AN), Frontone (PU), Pergola (PU) e
Matelica (MC).
Il LAURENDI, nel corso della propria permanenza nelle Marche, ha mantenuto frequenti
contatti con NAPOLI Saverio [di Carmelo e LUPPINO Eufemia, nato a SantEufemia
dAspromonte (RC) il 20.12.1968, ivi residente, corso Umberto I nr.62/6] detto Lambretta,
titolare, attraverso la moglie FLORES Eufemia [nata a Reggio Calabria il 18.02.1974, residente a
SantEufemia dAspromonte (RC), corso Umberto I nr 62/6, imprenditrice], dellimpresa edile
denominata Costruzioni Flores Eufemia s.r.l, aggiudicataria, nel comune di Fabriano (AN),
dellappalto relativo ai lavori di realizzazione di una pista ciclabile, per un importo a base dasta
pari a euro 213.533,48, non potuto portare a compimento, almeno sino al mese di novembre
2006, poich il NAPOLI, per sopraggiunti motivi di giustizia, aveva fatto rientro in Calabria.
Ulteriore dato significativo, circa la vicinanza del LAURENDI allorganizzazione
criminale facente capo ad ALVARO Cosimo, scaturito dallosservazione tecnica, effettuata
in data 17 marzo 2007, allorquando, alle ore 07.24, stata censurata la presenza, presso
labitazione dellALVARO, sita in questa via Petrone Trav. I nr. 4, di LOMBARDO Francesco
[n. 28.11.1965], giunto a bordo dellautovettura, tipo fuoristrada targata ZA096CY. Il
LOMBARDO e lALVARO, dopo aver dialogato sino alle ore 08.00 circa, si allontanavano in
direzioni opposte. Si sottolinea che, nel corso del colloquio, lALVARO consegnava
allinterlocutore un foglietto che questultimo provvedeva a riporre immediatamente in tasca.
E opportuno evidenziare che lautovettura, con la quale giungeva il LOMBARDO, in
precedenza era di propriet del citato LAURENDI. Tale circostanza particolarmente indicativa
delle reciprocit relazionali ed imprenditoriali sottese tra il LOMBARDO ed il LAURENDI e
gestite da ALVARO Cosimo: emblematica la visione della telecamera installata nei pressi
dellabitazione del citato ALVARO.
In ordine al coinvolgimento, invece, dei fratelli MORABITO, intesi Testanera, si
precisa che, nel corso dellattivit investigativa, emerso come due di loro, segnatamente,
Francesco e Domenico, siano risultati essere in contatto con ALVARO Cosimo. In particolare, in
data 20 febbraio 2007, allinterno dellabitazione di ALVARO Cosimo, si riscontrava la presenza
di MAZZITELLI Salvatore e MORABITO Domenico, in precedenza generalizzati, i quali
dialogavano in relazione ad un prestito usurario fatto da un soggetto a nome Rocco, non meglio
indicato, nei confronti di VAZZANA Adolfo219, identificato nellomonimo [ nato a Reggio
Calabria il 11.12.1967], titolare di un ristorante nei pressi del Tribunale di Reggio Calabria, per il
quale questultimo era costretto a versare seicento euro al mese per un prestito di 4 mila euro. La
conversazione in argomento scaturiva dal fatto che il MAZZITELLI aveva richiesto al
MORABITO un prestito per lacquisto di una casa, ma questultimo non intendeva farglielo, in
quanto non avrebbe potuto chiedergli gli interessi. La conversazione, molto importante, avveniva
come segue:

218 che si occupa di fabbricazione di apparecchiature elettriche ed elettroniche, fabbricazione di macchine


ed altro materiale meccanico, assemblaggio di cappe industriali E stato altres accertato che in Palmi, in
corrispondenza della via Criscima nr. 10, non esiste alcuna sede della Tecnoservice. Dalla visura camerale
emerso che in data 07.04.2001 stata aperta lunit locale nr.10 con funzioni di sede amministrativa corrente
in Palmi (RC), via San Giorgio nr.13; anche in questo caso al citato indirizzo non risultano sedi della societ,
ma appartamenti adibiti a civile abitazione, uno dei quali occupato da VIOLI Antonino218, pregiudicato per
violazioni alla legge sulle armi e munizioni.

219 VAZZANA Adolfo, pt. Paolo e mt. ROMEO Domenica, nato a Reggio Calabria il 11/12/1967, ivi
residente in Via Sbarre Sup. diramazione Marconi nr. 10, coniugato con AMADDEO Antonia, nata a Reggio
Calabria il 01.10.1972. A conferma dellesatta identificazione si comunica che da accertamenti effettuati alla
Banca Dati delle [Link]. emerge che, come riportato nella conversazione, il VAZZANA Adolfo non
intrattiene buoni rapporti con la moglie AMADDEO Atonia, tanto che il 27 settembre 2006, ha presentato
denuncia querela nei suoi confronti, in quanto avrebbe sostituito la serratura della propria abitazione per
impedire allo stesso di fare ingresso. VAZZANA Adolfo risulta essere stato deferito in data 17.07.2006, dai
militari della Stazione CC di Archi per ricettazione di un telefono cellulare. Da accertamenti esperiti presso la
Banca Dati della Camera di Commercio non risulta che questi sia titolare di un ristorante. La di lui moglie
risulta essere titolare di una lavanderia con sede legale in Reggio Calabria in via Pio XI nr. 57/G.

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 568
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Conversazione registrata al progr. [Link] 6553 del 20.02.2007 alle ore 18.54, con apparecchiatura
SIO.

Legenda:
ALVARO C. = COSIMO ALVARO;
MIMMO = DOMENICO MORABITO;
SALVATORE = SALVATORE MAZZITELLI;

INIZIO TRASCRIZIONE INTEGRALE

OMISSIS fino ad ore 19.07.12. Cosimo ALVARO dialoga con le persone in sua compagnia
sull'acquisto di un Fiat Doblo' valutando le varie offerte. La discussione prosegue poi su argomenti
generici.

SALVATORE: tu l'hai letto il contratto della casa! si preso cinquantamila euro, non
erano...inc..., sicuramente parlando di ...inc...ne ho bisogno perch questo non ha incominciato, mi
ha abbandonato...da contro che cosa c'! vedi che io ho comprato 174 metri di casa pi 34 metri di
garage
MIMMO: prendi l'avvocato
SALVATORE: duecentomila euro
MIMMO: te l'ha regalata...te l'ha regalata
SALVATORE: non solo! con il capitolato che c' scritto, parquet, aria condizionata...
MIMMO: te l'ha regalata, va! trecento c' ne vuole
SALVATORE: trecento!
MIMMO: si! gli vale! tranquillo
SALVATORE: e mi conviene movimentare le cose?
MIMMO: e no! va be!...inc...
ALVARO C.: ...inc...cinquantamila euro
MIMMO: eh! te li fa tornare
SALVATORE: certo!
MIMMO: ...inc...di Reggio!
SALVATORE: di Reggio!
MIMMO: ora lo vedo la prossima settimana
SALVATORE: non ...inc...qualche cosa! quattro, cinquecento euro

tratto di dialogo incomprensibile per il sopraccavallarsi di voci

SALVATORE: e no! l non all'ingrosso


MIMMO: l c' questo coso, vedrai!
SALVATORE: ...inc...non troviamo...inc...
MIMMO: Salvatore! io te l'ho detto, luned mattina ti ho mostrato pure l'assegno,
che ho un assegno di ventimila euro nella tasca che me lo deve dare la prossima volta il sei
SALVATORE: ma cinquemila euro! te li torno in poco
MIMMO.: no! neanche un centesimo ho, per c' un fatto, io se sono ladri
...inc...parliamoci chiaro
ALVARO C: non che....
MIMMO: aspetta, aspetta! fammi finire di parlare
SALVATORE: ...inc...
MIMMO: se tu mi dici "prestami diecimila euro per me!"
SALVATORE: eh!
MIMMO: io da te non voglio niente ma non te li posso dare per sei mesi...ti prendo solo in
giro, tu il problema non c' l'hai ...inc...tu il problema qua c' l'hai per cinque mesi
SALVATORE: no!
MIMMO: maggio e giugno sono cinque mesi
SALVATORE: marzo e aprile, sono quattro mesi, tre mesi e quattro mesi, poi ...inc...
MIMMO: perch lo devo dire io...io se devo andare da persone che non sono amici
me ne frego di loro, non guardo nessuno

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 569
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SALVATORE: ed giusto cosi


MIMMO: ...inc...no! sono di coso e lo trattavano...inc.......se io ti devo dare diecimila euro a
te per un mese non voglio niente, te lo dico chiaro, chiaro, ma se te ne devo dare per quattro cinque
mesi non posso dare dieci, ventimila euro senza interessi
SALVATORE: e te l'ho detto io che devi fare in questa maniera?
ALVARO C.: no!
MIMMO: no! ti sto dicendo come ragiono io
SALVATORE: ed io ho parlato come ragioni tu
MIMMO.: come ragiono io! io sto parlando per te, se ti devo dare diecimila euro per
un mese io non voglio niente, ti presto dieci mila euro, e basta! finisce l! ma se io ti devo dare
ventimila euro per ....
SALVATORE: Mimmo!
MIMMO: tre mesi! non li posso dare
SALVATORE: ti faccio ...inc...di quello che ti posso dire io!...se io per mi devo
prendere diecimila euro e poi ho difficolt a tornarteli, ti ritorno...inc...
MIMMO: certo!...no, no! uno agli amici gli deve parlare chiaro
SALVATORE: normale!
MIMMO: ti parlo chiaro! se erano per gli altri te li portavo subito
SALVATORE: ...inc...
MIMMO: apposto! per se io ti devo dare...ti do ventimila euro e me li torni a
giugno, in questo momento non te li posso dare
SALVATORE: il motivo perch?...inc...non arrivo, lo sai!...inc...
MIMMO: si! ma se ti faccio il prestito...inc...
SALVATORE: ...inc...no! mi salgono i cazzi, ALVARO!
MIMMO: andiamo, andiamo, dopo ci sentiamo
SALVATORE: si! ma poi mi salgono i cazzi
MIMMO: ...inc...
SALVATORE: che si brucia
MIMMO.: ascolta! ...imprecazione..., ...inc...un ragazzo, sull'anima dei morti! si
prestato quattro mila euro ed ha due anni, e in due anni gli ha dato seicento euro al mese al quindici
percento, al ventotto dicembre gli doveva dare seicento euro, questo ragazzo piangeva
ALVARO C.: eh!!!
MIMMO: si lasciato con la moglie, Adolfo VAZZANA, non so se lo conoscete, si
lasciato con la moglie, sai dove ha il ristorantino?...nella discesa del tribunale....ha lasciato sua
moglie che la pizzicata con questo qua, dopo venti anni di matrimonio.....gli ha detto "guarda! non
te li posso dare questi soldi!", per due anni ha pagato seicento euro al mese, gli ha detto "se per
favore Rocco...inc...!", "entro questa sera mi devi portare i soldi se no ti taglio la testa!"
SALVATORE: certo! si fanno questi problemi! poi non gli fanno niente, per....
ALVARO C.: si! cazzi!
MIMMO: se sono io non mi spavento, ma poi quando...inc...passi sempre nella parte del
torto, hai capito?
ALVARO C.: eh!
MIMMO: se sono io non mi spavento, tu non ti spaventi, lui non si spaventa,
questo poveretto si spaventato....sono andato una sera, siccome mi ha fatto un favore, un favore!
Roba dell'INPS, queste cose qua...l'ho visto che piangeva "...imprecazione! compare Mimmo! se
mi aiutate a trovare quattro mila euro se no ...inc...dieci per mese!", ma questo cosa che si fa! gli
ho detto "ma quanto che paghi?", mi ha detto "ha quattro anni!", gli ho detto...inc..., avevo quattro
mila euro, giusti, giusti, neanche a farlo apposta, li avevo nella tasca quella sera, avevo il blocchetto
della posta e gli ho detto "tieni qua i quattromila euro, quando vuoi me li puoi tornare!", mi ha detto
"vi caccio due assegni!", gli ho detto "no! fatemene quattro assegni di mille euro l'uno!", "da
quando li posso datare?", "fatemeli....!", "di gennaio, febbraio Marzo...!", gli ho detto "no! febbraio,
marzo, aprile e maggio!"....mi ha baciato la mano
SALVATORE: certo!
MIMMO: ieri sera mi ha detto che quando gli ha portato i quattro mila euro si
incazzato quello
ALVARO C.: che si incazza!
MIMMO: tipo che si dispiaciuto

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SALVATORE: certo!
ALVARO C.: che tipo , capisci?
MIMMO.: e pure un parente suo
SALVATORE: malanova che ha
ALVARO C.: ...inc...
MIMMO: per farlo rimanere in mutande
SALVATORE: certo!
ALVARO C.: per due anni a seicento euro al mese
SALVATORE: come rimaniamo!
MIMMO: Salvatore! vediamo se te li posso dare, domani mattina non li ho, ti ho
fatto vedere pure l'assegno
ALVARO C.: ma domani mattina l...inc...
SALVATORE: si! devo andare per...inc...cinquemila euro
ALVARO C.: ed io vuoi che i duemila euro te li do? che cosa vuoi?
SALVATORE: duemila euro! se ti ho detto che....
ALVARO C.: tu li devi dare domani sera
SALVATORE: se mi da altri tre giorni io gli devo pagare...inc...
MIMMO: io luned ti posso dire come stanno le cose
SALVATORE: ora io ...inc...chiariamo questo discorso e poi me ne vado,.... chiaro che
io non pretendevo un gran che di questi
MIMMO: ad un...inc...
SALVATORE: giustamente come dice Mario "te li posso dare io , ma voglio i soldi!"
MIMMO: ma non te li do neanche io
SALVATORE: ma non posso, non posso
MIMMO: ma non te li do! ...allora! lo sai quale il mio problema?
SALVATORE: per! ascolta un attimo....Mimmo!
MIMMO: sai che ti dico....
SALVATORE: per ventimila euro me ne dai ventidue, per dire, ci sono quattro mesi
MIMMO: certo!
SALVATORE: e la chiudiamo, e siamo tutti contenti....sono...inc...
MIMMO: no!
SALVATORE: ...inc...
MIMMO: no! io....servono a te
SALVATORE: non hai capito...inc...
MIMMO.: ...inc...a giugno me ne da ventotto
SALVATORE: sei d'accordo? Mimmo!
MIMMO: ma se io sono con te e ti cerco soldi, se tu vieni da me e mi dici "mi dai
ventimila euro!".....
SALVATORE: ...inc...
MIMMO: lo sai che cosa ti dico? "non ne ho soldi!", ti dico che non ne ho
SALVATORE: ...inc...
MIMMO: mi puoi pure...inc...e mi dice che sono coso lordo, non mi puoi dire che sono coso
lordo...inc...
ALVARO C.: abbassa la voce
MIMMO: e non me li da! perch?
SALVATORE: non dovevi...inc...oh Mimmo!
MIMMO: no! agli amici che proprio ci tengo non li faccio io, agli altri se c'
problemi per soldi, uno che se non ci sono persone che gli rispondono non gliene prendo
SALVATORE: perfetto!
MIMMO: lascia stare tu! abbassa la voce tu!...mi hai cercato diecimila euro l'altro giorno e
ancora me li devi riportare, me ne hai cercato venti l'anno scorso e te li dovevo ricordare, e ...inc...e
che cosa faccio....se veniva ZOCCOLI con tutto che...inc...di ZOCCOLI...inc...gli dicevo che non si
doveva permettere neanche a chiederli....ora io luned mattina alle nove ti dico le cose come
stanno....allora! se lo dicevo io ...inc...
SALVATORE: ...inc...
MIMMO: e questa una persona seria

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si da atto che si interrompe la registrazione.

