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LETICA

.
EOVER
SSIONE

L' A R TE
DELLE
LETTERE MISSIVE
Del Conte
D. EMANDELE TESADRO :
Vindicata dall'Obliuione ,
OTC
AIBU

Et Dedicata
AL SERENISSIMO
PRINCIPE DI PIEMONTE
Dal Conte , & Caualiere
D. LVIGI FRANCESCO MOROZZO
Lettor Primario de Sacri Canoni
nell'Alma Vniucrſità di Torino .

Amern Pimede
Carmelia Vilt
Caiul. Rome
IN TORINO , M. DC . LXXIV .
Per Bartolomeo Zapatta ,
Con licenza de Superiori.
IT PRIVILEGIO DI S.A.R.
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‫به دو‬
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‫خرائع‬
‫‪OHOOT‬‬ ‫‪::‬‬
Altezza Screniſsima sBIBLIoteca
OTECA NAZ
DRIO.EMANU
E
WEBRIO.
ELLA profonda Officina
del gran Fabro Etneo vea
deuafi fopra ľl'incidine un
trilingueFulmine di Gione:
pendeua da unaparte il Gorgoneo Scws
1

do di Pallade : lucea nell'altra la Dia .


mantina Lorica di Marte , ° di mille
fmili arneſi da fornir tutti gli Dei ;
altri erano già ridotti alla perfettione ;
altri abbo 1zati; altri giacenti in un's
angolo quaſinegletti. Era si grande la
quantità de' Lauori che un Lauoro ima
pedina l'altro, Elunoall'altro rubana
il Tempo. Tal indefeſaFucina apunto
mi è parſa la Mente dell' Autore di
quefto Libro ; dalla quale uſcendo ogni
giorno Ingeniofi Componimenti, vtilif
fimi alla Republica de Letterati : 8
non corriſpondendo le anguſtie delTem
e
poalla grandeza e copia delle Opre.
$ 2 altre
altre fi veggono uſcite alla luce , sºri
dorte al ſuo lustro e perfettione : altre
ancoraſopra l'Incúdine riceuono forma
e pulimento : & * altre dalle ſopraue
nenti occupationi interrotte', quafi
irrugginite erano dallºAutore dimentie
cate . Trà queſte, mentre io ammirava
>

tanta varietà di Lauori; mi venne po


sto l'occhio ſopraun Opera laqual mi
parue una Farétra doro, da riempiere
di acutiſsimi Strali di Argomenti con
cettofi perfuafiui per le Miſsi
ne; ma queſti eran folo in abbozzo,
6 ° come in un faſcio giacenteſenza il
fuo Nome; & ſenza apparenza che'l
Fabropiù ſi prendeffe penſiero di darle
forma. Er hauendo io offeruato quanto
profitreuole Inſtromento ſarebbe queſto
al feliciſsimoIngegno di V.A. Sereniſs.
che negli Anni più teneri, benche incli
nato dall'Indole alle feroci Opre di
Marte, ancora alle amenità degli Studi
Lettea
Letterali, viuacemente ſi applica:rac
colſ le diſperſe reliquie di queſt' Ordi
gno cotanto neceſſario , & * così poco,in
Segnato dagl'altri :& pregai lAutore
à non defraudaril Mondo di un 'Opra
tanto gioueuole o marauigliofa : com
prendendo in fe fola tutti gli Precetti
della Retorica Perſuaſione . Non für
neceſaria grand' eloquenza à perfua
der quell'Animo già tutto intento á
Spender gli ultimi momenti della Vita
in feruigio de' Reali Padroni; 88 in
particolare di V. A. Sereniſsima, che
tanto lo pregia es honora . Hauendo
adunque ottenuto che uſciefuori della
Officina queſta Ricca Farétra; ſicuro
che à V. 4. Sereniſs. faràfommamente
gradita ; alle fue Mani la preſento :
& s' ſuoi Piedi humilmente m’inchino
Humiliſs. & Fedeliſs. Valſallo ,
& Seruitore
D. Zwiggi Franceſco Morale .
}
Er Commiffionedel Reuerendiffimo P. Michele Ludouico
nerale del S, Officio nella Prouincia di Torino,& c . Hò letto
El Libro intitolato Dell'Arte delle Lettere Miſliue, vin
dicata dall’Obliuionc , & dedicata al Screnillimo
Principe di Picmonte dal Conte , & Cauaglicrc
D.Luiggi Franceſco 220 : nel qual Libro non ho
'
tronaso cofa contraria a Dogmi Ecclefiaftici, ne,a ' buoni
Coſtumi ; anzi lo giudico vtiliffimo agl'Ingegni defiderofa di
fimil' Arte . Torino li 23. Aprile 1674.
Conte Gaſpare Franceſco Mongrandi Dott.
di Sac.Icol.& ambe Leggi, Ardprete,&
Canonico della Metropol. di Torino .
Attenta prafata Atteſtatione Imprimatar . .

F. Michael Ludonicus de Thenenardis Inquiſitor


Gener, Tanrini, & c.

Anendo d'Ordine dell'Eccellentiffimo Sig: Gran Can


H celliere letto il Libro intitolato Dell'Arte delleLet
Icre Miſſiuc , vindicata dall'Obliuione , & dedicata
al Sereniſſimo Principe di Picmonte dal Conte , &
Gauaglicre D. Luiggi Franceſco Morozzo , nel quale
non folamente non hò trovato coſa contraria al Seruigio di
S. A. R. ma conoſciuto efferflato ingegnoſamente ridotto all .
Arte Lo ſcriuer delle Lettere fin ' hore ſtimato Parto della
longa prattica , ò dono naturale d'on'ingegnoſo Scrittore :
eſser per tanto Libro degno d'eſser eternato con le Stampe .
Torino li 28. Aprile 1674 .
D. Emanuel Filiberto Pancalbo Auocato di
S.A. R. nelle Coſc Ecclefiaftichc ,
Permittitur imprimi
BVSCHETTVS ,

>
CARLO E MANVEL
Per gratia di Dio Duca di Savoia , Prencipe di
Piemonte , Re di Cipro , & c.
L
BartolomeoZapatta di gionare al Publico, e che dimoſtra
al preſente col renderſi pronto di dar alla luce il libro
intitolato Dell' Arte delle Lettere Miffiue ; ci
muove à dargli qualche mezzo , con cui poſsa indennikarfi
delle speſe, che per tal'effetto gli farannoneceſsario . Percio
con lepreſenti di noftracertaſcienza, e colparere del noſtro
Conſeglio prohibiamo ad ogni altro Stampatore , e chi fi fia di
ftampare il ſudetto Libro,farloftampare, e ancorche altro
ne stampato introdurlo , e venderlo nelli Stati noftriper >

duranti Anni dieci prosſimiſenza eſpreſo confenfo, &permiſſion


ne delloſtesso Zapattafortopena della perdita de' Libri,che
contro laforma di queſtefi ritrouarannofampati, introdottig
òpoſti invendita , e6 diſcudi cinquantad'oro per ciafcuno,
e ogni volta , che fi contrauerrà ; applicanda per idue terzi
>

el Fiſco noftro , é l'altro terzo al medeſimo Zapatta


Mandiamo per tanto à tutti li noftri Magikrati, Miniftri,
Ufficialidi cose ofseruare , e far intieramente oſservare.
Che tale noſtra mente. Dat. in Torino li centinousd'Aprile
millefeicentofortantaquattro
C. EMANVEL
V. Buſchetto

Luogo f del Sigillo .

Bronzini.
2
DELL'ARTE
D E L LE

LETTERE MISSIVE
ECA NAZ
LIBRO PRIMO BIBUDT ,
NITARIOEMANUELE
CAPITOLO PRIMO

Che coſa foa Lettera Miffiua.


A Lettera Miffina è vn Ragionamento Brieue
&

in iſcritto con Perſona lontana, di coſe appar


tenenti al Commercio humano. Siche, quello
che noi diremmo à bocca ad alcuno ,
pofto in iſcritto & mandato al Lettore ,
fi chiama LETTERA MISSIVA . Arte maraui
glioſa nel vero , & turta miracoli ; di cui ſi deono
Gratie al Re Cadmo .
Si dice Miffina ] dal nome Latino Epiſtola ; tolto
in preftanza dal Greco Epiſtellen , che ſignifica
Mandare ; perche fi tramanda dallo Scrittore al
Lettore per mezzo de' Meſſaggieri , Depoſitári
>

de' noſtri Penſieri , che li portano in ſeno , &


non fan ciò che portino ...
Ragionamento. ] Cioè , Communicatione de' no
ftri Concetti per via di Humano Diſcorſo ; che
da' Latini ſi chiama Oratione , ò Perſuaſione ; per
muouere alcuno à ſeguire i noſtri ſentimenti .
Siche vn foglio di carta hà virtù di rallegrarc ,
А arter
2 Dell'Arte delle Lettere Miſſiue
atterrire, incitare , à frenar'altri à noſtro arbitrio .
Brieue : ) Perche , ſe il Ragionamento trappaffa
certi termini , non è più vna Lettera ma yn Li
bro . Et perciò Seneca , perche le ſue Epiſtole
Conſolatorie à Martia >, & à Liuia , eccedono
nella proliflità ; le partiſce in Capitoli à modo
de' Libri. Et per contrario , fe la Lettera è tanto
corta , che non compia yn giuſto Ragionamen
to ; ò non è Lettera , ò è Lettera ſtorpiata c
mozza ; come quella degli Spartáni al Re Filip
po ; ilqual brauando hauca lor domandate molte
coſe ; riſpoſero invn gran foglio yna ſola parola ,
- NIHIL . Laqual Voce benche comprendeſſe vera
mente vn pieno Ragionamento mentale ; queſto
pero non eſſendo ſcritto , non è vera Lettera : &
perció ſi aggiunge .
In iſcritto . ] Per diſtinguer la Lettera Miffiua
dalla Oratione Verbale . Onde le Lettere fon pa
role mutole , che parlano agli occhi , & non alle
orecchic.Siche le Lettere di Ciccrone ſe foffero
ftate da lui diſcorſe à Voce , ſarebbero Orationi
Verbali : & le Orationi di Ceſare a ' ſuoi Soldati ,
fe da lui foffero ftate traſmeffe loro in iſcritto ,
farebbero Lettere Miſſiue . Poco importando che
fano ſcritte in pagine, come vſano i moderni : o
in corteccie di Arbori, come gli antichi, o in Lino ;
come le Sibille , ò sù la teſta degli Schiani, come
Hifiéo , facendo Lettera del Portatore .
Con Perfona lentuna. ] Queſto accreſce marauiglia
à queſt'Arte , laqual fà correre i Concetti della
noftra Mente da yn Mondo all'altro . Ma benche
la Perſona à cui fi ſcriue non fofte lontana ; come
allora che i Supplicanti porgono al Principe i lor
niemoriali di propria mano ; farti inſieme Scrita
lu : 1, 'i Meflaggieris nondimeno la Lettera è ſcritta,
come
Libro Primo . 3
come lè il Principe foffe lontano. Che poi ſi ſcriua
ad vna Perſona ſola , come Cicerone ad Attico :
ò à molte inſieme, come vn Principe ſcriue à tut
to vn Popolo : la ſingolarità ò pluralità, non muta
la Forma della Letrera .
Finalmente ſi dice, Di coſe appartenenti al Commer
cio humano. ) Ilche diſtingue la Lettera familiare
da'Ragionamenti Dottrinali • Specolatiui, per la
Materia, per la Forma, & per il Tema, come vdirai.

CAPITOLO SECONDO
Della Materia delle Lettere .

L der J , non è di coſe Scolaſtiche , Dottrinali, ó


Specolatise ; ma di coſe Cimili, & praticheuoli, & op
portune ò noceuoli alla humana Vita . Siche la
Materia delle Lettere Milliue , & la Materia delle
Orationi Retoriche, è la medeſima: altro non ef
fendo la Lettera, che vna breue Oratione in iſcrit
to : & la Orationc yna diffufa Lettera à voce , co
me ſi è detto . Laonde chi sà bene ordinare vna
Lettera , ſaprà infino à certo ſegno , ordinare vna
>

Retorica Oratione : & chi sà bene ordinare vna


Oratione , meglio ſaprà ordinare vna Lettera : per
che chi può fare il più , può fare più facilmente
il meno .
i Dunque delle Coſe buone ò noceuoli alla Vita
Humana ; altre appartengono a' Beni di Natura ,
come quando ſi ſcriue del Naſcimento • Morte di
Amici à Parenti : 'della Sanità o Infermità: di Pia
ceri ò di Affanni : di Nobiltà è Ignobiltà di alcuno .
5
A 2 Altre
4 Dell'Arte delle Lettere Miſſiue
Altre appartengono a'Beni di Fortuna come
quando ſi ſcriue di Honori • Dishonori : di Ricchezze
odimenti
Posertà: :didi Acquiſti ò Diſauuenturdie :Fauori
Auuentureò Detrimenti: di Amicia
ò Sca
Com.

Nimiſtà : di Guerra ò Pace : di Vittorie Ò Perdite : di


Signoria Ò Seruitù : di Negotý dimeſtici, è mercan
tili : di Premij o Pene .
Altre appartengono a ' Beni dell’.Animo : come
}
circa le Paffioni Humane , quando ſi ſcriue di Ody
ed Amori : di Speranze è Diſperatione : di Confidanza
Ò Timore . Circa le Virtù Intellettuali , della Scienza
ò dell'ignoranza di alcuno : degli Studi ò Eſercity .
Circa le virtù Morali;della Prudenza , o Fortezza , 2

• Giuſtitia : delle opere magnifiche à vili : de' Farti


Illuftri Ò Vergognoſi.
Ma queſta Materia così vaſta delle Miſſiue, ſi ri
ftrignea ' Tre Generi della Retorica Perſuaſione :
cioè , Cofe Lodeuoli è Biafimeüoli : coſe Vtili ò Dan,
noſe : cofe Giufte od Ingiuſte.
Sokobong

CAPITOLO TERZO
Della Forma Eſſentiale delle Lettere :
Ico Eſſentiale , perche ficome nel Corpo Hu
Dino
mano vi è la forma Eſentiale, cioè l'Anima ;
ntale le belle Fattezze , &
& la forma Accide , cioè
l'Integrità delle Membra : così nelle Lettere , la
Materia è il Corpo; la Forma Accidentale, è lo Stile,
le Argutie , & l'Ordine delle parti che abbelliſco
no , & ornano la Lettera . Ma la Forma Eſſentiale
della quale al preſente ſi parla; aguiſa dell'Anima,
differentia vnaSpecie di Lettera da yn'altra Specie.
Sicome
Libro Primo S
Sicome adunque vn'iſteſſo Legno dal ſaggio
Artefice puo riceuere varie Forme, di Huomo , di
Leone, o di vno Scanno ; & l'Artefice interrogato
qual Forina vuoi tu dare à queſto legno ? riſponderà , lo
voglio che habbia Forma di Huomo e non di Leone : così
l'iſteſſa Materia della Lettera ( come per Eſempio ,
delle Ricchexe ) fi può trattare fotto varie & diffe
renti forme Effentiali : • Lodando le Ricchezze , ò
Biafinandole , Ò Efortando alcuno à fuggirle , ò Inſe
gnando ad accreſcerle . Et queſta forma della Leta
tera è il fine di chi la fcriue. Ilquale interrogato ,
Per qualfine fcriui tu delle Ricchezze? riſponderà , Per
Lodarle. Per biaſimarle . Per cfartare à fuggirle . Per
inſegnare ad accreſcerle . Hor queſte Forme princi
palmente ſi comprendono ſotto gli Tre Generi
della Retorica Perſuafionc ; cioè , ſotto il DIMO
STRATIVO , le Lettere Lodative , Ò Biaſmatiue
Sotto il DELIBERATIVO, le Conſigliatine , ò Scone
figliatiue. Sotto il GIVDICIALE , le Accufatiue , o
Eſcufatiue .
Ma benche ſotto queſti Tre Generi paiano com
prele ſolamente quelle ſei Specie di Lettere che ſi
ſon dette : nondimeno agli ftefli Tre Generi ſi ridu
cono molte altre Specic di Lettere Miſſiue , che
rampollano da quelle comeRigerti dalle radici .
Al Genere DIMOSTRATIVO , oltre alle Let
tere Lodutive & Biaſmatine ,fi riducono le Lettere
di Congratulatione ò Condoglienza : le Dedicatorie di Li
bri o altri doni : quelle di Ringratiamen to o Rimpró
uero : di Credenza , di Raccommandatione's di Compli
menti, di Buone fèfte , di Preſagi felici, ò funefti : & in
oltre , i Ragguaglidelle Anuenture ò Diſauuenture , le
Informationi, leNarrationi di nouità ſeguite , le Deſcrita
tioni deº luoghi ò.cafe curiofe .
Al Gencre DELIBERATIVO , oltre alle Conft
A 3 gliatine
tr fti pu St me bli ma ci ne al Co il l'a tr
c ffi oi ud nt co reſo re le mP lt eM
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e o liretie pu , ene amna no
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: Articoli precedenti.
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l'Eſcufatorie; & altre fimili.
Aa m al ſagilge d gl lmfa queſ
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l'Eſpoftulatorię ò Lamentenoli ; le

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DellArte delle Lettere Miffiue

o en ru i&
ibpe eE il &

Del Tema della Lettera Mifua.


CAPITOLO QVARTO
di &, rartat b i del de Aufi erceoono Sati
i en n l l; l m ri
ch
tut Gi a ſinmpoi fV'iamG olt f ialri e e

Conuien
ti u gli ul c e re arà'ynl
latorie , i Commandi, le Sfide , gl’Inniti, & i Rifiuti .
• Difenſiue ; ſi riducono le Dannatorie • Affolutorie

i . : e ;
Al Genere GIVDICIALE oltre alle Accufarine ,
• Diffuaforiez le Hortatorie, Ammonitorie, le Dogmatiche ,
gliatiue òÒ Sconſigliatiue , fi riducono tutte le Suaforie
le Confolatorie ; le Minaccienoli ; le Frecatorie ; le Poſtu

L Tema è l'Argomento della Lettera , & quafi


prende il Tema haurà la Lettera mezzà fatra , per.

narla . Hora il Tema facilmente fi ritrahe dagli tre


che non ſentirà difficoltà nel diftenderla & ordi
Libro Primo? 7
Conuien dunque , che quando Sempronio , •
chi ſi fia , prende la Penna per iſcriuere yna Lettera ,
li figuri nell'animo di douer riſpondere à tre Intcr
rogationi., A chi vuoi tu fcriuere? Voglio ſcriuere
al Principe : ecco la Perfona . Di qual coſa gli ouoi tu
fcriuere ? Di yn'Ingiuria fattamida Ticio : ecco la
Maieria della Lettera. Per qual fine gli vuoi tu ferie
were ? .. Per ſupplicarlo à fàrmi giuſtitia : ecco la
Förina della Lettera . Congiugnendo adunque in
fieine queſte tre Riſpofte ; il Tema ſarà . Sempronio,
hauendo riceuuta un'Ingiuria da Titio , fupplica il Principe
** di fargli Giuſtitia . Et così tu comprendi che la Let
tera è Precatoria ; laqual, come ſi è detto , è vna
Specie di Lettera del genere Deliberarino.
Ma benche queſto ſia il Genere Principale , nondi
meno ſe tu eſamini bene il Tema , tu trouerai che
ancora gli altri due Generi,Dimoftratiuo & Giudiciale,
vi entrano come Aufiliari . Perche, le Sempronio
vuol muouere il Principe à fargli Giuſtitia, necefla
riamente conujene ch'egli narri e proui l'Ingiuria
fatta : & queſto è officio del Genere Giudiciale. Et
oltre ciò conuien ch'egli dimoſtri la ſua innocen
za, & eſaggeri la maluagità di Titio ; & lodi la
Giuftitia del Principe : & queſto è officio del Ge
ncre Dimoftratino
C6022969

CAPITOLO QVINTO
Del Corpo della Lettera .
Icome ogní Oratione Retorica di qualunque
ftantiali , propofitione & Confermatione , laquale è il
Corpo dell'Oratione , cosìnella Lettera Miſliua la
A 4 Propo
8 Dell'Arte delle Lettere Miſfiue
Propofitione è il Tema; & la Confermatione , è il
Diſcorſo che ſi compone per perfuadere il Tema ' .
Et quefto Diſcorſo è il Corpo della Lettera .
Hora perche ogni Perſuaſione fi fà con le Ra
gioni: perciò la prima Opera di colui che ſi ac
nge à diſcorrere ſopra il fuo Tema : confiſte nel
fare vna raccolta delle Ragioni, con le quali vuol
perſuaderlo . Laqual raccolta quando non è ancor
difteſa, ne veſtita di Ornamenti, ma fimplice ,& >

nuda ; fi può chiamar l'Offatura della Lettera : nella


guiſa che i Plaſtici prima di formare vna Statua
col Geffo ,fgroffano co'cenci rozzamente le mem
bra che hanno à comporla .
Suppoſto adunque che Sempronio interrogato
qual ſia il Terna della ſua Lettera , habbia riſpoſto ;
Io voglio Supplicare il Principe àfarmi Giuſtitia della. In
giuria laqual da Titio bò riceuutá . Conuiend dinuouo
interrogarlo ; Per quali ragioni puoi tu perſuaderlo à
farti Giuſtitia? Se Sempronio haurà ben conſiderato
ilſuo Tema, per le numenaturale ch'egli hab .
bia , riſponderà. Perche l'Ingiuria è ſtata graue . Perche
.

dan
da me non hebbe niuna cagione . Perche io ricevo gran
no e gran dishonore. Perche negli altri caſi, il Principe ſuol
dimoſtrare il Zelo della fua Giuftitia . Perche la mia fer
uitu mi faſperar queſta Gratia. Perche farà eſempio apref
go al Popolo .
Hora nel progreſſo diſcorreremo particolarmen
te in qual maniera ſideriuino le ragioniperſuaſiue
dagli Tre Generi : & come ſi fabrichi l'offatura
delle Lettere di ciaſcuna Specie . Al preſenteſi dee
dire delle Maniere Generali della Perſuaſione che ſo
no quattro : Hiſtorica , Logica , Etica , & Patética: )
ure
CAPI
Libro Primo. 2

CAPITOLO SESTO
Della Perſuaſione Hiſtorica.
Perfuafione Hiſtorica è per via di Narratione ,
L APeroche ſebene la ſimplicc Narratione di vn
fatto , non ha forma di Argomento illatiuo : non
dimeno per due ragioni ſi può chiamar Perfuafiua ,
L'vna per l'Autorità di colui chenarra il fatso. L'altra
per il Fine alqual è ordinato ,
5

E do colui che narra, è ,creduto Veridico; fà cre


dere che ſia vero ciò ch'egli narra : nella guiſa che
ſi dà fede a Teſtimoni : & tanto maggior fede ,
quant' egli è riputato più fedele : onde fi folea dir
di Senocrare ,"Ipſe dixit. Senza giuramento , ſenza
2

render ragione ; il ſuo detto valeua come vn'Argo


mento dimoſtratiuo . Et così Gi dà fede non fola
mente à color che narrano Attioni e Coſtumi ma
rauiglioſi degli Huomini da noi non conoſciuti ,
come le Hiſtorie del Mondo nuouo : ma ancor ' à
Filoſofi , che raccontano ſtupendi effetti della Na
tura : che perciò ſi chiamano Hiſtorie Naturali , co
me quelle diPlinio & diEliano . Per queſta prima
Ragione ſi dà fede alle Lettere di Ragguagli , e di
Nouelle ; quando ſiano ſcritte', non da Gazettieri,
ma da Perſone Autoreuoli , come la Lettera di
Aleſſandro ad Ariſtotele ,delle coſe marauiglioſe
della India ; effendo inueriſimile che yn Magnani.
mo voglia mentire . 1
L'altra Ragione è più propria delle Lettere. Per
che eſſendo queſte ordinate alla Perſuaſione di coſc
agibili del genere Dimoftratiuo, ò Deliberatiuo, ò Gium
diciale : la Narratione è comc yna Premeſſanecef
ſaria
IO Dell'Arte delle Lettere Miffiue
faria alla Perſuafione . Pcroche nel Genere Dimoſtra
tino , ſe tu vuoi lodare Pompéo , conuien che tu
narri le fue Heroiche Attioni in Guerra e in Pace
prima di lodarle. Et ſe tu vuoi lodare la Città di
Torino ; conuien che tu narri il Sito , la forma ,
la bellezza , la foauità dell'Aria , la moltitudine &
valore de Cittadini; & la Grandezza de' Padroni .
Nel Genere Deliberatino, ſe tu vuoi conſigliare i Ro
mani à far guerra contro Anníbale ; conuien che
tu narri le crudeltà & le ſtragi fatte da Annibale ;
la opportunità della vendetta ; le forze , maritime
¢ terreſtri .
Nel Genere Giudiciale ,ſe tu vuoi accufar Catili
na, conujen che tu racconti la ſecreta conſpira
tione; la folleuation degli Allobrogi ; l'apparato
delle Armi .
Siche, quando la Narratione ſiaveriſimile, ordi
nata , chiara, & viuamente rappreſentata, effer non
può che non perſwada .
Whey'd
CAPITOLO SETTIMO
Della Perfuafione Logica.
O Veltafifà perviae di Argomentie , Ragioni,feno
Pron
babili & Veriſimili; & perciò popularmente Per
ſuaſiue. Et queſta è la più gagliarda l'erſuafione; per
che gli Argomenti ſono i Nerui della Oratione .
Et ſi chiama Perfuafione Logica, perche gliArgomenti
Retorici feben non fon formati al modello de Sil
logiſmi Logici,ſi deriuano contuttociò da’ luoghi
communi al Dialettico & al Retorico : ma vi è
molta
Libro Primo . II

molta differenza dagli Argomenti 2 etorici alli


Dialettici; nella Forma, nella Materia , & nello Stile .
Differente è la Forma ; perche gli Argomenti
Dialettici fi fabricano come Sillogiſmi , con tre
Propoſitioni diſteſe, Maggiore, Minorc, & Conſeguenza.
Come nel Propoſto Eſempio. Un Principe Giuſto das
difendere gli fuoi Sudditi dalle ingiuſte oppreſſioni . Voſtra
Altezza è un Principe Giufto , Adunque V.A. dee difen
dere gli fuoi Sudditi dalle ingiufte oppreffioni.. Ma l'Ar
gomento Retorico ſi chiama Entimema, perche at
tenendoſi ſolamente allaſoſtanza della Ragione ,
non ſegue la Forma di quel Sillogiſmo , per non
parere vn Sofiſtico ; ma ſconuolge le Propoſitioni;
è ritien nella mente quella Propofitione che gli
par fouerchia. Come à dire'; V. A. è un Principe
.

Giufto. Adunque dee proteggere gli ſuoi Sudditi dalle op


preſſioni . Doue tu non vedi eſpreſſa quella Maggio
re, Un PrincipeGiufto dee difendere gli ſuoi Sudditi dalle
inginfte oppreſioni, perche quefta , eſſendo nota ad
ognuno; parrebbe voler fare il Pedante al Principe ,
ſillogizzando in forma come yn Dialettico .
Differente ancora è la Materia : perche l'Argo
mento Dialettico applica quella Forma Sillogiſtica
alle Materic Filoſofiche& diſputabili nelle Scuole,
per conuincere gl'Intelletti ſpecolatiui: ma il Re
torico applica quella Forma Entimematicà alle
Materie Perfuafibili a Cinili , per muouer gli Animi
à qualche Operatione; come quello che muoue
il Principe à protegger l'oppreffo , & får Giuftitia .
Differente finalmente è lo Stile : perche il Sillo
giſmo Dialettico è ſecco e nudo di ogni Orna
mento, per inſegnare ſolamente il Vero : ma l'En
timema Retorico , ficome più Ciuile , per Perſua - L
der compiacendo e dilettando , orna & condiſce
Ic ſue Propofitioni con qualche ciuiltà & vaghezza,
accio
12 DellArte delle Lettere Miſſiue
accioche chi parla ò ſcriue , non paia vn zótico &
2

vn villano . Come per eſempio . Eſſendo l’Alterka


Zoftra celebrata dalla publica Fama per quel Principe che
più rettamentedi ogn'aleroſoſtiene le lancidella Giuſtitia :
deg gioſperare che ſi degnerà di proteggere forto l'ombra det
ſuso Sacro Manto un fedeliſſimo Suddita da un'ingiuftiffrino
oppreſſore . .

Or di queſti Entimemi dueſono le Scaturigini.


HDL'vna è chiamata Topica , perche gli Enti
memi fi formano da' Luoghi generali, & Maſſime 1

communi al Dialettico al Retorico : come que


Ite. Dalla Definitione fi conoſce l'Eſſenza delle coſe. Delle
Coſe Simili , ſirnile è la Ragione . Delle Coſe Contrarie
contraria è la Ragione . Delle Cofe Relatiue , pofta luna ,
. .

s’inferiſce l'altra . Se il piu ſi può , fi potrail meno. Et


altremolte che dal Dialettico li poſſono adattare
alle Materie Specolatiue , & dal Retorico alle Max
terie agibili & Ciuili, come diremo .
L'altra Scaturigine è propria del Retorico .
Queſte ſono le Maſſime & Propofitioni proprie di
ciaſcun Genere, Dimoſtrativo, Deliberatino, e Giudiciale;
onde fi formano Entimemi per lodare le coſe hono
rate ; conſigliare le coſe vtili; & accufare le cose in
giuſte . Come nelDirnoftratiuo : Pix glorioſo é colui che
opera per la gloria della Patria , che per la ſua propria ,
3

Nel Deliberatiko : Più orile è quellaOpra il cui beneficio è


piu Dureuole, che il Momentaneo Nel Giudiciale . L'In
giuria che offende l'Animo è maggior di quella che offende
il Corpo . Ma di queſte Fonti degli Entimcmi dir
.

correremo à luo luogo. Et queſto baſta per vn pic


col faggio .
1

1602
6.99 €429
GCGC

CAPI
Libro Primo 13

CAPITOLO OTTAVO VITLIO


BIB TOR
ROMAIO A M.DE
TEC
EMANUELL
Della Perſuafione Etica .

rale' ; cioè quella che rappreſentando li Virtuoſi .


Coſtumi, la ſincerità , l'integrità , la beneuolenza
di chi ſcrive ; concilia talmente l'Animo di chi
legge , che facilmente crede al ſuo detto , & fi
muoue à compiacerlo. Ne perció s'intende che
chi ſcriue , lodi le ſteſſo ; come s'egli dicefle To fon
Saggio , 10. fon Prudente , lo fon Benigno : anzi il lodar
fe teffo fà contrario effetto ; & aliena l'Animo
dell'Vditore inuece di conciliarlo . Biſogna dun
que che le coſe iſteffc ch'egli ſcriue fian tali , che
il Lettore formi in ſe ſteſſo vn tacito concetto ;
Certamente coſtui che mi ſcriue é un'Huom Virtuoſo , e
Senſato , & Benéuolo. Effendo coſa certa , che dalla
fola dettatura della Lettera , ſi conoſce l'Animo
dello Scrittore . Onde offerua Seneca , che nello
Stile delle Lettere di Mecenate , trafpariua vn’
Animo'molle , & effeminato più che virile .
Queſto ſi dice quando alcun parla di fe medefi
mo : ma quando ſi parla di altri, come nel Ge
nere Dimoftratiuo volendo lodare la Virtù, la Bontà,
la Prudenza di Pompeo : ò nel Genere Giudiciale ,
yolendo difendere la Innocenza di Deiotaro : &
moſtrar la mala natura degli Accufatori; ſi può
chiaramente far comparirei buoni o maluagi co
ftumi altrúi, & deferiuere vn'Huom Forte , Saggio ,
• Benigno : ouero vn Codardo , vno Stolido
* yn’Iracondo ; di che diſcorreremo à ſuo luogo .

CAPI
14 Dell'Arte delle Lettere Miffiue
CAPITOLO NONO
Della Perſuaſione Patetica.
Atetica ſi chiama la Perſuaſione Affettuoſa ; cioè,
P
percio Impreſſiua delle medeſime Paſſioni in colui
che legge : come per certa Simpathia naturale , la
Imagine di vn Huom che ride , muoue à ridere ;
& la Imagine di vn che piange, contrifta . Quindi
è , che ficome ogni Huomo diuerſamente giudica
quando ama, & quando odia': quando è irato , &
quando è tranquillo : così quegli fteffi Argomenti
che noi alleghiamo all'vditore , per perſuaderlo ;
fanno aſſai più gagliarda impreſſione quando hab
biamo in lui deltata l'Ira, ò la Lenità : l'Indignatione ,
• la Miſericordia : la Confidanza, ò il Timore : l'Amore,
ò la Malinolenza . Siche nella Perfuafione Etiça, l'Au .
ditor crede per gli coſtumi dell'Oratore : ma nella
Patetica , crede per la ſua propria paſſione ". Et per
ciò il Popolo molto più li perſuade per la pertur.
bation dell'Animo , che per gli Argomenti . Ma
ancor di queſta perſuaſione ragioneremo à fuo
luogo .

CAPITOLO DECIMO
Delle Parti Integrali della Lettera .
Icome degli Animali Imperfetti alcuni ſon ſen
S
me le .Scimie ; & altri fenza Corpo, come alcuni
,
2

Peſci Maritimi e Paluftri , ne ' quali altro non vedi


che
Libro Primo : 15
che Tefta c Coda ; ma gli Animali più perfetti,
come il Leone , la Tigre, il Cauallo , furono di
queſte tre parti proportionatamente dotati : così
ad vna Lettera Perfetta fi richiedono queſte Tre
Parti ben concertate & vnitc :
IKLArgomenti
Corpo è il Diſcorſo , compoſto di Ragioni &
ſopra il Tema propoſto , come ſi è
detto al Capitolo Quinto . Siche il Tema non è
il Capo ; ma parte eſſentiale del Corpo non po
tendo ſepararſi va dall'altro .
IL Capo adunque è vn leggiadro Preainbolo per
,
mette l'Eſordio per inſinuarſi alla Propofitione : &
queſto principalmente, quando li Tcriue à Perſona
di riſpetto , o per auanti non conoſciuta; ò dopo
vn lungo ſilentio, ò di negotio arduo, ò nelle Lci
tere Petitorie di qualche aiuto , maſſime ſe non hà
meriti : ò di tal'altro ſoggetto che il faltare à pie
giunti al noſtro Tema, hauendo dell'inciuile ö
dell'ardito ; ſia neceſſario di recar qualche ſcuſa , o
qualche vrgenza che forzi à prender baldanza di
ſcriuere, & di ſuperare il roffore. In queſto Proemio
adunque ſi può allegare alcuna ragione Argura, o
Etica , ò Patetica , per conciliar l'Animo del Letto
re , c torgli la marauiglia, come à ſuo luogo ne
vdırai molte formole .
cui , finito il
L A Coda poi, è yn Complimento, con
il noſtro ardire ; ò profeffando perpetue obliga
tioni; o augurando proſperità , & anni lunghi e
felici ; con Fórmole Ingenioje, o Etiche , ò Patetiche
ſecondo i Soggetti : accioche il fine corriſponda
al principio . Addurro vn’Eſempio di queſte Tre
Parti nella Lettera Gratulatoria per la Vittoria di vn
Principe .
La
16 Dell'Arte delle Letrere Miffiue
A Fama della Vittoria glorioſamente rapportata da
V. A. hauendo con l'ecceffiua allegre la data la Voce ;
,
L
I non folamente a tutto il Popolo, ma alte Cataſte di gioia ,
2

e a mati Bronzés non ha permeſſo alla mia Penna di giacer


taciturna in tanti applaufi.'

