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SENATO DELLA REPUBBLICA CAMERA DEI DEPUTATI

.--....XIV LEGISLATURA

BOZZA NON CORRETTA AD USO


INTERNO

COMMISSIONE PARLAMENTARE D' INCHIESTA


SUL FENOMENO DELLA CRIMINALITA' ORGANIZZATA
MAFIOSA O SIMILARE

DECIASSIFIIAT(} - sTRALcl0

RESOCONTO STENOGRAFICO DEL SOPRALLUOGO A

TRAPANI LUNEDI' 25 OTTOBRE 2OO4

Presidenza del presidente Roberto CENTARO


COUTTITSSTONE PARLAMENTARE D'INCHIESTA SUL FENOMENO DELLA CRIMINALITA' ORGANIZZATA

Resoconto stenografico del sopralluogo aTrapani lunedì 25 ottobre 2004

INDICE

SENATO DELLA REPUBBLICA - Ufficio dei Resoconti parlamentari


COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INCHIESTA ST]L FENOMENO DELLA CRIMINALITA' ORGANIZZATA
MAFIOSA O SIMILARE
Resoconto stenografico del sopralluogo aTrapani lunedì 25 ottobre 2004

I lavori hanno inizio alle ore 15,20.

Audizione del Giovanni Binazzo, prefetto di Trapani; del dottor


dottor
Domenico Pinzello, questore di Trapani ,accompagnato dal dottor Giuseppe
Linares, capo della squadra mobile; del colonnello Claudio Vincelli, comandante
provinciale delloArma dei carabinierio accompagnato dal maggiore Francesco
Iaconoo comandante reparto operativo; del tenente colonnello Vincenzo Di Rella,
comandante provinciale della Guardia di finanza, accompagnato dal tenente
colonnello Vincenzo Di Rella, comandante Nucleo provinciale della polizia
tributaria di Trapani e del dottor Matteo Bonanno, dirigente della sezione DIA
di Trapani

PRESIDENTE. Diamo inizio ai nostri lavori.


Ringrazio, anche a nome della Commissione, i
nostri ospiti per la cortese
disponibilità e il signor prefetto per I'ospitalità e I'assistenza fornita. Invito
quest'ultimo - owiamente poi daremo la parola al questore, ai comandanti provinciali
dei carabinieri e della frnanza e al rappresentante della DIA - a svolgere una relazione
sull'attività di contrasto alla criminalità orgariz-zata in provincia di Trapani e a darci
conto delle indagini in corso, centrando l'atteruione sulle misure di prevenzione
patrimoniale, sulla ricerca dei latitanti e sulle problematiche inerenti ad eventuali
infi ltrazioni dell a criminal ita or ganizzata ne II e i stituzi oni.
Prego poi lui e i nostri ospiti di sottoporsi alle domande che vorranno loro
rivolgere i componenti della Commissione.
Qualora dovessero esservi dich\arazioni da mantenere riservate, vi prego di
segnalarcelo, che prowederemo a segretare la corrispondente parte del verbale.

FINAZZO. Signor Presidente, signori componenti della Commissione parlamentare


antimafia, benvenuti in questa città e in questa provincia, entrambe molto belle, ma
con problematiche, che verranno evidenziate, legate alla presenza della criminalità
mafiosa.
Nell'offrire uno spaccato della realtà trapanese, richiamerò le più recenti
operazioni della Polizia di Stato e dell'Arma dei carabinieri, nonché due processi
penali, uno che si è concluso all'inizio dell'anno e un altro che vedrà un'udienza nella
giornata di domani.
La mafta si distribuisce in quattro mandamenti (senza confini precisi o una
cortina di ferro tra di essi), che hanno come sedi Alcamo, Trapani,Mazara del Vallo
e Marsala. Il mandamento di Alcamo estende la sua influenza sulle famiglie di
Castellamare del Golfo e di Calatafimi; il mandamento di Trapani estende la sua
influenza sulle famiglie di Paceco, Valderice e Custonaci; il mandamento di Mazara
del Vallo estende la sua influenza sulle famiglie di alcuni comuni del belicino; il

SENATO D ELLA kEP UB BLICA - Uffi cio dei Res oconti p ar lamentari
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mandamento di Castelvetrano, estende la sua influenza sulle famiglie di Campobello


di Mazara e su quelle di altri comuni del belicino, quali Partanna, Salaparuta, Santa
Ninfa e Gibellina.
Così come accennavo all'inizio, mi sembra particolarmente utile soffermarmi
su alcune delle più recenti operazioni di polizia e sul processo penale che si è
concluso alf inizio dell'anno, perché dalla loro disamina emergono le più rilevanti
attività e fonti di guadagno e di arricchimento della criminalità organizzata in
provincia. A Marsala, nella primavera scorsa, si è conclusa I'operazione denominata
"Peronospert', scaturita perlopiù dalle indicazioni di un collaboratore di giustizia,
tale Concetto Mariano, che ha portato all'arresto di 33 soggetti, tra i quali il
presidente del consiglio comunale, I'ex senatore Pietro Pizzo, e che ha visto coinvolta
I'intera famiglia di Marsala, compresi soggetti che svolgono attività delinquenziale a
Mazara del Vallo. Con questa indagine si è evidenziato il collegamento tra
I'orgarizzazione mafiosa e un esponente politico, appunto I'ex senatorePizzo, che si
rivolse, in occasione delle elezioni regionali del 2001 , alla famiglia di Marsala per
ottenere voti in favore del figlio candidato all'Assemblea regionale. L'ex senatore
Pizzo è stato arrestato, si è dimesso dalla sua carica, poi è stato scarcerato per
decorrenza dei termini ed è tornato a far parte del consiglio comunale, ma nella veste
di consigliere e non di presidente, la cui carica è stata attribuita ad altro componente,
appartenente ad un differente schieramento politico.
Da questa indagine emerge che I'attività principale dell'organizzazione
criminale è quella delle estorsioni, pianificate e attuate in maniera capillare nei
confronti della stragrande maggioranza degli imprenditori e degli operatori
commerciali della zona.
Altra operazione di polizia significativa è l'operazione "Tempesta", portata a
termine questa estate tra Castellamare del Golfo e Alcamo, conclusasi con 23 anesti,
incluso il comandante della polizia municipale di Castellamare. L'organ\zzazione era
capeggiata da appartenenti al mandamento di Alcamo e, in particolare, alla famiglia
Melodia, inclusi Domingo Francesco, mafioso detenuto, e Saraceno, un noto
imprenditore della zona di Castellamare. Tali soggetti avevano costituito un vero e
proprio comitato di affari che interveniva sugli imprenditori, con il compito specifico
di individuare i soggetti che dovevano essere taglieggiati e di ripartire i proventi che
derivavano dalle tangenti imposte alle imprese cui facevano aggiudicare appalti tra
gli appartenenti all'organizzazione, anche per mantenere le famiglie dei mafiosi
detenuti.
Questa attività investigativa ha evidenziato un aspetto particolare, cioè il
ricorso all'organizzazione criminale, come accaduto a Marsala, per il sostegno
elettorale. In occasione delle elezioni amministrative del 2002, un candidato aI
consiglio comunale, Fiordilino, si rivolse, por ottenere sostegno per sé e per il
candidato sindaco, Tartamella Giovanni, a Domingo Francesco, capo della famiglia
mafiosa di Castellamare, attraverso la moglie dello stesso, Antonella Di Graziano,

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che teneva i contatti in occasione delle visite al congiunto detenuto e riferiva le


richieste. Nel caso specifico, Fiordilino non è stato eletto.
Questa attività investigativa ha evidenziato un ulteriore aspetto dei rapporti tra
mafia, pubblica amministrazione e imprenditoria. I1 detenuto Domingo Francesco,
esponente della famiglia di Castellamare del Golfo, ottenne f intervento del
comandante della polizia municipale per risolvere e appianare gli ostacoli che si
frapponevano affinché una villa comunale venisse utilizzata per un'attività
commerciale riconducibile alla sua famiglia, con l'intestazione della licenza ad un
prestanome, per non destare sospetti e ottenere la certificazione antimafia. Il
comandante della Polizia è stato arrestato e, dopo qualche mese, rimesso in libertà.
Ora sappiamo che ha chiesto il patteggiamento. Si è in attesa di notizie in merito.
Questi episodi mettono in evidenza due canali, quello del taglieggiamento a
tappeto e quello della manipolazione degli appalti.
Altra operazione significativa è stata quella condotta dall'Arma dei carabinieri
qualche mese prima, sempre nella zoîa di Alcamo, che ha svelato i rapporti tra Ia
famiglia Melodia, che è ai vertici del mandamento di Alcamo, e attività commerciali.
Nello specifico si tratta di un'azienda di macellazione e commercio delle carni,
intestata ad una donna, una prestanome, che con grande autorevolezza dà ordini ai
soggetti che fanno parte della famiglia, ma anche ad estranei che non vogliono
sottostare alle richieste dell'azienda stessa. Queste operazioni evidenziano uno
spaccato significativo: la mafia impone le sue leggi, interviene sugli appalti, non
disdegna i contatti con il politico e il politico non disdegna il contatto con la mafia
nei casi in cui entrambi hanno un interesse convergente.
Come ho accennato prima, a parte queste operazioni di polizia, occoffe
ricordare due processi che sono significativi della presenza mafiosa, delle
interferenze e degli intrecci trala mafia e i vari settori della vita della provincia. Mi
riferisco inrtarzitutto al processo che si celebra domani (ci sarà una seconda o una
terza udienza), nel quale sono imputati gli ex deputati Canino Francesco e Spina
Francesco. L'onorevole Canino è stato più volte deputato e assessore all'assemblea
regionale, mentre I'onorevole Spina è stato segretario provinciale della DC e
parlamentare nazionale.
Iprocesso nasce da un'inchiesta iniziafa negli anni 1997-t998, che ha
evidenziato un ruolo particolare dell'ex deputato Canino, in quanto componente e
primus inter pqres di un comitato di affari composto da politici (lo stesso Canino e
I'onorevole Spina) e imprenditori (i quali, più che operare in proprio, erano
prestanome di mafiosi), di cui facevano parte anche Virga Francesco, capo mafia di
Trapani, e la famiglia dei Coppola di Locogrande, nonché altri imprenditori che si
ripartivano gli appalti della zona (quindi non soltanto quelli di Trapani), non
disdegnando di fare pressione sugli altri imprenditori e addirittura di manipolare gli
appalti. il Virga, in particolare, è stato interessato alla costruzione delf impianto di
riciclaggio dei rifiuti di Trapani e in tale veste ha monopolizzato I'intera attività,
ostacolando tutti coloro che volevano intervenire.
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I1 Canino viene indicato anche come interessato, perché spinto dalle richieste
della consorteria mafiosa, ad un'attività all'interno della massoneria trapanese per la
costituzione di una loggia segreta all'interno del circolo Scontrino. Nell'ambito di
questa loggia segreta troviamo gli esponenti del gotha della mafia trapanese: non
soltanto il Virga Francesco, già menzionato, ma anche Sinacori Vincenzo (uno dei
primi collaboranti di giustizia),L'AlaNatale e Agate Mariano, che è I'attuale capo
mafta del mandamento diMazara del Vallo.
Prima non ho citato i capi dei mandamenti: ad Alcamo, I'ho detto poco fa, c'è
la famiglia Melodia, i cui componenti sono quasi tutti in galera (l'ultimo, un medico,
è stato arrestato nel mese di luglio e in seguito a ciò è stato licenziato dalla ASL); a
Trapani, il capo del mandamento è Virga Vincenzo, anche lui detenuto; aMazara del
Vallo, ci sono Agate Mariano e Mangiaracina Andrea; a Castelvetrano, il capo del
mandamento è il finora imprendibile Messina Denaro Matteo.
Torniamo ai due procedimenti cui avevo accennato. Il procedimento in corso,
che ho poc'anzi menzionato, evidenziala forte cointeressenza,lo stretto connubio tra
politica, mafia e imprenditoria.
Un altro processo si è concluso all'inizio di quest'anno ed ha visto quale
protagonista di rilievo I'ex sindaco di Trapani Laudicina, arrestato nel 200I
(unitamente ad assessori comunali e funzionari della stessa amministrazione
comunale) per essersi adoperato, manipolando I'applicazione della nonna, per
assegnare a una cooperativa sociale denominata "Giustizia sociale" la gestione degli
asili nido del comune. La procedura fu rispettata solo in parte e per lo più venne
violata la legge. L'inchiesta è connessa all'arresto, awenuto pochi mesi prima,
dell'assessore comunale Vito Conticello, fermato mentre intascava i soldi di una
tangente. L'inchiesta giudiziariaha portato all'arresto dei soggetti che ho menzionato
e il processo è stato definito nei mesi scorsi con la condanna di tutti gli imputati,
compresi I'ex sindaco Laudicina, I'attuale capo di gabinetto e segretario generale del
comune, Alfano, assessori e consiglieri comunali. Alcuni di questi imputati
condannati facevano riferimento all'onorevole Canino. Anche in questa vicenda,
quindi, viene chiamato in causa I'operato dell'onorevole Canino, anche perché la
cooperativa nei cui confronti venne disposto il prowedimento aveva sede negli uffici
della segreteria dell'onorevole Canino.
Ritengo che questi dati e queste notizie siano già abbastanza illuminanti
dell'attività criminale della consorteria mafiosa nel territorio trapanese.
Le estorsioni, come ho detto, vengono pianificate dalla consorteria mafiosa ed
effettuate a tappeto, anche con il coinvolgimento degli stessi imprenditori, che a volte
da vittime diventano anch'essi attori, soggetti attivi. All'attività di estorsione, almeno
finora, non ha fatto da contraltare una reazione della gente o delle categorie
interessate: non si awerte un'iniziativa ftnalizzata a contrastarla, non c'è un
sentimento di ribellione della gente in questa provincia. Esiste una sola associazione
antiracket che opera da tempo a Marsala, ma che finora non è riuscita ad attecchire -
anche per una questione di spessore dei suoi esponenti - e a radicarsi bene nel
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tessuto, a mostrare quella forua trainante necessaria per coinvolgere commercianti e


imprenditori.
Recentemente, è stata costituita un'associazione antiracket ad Alcamo, però è
ancora nella fase iniziale. È significativo il fatto che sia stato scelto, come sede di
questa associazione, un edificio confiscato alla famiglia Rimi, esponente della
vecchia mafta di Alcamo. Tuttavia, da un'indagine conoscitiva svolta per avere
un'idea della risposta della gente e delle categorie interessate, risulta che nell'arco di
quattro mesi in questi locali sono entrate più o meno quattro persone e soltanto per
chiedere informazioni. Quindi non c'è assolutamente risposta o coinvolgimento,
nonostante I'impegno che I'amministrazione comunale ha mostrato, seguendo in ciò
anche le indicazioni e le pressioni del prefetto, che più di una volta ha organizzato qut
incontri e riunioni su questa tematica. Ma le risposte finora sono del tutto
insufficienti.
Ho proposto alla Confesercenti, alla Confcommercio e al presidente della
camera di commercio la costituzione, in questa sede, di un'associazione antiracket,
che possa smuovere le coscienze e dare rm segnale di risveglio, di reazione da parte
delle categorie interessate. Ho proposto di istituirla in questi locali al fine di evitare
preoccupazioni per eventuali attentati e atti intimidatori. Nelle scorse settimane c'è
stata una dichiarazione di intenti di Confcommercio e Confesercenti che prelude alla
costituzione di un'associazione, ma avremo modo di verificare le loro intenzioni nelle
prossime settimane.
Ribadisco, in ogni caso, che la mafia si alimenta con le estorsioni, oltre che con
il traffico di droga, con il riciclaggio, con Ia percezione indebita di erogazioni
pubbliche, e che il numero delle estorsioni denunciate nel corso dell'anno (ma anche
negli anni passati) è del tutto irrisorio. La media è di 15-20 denunzie ogni anno, ma in
esse sono considerate sia quelle per estorsione intesa in senso classico (cioè il racket),
sia quelle di chi ha subito il furto della macchina e che ha ricevuto una richiesta di
200 euro per ottenerne la restituzione. Anche questa è un'estorsione, ma è un
fenomeno che non raggiunge gli stessi livelli di pericolosità e di pregiudizio
all'economia di un'intera provincia dell'estorsione prat\cata dai mafiosi.
Anche le denunce per usura sono pochissime: si pensi che ne12004, alla data di
oggi, ne sono state presentate soltanto tre. Non c'è assolutamente una reazione.
L'usura viene praticata, più che dalle organizzazioni mafiose, da singoli soggetti. Noi
riteniamo che l'organizzazione mafiosa ancora non si serva dell'usura, tranne forse in
qualche caso, quando I'usurato viene salvato per poi chiedergli la contropanfta al
momento opportuno. Infatti, il cittadino che ha subito un danno e si rivolge al
mafioso ottiene certamente I'intervento a suo favore, ma quanto prima gli verrà
chiesto di ricambiare, in base al principio del do ut des.
L'azione di contrasto delle forze di polizia, in questi anni, è stata quanto mai
forte e significativa e si è connotata soprattutto per la ricerca e la cattura dei latitanti.
Uno degli ultimi latitanti arrestati è Spezia Vincenzo, figlio di Spezia Nunzio, capo
mafta di Campobello di Mazara, cattrxato in Venezuela. Inoltre, cinque sogg{
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italovenezuelani sono stati colpiti da prowedimento restrittivo per favoreggiamento.


Si tratta di italovenezuelani che abitano in Venezuela e questa è la conferma
dell'esistenza di rapporti con I'Oltreoceano, che riteniamo ci siano sempre stati. E
non dimentichiamo che il mafioso locale ha quasi sempre parenti o compaesani che
sono mafiosi o simpatizzanti e all'occorrenza gli offrono un supporto. Gli
italovenezuelani che davano sostegno a questo latitante sono originari della zona di
Campobello e dei paesi vicini: è una conferma, se ce ne fosse bisogno, dell'esistenza
di questi contatti.
Nelle azioni di contrasto, ha un ruolo di rilievo (per la grande efficacia che ha
dimostrato da quando è stata applicata la legge Rognoni-La Torre) la confisca dei
beni ai mafiosi. Nella relazione sono indicati numericamente i beni mobili e immobili
che sono stati confiscati in questa provincia. Mi sembra però opportuno evidenziare
le difficoltà esistenti nell'iter del procedimento per raggiungere I'obiettivo di
spogliare il mafioso di ciò che ha accumulato con il sangue, con la violenza e
I'intimidazione. Tali difficoltà sono nella destinazione e fruizione del bene.
In questa provincia, buona parte dei beni (con particolare riferimento ai terreni
e ai fabbricati), fino a qualche anno fa, era ancora nelle mani degli ex proprietari, se
così possiamo definirli. Dopo I'emanazione del prowedimento di confisca, infatti, il
mafioso continuava a gestire il suo terreno, oppure rimaneva indisturbato nella
propria abitazione. Abbiamo allora awiato una fortissima azione per recuperare
questi beni e per alcuni mesi ciò è stato reso difficoltoso anche da un atteggiamento
eccessivame ire-
operando sul territorio, costringendo i mafiosi ad uscire dalle loro abitazioni, pena lo
sgombero. Per loro infatti è un oltraggio che le forze di polizia intervengano e
sfondino la porta (come continuo a dire in occasione delle riunioni).
Dal momento che la via burocratica che avevo trovato già tracciata non aveva
dato risultati, ci siamo organizzati ed ho avocato alla prefettura Ia tratfazione delle
pratiche. Ho convocato le riunioni facendo partecipare gli awocati delle parti
interessate, cioè gli amministratori, i sindaci e tutti gli organismi che sono interessati
alla destinazione e all'assegnazione del bene. Di volta in volta ho detto espressamente
che avremmo sfondato la porta pur di entrare in possesso del bene. Owiamente non
vi è stata alcuna dichiarazione di resa né I'aspettavamo. Quindi qualcuno ha
presentato ricorso, ai sensi dell'articolo 700 al codice di procedura civile. Ho parlato
con il presidente del tribunale dichiarandomi disponibile a spiegare le ragioni dello
stato, ma il presidente del tribunale di Marsala non ha richiesto alcun intervento,
dicendo di capire bene di cosa si trattasse e nel giro di poche settimane il ricorso è
stato rigettato. Abbiamo pertanto minacciato di intervenire materialmente e sono state
sgomberate il locale, le villette occupate ai|l4;azaru del Vallo dalla famiglia di Azaro.
Si iratta di villette d'oro i cui occupanti, parenti del prevenuto, di fronte
all'amministratore giudiziario che chiede di notificare un atto e la consegna del locale,
scioglievano due pitt bull lanciandoglieli addosso. Anche i pitt bull sono scomparsi a
seguito di un mio intervento: facendo partecipare a quelle riunioni anche i funzionari,
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gli ufficiali dell'Arma dei carabinieri, della Guardia di finarza e della Polizia di Stato
abbiamo deciso di intervenire con le forze a disposizione.
Hanno presentato certificati medici e le più svariate motivazioni per non uscire:
ad esempio, la moglie di Buonanno Armando diceva di non poter uscire perché la
suocera stava male. Noi quindi le abbiamo detto che I'avremmo trasportata in
ospedale. Un'altra scusa era che la suocera andava via ma non disponeva dei mobili e
delle masserizie. A ciò si replica che saremmo stati noi a mettere a disposizione i
mobili mandando anche il camion finché infine I'amministratore si è commosso di
fronte ad una proroga di due giorni. A ciò ho ribadito che doveva procedere e
sgomberare: se non 1o faccio io - infatti gli ho detto - mando qualcun altro!
La signora pertanto se ne è andata e non ha accettato il trasporto delle
masserizie con il camion della polizia di Stato, cosa che sarebbe stata owiamente
un'altra vergogna.
Nei giorni scorsi abbiamo recuperato i beni confiscati a Calabrò, dove padre
Garau ha potuto già attivare un centro per i bambini abbandonati. Un altro bene gli è
stato consegnato nei giorni scorsi sempre a Castellammare del Golfo. Quindi, si è
svolta un'operazione continua anche se graduale perché la preoccupazione nostra è
stata innanzitutto quella di impossessarsi dei beni più facilmente fruibili ed ancora in
possesso dei prevenuti mentre questo creava una situazione scandalosa tra la gente
normale. E significativo in proposito I'atteggiamento tenuto dall'Agenzia deI demanio
per quanto riguarda i beni di un certo Azaro Mariano diMazara del Vallo che aveva
le villette di cui ho parlato in precedenza. Una è stata già consegnata ad
un'associazione delle misericordie; un'altra ad un'opera pia, dove Biagi ha portato
quest'estate bambini appartenenti a famiglie povere.
E significativo invece quanto si è verificato con un edificio di cinque piani nel
pieno centro diMazara del Vallo, confiscato alla famiglia Azaro, di cinque piani, di
cui i primi due sono stati costruiti con licerza e gli altri tre abusivamente. L'edificio è
abitato da alcuni nuclei familiari in affrtto, da altri appartenenti alla famiglia
dell'Azaro ed al piano terra vi è un esercizio destinato ad attività commerciali.
Su mia proposta il questore ha condiviso la mia iniziativa e I'intero edificio sarà
adibito a costruzione e ristrutturato per diventare sede del commissariato della polizia
di Stato di Mazara del Vallo. L'amministrazione comunale, mostrando grande
sensibilità, ha già destinato 100.000 euro per i primi lavori di ristrutturazione. Il
problema era 1o sfratto degli inquilini. Abbiamo verificato che due famiglie hanno un
regolare contratto di locazione mentre i parenti (il figlio, la figlia e questo signore)
non ne avevano. Ma non intendevano lasciare I'immobile. A fronte della minaccia di
uno sgombero forzato inizialmente hanno resistito, ma poi hanno ceduto.
Peraltro, di
questi beni confiscati nell'elenco inizialmente consegnato
dalI'agenzia del demanio non vi era alcuna traccia. Abbiamo saputo dell'esistenza di
questi beni, sei, sette villette e di questo palazzo, solo perché I'amministratore
giudiziario mi ha detto di avermi conosciuto dieci anni fa e che pensava 1o avrei
aiutato a svolgere il suo mandato raccontandomi di questi beni non inclusi
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nell'elenco. Questa è una delle situazioni un por dubbie da chiarire con I'agenzia del
demanio.
Quando abbiamo affrontato I'argomento ed è stato detto che la famiglia non
intendeva lasciare I'appartamento, si è deciso di verificare se fosse in regola con tutti i
contributi (acqua, luce, gas) per trovare un sistema per far lasciare loro
l'appartamento. I1 comune di Mazara del Vallo non risponde alla richiesta. Ho
invitato la Guardi a di finar:za a fare una verifica ed è stato accertato che da tre anni la
famiglia non pagava i tributi dell'acqua. Si è quindi proceduto a verificare se era stata
fagliata fuori. L'impiegato ha risposto al personale della Guardia di finanza che aveva
così tanto da fare che non poteva andare a tagliare i tubi dell'acqua, oltre ad essere
laureato in legge!
Ho chiamato il sindaco e gli ho subito detto che avrei riferito tutti questi
passaggi alla Procura della Repubblica e di spiegarmi poi del suo impiegato
inadempiente in questo caso anche se ha tagliato I'acqua al condominio dove abita il
sindaco per morosità. Dove abitano le persone per bene trova il tempo per intervenire
e subito a differenza delle case dei mafiosi e dei loro parenti. Abbiamo trovato più di
una di queste situazioni. Poiché ciò serve a capire I'approccio che si ha con questa
problematica riferirò degli ufficiali giudiziari di Marsala i quali, alla richiesta di
sostenere le forze di polizia per uno sgombero da effettuarsi I'indomani perché avevo
concordato con il questore che avremmo proceduto allo sgombero chiedendo I'ausilio
degli ufficiali giudiziari ma senza dire I'indifizzo e la località, gli ufficiali giudiziari
hanno risposto che avevano bisogno di quindici giomi di tempo. Abbiamo superato
questo problema con la collaborazione del presidente del tribunale di Marsala.
Dopodiché si sono lamentati nuovamente. Hanno detto che non intendevano andare
I'indomani mattina. Ho di nuovo chiamato il presidente del tribunale che ha mostrato
grande sensibilità e disponibilità sul problema e solo così abbiamo superato
I'empasse. Dopo alcuni giorni però gli ufficiali giudiziari di Trapani, che avevano
avuto analoga richiesta, hanno trasmesso un documento alla prefettura dove, citando
leggi e regolamenti, hanno detto che non erano tenuti a sostenere le Forze di polizia
per sfrattare i mafiosi dalle loro abitazioni. Da quel momento il contenuto della
lettera non ci è dispiaciuto più di tanto per cui abbiamo autogestito la situazione
superandola rapidamente presentando davanti all'abitazione delf interessato tutto uno
schieramento che serviva a farlo andar via anche di notte. In diversi casi i mafiosi con
i loro congiunti hanno mandato le chiavi dell'appartamento alla stazione dei
carabinieri o al commissariato. Abbiamo quindi recuperato circa una quarantina di
appartamenti che già in parte hanno avuto una destinazione: a Campobello di Mazara
vi è un bene confiscato a Spezia Nunzio ed assegnato all'AVIS così come quello di
Bonando Armando di Trapani è stato assegnato all'AVIS provinciale. Padre Garau ha
già ricevuto due locali a Castellammare del Golfo, padre Logu ha ricevuto aree
immense ora in ristrutturazione a Castel Vetrano. Del locale destinato a sede del
commissariato di Castel Vetrano alcuni vengono destinati ad alloggio di servizio;
vedi I'appartamento di un certo Vica Francesco in via Marconi, fatto di sette vani e
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mezzo oltre allo scantinato, con porte blindate abitato da questo Vica e dalla madre
che non volevano lasciarlo. Soltanto a fronte della minaccia abbiamo stabilito una
scadenza, concordata con il questore e questo signore sottoposto alla sorvegliarrza
speciale che scontava in quel domicilio, cioè il bene confiscato. Prima che arrivasse
quel giorno il signor Vica ha fatto avere la chiave alla caserma dei carabinieri o al
commissariato senza quindi fare alcuna azione di forza. Un particolare che si verifica
anche altrove è che queste persone, prima di andare via, portano le porte, i bagni e
quant'altro. Comunque le Forze di polizia prowedono in questi casi a fotografare e a
filmare tutto e quindi denunziano per tutto il resto.
E stato sollevato, in occasione di alcune notifiche e inviti a lasciare liberi gli
appartamenti confiscati, il problema del cosiddetto doppio binario che è il soggetto
assolto dall'associazione mafiosa e colpito dal prowedimento di confisca. Vi sono
stati a Trapani ed a provincia alcuni casi, in parte risolti, nel senso che hanno capito
che era una causa persa. Quindi alcuni hanno fatto ricorso al tribunale ordinario, altri
al TAR, ne rimangono ancora alcuni. Nei confronti di costoro abbiamo adottato un
sistema per non dare la sensazione che 1o Stato si accanisce prima con la presa di
possesso di appartamenti o di terreni liberi per poi affrontare questa tematica. Non
possiamo certamente dire che si procederà ad un progetto di legge. Ho spiegato anche
agli awocati - è stato detto in una pubblica assemblea e I'ho spiegato anche
all'awocato Galasso, uno di quelli che ha prospettato più volte un caso del genere ad
Alcamo - che disponiamo di questa legge che dobbiamo applicare. Possiamo
certamente aspettare prima di procedere in qrresto caso che altri vengano sfrattati
perché si trovano in situazioni differenti ma quanto prima procederemo anche a
questo.
Nell'ambito dell'azione di contrasto è stato istituito 1o scorso anno un
cosiddetto gruppo interforze ispettivo misto, composto dalle forze di polizia e dal
rappresentante dell'INPS, dell'INAIL, della ASL, dell'Ispettorato del lavoro, che
effettua costantemente controlli nei vari cantieri. I sindacati avevano prospettato che
era stato costituito anni fa questo gruppo ma nel tempo I'azione si è affievolita; è stato
riattivato. Il gruppo è gestito dalla prefettura. Avrei ritenuto opportuno che la protesta
fosse effettuata a voce ma I'ispettorato del lavoro ha protestato dicendo che una tale
attività competeva all'ispettorato del lavoro. Ho detto quindi che il prefetto attribuisce
la competenza a chi ritiene perché Io rafforza lui. E poiché avoca a sé la competenza
il gruppo ispettivo viene da gestito e quindi esso procede ai controlli. Il gruppo
ispettivo misto fa i propri, gestito da un funzionario della squadra mobile. La
comunicazione e I'invito a fare il controllo viene datalamattina, non viene detto dove
si va e il risultato è che tutti gli imprenditori hanno dato atto che il servizio funziona
nonostante a volte alcuni di loro siano destinatari di contrawenzioni o di rilievi dalla
ASL e dall'Ispettorato del lavoro e dagli altri organi.

