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PROCURA DELLA REPUBBLICA


DI FIRENZE

n. 14867/08 RGNR

P.M. DOTT. TEI


P.M. DOTT. MONFERINI

TRASCRIZIONE DELL’INTERROGATORIO
reso in data 25/02/2010
da
FRANCESCO M. DE VITO PISCICELLI

da pag. 2 a pag. 36

Servizi Fonici
www.servizifonici.it
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DI FIRENZE
n. 14867/08 RGNR

INDICAZIONI

è stato scritto:

(sovrapp. di voci) per voci che si sovrappongono e che impediscono la

comprensione del parlato dei singoli colloquianti;

(incompr.) per parola, o risultanza di parole indistinte tra loro, che

risultano incomprensibili;

(?) accanto alla parola precedente, per parola (nome comune o proprio

di luogo o persona) di cui non si è certi;

… sospensione come da grammatica italiana;

tutta la punteggiatura come da grammatica italiana;

ogni altra eventuale segnalazione è stata indicata per esteso

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IL CONSULENTE
Emanuela Bonaccini
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n. 14867/08 RGNR

INTERROGATORIO DI FRANCESCO MARIA DE VITO PISCICELLI

P.M. DOTT. TEI: 25 febbraio 2010, alle ore 16.25, in

Firenze uffici della Procura della Repubblica, Dott. Tei, Dott. Monferini:

è comparso Francesco Maria de Vito Piscicelli con il “de” minuscolo.

Invitato a dichiarare le proprie generalità. Francesco Maria de Vito

Piscicelli, nato a Napoli il 26/9/62?

F.M. DE VITO PISCICELLI: Sì.

P.M. DOTT. TEI: Residente a Roma?

F.M. DE VITO PISCICELLI: Sì. Via Margutta 3.

P.M. DOTT. TEI: Queste sono domande a cui mi deve

rispondere. Titolo di studio?

F.M. DE VITO PISCICELLI: Superiore.

P.M. DOTT. TEI: Quindi diploma?

F.M. DE VITO PISCICELLI: Liceo scientifico.

P.M. DOTT. TEI: E’ sottoposto ad altri procedimenti penali?

F.M. DE VITO PISCICELLI: Delle cose per l’Argentario…

P.M. DOTT. TEI: L’Avvocato…

DIFESA AVV. MELANDRI: No, perché non si erano mai… (sovrapp.

di voci) devo dire che non lo so neanch’io.

P.M. DOTT. TEI: “Credo di sì”.

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DIFESA AVV. MELANDRI: No, ma c’ha delle cose all’Argentario,

credo che siano… non so in che fase siano.

P.M. DOTT. TEI: “Credo per reati urbanistici”.

DIFESA AVV. MELANDRI: Esatto.

P.M. DOTT. TEI: Condanne penali in Italia o all’estero?

F.M. DE VITO PISCICELLI: No.

P.M. DOTT. TEI: Beni patrimoniali?

F.M. DE VITO PISCICELLI: Che vuol dire?

P.M. DOTT. TEI: Case?

F.M. DE VITO PISCICELLI: No, personali, no.

P.M. DOTT. TEI: Invitato a esercitare la nomina…

“Confermo il qui presente difensore, Avvocato Marcello Melandri del

Foro di Roma. Ma c’è un secondo avvocato?

F.M. DE VITO PISCICELLI: C’era anche il professor… sì è vero, vero.

Ha ragione: il professor Andrea.

DIFESA AVV. MELANDRI: Abbamonte.

P.M. DOTT. TEI: Quindi lo conferma? In sostituzione,

revoca?

DIFESA AVV. MELANDRI: E’ il nostro… è il loro amministrativista

quindi revochiamolo, tanto Andrea non si offende.

F.M. DE VITO PISCICELLI: Revochiamolo sì.

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P.M. DOTT. TEI: “Revoco la precedente nomina

dell’avvocato Andrea Abbamonte”. Del Foro di Roma?

DIFESA AVV. MELANDRI: No, del Foro di Napoli.

P.M. DOTT. TEI: Elezione del domicilio? Cioè gli atti dove li

vuole?

DIFESA AVV. MELANDRI: Presso il mio studio in Viale Giulio Cesare.

P.M. DOTT. TEI: L’aveva già fatta?

DIFESA AVV. MELANDRI: Mi pare di sì. In viale Giulio Cesare 6.

P.M. DOTT. TEI: “Confermo l’elezione di domicilio presso il

mio difensore con studio in viale Giulio Cesare 6 in Roma”. Il P.M.

rappresenta che l’indagato è stato citato con urgenza, avendo egli

stesso avanzato istanza di interrogatorio e che si procede a

verbalizzazione sintetica dal momento che l’indagato è in stato di libertà

e che l’atto si compie (incompr.) molto semplice e procede altresì a

registrazione. Lei ha dritto a sapere quali sono gli elementi a suo carico:

sono quelli che ha letto nel decreto di perquisizione e sequestro. Però

credo che voi abbiate fatto anche il Tribunale del riesame.

DIFESA AVV. MELANDRI: No.

P.M. DOTT. TEI: No.

DIFESA AVV. MELANDRI: Ah, no, ha ragione lei, non l’abbiamo

fatto…

P.M. DOTT. TEI: Avete rinunciato.

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DIFESA AVV. MELANDRI: C’era un precedente difensore che non

ero io, che però abbiamo re…

P.M. DOTT. TEI: Cioè, avete rinunciato… però gli atti sono

stati depositati per voi.

DIFESA AVV. MELANDRI: Cioè io ho fatto… sì, esatto. Sì, infatti… sì,

sì, sì. E’ stato fatto…

P.M. DOTT. TEI: Era per questo motivo, perché le dicevo

che voi siete avvisati di quello che c’è scritto nel decreto ma avete a

disposizione anche tutti gli atti.

DIFESA AVV. MELANDRI: Ma non abbiamo neanche i reati, perché

appunto ci abbiamo rinunciato immediatamente anche perché non…

P.M. DOTT. TEI: E allora sono le indagini del Ros e le

intercettazioni telefoniche.

DIFESA AVV. MELANDRI: Era troppa roba.

P.M. DOTT. TEI: Ho capito.

DIFESA AVV. MELANDRI: Poi è inutile dire che sappiamo tutto quello

che c’è sui giornali, perché ormai credo che basta accendere la

televisione, quindi!

P.M. DOTT. TEI: Qui devo cambiare perché io davo per

scontato che voi aveste avuto copia.

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DIFESA AVV. MELANDRI: No, no, no, non si preoccupi tanto non…

cambia poco. Sì, però lei non può… certo, noi non possiamo dire che

abbiamo ricevuto copia.