Rellegromi dunque con V. A. che ſotto i Piedi ſi è vea


duti coloro , cine minaccianano a' noftri Capi. Benedico
quella Spada, che pieroſamente infierita contro a Perduelli,
hà troncate ad un tempo le loro vite , é i noſtri timori
Rendo Gratie alla Diuina Giuſtitia, che udendo le iattante
de Barbari , e i nofiri Voti; in quel Campo fatale bà for
terrata la Guerra e diſſoterrata la Pace , facendo pullular
Palme glorioſe da un fangue infame .
Supplico la Benignità di V.A. a degnarſi di gradire que
fte diwote mie Voci, che dal profondo del mioCuore fanno
Eco alle publiche acclamationi ; mentre da quelle Vittime
facrificate alla noſtra quiète , prendo Augurio di maggiori
profperità allAlt. Doftra , a cui Piedi trionfali profonda
mente m’inchino .
Gli è certo che anticamente fra' Latini fi vfa
E uano Lettere ſenza Teſta, & ſenza Coda : per
che cuminciando immediatamente dalla Propoli
tione, finiuano in vn fimplice Vale ; ftimando più
la Sanità che tutti li Complimenti delMondo . Ma
dapoi che i Goti e' Longobardi introduſero nella
Italia con la Barbarie la Ciuiltà de' Titoli di Hono
re ; nacquero le Ceremonie , & i Complimenti, che nel
nome fteffo inſegnano à mentiré . Et oltre ciò , fi
come ne' noftri Secoli, rintuzzata la ſincerità degli
Animi, ſi ſono aſſottigliati gl'Ingegni ; ancora le
Lettere Mifiiue , che apreſſo i Romani erano aſciut
te , e ſimili a' legni delle Tabelle ſopra ' quali fi
ſcriueano ; hora fioriſcono di Concerti , & di lus
ſinghiere vaghezze , & ornamenti .
Vero è nondimeno che nelle Lettere lequali più
per
Libro Primo . 17
1 per vſo che per pompa ſi ſcriuono : & in quelle
che ſcriuono Superiori agl'Inferiori , il Capo è
>

foperchio ; .& per Coda bafta yn cortefe Adio, co >

me à ſuo luogo vedrai .


Anzi taluolta Ingegni grandiſſimi , affettarono
yna Laconica Brenità, o per diletto , o per diſpregio ,
come quella degliSpartani che riſtrinſero il Capo ,
& il Corpo , & la Coda della Lettera in quella fola
paroletta NIHIL , che parue apunto diceffe Nulla ,
è dicea tutto : & più ſpauentò il Re Filippo quella
Parola fola , che ſc haueſſero empiuto vn foglio
di Diſcorſi, & di Diſpregi. Così ancora il Re Serſe
per minacciare à Leonida , ſe non gli mandaua le
Arme & iTroféi, che gli Spartani gli haucan tolti
in guerra : ſcriſſegli in vna Letteraqueſte due Pa
role arroganti, MITTE ARMA . Alle quali Leo
nida riſpoſe con altre due Parole aſſai più frizzanti,
VENI ET CAPE . Moſtrando che gli Spartani
Sapean meglio parlar laconico , che i Perſiani.
escopes

CAPITOLO VNDECIMO
Della Forma Accidentale delle Lettere .
Icome per eſſer ' Haomo baſta l'Anima infor
Sforme il
, infermo e ſtorpiato ; ma perche il Corpo
ſia ben formato è neceſſaria la Soauità del Colore ,
la Proportion delle Farteze , & l'Ordine delle Membra :
così per Soſtanza della Lettera Mifſiua, baſta che
tu facci intendere in carta , benche rozzamente , il
tuo Concetto ; ma perch'ella ſia bella , è neceſſa
ria la Elegariza dello Stile , la Proportion del Decoro ,
B & l'Or
18 Dell'Arte delle Leitere Miſſiue
& l'Ordine del Diſcorſo . Quindi è che ficome , il
Volgo giudica, che ſia miglioreil non cffer Huo
mo , che l'eſſere vn'Huom Deforme, pregiando
più l’Accidente che la Soſtanza: così egli par mi
normale il non ſapere ſcriuer Lettere, che lo ſcri
uerle disformate . Perche il non fapere Scriuere ,
è Ignoranza compatibile ; ma lo ſcriucre fciocca
mente , é Ignoranza ridicola : quella s'imputa à
traſcuranza de'Nutritori: ma queſta alla inertia c
ftolidezza dello Scrittorc . Prima dunque fi dirà
dello Stile
4

CAPITOLO DVODECIMO
Dello Stile delle Lettere Miffiue.
A Prima & principal Proprietà dello Stile , è
L la Purità della Lingua ; ſia qualunque Lingua
in cui fi fcriua , Italiana , Latina , o Alemanna , o In
>

diana . Siche non ſi veggia nellaOrtografia niuna


ſcorrettione: & nella Compoſitione niuna bar
bara improprietà , ne pedanteſca affettatione di
Vocaboli troppo ricercati, ò rancidi , od oſcuri .
Nelche feruono molto bene a' Latini il Calepino
ortolingue : & agl'Italiani il Vocabolario della
Crutca : purche tu ticonſigli con gli orecchi tuoi,
fe qualche Voce fia troppo ſtrana nella tua Patria;
benche in Firenze ſia coſtumata .
Queſto ſia detto quanto alla Grammatical Pro .
priera dello Stile , in generale . Ma oltre alla Pro
prietà, vi fono altre Differenze Retoriche di Stili , che,
leruono ad vna Lettera Mitliua più che ad vn'al
tra , ſecondo i Soggetti . Cioè , Stile Piano ò Fi
furul! 0 : Laconico o Aſiatico : Erico Parético : Dolce
od
Librù Primo . 19
od Afpro : Serio Ò Giocojo . Non è quà il luogo d'
inſegnare come ſi componga ciaſcuno Stile ; ba
ſtando al preſente il farti conoſcere le lor Differen
ze , da' loro Nomi .
O Stile Piano, è quello col quale hiſtoricamen
L te tu eſprimi il tuo Concetto con pura e foa
ue Latinità , ma ſenza translati è figure attuoſe :
qual è lo Stile de Commentari di Ceſare ; iquali
da Tullio ſono paragonati ad vna Venere ignuda
sì, ma Bella : ſenza Clamide ricca , ſenza monili,
& ſenza liſci, ò cerufſe ; ornata fol di fe fteſſa :
& tali ſono le Lettere famigliari di Cicerone , di
Bruto , e Marco Antonio , che paiono vſcite da
vna fola Penna , & lauorate ad yn torno .
Per contrario , lo Stile Figurato è quello che in- ;
uece di Parole proprie , vſa Metafore frequenti 2

Alliterationi, & Antithefi, Parole Compoſite , &


Seſquipedali . Siche pofati i Socchi, s'innalza ſo
pra i Coturni d'Hiperboliche Fraſi , & getta am
polle : qual'è lo Stile Pompoſo & Heroico ne?
Tragici Teatri .
O Stile Laconico,accenna più toſto che ſpieghi
L li Concetti füccintamente , donando più da
penſare alla mente , che agli occhi da leggere ;
come le Lettere di Cicerone ad Attico ; & di Ta
cito nelle Hiſtorie ; degno perciò del ſuo nome ;
perche più dice tacendo che parlando .
Per contrario l'Aſiatico , facendo gloria di vna
>

copiofa affluenza , ciò che può dire in due Pa


9

role , lo dice in diece ; ftancando ſe ſteſſo & il


Lettore : quai fono le Lettere & le Concioni che
fi leggono in Polibio , & altri Greci; imitati da
Liuio Padouano .
O Stile Etico , come già vdifti, è quello che
B 2 come
,
20 Dell'Arte delle Lettere Miſſiue
come nelle Lettere Ammonitorie & Pareneriche .
Per contrario il Patetico, è quello , con cui chi
2

fcriue moſtra vn'Animo paſſionato ; & procura di


appaſſionar colui à cui ſcriue; ò con Figure ga
gliarde, Interrogando, Eſclamando, Apoftrofando: ò con
affetti teneri e pietoſi , Mitigando , Deplorando , ó
Pregando : come le Lettere delle Heroidi abbando
nate da' loro Amanti apreffo Ouidio .
O Stile Dolce, è quello che naſce da yn ' Argo
LM
mento vago & ameno , & moſtra vn'animo
affabile e tranquillo ; parole molli e dilicate , che
rappreſentino oggetti grati & piaceuoli : Figure
harmoniche ; Periodi correnti , chiare , numeroſe ;
ſenza intoppo è concorſo di aſpre Confonanti .
Siche il parlare ( come ſi dicea di Platone ) paia
yn liquido fauo fabricato dalle Api nelle ſue labra :
& la Penna paia ſtillar néttare & non inchioſtro .
Tutto in contrario, lo Stile Afpro haurà Soggetto
tetrico ò fiero : Parole ſcabrole, & aftrufe ; Clau
fule interrotte, ſenza numero ; & di dura & oſcura
conſtruttione: fiche paiano vſcire da vn'Animo
agreſte , o cupo ; come quelle di Empédocle & di
Epicuro nutrito nelle Cauerne: di cui dicea Tullio ;
Non vuol effere inteſo ? non pur ſi legga.
O Stile Serio , è proprio di Soggetti c d'Animi
L
cetti faranno maeſtreuoli , & vtili ; & più toſto
meſti che giouiali ; poiche la Serietà ſi numera frà
gli Oggetti noieuoli. Vſa Parole Proprie : ò ſe per
neceſſità ò per maggior' eſpreſſione, vſa Translati;
non li traſporta da Oggetti fóridi e vaghi, come i
liquidi Criſtalli, & li Prati ridenti : ma da Termini
Legali, ò Morali ; come ſon gli Translati di Se
neca il Vecchio nell'Epiftole à Lucilio .
¿ Per contrario , lo Stile Facete, è proprio per ral
legrar
Libro Primo . 21

legrar l'Vditore e muouerlo à riſo . Et perche il


ridicolo naſce da vna Deformità che non doglia , come
2

ſono le Fattezze biſtorte ,7 & le coſe vili, e fordi


dette ; in due maniere fi muoue il Riſo , o con il
Soggetto , ò col Modo . Cioè, trattando vn Sog
getto ſordido e vile : ò trattando vn Soggetto
Nobile & Serio con maniera vile . Ma le Facetic
Ciuili , naſcono principalmente dall'Equiuoco è
dall' Inaſpettato . Con l'Equiuoco, vſando parole
Ironiche : & Fraſi, ò Argomenti che habbiano ſie
gnificato di due fignificati, l'vno ſerio, l'altro, vile .
Con l’Innaſpettato , facendo credere al Lettore
che tu vogli dire vna lode , & terminando in vn
biaſimo : ouero , che tu vogli dire vna coſa Seria
& concludendo in vna Ridicola . Di queſto gene
re ſono le Lettere del Biſdómini , & del Caro con
tro al Caſteluetro .
Rydbe

CAPITOLO TERZODECIMO
Del Decóro .

L Decoro altro non è che yna Connenienza e Pro


Ibitoportione di vna coſa ad vn'altra : come di vn ' Ha
alla qualità di chi lo porta . Dunque il ſerbare
il Decóro nelle Lettere altro non è , che l'adoprare
Stilo, Tema, Ragioni, Concetti, Maniere, Termini, Titoli ,
Complimenti proportionati alla Perſona à cui fi fcrino ;
alla Perſona che ſcriue ; && al Soggetto di cui ſi ssrine :
& oltre ciò , al Tempo, alLuogo, & alle altre Circo
2

Stanze : perche tal coſa in vn Luogo & in vn Tem


po conueneuolmente ſi dice , & in altro nò .
Or quanto alla Perfona à cui ſi ſcriue, egli è cer
to che con altri Termini di ſcriuc al Superiore , .
B 3 ò al
BIBLIROTOECMAANAZ
2010ROEMA
S
22 DellArte delle LatereMiſfiue
ò al Suddito , ò all'Uguale . Peroche ad vn Superiore
fi ſcriue con Termini di Sommeſſione, Riuerenza ,
Humiltà , Vbidienza, Supplicatione, & Ofſequio .
Al Suddito, con Termini autoreuoli, & Signorili:
commandando , ingiongendo , moſtrando voluntà
di giouargli, & di ſouuenirſi de' ſuoi Seruigi , dili
genza , & fedeltà .
All'Uguale , con Termini corteſi, e ciuili , eſpreſ
fiui di cordiale amore, eterna obligationc a ' ſuoi
fauoris offerte affettuoſe à feruirlo , inftanti pre
ghiere,& altre Formole che ſi diranno à fuo luogo.
Vero e nondimeno,chein queſto Secolo l'Adula
tione ha confuſi i Termini di Padronanza con gli
Vguali; & diVguaglianza con gl' Inferiori : fiche
il Titolo di Magnifico, che altre volte non fi attri
buiua , ſenon agli Re ; hoggi è rifiutato da' Scar
pinclli, che pretendono il Molto Magnifico .
Irca la Perſona che ſcriue. Sicome all’Huomo
CAra
Attempato conuiene vn'Habito bruno e po
fitiuo , & al Giouane vn'Habito ricco e yago :
così all' Attempato più conuiene lo Stile Serioſo .
c Graue ; & al Giouane l'Ingegnoſo e fiorito : &
ſe vuol fare il Serio & il Saccente & il Sententioſo ,
fi fà ridicolo .
Similmente ſecondo che l'Animo è compoſto
ſi varia lo Stile , & i Concetti. Peroche all ? Irato ,
& all'Amante, che quafi dalle Furic fono agitati ;
permettonfi l’Eſaggerationi & l'Eſcandeſcenze,che
negli ſpaſſionati farian Frencsíe .
Inalmente , egli è chiaro, chedifferente Soggetto,
getti Grauimal fi conuengono le leggierezzo ; ne
agli Heroici le baſſezze ; ne a' Serioli le giocoſità
dello Stile . Anzi ne' Giocoſi ܽ,‫ ܕ‬li de' guardare il
Decoro , accioche 1a Facetudine non tocchi della
.

Buffo
Libro Primo . 23
Buffonería : ma la Giouialità ſtia dentro a limiti
della Modeſtia . Alle Lettere di Affari importanti
ſconuengono le Ingenioſità concertoſe ; lequali
nelle Lettere di Complimenti hanno gratia : per
che in queſte è lecito di oſtentar l’Ingegno : ma
in quelle fi dee moſtrar ſaldo giudicio, & attentio .
ne al Negotio , ſenza diuertirli, ne diuertir l'Ani
mo di chi legge.
Egli èvero che ficome i Pittori Capricciofi
qual fù Ludióne , godono di rinuerſar la propor
tione de' Corpi , per dipinger Moſtri e Grotteſchi :
moſtrando l'Arte nel peccar contra l'Arte : così
ne' Componimenti , taluolta gl’Ingegni ſcherze .
uoli e bizarri, godono di alterar lo Stile proprio
col barbareſco ; c veſtir Soggetti Graui con Con
çetti ridicoli , come fece colui che hà traueftito
Virgilio ; & della Eneade ha fatta vna Bucolica .
Siche allora ſi offerua il Decoro nel traſgredire il
Decoro . Ma pur biſogna che il Giudicio freni
.

l'Ingegno ; accioche le Facetie non fian freddure;


& lo Scrittore non paia più ridicolo , che la fya
Scrittura .
CE
CAPITOLO QVARTODECIMO
Della Metodo e Ordine delle Lettere .

' Ordine primieramente ſi oſſerua nelle Tre


1
>

comegià ſi è detto . Dipoi nel Diſcorſo medeſimo.


,
Perche le il Diſcorſo è mero Hiftorico, che con Gifta
nella Narratione di qualche Fatto ſucceſſivo , l'Or.
dine è neceffario nel rappreſentare le Circoſtanze
del Fatto ; fenza confondere prepoſteramente le
B 4 core
24 Dell' Arte delle Lettere Miffiue
coſe poſteriori con le anteriori , come fanno i
Poeti, che conrinciano la Hiſtoria di Enca dal Nau
fragio , prima che dall'Incendio : & il fanno giun
to in Cicilia , prima che partito di Troia .
Similmente nelle Deſcrittioni di qualche coſa Na
turale , od Artefatta , come di vn' Elefante , ò di
vn Palagio ,> ſi dee ſerbar l'Ordine nella Deſcrittion
delle Parti & delle Qualità , ſecondo le Categorie ,
come a ſuo luogo ſi dirà .
Ma ſe il Diſcorſo conſiſte in Ragioni & Argomenti ;
l'Ordine richiede che ſi cominci da' più deboli, ac
cioche la Perſuaſione vada più toſto creſcendo che
minuendo . Et ne' paſſaggi da vna Ragione all'
altra , o da vn Soggetto all'altro ; il bell'Ordine
richiede qualche ingeniofa commettitura di vna
coſa con l'altra ; & non vna caſuale infilzatura ,
come vn'incannata di ciambelle .
Finalmente ſe il Diſcorſo dipendeffe da qualche
Fatto , & foffe ordinato à muouere il Lettore à far
2
qualche coſa ; l'Ordine vuole che prima ſi narri il
Fatto ; dipoi ſi perſuada con le Ragioni; & all’vl
timo fi muoua l’Vditor con gli Affetti Siche la
Logica Perſuaſione ſegua alla Hiſtorica; & la Patetica
alla Logica : mal potendoli muouer l’Affetto , fe
l'Intelletto non è perſuaſo : nc perſuader l'Intel
letto , ſe il Fatto non è ben'intelo .
ested

CAPITOLO QVINTODECIMO
Differenza delle Lettere Miffsue.
A Differenza ſi prende dal Morino , dalla Materia ,
L.& dalla Forma delle Lettere . Et
Libro Primo . 25
I primicramente dal Motino , che ci’nduce à
E
poſta ; altre di Elettione , o Commiſſione ; & altre di
Credenza .
Lettere di Propoſta fon quelle , nellequali noi
proponiamo il Tema al Lettore . Siche interro
gato Perche ſcriui tu ? Tu riſpondi, Per communicare
à Titio un mio Penſiero . Lettere di Rifpofta ſon quan
do interrogato , perche ſcriuitu ? Riſpondi : Io riſpon
do ad una Lettera ſcrittami da Titio . Siche più facili
ti riuſciranno queſte che quelle .Perche nel Pro
porre , ſon neceſſarie molte Conſiderationi, &
Preamboli , accioche il noſtro Tema ſia aggrade
uole al Lettore : ma nel Riſpondere , il Tema ci
vien dato nelle mani da colui che prima ci ſcriſſe ;
ilquale aſpetta , e deſidera la Riſpoſta .
Lettere di Elettione ; ſon quelle, che ſenza necef
ſità , per ſol diletto , ò per curioſità di ſaper qual
>

che coſa , ſcriuiamo ad altri . Di Commiſſione ſon


quelle che noi fcriuiamo ad Inſtanza d'altri . Et
quefte ancora ſono più facili che quelle di Elettio
ne, per la Ragione che già ſi è detta : perche , chi.
ci richiede , ci dona il Tema .
Lettere di Credenza fon quelle, nellequali benche
ſiano di Propoſta , & di Elettione ; nondimeno per
alcun riſpetto non commettiamo il noſtro Tema
alla Carta, ma al Portatore, ò à qualche Mezzano,
grato à chi legge, & confidente ; accioche ſpieghi
à viua voce ciò che la Carta non ifpicga , & forſe
non ardirebbe di ſpiegare .
Ancora per il Morino fi differentia la Lettera
Simplice dalla Miſta . Simplice è quella che contie
ne vn fol Tema . Talche interrogato , Che coſa vuoi
tu ſcriuere ? Riſpondi , lo voglio ragguagliar Tutio dello
fato della ſua lite. La Mifta è quella che contienc
più
26
Dellº Arte delle Lette Miſi ue lo njoglio
più Temi differenti . Come ſe tureriſpondi,
ragguagliar Titio della ſua lite . Dipoi voglio pregarlo di
on fauore . Et in oltre , voglio rallegrarmi ch'egli habbia
ricuperata la ſalute .
Hora egli è certo che chi sà ſpiegare vn Tema
ne ſaprà ſpiegar diece : ma non gli farà così facile
il confertargli in vna Lettera fola ; douendoſi ha
uer due riguardi. L'vno è il Giudicio di premettere
il Tema più importante : come il rallegrarſi della
Sanità ricuperata . L'altro è l'Ingegno di ſaper com
mettere vn Tema con l'altro con qualche bel pas
ſaggio , come ſi è detto .
A Seconda Differenza è per la Materia che dif.
L ferentia le Lettere del Genere Deliberativo dal
Giudiciale ,.& quelle del Giudiciale dal Dimoftratino ::
eſſendo proprio delDeliberatiuo,l'vtile &ilDannoſos
del Giudiciale, il Giuſto & l'ingiuſto ; del Dimoſtra
tiủo l' Honoreuote & il Biafimeuole . Er oltre ciò ,, di
ſtingue la Materia Retorica e Ciuile , dalla Filoſofica
e Scolaſtica, o Specolatina, come già ſi è dichiarato .
Ma quì è d'auuertire vna coia importante , alla
quale altri communemente non badano : & è, che
ſebene la Materia propria della Retorica ſia la Ciuile,
& non la Filoſofica : nicnte perciò impediſce , che
vn Diſcorſo Filoſofico , non ſi tratti à modo di vna
Retorica Oratione , con Efordio, Propofitione , Conferma
tione , Peroratione ; & con Figure attuofe , Concetti inge
niofi , Entimemi arguti , e dolce Stile : Tai ſono le
Prefationi che recitano i Filoſofi nelle Scuole per
pompa & oftentation d'Ingegno, ſopra le Macchic,
del Sole: o ſopra il reciproco mouimento del Ma
re: o ſopra il Numero delle Celefti Sfere , & altri
Specolatiui Problemi; ne' quali la materia è Filo
ſofica, ma la maniera è Retorica ; fiche tu non fai :
5

ſe ſopraquella Seggia parli yo Filoſofo, odtorico


yn Re,
:
Libro Primo . 27
torico: parendo vn Retorico tra’ Filoſofi, & vn
Filoſofo tra’ Retorici : degno del Pallio & dello
Alloro .
· Nella ſteſſa guiſa, nulla vieta che vn libero e
dotto Ingegno non pofſa ſcriuer Lettere ad vn’
Amico di materie Dottrinali e Specolatiue , con la
Softanza Filoſofale , & la Forma Retorica . In queſta
guiſa Épicuro inſegnò la ſua Filoſofía in forma di
LettereMiſſiue : & da lui appreſe Seneca ad inſe
gnare à Lucilio la Dottrina Morale nella medeſima
Forma: potendo ciaſcuno à ſuo modo ſpacciar lc
fue Merci.
Che ſe tu cerchi à qual de' Tre Generi della Re
torica queſte Lettere Dottrinali appartengano , Rif
pondo , ch'elle appartengono al Genere Dimoſtra
tino , la cui giuriditione ſi eſtende affai più oltre
che al Lodare & Vituperare . Queſto fù detto da’
.

Greci Epidiéticòn , cioè Dimoftratiuo , perche il ſuo


fine non è propriamente il muouere l’Vditore à
Fare è non Fare, Condannare od Affoluere, ma l'Oſtentare
e rappreſentare all'Vditore qualche Argomento
marauiglioſo e vago ,à modo di vna Merce pel
2

legrina, ò di yn curioſo Spettacolo .


Quindi è che dal Gran Filoſofo Maeſtro de
Retorici , ficome l'Vditor del Genere Deliberativo
ſi chiama Senatore , & l'Vditor del Genere Giudi
ciale ſi chiama Giudice : così l ' Vditor del Genere
Dimoftratiuo ſi chiama Spettatore : perche principal
mente non mira il Soggetto come cofa à lui im
portante ; ma la bellezza dell' Oratione , & l’Inge.
gno dell'Oratore : come quando per eſercitio
Academico ſi loda la Bellezza di Helena , ò la For
>

tezza di Achille che mai non furono al Mondo ,


Queſta è la ragione, perche al Genere Epidi£tico
( come dice Tullio ) è permeſſo l'ecceſſo negli
arguti
28 DellArte delle Lettere Mifiue
arguri Acumi , negl'ingenioſi Concetti, nello Stile
fiorito , & in tutti gli altri Retorici Ornamenti :
iquali perche principalmente fi adoprauano nelle
Orationi Panegiriche in lode degli Herói : perciò
queſto Genere ſi chiamo Efornatiuo . Ma non è che
ancora non ſi adopraffero in altri Soggetti; come
quando nell’Academia Romana gl' Ingegni ſi eſer
citauano nella Suaforia , Se Aleſſandro debba tentar
l'Oceano per cercar nuoue Terre , O nella Controuerfia ,
Se Parráſio fia Reo , perche per dipinger Prometeo tormen
tato , occiſe ne' tormenti uno Schiauo . Che ſeben quella
Oratione era del Genere Deliberatiuo, & queſta del
Genere Giudiciale : nondimeno l'yna e l'altra erano
del Genere Dimoſtratiuo & Epidíctico : perche il fine
non era ne la nauigatione di Aleſſandro, ne la con
dannaggione di Parráſio ; ma il far pompa della
Facondia & dell'Ingegno , per dilettar l’Vditore .
Conchiudo adunque , che tutte le Orationi , c
tutti i Diſcorſi; & per conſequenza tutte le Lettere
che ſi ſcriuono per pompa d'Ingegno , & di Reto
rici ornamenti, ſi poſſono chiamar’Epidi& iche,
Dimoftratiue .
Ma dirai tù , Dunque per ſapere ſcriuer Lettere , con
2

nieri fapere tutte le Scienze : e tutte le Scienze dene inſe


giare chi inſegna l'Arte di foriuer Lettere ? Riſpondo ,
non eßer dubio che chi fapeſſe tutte le Scienze ,
faprebbe ſcriuer Lettere Scientifiche di tutte le Scien
ze : ma non eſſer neceſſario al Retorico di ſcriuere
Scientificamente delle Materic Filoſofali ; ma ſol Rem
toricamente
Queſto ſi få in due maniere : l'vna impreſtando ,
gli luoi Ornamenti Retorici al Filoſofo , per or
nare il ſuo Diſcorſo & farne pompa, come ſi è detto,
L'altra è trattando la Materia Filoſofica alla Forma
Retorica ; cioè perſuadendola , non con Argomenti ;
Scien
Libro Primo . 29
Scientifici, ma con Argomenti Verifimili; & ordinati
al fine degli Tre Generi: cioè Lodandola come
coſa Nobile e degna ; • Conſigliandola come coſa
Vtile : ò Difendendola come coſa Giufta . Ec per
1 ciò diffe il Gran Filoſofo quella gran Parola,che
par tanto dura a’ Filoſofi , che non la intendono :
Che il Retórico diſcorre ſopra ogni Materia propoſta
cioè perſuafibilmente .
Biſogna dunque diſtinguere primieramente la
Matería Retórica dalla Filoſofica : perche la Retórica è
Ciuile & Praticheuole , l'altra Specolatiua e Sco
3

laftica . Dipoi biſogna diſtinguere la Materia Pro


pria di ciaſcuno degli Tre Generi, ſenza confon
dere il Nome di Dimoſtratiuo col Nome di Eforna
tiuo . Perche l'Elornatiuo hà la ſua Materia propria ,
cioè l'Honeſto ; lodando è biaſimando : come il Deli
beratiuo hà l'Vtile ; & il Giudiciale il Giuſto . Ma
l'Epidiético & Dimoſtratiuo ; ſeben ſerua propria
mente alle Orationi Lodatine & Panegiriche che ſin
golarmente abbiſognano di Pompe & di Orna
menti ; & perciò G chiami Efornatino : impreſtando
nondimeno gli ſuoi Parati al Deliberatino &alGiu
diciale fà loro prender nome di Epidietici . Ilche ſi
de' notare per non confondere i Precetti dell'Arte
delle Lettere .
Nella ſteſſa maniera ſi può differentiare le Let
tere Oratorie dalle Poetiche : laqual Differenza non è
per la Materia ma per la Forma . Perche leben tal
uolta la Poeſia impreſta le ſue Fauole & Poetici
ornamenti al Filoſofo , & all'Aſtrologo per veſtire
la lor Materia ; come ſi vede in Orféo , Eliodo, &
Aráto , che hanno inſegnata la Natural Teologia ,
la Filoſofia , & l'Aſtrologia forto poetici ingombra
2

menti : nondimeno la Materia propria del Poeta


& dell'Oratore è la medeſima . " Ambe Lodano o
Biafina
30 Dell'Arte delle Lettere Miſſiue
Biaſmano; ambe Perſuadono o Diſſuadono ; 'ambe Ac
cuſano ò Difendono : ambe Narrano ò Diſcorrono , o
i

Muonono gli Animi .


La Differenza dunque conſiſte nella forma : per
che l'Oratoria perſuade con Diſcorſi Probabili , c
Stile ſciolto e moderato : ma la Poeſia perſuade con
Diſcorſi fabulofi , e Stile ligato à Metro , & licentioſo .
Ma pur” è vero che ficome la Oratoria & la Poe
tica lon gemelle Figliuole della Retórica, & care So
relle ; così participandoſi il lor priuato Peculio ;
l'Oratoria dalla Poeſia, & la Poeſia dalla Oratoria pren
dono in preſtanza molte volte gli lor Corrédi: on
de la Poesía non ſempre finge , & la Oratoria non
ſempre dice vero . Et tali fono apreſſo Ouidio le
Lettere delle Heroine , che ſi ſon dette.
A la principal differenza delle Lettere ſi prende
M daliaFormaEffen tiale , & dalla Perſuaſione .
dalla Forma Eſſentiale
Dalla Forma Eſſentiale ſi diſtingue vna specie di
Lettera dall'altra Specie , come ſi è detto al Capi
tolo Terzo . Dalla Perſuaſione ſi diſtinguono le
Lettere Hiſtoriche, Logiche, Etiche , & Patetiche; nelle
>

quali conſiſte la soſtanza delle Lettere , di cui


già ſi è dato qualche Saggio al Capitolo
Sefto , Settimo, Ottauo , & Nono :
ma nel ſeguente Libro fi deue
pienamente diſcorrere .