PRESIDENTE. L'attività di questo gruppo ispettivo misto ha dato luogo, in caso di


appalti, alla scoperta di una situazione reale del cantiere diversa da quella dichiarata

SEN
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lavorano?

FINAZZO. No. Normalmente le infrazioni contestate finora riguardano assunzioni in


nero o in osservaîza delle nofine sulla sicurezza (ponteggio e scale). Sono state
riscontrate situazioni di nolo a freddo o a caldo ma non sono state evidenziate
irregolarità allo stato attuale. Ciò lascia presumere che se devono attivare meccanismi
di sub-appalto non consentiti, vietati, o di noli o di altri interventi contro la legge,
molto probabilmente li fanno a monte. Però contestualmente a questa attività vi è
tutta quella degli organi di polizia giudiziaria che possono dare indicazioni su noli a
caldo o a freddo e imprese dove sono stati effettuati controlli e verificati le
cointeressenze anche nella fornitura del materiale e di guardiania. Credo che su
questo Iapolizia giudiziaria possa dare elementi di riscontro.
Anche per dare più spazio ai rappresentanti delle forze dell'ordine mi limiterò
ad illustrare rapidamente i temi successivi, a cominciare dal tema degli atti
intimidatori nei confronti dei pubblici amministratori di cui si è recentemente
discusso in occasione di una riunione tenutasi presso la prefettura di Palermo.
Nella provincia di Trapani, ma credo anche nelle province limitrofe, più che
I'uccisione di animali si verifica I'incendio della porta o della macchina, il taglio degli
alberi o delle gonìme e il danno alla casa di campagna. Sono atti intimidatori
piuttosto frequenti che servono a regolare tanti conti, sia per una vendetta ma anche
per segnalare un dissenso o un contrasto.
Quando sono in danno di pubblici amministratori è certamente possibile che
siano riconducibili alf impegno politico. Nei casi in cui le forze di polizia sono
riuscite a fare chiarezza, individuando il movente, il responsabile o entrambi, è
emerso che I'episodio intimidatorio è riconducibile a questioni di natura privatistica.
Ad esempio, il consigliere comunale di Castelvetrano, Sammartano, che ha
subito il taglio delle gomme della sua autovettura, ha trovato più di una volta i vermi
sotto casa oltre a varie scritte sulla porta dello studio. E stato accertato trattarsi del
vicino per una lite di natura personale.
In alcuni casi, come a Campobello diMazara, si registra un certo numero di atti
intimidatori, come del resto anche ad Alcamo, in cui ogni anno si verificano dai 60 ai
70 episodi, tra incendi, danneggiamenti di autovetture o taglio di alberi. Può essere
certamente riconducibile - anche se le indagini sono ancora in corso - all'impegno
politico il taglio degli alberi che ha subito il presidente del consiglio comunale di
Paceco, Pellegrino, un insegnante di scuola media che si è fortemente impegnato
nella rcalizzazione del piano regolatore. Quando è awenuto il fatto, circa due mesi
fa,I'iter per I'approvazione del piano regolatore era nella fase finale. È verosimile che
in quel caso si evidenziasse un collegamento. In altre situazioni può trattarsi anche di
una vendetta privata o di una ritorsione.

T2
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PRESIDENTE. I pubblici amministratori colpiti da questi atti intimidatori


collaborano? Danno delle indicazioni sulla probabile origine di questi atti oppure si
limitano alla denuncia o comunque aIIa constatazione di quanto è awenuto senza
riuscire o voler dare indicazioni?

FINAZZO. Da quanto mi risulta, il problema non è tanto legato alla mancanza di


collaborazione bensì al fatto che i diretti interessati non sono in grado di fornire
elementi per indirizzare le indagini.
Nel caso dell'episodio di Paceco la situazione è abbastarua evidente, anche se
certamente si deve tener conto del fatto che si tratfa di professionisti che svolgono
altre attività, per cui non sempre è facile stabilire il movente. Al momento non ho
personalmente notizia, ma si potrebbero sentire al riguardo anche il questore o il
colonnello dei carabinieri, di amministratori in grado di fornire una collaborazione
positiva.
Questa provincia è caratterizzata anche dalla presenza di un certo numero di
immigrati. Si tratta prevalentemente di nordafricani. A Mazara c'è una comunità
tunisina che si è integrata ed è abbastanza radicata nel tessuto sociale. La flotta
peschereccia vede prevalentemente equipaggi misti mazaresi e tunisini. C'è una
scuola tunisina e moschee che, allo stato attuale, non hanno creato problemi di
rilievo. Ogni tanto, quando a Lampedusa ha luogo uno sbarco abbastanza
considerevole, arrivano immigrati clandestini a Pantelleria e nelle isole vicine. In
questi ultimi nove-dieci mesi c'è stato un considerevole calo nell'arrivo di immigrati.
In ogni caso il dato consolidato è che non si registra alcuna cointeressenza della
criminalità organizzata o comune.
In materia di indagine e di attivita di ricerca di latitanti si evidenzia un forte
impegno da parte di tutte le forze di polizia, in particolare polizia e carabinieri ma
anche la DIA, per la cattura di quello che è ormai considerato il numero uno dei
latitanti, cioè il Matteo Messina Denaro da Castelvetrano. È il numero uno non
soltanto a Castelvetrano ma nelf intero mandamento e la sua influenza arriva anche
oltre.
L'impegno finora è stato massimo. Alcuni mesi fa è stato arrestato un fratello,
non in stato di latitanza, vn giovane quarantenne che doveva scontare una pena
residua di quattro anni. Ho avuto modo di incontrarlo il 15 agosto scorso nel corso di
una visita presso il carcere giudiziario. Certo, l'arresto del fratello può avere inciso
anche sulla rete di supporto della latitar:r:a del Messina Denaro. Oltre al Messina
Denaro - e sull'attività di ricerca potranno dire qualcosa di più anche le altre forze di
polizia- i soggetti latitanti di spicco sono sette o otto.
Sono da segnalare in primo luogo Rallo e De Vita di Marsala. È stato poi
arrestato in Venezuela Bigione Vito, uno degli artefici dell'operazione "Igres", che ha
visto operare in sinergia la polizia di Stato con la Guardia di ftnanza, anche se in
parallelo si evidenziava anche una sinergia tra la mafia siciliana, trapanese, e la
'ndrangheta di Platì e della Calabria. Bigione Vito, come dicevo, è stato arrestato in
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Venezuela- ad ulteriore conferma dei contatti esistenti trala mafla e i supporti al di


là dei confini nazionali - ed era stato segnalato in Sudafrica, in cui operava il
Palazzolo Vito.
Tra i latitanti un peso di spicco ha un certo Pandolfo Vincenzo, un medico, che
deve scontare 9 anni. Egli fa parle della famiglia mafiosa degli Accardo di Partanna,
che già alcuni anni fa erano stati oggetto di un'inchiesta giudiziaria perché attraverso
prestanome - un'altra delle forme di arricchimento o comunque un'opportunità per
mandare avanti le attività economiche è quella di servirsi di tale figura - gestivano un
laboratorio di analisi cliniche a Castelvetrano. I latitanti di spicco sono in ogni caso
sette o otto, non di più.
Comunque, negli ultimi anni c'è stata un'azione di grande rilievo ftnalizzata a
rintracciare ed arrestare questi soggetti. Uno dei primi nomi è quello del Sinacori
Vincenzo, arrestato nel 1995, il quale, oltre ad essere uno dei primi veri collaboratori
di giustizia, diede anche il via a collaborazíoni daparte di altri soggetti.
Dopo il Sinacori Vincenzo, ricordo I'arresto dei fratelli Amato, del
Mangiaracina Andrea, del Natale Bonafede e del Virga Vincenzo, il cui arresto ha
segnato un colpo durissimo non soltanto per la mafia trapanese, di cui era ed è ancora
il capo mandamento, ma per I'intera mafia della provincia.
Passo ora ad un altro argomento significativo. Sull'ecomafia ho già fatto un
accenno all'interesse del Virga per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti. Adesso,
a distanza di anni, sembra che il fenomeno sia più contenuto e che 1o si possa dunque
considerare sotto controllo. Resta comunque una grande attenzione da parte delle
forze polizia e degli organi preposti. Con riferimento ad un'indagine su conferimenti
illeciti non consentiti alla discarica di Alcamo, 1o scorso anno venne accertato -
sempre per il collegamento con Ie operazioni di polizia di cui parlavo prima a
Castellammare del Golfo - che un'azienda, la AGESP - che aveva ed ha tuttora,
poiché in quell'area non è ancora entrato in funzione I'ATO, I'appalto per la raccolta
ed il trasporto dei rifiuti solidi urbani da Castellammare del Golfo ad Alcamo - aveva
nel collegio sindacale un commercialista processato per favoreggiamento del Sinacori
Vincenzo. Ciò sta a significare che gli accertamenti, nei limiti delle possibilità, erano
stati svolti in maniera approfondita. Pertanto, a seguito di tale segnalazione, I'AGESP
ha proweduto alla sostituzione di quella persona. Da una parte il meccanismo
funziona, e dunque è vero che in alcuni casi gli accertamenti antimafia possono
funzionare, ma è stato sufficiente che I'azienda facesse venir meno la partecipazione
nel collegio sindacale di questo tizio per evitare qualsiasi sospetto di contiguità
mafiosa.
Per quanto riguarda invece la presenza mafiosa nei consigli comunali, nel 2002
è stato sciolto il consiglio comunale di Pantelleria a seguito di collegamenti ed
infiltrazioni della criminalità organizzata nella gestione della cosa pubblica. Vi era
stata una collusione, un rapporto di complicità, tra imprenditori in contatto con la
criminalità organizzata trapanese, anche se operanti in Pantelleria prevalentemente
nel settore dell'edilizia, e il sindaco dell'epoca. I1 processo si è concluso nei mesi
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scorsi con la condanna degli imprenditori, in particolare uno zio e un nipote.


L'esponente di spicco è stato condannato a 11 anni mentre il sindaco Di Marzio è
stato condannato a tre anni e sei mesi ed è agli arresti domiciliari.
La commissione prefettizia si è occupafa della gestione fino allo scorso mese di
giugno per poi essere awicendata da un'altra terna inviata dal Ministero delf interno.
Quest'ultima sta dando risultati più che apprezzabili ed apprezzati dalla comunità
pantesca, che è molto motivata e si sta adoperando per risolvere tante carenze ed
insufficienze che si registrano nel comune.
Resta il
fatto che alcuni impiegati comunali, legati al sindaco attualmente
ancora agli arresti domiciliari, sono rimasti al loro posto. Uno dei settori più delicati,
per I'assegnazione di alloggi popolari e per le attività sociali, viene tuttora curato
dalla sorella del sindaco. Viene in ogni caso posta grande attenzione da parte
dell'attuale commissione. Da poco tempo il sindaco, mi dice il questore, non è più
agli arresti domiciliari. Dunque si muove liberamente.
Sull'andamento della criminalità ritengo che Trapani e provincia presentino un
livello criminale forse inferiore a quello fisiologico per una provincia. Intanto, per
quanto riguarda la comunità nordafricana insediata a llr4azata del Vallo, con
un'enclave anche in alcune zorne della provincia, il tasso di criminalità è pari quasi a
zero. Generalmente i nordafricani lavorano e ogni tanto può capitare tra loro qualche
episodio che sconfina nella violenza, come nel caso dello spaccio dello o
sfruttamento della prostituzione, ma sono casi limite, situazioni che si registrano
raramente.
In questa provincia sono ancora particolarmente diffi.rsi i furti nelle campagne.
In campagna le case sono isolate ed è più facile che si abbiano furti del raccolto o del
bestiame. Siamo in ogni caso convinti che la criminalità organizzafa mafiosa abbia
poco a che vedere con tale problema. Non ha molto da trarne vantaggio a meno che
non voglia, come accennato prima, intervenire per consentire il recupero del maltolto,
magari non tanto per un'opera di giustizia quanto per chiedere una contropartita.
Numerose sono le rapine ad opera di pendolari del crimine che vengono da
Palermo e dall'agrigentino, mal'azione di contrasto è forte e significativa, tanto che
quest'anno si registra un maggior numero di arresti.
Riteniamo sia stata molto utile I'istituzione del poliziotto di quartiere a Trapani
(Arma dei carabinieri e Polizia di Stato) e a Marsala (Polizia di Stato). I1 servizio è
stato apprezzato dalla popolazione e ha portato ad un forte calo degli scippi. Ne è
prevista inoltre I'istituzione anche presso gli altri grandi centri.
Signor Presidente, penso sia opportuno fermarmi qui.
Sono a disposizione per eventuali domande.

PINZELLO. Signor Presidente, I'intervento del prefetto ha quasi prosciugato gli spazi
a disposizione degli altri rappresentanti delle istituzioni. Fornirò comunque qualche
ulteriore elemento, soprattutto di natura tecnica.

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Fanno parte dei quattro mandamenti già citati circa 700 soggetti, ai quali
riteniamo di poter aggiungere un'altra aliquota di fiancheggiatori e di favoreggiatori,
arrivando così a circa 2.500-3.000 soggetti. Ai vertici dei mandamenti sono tuttora
presenti i soggetti nominati dal prefetto, ma è opportuno segnalare i numerosi casi di
passaggio del testimone tra genitori e figli o tra parenti stretti. A}l4azara del Vallo,
Agate Mariano ha lasciato spazio al figlio Epifanio; a Trapani, Virga Vincenzo ha
lasciato spazio ai figli Francesco e Pietro; Messina Denaro Francesco, che è
deceduto, è stato sostituito da Matteo Denaro Salvatore; ad Alcamo Ferro Giuseppe
ha passato il comando al nipote Vincenzo, Melodia Diego al nipote Antonino e
Mangiaracina Vito a Mangiaracina Andrea. Questi i nomi più significativi, quelli con
maggiore spessore criminale.
Dopo aver messo in luce una realtà negativa, vorrei evidenziame anche una
positiva, ossia l'azione di contrasto di tutte le forze dell'ordine. Il prefetto accennava
all'operazione 'oPeronospera", che si è conclusa con 33 arresti. Per noi però le
indagini continuano, perché conosciamo la realtà della rigenerazione ed il territorio
viene comunque sempre monitorato e controllato sotto il profilo investigativo.
Attualmente ci troviamo dunque nella seconda fase dell'operazione.
Per l'operazione "Tempesta" soggiungo un dato di rilievo, due donne, Di
Graziano e Fiordilino Rosa, le quali, per conto dei rispettivi mariti, tengono le redini
delle auività estorsive. Queste figure femminili nulla hanno di meno rispetto a quelle
ordinarie maschili, quindi un eventuale tabù in merito possiamo definitivamente
cancellarlo.
Tra le altre operazioni antimafia ricordo quella di Pantelleria, cui faceva cenno
il signor prefetto, che ha scoperto le estorsioni poste in essere da due soggetti
pericolosi, i fratelli Messina (che erano in possesso di un knlashnilav, quindi di un
grosso potenziale di fuoco) e la compartecipazione del sindaco, con una condotta che
non ritengo solo omissiva, ma qualcosa in più, perché come pubblico ufficiale
avrebbe avuto il dovere di rapportarsi agli inquirenti e di dare una mano.
Preciso che le varie operazioni antimafia non nascono quasi mai da
dichiarazioni di collaboratori di giustizia e comunque l'attività prevalente è sempre
quella classica, con i metodi tradizionali, con la paziente opera investigativa, che ha
dato i suoi fi:utti. Non voglio annoiarvi citandole tutte. Mi rifaccio a due in
particolare: la prima, 'oPeronospert', nelle sue due fasi ha portato all'arresto di 70
persone; la seconda, in materia di traffico internazionale di stupefacenti, nelle sue tre
fasi, due nel 2003 e una nel 2004, ha assicurato alla giustizia altri 70 soggetti e ha
visto la collaborazione paritaria, perché così voglio che sia, di tutti gli organi di
polizia, ma in particolare del GOA di Catanzaro, che ha consentito di acclarare la
responsabilità, come commissionari, di soggetti legati a cosa nostra, (Miceli Salvatore
e Agate Epifanio), e, come vettori, coloro che favorivano i contatti con i colombiani,
di soggetti legati alla'ndrangheta (i Pannunzio e i Marano di Plat).
Oltre a queste due operazioni, ne abbiamo anche a\tre, che definirei, ma con
prudenza, perché ogni operazione che riesce a far luce su casi di estorsione, ha un
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certo rilievo, minori. E' il


caso dell'operazione 'oAîcd', condotta dalla squadra
mobile, che ha portato a 6 arresti nel2002. Altre se ne sono avute a Marsala e hanno
rinvigorito quel senso di fiducia nei confronti delle istituzioni, soprattutto per il
sacrificio costante e I'impegno da parte della squadra mobile di Trapani e di
commissariati che hanno collaborato nelle varie operazioni.
Le catture dei latitanti non sono episodiche e occasionali, quindi frutto di
soffiate e indicazioni, ma il risultato di attività investigative, che ci hanno peÍnesso
di far luce ulteriormente su spaccati delle organízzazioni criminali. Il prefetto ha
ricordato gli ultimi arresti in questa fase, come quello di Vito Bigione. Ricordo anche
quello del reggente di Mazara del Vallo, Mangiaracina, e quello del capofamiglia di
Marsala, Natale Bonafede, awenuti nel2003; quello di Virga Vincenzo, awenuto nel
200t; quello dei fratelli Amato, awenuto nel 2000. Potrei continuare, ma penso di
aver già dato un'idea di questa attività.
L'ultimo dei collaboratori di giustizia è della zoîa del marsalese, tale Mariano
Concetto, che ha peÍnesso di far luce su estorsioni e malaffare politico. A seguito di
indagini è stato infatti arrestato il presidente del consiglio comunale di Marsala per
4I6-ter, con il combinato disposto del4l6-bis, per le sue iniziative in occasione delle
consultazioni regionali del 2001 e del 1996. Nel primo caso per ottenere dei voti
dall'organizzazione criminale mafiosa erano stati promessi 100 milioni di lire, nel
secondo molto, molto meno, circa 1,5 milioni di lire. E' assai negativo che esponenti
che dovrebbero rappresentare una collettività tengano comportamenti del genere, ma
la parola conclusiva spetterà all'autorità giudiziaúa, alla quale noi facciamo
riferimento.
Per quanto riguarda le misure di prevenzione, dal 2001 aI2004 abbiamo avuto,
pur con dati limitati alla piccola realtà di Trapani, un incremento di proposte: nove
nel 2001; undici nel2002; dodici nel 2003; quindici nel2004. Siamo quindi passati
dalle nove del 2001 alle quindici del 2004, ma i dati risalgono al settembre del 2004 e
vi posso garantire che il numero salirà, perché l'ufficio è impegnato a fondo sul
punto.

PRESIDENTE. Sono tutte ancora pendenti o hanno già avuto degli esiti?

PINZELLO. Quelle del 2004 sono pendenti.

PRESIDENTE. E quelle del 2003?

PINZELLO. Nove accolte e tre in esame, mentre per il 2002, sette accolte e quattro in
esame.
In materia di misure di prevenzione è stato necessario fare un salto di qualità.
Dai classici accertamenti patrimoniali nei confronti del soggetto colpito da un
prowedimento restrittivo non si registra mai, causa ricorso ad altre persone, una
grande disponibilità. Con un dirigente della squadra mobile ci siamo orientati quindi
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Resoconto stenosrafico del sopralluoeo a Trapani lunedì 25 ottobre 2004

verso un altro aspetto dell'attacco ai patrimoni: verificare i casi di interposizione


fttiizia di persona. Così facendo, siamo giunti a sequestri penali preventivi, come
accaduto, sia nell'operazione "Peronospert'' sia nell'operazione'oTempesta".
Circa gli appalti, e chiudo, perché voffei stare nei limiti consentendo così agli
altri colleghi di intervenire, recentemente abbiamo lavorato, come è risultato anche da
notizie di stampa, su quindici casi accertati di concussione presso la provincia di
Trapani, con I'arresto dell'ingegnere capo Grillo per cottimi fiduciari, di un tecnico
del comune di San Vito Lo Capo che non disdegnava delle regalie da parte di
imprenditori e di Filippo Messina, responsabile dell'ufficio tecnico del comune di
Trapani. I casi finora verificati di comrzione sono tre, ma I'autorità giudiziaria ci darà
ulteriori indicazioni per l'approfondimento delle indagini.
Sono a disposizione per eventuali domande.

PRESIDENTE. Volevo approfondire le ultime vicende dei funzionari arrestati e avere


ulteriori notizie su indagini in corso. In particolare, è risultato da indicazioni varie
che, nel caso del funzionario dell'ente provincia, c'è stato addirittura un tentativo di
ingoiare la busta contenente I'offerta che si stava sostituendo.
Volevo poi avere notizie sull'indagine relativa al funzionario del comune di
Trapani, recentemente arrestato. Da cosa scaturisce questa indagine? È frutto solo
della collaborazione di qualche imprenditore o c'è dell'altro?
Desidero inoltre approfondire il tema della criminalità organizzata, pur
tutelando il segreto investigativo.

PINZELLO. Sono qui per fornire la massima e dovuta collaborazione al consesso.


L'arresto di Filippo Messina scaturisce da un'attività pregressa di
infercettazione, da cui risultava che un imprenditore lamentava ritardi nei pagamenti
e ipotizzava che potesse esserci sotto una successiva richiesta di denaro. Scavando, si
è venuti a conoscenza di episodi che hanno interessato due cottimi e un appalto.
L'indagine, quindi, inizia con questa attivita di intercettazione, effettuata per un'altra
operazione antimafia (I'operazione "Peronospera", cui si è fatto riferimento prima).
Sono stati effettuati anche dei sequestri di documentazione cartacea, presso i comuni
di Trapani e San Vito Lo Capo, presso la provincia e, se non ricordo male, anche ad
Alcamo e Castellammare, però questa documentazione è ancora al vaglio degli
inquirenti, pertanto al momento non sono in grado di dare informazioni al riguardo.
Sono molto fiducioso sulla possibilità di riferire prossimamente sulle risultanze di
altre operazioni (owiamente ove sussistano delle responsabilità).

PRESIDENTE. Dalle intercettazioni risultava l'ipotesi che il ritardo potesse


sottintendere una richiesta; ma poi la richiesta c'è stata effettivamente?

PINZELLO. Questo è ciò che risultava dall'intercettazione, mentre I'attività


investigativa, condofra a seguito di sequestro di documentazione, ha permesso di
IS
,ENAT,DELLAREPU
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prescindere da quelf ipotesi iniziale.

SIMSI. Che tipo di alterazioni sono state riscontrate?

PINZELLO. Per quanto riguarda i cottimi, la documentazione è stata coffetta, quindi


trattasi di falsi commessi con soppressione di alcuni atti. E stato contestato I'articolo
476 del codice penale (soppressione e sostituzione di documentazione), a cui è
connessa anche una turbativa di incanti.

PRESIDENTE. Vi sono altre indagini in corso sull'organizzazione criminale o di


altra natura?

PINZELLO. Al momento ho dato l'input aI dirigente della squadra mobile di


verificare alcuni rapporti tra imprenditoria e organizzazioni malavitose. Se ci saranno
responsabilità di pubblici amministratori, si procederà agli accertamenti, ma noi
vogliamo andare per gradi ) senza partire da un assunto. Prima verifichiamo le
condotte degli esponenti mafiosi e i contatti che hanno - se li hanno - con gli
imprenditori; poi, se veffanno acclarate altre responsabilità, owiamente procederemo
di conseguenza.

PRESIDENTE. Vi sono ulteriori indagini in collegamento con le forze di polizia di


alfra regione o provincia siciliana? Può aggiungere qualcosa sui collegamenti tra
Trapani e Agrigento, Trapani e Palermo?

PINZELLO. I collegamenti con la squadra mobile di Agrigento, tenuti owiamente dal


dirigente della squadra mobile di Trapani, sono costanti, perché la vicinanza di queste
nostre due province e soprattutto la presenza di imprenditori che, pur essendo
dell'agrigentino, operano nella nostra provincia ci inducono ad analizzare queste
presenze, per verificare se sono in un'ottica di libero mercato o se sottintendono patti
scellerati.

PRESIDENTE. Eventualmente, anche nel prosieguo, sulla base delle domande dei
colleghi, potrà dare direttamente la parola al capo della squadra mobile, per avere un
quadro completo.

PINZELLO. Sarò ben lieto di farlo, perché il dirigente della squadra mobile da un
decennio veramente profonde il massimo impegno, con risultati sia nella cattura dei
latitanti, sia nelle varie operazioni di polizia. Se 1o ritiene opportuno, posso
consegnare un prospetto recante l'indicazione delle maggiori operazioni di polizia,
poiché viene svolta una continua opera di monitoraggio sui vari mandamenti.

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PRESIDENTE. Questo ci può essere utile, owiamente.

VINCELLI. Signor Presidente, attesa la carafteristica dell'Arma come oîganizzazioîe


territoriale, se lei acconsente, voffei procedere per schemi, indicando struttura,
esponenti di spicco nelle varie realta territoriali e settori di interesse; potrei poi
accennare alle principali operazioni che hanno interessato questi soggetti, in modo da
fornire un quadro completo; infine, vorrei indicare le eventuali minori incidenze
dell'attività di contrasto e illustrare ciò che faremo.
Per quanto riguarda Alcamo, c'è un'indicazione su circa 136 affiliati, i cui
esponenti di spicco sono Melodia Antonino e Melodia lgnazio.Il settore di interesse
è costituito da estorsioni, traffico di armi e droga, riciclaggio, atti di intimidazione per
appalti. Nei confronti di questa organizzazione operante su Alcamo, si è dato il via
alle operazionittPetrov", "Corleonesi", "Omega", "Afca", ttSegesta", "Scorpione",
"San Giuliano", "Idra" e "Fenice", abbracciando un arco temporale che va dal 1993 aI
2004.
La famiglia di Calatafimi-Segesta ha circa 16 affiliati. Sottolineo che il numero
degli affiliati che sto citando è in armonia con quanto detto dal signor questore, nel
senso che fa parte del totale complessivo di 705 elementi. L'indicazione di questi 16
affiliati e dei 136 che ho citato poco fa deriva da atti ufficiali delle forze di polizia, da
rapporti giudiziari o da prowedimenti dell'autorità giudiziaria. Come dicevo,
nell'ambito della famiglia di Calatafimi-Segesta, gli elementi di spicco sono
Scandariato e Morsellino Antonio. Anche questa famiglia è dedita all'estorsione, al
traffico di armi e droga e al riciclaggio. Le attività di contrasto più importanti, in
questo caso, sono Ie operazioni "Omega" e "Petrov".
La famiglia di Castellammare del Golfo ha70 affiliati; elementi di spicco sono
Domingo Francesco, Saracino Mariano, Valente Antonino, Calabrò Gioacchino,
Bosco Antonino e Mercadante Michele. Anche costoro sono attivi nello stesso
settore: estorsioni, traffico di armi e droga, riciclaggio, omicidi. Le principali attività
di contrasto sono le operazioni "Corleonesi" e'oOmega".

(I lavori proseguono in seduta segreta dalle ore 16,44).

(I lavori riprendono in seduta pubblica alle ore 16,45).

VINCELLI. Per quanto riguarda altre operazioni sviluppate dalla compagnia


carabinieri di Alcamo, dal 2002 aI 2004 sono stati interessati vari settori, quali
I'inquinamento, lo sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, il contrasto al
traffico di stupefacenti, I'usura, abbracciando sostanzialmente tutto il campo
dell'attività criminale. Non ci sono interessi esclusivi. Anche tra le operazioni in
itinere viene privilegiato il contrasto al traffico di stupefacenti, al riciclaggio e a
tentativi di lottizzazioni abusive.