FINE TRASCRIZIONE INTEGRALE

Si precisa che, da accertamenti effettuati, MORABITO Domenico risulta essere pregiudicato


per reati contro il patrimonio220.
La prosecuzione del discorso consentiva di accertare che il MORABITO, effettivamente
faceva prestiti ad usura, atteso che, nella conversazione registrata alle ore 19.14 successive, era lui
stesso a qualificarsi quale persona dedita a prestiti usurari; infatti, lo stesso affermava che stava
aspettando una somma di denaro proveniente da un soggetto di Milano, a cui era stato fatto un
prestito, con interessi pari al 18% del capitale, di cui il 12% veniva percepito dal MORABITO,
mentre il 6% dal soggetto che aveva materialmente prestato la somma di denaro.
(vds. all. nr. 306)

Relativamente alla figura di MORABITO Francesco, in precedenza generalizzato, si


precisa che il 20.03.2007, allinterno dellabitazione di ALVARO, si registrava, alle ore 19:26
(progr. [Link] 9264), una conversazione tra ALVARO Cosimo e gli zii MARAFIOTI Domenico e
CONDEMI Maria Teresa Lidia, questi ultimi in precedenza generalizzati, nonch un soggetto a
nome Peppe.
Durante il dialogo, i presenti facevano riferimento allattivit edile, intrapresa da
MORABITO Francesco, elemento apicale dellomonima cosca.
In particolare, i soggetti riferivano che questultimo, unitamente a SPINELLA Giuseppe
[nato a Reggio Calabria il 19.11.1940], avevano progettato la realizzazione di alcune villette, nella
propriet dello SPINELLA, sita nellarea di Catona e Gallico, in localit Il Limoneto. Il
MARAFIOTI precisava che lo SPINELLA ed il MORABITO, stavano cercando di cambiare la
destinazione duso del suolo, da agricolo ad edificabile:

ALVARO C.: ah! glieli da in permuta a lui


ZIO: fermati! lascia che ti dico! mille e cinque sono nel piano regolatore edificabili,
mentre gli altri mille e cinque non sono...dice che stanno facendo, trafficando, di tutto, per farli
includere pure i mille e cinque, per farli risultare tremila e pari, ed allora! fatto questo, diceva
ROCCUZZO, poi se sono "cazzonerie" non so...inc...
ALVARO C.: certo...inc...
ZIO: sembra che se li voglia prendere Ciccio "testa nera" per costruire delle villette
ALVARO C.: si!
ZIA: villette singole
ZIO: singole! e forse con lui si metteranno d'accordo, se ne prende una, due, tre,
questo non lo so!
ALVARO C.: eh! ma Gallico sopra se ...inc...qua difficile......ma nella Via Lia, voi
mi avevate detto che c'era un pezzo di terra una volta!

22010-12-1982: Deferito in stato di libert dal Comando Stazione Carabinieri di Sinopoli per furto aggravato
in concorso;
14-09-1984: Deferito dal Comando Stazione Carabinieri di Sinopoli per guida senza patente perch mai
conseguita;
07-02-1985: Deferito in stato di libert dal Comando Stazione di Scilla alla Procura Militare per truffa e
simulazione dinfermit;
11-06-1992: Tratto in arresto da personale del Nucleo Operativo della Compagnia di Villa San Giovanni in
esecuzione del Decreto n. 443/90 R.G. e n. 358/90 R.G. G.I.P. datato 10-06-1992 della Procura della
Repubblica presso il Tribunale di Palmi per associazione a delinquere finalizzata alla commissione di truffe in
danno di operatori economici;
21-03-1993: Tribunale M.P. di Reggio Calabria emette Decreto n. 358/92 M.P. di Sorveglianza Speciale di
P.S. per la durata di anni due con obbligo di soggiorno nel Comune di residenza. Misura ridotta ad anni 1 con
decreto nr.63/95 della corte di Appello di Reggio di Calabria di Calabria, e terminata in data 16.04.1996. La
misura veniva revocata con decreto nr.10/96 della Corte di Appello di Reggio di Calabria datato 12.07.1996;
07-04-1999: Gli veniva notificato lOrdine di esecuzione con contestuale decreto di sospensione n. 18b/99
Reg. Es. Trib. datato 13-03-1997 della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria
Ufficio esecuzioni Penali.
Il MORABITO, pur mantenendo la residenza in S. Eufemia dAspromonte, da qualche anno risulta vivere in
Reggio Calabria, ove pare conviva con tale DERRIGO Maria, nata a Reggio Calabria in data 14.11.1963, ivi
residente in Viale A. Moro TV B n. 11.

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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PROCURA DELLA REPUBBLICA 572
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

Nella prosecuzione del discorso, il MARAFIOTI precisava che tale variazione di


destinazione del suolo, sarebbe avvenuta attraverso lintercessione dellAssessore CARIDI,
identificato, verosimilmente in CARIDI Antonio Stefano, [nato a Reggio Calabria il 26.12.1969,
ivi residente in localit Gallina Via Chiesa Madre nr. 18, coniugato, medico, eletto Consigliere nel
partito U.D.C., alle ultime elezioni amministrative del Comune di Reggio Calabria, in atto
Assessore alle Politiche Ambientali, carica gi ricoperta nella trascorsa legislatura], in quel
periodo Assessore del Comune di Reggio Calabria. In relazione a tale affermazione, la
conversazione avveniva come segue:

ZIO: io so, questo me lo diceva Francesco, che dice, che lui dice che non se lo vuole
vendere, per sotto sotto stava industriando, lo sai con chi? perch ...inc...lo sai con chi? ...con
CARIDI
ALVARO C.: ah!!...inc...
ZIO: fa l'assessore nel suo paese
ALVARO C.: si! questo che viene ...inc..., lo conosco!
ZIO: il nipote di PORCINO, di ...inc...PORCINO
ALVARO C.: si!! li passano edificabili
ZIO: dice che sta industriando per vedere se lo pu trasformare da terreno agricolo in
terreno edificabile, hai capito?
ALVARO C.: se non glie l'hanno passato allora, ora sono passati anni quindi vuol dire
che c' qualche problema....ci deve essere qualche problema, o ci sono condotte, cose e non lo
fanno passare

Lidentificazione dello SPINELLA stata possibile attraverso le affermazioni riferite, nel


corso del colloquio, dal MARAFIOTI, il quale affermava che lo stesso era titolare di una
carrozzeria ubicata nei pressi della concessionaria Renault. Gli accertamenti praticati hanno
consentito di accertare che SPINELLA Giuseppe titolare di unimpresa individuale, operante nel
settore menzionato, ubicata nei pressi della citata concessionaria di autovetture, sita in Via Santa
Caterina di Reggio Calabria.

Dello stesso tenore risultava la conversazione registrata, in data 6 giugno 2007 [progr.
20545], sempre presso labitazione di ALVARO Cosimo, tra questultimo e lo zio
MARAFIOTI Domenico. Durante il discorso, i due, dopo aver dialogato in relazione alle
elezioni amministrative svoltisi a Reggio Calabria e a San Procopio, in cui risultavano candidati,
nel primo centro PANUCCIO Giuseppe in qualit di Consigliere Comunale, mentre nel secondo
PALERMO Rocco quale Sindaco, commentavano un accordo stipulato tra SPINELLA
Giuseppe e MORABITO Francesco, circa la possibilit di cambiare la destinazione del suolo
di propriet dello SPINELLA, da agricolo a terreno edificabile, attraverso mirati accordi politici:
...tratto incomprensibile... Suo fratello Ciccio, ha concluso con Pino Spinella, pr un locale a
Gallico, perch c'era met che era edificabile, e l'altra met non edificabile! A Pino Spinella gli ho
detto io, vai avanti ...tratto incomprensibile... E li fa, che intimo amico di Peppe Scopelliti,
all'ufficio urbanisitico, grosso modo ...incomprensibile... lo rendono tutto edificabile! Pino
Spinella, so che vuole due villete per i suoi figli, e poi non so che altro vuole!.-
(vds. all. nr. 307)

Da accertamenti, sviluppati presso i competenti uffici comunali di Reggio Calabria,


emerso che SPINELLA Giuseppe realmente comproprietario, unitamente alla moglie, di un
terreno con annesso fabbricato, ubicato nella frazione di Catona, cos censito: AGRUMETO,
identificato al Foglio di mappa catastale 9, Particella 18, classe 3, superficie 6890 metri quadrati;
FABBRICATO RURALE, identificato al Foglio di mappa catastale 9, Particella 19, superficie 280
metri quadrati.. Allo stato, il comune di Reggio Calabria, non ha attivato alcuna procedura per
il cambio di destinazione dei terreni di propriet dello SPINELLA.
(vds. all. nr. 308)

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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LA INFILTRAZIONE DI ALVARO COSIMO NELLE ATTIVITA ECONOMICHE


DELLA CITTA DI REGGIO CALABRIA.

La gestione della casa di cura Villa Speranza.

A partire dal mese di luglio 2006, ALVARO Cosimo intratteneva alcune conversazioni, con
diversi soggetti, a cui prospettava la possibilit di acquisire la gestione della casa di riposo
denominata Villa Speranza [sita in Reggio Calabria via Lupini, localit Rosario Valanidi] nella
quale risultavano soci, oltre le persone di seguito indicate, anche PALERMO Rocco e la sorella
PALERMO Rosa Immacolata [ nata a San Procopio (RC) il 07.12.1964, ivi residente in Rione
Bovi nr.6 scala 1 int. Piano I], titolare di quote nominali pari ad euro 13.720,00. Gli altri soci
erano:
- TRIPODI Marcello, medico chirurgo [nato a Reggio Calabria (RC) il 02/01/1962 ed ivi
residenza in via Carcere Nuovo 10. Quota di nominali: . 47.040,00] Presidente del Consiglio di
Amministrazione.
- TRIPODI Ermete, medico chirurgo [nato a Reggio Calabria (RC) il 18/10/1951 ed ivi
residenza in via Carcere Nuovo 10 Quota di nominali: . 27.440,00] Consigliere.
- CALARCO Nicola, medico chirurgo [nato a Reggio Calabria (RC) il 18/02/1953 ed ivi
residenza in via Carrera Seconda 47. Quota di nominali: . 9.800,00] Vice Presidente del
Consiglio di Amministrazione.
Risultavano soci, fin dal momento della costituzione, anche PAVIGLIANITI Maria [nata a
Reggio Calabria il 03.05.1955, ivi residente in via Modena Boschicello n. 60/B, coniugata,
imprenditore] e MICARI Antonino [nato a San Roberto (RC) il 10.12.1950, domiciliato a Villa
San Giovanni in via Torino n.40, coniugato, insegnante].

Nel corso di una conversazione, intercettata in data 4 luglio 2006, il PALERMO riferiva
proprio ad ALVARO Cosimo di essere intenzionato a cedere la gestione della suddetta casa di
riposo, per un prezzo pari a 150 mila 200 mila euro.
Dopo alcuni mesi, segnatamente il 7 ottobre 2006, ALVARO Cosimo riprendeva
nuovamente largomento e commentava con BUETI Natale la possibilit di acquistare tale Casa di
Riposo, in quanto i vecchi proprietari avevano fatto alcuni investimenti sbagliati e, quindi,
avevano deciso di vendere.
(vds. all. nr. 309)

Il 18 novembre 2006, allinterno della propria abitazione, ALVARO Cosimo dialogava con
BUETI Natale in merito alla futura gestione della casa di cura Villa Speranza, ove ipotizzava
anche una partecipazione di PALERMO Rocco.
Durante la conversazione il BUETI chiedeva allALVARO dinserire nella gestione della
societ anche il fratello Mario.
(vds. all. nr. 310)

Sulla possibilit di acquisto di tale attivit, lALVARO rientrava in argomento anche nei
giorni successivi, tan che, in data 19.11.2006, nel corso di un colloquio intrattenuto, allinterno
della propria abitazione, con BARBIERI Carmelo, riferiva che al 99% era riuscito a concretizzare
lacquisto, pertanto, sarebbe subentrato nel possesso, dal gennaio dellanno successivo:
omissis
ALVARO C.: che cosa? E se hanno parlato con lui sono andati ...eh ho parlato con
loro e mi sono aggiustato con loro.. gestisco io ...nessun altro... non entra nessun altro ...pure a
mettere un altro ...in caso... lenzuola tutto... a gennaio 99% ...entriamo ci siamo accordati
incomp... siccome loro vogliono fare un'altra strutture per i cazzi suoi ...se ne esce da la
BARBIERI C.: si devono rifare i lavori ...di muratura ...incomp..
ALVARO C.: come chi ..
BARBIERI C.: incomp
ALVARO C.: si si, noi eravamo soci pure la ...per dire noi eravamo soci..
BARBIERI C.: dove..

