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Expo 2015 rischia la figuraccia mondiale: Padiglione Italia sar ridimensionato perch mancano i soldi.

Non sar lesposizione dei nostri peggiori difetti?

Sabato 1 novembre 2014 Anno 6 n 301

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e 1,40 Arretrati: e 2,00

Redazione: via Valadier n 42 00193 Roma


tel. +39 06 32818.1 fax +39 06 32818.230

Spedizione abb. postale D.L. 353/03 (conv.in L. 27/02/2004 n. 46)


Art. 1 comma 1 Roma Aut. 114/2009

Carta canta (e stona)


di Marco Travaglio

veva ragione Napolitano a pretendere una


A
rapida trascrizione della sua testimonianza
sulla trattativa Stato-mafia. Dalle sue parole te-

A RIDURLO
COS
NON STATO
NESSUNO
dc

MA NON FINISCE QUI


di Antonio Padellaro

on dimenticheremo quel giorno di cinque


N
anni fa. Gioved 29 ottobre 2009, il Fatto
Quotidiano in edicola da appena un mese quan-

do in redazione piomba Silvia DOnghia con alcune foto difficili da guardare. Un corpo senza
vita, scheletrico, consumato dalla sofferenza. Gli
occhi, due cavit peste dentro grandi macchie di
sangue rappreso, chiusi per sempre, stanchi di
fissare una violenza indicibile. La morte come
unica misericordia. Quelle povere ossa, cinque
giorni prima, erano un giovane di 31 anni forte,
sano malgrado i problemi di droga e di adattamento alla vita, che stava cercando di affrontare con laiuto di chi lo amava. Pubblicammo
quelle foto perch cos chiedevano i genitori Rita
e Giovanni e la sorella Ilaria, sgomenti di fronte
al silenzio degli altri giornali, un trafiletto in cronaca e via.
Vitantonio Lopez lo spieg
ai nostri lettori: La famiglia
ci ha messo sotto gli occhi
quel viso, quel corpo massacrati e noi li mostriamo a
voi perch non c legge, regola o procedura che possano giustificarlo. Perch
non si pu vivere, e morire,
cos. Il titolo: Stefano, 31 anni. Chi lha ridotto
cos?. Cinque anni dopo, a quella domanda
stata data la risposta pi insultante perch dopo
due gradi di giudizio, la giustizia non ha saputo
trovare un colpevole. E soprattutto non ha voluto. Una sentenza con il timbro di chi se ne lava
le mani: Insufficienza di prove. In altre parole,
qualcuno ha massacrato di botte Stefano fratturandogli le ossa con gravi emorragie interne,
poi qualcun altro lo ha abbandonato al suo destino in un letto di ospedale. Ma, secondo i giudici, le prove non bastano, chi doveva indagare
lo ha fatto poco e male e quindi liberi tutti. Tre
istituzioni si sono prese cura di Stefano: i carabinieri, gli agenti di custodia di un carcere, il
personale della pubblica sanit. La quarta istituzione che doveva giudicare e punire non se l
proprio sentita. Cane non morde cane. gi successo per gli altri pestaggi di poveri disgraziati a
opera di alcune mele marce in divisa che tuttavia, guarda un po, in qualche modo la fanno
sempre franca. Brutti tempi per chi non pu difendersi: bene che vada ti manganellano. La sopraffazione vince, ma c un limite a tutto. Stefano Cucchi stato ammazzato. Accanto alla sua
famiglia continueremo a sostenere questa battaglia di verit e di decenza.

Tutti assolti in appello per la morte di Stefano Cucchi,


deceduto dopo un pestaggio in carcere cinque anni fa
e abbandonato in ospedale. La famiglia: Ucciso
di nuovo. Unaltra vittima della violenza di Stato
DOnghia e Rodano pag. 2 - 3
che non ottiene giustizia

MPS, ALLARME ROSSO


CONDANNATO MUSSARI
Lex presidente del Monte
Paschi dichiarato colpevole
di ostacolo alla vigilanza
per aver nascosto
a Bankitalia la verit
sui conti. La citt comincia
a cedere al panico:
la banca che crolla in Borsa
e i risparmiatori che
temono per i propri conti
Feltri e Vecchi pag. 4 - 5

stuali, infatti, la consapevolezza del ricatto mafioso sul 41-bis subito avuta non genericamente dallo
Stato, ma specificamente dal governo Ciampi (con
Mancino agli Interni e Conso alla Giustizia) emerge con una perentoriet che era sfuggita persino
allimmediata percezione dei pm. Dice il presidente: La valutazione comune alle autorit istituzionali in generale e di governo in particolare fu che si
trattava di nuovi sussulti di una strategia stragista
dellala pi aggressiva della mafia si parlava allora in modo particolare dei corleonesi e in realt
quegli attentati, che poi colpirono edifici di particolare valore religioso, artistico e cos via, si susseguirono secondo una logica che apparve unica e
incalzante, per mettere i pubblici poteri di fronte a
degli aut aut: perch questi aut aut potessero avere
per sbocco una richiesta di alleggerimento delle
misure soprattutto di custodia in carcere dei mafiosi o potessero avere per sbocco la destabilizzazione politico-istituzionale del Paese... Quindi
cera molta vigilanza, sensibilit e consapevolezza
della gravit di questi fatti.
Poi, a domanda del pm Di Matteo, precisa ancor
meglio: Ricatto o addirittura pressione a scopo
destabilizzante di tutto il sistema... probabilmente
presumendo che ci fossero reazioni di sbandamento delle autorit dello Stato... Lo ricordo benissimo. Poteva considerarsi un classico ingrediente di colpo di Stato anche del tipo verificatosi
in altri paesi lontani dal nostro, questo tentativo di
isolare diciamo il cervello operante delle forze dello Stato, blocchiamo il governo, il capo del governo, ledificio in cui vengono prese le decisioni del
governo, dopo di che possono rimanere senza guida le forze di polizia, le forze dellordine e questo
certamente ci che aveva in modo particolare
impressionato Ciampi e che laveva indotto a parlare di qualcosa che poteva essere assimilato a un
tentativo o un vago progetto di colpo di Stato... Il
fulcro della responsabilit era senzalcun dubbio il
governo e non a caso il black out lavevano fatto i
presunti eversori a Palazzo Chigi, non a Montecitorio n a Palazzo Madama... Il bersaglio, e di
conseguenza la sede delle decisioni da prendere
era Palazzo Chigi, era il governo.
Come se ci non bastasse, il 10 agosto la Dia e l11
settembre lo Sco avvertirono il governo, tramite
Mancino, e il Parlamento, attraverso il presidente
dellAntimafia Violante, che leventuale revoca,
anche solo parziale dei decreti che dispongono il
41-bis potrebbe rappresentare il primo concreto
cedimento dello Stato, intimidito dalle bombe; e
che Cosa Nostra puntava a una trattativa per allentare il 41-bis. Com possibile che il governo
Ciampi, con tutto lallarme e la vigilanza, non
abbia deciso una linea comune per smentire le
aspettative mafiose su reazioni di sbandamento
e confermare i 41-bis, anzi abbia lasciato che Conso li revocasse a 334 mafiosi?
Segue a pag. 14

Giuseppe Mussari Ansa

VITE PARALLELE

Lorgoglio gay
di mister Apple
e il coming out
dei poveri cristi
Borromeo e Soffici pag. 10

TUTTI RUTELLIANI

Esteri, pace fatta


Napolitano-Renzi
Dal cilindro
spunta Gentiloni
Marra e Tecce pag. 6

VIALE DEL TRAMONTO

Il voto di MidTerm
e la grande fuga
dal perdente
Barack Obama
Gramaglia e Vitaliano pag. 16 - 17

LA CATTIVERIA
Se ho capito come funziona,
in Cassazione
condanneranno Cucchi
www.spinoza.it

4 PAGINE SPECIALI Il verbale di Re


Giorgio, parola per parola pag. 11 - 14

SENZA GIUSTIZIA

SABATO 1 NOVEMBRE 2014

Lmanca
e associazioni:
il reato
di tortura

C UN BUCO nel nostro codice penale: Nei casi di tortura e di violenze


istituzionali, nel nostro paese, perseguire i responsabili operazione
tragicamente impossibile. Mancano
le norme (come il reato di tortura) e
manca una cultura pubblica di rispetto profondo della dignit uma-

na. Cos Patrizio Gonnella, presidente dellassociazione Antigone,


commenta la sentenza Cucchi. Proprio ieri gli Stati membri delle Nazioni Unite hanno formulato pi di
180 raccomandazioni allItalia in materia di diritti umani: tra le tante c
anche quel buco nel codice penale.

il Fatto Quotidiano

CINQUE ANNI FA
30 OTTOBRE 2009
Le foto del corpo martoriato di Stefano Cucchi vengono pubblicate sul
Fatto il 30 ottobre di cinque anni fa.
la famiglia del giovane che chiede di
mostrare quel volto tumefatto: tutti
dovevano sapere e chiedere giustizia.

CASO CUCCHI: TUTTI ASSOLTI


IL SOLO COLPEVOLE STEFANO
LAPPELLO SALVA AGENTI, MEDICI E INFERMIERI (CHE SI ABBRACCIANO IN AULA)
LA MADRE: LHANNO UCCISO TRE VOLTE. GIOVANARDI: GIUSTO COS

fatto
a mano

di Silvia DOnghia

tefano Cucchi si suicidato. O forse morto


nel sonno. O forse lha
finito un male incurabile e nessuno di noi neanche
la sua famiglia lha mai saputo.
Di certo non stato ucciso dalle
botte, e se rimasto abbandonato in un letto dospedale stata solo colpa sua. Avrebbe potuto collaborare, invece di lasciarsi morire. Questo ha decretato lo Stato italiano ieri. Uno
Stato che, anzich ridare alla famiglia Cucchi almeno la dignit
di una sentenza capace di fare
luce su quanto accaduto nella
settimana tra il 15 e il 22 ottobre
2009, ha ammesso la propria incapacit, ha alzato le mani, si
arreso di fronte a se stesso. Nessun colpevole. Tutti assolti. La
morte di un ragazzo di 31 anni
rimane chiusa nelle quattro
mura di unaula di Tribunale

La sorella

VERGOGNA
Il sindacato di polizia Sap:
Se uno ha disprezzo
per la propria condizione
di salute, se uno conduce
una vita dissoluta,
ne paga le conseguenze

Le lacrime di Ilaria

In quella foto
c tutto, tranne
chi stato
tutta colpa di come sono state impostate le indagini in

primo grado. Ilaria Cucchi, la sorella di Stefano, un


uragano mediatico. Microfoni, interviste, televisioni e giornali fino a tarda sera. La parole si ripetono, non lasciano
spazio al silenzio, alla riflessione, al dolore. E anche quelle
lacrime, gi viste a giugno 2013 per la sentenza di primo
grado, vengono ricacciate indietro perch la battaglia
tuttaltro che finita.
Signora Cucchi, cos andato storto?

Credo che i giudici non abbiano avuto gli


strumenti per poter condannare gli imputati. E questo il risultato di come hanno
impostato le indagini i pm del primo grado.
Fin dallinizio ho criticato il loro lavoro.
Ma lei credeva che stavolta vi potesse essere una condanna?

Avevo tanta paura, ma fino allultimo ci ho


creduto, pur conoscendo le difficolt che
avrebbe incontrato la Corte. Mi aspettavo
almeno un passo successivo, che potesse
chiedere di rifare le indagini.

Quando il suo avvocato, Fabio Anselmo, ha mostrato la foto


di suo fratello sul tavolo dellobitorio, cosa ha pensato?

Per tutta la durata delludienza, ieri, ho pensato a lui, alla sua


vita, a quando eravamo insieme e a quanto mi manca. Continuavo a ripetermi che non poteva finire cos. Quando
Fabio ha mostrato quellimmagine, ho creduto che tutti
avessero capito. In quella foto c tutto, non c bisogno di
aggiungere nulla. Questo mi spaventa. Il pestaggio stato
riconosciuto, ma non si stati capaci di dire chi stato.
Ditemi una cosa: ma io, da cittadina, come mi devo sentire?
Ieri gli imputati hanno parlato.

Dopo cinque anni hanno finalmente fatto sentire la loro


voce. Per hanno avuto bisogno di leggerla, la dichiarazione. Io invece non ho bisogno di leggere nulla per raccontare la mia sofferenza. Ci hanno espresso solidariet, ma
noi non ce ne facciamo nulla.
Si. DO.

lorario a dopo ludienza di convalida del fermo di Stefano, il 16


ottobre 2009, e non prima, come invece sostenuto dallaccusa
in primo grado e dai legali di
parte civile. Condanna per tutti
e 12 gli imputati, aveva chiesto
Remus: i tre agenti di polizia penitenziaria che lo ebbero in custodia nelle celle del Tribunale
di piazzale Clodio Nicola Minichini, Corrado Santantonio e
Antonio Domenico ; il primario del reparto detenuti del Pertini Aldo Fierro ; i medici
Stefania Corbi, Flaminia Bruno,
Luigi De Marchis Preite e Silvia
Di Carlo e Rosita Caponetti ; gli
infermieri Giuseppe Flauto, Elvira Martelli e Domenico Pepe.
Una richiesta che era anche il
tentativo di ribaltare la sentenza
di primo grado, che nel 2013
aveva visto condannare i soli
medici e mandare assolti tutti gli
altri. Quando ieri, in aula, il legale della famiglia Cucchi, Fabio

che, per la seconda volta in un


anno e mezzo, non riuscito a
individuare chi ha mandato in
ospedale Stefano e chi lha lasciato morire senza prestargli le
dovute cure.
NESSUN COLPEVOLE, ha di-

chiarato ieri la Corte dappello


di Roma, dopo neanche tre ore
di camera di consiglio. Tutti assolti, per insufficienza di prove.
E poco importa se mancano le
prove per dimostrare chi ha ucciso un ragazzo, un cittadino.
Quella morte, per lo Stato italiano, non colpa di nessuno. Eppure i giudici, se davvero avessero avuto dubbi, avrebbero potuto annullare la sentenza di primo grado e rinviare il fascicolo
ordinando nuove indagini. Non
lhanno fatto. Hanno preferito
spalancare le porte dellaula e lasciare tutti liberi. Lhanno ucciso la terza volta, ha sentenziato mamma Rita, sguardo basso e
lacrime ingoiate. E pensare che
il clima che la famiglia Cucchi
aveva respirato nelle udienze di
questi ultimi due mesi sembrava
a dire di Giovanni, Rita e Ilaria
profondamente diverso da
quello del primo grado. Il procuratore generale, Mario Remus, si era speso fin dallinizio,
facendo propria la tesi del pestaggio, pur posticipandone

Anselmo, ha srotolato la foto gigante col volto tumefatto di Stefano, in molti anche tra i membri della giuria popolare hanno socchiuso gli occhi. Troppo
forte quellimmagine per dire
che Stefano morto da solo, magari cadendo dalle scale. E persino chi quella foto lha vista
tante volte dopo la scelta coraggiosa della famiglia, a pochi
giorni dalla morte del ragazzo,
di mostrare al mondo il dolore e
la vergogna non ha potuto non
pensare che qualcuno dovrebbe, finalmente, pagare per aver
ridotto cos un giovane uomo.
Quella foto dice tutto. E se la verit processuale non stata in
grado di mettere in fila le prove,
vuol dire che la giustizia ha fallito.
Poco hanno detto, invece, due
dei tre imputati tra le guardie
penitenziarie, che ieri per la prima volta da cinque anni a questa
parte hanno fatto sentire la loro
voce rilasciando dichiarazioni
spontanee prima della sentenza.
Sono stato accusato di barbarie, di aver bastonato Stefano
Cucchi, di averlo picchiato ha
dichiarato Nicola Minichini .
Paragonati a nazisti spietati,
non auguro a nessuno di subire
quello che abbiamo subto noi.
Chiss se si reso conto che la
famiglia Cucchi ha subto la per-

IL CORPO DEL REATO

Stefano Cucchi, ridotto cos


a 31 anni: nessun colpevole dopo la
sentenza dappello. Sotto, a sinistra, labbraccio in aula tra gli imputati. A destra, il padre Giovanni
e la madre Rita Ansa

dita di un figlio, di un fratello, e


che poco se ne fa, oggi, della solidariet di un imputato, per
giunta assolto. Ieri in aula era
tutto un abbracciarsi e tirare sospiri di sollievo. Leffetto mediatico che qualcuno ha voluto
portare alla ribalta non ha sortito alcun effetto, malgrado il
grande impegno della parte civile, ha commentato soddisfatto uno dei legali della difesa.
BISOGNA finirla di scaricare

sui servitori dello Stato le responsabilit dei singoli ha affermato Gianni Tonelli, del sindacato di polizia Sap di chi
abusa di alcol e droghe, di chi
vive al limite della legalit. Se

uno ha disprezzo per la propria


condizione di salute, se uno
conduce una vita dissoluta, ne
paga le conseguenze. Qualcuno gli dica che Stefano Cucchi
era un pugile e che si allenava
tutti i giorni. E non mancata
poteva mancare? la voce di un
altro paladino delle forze
dellordine, Carlo Giovanardi:
Non poteva che esserci che lassoluzione, non essendoci stato il
pestaggio.
La famiglia Cucchi ha gi annunciato di voler ricorrere in
Cassazione. Perch Stefano a
casa che ci aspetta, ha spiegato
ieri mamma Rita. Fino a quando
non ci sar giustizia, Stefano
continuer ad aspettare.

FRANCIA Due condanne


per il caso Franceschi
na sentenza che ha riconosciuto le responsabiU
lit di chi non ha fatto nulla per salvare la vita al
mio Daniele. Cos, la madre del 33enne di Viareggio

commenta la decisione del tribunale francese di Grasse, che tre giorni fa ha condannato un medico e uninfermiera per la morte di Daniele Franceschi. Luomo, detenuto nel carcere
della citt francese per uso di carte di
credito false, morto il 25 agosto 2010:
quando arrivato linfarto, da alcune
ore lamentava forti dolori al torace.
Omicidio colposo, dice la sentenza: il
medico non fece ripetere adeguatamente nella giornata gli esami degli
enzimi, uno degli indici che possono
rivelare linfarto, mentre linfermiera non dette seguito alle guardie penitenziarie che la avvisavano dei
malori di Franceschi in cella. Per entrambi un anno di
reclusione, con pena sospesa: Sono state condanne
lievi, rispetto a quello che avrebbero meritato dice
ancora la madre Andr avanti fino a quando non
torneranno a Viareggio gli organi di Daniele.

SENZA GIUSTIZIA

il Fatto Quotidiano

IL FRATELLO DI PANARIELLO
VIAREGGIO, TRE RINVII A GIUDIZIO
Lo lasciarono per strada, mentre era ancora agonizzante, sulla terrazza della Repubblica a Viareggio: Franco Panariello,
fratello del comico Giorgio, mor cos, a
50 anni, il 27 dicembre del 2011, stroncato
da un malore. Ieri le tre persone che lo vi-

dero stare male sono state rinviate a giudizio con laccusa di omissione di soccorso. Si tratta di Stefano Simonini, 37 anni,
di Pietrasanta, ma residente a Viareggio,
Veronica Boschi, 39 anni, di Pisa e Monica
Lazzeri, 52 anni, di Pisa. I tre, secondo
quanto emerso dalle indagini della squadra anticrimine del commissariato di po-

SABATO 1 NOVEMBRE 2014

lizia di Viareggio, avrebbero potuto salvare l'uomo, che alle spalle aveva una storia
di tossicodipendenza, ma dopo un lungo
percorso di recupero sembrava riuscito a
riprendersi. Ora sar il processo ad approfondire le responsabilit dei tre che non lo
hanno aiutato.
(In foto, Giorgio e Franco Panariello)

Hanno morto questi


ragazzi. E sono impuniti
LELENCO DEI PESTAGGI DI STATO LUNGO. IL CONTO DI CHI HA PAGATO MISERO
DA ALDROVANDI A BIANZINO, DA UVA A MAGHERINI: LE BATTAGLIE DEI FAMILIARI

ederico Aldrovandi,
Riccardo Rasman,
Aldo Bianzino, Giuseppe Uva, Stefano
Cucchi, Michele Ferrulli, Dino
Budroni, Riccardo Magherini.
Quando la mente prova a ricordare i nomi di tutti gli uomini
morti mentre si trovavano nelle
mani dello Stato, ce n sempre
qualcuno che sfugge, e non certo per dolo. La lista troppo
lunga. E quelli che conosciamo,
forse, non sono neanche tutti,
perch se li conosciamo solo
per il merito, la tenacia e il coraggio delle loro famiglie, eroiche nel mostrare cosa lo Stato
ha fatto ai loro cari e contemporaneamente nel mettersi
contro quello stesso Stato. Ci
vuole fegato nel sapere che si sta
andando verso il massacro e che
tutta quella battaglia di giustizia
si risolver in un nulla di fatto.
Gi, perch questo quello che
viene da pensare. Perch di
fronte a quella lista cos lunga di
morti ammazzati, il conto di chi
ha pagato si tiene in una mano.
Come un pugno di mosche.
IL PRIMO fu Aldro, e non per-

ch fu il primo a morire, il 25 settembre 2005 a Ferrara, ma perch fu il primo a guadagnarsi le


pagine dei giornali, dopo una
battaglia instancabile di sua
mamma Patrizia. Aldro aveva
18 anni quando incontr la polizia: Paolo Forlani, Monica Segatto, Enzo Pontani e Luca Pollastri non si accontentarono di
mettergli le manette. Tre anni e
sei mesi di reclusione per eccesso colposo nelluso legittimo
delle armi, sentenzia la Cassazione nel 2012. Tutti beneficiari
dellindulto, tre di loro rientrati

25 SETTEMBRE 2005

27 OTTOBRE 2006

17 OTTOBRE 2007

14 GIUGNO 2008

30 GIUGNO 2011

3 MARZO 2014

in servizio a gennaio 2014.


stato morto un ragazzo, il documentario di Filippo Vendemmiati che narra la sua storia.
Riccardo Rasman viene ucciso a
Trieste il 27 ottobre 2006. disabile psichico, ha una sindrome schizofrenica paranoide dopo atti di nonnismo durante il
militare. Il destino ha voluto che
a togliergli la vita siano state, ancora, delle divise. Sta lanciando
petardi dal balcone, finisce a terra, ammanettato e coi piedi legati col fil di ferro. Soffoca.
Mauro Miraz, Maurizio Mis e
Giuseppe De Biasi vengono
condannati in via definitiva a sei
mesi di reclusione.
Il falegname Aldo Bianzino

morto nel carcere di Perugia il


14 ottobre 2007, a 44 anni. Gli
hanno trovato in casa una coltivazione di canapa indiana, sul
cadavere la famiglia trova invece
quattro ematomi cerebrali, fegato e milza danneggiati, due
costole fratturate. Nellaprile di
questanno per quella morte ha
pagato solo in appello Gianluca Cantoro, lagente penitenziario condannato a 12 mesi
per omissione di soccorso.

morto in ospedale dopo una


notte nella caserma dei carabinieri, dove era finito per aver
spostato alcune transenne in
strada. Dopo un inutile processo al medico che gli aveva somministrato i farmaci, adesso si
apre il dibattimento a carico dei
quattro militari presenti quella
notte. Ci sono voluti sei anni e la
prescrizione vicina.
Michele Ferrulli ha perso la vita il
30 giugno 2001 a Milano. Faccia
a terra, manette ai polsi. Intorno
a lui quattro agenti, intervenuti
perch il manovale 51enne faceva casino in strada con la musica
troppo alta. Secondo i giudici
della Corte dassise, che hanno
emesso poche settimane fa la
sentenza di assoluzione in primo grado, i colpi inferti alluomo dai poliziotti sarebbero stati
necessari per vincere la sua resistenza.
Dino Budroni, 30 anni, stato
ucciso sul Raccordo Anulare di
Roma il 30 luglio 2011, al termine di un inseguimento. A sparare con la pistola dordinanza
stato un poliziotto, che pochi
mesi fa in primo grado stato
assolto. Il Tribunale ha fatto cadere laccusa di eccesso colposo
di uso legittimo delle armi. Il
pubblico ministero ha ora avanzato la richiesta di appello.
Riccardo Magherini morto anche lui faccia a terra, la notte tra
il 2 e il 3 marzo di questanno a
Firenze. Sopra di lui cerano
quattro carabinieri. Riccardo
non aveva 40 anni, aveva un figlio di due e chiedeva aiuto.
Allinizio di ottobre il pm ha
chiuso le indagini: i militari e tre
volontari della Croce Rossa sono accusati di omicidio colposo.
La speranza che almeno nel
suo caso la giustizia possa trovare casa in Tribunale.

Federico Aldrovandi, 18 anni

Giuseppe Uva, 43 anni

Riccardo Rasman, 34 anni

Michele Ferrulli, 51 anni

GIUSEPPE UVA dopo sei anni

non ha ancora un assassino. Dal


14 giugno 2008, infatti, la Procura di Varese non stata in grado, se non poche settimane fa, di
ottenere un processo. Pino

LULTIMA SETTIMANA

Il parco, la cella, lospedale. E i lividi


di Tommaso Rodano

un gioved notte, il 15 ot
tobre 2009. Parco degli
Acquedotti, Cinecitt, periferia
est di Roma. Stefano Cucchi
un geometra di 31 anni. I carabinieri lo fermano dopo
averlo visto vendere una bustina di stupefacenti. Gli trovano
addosso una ventina di grammi
di marijuana in 12 confezioni,
tre confezioni di cocaina e due
pastiglie. Gli agenti lo portano a
casa per la perquisizione della
sua stanza, dove non trovano
nulla, poi lo trasferiscono in caserma. Prima in via del Calice,
poi a Tor Sapienza, dove passa
la notte. Fino a quel momento,
come scrivono gli ufficiali, il ragazzo non ha un livido. Nonostante questo, nella notte chiamano unambulanza. Gli ope-

ratori del 118 trovano Cucchi


nascosto sotto le coperte. Stefano rifiuta di farsi ricoverare.
Venerd 16 ottobre

Stefano Cucchi viene processato per direttissima. Arriva in


aula a mezzogiorno. Ha il viso
gonfio, in modo impressionante, soprattutto rispetto alla magrezza del corpo: pesa 45 chili,
per unaltezza di 168 centimetri. Secondo quanto ricostruito

poi dalla Procura di Roma, nelle celle del tribunale sono volate
botte da parte degli agenti della
polizia penitenziaria. Lipotesi
coincide con il racconto di un
detenuto del Gambia, Samura
Yaya, recluso a due celle di distanza. Il ragazzo africano, in
sede di esame probatorio, dir
di aver sentito ma non visto il
pestaggio. Il giudice fissa
ludienza successiva al 13 novembre, nel frattempo Stefano
deve rimanere in carcere. Cucchi trasferito a Regina Coeli.
Le visite mediche evidenziano
lividi ed ecchimosi in diverse

IL DITO MEDIO

Il 5 giugno 2013, alla sentenza


di primo grado, alcuni imputati
insultarono cos i familiari
di Stefano Cucchi

parti del corpo. Servono ulteriori controlli, stavolta al Fatebenefratelli. Le radiografie mostrano la frattura di una vertebra lombare: Stefano ha la
schiena rotta.
Sabato 17 ottobre

Viene ricoverato al Pertini, ma


la sua famiglia avvisata in tarda serata. I genitori si precipitano al padiglione detenuti, ma
non permesso loro di vedere il
figlio. Il piantone li invita a tornare il luned successivo.
Luned 19 ottobre

Stefano ancora al Pertini, ma


ai familiari di nuovo impedita
la visita. Lautorizzazione dal
carcere - riferiscono ai genitori
- non ancora arrivata. Per la
sovrintendente, per, il ragazzo sta tranquillo.
Marted 20 ottobre

Mentre si consuma l'agonia di

Cucchi, ai genitori viene di


nuovo vietato l'incontro con il
figlio. Il piantone, stavolta, dichiara che per i colloqui con i
detenuti e con i medici serve il
permesso del giudice. Il padre
riesce a ottenere il documento
la mattina successiva, ma stavolta manca il visto di Regina
Coeli. La visita a Stefano slitta a
gioved mattina.
Mercoled 21 ottobre

La sera del 21 ottobre il direttore del reparto scrive una lettera al magistrato, denunciando il disagio a gestire le condizioni cliniche del detenuto.
Gioved 22 ottobre

Stefano Cucchi muore da solo,


dopo una settimana nelle mani
dello Stato, alle 6 e 20. La sua
famiglia viene avvisata con il
provvedimento che ne autorizza lautopsia.

Aldo Bianzino, 44 anni

Riccardo Magherini, 40 anni

Si. DO.

LA CADUTA DEGLI DEI

SABATO 1 NOVEMBRE 2014

Smette
tress test, S&Ps
Carige sotto
osservazione

DOPO I RISULTATI dellesame della Bce, Standard


& Poor's agisce sul rating di sei banche europee, tra
queste le italiane Carige, Bpm, Veneto Banca e
Banca Popolare dellEmilia Romagna. In particolare mette Carige in CreditWatch negativo a causa
dellincertezza sulla capacit di affrontare le carenze di capitale (B-/Watch Negativo/C). S&P conferma i giudizi su Veneto Banca (BB/negative/B) ,

Banca Popolare dellEmilia Romagna (BB/negative/B), e Banca Popolare di Milano (B+/Stable/B)


in quanto le informazioni nella relazione della Bce
sono coerenti con le nostre valutazioni di capitale
e non vediamo alcun impatto significativo sugli altri
aspetti della loro attivit e sui profili finanziari si
legge in una nota. In particolare, per quanto riguarda Carige gli analisti ritengono che, in un contesto

il Fatto Quotidiano

"economico e operativo in Italia difficile", listituto


"affronta un rischio significativo nellesecuzione
del piano di rafforzamento del capitale". S&P inoltre rileva che il creditwatch verr tolto se Carige
"eseguir con successo il piano di ricapitalizzazione tempestivamente e se questo risulta sufficiente
per alleviare la pressione" nei confronti del "suo
business e dei profili finanziari".

MPS, CONDANNATI MUSSARI & C.