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SENATO DELLA REPUBBLICA - Ufficio dei Resoconti parlamentari
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LUMIA. Dove sono le costruzioni abusive?

VINCELLI. Nella zonanord dell'area alcamese.


Per quanto riguarda il mandamento di Castelvetrano, vi sono 41 affiliati. I capi
clan sono Messina Denaro (su cui hanno già abbondantemente riferito il signor
prefetto e il signor questore) e Maroffa Clemente. Anche in questo caso, si segnalano
estorsioni, traffico di armi e droga, riciclaggio, omicidi e intimidazioni per appalti.
L'attività di contrasto si è sviluppata nelle operazioni 'oCorleonesi" e 'oOmega" e
anche in quest'area si sta cercando di contrastare le nuove attività del gruppo
(naturalmente non ci siamo fermati alle operazioni di polizia giudiziaria fatte nel
ree3).
Dall'illustrazione riguardo al territorio di Alcamo, si nota che le attività di
contrasto sono più numerose, ma ciò dipende dal fatto che questi filoni investigativi
fortunatamente hanno portato a maggiori sviluppi. In altre realtà può sembrare che vi
siano stati minori risultati, ma solo perché le indagini sono ancora in corso e non
hanno dato immediatamente i risultati sperati.
Per quanto riguarda Partanna, vi sono 44 affliati ed elementi di spicco sono
Pandolfo Vincenzo, Scimonelli Giovanni, Accardo Nicola. Anche in quest'area i reati
commessi sono quelli che ho già indicato. Come attività di contrasto, segnalo
I'operazione "Omeg*'; ci sono inoltre indagini del reparto operativo di Trapani, di
concerto con la compagnia carabinieri di Castelvetrano, per frenare I'azione delle
famiglie. Queste attività di contrasto sono finalizzate a mettere a fuoco il gruppo
criminale (tentando di attribuire agli appartenenti il 4l6-bis) e di catturare i latitanti,
in modo da svolgere azioni sinergiche, per evitare di perdere due o tre anni nella
cattura del latitante senza poi riuscire ad ottenere risultati. Per questo motivo, I'attività
di contrasto viene allargataper ottenere risultati in un modo o nell'altro.
Questo è accaduto, ad esempio, nel caso del latitante a cui ha accennato il
signor prefetto, Spezia, che è stato localizzato in Venezvela e fatto arrestare dalla
polizia venezuelana su tnput del reparto operativo di Trapani. Nell'ambito delle
indagini cui facevo riferimento, sono stati arrestati per favoreggiamento anche tutti
coloro che ne hanno consentito lalatitarua all'estero e in territorio nazionale.
Per quanto riguarda Santa Ninfa, sono stati individuati 18 affiliati. Gli elementi
di spicco sono Bianco Giuseppe del 1939, Bianco Lombardo del 1951 e Giambalvo
Pietro del 1938. I settori di interesse criminale sono gli stessi già citati. L'attività di
contrasto si è esplicata sia con l'operazione "Omega", sia con altre operazioni
concluse dal reparto operativo insieme alla compagnia carabinieri ("Eclisse 2",
"Black out" e "Quadrifoglio"), nell'arco temporale tra il 2002 e il 2003. Anche su
Santa Ninfa sono in corso attività di contrasto che ancora non hanno dato esito finale,
ma sono tutte orientate a individuare legami e attività criminali delle famiglie che
operano su Gibellina, Partanna e Santa Ninfa.
Per quanto riguarda Campobello di Mazara si contano 58 affrliati; elemento di
punta è Spezia, Buonafede Leonardo e Passante Alfonso. Per quanto riguarda
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Resoconto stenografico del sopralluogo a Trapani lunedì 25 ottobre 2004

Passalante Alfonso, il campo dell'attività è quello dell'estorsione, armi, droga,


riciclaggio ed omicidi. Le operazioni di contrasto sono: operazione "Ombra" ed una
operazione in corso, ftnalizzata a contrastare il regime di monopolio che di fatto si è
sviluppato per 1o sftuttamento di cave di sabbia ed attività di imprese edili.
Quanto a Mazara del Vallo si contano 72 affiliati, elementi di spicco sono
Agate Mariano, Tamburello Salvatore, Riserbato Antonino e Burzotta Giuseppe.
Analoghi i reati commessi da questa consorteria. Le operazioni di contrasto sono
Corleonesi, Arcasegesta. Sono in corso attività investigative per approfondire gli
aspetti della famiglia Mangiaracina nel campo della pesca. Altre indagini sono
ftnalizzate alla cattura del latitante Mangiaracina. Marsala conta 98 affiliati.
Buonafede Natale, Rallo Antonino, Giampone Vito e Raia Gaspare. Anche questo
gruppo è stato contrastato con le operczioni "Omagd'r "Florio", "Petrov", "Spartaco"
ed altra indagine, awiata dalla compagnia di Marsala per la ricerca di latitanti che
operano nella zoîa. Vita conta 10 affiliati noti, schedati, tra cui Russo Calogero del
'48, capofamiglia detenuto e Crimi Salvatore del '58. Anche questa famiglia opera in
armi, droga ed omicidi. E interessata dalle operazioni "Petrov" ed "Omega". A
Trapani si contano 47 affiliati. L'esponente di spicco è Virga Vincenzo e Pace
Francesco. Analoghi i reati consumati. Le attività di contrasto sono le operazioni
"Petrov", "Omega", "Orino", "Halloween". Naturalmente, anche in questo caso, sono
state utilissime le dichiarazioni di collaboratori ed attività investigative autonome
svolte dal reparto operativo di concerto con la compagnia dei carabinieri di Trapani.
Per quanto riguarda Paceco si contano 33 affiliati; gli elementi di spicco sono
Coppola Filippo e Alcamo Michele del'73. Anche questa area è stata interessata dalle
operazioni "Petrov" e "Omega". Valderici conta 18 affiliati;Mazara Vito è elemento
di spicco, attualmente detenuto, e Simonte Domenico. Anche in Val d'Erice le
operazioni "Petrov" e 'oOmega" hanno messo a fuoco il gruppo criminale. Ho
accennato in qualche caso dell'attività di contrasto posta in essere dal reparto
operativo di concerto con le compagnie. Non è occasionale questo riferimento perché
accanto alla piaga principale della criminalità organizzata indubbiamente il territorio
è interessato da una criminalità comune diffusa per cui i comandi di stazione ed
unitamente quelli di compagnia sono orientati e votati al contrasto della criminalità
diffusa. Recentemente accennava il signor prefetto ci sono stati risultati positivi
anche per il contrasto alle rapine e questi risultati sono scaturiti proprio dalla sinergia
tra le stazioni dei carabinieri ed i nuclei operativi. Tra I'altro è stato fatto qualcosa in
più: si sono organizzati dei gruppi di lavoro per un monitoraggio costante ed
immediato di alcuni fenomeni criminali per cui il personale di più compagnie si
sposta nelle aree di maggior rischio ed interesse. Quindi una compagnia dei
carabinieri all'occoftenza e di fronte all'esigenza di maggiori rinforzi riesce ad
ottenere già personale qualificato interessato ab origine alle indagini dalle prime fasi
investigative.
Accennerò ora a qualche operazione significativa per dare un quadro dei campi
di interesse. Per quanto riguarda l'operazione "Terra bruciata" del '99, il reparto
SENno DELLA REFuEEff
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Resoconto stenografico del sopralluogo aTrapani lunedl 25 ottobre 2004

operativo, di concerto con il nucleo operativo di Palermo, ha sequestrato tredici ettari


di litorale tra Selinunte e Campobello di Mazara, trasformato in sei cave abusive di
sabbie da parte di elementi appartenenti alla famiglia mafiosa di Castel Vetrano che
fa capo a Matteo Messina Denaro. Nella circostanza sono state sequestrate anche
dieci pale meccaniche e macchinari per la stagnatura ed il lavaggio della sabbia per
un valore complessivo di 20 miliardi di lire. Il 2 novembre'99 il reparto operativo ha
arrestato nove persone per omicidi di mafia e tentato omicidio, su prowedimento di
custodia cautelare del GIP di Palermo su tnput della DDA. Il 2 febbraio 2000
l'operuzione "Arca Segesta" ed il reparto operativo ha operato sette arresti per
omicidio, commessi nel territorio di Alcamo nonché per associazione mafiosa,
estorsioni e reati per armi. Nel marzo 2000, sempre il reparto operativo, unitamente
alla compagnia dei carabinieri diMazara del Vallo ha operato I'arresto del latitante
Piazza Giuseppe arrestato in territorio tedesco. Nell'ottobre 2002 I'operazione
"Scorpione" ha consentito nel territorio di Alcamo I'arresto di dodici soggetti
responsabili di associazione mafiosa, sequestro di persona ai danni di un soggetto
custode di una villa di un medico del luogo. Il 30 gennaio 2003 il reparto operativo ha
tratto in arresto cinque persone per aver fatto parte di associazione mafiosa
denominata "cosa nostra". Nel febbraio 2003 si contano altre due persone arrestate
per associazione mafiosa. Nell'aprile 2003 due persone sono arrestate per omicidio;
nel maggio 2003 sempre ad Alcamo altre sei persone sono state arrestate per
associazione di tipo mafioso, trasferimento fraudolento di valori per aver posto in
essere Ia fittizia attribuzione della titolarità di beni al fine di eludere le disposizioni in
materia di misure di prevenzione patrimoniale. Nel medesimo contesto veniva
avanzata una proposta di sequestro preventivo di beni e'quote sociali per un valore
complessivo di 500.000 euro. Nel novembre 2003 I'operazione "Ombra" vedeva
nella città di Valentia la conclusione di un'attività investigativa, naturalmente con la
collaborazione del servizio per la cooperazione internazionale di polizia e la direzione
centrale dei servizi antidroga, con la cattura di Spezia Vincenzo. Nel gennaio 2004
l'operuzione San Giuliano sempre nel mandamento di Alcamo porta all'arresto di sei
persone responsabili di associazione mafiosa e tentata estorsione. Nel febbraio 2004
nei mandamenti di Alcamo e Marsala vi è I'arresto di quattro persone; operazione
realizzata in simbiosi con lapolizia di Stato. Nel marzo 2004 vi è llopenzione"Idta"
in esecuzione dell'ordinanza di custodia, sempre ad Alcamo, di quattro persone
responsabili di associazione mafiosa e trasferimento fraudolento di valori. Nel
medesimo contesto sono state sottoposte a sequestro le quote societarie e beni
immobili di un'azienda per la macellazione e Iavorazione delle carni, denominata
CECOM. Naturalmente questa società è riconducibile aIIa famiglia Melodia.
Nell'aprile 2004 I'operazione "Fenice" è fatta in esecuzione di un'ordinanza di
custodia cautelare per cui sono state arrestate sei persone responsabili di
trasferimento fraudolento di valori aggravati. L'ultima operazione è quella awenuta
stanotte ed ha portato all'arresto di tredici persone arrestate a Trapani e in alcune città
del Centro e Nord Italia. Abbiamo accertato in questo caso il collegamento con
SENA
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personaggi all'estero, addirittura con elementi dell'Est europeo e con la Spagna. Le


tredici persone sono state arrestate per traffico di stupefacenti.

PRESIDENTE. Vorremmo un quadro più approfondito di questa operazione.

VINCELLI. Si tratta dell"'Operazione Tuareg" che ha avuto sviluppo dall'arresto di


altro latitante \ocalizzato in Spagna e quindi bloccato grazie alla collaborazione della
polizia spagnola. Quanto alle tredici persone uno dei soggetti interessati operava in
altaltalia e aveva contatti con elementi dei Paesi dell'Est.

(I lavori proseguono in seduta segreta dalle ore 17,01).

(I lavori riprendono in seduta pubblica alle ore 17,15.)

DI RELLA. Signor Presidente, onorevoli deputati e senatori componenti della


Commissione parlamentare antimafia, prima di soffermarmi su alcuni aspetti più di
dettaglio ritengo opportuno sottolineare un aspetto peculiare per quanto riguarda la
Guardia di frnanza.
Il comando generale della Guardia di ftnanza ha demandato ai GICO, Gruppi
di investigazione sulla criminalità organiz.zata che operano presso i nuclei regionali e
provinciali di polizia tributaria in sede di direzione distrettuale antimafia, specifiche
competenze, attribuendo così atali gruppi un ruolo di primo piano nella lotta contro il
crimine organizzato.
Ai reparti territoriali, che dipendono dal comando provinciale di Trapani, è
stato invece conferito un ruolo di concorso nella lotta alla criminalità organizzata che
si estrinseca prevalentemente nella verifica della posizione fiscale, ai sensi
dell'articolo 25 della legge n. 646 del 1982, e nella ricezione delle comunicazioni
previste dall'articolo 30 della stessa legge, nell'esecuzione di indagini in materia di
traffico di sostanze stupefacenti, che peraltro sono assegnate in via prioritaria ai
gruppi operativi antidroga. Le ipotesi di riciclaggio conseguenti a tali traffici devono
essere trattate dai GICO, salvo diverso orientamento dell'autorita giudiziaria.
Altro ruolo che viene svolto dai reparti territoriali è quello delle ispezioni ed
indagini in materia di controllo di intermediari finanziari e sviluppo delle
segnalazioni sospette da parte del nucleo speciale di polizia valutaria in sede centrale
e dei nuclei provinciali di polizia tributaria, quando delegati, I'esecuzione di indagini
anticontrabbando e di contrasto alle frodi comunitarie, le verifiche fiscali e le attività
di accertamento a fini tributari e non, in determinati settori economici che si ritiene
possano essere in qualche modo condizionati dalla presenza e dall'infiltrazione della
criminal i tà or ganizzata.
Ecco la ragione per la quale è oggi presente anche il tenente colonnello
Giuseppe D'Angelo, comandante del GICO della Guardia di finanza di Palermo, il
quale se lo ritiene opportuno potrà, per le indagini a più ampio respiro svolte
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nell'ambito del nucleo regionale, fornire in prima persona qualche ulteriore elemento
di dettaglio.
Proprio per quelle caratteristiche che citavo prima, i reparti tenitoriali
ttilizzano 1o strumento principe dell'attivita della Guardia di ftnanza, peraltro
frnalizzato a scoprire illeciti di natura tributaria, vale a dire la verifica fiscale. È uno
strumento che in taluni casi si presta abbastanza bene ad individuare e scoprire
eventuali situazioni di rilievo ai fini dell'individuazione di condizionamenti delle
attività economiche da parte di soggetti appartenenti alla criminalità organizzata.
In tale contesto va sottolineato che, in aderenza ad una direttiva a suo tempo
emanata dal Ministero delle frnanze già nel 1999, finalizzata a sostenere e potenziare
I'attivita dell'Amministrazione frnanziaria nelle cosiddette regioni a rischio nei
confronti di soggetti indiziati di appartenere alla criminalità organizzata, il comando
provinciale della Guardia di frnanza di Trapani tra il 2001 e il2004, alla data del 30
settembre, ha concluso 14 verifiche fiscali in questo specifico settore. In particolare,
otto nei confronti di soggetti sottoposti a misure di prevenzione personale e
patrimoniale, cinque nei confronti di soggetti appartenenti, anche solo sulla base di
elementi indiziari ad associazioní criminali di stampo mafioso, ex articolo 416-bis, e
una nei confronti di un soggetto che vive abitualmente in tutto o in parte con proventi
di attività illecite.
Il consuntivo di tali attività ha consentito di rilevare, mi riferisco solo ai dati
più significativi, redditi non dichiarati per quattro milioni di euro e IVA dovuta per
oltre 500.000 euro.
Nel corso del 2001 sono state svolte sette verifiche fiscali mirate all'eventuale
ricostruzione di fattispecie di riciclaggio, usura, turbata libertà dell'industria e del
commercio o comunque di circostanze penalmente rilevanti che carafterizzano
l'azione criminale delle consorterie mafiose. L'attività ha interessato soggetti
economici che, sulla scorta dello sviluppo di attività di intelligence e di elementi
informativi disponibili, risultavano contigui alla criminalità. In questo caso non sono
state scoperte fattispecie criminose come quelle di cui si è già parlato, sono stati però
acquisiti significativi risultati sotto il profilo tributario e sono stati individuati due
evasori paratotali, ossia quei soggetti economici che sottraggono al fisco materia
imponibile per un ammontare superiore al 50 per cento dell'effettivo.
La Finanza si dedica poi alla verifica della posizione fiscale, ai sensi
dell'articolo 25 della legge n. 646 del 1982. Nel 2003, sulla base delle direttive del
comando generale, è stata awiata un'attività di verifica generale verso un soggetto di
Custonaci sottoposto a misura di prevenzione e sorveglianza speciale di PS con
obbligo di soggiorno nel comune di residenza, che aveva una società che lavorava
pietre e marmi. L'attività è terminata alla metà del 2004, ma non ha consentito di
conseguire significativi risultati, perché la società verificata si è awalsa degli istituti
perdonistici previsti dalla legge n. 289 del 2002, il cosiddetto condono fiscale. Tra il
gennaio del 2000 e la metà del 2001 abbiamo effettuato altre tre verifiche generali,
due delle quali ai sensi dell'articolo 25, nei confronti di altrettante società
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riconducibili ad un personaggio di spicco della consorteria mafiosa di Mazara.


Abbiamo così appurato che vi erano attività infragruppo e soprattutto false
rappresentazioni di debiti e crediti relativi ad incassi e pagamenti, nonché pagamenti
e acquisti serza fattura per somme elevate.
Altro settore verso il quale si è rivolta l'attività della Finanza è quello del
contrasto all'illecito perpetrato nel settore degli appalti di opere pubbliche, di
forniture e di servizi pubblici, soprattutto per verificare l'eventuale esistenza di
subappalti non autorizzati. L'attività è molto arficolata e l'esperienza investigativa
consente di affermare che I'individuazione di subappalti può emergere da un'analisi
approfondita di alcuni fattori della produzione dell'impresa interessata, come
attrezzature e macchinari impiegati per la materiale esecuzione dell'appalto (quindi
verificare se I'impresa appaltatrice disponga di macchinari idonei per il lavoro e non
si awalga di quelli di altre ditte), nonché la verifica della posizione della manodopera
impegnata. L'attività prevede un riscontro documentale e un riscontro sul posto per
verificare la corrispondenza tra i due aspetti, tutto finalizzato a verificare che con
attività surrettizie non si sia dato vita ad un subappalto non autorizzato. In questo
settore, sempre tra il 200I e il 30 settembre 2004, i reparti dipendenti dal comando
provinciale di Trapani hanno eseguito 87 controlli verso imprese commerciali, 79
operanti nel settore edile, sei operanti nel settore del movimento terra e due operanti
nel settore dei rifiuti solidi urbani. Fanno da corollario a tutte queste attività le
iniziative finalizzate ad individuare il sommerso nella duplice accezione, di azienda e
di lavoro. Nel primo tipo di sommerso rientrano gli evasori totali, i soggetti
sconosciuti al fisco, che per un periodo d'imposta abbiano omesso di presentare le
prescritte dichiarazioni, e gli evasori paratotali; nel secondo rientrano i lavoratori
irregolari, ossia coloro i quali che, anche se dichiarati dall'azienda, svolgono
mansioni diverse o percepiscono un compenso inferiore al dichiarato, e i lavoratori in
nero, ossia coloro che operano senza alcuna rcgolanzzazione prevista dalla normativa
vigente. In questo specifico comparto, tra il 2002 e iI2004, sono stati individuati 258
evasori totali, 33 paratotali, 51 lavoratori irregolari e 373 lavoratori in nero.
Per l'attività di contrasto al traffico di sostanze stupefacenti, fermo restando la
competenza prioritaria del Gruppo operativo antidroga del nucleo regionale di polizia
tributaria, possiamo sottolineare che l'attività è stata rivolta alf individuazione dei
principali canali di approwigionamento dei trafficanti locali, nonché dei luoghi nei
quali 1o spaccio è più intenso. Questa attività ha consentito di raggiungere risultati
apprezzabili, anche in considerazione delle potenzialità dei reparti dipendenti dal
comando provinciale, con la segnalazione di 562 persone al prefetto, la denuncia di
79 el'arcesto di 56.
IJn'openzione portata a termine recentemente dalla tener.sa della Guardia di
ftnanza di Mazara del Vallo, in concorso con la compagnia della Guardia di finanza
di Gela, ha consentito di pervenire al sequestro, nel comprensorio del comune di
Mazara del Vallo, di 160 chili di marijuana, di 1 .250 pianfine di cannabis indíca e di

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un chilo e 600 grammi di relative sementi, nonché di sgominare un'associazione a


delinquere composta da sei persone.
La Guardia di finanza si dedica anche alla prevenzione e alla repressione degli
illeciti nel settore del riciclaggio. Si comincia con i controlli di tipo amministrativo,
che vedono quale principale attore il Nucleo speciale di polizia tributaria, che per
determinate attività si può awalere dei nuclei di polizia tributaria presenti sul
territorio. L'attività principale è quella dell'approfondimento delle segnalazioni
sospette, che vengono poi delegate ai nuclei provinciali. Sotto questo profilo va
sottolineato che tra il 2002 e il settembre del 2004 il dipendente nucleo di polizia
tributaria ha sviluppato 47 operazioni, ma le violazioni riscontrate non sono in
numero significativo e hanno riguardato prevalentemente ipotesi di trasferimenti di
somme in contanti superiori ai limiti previsti dalla nonna serza far ricorso agli
intermediari abilitati, quindi sorvolando I' obbligo di identifi cazione.

PRESIDENTE. Vi sono state da parte degli intermediari abilitati delle segnalazioni di


operazioni sospette?

DI RELLA. Queste pervengono direttamente al Nucleo speciale di polizia valutaria


che le veicola sulla base di analisi preventive che riceve. Esso infatti ha una sezione
analisi che analizza iI profilo oggettivo e soggettivo e, o le sviluppa autonomamente
con le proprie articolazioni, perché dispone di un proprio gruppo di sezioni, con sede
a Palermo, istituito non molti anni fa, in relazione alla necessità di garantire una
presenza più penetrante nella Regione siciliana, o demanda gli approfondimenti agli
uffici presenti sul territorio. In qualche modo non siamo parte attiva. I1 Nucleo
speciale veicola queste segnalazioni. . .

PRESIDENTE. Ma vi è capitato di essere interessati da questo tipo di indagini da


Palermo?

DI RELLA. Non direttamente da Palermo, ma dal Nucleo speciale che ha sede a


Roma.

PRESIDENTE. E in quante occasioni?

DI RELLA. È un flusso di
comunicazione ordinario. Non ci sono occasioni
particolari, ma forse non ho ben capito la domanda.

PRESIDENTE. Non si preoccupi, forse mi sono spiegato male io. I1 meccanismo di


cognizione lo conosco. Lei ha detto che, a volte, per verifiche sul territorio ci si
awale anche delle forze del comando provinciale. Vi è capitato di avere questa
richiesta di approfondimento?

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Resoconto stenografìco del sopralluogo a Trapani lunedl 25 ottobre 2004

DI RELLA. Sì. Ho sottolineato che il nucleo di polizia tributaria della finanza di


Trapani ha svilupp alo, fra il2002. . ..

PRESIDENTE. Sì, per 47 segnalazioni sospette da intermediari non abilitati...

DI RELLA.No, sempre tramite il nucleo speciale di polizia, I'unico canale attraverso


il quale riceviamo questo tipo di...

PRESIDENTE. Ma si riferivano ad segnalazioni sospette operate da intermediari


abilitati o no?

DI fuELLA. Da istituti bancari. Io faccio riferimento alla mia esperierua, perché ho


comandato per un anno il Nucleo. Quindi, in genere, istituti bancari e in un caso solo
una società che gestisce carte di credito.
Lo strumento principe di cui si awale laFinanzanell'azione di contrasto alla
criminalita è quello degli accertamenti patrimoniali. Per quanto riguarda la realtà del
trapanese, essi vengono attivati su richiesta della locale questura e della procura della
Repubblica, alla sede di Marsala, le quali, nell'istruire le pratiche, chiedono al Corpo
prevalentemente I'esecuzione dei soli accertamenti bancari nei confronti del proposto
e del nucleo familiare e articolano in modo autonomo la proposta sulla base degli
elementi in loro possesso. La procura della Repubblica di Trapani rimette al Corpo
l'esame della posizione globale dei soggetti, in modo da sviluppare nel corso delle
investigazione tutti gli elementi di cui il reparto è in possesso. È un'attività che,
fermo restando Laprecisazione iniziale, per la quale non c'è un'articolazione specifica
nell'ambito del comando provinciale, impegna i reparti e viene svolta con
abnegazione, come testimoniato dall'impegno profuso quotidianamente e dal numero
delle deleghe che risultano ancora in trattazione (43), pervenute prevalentemente
dalla procura della Repubblica di Marsala.
Tra i compiti concorsuali demandati ai reparti territoriali, c'è anche la ricezione
delle comunicazioni delle variazioni patrimoniali previste dall'articolo 30 della legge
n. 646 del 1982. Il nucleo provinciale di polizia tributaria da tempo svolge uno
screening di queste segnalazioni e di tutte le comunicazioni sull'erogazione delle
misure di prevenzione che pervengono dalla questura. Dal 200I ad oggi sono stati
segnalati alla competente autorità giudiziaria dieci soggetti, già destinatari di misure
di prevenzione antimafia, che hanno omesso di effettuare Ia comunicazione per un
valore complessivo corrispondente a circa 900.000 euro.
Un brevissimo cenno su attività piu recenti, in particolare nel settore della
sanità, che può sembrare avulso rispetto al contesto di cui stiamo parlando, ma che
invece è all'attenzione della Finanza, perché non possiamo escludere che in un
contesto territoriale come il nostro vi possano essere interessi della criminalità
organizzata. A questo proposito va sottolineato, nel rispetto delle direttive che la

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Resoconto stenosrafico del sopralluoso a Trapani lunedl 25 ottobre 2004

Finanza ha ricevuto dalle superiori gerarchie, su richiesta del prefetto di Trapani, che
i reparti dipendenti hanno intrapreso due verifiche fiscali in questo specifico settore.

(I lavori proseguono in seduta segreta dalle ore 17,34).

(I lavori riprendono in seduta pubblica dalle ore 17,36).

DI RELLA. Altre attività in corso riguardano in particolare la produzione e il


commercio di materiali da costruzione, anche in questo caso sulla base di un interesse
- accertato in altre circostanze - della criminalità organizzata in questo particolare
settore produttivo. Il comando provinciale ha awiato autonomamente quattro
verifiche fiscali nei confronti di aziende che, rispetto ad altre operanti nello stesso
settore produttivo, offrono alla clientela il calcestruzzo a prezzi obiettivamente più
bassi. Questa attività, al momento, ha consentito soltanto di rilevare delle violazioni
di natura fiscale; una di queste aziende, in particolare, è risultata essere un evasore
totale, quindi totalmente sconosciuta al fisco; per questo motivo poteva praticare
prezzipiù bassi.
Sono a disposizione per eventuali altre domande e chiarimenti.

PRESIDENTE. Do la parola al rappresentante della DIA. Oltre a quello che ci dirà,


dottor Bonanno, vorrei conoscere qual è l'effettivo della DIA su Trapani e se viene
fatto un monitoraggio delle estorsioni riconducibili alle associazioni mafiose e
similari, in modo da disporre di un quadro complessivo. Tra l'altro, mi pare che
questo sia previsto anche dalla legge istitutiva della DIA.

BONANNO. Signor Presidente, signori componenti della Commissione, sono il capo


della sezione operativa DIA di Trapani.
Risulta difficile aggiungere altri dati a quelli già illustrati da sua eccellerua iI
prefetto e, via via, dal signor questore, dai rappresentanti provinciali dei carabinieri e
dellaGuardia difinarza.Vorrei quindi soffermarmi, oltre che sull'argomento da lei
richiamato, su alcune riflessioni che riguardano I'organizzazione mafiosa nel
territorio di Trapani, che ritengo sia quella più generalizzata, che riguarda cioè un po'
tutta la Sicilia.
In provincia di Trapani, da anni non si registrano nuove collaborazioni.
L'ultima, se non ricordo male, dovrebbe essere quella di Concetto Mariano (cui
faceva riferimento il signor questore), un vigile urbano di Marsala. In passato, ci sono
stati collaboratori che hanno reso dichiarazioni, fornendo un contributo notevolissimo
alla lotta alla mafia. Mi riferisco a collaboratori come Patti, Sinacori, Ferro di
Alcamo, Geraci di Castelvetrano, MiIazz.o di Paceco e altri: questi sono i più
importanti, quelli che hanno dato un duro colpo alla mafia.
Occorre sottolineare, inoltre, che c'è stato un mutamento della strategia delle
organizzazioni mafiose in provincia di Trapani e, d'altronde, nel resto della Sicilia.