DELL
DELL'ARTE "" 31
DELLE

LETTERE MISSIVE
LIBRO SECONDO ,

INO à quì habbiam tirati gli primi


Lineamenti delle Lettere Milliue , & di .
tutte le loro Parti come in abbozzo
per la fola intelligenza de' Termini .
Hora conuienci ciprimere co' ſuoi co
lori ciaſcuna Parte;, incominciando dalla Princi
pale che comprende la Perſuaſione, laqual dicem
mo effere il Corpo della Letrera .
deye

CAPITOLO PRIMO
Della Perfuafione Historica ò ſia Narratione .
Ebene in molte Orationi, & in molte Lettere ,
S non ſi ricerchi vna diſtefa Narratione; baſtando
vna ſuccinta •rimembranza del Fatto con poche
Circoſtanze , che ſi chiama Narratione Imperferta:
nondimeno -2, ſicome non ſi può dar ſcienza de
Semicircolo , ſenon per mezzo del Circolo inte
TO ; così non ſi può intendere che ſia la Narratione
Imperfetta , ſenon per mezzo della Perfetta .
La
32 Dell Arte delle Lettere Miſſiue
A Narration Perfetta , è vna Rappreſentatione di
L qualche Fatto Succeſſivo per mezzo di tutte
lc Circoſtanze Principali , come yn ' Homicidio ,
vna Feſta, vna Battaglia .
Hora le circoſtanze ſono Otto Interrogationi .
Che ? Chi ? Con chi ? Con che ? Come ? Doue ? Quando ?
Perche ? Et à queſte ne aggiungo io altre due, che
auujuano ſommamente la Narratione : cioè,Quale ?
& Quanto ? Hor'odine la Spiegatione con l'Elém
pio di vn ' Homicidio .
1 Che? ] Significa l'Attione fatta : cioè, l'Effere
Vcciſo , & l'Vccidere .
2 Chi ? ] Significa la Perſona Patiente ; cioè ,
Sempronio . Et la Perſona Agente , cioè Titio ,
ambi Romani .
3 Con chi? ] Significa con quali Perſone era la
Perſona Agente ; cioè, con Maſnadieri . Et la Pa
tiente ; cioè , con due Serui .
4. Can che? ] Significa con quali Inſtromenti ſia
ſtato vcciſo ; cioè , con Spade & Armi à fuoco .
s Come ? ] Significa in qual maniera ſia ſtato
Vcciſo : cioè, à tradimento . Et queſto molte volte
(i adopra per via di Auuerbi : come , Proditoria
mente , Fieramente , Miſeramente .
6 Doue ? ] Significa in qual luogo fia ſeguito il
Fatto : cioè , ſopra la Via Appia ..
7 Quando ? ] Significa in qual Tempo ſia ſtato
Vcciſo cioè Domenica Paſſata .
8 Perche ? ] Significa per qual cagione ſia ſtato
Vcciſo ; cioè, Percupidigia del ſuo Denaro .
A quefte Otto Circoſtanze Soſtantiali aggiungi
le altre due che ornano & auuiuano la Narratione .
9. Quale ? ] Queſto è vn'Aggettivo che qualifica
molte Circoſtanze per metterle ſotto gli occhi ;
come , Domenica Giorno Sacro . Titio il Crudele .
Sein
Libro Secondo . 33
Sempronio il Buono. Maſnadieri Scelerati. Auara
Cupidigia del ſuo Denaro .
io Quanto ? ] E ſimilmente yn'Aggettiuo , ouero
Auuerbio , che ſi applica a molte Circoſtanze per
ingrandirle; comemolti Maſnadieri . Cupidigia
inimenſa .
A Narratione adunque altro non è che vna
L. raccolta ordinata di quelle Otto Circoſtanze:
laqual ſi può fare in tre maniere . La Prima fim
plice, in vna ſola Periodo continuata ; narrando
. il nudo Fatto ; ouero auuiuandolo con qualche
Aggettiuo delle altre due Notitie, Quale & Quanto.
La Seconda Maniera diuidendo la Narratione in
più Periodi, & ampliando ogni Periodo con altre
Circoſtanze più particolari, & con qualche pic
cola Rifleſſione . La Terza , framettendo alla Hif
torica Narratione la Oratoria Perſuaſione , tirata
da qualche Genero della Retorica ; Dimoſtratiuo, ò
Deliberatiuo , ò Giudiciale : per eſaggerar le Circo
ſtanze del Fatto : & muouere l'Vditore à qualche
Fine .
Vanto alla Prima; tu puoi cominciare dalla
Circoſtanza del Tempo : & ordinar le altre
ſette , come ti verranno meglio , & ti parranno
più coherenti ; in queſta guiſa .
7.Domenica paſſata , ſopra la Via Appia , 2
1
Titio
3 con molti Maſnadieri ' hà vcciſo = Sempronio s prodi
toriamente , * con Spade ४
Arme à fuoco, per cupidigia
del fuo Denaro .
Queſta è la più ſimplice & più ſpaſſionata Nar
ratione Hiſtorica ; maperfetta inquantocompren
de tutte le Otto foftantiali Circoſtanze dell'Attion
Principale . Et perciò propria de' Ragguagliatori
& Gazettieri, che con breuità & ſenza partialità
narrano il Fatto . Ma ſe tu le aggiugni le altre
C duc
34 DellArte delle Lettere Mifſiue
due, Circoſtanze, Quale , & Quanto: poco ſi ſco
fterà dalla Breuità , & lonerà meglio all'orecchia ,
& all'Animo ; in queſta forma .
Domenica paſſata , giorno Sacro , ſopra la Via
Appia, Titio º il crudelc con 10 mnolti 10 ſcelerati Masa
nadieri, bà occiſó il buon Sempronio, proditoriamente,
con Spade & Armi à fuoco, per , auara & 10 immenſa
Cupidigia del fuo Denaro.
Ora da queſte OttoCircoſtanze ,tu puoi ri
H trarre vn'importantiſſimo beneficio . Perche ,
ficome molti Componitori volendo ſtendere la
Periodo , ſentono grandiſſima difficoltà nel comin
ciarla : fiche fouente cominciando e cancellando;
& più feruendoſi della ſpugna, che della penna ;
ſeco ftelli & con la carta fi ftizzano : così ſe tu
porrai mente alla Serie di dette Circoſtanze , nulla
trouerai più facile di ciò che ti parca più diffi
cile. Perche quante ſono le Circoſtanze tanti pol
ſono eſſere i Cominciamenti della Periodo , con
piccola mutatione .
Dalla Prima , cioè dall' Attione : tu puoi comin
ciar così. E ſtato acciſo Domenica paſſata sù la Via
Appia, il buon Sempronio da Titio , & c.
Dalla Seconda, cioè dalla Perfona. Il buon Sempronio
Domenica paſſata ſopra la Via Appia è ſtato pro
ditoriamente vccifo da Titio , & c .
Dalla Terza , cioè Con chi : Con molti Maſnadieri
Titio il crudele , Domenica paſſata proditoria
mente vcciſe. il buon Sempronio , &c.
Dalla Quarta, cioè Con che. Con Spade tratte &Arme
à fuoco Domenica paſſata Titio con molti Maſna
dieri vcciſe Sempronio ſopra la Via Appia , &c.
Dalla Quinta , cioè Come .. Proditoriarnente , con
>

molti Mainadieri , Titio Domenica paſſata vcciſe


il buon Sempronio , &c.
Dalla
1 Libro Secondo . 35
Dalla Seſta , cioè Doue: Sopra la Via Appia , Doa
menica paſſata Titioil Crudele con molti Maſna
dieri vcciſe il buon Sempronio , &c.
Dalla Settima, cioè Quando. Domenica paſſata ſopra
la Via Appia Titio con molti Maſnadieriha vcciſo
Sempronio , & c.
Dalla Ottana, cioè Perche. Per la cupidigia del Dea
naro , Titio Domenica paffata, ſopra la Via Appia
vcciſe il buon Sempronio .
A Seconda maniera di Narratione , alquanto
L più diffufa e Diſcorſida ; è il partir quella per
riodo in più Periodi ; & dilatar ciaſcuna Periodo con
altre più indiuidualiCircoſtanze; come per cagion
di Elempio
Domenica paſſata , ch'era Giorno Sacro , fu com
omeſſo un gran Sacrilegio. Il noſtro buon Sempronio ,
caualcando per la Via Appia verſoNapoli,con due Serui,
&ſuoi arneſis fü d'improuifo asſalito dal crudeliffimo Titio
che l'appoſtana. Coſtui proditoriamente vſcito d'agguato
con molti fcelerati Maſnadieri , lo fà circondare,
trattolo in terra , traſcinar nella Selua . Quini il mifero ,
indarno gridando mercè a Barbari , & aiuto Serui che
wilmente fuggirono ; con le Spade tratte , & Armi à
fuoco , ſpietatamente caricato di ferite & di villanie, con
doloroſa morte fini la Vita . Ma ciò ch'è più horribile e
indegno ; non da odio priuato, ne da honorata vetferta di
alcuna offeſa fu ftimolato il fellone : ma l'auara fete dell
pro gli accefe la fiera fete del ſangue : e con loro e col
fangue fatollando l'ingordiflimaCupidigia;per una vi
liſſima preda imponeri tutta Roma di un caro pretiofo
Ornamento
Doue tu vedi, che queſta Narratione più diffuſa ,
& più circonſtantiata , & diſcorſiua ; può eſſere
il Corpo di yna giuſta Lettera di Ragguaglio ; do
ile quella prima per yna Lettera rimanea troppo
C2 digiu
4

36 Dell'Arte delle Lettere Miſline


digiuna; ſenon ſe incorporata con altre ſimili Nar
rationcelle di Soggetti diuerſi .
A della Terza maniera d'interpolar la Narratio
M ne con la Perſuaſione Oratoria ( come ſi fà nelle
Laudationi del Genere Dimoſtratiuo , ò nelle AC
>

cuſationi del Genere Giudiciale) perché traſcende


le Confini della Narratione Hiſtorica ; tu non ne
puoi eſſer capace , finche non ſi ſia parlato della
Perſuaſion propria di ciaſcun Genere :
Hora conuien diſcorrere dellaDeſcrittione, laqual'è
alquanto diſſimile & alquanto ſimile alla Narratio
ne , di cui ſi è dato l'Efernpio ; appartenendo am
bedue alla Perſuaſione Hiſtorica , come vdirai..

CAPITOLO SECONDO
Della Deſcrittione .
Icome la Narratione che vdiſti , è vna Rappre
S
la Deſcrittione è vna Rappreſentatione di qualche
Soggetto permanente o naturale , come vn’Ele .
fante , yn Leone: Ò Artefatto , come vna Naue ,
vn Palagio . Ma ſicome alla Narratione dell’Attion
Succefliua feruono le Otto Circoſtanze che ſi ſon
dette : così alla Deſcrittione del Soggetto perma
nente , feruono le Dicce Notitie che i Filoſofi chia
mano Categorie, òò Predicamenti: cioè, Softanza, Qua
lità , Quantità , Relatione,Attione, Paſſione, Sito , Tempo a
Luogo o Mouimento , & Habito .
La Soſtanza .] Primicramenre ſignifica la Soſtanza
Metafiſica , cioè il Nome , la Specie, il Genere. Se ſia
2 7

coſaIntera odImperfetta. Qual lia il Tutto & le Parti.


Se fia
Libro Secondo : 37
Se fia yn Moftro : di che ſi alimenti. Se ſia Corpo
Simplice , come il Ciclo e gli Elementi. O Corpo
Miſto, come i Saſli e Metalli . O Vegetabile, come
le Piante , O Senfitiuo , come gli Animali . O Ratio
nale come l'Huomo. O Puro Spirito , come gli An
geli , & Iddio .
Corporee,
La Qualità.
come] Significa , il Suono , l'Odormalita
il Colore primieramente le Qualità
Se Alpro à Liſcio ; Caldo Freddo ; Humido o
Secco , & c. Dipoi , la Figura & Forma rme eſternao ;
Tondo, Ruadro ,i & c. Bezlalo ò Deefnoza . Aprefi ,
le Facoàltà Animal Poteeznza Impot : Saniàtà In
m i t r z a b i l d i lit l’
fe r
i m o
, Fo
ſ i o n
De
i e l l i g za Inienzlae Qua ti derltù
,n&c.
e
An li. Paſ , Int , Sc , Ar ,Vi
Mora .
La Quantità.] Significa la Grandexka Ò Piccolezza .
Se ſia cola Simplice • Moltiplice . Quanto peli;
quanto vaglia ; ſe fia coſa Rara • Vnica , come il
Sole & la Fenice .
La Relatione . ] Significa lc Parentele ; di cui ſia
.

Figliuolo , ò Padre , ò Fratello . Di cui ſia Opera .


Di cui ſia Seruo , ò Signore , Amico , ò Nemico .
A cuifia Simile, ò Diffimile, ò Contrario : ſe fia Vero,
ò Dipinto , Ò Idéa . Et le Denominationi eſtrinſeche
come, ſe ſia Honorato ò Dishonorato ; Fortunato
Ò Sfortunato ; Pregiato • Spregiato .
L'Attione. ] Significa che cola operi. Diche ſia
Cagione. Quali Effetti faccia . A che ſia Vtile . A
qual fine tenda.
La Paſſione . ] Significa qual coſa l'offenda nel Cor
po
mu
, ò nell'Animo. Come ſi diſtrugga : come
2

oia
Sito. ] Significa ſe ſtia in alto, ò abaffo ; ſe ritto ,
ò giacente , o ſedente . Se ſtia alla destra, ò alla 2

ſiniſtra, ò rimpetto di alcuna coſa. .

C 3 Doue .]
38 Dell'Arte delle Lettere Miſſiue
Doue . ] Significa doue fia ; doue habiti ; doue
naſca ; doue viua ; qual luogo occupi. Et ancora
à queſta Categoría fi appartiene, ſe li muona, ò ſia
immobile e fiffo : & come ſi muoua : ſe voli , ò
ſerpeggi : ſe velocemente o lentamente camini.
Tempo . ] Significa Quando ſia nato, è ſtato fatto :
.

in quanto tempo ſia fatto, è creſciuto : ſe lia Gio


uane o Vecchio . Se fia cofa nuoua od antica .
Quanto viua , ò duri . Quando muoia è finiſca .
Che coſa ſia preceduta , o ſeguita al ſuo naſcere è
al ſuo morire .
Habito . ] Significa, non gli Habiti interni, come
.

le Scienze , & le Virtù : ma ciò ch'eſteriormente


orna , ò veſte quel Soggetto ; come il Manto, l'Ar.
>

mi , la Corona , le Inſegne , i Monili . Et le Marche del


Corpo , le Cicatrici,& que' difetti corporei, che die
dero il Nome a ' Lentuli e Ciceroni . Et oltreció ,
quel che alcun Poſſiede, come le Ricchezze, i Palagi,
i Poderi ,la Dote .
Vel che ſi dice di yn Corpo Naturale , come di
QY vn'Huomo , di vn Leone, di vn'Elefante, fi
dice ancora di vna Coſa Artificiale; di vna Naud ,
di vn Palagio , di vna Città ; ferbara l'Analogía.
Perche laMateria corriſponde al Corpo : la Forma
all'Anima: l'Artefice al Genitore : il Fine agli Ef
fetti : & così delle altre Categorie . Et fimilmente
.

fi può deſcriuere vna coſaSpirituale& Aftratta, agui


ſa di yna Cofa Corporea : come l'Angelo, la Vir
tù , l'Inuidia , la Fama.

estbe9699
6000

CAPI
Libro Secondo . 39

CAPITOLO TERZO
Eſempio della Deſcrittione .
D dello Elefante; perlaqual conuienti primiera
mente far la Selua delle Notitie ſecondo la Serie
delle Categorie che ſi ſon dette .
Softanka . ] Quanto al Nome , ch'è la Soſtanza
Metafiſica , egli ſichiama da' Greci Elephas, che fi
gnifica Grande : & da’ Latini Barrus , dal Barríta ,
che è il fremito ch'egli manda. Quanto al Gene
re Fiſico , egli è vna Fiera feluaggia, ma quaſi par
tecipe di' ngegno humano : onde ſi può chiamare
vn Moftro di Natura ,
Qualità.] In India è Bianco, in Mauritania Nero ,
giuſta il color delle Genti . Hà cute aſpra & nuda
di peli : ma tanto dura che agli ſtrali è impenetra ,
bile: mánda yn ſuono tanto fiero , & vn'odor tan
to tetro che ſgomenta i Caualli e diſordina le
Squadre . Hà la forma di Bue , ma ſenza coda ;
con le corna lunghiſſime nella bocca : le gambe
inguiſa di Colonne infleſſibili; co ?picdi inguiſa di
mani , diftinte in dita . La Tefta è moſtruoſa :
2

hà orecchie grandiſſime, occhi piccoli , tra' quali


fcende in nalo inguiſa di yna lunga e Alefluofa
tromba con cui reſpira , e combatte , e beue , &
raccoglie ciò che altri gli porge . Vaſta è la boc
Y
ca , ond’eſcono due lunghiſſini denti come cor
na ritorte . Et queſto è l'Auorio di cui gli Artefici
formano pretioſilauori. Egli è ingegnoſo , e mé
nore , e docile, & vbidiente a' ſuoi Maeſtri ; liche
intende il lor linguaggio , e 'ſcriue i caratteri nella
polucre : & & ammacitra col digiuno . Egliè il
c4 più
40 Dell'Arte delle Lettere Miſiue
più forte degli Animali , & più manſueto : ma
quando è offeſo ,è il più feroce,
2

Quantità. ] Egli è ilpiù grande di tuttii Quadru


pedi , creſcendo oltre à dodici braccia : fiche riem
pie la ſua habitatione: & in guerra pare vn Caftel
lo animato . Egli è vnico Parto ; perche la Madre
partoriſce vna volta ſola, & vn ſolo .
Relatione. ] Benche ſia Silueftre , egliè perciò So
ciale. Egli ama teneramente & fedelmente la ſua
Conſorte: nella Mandra il più vecchio è ricono
ſciuto per Duce , & temuto . Egli è amico alle
Pecorelle innocenti , & nemico degl'immondi
Animali .
Attione . ] Egli non iſdegna di ſeruire agli Huo
mini in Pace & in Guerra . Soffre il freno e porta
gli Huomini ſopra gli homeri. Soffre anco il gio
go, e tirò il Carro trionfale di Pompéo. In Gucrra
ſerue di muro & di combattitore . Irritato da un
panno purpurco , diuien fieriſſimo. Pugna co'denti,
con la tromba , & còn tutta la mole: fracaſſa le
Armi, rompe le Squadre , calpeſta i Fanti , diſordi
na i Caualli col fremito & con l'odore . Ne ſolo
effo milita , ma ſopra gli orecchi, & fopra le nari ,
& ſopra il dorlo porta Saettatori : reggendo vna
Torre munita di combattenti ..
Paffione. ] Benche la ſua propria cute , aguiſa di
yna ferreaLorica reſiſta ai ferri; fol fotto il ventre
è così tenero che può riceuer la morte con vno
Stilo . Ma cadendo opprime gli vcciſori col peſo
della ſua Mole . Benchc fia tanto animoſo hà pau
ra di'vn piccol Topo , e fugge. Ancora dal Serpe
egli è infeſtato ; che' tenacemente abbracciatolo
gli attacca l'orecchia , & per eſſa gli ſugge il
tangue
Sito. ) Q vegli òldorma , ſtà ſempre in piedi:
Dorme
Libro Secondo . 41
Dormeappoggiato ad vna Palma , laquale à ftu
dio reciſa da Cacciatori , s'egli cade non può ri
ſorgere .
Tempo. ] Dieci anni ſtà nel ventre materno pri
ma di vſcire alla luce : ma viue trecento Anni.
Luogo .] Naſce nell’Africa fra' Mori ; & nell’
A ſia oltre all'Indo . Gode delle Selue & de' Fiu
mi chiari, doue ſouente ſi laua mirando il Ciclo .
Nel ſuo mouimento è tardo e lento : ma quando
è in furore , è velociſſimo . Ancor che ſia tanto
peſante , impara con l'vſo à caminare in aria ſo.
2

pra vna fune .


Habito .] Benche ſia nudo come i Popoli doue
.

naſce : gode divederſi, ornato di ricchi arneſi e di 1

fálere , cc di fiocchi di argento e d'oro .


2

Arebbe al certo vn' opra infinita, il raccogliere


cuna Categoría : & perciò nella Deſcrittione con
uien ſerbare la Diſcretione : prima nel Raccogliere
le Notitie opportune.con ingegno; dipoi nell'Or
dinarle con giudicio ,come ſi è detto della Narra
2

tione . Siche da queſto Eſempio che ti ho propo


fto, facilmente puoi tu ſcegliere & ordinare vna
Deſcrittione ſimplicemente Hiftorica , come fà Pli
nio nella Hiſtoria degliAnimali .
Che fe tu voleſſi abellirla con qualche lumi Re
torici, à modo di piccole rifleſſioncelle ; ſenza en
trare nella Retorica Perſuaſione : tu ti potreſti ſer
uire della materia delle medeſime Categorie, ſenza
ligarti al numero , nc all'ordine Ariſtotelico, ſcher
zandoui ſopra. Ma queſto Esēpio farà più Hiſtorico ..
Africa è vna grande Officina, doue la Natura
s'ingegna di moſtrar l'Arte . Ma benche oi
tenti tante marauiglie quante ſon l’Opre ſempre
nuoue & fempre diucrfé: la più grande, & la più
niar
42 Dell'Arte delle Lettere Miſſiue
marauiglioſa Opera è l'Elefante, che preſe il Greco
Nome dalla Grandezza: laquale alle Moli Animate
hà preſcritto il Non più oltre ; accioche ſenza hi
perbole , al Principe degli Animali conueniffe il
Titolo di Altezza .
Più marauiglioſa è la ſua Forma, che per la Mon
ſtruoſità congiunta con laMaeſtà, ſipuò chiamare
vn Miracolo & non vn Moſtro . Egli hà il Corpo
in ſembianza di vn Bue , con le Corna in bocca ,
le mani per Piedi; orecchie grandi , & occhi pic
cioli , & perciò perſpicaci : tra' quali ſcende vna
lunga & fleſſuoſa Proboſcide che gli ferue di Nari
al reſpirare, di mano al carpire, di Tazza al bere ,
di Arma al combattere ; & di Tromba à publicare
le ſue Vittorie .
Ma egli è maggior miracolo , che in vna Fiera
Silueftre, habiti quaſi vn'AnimaRagioneuole : co
ſa rara , yn Corpo Grande & vn Grande Ingegno .
Egli è mémore del paſſato , prouido dell'auuenire,
docile agl'inſegnamenti; hauendo fol per Maeſtra
colei , che inſegnò agli Artefici tutte l'Arti, cioè
la Fame .
Col gran Senno congiugne grandi Virtù . Egli
è vna Fiera Seluaggia , ma Sociale : egli è il più
grande frà gli Animanti , mail più manſueto :
vera indole del Magnanimo . Ma s'egliè prouo. 1

cato fà veder qual ſia l'ira de Manſueti . Egli ama


teneramente la Prole , & fedelmente la Conforte :
7

& ſolo frà gli Animali odia la Venere vaga : volen


do più toſto viuer célibe che adultero . Et forſe
per ciò aborriſce gli Animali immondi. Vn folo
ne partoriſce la Madre ; ma partoriſce vn’Elefan
.
te. Le coſe grandi ſon ſingolari: non fi numerano
ma ſi eſtimano . Diece Anni Ità chiuſo nel ventre
materno ; ma n’eſce alla fine yn ' Elefante , che
viuc
Libro Secondo . 43
viue tre Secoli . Få fretta di morire ciò che ſi af
fretta di naſcere : lentamente creſce ciò che deue
durare . In yna notte naſce il Fongo , ma dura yn
giorno .
Egliè il Re degli Animali , ma ferue agli Huo
mini: a' quali ſommette il dorſo ; & come humile
palafreno non iſdegna il freno : anzi gode di ve
derli inſello da Regi, & ornato di fallere gemmate,
& ricche barde : & aguiſa de' Cortiggiani che go
dono ne' ceppi d'oro ; pompeggia del ſuo Scr
uaggio
Anzi ricordandoſi ch'egliè vn nobil Bue ; ſoffri
taluolta il giogo; fol per tirare il Carro de' Trion
fanti, come quel di Pompéo. Serbarono in ciò gli
Edili la proportione : conſiderando in Pompéo
quel Titolo di Magno , ſommeſſero al Carro del
Gigante degli Huomini, il Gigante degli Animali.
Ma meglio ſerue di Guerriero in Guerra che di
Giumento in Pace . Queſto come Torre di carne
portando sù gli homeri vna Torre di ferro munita
di Combattenti, entra in Campo : & armato fol
di ſe ſteſſo , hauendo per lorica impenetrabile il
>

proprio cuoio , ride gli ſtrali , & fà fronte come


Taldā Rocca animata . Indi alla viſta di vn panno
tinto di color del Sangue , del ſangue humano 'di.
uien ſitibondo : e da Martial furore inſtinto , entra
nelle Falangi : fpauenta i Caualli con l'odore ; fla
gella i Caualieri con la Proboſcide ; ſpezza l'Armi
co' denti , atterra le Squadre con l'vrto , le calpes
ſta co' piedi: fich'egli ſolo , ferue di Tromba , di
Guerriero, di Caſtello , e di Caftellano . Et fe pur'è
veciſo , non muore inuendicato : perche , com'er
fer ſuole la caduta de' Grandi, molti ne inuolge la 1

ſua ruina : & fà maggiori ſtragi cadendo, che com ,


battendo
Ма
44 Dell Arte delle Lettere Miſſiue
Ma chi direbbe che il maggior de Quadrúpedi
habbia terror del più piccolo che vn ' Elefante
alla viſta di yn Topo prenda la fuga : Tal'è il
Genio degli Huomini; & così difpofe la Proui.
denza , che ancora i Forti da piccoli ferrori ſiano
agitati : & la propria imaginatione gli atterriſca
& gli atterri. Ne di minor documento è l'hoſtilità
del Serpente , che luſinghcuolmente ſtriſciandoſi
>

attorno à quella gran Mole : & quaſi aurco mo >

nile ſtrettamente abbracciandogli il collo ( vero


Simbolo dell’Adulatore con mortifero bacio all'.
orecchia , l'vccide. Niuna coſa è quagiù incípu
gnabile : ogni gran forza hà il ſuo debile .
602de

CAPITOLO QVARTO
Della Perfuafion Logica .
E tu leggi le Lettere ſtampate da' begli Spiriti
S di questo Secolo , molte ne trouerai ricche di
Lumi, ina pouere di Entimemi. Peroche ponen
do tutta l' Arte nel dipingere molte Propofitioni con
Fraſi Metaforiche , & Contrapofti leggiadri ; &
non nello ſtrigaere con gli Entimemis la Perſuaſio
ne par' vna bella Imagine ſenza Corpo , ò vn Cor
po ſenza nerui .
Hora qual ſia la differenza dagli Entimemi Reto
rici, a' Sillogiſmi Dialettici , già ſi è detto . Perche
l'Entiméma puo capire in due ſole Propoſitioni ;
anzi in vna ſola Propofitione Entimematica : come que
fta Non é maraniglia che un buon Cortegiano ſa Corteſe .
Laqual ſi riſoluc in tre Propoſitioni. Il Cortegiano
dell'eſſere Cortefe . Voi fete Cortegiano . Dunque non è
2

Daglie che voifiate Cortefe. Simil


Libro Secondo . 45
Similmente , come gli Entimémi fi cauino da
due Miniere , l'vna Commune a' Retorici & a' Dia
lettici; l'altra Propria de' Retorici; già l'hai veduto
nel Capitolo Settimo del Libro antecedente; ondie
fouerchio il replicarlo . Replichero ſolamente ad
eſempio , quella Maſſima della Miniera Commune;
Ciò che ilMaggiore non può ; moltomeno potrà il Mi
nore .Dalla qual Maſlima, il Dialettico , applican
dola alla Materia Scolaſtica, formerà quefto Ar
gomento ; Se il Dia.nante non può refiftere al Fuoco ;
molto menopotrà reſiſtere il Vetro . Et il Retorico appli
candola alla Materia Ciuile , ne formerà queſt'al
tro : Se Alcide nel Teatro Olimpico non ſi arriſchiò à
competere contra due Atleti : molto meno douete voi arrif
chiarui nel Teatro Forenſe à competere contra due braui
Litiganti. Ch'è vn'Argomento del Generc Deli
beratiuo .
Iſerbando adunque al ſuo luogo le Maſſime
R
muni ; accioche tu ne poili ritrarre Entimémi per
dar Corpo alle tue Miſliue .
Hora di queſte Miniere ( dal Gran Filoſofo chia
mate Luoghi; & da noi , Maffime Communi ) altre ſo
no Artificiofe & Intrinſeche ; perche tu le mediti col.
tuo Ingegno : altre ſono Eftrinſeche o senz'Arte ,
perche tu le prendi in preſtanza dall'altrui Detto .
Delle Artificioſe , altre ſono congiunte al Soga
getto di cui ſi tratta : cioè la Definitione , il Nome ,
la Proprietà , i Congiugati, le Parti, il Tutto, lc Cauſe ,
gli Effetti, gli Antecedenti, i Conſeguenti . .

Aſtre ſono diſgiunte dal Soggetto , cioè , icon


> 2

comitanti, il Simile , il Maggiore , il Minore , il Pari ,


>

il Diffimile , il Contrario , il Relatino .


Le Efterne ſono, le Leggi Diuine, le Leggi Humane,
iTeftimoni; lì Detti de' Sapienti, gli Prouerbi,la Publica
Fama,? & l'Eſempio . CAPI
46 Dell ' Arte delle Lettere Mifiue
CAPITOLO QVINTO
Dichiaratione con vſo di queſti Luoghi Communi
per le Miffise.
Icome la Retorica Perſuaſionc hà per fine il
Prouare alcun Tema delli Tre Generi che ſi
ſon derti ; cioè , che vna coſa ſia Lodeuole o Biafi
meuole, Giuſta ó Ingiuſta, Utile Dannoſa, Conueneuole
• Sconueneuole , Gioconda •o Ingioconda , Neceſſaria
Soperchia , Poſſibile o Impoſſibile, Facile è Difficile": così
l'Arte più eſentiale di colui che ſcriue Lettere ,
conſiſte nel farſi pratico di cauar dalle Miniere di
que' Luoghi Communi tali Entimémi, ò veri , o
veriſimili, iquali prouino.il Tema ch' ei ſi è pro
poſto.
Ma dei rifouenirti che ficome il Retorico non
hà per fine la Contemplation del Vero , ma la Per
ſuaſione dell' Vditore ; & purche perſuada, fi ferus
ancor delle Favole , & de' Cauillis principalmente
negli ſcherzeuoli ragionamenti; così nell' Vſo de'
Luoghi Communi , maggior ' è la libertà del Re
torico , che del Dialettico , ſicome procedendo
vdirai .
Venendo adunque alla Praſli, accenneremo pri
mieramente il Luogo . Dipoi formeremo la Malli
ma . Et apreſſo ne caucremo l'Entiméma applica.
to al Tema di qualche Lerrera .
Luogo I. DALLA DEFINITIONE .
Aſſima. Dalla Definizioneſi conoſce la Cofa Defia
M nita . Tema . Riprendere vn' Oſtinato .
Entiméma. L'Huomo è on AnimalRagioneuole. Dan
que je voi non vi rendere alla Ragione , ſete piie Animale
che Husomag Altra
Libro Secondo 47
Altra Definitione dalla Cauſa Efficiente , lodan
do yn Virtuoſo . L'Huomo è una Imagine di Dio . Dun
que voi ſete Adorabile , poiche tanto al vino ruppreſentaie.
la ſua Sacra Imagine .
Altra Definitione dalla Figura Corporea , contra
vn Voluttuoſo . L' Huomo è unº Animal ritto sie due pie
per mirare il Cielo . Dunque ſe voi ſempre mirate le coſe
Terrene , fiete un Quadrúpede , & non on' Huomo .
Ancora dalle Definitioni Metaforiche fi cauano leg .
giadri Entimémi. Come ad vn Poeta Attempato .
La Virilità è l'Autonno dell'Huomo. Dunque da Voi piit
non ſi aſpettano fiori di Giouenili Concetti ; ma Frutti di
maturi Componimenti ,
Et così le Definitioni Retoriche ſi poſſono fabri
caread arbitrio , da tutte le Caufe , & dagli Acci
denti .
Luogo II. DAL NOME .
Affima . Dal Nome ſi conoſce la Cofa Nominata .
M Perche il Nome è vna ſuccinta Definitione .
Sopra vn'Infermo . L'Huomo è detto Huomo ab Hu
mo , perch'egli è fatto di Terra , e non di Diamante . Che
maraniglia dunque ſe alcuno inferma , effendo un vaſo di
Terra frale ? anze è miracolo, che alcuno ſtia fano un
giorno .
Queſto Eſempio è fondatonella vera Etimología
del Nome : ma molte volte l'Entiméma fi fonda
fopra yn Nome Equiuoco . Come ſopra le Leggi cru
deliſſime degli Atenieſi, che furono ſcritte da Dra.
cone . Che maraniglia ſe le Leggi furono tanto crudeli,
peiche furono ſcritte da un Drago co non da un'Huono ?
Scriuendo ad vn chiamato Conſtanzo , tribolato :
1 Chi vi diede il Nome preside queſta noftra tribolatione.
Dunquemiperfuado , che non farete torto ne al voſtro No
me , ne à chi nel diede : Conftanto sarà Conftante .

Luogo
Arte lle ttere ſſiue
48 Dell' de Le Mi
Luogo III . DALLA PROPRIÉTA .
Aſſima. Dalla Proprietà ſi tráhe. la Conſeguenza .
M Lodando yn Virtuoſo . Egliè Proprietà effen
tiale della Virtù leſſer lodeuole . Dunque ad una Virtù Di
uina come la Voſtra , conuengono' lodi più Diuine che Hu
mane . Che ſe tra l'Humano & il Diuino non vi è propor
tione; nonpuò la Voſtra Virtu da lingua Humana eller de
gnamente lodata .
Per impetrar perdono dal Principe. Eſſendo propria
dell'Huomo la fralezza nel Peccare ; & Propria del Prin- ,
cipe la Clemenza nel Perdonare : perciò Titioraccorre dalla
Giuſtitia di V.A. alla fua Clemenza : perche la Giuſtitia
den' eſſere uguale al Delitto ; ma la Clemenza Reale è mag
giore di ognipriuato Delitto .
Luogo IV . DA' CONGIVGATI .
Congiugati ſono le Grammaticali piegationi del
inatiuo nel Verbo, ò nell'Auuerbio, ò nell’
IAggNom
ettivo Come '. Giuftitia , Giufto , Giuftamente .
Humanità , Huomo , Humano , &c.
Maſlima. Da un Congiugato s'inferiſce l'altro .
In difeſa di vn Rco . Habbiategli pietà : egli è Huo
mo : perciò èſottopoſto agli Errori H umani .
Et nella Controuerſia di Nobiltà frà le Lettere
& le Armi . Se la Forteza riſiede nell' Appetito Senſi
tino, Potenza Ignobile ; & la Giuſtitia riſiede nella Zolán
tà , Potenza piil Nobile : dunque egliè più nobil cofa l'effer
Giufto , che l'effer Forte : & perciò vi conſiglio à farui
più toſto Dottor che Capitano ."
Ancor da queſto Luogo ſi cauano Argomenti
Scherzeuoli & Cauilloſi . Sopra il Figliuolo di vn '.
Impiccato : Coſtui fi dee più toſto gloriareche vergognare
della morte del Padre : perche, ſe la Giuſtitia è coſa hono
réuole : dunque chi muor Giufiamente , è honoreuole : 6 chi
muore piugiuſtamente che il Ladro sù le forche ?
Luogo
Libro Secondo 49
Luogo V. & VI. DAL TVTTO ,
ET DALLA PARTE .