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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PROCURA DELLA REPUBBLICA 574
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ALVARO C.: incomp all'undici per cento..


BARBIERI C.: prima di aggiustarsi
ALVARO C.: si sono fatti ...incomp ma a me non mi interessa...io me ne voglio
uscire ...e mi tengo la mia
BARBIERI C.: al 15% ...incomp... tu..
ALVARO C.: ero il socio, CARMELO
BARBIERI C.: in minoranza..
ALVARO C.: in minoranza..
BARBIERI C.: incomp
ALVARO C.: ora voglio prendere nuovamente la struttura quella che era la nostra e
l'affitto ..non c' problema la prendo a gennaio ..me la gestisco io incomp personale
...incomp... devono andare come il vento ...incomp... se la gestisci bene ce la teniamo e la
gestisco ...TRATTO INCOMPRENSIBILE [Link] e i conti camminano TRATTO
INCOMPRENSIBILE.[Link]
omissis.

LALVARO precisava che il PALERMO, anche se fosse rimasto socio, non avrebbe
toccato niente luinemmeno le cose.. Ovviamente lALVARO non poteva intestarsi la
struttura, essendo gi stato condannato per il reato di cui allart. 416 bis, pertanto il PALERMO
avrebbe dovuto fungere, almeno inizialmente, da prestanome. La conversazione proseguiva,
quindi, sulla gestione della casa di riposo.
(vds. all. nr. 311)

Dello stesso tenore risultava la conversazione successiva, registrata sempre tra ALVARO
Cosimo e BARBIERI Carmelo, relativa ad una serie di problematiche da risolvere, ipotizzando
anche lacquisto della stessa struttura muraria in cui era ubicata la sede della societ.
(vds. all. nr. 312)

Anche la conversazione del 20 novembre 2006, intercorsa tra ALVARO Cosimo e BUETI
Natale, aveva come oggetto lacquisto di tale casa di riposo, il cui valore reale, secondo
laffermazione dellALVARO, era di circa 400 mila euro, mentre i fratelli TRIPODI, Marcello ed
Ermete, in precedenza generalizzati, avevano chiesto 200 mila euro, ma lALVARO intendeva
darne 100/mila, aggiungendo che il BUETI sarebbe stato assunto allinterno della struttura.
Una disponibilit finanziaria, quella espressa dallALVARO sicuramente non in linea
con le risorse economiche dichiarate.
(vds. all. nr. 313)

In ordine a tale progetto, lALVARO rappresentava ogni circostanza anche a FAVARA


Gianluca, in data 20.11.2006.
(vds. all. nn. rr. 314 e 315)

Anche la conversazione, registrata in data 3 dicembre 2006, allinterno dellabitazione di


ALVARO, intercorsa tra questultimo e BARBIERI Carmelo, aveva come oggetto la futura
gestione della casa di riposo Villa Speranza. Dal contesto del dialogo emergeva che lALVARO
aveva gi elargito alla societ un capitale, pari a 30 milioni delle vecchie lire ed avrebbe dovuto
versare ancora una somma pari a 35 mila euro.
In prospettiva, lALVARO riferiva che avrebbe ampliato da 20 a 35 il numero di posti letto
della struttura, nonch della possibilit di acquistare un terreno, probabilmente quello circostante
limmobile e di usufruire di contributi regionali.
(vds. all. nr. 316)

Dopo due giorni si aveva la certezza che ALVARO Cosimo aveva acquistato le quote
societarie di propriet di Marcello, identificato in TRIPODI Marcello, in precedenza generalizzato,
socio di maggioranza di Villa Speranza. Infatti, nel corso del colloquio avuto con BUETI Natale,
riferiva a questultimo quanto rappresentato al TRIPODI Marcello ti do cento e tu te ne esci di l.
La prosecuzione del dialogo faceva intendere che questultimo aveva accettato lofferta.
(vds. all. nr. 317)

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Nel corso di una successiva conversazione, sempre intercorsa tra ALVARO Cosimo,
BUETI Natale e MAZZITELLI Salvatore, si faceva riferimento ad una societ, denominata Pair
service di pertinenza di PALERMO Rocco, che dopo aver rischiato il fallimento, per una serie di
debiti contratti nei confronti dellINPS, successivamente risanati, era intenzionato a vendere tale
societ al citato TRIPODI Marcello.
(vds. all. nr. 318)

Allepoca, la societ in questione veniva individuata nella PAIR SERVICE Societ


Cooperativa a Responsabilit Limitata, con sede in Reggio Calabria in via Boschicello nr. 60/b,
costituita il 25.03.1987, avente per oggetto sociale gestione di campeggi ed aree attrezzate per
roulotte. La societ221 con atto Rep/Reg. 5/2005 R. FALL. del 25.02.2005 del Tribunale di
Reggio Calabria Sez. Fallimentare Rep, risultava in fallimento.

E interessante evidenziare che nellambito di tale rapporto societario, figurano, tra gli
altri i componeti della famiglia PALERMO e quelli della famiglia ALVARO.
Nel mese di gennaio 2007, ALVARO Cosimo subentrava nella gestione della Casa di
Riposo: infatti, nel corso di una conversazione ambientale, registrata in data 11.01.2007,
allinterno della propria abitazione, riferiva che lui non poteva comparire quale proprietario,
pertanto, evidenziava la necessit di avere un prestanome:
omissis
ALVARO C.: ...ma quando c' ...giustamente se....tratto inc...metti dentro a Rocco....e
quello fa " io ho la possibilit che faccia....il prestanome deve fare", per ....
ROCCO: si ma ...
ALVARO C.: ...se hai la possibilit di ...inc...un prestanome...inc...hai capito?.... Ora
qua da me sono veuti cos...perch ....tratto inc... una responsabilit ..hai capito? siccome
io...inc...
omissis.
(vds. all. nr. 319)

Da accertamenti sviluppati emerso che, con atto del 24 luglio 2008, la societ ha assunto
la denominazione di VILLA SPERANZA SOCIETA COOPERATIVA SOCIALE, con amministratore
unico BUETI NATALE, in precedenza generalizzato, soggetto di massima fiducia dellALVARO,
che alla luce dellintero impianto investigativo, ha assunto il ruolo di prestanome dellALVARO.
Dagli atti acquisiti, emerso che il BUETI acquistava il ramo dazienda di TRIPODI Marcello
[atto notarile repertorio 45831del Notaio De Giorgio Rossella Maria], per la somma di 25.000,00
Euro, comprensivo del contratto di affitto, stipulato in data 14.12.2007, tra il Tribunale Se.
Esecuzione Immobiliari e la societ Villa Speranza s.r.l., per limporto annuo di Euro
18.000,00, relativo a tre villette a schiera, nonch il trasferimento di quattro dipendenti.
(vds. all. nr. 320)

221 Nella stessa risultavano soci:RIPEPI Marisa, in precdenza generalizzata, gi vice presidente, nominata
con atto del 08.03.1996, moglie di PALERMO Rocco;
ALVARO Giorgio, nato a Sinopoli (RC) il 22.07.1969, ivi residente in via Mercurio 4, consigliere,
nominato con atto del 08.03.1996;
IELO Caterina, nata a Reggio Calabria il 23.09.1974, ivi residente in via Modena Boschicello 60/b,
presidente del colleggio sindacale, nominata con atto del 08.03.1996;
RUGNETTA Vincenzo, nato a Taurianova (RC) il 18.03.1971, residente a San Procopio (RC) in via
Umberto I n. 109, sindaco effettivo, nominato con atto del 08.03.1996, cognato dellindagato
ALVARO Cosimo;
RUGNETTA Rocco, nato a San Procopio (RC) il 04/04/1967, ivi residente in via Umberto I nr. 109,
codice fiscale: RGNRCC67D04L063R, sindaco effettivo, nominato con atto del 08.03.1996;
PAVIGLIANITI Maria, nata a Reggio Calabria il 03.05.1955, ivi residente in via Modena Boschicello
n. 60/b, sindaco supplente, nominata con atto del 08.03.1996 nonch presidente del consiglio di
amministrazione nominata con atto del 30.05.1998;
PAVIGLIANITI Angela, nata a Reggio Calabria il 16.06.1961, residente a Brancaleone (RC) in via
Caldera 8, sindaco supplente, nominata con atto del 08.03.1996.

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 576
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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

Si precisa che il cambiamento di denominazione e, quindi, la transizione a favore di BUETI


Natale, avveniva a seguito di pressanti richieste effettuate da parte di TRIPODI Marcello che, a
partire dal mese di maggio 2007, incalzava continuamente il PALERMO Rocco, circa il passaggio
delle quote a favore del BUETI Natale, prestanome dellALVARO:

Prog. 3349 - data e ora: 20/05/2007 21.59.55


SINTESI
TRIPODI Marcello (tramite lutenza 320-4372663) contatta PALERMO Rocco al quale
dice che si devono mettere d'accordo tra di loro (il PALERMO con Cosimo ALVARO e Natale
BUETI), perch Natale (BUETI) dice che lui (Rocco PALERMO) non conta niente e che, per la
gestione e tutto si deve parlare con lui (Natale BUETI), creando, per, al contempo, un sacco di
problemi su qualsiasi cosa. Marcello ricorda, inoltre, a Rocco che la responsabile (di Villa
Speranza) sua sorella (di Rocco) e che se lui (Natale BUETI) pensa che loro (i TRIPODI) gli
possono fare da segretari, si sta sbagliano di grosso. Marcello ammonisce Rocco a rendersi conto
che egli gli sta facendo un favore a tenergli la contabilit, in quanto il responsabile appunto sua
sorella (di Rocco) e se ci saranno guai li subir questultima. Rocco invita Marcello ad un incontro
per la mattina seguente, alle ore 07.30, al Ritrovo Morabito, al quale andr lui (Rocco
PALERMO) con il BUETI, in modo da dare la delega a questultimo. Marcello dice a Rocco di
raccomandarsi con il BUETI a che sia puntuale, perch egli si sta spazientendo, in quanto sembra
che gli fa da segretario al BUETI e se le cose non cambieranno, allora intenzionato a fare una
lettera ufficiale dove specificher che il responsabile (di Villa Speranza) la sorella del
PALERMO e, pertanto, egli non vorr pi sapere [Link] Marcello ribadisce a Rocco di
ricordare al BUETI di venire puntuale allincontro, perch, altrimenti, far un telegramma al
Tribunale..

Prog. 3350 - data e ora: 20/05/2007 22.04.21


Marcello con Rocco - nr. interlocutore: +393204372663
SINTESI
Marcello TRIPODI sottolinea, al PALERMO, il fatto che se il BUETI far discorsi strani,
l'impegno egli lo prender con lui (con Rocco) e di qualunque cosa ne parler con lui (con
Rocco)..

Terminata la telefonata con TRIPODI Marcello, il PALERMO contattava,


immediatamente, dallutenza 339-2849633 a lui in uso, BUETI Natale al numero 340-3056915,
fissandogli un appuntamento, per il giorno successivo, innazi al bar MORABITO, con il citato
TRIPODI:

Prog. 1036 - data e ora: 20/05/2007 22.05.28


SINTESI
Rocco PALERMO dice a Natale BUETI che lindomani mattina, alle ore 07.30, devono
essere davanti al Ritrovo Morabito, in quanto si tratta di una cosa importantissima e siccome lui
(Marcello) deve entrare in sala operatoria alle ore 07.55, si devono sbrigare prima..

Il BUETI non si presentava allincontro organizzato dal PALERMO, pertanto, questultimo


alle ore 12.32 del 22 maggio 2007, dallutenza 380-3039057, contattava nuovamente TRIPODI
Marcello, chiedendo un incontro. Il TRIPODI, nella circostanza, riferiva di non volere avere
alcun rapporto con lo stesso PALERMO e con BUETI Natale:

Prog. 3563 - data e ora: 22/05/2007 12.32.24


SINTESI
PALERMO Rocco dice a TRIPODI Marcello che lo vuole vedere per parlare un attimo
con lui, in quanto, ieri ha parlato con Natale (BUETI) e bisogna chiarire la situazione, ma Marcello
dice che non vuole pi avere a che fare con loro due

Lulteriore conferma che, la casa di riposo in trattazione era stata acquisita da ALVARO
Cosimo, si aveva in data 22 gennaio 2007, allorquando BUETI Natale, attraverso la sua utenza

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 577
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cellulare nr.340/3056915, comunicava al fratello Mario che ci siamo presi questa casa di riposo
e, facendo intendere che anche il BUETI operava unitamente allALVARO. Infatti, nella
prosecuzione del dialogo, oltre ad emergere il pieno coinvolgimento dello stesso, circa la gestione
dellazienda, il BUETI aggiungeva che, sino a quel momento, comunque, figuravano i vecchi
proprietari:
omissis
BUETI N.: E bene, mangi, va bene, dai, si sentiamo un'altro momento, no, noi ci
siamo presi questa casa di riposo e...
BUETI M.: Eh!
BUETI N.: ...ci sono venti anziani
BUETI M.: Si! E hai cominciato gi?
BUETI N.: A pieno regime, si, dal tre di Gennaio!
BUETI M.: Hai cominciato!
BUETI N.: Che vuoi, ancora il trapasso non stato, non avvenuto tra la vecchia
societ e questa nuova diciamo, tutto ancora, diciamo tutto a nome di quelli l, per e,
facciamo noi, incassiamo noi, capito la retta la incassiamo noi...
BUETI M.: Si, si...
BUETI N.: e cos, poi e, si far una cooperativa, stiamo facendo una
cooperativa!
BUETI M.: Si!
BUETI N.: Si, si...di
BUETI M.: ... ma come? con lui?
BUETI N.: Si, si, una cooperativa di tre persone, due donne e..., non so se io faccio
parte della cooperativa, hai capito?
BUETI M.: Uh, uhm!
BUETI N.: Questo, questa nuova formula di cooperativa, no di societ!
BUETI M.: Uhm, uhm, uhm!
BUETI N.: E' cos!
BUETI M. Ho capito!
BUETI N.: E poi..., guarda, se ce ne sono venti...
BUETI M. Uh!
BUETI N.: ...perch venti sono i posti letto, qualcosa resta! Per se scendono, se
sono quattordici, tredici, niente, non ..., perch sul filo cammina, capito?
BUETI M. A si?
BUETI N.: Si, si, si! Per se sono venti restano, sette ottomila euro, restano!
BUETI M. Uhm!
BUETI N.: Hai capito? Perch ogn'uno ...
BUETI M.: Restano sei, settemila..., e poi in quanto siete da dividere,
per?
BUETI N.: Questi qua?
BUETI M.: Uhm!
BUETI N.: La dividono, lui, questo amico mio che ha comparto lui. Hai capito?
BUETI M.: Che se li prende lui!
BUETI N.: Si, si, certo! certo!
BUETI M.: Uhm! Uhm!
BUETI N.: Hai capito?
BUETI M.: Ma tu pure con lui hai parlato, cio tipo, assunzione, una cosa cos.
Come funziona?
BUETI N.: Si, no, ma siamo sempre insieme. Hai capito? Non una cosa, anzi
ora, ora, ora parlavamo, poi quando poi avverr diciamo il passaggio di tutto, notarile e coso,
vediamo un poco di farci, di farci la busta paga io e lui pure, capito?
BUETI M.: Si!
BUETI N.: Facciamo la busta paga anche, anche parziale, vediamo un poco
cosa consiglia il commercialista, hai capito?
BUETI M.: Uhm, uhm!
BUETI N.: Che almeno abbiamo una busta paga, bella regolare e pulita, tutto
tranquillo, capito?

