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n. l180812009 R.G.

delle notizie di reato


n. 941412009 R.G. molo del G.I.P.
n. l400712009 R.G. molo stralcio
Sent. no 52812010

emanata il 5 MAGGIO 2010

irrevocabile in data.. .........................


al P.M. per l'esecuzione il.. ..................
Campione Penale no..........................
Redazione scheda in data.. ..................

Tribunale di Palermo
Sezione dei Giudici per le Indagini Preliminari
Il Giudice del17UdienzaPreliminare

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
8
I1 Giudice dell'udienza Preliminare, Lorenzo Matassa;
all'udienza del 5 MAGGIO 2010, a seguito di udienza in rito abbreviato, ha
pronunciato e pubblicato, mediante lettura del dispositivo, la seguente

SENTENZA
(art. 438 e seguenti C.P.P.)
Nei confronti di:
1. DI PACE Francesco, nato a Palermo 14 MAGGIO 1979
Difeso dalltAvvocatoGiuseppe Di Peri.
LIBERO - PRESENTE

2. DI TRAPANI Maria Angela, nata a Cinisi (Palermo) il 30


APRILE 1968 ivi residente in contrada Cipollazzo snc, di
fatto domiciliata a Palermo in via San Lorenzo nr. 56
Difesa dagli Avv.ti V.Vianello Accoretti e Francesco Marasà
IN CUSTODIA CAUTELARE DAL 25/11/2008 - PRESENTE

3. DI TRAPANI Michele nato a Palermo il 04 OTTOBRE


1943, residente a Cinisi (PA) in via G. Orlando 1
Difeso dagli Avvocati Salvo Misuraca e Marco Clementi.
I N CUSTODIA CAUTELARE DAL 25111/2008 - PRESENTE

4. PIZZO Pietro, nato a Brooklyn (USA) il 14 GIUGNO


1976, residente a Cinisi (PA) in via G. Falcone 47.
Difeso dallt Avvocato Vincenzo Lo Re.
LIBERO - CONTUMACE

5. SGADARI Vincenzo, nato a Palermo il 27 MARZO 1962,


ivi residente in Via Emanuele Guttadauro 16, piano 6'.
Difeso dagli Avvocati Sergio Monaco e Gabriele ~ancheri.
IN CUTODIA CAUTELARE DAL 25/11/2008 - CONTUMACE

IMPUTATI
(Le odierne imputazioni sono così determinate all'esito dell'udienza preliminare
e della scelta di definizione, con riti alternativi, da parte alcuni imputati.
Le posizioni degli odierni imputati sono sottolineate ed evidenziate.
Si ritiene di trascrivere l'originaria contestazione per rendere chiara e
completamente percepibile l'intera tematica imputativa.

Si confronti anche la primigenia richiesta di rinvio a giudizio depositata in atti).


MADONIA Antonino, MADONIA Giuseppe, MADONIA Aldo
1. per avere fatto parte dell'organizzazione mafiosa Cosa Nostra,
promuovendone, dirigendone ed organizzandone (art. 416 bis, cornrni I, 11, III,
IK VI, 61 n. 6 C. p.) le relative illecite attività in concorso con LO PICCOLO
Salvatore Giovanni, capo del mandamento di Tommaso Natale ed esponente di
vertice della medesima organizzazione, cui è stato affidato il coordinamento
anche del mandamento di Resuttana sino al suo arresto del 5 novembre 2007,
7
con MADONIA Francesco, nelle more deceduto, nonché con CINA Antonino,
DI PACE Francesco, DI TRAPANI Diego, FONTANA Gaetano, FONTANA
@ Stefano, GRAZIANO Vincenzo, in altri procedimenti imputati, e per essersi,
insieme, avvalsi della forza di intimidazione del vincolo associativo e della
condizione di assoggettamento ed omertà che ne deriva, per commettere delitti
contro la vita, l'incolumità individuale, la libertà personale, il patrimonio, per
acquisire in modo diretto o indiretto la gestione o, comunque, il controllo di
attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, di appalti e servizi
pubblici, per realizzare profitti e vantaggi ingiusti per sé e gli altri, per
intervenire sulle istituzioni e la pubblica amministrazione, e più in particolare:
MADONIA Antonino e MADONIA Giuseppe per avere
8 continuato a svolgere, nonostante la rispettiva condizione detentiva, un ruolo
apicale nell'ambito del mandamento mafioso di Resuttana, risultandone
MADONIA Antonino ancora il capo mandamento ed il fratello Giuseppe il
sostituto, per la sua maggiore facilità e sicurezza nella comunicazione delle
direttive all'esterno, non essendo più sottoposto al regime detentivo speciale di
cui all'art. 41 bis O.P.. Mantenendo entrambi - grazie a MADONIA Aldo,
TRAPANI Maria A n ~ e l a ,GELARDI Emanuela ed altri familiari cui
comunicavano con un linguaggio criptico tra loro stabilito, un concreto potere
decisionale, puntualmente tradottosi in veri e propri ordini impartiti dal carcere
per il successivo inoltro agli associati mafiosi in libertà, concernenti in specie
le scelte che i reggenti del mandamento di Resuttana, e le famiglie che di
questo fanno parte, dovevano assumere, i fatti omicidiari che dovevano
compiere, nonchè la gestione delle estorsioni e dei beni di illecita provenienza
della famiglia;
MADONIA Aldo, per avere diretto la famiglia di Resuttana,
assumendo decisioni per quanto attiene alla utilizzazione del denaro
illecitamente raccolto nell'interesse della famiglia; per avere per questo motivo
incontrato i reggenti via via nominati del mandamento e della famiglia e per
avere amministrato il patrimonio illecitamente accumulato dalla famiglia
MADONIA.
In Palermo, sino al 2007 e con le seguenti decorrenze:
- MADONIA Antonino dal 29 dicembre 1995, data della sentenza
di primo grado irrevocabile il 26 gennaio 1998.
- MADONIA Giuseppe dal 26 maggio 1996, data della sentenza di
primo grado irrevocabile il 15 giugno 2000.
- MADONIA Aldo dal 12 ottobre 1992 (data immediatamente
successiva alla data di contestazione contenuta nel proc. 7871192 R.G.,
nell'ambito del quale è stato condannato per il reato di cui all'art. 416 bis C.P.)

MADONIA Salvatore, DI TRAPANI Maria A n ~ e l a , DI


TRAPANI Nicolò, DI TRAPANI Michele, SGADARI Vincenzo,
GELARDI Emanuela, LO VERDE Massimiliano

2. per il delitto di partecipazione ad associazione mafiosa (art.


416 bis commi I,III,IV,V e VI C.P.),per avere, in concorso con numerose
altre persone - tra le quali quelle indicate al capo che precede - fatto
parte dell'associazione mafiosa denominata "Cosa Nostra", o per
risultare, comunque, stabilmente inseriti nella detta associazione,
awalendosi della forza di intimidazione del vincolo associativo e della
condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva, per commettere
reati contro la vita, l'incolumità individuale, contro la libertà personale e
contro il patrimonio, tra i quali quelli di cui ai capi che seguono e,
comunque, per realizzare profitti o vantaggi ingiusti, nonché per
intervenire sulle istituzioni e sulla pubblica amministrazione;
In particolare contribuendo alle attività della predetta associazione
ponendo in essere la molteplicità di delitti di cui ai capi che seguono.
@!l Con l'aggravante di cui all'articolo 416 bis comma quarto C.P.,
trattandosi di associazione armata;
Con l'aggravante di cui all'articolo 416 bis comma quinto C.P.,
trattandosi di attività' economiche finanziate in parte con il prezzo, il
prodotto ed il profitto di delitti;
In particolare:
- DI TRAPANI Maria Angela, per avere svolto una
funzione di tramite tra i vertici del mandamento mafioso di Resuttana in
carcere e gli associati mafiosi in libertà, in specie ponendosi in relazione ed
@ intrattenendo rapporti, diretti ed mediati, sia prima dell'inizio di queste
investigazioni che durante le stesse con il noto LO PICCOLO Salvatore,
ail'epoca latitante, reggente del mandamento di San Lorenzo Tommaso
Natale e, dal giugno 2006, dell'intera Cosa Nostra palermitana (oltre che
punto di riferimento dei MADONIA su Resuttana) e ciò sia con incontri ai
quali partecipava personalmente che attraverso lo sperimentato circuito
relazionale dei c.d. piwini; ed intrattenendo altresì rapporti, per ragioni
associative, con BONANNO Giovanni, in considerazione del ruolo di
reggente dallo stesso ricoperto in seno al mandamento di Resuttana prima
della sua soppressione ed inoltre con l'associato CINA' Antonino,
esponente di vertice del mandamento di San Lorenzo, con DI TRAPANI
Diego, in specie durante la sua reggenza del mandamento di Resuttana,
con GENOVA Salvatore, successore di DI TRAPANI Diego al vertice del
mandamento, con GRAZIANO Vincenzo, imprenditore edile vicino al
vertice del mandamento di Resuttana, con FONTANA Stefano e Gaetano,
posti ai vertici della famiglia dell'Acquasanta. Gestendo, inoltre, i beni di
illecita provenienza dei MADONIA-DI TRAPANI sia direttamente che per
il tramite di altri associati, acquisendone il profitto. Percependo, ancora,
in diverse occasioni somme di danaro di sicura provenienza illecita, che
@ provvedeva a ridistribuire all'interno del nucleo familiare MADONIA-DI
TRAPANI.
MADONIA Salvatore, per avere collaborato alla gestione del
territorio del mandamento di Resuttana e dei beni occulti delle famiglie
mafiose MADONIA-DI TRAPANI, fnitto di illeciti reinvestimenti,
interloquendo, per il tramite della moglie DI TRAPANI Maria Angela,
con associati mafiosi liberi, operanti sul territorio;,..
GELARDI Emanuela, per avere svolto una funzione di tramite tra
i vertici del mandamento mafioso di Resuttana in carcere e gli associati mafiosi
@ in libertà, in specie ponendosi in relazione, tra gli altri, con CINA' Antonino,
DI TRAPANI Diego, GENOVA Salvatore, nonché custodendo presso la
propria abitazione soldi di provenienza illecita, che gestiva sotto la direzione
del figlio MADONIA Aldo e con la collaborazione della nuora DI
TRAPANI Maria Angela;
DI TRAPANI Nicolò, per avere collaborato alla gestione del
territorio del mandamento di Resuttana e dei beni occulti delle famiglie
mafiose MADONIA-DI TRAPANI, fnitto di illeciti reinvestimenti,
interloquendo, per il tramite della sorella DI TRAPANI Maria Angela, con
DI TRAPANI Michele, per avere collaborato alla gestione
del territorio del mandamento di Resuttana e dei beni occulti delle
famiglie mafiose MADONIA-DI TRAPANI, intervenendo nelle dinamiche
associative su incarico di DI TRAPANI Nicolò, MADONIA Giuseppe,
MADONIA Antonino e MADONIA Salvatore, tra l'altro contattando il
costruttore SBEGLIA Salvatore per conto dei MADONIA, a fini di illecito
reinvestimento di proventi dell'attività di Cosa Nostra;
SGADARI Vincenzo, per avere contribuito alle attività
della predetta associazione, mantenendo rapporti preferenziali prima con
8 GUASTELLA Giuseppe, reggente del mandamento di Resuttana, poi con
BONANNO Giovanni, che gli era succeduto in questa carica, e poi ancora
con il nipote di GUASTELLA, DI P A C E Francesco, soggetto
certamente utilizzato dalla famiglia di Resuttana e dai LO PICCOLO
(Salvatore e Sandro); per avere svolto il ruolo di tramite comunicativo da
e per i L O PICCOLO, allora latitanti, permettendo così che le direttive dei
due capi mafiosi giungessero proprio a DI PACE Francesco.
LO VERDE Massimiliano, per avere contribuito alle attività della
predetta associazione, collaborando con DI TRAPANI Maria Anpela
eP
nel mantenimento e nella gestione dei rapporti epistolari intercorsi tra la
stessa ed il latitante Salvatore LO PICCOLO, nonchè per avere portato ad
esecuzione le direttive impartite dal carcere da MADONIA Salvatore in ordine
alla gestione economico-imprenditoriale di taluni beni parte facenti parti del
patrimonio occulto della famiglia mafiosa, tra i quali il Bar Sofia e taluni
immobili meglio specificati nei capi seguenti, intestandosene fittiziamente la
relativa titolarità, anche attraverso il riacquisto di quelli provenienti da
procedure fallimentari instaurate nei confronti dell'esponente mafioso DI
TRAPANI Nicolò.
In Palermo, sino al 24 novembre 2008, data del decreto di fermo
r
Con le seguenti decorrenze per gli indagati ora riportati:
MADONIA Salvatore, con decorrenza dal 26 maggio 1996, data della
sentenza di primo grado irrevocabile il 15 giugno 2000.
- DI TRAPANI Nicolò, con decorrenza dal con decorrenza dall'l l
febbraio 1999
- DI TRAPANI Michele, con decorrenza dal 29 dicembre 1995 data
della sentenza di primo grado divenuta irrevocabile il 26 gennaio 1998

MADONIA Salvatore, DI TRAPANI Maria


O Angela, DI TRAPANI Amalia, LO VERDE
MASSIMILIANO,
3. per il delitto di trasferimento fraudolento di valori aggravato
(artt.110, 81 cpv, c.p.artt. 12-quinquies legge no 35611992, 7 d.l.13 maggio
1991, no 152, conv. con modif. nella legge 12 luglio 1991, no 203), per avere
MADONIA Salvatore - esponente mafioso del mandamento di Resuttana e
sottoposto a vari procedimenti penali e di prevenzione - fittiziamente
attribuito, con il concorso del coniuge DI TRAPANI Maria Angela nei
cui confronti si procede per il delitto di cui all'art. 416 bis C.P., la titolarità,
6 la disponibilità e la gestione del Bar Sofia a CAMPO Giampaolo ( nei cui
confronti si procede separatamente per intervenuta prescrizione) ed in
seguito a LO VERDE Massimiliano (attraverso l'omonima ditta
individuale) e della annessa rivendita di tabacchi e di generi di monopolio
a DI TRAPANI Amalia (attraverso l'omonima ditta individuale) e ciò al
fine di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione
patrimoniali. Con la circostanza aggravante di avere commesso il fatto
awalendosi deile condizioni previste dail'art. 416-bis C.P. ed al fine di
agevolare l'attività deil'associazione denominata Cosa Nostra.
In Palermo (1'8 ottobre 1992 per CAMPO Giampaolo ) il 5 febbraio
2004 per DI TRAPANI Amalia, il 17 luglio 2007 per LO VERDE
MASSIMILIANO; il 5 febbraio 2004 e il 17 luglio 2007 anche per
MADONIA Salvatore e DI TRAPANI Maria Angela.

P R E S T I G I A C O M O R o s a ( i n c o n c o r s o c o n il d e f u n t o
coniuge GELARDI Mario) GELARDI Emanuela (in
concorso con il defunto coniuge MADONIA Francesco),
8 MADONIA Aldo

4 . per il delitto di impiego di denaro di provenienza illecita aggravato


(110, 81 cpv, C.P. artt. 648 ter C.P., 7 d.1. 13 maggio 1991, no 152, conv. con
modif. nella legge 12 luglio 1991, no 203), per avere in concorso tra loro
ricevuto ed impiegato nelle attività economiche finalizzate al mantenimento
delle famiglie mafiose MADONIA\DI TRAPANI il reddito mensile,
ammontante in origine a due milioni di lire ed attualmente a due mila euro,
derivante dalla locazione di un magazzino iscritto al Catasto Fabbricati del
Bi Comune di Palermo, Foglio nr. 20, particella 895, Sub. 17, Cat. CI2 classe 8,
consistenza 185 mq, R.C. 229,31 €, fittiziamente attribuito da MADONIA
Francesco - capo del mandamento di Resuttana sino alla sua morte avvenuta il
9 marzo 2007 e sottoposto a vari procedimenti penali e di prevenzione - con il
concorso del coniuge GELARDI Emanuela, a GELARDI Mario e, dopo la sua
morte awenuta 1'8 dicembre 2006, al coniuge PRESTIGIACOMO Rosa, la
quale ha continuato a corrisponde periodicamente la predetta somma alla
famiglia MADONIA, ed in particolare alla GELARDI Emanuela ed al figlio
MADONIA Aldo, e ciò anche al fine di eludere le disposizioni di legge in
materia di misure di prevenzione patrimoniali.
Con la circostanza aggravante di avere commesso il fatto avvalendosi
delle condizioni previste dall'art. 416-bis C.P. ed al fine di agevolare l'attività
dell'associazione denominata Cosa Nostra.
In Palermo in data antecedente a11'8 dicembre 2006 e sino alla data
odierna.

MADONIA Salvatore, DI TRAPANI Nicolò, DI TRAPANI Maria


Q
Angela, LO VERDE Massimiliano

5. per il delitto di trasferimento fraudolento di valori aggravato


(artt. 110, 81 cpv, C.P., 12-quinquies legge no 35611992, 7 d.1. 13 maggio
1991, no 152, conv. con modif. nella legge 12 luglio 1991, no 203), per avere
DI TRAPANI Nicolò e MADONIA Salvatore, entrambi esponenti del
mandamento di Resuttana e sottoposti a vari procedimenti penali e di
prevenzione - fittiziamente attribuito a LO VERDE Massimiliano, con il T r

coniorso di DI TRAPANI Maria A n ~ e l aversi la quile si procede per


il delitto di cui all'art. 416 bis C.P., la formale titolarità di un terreno sito
nel comune di Cinisi (Pa), contrada San Giovanni, esteso are 97,77, iscritto
in catasto al foglio 4, particella 111 (ex lllla), proveniente dalla
procedura fallimentare nei confronti della società SICED di pertinenza di
DI TRAPANI Nicolò, e ciò al fine di eludere le disposizioni di legge in
materia di misure di prevenzione patrimoniali.

*
Con la circostanza aggravante di avere commesso il fatto
awalendosi delle condizioni previste dall'art. 416-bis C.P. ed al fine di
agevolare l'attività dell'associazione denominata Cosa Nostra.
In Palermo in data 6 febbraio 2007.

lo
SGROI Vincenzo, SGROI Rosa, DI TRAPANI
MARIA A N G E L A , DI TRAPANI Nicolò, MADONIA
Salvatore:

6. per il delitto di trasferimento fraudolento di valori aggravato


(artt. 110,81 cpv, 12-quinquies legge no 356/1992,7 d.1. 13 maggio 1991, no
152, conv. con modif. nella legge 12 luglio 1991, no 203), per avere in
concorso tra loro, DI TRAPANI Nicolò e MADONIA Salvatore, entrambi
@ esponenti del mandamento di Resuttana e sottoposti a vari procedimenti
penali e di prevenzione - fittiziamente attribuito a SGROI Vincenzo, con il
concorso di DI TRAPANI Maria Angela verso la quale si procede per
il delitto di cui all'art. 416 bis C.P., la formale titolarità dei seguenti beni
immobili:
terreno sito nel comune di Cinisi, contrada cipollazzo, esteso
are 27,32, iscritto in catasto al foglio 13, particella 812 e foglio 23
particella 70, libero da costruzioni, incolto.
terreno sito nel comune di Cinisi (Pa), contrada vecchio,
C,"
esteso are 14,58 iscritto in catasto al foglio 13, particelle 800 e 902, libero
da costruzioni.
terreno sito nel comune di Cinisi (Pa), contrada cipoliazzo,
esteso are 6,40, iscritto in catasto al foglio 23, particella 178, sul quale
insiste una struttura in c.a. costituita da un unico grande vano
completamente abbandonata e fortemente degradata;
• terreno sito nel comune di Cinisi (Pa), contrada vecchio e
cipollazzo, esteso are 13,73, iscritto in catasto al foglio 13, particelia 724,
sul quale insiste un villino unifamiliare costruito abusivamente composto
da due elevazioni fuori terra;
provenienti dalla procedura fallimentare nei confronti della società
SICED di pertinenza di DI TRAPANI Nicolò, e ciò al fine di eludere le
disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali.
Con la circostanza aggravante di avere commesso il fatto
awalendosi delle condizioni previste dall'art. 416-bis C.P. ed al fine di
agevolare l'attività dell'associazione denominata Cosa Nostra.
In Palermo in data 6 febbraio 2007.

MADONIA Salvatore, DI TRAPANI Maria


Angela, DI TRAPANI Giuseppina, LO VERDE
MASSIMILIANO:

7. per il delitto di trasferimento fraudolento di valori aggravato


(artt. 110,81 cpv, 12-quinquies legge no 356/1992,7 d.l.13 maggio 1991, no
152, conv. con modif. nella legge 12 luglio 1991, no 203), per avere,
MADONIA Salvatore, esponente del mandamento di Resuttana e
_- ,_ procedimenti penali e di prevenzione.- fittiziamente
sottoposto- a_-.vari
attribuito, con il concorso di DI TRAPANI Maria Angela e di LO
VERDE Massimiliano nei confronti dei quali si procedere per il delitto di
cui all'art. 416 bis C.P., la formale titolarità dei seguenti immobili:
Appartamento (A/2) di 7 vani, sito in Palermo, piazzale Degli
Alpini nr. 9 - piano V, catastato al Foglio 22 - Particella 2416
- Sub 28;
BOX,cantinato (C/6) di 23 mq., sito in Palermo, piazzale Degli
Alpini nr. 9 - piano S2 catastato al Foglio 22 - Particella 2416
a DI TRAPANI Giuseppina ed al minore DI TRAPANI Francesco
(nato a Partinico il 18/11/1992) e ciò al fine di eludere le disposizioni di
legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali.
Con la circostanza aggravante di avere commesso il fatto
awalendosi delle condizioni previste dall'art. 416-bis C.P. ed al fine di
agevolare l'attività dell'associazione denominata Cosa Nostra.
In Palermo in data 18 luglio 2006

PIZZO Pietro
8. per il delitto concorso esterno in associazione mafiosa (articoli
110, 416-bis comma lo, 39 4O, 6O C.P.)per avere contribuito alle attività
dell'associazione criminale denominata Cosa Nostra, tra l'altro con gli
associati mafiosi DI TRAPANI Nicolo', MADONIA Salvatore,
T R A P A N I Michele, DI TRAPANI Maria Angela, LO VERDE
Massimiliano ponendo in essere una serie di condotte continuate, che
e
. < I ,

determinavano il controllo della stessa di attività economiche ed il


reimpiego di danaro di provenienza illecita, in ciò agevolati dalla forza di
intimidazione del vincolo associativo, e della condizione di
assoggettamento e di omertà che ne deriva:
In particolare:
- per essersi attivato, insieme anche a DI TRAPANI Maria Angela,
MADONIA Salvatore, LO VERDE Massimiliano, CAMPO Giampaolo
della gestione del Bar Sofia e della annessa rivendita di tabacchi e di
generi di monopolio (capo 3) per conto e nell'interesse delle famiglie
mafiose MADONIAWI TRAPANI e ciò anche al fine di eludere le
disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali;
I
- per essersi attivato, insieme anche DI TRAPANI Maria Angela,
MADONIA Salvatore, DI TRAPANI Nicolò, DI TRAPANI Michele, per la
vendita dei beni provenienti dalla procedura fallimentare nei confronti
della società SICED di pertinenza di DI TRAPANI Nicolò e del loro
successivo riacquisto, attraverso atti negoziali e di gestione occulti,
mediante i quali gli stessi beni di cui ai precedenti capi 6,7,8,9, ovvero le
somme di denaro provento della loro vendita occulta, venivano riacquisiti
al patrimonio illecitamente detenuto dalie famiglie mafiose DI
TRAPANI\MADONIA e ciò anche al fine di eludere le disposizioni di legge
8 in materia di misure di prevenzione patrimoniali;
Con l'aggravante di cui all'articolo 416-bis comma 4' C.P.,
trattandosi di associazione armata;
Con l'aggravante di cui all'articolo 416-bis comma 6' C.P.,
trattandosi di attività economiche finanziate in parte con il prezzo, il
prodotto ed il profitto di reati.
In Palermo e Cinisi sino alla data della presente richiesta

CORSINO Antonio
10. del delitto di rivelazione ed utilizzazione continuata di notizie
segrete di ufficio (artt. 81 cpv, 326, co. 2" C.P.),per avere, nella sua qualità di-.
44 appartenente al Corpo di Polizia Municipale del Comune di Palermo, con più
azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, rivelato ed utilizzato
illegittimamente, anche in tempi diversi, notizie segrete del proprio ufficio
informando preventivamente l'esponente mafioso DI PACE Francesco,
amministratore unico della società "VISIONI MAXISCHERMI S.R.L. ", sugli
imminenti controlli preventivati dai competenti uffici del predetto Corpo di
Polizia Municipale, aventi ad oggetto la verifica della legittima installazione e
gestione degli spazi pubblicitari concessi alla predetta società, al fine di far
procurare al medesimo DI PACE un indebito profitto patrimoniale;
Commesso in Palermo dal 27 aprile 2007 all'l l marzo 2008
DI PACE Francesco
11. per avere contribuito alla consumazione del delitto di cui al
capo precedente (rivelazione ed utilizzazione continuata di segreti di
ufficio artt. 110, 81 cpv, 326, co. 2" C.P., ) istigando e richiedendo
ripetutamente al CORSINO la comunicazione di notizie del proprio ufficio
che dovevano rimanere segrete, awalendosi delle stesse per eludere i
controlli della Pubblica Amministrazione finalizzati a verificare la
legittimità della gestione dell'attività società "VISION I MAXTSCHERMI
@
S.R.L. " cosi procurandosi un indebito profitto patrimoniale;
Commesso in Palermo dal 27 aprile 2007 all'll marzo 2008

Con la recidiva, specifica, infraquinquennale per DI TRAPANI


MICHELE.
Con la recidiva specifica per SGADARI VINCENZO.

(contestazioni, quest'ultime, soprawenute alla richiesta di rinvio a


giudizio ed in sede di udienza preliminare)
CONCLUSIONI delle PARTI:
(si chiarisce che le Parti processuali hanno concluso in due occasioni:
la prima all'esito della definizione del rito abbreviato e, successivamente,
all'esito delle attività integrative ordinate dal Giudice ai sensi dell'articolo 44 1,
cornma V, del Codice di Procedura Penale).
Chiaramente, le conclusioni qui di seguito trascritte sono quelle oggetto delle
specificazioni rese dopo le attività integrative disposte dal Giudice ex articolo
441, cornma V, del Codice di Procedura Penale.

IL PUBBLICO MINISTERO:

Affermare la penale responsabilità degli imputati e condannarli


@ rispettivamente:

DI PACE FRANCESCO, alla pena di anni tre e mesi sei di reclusione.


DI TRAPANI MARIA ANGELA, alla pena di anni dodici di reclusione.
DI TRAPANI MICHELE, alla pena di anni dieci di reclusione.
SGADARI VINCENZO, alla pena di anni nove di reclusione.
PIZZO PIETRO, alla pena di anni sei di reclusione.

con la contestuale confisca dei beni e dei valori in sequestro.

LA PARTE CIVILE:
C4 Affermando la penale responsabilità degli imputati, così come richiesto dal
Pubblico Ministero, condannare gli stessi a corrispondere gli importi
specificati in comparse a titolo di risarcimento del danno morale subito oltre
alle spese in misura pari:
Euro 12.1 57,15 (dodicirnilacentocinquantasette,15) per la Provincia di Palermo.
Euro 17.327,25 (diciassettetrecentoventisette,25)per PIO LA TORRE ONLUS.
Euro 17.327,25 (diciassettetrecentoventisette,25)per Confindustria Palermo.
Euro 12.982,62 (dodicimilanovecentottantadue,62)per F.A.I. italiane.
Euro 12.982,62 (dodicimilanovecentottantadue,62)per Comitato Addiopizzo.
Euro 25.025,00 (venticinquemilazeroventicinque,OO)per il Comune di Palermo.
Oltre IVA e Cpa come previsto dalla legge.
LE DIFESE:
Per DI TRAPANI MARIA ANGELA:
assolvere l'imputata da tutte le ipotesi delittuose ascritte con formula
ampiamente liberatoria e, comunque, con formula che escluda l'elemento
psicologico nei reati.

Per DI TRAPANI MICHELE:


assolvere l'imputato con formula ampiamente liberatoria.

Q
Per SGADARI VINCENZO:
assolvere l'imputato con formula ampiamente liberatoria.

Per PIZZO PIETRO:


in via principale assolvere l'imputato con formula ampiamente liberatoria.
In via subordinata riconoscere la sussistenza della meno grave ipotesi
delittuosa di cui all'articolo 12 - quinquies Legge no 35611992 irrogando il
minimo di Legge con ogni beneficio.

d Per DI PACE FRANCESCO:


assolvere l'imputato con formula ampiamente liberatoria.
SVOLGIMENTO del PROCESSO
Con atto del 26 Agosto 2009 il Pubblico Ministero formulava richiesta di
rinvio a giudizio nei confronti di numerosi imputati (CORSINO ANTONIO,
DI PACE FRANCESCO, DI TRAPANI AMALIA, DI TRAPANI
GIUSEPPINA, DI TRAPANI MARIA ANGELA, DI TRAPANI MICHELE,
DI TRAPANI NICOLO', GELARDI AMANUELA, LO VERDE
MASSIMILIANO, MADONIA ALDO, MADONIA ANTONINO, MADONIA
GIUSEPPE, MADONIA SALVATORE, PIZZO PIETRO, PRESTIGIACOMO
ROSA, SGADARI VINCENZO, SGROI ROSA, SGROI VINCENZO).
All'udienza preliminare del 26 Ottobre 2009 le Persone Offese (COMUNE di
PALERMO e PROVINCIA di PALERMO; F.A.I. Federazione delle
Associazioni Antiracket e Antiusura, Associazione degli Industriali della
Provincia di Palermo, Centro Studi PIO LA TORRE ONLUS, Comitato
"ADDIOPIZZO") chiedevano di costituirsi Parte Civile.
Le Difese di DI TRAPANI GIUSEPPINA, DI TRAPANI MARIA ANGELA,
PRESTIGIACOMO ROSA e SGROI ROSA articolavano eccezioni preliminari
relative all'integrità della notifica (irregolare consegna dell'atto a mani del
portiere) mentre la Difesa dell'imputata GELARDI EMANUELA chiedeva
declaratoria di incapacità della propria assistita ad essere parte cosciente del
processo causa malattia assai debilitante della mente.
La Difesa di MADONIA ALDO chiedeva la declaratoria di nullità della
notifica per essere la stessa effettuata fuori termine.
È bene rassegnare che, nel corso della prima udienza, il Pubblico Ministero
provvedeva alla contestazione di recidiva nei confronti di alcuni imputati (tra
questi, il DI TRAPANI MICHELE).

8 Su queste richieste preliminari delle Parti, il Giudice, con coevi provvedimenti,


da una parte disponeva stralcio delle posizioni relative agli imputati DI
TRAPANI GIUSEPPINA, DI TRAPANI MARIA ANGELA,
PRESTIGIACOMO ROSA, SGROI ROSA e MADONIA ALDO per
regolarizzare la notifica e poneva riserva rinviando all'udienza del 6
Novembre 2009 per la prosecuzione del processo, al contempo disponendo lo
stralcio tecnico sulla posizione di GELARDI EMANUELA (che a seguito di
perizia collegiale, resa nel processo stralcio, sarà dichiarata incapace di
intendere ed estromessa dal contesto).

All'udienza del 6 Novembre 2009 il Pubblico Ministero depositava memoria


contenente contestazioni suppletive e il Difensore di CORSINO ANTONIO
depositava fascicolo contenente indagini difensive.
Alle parti veniva concesso termine per la visione dei nuovi elementi
procedimentali.
I1 Giudice, quindi, ammetteva la costituzione delle Parti Civili. 1
Nel prosieguo, gli imputati DI PACE FRANCESCO, PIZZO PIETRO,
SGADARI VINCENZO e DI TRAPANI MICHELE formulavano richiesta di
definizione del processo nelle forme del rito abbreviato.
I1 Giudice disponeva separazione del processo in relazione alle predette
posizioni.

Alla successiva udienza del 9 Novembre 2009, nel prosieguo del processo
relativo agli imputati DI TRAPANI GIUSEPPINA, PRESTIGIACOMO
ROSA, SGROI ROSA e MADONIA ALDO e DI TRAPANI MARIA
ANGELA quest'ultima chiedeva la definizione della propria posizione
processuale nel rito abbreviato.

Alla successiva udienza del 9 Dicembre 2009 si incardinava il processo nei


confronti di tutti gli odierni imputati (DI PACE FRANCESCO, PIZZO
PIETRO, SGADARI VINCENZO, DI TRAPANI MICHELE e DI TRAPANI
MARI ANGELA) aventi richiesto il rito abbreviato e si stabiliva il calendario
di attività.

All'udienza del 2 Febbraio 2010 il Pubblico Ministero svolgeva la sua


requisitoria che si protraeva per due udienze.
È necessario rassegnare che, concludendo la propria requisitoria, il Pubblico
Ministero riteneva di procedere alla correzione di errore materiale nella
imputazione riguardante DI PACE FRANCESCO (capo 1 1 della rubrica)
laddove - in luogo del riferimento all'esatto c o m a di contestazione - era
scritto art. 326, c o m a 11, allorché doveva intendersi e leggersi il capoverso 11.
Su questa chiarificazione, la Difesa nulla osservava.
-
I1 Pubblico Ministero richiedeva, infine, le pene trascritte in epigrafe.

Le Parti Civili prendevano, quindi, la parola formulando richieste


sostanzialmente adesive sull'an e ulteriormente specificative sul quantum
debeatur con riferimento al danno morale subito a causa del reato (si
confrontino comparse conclusionali in atti).

L'udienza del 24 Febbraio 2010 era rinviata a motivo della brutale aggressione
subita dall'Awocato Enzo Fragalà del Foro di Palermo poi sfociata nella
morte.

I1 giorno successivo, 25 Febbraio 2010, si proseguiva nelle arringhe


conclusive delle Difese.
Era in questa udienza che l'imputata DI TRAPANI MARIA ANGELA
chiedeva di rendere spontanee dichiarazioni.
L'imputata produceva un atto autografo che chiedeva di poter leggere:
Questo il contenuto del verbale nella parte che interessa:

SPONTAWEE DICHIARAZIONI DELL'IMPUTATA


DI TRAPANI MARIA ANGELA

DICH. DI TRAPANI MARIA ANGELA: - Scusate se leggo, ma


l emozione non so...
G/T. : - Ma emozione perché? Non penso di... che il
contesto sia così emozionante, anzi,.
DICH. DI TRAPANI MARIA ANGELA: - No, è proprio il mio...
no, è il mio carattere che mi porta... Allora, vorrei
fare alcune dichiarazioni spontanee per cercare di
chiarire la mia posizione processuale.
G/T. : - Intanto un attimo solo che... per la
verbalizzazione perché altrimenti poi chi trascriverà
non... allora diamo atto intanto che si tratta di
dichiarazioni spontanee, è giusto awocato...
A W . VIANELLO ACCORETTI: - Sì, sì.
G/T.: - ..ACCORRETTI, io non posso fare domande, è
giusto?
A W . VIANELLO ACCORETTI: - Sì, sì.
G/T.: - Anche perché dovremmo fare una formula diciamo
di rito un po' diversa, quindi sono delle dichiarazioni
spontanee rese dalllimputata DI TRAPANI Maria Angela,
l'ascolto. Diamo atto che legge degli appunti che sono
da lei redatti, giusto?
DICH. DI TRAPANI MARIA ANGELA: - Sì, da me.
G/T.: - Sì, va bene.
DICH. DI TRAPANI MARIA ANGELA: - Signor Giudice, nel
corso di questi mesi di detenzione ho avuto il tempo di
riflettere sulle mie azioni, ho maturato la
consapevolezza di aver sicuramente agito in maniera
sconsiderata, non rendendomi mai conto che così facendo
avrei potuto destare dei sospetti sulla mia condotta.
Ci tengo però a precisare, con decisione, che tutto
quanto da me fatto aveva come unico scopo il
sostentamento mio e della mia famiglia. In particolare,
il sostentamento di mio figlio, per cui rappresentato
sino all'arresto l'unica figura di riferimento.
È evidente che la difficile e dolorosa situazione
familiare è stata determinante a portarmi ad agire in
questo modo, vi chiedo di mettervi per un attimo nei
miei panni.
Nella mia famiglia sono tante le persone che hanno
avuto problemi con la giustizia e non era per me
facile, nella condizione nella quale mi trovavo
rendermi conto che attraverso azioni che ritenevo
potessero aiutare i miei congiunti potessi anche io
trovarmi all'interno di questi problemi. Solo una volta
in carcere, schiacciata da questi fascicoli di accuse
che vanno al di là di quello su cui ho sbagliato, ho
compreso veramente che avrei dovuto agire in altro
modo. Ma, di fronte a quella difficoltà, le pressioni
erano tante. Chi vi parla non è "la figlia diw o "la
cognata dimm o Illa nuora diw... Sono una mamma, sarà
forse una colpa quella di aver creato una famiglia
mettendo al mondo un bambino meraviglioso e
sensibile...

G/T.: - Un attimo solo signora. Per piacere. Dovete


chiudere la porta. Perché è anche un momento delicato.
Sarebbe necessario.. . Allora...

DICH. DI TRAPANI MARIA ANGELA: - Sarà forse una colpa


quella di aver creato una famiglia, mettendo al mondo
un bambino meraviglioso e sensibile, frutto del nostro
amore anche se a volte vissuto con dolore a causa delle
alte mura che ci separano da anni.
Ma ho sempre agito trasportata dal cuore...
Signor Giudice vorrei precisare che i colloqui e le
telefonate intercorse con i fratelli di mio marito
possono sì aver destato forti sospetti circa il mio
operato, ma in definitiva tutto quello che veniva detto
non faceva seguito alle loro eventuali richieste tranne
di cercare di curare l'aspetto economico di mio figlio,
il mio unico scopo è sempre stato quello di poter
salvaguardare, di rintracciare i pochi averi di mio
padre per garantire a mio figlio un sostentamento
dignitoso.
A tal proposito quando i miei awocati hanno presentato
l'istanza per ottenere gli arresti domiciliari ho
voluto allegare una lettera in cui affermavo che
qualora mi fosse stata concessa la possibilità di
uscire dal carcere, mi sarei impegnata ad evitare
qualsiasi contatto con tutti i miei congiunti anche
epistolari, in questo modo avrei potuto dimostrare a
tutti la totale comprensione dei miei errori evitando
soprattutto di ripeterli in futuro e per il futuro di
mio figlio.
Come già risulta agli atti riconfermo la mia volontà
qualora ottenessi un beneficio, di non avere più
contatti di nessun genere con tutti i congiunti
detenuti del mio processo onde evitare ulteriori
equivoci. Inoltre, a prescindere da tutto questo,
intendo mantenere le mie distanze per sempre dai
vincoli parentali affinché mio figlio possa crescere
lontano da tutte queste situazioni e avere un futuro
diverso.
Ci tengo a ribadire, ancora una volta, che il mio
obiettivo era solo quello di poter mantenere e
proteggere i miei cari ed evitare che al suo interno si
creassero ulteriori problemi e tensioni.
r 1
Se è possibile volevo depositarla, però mi è stato
detto che no=..

G/T.: - Perché non...


A W . VIANELLO ACCORETTI: - No, no...
DICH. DI TRAPANI MARIA ANGELA: - POSSO?
G/T.: - Lo può fare.
...(voci fuori microfono)...
P.M.: - Lo sottoscriva.
DICH. DI TRAPANI MARIA ANGELA: - IO l'avevo pure
firmata stamattina.

G/T.: - Prego, la può tranquillamente allegare al


verbale. Io non ho spazio di domanda.
Quindi l1interlocuzione, diciamo, la rivolgo alla
difesa e non alla dichiarante, perché si comprenderà
che diciamo ci sono diversi livelli di lettura di
questa nota, di questa dichiarazione spontanea.
Uno è il livello diciamo familiare che traspare.
Quello doloroso: il rapporto con il figlio. Ma insomma,
che però trascende il processo perché è chiaro, è
evidente che la situazione è dolorosa - e il Giudice ne
prende atto - però non pertiene direttamente alla
contestazione.
Poi, c'è un valore che traspare, ma non si capisce
appieno, di presa d'atto confessoria.
Ma non è chiarissimo anche ai fini del 133, cioè
ammette i fatti, perché qua llammissione dei fatti per
la difesa... io a questo punto li devo sintetizzare,
cioè:
"per avere svolto una funzione di tramite tra i vertici
del mandamento mafioso di Resuttana in carcere,' gli . a ..
associati .mafiosi in libertà, in specie ponendosi in "

relazione e intrattenendo rapporti diretti e mediati


sia prima delllinizio di queste investigazioni che
durante le stesse con il noto LO PICCOLO Salvatore,
alllepoca latitante, reggente del mandamento di San
Lorenzo - Tommaso Natale, e dal giugno 2006 delllintera
"Cosa Nostran palermitana."
Cioè... non è soltanto una questione diciamo di presa
d'atto familiare o di confessione generica. Qua la
questione è molto più vasta, se così si può dire,
'oltre che il punto di riferimento dei MADONIA su
Resuttana e ciò sia con incontri ai quali partecipava
personalmente e che attraverso lo sperimentato circuito
relazionale dei cosiddetti pizzini e intrattenendo
altresì dei rapporti per ragioni associative con
BONANNO Giovanni, ucciso poi l'l1 gennaio del 2006, se
non ricordo male, con il metodo della lupara bianca, in
considerazione del ruolo di reggente dallo stesso
ricoperto in seno al mandamento di Resuttana prima
della sua soppressione, ed inoltre con llassociato
F
CINA' Antonino, esponente di vertice del mandamento di
San Lorenzo, con DI TRAPANI Diego, in specie durante la
sua reggenza del mandamento di Resuttana con GENOVA
Salvatore, successore di DI TRAPANI Diego al vertice
del mandamento, con GRAZIANO Vincenzo, imprenditore
edile vicino al vertice del mandamento di Resuttana,
con FONTANA Stefano e Gaetano, posti ai vertici della
famiglia dell1Acquasanta, gestendo inoltre i beni di
illecita provenienza dei MADONIA e DI TRAPANI sia
direttamente che per il tramite degli altri associati,
acquisendone il.pro£itto, percependo ancora in diverse
occasione di somme di denaro di sicura provenienza
illecita che provvedeva a ridistribuire alliinterno'del
nucleo familiare MADONIA - DI TRAPANI".
Cioè a dire - e questo vorrei segnalarvi - il Giudice
cosa deve capire da questa dichiarazione spontanea oggi
allegata a verbale?
Che c'è una confessione piena avuto riguardo alle
contestazioni che ho testé letto oppure no?
Oppure è parziale?
Oppure... Perchè ci sono una serie di condotte tutte
specificate, una serie di soggetti interagenti, una
serie di azioni illecite contestate, avuto riguardo a
quali di questi aspetti la presa d'atto c'è?
Questo, il Giudice ha necessità di saperlo perché -
ripeto - se deve graduare come vi dicevo alliultima
udienza anche una determinazione ex articolo 133, lo
deve fare con la coscienza di aver capito quale parte
dell'imputazione è ammessa oppure no.
Capite... anche che ha una refluenza questo tipo, ma
. "intelligenti paucal1 e vai-, sicuramente, siete più
esperti di me diciamo. che ha una refluenza anche sulle
altre posizioni, mi capite, bisogna essere più realisti
de re, perché la signora ha detto bene inizialmente,
non è che è lì, è la moglie di, perché lei può dire io
ho protetto i miei interessi di mamma.
Però qui non si parla degli interessi di mamma.
Qua si parla di interessi di "Cosa NostraM, che è una
cosa ben diversa, io vi rassegno la questione, se
volete c'è altro tempo per ragionarci di sopra, per...
considerate pure che ci sono limiti temporali avuto
riguardo alle custodie, quindi... io non lo so...
A W . VIANELLO ACCORETTI: - Giudice se c'è un margine
stretto di tempo per potere un attimo...
G/T.: - Ma anche il Pubblico Ministero vorrei che
interloquisse sulla questione perché penso che è il
principale... diciamo... protagonista tecnico sia il
Pubblico Ministero. P
PUBBLICO MINISTERO Dott. Gaetano PACI

P.M.: - I1 Pubblico Ministero prende atto delle


dichiarazioni spontanee della signora DI TRAPANI, sono
una facoltà che la nostra legislazione processuale
riconosce all'imputato di potere formulare in qualsiasi
momento del processo sino a due minuti prima che il
Giudice pronunzi la sentenza, il Pubblico Ministero non
ha nulla da osservare perché la legge non gli
conferisce alcuna possibilità di osservare alcunché su
questo.
Ha già rassegnato le proprie conclusioni, questo è
quando.
G/T.: - Però è anche vero che il Pubblico Ministero che
ha già formulato le sue conclusioni a fronte di una
presa d'atto che può valutare anche confessoria, possa
rimeditarle, possa dare diciamo untidea al Giudice che
la stessa Pubblica Accusa ritiene importanti,
rilevanti, condizionanti anche le...
P.M.: - Cosa?
G/T.: - Cosa, ho detto, però...
P.M.: - Se riterrà di doverlo fare lo farà signor
Giudice.
G/T.: - Va bene. Evidentemente non ritiene allora allo
stato...
P.M.: - Questa è una valutazione che spetta alllUfficio
del Pubblico Ministero.
G/T.: - E allora possiamo andare avanti...

Quello stesso giorno il Giudice si ritirava in Camera di Consiglio per ,la


decisione.

L'esito decisorio era reso con ordinanza che si trascrive, qui di seguito, per
intero:

"All'esito dell'udienza oggi celebrata e sulle conclusioni


delle parti.
Valutate le prove offerte dal Pubblico Ministero.
Valutato il contenuto dei rilievi critici mossi dalle Difese
avuto riguardo ad alcuni passaggi ricostruttivi delle vicende,
soprattutto in ciò che attiene la corretta interpretazione delle
chiamate in correità svolte dai collaboranti.
Letto l'articolo 441, comma quinto, del codice di procedura
penale.
Ritenuto che ai fini della decisione devono essere assunti
ulteriori elementi di approfondimento probatorio
ORDINA
procedersi ad interrogatorio dei seguenti collaboranti e
imputati di reati connessi o collegati:

AVITABILE Antonino, nato Palermo il 2510311967;


BRIGUGLIO Francesco, nato a Cinisi il 10103156;
BRUSCA Giovanni, nato a San Giuseppe Jato il 2010211957;
DI NATALE Giusto nato a Palermo il 2110711959;
FONTANA Angelo, nato Palermo 1 510711963;
FRANZESE Francesco, nato a Brescia il 3110711964;
NUCCIO Antonino, nato a Palermo 14/06/64;
ONORATO Francesco, nato a Palermo il 1611 111960;
PALAZZOLO Saverio, nato a Cinisi il 0210111956;
PULIZZI Gaspare, nato a Carini il 0811211971;
RUFFINO Rosolino, nato a Carini il 2011211966;
RWOLO Baldassare, nato a Palermo il 1010611948;
SPATARO Maurizio, nato a Palermo il 1410311968;

fissando l'udienza del giorno 26 MARZO 2010 ore 12:OO


per la determinazione dei tempi e modi di esecuzione
dell'adempimento istruttorio".

In quest'ultima udienza erano individuate le date di prosecuzione dell'attivita


integrativa disposta dal Giudice.
e Le audizioni di alcuni dei soggetti sopra indicati aweniva, per ragioni di
sicurezza, presso l'aula bunker del Tribunale di Firenze alle date 14, 15 e 16
Aprile 2010.
In quella sede si esaminavano BRIGUGLIO FRANCESCO, SPATARO
MAURIZIO, FRANZESE FRANCESCO, FONTANA ANGELO, PULIZZI
GASPARE e DI NATALE GIUSTO.
Venivano successivamente uditi, in videoconferenza da Palermo, gli altri
soggetti pure indicati nel prowedimento ordinatorio sopra trascritto
(AVITABILE ANTONIO, RUVOLO BALDASSARE e NUCCIO
ANTONINO) mentre PALAZZOLO SAVERIO e RUFFINO ROSOLINO -
soggetti questi già indagati nello stesso processo e non collaboranti - si
awalevano della facoltà di non rispondere.

È necessario, a questo punto, riferire un importante accadimento


processuale.
Il giorno 14 Aprile 2010, prima di iniziare l'udienza volta all'audizione dei
collaboranti già programmati, il Pubblico Ministero chiedeva la parola.
Trascriviamo, qui di seguito ed integralmente il contenuto di quelle parole:

GIUDICE - Certo. Sì, se è possibile. Grazie, molto gentile. Ci sono questioni che
riguardano...? Prego.

P. M. - Sì, grazie Giudice. Non sono questioni, in realtà è una richiesta da parte
dell'ufficio del Pubblico Ministero di poter depositare dei verbali, verbali di
interrogatorio di un collaboratore di giustizia, di un nuovo collaboratore di
giustizia, Pasta Manuel, il quale ha iniziato il proprio rapporto di collaborazione in
data 29 marzo del 2010, quindi da pochi giorni. Ecco perché si chiede di poter
depositare questi primi verbali di dichiarazioni rese dal Pasta nella parte che

riguardano e che interessano ovviamente l'oggetto del presente procedimento, con


la precisazione che dei primi due verbali - adesso poi entrerò nel dettaglio con le
relative indicazioni - dei primi due verbali si è fatto a tempo a procedere anche
alla relativa trascrizione; degli ultimi due verbali, che sono peraltro assunti
soltanto in data di ieri, 13 aprile, vi è soltanto - per o w i motivi - la
verbalizzazione in forma riassuntiva. Se la Signoria Vostra mi consente, indico, a

che il cancelliere possa verbalizzare, gli estremi di questi verbali, che sono quelli
del 29 marzo 2010, ore 17:00, riassuntivo e trascrizione; del 30 marzo 2010, ore
12:15, riassuntivo e trascrizione e, in entrambi i casi, così come per gli altri
verbali, in forma omissata; e i due verbali di interrogatorio del 13 aprile, delle ore
10:15 e delle ore 16:40. I difensori hanno avuto modo già di dare un'occhiata,
Giudice. Io intanto li... non lo so, vuole prima sentire i difensori? Intanto li
rassegno alla sua valutazione.
GIUDICE - Intanto i difensori su questo?
P. M. - Hanno avuto modo di dare un'occhiata, appunto, poi vediamo un po'...
GIUDICE - Sì.
A W . MARASA' -. Posso?
GIUDICE - Certo, awocato.

A W . MARASA' - Allora, tenuto conto del fatto...


GIUDICE - Prima di parlare dovrebbe dire...
A W . MARASA' - Ah, sì.
GIUDICE - Per la verbalizzazione.

AVV. MARASA' - Sono l'avvocato Marasà, ai fini della trascrizione. Tenuto


conto del fatto che il Pubblico Ministero può introdurre, anche nel corso del
procedimento, a mezzo di attività integrativa, i verbali di interrogatorio che ha
acquisito in data successiva alla chiusura delle indagini, considerato però che nella
fattispecie il procedimento si è già praticamente concluso in quanto vi è già stata la

discussione dei difensori e conseguentemente dovrebbe essere riaperto, riaperta la


fase della discussione e dell'eventuale istruzione, nel caso in cui si dovesse ritenere
necessario sentire per chiarimenti il Pasta, io mi oppongo alla acquisizione dei
verbali.

GIUDICE - Quindi l'opposizione è tecnicamente motivata sotto il profilo... - se


posso sintetizzare il suo pensiero, eventualmente mi chiosi e mi aiuti se questo
pensiero non è sintetizzato nel modo opportuno - lei sta dicendo che questa sua
opposizione trae la sua motivazione dal fatto che già si sono concluse... diciamo,
che già ha avuto fase conclusiva l'udienza in rito abbreviato e che quindi vi
sarebbe una pregiudizialità...
A W . MARASA' - Esatto.
GIUDICE - ...una inammissibilità.

A W . MARASA' - Esatto.

GIUDICE - Mi può indicare quale articolo del Codice di Procedura Penale, avuto
riguardo a questa sua eccezione tecnica, crea questa preclusione?
A W . MARASA' - Il fatto che già la fase della attività... io non... in questo
momento non ho il codice davanti, quindi...
t

GIUDICE - Glielo do io, glielo do io. Glielo do io, awocato.

$ 7 27
A W . MARASA'- (voce fuori microfono)
GIUDICE - Se può, al microfono.
A W . MARASA' - Si. L'articolo 421... sono sempre l'awocato Marasà. L'articolo
421 del Codice di Procedura Penale prescrive i termini per la discussione finale e

statuisce che nel momento in cui il Pubblico Ministero ed i difensori concludono


le loro rispettive discussioni, il Giudice decide. E' vero che il 422 prevede la
integrazione probatoria secondo le disposizioni di cui al 421 bis, però è limitata
alla integrazione probatoria disposta dal Giudice, giammai dalle parti. Le parti, là

ove volessero integrare la attività, dovrebbero ricorrere al disposto di cui


all'articolo 419 e conseguentemente prima della discussione finale.
GIUDICE - Chiaro. Gli altri legali?
A W . MISURACA - L'awocato Misurata, per Michele Di Trapani, si associa alla
opposizione dell'awocato Marasà.
A W . VANCHERI - L'awocato Vancheri si associa anche alla opposizione
dell'awocato Marasà.
A W . VIANELLO - L'awocato Vianello si associa alla richiesta.
GIUDICE - Allora, vi associate tutti. Io ho bisogno anche di sapere una cosa. Se
posso chiederla prima... forse il Pubblico Ministero vorrebbe replicare.
P. M. - Ma, più che replicare, integrare, signor Giudice, se posso e quando mi dà
la parola.
GIUDICE - Si.

P. M. - In realtà, appunto, faccio presente che siamo in una fase particolare del
procedimento, nella quale, così come disposto dalla Signoria Vostra, è già in corso
l'audizione di altri collaboratori di giustizia e comunque, qualora vi fossero delle
obiezioni che la Signoria Vostra dovesse ritenere condivisibili, sarà sempre
possibile - e in questo senso il Pubblico Ministero avanza formale richiesta -
procedere anche in questa sede alla audizione in contraddittorio del Pasta Manuel,
cosicché possa procedersi all'esame e al controesame dello stesso da parte dei
difensori.

GIUDICE - Io individuo anche un altro problema tecnico, cioè a dire: questa

risoluzione si prospetta come necessaria e preliminare all'audizione degli attuali


collaboranti?
P. M. - Ritengo...

GIUDICE - Voglio... voglio chiarire meglio...

P. M. - Ritengo di no, Giudice. Ritengo che non vi sia un rapporto in questo

senso, di pregiudizialità, di necessarietà. Sono delle dichiarazioni, quelle che il


Pubblico Ministero intende acquisire al procedimento, quelle contenute in questi
verbali, importanti e decisive ai fini del decidere, della decisione. Non si ravvisa
questo tipo di... questo tipo di relazione.

GIUDICE - Beh, è anche vero però che alcune cose... io non conosco questi
verbali, non li ho ancora visti, non li ho esaminati, forse la difesa li ha visionati,
anche se, diciamo, a volo d'angelo; potrebbero esservi delle affermazioni che
potrebbero avere un'ulteriore specificazione, connotazione, senso compiuto -

come posso dire - consolidamento, in quello che andiamo a fare. Io... questa
:. proposi -postuma può essere fatta dal Giudice soltanto quantomeno se..: dopoaaver "

visto questo... questo verbale. Il problema è se il Giudice questo... questi verbali li


deve vedere adesso e quindi esprimere una valutazione ordinatoria del processo

adesso o può farlo anche dopo l'audizione dei due collaboranti di oggi. Questo è il
passaggio delicato che tecnicamente vi rassegno e che dimostra, ancora una volta,
- l'avvocato Marasà mi scuserà se lo faccio - che senza un Giudice dialogatore e

indagatore del processo, il processo non può andare avanti.


Quindi le chiedo, vi chiedo, di sapere se io devo andare sostanzialmente a decidere

in Camera di Consiglio la questione tecnica relativa alla arnmissibilità o meno di


questi verbali, oppure ciò può essere fatto successivamente, magari addirittura alla

fine del periodo che abbiamo già calendato, stabilito, qua a Firenze per l'audizione
di tutti i collaboranti e, quindi, come dato, diciamo, di chiusura della nostra
permanenza entra moenia, se così posso dire, dal punto di vista processuale.
Quindi su questo io vorrei che voi trovaste... perché se voi trovate su questo un
punto d'accordo, il Giudice...
AVV. MARASA' - Posso, prima del...
GIUDICE - Sì.
A W . MARASA' - Prima del punto d'accordo.
GIUDICE - Sì.

A W . MARASA' - Come ho già avuto modo di dire in passato, il Giudice


dialogatore a me fa piacere e credo che sia pure verbalizzato. Il mio problema è
ben altro. Indipendentemente da quello che ho detto o ho appena detto, c'è un fatto
rilevantissimo, o che potrebbe essere rilevantissimo. Nel caso in cui vengono
proposti nuovi elementi di prova nel processo, poiché è facoltà dell'imputato
aderire al giudizio alternativo fino alla discussione finale, non vi è dubbio che
l'imputato ha il diritto di optare per il giudizio ordinario o per quello abbreviato,
dopo avere avuto piena cognizione di tutti gli atti sui quali dovrà svolgersi
l'indagine del Giudice al fine di accertare la sua colpevolezza o meno. Nella
fattispecie, essendo già stata formulata l'opzione per il giudizio abbreviato sulla
e - '"
- t?-

scorta degli atti esistenti nel fascicolo del GUP, non vi è dubbio che questi nuovi
elementi di prova, costituiti dalle dichiarazioni di altro collaboratore di giustizia,
potrebbero far venir meno il consenso, o comunque la determinazione
all'abbreviato già adottato dall'imputato. Ed è anche per questo che mi oppongo
alla acquisizione dei verbali, perché nel caso in cui questi verbali contenessero
elementi suscettibili di accertamenti ulteriori o di prove contrarie, verrebbe
precluso all'imputato il diritto di difesa in ordine proprio a questi verbali e in
limine litis, cioè... o addirittura oltre il limite entro il quale l'imputato ha il diritto
di far valere i propri diritti. l-

GIUDICE - Chiarissimo.

03*
A W . MARASA' - Grazie.
GIUDICE - Chiarissimo. E, suppongo, che anche i suoi colleghi si associno a
queste... a questi rilievi defensionali. Io però ho una domanda da fare al Pubblico
Ministero: queste... questi nuovi verbali, questo quadro probatorio, diciamo così,
aggiunto, crea delle condizioni, o presuppone delle modifiche imputative,
aggravative, circostanziali, si che gli imputati debbano rispondere, oggi, davanti al

Giudice, di fattispecie aggravata rispetto a quella oggetto della richiesta di rinvio a


giudizio e, quindi, consolidatasi nell'odierno rito abbreviato con la scelta
alternativa?
P. M. - Assolutamente no, signor Giudice. Il quadro resta immutato. Vi è
semplicemente, sotto questo aspetto delle contestazioni e dell'eventuale
aggravamento e dell'eventuale considerazione di nuove ipotesi... si tratta di
ulteriori elementi, di ulteriore materiale probatorio che viene sottoposto
all'attenzione della Signoria Vostra. D'altra parte, il sistema consente al Giudice,
anche in sede di giudizio abbreviato, di poter assumere quei nuovi elementi che
vengano eventualmente ritenuti decisivi ed essenziali ai fini della decisione, fermo
restando - su questo torna il Pubblico Ministero - la possibilità di garantire il
contraddittorio ai- difensori, e quindi agli imputati e alle altre parti, mediante-=" '

l'esame e il controesame innanzi al Giudice del collaboratore.


GIUDICE - Chiaro.
P. M. - Grazie.

La questione tecnica, relativa all'arnmissibilità dell'esarne del nuovo


collaborante era decisa dal Giudice con prowedimento letto all'esito di riserva:
GIUDICE - Allora, il Giudice, valutata la richiesta di allegazione dei verbali
relativi alle dichiarazioni rese da Pasta Manuel, datati 29 marzo 2010, 30 marzo
2010, 13 aprile 2010 ore 10:15 e 13 aprile 2010 ore 16:40, richiesta questa
proposta dal Pubblico Ministero nella fase introduttiva dell'odierna udienza, con la
coeva richiesta di interrogatorio del collaborante;
valutata l'eccezione sollevata dalle Difese, secondo le quali la predetta produzione
verrebbe a porre un condizionamento alla già esercitata facoltà di scelta del rito
alternativo, sì che - deve supporsi - essa avrebbe forse avuto diversa
determinazione se quelle fonti probatorie si fossero conosciute in modo
tempestivo;
letti in combinato disposto gli articoli 441,441 bis e in riferimento all'articolo 423
del Codice di Procedura Penale;

ritenuto che - per espressa previsione processuale e per consolidata giurisprudenza


della Suprema Corte - solo la modifica o l'aggravamento dell'ipotesi imputativa
legittima la revoca della scelta del rito e che, nel caso che ci riguarda, non vi è
stata alcuna contestazione suppletiva o accessoria dell'accusa;
ritenuto - ancora - che le Difese si dolgono di qualcosa che attiene ad un momento
conoscitivo delle fonti di prova che neppure il Pubblico-Ministero'poSsedevaal
momento della richiesta di rinvio a giudizio, essendosi materializzato - agli occhi
-
degli inquirenti e per la prima volta in data 29 marzo 2010;
per questi motivi
rigetta le eccezioni delle difese in relazione all'amrnissibilità e si riserva sulla
richiesta allegativa ed integratona del Pubblico Ministero - perché chiede sia
l'allegazione che l'audizione del collaborante - all'esito delle attività già ordinate
da questo Giudice con suo provvedimento del 19 marzo 2010.
Tra l'altro, voglio dire - è una cosa che io voglio lasciare a verbale perché penso sia
una necessità - il Giudice, leggendo "La Repubblica", come probabilmente tutti

voi avete letto, il giorno 09 aprile del 2010, a pagina 10, apprendeva dati, diciamo,
che si correlano in qualche modo allo svolgimento integrativo probatorio del
processo.
(I1 Giudice ndr) li apprende dal giornale, ne prende atto.
Io, questa circostanza, la lascio a verbale, perché penso che storicamente essa
debba essere lasciata a verbale e che, a mio awiso, il Pubblico Ministero,
attraverso questa allegazione, non ha fatto altro che chiarire ciò che in fondo già i
giornali avevano rassegnato. Quindi, sarebbe stato incoerente, diciamo, che questo
dato gnoseologico, chiamiamolo così, in senso filosofico, fosse rimasto lontano
dal processo mentre questo processo stesso veniva istruito.
Sarebbe stato un dato manifestamente, evidentemente contraddittorio.
Quindi, al vostro buon giudizio l'accadimento integrativo, diciamo, oggi svolto dal
Pubblico Ministero. E, allora, detto questo, se non ci sono altre questioni, io
continuerei nella traccia già solcata dal prowedimento ordinatorio, come
dicevamo, del 19 marzo 2010, udendo, cominciando a udire il Fontana Angelo,
perché per l'altro collaborante dobbiamo reperire il difensore.

Se il Giudice riconosceva la possibilità di anynettere i nuovi verbali relativi


alla ultima apertura collaborativa di PASTA MANUEL, la riserva
sull'audizione del predetto collaborante veniva definitivamente sciolta all'esito
dell'audizione di altro collaborante (SPATARO MAURIZIO) che, proprio al
patrimonio conoscitivo del PASTA MANUEL, faceva ampiamente riferimento
nel corso della sua audizione (si confronti pagine 270 e seguenti del verbale
dell'udienza del 15 Aprile 2010).

Per questo motivo, in pari data, il Giudice emanava la trascritta ordinanza:

+
GIUDICE Allora, il Giudice, all'esito dell'udienza oggi celebrata, sulle richieste
formulate dal Pubblico Ministero;
valutate le fonti di prova offerte in relazione alla collaborazione dell'imputato di
reato connesso Pasta Manuel, allegate a verbale del 14 di aprile 2010 e ritenuta la
necessità ex articolo 441, cornma quinto, del Codice di Procedura Penale, di
estendere l'attività integrativa anche a quelle fonti di prova, essendo le stesse
refluenti sull'oggetto della decisione,

per questi motivi


ordina procedersi ad interrogatorio del collaborante, nonché imputato di reato
connesso, Pasta Manuel, meglio in atti identificato e fissa la data del 29 di aprile
ore 09:30 in Roma, in luogo che sarà indicato sulla base delle necessità del

Servizio Centrale di Protezione al quale la presente ordinanza verrà comunicata


dalla Cancelleria.

Dell'esito dell'audizione svolta in via integrativa dal Giudice, si dirà tra breve.
Ciò che qui occorre riferire, per la completa esposizione degli accadimenti
oggetto dello svolgimento del processo, è che l'esame del PASTA MANUEL è
stato svolto a Roma, presso l'aula bunker della Casa Circondariale di Rebibbia
per tutto il pomeriggio (e fino a sera) del giorno 29 Aprile 2010.

L'esito di quella audizione muoveva l'obiezione tecnica della Difesa sotto il


profilo dell'inutilizzabilità ai fini processuali (secondo un'estensiva.
8 interpretazione dell'art. 195 del Codice di Procedura Penale).
L'eccezione veniva risolta con ordinanza del Giudice.

Trascriviamo, qui di seguito e integralmente il provvedimento ordinatorio reso:

"sciogliendo la riserva resa all'udienza del 29 Aprile 2010


sull'istanza posta dal1'Awocato Marasà, ai sensi dell'articolo 19.5 del
Codice di Procedura Penale, sul tema della testimonianza indiretta e
la contestuale declaratoria di inutilizzabilità delle dichiarazioni rese
dal collaborante PASTA MANUEL nonché sulla richiesta formulata
all'odierna udienza dall'Awocato Misuraca nell'interesse di DI
TRAPANI MICHELE (per la sola audizione di GENOVA BARTOLO;
valutato che per costante giurisprudenza del Supremo Collegio (da
ultimo: sentenze numero 49517 del 3 Dicembre 2009 e n. 4977 dell' 8
Ottobre 2009) che si allegano al presente verbale
d~
Sez. 6, Sentenza n. 49517 del 03/12/2009 Ud. (dep. 23/12/2009 ) Rv.
245658
Presidente: De Roberto G. Estensore: Gramendola PP. Relatore:
Gramendola FP. Imputato: Gandolfo e altro. P.M. Cedrangolo O. (P.
Dzf)
(Rigetta, App. Milano, 02 ottobre 2008)
PROVE - MEZZI DI PROVA - TESTIMONIANZA -
TESTIMONIANZA INDIRETTA - Fonte di riferimento costituita da
soggetto che riveste la qualità di imputato - Applicabilità della disciplina
sulla testimonianza indiretta - Esclusione.
La disciplina prevista in tema di testimonianza indiretta dall'art. 195
codice di procedura penale non può trovare applicazione quando la
fonte di riferimento sia costituita da un soggetto che rivesta la
qualità di imputato.

P.Q.M.

rigetta le eccezioni sopra indicate ed invita le parti a concludere.

Le conclusioni delle Parti, quindi, venivano specificate come in epigrafe.


UNA PREMESSA GENERALE
Con la scelta del rito abbreviato gli imputati, in cambio di un trattamento
sanzionatorio più favorevole in caso di condanna, accettano di esercitare il
. proprio diritto alla difesa nelle forme più limitate conferendo al Giudice
preliminare il potere di definire il processo allo stato degli atti; senza, quindi,
l'osservanza delle prescrizioni imposte per il dibattimento.
Ne consegue, ad esempio, che al suddetto giudizio non è riferibile il divieto di
utilizzazione degli atti indicati nell'articolo 514 del codice di procedura penale
(letture vietate).
Del resto, se così non fosse, sarebbe privo di significato il riferimento "allo
stato degli atti" in quanto esso ha per oggetto proprio la documentata attività
della Polizia Giudiziaria e del Pubblico Ministero (Cassazione Sezione VI, 11
e maggio 1993 n. 4813 ed, ancora, Cassazione Sez. IV alla data 3 novembre
1999).
La piena utilizzabilità di tali atti - che trova un limite soltanto nelle prove
illegittimamente allegate - impone al Giudice, in ogni caso, la necessita di
sottoporre le risultanze ad una attenta analisi e ad una valutazione critica in
sede interpretativa, in modo da stabilire l'esatta valenza probatoria delle
acquisizioni.

È ormai alla stregua di un fatto notorio processuale, dunque, che quegli


elementi documentali ed allegati al fascicolo delle investigazioni promossi
dal Pubblico Ministero e considerati fonti di prova fino al momento
dell'udienza preliminare, diventino - ad ogni effetto - prove piene sulle
quali il Giudice sarà chiamato a pronunciarsi e porrà base della sua
.-
decisione.
Ove, ancora, permangano dubbi tecnici su questo dato interpretativo della
materia processualistica basterà leggere la sentenza che qui di seguito si
trascrive nella sua massima

Sez. 3, Sentenza n. 29240 del 09/06/2005 Ud. (dep. 03/08/2005 ) Rv. 232374
Presidente: Savignano G. Estensore: Amoroso G. Relatore: Amoroso G.
Imputato: Fiero, P.M. Passacantando G. (ConJ)
(Rigetta, App. Salerno, 27 Aprile 2004)
PROCEDIMENTI SPECIALI - GIUDIZIO ABBREVIATO - IN GENERE -
Nullità ed inutilizzabilità degli atti e delle prove - Rilevabilità - Limiti - Ragioni -
Fattispecie.
Nel giudizio abbreviato sono rilevabili e deducibili solo le nullità di carattere
assoluto e le inutilizzabilità cosiddette patologiche. Ne consegue che l'irritualità
nell'acquisizione dell'atto probatorio è neutralizzata dalla scelta negoziale delle
parti di tipo abdicativo, che fa assurgere a dignità di prova gli atti di indagine
compiuti senza rispetto delle forme di rito. (Nel caso di specie, la Corte aveva
ritenuto corretta l'utilizzazione di un'intercettazione telefonica non trascritta
ritualmente, a seguito di consulenza tecnica ex art. 268 codice di procedura penale,
ma riprodotta su cosiddetto "brogliaccio").

ma i cui punti salienti possono anche enuclearsi nelle parole pure


trascritte:

Quanto alle prove utilizzabili nel giudizio


abbreviato questa Corte (Cassazione, Sezione 4 * , 3
novembre 1999, Alice) ha già affermato che nel
giudizio abbreviato, mentre sono rilevabili e
denunciabili le nullità assolute di cui al1 'art.
179, 1 coma, C.p.p., la cui presenza può dirsi
impedisca la nascita del processo quale voluto dal
vigente ordinamento, le eventuali cause di
i n u t i l i z z a b i li t à d e l l a prova non possono invece
essere r i l e v a t e e d e d o t t e , s e non a l momento d e l l a
r i c h i e s t a e d e l consenso ( s a l v o i l c a s o che s i
t r a t t i d i prove l a c u i a c q u i s i z i o n e s i a chiaramente
frutto di un vero e proprio r e a t o );
llinutilizzabilità, infatti, non attiene alla
nascita del processo e ben può quindi ammettersi
che chi, rinunciando al principio cardine della
inscindibili tà fra prova e contraddittorio, chiede
e ottiene di essere giudicato allo stato degli
atti, senza nulla eccepire in ordine alla loro
utilizzabilità, non possa p o i d o l e r s i d e l r i s u l t a t o
d i una t a l e s c e l t a , o p e r a t a i n v i s t a d e l v a n t a g g i o
_ ..
E., c o s t i t u i t o d a l l a c o n s i s t e n t e r i d u z i o n e d i pena
d p r e v i s t a i n c a s o d i condanna (principio affermato
proprio in relazione a intercettazioni ambientali
che si assumevano viziate per mancata indicazione
dei fondati motivi ex art. 266, 2 coma, e per le
modalità esecutive ex 268 C.P.P.).
Le Sezioni Unite di questa Corte (Cassazione,
Sezioni Unite 21-30 giugno 2000, n. 16, Tammaro)
hanno poi affermato che i l g i u d i z i o a b b r e v i a t o
costi t u i s c e un procedimento "a prova con t r a t t a m ,
a l l a c u i b a s e 6 i d e n t i f i c a b i l e un p a t t e g g i a m e n t o
n e g o z i a l e s u l r i t o , a mezzo d e l q u a l e l e p a r t i
a c c e t t a n o che l a ffregiudicandam s i a d e f i n i t a
a l 1 udienza p r e l i m i n a r e a l l a s t r e g u a d e g l i a t t i d i
indagine già a c q u i s i t i e rinunciano a chiedere
u l teriori m e z z i d i prova, così consentendo d i
a t t r i b u i r e a g l i e l e m e n t i r a c c o l t i nel corso d e l l e
i n d a g i n i p r e l i m i n a r i quel va1o r e proba torio d i c u i
essi sono normalmente s p r o v v i s t i nel g i u d i z i o che
si svolge invece nelle forme ordinarie del
"dibattimentom.
Tuttavia, tale negozio processuale di tipo
abdicativo può avere ad oggetto esclusivamente i
poteri che rientrano nella sfera di disponibilità
degli interessati, ma r e s t a p r i v o d i nega t i v a
i n c i d e n z a s u l po t e r e - d o v e r e d e l g i u d i c e d i essere,
anche i n quel g i u d i z i o s p e c i a l e , garan t e d e l l a
l e g a l i tii d e l procedimento proba t o r i . 0 .
Ne consegue che in esso, mentre non rilevano né
lfinutilizzabilità cosiddetta fisiologica della
prova, cioè quella coessenziale ai peculiari
connotati del processo accusatorio, in virtù dei
quali il giudice non può utilizzare prove, pure
assunte "secundum legemn, ma diverse da quel1e
legittimamente acquisite nel dibattimento secondo
l 'art. 526 cod. proc. pen., con i correlati divieti
di lettura di cui all art. 514 stesso codice (in
f

quanto in tal caso il vizio-sanzione delllatto


probatorio è neutralizzato dalla scelta negoziale
delle parti, di tipo abdicativo), ne le ipotesi di f

inutilizzabilità "relativaM stabilite dalla legge


in via esclusiva con riferimento alla fase
dibattimentale, va attribuita piena rilevanza alla
categoria sanzionatoria del1 finutilizzabilità
cosid-detta ffpatologicaff, inerente, cioè, agli atti
probatori assunti "contro legem", la cui
utilizzazione è vietata in modo assoluto non solo
nel dibattimento, ma in tutte le altre fasi del
procedimento, comprese quelle del1e indagini
:,.
preliminari e del1 udienza.-preliminare, nonché le --
,

procedure incidentali cautelari e quelle negozia1i


di merito.
Successivamente Cass., sez. 2*, 8-29 ottobre 2004,
n. 42559, Calabrese, ha ribadito che nel giudizio
abbreviato sono deducibili e rilevabili solo le
nullità di carattere assoluto e le inutilizzabilità
cosiddette patologiche (primo c o m a del1 art. 271
codice di procedura penale).
Pertanto l ' i r r i t u a l i t à nel1 'acquisizione del1 ' a t t o
proba t o r i o è n e u t r a l i z z a t a d a l l a s c e l t a n e g o z i a l e
d e l l e p a r t i d i t i p o a b d i c a t i v o che f a a s s u r g e r e a
d i g n i t à d i prova g l i a t t i d i i n d a g i n e compiuti
s e n z a i l r i s p e t t o d e l l e forme d i r i t o .

I1 pronunciamento sopra trascritto ha avuto, nel tempo (e fino ai giorni


nostri), ulteriore conforto giurisprudenziale con le sentenze rese dal
Supremo Giudice di Legittimità in questa importante successione di date:
Sezione Terza Penale, Sentenza n. 1529 del 2315 - 24/9/2007.
Sezione Terza Penale, Sentenza n. 2208 del 2619 - 25/10/2007.
Sezione Sesta Penale, Sentenza n. 1266 del 8/10 - 11/12/2008.

In cui possono leggersi chiari "obiter dicta" come quelli qui di seguito
trascritti:
(Sentenza n. 1266 del 8/10 - 11/12/2008)

l'.. .Secondo un orientamento di questa sezione,


cui la Corte intende aderire (Cass. Penale sez.
6, 11462/1997, Rv. 209696 Albini), la richiesta
da parte dellrimputato del rito abbreviato
comporta infatti l'accettazione del giudizio
"allo stato degli attirr,con la conseguenza che
il quadro probatorio, nella misura in cui si
propone alle parti, come "esistente e
consolidato , rr non è suscettibile di
modificazioni (eccezion fatta Per
lrinterrogatorio,attesa la sua singolarità nel
sistema: cfr. sul punto: Cass. Penale sez. 4,
12245/2007, Rv. 236189, Abaticchio), considerato
che solo in base agli elementi già acquisiti
deve formarsi la "res iudicandaM. Regola questa
da affermarsi, anche se si tratta di aspetti
favorevoli al1'imputato, in quanto attinenti a
circostanze attenuanti, per il riconoscimento
delle quali non è possibile procedere ad
ulteriori acquisizioni probatorie, neppureL di
tipo documentale (Cass. Penale sez. .6,
ii462/1997, Rv. 209696 Albini: fattispecie
relativa al rifiuto di dar ingresso nel processo
alla prova documentale del1 'avvenuto
risarcimento del danno), e, a maggior ragione,
da ribadirsi nel1'ipotesi in cui, come nella
specie, gli elementi versati in atti, a rito
abbreviato in corso, siano, per la loro natura e
va1ore probat orio, teoricamente sfavorevoli
alllimputato (che ha scelto il rito "a prova
contratta''), in quanto idonei a determinare un
apprezzabile mutamento degli equilibri
processuali e, conseguentemente, delle strategie
difensive che erano state appunto determinate e
tarate sulla base un diverso orizzonte
conoscitivo, che,nel corso del procedimento,
viene invece ad essere alterato dalllazione di
una delle parti (pubblica o privata)... '1
t
-
(Sentenza n. 2208 del 2619 25/10/2007)

If. . . I1
problema da affrontare concerne la
possibilità dello imputato di dedurre la nullità
dopo avere accettato di essere giudicato cQn il
rito abbreviato alla luce degli elementi
probatori (tra i quali la decisiva analisi dei
campioni) offerti dal1 'organo della accusa. Ora
con la richiesta di definizione del giudizio
abbreviato, 1 'imputato consente 1 'uso di atti
non assunti in contraddittorio tra le parti e,
per la tipicità del rito, non può dedurre le
inutilizzabilità ed fisiologiche delle prove,
cioè, quelle coessenziali ai peculiari connotati
del processo accusatorio. Anche nel rito
abbreviato, l'imputato può rilevare le
inutilizzabilità ed patologiche (relative a
prove assunte contra legem) e può dedurre le
nullità che inficiano gli atti processuali. La
tesi, recepita anche da qualche sentenza di
legittimità, secondo la quale è onere dello
in teressato eccepire prel iminarznente - prima
della introduzione del rito - le ritenute
nullità o inutilizzabilità non è valida per il
rito abbreviato senza integrazione probatoria
(tale è il caso in esame) la cui ammissibilità
non è valutata dal Giudice ed è un diritto
incondizionato per il richiedente.. .

-
(Sentenza n. 1529 del 2315 24/9/2007)

Invero, del tutto legittimamente possono essere


utilizzati, ai fini della decisione, gli atti
acquisiti con il consenso dei soggetti
interessati, consentendo - 1 accordo -
addirittura di superare i divieti di lettura di
cui al1 art. 514 c.p.p., qualora non abbiano ad
oggetto atti affetti da inutilizzabilità cd.
ffpatologicaM,qual 'è quella derivante da una
loro assunzione Ifcontra legem I l , circostanza,
nella specie, di certo non verificatasi (cfr.
Cass. Sez. 1, 23/1/2003 n. 8739, Cirillo ed
altri).
Da queste premesse interpretative della Suprema Corte, cui questo
Giudice ritiene di dovere necessariamente ispirarsi, promana la necessità
di individuare tutte le (fonti di) prove che - sulla base delle allegazioni del
Pubblico Ministero - possano oggi considerarsi, ad ogni effetto, elementi
della penale responsabilità.
Chiaramente la separazione dei processi dall'originaria impostazione
unitaria impone a questo Giudice di verificare, sulla singola posizione
processuale ed in relazione a ciascun rilievo contestativo, in quale modo e
con quale peso le prove della penale responsabilità si possano attribuire ai
soggetti, oggi a giudizio, in forma diretta soprattutto quando la tipologia
delittuosa ascritta ha riguardo ad una condotta di tipo associativo o,
comunque, plurisoggettiva.

Qui di seguito elencano prove oggetto


LE PROVE
I1 Pubblico Ministero ha sintetizzato, nella richiesta di rinvio a giudizio, le
fonti di prova oggetto del presente processo in:

annotazioni di indagine;
atti di perquisizione e sequestri;
attività di intercettazione delle conversazioni tra presenti e delle
comunicazioni telefoniche su apparecchi in uso agli imputati ed
altri coindagati;
dichiarazioni rese da persone sentite a sommarie informazioni;
dichiarazioni rese dagli imputati nel corso degli interrogatori resi
al G.I.P. ed al P.M. durante la fase delle indagini preliminari.

In realtà, è bene specificare, tra tutti gli atti genericamente indicati dal
Pubblico Ministero, quali saranno oggetto di considerazione probatoria
piena ai fini della decisione che di qui a poco verrà emanata.

La base dello sviluppo delle (fonti di) prove è nel rapporto del
Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri che ha permesso di
radiografare il "Mandamento" mafioso del quartiere palermitano
"Resuttana - San Lorenzo":

1.1 L'EVOLUZIONE DELL'INDAGINE "REBUS'

1.2 IL RUOLO PROPULSIVO DEI COLLOQUI CARCERARI

1.3 ALTRE FORME DI COMUNICAZIONE: LA CORRISPONDENZA E


LE TELEFONATE DAL CARCERE

1.4 LA DECRIPTAZIONE DEL LINGUAGGIO

SUL MANDAMENTO MAF'IOSO DI RESUTTANA

2.1 CENNI STORICI SUL MANDAMENTO DI RESUTTANA.

2.2 L'ASCESA DI DI TRAPANI DIEGO.


2.2.1 Le dichiarazioni del collaboratore DI NATALE Giusto.

2.3 GLI ASSETTI DEL MANDAMENTO DI RESUTTANA, DOPO


L'ARRESTO DI DI TRAPANI DIEGO t
GLI ASSETTI DEL MANDAMENTO DI RESUTTANA, DOPO
L'ULTIMA SCARCERAZIONE DI DI TRAPANI DIEGO E LA
CONTESTUALE "DESTITUZIONE" DI BONANNO GIOVANNI
2.4.1 Le dichiarazioni del collaboratore FONTANA Angelo.

L'OMICIDIO DI BONANNO GIOVANNI.


2.5.1 L'identificazione del "nipote di mia suocera" in BONANNO
Giovanni
2.5.2 L'affiancamento operato nei confronti di BONANNO Giovanni
2.5.3. L'awicendamento di BONANNO Giovanni con GENOVA
Salvatore
2.5.4. 11 perdurare della condizione di abbandono lamentata da
DI TRAPANI Mariangela

LE FASI DELLA "DEPOSIZIONE" DI DI TRAPANI DIEGO


2.6.1. I1 pericolo di vita incombente su DI TRAPANI Diego

L'ACCREDITAMENTO DI GENOVA SALVATORE NEI


CONFRONTI DEI MADONIA

L'ASCESA DI GENOVA SALVATORE ALLA REGGENZA DEL


MANDAMENTO DI RESUTTANA

LA SUPERVISIONE DI LO PICCOLO SALVATORE


2.9.1 I1 sostentamento delle famiglie dei detenuti facenti capo ai
MADONIA ed ai DI TRAPANI: le nuove direttive impartite al
GENOVA
2.9.2 Le precauzioni adottate dal LO PICCOLO in merito ai profili
relazionali del GENOVA Salvatore sul territorio

LA COLLABORAZIONE TRA GRAZIANO VINCENZO E GENOVA


SALVATORE NELLA REGGENZA DEL MANDAMENTO DI
RESUTTANA

GLI ASSETTI DEL MANDAMENTO DI RESUTTANA DOPO


L'ARRESTO DEI LO PICCOLO
2.1 1.1 I1 ruolo di FONTANA Stefano
2.1 1.2 I1 ruolo di GENOVA Bartolo, inteso "la nipote di Santina": la
continuità del sostentamento economico a favore della famiglia
MADONIA.
SULLA CENTRALITA' DELLA FAMIGLIA
-
MADONIA DI TRAPANI NEL MANDAMENTO
MAFIOSO DI RESUTTANA

3.1 IL RUOLO DI DI TRAPANI MARIANGELA.

3.2 IL RUOLO DI MADONIA ANTONINO E DI MADONIA GIUSEPPE.


3.2.1 Breve biografia criminale di MADONIA Antonino, inteso Nino
3.2.2 Breve biografia criminale di MADONIA Giuseppe, inteso
Pippo
3.2.3 L'omicidio di BONANNO Giovanni. Le acquisizioni dei
colloqui carcerari registrati a Novara il 10/08/2005 ed il
07/09/2005
3.2.4 I1 circuito comunicativo esistente tra MADONIA Antonino ed il
fratello MADONIA Giuseppe: la comspondenza e le telefonate.