BANKITALIA ORA TRANQUILLA
SENTENZA PESANTE PER LEX PRESIDENTE DEL MONTE, COLPEVOLE DI OSTACOLO
ALLA VIGILANZA. PER I GIUDICI, I CONTROLLORI NON SAPEVANO DEI BUCHI DI BILANCIO
di Davide Vecchi

inviato a Siena

ranco Coppi non


rientra neanche in
aula. Ascolta la sentenza dallingresso:
3 anni e 6 mesi. Allarga le braccia, sussurra appello e se ne
va. Lavvocato che lo scorso luglio riusc a far assolvere Silvio
Berlusconi dalle accuse di concussione e prostituzione minorile in appello nel processo
Ruby, non riuscito a salvare
in primo grado lex direttore
generale di Mps, Antonio Vigni, condannato per ostacolo
alla vigilanza assieme allex
presidente Giuseppe Mussari e
allex capo dellarea finanza
Gianluca Baldassarri, questultimo lunico dei tre imputati a
essere stato ospitato nelle patrie galere per sei mesi.
NELLAULA del terzo piano del
Tribunale di Siena, ieri, Mussari non ha messo piede, a differenza di Vigni e Baldassarri
che, insieme ai propri legali,
hanno ascoltato laccusa e poi
gli interventi degli avvocati. E
quando il collegio giudicante,
presieduto da Leonardo Grassi, si chiuso in camera di consiglio sui volti avevano un minimo di speranza. Tanto da far
confidare a Baldassarri il dubbio di essere riusciti a dimostrare che la Banca dItalia non
solo era a conoscenza dellintera operazione, ma ne aveva
vagliato e approvato quasi ogni
singolo passaggio. E invece
no, dopo quattro ore di camera
di consiglio Grassi scandisce:
Condannati a 3 anni e 6 mesi,
interdizione dai pubblici uffici
per 5 anni, pagamento dei danni civili da quantificare in separata sede, pagamento delle
spese processuali. Ora i tre
imputati ricorreranno in appello, anche se lavvocato di
Baldassarri, Filippo Dinacci,
ipotizza persino di contestare
la sentenza: a suo dire hanno
cambiato il capo dimputazione, non c loccultamento del
contratto con Nomura. Il mandate agreement svelato il 22
gennaio 2013 dal Fatto Quotidiano, che costrinse Mussari a
lasciare la guida dellAbi e svel
lesistenza dellinchiesta senese
sullacquisto di banca Antonveneta e i successivi vari stralci.
Il contratto, trovato in una cassaforte, siglava un patto tra l'ex
presidente di Mps e la banca
giapponese. Unintesa che serviva a far sparire dal bilancio un
buco di almeno 220 milioni.
Ma al netto dei tecnicismi
delloperazione Alexandria e
delle strategie difensive, rimane la condanna, sintetizzata
chiaramente dal pm Giuseppe
Grosso: Mussari stato l'attore protagonista e regista di un

film drammatico, insieme a Vigni e Baldassarri. E il film


drammatico sembra non essere ancora arrivato ai titoli di coda. Anche se fuori da questaula
sembra ormai arrivato lepilogo. Non solo per una manifestazione di protesta contro i
ladri di Mps che vede politici
locali e cittadini sotto bandiere
della Lega e del Movimento 5
Stelle mischiate insieme e non
si capisce chi stia sotto cosa e
per cosa protesti.
Ad aggiungere immagini al
film arrivano anche le parole
del governatore di Banca dItalia Ignazio Visco che accusano i
vecchi vertici, quellattore pro-

LA DELUSIONE
Gli avvocati della difesa
erano convinti
di aver provato
che in via Nazionale
conoscevano laccordo
segreto con Nomura
tagonista in primis. Le potenziali carenze di capitale riguardano due banche le cui difficolt sono in ampia misura
leredit di due episodi passati
di mala gestio. Le due bocciate
domenica: Carige e, appunto,
Mps. Episodi, ricorda Visco,

che la Banca dItalia, in stretto


raccordo con lautorit giudiziaria, ha contribuito a portare
alla luce, inducendo un radicale cambio della dirigenza, ha
insistito prima ancora che da
Siena uscisse la sentenza. Ma se
Mussari, Baldassarri e Vigni
fossero stati assolti il capo daccusa di ostacolo della vigilanza
mosso nei loro confronti si sarebbe tramutato in unimputazione per gli ex vertici s, ma
quelli di Banca dItalia.
AD ANNUNCIARE i titoli di co-

da c poi il mercato. Che parla


una lingua tutta sua ma che si fa
capire bene. Nonostante il netto rialzo della Borsa di Milano,
Mps ieri ha perso ancora oltre il
10% a Piazza Affari. In una settimana ha quasi dimezzato il
suo valore complessivo, 5 miliardi. Gi si ipotizza un nuovo
aumento di capitale per coprire
almeno una parte dei 2 miliardi
di ricapitalizzazione chiesti
dalla Bce con gli stress test. Alternative? Poche. Anche perch Mps un problema di cui
nessuno ormai vuol farsi carico. Ieri mattina sia Intesa, con
Giovanni Bazoli, sia Cariplo,
con Giuseppe Guzzetti, infine
Unicredit con Federico Ghizzoni, si sono smarcati dalle voci
di un possibile interesse per future aggregazioni con Rocca
Salimbeni. Non possiamo
permettercelo, ha cortesemente ammesso Guzzetti seppur pi che una possibilit dif-

ficile da realizzare sembra


unimpresa da evitare perch
fallimentare sul nascere.
La Fondazione del resto gi
stata azzerata, Mps appare come un malato terminale cui per non si pu staccare la spina.
Rimarranno solo i processi alla
fine. Quello sullacquisizione
Antonveneta, come la quasi totalit dellinchiesta, stato trasferito a Milano. A Siena resta
lo stralcio sulla cosiddetta banda del 5 per cento, ancora una
volta loro: Baldassarri, gli ex
vertici, e i ricordi di quando
Mps poteva essere spolpata
senza che nessuno ci facesse caso, neanche la Banca dItalia.

GIUSEPPE MUSSARI

Ex
presidente ed ex capo dellAbi Ansa

GIANLUCA BALDASSARRI Lex capo area finanza LaPresse

ANTONIO VIGNI Lex direttore generale di Mps LaPresse

PROVE DI SCONTRO

Fondazioni, via alla rottamazione


di Stefano Feltri

i chi la colpa se lItalia


D
uscita cos male dagli
stress test bancari della Banca
centrale europea? A Roma, alla
Giornata del Risparmio promossa dalle Fondazioni bancarie, cio quegli enti che da un
ventennio detengono le azioni
delle banche un tempo pubbliche, ne scelgono i dirigenti e ne
incassano lauti dividendi che
poi vengono distribuiti sul territorio con criteri spesso molto
politici, trionfa lottimismo.

rate questanno. Mentre Visco


celebra la solidit del sistema
bancario, in Borsa il Monte dei
Paschi di Siena continua il suo
crollo, -10,5 per cento, oltre un
terzo della capitalizzazione
bruciato in cinque giorni,
allorizzonte resta soltanto uno
smembramento traumatico o
una altrettanto traumatica acquisizione dallestero (lunica
candidata italiana, Intesa San
Paolo, si detta non interessata
a una fusione).
Evidentemente Visco e gli investitori sul mercato hanno

IL GOVERNATORE della Banca

dItalia Ignazio Visco dice: La


complessiva tenuta del sistema
bancario italiano il risultato
dellazione della Vigilanza
sulladeguatezza degli accantonamenti sui prestiti deteriorati, della prudenza adottata
dalle banche nella predisposizione dei bilanci del 2013, delle
ulteriori azioni di rafforzamento fortemente incoraggiate dalla Banca dItalia va-

DI CHI LA COLPA
Il governatore Visco
e Padoan difendono
limbarazzante risultato
dellesame europeo,
ma il governo ora vuole
colpire gli enti azionisti

una diversa percezione del risultato dellesame della Bce: il


Monte dei Paschi di Siena vale
in Borsa 3,3 miliardi di euro e
ne deve cercare altri 2,1 per rispettare le richieste della Bce,
eppure prima dellestate aveva
raccolto 5 miliardi con un aumento di capitale. Che per sono bastati giusto a compensare
quelle falle nascoste nei suoi bilanci quantificate dalla Bce in
4,25 miliardi (la carenza di capitale riscontrata nel bilancio al
31 dicembre 2013). Dal 2008 le
banche italiane si sono rafforzate per 40 miliardi, 10 nellultimo anno in preparazione agli
stress test.
METTERE PI SOLDI nelle

banche per non basta: Visco


ripete per lennesima volta un
messaggio che ai banchieri non
piace, cio che il loro modello
imprenditoriale decotto, che
devono cambiare la struttura
dei ricavi (meno sportelli e pi
banca on line), possibilmente
prima che le nuove tecnologie

che permettono di erogare credito con una app, aggirando il


sistema bancario, diano il colpo di grazia.
TRA LE COSE DA CAMBIARE,

ha deciso il governo, c anche


lassetto proprietario: le fondazioni bancarie devono mollare
la presa. Il presidente della loro
associazione di categoria Acri,
Giovanni Guzzetti, 80 anni
compiuti, non dello stesso parere: Non ci lasceremo espropriare dei nostri diritti di azionisti, n lasceremo che i nostri
territori siano espropriati delle
Casse locali che tanto contribuiscono alleconomia delle
comunit, soprattutto in questi
momenti di difficolt. Anzi,
lascia intendere chele Fondazioni potrebbero addirittura
farsi carico dei Monti bond di
Stato che hanno rafforzato il
capitale di Mps nel 2012. Ed
elenca i presunti meriti delle
fondazioni: ragionano con
unottica di lungo periodo,
partecipano al capitale della

Cassa depositi e prestiti, garantiscono stabilit. Pure troppa:


Guzzetti cita uno studio del
Fondo monetario secondo cui
le Fondazioni hanno aiutato le
banche spronandole in molti
casi a espandersi e modernizzarsi. Guzzetti non indica con
precisione a quale studio faccia
riferimento, quella frase appare nel paper di Nadge Jassaud
pubblicato a settembre (ma che
non una presa di posizione
ufficiale del Fmi). Il titolo per
Riformare la corporate governance delle banche italiane e
oltre alla frase citata da Guzzetti si legge nelle conclusioni che
le banche possedute dalle fondazioni sono meno resilienti
agli choc macroeconomici, il
riferimento anche al Monte
Paschi.
Secondo lo studio pubblicato
dal Fondo, le fondazioni hanno
uninfluenza sproporzionata
sulle banche di cui sono azioniste, nominano troppi amministratori e sono soggette a influenza politica (Sergio

LA CADUTA DEGLI DEI SABATO 1 NOVEMBRE 2014

il Fatto Quotidiano

L
ente Usa per
la sicurezza stradale
multa la Ferrari

LA NATIONAL Highway Traffic Safety Administration degli Usa (Nhtsa), lEnte americano per
la sicurezza stradale, ha inflitto una multa di 3,5
milioni di dollari alla Ferrari per non aver segnalato i difetti sui suoi veicoli ai sensi di una legge
del 2000.
Alla casa di Maranello era stato richiesto, fin dal
2011, di presentare "rapporti di tempestivo al-

larme" che indicano problemi di sicurezza; prima


di quella data la Ferrari era stata esonerata dagli
obblighi di segnalazione in quanto i suoi volumi di
vendita non raggiungevano una certa soglia. Le
cose sono cambiate nel 2011, quando la societ
stata acquisita da Fiat Chrysler Automobiles.
La Nhtsa ha dunque applicato alla casa di Maranello lo stesso trattamento riservato alla Toyota

e ad altre marche, colpevoli di non segnalare con


la dovuta rapidit i richiami per difetti tecnici. Nel
caso della Ferrari il ritardo di tre anni. Non ci
sono scuse per non aver seguito le leggi create
per la tutela degli automobilisti e lazione aggressiva di oggi sottolinea che tutte le case automobilistiche saranno ritenute responsabili, si
legge in un comunicato della Nhtsa.

Non mi fido pi, svuoto


il conto e cambio banca
AL POSTO DELLO SPORTELLO NUMERO UNO, A SIENA DAL 1472, C UNALTRA BANCA
IN TANTI ESCONO CON BORSE PIENE DI SOLDI PER ANDARE A DEPOSITARE ALTROVE

In una settimana
il titolo ha fatto -40%
NONOSTANTE il netto rialzo della Borsa di Milano
(+3,07%), Mps perde ancora oltre il 10% a Piazza Affari. Il
titolo della banca senese ha terminato la seduta a 0,60 euro
(-10,46%). In una settimana, ossia da venerd scorso quando
valeva 1 euro, Montepaschi ha perso in Borsa circa il 40%.
Boom di scambi: ieri sono passati di mano 374 milioni di
pezzi, pi del triplo della media giornaliera. Solo ieri, dunque,
passato di mano il 7,1% del capitale complessivo della
banca che in una settimana ha quasi dimezzato il suo valore
complessivo, 5 miliardi, bruciandone pi di 2. Il titolo sconta
lipotesi di un aumento di capitale per coprire almeno una
parte dei 2 miliardi di ricapitalizzazione chiesti dalla Bce con
gli stress test. Secondo indiscrezioni, sarebbero allo studio
altre operazioni, come cessioni o lemissione di un bond
ibrido.

LINAMOVIBILE

Il capo
delle Fondazioni, Giuseppe
Guzzetti, che presiede lAcri e la
Fondazione Cariplo LaPresse

dallinviato a Siena

n Piazza del Campo c' il


luogo simbolo che racchiude la storia di Siena.
la curva San Martino,
quella che al Palio non gira ma
forma un angolo, il punto pi
pericoloso: qui che i cavalli sono morti e i fantini caduti, compreso Aceto, il pi forte e celebrato. Qui c' il balcone pi prestigioso da cui seguire la tradizionale corsa tra contrade,
quello della Fondazione Mps. E
fino a pochi mesi fa qui c'era anche lo sportello numero uno del
Monte dei Paschi, resisteva dal
1472: era una sorta di prima
pietra del colosso finanziario.
Ora non c' pi, caduto anche
lui.
AL SUO POSTO c' un bancomat della Banca Cras, il credito
cooperativo di Chianciano Terme. Non l'unica, di sportelli
ne son chiusi tanti: la gente si
spaventata e chiude i conti correnti. Antonio Marcori un senese di 49 anni, professione taxista. Da mesi ormai mi capita
di accompagnare alcuni pensionati nei vari sportelli di Mps
aperti in citt, arriviamo l e loro
mi chiedono di aspettarli fuori
dalla banca; loro entrano ed
escono con borse, spesso anche
valigette, risalgono in auto mi
spiegano che hanno ritirato i risparmi, svuotato le cassette di
sicurezza e mi chiedono di essere accompagnati a Unicredit o

Protesta davanti al Tribunale Ansa

SFIDUCIA TOTALE
Un cliente: Avevo
60 mila azioni, ho dovuto
partecipare allaumento
di capitale. Non controllo
pi quanto valgono.
Che rabbia!
a Intesa; le dico almeno tre la
settimana: la gente ha paura.
Anche lui ne ha, dice, ma il conto al Monte non lo chiude. Io ce
lho da una vita e non sono tipo
da scappare e poi, racconta,
sono anche azionista. Piccolo,
per carit: Avevo 60 mila azioni, per non perderle ho dovuto
partecipare anche allultimo aumento di capitale e ora neanche
controllo quanto valgono, mi ci
arrabbierei e basta: una vergogna, lo scriva. Piccola azionista
e come lui fedele a vita al Monte Paola Celli, classe 1938.
Ben 35 dei suoi 76 anni li ha tra-

PORTFOLIO

Twitter @stefanofeltri

forma un capannello. E la trasformazione di Siena si percepisce anche in questo: fino a un


anno fa, quando ancora qui si
confidava nei nuovi vertici per il
rilancio del babbo Monte, nessuno parlava con i giornalisti.
Erano evitati, spesso additati
come i responsabili di aver infamato il buon nome di Rocca

LEONARDO BRONDI racconta

che quasi gli risero in faccia.


Era il 2009, parlai col il direttore del fatto che avevo intenzione di aprire unattivit ma
ero titubante perch avevo i fondi per avviarla ma in caso di un
ritorno inferiore alle previsioni
mi sarei trovato in una situazione di necessit, ricorda. Lui mi
rassicur: Vai sereno Leonardo, se tu hai bisogno noi siamo
qui, considerami al tuo fianco.
Beh, dopo pochi mesi andai a
dirgli che un po di liquidit
mavrebbe fatto comodo e lui mi
rispose ciccia; alla fine ho chiuso
e dichiarato il fallimento. Ovviamente con Mps, aggiunge,
non ho pi voluto avere alcun
rapporto. E come lui molti. Il
dato esatto non si conosce, n
del numero dei depositi chiusi
n dellammontare di euro persi. Ma i simboli crollano assieme
agli imperi e quello sportello alla
curva San Martino non c pi.
d.vecchi@ilfattoquotidiano.it

Poco stress dopo i (brutti) test

Pizzi

PENSIERI
TOSCANI

Il presidente di
Intesa Sanpaolo (82 anni) arriva alla Giornata del risparmio e ha un
solo pensiero
in testa: spiegare al mondo
che la sua banca non ha alcuna intenzione
di farsi carico
del Monte Paschi, troppo
rischiosa

PADOAN ANNUNCIA che il

Chiamparino passato da sindaco di Torino a presidente


della Compagnia di San Paolo,
azionista di banca Intesa, a governatore del Piemonte).
Ce ne sono parecchie di ragioni, insomma, per le quali il ministro del Tesoro Pier Carlo
Padoan ha deciso di attaccare le
fondazioni in casa loro, alla
Giornata del Risparmio: a 15
anni dalla legge Ciampi che im-

IN POCHI minuti in piazza si

Salimbeni, un tuttuno con la


citt. Ora invece quasi una corsa a sfogare la frustrazione, la
delusione del fallimento, gli errori di fronte ai quali hanno
chiuso gli occhi per troppo tempo. E le storie sono quasi tutte a
cavallo tra il 2008 e il 2009, lapice dellera Mussari, lacquisto di
Antonveneta e quella Fondazione che distribuiva milioni a
pioggia ad amici e amici degli
amici, hanno dimostrato le indagini poi.

Foto di Umberto

poneva alle fondazioni lobbligo (disatteso) di vendere le


partecipazioni nelle banche
entro il 2003, ora di individuare in modo pi specifico i
criteri di comportamento che
le fondazioni sono tenute a osservare. Anche per evitare
perversioni come la scelta della
Fondazione Monte Paschi arrivata a indebitarsi per non
mollare la presa sulla banca.
governo pronto a dare nuove
regole senza neppure passare
dal Parlamento (dove le Fondazioni hanno un notevole potere di lobbying): basta un atto
negoziale che fissi i nuovi parametri su governance, gestione del patrimonio e trasparenza. I 260 milioni di tasse in pi
sulle Fondazioni previsti dalla
legge di stabilit erano solo
linizio. Forse la rottamazione
sta per raggiungere anche la foresta pietrificata del credito che
si sta sgretolando.

scorsi a lavorare in Rocca Salimbeni. Era una famiglia, mi creda: quando ho sentito al telegiornale, ormai pi di due anni
fa, quello che aveva fatto Mussari e cosa stava succedendo mi
venuto da piangere. Ancora
oggi, aggiunge, quando penso
a come eravamo e a come siamo
mi viene da piangere. A farle da
eco Luigina Sassi: Potevamo
lastricare le strade doro, eravamo la citt pi ricca dItalia e si
stava bene mica solo per il Monte, ma perch tutto funzionava
alla perfezione. Ricorda:
Quando Mps compr Banca
121, il primo errore, i conti comunque riuscirono ad assorbire
senza troppi scossoni le conseguenze delloperazione sbagliata, ma i problemi sono cominciati a esserci da quando arrivato il Pd a comandare. I direttori di filiale sono cambiati ed
arrivata gente da fuori che quasi
ti faceva un favore se ci andavi.
Cos lei nel 2009 ha preso tutti i
risparmi e quel che avevo e me
ne sono andata, ciao neni: chi ti
vole!.

COME
AL
SOLITO

LItalia uscita malissimo


dagli stress test sulle banche, ma i vertici del sistema
creditizio sembrano piuttosto sereni

NO,
GRAZIE

Lad di Intesa
Sanpaolo ha
smentito i retroscena: Mps
non interessa,
meglio stare
lontani da
Siena

SOGNANDO BCE

Il capo dellAbi
Antonio
Patuelli sembra
stia pensando
agli ispettori
stranieri che
arriveranno
dalla Bce

EMERGENTI

SABATO 1 NOVEMBRE 2014

R
esponsabilit
civile, Buemi prova
ad allargarla

SONO 63 i subemendamenti presentati dai gruppi agli emendamenti del governo al ddl sulla responsabilit civile dei magistrati, depositati in commissione Giustizia al
Senato. Il disegno di legge quello a
prima firma Enrico Buemi (Psi) che
il governo ha deciso di emendare

introducendo le norme contenute


nel suo ddl, varato dal Consiglio dei
ministri il 29 agosto 2014 ma che
non stato incardinato in commissione vista lesame gi avviato del
testo Buemi. Le proposte di modifica agli emendamenti del governo
saranno discusse in commissione la

il Fatto Quotidiano

prossima settimana. Un subemendamento a prima firma del relatore


Enrico Buemi (Psi) ribalta la proposta del governo, non condivisa da
tutta la maggioranza, sulla responsabilit civile dei magistrati, prevedendo che tra le colpe gravi per un
giudice sia considerata anche la

violazione manifesta della legge


italiana. Secondo questa valutazione, quindi, potr costituire colpa
grave per un magistrato la violazione manifesta non solo della
legge e del diritto dellUnione europea ma anche di quella italiana.

GENTILONI IL CAVALLO DI RENZI


ESPERTO DI TELECOMUNICAZIONI,
MA LEX MARGHERITA STATO
NOMINATO IERI MINISTRO DEGLI ESTERI
di Wanda Marra

l nome coperto esce fuori poco dopo le 13: il


nuovo ministro degli
Esteri Paolo Gentiloni.
Ex Margherita, rutelliano, soprattutto fedelissimo di Renzi.
La pratica, dopo un primo momento di stallo, va spedita.
Giorgio Napolitano si accontenta di aver bloccato la renzata (la 32enne deputata Lia
Quartapelle e soprattutto Elisabetta Belloni, direttore generale della Farnesina) e cede su
un profilo che non era quello
che voleva, ma che comunque
ritiene accettabile. Gentiloni
non ha lesperienza specifica in
materie internazionali che
avrebbe voluto il Quirinale, ma
ha quella politica. E dunque, Re
Giorgio lo ritiene accettabile.
Avrebbe preferito il viceministro degli Esteri, Lapo Pistelli,

COLLE DI TRAVERS0
Tramontate le ipotesi
della 32enne deputata
Lia Quartapelle
e di Elisabetta Belloni,
direttore generale
della Farnesina
rispetto al quale, per, si trovato il fermo rifiuto di Renzi. I
dissapori tra i due (il
giovane Matteo era
stato portaborse di
Lapo, prima di batterlo alle primarie
per Firenze) fanno
parte del passato, ma
non troppo.
Tra i nomi presi in esame dai
due anche quello del senatore,
Giorgio Tonini.
La vertenza Farnesina si
sciolta gioved sera e si formalizzata ieri mattina. Quando il premier si reso conto che
non cera spazio per la trovata
ad effetto, per la giovane, donna e sconosciuta, ha tirato fuori
il nome al quale molti stavano
lavorando da tempo. Venerd
scorso alla Camera, durante un
seminario a porte chiuse organizzato dallIspi per la Commissione Esteri sulla Libia,
Gentiloni (che ne membro) si
era prodotto in un intervento
molto informato. Daltra parte,
il neo ministro stato tra i primi a passare con Renzi, in tempi non sospetti. Non ha competenza specifica, ma questo
per il premier non rappresenta
mai un problema. E fa parte di
una filiera molto ben rappresentata nel cerchio stretto del
presidente del Consiglio: la
Margherita, nella versione rutelliana. Non a caso lex sinda-

co di Roma si prontamente
congratulato, intestandosi la
sua quota di partecipazione:
Ottima la scelta di Gentiloni.
competente, colto, capace.
Ed un uomo politico! Felice
per lui, per gli Esteri e per la
nostra amicizia. Filippo Sensi,
portavoce di Renzi, di Rutelli,
sindaco di Roma e ai tempi della Margherita era il portavoce.
Come suo portavoce era anche
Michele Anzaldi, oggi deputato del Pd, renzianissimo anche
lui, Roberto Giachetti era il capo della segreteria e poi il capo
di gabinetto di Rutelli, oggi
vicepresidente della Camera,
renziano, ovviamente. Ed Erasmo De Angelis, vicinissimo al
premier da anni, oggi a Palazzo Chigi nello staff di Renzi,
ieri era ai Beni culturali in quello di Rutelli. Tanto per citarne
solo alcuni.
I rutelliani di Roma in generale
sono nelle grazie del presidente
del Consiglio: oltre allo stesso
Gentiloni e a Giachetti, Ermete
Realacci e Lorenza Bonaccorsi,
che adesso Matteo ha voluto in
segreteria. Gente di cui si fida.
Gente che lavora per lui da anni, magari non nel cerchio magico, quello pi esposto, ma nel
costruire relazioni, tessere reti.
A Gentiloni toccato lintervento pi ultra-renziano in alcune direzioni clou, come
quella che vot contro Letta. E
dunque, a quel gruppo, secondo la logica
del manuale Cencelli
che Renzi segue ben
pi di quanto sembri, qualcosa andava
riconosciuto,
nellesecutivo.
Di certo la nomina di
un 59enne, gi stato
ministro, in politica
da sempre, rappresenta anche un cambio di paradigma nel modo di
agire del premier. Gentiloni
non decisamente un volto
nuovo, un possibile sponsor
della rottamazione. Spiegano i
detrattori: un compromesso
al ribasso, un cedimento da
parte di Matteo. I renziani doc
la raccontano in tuttaltro modo: Matteo si reso conto che
cera bisogno di una figura di
esperienza e di spessore. Che al
governo aveva bisogno di pi
solidit rispetto a quella messa
dentro finora. E con Gentiloni, fedelt e appartenenza ai giri giusti vanno insieme. Insomma, una sorta di resa della Rottamazione? La mette cos una
vecchia volpe come Beppe Fioroni: #Gentiloni finalmente
Un ministro,premiato il merito e la capacit!e....rottamata la
rottamazione per il bene del
paese!bravo Renzi, In realt, a
guardare molte nomine fatte
dal premier, dalla politica alle
aziende, di Rottamazione si
trova poco. Ma stavolta si vede.

De Micheli e Faraone
sono sottosegretari
NEL GOVERNO Renzi da ieri ci sono due nuovi sottosegretari: Davide Faraone, che prende il posto lasciato libero da Roberto Reggi al ministero dellIstruzione e Paola
De Micheli, che va al Mef, al posto di Giovanni Legnini.
Due nomine diverse, che obbediscono a una serie di equilibri. Faraone, che il premier aveva voluto nella sua segreteria originaria, siciliano, un renzianissimo della prima
ora. E va a lavorare con Stefania Giannini: un Ministro che
il premier a un certo punto aveva pensato di sostituire. Ma
poi ha deciso di risolverla in altro modo: lha commissariata. La De Micheli, invece, in origine bersaniana, si era
pure conquistata il nome di amazzone di Letta. Si era
fatta notare in passato per sparate contro Renzi. Ma adesso, da qualche mese, stava sotto traccia. A chiederle di
assumere lincarico stata Maria Elena Boschi, con la motivazione che serviva una politica in quella postazione. La
realt che i renziani hanno bisogno del posto di vicepresidente del gruppo a Montecitorio, che lei occupava,
per Ettore Rosato, che svolge quel ruolo, spesso anche in
supplenza del capogruppo, Roberto Speranza. Non solo:
laltro nome che era girato in queste settimane era quello di
Fabio Melilli, segretario del Lazio, acerrimo nemico della
Bonaccorsi e di tutta quella filiera. Una scelta di campo da
parte di Renzi.

LA SQUADRA

Gentiloni giura al
Quirinale da ministro
degli Esteri; Paola De
Micheli va allEconomia, Davide Faraone
alla Scuola Ansa/Dlm

CHI
di Carlo Tecce

ra novembre, come adesE


so. Era il 1970. Il Torquato Tasso di Roma, liceo di una

borghesia progressista, era occupato dagli studenti. E un ragazzo di nobili origini, comunista e cattolico, insegnante
sporadico di catechismo ai
bambini assieme ad Agnese
Moro, figlia di Aldo, aspettava
lintervento dei poliziotti: capelli lunghi oltre la nuca e riccioli a formare un cespuglio. Lo
sgombero fu violento. Allora
Paolo Gentiloni cap che la politica era una passione che poteva praticare, che il movimento giovanile di Mario Capanna
lottava per i ragazzi e per gli

wa.ma.

Paolo, il nobile
cattolico che fu
comunista, verde
e infine rutelliano
ambasciatore laico di Pio X,
che diede il nome a un patto siglato tra i liberali di Giovanni
Giolitti e lUnione elettorale
cattolica.
I Gentiloni Silverj anche il
nuovo ministro degli Esteri ha
il doppio cognome sono di
provenienza
marchigiana,
ascritti al patriziato di Macerata, Filottrano, Recanati e Cin-

BENEDIZIONI
La stima antica
di Nicodemo (Pd):
Se io fossi romano
e dovessi
votare Gentiloni,
voterei M5S
operai, che i sovietici non erano asfissianti seppur non adorasse la figura di Stalin. Dopo i
manganelli e le mazzate, in un
istituto che era anche del destrorso Maurizio Gasparri, del
monarchico Antonio Tajani e
del democristiano Marco Follini, il ribelle Gentiloni litig
con i genitori e scapp a Milano per commemorare la strage
di piazza Fontana. Non fu semplice imporre la svolta a sinistra a una famiglia profondamente conservatrice, discendente di Ottorino Gentiloni,

goli. La prudenza non fa mai


difetto a Gentiloni, e cos la fuga a Milano fu confessata a un
prete gesuita del Tasso. Era per
rassicurare i genitori. In classe,
Gentiloni era taciturno con i
professori, non tollerava domande non prettamente didattiche, secchione eccome. Ai
cancelli, organizzava cortei,
coordinava manifestazioni.
Non portava ancora gli occhiali e neanche quellaspetto bonario, pacioso, che le furibonde
partite a tennis con Massimo
Cacciari non hanno mai sgual-

cito. Dismesso lo spirito dissidente, che non invase territori


rivoluzionari (non fu affascinato n da Fidel Castro n da
Che Guevara), Gentiloni devi
verso la carta stampata, le riflessioni argute, la disamina a
sinistra della sinistra: collabor
a un mensile, Pace e Guerra di
Luciana Castellina, epoca di
Unit Proletaria per il Comunismo. Era il preludio a una pi
lunga stagione iniziata nell84,
un po verde e un po rossa, sintomatica di un centrismo che
fior negli anni 90 con la Margherita: fu direttore per quasi
un decennio di Nuova Ecologia
di Legambiente su proposta di
Ermete Realacci e Chicco Testa, futuri compagni di racchette e fraschette. L conobbe
Francesco Rutelli, il gancio a
cui Gentiloni ha appeso unintera carriera. Mentre il radicale
Francesco protestava contro il
nucleare, Gentiloni denunciava in Procura i camionisti che
non rispettavano il blocco festivo nel tratto autostradale
Valmontone-Roma.
Lesordio televisivo di Gentiloni (trentanni fa), che nel secondo governo di Romano
Prodi fu ministro per le Telecomunicazioni molto battagliero contro Mediaset, avvenne per ironia proprio al Biscione, a Rete4, la stessa rete che nel
2006 voleva mandare sul satellite. Gentiloni fu ospite a Buon
Paese di Claudio Lippi, dove
espose langoscia per una pos-

sibile estinzione degli asini.