P.M. DOTT. TEI: Bene. Allora l’avvocato gliel’avrà spiegato,

ma comunque noi siamo per sintesi: lei può non rispondere; qualora

intendesse rispondere può mentire. In Italia si fa così! E se però parla di

altri deve dire la verità. Questa è una sintesi per estremo, ma…

DIFESA AVV. MELANDRI: Uno diventa teste parlando chiaramente di

fatti che non riguardano la…

F.M. DE VITO PISCICELLI: No, non mi è chiaro, scusatemi: se parlo

di altri?

DIFESA AVV. MELANDRI: Cioè se lei invece di parlare delle cose

che ha fatto lei, dice: “Però so che l’avvocato Melandri…” in quel caso

lei diventa teste in questa…

F.M. DE VITO PISCICELLI: Ah, ho capito.

DIFESA AVV. MELANDRI: Quindi in quel caso non può avvalersi…

P.M. DOTT. TEI: E quindi ha l’obbligo di dire la verità.

DIFESA AVV. MELANDRI: E quindi ha l’obbligo della verità.

F.M. DE VITO PISCICELLI: Ho capito.

P.M. DOTT. TEI: Cioè, mentre per quanto riguarda…

F.M. DE VITO PISCICELLI: Ho capito.

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P.M. DOTT. TEI: …lei può negare e non fa reato, se parla

di altri e dice le bugie può in un certo modo…

F.M. DE VITO PISCICELLI: perfetto.

P.M. DOTT. TEI: Intende rispondere?

F.M. DE VITO PISCICELLI: Sì.

P.M. DOTT. TEI: Intende rispondere. Allora la nostra

domanda è banale: se ammette gli addebiti. Cioè, nel senso, vuol dire

se è vero quello che le viene imputato.

F.M. DE VITO PISCICELLI: Assolutamente no.

P.M. DOTT. TEI: E le dico subito di cosa viene imputato.

Sono ciò che c’è nel decreto di perquisizione, ovvero di aver corrotto

pubblici funzionari, tra i quali necessariamente l’ingegner Balducci e

l’ingegner De Santis; di aver turbato gare relativamente al G8 a suo

tempo (incompr.) si svolgesse alla Maddalena; di aver compiuto atti di

truffa in danno allo Stato in riferimento alla realizzazione della piscina di

Valco San Paolo; e altro come desumibile dagli atti depositati al

Tribunale del riesame. Che voi però dite di non conoscere e quindi… lei

mi diceva?

F.M. DE VITO PISCICELLI: No.

P.M. DOTT. TEI: Bene, noi non abbiamo altre domande.

Però se lei vuole dire qualcosa di suo… appunto, siccome ha detto che

ha letto sui giornali…s e lei vuol dire qualcosa a sua…

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F.M. DE VITO PISCICELLI: Sì. Se può essere utile io volevo chiarire

un attimino la vicenda… la mi figura in seno alla vicenda di questo

benedetto Palazzo dei marescialli, se può essere utile.

P.M. DOTT. TEI: E’ lei, perché… voglio dire, appunto,

siccome al di là di quello…

DIFESA AVV. MELANDRI: Perché nel decreto di perquisizione

parlava, se ricordo bene proprio del Palazzo dei marescialli.

P.M. DOTT. TEI: Sì, parlava anche… parlava di quello. Ma

io, infatti, sull’errore… sull’errore… Sull’errore! Sull’equivoco che

avendo fatto voi il ricorso al Tribunale del riesame…

DIFESA AVV. MELANDRI: Pensava… aveva preparato…

P.M. DOTT. TEI: No, dico, perché non c’è solo quello.

Perché il Palazzo dei Marescialli… arriva esimo: cioè, nel senso è uno

de fatti per cui vi è imputazione.

DIFESA AVV. MELANDRI: Cioè, ma allora le posso fare una

domanda?

P.M. DOTT. TEI: Sì.

DIFESA AVV. MELANDRI: Ma noi stiamo qui, solo qui, perché io ho

visto che nella mia istanza l’ho mandata indifferentemente a voi e a

Perugia, perché non si è capito se c’è una parte che sta a Perugia…

P.M. DOTT. TEI: Le indagini sono collegate. La risposta è

tecnica. C’è un collegamento probatorio perché le intercettazioni… e

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quindi voglio dire, le intercettazioni sono comuni. Stiamo sviscerando

per alcune cose per cui sono, quei capi di imputazione sono andati a

Perugia. Però molte altre cose faremo indagini collegate, per cui non ci

mancherebbe altro che questo non andasse a Perugia; per cui vi è una

parte che abbiamo ancora qua a Firenze e vi è una parte…

DIFESA AVV. MELANDRI: No, no, è solo per sapere s e è tutto…

siccome il dottor Piscicelli è disposto… cioè vuole raccontarvi tutto e

allora è inutile che vi racconta cosa che non c’avete più oppure se

comunque a voi va bene raccontare tutto, perché…

P.M. DOTT. TEI: E non lo so. Le ripeto, sa, la domanda è

un po’ ba… le ripeto…

DIFESA AVV. MELANDRI: La mia domanda è brutta, eh!

P.M. DOTT. TEI: No, no, no. E’: ammette gli addebiti? Cioè,

nel senso, se lui mi dice “no, non ho fatto nulla” vale per tutti. Cioè, vale

per noi e per Perugia. Noi si manda: “Non ho fatto niente”. E quello che

abbiamo trovato…

DIFESA AVV. MELANDRI: Dottor Tei le dico come nasce questa

nostra esigenza: io non so se voi… se noi c’abbiamo… se lui o noi, mi

ci metto anch’io, abbiamo ancora il telefono sotto controllo. Ma vi

assicuro che io passo il tempo… io! Si immagini lui, a rispondere ai

giornalisti.

P.M. DOTT. TEI: No, ho letto, ho letto.

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DIFESA AVV. MELANDRI: E anche stamattina ci correvano appresso

quelli della Stampa che non so che gliene frega Torino di questa cosa

qua. Comunque…

P.M. DOTT. MONFERINI: Ah, “la Stampa” di Torino.

DIFESA AVV. MELANDRI: No, non vi dico… io poi c’ho l’handicap

mio personale di essere l’avvocato da sempre del Messaggero. Quindi

io i giornalisti li conosco tutti, li difendo. Sono l’avvocato della Rai,

quindi li difendo anche… insomma, tanto per non fare i nomi: “Senti mi

fai… me lo fai… mi ci fai parlare un attimo? Gli chiedi…” cioè, sulla sua

vita è completamente, intuitivamente, sconvolta dalla famosa frase che

nel… da quello che hanno scritto i giornali, non ha detto lui, tra le altre

cose.