SENATO DELLA REPUBBLICA- Ufficio dei Resoconti parlamentari


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Resoconto stenografico del sonralluogo a Tranani lunedì 25 ottobre 2004

Infatti, non si fa più ricorso alI'azione frontale, come invece si registrava fino a poco
tempo fa. L'organizzazione mafi.osa ha perso quella connotazione prettamente
militare di scontro aperto con 10 Stato ed è passataad un'attivitàper così dire sotto
traccia, come normalmente viene definita.
Queste due situazioni concomitanti, concorrenti I'assenza di nuove
collaborazioni e I'inabissamento delle organizzazioni - rendono difficile I'attività
investigativa sul fronte antimafia, per cui risulta arduo riuscire a leggerne le nuove
cowrotazioni e soprattutto a disegnare le nuove mappature.
Inprovincia di Trapani, risultano quattro mandamenti mafiosi: quello
trapanese, quello alcamese, quello castelvetranese e quello di Mazara del Vallo.
Complessivamente, si contano circa 700 affiliati, ma i fiancheggiatori sono
chiaramente molti di più. Quello dei fiancheggiatori, peraltro, è un argomento molto
delicato: essi rappresentano il vero punto di forza di cosa nostra, poiché non hanno un
volto, non se ne può stabilire I'identità. Sono soggetti che non fanno parte organica di
cosa nostra, ma che all'occofferuza si mettono al servizio dell'organizzazione per il
raggiungimento di fini e scopi funzionali all'organizzazione stessa. Sul numero di
questi soggetti non si dispone di un dato preciso, anche se (come diceva il signor
questore), partendo dall'ambito familiare e dai soggetti che sono alf interno della
famiglia di sangue, cui spesso si fa riferimento, si può giungere ad un numero
dell'ordine di 2.500 o 3.000 persone.
In atto, le cosche della provincia vivono una fase di riorganizzazione e di
ricostituzione degli organigrammi interni. Dopo i tanti processi, i tanti prowedimenti
restrittivi e, soprattutto, le sentenze di condanna degli ultimi anni, l'organizzazione ne
è uscita un po' sfilacciata, per cui già da qualche anno è iniziata questa nuova fase di
riorganizzazione e di ricostituzione degli assetti interni.
Si può dire, comunque, che le cosche trapanesi fanno sempre riferimento ai
capi storici. Nell'attività di monitoraggio costante che viene svolta, si rileva che i
cognomi dei vari capi di mandamento sono sempre gli stessi, cambiano solo i nomi di
battesimo. Infatti, come è stato detto, aMazara del Vallo, ad Agate Mariano subentra
il figlio o il fratello; a Trapani, a Virga Vincenzo (che è stato assicurato alla giustizia
e che però continua dall'interno della struttura carceraria a gestire il suo potere) sono
subentrati i figli; 1o stesso è awenuto ad Alcamo, con i Melodia. L'organizzazione,
insomma, si muove sempre in un ambito parentale e quindi i cognomi ricorrono
anche a distanza di anni.
Volevo poi accennare allalatitanza del Messina Denaro Matteo, che - come è
stato detto - ha acquisito una posizione di preminenza tale da essere univocamente
considerato da tutti il capo delf intera provincia. Egli ha una posizione molto forte,
per i collegamenti e per le alleanze che ha con analoghe organizzazioni criminali del
palermitano. Mi riferisco in particolare alle organizzazioni criminali che fanno capo
ai Guttadauro di Palermo o di Bagheria, che dir si voglia. La latitanza di Matteo
Messina Denaro è assicurata da soggetti che fanno certamente parte di cosa nostra,
ma anche da soggetti che non svolgono un ruolo attivo e costante alf interno
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dell'organizzazione e però risultano di importarua strategica nella cura della latitanza


del Messina Denaro.
Oltre al Messina Denaro, altri latitanti di natura mafiosa della provincia sono
Pandolfo, Bonanno Pietro, recentemente anche il Miceli Salvatore e altri di minore
importanza,per un numero complessivo di 6-7 latitanti.
L'ambito in cui cosa nostra esplica la propria azione delittuosa è quello delle
estorsioni, delf infiItrazíone degli appalti e del narcotraffico. Le ultime operazioni che
sono state condotte dalla squadra mobile in tema di narcotraffico e dai carabinieri
evidenziano che c'è una ripresa dei collegamenti internazionali per la gestione del
traffico di stupefacenti da parte delle organizzazioni criminali che hanno radici in
questa provincia.
Per quanto riguardal'infltrazione negli appalti, in passato si è rilevato che cosa
nostra aveva più che altro una posizione parassitaria, nel senso che si inseriva nel
settore degli appalti in termini passivi, con il cosiddetto pizzo. Da qualche anno,
invece, si registra una nuova figura di mafioso, quella del mafioso imprenditore che si
inserisce nel contesto e nel circuito economico con la gestione diretta o indiretta di
alcuni lavori per la realizzazione di appalti, anche attraverso prestanome.
Per quanto riguarda la sua domanda sul monitoraggio degli appalti, Presidente,
lei faceva riferimento alla legge obiettivo del 2001?

PRESIDENTE. No, facevo riferimento alla legge n. 4L0 del l99L ai fini del
monitoraggio delle estorsioni. Poi la legge obiettivo ha attribuito alla DIA un
ulteriore compito.

BONANNO. In effetti, l'attività della DIA in questo settore è stata ampliata e resa più
operativa, soprattutto con riferimento alle opere strategiche da costruire in Italia,
alcune delle quali sono in corso direalizzazione e altre in corso di progettazione.
Un'opera strategica da rcalizzarsi nella provincia di Trapani è la costruzione
dell'acquedotto Montescuro ovest: si tratta del rifacimento di un acquedotto che in\zia
in territorio palermitano e si addentra in provincia di Trapani, a cui si approwigiona
la città di Trapani. Si sta facendo lo studio preliminare di questo progetto; le gare per
gli appalti dovrebbero partire a decorrere dai primi mesi del 2005.
Nell'ambito di questa competenza Ia DIA ha approntato una struttura di
monitoraggio. Sono stati costituiti una serie di organismi in sede periferica, gestiti
dalla prefettura, i gruppi interforze, cui fanno parte i rappresentanti delle varie forze
di polizia, compreso i funzionari del Proweditorato per le opere pubbliche,
dell'Ispettorato del lavoro che coadiuverà, relazionerà al prefetto e coadiuverà
nell'azione di monitoraggio con accessi diretti ai cantieri e con Ia rilevazione di una
serie di dati che saranno poi inseriti in un sistema informatico che sarà gestito a
livello centrale dalla DIA. Questi organismi sono già in funzione ed alcuni in fase di
sperimentazione.In provincia di Trapani non sono ancora stati appaltati dei lavori in
tal senso per cui non si sta procedendo ad attivita di monitoraggio per prevenire
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infiltrazioni mafiose e quindi tentativi di estorsione. Tra non molto partiranno de|
lavori a Trapani per Ia piazza portuale. Dai dati in possesso sembrano essere lavori
che rientrerarìno nell'attività più generale di monitoraggio che verrà esperita per
prevenire infiltrazioni di natura mafiosa in quelle attività economiche.

LUMIA. La provincia di Trapani è difficilissima e cosa nostra è fortissima e ben


collegata con l'economia e la politica. Vorrei chiedere le proiezioni nazionali di Cosa
Nostra di questa provincia in riferimento alla nota vicenda del 4l-bis della revisione
dei processi. Su questa provincia è calato Leoluca Bagarella con il famoso proclama.
Vorrei sapere le vostre valutazioni, soprattutto degli investigatori, di chi ha
avuto modo di ascoltare intercettazioni e di seguire le indagini, sulla presenza di
Leoluca Bagarella in questa provincia, del perché ha scelto la provincia di Trapani,
dei rapportifraleoluca Bagarella e Matteo Messina Denaro in ordine a quella famosa
intercettazione vicino Bivona che purtroppo è andatapubblica, compromettendone gli
sviluppi, dove si faceva riferimento ad un certo ritorno alle armi e alla presenza del
cosiddetto ('o siccu>>, che dovrebbe essere appunto Matteo Messina Denaro. Vi sono
legami tra i detenuti sottoposti aI4l-bis e l'esterno? In che termine è stato perforato il
I-bis? Come vi risulta che viene aggirato? Infine, vorrei conoscere la vostra
valutazione su Mariana Agate che dalle carceri sembra stia tranquillizzando il mondo
dei óoss detenuti che, dopo il proclama Bagarella, tutti ci si aspettava fossero pronti
ad insorgere ed invece sembra si siano adesso acquietati. Qual è la lettura che vi siete
fatti alla luce anche del tentativo di Mariana Agate di tranquillizzare e far capire che
possono arrivare risultati importanti per loro? Inoltre, vi risultano dei óoss fuori come
Francesco, figlio di Vincenzo Virga, che ha dichiarato la residenza nel comune di
Busto Palizzolo e che si reca a Trapani? Ritenete abbia dei contatti con i loro gregari
fuori e questi scarcerati sono coinvolti nelle indagini sugli appalti fatti? Vorrei inoltre
capire se, oltre al tema del Al-bis, vi risulta vi sia un'interfererrza da parte dei óoss sia
dentro che fuori e la legislazione, oltre che sulla revisione dei processi, anche sulle
misure di prevenzione e sul sequestro e sulla confisca dei beni.
Sempre sulle minacce e sulla pericolosità in ordine ai punti molto specifici già
sottoposti vorrei capire il collegamento con la Massoneria in modo più dettagliato
rispetto all'esposizione fatfa. Da questo punto di vista quali sono le vostre
valutazioni, tenuto anche conto del vescovo Francesco Miccicchè che più volte ha
richiamato l'atter:.z,ione intorno al connubio storico che veniva ripreso dal prefefio
nella sua introduzione? Come si evolve questo rapporto e che sviluppo sta creando?
Inoltre vorrei chiedere dei casi clamorosi dei pubblici funzionari condannati o che
hanno procedimenti giudiziari in corso e che siedono beatamente ai loro posti, in
qualche caso addirittura premiati. Vorrei sapere se è al corrente di ciò e quali
prowedimenti intende porre in essere. Mi riferisco al segretario generale del comune
di Trapani, condannato per vicende legate alla concussione che ha portato anche alla
condanna dell'ex sindaco Nino Laudicina o al caso di Filippo Sparra sempre
coinvolto nello stesso procedimento. Singolare anche quello di Storace Pasquale che,
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coinvolto in un procedimento giudiziario, viene úilizzato all'interno dell'Azienda


sanitaria della provincia di Trapani con compiti anche molto importanti. Mi sembra
sia capo dipartimento. Se la segnalazione non è errata, Storace Pasquale fa
riferimento all'onorevole Giammarinaro, uno dei quattro esponenti politici che in
questi anni sono stati coinvolti in indagini di mafra, che si dedica molto
all'organizzazione della presenza politica nel campo della sanità.
Vorrei sapere le difficoltà incontraté sui beni confiscati, in ordine ad esempio
al famoso appartamento del Vincenzo Virga in territorio di Erice. Per ben due volte si
è dovuta farela consegna a padre Lobue. Cosa c'è dietro queste difficoltà? Lo stesso
vorrei sapere sulla Calcestruzzi Erecina, impianto famoso. Vorrei conoscere le
difficoltà incontrate, se vi sono state interferenze politiche intorno alla gestione di
questo importante bene.
Vorrei sapere la vostra valutazione in ordine all'intimidazione mafiosa di
alcuni amministratori. Ve ne sono state diverse. Vorrei che si scendesse più nel
dettaglio in modo da capire, al di là del costume di fare atti intimidatori, dove vi sia
I'interfererua mafrosa e qual è la vostra valutazione. In particolare, nel campo della
sanità, vorrei conoscere le valutazioni del direttore generale, Fulvio Manno, che più
volte ha denunciato alcune presenze all'interno dell'ospedale di Alcamo. Sono
attendibili, serie e alf interno della sua struttura aziendale organizza quella
trasparenza e lotta allamafra che lui dichiara fuori?
Quanto al racket ed all'usura dalle indagini sono emersi collegamenti tra
l'onorevole Girolamo Turano, che risulta estorto, e gli stessi estorsori, vi è stato un
collegamento che sul versante dell'esemplarità che la politica deve offrire è pari a
quello che la legge richiede (denunciare, collaborare, spiegare ed anticipare le mosse
da parte delle organizzazioni mafiose)?
Vorrei una vostra valutazione in ordine ai mezzi, non agli organici, ma alla
minaccia della mafia, allo spessore che questa minaccia porta con sé in questa
provincia e la rilevanza che ha sullo scacchiere più generale.
In particolare vorrei.chiedere sul comune di Castellammare del Golfo. Ci sono
state diverse operazioni che hanno interessato la vita amministrativa, burocratica e
politica. Vi risulta che un consigliere comunale, Canzoniere Gaspare, è stato già
condannato per turbativa d'asta relativa all'affidamento del centro disabili di
Castellammare? Siete al corrente che Garrigliano Vincenzo - consigliere comunale -
è stato coinvolto nella recente "Operazione Tempesta" del luglio 2004? Il figlio è
stato arrestato. Sapete se su Bonventre Epifanio, ex assessore ai lavori pubblici, prima
giunta, parente della famiglia Bonventre, mafiosi storici di Castellammare, vi è un
esercizio di influenzaintomo alla sua attività di consigliere comunale? Lo stesso vale
per Fiordilino Vincenzo, agente tecnico della forestale; anche lui colpito da awiso di
garanzia nell"'Operazione Tempesta", e su altri ancora come Calabrò Alberto, ex
capo gruppo, pensionato, primo cugino del óoss Gioacchino Calabrò con cui tuttora
intrattiene rapporti e che sta avendo un ruolo di spicco nell'approvazione del piano
regolatore. Lo stesso vale per Valenti Giuseppe e per Turricciano Pietro.
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Insomma, vorrei capire cosa sta awenendo in questa importante città


Castellammare e se siete al corrente delle proiezioni intemazionali che già la storia ci
ha consegnato e se ritenete ancora attuali le proiezioni internazionali delle cosche di
quella zona. Vorrei inoltre sapere quali sono le vostre valutazioni intorno alI'azione
dell'onorevole Cannino adesso e se ritenete che anche oggi è in grado di condizionare
l'attività politico-ammininistrativa. Lo stesso vale per I'onorevole Pizzo, per
Giammarinaro e per Spina. Vorrei inoltre conoscere maggiori informazioni
sull'onorevole Costa, anche lui interessato ad alcune indagini: quali sono le ipotesi, i
collegamenti riscontrati, al di là della rilevanza tecnica la cui valutazione spetta alla
magistratura. Avete notato particolari interferenze?
Mi riservo di dare alcune indicazioni sugli appalti. Quanto ad AGEST
Aeroporto state monitorando gli appalti e vi risultano delle connessioni?
American Cup è un punto molto delicato. Vi prego di rispondere con la
massima lealtà e schiettezza, essendo un'importante opera d'investimento e di
iniziativa per questa provincia. L'ingegnere Messina agiva da solo, con la doppia
faccia del funzionario onesto e scrupoloso e poi alle spalle corrompeva ed
organizzava un'attività illecita con il sistema delle imprese? Quali sono i rapporti con
la politica, quali le protezioni nazionali, se ne godeva? Avete individuato nelle
intercettazioni collegamenti con esponenti del Governo, in particolare con il senatore
D'Alì, tenuto conto che il Messina per poco, se non ci fosse stato il vostro intervento
e della magistratura, diventava I'interfaccia del dottor Bertolaso per la gestione, senza
incanto pubblico, con affidarnento diretto delle risorse pubbliche che si dovevano
gestire in particolare per le opere del porto e della rete fognaria ed altro che si
dovevano svolgere nel comune di Trapani? Quindi, prima di passare, secondo quanto
dice la DIA, ad una successiva fase di prevenzione, che in ogni caso consente di
scoprire solo dopo quello che awiene, bisogna venire a capo del problema. È
possibile capire cosa awiene prima, con riferimento a questi appalti?
Si è evidenziata qualche interferenza rispetto alle opere di escavazioni relative
ai porti di Trapani, Marsala e Mazara? Avete fatto qualche riscontro in tal senso,
aldilà della rilevanzapenale che si può attribuire a tali attività?
Quali sono le vostre valutazioni rispetto a Campobello di Mazara e Salemi?
Con riferimento alle elezioni provinciali si è evidenziato uno scontro
ferocissimo, che in buona parte si può spiegare con la classica litigiosità politica che
coinvolge tutti e che in questa provincia ha visto protagonisti in modo particolare due
candidati a presidente della stessa area politica. Si sono accusati a vicenda di
condizionamenti mafiosi. Una parte rimproverava all'altra che le rispettive cordate
erano soggette a condizionamento mafioso. Cosa vi risulta di questo
condizionamento? Che idea vi siete fatti? Sono stati irresponsabili nel fare queste
dichiarazioni oppure emerge tra le righe qualcosa di più consistente che vale la pena
ricordare?
Vi risulta che il Grigoli Giuseppe, re dei supeÍnercati di questa provincia, sia
collegato con Matteo Messina Denaro?
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Cosa potete dirci poi su Castelvetrano? La sorella di ProvenzaÍro, residente a


Castelvetrano, mi risulta che organizzava la latitarza di Riina. Gúzzaffi Giovanni,
ergastolano, uno dei tre nipoti prediletti di Riina, era in soggiorno obbligato a
Castelvetrano. Anche il cognato di Grizzaffi, che porta il cognome Provenzano,
lavorava a Castelvetrano. Vaccarino di Corleone, ex sindaco, già condannato per
traffico internazionale di droga, è interessato a Castelvetrano.
Che idea vi siete fatti del trasferimento di proprietà relativo ad un famoso
terreno, oggi gestito da padre Lo Bue, del ruolo avuto dal padre del professor
Provenzano, diverso da quello del latitante Provenzano, e del contratto che poi alla
fine fa emergere la funzione e il ruolo di Saveria Benedetta Palazzolo?
Cosa potete dirci su Castelvetrano?

CRISTALDI. Presidente, come parlamentare e sindaco di questo territorio, desidero


innanzitutto esprimere il mio compiacimento al prefetto, al questore e ai
rappresentanti delle forze dell'ordine, per I'ottimo lavoro che stanno svolgendo
eppure, da una lettura della relazione del prefetto e dall'ascolto delle esposizioni dei
rappresentanti delle forue dell'ordine, qualche quesito emerge.
Per abitudine non pongo domande specifiche su indagini perché credo che a me
tocchi un compito diverso. Altri scelgono di svolgere il proprio ruolo, liberamente e
legittimamente, seguendo un'altra metodologia. In particolare, mi preme di
evidenziare il seguente problema rispetto al quale spero che emerga una vostra idea.
Vi ricordo che, anche se la domanda che intendo porre è pubblica, in ogni caso è
sempre possibile segretare eventuali risposte che dovessero risultare delicate.
L'immagine, ad esempio, del capo dell'ufficio tecnico del comune di Trapani,
arrestato con I'accusa di aver intascato venti milioni per due appalti, dieci milioni per
appalto, sembra in effetti corrispondere più a quella del ladro di polli che non a quella
di una longa manus della mafia.
Anche se le indagini relative agli appalti in ambito provinciale stanno dando
sicuramente dei risultati, mi interrogo se si tratti di operazioni di comrzione - e
quindi di un rapporto illegittimo tra I'impresa e un dirigente che manovra gli appalti -
oppure, come in passato si è sempre affermato, di una logica strategica di qualche
cervello che coordina tutte le azioni e che lascia qualche spazio che viene occupato
dal sistema degli appalti in provincia di Trapani. Dalle vostre relazioni non emerge la
convinzione dell'esistenza di un cervello e quindi della mafia che controlla il sistema
degli appalti. Anzi, se dovessi in qualche maniera prendere come esempio gli arresti
recenti, anche se certamente frutto di comrzione e altro, non potrei non considerarli
comunque infinitesimali nell'ambito di un ruolo guida della mafia rispeffo al sistema
degli appalti.
Ciò mi porta a pensare o che la mafia ha abbandonato questo terreno oppure
che vi è un settore diverso che può essere coperto da chi non è direttamente
manovrato dalla mafia. Pongo tale quesito in linea con altre inquietanti situazioni che
si evidenziano.

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La vicenda della distilleria Bertolino in provincia di Trapani è da voi vista


come una questione burocratico-amministrativa per cui, nonostante che il sindaco
dica di no, a prescindere dalla sua collocaziorue politica, la regione ponga dei vincoli,
si assista ad una mobilitazione della popolazione contro la collocazione della
distilleria Bertolino, questa distilleria ottiene comunque da un governo di centro-
sinistra, in forza della legge n. 488 del L992, un contributo di 62 miliardi, per un
totale investimento di 75 miliardi.
Non mi risulta che in Italia un'impresa possa attendere sette anni l'arrivo di
un'autorizzazione per realizzare una distilleria o comunque una fabbrica qualsiasi in
un certo luogo. E da voi visto come un fatto burocratico, come una sorta di incidente
amministrativo? Questa situazione è paragonabile a quella di un soggetto al quale non
si vuole darela concessione edilizia per I'edifrcazione della propria casa, per cui si
trova costretto a fare ricorso alle competenti autorità amministrative, oppure si tratta
invece di una presenza inquietante, in qualche modo collegata al fatto che la ditta
Bertolino, pur non essendo gradita dalla popolazione, insiste innaturalmente se non
perversamente a collocare quella distilleria in un'area che, pur sembrando lontana, in
realtà non è molto distante da Partinico? Può esserlo dal punto di vista geografico ma
non per certi collegamenti ed interessi anche di carattere economico.
Vi pongo al riguardo una precisa domanda che, se 1o ritenete, potrà anche
essere segretata. C'è il timore che la distilleria Bertolino vada rcalizzata a tutti i costi?
Considerato che come parlamentare da questo punto di vista sono garantito, anche se
non dalle schioppettate o dalla lupara, è possibile che la distilleria debba essere fatta
perché la proprietaria è cognata di Siino, ex ministro dei lavori pubblici e oggi
collaboratore di giustizia?
Avete mai ricevuto una direttiva, un ordine, un consiglio tendente in qualche
modo ad evitare che si evitasse la nascita di questa distilleria in provincia di Trap*i g
soprattutto nel territorio che va da }l4azara del Vallo a Campobello di Mazara? E
possibile che i vari governi che si sono succeduti, a prescindere dal loro colore
politico o dalla loro rilevanza territoriale, non siano in alcun modo riusciti ad
impedire larealizzazione di una struttura che nessuno vuole?
Una seconda questione che intendo sollevare è in merito al comunicato relativo
al prefetto. Dal momento che non ricordavo che il prefetto avesse detto qualcosa del
genere ho chiesto un chiarimento al Presidente e mi è stato giustamente ricordato che
quel comunicato faceva riferimento alla relazione, per cui esisteva effettivamente una
corrispondenza tra quanto si è ascoltato e la realtà.Larelazione del prefetto affronta
egregiamente in qualche pagina un aspetto inquietante della sfera politica della
provincia di Trapani, della quale sono protagonisti alcuni soggetti. Tra costoro voglio
ricordare anche un ex deputato, I'onorevole Pino Giammarinaro, sottoposto a
sorveglianza o comunque a misure di restrizione. Chiedo di sapere se questa persona
continua a svolgere un'attività politica. Certo non è mio compito stabilire se sia o no
un reato - un compito che spetta piuttosto alle forze dell'ordine o alla magistratura -
ma solo assolvere ad un ruolo politico che spero sia anche nobile.
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Vi risulta
che I'onorevole Pino Giammarinaro continui ad avere un ruolo ed un
potere decisionali in provincia di Trapani, che incontri rappresentanti delle istituzioni,
che svolga riunioni anche in orari in cui non si potrebbero tenere? Dalla vostra
risposta si potrebbe capire se ciò che è stato conquistato nel passato sta in qualche
modo venendo meno, rimettendo magaú nuovamente in moto personaggi che
sembravano finiti. Si può pensare ad una sorta di ritorno di personaggi che
sembravano ormai messi daparte?
Credo che I'accanimento contro la collocazione della distilleria Bertolino possa
anche essere valutato come una sorta di lite tra Ia distilleria Bertolino da un lato e
I'insediamento della Valtur nel territorio della provincia di Trapani dall'altro, per cui
coloro che non erano per la distilleria automaticamente venivano interpretati come
soggetti che awaloravano la possibilità di un insediamento turistico. Personalmente
non sono favorevole né all'unané all'altra soluzione. Mi chiedo però se nella vicenda
della distilleria Bertolino siano coinvolti soggetti che si confrontano, anche
aspramente, nel tentativo sia di conquistare territorialmente una porzione della
provincia, sia di decidere dal punto di vista economico che cosa dovrà accadere in
quella porzione di provincia.

Presiden za del presidente Ceremigna

CRISTALDI. Chiedo di sapere qualcosa in merito alla legittimità dell'operato della


Valtur o di società parallele alla Valtur e chiedo ora al Presidente di segretare quanto
dirò.

(I lavori proseguono in seduta segreta alle ore 18,17. )


(I lavori proseguono in seduta pubblica dalle ore 18,21).

NAPOLI. Farò una serie di domandeflash, di carattere generico.


Estorsioni. Il fenomeno, come è stato detto da più parti, è pressante a Trapani e
in provincia,ma come si manifesta? Siamo ancora alla classica richiesta di pizzo o
siamo arrivati ai casi in cui la mafia diventa addiriftura proprietaria di qualche
impresa?
L'ecomafia. Ci sono ditte sotto la protezione della criminalità organizzata che
svolgono un ruolo nella raccolta dei rifiuti? La mafia è presente nei settori delle cave
e delle saline?
I1 riciclaggio. Qual è la situazione delle banche a Trapani e in provincia?
Rispetto al dato occupazionale, il numero degli sportelli bancari è elevato o siamo
ancora ad una cifra accettabile? Con il riciclaggio si creano o si rilevano attività
commerciali e si acquistano immobili solo in Italia o anche all'estero?
La sanità. Sulle operazioni in corso non chiedo nulla, ma in passato si è mai
evidenziata la presetua dellamafta nel settore della sanità?
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Beni confiscati. I fondi regionali sono sufficienti per tutelare le


amministrazioni locali nel momento in cui le stesse acquisiscono i beni confiscati?
C'è attenzione in tal senso da parte della giunta e del consiglio regionali?
Consigli comunali sciolti. E stato fatto cenno soltanto al comune di Pantelleria.
Sono in atto commissioni di accesso in altri comuni della provincia? In caso di
risposta negativa, c'è comunque qualche comune sottoposto a particolare atteruione?
La massoneria. Qual è il livello della massoneria deviata in provincia? Supera
quella della mafia o siamo ancora nei limiti accettabili e comunque controllabili?

Presidenzz del presidente CENTARO

(Segue NAPOLI). In conclusione, quali sono i rapporti con le altre organizzazioni


criminali nazionali? Si limitano solo a quelli evidenziati con I'operazione "Igres" o
ne esistono degli altri? Qual è il livello di studi degli attuali mafiosi? Anche in questa
provincia la mafia ha saputo rigenerarsi, con dottori, commercialisti e awocati, non
come semplici affiliati, ma come suoi componenti?

D'ALIA. Signor Presidente, cercherò di poffe delle domande brevi, anche perché i
colleghi hanno anticipato alcuni degli argomenti che intendevo affrontare.
Al di 1à della vicenda di Pantelleria, sono monitorati, anche con ipotesi o meno
di accesso, altri comuni? Lo chiedo perché Ia rclazione del prefetto, molto puntuale e
precisa, ha fatto riferimento a episodi di intimidazione ad amministratori in altri
comuni, trai quali sicuramente Alcamo e Marsala.
Nella rcIazione del prefetto e del questore mi ha incuriosito la parte relativa
alle cooperative sociali. n fenomeno di infiltrazione attraverso queste forme
mutualistiche è radicato? E' stato riscontrato in più casi? Le cooperative coinvolte
solo quelle indicate o ce ne sono delle altre? Si è proceduto alla loro cancellazione o
sospensione dall' albo?
Gli arresti al comune di Trapani sono sostanzialmente riconducibili solo ed
esclusivamente ad attivita criminali contro la pubblica amministrazione o anche ad un
c o I e gamento c on le or ganizzazioni criminal i ?
1

Nella relazione della Guardia di finanza è stato fatto cenno alla sanità. I due
casi ricordati hanno dei precedenti? Vi sono accertamenti pregressi che facciano
temere che il pericolo di infiltrazione nel mondo della sanità sia molto più organico?
Vengo ora all'usura e alle estorsioni. Come giudicate il mondo degli istituti di
credito? Come operano tali istituti nella provincia di Trapani? Il tipo di auività che
svolgono quelli con connotazione più tipicamente di interesse regionale, pur
legittima, può inconsapevolmente favorire I'usura? Vi sono zone grigie contigue tra il
mondo dell'usura, che mi pare di capire non sia proprio organicamente interno alle
organizzazioni criminali, e pezzi del sistemaqeditizio bancario?

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Nel settore degli appalti in materia di rifiuti ed acque, particolarmente delicato,


perché tocca da vicino i bisogni dei ciuadini, e in cui ci sono investimenti notevoli di
risorse pubbliche, in particolar modo comunitarie, vi sono pericoli di infiltrazione
criminale?