3.3 IL RUOLO DI MADONIA SALVATORE.


3.3.1 Breve biografia criminale di MADONIA Salvatore.
3.3.2 Gli elementi penalmente rilevanti
3.3.3 La "premura" avanzata al mafioso LO PICCOLO Salvatore in
favore di G W I A N O Vincenzo
3.3.4 La "premura" avanzata al mafioso FONTANA Stefano in
favore di ARIOLO Sergio
3.3.5 Ulteriori richieste avanzate al mafioso LO PICCOLO Salvatore
per conto del MADONIA Salvatore

3.4 IL RUOLO DI MADONIA ALDO.


3.4.1 Breve biografia criminale di MADONIA Aldo.
3.4.2 Gli elementi penalmente rilevanti
1) Le acquisizioni del 09/02/2006
2) Le acquisizioni del 13/04/2006
3) Le acquisizioni del 26/04/2006
4) Le acquisizioni del 04/05/2006
5) Le acquisizioni del 04/06/2006
6) Le acquisizioni del 05/06/2006
7) Le acquisizioni del 07/06/2006
8) Le acquisizioni del 08/06/2006
9) Le acquisizioni del 14/06/2006 h. 10:33
10) Le acquisizioni del 14/06/2006 h. 16:34
11) Le acquisizioni del 15/06/2006
12) Le acquisizioni del 17/06/2006
13) Le acquisizioni del 19/06/2006 - La lettera al fratello
MADONIA Giuseppe
14) Le acquisizioni del 22/06/2006
15) Le acquisizioni del 25/06/2006
16) Le acquisizioni del 3 0/06/2006
17) Le acquisizioni del 06/07/2006
18) Le acquisizioni del 1 3/07/2006
19) Le acquisizioni del 10/08/2006
20) Le acquisizioni del 16/08/2006 - I1 colloquio con il
fratello MADONIA Antonino
21) Le acquisizioni del 17/08/2006 - I1 colloquio con il padre
MADONIA Francesco
22) Le acquisizioni del 18/08/2006
23) Le acquisizioni del 02/09/2006
24) Le acquisizioni del 03/09/2006
25) Le acquisizioni del 05/09/2006
26) Le acquisizioni del 06/09/2006
27) Le acquisizioni del 07/09/2006
28) Le acquisizioni del 07/09/2006 - L'incontro a casa di
GELARDI Emanuela e la conversazione con
GRAZIANO Vincenzo
29) Le acquisizioni del 11/09/2006
30) Le acquisizioni del 12/09/2006
3 1) Le acquisizioni del 22/09/2006
32) Le acquisizioni del 0311012006
33) Le acquisizioni del 0911012006
34) Le acquisizioni del 1411012006
35) Le acquisizioni del 1 811012006
36) Le acquisizioni del 0711112006 - L'incontro con DI
TRAPANI Diego.
37) Le acquisizioni del 0811112006 - Il colloquio con il padre
MADONIA Francesco
38) Le acquisizioni del 0811112006 - I1 colloquio di
MADONIA Salvatore con la moglie DI TRAPANI
Mariangela.
39) Le acquisizioni del 08/11/2006 - I1 colloquio di
MADONIA Antonino con la madre GELARDI Emanuela
40) Le acquisizioni del 1711 112006
41) Le acquisizioni del 01/12/2006
42) Le acquisizioni del 14/12/2006
43) Le acquisizioni del 1 711212006
44) Le acquisizioni del 1 110112007
45) Le acquisizioni del 15/01/2007
46) Le acquisizioni del 26/01/2007
47) Le acquisizioni del 08/02/2007
48) Le acquisizioni del 03/03/2007
49) Le acquisizioni del 07/04/2007
50) Le acquisizioni del 21/04/2007
51) Le acquisizioni del 01/05/2007
52) Le acquisizioni del 10/05/2007
53) Le acquisizioni del 13/05/2007
54) Le acquisizioni del 15/05/2007 - GRAZIANO Vincenzo,
per il tramite di GRECO Orazio, fa avere il denaro a
MADONIA Aldo
55) Le acquisizioni del 19/05/2007
56) Le acquisizioni del 21/05/2007

45
57) Le acquisizioni del 18/09/2007 - I1 2" incontro con
GRECO Orazio.
58) Le acquisizioni del 1511012007 - I1 3" incontro con
GRECO Orazio.
3.4.3 La tesi avanzata da DI TRAPANI Mariangela circa l'aiuto
fornito da MADONIA Salvatore al fratello MADONIA Aldo
per favorirne la posizione nell'ambito del processo "Big John"
1) I1 procedimento penale a carico di MADONIA Aldo per il
reato di associazione mafiosa
2) Un approfondimento delle dichiarazioni del collaboratore
di giustizia Joe Cuffaro
3) Le dichiarazioni di MADONIA Salvatore al fine di
scagionare MADONIA Aldo dall'accusa di traffico di
sostanze stupefacenti
4) La posizione di MADONIA Aldo nell'ambito del
processo "Big John".
3.4.4 I colloqui "riservati" nel pianerottolo di casa GELARDI

3.5 IL RUOLO DI MADONIA FRANCESCO E GELARDI EMANUELA.


3.5.1 MADONIA Francesco
3.5.2 GELARDI Emanuela

3.6 IL RUOLO DI DI TRAPANI NICOLO'.


3.6.1 Breve biografia criminale di DI TRAPANI Nicolò.
3.6.2 Gli elementi penalmente rilevanti
1) Le acquisizioni del 14/01/2006
2) Le acquisizioni del 11/02/2006
3) Le acquisizioni del 17/03/2007
4) Le acquisizioni del 17/06/2006
5) Le acquisizioni del 1411012006
6) Le acquisizioni del 20/01/2007

3.7 IL RUOLO DI DI TRAPANI DIEGO.


3.7.1 Breve biografia criminale di DI TRAPANI Diego.
3.7.2 La decrittazione del linguaggio. Le modalità di identificazione
di DI TRAPANI Diego.
3.7.3 Gli elementi penalmente rilevanti
1) La reggenza del mandamento
2) 1 prowedimenti del nuovo reggente
3) I rapporti con CINA' Antonino
4) 1 rapporti con LO PICCOLO Salvatore

3.8 IL RUOLO DI DI TRAPANI MICHELE.


3.8.1 Breve biografia criminale di DI TRAPANI Michele.
3.8.2 La decrittazione del linguaggio. Le modalità di identificazione
di DI TRAPANI Michele. f
3.8.3 Gli elementi penalmente rilevanti
3.8.4 L'appuntamento con il costruttore SBEGLIA. I1 coinvolgimento
di DI TRAPANI Michele
3.8.5 L'incontro tra DI TRAPANI Michele ed il costnittore
SBEGLIA.
3.8.6 Breve profilo criminale di SBEGLIA Salvatore

3.9 IL RUOLO DI DI PACE FRANCESCO.


3.9.1 I Rapporti con BONANNO Giovanni.
3.9.2 I Rapporti con DI TRAPANI Diego.
3.9.3 La "tragedia" innescata per la mancata ricezione del
sostentamento economico spettante alla famiglia GUASTELLA
3.9.4 I rapporti con i latitanti LO PICCOLO Salvatore e LO
PICCOLO Sandro.
3.9.5 I1 circuito messaggistico tra LO PICCOLO Salvatore e DI
TRAPANI Mariangela: il ruolo di DI PACE Francesco
3.9.6 Le ambizioni imprenditoriali: l'amministrazione delle società
Publidea s.r.1. e Vision Maxischermi s.r.1
3.9.7 I rapporti con esponenti della Pubblica Amministrazione -
L'approvazione della delibera relativa ai "Maxi Schermi" - La
convention elettorale del 09/05/2007
1) L'approvazione della delibera
l .a) Le acquisizioni del 19/03/2007
l .b) Le acquisizioni del 01/04/2007
l .C) Le acquisizioni del 02/04/2007
l .d) Le acquisizioni del 04/04/2007
2) La convention elettorale
2.a) Le acquisizioni del 10/04/2007
2.b) Le acquisizioni del 08/05/2007
2.c) Le acquisizioni del 09/05/2007
3) Altri contatti, ancorché indiretti, affqenti il rapporto con
l'Assessore RANDI Eugenio
3.a) Le acquisizioni del 11/04/2007
3.b) Le acquisizioni del 27/04/2007
3 .C) Le acquisizioni del 28/04/2007
3.d) Le acquisizioni del 02/05/2007
3.e) Le acquisizioni del 14/05/2007
3 .f) Le acquisizioni del 29/06/2007
3.g) Le acquisizioni del 03/07/2007
3.h) Le acquisizioni del 06/09/2007
4) Altri contatti afferenti il rapporto con il Consigliere
LOMBARDO Giovanni, inteso Giampiero
4.a) Le acquisizioni del 16/05/2007
3.9.8 I rapporti con il Vigile Urbano CORSINO Antonio
1) I controlli di polizia degli impianti pubblicitari - m a i
scherno- installati in Piazza Mondello e in via Lanza di
Scalea
l .a) Le acquisizioni del 27/04/2007
l .b) Le acquisizioni del 30/04/2007
l .d) Le acquisizioni del 08/05/2007
l .e) Le acquisizioni del 10/05/2007
l .f) Le acquisizioni del 22/05/2007
l .g) Le acquisizioni del 14/06/2007
l .h) Le acquisizioni del 19/02/2008
l .i) Le acquisizioni del 21 e 22/02/2008
1 .l) Le acquisizioni del 25/02/2008
l .m) Le acquisizioni del 10/03/2008
l .n) Le acquisizioni del 11/03/2008
3.9.9 L'amministrazione dei beni occulti riconducibili alla famiglia
GUASTELLA: il posteggio di via Danimarca

3.10 IL RUOLO DI SGROI ROSA E DI TRAPANI GIUSEPPINA.


3.10.1 I1 ruolo delle donne nella consegna del pizzino scritto
dall'allora latitante LO PICCOLO Salvatore alla loro congiunta
DI TRAPANI Mariangela.
1) Le acquisizioni del 16/03/2007
2) Le acquisizioni del 1410112006
3.10.2 I1 recapito del denaro alle famiglie dei detenuti operato dalla
DI TRAPANI Mariangela: le corresponsabilità di DI TRAPANI
Giuseppina e di SGROI Rosa. I1 presunto mancato recapito del
denaro spettante a DI PACE Francesco
1) Le acquisizioni del 10/02/2007
2) Le acquisizioni del 11/02/2007
3) Le acquisizioni del 14/02/2007
4) Le acquisizioni del 24/02/2007
5) Le acquisizioni del 08/03/2007
3.10.3 I profili penalmente rilevanti emersi a carico di DI TRAPANI
Giuseppina che, in luogo del marito DI TRAPANI Giuseppe,
diviene prestanome di MADONIA Salvatore

3.1 1 IL RUOLO DI COTTONE CARLA.


3.11.1 I1 colloquio carcerario del 07/09/2005 con il cognato
MADONIA A n t 0 ~ n 0
SUI RAPPORTI ESISTENTI tra DI TRAPANI
MARIANGELA e ALTRI APPARTENENTI ALLA
ASSOCIAZIONE MAFIOSA "COSA NOSTRA"

4.1 IL PIZZINO SCRITTO DALL'ALLORA LATITANTE LO PICCOLO


SALVATORE
4.1.1 Le acquisizioni del 16/03/2007
4.1.2 Le acquisizioni del 23/03/2007
4.1.3 Le acquisizioni del 26/04/2007

4.2 IL RUOLO DI CINA' ANTONINO


4.2.1 . Breve biografia criminale di CINA' Antonino
4.2.2 Gli elementi penalmente rilevanti
1) Le acquisizioni del 07/09/2005
2) Le acquisizioni del 06/04/2006
3) Le acquisizioni del 26/04/2006
4) Le acquisizioni del 04/05/2006
5) Le acquisizioni del 20/05/2006
6) Le acquisizioni del 25/05/2006 - DI TRAPANI
Mariangela e l'anziana GELARDI Emanuela vanno alla
ricerca di CINA' Antonino
7) Le acquisizioni del 29/05/2006
8) Le acquisizioni del 03/06/2006
9) Le acquisizioni del 06/06/2006
10) Le acquisizioni del 10/06/2006 - DI TRAPANI
Mariangela e GELARDI Emanuela incontrano CINA'
Antonino e GRAZIANO Vincenzo
11) Le acquisizioni del 15/06/2006
12) Le acquisizioni del 19/06/2006 - I1 2' incontro di DI
TRAPANI Mariangela con CINA' Antonino.
13) Le acquisizioni del 20/06/2006 - CINA' Antonino viene
sottoposto a f m o di p.g. nell'ambito dell'operazione
Gotha.
14) Le acquisizioni del 25/06/2006 - Lo scritto di
MADONIA Antonino con il riferimento all'indagine
"Gotha".
15) Le acquisizioni del 16/08/2006

4.3 IL RUOLO DI GENOVA SALVATORE


4.3.1 Breve biografia criminale di GENOVA Salvatore
4.3.2 L'identificazione
1) Le acquisizioni del 09/03/2006
2) Le acquisizioni del 17/06/2006
3) Le acquisizioni del 1411012006
4) Le dichiarazioni del collaboratore di giustizia NUCCIO
Antonino. l

5) Le acquisizioni del 10/08/2005

C\k 49
4.3.3 I1 ruolo di GENOVA Salvatore nell'omicidio di BONANNO
Giovanni.
4.3.4 La presentazione di GENOVA Salvatore al cospetto dei
MADONIA.
4.3 -5 I1 rapporto GENOVA - LO PICCOLO
4.3.6 La richiesta avanzata dal MADONIA Salvatore al LO
PICCOLO intesa a far "lavorare" GRAZIANO Vincenzo.
4.3.7 . La collaborazione tra GENOVA Salvatore e GRAZIANO
Vincenzo nella reggenza del mandamento di Resuttana.
4.3.8 La morte di MADONIA Francesco - L'organizzazione dei
funerali
1) Le acquisizioni del 09/03/2007
2) Le acquisizioni del 23/03/2007
3) Le acquisizioni del 26/04/2007
4.3.9 I1 ruolo del GENOVA dopo l'arresto dei LO PICCOLO

4.4 IL RUOLO DI GRAZIANO VINCENZO


4.4.1 Breve biografia criminale di GRAZIANO Vincenzo
4.4.2 La decrittazione del linguaggio. Le modalità di identificazione
di GRAZIANO Vincenzo.
4.4.3 Le acquisizioni investigative: l'attualità dei legami tra
GRAZIANO Vincenzo e la famiglia MADONIA.
1) Le acquisizioni del 07/09/2006
2) Le acquisizioni del 0911012006
3) Le acquisizioni del 1011012006
4) Le acquisizioni del 0811112006
4.4.4 L'inizio della collaborazione tra GRAZIANO Vincenzo ed il
nuovo reggente del mandamento mafioso di Resuttana,
GENOVA Salvatore
1) Le acquisizioni del 1 110112007
2) Le acquisizioni del 1911212006
3) Le acquisizioni del 10/05/2007
4) Le acquisizioni del 0711112006
4.4.5 Le fiequentazioni di GRAZIANO Vincenzo con altri soggetti
gravitanti nell'associazione mafiosa.
1) Le acquisizioni del 16/10/2006 - L'incontro con
ROMANO Angelo e D'AMBROGIO Michele
2) Le acquisizioni del 16/02/2007
3) Le acquisizioni del 20/02/2007 - L'incontro con il
narcotrafficante FIDANZATI Gaetano.
4) I contatti con DI MAI0 Girolamo.
4.a) Le acquisizioni del 16/04/2007
4.b) Le acquisizioni del 22/05/2007
4.c) Le acquisizioni del 06/06/2007
4.d) Le acquisizioni del 0511012007
4.e) Le acquisizioni del 2611112007
4.4.6 I1 ruolo svolto da GRAZIANO Vincenzo per conto dei
componenti delle famiglie MADONIA - DI TRAPANI
1
1) Gli incontri con DI TRAPANI Mariangela finalizzati alla
trasmissione di comunicazioni dei carcerati e alla
consegna di denaro per il tramite di GENOVA Salvatore
l .a) Le acquisizioni del 06/04/2006
l .b) Le acquisizioni del 15/06/2006
l .C) Le acquisizioni del 10/06/2006
l .d) Le acquisizioni del 11/06/2006
l .e) Le acquisizioni del 19/06/2006
l .f) Le acquisizioni del 07/06/2007
2) Gli incontri al negozio CASAGIO' messo a disposizione
dalla famiglia LO VERDE.
2.a) L'incontro del 29/05/2006
2.b) Le acquisizioni del 0611 112006
2.c) L'incontrodel14/11/2006
2.d) Le acquisizioni del 3 111212006
2.e) L'incontro del 0410 112007
2.0 Le acquisizioni del 1 110112007
2.g) L'incontro del 22/05/2007
2.h) L'incontro del 26/07/2007
2.i) Le acquisizioni del 04/09/2007
2.1) Le acquisizioni del 0511012007
2.m) Le acquisizioni del 0911012007
2.n) Le acquisizioni del 04/12/2007
3) La consegna di denaro ai MADONIA, provento della
gestione del loro patrimonio occulto.
3.a) Le acquisizioni del 16/08/2006
3.b) Le acquisizioni del 07/09/2006
3 .C) Le acquisizioni del 08/06/2006
4) L'identificazione del ragioniere in GRECO Orazio

5) Gli incontri tra MADONIA Aldo e GRECO Orazio alias


"il ragioniere"
5.a) Le acquisizioni del 15/05/2007 - GRAZIANO
Vincenzo, per il tramite di GRECO Orazio, fa
avere il denaro a MADONIA Aldo.
6) I1 ruolo storico di prestanome svolto dai fratelli
GRAZIANO per conto della famiglia MADONIA
6.a) La compravendita di un immobile adibito a
falegnameria di pertinenza di MADONIA
Salvatore
7) I progetti imprenditoriali del GRAZIANO Vincenzo per
conto dei MADONIA. La vicenda relativa ad un terreno
edificabile in località "Addaura" di Palermo. GRAZIANO
Vincenzo chiede ed ottiene l'intervento autoritario di
MADONIA Salvatore in suo favore
4.6 IL RUOLO DI DI MA10 GIROLAMO
4.6.1 L'appartamento di D1 TRAPANI Francesco
1) Le acquisizioni del 10/08/2005
2) Le acquisizioni del 17/09/2005
3) Le acquisizioni del 08/10/2005
4) Le acquisizioni del 1411012006
5) Le acquisizioni del 0811112006
6) Le acquisizioni del 1911112006 e 2611112006
7) Le acquisizioni del l 411212006
8) Le acquisizioni del 20/01/2007
9) Le acquisizioni del 06/09/2007
10) Le acquisizioni del 0411012007
4.6.2 I contatti con GRAZIANO Vincenzo

4.7 IL RUOLO DEI FRATELLI LO CICERO GIOVANNI E LO CICERO


SALVATORE
4.7.1 La famiglia LO CICERO - Introduzione e cenni storici.
4.7.2 L'attualizzazione dei legami: le prime fkquentazioni presso la
macelleria di LA BARBERA Rosario.
4.7.3 Le prime telefonate dal carcere di MADONIA Giuseppe e
l'"anemia del bambino".
4.7.4 Le emergenze del 21 e 22/09/2006
4.7.5 11 colloquio carcerario di MADONIA Salvatore del 14/12/2006
4.7.6 Le ulteriori telefonate del detenuto MADONIA Giuseppe
1) La telefonata del 1711112006
2) La telefonata del 2711212006
3) La telefonata del 27/01/2007
4) La telefonata del 30101I2007
5) La telefonata del 17/02/2007
6) La telefonata del 06/03/2007
4.7.7 Le acquisizioni del 14/04/2007
4.7.8 11 colloquio carcerario di MADONIA Salvatore del 26/04/2007
4.7.9 Gli altri colloqui carcerari

4.8 IL RUOLO DI FONTANA STEFANO E DEL FIGLIO FONTANA


GAETANO
4.8.1 La famiglia FONTANA
4.8.2 I1 pentimento di FONTANA Angelo. Le prime acquisizioni sui
FONTANA
4.8.3 FONTANA Stefano e l'estorsione ad ARIOLO Sergio.
4.8.4 FONTANA Stefano - Il controllo del territorio
dell' Acquasanta.
4.8.5 I rapporti tra la famiglia FONTANA e MADONIA Salvatore.
4.8.6 I1 tentativo di intervento sul collaboratore di giustizia
FAVALORO Marco
4.8.7 La posizione di FONTANA Stefano dopo la cattura di LO
PICCOLO Salvatore
4.9 IL RUOLO DI GIULIVO SALVATORE
4.9.1 La situazione nella famiglia mafiosa dell' Acquasanta. .
4.9.2 La visita di GIULIVO Salvatore a casa MADONIA.

4.10 IL RUOLO DI SGADARI VINCENZO


4.10.1 Gli elementi penalmente rilevanti.

4.11 IL RUOLO DI PEDONE ROSARIO


4.11.1 I rapporti con le famiglie MADONIA - DI TRAPANI.

4.12 IL RUOLO DI GENOVA BARTOLO


4.12.1 Le acquisizioni del 11/02/2008
4.12.2 Le acquisizioni del 12/02/2008
4.12.3 Le acquisizioni del 13/02/2008
4.12.4 Le acquisizioni del 27/02/2008 e 31/03/2008
4.12.5 Le acquisizioni del 08/04/2008
4.12.6 Le acquisizioni del 21/04/2008
4.12.7 Le acquisizioni del 08/05/2008
4.12.7 I1 percorso logico-deduttivo che ha consentito l'identificazione
della "nipote di Santina" in GENOVA Bartolo.

l Sui FAVOREGGIATORI della FAMIGLIA MADONIA

5.1 LA FAMIGLIA LO VERDE. IL RUOLO DI LO VERDE


MASSIMILIANO
5.1 .l La partecipazione di LO VERDE Massimiliano alle attività di
.,. - cosa nostra. Le relazioni tra GRAZIANO Vincenzo e la
famiglia MADONIA.
1) Le acquisizioni del 07/06/2007
2) Le acquisizioni del 29/05/2006
3) Le acquisizioni del 08/06/2006
4) Le acquisizioni del 07/08/2006
5) Le acquisizioni del 08/08/2006
6) Le acquisizioni del 0611 112006
7) Le acquisizioni del 1311112006
8) Le acquisizioni del 1411112006
9) Le acquisizioni del 04/01/2007
10) Le acquisizioni del 22/05/2007
11) Le acquisizioni del 06/06/2007
12) Le acquisizioni del 26/07/2007
13) Le acquisizioni del 01/09/2007
14) Le acquisizioni del 04/09/2007
15) Le acquisizioni del 08/09/2007
16) Le acquisizioni del 0511012007 f
17) Le acquisizioni del 0911012007
AL-
18) Le acquisizioni del 0411212007
5.1.2 La partecipazione di LO VERDE Massimiliano alle attività di
cosa nostra. I1 pizzino scritto dal latitante LO PICCOLO
Salvatore
1) Le acquisizioni del 16/03/2007 - La lettura in macchina
del pizzino scritto dal LO PICCOLO
5.1.3 La funzione di prestanome della famiglia LO VERDE e di LO
VERDE Massimiliano
5.1.4 LO VERDE Massimiliano ed il terreno di contrada San
Giovami di Cinisi

5.2 IL RUOLO DI ARIOLO SERGIO


5.2.1 I1 centro sportivo Strasburgo
1) Le acquisizioni del 11/02/2006
2) Le acquisizioni del 13/12/2006 - La telefonata di DI
TRAPANI Mariangela ai centro sportivo
3) L e acquisizioni del 17/06/2006
4) Le acquisizioni del 0511012006
5) Le acquisizioni del 1411012006
6) Le acquisizioni del 14/12/2006
7) Le acquisizioni del 11/0112007
8) Le acquisizioni del 2010 112007
9) Le acquisizioni del 10/05/2007
5.2.2 I progetti imprenditoriali condivisi da MADONIA Salvatore: il
bar all'intemo dell'azienda ospedaliera Villa Sofia
1) Le acquisizioni del 08/03/2007
2) Le acquisizioni del 02/08/2007
5.2.3 Ulteriori progetti imprenditoriali condivisi da MADONIA
Salvatore e da DI TRAPANI Nicolò
1) Le acquisizioni del 08/02/2007
2) Le acquisizioni del 10/05/2007
3) Le acquisizioni del' 21/07/2007
4) Le acquisizioni del 06/09/2007
5.2.4 La villa al mare di DI TRAPANI Francesco
1) Le acquisizioni del 04/05/2006
2) Le acquisizioni del 08/06/2006
3) Le acquisizioni del 17/06/2006
4) Le acquisizioni del 06/07/2006
5) L e scqiiisizioni del 10/08/2006
6) Le acquisizioni del 0511012006
7) Le acquisizioni del 11/01I2007
8) Le acquisizioni del 08/02/2007
9) Le acquisizioni del 10/05/2007
10) Le acquisizioni del 07/06/2007
1 1) Le acquisizioni del 05/07/2007
12) Le acquisizioni del 21/07/2007
13) Le acquisizioni del 02/08/2007
5.2.5 L'incontro con GENOVA Salvatore, reggente del mandamento
di Resuttana I
IL RUOLO DI MILIA ROSARIA
5.3.1 I1 rapporto sentimentale/epistolare con MADONIA Antonino. I
dissidi familiari tra DI TRAPANI Mariangela ed i coniugi
MADONIA Aldo e COTTONE Carla
1) Le acquisizioni del 06/04/2006
2) Le acquisizioni del 26/04/2006
3) Le acquisizioni del 11/05/2006
4) Le acquisizioni del 04/06/2006
5) Le acquisizioni del 05/06/2006
6) Le acquisizioni del 06/06/2006
7) Le acquisizioni del 08/06/2006
8) Le acquisizioni del 1 1/06/2006
9) Le acquisizioni del 13/06/2006
10) Le acquisizioni del 14/06/2006
1 1) Le acquisizioni del 15/06/2006
12) Le acquisizioni del 06/07/2006
13) Le acquisizioni del 27/07/2006
14) Le acquisizioni del 28/07/2006
l 5) Le acquisizioni del 03/08/2006
16) Le acquisizioni del 13/0/2006
17) Le acquisizioni del 16/08/2006
18) Le acquisizioni del 0811 112006
5.3.2 11 ruolo di vettore comunicativo svolto da MILIA Rosaria.
L'aiuto fornito dall'Awocato RESTIVO. I contatti con il
mafioso CINA' Antonino
1) Le acquisizioni del 26/04/2006
2) Le acquisizioni del 27/05/2006
3) Le acquisizioni del 03/06/2006
4) Le acquisizioni del 18/07/2006
5) Le acquisizioni del 20/11/2006
6) Le acquisizioni del 13/08/2006
7) Le acquisizioni del 11/09/2006

IL RUOLO DELL'AWOCATO RESTIVO GIOVANNI


5.4.1 Le acquisizioni del 18/07/2006
5.4.2 Le acquisizioni del 20/11/2006
5.4.3 Le acquisizioni del 11/09/2006

IL RUOLO DI BASILE ANNA


5.5.1 Le acquisizioni del 21 /09/2006
5.5.2 Le acquisizioni del 22/09/2006
5.5.3 Le acquisizioni del 13/05/2008
SUL PATRIMONIO OCCULTO

6.1 IL BAR SOFIA


6.1.1 Le acquisizioni del 21/09/2006
6.1.2 Le acquisizioni del 26/03/2006
6.1.3 Le acquisizioni del 01/O412006
6.1.4 Le acquisizioni del 03/04/2006
6.1.5 Le acquisizioni del 06/04/2006
6.1.6 Le acquisizioni del 2110412006
6.1.7 Le acquisizioni del 04/05/2006
6.1.8 Le acquisizioni del 06/06/2006
6.1.9 Le acquisizioni del 07/06/2006
6.1.10 Le acquisizioni del 04/07/2006
6.1.11 Le acquisizioni del 13/07/2006
6.1.12 Le acquisizioni del 02/08/2006
6.1.13 Le acquisizioni del 07/08/2006
6.1.14 Le acquisizioni del 09/08/2006
6.1.15 Le acquisizioni del 02/09/2006
6.1.16 Le acquisizioni del 09/09/2006
6.1.17 Le acquisizioni del 16/09/2006
6.1.18 Le acquisizioni del 19/09/2006
6.1.19 Le acquisizioni del 20/09/2006
6.1 -20 Le acquisizioni del 22/09/2006
6.1.21 Le acquisizioni del 25/09/2006
6.1.22 Le acquisizioni del 3010912006
6.1.23 Le acquisizioni del 0111012006
6.1.24 Le acquisizioni del 0211012006
6.1.25 Le acquisizioni del 0511012006
6.1.26 Le acquisizioni del 05/10/2006 - La lettera di MADONIA
Salvatore - L'investitura ufficiale di ARIOLO Sergio da parte
del mafioso
6.1.27 Le acquisizioni del 0711012006
6.1.28 Le acquisizioni del 1211012006
6.1.29 Le acquisizioni del 1411012006
6.1.30 Le acquisizioni del 2211012006
6.1.3 1 Le acquisizioni del 2411012006
6.1.32 Le acquisizioni del 2911012006
6.1.33 Le acquisizioni del 3011012006
6.1 -34 Le acquisizioni del 30 e 3 1/10/2006- La telefonata di AIELLO
Giovanna e l'incontro con DI TRAPANI Mariangela
6.1.35 Le acquisizioni del 0811 112006
6.1.36 Le acquisizioni del 1011112006
6.1.37 Le acquisizioni del 1911 112006
6.1.38 Le acquisizioni del 2611112006
6.1.39 Le acquisizioni del 2811112006
6.1.40 Le acquisizioni del 1411212006
6.1.41 Le acquisizioni del 18/12/2006 - L a seconda discussione con
AIELLO Giovanna
Le acquisizioni del 1911212006
Le acquisizioni del 2011212006
Le acquisizioni del 26/12/2006
Le acquisizioni del 31/l 212006
Le acquisizioni del 01l0112007
Le acquisizioni del 0210112007
Le acquisizioni del 0410 112007
Le acquisizioni del 1010112007- L'incontro serale tra ARIOLO
Sergio, LO VERDE Massimiliano e PIZZO Pietro
Le acquisizioni del 11/01/2007 - La conferma dell'incontro
serale del giorno precedente tra ARIOLO Sergio, LO VERDE
Massimiliano e PIZZO Pietro
Le acquisizioni del 2010112007
Le acquisizioni del 2210112007
Le acquisizioni del 2310112007
Le acquisizioni del 26/01/2007
Le acquisizioni del 28/01/2007
Le acquisizioni del 08/02/2007
Le acquisizioni del 20/02/2007
Le acquisizioni del 22/02/2007
Le acquisizioni del 06/03/2007 - La riunione
Le acquisizioni del 08/03/2007
Le acquisizioni del 01/03/2007 e 14/03/2007 - La lettera scritta
da PIZZO Pietro al cugino DI TRAPANI Nicolo'
Le acquisizioni del 15/03/2007
Le acquisizioni del 26/04/2007
Le acquisizioni del 10/05/2007
Le acquisizioni del 13/05/2007
Le acquisizioni del 16/05/2007
Le acquisizioni del 06/06/2007
Le acquisizioni del 07/06/2007
Le acquisizioni del 17/07/2007
Le acquisizioni del 02/08/2007
Le acquisizioni del 06/09/2007
Le acquisizioni del 1311212007
Le acquisizioni del 1010112008
Le acquisizioni del 07/02/2008
Le dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia NUCCIO
Antonio in data 2811112007

6.2 IL DISTRIBUTORE DI BENZINA


6.2.1 Le acquisizioni del 02/08/2007
6.2.2 Le risultanze investigative
1) Gli accertamenti alla camera di commercio
2) Gli accertamenti alla agenzia del territorio
6.2.3 Le dichiarazioni del collaboratore di giustizia DI NATALE
Giusto
6.3 IL RUOLO DI PRESTANOME DI DI TRAPANI AMALIA
6.3.1 I1 decreto di applicazione della misura di prevenzione a carico
di MADONIA Antonino numero 108190 RMP Sezione misure
di prevenzione - emesso dal Tribunale di Palermo il
08/04/1994
6.3.2 La villa al17Addauradi MADONIA Antonino
6.3.3 L'individuazione dell'immobile

6.4 IL RUOLO DI PRESTANOME DI MADONIA DOMENICO, DETTO


GUIDO.
6.4.1 L'identificazione
1) Le acquisizioni del 05/03/2007
2) Le acquisizioni del 2011 112007
6.4.2 Le acquisizioni investigative
1) Le acquisizioni del 26/04/2006
2) Le acquisizioni del 04/05/2007
6.4.3 La casa della Zia Giovannina
1) Le acquisizioni del 26/04/2006
2) L'individuazione dell'imrnobile

6.5 IL RUOLO DI PRESTANOME DEL DEFUNTO GELARDI MARIO E


DELLA MOGLIE PRESTIGIACOMO ROSA
6.5.1 Le acquisizioni del 14/04/2006
6.5.2 Le acquisizioni del 26/04/2006
6.5.3 Le acquisizioni del 31/05/2006
6.5.4 Le acquisizioni del 01/06/2006
6.5.5 Le acquisizioni del 07/06/2006
6.5.6 Le acquisizioni del 15/06/2006
6.5.7 Le acquisizioni del 23/06/2006
6.5.8 Le acquisizioni del 29/06/2006
6.5.9 Le acquisizioni del 27/07/2006
6.5.10 Le acquisizioni del 07/08/2006
6.5.1 1 Le acquisizioni del 17/08/2006
6.5.12 Le acquisizioni del 04/09/2006
6.5.1 3 Le acquisizioni del 0311012006
6.5.14 Le acquisizioni del 0111 112006
6.5.15 Le acquisizioni del 0811 112006
6.5.16 Le acquisizioni del 2911 112006
6.5.17 Le acquisizioni del 02/0112007
6.5.1 8 Le acquisizioni del 28/02/2007
6.5.19 Le acquisizioni del 01/03/2007
6.5.20 Le acquisizioni del 02/03/2007
6.5.21 Le acquisizioni del 03/03/2007
6.5.22 Le acquisizioni del 06/03/2007
6.5.23 Le acquisizioni del 29/03/2007
6.5.24 Le acquisizioni del 30/08/2007
6.5.25 L' individuazione del magazzino
6.6 IL RUOLO DI PRESTANOME DI SGROI VINCENZO
6.6.1 Le acquisizioni del 08/02/2006
6.6.2 Le acquisizioni del 10/05/2007
6.6.3 L'identificazione dello zio Popò
6.6.4 L'individuazione della casa dello zio Popò

6.7 IL RUOLO DI PRESTANOME DI MADONIA MARIO


6.7.1 Le acquisizioni del 21/05/2006
6.7.2 Le acquisizioni del 03/08/2006
6.7.3 Le acquisizioni del 1411012006
6.7.4 L'individuazione del terreno gestito da MADONIA Mario

6.8 IL RUOLO DI PRESTANOME DEL NUCLEO FAMILIARE FACENTE


CAPO A D'ARPA VINCENZO. LA POSIZIONE DEI FRATELLI LENA
FRANCESCO E LENA ALDO.
6.8.1 Le acquisizioni investigative e l'identificazione
1) Le acquisizioni del 06/04/2006
2) Le acquisizioni del 14/04/2006
3) Le acquisizioni del 04/05/2006
4) Le acquisizioni del 17/10/2006
5) Le acquisizioni del 08/11/2006
6.8.2 I1 mancato perfezionamento del progetto dei MADONIA: la
risposta fornita dal D'ARPA Mario
6.8.3 L'incontro con il costnittore SBEGLIA
6.8.4 I1 terreno dove sarebbe dovuto sorgere il supermercato
6.8.5 L'appartamento detenuto dall'Architetto LENA per conto dei
MADONIA
6.8.6 La specifica M o n e di prestanome svolta dalla famiglia
D'ARPA in favore del nucleo familiare facente capo al
MADONIA Salvatore
1) Le acquisizioni del 2311 112006
2) Le acquisizioni del 2611 112006
3) Le acquisizioni del 3011112006
4) Le acquisizioni del 1411212006
5) Le acquisizioni del 27/12/2006
6) Le acquisizioni del 11/01/2007
7) Le acquisizioni del 16/04/2007
8) Le acquisizioni del 26/04/2007
9) Le acquisizioni del 07/06/2007
10) Le acquisizioni del 05/07/2007
1 1) Le acquisizioni del 12/07/2007
1 2) Le acquisizioni del 10/08/2007
13) Le acquisizioni del 21/08/2007
13-bis) Le acquisizioni del 26/08/2007
14) Le acquisizioni del 02/09/2007
15) Le acquisizioni del 06/09/2007
16) Le acquisizioni del 10/09/2007
17) Le acquisizioni del 16/09/2007
18) Le acquisizioni del 2110912007
19) Le acquisizioni del 24/09/2007
20) Le acquisizioni del 25/09/2007
2 1) Le acquisizioni del 30/09/2007
22) Le acquisizioni del 04/10/2007
23) Le acquisizioni del 16/10/2007
24) Le acquisizioni del 24/10/2007
25) Le acquisizioni del 0811 1/2007
6.8.7 L'esatta individuazione dei beni detenuti dai D'ARPA, oggetto di
rivendicazione da parte del MADONIA Salvatore
6.8.8 La destinazione dei beni all'indomani della morte di D'ARPA
Vincenzo (cl. 1931)

6.9 IL RUOLO DI PRESTANOME DI DI TRAPANI NICOLA, JNTESO


'U NIWRO
6.9.1 L'identificazione di DI TRAPANI Nicola ed i legami con i
MADONIAfDITRAPANI
1) Le acquisizioni del 1411212006
2) Le acquisizioni del 20/01/2007
3) Le acquisizioni del 24/02/2007
6.9.2 I beni riconducibili a DI TRAPANI Francesco

6.10 IL RUOLO DI PRESTANOME DI DI GESARO LUCIA


6.10.1 Le acquisizioni del 17/06/2006
6.10.2 Le acquisizioni del 24/02/2007
6.10.3 L'immobile di Pippo l'americano.
1) L'identificazione di Pippo l'americano
. .- . .. . .
, - 6.11 LA FALEGNAMERIA
6.1 1.1 Le acquisizioni del 17/06/2006
6.11.2 Le acquisizioni del 16/12/2006
6.1 1.3 Le acquisizioni del 20/01/2007
6.1 1.4 Le acquisizioni del 23/02/2007
6.1 1.5 Le acquisizioni del 24/02/2007
6.1 1.6 Le acquisizioni del 17/03/2007
6.1 1.7 La vendita di due immobili da parte delle sorelle FANUELE

6.1 2 GLI IMMOBILI DI PIAZZETTA DEGLI ALPINI NR. 9


6.12.1 Le acquisizioni del 07/06/2006
6.12.2 Le acquisizioni del 13/06/2006
6.12.3 Le acquisizioni del 27/06/2006
6.12.4 Le acquisizioni del 28/06/2006
6.12.5 Le acquisizioni del 29/06/2006
6.12.6 Le acquisizioni del 13/07/2006
6.12.7 Le acquisizioni del 17/07/2006
6.12.8 Le dichiarazioni del collaboratore di giustizia DI NATALE
Giusto del 15/07/1999

60
6.12.9 Le dichiarazioni del collaboratore di giustizia DI NATALE
Giusto del 17/04/2002

6.13 LA VENDITA ALL'INCANTO DEL 06/02/2007


6.13.1 11 fallimento della SICED srl di DI TRAPANI Nicolò
6.13.2 11 recupero del beni alienati
6.13.3 La fase organizzativa: la richiesta del "prestito" avanzata al
latitante LO PICCOLO Salvatore e l'apporto economico garantito
dalla famiglia LO VERDE e dagli zii SGROI Vincenzo e DI
TRAPANI Michele
1) Le acquisizioni del 14/12/2006
2) Le acquisizioni del 2011212006
3) Le acquisizioni del 20/01/2007
4) Le acquisizioni del 24/01/2007
5) Le acquisizioni del 28/01/2007
6) Le acquisizioni del 01/02/2007
7) Le acquisizioni del 24/02/2007
6.13.4 Lo svolgimento dell'asta
1) Le acquisizioni del 05/02/2007
2) Le acquisizioni del 06/02/2007
6.13.5 L'aggiudicazione del lotto nr. 3 a LO VERDE Massimiliano.
1) Le acquisizioni del 08/02/2007
2) Le acquisizioni del 24/02/2007
3) Le acquisizioni del 08/03/2007
6.13.6 L'aggiudicazione del lotto nr. 4 a DI TRAPANI Michele e la
mancata definizione della compravendita. L'intervento risolutore
di PIZZO Pietro
1) Le acquisizioni del 08/02/2007
2) Le acquisizioni del 24/02/2007
3) Le acquisizioni del 08/03/2007
4) Le acquisizioni del 26/04/2007
5) Le acquisizioni del 01/05/2007
6.13.7 L'aggiudicazione del lotto nr. 6 a SGROI Vincenzo; il recupero
della "casa della mamma" (SGROI Rosa)
1) Le acquisizioni del 24/02/2007
6.13.8 L'aggiudicazione dei lotti nr. 1, 2 e 5. L'ombra di LO PICCOLO
Salvatore dietro la partecipazione di PPATI Filippo e
CASTELLI Salvatore
1) Le acquisizioni del 07/02/2007
2) Le acquisizioni del 08/02/2007
3) Le acquisizioni del 14/02/2007
4) Le acquisizioni del 24/02/2007
5) Le acquisizioni del 08/03/2007
6) Le acquisizioni del 16/03/2007
7) Le acquisizioni del 26/04/2007

6.14 IL RUOLO DI PRESTANOME DI CASCINO EMANUELE: LA CASA


DI "CASCINIEDDU"
6.14.1 Le acquisizioni investigative
6.14.2 L'identificazione di Cascinieddu ovvero Nenè CASCINO

6.15 IL RUOLO DI PRESTANOME DI LO PICCOLO FILIPPO: IL


TERRENO DI MADONIA ANTONINO
6.15.1 LO PICCOLO Filippo e la Siciliana Biscotti
1) Le acquisizioni del 2610412006
2) Le acquisizioni del 16/08/2006
3) Le acquisizioni del 17/08/2006
4) Le acquisizioni del 0811112006 - I1 colloquio di
MADONIA Antonino
5) Le acquisizioni del O811112006 - 11 colloquio di
MADONIA Francesco
6) Le acquisizioni del 01I 1212006
6.15.2 Le dichiarazioni del collaboratore di giustizia AVITABILE
Antonino
1) L'interrogatorio del 2610311997
2) L'interrogatorio del 2110211997
6.15.3 Le dichiarazioni del collaboratore di giustizia ONORATO
Francesco
6.15.4 Le dichiarazioni del collaboratore di giustizia RUVOLO
Baldassare
6.15.5 Le acquisizioni del 1411212006
6.15.6 Le acquisizioni del 0811112006
6.15.6 Le acquisizioni del 01I0412008
6.15.7 Le acquisizioni del 29/04/2008
6.15.8 L'individuazione del terreno riconducibile a MADONIA
Antonino

SULLE ATTIVITA INTERCETTATIVE

7. i A ~ T V I TDÀI INTERCE~AZIONETELEFONICA
7.1.1 Intercettazione telefonica dell'utenza cellulare 328165895 10
intestata ed in uso a DI PACE Francesco
7.1.2 Intercettazione telefonica dell'utenza cellulare 33817497942
intestata ed in uso a LIGA Piero
7.1.3 Intercettazione telefonica delle utenze cellulari 33411264085 e
33516482235 intestate ed in uso a SGADARI Vincenzo
7.1.4 Intercettazione telefonica dell'utenza cellulare 34015519859
intestata ed in uso a DI MAGGIO Grazia Maria
7.1.5 Intercettazione telefonica dell'utenza cellulare 33816836940
intestata ed in uso a COSENZA Ruggero
7.1.6 Intercettazione telefonica dell'utenza cellulare 33411463552
intestata ed in uso a DI PACE Francesco
7.1.7 Intercettazione telefonica dell'utenza 09116713865 intestata ed in
uso a COSENZA Ruggero
Intercettazione telefonica delle utenze cellulari 33411264085 e
33516482235 intestate ed in uso a SGADARI Vincenzo
Intercettazione telefonica dell'utenza cellulare 33319215194
intestata ed in uso a DI MAI0 Sergio
Intercettazione telefonica dell'utenza cellulare 33518792634
intestata ed in uso a DI PACE Francesco
Intercettazione telefonica dell'utenza cellulare 34912541160
intestata ed in uso a DI TRAPANI Maria Angela
Intercettazione telefonica dell'utenza 09116887516 in uso a LO
VERDE Massimiliano
Intercettazione telefonica dell'utenza cellulare 34719565209
intestata ed in uso a LO VERDE Massimiliano
Intercettazione telefonica dell'utenza cellulare 38813655000
intestata ed in uso a LO VERDE Massimiliano
Intercettazione telefonica dell'utenza cellulare 39319172272
intestata ed in uso a LO VERDE Massimiliano
Intercettazione telefonica delle utenze cellulari 34715558755 e
34012355321 intestate ed in uso a PIZZO Pietro
Intercettazione telefonica dell'utenza cellulare 34013628636
intestata ed in uso a PIZZO Pietro (Bar Sofia).
Intercettazione telefonica dell'utenza 09116911497 intestata ed in
uso a GELARDI Giacomo Luciano
Intercettazione telefonica dell'utenza cellulare 34715746209
intestata ed in uso a GELARDI Giacomo Luciano.
Intercettazione telefonica dell'utenza cellulare 38910577830
intestata ed in uso a COSENZA Ruggero
Intercettazione telefonica dell'utenza cellulare 33411557746
intestata ed in uso a GELARDI Giacomo Luciano

Intercettazione telefonica dell'utenza 09116373105 intestata ed in


uso a GELARDI Emanuela
Intercettazione telefonica dell'utenza 0911454651 intestata ed in
uso a MADONIA Aldo
Intercettazione telefonica dell'utenza cellulare 32914081170
intestata ed in uso a MADONIA Aldo
Intercettazione telefonica dell'utenza 0911547394 intestata ed in
uso a GRAZIANO Vincenzo
Intercettazione telefonica dell'utenza cellulare 34716275152
intestata ed in uso a DI TRAPANI Maria Angela
Intercettazione telefonica dell'utenza cellulare 32811099375
intestata ed in uso a GRAZIANO Vincenzo
Intercettazione telefonica dell'utenza cellulare 33412306079
intestata ed in uso a GELARDI Emanuela
Intercettazione telefonica dell'utenza cellulare 39319302802
intestata ed in uso ad ARIOLO Sergio
Intercettazione telefonica dell'utenza cellulare 33518792364
intestata ed in uso a DI PACE Francesco
Intercettazione telefonica delle utenze cellulari 32812856536,
32911182296 e 32913350875 intestate a BOCCHINI Raffaele.
Intercettazione telefonica dell'utenza cellulare 33114738359
intestata ed in uso a DI PACE Francesco
Intercettazione telefonica dell'utenza cellulare 32014761028
intestata ed in uso a DI PACE Francesco
Intercettazione telefonica dell'utenza cellulare 3601654179
intestata ed in uso a GENOVA Santa
Intercettazione telefonica dell'utenza 09118934039 intestata ed in
uso a DI PACE Francesco
Intercettazione del traffico dati in entrata ed in uscita
dall'indirizzo ernail feldene@alice.it intestato ed in uso a
MADONIA Aldo
Intercettazione telefonica dell'utenza cellulare 33518792364
intestata ed in uso a DI PACE Francesco
Intercettazione telefonica dell'utenza cellulare 39319543824
intestata ed in uso ad ARIOLO Sergio
Intercettazione telefonica dell'utenza cellulare 33314940837
intestata ed in uso a GRAZIANO Vincenzo
Intercettazione telefonica dell'utenza 09116711274 intestata ed in
uso a DI PACE Francesco
Intercettazione telefonica dell'utenza O9118934039 intestata ed in
uso a DI PACE Francesco
Intercettazione telefonica dell'utenza cellulare 32816589510
intestata ed in uso a DI PACE Francesco
Intercettazione telefonica dell'utenza cellulare 33114738359
intestata ed in uso a DI PACE Francesco
Intercettazione telefonica dell'utenza cellulare 32014761028
intestata ed in uso a DI PACE Francesco
Intercettazione telefonica dell'utenza cellulare 33518792634
intestata ed in uso a DI PACE Francesco
Intercettazione telefonica dell'utenza cellulare 32914081170
intestata ed in uso a MADONIA Aldo
Intercettazione telefonica dell'utenza cellulare 34914052877
intestata ed in uso a MADONIA Aldo
Intercettazione telefonica dell'utenza cellulare 34016711984
intestata ed in uso a GELARDI Emanuela
Intercettazione telefonica dell'utenza 09 l19824955 intestata ed in
uso a DI TRAPANI Maria Angela

7.2 ACQUISIZIONE DI TABULATI TELEFONICI


7.2.1 Tabulato telefonico utenza 33814111226
7.2.2 Tabulato telefonico utenza 33411463552
7.2.3 Tabulato telefonico utenza 09 11517660
7.2.4 Tabulato telefonico utenza 0911545915
7.2.5 Tabulato telefonico utenza O9118699521 e 32816192701
7.2.6 Tabulato telefonico utenza 0911545915
7.2.7 Tabulato telefonico utenza 32914673339
7.2.8 Tabulato telefonico utenza 34018058319
7.2.9 Tabulato telefonico utenza 38914297433
7.2.10 Tabulato telefonico utenza 38910557416 e 38919872837
7.2.1 1 Tabulato telefonico utenza O3211462665
7.2.12 Tabulato IMEI nr. 359016001280080 e 356211002550230
7.2.13 Tabulato scheda telefonica prepagata avente numero seriale
00500204267
7.2.14 Tabulato utenza telefonica 09116710292
7.2.15 Tabulato telefonico utenza 0911511680
7.2.16 Tabulato telefonico utenza 09116711274
7.2.17 Tabulato telefonico utenza 0911331073
7.2.18 Tabulato telefonico utenza 09 11516272
7.2.19 Tabulato scheda telefonica prepagata avente numero seriale
06118736791

7.3 ATTNITÀ DI INTERCETTAZIONE DI COMUNICAZIONE TRA


PRESENTI
7.3.1 Intercettazione ambientale in Carcere presso la Casa
Circondariale di SPOLETO
7.3.2 Intercettazione ambientale su autovettura tipo Jeep Cherokee
targata CW988NJ
7.3.3 Intercettazione ambientale in Carcere presso la Casa
Circondariale di PARMA
7.3.4 Intercettazione ambientale su autovettura tipo Mercedes classe A
targata CT504CE
7.3.5 Intercettazione ambientale su autovettura tipo Opel Corsa targata
CC055F
7.3.6 Intercettazione ambientale in Carcere presso la Casa
Circondariale di L'AQUILA
7.3.7 Intercettazione ambientale in Carcere presso la Casa
Circondariale di BIELLA
Intercettazione ambientale in Carcere presso la Casa
Circondariale di NAPOLI - POGGIOREALE
Intercettazione ambientale in Carcere presso la Casa
Circondariale di NOVARA
Intercettazione ambientale su autovettura tipo Citroen C1 targata
DA688LM
Intercettazione ambientale in Carcere presso la Casa
Circondariale di NOVARA
Intercettazione ambientale all'intemo dell'abitazione sita in Via
Cimbali nr. 44 Palermo
Intercettazione ambientale all'intemo dell'abitazione sita in Via
Cardinale Mariano Rampolla nr. 8lf
Intercettazione ambientale all'intemo dei locali delllOspedale 'TI0
Policlinico di Napoli - reparto Dipartimento Assistenziale di
Chirurgia Ortopedica e Traumatologica"
Intercettazione ambientale in Carcere presso la Casa
Circondariale di PALERMO - UCCIARDONE
Intercettazione ambientale in Carcere presso la Casa
Circondariale di VITERBO
Intercettazione ambientale in Carcere presso la Casa
Circondariale di PARMA
Intercettazione ambientale in Carcere presso la Casa
Circondariale di BIELLA
Intercettazione ambientale in Carcere presso la Casa
Circondariale di L'AQUILA
7.3.20 Intercettazione ambientale nel pianerottolo ubicato al 12" piano
della rampa delle scale di accesso all'interno dell'abitazione sita
in Via Cimbali nr. 44 Palermo.
7.3.21 Intercettazione ambientale in Carcere presso la Casa
Circondariale di ROMA - REBIBBIA
7.3.22 Intercettazione ambientale all'interno dell'abitazione sita in Via
Cardinale Mariano Rarnpolla nr. 8/f
7.3.23 Intercettazione ambientale nel pianerottolo ubicato al 12" piano
della rampa delle scale di accesso all'interno dell'abitazione sita
in Via Cimbali nr. 44 Palermo

7.4 ATTIVITÀ DI OSSERVAZIONE CON RIPRESE VIDEO


7.4.1 Attività di osservazione con riprese video presso l'abitazione sita
in Via Cimbali nr. 44 Palermo
7.4.2 Attività di osservazione con riprese video presso l'abitazione sita
in Via San Lorenzo nr. 56 Palermo

7.5 ATTIVITÀ DI ACQUISLZIONE DI CORRISPONDENZA E ISPEZIONE


PACCHI
7.5.1 Attività di acquisizione di corrispondenza e ispezione pacchi
presso la Casa Circondariale di SPOLETO
7.5.2 Attività di acquisizione di corrispondenza e ispezione pacchi
presso la Casa Circondariale di L'AQUILA
7.5.3 Attività di acquisizione di corrispondenza e ispezione pacchi
presso la Casa Circondariale di Napoli Poggioreale e Napoli
Secondigliano
7.5.4 Attività di acquisizione di corrispondenza e ispezione pacchi
presso la Casa Circondariale di Novara e Ascoli Piceno
7.5.5 Attività di acquisizione di comspondenza e ispezione pacchi
presso la Casa Circondariale di Biella e Novara

7.6 ATTIVITÀ DI ACQUISLZIONE DI CONVERSAZIONI TELEFONICHE


(SIA RICEVUTE CHE ORIGINATE) DAI SOGGETTI INDAGATI
SOTTOPOSTI AL REGIME CARCERARIO
7.6.1 Attività di acquisizione di conversazioni telefoniche tra il
detenuto MADONIA Salvatore (detenuto presso la Casa
Circondariale di L'Aquila) ed i propri congiunti
7.6.2 Attività di acquisizione di conversazioni telefoniche tra il
detenuto DI TRAPANI Nicolò (detenuto presso la Casa
Circondariale di Parma) ed i propri congiunti
7.6.3 Attività di acquisizione di conversazioni telefoniche tra il
detenuto MADONIA Giuseppe (detenuto presso la Casa
Circondariale di Biella) ed il fiatello MADONIA Antonino
(detenuto presso la Casa Circondariale di Roma Rebibbia)
A questi elementi probatori, che costituivano il nucleo originario delle attività
di indagine e che determinarono la trasmissione dell'originaria Comunicazione
di Notizia di Reato denominata "Rebus" in data 5 Giugno 2008, devono essere
aggiunte le altre (fonti di) prove allegate al fascicolo degli atti composti dal
Pubblico Ministero nel corso delle ulteriori indagini preliminari:

Decreti di sequestro presso il Comune di Palermo e atti relativi alla


società "Pubblidea e Visioni MAX schermi".
Documentazione sequestrata in vari Assessorati del Comune di
Palermo.
Documentazione sequestrata all'Assessorato Attività Produttive.
Verbali delle vendite immobiliari.
Decreti di acquisizione della comspondenza.
Relazione del Custode Giudiziario dott. Alessandro Scimeca.
Atti della richiesta di incidente probatorio per omicidio di Bonanno
Giovanni.
Copia della relazione medico-legale sul cadavere di Bartolomeo Spatola.
Verbali di arresto di Lo Piccolo Salvatore e Sandro, Franzese Francesco.
Atti di sequestro e acquisizione connessi agli arresti dei predetti e di altri
soggetti individuati quali soggetti in ogni modo connessi a quelli su
citati.
Consulenza grafologica sulla documentazione sequestrata il 5 Novembre
2007.
Atti relativi all'arresto di Provenzano Bernardo.
Atti relativi al Fermo di Catalano Michele + 9 nel proc. n. 10119/07 n.r.
--
$Atti relativi alla convalida di fermo del. 15/1V2007 nel proc. n.
&1 >

101 19/2007 nei confronti di Mangione Vincenzo.


Ordinanza di custodia cautelare in carcere del 29 Luglio 2008 resa nei
confronti di Briguglio Francesco + 16 nel proc. penale n. 10259/2008
n.r.
Ordinanza di custodia cautelare in carcere del 3/12/2007 resa nei
confronti di Catalano Michele nel proc. penale n. 101 19/2007 n.r.
Atti relativi al decreto di fermo del 15/1/2008 reso nei confronti di
Alamia Pietro + 37 nel proc. penale n. 38/2008 n.r.
Ordinanza di custodia cautelare in carcere del 19/1/2008 resa nei
confronti di Alamia Pietro + 37.
Atti relativi al decreto di fermo reso in data 14/3/2008 nei confronti di
Alamia Pietro + 20 nel proc. penale n. 38/2008 n.r.
Atti relativi alla richiesta di convalida di fermo del 18/3/2008 resa nei
confronti di Bonura Vittorio + 7 nel proc. penale n. 38/2008 n.r.
Ordinanza di convalida di fermo del 20/3/2008 resa nei confronti di
Bonura Vittorio + 7 nel proc. penale n. 38/2008 n.r.
Ordinanza di custodia cautelare in carcere resa in data 1/4/2008 nei
confronti di Bonura Vittorio + 8 nel proc. penale n. 3812008 n.r.
Ordinanza di custodia cautelare in carcere resa in data 301612008 nei
confronti di Alamia Pietro + 19 nel proc. penale n. 3812008 n.r.
Ordinanza emanata dal Tribunale del Riesame nei procedimenti n.
3812008 delle notizia di reato; n. 101 1912007 n.r. e 7 15112002 delle
notizie di reato.
Ordinanza di custodia cautelare in carcere resa in data 28/6/2006 nei
confronti di Adamo Andrea + 16 nel proc. penale n. 247412005 n.r.
Ordinanza di custodia cautelare in carcere resa in data 07/6/2007 nei
confronti di Lo Piccolo Salvatore + 4 nel proc. penale n. 547412005 n.r.
Sentenza della Corte d'Appello di Palermo del 51312001 resa nei
confronti di MADONIA ALDO per i processi contrassegnati dai numeri
150711991 n.r. e 698 111990 n.r. divenuta irrevocabile.
Sentenza della Corte d'Appello di Palermo del 71312000 resa nei
confronti di MADONIA ALDO per i processi contrassegnato dal
numero 787 111992 n.r. divenuta irrevocabile.
Sentenza del Tribunale di Palermo del 111211995 resa nei confronti di
MADONIA ALDO per i processi contrassegnato dal numero 787 111992
n.r. divenuta irrevocabile.
Decreti di intercettazione per gli anni 2005, 2006, 2007, 2008 tutti
oggetto di validazione giurisdizionale nell'ambito del procedimento
penale n. 1180812009 delle notizie di reato e stralcio n. 546412005 n.r.
Ordinanza di custodia cautelare in carcere resa alla data del 21/1/2008
nei confronti di Altadonna Lorenzo ed altri.
Sentenza resa in rito abbreviato dal GUP di Palermo in data 211112008
nei confronti di ADAMO ANDREA + 56.
Sentenza resa in rito abbreviato dal GUP di Palermo in data 24/6/2009
nei confronti di DI MAGGIO GASPARE ed altri.
Atti relativi al fermo di indiziati di delitto datato 24 Novembre 2008 e
contestuale sequestro preventivo contenente, inoltre, richiesta di
convalida e Ordinanza di custodia cautelare in carcere.
Atti relativi al fermo convalidato di DI TRAPANI MARIA ANGELA +
4 del 28 Novembre 2008
Ordinanza del GIP di Palermo relativa alla convalida datata 5 Dicembre
2008.
Atti connessi alla richiesta di misura custodiale nei confronti di Corsino
Antonio e ordinanza di rigetto resa dal GIP in data 5 Marzo 2009.
Ordinanza di custodia cautelare in carcere resa nei confronti di Madonia
Salvatore + 4 in data 3 Aprile 2009.
Fascicoli personali dei seguenti imputati: Campo Giancarlo, Corsino
Antonino, Di Maio Girolamo, Di Pace Francesco, DI Trapani Arnalia, Di
Trapani Giuseppina, Di Trapani Maria Angela, Di Trapani Michele, DI
Trapani Nicolò, Gelardi Amanuela, Lo Verde Massimiliano, Madonia
Aldo, Madonia Antonino, Madonia Giuseppe, Madonia Salvatore, Pizzo
Pietro, Prestigiacomo Rosa, Sgadari Vincenzo, Sgroi Rosa, Sgroi
Vincenzo.

NOTA TECNICA sulla VALENZA ACCUSATORIA delle PROVE

È bene chiarire che non tutto il compendio probatorio - proposto dal


Pubblico Ministero con la richiesta di rinvio a giudizio dell'originario
processo - è riferibile direttamente agli odierni imputati.
Gran parte delle fonti probatorie, infatti, disegnano e specificano il
quadro dei fatti ascritti a tutti gli imputati (CORSINO ANTONIO, DI
PACE FRANCESCO, DI TRAPANI AMALIA, DI TRAPANI MICHELE,
DI TRANI MARIANGELA DI TRAPANI NICOLO', GELARDI
AMANUELA, LO VERDE MASSIMILIANO, MADONIA ANTONINO,
MADONIA GIUSEPPE, MADONIA SALVATORE, PIZZO PIETRO,
SGADARI VINCENZO, SGROI VINCENZO) originariamente
compresenti nel processo prima che lo stesso venisse separato per effetto
delle diverse scelte processuali.

Se, da una parte, la scelta di taluni imputati può definirsi "strategica" al


fine di creare una cesura nella ricostruzione del contesto criminoso del
territorio palermitano, tuttavia, questa stessa scelta ha fatto sì che la
_ _ ricostrwione di quei fatti si sia consolidata nell'odierno fascicolo.
Q
In altre parole - se è vero che è ancora tutto da decidere in fase
dibattimentale se ed in quale misura i precedenti coimputati fossero
partecipi dell'associazione mafiosa nel comprensorio territoriale di "San
Lorenzo - Resuttana" - è altrettanto vero che, incidentalmente ed ai fini
dell'odierno giudizio, il Giudice può (e deve) valutare quel compendio
suiia base di elementi accusatori aventi ormai il rilievo di prove per intero
rimesse aiia valutazione interpretativa del Giudice del rito abbreviato.

Prima di trattare nello specifico la disamina di questo materiale


probatorio, sarà o portuno premettere fondamentali concetti in materia
di associazione mafiosa che ormai costituiscono - quale res judicata - il
substrato tecnico-giuridico di ogni sentenza in cui reati di mafia rilevano.
L'ORGANIZZAZIONE MAFIOSA
NEI SUOI ELEMENTI COSTITUTIVI
(lo schema legale dell'associazione e delle relative aggravanti)

È noto che la finalità perseguita dal legislatore con la previsione della


fattispecie incriminatrice di cui all'articolo 416 bis del Codice Penale, sia stata
quella di fornire al giudice uno strumento giuridico che, in un'ottica di
tipizzazione dei comportamenti e delle finalità perseguite dall'organizzazione
criminale mafiosa il più possibile aderente alla realtà socio-criminale di tale
fenomeno delinquenziale, consentisse di perseguirlo in modo più efficace, in
tal modo superando l'inadeguatezza del generico schema normativo della
comune associazione per delinquere (sotto la cui fattispecie le organizzazioni
mafiose avevano troppo spesso goduto, in passato, di ampi margini di
impunità).
Dal punto di vista strutturale l'associazione di tipo mafioso, non diversamente
da quella per delinquere semplice, postula l'esistenza di un vincolo stabile tra
tre o più persone ("pactum sceleris") e di un "minimum" di organizzazione
idonea al raggiungimento degli scopi perseguiti, i quali, mentre alla luce
dell'articolo 416 del Codice Penale sono riduttivamente riconducibili alla
generica finalità di "commettere più delitti", in base all'articolo 416 bis sono
estesi ad una varietà di scopi positivamente tipizzati e posti in relazione a
specifiche modalità attraverso le quali l'associazione si manifesta (Cass. sez. I
n. 5405 de11'11/12/2000 - sez. VI n. 1612 de11'11/01/2000 - sez. I n. 4148 del
30/09/1994 - sez. I n. 2348 del 18/05/1994 - sez. I alle date 13/6/1987 -
29/1/1988).
Ed infatti, in virtù della nuova ed-autonoma figura di reato introdotta dalla
a.
j.

Legge n. 646 del 1982, l'associazione di tipo mafioso viene qualificata come
tale proprio in ragione dei mezzi usati e dei fini perseguiti.
Seguendo lo schema normativo contemplato all'articolo 416 bis del Codice
Penale perchè possa compiutamente ritenersi accertata l'esistenza di un
sodalizio criminoso di stampo mafioso, sarà, dunque, necessario avere la prova
di un accordo criminoso tra almeno tre persone (da cui la natura di reato
necessariamente plurisoggettivo del delitto in oggetto), a carattere generale e
continuativo (da cui la natura di reato permanente), destinato a rimanere in vita
anche dopo la consumazione, prevista solo come eventuale, di singoli fatti
criminosi (c.d. autonomia del delitto "de quo" rispetto ai c.d. reati-fine), volto
al perseguimento delle specifiche finalità previste, in via alternativa, dalla
norma in esame e mediante il sistematico ricorso alla forza di intimidazione del
vincolo associativo e delle condizioni di assoggettamento ed omertà che ne
derivano.
f
I1 carattere permanente del vincolo associativo e dell'apparato strutturale
dell'organizzazione criminale, potenzialmente utilizzabile in un indefinito ed
imprecisato numero di fatti penalmente rilevanti, in vista del perseguimento di
un generico programma delinquenziale (elemento discretivo tra reati
associativi e semplice partecipazione criminosa di cui all'articolo 110 del
Codice Penale), determina per se stesso una lesione di quel precipuo bene
giuridico ravvisabile nell'ordine pubblico, che si identifica nell'assetto
istituzionale vigente sul quale poggia l'ordinata convivenza civile e, pertanto,
giustifica l'intervento punitivo dello Stato indipendentemente dalla
commissione di eventuali reati-fine, da cui la configurazione del delitto di
associazione mafiosa quale reato di pericolo (in tal senso: Cass. Sez. V n.
38412 del 25/06/2003 - Sez. I n. 9859 de11'1/07/1987).
Elemento caratterizzante e specializzante della fattispecie di cui all'art. 4.16 bis
rispetto all'associazione per delinquere semplice, è certamente da ritenersi il
metodo utilizzato dal sodalizio per conseguire le proprie finalità, le quali, pur
potendo essere in taluni casi non penalmente rilevanti (esempio ne sia
l'acquisizione del controllo di attività economiche, di concessioni, di
autorizzazioni ecc.), si convertono in attività illecite proprio per l'adozione di
una metodologia, che la norma incriminatrice di cui all'articolo 416 bis ha
posto come elemento oggettivo della nuova fattispecie penale.
Tale metodo è, quindi, qualificato non tanto in relazione alle finalità perseguite
ma soprattutto in relazione al "modus operandi" dell'organizzazione criminale,
che assurge ad elemento strumentale costitutivo della condotta associativa, ed
è proprio per la maggiore insidiosità, insita nel metodo usato e nella
conseguente maggiore pericolosità che da esso deriva all'ordine pubblico, che
il legislatore ha inteso reprimere, con maggiore efficacia, la forma associativa
8 di stampo mifioso (in tal senso euplurìmìs Cass. VI n. 1612 dell'll~01/2000
- I1 n. 5386 del 10/05/1994).
I1 metodo mafioso, espressamente descritto nel comma I11 dell'art. 416 bis del
Codice Penale si connota, dal lato attivo, nell'utilizzazione della forza di
intimidazione nascente dal vincolo associativo e, dal lato passivo, in una
correlazione di causa ed effetto, nella condizione di assoggettamento e di
omertà che da detta forza deriva per il singolo, sia all'estemo che all'intemo
dell'associazione.
Momento centrale del parametro descrittivo offerto dalla norma per
l'individuazione del "metodo mafioso" deve, quindi, ritenersi la forza di
intimidazione che può sinteticamente ravvisarsi nella capacità propria di certe
organizzazioni criminali di incutere timore determinando un diffuso stato di
coazione psicologica (vero e proprio stato di "succubanza") tale da costringere
chi la subisce a comportamenti non voluti per timore di azioni esemplari e
terribili, il cui verificarsi è ritenuto altamente probabile per il sistematico
ricorso da parte dell'associazione a forme di violenza.
Tale capacità di intimidire, che può essere espressa nei modi più vari (modi
diretti ed espliciti o anche impliciti o subdoli), è necessario che sia percepita
all'estemo come possibilità concreta di ricorso a ritorsioni e rappresaglie o ad
atti di coazione fisica.
L'avvalersi della forza intimidatrice può limitarsi nello sfruttamento dell'aura
di intimidazione già conseguita dal sodalizio in un determinato territorio
ovvero ponendo in essere nuovi atti di violenza e di minaccia, purché tali atti
non realizzino l'effetto di per sé soli, ma in quanto espressione rafforzativa
della precedente capacità di intimidazione già conseguita dal sodalizio,
naturale conseguenza del "prestigio" criminale acquisito.
@ (In tal senso chiara la giurisprudenza del Supremo Collegio: Cass. sez. VI n.
31461 del 7/06/2004 - sez. I1 n. 2350 del 21/12/2004 - sez. V n. 4893 del
16/03/2000 - sez. VI n. 1612 de11'11/01/2000 - sez. VI sent. n. 1793
de11' 1 1/02/1994 ).

Le circostanze che, sul piano giudiziale, possono fornire la prova del ricorso a
tale forza di intimidazione possono essere le più varie ed attengono non
necessariamente a comportamenti attivi di intimidazione quanto anche a
condizioni passive di timore sufficientemente diffuso.
Può, pertanto, ritenersi sicuro sintomo della carica intimidatoria promanante da
un sodalizio di tipo mafioso, un numero esorbitante di testimonianze reticenti,
m -
non ragionevolmente spiegabili se non alla lùce della paura ingenerata nei
testimoni dal gruppo criminale sulle cui azioni sono chiamati a deporre, tanto
più se le omissioni e le reticenze si manifestano anche in ordine a semplici
circostanze di fatto, marginali, di per sé inidonee ad individuare responsabilità
soggettive.
Come già detto, i necessari risvolti passivi della forza di intimidazione devono
appunto essere l'assoggettamento e l'omertà.
L'assoggettamento individua lo "status" di coartazione psicologica che induce
all'estemo i soggetti terzi rispetto all'associazione, a sottostare ai suoi voleri,
divenendone ad un tempo vittime e complici, e che all'interno
dell'organizzazione criminale si manifesta nell'impossibilità di recedere dal
vincolo associativo, inizialmente contratto con un atto di volontaria adesione
ma che successivamente, i singoli gregari possono essere indotti a mantenere
in virtù del timore suscitato dalla ferocia con la quale sono generalmente puniti
tradimento ed insubordinazione.
L'omertà, strettamente correlata all'assoggettamento, deve ricondursi
all'atteggiamento riscontrabile nell'ambiente sociale in cui l'organizzazione
mafiosa esercita la propria influenza, di reticenza, tacita connivenza o
addirittura di solidarietà nei confronti della stessa che si manifesta nel rifiuto a
collaborare con gli organi dello Stato ostacolandone l'intervento punitivo
(omertà esterna) ma che, anche all'interno del gruppo criminale, si palesa
normalmente in atteggiamenti adottati dagli adepti di cautela nel chiedere
spiegazioni su determinati eventi concernenti le dinamiche interne
dell'organizzazione criminale, nel subire le direttive ed eseguire
remissivamente i compiti assegnati dai capi, nella reticenza a divulgare tra gli
stessi affiliati notizie rilevanti per l'organizzazione (omertà interna - Cass. sez.
VI n. 1612 de11'1110112000 ).
Sul piano strettamente probatorio la struttura organizzativa di un'associazione
@ di tipo mafioso potrà ritenersi esaurientemente dimostrata ed idonea, rispetto
alle finalità indicate dall'art. 416 bis del Codice Penale, quando essa si basi su
una forza di intimidazione sufficientemente diffusa tale da produrre
assoggettamento ed omertà nell'ambiente sociale in cui l'organizzazione
criminale opera.
Sul piano probatorio ciò comporta che, una volta accertata la rispondenza di un
sodalizio criminoso al modello legale di cui all'art. 416 bis non è
indispensabile provare che i singoli affiliati diano concreta esecuzione ad atti
diretti ad intimidire essendo necessario e sufficiente dimostrare oggettivamente
il clima di intimidazione diffusa scaturente dall'associazione del quale - come
una sorta di " patrimonio comune" - tutti i soci si avvantaggiano (Corte di
Assise di Palermo 1611211987- Cass. sez. I 131611987 - sez. I 6/4/1987).
La strutturazione della norma, da un punto di vista soggettivo, come fattispecie-
con dolo specifico, comporta che la realizzazione degli eventi previsti dalla
norma è posta oltre la consumazione del reato, per la realizzazione del quale è,
quindi, sufficiente dimostrare che l'associazione si awale dell'apparato
strumentale caratteristico (come sopra evidenziato) semplicemente "al fine di
conseguire quei fini tassativamente indicati: commettere delitti; acquisire in
modo diretto o indiretto la gestione o almeno il controllo di attività
economiche, di concessioni, di autorizzazioni, appalti e pubblici servizi o per
realizzare profitti o vantaggi ingiusti per sé o per altri ovvero al fine di
impedire od ostacolare il libero esercizio del voto o di procurare voti a sé o ad
altri in occasione di consultazioni elettorali".
La previsione delle predette finalità in via alternativa consente che, anche in
presenza di una sola di esse, il reato possa ritenersi integrato e, viceversa, la
eventuale compresenza di tutti gli scopi tipici non muta il carattere unitario del
reato. P
"Le finalità dell'associazione di tipo mafioso hanno carattere alternativo e non
cumulativo, anche perchè con la previsione, fra gli scopi del sodalizio mafioso,
del controllo di attività economiche, il legislatore ha mirato ad ampliare
l'ambito applicativo della fattispecie, estendendolo anche al perseguimento di
attività in se formalmente lecite. Ne consegue che, prevedendo l'art. 416 bis
finalità associative non direttamente riferibili all'economia pubblica, l'ordine
pubblico economico si atteggia soltanto come oggetto giuridico eventuale del
delitto in esame, il quale come risulta dalla rubrica del titolo V del libro I1 del
codice, in cui è inserito, è essenzialmente diretto contro l'ordine pubblico
generale" (Cass. sez. VI n. 01793 de11'11/02/1994 - sez. I1 n. 02533 del
15/03/1995).
Non vi è dubbio, quindi, che l'interesse primario protetto dalla norma in
esame, per le ragioni anzidette e come si evince dalla sua stessa collocazione
O sistematica, sia quello dell'ordine pubblico, ma ciò non esclude che l'art. 416
bis protegga altri interessi e tra questi, in modo direttamente connesso al
primo, certamente quello della libertà morale dei consociati a causa della
diffusa compressione della libertà di auto-determinarsi che consegue alla
realizzazione della forza di intimidazione del vincolo associativo, nonché
quelli, protetti in via meramente eventuale, dalla norma in esame, a seconda
del grado di sviluppo del suo programma associativo, dell'interesse ad un
corretto ordine economico e ad un corretto funzionamento della pubblica
amministrazione.

Per quanto concerne l'individuazione della condotta tipica di semplice


partecipe all'associazione mafiosa la stessa potrà ritenersi realizzata quando
. - risulti che il soggetto, nell'ambito dell'organizzazione, -esplichi una qualsiasi
Qfm
attività (reato a forma libera) ancorché di importanza secondaria che si
ripercuota a vantaggio dell'associazione considerata nel suo complesso, con la
consapevolezza e la volontà di associarsi, condividendo le finalità
dell'organizzazione ed allo scopo di contribuire all'attuazione del programma
criminoso, senza che sia necessario che il singolo persegua direttamente tali
fini.
Trattandosi di condotta a forma libera, il contributo alla vita dell'associazione
può consistere in un'attività materiale owero in un apporto morale.
L'apporto del partecipe, qualunque ne sia il contenuto e la natura,
indipendentemente dal ruolo e dai compiti svolti o che si è impegnato a
svolgere per l'organizzazione, mettendo al suo servizio la sua disponibilità,
deve risolversi in un contributo, sia pure minimo e non insignificante,
arrecato alla vita dell'organizzazione in vista del perseguimento dei suoi scopi.
f
A tal fine, si rileva che la partecipazione al reato associativo previsto dall'art.
416 bis deve essere caratterizzata, sul piano soggettivo, da quella che in
dottrina e nella prevalente giurisprudenza è chiamata "affectio societatis" ossia
dalla consapevolezza e dalla volontà di far parte dell'organizzazione
criminosa, condividendone le sorti e gli scopi e, sul piano oggettivo,
dall'inserimento nell'organizzazione.
La soglia minima del contributo partecipativo penalmente rilevante è
ravvisabile nella manifestazione di impegno con il quale il singolo mette le
proprie energie a disposizione dell'organizzazione criminale mediante il
tradizionale "giuramento di mafia" e ciò in quanto - secondo un autorevole
indirizzo giurisprudenziale - la prova del contributo causale deve ritenersi
irnrnanente nell'obbligo solenne di prestare ogni propria disponibilità al
servizio della cosca (formale affiliazione al sodalizio) il che accresce già di per
sé la potenzialità operativa e la capacità di inserimento subdolo e violento nel
tessuto sociale del sodalizio, anche attraverso l'aumento numerico dei suoi
membri (Cass. n. 1631 de11' 1 111111999 - sez. IV n. 2040 del 1996).
E altrettanto pacifico che l'inserimento nell'organizzazione criminale in
oggetto possa prescindere da formalità o riti che lo ufficializzino, ben
potendo risultare "per facta concludentia", attraverso comportamenti che, sul
piano sintomatico sottolineino la partecipazione alla vita dell'associazione,
conclusione che discende, oltre che dall'osservazione da un diffuso dato
fenomenico (specie degli ultimi anni) anche dalla struttura stessa della norma
. ... incriminatrice tipizzata in funzione della idoneità causale rispetto all'evento
giuridico.
Ed infatti, specie in mancanza di rituali affiliazioni, rileva l'esplicazione di
attività omogenee agli scopi del-.sodalizio, +apprezzabili come concreto e
Q causale contributo all'esistenza e10 al rafforzamento dello stesso (in tal senso
da ultimo Cass. sez. I1 n. 49691 del 15/10/2004 - Sezioni Unite n. 16
511011994 e sez. I del 131611987).
Non vi è dubbio, quindi, che la condotta tipica del reato di cui si discute
consista nel far parte dell'associazione, il che importa che una condotta, per
essere aderente al tipo previsto dall'art. 41 h hi,s deve rispecchiare un grado di
compenetrazione criminale tale da potersi sostenere che il partecipe sia
stabilmente incardinato nella struttura organizzativa, con l'attribuzione di
determinati, non contingenti o episodici, compiti che, per settori di
competenza, possono essere anche minimi, purché destinati a fornire efficacia
al mantenimento in vita della struttura associativa o al perseguimento dei suoi
scopi (Cass. sez. I1 n. 5343 del 28/01/2000). Questa compenetrazione può
essere, ovviamente, provata in tanti modi e se una delle fonti di prova ben può
essere la chiamata in correità è certo che la più pregnante fonte di prova è il
ruolo svolto dal partecipe e dallo stesso confessato. In altri termini sono i
f
'tfacta",ossia i comportamenti svolti nella e per conto dell'associazione, che
sustanziano l'assolvimento dei compiti fisiologici 'propri dell'associazione e
funzionali alla sua esistenza o al suo rafforzamento.
La verifica, in concreto, della sussistenza del "metodo mafioso" come
caratteristica organizzativo-strumentale riferibile al gruppo criminale nel suo
complesso rende sufficiente, ai fini dell'accertamento della responsabilità dei
singoli, la prova della sua consapevole appartenenza al gruppo e la sua
adesione al programma associativo. L'elemento soggettivo della condotta di
partecipazione all'associazione mafiosa si configura allorché ricorra la
consapevole volontà di far parte della compagine criminosa per condividerne
le finalità e l'attività svolta (Cass. sez. VI n. 35914 del 30/05/2001).
Ai fini della configurabilità del reato di cui all'art. 4 16 bis non è necessario che
siano raggiunti effettivamente e concretamente uno o più scopi
alternativamente previsti dalla norma incriminatrice né - perchè si realizzi la
condizione di partecipazione dei singoli associati - è necessario che ciascuno
utilizzi la forza d'intimidazione o consegua, direttamente per sé o altri, il
profitto o il vantaggio contrassegnato dal connotato dell'ingiustizia.
La condotta di partecipazione può, infatti, assumere forme e contenuti diversi e
variabili e consiste nel contributo, apprezzabile e concreto sul piano causale,
all'esistenza o al rafforzamento dell'associazione" (Cass. n. 5386 del
10/05/1994).
In via riassuntiva, quindi, può dirsi che nel delitto di cui all'art. 416 bis mentre
l'elemento materiale del reato è costituito dalla condotta di partecipazione
all'associazione mafiosa (intendendosi la partecipazione come stabile
permanenza di vincolo associativo tra gli autori del reato, allo scopo di
realizzare-una serie indeterminata di attività tipiche), con le-tipblogie di
@ comportamento individuate dalla norma in esame, l'elemento soggettivo è
rappresentato dal dolo specifico caratterizzato dalla cosciente volontà di
partecipare a tale associazione con il fine di realizzarne il particolare progetto e
con la permanente consapevolezza di ciascun associato di far parte del
sodalizio criminoso e di essere disponibile ad adoperarsi per l'attuazione del
comune programma delinquenziale con qualsivoglia condotta idonea alla
conservazione ovvero al rafforzamento della struttura associativa (ex plurimis
Cass. sez. I, n. 2348 del 27/06/1994).
Per quel che concerne le circostanze aggravanti speciali del delitto in esame,
una prima aggravante contemplata dalla norma di cui all'art. 416 bis sussiste
quando l'associazione è armata.
L'aggravante dell'associazione armata, prevista ai commi IV e V della norma
in esame, sussiste "quando i partecipanti hanno la disponibilità, per il
conseguimento delle$nalità dell'associazione, di armi o materie esplodenti".
F
Ai fini della configurabilità di tale aggravante è sufficiente che risulti accertata
la disponibilità da parte dell'organizzazione di armi e materie esplodenti per il
conseguimento delle finalità dell'associazione, a nulla rilevando l'utilizzazione
effettiva delle stesse da parte di ciascuno degli associati (Cass. sez. VI n. 7707
del 4/12/2003 - sez. V n. 47892 del 1711112003 - sez. VI n. 5400 del
1411211999 - sez. VI n. 02164 del 210311995).
L'aggravante ricorre, infatti, anche quando le armi o materie esplodenti siano
occultate o custodite in luogo di deposito, nella sfera di disponibilità degli
associati, a prescindere dal fatto che esse siano state utilizzate o che siano
utilizzate da tutti purché la circostanza sia dagli agenti conosciuta, ovvero
ignorata per colpa o ritenuta inesistente per errore determinato da colpa. (art. 59
comma I1 del Codice Penale come modificato per effetto dell'art. 1 della Legge
71211990 n. 19 - Cass. sez. I1 n. 2285 alle date 11 ottobre - 25 gennaio 2005 n.
2285).
La prova di tale conoscenza o conoscibilità, vertendo su fatto inerente alla
sfera interiore del soggetto, può essere fornita anche per deduzioni logiche
sulla base del materiale probatorio acquisito (Cass. sez. I1 n. 5386 del
1010511994).
È stato correttamente osservato che, quanto meno, per le associazioni mafiose
definite "storiche" tale aggravante costituisce un elemento coessenziale
all'esistenza dell'organizzazione medesima. In altri termini quest'ultimo tipo
di organizzazioni sono caratterizzate sul piano fenomenologico
dall'irrinunciabile e costante ricorso all'uso delle armi, peraltro sempre più
sofisticate e micidiali, venendo a costituire, la detta aggravante, una sorta di
circostanza "necessitata".
In tema di partecipazione ad associazione' di stampòdmafioso, l'aggravante
- @ prevista dall'art. 416 bis cornma IV del Codice Penale, è configurabile a carico
di ogni partecipe che sia consapevole del possesso di armi da parte degli
associati o lo ignori per colpa.
Con riferimento alla stabile dotazione di armi da parte dell'organizzazione
mafiosa denominata "Cosa Nostra" può ritenersi che la circostanza costituisca
fatto notorio non ignorabile" giacché accertato in una pluralità di vicende
giudiziarie e come tale non postulante specifica ed autonoma dimostrazione
(explurirnis Cass. sez. I sentenza 12 luglio - 29 novembre 2006 n. 39381 - sez.
I n. 05466 del 12/05/1995 ).
Nel corso dell'odierno procedimento - come vedremo - la disponibilità di armi
da parte dell'articolazione territoriale di Cosa Nostra relativa al mandamento di
Partitico sarà comprovata a piene mani.. .
*
Per quel che concerne, poi, la circostanza aggravante di cui al VI comma
dell'articolo 416 bis, deve rilevarsi che la stessa ricorre ove risulti che il
finanziamento delle attività economiche di cui gli associati intendono assumere
o mantenere il controllo provenga dal profitto ricavato dai delitti commessi.
Con tale disposizione il legislatore ha inteso perseguire l'evidente finalità di
colpire più efficacemente quei fenomeni pericolosamente diffusi di reimpiego
dei profitti ricavati da attività delittuose (traffico di stupefacenti, sequestri,
estorsioni ecc.. ) nei settori di attività imprenditoriale lecita.
Tale circostanza aggravante - anch'essa natura oggettiva in quanto va riferita
all'attività dell'associazione e non necessariamente alla condotta del singolo
partecipe - è soggetta al regime di cui all'art. 59 comma I1 del Codice Penale
(specie se concorrente con l'altra aggravante dell'associazione armata)
comporta una notevole elevazione della pena base prevista per il delitto in
ai esame.
Ciò trova la sua "ratio" nella particolare pericolosità raggiunta da
un'associazione che abbia realizzato in tutto o almeno in parte gli scopi tipici
associativi e pertanto concretizza una più articolata ed incisiva offesa agli
interessi protetti dalla norma incriminatrice. Anche questa aggravante,
costituendo espressione della più completa realizzazione del programma
criminale mafioso e, pertanto, inserendosi nella realtà fenomenica nel momento
di maggior sviluppo della dimensione imprenditoriale di quella realtà
delinquenziale, può ritenersi, così come quella prima esaminata, circostanza
connaturata alle più diffuse organizzazioni mafiose e tra queste, certamente,
all'organizzazione criminale denominata "Cosa Nostra" (Cass. sez. I1 n. 2285
alle date l l ottobre - 25 gennaio 2005 e sez. I1 n. 5343 del 28/01/2000).
*
@>
Delineati sinteticamente gli elementi costitutivi del delitto in esame è appena il
caso di accennare ai problemi posti dalla difficoltà di raggiungimento della
prova in relazione a tale tipo di reato.
È stato spesso osservato come nell'accertare il delitto "de quo" ci si trova
dinanzi a realtà complesse, a veri e propri labirinti indiziari che richiedono un
approccio globale e critico di vera e propria ridefinizione probatoria.
È noto che mancando, di norma, atti formali di inserimento nell'ambito
dell'organizzazione criminale, la prova dell'esistenza di un'associazione di
tipo mafioso possa (e debba) essere desunta - come sopra abbiamo già
delineato - da '(facta concludentia" e con l'adozione di ragionamenti logico-
induttivi e deduttivi da cui si possa evincere che le singole intese, dirette alla
conclusione dei vari reati, costituiscono l'espressione di un programma di
delinquenza oggetto dell'associazione. P
La necessità del ricorso a prove logiche ed indirette non esime certo il giudice
dal rigore del ragionamento da adottare per potere addivenire ad un giudizio di
certezza, tenendo conto che gli indizi da coordinare logicamente, alla luce dei
criteri della molteplicità, gravità, precisione e concordanza, devono essere
interpretati nello specifico contesto territoriale in cui il fenomeno mafioso
matura e si radica.

L'esistenza dell'associazione mafiosa denominata Cosa Nostra", che per


"

numero di aderenti, disponibilità di mezzi ed efferatezza di crimini, costituisce,


nell'attuale momento storico, il fenomeno criminale di gran lunga più
pericoloso nel nostro Paese, costituisce una realtà incontrovertibile sul piano
giudiziario a seguito della sentenza emessa dalla Corte di Cassazione il 30
Gennaio 1992 nel definire il procedimento contro Abbate Giovanni ed altri, più
@ noto come maxi-processo.
Tale storica pronuncia del Supremo Collegio ha acclarato che le caratteristiche
criminologiche dell'organizzazione mafiosa "Cosa Nostra" sono tali da potere
essere ricondotte, con assoluta certezza, già da epoca antecedente all'entrata in
vigore della Legge n. 646 del 1982, sia nello schema del sodalizio criminoso
previsto dall'art. 416 C.P.,sia in quello introdotto dall'art. 416 bis C.P..
La suddetta pronuncia ha, infatti, reso incontestabile che esiste un'associazione
criminale denominata "Cosa Nostra", strutturata in maniera sostanzialmente
unitaria, militarmente e verticisticamente organizzata, articolata su base
territoriale, entro cui esercita in maniera esaustiva e capillare un efficiente
controllo, disciplinata da regole comportamentali rigidamente vincolanti per i
suoi aderenti, la quale awalendosi della forza di intimidazione promanante dal
vincolo associativo, opera, attraverso l'apparato strumentale costituito dal
metodo mafioso, al fine di commettere delitti, conseguire vantaggi ingiusti,
-@
porre sotto il suo controllo ogni attività economica, lecita o illecita, che
assicuri ingenti profitti, con una capacità di infiltrazione in tutti i livelli della
società che ne aumenta la potenza e, quindi, la pericolosità.

La riservatezza e l'omertà costituiscono elementi peculiari di questa


organizzazione criminale che fonda la sua capacità d'intimidazione ed il suo
potenziale criminoso anche sulla estrema difficoltà di identificane
compiutamente i suoi numerosissimi membri. Per essi vige la consegna
rigorosa del silenzio intesa come divieto assoluto di rivelare ad estranei fatti e
circostanze che attengono al1'organizzazione cui appartengono.
Ed è stato proprio il rigido rispetto di precise e categoriche regole
comportamentali, prima fra tutte quella dell'omertà, che ha consentito a "Cosa
Nostra" di sopravvivere impunemente per decenni, rimanendo impermeabile
alle investigazioni dell'Autorità statuale, riuscendo così a dilatare oltre misura
la propria nefasta presenza nel paese. Gli associati sono raggruppati per
"famiglie", cellule primarie di aggregazione aventi competenza territoriale su
una borgata o su un paese. Ciascuna famiglia ha un suo capo, un vice-capo (o
più consiglieri) ed i capi-decina, dai quali dipendono i semplici uomini
d'onore, ossia i soldati dell'organizzazione.
I1 raggruppamento di più famiglie costituisce il mandamento, con a capo una
direzione strategica centralizzata che ha il compito di rappresentare il
mandamento nell'organo centrale di coordinamento, la "commissione" o
"cupola", alla quale spetta la funzione di governo effettivo su tutte le attività
criminali di principale livello e di interesse comune, con compiti sanzionatori e
punitivi. L'associazione rappresenta, inoltre, un gruppo di pressione capace di
influenzare direttamente o indirettamente la vita pubblica, capace di spostare il
proprio ambito operativo anche al di fuori dell'originario territorio della Sicilia
e di creare insediamenti di "uomini d'onore" nel resto d'Italia ed anche
all'estero. Tale associazione, infatti, è strutturata ed opera come un vero e
proprio contropotere criminale operante in opposizione a quello dello Stato,
con gerarchie e regole che ne disciplinano la vita, la cui violazione comporta
l'applicazione di sanzioni gravissime, comprensive della pena della morte
troppo spesso inesorabilmente eseguita, che ne assicurano l'effettività.
È del tutto evidente come nel corso del tempo, specie in relazione alla potente
azione repressiva posta in essere negli ultimi anni dalle Forze dell'ordine e
dalla Magistratura, awalendosi anche dei preziosi contributi offerti da
numerosi collaboratori di giustizia collocati nei vari gradi della gerarchia
mafiosa e provenienti da diverse realtà territoriali della Sicilia, la struttura
dell'associazione mafiosa si sia dovuta adattare alla nuova realtà, così si è
assistito al rapido mutare dei suoi vertici, al venir meno di direzioni unitarie
nei diversi mandamenti, per l'estrema difficoltà di coordinamento tra le diverse
articolazioni territoriali di "Cosa Nostra" a causa della cattura dei più
t*
importanti latitanti, nonché alla settorializzazione delle conoscenze in ordine
alle vicende interne a "Cosa Nostra" da parte degli stessi associati, al fine di
%) ridimensionare gli effetti dirompenti conseguenti dalle frequenti collaborazioni
che hanno offerto preziose chiavi di lettura del fenomeno mafioso
disvelandone dall'interno i segreti e le dinamiche operative.
Si sono così diffuse le figure degli "uomini d'onore riservati" (le cui attività
vengono poste direttamente e riservatamente al servizio di un capo) degli
"affiliati", soggetti vicini all'organizzazione ma non ritualmente inseriti in essa
ed altre figure ancora.
Tali adattamenti, tuttavia, lungi dall'avere determinato il venir meno
dell'organizzazione criminale "Cosa Nostra", con le sue più peculiari
caratteristiche criminali, hanno dimostrato come la stessa associazione abbia
continuato ad esplicare (purtroppo con piena efficacia e capacità di auto-
rigenerazione) il suo micidiale apparato strumentale-organizzativo, grazie
anche ai lucrosi vantaggi economici alla stessa derivanti, soprattutto, dal
traffico degli stupefacenti e dalla diffusione capillare del condizionamento

=i.
economico siciliano attraverso le estorsioni.
L'aggravante prevista dall'art. 7 della Legge n. 20311991

L'aggravante in oggetto, contestata nel presente procedimento in relazione a


molteplici reati-fine, si riconnette all'impiego del cosidetto "metodo mafioso"
nell'esecuzione dei reati, ovvero alla finalità specifica di agevolare l'attività
dell'organizzazione mafiosa in quanto tale.
La norma di cui al citato art. 7 prevede, alternativamente, due diverse tipologie
di connotazione della condotta, entrambi integranti l'aggravante in oggetto,
che in ragione dell'aumento di pena determinato (fino alla metà), si atteggia a
circostanza ad effetto speciale.
Occorre che l'agente, nel commettere il reato, abbia agito con la finalità
specifica di agevolare e rafforzare l'associazione mafiosa, ovvero con la
consapevolezza di usare il metodo di intimidazione del vincolo associativo,
sostanziato dall'esercizio della forza vessatoria che induce le vittime
all'omertà, secondo la tipologia di condotta connotante tipicamente
l'associazione di cui all'art. 416 bis del Codice Penale, ampiamente descritto
nei paragrafi che precedono.
Come è noto " la circostanza aggravante prevista dall'art. 7 D.L. 13 maggio
1991 n. 152, convertito in legge 12 luglio 1991 n. 203 si applica a tutti coloro,
partecipi o non di qualche sodalizio criminoso, la cui condotta sia
riconducibile a una delle due forme in cui può atteggiarsi (aver commesso il
fatto awalendosi delle condizioni previste dall'art. 416 bis ovvero al JNze di
agevolare l'attività delle associazioni previste dallo stesso articolo) e, per i
soggetti partecipi, opera anche con riferimento ai reati-fine dell'associazione"
(Casi- ~ e z I: n. 2612 .del 20/12/2004 - Massime precedenti:- n: 2204 del 1998
Q Rv. 211178; n. 3061 del 2000 Rv. 215555, n. 16486 del 2004 Rv. 227932;
Sezioni Unite n. 10 del 2001 Rv. 218377).
La ratio della circostanza aggravante di cui all'art. 7 della Legge n. 203 del
1991 non è solo quella di aggravare la pena per chi utilizza metodi mafiosi o
agisce al fine di agevolare associazioni mafiose, ma anche nei confronti di chi,
pur non organicamente inquadrato in tali associazioni agisca con metodi
mafiosi o comunque dia un contributo al raggiungimento dei fini di
un'associazione mafiosa (Cass. sez. I1 - n. 44402 del 27/09/2004).
Tale circostanza aggravante si applica, poi, pacificamente anche ai reati che
siano rimasti allo stadio del tentativo (Cass. Sez. 5 sentenza n. 809 del
17/02/2000 in materia di applicazione dell'aggravante di cui all'art. 7 citato al
delitto di tentata estorsione).
Neppure si dubita che in tema di alti gravi reati tale aggravante possa
concorrere giacchè per l'applicazione "è suficiente l'uso della violenza o
minaccia e la provenienza di questa da soggetto appartenente ad associazione
mafiosa, senza necessità di accertare in concreto le modalità di esercizio della
suddetta violenza o minaccia, né in particolare che esse siano attuate
utilizzando la forza intimidatrice derivante dall'appartenenza dell'agente al
sodalizio mafioso, mentre nel caso della prima aggravante, pur non essendo
necessario che l'agente appartenga al predetto sodalizio, occorre tuttavia
accertare in concreto che l'attività criminosa sia stata posta in essere con
modalità di tipo mafioso" (Cass. sez. V n. 12525 del 28.06.2000 e da ultimo
vedi anche Cass. sez. IV n. 38020 del 19 ottobre-20 novembre 2006).