Quando lamico Rutelli sfid
Gianfranco Fini per il Campidoglio di Roma, Gentiloni gi
lavorava da mesi accanto al
candidato sindaco, lo preparava agli incontri con i giornalisti, ne smussava lirruenza. Fu
portavoce di Rutelli, poi assessore per il Giubileo (da bravo
erede) e responsabile per la
campagna elettorale contro
Berlusconi. Era il 2001. Anno
che segna lingresso di Gentiloni in Parlamento. Incerta la
data di uscita.
PAOLO&FRANCESCO, coppia

che evoca la quasi omonima


coppia dantesca, spinsero la
propria Margherita verso i Democratici di Sinistra, lunione
non protetta che gener il Pd. Il
passo da Rutelli a Veltroni fu
breve, mai completo. Ma Gentiloni non s preso la ditta assieme agli ex comunisti, e sostenne Matteo Renzi contro
Pier Luigi Bersani, chera gi segretario. Senza la guarentigia
del Nazareno, perse malamente
le primarie per diventare sindaco di Roma, terzo classificato,
dopo Ignazio Marino e David
Sassoli. Con scarsa lungimiranza, Francesco Nicodemo, una
sorta di ascaro renziano, dichiar su Twitter: Se io fossi
romano e dovessi votare Gentiloni, voterei M5S. Senzaltro
Gentiloni pi scaltro di Nicodemo, e s piazzato in Commissione Esteri e nei salotti tv
da renziano senza rancore, specie questa s in via destinzione,
altro che asini. Come Renzi,
Gentiloni ha ammirato Bill
Clinton e Tony Blair. Ha atteso
un passo indietro, tattica mutuata dai veri democristiani. E il
Capo, terminate le alternative,
lha premiato. Ultimo viaggio
allestero: Washington. Saggio.

RITORNI

il Fatto Quotidiano

Flattimo
orza Italia coglie
e protesta

per la legge Severino

Di nuovo sindaco

NON SI POSSONO applicare due


pesi e due misure. Forza Italia prende spunto dal reintegro di Luigi de
Magistris e insorge contro la legge
Severino che ha estromesso Silvio
Berlusconi dal Senato con la decadenza, mettendolo fuori gioco dalla
partita politica. il momento di sa-

nare il vulnus che ancora oggi grava


sulla rappresentativit e sullassetto
politico-istituzionale del nostro Paese, tuona Paolo Romani, presidente
dei senatori di Forza Italia. La sentenza del Tar su De Magistris dimostra che il Senato ha agito contro Berlusconi tradendo disonestamente il

SABATO 1 NOVEMBRE 2014

diritto, rifiutando lesistenza di un


dubbio di legittimit costituzionale
oggi ammesso da un Tribunale, gli fa
eco Renato Brunetta. In questo Paese la legge non uguale per tutti ,
avverte Giovanni Toti. Il Cav, raccontano, su consiglio dei suoi legali,
avrebbe preferito non commentare il

verdetto del Tar campano, lasciando


ai suoi colonnelli il compito di denunciare la disparit di trattamento riservata a lui rispetto al caso De Magistris. Berlusconi ora confida nella
Corte europea dei diritti che, secondo
lui, potr cancellare la condanna Mediaset e riabilitarlo completamente.

Luigi de Magistris

I miei nemici si diano pace,


resto qui fino al 2016
Chi sar il nuovo sindaco?

Consiglio ai miei avversari di


darsi pace. Ne riparleremo nel
2016 e non prima. Si voter e saranno i napoletani a scegliere.
Per lei ha una maggioranza risicata, rischia di essere sfiduciato da un momento allaltro.

vero che la maggioranza da un


punto di vista numerico si ridimensionata rispetto al 2011,
per abbiamo retto ad attacchi
formidabili. Ho una maggioranza politicamente granitica
della quale vado orgoglioso.
Detto questo, sto lavorando per
arrivare a un allargamento politico e numerico in Consiglio
comunale, penso a Sinistra in
movimento e a Sel. Lobiettivo
quello di arrivare a un patto di
fine sindacatura con numeri
che ci consentano di stare tranquilli.
In questo mese lei ha parlato di
poteri forti che premono per
prendersi Napoli. Faccia i nomi.

ATTENTI AL CALCIO

di Enrico Fierro

rima dellintervista
mi lasci dire una cosa
alla mia citt. Prego.
Domani (oggi per
chi legge, ndr) ci sar la partita
Napoli-Roma. Ai napoletani
chiedo di dimostrare che alla
violenza si risponde con un sorriso, con la pace e con un abbraccio. Ascoltate le parole di
Antonella, la mamma di Ciro
Esposito. Deve finire lodio assurdo tra Napoli e Roma, cerchiamo di essere campioni non
solo in campo, ma soprattutto
sugli spalti. Parliamo con Luigi
de Magistris il giorno dopo la
decisione del Tar che lo ha riportato nel suo ufficio di sindaco dopo un mese di purgatorio.

Sindaco una bella vittoria.

Dalle istituzioni arriva la ricucitura di una ferita che da altri


pezzi delle istituzioni mi era stata inflitta. Per me un risultato
importante, anche perch apre
un dibattito su aspetti importanti sulla vita del Paese e sugli
equilibri costituzionali, che nella mia vicenda erano stati palesemente compromessi.
Unaltra sentenza favorevole a
lei e alla sua giunta quella della Corte dei conti sul piano di
rientro dal debito.

Tra i vari tentativi fatti per mettere ko il governo di Napoli, c


stato quello sui conti del Comune. Fummo gravemente censurati dalla sezione campana della
Corte dei conti con un provvedimento assurdo che il 9 luglio

Il primo cittadino di Napoli


predica tranquillit anche per
la partita a rischio con la
Roma oggi al San Paolo Ansa

stato cassato dalle sezioni riunite. Ho letto le motivazioni, sono


uno spartiacque nella vita della
citt e stabiliscono una verit
incontestabile: i bilanci precedenti alla giunta De Magistris,
quindi quelli dellultima sindacatura targata Pd con sindaco
Rosa Iervolino, sono inattendibili, non corrispondenti al vero,
non corretti. Ho fatto una campagna elettorale avendo un
quadro economico delle condizioni del Comune sbagliato. Ho
vinto e mi sono insediato avendo di fronte conti sballati. Abbiamo combattuto per evitare la

sciagura del default che avrebbe


comportato danni enormi, a
cominciare dal pagamento degli stipendi e dalla erogazione di
servizi essenziali. Abbiamo invece fatto una operazione di risanamento in un quadro di tagli
imposti dai vari governi Berlusconi, Monti e Letta, mettendo
in sicurezza il Comune. Un solo
dato: prima i creditori si pagavano a tre/quattro anni, lei capisce cosa significa per piccole
aziende costrette a rivolgersi
agli usurai o alla camorra, oggi
paghiamo dopo sei mesi. Di
questa operazione vado orgoglioso come un politico che
guarda non al facile consenso
popolare, ma al futuro della citt. Il nuovo sindaco di Napoli
trover conti in ordine.

OPPOSIZIONI

Regionali emiliane, guerra di firme


tra Cinque Stelle e Cinque Stelle
di Luca De Carolis

ora nellEmilia Romagna a Cinque Stelle


guerra sulle firme. Fragorosa, proprio
E
nel giorno in cui lM5S presenta la lista per le

Regionali del 23 novembre. A oscurare il lancio dei candidati grillini arriva lesposto di due
attivisti del meet up di Monzuno (Bologna),
che scrivono di irregolarit nella raccolta delle
firme per la lista emiliana. Stefano Adani e
Paolo Pasquino tirano in ballo i due consiglieri comunali a Bologna Massimo Bugani e
Marco Piazza. E assieme al documento consegnano un cd con foto e email che proverebbero le violazioni. La Procura di Bologna
ha aperto un fascicolo conoscitivo, senza ipotesi di reato n indagati. Ma lesposto ha fatto
comunque un gran fracasso. Perch lennesima scaramuccia dentro il Movimento, nella
regione che ne stata la culla. Da una parte
dissidenti e critici vari, legati al sindaco di Par-

ma Pizzarotti: dallaltra i lealisti guidati da


Piazza e Bugani, questultimo vicinissimo a
Grillo e Casaleggio.
LESCLUSIONE DALLA LISTA dellex capo-

gruppo in Regione Andrea Defranceschi, perch indagato a Bologna nellinchiesta spese


pazze, ha lasciato ferite profonde. Il meet up di
Monzuno lo aveva difeso con note di fuoco,
spalleggiato da Pizzarotti e da gran parte dei
parlamentari regionali. E proprio da Monzuno piove lesposto. Gli attivisti sostengono che
alcune firme sono state
raccolte a Roma, durante la tre giorni del
Movimento al Circo
Massimo. Ossia, al di
fuori del territorio di
competenza di qualunque consigliere comunale certificatore. I

moduli con le firme comparirebbero in foto


scattate in quelle ore. Non solo: Della raccolta
a Roma era a conoscenza anche Bugani. A
conferma si cita un post sulla sua pagina Facebook, in cui il consigliere clicca mi piace al
corsivo di un amico, che scrive di aver firmato
al Circo Massimo. Si legge poi di una serata
presso il Circolo Mazzini, in cui una signora
avrebbe gestito la raccolta delle firme in assenza di Bugani e Piazza. Segue elenco di altre
presunte irregolarit. Bugani replica: Lesposto strumentale, non mi sembra strano che ci
siano state irregolarit. Abbiamo fatto un firma day insieme a tutti i consiglieri comunali e
abbiamo raccolto il doppio delle firme necessarie. Poi se qualcuno ha fatto qualche cazzata
non so. In serata, lui e Piazza annunciano
querela contro i due simpaticoni di Monzuno. La candidata presidente dellM5S Giulia
Gibertoni invece invita a non fare drammi.
Twitter @lucadecarolis

Sono in corso operazioni pericolosissime sul risanamento di


Bagnoli e su Napoli Est. Snodi
importanti della vita e del futuro di Napoli.
Teme tentativi di speculazione?
E chi c' dietro?

A dirigere lorchestra il governo


e Renzi in prima persona. Attraverso il commissariamento
di Bagnoli si apre la strada a settori di una certa imprenditoria
napoletana. Gente conosciuta, i
protagonisti del disastro di Bagnoli, una parte dei costruttori,
soggetti che hanno contribuito
allinquinamento di quellarea
come Fintecna, vale a dire lo
Stato, che ora tornano in campo
anche col beneplacito del presidente della Regione Caldoro.
Penso che anche qui ci sia un
patto del Nazareno. Lo Sblocca
Italia un provvedimento pericoloso che altera equilibri isti-

BATTAGLIE
IN CORSO
Allargheremo
la maggioranza a Sel
e difenderemo
Bagnoli dal patto
del Nazareno che
ci ha espropriato
la riqualificazione

tuzionali. Contro le decisioni


prese su Bagnoli metteremo in
campo tutte le azioni, da quelle
giudiziarie al sostegno alla mobilitazione popolare organizzata dai movimenti in vista della
visita di Renzi in citt. Napoli
che deve decidere come deve essere risanata e ricostruita Bagnoli.
Di nuovo sindaco Masaniello

E non mica una offesa o un


cattivo auspicio, forse tranne
che per la parte finale della vicenda di Masaniello che fece
una brutta fine. In questo mese
ho riscoperto il gusto e il valore
del contatto con la gente. Un
leader deve stare col popolo,
limmagine del Quarto Stato
che ho sempre nella mente. Napoli sta scrivendo pagine importanti di rinascita e di riscatto.
Pd, destra, centro, sindaco lei ha
tutti contro?

Sanno che il tempo non gioca a


loro favore, che la fase del rischio dissesto stata superata,
sanno che Napoli ha un sindaco
che ora pu cominciare a raccogliere i frutti del lavoro fatto e
pu investire risorse nel miglioramento del decoro e della riqualificazione urbana, e sanno
che sto riconquistando consensi, anche da parte di quei settori
che si erano allontanati dal nostro progetto.

LUNIT

Palombo ci prova
E sogna Matteo

ue buste pronte da spedire. Andrea


Palombo, gi editore di Ciociaria Oggi
e altre testate limitrofe, sfida Guido Veneziani e si candida anche lui a comprare
lUnit. Si presenta come un giovane ragazzo della provincia di Latina, leader
nelledilizia e nellilluminotecnica, appassionato di
carta stampata. Con i liquidatori del quotidiano
fondato da Gramsci ha firmato un patto di riservatezza: non pu spiegare come intende riaprire il
giornale, salvaguardare il bagaglio umano della
redazione e chiudere il cerchio magico dellequilibrio finanziario. Ma da consigliere comunale Pdl
promette al futuro direttore assoluta indipendenza. Nessun contatto con i vertici Pd. Solo grande
entusiasmo per quel giovane che ha preso in mano
le redini del Paese: ha deciso il grande passo dopo
aver visto mettersi in gioco uomini come lui.

CONTRORDINE

SABATO 1 NOVEMBRE 2014

Cprecompilato?
ome sar il 730
Ve lo
spiega governo.it

BENVENUTO Mario Rossi. Cos si


apre il fac-simile del nuovo 730 precompilato, reso noto da Palazzo Chigi,
che sar disponibile sul sito
dellAgenzia delle Entrate dal 15 aprile
2015. I cittadini potranno accedere alla propria dichiarazione dei redditi sia
sul sito internet che presso gli spor-

telli di assistenza fiscale. Dopo aver


effettuato laccesso al sito, sar possibile visualizzare il 730 precompilato
e scaricarlo in pdf. Oltre ai dati anagrafici ci saranno contributi previdenziali e assistenziali, premi relativi alle
assicurazioni vita e mutui ipotecari, e
i contributi per la previdenza comple-

mentare. Se i dati non necessitano di


modifiche o integrazioni, baster cliccare sulla voce Accetta. In caso contrario baster cliccare su Integra/Modifica e compilare nuovamente il 730, integrandolo ad esempio con spese mediche, redditi o aggiungendo o rimuovendo fabbricati.

EXPO 2015 RITARDI E POCHI SOLDI


RISCHIA IL PADIGLIONE ITALIA
VICINA LA FIGURACCIA: IL PROGETTO INIZIALE POTREBBE ESSERE RIDIMENSIONATO
di Gianni Barbacetto

Milano

l cuore dellExpo 2015,


larea dei padiglioni italiano, rischia di essere
ridimensionato.
Per
mancanza di tempo e di soldi.
A 181 giorni dallapertura, si
sono riuniti ieri gli stati generali di Expo. arrivato il ministro dellAgricoltura Maurizio Martina, cerano il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni e il sindaco di Milano Giuliano Pisapia. Cera Raffaele Cantone,
presidente dellAutorit anticorruzione, gran controllore
degli appalti. A fare gli onori
di casa, il commissario di
Expo Giuseppe Sala, affiancato da Diana Bracco, commissario del padiglione italiano
ma dimezzata, dopo agli ultimi arresti, e ridotta a responsabile dei soli contenuti.

la fine dellevento; e poi ci sono


o meglio: ci dovrebbero essere, perch per ora non ci sono altri padiglioni prefabbricati, come quello del Vino e
dellolio, quello delle Eccellenze agroalimentari, lo spazio del
Cibo dei desideri, quello delle Regioni e dei territori e, infine, il padiglione dellUnione
europea, previsto di fronte a
quello italiano. Accanto, la
fontana-laghetto (Lake Arena)
in mezzo a cui dovrebbe alzarsi lalbero della vita, un totem alto 30 metri da cui dovrebbero partire effetti speciali, giochi di suoni e di luci. Tut-

to in alto mare. Tutto terribilmente in ritardo. E nei mesi


prossimi si aggiungeranno anche le prevedibili nevicate che
potranno far saltare un cronoprogramma gi calcolato
stretto.
Palazzo Italia, strappato alla
gestione di Antonio Acerbo
(arrestato) e alla supervisione
di Diana Bracco, ora sotto il
controllo diretto di Sala, che
sta cercando un nuovo Rup
(responsabile unico del procedimento) che garantisca i tempi dei lavori. Quanto ai soldi,
nelle casse di Expo spa mancano 60 milioni, quelli che la

no ora il punto pi critico


dellesposizione: per i ritardi,
per i finanziamenti mancanti e
per le procedure ballerine. A
essere precisi, il problema pi
generale e si chiama cardo:
il grande viale lungo 450 metri
che attraversa lesposizione da
nord a sud, incrociando il decumano, la via est-ovest di
1.700 metri su cui si affacciano
tutti i padiglioni esteri. Sul
cardo ci sono invece le strutture di pertinenza italiana: innanzitutto Palazzo Italia, uno
dei pochi edifici in muratura
destinati a restare anche dopo

Provincia di Milano non ha


messo sul piatto. Il ministro
Martina ha cercato di essere
rassicurante: ci penser il governo, una soluzione sar trovata entro poche settimane. I
soldi saranno scovati, promette, recuperando risorse relative a opere non cantierabili
dal fondo unico infrastrutture
della legge di stabilit 2014.
Intanto si prende un mese di
tempo per perfezionare il
provvedimento, poi si vedr.
Si mostra ottimista Sala: Mi
aspetto 60 milioni dal governo
entro il 30 novembre, per lanciare le gare e avere la coper-

181 GIORNI ALLALBA


Mancano 60 milioni
che doveva mettere
la Provincia e 50
che il Comune aspetta
per i trasporti. Il ministro
Martina: Arriveranno

PROPRIO il padiglione italia-

Il progetto mostra come sar (forse) il Padiglione Italia di Expo 2015 Ansa

il Fatto Quotidiano

tura adeguata. Quei soldi sono fondamentali entro fine


novembre, e io li sento gi in
tasca. Speriamo che senta bene, altrimenti lItalia sar esposta alla figuraccia planetaria di
invitare il mondo a impiantare
qui i suoi padiglioni e di non
avere pronto il suo. Perch intanto le aziende che stanno costruendo Palazzo Italia hanno
cominciato a batter cassa,

Sar possibile anche indicare le spese


per la ristrutturazione di immobili, ma
anche le proprie scelte per la destinazione dell8, del 5 e del 2 per mille.
Al termine una schermata indicher
chiaramente, con un solo numero, le
eventuali imposte da pagare oppure limporto da rimborsare.

TANGENTI Greganti
e gli altri patteggiano
atteggeranno quasi tutti gli inquisiti per le tanPgenti
Expo: sei su sette, ha rivelato ieri il
, lo hanno fatto o lo stanno facendo in questi
Corriere

della Sera

giorni. In sostanza, ammettono la loro colpa ottenendo cos uno sconto di pena. Per lufficialit bisogner
aspettare il 2 dicembre, quando gli accordi stretti tra
le difese e i pm arriveranno davanti al Gup di Milano
(che potrebbe, comunque, respingere le richieste).
Come che sia, patteggia il compagno G Primo Greganti (3 anni e 10mila euro di risarcimento); patteggia
lex general manager di Expo Angelo Paris (2 anni e
mezzo pi 100mila euro); patteggiano limprenditore
Enrico Maltauro (2 anni e 10 mesi) e lex casinian-alfaniano Sergio Cattozzo (3 anni e due mesi). Stanno
procedendo nella stessa direzione, poi, pure lex senatore di Forza Italia/Pdl, poi passato al Nuovo Centrodestra, Luigi Grillo (deve scegliere tra tre anni e
due mesi secchi o 2 anni e 10 mesi con 50mila euro di
risarcimento) e lex Dc e Forza Italia Gianstefano Frigerio: la sua pena potrebbe oscillare tra 32-34 mesi e
30-50mila euro. Alla fine, insomma, per questa vicenda probabilmente non ci sar un processo.

chiedendo, per lavori extra, alcuni milioni in pi di quanto


vinto con lappalto. Anche Pisapia chiede soldi al governo,
per riuscire a sostenere, per
esempio, limpatto sul sistema
dei trasporti in citt dei milioni di visitatori previsti. Sono
stati stanziati 50 milioni, ha
detto, ma non sono sufficienti
e il discorso non chiuso. In
ogni modo, siamo abituati prima a ragionare poi a gridare.
OGGI LAREA Expo un can-

tiere in cui lavorano 1.050 imprese e 1.800 operai. Finora


abbiamo montato 12.500 tonnellate di carpenteria, quasi
due volte la torre Eiffel, dice
soddisfatto Romano Bigozzi, il
decano dei lavori. Quarantasei
Paesi hanno almeno iniziato la
costruzione del loro padiglione. Sette sono ancora latitanti.
Ma la struttura pi a rischio,

allestremit del cardo gi


cos in ritardo, lalbero della
vita, che Diana Bracco voleva
diventasse licona dellesposizione. Ma costa troppo (ben 7
milioni) ed rimasto impantanato nelle procedure disinvolte immaginate dalla (ex)
commissaria: affidamento diretto a Marco Balich, progetti
faraonici, finanziamenti degli
amici (imprenditori bresciani
o Coldiretti).
Ora Cantone dice stop: le gare
vanno fatte. E bene. Per non
ripetere quanto successo con
le architetture di servizio
della Maltauro (gi commissariate) e le vie dacqua della
Maltauro e Tagliabue (che lo
saranno presto). Sala aggiunge: bisogna semplificare e risparmiare. Non ci sono pi n
abbastanza soldi, n abbastanza tempo. Specialmente se linverno porter molta neve.

Manovra, Renzi non ci sta: rivuole gli oboli


IL GOVERNO IRRITATO PER LE NORME ILLEGITTIME STRALCIATE: DAI SOLDI PER NAPOLI E PALERMO ALLA VENDITA DELLE CONTROLLATE RAI
di Marco Palombi

ulla Legge di Stabilit si sta consumando


S
uno scontro, solo in parte pubblico, che
insieme di bassa macelleria politica, come spesso capita, e contemporaneamente di visione del
ruolo di governo e Parlamento. Tutto comincia
con un fatto tecnico e formalmente ineccepibile: la decisione della presidenza della Camera,
sulla scorta di unanalisi della commissione Bilancio, di stralciare una serie di norme che in
una manovra di bilancio non ci dovrebbero essere. La legge del 2009 che disciplina la materia,
infatti, esclude dal ddl Stabilit le norme localistiche, ordinamentali e microsettoriali:
in sostanza in questa legge dovrebbero esserci le
tabelle, cio il bilancio (quali soldi spendiamo e
dove), e le norme di impatto generale (gli 80
euro, lo sgravio Irap, eccetera).
QUESTA IMPOSTAZIONE, sacrosanta, di nor-

ma largamente non rispettata e pure il governo


Renzi sera accodato alla tradizione. Stavolta, per, non gli andata bene: la commissione Bilancio della Camera, dove la ex Finanziaria inizia
il suo cammino per la prima volta in questa legislatura, ha fatto il suo lavoro e tolto di mezzo le
norme illegittime, che poi spesso sono marchette (localistiche o microsettoriali) oppure riforme fatte alla chetichella, grazie al traino della

grande legge di bilancio (ordinamentale). Per


restare a questi giorni, entrambe le categorie sono rappresentate: tra i commi stralciati ci sono,
ad esempio, i cento milioni stanziati per i lavoratori socialmente utili (Lsu) di Napoli e Palermo, mancia ormai tradizionale che peraltro
convive nella manovra con la sottrazione al
Mezzogiorno di ben 4 miliardi di Fondi per le
aree svantaggiate (non proprio un buon affare
per i sostenitori meridionali del premier).
Non solo: finiscono sul binario morto pure quella norma che riformava la rappresentanza militare e quella che consentiva alla Rai - vista pure
la decurtazione del canone (85 milioni lanno e
dispari) - di vendersi gli immobili e le societ
controllate. Scelta legittima, magari, ma tipicamente ordinamentale, tanto vero che la nota
della Ragioneria che accompagna la manovra
non quantifica effetti finanziari, n se li aspetta.
Daltra parte, si tratterebbe di una vera e propria
riforma della tv pubblica fatta alla chetichella e
per di pi sui suoi pezzi pregiati.
Le controllate Rai sono aziende che fanno utili e
per cifre a volte considerevoli: al netto di RaiWay (11 milioni di utili nellultimo bilancio) gi
in via di parziale dismissione, ci sono RaiCinema (37 milioni), RaiPubblicit (8 milioni), RaiWorld e RaiNet (rispettivamente 2 milioni e 1).
Se si tiene conto anche dellinvito alla dismissione immobiliare, sembra una vera e propria

riforma della struttura economica di Viale Mazzini: a che pro mentre si sta pensando di rinnovarne la governance e i meccanismi di finanziamento? Nella relazione tecnica non c scritto, eppure - a quanto risulta al Fatto Quotidiano a palazzo Chigi, segnatamente nella stanza del
sottosegretario Luca Lotti, non lhanno presa bene, mentre assai pi tranquillo appare il viceministro Antonello Giacomelli, che ha la delega
alle Comunicazioni, quindi anche alla Rai.

vacche. E finch ci sono io questo non avverr.


Parole che non hanno fatto breccia nel governo,
visto che lesecutivo - invece di ripresentare le
norme con provvedimenti ad hoc (e per i soldi
agli Lsu potrebbe bastare un Dpcm accontonando oggi la posta nel bilancio - ha gi annunciato
che ripresenter tutti i 24 commi stralciati con
un emendamento: c il problema che se erano
illegittimi ieri, lo saranno anche domani, ma
non pare che la cosa preoccupi lo staff del presidente del Consiglio. E infatti sono partite le
HA SPIEGATO il presidente della Bilancio, Fran- bordate.
cesco Boccia, minoranza Pd: Nella legge di sta- Il compito di bastonare pubblicamente il pur
bilit possono entrare solo misure che impat- democratico Boccia stato affidato a Ernesto
tano sui conti pubblici e sulla politica econo- Carbone, deputato renziano: Ha stralciato normica, altrimenti si aprirebbe il mercato delle me di grande valore sociale ed economico. Il
governo esplora quotidianaIl renziano Ernesto Carbone Ansa
mente strade nuove per rilanciare il Paese e garantire una
MAZZATE DEM
maggiore equit, ma a quanto
pare c chi preferisce la solita
Il renziano Carbone
palude. Anche la risposta di
Boccia non allacqua di rose:
attacca il presidente
Carbone? Temo non sappia di
della Bilancio Boccia,
cosa parla: confonde le norme
con impatto macroeconomico
che replica: Non sa
con la distribuzione di oboli. Se
di che parla, preoccupa non fosse un membro della segreteria del Pd non mi preocche sia nella segreteria cuperei, ma purtroppo lo .

LA FINE DEL LAVORO

il Fatto Quotidiano

A
ncora record
di disoccupati:

salgono al 12,6%

ANCHE SE IL NUMERO di occupati a settembre


aumentato, il tasso di disoccupazione salito ai
massimi: 12,6 per cento. In lieve calo quella giovanile, secondo le stime provvisorie dellIstat. Rispetto ad agosto la disoccupazione aumenta sia
per gli uomini (+1,2%) che per le donne (+1,9%).
In termini tendenziali il numero di disoccupati cala
per gli uomini (-1,0%) mentre cresce per le donne

(+5,3%). I disoccupati sono tre milioni e 236 mila,


l1,5 % in pi rispetto al mese precedente (+48
mila) e l1,8% in pi su base annua (+58 mila).
Secondo i dati, le persone inattive tra i 15 e i 64 anni
a settembre diminuisce dello 0,9 per cento rispetto al mese precedente. A settembre abbiamo 82
mila posti di lavoro in pi. Il miglior dato da inizio
2013, credo che questo possa far ben sperare, ha

SABATO 1 NOVEMBRE 2014

commentato il ministro del Lavoro Giuliano Poletti. Il segretario della Cgil Susanna Camusso frena: Affermare che siamo alla ripresa, eccessivo. Secondo la societ di ricerche Nomisma, dietro la buona notizia di un incremento degli occupati si nasconde" una cattiva sorpresa, e cio che
con questi numeri la produttivit in calo, sostiene il capo economista Sergio de Nardis.

Sempre meglio lo sciopero


di un tweet. No, inutile
AIRAUDO: SERVE A NON ESSERE SOLI NELLA CRISI. DE NICOLA: ANDREBBE LIMITATO
di Salvatore Cannav

erve ancora lo sciopero? Ha un effetto diretto, concreto, misurabile sulleconomia


italiana e, quindi, di riflesso,
sulle scelte politiche? Oppure
siamo in presenza di una mistica dello sciopero, rito che

va consumato in nome di una


vecchia storia e che, in fondo,
non ha effetti concreti? Mentre
si prepara lo sciopero generale
della Fiom il 14 e il 21 novembre, ci sono opinioni nettamente divergenti. Soprattutto
se una, quella del deputato di
Sel Giorgio Airaudo, proviene
da una storia del movimento

SCAJOLA La casa salva


Prescritto in anticipo
cajola nei guai ma la casa con vista sul Colosseo
S
salva. La Corte d'appello di Roma ha deciso di
prescrivere il reato nei confronti dell'ex ministro che,
nella nuova veste di imputato agli arresti domiciliari,
ha assistito alla lettura della sentenza accompagnato
da un carabiniere. Come si sa, ha tentato di aiutare
l'imprenditore Amedeo Matacena,
latitante, ad ottenere ospitalit in
Libano ma la vicenda dell'acquisto
della casa di via del Fagutale, pagata a sua insaputa 1 milione e
700 mila euro con il considerevole
aiuto del costruttore Diego Anemone, pu cos considerarsi felicemente conclusa. Dopo lassoluzione in primo grado (la sentenza lo
descriveva come un Pinocchio
nelle mani del gatto e la volpe), il
procuratore generale Otello Lupacchini aveva fatto
ricorso chiedendo la condanna a tre anni di reclusione. Invece arrivata la prescrizione: una decisione
sul filo di lana visto che i termini secondo l'accusa
scadevano ieri mentre secondo i difensori addirittura
marted prossimo. Scajola, non potendo rilasciare dichiarazioni, si limitato a concedere larghi sorrisi.
Rita Di Giovacchino

Non solo lAst Terni

operaio e laltra, quella di Alessandro De Nicola, avvocato e


presidente della Adam Smith
Society, da un pensiero liberale
e liberista.
Nel 2014, serve davvero
lo sciopero?
Giorgio Airaudo:

Se le persone utilizzano quello


strumento vuol dire che pensano che serva. Lo sciopero costa, pi delle primarie del Pd.
una legge di mercato ed quindi utile applicarla. Serve perch non lascia soli. C un principio di solidariet che viene
messo in moto, lidea che non
si resta soli e che possibile fare qualcosa. Sbaglia chi lo sottovaluta, soprattutto se generale. Chi lo ha sottovalutato
forse anche un po pentito. Lo
sciopero non come la fiducia,
lo sciopero muove le persone.
Quindi, innesca altre iniziative. Lo sciopero non un
tweet.
Alessandro De Nicola:

Secondo me ha poco impatto.