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


Memoria del Pubblico Ministero relativa al rito abbreviato CONDELLO Demetrio + 17
PROCURA DELLA REPUBBLICA 578
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

BUETI M.: Uhm, uhm!: Ho capito!


omissis.

(vds. all. nr. 321)

In relazione alle affermazioni innanzi citate, il BUETI e lALVARO, sebbene fossero i


titolari della societ, avrebbero avuto la qualifica di dipendenti.
Durante lintero percorso investigativo, attuato nei confronti dellALVARO, si accertava,
attraverso le conversazioni sia tra presenti, sia telefoniche censurate allinterno della Casa di
Riposo, che lALVARO era diventato, a tutti gli effetti, il titolare della societ, mediante lacquisto,
come gi detto, delle quote sociali dei vecchi gestori. Proventi che scaturivano, sicuramente da
attivit illegali, atteso che lALVARO, come emerge dalla scheda personale allegata, ha avuto, nel
corso degli anni, redditi molto bassi.
Molto significativa, ai fini della dimostrazione della personalit dellALVARO, risultava
essere la conversazione ambientale, registrata allinterno dellabitazione dello stesso, in data 23
marzo 2007, allorquando riferiva a COTRONEO Gianluca [nato a Reggio Calabria il 16.01.1969,
residente a Reggio Calabria in via N. Manfroce n. 89] che, qualora, la gestione della suddetta
societ fosse stata di altri soggetti, sicuramente questultimi avrebbero avuto serie difficolt
economiche, poich sarebbero stati costretti a rifornirsi, per i materiali necessari , da imprese
imposte dalla criminalit, cosa che non sarebbe accaduta con lui. Era evidente che lALVARO,
nella circostanza, faceva riferimento alla propria appartenenza ad una delle pi potenti
organizzazioni criminali, allinterno della quale aveva un ruolo sicuramente verticistico.
(vds. all. nr. 322)

Alla data del 3 aprile 2007, si aveva la completa certezza che la casa di riposo Villa
Speranza era stata acquista in toto da ALVARO Cosimo. La circostanza emergeva nel corso di
unintercettazione tra presenti, registrata alle ore 08.40 del suddetto giorno, laddove il BUETI,
richiedeva allALVARO, ovvero al proprio datore di lavoro, di essere pagato, per le proprie
prestazioni lavorative, presso la citata casa di riposo. Questultimo riferva che al momento non era
possibile, poich doveva pagare il restante personale, aggiungendo, comunque, che alcuni giorni
prima gi gli aveva elargito la somma di 1500,00 Euro.
(vds. all. nr. 323)

Proc. pen. n. 7734/10 R.G. notizie di reato/mod. 21DDA


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PROCURA DELLA REPUBBLICA 579
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

Gli investimenti di denaro in attivit commerciali con COTRONEO Gianluca e CANALE


Giovanni.

ALVARO Cosimo, durante la permanenza a Reggio Calabria, attivava una serie di contatti,
necessari per inserirsi allinterno di diverse attivit economiche, oltre a quelle relative alla gestione
della casa di riposo denominata Villa Speranza.
In particolare, a partire dal 24 febbraio 2007, ALVARO Cosimo iniziava ad intrattenere una
serie di conversazioni con COTRONEO Gianluca [nato a Reggio Calabria il 16.01.1969, ivi
residente in via N. Manfroce n. 89, coniugato, commerciante] finalizzate allapertura di un pub sito
in questa via Vittorio Emanuele III nr.11, unitamente a questultimo e a CANALE Giovanni [nato
a Reggio Calabria il 22.11.1974, ivi residente in via Clearconr. 13/E.]
Nel corso del dialogo in narrativa, venivano affrontate le diverse problematiche connesse
allapertura di tale locale, per il quale era necessaria una spesa di 45/mila, ripartita tra i soci, ove la
quota dellALVARO sarebbe stata ovviamente intestata ad unaltra persona, individuata nella
sorella del COTRONEO, identificata in COTRONEO Maria Elena Caterina [nata a Melito Porto
Salvo (RC) il 25.11.1972]. Infatti il COTRONEO Gianluca, in relazione alla figura della sorella
riferiva:
omissis
COTRONEO G.: io non sto... io sto mettendo mia sorella per farci il prestanome...
ALVARO C.: si, no per l'amore di Dio... non si ...(tratto incomp per
sovrapposizione di voci)...
COTRONEO G.: voglio dire...incomp... io questa operazione COSIMO!!... a me
come mi andata... e che cio io sono stato come si dice!!... fatto perch sto con due amici... fra
omissis.

COTRONEO Gianluca, anche in seguito, precisava il ruolo che avrebbe avuto la sorella,
aggiungendo che alla stessa doveva essere concesso il 10 % dei guadagni; infatti, a tal proposito,
asseriva:

omissis
COTRONEO G.: no, noi abbiamo il trenta per cento ciascuno e il dieci per cento...
e il dice per cento glielo diamo a MARINELLA e ci fa da garante, nome e tutto lei... licenza lei, a
nome suo, tutto, tutto, tutto...
omissis.

(vds. all. nr. 324)

Anche la successiva conversazione, registrata in progressione, aveva come oggetto le


problematiche connesse allapertura di tale locale, in cui veniva evidenziato che era necessaria
unulteriore spesa, procapite, di 60/mila , ammortizzabile in un anno, atteso che il locale
avrebbe consentito notevoli guadagni.
(vds. all. nr. 325)

Particolarmente interessante risultava essere la conversazione tra presenti, registrata in data


25 febbraio 2007, allorquando COTRONEO Gianluca, dopo aver commentato con ALVARO
Cosimo le diverse spese da sostenere per lapertura del locale (progr. 6891), riferiva che, nella
societ, in un primo momento, volevano far parte, quali soci occulti, anche Lillo CARIDI e
Giorgio DE STEFANO, questultimo identificato in DE STEFANO Giorgio [nato a Reggio
Calabria il 27.11.1948 ed ivi residente in via Crisafi nr. 25], appartenete alla nota famiglia
mafiosa DE STEFANO. Circa lidentificazione del CARIDI non sono stati acquisti elementi utili
per lidentificazione.
In tale contesto, il COTRONEO Gianluca chiedeva allALVARO, quale tipo di
comportamento tenere, nel caso fosse stato oggetto di richieste estorsive da parte delle
organizzazioni criminali operanti nel territorio. LALVARO precisava di tenere un atteggiamento
cauto, aggiungendo che sarebbe intervenuto direttamente lui, nel caso di specifica richiesta
estorsiva:

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 580
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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

Prog. 6891 ore 20.55 del 25.02.2007 sintesi della conversazione censurata allinterno
dellabitazione di ALVARO Cosimo:
ALVARO Cosimo con COTRONEO Gianluca ed un uomo, in atto non meglio
identificato, in merito ai lavori da fare per ristrutturare il locale che gli stessi hanno intenzione di
aprire sul lungomare di Reggio Calabria. Gianluca dice a Cosimo che, per prima cosa deve, prima
fare una perlustrazione per vedere dove mandare gli operai e, poi, mandare delle ambasciate per
far sapere che come socio del locale c' pure lui (lALVARO), ma Cosimo risponde di no.
Gianluca continua a spiegare che questo necessario in quanto, nella societ per lapertura del
locale in questione, Gianluca asserisce che sarebbero voluti entrare tali Lillo CARIDI e Giorgio
DE STEFANO, i quali, venendo a sapere che nel gruppo dei soci ci sarebbe stato Cosimo
ALVARO non sarebbero andati da egli a fare i malandrini.... Cosimo risponde che su questo punto
non ci sarebbero stati problemi. Gianluca continua a ribattere sullo stesso problema, chiedendosi
cosa sarebbe successo se, poi, questi fossero andati da lui a fare i malandrini, in quanto, in questo
caso, egli avrebbe finito col litigarci, rischiando che poi lo ammazzassero. Continuando, Gianluca
asserisce che, quando aveva aperto il negozio precedente, si erano presentate trenta persone..... e
non voleva che anche questa volta ci fossero tutte queste pressioni... Cosimo, a questo punto,
risponde: "A qualunque cosa rispondo io !!". Gianluca continua a parlare di Giorgio DE
STEFANO, affermando che sapeva che questi stava andando al momento in giro a fare il
malandrino e che non voleva che andasse da lui.... Cosimo continua a rispondere a Gianluca che ad
ogni cosa avrebbe risposto lui e di non preoccuparsi..... Cosimo dice inoltre a Gianluca che se
fosse venuto qualcuno gli avrebbe dovuto dire di parlare con egli (con lALVARO). Gianluca
domanda ancora a Cosimo come si fosse dovuto comportare in caso fossero andati a chiedergli la
"mazzetta". Cosimo gli dice che avrebbe dovuto rispondere che se poteva favorilo (chi fosse
andato a richiedere la mazzetta) offrendogli da bere o altro lo avrebbe favorito, ma senza
esagerare..

Come gi evidenziato, in data 07 marzo 2007, allinterno dellabitazione di ALVARO


Cosimo, veniva registrata una conversazione tra presenti, intercorsa tra questultimo
LAURENDI Domenico, detto Rocchellina [nato a Sant'Eufemia d'Aspromonte in data
07/10/1969, residente in Fabriano (AN) in via Miliani, nr. 65, domiciliato in Sant'Eufemia d'[Link]
in via Contrada San Nicola, nr. 3 int. 7, coniugato], imprenditore edile, nel corso della quale
lALVARO, riferiva di essere impegnato nella ristrutturazione di un locale , di circa 200 metri
quadrati, che aveva preso in gestione con due ragazzi.
(vds. all. nr. 326)

Lapertura del locale diventava oggetto di discussione anche da parte di altri soggetti,
collegati alla stessa organizzazione criminale; infatti, in data 30 marzo 2007, LABATE Francesco,
in precedenza generalizzato, comunicava con BARBIERI Domenico, allinterno dellautovettura
di questultimo, in ordine allinserimento dellALVARO nella gestione di tale esercizio pubblico
(conversazione nr. 7247 registrata allinterno dellautovettura di BARBIERI).
Il successivo 3 aprile 2007, sempre allinterno dellabitazione di ALVARO, si registrava
lennesima conversazione, attinente la gestione del locale in narrativa, relativa alla costituzione di
una societ a responsabilit limitata, in cui CANALE Giovanni sarebbe stato amministratore
unico.
Da accertamenti praticati, emerso che in data 13.06.2007 stata costituita una societ
denominata OLD GALLERYS S.r.l.222, con sede legale in Reggio Calabria in via Vittorio

222 OLD GALLERYS S.r.l., con sede legale in Reggio Calabria in via Vittorio Emanuele III nr.11, ha
per oggetto sociale: l'attivit' che costituisce l'oggetto della societ e' la compravendita di mobili antichi in
ambienti adibiti ad enoteca,con degustazione di prodotti alimentari e bevande. Articolo la societ
potr,inoltre,compiere ogni attivit connessa e conseguente per l'attuazione e il raggiungimento dello scopo
sociale,comprese le operazioni mobiliari ed immobiliari, assunzione di prestiti e mutui anche ipotecari per il
finanziamento della gestione, delle attrezzature e di eventuali immobili della societ ed assumere
rappresentanze e concessioni che possano agevolare il conseguimento dei fini sociali; iscritta al numero REA
RC-169759 in data 03.07.2007, codice fiscale 02471130803.