M Ad vn Giudice . Benche Titio fia voftro Amico


voi douete preferire il Ben Publico al Prinato ; perche il
Tutto è miglior che la parte . Per ſaluare il Corpo fi taglia
on Braccio .
Altra Mallima. Semanca una Parte ,il Tutto non è
più Tutto
Riprendendo vn Malédico . Benche nel voſtro Capo
rifiedano tutte le Virtù Intellettuali , e nel voſtra Cuore ,
tutte le Virtù Morali : nondimeno il fol difetto della Lin
gua guaſta tutte le voſtre Lodi. Perche al Lodeuole farin
chiedono tutte le Perfettioni : al Biaſimeuole bafta on fol
Difetto.
Altra Maſſima. Dalla Parte fi conoſce il Tutto .
Lodando vn'Attione honorata . Dall’ngna fi conomi,
ſce il Leone ; & dal pollicefimiſura l'altezza del Colofjo :
dunque dalla voſtradiligenza in un piccolo irnpiego, hauete
fatto conoſcere il voſtro Valore pergrandi impieghi.
Altra Maſſima. Dalla enumeration delle Parti li pro
Ha il Tutto .
Da queſta Mallima naſce l'Argomento dell'In
duttione : laquale apreſſo i Retorici è molto men
rigorofa & eſatta che apreſſo i Dialettici: baſtan
do pochi particolari per inferire vna Propoſitione
Vniucrfale .
Che ogn'vno honora i Sapienti. Quegli di Chio con
marmorei Simolacri honorarono Homero , benche cieco : li
Pari honorarono Archiloco , benche malédico : i Mitilenei
Safo, benche Femina : i Lampſacéni Anaſságora , benche
ſtraniero : gli Spartani , benche ignoranti, honorarono Chi
lone : infomma Tutto il Mondobonora pregia la San
pienza :
Lode di Pompéo . Egli hà occupata l'Italia com
Og

Bene
SO DellArte delle Lettere Miſſiue
Beneficij , l'Aſin co' Trofei, i Campi con gli Eſerciti, i
Mari con le Vele , Tutto il Mondo un folHuomo ha rin
empiuto .
Luogo VII. & VIII. DALLE CAVSE ,
ET DAGLI EFFETTI .
M Queſta Maſlima li può applicare alli quattro
Generi delle Cauſe , Efficiente , Finale , Formale ,
& Materiale .
Dalla Efficiente fi loda vn Figliuolo , lodando il
Padre . Dalle Aquile non naſcono Colombe, ne da Giganti
Pigméi: & perciò il valore de generoſi Genitori nellaſua
Prole fi fà conoſcere .
Dalla Finale . Qual è il Fine tai ſono le Opere . Dun
que ſe il voſtro Fine è la Gloria , tuttel'Opere votre faran
no gloriofe .
Dalla Formale , in lode di Bella Dama . Chi mira
l'a voftria Beltà reſtà ammirato : ma non ſene maraniglia chi
sà che quello è un'eſterno riuerberamento della Bellexka dela
l'Animo che partecipa dell'Angelico.
Dalla Materiale . Sopra la Statua d'Oro di Clau
dio . Gran miracolo bà fatto queſt' Huomo, perche prima
egli era un Ceſare Codarde , e in un giorno ſi è fatto di
gran valore .
Mallima. Quella Cóſa è più nobile , le cui Cauſo ſono
più nobili .
Più nobile è la Statua di Gioue Olimpico che di
Alesſandro. Perche queſta fùopra di Lilippo;quel
la di Fidia fuo Macftro : queſta ha forma di vn?
Huomo; & quella di vn Dio : queſta è fatta à fine
di riuerirla ; quella , di adorarla , & chieder Gratic :
quefta èdi Saſſo ; & quella di Auorio .
Mallima. Molti Effetri feguiti à cafo , fi fingono fatti
ad arte con vere Cauſe , per cauillare.
>

Dlentre Annibale combattea contra i Romani à


Canne;
Libro Secondo : SI
Canne ; il Vento portò la poluc negli occhi a' RO
mani, & furono vinti. Tanto era odiofa la Superbia de
Romani , che i Venti ſteſſi confederaronfi con Annibale per
2

acciecarli .
Doucndo gli Ateniefi dar battaglia a ' Barbari :
auuenne chei Topi roderono i Nerui degli Archi
de' Barbari. Policrate fece Argomento : Più giuſta
era la Cauſa degli Ateniefi; poiche ancora i Topi vennero
in foccorſo loro contro a' Barbari .
Luogo IX. & X. DAGLI ANTECEDENTI ,
ET CONSEQVENTI.
Aſlima. Poſto l'Antecedente fi argomenta il Sufle
.

A
MPouer
guente .
tà dopo vna vita diffoluta . Che habbiare ven
duto il meglio che voi hauefte, non ne ſtupifco : perch'io ben
prefagina , che hauendo voi dinorato il Patrimonio , vomi
reſte la Caſa iPodéri.
Maſſima. Dal Confeguente neceſſariamente s’inferiſce
l'Antecedente .
Conſolare vn' Inuidiato . Voi vi dolete che ſete inui
diato : e io mene rallegro: & mi attrifterei quando non lo
fofte. Perche l'Inuidia è il conſeguente della Virtù , come
L'Ombra del Sole : ne fu mai Conſeguente fenza l'Antece
dente .
Ringratiar di fauori. Voi rinuer ſate tutta la Filoſofia:
perche facendomi tanti fanori ſenza eſſere preceduto alcun
mio merito ; Voifate che un Conſeguente poſſa fuffiftere fen
Za l'Antecedente.
Luogo XI. DA' CONCOMITANTI.
Concomitanti ſono le Circonſtanze che ſi ſon
ICon chi, & c. Con che,
Et gli accidenti che accompagnano
la Soſtanza : Quantità , Qualità , Relatione , & c.
Mallima Quali ſono le Circoſtanzen.tal” è la Cofa .
Perche le Circoſtanze ſon quelle che fanno l'A [.
D 2 tionc
52 Dell'Arte delle Lettere Miſſiue
tione lodeuole , ò Giuſta , ó Vtile .
Per vn Ringratiamento . Il Soccorſo che mi hauete
mandato, è ſtatoin sè grande : ma grandiſſime l'ha fatto la
grandeza del voſtro Animo , l'opportunità del Tempo , eco
Peſtremomio biſogno : & ciò che giugne all'Infinito ; l'effer
Voi ftato ilfolo à ſoccorrermi.
Altra Maſſima. Dalle Circoſtanze ſi proua il Fatto
Accuſando vn Reo . Quando Titio è fato vcciſo :
tu ſei ſtato veduto à fuggire pallido in viſo , con la Spada
nuda & infanguinata ; e dalla boeca delMoribondofi od:
rifonare il tuo Nome. Dunque altri che tu non l'hà vcciſo.
Da queſto Luogo ſi fanno arguti Cauilli , tro
uando conneſſione tra due coſe ſconneffe , perche
ſeguirono nel medeſimo tempo , come quel di Ti
meo. Che marauiglia fe Diana non difeſe it fuo Tempia
quando Eróftrato l'abbruciò : poiche, come Dea Lenatrice
de Parti,quella notte ellafu occupata nell'affiftere ad Olim
pia quando partori ilGrande Aleſſandro.
Luogo XII. & XIII. DAL SIMILE ,
ET DISSIMILE . 4

Affima . Qual è un Simite , taľě l'altro .


M La Simiglianza Propria , è tra due Coſe del
la ſteſſa Specie, come tra Huomo & Huomo : fe
bene altri la chiamano Identità .
Ammonire vn'Amico . Benche voi fiate in buona Ri
putatione ; fuggite la conuerſation de' Cattiui ; accioche non
fiate riputato Cattino : perche fi fuol dire ; Dimmi con chi
vai , dirò chi tu ſei.
L'altra è Simiglianza Metaforica trà due Coſe di
Genere differente .
La Vera Amicitia è fimile all'Oro Fino . Perciò , fico
me nelfuoco faproua fe l'Oro èfino, òpalliato : cosi nella
Auuerſità fiproua fe l'Amico è vero , ò finto .
Mallima. Delle Cofe diffimili , difimile è la Confort
guenza .
Ad
Libro Secondo , 53
Ad vn Padrone feuero . Ricordateui , che il Seruo non
è un Giumento , che ben ſi percuote , & malſipaſce. Il Gill
mento non può maidinenir Padrone ; ma molti Seruidiuen .
nero Padroni del lor Padrone ; & mal trattarono ebi mal lä
tratto.
Luogo XIV. DAL CONTRARIO .
Allima . Delle coſe Contrarie , Contrarie fono le
MPerſuConſeg uenze . ».
adere la Concordia , Se la Guerra é la ruina
de' Popoli'; dunque la Pace è la loro felicità , Et chi sarà
cosi inhumano , che ami più toſto la ruina che la felicità ,
Vltimo fine ditutti gli Huomini ?
Altra Maſſima . Di due Mali ineuitabili. , il minor
Male ha ragion di Bene .
Morendo difete l'Eſercito Romano : Mario gli moſtrò
l'Acqua in me Koa'Nimici , dicendo . O voi morrete wil
1
mente di fete: à moi comprerete l'Acqua da Nemici valo
roſamente col voſtro Sängue : eleggete เ il migliore.
Altra Mallima. Meglio èè non fare , quando al farc
inevitabilmente ſeguono due Contrari Cattiui.
Sconſigliare ilpigliar Moglie . Se la pigliate Brutta ,
spiacerà à voi; ſe lapigliate Bella, piacerà agli altri : l'une
e l'altro vi farà noia . Dunque meglio è non pigliarne niuna ,
Da queſto Luogo naſcono giocofi Cauilli, quan
do gli due Contrari non ſi oppongono giuſtamente:
come queſto . Molto, aggiunto à Molto , fà Moltiffimo :
dunque Poco aggiunto à Poco, få Pochiſſimo. Biſogna dire:
Dunque Pocodetratto da Poco, fà Pochiſſimo.
Luogo XV. DAL MAGGIORE, MINORE ,
ET PARI.
Aſſima . Se il Maggior non può , molto meno potrà
M il Minore . .
$ Per vha Lite . Se il Principe non puòfare contro alla
Giuftitia, molto meno può farlo ilGiudice , che dipende dal
Principe .
D3 Altra
34 Dell'Arte delle Lettere Miffiue
Altra Maſſima. Chi può fare il Piùi può fare il Meno.
Placare vn’Irato . Se voi vinceſte in Campo i Nemici
armati, che confpiranano contra noi : più facilmente vince
rete le voſtre Paſſioni, che fono in voftro potere .
Altra Maſlima. Se li fa per cole Minori , più fa de >

fare per coſé Maggiori .


Eſortare alla Patienza . Se per':la Salute del Corpo
caduco , ſi ſoffrono i Sughi amari, li taglienti Ferri, e’ Cáis
ſtici infocati : che non douete Soffrire per la Salute dell'Ani
ma , ch'è Immortale ?
Altra Maſſima. Chi non ſtima le coſe Maggiori, meno
fimerà le Minori.
Contra gli Heretici. . Se queſti non tolerano la Mo
narchia Spirituale inſtituita da Dio :. molto meno toleroran ,
nola Monarchia Laicale inſtituita dagli Huomini, quando
habbian forke da ſcuoterla .
Maſlima. Delle Coſe Pari, pari ſono le conſeguenze
Ad vno Auuocato . A pari Merito , ſecondo la Gius
ftitia Diſtributina fi deue un pari Honore . Dunque , fe.chi
Saluana la Vita di a Cittadino s'incoronana di Quercia :
Ancor voi meritate queſto Honore , che hauete dalla Morte
faluato un Cittadino innocente con la voſtra Dottrina . Ma
l'Auuocato ſcherzeuolmente riſpoſe : Accetto il Pre
mio ; purche ſia Oro , & non Quercia .
Luogo XVI. DA' CORRELATIVI.
E ' Rclatiui, altri ſono diParità , come Amico
De& Amico , Fratello & Fratello , Originale &
Imagine . Altri ſono di Diſparità; come Padre &
Figliolo , Benéfico & Beneficato , Signore &
Seruo ,
Maffima. Né Correlatiui di Parità , ciò che ſi dice
dell'Vno , ſi dice ugualmente dell'altro .
Ad yno Amico . Un'Amico con l'Aliro, effendo unas
nimi , ſono una ſteſſa Perſona. Dunquele Coſe mie fon ajon
ſtre, e le voftre ſon mie : & perciò Voi vi doneteliberas
moedig
Libro Secondo
2
55
mente diſporre delle Coſe mie , come io mi diſporrei libera
mente delle voſtre , Che ſe voi non vi preualete dime, mi
obligate à non preualermi di vois & à rompere l'Amicitia ..
Da queſto Luogo naſce vn giocoſo Cauillo ,
quando li fà vn fallo Correlatiuo : come ſe tu di
cefli. Trà gli Amici tutto è commune '. Dunque io voglio
che tutte le cose Voftrefian mie : eò tutte miefiano le cose
Voſtre . Perche la forza del Contrapofto , fà cho
l’Vditore ſorpreſo , non badi alla fallacia ; & appro
ui cio che gli Nuoce .
Altra Mallima. Ne Correlatiui di Diſparità , da quel
che ſi dice dellVno , s'inferiſce l'Altro à Proportione , 1
Ad vn Figliuolo ingrato . Se il Padre al Figliuolo
deue Amore ; il Figliuolo al Padre deue Obedienza . Dun
que je voi hauete trattato il Padre da Straniero , difubeden
dolo : il Padre giuſtamente hà trattato joi da. Straniero ,
difredandoni.
Ringratiando vn Benéfico . Tanto ecceffino è il Vo
fro Beneficio , che mi èè impoſſibile il renderui sgual ricam.
bio . Voi dunque hauete fatto ch'io vi debba morire ingrato,
Se per Effetti non vi pagate di Defideri.
Com

CAPITOLO SESTO
De Luoghi Estrinſeci.
là vdiſti nel fine del Capitolo Quarto di que
Glo
Eftrinſeci della Logica Perſuaſione: quì fi accen
1
nerà breuemente qual ſia l'Vſo loro .
Luogo I. DALLE LEGGI DIVINE .
Alima. E ' neceſſario di obedire alle Leggi Diuine.
M Efortare all'oſeruanzade' Commandamenti
56 Dell'Arte delle Lettere Miſfiue
Diuini. Sounengaui che il Mondo è una grande Republica ;
Principe è Iddio; Sudditi gli Huomini ; Legge la Ragion
Naturale : Legge ſcritta non in Tauole , ma in tutte le
>

Menti Humane. Dunque chi opera contro alla Ragione ,


offende la Legge; & chi offende la Legge o,ffende il Legif
latore , che non laſcia impuniti li Tranfgreffori.
Luogo II . DALLE LEGGIHVMANE .
Allima. Le Leggi Scritte fi deono rigoroſamente of
M feruare .
Ad yn Giudice . Gli Aforiſmi de' Medici , fono Leggi
eneceſſarie per conferuar la Salute degl'Indiuidui : & le Leggi
de Principi, fono Aforiſmi per conferuar la Salute delle Reo
>

publiche . Dunque il non punire i Delitti nella Republica ,


è come il non vietare i Diſordini agli Infermi.
Altra Maſſima . Il Rigor delle Leggi Scritte , ſi vuol
moderare con la Equità della Legge Naturale;
Eſortare il Giudice à non vfar rigore. Non è Giu
ftitia lofar troppa Giuflitia. Perche non folo i Popoliſi ac
commodano alle Leggi ,ma ancor le Leggi ſi deono accommo
dare a' Popoli . Conle Leggifi emendano le Leggi .
Luogo III. DA ' TESTIMONI.
Aſſima . A' Teftimoni ſi deue preſtarfede. .

MARE
Per li Teſtimoni. Li Teſtimoni ſono Argomenti
viſibili della Verità inuiſibile ; ondeil Giudice , con gli occhi
>

de' Teſtimoni, vede le coſe occulte . Dunque , chi toglie le


Teſtimonianze , accieca i Giudici.
Altra Maſlima. Niente છેè piùfacile à corromperſi che
la Fede de' Teftimoni
Contra i Teſtimoni. Sicome niun ſenſo è più fedele
degli Occhi'; cosi niuno èè più infedel della Lingna, quando
è venale : perche giurando che gli Occhi han veduto ciò che
non videro , compra il Giudice, e dende il Reo .
Luogo IV . DAL DETTO DE' SAPIENTI .
Anima. Alli Detti degli antichi Sapienti ſi deve
M credere .
La
Libro Secondo $7
je
La propria Opinione , è foucnte ingannata dall'Amor
proprio ; quella degli Amici , dall' Adulatione ; quella
de Nemici dali' Odio ; quella degl' Indifferenti dall
Ignoranza : le Sentenze de Saui, ſono veri Oracoli della
Verità : perche dando Conſigli ſenza conoſcere i Conſu
lenti ; ne poſſono-ingannarſi perche fon Sapienti ; ne vo
gliono ingannare, perche ſonopaſſionati.
Auuilo ad vn Giudice . Non vogliate moſtrarui nel
gindicare , ne troppo indulgente ne troppo rigoroſo : ma ri
cordateui di quel detto di Efiodo , foltoſcritto da Platone ;
La Metà è piu del Tutto .
Altra Maſlima. Ancora i Saui alcuna volta s'ingannano.
Per yno Amante non corriſpoſto . Non è vero quel
detto de Filoſofi, che il Simileama il fuo Simile : poiche ruoi
fete Huomo , amate ina Fiera .
Luogo V. DA' PROVERBI .
Allima . Alli Prouerbi , come Populari Sentenze, fi
M deue credere .
Auuiſo ad vn'Aſtuto . Segnite le Regole della Pruden
Za e non dell’Aftutia, ne della Frode : perche dice il Pro.
uerbio , Doue finiſce l'Inganno , comincia il Danno .
Altra Maſlima. Molte volte i Prouerbi ſono fallaci .
Ad vn’Aftuto . Non è rjero il Prouerbio che dall Un
ghia fi conoſce il Leone : perche tanto tempo è ch'io vi veggio
tutto , e non conoſco ancora il voſtro humore ,
Luogo VI. DALLA PVBLICA FAMA .
Allima. Alla Publica fama ſi deve credere .
M fi
Del procurar buona Fama . La Fama bà molte
bocche , ma una voce ſola , laqual eſſendo Voce del Popolo ,
è Voce di Dio . Che ſe taluolta la Fama non dice il vero ,
dirà però il Veriſimile . Et perciò vi biſogna ſempre amar
la buona Fama, & temer la cattiua .
Luogo VII. DALL ' ESEMPIO .
M Alfima. Dall'Efempio alernis'impara à vinere . Mirale
58 Dell'Arte delle Lettere Miſſiue
Mirate ſempre gli Efempi altrui; perche piu perfuade
pun folo Eſempio che molti Diſcorſi . L'Orecchia iinpara in
.

lungo tempo , & l'Occhio in un momento : &più s'imprime


>

nella memoria ciò che paſſa per gli Occhi, che per gli
Orecchi .
Efortare alla Coſtanza . Conſiderate bene quel che
Eleggete , ma fatta la Elettione fiare coſtante . Poneteni da
1enti agli occhi quel Pontio Centurione ; ilqual ſeguendo le
Parti di Cefare , dipoi capitato nelle mani di Pompéo :
eſſendogli da Pompéo offerta la vita ſe volea militar forto .
lui : volle più toſto perder' il Capo che cangiar Capitano ;
& la ſua breue Morte , meritò nelle Hiſtorie eterna Vita .
Luogo VIII. DAGLI APOLOGI .
Allima. Ancora le Poetiche Fintioni inſegnano il
Vero . .
M Conſigliar e di eſſer cauto . Imparate il Senno dagli
altrui Caſi . Sounengani della Volpe, che inuitata dal Leone
alla ſua Cona ; rifiutò l'inuito , dicendo : habbiatemi per if
cufata ; perche io veggio le pedate di tutti gli Animali volte
verſo la voſtra Caja , niuna riuolta indietro .

CAPITOLO SETTIMO
Ensiméni canati da ciaſiun Luogo e applicati
ad un fol Soggetto.
Criuendo ad yno Amico per eſortarlo alla Co
S . ;
biſogna che tu ti proponghi primieramente i Fini
della Retorica Perſuaſione per applicar loro gli En
timémi. Siche interrogato , à qual Fine vuoi tu
perſuadere all'Amico che ſia Coſtante ? tu riſpon
derai , Perche la Coſtanza è Cofa Glorioſa ; perche è Vtile;
perche
Libro Secondo . 59
perche e Giuffa; perche è Gioconda ,perche é Conueneuole;
perche è Neceſaria ; perche è coſa facile. A queſti fini
adunque fi deono applicar gli Entimémi trahendoli
da ciaſcuna Miniera .
Dalla Definitione della Coſtanza. ] La Coſtanza
è Virtù , per la quale il Cuore humano nelle coſe
ardue, tolera i mali che all'huomo fon difficili a
tolerare . Che ſe tanto maggior'è la Gloria, quanto éè mag
giore la Difficoltà : dunque la Coſtanza èpiùgloriofa di tute
te le Virtù , perch'ella è la più difficile .
Dalla Definitione della Perſona . ] Souuengaui chi
voi frete : Voi ſiete Huomo e non Femina : douendo Voi
dunque moſtrare un'Animo Maſchio & Virile , & non Effe
minato e molle ; niuna Virtu vi è più conueneuole , che la
Coſtanza
DalNome della Virtù . ] Chi difſe Coſtanza, diſſe.la .
for a di un Lottatore , che venuto alle braccia,ſempre ritto
e fermo sù piedi , vince l'Antagoniſta . Dunque nell'Anfi
teatro dell'Uniuerfo niuno Spettacolo è più glorioſo , che vun '.
Huom Coſtante ; lottando con la contraria Fortuna ſenza
laſciarfi 'abbattere ne piegare .
Dalla Proprietà. ] La Coſtanza par tanto Difficile , e
pur ? è coſa facile . Perche , eſſendo Eſſential Proprietà
2

dell'Huom Coſtante il non volere cangiar Voluntà:


qual coſa èpieno
all Huomo , che il Volere ò non vo
lere ? Riſolueteni adunque di voler'effer Coſtante, e lo fam
rete : perche il voſtro Volere è in voftro Potere .
Da Congiugati.] Se la Coſtanza è la più lodeuole.
di tutte le Virtù : dunque un 'Huom Coſtante è più lodem
uole di tutti gli Huomini.
Dalla parte al Tutto. ] L'Huomo Coſtante flaſempre
fermo ne'ſuoi Decreti , fermo ne'ſuoiDetti, fermo nelle ſue
7

Operationi . Egli è Tutto.cosifermo , che ſe ilMondo ruie


>

paſje ,ſarebbefermo fotto le ruine ſenzapiegarſi.


Dalle Cauſc . ) Troppo è orgel arso l'effer Coftante,
.

Perch ':
60 Dell Arte delle Letrere Miſſiue
Perch'effendo queſto Mondo ſottopoſto à mille
fortunoſi accidenti; egliè neceffario, ò fuggir dal Mondo;
ö armarſi di ona inuitta Fortezza perrefiftere a tutti gli af
falti della nernica Fortuna ·
Dagli Effetti . ] Niuna coſa è tanto Vtile alla Vita
Felice , quanto la Coſtanza : perche queſta fola rende
l'Anino imperturbabile: & nella fola Imperturbabilità
conſiſte l'Humana Felicità .
Dagli Antecedenti.] La Coſtanza è Cofa Giufta.
Perche ſe Voi aipirate alla Gloria Eterna : egli è gin
fto che preceda al guiderdon del Trionfo , la Strenuità
della Pugna .
Da' Conſeguenti .] Niuna coſa è nel Mondo che
non ſia mutabile . Girano iCieli, girano le Stelle ,
gira il Re de' Lumi; gli ſteſſi Cardini del Mondo
creduti Ponti filli, con perpetua Trepidatione, va
cillano , e tornano contra fe ftefli . Che ſe le Coſe
eterne non han fermezza ; comepoſſono hauer fermekle
le momentáne , e caduche ? Si mutano le Stagioni , li
cangiano 1 Tempi , fuccede la Procella al Sereno ,
& il Sereno alla Procella . Dunque chi ha la For
tuna benigna ; Temi l'auuerfa ; & Voi che l'hauete
auuerſa , Sperate di hauerla frà corto tempo benigna , &
fiate Coſtanre .
Da' Concomitanti . ] La Coſtanza è vna Virtù ,
che hà tutte le Virtù fue Seguaci . Peroche per rego
lar le ſue Attioni , ha la Prudenza infallibile nell' In
telletto & la Equità infleſſibile nella Voluntà : &
per regolar le Paſſioni, hà la Temperanza inaltera
bile nelle cole proſpere ; & la Fortezza inuincibile
nelle coſe auuerie .
Dal Simile . ] Meritamente frà tutte le Virtù la
Coſtanza porta la Palma , eſſendo ella fimile allu
Palma , laqual quanto da maggior peſo èaggrauar
ta , tanto maggiormente s'innalza, & co ' ſuoiRami
trionfa . Dat
Libro Secondo 61
Dal Maggiore al Minore . ) La Coſtanza è cola
giocondiflima . Poiche , qual coſa più gioconda
della Vittoria? & qual maggior Vittoria che vincere
il Maggiore di tutti i Mali; cioè , il Terror della
Morte eſſendo certo che chi vince il Maggiore ,
molto più facilmente vince i Minori .
Dal Diffimile. ] Molto diffimile dall'Huom Co
ftante è l'Oſtinato , benche voglia imitarlo . Perche
la Coſtanza è vnfermo Propoſito nelle cofe Giu
Ite ; & l'Oſtinatione è una brutal pertinacia nelle coſe ini
que . Che ſe la Scimia quanto è più ſimile all'Huo
mo è più ridicola : l'Oftinato, quanto è più diffimile
al Coſtante, è più deteſtabile .
Dal Contrario . ] Se la Incoſtanza è Vitio Vile
Vergognoſo . Dunquela Coſtanzaè Virtù Virile &
glorioſa. Et perciò il Coſtante eſſendo indegno del
Male, è degno di aiuto : & l'Incoſtante , eſſendo- de
gno dipeggio, è indegno di Compaſſione .
.

Dal Relatiuo.j Se la Gloria del Cittadino è Gloria


della ſua Città : dunque non effendo njuna Virtùpiù
glorioſa della Coſtanza ; non può la Città moſtrar
coſa niuna più glorioſa , di yn Cittadino Coſtante .
LVOGHI ESTRINSECI .
Alla Legge Diuina.] Opera Virilmente, e conforta
vino ne' Sacri Salmi. Dunque non è difficile la Co
ftanza , mentre chi diede il Commando dona le
forze .
Dalla Legge Humana.] Propoſero tutti i Legisla
tori il Trionfo al Forte , & la Morte al Codardo : Perche
niunoè più degno diviuerechechi fpregiala Mor
te : & niuno è più degno della Morte, che chi trop
po pregia la Vita .
Da' Teſtimoni . ] Hà l'Huom Cottante tanti
.

Autorea
62 Dell'Arte delle Lettere Miſfrue
autorevoli Teſtimoni del ſuo valore quanti Spettatori
della ſua Coſtanza . Et s'egli è ſolo ; non ſarà men
Coſtante ; effendo egli Spettator'e Spettacolo à ſe me
deſimo .
Da' Giuramenti. ] Ogni Criſtiano nel Sacramen
to della Confermatione giura la Militia Criſtiana :
dunque giura la Fortezza Coſtante , ch'è la Propria
Virtù Militare .
Da' Detti de' Sapienti. ] Muniteui della Voſtra
propria Coſtanza. Perche Saniamente diſſe il Sanio Seo
neca, che contro agli aſfalti dell'Auuerſa Fortuna ,
non giouano le Armi eſterne lauorate da' Fabri ,
ma quelle che l'Huomo ſteſſo ſi fabrica nel ſuo
Cuore . Sauio fù il Detto ; ma più ſauio ſarete ſe
l'eſeguite
Da' Prouerbi. ] Souuengaui quell'Antico Prouer
bio , Che l'Incudine non teme lo ſtrepito de' Martelli . Sia
te l'Incudine a'colpi della Fortuna .
Dalla publica Fama . ] La Fama há mille occhi
aperti per mirar ſe in queſti trauagli voi fate vn '.
Atto vile ; & mille orecchi teſi per vdire ſe voi
mandate vn gemito indegno ; & mille lingue ſo
nore , per publicarlo à tutto il Mondo : chi vuol
ellere Famoſo tema l'Infamia .
Dall'Eſempio . ] Poncteui dauanti agli occhi
l'Eſempio di quel generoſo Anaſſarco, che dal Tiran
no Nicocreonte peftato in vn Mortaio ; benche
tutto franto mando quelle Voci intere : Peſta, pea
ſta è Tiranno ; tu frangi le oſa di Anafſarco , ma
non frangi la fua coſtanza.
T queſto baſta per farti vedere come da ciaſcun
EILuogo Commune ſipoſſono ritrarre Entimémi
per fabricare il Corpo della Perſuaſione nelle tue
Miſliue . Peroche il dipingerle con belle Fraſi , &
arguti acumi , non è del preſente negotiot'i
. Qui
n
1 Libro Secondo . 63
t'inſtruiſco della Perſuaſione , & non della E !ocu
tione. Ma in altro Luogo ſi parlerà de' Luoghi Pro.
pri diciaſcun Genere della Retorica.
Ben ti auuiſo, che gli ſteſſi Luoghi Communi iquali
ſeruono per prouare ſimplicemente vna Virtù , fer
uono ancora per amplificarla comparatiuamente ;
preferendola alle altre . Hora conuien diſcorrere >

della Perſuaſione Etica o fia Morale , chic incomincia


à dar forza alla Logica Perſuaſione .

CAPITOLO OTTAVO
Della Perfuafione Euca .
Ià vdiſti al Capitolo Ottauo del Primo Libro ,
G
che ne' ſuoi Detti fà formar concetto all'Vditore
;
della Virtù , & Buon Coſtumidell'Oratore, perche
alla Perſuaſione de' Buoni più facilmente ſicrede..
Onde dagli Antichi Rétori l'Oratore fù definito
così , Vn 'Huom da bene , & Eloquente . Perche gran
parte della Eloquenza èla buonaOpinione che ſi
hà dell'Oratore ; & l'ifteffo dico dello Scrittore .
Hora in due maniere ſi forma queſta buona Opi
nione della Virtù di colui che perſuade orando , o
ſcriuendo . L'vna per la Materia di cui egli parla .
l'altra per la Maniera con cui egliparla . Per la Mate
ria acquiſta queſto Concetto , quando egli Perſuade
all'Amico qualche Tema Morale , con Argomenti
fondati in MalšimeVirtuoſe: perchegeneralmente
fi preſume, che chi perſuade coſe Giuſte & Hone
fte, ſia Giufto & Honefto . Et queſta ſi chiama Ora
del Te
tione, o Lettera Morata per la Materia ſteſſaL'al
ma . tra
64 Dell Arte delle Lettere Miſſiue
L'altra Moralità conſiſte nella Maniera di eſpri
mere gli Concetti; con Formole che partoriſcano
nell'Animo di chi legge vna Opinione della Virtù
di chi ſcriue . Peroche etiamdio vna Propoſitionc
Hiſtorica , ſi può eſprimere , ò Hiſtoricamente , con
termini Indifferenii : Ò Eticamente , con termini
> Morali, & eſpreſsiui di vn'Animo Virtuoſo . Come
ſe tu ſcriueſsi ad vn'Amico . Hieri mi è nato il mio
Figliuolo Primogenito : queſta è vna Propoſitione mc
ramente Hiſtorica . Ma ſe ru diceſsi; Hieri è piac
ciuto alla Diuina Bontà di benedir la mia Caſa col naſci
mento del mio Primogenito : queſta farebbe la medeſi
ma Propofitionc Hiſtorica ; ma diuenuta Morale
con la Eſpreſsione della tua Religiofa Pietà nel rico
noſcere quel Bene dal Donator di ogni Bene . Et
queſta Elpreſsione io chiamo Formola Etica , ò fia
Morata.
Hora di quella Moralità della Materia , non è
queſto il Luogo di diſcorrere , perche fi appartiene
alla Forma effentiale delle Lettere , & alla Elettionc
del Tema . Quìdunque diſcorreremo delle Formole
Etiche eſpreſsiue della Virtù di chi ſcriue ; lequali
poflono feruire in quattro guiſe . La Prima , nell-'.
eſprimere la Virtù di chi fcriue : la Seconda , nell's
imprimere quella Virtù nell'Animo di quel che
legge: la Terza , nell'eſprimere la Virtù di qual
che Terza Perfona di cui ſi ſcriue : l'vltima , nel 2

formare qualche general Documento per modo di


yna Maſsima Sententioſa . Come per Eſempio .
Iddio mife naſcere nobilmente'; & non farò mai cofa inde
gna de'miei Natali : queſta Formola eſprime la Virtù
dello Scrittore . Souuengaui che voi fete nato Nobilmente ,
e perciò non douete far cofa indegna de' voſtri Natali:
queſta imprime la ſteſſa Virtù nel Lettore . Titio
è nato nobilmente ; & non farà mai cofa 'indegna de' ſuoi
Natalia
Libro Secondo . 65
Natali : queſta eſprime la Virtù di yn Terzo . Chiun
que naſce Nobilmente , non dee far coſa indegna de' ſuoi
>

Natali : queſta è vna general Sentenza Morale .


Ma noi quì prendiamo la Formola Etica princi
palmente nella prima Guiſa , inquanto moſtra la
Virtù della Perſona che perſuade : perche quì non
fi conſidera la Materia , ma la Maniera del Perſua .
dere , accioche la - Perſuaſione acquiſti fede per la
Opinione della Virtù & Bontà di chi Perſuade ,
Ben' è vero che da queſta fi poffono formár le
Propoſitioni delle tre altre Guile , per rendere la
Perſuaſione Morata : come hai veduto nell’Elem
pio che quì ti ho dato . Et iſpecialmente nell'vlti
ma Guiſa per formar lc Sentenze , le quali nella
Perſuaſione hanno gran forza , per due Ragioni .
La prima è , che ficome le Sentenze ſono Propo
l fitioni Morali , ma Generali , aguiſa di Aforiſmi
delle coſe Agibili, riſtretti in poche parole , & lan
ciati con qualche acume o contrapofto ; così fan
no grande impreſſione per ſe medeſime, & fi ten
gonopiù facilmente à memoria: come quella ad
dotta in Eſempio dal Gran Maeſtro de Récori
Ariftotele : Biſogna odiare il Nemico', come se ſi doneſſe
amare ; & amar l'Amico come ſe si douefle odiare. Et
quell'altro più riſtretto à modo di vna Propoſitione
Entimematica. Niun Mortale dee nutrire ire immortali.
L'altra Ragione è , perche queſti detti ſenten
tiofi naſcendo da vn giudicio maturo , & ben ver
fato nelle coſe agibili& vniuerſali, moſtrano che
chi li dice è vn'Huom Senſato , & Prudente , & Ifa
perimentato nelle coſe del Mondo . Siche fanno
due grandi effetti; l'yno per la Materia , che è Mo
rale ; l'altro per la Forma che moſtra la Prudenza
di chi Perſuade ,
Come poi fi diftinguano queſte Formole Etiche,,
E delle
66 Dell' Arte delle Lettere Miſſiue
delle quali al preſente parliamo ; dalle Patétiche &
Affettuoſe, delle quali dopoi parleremo: già ſi è
detto al Capitolo Nono del PrimoLibro, che nelle
Morali principalmente ſi eſprime qualche Virtù di
quel che parla : & nelle Affettuoſe,principalmente
s'imprime qualche Paſſione in quel che aſcolta .
Dico principalmente, & per diretto : perche per in
diretto per ſecreta Virtù della Simpathía , come
dicemmo ; non fa2 eſprimere vna Virtù di quel
che parla , che non s'imprima in qualche maniera
nell'Aſcoltante : ne fi può imprimere yna Paſſione
nell'Aſcoltante , che prima non ſia eſpreſſa in colui
che parla . Altramenti, ne l'vna, ne ſ'altra farebbe
colpo : onde fù detto · Arder prima dei tu , ſe vuoi
ch'io arda. Laſciate adunquc per hora in diſparte
le Formole Patetichc; parleremo delle Morate .
ele ?