Traendo le conclusioni delle argomentazioni in diritto fin qui svolte e


proiettando brevemente il discorso al momento delle valutazioni concernenti il
merito di ciò che più strettamente attiene alle questioni che investono il
@)
presente processo, vedremo, tra breve, in quale modo è valutabile il rapporto
che ha legato gli imputati alla realtà criminale che abbiamo astrattamente fino a
questo momento descritto.
*
Tuttavia, prima di valutare, nel dettaglio, gli elementi probatori oggetto del
presente giudizio in rito abbreviato consegnati all'attenzione del giudice
La tipologia delittuosa prevista dall'articolo 12 quinquies del
Decreto Legge 8 Giugno 1992 n. 306, conv. in Legge 7 Agosto 1992 n. 356
(nel profilo agevolativo dell'associazione criminale di tipo mafioso)

Secondo la consolidata giurisprudenza della Suprema Corte, il delitto di cui


all'art. 12 - quinquies, secondo comma, del decreto legge 8 giugno 1992, n.
306, convertito dalla legge 7 agosto 1992, n. 356, si configura come reato
permanente, che rimane integrato dalla titolarità o disponibilità a qualsiasi
titolo di denaro, beni od altre utilità economiche, di valore sproporzionato al
reddito, da parte di soggetti indagati (o nei confronti dei quali pende
procedimento penale, secondo la modifica apportata al testo normativo dal
D.L. 21 gennaio 1993 n. 14), o da parte di soggetti nei cui confronti si procede
per l'applicazione di una misura di prevenzione personale (o nei confronti dei
quali è in corso di applicazione o, comunque, si procede per l'applicazione di
una misura di prevenzione personale, secondo la modifica apportata dal D.L. n.
14 del 1993), e dei quali tali soggetti non possano giustificare la legittima
provenienza.
La condotta, inerente allo svolgimento di attività economiche collegate ad
attività criminali della specie indicata dalla norma, rimane integrata dalla
disponibilità sproporzionata di cespiti patrimoniali all'atto dell'entrata in vigore
della legge, e sempreché tale disponibilità perduri in tale epoca, senza
coinvolgere attività pregresse di acquisizione o di gestione patrimoniale;
sempreché i titolari di detti cespiti rivestano le predette qualità alla data sopra
indicata.
I1 reato postula che la situazione patrimoniale non sia proporzionata al reddito
a dei titolari od all'attività economica dei medesimi; solo ricorrendo tale
eventualità il soggetto ha l'onere di allegare la legittima provenienza del
cespite in parola.

Delineato il quadro tecnico e giuridico delle fattispecie oggetto di


contestazione nel giudizio valutiamo, adesso, nel dettaglio, gli elementi
probatori consegnati all'attenzione di questo Giudice delllAbbreviato proprio
sulla base della scelta decisoria - allo stato degli atti - formulata dalla Difesa.
I
I FATTI
(nella ricostruzione della Pubblica Accusa e validata dal GIP)

"...I fatti attengono ad una complessa attività investigativa da tempo svolta dai
Carabinieri dei R.O.S. sul mandamento mafioso di Palermo "Resuttana", da
tempo considerato una sorta di "protettorato" del mandamento mafioso di
Partanna - Mondello retto da Lo Piccolo Salvatore fino al momento del suo
arresto avvenuto nel mese di novembre del 2007, storicamente capeggiato dalle
famiglie "Madonia" e "Di Trapani" ed i cui esponenti di vertice, Madonia
Salvatore, Madonia Antonino, Madonia Giuseppe, Madonia Francesco (fino al
momento del suo decesso) e Di Trapani Nicolò risultano da tempo reclusi per
reati di associazione di tipo mafioso ed altre fattispecie delittuose strettamente
legate all'appartenenza a "Cosa Nostra".
9
1 In particolare, le attività investigative svolte dai Carabinieri su delega dei
Pubblici Ministeri della DDA di Palermo hanno consentito di acclarare che
anche dopo l'arresto dei sopra menzionati capimafia, gli stessi attraverso i loro
familiari più stretti hanno continuato a reggere il mandamento, impartendo
ordini e direttive sia per il compimento delle attività illecite nell'interesse della
famiglia mafiosa, sia per l'amministrazione del cospicuo patrimonio
immobiliare, costituito da appartamenti, terreni ed esercizi commerciali in
Palermo e provincia (tra cui in particolar modo beni immobili esistenti sul
territorio del Comune di Cinisi).
Sotto tale profilo, come meglio si vedrà nel corso del presente provvedimento,
le attività investigative consistite, da un lato, nell'effettuazione di operazioni di
intercettazione di tipo ambientale all'interno delle sale colloqui delle diverse
case circondariali ove si trovano tuttora reclusi i sopra citati capimafia delle
-- - A - . .\ famiglie Madonia e Di Trapani, nonché telefonica sulle utenze in uso ai diversi
@ familiari dei capimafia reclusi, dall'altro lato nell'audizione di diversi soggetti
appartenenti con ruoli di vertice alle diverse famiglie mafiose di Palermo e che
dopo il loro arresto nell'ambito di precedenti operazioni investigative hanno
deciso di intraprenderne un programma di collaborazione con l'Autorità
Giudiziaria (Franzese Francesco, Nuccio Antonino e Pulizzi Gaspare), hanno
consentito di ricostruire l'organigramma del mandamento mafioso di Resuttana
a seguito dell'arresto dei capimafia Madonia Salvatore, Madonia Antonino,
Madonia Giuseppe, Madonia Francesco e Di Trapani Nicolò, consentendo, non
solo di riscontrare che questi ultimi, come detto pocanzi, hanno mantenuto
inalterato il loro potere all'interno di detto mandamento, ma anche di rilevare i
ruoli sempre più importanti ed incisivi all'interno del mandamento stesso
assunti dai familiari dei capimafia reclusi, tra cui, in particolare, l'odierna
indagata DI TRAPANI Maria Angela, come sopra generalizzata, coniuge di
Madonia Salvatore e MADONIA Aldo, come sopra generalizzato.

k
Ruolo che, soprattutto per la DI TRAPANI Maria Angela, come meglio si
vedrà, ha assunto una tale importanza e decisività per le sorti dell'intero
mandamento, tanto da fare di quest'ultima il principale artefice e gestore sul
territorio delle sorti e degli interessi economico patrimoniali delle famiglie
Madonia e Di Trapani, nonché il referente principale delle direttive impartite
dai capimafia reclusi e dirette agli appartenenti della famiglia mafiosa operanti
su detto mandamento mafioso. Direttive finalizzate essenzialmente a garantire
il controllo del territorio compreso nel mandamento di "Resuttana" e a porre in
essere le attività illecite rispondenti agli interessi della famiglia mafiosa, dalle
estorsioni, ai danneggiamenti, al traffico degli stupefacenti e delle armi, al
riciclaggio, per finire al trasferimento fraudolento di beni a soggetti
"prestanome" incensurati al fine di eludere le disposizioni in materia di misure
di prevenzione patrimoniali.
Le sopra esposte considerazioni oltre ad emergere in maniera inequivocabile
@ dal contenuto delle intercettazioni sia telefoniche che ambientali che verranno
riportate nel prosieguo del presente provvedimento, hanno trovato, altresì, una
precisa conferma dalle risultanze di alcune connesse attività investigative
svolte nell'ambito del fermo operato nei confronti di Lo Piccolo Salvatore e Lo
Piccolo Sandro e ancor prima nell'ambito dell'arresto operato nei confronti di
Provenzano Bernardo, sotto il particolare profilo dell'esame della numerosa
documentazione "cd. pizzini" rivenuta in entrambe le occasioni nei covi ove
stavano trovando rifugio i latitanti. Documentazione che ha consentito di
acclarare gli stretti rapporti tra i Lo Piccolo e le famiglie Madonia - Di Trapani
del mandamento di "Resuttana".
Tornando, poi, alle risultanze delle attività di intercettazione di tipo ambientale
disposte nel corso delle indagini all'interno delle sale colloqui delle diverse
case circondariali ove si trovano tuttora reclusi i soggetti appartenenti alle
B! famiglie mafiose Madonia e Di Trapani, si osserva che proprio lo studio dei
colloqui intercettati in carcere nei confronti del gruppo MADONIA - DI
TRAPANI, ed in specie l'intelleggibilità via via crescente delle tematiche
affrontate in maniera criptica dagli indagati nel corso dei colloqui, ha permesso
di ricostruire dinamiche associative qualificatissime ed apicali, dato che i
soggetti carcerati riuscivano, grazie ai familiari, ad interagire in pieno con il
contesto associativo "in libertà" e questo nonostante la gran parte di loro sia
attualmente sottoposta al regime restrittivo di cui all'art. 4.lbis della legge
n0354/1975 in tema di ordinamento penitenziario che concerne anche i
colloquio con i familiari, sia in relazione al numero mensile per i quali possono
essere autorizzati, sia in relazione alle modalità di conduzione degli stessi.
Sotto questo aspetto si osserva che nel corso delle attività investigative
attraverso una complessa attività di "decriptazione" del contenuto di detti
colloqui svolta dai Carabinieri del R.O.S. è stata comunque consentita una
significativa e valida ricostruzione delle comunicazioni intercorse tra i
capimafia detenuti ed i loro familiari, nonostante l'utilizzo di una serie di
accorgimenti da parte dei conversanti finalizzati, appunto, ad impedire alle
forze dell'ordine la ricostruzione del contenuto di detti colloqui.
Tali accorgimenti, in particolare, si sono estrinsecati nell'utilizzo di nomi e
"nomignoli" convenzionali per indicare soggetti facenti parte di "Cosa
Nostra"; nell'utilizzo di nomi al femminile riferibili alle mogli e10 compagne o
congiunte di altri soggetti facenti parte dell'associazione mafiosa; nel
repentino variare gli argomenti trattati nel corso delle diverse conversazioni,
senza seguire all'apparenza una logica evoluzione tra le tematiche di volta in
volta trattate, con l'introduzione di argomenti di sicuro interesse investigativo,
mentre si discuteva di normali tematiche familiari; nell'utilizzo anche della
mimica facciale piuttosto che del solo labiale, nonché della "mimica
corporale".
Considerazioni analoghe vanno affrontate anche in relazione a quanto emerso
dall'utilizzo della corrispondenza, con particolare riferimento alle lettere
($ intercorse tra i fratelli Madonia Salvatore, Antonino e Giuseppe ed i loro
familiari, dalle quali si evince un intenso "flusso comunicativo" che non aveva
altra ragione se non quello di consentire ai capimafia reclusi di continuare ad
impartire ordini e direttive dal carcere attraverso i loro parenti, attraverso
l'utilizzo di un linguaggio criptico e convenzionale che ha tuttavia consentito
di far emergere tematiche associative di assoluto interesse per la comprensione
delle evoluzioni intercorrenti in seno alla consorteria mafiosa.
Stesso discorso vale anche per le telefonate effettuate dal carcere ed anch'esse
intercorse tra i capimafia reclusi ed i loro familiari, con particolare riferimento
a quelle effettuate dal noto capomafia Madonia Giuseppe, soprattutto dopo che
allo stesso era stata consentita la revoca del regime carcerario restrittivo
previsto dall'art. 4 l bis dell'ordinamento Penitenziario.
- In- particolare,- ,è stato appurato che il Madonia Giuseppe. attraverso- telefonate
- ,

effettuate con cadenza settimanale e della durata di dieci minuti, interloquendo


con l'anziana madre e con la cognata DI TRAPANI Maria Angela, sfruttava, in
concorso con i congiunti, l'occasione per celare nel corso di conversazioni
apparentemente usuali e domestiche tematiche prettamente associative, per poi
ragguagliare all'esito i fratelli sottoposti al regime carcerario più restrittivo
dell'art. 4 l bis O.P. sull'esito di dette conversazioni.
Quanto all'indagata DI TRAPANI Maria Angela, si osserva che l'ascesa della
sua figura all'interno del mandamento mafioso di "Resuttana" è stata favorita
anche dalla consistenza dei colloqui ai quali la stessa è stata ammessa con i
capimafia reclusi, nelle diverse strutture carcerarie in cui i congiunti sono
ristretti, e con tutti i diversi congiunti ristretti (dunque, non con il solo marito,
ma anche con la famiglia c.d. "allargata").
Circostanza, quest'ultima, non priva di importanza ai fini della dimostrazione
del ruolo di vertice assunto all'interno della famiglia mafiosa, stante
l'apparente mancanza di giustificabili risorse economiche in capo alla DI
TRAPANI che possano giustificare i numerosi viaggi aerei sul territorio
nazionale, a volte con cadenza più che mensile. Ne discende, che la stessa ha,
come emerso nel corso dell'attività, attinto a fonti economiche "alternative" di
certa natura illecita. Del resto, nel corso delle indagini, è emersa - come
vedremo - l'ossessiva ricerca da parte della DI TRAPANI stessa di beni
occulti di provenienza illecita intestati fittiziamente a c.d. prestanome.
Sempre in relazione ai colloqui in carcere, va qui anticipato anche che la
"decriptazione" del linguaggio effettuata dai Carabinieri del R.O.S. che hanno
svolto le indagini ha consentito di evidenziare che il criterio ordinario seguito
per nascondere i veri nomi dei soggetti di cui si parlava (quasi sempre associati
mafiosi, o persone a questa organizzazione criminale vicine) era quello di
chiamarli con il nome della moglie, o di una stretta parente. Circostanza,
questa, che comportava spesso anche la trasformazione delle attività di cui si
riferiva in attività tipicamente femminili (come la vendita di corredi).
La chiave di lettura ottenuta, permetteva di abbinare agli pseudonimi di volta
8 in volta utilizzati, i relativi soggetti di riferimento che di seguito vengono
sinteticamente riportati con l'intento di fornire una "rubrica" dei personaggi
emersi nel corso dei colloqui e successivamente identificati (che verranno poi
analiticamente riportati e spiegati nel corso dell'analisi delle singole schede
degli indagati):
1. ZIA LINA (owero PINUZZ028 owero PJNJZZU21) per indicare DI
TRAPANI Diego, sposato con DI FIORE Carolina, nata a Palermo il
11311939, chiamata "LINA";

2. ZIA SARA per indicare DI TRAPANI Michele, in oggetto generalizzato,


sposato con PALAZZOLO
..
Maria ,Rosaria, nata a Cinisi (PA) il
21111946, intesa "SARA;

3. CARMELA owero ROSY (owero VANCHITEDDU) owero SANTINA. per


indicare GENOVA Salvatore, in oggetto generalizzato, (cugino di DI
TRAPANI Nicolò e quindi della DI TRAPANI Maria Angela), fiatello di
GENOVA Santa, sposato con BUFFA Carmela, nata a Palermo il 04
ottobre 1961;

4. NIPOTE DI MIA SUOCERA owero NIPOTE DI TUA MADRE owero


CAFFETTINO owero GIOVANNI per indicare BONANNO Giovanni,
nato a Trezzano sul Naviglio (MI) il 03/06/1970, vittima di "lupara
bianca";
t
5. CUGINA DI SANTINA owero CUGINA DI CARMELA owero IL
DENTISTA, per indicare DI MAI0 Girolamo, in oggetto generalizzato,
dipendente ditta CALACIONE CARLO MEDICO ODONTOIATRA, via
Rosciglione n. 22, Palermo, cugino materno del predetto GENOVA
Salvatore;

6. CORVO owero CORWNA owero OPERAIO owero GNE'GNE' owero


CAPELLI LISCIper indicare GRAZIANO Vincenzo, coniugato con
FAMOSO Giuseppa, di Francesco Paolo e di LOMBARDO Fortunata, nata
a Palermo il 21/3/1955, già tratto in arresto nell'ambito della operazione
c.d. "Addiopizzo 1" in quanto appartenente alla associazione mafiosa;

7. ANGELA per indicare FONTANA Stefano, in oggetto generalizzato,


sposato con TERESI Angela. I1 nome è utilizzato anche (con alcune
specificazioni) per indicare il figlio di FONTANA Stefano, FONTANA
Gaetano, nato a Palermo 1' 11311976;

8. MA&% owero MASSIMO per indicare LO VERDE Massimiiiano, in


oggetto generalizzato, owero (in alcune occasioni) per indicare più
genericamente il contesto familiare facente capo al LO VERDE Maurizio,
nato a Palermo il 24 settembre 1952;

9. LUISA owero SERGIO, per indicare ARIOLO Sergio, in oggetto


generalizzato, coniugato (separato) con CANNIZZARO Luisa, di
CANNIZZARO Francesco e di VINCENTI Emrna, nata a Palermo il 16
novembre 1968;

10. GIOVANNA owero PIDOCCHIO per indicare DI PACE Francesco,


anche lui tratto in arresto nell'ambito di Addiopizzo, coniugato con RIMI
Giovanna, nata ad Alcarno (TP) il 09 luglio 1982 (nipote di DI TRAPANI
Maria Angela);

I l . NICOLETTA per indicare PIZZO Pietro, in oggetto generalizzato,


coniugato con DI TRAPANI Nicoletta, di DI TRAPANI Salvatore e di
CARLINI Liliana nata a Palermo il 28 gennaio 1980;
12. PAOLETTA owero GIOVANNA per indicare CAMPO Giarnpaolo,
coniugato con AIELLO Giovanna;

13. ZIA ROSALBA owero ROSALBA owero 'NTICCHIEDDA owero


PICCOLINA owero BISCOTTO per indicare L O PICCOLO Salvatore,
già latitante, sposato con DI TRAPANI Rosalia detta Rosalba, nata a
Palermo il 27 aprile 1948;

14. CARLA per indicare MADONIA Aldo, coniugato con COTTONE Carla;

15. GIOVANNA owero MARIO owero TUA CUGINA, per indicare


MADONIA Mario, sposato con BUFFA Giovanna, di Giuseppe e di DI
MAI0 Vincenza, nata a Palermo 1'8 febbraio 1966;

16. ZIA ROSA per indicare MADONIA Diego, nato a Palermo il 9/5/1928,
sposato con COLLURA Rosa, nata a Palermo il 20 gennaio 1936;

17.LUCIA per indicare FAVALORO Marco, di FAVALORO Marco e LO


VERSO Lucia, nato a Misilmeri (PA) il 26 febbraio 1944, collaboratore di
giustizia;

18. NICOLA 'U NI W R U owero FIGLIO DI MARIO 'U NIW R U per indicare
DI TRAPANI Nicola di DI TRAPANI Mariano e ULIZZI Casimira, nato a
Palermo il 07 marzo 1965;

19. NIPOTE DI SANTINA per indicare GENOVA Bartolo , coniugato con DI


PIAZZA Silvia, effettivamente nipote di GENOVA Salvatore inteso
Santina.Le altre fonti di prova: le dichiarazioni dei collaboratori.

La circostanza che nell'ambito del procedimento culminato con la richiesta di


convalida del fermo e di applicazione della misura cautelare (sia nei confronti
delle sopra citate persone sottoposte ad indagine che nei confronti degli altri
soggetti tuttora reclusi per alti fatti) il materiale probatorio si fondi in
prevalenza sul materiale costituito dalle intercettazioni sia telefoniche che
ambientali costituisce, dunque, un elemento particolarmente significativo della
bontà e della rilevanza di detti elementi, stante la particolare valenza probatoria
che viene tradizionalmente attribuita a tale mezzo di ricerca della prova, in
particolare sotto il profilo della genuinità di detta prova, avuto riguardo al fatto
che i relativi elementi emergono da conversazioni in cui i propalanti parlano in
assoluta libertà, senza essere a conoscenza del fatto che sono intercettati.
Circostanza, quest'ultima, che soprattutto in un contesto quale quello mafioso
caratterizzato dall'assoluta omertà, assume una rilevanza di non poco
significato e che consente di attribuire a detti elementi (una volta valutato il
rispetto delle norme codicistiche sull'autorizzazione disposta nel corso delle
indagini preliminari o sulla convalida delle stesse o le relative proroghe, oltre
che il contenuto della conversazione intercettata), il valore ed il significato di
prova a tutti gli effetti, senza che essi debbano necessariamente essere
corroborati da elementi ulteriori di riscontri diretti a valutare l'attendibilità del
conversante, così come avviene per le dichiarazioni rese dai collaboratori di
giustizia.
Nel caso di specie, dunque, le risultanze delle attività investigative svolte dai
Carabinieri del R.O.S. ed, in particolare, delle intercettazioni sia telefoniche
che ambientali hanno fatto emergere a carico di tutti gli indagati la sussistenza
di contributi non già sporadici ed occasionali al sodalizio mafioso, ma
continuativi oltre che di rilevanza fondamentale al rafforzamento ed al
consolidamento del sodalizio stesso, al punto tale da essere considerati tutti a
disposizione della famiglia mafiosa stessa.
Contributi a loro volta concretizzatisi, sia nella gestione del considerevole
patrimonio immobiliare facente capo alle famiglie Madonia e Di Trapani
storicamente al vertice del mandamento mafioso di "Resuttana", anche
acquistando fittiziamente detti beni o assumendone l'intestazione nell'interesse
dei capimafia, come risulta essere stato acclarato in ordine alle posizioni degli
indagati DI TRAPANI Michele e LO VERDE Massimiliano, sia in una serie
cospicua di contatti e mantenimento di rapporti con soggetti via via posti alla
reggenza di detto mandamento, sia nel mettersi a disposizione nell'erogazione
e dei finanziamenti destinati alle famiglie dei mafiosi reclusi come è emerso in
relazione alla posizione dell'indagato SGADARI Vincenzo, sia ancora e,
soprattutto per quanto attiene alla posizione della DI TRAPANI Maria Angela
nel veicolare all'interno del mandamento gli ordini e le direttive impartite dal
carcere dai capimafia reclusi Madonia Salvatore, Madonia Antonino e
Madonia Giuseppe nel corso dei colloqui che la donna era solita tenere
periodicai11e11~econ detti soggetti, anche se sottoposti al regime carcerario di
cui all'art. 4 l bis dellYOrdinamentoPenitenziario.
Sempre le risultanze delle attività investigative svolte dai Carabinieri del
R.O.S. hanno altresì fatto emergere nei confronti del MADONIA Aldo, fratello
minore dei capimafia reclusi Madonia Salvatore, Madonia Antonino e
Madonia Giuseppe, il ruolo "apicale" svolto dal medesimo all'interno del
mandamento di Resuttana, nel senso che a quest'ultimo venivano demandate
decisioni di fondamentale importanza per la gestione del mandamento stesso,
sia in ordine all'utilizzazione del denaro raccolto attraverso le attività illecite
esercitate nel territorio del mandamento nell'interesse della famiglia, sia in
ordine all'amministrazione dell'ingente patrimonio immobiliare accumulato
dalla famiglia Madonia, sia infine nei rapporti pressoché costanti intrattenuti
dal medesimo con coloro che nel corso degli anni si sono avvicendati nella
reggenza del mandamento stesso, al punto tale da condizionare se non
addirittura da determinare le scelte che questi ultimi potevano adottare, proprio
in considerazione dell'autorevolezza unanimente riconosciuta all'indagato,
anche determinata dal suo "cognome" ed, in particolare, dal fatto di essere il
fratello minore (Nicuzzu; U Nico; U Nicarie) dei capimafia reclusi.
Infine, le risultanze delle attività di intercettazione sia telefonica che
ambientale hanno evidenziato l'esistenza di una serie di operazioni di
trasferimento fraudolento di beni immobili costituenti il patrimonio occulto
delle famiglie Madonia e Di Trapani, nella specie abitazioni, terreni, magazzini
ed esercizi commerciali, ad una serie di soggetti (in alcuni casi facenti parte
della cerchia parentale delle rispettive famiglie, in altri casi a queste legati da
8 stretti rapporti amicali implicanti stima e fiducia reciproca tra gli stessi)
risultati poi essere semplicemente dei meri prestanomi in capo ai quali i beni
medesimi venivanofittiziamente intestati per rimanere poi nella disponibilità
dei Madonia e dei Di Trapani, tanto che gli stessi, in alcune circostanze, come
è stato acclarato in maniera incontrovertibile dalle risultanze delle
intercettazioni telefoniche ed ambientali, continuavano a percepire
regolarmente le rendite derivanti dalla gestione di detti beni, benché in capo a
loro non risultasse dal punto di vista formale alcuna titolarità in ordine a tali
beni.
Sulla base dei sopra esposti elementi investigativi, succintamente esposti, in
data 24.11.2008 veniva emesso da parte del Pubblico Ministero della DDA
della Procura della Repubblica di Palermo un decreto di fermo nei confronti di
DI TRAPANI Maria Angela, MADONIA Aldo, DI TRAPANI Michele, LO
4D VERDE assimilia ano e SGADARI Vincenzo, ravvisando nei confronti di tali
soggetti i gravi indizi del reato di associazione di tipo mafioso di cui all'art.
416bis C.P., nonché del reato di trasferimento fraudolento di beni di
provenienza illecita di cui all'art. 12quinquies della legge n0356/1992 (nella
specie aggravato ai sensi dell'art. 7 del d.1. n0152/1991), così come emerso
dalle risultanze delle intercettazioni telefoniche ed ambientali, corroborate
dall'acquisizione della documentazione attestante i passaggi di proprietà di
detti beni immobili appartenenti alle famiglie Madonia e Di Trapani, siti sia in
Palermo che nel territorio del Comune di Cinisi.
I1 relativo decreto di fermo veniva poi eseguito in data 25.11.2008 alle ore 4,15
dai Carabinieri del R.O.S. di Palermo nei confronti dei sopra menzionati
soggetti e convalidato da questo Giudice a seguito della relativa richiesta del
Pubblico Ministero pervenuta a questo ufficio alle ore 12,lO del 26.11.2008,
con ordinanza emessa in data 28.11.2008.
A seguito della convalida del fermo, questo Giudice viene ora chiamato a
pronunciarsi sulla contestuale richiesta di emissione di ordinanza di custodia
cautelare in carcere, non solo nei confronti di quei soggetti sopra menzionati
destinatari del provvedimento di fermo, ma altresì, anche nei confronti di
MADONIA Salvatore, MADONIA Antonino, MADONIA Giuseppe, DI
TRAPANI Nicolò e GUASTELLA Giuseppe. Soggetti, questi ultimi, tuttora
reclusi presso diverse case circondariali in quanto condannati con sentenza
divenuta definitiva, in taluni casi anche alla pena dell'ergastolo, per reati di
associazione di tipo mafioso o comunque strettamente connessi alla loro
appartenenza ormai definitivamente acclarata al sodalizio mafioso, in quanto
commessi per il perseguimento dei suoi scopi ed interessi.
Nel caso di specie, infatti, le risultanze delle attività di intercettazione
ambientale disposte all'interno delle sale colloqui delle case circondariali ove
sono tuttora reclusi, nonché delle attività di controllo e verifica della
corrispondenza intercorsa in questi anni tra gli stessi capimafia ed i loro
prossimi congiunti, hanno evidenziato che detti soggetti hanno regolarmente
8 continuato, per il tramite dei loro familiari che andavano a trovarli in occasione
dei colloqui ai quali venivano ammessi ed in particolare per il tramite della Di
Trapani Maria Angela, a gestire dal carcere il mandamento di Resuttana, ad
impartire ordini e direttive da eseguire sul territorio da parte degli associati,
compresi i reggenti il mandamento stesso, una volta che gli stessi erano stati
loro veicolati dalla Di Trapani stessa o dagli altri familiari.
In particolare, come già riferito in precedenza, è stato acclarato all'esito delle
indagini svolte dai Carabinieri del R.O.S. di Palermo che detti ordini venivano
impartiti essenzialmente nel corso dei colloqui con i familiari attraverso
l'impiego di un linguaggio criptico, convenzionale ai mafiosi stessi ed
implicante l'utilizzo di nomignoli o nomi al femminile per indicare le persone
alle quali ci si riferiva attraverso il rispettivo coniuge, in alcuni casi anche
attraverso l'impiego della mimica facciale, al fine di impedire che dall'esterno
. + ,

si potesse comprendere o comunque decifrare il contenuto di dette


conversazioni.
Da qui l'individuazione da parte del Pubblico Ministero dei gravi indizi di
colpevolezza in ordine alle medesime ipotesi delittuose ravvisate a carico dei
soggetti in libertà nei confronti dei quali è stato disposto il fermo convalidato
da questo Giudice, di cui agli artt. 4.16bis C.P. e 12quinquies della legge
n0356/1992.

Fatta questa premessa di carattere generale, sui fatti oggetto del presente
provvedimento di fermo disposto dal Pubblico Ministero e sulla relativa
richiesta di convalida dello stesso e di applicazione della misura cautelare in
carcere, nonché sull'indicazione degli elementi di prova costituenti i gravi
indizi di colpevolezza posti dallo stesso Pubblico Ministero a sostegno delle
proprie richieste, il passo successivo attiene all'indicazione specifica dei fatti
contestati agli odierni indagati, dei ruoli da essi occupati all'interno del
mandamento mafioso di "Resuttana" sempre sulla base delle prospettazioni
effettuate dal Pubblico Ministero e sugli elementi specifici sui quali si fonda il
grave quadro indiziario che ha indotto l'organo della Pubblica Accusa a
disporre il provvedimento di fermo o comunque a chiedere l'emissione di
ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di coloro che si trovano
già detenuti per altri fatti di reato sempre strettamente connessi alla loro
partecipazione all'interno della famiglia mafiosa denominata "Cosa Nostra",
per taluni di essi (Madonia Salvatore, Madonia Antonino, Madonia Giuseppe e
Madonia Aldo) con un ruolo di vertice nell'organizzazione, gestione e
promozione del sodalizio criminoso.
Sotto questo aspetto si osserva che la completezza e l'esaustività della richiesta
in tal senso presentata da parte del Pubblico Ministero ne rende opportuna la
necessità di riportarla nella sua versione integrale, proprio al fine di fornire una
migliore comprensione di detti fatti, utilizzando un diverso carattere grafico.
Q
Capitolo 1: I1 mandamento mafioso di Resuttana

a) Cenni sui vertici storici del mandamento di Resuttana

A questo punto pare utile riportare alcuni cenni storici sul mandamento
mafioso di Resuttana, che possono essere utili a ricostruire anche le attuali
dinamiche associative.

Grazie alle dichiarazioni dei collaboratori MARINO MANNOIA Francesco,


Q MUTOLO Gaspare e MARCHESE Giuseppe, erano già state
giudiziariamente ricostruite le vicende del contesto mafioso operante nell'area
di Resuttana, a partire dalla sua nascita (a cavallo tra la fine degli anni '70 e
l'inizio degli anni %O), avvenuta per precisa volontà di RIINA Salvatore ed in
conseguenza di un processo di scissione e di progressiva riorganizzazione
all'interno del precedente vastissimo mandamento di Partanna-Mondello, fino
ad allora capeggiato da RICCOBONO Rosario. Si era peraltro accertato che
MADONIA Francesco, capo della famiglia di Resuttana, deceduto in carcere
nel 2007, aveva assunto il comando del neonato mandamento, comprendente
MADONIA Francesco, arrestato diverse volte già nel corso degli anni '80 (in
particolare il 11 novembre 1980 - scarcerato il 13 novembre 1982; tratto
nuovamente in arresto il 61511987) veniva raggiunto, in stato di detenzione, da
numerosi provvedimenti restrittivi, seguiti da numerose condanne; i suoi figli
MADONIA Antonino (Nino, che, dopo anni di latitanza, veniva tratto in
arresto nel maggio del 1987, scarcerato nel 1988 e nuovamente arrestato nel
dicembre del 1989 e raggiunto, in stato di detenzione, da numerosi altri
provvedimenti restrittivi) e MADONIA Salvatore (Salvino, detenuto dal 1982
al 1987, arrestato nuovamente il 13 dicembre 1991, dopo tre anni di latitanza)
lo sostituivano, alternandosi, alla reggenza del mandamento di Resuttana.
All'inizio degli anni '90, quindi, tutti i sopra menzionati MADONIA erano
detenuti, ma - nonostante ciò - continuavano indisturbati a mantenere contatti
con il contesto criminale di appartenenza.

Di recente, grazie alle dichiarazioni di altri collaboratori di giustizia, è stato


possibile ricostruire anche le successive vicende relative ai vertici ed alla
reggenza del mandamento di Resuttana. A questo proposito, nel corso di
alcune dichiarazioni rese nel giugno del 1997 da ONORATO Francesco, lo
stesso precisava che : _ _ _ . L , .
. _ I F

"[...l morto CAROLLO Gaetano ed essendo i MADONIA tutti detenuti, il


capo mandamento di Resuttana di fatto era il BONANNO (Armando, ndr.).
Solo dopo la sua scomparsa il suo posto è stato preso da DI TRAPANI
Francesco [...lM (cfr. verbale del1'interrogatorio di ONORATO Francesco,
datato 02/06/1997)[...l"

CAROLLO Gaetano veniva ucciso a Liscate, nei pressi di Milano, il giorno


1/6/1987 (anno nel quale i MADONIA erano detenuti); BONANNO
Armando veniva anche lui ucciso (col metodo della lupara bianca), nel corso
del 1987, a dire delllONORATO, sempre per volontà dei MADONIA, poco
tempo dopo il CAROLLO (in questo senso cfr. dichiarazioni, tra gli altri, di
MARINO MANNOIA Francesco, MUTOLO Gaspare, MARCHESE
Giuseppe, LO FORTE Vito, FAVALORO Marco). DI TRAPANI
Francesco (padre di Maria Angela) decedeva, per cause naturali ed in stato di
irreperibilità, il 14 novembre 1992; alla luce delle dichiarazioni rese da
ONORATO Francesco può ipotizzarsi, quindi, che egli abbia retto il
mandamento di Resuttana dal 1987 (anno al quale risale la scomparsa di
BONANNO Armando) fino alla sua morte.

Questa reggenza può, comunque, essere stata discontinua, poichè deve


necessariamente essere rilevato come, alla fine del 1987, venivano scarcerati
sia MADONIA Antonino (a novembre) sia MADONIA Salvatore (a
dicembre); i due venivano definitivamente arrestati rispettivamente nel 1989 e
nel 1991.

Una volta accertato che DI TRAPANI Francesco è stato reggente del


mandamento nel periodo sopra indicato (in modo discontinuo, dal 1987 al
1992) l'attenzione deve essere necessariamente rivolta al figlio DI TRAPANI

- (PA) 118/06/1961, che dopo la sua


Nicolò (detto Nicola), nato a Cinisi
,.i

dn scarcerazione avvenuta il 16/2/1995, assumeva a sua volta la reggenza del


mandamento, come peraltro provato dalle dichiarazioni di ONORATO
Francesco, BRUSCA Giovanni e D1 NATALE Giusto. In particolare,
ONORATO Francesco, il 09 novembre 1998, testualmente dichiarava:

'7...I Preciso che, nel 1987, ho conosciuto quale uomo d'onore Nicola DI
TRAPANI, figlio di Francesco e cognato di Salvo MADONIA. II DI TRAPANI
mi venne presentato ritualmente da Armando BONANNO. Ho poi saputo,
mentre mi trovavo in carcere tra il 1995 e il 1996, che il DI TRAPANI aveva
assunto la carica di reggente del mandamento di Resuttana. Del resto di ciò
avevo avuto una precisa sensazione in precedenza quando il DI TRAPANI,
f
unitamente a Salvatore BIONDO il lungo, si era interessato per risolvere i
miei problemi con i GALATOLO nascenti dalla soppressione di un mio nipote.
Sapevo pure che il DI TRAPANI veniva ben considerato in cosa nostra in
quanto ritenuto un valente uomo d'azione [...l".

D'altronde, l'assoluta centralità del DI TRAPANI Nicolò, all'interno dell'area di


Resuttana, trovava forti riscontri anche nei qualificati legami di ordine
familiare, da sempre fondamentali nella storia di cosa nostra, che lo stesso
poteva vantare; infatti, oltre ad essere figlio di DI TRAPANI Francesco, è
cognato di MADONIA Salvatore, in quanto fratello di DI TRAPANI Maria
e) Angela, nata a Cinisi il 30 aprile 1968, moglie (dal 23 maggio1992) dello
stesso MADONIA Salvatore.

In verità deve rilevarsi che particolari rapporti di parentela tra le famiglie


MADONIA e DI TRAPANI, anche più risalenti nel tempo: il padre di DI
TRAPANI Francesco (DI TRAPANI Nicolò, cl. 1903) era fratello della
madre di MADONIA Francesco (DI TRAPANI Rosa, cl. 1897); MADONIA
Francesco e DI TRAPANI Francesco erano quindi cugini c.d. "primi".

.- . .Nel periodo di due anni, ricompreso tra la morte di DI TRAPANI Francesco


#E (novembre 1992) e la scarcerazione del figlio DI TRAPANI Nicolò (febbraio
1995), va evidenziata la figura di GUASTELLA Giuseppe, nato a Palermo il
2010611954, che, unitamente a BONANNO Giovanni (Trezzano sul Naviglio,
03/06/1970), si interessava di tutte le vicende che riguardavano il mandamento
e poteva sicuramente essere individuato come il reggente dell'organizzazione.

Successivamente, all'atto della scarcerazione di DI TRAPANI Nicolò


(febbraio 1995 e fino all'aprile del 1996), la reggenza del mandamento venne
mantenuta, per un periodo non lungo, dallo stesso GUASTELLA Giuseppe
unitamente al DI TRAPANI Nicolò. In questo senso, il 3010611999, il
collaboratore di giustizia DI NATALE Giusto così testualmente riferiva:
t
'I[...] Dunque riallacciandoci un attimo quando io ero fuori nel periodo DI
TRAPANI Nicolò e Giuseppe GUASTELLA diciamo che tutte le grandi
decisioni dovevano essere sottoposte a Nino MADONIA [...] "

Nel quadro così delineato si inserivano coerentemente anche le dichiarazioni di


BRUSCA Giovanni del 41911997, che qui interessa leggere in questa parte:

'I[...] Sono a conoscenza degli interessi economici dei GALATOLO [...] i miei
contatti, da ultimo, con la famiglia mafiosa dell 'Acquasanta erano costituiti
da Pino GUASTELLA e Nicola DI TRAPANI. Lo stesso Nicola DI TRAPANI
@ ebbe a lamentarsi con me del comportamento di alcuni giovani rappresentanti
della famiglia GALATOLO in occasione dell'omicidio di un parente di
ONORATO Francesco [...I
" (cfr. verbale di interrogatorio di BRUSCA
Giovanni del 04 settembre 1997).

BRUSCA Giovanni veniva arrestato, infatti, nel maggio del 1996; egli quindi,
nel raccontare gli episodi di cui sopra, intendeva riferirsi ad un periodo
immediatamente antecedente al suo arresto, nel quale, come già visto,
GUASTELLA Giuseppe e DI TRAPANI Nicolò erano entrambi liberi (cioè dal
, - febbraio del 1995 all'aprile del 1996). .In questo senso, quindi, BRUSCA
,

6 confermava le dichiarazioni di DI NATALE Giusto nella parte in cui


quest'ultimo, raccontando di una vicenda di pizzo da pagare in favore dei
GALATOLO (famiglia mafiosa delllAcquasanta, compresa nel mandamento di
Resuttana), parlava anche dell'attivo interessamento di GUASTELLA e DI
TRAPANI, affinché la vicenda si concludesse positivamente.

Sempre dalle dichiarazioni rese dal collaboratore ONORATO Francesco si


apprendeva, infine, come, dopo l'arresto di DI TRAPANI Nicolò, avvenuto il
201411996 ( era stato scarcerato, come visto, il 16/2/1995), la reggenza del
mandamento di Resuttana veniva assunta proprio da GUASTELLA Giuseppe.
I1 collaboratore DI NATALE Giusto, in un interrogatorio del 22 luglio 2001

01-1- 97
definiva lo stesso GUASTELLA come figlioccio di BAGARELLA Leoluca.
Le dichiarazioni delllONORATOerano univoche in questo senso:

'T...] conosco Giuseppe GUASTELLA e so che lo stesso è uomo d'onore anche


se non mi è mai stato presentato. So che, dopo l'arresto di Nicola DI
TRAPANI, il GUASTELLA ha assunto la reggenza di Resuttana [.. .I"
(C@.
verbale interrogatorio ONORATO Francesco del 09 novembre 1998).

GUASTELLA Giuseppe veniva arrestato il 24/5/1998; lo stesso, quindi, si era


trovato da solo al vertice del mandamento di Resuttana dall'aprile del 1996
a@ (arresto di DI TRAPANI Nicola) al maggio 1998, data in cui, come detto,
veniva arrestato.

In quel momento, anche se per pochi mesi, emergeva la figura di DI


TRAPANI Diego, fratello di DI TRAPANI Francesco e zio di DI TRAPANI
Nicola. Si riportano taluni passi di particolare rilievo delle dichiarazioni di DI
NATALE Giusto, che permettevano di comprendere il percorso che, nel tempo,
aveva prodotto l'ascesa di DI TRAPANI Diego ai vertici del mandamento di
Resuttana:

-
DI NATALE Giusto interrogatorio del 30 settembre 1999

D I NATALE G.: Dunque riallacciandoci un attimo quando io ero


,fuori nel periodo DI TRAPANI Nicola e
Giuseppe GUASTELLA diciamo che tutte le
grandi decisioni dovevano essere sottoposte a
Nino MADONIA [...l
[.-l
D I NATALE G.: [...l il GUASTELLA è stato corribinato se non
nello stesso periodo che lui si è avvicinato a me
nell'arco di un mese [...l Siccome questa è stata
voluta da Nino MADONIA [...l

98
P.M.: La combinazione di GUASTELLA...
D I NATALE G.: Poi il MADONIA si premunì di fare un paio di
bigliettini per i vari mandamenti di sua
competenza, tipo Acquasanta, Vergine Maria, [...l
che ordinava che il GUASTELLA doveva essere
...incompr... [...l
[...l
DINATALE G.: Poi c'era una certa tensione in quel periodo...
[...l
D I NATALE G.: Stavo considerando questo: c'era un periodo che
c'erano conflitti, il GUASTELLA faceva riferimento
principalmente a Nino MADONIA. Il DI
TRAPANI invece cercava di dialogare di più con il
Salvino in quanto gli era cognato e poteva avere
qualche discorso più aperto con lui, cosa che poi
andò a finire per quello che mi risulta si sono
litigati fra di loro fratelli i MADONIA (...)
[...l
P.M.: Quindi questa situazione di effettiva e continua
reggenza del mandamento da parte dei fratelli
MADONIA e poi di Nino in particolare anche se
detenuti. Referenti esterni erano GUASTELLA e
D I TRAPANI finché erano stati liberi. Quando
vengono arrestati GUASTELLA e D I TRAPANI?
D I NATALE G.: Rimane il GUASTELLA... cioè prima viene
arrestato D I TRAPANI e rimane il GUASTELLA a
continuare e viene invitato a persistere la linea
che gli era stata disposta fin dall'inizio ch'era la
linea di BAGARELLA. Nel frattempo comincia a
comparire la figura di Pietro D I TRAPANI (n.d.r.
Diego D I TRAPANI e non di "Pietro" come
erroneamente trascritto) non che già il D I
TRAPANI non era esistente, ma perché già il D I
TRAPANI era libero quando noi ancora eravamo
fuori, so che veniva tenuto da parte...
[...l
D I NATALE G. : Poi apprendo prima da mio cognato che compare
questa figura di D I TRAPANI dopo I'arresto di
GUASTELLA e da quello che mi manda a dire
capisco ch'è lui che ora gestisce la situazione
perché mi parla di CANNELLA, mi parla di
problemi, di sistemare le cose. Dopo di che
l'arrestano e lo incontro in carcere e mi racconta
tutto quello ch'è successo contro GUASTELLA per
via di questi conflitti che avevano...
[..-l
D I NATALE G.: [...l E da qui apprendo che diciamo che lui
cercava anche di giustificare questa sua... questo
suo carribio di posizione, in quanto lui stesso,
vecchio mafioso [...l
P.M.: Quando lei dice Diego D I TRAPANI raccontava
del cambiamento, intende dire del cambiamento
. dall'adesione sulla linea di BAGARELLA
all'adesione sulla linea PROVENZANO'?-
D I NATALE G.: Si.
P.M.: E in che periodo si manifesta questo
cambiamento?
D I NATALE G. : Dopo l'arresto di D I TRAPANI Nicola. I l Diego
D I TRAPANI cerca di affiancare GUASTELLA e
comincia ad avere contatti riservati con Nino
MADONIA.
[..-l
D I NATALE G.: I veri due quartieri erano Brancaccio e Resuttana,
perciò il D I TRAPANI scriva a MADONIA e gli
prospetta il suo pensiero. Questo pensiero che lui
gli prospetta non è che glielo prospetta
arbitrariamente! Comincia ad avere dialoghi con
Totuccio LO PICCOLO e con Pietro LO GRADO
e allora lui chiede il permesso, l'autorizzazione di
Nino MADONIA a risistemare le cose, alla
vecchia maniera per come lo discussero tra Piero
LO IACONO
P.M.: Quindi in linea PROVEZANO. Quindi in sostanza
Diego D I TRAPANI chiede a Nino MADONIA di
potere aderire alla linea PROVENZANO assieme
ai vecchi: LO IACONO, CANNELLA...
[...l
DI NATALE G.: I l MADONIA per risposta gli dice che lui è
d'accordo e non riesce a capire com'è che suo
nipote s'era messo con BAGARELLA.
P.M.: Suo nipote sarebbe... ?
D I NATALE G. : Nicola ...
P.M.: Nicola D I TRAPANI... ah... il nipote di Diego...
, D I NATALE G.: :[I nipote di Diego come mai si sia messo con
BAGARELLA. Però gli dice di intanto che è giusto
che una volta che MADONIA ha messo a
GUASTELLA là non lo può pigliare e buttare e
allora cerca la soluzione di farli collaborare. Gli
arriva una lettera pure a Totuccio LO PICCOLO
di MADONIA. Viene chiamato GUASTELLA per
farli incontrare e dice che devono collaborare, non
deve tenere tutte cose GUASTELLA nella mani,
ma si deve fare guidare dall'anzianità di D I
TRAPANI [...l

Dunque, era stato Nino MADONIA che aveva consentito l'ascesa di DI


TRAPANI Diego al vertice del mandamento di Resuttana.
l
I1 24/5/1998, del resto, GUASTELLA Giuseppe veniva tratto in arresto e DI
TRAPANI Diego rimaneva, quindi, unico ed incontrastato reggente del
mandamento di Resuttana, fino alla data del suo arresto avvenuto due mesi
dopo, il 29/7/1998.

A seguito dell'arresto del DI TRAPANI Diego, la reggenza del mandamento


di Resuttana passava nelle mani di BONANNO Giovanni, figlio del più noto
Armando. BONANNO rimaneva al vertice del mandamento fino al
28/7/1999, data in cui veniva tratto anch'egli in arresto, e veniva, dunque,
sostituito dal fratello BONANNO Francesco, nato a Abbiategrasso (MI) il
@ 13/06/1971, e ciò sino alla sua quantomeno sino alla morte di BONANNO
Francesco, avvenuta il 23 dicembre 2003, quando era ancora latitante,
quando Giovanni (scarcerato da poco, il 27/7/2003) tornava ad assumere, da
solo, la reggenza dell'organizzazione.

Questi ultimi spunti investigativi trovavano puntuale conferma in alcune


dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia RUVOLO Baldassare, che
aveva parlato del molo di vertice rivestito nel tempo dai fratelli BONANNO;
in particolare, nel corso dell'interrogatorio del 14/3/2001 aveva testualmente
dichiarato:

RUVOLO Baldassare - interrogatorio del 14 marzo 2001

RUVOLO B. : [...l
BONANNO Francesco è attualmente il capofamiglia di
Resuttana, e ciò dall'arresto del fratello BONANNO
Giovanni... Inoltre so da Enzo D I M A I 0 che i BONANNO
erano stati desianati dai MADONIA a qestire anche la zona
delllAcauasanta... Ciò in quanto, dopo l'arresto di Enzo D I
MAIO, la zona era stata gestita da Angelo GALATOLO
figlio di Gaetano, e Gaetano GALATOLO, fratello di Enzo
Ulteriori importanti conferme, acquisite in merito al ruolo verticistico assunto
dai BONANNO, si registravano nell'ambito di attività investigativa già
condotta da questa Sezione e denominata "GHIACCIO", nel corso della quale
era già chiaramente emerso l'avvicendamento tra i citati fratelli (Giovanni e
Francesco) al vertice di quel contesto mafioso.

In particolare, il 02 maggio 2001, veniva intercettata una conversazione tra


presenti all'interno dell'abitazione di GUTTADAURO Giuseppe, nato a
Bagheria (PA) il 18 agosto 1948, tra lo stesso GUTTADAURO e SCIMO'
Luigi Fabio, nato a Palermo il 13 gennaio 1963. Nell'occorso i due, valutando
e l'opportunità di organizzare un incontro con l'allora latitante LO PICCOLO
Salvatore, ricordavano come, in occasione di un precedente incontro, lo stesso
latitante fosse stato in compagnia proprio di BONANNO Francesco; i due
astanti commentavano, inoltre, l'avvicendamento al vertice dell'organizzazione
gravitante in temtorio di Resuttana, avvenuta tra BONANNO Giovanni ed il
fratello Francesco, in seguito all'anesto del primo. Di seguito si riporta uno
stralcio della conversazione di interesse:
SCIMO': ...Vossia... può darsi che io... per dire...io non lo vedo e
Vossia lo vede... lasci stare... Vossia gli deve dire... luglio...

9> dell'anno scorso...Fabio gli ha fatto un


appuntamento...incompr... e con Totuccio... c'era
... questo il figlio...incompr... mi
hanno scritto un biglietto... ora non mi ricordo come si
chiamava...
SCIMO': questo il BONANNO... dice che lui e un altro hanno fatto...
delle ammissioni...
GUTTADAURO: questo Francesco?
SCIMO': suo fratello Giovanni!
GUl'TADAURO: ma il fratello di Giovanni... il fratello di suo padre è!!!
SCIMO1: no...no... è il fratello di Francesco... il figlio...incompr... tutti
e due sono! C'è Giovanni e Francesco, sono due fratelli.
Prima c'era questo Giovanni... poi lo hanno arrestato,
e ha messo mano suo fratello Francesco...
GUTTADAURO: boh...
Più recenti attività investigative, svolte a carico di soggetti appartenenti a
diverse realtà associative palermitane, quali ROTOLO Antonino, CINA'
Antonino, PASTOIA Francesco, DI NAPOLI Pietro, BIONDINO
Girolamo, SIRCHIA Giovanni ed altri, confermavano in pieno il
consolidamento della reggenza del mandamento di Resuttana, avvenuto negli
anni 2004 e 2005, in capo a BONANNO Giovanni (rij proc. pen. nr. 2474/06
R.G.N.R. c.d, Indagine Gotha). Le intercettazioni, ed in specie quelle presso il
box in lamiera in uso a ROTOLO Antonino consentivano, tra l'altro, di
documentare che proprio DI TRAPANI Diego, dopo aver chiesto
l'autorizzazione a MADONIA Antonino, aveva inizialmente incaricato
BONANNO di assumere la reggenza della famiglia mafiosa. Così come
disposto da quest'ultimo, BONANNO avrebbe dovuto provvedere alla
ccraccolta"del pizzo ed agli affari "interni" al mandamento, senza relazionarsi
direttamente con gli altri mandamenti.'

I1 17/5/2005, poi, DI TRAPANI Diego veniva scarcerato.

Per vari motivi (ed in specie, perché era in corso un "processo" a carico di
BONANNO, che poi avrebbe portato alla sua uccisione) DI TRAPANI
(s, tornava, dunque, nuovamente a rivestire il ruolo di reggente
dell'organizzazione mafiosa operante nell'area di Resuttana, in un primo tempo
insieme allo stesso BONANNO. In tal senso appare quanto mai utile riportare
un breve tratto del pizzino sequestrato 1'11 aprile 2006 in località Montagna
dei Cavalli a Corleone (PA), rinvenuto all'intemo del covo ove fu tratto in
arresto Bernardo PROVENZANO, datato 10 febbraio 2006, venne redatto
dall'allora latitante LO PICCOLO Salvatore, per informare il
PROVENZANO dell'amara decisione che si era dovuta prendere nei confronti

I
cfr. Ordinanza di applicazione della misura coercitiva della custodia cautelare in carcere nr. 5464105 R.G.N.R.
e nr. 7445105 R.G. G.I.P. emessa &l Tribunale di Palermo - Sezione dei Giudici per le Indagini Preliminari il
07/06/2007, pagg. 8 e segg.
del BONANNO Giovanni (argomento più speczjìcatamente trattato nel
prosieguo).

l'[ ...l Ora caro zio, la metto a conoscenza, che Diego, come le ho già detto in
una mi precedente si trova agli arresti domiciliari. E si sta mettendo in
movimento per riprendere a giostrare sia Resuttana, che i paesi di loro
competenza, che sono Arenella e Acquasanta. I n più le faccio sapere e la metto
pure a conoscenza, che questo tipo di incarico Diego l'aveva avuto rima
del suo ultimo arresto da Nino MAD. .... Quindi penso che Diego, a questo
punto può benissimo operare ? [...l"

Ciò corrispondeva in maniera assoluta con le dichiarazioni rese dal DI


NATALE Giusto il 301911999 (...Gli arriva una lettera pure a Totuccio LO
PICCOLO di MADONIA [Antonino, ndr]. Viene chiamato GUASTELLA per
farli incontrare e dice che devono collaborare, non deve tenere tutte cose
GUASTELLA nella mani, ma si deve fare guidare dall'anzianità di DI
TRAPANI). Dunque, L O PICCOLO, a distanza di sei anni circa, confermava
implicitamente quanto asserito da DI NATALE.
Va precisato che "l'ultimo arresto" di DI TRAPANI Diego, indicato quale
m riferimento temporale nel pizzino inviato al PROVENZANO, risulta essere
avvenuto il 29/7/1998 (circa un anno prima delle dichiarazioni rese da DI
NATALE). A confermare le affermazioni sopra riportate sarebbe stato, poi, lo
stesso MADONIA Antonino nel corso del colloquio carcerario che sarebbe
stato registrato 1'8 novembre 2006 presso la Casa Circondariale di Novara;
nell'occasione il detenuto avrebbe, infatti, spiegato alla madre GELARDI
Emanuela la sua bbresponsabilità"in ordine alla decisione di investire il DI
TRAPANI Diego della reggenza del mandamento di Resuttana. L'argomento
veniva affrontato da MADONIA per far capire alla madre - che gestiva in quel

ep
periodo la "cassa" della famiglia MADONIA - che non doveva avere remora

J
-105
alcuna nel pretendere da DI TRAPANI Diego il denaro a lei spettante [dico,
non è che ti pare ci sta facendo un piacere (...) sta facendo più che il suo
dovere (...) e lo deve fare con... con sostanza (...) se lui ... si annaca il culo
6..) è dovuto a chi!? (INDICA SE STESSO, ndr) ... non è che .... per la sua
bella faccia è?].
Questa analisi permette altresì di dire che DI TRAPANI Diego, così come gli
altri precedenti reggenti, traevano la loro investitura proprio da MADONIA
Antonino, che continuava a rimanere il vero "capo mandamento", cui tutte le
principali scelte andavano sottoposte, pur se in prigione.
e) Del resto, acquisizioni in tal senso emergevano anche dall'indagine c.d. Gotha.

Conversazione del Il agosto 2005 ore 10.18, tra ROTOLO Antonino, "Nino" e

I CINA' Antonino. "Nino": 1

ROTOLO: (...) Esatto, gli devi dire: "io i discorsi che ho fatto li ho

fatti per questo, per quello, per quello" gli dici "ora qua siamo arrivati al

e:
----- 3
- punto che non ci posso parlare più neanche io, a me non mi riceve, a me

qua, a me là" e... prendi una fotocopia di questa lettera che ti ha

m andato.. .
CINÀ: Esatto, e gliela m ando.. .
ROTOLO: E gliela mandi. Gli dici: "se.. . vedi.. . vedi.. . ...
99

CINA: Teggiti questa cosa9,.. .

ROTOLO: "Leggiti questa cosa" gli dici.. .


CINA: "E vedi i toni come cambiano". ..
ROTOLO: "E vedi" gli dici "cosa mi scrive a m e" gli dici "in una

cosa chiusa di cinque miliardi mi manda venti milioni a me da ... da me"


CINÀ: "Me li manda che senza dirmi niente che quello a sua.volta se li

è fottuti e ora dobbiamo vedere chi ... n

ROTOLO: .
"No" ma, gli dici "e poi dentro casa mia.. questo dentro

.
casa mia, lui mi chiude il discorso" gli dici 44quindi.. siccome io penso

che questo sia cresciuto.. . ...


99

8
CINÀ: uhuh ...
ROTOLO: "... a nome tuo, perché vedi che questo va dicendo.. . 99

Questo poi glielo scrivo pure io, gli dici: "vedi che questo va dicendo...

questo va camminando che la gente gli da tutta questa retta... 99

ROTOLO: "... perché gli pare che sia.. . 99

Q.,
CINA: finc.) ...

ROTOLO: (ìnc.)... "persona tua intima"

CINÀ: Personale

ROTOLO: "Eh, ma qua tu questa cosa la devi chiarire" cioè ali devi

dire questo, che qua esistono i mandamenti "che non è cambiato niente,

che Nino e Totuccio e Pippo ... che qua lo vogliamo bene tutti, qua ci

siamo tutti vicini : cioè, non so se.. .


9
CINA Le cose... è finito tutto, (inc.) sempre buoni (inc.)...

ROTOLO: Noi a questo non lo ripiglìamo se no, hai capito... (...)

In specie, i due interlocutori parlavano di quanto dovevano portare


all'attenzione di PROVENZANO Bernardo, allora reggente dell'intera Cosa
Nostra palermitana, relativamente ai comportamenti tenuti da LO PICCOLO
Salvatore sulle vicende dei c.d. "scappati". A margine dell'argomento centrale
della loro conversazione, i due introducevano un riferimento di straordinaria

81 rilevanza, in funzione della analisi della strutturazione attuale


dell'organizzazione. ROTOLO, infatti, suggeriva a CINA' di ricordare a
PROVENZANO I'immutata esistenza dei "Mandamentì", collegando il
concetto ai nomi di "Nìno", "Totuccio" e "Pippo", che, dunque, si
identificano evidentemente con i "Capomandamento" detenuti di "Resuttana"
MADONIA Antonino, quello di "San Lorenzo" BIONDINO Salvatore, e
quello di "Porta Nuova" CALO' Giuseppe, tutti componenti di rango dello
schieramento "corleonese".

Quanto, poi, al ruolo di DI TRAPANI Diego appare sicuramente utile riportare


- 7 . ' ,=t

@ le affermazioni fatte dal ROTOLO Antonino il 7 settembre 2005 ai suoi


interlocutori (BONURA Francesco e SANSONE Gaetano), nel corso di una
conversazione avvenuta all'interno del box in lamiera a lui in uso:

Conversazione del 7 settembre 2005 ore 10.18, tra ROTOLO Antonino e

BONURA Francesco

[.-l
ROTOLO: A f i
BONURA: E già funziona Diego?
ROTOLO: Si, Diecio è acili arresti domiciliari!

Gk 108
Analoghe acquisizioni probatorie si avevano nell'ambito del presente
procedimento penale.
Alle ore 16:28 del 21 ottobre 2005, infatti, in esecuzione del decreto di
intercettazione nr. 2011/05 emesso da codesta A.G. il 24 agosto 2005, veniva
intercettata una conversazione ambientale all'interno della Jeep in uso a DI
PACE Francesco (Palermo, 14 maggio1979, nipote di GUASTELLA
Giuseppe), intercorsa tra lo stesso e SGADARI Vincenzo (Palermo, 27 marzo
1962). I due interlocutori, accennando ad alcuni problemi di natura economica
lamentati da DI TRAPANI Maria Angela (zia di DI PACE) convenivano che
8 la donna avrebbe potuto risolverli solo rivolgendosi, come espressione del
marito detenuto MADONIA Salvatore, ad un soggetto inteso "u viddanu",
dipinto dal DI PACE come "l'unico che può decidere ".

FRANCESCO: Va bé perché gli ha fatto il nome di ...appena gli ho fatto


questo nome, Maria Angela... (DI PACE fischia, come se
volesse intendere che appena le ha fatto quel nome, Maria
Angela si è dovuta fermare ndr)
VINCENZO: ...incompr ...
FRANCESCO: una volta m i ha detto: 'minchia. Ma questo m i sembra
tutto stonato". No ...incompr ... proprio davanti a tutti ... può
prendere lui ... poi ci viene contro ...
VINCENZO: ah si?
FRANCESCO: per ora suo marito "ci ava mina e becchi" ... volendo
gli DUÒ dire vai a Darlare 'cu viddano" (ndr villano1 ...
VINCENZO: con suo fratello?
FRANCESCO: solo auello DUÒ decidere

L'identificazione del "viddano" in DI TRAPANI Diego, veniva


successivamente riscontrata anche dalle risultanze investigative emerse nel
corso dei colloqui carcerari registrati all'interno della Casa Circondariale di
L'Aquila. In specie, il 9/3/2006, MADONLA Salvatore (marito della DI
TRAPANI) intimava alla moglie di recarsi "in campagna" dalla ZIA LINA
(ovvero da DI TRAPANI Diego, indicato con il nome della moglie) per
t
reclamare la soluzione dei problemi (di natura economica) patiti già da qualche
anno.
La figura del "viddano" ovvero "l'unico che può decidere", precedentemente
citato, corrispondeva quindi alla ZIA LINA (DI TRAPANI Diego) che,
effettivamente abitava "in campagna", a Cinisi (contrada Cipollazzo).
Del resto, sul conto di DI TRAPANI Diego e sul suo riacquistato ruolo di
reggente del mandamento di Resuttana aveva reso dichiarazioni anche uno dei
più recenti pentiti di quell'area mafiosa: FONTANA Angelo, nato a Palermo il
15 luglio 1963, uomo d'onore della famiglia dellYAcquasanta. Lo stesso
decideva di collaborare con la giustizia, rendendo il suo primo interrogatorio il
7 febbraio 2006.
In quell'interrogatorio FONTANA, tra l'altro, riferiva di aver appreso dal
GALATOLO Vito, tra l'ottobre ed il novembre 2005, che Diego DI
TRAPANI, appena uscito dal carcere, aveva nuovamente assunto la reggenza
del mandamento in argomento, a discapito del BONANNO ~ i o v a n n i . ~

1 FONTANA Angelo
-
- interrogatorio del 7 febbraio 2006
.

r...I
P.M.l: Pagliarelli. E invece a Resuttana, come famiglia di Resuttana
chi ne fa parte per quello che sa lei?
FONTANA: Per quello che so io c'era Francesco...
P.M.l: Oltre i due MADONIA che sono in galera da un sacco di
tempo...
FONTANA: ...oltre i MADONIA che sono tutti in galera e sono tutti... c'è
Giovanni BONANNO gli ultimi che sapevo io e ora che è
uscito di nuovo, Diego D I TRAPANI.
P.M.l: E quindi come diciamo capofamiglia o reggente della
famiglia in questo minuto sarebbe...
FONTANA: Diego D I TRAPANI.

2
cfr. Fermo di indiziato di delitto nr. 5464105 emesso da codesta A.G. a carico del D I
TRAPANI Diego ed eseguito il 11/11/2006, pagg. 20 e segg.
P.M.l: ...Diego D I TRAPANI.

Nell'interrogatorio del 4/4/2006, lo stesso FONTANA Angelo riferiva poi:

1 FONTANA Angelo - interrogatorio del 4 aprile 2006

(...) Va bene signor FONTANA, ora le mostriamo un album


fotografico, l'album fotografico redatto l'l1 febbraio 2000,
nr. 408614 1989 di protocollo, della Regione Carabinieri
Sicilia, Comando Provinciale di Palermo, Reparto Operativo
Nucleo Operativo I Sezione. E allora, alla foto 1 chi (inc.)
L..l
P.M.1: (omissis) Foto 19.
FONTANA: Diego D I TRAPANI.
P.M.1: Diego D I TRAPANI (inc.)
FONTANA: Uomo d'onore.
P.M.l: E' quello di cui ha parlato l'altra volta?
FONTANA: Sì, adesso è fuori e lui è a Resuttana.
P.M.l: Che intende dire che è a Resuttana?
FONTANA: A Resuttana, per ora reggente di Resuttana.
P.M.1: Questo lei l'ha saputo da chi?
FONTANA: Là quando sono stato a ottobre a Palermo si parlava,
eravamo io, Vito GALATOLO che c'era lui come reggente.
P.M.l: A Palermo intende dire al carcere?
FONTANA: Al carcere di Palermo, si.
P.M.: A ottobre scorso?
FONTANA: Si, si.
P.M.l: E quindi fino a ottobre... già a ottobre scorso lui era
reggente diciamo.
P.M.: (inc.)
FONTANA: Ma appena è uscito diventò reggente perché non c'era
nessuno.
P.M.l: (inc.)
FONTANA: C'era lui, c'era poi Giovanni BONANNO che ho appreso la
sua scomparsa, comunque...
Ma che lei sappia c'erano contrasti tra BONANNO e D I
TRAPANI?
FONTANA: No, quale contrasti, lo voleva bene come a un figlio.
Contrasti non ce n'è, mi pare...
P.M.: Che in atto è reggente della famiglia...
P.M.1: Che lei sappia non ce n'era.
FONTANA: No, che io sappia non ce n'era.
P.M.: No, no, per farglielo precisare, insomma in atto Diego D I
TRAPANI è reggente della famiglia...?
FONTANA: Di Resuttana.
P.M.: ...di Resuttana.
P.M.1: Infatti l'ha detto. Vabbè diamo atto che effettivamente si
tratta di Diego D I TRAPANI del '36, possiamo passare alla
foto 20. --C
b) Gli ultimi anni del mandamento: l'omicidio di BONANNO Giovanni.
I1 ruolo di MADONIA Antonino e di DI TRAPANI Maria Angela.

L ' I l gennaio 2006 si concretizzava drammaticamente la "deposizione" attuata


nei confronti di BONANNO Giovanni: la moglie BURROSI Monica
(Palermo, 12 luglio 1973) ne denunziava il giorno dopo la scomparsa.

Come emerge anche da atti di questo procedimento, la decisione di sopprimere


BONANNO era emersa anche e soprattutto in considerazione della sua mala
d gestione della cassa comune di Resuttana, anche a discapito delle famiglie
dei detenuti. In particolare, alle ore 19:42 del 31 ottobre 2005, all'interno
dell'autovettura Jeep Cherokee in uso a DI PACE Francesco, veniva
intercettata un'ulteriore conversazione ambientale tra DI PACE e SGADARI
Vincenzo.

Nel corso della stessa, DI PACE - che è stato successivamente tratto in arresto
7
ne11 ambito del procedimento c.d. "Addiopizzo" - nr. 38/08 R.G.N.R., in
quanto persona di fiducia dei LO PICCOLO) faceva proprio riferimento al
. . . comportamento posto in essere da BONANNO, confidando all'interlocutore di
Q avere parlato con il diretto interessato che, nella circostanza, facendo
riferimento alla "cassa" del mandamento, si era giustificato asserendo
testualmente: "Franco! Prima ... la tenevo io, ora ... non la tengo più io .. .
7,

La gestione della cassa comune di Resuttana, quindi, per stessa ammissione


dell'interessato, non era più affidata al BONANNO Giovanni, quantomeno da
Ottobre 2005.

Nel corso della medesima conversazione (del 31 ottobre 2005), lo stesso DI


PACE continuava a commentare con SGADARI la vicenda, rendendo edotto
l'interlocutore dei particolari confidatigli in questo senso dal medesimo
BONANNO; in particolare DI PACE asseriva testualmente:
,113
Conversazione del 31 ottobre 2005 tra SGADARI Vincenzo e DI PACE
Francesco

"...lui, rrii ha detto che lui (BONANNO Giovanni, ndr), "per


adesso )è da cinaue mesi1che non ha un centesimo..".

Alla luce di ciò non poteva non rilevare la coincidenza temporale tra la
scarcerazione di DI TRAPANI Diego (avvenuta, come detto, nel maggio
2005) e la circostanza riferita ad Ottobre da BONANNO Giovanni al DI

Q PACE Francesco [è da cinque mesi che non ha un centesimo...], e riferibile,


dunque, a ritroso proprio a far data dal mese di mangio 2005.

A conferma dell'estrema genuinità delle acquisizioni ottenute, appare


opportuno evidenziare la totale convergenza investigativa con le acquisizioni
in tal senso conseguite nell'ambito della indagine Gotha.

In specie si richiama l'attenzione sul contenuto di una ulteriore conversazione


ambientale registrata all'interno del box in lamiera in uso al ROTOLO
Antonino, avvenuta il 21 ottobre 2005 tra il primo e NICCHI ~iovanni':

I Conversazione del 21 ottobre 2005 tra ROTOLO Antonino e NICCHI Giovanni 1

ROTOLO: ...Giovanni BONANNO dice, che è preoccupato e dice


che ha fatto sapere che lui sta cedendo le cose 1l..
E nello stesso senso deponeva anche il pizzino sequestrato a Bernardo
PROVENZANO in località Montagna dei Cavalli, il giorno del suo arresto
(11 aprile 2006), redatto dall'allora latitante LO PICCOLO Salvatore il 10
febbraio 2006. Nel pizzino, già citato in un'altra sua parte (quella su Diego DI
TRAPANI) si affermava, circa l'omicidio BONANNO:

"Per quanto riguarda quello che si chiamava come il suo paesano,


purtrou~onon c'è stato modo di scegliere altre soluzioni, in quanto se ne andava
di testa sua. Tentativi per non arrivare a brutte cose, ce ne sono stati fatti
parecchi, anche mettendogli una persona accanto, ma non è servito lo stesso a
niente. E a questo punto abbiamo dovuto prendere con D. questa amara
decisione".

I1 paesano di PROVENZANO che si chiamava come la vittima veniva


identificato in BONANNO Leoluca, in atti generalizzato.

Questa vicenda confermava anche le acquisizioni ottenute dall'attività di


censura dei colloqui carcerari del detenuto MADONIA Antonino, effettuata
nel 2005 dalla D.I.A. di Palermo, in esecuzione al decreto di intercettazione nr.
1911/05 emesso il 9/8/2005. Già alla data del 10/8/2005, infatti, nel corso del
colloqub~registrato- tra il detenuto e la cognata DI TRAPANI Maria Angela,
m veniva trattata la vicenda "BONANNO", che, nell'occasione, veniva indicato
dalla donna con l'appellativo "NIPOTE DI MIA SUOCERA" 4.

C&.Fermo di indiziato di delitto nr. 2474105 R. Mod. 2 1 DDA emesso dalla Procura deiia Repubblica presso
il Tribunale di Palermo, Direzione Distrettuale Antimafia, emesso il 1510612006 ed eseguito il 2010612006,
c.d. Operazione Gotha.
4 Prima di proseguire nella trattazione, appare opportuno riportare poche ma significative acquisizioni utili
ad identificare in maniera inequivocabile BONANNO nel soggetto indicato, dalla D I TRAPANI Maria Angela,
come "NIPOTE D I MIA SUOCERA': L'l 1/02/2006 veniva intercettato, presso la Casa Circondariale di Parma,
un colloquio tra l'indagato DI TRAPANI Nicolò (Cinisi, 08/06/1961), la sorella D I TRAPANI Maria Angela
(Cinisi 30/04/1968), la zia materna SGROI Lorenza (Palermo, 11/03/1951) e la zia paterna acquisita
CARLINI Liliana (1 4/02/1952). (Allegato C2)

D I TRAPANI Nicolò chiedeva conferma della scomparsa di BONANNO Giovanni, essendone già stato reso
edotto in occasione di un analogo colloquio del 14/1/2006 con gli altri familiari. D I TRAPANI Maria Angela
confermava l'accaduto, riferendo l'argomento proprio al "NIPOTE D I MIA SUOCERA":
r
[...l
MARIA ANGELA: perché non ci posso arrivare né ora né mai ... NICOLA, se lo sono mangiato
vivo .... Se lo sono mangiati vivo
NICOLO': a chi?....
MARIA ANGELA: a SERGIO!...
NICOLO': e chi?...
MARIA ANGELA: è giusto?.....
NICOLO': chi?...
MARIA ANGELA: ... tutti ... ( gesticola con le mani ndr) ... LA NIPOTE D I MIA SUOCERA ...
tutti questi che c'erano la .....
NICOLO': ... ma dice che LA NIPOTE D I TUA SUOCERA ... dice che se ne era andato ...
MARIA ANGELA: ... ora si!.... prima si!... ora gli ha detto...
NICOLO': ... dice che se ne era andato? ...
MARIA ANGELA: ... si se ne è andato ... fino ad ora ... ora c'è CARMELA e gli altri ...
NICOLO': ... ah se ne è andato allora?...
MARIA ANGELA: ... è giusto che...
NICOLO': non c'è ... non c'è?...
MARIA ANGELA: ... non c'è! (nasconde il viso dietro il bambino che tiene in braccio e
avvicina le dita della mano destra alla bocca, producendosi nel gesto
usualmente utilizzato per indicare l'atto del mangiare ndr)

Analoga conversazione veniva registrata il 17/6/2006, quando la DI TRAPANI


chiedeva al fratello se, in passato, avesse provveduto lui stesso ad attribuire al
NIPOTE DI MIA SUOCERA qualche tipo di investitura all'interno del
mandamento di Resuttana. Questo quesito scaturiva dai dubbi esternati a DI
TRAPANI Maria Angela da CINA' Antonino (Palermo, 2810411945), incontrato
il 10 giugno 2006, unitamente .alla. suocera GELARDI Emanuela ed a
GRAZIANO Vincenzo (Palermo, 12/06/1951), all'interno di un immobile di
pertinenza di quest'ultimo, ubicato al civico 8/f di via Cardinale Mario Rampolla
di Palermo4. (Allegato C3)

ANGELA: Nicola ma quando ci fù ... ti ricordi ... la NIPOTE D I M I A SUOCERA te la


ricordi? ... quella... la PICCIRIDDA quella che è partita? ...
NICOLO': eh!...
ANGELA: eh ... ma sei stato t u tannu (alllepocarndr) ?...
NICOLO': ma quando?...
ANGELA: no, vero?...
NICOLO': ma che mi interessa ... prima ... ji GIOVANNI?
ANGELA: eh!...
NICOLOr: ma chi ... chi le sa queste cose! ..
ANGELA: la fanno cadere (comunica qualcosa con il labiale,ndr) ... che non ne sanno
niente ...
La DI TRAPANI si era presentata dal cognato esigendo una risposta (attesa
anche da suo marito MADONIA Salvatore) in relazione a delle mancanze di
BONANNO (mancata corresponsione dei previsti "sussidi economici" ai
familiari dei "carcerati", uno degli obblighi primari degli associati "liberi")
che, come emerso nel prosieguo della conversazione, erano già state
rappresentate al cognato nel precedente mese di febbraio 2005.

A fronte delle pressanti lamentele prospettate dalla cognata, il detenuto


(MADONIA Antonino) aveva argomentato ribadendo alla stessa come, proprio
in occasione del colloquio effettuato a febbraio 2005, la DI TRAPANI - a
8
dimostrazione della sua altissima pericolosità sociale - avesse trasmesso un
messaggio diretto a MADONIA per conto dell'allora latitante LO
PICCOLO Salvatore (nell'occasione inteso "PICCOLINA,
ANTICCHIEDDA"):

Conversazione del 10 agosto 2005 tra MADONIA Antonino e la cognata DI


TRAPANI Maria Angela

NICOLO': ma chi le sa queste cose ...


ANGELA: chi l'ha messo ... chi è stato a metterlo qua ...
NICOLO': io? ... io no! ...

Veniva quindi ribadito che LA NIPOTE DI MIA SUOCERA fosse partita e, dato ancor più significativo,
che Il relatlvo nome dt battestmo tosse proprio GIOVANNI.

Estrema rilevanza aveva l'ulteriore dato emerso nel corso del colloquio carcerario registrato il
10/08/2005, quando la D I TRAPANI specificava al cognato MADONIA Antonino il nome di battesimo
del fratello de LA NIPOTE D I M I A SUOCERA, ovvero FRANCESCO, evidenziando tra l'altro come
quest'ultimo fosse peraltro deceduto [sua sorella, quella che e morta ... sua sorella ... FRANCESCO ...
FRANCESCO! la sorella DEL NIPOTE D I TUA MADRE ...l.(Allegato D I )

Effettivamente BONANNO Giovanni era fratello di BONANNO Francesco, deceduto il 23/12/2003,


mentre era latitante.
1
[...l
Nino : A febbraio mi avete detto.. si deve fare i n auesta
maniera.. e t u sei intelliqente e c a ~ i s cauello
i che...
Angela : No, che t e l'ho detto... ti ho detto... m i ha detto... le
parole d i ... PICCOLINA (fonetico, ndr).
Nino: (conferma con un cenno della testa) ... Perfettamente,
perfettamente!
Angela : E ti ho detto tirati le tue conclusioni!
[.-.l
Nino Siccome m i ha detto a me, lui è intelliqente e capisce
Pero, ora,
deve avere la soluzione di "BANCHITIEDDU"! Quali soluzioni
ci sono state ?
Angela (ride) che cosa ne so io....
[..,l

MADONIA e DI TRAPANI avevano poi discusso del comportamento posto in


essere da BONANNO. Quest'ultimo, a loro dire, non aveva solo mal gestito la
cassa comune di cui era responsabile ma, fatto in un contesto mafioso di
estrema gravità, aveva avanzato dubbi sulla paternità del piccolo MADONIA
Francesco, figlio di Salvatore e della stessa DI TRAPANI Maria Angela, e
nipote del p a t r i a ~ aomonimo. Già queste parole, secondo MADONIA-
'e Antonino, avrebbero potuto segnare la sorte di BONANNO r.. . l'affronto che
ha fatto ... il bambino... se ~ u e l l che
o dici tu ... se è così ... già si trova con il
culo ... culo basso].
[...I
Nino - quando uno prende e dice queste cose, le dice e poi ne deve
rispondere no, giusto?! ...
ANGELA - e appunto! ...
Nino - non è che finisce qua! e allora ... siccome a me m i dicono...
siccome mio fratello si sfoga con te, non facciamo che t u per
caso, per qualche attimo di debolezza con chiunque ... con
chiunque... è uscito che t u ... I
Nino - ... t u a SALVO gli devi dire ...
ANGELA - si! ...
Nino - gli devi dire questo discorso, gli dici IVINO desidera se è
possibile ... capire una cosa ... l'affronto che ha fatto ... il
bambino ... se quello che dici tu ... se è così ... già si trova
con il culo ... culo basso (con il culo per terra, ovvero in
grave torto ndr ) ... per dire ... non c'è diciamo disgregazione
... m i sono spiegato?

In seguito MADONIA Antonino, evidentemente già consapevole del destino


che attendeva BONANNO, indicava alla cognata di non adottare alcun
comportamento che potesse far insospettire o far trapelare a terzi uno stato di
confittualità tra la famiglia MADONIA-DI TRAPANI ed il BONANNO,
intimandole di non rifiutare eventuali elargizioni di denaro a suo favore:

Nino - ascolta ... sii intelligente ... non m i dare questa


risposta, p mio fratello me lo saluti affettuosamente e
a l i o cuore è
semwe ... auesto è sicuro... ques... ques ... p
chiaramente tutto il resto -diciamo 'no! ... per dire
(incomprensibile) ... non li devi rifiutare! ...
(incomprensibile) ... perchè io chiedo se
(incomprensibile) ne vai a parlare con lui e poi, se
necessario, m i fai sapere vediamo se si può fare ... è
possibile? ... non darla ora questa risposta ? ...
Angela - vediamoci ... io in questo momento ... ti ho detto ...io
i n questo momento, t u non puoi capire io come mi
sento dentro, non ... è impossibile poterlo capire
perché t u sei da questa parte e con una tua visuale e
io sono dalla mia parte, con la visuale che penso di
essere i n quella giusta, quindi ...
Nino - (incomprensibile) ... io ti sto dicendo ... io ti sto dicendo ...
(incomprensibile) ... quello che sto chiedendo io a mio
fratello, a mamma se necessario, si può sentire ... se si può
fare se non si può fare (incomprensibile) ... questo e il
discorso mi sono spiegato? ... sotto questo aspetto, lo puoi
fare, questa promessa la puoi fare? ...
Angela - io ti ho detto ...
Nino - (incomprensibile) ...
Angela - un domani ...
Nino - completamente ... trentasei denti e non rifiutare per
cercare d i non creare ...
Angela - eh ... eh ... allora ... quando io ho rifiutato, i o voglio
che ci sia chiaro questo ... ho rifiutato sai perché ...
sapevano che stavo ...
l.
.l
Nino - no lascia stare ... fallo stare tranauillo ... ehhh...
scusami ... i o non so ... però scusami un attimo ... tu,
diciamo, a casa sei ... eh ... diciamo a casa..
Angela - a casa ...
[...l

Infine, MADONIA Antonino tornava a parlare della risposta che la DI


TRAPANI avrebbe dovuto recapitare al marito MADONIA Salvatore, in
relazione alle mancanze perpetrate nei suoi confronti da BONANNO
risposta che tu devi dare a SALVO /è che quello non c'è più ... quindi, già ...)
. . ,hdestino aia ... stabilito ... nei secoli! I..è una questione. cioè questo è un
discorso diciamo così. Stabilito].

Dunque, LO PICCOLO Salvatore, oltre a comunicare il 10 febbraio


2006 il reggente di Cosa Nostra palermitana, PROVENZANO Bernanrdo,
dell'amara ma necessaria decisione adottata nei confronti di BONANNOy
aveva ritenuto altresì opportuno comunicare le sue intenzioni, gia dal mese di
febbraio 2005, a MADONIA Antonino, riconoscendogli la qualifica di "capo
mandamento" in carica per il territorio di competenza [Nino: A febbraio mi
avete detto.. si deve fare in questa maniera.. e tu sei intelligente e capisci
quello che ... ANGELA: No, che te l'ho detto... ti ho detto... mi ha detto... le
parole dì ... PICCOLINA (fonetico, ndr)].
Oltre ai significativi elementi emersi in relazione al progetto omicidiario poi
attuato nei confronti del BONANNO Giovanni, il colloquio registrato dalla
DIA di Palermo il 10/8/2005 tra il MADONIA Antonino e la cognata DI
TRAPANI Maria Angela, poneva in evidenza ulteriori importanti indizi sul
molo che un soggetto indicato dal detenuto con l'appellativo "Banchiteddu"
ovvero "Vanchiteddu", aveva avuto nella fase antecedente l'amara decisione
adottata a carico di BONANNO.
@ In specie si comprendeva come VANCHITEDDU avrebbe dovuto fornire delle
soluzioni sicuramente necessarie per la definizione della vicenda:

r...I
Nino - Siccome mi ha detto a me, lui è intelligente e capisce ...
sono stato buono....a posto! Va bene così! Però, ora, deve
avere la soluzione di 'Banchitieddu"! Ouali soluzioni ci

Angela - (ride) che cosa ne so io....


L..l

L'anaLisi di-quest'ultimo dato, posto in relazione alle risultanze investigative


qa emerse nell'ambito di altre attività d'indagine (in particolare, si veda ilfermo
c.d. "Addiopizzo l '>oltre che ilfermo c.d. "Gotha'? consentiva di giungere ad
univoche conclusioni investigative che individuavano in GENOVA Salvatore
(Palermo, 02 febbraio 1958) la persona affiancata al BONANNO Giovanni,
inteso "Banchiteddu " o "Vanchiteddu ",prima di giungere all'amara decisione
di eliminarlo.
In particolare, nella conversazione del 21 ottobre 2005 captata all'interno del
box in lamiera in uso a ROTOLO Antonino tra quest'ultimo e NICCHI
Giovanni (indagine Gotha) ROTOLO afferma che "Giovanni BONANNO
dice, che è preoccupato e dice che ha fatto sapere che lui sta cedendo le cose,
.
sta.. e quindi c'è un altro picciotto che gira, glielo abbiamo messo accanto,
hai capito?
Analogamente, nel pizzino sequestrato nel covo di Bernardo PROVENZANO
l'l 1 aprile 2006, recante la data del 10 febbraio 2006 ed attribuito a LO
PICCOLO Salvatore (cfr. 0.c.c. nr. 5464105 r.g.n.r. e nr. 7445105 r.g. gip)S si
affermava "...Tentativi per non arrivare a brutte cose, ce ne sono stati fatti
parecchi, bnche mettendogli una persona accantd ma non è servito lo stesso
a niente. .. .II

Inoltre, la conferma dell'identificazione del "Vanchiteddu " in GENOVA


Salvatore, si otteneva dalle recenti dichiarazioni rese (nell'ambito del
procedimento c.d. Addiopizzo) dal collaboratore di Giustizia NUCCIO
Antonino:

I Interrogatorio del 27 novembre 2007 di NUCCIO Antonino:


i...l
ADR: Con riferimento alla scomparsa di Giovanni BONANNO
ricordo che il FRANZESE mi aveva detto che il BOIVANNO si
era comportato male perché non rispettava le regole e si era
appropriato dei soldi delle estorsioni. per gli appalti relativi
alla metanizzazione, in violazione delle regole di
competenza territoriale. Ricordo che anche Salvatore
GENOVA, VANCHITIEDDU, me ne aveva ~arlato
dicendomi che nell'ultimo eri odo lo stesso era stato
affiancato al BONANNO Der controllare sul suo operato.

5
Cfi.Ordinanza di applicazione della misura coercitiva della custodia cautelare in carcere m. 5464105
R.G.N.R. e m. 7445105 R.G. G.I.P. emessa dal Tribunale di Palermo - Sezione dei Giudici per le Indagini
Preliminari il 07/06/2007, a carico di LO PICCOLO Salvatore + 4 (omicidio BONANNO Giovanni), pag.
37; P
Queste prime acquisizioni riportate già provano che DI TRAPANI Maria
Angela, oltre ad intrattenere personalmente rapporti con l'allora latitante L O
PICCOLO Salvatore, in quel periodo al vertice di Cosa Nostra palermitana,
adempiva alle sue mansioni di vettore comunicativo, comunicando decisioni,
anche di grande delicatezza (come un omicidio) da e per il carcere. La stessa
conversazione permetteva di dimostrare che MADONIA Antonino era
certamente a conoscenza (e compartecipe) dei provvedimenti adottati da Cosa
Nostra nei confronti del BONANNO Giovanni, a dimostrazione della sua
ancora attuale autorità nel contesto mafioso di Resuttana, nonostante la
@ detenzione al regime carcerario previsto dall'art. 41 bis.

Ad ulteriore conferma di quanto sopra, va rimarcato che il 7 giugno 2007


veniva emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Palermo ordinanza di custodia
cautelare in carcere nr. 5464105 R.G.N.R. e nr. 7445105 R.G. GIP nei confronti
di LO PICCOLO Salvatore, ROTOLO Antonino, CINA' Antonino e DI
TRAPANI Diego, in concorso con altri, tutti resisi responsabili dei reati di
omicidio aggravato e occultamento di cadavere, in danno di BONANNO
C) L'avvicendamento di BONANNO Giovanni con GENOVA Salvatore e
DI TRAPANI Diego.

L'l1 febbraio 2006 (ad un mese esatto dalla scomparsa di BONANNO


Giovanni) come anticipato, veniva intercettato presso la Casa Circondariale di
Parma, il colloquio carcerario tra il DI TRAPANI Nicolò, la sorella DI
TRAPANI Maria Angela, la zia SGROI Lorenza e la zia paterna acquisita
CARLINI Liliana .

Tenuto conto che, come visto, il soggetto indicato dalla DI TRAPANI con
g.)
l'appellativo NIPOTE DI MIA SUOCERA si identificava nello scomparso
BONANNO Giovanni, la DI TRAPANI individuava immediatamente la
persona che si era avvicendata a BONANNO . ora c'è CARMELA~k p14
I..
ml...l. D'altro canto appariva evidente come quest'ultimo fosse alle dirette
dipendenze di DI TRAPANI Diego, inteso ZIA LINA', [NZCOLO': ... e
CARMELA che fa?. è venuta? .. ... MARLA ANGELA: ... con ZIA LINA!...
.
SAL V 0 me lo aveva detto.. stai attenta perché è con la ZIA LINA!].