VIZZTI{L Signor Presidente, prima di porre qualche domanda voglio dire ai nostri
interlocutori che nel tempo abbiamo avuto modo di apprezzarli per I'impegno sul
campo e che, unendo le relazioni e le risposte che ci daranno, ora avremo modo di
apprezzarli anche per quello che ci hanno detto e ci diranno in questa sede.
Risulta agli investigatori I'ipotesi di rapporti tra i latitanti che capeggiano la
cosiddetta mafia degli affari, quella che con termine passato ai verbali delle Aule
parlamentari, è stata definita la mafia inabissata, e i corleonesi detenuti, anche in
ordine ad un eventuale rapporto di tensione fra chi, stando in carcere con il 4l-bis,
spero si sia reso conto che non c'è da trattare con lo Stato, e chi, dall'esterno, ha
tentato di continuare a dire che c'erano Ie garanzie per mantenere una situazione di
tranquillità?
Qual è la capacità di tenuta e di impermeabilità del sistema politico istituzionale,
della burocrazia e del mondo delle imprese rispetto al volume di investimenti che si
sta sviluppando e si dovrà sviluppare in questa provincia nel settore pubblico, in
special modo nella sanità, e nel settore delle cosiddette púvatizzazioni, che non sono
più un modo di infiltrarsi negli investimenti pubblici, ma di riciclare capitali per
intervenire attraverso il possesso di quote azionarie? Penso ai settori principe di tutto
questo, cioè quelli dei rifiuti e delle acque, che owiamente, passando da una fase di
totale amministrazione pubblica a processi di privatizzazione, consentono la
costituzione di soggetti formalmente perfetti, come società di capitali e colletti
bianchi, che peraltro sono tornati da alcuni anni in tutte le inchieste di mafia. Ormai
non c'è più un'inchiesta in cui non compaia un awocato, un medico, un ingegnere, un
professionista. E tornata questa fascia grigia della società che fa da raccordo tra le
istituzioni, i pubblici poteri e i mafiosi propriamente detti. Tale fenomeno si verifica
con riferimento ad acque e rifiuti, ma anche al sistema sanitario.
Ho letto di recente un articolo, pubblicato su un quotidiano siciliano, in cui si
parlava di una serie di intimidazioni fatte al manager della USL, il quale era uno dei
pochi che riusciva a realizzarc risparmi nella gestione della sanità, owiamente
comprimendo spese e - debbo pensare - aspettative legittime o meno legittime di
imprenditori del settore.
Desideriamo conoscere la vostra I'opinione sullo stato dei rapporti tra la mafia
e la politica. Questo per noi è di fondamentale importanza, perché una politica che
vuole essere degna di questo nome e che vuole esservi accanto deve avere la
conoscenza di tutto ciò che è opportuno fare, anche per fare pulizia al proprio interno.
Su tale aspetto, quindi, ci aspettiamo qualcosa di più. Conosciamo le evoluzioni
storiche, ma è in atto un processo complessivo di cui forse sarebbe meglio parlare più
approfonditamente in questa sede.

SENATO DELLA REPUBBLICA - Ufficio dei Resoconti parlamentari


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Resoconto stenografico del sopralluogo a Trapani lunedì 25 ottobre 2004

Quando parlo di politica, intendo owiamente quella partitica; quando parlo di


cerniera trala mafia e la politica, intendo tutta una serie di personaggi che sono stati
sospettati o condannati come politici mafiosi. È bene che sappiamo se costoro -
anche dopo essere stati condannati per fatti che riguardano la criminalità mafiosa -
continuano ad avere non dico un'influenza diretta sulle decisioni della pubblica
amministrazione, ma un ruolo nei partiti, cioè con coloro che sono stati eletti dal
popolo per rappresentarlo nelle sedi istituzionali e che rischiano di rimanere
condizionati, come è già successo in altre Province.
Vorrei sapere quali collaborazioni vi sono in merito alle estorsioni. Come ho
già fatto ad Agrigento, cito di
Palermo, dove Confesercenti e
I'esempio
Confcommercio hanno denunciato pubblicamente che da cinque mesi i telefoni
antiracket non ricevono una sola chiamata. Sarebbe bello poter dire che è segno che
non ci sono più estorsori, invece purtroppo è segno che la gente non parla, che c'è
scarsa fiducia nelle istituzioni, al punto tale che quando c'è una denuncia - come è
successo a Palermo, dove una signonha incastrato un usuraio riprendendolo con una
videocamera - se ne parla con grande clamore, non solo per Ia dimensione
dell'episodio, ma anche perché probabilmente, prima che si verifichi un altro fatto di
cronaca di questo genere, passeranno mesi o addirittura anni.
Vorrei poi parlare degli attentati, che pure sono numerosi. Anche a me è
capitato di ricevere delle intimidazioni nella mia vita, ed è logico che se avessi
conosciuto il nome e cognome del responsabile 1o avrei denunciato. Non ho potuto
farlo, ma non mi sono mai tirato indietro di fronte aIIa polizia, quando sono stato
interrogato, nell'analizzare la mia vita per collegare segnali particolari e fare
ragionamenti che portassero in una certa direzione. Insomma, ho cercato di fornire il
massimo della collaborazione che potevo dare. Quindi, al di 1à del fatto che di solito
chi subisce un'intimidazione non sa chi sia il responsabile, mi interessa sapere se
cogliete il desiderio della gente che intervenga 1o Stato affinché vengano rimosse
situazioni di questo genere.
In genere cerchiamo di ricostruire il rapporto tra mafta, politica, imprese e - a
volte -buroqazia,ma in questa provincia aggiungerei anche la massoneria, che ha un
ruolo storico. Oltre vent'anni fa, ricevetti un invito scritto da un'allora misconosciuta
loggia Scontrino, che mi invitava a tenere una confeîerua, informandomi che erano
già stati invitati molti politici anche più autorevoli di me. Il Signore mi ispirò nella
giusta direzione, così non accettai quell'invito, ma posso testimoniare che veniva
svolto questo tipo di attività.
Vorrei poi affrontare un argomento che è già stato trattato. So bene che si
rischia di apparire ingenui, quando si pensa che i movimenti di capitali dei proventi
del riciclaggio awengono attraverso le banche, tuttavia c'è una cosa che riesco a mal
sopportare, e cioè che ci siano leggi dello Stato che non vengono rispettate da
cittadini come i banchieri e i funzionari delle banche. Se anche a Trapani, come in
altre Province, emergerà che bastano le dita di una mano per contare le segnalazioni
di movimenti sospetti fatte dalle banche agli inquirenti e ai magistrati, vuol dire
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dawero che (al di là del fatto che si possono utilizzare anche canali diversi dai
movimenti bancari) c'è un sistema bancario veramente maldisposto, per cui il sistema
di comunicazione tra i vari soggetti che dovrebbero cooperare è un autentico
colabrodo.
Resto piuttosto indignato all'idea che le banche vivano ancora secondo il
vecchio principio (forse neanche del diritto romano) che pecunia non olet, perché
purtroppo pecunia olet: non è possibile segnalare i[ movimento sospetto solo quando
il conto del mafioso va in rosso e invece, finché ha fondi cospicui, considerarlo come
un cliente rispettabile. In tal modo, non si interviene mai in via preventiva. Poi, se il
magistrato può disporre dei sequestri nell'accesso alle banche, in quel caso non si
tratta piu di una decisione della banca, ma si subisce la volontà di un soggetto che ha
laforzaper adottare un simile prowedimento.
Analogo discorso si può fare sui burocrati condannati che rimangono al loro
posto. Vorrei un chiarimento su questo, perché me 1o hanno chiesto i giornalisti e
anche in questa sede se ne è parlato. E vero che un indagato è solo un indagato, ma
un condannato è in una situazione ben diversa e ne dobbiamo tenere conto.
Questa provincia, un po' come quella di Agrigento, rappresenta una sorta di
uscita di sicurezza per cosa nostra in Sicilia; probabilmente, in questo territorio ci
sono le condizioni per accogliere grandi latitanti, per cui dobbiamo fare uno sforzo
(attraverso la vostra azione e i suggerimenti che ci potrete dare sul quadro di
legislazione necessario per contrastare con maggior forza la mafia) al fine di
bonificare il territorio e fare in modo che 1o Stato ne riprenda interamente il controllo.

SIMSI. Ringrazio i componenti del comitato provinciale per I'ordine e Ia sicurezza


pubblica per quanto ci hanno riferito.
Sono particolarmente interessato, signor prefetto, a conoscere nel dettaglio la
situazione giudiziaria e le misure di prevenzione adottate nei confronti dell'ex
onorevole Giammarinaro. Mi associo alla richiesta, giàavanzata dal collega Cristaldi,
di sapere se e in che misura I'attività pubblica gli sia preclusa, proprio in ragione delle
misure di prevenzione che gli sono state applicate, e se corrisponde al vero che questa
attività pubblica si manifesta spesso, per di più alla presenza di autorità pubbliche,
come è avvenuto ad esempio in occasione della scorsa tornata elettorale del comune
di Salemi, quando era in compagnia del commissario straordinario nominato dall'ente
Regione. Non voglio anticipare un giudizio, ma penso che nella misura di
prevenzione gli sia precluso questo genere di attività pubbliche e politiche; credo
quindi che ci sia proprio una violazione della misura della sorveglianza speciale che
gli è stata applicata.
Mi interessa conseguenza, conoscere il ruolo che I'onorevole
poi, di
Giammarinaro ancora svolge nell'ambito della politica, se a lui fa ancora riferimento
una cordata (perché credo che non abbia dignità politica un aggregato di persone che
fa riferimento ad un sorvegliato speciale). Vorrei anche sapere se negli accertamenti
sulla sanità sono state svolte verifiche che riguardano espressamente gli interessi
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Resoconto stenosrafico del sopralluoso a Traoani lunedì 25 ottobre 2004

diretti o per interposizione di persona dello stesso onorevole Giammarinaro nella


sanità privata. In tal modo potremo sapere quali sono le sue possidenze economiche e
se sono state legittimamente acquisite. Tra I'altro, se non vado errato (chiedo
conferma al prefetto, aI questore e aI comandante provinciale dell'Arma dei
carabinieri), circa due anni fa a Mazara del Vallo località dove ci sono cliniche
-
private o comunque attività sanitarie di rilevante interesse economico si verificò -
I'omicidio di un operatore della sanità. Scendendo nel dettaglio, vorrei sapere se e in
quale misura queste strutture sanitarie abbiano collegamenti diretti o per interposta
persona con il suddetto onorevole Giammarinaro.

(I lavori proseguono in seduta segreta dalle ore 18,49).

(I lavori proseguono in seduta pubblica dalle ore 18,50).

SINISI. Allo stesso modo mi interessa conoscere se c'è un ruolo politico anche di un
tale Vaccarino che ci risulta abbia ricevuto una condanna e, ancorché assolto per
associazione mafiosa, è stato condannato per traffico di stupefacenti e se anche questi
partecipa della vita politica ed ha riferimenti in enti pubblici, non necessariamente
locali. Il collega Lumia ha chiesto della nomina di Surace. Non ribadirò ulteriormente
questa vicenda che mi sembra marginale. Mi interessa però sapere se questa nomina
inconsueta di un veterinario a capo dipartimento di igiene pubblica sia awenuta
durante la campagna elettorale o poco prima delle elezioni provinciali. Tra I'altro mi
sembra abbia rapporti politici per motivi coniugali. Credo sia marito di una deputata
regionale. Mi piacerebbe che questi rapporti politici emergessero anche dagli atti,
cioè la veridicità di una nomina così inconsueta per una persona che ha ricevuto
addirittura condanne per le quali avrebbe dovuto essere sospeso dal servizio e che
questa sospensione non solo non c'è stata ma addirittura vi è stata una promozione
piuttosto singolare, peraltro in un periodo altrettanto singolare; il tutto con la cornice
di un rapporto politico conclamato in famiglia. Mi interessa sapere se ci sono accessi
in corso, quale attività amministrativa è stata svolta per verificare le situazioni di cui
stiamo parlando per accertare quali sono i collegamenti. Ribadisco inoltre una
domanda già formulata sul sistema bancario della provincia e in particolare vorrei
sapere se ci sono nuove iniziative relative alf istituzione di nuovi gruppi bancari per
comprendere se vi è una verifica in corso da parte degli organi non soltanto della
vigilanza della Banca d'Italia ma anche della poliziagiudiziaria in particolare.
Vorrei rivolgermi al capo della squadra mobile perché il 14 maggio scorso,
mentre avevo posto in Commissione antimafia una questione relativa all'applicazione
del l-bis, lessi un articolo su 'oll Giornale di Sicilia", laddove si faceva riferimento
ad un'indagine che si stava svolgendo e che aveva coinvolto - credo - un traffico di
droga trala Sicilia e la Calabria, ed in particolare Mariano Agate che questo traffico
continuava a dirigere dal carcere. Fin qui credo sia una notizia di interesse per la
Commissione antimafia perché si tratta di una violazione conclamata del 4l-bis, della

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sua elusione e della inadeguatezza degli strumenti di cui dispone, ma la cosa più
singolare è che - aggiungeva il giornalista - Mariano Agate, comunicando con il
figlio Epifanio, gli dava contezza dei complimenti da fare a chi aveva modificato il
4l-bis perché si stava andando in una direzione che accomodava gli interessi
dell'organizzazione cosa nostra. Sapete bene che per noi conoscere anche gli effetti
dei nostri atti e cominciare a ragionare su cosa abbiamo fatto è importante. Siamo
tutti convinti del prowedimento cui la Commissione antimafia ha dato la stura per
l'entrata a regime del 4l-bis, ffi& non voffei che facendo entrare a regime il 4l-bis
involontariamente abbiamo fatto una cortesia a qualcuno perché la cosa sarebbe per
me assai seccante! Sarebbe abbastanza difficile da accettare e da digerire.
Sugli appalti ci avete dato un quadro che mi fa immaginare una situazione nella
quale alcuni soggetti individualmente, per ragioni di puro profitto personale, alterano
le carte e modificano gli appalti, ingeriscono nelle vicende della pubblica
amministrazione per conseguirne interessi illeciti di natura personale. Un'indagine
del 2000, in cui era coinvolto Ponticelli Aldo, assessore del comune di Trapani, dava
invece una visione degli appalti pubblici della provincia ma in particolare del comune
assai diversa. Sostanzialmente diceva che non si muoveva foglia nel settore pubblico
che cosa nostra non volesse. Vorrei capire allora come si concilia una presenza così
penetrante di cosa nostra con il capo dell'ufficio tecnico che si prende Iamazzetta o il
dipendente comunale che altera il documento perché le due cose non stanno molto
bene assieme. O è mutato radicalmente 1o scenario o forse bisogna ragionare meglio
su come è strutturato il settore illecito delle interferenze di cosa nostra negli appalti
pubblici. Vorrei quindi capire meglio come stanno le cose anche conoscendo i metodi
attraverso i quali si verificano queste interferenze.

CURTO. Da informazioni sommarie mi è stata rappresentatala situazione criminosa


di Trapani come un mix tra criminalità minorile comune e criminalità organizzata di
stampo mafioso. Mi è stato riferito che all'interno della ciuà di Trapani ci sono dei
rioni sottratti al dominio dello Stato.
Oltre a chiedere se queste informazioni sono vere, vorrei conoscere la struttura
della criminalità comune e minorile a Trapani ed in rapporto alla struttura che voi
rappresenterete se vi è una sorta di governo da parte della criminalità organizzata, da
parte di cosa nostra, di questi segmenti della criminalità comune minorile presenti in
città.
I1 secondo aspetto frattato da molti altri colleghi e che è un leit motiv nelle
audizioni antimafia è il problema delle banche. Sono anche io convinto che molte
delle risorse finarziaúe in possesso della criminalità organizzata non passino più in
maniera elementare, come facevano in passato, attraverso il classico libretto di
risparmio o il deposito in conto corrente o la sottoscrizione di un titolo più o meno di
Stato, ma continuo a ritenere che gli spostamenti di natura ftnanziaria passino ancora
prevalentemente alf interno delle banche, degli istituti di credito e comunque di tutte
quelle istituzioní frnanziaie che alle banche e agli istituti di credito sono assimilati;
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motivo per cui oltre a chiedere il numero delle operazioni sospette e soprattutto se
sono state denunciate operazioni anomale - che ripeto in questa sede quanto ho già
detto in altre sedi - sono operazioni diverse rispetto a quelle rorp.it., chiedo al
comandante della Guardia dt ftnatua se è in possesso dei dati relativi al rapporto tra
I'ammontare dei depositi presenti a Trapani ed il reddito medio pro capite ufficiale
relativo al territorio medesimo per verificare quel che dovrebbe essere noto a tutti,
cioè che a fronte di un reddito molto basso ufficiale la presenza di depositi molto
corposi starebbe ad indicare la presenza di risorse frnanziarie provenienti dall'illecito.
Se così è, se avete fatto operazioni al riguardo, provveduto a sequestri e confische,
chiedo se non ritenete che la prima azione di contrasto che I'ha determinata è quella
presente sul territorio, quella più elementare, di base. Credo infatti che esistono delle
norrne che consentono di indiziare il soggetto che dovesse dimostrare di possedere un
reddito reale, non quello ufficiale e documentato, o di tenere un tenore di vita o avere
dei possedimenti direttamente attraverso prestanome assolutamente non giustificabili
attraverso i proventi della propria auività lavorativa normale. Poiché questi interventi
si possono fare partendo dal basso con un controllo assolutamente capillare del
territorio, e poiché Trapani è una cittadina che può rappresentare una semplice,
piccolissima frazione di una grande metropoli dove i rapporti, essendo molto più
spersonalizzati, possono essere intercettati piu difficilmente, gradirei conoscere se a
livello investigativo sul territorio sono state approntate negli ultimi tempi le azioni
più opportune al riguardo.
Vorrei inoltre chiedere sul cosiddetto mercato della immigrazione clandestina;
se è presente e fiorente (poiché ritengo di sì); in quale maniera è stata contrastato e
quali sono i risultati dell'azione concertata delle forze dell'ordine e delle istituzioni
sul territorio. In conseguerua della risposta che riterrete di darmi risulta dai vostri atti
un collegamento tra la mafia locale e la criminalità straniera e di che tipo è, sia per
quanto riguarda gli scambi di attività o di collaborazione sia in entrata che in uscita?
Alcune risorse illecite maturate all'interno del territorio trapanese trovano poi
collocazione fuori non solamente dal territorio trapanese o siciliano ma fuori
dall'Italia e, di converso, anche qui, in entrata, assumiamo delle risorse prodotte
illecitamente altrove? Infine, vorrei sapere della penetrazione di cosa nostra negli
appalti pubblici, privati e nelle estorsioni. Dalla missione ad Agrigento della
settimana scorsa abbiamo avuto un quadro devastante rispetto aI livello di
penetrazione. Vorrei sapere il livello di penetrazíone che ritenete sia presunto ma
attendibile negli appalti pubblici, privati e nelle estorsioni. Vi è stato un
miglioramento tendenziale nel corso degli ultimi anni; se questo a che cosa
eventualmente è dovuto; se tutto ciò non è stato possibile e comunque il fenomeno è
presente, quali sono i veri ostacoli che di fatto si sovrappongono tra un'azione
incisiva e di contrasto a questo tipo di fenomeno e di risultati reali che si possono poi
ottenere?
Infine, una rappresentazione globale sugli atti indicatori del livello di illegalità
presente sul territorio. Mi riferisco al fenomeno delle truffe, aL traffico della
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prostituzione o addirittura dei minori, al lavoro sommerso e nero che, essendo una
piaga soprattutto del territorio meridionale, molto probabilmente anche a Trapani ha
delle radici molto corpose. Sotto questo aspetto si vorrebbe conoscere cosa fanno gli
ispettorati del lavoro, gli organi ispettivi degli istituti previdenziali, quali sono i tipi di
attività dove maggiormente alligna 1o sfruttamento del lavoro e il lavoro sommerso.
In proposito va ricordato un dato incontestabile rispetto al quale probabilmente
I'intera politica deve riflettere. Se si fosse capaci di recuperare e far emergere il
sommerso non si avrebbe probabilmente più bisogno di leggi frnarziarie, di
recuperare esigui punti percentuali del PIL. In realtà il sommerso rappresenta una
parte molto rilevante delle risorse che potrebbero essere inserite nel circuito
economico nazionale.
È necessario uno scambio di informazioni preziose anche su tali questioni per
consentire intanto alla politica di assumere tutte le informazioni provenienti dal
territorio, per poi determinare le condizioni più idonee per fronteggiare il problema
del sommerso, che si collega al sistema di vita, alla socialità, alla capacità di creare e
trasfondere il principio della legalità e sostanzialmente ad un ruolo diverso che il
nostro Paese può assumere. Vorrei pertanto qualche maggiore informazione riguardo
al fenomeno del lavoro nero e del sommerso.

LUMIA. Avevo dimenticato di sollecitare I'attenzione dei nostri ospiti su un


investimento che si intende rcaIizzarc rispetto ad un ipermercato di Marsala. Faccio
riferimento in particolare alla società Ulisse di Palermo. E oggetto della vostra
attenzione? Stanno emergendo anche dei possibili collusioni o interessi con esponenti
di cosa nostra?
In ordine poi alla domanda che venivafatta dalla onorevole Napoli, in cui si fa
riferimento all'evoluzione sociale e professionale dei figli del boss, avete avuto modo
di monitorare la presenza di questo Filippo Coppola, docente di scuola, che per un
tratto di tempo è stato anche preside di una scuola privata di Trapani? Avete prestato
attenzione a questo evento? Come lo avete gestito?

CURTO. Rivolgo un'ulteriore domanda collegata al lavoro sommerso. Si può


conoscere in maniera dettagliata, per segmenti sociali e in termini percentuali, il
livello della disoccupazione a Trapani?

PRESIDENTE. La flotta peschereccia di Mazara del Vallo è una delle più importanti
del Mediterraneo. Poiché è emerso anche in altre indagini riguardanti altri siti che i
pescherecci sono spesso facile veicolo per il traffrco della droga o delle armi, mi
chiedo se si effettuano, e in che misura, controlli periodici sui pescherecci o se da
eventuali indagini in corso risulta l'utilizzo di questi mezzi a tale fine.
Esiste una comunità cinese a Trapani? In caso di risposta affermativa, che
attività svolge?

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Dal vostro punto di vista i grandi clan mafiosi investono i loro proventi sul
territorio o preferiscono investirli fuori dal territorio trapanese, magari anche
all'estero? Si è verificato che i Madonia hanno investito ingenti somme in Paesi
dell'Est acquistando immobili a vario titolo. Quindi, è possibile - non so se risulta da
vostre indagini - che analogo indirizzo possa essere seguito dai clan trapanesi.
A questo proposito è stato indicato il numero dei presunti effettivi delle singole
famiglie e dei relativi fiancheggiatori. Questi numeri derivano da indagini, da una
serie di accertamenti svolti, salvo quello relativo ai fiancheggiatori che può essere
considerato come un'ipotesi tendenziale, o dalla circostanza che per tanti mandamenti
e decine dovrebbero in ipotesi corrispondere tanti effettivi?
Esiste poi, ai fini delle misure di prevenzione patrimoniale, un'attività di
coordinamento con i procuratori di Trapani e Marsala anche per evitare eventuali
duplicazioni nell'attività propositiva, in particolare da parte del questore che è uno
degli organi che possono proporla?
Le segnalazioni che i notai devono fare ai questori in ordine ai trasferimenti di
terreni o esercizi commerciali, ai sensi della legge n. 310 del 1993, hanno dato luogo
a verifiche o ad eventuali procedimenti?
È stata mai avanzata vna proposta per misure di prevenzione personale e
patrimoniale nei confronti del Grigoli Giuseppe di Castelvetrano il quale, dopo essere
stato condannato in primo e secondo grado, è stato assolto sulla base di una sentenza
della Cassazione che ha disposto il rinvio ad altra sezione della corte d'appello di
Palermo, pur riscontrandosi nella sentenza di assoluzione un'indicazione di
copportamenti più o meno collusivi e contigui alle associazioni criminali che, pur
non integrando gli estremi del reato contestatogli, potrebbero comunque integrare
quello di una misura di prevenzione personale e patrimoniale.
Si realizza un controllo a tappeto del territorio o comunque dell'economia? Si
registra una maggiore presenza della criminalità nel capoluogo o nella provincia di
Trapani? Si sono registrati atti intimidatori nei confronti di magistrati attualmente in
servizio nella provincia di Trapani?
Aconclusione di queste domande segnalo ai nostri gentili ospiti che,
considerato che le domande comportano anche il recupero e la conoscenza di
elementi che non è detto siano immediatamente a vostra diretta disposizione, potrete
soddisfare le richieste dei componenti della Commissione anche successivamente
attraverso vna relazione scritta che potrete inviare anche ad integrazione di domande
alle quali potete rispondere in modo succinto oppure di domande rispetto alle quali
non siete attualmente in possesso degli elementi necessari.
Prego poi il prefetto di suddividere le risposte a seconda dei rispettivi ambiti di
attività di indagine, al fine di evitare duplicazioni nelle risposte.

FINAZZO. L'onorevole Lumia chiedeva notizie e valutazioni sull'ex onorevole


Canino, I'ex onorevole Spina, I'ex senatore Pizzo,l'ex onorevole Giammarinaro e I'ex
onorevole Costa, già assessore regionale.
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Con riferimento all'onorevole Canino mi ero soffermato alf inizio della


relazione ma credo sia opportuno un breve riassunto.
È stato arrestato nel 1998 insieme all'onorevole Spina e ad alcuni esponenti
della mafia trapanese. È stato rinviato a giudizio . La terza udienza si terrà domani.
L'imputazione è per partecipazione ad associazione mafiosa. Contestualmente
all'arresto era stata avanzata da parte del questore dell'epoca una proposta all'autorità
giudiziaria per la sottoposizione a misura di prevenzione personale e patrimoniale con
obbligo di soggiorno. Con una lunga ed articolata motivazione I'autorità giudiziaria
ha rigettato questa proposta motivandola con la non più attuale pericolosità sociale
dell'onorevole Canino. Ho con me il prowedimento che mi è stato fatto avere anche
per aggiornare il curriculum dell'onorevole Canino. Comunque, awerso questo
prowedimento di rigetto della proposta è stato interposto appello da parte del
pubblico ministero per cui per f inizio del prossimo anno, credo tra gennaio e
febbraio, verrà riesaminato.
È stato invece disposto il suo rinvio a giudizio per partecipazione ad
associazione mafiosa. Domani si svolgerà una delle udienze. Insieme all'onorevole
Canino è imputato anche I'ex onorevole Spina.

LUMIA. Le risulta che recentemente, nell'ambito delle provinciali, il


Canino sia
riuscito ad inserire in provincia un assessore che fa riferimento a lui? Le risulta che
nel frattempo sia riuscito ad inserire uomini alf interno del comune di Trapani e in
altri enti?

FINAZZO. Volevo prima rispondere su Giammarinaro perché appartiene alla stessa


area politica. L'ex onorevole Giammarinaro negli anni Novanta è stato presidente
della USL n. 4 di Mazara del Vallo ed è stato inquisito per una serie di inegolarità
nella gestione dell'azienda. Si erano verificate varie truffe, a partire dal fatto che
erano state emesse delle fatture fasulle che poi venivano in realtà riscosse dallo stesso
Giammarinaro o da persone del suo giro. Un discorso analogo vale anche per il dottor
Benedetto Lombardo, responsabile della farmacia della USL n. 4 di Mazara del
Vallo, sul quale poi tornerò in merito alle anomalie ed inegolarità del sistema della
sanità.
Nei confronti dell'onorevole Giammarinaro non è stato disposto un rinvio a
giudizio, perché è stato inquisito per vicende diverse da quelle che hanno interessato
I'onorevole Canino. E stata invece inoltrata proposta di sottoposizione a misura di
prevenzione personale e patrimoniale all'autorità giudiziaria. Il tribunale ha disposto
la sottoposizione per un periodo di quattro anni e il termine per I'espiazione della
pena è previsto tra il febbraio e il marzo del prossimo anno. Non è stato invece dato
corso alla proposta di misura di prevenzione patrimoniale perché i magistrati nella
motivazione hanno spiegato che i redditi di cui disponeva, quando sono stati valutati
dai periti nominati dal tribunale, si giustificano con il cospicuo introito derivante
dalla pensione di deputato regionale. Queste è quanto emerge dal prowedimento.
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Le due persone sulle quali stiamo soffbrmando la nostra attenzione non hanno
certamente il divieto di svolgere attività o di avere contatti con altri, ma un obbligo di
soggiorno. Dalle notizie acquisite risulta che la loro presenza sul territorio viene
certamente awertita, in particolare, per Giammarinaro, nella zona di Castelvetrano e
Salemi, mentre per Canino, nella zona del trapanese. Dalla voce popolare, se mi è
consentito dire così, sembra che Canino sia il punto di riferimento di assessori e
consiglieri, anche se questi ultimi, quando viene detto così, professano la loro
autonomia e la loro indipendenza. Insomma, ci tengono a mantenere le distanze.
Tuttavia, in base agli elementi che circolano negli ambienti politici, entrambi hanno
dei punti di riferimento, sia in alcuni consigli comunali sia nel consiglio provinciale
sia nella giunta provinciale.