La gente non scema e lo sa che
in piazza San Giovanni, il 25
ottobre, non cera un milione
di persone. Se erano duecentomila erano tanti, visto che il
luogo ne contiene 175 mila stipati. In ogni caso, chi prende le
decisioni politiche conosce bene i veri numeri. Inoltre, mi
sembra che il modo che ha il
premier di porsi di fronte al
sindacato che pi quello cerca di influenzare le sue scelte
con le tipiche lotte pi lui vuole
fare il contrario.

Lo sciopero generale ha un
valore simbolico o politico?
Giorgio Airaudo:

Lo sciopero generale uno


sciopero politico per definizione ed essendo sciopero politico segna la nascita di una opposizione reale, diversa da
quella della liturgia parlamentare, quella di un governo non
votato o di minoranze autoreferenziali. Lopposizione
quanto mai necessaria. Le politiche del governo non funzionano. Laltroieri ero a Piombino dove marted si decide il futuro dellazienda, ieri in
unazienda dellindotto Piaggio, la Ristori, con 150 lavoratori che rischiano di essere tagliati fuori perch si delocalizza nel sud-est asiatico. A Livorno, laTrw, americana pur lavorando all85% per Fiat, per
lindustria militare, la Maserati, la Ferrari e il Ducato ha deciso di trasferire tutto fuori
dallItalia.
Alessandro De Nicola:

Dipende dai numeri. A me


sembra che non abbia grande
rilevanza. Per funzionare dovrebbe assomigliare a una rivoluzione arancione con una
presenza di piazza esorbitante.
Ma allora non sarebbe pi uno
sciopero ma, appunto, una rivoluzione. E oggi non mi sembra che ci siano le condizioni di
una rivoluzione arancione.
Lo sciopero ha un impatto
economico sulle imprese?
Giorgio Airaudo:

Un po di imprese sono preoccupate. A Torino fra poco si ar-

Serve ancora uno sciopero generale come quello della Fiom? Ansa

Giorgio Airaudo e Alessandro De Nicola Ansa

river a ben sedici ore effettuate e con quello generale si salir


a 24. chiaro, inoltre, che
quello che verr tolto per legge
si cercher di riconquistarlo
azienda per azienda, contratto
per contratto. Ora si sono messe in moto le persone del lavoro. Io sono molto fiducioso
per lo sciopero proclamato
dalla Fiom e per quello della
Cgil. Cos come lo ero per la
manifestazione del 25 ottobre.
Alessandro De Nicola:

Le imprese private, se ci fossero degli scioperi reali avrebbero dei danni, come ovvio.
In una situazione come questa,
poi, se si aggiunge la difficolt
a programmare la produzione

non pu che andare peggio.


Per le imprese private non
devono temere molto. Siamo
un Paese con un altissimo numero di scioperi nei servizi
pubblici, cosa che personalmente trovo vergognosa. Non
vedo nulla di strano in quello
che ha detto Davide Serra sul
controllo del diritto di sciopero. I diritti non sono mai assoluti. Siamo un Paese ad alta
densit di sciopero. Nelle
aziende private la quantit di
scioperi diminuita, ma anche
nelle aziende private i lavoratori si rendono conto delle difficolt e quindi latteggiamento dei sindacati pi preoccupato.

Massimo Mucchetti, Pd

Lo Stato non pu abbandonare lacciaio


di Stefano Feltri

ogliamo lacciaio in ItaV


lia? Va chiarito il ruolo
dello Stato. Intervenga alla luce

del sole, in assenza di iniziative


private convincenti acquisisca
partecipazioni, sorvegli il risanamento e poi venda. Il senatore Pd Massimo Mucchetti
presiede la commissione Industria del Senato, che segue da
sempre le vicende di Taranto,
di Terni (ieri gli operai hanno
bloccato lautostrada E45) e di
Piombino, si convinto che
vada superato il tab di un intervento diretto della mano
pubblica.
Senatore Mucchetti, i tre principali poli siderurgici italiani,
Piombino, Terni e l'Ilva, sono
sull'orlo del baratro. Cosa sta
succedendo?

Tre privatizzazioni finite male.


Che mettono in discussione
anche la fede nel capitale estero: Falck e Agarini rivendettero Terni alla Thyssen. Che, dopo essersi presa la tecnologia

italiana, vendette il suo intero


settore acciai speciali ai finlandesi di Outukumpu prevedendo che, in caso di problemi antitrust, ad essere abbandonata
doveva essere l'acciaieria umbra. E i problemi la Ue li pose:
una follia se solo si guarda al
mercato mondiale e non al
cortile europeo. Lucchini, abbandonato dalle banche, pass
la mano ai russi di Severstal che
portarono tutto al fallimento.
E l'Ilva condannata dagli
scandali, dal disastro ambientale e dalla crisi del settore?

Taranto era a posto sotto il


profilo
industriale ma non
sotto
quello
ambientale. Ma
le banche e la Federacciai, l'associazione di categoria, non
volevano l'allora commissario dellIlva,
Enrico Bondi:
le prime per

vendicarsi del prezzo che Bondi aveva fatto loro pagare da


commissario di Parmalat, la
seconda non voleva che si sperimentasse all'Ilva il preridotto, una tecnologia Danieli o
Techint che tratta il minerale
con il gas invece che con il carbone, pi raffinata della loro. Il
governo Renzi nego a Bondi i
fondi sequestrati dalla procura
di Milano ai Riva e poi lo mand via. La Commissione Industria del Senato, modificando il decreto Competitivit,
ha reso possibile
la sentenza che

Massimo Mucchetti Ansa

apre al commissario attuale,


Piero Gnudi, laccesso a 1,2 miliardi dei due sequestrati ai Riva.
E ora troppo tardi? LIlva ha
di nuovo poche settimane di vita, sta esaurendo la prima tranche del prestito ponte.

vero ma si pu ancora dare


un futuro allIlva. Daltra parte,
adesso i siderurgici vogliono
fare il preridotto a Piombino

SALVARE
IL SETTORE
La vendita
agli stranieri
non ha portato bene
n a Piombino
n a Terni. Per lIlva
c molto interesse
ma non offerte vere

per usarlo in loco e nelle acciaierie Nord, ma anche a Taranto ove fosse richiesto. Il
commissario Piero Gnudi vorrebbe pure la Cassa depositi e
prestiti a fianco del compratore estero dell'Ilva. Qualcosa
verr chiesto anche per Piombino e, credo, anche a Terni.
Sconti sulle bollette elettriche e
del gas. Partecipazioni del
Fondo strategico.
Ma non possiamo affidarci agli
investitori stranieri che sembrano tanti e interessati?

Tanti dove? La Thyssen ridimensiona Terni per svalutarla


e venderne le spoglie. A Piombino si fa avanti un algerino
che promette mari e monti. Ma
le garanzie? Sajjan Jindal cautissimo. I siderurgici italiani
dovrebbero fare la loro proposta sul preridotto a Piombino a
prescindere. Poi si vede chi ci
sta. Per l'Ilva non ci sono offerte. ArcelorMittal interessata, ma con l'eccesso di capacit produttiva che gi ha,
chiuder lo stabilimento fran-

cese di Fos per non dimezzare


Taranto? Mah. Si fatto vivo
Giovanni Arvedi, ottimo industriale con molti debiti e una
successione da inventare. Sta
trattando con la Cdp, ma un
conto se la Cdp pilota Arvedi
verso la Borsa e un altro se,
per suo tramite, entra nell'Ilva,
partita assai pi pesante che
esige la massima trasparenza.
Arvedi deve dire dellaltro se
vuol essere creduto.
Ma la modernit renziana potr mai essere favorevole a un
intervento pubblico che ricorda
il dopoguerra?

Di quegli anni, al momento, mi


pare si riprendano le manganellate agli operai, magari tornassero gli splendori industriali. Un politico intelligente
come Renzi non pu non prendere atto dei fatti. Cambier
verso anche a se stesso: avendo
il 47 per cento del tempo in tv,
pu permettersi uninversione
a U dicendo che tira diritto.
Applaudiremo tutti. Limportante e il risultato.

10

CONTROCORRENTE

SABATO 1 NOVEMBRE 2014

R
oma, il prefetto
a Marino: annullare
nozze omosessuali

IL PREFETTO di Roma, Giuseppe Pecoraro, ha


inviato al sindaco di Roma Ignazio Marino latto
per lannullamento delle trascrizioni delle nozze
omosessuali del 18 ottobre scorso. Ma il sindaco
non ci sta: Abbiamo dato mandato ai nostri uffici
di fare un approfondimento. In questo momento
non accettiamo lordine del prefetto. E nella battaglia dei diritti arrivata anche una telefonata da

il Fatto Quotidiano

New York, quella del sindaco Bill De Blasio, che


incoraggia Marino: Amico mio vai avanti, perch
una battaglia giusta. Lex chirurgo deciso a
non cedere, spalleggiato dei sindaci di altre citt
italiane. Dopo la richiesta di annullamento ha lanciato lhashtag #RomaNonCancella e in un video
ha sostenuto che la non trascrizione a essere
illegale.

Pugni e solitudine,
il prezzo per dirsi gay
nella piccola Italia
DA NORD A SUD, STORIE DI CHI NON HA NASCOSTO LA PROPRIA
OMOSESSUALIT: DALLE AGGRESSIONI AL GELO DELLE FAMIGLIE
di Beatrice Borromeo

on centrano lestrazione sociale n il livello distruzione.


Non conta che si faccia da adolescenti o da adulti, di
persona o con una lettera. Lesito
del coming out lultimo tra quelli
eccellenti stato di Mr. Apple, Tim
Cook dipende forse pi dalla fortuna che dalle coordinate geografiche. Anche se, tra le storie raccolte dal Fatto Quotidiano, emerge che la provincia (al Nord come
al Sud) resta largamente intollerante. E che le ferite peggiori arrivano spesso tra le mura di casa.

Camilla, il messaggio
in un video

Il mio percorso durato per


tutti e cinque gli anni di liceo, a
Pavia. Ci ho messo molto ad
ammettere di essere lesbica,
soprattutto a me stessa. Poi ne
ho parlato con unamica: anche se ha reagito benissimo, c
voluto qualche anno perch lo
ammettessi alle altre persone
che sono nella mia vita. Il passo
pi difficile stato confessarlo
a mia madre. Non avevo il coraggio di parlarle di persona,

anche perch avevo gi provato a farle capire come sono eppure non aveva mai voluto
ascoltarmi. E poi, non volevo
litigare con lei. Allora le ho inviato un video in cui le dicevo
tutto. Era un messaggio pieno
damore, per lei e per me stessa.
Allinizio lha presa molto male, mi ha scritto un sms: Cazzo,
lo sai benissimo che non lo voglio sapere. Era davvero necessario dirmelo?. Ho avuto a
lungo la tentazione di tagliarla
fuori dalla mia vita. Ora va meglio, mi sento libera e sono innamorata. Ma ancora non capisco perch proprio mia madre mi faccia soffrire per una
cosa che non ho scelto.
Armando, quei pugni
presi a scuola

Ho capito di essere gay quando avevo 10, forse 11 anni, ma


in terza media sono stato comunque con una ragazza. Volevo provare. Solo che, dopo
esserci andato a letto, i dubbi
sono spariti. E quello stato
linizio della fine. Ho cominciato a esprimere la mia omosessualit anche nel mio modo
di vestire e di parlare. A scuola

la situazione diventata intollerabile. A Napoli frequento un


istituto tecnico, ogni mattina
lidea di andarci mi terrorizza. I
miei compagni sono gentili,
ma c un ragazzo pi grande
che mi insulta quasi ogni giorno, e che lanno scorso mi ha
Ansa

CONFESSIONE IN DIRETTA TV
Matteo Pegoraro: Feci outing durante
Annozero, Mastella se ne and. Non lo sapevano
neppure i miei genitori, ma fu bellissimo
preso a pugni nel bagno. Sono
andato dal preside col naso che
sanguinava e lui mi ha consigliato di togliere gli anelli e di
non girare con una borsa. Mia
madre mi sta molto vicina, ma
mio padre non ne vuole sapere.
Quando dico che esco con un
ragazzo, risponde sempre la
stessa cosa: Salutami la tua
amica.
Matteo Pegoraro, coming out
in diretta

Il mio coming out stato incredibile, in diretta durante una

puntata di Annozero, con lallora ministro Mastella che si alz


e and via. stata unesperienza bellissima, perch, a parte i
miei, non lo sapeva nessuno. E
mi arrivato molto amore: la
gente mi fermava per strada
per dirmi che avevo fatto bene.
Poi per sono tornato a Solesino, il mio paese natale. E l il
prete ha scritto una lettera pubblica dicendo che rovinavo la
reputazione del paese, che ero
una vergogna, che stavo commettendo un peccato mortale.
Io non potevo crederci: stato

il momento pi difficile.
Alberto, lo psichiatra
e il terrore

Ho capito di essere gay a 15


anni, ero in quinta ginnasio.
Vivendo in provincia (in Piemonte, ndr) mi sentivo di essere
lunico in tutto il mondo. Pensavo che sarei stato sempre solo. Non sapevo che ci fossero
altri gay, oltre a me, perch ancora non cerano i social network. Ho detto a mia mamma
che ero gi, che avevo bisogno
di terapia perch ero depresso e
che avevo spesso attacchi dansia. Dopo un anno dallo psichiatra ho iniziato a capire, mi
sono accettato. Ma avevo paura di restare senza amici. Tutto
cambiato quando mi sono
trasferito a Milano. Dopo un
paio danni di universit ho

detto a mia madre: Vado in vacanza col mio ragazzo. Lei non
ha fatto una piega.
Giacomo: Ma io proprio
non ci riesco

Vengo da Treviso, che non il


posto pi aperto del mondo. E
non ho mai pensato di fare coming out con i miei. Mi sono
creato una mia famiglia a Roma, che mi capisce meglio di
quella da cui provengo. Una
volta ho pensato di dirlo a mia
mamma, ma so che poi lo verrebbe a sapere mio padre. Ho
paura di deluderlo. Sono fidanzato da un anno, ma a casa mia
lui non lo porter mai. Senn
lo scopre anche il resto dei miei
parenti. Ho uno zio gay e sento
i commenti che fanno su di lui,
e il tono con cui li fanno. E non
voglio essere al suo posto.

OLTRECONFINE
di Caterina

Soffici
Londra

olto bella la lettera di


M
outing di Tim Cook,
lamministratore delegato di

Non solo Cook: i coming


out dei ricchi e famosi

Apple che decide di dire al


mondo: Sono orgoglioso di
essere gay e lo considero uno dei pi grandi lissima California? Scrive Tim Cook: Essere
doni che Dio mi ha fatto. La leggi e ti senti pi gay mi ha aiutato a capire cosa significa essere
buono. In che bel mondo viviamo, tutti di- parte una minoranza, ad avere unidea delle
versi, pieni di rispetto, pieni di amore. Che difficolt che altre minoranze affrontano quobravo, che coraggioso. E che citazioni: Nella tidianamente. Mi ha reso sensibile nei confronti degli altri, arricchendo
vita dobbiamo portci sopratcos la mia vita.
tutto una domanda: cosa facVi siete chiesti se il discorso
ciamo per gli altri? (Martin
STRADA IN DISCESA
vale anche per un poveraccio
Luther King).
con un lavoro umile,
Che nobili passaggi: Se sapeIl capo di Apple lultimo qualsiasi,
in un paese omofobo, poniare che il Ceo di Apple gay
mo lItalia? Quanti ragazzi si
pu aiutare una persona in
di tanti vip venuti
sono tolti la vita perch sbefdifficolt ad accettarsi, o esallo scoperto, da Jodie
feggiati dai compagni di classere di conforto a chi si sente
se, derisi su Facebook, marsolo, o di incoraggiamento a
Foster al nuotatore Ian
toriati sui social network per
chi rivendica la propria uguaglianza, vale la pena di rinunThorpe. Volti per i quali le loro preferenze sessuali. La
diversit difficile da accetciare per questo alla mia pridichiararsi pi facile
tare, inutile girarci intorno.
vacy.
Quanti omosessuali e lesbiche
fingono di avere un rapporto
CORAGGIOSO, certo. Molto
bravo. Ma c qualcosa che non torna. Pen- eterosessuale per paura di essere emarginati sul
sandoci meglio sono solo tante belle parole, un posto di lavoro? Quanti si vedono rifiutato un
fiume di dichiarazioni e di buoni sentimenti. affitto, quando il padrone di casa scopre che la
Ma davvero essere gay un dono per tutti coppia omo?
quelli che sono comunque minoranza e di- Il mondo non Apple o Google, che sponscriminata il luoghi meno felici della libera- sorizzano e partecipano al Gay Pride. Il mondo
non fatto di gente come Jodie Foster, che ai
Golden Globe fece il primo outing, e lanno
dopo poteva pure permettersi di scherzarci sopra: Ragazzi, spero non vi aspettaste un grande discorso di coming out, stasera. O del grande

nuotatore australiano Ian Thorpe, 5 ori olimpici, che ha trovato il coraggio dopo aver negato perfino nella sua autobiografia. O del tuffatore olimpico britannico Tom Daley, che ha
mandato il suo messaggio via Youtube. O di
Peter Thiel (fondatore di PayPal), Chris Huges
(cofondatore di Facebook), Megan Smith (ex
vicepresidente di Google). Loro sono l1 per
cento dei fighi che si possono permettere di
essere gay e di vantarsene. E poi c il restante
99 per cento.
LEGGENDO la lettera di Cook, si sar sentito

sollevato? O forse invece si sentir ancora pi


tapino e infelice, costretto a vivere in una realt
ben diversa? Forse la verit sta nel mezzo. Lex
amministratore delegato della British Petroleum, Lord John Browne, ha fatto un altro
clamoroso outing e ha poi raccontato la sua
storia in un libro autobiografico: The Glass Closet. Dove racconta di essere rimasto chiuso
nella sua gabbia di vetro per quaranta anni e
come, da giovane manager, andasse con i colleghi a vedere gli spettacoli di strip tease femminile a Soho, pur di non essere scoperto. Nel
libro cerca altri manager che raccontino la propria storia. Ma non facile trovarne, anche con
la garanzia dellanonimato. Perch anche a
Londra, nonostante tutto, se non fai parte
dell1 per cento, non cos facile uscire dalla
gabbia.
Twitter: @caterinasoffici

A TESTA
ALTA

Da sopra:
lattrice
Jodie Foster,
il nuotatore
australiano
Ian Thorpe
e il tuffatore
britannico
Tom Daley
Ansa

PROCESSO TRATTATIVA

il Fatto Quotidiano

SABATO 1 NOVEMBRE 2014

11

Il testo della deposizione del presidente Napolitano davanti ai giudici di Palermo che devono
giudicare lesistenza di un patto scellerato tra Cosa Nostra e le istituzioni nella stagione delle stragi

LA VERIT DI RE GIORGIO
IL RICATTO DELLE BOMBE
Pubblichiamo stralci della trascrizione della
deposizione di Giorgio Napolitano nel processo sulla
trattativa Stato-mafia, resa al Quirinale il 28
ottobre.

G
mia conoscenza.

iorgio Napolitano: Consapevole della responsabilit morale e


giuridica che assumo con la
mia deposizione, mi impegno
a dire tutta la verit e a non nascondere nulla di quanto a

Presidente Alfredo Montalto: Benissimo, grazie.

Allora, a questo punto possiamo dare la parola al


pubblico ministero per linizio dellesame vero e
proprio.
Pm Vittorio Teresi: Signor presidente, lei sa che il
nucleo centrale, largomento principale per il
quale stata richiesta e ammessa la sua testimonianza ha a oggetto la lettera che il consigliere
DAmbrosio le invi il 18 giugno 2012. Prima di
inviarle quella lettera, il consigliere DAmbrosio
gliela aveva preannunciata? E comunque le aveva
esternato la sua volont di dimettersi dallincarico?
Napolitano: Assolutamente no, mi aveva solo trasmesso un senso di grande ansiet e anche un po
di insofferenza per quello che era accaduto con la
pubblicazione delle intercettazioni di telefonate
tra lui stesso e il senatore Mancino, insofferenza
che poi espresse pi largamente nella lettera. Non

mi preannunci n la lettera, n le dimissioni. Era,


diciamo, preso da questa vicenda, era anche un
po assillato da queste telefonate, punto e basta.
Poi la lettera per me fu un fulmine a ciel sereno, ne
rimasi molto colpito, ci riflettei e il giorno dopo, il
giorno dopo subito lo pregai di venire nel mio
ufficio, avendo gi redatto una risposta che gli
consegnai. Ho voluto pubblicare questi testi perch, diciamo, mia linea di condotta il rispettare
rigorosamente tutte le regole che sono poste a
presidio dellesercizio da parte del presidente della Repubblica delle sue prerogative, quindi rispettare tutti i vincoli di riservatezza che da ultimo
sono stati anche molto efficacemente ricapitolati
e puntualizzati nella sentenza 1/2013 della Corte
costituzionale. Ma nello stesso tempo dare il massimo di motivazione pubblica di ogni mia scelta,
in tutte le circostanze si sia trattato di crisi di governo, si sia trattato di nomine, ho creduto che
non fosse assolutamente contrastante con labito
di riservatezza del presidente della Repubblica,

dare trasparenza sulla base di motivazioni leggibili alle mie decisioni e in questo caso ho ritenuto
di dovere e potere dare pubblicit, purtroppo senza interpellare in proposito il dottor DAmbrosio,
alla sua lettera e alla mia risposta.
(...)
Pm Teresi: Signor presidente, scritto nella lettera, tra le altre cose: Lei sa che di ci ho scritto
anche di recente, su richiesta di Maria Falcone, e
sa che in quelle poche pagine non ho esitato a fare
cenno a episodi del periodo 1989-1993, che mi
preoccupano e fanno riflettere. Che mi hanno
portato a enucleare ipotesi, solo ipotesi, di cui ho
detto anche ad altri, quasi preso anche dal vivo
timore di essere stato allora considerato solo un
ingenuo e utile scriba di cose utili a fungere da
scudo per indicibili accordi. Signor presidente,
lei questo contributo nella bozza informale che le
diede il consigliere DAmbrosio, lo lesse prima
della effettiva pubblicazione del libro della signora Falcone?

Laudizione del capo dello Stato comincia dalla lettera


che gli scrisse nel 2012, poco prima di morire dinfarto,
il consigliere giuridico del Quirinale, Loris DAmbrosio, pi volte
contattato dallex ministro Nicola Mancino, esprimendo il timore
di essere stato considerato quale utile scriba di cose
utili a fungere da scudo per indicibili accordi

Napolitano: S, s. Lo lessi prima ed ebbi modo di

dirgli che mi era sembrato molto bello perch


cera molta passione, cera tutto il senso del suo
legame profondissimo con Giovanni Falcone.
Pm Teresi: E in effetti esattamente cos. Per dalla lettura mi sembra di poter dire che non emerge
alcun riferimento a timori del dottor DAmbrosio, generati da accadimenti del periodo 89-93,
tali, come dice poi lui nella lettera, da potere essere stato considerato solo un ingenuo e utile scriba di cose utili a fungere da scudo per indicibili
accordi, piuttosto quel contributo ci sembra permeato da un senso positivo e condivisibile di orgoglio per avere il consigliere DAmbrosio contribuito ad aiutare Giovanni Falcone a elaborare
limportante normativa antimafia prodotta in
quel torno di tempo. Quindi la domanda : lei
not una differenza i contenuti tra il contributo in
bozza che le diede prima della pubblicazione e
quello che invece fu poi effettivamente pubblicato
nel libro della signora Falcone?
Napolitano: Di analogo sostanzialmente cera
soltanto lo scrupolo, lo spirito di verit che animava il dottor DAmbrosio, perch lui in effetti
usa in quella lettera, anche in alcuni momenti, un
linguaggio forte quando dice io sono convinto
che qualcuno sapeva, aveva saputo che quel viaggio a Palermo sarebbe stato tra gli ultimi, sarebbero diventati meno frequenti a seguito del trasferimento della sua consorte a Roma per la
Commissione... Per il concorso in magistratura.
Continua a pagina 12

12

IL PROCESSO

Capimafia, uomini politici e alti ufficiali dei


carabinieri rispondono davanti alla Corte
dassise di Palermo delle manovre attorno
alle stragi e allarticolo 41 bis sul carcere duro

LA TRATTATIVA STATO-MAFIA
Secondo la Procura di Palermo allinizio degli
anni Novanta lo Stato tratt con la mafia (nella
foto Tot Riina) con lobiettivo di far cessare la
strategia stragista, concedendo in cambio lattenuazione del carcere duro (articolo 41 bis).

Segue da pagina 11

lui dice: qualcuno quindi lo sapeva. Altra cosa per cui esprime con grande forza, in contatto con quello che ho appena
accennato e riassunto in queste
righe: nessuno mi convincer
mai che altri non sapessero che da quel sabato i
viaggi a Palermo si sarebbero diradati. E poi, con
eguale quasi drammaticit, egli parla della possibilit, che ad un dato momento sembr reale, in
contrasto con prese di posizione precedenti, di
veder nominato a Procuratore antimafia precisamente il dottor Giovanni Falcone. E quindi lui
scrive e quello effettivamente era per lui un dato di
grande sofferenza. Ogni volta che ripenso a quei
giorni mi chiedo se Giovanni non fu ucciso anche
per quello che aveva voluto che scrivessimo, nella
consapevolezza che la mafia costituiva un fenomeno criminale pericoloso per la tenuta stessa
dellordinamento democratico e addirittura ogni
tanto mi chiedo... Per dire che era un uomo che
nel suo scrupolo si interrogava molto anche su
quello che aveva vissuto. Mi chiedo se ad affrettare la sua morte non siano state anche le notizie
secondo le quali alla fine, e pur tra mille dubbi e
perplessit, il Consiglio superiore si stava orientando per conferire a Falcone lincarico di Procuratore nazionale. Bisognava bloccarlo. Quindi
emergono elementi inquietanti sotto forma di autointerrogativi e di dubbi. E di ci parlai, mi scrive
nella lettera di dimissioni, di ci ho parlato nella
lettera due mesi prima, per in questa lettera accenni agli indicibili accordi non ci sono. Non ci
sono, come probabilmente non si troverebbero
nemmeno nelle due deposizioni rese dal dottor
DAmbrosio per iniziativa della Procura di Palermo. Cio noi abbiamo questa sequenza. Se non
sbaglio il presidente gentilmente mi corregger,
marzo e maggio deposizioni a Palermo da parte...
(...) Aprile stesura dellarticolo per il libro della
Falcone, poi a giugno arriva la lettera di dimissioni. Io direi che la differenza sostanziale rispetto allarticolo scritto, perch in quella lettera
cera un dato di vera e propria esasperazione, era
un uomo profondamente scosso, amareggiato
perch vedeva mettere in dubbio la sua lealt di
servitore dello Stato. Era una lettera di uomo
sconvolto, scritta dimpulso, con lobiettivo di dimettersi e per sapendo che oramai era dentro un
certo tipo di movimento di opinione, chiamiamolo cos, o comunque di campagna giornalistica
che lo stava ferendo a morte.
Pm Teresi: E quindi ci posto credo che sia a questo punto indispensabile chiederle, signor Presidente, se il consigliere DAmbrosio le parl mai di
questi suoi tormenti, di questa origine, delle cause
del suo vivo timore di essere stato allora considerato quello scriba di cui...
Napolitano: Assolutamente mai.
Pm Teresi: E quindi lei, a prescindere da ci che il
consigliere le comunic in quel periodo che va
dalla lettera e poi purtroppo a quanto accaduto
al consigliere DAmbrosio, lei ha percepito, ha
mai avuto sentore, in questo periodo di tempo, di
queste inquietudini del consigliere DAmbrosio
per quelle attivit del periodo 89-93?
Napolitano: No, io ho, come ho detto, constatato
de visu il suo profondissimo stato di ansiet e anche di indignazione, perch un uomo che aveva
dedicato tutta la sua vita al servizio dello Stato, che
si era con grande entusiasmo dedicato alla funzione di scriba per... Chiamandola, cos lui stesso
molto modestamente, per tradurre nel vero e proprio sottosistema antimafia di norme giuridiche
le intuizioni e le direttive di Falcone. Un uomo che
aveva, anche prima di assumere quel ruolo con
Falcone, ma quando esercitava presso la Procura
di Roma le funzioni di indagini che ho ricordato,
aveva subito minacce gravissime. Io lo dico con
un certo impaccio perch anche di questo non mi
fece mai parola. Era un uomo di straordinario riserbo, ma lui aveva ricevuto, anzi la sua famiglia
aveva ricevuto minacce circostanziate di morte
per una sua bambina. E questo fatto determin,
ma non voglio andare oltre, diciamo per esigenze
che comprenderete, di rispetto delle persone, aveva determinato effetti traumatici allinterno della
sua famiglia che duravano ancora quando era con
me.
Pm Teresi: Signor presidente, subito dopo avere
ricevuto quella lettera del 18 di giugno, lei ha ricevuto, ha avuto in merito una interlocuzione con
il dottore DAmbrosio? Cio, aveste una interlo-