Sempre nel corso del colloquio carcerario svolto a Parma 1'11 febbraio 2006,
D1 TRAPANI Maria Angela sottolineava più volte al fratello come lo zio DI
TRAPANI Diego avesse tratto sicuro vantaggio dalla scomparsa di
BONANNO, su cui poteva far ricadere tutte le responsabilità della mala
gestione economica che aveva danneggiato i MADONIA, pur essendone,
secondo la donna, anch'egli corresponsabile ali è venuto il condono! ...
I...
tutte cose ... non so niente, era lei! {inteso BONANNO. ndr)... il condono
edilizio gli è venuto!... .... dobbiamo vedere però... il prossimo... chi sarà
...
(owero chi lo farà ndr) il condono edilizio!...].
k

Cannela è il nome deiia moglie di GENOVA Salvatore


'Anche qui nome della moglie di DI TRAPANI Diego
I1 9 marzo 2006 venivano, poi, acquisiti ulteriori elementi investigativi che,
oltre a confermare l'avvenuto avvicendamento tra BONANNO e GENOVA,
evidenziavano il perdurare di uno stato di difficoltà della famiglia MADONIA,
ora attribuito, comunque, alla gestione di DI TRAPANI Diego (essendo già
passati altri due mesi dalla scomparsa di BONANNO senza che vi fossero stati
significativi miglioramenti della situazione).

Sempre DI TRAPANI Maria Angela, recatasi come di consueto a colloquio


dal marito detenuto a L'Aquila, lamentava a quest'ultimo la mancata
elargizione di denaro dal mese di dicembre 2006, occasione in cui aveva visto,
..
per l'ultima volta, CARMELA (M. ANGELA: . l o non vedo CARMELA da
dicembre!]. La donna lasciava intendere, comunque, che la vera responsabilità
di un simile comportamento era da addebitare alla ZIA LINA (ovvero, come
sopra detto, DI TRAPANI Diego), ritenuta responsabile della mancanza del
GENOVA ["no, per ora è per la ZIA LINA, sicuramente! (unisce gli indici
delle mani producendosi nel gesto di vicinanza, ndr)... sicuramente!... hai
capito!?] .

Per risolvere definitivamente queste problematiche, come accennato,


MADONIA Salvatore consigliava alla moglie di recarsi "in campagna" a
colloquio dalla ZIA LZNA (DI TRAPANI Diego). DI TRAPANI Maria
Angela avrebbe dovuto rappresentare il marito MADONIA Salvatore:

Colloquio del 9 marzo 2006 tra DI TRPANI Maria Angela ed il marito MADONIA
Salvatore

SALVATORE: ... Maria Angela .... perchè noialtri combattiamo!? ... minchia!...
io ti sto dicendo... fai quello che ti dico io!... lasciali
perdere!! ... vai... tu, quando ti ci presenti, sei SALVO...
dimentica.... Sei SALVO che ti ci presenti!... non ti ci
presenti tu!... devi dire... senti vedi che io... SALVO...
(gesticola, ndr)... e basta!.. però ci devi andare con gli occhi
"usciti di fuori"! ... devi "acchiappare" a lui ... devi dire...
senti... non vediamo niente... non ve... non vi
"risicate", dice mio marito!!!!... non vi rischiate!... I o
non voglio sapere di quello... cioè... quanto meno ci lascia in
pace?".

In effetti, come si è già visto, il 31 ottobre 2005 (cinque mesi dopo la


scarcerazione del DI TRAPANI Diego e cinque mesi prima della
conversazione in argomento), DI PACE Francesco aveva riferito allo

61 SGADARI che, secondo lui, la Zia DI TRAPANI Maria Angela avrebbe


potuto risolvere i suoi problemi solo rivolgendosi al "viddano", dallo stesso
definito come "1 'unico che può decidere".

Le lamentele prospettate a MADONIA Salvatore il 9 marzo 2006 portavano


il detenuto alla conclusione che l'avvicendamento tra BONANNO e
GENOVA, non fosse servito a produrre un reale miglioramento della
situazione [SAL VA TORE: ora ti sto dicendo una cosa.. . l ALTRO^...
. . .
l'ALTRO.. ti mandava il cestino.. ti manda.. ti portava il cestino.. per .
Natale... QUESTO ... manco il cestino!].
In ogni caso, la lontana tra "l'altro" e la DI TRAPANI veniva considerato
dalla moglie di Salvatore MADONIA una fortuna, perché era valso a
distinguere le loro posizioni, ed a far capire che il comportamento scriteriato di
BONANNO non avesse l'imprimatur della famiglia MADONIA-DI
TRAPANI:

ANGELA: ... avevi ragione!... ti immagini veniva da me?!... in


questo... in tutto questo periodo!?... e... (ridendo, ndr)... da
me?!
SALVATORE: ... Maria Angela... però...
ANGELA: ...lo vedevano venire da me?!
Bonanno Giovanni
d) Le fasi della "deposizione" di DI TRAPANI Diego: l'esecuzione
di "Gotha", il contenuto delle intercettazioni ed il conseguente
pericolo di vita a suo carico. La consultazione di MADONIA Aldo.

I1 20 giugno 2006 veniva eseguito il fermo di indiziato di delitto nei confronti


di ROTOLO Antonino, CINA' Antonino ed altri. La pubblicazione delle
relative risultanze ed intercettazioni segnava l'inizio del declino di DI
TRAPANI Diego quale reggente del mandamento di ~ e s u t t a n aDeve
. ~ dirsi,
comunque, che le acquisizioni investigative ottenute nell'ambito del presente
procedimento sino alla data de11'8 ottobre 2006, oltre ad aver evidenziato
t l'avvicendamento tra BONANNO Giovanni e GENOVA Salvatore, nulla
facevano presagire dei profondi cambiamenti in atto all'interno del
mandamento di Resuttana. A conferma di ciò, il 6 ottobre 2006, alle ore
14:24, il detenuto MADONIA Giuseppe effettuava la periodica telefonata ai
familiari, nel corso della quale chiedeva ed otteneva conferma dalla madre
GELARDI Emanuela dei buoni rapporti con LINA (ovvero con DI
TRAPANI Diego); in questo senso la GELARDI aggiungeva che la stessa
LINA si dimostrava molto rispettosa nei suoi confronti, lasciando intendere
., che l'elargizione del denaro dovuto avveniva regolarmente o quasi ("... ci vado
'@ quando capita ... però è rispettosaw).;

MADONIA Giuseppe - che, lo ricordiamo, è l'unico MADONIA a non essere


sottoposto al regime di cui all'art. 41 bis O.P., e gode, dunque, di maggiore
libertà - non tardava ad informare suo fratello MADONIA Antonino,
rendendolo edotto delle notizie apprese nel corso della detta telefonata.

Nel frattempo il 7 settembre 2006 DI TRAPANI Diego veniva raggiunto


dalllOrdinanza di Custodia Cautelare in Carcere, emessa in ordine alla
contestata evasione addebitatagli a seguito di un controllo effettuato presso la
sua abitazione il 22 agosto 2006, quando i militari della Compagnia
Carabinieri di Carini ne avevano riscontrato l'ingiustificata assenza. I1 21
settembre 2006 DI TRAPANI Diego veniva, poi, scarcerato.

Successivamente, il 7 ottobre 2006, DI TRAPANI Maria Angela


scriveva al marito anch'egli detenuto, informandolo del fatto che, nel
pomeriggio, assecondando la sua volontà, si sarebbe recata in campagna '1 a
salutare" lo zio DI TRAPANI Diego, ormai libero.

0 "Di pomeriggio vorrei andare in campagna a salutare Zia Lina, se dipendesse da me saprei
cosa fare ma tu la vedi così e farò come dici tujhchè gli occhi non te li aprirai da solo"

11 14 ottobre 2006 veniva, poi, registrato un colloquio carcerario tenutosi a


Parma tra DI TRAPANI Maria Angela, la madre SGROI Rosa ed il fratello
detenuto DI TRAPANI ~ i c o l ò i La DI TRAPANI informava il fratello delle
"difficoltà" a mantenere i suoi impegni addotte da "Zia Linan (DI TRAPANI
Diego) in occasione della visita effettuata, come detto, il precedente 7 ottobre.
Sempre secondo quanto riferito dalla donna, DI TRAPANI Diego aveva
64 lamentato di non avere più alcun contatto con l'allora latitante LO PICCOLO
Salvatore, pur avendo cercato di averlo:

Colloquio del 14 ottobre 2006 tra DI TRAPANI Maria Angela, DI TRAPANI


Nicolò e SGROI Rosa

M. ANGELA: eehh ... dopo un'estate ...vado in campagna! ... e c'era la


Z I A LINA con la ZIA SARA (DI TRAPANI Diego e D I
TRAPANI Michele, ndr) ... SALVO ... dice calati la
mi fa
facci ... dice ... sennò ... vedi ... NICOLA niente ...
MAMMA niente ... fai finta di niente ...
ROSA: ... ora non è che ... mai che si vede nessuno?! ... niente!

Cfr. Fermo di indiziato di delitto nr. 2474105 R. Mod. 21 DDA emesso dalla Procura della Repubblica presso
M. ANGELA: ... dice ... fai finta d i niente ... dice ... sennò gli pare
che sono io che t e lo dico d i no ... che non ci devi
andare! ... e io faccio finta di niente ... ci vado ... saluti ...
normali ... dice ... eehh! ... stai bene? ... gli ho detto ...
si, bene, così ... nel mentre, g l i faccio ... senti qua, g l i
ho detto, m i devi fare una cortesia, gli ho detto ... io
m i devo andare a chiudere là?! ...
r...I
M. ANGELA: ... ora a auanto pare ... [con il ~ o l l i c ee I'indice della mano
destra indica aualcosa di PICCOLO, come soaaetto della
frase che seciue n d r l ... eehh! ... dalla Z I A LINA ... non si
ci fa vedere e sentire! ... e auesti (sfreaa I'indice ed il
pollice della mano destra ad indicare denaro. ndr) ... si ci
bloccano t u t t i là! ...
NICOLO': ... (indica la sua sinistra con il capo, ndr)
M. ANGELA: ... LO PICCOLO ... (labiale, ndr) ...
NICOLO': ... (non capisce, ndr)
M. ANGELA: (ripete, ndr) ... LO PICCOLO ... (con il pollice e I'indice
della mano destra indica qualcosa di piccolo) ...
NICOLO': ah! (annuisce, lasciando intendere di aver capito, ndr)
L-l

Ecco, dunque, che si cominciavano a comprendere le conseguenze della

m avvenuta esecuzione di "Gotha". L'immediata conseguenza dei provvedimenti


adottati, sempre secondo il racconto della DI TRAPANI Maria Angela, si era
manifestata nel repentino cambio del percorso seguito dal denaro, non più fatto
transitare dallo stesso DI TRAPANI Diego [dice ... non c 2 per ora niente!
... dice ... è da auest'estate!]. In poche parole quest'ultimo risultava del tutto
estromesso da ogni dinamica interna al mandamento di Resuttana del quale era
stato reggente fino a poco tempo prima.

il Tribunale di Palermo, Direzione Distrettuale Antirnafia, emesso il 15/06/2006, c.d. Operazione Gotha

129
M. ANGELA: ... gli ho detto... ancora così! ... ma, così ... ehhh! ... gli ho
detto ... no ... però ... ci sento parlare la ZIA SARA ... fa ...
dice... dice ... non c'è, per ora niente! ... dice ... è da
quest'estate! ... la ZIA LINA mi fa ... niente, ti giuro ...
nessuno viene più qua! ...

M. ANGELA: ... prende e m i fa (riferito alla ZIA SARA, ovvero D I TRAPANI


Michele, ndr) ... dice ...
ma t u lo sai ...
dice ... vedi che è
vero! ... dice ... tu lo sai ... dice ... che io ... poi ... dice
... QUELLO non parla (riferito alla ZIA LINA ovvero a D I
TRAPANI Diego, ndr) ... dice ... t e lo dico ...

Le motivazioni che avevano spinto LO PICCOLO ad attuare un simile


comportamento nei confronti di DI TRAPANI Diego, venivano fornite
direttamente dal detenuto DI TRAPANI Nicolò, che spiegava alla sorella che
la vera causa della destituzione dello zio era da ricercarsi nelle risultanze
emerse a seguito della c.d. indagine Gotha. In tal senso il detenuto specificava
di aver personalmente avuto modo di leggere il contenuto del prowedimento
emesso. Inoltre, DI TRAPANI Nicola aggiungeva di essere stato aggiornato
da "uno della cumarca" (combriccola) che, a seguito dell'esecuzione dei fermi,
era stato associato proprio presso la sua stessa Casa Circondariale, owero a
d Parma. Da quest'ultimo, a suo dire, aveva appreso di "confidenze" fatte dallo
Zio DI TRAPANI Diego e partecipate a "tutti", che indicavano LO
PICCOLO Salvatore come un debole [la ZIA LINA (DI TRAPANI Diego,
ndr) ... ha parlato male di lui! (di LO PICCOLO, ndr) ... gli è piaciuto fare le
confidenze?! ... c'è uno qua che me l'ha raccontato! ... che era in questa
cumarca (combriccola, ndr) ... che, QUELLO dice che questo qua ... (LO
PICCOLO, ndr) ... dice che piangeva, prima! ... quando era ragazzino ...
dice che piangeva sempre! ... quando era qua dentro! (in carcere, ndr) ...l.
11 detenuto, indicato come "uno della cumarca", che avrebbe informato il DI
TRAPANI Nicolò, poteva individuarsi in DI MAI0 Vincenzo, nato a
Palermo il 29 ottobre 1944, uomo d'onore della famiglia del17Acquasanta-
territorio, quest'ultimo, facente parte del mandamento di Resuttana. Gli
accertamenti esperiti presso la banca dati delle FF.PP., hanno difatti permesso
di appurare che il 17 luglio 2006 lo stesso DI MAI0 era stato trasferito presso
il carcere di Parma. DI TRAPANI Maria Angela continuava, comunque, a
raccontare al fratello della contingente situazione di difficoltà registrata dallo
Zio Diego, aggiungendo che, unitamente al fratello Michele, lo zio l'aveva
@I anche additata quale potenziale causa della situazione venutasi a creare.
Secondo l'ipotesi avanzata dai due, la DI TRAPANI si sarebbe recata a
colloquio dall'allora latitante LO PICCOLO Salvatore, lamentando una
ineflcace gestione del mandamento attuata dallo Zio Diego, facendo deviare
tutto il denaro verso di lei [M. ANGELA: noialtri pensavamo che TU ... IO
(indica se stessa, ndr) ... mi aveva detto ... mi avevano sistemata là ... e non
gli facevo arrivare più niente là! ...non sanno da dove devono girare la testa
e pensavano di me! ... (riferisce la domanda rivoltale, ndr) ... ma TU ti ci sei
... gli ho detto ... ma quando mai ...l. --
- -
-. . L - . ,

A tal proposito, appare opportuno evidenziare che la capacità riconosciuta in


capo alla DI TRAPANI di poter facilmente interloquire con LO PICCOLO,
allora latitante, e poterne influenzare le scelte operative, era stata anche
implicitamente evidenziata da MADONIA Antonino nella lettera scritta al
fratello Giuseppe il 27 settembre 2006; dalla lettura del testo si desumeva,
infatti che MADONIA Antonino partecipava al fratello i propri timori su
possibili iniziative della cognata, peraltro non condivise dallo stesso: "mi
auguro che non avvilisca "U VASCU"' con cortiplio per farlo tornare dove
era prima1'.

Del resto, si è già visto che DI TRAPANI Maria Angela risultava aver
effettivamente già incontrato LO PICCOLO Salvatore in una data
antecedente al mese di febbraio 2005, quando il latitante aveva comunicato
alla donna di dire al cognato MADONIA Antonino quali provvedimenti si
pensava di attuare a carico di BONANNO ~iovanni"- [Nino: A febbraio mi
avete detto.. si deve fare in questa maniera.. e tu sei intelligente e capisci

8 ..
quello che. MARIA ANGELA: No, che te l'ho detto... ti ho detto... mi ha
.
detto.. le parole di ... PICCOLINA fonetico, ndr)].
Nel prosieguo del colloquio intercettato a Parma il 14 ottobre 2006 i
partecipanti facevano esplicito riferimento al pericolo di vita cui lo stesso
DI TRAPANI Diego era evidentemente esposto. In questo senso DI
TRAPANI Nicolò esortava la sorella affinché suggerisse allo ZIO di
"rimanere dentro. totale!" [NICOLO': perché se lo mangia a colazione!]:

NICOLO': (interrompe la sorella, ndr) ... diglielo! ... diglielo! (allo


ZIO DIEGO, ndr) ... perché se lo mangia a colazione!
(porta la mano destra alla bocca mimando il gesto del
mangiare, ndr) ...
M. ANGELA: si!
NICO LO': ...perché ... la colpa è sua! (dello ZIO DIEGO, ndr) ...
L-l
NICOLO': ti sto dicendo ... gli devi dire alla ZIA LINA ( D I TRAPANI
Diego, ndr) ... che S I STA DENTRO, TOTALE!
M. ANGELA: si
NICOLO': m i segui?! ...
M. ANGELA: si
NICOLO': TOTALE! ...io l e ho lette l e cose! ...le ho lette!
M. ANGELA: (annuisce, ndr)

10
Nomignolo usualmente utilizzato per LO PICCOLO Salvatore Giovanni
II
Si legga la nota in richiamo nr. 651102-2005 del 0211012006 della Sezione Anticrimine
oggetto "Annotazione circa le risultanze investigative relative all'ornicidio di BONANNO Giovanni
La notizia veniva immediatamente comunicata anche agli altri carcerati. Anche
in questo caso si utilizzava MADONIA Giuseppe - che, come detto, non è
sottoposto al regime di cui all'art. 41 bis O.P. I1 20 ottobre 2006, infatti,
MADONIA Giuseppe effettuava la periodica telefonata verso i propri
congiunti. Nel corso della stessa, GELARDI Emanuela informava il figlio di
alcuni problemi riscontrati proprio con DI TRAPANI Diego, lasciando
intendere l'esistenza di un'anomala situazione gravante a carico del parente.
MADONIA Giuseppe chiedeva che la cognata DI TRAPANI Maria Angela

6 presenziasse alla successiva telefonata, e ciò, ovviamente, a causa dall'avanzata


età della GELARDI che non rendeva più immediata la percezione da parte
della stessa del linguaggio criptico utilizzato.

Anche MADONIA Salvatore veniva reso edotto delle novità relative alla
gestione del mandamento di Resuttana; ciò avveniva per mezzo della moglie
DI TRAPANI Maria Angela, che scriveva al marito il 22 ottobre 2006. Nel
tratto d'interesse della lettera sotto riportata, la donna, confermando di essersi
finalmente recata "in campagna" dallo ZIO (il 7 ottobre 2006), lo metteva a
parte della awenuta deposizione di DI TRAPANI Diego da parte di LO
@ PICCOLO Salvatore, indicato con lo pseudonimo "ZIA ROSALBA"".

Premesso che lo pseudonimo ROSALBA veniva inizialmente introdotto dalla DI TRAPANI Maria
Angela, va precisato che la relativa identificazione in LO PICCOLO Salvatore trovava innumerevoli
riscontri nell'ambito di tutta l'attività d'indagine. In questo senso si riportano solo alcune acquisizioni
probatorie:

- nel corso del colloquio carcerario effettuato tra MADONIA Salvatore e la moglie 1'8 novembre
2006, e quindi dopo l'esecuzione dei fermi di indiziato di delitto a carico di ROTOLO Antonino
ed aliri, il detenuto riferendosi a ROSALBA, lo indicava quale unico vero referente con il quale
rapportarsi, esaltandone nel contempo l'incontrastata supremazia in quel momento
ROSALBA! ... ali &i tuttì zero, sono.1 . In quel periodo, in effetti - come
emerso dalle ordinanze nr. 38/08 R.G.(c.d. Addiopizzo), LO PICCOLO Salvatore era
effettivamenteil reggente di Cosa Nostra palermitana.
- il 24 febbraio 2007 DI TRAPANI Nicolò, che forse per la prima volta sentiva pronunciare il
nome ROSALBA, chiedeva delucidazioni alla sorella sulla reale identità della stessa. La
manifestata impeflezione nel collaudato sistema comunicativo, consentiva di captare un ulteriore
elemento utile fornito proprio dalla DI TRAPANI, che, senza pronunciare ulteriori parole, ma solo
Veniva quindi riferito che:

- in quel momento la ZIA ROSALBA aveva reciso ogni tipo di rapporti con DI
TRAPANI Diego, i cui canali comunicativi con il latitante erano divenuti
oramai inefficaci;
- in considerazione di ciò, DI TRAPANI Diego risultava essere molto triste,
ovvero preoccupato;
- lei stessa (DI TRAPANI Maria Angela) era stata sospettata da entrambi gli zii
(Diego e Michele) di essere la responsabile di questo comportamento di LO
PICCOLO, attribuito ad eventuali lamentele prospettate direttamente da DI
@ TRAPANI Maria Angela a "ROSALBA ".
Si riporta qui di seguito testualmente la trascrizione della parte rilevante
della detta lettera :

"La zia è venuta e l'ho salutata lo trovata preoccupata e mi ha detto che per ora e
amareggiata perché la zia Rosalba senza alcuna spiegazione non ci telefona e neppure
ci parla. La zia Lina l'aveva chiamata e lei non ci si è fatta sentire. La zia Sara mi ha
chiesto esplicitamente se io ne fossi a conoscenza è se avevo visto la zia Rosalba le ho

.. - . , utilizzando la mimica, si limitava ad indicare qualcosa di "PICCOLE DIMENSIONT', facendo così

a risaltare l'evidente comspondenza con il cognome dell'allora latitante LO PICCOLO Salvatore.

M.ANGELA: e già me l'ha schiantò con ROSALBA, (owero LO PICCOLO


Salvatore,ndr) gli avevo chiesto la cortesia...
NICOLO V chi è questa ROSALBA ...
M.ANGELA: gli avevo chiesto la cortesia (indica qualcosa dipicco10,ndr) non ho
avuto rkposta di alcun genere, di alcun genere ... ...
eh CARMELA
...
(GENOVA Salvatore,ndr) pure che ...p erò quando mi deve dire
cose contro di LEI me le dice, contro il FR4NCO (DI PACE
...
Francesco,ndr) contro LUI, me le dice ...
- ulteriore e definitiva conferma giungeva 1'8/11/2007, solo tre giorni d o ~ l'arresto
o dei LO
PICCOLO. Nell'occasione, il detenuto MADONIA Salvatore partecipava alla moglie la
preoccupazione di possibili risvolti riguardanti gli arrestati, temendo, in questo senso, che qualcuno
potesse divenire, sin da subito, collaboratore di giustizia. In questo contesto, il timore manifestato
dal detenuto induceva la DI TRAPANI a parlare proprio di ROSALBA.

SALVATORE: in queste spiagge non ci vuole venire nessuno ...


M. ANGELA: (annuisce,ndr) ... e poi lo vedo anche dal comportamento che ha
tenuto pure con ME ...
SALVATORE: UARLQ ANGELA ti ho detto sempre mettici una co ... cosa sopra ...
M. ANGELA: no. ROSALBA! ... t
dovuto giurare che io non ne so niente anche se possiamo immaginare il perché del
comportamento che sta tenendo con zia Lina.
O da una parte o dalla tuaparte ogni qualvolta cè qualcosa che non gli garba si pensa
sempre a me come capo espiatoio delle loro ambiguità e falsità, ma ti rendi conto?
Neanche Carmela ci va più come prima, e l i ci ho detto che la colpa è solo sua,
ricordandoci il fatto in modo che Carmela non venisse più da me, e che prima o poi
tutto ciò che si semina ritorna indietro ritorcendosi contro. E' che io anche se ho
capito da tempo non mi interessa niente perché sola sono sempre stata, sola sono, e
sono contenta così, non lo pensi anche tu?
La zia Lina aveva tutta l'aria triste, con tutto ciò mi fa pena, ma sono cavoli loro".

Ancora, veniva acquisita una lettera scritta da MADONIA Salvatore il 29


@ ottobre 2006, in risposta a quella inviatagli dalla moglie il 22 ottobre
[A~ZEG&TUQ40). Nell'occasione il detenuto additava DI TRAPANI Diego
quale persona scorretta e che aveva solo "cavalcato l'onda di turno"

"La zia Lina, alla fine, invece di andarci a casa, ci hai mandato il bambino a
chiamarla.
La zia ti ha manifestato il suo stupore per il comportamento della zia Rosalba, mi
chiedo cosa C 'entri tu?
l o rimango allibito, non solo di quello che ti ha detto, ma di quello che mi scrivi tu,
tu mi dici, molte volte, che io dimentico, stai sicura che io non dimentico, o la nostra
tristezza è meno di quella degli altri, o ti sei dimenticata il comportamento che hanno
avuto e continuano ad avere, vedi esempio ultimo 6.)ognuno ha le sue rogne, poi ciò
che si semina raccoglie!
Cambio argomento, ora mi devo prendere il pensiero di chi ha sempre tenuto un
comportamento scorretto, cavalcando l'onda di turno".

Come anticipato da MADONIA Giuseppe, il 27 ottobre 2006 effettuava


un'ulteriore telefonata a casa della madre GELARDI Emanuela, cui, come
richiesto dal detenuto, presenziava anche la cognata DI TRAPANI Maria
Angela. Nel corso della conversazione censurata, quest'ultima, adottando il
consueto linguaggio criptico, confermava anche al cognato le allora attuali
problematiche inerenti DI TRAPANI Diego, lasciando intendere che risultava
r
ormai deposto dalla funzione di reggente del mandamento di Resuttana [ ...
PIPPO: eh! Eh... dimmi una cosa ee... Lina... Giusy come stanno?] I...
MARIA ANGELA: si molto male... tant 'è vero nemmeno visite si vanno a fare
dal dottore ne rnen... ne meno il dottore ci va a visitarla la zia Lina ...]

PIPPO: ...come va, t u come va tutto bene?


M. ANGELA: tutto bene, no che c'è niente niente di bene!
PIPPO: niente di bene! Eee... che cos... mamma come sta mamma?

M. ANGELA: mamma qua, bene sta!


PIPPO : eh! Eh... dimmi una cosa ee... Lina... Giusy come stanno?
M. ANGELA: ah... stanno molto male!
PIPPO: si!
M. ANGELA: ...molto male si!
PIPPO: molto molto molto male?
M. ANGELA: si molto male... tant'è vero nemmeno visite si vanno a
fare dal dottore ne men... ne meno il dottore c i va a
visitarla la zia Lina
PIPPO: si!
M. ANGELA: si, proprio sola e abbandonata!
PIPPO: addirittura?
M. ANGELA: s i sola ed abbandonata che non sa dove... da quale
lato sbattersi la testa
PIPPO : (breve pausa) mah!
M. ANGELA: eh!
PIPPO : ma ormai non era tu... tu... t u t t o sistemato tutto...
M. ANGELA: eh... ma... è ora è così!
PIPPO: ora è così!?
M. ANGELA: proprio male non... lei stessa non riesce a c a ~ i r eil
perché!
PIPPO: ho capito ho capito! ...inc...
M. ANGELA: si prende le pillole s i fa... si fa eee... però dice non
riesco a c a ~ i r l o~ e r c h é
dice tutta auesta "freddezza"...
questa cosa così!
PIPPO: ah... ...inc...
M. ANGELA: dice m i sento abbandonata i n t u t t o
PIPPO : si ...incompr... forte.
M. ANGELA: si si!
PIPPO: mah!
M. ANGELA: ...
neanche una... perché dice magari anche una parola
d i un conf... d i un conforto magari, niente! Neanche
parole d i conforto!
PIPPO: niente assolutamente!
M. ANGELA: si!
PIPPO: ho capito! eee... (pausa ) poi altre cose?
M. ANGELA:
PIPPO:
tant'è vero che è molto preoccupata ...
molto triste
come?
M. ANGELA: &è
PIPPO: si! t'
M. ANGELA: si!
PIPPO: mah!
M. ANGELA: (pausa ) pensava che io lo sapessi

y
L 136%
PIPPO: ...inc...
M. ANGELA: ...no gli ho detto io non so niente gli ho detto sapevo che t u
stavi male?
PIPPO : ...inc...
M. ANGELA: umh...
PIPPO: poi altre... altre cose ...inc...
M. ANGELA: e niente!

MADONIA Giuseppe non tardava a rendere edotto della situazione anche il


fratello MADONIA Antonino, che, come si è già detto, è ancora capo del
mandamento di Resuttana. Ciò accadeva con la lettera del 29 ottobre 2006
[ALLEGA~'X$C~).
Nell'occasione il riferimento a DI TRAPANI Diego non
P - "

@i avveniva con l'appellativo "LINA", usualmente utilizzato dai due, bensì con lo
pseudonimo "GIUSI", già utilizzato da MADONIA Giuseppe nel colloquio
telefonico con DI TRAPANI Maria Angela, utilizzando così per DI TRAPANI
Diego non il nome della moglie, ma quello della figlia (DI TRAPANI
Giuseppina), come peraltro accadrà numerose altre volte.
Appare, inoltre, opportuno anticipare che la decriptazione del linguaggio
comunemente utilizzato nel corso di tutta l'indagine ha ampiamente dimostrato
come le "jhioterapie" somministrate a GELARDI Emanuela per i "dolori alle
spalle", erano da tradursi nella mera ricezione del denaro dovuto alla famiglia
MADONIA, proveniente dalle estorsioni e dai beni intestati a terzi
prestanome.
I1 7 novembre 2006 si concretizzavano i timori su DI TRAPANI Diego, che,
ormai in estrema difficoltà, si recava a casa di GELARDI Emanuela, dando
origine alla conversazione ambientale intercettata al progressivo nr. 837 delle
ore 09:35.
Nell'occasione l'uomo esternava la necessita di interloquire con MADONIA
Aldo, fratello di Giuseppe, Antonino e Salvatore, per prospettargli i problemi
sorti con l'allora latitante LO PICCOLO Salvatore che, a dire di DI
TRAPANI, non risultava nemmeno rispondere alle numerose richieste di
DIEGO: le cose non vanno come dovrebbero andare... hanno
fatto un po' di problemi ...
EMANUELA: sono brutti che non ti puoi "catamiare"? (non ti puoi
muovere liberamente)
DIEGO: i contatti... che avevo io... i n questo momento quello
non c i si incontra con me...
EMANUELA: e perchè?
DIEGO: e non lo so... e sto discorso non m i piace ...
[..l
DIEGO: fammi parlare con Aldo... come dobbiamo fare...

EMANUELA: ...
eh quando t u sei libero...io ci dico a mio figlio vedi
che questa sera viene... DIEGO a casa... quando t u dici
questa sera... domani... mio figlio e che ci manca...
non è che è dentro...
DIEGO: lo so... e quando possiamo fare?
EMANUELA: ...
tu...io sono sempre dentro dato che domani...
DIEGO:
EMANUELA:
t u quando ci devi andare da Nino domani? ...
da Nino? domani ci devo andare...
L-l
DIEGO: i o vengo questa sera...a che ora?
EMANUELA: e... dopo le otto...q uando chiude la farmacia...
r...I
EMANUELA: ... ehm...
DIEGO: eh... non funzionano le cose... come è giusto
...
funzionare eh e voglio che NINO l o sappia capisci?
...
cose che non sono...
r...I
EMANUELA: ...
siediti premura hai?... te lo faccio un poco di caffè?
DIEGO: no... me ne devo andare... perchè scusami... perchè Aldo
non c i può venire là al colloquio?
EMANUELA: ma dove?
DIEGO: da NINO...
EMANUELA: ... da Nino là... a Novara?
- - DIEGO: t eh! ... altrimenti... altrimenti va da... va da Pippo da ...
Pippo ci può andare!
EMANUELA: ...
ALDO può andare da t u t t e parti è che non ci... non c i
vuole andare...
DIEGO: ...
vabbè....con Pippo da PIPPO non ci può andare o no?
EMANUELA: si mio figlio è che non ci vuole andare ...
DIEGO: ..
...incompr... può partire. può partire...
EMANUELA: si. .. signore ...
DIEGO: perchè per lo meno va a parlare con Pippo oh ... ...
EMANUELA: dici che gli devo dire che ci vo... per partire e non ci
vanno? se g l i devo dire che c'è da partire c i vanno ...
... dimmi che cosa m i devi dire che io...
DIEGO: TOTUCCIO ...
si sta c o m ~ o r t a n d omale... lo devono
accontentare ...
EMANUELA:
DIEGO:
... ...
m e cugino? il GENOVA?
no...iI LO PICCOLO...
EMANUELA: ah...
DIEGO: si sta comportando male ...
ci h o dato sempre ... ...
appuntamenti ...
per vedersi con m e ma non s i ci ...
incontra
EMANUELA: ...
eh e questo a mio figlio io glielo posso dire
DIEGO: ...
eh e come l o capisce lui ...
EMANUELA: passa la voce che glielo faccio capire ...
DIEGO: ...incompr... lui ha situazioni che a ~ ~ a r t e n a o nao n o i
altri... e mi c i voalio incontrare ..e lui niente
EMANUELA: non si fa ...
DIEGO: e niente... n o n s i f a incontrare...
EMANUELA: e nessuno c'è...p e r capire perchè n o n f a niente lui?
DIEGO: ...
...incompr... però il discorso è che lui è circondato da
gente che...non sono d i lui... m a invece d i n o i altri...
m i capisci?
EMANUELA: eh ...
DIEGO: ...
eh abbiamo avuto un discorso...
r...I
DIEGO: f a m m i parlare con Aldo e vediamo lui che dice...
EMANUELA: ...
e questa sera Aldo qua è incompr...
DIEGO: m a a PIPPO n o n glielo devi dire?...
EMANUELA: ...incompr...
DIEGO: l'altra volta c h i c'è andato... l'altra volta c'è andato il
Aldo (o simile)
EMANUELA: ...
i o c i sono incompr ...
DIEGO: ah? c i f a i sapere che... c i fai sapere... che in o g n i
caso... mi dicono... una persona fidata d i loro... c h i è
che può essere che i o c i posso parlare

Ecco, dunque, che da questa intercettazione emerge il nome di Aldo


MADONIA, unico fratello libero dei gerrnani MADONIA, ed emerge come
punto di riferimento della famiglia MADONIA, pienamente inserito (come la
cognata DI TRAPANI Maria Angela) nelle dinamiche associative della
famiglia di Resuttana. Ciò nonostante appaia subito chiaro che - così come e
-. del resto avvenuto nel processo a suo carico.- la famiglia cerca di mantenerlo
a, "pulito", per poter avere un referente uomo e libero, cui far riferimento.
La stessa sera, all'orario prestabilito, DI TRAPANI Diego si recava a Palermo
e precisamente in Via Cimbali; prima di accedere al civico 44 (abitazione della
GELARDI) lo stesso veniva notato conversare, per alcuni minuti, con
GRAZIANO Vincenzo (Palermo, l210611951) ,
recentemente tratto in arresto nel procedimento nr. 38108 R.G.N.R. perché
appartenente alla associazione mafiosa Cosa Nostra, ed, in specie,
collaboratore di GENOVA Salvatore (che i collaboratori ivi sentiti descrivono
come il reggente del mandamento). Successivamente si incontrava con MADONIA ~ l d o ' ~ .

l3 Ore 19:15 Si nota, nei pressi del civico 7 di via Guido Jung, il quadriciclo marca
AICAM, di colore grigio, con targa identificativa 9A328 (intestata a
139
GRAZIANO Vincenzo, nato a Palermo il 12/06/1951, ivi residente in via
Ruggero Mamirano nr. 5 3 , là parcheggiato.
Ore 19:37 DI TRAPANI Diego, nato a Palermo il 25/05/1936, residente a Cinisi
(PA) nella c.da Cipollazzo snc. e la moglie DI FIORE Carolina, nata a
Palermo il 01/03/1939, a bordo dell'autovettura Ford Focus, di colore
grigio, targata BR082GF (intestata a quest'ultima), rispettivamente
passeggero ed autista del mezzo, giungono in via Cimbali. Qui, nei pressi
del civico 46, si fermano. Dopo aver parcato l'autovettura, scendono e si
avviano verso il civico 44.
Ore 19:40 DI TRAPANI Diego e la moglie DI FIORE Carolina, giungono davanti
al civico 44. Qui, DI TRAPANI Diego suona al citofono e unitamente alla
moglie, rimane in attesa. Poco dopo, DI FIORE Carolina, accede
all'intemo del civico 44. Nel contempo, DI TRAPANI Diego, si
allontana. Lo stesso, percorre il marciapiede della via Cimbali, costeggia i
contenitori dell'irnrnondizia ed accede all'intemo di un passo carrabile
posto sul retro del civico 7 di via Guido Jung. All'ingresso del suddetto
passo carrabile vi è, afiissa al muro, una insegna riportante la seguente
dicitura "Proprietà privata del condominio di via Guido Jung nr. 7".
Lo stesso subito dopo viene perso di contatto.
Ore 19:36 MADONIA Aldo, esce dalla Farmacia "UANISCALCO,si pone alla
guida della propria Fiat Panda di colore grigio met. targata DC993CT e si
allontana. Lo stesso, dopo aver percorso alcune vie cittadine, giunge in via
Cimbali. Qui, nei pressi del civico 46, si ferma. Dopo aver parcato
l'autovettura, scende e si reca davanti l'ingresso del civico 44 ove rimane
in attesa (1955).
[...l
Ore 1953 MINE0 Giuseppe, nato a Palermo il 11/05/1949 ivi residente via Aiaimo
Da Lentini nr.20, la moglie BASILE Anna, nata a Palermo il 1211 111953
e una bambina dell'età apparente di 13 anni, a bordo dell'autovettura Seat
Ibiza, di colore bianco targata PAB10061 (intestata a MINE0 Giuseppe),
rispettivamente autista, passeggero ant. e passeggero post. del mezzo,
giungono in via Cimbali. Qui, nei pressi del civico 44, si fermano. Dopo
aver parcato l'autovettura, scendono e si avvicinano al predetto civico.
Dopo aver salutato MADONIA Aldo, BASILE Anna e la bambina
accedono all'intemo del civico 44 mentre, MINE0 Giuseppe, inizia a
conversare con MADONIA Aldo.
Ore 1959 MADONIA Aldo accede al civico 44 di via Cimbali. MINEO Giuseppe,
si pone alla guida della propria autovettura Seat Ibiza, targata PAB10061
e si allontana.
Ore 20:30 GRAZIANO Vincenzo e DI TRAPANI Diego, escono dal passo
carrabile del civico 7 di via Guido Jung. I due, passeggiando e
conversando, giungono ad angolo tra la via Guido Jung e via Cimbali.
Ore 20:33 GRAZIANO Vincenzo e DI TRAPANI Diego, dopo essersi salutati, si
separano:
I1 primo, si reca nei pressi del civico 7 di via Guido Jung, si pone alla
guida del quadriciclo marca AICAM, targato 9A328 e si allontana.
Lo stesso giunge in via Ruggero Maturano ed accede all'intemo del
passo carrabile del civico 71, venendo perso di contatto.
I1 secondo, si reca davanti al civico 44 di via Cimbali. Qui, dopo
aver citofonato, accede.
Ore 20:40 MINEO Giuseppe, alla guida dell'autovettura Seat Ibiza, targata
PAB10061, giunge in via Cimbali. Qui, nei pressi del civico 46, si f e m .
Dopo aver parcato l'autovettura, scende e si reca davanti al civico 44.
Dopo aver citofonato accede all'intemo
b e 2050 DI TRAPANI Diego e MADONIA Al
f3nestrat3del dodicesimo piano del civi
conversar .
Pochi giorni dopo, il 10 novembre 2006, si registrava un ultimo tentativo di
ottenere una rivalutazione del suo operato da parte di DI TRAPANI Diego;
questi, infatti, alle ore 18:14 circa, si recava ancora una volta presso
l'abitazione della GELARDI Emanuela, accompagnato dalla moglie DI
FIORE Carolina. Nel corso della conversazione scaturita, l'uomo tentava di
rassicurare la GELARDI sul permanere del suo interesse verso la famiglia
MADONIA, nei confronti della quale, evidentemente, non riusciva più ad
onorare le periodiche elargizioni di denaro. Nel contempo l'uomo si
raccomandava alla GELARDI di non fare parola con alcuno dell'argomento
e, trattato, evitando così di complicare la situazione. DI TRAPANI, poi, non
riuscendo a fissare un ulteriore appuntamento con il MADONIA Aldo per la
:ed*- "
stessa sera, lo rimandava a data da destinarsi. [-$W&@@)
*q<->,<*

Diego : Nenè...
Emanuela: ... non ne hai avuto tempo?
Diego: per ora... non mi è arrivato niente!
Emanuela: niente!. ..
Diego: ora io siccome mi sto... mi sto interessando per questa
situazione ...
Emanuela: tu mi devi capire certo non te li prendi tu... ci mancherebbe
altro... ma ho le partenze la seccatura è che ho le partenze...
Carolina: ...incompr... (si sovrappongono le voci)...
Emanuela: a parte che ...incompr... (si sovrappongono le voci)...
Diego: ...incompr... eh... ti deve dare un vitalizio... perché... come
tenere ...incompr... (si sovrappongono le voci)...
Emanuela: ...incompr... (si sovrappongono le voci)... non lo fanno non ti
preoccupare...
Diego: ...
perché perché io sto cercando di... perché le cose
non funzionano tanto bene... e stiamo cercando di

Ore 21:lO DI TRAPANI Diego e DI FIORE Carolina escono dal civico 44 di via
Cimbali, salgono a bordo dell'autovettura Ford Focus targata BR082GF,
rispettivamenteautista e passeggero del mezzo e si allontanano.
Ore 21:18 MADONIA Aldo, MINEO Giuseppe e una bambina, escono dal civico
44 di via Cimbali. Gli stessi si salutano e si dividono:
9 I1 primo, si pone alla guida della propria Fiat Panda targata
DC993CT e si allontana. Lo stesso, dopo aver percorso alcune vie
cittadine, giunge in via Miseno e viene perso di contatto;
9 I1 secondo e la bambina, salgono a bordo dell'autovettura Seat Ibiza
e si allontana.

Immediatamente dopo, e precisamente dalle ore 20:35 alle ore 21:lO circa si realizzava l'incontro con
MADONIA Aldo, richiesto dal medesimo DI TRAPANI ed avvenuto all'intemo dell'abitazione della
GELARDI Emanuela. L'intercettazione non aveva alcun esito nel senso che i dialoghi non erano
registrati (cfi. brogliaccio relativo alle operazioni di intercettazione).
inquadrare un poco quello che è questa persona... (si
sovrappongono le voci) ...
Emanuela: non so una volta chi è che me lo ha detto... no che io
parlo per te ci mancherebbe altro... però non sei stato
t u dice questi soldi dice ci sono!?.,.dice!,,,Ma quei soldi
sono messi da parte... ma chi è che me lo ha detto ci

Diego:
credi che non ci penso?... Me lo hai detto forse t u ...
forse qua!
Emanuela: eh...lo vedi? Questi soldi dice che ci sono...incompr... mi
dice...
Diego: per ora c'è... che ci sono tutte cose bloccate...
Carolina: bloccate...
Emanuela: bloccate? E perché?...
Diego: e siccome certe cose ...incompr... non si dovrebbero sapere
invece si sanno... eh... e crè qualche cosa diciamo noi che
per ora non sta funzionando bene!
Emanuela: insomma t u quando eh...
Diego: sto cercando di fare...
Emanuela: vieni ...incompr...
Diego: sto cercando di fare...
Emanuela: ...incompr... ( si sovrappongono le voci)...
Diego: sto cercando di fare... tutto quello di...
Emanuela: e immagino ...incompr...
Diego: tutto quello che crè ...
Emanuela: sono tutti contro ...incompr... ( si sovrappongono le voci)...
Diego: aggiusto tutte cose...
Emanuela: ...incompr... a qualcuno magari che...
Diego: io quello che voglio lo sai che cosa è?.., Che per
nessuna ragione a mondo non v i dovete permettere di
parlare con gente estranea...con nessuna ...incompr...
[...l
Emanuela: mi sento tranquilla p,erché la mia bocca... è stata insegnata...
mai ti ha chiesto una cosa... (pausa)... che ci vorrebbe a
bedda matri... il Signore a farmi questa grazia... di uscire i
miei figli...
Carolina: ma magari uno per lo meno ...incompr... (si sovrappongono
le voci) ...
Diego: lo sai... lo sai ... quanto ci tengo che t u forse non hai
avuto l'ombra dell'idea... quanto ci tengo io in questo
momento t u neanche hai I'ombra dell'idea... io vorrei...
Carolina: con un por di appoggio! ...
Emanuela: eh!...
Diego: ...incompr...r
Carolina: con un po di appoggio...dico!
[.-l
Diego: Nenè io...io devo andare da una parte...
Emanuela: ...incompr...
Diego: e tra un poco vengo...
Carolina: ...incompr...
Diego: ...incompr... (si sovrappongono le voci)
Emanuela: torna con i tuoi comodi io ...incompr...
Carolina: perché per non perdere tempo mi prenderei ...incompr ...
(pausa) ... haia ...(ndr: sbadiglio)...
Emanuela: ci sono certi minulicchi... perché che ora sono.... verso le otto
...
meno un quarto e il piccolo è qua! E d'altronde ...incompr...
Diego: sto sbrigando un po di cose sempre per voi altri... per questo
sono qua!
Emanuela: ...
quello che fai per i miei figli certo se i miei figli
erano fuori...una mano ve la davamo pure!.. .
\
Carolina : ...incompr... (si sovrappongono le voci)...
Diego: certo...
Emanuela: ...incompr ...(si sovrappongono le voci)...
Carolina: a voglia!
Emanuela: ...incompr ...(si sovrappongono le voci)...
Diego: io parlando con te... quanto prego il Signore di ...incompr ...(si
sovrappongono le voci)...
Emanuela : ...
se c'era uno dei miei figli mio figlio Nino... ...incompr...
se li guardava...incompr ...(si sovrappongono le voci)...
Carolina: perciò...
Emanuela: e sono tutti chiusi...
Diego: io ce la metto tutta... e faccio tutto quello che potrei
fare come se loro fossero presenti ...
se il Signore ci
aiuta ...incompr...
[...l
Diego: io ora me ne sto andando... gli dici a Aldo... ad
Alduccio... che io sto venendo...incompr...

Quella sera, comunque, l'incontro tra DI TRAPANI Diego e MADONIA


Aldo, come detto, non avveniva poiché quest'ultimo, contrariamente alle sue
abitudini, non andava a far visita all'anziana madre, come tra l'altro
comunicato telefonicamente sull'utenza 09116373105.

Nel frattempo, 1'8 novembre 2006, DI TRAPANI Maria Angela si recava a


L'Aquila a colloquio dal marito MADONIA Salvatore.

Nell'occasione la donna ritrattava in maniera più esaustiva le anticipazioni


prtecfpate al mariw con la lettera del 22 ottobre 2006
@' aggiungendovi le ulteriori confidenze partecipatele da GENOVA Salvatore, in
occasione di un loro incontro avvenuto il giorno precedente il colloquio in
esame (ovvero il 07 novembre 2006) [M. ANGELA:... ieri ... ho vi ... ieri ... ti
saluta CARMELA ... erano due anni ... un anno e mezzo, quasi, che non la
vedevo! ... ma, sai, CARMELA ... mi viene da ridere ... tu mi dicesti ... l'onda
che cavalca ... alla ZIA LINA, l'onda gli si è abbassata! ... la ZIA U N A ce
l'ha nelle mutande (ha paura, ndr) ... non esce più perchè sì spaventa ...
perchè ha parlato troppo! ... contro la ZIA ROSALBA!... non esce nemmeno
dal portone!].
L ' l 1 novembre 2006 - anche in considerazione dei fondati timori che
mergevano da questo procedimento sulla sua incolumità - Diego DI
TRAPANI veniva raggiunto dal fermo di indiziato di delitto per associazione
mafiosa aggravata, ai sensi dell'art. 416 bis, cornmi I, 11, 111, IV, VI C. p. In
questa occasione veniva censurata una conversazione telefonica che, seppur di
scarsa rilevanza investigativa, evidenziava in maniera inequivocabile il reale
pericolo di vita gravante sul DI TRAPANI Diego. In specie alle ore 16:23
dell'll novembre 2006 (qualche ora dopo l'arresto) sull'utenza 32816589510
in uso a DI PACE Francesco, veniva intercettata la telefonata tra lo stesso e la
e' moglie RIMI Giovanna. Nell'occasione, si evidenziava una domanda posta
dalla stessa RIMI Giovanna alla zia DI FIORE Carolina: se era sicura che le
persone che avevano prelevato DI TRAPANI Diego erano appartenenti alla
Polizia (<<ma almeno eravate sicuri che erano della polizia?>>), espressione
del concreto timore che il parente potesse essere bersaglio di un agguato

FRANCESCO: amore mio ...


GIOVANNA: (rivolgendosi ad altra persona dice: di meno ) ... e che fai
vita? ...
FRANCESCO: ti amo ...
GIOVANNA: (rivolgendosi'ad- altra persona dice: poca) ... io sono aua
dalla zia LINA che ... che ci sono brutte notizie di nuovo ...
FRANCESCO: ma che m i dici?
GIOVANNA: e già!
FRANCESCO: che è successo ...
GIOVANNA: niente ... lo zio DIEGO ...
FRANCESCO: se lo sono mesi di nuovo ...
GIOVANNA: ehm ...
FRANCESCO: ma che m i sta dicendo?
GIOVANNA: eh ... eh ...mischina ... boh ... C'& da morlre proprlo ...
FRANCESCO: e perché?
GIOVANNA: no, non hanno detto niente ... ali hanno detto solo a mia zia:
~
H
perauisizione dentro e ~ osei lo sono resi ... ed erano Dure
in borcihese ... ci dissi:"ma almeno eravate sicuri se
erano della polizia? ... dice :no ... si ~ e r c h e... e ... q-
@No, proprio da morire ... boh
e boh ... cioè non gli danno il tempo veramente nemmeno di
campare ... quello sta morendo con tutto quello che ha di
sopra ...sopra le spalle, malattie, cose ... bello tranquillo boh
... (rivolgendosi ad altra persona dice: a
FRANCESCO: mah ... sto rimanendo scioccato ...
In ultimo, ad ulteriore conferma di quanto sopra riportato, il lo dicembre
2006, nel corso del colloquio carcerario registrato presso la Casa Circondariale
di Napoli Poggioreale tra MADONIA Francesco (l'anziano patriarca della
famiglia, già capo mandamento) ed il figlio MADONIA Antonino (entrambi
in regime di detenzione). I due discutevano di DI TRAPANI Diego ed in
particolare dell'awenuto incontro di questi con MADONIA Aldo - a
dimostrazione che il circuito carcerario aveva funzionato ancora, facendo
conoscere all'interno del carcere le dinamiche associative esterne. I1
riferimento era chiaramente all'appuntamento del 7 novembre 2006, presso
@ l'abitazione di GELARDI Emanuela [FRPNCESCO: È venuto ALDO a
colloquio ... lo è andato a trovare DIEGO... e vole... voleva, insomma, di
vedere... INCOMPRENSIBILE ... non sapendo che dopo uno... due giorni...
sono andati ad arrestarlo...]. MADONIA Antonino, di rimando, con poche
ma significative parole, diceva al padre dei motivi della deposizione di DI
TRAPANI, destituito, a suo dire, per aver mascariato (ridicolizzato) chi aveva
reso possibile la sua ascesa, owero LO PICCOLO [dice lui ... io ti tingivo e

FRANCESCO; * . . . l E venuto ALDO -a


colloquio...l
NINO: (annuisce)
FRANCESCO: IO è andato a trovare DIEGO...
NINO: Eh?
FRANCESCO: lo è andato a trovare DIEGO...
(breve pausa)
NINO: (mostra nentosismo, ndr.)
FRANCESCO: lo è a n d a s
NINO: (si mostra infastidito, ndr.) ...
Papà cambiamo
?momento!
FRANCESCO: ... e vole... voleva, insomma, di vedere...
INCOMPRENSIBILE ... non sapendo che dopo uno... due
oiorni... sono andati ad arrestarlo... INCOMPRENSIBILE...
dice...
NINO: Papa! Ti... (cambia del tutto argomento, ndr.) ti stavo
dicendo... il discorso... ognuno se vuole ...
se vuole
fidanzarsi, che si fidanzi...
[.-.l
NINO: T5
i h ccenna
p p
p
7
VUOI dire... il discorso che a momenti u tinaeva... u
ginaeva ... u voleva ire a tingere... ... u voleva ire a
tinqere! I o t i tinuivo e tu ti ma... e tu ti... e io... io... mi
ti... io t i tinaivo e tu ti masch...tu ti... io... io... mi
tinge... t i tinqivo e tu mi maswriasti... dice lui! io t i
tincrivo e tu mi maswriasti... (Pausa 1 io... mi tinoisti. ..
eeh... (scuote la testa mostrando forte disap~unto,
ndr)! Ah?
FRANCESCO: ... ...
Cambiamo discorso cambiamo discorso sono finite tutte
cose...? Sono finite tutte cose...? Sono finite...? Sono finite
tutte cose?
NINO: (annuisce)

Queste affermazioni confermavano pienamente quanto detto sia da DI


6) TRAPANI Nicolò il 14 ottobre 200614 [ti èpiaciuto raccontare che QUESTO,
quando era ragazzino ... piangeva?! (LO PICCOLO, ndr) ... e tu lo consolasti!
... lo ha raccontato a tutti!];che da DI TRAPANI Maria Angela al marito 1'8
novembre 200615 [la ZIA LINA ce l'ha nelle mutande (ha paura, ndr) ... non
esce più perchè si spaventa ... perchè ha parlato troppo! ... contro la ZIA
ROSALBA !l.

A ciò va aggiunto - e spiga varie risultanze sull'omicidio BONANNO - che


nel corso di un precedente colloquio carcerario registrato a L'Aquila il 6 aprile
. ,_ 2006 (parecchi mesi prima della destituzione di DI TRAPANI Diego, e 3 mesi
Q!
dopo la sparizione di BONANNO) in cui DI TRAPANI Maria Angela aveva
detto al marito MADONIA Salvatore della collaborazione esistente, in quel
periodo, tra CINA' Antonino e DI TRAPANI Diepo [M. ANGELA: ora a
quanto pare è lui ... il DOTTORE CINA'... insieme alla ZIA LINA!] -

Ciò proprio nel medesimo periodo in cui CINA' Antonino e ROTOLO


Antonino, come risulta dall'indagine Gotha, preparavano l'omicidio di LO
PICCOLO Salvatore e di suo figlio LO PICCOLO Sandro. I LO PICCOLO,
e
14
Cf?.Allegato C4
l5 Cf?.Allegato A10
dunque, a conoscenza di sicuro di questo avvicinamento CINA'-DI TRAPANI,
edm ormai a conoscenza delle risultanze investigative della c.d. Indagine
Gotha, hanno ritenuto D1 TRAPANI Diego non solo non più affidabile, ma
anche pericoloso per la loro incolumità.

Immediatamente, dopo la deposizione di D1 TRAPANI Diego, cominciava a


delinearsi quello che sarebbe stato il riassetto del mandamento di Resuttana
voluto dal L O PICCOLO Salvatore. In specie, si potevano comprendere
alcune acquisizioni investigative del 9 ottobre 2006 e del 10 ottobre 2006,
inizialmente ritenute di difficile interpretazione. In specie, il 9 ottobre 2006
8
GRAZIANO Vincenzo (Palermo, 121061195 1) si recava personalmente a casa
della GELARDI Emanuela sita in questa Via Cimbali nr. 44. Nell'occasione,
oltre a consegnare del denaro da recapitare al figlio della donna, MADONIA
Aldo, preannunciava che sarebbe tornato l'indomani o al più tardi dopo due
giorni, in compagnia di una terza persona, loro parente (dei MADONIA), del
quale faceva anche il nome: GENOVA.

VINCENZO: ... incompr... si fa trovare aua... lei non si ricorda?


EMANUELA: questo... incompr... non lo devo conoscere a auesto?...
Ouesto è?
.-
VINCENZO: ... incompr...-l ' a ~ m m m n oio... ~

EMANUELA: ... incompr...


VINCENZO: ...incompr... il GENOVA... (nome pronunciato bisbigliando) ...
incompr... gli vuole parlare con ...incompr... c'è qualche
cosa... incompr... la gente che lo conosce? ...incompr...
EMANUELA: ...incompr... conosce?
VINCENZO:
EMANUELA: ...incompr...
VINCENZO: ... e Darente vostro è! ... incompr....
EMANUELA: ... ma può essere ...incompr... (segue tratto incomprensibile,
i presenti parlano a bassissima voce, ndr.) ...
VINCENZO: domani sera venao con lui...
EMANUELA: eh!
VINCENZO: ... incompr...
EMANUELA: ... parli più forte!
VINCENZO: ... è di malattia si sforza... Dipende che malattia... incompr...
EMANUELA: si figuri... e rimane ... un attimo ...se ci riesce...
VINCENZO: fino a quando non sono usciti...
EMANUELA: ... non è venuto mai... e poi...incompr... detenuto...
VINCENZO: ... ma che ha quattro figli ...incompr...
VINCENZO: ... incompr...
EMANUELA: ... incompr... di qua è cinque milioni...
VINCENZO: ... noo... mi devono dare cinque milioni... no... no...
EMANUELA: ... dovrebbe dargli i soldi...
[..-l
VINCENZO: ... com... ci devono dare soldi...
EMANUELA: ... chi è che ci deve dare soldi?
VINCENZO: lui!
EMANUELA: chi è? ... incompr... (si sovrappongono le voci) ...
VINCENZO: ... incompr... che ci stanno... incompr...
EMANUELA: ...incompr... ci sta... incompr... (si sovrappongono le voci)...
tutti... incompr...
VINCENZO: ... incompr... no... perché io... gli avevo detto... lo facevo in un
altro posto l'appuntamento ...
EMANUELA: eh... eh...
VINCENZO: ...ma proprio siamo... incompr... dice ... se io invece (si
sovrappongono le voci)...
EMANUELA: ...incompr...
VINCENZO: ...se a finire il mese ...incompr... (si sovrappongono le
voci). ..
EMANUELA: ... siccome soldi mi devono dare... incompr...
VINCENZO: ... siccome ...
siccome è parente pure vostro... io non
dico che... maaari... siccome... per io che sto
...
pensando lo porto aua...
EMANUELA: devi
- o r p artiene auesto
1
Salvo GENOVA?
VINCENZO: è parente vostro... se non si crea pensieri... mi seclue?
EMANUELA: lo capisco chi è auesto Salvo GENOVA... ma io vorrei
...
però la conferma!... è ...incompr...
VINCENZO: ...
... incompr... là! sarà di... incompr...
EMANUELA: eh ...
VINCENZO: parente vostro... stia tranauilla...
EMANUELA: diciamo che lo conosco e lo faccio entrare... incompr... io a
chi mi sta portando lo faccio entrare...
VINCENZO:: se non lo dovesse capire io lo entro io!...Lo porto io!
EMANUELA: ah... ah va be... non si preoccupi...
VINCENZO: poi io ci... mi sono spieaato?... lo porto io.. poi io me
ne vado ...
EMANUELA: si...si...
VINCENZO: e poi ne parliamo ... I,
EMANUELA: e va bene qual è il problema...
VINCENZO: ...incompr...m i sono spiegato? ...
EMANUELA: va be si...incompr...
VINCENZO: ora io vedo se domani sera... a quest'ora... alle sette...
incompr... lo porto...
EMANUELA: ...incompr...
VINCENZO: ... se ci sono ... se ci sono problemi che lui non può venire
domani sera io...
EMANUELA: ... lo rinvia per dopodomani sera...
VINCENZO: ... io lo rinvio...
EMANUELA: se non...incompr... ciò significa che viene e mi ... e mi
citofona non c'è bisogno di fare tanti...
VINCENZO: si... no ora ... ma magari glielo mandiamo...incompr...
EMANUELA: se poi ... incompr..
VINCENZO: facciamo ... domani sera... o se no mando u vicchiarieddu...
EMANUELA: eh!
VINCENZO: e le faccio dire...per be.. e gli do I'appuntamento da un altra
parte.
EMANUELA: ...
... per quando deve venire...incompr che deve venire... va
bene...
VINCENZO: ... mi sono spiegato?
EMANUELA: certo... Salvo come?
VINCENZO: GENOVA!... GENOVA!... GENOVA!

Ciò dimostra e comprova ulteriormente quanto già risultanze dall'indagine


c.d. "Addiopizzo", sulla vicinanza di GRAZIANO a GENOVA.

La "visita" veniva attuata i1 successivo 10 ottobre 200616, quando


GRAZIANO, adottando tutte le cautele del caso, incontrava GENOVA Salvatore
(Palermo, 02 febbraio 1958), in compagnia del quale si recava nuovamente a casa
h* *- - 3- _YIp< --F", ,
della GELARDI [ w ~ p & & @ g & ~ avisita dei due durava circa dieci minuti; alle
ore 19:12 venivano visti uscire dal medesimo portone d'ingresso da cui erano entrati.
L'intercettazione in casa GELARDI Emanuela non aveva alcun esito nel senso che i
dialoghi non erano registrati (cfr. brogliaccio relativo alle operazioni di
intercettazione).

In conclusione, dunque, l'incontro del 10 ottobre 2006 poteva, infatti, essere


considerato come un mero accreditamento del GENOVA nei confronti dei
MADONIA, presentato ed accompagnato nell'occasione da GRAZIANO Vincenzo,
da sempre espressione sul territorio dei MADONIA medesimi. Ciò accadeva proprio
nel periodo di deposizione di DI TRAPANI Diego.

L'8 novembre 200617, DI TRAPANI Maria Angela comunicava al marito


MADONIA Salvatore della visita fatta da GENOVA Salvatore a casa della
GELARDI, e MADONIA traduceva questo evento in un concreto interessamento
espresso nei loro confronti:

Ore 1859 GRAZIANO Vincenzo, sale a bordo del horisirada Toyota Rav 4 e
unitamente al figlio Angelo, si allontana. I due giungono in via Guido
Jung e ad angolo con la via Don Gnocchi si fermano, parcheggiando.
GRAZIANO Vincenzo scende dal horistrada e si incontra, salutandolo,
con GENOVA Salvatore, nato a Palermo il 02/02/1958, ivi residente in
via Muciaccia Vito nr.1, il quale era appena sceso dall'autovettura
Mercedes Smart di colore grigio met. targata BY959BK (intestata a
MANGO Antonino, nato a Palermo 1'11/03/1955, ivi residente in via
Giovami Gorgone nr. 75) (ore 19:OO).
1.. .l
Ore 19:02 GRAZIANO Vincenzo e GENOVA Salvatore, si recano, a piedi e a
passo veloce, nella vicina via Cimbali e dopo aver citofonato, accedono al
civico 44.
Ore 19:12 GRAZIANO Vincenzo e GENOVA Salvatore, escono dal civico 44 di
via Cimbali e sempre a passo veloce, salgono rispettivamente a bordo
dell'autovetture Toyota Rav 4 e Mercedes Smart. f
l7 Cfi. ALLEGATO A10
M. ANGELA: Ah... CARMELA da MAMMA è andata... va da MAMMA...
lei stessa.. .
SALVATORE: chi?
M. ANGELA: ...
CARMELA va da MAMMA (abbassa il tono della voce, ndr)
... forse con ALDO... sicuro... perchè MAMMA non e che e in
grado...
SALVATORE: Si però... MARIA ANGELA... si... se li porta... (con la mano
mima il gesto usualmente utilizzato per intendere piccolo)
M. ANGELA: me I'ha detto ieri...
SALVATORE: Da mia madre?
M. ANGELA: Si... dice ci sono andata l'altro giorno, dice,
INCOMPRENSIBILE
SALVATORE: Ah, ce I'ha I'interesse, allora...
M. ANGELA: Si, dice, io ho tutto I'interesse per tutelare voi...
e) L'ascesa di GENOVA Salvatore alla solitaria reggenza del mandamento di Resuttana. La
"presentazione" da parte di GRAZIANO Vincenzo.

Le strategie operative adottate sul territorio di Resuttana all'indomani della


deposizione di DI TRAPANI Diego andavano sempre più delineandosi.

Nel corso del colloquio carcerario registrato 1'8 novembre 2006 a L'Aquila,
tra DI TRAPANI Maria Angela ed il marito MADONIA Salvatore, si apprendeva
che LO PICCOLO Salvatore aveva designato GENOVA Salvatore quale reggente
del mandamento di Resuttana [M. ANGELA: ... la ZL4 ROSALBA ha detto a
CARMELA che deve essere CARMELA!].l8

I1 7 dicembre 2006 DI TRAPANI Maria Angela e la suocera GELARDI


Emanuela si recavano a Biella ove effettuavano il colloquio carcerario con
MADONIA Giuseppe. ~&.,X&&$FO'~-?) L'S dicembre 2006 quest'ultimo informava
il fratello MADONIA Antonino di aver constatato, nel corso del colloquio carcerario
avvenuto il giorno precedente, il ripristino dell'elargizione del denaro ad essi dovuto.
La formula usata era sempre la stessa, ovvero "i dolori alle spalle" e le "medicine"
dell'anziana GELARDI Emanuela [...la Mamma sta benino ... come dolori alle
spalle sta benino, prende le medicine ...l.

I1 12 dicembre 2006 MADONIA Antonino confermava al fiatello


MADONIA Giuseppe di aver rivevuto il messaggio [... mi conforta che hai fatto un
buon colloquio e che hai trovato la mamma benino e grazie alle medicine sta benino
con i dolori alle spalle .. .l. 1
La nuova reggenza del mandamento di Resuttana in capo al GENOVA, quale
espressione di LO PICCOLO Salvatore, era - grazie al placet dei MADONIA (ed in
particolare di MADONIA Antonino e MADONIA Giuseppe) ormai consolidata.

La corresponsione del denaro alle famiglie dei detenuti, contrariamente a


quanto accaduto in precedenza, sembrava avvenire puntualmente.

Ad ulteriore conferma, giungeva la periodica telefonata effettuata alle ore


16:32 del 27 dicembre 2006 da MADONIA Giuseppe alla madre GELARDI

Cfi. ALLEGATO A10


Emanuela (progr. nr. 329 utenza 091/6373105).Nel corso della conversazione in
argomento, DI TRAPANI Maria Angela, presente, rassicurava il cognato sulla
avvenuta consegna del denaro, asserendo che proprio quel giorno erano stati
effettuati i "massaggi" all'anziana suocera che, nell'occasione, si era "ripresa" un bel
pò. In questo contesto, a conclusione della conversazione, il detenuto raccomandava
alla cognata di portare i suoi saluti a ROSALBA, che così si confermava essere
l'allora latitante LO PICCOLO Salvatore. $1
PIPPO: Ma dimmi una cosa...la mamma... com'è la mamma? La
mamma com'è?
MARIA A. : Bene, bene.. .
PIPPO : I massaggi glieli fanno? Le fanno i massaggi alle spalle?
MARIA A. : Sì, sì...infatti oggi glieli hanno fatti
PIPPO : Bene .....insomma, gliela fanno...le cure gliele fanno?
MARIA A.: ....
Si, sì no sai...oggi glieli hanno fatti e si è ripresa un bel
po'..
PIPPO : Eh, ecco...ecco, perchè sennò ecco...siamo muro a muro con
l'ospedale e combattiamo col papà e con la mamma...
MARIA A. : No, proprio oggi le hanno fatto il massaggio e sta
benissimo.. .
PIPPO: Mi raccomando perchè lo vedi come è combinata...
MARIA A,: sì, sì...
PIPPO : E là...eh (sorride)...p erchè pure 82 anni anche lei ha...

In relazione ai "massaggi" (ovvero alla consegna del denaro) effettuati alla


GELARDI il 27 dicembre 2006, e citati da MADONIA Giuseppe nel corso della
telefonata, appare opportuno riportare il contenuto della lettera scritta dalla stessa
DI TRAPANI Maria Angela al marito MADONIA Salvatore lo stesso giorno. La
donna, nel descrivere la giornata trascorsa, riferiva infatti al coniuge - dopo avere
parlato di vari regali di Natale - di aver ricevuto "un pensierino da parte di
CARMELA".

"Rosaria ci ha regalato la bici che lui desiderava da questa estate, la R. M.XJ poi ha
ricevuto anche altri regalini. A me anno portato un cestino con il panettone e dei
liquori più un altro pensierino da parte di Carmela e Maria dei soprammobili a forma
di animaletti di ceramica"

Va, poi, brevemente riportato anche il contenuto della conversazione


telefonica in uscita dall'utenza in uso a DI TRAPANI Maria Angela (34912541 160)
alle ore 11:18 dello stesso giorno. La DI TRAPANI contattava il cognato
MADONIA Aldo cui riferiva che stava per andare a casa deila suocera, per
consegnarle "una cosa"; l'oggetto della consegna era, chiaramente, il "pensierino "

I
ricevuto da CARMELA la stessa mattinata, evidentemente in orario antecedente le
11:18.(ALLEGATO M57)

M. ANGELA: ... senti ... si ...


ALDO: ...incompr ...
M. ANGELA: io sto andando dalla mamma ...
e ~ e r c h èavevo aua
una cosa da dare a mamma e eoi tu D ~ Ù ... tardi all'ora
di Dranzo ci assi?
ALDO: ...
si verso all'ora di Dranzo si ... ...
ci Dasso
M. ANGELA: ah ...
ALDO: sono ... verso I'una ... verso I'una ...incompr ...
M. ANGELA: va bene ...
ALDO: va bene ... allora verso ... si ...

La stessa giornata, del resto, era quella in cui erano stati praticati i "massaggi"
alla GELARDI [(...) proprio oggi glieli hanno fatti i massaggi e sta benissimo (...)l.

In estrema sintesi, facendo un compendio di tutti gli elementi acquisiti, il 27


dicembre 2006, GENOVA Salvatore (Carmela) aveva incontrato DI TRAPANI
Maria Angela, consegnandole "un pensierino" per lei ed analoghe somme di denaro
destinate ai suoi parenti, che la DI TRAPANI avrebbe dovuto consegnare.

Questo comportamento dipendeva da nuove disposizioni impartite da LO


PICCOLO Salvatore. Si registrava, infatti, una particolare attenzione dell'allora
latitante LO PICCOLO Salvatore verso l'importo da corrispondere mensilmente ai
- . . singolizcomponentidei nuclei familiari facenti capo ai MADONIA ed ai DI
@ TRAPANI, che si concretizzava nell'innalzamento del mensile loro dovuto fino a
1.700 euro, a fionte dei 1.000 concessi in precedenza, peraltro in maniera
discontinua, da DI TRAPANI Diego. In specie, nel colloquio carcerario registrato a
L'Aquila 1'8 novembre 2006, DI TRAPANI Maria Angela comunicava al coniuge
delle ulteriori ternatiche trattate in occasione dell'incontro awenuto il giorno
precedente con GENOVA Salvatore [M. ANGELA:... Ieri CARMELA mi ha detto
che da adesso in poi ... millesettecento ... a ME, NICOLA... per come... è... TUA
MAMUA... TUTTI! ... mi venne u core quando mi sono vista con... (abbassa il tono
...
della voce e comunica con il labiale, ndr) millesettecento ogni mese ...
...
millesettecento mi ha detto...l.
Nel prosieguo del colloquio in esame, la DI TRAPANI riportava, per come
riferitole, la reazione di nervosismo esternata dall'allora latitante LO PICCOLO
Salvatore, resosi conto del comportamento tenuto da DI TRAPANI Diego verso i
propri parenti. In funzione di ciò, l'aumento deciso del mensile, fin quasi al
raddoppio dello stesso (fino a 1.700 euro) voveva essere manifestazione
dell'attenzione dell'allora latitante al nucleo familiare di MADONIA Antonino, di
cui così si riconosceva l'ancora attuale molo di vertice [M. ANGELA: ... Quando l'ha
sentito la ZL4 ROSALBA, dice che diventò una pazza... dice I 0 tiro le difese, dice, di
NINO, di.. mi ha detto... dice... che la ZIA ROSALBA è arrabbiata perchè dice ... che
parlando con ... con CARMELA, gli ha detto, dice, che vede il comportamento che
$no ad ora tutti hanno tenuto verso di me... a prendermi in giro...].

Nel corso dell'indagine emergevano anche i provvedimenti succeivamente


presi da LO PICCOLO circa modalità con cui GENOVA Salvatore doveva
incontrare le terze persone. Ciò in conseguenza delle numerose ordinanze di custodia
cautelare eseguite, che imponevano maggiore circospezione.

Già nel corso del colloquio de11'8 novembre 2006, MADONIA Salvatore
aveva messo in guardia la moglie affinchè prestasse molta attenzione nell'incontrare
GENOVA, e ciò in considerazione del fatto che - quale espressione di LO
PICCOLO, in quel momento considerato uno dei maggiori obiettivi delle forze di
polizia - potesse essere oggetto $indagine, come del resto era [SALVATOW: ...
QUESTO! (con la mano mima il gesto usualmente utilizzato per intendere
PICCOLO) se li porta appresso M. ANGELA: L'ho chiamata io a CARMELA, ieri..
non è stata venuta ..l.

Analogamente, 1'8 febbraio 2007, la DI TRAPANI lamentava la mancanza


di una risposta che sarebbe dovuta giungere dall'allora latitante LO PICCOLO
Salvatore, specificando che quest'ultimo aveva intimato a GENOVA di non
incontrarla più.'9 Le disposizioni del LO PICCOLO venivano peraltro condivise da
MADONIA, che faceva nell'occasione notare alla moglie le ultime vicissitudini
giudiziarie che, anche se indirettamente, avevano in quel periodo interessato proprio
il LO PICCOLO [SALVATORE: però lo vedi cosa hanno avuto, sangue mio!? ...l.

19
L'argomento è trattato in maniera più dettagliata nel capitolo 2.9.2 "Le precauzioni adottate dal LO
PICCOLO in merito ai ~rofilirelazionali del GENOVA Salvatore sul territorio". \
M. ANGELA: è L'ALTRO che tira così ... ...
le manopoline! e non lo ...
fa venire nemmeno da ME!
SALVATORE: chi?
M. ANGELA: ROSALBA
SALVATORE: fa bene! ...
sangue mio ...
M. ANGELA: si, però, almeno ...
avere la risposta, sangue mio! ...
eh! ...
e non lasciarmi così! è giusto?!;...
Nonostante ciò, comunque, GENOVA continuava a reggere, secondo i
dettami di LO PICCOLO, mandando, tra l'altro, quanto dovuto ai MADONIA [M.
ANGELA: ... ogni mese ... (annuisce, ndr) ... manda!].

1116 marzo 2007 DI TRAPANI Maria Angela riceveva la tanto attesa


risposta da parte del latitante. Nell'occasione la donna - significativamente in
presenza di LO VERDE Massimiliano (Palermo, O8 aprile 1981) - dava parziale
lettura delpizzino ricevuto2', a dimostrazione della intraneità di LO VERDE. I
due vagliavano poi varie soluzioni alternative da adottare per far pervenire ulteriori
pizzini all'allora latitante; in questo senso la DI TRAPANI faceva espresso
riferimento al ridimensionato ruolo del GENOVA sulla "posta", lasciando intendere
come non fosse opportuno interessarlo in tal senso

MASSIMILIANO: ... chissà se gliela fai avere a CARMELA ...


INCOMPRENSIBILE ... anche se LUI l'aveva scritto
...
M. ANGELA: ... si, ma ... INCOMPRENSIBILE ... ora è
ritirata!.

20
L'argomento sarà trattato in maniera più dettagliata nel capitolo 4.1 "11 pizzino scritto dall'allora latitante LO
PICCOLO Salvatore".
B LeJigure di GRAZIANO Vincenzo e di FONTANA Stefano (specie dopo l'arresto di LO PICCOLO
Salvatore)

Dunque, GENOVA Salvatore era divenuto reggente solitario del


mandamento di Resuttana, così come disposto da LO PICCOLO Salvatore, che
aveva contestualmente proweduto a deporre DI TRAPANI Diego, poi tratto in
-
arresto 1'11 novembre 2006. GENOVA, una volta divenuto reggente si era andato a
presentare ai MADONIA, tanto che il 10 ottobre 2006 veniva accompagnato dal
GRAZIANO Vincenzo presso l'abitazione della GELARDI Emanuela sita in
'
questa via Cimbali nr. 44 kw&mb!&&).
:77'**2,* C, 4%

Questa visita, veniva confermata nel


corso del colloquio registrato l'O8 novembre 2006 a L'Aquila, e manifestava il
diretto e concreto interessamento di GENOVA e dei LO PICCOLO nei confronti
dei MADONIA.

Da questo momento in poi emergono, all'intemo del mandamento di


Resuttana, forti attriti tra FONTANA Stefano (Palermo, 05 agosto 1955) e
GRAZIANO Vincenzo, circa le modalità di gestione del territorio mafioso
dell'Acquasanta, territorio storicamente facente capo ai FONTANAIGALATOLO,
come si vedrà più approfonditamente nel prosieguo. Del resto, lo stesso collaboratore
FONTANA Angelo aveva evidenziato, nelle sue dichiarazioni, che sino alla sua
collaborazione (febbraio 2006) la famiglia di Acquasanta aveva deciso di "staccarsi"
dal mandamento di Resuttana, divenuto - come detto - un "protettorato" di LO
PICCOLO - e di porsi direttamente sotto la tutela di PROVENZANO Bernardo.

Lo stesso FONTANA Angelo aveva sottolineato la figura del fratello


FONTANA Stefano, che, da questi atti, risulta "reggente" del territorio di
Acquasanta insieme al figlio FONTANA Gaetano (Palermo, 01 marzo 1976), come
del resto attestato dalla operazione c.d. "Addiopizzo" del 16 gennaio 2008,
nell'ambito della quale sono stati entrambi tratti in arresto. Nel corso della presente
indagine, inoltre, si riusciva inoltre ad avere cognizione di incontri riservati awenuti
tra la DI TRAPANI Maria Angela e FONTANA Stefano owero Gaetano; in più si
riusciva altresì a conoscere, de relato, il contenuto delle conversazioni awenute nel
corso dei singoli incontri.
Anche per riferirsi al FONTANA Stefano o al figlio Gaetano, DI TRAPANI
Maria Angela applicava le consuete modalità criptiche, scegliendo, in questo caso,
l'appellativo ANGELA, nome della moglie di Stefano, nonché madre di Gaetano.

In specie, il 19 dicembre 2006, la DI TRAPANI scriveva al marito,


informandolo di aver incontrato "ANGELA" il giorno precedente (18 dicembre
2006); nell'occasione, oltre ad esternare il proprio rispetto nei confronti di
MADONIA Salvatore, la medesima ANGELA le aveva manifestato un forte
disappunto originato dal comportamento assunto dal GRAZIANO Vincenzo (lì
appellato "CORVMA") in seno al mandamento di Resuttana retto da GENOVA. In
conclusione, volendo sintetizzare quanto appreso dal FONTANA, la donna,
riferendosi al GRAZIANO, asseriva testualmente "ADESSO FA LA GALLETTA
SOTTO LE ALI D I CARMELA". [M~:~sJ)
"Sai ieri ho visto ad Angela, ti manda i suoi saluti e auguru di un sereno Natale, mi ha
detto che per te ha una particolarità e che per me te e il bambino la sua casa è sempre
aperta. A quanto pare corvina ha fatto e sfatto prendendomi in giro, e adesso fa la
galletta sotto le ali di Carmela ".

In considerazione del forte attrito, peraltro da sempre esistito tra FONTANA


e GRAZIANO, e più volte evidenziato dal medesimo MADONIA Salvatore alla
moglie, appariva comunque chiaro come anche quest'ultimo (GRAZIANO) aveva
assunto un peso di rilievo nel mandamento di Resuttana, e ciò in aderenza alla linea
-
di comando voluta da LO PICCOLO Salvatore.

I collaboratori più recenti hanno fornito utili dichiarazioni sulla figura del
GRAZIANO (si veda l'ordinanza nr. 38/08 R.G.N.R.), ma la lettura critica di
ulteriori acquisizioni ottenute nel corso della presente indagine ne ha ulteriormente
specificato il molo, facendo risaltare un vera e propria investitura voluta ed attuata da
MADONIA Giuseppe ed Antonino; ciò accadeva in tempi non sospetti, owero il 7
settembre 2006, giorno in cui MADONIA Aldo, unico componente della famiglia in
libertà, alle ore 20: 11 circa, incontrava GRAZIANO Vincenzo a casa della madre
GELARDI Emanuela. Il dato assumeva particolare importanza se analizzato quale
logica conseguenza della partecipazione di MADONIA Aldo ad alcuni - allora
recenti - colloqui carcerari effettuati nell'agosto 2006 sia con il padre che con i
fratelli Antonino e Giuseppe.

Q, 157
In specie il 7 settembre 2006, presso l'abitazione della GELARDI
Emanuela, Aldo MADONIA diceva di riportare a GRAZIANO ("Viciuzzu") le
direttive ricevute dai suoi parenti detenuti, delle quali se ne percepivano poche ma
'7 -3 ,.<F

sicuramente significative. [&+.w;.zf@;1$2)

ALDO: di vedere per il futuro ... (...incomprensibile... ) ... qualcosa in


più ma ... si vedrà ... loro (...incomprensibile... ) ...
so~rattutto PIPPO con il auale ho avuto modo di
parlare con più ~articolarità ...
UOMO: eh ....
ALDO: gli devi dire a VICIUZZU ... auello che noi abbiamo ...
m
TUTTI I PUNTI D I V ISTA ...

In estrema sintesi, dunque, GRAZIANO Vincenzo era espressione dei


MADONIA e da questi investito in tal senso [siamo nelle vostre mani ... DA
TUTTI I PUNTI D I WSTA ...l, ed a capo del mandamento era stato designato,
sempre con il consenso prestato dai MADONIA, GENOVA Salvatore. Proprio in
virtù di questa considerazione, corrisponde perfettamente alla figura di GRAZIANO
Vincenzo la frase "Cowina adesso fa la galletta sotto le ali di Carmela".
Nei mesi seguenti continuavano ad essere acquisiti elementi in tal senso:

4 L'l1 gennaio 2007, infatti, DI TRAPANI Maria Angela si recava a L'Aquila


per effettuare un ulteriore colloquio carcerario con il marito, e, riferendosi a
GRAZIANO con lo pseudonimo. di "COR WNA", asseriva testualmente:
"COR WNA, si!...ora ... cammina insieme a CARMELA ... (abbassa il tono
della voce ed unisce ali indici delle due mani uer intendere: vicinanza. ndr)... a
CARMELA ... ".

J anche il 10 maggio 2007 la donna si recava a colloquio dal marito, riportando a


quest'ultimo ulteriori perplessità prospettatele da FONTANA sulla reale
capacità riconosciuta a GENOVA di gestire il mandamento affidatogli [... dice
... questo borsone, non se la fida a tenerlo... sulle spalle!].
Anche in questa occasione veniva peraltro ribadita la vicinanza, oramai
acclarata, tra GRAZIANO Vincenzo e GENOVA Salvatore (CARMELA), i
quali, sempre secondo il FONTANA "suadronenaiavanoin continuazione".
F
M. ANGELA: ah! ... ho visto ad ANGELA l'altro aiorno ... ...
perchè ...
da co ...
gli avevo chiesto ... MARIA ...
c'erano andati ...
(con la mano destra mima una
pistola per intendere rapina a mano armata, ndr) ...
meschina! ... in continuazione UNO con ... con la ...
cosa ... (mima una passamontagna o simile, ndr) ...
QUELLA a terra caduta ... ...
si è fatta pure la pipì
addosso! ...
e siccome ... è UNO che è là di fronte ... e
che beve ...
(mima il gesto del bere, ndr) ... fa dice ...
... MARIA' ...
dice ... ed allora gliel'ho detto ... subito!
... bra ANGELA e SUA FIGLIA! Der TE la ... ... ...
...
p r o ~ r i o (porta la mano alla bocca per far intendere
il rispetto provato nei confronti del detenuto da
ANGELA, ndr) ...
SALVATORE: vabbè ... MARIA ANGELA ...
M. ANGELA: ...
deve
e m i diceva
...
aice ma è
dice
...
... ... ...
CARMELA dice che
cretina?! (porta il dito indice
... ...
alla tempia ad indicare pazzia, ndr) dice stanno ... ...
mancando t r o ~ ~assai o con CORVINA! (il
riferimento è al comportamento posto in essere da
CARMELA e CORVINA, n dice ~UTTE ...
E DUE^ ...
.I CARMELA e CORVI (unisce le dita indice ad
indicare vicinanza, accordo, n d r l venaono aua ...
... a s~adroneaaiare dice ...
in continuazione! ...
m
gesto usualmente utilizzato Der indicare il
bussare alla Dorta. ndr) eh ... ...
niente cose ... ...
[...l
SALVATORE: MARIA ANGELA ... glielo vuoi dire che ... PAROLA
INCOMPREIVSIBILE ...
M. ANGELA: ... gli ho detto ... IO non so niente ... MIO MARITO è
fuori ... al di fuori di ogni ...
SALVATORE: no #... g
M. ANGELA: gliel'ho detto ...
SALVATORE: oh!
M. ANGELA: ... no, dice ... no ... dice ... l o s a ~ ~ i a m...odice ...
. _... . -__.--.. N O I vediamo ... dice ... ma dice ... non è in-urado,
dice! ... ma Derchè ... auesto borsone. non se la
i l l V?

fida a tenerlo ... dice ... sulle soalle! (a gesti indica


un peso gravante sulla spalla, ndr) ... l o sai che fa?
... dice ... ora? ... fa Darlare a CORVINA! dice ...
mima il dissenso esternato da ANGELA, ndr) ...
entre TU ~ a r lcon
i CORVINA ... senti ~ a r l a r e...

- h
SALVATORE: basta, non voglio sentire ...
M. ANGELA: ah! (porta la mano alla fronte, ndr) ma # una
i cosa ...
reci~roca! ...
SALVATORE: eh ...
giemnre è stato ...
M. ANGELA: però
...
...
I O faccio finta che non vedo
ne alllALTRA! ...
ed ora mi ha detto
ne alllUNA
dice
... ... ...
(ANGELA, ndr) ...
ho un pensiero dice che voglio ... ...
fare a SALVO ...
dice ... al più presto dice glielo ... ...
faccio avere ...
(continua a riferire quanto detto da
ANGELA, ndr) IO per LUI... (mima il rispetto ...
esternato da ANGELA nei confronti del marito, ndr) ...
glielo deve sempre dire ...
qualsiasi cosa ... ha bisogno
di ME ... solo per LUI!
J Infine, oltre alle numerose acquisizioni emerse in tal senso, i servizi di O.C.P.
effettuati da personale dipendente, consentivano di documentare i seguenti
incontri, awenuti tra GRAZIANO Vincenzo e GENOVA Salvatore:

- il 10 ottobre 2006 in occasione della visita effettuata presso l'abitazione


della GELARDI Emanuela; [ m * w i d )
, L
,, *A,, 2-Y i_. i'+*?<

- il 17 febbraio 2007, quando GENOVA veniva visto entrare e


successivamente uscire dagli uffici in uso a GRAZIANO Vincenzo siti in
..-..'L.+::,.,<,
">>
,:+$
"-'il: .'-
t.f%,yV-,+v?.. i ..'.
questa Via Cardinale Mariano Rampolla nr. 81f; fd@i&$i&j.;p!X#)

- 1'1 7 settembre 2007, quando i due venivano visti entrare ed uscire, a


distanza di pochi minuti l'uno dall'altro, dal civico nr. 10 di Via Don Orione,
ove risultano peraltro anagraficamente residenti alcuni familiari di
GRAZIANO Vincenzo, ed in specie il fratello Domenico (Palermo, 12
febbraio 1937) inteso MAREDDU,

Dpo l'arresto - awenuto il 5 novembre 2007 - dei latitanti LO


PICCOLO Salvatore ed il figlio Sandro, 1'8 novembre 2007 DI
TRAPANI Maria Angela effettuava un colloquio carcerario con il marito
MADONIA Salvatore.
n .

L'accenno ai recenti arresti veniva introdotto dal detenuto, che evidenziava il


conseguente stato di difficoltà manifestatosi in capo a GENOVA, inteso
VANCHITEDDU [SAL VA TORE: piange a VA NCHZTZEDD U (risata, ndr) ...]
-Nel corso del medesimo colloquio si percepiva, inoltre, un
ulteriore - quanto immediato - potenziale cambiamento delle dinamiche
associative attinenti il mandamento di Resuttana. Infatti, la DI TRAPANI
comunicava al marito del ruolo dominante che, anche a fronte dei predetti
arresti, "ANGELA" (FONTANA Sterfano) continuava a mantenere all'interno
dellafamiglia mafiosa dell'Acquasanta [... là è ANGELA!]. In questo contesto
riferiva di un nuovo recente incontro avuto con FONTANA [l'altra volta ...
c'era ANGELA, ti saluta ANGELA ...l, che le aveva espressamente chiesto di
riferirgli l'impossibilità di continuare a riconoscere a GENOVA Salvatore la
reggenza del mandamento di Resuttana [...a CARMELA sicuro di no neanche
morta ... uhm ... da ... mi veniva ... una cosa ... poi a CARM ... non la
possono vedere, infatti mi ha detto di dirtelo ... <<lo zaino dice non è capace
di portarselo sulle spalle>> ... me lo diceva ANGELA ... dice: <<non e'
capace ... vi sta facendo fare figure>> ... dice: <Qammina a nome di
SAL V 0 eh ... eh» ... dice: ... <-=si stanno mangiando tutte cose»].

Dunque, nella prospettazione di FONTANA, GENOVA stava facendo fare


"brutte figure" ai MADONIA, operando anche per conto loro.

Il detenuto, dunque, intimava alla moglie di prendere le dovute distanze dal


medesimo GENOVA, imponendo alla stessa di fare "casa e chiesa".