CAPITOLO NONO
Ondefi deriuino le Formole della Perfuafione
Elica .

En sò che alcuno , vdendo quà far mentione di


Beacoch > perderà
l'Animo ; temendo di haucr ' ad imparare tutta la
Filoſofia Morale , per imparare a ſcriuer Lettere
Ma ben differente farà queſta Prattica : baſtando il
Lumc Naturale che sà diſtinguere le Virtù da' Vitij ;
aiutato con alcuna Popular Definitione delle Prin
cipali Virtù ,& più neceſſarie alla Perſuaſione. Così
ha fatto il Gran Filoſofo , Maeſtro de Rétori , nel
Capitolo Nono del Primo Libro à Teodette . Et
così
Libro Secondo . 67
così ſopra que' fondamenti fabricheremo gli Efem
pli delle Formole Etiche , cſpreſſiue di quelle
Virtù .
Venendo adunque al riſtretto di queſta Praſli ;
non vi è Bambino Settenneilqual nonhabbia ap
preſo che Quattro ſono le Principali Virtù , & com
me Quattro Cardinidella Vita Morale: Prudenza,
Giuſtitia , Fortexia , Temperanza
Hora , la Prudenza, è vna forza dell'Intelletto di
ſaper ben conſigliare ſe fteffo & altri nelle Coſe
Agibili. Et hà perEſtremi la Sciocchekka, & l’Aftutia.
La Giuſtitia , e yna Rettitudine della Voluntà nel
dare à fe fteffo , & agli altri il ſuo doucre , con
forme alle Leggi Diuine & Humane. Et hà per
Eſtremi la Troppa Indulgenza , &il Troppo Rigore. .

La Forteza, è vna Virtù dell'Appetito Iraſcibile ,


che modera il Timor de? Mali molefti alla Vita
humana . Et hà per Eſtremi la Temerità , & la Co
.

dardia .
La Temperanza,è vna Virtù dell’Appetito Con
cupiſcibile, chemoderal’Affetto verſo i Beni tem
porali. Et hà per Eftremi la Stupidexka, & il Troppo
Affetto à quei Beni ....
Ma ſotto ciaſcuna di queſte quattro Virtù Prin
cipali ſono compreſe altre Virtù , o come Integrali,
ò come Potentiali; che ſeruono grandemente a dar
credito à chiPerſuade .
Sotto la Prudenza , fi contengono la Sperienza .
La Memoria delle Coſe paſſate . L'Antiuedenza delle
future . Il Giudicio Senſato c fermo delle coſe Agi
bili. La Veracità . La Soſpettione. Il Vincer la Fortuna
col Senno . L'Emendare il mal Succeſſo .
Sotto la Giuftitia . La Pietà verſo Dio. L'offernanza
delle Leggi Humane. La Soggettione, & Riuerenza verio
i Superiori. La Equità che modera il Rigore della
E 2 Gius
68 DellArte delle Lettere Miſſiue
Giuftitia . La Lealtà nelle Prorneffe.
.

4
Sotto la Fortezza , la Coſtanza nelle riſolutioni , &
la Toleranza de Mali .
Sottola Temperanza. La Beneuolenza , & Amicitia.
La Beneficenza, & la Liberalità . La Modeftia circa gli
Honori . La Gratitudine .
Hora per cſprimere ciaſcuna di queſte Virtù in
quello che Scriue , & per imprimerle in quel che
Legge ; addurremo in Eſempio , come ſi è detto ,
alcune Formole , che ti ſaranno à principio aguiſa
1
di Modelli per fabricarne dopoi maggior copia col
tuo Ingegno .
Auuiſandoti primieramente , che di queſte For
mole Etiche ( & l'iſteſſo dico delle Pateriche) tu ti
potrai feruire nel Principio della Lettera , & nel
Finc , & in tutto il Corpo : ſpargendole come
3

Colori Retorici per dar viuezza alle Narrationi,


ſpirito agli Entimémi, & credito alla Perſuaſione.
Ti auuerto dipoi , che feben queſte Formole
paiano ſimplici Propofitioni: contuttociò , di que
fte fi poffono fabricare Argomenti & Entimémi
Morali : anzi molte faranno Entimematiche , con
tenendo in ſe qualche ragione inuolta ; la qual diſ
piegata formerebbe yn ' Entiméma, & etiamdio vn
Sillogiſmo : & particolarmente le Scntentioſe: co
me quella Non deue un'Huom mortale nutrire ire immor-:.
tuli : potendola tu ſpiegare in queſti Termini. Le
Coſe Mortali con le Immortali non hanno niuna proportione.
Ma l'Huomo è Mortale . Dunque le Ire Iromortali non
hanno proportione con l'Huomo .
Finalmente , ricordoti ciò che G è detto più ſo.
pra , che negli Eſempli delle Formole , liquali ti
porgerò dauanti , tù non dei ricercare ne Fraſi cle
ganti, nc Concetti ſpiritofi, ne fiorita Elocutione ;
ma la ſimplicc Efpreflione delle Virtù Morali che
fi lon
Libro Secondo . 69
2 ſi fon dette ; per non confondere
vn Magiſtero con
l'altro. Ma quando queſti Eſempli ſiano da te ben '.
inteſi ; da te ſteſſo con lo Studio & con l'Eſercitio ,
ne comporrai de' più Concettoſi & Arguti.
1

- 10
CAPITOLO DECIMO
)
Eſempli delle Formole Etiche, eſpreſsue
di ciaſcuna Virtù Morale .
Ormole Eſpreſſiue DELLA PRVDENZA .]
F Al precipitio camina chi non ha la Prudenza
per guida. Tutte le Virtù ſenza la Prudenza fon
cicche; non ſanno douc fi vadano . Le Górgoni ,
crano belliſſime Sorelle , ma tutte cieche ; ſenon
che vn'Occhio ſolo hauean commune : hor queſt
Occhio communc à tutte le Virtù 2, è la Prudenza ..
Non chiamo Prudente chi sà coſe affai ; ma chi sà
coſe Vtili. La Sapienza inſegna Coſe Alte & Cu
rioſe ; ma la Prudenza inſegna Coſe neceffarie alla ,
Vita Humana . Deſfi ſeguir la Ragione, & non la
Opinione : perche la Opinione è vna fallace inter
prete della Verità . A chi nauiga par diſtar fermo :
& quanto più veloce camina verſo Leuante; tanto
piùvelocegli par che il Lido camini verſo Ponen
te : tai ſono i Pareridi chi ſegue il proprio Parere .
L'Opinion della Moltitudine, è certo argomento
della Falſità : perche i Pazzi furono ſempre infiniti :
& de’Saggiſol tanti finumerarono , quante le boc
che del Nilo .
Formole per moſtrare Iſperienza & Memoria delle coſe
paſſate. ] Hò ſempre vdito , che l'Iſperienza è la
E 3 Mae
70 Dell' Arte delle Lettere Miſſiue
Maeſtra della Prudenza : ma ella è Maeſtra rigo.
roſa , che fieramente flagella i Difcepoli. Chi im
para dall'Iſperienza altrui, fà minor fatica : ma chi
impara dall'Iſperienza propria, fà maggior profitto :
perche più ſi tiene a mente ciò che più dolfe . Dob
biam credere a chi hà viuuto più dinoi : & hà ve
duto più di noi : perche delle Coſe del Mondo sà
più di noi . Il Tempo è il più Sauio di tutti li Con
liglieri, perch'egliè il più Vecchio . Chi legge al
ſai ſaprà affai , perche i migliori Maeſtri ſono i
Morti . Finfero che la Memoria fù la Madre delle
Muſc : ma il vero è , che la Memoria è la Madre
della Prudenza : perche le Coſe paſſate inſegnano
le future .
Moſtrare Antiuedenza delle Coſe future . J. If Cuore
.

mi preſagiuache quel negotio non ſarebbe riuſci


to . Io fui de' miei mali indouino ; ma contra il
Fato non vale Prudenza humana . O quanti affanni
preucggio hauerui à coftare cotefta voftra delibe
ratione. Folle chi opera à chius' occhi, ſenza con
fiderar l'eſito delle coſe . Il Piloto ſiede alla Poppa,
& mira la Prora: dal principio biſogna guardare il
fine . Sarà tardo à cominciare chi conſidera come
debba finire .
Moſtrar Giudicio Senſato e Sincero nel dar configlio. ]
Queſto è il mio Giudicio ſecondo il mio poco
giudicio : ſupplite voi col giudicio voſtro . Il primo
Mobilemuoue gli altri Cieli da Leuante à Ponen .
te : ma laſcia libero il lor proprio moto in contra
rio da Ponente à Leuante : & io procuro di tirarui
al mio Parere ; ma vi laſcio libero il voſtro ; fate
meglio ſe ſapete , L'Oprare è da Giouine; il Con
ſigliare è da Vecchio :perche quellopuò, & que
fto sà . Con ogni fchiettezza è libertà vi hò dato
il mio Parcre ; perche vgualmente aborriſco l'of
fendere
Libro Secondo 71
fendere malignando , & il ſimulare adulando . Io
verſo ilCuore ſopra queſta pagina : ne mai diſcor
derà la mia penna dalla lingua, ne la lingua dal
Cuore . S'io foſſi vn'Oracolo come quello diDel
fo ; vorrei più toſto effer mutolo , che parlar per
ambági. Se i Petti humani haueffero la fineſtra
deſiderata da Socrate , altro non mi vedreſte nel
cuore , che quel che leggere in queſta pagina . '; .

Amo meglio eſſere ſciocco che Aſtuto ; perch'è


peggiore l'error della Voluntà, che dell'Intelletto .
Moſtrar Diffidenza e Soſpettione. ] Io non mi vanto
di effer Prudente , manon ſon così Sciocco , ch'io
mi voglia fidar di tutti. Queſto folo credo io, che
hoggidìnon ſi può agli Huomini creder nulla . Chi
più viue , più impara à non fidarſi . La voſtra bontà
vi fà troppo crédulo : chi non sà ingannare altrui ,
non crede che altri inganni . Impari ognuno da
.

queſto caſo , à non effer facile à preſtar fede. Io .


7

vorrei eſſere hoggidì vn poco più malitioſo; ma


dal mio Naturale non poſſo impetrarlo .
Moſtrar Senno contra la Fortuna. ) Inſomma la For
tuna vuol la ſua parte in tutte le Coſe humane: &
perciò ſi è trauerſata al voſtro diſegno : ma la Pru
denza ſupera la Fortuna . Se il Saggio sà eſſere Su
periore agli Aftri; ancor ſaprà effere Superiore a’
Diſaſtri. Conſigliateui bene ; che ſe la Prudenza
precede, la Fortuna la ſegue. Alla Fortuna bilogna
fare ciò che Aleſſandro alla Sibilla : traſcinarla per
gli capegli al Tempio ; & neceſſitarla à far Preſagi
felici à quo difpetto . La Prudenza non prende la
Fortuna per Conſorte, ma per Serua : &
7 & fe la Serua
è fuggitiua , fi ferue da ſe medeſima. To sò che la
Fortuna non comincia mai per poco , è nel gioua.
re , ò nel nuocere : & perciò , ne le Proſperità , ne
le Sciagure vengono mai diſpaiate . La Fortuna
non
72 . Dell'Arte delle Lettere Miſiue
non hà dominio ſopra i Beni dell'Animo : & ſe
può torre le Ricchezze , non può torre il Senno
con cui ſi racquiſtano . Ciò che la Fortuna ci por
ge con la Siniſtra, biſogna prenderlo con la Deſtra .
Moſtrar Correggimento del fallo . ] Egliè nel noſtro
.

Arbitrio il Conſultare ; ma non è nel noſtro Arbi


trio il ben finire . I' Conſigli ſono degli Huomini;
gli Eucnti della Fortuna . Souuengaui, che il Caſo
dipinſe la Spuma del Cauallo , quando il Pittor Ne
alche la volea cancellare : così accade fouente : il
Caſo finiſce bene ciò che gli Huomini mal comin- '
ciano : & ciò che ben cominciano, guaſta fouente ,
& finiſcemale . Ma eglièpiùlodeuole vn cattiuo
Euento dopo vna buona Conſultatione; che dopo
vna cattiua Conſultatione vn proſpero Euento .
Hauete errato dal voſtro diſegno ; ma non vi sbi
gottite : meglio s'impara da propri Errori che da
glialtrui Ben' oprati . Chi è Huomo, è ſottopoſto
agliErrori Humani. S'è vergogna il fallire , e glo
ria il correggere . Proprio è de' Diauoli il poter
peccare , & non poterli pentire .
Ormole eſpreſſiue DELLA GIVSTITIA .
F Moſtrar Pietà verſo Dio . ) Chiunque ſcriue farà for
mar generalmente Concetto della ſua Pietà in due maniere .
L'una, fe veſtirà le fue Propoſitioni con terminipietoſi, come
s'eglihaueſſe Iddio ſempre dauanti; á alla ſuaProuidenza
attribuiſſe ogni Euento. Come nell'Efempio già dato . E
piacciuto alla Diuina Bontà di benedirla mia Caſa
3
col naſcimento del mio Primogenito . Benedetto
ſia Iddio , che mi hà tratto dell'intricato Laberinto
di quella Lite . Tutti Noi, Iddio lodato , godiamo
buona ſalute . Domani , piacendo à Sua Diuina
Maeftà , daro principio alla fabrica . Et altre fimili.
L'altra maniera è , per via di Religiofe Propofitioni, ò >

Entimémi generali , in queſta guiſa. Yn'Huomo è fo


pra
Libro Secondo : 73
pra l'altro; Iddio ſopra tutti. Iddio non inganna ne
può eſſere ingannato : & chi ſi crede ingānarlo,inga
na ſe ſteſſo . Iddio è tutto Bontà , ma inſieme tutto
.

Giuſtitia : ama gli Huomini; ma più ama ſe ſteſo ,


Similmente si formano Entimérni Religiofi. Se la Giu
ftitia vuole che ad ogn'yno ſi renda il ſuo : per
che tanto dolerui che il voſtro Amico habbia reſo
lo Spirito à chi l'hauea creato ? Chi teme Iddio ,
di niun'altro dcue temere : perche Iddio ama tene
ramente color che lo temono ; & protegge forre
mente color ch'egli ama . Dobbiamo ringratiar
Dio tanto de’ Mali, quanto de' Beni : anzi più de'
Mali, che de' Beni : perche i Beni ci diuertono da
Dio al Mondo : & i Mali ci forzano à ricorrere dal
Mondo à Dio : fiche le maggiori Diſgratie , ſon
Gratie maggiori. Miſero è chiconfida, che il ſuo
fallo poffa ftare occulto : vi è vn Dio nelMondo ,
che tutto vede , e tutto ſcriue : l'iſteſſo è l'Accuſa
tore , il Teſtimonio , il Giudice , & il Punitore : &
s'egli è Giufto , mai non laſcierà merito ſenza pre
mio 2, ne demerito ſenza caſtigo . Voi pur vi rama
ricate , che Iddio non v'hà claudito : ma giudicate
voi ſc Gia più giuſto , che Iddio faccia à modo no
Itto , ò noi à modo di Dio . Chi offende Iddio , of
fende ſolo ſe ſteſſo : perche l'Offcſa , non potendo
ferire Iddio , ricade sù chi la fà . Iddio Monarca
Sourano diede agli Animali l'Inſtinto, & agli Huo
mini la Legge, per gouernar gli vni e gli altri : &
pur gli Animali ſempre ſeguono l'Inſtinto ; & gli
Huomini tanto di raro ſeguono la Legge. Vn'
Huomo è ſopra l'altro , c Dio ſopra tutti : fiate voi
dunque verſo gl’Inferiori, qual defiate che Iddio ſia
verſo voi. Niuna Signoria è più ſourana , ne più
ſoaue di quella di Dio : egli ci dona tutto ciò che
habbiamo, & non eligge altro Tributo da noi , fe
non
74 Dell'Arte delle Lettere Miſſiue
non lode & honore , che à lui molto piacciono , &
à noi nulla coſtano .
Moſtrar Giuſtitia circa le Leggi Humane . ]
Ancor quefto Concetto ſi puòacquiſtar con Propoſitioni
Generali , ò con Entimémi. Propofitioni fon queſte. I Regi
ſon Dij Terreni. Le Leggi ſono il Vincolo della
.

Sociers humana . Ognun che naſce , deue Adora


tione à Dio , Vbidienza al Principe, Offequio al
Padre , Amore alla Patria , Humanità à tutti gli
Huomini . Chi veſte la Trábea della Giuftitia Pu
blica , deue ſpogliarſi ogni Habito degli Affetti par
ticolari. Le Leggi ſon dettate dalla Natura , impo
fte dal Legislatore, autorizzate dalla Conſuetudine:
ma oſferuate da' Poueri, ſpregiate da' Potenti , &
vendute da ' Giudici .
Entimémifon queſti: ] Nelle Republiche humane,
la Legge è il Vincolo della Concordia : perche ſe
tutti concordano con la Legge , tutti frà loro faran
Concordi, Peggior' è l'Ingiuſto che l'Imprudente :
perche la Giuſtitia ſenza Prudenza ; può eſſere vn'.
Ignoranza gioueuole : ma la Prudenza ſenza Giu
ftitia ; ſarà lempre vna Scienza pernicioſa . La Bi
lancia della Giuſtitia peſa il Valore di ciaſcun'Huo
mo : perche ognuno tanto è buono , quanto fiac
coſta al Mezzo della Equità : & tanto è cattiuo ,
quanto declina verſo gli Eftremi. Vna mala mer :
cantia è il vendere la Giuftitia : perche chi vende
Giuftitia, compra Infamia ; & ben fouente perde
la Derráta & il Capitale. Ciò ch'è Iddio nel Mon
do , è il Principe nella Republica : deue dunque
la Prouidenza Humana regolar la Republica ; co
me la Prouidenza Diuina regola i Cieli. Benche
la Legge ſia Giuſta ; ſe il Legislator' è Ingiuſto; ciò
che fa con lo Scritto , guaſta con l'Opra .
Moſtrare Soggettione & Riuerenza verso i Maggiori, }
Per
Libro Secondo . 75
Per Natura , per Ragione ,, per Seruitù ; quanto ſon ,
quant’hò , quanto vaglio già tutto è legato all'
affoluto Impéro di V. A. altro di libero non reſta
ad vn'Huomo , ſenon la Voluntà : & queſta an
cora all'aſſoluta Voluntà di V. A. voglio che ſia
fedelmente , & eternamente legata . Poiche per la
Regia Souranità riconoſco il Principe come mio
Nume Terreno ; Supplico V. A. ad accettare in
quefta Lettera quel Tributo , delquale il Nume
Celeſte non può cligger maggiore; cioè Riue
renza & Honore. lo prouo la mia Patria verſo me
tanto benigna ; che ſe non folli fuo Suddito per
Natura, lo diuerrei per Elettione . I Commandi di
V. S. confondono in me due contrari Eftremi; pro
fonda humiltà nel feruirla , & fomma ambitione di
poterla feruire . Tra’ Serui di V. S. io tengo l'vlti
mo luogo per la mia tenuità ; ma terrò ſempre il
primo per l'vbidienza a' ſuoi Commandi .
Moſtrar' Equità , e Moderation del Rigore della Giv
ftitia . ] Propoſitioniper moſtrar’Equità . Io so , che il
ſommo Rigore è sóma Ingiuria: perche la Giuſtitia
degli Huomini deu'eſſere Humana . La Natura è
ordinata più tofto alla Conſeruation delle Coſe ,
che alla Diftruttione , Il Giudice troppo rigido di
fpera il Reo , non lo corregge .
Entimémi per moſtrar ' Equità . Sicome ad alcuni
Saſſi è neceſſaria la Regola di Policléto , di duro
Ferro ; & ad altrilaRegola Lesbia, di Piombo pic
gheuole ; così ad alcuni Animi è neceſſario il Ri
gor della Legge ; ad altri l'Equità Naturale . Le
Lcggi humane ſon come Quadri di Perſpettiua ,
che per yn verſo moſtrano vna cofa , & per l'altro
vn'altra: ma la Equità Naturale, ſempre, & à tutti
è la medeſima. Il Giudice è ſopra il Reo, & Iddio
ſopra il Giudice : ſiate voi dunquç verſo il Reo ,
qual
76 Dell Arte delle Lettere Miſiue
qual deſiate che ſia Iddio verſo voi . Le Leggi pen
)
dono verſo il Rigore per atterrir la Malitia degli
Huomini ; ma la Equità pende verſo la Clemenza,
per conſervar gli Huomini . Vna Legge corregge
I'altra : le Leggi di Dragone furono emendare da
quelle di Solone; perche queſte erano Leggi di vn’
Huomo , & quelle di yn Drago .
Moſtrar Fedeltà . ] La mia Deftra non vi farà mai
Siniſtra . S'io m’inſognaſſi che la mia Lingua vi
doueſſe vn giorno eſſer pergiura , vorrei ſtrappar
mela co' denti , come Anaffarco . La parola ch'io
ve ne dò , ſia l'vltima ch'io proferiſca , ſe mai vi
dee mancare. L'Anima à me mancherà prima
ch'io manchi à voi ; perche il vincolo della mia
Fede, è più tenace di quel della Vita . Il Nodo
della mia Fedeltà è più ſtretto del Gordiano : per
che alla proua del Ferro, quello ſi ſciolſc; && il mio
ſtarà ſaldo . Benche m'habbiate rubato il Cuore ,
vi farò ſempre fedele ; perche anco a' Ladri ſi dec
ferbar fedc .
.
F Niun creda, ne per minaccie,neper, lufinghe
di muouermi yn deto fuor del doucre , Il Forte .

non ardiſce doue biſogna temere ; & non teme


doue biſogna ardire . Se l'Huomo hà il Cuore in
buon luogo ; le minaccie & gli ſpauenti perdono
contra lui le ſue forze . lo farò contrario alle con
trarietà , e trauaglierò gli trauagliatori con la ſola
Fermezza . Fate conoſcere al Mondo , che voi
.

non fete vn ventilante pennoncello , ne vna fraſca


leggiera . Non è coſa da Huom forte, volere &
diluolere , Come vno Scoglio in mezzo all'On .
de biſogna ftar ſaldo quando ſi è fatta yna giuſta &
honorata riſolutione . Vedi gli Entimémi della Coſtan ,
Ka al Capitolo Sestimo di queſto Libro .
Formole
Libro Secondo . 77
ANZA
Ormole Eſpreſſiue della TEMPERANZA .
Moſtrar Difpregio delle Coſe Mondane. ] Colui fo
pra ogni coſa ſidee pregiare, che diſpregia ogni
coſa . A chi fiede sù l'alto Fermamento della Vir
tù, il Globo di queſto Mondo pare vn piccolo zero.
Fugge ilMondo,fuggono i fuoi Piaceri, fuggiamo
noi; e ſciocco è colui che ſi crede nella fuga di
tutte le Cole , trouar fermezza . Le Delitie Mon
dane ſono vn'Eſca ricoperta di Viſco ' , che prende
chi la prende . Il Mondo è vn Ciurmadore , che
tutto moſtra , molto promette, poco dona, e toſto
lo ritoglie .
Moſtrar Modeſtia e Moderatione . ]
.

Troppo è vero quel detto , che il Mezzo è più


del Tutto :perche chi troppo vuole , niente hà .
Biſogna volar come Dédalo , trà la Sfera del Fuo
co , & quella dell'Acqua ; & non come Icaro , che
ſalendo à quella , in queſta cadè . Il Magnanimo
aſpira a'grandi Honori; ilModeſto ſi contenta de'
Mediocri : il Voto di quello èè più generoſo ; ma il
Voto di queſto è il più ſicuro': percheſeben’ il Ma
gnanimo è più meriteuole ; il Modeſto è manco
inuidiato . Le lodi che voi mi date , fono riflelli
delle voſtre : &perciò inucce di alzarmi ſopra gli
altri ; mi abbaſſano ſotto di voi ; facendomi cono
ſcere ciò che in voi ſoprabonda, & in me manca .
Moſtrare Amicitia , & Beneuolenza. ]
>

Io vi ho detto liberamente il mio ſentimento ,


perch'egli è proprio dell'Amicitia l’Ammonire ,
& l'effere Ammonito , I mali & i beni communi
ſono i legami dell'Amicitia , ma più i mali che i
beni . Quanto più inuecchiano gli Amici , l'Amis
citia è più gagliarda : perche di tutti gli Beniefter
ni, queſto ſolo è immortale ; & come gli altri
Beni vanno mancando , à queſto più ſtrettamente
fi affer
78 Dell'Arte delle Lettere Miſiue
ra l'Ànima . Vedi le Formole Patetiche al Capitolo duo
decimo .
Mofirar Zélo della Salute del Proſſimo. ]
Deſli attendere all'Anima; perche queſta ſola ſi
porta con noi ; & queſta fola è coſa noftra . Mi
fero è ſol colui che perde il Cielo ; & fol nemico
è colui , per cuiſi perde. Se noi haueſſimo più di
yn'Anima , forſe potremmo di alcuna eſſere traſcu
rati: ma ell’è vna ſola ; & queſta perduta , ogni
ſperanza è perduta . Niuna ferita è mortale, ſenon
quella che arriua all'Anima, perche queſta fola è
7
Vitale : hor tal ferita non poſſiam noi riceuere ,
ſenan da noi .
Moſtrar Liberalità & Beneficenza. ]
Maggior profitto è donar l'Oro , che ſpenderlo : -
lo ſpelo è perduto , il donato è perpetuo ; rima-.
nendo la gratitudine che val più dell'Oro . Dete
ftabile inſieme & Miſerabile è l'Auaro , che fotter
rando dentro l'Vrna le Speranze de Poueri , viue
Pouero per morir Ricco . Non vi è maggiore Vſu
ra di quella del Liberale, che impiega l'Oro fugace
nell'acquiſto di Amici perpetui. Meglio è negare
con gratia ,che il donare di mala voglia : perche ſi
getra l'Oro, & non ſi raccoglie gratitudine . La Be
neuolenza fà vn'Huomo ſimile all' Huomo : ma la
Beneficenza lo fà fimile à Dio . La Pouertà non
..

pregiudica alla Liberalità : anzi il Poucro è il vero


Liberale per poco che doni: perche il Ricco dona
dell'altrui ; & il Pouero dona del fuo . Quello è
Liberale che dona di Cuore : ma più che Liberale
è quello , che dona il Cuore . Io hò conſumato in
vna volta tutto il Capitale della Beneficenza ; pero
che vi ho donato tutto me ſteflo .
Moſtrar Gratitudine . ]
Il voſtro Beneficio è sì grande , che latitudi
mia Gra
nc
Libro Secondo 79
titudine non vi può rendere il Capitale : ma ne pa
gherà vn perpetuo cenſo di Voti deuoti per la vo
Itra felicità . Le Leggi non hanno poſto pena all’
. gran
Ingrato ; percheniuna pena può eſpiar sì col
pa Quando il Beneficio eccede ogni miſura ; la
Diuina Prouidenza fà caſo proprio , acciò chi hà ri
ceuuto gratie non reſti ingrato . Pioggia ma non
Diluuio : i beneficij troppo copioſi non inaffiano
ma ſuffocano le obligationi, rendendole ſterili à
perpetuo . Più grato è chi non può rendere il Be
neficio , che chi lo rende : perche chi lo rende
procura di şlegarſi dal debito : & chi non può
renderlo , rimane con l'affetto eternamente legato :
hor s’io non poſſo ne con opre , ne con parole ren
derui gratie condegne , pertutta l'Eternità vi farò
ſchiauo . Tre Gratie dipinſe Eſiodo , per ſignificar
che le Gratie fideono prima Meritare; dipoi Rice
uere ; & all'vltimo Rendere : ma la mia sfortuna
fà ch'io poſſa riceuere le voſtre Gratie con gli Ef
fetti ; ma non meritarle fenon col Deſiderio ; ne
renderle fenon co ' Voti .

eury

CAPITOLO VNDECIMO
Della Perfuafione Patetica .
E Paſſioni humane come Amore, Odio , Ira , Defi
derio , ſon naturali mouimenti dell'Anima ſen .
fitiua ; eccitati da qualche Oggetto piaceuole o
noioſo , rappreſentato alla Imaginatione. Queſti
Mouimenti quando preuengono la Ragione , fi 2

chiamano fimplici Affetti; non Virtuoſi ne Vitioſi,


ma indifferenti ; eflendo communi agli Animali :
na
>
1
80 Dell'Arte delle Lettere Miſſiue
ma fe la Voluntà vi concorre allora ſe non ſon
regolati dalla Ragione , ſi chiamano Atti Vitioſi:
ma ſe fon Regolati, ſi chiamano Atti Virtuoſi : &
l'Habito ch'eſſi ſtampano nell'Anima , ſi chiama
Virtù Morale , & Buon Coſtume .
Quinci l'accorto Oratore volendo Perſuadere al
cuna Coſa , oltre al moſtrare in ſe ſteſſo gli habiti
« . Virtuoſi per acquiſtar credito alle ſue Parole ; pro
cura ( come ſi è detto ) di perturbar l'Animo dell'
Vditore con gli Affetti , per iſpignerlo dou'egli
vuole ; aguiſa di coloro che con lo ſtrepito delle
trombe , & con la viſta del ſanguigno colore , in
2

furiano gli Elefanti alla battaglia.


Hor queſto ſi fà principalmente con le Fórmole
Patetiche & Affettuoſe in tre maniere; come dicem
mo delle Formole Etiche. La prima,eſprimendo
in noi quella Paſſione: la ſeconda, imprimendola
nell'Vditore : l'vltima, rappreſentandola in qualche
Terza Perſona di cui ſi parla ò fi fcriue. lo spero ,
pure che dopo cosi fiera procella mi verrà un giorno fereno :
Queſta Formola eſprime la Paſſione della Speranza
di chi ſcriue . Sperate ; dopo cosi fiera procella vi verrà
un giorno fereno : queſta la imprimc in quel che leg
ge. Titio fpera , chedopo cosi fiera procella gli verrà un
giorno fereno : queſta la rappreſenta in quello di cui
ſi ſcriue . Et tutte tre queſte maniere fanno la Per
ſuaſione Patetica , per muouer l'Animo dell'Vdi
tore o del Lettore ; la ſeconda direttamente ; &
le altre due per indiretto , & per Simpathia , come
già vdiſti .
Hora queſte Paſſioni dal Gran Filoſofo nella ſua
Scienza Morale furono dottrinalmente ridotte à
dodici ; cioè, Sei nella Concupiſcibile circa il Bene
& il Male ſimplice: A more & Odio : Deſiderio e Fuga :
Diletto e Dolore. Et altretante circa il Bene & il Male
Arduo :
1
Libro Secondo . 81
Arduo : Speranza e Difperatione : Audacia e Timore :
Ira & Manſuetudine . Ma ficome ſotto le Quattro
Virtù Cardinali, come vedefti, ſono compreſe al
tre Virtù Potentiali, od Integrali : così ſotto que
fte Paſſioni Principali , altre ſene comprendono .
Onde l'iſteſſo gran Filoſofo nella ſua Retorica à
Teodettc , vltimo e caro fuo Parto ; conſiderando
gli Affetti neceſſari alla Perſuaſione Oratoria ; vi
aggiugne la Verecondia & Inuerecondia : la Miſericordia
& l'Indignatione: l'Inuidia & l'Emulatione. Che ſebe
ne alcune di queſte ſon numcrate frà le Virtù Mo
rali ; nondimeno il Filoſofo non lo conſidera come
Virtu ; ma come fimplici Paffioni & attuali Moui
menti dell'Anima Senfitiua , per muouer l'Animo
dell' y ditore .
Horà fide oſſeruare vna gran differenza dalle
Forme Patetiche alle Etiche , nella maniera della
Eſpreſſione. Peroche, l'Etiche per la maggiorparte
contengono fenfi intieri, ò fententioſi ; con vna
Efpofitione feria ,& quafiHiſtorica ; perche princi
palmente riguardano le facultà Conoſcitiue. Ma
le Pateriche , perche principalmente ſono ordinate
à muouer gli Animialtrui , richiedono per il più
Figure Attuoſe ; delle quali , altre eſprimono moui
menti della Mente ; come la Interrogatione, la Dubi
tatione , l'Apoſtrofe, il Giuramento, l'Ammiratione , & c.
Et altre esprimono mouimenti dell'Affetto con le
Intergettioni fignificanti Dolore, Gioia , Timore, Odio ,
& altre Paſſioni, come Ahi, Deh, Oh, Oimé, Guai, &c.
Peroche tai Particelle accreſcono forza , viuezza ,
& impeto alla Oratione ; ficome negli Eſempli po .
trai vedere .