QUELLA NOTTE
CHE CIAMPI
SCOPR IL GOLPE
cuzione diretta proprio su questo tema cos centrale e cos dilaniante?
Napolitano:Ripeto, io mi congratulai vivamente
con lui per la densit, la ricchezza di elementi conoscitivi e di osservazioni di quel testo scritto per
il libro curato dalla signora Falcone, ma non ebbi
con lui discussioni sul passato. Era un po una regola non scritta, noi dovevamo guardare alle nostre responsabilit giorno per giorno con uno
sguardo al futuro piuttosto che al passato. E passarono, trascorsero daltronde non molte ore da
quando io ricevetti la lettera e successivamente lo
convocai per dire che non potevo accettare le dimissioni e per indurlo ad una riflessione pi pacata, come daltronde si pu leggere nella mia lettera del giorno 19, il giorno dopo quella sua di
dimissioni. Ma non abbiamo mai avuto dei pour
parler. A parte diciamo il principio di riservatezza
dei colloqui del Presidente, ma vorrei pregare la
Corte e voi tutti di comprendere che da un lato io
sono tenuto e fermamente convinto che si debbano rispettare le prerogative del Capo dello Stato
cos come sono sancite dalla Costituzione repub-

Non ebbi
con DAmbrosio
discussioni sul passato.
Era un po una regola
non scritta, noi dovevamo
guardare alle nostre
responsabilit giorno per
giorno con uno sguardo
al futuro piuttosto
che al passato

blicana. Dallaltra mi sforzo, faccio il massimo


sforzo per dare nello stesso tempo il massimo di
trasparenza al mio operato e il massimo contributo anche allamministrazione della Giustizia.
Sono, come dire, certe volte proprio su una linea
sottile, quello che non debbo dire non perch abbia qualcosa da nascondere, ma perch la Costituzione prevede che non lo dica, e quello che intendo dire per facilitare il pi possibile un processo di chiarificazione (parola incomprensibile,
ndt) di una Repubblica e anche lo sviluppo della
legittimazione di indagine e processuale della magistratura.
Presidente Montalto: Noi la ringraziamo per questo e dove dovesse essere raggiunto quel limite di
riservatezza, lei ce lo potr rappresentare e noi
evidentemente ne prenderemo atto. Prego pubblico ministero.
Pm Teresi: No signor presidente, io mi riferivo se
riesce ad avere il ricordo... Se alcune posizioni magari di dubbio sul 41 bis vi furono nel periodo
immediatamente dopo la strage di Capaci, ma
prima della strage di Via DAmelio. (...) Certo,

il Fatto Quotidiano

OMICIDI E STRAGI DEL 92-93


Dopo il maxi-processo nel 92 Cosa
Nostra uccise traditori come Salvo Lima e nemici storici come Giovanni
Falcone e Paolo Borsellino e realizz
gli attentati di Roma, Milano e Firenze

IMPUTATI I BOSS E MANCINO


Sono imputati i boss Riina, Bagarella e Cin (stralciato Provenzano), gli ufficiali Subranni, Mori e
De Donno, i politici Mancino(nella foto) e DellUtri e Ciancimino jr

SABATO 1 NOVEMBRE 2014

13

NAPOLITANO IL CASO DAMBROSIO


Mancino, ex ministro dellInterno, chiese al
consigliere di Napolitano Loris DAmbrosio
(nella foto) di intervenire e parl con il presidente. Intercettazioni distrutte. In una lettera
DAmbrosio parl di indicibili accordi

Il presidente della Repubblica ricostruisce le minacce


di attentato di cui fu oggetto, quando era presidente della Camera,
insieme a Spadolini, allepoca presidente del Senato. E soprattutto
il black out a Palazzo Chigi che impression Ciampi: lallora capo
del governo ipotizz un tentativo di colpo di Stato condotto
con le tecniche classiche del blocco delle comunicazioni

subito dopo l8 giugno, ma prima del 19 di luglio,


cerano posizioni politiche differenziate, ecco. Ma
per carit, legittimamente, perch il 41 bis pone
problemi anche di natura costituzionale... Non
dico come dibattito parlamentare, ma come... Come vorrei dire, linee di idee, di opinioni delle forze
politiche che si accingevano a discutere un fatto
cos importante in Parlamento.
Napolitano: A me pare di poter dire che le forze
fondamentali, i gruppi parlamentari pi forti e
che avevano maggiore autorit in Parlamento,
non avevano dubbi su quella linea. Poi in effetti la
questione fu sollevata dinnanzi alla Corte Costituzionale e sappiamo che la sentenza che conferm la legittimit di quella norma, pur tuttavia circond questa conferma di alcune raccomandazioni, se cos le vogliamo chiamare. Ma a mio avviso bisognerebbe andarsi a rileggere, non ho creduto di poterlo o doverlo fare, andare a rileggere
gli atti della discussione alla Camera, a cominciare dalla relazione, non saprei chi fu allora il relatore, e dalle dichiarazioni di voto finali. Questa
una indagine che chiunque voglia pu facilmente
fare, gli atti parlamentari sono digitalizzati, disponibili anche con i pi moderni ed efficaci mezzi di informazione.
Pm Teresi: Va bene presidente, io la mia parte di
esame lho finita.
(...)
Pm Nino Di Matteo: Buongiorno presidente. Una
domanda sul tema della conversione in legge del
decreto legge dell8 giugno 92, quello tra laltro
comprendente listituzione del regime penitenziario del 41 bis. Lei ricorda se la strage di via
DAmelio in danno del giudice Borsellino del 19
luglio del 1992 e degli agenti della sua scorta, influ
in qualche modo sullandamento del dibattito
parlamentare sulla conversione in legge del decreto?
Napolitano: Ma pi che ricordare dati specifici,
che ne so, cambiamenti di posizioni da parte di
alcune forze politiche, del che non rammento
nulla, sono convinto che quella tragedia di Via
D'Amelio rappresent un colpo di acceleratore
decisivo, perch come diceva prima il dottor Teresi si era arrivati quasi al limite dei sessanta giorni per la conversione in legge del decreto e anche

se vero che in quellepoca esisteva la possibilit


poi, molti anni dopo negata dalla Corte costituzionale, di reiterazione del decreto, n credo che
nessuno allora pens che in una situazione cos
drammatica si potesse lasciar decadere il decreto
alla scadenza dei sessanta giorni per poi rinnovarlo. Ci fu la convinzione che si dovesse assolutamente dare questo segno allavversario, al nemico mafioso.
Pm Di Matteo: Lei venne informato dal presidente
Violante o eventualmente da altri, che il gi allora
noto Vito Ciancimino aveva richiesto di essere
audito innanzi alla Commissione parlamentare
antimafia?
Napolitano: S, ricordo vagamente s, poi fu notizia apparsa rapidamente anche sulla stampa.
Pm Di Matteo: Al di l della pubblicazione sulla
stampa, presidente, riesce a ricordare in che termini e chi gliene parl in esito alla richiesta di Vito
Ciancimino?
Napolitano: Molto probabilmente lo stesso presidente Violante, poi lorientamento che fu as-

I gruppi parlamentari
pi forti non avevano
dubbi sul 41-bis. Poi la questione fu sollevata dinanzi alla Corte costituzionale e sappiamo
che la sentenza che conferm
la legittimit di quella norma,
pur tuttavia, circond questa
conferma di alcune
raccomandazioni

sunto, fu un orientamento negativo nei confronti


di quella richiesta.
Pm Di Matteo: E le ebbe anche per caso a dire, ad
esternare gli eventuali suoi, del presidente Violante, orientamenti e le ragioni per le quali poi
prevalse lorientamento negativo?
Napolitano: No, io su provvedimenti o su decisioni di qualsiasi organo parlamentare non sono
mai intervenuto (...) Il presidente non ha, il presidente non ha altri poteri.
Pm Di Matteo: Ricorda, presidente, quali furono
ai pi alti livelli istituzionali e politici le reazioni
pi immediate a quelle stragi? (...)
Napolitano: La valutazione comune alle autorit
istituzionali in generale e di governo in particolare, fu che si trattava di nuovi sussulti di una strategia stragista dellala pi aggressiva della mafia, si
parlava allora in modo particolare dei corleonesi,
e in realt quegli attentati, che poi colpirono edifici di particolare valore religioso, artistico e cos
via, si susseguirono secondo una logica che apparve unica e incalzante, per mettere i pubblici
poteri di fronte a degli aut aut, perch questi aut aut
potessero avere per sbocco una richiesta di alleggerimento delle misure soprattutto di custodia in
carcere dei mafiosi o potessero avere per sbocco la
destabilizzazione politico-istituzionale del paese
e naturalmente era ed materia opinabile. Comunque non ci fu assolutamente sottovalutazione, noi siamo arrivati con la sua domanda ad un
periodo che vede Carlo Azeglio Ciampi presidente della Repubblica e Ciampi tornato molte volte, in pi pubblicazioni, anche in libri recenti, su
quello che di inquietante present quel momento
e non soltanto per gli attentati che furono compiuti a Firenze, a Milano, a Roma in modo quasi
concomitante, un po prima maggio, se ben ricordo, i Georgofili, e luglio gli altri. Ma addirittura cit come particolarmente inquietante lepisodio di un black out al Quirinale. Quindi cera
molta vigilanza, molta sensibilit e molta consapevolezza della gravit di questi fatti.
Pm Di Matteo: E quindi lei ha detto si ipotizz
subito che la matrice unitaria e la riconducibilit
ad una sorta di aut aut, di ricatto della mafia, ho
capito bene?
Napolitano: Ricatto o addirittura pressione a scopo destabilizzante di tutto il sistema.
Pm Di Matteo: Grazie.
Napolitano: Probabilmente presumendo che ci
fossero reazioni di sbandamento delle autorit
dello Stato, delle forze dello Stato.
Pm Di Matteo: Lei ricorda se nelle ore successive
agli attentati del 28 luglio il presidente del Consiglio Ciampi, era mi pare presidente del Consiglio in quel momento, anche in esito al momentaneo black out delle linee telefoniche di Palazzo
Chigi, di cui lei ha fatto cenno, afferm pubblicamente di avere temuto in quelle ore il verificarsi
di un colpo di Stato?
Napolitano: Mi ricordo benissimo, lo ricordo benissimo. Poteva considerarsi un classico ingrediente di colpo di Stato anche del tipo verificatosi
in altri Paesi lontani dal nostro, questo tentativo
di isolare diciamo il cervello operante delle forze
dello Stato, blocchiamo il governo, il capo del governo, ledificio in cui vengono prese le decisioni
del governo, dopo di che possono rimanere senza
guida le forze di polizia, le forze dellordine e questo certamente ci che aveva in modo particolare impressionato Ciampi e che lo aveva indotto
a parlare di qualcosa che poteva essere assimilato
a un tentativo o un vago progetto di colpo di Stato.
Pm Di Matteo: Lei personalmente, intanto le chiedo leventuale sua condotta, rispetto a questa affermazione diciamo cos grave del presidente
Ciampi, ebbe modo di approfondire con lo stesso
presidente Ciampi il tema? (..)
Napolitano: Penso che soprattutto ebbe modo di
confrontarsi con il presidente del Consiglio
Ciampi il presidente della Repubblica Scalfaro.
Poi noi presidenti delle Camere, io della Camera
dei deputati e Spadolini del Senato della Repubblica, sicuramente scambiammo opinioni, ma il

da farsi era competenza esclusiva del governo, come dire. Il Parlamento poteva essere il luogo di
dibattito, di interpretazione dei fatti e anche di
convalida di decisioni del governo, ma diciamo il
fulcro della responsabilit era senza alcun dubbio
il governo e non a caso il black out lavevano fatto
i presunti eversori, lavevano fatto a Palazzo Chigi
o non a Palazzo Montecitorio, n a Palazzo Madama. (...)
Pm Di Matteo: Questo timore, questa percezione
che lei pocanzi ha spiegato in maniera cos chiara

Il mio predecessore
cit come particolarmente inquietante
quellepisodio notturno.
Il fulcro della responsabilit era
senza alcun dubbio il governo
e non a caso il black out fu fatto
dai presunti eversori a Palazzo
Chigi e non Montecitorio
o a Palazzo Madama
ed esaustiva, cio che si trattasse di una vicenda
unitaria portata avanti sostanzialmente dallala
corleonese della mafia per costringere in qualche
modo lo Stato a agire diversamente da come aveva
agito forse fino a quel momento, su questa vicenda lei personalmente ebbe modo di confrontarsi
con lallora presidente della Repubblica, onorevole Scalfaro?
Napolitano: Ma credo di s, perch avevamo un
rapporto abbastanza intenso, un po sempre in
coppia, e il collega Spadolini, in alcuni momenti
difficili o significativi fummo anche invitati dal
presidente Scalfaro a dare notizia di una riunione
di questa sorta di triade istituzionale, e quindi di
sicuro si parl anche di questo, ma il tenore di
quella conversazione, o meglio i contenuti specifici di quella conversazione del 93 non li potrei
ricordare.
Pm Di Matteo: giusto ritenere, sulla base di quello che lei ha detto, che comunque il susseguirsi di
questi attentati provoc una fibrillazione istituzionale molto rilevante?
Napolitano: Certamente, quando il presidente del
Consiglio, il capo del governo dice abbiamo rischiato un Colpo di Stato, se non c allora fibrillazione vuol dire che il corpo non risponde a nessuno stimolo.
Pm Di Matteo: Presidente, pochi giorni dopo il 10
agosto del 1993, un alto funzionario della Dia, mi
pare allora vicepresidente della Direzione investigativa antimafia, il dottor Gianni De Gennaro,
invi al ministro dellInterno Mancino, che slo
trasmise al presidente della Commissione antimafia Violante, un appunto riservato concernente le stragi consumate a Roma e Milano. Le vogliamo chiedere, presidente, il ministro Mancino,
il presidente Violante, o eventualmente altri, la
misero a conoscenza del contenuto di questa nota
riservata del vicecapo della Dia?
Napolitano: Non ricordo, signor presidente. i permetto di osservare che ci stiamo allontanando di
molti chilometri dal luogo, diciamo, della originaria sollecitazione di una mia testimonianza.
Continua a pagina 14

14

LA CONTROPARTITA

Secondo laccusa i vertici


di Cosa Nostra chiesero e ottennero
lattenuazione del regime carcerario
speciale previsto per i mafiosi in cella

IL GIORNO PI LUNGO

Marted scorso il capo dello Stato


stato ascoltato come testimone Ansa

Era Scalfaro
che incontrava
i cappellani
delle carceri
intervento della Polizia di Stato, che molto discretamente per le copriranno le spalle. (...)
poi davvero un po supponendo Pm Di Matteo: E quindi mi pare di avere capito con
che io abbia una memoria che il presidente Scalfaro ci fu una interlocuzione diretta
farebbe impallidire Pico della da parte sua?
Mirandola ricordare ogni ele- Napolitano: Anche da parte di Spadolini cera una
mento, se mi fu data quella nota, interlocuzione diretta con il presidente Scalfaro. La
come reagirono Tizio e Caio, concezione di Scalfaro, che noi condividevamo,
che accanto a una istituzione monocratica di vertice
francamente non credo di poter rispondere.
Pm Di Matteo: Signor presidente, lei in quel periodo quale il presidente della Repubblica, le altre due
(...) venne reso edotto in qualsiasi modo di note in- istituzioni rappresentative del sistema democratico,
formative del Servizio segreto militare che paven- cio i due rami del Parlamento, avessero una qualtavano un attentato nei suoi confronti (...) e/o nei che responsabilit comune di presiedere agli interessi fondamentali del Paese. Naturalmente posso
confronti del presidente del Senato Spadolini?
dire con molta semplicit, e
Napolitano: Io fui inforcredo che valga anche per il
mato, senza vedere carte,
compianto Spadolini, che
senza sapere di note del SiLallora
io accolsi questa notizia con
smi o di chicchessia, fui inassoluta imperturbabilit,
formato che cerano voci,
presidente
perch avevo gi vissuto
erano state raccolte da
tutti gli anni della stagione
confidenti notizie circa un
del terrorismo in cui di mipossibile attentato alla mia
aveva un rapporto
nacce ne fioccavano da tutte
persona o a quella del Sele parti e purtroppo non
natore Spadolini. Poi si
privilegiato con orgafioccavano solo minacce,
chiar che la sequenza
ma anche pallottole anche a
avrebbe dovuto essere, senizzazioni cattoliche
esponenti politici e a espocondo queste anticipazionenti sindacali, eccetera.
ni, di una fonte poi a un
di assistenza ai detenuti Come dire, un po per nadato momento chiamata
tura e un poper fredda consotto-fonte, ma non sono
siderazione politica, non ci
uno specialista del line quello era, diciamo
scomponemmo minimaguaggio dei Servizi, supmente, anche perch abbiapongo che pi o meno sia
cos, un campo di
mo sempre considerato che
la stessa cosa, che avrebbe
il servire il Paese, e voi madovuto esserci prima un
relazioni strettamente
gistrati lo sapete meglio di
attentato stragista con il
chiunque altro, significa
maggior numero possibile
personali, no?
anche mettere a rischio ipodi vittime e a seguire si sarebbe dovuto colpire un
rappresentante delle istiSEGUE DALLA PRIMA
tuzioni politiche. Ne fui informato, adesso spiego un
po meglio, perch in quellestate del 1993 io feci una
di Marco Travaglio
brevissima vacanza, come da molti anni, nellisola di
Stromboli. Naturalmente ne era informata la polizia
come pu Conso dire che fece tutto da
che predisponeva delle misure di protezione, io possolo? E Mancino ripetere che lui, il miso solo ricordare, ho una testimonianza di chi era
nistro dellInterno, non ne seppe nulla?
allora capo della mia segreteria alla Camera dei deNapolitano racconta poi il progetto di attenputati, che io formalmente rifiutai un rafforzamentato ai suoi danni svelato dal Sismi nellagosto
to della scorta (...). Per avevo anche messo in pro93: Fui informato, senza vedere carte, senza
gramma una visita che in parte aveva un obiettivo
sapere di note del Sismi o di chicchessia, che
politico, e dir subito quale, in parte era anche una
cerano voci, erano state raccolte da confivisita puramente culturale per qualche giorno a Padenti notizie circa un possibile attentato alla
rigi, nella seconda met di agosto. E io in effetti partii
mia persona o a quella del Senatore Spado(...) con mia moglie il 24 agosto 1993 con volo di
lini... Avrebbe dovuto esserci prima un atlinea per Parigi e che a Parigi, il 27 agosto, e se ne
tentato stragista con il maggior numero posdiede notizia pubblica, esiste una notizia di agenzia,
sibile di vittime e a seguire si sarebbe dovuto
incontrai il presidente dellAssemblea nazionale
colpire un rappresentante delle istituzioni pofrancese Philippe Sguin che era venuto in visita a
litiche... Il 24 agosto io fui richiesto di un
Roma e con il quale avevamo avuto uno scambio
colloquio dal capo della Polizia, prefetto Pamolto cordiale (...). Il giorno prima della mia parrisi, il quale molto gentilmente mi inform
tenza, che avvenne appunto il 24 di agosto, io fui
che cera questa notizia... Sono contento se
richiesto di un colloquio dal capo della polizia, prequesta informazione che effettivamente del
fetto Parisi, il quale molto gentilmente mi inform
tutto nuova e personale possa essere di qualche cera questa notizia, che i Servizi la considerache interesse per la Corte e per le parti. Poi
vano una notizia da prendere naturalmente con
molta cautela, ma non palesemente incredibile. E mi
precisa: Ebbi questa comunicazione dal capo
disse per il carattere di consistenza o gravit di quenella Polizia e non avevo dubbi che la facesse...
sta fonte tale che io non le chiedo di annullare il
a nome del ministero dellInterno... che in
viaggio a Parigi, io le chiedo soltanto di predisporsi
quel momento era Mancino, ma certamente
allavere una particolare vigilanza perch laccomsapeva benissimo... o aveva addirittura aupagneranno a Parigi... Laccompagneranno, cio,
torizzato lui Parisi a venire da me per parche si troveranno negli stessi giorni a Parigi, in allarmene. E allora perch Napolitano non ne
bergo diverso dal suo, alcuni Nocs, gli agenti, come
aveva mai parlato prima, sapendo che su quel
voi sapete, il nucleo degli agenti speciali di pronto
ricatto i pm di Palermo indagano da anni? E
perch lha taciuto persino Mancino, che pure

segue da pagina 13

tesi di sacrificio della propria vita e guai a farsi condizionare da reazioni di timore o di allarme personali. Altra cosa che ci siano ragioni di allarme per
le istituzioni (...)
Pm Di Matteo: Ha mai avuto possibilit di confrontarsi o di ascoltare il presidente Scalfaro sulla
situazione delle carceri?
Napolitano: No, mai, no, mai, intanto perch il presidente Scalfaro, come poi apparso anche in ricostruzioni pi o meno recenti dei fatti, aveva un
rapporto privilegiato con organizzazioni cattoliche
di assistenza ai detenuti e quello era diciamo un
campo di relazioni sue e strettamente personali, no?
E quindi non ne abbiamo mai parlato di ci. Poi
cera il capo del Dap, che doveva rispondere al ministro della Giustizia, e il ministro della Giustizia
eventualmente informare il presidente della Repubblica, ma di questo non ne abbiamo mai discusso
insieme noi tre. Noi tre facevamo ogni tanto qualche
comunicato che riguardava per esempio liter della
legge elettorale o liter della riforma costituzionale
ma non la materia cos specifica del trattamento dei
detenuti in carcere o della particolare condizione
fatta ai detenuti mafiosi.
(...)
Avvocato Massimo Krogh: Sono difensore di Nicola
Mancino. Ho capito che non ci fu un colloquio sulla
lettera con D'Ambrosio. A questo riguardo quindi le
chiedo: corretto ritenere che la frase utile scriba
nei suoi contatti personali con il D'Ambrosio rimasta solo una ipotesi?
Napolitano: Certamente, non ha con me mai aggiunto parola dopo, n aveva anticipato parola prima. Il suo rinvio nella lettera allarticolo che scrisse
per il libro curato da Maria Falcone, a giudizio di noi
tutti, per quanto ho capito, non dava elementi su
quel punto l, che compare quindi solo nella sua lettera di dimissioni.

Avv. Krogh: Quindi una ipotesi priva di sostegno

stato sentito pi volte dai pm nelle inchieste


sulle stragi e la trattativa? Silenzio di tomba,
finch i pm di Palermo, a met ottobre del
2014, hanno scoperto la nota del Sismi in un
fascicolo archiviato a Firenze.
La trascrizione rivela altri particolari finora
sconosciuti. Per esempio, non completamente vero che Napolitano come recita il
comunicato ufficiale del Quirinale di marted
non invochi mai le sue prerogative di riservatezza, di molto ampliate dalla sentenza
della Consulta n.1/2013. Anzi, le fa sapientemente balenare pi volte, e se non oppone il
segreto presidenziale a certe domande imbarazzanti solo perch provvede il presidente
della Corte a dichiararle inammissibili, anticipandolo.
Per gli studiosi del costume, svettano poi come imperituri reperti depoca le genuflessioni
e i salamelecchi da satrapia orientale di alcuni
avvocati. Basilio Milio dichiara fantozzianamente: Il rispetto istituzionale del Presidente
della Repubblica e della persona del Capo dello Stato induce la difesa del generale Mori e
del generale Subranni a non porre alcuna domanda al Presidente. Sarebbe lesa maest,
forse vilipendio. Com umano, lei. Il legale di
De Donno, Antonio Romito, umilmente sassocia. Nicoletta Piergentili, codifensore di
Mancino, va anche oltre: Le esprimo anzitutto la mia emozione nello svolgere il mio
mandato qui davanti alla sua persona e a questi splendidi arazzi, Presidente. Manco li

avesse dipinti lui. Slurp.


Infine c una bizzarra lezione di diritto del
presidente della Repubblica allavvocato Luca
Cianferoni, legale di Riina. Nel tentativo di
giustificare le ingiustificabili pressioni sue e di
DAmbrosio per darla vinta a Mancino e scippare il processo ai pm di Palermo, Napolitano
spiega che la loro unica preoccupazione era il
coordinamento fra le Procure di Palermo e
Caltanissetta. E cita un precedente storico
quello della perquisizione dei pm di Salerno
negli uffici giudiziari di Catanzaro sul caso De
Magistris nel dicembre 2008 che centra come i cavoli a merenda: Vede, sui contrasti tra
Autorit Giudiziarie il dottor DAmbrosio interveniva con suoi consigli presso di me, perch trovava, indipendentemente adesso dalle
indagini portate avanti da pi Procure sulle
stragi e cos via, anche in altra precedente
occasione, su altra materia, ci si era trovati di
fronte io dico ci si era perch come Presidente del Csm non potevo ignorare la cosa
a un contrasto aperto, non so se lei ricorder i
titoli dei giornali guerra tra Procure... con
riferimento ai rapporti tra la Procura di Catanzaro, se ben ricordo, e la Procura di Salerno. E di fronte a questi contrasti, invocava
appunto il principio del coordinamento.
Peccato che la Procura di Salerno indagasse su
magistrati della Procura di Catanzaro. Se ne
deduce che, per il capo dello Stato, linquirente deve coordinarsi con lindagato. Sar
mica la prossima riforma della giustizia?

oggettivo, mi sembra di capire.


Napolitano: S, ho aggiunto poco fa che se avesse
avuto un sostegno oggettivo, il magistrato, il magistrato eccellente, Loris D'Ambrosio, avrebbe saputo benissimo quale era il suo dovere.
Avv. Krogh: Certo, e infatti la penso proprio come
lei. Una seconda domanda: corretto ritenere che
quello di DAmbrosio le apparve come lo sfogo personale ma travagliato di una persona ancora toccata
da un gravissimo trauma familiare risalente nel
tempo?
Napolitano: No, era uomo capace di tenere separate
nel modo pi netto le sue vicende personali, familiari, dai suoi doveri dufficio. (...)
Avvocato Luca Cianferoni (difensore di Tot Riina):

Ha mai avuto notizie specifiche di rapporti tra Servizi segreti e Cosa Nostra?
Napolitano: Non ruber il mestiere alla Procura, alla
pubblica accusa avventurandomi in temi come
quello dei rapporti tra Servizi segreti...
Avv. Cianferoni: Perch si parla di colpo di Stato?
Napolitano:(...) Naturalmente in questa materia si
sono scritti libri importanti (...) , le tecniche del Colpo di Stato di solito comprendono la interruzione
delle comunicazioni (...), quindi era un ingrediente
classico di colpo di Stato. In questo senso quello che
stava accadendo poteva indurre a parlare di tentativo o di rischio di Colpo di Stato.
Avv. Cianferoni: Ha parlato con Emanuele Macaluso mai di
questi problemi?
Napolitano: Di questi problemi specificamente non
so... Con il Senatore Macaluso parlo da una vita. ...)
Ma di questa vicenda non ricordo di avergli parlato.
a cura di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza

ALTRI MONDI

il Fatto Quotidiano

Pianeta terra

Lultimo dittatore-dinosauro
e la vendetta di Sankara

Curzi

er Blaise Compaor,
63 anni, presidente-dittatore del Burkina Faso da oltre
27 anni, il nome Sankara rappresenta una vera e propria
maledizione. Dal lontano ottobre 1987 ha guidato l'ex Alto
Volta, uno dei Paesi pi disastrati al mondo, dovendo convivere con l'ingombrante fantasma di Thomas Sankara. Da
amico per la pelle e braccio destro del capo rivoluzionario
il Che Guevara africano a
presunto traditore e primo cospiratore. Oggi, a meno di due
settimane
dall'anniversario
della morte di Thomas, un altro Sankara si frappone sul
cammino politico di Compaor. Bnwend Sankara (nessuna parentela, ma pezzo importante del Comitato di difesa della rivoluzione creato da
Thomas Sankara nel 1984)
guida l'opposizione nel periodo pi duro per il Burkina Faso dai tempi di Thomas Sankara.
SI TORNA A PARLARE di golpe di Stato dopo decenni di
paralizzante normalit, dove il
presidente Compaor ha guidato il Paese dal suo splendido
isolamento, confinandolo in
fondo a tutte le classifiche internazionali. Allipotesi del
quinto mandato, attraverso
l'ennesimo ritocco alla Costituzione, la gente burkinab,
nota per la sua mitezza, ha detto basta. La capitale del Burkina, Ouagadougou, l'epicentro di scontri sanguinosi
che hanno gi provocato una
trentina di vittime e centinaia
di feriti.
La rivolta si scatenata nel
cuore della citt una distesa
piatta e desolante piena di bidonville e abitata da oltre un
milione di persone lungo
l'arteria principale, avenue
Kwame Nkrumah (storico lea-

15

INDIA IL PREMIER MODI CANCELLA INDIRA


Il primo ministro indiano Narendra Modi, leader
indu-nazionalista, ha deciso di non rendere omaggio allex premier Indira Gandhi, uccisa trentanni
fa da due guardie sick. Per lei solo un tweet. Modi
ha preferito festeggiare i 139 anni della nascita del
leader indipendentista Patel. LaPresse

SIRIA ISIS: OGNI MESE SI ARRUOLANO MILLE STRANIERI


Pi di mille jihadisti al mese decidono di combattere in territorio siriano al fianco dei gruppi integralisti islamici. Il numero dei combattenti, provenienti da 80 Paesi, supera i 16mila.I miliziani continuando
a combattere, nonostante la campagna aerea contro lIsis. LaPresse

di Pierfrancesco

SABATO 1 NOVEMBRE 2014

DOPO 27 ANNI COMPAOR SI DIMETTE DA PRESIDENTE DEL BURKINA FASO: LA POPOLAZIONE


SI RIBELLATA AL SUO QUINTO MANDATO. IL POTERE NELLE MANI DI UN GIUNTA MILITARE

FRATELLI IN ARMI
Nel 1987 il leader ora
inviso trad il Che
africanoche voleva far
dimenticare il passato
coloniale. Adesso un
omonimo lo ha cacciato

der ghanese che nel 1957 avvi


il percorso indipendentista
dell'Africa) che collega l'aeroporto al centro, ossia piazza
delle Nazioni Unite, una rotatoria. La striscia d'asfalto
lunga 5 chilometri, attraverso
cui si passa dai lussi di hotel 5
stelle e ristoranti alla moda per
occidentali, alla durezza delle
baraccopoli.
Le due facce di un Paese socialmente a pezzi, con impressionanti sacche di povert, dove la Francia gioca sempre un
ruolo chiave. Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon

si dice preoccupato per l'escalation in Burkina Faso, mentre


lo slogan pi gridato dai manifestanti recita Compaor
come l'Ebola.
Come nella tradizione africana, in tempi di crisi a scendere
in campo sempre l'esercito.
A OUAGADOUGOU i militari

hanno fatto la loro parte, prendendo il potere attraverso il


classico governo di transizione
e instaurando il coprifuoco
notturno. Blaise Compaor,
nascosto dentro la sua residenza dorata alla periferia meri-

dionale della capitale, non


riuscito ad alzare la voce e la
sua proposta, aprire alle consultazioni politiche dopo aver
sciolto l'esecutivo, non stata
neppure presa in considerazione.
Di fatto oggi il Paese saheliano
guidato da una giunta militare transitoria, con il capo di
Stato maggiore delle forze armate, Honor Traor, in carica per dodici mesi, a meno di
mutati scenari politici. Da una
dittatura politica a una
militare, ben-

TURCHIA 80 Peshmerga
fanno i portoghesi
n viaggio lungo, stressante, di quasi 24 ore lunU
go le tortuose strade del sud della Turchia. Poi
lagognata cena, in un ristorante appena fuori Sanliurfa, sosta necessaria prima di raggiungere Kobane, la citt assediata dai jihadisti dello Stato islamico (Is), e combattere al fianco dei fratelli curdi
siriani. Ma il ristoratore grida Al ladro, perch nessuno degli 80 Peshmerga affamati ha pagato il contro. Eppure, il ristoratore - come riporta il sito del
quotidiano turco Hurriyet - non cera andato leggero
con il cibo, malgrado le tradizioni dei Peshmerga,
che per loccasione hanno assaggiato tutte le specialit locali, compresa la zuppa, i fagioli, il riso e il
kebab. Per un totale di 1.040 lire turche (circa 360
euro). Uno dei proprietari del ristorante ha poi precisato che il conto stato saldato da funzionari turchi
che accompagnavano il convoglio diretto a Kobane:
Ho controllato oggi e il pagamento arrivato.