SINISI. Dove hanno l'obbligo di soggiorno?

FINAZZO. Nel comune di residenza. Giammarinaro a Salemi e Spina a Santa Ninfa.

LUMIA. E nella sanita?

FINAZZO. A me non risulta che ci siano influenze nella sanità. Posso dire che il
dottor Benedetto Lombardo era stato inquisito insieme all'onorevole Giammarinaro,
a seguito di una truffa consistente ai danni della USL 4. Mi deve scusare, onorevole
Cristaldi, se la guardo, ma parlo diMazara del Vallo.

CzuSTALDI. Non c'è problema.

FINAZZO. Il responsabile della farmacia era il dottor Lombardo, il quale fu costretto


a risarcire parte della somma che aveva truffato al|'azienda, versando un acconto di
200 milioni.
Quattro mesi fa giunse in prefettura un anonimo dattiloscritto molto dettagliato
che faceva riferimento all'ambiente della sanità, con critiche e accuse specifiche nei
confronti del dottor Lombardo e del mqnager della ASL, awocato Manno. Si diceva
che il primo, pur condannato dalla Corte dei conti a risarcire quanto aveva sottratto
alla ASL, si era visto conferire un incarico di livello superiore, lasciando intendere
che era stato messo in un posto in cui avrebbe potuto continuare a fare quello che
aveva fatto a Mazara. Ritenni allora opportuno contattare il secondo per verificare
I'attendibilità della notizia. Egli mi rispose che Lombardo in effetti era stato
assegnato ad un determinato incarico, anche di un certo livello, ma perché naturale
successore di un funzionario trasferito o andato in pensione. E quando gli feci notare
che in passato era stato condannato, egli mi disse che non era vero, perché aveva
patteggiato, dandomi dunque una lezione di diritto perché secondo lui il
patteggiamento non era un'ammissione di colpevolezza.

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Tre mesi dopo ebbi occasione di invitare l'awocato Manno in relazione alla
sua lettera al Presidente della Commissione antimafia. Visto che lo stesso giorno su
<Il Giornale di Siciliu era stata data notizia della sentenza definitiva della Corte dei
conti che condannava, tra gli aItri, il dottor Lombardo a risarcire alla ASL
un'ulteriore somma di circa 400 milioni, mi sembrò giusto chiedere se quella
sentenza non gli dicesse nulla e se ritenesse di lasciare comunque Lombardo al suo
posto. Mi rispose che avrebbe aspettato la sentenza definitiva per spostarlo di
incarico, cosa che fece dopo qualche giorno. Il rapporto tra Lombardo e
Giammarinaro viene citato anche nella proposta di misura di prevenzione. Su
eventuali ed attuali influenze dell'ex onorevole Giammarinaro nel settore della sanità
non ho elementi.
In materia di sanità, nel mese di maggio, visto che anche a Trapani era stato
sollevato il problema dello sforamento della spesa, mi sembrò opportuno chiedere
alle Forze di polizia degli accertamenti sulle strutture provinciali e comunali, in
particolare con riferimento a quelle private (laboratori di analisi e cliniche), per
verificare eventuali infiltrazioni, collusioni, zone grigie da approfondire. Già tre anni
prima c'era stata un'indagine, cui avevo accennato all'inizio, che aveva evidenziato
interessi della famiglia mafiosa di Partanna,Ia Accardo, un componente della quale,
lo dico per l'onorevole Napoli, è medico (tanto per testimoniare come si sia innalzato
il livello culturale dei mafiosi) e latitante e deve scontare nove anni. Le risposte che
ho ricevuto sono state interlocutorie, ma apprendo ora, e ne sono felice, che la Polizia
giudiziaria sta svolgendo delle verifiche, da tenere riservate.
L'ex senatore Pizzo, inquisito in occasione dell'op erazione "Peronosp eÍa" , ha
ripreso il suo posto di consigliere comunale ed è stato nominato membro di due
Commissioni consiliari, come previsto e consentito dai regolamenti comunali.
L'onorevole Costa, anch'egli inquisito, ha invece rassegnato le sue dimissioni dalla
carica di assessore aI personale. Per quanto riguarda I'ex senatore Pizzo, in
particolare per i consigli comunali di Marsala e di Castellammare del Golfo, ho
contattato, non appena compiute queste operazioni di polizia, sia il procuratore
Grasso per Marsala sia il dottor Morbillo per Castellammare, e abbiamo, pur non
essendo subordinati al alcun nullaosta, convenuto che fosse opportuno porre fine agli
accertamenti delle forze di polizia e della magistratura. Una volta depositati gli atti,
vedremo I'esito delf inchiesta per un accesso nell'uno o nell'altro consiglio
comunale. Mi sembra tuttavia opportuno evitare interferenze che possano creare
problemi all'attività investigativa. L'ex senatore Pizzo comunque, da voci giunte
giorni fa, non è in buone condizioni di salute e sembra che di politica ne faccia meno.
L'onorevole Costa svolge attività per l'area politica cui appartiene, mentre
l'onorevole Spina, ex deputato, sembra si sia allontanato parecchio dall'attività
politica aftiva. Queste sono le notizie che mi pervengono, poi le forze di polizia, se
avranno altre notizie. ve le forniranno.

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Resoconto stenografico del sopralluogo a Trapani lunedì 25 ottobre 2004 BOZZA NON CORRETTA AD USO INTERNO

PINZELLO.PeT delineare i personaggi, vorrei dar lettura delle imputazioni di Canino


e Spina nel procedimento che avrà la prima sua udienza doman| di fronte al tribunale
di Trapani: "Canino, per aver partecipato all'associazione maflosa cosa nostra,
garantendo stabilmente e continuativamente a Virga Vincenzo, capo mandamento
della famiglia maflosa di Trapani, nonché agli altri appartenenti all'associazione
mafiosa trapanese, quali Coppola Leonardo, inteso Nanà, nonché Milazzo Francesco
e altri, anche grazie alle funzioni politiche ed istituzionali ricoperte, nonché alla
propria influenza politica sulle amministrazioni locali e provinciali, il controllo
sull'aggiudicazione dei lavori pubblici, appalti, servizi pubblici e concessioni, nonché
l'appoggio per le iniziative imprenditoriali della società Promozionale servizi,
riferibile allo stesso Virga Vincenzo, ai fini della realizzazione e della gestione
dell'impianto di smaltimento di rifiuti solidi urbani di Trapani, richiedendo
ripetutamente altresì e ottenendo I'appoggio dell'associazione mafiosa di Trapani per
sé e per gli appartenenti alla propria corrente, in occasione delle consultazioni
amministrative, locali e regionali".

CRI S TALDI. S ignor Pre sidente, po s siamo acquisire questa document azione?

PRESIDENTE. Certamente.

PINZELLO. "Spina, per aver partecipato ad associazioni mafiose in qualità di uomo


d'onore della famiglia di Santa Ninfa e per aver garantito, grazie alle funzioni
politiche ed istituzionali rivestite, I'aggiudicazione degli appalti pubblici,
suddividendoli in favore delle imprese gestite da soggetti inseriti o comunque vicini a
Cosa Nostra, prowedendo altresì alla riscossione del pizzo, in favore
dell'assoc\azione mafrosa, corrisposto dalle imprese beneficiarie dei lavori pubblici
così assegnati".

PRESIDENTE. Le chiedo di consegnarci i capi di imputazione.

PINZELLO. Ho tutto ciò che serve.


Circa la sanità e Giammarinaro, il dirigente della squadra mobile può
interloquire al riguardo.

LINARES. Signor Presidente, onorevoli senatori e deputati...

PRESIDENTE. Se ci sono problemi di riservatezza,lo faccia presente.

LINARES. Senz'altro.
Per ciò che attiene a Giammarinaro, se vi sono altre precisazioni che vi
occorrono, sono a disposizione. Egli ha continuato a svolgere attività politica fino al
2001, cioè al periodo delle ultime competizioni regionali. In quel periodo, la polizia
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Resoconto stenosraJico del sopralluogo a Trapani lunedì 25 ottobre 2004

giudiziaria ha avuto contezza della candidatura elettorale di Giammarinaro ed ha


sottoposto quest'ultimo a monitoraggio, ritenendolo ancora in contatto con i vertici
dell'organizzazione. Abbiamo qui anche la locandina della campagna elettorale, nella
corrente del cosiddetto Biancofiore, per le elezioni amministrative del 24 giugno
200I. Il Giammarinaro è ritenuto da diversi collaboratori di giustizia, peraltro tutti di
provata attendibilità, vicino alla famiglia mafiosa diMazara del Vallo, in particolare
al soggetto che per sette anni a Mazara del Vallo si è occupato del sostegno della
latitarra del capo di cosa nostra, Riina Salvatore. Mi riferisco a Messina Francesco,
detto "mastro Ciccio 'o muraturi" proprio perché svolge questa attività di muratore, il
quale non solo custodì appunto per sette anni il Riina, ma diede anche lavoro al
fratello dello stesso, Riina Gaetano, che in atto vive a Mazara del Vallo ed è un
dipendente della CalcestruzziMazara, ex Papetto calcestruzzi, gestita tutt'oggi dalla
famiglia Agate, nelle persone di Agate Giovambattista, fratello di Agate Mariano, e
di Cuttone Antonino, soggetto vicino a cosa nostra, sorvegliato speciale di pubblica
sicurezza. Nella Calcestruzzilavorano peraltro anche elementi della famiglia Agate.
Il collaboratore di giustizia e lo stesso };4lilazzo Francesco (uno degli uomini
d'onore più anziani della provincia di Trapani, in cosa nostra dagli anni Sessanta)
hanno riferito che alf inizio degli anni Novanta addirittura a Giammarinaro è stato
chiesto di intervenire per la soppressione dell'onorevole Canino, ritenuto da cosa
nostra reo di avere appoggiato alle elezioni comunali un sindaco della sinistra.

PRESIDENTE. I1 sindaco candidato all'epoca chi era?

LINAfuES. Buscaino Mario.

Presidenza del vice presidente CEREMIGNA

(Segue LINARES. In tempi piu recenti, il Giammarinaro è stato monitorato e


controllato fuori dai vincoli e dai limiti territoriali. Si verificò la sua presenza presso
strutture ospedaliere a Trapani, sebbene con una giustificazione formale plausibile,
per via di numerose consultazioni mediche che gli vengono prescritte di tanto in tanto
(ciò risulta da indagini in corso, svolte in collaborazione con I'autorità giudiziaria in
materia di misure di prevenzione). Il Giammarinaro, quindi, si sposta dal territorio di
Salemi e si reca presso strutture ospedaliere in provincia di Trapani e Palermo. Tali
visite sono attestate anche dai referti consegnati dal Giammarinaro all'autorità
giudiziaria. Per oltre un mese e mezzo dall'emanazione della misura di prevenzione
da parte dell'autorità giudiziaria competente, Giammarinaro continuò a sottrarsi a
questi vincoli per un difetto della notifica, per cui non fu possibile eieguire I'arresto.
Come è noto, quando è imposta la misura della sorveglianza speciale con obbligo di
soggiomo, si può uscire fuori dai limiti territoriali solo con l'autorizzazione
dell'autorita giudiziaria, quindi non si può dare notizia solo all'organo di polizia
incaricato della vigilanza in loco.
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Resoconto stenografico del sopralluogo a Trapani lunedl 25 ottobre 2004

NAPOLI. Questi errori di notifica sono emersi altre volte o solo in questo caso?

LINARES. No, solo in questo caso, ma si è posto subito rimedio.

NAPOLI. Ma in altri prowedimenti ci sono spesso questi errori?

LINARES. La sottoposizione alla autorizzazione è comune, è un atto tipico


dell'ufficiale e dell'agente di pubblica sicuraz.Tat è una prassi consolidata. In quel
caso, tuttavia, I'agente di PS, che su delega del questore competente aveva notificato
il prowedimento al Giammarinaro, gli aveva dato obbligo di nofiziarc I'autorità
locale di polizia, anziché il tribunale, per 1o spostamento. In vinù di questo fatto,
I'awocato invocò una sorta di mancanza di dolo da parte del proprio assistito, che
quindi continuò a effettuare questo spostamento per un mese e mezzo, come veniva
da più parti segnalato. Con un tempestivo intervento e una nuova sottoposizione,
effettuata con invito presso l'ufficio misure di prevenzione della questura (quindi qui
a Trapani), si evitò il prosieguo della campagna elettorale. Successivamente, peraltro,
egli venne escluso anche dalle liste elettorali e non fece più attività politica per un
certo periodo di tempo.

PINZELLO. Vorrei precisare, visto che dobbiamo sempre mantenere un certo


equilibrio, chi era preposto a ricevere questa comunicazione. Io leggo capi di
imputazione e quant'altro, però non posso escludere anche un effore che I'abbia
indotto a quel comportamento, perché il soggetto, invece di essere inviato a rivolgersi
all'autorità giudiziaria, si presentava presso I'Arma dei carabinieri dando quella
indicazione e per questo originando il problema.

Presidenza del presidente del presidente CENTARO

LINARES. Nei tempi piu recenti, la posizione del Giammarinaro viene costantemente
controllata, proprio perché è sottoposto a questi obblighi. Durante uno di questi
controlli, sono stati notati alf interno dell'abitazione soggetti che svolgono a tutt'oggi
attività politica. Ad esempio, I'awocato Leonardo Mione, fino a qualche tempo fa
vice sindaco del comune di Erice, venne trovato a casa del Giammarinaro. Nel corso
di quel controllo, il Giammarinaro ebbe uno scatto di ira, non riuscì a controllarsi e
agli operatori di polizia disse che lui non aveva difficoltà a incontrarsi con chi voleva,
anche con i capi della propria corrente politica; menzionò il nome del presidente
Salvatore Cuffaro agli operatori della polizia giudiziaria 1ì presenti, i quali fecero la
notazione che venne poi trasmessa all'autorità giudiziaria.
n monitoraggio effettuato sul Giammarinaro mira soprattutto a verificare
l'effettiva necessità di queste cure mediche, visto che sono frequenti e vengono

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Resoconto stenografico del sopralluogo a Trapani lunedì 25 ottobre 2004

effettuate presso vari studi. Si tratta soprattutto di cure dentistiche, oltre a controlli
per scompensi cardiaci di varia natura.

(I lavori proseguono in seduta segreta dalle ore 19,44).

(I lavori riprendono in seduta pubblica alle ore 20,1I.)

BONANNO. I1 numero di 600 o 700 organici a cosa nostra emerge dalla somma
aritmetica delle ordinanze di custodia cautelare che sono state emesse nei confronti di
soggetti mafiosi negli ultimi 10 o 15 anni, sostanzialmente da quando al riguardo
esiste una competenza specifica della DDA. Si tratta in ogni caso di soggetti che già
in passato risultavano schedati come mafiosi. È t.rtt numero reale. Sulle proiezioni dei
fiancheggiatori si può discutere.

PRESIDENTE. Lei dice che si tratta di un numero reale, che però si riferisce a
persone che sono state sottoposte ad una misura di custodia cautelare. Non è detto che
siano già ritornate ad operare sul territorio. Qual è il numero reale sul territorio?

BONANNO. Bisogna tener conto che coloro che rimangono in carcere sono
sostanzialmente quelli che si sono macchiati dei delitti più gravi, omicidi e
quant'altro, mentre chi era stato raggiunto soltanto dal reato di cui aI 4L6-bis
sostanzialmente torna in libertà dopo due o tre anni. Il numero è lì. Sul discorso dei
fiancheggiatori il numero che si è ipotizzafo potrebbe essere accettabile.
Il senatore Yizzini, con riferimento al ruolo delle banche, ha chiesto se erano
state fatte delle segnalazioni con riferimento ad operazioni bancarie sospette.
Una delle attivita specifiche della DIA concerne le operazioni bancarie
sospette. La competenza, come è noto, è del primo reparto della DIA con sede a
Roma. Quest'ultimo fa una selezione delle segnalazioni provenienti dall'Ufficio
italiano dei cambi, sia dal punto di vista soggettivo che oggettivo, per poi trasmetterle
ai centri operativi, competenti allafrattazione delle operazioni sospette. Spesso, quasi
sempre, quando I'accertamento riguarda soggetti che ricadono in parti del territorio in
cui esiste un'articolazione della DIA, il centro operativo delega gli accertamenti
all'ufficio locale.
Tenuto presente ciò, la sezione operativa di Trapani è stata interessata negli
ultimi due o tre anni per accertamenti inerenti tre operazioni sospette. Sono stati fatti
gli accertamenti e gli esiti sono stati comunicati al centro operativo, anche se
sostanzialmente non sembra trattarsi di un'attività svolta di frequente. Tra I'altro, non
è uno strumento particolarmente incisivo perché, da quanto emerge soprattutto a
livello centrale, le segnalazioni per operazioni sospette generalmente vengono fatte
dalle banche quando non vi è più molto interesse ad intrattenere rapporti con il
cliente.

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In particolare, quando certe operazioni awengono in piccoli centri, si evidenzia


una certa difficoltà da parte dell'operatore bancario nel segnalare un'operazione
sospetta.
Mi pare che I'onorevole Cristaldi avesse chiesto qualche approfondimento con
riferimento alla vicenda della distilleria Bertolino.
Con riferimento aIIa vicenda Bertolino la DIA ha operato, su delega
dell'autorità giudiziaria, degli accertamenti specifici. Si è trattato soprattutto di
accertamenti documentali che risalgono allo scorso anno. È stata valutata I'intera
documentazione relativa alla vicenda Bertolino che esisteva presso i comuni di
Mazara del Vallo e di Campobello di Mazara, i due comuni interessati nel tempo
dalla vicenda.
Dalle carte non sono sostanzialmente emerse specifiche ipotesi di reato. Certo è
che si coglie questa sensazione di un progetto che deve per forza arrivare a
compimento, anche se non emergono dati per suffragarlo. I finanziamenti che la
Bertolino ha avuto in base alla legge n. 488 deI 1992 sono assolutamente alla luce del
sole. L'esito dell'attività investigativa non ha fatto emergere situazioni di particolare
interesse. Ricordo che rispetto alla richiesta della diua Bertolino di una variante
urbanistica i comuni diMazara del Vallo e di Campobello diMazara si sono espressi
in senso contrario, anche se quest'ultimo in un primo momento si era dichiarato
favorevole alla variante e solo in un secondo tempo, in autotutela, aveva revocato
attraverso uniter molto complesso quel prowedimento.

CRISTALDI. Lei ha parlato di un prowedimento alla luce del sole sulla base di carfe
che riguardano i comuni diMazara del Vallo e di Campobello diMazara.
Voi avete acquisito documentazione per quanto riguarda il Ministero? Mi
permetto di segnalare in proposito anche due miei atti ispettivi e una risposta del
Governo secondo cui sarebbe stato awiato il procedimento di revoca. Mi sembra una
frase inquietante con riferimento ad un prowedimento di revoca. Non si "awia" un
procedimento di revoca, né vi sono organi collegiali chiamati a pronunziarsi o
commissioni che devono esprimere pareri.

Presiden za delvicepresidente CEREMIGNA

CRISTALDI. È compito del funzionario, delf impiegato, se si accorge che non sono
stati rispettati i termini, portare alla firma del Ministro il prowedimento di revoca. Il
termine "awiare", con riferimento ad un procedimento di revoca, mi sembra sibillino
ed inquietante. Risulta alla DIA e a lei in particolare di persone che, avuto un
contributo per circa 62 miliardi, dopo sette anni non abbiano ancora iniziato i lavori?
E alla luce del sole ottenere un contributo per. quella cifra senza aver prima
individuato un luogo in cui realizzarc la distilleria. E plausibile che si possa ottenere
un contributo, sulla base della legge n.488 del1992, per la realizzazione in un luogo
non meglio precisato di una distilleria?

SEN
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Resoconto stenografico del sopralluogo a Trapani lunedì 25 ottobre 2004

Credo che la sua affermazione "alla luce del sole" sia valida se fa riferimento
ad un'indagine che riguarda il tenitorio. Credo invece che la vera questione sia legata
al fatto - del resto anche lei se n'è accorto - che vi è un'insistenza particolare aIIa
rcalizzazione della distilleria in questo specifico territorio. Perché non si è proposto di
realizzarla a Canicattì? Ho qualche perplessità circa la 'oluce del sole" di tutta la
procedura.

BONANNO. Owiamente mi riferivo ai frnanziamenti concessi.

Presidenza del Presidente CENTARO

BONANNO. Comunque la località in cui si sarebbe dovuto realizzare la distilleria era


il comune diMazara del Vallo.
Superata questa fase, quella della variante urbanistica su Mazara e su
Campobello di Mazara, la ditta Bertolino ha utilizzato un'altra via, ha bypassato la
competenza dei due comuni e, con il disposto normativo di due leggi particolari, che
adesso non ricordo, tutto è passato alla competenza dell'assessorato territorio e
ambiente di Palermo e quindi al CRU, comitato regionale urbanistico. Attualmente
credo sia ...

LUMIA. Quindi, la questione è ferma al governo regionale?

BONANNO. Che io sappia sì. Gli accertamenti di cui parlo sono della fine del 2003.
La sezione operativa di Trapani ha operato su subdelega del centro operativo di
Palermo. Ritengo quindi che i successivi accertamenti siano stati fatti proprio da
quest'ultimo.

FINAZZO. Aggiungo qualcosa a quanto detto dal dottor Bonanno sull'argomento


Bertolino, ma premetto che questo non vuole essere motivo, né di critica né di
polemica. Ho avuto frequentissimi contatti con gli amministratori comunali di
Mazara del Vallo. In primaverq un paio di mesi prima delle elezioni comunali a
Mazara, mi è stato riferito del definaruiamento di questa opera. In merito era stata
espressa soddisfazione dagli ambienti cittadini, che erano quasi tutti contrari alla
costruzione delf impianto. Un mese fa circa ho incontrato il nuovo sindaco in
prefettura e gli ho chiesto se vi fossero novità per la Bertolino. Mi ha riferito che
c'erano ancora perplessità e preoccupazioni, perché eîa stato detto che il
definanziamento non era stato disposto e che la richiesta della Bertolino sarebbe stata
riesaminata al CRU. La settimana scorsa il sindaco mi ha inviato una lettera,
chiedendo un incontro in prefettura (al telefono mi ha spiegato che a suo awiso la
questione ruotava sul parere del genio civile regionale, che ha sede a Trapani) con
l'intervento del presidente del consiglio comunale diMazaru, dei sindaci di Marsala e
Petrosino, dei rappresentanti degli studenti, che sono stati i primi promotori
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dell'azione di protesta e di contestazione e di opposizione alla costruzione di questo


impianto, e del rappresentaÍrte, appunto, del genio civile. Ho dato la mia disponibilità
e convocato le parti per il 29 di questo mese. Quel che si potrà fare nel rispetto dei
diritti di tutti, in prefettura verrà fatto.
Onorevole Lumia, sul padre del professor Provenzano non ho elementi da
fornire. Non so se gli organi di polizia abbiano qualche notizia sul personaggio.

BONANNO. Lei ha posto più domande. Potrebbe essere più preciso nel merito?

LUMIA. Le domande riguardavano Castelvetrano. Ho chiesto in merito alla presenza


mafrosa, a Matteo Denaro Messina e al ruolo storico che la comunità ha avuto nei
rapporti con i corleonesi, con Riina e Provenzano. Ho citato vari fatti, con la sorella
di Provenzano che organizzò la latitanza di Riina; con Grizzaffi Giovanni,
ergastolano, uno dei nipoti favoriti di Riina, che stabilì il suo soggiomo obbligato a
Castelvetrano; con il cognato di Grizzaffi, un altro Provenzano, che lavorava a
Castelvetrano; con Vaccarino, sindaco, che di recente ha avuto un ruolo nella politica,
uno dei protagonisti di quella corrente chiamata "Riarmo morale", già condannato per
traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Ci troviamo insomma di fronte ad una
comunità molto esposta al condizionamento.
Chiedevo poi notizie, perché si parla, si racconta, si fa mitologia, dei famosi
terreni confiscati alla mafia. Mi risultal'utilizzo della formula contrattuale in persona
da nominare, con alf inizio I'indicazione del padre del professor Provenzano, poi
invece quella della vera destinataria di quel terreno, Saveria Benedetta Palazzolo, sul
quale l'autorità giudiziaria ha fatto azione di sequestro e di confisca. Le cose sono
andate così? Cosa succede oggi a Castelvetrano con Matteo Messina Denaro? Quali
rapporti ha con Provenzano?

BONANNO. La presenza di congiunti prossimi di Provenzano a Castelvetrano si


registra sin dal 1985 circa, con la sorella e il cognato, tale Giangrosso, che vi arriva
perché trova lavoro presso un grosso proprietario terriero e poi acquista un terreno in
una contrada del paese, successivamente sequestrato e da ultimo affidato
all'associazione Libera, che vi produce I'olio tanto pubblicizzato. A Castelvetrano c'è
stata una forte presenza di corleonesi per i rapporti di alleanza con la famiglia dei
Messina Denaro, soprattutto dal padre, poi rinsaldati dal figlio, che ormai ha
raggiunto uno spessore criminale tale che si rapporta direttamente con Provenzano,
con il quale delinea e pianifica le strategie mafiose di cosa nostra in tutto il territorio
trapanese e in tutta la Sicilia occidentale. C'è un rapporto stretto di alleanza tra le
cosche di Castelvetrano e diMazara del Vallo in persona dei due capomafia, che sono
i Messina Denaro e gli Agate, con il versante corleonese, da sempre in buoni rapporti
di amicizia. E noto che Riina passasse la sua latitanza aMazara del Vallo, perché era
1ì che aveva i suoi alleati più preziosi, 1ì c'erano Agate, Messina Francesco e tanti
altri personaggi che garantivano la massima s\curezza, che gestivano quella latitar.za
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Resoconto stenografico del sopralluogo a Trapani lunedi 25 ottobre 2004

tranquillamente. Che Riina passasse le sue giornate al mare, a tonnarelli, è fatto noto
e datato. Così come Riina aveva i suoi agganci aMazara" Provenzano aveva scelto
come zona di residenza iI territorio di Castelvetrano, luogo in cui agivano famiglie
mafiose che potevano garantire, per la loro forza sul territorio e per il controllo che vi
esercitavano, sicurezza al latitante. La presenza della sorella e del cognato in quel
territorio era stata sempre interpretata in questo senso.

LttMIA. Vorrei acquisire gli atti che spieghino bene la vicenda della titolarità del
bene oggetto di confisca e di gestione da parte di Libera, della Casa dei giovani, per
verificare i vari passaggi di proprietà che hanno portato alla titolarità della moglie di
Provenzano.

PRESIDENTE. Il prefetto ci farà avere sicuramente questa documentazione.

FINAZZO. Senz'altro.
Passo ora alf investimento su Marsala della società Ulisse, che ha un
amministratore residente a Valle d'Olmo e un altro amministratore residente a
Palermo. Saputo delf insediamento abbiamo chiesto informazioni alla questura di
Palermo, ma nessuno dei due si trovava e si trova nelle condizioni ostative previste
dalla legge per la certiftcazione antimafia. Qualora ci fossero state anche altre notizie,
quindi non utilizzabili ai fini della certifrcazione antimafra, matali da far sorgere una
riserva, mi sarei preoccupato di contattare gli amministratori interessati affinché
fossero cariti.

(I lavori proseguono in seduta segreta dalle ore 20,32).

(I lavori riprendono in seduta pubblica alle ore 20,47).

FINAZZO. L'onorevole Lumia ha posto una domanda sul preside Filippo Coppola. Se
non ricordo male, appena sono arrivato a Trapani mi è stata segnalata la posizione di
questo Filippo Coppola, preside in un istituto privato di Valderice o di Erice. Ho
subito scritto alf istituto, ffi& mentre arrivava la lettera, 1o stesso dottor Linares mi
comunicò che il Coppola si era dimesso dalf incarico e non insegnava più.

LINARES. C'è una condanna passata in giudicato a sette anni e mezzo per
associazione mafiosa (con interdizione dai pubblici uffici), come organico aIIa
famiglia mafiosa di Paceco, locale di Dattilo. È uno degti uomini d'onore che sono
stati scarcerati per avere scontato la pena; attualmente è sorvegliato speciale di PS.
All'epoca mi permisi di segnalare questa situazione.

PRESIDENTE. Allo stato non ricopre nessun incarico?


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LINARES. No.

LUMIA. Avete valutato la possibilità di indicare al Ministero I'opportunità di un atto


ispettivo e di una verifica delf integrità di questa scuola privata, visto che si è dotata
di un preside legato alle cosche mafiose?