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Memoria del Pubblico Ministero relativa al rito abbreviato CONDELLO Demetrio + 17
PROCURA DELLA REPUBBLICA 581
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

Emanuele III nr.11, avente un capitale sociale di 10.000,00, nella quale figurano soci CANALE
Giovanni [nato a Reggio Calabria il 22.11.1974, con quota nominale di 6.000,00] con incarico di
amministratore Unico; COTRONEO Maria Elena [nata a Melito di Porto Salvo il 25.11.1972, con
quota nominale di 3.000,00] e COTRONEO Gianluca [nato a Reggio Calabria 16.01.1969,con
quota nominale di 1.000,00.].
(vds. all. nr. 327)

E evidente che, alla luce delle conversazioni innanzi citate, COTRONEO Maria Elena
costituiva il prestanome di ALVARO Cosimo.
Va sottolineato che, nel corso di unaltra conversazione, registrata in data 14 aprile 2007,
intercorsa tra ALVARO Cosimo, CANALE Giovanni e COTRONEO Gianluca, veniva fatto
nuovamente riferimento alleventuale intervento dello stesso ALVARO, qualora il locale fosse
stato frequentato da soggetti che avessero potuto creare problemi.
(vds. all. nr. 328)

Lattivit tecnica di censura telefonica, realizzata nei confronti dellALVARO, consentiva


di accertare da parte di questultimo una elevata disponibilit economica, tant che, in data 16
marzo 2007, sullutenza nr. 0965-643717, attestata presso la casa di riposo Villa Speranza,
perveniva una telefonata da parte di COTRONEO Gianluca che informava lALVARO della
necessit di avere, entro il venerd successivo la somma di 5/mila Euro. I due restavano daccordo
che si sarebbero risentiti.
Lulteriore elemento probatorio, attestante linserimento dellALVARO allinterno della
citata societ, si aveva in data 23 maggio 2007, allorquando veniva intercettata una conversazione,
allinterno della casa di riposo Villa Speranza, in cui BUETI Natale dissertava con LABATE
Franco, in precedenza generalizzato, in merito allandamento dei lavori connessi alla realizzazione
del locale, precisando che ALVARO Cosimo non figurava in nessuna attivit. Il LABATE
precisava, pertanto, di aver gi consigliato allo stesso ALVARO di evitare di parlare di tale
argomento per telefono, nella consapevolezza che eventuali registrazioni telefoniche avrebbero
potuto innescare accertamenti di natura economoinvestigativa nei confronti dello stesso
ALVARO.
(vds. all. nr. 329)

Il successivo 30 maggio 2007, ancora allinterno degli uffici della casa di cura Villa
Speranza (progr. nr.4581 delle ore 16.24.06), giungeva lennesima conferma inerente gli interessi
espressi da ALVARO Cosimo nella gestione del locale commerciale, intestato a CANALE
Giovanni e COTRONEO Gianluca. Nel corso della conversazione, censurata al predetto
progressivo, infatti, BUETI Natale dialogava con LABATE Franco in ordine allo stato dei lavori
che questultimo stava conducendo presso il locale in questione. Il prosieguo della conversazione
verteva, poi, su argomenti riguardanti fatti delittuosi occorsi durante lultima guerra di ndrangheta
a Reggio Calabria, con il LABATE che accennava a tale Maurizio che aveva sparato a qualcuno,
nominando, altres, tali MANGIOLA e LO GIUDICE.

(vds. all. nn. rr. 330 e 331)

Circa la figura di LABATE Francesco, si precisa che nel corso del presente
procedimento, sono stati censurati diversi colloqui, intercorsi tra questultimo e ALVARO
Cosimo, nonch con BARBIERI Domenico, la cui presenza, come gi evidenziato in
precedenza, pi volte, stata riscontrata allinterno dellabitazione di questultimo. In effetti,
lasse BARBIERI LABATE - ALVARO, si riscontrava in maniera concreta la mattina del 31
ottobre 2006, allorquando BARBIERI Vincenzo comunicava ad ALVARO Cosimo che zio
Franco, lo stava cercando e, nella circostanza, dettava ad ALVARO il nr. 340/9668100, in uso
al LABATE. Attraverso tale utenza telefonica, intestata a LABATE Annalisa [nata a Reggio
Calabria il 3.11.1968], nonch dalle censure dei vari colloqui registrati in tempi successivi, in
particolare, quella del 21.11.2006, laddove il LABATE Francesco riferiva che il figlio lavorava
presso il negozio di MARINO Sport, era possibile pervenire allesatte identificazione del
LABATE Francesco, in precedenza generalizzato. Proprio nel corso della conversazione tra

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Memoria del Pubblico Ministero relativa al rito abbreviato CONDELLO Demetrio + 17
PROCURA DELLA REPUBBLICA 582
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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

presenti, registrata in data 22 novembre 2006, intercorsa allinterno dellabitazione di


ALVARO Cosimo, si aveva modo di accertare che il LABATE era a conoscenza di una serie
di fatti, gi trattati nelloperazione Olimpia, attinenti ad alcuni omicidi perpetrati nella ctt di
Reggio Calabria, nel corso della guerra di mafia.
(vds. all. nn. rr. 332 e 333)

In ordine alla partecipazione dell ALVARO Cosimo, nella gestione del locale in
narrativa, il cui prestanome veniva individuato in COTRONEO Maria Elena, risultavano
significative, le seguenti conversazioni:
. in data 28 febbraio 2007, allinterno dellautovettura Fiat Panda targata CS447ML, in uso
allindagato BARBIERI Carmelo (progr. nr.2469 delle ore 11.19), veniva censurata la presenza di
questultimo e di ALVARO Cosimo. I due occupanti dialogavano in relazione al progetto
dellALVARO di avviare, unitamente a COTRONEO Gianluca e CANALE Giovanni, una nuova
attivit commerciale:

Prog. 2469 ore 11.19


SINTESI
Auto in sosta. A bordo del mezzo si sente ALVARO Cosimo che dice a BARBIERI
Carmelo che l'appuntamento era alle ore 11.00 (con una terza persona), aggiungendo che gli deve
dare la cauzione. Il BARBIERI dice che sarebbe potuto andare direttamente. Cosimo chiede:
dove, da Gianluca?" e Carmelo risponde di si. Cosimo chiede a Carmelo se ha capito chi era e
Carmelo domanda se era quello che era ieri l e Cosimo risponde di s, dicendo che gli deve dare
4.200 euro di caparra. I due interlocutori decidono di andare insieme e, subito dopo, la vettura
inizia la marcia. Omissis..

. Sempre nelle medesima mattinata, BARBIERI Carmelo consegnava ad ALVARO


Cosimo la somma di 4.900,00, ritirati in precdenza, necessari a questultimo per lavvio
dellattivit commerciale in argomento:

Prog. 2472 ore 11.25


SINTESI
Auto in movimento con a bordo BARBIERI Carmelo e ALVARO Cosimo, il quale dice
che ha chiamato l' Acque Reggine per l'autospurgo. Carmelo BARBIERI critica la persona di
Natale BUETI, che viene per difeso da Cosimo. Alle ore 11.30, si sente uno dei due interlocutori
che conta dei soldi e Cosimo chiede a Carmelo se li ha contati quando andato, ma Carmelo
risponde di no, in quanto i soldi erano gi nella busta e lui non li aveva contati perch si fidava.
Cosimo riconta di nuovo i soldi (dicendo: 19) e Carmelo dice che allora mancano 100 euro,
ma che ha firmato 5.000. Cosimo sottolinea che allora gliele ha fregate a lui ed aggiunge che non
che con la fiducia l'amico se n approfittato di 100 euro. Carmelo ripete di aver firmato la carta in
fiducia. Si sente di nuovo Cosimo ALVARO che riconta i soldi e dice: "questi sono 3000, e
poi conta altri 19 e dice: mancano sempre 100 euro". Carmelo riferisce che (la terza
persona che gli ha dato i soldi) gli aveva detto che non li aveva e gli ha detto di andare questa
mattina che li preparava. Carmelo, a sua volta, gli avrebbe detto che gli servivano presto, poich
doveva andare a pagare gli operai, e cos, ieri sera gli aveva firmato la distinta per 5.000 e questa
mattina era andato a prendere la busta senza controllarla..

. Ed ancora:

Prog. 2475 ore 11.53


SINTESI
Auto in movimento con a bordo BARBIERI Carmelo e ALVARO Cosimo, il quale dice
che intanto partono con questo locale, con il quale guadagneranno di sicuro. Nel prosieguo della
conversazione, Cosimo dice che gli hanno fatto fretta per i soldi

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 583
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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

. In data 27 marzo 2007, ALVARO Cosimo, mentre si trovava allinterno della propria
abitazione, rappresentava ad un interlocutore, tale Ciccio, le diverse spese sostenute, per
lapertura del locale in argomento:

Progr. 10240
...continua la conversazione registrata al precedente progr. nr.10239....Cosimo dialoga con
tale Ciccio. [Link] Cosimo fa riferimento ad un locale che si sta aprendo sul Corso, ampio 200
metri quadrati, e dice che stanno curando la vicenda due architetti. [Link] Ciccio accenna a
tale Cristian di Milano che gli ha venduto una macchinetta (videopoker e giochi elettronici
similari, ndr.) e che dovrebbe rifornire delle medesime apparecchiature anche il bar di Testa
nera. [Link] Cosimo riferisce al proprio interlocutore che stamattina ha dato 6.300 per il
contratto, di sei anni pi sei, e poi altri 3.500 per ...inc... [Link] e che gioved o venerd
inizieranno i lavori. [Link] Sempre lALVARO specifica che 2500 euro sono solo di affitto,
aggiungendo che dovrebbero aprire il 15 maggio. [Link] Cosimo fa i complimenti al proprio
interlocutore asserendo che questultimo produce il miglior gelato. [Link] I presenti parlano,
quindi, di quanti sono i candidati a sindaco di Reggio Calabria per le prossime consultazioni
elettorali. Cosimo afferma che sono tre, mentre Ciccio dice che a Palmi sono addirittura sette..

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 584
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La gestione del lido Calajunco.

Si precisa che, nel corso dellattivit in argomento, sono stati acquisti inconfutabili
elementi circa il concreto inserimento dellALVARO, allinterno di tale struttura balneare, nella
quale operava, per conto di questultimo, BUETI Natale.
Personale della locale Sezione Anticrimine, nel corso di alcuni servizi di osservazione,
effettuati in data 4 e 26 luglio 2007, notava questultimo impegnato presso la cassa del suddetto
esercizio mentre, durante, il giorno, in alcuni casi, veniva notato anche lo stesso ALVARO.
(vds. all. nn. rr. 334 e 335)

Fatta tale premessa, si precisa che gi dai primi giorni del mese di maggio, a seguito
dellanalisi dei contenuti delle varie conversazioni registrate tra presenti, allinterno della vettura
Ford Mondeo, targata BA759BW, in uso al FAVARA Gianluca e intercorse tra questi e
ALVARO Cosimo, emergeva che proprio questultimo era interessato allapertura di un lido
sulla spiaggia comunale di Reggio Calabria, in prossimit dellormai imminente stagione estiva.
Circa linserimento dellALVARO nella gestione di tale struttura, una conversazione
significativa veniva registrata, in data 12 settembre 2006, allorquando questultimo contattava
BUETI Natale, al quale ordinava alcuni panini e delle bibite. Nella circostanza, questultimo
informava lALVARO circa le problematiche, sorte in serata, nella gestione del locale,
precisando che mancavano le posate. Tali dati sono significativi di un costante controllo da
parte dellALVARO circa la gestione di tale struttura.
(vds. all. nr. 336)

Unaltra conversazione, oltremodo significativa, si registrava, in data 3 ottobre 2006,


allorquando ALVARO Cosimo commentava con BUETI Natale, allinterno dellautovettura di
questultimo, le spese sostenute e relative al suddetto lido, con particolare riferimento alla
contabilizzazione degli introiti sino al due settembre precedente.

BUETI N.: mi venuta questa carta nelle mani che ora stavo guardando....e fermati
un attimo!...l'aveva fatta il due settembre....
ALVARO C.: quanto ? tredicimila e ottocento di...inc...
BUETI N.: no, no! questi sono...
ALVARO C.: centocinquantuno di...inc...
BUETI N.: eh! ha fatto trecento mila euro, gli sono entrati... al Calaiunco... gliene
rimasto un centinaio...inc...
ALVARO C.: va be!
BUETI N.: perch questi sono tutti maggiorati, avete capito!...maggiorate alla
grande...hai capito?...per c' da dire che non inclusa legname l in mezzo, avete capito!..per
dire no!
ALVARO C.: le pertiche, le cose non ci sono....va! bambolo, bambolo...."ciao
bambolo!...a te!" (si rivolge verso una persona fuori dall'autovettura)
BUETI N.: ah! ah! ah!
ALVARO C.: ...inc...
BUETI N.: mannaia!.....
ALVARO C.: centomila euro! cento!
BUETI N.: gli sono entrati?
ALVARO C.: si!
BUETI N.: sono entrati! cento sono entrati!
ALVARO C.: pure quelli della mattina compare?
BUETI N.: no!
ALVARO C.: ah!
BUETI N.: ah! ah! va bene! non c' la mattina l...e con la mattina e con il coso si
coperto tutto questo legname, minimo centomila euro gli sono rimasti pari, pari...lasciando stare
pure...
ALVARO C.: che?

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 585
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BUETI N.: noi diciamo, diciamo...solo il lido...questi sono i soldi che sono entrati e
sono usciti la sera quando andavamo noi
ALVARO C.: ho capito!
BUETI N.: ma a quella almeno un milione al giorno glieli dava l., mille euro,
ottocento, mille e due, mille...glieli dava
ALVARO C.: si!
BUETI N.: Catia!...no a...inc...
ALVARO C.: ...inc...cinquanta mila euro....gliene ha dati no?
BUETI N.: e si! perch poi tra legnami, toto., elettricista eh!! sicuramente li ha
usciti lei
ALVARO C.: eh si!..............
BUETI N.: minchia! la lasciamo qua?
ALVARO C.: si!...l'abbiamo passato il barbiere
BUETI N.: ti devi fare la barba? che cosa ti devi fare?
ALVARO C.: no! i capelli...inc...
BUETI N.: te li devi tagliare...

si da atto che i due soggetti scendono dalla macchina alle ore 16.17.13.