. CAPI
82 Dell'Arte delle Lettere Miſſiue
CAPITOLO DVODECIMO
Ejemple delle Formole Patetiche..
I tutte le Paſſioni generalmente dir ſi può
D fi
come le Operationi Intellettiue hanno la ſua Seg
;

gia nel Cérebro . Siche, chi poteffe vedere il Cuor90


> 6.
dell'Huomo quando ama o aborriſce , ſi adira ò
f
fi placa , ſpera ò teme; vedrebbe il Cuore hor’al
Jargarfi , ò riſtrignerſ ; hor faltellare ò tremare ;
hora ſpignerfi auanti è fuggire ; hora infiammarſi
ò raffreddirſi : & dal mouimento del Cuore nal.
cono i mouimenti di tutto il Corpo .
Quindi è , che le principaliEſpreſſioni degli Af
fetti prendono le Metafore dal Cuore & dalle ſue
Qualità , come calore o freddezza : dureza • tene
rezza ; & altre tali: onde ſi ſuol dire , vn Cuore in
focato , vn cuor di ghiaccio , vn Cuor di diaſpro , vn
Cuor zenero ; & così delle altre Paſſioni . ?
Ormole per dimoſtrare od eccitare AMORE .
F da Fis.
lofofi è pofta nel primo luogo , perche da lei naſcono tutte
l ' altre ; daremo' alcuni Eſempli per eccitar l Affetto di
Amore. Cheſeben cola nel finedelCapitolo Decimo ,frà le
Formole Etiche ſi parlò del moſtrare Amicitia ; là nondi
menoſene parlo per eſprimere una Virtu dell'Oratore ; ma
qui ſene parla per imprimere la Paſſion dell'Amore nell
Vditore . L'Amore adunque è una Paffione che accendendo
il Cuore , lo ſpinge ad amare un Ben preſente , ò imaginato
come preſente : & principalmente Perfone Humane . Hor
queſta Paſſione s'imprime in duemaniere ; l'una per Sim
pathia , moſtrando quellapPaſſione acceſa in quel che parla,
accioche ſi rifletta inquel che aſcolta . L'altra per Impulſo ,
acceno
Libro. Secondo 83
accendendola direttamente nell'Udito , come dicemmo .
Primieramente adunque ſi eſprime la Paſſione di quel che
fcriue con Propofitioni intere; hora ſeriofe e graui; e hora
più giouiali e figurate , come nelle Lettere Famigliari , à
Scher /euoli.
E semplici
Le voſtree fingolari
Erregolare Qualità , & Virtuoſi Co
Itumideono farui fede, che fommamente vi amo :
eſſendo impoſſibile di conoſceruj & non amarui ;
poiche la Ņirtù è la più amabil coſa che ſia nel
Mondo . Farefte dunque ingiuria , non ſolo à mc,
ma à Voimedeſimo fe del mio Amor dubitaſte .
S'io ardıſco amare vn'Oggetto tanto ſublime,
non è mia temerità ma occulta forza della voſtra
Virtù , che forza vn'infimo Soggetto ad amare
vna Coſa Celeſte ; come vn rozzo Saffo ama vna
Stella ; & vna Pianta terreſtre ama il ſommo Sole :
anzi queſta è la Natura del vero Amore , ch'eſſen
do Fiamma , arde in Terra , & falé al Cielo .
Io giuro per la noſtra Amicitia, che in me non
ſi auuera quello Aforiſmo di Atenéo , Lungi dagli
Occhi, lungi dal Cuore ; ma quel di Horatio , La Virtu
più ſi ama quando è lontana : perche'dopoi che parti
ſte , altro non ho fatto che foſpirare il voſtro ri
torno .

Niuna Coſa voi poſſedete , laqual poſſiate dir


tanto voſtra , quanto tutte le "Coſe mie : perche
hauendoui donato tutto me ſteſſo ; di tutto cio ch'è
mio , con irreuocabile donatione,ho fatto voi aſ
foluto Signore .
Sempre benedico colui che trouò l'arte dello
ſcriuere ; perche io non godo altro bene al Mon
do , ſenon quando per lettere, o voi ſete meco , od
io con voi . Se voi mi fete caro come l’Anima
mia , giudicate quanto care mifiano le yoſtre Let
F 2 tere ,
84 Dell'Arte dellé Lettere Miſſiue
tere , nelle quali veggio quel che agli occhi è in
uiſibile ; cioè, il voſtro Spirito , e'l voſtro Ingegno .
Le voſtre Lettere ſon Lettere faſcinatrici, che in
cantano le menti, e legano chi le legge.
Formolemancoferie, più eſpreſſiue di Ainore.
Da quel fatal momento che vi conobbi; mi ſuelli
il Cuor dal petto per darlo à voi : onde' chi di noi
due faceffe anatomía, duo Cuori in voi troucrcbbe:
in me niuno . Ch'io non v'ami : anzi temo di
offendere il Cielo per troppo amarui ; eſſendo il
mio Amor diuenuto Idolatria . Ch'io mi ſmenti
chi di voi ? anzi dapoi ch ' entrafte voi nella mia
memoria , talmente ho perſa la memoria' di me
fteffo , che quand':ọ voglio penſare à "me, penſo à
voi; & quando voglio ſcriuere il mio nome, io
ſcriuo il voſtro .
Se queſta Lettera è mal dettata , e forſe piena di
ſpropofitis non ne fate le marauiglie : perch'eſſen
do vn'Amico la metà dell'altro , io ſono la metà
fuor di me ſteſſo . Vanne Lettera mia ; più fortu
nata di chiti manda: bacia quella Mano benigna
che ti riceucrà ; mira quegli occhi pietoſi che ti
mireranno : io t'inuidio mentre t'inuio .
Sù l'altar della mia Fede arde auanti al voſtro
Nume il mio Fuoco , più eterno & più marauiglio
ſo di quellodella Dea Veſta : perche quelloera nu
trito dalle Veftáli; ma il mio ſenza nutrimento del
le voſtre Lettere , pur ſempre auampa . Oime, Voi
fete vn ' incendiaria che mi hauete mello il fuoco
all'Anima, & freddamente il mirate : ma credo fia
fuoco Greco che arde nell'acqua ; poiche con le
mic lagrime non ſi ſpegne . Le cancellature che voi
vedete in queſta Lettera , ſon fatte dalle lagrime
che mi piouono dagli occhi mentre vi ſcriuo : fi
che la mia Lettera più parla dou'è cancellata , che
dou'è ſcritta .. Forma
1
Libro Secondo 85
Formole che direttamente muouono l'Uditore ad amare.
Primieramente fieccita Amore nella Perſona con cuiſi
parla , chiamandola con metaforici ſopranomi ſignificanti te
nereka di Affetto : Mio Amore , mio Cuore , mia
Fiamma.. Ouero ſignificanti che quella Perfona è tenuta
frà le coſe pin care : Mio Teſoro , mia Ricchezza ,
Cara mia Vita .. Ouero fignificanti gli effetti dell'Amore .
Vera Felicità mia , ſoaue mio Bene, Sfera de' miei
Solpiri, dolce mio Tormento , &c. Iquali vextil
adoprano nel principio, e nel fine,etlespargonoper la Let
tera , ma radi; accioche l' Affettione non paia Affettatione :
& dipoi ſi eccita conPropoſitioni e Formole-impulſiue.
Ilmio Cuore ſi è ribellato da me, per gire à voi:
Deh rendetelo à me come mio fuggitiuo ; o datemi
il voſtro in iſcambio; che niun può viuere ſenza
Cuore . Se l'Amor' è fuoco , oimè quanto è fred
do il voſtro Fuoco ! deh rauuiuarelo vn poco più
fouente con le voſtre Lettere . Eh riamate , ſe vo
letc eſſere amato : che le Amor non genera Amo
re ', genera il ſuo Contrario . Fatemi giuſtitia ,
amandomiquantio v'amo: vogliatemi bene quan ,
to io à voi ne voglio ; & altro da voi non voglio .
Altre Formole ſipoſſono ricanare dal Libro Secondo Cao :
pitolo Quarto delle Retoriche di Ariſtotele à Teodette .
F Ormole per dimoſtrare, od eccitare ODIO contro alcuno.
L'Odio è una Paffione oppoſta all'Amore ; e le Form
mole in dueguiſepoljono feruire; l’nuna fe colui che parla ef.
prime l'Odio contro colui con cui parla : l'altra , ſe in colui
con cui parla eccita l'Odio contro alcun Ter70. All’ona er
all'altra guiſa feruono primeramente i Sopranomi Ingiuriofi:
dipoile Propofitioni eſpreſſiue di Odio & Maleuolenza ; com
mieſi è veduto nell' Affetto contrario.
I Sopranomi ingiurioſ si poſſono traſportare da' Moftri
horribili, 6 odioſi, Harpía , Tricerbero , Furia, Chi
méra, &c. Onero då Vitý pin odiofi : Più crudele di
F 3 yn '.
86 Dell'Arte delle Lettere Miſſiue
vn'Antropophago , più ſcelerato di Spártaco , più
pergiuro di Pélope, &c. Ouero dagli Effetti delle coſe
odioje . Horrore ,Nauſea , Odio , Opprobrio ; Spa
5
uento & Vergogna del Genere Humano,&c. Quero
dalle Cauſe Efficienti . Aborto della Natura , Vomito
dell’Acheronte , Razza de' Leftrigoni, &c. Et queſti
Sopranomi fimilmentelespargono per la Lettera , comeſiè
detto dê Sopranomi Amoroſi .
Ma delle Propofitioni efpreffiue di coſaodiofa , alcune li
poffonotrarre dagli steſſi Sopranonni, Se Belletofonte ti
haueſſe veduto , ti hauria preſo in ilcambio della
Chiméra . Si è fatto Feric in Inferno , poiche le
Furie ſono vſcite . Tu ſei vn' Harpía , che sporchi
& ammorbi ogni luogo doue tu vai.
Ouera le Propofitionimoſtranonaturale Antipathia.Non
è tanto nemica la ViteallaBrállica ,ne il Serpe alla
Ruta , come io ſono à te per genio & per natura .
Trànoi ſarà quella concordia che fanno nella Ce
tra le corde di Agnello con quelle del Lupo. Do
uc tu ponefti il pie , bench'io non ti veggia , mi
ſentonelle oſa correre quell' horrore 'chelente il
Cauallo calcando le pedate del Leone . Io odio
te , & tutto ciò che ti rappreſenta , ò ti ſimiglia :
non ti poffo vedere ne in original, ne in pittura: io
voglio ſpezzare lo Specchio nelquale vna volta tu
ti ſpecchiaſti: voglio abbrụcciare yn mio Quadro
dou'è dipinto vn Demonio , perchetu gli ſimigli.
Io odio gli tuoi Parenti, & la tua Patria , & l'Aria
che tu reſpiri , & la Terra che non t'inghiotte .
Anzi ſe ti odio viuo , t'cdiero morto : la mia Om ,
bra ſarà ſempre nemica alla tua : & ſe alcun con
fondeffe le noſtre Ceneri; ſempre le mie farebber.
gucrra alle tue,come quelle diEtéocle & Poliníce.
Io amogli tuoi Nemici, perche ti odiano ; & odie
rei gli tuoi Amici , ſe la tua odioſa Natura poteffe
, hauer
7
Libro Secondo : 87
haucrne alcuno ; perche io credo , che tu ſij ſtato
vnto col fangue dela Hicna , che ha virtù di ren
dere vn'Huomo odioſo à tutti gli Huomini. Quel
Timone che odiaua tutto il Genere humano, forſe
hauea veduto qualche tuo pari . Inſomma ſe tu mi
amalli, odierei me ſteſſo , & ti vorrei diceruellare
per cancellar la mia Imagine dal tuo Ceruello .
Altre Formole efprimono Maleuolenza ; perche, ficom'è
proprio dell' Amore ildeſiderar bene all'Amico cosi e pro
prio geil . Odio il defiderar male al Nemico . Vorrei
che queſta Penna fofle yno Strale volante che ti
pafſafle il cuore . Tantohòio di male , quanto tu
fenti di bene ; & tanto ſento di benc quanto tu hai
di male . Ti nieghi il Ciel lalucc, l'Aria il reſpiro ,
la Terra le biades , & quando tu arderai di fete ,
tutti i fiumi per te fian ſecchi. Ti auguro tutti i
mali, che auguró Bartide ad Ibi, & Archiloco à
Licambe : & più te ne mandino i Dei , ch'io non
ti so.augurare . Sij tu il più miſerabile di tutti, &
njuno à te habbia miſericordia: & quando tu bra
merai la Morte , la Morte ti fugga ; per coglierti
quando la fuggirai.
Pin altre Propofitionipuoitu ritrarre dall' ifteffo capitolo
quarto delle Retoriche di Ariſtotele al Libro Secondo .
Ormole per dimoſtrare , od eccitar DESIDERIO .
F 11 Defiderio, è un mouimento dell'Appetito circa il Bene
Deſiderabile, ò apprefoper Defiderabile, ma lontano ; o fim
Bene Diletteuole a' Senſi; è Bene Vrile, come le Ricchemes
à Benç dell'Opinione, comegli Honori; è Bene dell'Animo,
come le coſe che feruono alle Virtu ; & all'Intelletto ; come ,
Diſcorſi , Lettere , Libri, & cofe fimili .
Ancor quefle Formole fiadoprano, ò per maniera di Pro
pofitioni, o per maniera d'Impulſo . Propofitioni fon queſte.
Ogni bene alfin viene à noia, ſenon quello dell' In
telletto , che mai non è fatio d'intendere ; & pere
F 4 ciò
DellArte delle Lettere Miſſiue
ciò la frequenza delle voſtre Lettere non mi può
giamaieſſer noioſa: anzi lacopia ſteſſa mi accen
de il defio '; & nella fonte beuo la fete : perche
quanto più godo de concetti ch'io leggo , tanto
più bramo quegli che non leggo . Troppo ahi
troppo mi fate languire : troppo mifate fofpirar la
Gratia che vi hò dimandata : non è più Gratia ciò
che ſi compra ; & nulla ficompra più caro , di ciò
che coſta Toſpiri. lo vi ſono importuno , perche
fono importunato dalmio gran Defiderio : chi è
faſtidito , è faftidioſo : io moleſto voi, perche il
biſogno molefta me. Il Deſiderio ch'è figlio della
Neceſſità, è la più impatiente coſa del Mondo : nu
mera i momenti; & ognimomento è vn Secolo :
ogni celerità è tarda, à chigrandemente deſidera .
Oche Iddio m'habbia acceſo nell'Animo queſto
Dcsío , ó che ciaſcun ſi faccia Dio la ſua Voglia ;
l'Animamia non haurà mai paçe , finche io non
veggia finita quella Diſcordia. lo ſon come l'Aqui
la , che non potendo con l'ali volare al Sole ; fi af
fiffa con gli occhi, & vi vola col defiderio . Queſto
ſol Deſiderio fatto padrone di me , hà da me fcace ,
ciato ogni altro Deſiderio : egli mi aſſorbe i Senſi ,
m'empic la Memoria, mi tiranneggia la Voluntà ,
mi occupa tutta la Mente : altro non poffo penſar
ne volere ; ardo , auampo , mi ſtruggo : & quanto
più manca la Speranza , più creſce ilDeſio . In
darnofaticateà ſconſigliarmi : quando il 'Defide
rio èdivenuto Tiranno , piùnon fi regge à conſigli,
ma èConſigliero à fe fteſfo : egli è vnPegaſo ala
to , che mi traſporta dou' egli vola , non dou’io vo
glio . Sepur deſiate di tormi queſto Defio , datemi
aiuto , & non conſiglio : perche il Deſiderio allo
ra cella , quando il Bene è preſente . Se per accen
>

der ne' petti humani yn gran Deſiderio , quel Dio


yola
Libro Secondo ‫وة‬
volátile adopra negli altri vna face ; nel mio Cuore
hà gittate tutte le fiamme del ſuo Mongibello . Il
Principe defidera da voi queſto feruigio : ſouuen
gaui che le Vogliede' Grandi non ſonmai piccole.
Formole' per maniera d'Impulſe.
Oime; farà mai quelgiorno , ch'io poſſa dir Vi
riueggio ? dourò ſempre aſpettar' languendo , & 7

languire alpettando chiſempre viene , ne mai fiſi


vede ? Preſto , preſto , che ho il fuoco in caſa : le
toſto non eſtinguere il mio Deſiderio , dal Deſide
rio mi troverete eftinto . Che fate ? che indugiate ?
fono mie perdite le voſtre dimore . Deh fatemi la
Gratia mentre la chiedo ; che la Gratia non è più
Gratia ma Villania , quando è paſſato il biſogno .
O qual crudeltà ! non ſarebb'egli minor barbarie ,
negar l'aliimento alla Speranza , chepafcerla di ve
neno ? & che ſono le Promeffe fenza Effetti, che
venenoſi almeoridella Speranza infelice ?
Ormole efpreffiue della FUGA , ò impreſſiue.
F Sicome all'Amore fi oppone l'Odio; cosi al Defiderio ſi
oppone la Fuga :: il cui oggetto è qualunque Male , che non
ancora auuenuto , facilmente si può fuggire ; nelche ſi diſ
tingue dal Timore , cone fi dira. Siche laFuga e von Moni
mento dell'Appetito , à cui effendo rappreſentato dall ' Ap
prenfiua qualche oggetto noieuole ò noceủole ma luntano ,
I aborriſce lo fugge ; il cuore ifteffo fa ftringe elit
ritira .
Più che la febre aborriſco quelle Lettere di Cere
monic , che ion prele da’Cererani; & di Compli
menti, che dal mentire preſero il Nome. Così foſ.
>

fero bandite dal Mondo le Adulationi , com'io le


bandiſco dagli occhi miei, & dalle mie orecchie .
Niuna coſa è tanto deteftabile, quanto il Vitio maſ
cherato di Virtù. Guardimi il Cielo dà quegli Ami
ci, che, come l'Ombra dell'Horologgio , compa
iono
90 Dell'Arte delle Lettere Miſſiue
iono quando il tempo è ſereno ; & quando è nu .
biloſo difpaiono . Via , via con coteſte tue Letrere
mordaci, Satiro maladetto. Adio Mondo inganna
tore , che aguiſa della Pantéra alletti fol per vccide
re . Itenc Garruli cicalatori , Rondini ftrepitole,
1

Cembali da Coribanti : o fuggite da me , o fuggiro


io da voi. Odio , aborro deteſto quei Doni di Si
nóne , fimili al Viſco degliVcellatori, che moſtra
no l'Eſca e togliono la Libertà .
Formole per imprimeres eccitar la fuga nell'Animo
dell vditore .
.
Queſto sifà mutando ſol la.Primain SecondaPerfona .
Guardareui da quc'Doni di Sinone , che aguiſa del
Viſco degli Vcellatori , vi moſtrano l'Eica per tor
ui la Libertà . Fuggitc comc Peſti que' Garruli
Cicalatori, &c. Et cosi delle altre .
Ormoleper eſprimere od cccitar PIACERE ET GO
Il Piacere è l'vltimo terinine del Deſiderio : & la quiete
dell'Anima nel Ben preſente , o Senſibile , Intellettuale
Et è una dolceXla che condiſce e perfettiona le Operationi
che l'Huonno apprende come conueneuoli alſuo indiuiduo :
fiche quanto maggiore fu il Defiderio tanto maggior' è il Pia
cere . Et queſta èla Paſſione più efficace per legare iSenfi ;
o la più apparente quando ella ègagliarda; perche il Cuore
grandemente allargandoſi Taltellando, agita ruttele mem
bra, & forma voci di giubilo . Ancor queſta Paffione fi ef
prime in quel che parla , òs'imprime inquel che aſcolta .
Peryn mar di lagrime lon finalmente giunto al
Porto della Felicità ; onde à Voi che foſte la mia
Cinosúra , & il mio Santelmo , vengo à cantare il
Celeuſma, e ſciorre i Voti. Egli è vero , che il gran
Deſiderio fà più dolce il conleguito Piacere : ma
queſto che fuor d'ogni opinione mi hà improuiſa
mente ſorpreſo con le voſtre Lettere ; mi hà quaſi
fatto ,
Libro Secondo . 91
fatto , come Diagora , morir di troppa allegrezza .
L'hauer finalmente trouato ciò che con tanta an
fietà io cercaua, mi hà ripieno ditanto giubilo , che
non potendo il Cuore capirlo, få ch'io quafi im
pazzito , come Archimede quando ritrovò quella
Dimoftration Matematica; vada gridando co'mici
Amici , Inuéni , Inuéni . Sicome i raggi rifelli fo
no piùardenti che i diretti : così lavoſtra allegrez
za effendo diretta in voi, & rifleſſa in me con la
i
voſtra Lettera ; ardiſco dire ch'io ſento più l'alle
grezza voſtra , che voimedeſimo .
Leggendo le felici nouelle che mi participate
nella voſtra Lettera 1, il Cuor mi falta di allegrezza :
tuttigli Spiriti mi ſi commuouono : c non capiſco
dentro me ſteſſo . La troppa felicità fà in me con
trari effetti ad vn tempo : io rido e piango di gioia;
godo , e non sò s'io goda : sò ch'io poſſiedo yn
Iommo bene; & dubito ſe il mio poffeffo ſia vero ,
o pure in Sogno . Io ſono il più felice & il più in
felice di tutti gli Huomini; perche godendo il mag ,
giore di tutti i Beni ; per effer troppo fauorito dal
Cielo ; del Cielo ſtelo io ſon geloro : temendo
non m'habbia fatto felice con tanto Bene , per far
mi più mifeto col ritorlo . lo benedico le amare
Tagrime che mi han reſa più dolce la felicità con
ſeguita ; laqual'è tanta', ch’empiendo il Cuore ,
ma legando la Lingua; ſi può ſpiegar con eſclama
tioni,non con parole .
Formole più patetiche per esprimere Allegrezza , fenza
diſcorſo. O me felice , & pienamente Bcato ! O
giorno da fegnar con la candida pietra nella faré
tra , e da ſcriuere ne' Fafti più fauſti ! O che gioia,
ò che Vittoria, ò che Palma, benche bagnata di
ſudori hò finalmente ottenuta ! Hora sì , ch'io
nuoto nelle dolcezze, e mi ſommergo nelle delitie:
hora
92 Dell Arte delle Lettere Miſſiue
hora non cangierei la mia forte con quella de' Se
midéi . Adjo Speranze , adio Timori ; chi pofſie
de ciò che bramo , più non hà che ſperare, nie che .
temere .
Formole per eccitare allegrezza nell'Vditore,
Allegrezza, allegrezza : hauete à voti communi
degli Huomini , & de' Santi , ottenuta fauoreuol
Sentenza , e vinta la Lite . Vittoria , Vittoria ; ' hà
pur finalmente la voſtra Virtù ſuperata l'altrui Per
fidia . Felice voi che fete giunto alla Méta de' vo
O

Itri Deſideri: ſian lunghi , ſiano tranquilli gli voſtri


godimenti. Il fatto , non puo non effer fatto ; &
ciò che dolle , non puo non hauer doluto ; ma vn
giorno felice raddolciſce vn Secolo amaro. Quan
to hò compianto a' voſtri pianti , hor tanto mi ral
legro delle voſtre allegrezze, augurandole ſempre
maggiori . Raſciugare le lagrime , & rafſerenate il
Cuore, hor ch'è mutata la Sorte ; & chi vi hauea
compaſſione vi porta inuidia . Fate ſonar le trom
be , cantare gli trionfali Peáni, che hauete vinto il
nemico Fato , & inchiodata fu la ſua Ruota la Rea
Fortuna .
Ormole per eſprimere , od eccitar DOLORE .
F Il Dolore ſi oppone al Piacere , eſſendo un monimento
dell'Afperito contrario alla naturale inclinatione, & perciò
violento ; che affligge il Corpoquando è Senſibile ; & l'Ani
ma quando è Intelligibile :6 come nel Piacereil Cuor fi
allarga , cosi nel Dolore ſi ſtringe elle reſta oppreſſo .
Formole Paietiche , ſenza diſcorſo , eſpreſſiue diDolore .
O che perdita , o che danno , ò che defolatione !
o dolore ſopra ogni dolore ! Aita, aita ; ch'io mi
ſento dal dolore il Cuore oppreſſo . Laſſo me, che
coſa è quella che mi ſcriuete Dio buono ; finirà
mai queſto martiro ! O Dio 3; non era io aſſai mi
fero , ſenza queſta aggiunta à tanti mali? Ahi me,
sfortu .
Libro Secondo : 93
sfortunato me , miſero me . Oh mia Speranza! oh
mio tormento ! O Cieli, ò Terra, o Abilli, ò Fati
2 >

iniqui! dunque ſarò io l'vnico berſaglio a tutti i


colpi della Fortuna ? Deh Aſtri crudeli; non farete
mai fine a' mali miei ?
Propofitioni eſpreſſine del proprio Dolore .
Mente chi diſſe che la Morte è il più fiero de
Mali: più fiero della Morte è il mal che mi afflig
ge ; perche mifà deſiderar la Morte comevn ſom
mo Bene : & folo è fiera per me la Morte , perche
mi rifiuta , & mi fugge : fiche non potendo io nc
viuere në morire ; morta è in me la Morte , per dar
vita al Dolore .
O per meſpenta ogni fatalProuidenza! S'egli ě
vero , che la Diuina Pietà hauendo raccolti à prin
j

cipio in duċ Vrne il Bene & il Male , meſcola l'on


con l'altro ; accioché il Bene fia moderato , & il
Mal ſia ſoffribile : ecco che ſopra me folo há ver
fata tutta l'Vrna de' Mali , ſenza yna ftilla di Bene
che miconforti ,
3
Eccomi poſto come berſaglio a' ftrali, cera al
fuoco , nebbia al vento , e neue al Sole : onde il
Dolor mi ſtrugge à goccia à goccia . Il mio Cuore
è così pieno di dolore, che non vi poſſono capire i
voftri Confortamenti . A tal'eſtremo mihà cona
dotto la mia ſciagura, ch'io ſoffro quà sù i tormenti
che ſoffrono lagiù l'alme infelici: priuation di quel
Bene ch'io più desio ; fuoco che ſempre mi arde
& mai non mi conſuma ; eterni patimenti ſenza
compatimenti .
Pietà crudele è la voſtra , che per conſolar' vn
dolore inconfolabile , volete ch'io bandiica le lagri
me, i gemiti , & i ſinghiozzi ; chiamandoli finto
mi di cuore effeminato . Queſto ſolo mancaua a'
mjei mali , di ſtrangolar con gli occhi le lagrime ,
>

& por
24 Dell'Arte delle Lettere Miſſiue
& porre i gemiti ſotto Cenfura.Ne la Fortuna ſpie .
tara , ne gli Aftri maligni, ne le Infernali Euménidi,
mentre affiggono vn'Anima, le victano di sfogar
l'affittione. Solo refrigerio de' miferi, è il piangere
la lua miteria. O me dunque infeliciſſimo! ſentirmi
dentro ogni doglia , & fuori conforti più fieridell’:
iſteſſo Dolore; che comeil fuoco, allora è più for
te quando è rinchiuſo .
La Patienza voi miperſuadete permia Conſola
trice? Ah rimedio peggior del niale ! Et qual coſa
è la Patienza ſenon yn patimento voluntario , ag.
giunto al forzato ? voi dunque per confolarmi, ag
giugnere afflittione all'afflitto. Ma bensó io chelie
mili conforti più facilmente ſi puonno ſcriuere ,
che praticare da chi li fcriue .
Ahi ch'io temo che il dolore non mi ſpinga in
qualche gran précipitio : l'Amore traſporta à core
inſane; & il Dolore à cofe inhumane : hora l'Amo
re & il Dolore vnitcono contra me tutte le forze
loro ; che farà dunque ?
Voi'mi querelare di poca Amicitia perche non
vi ho ſcritto il mio trauaglio . Ma che coſa è lo fcri
uere i propri affanni, fenon riaprir le mie piaghe
con la propria mano ? Non è graue il dolor che
parla : il dolor vero occupa i Senli, offuſca la
Mente , lega la Lingua ; e tutro riſtretto nel Cuor
che ſi riſtringe ; può formar gemiti , ma non pa
role . Ma le l'Amico è vn'altro me, dunque lo fcri
uere , à me non toglie il dolore,malo raddoppia';
perche di vn ne fà due .
Fermole impreffine del noſtro Dolore nell'Vditore,
Se queta sarà mal dettata e peggio ſcritta; afcri
ue elo a la forza dell'eſtremo Dolore, che mi ſcon
certa ti to'l'Animo , & mi tira fuori di me mede
fanno . Con più lagrime che inchioſtro vi ſcriuo
queſta
Libro Secondo. ༡5
queſta Lettera , Nuntia funeſta del più miſerabil
calo che poſſa ſorprendere vn Mortale . Il Dolor
che ſento, alla mia debilézza è tanto inſoffribile ,
che mi fi dee permettere di ſcaricarne alcuna parti
cella nel perto de veri Amiçi : tra' quali tenendo
voi il primo luogo , fon certo che volentieri ne pi
gliercte parte col compatirmi .
Piangere , piangete ; che ben ne hauete ragione :
batteteui il petto à pugni, e il viſo à palme: riſo
nino i Monti & le Valli de' noftri vlulati : vincete
I'vſato modo del piangere col pianger ſangue : fof
pirare & lagrimate, accreſcendo l'Aria co' ſoſpiri,
& iFiumi col pianto ; perché caduto è l'alto ap
poggio delle noſtre ſperanze ,& rotta la falda Co
lonna della noſtra Patria .

F Ormole
CIA per Eſprimere SPERANZA , AVDA .
>

! La Speranza e l'Audacia ſono moti dell' Irafcibile ;


quella circa i beni A dui che ſideſiderano ; & queſta circa
i mali.Ardui che ſi temono . Dellona e dell'altra le For
mole ſon quaſi uniformi.
Faccia Malija e Fortuna il-peggio che può : non
ci mancheranno aiuti , fauori , forze, & conſiglio :
& quando nulla giouar ci poſſa ; fidianci in quello
che tutto può; ne abbandona giamai chi in lui ſi
fida : ne' cafi diſperati Iddio fà miracoli.
Sicome yn'Augure ſempre infauſto è il Timore ;
così vn'Oracolo ſicuro della Vittoria è la Speranza
di douer vincere. Io so à cui mi fido:non è vna feffa
cannuccia il mio appoggio . Niuno Aufpitio è più
certo nelle Opre humane, che.l'oprar per il Giuſto .
Buona Intentione , & Buona Conſcienza fon le
Nutrici della Speranza. Chi ardentemente vuol,
tutto ſperi : che hà la metà del fatto chi ſi riſolue.
Dal yaſo di Pandóra fuggendo tutti i Malila, la 2

fo
96 Dell'Arte delle Lettere Milfrue
fola Speranza vi reſtò dentro : & efſendo da me
fuggiti tutti i Beni,ſola èreſtata in me la Speranza ;
ſperero finch'io fpiri. Per ingannar l'ingannatrice
Fortuna biſogna ſempre aſpettare ilpeggio : per
che ſe à chi ſpera bene ,, ella manda ilmale ; dun
2

que à chi aſpetta il Male, manderà il Bene'. Con


feffo che la Speranza è vna guida molte volte fal
lace : ma quando hà percompagni il Volere, & il
Potere , mai non falliſce il camino . Auuenga che
può; voglio ſperare : quando ne ſeguamale , haurà
ſempre goduto il Bene con la Speranza . Fortuna
mi può fardanno , ma non paura . Sogni notturni
ſono coteſti, Laruevanç, terrori pánici: altro non
biſogna per diigombrarli , che Speme& Senno .
Spando al proſpero vento la vela : ma quando
mi ſi ſpezzi la Naue à qualche ſcoglio , vltima Ta
uola alla ſalute mi reſterà la Speranza .
Formole per eccitar la Speranza , a l'Audacia .
>

Fate animo ; la cofa và meglio che non credete


Speriamo, & riſerbianci'à miglior Fortuna . Mag .
giori mali habbiam vinti , ancor queſto ſi vincera .
Non vi ſmarrite ancora , che la riuſcita non è fen
za ſperanza. Ancorſiam viui;ancor ci reſta qual
che Speranza . Queſta miavi ſarà la Colomba ap
portatrice del verde ramo dopo il Diluvio . Non
dubitate; le coſe prenderanno altro verſo . Buon
fegno ; l'Amico lumedi Caſtore & Polluce è com
parito ſopra l'antenna . Voi fete Giouine , & te
mete proprio è de’ Vecchi il temere ogni coſa ;
& de' Giouani lo ſperare ogni coſa : & perciò i
Giouani otano , & i Vecchiripoſano . Coraggio :
chi non hà cuore non hà Fortuna . La Fortuna è
.

ardita contro a' Timidi, c timida contra gli Ar


diti. Sfidiamo la Fortuna al cimento : Spada farà
il Difpregio , & Corazza vn gran Cuore. Sarete
voi
Libro. Secondo 97
voi dunque il Peſce Tendine che porta la ſpada, e
ſempre fugge ?
Formoleper dar laſpinta à farealcuna coſaſenza Timore.
Sù dunque ; alle mani. Che fate ancor dubi
tate ? Queſto è il tempo di moſtrar la voſtra Virtù :
queſto giorno farà vedere ſe voi fete Maſchio , o
Femina. Spezzate le imaginarie catene de' Riſpetti
che vi rattengono . Non più diffuggi, non più di
more . Dch fatelo pervoſtra fè : date al Ciel que
fto ſpettacolo ; alla Patria queſto feruigio , agli
Amici queſto giubilo , à voi queſta gloria . Non .

vi laſciate inuolar sì bella Palma da verun ' altro .