P.M. DOTT. TEI: Che noi su quello non le faremo neanche

una domanda perché…

DIFESA AVV. MELANDRI: No…

P.M. DOTT. TEI: Si figuri quante cose (sovrapp. di voci) su

quello proprio a noi…è l’unica cosa che…

DIFESA AVV. MELANDRI: Anche perché dal punto di vista penale…

P.M. DOTT. TEI: …è irrilevante.

DIFESA AVV. MELANDRI: Però, però, però, guardi adesso, le dico,

guardi in tutta franchezza, io, in questa vicenda, nonostante i miei anni,

uno impara sempre, è venuta la signora Piscicelli, la quale mi ha fatto

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un esempio che mi ha gelato e è giustissimo. Dice: “Avvocato… a parte

gli addetti ai lavori che siamo noi” dice “lei mi dica di Tangentopoli la

gente comune cosa ricorda? Il puff di Poggiolini ripieno di soldi. Fra

dieci anni di questa vicenda si ricorderà soltanto il signor Piscicelli che

al telefono diceva e non è vero, quella notte stavano tutti quanti

ballando”.

F.M. DE VITO PISCICELLI: Io…

DIFESA AVV. MELANDRI: E è verissimo, perché le chiedo…

P.M. DOTT. TEI: Sì. Ora… (sovrapp. di voci) che non si

ricordino altre cose più gravi, più concrete e più pienamente(?) rilevanti,

il signor Piscicelli, tipo: “Sta crollando la piscina di Valco San Paolo!”

Questo glielo racconta…

F.M. DE VITO PISCICELLI: No!

P.M. DOTT. TEI: Ma comunque non è importante.

DIFESA AVV. MELANDRI: Comunque su queste qui noi…

P.M. DOTT. TEI: Non è importante, comunque sia.

DIFESA AVV. MELANDRI: Noi siamo venuti apposta per chiarire

quello che serve di chiarire.

P.M. DOTT. TEI: E io le ho fatto questa domanda. Quindi

lei, ADR: “No, non ammetto niente, spontaneamente intendo dire…” Ci

dice che cosa vuol dire spontaneamente?

F.M. DE VITO PISCICELLI: Allora gli argomenti sono… sono diversi.

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P.M. DOTT. TEI: E’ “spontaneamente”, quindi faccia lei.

F.M. DE VITO PISCICELLI: Allora io ho letto sul decreto quello lì di

perquisizione, che per esempio mi viene addebitato che io ho corrotto,

tra virgolette, no, ho corrotto l’ingegner De Santis fornendogli materiali

per la sua ristrutturazione della casa all’Argentario. Cos assolutamente

non reale. Non gli ho fornito assolutamente materiali né tanto meno, ho

sopportato costi. Ho solamente dato una collaborazione personale,

passandogli una piccola impresa che lavorava per me, lì all’Argentario e

dandogli qualche consiglio.

P.M. DOTT. TEI: Sì. Poi?

F.M. DE VITO PISCICELLI: E questo per quanto riguarda questa

vicenda dell’ingegnere De Santis. L’ingegnere Balducci io lo vedo sì e

no una volta l’anno, lo conosco e non ho assolutamente… non mi sarei

mai permesso, oltretutto, nemmeno lontanamente, un tentativo di

corruzione nei confronti dell’ingegnere Balducci, che lo trovo una

persona…

P.M. DOTT. TEI: Sì, sì, poi?

F.M. DE VITO PISCICELLI: Poi che altro… Palazzo dei marescialli.

Questo è un po’ più lunghina. Allora era il periodo delle gare del

centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia. Mi chiama mio

cognato e mi propone di… mi chiese se volevo conoscere l’ingegnere

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Vincenzo di Nardo della Baldassini Tognozzi Pontello perché stavano

partecipando anche loro a queste gare.

P.M. DOTT. TEI: Parli tanto è registrato.

F.M. DE VITO PISCICELLI: Ma devo aspettare che lei scrive?

P.M. DOTT. TEI: No, no, no, è registrato, c’è il collega.

F.M. DE VITO PISCICELLI: No, pensavo che dovesse scrivere.

P.M. DOTT. TEI: Riesco a fare due cose insieme.

DIFESA AVV. MELANDRI: Loro fanno una sintesi.

P.M. DOTT. MONFERINI: Ma molto sintetica perché è registrato.

F.M. DE VITO PISCICELLI: Pensavo…

P.M. DOTT. TEI: No, no, è fatto apposta per cui…

F.M. DE VITO PISCICELLI: Allora, incontro mio cognato e l’ingegnere

Vincenzo di Nardo all’ANCE a Roma. E sostanzialmente si parlava di…

siccome loro hanno sede a Firenze, si parlava di fare una sorta di

collaborazione per partecipare a queste gare visto che partecipavano

loro ad alcune, noi in altre, partecipare in ATI in alcune e avere il mio

appoggio su Roma per poter accedere agli atti per poter prendere i

documenti per visionare le gare e via discorrendo. Il giorno successivo

ci siamo recati insieme a fare la visione di questi atti, ho visto l’ingegner

di Nardo e l’ingegner di Nardo mi chiese… ci davamo del tu, anche se

conosciuti il giorno prima e mi chiese se conoscessi l’ingegner Balducci.

E dico: “Sì, lo conosco. Perché?” “No, perché avrei piacere di parlargli

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con una certa urgenza” dice “sono circa due anni non ci riesco a

parlargli”. Dico: “Sì, spiegami di che cosa si tratta perché poi se è il

caso, se me la sento, chiamo la segretaria e vediamo se possiamo fare

questo incontro”. “Si tratta di questo lavoro” io non ne avevo idea di

questo lavoro “ si tratta di questo lavoro del Palazzo dei marescialli e la

Scuola di Polizia dei Carabinieri qui a Firenze” che loro avevano vinto

in… avevano vinto questa gara. Avevano iniziato i lavori e si erano resi

conto che c’era un coefficiente di sismicità errato. Facendo presente

questo al Ministero dei Lavori Pubblici, a un funzionario, adesso mi

sfugge il cognome, non furono ascoltati. L’impresa, quando realizza

un’opera, anche se la realizza su progettazione dell’ente, è comunque

responsabile. E di lì nacque una vertenza sostanzialmente. Loro

fermarono il cantiere; il Ministero dei Lavori Pubblici gli fece la

rescissione del contratto in danno e li cacciò fuori. Questo è quello che

mi spiegò brevemente. Adesso… A quel punto Di Nardo voleva…

siccome Balducci era all’epoca già presidente del Consiglio Superiore

dei Lavori Pubblici, nonché presidente della Commissione di Collaudo

di quel lavoro, Di Nardo voleva vedere se si riusciva a far ragionare

questi funzionari del ministero e cercare di poter rientrare in possesso

del cantiere che peraltro c’era stato anche un arbitrato dove avevano

anche vinto peraltro, la Btp aveva vinto. Era stato condannato il

ministero a un pagamen…a un rimbo…a un ristoro(?) di danni per 38

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milioni di euro. Soldi che loro non volevano perché ci tenevano molto a

quest’opera, in quanto di Firenze e un’opera piuttosto importante, di

una certa rilevanza. Dico va beh, io a questo punto chiamo la segretaria

di Balducci, gli chiedo questo appuntamento, gli accenno di che si

tratta. E Balducci ci dà l’appuntamento, mi sembra, di lì a qualche

giorno, adesso non ricordo. Accompagno Vincenzo di Nardo.