EBOLA Medici italiani,


quarantena in casa
hi rientra dalle zone colpite dal virus Ebola, potr
C
scontare la quarantena a casa propria. quanto stabilito nel Protocollo del ministero della Salute.
In questo modo, a Quart, in Val dAosta, il medico di
Emergency tornato dalla Sierra Leone, attende i 21
giorni necessari a scongiurare il rischio di infezione.
Mentre Craig Spencer, il medico di Medici Senza
Frontiere, tornato malato dalla Guinea, in isolamento al Bellevue di New York. In questo momento
sono 117 le persone monitarate a New York, gli infermieri sono in subbuglio e reclamano misure di
sicurezza pi decise. Lattenzione intorno ai medici
che ritornano in patria sta aumentando, complice
lallarmismo e Cecilia Strada, presidente di Emergency, ha spiegato: Non possibile che queste persone si stressino di pi nelle prime 12 ore passate in
Italia, che durante il periodo trascorso in Sierra Leone. Lappello della Strada chiaro e va nella direzione opposta allallarmismo. Un messaggio che non
tutti hanno capito: sul volo Milano-Dublino dove un
italiano, ha scritto sul bicchiere del caff: Attenzione Ebola. Il personale di volo intervenuto e luomo
dovr pagare una multa di 2.500 euro che sar devoluta in beneficenza. lOms ha diffuso nuovi dati
che riportano lemergenza al suo vero posto: lAfrica.
Sono 13.567 i casi di Ebola e circa 5.000 i decessi.
Gli operatori sanitari che si sono ammalati sono 523
e 269 quelli che non ce lhanno fatta.

LEX ALTO VOLTA

Gli scontri a Ouagadougou. Sopra, Blaise Compaor, 63 anni; a destra, Thmas Sankara, ucciso nel 1987 Ansa/LaPresse

zina sul fuoco: Blaise Compaor ci ha ingannato e da 27


anni sta cercando di ingannare
la gente. Da tempo chiediamo
le sue dimissioni, una richiesta
non negoziabile, ha detto Bnwrende Sankara.
Tutto nato alcuni giorni fa
quando i manifestanti hanno
iniziato a protestare contro il
progetto di riforma costituzionale che consentirebbe a Compaor di restare in sella per altri 15 anni, emulando gente
del calibro di Robert Mugabe in
Zimbabwe. Avvicinarsi troppo al Parlamento di Ouaga
stato fatale. La polizia ha reagito con
violenza e la risposta non si fatta attendere. Una rivolta senza capi-popolo o colori politici, venuta dal basso. La rotonda delle
Nazioni Unite come piazza
Tahrir a Il Cairo.
Sangue e morte a Ouagadougou, ma il resto del Burkina
Faso non esente dagli scontri. A Bobo-Dioulasso, seconda citt del Paese verso la frontiera con la Costa d'Avorio, si
sono verificate altre vittime e
una statua del presidente stata distrutta. Intanto a nord-est
della capitale, il Burkina Faso
resta ostaggio dell'esercito
francese, impegnato da ormai
un paio d'anni nella guerra ai
fondamentalisti islamici legati
ad al Qaeda nel Sahel.

SPAZIO MORTALE

Virgin Galactic: un morto e un ferito


per il sogno dello Shuttle turistico di Branson
di Caterina Grignani

a Spaceship Two, navetta


L
della Virgin Galactic, si
schiantata nel mezzo del Deser-

to di Mojave, in California. C
chi dice di aver visto lesplosione in cielo, ma a quellaltezza
improbabile. Si trattava dei resti
di un esperimento tra business e
e sperimentazione tecnologica
che finito in tragedia. Lo shuttle stava effettuando dei test di
volo quando qualcosa andato
storto. Il bilancio di un morto
e di un ferito, si tratta dei due
piloti. Uno di loro riuscito a
lanciarsi fuori dallabitacolo
con il paracadute. La societ ha
inizialmente parlato di una seria anomalia che si chiarita
poco a poco. I velivoli appartengono al miliardario britannico
Richard Branson; si tratta di
mezzi che velocissimi che volano anche oltre latmosfera terrestre. Sir Branson, proprietario del Virgin group, ha dato la

notizia via twitter. Poi la dinamica dellincidente si a poco a


poco chiarita. Lincidente avvenuto poco dopo che la navetta
spaziale sperimentale si staccata dal velivolo madre che, come da procedure, trasporta in
alto lo spazioplano che poi vola
da solo. Lincidente sarebbe avvenuto dopo circa sei minuti dal
distacco; quando questo avviene i mezzi sono alla quota di 50
mila piedi (15 mila metri). C
un testimone che racconta di
aver visto la navetta esplodere
in volo, il fotografo Ken Borwn che ha riferito: La navetta
spaziale stata sganciata
dallaereo che lha portata ad alta quota, ha acceso il suo motore
e poi esplosa. Lo shuttle aveva
subito delle modifiche a nove
mesi dallultimo volo sperimentale: era stato modificato il
carburante per dargli pi potenza. Potrebbe essere questa la
ragione dellesplosione. Lincidente, se non aprir una pole-

mica, porta quantomeno a riflettere sul


progetto, che la Virgin Galactic aveva in
cantiere da anni, di
portare gli affari nello spazio. Lobiettivo
era far volare i turisti
dove non erano mai
stati, allinizio della
stratosfera, l dove la
forza di gravit assente e sembra di
galleggiare nel vuoto. Il progetto imprenditoriale era avIl volo di prova dello Shuttle Virgin nel 2010 LaPresse
viato e il primo volo
doveva partire entro
la fine dellanno: un passeggero star Lady Gaga che avrebbe doavrebbe pagato un biglietto di vuto addirittura cantare a bor250.000 dollari. Lincidente del- do. Un affare grande ma non sila navetta, in termini economi- curo, la corsa allo spazio come la
ci, costata circa 500 mila dol- nuova corsa allora finita male.
lari. Una sperimentazione cara Mercoled scorso si era verificae rischiosa che sarebbe stata ri- to un altro incidente: un razzo
pagata dalle prenotazioni: oltre dellazienda privata Orbital
700, tra queste quella della pop Science.

16

LURNA DI OBAMA

SABATO 1 NOVEMBRE 2014

Pianeta terra

PARIGI FRONT NATIONAL: BOOM ISCRITTI


Il Front National ha moltiplicato per 12 il numero
dei suoi iscritti rispetto al 2007 e oggi conta 83
mila tesserati. Lannuncio stato fatto in occasione della convocazione per votare il rinnovo del
gruppo dirigente del partito di Marine Le Pen in vista del congresso nazionale del 29 novembre. Ansa

LONDRA PEDOFILIA A WESTMINSTER, NUOVE DIMISSIONI


Il caos nella mega inchiesta sulla pedofilia, che coinvolge anche i vertici di Westminster, continua: la responsabile dellinchiesta, Fiona
Woolf si dimessa. Ed la seconda persona costretta a rinunciare
perch considerata troppo vicina allestablishment. Ansa

di Giampiero Gramaglia

hi esce dal Mid term


con le ossa rotte, come
partito o candidato,
parte con lhandicap
nella corsa, che parte quasi subito dopo, alle presidenziali
dell8 novembre 2016. Fra i democratici, c un battistrada,
nella corsa alla nomination:
Hillary Rodham Clinton, gi in
lizza nel 2008, quando Obama
la elimin nelle primarie - sarebbe la prima donna alla Casa
Bianca. Invece, tra i repubblicani, la rosa ampia, ma ancora
vaga. A una settimana dal voto,
i repubblicani sono in vantaggio in tutti i sondaggi: gli americani, oggi, vogliono un Congresso a maggioranza repubblicana, mentre lAmministrazione democratica. una situazione non insolita, negli Usa: la
speriment pure Bill Clinton; e
Obama ha sempre avuto contro
la Camera, tranne che nei primi
due anni. Nel voto di Mid term,
marted 4 novembre, gli americani rinnovano tutta la Camera
- 435 seggi - e un terzo del Senato, oltre a eleggere numerosi
governatori e loro vice. C, poi,
la consueta miriade di consultazioni locali e di referendum.
I REPUBBLICANI hanno 233

seggi alla Camera, i democratici


199 tre sono vacanti. Al Senato, i democratici sono 54, i repubblicani 45 e due gli indipendenti: ci vuole quasi un en
plein dei seggi in bilico perch i
conservatori rovescino la situazione. Gli ultimi rilevamenti indicano che questa possibilit
esiste. Contro i democratici,
continua a pesare linsoddisfazione degli elettori nei confronti
del presidente Obama. Sei gli
Stati i cui seggi in palio al Senato

il Fatto Quotidiano

GRANDE FUGA DA OBAMA


I REPUBBLICANI VERSO
LEN PLEIN AL CONGRESSO
LE ELEZIONI DI MID-TERM POTREBBERO CONSEGNARE IL
CONGRESSO ALLOPPOSIZIONE, MENTRE I POLITICI DEMOCRATICI
SI DISTANZIANO DAL PRESIDENTE: RECORD DI CANDIDATI NERI

CAPITOL HILL

potrebbero risultare decisivi:


Arkansas, Colorado, Iowa,
Kansas, Nord Carolina e Sud
Dakota. Ovunque, l, i repubblicani possono imporsi. Ma, va
detto, nessuna partita chiusa,
tranne, forse, quella del Sud Dakota, dove il repubblicano Mike
Rounds ha un vantaggio di oltre
10 punti sul rivale democratico
Rick Weiland. In Arkansas, Colorado e Iowa, i candidati repubblicani sono leggermente in
vantaggio, in Kansas e Nord Carolina i due contendenti sono
praticamente pari.

Il presidente Obama mostra


quasi fretta di lasciarsi alle spalle
il voto di Mid term, che potrebbe aprirgli sotto i piedi la botola
dellinferno: un ultimo biennio
con tutto il Congresso contro.
OBAMA HA GI VOTATO, il 20

ottobre, in un seggio di Chicago.


Ma s fatto vedere relativamente poco, in questa campagna. Di
buone scuse, per restare a fare il
comandante in capo alla Casa
Bianca, ne ha: lEbola e pure la
guerra al terrorismo e allo Stato
islamico. Ma, in realt, il presi-

dente, molti non lo vogliono accanto sul palco: i candidati democratici temono il contagio
della sua bassa popolarit. A un
comizio in Maryland, per sostenere il candidato governatore
democratico Anthony Brown,
una parte del pubblico se n andata prima che Obama finisse di
parlare, in segno di disappunto.
Cos, il peso della campagna
pi sulla moglie, Michelle, che
su di lui: carisma e grinta, Michelle, in un video, sprona gli
elettori democratici a essere affamati, a meritarsi un con-

Obama parla al Congresso riunito per


lannuale discorso
sullo Stato delUnione
LaPresse

FIRST LADY
Il leader della Casa
Bianca lascia la piazza
alla moglie Michelle.
Da marted parte
la lunga corsa alle
Presidenziali del 2016

gresso che lavori per voi e per le


vostre famiglie. Lattivismo e
lefficacia della First Lady fanno
lievitare le sue prospettive di un
futuro politico: senatrice della
California, se Dianne Feinstein
dovesse lasciare nel 2018. Ma la
parola dordine dello staff della
Casa Bianca smentire: Pi facile che si candidi a Papa che a
senatrice. Anche Hillary, che
fu segretario di Stato nel primo
mandato, tiene le distanze e non
risparmia critiche al presidente.
E proprio i Clinton, e pure il vice-presidente Joe Biden, sono

VISIONI OPPOSTE

Divisi su tutto, tranne che Ebola


osa accadr, dopo il voto, nella politica americana e dunque
C
anche nel mondo? LEbola li mette tutti (pi o meno) daccordo. Per il resto, che vincano i democratici o i repubblicani i pros-

simi due anni avranno segni diversi: nella guerra al terrorismo e


nelle relazioni con lEuropa, la Russia, la Cina; nei negoziati per la
zona di libero scambio transatlantica; nella gestione delleconomia
e, soprattutto, delle finanze dellUnione; nella riforma dellimmigrazione e nellestensione dei diritti civili sono appena saliti a 32
gli Stati dove si applicano le leggi federali ai matrimoni fra persone
dello stesso sesso.
EBOLA, IL FATTORE PAURA. Il 54% degli americani ritiene che

Obama stia facendo bene nella gestione dell'emergenza e 7 su 10


hanno fiducia che le autorit federali riusciranno a fermare l'epidemia (o, almeno, a evitare che si propaghi nellUnione). Per un
sondaggio Cnn/Orc, il fattore Ebola, dunque, potrebbe giovare pi
che nuocere ai democratici. I repubblicani, per, chiedono uno zar
per la lotta al virus: non un tecnico, ma un politico. Fra i nomi, quelli
di Robert Gates, ex segretario alla Difesa, Mike Leavitt, ex segretario
alla Sanit, e, soprattutto, Colin Powell, ex segretario di Stato, gi
candidato a essere il primo nero alla Casa Bianca, poi rovinato
dallessere stato allOnu lavvocato di Bush sullinvasione dellIraq.
Per l'Amministrazione democratica, lo zar non serve: la persona di
punta ci sarebbe gi, Lisa Monaco, del Consiglio per la Sicurezza

nazionale, che coordina le reazioni dei vari ministeri e Stati.


ECONOMIA, BENE NON BASTA. Il lavoro c, con la disoccupazione

su valori fisiologici, e la crescita robusta, ma la fiducia nelle capacit


di Obama di gestire l'economia ai minimi dal 2009. Un sondaggio
della Cnbc indica che solo il 24% degli intervistati soddisfatto dai
risultati ottenuti in economia. Meno del 33% del gennaio 2013,
allinizio del secondo mandato, quando la situazione economica era
oggettivamente pi incerta. Un dato che preoccupa la Casa Bianca e
il partito democratico. Il presidente ha fatto un tour elettorale per
rivendicare i successi dellAmministrazione in campo economico.
Ma gli americani non gliene danno credito, forse perch la crescita
dei redditi delle famiglie non rispecchia (ancora?) la ripresa. Difficilmente i repubblicani in controllo del Congresso potranno fare
meglio, ma sapranno forse riuscire a prendersi i meriti.
FINANZA, TAGLI O DEBITO. A un certo punto del percorso me-

diatico di avvicinamento a qualsiasi elezione Usa, c sempre un


pezzo che dice che Wall Street punta sui repubblicani, cos come
c n un altro che assicura che Hollywood sta con i democratici.
Che la finanza stia con i cultori della libera impresa abbastanza
scontato, mentre le imprese, specie le grandi, hanno ormai imparato, a distribuire un po a destra e un po a manca i loro contributi
elettorali. Il fatto nuovo che, negli ultimi tempi, lappoggio ai can-

didati repubblicani stato marcato, soprattutto negli Stati in bilico nella corsa al Senato. Gli ultimi dati della Federal Election
Commission indicano che, l, fino
a giugno i democratici facevano
la parte del leone nei cosiddetti
business Pac, comitati per l'azione politica finanziati dai
grandi gruppi, raccogliendo oltre il 6o% delle donazioni. Da luglio a settembre, la loro percentuale
scesa al 42%, mentre le risorse versate ai candidati repubblicani
sono salite al 58%. C' poi la convinzione spiegano sulla K Street, la
via dei lobbisti - che in questa fase un Congresso in mano ai repubblicani sia meno rischioso. Anche se c il pericolo di bracci di
ferro elettorali tra il Congresso e lAmministrazione sui bilanci federali dei prossimi due anni: tagli contro debito, il solito contrasto
sulla spesa pubblica.
POLITICA ESTERA, TENTENNA E PUGNO SUL TAVOLO. Stavolta
la politica estera ha pi peso del solito sul voto di Mid term: il presidente tentenna non convince nel rapporto con Russia e Cina, ma
soprattutto nella guerra al terrorismo e nello scontro col sedicente
Stato islamico. Un Congresso tutto repubblicano solleciterebbe

il Fatto Quotidiano

LURNA DI OBAMA

USA PERICOLO BISCOTTI ALLA MARIJUANA


Alla vigilia della notte di Halloween allarme per
i biscotti alla marijuana in Colorado, dove la sostanza diventata legale lo scorso gennaio. Tra le
caramelle e cioccolatini offerti ai bambini per
il tradizionale dolcetto o scherzetto, si potrebbero nascondere anche quelli alla cannabis. Ansa

FRANCIA EX MINISTRO CHIEDE SUSSIDIO


Lex responsabile economia francese, Arnaud
Montebourg, per seguire un corso di management ha chiesto una borsa di studio di 34.500
euro tasse escluse. Quando era al governo guadagnava 10 mila euro al mese, ma quattro settimane di corso costano care. LaPresse

SABATO 1 NOVEMBRE 2014

17

Nel gioco delle coppie


Bill e Hillary superstar
TRA I DUELLI CHE INDIRIZZERANNO I RISULTATI DI MARTED CI SONO QUELLI CHE
COINVOLGONO IL NIPOTE DI CARTER E LENNESIMO RAMPOLLO DELLA FAMIGLIA BUSH
di Angela Vitaliano

LOREM IPSUM
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non euismod ligula.
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Cras non euismod

testimonial elettorali pi ambiti


del presidente.
Gli Usa si avvicinano al voto in
un clima di sfiducia e disaffezione alla politica che accomuna
Congresso e Casa Bianca e che
fa tanto Italia.
SOLO IL 9% di quanti intendo-

no recarsi alle urne saranno il


50% dei potenziali elettori, non
di pi - sono entusiasti di
Obama: siamo ben lontani dal
fervore e quasi dallentusiasmo
che salutarono nel 2008 lelezione del primo presidente nero. Il

fatto che le spese per la campagna siano state pi elevate che


mai non fa che accrescere il malcontento degli americani. Destra o sinistra, una cosa che accomuna democratici e repubblicani il record dei candidati
di colore: oltre cento, che gli
esperti definiscono l effetto
Obama. Il record precedente
risaliva al 2012, in coincidenza
con la rielezione di Obama: 72
candidati di colore alla Camera.
Quando, nel 2002 se ne presentarono 17 fu un primato.

@ggramaglia

La First Lady Michelle Obama


al comizio del senatore
democratico del Minnesota LaPresse

New York

econdo Nate Silver, il


guru dei sondaggi,
passato dallo sport alla
politica dopo aver inanellato una serie di predizioni
vincenti durante le ultime campagne elettorali, i repubblicani,
nellElection Day di marted,
hanno il 68% di possibilit di
ottenere la maggioranza dei voti, contro solo il 32% favore dei
democratici che gi, a quanto
pare, stanno preparandosi a
sopportare la nuova batosta,
dopo quella del 2010, per poi rifarsi alle presidenziali del 2016.
Visto lentusiasmo, pressoch
assente, che queste elezioni, come da tradizione, suscitano,
con un 30% in meno di elettori a
decidere il risultato finale, sarebbe probabilmente piu economico e semplice, affidarsi ai
conti e alle tabelle dellinfallibile Nate e voltare pagina in attesa
che la politica torni a fare la parte da leone nella scelta del prossimo presidente.
Per quello attuale, Obama,
quello di marted , infatti, solo
lappuntamento che, finalmente, gli consentir di tornare allo scoperto, dopo che un gradimento ai minimi storici, ha
fatto decidere alla maggioranza
dei candidati di organizzare
una campagna Obama free.
Anzi la candidata al Senato per i
democratici in Kentucky, Alison Lundergan Grimes, ha fatto
in modo, durante tutta la campagna elettorale di evitare di dire se, alle scorse elezioni ha votato per il presidente in carica o
no. La democratica che potrebbe, nonostante il vantaggio del

rivale, Mitch McConnell, regalare lo stato ai Blu, ha portato


avanti una battaglia fra le pi
interessanti di questa tornata
elettorale soprattutto perch
evidenzia una serie di realt
fondamentali del paese in questo momento: il declino nella
popolarit di molti vecchi
della politica come McConnell,
il peso fondamentale degli indecisi che rappresentano oltre il
20% degli elettori e la forza carismatica della coppia doro
della politica a stelle e strisce,
Bill e Hillary Clinton. Lex presidente, instancabile, s fatto

DINASTIA
La ex segretario
di Stato appoggiata
dal marito inizier
la prossima settimana
la scalata al partito
verso la presidenza
vedere al fianco della Grimes
nei giorni scorsi mentre Hillary, decisamente in modalit
prove per la presidenza, sar
con la candidata durante questo weekend. Anche Pat Roberts, il senatore repubblicano del
Kansas, uno stato da sempre
rosso, ha provato a bloccare la
rimonta (inaspettata) del suo
rivale, rimproverandogli i suoi
legami con il presidente. Un
elemento che, per, non ha impedito allindipendente Greg
Orman di spiazzare le aspettative di tutti piazzandosi alla te-

Anche i referendum
su cannabis e aborto

maggior impegno, forse persino una presenza


militare sul terreno tra Iraq e Siria, nonostante
i tragici ricordi del recente passato. Sul fronte
europeo, una maggioranza repubblicana potrebbe, invece, favorire il rilancio dei negoziati
Usa-Ue per la zona di libero scambio transatlantica, che i democratici, tendenzialmente
protezionisti, non vedono di buonocchio.
Sempre che lUe, dubbiosa del suo, ci stia.
IMMIGRAZIONE E SANIT IN STALLO. Senza maggioranza al

Congresso, lAmministrazione Obama non potr andare lontano


sulle sue due riforme faro: quella sanitaria, varata nel primo mandato, e poi impantanatasi in fase dattuazione, e quella dellimmigrazione, che doveva segnare il secondo mandato, ma che non mai
realmente partita.
DIRITTI CIVILI, DUE PASSI AVANTI E UNO INDIETRO. Dopo i

passi avanti di questi anni, la nuova frontiera dei diritti civili potrebbe conoscere una battuta darresto, se non fare un passo indietro, se il Congresso sar repubblicano. Tanto pi che la comunit
omosessuale un serbatoio di voti democratico: scontentandola, i
conservatori non ci perdono nulla e soddisfano la loro base.
G.G.

LE MID TERM ELECTIONS, elezioni di met mandato, si svolgono, come da regolamento, il primo marted di novembre. Si
vota per rinnovare tutti 435 seggi della Camera e un terzo (33)
dei seggi del Senato. E per scegliere i governatori di 36 dei 50
stati americani. Il sistema di voto quasi ovunque maggioritario. Secondo un sondaggio congiunto di Nbc e Wall Street
Journal il 52% degli americani vorrebbe un Congresso in mano
ai Repubblicani, incluso il Senato oltre alla Camera dove ha un
netto vantaggio. Al contrario solo il 41% preferirebbe una vittoria dei Democratici. Ma si vota anche per alcuni referendum.
In Oregon, Alaska e nel distretto di Columbia, gli elettori potranno decidere se legalizzare luso ricreativo della marijuana.
Anche in Florida si voter sulla cannabis, ma sulla sua legalizzazione per uso medico. In tre stati americani si voter per
modificare le costituzioni statali sul diritto alla vita e allaborto.
Mentre in Nord Dakota gli elettori saranno chiamati a introdurre
nella Costituzione una tutela del diritto inalienabile alla vita fin
dal suo concepimento. A tal proposito in Colorado si decider se
estendere la personalit degli esseri umani anche ai non nati,
estendo le tutele legali ai feti. In Tennessee gli elettori voteranno
sulleliminazione dalla propria Costituzione, di ogni riferimento
a un diritto allaborto. Mentre la Columbia, oltre alle questioni
legate alla marijuana, decider in tema di controllo delle armi.

sta dei sondaggi, sebbene solo


di un punto. Dalla sua parte,
tanto per far capire il clima, i sostenitori delle cliniche in cui
praticato laborto che Roberts,
seguendo lultima moda conservatrice vorrebbe far chiudere. Chi non ha assolutamente timore a farsi vedere in giro con il
commander in chief sono i candidati alla carica di governatore
e di senatore del Michigan,
Mark Schauer e Gary Peters che
accoglieranno ben volentieri il
presidente durante una dei suoi
rari comizi di questa tornata. I
due candidati, al momento,
hanno una larga maggioranza
sui loro rivali, in uno stato che ,
per tradizione, democratico.
Da queste parti, fra laltro, si sono fatte vedere, sebbene in occasioni diverse, la First Lady
Michelle Obama e, ancora, linfaticabile Hillary la cui popolarit resta altissima.
Interessante, anche la sfida che
si consumer in Georgia dove si
rinnova il governatore e dove
luscente Nathan Deal, repubblicano, non riuscito a prevalere nei sondaggi, nonostante la
tradizione conservatrice dello
stato, sullopponente democratico Jason Carter. Jason, che ha
puntato molto anche sulle questioni sociali e i diritti umani,
guadagnando ad esempio lappoggio della comunit Lgtb, il
nipote del pi famoso Jimmy,
ex presidente Usa.

I PROTAGONISTI

Hillary e Bill Clinton cercano una


nuova presidenza LaPresse

Andrew Cuomo, governatore dello


Stato di NY, come il padre LaPresse

IN CORSA, per la carica di Commissioner in Texas un altro nome famoso e cio George P.
Bush, nipote di W. e figlio di Jeb

che molti vogliono come rivale


della Clinton nel 2016. Non ho
parlato con mio figlio, ha detto
per gelando tutti, lex governatore a proposito della sua decisione a correre per la Casa Bianca, creando un po di imbarazzo
nel candidato dal quale sembra
aver voluto prendere le distanze. Chi potrebbe dedicarsi ai
dolcetti di Halloween senza
neppure farsi vedere in giro fino
a martedi , invece Andrew Cuomo, governatore uscente dello
Stato di New York che ha un
vantaggio pi che ampio sul suo
rivale repubblicano Rob Astorino. La battaglia cos disperata che il repubblicano non ha
esitato a diffondere un video in
cui sua moglie, Sheila, a rispondere alle accuse di Cuomo
a proposito della sua politica
pro armi. La scorsa settimana,
tuttavia, il governatore ha sollevato molte critiche, anche fra i
suoi sostenitori, quando, in accordo con il governatore repubblicano del New Jersey Chris
Christie, ha stabilito un regime
di quarantena per i medici e paramedici in arrivo dallAfrica.
Decisione poi ritirata anche dietro pressione della Casa Bianca.

Jason Carter, nipote dellex


presidente Jimmy, in Georgia LaPresse

La democratica Alison Lundergan


nel Kentucky, Stato-chiave LaPresse

Il democratico del Michigan Gary


Peters LaPresse

18

il Fatto Quotidiano

SABATO 1 NOVEMBRE 2014

LIVERPOOL, GERRARD VERSO LADDIO


POTREI CAMBIARE SQUADRA

PORNO SPONSOR SULLE MAGLIE,


CACCIATI DAL CAMPIONATO

successo ai Rutherford Raiders, squadra


del campionato universitario del Kent
(Inghilterra). Si erano accordati con il portale
hard Pornhub: esclusi dalla competizione

APPLE RITIRA LIPOD CLASSIC,


IL LETTORE MP3 VA IN PENSIONE

Il capitano del Liverpool Steven Gerrard


ha detto che potrebbe cambiare squadra
la prossima stagione se il club non dovesse
offrirgli un nuovo contratto in scadenza

SECONDO

Evidentemente ormai arcaico e fuori moda,


nonch tecnologicamente superato, il vecchio
iPod Classic stato messo da parte dalla stessa
Apple. Il dispositivo non pi in vendita

TEMPO

SPETTACOLI.SPORT.IDEE

Non pi il derby del Sole


OGGI AL SAN PAOLO, 153 GIORNI DOPO LA MORTE DI CIRO ESPOSITO, NAPOLI-ROMA. CLIMA TESO, MA NIENTE ALLARMISMI

di Luca Pisapia

na volta era il derby del Sole, buonumore e tifoserie gemellate. Oggi una
partita cupa, livida e blindata, con un
ingente spiegamento di forze dellordine intorno allo stadio pi di mille
agenti sul campo e la tristezza di vedere i soli tifosi di casa allinterno, per
la decisione del Comitato di Analisi
per la Sicurezza delle Manifestazioni
Sportive di vietare la vendita di biglietti agli ospiti.
bene mettere in chiaro che ogni allarmismo inutile e controproducente. E che oggi, probabilmente, non accadr nulla, nonostante qualcuno cerchi di specularci sopra, convinzione
prima ancora che speranza degli addetti ai lavori. certo per che non sar
una festa questo Napoli-Roma in programma alle 15 al San Paolo, la prima
volta che le due squadre sincontrano,
sei mesi dopo la sanguinosa finale di
Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina,
153 giorni dopo la morte del tifoso partenopeo Ciro Esposito, colpito sulla

strada per lo Stadio Olimpico da un


Gervinho
proiettile sparato dallultras neofascie Maggio
sta e giallorosso Daniele De Santis.
durante una fase
In realt il gemellaggio tra le due tidi Roma-Napoli
foserie si era gi interrotto a met Anni
dello scorso
Ottanta per questioni interne, ben pricampionato.
ma del famoso gesto dellombrello di
La trasferta
Salvatore Bagni verso la curva romaal San Paolo
nista, e da almeno quindici anni ci so stata vietata
no stati diversi scontri anche violenti ai tifosi giallorossi
tra le opposte fazioni. Poi il primo
Ansa
morto per arma fuoco in
una partita di calcio dal
1924, quando le squaIN CAMPO ALLE 15
dracce fasciste bolognesi
uccisero un tifoso del
Tra le forze dellordine
Genoa in uno spareggio
scudetto a Torino, ha ultrapela un cauto
teriormente esacerbato
ottimismo. Nonostante
gli animi.

tutto, precauzioni
PER QUESTO, invece che
soffermarsi sulle assenze
massime per il viaggio
in difesa della Roma
e lalloggio degli ospiti
(rientra Maicon, ma con
Castan e Astori fuori in
dubbio anche Manolas)
o sui cambi del Napoli (Insigne per bella opportunit per dimostrare riMertens e Jorginho per Lopez) i due spetto. Dobbiamo essere desempio,
allenatori hanno entrambi auspicato spesso non semplice ma per noi un
distensione. I nostri tifosi sanno che dovere. Dobbiamo lottare in tutti i mol'atmosfera di sabato contro la Roma di per rendere gli stadi sicuri: il calcio
deve essere in nome della sportivit, non deve essere una guerra, ha detto
onoriamo Ciro Esposito, ha detto Ra- Rudi Garcia. Che sia una festa di puro
fa Benitez. Il bello del calcio che sia- sport, le parole di Francesco Totti.
mo tutti uniti da una stessa passione. Per quel che riguarda la giornata odierDomani e la gara di ritorno sono una na, la Questura di Napoli non ha pre-

QUI NAPOLI

disposto misure speciali, solo laumento dei controlli di pre-filtraggio per


lingresso al San Paolo.
MENTRE la Roma ha deciso di viaggia-

re in aereo invece che in treno, e non ha


reso ufficialmente noto il nome dellalbergo in cui risieder per evitare provocazioni. Nonostante il cupo avvicinamento al match, fomentato anche da

certi media che sul clima di tensione


speculano, tutti paiono concordi che
non ci dovrebbero essere problemi.
Certo, da ambo le parti c qualche esaltato che su forum e social network inneggia a guerre e vendette, ma la solita
feccia portata a galla dalla Rete, e non
preoccupa n le tifoserie organizzate
n il prefetto Vincenzo Panico, che guida la task force del Viminale.