Laſciateui perſuadere da'voſtri Honori , & non da'
voſtri T.mori . Troppo tarde ſon le conſulte ; git
tato è il dado al Rubicone .
} Ormole per moſtrar TIMORE & DISPERATIONE.
F Il Timore , opponendoſi all'Audacia, rifguarda il malo
Arduo: & la Diſperatione , opponendoſi alla Speranza ,
riſguarda il Bene Ardno : ambe Paſſioni dell Iraſcibile .
Formole per mofirar Timore , & Diſperatione .
* Vna lunga Speranza, è vn lungo fupplicio : men
tre aſpetto il Ben futuro , perdo il preſente : perche
ſoſpirando é ſperardo , per hauer quiete , viuo in
quieto . Cibo de Giouani è la Speranza : chi più
inuecchia più teme; perche per ilperienza ha co
noſciuto che le Mondanc Speranze ſono Sirene in
gánnatrici . Trà ſperar bene & hauermale , fugge
la Vita di ogni Mortale . Maledetto è l'Huomo
che confida nell' Huomo , diſſe il più Saggio degli
Huomini ; & lo prouano gli Huomini ſciocchi.
Chi hà contrario il Fato , tutto deue temcre :
perche tutto ciò ch'ei riſolue è il peggio che poſſa
riſoluere : anzi yn fallo Timore lo farà correre nel
vero Danno doue fi credea di fuggirlo . Agli Ani
mali che non hanno Armi per refiftere , Natura
G diede
98 Dell'Arte delle Lettere Miſſiue
dicde Velocità per fuggire . Quando è diſperata
ogni difeſa , ſolo rifuggio è la fuga.
Queſti non ſono più ſiniſtri Augurij , ne imagi
narij terrori , ne lontani pericoli: troppo euidenti
fono i ſegni, vicino il male , lontani gli aiuti , ab .
battute le forze ; conuien poſar l'Armı , & cedere
al più potente . Non è virtuoſa Fortezza , ma te,
meraria Baldanza il temer Pericoli maggiori delle
Forze humane : & perciò all’Huom Forte non è
vergogna il tremare quando la Terra trema ; ne il
temere le innondationi delle Acque , i Fulmini del
Cielo , il furor del Popolo , & lo ſdegno de' Prin
cipi; perche ne forza , ne valore ſi può moſtrare .
L'Ancora dell'Anima è la Speranza: ma nelle fiere
Tempeſte , l'Ancora nuoce più che non gioua .
Formole per muover Terrore , e Difperatione.
Amici, la Barca è rotta , chi può faluar fi ſalui.
Ahi Miferi, dalle Speranze voſtre lufingati e tra
diti ! Qual'è quella coſa che tira le Fiere alLac
cio , gli Vcelli al Viſco , i Peſci all'Hamo , gli
Huomini alle Forche : yna Cicca ; cioè la Speran
za . Che più ſperate? Ogni Fortezza è fiacchezza;
ogni Aiuto è diſaiuto ; ogni Voto è ito à vuoto ;
ogni Speranza è diſperata : o perire , è fuggire.
Laſciate hormai cotefta dolce Speranza , prima
che la Speranza laſci voi : perche ſarà molto mag
giore l’Amaro del non hauer conſeguito, che non
fù il Dolce dell'hatere ſperato . Oime dove anda
te voi ad ingolfarui ? queſto è vn Laberinto, ilquale
hà (eritto ſopra la Porta , Uſcite di Speranza , ò voi
ch'entrate
Pugnano contra noi confederati inſieme, la For
za , la Fortuna , le Stelle , il Fato', tutto il Mondo ,
& quello che fece il Mondo , ſempre Nemico ai
Temerari . Poiche il vincere non è poſſibile, baflate
A
l'Armi,
Libro Secondo 99
l'Armi, e cedete al Vincitore : dalla ſua Ira rifug .
gite alla ſua Clemenza . Ancora i Cerui anguſtiati
da' Veltri , ricourano all'Huomo da cui fuggiuano .
Voi perdere l'Oro, l'Opera , il Tempo ; & alfin
perderete il Senno , la Vita , e l'Anima . Quanti
Nocchieri più periti & più fortunati di voi tecer
Naufragio in queſto Golfo ? Queſto è vn Precipi
tio , che fè tremar le ginocchia à più Forti, & girar
il Capo à più Saui che voi non ſiete. Fuggite, fug
gite , fuggite : non più nelle mani, ma ne' piedi è
poſta la voſtra ſalute . Guai àvoi : ſe vi mettete à
queſta Impreſa , maipiù nc haurctc gli occhi
aſciutti . .
Ormole per moſtrare od eccitar l’IRA .
F L’Ira, Moralmente, è un monimento dell'Appetito Iraa
ſcibile ; Fiſicamente, è un fuoco della Bile, che accende il
Cuore à prender vendetta contra colui che offefe , ò vuole of
>

fendere . Siche dopoi che il Male è auuenuto , ò il Bene im


pedito ; il Timor di quel Male ſi cangia in Ira ; & la Spe
ranza del Bene ſi ruta nella speranza di offendere chi ci
offeje .
Primieramente adunque ſipuòeſprimere il Paſſaggio dalla
Difperatione all ' Ardore della Vendetia con queſte , ò fimili
Formole .
La Morte è certa ; ma non ſia ſenza Gloria :
facciam vedere quanto ſia differente vn'Huom Vi
rile da vn'Huomo Vile : quello cade come Vittima
tirata , & imbelle ; queſto voluntariamente incon
trando il ferro col ferro in mano , ad vn tempo è
Vittima e Mifta , & Sacrificato Sacrifica a' Numi
Irati . Se le Parche maluagie tagliano gli noſtri
Stami ; ſtracciamo ancora noi gli Stamide' noſtri
vcciſori; & facciam proua ſe men taglienti ſono le
noſtre Spade , che le lor forbici. Chi non hà più
che ſperare, non ha più chi temere. Entriamo dun
G 2 que
IO Dell'Arte delle Lettere Milloue
que fra' Nemici : confondiamo le Armi , le Vite ,
le Morti, il Sangue, e l'Ombre : fiche la Terra non
conoſca qual Sangue beua : & i Mani Infernali non
ſappiano quai ſiano i Vinti, o i Vincitori . Ma ſe il
Fato auuerſo ordinò che noi ſiam vinti , vinciamo
l'ifteflo Fato : chi sà che dalle noſtre ferite non for
gano Palme; & il deſperar Salute, non ſia la no
Itra Salute ? Non è coſa più vicina alTrionfo , che
vna diſperata Vittoria.
Formole per moſtrare Ira .
Effere offeſo da quello che difendere mi doucua:
riceuere doppia ingiuria negl'intereſſi, & nell'ho
nore ; & ſopra danno , diſpregio : queſta è coſa
tanto ſenſibile , che conuerrebb'effere vna Statua
à non ſentirla , & più che Statua à nòn punirla ;
poiche ancor la Statua di Pompéo vide la Vendet
ta contro à Ceſare : & quella di Mícito fi moſſe ad
opprimere il ſuo Oppreffore . Ch'io ſoffra queſta
Ingiuria ? non ſarà mai: fe yanterà coſtui di hauer
mibeffato ; non fia che fi vanti d'irne impunito .
Lungi, lungi pietà da queſt'Empio : anzi ſarà pietà
contra lui , ciò che faria crudeltà contro ad ogni 1
altro : danneggia i Buoni chi perdona a' Triſti.
Sentomi bollir la Bile nel petto, e il Sangue nelle
vene : combattono nel mio Animo il dolor dell'
offeſa , & il diletto della vendetta : anzi godo che
m’habbia offeſo , per ricrearmi nel ſuo fupplicio :
non cftinguerà l'Ira mia con le lagrime, macol
ſangue: quello è ſdegno da ſcherzo , che fi placa
col pianto & con preghiere .
Formole per eccitar l’Ira ne' petti altrui .
All'Arme, all'Arme; Sciocchi, codardi , ſtupidi;
voi potete ò non ſentir queſti oltraggi , ò ſoffrirli ?
>

Non cura l'Honore , chi non cura la Ingiuria ; ne


cura la Virtù , chi non cura l'Honore . Suegliate la
giuſta
Libro Secondo IOI
giuſta Ira ne' voſtri petti : v'inſegna la Dottrina
Morale , che tanto è Vitio il non adirarſi quando
conuiene ; quanto l'adirarſi quando non conuiene :
vi grida la Giuſtitia Legale , che quale altri fà , tal
riccua ; vi tuona la Ragion delle Genti, che chi
ſoffre yna vecchia ingiuria ,2 ne inuita vna nuoua :
vi rinfaccia l'Inſtinto Naturale , niuno animaluzzo
cffer tanto minuto , che non habbia ſtimolo all'Ira ,
& armi alla Vendetta . A che tarda dunque la ma
no imbelle ? Sú Vendetta , Vendetta commune ,
contro al commun Nemico : fate coſa che ognun
ne tremi , & ognun ne parli : ſerrate la ſtrada à
mille Offeſe , con la Vendetta di vna ſola .
F Ormole per moſtrare o muouereMANSVETVDINE.
Pace , pace & non guerra ; pietà , pietà & non
minaccie ne ſdegni. Egli non pensò mai di offen
derui : & fe in alcuna coſa vi credete offcfo ; vuol
che voi ſiate il Giudice , e il Punitore . Deh mitiga
te la voſtra Ira , laqual prima di nuocere al Reo ,
>

nuoce all'Irato . L'Ira e yn Fulmine , che non aba :


batte altrui ſe non precipita ſe medeſimo. Non er
ſempre sì facile la Vendetta come fi apprende :
così l'Ira all ' Irato , come il Vino all' Ebro , & la
Febre al Frenetico , accreſce forze per vn momen
to , e poi le abbatte .
Pietà , per Dio : non più ſdegno o furore : non
vogliate aggiugnere affittione all'afflitto : yn gran
pentimento è vn gran ſupplicio . Moſtrate quell
Animo grande, che aguila dell’Olimpo è ſuperiore
alle Nubi delle Paſſioni. Molto più Offeſo è Iddio
dall' Huomo, che vn'Huom da vn'Altro ; ma Iddio
non sà fulminare colui che rifugge dalla ſua Ira alla
ſua Clemenza . Quel miſerabile non pecco contra
voi , ma la Rea Fortuna pecco contra lui , facendo
parer Reovn’Innocente . Non nalceſte già da vna
G 3 Tigre,
102 Dell'Arte delle Lettere Miſſiue
Tigre , ne vi nutrì vn Chirone con le midolle de®
Leoni : anzi non ſiate men pietoſo del ke delle
Fiere , fiero ſolo a ' Superbi, e mite a' Proftrati .
Ormole per moſtrare od eccitar VER ECONDIA .
La Verecondia naſce negli Animi ingenui da qualche
Atrione Vergognoſa , o fatta , è du farſi : perciò in due
maniereſidefiniſce. Peroche jeprecedel’Attione vergognoſa ,
è Timor della Infamia ; fi chiama Verecondia :
ma ſe viene apreſſo l' Attione , è Dolor della Infamia ,
o ſi chiama Vergogna , Confuſione . Seben queſta
può meſcolarſi con l'altra : dolendoſi della Infamia apreffo
color che fanno l'Attione ,
2
temendola apreſſo coloro che
non la fanno. L'una e l'altra moſtrano i loro ſegni nel
Volto : il Timore ingenuo cagiona un floridoRoſſore e fàbaf
far gli occhi, come nelle Donzelle Pudiche : ma quando con
la Vergogna ſi meſcola il Tiñor della Infamia palpitail
cuore, & il Roffore è meſcolato di Liuidore, e gli occhi s'in
2

fuocano , e fuggono la viſta delle Perſone honorate . Et per


contrario l'Inuerecondo non moſtra niuno di queſti fegui
nella faccia ; & perciò ſi chiama sfacciato e sfrontato . 1

Formole per moſtrar Verecondia .


Io non hò la fronte così dura che ardiffi compa 1

rirui dauanti con queſta Lettera , ſe la Conſcienza


mi accufaffe di ciòche i mici Nemici vi hanno ſup
poſto . Arderei di vergogna dell'efferui tanto im
portuno , ſe il gelato Affetto di tutti gli altri Amici
non eftingueſſe nel mio viſo la vampa del roſſore :
perche, reſtando in voi ſolo la mia Speranza ridotta
alla neceſſità , che diſcaccia la Vergogna ; neceſſa
riamente à voi folo ſono moleſto . Tanta crube .
ſcenza prouo io de' voſtri eccefliui fauori , che ſe le
Letterepoteffero arroſſire, vedreſte queſta carta più
vermiglia di vergogna , che di Cinabro la Carta In
diana . Io mi vergogno di eſſere alMondo i; veden
domitanto colmo delle voſtre Gratie , e tanto in
habile à moſtrarmi Grato . Foran'
Libro Secondo 103
le Formaale per eccitar Vergogna in altrui .
Ic Voidunque ò Lepri armate , Mirmilloni fugaci,
Marti codardi; Voi, dapoi di hauer gittate l'Armi,
abbandonate le Inſegne, & moftrate le terga ai Ne
he mici ardite di moſtrar la fronte a' Cittadini? Qual
nuouo Moſtro è coteſto , hauer cuor di Lepre , &
A, faccia di Cane ? qual miracolo , portar’in petto vn
3: viliſlimo timere à fuggire ; & nel viſo vn temerario
ardimento a laſciarſi vedere . Ite à ricercar l'Armi
doue laſciafte l'Honore , per celar’almeno con la
Celata quelle faccie sfacciate ; che fanno fare At
tioni così vergog!:ofe ; & non ſanno che ſia vergo
gna . On vitupero della Militia , opprobrio della
>

Patria , ludibrio della Plebe ! Itene almeno à nafa


conderui nelle ſeluaggie cauerne doue i timoroſi
Cerui, & le Dame imbelli , conſapeuoli della ſua
codardia , fchifano il commercio humano .
Ofurgognato , sfrontato , vituperoſo ! alla pre
ſenza degli Huomini Buoni; ſotto gli occhi di que
fto Sole x di queſto Ciclo ; dauanti al coſpetto di
quefto Dio che tutto vede ; far coſe tanto vergo
gnoſe , che ſolamente à penſarle doureſti vergo
>
A

gnarti di ie medeſimo Sc il Pudore & la Giuſtitia


ion qnc' duc Numi che Iddio 'mandò in Terra per
rittrar gli Huomini dalle Opre indegne ; poiche
Quello non vi può fare arroſſire , conuien che
2

Queſta vi faccia impallidire . Come alla ſera, fug


gendo il roffor delle Nubis ſuccede la torbida Not
te ; così fuggito il roſſor della Verecondia,luccede
ogni turpe & crudele Attione . Chi non ſente Ver
gogna farà ogni attion vergognola : chi è aſſuefatto
alle Attioni Infami, più non lente l'Infamia , che
Mitridate il Veleno .
E voi non vi vergognate? non vi confondete ?
non arroſſite ardite ancora di alzar gli occhi , e
G. 4 mira

2
104 Dell Arte delle Lettere Miſſiue
mirare >, & effer mirato ? Vn'Animo ben compo
Ito , s'egli è conſapcuole di yn penſiero indegno ;
benche lo ferri nel Cuore, lo confeſſa nel Viſo ; ina
chi ha detto adio al Roffore , ha detto adio all'Ho
nore . Grande imprudenza è il credere di poter na
condere ilfallo ; o grande impudenza il non pale
farlo nel volto : perche il Rollore è la Spia della
Conſcienza . Chi non arroiliſce dopo vn ' Attion
vergognoſa , non è Huomo ma Beftia , perche la
Natura , non alle Beſtie , ma all' Huomo folo diede
il Roffor di Vergogna. Dunque vi porterere in vol
to vno sfregio da non poterli maipiù medicare col
baliamo ? non vi vedete diuenuto la Beffe & il Pro
uerbio apreffo a'Nemici ? Che honor fate voi a'
voſtri Genitori, a'voftri Figliuoli , a' voſtri Amici?
Doue yi credete voi di viuere? tra' Morinéi di Poto ,
ò tra' Seluaggi della Peruuia ; doue non ſi sà che
coſa ſia ne Honor, ne Vergogna ? O Secolo deplo
raro , infamia ditutti i Secoli ! dou'è ito hoggidì
il vero Sentimento di Honore ? dou'è ita la Vere
condia che con vn freno di vermiglie Roſe , ratte
nea le ingenue menti dalle indecenti operationi ?
Formole periſgornbrar la Verecordia intempeftiua
Che intempeftiuo Roſſor' è coteſto che vi fparge
il Viſo & infuoca gli Occhi quando hauete à fare
in publico qualche nobile Attione? Di che vi ver
gognate Voi ? Tanto è Vitioſo chi li
ſi vergogna
quando non deue , come chi non ſi vergogna
quando dee vergognarſi.
Non ſiete già vna Colomba cheveggia il Nibbio ,
quando vedete i voſtri Amici e Cittadini : ne date
opera ad Atto indegno del voſtro Grado . Tutti
gli altri Nobili compaiono come voi , & non fi
turbano ; & voi folo vi conturbate ?
Ma poniamo che l'Attion non foſſe Honoreuole ;
non
Libro Secondo ios
non perciò doureſte Vergognarui quando è com
mune : perche la moltitudine de Cómplici toglie
il Roſſore ; & il peccar con tutti gli Huomini chi
Honore , toglie il Dishonore .
Tanto più , quando l'Honore è il Dishonore ,
non è fondato in Delitto , ma in Opinione . Q_'an
do il Ripudio delle Mogli era raro , era vergognoſo
alle Mogli: ma dapoi che paſſato in vſo , le Mogli
mutauano tante volte Mariti, quante fi mutauano
i Corſoli ; dall'yfo fù ſcacciaro il lor Roſſore ; &
con volto ficuro , inuece di biaſmo riceueano ap
2

plauſi: & quella Moglie parea da nulla , che non


mutaua Marito . ,
Mamolto diuerfo è queſto fatto . Voi fate At
tione honorată , in compagnia di Gente honorata,
& gli ſteſſi Attori ſono gli Spettatori . Hora de la
Verecondia è vn Timor di Biaſimo apprelo ; per 2

che apprendete Voi maggiormente l'aſpetto loro ,


*
ch'eglino il voſtro ?
Quegli che Voi vedete ſon voſtri pari , & molti
minori, e tutti Amici : perche dunque turbarui à
vederne molti inſieme, le à veder ciaſcuno in dil
parte non vi turbate ?
Tergete pur, tergete quel vermiglio colore , che
non è bello, ne honoreuole quando è fuor d . Tem
po & di Occaſione . Laſciatelo a ' Fanciulli , & alle
Donzelle , che hanno più tenere le guancie, & gli
occhi manco auuezzi à mirar Huomini in vilo .
In quella età inesperta la Verecondia è vn Vitio
3 lodeuole ; & yn bel Fiore di cattiua radice ; na
ſcendo da voa timoroſa apprenſione : ma quando
dall'Età il Vito è imboſchito , quel Fiore
più nella ſua ſtagione . Tanto diidice agli Huo
mini Adulti la Porpora della Verecordia , come
‫ܕܗ‬

de.le Vett : ogni coſa ha il suo tempo : anzi , ancor


ncile
106 · Dell'Arte delle Lettere Miſſiue
nelle Donzelle & ne' Fanciulli quel bel vermiglio
della Verecondia , come il vermiglio dell'Aurora ,
>

preſto dilegua . Tanto è inditro cattiuo nell'Età


Virile la Verecondia , come l'Inucrccondia nella
Giouenile .
Non mirate adunque in Volto gli Spettatori, ma
la Dignità della voſtra Attione : queſta Sola hab
biate in pregio , & non color che vi mirano . Il
Magnanimo non li vergogna di niuno , perche
tutti diſpregia . Vergognateui dunque di hauer ver
gogna : & di queſto ſolo arroſſile , perche fenza
2

cagionc arroflite .

DELL'
107
ร DELL'ARTE
DELLE

LETTERE MISSIVE
LIBRO TERZO .

IA' vdiſti che il Corpo della Lettera è


la Perſuaſione Logica ; & che queſta
conſiſte ' negli Entimémi ; iquali ſcatu
riſcono , ò dalla Fonte de' Luoghi Com
muni al Retorico & al Dialettico : •
dalla Fonte dei Luoghi Propri del Retorico . Et per
che de' Communi ſi è ragionato al Capitolo
Quarto del Libro Antecedente; hora conuien trat
tar di piè fermo de' Luoghi Propri, comecolà ti
promiſi di voler fare : perche queſta è la propria 0

Softanza della Retorica Perſuaſione , così nelle


Orationi, come nelle Miſliuc .

CAPITOLO PRIMO
Che coſa ſianoi LuoghiPropri della
Retorica Perſuaſione .
Ià ſi è dimoſtrato nel Capitolo Settimo del
G
ſono certe Maſſime Vniuerſali per formare Argo
menti
108
I Dell'Artedelle Lettere Miſſiue
menti probabili in qualunque Materia non fol Ci
uile , ma Filoſofica : così i Luoghi Propri della
>
Retorica , iono certe Maſſime particolari & pro
prie della Materia Ciuile , dalle quali immediata
mente ſi formano Entimémi Retorici in ciaſcun
delli Tre Generi , Dimoftratiuo , Deliberatiuo , & Gin
diciale
Et per replicarne alcuno Eſempio . DALLA
PARTE SI CONOSCE IL TVTTO : Queſta è
yna Maffima del Luogo Commune , Dal Tutto alla
Parte , come hai veduto nel Libro Antecedente ,
Luogo Vi. da cui ſi poſſono trarre Argomenti non
ſolamente Retorici , ma Diálettici , Geometrici ,
Aritmetici , Medici , Aſtrologici . Ma queſt' altra's
CIO' CHE RISGVARDA IL BEN PVBLICO. E '
PIV' VTILE DI CIO' CHE RISGVARDA IL
BEN PRIVATO : ella é vna Maſlima propria del
la Retorica, appartenente al Genere Deliberatiuo .
Hor quefte Maſſime proprie della Retorica , dal
noftro Filoſofo nel Primo à Teodette ; ottennero
diuerſi Nomi. Hora le chiama Propofitioni Retoriche ;
perche feruono à formar’Entimémi Retorici , co
me le Propofitioni Dialettiche, à formar Sillogiſmi
Dialettici. Hora le chiama Elementi : perche fico
me de' fimplici Elementi ſi compongono i Corpi
Mifti; così di quefte Maſſime ſi compongono gli
Entimémi. Hora le nomina Specie, per diſtinguerle
da' Luoghi Communis eſſendo fpecialmente appli
cate alla Mareria Retorica . Hora Theoremi , voce
che a’ Greci ſignifica Precetii , ſecondo la ſpiega
tione di Cicerone : perche queſti lono i veri Pre
cetti della Retorica , la cui Softanza è la Perſua
fione
Eſſendoſi adunque veduto, che il Genere Dimo
Atratino hà per fine il Zodare ; il Deliberatiuo il
Confia
Libro Terzo . 109
Conſigliare; il Giudiciale l’Accuſar? •o Difendere : egli
è chiaro , che tutte le Maſſime Proprie della Reto
rica ſono compreſe ſotto queſte tre Specifiche Dif
ferenze . Che ſe tutti li Temi delle Lettere Miſſiue ,
ſi riducono à queſti Tre Generi della Retorica Per
ſuaſione , come ſi è detto al Capitolo Terzo del
Primo Libro: non iſperi niuno di ſaper l'Arte delle
Miſſiue ; fe non hà piena contezza di queſte Maſſi
me : che ſono i Mezzi Termini per fabricar gli En
timémi Perſuaſiui circa ciaſcuno degli Tre Generi .
Hor queſta Dottrina , altamente meditata , ma of
curamente inſegnata dal Gran Filoſofo ; procure
remo di ridurti alla maggior chiarezza e facilità
che fia poſſibile , come si è fatto circa i Luoghi
Communi .
Incominciaremo adunque, non dalle Dimoſtratiue,
come richiederebbe l'Ordine della Dignità ; ma
dalle Deliberatiue ; per ſeguir la Metodo lauiamente
tracciata dall'iſteſſo Filoſofo : poiche il Genere
Deliberatiuo apre la Porta agli altri Due Generi ,
comevedrai .

CAPITOLO SECONDO
Delle Maſſime Deliberatiue.
E il Fine delle Maſlime Deliberatiue ( come ſi
è detto ) è il Ben Conſigliare : neceſſariamente il
loro Oggetto è il BVONO , perche chiunque in
tende di muouere l'altrui Voluntà a ſeguire alcuna
Cola ; conuien che dimoſtri quella tal Cofa effer
Buona . Peroche ficome il fol Oggetto dell'Intellet
to è il vero ; così il ſolo Oggetto della Voluntà è
il Buono , Et benche molte volte l'Huomo deſideri
cofc
110 Dell'Arte delle Lettere Miſſiue
coſe nociue ; non può tuttauia deſiderarle , ſenon
inquanto l'Imaginatione glielo dipinge ſotto ima.
gine di Coſa Buona.
ſi
D Buono . L'Vno , ſe il Bene fi deſidera per ſc
. >
dir
fteffo : fiche il Deſiderio fi termini in eſſo come
ſuo Finc . Et queſto ſi chiama Bene per fe . Et à tali
Beni corriſpondono que’ Mali, che per te ſtelli 1o
no odiofi ,
’Altro Bene è quello , che non ſi deſidera per
L di
ſeguire ciò che ſi deſidera : & queſto ſi chiama il
Bene Utile . Et à quefti Beni corriſpondono que'
Mali, che intanto ſono od oſi , inquanto ſi oppon
gono a' Beni Vtili ,
Gliè vero che molte volte vn'ifteffo Bene può
E effere Deſiderabile per fe Reflo , & ancora Vrile à
conſeguir Beni maggiori , fiche ſia Fine di vn Deſi
derio , & Mezzo di vn ? altro . Et à quefti corriſ
pondono que’ Mali che fono odieuoli per fe ftefſi ;
& inſieme impediſcono altri Beni deſiderati.
Egli è dunque certiffimo che ficome tutte le
Lettere Confgliatine, ò Sconſigliatiue , Conſultatiue, Efor
tutiue , Poftulatiue , Ammonitorie , & le altre che appar
tengono al Gencre Deliberativo ; nouerare di fo
pra al Capitolo Terzo del Primo Libro ; hauendo
per proprio fine lo Spingere Paltrui Voluntà à qual
cheOggetto Buono , ò ritrarlaamente
Ogget
da qualchene
to Cattiuo : così neceflari conuie , che
chi ſcriue Lettere di tal Genere troui Entimémi
co' quali egli proui, che ciò ch'egli perſuade , fia
Bu yno & deſidereuole per fe fteffo ; o Bene Vtile per
conleguire altri Beni deſiderati : & che frà due Beni
deſiderati queſto ſia il Migliore & trà molti l'O !ti
Oper contrario , che ciò ch'egli Sconſiglia
mo . Oper Gia
Libro Terzo III

ſia Coſa Mala per ſe ſteſſa , ò apportatrice di mag.


giori Mali . Ouero di due Mali ineuitabili , l'vno >

effere minor dell'altro ; & perciò hauendo ragion


di Bene ; eſſer più toſto Eleggibile : comeà Catone
parue minor Male il morir , che il ſeruire al ſuo
Nemico ,
Hor tutto queſto è il proprio Miniſtero del Ge
nere Deliberatiuo , & per conſeguenza delle Lettere
Deliberatiue . Perche febene ancora il Giuſto è Coſa
Brona ; & l'Honoreuole è Cola Buona : nondimeno
attra Coſa è Lodarc il Buono , altra è Ditenderlo ,
& altra ii Conſigliarlo . L'iſteſſa Attione dal Pane
giriſta ſi conſidera come coſa Honoreuole ; & perciò
Ii loda & oftenra , come coſa Pretente , agh Spet.
>

tatori . Dall'Auuocato ſi conſidera come coſa Give


ſtamente fatta , & fi difende contro à Calonniatori
davanti a'Giudici . Dal Conſultore ſi propone co
me Cofa da farſiperBen publico ò priuato ,& perciò ſi
conſidera come coſa Buona à chi l'hà da fare . Si
che le Maffimé Entimnematiche del Panegirifta , dell'
Auuocato , & del Conſultore , ſon ben differenti .
>

Sebene , come ſi è detto molto auanti , yn Ge


nere le preſta all'altro .
Reftati à ſapere , che in tre maniere tu puoi ſer
uirti di queſte Mallime Deliberatiuc nelle Lettere ,
come ſi è detto delle Formole . La Prima ; ſe tu
ſpingi il Lettore à far qualche Cofa per ſuo proprio
Bene , ouero à fuggire qualche Cola Mala : come
2

nelle Lettere Suaſorie, ò Diffnaforie , Conſigliatiue, Ejör


tatiue : nelle quali con queſte Mallime tu potrai
dimoſtrare che la Coſa ſarà per lui Vtile & Buona .
1
La Seconda ; ſe tù , ragguagliando il Lettore di
hauer fatto per te ,ò per lui alcuna Cola; moftre
rai quella Cora effer' Vtile & Buona ; & che la
Contraria ſarebbe Mala e Dannola , come nelle
Lette
112 Dell'Arte delle Lettere Miſliue
Lettere Ragguagliatine di Negotü Economici .
La Terza ; le tu preghi iſ Lettore å far qualche
cora per te , ò per alcun tuo Amico , come nelle
9

Letrere Poſtulatorie, e Precatorie ; facendogli vedere ,


che quell'Opera , di vn Benc farà trèBeni : perche
il Beneficato havrà conſeguito il ſuo Deſiderio :
& Tu haurai feruito all' Amico : & il Benefattore
haurà acquiſtato vn nuouo & vtiliſſimo Seruidore .
0629

CAPITOLO TERZO
Del Sommo Bene : cioè , della Felicitd .

S Icome l'Huomo è un Compendio di tutte le


Soſtanze Create ; così egli partecipa i Beni di
tutte quelle Softarze : hauendo l'Eſſere , come i
Corpi Naturali ; la Vita , comele Piante ; il Senſo,
come gli Animali ; la Ragione, comeHuomini; lo
Spirito Immortale, come gli Angeli . Hor tutto quel
lo che conujene all'Homo ſecondo il ſuo effere
Perfetto & Naturale ; è Coſa Buona , & deſidera .
bile per ſe ſteſſa ; perche appaga il Naturale Ap
petito .
Vnque tre Sorti di Beni ſono all ' Hromo
1 Deſiderabili ; cioè Beni Corporei, Beni Eſterni ,
& Beni dell'Animo.
Beni Corporei ſono l'Effere , il Suffiftere , l'Inte :
rezza delle parti , come i Mifti . La Vita , il Nu
trimento , il Végeto Aumento , la Fecondità , co
me le Piante . Le Facoltà Senſitiue , la Sanità Ro .
buſta , la decente Bellezza, il Libero Morrimento ,
le Volunà de'cinque Sentimenti, & dell’Appetito
Senlitiuo , il Sicuro Ripolo , la Buona Vecchiezz a,
la
Libro Terzo 113
la tranquilla Morte . Perche queſti Beni appagano
i Deſideri dell'Huomo, come Corporco, Animato ,
& Senſitiuo .
Beni Eſterni, ò fia di Fortuna , ſono, le illuſtriAf
finità , la Nobiltà del Sangue , la cara Libertà , il
7

felice Maritaggio , la generoſa Prole', la Patria pre


clara, le fedeliAmicitie , le gioconde Conuerſa.
tioni ‫ܪ‬, il fauor de' Principi, la Fortuna proſpera , le
Ricchezze abondanti , ilucroſi Acquiſti, le hono
reuoli Dignità , la Pace non neghittoſa, le glorioſe
5

Palme, la chiara Fama . Iquali Beni appagano l'hu


mano Desio della Eccellenza nella Opinion delle
Genti . Et perciò fi chiamano Beni della Opinione i
propri dell’Huomo come Sociale ,
Finalmente i Beni dell'Animo, BeniVeri, & interni,
fono, la Buona Indole, gl'Ingenui Coſtumi, la Ret
ta Ragione, l'Ingegno perſpicace, la Prouida Pru
denza, la Voluntà retta, le Morali Virtù , le Scien
ze Liberali, l'alta Sapienza, l'Heroiche Attioni, i
Diletti dell'Animo , la Conſcienza ſicura , il Culto
2

Diuino , & la Eterna Beatitudine . Tutti Beni che


appagano i Defideri dell’Huomo come Intellettiuo ,
e Spirituale.
H gono l'Idéa del Sommo Bene , chiamato FE
LICITA ' , & VITA BEATA ;. laqual perciò è
l'Ultimo Fine del Deſiderio , & intero appaga
mento dell'Humano Appetito . Et quantunque
pochi la conoſcano ; tutti nondimeno a queſta in- .
drizzano i Voti : ma non potendo ottenere il Fine :
Vniuerſale , aſpirano à qualche Fine particolare.
Quefta dunque è il Principale Oggetto della Per
fuaſione del Genere Deliberatiuo . Peroche, chiunquc
à voce , ò per Lettere , conſiglia vn Popolo , oo le
priuate Perſone, à fare alcuna Opra ; ſempre hà
H per
114 Dell'Arte delle LeitereMiſſiue
per Oggetto la Felicità publica, è la priuata ; ò
qualche parte di lei , che quanto può conduca à
quella Idéa .
A Prima dunque & principal Maſlima Delibe
&
Felicità , in queſta forma .
La Felicità,è uno Stato di Vita, da ogni parte Perfetta ,
per l'adunanza di tuttii Beni . Perche i Beni dell'Ani
ma ſono la Soſtanza della Felicità : & gli altri ſono
Aiutori .
Et à queſta Definitione conſuonano tutte le al
tre Definitioni della Felicità , ftudiate da' Filoſofi .
La Felicità , è l'ultima Meta degli Humani Defideri :
Perche , ſe ilBene Particolare è quello che termi-,
na l’Appetito Particolare : conuien che il Bene
Vniuerfàle termini l'Appetito Vniuerſale .
Finedelle Humane Operationi .
LaFelicità,è l'Vitimo
Perche , ſe il Deſiderare , è il Principio dell'Ope
Fare : conuien che il fine di tutti i Deſidéri, ſia il
principio motiuo di tutte le Operationi.
La Felicità è unavita contenta di se ſteſſa . Perche ,
à chi poſſiede tutti i Beni, nulla manca; & quello
cui nulla manca , è contento : & chi è contento
è Felice .
A oltre à queſta Felicità così difficile per
MA
l'aggregamento di Tanti Beni; vn'altra ven'
hà più facile , laqual ciaſcuno può perſuadere ad
altri , & donare à le ſteſſo .
Egliè ,dico , una grande Felicità , il moderar talmente
leſue Voglie ; & talmente aſſuefarſi al fol biſogno ,ſchifan
do il fouerchio ; che l' Animo pocodefideri, e perciò di poco
fi appaghi , & fia contento.
Chi di poco è contento è pienamente Felice ;
perche tanto ſi colma con poco licore yna piccola
Ampolla , come con molto yn gran Doglio
Niun '.
Libro Terzo 115
Niun'Huomofù mai più Fortunato ne più Felice di
Gige Re diLidia : ma l'Oracolo Déifico , ricer )

cato , ſe vi era nelMondo vn'Huom più Felice di


lui : chiamò più felice Agláo , Vecchiarello di
Arcadia , che coltiuando vn füo Campicello , & di
que' frutti viuendo lieto, giamai di quindi non cra
vſcito . Più Beato viueua il Cínico con la Taſca de
tozzi e la fcotella , dentro vna Botte filoſofando
che il Grande Aleſſandro frà le opulenze de' Reali
Palagi , acquiſtando Regni, & ſempre à nuoui ane
Jando . Quello è vn gran Re , che commanda a '
ſuoi Deſidéri, & da loro è vbidito .
Conchiudo adunque , che febene la Compiuta a
Ideale Felicità ſia vna Fenice tanto rara fra' Mortali,
che più facilmente deſiderar fi può , che ſperare :
ella e nondimeno lo Scopo della Perfuafione Delibe
Tatina in due manicre. Prima, perche, ficome quan
do tu ſcriui ad alcuno , tu finifci la Lettera augu
randogli la Somma Felicità col Deſiderio s benche
tu non poffi donargliele con effetti: così tutte le
Maſſime Deliberatiue tendono à prouare , che la
Cola laqual tu perſuadi all'Amico , conduca alla
Felicità , benche non peruenga à quell'vltima
2
Meta .
L'altra è , ſe tu procuri di moderare il Deſiderio
2

dell'Amico ; accioche , ſe non può arriuare alla


Felicità ideale‫ ;ܪ‬fi formi la Idéa di vna Felicità arri.
uabile : & fe non può ciò che vuole ; ciò che può
voglia . Perche l'humano Appetito , tanto è con
tento quando non appetiſce; come quando por
ſiede ciò che appetiua . Quella prima Maniera è
propria delle Lettere Snaforie & Configliarine: queſt
altra è propria delle Lettere Diſſuaſorie e Sconſigliatiue.
Hora dunque verremo alle Mallime della Prima
maniera .
H2 CAPI
116 Dell Arte delle Lettere Miſiúe
CAPITOLO QVARTO
Maffime Perfuafiue
Che la coſa propoſta fia Buona per ſe ſteſſa.
Ve differenze di Maſſime Deliberatiue diſtingue
,
ammcflc per vere da chiunque non è fuori di ſe :
ammeſſe
& altre , che eſſendo quaſi Problematiche, ſeruono
à formare Entimémi Perſuaſiui, & propri del Reto
rico , ne' Temi Controuerfi . Noi qui comincieremo
dalle Prime .
Vella è Coſa Buona per seſteſſa, che come Fine muoue,
Quello termina, &appaga l’AppetitoDefinitione
. Quinci apref
ſo tutti i Filoſofi è folenne quella : IL
Buono è quello che tutte le coſe appetiſcono.
Quello è Bene Senſibile ,che appaga l'Appetito dell'Huo
mo inquanto Corporeo . Perche hauendo in fe l'Effere
come i Corpi Miſti, & la facoltà Vegetatiua come
le Piante , & la Senſitiua come gli Animali ; già ſi
è detto , che tutto quello che perfettiona queſte
Potenze, è Coſa Buona.
2