L’ingegner Balducci conosceva benissimo tutta la vicenda e mi è

sembrato a me di capire perché ero presente che era conscio che

sostanzialmente il ministero dei lavori pubblici in quella vicenda a lungo

andare era soccombente i maniera chiara: già aveva perso il primo

arbitrato. In più, dando il lavoro all’altra impresa che subentrante, pare

senza una gara, non lo so comunque, c’era già stato un incremento

progettuale di 70 milioni circa di euro. L’ingegnere Balducci chiese però,

dice: “Però vorrei fare un tavolo, eventualmente, con il presidente

della…della società, vediamo di convocare anche l’Astaldi, vediamo di

fare un… sentiamo il direttore generale attualmente in carica che cosa

ne pensa; vediamo un attimino di riordinare questa situazione, che

ripeto, lui vedeva pericoloso principalmente per il ministero. Altro

appuntamento con Riccardo Fusi. Stesso tenore dell’incontro.

L’ingegner Balducci incarica, chiama l’ingegner De Santis, e la

dottoressa Forleo che sono due… lui è ingegnere e un tecnico, la

dottoressa Forleo un’esperta, è del ministero anche lei, è un’esperta di

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parte amministrativa, e gli chiede di tirar fuori tutto quello che poteva

essere utile inerente a questa vicenda, prima di potere impostare

questo benedetto tavolo con tutte le figure preposte a questa cosa. Poi

dopo quell’incontro è passato, credo, un anno: c’è stato bisogno di un

altro avvocato che ho suggerito io alla Baldassini Tognozzi Pontello,

che è l’avvocato Abbamonte di cui parlavamo poco fa, il quale gli ha

fatto due esposti, uno alla Corte dei Conti, uno alla Procura della

Repubblica, mi sembra proprio di Firenze, e per delle cose all’Autorità

di Vigilanza sui Lavori Pubblici. E da questi atti è vento fuori peraltro

che l’Autorità di Vigilanza dei Lavori Pubblici davano ragione alla

Baldassini Tognozzi Pontello. In questo anno Riccardo Fusi mi ha

chiesto più volte, mi ha chiamato tante volte, se stando io a Roma se gli

seguivo questa cosa con un attimo di attenzione, se naturalmente De

Santis non è che c’aveva da fare solo il palazzo… da seguire la pratica

del Palazzo dei marescialli. Quindi io ogni tanto gliel’andavo a seguire e

via discorrendo. Arrivati a un certo punto io li misi in contatto

definitivamente. Si scambiarono i numeri, diventarono anche loro amici,

io non l’ho più seguita la vicenda.

P.M. DOTT. TEI: Ma chi diventò amico?

F.M. DE VITO PISCICELLI: Come?

P.M. DOTT. TEI: Chi è che diventò amico?

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F.M. DE VITO PISCICELLI: Fusi con… con l’ingegner De Santis.

Amico per me non è una cosa… insomma, avere un buon rapporto di

collaborazione.

P.M. DOTT. TEI: Sì.

F.M. DE VITO PISCICELLI: No, voglio dire, non vorrei…

P.M. DOTT. TEI: Avranno fatto le scuole insieme.

F.M. DE VITO PISCICELLI: No, quella no.

P.M. DOTT. TEI: Era per capire… tanto insomma da

sentirsi da soli senza il suo tramite.

F.M. DE VITO PISCICELLI: Perfetto. Mi viene… dalla stampa

apprendo che mi viene addebitato io abbia chiesto dei soldi a Riccardo

Fusi pari a un milione e mezzo di euro per questa mia dedizione, cosa

assolutamente falsa. Io ho chiesto a Riccardo Fusi solo, in uno scambio

fra imprenditori si fa, una cortesia, se mi poteva dare una mano ad

avere un mutuo edilizio di 600mila euro, perché lui era cliente molto

forte di una banca piccolina che adesso non ricordo, qui in Toscana,

e… mutuo edilizio per 600mila euro per delle… piccole cose immobiliari

che stavamo facendo all’Argentario. Riccardo Fusi mi ha preso solo in

giro, ma il mutuo poi me lo sono fatto da solo con un’altra banca. Con

loro abbiamo partecipato a una gara sola, quella dell’Auditorium di

Firenze. Noi eravamo a un 10%, poi c’erano loro, c’era un’altra impresa

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si chiama Mazzanti se non sbaglio, e l’abbiamo perduta, siamo arrivati

terzi.

P.M. DOTT. TEI: Dove questo?

F.M. DE VITO PISCICELLI: Qui al centocinquantesimo anniversario

per la gara di Firenze, Auditorium di Firenze. Siamo arrivati terzi con un

progetto di una scelta… Isozaki, comunque siamo arrivati terzi. Poi al

G8 della Maddalena io non ho partecipato assolutamente a niente: non

so loro, non credo peraltro. Mentre c’erano delle gare in… si dovevano

fare… uscirono dei bandi per delle gare della viabilità sul… non alla

Maddalena ma proprio in Sardegna, inerenti comunque il G8, gare che

poi non sono mai state bandite perché credo che mancava la copertura

finanziaria. Facemmo la domanda di partecipazione insieme, in

associazione e poi finita lì, è caduta lì. Questo è per quanto riguarda la

vicenda con Fusi e il G8. L’unico lavoro che io ho vinto di questi eventi,

chiamiamoli così, è quello del polo natatorio di Valco San Paolo dove

ho partecipato a cinque gare e precisamente Pietralata… no, quattro

gare: Foro Italico, Museo dello Sport e Valco San Paolo. Gare onerose

perché sono gare con progettazione, non la gara che si fa col ribasso…

gare onerose dove abbiamo investito un po’ di soldi e per fortuna ne

abbiamo vinta una se no, sarebbe stato un disastro. Lavoro partito con

otto mesi di ritardo per tutta una serie di motivi burocratici e realizzato

in otto mesi. L’evento si è fatto, gli allenamenti sono stati fatti e… non

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so se posso chiedere, lei prima mi diceva del fatto che sta crollando il

te… no, questo progetto che è stato fatto dal professor Imbrighi… dal

professor Imbrighi, il professor De Santoli e professor Frasca,

prevedeva un tetto molto particolare, molto bello, tanto è vero che ha

vinto per questo tetto sostanzialmente: tetto giardino con impatto

ambientale zero, proprio. Ed era in acciaio. Successivamente, la

Federazione Nuoto nelle solite complicazioni lavori pubblici, ci chiede,

non a noi, ma al commissario di governo, chiede di sostituire l’acciaio

con il cemento armato. Quindi sono stati rifatti tutti i calcoli del cemento

armato di questa copertura, che è una copertura forse una delle prime

in Italia, che è una suole… che si chiama soletta ortotropa, dove non

ha… è su pilastri e non ha travi, con luci lunghissime di quasi 50 metri.