(vds. all. nr. 337)

Inoltre, in data 4 dicembre 2006, ALVARO Cosimo, nel ricevere presso la propria a
bitazione, due soggetti della piana di Gioia Tauro a nome Cec e Ciccio, non potuti
identificare, interessati per inserirsi allinterno dei lavori di realizzazione della strada di
collegamento Jonio-Tirreno della provincia reggina, denominata pedemontana, in ordine ai quali
si fatto cenno nelle pagine precedenti, riferiva agli interlocutori che gestiva il lido Calajunco:
(vds. all. nr. 338)

In data 27 febbraio 2007, allinterno dellabitazione di ALVARO Cosimo, era possibile


intercettare alcune conversazioni intercorse tra questultimo ed altre persone presenti, non
meglio identificate, nel corso delle quali, si sviluppavano argomenti attinenti a diverse
situazioni, tra le quali il riferimento ad una ditta denominata Meridionale Asfalti , in ordine
alla quale lALVARO riferiva di non sapere come la stessa fosse messa. Da accertamenti
effettuati, emerso che lunica impresa, presente in Calabria con tale denominazione, aveva sede
a Serrastretta (CZ), in viale Kennedy, il cui amministratore unico stato identificato in LUCIA
AGOSTINO [nato Lamezia Terme il 17.12.1977 residentea Pianopoli (CZ)]. Successivamente
il dialogo continuava in relazione ad altre imprese della citt di Reggio Calabria, nonch alla
figura di FAVARA Gianluca ed ai rapporti criminali tra la famiglia ALVARO e quella
ARANITI di Sambatello di Reggio Calabria. Nella circostanza, ALVARO Carmine riferiva
che tali rapporti, allo stato, erano buoni e che oggi erano vicini a tutti.
La conversazione, in sintesi, avveniva come segue:

Prog. 6972 ore 19.15


SINTESI
Si sente la voce di Cosimo ALVARO che si trova in compagnia di altre persone. Uno dei
presenti detta il nome di una ditta a Cosimo: Meridionale asfalti. Cosimo lascia intendere che si
informer al riguardo. I presenti parlano quindi di una ditta che si aggiudicata diversi lavori a
Vibo Valentia e Catanzaro, e Cosimo asserisce di non sapere nulla di tale ditta e, pertanto,
aggiunge che bisogna vedere come la stessa messa. LALVARO chiede a sua volta
informazioni circa una ditta di Reggio Calabria, che i presenti definiscono come una delle pi
grosse della zona. OMISSIS A questo punto, Cosimo risponde ad una domanda dei presenti
dicendo che il telefono era suo e che si era bruciato. Uno degli interlocutori interviene asserendo
che con i telefoni cellulari era diventato un problema, e raccontando, in proposito, che, il giorno
prima, aveva chiamato una persona, a cui aveva dato appuntamento alla colonnina, e,
successivamente, sul luogo dellincontro fissato erano venuti i Carabinieri che avevano fatto delle
riprese e poi erano andati via. La conversazione prosegue, a questo punto, sottovoce, risultando
incomprensibile. Uno dei presenti viene chiamato Agostino. Uno degli interlocutori

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 586
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dellALVARO chiede quindi a questultimo se loro (ALVARO Cosimo e chi per lui) sono vicini
agli ARANITI. Cosimo risponde che, oggi, erano vicini a tutti. L'uomo specifica, allora, che si
sta riferendo a quelli di Sambatello, e Cosimo ribadisce di s e che non ci sono problemi perch lo
sta dicendo lui. Uno dei presenti accenna quindi ad unambasciata e fa il nome di Gianluca
FAVARA. Un altro specifica che si riferiscono a quello della lavanderia. Un altro ancora chiede
allora se questi ancora vivo e Cosimo risponde di s. La conversazione prosegue, dopo che uno
dei presenti andato via, con commenti proprio su Gianluca FAVARA, giudicato una persona non
tanto male. [Link] Cosimo si informa, quindi, su chi una persona di Sambatello a cui i
presenti accennano. Uno degli interlocutori risponde che questi aveva mandato l'ambasciata con un
tale PENSABENE. Cosimo dice che adesso avrebbe visto lui. L'uomo asserisce ancora che
Agostino aveva bisogno di un fatto... e Cosimo ribadisce che ora avrebbe visto lui. [Link] Uno
dei presenti riferisce quindi che il "pazzo" partito il giorno prima, e che sono partiti Teo ed
altri..

Nella conversazione successiva, ALVARO Cosimo riferiva che stava gestando, a


Reggio Calabria, uno dei lidi migliori, individuato nel Calajunco:

Prog. 6973 ore 19.35


SINTESI
Segue la conversazione del precedente progressivo nr.6972. Cosimo ALVARO riferisce ai
propri interlocutori di avere degli interessi economici, unitamente ad unaltra persona, nel miglior
lido di Reggio di Calabria, che fornisce un servizio di accoglienza fino a cento ombrelloni.
OMISSIS

Sempre nel corso delle intercettazioni tra presenti, registrate allinterno della prorpia
abitazione, ALVARO Cosimo, in data 9 giugno 2007, riferiva a due interlocutori, Peppe e
Rocco, questultimo identificato in ESPOSITO Rocco, in precedenza generalizzato, di essere
impegnato per la riapertura del lido, avendo gi acquisito prenotazioni per 17 feste, con un
potenziale incasso totale di 300.000,00. A seguito di ci, lALVARO replicava di dover
assumere altri operai, per far fronte alla mole di lavoro che si prospettava, compresi alcuni steward
di sicurezza. Come si pu agevolmente notare, lALVARO parlava in prima persona: era lui che
avrebbe dovuto assumere il personale da impiegare presso la struttura balneare.
(vds. all. nr. 339)

Da accertamenti effettuati presso la Regione Calabria Dipartimento Urbanistico


Settore Demanio emerso che, con decreto nr. 6581 del 22 aprile 2005, stata concessa a
GRILLO ORLANDA Domenica [ nata a Zambrone (VV) il 14.04.1936 e residente a Reggio
Calabria via Amerigo Vespucci nr. 13], madre di MAZZITELLI Salvatore, in precedenza
generalizzato, socio di ALVARO, la concessione di 2000 metri quadrati di spiaggia, sino al
31.12.2010, per la realizzazione di uno stabilimento balneare.
(vds. all. nr. 340)

Circa il diretto interessamento di ALVARO Cosimo, nella gestione del lido calajunco,
si precisa che, in data 23 marzo 2007, questultimo, nel corso di un dialogo avuto con
COTRONEO Gianluca e CANALE Giovanni, rappresentava di essere intenzionato ad ampliare
il proprio lido, facendo spostare di quelche metro quelli confinanti:
Prog. 9681 ore 21.33
SINTESI
continua la conversazione riportata al progr. precedente (nr. 9680)... I presenti parlano
del guadagno che si ha gestendo un pub. Gianluca dice che a Reggio Calabria sta andando forte un
locale vicino l'aeroporto. Fra gli intervenuti, uno viene chiamato Peppe. Questi parla dei
concorrenti al locale che gestisce, accennando alla gestione dello stesso, come se questo fosse
anche nella disponibilit di ALVARO Cosimo. Gli stessi parlano quindi della strategia da seguire
per la realizzazione di un lido e del fatto che si ha la necessit di far spostare di qualche metro altri
lidi gi presenti, in modo da permettere loro di allargarsi..

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 587
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Gli altri fatti - reato.

Unaltra interessante conversazione, relativa ad un danneggiamento eseguito mediante


colpi di armi da fuoco, si registrava, in data 26 maggio 2007, allorquando, alcuni soggetti di
Sinopoli, due dei quali identificati in VENTRA Carmine223 e VENTRA Francesco224, avevano
esploso alcuni colpi di arma da fuoco allindirizzo dellautovettura di un soggetto, non meglio
specificato, con il quale uno dei predetti aveva avuto un diverbio. Nella circostanza, ALVARO
Cosimo condannava, anche in maniera determinata latteggiamento avuto dai tre soggetti, tant
che riferiva testualmente: questa la prima e l'ultima volta che vi sento dire che fate una cosa
del genere, perch se no, vi uccido io, che sono pi pazzo di voi, ma non per scherzo, ma io faccio
per davvero....chi sbaglia con me, non ci sta nulla ....io gi l'ho fatto il carcere, ve lo dico bello
chiaro, non sbagliate, per prima cosa non dovete litigare, ne coltelli o altro...si trova il modo..
Uno dei presenti dice che quanto successo era inevitabile, ma Cosimo ripete che ci sono altri
modi..
Il servizio di osservazione, predisposto in zona, consentiva di accertare che nei pressi
dellabitazione dellALVARO, era parcheggiata lautovettura Volkswagen Golf targata AC484LS,
intestata ad ESPOSITO Rocco225. Si precisa che lo stesso, comunque, abitava allinterno dello
stesso stabile occupato dallALVARO, in quanto studente presso lUniversit di Reggio Calabria,
facolt dingegneria. Trattasi dello stesso soggetto che aveva intrattenuto, sempre allinterno
dellabitazione di ALVARO, la conversazione con MARCIAN Michele di cui si fatto cenno in
precedenza.
Lesame delle voci captate, allinterno dellappartamento, permetteva di acclarare che, oltre
allALVARO, erano presenti MAZZITELLI Salvatore, PALERMO Rocco ed ESPOSITO Rocco,
nonch altri soggetti, due dei quali, attraverso gli accertamenti successivi venivano identificati nei
citati VENTRA Carmine e VENTRA Francesco. Lidentificazione era possibile, proprio attraverso
il servizio di osservazione, in quanto poco prima, nei pressi dellabitazione dellALVARO, era
giunta unautovettura BMW, targata CH138ZZ, intestata a FURCI Carmelo [nato a Palmi (RC) il
09.09.1977, residente a Bagnara Calabra (RC) in via Nazionale], ma di fatto in uso a VENTRA
Carmine, nonch ai suoi fratelli, Francesco e Andrea [nato a Cinquefrondi (RC) il 05.06.1985,
residente a Sinopoli in via Roma nr.14/B int.2]. Pertanto, in ordine allidentit dei VENTRA non
sussiste alcun dubbio. Si precisa, inoltre, che da accertamenti effettuati, emerso che, la mattina
del 27 maggio 2007, quindi il giorno successivo al dialogo, ignoti esplodevano alcuni colpi di
pistola, allindirizzo dellautovettura Alfa Romeo 156 targata BA406EF, di propriet di
AFFLITTO Francesco [nato a Palmi il 21.06.1972, residente a S. Eufemia dAspromonte via
Mistra nr.7.].

223 nato a Palmi (RC) il 14.07.1981, residente in Sinopoli (RC) in via Roma nr.14/B int.2, imprenditore
224 nato a Sinopoli (RC) il 15.11.1973, ivi residente in via Mercurio nr.6, di fatto domiciliato in via Roma
nr.14/B int.2. E persona di pessima condotta morale e civile in genere, con a carico vicende penali e
numerose frequentazioni con persone pregiudicate del comune di Sinopoli e comuni limitrofi. Nellanno
2001, una complessa indagine della DDA della Procura di Palermo ha portato allarresto di 15 persone, tra
cui esponenti della malavita palermitana, considerati vicini a Cosa Nostra, e due esponenti di Sinopoli, tale
ALVARO Giuseppe, nato a Sinopoli il 30.03.1977, esponente di spicco dellomonimo clan Pajechi, e il
menzionato VENTRA Francesco. La suddetta organizzazione era dedita alla commissione di rapine ed
estorsioni. Dal certificato del casellario giudiziale risulta che, in data 04.02.2003, con sentenza del G.I.P. del
tribunale di Palermo, irrev. il 31.10.2003, il VENTRA Francesco veniva condannato ad anni tre di reclusione
ed euro 800,00 di multa per rapina in concorso art.110, 628 comma 3 nr.1 comma 3 nr.3, 62 bis, 69 c.p.
(reato commesso il 12.05.2000 in Palermo), interdizione dai pubblici uffici per anni cinque. Sul suo conto
figurano numerosi OP/85 che lo ritraggono in compagnia di persone pregiudicate e/o dinteresse operativo,
talune affiliate alla consorteria malavitosa ALVARO-VIOLI-MACRI attiva in Sinopoli e comuni limitrofi.
225 nato a Palmi il 29.03.1980, residente a Sinopoli (RC) in via XXV Aprile n. 13 e domiciliato a Reggio
Calabria in via S. Miceli 13, iscritto alla facolt di Architettura di Reggio Calabria. LESPOSITO amico di
ALVARO Cosimo. Gli indizi che inducono a ritenere che linterlocutore dellALVARO possa identificarsi
nellESPOSITO Rocco sopra generalizzato consistono nel fatto che linterlocutore viene appellato,
dallindagato ALVARO Cosimo, durante la conversazione censurata, col nome di Rocco e che il servizio di
O.C.P., alluopo predisposto da questo Ufficio, ha rilevato davanti il portone dingresso dellabitazione di
ALVARO Cosimo, parcheggiata, lautovettura Volkswagen Golf targata AC484LS, intestata allo stesso
ESPOSITO Rocco.

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Memoria del Pubblico Ministero relativa al rito abbreviato CONDELLO Demetrio + 17
PROCURA DELLA REPUBBLICA 588
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Secondo la denuncia dellAFFLITTO il veicolo era parcato, al momento del


danneggiamento, nella Piazza Minniti di quel centro. Non escluso che lo stesso abbia presentato
denuncia il giorno successivo al danneggiamento.

(vds. all. nr. 341)

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 589
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La detenzione di armi da parte di ALVARO Cosimo, FAVARA Gianluca ed IMBALZANO


Leonardo.