SALVATORE: MARIA ANGELA senza fare segno (sorriso sarcastico, ndr) ...
INCOMPRENSIBILE... anzi ti consiglio di andarci a dire a
VACHITIEDDU ... non ho bisogno di niente ...
M. ANGELA: ma guarda che I O non la vedo lo sai da quanto ... più di
un anno ... e se la vedo ... a calci nel sedere che la faccio
scendere scala, scala come una pallottola ...

11 13 novembre 2007 MADONIA Giuseppe effettuava la consueta telefonata


ai parenti, intercettata dal R.O.S. al progr. 2299 dell'utenza O9116373105 in uso alla
GELARDI. Alla stessa partecipava anche la cognata DI TRAPANI Maria Angela.
La prima preoccupazione del detenuto consisteva nell'avere
notizie di eventuali difficoltà nell'elargizione del denaro dovuto alla famiglia
MADONIA, inteso "dolori alle spalle della madre"; fino al 5 novembre 2007, come
visto, ciò era stato garantito da LO PICCOLO Salvatore (intesto ROSALBA) per
mezzo di GENOVA (CARMELA, ovvero VANCHITEDDDU). La DI TRAPANI
spiegava al cognato che, a fionte dell'ultimo cambiamento di tempo (l'arresto dei LO
PICCOLO) bisognava attendere e verificare l'eventuale insorgenza dei "dolori alle
spalle" a carico della GELARDI. Nell'occasione, i due preannunciavano che si
sarebbero comunque visti il successivo 6 dicembre 2007 a Biella, per il colloquio
con il detenuto.

Analoga conversazione telefonica veniva registrata anche alle ore 17:05 del 4
dicembre 2007 (solo due giorni prima del prefissato colloquio a Biella). Nel corso
t
della telefonata censurata al progressivo nr. 2398 la DI TRAPANI ribadiva a
MADONIA Giuseppe che la situazione riguardante "i dolori della madre" risultava
non essere ancora stata definita, evidenziando la necessità di dover far trascorrere
-- ,+i>..*
almeno un mese per poterne valutare gli eventuali danni. k&mm&iJ?)
X% T "C a " '

I1 6 dicembre 2007 DI TRAPANI Maria Angela si recava a Biella, a


colloquio dal cognato. In questa occasione la donna, evidentemente, come si vedrà,
riceveva precise direttìve. Infatti, 1'11 dicembre 2007 - nel corso della periodica
telefonata effettuata alle 17:08 dal MADONIA Giuseppe ai familiari - BASILE
Anna (badante diurna di GELARDI Emanuela) riferiva al detenuto quanto
raccomandatole da DI TRAPANI Maria Angela, ovvero che la stessa non aveva
potuto prender parte alla telefonata, per incontrare"ANGELA". j:
Come si vede, dunque, anche BASILE Anna partecipa del sistema di criptazione delle
intercettazioni, ed appare essere perfettamente a conoscenza di chi sia e per qual
motivo viene vista "ANGELA".

La DI TRAPANI, dunque, si era recata da FONTANA Stefano ed in tal


senso si percepiva come ciò fosse peraltro noto al MADONIA Giuseppe, che
mostrava di comprendere immediatamente il messaggio, condividendo il motivo
dell'assenza della cognata. In effetti, lo stesso giorno (11 dicembre 2007), in
corrispondenza dell'orario della sopra indicata telefonata, il servizio di O.C.P.
- - . -opportunamente predisposto, verificava che la DI TRAPANI si se~avain un luogo
@ vicino alla via Cardinale Lualdi, e tornava in macchina con una somma di denaro2'

" Ore 15:31 DI TRAPANI Maria Angela e MADONIA Francesco, sempre a bordo
dell'autovettura Citroen C1, si allontanano. Gli stessi, dopo aver percorso
alcune vie cittadine, giungono in via Papa Sergio ove vengono persi di
contatto (ore 15:38).
Ore 15:45 Nei pressi del civico 90 di via Cardinale A. Lualdi, si riscontra, li parcata,
l'autovettura Citroen C1 targata DA688LM.
Ore 17:35 In via Cardinale A. Lualdi, ail'aitezza del civico 55 e 60 si nota DI
TRAPANI Maria Angela e MADONIA Francesco che, camminano al
centro della via, in direzione l'autovettura Citroen C1.
Appena rientrati in auto, DI TRAPANI Maria Angela ed il figlio Francesco discutevano in merito ad
una non meglio indicata somma di denaro, verosimilmente ricevuta in occasione della predetta sosta, e
che il MADONIA Francesco asseriva di voler utilizzare
Di rimando la donna intimava al figlio affmché non faces

Francesco: T m ~ o t t a n t... e
inc...
A conferma di quali fossero le direttive ricevute da MADONIA Giuseppe, il
successivo 18 dicembre 2007 DI TRAPANI Maria Angela si recava presso
l'abitazione di GELARDI Emanuela, ove partecipava alla preannunciata telefonata
del cognato MADONIA Giuseppe, awenuta alle successive ore 16:09. Nel corso
della stessa (registrata al progressivo nr. 2462 sull'utenza in uso alla GELARDI) la DI
TRAPANI riferiva al cognato di aver provveduto a contattare ANGELA, che aveva
p"%*Q,'
n' *;-j**,; ",
4

accettato di buon grado "ilfidanzamentopropostole" dal detenuto. &@4axw)

M. ANGELA: si ... ...


aua ti salutano tutti ti saluta ~ u r ANGELA
e ...
PIPPO: ah si? Com'è buona?
M. ANGELA: si contenta ... si buona ...
PIPPO: contentissima ...oh ...
ci ...
ci ~ i a c efare auesto
fidanzamento con ...
M. ANGELA: si ... si ... si ... si ...
PIPPO: va bene ...
M. ANGELA: si ...
In altre parole, era ormai chiaro come il FONTANA Stefano, oltre a rivestire
un ruolo di vertice all'intemo della famiglia mafiosa dell'Acquasanta, era divenuto
destinatario di nuove direttive emanate dai MADONIA (per bocca di MADONIA
Giuseppe, che li rappresentava tutti per la maggiore facilità nelle comunicazioni), in
considerazione delle quali venivano sicuramente estese le sue competente
territoriali. MADONIA Giuseppe si era servito ancora una volta della DI
.
TRAPANI, ormai insostituibile vettore comunicativo all'intemo delle dinamiche

Maria A: ...
a chi a me?...
Francesco: inc.. .
Maria A: 9 DaDà?
Francesco: .
a papà.. ci vuole... inc...(tanto) per (ad) arrivarci?
Maria A: .
a me?... sangue mio della mia vita.. no conservali tu
Francesco: ... no...
Maria A: no amore mio... questo amore solo ho io... inc...
Francesco: ... inc... 130 euro a nanà e 120 euro a te...
Maria A: no conservali tu che io sto... inc... nel libretto inc... ....
qualche giorno di questo (andiamo in piscina andiamo a ...
prelevare il libretto di là, cosi lo mettiiamo alla posta e cosi
ogni volta che prendi i soldi te li porti sul conto) dobbiamo
avvicinare al Banco di Napoli o lo mettiamo alla posta e ogni
volta che hai i soldi glieli porti tu qua
Francesco: va bene
[...l
Maria A: ...inc... e
nessuno
1
associative. I1 13 dicembre 2007 si otteneva la decisiva conferma alle ipotesi
avanzate. Quel giorno veniva registrato il periodico colloquio in carcere tra il
detenuto MADONIA Salvatore, DI TRAPANI Maria Angela ed il figlio
&) L'analisi del relativo contenuto permetteva di decifrare
Francesco. (&~LEGA.~'o
gli ultimissimi elementi sulle dinamiche associative investigate. La donna, con poche
ma significative parole, descriveva il nuovo incarico assemato a FONTANA
Stefano; quest'ultimo, per volontà del cognato MADONIA Giuseppe, avrebbe, da
allora in poi, provveduto "PER TUTTI".

M. ANGELA: ti saluta ANGELA pure ...


SALVATORE: uhm ... grazie ...
M. ANGELA: anche PIPPO (inteso MADONIA Giuseppe,ndr) ...
PIPPO I'ha mandata pure a salutare a parola ...
...incomprensibile ...
m i ha detto dice salutamela...
pure ...
SALVATORE: mha ... va bene
r...l
M. ANGELA: ora ... ora ANGELA ...
fa t u t t ...
(con con l'indice della
mano sinistra alzato, riproduce il gesto d i girare, ndr)
... ora ANGELA
...
per NOI per T U n I
uhm ... ...
t u t t o per N O I pure
...
anche ...
SALVATORE: mha ... MARIA ANGELA cambia argomento ... non voglio
sapere ...
M. ANGELA: PIPPO (inteso MADONIA Giuseppe,ndr) ...
me l'ha
detto ... meh ...
glielo detto I O (con la mano indica il
figlio,ndr) ...
SALVATORE: va bene ...

Il colloquio forniva anche ulteriore e decisiva conferma alla concreta ipotesi


investigativa secondo la quale, 1'11 dicembre 2007, DI TRAPANI Maria Angela ed
il figlio Francesco avevano effettivamente incontrato ANGELA (FONTANA
Stefano). A riprova di ciò si riporta un ulteriore tratto di sicuro interesse:

M. ANGELA: 1l'al r o ieri 11 icembr


un reaalino (con la mano indica il fialio,ndr) LUI ...
auandoceschii ... (ride,ndr) ... devo
f a r e che cosa gli faccio ... sangue mio
,
gli ho detto, gli stiamo comprando ... abbiamo fatto la spesa
... gli ho detto, stiamo facendo la spesa per PAPA', hai visto

E' chiaro, qui, il riferimento alla somma che - 1'11 dicembre 2007 -
commentavano la DI TRAPANI ed il figlio dopo la sosta effettuata in via Cardinale
Lualdi.

Sk 164
La vicenda sin qui descritta registrava ulteriori sviluppi alle ore 17:05 de11'8
gennaio 2008 quando, sull'utenza in uso a GELARDI Emanuela (09116373105)
veniva censurata una ulteriore conversazione con il detenuto MADONIA Giuseppe.

Nel corso della stessa la DI TRAPANI rassicurava il cognato sulla "eficacia"


della "nuova cura" intrapresa dalla GELARDI, a seguito della quale i "dolori alle
spalle" dell'anziana donna si erano "riassorbiti". In altre parole FONTANA Stefano
svolgeva con successo il compito assegnatogli. Nel prosieguo, però, la medesima DI
TRAPANI non ometteva di riferire al cognato come questa "investitura" avesse
creato non pochi malcontenti sul territorio, volendosi con ogni probabilità riferire
alla reazione dei GALATOLO e, forse, anche di GRAZIANO Vincenzo (in questo
caso chiamato "Vincenzina ") con i quali, come detto, erano emersi non pochi attriti.

PIPPO: come il gatto e il topo ... dimmi una cosa ... eh ... la mamma
come sta? Con i dolori ... cose ... come si sente?
M. ANGELA: mamma bene, bene, bene ...
PIPPO: bene ora?
M. ANGELA: si ...
PIPPO: "buonicedda ci stette" come ... come ..
M. ANGELA: si meglio ... meglio ...
... ...
... ... ...
PIPPO: ah dolori alle spalle cose come
M. ANGELA:
PIPPO:
no, per ora ...
per ora bene
bene, bene, bene, bene ...
M. ANGELA: non ha accusato dolori alle spalle ...
PIPPO: perciò ... allora ...
M. ANGELA: la 'curetta" che ha fatto ... perciò
PIPPO: come?
M. ANGELA: la curetta che ha fatto ...
PIPPO: eh!
M. ANGELA: per ora non ...
PIPPO: gli giova, gli giova ...
M. ANGELA: ci ha dato ... ...
si, gli ha giovato in questo momento ...
[...l
PIPPO: come ...
come sta ANGELA ...
com'è ANGELA? Buona è
fatta?
M. ANGELA: no ... ancora non ... non l'ho vista ...
PIPPO: ho capito ...
M. ANGELA: assai che non la vedo ...
PIPPO: eh assai ...
M. ANGELA: però ...
PIPPO: va bene ... dimmi una cosa ... perciò a mamma "buonicedda"
come è?
M. ANGELA: l'altra sua cugina è proprio tipo ...

$
PIPPO: come?
M. ANGELA: l'altra sua cugina ...
PIPPO: eh ...
M. ANGELA: ... ...
è fuori penso fuori di sé ...
PIPPO: fuori di sé (ride)
165
M. ANGELA: Ah (ride)
PIPPO: si?
M. ANGELA: si! Credo di si
PIPPO: ho capito ... va bene ...
M. ANGELA: anche ... anche sua ...
PIPPO: dimmi una cosa ... altre cose ...
M. ANGELA: anche VINCENZINA
PIPPO : si?
M. ANGELA: si! Ma comunque sono vecchie perciò ... ...
PIPPO : rimbambite proprio ...
M. ANGELA: rimbambite ... perciò
PIPPO : rimbambite ... va bene ...
M. ANGELA: certo ... ognuno ha le sue ...
le proprie ragioni ...p erò
PIPPO: si ...vabbè ...
M. ANGELA: che possiamo fare ...
PIPPO: e vabbè I'età ... e quindi
M. ANGELA: è I'età ... è I'età ...

La situazione aveva, poi, un altro generale rivolgimento, quando, il 16


gennaio 2008, veniva data esecuzione al fermo di indiziato di delitto emesso nr.
38/08 R.G. (c.d. Addiopizzo), riguardante, tra gli altri, GENOVA Salvatore,
GRAZIANO Vincenzo, FONTANA Stefano e FONTANA ~ a e t a n oIn
. ~specie,
~
FONTANA Gaetano (figlio di Stefano), sfuggito alla cattura in occasione
dell'operazione di polizia, veniva arrestato il successivo 24 gennaio 2008;
I vertici del mandamento venivano, dunque, in un sol colpo azzerati.

g)Il ruolo di GENOVA Bartolo inteso "la nipotedi Santina ":la continuità del sostentamento
economico a favore della famiglia MADONIA (inserire qui la scheda di GENOVA)

Tornava, dunque, a delinearsi una situazione di forte instabilità nel contesto


criminale investigato. In questo frangente andava sicuramente inserita la lettera
scritta il 2 febbraio 2008 da DI TRAPANI Maria Angela al marito MADONIA
Salvatore, con la quale la donna rappresentava il proprio rammarico per le ultime
vicissitudini giudiziarie patite da FONTANA Stefano e dal figlio Gaetano, la cui
attività criminale, come visto, aveva ormai arginato le difficoltà emerse a seguito
dell'arresto dei LO PICCOLO.

(...) SAI MI SENTO TRISTE PER ANGELA, SPERO CHE SI RIMETTA


DALL'mTCIDENTE CON SUA FIGLIA (...)

22
cfi. Decreto di fermo di indiziato di delitto nr. 38108 emesso dalla Procura della Repubblica di Palermo -
Direzione Distrettuale Antimafia, il 1510 112008 ed eseguito il 1610 112008.
Nel corso della medesima lettrera, la DI TRAPANI manifestava i propri timori
derivanti da una possibile investitura dello Zio DI TRAPANI Michele (inteso ZIA
SARA) a capo del mandamento di Resuttana:

(...) STANOTTE HO SOGNATO CHE LA ZL4 SARA SI APPROFITTAVA CON BUGIE


ED INGANNI DEL MIO E NEL SOGNO MI SENTIVO DISPERATA PERCHE' LE
DAVANO CREDITO. MI SONO SVEGLIATA DI SOPRASSALTO RACCONTANDOLO
AL BAMBINO COME FACCIAMO SEMPRE NEL RACCONTARCI I PROPRI SOGNI. E'
UNA SERPE VISCIDA. NON VORREI CHE FOSSE UN SOGNO PREMONITORE, MI
SONO SVEGLIATA CON UN CHIODO FISSO NELLA MENTE PENSANDO A M R I A
(...)

Nel frattempo venivano acquisite nuove risultanze investigative originate dalla


contingente necessità di contenere il vuoto nuovamente creatosi all'intemo del
mandamento di Resuttana. Come ipotizzabile, gli unici soggetti ritenuti in grado di
decidere venivano, non a caso, individuati, ancora una volta, nei MADONIA.

L'l1 febbraio 2008, infatti, DI TRAPANI Maria Angela scriveva ancora una
volta al marito detenuto, informandolo di aver ricevuto, giomi addietro, la visita di
"una nipote di SANTZNA "

(...) SAI L'ALTRO GIORNO E' VEM/TA A TROVARMI LRVA NIPOTE DI SANTINA
ERA DA TANTO CHE NON LA VEDEVO, E MI DICEVA CHE SUA ZL4 SANTINA HA
LASCL4 T 0 PER VL4 CHE GIA' E' ANZLANA IL LAVORO DI RAPPRESENTANZA
DI CORREDO E COSE VARIE (...)

Premesso che SANTZNA già risultava essere emerso quale ulteriore pseudonimo
utilizzato per indicare il GENOVA ~ a l v a t o r e appariva
~~, altrettanto chiaro come
l'impossibilità della stessa di continuare il lavoro di rappresentanza di corredo, fosse
in realtà da riferirsi all'impossibilità del medesimo GENOVA di continuare a reggere
il mandamento di Resuttana, stante il suo stato di detenzione. In alternativa la
medesima NIPOTE D I SANTZNA, risultava aver prospettato alla DI TRAPANI la
possibilità di affidare proprio alla ZL4 SARA (ovvero al DI TRAPANI Michele,
fratello di Diego) tale mansione:

(...) E MI CHIEDEVA DI CHIEDERE ALLA ZL4 SARA DI PRENDERE IL SUO


POSTO SE VOLEVA DATO CHE CERCAVA LAVORO (...)
Nel prosieguo della lettera la donna24,oltre a manifestare la sua perplessità in
relazione ad un interessamento della ZIA SARA, specificava come anche la NIPOTE
DI SANTINA avesse preferito ritirarsi dal lavoro per dedicarsi alla famiglia:

(...) IO GLI HO DETTO CHE ALLA ZIA SARA NON LA VEDO, E CON GLI IMPEGNI
CHE HO NON HO MODO DI VEDERLA NEANCHE CI VADO IN CAMPAGNA, E
QUINDI NON AVEVO NIENTE DA DIRCI. IL TEMPO PASSA, QUESTA RAGAZZA ME
LA RICORDAVO PICCOLA, ADESSO LWWCE HA DUE BAMBINI ED ASPETTA
PURE UNA BAMBINA, INFATTI ADESSO SI E' RITIRATA PERCHE' D E W
BADARE AI SUOI BAMBINI (...)

Puntuale conferma alle ipotesi avanzate si otteneva il 12 febbraio 2008 quando


la DI TRAPANI, ponendo in essere il suo ormai consolidato ruolo di vettore
comunicativo, riportava la medesima notizia al cognato MADONIAGiuseppe; ciò
accadeva nel corso della telefonata effettuata dal detenuto alle ore 17:16.
Nell'occasione la donna dava anche conferma della nuova insorgenza dei dolori alle
spalle patiti dalla suocera. Premesso quanto sopra i due concordavano un incontro per
la fine del mese di febbraio. ~&$&j&$&$6)

M. ANGELA: l'altro giorno ...


l'altro giorno ti saluta ...
ti saluta la ...
ni~ote di SANTINA che era venuta per dirmi che era ...
PIPPO:
venuta
eh!
...
mie era venuta a trovare ...
M. ANGELA: per dirmi che ...
che - che 9 ...
m ...
PIPPO: eh ... eh ... ho capito ...
M. ANGELA:
P I P P O: ho capito ... ho capito ...
M. ANGELA: ma io non vedo a nessuno ...
non vado né in campagna
... proprio ...
nemmeno noi nemmeno... ci
"squadriamo" (ndr. vediamo)
[...l
PIPPO: MARIA ANGELA
M. ANGELA: eh PIPPO ...
PIPPO: perciò com'è? la mamma come sta?
M. ANGELA: Mamma ... insomma
PIPPO: "mischinedda" (ndr. poverina) ah ... ...
M. ANGELA: eh?
P I P P O: come sta ... dico
M. ANGELA: bene per ora ... discretamente
PIPPO:
M. ANGELA:
discretamente sta
no,
...
dolori, cose
...
...
come è combinata

[.-.l
M. ANGELA: no, prima devono esserci questi fogli ... ora ne ho parlato
pure con CARLA ... gliel'ho detto che è "addurmisciuta"
totale ... ora CARLA fa ... dice:"venerdì ci devo andare io" ...
per cose sue ... dice: " e poi ci chiede lei".

24
Appare opportuno sottolineare come la DI TRAPANI Maria Angela, proponga il suo pensiero nella
valutazione della scelta di un nuovo reggente della consortena mafiosa.
PIPPO: va bene ... ...
vedete e poi se ne parla t u per venire qui
da me quando se ne parla?
M. ANGELA: quando dite voi
PIPPO: ah ...
vediamo per il mese prossimo? Vediamo ...
M. ANGELA: ...
eh va bene dico...
Intanto, il 13 febbraio 2008, DI TRAPANI Maria Angela effettuava un
riservato incontro con il cognato MADONIA Aldo. I due rimanevano in
conversazione sul pianerottolo del dodicesimo piano di via Cimbali 44, tentando di
eludere ogni possibile attività d'intercettazione svolta all'interno di casa GELARDI.
Anche nel corso di questa conversazione, opportunamente intercettata in relazione al
decreto int. N. 717108, la donna comunicava al cognato la visita ricevuta dal
NIPOTE DI SANTINA e della eventuale possibilità di cooptare lo zio DI
TRAPANI Michele a capo del mandamento di Resuttana. -*$i)

Nell'occasione, la DI TRAPANI faceva chiaramente intendere come l'unico a


poter disporre in tal senso fosse sempre e solo il cognato MADONIA Antonino,
specificando inoltre la pessima reputazione nutrita nei confronti dello Zio Michele
[io spero che quando ... inc... NINO mi dica si... chiama la zia Sara e gli dici...
perché io dalla zia Sara... ho giurato sulla vita di mio figlio... che i contaitì con lo
gio Michele... non ne avrò ne ora e ne mai...].11 20 febbraio 2008 MADONIA
Giuseppe veniva autorizzato a telefonare al fratello Antonino. Nel corso della
conversazione intercorsa, successivamente acquisita da questo Ufficio, risultava
-- chiaro wme MADONIA Antonino esortasse il fratello--aEnchè rikrisse alla
t

cognata di "stare a casa e badare al bambino". Owiamente queste esortazioni


andavano attribuite alla paura di coinvolgere la donna in operazioni di polizia
tutt'altro che conclusesi, oltre che alla posizione della donna sullo "zio Michele"
1
Il 28 febbraio 2008, come concordato, la DI TRAPANI Maria Angela si
recava a Biella a colloquio dal cognato MADONIA Giuseppe. In conseguenza di
ciò, il 15 marzo 2008 veniva acquisita una nuova telefonata intercorsa tra i fratelli
MADONIA Giuseppe ed Antonino. L'occasione serviva a
quest'ultimo per ottenere conferma circa l'adozione delle ultime direttive fornite [u
glielo hai detto a Maria Angela che si segue il Bambino? (...) l'importante è che si
t
sta a casa, diciamo a seguirsi il bambino (...) quello che mi interessa è che lei lo .

segue e sta a casa! ... perchè per ora non è il momento (...)l.
Tornando alla visita effettuata dalla NIPOTE DI SANTINA a casa della DI
TRAPANI Maria Angela, appare opportuno riferire che il 28 febbraio 2008
MADONIA Salvatore, dal carcere, scriveva alla moglie:

(...) IN UNA DELLE TUE ULTIME LETTERE MI DICEVI CHE ERA VENUTA LA
NIPOTE DI SANTINA, E TI DICEVA SE ALLA ZIA SARA POTEVA IhTERESSARE IL
LAVORO DI RAPPRESENTANZQDI CORREDO. MI CHIEDEVO SE UVA COSA DEL
GENERE POTESSE INTERESSARE ALLA ZIA U r W E L L A E PERCHE' NO,
POTREBBE FARE COMODO ANCHE A TE, NON TI CHIEDO DI TUA SORELLA,
PERCHE' UNA COSA DEL GENERE, SO CHE LA SCARTEREBBE A PRIORI, O
POTREBBE ESSERE UTILE A KATLQ, PENSACI SU, IO QUESTA POSSIBILITA'NON
LA SCARTEREI DEL TUlTO (...)

In questo senso lo stesso MADONIA si sarebbe espresso anche in occasione


della successiva lettera scritta alla moglie il 7 marzo 2008:

(.. .) AMORE SULL'IDEA CHE TI AVE V 0 DATO DI PARLARE CON LA ZIA UARIELLA
SE GLI POTREBBE INTERESSARE LA RAPPRESENTANZQ DI CORREDI DI SANTINA
COSA HAI FATTO, PER NON PARLARMENE, PENSO CHE L'IDEA NON TI PIACE (...)

Se, inizialmente, tali acquisizioni non apparivano comprensibili, contrastando


nella forma le ipotesi avanzate, ben presto sarebbe stato chiaro come, in realtà,
costituissero il h t t o di una mala interpretazione operata dal detenuto in relazione al
reale significato del "messaggio" partecipatogli dalla moglie e metaforicamente
ricondotto alla fantomatica "rappresentanza di corredi di .SANTINA". Ciò sarebbe
'- .l+-

8 stato reso chiaro in occasione del successivo colloquio carcerario tenutosi a L'Aquila
il 31 m a n o 2008; nella circostanza, infatti, i due si sarebbero chiariti come segue:

SALVATORE : io ...incompr... (ndr: si esprime a parole interrotte)... cioè a


me sembrava che era vero perché questo fatto di
corredi e ho detto ma se gli devo fare questi e io mi...
M. ANGELA: e io ho capito te...
SALVATORE : ma ho detto...
M. ANGELA: e infatti tu mi chiedevi
dire ...
... ...
ho detto come glielo devo
ti ho lasciato perdere (ndr: ride) ...
SALVATORE: mamma mia ...(ndr: rivolto al figlio)...

Nell'occasione, però, la DI TRAPANI rappresentava al marito l'evoluzione


della vicenda inerente, appunto, il NIPOTE DI SANTINA. La donna, comunicava,
infatti, che questlultimo risultava essersi nuovamente recato presso la sua abitazione
(della DI TRAPANI) lasciando intendere come la candidatura di DI TRAPANI
Michele (ZIA SARA) a capo mandamento di Resuttana non avesse raccolto alcun
consenso dall'esterno e che, a fronte della sempre non facile situazione, lo stesso
avrebbe tentato di salvaguardare l'elargizione del denaro spettante ai MADONIA,
non potendo però garantirne la riuscita [(...) però poi ritornò di nuovo... dice guarda
sto cercando dice ...(n dr: spalanca le braccia)... di fare dice ... perché sai dice tua
zia Sara dice ma tu gli hai detto... gli ho detto no! t...) dice no nemmeno io dice...
ma siccome manda saluti dice e nessuno dice vuole averci a che fare completamente
dice (...) se io posso... posso (...) se non posso dice Maria Angela...(...)l.

L'S aprile 2008 si registrava lo sviluppo della vicenda sin qui trattata. DI
TRAPANI Maria Angela scriveva ancora una volta al marito informandolo, nei
soliti modi, di aver ricevuto del denaro ("ovetti di cioccolato") dalla NIPOTE DI
SANTZNA e che, al più presto, avrebbe provveduto a consegnarne uno alla suocera
GELARDI Emanuela, owero al cognato MADONIA Aldo (CARLA).

(..) CUORE MIO, SAI L'ALTRO GIORNO E' E N U T A LA NIPOTE DI SANTINA MI


HA PORTATO DEGLI O E T T I DI CIOCCOLAT 0 POICHE' ERA VENUTA PER
PASQUA E NON MI A VEVA TROVATO A CASA. COME VADO DA TUA MADRE
U V 0 GLIELO DO A LEI PERCHE' COME SAI LEI E CARLA SONO GOLOSE DI
CIOCCOLAT 0 C..)

Le successive acquisizioni avrebbero permesso di identificare la "nipote di


Santina" nell'odierno indagato GENOVA Bartolo. Invero, tenendo presente che
nella prima lettera si faceva riferimento al fatto che il nipote di Santina avesse già due
figli, e stesse percavaneun terzo, si verificava che in effetti GENOVA Bartolo era '

nipote del noto GENOVA Salvatore e padre di due figli maschi a nome Girolamo e
Giuliano, rispettivamente di anni otto e due; inoltre, di lì a poco, sarebbe divenuto
padre, per la terza volta, di GENOVA Carlotta (Palermo, 19 maggio2008). Appare,
dunque, assolutamente certa la identificazione in GENOVA Bartolo del "nipote di
Santina", che, dal contesto delle emergenze in esame, risultava aver collaborato con
lo zio nel lavoro di rappresentanza di corredi (= reggenza del mandamento di
Reasuttana), e che lo aveva sostituito sino alla fine di questa indagine (aprile 2008).
Capitolo 2. Le singole schede:
i MADONIA-DI TRAPANI e la loro ancora attuale centralità
nel mandamento mafioso di Resuttana

Vista, dunque, la situazione del mandamento in generale, occorre ora analizzare le


schede delle persone indagate.

Iniziamo dalla famiglia MADONIA-DI TRAPANI, riguardo alla quale lo stato


detentivo, assai risalente nel tempo, di quasi tutti gli uomini di elevato spessore
appartenenti all'associazione mafiosa non ne ha limitato la capacità a delinquere.
Tutti, infatti, hanno attivamente mantenuto i profili criminali a loro già riconosciuti.

D'altro canto, le oggettive condizioni detentive degli stessi, necessitavano di


referenti sul territorio di provata affidabilità, referenti individuati in DI TRAPANI
Maria Angela e MADONIA Aldo.

a) Il ruolo di DI TRAPANI Maria Angela.

Per cominciare, bisogna rammentare che l'indagata è figlia del noto DI


TRAPANI Francesco, deceduto nel 1992 in stato di irreperibilità, già a capo del
mandamento di Resuttana; ed è sorella dell'altretkuito nato DI TRAPANI Nicolò,
d anch'esso per un periodo reggente del mandamento di Resuttana. La stessa è inoltre
nipote di DI TRAPANI Diego, risultato reggente della stessa area associativa
durante queste indagini. DI TRAPANI Maria Angela è, inoltre, sposata con
MADONIA Salvatore, detenuto, condannato all'ergastolo, tra l'altro per l'omicidio
di Libero GRASSI. Lo stesso è figlio di MADONiA Francesco, nonché fiatello dei
noti MADONIA Antonino, MADONiA Giuseppe e MADONIA Aldo.
Quest'ultimo è l'unico dei fratelli MADONIA in libertà.
I vincoli di parentela riportati qualificano largamente l'estrazione al 100%
mafiosa dell'indagata, atteso che tutti i congiunti hanno espresso condotte
tipicamente associative, peraltro documentate nella presente indagine, attualizzando il
loro ruolo di vertice.
Si cita, ad ulteriore riprova del qualificante retroterra criminale della stessa,
una circostanza emersa da un colloquio carcerario intercettato a DI TRAPANI
Nicolò il 17 marzo 2007. Nell'occorso, lo stesso detenuto racconta un episodio, ai
nipoti in visita (DI PACE Francesco e RIMI Filippo), riguardante un periodo di
latitanza suo e del padre DI TRAPANI Francesco, durante il quale erano entrambi
"assistiti" da DI TRAPANI Maria Angela.
La circostanza assume un notevole interesse investigativo atteso che, seppur
non perfettamente databile, è sicuramente risalente nel tempo (si ricorda che DI
TRAPANI Francesco è deceduto nel 1992) in quanto, per come riferisce il detenuto,
la sorella Maria Angela avrebbe rinunciato agli studi per poter seguire i
congiunti durante la latitanza.

NICOLO' : ...
... Maria Angela ha sofferto da picciridda Maria Angela...
Maria Angela ha sofferta da bambina... non ha sofferto ora...
Maria Angela era brava a scuola... voleva andare a scuola...
e a scuola non c'è andata per amore di mio padre... e di
...
me... perchè se ne è voluta venire con noi altri perchè noi
eravamo latitanti... eravamo... non è andata più a scuola e
se ne è venuta con noi... mi segui? A scuola non c'è andata
più... non c'è andata più... hai capito?...

Ritornando alle risultanze di questo procedimento circa il ruolo svolto,


all'interno di Cosa Nostra, dalla DI TRAPANI, è doveroso precisare che in questa
sede si illustreranno brevemente le emergenze in carico alla stessa, mentre la
rimanente parte di risultanze - attesa la posizione di fulcro delle attività nelle diverse
diramazioni associative emerse da parte di DI TRAPANI Maria Angela - verrà
trattata più avanti, nel corso dell'esame delle singole ulteriori schede.
Si rammenta, in primo luogo, che la figura di DI TRAPANI Maria Angela
emergeva da intercettazioni ambientali risalenti al mese di ottobre 2005 a DI PACE
Francesco. Nell'occasione non si comprendeva a pieno la valenza investigativa da
attribuire alla DI TRAPANI, non essendo l'indagata l'oggetto principale del
colloquio in argomento.
Nel mese di gennaio 2006, contestualmente alla scomparsa di BONANNO
Giovanni, allorquando il baricentro dell'attività investigativa si spostava nettamente
sul monitoraggio dei colloqui carcerari, la figura di DI TRAPANI Maria Angela

&.
emergeva come centrale.
Difatti, l'ascolto di un primo colloquio carcerario del fratello DI TRAPANI
Nicolò, al quale presenziavano la sorella Giuseppina e la nipote Giovanna figlia di
quest'ultima, forniva utili spunti sia in merito agli attriti interni alla famiglia
MADONIA-DI TRAPANI sia per quanto concerne gli equilibri in seno alla
consorteria, con la contestuale comunicazione al detenuto di quanto accaduto (lupara
bianca) al BONANNO.
11 conseguente approfondimento d'indagine sul carcerario risalente all'inizio
del 2006 ed il contestuale monitoraggio della DI TRAPANI a far data dal 10 marzo
2006, hanno da subito consentito l'acquisizione di una considerevole mole di dati
investigativi che, opportunamente compendiati con servizi sul temtorio, hanno
esaltato profili penali a carico di DI TRAPANI Maria Angela di indiscutibile
valenza probatoria, evidenziandone il ruolo attribuitole dal vertice del
mandamento ristretto in carcere.
A questo proposito si cita l'ambientale in danno di MADONIA Salvatore del
6 aprile 2006 a)Nell'occasione
.
%&W".
DI TRAPANI Maria Angela
riferisce al marito quanto, tra l'altro, dettole dal cognato MADONIA Giuseppe,
quale latore delle disposizioni dal fratello MADONIA Antonino, capo indiscusso del
mandamento di Resuttana, nel corso del colloquio del 25 mano 2006.

M. ANGELA: ...t u devi essere i miei occhi (continua a riferire quanto


dettole dal cognato MADONIA Giuseppe, detenuto a Biella,
ndr) ... te lo dice Dure N I N O (MADONIA Antonino,
.. .. . - detenuto a Novara, ndr)... guarda ... (sempre riferito- alle
raccomandazioni di MADONIA Giuseppe, ndr) ...
@
Dunque, l'indagata doveva (essendo libera) essere "gli occhiy' del capo
mandamento di Resuttana.
Sempre nel succitato colloquio del 6 aprile 2006, come si vedrà nell'apposito
capitolo, MADONIA Salvatore, apprendendo dalla moglie le direttive impartitele
dal fratello Giuseppe, esprime una momentanea perplessità in ordine ai rischi
verso che Maria Angela avrebbe corso. Di contro, nella medesima circostanza, il
detenuto acconsentiva a che l'indagata si muovesse in nome e per conto dei
MADONIA sul territorio [sangue mio! ... fagliele ... e devi dire ... senti, vedi che a
mio marito non gli piacciono queste cose ...l.
In effetti, monitorando la funzione di interfaccia svolta di lì in avanti dalla DI
TRAPANI è stato possibile investigare tutte le più recenti dinamiche associative
del mandamento di Resuttana.
I1 ruolo associativo attribuibile alla DI TRAPANI, del resto, si è andato
gradualmente espandendo, in virtù delle necessità di celere comando del carcerario
che, dunque, si troverà a dover demandare a DI TRAPANI Maria Angela incarichi
di crescente responsabilità in seno alla consorteria.
L'ascesa della DI TRAPANI, per come emerso, si registrava, in primis, a
seguito del graduale decadimento delle condizioni psico-fisiche dell'anziana suocera
GELARDI Emanuela, cui fino ad allora erano demandati quei profili relazionali di
alto livello associativo tra i MADONIA detenuti ed i vertici del mandamento.
Questa fase di transizione, al termine della quale Maria Angela subentrava
nel ruolo alla suocera, veniva favorita, per stato di necessità e "a malincuore", dai
cognati MADONIA Antonino e Giuseppe. D'altro canto questo ruolo poneva
l'indagata in una condizione di sovraesposizione ed a rischio, specie in termini
giudiziari, come emerso dall'intercettazione del colloquio carcerario del 14 aprile
2006 tra il marito dell'indagata, MADONIA Salvatore e l'anziano padre Francesco
. In quel fingente Salvatore estmava le sue perplessità circa le
direttive impartite alla propria moglie dal fratello Giuseppe.

SALVATORE: ... può essere che PIPPO viene ... perché lui m i ha
detto che ha presentato pure questa cosa ... se viene
PIPPO ... questa cosa che vuole fare ... non m i piace
tanto...
FRANCESCO: ... che vuole fare?.....
...
...... ...
SALVATORE: Maria Angela cosa mischiniedda ha avuto

dal CORVO
...
problemi hai capito?
...
eh lui ha detto
MAREDDU... cosa
eh
...
vai
e i o questa cosa non
... ...
la vedo PAPA' questa cosa ...
FRANCESCO: ... da chi?
SALVATORE: ... da MAREDDU cosa
sempre una femminedda è...
...
andarci MARIA ANGELA... ....
FRANCESCO: dove deve andare?!
SALVATORE: da MAREDDU... nostro...
FRANCESCO: ah... incomprensibile...
SALVATORE: se ci sono cose... non ci sono cose... sempre una
femminedda... a me m i seccano queste cose papà i o ...
non l'ho mandata mai da nessuna parte scusa... si ...
trova u n modo diverso... non l o so... ma i o n o n...
...
incomprensibile a MICHELE. Troviamo u n altro modo...
lasciamole stare 'ste femminedde...
cose che c i sono i n giro ...
I timori espressi da MADONIA Salvatore risultavano, del resto, più che
fondati. Questa 'sovraesposizione si evidenziava ulteriormente se rapportata alla
figura di MADONIA Aldo, unico congiunto in libertà della famiglia, la cui condotta
criminale è improntata, diversamente da quella dell'indagata, a connotati di maggior
prudenza e riservatezza.
Inoltre, come detto, il "protagonismo" dell'indagata all'intemo delle
numerose diatribe familiari, essendo sempre riconducibili ad interessi e beni di
illecita provenienza, ha consentito di individuare molti beni dei MADONLA grazie
al qualificatissimo contributo di conoscenze della DI TRAPANI.
Del resto, il ruolo via via crescente assunto da DI TRAPANI Maria Angela
nelle dinamiche del mandamento di Resuttana, era già noto per lo meno dall'estate
del 2005 nei più qualificati ambiti associativi. I1 dato investigativo, di assoluto
rilievo, emerge da intercettazioni ambientali svolte nell'ambito dell'indagine c.d.
"Gotha".
In merito si riporta uno stralcio di dialogo tra i noti CINA' Antonino e
ROTOLO Antonino il 18 agosto 2005:

CINÀ: ...
(...) Nino, per quanto riguarda Diego gli ho mandato i
soldi, è giusto? Ora che noi siamo come a Napoli, forse
peggio, ti faccio ridere... Nicola... Ciccio D I TRAPANI
a , @ d u e femmine, visto che
Nicola non c'è. c'è sua sorella che reacie tutta la
situazione e sarebbe la moalie di Salvino...
ROTOLO: Ma che mi stai dicendo?
[...l

La circostanza rileva in quanto, collocandosi in un frangente temporale


antecedente all'investitura ricevuta dall'indagata da parte del cognato MADONIA
Giuseppe il 25 marzo 2006, certifica un potenziale associativo pregresso in capo alla
W,già noto ai vertici di cosa nostra. Ritornando alle emergenze investigative , si
rappresenta che Maria Angela, per assolvere ai compiti del ruolo affidatole dai
congiunti ha partecipato a numerosi colloqui con i congiunti detenuti. Dal
monitoraggio complessivo è emerso, poi, che la stessa si è conseguentemente mossa
sul territorio, a seguito delle indicazioni datele dai congiunti in carcere. \
In 28 mesi di indagine a carico dei MADONIA (il primo colloquio carcerario
viene intercettato a Febbraio 2006) DI TRAPANI Maria Angela ha presenziato a
ben 51 coiloqui carcerari con i congiunti, cosi suddivisi:
- m. 28 con il marito MADONIA Salvatore, presso la Casa Circondariale di
L'Aquila;

- m. 6 con il fratello DI TRAPANI Nicolò, presso la Casa Circondariale di Parma;


- m. 8 con il suocero MADONIA Francesco; presso la Casa Circondariale di
Napoli Poggioreale;

- m. 6 con il cognato MADONIA Giuseppe, presso la Casa Circondariale di Biella;


- nr. 3 con il cognato MADONIA Antonino, presso la Casa Circondariale di Roma
Rebibbia.

Già il fatto della "circolarità" dei colloqui con tutti i MADONIA poneva, dunque,
la donna in una strategica posizione informativa centrale.
Inoltre, in tutti questi viaggi, effettuati da Maria Angela DI TRAPANI quasi
sempre con la compagnia del piccolo MADONIA Francesco, altre volte della
suocera GELARDI Emanuela e qualche volta, quando andava a Parma dal fiatello,
era in compagnia della madre SGROI Rosa e della zia SGROI Lorenza, l'attività di
intercettazione ha permesso di acclarare che non si è mai privata delle comodità,
spostandosi in aereo e ricorrendo quasi sempre al noleggio di un'autovettura con
conducente per gli spostamenti aeroporto casa circonddgle e viceversa (in
@ alternativa sosteneva il costo di un noleggio di autovettura), con ciò manifestando
chiaramente - vista l'apparente mancanza di giustificabili risorse economiche atte a
consentire numerosi viaggi aerei sul territorio nazionale, a volte con cadenza più che
mensile - la presenza di introiti iiiegaii (dato che il reddito deil'indagata risulta,
negli ultimi cinque anni, pari a zero).
Ed è rilevante che nel corso di questi colloqui la DI TRAPANI usava un
linguaggio cifrato, che solo gii appartenenti all'associazione carcerati potevano
intendere.
Oltre che con i colloqui, la DI TRAPANI ha alimentato il flusso comunicativo,
risultato di sicuro spessore criminale, tra i MADONIA in carcere e l'esterno anche
attraverso le lettere, anche queste opportunamente "cifkate", con le quali aggiornava
il marito recluso. Egualmente, utilizzava le telefonate settimanali di MADONIA
Giuseppe al domicilio della madre, ove l'indagata, in più occasioni, ragguagliava il
detenuto sulle più attuali dinamiche del territorio di competenza (sempre in maniera
cifrata).
In ultimo, volendo sintetizzare l'insieme dei profili relazionali, poi sviscerati in
appositi capitoli, che contribuiscono a formare un consistente quadro probatorio a
carico di DI TRAPANI Maria Angela, oltre alla citata funzione propulsiva delle
direttive impartite dal carcere dai MADONIA, si possono citare le seguenti plurime e
rilevanti condotte di interesse.
Difatti, l'indagata si è relazionata:
- sia prima dell'inizio di queste investigazioni che durante le stesse con il noto LO
PICCOLO Salvatore, all'epoca latitante2', reggente del mandamento di San
Lorenzo Tommaso Natale e, dal giugno 2006, dell'intera Cosa Nostra palermitana
(oltre che punto di rifkrimento dei MADONIA su Resuttana). Questi profili
relazionali, per come emerso dall'attività, si concretizzavano o direttamente
(intendendosi con incontri de visu) o attraverso il noto circuito relazionale dei c.d.
pizzìni;

- con BONANNO Giovanni, in ragione del ruolo di reggente dallo stesso ricoperto
in seno al mandamento di Resuttana prima della sua soppressione;

- per motivi meramente associativi, con CINA' Antonino;

- per motivi diversi dal semplice rapporto parentale e riconducibili a qualificate


dinamiche associative, con il noto DI TRAPANI Diego. Sia prima della sua
reggenza del mandamento, che durante, che in seguito;

- per motivi meramente associativi, con il noto GENOVA Salvatore, successore


del DI TRAPANI Diego al vertice del mandamento;

- per motivi meramente associativi, con GRAZIANO Vincenzo, imprenditore edile


vicino al vertice del mandamento di Resuttana;

- per motivi meramente associativi, con FONTANA Stefano e Gaetano, posti ai


vertici dellafamiglia dell'Acquasanta;

Inoltre, la stessa ha gestito beni di illecita provenienza direttamente o per il tramite


di altri associati, acquisendone il profitto ed ha percepito, in diverse occasioni,
somme di danaro di sicura provenienza illecita. Delle medesime somme, a volte
dirette a tutto il nucleo MADONIA-DI TRAPANI, si incaricava della
redistribuzione.

Ma esaminiamo, adesso, tutti i rapporti intrattenuti dalla DI TRAPANI per conto


di Cosa Nostra.

1. Il piuino scritto dall'allora latitante LO PICCOLO Salvatore ed i rapporti


con DI TRAPANI Maria Angela

I1 6 febbraio 2007 ha avuto luogo l'asta giudiziaria inerente la vendita di


alcuni dei beni inseriti nella procedura fallimentare patita dalla ditta "SICED SRL DI
DI TRAPANI NICOLO". Proprio in questo contesto si era concretizzata la richiesta
avanzata da DI TRAPANI Maria Angela all'allora latitante LO PICCOLO
Salvatore, volta ad ottenere un prestito di circa 80.000 euro. Questo denaro non è
mai stato elargito, ma ha permesso di verificare i rapporti esistenti tra LO PICCOLO
Salvatore in persona e la DI TRAPANI, ed in specie che quesra aveva ricevuto il 16
marzo 2007 un pizzino dal LO PICCOLO. Di seguito verranno specificatamente
trattate tutte quelle risultanze investigative attinenti la "via" seguita dal pizzino sino al
suo materiale ritiro.

I1 16 marzo 2007, alle ore 09:42, DI TRAPANI Maria Angela, sulla sua
utenza cellulare, riceveva una telefonata da parte della madre SGROI Rosa. Nel
corso della conversazione quest'ultima informava la figlia che, la sera precedente (15
marzo 2007) GIOVANNA (ovvero DI PACE Francesco) le aveva consegnato un
libricino per il catechismo del piccolo MADONIA Francesco, figlio di Maria
Angela

ROSA: GZOVINNA ieri sera mi ha dato un "libriccino" da dartelo a te ...è


per il catechismo ... del bambino
MARLANGELA: incompr ...
ROSA: ...p erciò se venivipoi te lo pigliavi ... se il bambino deve andare al
catechismo, io non so niente ...
URL4NGELA: chi te l'ha dato GZOVAWA?
ROSA: &!

25
La vicenda è raccontata nel demglio nella nota in richiamo nr. 651102-2005 del 02/10/2006 di questa Sezione
ad oggetto "Annotazione circa le risultanze investigative relative all'omicidio di BONANNO Giovanni
MARIANGELA: ah ...vabbè ...
ROSA: ... incompr ... ciao
MARIANGELA: più tardi, non posso venire per ora

Alle ore 12:ll la DI TRAPANI si attivava per il ritiro del predetto libricino,
chiedendo al LO VERDE Massimiliano di accompagnarla presso l'abitazione della

MASSIMILLANO: pronto?
-GELA: ehi MASSIMO ciao ...
MASSIMILIANO: ciao M A R I . ciao ...
MARLQNGELA: ...
ascolta mi sento così male che non ho ...
non posso alzare
nemmeno un braccio ...
devo andare un attimino da mia madre,
mi ci puoi accompagnare cinque minuti, il tempo di salire e
...
scendiamo subito i>ausa) ...
UASSIMO ...
UASSIMILL4NO: ehi ... quando rientro
iWIRL4NGELA: e verso che ora?
MASSIMILLANO: verso l'una e un quarto, l'una e venti ...
U ARIANGELA: eh! Non devi mangiare?
MASSIMILIANO: non ti preoccupare verso l'una e un quarto, l'una e venti ...
MWGELA: va bene ti aspetto ... non riesco ad alzare nemmeno un braccio ...
UASSIMILIANO: ciao ...
MARIANGELA: ... per questo ... ciao ...

Alle ore 13:50 LO VERDE Massimiliano e DI TRAPANI Maria Angela, a


bordo dell'autovettura Citroen C1 in uso alla donna, si recavano a Cinisi (PA),
Contrada Cipollazzo ove giungevano alle ore 14:26. Dopo pochi minuti di sosta (alle
ore 14:41) i due rientravano all'interno dell'automezzo e lungo i1 tragitto di rientro a
Palermo davano origine alla conversazione ambientale nr. 284; nel corso del
colloquio la donna dava parziale lettura del pizzino appena ritirato26
@@!l.
Dalla disarnina del contenuto della conversazione in argomento, si delineava,
tra l'altro, il futuro canale comunicativo ('lfiltro") da adottare per l'inoltro di eventuale
ulteriore corrispondenza al latitante [... DOBBUMO A W R E ... UN FILTRO,
NATURALMENTE ...l. In altre parole se la DI TRAPANI avesse voluto scrivere al
L O PICCOLO Salvatore avrebbe dovuto consegnare il messaggio, "naturalmente
chiuso", al nipote DI PACE Francesco. [... e poi vuole (LO PICCOLO, ndr) che
GLI scrivo attraverso ... che GLI mando il COSO ... attraverso ... "CON CHI LO
RICEWRÀ ... DOBBUMO A W R E... U N FILTRO, NA T U R A L M E W . Queste
26
Conversazione già commentata e rijèrita a codesta A.G. con la nota nr. 65/154-2005 di questa Sezione il 18
aprile 2007
t
direttive venivano fortemente contestate dalla DI TRAPANI [... ed IO gli vado a dare
questa importanza a LUI?! ...l.
Ciò posto gli astanti cercavano di individuare vie alternative a quella
espressamente indicata dal LO PICCOLO.

M. ANGELA: ... ...


senza che mi da notizie! INCOMPRENSIBILE e poi ...
...
vuole che GLIscrivo attraverso e che che GLI mando il ...
... ...
COSO atiraverso "CON CHI LO RICE VERÀ "
SIMILIA ANO: mh!
M. ANGELA: ...
... dice ... E NATURALMENTE CHIUSO! ed IO gli vado a ...
dare questa importanza a LUI?! (al tramite della risposta, ndr)
[...l
MASSIMILLANO: GLIELO scrivi e poi ci aggiungi le altre ... quindi LO capisce da
solo ...
M. ANGELA: INCOMPRENSIBILE ... l'importante è che l'avverto!
MASSIMILLANO: ... INCOMPRENSIBILE
[...l
M . ANGELA: No ... a LUI (al tramite attraverso cui, per come indicato, dovrebbe
...
essere consegnata la risposta, ndr) non la voglio dare questa
...
importanza! per aprirsi INCOMPRENSIBILE hai capito? ... ...
...
che staipur certo che se lo apre e se lo legge! ...
[...l
M. ANGELA: ...
no, mi limito a dire che con LUI (con tramite attraverso cui, per
come indicato, dovrebbe essere consegnata la risposta, ndr) non
...
voglio avere più niente da @ausa,ndr) niente a che fare! ... ...
MASSIMILLANO: INCOMPRENSIBILE ... magari un altro ... INCOMPRENSIBILE
M. ANGELA: ... GLI dico ... quando mi potrà vedere ... e quando mi potre ...
[...l
M. ANGELA: "MA LUI MI FECE SAPERE TEMPO FA CHE LEI VOLEVA ...
...
VEDERMI IO CI SONO STATO IL NOVE DICO PER IL ... ...
...
MOMENTO incomprensibile SINCERAMENTE PENSA V 0 ...
CHE IL RESTO DELLE COSE GLIELO m D 0 ...
...
incomprensibile IL DISCORSO CHE incomprensibile E' ...
... ...
QUESTO INNANZI TU INNANZI TUTTO DI CHIARRSI
...
CON IL CUORE SPERO CHE LA CHE SI CHE SI ... ...
...
PROWEDE POI DI COMPRARLA TUTTA LE COSE CHE ...
...
MI COMPETONO incomprensibile " ...
[.--l
M. ANGELA: ... poi conclude ... "DUNQUE ...
CORTESEMENTE DOVM ' ...
PAZIENTARE ANCORA UNALTRO POCO" ... è come se fosse
... PAROLA INCOMPRENSIBILE ... @ausa,ndr) ... hai capito? ...
non ha intenzione ... INCOMPRENSIBILE
(tratto incomprensibile, ndr)
M. ANGELA: ... "E QUINDI, NEL FRATTEMPO, SE VUOLE PUO'
. .
SCRIIZRMI.. PER ME.. INCOMPRENSIBILE CHE LA ...
...
METTE IN PRATICA MI FA MOLTO MA MOLTO
. ...
PL4 CERE.. RICE VERE NOTIZIE (tossisce, ndr) ... ...
...
incomprensibile DOBBL4MO AVERE UN FILTRO, ...
...
NATURALMENTE PERCHE' incomprensibile RISPOSTA ... ...
...
DA CHI RICEVE QUESTO E QUINDI NATURALMENTE ...
incomprensibile ...
(tratto incomprensibile, ndr)
M. ANGELA: ... non lo posso scrivere ... non lo posso scrivere, MASSIMO! ...
INCOMPRENSIBILE... particolari! ... perchè risulto pettegola!...
mantieniti qua ... (da indicazioni al LO VERDE, ndr)
INCOMPRENSIBILE ... mi capisci che ti voglio dire? ... non devo
risultare, ah!? ... IO non ... INCOMPRENSIBILE ... come se fosse lo
PAROLA INCOMPRENSIBILE ... che va ... devo ... devo usare le
...
parole per lasciare a LUI e comunque dice incontriamoci... ... ...
... ...
poi, davanti e davanti parlargli mi capisci quello che ti voglio
dire? ...
[..-l
M. ANGELA: ... ... ...
cioè una cosa una cosa QUELLO... la manda LO
PICCOLO... ed IO gli dico ad un altro che me l'ha fatta avere
tramite QUELLO!? ... ma TU hai idea di cosa significa?! ... cioè
hai idea di cosa significa?! ... che passo immediatamente nel torto!
... e QUELLO è autorizzato proprio a non rivolgermipiù ne una
parola ne uno scritto!
MASSIMILIANO: ... INCOMPRENSIBILE ... queste cose!
M. ANGELA: no! ... mi abbuttano queste cose! ... che dici! ... cioè ... una persona
... e mandano ME ... I 0 non miposso permettere di andare da un
... ...
altro e I 0 non esiste!
1.. l
M. ANGELA: ... cioè QUELLA che passa nel torto sono IO! ... non passa nessun
altro nel torto! ... cioè faccio un piacere... al1'UNO e agli ALTRI!
... hai capito?
[..-l
M. ANGELA: ah ... non lo capisci ... ah ... eh .... ma perchè sanno che non
potrebbe ... che ... è in famiglia, MASSIMO! ... che cosa ... se
QUELLO sapesse di che PEZZENTE è, stai sicuro che non glielo
darebbe! ... eh!
MASSIMILLANO: allora stai tornando al discorso che ti facevo IO ... TU mi dici ... no
... INCOMPRENSIBILE ...
M. ANGELA: si, ma non sanno che è PEZZENTE! PAROLA ...
...
INCOMPRENSIBILE non esiste una prova!
MASSIMILLANO: INCOMPRENSIBILE
[-..l
UASSIMILLANO: ...
chissà se gliela fai avere a CARMELA INCOMPRENSIBILE ...
anche se LUI l'aveva scritto ...
M. ANGELA: si, ma ... INCOMPRENSIBILE ... ora è ritirata!

Nel pomeriggio dello stesso giorno, alle ore 17:01, veniva intercettata una
ulteriore conversazione telefonica intercorsa tra DI TRAPANI Maria Angela e la
sorella Giuseppina; dalla relativa analisi si delineava, in maniera ancor più chiara, il
percorso terminale seguito dal pizzino prima di essere ritirato dall'interessata: DI
PACE Francesco lo aveva consegnato alla suocera DI TRAPANI Giuseppina, dalla
quale era stato successivamente ceduto alla SGROI Rosa ed infine, da questa,
consegnato alla DI TRAPANI Maria Angela

MXRIANGELA: ...
ah ma uuella cosa a mamma "ci a rette GIOVANNA" (ndr.
gliela dato Giovanna)
GIUSEPPINA: GIOVANNA "a rette a mia" (ndr. l'ha dato a me)
MARLWGELA: ah! E ... ci puoi dire che la nrossima volta gli dice:" senta per
...
favore a me non me le dà" perché è inutile che io adesso ora ...
... ...
devo non e che W posso narla a fu a lei W non d i d ò ...
niente a lei di mio capito?
GIUSEPPINA: uhm ...
MARLLUVGELA: è giusto? Dopo ... dopo quello che aveva detto la ...ti ricordi
quando ... tempo fa? Non deve dire che poi la ...
GIUSEPPINA: ...
e perché perché non lo deve dare a lei perché che che ... ... ...
giusto il discorso?
MARIANGELA: ...
siccome aua in questa in questa C 'è scritto:" chissà dice . ... ..
... ...
gualsiasi cosa dice gliela dà di nuovo a lei .. " .
GIUSEPPINA: e vabbè tu ti faila tua cosa come sempre, no?
MARIANGELA: ... ...
cosa no deve dire, deve dire! deve avere avere il cora se ... ...
...
no io devo dire tutte le cose come stanno devo fare questo? SOIO
...
così lo posso fare eh... dire le cose come stanno GIU (ndr
...
Giuseppina) perché se mi si dice in un modo e poi io faccio in
un altro modo. devo dare la motivazione ...
GIUSEPPINA: eh... e io che ci devo dire ...
MAiUANGELA: invece ... invece di "annacarsi " (ndr. perdere tempo)
GIUSEPPINA: eh ...
MAUNGELA: e prendersela si assume le sue resuonsabilità ...
GIUSEPPINA: uhrn... uhrn...
MAUNGELA: ...
e dice:"guardate uer favore fate lasciatemi fuori da questa cosa
...
- co ... quello che non ha fatto tempo fa che poi me la butta
...incompr ... a me ...
GIUSEPPINA: intanto per ora sta andando là ... per ora farlo andare là ...
MARIANGELA: uhrn ...
GIUSEPPINA: farlo andare là per ora e poi vediamo &... (ndr. abbrev.
Maria Angela)
UARIANGELA: uhrn ...
GIUSEPPINA: va bene?
MARIANGELA: e poi glielo dici? ...
GIUSEPPINA:
ikiwmNGELA:
-
certo ...p er ora farlo andare là e inutile ...
no ... anche perché io entro lunedi, martedì devo uer forza ...
GIUSEPPINA: ... ...
e ...devi per forza cosa se se non ~lieladevi dare a lei che
...
cosa auale è il problema?
MARIANGELA: ...incompr
GIUSEPPINA:
MARIANGELA:
Non gliela dare basta
... ...
. ...
...
si però dico quando dico se faccio diversamente devo ...
scrivere la motivazione quella che è questo ti voglio dire...
...quindi W la devo scrivere GIU (ndr Giuseppina) la motivazione
...
la devo dare non è che DOSSO fare di testa mia e continuare
...incompr ...
GIUSEPPINA: ... ...
e non ho capito non ho capito tu la cosa a lei non la devi dare
... .
devi fare di testa tua.. e aual è per ora ...incompr ...
M4RL4hGELA: come non lo sai dopo che... non la sai ...
GIUSEPPINA: ... ...
eh ti dico non pliela dai e basta non gliela dai e basta. c'è
bisopno ...
hUU4hGELA: si ma poi ...si ma poi a te ... te la dò
GIUSEPPINA: eh ...
iìhU&WGELA: ...
devo ... devo dirle a qua a questa ìl perché non l'ho dato a lei
... hai cauito?
GIUSEPPINA: uhrn...
MARIANGELA: ...
eh la devo dare la motivazione GIUSI questo devo ti ti ... ...
voglio dire ...
GIUSEPPINA: ma intanto ...
ikiwmNGELA: la devo dare la motivazione ...
GIUSEPPINA: ... ma W intanto di te la darei a chi la dovrei dare. senza bisogno di
...
dare né motivazione e nè niente quando poi te le chiedono non ...
...
ora auando poi te le chiedono ...
MXRL4NGELA: ah ...
GIUSEPPINA: ...
poi si vede c'è bisopno di darle prima in anticipo le motivazioni
-
..e

WIRLWGELA: ah ... a%-


GIUSEPPINA: MARLA (ndr. Maria Angela) non c'è bisogno di darle prima in
anticioo le motivazioni
GIUSEPPINA: al momento opportuno ...
UARIANGELA: ... incompr ...cortesemente ...incompr ... sempre così uguale ...
GIUSEPPINA: ...
evabbè tu tifai tu tifaila ...
MAMNGELA: ah ... ah ...
GIUSEPPINA: tu tifaiiltuomodo ...
MARIANGELA: e quando poi mi richiede dice: "va perché?»...
GIUSEPPINA: .. ...
guando poi te lo chiede .poi si spiegano non C 'è bisonno di
...
fare disco mille discorsi prima. hai capito?
UARL4NGELA: va bene
GIUSEPPINA: va bene?
iWRL4NGELA: va bene!
GIUSEPPINA: ... incompr ...
MARL4NGELA: sono uno più "babbignù" (ndr. stupido) dell'altro, comunque ...
GIUSEPPINA: infatti boh ...infatti non l'ho capito questa cosa boh ...
-GELA: "amunì "

Anche nel corso della conversazione telefonica in argomento veniva criticato


il comportamento adottato dal DI PACE Francesco, il quale, come visto, aveva
-
interferito nel circuito comunicativo LO PICCOLO DI TRAPANI Maria Angela.

Il 23 marzo 2007, alle ore 13,32, nel corso di una ulteriore conversazione
telefonica, DI TRAPANI Maria Angela riferiva alla sorella Giuseppina di essere in
procinto di rispondere al LO PICCOLO Salvatore I...va be, io sto risuondendo a
chi devo rispondere].[*A$$@@.

fi..) vabbè sto rispondendo a chi devo risoondere e adesso mi


prendo tutte le mie soddisfazioni ...
GIUSEPPINA: va bene hK4R.d (ndr. abrev Maria Angela) ...
- MWGELA: perché a cui sto rispondendo devo dire ii perchéito ri&nd&do '

.
così.. e il perché lo vogliono sapere ...
...
dobbiamo arrivare davanti alle persone noi perché purtroppo
NICOLA non c 'è. arriveremo davanti agli estranei ...
... devo aspettare che mi ferisce a morte ...per dire poi ancora ...
GIUSEPPINA: non aspettare niente dove vuoi andare vai W'... non aspettare
niente ...
-GELA: ... no, devo ...p erò io andrò avanti non mi interessa ...
GIUSEPPINA: e vai avanti
MARLWGELA: che me nefi-ega ...
GIUSEPPiIVA: ...
vai avanti ... vai avanti cosa vuoi fare fai ...che vuoi che ti dico

I1 26 aprile 2007 si sarebbe ottenuta l'ulteriore conferma a quanto sino ad


allora compreso. In questo giorno, infatti, si svolgeva presso la Casa Circondariale
dellfAquila, il colloquio carcerario tra la DI TRAPANI ed il marito MADONIA
Salvatore . Al temine dello stesso, la donna informava il coniuge
dell'awenuta ricezione dello scritto nonchè del mancato riscorftro alla richiesta
avanzata (80.000 euro circa), come peraltro chiaramente emerso dal contenuto del
pizzino [(...) dunque ... cortesemente ... dovra ' pazientare ancora un altro poco ...e
quindi, nel fiatternpo, se vuole puo ' scrivermi (...)l.

M. ANGELA: sangue mio ... ROSALBA ... ROSALBA ti ricordi doveva fare eh
... niente non si è fatta ... mi ha mandato (con il pollice e l'indice
della mano destra indica ~ualcosadi piccolo.ndr) ... ho detto a
CARMELA di ... (con la mano destra mima il pesto dello
scrivereadr) ... niente ... però è stato bene così, sono contenta.
mealio cosi ...
SALVA TORE: ma ... ma ... UARIA ANGELA ...
M. ANGELA: meplio così è vero? ...

Appariva chiaro che la mancata elargizione del denaro richiesto non aveva,
comunque, inciso sulla riuscita del progetto, portato a termine grazie al positivo
contributo del LO VERDE Massimiliano [... niente ... però è stato bene così, sono
contenta, meglio cosi ..,l.

In estrema sintesi, la vicenda sopra descritta, oltre a provare i rapporti tra LO


PICCOLO Salvatore e DI TRAPANI Maria Angela (quale "rappresentante" dei
parenti detenuti), poneva in risalto che l'allora latitante aveva nel Cattempo adottato
alcune precauzioni per compartimentare i propri canali comunicativi, escludendone,
solo parzialmente, GENOVA Salvatore [... ROSALBA ... non lo fa venire
nemmeno da me!], che si riteneva oggetto di indagini. Questa esclusione, come noto,
risultava essere peraltro emersa anche dalla lettùra del pizzino in esame, avvenuta, il
16 mano 2006:

UASSIMILLANO: o r
intendere GENOVA. ndr)...
M. ANGELA: ... ora 2 ritirata!/

DI PACE Francesco era, quindi, divenuto il 'Ifiltro" da adottare nel circuito


comunicativo direttamente riconducibile all'allora latitante. Cosa, questa, poi
confermata in sede di arresto dei LO PICCOLO, quando sono stati posti sotto
sequestro una serie di pizzini, il cui destinatario ( o soggetto negli stessi citato) era
""BMW"", poi identificato con certezza in DI PACE (che per questo è stato tratto in
Ii

arresto per associazione mafiosa).


2. 1 contatti con CINA' Antonino.

Altra "relazione eccellente" di DI TRAPANI Maria Angerla è quella con


In particolare, è stato accertato che CINA' ha
l'associato mafioso CINA' ~ntonino~'.
corrisposto, in diverse occasioni, delle somme di denaro a GELARDI Emanuela ed
alla nuora DI TRAPANI Maria Angela. Queste somme costituiscono un contributo
della Cosa Nostra alle famiglie degli associati mafiosi detenuti MADONIA
Antonino, MADONIA Giuseppe e MADONIA Salvatore. Sono stati proprio questi
ultimi a dire alla DI TRAPANI di "battere cassa" proprio con CINA' Antonino.
I primi elementi acquisiti nel corso delle presenti indagini, su di un rapporto
tra CINA' Antonino ed i MADONIA, risalgono al 7 settembre 2005, in occasione
di un colloquio effettuato nel carcere di Novara dal detenuto MADONIA Antonino
ed intercettato da personale della D.I.A. di Palermo in esecuzione del decreto N.

1911105 emesso dalla Procura della Repubblica di Palermo il 9 agosto 2005.


'''3taf94*F'+;.tFerr4
[ b > m & $ j In
. questa circostanza, in maniera criptica, GELARDI Emanuela
riferiva al figlio che il denaro che le doveva essere consegnato da DI TRAPANI
Diego (nell'occasione indicato come "Pirullè o Piruzm") non arrivava con puntualità
e comunque le veniva consegnata solo la parte di sua competenza. Il detenuto si
mostrava visibilmente infastidito e suggeriva alla madre quale comportamento
adottare. La GELARDI quindi, riferiva al figlio la sua intenzione di contattare il
- "dottore"- (CINA' Antonino) ma il figlio le intimava di recausi prima da DI
8
CINA' Antonino, medico, nato a Palermo il 28 aprile 1945, è uomo d'onore della famiglia di San
Lorenzo. Lo stesso appartiene ad una famiglia di "estrazione mafiosa". In merito all'attiva
partecipazione dello stesso alla cosa nostra, hanno interloquito diversi collaboratori di giustizia tra i
quali si citano: PENNINO Gioacchino, BRUSCA Giovanni, CRACOLICI Isidoro, MUTOLO
Gaspare, DI NATALE Giusto, GIUFFRE' Antonino ed altri.
Sulla sua caratura criminale e la particolare vicinanza all'ala c.d. corleonese dell'associazione
convergono più acquisizioni investigative, emerse nel corso delle varie attività d'indagine, alle quali lo
stesso è stato sottoposto. La sua militanza corleonese si evinceva già in passato, aliorquando lo stesso
favoriva la latitanza del noto RIiNA Salvatore, per proseguire nel medesimo operato con il noto
PROVENZANO Beniardo. La sua appartenenza al vertice dell'associazione è stata certificata più
volte anche processualmente, esaltando il suo molo di diretto referente di quest'ultirno neiia gestione
delle dinamiche decisionali della Cosa Nostra. Recentemente, dalle risultanze dell'indagine
dell'operazione coordinata da codesta Procura e denominata "indagine GOTHA", venivano attualizzati
i profili criminali di assoluto rilievo attribuitigli, certificando l'estrema vicinanza di CINA' a
PROVENZANO Bernardo. Al CINA' Antonino, relativamente aila nurnerologia utilizzata nel
collaudato circuito messaggistico dei c.d. pizzini di PROVENZANO, viene difatti attribuito il numero
"164". Nel medesimo contesto inoltre, emergono elementi inequivocabilmente diretti a confermare
l'apicalità del molo da questi ricoperto, concretizzatisi, tra l'altro, nell'attiva promozione di progetti
omicidiari come quello in danno di BONANNO Giovanni (per cui CINA' è attualmente a g,iudizio).
TRAPANI Diego e, nell'eventualità di una trascuratezza da parte di quest'ultimo,
avrebbe pensato lui a mandarla dal dottor CINA'. La doma, riferendosi a CINA'
riferiva testualmente "... perché quello.. era... più im~ortanteper me! "28.

ANTONINO: Con PIRULLE' (fonetico) ti sei vista?


EMANUELA: Ah?
ANTONINO: Con PIRULLE'... (fonetico) ti sei vista ?..... (la madre non comprende)..... con
PIRUZZU (fonetico) ti sei vista?
EMANUELA: (breve pausa)...Si .....ma così.. .
ANTONINO: Come così! Ci avevi portato....il regalo, ce lo avevi portato?
EMANUELA: Si!
ANTONINO: E dopo il regalo, ci sei andata di nuovo?
EMANUELA: No! Gli ho dato soltanto .....
ANTONINO: Soltanto per il regalo! (fa un cenno con la testa, non visibile dal video)
EMANUELA: Si! Quando fu, allora!
ANTONINO: (fa un cenno di approvazione con la testa in segno) ...e ti doveva dare una
risposta ....
EMANUELA: E gli ho detto, gli dissi i....(labiale non visibile dal video)
ANTONINO: Si, sì (conferma con la testa)
EMANUELA: e mi ha detto, dice.. (labiale non visibile dal video)
ANTONINO: Eh!
EMANUELA: E come?! dice.....
ANTONINO: Eh! ......allora, ci vai .....
EMANUELA: ...
Ho capito che era per me solo ..... (gesticola con le mani, non visibile dal
video) .........
ANTONINO: sì, si!
EMANUELA: Hai capito! Mi ha fatto capire, che è per me solo! E basta...e non mi sono
mossa più .....ehm ....mi ha fatto capire ..... (lungo momento di labiale tra i
due non visibile dal video) ....è per me, perché se no, diceva .....cosa
generale....
ANTONINO: .....
..fermati un momentino. Ci vai! Io. ali dici, sono o r o ~ r i oesas~erato
EMANUELA: senti &...(abbassa notevolmente il tono della voce) è difficilissimo, perché
....(abbassa notevolmente il tono della voce) ogni minuto, ogni minuto,
ogni minuto, ogni minuto...
ANTONINO: Ci vai ....
EMANUELA: Eh!
ANTONINO: Ci vai, ci vai ..... ti fai accompagnare.......diciamo domani (fa un gesto di
intendimento non visibile dal video)
EMANUELA: Eh! . __ .:
1 I .. P .

ANTONINO: E... ti fai accompagnare... (fa un gesto di intendimento non visibile dal
video) Più distante la macchina, no? E ci vai!
EMANUELA: Eh!
ANTONINO: Me lo saluti!
EMANUELA: Si!
ANTONINO: Ci dici: NINO è incavolato! Gli dici, NINO è siddiatu (seccato) !
EMANUELA: Eh!
ANTONINO: Mi sono spiegato? La dovete smettere! La dovete smettere! Puntualmente,
puntualmente! .....(breve pausa)......I miei, quelli di SALVO e quelli di
NICOLA! Da te! (fa dei gesti non visibili dal video) Mi sono spie..... da te,
che io così controllo!...e poi, ti dico io, quando ti arrivano glieli dai a
GIGIO'!
EMANUELA: e.. senti a me!
ANTONINO: Eh!
EMANUELA: l o invece.....(labiale non visibile al video) (inc.) ,..dottore.
ANTONINO: pio! No. davi andare orima da lui... Poi. se eventualmente c'è una
trascuranza. moi ti mando da lui! Prima. mrova...
EMANUELA: Perché aueilo.. era... oiù imoortante oer m-!
ANTONINO: pio! Devi fare così!
EMANUELA: Sì. si. va bene!
ANTONINO: .....
Poi, quando è che (gesti non visibili dal video) ......poi ,... poi, tu quando tu
ritorni da ..... che vai da PIPPO, la prossima volta mi porta la risposta, mi
sono spiegato? Sono stato chiaro?

EMANUELA:
morte!
ANTONINO: E va be... a noi non interessa niente! Con chi? con MARIA ANGELA?
EMANUELA: (a bassissima voce) MARIA ANGELA (inc.) I
I1 6 aprile 2006, quando proprio DI TRAPANI Maria Angela si recava a
L'Aquila per effettuare il periodico colloquio con il marito detenuto MADONIA
Salvatore &&EG~To:'&), si raccoglievano ulteriori elementi su CINA'. Nella
circostanza DI TRAPANI Maria Angela riportava al marito le direttive che aveva
ricevuto dal cognato MADONIA Giuseppe in occasione di un precedente colloquio
carcerario - avallato anche dall'altro cognato MADONIA Antonino. In particolare, la
donna, per espressa volontà dei cognati, si doveva recare. unitamente alla suocera
GELARDI Emanuela, presso lo studio del dottore CINA'. MADONIA Salvatore,
intuita la "delicatezza" dell'incontro, riferiva alla moglie che era preferibile andasse
MADONIA Aldo. Ciò, evidentemente, al fine di tutelare la moglie e la madre da
eventuali investigazioni di polizia.

M. ANGELA: ...
v
~ oqlii chiedi se c'è aualcosa... poi v a i da CORVINA...

DOTTORE CINA'... io...


SALVATORE: ...ma... (esterna disappunto, ndr)... Maria Angela!... peggio
è!... è pe... è pe...
M. ANGELA: (continua a riferire quanto
dettole dal cognato MADONIA Giuseppe, detenuto a Biella,
ndr) ... t e ( M A D 0 N I A Antonino,
detenuto a Novara, ndr)... guarda... (sempre riferito alle
raccomandazioni di MADONIA Giuseppe, ndr)...
SALVATORE: ... Maria Angela!... (esterna disappunto, ndr)
M. ANGELA: ...
eh!... Maria Angela!! eh!... ed io lo sai ora che cosa ho
detto!?... siccome oani Sabato m i telefona... (MADONIA
Giuseppe, ndr) ...
e mi fa... eh, eh ...
come va tutto a
...
posto... al che... non sapendo che eehhh gli faccio ah, ... ...
no!... gli ho detto, per ora, MAMMA (GELARDI Emanuela,
ndr) ... gli ho detto... non l'ho accompagnata D a r l a Der ...
MADONIA G i u s e ~ ~ endrl...
. con la MAMMA a ~osto?...
..
gli h o detto, no!... oerchè. gli ho detto ...
mi è venuto il
cuore... la MAMMA. ali h o detto. n o n se lo ricorda dove
è che deve andare da... da... l o studio. ali h o detto! (lo
studio medico del Dottore CINA', ndr) mi h a detto che n o n

ANTONINO: .
E a noi che ci interessa.. non c'interessa, a noi non interessa questo
discorso!
EMANUELA: ..
e lui. non può essere che lui, dice, manda e dice: per loro, io non .....
ANTONINO: No, e allora perchè ti sto dicendo.., siccome so questo discorso, allora ....da
me! (gesti non visibili dal video) tu da me devi mandare SALVO e NICOLA!
Mi sono spiega.....m i sono spiegato, dico, il discorso?
EMANUELA: Si, si, si!
ANTONINO: ....
NO, quelli solo tuoi (gesti non visibili dal video), per dove li manda, da...
(gesti non visibili dal video) ...manda.....quelli di NICOLA; e di.. e di........e
poi ci...ci pensiamo noi. Va bene? Così io controllo! Ci dici: Puntualmente!
Puntualmente! Ci dici: questa e la prima e l'ultima volta che vengo qua! Ci
....
dici: la prima e l'ultima volta! Mi sono spiegato? Brava! Altre cose, che mi
hai portato da mangiare? (si rivolge alla cognata) scusami...
EMANUELA: Tutto quello che volevi tu!
CARLA: No, non ti preoccupare!
l o sa come rintracciare (abbassa il tono della voce,

SALVATORE: ... ma...Maria Angela ...


M. ANGELA: ... tua madre mi ha detto... no... perchè già era tutta
"attizzata"... a me viene il cuore!... al che gli ho detto ...
senti ...
gli faccio... mi senti SALVO!? (cerca di attirare
nuovamente l'attenzione del marito che mostra di essere
molto infastidito, ndr)... ora lo sai cosa gli ho detto? ...
...
calma, calma e tranquilla gli ho detto no, per ora, gli ho ...
detto... ogni volta, sono sempre in compagnia quando esco
(con le mani indica dietro di sé, ndr), gli ho detto quindi ...
...
non... ah! ho capito in compagnia? (parla per MADONIA
...
Giuseppe, ndr) gli ho detto si, in compagnia e me ne ...
...
sono uscita cosi! parlando con te! ...
SALVATORE: ...
Maria Angela, io ti ho detto mi devi fare una cortesia!
M. ANGELA: eh
SALVATORE:, (
fallo!... i o non ti dico altro.
M. ANGELA: Non sono andata in nessun ~ o s t o .~ ete! r
SALVATORE: ...
Maria Angela ...
eh...tutte queste cose a me non
piacciono.... non... (09: 30)
M. ANGELA: eh
SALVATORE: ... non... non mi piacciono completamente!
M. ANGELA: ...
eh! e perchè non è che sono cretina! (ride, ndr) ... m i pare
come quando c'era PAPA' ... lusinghe, lusinghe ed ora che
è... un calcio nel sedere!
SALVATORE: ... ...
Maria Angela... per favore io non, non, non...
M. ANGELA: eh! ...
ed infatti, io .... scusa che dovevo dire? ... ho detto ...
ah, vabbè ho fatto cosi! ... poi, dopo, gli ho detto... no, ho
compagnia dietro!
SALVATORE: ...Maria Anaela, non è u n fattore d i c o m ~ a a n i ao non
...
c o m ~ a a n i a ! auello che non sono riuscito a c a ~ i r eè
che ti chiedeva che devi accomDaanare MAMMA
/GELARDI Emanuela, ndrl daali s ~ e c i a l i s t(riferito
i al
p o t t o r e CINA', ndrl... allora i o ti ho detto ...
M.ANGELA: special... eh! (con il capo indica verso la sua sinistra,
* . ,mq. lasciando intendere che abbiano entrambi compreso di chi
stiano parlando, ndr)... dice (Darla Der MADONIA
8, G O
gimentica l e cose, ali chiedi... auando vai (abbassa il
fiono della voce, n d r l da CORVINA. da suo fratello,
da...
SALVATORE: Maria Angela! ...
Si lamentano della qualità dell'audio
SALVATORE: ... ti sto dicendo, io... che aueste cose. oerchè non se
la sbriaa CARLA con suo MARITO (COTTONE Carla e d il
marito perchè se le deve
sbrigare ...
M. ANGELA: (ride, ndr)
SALVATORE: ...
Maria Angela,
M. ANGELA: ... m i ha detto (parla per MADONIA Giuseppe, ndr), non
ne posso (ovvero "possiamo", ndr) fare più uso di eeeh... ...
però non li possiamo buttare! ...
mi faceva questi discorsi
così!... nemmeno ci vanno al telefono nemmeno ci vanno ...
al telefono! (inteso che MADONIA Aldo e la moglie
COTTONE Carla non prenderebbero parte alle
conversazioni telefoniche del detenuto MADONIA
Giuseppe, ndr)
SALVATORE: ...
ma Maria Angela ... inc...
M. ANGELA: ... n o n n e voqliono saDere niente di che dire!... e
perciò, ora s i sono r i v o l t i a me!... (continua parlando
p e r MADONIA G i u s e ~ p e , ndr)... tu sei per... i m i e i
occhi... qli occhi di NINO... qli occhi di e h h (Darla a
...
d e n t i stretti. ndrl... io... si, si
SALVATORE: Maria Angela, tu digli (a MADONIA Giuseppe, ndr)...
senti, io ho mio marito (MADONIA Salvatore, ndr), il
PAPA' (MADONIA Francesco, ndr) ... prima il PAPA', a
NICOLA ( D I TRAPANI Nicolò, fratello di Maria Angela,
ndr) a mio marito ed il bambino che... mica posso
abbandonare il bambino, io, che deve andare a scuola!?
M. ANGELA: mh! (annuisce, ndr)
SALVATORE: ...
tutte queste cose... e che che .... scusa...
M. ANGELA: si, ma t
G i u s e ~ ~ ndr)...
e, v a i da b i e (ovvero " ~ i e " , ndr)... dalla
Z I A BIE... dalla ZIA... dalla Z I A BEBI
SALVATORE: ... Maria Angela, l'altro giorno ...
M. ANGELA: ...
h o fatto niente, Derchè h o detto... ~ r i m m a i o marito!
SALVATORE: Maria Angela.. .
M. ANGELA: parla forte
SALVATORE: ... la problematica è... (si innervosisce, ndr)
M. ANGELA: eh!
SALVATORE: t
p 1
non...
M. ANGELA: .m
strada! (inteso dal punto di vista economico, ndr)
SALVATORE: ...
... ecco... no.... Maria Angela
M. ANGELA: eh!
SALVATORE: e
i
mi
9 9
9
che mi...
M. ANGELA: eh!
SALVATORE: . . ..... ~ e r ò .certe cose... tu sei
{"non vedi", ndr)... cioè
.... dove v e d i e d o v e s v e d i
M. ANGELA: mh
)
SALVATORE: .
PICCIRIDDU... n o n vorrei...
M. ANGELA: ... ah!... s e l a vuole f a r e andare là, la Z I A BEBI... là c i
p e v e andare! (verosimilmente a colloauio c o n
e
,- ndrl
SALVATORE: .
.. dove!?
M. ANGELA: eeehh... (indica con il capo la sua sinistra, ndr) ...dice
I p a r l a Der MADONIA G i u s e ~ ~ endr)...
, sai, o r a d e v o
vedere più in là di farmela venire auà, Derchè DUÒ ...
[verosimilmente DUÒ partecipare a l colloauio in
D
sicinore...(12cose07) (porta la
mano sulla fronte ed esterna seria preoccupazione, ndr)
SALVATORE: ... ma...
M. ANGELA: (parla per MADONIA Giuseppe, ndr) ...
dice devo ...
vedere. dice... Der ora. dice... ~ i inù là, forse... ~ e r c h è
può venire... che noi m e l o avevano f a t t o venire ...
inc... (12:12) i n
Successivamente, la DI TRAPANI comunicava al marito che attualmente il
dottore CINA' era ... '"vicino" alla ZIA L I N A ~ ~ovvero
, a DI TRAPANI Diego,(
ma poi... dove mamma... (abbassa il tono della voce, ndr) dal DOTTORE CINA!.. è
dalla ZIA LINA, se... e mi fa... dice... ci vai a domandare se a mia madre gli devono
dare... qualcosa (denaro,-ndr)... devi... perchè... ora, a quanto pare, è lui.. il
DOTTORE CINA!.. insieme alla ZL4 LZNA! (unisce le dita indice in segno di
vicinanza, ndr). Ed è proprio al predetto CINA' che Maria Angela, accompagnata
dalla GELARDI Emanuela, dovrà esplicitamente chiedere denaro per conto della
famiglia MADONIA.

SALVATORE: ... i o non l o so!... noialtri... inc... (21:50) ce ne


andiamo... sto coso... questo discorso che ti ha fatto
lui, a me non m i piace, Maria Angela! inc... ...
M. ANGELA: ah! ... di... do...
SALVATORE: ... non mi piace, completamente!... comple...
M. ANGELA: ... ..
però, m i ha detto... vedi che è. non sono io...
(abbassa il tono della voce, ndr)... è pure NINO che m i ha
detto d i dirti questo!
breve pausa
SALVATORE:
M. ANGELA:
... ma loro si rendono conto che t u sei una femmina?!
mh!
SALVATORE: o no?
M. ANGELA: ... così m i ha detto... NI... senò non me lo diceva... me
l'ha specificato mille volte...
SALVATORE: Maria Angela... ma... io li conosco megliodi te!
M. ANGELA: mh!
SALVATORE: ... Maria An... io li conosco meglio di te!. .. inc...
M. ANGELA: si... lui... inc.. . poi così dice.. . io non sapevo niente!
SALVATORE: Maria Angela, io li conosco e... - -.. L .I

'- M.~ANGELA: ... ...


eh! ... io pure, sangue mio! ma io ti sto dicendo che ci
voglio andare?!
SALVATORE: Maria Angela, io ti sto dicendo... i o ti sto dicendo... t u
vai l à e dici... fai... non fai... ma che fai?!... cosa è che
fai?!... cosa è?!
breve pausa
M. ANGELA: ... ma p o i... dove mamma... (abbassa il tono della voce,
ndr) dal DOTTORE CINA'... è dalla ZIA LINA, se... e m i
fa... dice... ci vai a domandare se a mia madre g l i
...
devono dare... qualcosa (denaro, ndr) devi... perchè. ..
ora a quanto pare è lui... il DOTTORE CINA'... insieme
alla ZIA LINA! (unisce le dita indice in segno di vicinanza,
ndr)
SALVATORE: ... chi?
M. ANGELA: .... (tono di voce molto basso, ndr)... il DOTTORE CINA'.. ..
SALVATORE: (non capisce, ndr)
M. ANGELA: ... la DOTTORESSA!... dove andava sempre tua madre
a farsi g l i esami... anticamente (si tocca la spalla
sinistra, ndr) ...
29
Fatto, questo, del resto già emergente nelle indagini per l'omicidio BONANNO, nell'ambito del quale sono
stati tratti in arresto esntrambi \
in sottofondo si sente il bambino giocare
M. ANGELA: ... dice... c i vai tu, con MAMMA... ti p o r t i il bambino... e
g l i dici... come dobbiamo fare?... che... (abbassa il tono
della voce, ndr) ...
qualche cosa n o n inc...?... perchè ...
aveva detto tempo fa a MAMMA che gliel'avrebbe ...
ehhh... dice... per una volta gliel'ha da... gliel'ha fatti
avere e poi no!... e poi gli ho detto... g l i faccio... ah!...
g l i h o detto... però a noialtri... g l i ho detto... m a i
niente!...
Maria Angela s;i lamenta della qualità dell'audio
SALVATORE: ... ...
Maria Angela io... quello che vorrei io... che... che... ...
non lo so... invece di andarti ad ingarbugliare in tutta
questa cosa... minchia dovevi dire ...
M. ANGELA: ... sangue mio, ascolta... un momento.. . prima di continuare
...
a parlare vedi che io ti sto soltanto dicendo quello che ...
non facciamo che tu pensi che io voglia (breve pausa) ... ...
sennò già l'avessi... l'avrei fatto.. invece, come hai visto.. . .
sono stata già un mese... dicendo sviando la qualsiasi! ... ...
eh!
SALVATORE: ... ma non c'era da sviare! ...
cioè... fra... l'hai ricevuta la
mia lettera?
M. ANGELA: no... da giorno ventisei, l'ultima è...
SALVATORE: ma quest'oggi ne abbiamo sei... giorno vent.. . t u dici da
giorno ventisei...
M. ANGELA: ... l'ultima tua lettera è del ventisei!
SALVATORE: ... si... e la tua ultima lettera, quand'è?
M. ANGELA: di lunedì
SALVATORE: lunedì ora?
M. ANGELA: ... e di domenica... no, di domenica!
SALVATORE: ... di domenica ora... e prima?... due lettere al mese?!
M. ANGELA: ...
... si, vabbè due lettere al mese!
SALVATORE: no!.. . no, no...
M. ANGELA: ... e tu, quanto?... mezza!
SALVATORE: ...
... ho ho un regime tutto particolare poi ne ho un altro ...
regime! ...
poi devo combattere con tuo fratello ( D I
TRAPANI Nicola, ndr)... che mi dice... perchè mia sorella
...
non mi scrive!? devo combattere con i miei...
M. ANGELA: (ride, ndr)
SALVATORE: ... no, no... e vabbè! inc... ...
M. ANGELA: ...
eh, eh ridi, ridi ...
SALVATORE: ... mia sorella non mi scrive... che perchè non mi scrive, mia
...
sorella? ma... mia sorella non mi scrive!... non... non lo
... ...
so! vedete voialtri! io non lo so... francamente io non ...
ne capisco!... poi sento questa cosa che non mi piace! a ...
me, ti sto dicendo, che non mi piace!! (24:55)
M. ANGELA: eh!... ed io lo sapevo che non ti piaceva!
SALVATORE: non mi piace!
M. ANGELA: ... lo sapevo!
SALVATORE: ...cioè, noialtri... per t r e anni... cioè...
M. ANGELA: eh!
SALVATORE: ... ... ...
cioè praticamente ed io ti ho detto sempre... Maria
...
Angela per favore ...
M. ANGELA: ...
eh! gliel'ho pure detto!
SALVATORE: ...
... per piacere lascia perdere! ...
M. ANGELA: ... gliel'ho pure detto! ...
(parla per MADONIA Giuseppe,
...
ndr) si... ma no... perchè ora t u devi provvedere a que ...
ti ... ti... ti... ti faceva così ...
(porta le mani al volto
producendosi nel gesto usualmente utilizzato per indicare
"lavare la faccia", ndr) I
...
SALVATORE: ... siii. .. ma lascia pe... io non voglio! ... non vo...
minchia! ...
non vo... (25:20)
Salvatore si rivolge per qualche istante al bambino
M. ANGELA: ... (continua a parlare per MADONIA Giuseppe, ndr)...
...
perchè io.... i o e NINO (MADONIA Antonino, ndr) q u à
siamo soli!... soli!!.. sennò moriamo!... come
mangiamo?! moriamo!......
SALVATORE: ... ...
e che è? la colpa è... (indica se stesso, ndr) ...?!
M. ANGELA: di suo fratello ....
(riprende a parlare per MADONIA
Giuseppe, ndr) ...
lo so (allarga le braccia, ndr)... non
possiamo... però nemmeno li possiamo buttare!
SALVATORE: ... e che cosa... no...
M. ANGELA: (ride, ndr). . .
SALVATORE: ... e che cosa... che cosa vuoi da me!?... da me che cosa
vuoi!? ... che cosa vuoi da me?!
M. ANGELA: ... nemmeno ci vanno alle telefonate! ... (si riferisce a
MADONIA Aldo ed alla di lui moglie COTTONE Carla, ndr)
SALVATORE: ...da me che cosa vuoi?!
M. ANGELA: noo... (porta la mano destra alla bocca, producendosi nel
gesto usualmente utilizzato per indicare l'atto del mangiare,
...
ndr) fanno i ricconi, soltanto! questa è la cosa che però ...
le mani così, no! (allunga il braccio in avanti tenendo le dita
della mano destra unite tra loro, ndr) ... prendono e basta!...
però prendono!