Ed è una cosa molto particolare e non nascondo che io, essendo la

prima volta che l’ho costruita, e non solo io la prima volta, perché pare

che sia proprio la prima in Europa, avevamo un pochino di timori. Timori

peraltro inutili perché poi tutte le verifiche, sono state fatte le prove di

carico, è stato fatto tutto quello che si doveva fare, risponde

perfettamente, non c’è… erano solamente forse, in qualche

intercettazione telefonica con i miei capo cantieri che ci preoccupavamo

man mano che si… come dire, si disarmava il cassero sotto. La soletta

ha fatto le sue… ha avuto i suoi cedimenti che doveva avere standard

e… è stata peraltro… c’è stato peraltro un collaudo statico provvisorio

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fatto dal collaudatore che dovrà poi fare… fu fatto per l’evento e poi

dovrà fare il definitivo una volta completato tutte le opere in cemento

armato. Questo era per rispondere alla… forse alla intercettazione del

fatto “sta crollando”. E lì.

P.M. DOTT. TEI: Quindi siete in attesa del definitivo?

F.M. DE VITO PISCICELLI: Sì. Poi c’è un altro addebito che mi viene

fatto che è quello che più… a parte quello delle telefonata dove io,

assolutamente non ridevo, va bene? c’è quello di quell’articolo 7 che ho

capito solo dopo qualche giorno di che cosa si tratta. L’articolo 7.

DIFESA AVV. MELANDRI: La seconda parte…

P.M. DOTT. TEI: Sì, sì, noi l’abbiamo capito, quindi ci dica

lei.

F.M. DE VITO PISCICELLI: Dunque…

DIFESA AVV. MELANDRI: Si era rivolto a me, sperava che l’avessi

capito pure io.

P.M. DOTT. TEI: Ah!

F.M. DE VITO PISCICELLI: E… e una cosa che… quella forse mi

turba proprio io non ci dormo più. Tenga conto io sono teste…

DIFESA AVV. MELANDRI: Questa è una cosa…

F.M. DE VITO PISCICELLI: Io sono teste…

P.M. DOTT. TEI: Come?

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F.M. DE VITO PISCICELLI: Io lo dico, non ho nessun problema, lo

dichiaro pure quando rinnovo il porto d’armi. Sono teste da quindici

anni, sedici, contro un processo di camorra a Santa Maria Capua

Vetere. L’unico peraltro sono rimasto, fesso! Scusatemi. E solo grazie…

solo grazie al Dottor Vigna che è un amico di famiglia che ho dovuto…

disturbare per questa cosa, riesco a ottenere una piccola cautela

quando vado lì a fare le udienze perché non è una cosa piacevole con i

parenti di questi signori. Poi ho denunciato poco tempo fa, sei, sette

mesi fa, siccome ho organizzato dei lavori alla Piana di Borrello e a

Rosarno, che conoscerete perché ultimamente si è parlato di quella

zona in Calabria, ho denunciato delle estorsioni lì. Ho denunciato due

anni fa un’altra estorsione avvenuta da un soggetto di san Giuseppe

Vesuviano. Insomma, vengo da una famiglia… come dire, di persone

per bene, un’antica famiglia con dei… che proprio, insomma, sentirsi

un… un addebito del genere mi viene il freddo veramente alla schiena.

E questo sempre dai giornali, apprendo che probabilmente è perché

siamo come opere pubbliche associati al Consorzio Stabile Novus. Il

Consorzio Stabile Novus con il quale siamo associati da circa sette, otto

anni, e abbiamo partecipato a diverse gare. Il consorzio è uno

strumento. Io, i consorziati, non per prendere le distanze,

assolutamente, non li conosco. Li avrò visti una volta in una riunione,

poi c’è andato qualche volta il mio ragioniere. Non li conosco. E’ in

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possesso del certificato antimafia. E’ in possesso del nullaosta di

segretezza. Che rima di dare il nullaosta di segretezza credo che si

facciano tutte le indagini di questa terra. Io non sono un poliziotto, non

lo so se un… un imprenditore facente capo a questo consorzio possa

avere dei rapporti… non ne ho la più pallida idea. Insomma, mi sembra

un addebito insomma, un po’…. E continuo ad avere peraltro questo

certificato antimafia e… e il nullaosta di segretezza. Ho letto sempre

sui giornali che l’amministratore di questo consorzio di fatto è Antonio

Di Nardo. Allora, io Antonio Di Nardo lo conosco da circa venti anni. E’

un dipendente del Ministero dei Lavori Pubblici. E all’epoca era…

P.M. DOTT. TEI: Di Nardo come?

F.M. DE VITO PISCICELLI: Antonio. E all’epoca si occupava… stava

nell’ufficio, si chiamava ufficio contratti, ma sostanzialmente era l’ufficio

Albo Nazionale Costruttori, quello che poi fu abolito e fu dato alle SOA

queste private. Quindi questo uomo conosceva e conosce credo tutte le

imprese di Italia perché passavano tutte le pratiche delle… imprese

iscritte all’Albo Nazionale Costruttori del Ministero dei Lavori Pubblici

passavano nelle sue mani. Ripeto, lo conosco da venti anni, non mi ha

mai dato l’idea che possa essere un mafioso, è un impiegato statale,

una persona… normalissima. E non ritengo affatto che sia

l’amministratore di fatto del Consorzio Novus. Devo aggiungere però

che all’epoca in cui si costituì il Consorzio No… io entrai in un secondo

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momento nel consorzio. Ma all’epoca che si costituì questo consorzio,

devo dire che fu lui un pochino il fautore come dire di mettere insieme

un po’ di persone per fare… era una nuova legge questa dei consorzi

(incompr.) di mettere insieme un po’ di persone per potere ottenere

come consorzio, una iscrizione all’albo alla SOA alle SOA un po’ più

importante. E questa è la vicenda di Antonio Di Nardo. Poi ho letto

ancora della vicenda e… che io ho preso dei soldi e… in prestito… con

tassi da strozzinaggio. Questa mia… nelle mie intercettazioni sono

stato sentito più volte. Io purtroppo mi sono dovuto difendere da una

continua e costante richiesta pressante, da parte di mio cognato: piccoli

prestiti, grandi prestiti. Abbiamo… c’è stato un periodo che abbiamo

fatto anche degli scambi. Per carità, lui mi ha dato una mano a me! Poi

è diventata una situazione avvilente e io ho preso un po’ di distanze.