FINAZZO. Le scuole erano iniziate da una settimana, per questo non abbiamo fatto la
segnalazione: il rapporto è cessato subito dopo essere stato awiato. La squadra
mobile lo ha saputo immediatamente, ma possiamo fare anche questo.
Un'altra domanda dell'onorevole Lumia riguarda le elezioni provinciali dello
scorso anno. In occasione di quelle elezioni, ci sono state posizioni contrastanti
nell'ambito della stessa area politica: c'erano infatti una candidatura dell'attuale
presidente della provincia, la dottoressa Adamo, nella lista di Forza Italia, e una
candidatura - sostenuta daL sottosegretario D'Alì e da altri esponenti della Casa delle
libertà - del senatore Bongiorno.
Il periodo preelettorale è stato contrassegnato da uno scambio di polemiche
piuttosto vistose e anche da alcune notizie fornite al mio predecessore, il prefetto
Sodano (non so se anche all'attuale questore, il dottor Pinzello), dal senatore
Bongiorno o forse dall'onorevole Cristaldi.

CRISTALDI. Tolga il forse.

trINAZZO. Allora ricordo bene. Tutte le notizie riferite dall'onorevole Cristaldi degli
awersari del presidente Adamo facevano riferimento ad assunzioni fatte in un
periodo sospetto all'ASL o nella segreteria dello stesso Presidente uscente, Adamo.
Tutte queste anomalie o prowedimenti sospetti sono stati segnalati all'autorità
giudiziaúa. Ho trovato carteggi in proposito. Non mi risulta, però, che la magistratura
abbia fatto pervenire deleghe per approfondimenti.

PINZELLO. Per quanto conceme le richieste di chiarimento è stata interessata


I'autorità giudiziaria; non mi risulta per quanto concerne la mia persona che ci sia
stata una delega al riguardo.

VINCELLL Campobello di }r4azara è un comune tenuto da una giunta di centro-


destra. I1 sindaco, Andrea Maracina, aderisce aForza Italia. I1 sindaco è stato eletto
dopo un breve periodo di commissariamento poco dopo un anno, perché Ia
precedente giunta si era dimessa in quanto il sindaco Stallone era stato arrestato; è
stato nominato un commissario regionale e nel dicembre 2001 viene eletta I'attuale
giunta che aveva osteggiato Ia giunta precedente del sindaco Stallone nella
costruzione dell'impianto della ditta Benolino a Campobello di Mazara. Aveva
organizzato delle manifestazioni di protesta. Comunque arrestato il sindaco Stallone,
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e dopo un anno di gestione commisssariale, segue I'elezione nel dicembre 2001 con
la nomina dell'attuale giunta che per i primi prowedimenti adotta la revoca della
delibera con la quale la precedente giunta aveva approvato la variante al piano
comprensoriale che consentiva l'aftivazione della distilleria Bertolino. Nei confronti
degli amministratori di Campobello di Mazara dal200I ad oggi sono stati registrati
alcuni atti intimidatori. Nella relazione consegnata ne avevo segnati ventidue ma
riguardano più persone. Non riguardano amministratori in senso stretto ma sono
estesi anche al padre di un assessore, aIIa moglie di un amministratore, alla casa di un
funzionario regionale che però lavora a Palermo e non a Campobello di }dazara.Dei
ventidue segnalati nella relazione gli atti intimidatori nei confronti degli
amministratori di Campobello di Mazara sono dodici dal 2001. Campobello insieme
ad Alcamo in particolare ha il primato degli incendi e danneggiamenti per vendette e
liti condominiali o di vicinato o di confine di pascolo abusivo. Owiamente tra gli atti
nei confronti degli amministratori comunali non può escludersi che ci siano atti
riconducibili alf incarico, alf impegno politico degli amministratori stessi. Ho
convocato più volte il sindaco di Campobello di Mazara ed ho parlato anche con il
curatore che ha competenza su Campobello di Mazara. Ho acquisito documentazione
più o meno recente e quindi un'attività informativa dell'Arma dei carabinieri e della
questura, ma è zona dove prevale I'Arma. In quel comune vi è un'illegalità quanto mai
diffusa e dilagante, soprattutto nel settore dell'abusivismo edilizio, con centinaia e
centinaia di abitazioni costruite abusivamente. L'amministrazione è stata piuttosto
lenta nell'approvare prowedimenti che consentissero di arginare il fenomeno. Nel
tempo vi sono stati prowedimenti di sequestro, è stata disposta anche la demolizione
e in qualche caso I'acquisizione del patrimonio comunale. Però, sia le demolizioni che
le acquisizioni registrano un tasso di crescita pari a zero o nel senso che non sono
andate avanti. L'illegalità con particolare riferimento all'abusivismo edilizio è stata
posta all'attenzione dalla procura della Repubblica di Marsala. Comunque uno dei
processi che aveva visto coinvolti amministratori ed imprenditori interessati alla
lottizzazione si è concluso [a primavera scorsa con una assoluzione generale. Né
I'Arma dei carabinieri né 1o stesso procuratore, né il sindaco né le notizie acquisite né
la polizia di Stato segnalano in questa illegalità diffusa situazioni di ingerenze
mafiose e di comrzione con la mafia. Una problematica sulla quale ho notato un
interesse da parte della Commissione è che il sindaco di Campobello di Mazara è
stato uno dei primi a manifestare disponibilita per I'utilizzo dei beni confiscati tanto
che è stato detto che un locale verrà utilizzato da carabinieri o poliziotti in pensione,
mentre un altro locale che appartiene al mafioso Spezia Nunzio è già stato consegnato
all'Avis e sono state accreditate somme per quindicimila euro da parte dell'autorità
comunale per la ristrutturazione e per poterlo utilizzare. C'è la massima attenzione su
quanto accade a Campobello di Mazara. Se dovessero giungere notizie che
suggeriscano un intervento, la prefettura non mancherà di fare la sua parte.

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MAFIOSA O SIMILARE
Resoconto stenoqrafico del sopralluoeo a Traoani lunedl 25 ottobre 2004

PRESIDENTE. Do la parola ai membri della Commissione pregandovi di farci


pervenire una relazione su tutte le domande, a maggior completamento delle risposte
già date o di quelle che non riuscirete a dare per marrcanza di elementi.

NOVI. Mi è sembrato di capire che ci troviamo di fronte quanto alla Bertolino ad una
impresa che ha ottenuto un frîaîziamento di 68 miliardi, essendo persino priva della
licenza edilizia per realizzarc la fabbrica. Ritengo che una cosa del genere non possa
passare sotto silenzio perché stiamo parlando di mafia ma un meccanismo di potere
tracotante fino al punto di deliberare un ftnanziamento di 68 miliardi nell'ambito della
legge n. 488 ad un soggetto privo persino della licenza edilizia su cui realizzare Ia
fabbrica, è un meccanismo di potere mafioso. Ritengo che, se ci troviamo qui in
presenza di settori giudiziari - ecco perché domani questa vicenda non dovrà
accadere - disposti a dare copertura a questo meccanismo, dobbiamo ritenere che ci
troviamo di fronte ad un meccanismo mafioso con copertura istituzionale. Quindi
ritengo che come Commissione antimafia non possiamo assolutamente fermarci di
fronte ad una cosa di questa gravità.

PRESIDENTE. Non c'è dubbio.

FINAZZO. Della Calcestruzzi Ericina ha parlato già il


dirigente della mobile. È
un'azienda che produce calcestruzzo e che apparteneva almafioso Vincenzo Virga. È
stata sequestrata, confiscata e I'amministrazione è stata affidata a due giovani
professionisti, un awocato e un commercialista quanto mai attenti, impegnati e
volenterosi affinché il bilancio resti attivo come al momento in cui hanno rilevato
I'azienda. L'azienda è florida ma subisce e inizia a subire un declino e un tracollo
allorquando il Virga viene arrestato perché fin quando è latitante - 1o spiegherà
meglio il dirigente della squadra mobile (mi sto soffermando su questo perché fa
parte dei beni confiscati) allora gli imprenditori erano costretti, se non 1o erano già
stati in passato quando Virga era libero di circolare, a comprare il calcestruzzo nella
sua azienda e a pagare il prezzo che voleva e che imponeva anche alle imprese
concorrenti. Virga si dà alla latitanza peî sottrarsi al prowedimento ma poi viene
arrestato nel 2001. il Virga dalatitante continua a gestirel'azienda: in pratica, chi
compra calcestruzzo paga due volte, all'amministrazione dello Stato e a Virga
latitante. Quando Virga viene arrestato questo prowedimento si inceppa per cui gli
imprenditori comprano il calcestruzzo e pagano soltanto I'amministrazione. A questo
punto si ha il sospetto - ma il funzionario che ha curato le indagini può darne la quasi
certezza - che Virga dia I'ordine di non comprare più calcestruzzo da quelf impresa
perché Ia Calcestruzzi deve fallire. L'affronto che questa azienda deve vivere
nonostante il capomafia sia stato privato del possesso non è accettabile. I due
amministratori sono molto impegnati ed attivi. Ho trovato questa situazione: la
magistratura, le forze dipoliziacontinuano a sostenercI'azienda finché non fallisca. Il
mio predecessore si è attivato e io ho continuato sulla stessa strada perché gli
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MAFIOSA O SIMILARE
Resoconto stenografico del sopralluogo a Trapani lunedì 25 ottobre 2004 BOZZA NON CORRETTA AD USO INTERNO

imprenditori che avevano lavori nel trapanese - ad una distarua fale da consentire
l'utilizzo di questo calcestruzzo - comprassero il calcestruzzo in questa azienda. È
chiaro che non sempre si poteva fare questo perché I'imprenditore è libero di
comprare dove vuole. D'altra parte a parità di prezzo o forse con una qualità diversa
la scelta può cadere su un altro punto. Ho continuato su questa strada. Ad alcuni l'ho
chiesto, a qualcun altro I'ho fatto chiedere. Uno di questi ha detto che non voleva farsi
vedere lì dentro ma ciò può avere molti significati a Trapani. Può significare che
I'imprenditore non vuole che Virga lo veda lì dentro perché sono amici o perché
passa per uno che alimenta 1o Stato; invece da buon trapanese vuole essere fuori da
qualunque sospetto nella mente del Virga. Continuando per questa strada
recentemente alcuni imprenditori si stanno rifornendo aIIa Calcestruzzi Ericina.
Faccio riferimento ai lavori in corso per la costruzione del commissariato di polizia di
frontiera, un'enorme costruzione ed alla costruzione in corso nell'ambito portuale del
distaccamento dei vigili del fuoco. Mentre agli altri I'ho fatto chiedere, a questi ho
detto proprio di comprarlo lì. E una società dello Stato, mi sembra owio che lo
dobbiate comprare 1ì. Dopo pochi giorni si è presentato un imprenditore e ha chiesto
di parlare con il prefetto, era presente il capo gabinetto, per lamentare che il prefetto è
un imprenditore che opera nella produzione di calcestruzzo e fa concorrenza sleale
alle aziende che producono calcestruzzo. GIi ho fatto dire che al suo ritorno gli avrei
parlato per chiedergli se, quando Virga era libero, lui avesse protestato con lui perché
faceva calcestruzzo e faceva concorrenza sleale! Comunque stiamo dando
all'amministrazione il massimo supporto. Vi è un progetto sempre sulla Calcestruzzi
nella trasformazione della azienda. Vorrebbero realizzare un'area periferica trapanese
per la lavorazione degli inerti. Abbiamo fatto una riunione in prefettura e poi hanno
preso contatto con I'amministrazione comunale per presentare questo progetto
all'avanguardia per il riciclaggio degli inerti. Poiché I'amministrazione comunale ha
già in programma la costruzione di un suo impianto probabilmente si può arrivare ad
una convenzione, ad una sorta di società mista, perché la Calcestruzzi Ericina
costruisca una specie di area di transito dove vengono sistemati e selezionati gli inerti
per passarli poi all'impianto comunale. Comunque, vi sarà la massima atfenzione
perché questa azienda non fallisca. Sui particolari e su ciò che accadeva quando
I'azienda era nelle mani del Virga o quando era gestita nel corso della sualatitanza,
credo che il rappresentante della polizia di Stato abbia qualche elemento in più da
fornire.

LINARES. La leadership della CalcestruzziBricina, per quanto riguarda il capoluogo


trapanese, è rimasta costante ed invariata dal 1993 aI febbraio 200I.
E bene precisare però che la confisca della Calcestruzzi era già awenuta in
sede di misure di prevenzione nel L997 e che nel 1996, mentre ancora si attendevala
confisca, la squadra mobile di Trapani ottenne il sequestro penale della stessa azienda
che derivava faffo che i soci della Calcestruzzi Ericina erano tutti direttamente o

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Resoconto stenografico del sopralluogo a Trapani lunedì 25 ottobre 2004

uomini d'onore della famiglia mafiosa o del mandamento di Trapani o figli e nipoti di
uomini d'onore del mandamento retto dalla Virga.
Nel 1997, con la confisca, durante la latitanza del Virga Vincenzo, il Virga
Pietro, che all'epoca gestiva il mandamento, venne intercettato all'interno della sua
autovettura mentre dava una serie di disposizioni per obbligare, nonostante I'awenuta
confisca, gli imprenditori all'esborso di una percentuale, un surplus, per ogni acquisto
effettuato presso la Calcestruzzi. Inoltre, alcuni operai della stessa azienda vennero
arrestati insieme al Virga Pietro nel 1999, a seguito delf indagine o'Prometeo", così
definita perché furono scoperti 17 incendi ed altrettante estorsioni comandate dal
Virga Vincenzo e fatte attuare dal figlio Pietro. Alcuni autori del gruppo di fuoco, che
ogni sera davano fuoco ad autovetture di imprenditori, avevano ricevuto in
afftdamento i beni confiscati al Virga Vincenzo. I1 custode giudiziale nominato dal
giudice per le indagini preliminari distrettuale, aveva dato loro la custodia di tali beni.
A seguito di questo rapporto e dell'arresto di tali persone, aI commercialista
palermitano nominato custode giudiziale, venne immediatamente revocato il mandato
- siamo alla fine del 1999 - per essere dato al dottor Miserandino è all'awocato
Castelli.
Secondo quanto detto anche dal signor prefetto, nel febbraio del 2001il Virga
Vincenzo venne arrestato. In seguito a tale arresto furono trovati una serie di
"pizzini" ai latitanti, tra cui alcune direttive riferite sempre alla vendita della
Calcestruzzi.
Successivamente, come è stato fatto rilevare all'autorità giudiziaria dagli stessi
amministratori, si è determinato un progressivo calo delle vendite. Solo grazie
alf intervento dell'attuale prefetto e del prefetto Sodano - in carica all'epoca della
cattura del Virga - si è riusciti a fare andare avanti la Calcestruzzi, anche se forse vi è
stata una certa disattenzione da parte delle amministrazioni locali. Basta pensare che
la Calcestruzzi Ericina a Favignana rischia di chiudere nonostante avesse fino a
qualche mese fa il monopolio assoluto per il calcestruzzo. ll discorso vale per
I'edilizia pubblica, considerato che è un'impresa gestita dallo Stato, ma in particolare
per quella privata, non avendo la concorrenza di altre imprese. Nonostante che
I'edilizia relativa allarealizzazione di villaggi turistici sia in forte espansione - a
Favignana si costruiscono ogni anno dalle 200 alle 300 villette - la Calcestruzzi
rischia di chiudere perché il comune ha modificato la destinazione d'uso dell'area in
cui insiste l'impresa. E ragionevole ritenere, secondo vna notizia fornita dall'autorità
giudiziaria e dagli amministratori, che possa nel volgere di qualche mese perdere la
disponibilità dell'area in cui attualmente è dislocato I'impianto dell'azienda confiscata.
Nonostante tutto sono ancora in piedi alcune commesse e quindi I'azienda ha di che
vivere. Al momento opera esclusivamente per mantenere gli stipendi e il livello
occupazionale esistente.

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Resoconto stenografico del sopralluogo a Trapani lunedì 25 ottobre 2004

LUMIA. Signor prefetto, sulla vicenda di Favignana non si potrebbe valutare la


possibilità di un accesso mirato, per capire se sia frutto di una scelta sbagliata presa in
buona fede o a seguito di una pressione mafiosa?
Sempre con riferimento a Favignana, le chiedo poi di verificare il dato relativo
alla costruzione di circa 50 alloggi in una zona dove insistono interessi mafiosi. Può
verificare anche questa notizia?

FINAZZO. Rispondo ad un'altra domanda dell'onorevole Lumia circa la condanna di


alcuni funzionari pubblici.
È noto che Surace, dirigente dall'ASL n.9, ha avuto una condanna. Era stato
inquisito nel 2001, quando è stato arrestato il sindaco Laudicina. Erano stati inquisiti
anche il capo di gabinetto e il segretario generale, oltre a due assessori e consiglieri.
Il processo viene celebrato quest'anno. Sono stati condannati sia il sindaco
Laudicina che gli altri ritenuti complici in quest'attività. Si trattava in effetti di
un'applicazione normativa errata e palesemente dolosa di una delibera. Tra i
condannati ricordo il dottor Galfano, attuale segretario generale del comune,
condannato ad un anno e sei mesi per falsità materiale, simulazione di reato ed altro,
e il dottor Sparla, funzionario del comune, attualmente presso la camera di
commercio dove svolge ilruolo di segretario generale.
Altri pubblici ufficiali non erano coinvolti in questa vicenda. Solo consiglieri e
assessori comunali.

LUMIA. I
due pubblici funzionari, pur essendo stati condawrati, invece di essere
rimossi sono stati promossi.

FINAZZO. Il manager dell'USL ha patteggiato, non è stato condannato.

LUMIA. È stato assolto.

FINAZZO. Una situazione particolare, che si è verificata nel comune di Trapani, è il


processo a carico dell'assessore comunale alla cultura, Nicole Mazarese, condannata
per millantato credito nei confronti dell'onorevole Lumia. Nel corso di
un'intercettazione telefonica con Ia sorella di un imputato per un episodio di
criminalità organizzatatranquillizza la sorella delf imputato dicendo - sono notizie di
stampa che poi hanno trovato conferma nella sentenza - di poter intervenire presso il
giudice attraverso I'onorevole Lumia. Dalf intercefrazione emerge questa
dichiarazione. L'assessore, che forse all'epoca non era tale, è stata processata e
condannata a sei mesi per millantato credito. Si è dimessa dopo due giorni
dalf incarico di assessore comunale a Trapani e recentemente è stata nominata
assessore comunale ad Erice.

LUMIA. È stata promossa anche lei dunque.

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MAFIOSA O SIMILARE
Resoconto stenosrafìco del sopralluoeo a Trapani lunedl 25 ottobre 2004

FINAZZO. Rispondo ora alla domanda dell'onorevole Lumia in merito alle difficolta
riscontrate nella consegna dell'appartamento a padre Lo Bue e poi ad un'altra
domanda su Turriciano Pietro, Calabrò, Fiordilino Vincenzo, Bonventre. Credo che la
posizione di alcuni di essi sia stata chiarita dal dirigente della squadra mobile con
riferimento all'oper azione Tempesta.
L'appartamento è stato consegnato a padre Lo Bue. Si trattava di una palazzina
atre piani del capomafra Vincenzo Virga. Quando sono arrivato a Trapani il secondo
e il terzo piano erano stati consegnati a padre Lo Bue ma non disponeva della chiave
perché il primo piano era occupato da vasellame e mobili della gioielleria della
famiglia Virga, a seguito della revoca della licenza.
Ci sono voluti quasi sei mesi e un'insistenza e una pressione continue presso
I'Agenzia del demanio per far capire che si doveva liberare l'edificio in modo da
consentire a padre Lo Bue di attivare questa casa rifugio per ragazze madri o bambini
appartenenti a famiglie disagiate. Il problema si è finalmente risolto. Padre Lo Bue ha
avuto la chiave ma prima della consegna effettiva si è dovuto superare un altro
ostacolo. I beni del Virga Vincenzo erano ipotecati. Erano stai stipulati dei mutui che,
pur non particolarmente consistenti, erano pari a circa 200 milioni. Questa cifra
riguardava sia L'appartamento in questione che altri beni del Virga. A seguito di una
riunione in prefettura si è deciso di chiedere alle banche se era possibile arrivare ad
una transazione. Le banche hanno dato una disponibilità in tal senso per cui ad Erice
e Paceco, in cui era presente un'enorme estensione di terreno del Virga da consegnare
ad una cooperativa, padre Lo Bue e la cooperativa dispongono ora rispettivamente
della casa in cui un tempo sorgeva la gioielleria e del terreno.

FERRARA. Con riferimento ai quattro soggetti di cui poco fa lei ha ripetuto i


cognomi, Bonventre, Calabrò, Turricciano e Valenti, non mi sembra che ne abbia già
parlato il capo della squadra mobile nell'ambito dell'operazione "Tempesta" o almeno
io non 1o ricordo. Vi prego dunque di ritornare per un attimo sull'argomento.

LINARES. Nello operazione Tempesta emerge anche un momento di contatto con


amministratori locali e soggetti candidati alle elezioni comunali.

Presiden za del vicepresidente CEREMIGNA

LINARES. Il Fiordilino, un soggetto poi eletto consigliere comunale, ha perorato la


causa...

FERRARA. La domanda non verteva su Fiordilino ma su altri quattro nominativi,


Bonventre, Turricciano, Calabrò e Valenti. Si è fatto riferimento a quattro consiglieri
comunali. Non trovo un riscontro tra le cose che ha detto il capo della squadra mobile

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Resoconto stenosraJico del sopralluoeo a Trapani lunedì 25 ottobre 2004

e quello che ha detto lei in risposta alla domanda che le aveva posto I'onorevole
Lumia.

LINAfuES. Per ciò che ha accertato la polizia di Stato si è fatto riferimento al


Fiordilino Vincenzo che era in atto consigliere comunale. Le altre tre non sono
posizioni sulle quali I'operazione Tempesta è stata interessata, se non indirettamente.
I soggetti non sono stati attenzionati direttamente da tale operazione. Per alcuni di
essi, con riferimento ai rapporti parentali, altri organi di polizia possono dare ulteriori
informazioni. Soltanto il Fiordilino Vincenzo è stato oggetto di intercettazioni e del
problema della raccomandazione del candidato Siino.

FERRARA. Quindi, i quattro cognomi non vengono ricondotti alf interno


dell'operazione tempesta.

LINARES. Non direttamente.

FERRARA. Pertanto, la risposta è negativa.

LUMIA. Nel leggere i


nomi avevo fatto una distinzione tra coloro per i quali
risultavano precedenti penali e il Fiordilino coinvolto direttamente nell'operazione
Tempesta.

FERRARA. Ho voluto chiarire questo passaggio perché il prefetto aveva sostenuto


che in ordine a quei nomi aveva già risposto il capo della squadra mobile nell'ambito
dell'operazione Tempesta. Nasceva una confusione rispetto a quanto poteva essere
stato detto prima.

LUMIA. C'è però il caso di Gargagliano Vincenzo, anche lui coinvolto


nell' oper azione "Tempesta".

LINARES. E' vero. Altro soggetto è Gargagliano, peraltro reo confesso, che si rende
responsabile di uno degli episodi contestati nell'ordinanza custodiale relativa
all'operazione "Tempesta". Sono queste le questioni direttamente oggetto
delf istruttoria relativa all' ope razione.

FINAZZO. Vorrei intervenire in merito alla lettera che l'awocato Manno ha


indirizzato al presidente della Commissione antimafta, al prefetto e al procuratore
della Repubblica. Vorrei precisare che sia io sia il procuratore della Repubblica ne
abbiamo avuto notizia dai giornali, prima di riceverla, quindi non potevamo essere
stati noi ad aver informato la stampa.
Nella lettera, che ho agli afti,l'awocato Manno segnala la situazione di forte
tensione alf interno dell'ospedale di Alcamo tra due sindacati di categoria, da un lato

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Resoconto stenografico del sopralluogo a Trapani lunedì 25 ottobre 2004

la CISL, dall'altra I'UGL, con la FIALS, che aveva dato luogo anche a momenti
conflittuali particolari, con minacce, scritti anonimi, volantini contenenti frasi
offensive nei confronti dell'uno e dell'altro. Si rendevano necessari dei chiarimenti.
L'awocato Manno esordisce dicendo che, per opinione comune, proprio
nell'ospedale di Alcamo da diversi anni comanda, con il sistema delf intimidazione
(proprio il temine che usa il legislatore nel 4l6-bis) e della minaccia, un gruppo di
persone che opera 1ì dentro. Questo 1o scambio di battute nella riunione del comitato,
alla presenza del procuratore della Repubblica: <<Può indicare chi sono questi soggeffi
che comandanob> <<Non 1o so>>. <Mi può dire dove l'ha sentito dire?>. <<Non 1o so>.
<<Ma lei ha scritto per opinione comune. Ci dica come possiamo muoverci per fare
chiarczza>>. <<Io mica posso farc un sondaggio di opinione?>>. <<Ma metta in
condizione le Forze di poliziu. <Chiedete a questi quattro soggettb. E ha indicato
quattro persone, medici e infermieri dell'ospedale. Poi ha proseguito dicendo che a
suo awiso nell'ambito dell'ospedale c'era una gestione assolutamente non oculata e
addirittura non trasparente di alcuni farmaci, con riferimento a quelli che possono
servire per dopare i cavalli. Secondo lui se ne consumavano troppi, lasciando
intendere che potessero essere utilizzati proprio a tal fine. Vi informo che Alcamo è
cittadina nella quale è forte la passione popolare per i cavalli e le relative corse. Gli
chiesi se avesse attivato un'attività ispettiva) ma rispose negativamente. Quando gli
dissi che sarebbe spettato a lui, mi rispose che il compito era della polizia giudiziaria.
Comunque, si vedrà, perché la lettera è a disposizione della magistratura.
Per motivare la scelta del destinatario della lettera aggiunse che nell'estate
precedente aveva licenziafo il dottor Ignazio Melodia, della famiglia mafiosa di
Alcamo, perché arrestato e condannato a pene detentive per fatti di mafia. Dopo
questo arresto o forse poco prima, I'ho visto dal carteggio, ha iniziato il procedimento
per il licenziamento, che è stato notificato a Melodia in carcere. Egli ha puntualizzato
in sede di incontro con il magistrato e le Forze di polizia, che una persona in
ospedale, per bloccarlo e metterlo sul chi vive, gli aveva detto di stare attento, perché
Ignazio Melodia faceva parte di una famiglia sanguinaria. Gli chiesi: (Chi è questa
persona?>>. <<Non 1o so>>. <<La conosce?>>. <<Non lo so>>. <<Ha denunciato il fatto
all'autorità giudiziaria e alle forze di polizia?>>. <<No>>.
Altro episodio segnalato da Manno, sempre per manifestare e confermare le
sue preoccupazioni sulf incolumità personale: aveva ricevuto due messaggi sul
cellulare e una missiva era stata recaprtata allo studio della moglie, che fa I'awocato
a Palermo, che conteneva però documenti che riguardavano le rivendicazioni già note
del personale dell'ospedale, serrza minacce. Per lui questo era motivo di
preoccupazione.Inoltre, pochi giorni prima della lettera, trovandosi in ospedale, un
tizio l'aveva awicinato e gli aveva detto: <Stai attento, perché finirai sciolto
nell'acido). Gli chiesi: (Chi è questa persona?>>. <<Non lo so>>. <<La conosce?>. <<Non
1o so>>. <<Ha denunciato il fatto all'autorità giudiziaria?>. <<No>.
Ricordo ancora che il Comitato si era riunito per la tutela e I'incolumità
dell'awocato Manno, anche se il procuratore della Repubblica ad un certo punto è
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Resoconto stenosrafico del sopralluoeo a Trapani lunedì 25 ottobre 2004

andato via, dicendo che avrebbe fatto degli accertamenti. Dopo tre giorni Manno mi
ha scritto una lettera, chiedendo che gli venissero messi a disposizione due ufficiali
della polizla giudiziaria per un'ispezione all'ospedale di Alcamo per verificare la
distribuzione di questi farmaci e l'attività amministratla precedente aI suo
insediamento come mqnager della ASL. Gli risposi che il prefetto non aveva alle
dipendenze ufficiali di polizia giudiziaria e che se 1o avesse ritenuto utile avrebbe
potuto utilizzare, come da protocollo di collaboraz\one sottoscritto 1o scorso anno, la
collaborazione della Guardia dt frnanza. Credo non sia il caso di aggiungere altro.
L'attenzione verso l'awocato Manno c'è. IJn'ultima frase di Manno,verbalizzata,ha
preoccupato tutte le autorità presenti: <<all'ospedale di Alcamo sono stati ricoverati
dei latitantil>. Anche in questo caso ho chiesto da chi I'avesse sentito dire, ma non ha
saputo dire nulla, né quando, né come né da chi. Anche su questo l'autorità di polizia
credo abbia awiato indagini. I sindacalisti in conflitto tra loro hanno presentato
esposti e denunce allapolizia e ai carabinieri, così abbiamo concordato per un'azione
congiunta affrnché gli accertamenti potessero essere più approfonditi possibile.
Finora mi risulta però che l'esito degli accertamenti per il ricovero dei latitanti sia
negativo, mentre sulle responsabilità eventuali di singoli sindacalisti locali per scambi
di accuse, telefonate anonime, la polizia giudiziaria sta lavorando e riferirà alla
procura della Repubblica.