L'argomento "dottore CINA' Antonino", veniva ripreso il 26 aprile 2006, in


occasione del colloquio del detenuto MADONIA Antonino con la madre
GELARDI Emanuela. In particolare gli interlocutori, tra l'altro,
discutevano della gestione di interessi economici della famiglia e MADONIA
Antonino si preoccupava di conoscere le varie entrate di denaro che giungevano alla
madre da vari soggetti appartenenti all'organizzazione. In questo contesto ed a più
-- . - ..
riprese trattavano, tra l'altro, una ternatica direttamente riguardante il denaro che
doveva giungere alla famiglia MADONIA (e quindi alla GELARDI Emanuela),
proprio dal CINA' Antonino indicato come "DOTTORE e10

...
30

ANTONINO: con Il dolore alle s ~ a l l eva?... I doloretti nelle snalle?


EMANUELA: ehhh... né buoni e né tinti (brutti, ndr)
ANTONINO:
EMANUELA:
.
gualche cosa l'hanno portata?.. te li m n o dati?. si?...
... né buoni e né tinti!
..
ANTONINO: ... chi?...
EMANUELA: ... chi?
ANTONINO: sempre... (breve pausa, i due non sono ben visibili in viso ndr)... è arrivato
qualche cosa?
EMANUELA: (non capisce, ndr)
ANTONINO: (ripete, ndr) ... p arrivato aualcosa?
EMANUELA: DO. no. niente
ANTONINO: niente!
EMANUELA:
ANTONINO:
,.. anzi, mi ha detto ...
mi saluta...
EMANUELA:
ANTONINO:
... ... ...
di dirtelo se chissà ~ olài devo andare dal DOTTORE!
$e lo ha detto ROSANNA?
Si comprendeva, quindi, come a settembre dell'anno 2005, GELARDI
Emanuela si fosse recata dal medico CINA1 (sempre indicato con l'appellativo
DOTTORE ovvero FISIOTERAPISTA) per avanzare, evidentemente per conto del
figlio Nino, richieste di tipo economico; queste richieste, secondo quanto riferito
dello stesso DOTTORE alla GELARDI, avevano trovato risposta favorevole (e nella
restante parte della trascrizione veniva indicato anche tramite chi il denaro veniva
recapitato).

L'argomento veniva poi ripreso il 4 maggio2006, quando DI TRAPANI


Maria Angela si recava a L'Aquila per effettuare il periodico colloquio con il marito
detenuto MADONIA Salvatore 3. In questa circostanza DI
TRAPANI Maria Angela, tra l'altro, raccontava al marito di non essersi in alcun
modo attivata per recarsi dal DOTTORE CINA1 unitamente alla suocera
(GELARDI Emanuela) proprio perchè quest'ultima, il 27 aprile 2006 (all'indomani
del colloquio effettuato con il figlio NINO) si sarebbe recata (senza dirle nulla) dalla

YANUELA: ROSANNA è qua!


NTONINO: eh!
HANUELA: eh!
NTONINO: ... e chi te lo ha detto che devi andare...
YANUELA: JtOSANNA dice.. .
NTONINO: ,., che devi andare. dove?
YANUELA: ...inc...
NTONINO: lei?!...
YANUELA: (annuisce, ndr)
NTONINO: ,,, e oerché te lo ha detto lei!?. . .
YANUELA:
YTONINO:
...come
inc... lo sa pure?
lo sa?!... da dove lo sa?!..; -.
... noi.... Me l'ha detto... dice.... Glielo dica se ci sono problemi...
YANUELA:
YTONINO: .,W smau nnon deve andare in nessun oostol.., non deve andare in
oosto, ok?!... lei?!! ... deve andarci lei!!?...
EMANUELA: ah?
ANTONINO:
EMANUELA:
ANTONINO:
'a deve and
arti?!

ve andare in n e s a ~o-ma
=li di aueste cose?!
ooi.., con ROSANNA. oerch4
io... madre! ... che ne so, io?!... inc...
EMANUELA:
ANTONINO:
EMANUELA:
... si, dico... non... Don oarlare di aueste cose con
si, si
.... Mi sono sdegefe2
ANTONINO: eh!... dimmi una cosa!,..
~erciòt u semore... semore aI solito auesti,
puesti doioretti aua. diciamo così... alla schiena!? (porta la mano
sinistra alla schiena, ndr)
EMANUELA: ,.. insomma!... certo. forte forte no. ma insomma!.... c'è auando
~ i risento
e e C*&auando no ...
ANTONINO: Ppluzione!?
EMANUELA: ,.. no. niente!... ci passo per esempio...
ANTONINO:
EMANUELA:
...
solo... polo CAPEI U USCI. auesti di là. auelli solo
... insomma... si tira...
...
ANTONINO: si, perché...
EMANUELA: si, si, si... che io così, si, si, si...
ANTONINO: eh!... solo ... inc...
EMANUELA: certo, certo
ANTONINO: ... siccome lei mi aveva scritto, no?
EMANUELA: eh
ANTONINO: dice che c'è l'avvocato, la... quello di Napoli
[...l
ZIA LINA (DI TRAPANI Diego) e il giorno successivo (28 aprile 2006)' sarebbe
addirittura stata notataferma in Piazza San Lorenzo. La DI TRAPANI lasciava così
intendere al marito come la suocera GELARDI Emanuela si fosse autonomamente
(su indicazione del figlio NINO) attivata anche nella ricerca del DOTTORE
CINA'~',non interessandola (volontariamente) in tal senso.

M. ANGELA: (abbassa il tono della voce, ndr)... DOiTORE CINA'!


SALVATORE: eh!
M. ANGELA: ... non ci vado, ~ e ora!...
r ~erchè,a auanto ~ a r la e tua
ma... tua madre (GELARDI Emanuela, ndrl era ferma
... ~ i a z z aSan Lorenzo... (usa il labiale, sicuramente ha
indicato un luogo ove incontrare il Dott. CINA' Antonino
ndr) ...l'hanno vista!... eeeh... è andata l'altro aiorno
dalla ZIA LINA ( D I TRAPANI Diego, ndr) solo. che se ... ..
una è demente che ti dice a te... la MAMMA... (mima il
gesto di accompagnare con la mano, ndr) guando è...
andata da NINO... (MADONIA Antonino, ndr) ...
all'indomani, era dalla ZIA LINA e do.... all'indomani
. ...
ancora... a ~ i a z z aSan Lore.. ferma! (abbassa il tono
della voce e con le mani produce una forma circolare,
volendo indicare probabilmente un luogo ove incontrare il
Dott. CINA) [
ci fu, mi fa... (parla per conto della GELARDI Emanuela,
ndr)... t
[
SALVATORE: ...Maria Angela, le cose... perchè ci dobbiamo prendere
questo problema?!
M. ANGELA: ...t u pensi che io mi vado a fare la bile che mi... inc.. . ma
perchè?!... è cosa che porta a me?!
SALVATORE: Maria Angela, non è un fattore di potere! ... è un fattore di
chiarezza! ... un fattore di chiarezza, lui ti dice... sta dicendo
certe cose, e gli dici... senti, io mi sono presa un impegno,
per andare da PAPA'... io ho...

Come richiesto da MADONIA Antonino, il 20 maggio2006 GELARDI


Emanuela e DI TRAPANI Maria Angela si recavano a Biella per effettuare un
colloquio con l'altro figliolcognato MADONIA Giuseppe. L'ascolto dello stesso è
risultato di difficile comprensione per ragioni di natura tecnica, ma, come si avrà
y
modo di vedere più avanti, l'argomento CINA Antonino è stato verosimilmente
trattato. In specie, risulta che - dopo il colloquio - il 25 maggio2006, alle ore 08:21,
DI TRAPANI Maria Angela dall'utenza intercettata telefonava alla suocera

Serve sottolineare come la doma riconduca Piazza San Lorenzo al dottore CINA' Antonino. Ciò
perchi?,come si avrà modo di vedere più avanti, le due dome andranno in cerca di CINA' Antonino
proprio andandolo a cercare in Piazza San Lorenzo. ove insiste la residenza della madre dello stesso
GELARDI Emanuela alla quale chiedeva se la stessa volesse uscire. Ottenuta
risposta affermativa Maria Angela le diceva di farsi trovare pronta per le ore dieci
che sarebbe passata a prenderla a casa sua [A~~ECATO'MIO).

M. ANGELA: ehi mamma ...


EMANUELA: .. si ciao
M. ANGELA: mi pareva che te l'avevi dimenticato ... ma che fa non
chiamò più
EMANUELA: no ...incompr ... avanti che lo preso ... avanti ... che dicevi
M. ANGELA: ah ti sei alzata ora?
EMANUELA: dormivo!
M. ANGELA: ah dormivi e ti ho svegliato io
EMANUELA: subito ... dissi: ma chi è?
M. ANGELA: (ride) va bene ... eh senti qua ...
EMANUELA: eh!
M. ANGELA: che fa usciamo stamattina ...
EMANUELA: come?
M. ANGELA: usciamo stamattina ... ti fai trovare pronta vestita ... alle
dieci o nove e mezza
EMANUELA: e qua alle dieci
M. ANGELA: alle nove e mezzo ...
EMANUELA: alle dieci, alle dieci ...
M. ANGELA: alle nove e mezza ... non è meglio alle nove e mezza ...
EMANUELA: alle dieci ...
M. ANGELA: alle dieci?
EMANUELA: si perché ...
M. ANGELA: allora io ... alle dieci io ti suono e t u scendi
EMANUELA: va bene
M. ANGELA: va bene?
EMANUELA: si, si ...
M. ANGELA: Fatti trovare pronta non m i fare perdere tempo
EMANUELA: no, no ... va bene
M. ANGELA: e non te lo dimenticare scrivetelo ... (ride)
EMANUELA: ciao, ciao
M. ANGELA: ciao

Contemporaneamente, e precisamente alle ore l O: l l, all'interno


dell'autovettura Citroen C1 targata DA688LM in uso a DI TRAPANI Maria Angela
veniva intercettata la conversazione tra la stessa e la suocera GELARDI Emanuela.
Si comprendeva come le due donne, in questa circostanza, si stavano recando in un
luogo non meglio indicato, ma che intendevano tenere comunque celato da eventuali
investigazioni, come emergeva chiaramente dalle precauzioni osservate durante il
percorso; DI TRAPANI Maria Angela, infatti, si assicurava dapprima che la
suocera GELARDI Emanuela non avesse con sè telefoni e successivamente,
rivolgendosi al figlio MADONIA Francesco, gli intimava di passargli il telefono
cellulare e di spegnerlo. In seguito domandava alla suocera la strada da percorrere per
arrivare nel luogo di interesse ~ U E G ~ ~31).
Q

M. ANGELA: telefonino hai qua?


EMANUELA: no
M. ANGELA: .. ...
ah. ora IIVC... con il mio
EMANUELA: no... non me lo porto mai, chissà perchè
M. ANGELA: dammi auel telefonino... sveani il telefonino mio...
...
Francesco che è nella borsa
EMANUELA: ...
inc...
M. ANGELA: 1
FRANCESCO: non lo trovo
M. ANGELA: è lì... inc... t u mai niente trovi!... me lo devi dire tu...
EMANUELA: eh
M. ANGELA: aui da dove devo rendere me lo devi dire tu
EMANUELA: ...
aspetta fermati che poi ci inc...
M. ANGELA: si
FRANCESCO: dove stiamo andando?
M. ANGELA: ...
ora la macchina il parcheggio dove lo troviamo?
EMANUELA: il primo posteggio che vedi... là ti metti
M. ANGELA: no qua è... inc...
FRANCESCO: dove stiamo andando?
M. ANGELA: statti zitto Francè... a momenti abbuschi (ndr: ti do botte) ...
suo padre quello pronto è?

Alle ore 10:37, invece, dopo che le due donne erano state viste citofonare al
civico 12 di Piazza San Lorenzo, all'intemo dell'autovettura Citroen C1 targata
DA688LM in uso a DI TRAPANI Maria Angela veniva intercettata altra
conversazione del seguente tenore

- LP

M. ANGELA: ... inc... no niente... no


EMANUELA: m i sembrava che
M. ANGELA: s q l i
dobbiamo portare qualche elenco... qualche cosa
... breve pausa ...
EMANUELA: gli hanno mandato il ...
riposo..
M. ANGELA: ...
e glielo hanno levato si il ... inc...
EMANUELA: ... inc...
M. ANGELA: si e sua sorella dice: no gli hanno levato tutto completo ...
lui per ora la mattina è a casa, ma a casa per ora è uscito e
...
non c'è... non m i ha voluto dire niente sua sorella m i ha
troncato e mi fa: signora io non posso perchè ho mia madre
che sta male
EMANUELA: per non darti tante...
M. ANGELA: si hai capito!
EMANUELA: tante informazioni
M. ANGELA: infatti... inc... ci abbiamo risuonato e lei neanche ha
risposto.. . perciò
EMANUELA: e ora dove stiamo andando? dove dobbiamo andare
Appariva quanto mai chiaro che la persona che le donne stavano cercando era
proprio CINA' Antonino. In piazza San Lorenzo 12, infatti risultava risiedere
CINA' Giuseppa, di Francesco e SCHIERA Maria, nata a Palermo il 15 ottobre
1943, sorella dello stesso CINA' Antonino. A riscontro dell'intuizione si riferisce
che nello stesso immobile e nello stesso nucleo familiare della CINA' Giuseppa,
risultava risiedere anche SCHIERA Maria ( P a l m o 04 febbraio 1914) madre dei
germani CINA' Antonino e CINA' Giuseppa. ... non mi ha voluto dire niente...
""

sua sorella mi ha troncato e mi fa: signora io non DOSSO perchè ho mia madre che
sta male"" La conferma che le donne non erano riuscite nel loro intento, ossia a
contattare CINA' Antonino, si aveva dall'analisi di uno scritto prodotto da DI
TRAPANI Maria Angela ed indirizzato al marito MADONIA Salvatore.
y*r&' ~i"Ygo)
Occorre precisare che la lettera in argomento riporta testuale la data di
"Giovedì 24-05-06". Si ritiene che erroneamente sia indicata la data del 24
maggio2006 in quanto ricorreva di Mercoledì ed anche perché dall'attività non
risultava che la stessa era uscita con la suocera, cosa che effettivamente, invece, si era
verificata, come visto Giovedì 25 maggio2006.

STAMATTINA
SONO USCRD CON TUA MADRE, SONO ANDATA A PRENDERLA PER ALCUNE COSE
CHE PIPPO DESIDERAVA, E COSI SIAMO USCITE INSIEME, MA SENZA PORTARE LO STESSO NIENTE
A COMPIMENTO.

I1 29 maggio2006, alle ore 10:42-all'interno dell'autovettura Citroen C1


targata DA688LM in uso a DI TRAPANI Maria Angela veniva intercettata la
conversazione tra la stessa e la suocera GELARDI Emanuela. Quest'ultima
chiedeva alla nuora notizie del dott. CINA' e la DI TRAPANI rispondeva che lo
stesso non si era ancora fatto sentire
Segue il tratto di trascrizione di interesse:
EMANUELA: ... e dimmi una cosa ..., il DOTTORE CINA' come è finita?
M. ANGELA: ... che ... non si è fatto sentire!. .. non glielo abbiamo
mandato a dire allora ...?!. .. ma il DO... maa... aspe'... talia
(guarda, ndr)
(tratto incomprensibile - radio accesa e toni di voce bassissimi)
EMANUELA: dice che lo sapeva... inc ...
M. ANGELA: ..
. lo sapeva il fatto?
(tratto incomprensibile - radio accesa e toni di voce bassissimi)
M. ANGELA: ...
e glielo hai detto a SUO fialio per dirgli che si deve fare
vedere?!
EMANUELA: inc ... ...
M. ANGELA: ... MAMMA, ...
allora perciò... quello ti torna a dire se ... ....
sembriamo che poi non glielo vogliamo chiedere!
EMANUELA: ora... ora... inc...
M. ANGELA: ... cioè, lui cosa è, stupido?! ... non lo sa che per andarci,
abbiamo bisogno?
EMANUELA: e che non lo sa?!...si, lo sa ora, lui!
M. ANGELA: ...
eh! ed allora si farà sentire lui! ... inc...

I 3 giugno 2006, alle ore 18:27 MADONIA Giuseppe, dal


1
carcere, effettuava la periodica telefonata presso l'abitazione della
madre r&ig&dkb$%S). Nella circostanza il detenuto domandava a
M I L I A Rosaria se la madre (GELARDI Emanuela) fosse uscita
con Maria Angela nei giorni precedenti ricevendo dalla stessa
M I L I A Rosanna testuale assicurazioni: "la scorsa settima na
Emanuela e Maria Angela hanno fatto una BELLA PASSEGGIATA".

I1 6 giugno2006, alle ore 10:14, DI TRAPANI Maria Angela dall'utenza


intercettata telefonava alla suocera GELARDI Emanuela alla quale, tra l'altro,
ricordava che il sabato successivo (10 giugno2006) alle ore 09:30 la sarebbe passata a
prendere per una non meglio precisata meta. Ritenendo l'appuntamento di interesse
investigativo per il Sabato 10 giugno2006 si sarebbe predisposto un servizio di OCP
$#$$), da cui risultava che la DI TRAPANI incontrava CINA' Antonino
e GRAZIANO ~ i n c e n z o In
~ ~specie
. risultava che la DI TRAPANI si recava con la

32

Ore 07:55 Inizia il servizio di osservazione nei pressi del civico 44 di via Giuseppe Cimbali di Palermo.
Ore 09:34 DI TRAPANI Maria Angela e il proprio figlio MADONIA Francesco. a bordo dell'autovettura
Citroen C1 di colore grigio met., targata DA688LM (intestata a SCROI Rosa, nata a Palermo 1' 11
maggio1939, residentea Cinisi nella c.da Cipollazzosnc.) giungono in via G. Cimbali. Qui,
all'altena del civico 44, si fermano e vengono persi di contatto.
Ore 09:46 DI TRAPANI Maria Angela, il figlio e CELARDI Emanuela, a bordo dell'autovemira Citroen
CI, escono dalla via G. Cimbali e si allontanano. I tre, dopo aver percorso alcune vie cittadine,
giungono in via Papa Sergio I. Qui, svoltano a sx. per la via Cardinale Rampolla e vengono persi di
contatto.
Ore 09:55 Si nota, l'autovettura Citroen C1 targata DA688LM. parcata nei pressi del civico 8/F di via
Cardinale Rampolla.
Ore 11:13 DI TRAPANI Maria Angela, il figlio e CELARDI Emanuela escono dal civico 8/F salgono a
bordo dell'autovettura Citmen C1 e si allontanano. Gli stessi, dopo aver percorso varie vie cittadine,
giungono in via G. Cimbali. Qui, all'altezza del civico 44 si fermano. CELARDI Emanuela scende
dall'autovettura ed accede al predetto civico (ore 1135).
Ore 11:38 DI TRAPANI Maria Angela e il figlio, a bordo dell'autovettura Citroen C I, escono da via G.
Cimbali e si allontanano. I due dopo aver percorso alcune vie cittadine giungono in via Del
Granatiere. Qui, all'altezza del civico I I, si fermano e dopo aver parcato, in doppia fila, DI
TRAPANI Maria Angela scende dall'autovettura ed accede al panificio "CRQZIANOSolvatore"
ubicato al civico 11/13 di detta via (ore 11:51).
Ore 11:55 DI TRAPANI Maria Angela esce &l predetto panificio si pone alla guida dell'autovemira Citroen
C1 e unitamente al proprio figlio si allontana. I due, dopo aver percorso alcune viecittadine,
giungono in via Emilia ove, ad angolo con la via Ausonia, si fermano. DI TRAPANI Maria Angela,
dopo aver parcato l'autovettura, in doppia fila, scende ed accede all'interno del supermercato
denominato =EFFE 1 srl", ubicato al civico 14-22 di via Ernilia.
Ore 12:08 DI TRAPANI Maria Angela esce &l predetto supermercato. seguita da un soggetto sconosciuto
(basso e tarchiato) che trasporta un carrello pieno di sacchetti di spesa. Quest'ultimo aiuta a caricare i
I
suocera al numero 8/f di via Cardinale Mario Rampolla di Palermo. Che i soggetti
incontrati fossero CINA' Antonino e GRAZIANO Vincenzo deriva dal colloquio
che il successivo 15 giugno2006 DI TRAPANI Maria Angela aveva con il suocero
MADONIA Francesco, lì ristretto presso la Casa Circondariale di Napoli

Nella circostanza, tra l'altro, DI TRAPANI Maria Angela riferiva al suocero


i movimenti effettuati dalla stessa il Sabato precedente (dunque, proprio il 10
giugno2006) e lo informava di avere accompagnato la GELARDI Emanuela ad
incontrare il Dottore CINA1 Antonino e tale Viciuzzu (nome con il quale sono soliti
indicare GRAZIANO ,Vincenzo, come può evincersi dall'ordinanza di custodia
7
cautelare nel proc. 38/08 c.d. Addiopizzo l). Nell'occasione CINA e GRAZIANO
avevano consegnato alle donne quattromila euro. Di questa somma,
millecinquecento euro erano stati destinati alla stessa DI TRAPANI Maria Angela,
cosi come in precedenza disposto dal cognato MADONIA Giuseppe che le aveva
assicurato tale "entrata" mensile.

M. ANGELA: papà, io ho paura ad andare a casa della mamma (di


GELARDI Emanuela ndr) perchè se per sbaglio gli
mancano i soldi ...
perchè loro si prendono i soldi e nel
mentre dicono che li ho presi io ...INC... se li è presa quella
...
un domani ... mi capisci?
FRANCESCO: (con il movimento del capo fa cenno di aver capito)
M. ANGELA: papà, cerca di capire e intendere quello che ti dico
FRANCESCO: (dimostra nervosismo e sbatte ripetutamente la mano
destra sul tavolo)
M. ANGELA: eeehhh P~DDO(MADONIA G ~ u s ~ D Dha ~ ) avuto un
p p o
doveva ~ a a a r e
a n
... i mese
dice ti dò 1.500 euro
che mi ...
Jmillecinauecentoeuro) diciamo oani mese ...
dice, ...
sacchetti all'intemo dell'autovemua e subito dopo si allontana verso il supennercato, nel contempo
DI TRAPANI Maria Angela si pone alla guida dell'autovettm Citroen C1 e unitamente al figlio si
allontana. Percorre la via Ausonia e all'altezza del civico 54. ove insiste il bar denominato
"CILLY'S C A F ~ "si ferma (ore 12:lO).
Ore 12:12 PIZZO Pietro, nato a Bmklin (U.S.A.) il 14 giugno1976, residente a Cinisi (PA) in via San
Giovanni nr. 22 e una donna non meglio visualizzata. a bordo dell'autovettura Volkswagen Polo di
colore grigio targata BH266JJ (intestata a TRANCHINA Vincenza nata a Carini il 19 gennaio
1937 residente a Cinisi via San Giovanni nr.22). rispettivamente autista e passeggero del mezzo,
giungono nei pressi del civico 54 di via Ausonia. I due, dopo aver parcato I'autovemua, scendono ed
iniziano a conversare con DI TRAPANI Maria Angela. Dopo pochi minuti la donnrr non meglio
v i s u a b t a si allontana entrando all'intemo del bar "GILLY'S C A F E .
Ore 12:14 PIZZO Pietro si allontana entrando all'intemo del suddetto bar.
Ore 12:16 PIZZO Pietro ed un soggmo non meglio visualizzato verosimilmente dipendente del suddetto
esercizio commerciale, escono dal bar e si avvicinano a DI TRAPANI Maria Angela che per tutto il
tempo era rimasta seduta all'intemo dell'autovettm. I tre conversano.
Ore 12:18 PIZZO Pietro ed il soggetto si allontanano entrando all'intemo del bar.
Ore 12:19 DI TRAPANI Maria Angela e il figlio, a bordo dell'autovettura Citroen C1 si allontanano e dopo
aver percorso alcune vie cittadine giungono in via San Lorenzo ove vengono sganciati (ore 12:21).
Ore 12:22 Il servizio viene sospeso.
se ti bastano ...
a me o bastano o non bastano, mi ha...
detto questo ... mi capisci? non sono io il tipo perchè non
l'ho mai fatto ... (PAUSA) ... p a ~ à ho
, accom~aanatola
mamma Sabato ...
Per altri motivi ...
da Cinà e da
Viciuzzu ... e ci hanno dato 4.000 euro
{auattromilaeurol ...
ed ho detto a mamma: lo sai che
Pimo ha detto che di auesti devi dare milleecinaue a me (da
intendere 1.500). Di solito ...
prima non lo avrei mai fatto ..
ma ho detto, ma perchè? Pippo m i ha detto così ... ed è un
pensiero di P~DDO. La mamma me li ha dati ( i soldi ndr) ...
perchè già me li doveva dare prima ... e se li sono
manaiati (riferimento a MADONIA Aldo e COTONE Carla
ndr) lui ha fatto finta di ....
no, non mi ridere ... lui ... m i
capisci?

Ulteriori notizie su detto incontro venivano acquisite il 15 giugno2006,


allorquando DI TRAPANI Maria Angela si recava a Parma per effettuare un
colloquio con il fratello detenuto DI TRAPANI Nicolò. ~(A~&EGA'~o
SC3)
Nell'occasione DI TRAPANI Maria Angela informava il fratello che nella settimana
precedente (esattamente il 13 giugno2006, come verificato da servizio di o.c.~.") si
era dovuta recare dallo zio DI TRAPANI Diego, nonostante i dissidi esistenti con lo
stesso. Questa era stata infatti un'esplicita richiesta di CINA' Antonino, incontrato
unitamente alla suocera. L'incontro con DI TRAPANI Diego doveva portare ad una
soluzione delle difficoltà economiche della famiglia MADONIA/DI TRAPANI.
CINA' la aveva invitata a ritornare-nuovamente da lui solo dopo aver Parlato con lo
zio DI TRAPANI Diego ("dice: "si! signora, m i faccia una cortesia, vada da sua
ZIA, prima, e p o i noi c i rivediamo'l)

ANGELA: ah ... l'altro giorno avevo visto tutti e due ... quando sono
uscita con mia suocera ...
dottore CINA' ...
dottore CINA'
... CINA' ...( abbassa notevolmente la voce e comunica con
il labiale, ndr) ...
NICOLO': uh ... (annuisce) ...
ANGELA: a auanto ~ a r eé così (indica aualcosa con la mano destra,
ndrl ... con la Z I A LINA ...
NICOLO': si... si! ...
ANGELA: D
0 0
vedere (comunica con il labiale e con la mano destra
produce il gesto dei soldi, ndr) ...
che dobbiamo fare?" ...
NICOLO': ...
si! si! ...

I1 13 giugno2006 il servizio di 0.c.p. effettuato verificava lo spostamento della DI TRAPANI Maria


Angela nella contrada Cipollazzo del Comune di Cinisi ove risultava risiedere l'allora capo del
mandamento di Resuttana DI TRAPANI Diego (vds. All. ** - relazione di servizio del 13
giugno2006) I
ANGELA: eh ...
mi fa, dice: deve andare dice dalla sua ZIA". Gli
faccio: no io...
NICOLO': ma lui sempre lo studio ha? ...
ANGELA: no! ...
no! ...
gli ho detto: ma perchè devo andare da mio ...
io sono stata mandata qui ... (con la mano desta indica
come se volesse dire "da te", ndr) ...
dice: "si! sianora, mi
faccia una cortesia, vada da sua ZIA, rima, e ~ onoi i
.
ci rivediamo" Che cosa gli potevo dire davanti a lei (sua
suocera, ndr) ... per questo sono dovuta andare dalla ZIA
LINA ...
NICOLO': eh ...
(annuisce,ndr) ...

Quanto al nuovo incontro con CINA', un ulteriore servizio di 0.c.p. effettuato


il 19 giugno2006 permetteva di certificare che la DI TRAPANI Maria Angela e la
suocera GELARDI Emanuela ~ ~ ~ @ tornavano
~ ~ in Via
& Cardinale
@ )
~am~ulla~~.
Riscontro all'ipotesi che in questa data la DI TRAPANI avesse incontrato
CINA' si aveva il 30 giugno2006 nel corso di un colloquio al carcere di Biella che la
DI TRAPANI Maria Angela aveva con il cognato MADONIA Giuseppe
( ~ A S ~ sebbene
~ Z )il ,tratto di conversazione che segue risulti di non facile
intelligibilità, in quanto i colloquianti dialogano bisbigliandosi all'orecchio.
In specie, si percerpiva che i due stavano parlando di una persona che era
detenuta "... per lo meno ... eehhh ... che QUELLO ... (sovrappone i gomiti ad
indicare lo stato di detenzione, ndr) ", che DI TRAPANI Maria Angela aveva
incontrato due niorni rima, verosimilmente del suo arresto, rimanendovi a parlare

34

Ore 09.40 D1 TRAPANI Maria Angela, ilfiglio e GELARDI Emanuela, a bordo della Citroen CI, di colore
grigio me!.. targata DA688LM (intestata a SGROI Rosa, nata a Palermo 1'1 1 maggio1939, residente
a Cinisi nella c.da Cipollazzo snc.) escono dalla via G. Cimbali e si allontanano. 1tre, dopo aver
percorso alcune vie cittadine, giungono in via Cardinale Rampolla. Qui, all'altena del civico 8, si
fennano. Dopo aver parcato l'autovettura, scendono ed accedono al civico 8/F (ore 09:53).
Ore 09:54 Nei pressi del civico 8 di via Cardinale Rampolla viene notato. li parcato il qradriciclo AICAM 50,
targato 9,4328.
[...l
Ore 10:38 DI TRAPANI Maria Angela, il figlio e GELARDI Emanuela escono al civico 8/F salgono a bordo
dell'autovettura Cimen C1 e si allontanano. Gli stessi, dopo aver percorso varie vie cittadine,
giungono in via G. Cimbali. Qui, all'altena del civico 44 si fennano. GELARDI Emanuela, scende
dall'autovettura ed accede all'intemo del predetto civico (ore 10:45).
Ore 1053 GRAZIANO Vincenzo viene notato, dietro la vetrata del portone d'ingresso del civico 8/F di via
Cardinale Rampolla. Subito dopo, lo stesso, si addentra all'intemo del medesimo civico.
Ore 11:I 1 si nota GRAZIANO Vincenzo in attesa dietro la vetrata del portone d'ingresso del civico 8/F di via
cardinale m p o l l a e, subito dopo, addentnirsi all'intemo del medesimo civico.
Ore 11:15 GRAZIANO Vince- viene notato, affacciarsi al balcone posto al 2" piano del civico 8/F di via
Cardinale Rampolla. Subito dopo, rientra.

Ore 11:30 GRAZIANO Vincenm viene notato, uscire a piedi da una sbadina. a forte pendenza34. Lo stesso, si
pone alla guida del quadriciclo AlCAM 50 targato 9,4328 e si allontana. Lo stesso, dopo aver
percorso alcune vie cittadine, giunge in via Antigone. Qui. accede all'intemo di una stmdinaM
contrassegnata dal civico 99 e viene perso di contatto.
i
per circa un'ora "prima che ... due giorni prima che lo ... ehhh ... ci eravamo visti!
... e siamo stati un'ora a parlare ... ". In effetti CINA' Antonino il 30 giugno2006
risultava effettivamente detenuto poiché sottoposto a fermo di p.g. il 20 giugno2006,
e, dunque, DI TRAPANI Maria Angela il 19 giugno2006, come detto alla vigilia
dell'arresto del CINA' (ma non due giorni prima - come affermato - ma solo un
giorno prima) si era recata in Via Cardinale Rampolla 8If ove era rimasta per circa
un'ora . Del resto lo stesso MADONIA Giuseppe ha pronunciato nel corso del
dialogo con la cognata il nominativo del dottore CINA': " ... (incomprensibile,
unisce le dita indice in senso di legame, ndr) ... DOTTORE CINA '... ".

GIUSEPPE: QUELLO... QUELLO è .... ingegnoso ... è ingegnere .... è


ingegnoso
M. ANGELA: ha una mente ... per lavorare ...
GIUSEPPE: ehhh ... può essere che ...
M. ANGELA: (incomprensibile) ... diventare ...
GIUSEPPE: gli dici ... ci spero su di te ... vedi t u cosa puoi fare ... dici se
chissà ... per quello che t i ho detto io ... deve intervenire ...
quello ci pensi tu, ok?
M. ANGELA: (annuisce, ndr) ... ci penso io
GIUSEPPE: (incomprensibile) ... bisogno ehhh ... intervieni t u ...
M. ANGELA: si
GIUSEPPE: (incomprensibile) ... se devo fare qualche cosa io ...
M. ANGELA: si
GIUSEPPE: dice ... no non ce n'è ... me la sbrigo io ... va bene ... però ...
teniamole ...
M. ANGELA: si
GIUSEPPE: ... Der lo meno ... eehhh ... che OUELLO ...fsovra~~one
D)
.(pausa, ndr) .. ..
GIUSEPPE: ... perciò altre cose ... (pausa, ndr) ... (incomprensibile,
labiale, ndr) ... quindi tu ... tempo addietro ... appresso ti
pensi che ... eh?
M. ANGELA: quando fu, si ... che io l'ho visto ... me lo hanno pure detto ...
erano (incomprensibile) ... tempo fa ...
GIUSEPPE: si?!
M. ANGELA: ... ora io non vedo nessuno ... però ... (incomprensibile) ... ci
ha detto così ...
GIUSEPPE: si, si (incompresnibile)
M. ANGELA: me l'ha scritto ...
GIUSEPPE: come?
M. ANGELA: ... mi ha detto così ... poi ...
GIUSEPPE: quindi ... quindi ... e può essere ... non è che ti pare che ...
qua ... (indica i tavolini li presenti, ndr) ... (incomprensibile)
M. ANGELA: ... (incomprensibile) ... p~
l p
parlare ...
GIUSEPPE: dove?
M. ANGELA: (incomprensibile, bisbiglia all'orecchio del detenuto, ndr) ...
GIUSEPPE: ah, ah, ah, ah!
M. ANGELA: ... (incomprensibile) ... hai capito? ... (incomprensibile) ...
(breve pausa, ndr)
t
GIUSEPPE: (incomprensibile, unisce le dita indice in senso di legame,
ndr)
M. ANGELA: eh?
GIUSEPPE: (incomprensibile, unisce le dita indice in senso di legame,
ndr) ... DOTTORE CINA' ...
M. ANGELA: ... me l'ha accettato a me! ... infatti lui m i diceva ... lo dica ...
dice ad ALDO
GIUSEPPE: ah, ah ... dice ... può essere che ... (unisce le dita indice in
senso di legame, ndr) ...
M. ANGELA: ... così si mette pure a disposizione, m i capisci? ... più ...
GIUSEPPE: si, si, ho capito, ho capito
M. ANGELA: (incomprensibile)
GIUSEPPE: perfe ... perfetto
M. ANGELA: (incomprensibile, bisbiglia all'orecchio del detenuto, ndr) ...
nel momento in cui ... (incomprensibile) ... con lui! ... così
nessuno lo ...
GIUSEPPE: si, si, si

Conferma ai contatti con CINA' si avevano da una lettera che MADONIA Antonino
> v il -
il 25 giugno2006 scriveva al fratello MADONIA Giuseppe t i 4 ~ X h $ " .

In relazione al contenuto della lettera:


- la frase "caldo afoso degli ultimi giorni (44 gradi)", va interpretata come
chiaro riferimento agli arresti dell'operazione di polizia c.d. "Gotha"
- la conseguenza fosse il "riacutizzarsi dei malanni" significava il denaro ai
familiari non sarebbe potuto arrivare con puntualità;
- Come deriva dalle acquisizioni del 26 aprile 2006, poi, il "jsiatra che
conosce Giusy di Lina" era da identificare proprio in CINA' Antonino. Lo
scritto quindi, andava interpretato nel senso che l'arresto di CINA'
Antonino avrebbe causato la mancanza di corresponsione di denaro ai
familiari dei mafiosi.

In ultimo, il 14 dicembre 2006, DI TRAPANI Maria Angela si recava a


L'Aquila per effettuare un colloquio con il marito detenuto MADONIA Salvatore

PER QUANTO RIGUARDA LA LE'ITERiNA DI CARLA, LE CONDIZIONI DI SALUTE DI MAMMA SONO


STAZIONARIE, PURTROPPO I DOLORI ALLA SCHIENA SONO QUELLI FASTDIOSI E POI CON QUESTO CALDO
AFOSO DEGLI ULTIMI GIORNI (44 GRADI) c'È DA ASPETTARSI IL RIACUTIZZARSI DEI MALANNI. QUINDI
DOBBIAMO DOSARE LE ENERGIE DELLA MAMMA PER VENIRCI A TROVARE E NON FARLA STRAPAZZARE
TROPPO.
IO ERO CONTENTO CHE CON LE FISIOTERAPIE DEL FISIATRA CHE CONOSCE GNSY DI LMA, LE CONDIZIONI
REUMATICHE ED ARTICOLARI SI FOSSERO S T A B I L E ~ T E ,M A L'AFA E L'UMID~TADELU) SCIROCCO DEI
GIORNI SCORSI NON MIGLIORANO LO STATO DI SALUTE.
(ALLEGATO 1411). I1 tratto di conversazione che segue si rivela assai utile a fini
probatori in quanto è la stessa DI TRAPANI Maria Angela a confermare che
durante gli incontri avuti con il CINA' Antonino erano stati trattati argomenti di
natura illecita. La donna, infatti, comunicava al marito che forse il dottore CINA'
stava "parlando" (nel senso che girava voce che il CINA' stesse collaborando con la
giustizia). La donna, quindi, palesava il timore di incorrere anche lei in vicende
giudiziarie "... è la rovina!... ora mi ha visto a me! ... ". Seguiva una manifestazione
di disperazione e nervosismo da parte del MADONIA Salvatore.

M. ANGELA: ah! il DOTTORE ...


forse ...
il DOTTORE CINA' ... è ...
(porta la mano all'altezza della bocca mimando il gesto
usualmente utilizzato per indicare una Dersona c h e ~ a r l a ,
ndr)
SALVATORE : chi?
M. ANGELA: CINA'
SALVATORE : CINA'?
M. ANGELA: (annuisce, ndr) D

SALVATORE:
...
- (indica se stessa, ndr)
e perchè?
M. ANGELA: ora, forse, io ce li ho pure addosso! ... perchè si parla di una
nipote ...
un nipote ...
I'AWOCATO CLEMENTI mi fa ... mi
dice ...
MARIA ANGELA ...
dice ... vedi che qua c'è sbaglio ...
parlano di una nipote! ...
dice ...
non sei nipote!
SALVATORE: .S.

M. ANGELA:
. . ... ma chi mi ci ha portato! ... chi mi ci ha ... quando m i ha
detto ... vacci! ... (verosimilmente riferito a MADONIA
Giuseppe, ndr) ... eh! ...
SALVATORE: (esterna disperazione e nervosismo, ndr) ...
M. ANGELA: calmati! ... forse! ... però è una voce che si vocifera dava ...
davanti e dietro ... da tutte le parti ... ma ancora non c'è
niente! ... però si vocifera troppo!
3. 1 rapporti con GENOVA Salvatore.

Altri incontri la DI TRAPANI aveva avuto con GENOVA salvatore 6, allora


J

co-reggente del mandamento di Resuttana.


A GENOVA si è fatto riferimento con nominativi fittizi nel corso dei
numerosi colloqui carcerari intercettati nell'ambito della presente attività d'indagine (
CARMELA, ROSY, SANTINA e VANCHITEDDU).
Per associare questi nominativi a GENOVA bisogna specificare che:
- è coniugato con BUFFA CARMELA (Palermo, il 04 ottobre 1961);
- ha una figlia a nome Rosalia, intesa ROSY (Palermo, 10 novembre 1985);
- ha una sorella a nome Santa, intesa SANTINA (Palermo, 14 gennaio 1947).

Inoltre, come risulta dall'ordinanza di custodia cautelare Addiopizzo I (Nr.


38108 R.G.), "Vanchiteddu" è il soprannome comunemente utilizzato in Cosa Nostra
per fare riferimento a GENOVA~'.

Ciò premesso, il 9 m a n o 2006 veniva intercettato il colloquio carcerario tra


MADONIA Salvatore, ristretto a L'Aquila, e la moglie DI TRAPANI Maria
3 %Y",>'-z ;:.**c8dY$ *tu -7%- "
Angela. & m : a , F m ~ : ' ~ e l corso della conversazione censurata, la donna
raccontava al marito una vicenda che vedeva protagonisti, a vario titolo,
"CARMELA" e "NICOLETTA'; proprio nel corso di questa intercettazione Maria
Angela lasciava inoltre intendere come CARMELA e ROSI fossero in realtà la
medesima persona:

GENOVA Salvatore, nato a Palermo il 2 febbraio 1958, in atto detenuto, come ampiamente
dimostrato, ha rivestito nel tempo un'importante ruolo all'interno del mandamento di Resuttana,
divenendone il reggente sino al giorno del suo ultimo arresto avvenuto il 16 gennaio 2008 (c.d.
Addiopizzo 1). Appare opportuno specificare come lo stesso, in passato, sia già stato condannato per il
reato di associazione mafiosa, e segnatamente per avere fatto parte dell'organico della famiglia
mafiosa di San Lorenzo, venendo scarcerato1'8 ottobre 2004.
37

Si vedano le dichiarazioni fornite dal recente collaboratore di Giustizia NUCCIO Antonino il 27


novembre 2 0 0 7 ~allorquando,
~ proprio riferendosi al ruolo assunto dal GENOVA Salvatore in
relazione alla scomparsa del BONANNO Giovanni, lo indicava con lo pseudonimo
VANCHITEDDU, evidentemente maggiormente conosciuto neli'ambiente criminale [Ricordo che
anche Salvatore GENOVA, VANCHITIEDDU, me ne aveva parlato dicendomi che nell'ultimo periodo
lo stesso era stato afiancato al BONAhWOper controllare sul suo operato]. 1
M. ANGELA: ... m a ieri, ROSI... non se n e è andata da
NICOLETTA!!!?... e si sono portati a tutti e due!?...
SALVATORE: ' ...chi è ROSI? ...
M. ANGELA: ... CARMELA!
[*..l
M. ANGELA: ... m a ieri, ROSI... non se n e è andata da
NICOLETTA!!!?... e si sono portati a tutti e due!? non ....
so niente... inc ...
M. ANGELA:
dire...avanti a te!!!??.. .
[...l
M. ANGELA: ...una qiornata d i inferno, ieri ho ~assato... e non è
venuta ... ieri sera ha mandato... dice... poi ci vado dopo! ...
ora ti faccio vedere io cosa... quello che devo fare...

A conferma dei dati riferiti, 1'8 marzo 2006 effettivamente GENOVA


Salvatore, PIZZO Pietro (inteso NICOLETTA, dal nome della moglie DI TRAPANI
Nicoletta) e DIELE Sandro venivano fermati e controllati da personale del
Commissariato di P.S. di San Lorenzo, nei pressi dell'esercizio Commerciale
denominato "Bar Sofia".
Il disappunto mostrato dalla DI TRAPANI in relazione a quanto accaduto 1'8
marzo 2006 nei pressi del Bar SoJa, scaturiva proprio dalla paura di attirare
l'attenzione delle Forze di Polizia sul medesimo esercizio commerciale, in seguito
chiarito essere di esclusiva proprietà di MADONIA ~ a l v a t o r e . ~ ~
Ulteriore significativo dato era fornito in occasione della nascita della nipote
di GENOVA Salvatore. In specie, nel corso del colloquio carcer&o svolto a'parma
il 17 giugno2006, DI TRAPANI Nicolò veniva reso edotto del fatto che la ''figlia di
Salvatore", a nome ROSY era incinta. Nell'occasione SALVATORE veniva definito
. .'
39 -e"' >'~:"'';'""~'"'"'''~.
dapprima 'Ifratello di Santina" e, subito dopo, CARMELA . m-:@
38
La vicenda relativa al Bar Sofia troverà ampia trattazione nel successivo capitolo 6.1.
39

La naturale evoluzione della vicenda si bre 2006, giorno in cui veniva registrato l'ulteriore colloquio
carcerario svolto da DI TRAPANI Nicol
Nell'occasione DI TRAPANI Maria Angela specificava al fratello che, da allora in poi, per riferirsi a CARMELA, avrebbero
..., ...
adottato in via definitiva lo pseudonimo ROSY [ah! auundo è di CARMELA ... ROSY! ... ROSYq.
Proprio tale accenno originava nel detenuto la curiosità di sapere se la "picciridda" (GENOVA Rosalia. "figlia di Salvatore")
avesse o meno partorito I...accanò ... (ha parrrtorito. ndr) lo picciridda?], ricevendo in tal senso conferma dalla sorella
[L..)ROSY accanò].Nell'occasione i due accennavanoanche all'awenuto matrimonio della stesa:
In effetti il 12 settembre 2006. nsulta essersi celebrato il mahimonio tra GENOVA Rosalia e REINA Davide. nato a Santo
Stefano di Quisquina (AG) il 23 aprile 1986. I due, effettivamente, il 28 luglio 2006 hanno avuto un figlio REINA Salvatore
(nipote di GENOVA Salvatore).

Era quindi dimostrato come ROSY owero CARMELA fossero appellativi entrambi utilinati per indicare il GENOVA
Salvatore.
Infine giova riferire anche in relazione all'utilizzo dello pseudonimo
SANTINA. In tal senso appare opportuno riportare un breve stralcio del già
menzionato colloquio carcerario registrato il 10 agosto 2005, avvenuto tra DI
h , 3---

TRAPANI Maria Angela ed il cognato MADONIA Antonino. g&@(&$%Q@l)

Nell'occasione veniva evidenziata la perfetta equivalenza tra l'identità di


VANCHITEDDU e quella di SANTINA; in specie i due per riferirsi al "cugino del
GENOVA" (ovvero DI MAI0 Girolamo), lo indicavano "cugino di Santina"; nel
contempo si delineava una imperfezione comunicativa che consentiva di ricondurre il
nominativo di SANTINA a quello del VANCHITEDDUQO:

GENOVA Salvatore veniva scarcerato 1'8 ottobre 2004 dalla Casa


Circondariale di Termini Lmerese per fine pena. 11 giorno successivo (9 ottobre
2004) il Commissariato di P.S. San Lorenzo gli notificava la misura dell'obbligo di
soggiorno nel Comune di Palermo, disposta dal Tribunale di Palermo (83/99 RMP -
462/05 WC)per la durata di anni tre. In quel periodo, come abbiamo visto, la
reggenza del mandamento di Resuttana era riconosciutaa BONANNO Giovanni. I1
17 maggio2005 veniva scarcerato DI TRAPANI Diego, che diveniva co-reggente
del mandamento. Contemporaneamente a ciò si andava concretizzando il processo di
destituzione attuato nei confronti di BONANNO, conclusosi con la sua soppressione
fisica avvenuta il 11 gennaio 2006. GENOVA veniva "affiancato" a BONANNO
nella gestione della famiglia di Resuttana. Traccia di ciò veniva rinvenuta sia nel
pizzino scritto da LO PICCOLO al PROVENZANO il 10 febbraio 2006 e
sequestrato in occasione dell'anesto di quest'ultimo [...Tentativi per non arrivare a
brutte cose, ce ne sono stati fatti parecchi, anche mettendoqli una versona accanto.
ma non è servito lo stesso a niente...], che nelle risultanze investigative emerse nel
corso della c.d. indagine Gotha, allorq~iando, il 21 ottobre 2005 ROTOLO
Antonino illustrava a NICCHI Giovanni i provvedimenti adottati nel contesto
mafioso del mandamento di Resuttana [GiovanniBONANNO dice, che è preoccupato
e dice che ha fatto sapere che lui sta cedendo le cose, sta... e quindi c'è un altro
p p , hai capito?]. Ancora, conferma

Maria Angela: (...) la cugina di sa ... SAIVTINA ... la cugina di CANTINA ...
Nino: VANCHITEDDU?!
Maria Angela: si! una sua cugina ...
amva dalle dichiarazioni rese il 28 novembre 2007 da NUCCIO Antonino
[(...)Ricordo che anche Salvatore GENOVA, VANCHITIEDDU, me ne aveva parlato
dicendomi che nell'ultimo periodo lo stesso era stato affiancato al BONANNO per
controllare sul suo operato].

Inoltre, in seguito alla scomparsa di BONANNO il suo diretto successore


diveniva proprio GENOVA Salvatore; il riscontro in questo senso veniva fornito dal
colloquio carcerario svoltosi a Parma il 11 febbraio 2006 tra DI TRAPANI Maria
* - , ,. ',,... ....
Angela ed il fratello detenuto Nicolò, m@,~~e:&)
L-,.i,.-
,.li,~.".:r.y ,z,.,s;..

... ,.~,:
..*% in cui la donna, evidenziava
.T .,* . z:.i~:~... .,, -,.

che GENOVA operava alle dirette dipendenze dello Zio DI TRAPANI Diego,
allora reggente incontrastato del mandamento [... ora c'è CARMELA e gli altri ...
con ZIA LINA!... SAL V 0 me lo aveva detto... stai attenta perché è con la ZIA
LINA !l.
Quanto ai rapporti con la DI TRAPANI, dall'analisi del colloquio carcerario
registrato a L'Aquila il 9 marzo 2006 consentiva già di comprendere che il pervenire
di GENOVA alla co-reggenza del mandamento non aveva risolto i problemi di DI
TRAPANI Maria Angela (e, dunque, della famiglia MADONIA); a dire della donna
continuavano infatti ad essere registrate le medesime mancanze a suo tempo attuate
dal BONANNO Giovanni [IO non vedo CARMELA da dicembre!... no, per ora ... è
per la ZL4 LINA, sicuramente!]
In quella occasione, anche dalle parole di MADONIA Salvatore, si
. - - ..
comprendeva, comunque, che la responsabilità della situazione veniva addossata a DI
TRAPANI Diego [ora ti sto dicendo una cosa... I'ALTRO... I'ALTRO... ti mandava
il cestino... ti manda... ti portava il cestino... per Natale... QUESTO... manco il
... però cosa dovevi andare a fare tu?... una cosa... non dovevi andare in
cestino
campagna? ... a quello! ... LINA! ... gli devi dire ... senti ... MARL.4 ANGELA ...
perchè noialtri combattiamo!? ... minchia! ... io ti sto dicendo... fai quello che ti
dico io!... lasciali perdere!!... vai... TU, quando ti ci presenti, sei SAL V 0 ...
dimentica ... Sei SAL V 0 che ti ci presenti! ,.. non ti ci presenti TU! ... devi dire ...
senti vedi che IO... SALVO... e basta! ... ciao, ciao ... e basta!].
Questa situazione veniva confermata anche il 17 nel corso del colloquio
carcerario registrato presso la Casa Circondariale di Parma, infatti, la DI TRAPANI
Maria Angela riferiva anche al fratello detenuto, come lo stesso ZIO Diego fosse il
reale responsabile dell'atteggiamento di trascuratezza nei loro confronti di
GENOVA Salvatore (CARMELA).~A~.&gt$Q0'~3)~'
In rapida successione, si avviava un processo di deposizione del DI TRAPANI, che si
accelerava a far data dal 20 giugno2006, quando venivano rese pubbliche le risultanze
investigative della c.d. indagine Gotha. L'estromissione di DI TRAPANI Diego
risultava essere stata disposta direttamente dall'allora latitante LO PICCOLO
Salvatore, così come riferito dalla DI TRAPANI Maria Angela al fratello Nicolò il
14 ottobre. La situazione, poi, evolveva ulteriormente in senso negativo,
concretizzandosi in un serio pericolo di vita.
Per quello che qui ci interessa, 1'08 novembre 2006 DI TRAPANI Maria Angela
indicava al coniuge il successore designato da LO PICCOLO alla reggenza del
mandamento di Resuttana, ovvero proprio GENOVA Salvatore [la ZIA ROSALBA ha
detto a CARMELA che deve essere CARMELA!].
GENOVA, veniva, dunque portato alla famiglia MADONIA.
I1 10 ottobre 2006 si registrava un incontro tra GENOVA Salvatore e GELARDI
Emanuela, moglie del defunto MADONIA Francesco. L'appuntamento, tenutosi
presso l'abitazione di quest'ultima sita al dodicesimo piano di Via Cimbali 44, veniva
nell'occasione mediato da GRAZIANO ~ i n c e n z o . ~ ~
Nell'occasione, seppur le operazioni di intercettazione ambientale ivi effettuate
(decreto int. 1637/06 del 14 luglio 2006) non consentivano di ascoltare la
.. Lconversazioneintercorsa, DI TRAPANI Maria Angela ne avrebbe riferito de relato
alcuni particolari l'O8 novembre 2006al marito [CARMELA da MAMM è andata (..)
va da W M A (...) dice, I 0 ho tutto l'interesse per tutelare VOI.. .l.
Dunque, nel secondo semestre dell'anno 2006 GENOVA Salvatore aveva
abilmente scalato varie posizioni di vertice all'interno del mandamento mafioso di

NICOLO': ma tu l'hai vista a CARMELA? ...


ANGELA: no! ... non si fa vedere più, perchè c'è la ZIA DIVA
(ovvero D I TRAPANI Diego, ndr) ... giustamente che se la
tira ... ma comunque meglio così, perchè a momenti ti viene
a fare visita (intendendo arrestato,ndr)
42
Cfr. capitolo 2.7 I'accreditamento DI GENOVA SALVATORE nei conzonti dei UADONIA
Resuttana, giungendo da solo all'apice di quel contesto su diretto mandato di LO
PICCOLO Salvatore.
Con l'inizio della reggenza del mandamento di Resuttana di GENOVA, si
assisteva alla regolarizzazione della corresponsione del denaro in favore delle famiglie
dei detenuti ed in particolare nei confronti dei MADONIA - DI TRAPANI. E si
consolidavano i rapporti GENOVABI TRAPANI MAria Angela. In tal senso, 1'8
novembre 2006 DI TRAPANI Maria Angela informava il marito, rendendolo edotto
delle nuove disposizioni impartite da LO PICCOLO e comunicate a Maria Angela
direttamente dal GENOVA [Ieri CARMELA mi ha detto che da adesso in poi ...
millesettecento ... a ME, NICOLA... per come... è... TUA MAMUA... TUTTI! ... mi
venne u cure quando mi sono vista con... (abbassa il tono della voce e comunica con il
labiale, ndr) millesettecento... ogni mese ... millesettecento... mi ha detto...].
(uÉW~TO;~~)
Dunque, GENOVA incontrava periodicamente ed in prima persona la DI
TRAPANI, consegnandole del denaro a lei indirizzato, nonchè ulteriori "buste" da
inoltrare a diversi destinate. In tal senso appare significativo richiamare l'attenzione
sulle acquisizioni investigative emerse il 27 dicembre 2006.4~
Quella mattina, secondo quanto riferito nella lettera indirizzata al marito, la DI
TRAPANI Maria Angela asseriva di aver ricevuto "un pensierino da aarfe di
CARMELA".44

43
Cfi. capitolo 2.8 L'ascesa di GENOVA Salvatore a reggente del mandamento di Resuttana.
Alle ore 11:18 DI TRAPANI Maria Angela chiamava il cognato MADONIA Aldo
cui riferiva che nel pomeriggio si sarebbe dovuta recare a casa della suocera
(GELARDI Emanuela), per consegnarle "una cosa"; l'oggetto della consegna
appariva, dunque, strettamente connesso al pensierino ricevuto da CARMELA in
mattinata. ]r$$&. $k&&@&
Infine, alle ore 16:32 veniva censurata la periodica telefonata effettuata da
MADONIA Giuseppe ai propri congiunti. Alla conversazione, awenuta presso
l'abitazione della GELARDI Emanuela, prendeva parte anche DI TRAPANI Maria
Angela, recatasi nel fi-atternpo a casa della suocera; la stessa rassicurava il cognato
detenuto circa la consegna del denaro alla GELARDI. La corresponsione del dovuto
veniva nell'occasione indicata come la "somministrazione dei massaggi" effettuata
con successo nei confronti dell'anziana suocera [i...l proprio oggi glieli hanno fath' i
massami e sta benissimo (...)] *[mg*:&*9) n WL/

Analoga situazione veniva evidenziata a seguito del colloquio carcerario


registrato a L'Aquila 1'8 marzo 2007 con il marito i ove la DI
TRAPANI lasciava intendere che aveva consegnato, per conto di GENOVA, una
ulteriore busta alla suocera [ascolta che le fa ... N O m A ... te lo sto dicendo ... questa
volta ... scusa di dirmi non ne ho ... non ne hai! ... perchè UAMMA ti ha ... (con la
mimica indica al marito qualcosa di forma rettangolare e nel contempo ride, ndr) ...
che le avevo portato la busta ... di CARMELA! ... capito? ... prende e fa ... non me ne
puoi dare risposte ... e gli ha dato centocinquanta euro!].
Ulteriori acquisizioni investigative avrebbero consentito di dimostrare che la
DI TRAPANI, oltre a fungere da collettore per la consegna del denaro da parte di
GENOVA in favore dei MADONIA, svolgesse analoga funzione verso le famiglie
DI TRAPANI - GUASTELLA. In tal senso si sarebbe infatti espressa la stessa DI
TRAPANI nel corso del colloquio carcerario registrato presso la Casa Circondariale
di L'Aquila 1'8 m a n o 2007, quando illustrava al marito il percorso seguito per
l'inoltro della "busta" destinata al nucleo familiare di GUASTELLA Giuseppe,
detenuto a Spoleto:

M. ANGELA:

SALVATORE:
buste
si
... Der MAMMA e Der ME ... hai ca~ito?
M. ANGELA: m
[...l t
M. ANGELA: ...
chi me lo domanda? ...
no! ... CARMELA m i ha fatto
avere aueste cose. hai capito? ...
alchè I O le ho date a
MAMMA ...
e le ho detto te... ...
portale TU là sopra a
GIUSI!

L'implicita conferma in merito al fatto che gli ulteriori destinatari della busta
fatta giungere a GIUSJ fossero proprio i componenti del nucleo familiare di
GUASTELLA Giuseppe, la si otteneva dal successivo lamentato mancato recapito
della busta. DI PACE Francesco, figlio di GUASTELLA Maria (sorella del
detenuto), si sarebbe infatti rivolto a LO PICCOLO Salvatore, lamentandone la
mancata consegna; per risolvere la vicenda sarebbe infine stato interessato in prima
persona proprio GENOVA Salvatore.

GENOVA in questa attività è piena espressione dei LO PICCOLO. Invero,


che i rapporti tra i due fossero strettissimi discende dalle seguenti prove raccolte:

J Colloquio carcerario registrato presso la casa circondariale di Parma il 20


gennaio 2007 con il detenuto DI TRAPANI Nicolò:

<<CARMELA dipende comunque per tutto da ... (con l'indice ed il pollice


della mano destra indica qualcosa di PICCOLO, gesto peraltro già in
precedenza utilizzato per indicare LO PICCOLO Salvatore, ndr) ... di tutte
cose ... >>
J Colloquio carcerario registrato presso la casa circondariale di L'Aquila 1'8
febbraio 2007 con il detenuto MADONIA Salvatore:

<<ah! ... da CARMELA non ho visto niente! ... ti ricordi che avevo chiesto ...
per favore ... se (..) è L'ALTRO che tira ... così ... le manopoline! (mima il
gesto usualmente utilizznto per indicare l'atto del tirare con icfili, ndr) ... e non
lo fa venire nemmeno da ME! (..) ROSALBA>>

J Colloquio carcerario registrato presso la casa circondariale di Parma il 24


febbraio 2007 con il detenuto DI TRAPANI Nicolò:

<<è ... la ZIA ROSALBA che (con la mano destra accarezza la parte superiore
del tavo10,ndr) la .. la ... plagia secondo me, hai capito? ... >>
C
J Colloquio carcerario registrato presso la casa circondariale di Parma il 21
luglio 2007 con il detenuto DI TRAPANI Nicolò:

<< Avevo chiesto a... tipo a ROSALBA... ti ricordi? Ti avevo detto... Vastasa!
(..) CARMELA... peggio che andare di notte! (..) tanto fa quello che gli dice
-. .
*, , , . ,.., ., . ,,%:p,. .,
7,,~.-

sua ZIA ROSALBA... >> .&p# s*

Ma la DI TRAPANI utilizzava anche GENOVA, proprio per la sua


vicinanza a LO PICCOLO, per fargli giungere dei messaggi.
Nel corso del colloquio carcerario intercettato a L'Aquila 1'8 novembre
2006, il detenuto MADONIA Salvatore comunicava alla moglie il messaggio che la
stessa avrebbe dovuto riferire a LO PICCOLO. La richiesta in argomento vedeva
sulla necessità di far lavorare GRAZIANO Vincenzo, da sempre espressione
economica dei MADONIA. Nell'occasione rilevava la circostanza secondo la quale
l'unica persona individuata dalla DI TRAPANI per l'inoltro della richiesta, si
indentificava proprio in GENOVA Salvatore [ma sempre a CARMELA lo devo
dire!].
Questo canale (GENOVA) veniva utilizzato sin quando - per probabili attività
investigative su GENOVA - si preferiva privilegiare, su indicazione dello stesso
latitante, altre strade. La vicenda trovava conferma anche nelle acquisizioni del 16
marzo 2007. Quel giorno si assisteva infatti alla ricezione, da parte della DI
TRAPANI, del pizzino a lei diretto, proveniente da LO PICCOLO, che era
pervenuto per vie alternative perchè Carmela, come dice Maria Angela, "ora è
ritirata! "

Ciò detto su GENOVA - che come si è visto - costituiva la proiezione sul


territorio dei LO PICCOLO, era altrettanto vero che, a Resuttana, GRAZIANO
Vincenzo da sempre rappresentava gli interessi dei MADONIA. Era proprio questo
che portava, poi, ad una collaborazione nella gestione del territorio del mandamento
di Resuttana. E ciò portava, dunque, ad una "collaborazione" anche tra DI TRAPANI
Maria Angela e GRAZIANO.
Le prime awisaglie di questa situazione venivano registrate il 19 dicembre
2006, quando la DI TRAPANI scriveva al marito, informandolo di aver incontrato
"ANGELA" il giorno precedente (l 8 dicembre 2006). $.
t
Si è già accennato in merito all'utilizzo dello pseudonimo "ANGELA",
normalmente adoperato dalla donna per indicare FONTANA Stefano, ovvero ("IL
FIGLIO DI ANGELA '7 suo figlio Gaetano, rimasti a capo della famiglia mafiosa
dell'Acquasanta sino al giorno del loro ultimo arresto (16 gennaio 2008). Si è, altresì,
dimostrato che il contrasto esistente tra questi ultimi e GRAZIANO Vincenzo aveva
reso intelligibili molte delle problematiche interne al mandamento di Resuttana. In
specie già il 19 dicembre 2006, volendo sintetizzare quanto appreso dal FONTANA
il giorno precedente, la DI TRAPANI, riferendosi al GRAZIANO, scriveva
testualmente "ADESSO FA LA GALLETTA SOTTO LE ALI DI CARMELA".
, nel senso, chiaramente, che era stato preso sotto le ali protettive
di GENOVA ("Carmela").
La posizione di GRAZIANO veniva maggiormente definita nel corso del
colloquio carcerario registrato a L'Aquila 1'11 gennaio 2007; in quella occasionela DI
TRAPANI ribadiva al marito il considerevole molo assunto dallo stesso
GRAZIANO [CORVINA, si! ... Però ora aspetta! Cammina insieme a
CARMELA ... (abbassa il ed unisce gli indici delle due mani per
intendere: vicinanza, ndr)]
A conferma di ciò, appositi servizi di O.C.P. svolti da militari dipendenti,
consentivano di documentare sul territorio alcuni incontri avvenuti proprio tra
GRAZIANO e GENOVA, peraltro entrambi destinatari di provvedimenti giudiziari
che impedivano loro di relazionarsi. Ciò accadeva sia il 10 ottobre 2006, in
occasione della visita effettuata da GENOVA presso l'abitazione di GELARDI
Emanuela, , cui era presente anche GRAZLANO; che il 17
febbraio 2007, quando i due rimanevano in conversazione all'interno di alcuni uffici
nella disponibilità del GRAZIANO, siti in via Cardinale Mariano Rampolla nr. 8lf
. In quest'ultima occasione il bassissimo tono di voce utilizzato
dagli astanti non consentiva di decifrare il contenuto della conversazione censurata
dalle microspie ivi installate (in esecuzione del decreto nr. 1909/06 emesso da
Codesta A.G. il 29 agosto 2006).
Nel corso dei successivi incontri intercorsi tra la DI TRAPANI e FONTANA
Stefano, quest'ultimo, oltre a specificare che era inconcepibile il ruolo assunto da
GRAZIANO Vincenzo all'interno del mandamento di Resuttana, suggeriva una
sostanziale incapacità gestionale da parte di GENOVA Salvatore [tutte e due ...
F
CARMELA e CORVINA ... vengono qua ... a spadroneggiare ... dice ... in
continuazione! (..) non è in grado, dice! ... ma perchè ... questo borsone, non se la
fida a tenerlo ... dice ... sulle spalle!].

La parabola di GENOVA subiva una brusca accelerazione al ribasso con


l'arresto, il 5 novembre 2007 di LO PICCOLO Salvatore e LO PICCOLO
Sandro. L'8 novembre 2007 la DI TRAPANI si recava dal marito MADONIA
,.q+q r-7-
~ ~ A ~ o ~ .L'argomento
, ; & ~ ) veniva nell'occasione introdotto dal
L&*
L \*V-, +

Salvatore
detenuto, che evidenziava le presunte contingenti difficoltà patite da GENOVA
( VANCHITEDDU) a seguito dei predetti arresti [... piange a VANCHITIEDDU ...l.
La donna informava il marito di aver nuovamente incontrato ANGELA (pseudonimo
come visto attribuito al FONTANA Stefano), specificando di essere stata,
nell'occasione, messa al corrente della resistenza, da parte della famiglia di
Acquasanta (quella dei FONTANA e dei GALATOLO), ad una continuazione della
reggenza in capo a GENOVA [a CARMELA sicuro di no neanche morta (..) non la
possono vedere, infatti mi ha detto di dirtelo ... "lo zaino dice non è capace di
portarselo sulle spalle" (...) me lo diceva ANGELA ... dice: "non e ' capace ... vi sta
facendo fare$gure ... dice: "cammina a nome di SALVO (..) dice: ... "si stanno
"

mangiando tutte cose" 1. Di fronte a queste resistenze, MADONIA Salvatore


prendeva posizione a favore di FONTANA Stefano [MARIA ANGELA senza fare
segno (sorriso sarcastico,ndr) (..) anzi ti consiglio di andarci a dire a
VACHITIEDDU ... non ho bisogno di niente ...l.

Successivamente, il 16 gennaio 2008 anche GENOVA Salvatore veniva


tratto in arresto in esecuzione del Fermo di Indiziato di Delitto nr. 38/08 R.G.N.R.
emesso il 15 gennaio 2008 (c.d. Addiopizzo).
4.1 rapporti con GRAZIANO Vincenzo.

GRAZIANO Vincenzo, alias "Viciuzzo " o "Viciuzzu;


' nato a
Palermo il 12 giugno 1951, ivi residente in Via Marturano, 55, già
iscritto al numero 162 dell'elenco dei mafiosi della Provincia di
Palermo, sin dagli anni '80 è stato ritenuto - unitamente ai fratelli
Angelo, Giovanni, Ignazio e Dornenico - collegato alle famiglie
mafiose operante nei rioni Borgo Vecchio e Acquasanta di Palermo
(allora definite anche "mafia della costa"), dedite ad attività
intimidatorie ed estorsive in danno di imprenditori ed operatori
economici. I n questo contesto, nei confronti del GRAZIANO
Vincenzo veniva emesso 1'1.12.1975 un mandato di cattura per
associazione a delinquere pluri-aggravata, concorso in omicidio ed
altro.
Lo stesso è stato latitante dal 1993 al 1996 ed è attualmente
sottoposto alla misura di sicurezza della libertà vigilata (dal
16.08.2007 per la durata di un anno). I collegamenti con l'ambiente
della criminalità organizzata "cosa nostra" del GRAZIANO
Vincenzo e dei suoi fratelli Dornenico, Francesco e d Angelo,
. .:L. sonostati peraltro ampiamente trattati nella sentenza n. 434/95 del
@ Tribunale di Palermo, datata 27 luglio 1995, relativa al
procedimento penale n. 3471/92 P.M. Sul loro conto, infatti, hanno
reso dichiarazioni i collaboratori di Giustizia LO FORTE Vito,
FAVALORO Marco, MUTOLO Gaspare, CANCEMI Salvatore,
NOBILE Gaetano, PALAZZOLO Salvatore e DRAGO Giovanni.
I l collaboratore di Giustizia LO FORTE Vito, in merito ai fratelli
GRAZIANO dichiarava che questi ultimi erano uomini d'onore della
famiglia dell'/lcquasanta nonché titolari di una importante impresa
di costruzioni che ha di fatto il controllo delle attività edilizie nei
citati quartieri. I l collaboratore di Giustizia FAVALORO Marco
dichiarava infatti di conoscere perfettamente tutti i fratelli
GRAZIANO i quali, pur non essendo uomini d'onore (lo era solo
\
Angelo, scomparso nel giugno del 1987, verosimilmente vittima
della C. d. "lupara bianca'), erano molto vicini alla famiglia
MADONIA. Tutti o quasi i palazzi costruiti dai GRAZIANO
insistono nondimeno nel territorio del mandamento di Resuttana e
quindi erano soggetti all'approvazione ed al consenso dei
MADONIA. Anche il collaboratore di giustizia ONORATO
Francesco, dichiarava di ben conoscere tutti i fratelli GRAZIANO
ed in particolare GRAZIANO Vincenzo, zio paterno della moglie,
definendoli imprenditori edili vicino ai mafiosi MADON I A e
GALATOLO. Sul conto del GRAZIANO Vincenzo, di cui aveva
favorito la sua latitanza, lo stesso ONORATO riferiva circa gli stretti
rapporti con MADONIA Salvatore. A conferma dichiarava, inoltre,
di sapere per diretta conoscenza che i GRAZIANO a vevano favorito
la latitanza di MADONIA Francesco e del figlio Salvatore; il
collaboratore aggiungeva in particolare che Ignazio GRAZIANO
a veva corrisposto regolarmente del denaro alla moglie di
Francesco MADONIA durante la detenzione di quest'ultimo.
Peraltro il 13 dicembre 1991, durante le fasi dell'arresto del
menzionato MADONIA Salvatore, GRAZIANO Vincenzo arrivo
SUI luogo dell'arresto solo pochi minuti dopo.
Più recentemente il collaborafore di giustizia FONTANA
Angelo dichiarava di ben conoscere tutti i fratelli GRAZIANO,
indicandoli come imprenditori vicini a /le famiglie mafiose MADON I A
- GALATOLO. I n particolare riferi che gli stessi sono stati nel
tempo prestanome dei vari componenti della famiglia MADONIA, di
avere realizzato con le loro imprese edili diversi immobili per conto
degli stessi MADONIA e di continuare a gestirli nell'interesse di
questi ultimi.
E' importante evidenziare come quasi tutti i menzionati
collaboratori di giustizia, parlando dei fratelli GRAZIANO,
identificano con il nomignolo "MAREDDU" GRAZIANO Domenico
e con il nomignolo "VICIUZZU" identificano GRAZIANO Vincenzo.
Nel corso della presente indagine veniva documentata, riguardo a
GRAZIANO Vincenzo :
- la capacità di potersi relazionare con il reggente del mandamento mafioso di
Resuttana di turno;

- l'interessamento nel reperire fondi economici, ricavati dalla gestione del


patrimonio occulto della famiglia MADONIA e dalle varie attività illecite
commesse all'interno del territorio del mandamento mafioso di Resuttana,
recapitandoli direttamente nelle mani dei familiari degli stessi MADONIA per il
loro sostentamento;

- la possibilità di potersi relazionare con soggetti organicamente inseriti in altre


famiglie mafiose nonché con i propri accoliti;
- la possibilità dello stesso GRAZIANO Vincenzo di chiedere ed ottenere in suo
favore un'intervento più autorevole da parte del detenuto MADONIA Salvatore,
per risolvere alcune controversie con l'allora latitante LO PICCOLO Salvatore
in ordine all'acquisizione di terreni edificabili;
- l'attualizzazione del suo ruolo originario di prestanome di immobili e di attività
imprenditoriali, realizzati anche in nome e per conto dei componenti il nucleo
familiare dei MADONIA.

Quanto agli appellativi utilizzati per GRAZIANO, questi erano


numerosi: "CORVO, CORVINA, GNE'GNE; CAPELLI LISC~"
ovvero VICIUZZU".

Quanto ai due ultimi nomignoli, stralci di colloquio carcerario sostenuti dal detenuto
MADONIA Antonino - secondo quanto riportato dalla P.G. - provano che corrispondono sempre al
medesimo GRAZIANO. In questo senso, nel corso del colloquio carcerario registrato il 16 agosto
2006, tra il detenuto MADONIA Antonino ed il fratello ALDO, quest'ultimo, nel corso della
conversa za del detenuto le precarie condizioni in cui versavano le casse di
famiglia. ciò, MADONIA Antonino in tutta risposta chiedeva conferma
invece sulla regolare entrata pervenuta dai soggetti indicati con gli appellativi [perché U GNE GNE e
FRATELLO ... ci sono delle cose diciamo che regolarmente, regolarmente ci ha dato ... il RAGIONIERE
I... Immediata era la confernma di MADONi4 Aldo specificando che era l'unica entrata sicura. [ALDO:
...il sicuro è questo! ... CAPELLI LISCI, si! ...l
Nel corso della conversazione, i fratelli MADONIA fornivano involontariamente alcuni indizi
che permettevano di potere identificare, GRAZIANO Vincenzo nel soggetto dagli stessi indicato con
l'appellativo di "U GNE GNE , UHE UHE o w e m CAPELU USCI". MADONIA Aido, riferiva al
fratello che da circa due anni era deceduto uno dei fratelli del soggetto appena menzionato con il
nomignolo di "U GNE GNE , UHE UHE o w e m CAPELLI USCI'; era deceduto a causa di un
infarto. I successivi accertamenti riscontravano che effettivamente GRAZIANO Vincenzo era
fratello di GRAZIANO Ignazio, nato a Palermo il 20 febbraio 1947, natq a Palermo il 12
Quanto a quest'ultimo, come abbiamo visto, i collaboratori di
giustizia (vedi provvedimento nr. 38/08 R.G.N.R., c.d.
"Addiopizzo '7, parlando dei fratelli GRAZIANO, identificavano con il
nomignolo "VICIUZZU" proprio l'odierno indagato GRAZIANO
Vincenzo.
Detto ciò, prima di verificarne i rapporti con la D I TRAPANI,
devono essere analizzate alcune acquisizioni probatorie che
permettono una identificazione certa di GRAZIANO Vincenzo negli
altri nomignoli sopra riportati. I n particolare, nel corso del colloquio
carcerario avvenuto il 1 5 giugno2006 tra D I TRAPANI Maria
Angela ed il suocero MADONIA Francesco, si apprendeva che la
stessa aveva accompagnato il sabato precedente (lO giugno2006)
la suocera ad incontrare il dottore CINA' (ovvero CINA 'Antonino)
e tale "VICIUZZU ", ottenendo peraltro 4.000 euro r$i4$4$i.@'ii45)
I l servizio dinamico effettuato il sabato precedente (1O giugno2006)
a veva verificato che la D I TRAPANI Maria Angela, in compagnia
della suocera, si era recata in via Cardinale Rampolla nr. 8/f, dove
d
: . permane va per circa un'ora. Dai successivi.accertamenti emerge va
l'esistenza presso quel fabbricato di alcuni locali adibiti ad uffici
nella disponibilità di GRAZIANO Vincenzo. Altro
dato di sicuro interesse investigativo era ricavato dal corpo di una
Q lettera datata 11 giugno2006 con la quale D I TRAPANI Maria
Angela informava il marito circa un incontro con "CORVINA"
avvenuto il giorno precedente ed a cui aveva partecipato anche la
madre del detenuto GELARDI Emanuela:

giugno1951, risulta di fatto essere deceduto il Q7 maaaio2004, in Silvi (TE). Causa del decesso:
Arresto Wrdiores~iratorio.
Ancora, nel corso di una conversazione ambientale awenta il 7 settembre 2006 all'interno
dell'abitazione di GELARDI Emanuela, tra MADONIA Aldo e GRAZIANO Vincenzo, MADONIA
Aldo, per prima cosa trasmetteva a GRAZIANO le condoglianze espresse da parte dei fratelli
detenuti ANTONINO E GIUSEPPE, per la morte del suo congiunto ovvero GRAZIANO Ignazio,
precisando che non erano a conoscenza di tale evento [...incompr... prima di tutto e una cosa che
...
dispiace tantissimo ... ti mandano tantissimi saluti affettuosissimi ... sono dis~iaciutial massimo ...
per t u o FRATELLO ... di ... e ...incomprensibile...
uardati insieme, hanno
spinto la P.G. ad affermare che i nomignoli utilizzati nel colloquio sopra riportato
indicavano proprio GRAZIANO Vincenzo.
Ieri mattina sono uscita con tua madre, c'era CORV:iNA, sono stata fortunata
perché in questo modo la mamma ha mantenuto il desiderio e l'impegno che
Pippo ha esternato che io avessi.

Quest'ultimo dato si rivelava di estremo interesse poiché


scritto all'indomani dell'incontro avvenuto con il soggetto chiamato
CORVINA; inoltre permetteva di riscontrare che per lo stesso
episodio D I TRAPANI Maria Angela utilizzava, a seconda della
circostanza, diversi soprannomi per indicare la stessa persona:
dialogando con il marito la donna utilizzava il nomignolo di
CORVINA'; mentre con il suocero preferiva adoperare il diminutivo
VICIUZZU, appellativo di vecchia data.
Pochi giorni dopo, il i9 giugno2006, la DI TRAPANI e la
GELARDI si recavano nuovamente presso detta via Cardinale
Rampolla nr. 8/F e nell'occasione si accertava, anche se per alcuni
minuti, la contemporanea presenza di GRAZIANO Vincenzo,
all'interno dell'edifcio contrassegnato con il nr.8/F.
Alla luce di quanto emerso la coincidente presenza di D I
TRAPANI Maria Angela, GELARDI Emanuela e GRAZIANO
Vincenzo, al1'interno dell'immobile dove quest'ultimo a veva la
disponibilità di alcuni locali, era sicuramente finalizzata alla
realizzazione .degli incontri citati nella nota e riferibili al soggetto
che chiamavano con l'appellativo di CORVINA.
Fin qui, sono state richiamate alcune circostanze dove era
possibile riscontrale che l'appellativo CORVINA, utilizzato dalla D I
TRAPANI Maria Angela, era riconducibile sicuramente al suddetto
GRAZIANO Vincenzo.

Le acquisizioni investigative del presente procedimento


hanno permesso di attualizzare i legami MADONIA/GRAZIANO, ed
in specie il ruolo di primo piano svolto dal GRAZIANO Vincenzo
nella gestione degli interessi economici riconducibili ai componenti
delle famiglie MADONIA/DI TRAPANI, nonché la posizione
assunta in seno all'organizzazione criminale operante
principalmente nei quartieri di Resuttana, Acquasanta e
A renella.

A conferma di quanto appena sostenuto può richiamarsi


l'intercettazione del 7 settembre 2006, all'interno dell'abitazione
di GELARDI Emanuela (moglie del defunto MADONIA
Francesco), tra la GELARDI e GRAZIANO Vincenzo, nel1'ambito
della quale GRAZIANO forniva una serie di elementi su sé stesso,
che ne consentivano la certa iden t i f i ~ a z i o n e ~ ~
&#.sopravveniva, poi, MADONIA Aldo, ed emergeva che
GRAZIANO Vincenzo era soggetto assolutamente a disposizione
della famiglia MADONIA ed in grado di curare interessi per loro
conto. I n specie, nel corso del medesimo dialogo MADONIA Aldo
affidava a GRAZIANO Vincenzo la gestione di tutti gli interessi
della famiglia MADONIA, così come aveva disposto il fratello
PIPPO ovvero MADONIA Giuseppe, l'unico dei fratelli detenuti
esente dal regime carcerario ex art.41 bis O. P. [ ... devi dire a
VICIUZZU ... quello che noi abbiamo ... diciamo ... eh ... eh... siamo
nelle vostre mani ... da tutti i punti di vista ... 1.

L'incontro sopra riportato sanciva veroslmilmen~eIYnvestitura


a- ufficiale del GRAZIANO quale referente diretto dei fratelli
MADONIA sul territorio di Resuttana. La conferma dell'importante
incarico attribuito si aveva in occasione di due incontri successivi

Gli elementi oggettivi forniti dall'uomo nel corso della conversazione sopra
riportava, opportunamente riscontrati, permettevano di addivenire alla certa
identificazione proprio dell'odierno indagato GRAZIANO Vincenzo.
I n particolare si riscontrava che:
il ffatello GRAZIANO Domenico effettivamente risulta abitare in questa via Don Orione 10,
pertanto a poche centinaia di metri dall'abitazione della donna GELARDI Emanuela;
ha quattro figli: tre maschi ed una femmina,
il figlio Francesco sarebbe effettivamente convolato a nozze il successivo 01 settembre 2007,
(circa un'anno dopo la conversazione come asserito dall'uomo);
l'unica figlia femmina, GRAZIANO Loredana, risulta effettivamente risiedere nel Comune
di Roma dove ha conseguito la laurea in scienze delle comunicazioni;
- per quanto riguarda l'intervento chirurgico che l'uomo avrebbe dovuto effettuare al ginocchio,
la circostanza era già nota in quanto dallo stesso più volte discussa telefonicamente.
avvenuti rispettivamente il 9 e 10 ottobre 2006, sempre presso
l'abitazione dei MADONIA ed in presenza della GELARDI
Emanuela. I n tali circostanze il GRAZIANO si premurava di fare
conosce personalmente il nuovo reggente del mandamento
GENOVA Salvatore all'anziana donna.
Della rilevanza della visita effettuata da GRAZIANO Vincenzo
e GENOVA Salvatore in casa dei MADONIA, si avvertiva
puntuale riscontro 1'8 novembre 2006. Nel corso del colloquio
carcerario tra D I TRAPANI Maria Angela ed il marito MADONIA
Salvatore, infatti, si apprendeva direttamente dalla D I TRAPANI
dei recenti avvicendamenti al vertice del mandamento mafioso di
Resuttana, avvenuti in conseguenza all'operazione di polizia
denominata "Gotha". I n particolare la donna riferiva al marito che
l 'allora latitante LO PICCOLO Salvatore (nell'occasione chiamato
convenzionalmente ROSALBA, ndr), aveva rimosso D I TRAPANI
Diego dalla reggenza del mandamento mafioso di Resuttana ed
aveva affidato la gestione a GENOVA Salvatore
Le tematiche riportate da D I TRAPANI Maria Angela al proprio
marito, facevano comprendere quanto importate fosse stata quella
visita fatta da GRAZIANO Vincenzo e GENOVA Salvatore
all'anziana madre dei MADONIA; con l'incontro si perseguiva la
duplice finalità di rendere nota la sua nomina a reggente del
mandamento di Resuttana in conseguenza della rimozione del D I
TRAPANI Diego, come disposto dal1'allora latitante LO PICCOLO
Salvatore; e si formalizzava la posizione di GRAZIANO Vincenzo
quale espressione diretta della famiglia MADONIA.
GRAZIANO Vincenzo, pertanto, da questo momento a veva
iniziato a relazionarsi al1'interno del mandamento mafioso di
Resuttana, non soltanto come prestanome dei componenti della
famiglia MADONIA, ma anche come stretto collaboratore del
nuovo reggente di Resuttana.
I n questo senso si devono interpretare proprio le acquisizioni
ottenute nel prosieguo dell'attivita e precisamente il i i gennaio
2007, durante il colloquio carcerario tra la D I TRAPANI Maria
Angela ed il marito, quando, come s'è visto - la donna
informava il coniuge che GRAZIANO Vincenzo, inteso CORVINA,
coadiuvava GENOVA Salvatore nella reggenza del mandamento
-
r,%**% L *G. T x--

CWfi~~rn-Ad
2)
Lo stesso argomento era già stato anticipato dalla donna con
lettera inviata al coniuge il 1 9 dicembre 2006 (si tratta della già
riportata missiva in cui si dice che "CORVINA fa la galletta sotto le
ali di CARMELA".

Del resto, venivano provati incontri di GRAZIANO con numerosi


altri esponenti mafiosi, o, comunque, con soggetti vicini
all'associazione. Si rimanda, a tal fine, alla nota di P.G. finale del
R. O.S., in atti.
Tra questi, quelli che qui rilevano sono gli incontri con D I
TRAPANI Maria Angela finalizzati alla trasmissione di
comunicazione dei carcerati e alla consegna di denaro per tramite di
GENOVA Salvatore.
La conferma del ruolo rivestito dalla donna veniva fornito in
modo inequivocabile dalla stessa durante il colloquio carcerario del
6 aprile 2006: la D I TRAPANI confidava al coniuge di essere
stata incaricata, come abbiamo già visto, in un precedente
colloquio, dal fratello PIPPO (MADONIA Giuseppe) di incontrare
due soggetti: il primo chiamato " dottore CINA'" e l'altro indicato
quale "CORVINA". La donna precisava che le disposizioni ricevute
erano condivise anche dal fratello maggiore MADONIA Antonino
.Durante le successive acquisizioni investigative era
la stessa D I TRAPANI a fornire gli elementi che, opportunamente
riscontrati, permettevano di identificare il soggetto indicato dagli
stessi come "CORVINA" nella persona di GRAZIANO Vincenzo ed
il "dottore CINA'" in CINA' Antonino, all'epoca reggente del
mandamento mafioso di "San Lorenzo", Gli incontri sono gli stessi
già riportati nella trattazione dei rapporti con CINA'.
..
Significativo risulta va, poi, il colloquio avvenuto il 7
giugno2007 tra il detenuto MADONIA Salvatore e la moglie D I
TRAPANI Maria Angela; quest'ultima, infatti, riferiva al coniuge
come, pur non incontrando di persona il GENOVA Salvatore in
quel periodo reggente del mandamento, riuscisse a ricevere il
denaro a lei destinato attraverso GRAZIANO. Nel1'occasione
illustrava il circuito di veicolazione ed i corrieri grazie ai quali veniva
garantita la consegna: [CORVINA! ... però lì ... a MARIA (inteso
GUASTELLA Maria,ndr) li porta! ... li lascia ... e poi MASSIMO me li
porta !]. 3
"Massimo" veniva identificato nel figlio di GUASTELLA Maria,
LO VERDE Massimiliano. Appare infine necessario specificare
come la famiglia LO VERDE (proprietaria del negozio CASAGIO')
abiti a pochi metri dall'abitazione della DI TRAPANI, rendendo
oltremodo semplice il perfezionamento della procedura di recapito
del denaro.
Nel prosieguo del colloquio la DI TRAPANI sottolineava ai
coniuge come la sera precedente (6 giugno2007), e nella maniera
sopra descritta, aveva effettivamente incassato il denaro inviatole
dal GENOVA Salvatore [ieri sera me li ha mandati!].
I l riscontro a quanto sopra- affermato dalla DI TRAPANI circa il
recapito del denaro emerge dall'analisi della conversazione
registrata alle ore 15:50 del 6 giugno2007 tra la donna e LO VERDE
Massimiliano; in particolare la prima chiedeva all'interlocutore se
avesse ritirato i biglietti e, ricevuta conferma, chiedeva
ulteriormente se avesse ritirato anche gli orecchini; dopo alcuni
istanti di pausa LO VERDE Massimiliano, con tono ironico,
confermava il ritiro degli orecchini compiuto dal proprio padre.
(Allegato M89)
Nel prosieguo delle indagini vengono, poi, registrati diversi incontri awenuti
tra GRAZIANO Vincenzo e DI TRAPANI Maria Angela presso i locali
dell'esercizio commerciale della famiglia LO VERDE, mentre altri appuntamenti
saranno organizzati e presenziati direttamente da LO VERDE Massimiliano. Gli
elementi penalmente rilevanti acquisiti a carico di quest'ultimo saranno comunque
analiticamente trattati in apposito paragrafo.