Allora gli dissi questa balla proprio, scusate la volgarità, proprio per

cercare di evitare che lui insistesse a chiedere soldi o che io li

chiedessi, li chiedessi per lui. Dico sono soldi che costano l’ira di Dio,

sono soggetti pericolosi! Ma non è assolutamente così. Io quei soldi li

ho chiesti in un periodo natalizio dove dovevo dare inizio ai lavori della

Ferratella, ai lavori di Rocco San Paolo. Avevo un problema di carattere

finanziario con la Banca Intesa e chiesi una cortesia a Antonio Di Nardo

se mi poteva dare una mano con, lì sono 100mila euro, ma sono 14

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invece, con 140mila euro che gentilmente lui e un altro suo amico mi

hanno prestato e io gli ho restituito.

P.M. DOTT. TEI: Chi era?

F.M. DE VITO PISCICELLI: Rocco Lamino. E io gli ho restituito pari

importo senza alcun… senza alcuna… senza alcun tasso… in aggiunta.

Io li restituii in breve tempo. L’Aquila io non ho partecipato a nessuna

gara volutamente e sempre a mio cognato che mi proponeva a telefono

di fare un lavoro su… su Garda, ho detto: “No, guarda sono impegnato,

ho… devo mandare le cose all’Aquila per l’emergenza!” Ma era una

scusa per non essere sgarbato e non dirgli “non mi interessa il lavoro a

Garda.” A l’Aquila non ho partecipato a nessuna gara perché oltretutto

venivamo da, da un lavoro stressante è stato quello di Valco San paolo,

in otto mesi è stata pesante e non avevamo… e in più non abbiamo

quel tipo di organizzazione per fare lavori di consolidamento. Quindi

non abbiamo partecipato assolutamente a nulla. Che altro c’era? Ah,

sì, l’albergo. Mi viene… leggo sempre sul decreto che io ho fatto… ho

pagato vacanze per… pubblici ufficiali. Allora io per le date sono

negato, comunque mi ricordo mi chiamò Diego Anemone, che io

conosco, lo incontro… lo incontravo spessissimo negli uffici sia della

Ferratella, sia al Provveditorato Opere Pubbliche che al ministero. Lo

conosco da qualche anno, non abbiamo grandi rapporti, ma insomma lo

conosco. Mi chiamò e mi chiese se potevo… se lui sapeva che io

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conoscevo, conosco, il proprietario di questo albergo che sta

all’Argentario e se potevo fargli una prenotazione per una persona, per

una matrimoniale, per un periodo di agosto peraltro, quando l’albergo,

che è un albergo sostanzialmente frequentato da americani che

prenotano otto mesi prima, difficilmente si trova posto. Io mi diedi da

fare, chiamai il proprietario, si trovò questa soluzione, e… poi gli dissi

con garbo, sempre per telefono: “Bisogna pagare la caparra… se vuoi

provvedo io però…” Sa quelle cose un po’ per non essere antipatici,

dissi: “No, no, bisogna versare cinquemila euro”. E lui mi fece avere il

prospetto preciso, i giorni della prenotazione…

P.M. DOTT. TEI: Chi? Anemone?

F.M. DE VITO PISCICELLI: Sì. Il prospetto preciso dei giorni

dell’ospitalità di questo signore che io non conoscevo, poi l’ho

conosciuto dopo. E i cinquemila euro da versare per la caparra.

Dopodiché io, onestamente, non ne so più nulla.

P.M. DOTT. TEI: E chi era questo ospite?

F.M. DE VITO PISCICELLI: L’ospite era Carlo Malinconico.

P.M. DOTT. TEI: L’ha conosciuto dopo?

F.M. DE VITO PISCICELLI: L’ho conosciuto dopo perché poi io

andavo al Pellicano… l’ho incontrato lì… me l’ha presentato… proprio

Roberto Scio.

P.M. DOTT. MONFERINI: E questo quando avveniva?

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F.M. DE VITO PISCICELLI: Non questa estate…

P.M. DOTT. TEI: Roberto Scio?

F.M. DE VITO PISCICELLI: Sì.

DIFESA AVV. MELANDRI: Scio come Scio.

F.M. DE VITO PISCICELLI: Questo avveniva non questa estate,

l’estate scorsa.

P.M. DOTT. TEI: 2008?

F.M. DE VITO PISCICELLI: 2008. No, no, non questa…

Malinconico come?

F.M. DE VITO PISCICELLI: Malinconico.

P.M. DOTT. TEI: Basta?

F.M. DE VITO PISCICELLI: Carlo. Che io ho conosciuto lì in albergo,

poi il Pellicano è un albergo piccolo, l’ho conosciuto lì, abbiamo preso

degli aperitivi insieme. Basta. Niente…

P.M. DOTT. TEI: Avvocato, domande?

DIFESA AVV. MELANDRI: No, grazie.

P.M. DOTT. MONFERINI: Io sì. Su questa vicenda specifica, senta

ma lei è titolare della Società Opere Pubbliche?

F.M. DE VITO PISCICELLI: Io sono il direttore tecnico.

DIFESA AVV. MELANDRI: Chiariamo…

P.M. DOTT. MONFERINI: No, ma su questo…

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DIFESA AVV. MELANDRI: Perché c’è una Opere Pubbliche e

l’altra…

F.M. DE VITO PISCICELLI: Ah, c’è una omonimia.

DIFESA AVV. MELANDRI: Perché c’hanno chiesto proprio anche

questo: Opere Pubbliche e Ambiente…

F.M. DE VITO PISCICELLI: Siamo noi.

DIFESA AVV. MELANDRI: E Opere Pubbliche SPA che non è lui.

P.M. DOTT. MONFERINI: Che non c’entra nulla?

DIFESA AVV. MELANDRI: No, no, solo Opere Pubbliche e Ambiente.

P.M. DOTT. MONFERINI: E’ una società che si riferisce a che cosa

quell’altra?

DIFESA AVV. MELANDRI: Di costruzioni.

P.M. DOTT. MONFERINI: Ma che opera a Roma?

F.M. DE VITO PISCICELLI: Sì, sì, c’ha sede a Roma.