VINCELLI. Signor Presidente, vi chiedo scusa se potrò rispondere solo per flash a
molte domande, mala mia esperienza su Trapani è molto limitata, visto che sono qui
da solo un mese.
Dall'Arma di Mazara del Vallo sono state sviluppate investigazioni sulle
attività economiche gestite con i pescherecci dalla famiglia Mangiaracina. In verità
riscontri positivi immediati non ce ne sono stati, ma l'attività prosegue perché il porto
diMazara è molto appetito per gli indubbi interessi economici che sottende. Lo dico
per segnalare che la problematica non sfugge alla nostra atteruione, anche se trovare
qualche riscontro positivo non è facile.
Per quanto riguarda invece la domanda dell'onorevole Napoli, dal settembre
2004 è stata iniziata un'attività di indagine dall'Arma di Partanna sul conto di
commercianti cinesi vittime di estorsione da parte di connazionali, presumibilmente
venuti dalla Campania. Non so dire nulla di più.

PRESIDENTE. I1 suo collega può darci qualche altra indicazione?

IACONO. L'indagine viene eseguita dalla Compagnia di Castelvetrano. In virtù del


mio compito di collegamento so che I'indagine è in corso, ma non ne so parlare.

VINCELLI. Per quanto riguarda invece i cicli dei rifiuti e il cemento, mi preme
segnalare l'operuzione fatta dal comando provinciale insieme al nucleo operativo
ecologico di Palermo sugli inerti di sabbia, che facevano riferimento a Messina
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Denaro Matteo. Lo sviluppo edilizio nella zona diMazara e di Campobello diMazara


potrebbe avere connessioni con I'attività economica che fa riferimento al citato
soggetto.
Cito ora episodi degni di rilievo nel campo del contrasto al riciclaggio di rifiuti.
I1 31 marzo 2003 a Custonaci è stata sequestrata una cava in disuso di 47.000 metri
quadri utilizzafa come discarica abusiva. Nell'occasione sono state denunciate cinque
persone, tra le quali I'assessore alla polizia municipale, alla sanità e alla protezione
civile, un impiegato comunale per I'incarico di coordinatore del personale e
I'ingegnere capo presso l'ufficio tecnico. Ad Alcamo, nel dicembre 2002, è stata
sequestrata una distilleria e raffineria di alcool, denominata Enodistil Spa, per un
valore complessivo di 3.700.000 euro ed è stato denunciato I'amministratore unico
insieme ad altre tre persone. Sono stati sequestrati 500 metri quadrati di un'area
adibita a deposito di feccia, 7.000 metri quadri di terreno adibito a stoccaggio
prowisorio del quantitativo di vinaccia esausta, un impianto di essiccazione e 70
metri quadri di un'area adibita a deposito di rifiuti speciali non pericolosi. Nel luglio
2002, sempre di concerto con il comando tutela ambientale, è stato arrestato
l'amministratore unico della Sud Impresit Srl, società operante nel trasporto,
stoccaggio e smaltimento dei rifiuti e un dipendente della Agesp Spa, società
concessionaria della gestione della discarica comunale di Alcamo, responsabile...

NAPOLI. Chiedo scusa se la interroffipo, ma dietro tutte queste discariche c'è la


mafra?

VINCELLL AI momento non risulta.

NAPOLI. Sento infatti che i coinvolti sono tutti amministratori.

VINCELLI. Al
momento, quando parliamo di mafta, deve essere reale il
collegamento, ma in questi casi non c'è stato. Non lo si può escludere, ma allo stesso
modo non mi sembra corretto professionalmente azzardare ipotesi che non siano
suffragate da elementi consistenti.
Riferisco i dati, perché è bene che voi sappiate che anche questo settore è stato
atfenzionato. Nulla toglie che futuri approfondimenti possano portare a sviluppi.
Quindi nell'ultima operazione sono stati sequestrati dall'uff,rcio amministrativo della
Sud Impresit un'area di circa 20.000 metri quadrati, destinata a discarica comunale, e
12 automezzi.
Altre attività sono awenute a Custonaci, dove I'Arma locale sta svolgendo dei
controlli, in collaborazione con la polizia giudiziaria, e a Trapani, dove in passato
f imprenditore mafioso Virga, capo del mandamento di Trapani, è stato accusato di
avere gestito appalti e subappalti per 1o smaltimento di rifiuti solidi urbani, per la
pulizia del cimitero di Trapani, per 1o smaltimento di cassonetti nella periferia di
Trapani e per lo smaltimento di rifiuti di Erice. Questo è stato accertato.
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NAPOLI. Le ditte che appartengono alla criminalità orgarizzata o che sono colluse
con essa vengono inserite in un elenco regionale. La ditta che ha gestito la raccolta
dei rifiuti è ancora inserita in tale elenco o no?

VINCELLI. Sì, è nell'elenco.

NAPOLI. Spesso i
sindaci vengono accusati di avere affidato 1o svolgimento del
servizio ad una determinata ditta, mentre il proprietario della ditta lamenta il fatto di
essere inserito in un elenco. Ci deve essere, perciò, molta vigilanza da parte della
Regione. Lei ritiene che ci sia da parte della Regione Sicilia questa vigilanza
sull'elenco delle ditte?

VINCELLI. Onorevole Napoli, dovrei informarmi per rispondere a questa domanda.


Indubbiamente anche questo tnput avrà il suo sviluppo.

FINAZZO. Comunque è un'impresa non più attiva, onorevole. Ci sono parecchie


aziende confiscate e non più attive e questa è una di quelle.

VINCELLI. Per quanto riguarda il problema idrico, che affligge i comuni di Erice,
Valderice e Trapani, dagli interventi che abbiamo fatto non è emerso un vero e
proprio collegamento con organizzazioni mafiose. Tuttavia, abbiamo operato in più
circostanze nei confronti di proprietari di pozzi artesiani e di autotrasportatori, che
magai attingevano I'acqua da pozzi sottoposti a sequestro o dei quali il genio civile
aveva vietato I'utilizzo, perché I'acqua non è potabile o per altri motivi simili. Uno
degli ultimi interventi è stato effettuato proprio alf inizio del mese di ottobre: sono
stati arrestati due autotrasportatori e il proprietario di un pozzo. Di recente, c'è stata
una riunione in prefettura per mettere a fuoco il problema e trovare una soluzione per
compensare alcune disfunzioni del dissalatore e delf impianto idrico, che purtroppo ha
falle abb a starza consi stenti

LUMIA. I1 dissalatore di Trapani è gestito dal dottor Di Vincenzo?

VINCELLI. SI.

LUMIA. Sapete che il dottor Di Vincenzo è coinvolto in fatti di mafia? Signor


prefetto, lei ne è al corrente?

FINAZZO. No, a noi non risulta niente.

LUMIA. I1 dottor Di Vincenzo di Caltanisseffa, erede dell'impero Salamone-Miccichè


(dove fu inventato il tavolino e dove Siino ebbe un ruolo di primo piano), è
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monopolista in Sicilia di impianti per la dissalazione realizzati dalla Regione ed è


stato coinvolto in fatti di mafia, in rapporto con i Rinzivillo e i Madonia, che sono
cosche mafiose di primo piano della provincia di Caltanissetta. Volevo sapere se
avete monitorato questa presenza o se intendete monitorarla.

FINAZZO. Purtroppo abbiamo frequenti contatti con la gestione del dissalatore,


perché il problema della crisi idrica su Trapani è notorio e piuttosto pesante. Il
dissalatore in passato ha sempre creato problemi, fino a poco tempo fa, per guasti o
manutenzione, oppure per mancato o ritardato pagamento delle spettanze ai
dipendenti. Nella gestione del dissalatore si verifica infatti un circolo vizioso: la
società che ha la gestione deve versare le spettanze ai dipendenti, ma non riceve le
somme che le sono dovute dall'EAS e quindi ritarda i pagamenti. L'EAS non paga
perché non riceve i soldi dal commissariato per I'emergenza idrica, e quindi quasi
ogni mese si verificano ritardi nei pagamenti, con le relative contestazioni.
Alla prefettura risulta che la titolarità delf impianto non è del signor Di
Vincenzo, ma dell'ingegner Genovese, che tiene i contatti con la prefettura. A questa
persona ultimamente ho detto che non è opportuno che si rechi più in prefettura, visto
come si è comportata in occasione di trattative svolte alla presenza deI prefetto per
saldare le spettanze alle maestranze: se il prefetto chiede all'impresa di pagare le
spettanze assicurando di essersi impegnato personalmente per fare avere quanto
prima il mandato per il pagamento del dovuto, è inaccettabile che gli venga risposto
che il pagamento sarebbe comunque awenuto il giorno stabilito. Per questo motivo
ho invitato quella persona ad accomodarsi fuori, perché con me non ha più nulla a
che vedere.

LUMIA. Intendete verificare I'eventuale collusione delf ingegner Di Vincenzo con


soggetti mafiosi?

(I lavori proseguono in seduta segreta dalle ore 21,42).

(I lavori riprendono in seduta pubblica dalle ore 21,43).

NOVI. Già sul finire degli anni Ottanta, le cosche del trapanese erano collegate con
riciclatori elvetici e operatori ftnanziari di altissimo livello, tant'è vero che anche
Giovanni Falcone si occupò di questi rapporti. Dopo t0-12 anni, si è lavorato su
questa traccia, considerato che probabilmente questo tipo di attività inquirente del
magistrato Falcone fu anche all'origine dell'attentato di Capaci?

(I lavori proseguono in seduta segreta dalle ore 21,45).

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(I lavori riprendono in seduta pubblica alle ore 22,12.)

FINAZZO. Rispondo alla domanda del presidente Centaro volta a sapere se i clan
mafiosi investono le loro ricchezze anche al di fuori del territorio di loro influeîza e
se vi siano stati atti intimidatori nei confronti dei magistrati trapanesi. Immagino che
lei faccia riferimento ad atti intimidatori recenti.

VINCELLI. Per i clan mafiosi non ho dati significativi al seguito, ma non lo posso
escludere. Del resto la difficoltà di individuare beni da proporre per la conf,rsca o il
sequestro dimostra che indubbiamente si rivolgono all'estero. Per mia conoscenza
personale, avendo fatto 1o scorso anno uno studio al riguardo, il riciclaggio awiene
nei Paesi d'oltremare. Un aspetto che invece è significativo è a proposito di minacce
ai magistrati.
Ricordo in particolare la foratura delle gomme di un sostituto procuratore,
awenuta proprio il giorno in cui ha preso possesso del suo ufficio presso il tribunale
di Marsala. E da escludere qualsiasi azione nei confronti del magistrato, che era
addirittura con i genitori. Forse aveva parcheggiato I'autovettura in un posto da
qualcuno ritenuto non idoneo. Ora, non so se lei si riferisse a quell'episodio.

PRESIDENTE. Era un riferimento generico. Mi riferisco anche ad altri atti, compiuti


magari in precedenza.

FINAZZO. Non si regìsFano episodi di recente, tranne una lettera inviata 1o scorso
anno al dottor Massimo Russo della DDA, che reca un mittente che peraltro poi non è
stato identificato. Erano contenute delle frasi minacciose alf interno ma il mittente
veniva indicato come Massimo Russo. Il dottor Russo è destinatario di un servizio di
scorta su auto blindata. Abbiamo sensibilizzato in questo senso le forze di polizia
nell'ambito di una riunione di coordinamento.
Altra minaccia si è registrata l'anrro scorso in primavera nei confronti del
procuratore della Repubblica di Marsala, al quale è stata recapitata una lettera con
delle cartucce. Gli afii sono stati trasmessi aIIa procura di Caltanissetta per
competenza, così come è accaduto per l'episodio del dottor Russo, ma non abbiamo
notizie sullo sviluppo delle indagini. I1 dottor Russo è in ogni caso adeguatamente
attenzionato. In sede di comitato non è stata rawisata la necessità di ulteriori misure.
L'onorevole Napoli chiedeva se, con riferimento alle cooperative, ci sono state
cancellazioni dal registro. E stata cancellata proprio quella cooperativa di cui si
parlava prima, Giustizia Sociale, che, con una procedura che falsava le norme, aveva
ottenuto I'affidamento per la gestione degli asili nido a Trapani. A seguito di tale
vicenda sono stati arrestati il sindaco e i consiglieri comunali.
Un'altra domanda dell'onorevole Napoli era relativa al livello di istruzione dei
mafiosi. Credo che in questo caso possano rispondere più approfonditamente i
colleghi della polizia, dei carabinieri e della DIA. Poco fa avevo accennato a quel

SEN
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medico che era stato licenziato, uno dei capi mafla. Similmente ha un titolo di studio
il fratello del Messina Denaro arestato. Un terzo soggetto, che avevo già ricordato
nella relazione introduttiva, è il Pandolfo Vincerno aîch'egli medico, che risulta
latitante.

PINZELLO. Ricordo anche un figlio di Mariano Agate, Epifanio, che ha studiato


giurisprudenza allaLUISS e chepoi è stato arrestato. Ricordo che anche la figliadi
Mariano Agate è laureata in giurisprudenza. Voleva fare il concorso in magistrafura.

CRISTALDI. Al questore vorrei chiedere un ragguaglio su una notizia, comparsa


sugli organi di stampa nazionali, relativa ad una petizione, che sarebbe stata firmata
da 200-300 giovani che frequentavano la stessa università, in cui si faceva un appello
alle istituzioni in favore della situazione del padre. Per quanto riguarda il figlio, che
veniva in qualche modo coinvolto, chiamato in causa, si era proceduto ad una
raccolta di firme. Vi risulta?
Non vi risulta che siano state raccolte firme per strada, con i tavolini, perché si
potesse scagionare il figlio di Mariano Agate? Mi riferisco anotizie giornalistiche.

LINARES. In effetti la sorella, pur non condividendo assolutamente I'operato del


padre, in un momento toccante di una di queste intercettazioni gli dice: "Hai visto in
quale abisso ci stai cacciando?o'. Lui insisteva sul fatto che si doveva comunque
tentare di evitare assolutamente questo processo e di fare in modo che le
interceftazionirisultasseroinutilizzabili.
La figlia, in un momento di scoramento, aggredisce il padre verbalmente - un
episodio molto toccante sotto il profilo umano - e gli dice che non si può fidanzare
con nessuno perché è figlia sua e che alcuni amici vogliono aiutare il fratello
Epifanio. Accenna anche al fatto che Pierpaolo, il terzo fratello, non vuole e assume
addirittura una posizione di distacco. Si comprende che la figlia in qualche modo
aveva tentato di mettere sull'awiso il padre che dando queste direttive al figlio 1o
avrebbe in qualche modo condannato ad essere coindagato con lui. Nell'occasione fa
una battuta su alcuni amici di Epifanio che 1o volevano aiutare. Non so dirle se si
facesse riferimento a quell' episodio.
All'epoca si comprese che probabilmente si trattava di una vicenda che aveva a
che fare con gli ambienti di studio o di frequentazione di Epifanio Agate.

CzuSTALDI. Desidero porre un ultimo quesito a proposito della vicenda della


distilleria Bertolino. Il sindaco di Mazara del Vallo ha chiesto di essere ascoltato
dalla Commissione parlamentare antimafia, o direttamente o tramite la prefettura? È
stata avarrzata analoga richiesta da parte del dottor Manno e dei sindacati della
provincia.

PRESIDENTE. Lo chiede a loro o al sottoscriffo?


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CRISTALDI. Lo chiedo al Presidente e al prefetto. Intendo sapere se è stata avaîzata


tramite la prefettura o no? Il Presidente può owiamente rispondermi anche in
separata sede.

PRESIDENTE. Preferisco risponderle ora e ne approfitto anche per darvi un


calendario dei lavori. Hanno chiesto di essere auditi I'awocato Manno, che ha fatto
pervenire alla Commissione della documentazione, i segretari delle tre organizzazioni
sindacali confederali, il sindaco e il presidente del consiglio comunale diMazara. AI
termine della seduta era mia intenzione comunicare ai colleghi che, così come è
awenuto ad Agrigento sulla base delle richieste dei tre segretari confederali,
incontrerò i rappresentanti sindacali, non in sede di audizione, ma in via informale
(naturalmente tutti i colleghi che vogliono assistere a questo incontro sono bene
accetti), alle ore 14 di domani, mentre il sindaco ed il presidente del consiglio
comunale diMazara, nella stessa formula, alle ore 20,15 dello stesso giorno. Non ho
invece ritenuto di accedere alla richiesta del direttore generale della ASL.

NAPOLI. Dopo quel che ha detto in questa sede il prefetto, il direttore generale, se
non trova il coraggio di fare i nomi e di denunciare, è bene che stia a casa sua.
Owiamente, non safei stata assolutamente d'accordo ad una sua audizione.

CRISTALDI. Voglio chiarire chq la mia non era una richiesta di convocazione, ma
solo di chiarimento.

PRESIDENTE. D'accordo, tra I'altro questa comunicazione l'avrei fatta al termine


della seduta proprio per informare i colleghi ai fini della loro eventuale
partecipazione agli incontri informali.

FINAZZO. Sulle domande poste dal senatore Curto e dall'onorevole Napoli sulle
banche, penso sia meglio lasciare la parola al rappresentante della guardia di frnanza,
Di Rella.

DI RELLA. Nella provincia di Trapani sono ubicate le sedi centrali di cinque istituti
di credito: la Banca di credito cooperativo del Belice, con sede a Partanna; la Banca
di credito cooperativo senatore Pietro Grammatico, con sede a Paceco; la Banca di
credito cooperativo ericina, con sede a Valderice, la Banca di credito cooperativo don
Nzzo, con sede ad Alcamo. Il quinto istituto, la Banca di credito cooperativo egusea,
con sede a Favignana, è stato incorporato alf inizio di questo mese dalla Banca
Toniolo, che ha sede a San Cataldo, in provincia di Caltanissetta.
La media dei depositi per abitanii è di poco più di 5.000 euro. Non sono in
grado di qualificare questo dato. Posso riferire che, vado a memoria, quindi ciò che
dico non ha un valore assoluto, quando per mia curiosità feci un riscontro con tutte le
na
t)
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altre province della Sicilia, mi accorsi che non era il valore più alto, non spiccava
rispetto alle altre realtà.
Nel territorio di Trapani insistono 177 sportelli bancari, 151 di banche società
per azioni, 18 di banche di credito cooperativo e 8 di banche popolari. Al dicembre
2000, in tutti i comuni della provincia di Trapani era presente almeno uno sportello.
Negli ultimi anni anche a Trapani, a seguito del processo di concentrazione che
caratterizza il settore bancario, si è assistito ad una grossa diminuzione della presenza
di istituti bancari connotati localmente.Laliberalizzazione degli sportelli bancari, che
ha avuto inizio ne| marzo del 1990, ha comportato una grossa diminuzione delle
banche con sede in Sicilia e il numero degli istituti locali si è ridotto di 52 unità.

FINAZZO. Vi fornisco i dati sul rapporto tra popolazione e sportelli. A1 31 dicembre


2003,la media in Italia era di 1 .900 utenti per sportello, in Sicilia di 2.961 e a Trapani
di 2.400 utenti, pari, più o meno, a quella di Agrigento. Questi dati, aggiornati ad
oggi, hanno subìto un leggero spostamento, ma non così incisivo.

CURTO. La struttura dei soggetti creditizi (banche di credito cooperativo) potrebbe


far pensare che le disponibilità frnanziarie dei singoli soggeffi depositanti non si
limitino solo ai valori che confluiscono nei depositi bancari ) ma includano anche
quote di partecipazione. In quel caso, il dato del rapporto tra depositi bancari,
disponibilità finanziarie e r eddito pr o c apite aumenterebbe notevolemente.

FINAZZO. Gli investigatori potranno dare sicuramente elementi di valutazione più


precisi, ma è convincimento degli stessi operatori bancari, mi riferisco a quelli
trapanesi, che chi vive di grossi illeciti, difficilmente vada in banca.

CURTO. E così in una società ricca, evoluta e con grandissime risorse ftnanziarie, ma
questa è una provincia piccola, Iegata, sulla base delle vostre relazioni,
all'agricoltura.

FINAZZO. L'agricoltura manda segnali positivi e il vino e I'olio di qualità hanno una
buona incidenza nel sistema bancario.

CRISTALDI. Mi riallaccio ad una domanda che non ha avuto risposta, ma questa


volta sarò più esplicito. C'è un'indagine della frnanza su un consorzio "Nautilus" di
iMazara, che si starebbe realizzando su un immobile individuato dalla finanza come di
proprietà di Matteo Messina Denaro.

DI RELLA. A me non risulta.

CRISTALDI. A me sì. Questa che le mostro è la fotocopia della carta della ftnanza.

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DI RELLA. Ripeto, a me non risulta. Ma sulla mia risposta potrebbe anche influire il
fatto, ser:lza volermi sottrarmi agevolmente alla sua domanda, che io abbia assunto
l'incarico solo un mese fa.

PRESIDENTE. Farà allora parte delle integrazioni che ci farete avere.

FINAZZO. Vengo all'utilizzo dei beni confiscati e alla sufficienza o meno dei fondi
regionali. Quando sono arrivato qui un anno fa non si muoveva nulla, tranne un
protocollo sottoscritto tra le prefetture di Trapani e Palermo, che vedeva coinvolti,
per la fruibilità dei beni confiscati acquisendo fondi pubblici, cinque comuni della
provincia di Trapani. Tra questi, quello che si è attivato maggiormente, poiché tutto
dipende dai sindaci, è stato quello di Alcamo, che ha già istituito, in un edificio
confiscato alla mafta, una stanza della legalità. Adesso, dopo tante insistenze, siamo
riusciti ad ottenere il bene di un certo Sciacca Gaspare ad Alcamo, che verrà
riadattato a bed and brealcfasr. Il bando è stato presentato giorni fa.
Per gli altri beni non si poteva awiare il processo di acquisizione, altrimenti.
avremmo fatto la fine della Bertolino, che ha i fondi, ma non il terreno. Ho già
predisposto uno schema di convenzione. Chiederò la consulenza di un collaboratore
della Commissione antimafra, ex sindaco di Terrasini. Faremo una riunione nei
prossimi giorni con tuffi i sindaci per i fondi che consentano un utilizzo in tal senso.
Poi vedremo se saranno fondi regionali o statali, ma è importante awiare il processo
di fruibilità di questi beni.

DALIA. Vorrei qualche informazione in più sullo scioglimento dei consigli


comunali. So che la procedura è in atto per Pantelleria.

FINAZZO. Le elezioni dovrebbero tenersi nel mese di giugno, perché la scadenza dei
ventiquattro mesi si avrà in primavera. La Commissione nominata dal Ministro
dell'interno, sostituita ad agosto, è presieduta dal prefetto a riposo Palmieri, che sta
operando molto bene. Ci tengo a rimarcarlo, perché ci sono sentimenti di
appîezzamento da parte della gente.

PRESIDENTE. Ci sono accessi in corso?

FINAZZO.No, c'è atteruione sui comuni di Marsala e Castellammare del Golfo, per
un'indagine della DDA. Ho parlato con il dottor Morvillo. Si attende il deposito degli
atti.

DALIA. Lo scioglimento del Consiglio comunale di Pantelleria nasce da fatti


giudiziari. Nelle vicende sono stati coinvolti funzionari o dipendenti comunali?

IJ
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FINAZZO. No. Il
funzionario ha subìto un atto intimidatorio (ntr ordigno)
Responsabili due costruttori, con i quali era in combutta il sindaco. Lo si voleva
punire perché era stato troppo ligio nell'istruttoria di una pratica relativa ad una
licenza per una discoteca.
Il senatoreYizzini ha chiesto se si riscontra una volontà di collaborazione da
parte degli amministratori che subiscono attentati. Devo dire che questa volontà c'è,
ma ritengo che un amministratore, un politico che svolge attività quanto mai
variegate, al quale si rivolgono decine e centinaia di persone - specie in alcuni
comuni - per chiedere favori, alcuni leciti e altri illeciti (ad esempio posti di lavoro,
Iicenze edilizie che non possono essere rilasciate o prowedimenti opinabili), anche
con tutta la buona volontà difficilmente potrà fornire elementi utili alf indagine, a
meno che non ci sia proprio una dichiarazione esplicita di responsabilità da parte del
colpevole.
A Campobello di }l4azara si è verificato il caso di un soggetto noto perché
violento e autore di atti intimidatori, il quale si è rivolto ad un consigliere comunale
che fa I'assicuratore minacciandolo di bruciargli la macchina se non gli avesse fatto
I'assicurazione gratis. Questo è uno dei casi in cui si conosce il responsabile, ma
quando non si conosce né il movente né l'autore, è possibile che ci sia una matrice
mafiosa.
Si è parlato dei rapporti tra mafta e politica e della massoneria. Ho fatto
riferimento alla massoneria e in particolare all'associazione "Iside 2", trna loggia
massonica segreta nell'ambito del circolo Scontrino, il cui responsabile era un certo
Giovanni Grimaudo, un docente. "Iside 2" havisto tra i suoi componenti uomini della
massoneria, uomini delle istituzioni (era presente l'onorevole Canino) ed elementi di
spicco della mafia come Virga, Agate e Sinacori. Quest'ultimo può apparire una
figura secondaria, invece è stato il primo dei 10-15 collaboratori di giustizia che
abbiamo avuto nell'intera provincia di Trapani. Di recente, non vengono registrate
collaborazioni di questo tipo, né si hanno notizie di attività particolarmente
pregiudizievoli per I'ordine e la sictxezzapubblica.
Devo segnalare (ma non vuole essere assolutamente una puntualizzazione,
onorevole Lumia) che mi aveva colpito il frequente richiamo alla mafia (questo non
mi stupiva affatto) e alla massoneria da parte del vescovo di Trapani. Dopo il mio
arrivo aTrapani, ho notato che in tre o quattro omelie il monsignor Miccichè ha fatto
riferimento a mafia e massoneria ed ha ripreso I'argomento nel Progetto pastorale "Da
Babele a Gerusalemme", pubblicato due mesi addietro. Egli parla anzitutto della
mafia e ripete quello che tutti condividiamo, che è una piaga della società; poi a
proposito della massoneria dice testualmente: "Infine, il macigno della massoneria.
Tale sistema di potere politico-economico usa la concertazione di relazioni clientelari
ad alto livello per raggiungere il suo fine. A differenza del precedente, questo sistema
non è contro la legge, ma si serve di essa per conseguire i propri fini. La massoneria
non ha bisogno di mascherarsi di onorabilità, in quanto essa è formata da persone
rispettabili, animate da spirito filantropico, che si impegnano nella costruzione di un
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mondo nuovo governato dalla ragione. Un mondo dove però non c'è posto per Cristo
figlio di Dio, fattosi uomo". Probabilmente si sarà ispirato alla luce divina!

NAPOLI. Il problema è la massoneria deviata.

FINAZZO. Ho fatto riferimento


FINAZZO. riferimento al vescovo perché ne ha parlato I'onorevole Lumia.
Ho un elenco delle logge, su cui stanno lavorando gli organi investigativi: fra Trapani
e provincia, c'è una ventina di logge, con poche persone.
Per quanto mi risulta, non sono state segnalate né attività né notizie di
massoneria deviata, però su questa problematica c'è molta attenzione da parte delle
forze di polizia, che non mancheranno di segnalare eventuali fatti, iniziative o
comportamenti di rilievo.
L'onorevole D'Alia e I'onorevole Napoli hanno chiesto se qualche cooperativa è
stata cancellata dagli elenchi: la cooperativa "Giustizia sociale", che faceva capo
all'onorevole Canino, è stata cancellata subito dopo la conclusione dell'inchiesta.
Il senatore Yizzini voleva sapere se le associazioni reagiscono alle estorsioni.
Come ho accennato prima, c'è pochissima capacità di reazione. Nel mese di dicembre
(ero qui da poco), ho organizzato una manifestazione pubblica presso la camera di
commercio per sensibilizzare le categorie interessate circa la possibilità di essere
ammesse al fondo di solidarietà per le vittime di usura ed estorsione. Ha partecipato
anche il commissario straordinario, che allora era il prefetto Monaco. Erano presenti
solo due sindaci e i magistrati, mentre purtroppo le categorie interessate erano
completamente assenti.
Ho tenuto un'altra riunione qui in prefettura (ne ho già convocate quattro o
cinque, limitandomi a quelle più significative), dopo la quale il sindaco di Alcamo, al
quale do atto di notevole attivismo, ha costituito un'associazione. Purtroppo, a
distarza di due mesi, si è saputo (lo hanno scoperto gli interessati, perché occorre che
trascorra un anno per I'iscrizione nel registro delle imprese) che uno dei componenti
nel mese di dicembre verrà processato per estorsione, per aver fatto firmare a due
dipendenti una ricevuta di pagamento della retribuzione superiore a quella che lui ha
effettivamente corrisposto. Ne ha parlato anche la stampa.
Come vedete, quindi, I'impegno e la buona volontà ci sono, almeno da parte di
alcuni.

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(I lavori riprendono in seduta pubblica alle ore 22,46).

PRESIDENTE. Vi ringraziamo per la cortese disponibilità, anche ad ora abbastarua


tarda, per gli elementi che ci avete dato e per la relazione che completerà le risposte
che avete già fornito, ma soprattutto per il lavoro che svolgete in una realtà veramente
molto difficile.

I lavori terminano alle ore 22.47.

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