QUI ROMA

Bambini in tribuna
per neutralizzare lodio

Conta solo la partita:


calma piatta nella Capitale

l sentimento prevalente a
I
Napoli lamarezza, con
larrivo in citt della Roma ine-

di Tommaso Rodano

vitabilmente aumenta il dolore


del ricordo. Allo stadio San
Paolo, dove sono attesi circa 50
mila spettatori tra cui circa
2.500 bambini nel settore riservato alle scuole, ci saranno ovviamente molti striscioni commemorativi per Ciro Esposito:
da quel Ciro Vive con la faccia
del ragazzo che appare ogni
partita, ad altri ancora soggetti
allapprovazione della questura. Saranno comunque, ci assicurano da Napoli, di cordoglio
e non certo di vendetta.
Uno di questi dovrebbe contenere un messaggio espressamente voluto dalla famiglia
Esposito, un altro ricordare
Cristian e Stefano De Amicis,
padre e figlio morti in un incidente stradale di ritorno
dallOlimpico dopo Roma-Bayern Monaco. Un bel gesto di

Tifosi del Napoli al S. Paolo LaPresse

distensione e si spera anche di


riavvicinamento, assai diverso
da quel manichino della Roma
impiccato, e accompagnato da
slogan belligeranti, apparso in
citt poche settimane dopo la
gara dellOlimpico.
MI ASPETTO un abbraccio

dalle due squadre, spero che dallo stadio resti fuori la violenza
ed entri lamore, ha detto Antonella Leardi, mamma di Ciro,
prima di invitare Totti a visitare
la tomba del figlio. In citt c un
po malumore per la decisione
della Roma di viaggiare blinda-

ta, che da qualcuno stato


(mal)inteso come una provocazione. Siamo noi le vittime,
morto uno dei nostri e loro vengono qui a fare gli spaventati, ci
racconta un tifoso partenopeo.
La maggioranza dei tifosi sta comunque cercando di rendere il
clima accettabile: attori, artisti e
cantanti anche attraverso interviste distensive sui giornali o video postati su Youtube. Poi ovvio, c sempre qualche esaltato
che promette la caccia al romano, gli stessi che allindomani
della morte di Cristian e Stefano
hanno vomitato sui social network frasi di giubilo. A scorrere
forum e pagine dedicate sono
una sparuta minoranza, persone disadattate che pi facile
trovare battagliere dietro la tastiera che non per strada. Anche
per questo, chiedono i tifosi napoletani, non poi cos necessario dare loro visibilit.
l.p.

Roma la vigilia di un
A
evento che non un evento. Lo stadio chiuso ai tifosi

ospiti. Nessuna trasferta, nessuna tensione, nessuno scontro. E


nessun gruppo garantisce la
Digos che abbia intenzione di
forzare il divieto. Dalla morte di
Ciro Esposito sono passati quasi sei mesi. Al circolo sportivo di
Tor di Quinto, a pochi passi dal
luogo dellomicidio, non cambiato praticamente nulla. Lo
sgombero degli occupanti che a
maggio era dato come imminente non ancora avvenuto.
Dietro il muretto di mattoni che
segue una linea laterale del campo da calcio c ancora il bar Trifoglio dove lavorava Daniele De
Santis, luomo che ha sparato.
Tutto come prima. Tutto normale, nel giorno della vigilia.
Mercoled sera, durante la partita con il Cesena, in Curva Sud

La curva Sud dellOlimpico LaPresse

sono tornati i cori contro i napoletani, per la prima volta


dallinizio del campionato. Ciro, paradossalmente, non centra. Le manifestazioni d'odio
sono prassi, in vista delle sfide
con i rivali. Che sia la prima volta, dopo quella tragedia, non fa
differenza. solo un Napoli-Roma, come ogni anno.
DOPO gli striscioni di solidarie-

t per De Santis, il tifo organizzato della Roma si espresso


sullargomento il 30 agosto, all'inizio del campionato, con un
lungo comunicato: La morte di

Ciro Esposito per noi una tragedia abnorme che per esula
dal mondo ultras. Argomento
chiuso. Lorenzo Contucci penalista romano, noto come
lavvocato degli ultras potrebbe aiutare a capire lumore
del tifo romanista in vista
dellincontro: C rassegnazione, dice. Ma per le leggi liberticide dello Stato. La trasferta di
oggi vietata. Punto. La repressione va avanti da 5 anni. Nelle
radio romane invece si parla
dellostilit del San Paolo, ma
solo come un elemento ambientale che rischia di condizionare
la partita. Ciro rimane sullo
sfondo. Tranne per quattro ragazzi di Roma che ieri pomeriggio sono andati a rendere onore
alla sua tomba. Lha raccontato
il tassista napoletano che li ha
accompagnati al cimitero di Secondigliano, a unemittente locale, Radio Marte: Ho ancora i
brividi, non me laspettavo.

SECONDO TEMPO

il Fatto Quotidiano

SABATO 1 NOVEMBRE 2014

19

Silenzio, in Senato
parla di nuovo Eduardo
CELEBRAZIONI PER IL TRENTENNALE DELLA MORTE DEL GRANDE ATTORE, EX SENATORE
A VITA. E LAULA SI TRASFORMA ADDIRITTURA IN UN LUOGO PI CIVILE DEL SOLITO
di Mariateresa Totaro

u il sipario, ma non siamo in teatro. Siamo a


Palazzo Madama. E
grazie a Eduardo, perfino laula del Senato parsa
commossa e composta, come
non era da tempo. Loccasione,
speciale, lo richiede: Cantata
delle parole chiare. Voci dal teatro di Eduardo in Senato, ovvero la commemorazione di De
Filippo nel trentennale della sua
morte.
Lattore, il regista, lo scrittore, il
poeta, nato e morto sul palcoscenico nel 1984. E peccato che
le celebrazioni, che fu anche senatore a vita, non abbiano interessato Maurizio Gasparri,
che ha trascorso la maggior parte del tempo al cellulare. Add
pass a nuttata, avr pensato.

del suo discorso risuona nuovamente, in un silenzio surreale, a


Palazzo Madama, subito dopo il
saluto del presidente Piero
Grasso. Lintervento del 23
marzo 1982: De Filippo, rivolgendosi ai colleghi senatori parla dei piccoli detenuti dellIstituto minorile di Napoli. Adolescenti condannati dalla giustizia, che per Eduardo assolve,
perch vittime della societ carente nei riguardi della giovent, ragazzi dice De Filippo che spesso hanno dovuto deviare dalla retta via. Perch, come
recita nella commedia Questi

FU LALLORA presidente della

Repubblica Sandro Pertini a voler nominare Eduardo senatore


a vita. Lo annunci con lironia e
lo spirito che lo distingueva, al
Quirinale il 31 dicembre 1981:
Vedete napoletani, a voi che
mi rivolgo. Nessuno ha compreso perch io veramente, per
quale ragione abbia nominato il
vostro Eduardo De Filippo senatore a vita. Non solo per i suoi
meriti, grandissimi meriti di
grandissimo artista, ma anche
per rendere omaggio alla citt di
Napoli, che si sente abbandonata.
Infatti proprio a Napoli va il primo pensiero di Eduardo senatore. La registrazione originale

fantasmi A vita tosta e nisciuno ti aiuta, o meglio ce sta chi


taiuta ma una vota sola.
Alla cerimonia interviene anche
il figlio di De Filippo, Luca, recitando alcune poesie e alcuni

testi teatrali famosissimi (come


Natale in casa Cupiello e Napoli milioniaria), di quel padre che ha
quasi sempre chiamato per nome: Per me era semplicemente
Eduardo. Come per tutti noi.
A RICORDARE il Maestro anche

Antonio Audino, Luigi De Filippo il nipote. Ricordata anche


Titina De Filippo, sorella di
Eduardo. Lina Sastri legge commossa Filomena Marturano, mentre Mariangela DAbbraccio
sceglie Gli esami non finiscono mai.
Lomaggio arriva anche dal conterraneo Toni Servillo, che recita la poesia Ca si i fosse. E poi ancora Silvio Orlando, Angela Pagano, Massimo Ranieri, Gianfelice Imparato, Mariano Rigillo,
Umberto Orsini e Anna Bonaiuto. Tutti recitano, leggono,
ricordano, interpretano Eduardo.
E poi ci sono loro, i ragazzi (di
oggi) di quellIstituto Minorile
che tanto stava a cuore al Maestro. Gli allievi del laboratorio
teatrale del carcere per minori
leggono alcune parti di quel famoso discorso dell82. Applausi.
Anche il premio Nobel Dario Fo
ricorda Eduardo, con un video
messaggio: Una cosa mi dispiace tanto del mio incontro con
questo uomo: il fatto di non essere mai riuscito a recitare con
lui. Abbiamo parlato, recitato,
si, ma ognuno per s. Spero di
riuscire con suo figlio e qui davanti dico: Telefonami, chiss
che non si riesca a fare qualcosa
insieme: io chiuder gli occhi,

sentir la voce di tuo padre, e


avr il mio momento di sballo.
Pronta la risposta di Luca De Filippo: Io telefono, poi vediamo. La festa si conclude con le
testimonianze di Carlo Giuffr e
Francesco Canessa, la lettura di
Natale in casa Cupiello fatta da Luca De Filippo e Antonio Audino, e linterpretazione de Il punto
di arrivo.
Voglio dire che tutto ha inizio,
sempre da uno stimolo emotivo:
reazione a una ingiustizia, sdegno per lipocrisia, solidariet e
simpatia umana. Questo era
De Filippo, anzi no, Eduardo.

Eduardo De Filippo (1900-1984) fu nominato senatore a vita


dal presidente della Repubblica Pertini il 26 settembre 1981 Ansa

BOBBY JONES Non solo


basket, c il cinema
di Caterina Grignani

obby Jones gioca a basket nella Virtus


Roma ma ha anche un'altra passione: il
B
cinema. Basketball Jones: il viaggio oltreoceano,

nasce come un gioco poi, dopo un corso di


regia, diventato un documentario. la storia
poco nota di chi lascia l'America, dopo aver
sfiorato e mancato il prestigio della Nba, e si
ritrova a vivere in Italia, Turchia, Grecia o
Germania giocando nelle squadre locali. Bobby viene dalla California e ha deciso di raccontare una migrazione per il sogno del canestro. Il documentario vuole raccontare la
storia di sfide e successi, di un traguardo che
non per forza deve essere l'Nba. Chi ama il

basket trover in Basketball Jones curiosit


ed esperienze inedite
raccontate direttamente dagli sportivi.
Il film autoprodotto, sar presto sottotitolato e la speranza dell'autore quella di vederlo nelle sale. I proventi andranno all'associazione, che porta lo stesso nome del documentario, che si occupa di curare i campi da
basket pubblici a Roma e a Los Angeles. I
campetti dove i ragazzini, in ogni parte del
mondo, giocano liberamente. Bobby con il
suo documentario parla proprio a loro e pensa che il basket uno tra i tanti strumenti per
insegnare la tolleranza e il rispetto.

The Who, i 50 anni dei ragazzacci mod


MEZZO SECOLO DI CARRIERA COME GLI STONES, CHE NON HANNO MAI SMESSO, E COME I BEATLES, CHE HANNO SMESSO AL MOMENTO GIUSTO
di Carlo

Bordone

cos, anche gli Who compioE


no cinquantanni. O meglio:
compie cinquantanni la loro di-

scografia, il cui glorioso riff iniziale


tutta una storia di riff, per questi
teppisti di Londra Ovest fu quello
di Cant Explain, primo 45 giri a nome The Who (in precedenza si chiamavano Detours, poi High Numbers)
pubblicato nel novembre del 1964.
Unimmagine per racchiudere visivamente la semi-secolare epopea? Scelta difficilissima, per un
gruppo dalliconografia cos potente e sedimentata nel pantheon
rock. Roger Daltrey col giubbotto
sfrangiato che agita il filo del microfono come un lasso sulla testa
riccioluta? Pete Townshend che
salta a gambe unite tenendosi abbracciato alla chitarra? Keith
Moon che fa le boccacce da dietro i
piatti della batteria? John Entwistle
impassibile nel suo costume aderente da scheletro? Andrebbero bene tutte, ma preferiamo rimandarvi a un video su youtube, che troverete digitando Who on Smothers Brothers Comedy Hour
1967.
VERSO LA FINE dellapparizione in

quel programma cabarettistico


americano, vediamo il quartetto
impegnato nel classico rituale barbarico di quel periodo: la distruzione degli strumenti al culmine di
My Generation. In questo caso con
ulteriore colpo di teatro finale, cio
lesplosione di un petardo nascosto

nella cassa di Moon. probabile


che i problemi di tinnitus allorecchio di Townshend al quale si
rizzano letteralmente i capelli in testa siano iniziati in quel momento. In quella sequenza condensata
lessenza stessa degli Who: violenza, elettricit, caos controllato (ma

LA BAND DAL 1964


Spero di morire prima
di diventare vecchio,
cantava Pete Townshend
in My Generation.
Oggi festeggia le nozze
doro con la sua musica
solo fino a un certo punto), arroganza. E, va da s, la follia bambinesca e irresponsabile del pi
grande batterista nella storia del
rock inglese.
Talkin about my g-g-generation, balbettava Roger Daltrey in quellinno
allafasia emotiva e al ribellismo
giovanile scritto nel paleolitico
1965.
E certo la loro generazione, quella
dei baby boomers e del rocknroll,
lhanno raccontata in modo perfetto. Ma la generazione dei loro nipoti, che ne sa degli Who? Per i
ventenni di oggi hanno ancora una
qualche rilevanza (simbolica, mitologica, culturale che sia)? assai

il migliore degli Who. Sono false


entrambe le cose. Il tempo non
stato galantuomo con un disco che
oggi rivela tutte le sue rughe, un
concept narrativamente ambizioso
ma musicalmente logorroico e a
tratti noiosissimo. Alla festa di
compleanno della band meglio far
risuonare gli imbattibili ritornelli
beat di singoli come Substitute e Im
a Boy, la pop-art e lode al consumismo messi in musica di lp geniali
come The Who Sell Out, il rock adulto del capolavoro Whos Next, la paranoica grandeur di Quadrophenia.
Da questultimo venne tratto un celebre film, che proprio in questi
giorni riapparir sugli schermi in
occasione del trentacinquesimo
anniversario. Altre ricorrenze, altre
celebrazioni.
Keith Moon (alla batteria), Roger Daltrey e Pete Townshend LaPresse

probabile che alla domanda conosci gli Who? rispondano gli Who
chi? e non per fare una battuta.
COLPA ANCHE di una carriera che

negli ultimi trentacinque anni, dopo la scomparsa dellinsostituibile


Mooney, proseguita a strappi e
singhiozzi, impedendo loro di diventare una leggenda fissata storicamente al culmine della parabola
(come i Beatles, che hanno detto
basta nel momento giusto) e neppure unimmaginetta sacra e un po
vetusta tuttora portata in processione (come i Rolling Stones, che a
dire basta non ci hanno mai pensato).

Scioglimenti, reunion, ri-scioglimenti, re-reunion, tour mangiasoldi, antologie, commemorazioni


continue e troppa, troppa auto-celebrazione.
In mezzo, unaltra morte quella di
Entwistle, che ha salutato tutti in
una camera dalbergo di Las Vegas
nel 2002 e pochissima musica
nuova. Un solo album in trentadue
anni, ovviamente dimenticabile.
Pare che ce ne sar uno in uscita nel
2015, ma ci si chiede per quanto
tempo ancora Roger & Pete potranno andare avanti a rifare le canzoni
di Tommy su un palco. Le enciclopedie amano definire quellalbum
la prima opera rock della storia e

IN UN CERTO SENSO la cristalliz-

zazione della filosofia classic


rock, e cio lesatto contrario di
quella modernista che gli Who
sposarono nella loro breve giovent mod: guardare avanti e mai indietro, vivere il momento, aggredire la realt ma sempre mantenendo lo stile.
Chi sa se il Pete Townshend del
1964 si immaginava di poter festeggiare le sue nozze doro con la musica. Daltra parte, come lui stesso
stato costretto a spiegare un numero infinito di volte in questi cinquantanni, quel voglio morire
prima di diventare vecchio era solo una frase che suonava bene in
una canzone. Tanti auguri, ragazzi,
e grazie di tutto.

SECONDO TEMPO

SABATO 1 NOVEMBRE 2014

il Fatto Quotidiano

IL CONFORMISTA

20

LA RISTAMPA

La riscoperta
di un capolavoro
LA TREGUA DELLURUGUAIANO BENEDETTI,
UN INTERVALLO TRA FELICIT E DESTINO
di Caterina Bonvicini

evidente che Dio


mi ha riservato un
destino
oscuro.
Non proprio crudele. Semplicemente oscuro.
evidente anche che mi ha concesso una tregua. Allinizio, ho
riluttato a credere che potesse
essere la felicit. Mi sono opposto con tutte le mie forze,
poi mi sono dato per vinto, e
lho creduto. Ma non era la felicit, era solo una tregua.
Mario Benedetti, scrittore e
poeta uruguaiano (1920-2009)
uno dei grandi sudamericani
del Novecento, noto quanto
Pablo Neruda od Octavio Paz
e La tregua (Nottetempo, traduzione di Francesco Saba
Sardi) il romanzo che lo ha
fatto conoscere in tutto il
mondo.
Uscito nel 1960, un libro che

oggi merita di essere trattato


come un classico. La bellezza
asciutta della scrittura e il tono
malinconico, da andantino,
dove il dolore sempre un po
trattenuto, rendono La tregua
indimenticabile. La struttura
quella di un diario e la voce
narrante quella di un impiegato di Montevideo, che ricorda
un po il Bernardo Saoares di
Pessoa, ne il Libro dellinquietudine, per la distanza con cui
guarda alla vita. Santom (signore maturo, esperto, canuto, posato, 49 anni, senza gravi
acciacchi, ottimo stipendio)
vedovo, ha tre figli e sta per andare in pensione, tutto stato
sempre troppo obbligatorio
perch potesse sentirsi felice.
Ha una tristezza con vocazione allallegria e nutre la sontuosa speranza che lozio sia
qualcosa di pieno, che la fine
del lavoro significhi un incon-

RACCONTO DI PERIFERIA

Nairobi, Africa,
rifiuti e povert

LA TREGUA

di Elisabetta Ambrosi

Mario Benedetti
Nottetempo
pagg.241
12,00
Mario Benedetti
(1920-2009) LaPresse

tro con se stesso. Invece proprio sul posto di lavoro, durante gli ultimi sei mesi, che
arriva la rivoluzione: si chiama
Avellaneda, ha ventanni e gli
fa scoprire lamore.
ALL'INIZIO

della relazione
clandestina, Santom sta in
guardia. Si rende conto che
lesperienza e il vigore sono
coetanei per pochissimo tempo e che lui si trova in quel
pochissimo tempo, che sta vivendo gli ultimi anni in cui
ancora possibile trovare il pia-

cere (la tragica fretta di questi


cinquant'anni che mi tallonano) ma resta diffidente nei
confronti della felicit (sono
troppo sul chi vive per sentirmi
felice. Sul chi vive nei miei confronti, nei confronti della sorte
e di quellunico futuro tangibile che ha nome domani).
Poi, piano piano, complice la
dolcezza di lei, si abbandona
(Quando si nel cuore stesso
della vita, impossibile riflettere), diventa vulnerabile come una vongola, come un ciottolo levigato e scopre una

LA BIOGRAFIA

Laurearsi
con Jannacci

nuova dimensione di s, con


inaspettate riserve di tenerezza, dove persino il desiderio
qualcosa di puro e listante
lunico vero succedaneo
delleternit. Quelloppressione al petto era la vita Ma
Dio, un sadico onnipotente,
gli porter via Avellaneda, e
con lei quattro quinti del suo
essere, lasciandolo pi vuoto
di prima. Un romanzo sul tempo intenso, poetico, dolente
di quelli da conservare
nellanima, non solo in uno
scaffale.

LINCHIESTA

Droga russa
del coccodrillo

LA RAGIONE PER CUI CORRO

KROKODIL

BINGO il pi grande corriere di droga di Kibera,


la baraccopoli di Nairobi. Bingo ha 15 anni ma per
un difetto della crescita sembra ancora un bambino. Corre per
salvarsi la pelle e per guadagnarsi i pochi spiccioli con cui vive. Ma
non solo. In questi giorni di isteria per Ebola, leggere questo libro ti
porta dritto al cuore del problema: di come sia difficile fermare il
contagio in Africa, in una realt che James Levine descrive magistralmente. Perch la vita di uno slum africano, guardandola in tv,
non ce la possiamo immaginare. Senza retorica, Bingo ci porta
invece a scalare i cumuli di rifiuti, nei tuguri, tra liquami puzzolenti
e personaggi senza scrupoli. Levine, medico e scienziato di fama
internazionale, impegnato con Onu e Fao in progetti di solidariet
per donne e minori a rischio. Ha vinto vari premi e con i proventi dei
suoi romanzi sono devoluti alla sua fondazione a favore dei bambini
sfruttati. Il suo motto: Chiedo ai miei lettori di mettere in discussione i loro preconcetti nei confronti della povert.
Caterina Soffici

PORTA a morte certa entro un


anno e mezzo; la droga dei poveri, degli emarginati, degli irredimibili; si chiama
Krokodil perch ulcera la pelle come quella di un
coccodrillo: da qui parte Marina Achmedova, che
nel 2012 ha condotto una lunga inchiesta da insider
nellinferno dei tossici di Ekaterinburg. Subito censurata e perseguita penalmente dal governo, la
giornalista ha deciso di dare alle stampe il suo reportage (qui in appendice) sotto forma di romanzo,
a met tra fiction e faction, tra Trainspotting e le
inchieste della Politkovskaja. Un ritratto raccapricciante della periferia del mondo, non solo della Russia. Sventurata la terra che ha bisogno di eroina, e
pure di eroine disposte a tutto per la verit: ora
Achmedova sul campo di guerra in Ucraina.
Camilla Tagliabue

James A. Levine
Piemme
pagg. 336 17,00

LA SHOAH

Viaggio nel cuore


di tenebra del 900
FORSE ESTHER
Katja Petrowskaja
Adelphi
pagg. 241 18,00

POPOLATO di figure che riemergono dal passato,


Forse Esther, il primo romanzo di Katja Petrowskaja,
un viaggio dentro il cuore di tenebra di un 900 artigliato dai totalitarismi e dalla persecuzione antiebraica un viaggio a ritroso che
muove dallurgenza di mettere insieme i tasselli di una privata genealogia sparsa, dispersa o letteralmente cancellata nei paesi dellEuropa
centrale, una ricerca che somiglia a una dedica, a un debito impossibile
da saldare. Qui, in questo universo crudo e aspro e insanguinato, persino i nomi si presentano labili e insicuri, chiusi come sono in un bozzolo
di lancinante lontananza, immagini screziate e silhouette sbiadite eppure indomite e abbaglianti. Nata a Kiev nel 1970 e da 25 anni residente
a Berlino, Katja Petrowskaja col suo romanzo (scritto in tedesco) reca
inoltre unulteriore testimonianza intorno alla vitalit creativa di un
mondo in cui sappiano convivere lingue e culture diverse.
Enzo Di Mauro

Strega,
intrighi
dal vivo:
for se
troppo

Marina Achmedova
Meridiano Zero
pagg. 286 16,00

PECCATO
LARGOMENTO

Sandr Pat
Log
pagg. 182 14,90
A VOLTE anzi spesso il genio si riconosce anche solo da una frase. Nel
2005 Sandro Pat si laurea allo Iulm in Scienze e
tecnologie della comunicazione. La tesi una
biografia di Enzo Jannacci, conosciuto sei anni
prima. Jannacci ha promesso di partecipare alla
discussione. Arriva con quattro ore di ritardo. Poi,
dopo il 110 e lode, si avvicina a Pat e gli dice:
Bravo, hai fatto un ottimo lavoro. Peccato largomento. Ora proprio quella frase il titolo di
una tesi divenuta con variazioni e integrazioni
libro, con prefazione di Paolo Villaggio e testimonianze di chi Jannacci lha vissuto davvero
(Franco Cerri, Nanni Svampa, Paolo Tomelleri,
Tinin Mantegazza). La lettura stimolante e divertente. Lautore (classe 1977) non lesina aneddoti, che peraltro nella vita di Jannacci erano
puntualmente colpi di genio. Artista lunatico e
stralunato (la Luna centra quasi sempre), meritava una biografia corale che avesse per architravi affetto e rispetto: questa, appunto.
Andrea Scanzi

SONO IL LIQUORINO dello


Strega, il premio letterario pi
discusso dItalia. Tra pronostici
e accuse, credevo di essere ormai abituato a tutto, fin quando
ho visto il libro di Stefano Petrocchi, La polveriera (Mondadori). Un romanzo sul premio
che, oltre a confermare quanto
scrivono i giornali, dai pacchetti di voti degli editori forti,
Mondadori e Rizzoli, alle sfinenti telefonate di propaganda
ai giurati, racconta, pur con
humour, i retroscena dello Strega, da sempre un formidabile
contenitore di storie, per lo pi
a sfondo giallo. Cos, veniamo
a sapere che Anna Maria Rimoaldi, reggente dal 1987 al
2007, era guidata dalla stella
polare degli equilibri editoriali,
e infatti eccelleva nellarte della persuasione che esercitava
sugli editori allo scopo di incoraggiare le candidature convenienti e scongiurare quelle ostili. Che teneva in gran conto il
contributo delle donne alla cultura, ma nei riguardi del premio
seguiva priorit daltro genere.
Che non gradiva le scene di
sesso esplicite, tanto da riuscire a scongiurare nel 2005 Dio
gliene renda merito la candidatura di Piperno. Insomma il
libro, che ricorda anche colpi di
scena degli Strega che furono
(tra cui la sconfitta di Calvino e
le denunce di Pasolini), conferma ci che tutti sapevamo: ieri
come oggi, lo Strega (quasi)
tutto un gioco di potere. Ma chi
lautore del libro? Uno scrittore fuori dal coro? No, il direttore della Fondazione Bellonci,
che ogni anno organizza il premio. Come se il segretario di un
partito scrivesse un libro sugli
intrighi del partito prudentemente solo dopo la morte del
leader invece che risolvere le
magagne. Insomma, a che pro
scrivere un romanzo cos?
Questo s che un mistero.

IL SAGGIO

Il debito pubblico
secondo Ferrero
LA TRUFFA DEL DEBITO
PUBBLICO
Paolo Ferrero
DeriveApprodi
pagg. 156 12,00

PI DELLA met del debito pubblico


italiano sicuramente frutto di una truffa
legalizzata operata dal ministro del Tesoro del governo Craxi nel 1981 con la
piena complicit dell'allora governatore
della Banca d'Italia Carlo Azeglio Ciampi. La ricostruzione storica, politica ed
economica del debito pubblico al centro
del libro di Paolo Ferrero, segretario di
Rifondazione Comunista : La truffa del
debito pubblico, edito da DeriveApprodi.
Lex ministro della Solidariet sociale racconta, in circa centocinquanta pagine,
che a partire dal 1991, anno in cui la Banca

d'Italia diventa autonoma, gli interessi


dello Stato e il debito sono aumentati in
modo incontrollabile. A danno, come
sempre, dei cittadini. La ricostruzione della vicenda, corredata di tabelle e grafici,
mira a smontare la tesi, spesso sostenuta,
che tagli e austerit sono conseguenti all'aumento del ricorso dello Stato ai mercati. Un tempo si poteva spendere, ora
non pi. In realt, sostiene Ferrero, il Debito pubblico non il frutto di un eccesso
di spesa pubblica, bens il risultato della
scelta di regalare i soldi delle nostre tasse
agli speculatori finanziari. La soluzione?
Disobbedire all'Europa, scrive Ferrero,
perch l'Italia ha la forza e la possibilit
a partire dalla propria sovranit di mettere in discussione le politiche neoliberiste.
Maria Teresa Totaro

SECONDO TEMPO

il Fatto Quotidiano

SABATO 1 NOVEMBRE 2014

21

EX SEGRETARIO

Pier Luigi Bersani,


leader del Pd dal 2009 al 2013 Dlm

TELECOMANDO

IL PEGGIO DELLA DIRETTA

Fox Comedy, esordio


con sit-com familiare
di Patrizia Simonetti

unior Hernandez il primo del


suo corso, fondatore del club di
J
matematica e orgoglio di mamma

Lisette e pap Miguel che lo ammirano estasiati mentre pronuncia il


suo discorso alla festa del diploma
definendosi un matatleta, ma in
fondo lo siamo tutti, costretti a risolvere i problemi della vita semplici e complessi dice sorridendo proprio mentre sullo schermo del computer gliene arriva uno grosso come
un bambino: sono incinta il
messaggio secco di Molly dalla cerimonia di consegna del diploma in
unaltra scuola. Ispanico e assennato lui, americana e svampita lei che
perde pure il tocco volato via dalla
decappottabile dellamica Tina assieme ai 40 dollari di deposito la
ammonisce pap Dan, che importa, si divertita ribatte mamma
Caroline, entrambi felici che finalmente la figlia traslochi all'Universit dell'Arizona e loro potranno fare sesso continuamente dice lui
che dovr inventarmi dei pantaloni
da coppia per non dover smettere
neanche in pubblico e voglio saltarti addosso come un turista in fila
per prendere una mappa fa eco lei.
Ma i due il pargolo se lo vogliono
tenere e resteranno a Los Angeles,
Junior a dare ripetizioni, Molly a
bucare nasi coi piercing, e il panico

dilaga tra le due famiglie cos cromaticamente e culturalmente opposte, ma non per razzismo che
Dan ce lha con Miguel, piuttosto
perch lo ha definito troppo flaccido sbattendolo fuori dalla sua
palestra di boxe. Ma forse i ragazzi
possono farcela, dice Dan, in fondo
lui ha cervello e lei.... ha lui.
WELCOME to the family linedita

sitcom americana in arrivo marted


alle 23.15 su FoxComedy, il nuovo
canale creato dal gruppo italiano di
Fox International Channel da oggi
sul 127 di Sky dedicato alle serie brillanti internazionali pi seguite, dalla pluripremiata Modern Family a I
miei peggiori amici, altra novit assoluta al via luned con sei personaggi
in cerca di famiglia convinti che la
vita del vicino sia sempre pi rosea.
Perch la famiglia, idolatrata e criticata, tradizionale o allargata, opprimente o agognata, a quanto pare
fa ridere. Come quelle strampalate,
irriverenti e politicamente scorrette
di serie animate come I Simpson e
Bobs Burgers e come I Griffin e American Dad create da Seth MacFarlane
di cui in arrivo la nuova Bordertown, citt di confine dove vivono
luna accanto all'altra una famiglia
americana e una messicana. Anche
tutte loro da oggi hanno una nuova
casa: Fox Animation, al 128esimo
piano di Sky.