DIFESA AVV. MELANDRI: Non parla della sua parla dell’altra.

F.M. DE VITO PISCICELLI: Dell’altra.

P.M. DOTT. MONFERINI: Dell’altra.

F.M. DE VITO PISCICELLI: Io so pure l’indirizzo, come no! perché ci

siamo più volte… tanto che noi aggiungemmo Ambiente, proprio per

evitare…

P.M. DOTT. MONFERINI: Senta, su questa storia del dottor

Malinconico…

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F.M. DE VITO PISCICELLI: Sì.

P.M. DOTT. MONFERINI: Ma lei è proprio sicuro che l’anno

precedente non gli ha pagato le vacanze? Eh?

F.M. DE VITO PISCICELLI: Io l’anno precedente… il duemila?

P.M. DOTT. MONFERINI: E sette.

F.M. DE VITO PISCICELLI: No, io non gli ho pagato le vacanze.

P.M. DOTT. MONFERINI: Perché a noi risultano delle fatture

dell’albergo Pellicano…

F.M. DE VITO PISCICELLI: A nome nostro?

P.M. DOTT. MONFERINI: A nome vostro collegate alla residenza

del dottor Malinconico. Se la ricorda?

F.M. DE VITO PISCICELLI: No, non…

P.M. DOTT. MONFERINI: Via Piscicelli, se se lo ricorda noi

possiamo cominciare a crederle, se non si ricorda, allora noi dobbiamo

pensare che quello che ci è venuto a raccontare è tutto una grande

colossale fandonia.

F.M. DE VITO PISCICELLI: No, assolutamente. Io… l’anno

precedente io per il dottor Malinconico io…

P.M. DOTT. MONFERINI: Eppure noi abbiamo trovato tre fatturine,

da diecimila euro circa collegate al dottor Malinconico.

F.M. DE VITO PISCICELLI: No, io ho fatto un ricevimento al Pellicano.

P.M. DOTT. MONFERINI: Che c’entra Malinconico?

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F.M. DE VITO PISCICELLI: Non c’entra proprio niente. Ha trovato

delle fatture Malinconico riferite a me?

P.M. DOTT. MONFERINI: Eh.

F.M. DE VITO PISCICELLI: Io queste fatture non ce le ho.

P.M. DOTT. MONFERINI: Allora diciamo se è un nostro errore, tante

scuse. Ma se fosse vero come lo dobbiamo ricostruire? No, le mi dica

se fosse vero…

F.M. DE VITO PISCICELLI: Allora…

P.M. DOTT. MONFERINI: Siccome noi dobbiamo ricostruire la sua

versione e tutto quello che ci ha detto fino a adesso.

F.M. DE VITO PISCICELLI: Allora la mia versione è che io al… io

personalmente, al dottor Malinconico non ho pagato niente. D’altronde,

io con il dottor Malinconico l’ho conosciuto dopo e non ho nessun tipo di

rapporto. Cioè, non… non…

P.M. DOTT. MONFERINI: Va bene, prendiamo atto.

F.M. DE VITO PISCICELLI: Non… cioè…

DIFESA AVV. MELANDRI: (sovrapp. di voci) l’anno precedente.

F.M. DE VITO PISCICELLI: Sì, l’anno precedente. Io non lo so, io ho

fatto un ricevimento al Pellicano…

P.M. DOTT. MONFERINI: Questa forse è l’occasione di chiarirci. Se

se lo ricorda, può darsi che è una cosa che è talmente… però

insomma, sono circa diecimila euro!

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DIFESA AVV. MELANDRI: Non è che sia una cosa…!

P.M. DOTT. MONFERINI: Va beh, insomma diecimila euro in un

albergo, non è che…

DIFESA AVV. MELANDRI: Sì, non è poco, però è più credibile il

ricevimento che non una camera da letto. Non lo so, io non ne capisco

niente di queste cose.

F.M. DE VITO PISCICELLI: No, no, noi abbiamo fatto… io ho fatto un

ricevimento, io e mia moglie abbiamo dato un ricevimento al Pellicano.

DIFESA AVV. MELANDRI: (sovrapp. di voci) l’avete fatto?

F.M. DE VITO PISCICELLI: Ma io con le date le ho detto… l’anno…

no, non questo. O anzi, nel 2007, sì. Estate 2007.

P.M. DOTT. MONFERINI: Nell’estate del 2007.

F.M. DE VITO PISCICELLI: Vado a veder le fatture.

P.M. DOTT. MONFERINI: Vado a verificare perché magari ce

l’abbiamo anche noi. Così magari lo vediamo subito.

Interruzione

P.M. DOTT. MONFERINI: Ecco la mia domanda è molto precisa: è

se soggiorni presso l’hotel Pellicano lei li ha pagati anche nel 2007 al

signor Malinconico e signora.

F.M. DE VITO PISCICELLI: E?

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P.M. DOTT. MONFERINI: E signora.

F.M. DE VITO PISCICELLI: No.

P.M. DOTT. MONFERINI: E io le dico che invece a noi risulta così.

Ma non è che ci risulta perché ce lo siamo inventati, perché siamo

andati … Graziani Grazia e Malinconico Carlo risulta.

(sovrapp. di voci)

P.M. DOTT. TEI: E una signora! Il dottor Malinconico e una

signora.

F.M. DE VITO PISCICELLI: E’ la moglie.

P.M. DOTT. TEI: Non lo so.

P.M. DOTT. MONFERINI: E stiamo parlando del 207. il soggiorno va

dal 12 agosto al 19 agosto 2007.

F.M. DE VITO PISCICELLI: Sì e io…

P.M. DOTT. MONFERINI: Se lo ricorda?

F.M. DE VITO PISCICELLI: No.

P.M. DOTT. MONFERINI: Perché nella strisciata che l’albergo

Pellicano ci fa dei soggiorni di Malinconico Carlo che ora le faccio

vedere, lei potrà vedere che a un certo punto c’è anche il suo nome.

F.M. DE VITO PISCICELLI: E’ la prenotazione che ho fatto io.

P.M. DOTT. MONFERINI: Ma io non lo so se lei ha fatto la

prenotazione, però le dico che nel 2007 lei lo conosceva, intanto.

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F.M. DE VITO PISCICELLI: E infatti… allora io ho fatto una premessa:

con le date sono negato! Faccio un po’ di fatica. Nel 2007 lo conoscevo,

ma io non gliel’ho pagato.

P.M. DOTT. MONFERINI: E quindi quello che ci ha detto prima che

s’è conosciuto dopo aver fatto questa cosa con Anemone non c’entra

più nulla?

F.M. DE VITO PISCICELLI: No, non mi sono spiegato.

P.M. DOTT. MONFERINI: Lo dobbiamo cambiare? Ci dà un’altra

versione?