Il 03.11.2006, sempre allinterno dellabitazione dellALVARO, si registrava unaltra


conversazione tra questultimo, FAVARA Gianluca ed un soggetto a nome Leonardo. Nella
circostanza, i predetti dialogavano in relazione alle caratteristiche di una pistola che gli stessi
avevano nella disponibilit, a tal proposito, infatti, erano perfettamente percepibili i rumori di
caricamento dellarma. (progr. nn. rr. 470 e 471 delle ore 18.41 e 19.01):
omissis Alle ore 18:47, si sente un rumore, come se venga tolta dalla carta qualcosa e
Leonardo dice: "...questa ha il tamburo...". Cosimo dice: "...come cazzo ?...", e Leonardo replica:
"...e poi vedi che attaccata con lo scotch...". Cosimo dice: "...adesso me la prendo una cosa di
questa... incomp... l'hanno tenuta cos...". Leonardo, dopo un tratto incomprensibile, dice:
"...l'avevano sotto l'olio...". Alle ore [Link], si sente un rumore forte (come di uno scatto, ndr.) e
Leonardo chiede: "...che stai facendo?..." e Cosimo: "...non esce...". Leonardo dice: "...eccolo
qua..." e Cosimo: "...aspetta...", quindi si sente il rumore del caricamento di un'arma e Cosimo dice
"...ah... minchia, uno, due, tre, quattro...". Quindi si risente il rumore della carta e Leonardo dice:
"...deve fare lo scatto..." e dopo "...poi spariamo...".
Alle ore [Link], si sente la suoneria di un cellulare (forse il segnale acustico della
ricezione di un sms) e alle ore [Link], Leonardo, dopo un tratto incomprensibile, dice: "...sento
la conversazione... hai capito?... eh poi chi usa il telefono... quando lo accende.... piglia e mi
manda il messaggio... incomp... e poi... se questo piglia e telefona in un posto... piglia e mi
manda il messaggio... quindi gli ha telefonato a questo numero... cos gli dura
incomprensibile una telefonata... telefoniamo a questo numero... hai capito... questi due
telefoni... lui piglia e mi fa sentire la conversazione... poi quello gli manda il messaggio..." e
Cosimo gli chiede: "...ma tu scusa e come l'hai questa (forse dice minicamera, ndr.) e Leonardo
dice: "...ce l'ho!... incomp... con i soldi... incomp... lui gli manda il messaggio... gli manda il
messaggio... lui mi manda il messaggio a me e il messaggio che gli ha mandato ora glielo
mandiamo... sia se... incomp... sia se lo riceve... ma a quello che ha mandato la stessa sera... se non
riceve, mi manda il messaggio dove mi dice....". Cosimo dice: "...e tu... incomp. per fruscio... hai
tutte ste cose e tu hai un apparecchietto pure per...". Poi Leonardo gli spiega che lui pu utilizzare
un cellulare come se fosse una microspia e precisa che se vuole, fa finta di averlo dimenticato sul
tavolo e va via e quando si allontana pu contattare il telefono dimenticato e sentire quello che
succede nell'ambiente in cui si trova l'apparato. Aggiunge che con la Tim e l'Omnitel il dispositivo
funziona e con certi telefonini. omissis Alle ore 19:05, suonano al campanello e poco dopo
risuonano. Quindi entra un uomo e Cosimo dice a Leonardo che suo cugino. Cosimo chiede al
cugino, che chiama Carmine, se conosce Leonardo e il cugino risponde di no. Cosimo dice che
paesano loro e la buonamina di suo nonno lo chiamavano "pastina" e Leonardo gli nomina lo zio
Carmine, quello anziano. omissis Cosimo poi dice al cugino che gli d un altro numero che
deve contattare dalla cabina e il cugino dice che l'altra volta era all'ospedale dove c'era suo zio
Ciccio. Cosimo ripete il fatto che gli d un altro numero e che deve contattarlo solo dalla cabina. Il
cugino dice di non darglielo e che viene a trovarlo direttamente. Dopo viene nominato tale Nicol.
Cosimo dice che ieri andato a Sinopoli al cimitero. Carmine gli chiede se lo ha incontrato Ciccio
PALAMARA e Cosimo risponde di no omissis.

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 590
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Il ruolo di PALERMO Rocco.

Nellambito della presente attivit dindagine un ruolo fondamentale veniva assunto da


PALERMO Rocco, ritenuto, al pari di BUETI Natale, luomo di massima fiducia dellindagato
ALVARO Cosimo, tant che era stato proprio questultimo a imporre il PALERMO quale
sindaco di San Procopio.
La particolare vicinanza di questultimo allALVARO, induceva la locale Sezione
Anticrimine ad inoltrare richiesta di intercettazione sullutenza telefonica a lui in uso, nonch
sullautovettura utilizzata dallo stesso, con la quale, in diverse occasioni accompagnava
lALVARO negli spostamenti.
Nel corso di una delle prime conversazioni, intercettate allinterno del veicolo, si aveva
modo di accertare che il PALERMO, oltre a qualificati rapporti con esponenti della criminalit,
evidenziava concreti collegamenti anche con esponenti politici, tra i quali il senatore FUDA Pietro
[nato a Siderno il 28.02.1943]. In particolare, nel corso della conversazione in questione, il
PALERMO rappresentava al nipote MERENDA Roberto [03.02.1984], che in caso fosse stato
eletto consigliere provinciale, il suddetto politico gli avrebbe dato la possibilit di poter gestire
alcuni posti di lavoro, uno dei quali sarebbe stato dato al nipote, mentre gli altri li avrebbe divisi
tra alcune persone di San Procopio ed i componenti della famiglia TRIPODI, questi ultimi,
identificati in TRIPODI Marcello e TRIPODI Ermete, in precedenza generalizzati, allepoca soci
della casa di riposo Villa Speranza.
(vds. all. nr. 342)

Alcune conversazioni particolarmente interessanti, circa le proiezioni del PALERMO nella


struttura criminale capeggiata da ALVARO Cosimo, venivano registrate la mattina del 26 maggio
2006, allorquando, alle ore 08.40, il PALERMO e lALVARO discutevano sul rinvenimento da
parte dei Carabinieri di Cataforio di una motopala, della quale non era stato denunciato il furto. In
merito a tale rinvenimento, i due interlocutori evidenziavano una particolare preoccupazione,
tant che gli stessi ipotizzavano che qualcuno avesse fatto la soffiata ai Carabinieri individuando,
tra laltro, lautore del furto.
(vds. all. nr. 343)

Da accertamenti effettuati emerso che, in data 24 maggio 2006, i Carabinieri di Cataforio


denunciavano, per il reato di ricettazione di una pala meccanica, oggetto di furto, MONORCHIO
Demetrio [nato a Reggio di Calabria il 14.12.1966]. Il mezzo, dagli accertamenti esperiti da quel
Comando, risultava essere di fatto di propriet della ditta SCOPELLITI di Santo Stefano
dAspromonte.
In prosecuzione, i due interlocutori discutevano in relazione alla figura di GIRA Ciccio,
identificato in GIRA Francesco [nato e Reggio Calabria il 25.06.1954, ivi residente], gestore del
locale Circolo Velico, nonch del ristorante pizzeria Mod, in cui veniva evidenziato che
questultimo, dopo unassemblea dei soci, avrebbe dovuto prendere la gestione di una societ.
Da accertamenti effettuati, emersa che GIRA Francesco, in data 6 marzo 2007, veniva
notato in compagnia di ALVARO Cosimo ed altri due soggetti, identificati in ESPOSITO Dario
[nato a Reggio Calabria l01.12.1974, ivi residente in Via Clearco nr. 13] e GRILLO Fortunato
Domenico [nato a Tropea (VV) il 25.06.1959, residente a Reggio Calabria in via Enotria nr.11],
nei pressi del ristorante Il Ducale, sito su questa via Marina.
(vds. all. nr. 344)

Si precisa, inoltre, che in data 20 novembre 2006, GIRA Francesco, titolare dellutenza
nr.328/3769656, contattava telefonicamente ALVARO Cosimo, al quale riferiva che aveva
contattato il titolare di un ristorante, ma questi aveva deciso, dopo una riunione familiare, di non
volere altri soci nella gestione del locale. Dal contenuto del discorso emergeva che GIRA
Francesco, in quel periodo in precarie condizioni economiche, si era avvalso di ALVARO Cosimo
per reperire un locale da adibire a ristorazione.
(vds. all. nr. 345)

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 591
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Il ruolo di BUETI Natale.

Sul conto di BUETI Natale, oltre a quanto gi evidenziato in precedenza, emerso che, a
decorrere dal 12 settembre 2006, dalle ore 02.56, sullutenza telefonica in uso allindagato
(340/3056915) si registravano una serie di conversazioni, inerenti il recupero della propria
autovettura Fiat Stilo, targata CC130AS, asportatagli la stessa sera.
In particolare, BUETI Natale:
. alle ore 02.56, del 12.09.2006, chiamava lutenza nr.333/7256996, riferendo ad un
soggetto, a nome Ciccio, di non riuscire a trovare il veicolo, pertanto, sospettava che gli fosse
stato rubato. Analoga conversazione si registrava tra i due soggetti alle ore 03.06, avente per
oggetto la ricerca del veicolo. Dagli accertamenti effettuati, il Ciccio veniva identificato in
SERGI Francesco [nato a Reggio Calabria il 7.07.1980], risultato in contatto anche con ALVARO
Cosimo e FAVARA Gianluca;
(vds. all. nn. rr. 346 e 347)

. alle ore 03.16, contattava lutenza telefonica nr.340/3344767, risultata intestata a


NUCERA Domenico [nato a Domodossola (VB) il 19.07.1973, residente a Reggio Calabria in via
Filippini nr. 32], pregiudicato226, al quale riferiva che gli era stata rubata lautovettura;
(vds. all. nr. 348)

. alle ore 10.20, veniva contattato da MAZZITELLI Salvatore, al quale riferiva che gli era
stata rubata lautovettura e di essere stato tutta la notte in giro. Nella circostanza il BUETI riferiva
di essersi recato anche dal compare, identificato in ALVARO Cosimo, con il quale aveva fatto
alcuni giri per rinvenire il mezzo. Aggiungeva che con lo stesso, alle ore 11.00 successive, aveva
un appuntamento presso il benzinaio.
(vds. all. nr. 349)

Per addivenire al recupero della propria autovettura, BUETI Natale, in data 13 settembre
2006, nel contattare lutenza telefonica nr.347/2337871, intestata a SGARLATA Domenico [nato
a Gioia Tauro il g. 11.05.1979 ivi residente in via Etruria nr.7], prima che linterlocutore
rispondesse al telefono, dialogava con un soggetto a nome Pasquale, il quale gli riferiva che se
lautovettura fosse stata condotta a Gioia Tauro, lui, sicuramente, lavrebbe saputo. Il Pasquale,
quindi, con il telefono del BUETI iniziava a dialogare tranquillamente con linterlocutore, a nome
Domenico, identificabile, quindi, nellintestatario dellutenza (SGARLATA Domenico) e chiedeva
se ci fossero macchine. Questi riferiva testualmente: stavamo facendo... abbiamo fatto un
furgone e l'Audi, ora ci stanno portando un'altra macchina.
Subito dopo, il soggetto a nome Pasquale chiedeva di verificare da Cosimo ed Enzo se ci
fosse unautovettura Fiat Stilo rossa, a tre porte, risultata corrispondente a quella del BUETI.
(vds. all. nr. 350)

In relazione a questultima conversazione, appariva immediatamente evidente che


SGARLATA Domenico costituiva, nellarea di Gioia Tauro, il collettore delle autovetture rubate,
che venivano custodite dai soggetti indicati con i nomi di Enzo e Cosimo, non meglio
generalizzati.
Lautovettura veniva rinvenuta dal BUETI, alle ore 20.50 del 13.09.2006. Si precisa che lo
stesso non presentava alcuna denuncia di furto.
Attraverso il sistema dintercettazione ambientale e satellitare, installato allinterno del
veicolo, si accertava che lo stesso, parcheggiato dal BUETI in questa via San Carlo di Reggio
Calabria alle ore 22.25 del giorno 11.09.2006, veniva prelevato alle successive ore 01.11 da due
uomini non conosciuti.
Lautovettura veniva condotta il localit via S.S. 18 III Tronco Archi, ove restava in
sosta sino alla data del rinvenimento.

226 NUCERA Domenico, pt. Rocco e mt. TRAPANI Domenica nato a Domodossola (VB) il 19.07.1973,
residente a Reggio Calabria in via Filippini nr. 32, pluripregiudicato per associazione mafiosa, associazione
per delinquere, detenzione e porto abusivo di armi, spaccio e traffico di stupefacenti, traffico di armi, truffa,
ricettazione, riciclaggio e favoreggiamento personale nei confronti del latitante MAESANO Carmelo cl. 1961
da Melito Porto Salvo (RC)

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 592
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Brevi considerazioni in merito allipotesi delittuosa di cui allart. 12quinquies della L. 07


agosto 1992, n. 356.

Lart. 12 quinquies L. 07 agosto 1992, n. 356 prevede una fattispecie di reato a forma
libera, comprensiva quindi di qualsivoglia condotta che implichi concretamente il risultato di una
volontaria attribuzione fittizia della titolarit ovvero disponibilit di denaro o altre utilit al fine di
eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali o di
contrabbando, ovvero di agevolare la commissione di uno dei delitti di cui agli artt. 648, 648bis e
648ter c.p.;
locuzioni queste ultime ampiamente dimostrative della ratio legis da individuare non solo
nel fine di evitare la sottrazione dei patrimoni illeciti allablazione giudiziaria operata per effetto
delle misure di prevenzione ma anche in quello, ben pi ampio, di impedire lelusione di
qualsivoglia disposizione normativa dettata dalle leggi in materia.
Il nucleo essenziale del reato in questione si sostanzia, invero, nella consapevole
determinazione (in qualsiasi forma realizzata) di una situazione di difformit tra titolarit formale
(ovvero disponibilit apparente), meramente fittizia, e titolarit di fatto (ovvero disponibilit
effettiva) di un qualsiasi compendio patrimoniale, connotata dalla specifica finalizzazione
fraudolenta normativamente tipizzata (ex pluribus Cass. Pen., Sent. n. 19537 del 2 marzo 2004,
con la quale la Suprema Corte ha affermato che il reato in contestazione pu essere commesso
anche a prescindere dallavvio di un procedimento di prevenzione, occorrendo semplicemente che
lindagato, al fine della sola configurabilit del dolo specifico richiesto dalla norma, possa
presumerne fondatamente lavvio).
Linterposizione fittizia sanzionata dalla norma non si realizza, pertanto, solo attraverso
lacquisizione dissimulata di beni da parte del destinatario del precetto penale, che ne costituisce
una delle molteplici forme possibili, ma si realizza anche, come nel caso di specie, allorch detto
soggetto diventi utilizzatore di beni formalmente intestati ad altri che incorrono, per tale via, nella
violazione del precetto di cui sopra;
che la norma incriminatrice, peraltro, sanzioni anche la condotta dellaffidante appare
pacifico e trova conferma in numerose pronunce della Suprema Corte tra le quali quella che si
riporta di seguito in cui si afferma che: nel delitto di cui all'art. 12 quinquies del D.L. 8 giugno
1992, n. 306, conv. nella legge 7 agosto 1992, n. 356 - che consiste nella predisposizine di una
situazione di apparenza giuridica e formale nella titolarit o disponibilit di beni di provenienza
illecita, difforme dalla realt - il soggetto attivo pu essere anche colui nei cui confronti sia
pendente procedimento penale per il reato presupposto e che si attivi in qualunque forma al fine di
agevolare la commissione, tra l'altro, del delitto di riciclaggio (Cass. Pen., sez. VI, sentenza n.
15104 del 09/10/2003 Cc. (dep. 30/03/2004) Rv. 229239).
Occorre rilevare, ancora, che la Suprema Corte di Cassazione a Sezioni Unite, con la
sentenza n. 8 del 28 febbraio 2001 ha riconosciuto, componendo i divergenti orientamenti
formatisi sul punto, la natura di reato istantaneo con effetti permanenti del delitto di trasferimento
fraudolento di valori di cui allart. 12 quinquies L. 07 agosto 1992, n. 356 e nel giungere a tale
conclusione ha sostenuto conseguentemente lirrilevanza penale da riconnettere alla permanenza
della situazione antigiuridica conseguente alla condotta criminosa.
Deve sottolinearsi, per la portata che ne discendende ai nostri fini, che la pronuncia di cui
sopra, originata dalla questio iuris costituita dai parametri di individuazione del tempus commissi
delicti, nellenunciare il principio appena esposto non ha in alcun modo escluso la rilevanza penale
dei fatti sopravvenuti riconducibili e giustificabili in base alliniziale intestazione fittizia, ove gli
stessi abbiano acquisito i requisiti di autonomi e diversi fatti negoziali o dispositivi in relazione
alla particolare natura del bene ovvero in ragione dellutilit oggetto dellintestazione fittizia o
delloperazione simulata iniziali.
Lattenta lettura della articolata motivazione adottata dalla Suprema Corte consente di
rilevare laffermazione implicita esattamente del contrario, ove si ponga mente al fatto che viene
negata rilevanza penale soltanto al permanere, secondo una accezione statica della fittizia
attribuzione, dellapparenza giuridica inizialmente determinata mediante latto dispositivo.
Non appare necessario sottolineare che, ove riferita a situazioni concrete come quelle
oggetto della presente domanda cautelare, la pronuncia richiamata genera rilevanti conseguenze
logico-giuridiche; in particolare:

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 593
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

1. se oggetto dellintestazione fittizia un bene immobile improduttivo (quale una


abitazione a cui non venga data destinazione commerciale) la condotta criminosa si
risolve al momento della stipula della compravendita fittizia di talch non assumeranno
rilievo penale gli eventuali adempimenti successivi (di natura fiscale o amministrativa),
conseguenti alla titolarit apparente della propriet ed alla correlata ordinaria
amministrazione, ovvero gli utilizzi dello stesso bene non siano destinati a generare
reddito o utili;
2. se oggetto dellintestazione fittizia , invece, un bene produttivo (ricomprendendosi
tecnicamente e genericamente nellambito della categoria di detti beni anche le abitazioni
ovvero gli altri manufatti a cui sia stata conferita una destinazione commerciale),
lintestazione fittizia iniziale non esclude che possano assumere rilevanza penale, e quindi
non assorbe in s, quelle condotte che poste in rapporto di continuazione con
lintestazione iniziale (anche in esecuzione del medesimo disegno criminoso) si risolvano
in ulteriori condotte finalizzate a favorire locculto arricchimento (mediante attribuzione
di fatto, in tutto o in parte, degli utili di volta in volta ricavati dallutilizzo commerciale
del bene) del soggetto che ne effettivo detentore.

Nella ipotesi di cui al punto 2) appare evidente che i fatti concretantisi in attribuzione
della ricchezza (sia pure nella forma della disponibilit materiale) prodotta successivamente
allintestazione fittizia del bene (o della qualit di socio) integrano una pluralit di ipotesi del
delitto di cui allart. 12quinquies L. 07 agosto 1992, n. 356 (eventualmente legate tra di loro dal
vincolo della continuazione) quanti sono gli episodi di trasferimento di ricchezza.
Calando i principi suesposti nel contesto fattuale in trattazione si perviene allevidente
conclusione che in presenza di beni produttivi gli indagati hanno realizzato pi condotte criminose
riconducibili alla previsione di cui allart. 12 quinquies L. 7 agosto 1992, n. 356, legate tra di loro
dal vincolo della continuazione, e ci hanno fatto attraverso lattribuzione ai reali dominus della
disponibilit dei beni oltre che mediante la successiva percezione di parte dei guadagni relativi alle
attivit criminose poste in essere utilizzando i beni medesimi.
Va evidenziato, inoltre, che lart. 12 sexies della legge pi volte citata, nel prevedere la
confisca obbligatoria quale misura di sicurezza mirante a rendere pi incisiva lazione di contrasto
alla criminalit organizzata mediante la predisposizione di uno strumento di natura patrimoniale
che tolga ai soggetti inseriti in tale contesto le risorse finanziarie che potrebbero alimentarlo, non
opera alcuna distinzione in relazione allo status dei soggetti - destinatari della misura ablativa con
particolare riferimento allart. 12 quinquies delle medesima legge - che realizzano lattribuzione
fittizia a beneficio altrui e di quelli che accettano lintestazione fittizia;
tale impostazione normativa appare del tutto in linea con lintenzione del legislatore e con
gli indirizzi giurisprudenziali della Suprema Corte che attribuiscono la natura di delitto a concorso
necessario alla norma incriminatrice di cui allart. 12quinquies L. 7 agosto 1992, n. 356 il cui
terreno di consumazione va pacificamente individuato in quellineliminabile accordo traslativo che
rende il passaggio del bene oggetto di unoperazione meramente apparente;
concorso necessario da rinvenirsi, a prescindere dalla colpevolezza o punibilit del
fittizio intestatario del bene, nella evidente ratio della norma incriminatrice la quale in grado di
raggiungere il suo scopo solo nel momento in cui, in caso di condanna per i delitti tassativamente
previsti, venga resa possibile unazione mirata di apprensione della ricchezza illecitamente
prodotta o accumulata per effetto di condotte delittuose poste in essere da soggetti comunque
interessati anche da forme rudimentali di interattivit in sede di fittizia intestazione, apparente
custodia o compiacente gestione.
Va osservato, peraltro, che in tale ottica listituto in esame deve ritenersi ragionevolmente
indirizzato a consentire il monitoraggio, pena la vulnerazione e vanificazione del suo scopo
precipuo di sdradicare le fonti di finanziamento delle organizzazioni criminali, non tanto del
patrimonio formale del soggetto che delinquendo ha la necessit di svuotare di contenuti il proprio
patrimonio al fine di rimanere immune da provvedimenti di ablazione giudiziaria, quanto di quello
dei soggetti compiacenti che, dietro apparenze giuridiche formali, forniscono quel contributo
decisivo finalizzato al mascheramento ed al conseguente salvataggio delle ricchezze illecitamete
accumulate.
In conclusione, ogni qualvolta si riscontrino episodi di intestazione fittizia o fraudolenta
di denaro, beni o altre utilit, appare ampiamente rispettoso del dato normativo volto a fornire gli

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PROCURA DELLA REPUBBLICA 594
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DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

strumenti da utilizzare per il preventivo sequestro e la successiva confisca valorizzare una azione
mirata a verificare i beni ed i patrimoni di coloro i quali si prestano (o che vengono prescelti
perch ritenuti particolarmente affidabili oltre che scarsamente visibili in sede investigativa) a
divenire intestatari fittizi o di comodo di beni o altre utilit in realt riferibili ad altri, perch
proprio linabbissamento per il tramite di soggetti potenzialmente invisibili costituisce lo
strumento privilegiato attraverso il quale giungere allanello finale di quella catena che trova il suo
sbocco nellillecita, ed incontrollata, accumulazione di enormi ricchezze.

CONCLUSIONI

Lindagine, nella sua estrema complessit, oltre a permettere di addivenire, in data 18


febbraio 2008, allarresto di CONDELLO Pasquale che, per anni, era riuscito a sottrarsi alla
cattura, ha consentito di individuare granitiche strutture criminali finalizzate al completo controllo
del territorio proprio della citt di Reggio Calabria e di ampi territori della provincia reggina.
stato accertata, come diffusamente argomentato nella parte iniziale dellesposizione,
lesistenza e la perfetta operativit di un organismo decisionale di tipo verticistico attraverso cui
coordinare la capillare attivit di imposizione del pagamento della tangente agli operatori
commerciali ed imprenditoriali operanti sul territorio della citt di Reggio Calabria e dintorni (da
Pellaro a Villa San Giovanni) attraverso univoche e programmate condotte delittuose, organismo
promosso, composto e costituito per il perseguimento degli scopi appena indicati da Giuseppe DE
STEFANO, Pasquale CONDELLO e Pasquale LIBRI.
A tale conclusione si giunti attraverso lanalisi di concrete cointeressenze criminali tra i
predetti, esponenti collocati al vertice di aggregati mafiosi un tempo contrapposti.
Analisi legata agli eventi oggetto di attento monitoraggio che ha suffragato, in maniera
incontrovertibile, una serie di ulteriori acquisizioni che fotografano lultima frontiera degli
equilibri criminali darea, evolutisi in uno scenario ndranghetista cadenzato da nuove, e per certi
versi innovative, alleanze mafiose.
Proprio in tale contesto non pu non considerarsi il sempre maggior spessore che assume la
figura di ALVARO Cosimo che, nella citt di Reggio Calabria grazie allappoggio degli stessi
CONDELLO e DE STEFANO, venuto ad assumere un ruolo di primo piano tanto da continuare
a gestire, unitamente alle vicende criminali del locale di ndrangheta dappartenenza, ovvero
quello di Sinopoli, interessi criminali nel capoluogo di provincia, mediante lacquisizione di una
serie di attivit commerciali, alcune delle quali di particolare valore simbolico (basti pensare al
lido balneare Calajunco sito sul lungomare di Reggio Calabria), anche grazie a costanti reciprocit
relazionali con gli altri soggetti di maggiore caratura delinquenziale operanti sul territorio
cittadino.

Reggio Calabria, l ________________.

IL SOSTITUTO PROCURATORE DISTRETTUALE ANTIMAFIA


Giuseppe LOMBARDO

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Common questions

Basati sull'IA

Le rivalità interne alle famiglie mafiose, come tra i membri della famiglia DE STEFANO e i TEGANO, influivano sull'organizzazione portando a dinamiche di divisione del potere, conflitti per il controllo territoriale e alleanze strategiche. Le diatribe spesso condizionavano le operazioni della 'ndrangheta, incidendo sulle gerarchie interne, ma il carisma e l'influenza di leader riconosciuti riuscivano comunque a mantenere l'unità delle cosche nei momenti cruciali. .

Le trattative commerciali venivano influenzate dalla 'ndrangheta attraverso la coercizione e l'uso della violenza o della minaccia di violenza, spesso mediata da soggetti con legami all'interno dell'organizzazione mafiosa. La criminalità organizzata imponeva tangenti come condizione per l'esecuzione di lavori pubblici, e attraverso l'influenza di membri rilevanti della cosca, manipolava le trattative per garantirsi profitti indebiti. .

La 'ndrangheta utilizzava strategie di intimidazione e coercizione psicologica per obbligare i proprietari di terreni a cedere le loro proprietà contro la loro volontà. Gli atti intimidatori includevano azioni come l'incendio di proprietà agricole e l'imposizione di patti mafiosi per dispossessare i proprietari, al fine di ottenere ingiusti profitti e agevolare l'attività mafiosa, avvalendosi delle condizioni previste dall’art. 416bis c.p. .

Le dinamiche interne, come le rivalità familiari, e le dinamiche esterne, come le alleanze temporanee tra cosche diverse, influenzavano significativamente la stabilità della 'ndrangheta. Le famiglie erano costantemente in lotta per il predominio, che poteva portare a conflitti aperti, mentre all'esterno, collaborazioni tattiche tra diverse famiglie si formavano e scioglievano rapidamente in base a interessi comuni. Queste dinamiche creavano un ambiente instabile ma altamente flessibile per la criminalità organizzata. .

La personalità carismatica di individui come Giuseppe DE STEFANO era fondamentale per le operazioni della 'ndrangheta. Il suo carisma e la capacità di attrarre e manipolare alleanze strategiche gli conferivano un grande potere aggregante, permettendogli di consolidare la leadership e coordinare azioni tra diverse famiglie criminali. Tale influenza personale, dunque, non solo rafforzava la coesione interna ma anche estendeva la portata dell'organizzazione oltre i confini tradizionali della famiglia. .

Giuseppe DE STEFANO era riconosciuto come figura di vertice della 'ndrangheta con il titolo di 'crimine', il quale indicava il suo straordinario potere e influenza all'interno della struttura mafiosa. Nonostante le rivalità interne e i conflitti familiari, Giuseppe riusciva a mantenere e addirittura accrescere il suo potere, facendo leva su alleanze strategiche con altre famiglie mafiose e utilizzando il suo carisma per esercitare un forte ascendente sulla criminalità organizzata. .

Le figure intermedie come Ugo MARINO svolgevano un ruolo cruciale nel mantenere gli equilibri all'interno della 'ndrangheta, operando come intermediari tra i vertici mafiosi e gli affiliati o i soggetti esterni. Essi garantivano l'implementazione delle direttive dei capi, facilitavano le negoziazioni e risolvevano i conflitti minori, permettendo quindi una continuità e stabilità operativa dell'organizzazione. Inoltre, la loro presenza contribuiva a smorzare le tensioni, dimostrando fedeltà verso i capi e proteggendo gli interessi della cosca. .

La 'ndrangheta influenzava gli appalti pubblici attraverso richieste di tangenti estorsive come condizione essenziale per iniziare e completare lavori pubblici. Questo era facilitato da esponenti di spicco della cosca che mediavano direttamente con le aziende, assicurandosi profitti indebiti e consolidando il controllo sulle operazioni economiche nella regione. Le tangenti erano spesso rinegoziate al ribasso a seguito di interventi di mediatori influenti, ma rimanevano un tool fondamentale nella strategia mafiosa di pressione economica. .

La 'ndrangheta utilizzava il controllo psicologico esercitato attraverso l'intimidazione associata all’associazione di tipo mafioso e armata, vale a dire la minaccia costante di violenza fisica e rappresaglie. Questa intimidazione era rinforzata dalla disponibilità immediata di armi e esplosivi della cosca, creando un ambiente di paura (omertà) tra le vittime e garantendo il rispetto forzato delle imposizioni mafiose. .

Le operazioni quotidiane delle famiglie mafiose erano attentamente monitorate attraverso una combinazione di vigilanza continua, comunicazione diretta tra i membri, e l'uso di risorse tecnologiche come sistemi satellitari per la sorveglianza dei movimenti. Queste tecniche permettevano di tracciare gli spostamenti delle figure chiave e di coordinare azioni in tempo reale, garantendo così l'efficienza e la reattività dell'organizzazione di fronte a minacce o opportunità improvvise. .

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