Spinaci marca Renzi


per Bersani Braccio di Ferro
di Fulvio

Abbate

vete presente Pippo di Topolino


A
quando grazie a una magica arachide, puro doping, trova ogni vigore e

sicurezza? O piuttosto, e qui limmagine assai pi facile, Braccio di Ferro


al momento degli spinaci? Bene, nel
caso di Pier Luigi Bersani la sua droga
rigeneratrice potrebbe chiamarsi proprio Renzi.
Questultimo, al di l dogni cinismo e
facile battuta sul vecchio e il nuovo
gruppo dirigente, infatti riuscito
nellimpresa di ridare vigore, e soprattutto una forte attendibilit morale da
imminente mobilitazione, a chi sembrava ormai abbandonato al catasto
delle cose politiche trascorse. Un miracolo della propria arroganza?
Si ben compreso nei giorni scorsi,
soprattutto facendo caso a un collegamento-intervista su Sky Tg24 affidato a una puntuale e puntuta Federica De Sanctis proprio con lex segretario del Pd, quello del giaguaro da
smacchiare. Oggetto principale del
contendere lo scontro, appunto, tra
Renzi e il sindacato.

Dettaglio non indifferente, il collegamento vede Pier Luigi B. a Ercolano, in


provincia di Napoli, nellambito di una
manifestazione del suo partito (che
anche, sia chiaro, quello del presidente
del Consiglio), le bandiere con il simbolo-logo di sfondo, quasi a dire, a parafrasare un vecchio motivo canoro
domestico: ...e questa casa mia, e qui
comando io, e io voglio sapere chi viene e chi va
Beh, forse proprio comandare una
parola davvero grossa, e tuttavia almeno a giudicare dal calore delle comparse intorno a lui si ha davvero la
sensazione che, a dispetto dei trascorsi
rovinosi, Bersani sia l visto, al di l dei
discorsi su maggioranza e minoranza
interne al partito, come un vero amuleto, un magnete sul cruscotto democratico.
SEGNO forse che la frattura reale, e

questo al di l della mutazione generazionale fisiologica del Pd. Resta infatti da constatare che Bersani, ben oltre e nonostante i malanni politici e
fisici delle ultime stagioni, d proprio
la sensazione della rimonta, e dunque

Gli ascolti
di gioved

CHE DIO CI AIUTI 3


Spettatori 6,29 mln Share 28,5%
SERVIZIO PUBBLICO
Spettatori 1,11 mln Share 5,14%

limmagine dellarachide lisergica non


poi cos peregrina. Ci che fino a
qualche tempo fa sarebbe sembrato,
perfino nella prossemica, nei gesti,
nelleloquio, sotto la spinta del turboreattore Renzi, roba da museo delle cere gi comuniste e post, dimprovviso
torna a sollevarsi come, lho gi detto,
rigenerato.
Il tono da zio chiamato a sciogliere il
nodo delle questioni, ... il momento
di darsi una calmata, di prendersi
ognuno le sue responsabilit, ogni
sforzo per unire e affrontare i problemi
assieme e non fomentare divisioni.
In studio c anche Fabrizio Rondolino
forse in veste di frate inquisitore da
processo a Giovanna dArco, ciononostante la sensazione di ammazzacaff
che suggeriva Bersani fino a pochi mesi
fa sembra essersi dissolta, insieme all
ancora tu? che accompagnava ogni
sua uscita. Forse perfino la location,
quel suo parlare in mezzo ai gazebi del
partito che sembrava essergli sfuggito
di mano, sembra parlare molto pi delle sue parole, sembrava quasi di assistere al suo nuovo battesimo politico.
E Renzi?

ZELIG 2014
Spettatori 3,75 mln Share 15,77%
VIRUS
Spettatori 1,05 mln Share 4,67%

22

SECONDO TEMPO

SABATO 1 NOVEMBRE 2014

il Fatto Quotidiano

BATTIBECCO

LA TRATTATIVA

La mezza verit
di Napolitano
di Antonio

Ingroia

chi nei giorni


scorsi mi chiedeva
cosa mi aspettassi
dalla testimonianza del presidente Napolitano
nel processo sulla trattativa
Stato-mafia
ho
sempre
espresso un certo scetticismo,
ritenendo che difficilmente il
capo dello Stato avrebbe portato quel contributo determinante allaccertamento della
verit. Sapevo che, dovendo
fare i conti con il muro di
gomma delle invocate prerogative presidenziali, alcune
domande chiave sarebbero
rimaste senza risposta o respinte perch non consentite,
rendendo pertanto ludienza
quasi inutile. Non andata
cos, almeno in parte. La deposizione di Napolitano stata allo stesso tempo unutile
sorpresa e unoccasione mancata.
stata unutile sorpresa perch per la prima volta una
fonte autorevole, allepoca
presidente della Camera, ha
dichiarato che ai vertici istituzionali gi nel luglio 1993
era chiara la matrice mafiosa
delle bombe, mentre in quei
giorni si parlava anche di terrorismo interno o internazionale. Le massime autorit
avevano la consapevolezza
del ricatto mafioso, di un
aut-aut nei confronti dello
Stato per alleggerire la tensione detentiva, con la minaccia
di proseguire nella strategia
stragista. Una consapevolezza acquisita ben prima della
decisione del ministro Conso
di non prorogare centinaia di
41-bis. Conso ha sempre sostenuto che fu una sua scelta
personale, respingendo lipotesi di un cedimento alla mafia, versione cos incredibile
che lex ministro stato indagato per false dichiarazioni. Versione ancora pi incredibile alla luce della deposizione del capo dello Stato,
che ha cos confermato limpianto accusatorio.
Ma la parte davvero deludente della deposizione di Napolitano quella relativa alla famosa lettera che gli invi Loris DAmbrosio, suo consulente giuridico, principale
motivo della richiesta di sentire il presidente. Qui bisogna
essere rigorosi. Il 18 giugno
2012 DAmbrosio scrive a
Napolitano manifestandogli
il sospetto di essere stato, tra
il 1989 e il 1993, gli anni della
trattativa e in cui DAmbrosio era capo dellufficio studi
del ministero della Giustizia,
un ingenuo e utile scriba di
cose utili a fungere da scudo
per indicibili accordi. Sospetti e timori che, stando al
contenuto della missiva (lei
sa), DAmbrosio sembra abbia confidato al capo dello
Stato. Napolitano, pur con
qualche allusione alle sue prerogative presidenziali, riferisce di non aver mai parlato
con DAmbrosio di quegli indicibili accordi, di non avergli
mai chiesto a cosa si riferisse.

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano Ansa

AL QUIRINALE
La deposizione del capo
dello Stato stata
in parte unutile sorpresa,
in parte una delusione.
La verit ancora
un traguardo lontano
Ricordo che saltai sulla sedia
quando lessi per la prima volta, ero ancora pm a Palermo,
quelle terribili parole. E mi
chiedo come sia possibile che
Napolitano, che ha sempre
dichiarato di avere a cuore
laccertamento della verit
sui tragici eventi del 92-93 e
che ha riconosciuto la drammaticit di quelle parole, non
abbia avvertito lesigenza di
approfondirne il senso, non
abbia sentito il dovere etico-morale e istituzionale di
chiedere al suo pi stretto
collaboratore giuridico quale
antico segreto tanto lo tormentava? E il povero DAmbrosio era magistrato serio e
rigoroso che non avrebbe certamente formulato ipotesi se
non sulla base di solidi elementi di fatto a sua conoscenza. Possibile che Napolitano
non glielo abbia chiesto? O
c ancora il muro di gomma
delle prerogative presidenziali, spesso evocate nel corso
della sua deposizione, che gli
hanno impedito di rivelare i
dettagli di un colloquio cos
segreto?
DA CITTADINO, sono davve-

ro deluso dal presidente Napolitano. Perch avrebbe potuto finalmente dare un contributo decisivo nel faticoso
processo di ricostruzione dei
fatti e delle responsabilit,
contributo che invece mancato. E allora non posso non
ripensare agli altri segnali di
chiusura, arrivati dal Quirinale in questi anni, dal conflitto
dattribuzione nei confronti
della procura di Palermo alla
mancata segnalazione delle
indebite pressioni dellex ministro Mancino, dal tentativo
di sottrarsi alla deposizione di
marted, fino al cortocircuito
determinatosi per la mancata
partecipazione degli imputati
alludienza al Quirinale e il
conseguente rischio di nullit
dellintero processo.
Perci, se ho apprezzato lat-

teggiamento di apertura del


presidente, peraltro doveroso
sul piano istituzionale, sono
convinto che non tutto quello
che si poteva stato fatto per
arrivare alla verit.
Questo un processo che non
si vuole, figlio di unindagine
non voluta. Un processo scomodo, che disturba. Lo dimostra lomert di Stato che per
20 anni ha avvolto nel silenzio
la vicenda, lo dimostrano gli
attacchi e lisolamento contro
i pm di Palermo, i depistaggi,
i non so, i non ricordo
dietro cui si sono trincerati i
tanti uomini delle istituzioni
che sapevano, che sanno, ma
che non hanno mai voluto
parlare e non parlano nemmeno adesso.
Napolitano avrebbe potuto
segnare il punto di svolta.
Lha fatto a met. Restano
lutile sorpresa e loccasione
mancata, ma la verit continua a rimanere un traguardo
lontano.

Papa Francesco
e il vizio dellingerenza
di Massimo

Fini

n PAPA BERGOGLIO ha
stufato. La deve smettere di
intromettersi negli affari interni dello Stato italiano. La
settimana scorsa, a un convegno, ha dichiarato: La
carcerazione
preventiva
quando in forma abusiva
procura un anticipo della
pena, previa alla condanna
o come misura che si applica di fronte al sospetto
pi o meno fondato di un
delitto commesso, costituisce unaltra forma contemporanea di pena illecita occulta, al di l di una patina di
legalit.
Ora, per quanto si voglia dilatare il magistero della
Chiesa, non solo religioso
ma anche sociale, non pu
comprendere l'organizzazione giudiziaria di uno Stato. Sarebbe come se un ministro della Repubblica
mettesse in discussione il
dogma della verginit della
Madonna. Non sono affari
suoi. Libera Chiesa in libero Stato ha detto il conte
Camillo Benso di Cavour
che lItalia lha fondata, al
contrario dei politici attuali
che la stanno sfondando.
Il che vuol dire che la sfera
statuale e quella religiosa
devono rimanere ben separate e distinte. invece da
almeno trentanni, dall'avvento di Wojtyla, che Papi,
cardinali, vescovi e altre
sottane hanno il malvezzo
di entrare a piedi uniti nelle
questioni del nostro Stato.
Wojtyla arriv a lanciare
anatemi contro la Lega per
le sue pulsioni indipendentiste (da che pulpito vien la
predica: la Chiesa ha sempre cercato di impedire in

tutti i modi, finch ha potuto, l'unit del nostro Paese) come se un popolo fosse pi morale e spirituale se
unito invece che trino.
Finch c stata la cara, vecchia e mai troppo rimpianta
Democrazia cristiana, quella vera, dantan, queste intrusioni non erano permesse, almeno su questioni cos
prettamente statuali (aborto e divorzio sono fatti di coscienza e quindi anche religiosi). Perch i democristiani, anche quando cattolici convinti, avevano la consapevolezza di essere classe dirigente di uno Stato laico e non teocratico.
I politici di oggi invece fanno
a gara per baciare le babbucce papali, cardinalizie e

TRADIZIONE
Dallavvento di Wojtyla
in poi, Papi, cardinali,
e vescovi entrano
nelle questioni del
nostro Stato. Bergoglio
non fa eccezione
Papa Francesco LaPresse

vescovili convinti di procacciarsi con ci il voto dei cattolici. Oltre a contravvenire


al dettame di Cavour si sbagliano. A parte qualche nicchia in Italia non esistono
pi cattolici, sparito, come
in tutto lOccidente, il senso
del sacro e la sua assenza si
avverte in particolare proprio a Roma, dove il Papa
risiede, la citt pi pagana
che io conosca (e questo
vorr pur dir qualcosa).
Il cattolicesimo stato sostituito da forme di superstizione quasi medioevali.
MA PAPA Bergoglio piace. O, per essere pi precisi,
un piacione. Io lo definisco il Renzi della Chiesa.
destino che i Papi, siano
polacchi o argentini, quando arrivano in Italia cadano
preda di forme di narcisismo e di protagonismo dove lapparire pi importante dellessere. Wojtyla si
spinse fino a telefonare a
Porta a Porta di Bruno Vespa, arrivando a un passo
dal distruggere quel che resta di Santa Madre Chiesa
(durante il quarto di secolo
del suo Magistero Superstar le vocazioni sono crollate, i monasteri desertificati, i conventi pure e anche
le vecchie, care suorine, che
io rispetto profondamente
perch nel momento del bisogno loro ci sono, forse
lultimo baluardo di un credo in gravissima crisi, hanno perso colpi).
Papa Bergoglio mi pare avviato sulla buona strada.
Forse, fra non molto, lo vedremo condurre un talk insieme a Renzi e a Barbara
DUrso. Che male ci sarebbe? Siamo o no moderni?
n

SENTENZE

De Magistris e gli altri, le capriole


dellinterpretazione della legge
di Marco Lillo

e Magistris doveva essere


D
assolto secondo il pm ed
stato condannato dal Tribu-

nale. De Magistris doveva lasciare la carica di sindaco ed


stato rimesso sulla sua poltrona dal Tar perch la legge Severino forse illegittima.
E ancora: Berlusconi decaduto perch la legge Severino non
prevede una sanzione e ora
Berlusconi potrebbe essere
riammesso a Palazzo Madama
nel settembre 2015 se passasse
linterpretazione estensiva del
principio di irretroattivit
adottata dal Tar per De Magistris.
Linterpretazione unarte
nobile senza la quale la legge
resterebbe un testo freddo incapace di incidere nella carne
viva della societ. Ma leccesso
di interpretazione sta producendo unindigestione di cavilli e incertezza che pu fare
molto male alla democrazia.
Quando si discute di cariche
elettive e di norme penali, bisognerebbe avere un po pi di
rispetto per il cosiddetto diritto positivo.

LA SEVERINO
Leccesso di decisioni
contrastanti
sta producendo
unindigestione di cavilli
e incertezza che pu fare
male alla democrazia
In queste ore, invece, gli esempi di ribaltamenti improvvisi e
rumorosi, con conseguenze
devastanti nellagone politico
non mancano, a favore o sfavore di entrambi gli schieramenti.
Lex direttore del Tg1 Augusto
Minzolini, assolto in primo
grado e santificato, rischia ora
30 mesi di galera per la condanna in appello per peculato.
Il deputato di Forza Italia, che
ha restituito i 65 mila euro
sperperati in terme, viaggi e
cene a spese della Rai ora twitta: Assolto da Corte dei conti,
in primo grado e da giudice del
lavoro, condannato a 2 anni e
sei mesi in appello. Dov la

certezza del diritto?. Anche se


laccostamento del direttorissimo al padre del diritto penale
pu sembrare eccessivo, qualcosa di simile laveva detta Cesare Beccaria 250 anni fa.
In ogni delitto si deve fare dal
giudice un sillogismo perfetto:
la maggiore devessere la legge
generale, la minore lazione
conforme o no alla legge, la
conseguenza concludeva nel
Dei delitti e delle pene la libert
o la pena. Quando il giudice
ammoniva Beccaria sia costretto, o voglia fare anche soli
due sillogismi, si apre la porta
allincertezza. Non v cosa pi
pericolosa di quellassioma comune che bisogna consultare
lo spirito della legge. Questo
un argine rotto al torrente delle opinioni.
LA CERTEZZA del diritto ov-

viamente solo un ideale a cui


tendere senza aspirare al suo
raggiungimento per non
sembra che i giudici ci provino,
incuranti dello sconcerto prodotto dalle loro decisioni
nellanimo dei cittadini.
Se la Cassazione (terzo grado)
nellaprile del 2014 statuisce

sul caso Berlusconi che la preclusione alla candidatura prevista dalla legge Severino non
rappresenta una sanzione penale bens un effetto di natura
amministrativa perch il fine
perseguito dalla norma quello di allontanare dalla politica i
soggetti condannati, se il Consiglio di Stato (secondo grado)
ha mantenuto fermo questo
principio, rifiutandosi di riammettere i consiglieri regionali
fatti fuori dalla medesima legge, non ha molto senso un Tar
(primo grado) che sentenzi in
senso opposto. Talvolta lansia
di fare i primi della classe supera il senso di responsabilit.
Norberto Bobbio scriveva che
nello Stato liberale Lesigenza
della certezza del diritto fa s
che il giurista debba rinunciare
a ogni contributo creativo
nellinterpretazione della legge, per limitarsi semplicemente a rendere esplicito attraverso
un procedimento logico (sillogismo) ci che gi implicitamente stabilito nella legge.
E comunque a ben vedere la
colpa principale non del Tar
della Campania ma della legge
Severino, scritta davvero male.
Cesare Beccaria direbbe: Se
linterpretazione delle leggi
un male, egli evidente esserne
un altro loscurit che strascina
seco necessariamente linterpretazione.

SECONDO TEMPO

il Fatto Quotidiano

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SABATO 1 NOVEMBRE 2014

A DOMANDA RISPONDO
Furio Colombo

Monte dei Paschi,


storia di una decadenza

SullItalia delle famiglie


sempre pi povere, dei lavoratori sempre pi senza
lavoro, dei conflitti sociali
sempre pi a nervi scoperti, svettano le candide
camice dei renziani,
ammantati da unaria di
supponenza sempre pi
traboccante. Ma nella tragedia nazionale vive il
dramma del tutto imprevedibile di Siena, citt tradizionalmente di sinistra,
protetta dal babbo
Monte. Una volta si sussurrava, nei corridoi e
nelle Contrade, che certe
scelte dirigenziali portassero il marchio dalemiano sin dai tempi di De
Bustis, uno dei tanti che
trov facile fortuna nella
citt del Palio. Questo
sembrava giustificare in
pieno la rottamazione
di Renzi poi si saputo
che il Monte dei Paschi
stato portato quasi al fallimento da uno schema di
spartizione in cui svettava
lattuale
interlocutore
principe, quel Verdini
padrone del governo in
Toscana e sulla scena nazionale. stata quindi
una rottamazione finalizzata a far fuori gli antagonisti di partito: non ha
cambiato nulla nella spartizione del potere e delle
risorse finanziarie. Il
dramma del Monte, e di
Siena, dovrebbe mettere
in guardia contro simili
alleanze, capaci di inquinare perfino una societ
antica e una nobile storia.
Giampiero Buccianti

Landini il sindacalista
che vogliamo in politica

Landini, pi volte sollecitato sull'argomento, ha


sempre dichiarato di non
voler entrare in politica
perch il suo posto nel
sindacato gli piace e vuole
continuare a portare
avanti gli argomenti che
ha sempre sostenuto rimanendo al suo posto.
Penso che, dati gli ultimi
fatti avvenuti nel nostro
Paese, se vorr continuare a battersi per i diritti dei
lavoratori dovr necessariamente scendere in

campo e tentare di fermare le manovre che


Renzi sta cercando di realizzare su mandato del patronato, altrimenti c' il
fondato rischio che il sindacato (anche il suo) venga di fatto rottamato e si
trover a essere un generale senza pi esercito.
Mauro Chiostri

Lantico splendore
dellacciaio nostrano

Oggi leggo che Landini


vuole un anacronistico
ritorno all'acciaio di Stato. Basterebbe che lo Stato ritornasse a una decente politica industriale. Ogni esperto di politica industriale sa bene
che senza energia a buon

bile, tutti assolti e tutti


impuniti. unaltra storia di vergogna e la lista
dei ragazzi morti per caso e per mano ignota si
allunga. Provo un senso
di impotenza. Abbraccio
la sua famiglia che ho
sempre osservato da lontano combattere con
estrema dignit e tenacia.

Non pi
Mare Nostrum
CARO FURIO COLOMBO, stanno per
chiudere Mare Nostrum e nasce Triton,
unoperazione europea molto pi modesta e molto meno costosa, con un raggio
dazione pi piccolo. Salveranno chi sta
per arrivare. Ma gli altri?

Alessandro Capolini

Andrea

Grillo, parole sulla mafia


e un film da vedere

IL CAMBIO DELLA GUARDIA proprio


oggi, primo novembre. Non esattamente
un cambio della guardia. frutto di doppiezza, di inganno, di finzione, di egoismo.
Che cosa stata loperazione Mare Nostrum? stata la risposta italiana a numerosi spaventosi naufragi di barche e barconi
di profughi e rifugiati che tentavano di raggiungere, dalla Libia (la costa pi vicina)
lItalia, ma sono annegati a migliaia. Risultato di Mare Nostrum? Almeno 100 mila
vite salvate. Sono parole di Angelino Alfano, ministro dellInterno italiano, che in
questa affermazione appare giustamente
orgoglioso di questo straordinario impegno
umanitario. Perch allora Mare Nostrum
finisce? Non possiamo permettercelo,
troppo costoso. Sono parole di Angelino Alfano, ministro dellInterno italiano. Non sarebbe giusto dire che ha cambiato idea. Alfano uno molto sensibile al successo, ed
un buon politico, per se stesso. Sente che la
crociata del salvataggio ha perduto sostegno, anche per la paura totalmente infondata di Ebola, che arriva in jet nei migliori
aeroporti e caserme del mondo, ma non ha
mai dimostrato di poter attraversare il deserto e il mare (come non si mai trovato un
solo caso della tubercolosi annunciata con
grida dagli untori della Lega Nord). Ma dove non c applauso non c gusto per un politico. E allora Angelino Alfano se ne va con

La mafia aveva una sua


morale, ha affermato di
recente il comico genovese Beppe Grillo. Oltre sessant'anni fa, un altro genovese, il regista Pietro
Germi, nel film In nome

la vignetta

prezzo non vi industria


di base. Lo aveva capito
addirittura Mussolini
che aveva realizzato potentissime
centrali
idroelettriche al servizio
delle acciaierie. Poi lo
stato per far cassa ha rubato le centrali alle acciaierie per far guadagnare gli gi ingordi enti
di stato energetici. Lo
stato restituisca le centrali rubate. L'acciaieria
ritorner subito ai vecchi splendori!
Giacomo

Cucchi morto,
ma nessuno lo ha ucciso

Stefano Cucchi morto,


ma nessuno responsa-

della legge (1949) (che


anni dopo ispirer alcune
pagine del romanzo di
Leonardo Sciascia Il giorno della civetta) raccontava l'incontro-scontro
tra l'anziano capomafia
Turi Passalacqua e il magistrato Guido Schiavi,
due personalit che esprimevano punti di vista e
valori di riferimento molto diversi. Uno, il capomafia, apparentemente
uomo giusto e leale, paternalista, in realt inflessibile e abituato a praticare la violenza. L'altro, il
rappresentante della legge, uomo solo e determinato a raddrizzare le storture di una societ spieta-

ta con i deboli e a fare valere i poteri dello Stato,


senza i quali non c' vera
democrazia. Il confronto
che si delineava tra questi
due personaggi era abilmente utilizzato dal regista per vanificare le ragioni del mafioso e poi fare
emergere e mettere in risalto l'arroganza della
mafia e i suoi riti anacronisti e selvaggi. Pietro
Germi, che la Sicilia l'amava davvero, queste cose le aveva intuite tanto
tempo fa, il suo conterraneo pare invece di no. Per
questo suggerisco a Beppe Grillo di (ri)vedere
quel film.

il Fatto Quotidiano

Direttore responsabile
Antonio Padellaro
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Presidente:Antonio Padellaro
Amministratore delegato: Cinzia Monteverdi
Consiglio di Amministrazione:

Luca DAprile, Peter Gomez,


Marco Tar, Marco Travaglio, Lorenzo Fazio

Lorenzo Catania

Bonanni: la pensione,
i conti e gli incarichi

tutta la sua flotta dal Mediterraneo (la sua


flotta sarebbe la flotta italiana, ma nessuno
ha trovato da ridire) tanto adesso ci pensa
lEuropa. LEuropa, purtroppo, non n pi
generosa n pi intelligente di Alfano: limportante limitare i costi. Perci adesso, che
siamo tutti insieme a sorvegliare il mare, la
parola civilt si traduce in questo: costi drasticamente ridotti, 30 miglia nautiche a ridosso delle coste italiane (che vuol dire
quando sono quasi arrivati), nessun pattugliamento in mare aperto, e chi annega annega. Se non proprio a ridosso delle coste
italiane, lasciamo fare al destino. Poco, direte, per una nuova unione di Stati che
avrebbe dovuto portare un grande cambiamento di valori e ricchezza alla comunit
umana. Poco, tenuto conto che met dei
Paesi della Unione, i pi grandi e presuntuosi, hanno debiti pesanti con molti Paesi
dellAfrica e del Medio Oriente dal quale
adesso arrivano o tentano di arrivare i rifugiati. Il cambio di strategia si pu, in poche
parole e con minore ipocrisia, riassumere
cos. La Missione Mare Nostrum era salvare
le persone. La missione Triton sorvegliare
le coste. E chi pu dire che non si torni alla
strategia leghista di respingere? Infatti laccusa a Mare Nostrum era di incoraggiare
(come se uno scegliesse di restare a Kobane o
a Homs, in Siria, perch non c pi Mare
Nostrum). Ma vuoi vedere che, senza Mare
Nostrum larrivo di profughi diminuir,
Salvini se ne far un vanto, e tutti fingeremo
di non sapere quanti muoiono annegati
ogni giorno?
Furio Colombo - Il Fatto Quotidiano
00193 Roma, via Valadier n. 42
lettere@ilfattoquotidiano.it

DIRITTO DI REPLICA

Start-up, ha i requisiti
ma non i contributi

Larticolo del 29 ottobre


scorso Start-up, quant
lontana lItalia dalla Silicon Valley, merita una
precisazione. A oggi non
risulta pervenuta a Invitalia alcuna richiesta da parte di Marco Cristofaro di
erogazione o di anticipazione, previa presentazione delle garanzie, dei contributi concessi; pertanto
sarebbe preoccupante che
lAgenzia procedesse con
lerogazione dei contributi assegnati non seguendo
le procedure previste dalla legge; i corsi di forma-

zione citati nellarticolo


corrispondono al percorso di tutoraggio previsto
dal decreto ministeriale e
dalla circolare attuativa e
rappresentano una forma
ulteriore di aiuto per i
neo-imprenditori, riconosciuta per tutte le iniziative finanziate dalla
misura. Nel documento
Analisi dei fabbisogni e
programma di tutoring,
inviato a Cristofaro il
30/5/2014, era stata data
massima priorit proprio
a questa attivit, ma, ad
oggi, non ci stato inviato
alcun documento di accettazione del programma.
Ufficio Stampa di Invitalia

Egregio Direttore,
mi sorprende che un giornale come Il Fatto abbia
dato credito a un plico,
contenente illazioni anonime nei miei confronti e
dati coperti dalle leggi sulla privacy, tra l'altro palesemente trafugati e sapientemente distorti. Mi
riservo di valutare nei
prossimi giorni gli elementi di diffamazione, sia
in sede penale sia in sede
civile, anche per tutelare
limmagine dellorganizzazione nella quale ho militato per tutta la vita. Voglio precisare che la mia
pensione netta ammonta
a 5.122 euro mensili, dopo
47 anni di regolari contributi e frutto del calcolo
sugli ultimi dieci anni di
versamenti. Questa
lunica cifra vera. Tutto il
resto sono illazioni farneticanti. certamente una
pensione in linea con
quella di chi ha ricoperto
importanti incarichi nelle
varie attivit politiche e
sindacali, soprattutto dopo 47 anni di contribuzione. Quanto alla mia ultima retribuzione del 2011,
usata da qualcuno a pretesto della campagna di
denigrazione, voglio altres precisare che essa assommava
necessariamente, come tutti i dirigenti di grandi organizzazioni, le competenze di fine mandato, arretrati ed
altri bonus una tantum
legati alla carica ed alla
funzione che ho ricoperto
negli ultimi otto anni come segretario generale
della Cisl.
Cordiali saluti
Raffaele Bonanni

Prendiamo atto delle precisazioni di Raffaele Bonanni che non smentiscono la sostanza di quanto
da noi pubblicato. Sulla rilevanza della pensione in
oggetto non abbiamo
espresso alcun giudizio.
Possono farlo tranquillamente i lettori.
s.c.
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