I1 29 maggio2006, veniva registrato il primo incontro tra DI TRAPANI Maria


Angela, la suocera GELARDI Emanuela e GRAZIANO Vincenzo, all'intemo
dell'esercizio commerciale CASAGIO', sito in Palermo via Montepellegrino nr. 78 e
nella disponibilità della famiglia LO VERDE; la presenza delle citate persone
all'intemo nei locali veniva così riscontrata. [mdw:$&&~~)
. w ~ * . - ~ ~ * " ~ B B ~ h : :'S. . ~
i;=. . B ~."
;i~*,..

. ....,,, -i.ii.,,... '.ir3~.~... .

I1 6 novembre 2006, alle ore 11:18, veniva registrato un tentativo di chiamata


dell'utenza 33313795165 in uso a GUASTELLA Maria ed intestato a SAS
CASAGIO' di LO VERDE Maurizio, nato a Palermo il 24 settembre 1952, verso
l'utenza 32811099375 in uso a GRAZIANO Vincenzo; alle ore 12:43 successive LO
VERDE Maurizio chiamava GRAZIANO Vincenzo all'utenza sopra indicata e
chiedeva [ ... una cosa personale...], specificando che gli occorreva sapere [.. .se
conosceva una persona...l; GRAZIANO gli rispondeva [.. .tra poco sarebbe passato
da lui al negozio.. .l. 1

11 13 novembre 2006, alle ore 18:41, LO VERDE Massimiiiano chiamava


GRAZIANO Vincenzo e presentandosi come figlio di MAURIZIO, chiedeva allo
stesso di potersi incontrare; i due si accordavano per vedersi l'indomani alle ore
10:OO circa. Il 14 novembre 2006, alle ore 10:08, LO VERDE
Massimiliano chiamava GRAZIANO Vincenzo e lo informava che "si trovava
presso la sua abitazione"; l'interlocutore rispondeva che "lo avrebbe raggiunto tra
circa venti minuti"; lo stesso giorno un mirato servizio di O.C.P. permetteva di
accertare l'incontro tra GRAZIANO Vincenzo e LO VERDE Massimiliano.
-Si rappresenta che nel corso della stessa mattinata alle ore 09:26
L O VERDE Massimiliano, prima di recarsi all'appuntamento con GRAZIANO
Vincenzo, aveva contattato telefonicamente la DI TRAPANI Maria Angela,
apprendo che questa si trovava presso la sua abitazione; chiedeva quindi alla donna di
P
... affacciarsi al portone e che lui stava scendendo ... ; si ricorderà che i due abitano
al1'interno dello stesso residente. [&Q$~To$$~~)

I1 4 gennaio 2007 era registrato un ulteriore incontro tra DI TRAPANI Maria


Angela e GRAZIANO Vincenzo, documentato da un apposito servizio di O.C.P.
fw<*&*x$0) Questo appuntamento anche questa volta era preannunciato da
accordi telefonici nelle ore precedenti con l'intmediazione di LO VERDE
Massimiliano. Infatti:

- alle ore 16:24 DI TRAPANI Maria Angela chiamava LO VERDE


Massimiliano e lo informava che più tardi sarebbe stata dalla madre
(GUASTELLA Maria ndr.); la comunicazione risultava disturbata e i due
. .
interrompevano la conversazione; t?:4NZM@)
- alle ore 16:26 LO VERDE Massimiliano dall'utenza intestata al negozio
"CASAGIO" richiamava DI TRAPANI Maria Angela e si scusava
perché la comunicazione era disturbata, adducendo a giustificazione il
fatto che si trovava giù in uflcio;
- alle ore 18:31 LO VERDE Massimiliano, dall'utenza telefonica
339179661 50 intestata alla madre GUASTELLA Maria, chiamava
GRAZIANO Vincenzo e lo invitava a raggiungerlo al negozio;
GRAZIANO, senza esitare, rispondeva che stava arrivando;
"u
- alle successive ore 18:43 LO VERDE Massimiliano chiamava DI
TRAPANI Maria Angela che diceva che stava arrivando, senza
aggiungere altro;
- alle ore 18:58 sull'utenza 34912541160 intestata ed in uso a DI TRAPANI
Maria Angela, giungeva una telefonata da parte dell'Awocato FARINA
alla quale rispondeva il LO VERDE Massimiliano che rifkriva di essere il
cugino della DI TRAPANI che al momento non poteva rispondere.

Come si è potuto facilmente intuire, al fine di eludere eventuali investigazioni,


l'appuntamento era stato fissato secondo modalità concordate atteso che nel
corso delle conversazioni telefoniche gli interlocutori utilizzavano concise frasi
di tipo convenzionale. Inoltre durante l'incontro i $e interlocutori
(GRAZIANO e la DI TRAPANI) non sono stati notati nell'area dedicata alla
vendita all'intemo del locale "CASAGIÒ".
Come di consueto alcuni giomi dopo, 1'11 gennaio 2007, DI TRAPANI
Maria Angela effettuava il colloquio carcerario con il marito al quale riferiva
con accortezza di avere incontrato "CORVINA" ovvero GRAZIANO
Vincenzo [,.,L'altro giorno ho visto a CORVINA...l; la donna precisava di
avere affrontato con lo stesso diversi argomenti che saranno trattati
,\* \*q\" % q y r\,qw+7
singolarmente in distinti paragrafi. b&@&$q)
2, c

Ulteriore incontro si registrava il 22 maggio2007, verso le ore 0958,


attraverso i dati del GPS che rivelavano la presenza della DI TRAPANI in via
Montepellegrino nei pressi del negozio CASAGIO'; successivamente si
registravano i seguenti movimenti:
- alle ore 11:48 successive si registrava nuovamente la presenza del
GRAZIANO Vincenzo presso l'esercizio commerciale denominato
"CASAGIO'"; anche in tale occasione la presenza del GRAZIANO era
stata richiesta da LO VERDE Massimiliano, attraveso le telefonate
registrate rispettivamente il 18 maggio2007, al progressivo nr. 5928, alle
ore 11:3 7 e il 22 maggio2007, al progressivo nr.6056, ore 10:41, entrambe
in uscita dall'utenza nr. 33813655000~' in uso allo stesso LO VERDE
Massimiliano; all'incontro questa volta non partecipava DI TRAPANI
Maria Angela come desunto dai dati del GPS che ne rilevavano la
presenza in altra località;
- alle successive ore 15:58, sul progressivo nr. 5633, sull'utenza in uso a DI
TRAPANI Maria Angela, si censurava una conversazione tra la stessa e
LO VERDE Massidiano al quale chiedeva se poteva recarsi
dall'awncrito per consegnare un foglio; ottenuta la risposta positiva, la
donna riferiva che si sarebbe recata presso il suo negozio.

- I dati GPS e le captazioni sulla vettura della donna permettevano di


documentame la presenza alle ore 16:08 successive in via Montepellegrino
ove è ubicato il negozio CASAGIO';

47
Per i suesposti contatti si rimanda al brogliaccio relativo all'intercettazione in disamina (decreto 881/06).
I1 26 luglio 2007, alle ore 16:18, si registrava nuovamente la presenza del
GRAZIANO Vincenzo all'interno del negozio "CASAGIO' "; anche in
questa occasione la visita di GRAZIANO era stata preannunciata
anticipatamente da LO VERDE Massimiliano attraverso la telefonata
registrata con la quale i due si davano appuntamento per le ore 17:30
successive. servizio di osservazione, controllo e
pedinamento approntato registrava l'ingresso del GRAZIANO all'interno del
negozio.
Analoga situazione era registrata il 4 settembre 2007 allorché, attraverso il
sistema di localizzazione satellitare installato a bordo dell'autovettura in uso a
DI TRAPANI Maria Angela, si accertava che quest'ultima, alle ore 10:16, si
recava in via Montepellegrino dove parcheggiava l'autovettura nelle
adiacenze del negozio denominato " C A S A G I O per ripartire alle successive
ore 10:42; pochi minuti dopo di della DI TRAPANI Maria Angela in via
Montepellegrino, alle ore 10:20, LO VERDE Massimiliano contattava
GRAZIANO Vincenzo, comunicandogli che [erano arrivate le sedie] e
chiedendogli di [incontrarsi nel pomeriggio successivo dopo le ore 17:00].
'P1 telefono cellulare di GRAZIANO Vincenzo, alle ore
17:08 (del giorno 4 settembre 2007), impegnava le celle della zone della
medesima via ~ontepellegrino~~;
alle ore 20.54 successive si registrava una
- - =- A , tebfonata tra LO VERDE Massimiìiano e DI TRAPANI Maria Angela:
0 l'uomo, sinceratosi che la donna fosse a casa, le riferiva che stava per
'--
raggiungerla. $11 5 ottobre 2007, alle ore 1658, LO
VERDE Massimiliano contattava GRAZIANO Vincenzo e, nell'informarlo
di un presunto problema con l'ordinazione delle sedie, gli chiedeva di
raggiungerlo per mostrargli l'ultima serie. GRAZIANO Vincenzo
rispondeva che l'avrebbe raggiunto verso le successive ore 19:00, poiché al
momento era impegnato in ospedale.
I1 9 ottobre 2007, alle ore 12:33, veniva registrato un7ulteriorecontatto
tra il GRAZIANO Vincenzo e il LO VERDE Massimiliano che si
accordavano per vedersi, adottando come di consueto, una motivazione

%
fittizia. :I1 4 dicembre 2007, alle ore 12:27, LO VERDE

48 Cfr. dati impegno celle dell'intercettazione relativa al decreto 1657106.

229
Massimiliano chiamava GRAZIANO Vincenzo (progr. 12109 Dec. Int.
1657/06) e, con la scusa di un problema con l 'ordinazione della macchina del
.s*: <;$;?w;$,~:
;,: > .',.aL$~;f,-: : ,' v<

gas. lo invitata a raggiungerlo. k~,@5i$we,@21)


- lo stesso giorno, alle ore 1959 (progr. 10046 - Decr. Int. 603/06), LO
VERDE Massimiliano chiamava DI TRAPANI Maria Angela; nel corso
della conversazione i due convenivano di incontrarsi l'indomani mattina
~~;'<)
verso le 07:30.
- il giorno seguente 5 dicembre 2007, alle 751 LO VERDE Massimiliano
puntualmente chiamava DI TRAPANI Maria Angela e, come
preannunciato la serata precedente, le chiedeva di mandargli il bambino (il
piccolo MADONIA Francesco ndr.) comunicandole che gli avrebbe dato
la tessera. La donna si raccomandava puntualizzando che l'indomani
~ ; , - > . % : , , - 2 % T : 3 ~ ~ ~ ~ , . . : y . f . ~A,:~ y "-.W*>
?-

sarebbe dovuta partire. f$g*&w:mp)

Dunque, gli elementi riportati testimoniano il molo svolto da GRAZIANO di


esecutore di ordini emanati dai fratelli MADONIA, riportati a mezzo della cognata
DI TRAPANI Maria Angela, nonchè come portatore del danaro che GENOVA
Salvatore - reggente del mandamento mafioso di Resuttana - periodicamente
destinava al sostentamento in carcere dei componenti dei nuclei familiari
MADONIA/DI TRAPANI; il denaro giungeva poi ai detenuti attraverso la DI
TRAPANI che lo riceveva direttamente da GRAZIANO.

Nel prosieguo, saranno esposti gli elementi acquisiti in ordine alla distinzione
tra il danaro che GRAZIANO Vincenzo faceva pervenire a DI TRAPANI Maria
Angela per conto del GENOVA Salvatore, destinato al mantenimento dei
carcerati, e quello invece proveniente dalla gestione del patrimonio occulto dei
MADONIA, recapitato da GRAZIANO Vincenzo e dal fratello DOMENICO
(Mario - Mareddu) o per interposta persona, direttamente presso il domicilio dei
MADONIA, sito in questa via Cimbali nr.44.
La differenza sull'origine delle "entrate" di denaro veniva fatto nel corso di una
conversazione carceraria, awenuta il 16 agosto 2006, proprio tra il detenuto
MADONIA Antonino ed il fiatello minore ALDO. Nel corso del medesimo
colloquio - già riportato - MADONIA Aldo, metteva a conoscenza il detenuto delle
precarie condizioni in cui versavano le casse della famiglia. MADONIA Antonino
in risposta chiedeva conferma, invece, sulle regolari entrate da parte dei soggetti
indicati con gli appellativi U GNE GNE e FRATELLO ... ci sono delle cose diciamo
che regolarmente, regolarmente ci ha dato ... il RAGIONIERE ... Immediato era
l'assenso di MADONIA Aldo che specificava che si trattava dell'unica entrata
sicura. ALDO: ...il sicuro è questo! ... CAPELLI LISCI, si! ... F@@&&wa) .,&C

Un'altro riscontro sul denaro consegnato dai fratelli GRAZIANO direttamente


presso l'abitazione di GELARDI Emanuela perveniva anche dal detenuto
MADONIA Giuseppe, inteso PIPPO. In particolare, DI TRAPANI Maria Angela
nel corso del colloquio carcerario de11'08/6/2006, riferiva al marito le direttive
impartite dal cognato MADONIA Giuseppe, inteso PIPPO, alla madre GELARDI
Emanuela (nel corso del colloquio del 20 maggio2006): il detenuto aveva disposto
che "CORWNA" e suo "Fratello" (owero i fratelli GRAZIANO Vincenzo e
Domenico inteso marco o Mareddu) avrebbero dovuto comspondere ogni mese a
GELARDI Emanuela ulteriori 1000 euro a testa. Precisava altresì che la GELARDI
deveva consegnare ogni mese alla DI TRAPANI Maria Angela 1500 euro,
decurtandoli dall'aumento che avrebbero consegnato i fratelli GRAZIANO. La
disposizione, a dire della stessa Maria Angela, veniva costantemente disattesa dal
cognato MADONIA Aldo che avrebbe trattenuto per sè tutto il denaro pervenuto
mensilmente. M. ANGELA:ah!... PIPPO... vedi una cosa più importante!... PIPPO
- L aveva-dego alla MAMMA, l'altra volta, le parlava... del COR V 0 (abbassa il tono ,

della voce, ndr)... dell'operaio.... CORWNA... .eh!... dice... (riferisce quanto detto da
MADONU Giuseppe alla madre, ndr)... ogni volta... dice... che ogni mese ti
portano eeehh... (denaro, ndr)... dice... devi dare... dice... vie... dice... vieni qua
Maria Angela... 1500 euro... (ripete, ndr) 1500 euro... ti bastano, dice, per te ed il
bambino? (il bambino è MADONLQ Francesco _figlio appunto dei colloquianti,
ndr)... e io gli faccio... che devo dire?... no o si?!... io... muta!... gli faccio... (da qui
riprende a riferire le parole dette da MADONU Giuseppe in occasione del
colloquio eflettuato con la Maria Angela e con la GELARDI Emanuela il 20
..
maggio2006)... eh!... peti andare. dice... da COR YINO... e gli dici.. che, ogn4
bese, a quelli che da a MAMMA... sia lui (CORWNA, ndr) che suo fratello (il
Fratello di CORYBVA, ndr)... 1000 e 1000 in piùd (CORWNA ed il fratello devono
quindi elargire alla GELARDI, mensilmente 1000 euro in più cadauno, ndr)... dice...
F
poi glieli portano alla MAMMA... dice... e la MAMMA te li deve dare a te (a DI
TRAPANI Maria Angela, ndr)... lo senti!?... tu gli devi fare così! (MADONZA
Giuseppe, di seguito, si assicura quindi che la GELARDZ Emanuela abbia
compreso, ndr)... e lei (GELARDZ Emanuela, ndr)... eh, eh!... ed è Jnito ....
all'indomani... vediamo a (abbassa il tono della voce, ndr)... CORVINO... lei
(GELARDZ Emanuela, ndr)... a PZPPO gli aveva detto che non aveva fatto niente!...
. perchè già, forse, glielo avevano detto prima!... tutti a tuo fratello ALDO!... se li è
i
presi.. ed a me non mi hanno dato niente! ... hai capito?! [M@=@)
-A'-& *"f?
-i(.*

B~q$i&)re veniva, poi, identificato in GRECO Orazio, nato a Palermo il 06


aprile 1933, ivi deceduto per cause naturali (nel corso dell'indagine) il 31 ottobre
2007. In particolare, quest'ultimo rappresentava, fino al giorno del suo decesso, un
importante punto di riferimento per il disbrigo di qualsiasi incombenza per conto del
GRAZIANO Vincenzo. Inoltre, almeno da quanto si può ricavare dalle
conversazioni intercettate e pur non avendo nulla riscontrato in archivi cartacei ed
informatici, ricopriva l'incarico di "ragioniere" per conto di GRAZIANO Vincenzo.

Sempre in relazione alla gestione di beni di origine illecita, In durante il


colloquio carcerario avvenuto il 11 gennaio 2007, DI TRAPANI Maria Angela
informava il marito di essere stata avvisata da ANGELA (owero FONTANA
Stefano) che GRAZIANO Vincenzo aveva comprato, attraverso un'asta
fallimentare, l'immobile chiamato convenzionalmente "jbzestre" o "porte",
rivendendolo successivamente. DI TRAPANI Maria Angela si sarebbe attivata
immediatamente chiedendo il reinvestimento della somma di denaro ricavato dalla
vendita. ::A questa richiesta il GRAZIANO avrebbe riferito che i
guadagni realizzati dalla vendita sarebbero serviti per le spese di altri procedimenti
fallimentari in corso e concludeva dicendo che per l'avvenire avrebbe comunque
riconosciuto alla donna la stessa somma di denaro che incassava mensilmente
dall'affitto (700 euro). L'incontro riferito dalla donna era sicuramente riconducibile
alla data del 4 gennaio 2007 quando si registrava un incontro tra la DI TRAPANI
Maria Angela e GRAZIANO Vincenzo, già trattato in separato capitolo.

M. ANGELA: L'altro aiorno ho visi0 a COR KUVA... quesi'aiira...


SALVATORE: mh...
M. ANGELA: ...
...No ah.. prima di ANGELA: ANGELA mi chiama.. ANGELA
(ovvero F O ~ Stefano,ndr)!
A

6 232
SALVATORE: Si, ma MARIA ANGELA... ascolta! IMARIA ANGELA... ANGELA
con CORMNA (owero GRAZIANO Vincenzo,ndr)hanno avuto
sempre... (con la mimica lascia intendere: discussioni, diverbi,
ndr)...
M. ANGELA: ...sempre...
SALVATORE: oh.. oh...
M. ANGELA: ..
... no, poi mi chiama per dirmi delle. flnestre 49... dice: ti voglio...
dice: che tu lo sappia! ...come se io non ti ho detto niente, però...
Dice: ma ti hanno deito niente? Gli ho detto: no, non so niente!
SALVATORE: mh...
M. ANGELA: ascoltami! Lo sai mà se l'è venduta.. l'ha venduta..
SALVATORE: mh...
M. ANGELA: ...che dice che se lo sono comprati a fallimento... aitre persone...
però... al che io faccio$nta di non sapere niente... Ci faccio: e
guanto l'ha venduto? ... No, dice... Gli ho detto: non ne ha presi
W? No, dice, niente... dica.. sono rimasti sessantamila euro
(abbassa il tono della voce e contemporaneamente mima il gesto del
sei, ndr). Gli ho detto: ah... allora li investe... No no, dice... quelli
sono serviti a me, dice, perchè io ho altri debiti, dice, da andarmi a
..
togliere. gli altrifallimen ti... Al che guardo e mi fa: ah, dice, a
...
proposito dice lei, dice ,(abbassa il torro della voce, ndr) di questi
...
affim; dice, in passato ha preso centocinquanta milioni! Dice:
lo? Ma..sta scherzando? N O, dice, ciposso portarepure
RAGIONIERE!
SALVATORE: E chi, LUI... proprio LUI?
M. ANGELA: COR KtiYA. si! (con la gestualita delle mani lascia intendere che
CORVINA ha cambiato totalmente atteggiamento nei loro confronti,
ndr) ... Però ora aspetta! Cammina insieme a CARMELA (owero
GENOVA Salvatore,ndr)... (abbassa il tono della voce ed unisce gli
indici delle due mani per intendere: vicinanza, ndr) ...a
...
CARMELA ho capito! Ma non vorrei.. CARMELA è troppo
buona.. che quando fu, fu la ZL4 LINA! Hai capito!... Ho capito
che ci fu sta cosa..
SALVATORE: UARuI ANGELA basta... iK4R.U ANGELA non so niente. non... ..
queste sono tutte le mie cose...
M. ANGELA: A me non ha dato niente!
SALVATORE: queste sono le mie cose... . .
M. ANGELA: ...dice: io questi qua che le sto dando (con le mani indica il numero.
sette, ndr) orni mese...
SALVATORE: ... ..
tutte le mie cose... tutte le mie. tua le miei.. e ora l'ultima..
M. ANGELA: Gli ho dem: ma perchè lei... fallimenti.. gli ho detto... di che cosa?
Gli ho detto: perchè a mio marito gli avete dato... (abbassa il tono
...
della voce, ndr) appartamend.. cose? ma.. quelle sono cose con
i suoifratelli.. lui se la deve sbrigare con i suoi fratelli.. Io ho
sempre fatto tutto... qua per la famiglia (inteso G R A W O
Vincenzo,ng...poi se so... se hanno cose fra loro fratelli, che non
si..

49
I1 fabbricato chiamato convenzionalmente "finestre", con ogni probabilità, è da individuarsi nell'immobile
adibito a falegnameria sito a Palermo via Casteiiana Bandiera tu.3 1; tale fabbricato di proprietà del defunto
GRAZIANO Ignazio, fratello di GRAZIANO Vincenzo, era stato oggetto di procedura esecutiva
immobiliare tu. 1006196, R.Not. 124102, venduto all'incanto il 06/07/2006, ed aggiudicato per la somma di
euro 239.800,OO da GRAZIANO Francesco, figiio del citato GRAZIANO Vincenzo. In seguito detto
immobile veniva alienato alla ditta MAXRICAS s.r.l., con atto notarile redatto il 04/02/2008. (vds.
ALLEGATO Y l l , atto notarile del 04/02/2008 relativo alla vendita alla Max Ricas dell'immobile di
proprietà di G R A W O Francesco) L'immobile di cui in parola era adibito a "falegnameria", come si
desume dalla relazione di perizia e dalla documentazione fotografica, allegata all'esecuzione, ed intestati
ancora a nome di C E N T m O Filippo, nato a Palermo 1'810811944, C E N T m O Pietro, nato a Palermo il
2911011934 e CENTMO Placido, nato a Palermo il 2711 11193 1. 9
SALVATORE: i%fRL4 ANGELA lascia perdere, basta...
M. ANGELA: ...discorsi...
SALVATORE: ..
basta. poi me la vedo io...
M. ANGELA: ...fa ccio finta di niente...
SALVATORE: ...me la vedo io...
M. ANGELA: Mi fa: io questi di qua (con le mani indica il numero sette, ndr)
glieli continuo a mandare sempre... (abbassa il tono della voce,
..
ndr) ...a lei.. settecento... fino a quando posso. dice.. perchè io
qua vorreiparlare, perchè io ho tutte le mie case... tutte in
fallimenti... cose... parlo con ALDO (inteso MADONIA Aldo, ndr) e
mi dice faccia lei.. Ma faccio cosa? (abbassa i1 tono della voce,
...
ndr) ...soldi non ce n'è... & dice:... se lavoro... se voglio
.. ..
lavorare... voplio lavorare. dice.. pure per voi.. dice. ma metti..
SALVATORE: MARIA ANGELA...
M. ANGELA: ..
Adesso. dice... voleva... no... voleva.. fare una cosa là..

Lo stesso immobile era stato oggetto di conversazione 1'8 giugno2006 quando


il detenuto MADONIA Salvatore aveva chiesto notizie alla moglie sulla sorte
de "il falegname". La DI TRAPANI Maria. Angela rassicurava il marito,
specificando di ricevere 700 euro ogni mese e che al momento della vendita
avrebbe ricevuto 100 (inteso centomila euro, n.d.r.) da potere reinvestire. La
cifia coincideva con quella che la donna riferiva di ricevere mensilmente nella
conversazione precedente:

SALVATORE: ... il FALEGNAME, come è finita?


M. ANGELA: eh?
SALVATORE: il FALEGNAME... dico... abbiamo... inc...
M, ANGELA: ..
ah!. mi.. mi.. (abbassa il tono della voce, ndr)... 700 orni mese
...
findica il numero sette con le mani ndr) mi ha detto infatti..
.. ..
dice. lei può sapere... ancora non si è venduta. però, dice.
...
rimarranno noco bachi soldi, ndr)... dopo che rimarranno dice. ..
ne rimarranno 100 (indica il numero uno con l'indice destro, ndr)...
compriamo e facciamo un qualcosa.. (alza le braccia in alto, ndr)
SALVA TORI? Maria Angela...

Durante il successivo colloquio carcerario, avvenuto il 5 luglio 2007, la DI


TRAPANI Maria Angela riprendeva con il marito l'argomento pertinente
l'immobile di cui sopra inteso 'tfalegnameria ". In particolare riferiva che
durante un incontro il cognato MADONIA Aldo l'aveva informata di alcune
proprietà di loro pertinenza, spiegando anche che GRAZIANO Vincenzo
(ovvero CORVINA) era depositario di una somma di denaro realizzata dalla
compravendita dell'immobile identificato come "faleanameria"; questa
somma comspondeva a quanto indicatole da FONTANA Stefano durante un
incontro e non a quanto invece sostenuto dall'interessato GRAZIANO
Vincenzo. Nella circostanza, il detenuto riprendeva la donna, poiché non era
1
stata capace di dire al cognato che detto immobile era riconducibile solo al
marito e non al patrimonio di famiglia [SALVATORE: Si, ma scusa... a
dire... Senti. guesta cosa. è mia!l (AI~~EGAT~\PS)
M. ANGELA: ANGELA ti saluta!(riferitoa FONATANA Stefano,ndr) Gli ho
detto... però dice: ma come... facciamo?! Gli ho detto: vedete...
[...l
M. ANGELA: con COR WNA (owero GRAZIANO Vincenzo,ndr) è sempre.... (con
la mimica lascia intendere, lontana, in cattivi rapporti, ndr)
sempre....
SALVATORE: Non mi intere... MARIA ANGELA... io .... a me interessa...
M. ANGELA: e mi ha detto che con... con questa di qua (CORMNA, ndr.)
...dice... deve tirare le... le nostre... dice, se viene qualcuno, dice, che
è arrabbiata da te... (abbassa il tono della voce, ndr.) CORW N A...
che è arrabbiata con te ... tu ci di.. tu faifinta che non sai niente...
per quanto riguarda de... delle PORTE ...
SALVATORE: (con le mani chiede alla moglie di interrompere il discorso, ndr.)
MARLQ ANGELA...
M. ANGELA: Ci ha fregato! (ride, ndr.)
SAL VATORE: MARL4 ANGELA... perchè ce n'è UNO...
M. ANGELA: No, per ora c'è un'altra cosa... L'altro... L'altro giorno che sono
andata dalla MAMMA... e c'era tuo... e mi fa: siediti! Gli faccio:
...
d.. eh e inizia a parlare: ...ah, sai.. NOI abbiamo questo...
questa cosa..
SAL VATORE: mh...
M. ANGELA: io... gli faccio mh... non capivo ilfine... tutt'ora non riesco a capi...
ora che ci rifletto riesco a capire... faccio, ma tutta questa
..
benevolenza, che mi deve mettere al corrente di que. basta..
SALVATORE: basta, MARL4 ANGELA...
M. ANGELA: ...
E comunque e mi fa.. ah, e all'ultimo mi butta la cosa.. ah,
-
che (abbassa il tono della voce, ndr.) COR?TNA ha tanto nostro!
...
Cioè, che significa.. la cifi la stessa cosa (intende clf?a, ndr.) &
mi aveva detto ANGELA (owero FONTANA stefano,ndr) ...
riarardo la FALEGNAMERui! ...
r.. .l
SALVATORE: Questa... questa...- è il sangue mio!
M. ANGELA: Eh! Eh... mi pare... perchè ora... la stessa... riprendiamo... con
CORMNA...
SALVATORE: ...cioè, allora dico... noi abbiamo questa cosa... che ti ha detto L!..
..
dice. noialtri abbiamo questa cosa..
M. ANGELA: si.. c'è qualcosa.. può esserepure... ora vediamo! Perchè mi fa:
ora... dice... dopo giorno sedici, dice... ci rivediamo, dice... perchè
sai... per ora, dice, devo vedermi con (abbassa il tono della voce,
ndr.) COR MNA, dice... Io faccio finta di niente! Come mi di... come
io capisco che si tratta di QUESTO...
SALVATORE: UARIA A... poi tu devi veni... vieni... eparliamo!
M. ANGELA: No, siccome mi hanno fatto prendere in giro se è così... perchè
quandoji di C 0... gli ho detto: quanto è stata LE PORTE... Dice:
no niente, dick.. Ma come?! Ma lei no ha.. No...niente!
SALVATORE: Ma sono due cose dktinte e separate! Che cosa c'entra...
M. ANGELA: Ora invece sento... da ANGELA (oweroro FONTANA
Stefano,ndr)... che di dietro si è fatta dare pure questi (con le mani,
mima e lascia intendere: i soldi, il denaro, ndr.)... da ANGELA...
ANGELA.... che mi dice? Mi dice questo, di dirlo a te... Dice... e io
sto... e io gli ho detto a QUELLO dammi le chiavi.. Per venire,
dice, venite da me! Dice... chi è?! Qua, dice, è di un cristiano (con le
mani indica il marito MADONL-4 Salvatore, ndr.) ...dice... qua,
SALVATORE: MARTA ANGELA...
M. ANGELA: ...Insomma non mi vorrei trovare in mezzo a queste cose,
comunque...
SALVATORE: MARL4 ANGELA....
M. ANGELA: Io ho ascoltato, muta!
SALVATORE: UARLQ ANGELA.... ti ho detto...
M. ANGELA: ...da ANGELA! Ora LORO mi fanno questo ...
SALVATORE: Ma...
M. ANGELA: CARLA (owero MADONL4 Aldo,ndr) mi fa questo discorso... però
senza dirmi questo... Ah vedi che QUESTA, dice, ha tanto ...
SALVATORE: INCOMPRENSIBILE... mi sento...
M. ANGELA: Confusione SALVO! C'è qualcosa di... INCOMPRENSIBILE
SALVATORE: Si, ma scusa... a dire... Senti, questa cosa. è mia!
M. ANGELA: A chi? Non è che mi ha detto... CARLA che è di QUESTA...

A rafforzare ulterionnente i riscontri relativi all'identificazione dell'immobile


chiamato convenzionalmente "jnestre" owero "porte" ovvero "$alegnameriaW,
e la sua reale proprietà, si riportano di seguito alcuni stralci di interrogatori resi
dal alcuni collaboratori di giustizia. In particolare il collaboratore di giustizia
FONTANA Angelo ricostruisce nel passato le vicissitudini di questo
fabbricato, acquistato da GRAZIANO Ignazio per conto esclusivo del detenuto
MADONIA Salvatore.

Interrogatorio reso da FONTANA Angelo il 7 febbraio 2006

FONTANA: Ora c'è Mareddu GRAZL4NO con suojglio che avevano la società
con GALATOLO all'epoca... quando mi ricordo io c'erano:
Mareddu GRAZL4N0, Camiiio GRAZL4NO ufiglfu du '
'mbianchino e un altro Camiiio GRAZiANO che èjìglio di
Mareddu però poi Camiiio GRAZIANO che sarebbe cognato di
Ciccio ONORATO se n 'è uscito e non ha fatto più società con (inc.)
però ora c'è Mareddu GRAZIANO e suo figlio che sono in società
con CALATOLO e MADONLQ, però poi c'è successo che C'era un
pezzo di terreno che auesto terreno era alla Castellana. alla
Castellana stu terreno era araticamente di CENTmEO...
P.M.: CENTINEO chi?
FONTANA: CENTiNEO auello il falegname che fa... Ora stu terreno di
CENTINEO uraticamente l'hanno comurato i GRAZIANO
all'eaoca I~nazioGRAZIANO l'ha comprato stu terreno però si
diceva che auesto terreno era di CALATOLO e di MADONLQ,
quindi mandano a dire, del carcere am*vala notizia e mi arriva a
me e a mio nipote Gaetano di vedere come sono combinatiper
questo terreno, lo manda a dire mio zio Vincenzo e noi facciamo un
appuntamento con IgnaUo GRAZIANO e Mareddu GRAZIANO
al1 Yrenella. Mareddu GRAZIANO quando ci vede, eh ci saluta
bello sis... comunque facciamo questo appuntamento e ci dice a noi,
dice... ci dicemu: Marè, vulemu un appuntamento cu ' to'fiati
Ignazio perché amu a sapiri il discorso di CENTmEO com 'è, come
non è... Dice: ma vedi che già è venuto Giovanni BONAMVO e
Francesco BONANNO che volevano sapere d i p u discursu. Vabbè
non dite niente a loro, dovete parlare con noi. Va bene. &L
spiegano la ... viene, ci fa un appuntamento con Ianazio dopo giorni,
a stu Cinisi, sempre GRAZUNO si chiama u Cinisi e ci spiega che
auesto terreno lui I'ha comprato per i MADONU non è dei
GALATOLO. I'ha comprato solamente per i MADONIA auindi stu
terreno di CENTINEO è di Salvo MADONIA addirittura
s~eciticamente.Tutto qua. Noi mandiamo a dire a Vincenzo
GALATOLO e a Pino GALATOLO: viriti ca Ianazio c'ha detto che
guesto terreno è di... l'hanno comprato per Salvo MADONLA.
P.M.1: E quelli si acquietarono?
FONTANA: Eh?
P.M.1: A quelpunto si...
FONTANA: O si zittinu o si zittinu, cu ' chiddi un si ci putìeva!
P.M.1: Quindi siamo anni '80,fine anni '80, perché Salvo MADONIA è
detenuto.
FONTANA: Ma Salvo MADONIA è detenuto, io sto parlando quando ero fuori
io, nel '96, questo discorso l'ho risolto nel '96.

Interrogatorio reso da FONTANA Angelo il 4 aprile 2006

P.M.1: Quindi anche Ignazio GRAZIANO era in rapporti con voi, con la
mafia?
FONTANA: Si, si.
P.M.l: Solo con lei o anche con i MADONLA?
FONTANA: No, con i MADONLA aveva dei terreni, un ap~ezzamentodi terreni
che praticamente stu terreno è dei CENTINEO, sempre in cas...
alla Castellana e stu terreno è stato comprato, è stato comprato, nel
mentre che erano tutti in carcere e I'ha comprato proprio Ignazio e
mi hanno incaricato i GALATOLO per andare a vedere com'erano
combinati con questo terreno e io con mio nipote Gaetano ci siamo
recati al1 'Arenellae abbiamo avuto un appuntamento con Mareddu
GRAZIANO e Ignazio GRAZIANO per farci spiegare, perché i
MADONLA praticamente se ne. volevano impadronire di questo
terreno e per farci spiegare per chi e come avevano comprato questo
terreno perché i GALATOLO dicevano che erano in società, i
MADONIA dicevano che era u suo, alla fine abbiamo concluso
che... Ignazio ci ha detto che auesto terreno l'aveva comurato
direttamente per Salvo MADONL.4 e stu terreno ancora esiste, di
CENZ5VEO...
P.M.1: Ed è di Salvo MADONIA.
FONTANA: ...e dice che... mi ha detto che è di Salvo MADONLA e io ho fatto
sapere in carcere che era di Salvo MADONIA.
Ho capito ma posso chiedere scusa una domanda sola...
Sì, certo.
...no se questo discorso dei MADONLA mi pare di capire quindi che
ci sono tutta una serie di beni di MADONLA... da chi vengono
gestiti sti beni? Cioè arrivano soldi, a chi arrivano questi soldi, chi
le gestisce ste cose?
FONTANA: A chi am'vano prima i soldi noi li... cioè noi, quelli, i soldi che eeh
glieli davamo a Francesco BONANNO.
A Francesco BONANNO quando c'era Francesco BONANNO
reggente.
P. M. : E ora?
FONTANA: Poi ora... ora penso che gliel'hanno... Diego DI TRAPANI,
FONTANA: Tutti i beni di GRAZUNO, tutti i beni di GRAZIANO per esempio
sono tutti dei MDONZA e stu terreno di CENTZNEO è dei
MADONLA...
P.M.: E si trova dove?
FONTANA: Alla Castellana, una traversa della Castellana...
P.M. I: Sa di campi di calcetto o dei MADONIA o dei DI TRAPANI?
FONTANA: No, no.
P.M.: Ma quando lei dice la Castellana è Via Castellana a Borgo...
FONTANA: No, no. è ~roprionella zona nostra, dove che c'è ... allora andiamoci
da un altro lato, via n a o n de Revel, dove c'è il deposito delle
sigarette a destra. qua dentro scendendo C 'era, C'era ddocu una
falepnameria che era di CENTZNEO, tutto stu terreno qua
appartiene a...

Le attività tecniche permettevano di acquisire diversi indizi, sia soggettivi che


oggettivi, utili a ricostruire tematiche associative trattate durante i vari incontri
avvenuti tra DI TRAPANI Maria Angela con il GRAZIANO Vincenzo. In
particolare, durante il colloquio carcerario avvenuto il 11 gennaio 2007, tra il
detenuto MADONIA Salvatore e la moglie, quest'ultima riferiva al marito aicune
difficoltà esternate da GRAZIANO Vincenzo circa la realizzazione di un immobile
in località "Arenella ". Nello specifico, GRAZIANO Vincenzo chiedeva alla donna
di farsi portavoce presso il marito delle sue difficoltà e, allo stesso tempo, ne
richiedeva un autorevole intervento nei confronti dell'allora latitante LO PICCOLO
Salvatore. GRAZIANO specificava, inoltre, che la predetta iniziativa
imprenditoriale si doveva realizzare anche per conto degli stessi MADONIA [ ...
r-~;<..?.Qy;.^f~.i*
lo facevo pure per voi...]. k&~@@&m:$&,23
i..' - ""

M. ANGELA: Ora LUI mi diceva (riferito a GRAZIANO salvatore,ndr), dice:


.. ..
dice. dice per favore, dice... a SALVO. dice.. (abbassa il tono della
voce, ndr) c'era un pe=emMnodi terreno allrARENELLA.Dice: volevo
costruire... (abbassa il tono della voce, ndr) dice.. sta.. lì potevo
cominciare senza... senza niente... (con la mimica indica: spendere, ndr)...
...
ma lo facevo Dure per voi... dice non per me... Gli è am'vato &... (con la
mano destra produce il gesto usualmente utilizzato per indicare: piccolo,
ndr)... dice... se ci fa questa cortesia.. di lasciarlo stare... dice... perchb b
una cortesia.. a que.. che ci sono altre persone... di altre.. di altre. . ..
zone...
SALVATORE: M M i 2 ANGELA.... UARIA ANGELA... e che posso fare...
M. ANGELA: Dice: non lo so, dice. dentro casa nostra.. così?
SALVATORE: (con tono adirato, ndr) UARIA ANGELA, ti sto dicendo io che non posso
fare... basta!
M. ANGELA: Basta!

I1 mese successivo e precisamente 1'8 febbraio 2007, durante il consueto


colloquio carcerario tra MADONIA Salvatore e la moglie, emergeva
l'interessamento del detenuto alla vicenda: lo stesso, difatti, chiedeva alla moglie di
far giungere un messaggio a ROSALBA (owero l'allora latitante LO PICCOLO
Salvatore,ndr) al fine di favorire GRAZIANO Vincenzo nelle sue iniziative
imprenditoriali in considerazione della sua recente scarcerazione. I1 detenuto
precisava che la richiesta doveva essere fatta a nome suo (MADONIA Salvatore) e
che la cortesia venisse fatta alla sua persona. Aggiungeva che la risposta positiva
doveva essere partecipata all'interessato "CORWNA" owero GRAZIANO
Vincenzo dalla stessa DI TRAPANI Maria Angela, senza intromissioni di
GENOVA Salvatore (owero CARMELA ,ndr).

SALVATORE: mi stavo dimenticando ... una cosa ... CORnNA! ... senza bisogno di dirgli
niente ... parli con CARMELA (owero GENOVA Salvatore,ndr) e gli dici
...
... sai, CORVINA... aveva necessità di questo di parlare con QUE ...
dice ... sono usciti ora ...
M. ANGELA: mh
SALVATORE: INCOMPRENSIBILE... e hanno bisogno di lavorare!
M. ANGELA: (annuisce, ndr) ... mh
SALVATORE: se ...g liela ... gliela chiedo IO. Questacortesia! ... non c'è bisogno che a
LUIglielo dici TU (tu inteso CARMELA, owero GENOVA Salvatore, ndr)
... che sia TU (questa volta indica la moglie DI TRAPANI Maria Angela,
ndr) ... e!
M. ANGELA: si... si... vabbè... glielo dico!
SALVATORE: cioè ... mi sono spiegato, MARIA ANGELA?
M. ANGELA: si, si
SALVATORE: ... a dire ... prima ... se èpossibile ... questa cortesia gliela chiedo IO
(indica se stesso, ndr) ...
M. ANGELA: si .. - . . .= - . :. L1. .
SALVATORE: cioè ... per vedere ... me la devo vedere tutta con QUESTO ... IO! ...
M. ANGELA: si
SALVATORE: me la devo vedere ... l'hai visto cosa ha fatto?! ... le porte (riferibile ad un
luogo, ndr) se l'è ven ... e perciò ... francamente ...
M. ANGELA: e l'altra volta voleva ... incominciare ... (a lavorare, ndr) ... e da ROSALBA
(owero LO PICCOLO Salvatore,ndr)... gli ha mandato a dire no, ...
interessa a NOI!
SALVATORE: e IO ti sto dice ... ti sto dicendo ... di pregare ...
M. ANGELA: ... una cortesia ...
SALVATORE: dice ... dice SAL V 0... cioè ... sono ... sono usciti adesso ... sono in mezzo
...
ad una strada... di poterli aiutare se è possibile!
[...l
SALVATORE: MARU ANGELA ... ascolta ... TUgli devi chiedere a CA ... se è possibile,
...
questa cortesia! ... cioè la risposta te la devono portare a TE!
M. ANGELA: si!
SALVATORE: ... nel momento in cui... gli dici... senti ... (breve pausa, ndr) ... se ne vada
a lavorare!
M. ANGELA: si!
SALVATORE: ...
cioè devo vedere come... come si comporta! ancora....
M. ANGELA: va bene ... come si comporta chi?
SALVATORE: LUI!
M. ANGELA: COR WNA?
SALVATORE: eh!
M. ANGELA: ah!
SALVATORE: ...
cioè non facciamo che co ... come si chiama ... CARMELA va loro ... ...
...
dato che dici che camminano insieme (affianca le dita indice, ndr)
M. ANGELA: ...
sono eh!
SALVATORE: eh! ... prende e alielo dice LUI (CARMELA, ndr) ... per farsi bello!
M. ANGELA: eh!
SALVATORE: ... ... ... ...
... cioè gli devi dire gli chiedi questa se è possibile che te lo dica
a TE!
M. ANGELA: ...
se è possibile a ME (incica se stessa, ndr) ... che poi lo devo dire 1 0 a ...
(abbassa il tono della voce e pronuncia il nome con il labiale, ndr) ...
CORnNA ...
5. 1 contatti con FONTANA Stefano e FONTANA Gaetano.

L'attività di indagine svolta sulla famiglia MADONIA e sulle dinamiche e gli


assetti del mandamento di Resuttana ha inevitabilmente consentito di acquisire
importanti emergenze informative anche sull'attuale organizzazione della famiglia
dell1Acquasanta,da sempre appartenente al medesimo mandamento mafioso.
In estrema sintesi, le indagini hanno documentato una situazione di forte
attrito, nell'ambito di quel territorio, tra la famiglia FONTANA, la famiglia
GALATOLO e GRAZIANO Vincenzo che, come già visto, ha nel tempo
affiancato, sempre più incisivamente, GENOVA Salvatore nella gestione del
mandamento di Resuttana. Le acquisizioni più significative sono senz'altro emerse
nell'ambito dell'attività di intercettazione dei colloqui carcerari, concessi ai
componenti della famiglia MADONIA; in questo senso, è stata accertata la attiva
partecipazione di FONTANA Stefano, nato a Palermo il 05 agosto 1955 e della sua
famiglia (in particolare del figlio FONTANA Gaetano, nato a Palermo l'l marzo
1976) alla gestione del territorio deli'Acquasanta, nonostante il pentimento del
fratello FONTANA Angelo, nato a Palermo il 15 luglio 1963.
Nel corso del colloquio carcerario con il marito MADONIA Salvatore, datato
9 febbraio 2006, DI TRAPANI Maria Angela raccontava della particolare
- -. generositàidi ARIOLO Sergio, che, viste le sue contingenti difficoltà economiche,
--.-

b aveva proweduto a pagarle i biglietti aerei; la donna inoltre riferiva che della bontà
d'animo di Sergio ne avevano approfittato in parecchi e, a tal proposito, testualmente
riferiva.

M. ANGELA: ... infatti, per venire qua (con la mano indica il


presente luogo) ..., i biglietti me li ha fatti Sergio
(abbassa il tono della voce), una cosa impressionante!...
SALVATORE:
M. ANGELA: ......
si, ma a me questa cosa non mi piace sangue mio!
ah! Se lo sono mangiato vivo! Lo sapeva che lo
sapeva, ora ci ha pensato la ZIA SARA, a dire, che è! ...
Pure CARMELA ..., perché è così, lavora.., è un ragazzo...
buono... lo fanno pagare..., quando fu MARIANNINA,
ANGELA, perché lavora là (abbassa la voce), ha vol..,
vogliono laa... cosa e lui è da un pò d i anni che li dava
e li dava alla NIPOTE D I TUA MADRE ...,
solo che se li
mangiavano loro, hai capito? Se lo sono mangiato
vivo, "arrusicato" vivo; ora non vorrei gli ho detto alla
ZIA SARA, può essere che MARIANNINA, sapendo che
noi altri siamo (converge le dita sottintendendo
"contrasto"), gli sembra che siamo stati noi che...
abbiamo fatto ostruzionismo, gli sembra che siamo
noi..(abbassa la voce).. ce lo siamo mangiati noialtri
SALVATORE: ...ma che so, mi vado a prendere i pensieri degli altri!?

La semplice rilettura del tratto di conversazione sopra riportato permette, da


sola, di comprenderne l'assoluto valore investigativo; il racconto di DI TRAPANI
Maria Angela forniva, infatti, un aggiornato spaccato del contesto criminale
delltAcquasanta,oltre a dare precisi riferimenti sul passato più recente. In particolare
la donna, raccontando dell'amico ARIOLO Sergio, descritto peraltro come un
ragazzo... buono.. ., riferiva come lo stesso fosse stato, nel tempo, mangiato vivo (nel
senso chiaramente finanziario, ndr.), anche da CARMELA (da identificarsi in
GENOVA Salvatore, come argomentato in altro capitolo della presente informativa,
ndr), tanto da provocare un intervento diretto di DI TRAPANI Michele (zia SARA)
in sua difesa. Maria Angela, riferendo al marito ulteriori dettagli riconducibili ad
ARIOLO, faceva emergere intanto, con assoluta chiarezza, come lo stesso,
imprenditore nel settore della cantieristica navale fosse
regolarmente sottoposto ad estorsione [lo fanno pagare...], confermando, peraltro, la
competenza territoriale della famiglia mafiosa dell'Acquasanta sui cantieri navali di
Palermo. La conversazione chiariva, infatti, come ARIOLO Sergio già da tempo
pagasse il pizzo per i lavori eseguiti all'intemo dei cantieri navali e che la dazione
fosse stata richiesta dalla famiglia FONTANA [guando fu MARIANNINA,
ANGELA. perché lavora là (abbassa la voce). ha VOL.. voaliono laa... cosa].

Anche in questo colloquio carcerario DI TRAPANI Maria Angela, per


celare la reale identità dei soggetti nominati, ricorreva all' usuale artifizio linguistico,
che prevedeva l'uso di un nome femminile per indicare un congiunto uomo;
nell'occasione veniva quindi citata MRIANNINA (GALATOLO Giovanna,madre
di Stefano FONTANA) e, successivamente, ANGELA (TERESI Angela, nata a
Palermo il 13 dicembre 1957, moglie di FONTANA Stefano), per intendere,
evidentemente in entrambi i casi, proprio FONTANA stefanoso.

Questa logica conclusione appare l'unica, in effetti, a cui poter approdare; infatti deve essere
naturalmente escluso FONTANA Angelo, fiatello di Stefano, recluso e collaboratore di giustizia, così
come non può essere preso in considerazione FONTANA Angelo, nato a Palermq il 1 1 aprile 1980,
Nel febbraio del 2006 FONTANA era sottoposto all'obbligo di dimora nel
comune di Roma (via della Farnesina nr. 216), poichè scarcerato per decorrenza
termini massimi previsti per la custodia cautelare (era stato arrestato 16 novembre
2001, dalla Polizia di Stato della Questura di La Spezia), ma h i v a usualmente e di
frequente di permessi accordatigli per assistere alle udienze del procedimento penale
in cui era imputato a Palermo. Proprio in capo a FONTANA Stefano, quindi, doveva
essere ricercata la responsabilità della gestione della famiglia.

Del resto, il collaboratore di giustizia FONTANA Angelo, fratello di


Stefano, così rifkriva il 7 febbraio 2006:

FONTANA: Okav, io ~raticamenteho avuto la cassa da aaosto '96


a... da aaosto. aiusto, '96 ad a ~ r i l '97.
e
P.M.l: La cassa della famiglia?
FONTANA: La cassa della famiglia, con tutte le estorsioni e con tutte le
cifre, chi pagava e chi non pagava.
P.M.l: Perché, prima chi c'era?
FONTANA: Prima ce l'aveva Anaelo GALATOLO fd i-i
Gaetano FONTANA che sarebbe mio nipote però
p
c p
Anaelo GALATOLO fialio d i u c c i o . Ouand'è che io
gpi n ito...
P.M.l: Sceso intende tornato dall1America?
FONTANA: r L
poi che sono uscito dal carcere, la cassa la tenevo io
p p
...
-

-figlio distefano, anch'egli arrestato il 04 agosto 2005 e tuttora detenuto presso la casa circondariale
di Palmi (RC). Gli altri due figli di FONTANA Stefano, owero FONTANA Gaetano, nato a
Palermo 1'1 marzo 1976 e FONTANA Giovanni, nato a Palenno il 17 agosto 1978 (quest'ultimo
pure detenuto, anche se in regime di semilibertà, presso il carcere di Opera) devono essere scartati, alla
luce di talune risultanze emerse dalle intercettazioni dei colloqui carcerari:

- nel corso del colloquio carcerario concesso al detenuto MADONIA Salvatore il 10 maggio2007,
DI TRAPANI Maria Angela, discutendo con il marito sul conto del soggetto indicato con
l'appellativo di ANGELA, riferiva di averlo incontrato unitamente a suo figlio [...era ANGELA e
SUA FIGLL4.q.

- durante il colloquio carcerario de11'8 febbraio 2007, MADONIA riferiva alla moglie che in
passato, nei periodi di detenzione di ANGELA I... ...
mentre non c'erano 1, si era sempre
interessato ai suoi familiari, non lesinando gualche buon consi~lio(..) ai SUOI FIGLI. ..
; venivano, inoltre, forniti ulteriori dettagli sui parenti della stessa ANGELA,
lasciando chiaramente comprendere come lo stesso avesse un fkatello collaboratore di giustizia
... ...
[LORO hanno a SUO FRATELLO che gli è risulrato (...)non è che può oiangere
FRATELLO oer un altro FRATELLO ...l.

Alla luce di quanto sopra, (ANGELA ha figli ed un fkatello collaboratore di giustizia) non può essere
raggiunta identificazione diversa da quella che individua la stessa ANGELA in FONTANA Stefano.
P.M.l: Nella zona?
FONTANA: Nella zona perché sono uscito con l'affidamento i n
prova, che dovevo uscire alle 7 d i mattina e m i dovevo
ritirare alle 8 d i sera a casa...
P.M.l: Quindi era sempre reperibile.
FONTANA: Ero sempre reperibile e poi ero l'unico che potevo
approntare...
P.M.1: Perché (inc.) tutti i detenuti?
FONTANA: Tutti i detenuti, si.
P.M.l: E ad aprile '97 che succede?

FONTANA: Ad aprile '97 a me m i arrestano, m i spiccano il


mandato d i cattura per l'omicidio GAETA.
P.M.l: E auindi da auel momento lei è stato sostituito.
FONTANA: Da quel momento poi basta.
P.M.l: E poi lo sa questa cassa della famiglia che fine ha fatto?
FONTANA: Sì. la cassa della famialia poi la teneva Anaelo
Q
P.M.l: E questa è ancora oggi la situazione?
FONTANA: No
Vincenzo D I MAIO, Antonino PIPITONE e mio fratello
Stefano. cioè la aestiscono loro.
Ho capito ma più o meno dal 2002 quando sono usciti m i
pare di avere capito.
FONTANA: Sì, sì, la aestiscono, la aestiscono loro.
P.M.2: Fino al 2002 Anaelo GALATOLO?
FONTANA: Sì, Anaelo GALATOLO che ~ oè istato arrestato Anaelo
GALATOLO e le cose si sono Derse un DO' perché ooi
non c'era più nessuno e auindi erano pochi i soldi che
gntravano, non si andava dalle persone e non... perché
Se non ci vai a prendere non è che la aente t e li viene
3 portare, m i s ~ i e a o .auindi...

11 collaboratore di giustizia, quindi, assegnava la gestione della cassa a DI


n >
MAI0 Vincenzo, nato a Palermo il 29 ottobre 1944, PIPITONE Antonino, nato a
d Palermo il 2 ottobre 1944'' e, appunto, FONTANA Stefano [No, oggi ce I 'ha... oggi
ce l'ha, tutte cose c'ha in mano Vincenzo DI MAIO e mio j?atello Stefano, cioè la
gestiscono loro]. Tenendo conto dell'arresto subito da DI MAI0 e PIPITONE, nel
giugno del 2006, deve necessariamente concludersi che questo incarico erano rimasto
proprio nelle mani di FONTANA Stefano.

Lo sviluppo delle indagini permetterà comunque di valutare, pure l'operatività


di FONTANA Gaetano, nato a Palermo il 01 marzo 1976, scarcerato il 23 aprile
2004, figlio di FONTANA Stefano.

La conversazione tra MADONIA Salvatore e DI TRAPANI Maria Angela,


intercettata il 9 febbraio 2006, forniva quindi numerosi spunti di interesse, capaci di

51
Tutti tratti in arresto in "Gotha"

C)- 244
delineare, ancora più nitidamente, l'episodio estorsivo subito da ARIOLO Sergio e,
di conseguenza, anche le modalità di esazione del pizzo, oltre che i soggetti che, pure
in passato, se ne erano direttamente occupati.

In particolare la DI TRAPANI riferiva al marito come ARIOLO Sergio


prowedesse ormai da tempo a pagare regolarmente, specificando pure come, in
passato, fosse stato direttamente BONANNO Giovanni (LA NIPOTE DI TUA
MADRE - per l'identificazione cfr. il j' dedicato alla scomparsa di BONANNO
Giovanni, ndr.) a provvedere all'esazione del denaro [...lidava alla NIPOTE DI TUA
MADRE...]; il dato era fortemente significativo e del tutto concordante con altre
acquisizioni che avevano attribuito al BONANNO stesso, fino alla metà del 2005, la
gestione della cassa del mandamento di Resuttana, a cui, storicamente, la famiglia
dell'Acquasanta appartiene.

Le risultanze del colloquio carcerario intercorso, come detto, il 9 febbraio


2006, tra DI TRAPANI Maria Angela e MADONIA Salvatore facevano emergere,
pure, come i soldi raccolti da BONANNO Giovanni non fossero poi giunti alla
famiglia mafiosa, che ne poteva vantare il diritto per competenza territoriale (quella
dell'Acquasanta) [solo che se li manaiavano loro, hai cavìto?];anche in questo caso,
evidentemente, il BONANNO si era appropriato di entrate altrui, condotta che, come
si è già visto, anche in attività di indagine di altri organi di Polizia, ha contribuito a
- far maturare la decisione della sua eliminazione.

L'l1 febbraio 2006, veniva registrato colloquio carcerario, concesso al


detenuto DI TRAPANI Nicolò, nato a Cinisi (PA) 1'8 giugnol961; vi partecipava
anche la sorella Maria Angela, che, di nuovo, discuteva l'argomento, già trattato con
il marito MADONIA Salvatore, relativo ad ARIOLO Sergio. La donna ribadiva
infatti che LA NIPOTE DELLA SUOCERA (BONANNO Giovanni, ndr.) "e gli
altri che c'erano là" avessero, nel tempo, approfittato economicamente di ARIOLO
Sergio; riferiva come quest'ultimo pagasse con cadenza annuale e raccontava, inoltre,
di come il denaro estorto all'irnprenditore (in passato riscosso da BONANNO) al
..
momento perveniva a DI TRAPANI Diego [... no, lei se li prende!. no, tutto qua
..
viene!!..,non èpiù la .] e non si fermava all'Acquasanta da MARLQNNINA.
Si comprendeva, inoltre, dalla diretta voce della donna, che era stato pure
perpetrato, ai danni dello stesso ARIOLO Sergio, un danneggiamento
(verosimilmente un incendio) e che, in conseguenza di ciò e su richiesta di Maria
Angela, vi fosse stato un interessamento di DI TRAPANI Michele (ZZA SARQ) a
tutela di Sergio. [ih$+fi $2)

MARIA ANGELA: ... Nicola, se lo sono manciiato vivo. Se lo sono mangiati


vivo ... a Seraio!...
NICOLO' : ... chi?...
MARIA ANGELA:

NICOLO':
*
... ma dice che la nipote di tua suocera ... inc...
MARIA ANGELA: ... ora si!.... prima si! ... ora gli ha detto....
NICOLO': e..

MARIA ANGELA:
, - ic
[...l
MARIA ANGELA: ... comunque sia... è aiusto che a SERGIO (indica la SGROI
Lorenza, amica di ARIOLO Sergio, ndr) @ i- -
oani... ouni anno... ?! ... scus...?! ... è norm... è giusto che
ora li devono prendere da noialtri?!
NICOLO' : ... ma dove...? ...incomprensibile... nostro?
MARIA ANGELA: no! per le cose sue!
NICOLO' : ah!
MARIA ANGELA: ... è giusto?
NICOLO' : non ci... e io mica ci posso entrare nelle cose loro!... non ci
posso entrare!
MARIA ANGELA: ... no. lei se li urende!... no. tutto aua viene!! ....non è
più la ... ...Incomprensibile.....( si avvicina con il capo alla
zia SGROI Lorenza e con il labiale cerca di far comprendere
al fratello di chi stia parlando e contemporaneamente porta
il pollice della mano destra dietro 'di lei. La SGROI Lorenza,
comprende la riservatezza della conversazione ed
istintivamente copre il microfono del citofono che ha nelle
mani ndr ...) ... da MARIANNINA?... (lascia intendere che
stia cercando di dare un riferimento al fratello. ndr)...
NICOLO': .. non c'entra niente!! (con tono seccato ndr)
MARIA ANGELA: ah .... Lo so!...
LORENZA: non si può immischiare ... (riferito al D I TRAPANI Nicolò ndr)
MARIA ANGELA: .. no ... non c'entra ...
NICOLO': ... ah ...
MARIA ANGELA:
[...l
MARIA ANGELA: ... anche perchè... per ora...(comunica qualcosa utilizzando
la mimica, ndr) ....
a lui!
NICOLO': (lascia intendere di non aver capito, ndr)
MARIA ANGELA: (ripete ndr) ...
a n t e vuole
0
-ARA... e la Z I A SARA l'ha rinreso
(ovvero li ha ripresi ndr)
LORENZA: .-.. ...
aspè tè ... '(le
. .passa il citofono ndr) \ i
NICOLO': ....ah!
MARIA ANGELA: ...Der dirali che la dovevano finire!
Diretti riferimenti alla detta estorsione venivano poi fatti, anche nel corso del
colloquio carcerario de11'8 febbraio 2007, intercorso tra DI TRAPANI Maria Angela
e MADONIA Salvatore. in questa occasione, la donna, ribadendo al marito come
ARIOLO Sergio (in questa occasione indicato con il nome di "LUISA", ndr.)
pagasse periodicamente a FONTANA Stefano [LUI ... LUISA ooni ... oli ... da
guesti (sfreoa pollice ed indice ad indicare denaro, ndrjl, riferiva come quest'ultimo
si fosse addirittura offerto di destinarle, in via continuativa, la messa a posto riscossa
dallo stesso Sergio.

M. ANGELA:
SALVATORE:
ah!
eh!
...
ANGELA ...
M. ANGELA: LUI ...
LUISA oani ... ...
cili da auesti (sfreaa pollice ed
indice ad indicare denaro. ndrl ...
SALVATORE: si ...
M. ANGELA: ...m
.., e allora gli
faccio ... ah! ... e che sono scema! ... subito gli ho detto ...
no ... non mi devi fare aue ... sono cose VOSTRE ... ali
S n t e ... non lo
permetto! ... capito? ... così ...

Nessun dubbio può nutrirsi poi sulla identificazione in ARIOLO Sergio del soggetto
indicato come LUISA: vale ovviamente, anche in questo caso, il meccanismo
solitamente utilizzato dagli indagati per celare la reale identità dei soggetti nominati
(indicazione di .nome femminile, per intendere un congiunto uomo). Così, -ne&
fattispecie, citare LUISA (da identificarsi in CANNIZZARO Luisa, nata a Palermo il
16 novembre 1968), significava volerne indicare il marito ARIOLO Sergio.
Nel corso del colloquio del 2 agosto 2007, concesso al detenuto MADONIA
Salvatore, venivano acquisiti ulteriori elementi, direttamente riconducibili alla
estorsione messa in atto dalla famiglia FONTANA, nei confronti di ARIOLO Sergio.
In particolare, DI TRAPANI Maria Angela riferiva al marito di una conversazione
avuta con lo stesso ARIOLO, nel corso della quale quest'ultimo gli aveva
rappresentato alcune lamentele, in quanto, nonostante fosse stato sempre puntuale
nell'elargizione del pizzo, aveva dovuto subire un aggravi0 delle richieste estorsive da
parte di FONTANA Stefano: quest'ultimo, infatti, aveva preteso dalllARIOLO
pagamenti mensili.

ck
SALVATORE: MARIA ANGELA... ....
a me... io mi... ci ho riflettuto...
eh... su... su ANGELA?
M. ANGELA: Mh...
SALVATORE : Può essere che.... (ride, ndr.) non si fa vedere più
completamente?!
M. ANGELA: Non si è fatta vedere più, infatti!
SALVATORE: Eh... e allora... io me lo immaginavo!
M. ANGELA: Eh... Infatti andò pure da (abbassa il tono della voce,
ndr.) SERGIO... andarci a dire: (abbassa il tono della
voce, ndr.) ogni mese... (con la mimica lascia
intendere: devi venire a dare, ndr.)!
SALVATORE: Ba... MARIA A ....
M. ANGELA: QUELLO fa... dice... Ma io... una volta all'anno... dice
non sono stato sempre... Ma... di sono un ....
pochettino ...
La vicenda fin qui discussa, relativa alla estorsione subita da ARIOLO
Sergio, pone in evidenza come, in capo a FONTANA Stefano doveva (fino al
momento del suo arresto) ricercarsi la responsabilità della amministrazione delle
entrate della famiglia delllAcquasanta, oltre che la titolarità della gestione mafiosa di
quel territorio.

L'attualità della supremazia del FONTANA nel contesto mafioso


riconducibile alllAcquasantaè, d'altro canto, ben fotografata dalle risultanze di altro
colloquio carcerario datato 8 novembre 2007, anche questo intercorso tra il detenuto
MADONIA Salvatore e sua moglie DI TRAPANI Maria Angela; durante la
conversazione, quest'ultima testualmente riferiva:
. . -. .. C
li'

M. ANGELA: ah ...l'altra volta ...


c'era ANGELA, ti saluta ANGELA
perché l'altra volta ...
SALVATORE: ah ... ti doveva dare una cosa ...
M. ANGELA:
SALVATORE:
MARIA s i è sentita male
come sta? ...
...
M. ANGELA: MARIA s i era sentita male e allora siccome MARIA è là
... gli ho detto, sai a MARIA le è successo questo, gli
h o detto, come ...
SALVATORE: mah ... MARIA ANGELA ascoltami ...
FRANCESCO: ti saluta a te lo ZIO VINCENZO ...
M. ANGELA: ah ... è là no non ...
SALVATORE: MARIA ANGELA ...
M. ANGELA: ANGELA è là ... ANGELA ...
DI TRAPANI Maria Angela riportava quindi i saluti di FONTANA Stefano
al detenuto [ah ... l'altra volta ... c'era ANGELA, ti saluta ANGELA] e, in
particolare, riferiva di averlo incontrato per chiedergli un interessamento diretto in
favore della famiglia LO VERDE, proprietaria del negozio CASAGZO', che di
recente aveva avuto alcuni problemi [MARIA si era sentita male]. Atti del
Commissariato di PS "Libertà" di Palermo, documentavano, infatti, come, il 25
ottobre 2007, LO VERDE Massimiliano avesse denunciato un furto, avvenuto in
nottata, presso il negozio di via Montepellegrino, di cui è titolare il padre LO
-. >"*
m / > '9,'$4".1",.*.'
VERDE Maurizio. f-&rgX@

DI TRAPANI Maria Angela aveva pensato bene di investire della questione


proprio FONTANA [gli ho detto, sai a MARIA le è successo questo, gli ho detto,
come ...l, evidentemente ritenuto in grado di potere risolvere il problema, poichè
titolare dell'autorità mafiosa necessaria a controllare quel territorio [siccome MARIA
è là]; la frase riferita dalla donna al marito [ANGELA è là ... ANGELA ...l era, in
questo senso, fortemente significativa ed in grado, da sola, di rendere bene l'idea sulla
situazione e sulle dinamiche mafiose proprie dellafamiglia dell'Acquasanta.

Analoga vicenda era peraltro già stata registrata nel maggio dello stesso anno;
il 10 maggio2007, infatti, DI TRAPANI Maria Angela raccontava al marito di una
rapina perpetrata proprio ai danni del negozio CASAGZO' per la quale, su richiesta di
GUASTELLA Maria, aveva incontrato FONTANA Stefano e suo figlio
FONTANA Gaetano.

M. ANGELA: ah! ...


...
da co
ho visto ad ANGELA
gli avevo chiesto MARIA
......
l'altro giorno perchè
...
c'erano andati
... ...
... (con la mano destra mima una pistola per intendere
rapina a mano armata, ndr) ...
meschina! in ...
continuazione UNO con ... ...
con la cosa (mima una
passamontagna o simile, ndr) ... QUELLA a terra ... caduta
...
... si è fatta pure la pipì addosso! ... e siccome è UNO ...
che è là di fronte
bere, ndr) fa dice
...
e che beve
... ... ... MARIA' dice
...
(mima il gesto del
...
ed allora...
gliel'ho detto ...
subito! ...
era ANGELA e SUA FIGLIA!

Riscontro all'awenuta rapina si aveva dalla telefonata intercettata il 21 aprile


2007 alle ore 16:03, sull'utenza in uso a LO VERDE Massimiìiano, nel corso della
quale questi veniva avvisato dalla fidanzata LO PICCOLO Valeria, che al negozio
era stata perpetrata una rapina. -11 negozio CASAGZOl ' ha sede in
via Montepellegrino N. 78, in una via quindi ricadente nella zona di influenza della
.famiglia mafiosa delllAcquasanta. I1 fatto che fosse stata GUASTELLA Maria,
nell'occasione parte offesa, poichè vittima della rapina, a richiedere il contatto con la
famiglia FONTANA (peraltro per il tramite di DI TRAPANI Maria Angela), vale a
testimoniare, ancora una volta, il riconoscimento della loro autorità e dell'influenza
nel territorio, nonché della autorità e della influenza della DI TRAPANI.

L'evoluzione dell'attività investigativa, volta a monitorare il circuito


relazionale contiguo alla famiglia MADONIA, ha evidenziato periodici e ripetuti
contatti tra la famiglia FONTANA e di TRAPANI Maria Angela; è stato possibile,
inoltre, documentare quanto datati siano i legami tra MADONIA Salvatore e gli
stessi FONTANA.

La prima diretta interlocuzione tra i due nuclei familiari veniva registrata il 18


dicembre 2006; DI TRAPANI Maria Angela, per lettera, comunicava al marito
alcuni impegni previsti per la giornata e, testualmente, scriveva:

"Cè ANGELA che ha espresso il desiderio di farci gli auguri di presenza a me e al


bambino"

La rilettura dei dati GPS installato, sulla CITROEN C1, targata DA688LM, in
uso a DI TRAPANI Maria Angela documentava, in effetti come alle ore 16:37, la
vettura si fermava in un punto individuato dalle coordinate GPS Lat. N 38O8'38",3
..~,
-.-
.. . ~ .

hn. E 13"21'47", 5 - via Ammiraglio Rizzo N. 47 - Palermo: l'attività di


intercettazione permetteva di registrare l'uscita della sola DI TRAPANI Maria
Angela dall'autovettura. Alle ore 16:43, DI TRAPANI Maria Angela risaliva sulla
propria auto e, dopo avere scambiato alcune battute con il figlio, si spostava
fermandosi, definitivamente, alle ore 16:46, quando, scendeva dal mezzo unitamente
al figlio MADONIA Francesco: le coordinate GPS erano Lat. N 38O8'37",9 Lon. E
13"21'43",9, corrispondenti alla via Ammiraglio Rizzo nr. 55 di Palermo; la vettura
restava lì in sosta fino alle ore 18:12.

La sosta in via Ammiradio Rizzo, nei pressi del civico nr. 55, l'unica fatta
dalla donna nel territorio sotto la competenza territoriale della .famiglia mafzosa

E
delllAcquasantacome si vedrà è significativa.
I1 giorno successivo, 19 dicembre 2006, DI TRAPANI Maria Angela
scriveva nuovamente al marito detenuto MADONIA Salvatore; il contenuto della
lettera forniva i necessari riscontri per valutare come awenuto l'incontro tra DI
TRAPANI Maria Angela e la famiglia FONTANA: ~ ~ ~ $ ~

Sai ieri ho visto ANGELA ti manda i suoi saluti ed auguri per un sereno Natale. Mi
ha detto che ci pensa sempre e che per te ha particolarità e che per te e il bambino la
casa è sempre aperta,

Il 11 gennaio 2007, veniva intercettato colloquio carcerario concesso a


MADONIA Salvatore; vi partecipavano la moglie DI TRAPANI Maria Angela ed
,,*;: ,",.f*.;&+.>,<?'+,5, e . ,, .
[WnFi'kA13)..:si
' -

il figlio MADONIA Francesco. . -..,.. aveva . conferma di un


awenuto incontro, tra DI TRAPANI Maria Angela e FONTANA Stefano; in
particolare, la donna riferiva al marito di essere stata chiamata da FONTANA, che si
era preoccupato di metterla in guardia su un presunto raggiro, che GRAZIANO
Vincenzo (CORWNA) stava attuando in danno della famiglia di MADONIA
Salvatore (di cui abbiamo già parlato nel precedente paragrafo).

M. ANGELA: ...No...ah... prima d i ANGELA: ANGELA m i chiama...


ANGELA!
SALVATORE: Si, ma MARIA ANGELA... ascolta! MARIA ANGELA...
ANGELA con CORVINA hanno avuto sempre... (con la
mimica lascia intendere: discussioni, diverbi, ndr) ...
M. ANGELA: ...
sempre...
SALVATORE: oh.. oh...
M. ANGELA: ... no, poi m i chiama per dirmi delle... finestre... dice:
...
ti voglio dice: che t u l o sappia!
ho detto niente, però
come se io non ti
...
Dice: ma ti hanno detto
...
niente? Gli ho detto: no, non so niente!
SALVATORE: mh...
M. ANGELA: ascoltami! Lo sai già se l'è venduta... l'ha venduta ...
SALVATORE: mh...
M. ANGELA: ...
che dice che se l o sono comprati a fallimento... altre
...
persone... però (...)
[.--l
M. ANGELA: E invece ANGELA che m i dice? Dice: vedi che è amica
...
sua, dice Dov'è che è... gliene sono rimasti d i più
(abbassa il tono della voce, ndr) piccioli.

La conversazione tra MADONIA Salvatore e la moglie faceva emergere, inoltre,


alcuni significativi aspetti, relativi alle relazioni tra le famiglie FONTANA e
t-
MADONIA:
- il perdurante e forte ascendente che MADONIA Salvatore (va ricordato, già
reggente del mandamento di Resuttana) manteneva nei confronti dei FONTANA;
- il fatto che FONTANA Stefano, in ragione di quanto sopra detto, prowedesse a
far giungere, d'iniziativa e per il tramite di ARIOLO Sergio, somme di denaro a
DI TRAPANI Maria Angela.

M. ANGELA: Ah... ANGELA... ah, SALVO (attira l'attenzione del marito


che conversa con il figlio, ndr) ... ANGELA... ANGELA...
SALVATORE: eh...
M. ANGELA: ... ha detto ora (abbassa il tono della voce, ndr) a
SERGIO... dice che... a giorni
...
...
la vuole vedere,
perchè dice.. deve dare... ha un pensiero per te! Me
l'aveva detto pure a me... ho un pensiero per SALVO...
.
I o solo per SALVO... dice.. non... gli altri non mi...
proprio e...
SALVATORE: Ringrazia ...
salutami SER... ringrazia per quanto
riguarda questo coso... dice SALVO... dice... abbiamo là... se
questa cosa si può ri...

I1 25 gennaio 2007, poi, DI TRAPANI Maria Angela scriveva una lettera al


marito detenuto; tra i vari argomenti trattati, la donna dava notizia al marito di avere
ricevuto da FONTANA Stefano (ANGELA), per il tramite di ARIOLO Sergio
(LUISA), "un pensiero per il bambino e per te". I1 dato confermava, quindi, le
risultanze già emerse nel colloquio dell'l l gennaio 2007, quando la stessa Maria
Angela aveva testualmente rif&to al marito: ANGELA... ha detto ora (abbassa il
..
tono della voce, ndr) a SERGIO. dice che... a giorni.. la vuole vedere, perchè. ..
..
dice.. deve dare. ha un pensiero per te!.

Sai ieri ANGELA mi ha mandato un pensierino per te ed il bambino tramite LUISA.

L'8 febbraio 2007, nel corso di colloquio carcerario concesso al detenuto


MADONIA Salvatore, DI TRAPANI Maria Angela forniva ulteriori particolari in
merito al "regalo" ricevuto da FONTANA Stefano, specificandone l'ammontare in
tremila euro e confermando l'intermediazione di ARIOLO Sergio.

Iì dialogo intercorso tra i coniugi permetteva, inoltre, di ottenere un quadro


informativo molto più particolareggiato sui rapporti da sempre intrattenuti da
MADONIA Salvatore con i FONTANA, oltre che sulla contingente situazione di
fiizione esistente all'interno della famiglia delllAcquasanta.

M. ANGELA: ah! ... ANGELA ...


SALVATORE: eh!
M. ANGELA: ... che pensiero che ha avuto!
SALVATORE: mah! ... MARIA ANGELA ... (espressione di dissenso, ndr)
M. ANGELA: ... però ... glieli ha dati a LUISA ... tremila euro ...
(indica il numero tre, ndr) ... per TE!
SALVATORE: MARIA ANGELA ...
M. ANGELA: ... dice ... un pensiero per SALVO! ... dice ... digli ... m i
ha mandato a dire ... che se ho bisogno (indica se
stessa, ndr) ... però se ho bisogno I O ... cioe TU ... TU
personalmente (indica il marito, ndr) ... si butta dalla
montagna ... per qualsiasi cosa ... soldi ... qualsiasi
cosa ...
SALVATORE: ...ndr)
ma MARIA ANGELA ... TUO MARITO (cioè se stesso,
... TUO MARITO ...
M. ANGELA: eh
SALVATORE: non se n'è mai fre ... fottuto d i nessuno! ...
M.. ANGELA: eh ... e PAROLA INCOMPREIVSIBILE ...
SALVATORE: queste sono ...
cose ...
M. ANGELA: ... però te lo dovevo dire ...
SALVATORE: se suo marito ... (si corregge, ndr) ...
TUO MARITO se ne
fosse fottuto di QUALCUNO D I LORO ...
M. ANGELA: eh
SALVATORE: ... mentre non c'erano ...
IO, sempre, qualche buon
consiglio glielo davo sempre! ...
ai SUOI FIGLI ...
M. ANGELA: AN ... ANGELA, è ...
ma forse non s i guardano con
ENZO ... e TUTTI LORO ...
SALVATORE: si, vabbè ...
chi sono i buoni!? ...
LORO hanno a SUO
FRATELLO ...
che gli è risultato ...
M. ANGELA: ... però ...
LORO si sono trattenuti ...
SALVATORE: LUI gli è risultato ...
se la ...
M. ANGELA: ... che UNO ...
non è che può piangere FRATELLO per un
altro FRATELLO ...
SALVATORE: ... ma c'è RAFFAELE qua ...
l'altro giorno ho visto a
RAFFAELE ...
M. ANGELA: ... non s i possono vedere ...
perchè m i faceva i ...
Signori ...(abbassa il tono della voce, ndr) ...
.- .
SALVATORE:
GALATOLO ...
allora ho detto mizzica! ...
con RAFFAELE, manco?!
M. ANGELA: m i fa ... i signori ...
(abbassa il tono della voce, ndr) ...
FRANCESCO:
GALATO ...
i signori!
I signori GAROFALO (o simile, ndr)
M. ANGELA: ancora?! (rivolta al figlio, ndr) ...
(torna a parlare con il
marito, ndr) ...
e ho capito che ... ...
con UNO D I LORO
c i doveva essere ...
SALVATORE: eh ... sangue mio ...
e LORO ... QUELLI dicono che sono
buoni ...
M. ANGELA: ... forse d i L U I
con quali ...
...
d i TUTTI
se con TUTTI o con UNO
...
non lo so poi non lo so
...
...
SALVATORE: NOIALTRI ... sangue mio ... abbiamo (porta le mani al
capo, ndr) ...
M. ANGELA: comunque ...
ha avuto questo pensiero dì mandarmi
questi (tremila euro, ndr) ...
SALVATORE: mah! ... lo hai ringraziato? ...
gli hai detto ...
M. ANGELA: gliel'ho mandato a dire con con LUISA!... dice gli ... ...
dici che ... ...
se qualsiasi cosa ha d i bisogno I O ...
sono sempre qua, disponibile per SALVO! dice ... ...
qualsiasi cosa!
SALVATORE: quello che ci interessa
quando ...
gli dici ...
a LUISA!
...
quello che ci interessa
...
...
253
M. ANGELA: eh? (non capisce, ndr)
SALVATORE : qual ...se qualche volta lo arrivi a vedere se ... ...
raccomanda a LUISA!...
M. ANGELA: LUI ... LUISA ogni gli ... ...
da questi (sfrega pollice ed
indice ad indicare denaro, ndr) ...
SALVATORE: si ...
M. ANGELA: ... e mi aveva detto a ME se vuoi ...
I O quelli di ...
LUISA ve li do a (indica il marito, ndr)
faccio ...
ah! ...e che sono scema!
e allora gli
subito gli ho ... ...
detto
VOSTRE
...
no
... ...non mi devi fare que
gli ho detto non mi ... sono cose
assolutamente ...
...
...
non lo permetto! ...
capito? così ... ...
SALVATORE: cioè ... a dire ...
a dire ...
M. ANGELA: I O vi ringrazio del VOSTRO pensiero ...
SALVATORE: ascoltami ascolta
PAPA' ...
...
di rispettarlo!
...
gli devi dire era un AMICO D I ...
M. ANGELA: si
SALVATORE: dici
...
...SALVO questo
se lo possono rispettare
...
solo questo! cioè e basta!
senza
... ...
... ...
INCOMPREIVSIBILE . ..
M. ANGELA: e infatti ... I O subito ho detto ...
no! ... mi sono tenuta ...
ho detto ...
no, no ...
non sono NOSTRE! e poi L U I mi ...
...
ha mandato questa i tremila (euro, ndr) ...
SALVATORE : TU gli devi dire solamente che di ... ...
di rispettarlo ...
M. ANGELA:
in modo tale da tenerlo sempre
si
...
SALVATORE:
M. ANGELA:
... di rispettarlo ...
si
SALVATORE: dici ... questo V I chiedo, perchè ... ...
era un AMICO di

M. ANGELA:
...
si
SALVATORE: ... della buonanima di PAPA' ... se lo possono ... se lo
possono ...
M. ANGELA: certo ... no, lo chiama ... dice ... no ... mi ha detto a ME
... dice ... no ... dice ... I O quando ... dice ... ho visto ...
dice ... che è un RAGAZZO ... dice ... arrisittato --
(apposto, ndr) (...)

Sono molteplici, come si può ben vedere, gli spunti informativi meritevoli di
opportuna evidenza:

- intanto rileva la devozione nutrita (e più volte sottolineata) da FONTANA


Stefano, nei confronti di MADONIA Salvatore; in questo senso, il detenuto
riferiva alla moglie che tale rispetto gli era riconosciuto, poichè in passato lui si
era sempre interessato dei FONTANA, non abbandonandoli nemmeno nei
momenti di difficoltà [TUO UARITO ... (...) non se n'è mai @e ... fottuto di
nessuno! ... (...) ... mentre non c'erano ... IO, sempre, qualche buon consiglio
glielo davo sempre! ... ai SUOI FIGLI ... 1;
- è fortemente significativo, in secondo luogo, la conoscenza della contingente
situazione conflittuale in seno alla famiglia dell'Acquasanta e, più in particolare,
tra i FONTANA ed i GALATOLO [AN ... ANGELA, è ... ma forse non si
guardano con ENZO ... e TUTTI LORO ... (...)... non si possono vedere ... perchè
mi faceva ... i Signori ... (abbassa il tono della voce, ndr) ... GALATOLO ... allora
ho detto ... mizzica!]. Risulta evidente l'equidistanza della posizione assunta da
MADONIA Salvatore, in merito a queste dispute [si, vabbè ... chi sono i buoni!?];
la conversazione, infatti, lasciava comprendere come ai FONTANA si
rimproverasse la presenza di un collaboratore di giustizia in famiglia, mentre ai
GALATOLO veniva addebitata una personalistica gestione delle entrate della
famiglia [... però ... LORO si sono trattenuti ...l;

Nel successivo colloquio carcerario (tra MADONIA Salvatore e DI TRAPANI


' h>: hX'< &SA
Maria Angela) del 10 maggio2007 si acquisivano elementi conformir&@@&90
In specie, si avevano importanti acquisizioni sul conto della famiglia
&l@.--
FONTANA, oltre che sui contingenti equilibri mafiosi nel territorio dellfAcquasanta.
Più in particolare, DI TRAPANI Maria Angela raccontava al marito di avere
incontrato da poco FONTANA Stefano (ANGELA) e FONTANA Gaetano (SUA
FIGLIA), per chiedergli un intervento diretto in favore di GUASTELLA Maria, che
aveva da poco subito una rapina in negozio (effettivamente posta in essere come già
riferito in precedenza); rif&va quindi le modalità della rapina, la richiesta avuta dalla
GUASTELLA per un suo interessamento ed, infine, il conseguente incontro con i

_-=A %- .FONTANA. Di seguito, i coniugi affrontavano alcuni arg~megtiparticolarmente


significativi, tutti riconducibili direttamente al contesto familiare dei FONTANA, ai
rapporti nel tempo intrattenuti con questi da MADONIA Salvatore, agli attuali attriti
esistenti tra soggetti appartenenti a cosa nostra, per la gestione del territorio
delllAcquasanta. Testualmente

M. ANGELA: 3 3
da co ... ali avevo chiesto ... MARIA ... c'erano andati
raoina a mano armata, ndrl ... meschina! ... in
continuazione ... UNO con ...
con la cosa ...
(mima una
passamontagna o simile, ndr) ... QUELLA a terra ...
caduta
...si è fatta pure la pipì addosso! ...
e siccome ...
è UNO
0
0
a a
... per TE ... la ... oroprio ... (porta la mano alla bocca per
far intendere il rimetto ~ r o v a t onei confronti del detenuto
da ANGELA, ndr) ...
SALVATORE: vabbè ... MARIA ANGELA ...
M. ANGELA:
... dice ... ma è ... cretina?! (porta il dito indice alla
tempia ad indicare pazzia, ndr) dice stanno ... ...
mancando ~ ~ O D Dassai O con CORVINA! (il riferimento è
al comportamento posto in essere da CARMELA e CORVINA,
ndr) ... dice ...
TUTTE E DUE CARMELA e CORVINA ...
(unisce le dita indice ad indicare vicinanza, accordo, ndr) ,
venaono aua ...
a s~adroneaaiare dice in ... ...
continuazione! dice ... ...
vanno dentro le case da ... ...
(mima il gesto usualmente utilizzato per indicare il bussare
alla porta, ndr)
SALVATORE: MARIA ANGELA ...
alielo vuoi dire che PAROLA ...
INCOMPRENSIBILE ...
M. ANGELA: ... gli ho detto ...
I O non so niente M I O MARITO e fuori ...
...al di fuori di ogni ...
SALVATORE: no ...
ali dici ...
M I O MARITO è isolato! ....
M. ANGELA: gliel'ho detto ...
SALVATORE: oh!
M. ANGELA: &
1
1
.- (a gesti indica un peso gravante
sulla spalla, ndr) ...
lo sai che fa? dice ora? fa ... ... ...
? p (mima il dissenso esternato
da ANGELA, ndr) ...
nel mentre TU parli con CORVINA ...
senti parlare IO ...
muta! ... ...
faccio finta che non sento ne
alllUNO e ne alllALTRO!
SALVATORE: basta, non voglio sentire ...
M. ANGELA: ah! ( ~ o r t ala mano alla fronte, ndrl
reci~roca! ...
ma è una cosa ...
SALVATORE: eh ...
semDre è stato ...
M. ANGELA: però ...
I O faccio finta che non vedo ne all'UNA ne ... ...
alllALTRA! . e or mi a .. o t
ndrl ... ho un wensiero ... ...
dice che voalio fare a

avere ... (continua a riferire quanto detto da ANGELA, ndr)


... !
q e e
s e
polo Der LUI!
SALVATORE: MARIA ANGELA ... tutte le altre ... MARIA ANGELA ...
tutte le altre cose ...
M. ANGELA: eh
SALVATORE: tutte le altre g ... g
-D
M. ANGELA: si
SALVATORE : e non l'ho mai auardata ... con SUA MADRE ... con
TUTTI ...
M. ANGELA: si
SALVATORE: .n,

M. ANGELA: rimettati!
SALVATORE: sempre! ...
questo non ti fa onore?!

%
M. ANGELA: onore!
SALVATORE : quello che no ti non ti ...
non capisci! ...
M. ANGELA: onore!
SALVATORE : TU non capisci! ...
le altre cose non m i inte ...
M. ANGELA: e che vuoi dire?
SALVATORE: no! ... cioè ...
256
[...l
SALVATORE: ..
ti ho fatto I'esem~io. che TU stessa... mi dici... dici ...
[
un oraoalio?! e di ... ...
M. ANGELA: si
SALVATORE: - p
M. ANGELA: mh, mh
SALVATORE: cioè ...i F I ... gli strucchiu ...
M. ANGELA: tutto il rispetto ...
da cosa
SALVATORE: ...
qli strucchiuluti dei fiali di ENZO
M. ANGELA: si
SALVATORE: m
m
maschi?!
M. ANGELA: si
SALVATORE: che ci andavo, solo?!
M. ANGELA: dice che sei stato semvre I'UNICO che ha semvre
D
remore ...
senza avere ad esem~io tipo ...
di fare ... ...
favoritismi ... soltanto per convenienza ... dice mai! ... ...
I'UNICO! dice ...
l'UNICO! ...
e lo diremo sempre! ... ...
l p '
...
ndrl solo!
SALVATORE: scusa ... lo sa TUA MADRE ... lo sanno TUTTI ...
M. ANGELA: ...dice ...
ma TU solo! (indica il marito, ndrl e voi ...
p
SALVATORE:
perchè è aiusto
eh ...
...
in tutte le sue cose!
auesto non è oraoalio?! non è oraoqlio?!
così mi dice!
...
...
M. ANGELA: orgoglio!
SALVATORE: però ...
nel momento ...
sarebbe cancellato ...
M. ANGELA: mi dispiace ...
dice ... per TUTTI G L I ALTRI ... ma non ...
esiste!
SALVATORE: . ..
cance .. cancellato . lo sai da che cosa? .. perchè le cose .
...TU lo vedi ... i SUOI FIGLI, girano! ... sangue mio!
M. ANGELA: si
SALVATORE: ... e vedono ... QUESTO (ARIOLO Sergio, ndr) con ... -,
QUESTA (LO CRICCHI0 Margherita, ndr) ...
~'QU'ESTI? ...
dice ... eh ... è la CUGINA D I SALVO! ... PAROLA
INCOMPRENSIBILE
[...l
SALVATORE:
che I O ... mi coricavo ... con SUA SORELLA! (unisce le
d U 1
M. ANGELA: si
SALVATORE:
con i SUOI N I P O T I ...
(si correaae, ndrl ...
con i S U O I
CUGINI ...
M. ANGELA: si, si
SALVATORE: oh! ...
ma ...
si ... mi ... (indica se stesso, ndr) una cosa ...
del genere?
M. ANGELA: no
SALVATORE: manco potevo ... m i gra ...
(mima il graffiarsi la faccia, ndr)
... però ...
la coincidenza cioè ... ... I
Oltre alla già ampiamente illustrata autorità che FONTANA Stefano esercita sul
territorio dell'Acquasanta, pare opportuno analizzare gli altri dati informativi
desumibili dalla conversazione:

- intanto era emerso in modo estremamente chiaro il forte dissidio che contrapponeva
FONTANA Stefano a GRAZIANO Vincenzo e GENOVA Salvatore, (in quel
momento reggente del mandamento). DI TRAPANI Maria Angela riferiva al
marito delle lamentele ricevute da FONTANA, in merito ad ingerenze esercitate
proprio da GRAZIANO e GENOVA, nel territorio di propria competenza
[CARMELA ... dice ... che deve ... dice ... ma è ... cretina?! (...) dice ... stanno
mancando troppo assai con CORVINA! (...)... vengono qua ... a spadroneggiare ...
dice ... in continuazione!]. La donna riportava al marito le recriminazioni di
ANGELA, che aveva raccontato che CARMELA e CORMNA si erano spinti
finanche ad avanzare richieste estorsive nella propria giurisdizione [TUTTE E DUE
... CARMELA e CORVINA (unisce le dita indice ad indicare vicinanza, accordo,
ndr) ... dice ... vanno dentro le case ... da ... (mima il gesto usualmente utilizzato per
indicare il bussare alla porta, ndr) ... eh ... niente ... cose ...l. In ogni caso, veniva
ribadita, da entrambi i coniugi, la datata e perdurante acredine che opponeva, ormai
da tempo, FONTANA e GRAZIANO [ah! @ortu la mano alla fronte, ndr) ... ma è
una cosa reciproca! ... (...) eh ... sempre è stato ...l.
- il racconto della donna aveva evidenziato, inoltre, il giudizio fortemente critico
.
L -
nutrito da FONTANA Stefano sul conto di GENOVA Salvatore; quest'ultimo,
I.

infatti, in quel contingente momento, già particolarmente vicino a GRAZIANO


Vincenzo [... lo sai che fa? ... dice ... ora? ... fa parlare a CORVINA! dice ...l, era
poco considerato da FONTANA, che lo riteneva non idoneo a gestire il
mandamento di Resuttana [NOI vediamo ... dice ... ma dice ... non è in grado, dice!
... ma perchè ... questo borsone, non se la fida a tenerlo ... dice ... sulle spalle!]. Le
lamentele giunte a MADONìA Salvatore, per il tramite della moglie DI
TRAPANI Maria Angela, dovevano essere considerate come la richiesta, fatta da
FONTANA, di un autorevole intervento in proprio favore; in questo senso erano
valutate dallo stesso MADONIA Salvatore, che chiedeva alla moglie di
evidenziare, nelle sue interlocuzioni con ANGELA, il proprio isolamento e, di
conseguenza, la propria difficoltà ad intervenire [MARIA ANGELA ... glielo vuoi
dire che (...) no ... gli dici ... MIO MARITO .... è isolato!].

q&, 258
- ancora una volta si rilevava il rapporto di particolare rispetto nutrito nei confronti di
MADONIA Salvatore da FONTANA Stefano. DI TRAPANI Maria Angela
riferiva che quest'ultimo, preannunciandole di avere un pensiero per Salvo, le aveva
detto che presto avrebbe provveduto a farglielo recapitare [... ed ora mi ha detto ...
dice ... .(ANGELA,ndr) ... ho un pensiero ... dice ... che voglio fare a SALVO ... dice
... alpiu presto ... dice ... glielo faccio avere ... 1. Maria Angela raccontava, poi, al
marito che FONTANA le aveva confidato di nutrire una grande considerazione nei
confronti suoi, esortandola a riportare la propria disponibilità al detenuto per
qualsiasi evenienza futura [... I 0 per LUI ... (mima il rispetto estemato da ANGELA
nei confronti del marito, ndr) ... glielo deve sempre dire ... qualsiasi cosa ... ha
bisogno di ME ... solo per LUI!].