F.M. DE VITO PISCICELLI: No, non si tratta di cambiare versioni. Le

prenotazioni che ho fatto a questo signore…

P.M. DOTT. MONFERINI: Per conto di chi le ha fatte?

F.M. DE VITO PISCICELLI: Per Anemone.

P.M. DOTT. MONFERINI: Sempre Anemone.

F.M. DE VITO PISCICELLI: Sì. Le ho fatte…

P.M. DOTT. MONFERINI: Allora sono state due le occasioni?

F.M. DE VITO PISCICELLI: Sì, ma infatti… sì sono stati due anni. Sì.

Ma io gli ho solo fatto prenotazioni.

P.M. DOTT. MONFERINI: E non l’ha pagato?

F.M. DE VITO PISCICELLI: E non ho pagato niente.

P.M. DOTT. MONFERINI: E invece qui ci risulta la fattura a suo

nome. 9.800 euro: Piscicelli, soggiorno dal 12 agosto al 19 agosto

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2007. eh? C’è stato lei a dormire al Pellicano insieme al Malinconico?

Dormivate nella stessa camera?

F.M. DE VITO PISCICELLI: No, assolutamente.

P.M. DOTT. MONFERINI: E allora?

F.M. DE VITO PISCICELLI: Scusi…

P.M. DOTT. MONFERINI: Sì: Pellicano, arrivo il 12 agosto, partenza

il 19 agosto. C’è stato lei a dormire lì?

F.M. DE VITO PISCICELLI: Questo è un evento.

P.M. DOTT. MONFERINI: Lasci perdere l’evento.

F.M. DE VITO PISCICELLI: Io ho fatto…

P.M. DOTT. MONFERINI: Arrivo e partenza: sono sette giorni.

F.M. DE VITO PISCICELLI: Ma io non so che cosa c’hanno scritto lì.

Io ho fatto una festa al Pellicano.

P.M. DOTT. MONFERINI: Lei ha fatto una festa!

F.M. DE VITO PISCICELLI: Guardi.

P.M. DOTT. MONFERINI: Lei dice che ci ha fatto una festa e però,

guarda caso, in questa fattura corrisponde lo stesso soggiorno in cui…

lei ha fatto una festa al signor Malinconico!

F.M. DE VITO PISCICELLI: Nossignore! Ho fatto una festa perché mia

moglie… non c’entra niente!

P.M. DOTT. MONFERINI: Qui i contabili dicono qualcosa di diverso.

F.M. DE VITO PISCICELLI: Cosa dicono?

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F.M. DE VITO PISCICELLI: Tenga conto che poi al Pellicano ci vado

anch’io. Non vorrei che si fossero…

P.M. DOTT. MONFERINI: No, io le sto dicendo semplicemente…

F.M. DE VITO PISCICELLI: Si fossero… si fossero…

P.M. DOTT. MONFERINI: Le sto dicendo…

P.M. DOTT. TEI: (legge quanto scritto sul verbale

riassuntivo) …abbinata a una fattura pagata dal Piscicelli al prezzo

dovuto dal signor Malinconico”. E’ questo?

P.M. DOTT. MONFERINI: Diciamo abbinata a un soggiorno

corrispondente a quello che risulta…

P.M. DOTT. TEI: Sì, ma il prezzo è lo stesso?

P.M. DOTT. MONFERINI: Il prezzo è 1.400 euro al giorno per sette

giorni.

P.M. DOTT. TEI: Quindi nove e otto?

P.M. DOTT. MONFERINI: 9.800.

P.M. DOTT. TEI: E c’è la fattura di 9.800. No, questo per

essere chiari tra noi, insomma. Quindi abbiamo una fattura di 9.800 con

sette giorni… bene.

P.M. DOTT. MONFERINI: E’ sfortunato Piscicelli!

F.M. DE VITO PISCICELLI: No, non si tratta di sfortuna.

P.M. DOTT. MONFERINI: Una coincidenza sfortunata. La possiamo

sintetizzare così: una coincidenza sfortunata.

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F.M. DE VITO PISCICELLI: Allora io col dottor Malinconico non ho

nessun rapporto. Non…

P.M. DOTT. MONFERINI: S’è percepito, una coincidenza…

P.M. DOTT. TEI: (legge quanto scritto nel verbale

riassuntivo)

F.M. DE VITO PISCICELLI: Nessun rapporto di lavoro… cioè non

ho…

P.M. DOTT. TEI: Ma infatti forse la corruzione è con il

l’ingegnere Balducci: questo è per l’avvocato. Cioè lui glielo dice, lei

prende e paga. Quindi lei può rispondere come crede e come vuole,

però quello che dice il collega è una cosa diversa. A noi risulta,

abbiamo tutti i motivi… documentalmente, stavolta, che 9.800 euro

corrispondono a un soggiorno di sette giorni per il dottor Malinconico.

Poi lei lo consoce, non lo conosce, questi lei dice quello che vuole. Il

dottor Malinconico è estraneo, è terzo rispetto a questo fatto, però

come lei ci dice, qualcuno la chiama e lei paga. Questo è quello che

desumiamo noi dai fogli. Poi lei la sua versione l’ha data, ha detto: “Ho

fatto una festa!” E noi scriviamo “ho fatto una festa”, non è mica che

scriviamo una cosa diversa. Però, siccome il collega da come, per la

sua tranquillità, perché poi ha detto un’altra cosa il collega. Ha detto:

“Se questa cosa non torna, cosa dobbiamo pensare di ciò che lei ha

detto finora?” E questa rimane la domanda così. Però il primo foglio che

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abbiamo preso nelle migliaia di fogli che ci sono in giro, già noi,

insomma, siamo un po’ perplessi. Lei dice che nello stesso periodo “ho

fatto la stessa cosa…” va bene…

F.M. DE VITO PISCICELLI: Posso… guardo con un po’ più di

attenzione?

P.M. DOTT. TEI: Sì, ne tragga un’idea su tutto quello che

ha detto sinora. Intanto guardi… (viene letto il verbale riassuntivo) Il

P.M. contesta che al di là del rapporto con il signor Malinconico che non

interessano, l’indagato non appare credibile nella versione dei fatti

sinora resi. Cioè lei ha detto certe cose. e quindi le chiediamo se

intende precisare la sua versione o se la ribadisce. Faccia lei.

F.M. DE VITO PISCICELLI: Io ribadisco ancora una volta che soldi per

Carlo Malinconico io non ne ho tirati…

P.M. DOTT. TEI: (scrive il verbale riassuntivo) Bene. altre

domande tu? Niente a posto. Avvocato domande?

DIFESA AVV. MELANDRI: No, grazie.

FINE REGISTRAZIONE

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