La conversazione, quindi, proseguiva proprio sul legame di reciproco rispetto


che aveva sempre legato la famiglia FONTANA a MADONIA Salvatore;
quest'ultimo confidava alla moglie di avere passato periodi di latitanza, tutelato dalla
famiglia FONTANA [che I 0 mi coricavo con SUO ... SORELLA ... con SUA
SORELLA] e dalla famiglia GALATOLO [... con i SUOI NIPOTI ... (si corregge,
ndr) ... con i SUOI CUGINI ...l, di non avere mai approfittato di nessuna situazione
[...e non l'ho mai guardata... con SUA MADRE... con TUTTI... (...) con TUTTI! ... e li
ho sempre (...) rispettati!], ma di avere sempre trattato tutti con assoluto rispetto. A
questo comportamento
..-. irreprensibile, MADONIA Salvatore attribuiva la ragione del
credito goduto nella considerazione di FONTANA Stefano.

Il 7 giugno2007 veniva intercettato un nuovo colloquio carcerario cui


partecipavano il detenuto MADONIA Salvatore e la moglie DI TRAPANI Maria
Angela e, pure in questo caso, venivano fatti chiari riferimenti riconducibili a
FONTANA Stefano; in particolare, il detenuto, affidando alla moglie un incarico da
portare avanti per suo conto, con la mediazione di FONTANA (cercare di esercitare
pressioni sul collaboratore di giustizia FAVALORO Marco, per indurlo a ritrattare),
le chiedeva se avesse incontrato "ANGELAtt, ricevendo risposta negativa e la
contemporanea assicurazione di un prossimo imminente incontro.

SALVATORE: MARIANNINA! ...


M. ANGELA: eh!
SALVATORE: 0nemmeno
levare! (parole, ndr.)
M. ANGELA: certo
SALVATORE : dice SALVO ... (se stesso, ndr) ...
tra dieci anni, tra
vent'anni ... se è possibile ... (utilizza il labiale, ndr) a ...
MARCO
r 7

1.m.l
SALVATORE:
..
ne DIU e ... dici ... auando lo trovi ... o aià è venuta?
(ANGELA, ndr)
M. ANGELA: no, l'altra volta!
SALVATORE : si ma n o n ti ...
M. ANGELA: e mi ...
mi ha mandato a dire che ... presto ... mi vuole
vedere!
SALVATORE : mh! ...
me l o saluti ...
M. ANGELA: si!

Tra il 18 ed il 19 giugno2007 venivano registrate alcune evenienze,


particolarmente importanti per meglio valutare i legami esistente tra la famiglia di
MADONIA Salvatore e quella di FONTANA Stefano. I1 18 giugno2007, infatti,
alle ore 18:42, (dati rilevabili da sistema GPS installato sulla Citroen C1, targata
DA688LM) DI TRAPANI Maria Angela usciva unitamente alla sorella DI
TRAPANI Giuseppina, a bordo della propria autovettura. Alle ore 19:00, il
dispositivo GPS, unitamente all'attività di intercettazione ambientale eseguita
all'intemo della suddetta CITROEN C 1, permettevano di documentare la sosta
dell'auto in un punto contraddistinto dalle coordinate GPS Lat. N. 38O8'37",7 Lon. E.
13O21'44",7 - nella via Ammiraglio Rizzo di Palermo. Anche il
giorno successivo il dispositivo GPS installato sulla CITROEN C1 targata

_ _ - ... DA688LM in uso a DI TRAPANI Maria Angela, documentava la sosta della


@ suddetta auto in un punto della città di Palermo, individuato dalle coordinate Lat. N.
3S08'38", 1 Lon. E. 13 "21 '44",5, corrispondente alla via Ammiraglio Rizzo, nei
pressi del civico 51. kI1 dato si sovrapponeva, in maniera
assolutamente aderente, alle acquisizioni del giorno precedente e, per questo, veniva
organizzato un servizio di osservazione, da cui si rilevava presso il negozio di
abbigliamento JEAN C0 la presenza di FONTANA ~aetano"

52

Ore 11:lO AU7altezzadel civico 53 di via Ammiraglio Rizzo risulta parcata


l'autovettura Ciiroen C 1 targata DA688LM.
Ore 12:30 DI TRAPANI Maria Angela, esce dal negozio di abbigliamento
JEANCO, sito al civico 64/Ddi via Ammiraglio Rizzo, si pone alla guida
dell'autovettura Citroen CI, targata DA688LM e si allontana. Si precisa
che la stessa deteneva solo la propria borsa.
Dunque, I1 fatto che all'incontro avesse partecipato, per conto dei FONTANA,
FONTANA Gaetano, figlio di Stefano, vale a comprendere il suo pieno inserimento
nelle dinamiche mafiose direttamente riferibili al padre e, quindi, alla famiglia
mafiosa dell'Acquasanta (come, del resto, risultante anche dalla misura c.d.
Addiopizzo l, nr. 38/08 R.G.N.R.).

I1 24 giugno2007, MADONIA Salvatore scriveva lettera , indirizzata alla


moglie; tra gli altri argomenti trattati, lo stesso diceva: "Spero che hai avuto modo di
vedere ANGELA "

Il successivo 26 giugno2007, DI TRAPANI Maria Angela, nella lettera al


marito MADONIA Salvatore, rispondeva: "Ho visto ANGELA l'altra volta e ti
saluta l~&ii$ii$+p
@+O)

L'l luglio 2007 MADONIA Salvatore, nella lettera di risposta indirizzata alla
moglie, ringraziava per i saluti giunti da ANGELA: "Grazie per i saluti di ANGELA
spero che stia bene"

I1 5 luglio 2007 veniva, poi, intercettato un colloquio carcerario intercorso tra


il detenuto MADONIA Salvatore e la moglie DI TRAPANI Maria Angela; i due,
tra gli altri argomenti trattati, parlavano anche di un incontro avuto dalla donna con
ANGELA. In particolare, veniva discussa la richiesta (emersa nel corso del colloquio
.. . -
carcerario del 7 giugno2007),-giàportata avanti da DI TRAPANI Maria Angela, per
conto del marito detenuto, di un tentativo di intervento da condurre sul collaboratore
di giustizia FAVALORO Marco, per indurlo ad una ritrattazione delle sue
dichiarazioni. La discussione dell'argomento, che verrà dettagliato più avanti, serve,
in questa sede per confermare l'incontro avuto da DI TRAPANI Maria Angela con
FONTANA Gaetano il 19 giugno2007.

Ore 12:35 Dal predetto negozio di abbigliamento esce un soggetto sconosciuto,


dall'apparente età di 30 anni, alto circa 1,80 mt., corporatura normale,
capelli corti e castano scuro. Successivamente identificato per FONTANA
Gaetano, nato a Palermo 1'1 marzo 1976. Lo stesso, dopo aver
attraversato la via Ammiraglio Rizzo, si pone alla guida dell'autovettura
Peugeot 107, di colore scuro, targata DD551RX (intestata a TERESI
Michele, nato a Palermo il 28 febbraio 1938, residente a Firenze in via
Lazio nr.4102) e si allontana.
M. ANGELA: ANGELA ti saluta! Gli h o detto... però dice: m a come...
facciamo?! Gli h o detto: vedete...
SALVATORE: Se ...
M. ANGELA: ...
se potete ...
non e che abbiamo noialtri... (con la mimica lascia
intendere rapporti, contatti, ndr) Dice, cercheremo, dice,
con SUA FIGLIA ...
vediamo.. SUA FIGLIA LA GRANDE,
che è un pochettino...
SALVATORE: MARIA ANGELA, a me interessa.. .
[...l
M. ANGELA: con CORVINA è sempre ....
(con la mimica lascia intendere,
lontana, in cattivi rapporti, ndr) sempre ....
In questo caso, dunque, l'appellativo di ANGELA è stato utilizzato dai coniugi
MADONIA per indicare pure FONTANA Gaetano (che, però, chiaramente era
all'incontro in rappresentanza e per conto del padre FONTANA Stefano). Ciò tanto è
vero, che le frasi rifhte da Mari ANgela alla persona con cui ha parlato sono sempre
al plurale [ma come... facciamo?! (...)Dice... cercheremo, dice, perchè... dice... non è
che abbiamo noialtri...]. La conferma diretta di queste conclusionisi aveva il 21
luglio 2007, nel corso di colloquio carcerario concesso al detenuto DI TRAPANI
Nicolò. Vi partecipava, tra gli alti, anche DI TRAPANI Maria Angela, che portava
al fratello i saluti della "NIPOTE DI MRL4NNINA" (FONTANA Gaetano è
nipote di GALATOLO Giovanna, intesa Mariannina); si riporta, di seguito,
stralcio di interesse relativo alla trascrizione del suddetto colloquio.

. ... ,. .
M. ANGELA: Ah ...ti sa... ti... ti saluta... LA NIPOTE DI
MARIANNINA?!
NICOLO': eh...
M. ANGELA: incomprensibile ...
NICOLO': e chi lo conosce!...
M. ANGELA:
NICOLO': annuisce...
ENZINA: chi & ... neanche io ...
M. ANGELA: la sorella del siqnor ENZO ( con la mano destra indica la
medesima struttura carceraria,ndr) ...
NICOLO' : ah ... non mi interessa ...incomprensibile...
M. ANGELA: no ...
n o n auello
FIGLIA d i suo FIGLIO
... ... ...
no suo FIGLIO suo la ... ...
NICOLO': ah ...
ENZINA: S
per
...
- -

deali a l t r i n o n vuole sentire l'odore

Si precisa, altresì, che detta autovemua era già stata notata in quanto
parcata nell'immediata vicinanza del luogo di parcheggio dell'autovettura
Citroen C1 targata DA688LM. t-
M. ANGELA: neanche con le figlie si guardano (ripete nuovamente il
gesto per indicare la struttura carcerario dove si trovano,
ndr) ...
NICOLO': STEFANO?
M. ANGELA: -(con ala testa annuisce in segno di conferma
ndr)
NICOLO': ehm ...
M. ANGELA: devo dire che [con la mano destra mima il qesto come
p p
NICOLO': ah ...
M. ANGELA: non può vedere ...incomprensibile... (la voce del bambino
copre la frase, ndr) ...
NICOLO': annuisce ...
M. ANGELA: ...
l'altra volta PIPPO MADONIA G i u s e ~ ~ e , n d r l mi ha
domandato ...auell'altra non viene? .,.
m i veniva d i
1
pir li:
1
... N O I abbiamo visto la sofferenza d i SALVO (inteso
MADONIA Salvatore, marito della stessa, ndrl ...
auando fÙ ... dice ... il fatto di suo FRATELLO ...
NICOLO': ah ... (ti aiuta suo FIGLIO? .I
M. ANGELA: annuisce... una volta m i ha mandato u n resalino... dice
solo Der te!
NICOLO' : ah ... LUI neanche lo può vedere ...incomprensibile...
(sorride, ndr) ...

Le risultanze del colloquio fornivano, quindi, molteplici elementi, indicativi


delle relazioni esistenti tra la famiglia di MADONIA Salvatore e quella di
FONTANA Stefano; permettevano, tra l'altro, grazie a numerosi riferimenti di natura
soggettiva, di trovare conferme all'incontro intercorso tra DI TRAPANI Maria
Angela e FONTANA Gaetano, e del fatto che in quella sede Gaetano rappresentasse
il padre Stefano.

Il colloquio carcerario autorizzato a MADONIA Salvatore 1'8 novembre


2007, oltre ad attualizzare la responsabilità di FONTANA Stefano nella gestione
mafiosa del territorio riconducibile allafamiglia dell'Acquasanta (dove esisteva una
situazione di attrito pure con i GALATOLO), permetteva di rilevare le perduranti
relazioni di quest'ultimo con DI TRAPANI Maria Angela, alla quale, ancora una
volta si era preoccupato di fare arrivare del denaro.

M. ANGELA: ANGELA è l à ... ANGELA ...


SALVATORE: MARIA ANGELA ti prego ...
M. ANGELA: con i ~ a r e n t non
i s i osson no quardare, infatti m e l o
dice, ero ...
SALVATORE: MARIA ANGELA ...
M. ANGELA: m w
reqalo albambino ( c o o
SALVATORE: MARIA ANGELA ...
M. ANGELA: sciii ... un minuto (si rivolge al figlio,ndr) ..Ai ,
SALVATORE: MARIA ANGELA ...
M. ANGELA: eh...
SALVATORE: cioè passiamo da u n fronte a ... quello ...
preao I O ... casa e chiesa ...
M. ANGELA: eh ... eh... si!...
SALVATORE: 0
... il FRATELLO (sorriso sarcastico,ndr) ... ma MARIA
ANGELA ...
M. ANGELA: e QUELLI che lo fanno da fuori? ... non lo vedi ci sono
QUELLI che lo fanno da fuori ...
SALVATORE: eh appunto ... ma I O mica ti sto dicendo ... ti sto dicendo di
no ... cioè significa che ognuno ... ah ... ci deve mettere no
due scatti alla porta, tre scatti ... (con la mano mima il gesto
di girare una chiane nella serratura,ndr) ...
M. ANGELA: siccome gli hanno preso tutte cose tuttooo ...
SALVATORE: MARIA ANGELA ... siii ma I O ti sto dicendo ... ti sto dicendo
che ...
M. ANGELA: a CARMELA sicuro di no neanche morta ... uhm ... da ...
mi veniva ... una cosa ... ~ oa iCARM ... non la Dossono
vedere, infatti mi ha detto di dirtelo ... "lo zaino dice
~ s c l l s ~ a l l ee"...
SALVATORE : uhm ...
M. ANGELA: CARMELA ...
SALVATORE : MARIA ANGELA ...
M. ANGELA: m u
f e o f re fi ure" ..
SALVO EH EH",.. ...
SALVATORE: uhm ... (porta le mano al suo petto,ndr) ...
M. ANGELA: g g I T 0 non cammina
pessuno. ali ho detto, sono chiusi là, ali ho detto ...
SALVATORE: va bè ...
M. ANGELA: non è capace ...
SALVATORE : e continua ... (atteggiamento di disapprovazi~ne~ndr)
...
MARIA ANGELA ...
M. ANGELA: dice: ...
"si stanno manaiando tutte cose" ...
I...]
M. ANGELA: dice: "e' una cosa solo Der SALVO oer .. Der SALVO L.
personale oer SALVO" ... e basta ...
SALVATORE: umh ... sa ...
M. ANGELA: certo
D
... ...
eh ehhh ~erò ...
non è la ~ r i m avolta lo ...
ha
SALVATORE: I O pensavo che non si fosse fatto più vedere ... e h ...
all'epoca quando gli hai detto ... sai ... e h ...
M. ANGELA: no, anzi e h .. e h ...
Pare opportuno sottolineare ancora una volta le aspre divergenze tra
FONTANA Stefano e GENOVA Salvatore, ritenuto dal primo privo della capacità
necessaria a reggere il mandamento di Resuttana [lo zaino dice non è capace di
portarselo sulle spalle 'q, amministrato in malo modo [dice: ... 'Si stanno mangiando
tutte cose'l. FONTANA Stefano aveva pure riferito a DI TRAPANI Maria
Angela che proprio GENOVA Salvatore, al fine di accreditarsi ulteriormente nedi
ambienti mafiosi, era solito relazionarsi spendendo il nome di MADONIA Salvatore
[dice: "cammina a nome di SAL V 0 EH ... EH" ...l, e per questo, ed in ragione della
sua incapacità, stava facendo fare "brutte figure" ai MADONIA [non e ' capace ... vi
sta facendo fare figure...].Si comprende bene, se mai ce ne fosse stato bisogno,
quanto ancora rilevanti siano il peso e l'autorevolezza deHa famiglia MADONIA
negli ambienti riconducibili a Cosa Nostra; per questo, anche un mafioso
particolarmente vicino a LO PICCOLO Salvatore, come GENOVA Salvatore
aveva la necessità di legare il proprio nome a quello di MADONLA Salvatore. Le
stesse motivazioni avevano spinto FONTANA Stefano a far giungere le proprie
rimostranze al MADONIA, nell'intento di cercare, nel benestare di quest'ultimo, il
credito necessario fare valere, ancor più, il proprio potere mafioso.

. -- -
6. I1 progetto di MADONIA Salvatore di far ritrattare il collaboratore di giustizia
FAVALORO Marco per il tramite della moglie e di FONTANA Stefano.

L'attualizzato legame tra MADONIA Salvatore e la famiglia FONTANA


faceva emergere una vicenda, particolarmente significativa, sviluppatasi, almeno
nella prima parte, grazie proprio ai rapporti tra le due famiglie. Nel corso del
colloquio carcerario del 7 giugno2007, per la prima volta, il detenuto MADONIA
Salvatore comunicava alla moglie l'intenzione di cercare, tramite i componenti della
famiglia FONTANA, un contatto con il collaboratore di giustizia FAVALORO
Marco, nato a Misilmeri (PA) il 26 febbraio 1944 per a e r i r a l i una ritrattazione
delle dichiarazioni già rilasciate sul suo conto. In particolare, facendo affidamento
sulla vicinanza relazionale manifestata dai FONTANA, MADONIA Salvatore
riferiva alla moglie ciò che avrebbe dovuto chiedere. k&&&$*$A#?)

SALVATORE: MARIANNINA! ...


M. ANGELA: eh!
SALVATORE: ... ANGELA! dice ... ...
non ne aggiungere e nemmeno
levare! (parole, ndr.)
M. ANGELA: certo
SALVATORE: dice SALVO
vent'anni ...
...
(se stesso, ndr)
se è possibile
tra dieci anni, tra
...
(utilizza il labiale, ndr)
...
a ...
MARCO
M. ANGELA: (non capisce, ndr) -.

SALVATORE: (ripete, ndr) ...


(usa nuovamente il labiale, ndr) ...
M. ANGELA: mh! (capisce, ndr)
SALVATORE: ... se può fare
detto è falso! ......
a dire a dire ...
tutto quello che ho...
M. ANGELA: mh! (annuisce, ndr)
SALVATORE: dici ...
se è possibile vedete! ...
M. ANGELA: ok
SALVATORE: ne ...
M. ANGELA: perfetto!
SALVATORE: ne più e
(ANGELA, ndr)
...
dici ...
quando lo trovi o già è venuta? ...
M. ANGELA: no, l'altra volta!
SALVATORE: si ma non ti ...
M. ANGELA: e mi ...
mi ha mandato a dire che presto ...
mi vuole ...
vedere!
SALVATORE: mh! ...
me lo saluti ...
M. ANGELA: si!
SALVATORE: ... e gli dici ...
se è possibile, questa cosa!
M. ANGELA: ..
. che m i ha fatto capire che vuo ha un pensiero per TE!...
SALVATORE: si
...
...
(si infastidisce, ndr)
se è possibile eehh
MARIA ANGELA
...
anche se
...
...
SALVO
fanno una cosa ...
...
e
scritta dal NOTAIO
INCOMPRENSIBILE I0
una cosa
... ...
...PAROLA ...
M. ANGELA: qualsiasi cosa!
SALVATORE: I0
...
...
per rimorso di coscienza devo dire
...
quando mi trovavo là p u r di uscire da là
perchè ... ...
...
M. ANGELA: si
SALVATORE: .. ...
. siccome c'è (mima uno scritto, ndr)
M. ANGELA: si, ci sono tutte le carte che co ...
che aveva SUA MOGLIE

... ... ...


.m a

SALVATORE: eh! e dice per u n rimorso di coscienza l o dovrei

M. ANGELA:
dire
ok
...
dice ma ... ...
ora?! se è possibile!... ...
SALVATORE: se è poss
fare ... ...
se è una cosa
non s i può fare!
dice
... ...
ah! non s i può ... ...
M. ANGELA: se è possibile!
[...l
SALVATORE: basta! ...
:[NCOMPRENSIBILE ... c'è la possibilità ... là ...
ANGELA! ...
M. ANGELA: va bene

I1 tenore della conversazione risultava di immediata comprensione:


MADONIA Salvatore aveva chiesto alla moglie di cercare, tramite la famiglia
FONTANA, di contattare e far ritrattare FAVALORO Marco [... tra dieci anni, tra
vent'anni ... se è vossibile ... (utilizza il labiale. ndr) ... a MARCO (...) ... se vuò fare
! * . , ...l. FAVALORO avrebbe
dovuto addurre ipotetici rimorsi di coscienza [IO... per rimorso di coscienza ... devo
dire ... perchè ... quando mi trovavo là ... pur di uscire da là ... (...) eh! ... e dice ...
per un rimorso di coscienza ... lo dovrei dire ... dice ... ma ... ora?! ... se è possibile!

I1 mese successivo, il 5 luglio 2007, nel corso deI~'~o1loquio


carcer&o
mensilmente concesso al detenuto MADONIA Salvatore, si registravano nuovi
sviluppi in merito alla suddetta vicenda. DI TRAPANI Maria Angela, infatti, diceva
di avere incontrato ANGELA e di avergli rappresentato le richieste del marito;
riferiva altresì della risposta interlocutoria ricevuta e del fatto che il contatto con il
collaboratore sarebbe stato tentato tramite il figlio maggiore di FAVALORO.

M. ANGELA: ANGELA ti saluta! Gli h o detto... però dice: m a come...


facciamo?! Gli h o detto: vedete...
SALVATORE: Se ...
M. ANGELA: ... .
se potete.. Dice... cercheremo, dice, perchè dice...
n o n è che abbiamo noialtri... (con la mimica lascia
...
intendere rapporti, contatti, ndr) Dice, cercheremo,
dice, con SUA FIGLIA... vediamo SUA FIGLIA LA ...
SALVATORE:
GRANDE, che è un pochettino
MARIA ANGELA, a m e interessa... L
...
M. ANGELA: ... perchè quella che è unita è LA PICCOLA, dice...
SALVATORE: MARIA ANGELA.. .
M. ANGELA: ... però LA PICCOLA, dice non ci può...
SALVATORE: MARIA ANGELA. ..
M. ANGELA: dobbiamo arrivare
SALVATORE: ...il discorso è che LUI, secondo me, deposito non ne hanno
...
fatto, e dire tutte...
M. ANGELA: certo non è ....
dice ...
vedremo... eh, poi m i ha de... poi...
SALVATORE: Basta!

In risposta alle richieste di MADONIA Salvatore, quindi, FONTANA


Stefano aveva manifestato le proprie difficoltà, a causa della mancanza di ogni tipo
di contatto con il collaboratore di giustizia; aveva però assicurato che si sarebbe fatto
un tentativo tramite il figlio maggiore di FAVALORO, da identificarsi in
FAVALORO Raffaele, nato a Milano il 5 luglio 1966, residente a Palermo in via
Loria m. 84. FONTANA aveva spiegato, comunque, che i rapporti più assidui con il
pentito fossero mantenuti dal figlio minore FAVALORO Giuseppe, nato a nato a
Palermo il 15 febbraio 1971, celibe, residente in via Dalia m. 80, con il quale, però, si
riteneva più problematico cercare un contatto.

I1 21 luglio 2007, nel corso di colloquio carcerario con il detenuto DI


TRAPANI Nicolò, DI TRAPANI Maria Angela, oltre a comunicare al fiatello che
la famiglia FONTANA le faceva giungere periodicamente un regalo (in questo caso
specificava di averlo ricevuto, nel corso di un incontro avuto con FONTANA
Gaetano, nato a Palermo il 01 marzo 1976), gli riferiva anche della richiesta, fatta
per conto del marito, di contattare FAVALORO f i r c o .

M.ANGELA: Ah... ti sa.. d.. ti saluta.. LA NIPOTE DI M-mTA!

NICOLO': eh...
M. ANGELA: incomprensibile ...
NICOLO': e chi lo conosce!...
M. ANGELA: MARIANNINA non te la ricordi? ...
NICOLO' : annuisce...
M. ANGELA: la sorella del signor ENZO ( con la mano destra indica la
medesima struttura carceraria,ndr) ...
NICOLO' : ah ... non m i interessa ...incomprensibile...
M. ANGELA: no ... non quello
FIGLIA di suo FIGLIO
... ... ...
no suo FIGLIO ...
suo ...
la

NICOLO': ah ...
ENZINA: sono sistemati sempre ... hanno la venerazione solo per ME
e per SALVO (il marito della stessa,ndr) ... degli altri non
vuole sentire l'odore ...
M. ANGELA: neanche con le figlie si guardano (ripete nuovamente il
gesto per indicare la struttura carcerario dove si
trovano,ndr) ...
NICOLO': STEFANO?

268
ENZINA:
M. ANGELA: STEFANO! (con ala testa annuisce i n segno d i

NICOLO':
conferma ndr)
ehm ...
con ME sola ... ...
[...l
NICOLO': ...
ah ti aiuta suo FIGLIO? ...
M. ANGELA: annuisce ...
una volta m i ha mandato un regalino ...
dice solo per te!
NICOLO': ah ... LUI neanche lo può vedere ...incomprensibile...
(sorride, ndr) ...
M. ANGELA: . infatti l'altra volta g l i ho detto gli ho detto gli h o ...
detto ...
gli ho detto incomprensibile... non può ...
vedere
...
...
gli ho detto se tramite
(con la mano destra mima qualcosa,ndr)
...
gli ho detto che
se s i può
...
...
andare a dire ma ...
a riprendere e dire (con al mano
mima il gesto d i tirare) (con al mano mima il gesto d i
tirare a se, ndr)
per mio MARITO dice:
......
ma che stai facendo
ehhh
gli ho detto
...
è difficile ma ...
...
vediamo ...
Nello svolgimento dell'attività di indagine, in ogni caso, veniva registrato un
ripensamento da parte di MADONIA Salvatore, in merito alla mediazione chiesta a
FONTANA Stefano; questo anche in relazione aile vicende personali del
FONTANA stesso, che avrebbe dovuto esercitare pressioni su un collaboratore di
giustizia, pur avendone uno (il Fate110 Angelo) in famiglia.

Nel corso del colloquio carcerario del 2 agosto 2007, MADONIA Salvatore
chiedendo alla moglie Maria Angela, notizie su FONTANA Stefano, testualmente
riferiva.

SALVATORE: MARIA ANGELA... ....


a me... i o mi... ci ho riflettuto...
eh... su... su ANGELA?
M. ANGELA: Mh ...
SALVATORE: Può essere che.... (ride, ndr.) non si fa vedere più
completamente?!
M. ANGELA: Non s i è fatta vedere più, infatti!
SALVATORE: . ...
Eh.. e allora io me l o immaginavo!
M. ANGELA: ...
Eh infatti andò pure da (abbassa il tono della voce, ndr.)
...
SERGIO andarci a dire: (abbassa il tono della voce, ndr.)
ogni mese... (con la mimica lascia intendere: devi venire a
dare, ndr.)!
SALVATORE: Ba... MARIA A ....
M. ANGELA: QUELLO fa ... ...
dice Ma io una volta all'anno... dice non ...
sono stato sempre.. . Ma. .. di.... sono un pochettino ...
SALVATORE: Va bel sangu mio... t u non g l i chiedere più niente
sangu mio...
M. ANGELA: Se s i fa sentire, si fa sentire! Se no...

5?=
SALVATORE : ...
Se... Ma perchè ci ho riflettuto
M. ANGELA: Non vorrei che camminano a forza di bugie!
SALVATORE: Ci ho riflettu... ci h o riflettuto...
269
M. ANGELA: ... tutti
SALVATORE: no... siccome... Come può andare a fare... con suo ....
con SUO FRATELLO... come s i deve... come se la
combina?!
M. ANGELA: Ah?
SALVATORE: Con suo fratello come se l a combina?!
M. ANGELA: Ah, n o n l o so... ma (abbassa la voce e con la mimica
delle mani lascia intendere: va i n giro, s i muove, ndr.)

Le perplessità esternate da MADONIA Salvatore trovavano conferme anche


nei contenuti del colloquio carcerario de11'8 novembre 2007 (avuto, come sempre, con
la moglie DI TRAPANI Maria Angela), dal quale si poteva senz'altro desumere la
definitiva rinuncia di MADONIA all'intervento della famiglia FONTANA sul
pentito FAVALORO Marco.

M. ANGELA: no ... mi fa ANGELA: ... "noi siamo per la nostra casa" ... gli
ho detto e IO pure per la mia casa solo ... v i ringrazio p e r
questo pensiero che avete f a t t o e basta ...
SALVATORE: MARIA ANGELA questo è quello che voglio IO ...
M. ANGELA: dice: 'e' una cosa solo per SALVO per .. per salvo ...
personale per SALVO" ... e basta ...
SALVATORE: umh ... sa ...
M. ANGELA: certo ... eh ... ehhh ... però non è la prima volta ... lo hanno
fatto un'altra volta l'anno scorso e ora ...
SALVATORE: I o pensavo che n o n s i fosse f a t t o più vedere ... ...
eh

M. ANGELA:
all'epoca quando gli hai d e t t o
..
no, anzi e h e h ...
... ...
sai e h ...

SALVATORE: nooo ...


M. ANGELA: eh? ...
SALVATORE: quando g l i h a i chiesto di come s i chiama ...
'M. ANGELA:
SALVATORE: eh
..... ...
di di LUCIA?
di LUCIA
...
...
M. ANGELA: n o n mi ha d e t t o niente ...
SALVATORE: ahhh
QUESTO
...
nooo
...
...
dico ...
bahh
va bè n o n s i vede
... ...
I O pensavo ... che
perché gli h a i
domandato di LUCIA (batte le mani, ndr)
M. ANGELA: no ...
SALVATORE: che p o i I O stupidamente dico ...
quando c i domandi di
LUCIA ... (sorride,ndr) ...
se c i scappano i b u o i di
dentro ...
Ancora una volta, quindi, venivano espresse forti riserve in ordine al fatto che,
avendo dovuto subire l'onta di avere un pentito in famiglia, Stefano FONTANA non
poteva certo considerarsi il soggetto più idoneo a portare avanti un discorso di questo
tipo [... se ci scappano i buoi di dentro ... 1. Per questo motivo, DI TRAPANI Maria
Angela individuava un'altra possibile strada da seguire per anivare a FAVALORO
(in questo caso indicato con l'appellativo di LUCLQ, secondo l'usuale meccanismo
che prevedeva l'uso di nomi femminili, per intendere un congiunto uomo ad essi
rifenbili: LO VERSO Lucia, nata a Palermo il 23 luglio 1903, è la madre di
FAVALORO Marco), strada che prospettava al marito tra la fine di luglio e l'inizio
di agosto; anche in questo caso, come si vedrà, MADONIA Salvatore avrebbe
comunque manifestato perplessità in mento.

I1 30 luglio 2007 DI TRAPANI Maria Angela scriveva una lettera al manto


detenuto MADONIA Salvatore, raccontandogli di avere fatto, grazie a
GUASTELLA Maria, alcune "nuove" conoscenze; la donna, in particolare, diceva di
avere intravisto un piccolo sentiero per quella speranza e specificava, a tal proposito,
di avere incontrato LA CUGINA DILUCU. D)

I1 2 agosto 2007, nel corso del colloquio carcerario concesso al detenuto


MADONIA Salvatore, DI TRAPANI Maria Angela spiegava al marito il
contenuto della lettera, fornendo chiavi di lettura utili alla comprensione
dell'argomento. [ALL~ZGATQ
A19)

M. ANGELA: Si... e finalmente...il mondo quanto è piccolo... L'altra


volta d i che m i parlavi?!
SALVATORE: Eh... sangu mio ma così... ...
M. ANGELA: LUCIA?
SALVATORE: (resta in silenzio e non capisce, ndr)
M. ANGELA: (porta la mano vicino ai capelli per comunicare qualcosa,
ndr.) PAROLA INCOMPRENSIBILE LUCIA?
SALVATORE: (resta in silenzio e non capisce, ndr)
M. ANGELA: LUCIA?
SALVATORE: (breve silenzio, poi finalmente capisce, ndr.) Eh, LUCIA,
eh...
M. ANGELA: ...
Eh mentre che ero là ehm ... ...
SALVATORE: ...
Eh, va bel amunì... eh ...
M. ANGELA: SUA NIPOTE!
SALVATORE: Eh ...
M. ANGELA: Mi fa... dice... mi faceva MARIA... dice... guarda il
pesce, dice, lo devi prendere qua, dice... perchè ...
Piglia e l e faccio: i o non lo conosco... l e faccio... Fa...
dice: aspetta ...
un momento QUELLO s i awicina, m i
guarda e m i fa: signora, buonasera... buongiorno! E i o
g l i faccio: ma i o no... (ride, ndr.) I o sono... dice...
SALVATORE: Va ber eh... accorcia...!
M. ANGELA: Eh... di una educazione!
SALVATORE: .
Ba.. a posto!
M. ANGELA: Allora faccio: Fu il Signore?! I n f a t t i (abbassa il t o n o
della voce, ndr.) MARIA ...
fa...dice... diglielo a
SALVO... se è... c i parliamo! Dice, perchè su... f a
dice... è la SIGNORA... di... dov'eravamo... è SUA ZIA...
... ....
perchè è sposata con LA SORE... con I'A... capi ? ...
SALVATORE: .
MARIA A.. accorcia!
M. ANGELA: Ma sono proprio...
SALVATORE: Sono?
M. ANGELA: Dove siamo andati....?! Questa SUA ZIA?
SALVATORE: Mh...mh. eh .. ...
M. ANGELA: è.... sono andati che c'era una specie di... di
...
capannoni enormi, meravigliosi grandi. in riva a l ... ..
SALVATORE:
mare ...
dopo Termini Imere... dopo Termini Imerese...
...
Tu, vedi che ti di vedi che ti di...
M. ANGELA: Sono d i Brancaccio LORO... sono d i Brancaccio!
SALVATORE: Ma... eh...
M. ANGELA: Quindi va... ma... enormi... che c i devono aprire
ipermercati ...
SALVATORE: mh ...
M. ANGELA: mol... t r e volte d i quello d i Auchan! E siccome c'è la
spiaggia così, messa avanti... c i mettono... c i hanno
messo l e cose... m a ci... sono proprio ...
fa... dice...
signora ...
dice... suo figlio
picciriddo! Eh... Grazie... prego...
...
che bambino! Che

FRANCESCO: M i sono f a t t o una nuova nonna... NONNA GIUSY


M. ANGELA: ... che l a chiama NONNA GIUSY...
[...l
M. ANGELA: Ah... ti chiedevo... chi sa... MARIA... vuoi che p o i glielo
dice?
SALVATORE: .
Per ora no, sangu mio.. p e r ora no... non... mi
preoccupo, sangu mio... di... p i ù i n là... p i ù in là se n e
...
parla p i ù in là... p i ù i n là...
M. ANGELA: Perchè con LA SORELLA PICCO... è LA SORELLA
PICCOLA che... che è sempre insieme a SUA MADRE...
SALVATORE: va be...
M. ANGELA: ...e con LA SORELLA PICCOLA... i o h o capito che c i
stava...
[...l
M. ANGELA: Ah... ti h o portato il pesce...
SALVATORE: eh...
M. ANGELA: ... i n f a t t i m e l o ha... Gli h o detto: m a no... l e i non l o
de... Nooo... questo, dice... stavolta, dice... è soltanto
...
alla salute mia, dice... Poi... dice... il prossimo dice...
lo...
SALVATORE: Chi è...
M. ANGELA: Sta... eh...
SALVATORE: LUCIA?
M. ANGELA: Si...sua...eh...sta sua cu... questa SUA CUGINA!
[...l
M. ANGELA: A queste persone... se le è comprate... in niente...
FRANCESCO: ...INCOMPRENSIBILE...
M. ANGELA: ...eh...nonna... NONNA GIUSY a questa ...
alla ZIA...
questa signora tutta... tipo nonna Peppina, pare ...
FRANCESCO: E NONNO PINO... e NONNO PINO...
M. ANGELA: ...
e NONNO PINO... tutti e d u e che cucinano...
lavano...levano... fanno... mischini
...
proprio d'accuddì... c'è UNO... quello che sborsa... e
gli a l t r i cucinano
SALVATORE: E che le vengono a MARIA?
M. ANGELA: Eh ... ami... amici con... amici perchè si... forni sono ...
...
fornitori di pure suoi... così. Nella conoscenza così!
[...l
M. ANGELA: MARIA n o n l o sapeva... quando l o fa, i o sono rimasta
...
in silenzio... MARIA guardava Poi all'ultimo, dopo un
pezzo... che. eravamo... che stavamo facendo il
...
bagno l e h o detto: m a tu l o sa... Ma i o n o n n e sapevo
niente. ..
Le faccio: si! Dice: v a be'... non ti
preoccupare... p u ò essere... dice... che... Perchè con
...
SUA ZIA si... c'è un rapporto c i sta bene, va
l'ascoltano tutti!
....
E poi

Tutti gli elementi forniti nel corso della conversazione consentivano di


identificare compiutamente i soggetti nominati, permettendo di comprendere come
DI TRAPANI Maria Angela avesse individuato, come percorso alternativo
conducente a FAVALORO Marco, quello passante per i familiari del collaboratore,
tramite la mediazione di GUASTELLA Maria. Gli spunti informativi individuanti
erano, infatti, molteplici:

- intanto erano chiari i riferimenti relativi ai legami parentali; Maria Angela diceva
chiaramente di avere parlato con "LA NIPOTE DI LUCIA " [LUCIA?(...) SUA
NIPOTE!], che verosimilmente gestiva una pescheria [UARIA... dice... guarda il
pesce, dice, lo devi prendere qua, dice...]; dove, peraltro, aveva acquistato del
pesce per il detenuto [Ah... ti ho portato il pesce... (...)...infatti me lo ha... Gli ho
detto: ma no... lei non lo de... Nooo... questo, dice... stavolta, dice... è soltanto alla
salute mia, dice... Poi... dice... ilprossimo... dice... lo...l
- in relazione a ciò, inoltre, la DI TRAPANI forniva ulteriori dati, comunicando che
il posto in cui aveva incontrato "la nipote di Lucia" (in particolare faceva
rifdmento ad alcuni enormi capannoni dopo di Termini Imerese) era
riconducibile ad una zia di questa (quindi ad una zia del cugino del collaboratore
di giustizia) [Dice, perchè... su... fa.... dice... è la SIGNORA... di... dov'eravamo... è
SUA ZIA... perchè è sposata con LA SORE... con l 'A. .. capi... ? 1;
- rilevanti erano, poi, altre informazioni desumibili dal dialogo intercorso tra i
coniugi, nel quale si specificava l'origine di questo nucleo familiare [Sono di
Brancaccio LORO... sono di Brancaccio!], oltre ad indicarne alcuni nominativi
[NONNA GIUSY a questa... alla ZIA... (...)...e NONNO PINO].

L'analisi e gli accertamenti, effettuati sui predetti dati informativi,


permettevano di rilevare riscontri utili e assolutamente conducenti alla individuazione
dei luoghi e dei soggetti nominati:

- il NIPOTE DI LUCU era da identificarsi in FAVALORO Raffaele, di


-
_ - t - 0

FAVALORO Salvatore e CHIOLO Rosalia, nato a Palermo il 15 gennaio 1967.

Lo stesso è titolare di omonima impresa individuale, con sede in Palermo -


via Messina Marine nr. 183, operante nel settore mercwlogico della
sornministrazione al pubblico di alimenti e bevande e della ristorazione. Gli eventi
registrati tra il 30 luglio 2007 e 1'01 agosto 2007 confermavano la positiva
identificazione; infatti:

- il l oagosto 2007, alle ore 07:59, dall'utenza 34912541160, intestata ed in uso a DI


TRAPANI Maria Angela, veniva registrata, in uscita, telefonata (decreto int.
603106 DDA - Palermo) verso il numero 0911472425~~.
La donna conversava con
un interlocutore sconosciuto (che aveva risposto "Pronto, pescheria'? a cui

" L'utenza è intestata a FAVALORO Raffaele, Via Messina Marine nr.127, Palermo.
chiedeva di RAFFAELE; l'uomo invitava la DI TRAPANI a richiamare dieci
minuti più tardi e le chiedeva, inoltre, se la telefonata fosse riconducibile alla
< -Lb- A h

ordinazione fatta il giorno precedente; i$&&&q$g13'~0)

- in effetti, il 31 luglio 2007, alle ore 17:23, i dati forniti dal GPS installato
sull'autovettura CITROEN CI, targata DA688LM, in uso a DI TRAPANI Maria
Angela, rilevavano una sosta della vettura in un punto, individuato dalle
coordinate GPS Lat. N. 38'6'24",7 Lon. E. 13'22'58",4, che il sistema dava come
corrispondente alla via Messina Marine di Palermo;

- alle ore 08:24, delllOl agosto 2007, DI TRAPANI Maria Angela, dall'utenza
34912541160 a lei intestata, richiamava il numero O911472425 e , questa volta
parlava con RAFFAELE, di una ordinazione di pesce da consegnare al proprio
domicilio; ~ 1 )
- i capannoni in riva al mare, nei pressi di Termini Imerese, erano da individuarsi
indiscutibilmente in quelli di proprietà della EUROCASA s.r.L (c.fisc.
04705430827) con sede a Termini Imerese (PA), zona industriale, catastati a
Termini Imerese - foglio 30 - particella 934 - categoria D/7, piani terra - primo e
secondo, all'indirizzo contrada zona industriale s.n.c..

- la società EUROCASA s.r.L ha capitale sociale di Euro 100.000,00 diviso in quote


così suddivise:
a -+
. quota nominale di euro 60.000,OO di proprietà di SINAGRA Loreto, nato a
@- Palermo 1'8 gennaio 1945
. quota nominale di euro 20.000,OO di proprietà di SINAGRA Vincenzo, nato
a Palermo il 15 maggio1974
. quota nominale di euro 20.000,OO di proprietà di SINAGRA Antonino, nato
a Palermo il 11 agosto 1971

In questo senso, quindi, era confermata pure l'affermazione di DI TRAPANI


Maria Angela, che aveva specificato come i capannoni fossero di proprietà di una zia
di FAVALORO Raffaele I. dì... dov'eravamo. .. è SUA ZU...]:
in effetti,
quest'ultimo è coniugato con SINAGRA Loredana, nata a Palermo il 10 agosto
1970, figlia di SINAGRA Francesco Paolo, nato a Palermo il 06 settembre 1938,
quest'ultimo fratello di SINAGRA Loreto. SINAGRA Loreto è quindi zio acquisito
di FAVALORO Raffaele.

I soggetti indicati nel corso del colloquio come NONNA GZUSY e NONNO
PINO, erano da identificarsi in:
- SZNAGRA Giuseppa, di SMAGRA Antonino e SPATARO Maria, nato a
Palermo il 21 luglio 1946, ivi residente in via Alagna nr. 27, coniugata con

- GERBINO Giuseppe, di GERBINO Giuseppe e TESTA Maria, nato a Palermo il


15 agosto 1943, convivente con il coniuge.

L'intero nucleo familiare dei SINAGRA, come può facilmente rilevarsi


dall'ufficio servizi demografici del Comune di Palermo, è originario della zona di
Brancaccio.
7. 1 rapporti di Maria Angela DI TRAPANI con i FONTANA a seguito dell'arresto
di LO PICCOLO Salvatore

Dopo il 5 novembre 2007 - data dell'arresto del latitante LO PICCOLO


Salvatore, sorpreso durante un surnmit mafioso al quale partecipava anche il figlio
LO PICCOLO Sandro e ad altri due appartenenti a cosa nostra, anch'essi latitanti -
si producevano importanti conseguenze sul territorio del mandamento di Resuttana
(di cui, in parte, abbiamo già parlato).
In specie, tramontava la stella di GENOVA Salvatore, da sempre vicino a LO
PICCOLO.
L'8 novembre 2007, come già detto, veniva intercettato il colloquio carcerario
mensilmente concesso a MADONIA Salvatore: nella circostanza vi partecipava DI
TRAPANI Maria Angela, con la quale il detenuto commentava proprio la situazione
di contingente difficoltà, nella quale si era dovuto trovare GENOVA Salvatore (qui
indicato come VANCHITEDDU),in seguito all'arresto di LO PICCOLO Salvatore
[SALVA TORE: piange a VANCHITIEDDU (risata, ndr) ...l. MADONIA Salvatore,
dunque, consigliava alla moglie maggiore prudenza nelle sue relazioni con
GENOVA
I1 13 novembre 2007, alle ore 17:06, veniva intercettata, in entrata sull'utenza
09116373105 intestata a GELARDI Emanuela, la telefonata periodicamente

.. . concessa al detenuto MADONIA Giuseppe, a cui partecipava pure DI TRAPANI


Maria Angela e, nell'occasione, venivano trattate tematiche assolutamente
significative, in ordine alla gestione mafiosa del territorio ed alle eventuali incertezze,
che l'arresto di L O PICCOLO Salvatore avrebbe potuto procurare.
W f i e l corso della conversazione, infatti, MADONIA Giuseppe si preoccupava di
domandare insistentemente alla cognata DI TRAPANI Maria Angela, dissimulando,
come al solito, l'argomento con i dolori alle spalle della madre, se vi fosse ancora
regolarità nelle dazioni di denaro elargite alla sua famiglia dall'organizzazione
mafiosa. In relazione a ciò, la DI TRAPANI replicava spiegando al cognato come, a
fronte dell'ultimo cambiamento di tempo (l'arresto dei LO PICCOLO), sarebbe stato
necessario attendere e verificare l'eventuale ricomparsa di dolori alle spalle a carico
della GELARDI Nell'occasione, i due si accordavano per vedersi, a colloquio, a
Biella il 6 dicembre 2007.
Anche il 4 dicembre 2007, alle ore 17:05 veniva registrata telefonata
dell'analogo tenore tra MADONIA Giuseppe e DI TRAPANI Maria Angela, nel
corso della quale quest ultima ribadiva al cognato la necessità di mantenere una
l

posizione attendista per potere meglio valutare le eventuali ripercussioni sui propri
interessi. !@&$.E,i&Bi)
I1 6 dicembre 2007 poi, aweniva la svolta:
DI TRAPANI Maria Angela si recava a Biella, a colloquio dal cognato
MADONIA Giuseppe: in questa occasione, come emerso chiaramente dai successivi
sviluppi investigativi, la donna riceveva precise direttive operative, in ordine alla
gestione degli interessi mafiosi della famiglia MADONIA.
L'l1 dicembre 2007, infatti, venivano registrate alcune conversazioni
telefoniche particolarmente significative in tal senso: alle ore 13:lO (progr. 2437 -
utenza 09116373105) si intercettava conversazione telefonica intercorrente tra DI
TRAPANI Maria Angela e BASILE Anna, nel corso della quale la prima, in
previsione della telefonata che il cognato MADONIA Giuseppe avrebbe effettuato
nel pomeriggio a casa GELARDI, forniva alla seconda alcune precise indicazioni,
chiedendole di giustificare all'uomo la propria assenza con un concomitante incontro

Effettivamente, alle ore 17:08 veniva intercettata la chiamata effettuata da


MADONIA Giuseppe ai familiari; nel corso della convers'azione, BASILE Anna
riferiva al detenuto che DI TRAPANI Maria Angela non aveva potuto presenziare
alla telefonata, perchè impegnata, proprio in quel momento, in un incontro con
ANGELA.
L'analisi critica, mediante l'oramai nota chiave di lettura, delle telefonate
intercettate 1'11 dicembre 2007, permetteva, quindi, di comprendere che DI
TRAPANI Maria Angela, dopo avere avuto il colloquio carcerario con il cognato
Pippo il 6 dicembre, doveva recarsi recare, quel pomeriggio, da FONTANA Stefano.
In effetti, il servizio di osservazione e pedinamento opportunamente predisposto quel
giorno da militari di questa Sezione Anticrimine, registrava quanto segue:

Ore 15:31 DI T U A N I Maria Angela e iU4DONL4 Francesco, sempre a bordo


del1'autovettura Citroen CI, si allontanano. Gli stessi, dopo aver
percorso alcune vie cittadine, giungono in via Papa Sergio ove vengono
persi di contatto (ore 15:38).
Ore 15.45 Nei pressi del civico 90 di via Cardinale A. Lualdi, si riscontra, lì
parcata, l'autovetturaCitroen CI targata DA688LM.
Ore 1 7:35 In via Cardinale A. Lualdi, all'altezza del civico 55 e 60 si nota DI
TRAPANI Maria Angela e MADONLA Francesco che, camminano al
centro della via, in direzione l'autovettura Citroen CI.

Se è vero che il servizio di pedinamento era riuscito a documentare solo in


parte gli spostamenti di DI TRAPANI Maria Angela, registrando l'andata della
donna in zona Arenella e, più precisamente in via Cardinale Lualdi, alti elementi
informativi, uniti ad ulteriori successive acquisizioni, certamente confermavano
l'awenuto incontro con FONTANA Stefano. In questo senso, quindi, andava
certamente tenuta in giusta evidenza la conversazione registrata a bordo della
CITROEN C1, targata DA688LM, tra la stessa DI TRAPANI Maria Angela ed il
figlio MADONIA Francesco, che, appena risaliti in auto dopo l'impegno in via
Lualdi, discutevano di una non medio indicata somma di denaro. da poco ricevuta,
che il bambino diceva di voler utilizzare per fare un regalo al padre MADONIA
', p?:i~x:,i< -. . ""'*
Salvatore. [&gGhT@&$2~)
.. .-* ..., ...
*..,.... . s~~~:,v.>.

I1 13 dicembre 2007 si otteneva, infine, decisiva conferma in ordine


all'awenuto incontro realizzatosi solo due giorni prima tra DI TRAPANI Maria
Angela e FONTANA Stefano, conseguendo, al tempo stesso, dati che facevano
comprendere le tematiche discusse e, soprattutto, le motivazioni che avevano portato
alla organizzazione dell'incontro. Quel giorno, infatti, veniva registrato il colloquio
carcerario mensilmente concesso al detenuto MADONIA Salvatore, cui

-- partecipavano,.
. - .- .come sempre, DI TRAPANI Maria Angela- ..e . . MADONIA
,.a

Francesco; il racconto della donna al marito detenuto forniva congrui elementi di


riscontro anche alle tesi investigative che avevano ipotizzato i movimenti del
pomeriggio dell'l l febbraio da parte della DI TRAPANI in via Lualdi, a Palermo,
come direttamente funzionali all'incontro con FONTANA Stefano. Riportando,
infatti, a MADONTA Salvatore i saluti del FONTANA, DI TRAPANI Mnrin
Angela riferiva pure di una somma di denaro che il figlio MADONIA Francesco
aveva ricevuto in regalo dal suo interlocutore.

M. ANGELA: l'altro ieri (11 dicembre 2007, ndr.) ANGELA gli ha ...
fatto un regalino (con la mano indica il figlio,ndr) ...
LUI quando ce ne siamo andati fa schii ... (ride,ndr) ...
devo fare un regalo a PAPA', che cosa gli faccio ... sangue
mio gli ho detto, gli stiamo comprando ... abbiamo fatto la
spesa ... gli ho detto, stiamo facendo la spesa per PAPA', hai
visto ...
Dunque, veniva confermato l'incontro, ed anche il luogo, via Lualdi visto che
proprio 1'1 1 febbraio, appena risaliti in macchina dopo essere stati in quella via, DI
TRAPANI Maria Angela ed il figlio MADONIA Francesco avevano discusso
dell'eventualità di utilizzare una somma di denaro ricevuta poco prima per acquistare
un regalo per MADONIA Salvatore.

Nel corso del colloquio carcerario con il marito, DI TRAPANI Maria


Angela riferiva perchè aveva incontrato FONTANA Stefano, riferendo di avere
agito su precisa e diretta disposizione di MADONIA Giuseppe. 1

M. ANGELA: ti saluta ANGELA pure ...


SALVATORE: uhm ... grazie ...
M. ANGELA: ...
jinche PIPPO (inteso MADONIA Giuse~~e.ndr1
m
m
pure ...
SALVATORE: mah ... va bene

M. ANGELA: ora ... ora ANGELA ...


fa tutt... (con con l'indice della
mano sinistra alzato, ri~roduceil aesto di airare, ndrl
...ora ANGELA
per NOI ...
... ......
uhm
Der T U i T I
tutto Der NOI Dure ...
anche

SALVATORE: mah ... MARIA ANGELA cambia argomento ... non voglio
sapere ...
M. ANGELA: PIPP
p ~ in e , n d r ...
me
l l'ha
detto ... meh ...
alielo detto I O (con la mano indica il
fialio,ndrl ...
SALVATORE: va bene ...

6 La semplice tilettura della conversazione permetteva di comprendere anche le


più recenti dinamiche sviluppatesi all'interno del mandamento di Reasuttana
successivamente all'arresto dei LO PICCOLO. Nel particolare, quindi, la famiglia
MADONIA, nella fattispecie su indicazione di MADONIA Giuseppe, aveva inteso
accreditare la figura del FONTANA anche oltre i limiti del territorio mafioso di
competenza (l'Acquasanta), investendolo della responsabilità di muoversi per loro
conto [...ora ANGELA ... fa tutt ... (con con l'indice della mano sinistra alzato,
riproduce il gesto di girare, ndr) ... ora ANGELA ... uhm ... tutto per NOI pure ...
anche per NOI ... per TUTTI ...] e far giungere, pertanto, le dazioni di denaro che
l'organizzazione doveva elargire in loro favore.

Il successivo 18 dicembre 2007, DI TRAPANI Maria Angela si recava


presso l'abitazione della suocera GELARDI Emanuela, per prendere parte alla
telefonata settimanalmente concessa al detenuto MADONIA Giuseppe; nel corso
della conversazione la donna discuteva, tra l'altro, con il cognato dell'awenuto
incontro con FONTANA Stefano, rassicurandolo pure sul buon esito dello stesso
incontro. [&-GATQ &&i)

Maria Angela: si... ...


aua ti salutano tutti ti saluta Dure ANGELA ...
Pippo: ah si? Com'è buona?
Maria Angela: ...
si contenta si buona ...
Pippo: contentissima ... oh ci ... ...
ci ~ i a c efare auesto
fidanzamento con ...
Maria Angela: si ... si ... si ... si ...
Pippo: va bene ...
Maria Angela: si ...
Pippo: dimmi una cosa ...
Maria Angela: ...apposto non ti preoccupare ...
In altre parole appariva assai chiaro che FONTANA Stefano, oltre a rivestire
un ruolo di vertice all'interno della famiglia mafiosa dell'Acquasanta, era divenuto
destinatario di nuove direttive emanate dai MADONIA, in considerazione delle quali
avrebbe sicuramente esteso le proprie competente territoriali ed accresciuto il proprio
spessore mafioso. Da ciò si ricava conferma del ruolo direttiva deila famiglia
MADONIA, ed in specie di MADONIA Giuseppe, ed anche del ruolo di
"portavoce" che DI TRAPANI Maria Angela aveva sempre più acquistato.

La decisiva conferma di quanto detto si conseguiva il 20 dicembre 2007,


quando, .nel.corso-della conversazione telefonica intercorsa tra i fratelli MADONIA
Antonino e MADONIA Giuseppe, si ottenevano congnii elementi di riscontro in
merito all'investitura di FONTANA Stefano da parte dei MADONIA. In effetti i
due detenuti, discutendo delle condizioni di salute della propria madre GELARDI
Emanuela, si confrontavano pure sulle decisioni da adottare, per continuare ad
assicurarsi con regolarità le dazioni di danaro che Cosa Nostra doveva alla loro
famiglia. In questo senso, facendo come al solito r i f b e n t o ai dolori alla schiena
della madre, i due detenuti si pronunciavano come di seguito trascritto:

PIPPO: ... ah dimmi ... lamamma mi fa fare ... CARLA mi fa sapere


che la mamma è discretamente ...
si sta liber ... ...
di
ristabilizzando ...
NINO: e con quello ... con ... con la nuova terapia che stava facendo
PIPPO:
... ...
si, si, si
eh a mamma
ascoltami ...
ascoltami NINO ...
ascoltami ...
NINO: eh ...
PIPPO: ha di bisogno d i affetto ..,
NINO: eh ...
PIPPO: ci sono i nipotini ... c'è ... c'è CICCIUZZU quello ... quello
che ci lascia bello tranquillo ... CICCIO e CLARETTA che
sono molto ... ma molto legati alla nonna
NINO: eh ...
PIPPO: e quindi ... e poi c'è pure CICCIUZZU ... cose ... c'è CARLA
... tutte questa belle cose ... ora c'è pure come si chiama
...compagnia
MARIANNINA che ... ca ... pure ci... ci da
... cose ... m i pare che la signora è stabile la
situazione eh ...
NINO: ... purtroppo la situazione questa è...
PIPPO: m i capisci?
NINO: ...incompr ... se i dolori alla schiena bisogna ricovera
ti dico ... ti dico ... la mamma ha di bisogno d i affetto e
m.. I..

PIPPO:
tutte queste cose ... ora c'è pure MARIANNINA che t u
la conoscevi che gli dà compagnia alla mamma...
NINO: ho capito ...
PIPPO: ...ma ...
NINO: ti dico ... ma con questi dolori alla schiena come sta?
PIPPO: ma insomma ... m i ... "raccussì" (ndr così) ... NINO "si
badduttulia" (ndr. si arrangia)
NINO: ...incompr ...
PIPPO: ha di bi... ha di bisogno affetto la mamma...
NINO: ah ... ho capito, ho capito ...
PIPPO: lo capisci come ... come .... com'è ...
NINO: si ...
PIPPO: ora che ti dico ...
che c'è
anziana che gli dà compagnia
... ...
pure questa persona
MARIANNINA e
...
questo tu ti ricordi di MARIANNINA?
NINO: si, certo ...
PIPPO:
NINO:
e allora ...
poi "amunì" (ndr: andiamo)
quindi l'importante diciamo che la curano e non
...
"l'appizzano" (ndr. non la trascurino)
-- - .- \ i .

Evidentemente, quindi, MADONIA Giuseppe, comunicando al fratello che


nell'ultimo periodo MARL4NNINA era particolarmente presente negli afetti di
GELARDI Emanuela, voleva informarlo della propria iniziativa di investire
FONTANA Stefano, chiedendone, al tempo stesso, il necessario benestare (dato che,
come abbiamo detto più volte, MADONIA Antonino rimaneva capo del mandamento
di Resuttana). LI8 gennaio 2008, poi, DI TRAPANI Maria Angela partecipava alla
telefonata settimanalmente concessa al detenuto MADONIA Giuseppe; nel corso
della conversazione, tra l'altro, i due discutevano, come al solito celandola con
l'argomento relativo ai dolori alle spalle di GELARDI Emanuela, delle elargizioni
che Cosa Nostra doveva assicurare alla famiglia MADONIA. 1
Pippo: (...) eh ...
la mamma come sta? Con i dolori cose ... ...
come si sente?
Maria Angela : mamma bene, bene, bene ...
Pippo: bene ora?
Maria Angela : si...
Pippo: "buonicedda ci stette" come come ... ..
Maria Angela : ...
si meglio meglio ...
Pippo: ah ... dolori alle spalle cose ...
come ... ...
...
... ...
Maria Angela : no, per ora per ora bene
Pippo: bene, bene, bene, bene
Maria Angela: non ha accusato dolori alle spalle ...
Pippo: perciò ...
allora ...
Maria Angela: la 'curetta" che ha fatto perciò ...
Pippo: come?
Maria Angela:
Pippo:
la curetta che ha fatto ...
eh!
Maria Angela: per ora non ...
Pippo: gli giova, gli giova ...
Maria Angela: ...
ci ha dato si, gli ha giovato ...
i n questo momento ...

DI TRAPANI Maria Angela rassicurava, quindi, il cognato MADONIA Giuseppe


sulla efficacia della nuova cura cui era sottoposta la GELARDI [la curetta che ha
fatto ...(...) ci ha dato ... si, gli ha giovato ... in questo momento ...l e sul fatto che
che, nell'ultimo periodo, quest'ultima non avesse più accusato dolori alle spalle.
Dunque, FONTANA Stefano riusciva a garantire alla famiglia MADONIA le
elargizioni mensili dovute, adempiendo con regolarità al compito che Pippo
MADONIA gli aveva affidato il mese precedente. Nel corso della stessa telefonata,
poi, DI TRAPANI Maria Angela riferiva al cognato che, comunque, l'investitura di
FONTANA da parte dei MADONIA aveva generato forti malcontenti sul territorio,
soprattutto in taluni appartenenti all'organizzazione, come la famiglia GALATOLO
[...l'altra sua cugina ... è ...fuori ... penso fuori di sé ...l, che con FONTANA
stesso aveva avuto forti attriti.

Maria Angela:
Pippo:
l'altra sua cuaina è ~ r o ~ rt ii o~ o ...
come?
Maria Angela: l'altra sua cuaina ...
Pippo: eh ...
Maria Angela:
Pippo:
... ...
è fuori Denso fuori d i sé
fuori di sé (ride)
...
Maria Angela: Ah (ride)
Pippo: si?
Maria Angela : si! Credo di si
Pippo: ho capito ... va bene ...
Maria Angela: - 9
Pippo:
Maria Angela:
dimmi una cosa ...
altre cose ...
~ n c h VINCENZINA
e
Pippo: -
si?
Maria Angela: si! Ma comunaue sono vecchie ... ~erciò ...
Pippo: rimbambite proprio ...
Maria Angela: rimbambite ... perciò
Pippo: rimbambite ... va bene ...
Maria Angela: certo ... ognuno ha le sue ... le proprie ragioni ...p erÒ

Il nuovo status quo veniva bruscamente modificato il 16 gennaio 2008,


quando la Polizia di Stato, dando esecuzione al F m o di Indiziato di delitto nr. 38/08
(c.d. Addiopizzo 1) traeva in arresto, tra gli altri, anche FONTANA Stefano ed figlio
FONTANA Gaetano.

Ciò provocava il rammarico di DI TRAPANI Maria Angela il 2 febbraio

Dunque, ed in esito a tutto l'esame della posizione della DI TRAPANI, non può non
rilevarsi la necessitata centralità della sua figura nelle dinamiche del mandamento
mafioso di Resuttana, la cui vita criminale si svolge, con assoluta regolarità, tra il
carcere (in cui sono ristretti i suoi più importanti esponenti) e gli associati liberi, che
via via vengono chiamati a reggere temporaneamente le varie strutture territoriali di
Cosa Nostra, anche per decisione dei "carcerati" (in specie, MADONIA Antonino e
MADONIA Giuseppe). In questa prospettiva, la DI TRAPANI è assolutamente
essenziale, quale ineliminabile trait d'union tra il circuito carcerario e gli associati
mafiosi in libertà.
6) Il ruolo di MADONIA Antonino e MADONIA Giuseppe.

l . Breve biografia criminale di MADONIA Antonino, inteso "Nino".

MADONIA Antonino nato a Palermo il 1 4 settembre 1952,


veniva arrestato da latitante il 6 maggio 1987, in un
appartamento sito a Palermo in via Torquato Tasso nr. 40; quel
giorno, nell'ambito della medesima operazione di polizia, venivano
tratti in arresto, anch'essi da latitanti, il padre MADONIA
Francesco ed il fratello MADONIA Giuseppe. I 1 5 novembre
1988 MADONIA Antonino veniva scarcerato, per essere
definitivamente arrestato nel mese di dicembre 1989, questa
volta in un appartamento di Via D'Amelio nr. 68. Nell'occasione
veniva sequestrato copioso materiale di assoluto interesse
investigativo, tra cui un vero e proprio libro mastro riportante
cifre, nomi e sigle attinenti specificatamente l'attività
mafiosa dallo stesso posta in essere in qualità di capo del
mandamento di Resuttana, avendo di fatto sostituito il genitore
detenuto. Sul suo conto si sono nel tempo pronunciati numerosi
collaboratori di giustizia, tutti concordi nell'affermare l'indiscusso
ruolo verticistico criminale riconosciuto a MADONIA nel contesto
territoriale del mandamento di Resuttana.

Attualmente lo stesso risulta essere ristretto al regime


detentivo di cui all'art. 41 bis O.P. presso la Casa Circondariale di
Roma Rebibbia, ove sta scontando la pena dell'ergastolo. Numerose
sono state in tal senso le condanne a lui inflitte, alcune delle quali
attinenti i più efferati omicidi commessi a Palermo durante
la seconda guerra di mafia (strage CHINNICI: strage DALLA
CHIESA; strage della Circonvallazione, solo per citarne alcune) ed
in specie in occasione dell'ascesa dei c.d. corleonesi.
2. Breve biografia criminale di MADONIA Giuseppe, inteso "Pippo".

MADONIA Giuseppe, nato a Palermo il 25 aprile 1954,


dopo varie vicissitudini giudiziarie, come sopra anticipato, veniva
arrestato, anch'egli da latitante, il 6 maggio 1987 unitamente ai
defunto padre Francesco. L'arresto avveniva in un appartamento
sito al dodicesimo piano di via Cimbali 44, attuale domicilio della
madre GELARDI Emanuela (Palermo, 08 novembre 1924). I n
questa occasione veniva sequestrato denaro contante ed armi da
fuoco con matricola abrasa e con relativo munizionamento.

I l 20 dicembre 1990 lo stesso veniva scarcerato e


sottoposto alla Sorveglianza Speciale di P.S. con obbligo di
soggiorno nel comune di Agrigento, ove veniva tratto in arresto, per
l'ultima volta, il 28 dicembre i991.

Al pari dei suoi congiunti, MADONIA Giuseppe risulta essere


stato anch'egli condannato per aver eseguito altrettanti efferati
delitti di mafia (tra cui l'omicidio del Capitano dei Carabinieri
Emanuele Basile ). Dopo un lungo periodo di sottoposizione al
regime carcerario disciplinato dall'art. 41 bis O. P. (durato sino ai
primi mesi dell'anno 2006), lo stesso veniva tradotto presso la Casa
Circondariale di Biella ove risulta tuttora ristretto in qualità di
detenuto ad elevato indice di sorveglianza (dunque, non più
sottoposto al regime di cui all'art. 41 bis).

Di seguito verranno analiticamente trattati tutti quegli


elementi probatori che dimostrano come il lungo periodo detentivo
espiato dai due fratelli MADONIA non abbia i n alcun modo
intaccato la loro capacità a delinquere, tanto da vederli ancora
al vertice della gestione mafiosa del territorio di Resuttana. E'stato
proprio grazie al criptico circuito comunicativo, perfezionandosi
negli anni, che si è mantenuto un loro concreto potere
decisionale, puntualmente tradottosi in veri e propri ordini
e
impartiti dal carcere per il successivo inoltro agli associati mafiosi
in libertà. I n specie, le risultanze investigative di seguito riportate
dimostreranno:

- l'indiscusso ruolo apicale riconosciuto al MADONIA Antonino, quale attuale


capo mandamento di Resuttana;

- l'esistenza di un parallelo circuito comunicativo basato su criptiche


allocuzioni dei due fratelli al fine di ottenere un costante aggiornamento sulle
più attuali dinamiche criminali, funzionale alle decisioni da adottare;

- la graduale individuazione del MADONIA Giuseppe, quale terminale del


circuito comunicativo facente capo al fratello MADONIA Antonino, ritenuto
maggiormente sicuro poiché non più sottoposto alla censura disciplinata
dall'art. 41 bis O.P.
3. L'omicidio di BONANNO Giovanni. Le acquisizioni dei colloqui carcerari
registrati a Novara il 10 agosto 2005 ed il 7 settembre 2005.

Nella seconda decade del mese di gennaio 2006, e


precisamente l ' l 1 gennaio 2006, veniva registrata la scomparsa
di BONANNO Giovanni, reggente, sino a pochi mesi prima, del
mandamento mafioso di ~esuttana.'~

I l tragico evento ha, dal punto di vista investigativo, reso


possibile riscontrare per la prima volta l'esistenza di un linguaggio
criptico utilizzato da e verso i detenuti, anche - soprattutto se
sottoposti al regime detentivo di cui all'art. 41 bis del1'O. P.

Questo flusso comunicativo si estrinsecava nel corso dei


colloqui intercettati da questo Ufficio, concessi ai detenuti oggetto
della presente indagine.

I l primo ad essere informato della scomparsa del medesimo


BONAN N 0 risultava essere D I TRAPANI Nicolò, detenuto presso
il Carcere di Parma, anch'egli sottoposto al regime dell'art. 41 bis
O.P.. La comunicazione avveniva il 14 gennaio 2006 ad opera
della sorella Giuseppina.

Si estendeva, dunque, gradualmente l'attività investigativa


anche sulla censura dei colloqui carcerari effettuati dai componenti
del nucleo familiare facente capo al defunto MADONIA Francesco;
ciò soprattutto in funzione degli importanti mutamenti
evidentemente in atto - dato anche il fatto omicidiario - nel
contesto mafioso del mandamento di Resuttana, da sempre fulcro
nevralgico della mafia palermitana, e nel cui organico risultava
peraltro essere stato inserito il medesimo D I TRAPANI Nicolò. I n
quest'ottica veniva, altresì, attuata una vera e propria rivisitazione
delle pregresse attività d'indagine in tal senso svolte anche
nell'ambito di diversi procedimenti penali. Da una prima attività di
analisi critica effettuata, spiccavano, per la loro valenza
investigativa, i colloqui di MADONIA Antonino del I O agosto
2 0 0 5 e del 7 settembre 2005, rispettivamente registrati con la
cognata D I TRAPANI Maria Angela e con la madre GELARDI
Emanuela, accompagnata nell'occasione dell'ulteriore cognata

risultavano essere parte di un'attività d'indagine espletata dalla


D.I.A. di Palermo nell'ambito del procedimento penale nr. 3 5 0 4 / 0 2
R.G.N.R. (Decreto Int. nr. 1911/05 datato 09.08.2005, emesso dal
Sostituto Procuratore della Procura della Repubblica c/o il Tribunale
di Palermo - Direzione Distrettuale Antimafia). L'esito dell'attività di
rilettura critica di tali risultanze appariva in effetti assolutamente
utile a meglio comprendere gli avvenimenti criminali registrati
nell'ultimo periodo sul territorio palermitano. Già a far data dal I O
agosto 2005, infatti, era affrontata la vicenda che, come
successivamente compreso, avrebbe costituito un'importante
anticipazione sul processo di soppressione del BONANNO.

I n specie, il I O agosto 2 0 0 5 D I TRAPANI Maria Angela si


. . - - -
recava. da MADONIA Antonino per ottenere una risposta da
@ portare al marito MADONIA Salvatore. La vicenda atteneva il
mancato sostentamento economico della famiglia MADONIA-
D I TRAPANI ed il comportamento poco rispettoso avuto nei
confronti della donna proprio da BONANNO Giovanni (inteso "SUA
NIPOTE'), fino a pochi mesi prima reggente del mandamento di
Resuttana [... tuo fratello aspetta una risposta, se è normale questo
comportamento di ... di SUA NIPOTE nei suoi riguardi ...l.
Nell'occasione si era inoltre avuto modo di comprendere
come, nel precedente mese di febbraio 2005, la D I TRAPANI
avesse anche riportato al cognato un messaggio da parte di LO

54 Si rimanda alla lettura del capitolo 2.5 "L'omicidio di BONANNO Giovanni".

. 289
PICCOLO Salvatore, all'epoca latitante, personalmente incontrato
dalla stessa. La comunicazione riportata risultava essere stata
anch'essa attinente le responsabilità gravanti in capo a BONAN N 0
e derivanti da una mala gestione del mandamento di Resuttana.
Giova ricordare che, in effetti, a febbraio 2005 il .BONANNO
risultava essere di fatto reggente del mandamento.

Nino: A febbraio mi avete detto.. si deve fare in questa


maniera.. e tu sei intelligente e capisci quello
che...
Angela: No, che te l'ho detto ... ti ho detto ... mi ha
detto ... le parole di ... PICCOLINA (fonetico,
ndr).
Nino: (conferma con un cenno della testa) ...
Perfettamente, perfettamente!
Angela: E ti ho detto tirati le tue conclusioni!

Si era inoltre evidenziato che, nell'occasione, MADONIA


Antonino mostrava di essere perfettamente a conoscenza dei
provvedimenti nel frattempo adottati a carico del medesimo
BONANNO ed in specie. . dell'affiancamento
. .
di GENOVA Salvatore
(BANCHITEDDU) [Siccome mi ha detto a me, lui è intelligente e
capisce ... sono stato buono....a posto! Va bene così! Però, ora, deve
avere la soluzione di "BANCHITIEDDU"! Quali soluzioni ci sono state
?I 55

Al termine del colloquio carcerario in esame (10 agosto


2005), dopo una lunga discussione, MADONIA Antonino diceva a
D I TRAPANI Maria Angela ciò che avrebbe dovuto riferire al
marito MADONIA Salvatore, al fine di rassicurarlo sull'impegno
per la risoluzione del problema; la donna veniva a parte, cosi. Dei
provvedimenti che sarebbero stati adottati a carico di BONANNO.

55 Si rimanda alla lettura del successivo capitolo 4.3 "I1 ruolo di GENOVA Salvatore".

C&-
I n altre parole ci si trovava di fronte a delle vere e proprie
anticipazioni fornite dal detenuto e relative al progetto
omicidiario che si sarebbe concretizzato pochi mesi dopo [la
risposta che tu devi dare a SALVO è che auello non c'è D ~ Ù...
quindi, già ... un destino aià ... stabilito ... nei secoli! ... è una
questione, cioè questo è un discorso diciamo così. Stabilito].

Dunque, si comprende con chiarezza che anche MADONIA


Antonino a veva condiviso la decisione di eliminare BONANN0
insieme a LO PICCOLO. Contestualmente il detenuto si preoccupava
di far comprendere alla cognata quanto fosse importante in quel
frangente non lasciar trapelare alcun evidente risentimento,
aggiungendo che di lì in avanti la stessa avrebbe dovuto accettare
qualsiasi somma di denaro fattale recapitare [non ti rischiare a fare
trapanare con gli altri! ... con il sorriso a trentasei denti, quanti denti
hai in bocca?! (...) se viene entra (...)non li devi rifiutare!
(...)completamente ... trentasei denti e non rifiutare per cercare di
non creare (...) senti una cosa, io, intanto... c'ho da farti avere
(gesticola, non visibile dal video), io....come devo fare ? (.. .) però a
Settembre ...l.

L'importanza del non lasciar trasparire alcun risentimento nei


confronti di BONANNO, veniva sintetizzata dal MADONIA in un
artefatto ed inquietante aneddoto che vedeva protagonisti un
immaginario ZU' FIRRINCIUNI e sua moglie, morta proprio a causa
delle effusioni del marito [ZU FIRRINCIUNI...., u zu FIRRINCIUNI, a
sua moglie, a forza di baci, mischina, la baciava, la baciava, la
baciava, fino che... mischina, a lei gli venne, non potè respirare
più e morì! (...) dico mio fratello, non c'è bisogno di risposte! le
risposte sono insinue ... siamo ...al ... quarantuno (...)l.
Premesso quanto sopra, appare opportuno anticipare le
acquisizioni investigative del 13 aprile 2006, quando, nel corso del
colloquio carcerario presso la Casa Circondariale di Napoli
Poggioreale, tra la medesima D I TRAPANI Maria Angela ed il
suocero, allora detenuto, MADONIA Francesco, F!L@~$@B~), la
donna avrebbe indicato in maniera univoca il cognato MADONIA
Antonino come unico vero responsabile del comportamento
adottato da BONANNO (inteso I L PICCIUTTEDDU CHE NON c'È
PIU ) e quindi delle mancanze perpetrate nei suoi confronti sino al
giorno della sua scomparsa; ciò in considerazione del fatto che
nessun altro, secondo la stessa, avrebbe potuto disporre la
reggenza di BONANNO se non il medesimo cognato [a chiara
esem~lificazionedel fatto che MADONIA Antonino è ancora il c a ~ o
del mandamento di Resuttana).

Si acclarava, dunque, che MADONIA Antonino, pur da


detenuto al regime dell'art. 41 bis O.P., continuava ad essere un
capo mafia in piena attività, vedendo puntualmente eseguite, dagli
associati in libertà, le proprie direttive. Tra le quali quella di
uccidere uno dei capi di Cosa Nostra in libertà, BONA NN0 Giovanni.

La gravità di questo fatto è così evidente, che non v'è


necessità di spendere altre parole per sottolinearla.

MARIA ANGELA: ... PAPA' ... sto ripensando ... al fatto di questa cosa che t u
hai detto che io avevo con MAMMA ... ma tu lo sai auella
4.

volta werché era successo auesta cosa?! ah ... ...


perché io clero andata con la dis~erazionenel cuore
o
mi eer tutte le mancanze che
...
Stavamo ric
...
che stavamo avendo
della famialia di dentro
...
lascia Derdere
ma Pure dacili estranei da ...
(Maria Angela fa alcuni
movimenti con il capo ndr) ... e ha pure il coraggio ... che
oggi ... oggi ,.. oggi...
io so m tutto ciò ... è venuto
p e
s e
guesta maniera!!!
FRANCESCO: ... chi?
MARIA ANGELA: 1
nessuno dalla testa
FRANCESCO: ...a chi?... a chi? ....
MARIA ANGELA: ... a auesti estran .... A auesto ... a auesto ... a auesto
a ( indica con la
mano destra la movenza di uno che è andato via ndr) ... lo
andavano dicendo ... quindi ora si sente pure atticchiatu ...
invece di essere ... di dire ... è che quando non sa rispondere
ha la sopraffazione ... siccome con me ... anco... la
sopraffazione non c'è ... perché se ci deve essere rispetto di
famiglia ... la famiglia per me è sempre stata ... loro sono
stati parte integrante della mia figlia (famiglia, ndr) di mio
... della mia vita ... come i miei fratelli sempre dall'inizio ...

I l 1O agosto 2 0 0 5 MADONIA Antonino aveva comunicato


alla cognata quale futuro attendesse BONANNO, e, comunue,
risultava adoperarsi - nonostante avesse il 41 bis 0 . P ("siamo a
41 dice MADONIA Antonino) affinchè venisse ristabilita
l'elargizione del denaro a favore del nucleo familiare del fratello
Salvatore.

Quest'ultima vicenda avrebbe trovato la sua naturale


evoluzione il 7 settembre 2005, quando veniva registratoi un
ulteriore colloquio carcerario svolto tra MADONIA Antonino, sua
madre GELARDI Emanuela e la cognata COìTONE Carla
. I l detenuto, dovendo provvedere alla consegna del
denaro promesso alla D I TRAPANI il l O agosto 2 0 0 5 [c'ho da
farti avere (gesticola, non visibile dal video), io....come devo fare ?
(...) però a Settembre ...l
comunicava alla madre che doveva
inoltrare il dovuto alla "MOGLIE DI GIGIO'" e non a
"GIAMPAOLO come precedentemente stabilito con la DI
TRAPANI [Questo regalino al bambino (...) ce lo dovevi portare da
GIAMPAOLO! Non ce lo porti ... e ce lo porti da... dalla moglie di
GIGIO'! ... diglielo, però, diciamo... per dire, che non li va a cercare
là, che sono qua, diciamo... è giusto? Mi sono spiegato?...SUA ZIA
gli telefona ....e ci dice: è venu....è venu....è venuta tua suocera!]

Per quanto concerne GIGIO' e sua moglie, l'analisi degli


elementi riportati e di quelli che diremo di qui a poco fa ritenere che
questo pseudonimo dovrebbe riguardare SGROI Giovanni
(Palermo, 1 8 aprile 1943; ivi deceduto il 17/06/1990), in vita
coniugato con LO CASCIO Maria (intesa "Zia Mariella"7 di
Giuseppe e di CAMPO Dorotea, nata a Palermo il 27 aprile 1949,
.
ivi residente in via dei Cantieri nr. 88. Quest'ultima, in piena
corrispondenza alle indicazioni fornite da MADONIA Antonino,
risulta essere effettivamente Zia materna di D I TRAPANI Maria
Angela [...SUA ZIA gli telefona....e ci dice: è venu....è venu....e
venuta tua suocera!].

La decisiva conferma si aveva dall'analisi del colloquio


intercettato il 17 settembre 2 0 0 5 dalla D. I.A., nel corso del quale
D I TRAPANI Maria Angela riferiva al fratello Nicolò le modalità
con le quali risultava essere avvenuta la consegna della somma di
denaro promessa dal cognato Antonino (il 10 agosto 2005),
specificando che la suocera GELARDI Emanuela aveva provveduto
a consegnarla alla " Z I A MARIELLA" (LO CASCIO), peraltro in
misura inferiore a quella attesa [( ...) l'altro giorno se ne andò
dalla zia MARIELLA, te l'ho detto, mio cognato aveva un pensiero
per il bambino, che ci scrivevo quella...che erano di
meno...omissis...e gliel'è andati a lasciare dalla zia MARIELLA,
la zia MARIELLA, quella non sa niente e ci fa...e ci fa, dice, ma
dimmi una cosa, dice, ma com'è che non glieli stai dando a MARIA
ANGELA e me li stai dando a me? (imita l'atteggiamento della
- - %
suocera in quel momento) Ehm! Lo so i o -i l perché...tu lo sai, è
@ì troppo tisa idda ... è tisulidda (...)l.
Per quanto attiene, invece, il soggetto indicato con il nome
G I AMPAOLO, va identificato in CAMPO Giampaolo (Palermo, 03
dicembre l 961), nell'occasione indicato per intendere l'esercizio
commerciale in quel periodo denominato BAR SOFIA, di reale
proprietà di MADONIA salvatore." Ciò posto, nel prosieguo del
colloquio registrato il 7/9/2005, il MADONIA Antonino
affrontava con la madre il discorso relativo alla puntualità con la
quale, da quel momento in poi, tutto il denaro destinato ai nuclei
familiari dei detenuti MADONIA - D I TRAPANI, sarebbe dovuto
essere consegnato alla medesima, ivi compresi quelli destinati alla

56
La vicenda relativa al Bar Sofia sarà raccontata nel dettaglio nel successivo capitolo 6.1 al quale si fa rinvio.
t
cognata D I TRAPANI Maria Angela [Imiei, quelli di SALVO e
quelli di NICOLA da te!].
I l soggetto con il quale la GELARDI avrebbe dovuto
relazionarsi veniva dal detenuto indicato con lo pseudonimo
PIRULLE' ovvero PIRUZZO, assolutamente compatibile con quello
successivamente indicato dallo stesso con l'appellativo PINUZZU
21, identificato con certezza in D I TRAPANI ~ i e g o . ' ~ Le
disposizioni impartite avrebbero dovuto così garantire a MADONIA il
totale controllo delle entrate [IO così controllo!].

ANTONINO: Con PIRULLE' (fonetico) ti sei vista?


EMANUELA: Ah?
ANTONINO: Con PIRULLE'... (fonetico) ti sei vista ?..... (la madre non
comprende) .....con PIRUZZU (fonetico) ti sei vista?
EMANUELA: (breve pausa)...Sì .....ma così ...
ANTONINO: Come così! Ci avevi portato....il regalo, ce lo avevi portato?
EMANUELA: s ì!
ANTONINO: E dopo il regalo, ci sei andata di nuovo?
EMANUELA: No! Gli ho dato soltanto.....
ANTONINO: Soltanto per il regalo! (fa un cenno con la testa, non visibile
dal video)
EMANUELA: Sì! Quando fu, allora!
ANTONINO: (fa un cenno di approvazione con la testa in segno) ...e ti
doveva dare una risposta ....
EMANUELA: E gli ho detto, gli dissi i....(labiale non visibile dal video)
ANTONIIVO: Sì, sì (conferma con la testa)
EMANLIELA: e mi ha detto, dice.. (labiale non visibile dal video)
ANTONINO: Eh! --
EMANLIELA: E come?! dice .....
ANTONINO: Eh! ......allora, ci vai.....
EMANUELA: ...
Ho capito che era per me solo..... (gesticola con le mani,
non visibile dal video) .........
ANTONINO: sì, sì!
EMANUELA: Hai capito! Mi ha fatto capire, che è per me solo! E basta...e
non mi sono mossa più .....ehm ....mi ha fatto capire .....
(lungo momento di labiale tra i due non visibile dal video)
....è per me, perché se no, diceva .....cosa generale ....
ANTONINO: ..fermati un momentino. Ci vai! Io, gli dici, sono proprio
esasperato .....
EMANUELA: senti &...(abbassa notevolmente il tono della voce) è
difficilissimo, perché ....(abbassa notevolmente il tono della
voce) ogni minuto, ogni minuto, ogni minuto, ogni minuto...
ANT0N:iNO: Ci vai ....
EMANUELA: Eh!
ANTONINO: Ci vai, ci vai ..... ti fai accompagnare .......diciamo domani (fa
un gesto di intendimento non visibile dal video)
EMANUELA: Eh!
ANTONINO: E... ti fai accompagnare... (fa un gesto di intendimento non
visibile dal video) Più distante la macchina, no? E ci vai!
57
Gli elementi, nel dettaglio saranno illustrati nel successivo capitolo 3.7 "I1 molo di DI TRAPANI Diego"
1
EMAIVUELA: Eh!
ANTONINO: Me lo saluti!
EIYAIVUELA: Sì!
ANTONINO: Ci dici: NINO è incavolato! Gli dici, NINO è siddiatu
(seccato) !
EMANUELA: Eh!
ANTONINO: Mi sono spiegato? La dovete smettere! La dovete
smettere! Puntualmente, puntualmente!.....(breve
pausa)......I miei, auelli di SALVO e auelli di NICOLA! Da
(fa dei gesti non visibili dal video) Mi sono spie..... da te,
che io così controllo!...e poi, ti dico io, quando ti arrivano
glieli dai a GIGIO'!
EMANUELA: e.. senti a me!
ANTONINO: Eh!
EMANUELA: I o invece .....(labiale non visibile al video) (inc.) ...dottore.
ANTONINO: No! No, devi andare prima da lui... Poi, se eventualmente
c'è una trascuranza, poi ti mando da lui! Prima, prova ...
EMANUELA: Perché quello.. era... più importante per me!
ANTONINO: No! Devi fare così!
EMANUELA: Sì, sì, va bene!
ANTONIIVO: Poi, quando è che.....(gesti non visibili dal video) ......poi ,...
poi, t u quando tu ritorni da ..... che vai da PIPPO, la
prossima volta mi porta la risposta, mi sono spiegato?
Sono stato chiaro? Gli dici: NINO non ne può più! Gli dici: è
arrabbiato! Sistemate questa cosa, puntualmente! Mi sono
spiegato?
EMANUELA: Ma quei due non vanno più d'accordissimo, no d'accordo...
Hanno litigato a morte!
ANTONINO: E va be... a noi non interessa niente! Con chi? con MARIA
ANGELA?
EMANUELA: (a bassissima voce) MARIA ANGELA (inc.)
ANTONINO: E a noi che ci interessa ... non c'interessa, a noi non
interessa questo discorso!
EMANUELA: ...
e lui non può essere che lui, dice, manda e dice: per loro,
io non.....
ANTONINO: No, e allora perchè ti sto dicendo.., siccome so questo
discorso, allora.:..da- me! (gesti non visibili dal video) t u da
me devi mandare SALVO e NICOLA! Mi sono spiega.....mi
sono spiegato, dico, il discorso?
EMANUELA: si, sì, sì!
ANTONINO: No, quelli solo tuoi (gesti non visibili dal video), per....dove li
manda, da... (gesti non visibili dal video) ...manda.....quelli di
NICOLA; e di.. e di........e poi ci...ci pensiamo noi. Va bene?