Quello è Bene Humano, che muoue & appaga l'Intellet


tiuo & Ragioneuole Appetito . Perche ficome l'Ogget
to proprio dell'Intelletto è il Vero , così l'Oggetto
della Voluntà , è il Buono , come già vdiſti .
Quello è Bene Uniuerfale , che appaga il Deſiderio Uni
nerfale degli Huomini . Come la Felicità , ch'è il col
7

mo de' Beni . Et la Voluttà ch'è l'vltima Perfettio


pe delle humane Operationi . Et la Gloria , ch'è il
Sommo de' Beni Eſterni . Et ciò che appaga quel
Deſiderio di fapere , che in tutti gli Huomini è
naturale .
Quello
Libro Terzo 117
Quello è Bene Particolare, che appaga il Deſiderio di ala
cuni, piu che d'altri. Come i Mercurialigodono del
le Scienze, i Martiali della Guerra, i Giouiali degli
)

Honori, i Lunari delle Caccie . Perche come l'Ani


mo inclina, così giudica ; come giudica, così bra
ma ; & come brama, così gode .
Quello è Bene Singolare , che appaga il Deſiderio di un
folo Indiuiduo. Perche come le Fattezze, così i Genti
di ciaſcuno fon differenti . Tal fù il Genio del Ré
Serſe verſo vna Pianta di Platano , della quale fù
così vago , che ſtipendio Corteggiani à ſeruirla , &
Satélliti à guardarla; & con le proprie mani pu
lendola , & inaffiandola di odoriferi licori ; l'orna
ua con gemmati monili ; & di Regal Tiára, como
Reina delle Piante , l'incoronaua : & era quella la
fua Delitia .
G
Quello è Bene Imaginario , che appaga ona Imagination
deprauata & corrotta . Perche quando l’Apprenſiua
s'inganna circa ilVero ; ancora l’Appetitiua s'in
ganna circa il Buono : prendendo in iſcambio del
Vero Bene, il Bene Apparente. Tal'era il Ditetta
di Aiace ; ilqual furiato contro a' Greci', vccidea
le proprie Mandre , credendoſi di vccidere le Gre,
che Legioni . Et Hercole vaneggiante , godea di
sbranar li propri Figliuoli , imaginando di sbrana
1
re i Figliuoli di Lico ſuo Nemico : ma quanto no
gode , tanto poſcia ne pianſe .
Finalmente , Quello è Buono, che riduce all' Atto, gli
Habiti acquiſtati col Coſtume , ò con l’Arte . Perche gli
Atti ſono le perfettioni degli Habiti ; come le
Operationi ſono le perfettioni delle Potenze . Et
ficome la Natura hâ condite tutte le Naturali Ope
rationi con marauiglioſi diletti; così gli Atti na
fcenti dagli Habiti lon Diletteuoli . Onde il Pitto
re gade nell'eſercitar la Pittura ; & il Filoſofo , nel
H 3 Filo
I 18 Dell'Arte delle Lettere Miſſiue
Filoſofare ; & il Virtuoſo , negli Atti Virtuoſi.
Queſte ſono le Maſſime da tutti ammelle : dalle
quali puoi tu per te fteffo fabricar le contrarie per
prouar che vna Coſa ſia Mala per fe fteffa .
Affime Problematiche per gli Entimémi Perſuaſiui .
M Già ſi è detto non effer coſa tanto Buona , ,
che per alcuna conſideratione non habbia hauuto
Contradicenti. La Voluttà è Bene per ſe ſteſſo appe
tibile : onde Eudoflo collocò la Felicità ne' Piaceri
del Corpo, & Epicuro ne' Piaceri dell'Animo . Ma
i Socratici biaſimauano la Voluttà come la Elena
perturbatrice dell'Animo, & ſeduttrice della Ragio
ne . L'Amicitia è vn gran Bene, & pur da alcuni
Filoſofi fù giudicato gran Male , come contrario
alla humana Libertà . Qual Bene più deſiderabile
della Scienza ? & contuttociò dagli Sparráni& dagli
antichi Romani furono cacciati i Macftri , & ban
dite le Scienze come effeminatrici del Bellico Va
lore . Dunque in ſimili Temi Problematici ſeruono le
ſeguenti Maſſime Perſuafiue.
Quella è Cofa Buona , il cui Contrario è Cofa Mala .
Perche delle Coſe Contrarie , contrarie ſon le Ra
7

gioni . Se il Dolore è Coſa Mala , dunque la Vo


luttà è Coſa Buona . Se la Guerra è la ruina de'
Popoli, dunque la Pace è la lor ſalute .
Quella è Coſa Buona, che tal è giudicata dagli Huomini
Prudenti . Perche la Prudenza è ottima eſtimatrice
delle Coſe : onde fù detto che le miſure del Benc
& del Male furono poſte da Dio nel ſol petto dell'
Huom Sapiente . Che ſe le Republiche più ſauia
menţe gouernate , come l'Egittia & l’Atenieſe >

hebbero in fommo pregio i Sapienti : dunque la


Sapienza e Coſa Buona .
Quello è Buono , che ancora dagli Animali è appetito
2

Perche ciò che negliHuomini è la Ragione, negli


Anima
Libro Terzo. 119
Animali è l'Inſtinto , regolato dalla Natura che
non può crrare : ladoue l'Humano Intelletto è ſot
topoſto à molti errori . Che ſc la Natura Maeſtra
inſegna agli Animali varie Arti per viuere & habi
tare : dunquc le Arti Mecaniche ſon Coſa Buona .
Onde alcuni ſcriſſero , che tutte le Arti Seruili ſiano
ftate dagli Animali inſegnate agli Huomini .
Quello è Buono , che ancora le Coſe inanimate à modo
loro appetiſcono. Perche inuece di Anima hanno la
Virtù innata , che inſegna loro ciò che conuiene
2

alla lor Natura . Che ſe naturalmente il Ferro Ama


la Calamità , & la Palma la Palma , & ogni Coſa
con alcun'altra hà qualche amicheuole Simpathía ;
Dunque l'Amicitia frà gli Huomini è coſa Buona .
che
Quello è grandemente Buono , nr. grandifima
calor della Battaglia &
Deſiderio . Così Dario dal calor
della Fuga riarſo di fete ;abbattutoſi ad yn limoſo
c putrido gorgo ; giurò di mai non hauer beuuto
Néttarc più ſoaue .
Quello è Buono , ilqual dagli altri eſſendo poſſeduto ; par
che à noi manchi . Vlauano i Greci difare apprendere
la Muſica a ' lor Figliuoli : onde fù ſchernito Tea
miſtocle perch'cffendogli in vn conuito preſentata
la Cetra , Te ne ſcuso . Quinci Socrate benche Filo
ſofo , & già canuto , volle imparar quell'Arte , pa
2

rendogli gran difetto tra' luoi, l'efferne priuo .


Quello e Buono à noi , che ci vien defiderato dagliAmici.
Perche ſicomel'Amicitia altro non è chc yna reci
proca Beniuolenza ; & l'Amico è vn'altro noi :
così cffendo impoſſibile che l'Huomo à ſe ſteffo de
ſideri altro che il Buono : Buono conuien che ſia
ciò ch'egli deſidera all'Amico. Buono è dunqueà
noi, cio che rallegra i noftri Amici , & Malo ciò
che gli attriſta .
Per contrario , Ciò che rallegra i noftri Nemici, ai noi
H 4 è Cofa
I 20 Dell'Arte delle Lettere Miſſiue
è Coſa Mala. Se i Nemici godono della noſtra Dif
cordia ; dunque à noi la Concordia è Coſa Buona .
Quinci il facondo Néſtore per terminar la Contefa
frà Pirro & Agamennone Re de' Greci per la rapita
Briſeida ; fece queſto ſolo Argomento ; Gaudebit >

Priamus . Cioè , Se voi ſiete difcordi, Priamo ( ch'era,


.

il Re de' Troiani) ne farà lieto.


Etper conſeguente, Quello è Buono à Noi, che nuove
a noftri Nemici . Quinci quando Cinéa Ambaſcia
dor del Re di Epiro , per oſtentar la ſua Facondia
recitò in Roma quel Panegirico della Voluttà ;
prouando che la Voluttà Senſuale è il Sommo Bene ; il
Sauio Caio Fabricio diſſe ; Piaceſſe à Dio che coſtui po
teſſe perſuadere tal Dottrina à noſtri Nemici. Facendo
queito Argomento , Se gli Epiróti fi addonaſſeroalle
Voluttà , noi faremmoPadroni dell'Epiro, perch? eſſi diuer
>

rebbero effeminati & imbelli : dunque la Voluttà eſſendo à


lor Cofa Mala ,ſarebbe à noi Cofa Buona .
Quella è Coſa Buona,che genera Inuidia. Perche eglie
proprio della Inuidia l'attriſtarfi del Bene altrui ,
Siche il Liuore degl' Inuidioſi, è yn ' ottimo con
traſegno di qualche noftra eccellenza, e felicità .
Onde Publio Siro , quando vedea Mutio malinco
nico , diceua : O qualche Male è auuenuto à Mutio , o
ad altri qualche Bene ,
QuelloèBuono , peril cui conſeguimento molti fatisarono .
Perche nonè piccola Preda quella per cui da molti
molto ſi luda . Onde ſauio fu il detto di Muſonio ,
.

Che i Dyj vendono il Bene à prezzo di Fatiche . Buona


Coſa è dunque la Scienza , peroche Pitágora ab
bandonati gli agi Paterni, andò à cercarla in Perſia
fra? Magi, Democrito in Babilonia fra' Caldéi ,
Tianéo di là dal Cáucaſo tra' Bracmani , & nell'
Etiopia tra’ Ginnoſofiſti : & così tutti gli altri fa
moli Sapienti molto peregrinarono , e faticarono
molto per conſeguirla. Quello
Libro Terzo I 21

Quello è Buono, per cui molto ſangue ſi ſparſe in guerra .


Buona Coſa è dunque il Dominare : perche Scipio
ne per dominar la Libia, veciſe quarantamila Car
taginéſi : Anníbale per dominar la Puglia, cinquan
tamila Romani. Lucullo per dominar l'Armenia ,
centomila di Tigráne . Quinto Fabio per dominar
gli Allobrogi, cento vintimila Arucrni . Ciro per
dominar la Scithia,perde dugentomila de' ſuoi con
ſe ſteſſo . Ceſare Dittatore , per dominare oltre i
Monti , fi gloriò di hauere ſparſo il ſangue di vn
millionernantBarbari , oltre quello de',

Vedi altre Maſſime Problematiche nel Capitolo


Seſto delPrimo Libro delle Retoriche di Ariſtotele
.
à Teodette : ciaſcuna delle quali ti può formare
yn'Entiméma nelle tue Suaſorie .
Affime Deliberatiue del Bene Vtile .
M Già vdiſti che il Buono in ſe ſteſſo , è quello che
fi defidera come Termine , & Fine del Defiderio :
ma il Bene Utile è quello , che ſi elegge come Mez
zo p, er conſeguire il Fine deſiderato . Et perciò le
Maſſime alquanto ſon differenti . Perche, il Deſi
derio è Naturale , la Elettione è Voluntaria .
Quello adunque è Bene Utile, ilqual ſi eleggecome Carfa
Efficiente, ò Inſtrumentale de Reni per se ſteſſiDefiderabili,
Bene perfe defiderabile, e la Sanità, & la Voluttà, &
l'Honore , & i Beni dell'Animo , come ſi è detto .
Dunque Bene Vtile è la Medicina, che ſi elegge per
conſeguir la bramata Sanità : & le Ricchezze, con
cui ficomprano gli Honori : & lo Studio , che è
l'Efficiente della Sapienza : & l'Educatione , laqual
2

cagiona gli Buon Coſtumi.


Quello è Bene Vtile , che quantunque doglia , gioua non
dimeno al Fine deſiderato. Perche' il Mezzo non può
effere Coſa Mala , quando il Fine è Coſa Buona .
Come
122 Dell'Arte delle Lettere Milime
Come la Sferza a Párgoli per correggimento : il
Caủſtico e’l Taglio, per faluare il Corpo : & il Sup
plicio del Reo, per Publico documento .
Quello è BeneUtile , ilgual non folamente gioua per con
ſeguire il Bene defiderato , ma per conſernarlo, açcre
ſcerlo. Tal'è la Vigilanza & la Frugalità nel Go
uerno Economico : & la Militia Pretoriana nel Go
uerno Politico : & le Arti Mecaniche, lequali nella
Republica, occupano la Plebe , accreſcono le Fa
coltà, & feruono ai Commodi della humana Vita .
Quello è Bene Vtile ‫ܕ‬, che è Principio & Idéa à Coſe
grandi . Perche vn buon Principio è la Metà del
Fatto . Tal fù il Modello che fece Corébo del
Tempio di Diana Efefina, benche nol potè finire .
Et quello del Mauſoléo cominciato da quattro fa 1

moſi Architetti , Scopa , Briáce, Timóteo, & Leó


care ; ma da lor non finito .
Per contrario , Quello è gran Male , che fu principio
à grandi Mali . Come il Rapimento di Elena alla
decennal Guerra Troiana : & il Rifiuto del Con
ſulato di Cefare , alla crudel Guerra Ciuile . Perche
il Delitto fi attribuiſce à chi gli diede occaſione.
D'altra parte , Bene Vtile è quello , che pone il fine
all'Opera . Come Briáce , che finì il Tempio di
Diana cominciato da Corébo : perche il Fine ( co
me dice il Filoſofo ) ha ragion di Ottimo. E dagli
Architetti il finimento de Palágifù chiamato Coro
na : onde nacque il Proucrbio ,che il Fine incorona
l'Opera
Altre Maſſime potrai leggere nell'iſteſſo Capito,
lo delle Retoriche , fouuenendoti di ciò che auanti
dicemmo , che molte volte vn'iſteſſo Bene può
7

eſſere Bene in ſe ſteſſo , & Bene Vtile . Come le


Scienze Pratiche , lequali eſſendo Buone per le
ſteffe, ancora feruono di Mezzo alle Contēplatiue .
Et
Libro Terzo. 123
Et i Beni Corporali ch'eſſendo in ſe Diletteuoli ,
ſeruono ancora alle Operationi dell'Anima. Anzi
taluolta i Beni dell'Anima ſeruono di Mezzo per
conſeguire i Beni del Corpo ; come allora che ſi
vendono le Scienze per Denari .

CAPITOLO QVINTO
Malime Deliberatiue , per prouare
Che un Bene fia Maggior di un'altro .
là ſi è detto , che nelle Lettere Deliberatiue tu
G puoi perſuadere che La coſa propoſta fia Buona
& Vrile aſsolutamente : quero , che di due Cofe propoſte ,
I'vna fia Miglior dell'altra comparatiuamente . Come ſc
tu foſſi ricercato , qualfia Maggior Bene, la Fatica
ò il Ripoſo : la Voluttà è il Dominio : ò qual ſia
più Vtile alla Republica, la Profeſſion delle Armi,
o delle Lettere : & mille ſimili Temi Problematici .
Et qucfta è la vera Conſultatione, in cui ſi delibera
qual di due Beni ſi debba eleggere, o qual di due
Mali ſi debba più toſto fuggire . A ſimili Queſtioni
adunque ſeruono le ſeguenti Maſlime : lequali ſi
denno intendere del Bene Vtile , ò del Bene conſi
noreuole ſi dirà al luogo ſe Itefto : perche dell'Ho-
Il Bene deſiderabile per se ſteſso , è migliore del Bene
Vtile . Perche il Fine è migliore, che i Mezzi ordi
nati al Fine . Dunque il Ripoſo è Maggior Benç
che laFatica , perche ognun fatica per poter viuerc
in ripoſo
Per altra parte , Quello è maggior Bene che ma gior
mente perfettiöna le humane Potenze. Ma la Perfettione
delle
I 24 Dell'Arte delle Lettere Miſſiue
delle Potenze conſiſte nella Operatione , & non
nella Quiete . Dunque la Operatione è maggior
Bene che la Quiete. Onde il Pittore , inquanto
Pittore , ſente maggior diletto nel Pingere, che nel
laſciare otioſo il ſuo talento .
Miglio ri ſono quei Beni, che migliori fon giudicati da
.

quegli chegiudicano ſecondo la Ragione ; e non ſecondo la


Paſſione. Perche la Paſſione è mutabile , & la Ra
2

gione è ſempre l'iſteſſa. Dunque egli è meglio ſof


ferire vna Ingiuria , che ingiuriare altrui ; perche
così giudicano gli Huomini Giuſti, & il contrarie
2

gli Appaſſionati.
Migliori ſonoi Beni Stabili , che i Mutabili. Dunque
maggiori ſono i Beni dell’Animo che i Beni di For
tuna : perche queſtila Fortuna li dona e li ritoglie;
quelli rimangono fiſſi nell'Anima, ch'è immorrale.
Onde il Filolofo , che nell'incendio della Patria ha
uea perdute le ſue Fortune; con ragione diceua
To porto meco tutti gli miei Beni .
Miglior ' è quel Bene, che può ſuſiftere ſenza l'altro ; di
quel che ſenza l'altro non può ſufſiftere . Dunque ,mag
gior Bene è la Sanità , che il Valor Militare : per
che ſenza il Valor Militare , la Sanità può ſuffiftere ;
ma ſenza la Sanità , il Valor Militare non può ſuſſi
ftere . Onde ilRe Pirro ne' ſuoi Sacrifici , altro non
domandaua agli ſuoi Dij, ſenon Sanità : confidando
che con efla egli otterrebbe le Vittorie da ſe me
deſimo . Et Salomone dille , ch'egliè migliore vn
Can viuo , che vn Leon morto .
Margior Bene è quello, la cui Priuationeè piu moleſtaa:
perche vn contrario li conoſce dall'altro . Dunque
inaggior Bene è l'Occhio che l'Orecchio : perche
più affliggela Cecità, che la Sordità .
Maggiore il Bene intrinfeco che l'eftrinfeco . Perche
quello è noftro , & queſto è lalieno . Et perciò è
miglior
Libro Terzo. I 25
miglior la Vita ,che la Faina : & i Beni diletteuoli ,
che i lodeuoli .
Di due Mali neceſsari , ilminor Male è maggior Bene .
Onde Catone eleggendoſi più toſto diMorire , che
di Seruire : giudicò minor Male la Morte , che la
Seruitù .: & perciò eſſere Cofa Buona ; perche la
Elettione è vn'atto della Voluntà , & la Voluntà
non può volere ſenon il Buono .
Quello è Bene più Vtile, ilqual mira ad un miglior Fine .
Perche il Mezzo prende dal Fine la ſua Bontà , co
me il Relatiuo dal Correlatiuo . Migliori adunque
ſono le Virtù che le Ricchezze : perche con le Ric
chezze ſi acquiſtano i Beni Terreni ; & con le Vir
tù i Beni Celeſti.
Quello è Bene più vtile, ilqual cagionapiù Effetti Buoni ,
Perche l ' Eccedente è maggiore dell'Ecceduto
Dunque nelle Republichepiù ſono Vtili le Arti
Mecaniche , che le Arti Liberali : perche le Libe
rali ornano la Mente di chi viue : ma le Mecaniche
prouedono à tutti i biſogni della Vita .
Più Vtile è ciò che conferua l'acquiſtato , di ciò che ac
quiſta . Perche indarno li acquiſta quello che non
conferua. Dunque migliori ſono le Leggi, che le
Armi: perche i Regni con le Armi ſi acquiſtano ;
ma ſi conſeruano con le Leggi . Et miglior' è la
Memoria, che l'Intelletto ; & l'Eſercitio , che la Me
moria : perche la Scienza fi acquiſta con l'Intelleta
to ; ,ſi conſerua con la Memoria ; & con l'Eſercitio
ſi accreſce .
Più Utile è quello che gioua à noi , di ciò che gioua agli
altri . Perche l' Amore ordinato comincia da noi
medeſimi: non eſſendo niuno à noi più proſlimo ,
che noi ſteſſi . Perciò nel Naufragio ognuno atten
de à faluar ſe ſteſſo , più toſto che l'Amico : perche
leben fia Legge di Amicitia l'Amar l'Amico come se
flefjo
126 Dell Arte delle Lettere Miſſiue
Steffo : non obliga percio ad amarlo più di ſe ſteſſo :
& più di ſe l'amerebbe , ſe per faluar l'Amico egli
periſſe : perche la Natura inſegna à conferuar la
propria Vita .
Quel Mezzoè Migliore, ch'èpiù neceſsario . Miglior'è
dunque allaVita Humana la Sanità , che la Scienza.
Quel Mezzo è Migliore , iłgual èil più facile. Eſſendo
temerità il cominciare vna Impreſa che non ſi può
condurre alfine; ilqual'è il proprio Scopo della
Agente Ragioneuole , com'è l'Huomo
are che la Cola ſia Dilers affime per
Vìprſiou
O
Conueneuole , che ſia poſſibile, & Facile , & Neceſsaria .
Ma perche queſte ſeruono à tutti i Generi , ſi riſer
bano al ſuo luogo .
Ancora potrebbe alcuno aſpettare che quì fi ad
duceſſero le Maſſimo Diſsuaſorie per proủar Che la
Cofa propoſta ſia in fe.Mala , ó Inutile , 8 Dannofa ; ma
2

ciò farebbe vn'ingrandir ſoperchiamente il Volume,


& minuir la gloria del tuo Intelletto ; potendo tu
per te ſteffo dagli Oggetti della Perfuafione ; cioè
da' Beni Corporei , Eſterni, & Rationali , ritrar gli
Oggetti della Diſsuaſione : cioè i Mali Corporei ,
Efterni , & dell'Animo ; opponendo à ciaſcuno il
ſuc Contrario . Come alla Sanità l'Infermità : alla
Fama la Infamia : alla Scienza l'Ignoranza : alla Virtù
.

il Vitio . Et dipoi alle Maſſimo Perſuaſiue oppor le


lo
Maſlinie Difluaſue, comedi ſopra ſi è accennato ,
Siche , per non perdere il Tempo e l'Opra , verre .
mo al Genere Dimoftratiuo :

COTTON

CAPI
Libro Terzo 127
CAPITOLO SESTO
Delle Maſſime Dimoftratiue d fia Lodariue.
Lodeuole ,Alafimare : fiche l'Oggetto ſuo , è il
Lodeuole . Altri lo chiamano l'Honoreuole , altri
l'Honeſto :ma il Gran Filoſofo nel Primo delle Re
toriche, al Capitolo Nono lo chiama IL BELLO :
peroche il ſuo Contrario ſi chiama il TVRPE. Hor
queſta Beltà , benche comprenda ancora la Beltà
Corporea ; nondimeno principalmente conſiſte
nella Beltà dell ' Animo: cioè nella Scienza , &
nella Virtù Morale ; à cui conuiene il primo Ho
nore :; perchee queſta fola fà l'Huomo Buono , &
Honefto ; & perciò Honoreuole.
Dunque il Primo Oggetto della Lode è l'Eccel
lenza delle Virtù Morali , & delle Scienze . Secon-,
dariamente le Arti Mecaniche , perche anch'eſſe ſi
chiamano Virtù Intellettiue. Apreffo ,le Virtù Cor
porali che ſeruono all'Anima; come là Robuſtez
za , il Vigor de' Senfi, e la Bellezza. Et finalmente
le Ricchezze e Beni di Fortuna che feruono al
Corpo . Et circa queſti Oggetti fi aggira la Sfera
delle Lettere Lodatiuc & delle Biaſmatiue .
Vero è che fouente , ò criamente , o per inge
nioſo capriccio , auuerrà di lodare vn cauallo , od
.

vna Fiera , con certa Analogia alle Lodi Humane .


Peroche ficome negli Animali, come già vdiſti ; il
Naturale Inſtinto há qualche metaforica corriſpon
denza con l'Intelletto Humano : & le loro innate
Proprietà , con le Morali Virtù : & le Fattezze con
la Corporca Bellezza : & le loro ingenioſe Opera
tioni con l'Opre humane ; così molti Nobili Intel .

letti
128 DellArte delle Lettere Miſſiue
letti Greci e Latini lodarono le Mule Vincitrici
de’Giochi Olimpici, & il Bucéfalo di Aleſſandro ,
& l’Hiſtrice di Domitiano , come ſe haueſſero lo
dati Herói .
Il ſimile ſi può dir delle Piante , & di altri Sog
getti priui di Anima & di Senſo : ma dotati di al
cuna Virtù Fiſica, nel ſuo genere perfetta; che ana
logicamente riſponda à qualche Virtù Humana :
come Pitagora compoſe yn Panegirico della Cipol
la , Catone del Cauolo , Fania dell'Ortica . Mavi è
differenza trà Lodeuole, & Honoreuole ; perche la
Lode conuienc ad ogni Coſa Perfetta e Bella , ben
che irrationale & inanimata : ma l'Honore ſi deue
ſolamente alle Virtù Humane , Angeliche & Diui
nc : come diremo .
In due maniere adunque fi. poſſono lodare gli
Animali irragioneuoli , & le Coſe Inanimi, Natu
rali od Artefatte . L'vna Hiſtoricamente , rappreſen
tando le Perfettioni di quella Coſa , ritrahendola
dalle Circoſtanze , & dalle Categorie , come ſi è
dimoſtrato nel Capitolo Primo & Secondo del Sca,
condo Libro , con *l'Eſempio dello Elefante ; ſenza
biſogno di replicarle hora quà. L'altra , Oratoria
mente : lodando l'iſteſſa Cola con arguta & inge
gnoſa Analogía alle Virtù Humane . Hor queſto
li fà per via di Argomenti & Entimémi Retorici ,
fondati nelle Mallime Dimoſtratiue, delle quali ho.
ra parliamo : fiche queſte ti ſeruiranno per lodare
Huomini, & qualunque altra Coſa .
Sarebbe dunque receſſario di ricercare quante &
quali ſiano le VIRTV principali della Humana
Laudatione ; le già non ſi foſſe fatto nel Capitolo
Nono del Secondo Libro : perchéil moſtrar le pro
prie Virtù , & il lodare le Virtù altrui , è vn'iſteis'.
Arte , come colà ſi è dimoſtrato . Refta dunque di
ricercar le Mallime Lodatiue. СА ,
Libro Terzo . 129

CAPITOLO SETTIMO
Del Lodeuole e dell'Honoreuole.
L Lodeuole è vna Proprietà di alcuna Coſa Eccel
I lente ; ch' eſſendo in ſe Perfetta c Bella nel ſuo
Genere ; merita di eſſere da chiunque hà giudicio
approuata per tale . Vn bel Corpo Humano : vn
Bel Cauallo ; vna Bella Pianta ; yna Bella Naue ;
vn Bel Palagio ; yn Bel Fonte , il Cielo , le Stelle ,
il Sole . Ma l'Honorevole, é vna Proprietà della ſola
Virtù , laqual effendo Eccellente , merita di effere
da tutti , non ſolamente approuata , e lodata , co
>

me Coſa Belliſſima in ſe ſteſſa , ma riucrita per la


Bontà . Talè dunque la ſola Virtù .
La Virtù è vna Qualità dell'Anima, che fa l'Huo
mo Buono, & Sauio ; fiche Voglia , ò Sappia , è
>

Poſſa far Opre Virtuoſe, & Eccellenti .


L'Honore , è vn Segno eſterno con cui noi di
moſtriamo riucrenza c ftima della Virtù di alcu
no ; come inchini , adorationi , e lodi. Siche tutto
l'Honoreuole , e Lodeuole : ma non tutto ciò ch'è
Lodeuole è Honoreuole : perche le Coſe Irragio
ncuoli poſſono eſſer Lodcuoli, ma non Honorc
uoli .
Honoreuole adunque è la Perſona Virtuoſa , come
vn'Huom Santo , vn grán Sapiente . Et fimilmente le
Cote che rappreſentano quella Perſona Virtuoſa ;
come la Imagine , il Sepolcro , le Reliquie, le Inſegne ,
le fuc Spoglie . Et le Coſe Relatiue ; come i Parenti
ſuoi , la Patria, il Luogo oue nacque , o doue habi
tò . Onde la Stanza doue nacque Auguſto , tù con
yertita in vn Sacrario .
Honoreuoli ancora ſono le Marche, i Segnali
I & gl
130 DellArte delle Lettere Miſſiue
& gl'Inditij della Virtù : come le Ferite riportate
dall'Huomo Forte ; i Premü , le Corone, i Trionfi : le
Lauree de' Dotti; iiFaſci de' Confoli .
Honoreuoli ſono le Coſe che fanno in alcuna
Perſona prelumere gran Virtù : come la ecceſſiua
Bellezza del Corpo , che fà preſumer quella dell'
Animo: la Nobiltà , che fà preſumere da Generoſi
Padri, Generofi Figliuoli: la Prospera Fortuna, che
a
ffåpreſumer colui amato dal Ciclo : la Dignità &
la Potenza Reale , perche fà preſumere che alla Gran
Potenza corriſponda grande Virtù , grande Ani
mo, gran valore . Et la gran Riccheza, preſumen
doſi ch'egli poffa far grandi & Virtuoſe Opere :
con la Bencficenza , & con la Magnificenza .
Ma ſopra ogni coſa , Honoreuoli ſono gli Effetti
delle Viriu . Come iMiracoli operati da’ Santi : i
Libri compoſti da'Dotti: le Leggi ſtabilite da' Giu
fti : gli Trofei riportati da’ Forti: le Guerre pacificate
da' Prudenti : le Opre della Magnificenza ; dedicate al
Culto Diuino , od al beneficiodel Popolo , Tem.
pli, Teatri , Terme, & Ameni Luoghi.
Ancora gli Effetti mirabili delle Arti Mecaniche ,
oltre l'Effer Lodeuoli , fono in alcun modo Hono
reuoli ; perche ancora l'Arte è vna Perfettione
della Facoltà Intellettiua: onde dal Vulgo ( ben
che impropriamente ) le Arti ſi chiamano Virtù .
Tal fù la Sfera di Archimede , che chiuſe il Cielo
in yn Vetro . Et l'Horologio di Anafſimandro, che
inchiodò il Tempo in vn Muro . Et la Venere di
Praſlitele, laqualenon men che l'Originale,rapì gli
Amatori . Et la Bombarda del Tedeſco , che in
uolo il Tuono & i Fulmini al Cielo .
Da ciò che ſi è detto tu puoi rammentarti le
Coſe contrarie al Lodcuole , & all'Honoreuole .
Perche al Lodeuolc ſi oppone il BiafimenoleHono
: & all
Libro Terzo . 131
Honoreuole il Vergognoſo. Quello conuiene à qua-.
lunque coſa Deforme & iſproportionata , benche
Inanime. Ma queſto è proprio del Vitio , di cui le
coſe Irragioncuoli non ſon capaci , ſenon meta
foricamente ; come fi è detto delle Virtù .
Afline Comparatiue per dimoſtrare che una Virtù fia
piu Honoreuole di un'altra ; ò'vn Vitio più Vergo
gnoſo di un' aliro .
Quella Virtù è più Honoreuole , cheperfectiona una più
Nobil Potenza dell'Anima. Perche ficome le Soſtanze
più Nobili, nelle più fublimi Regioni delMondo ;
così le Virtù più Nobili, nelle più ſublimi Potenze
dell'Anima , fon collocate. Dunque , più Nobile
è la Prudenza che la Giuſtitia ; & la Giuſtitia che
la Fortezza è la Temperanza : perche la Prudenza
riſiede nell' Intelletto , Potenza più ſublime : la
Giuſtitia nella Voluntà ; la Fortezza & la Tempe
ranza , nell'Appetito Senſitiuo ; - Infimo delle Po .
tenze ..

PinHonoreuoleè quella Virtù ch'eccede t' Altra : per


che l'Eccello è vna Eccellenza . Dunque più Ho
noreuole è la Magnificenza, che la Libcralità : &
la Magnanimità che la Modeftia : perche circa lc
ricchezze la Magnificenza eccede la Liberalità : &
circa gli Honori , la Magnanimità ecccde la Mo
deftia .
Pin Honareuole è quella Virtù , laqual riguarda un più
Nobile Oggetto: perche le Virtù , dagliOggetti loro,
fi differentiano . Dunque più honoreuole è la Teo
logía che l’Aftrología ; & l'Aſtrologia che la Me
dicina : perche l'Oggetto della Teología , è Iddio
Eterno : dell'Aſtrología , il Cielo incorrottibile:
della Medicina , vn Corpo frale.
Manco Honoreuoliſono le Virtù che Seruono , di quelle à
cui Seruono . Dunque men nobili ſono le Scienze
I 2 Prat
132 Dell'Arte delle Lettere Miſſiue
Prattiche, lequali ſeruono alle Specolatiue . Et le
Arti Mecaniche , che le Liberali .
Tra le Arti Mecaniche quella è piue Nobile , che prende
i Principų da qualche Scienza. Dunque più nobile è la
Pittura che la Scoltura : perche quella prende i
Principijdalla Perſpettiua ; & queſta imita i Corpi
materiali .
Tra Vitj, quello è men Vergognoso , ch'è più vicino al
Mexxo della Virtù ; perche con la Virtùhamaggior
fimiglianza. Così alla Prudenza è più ſimile l'Aftu
tia, che l'Imprudenza : alla Fortezza, la Temerità
che la Codardía : alla Liberalità, la Prodigalità che
l'Auaritia : & perciò quelli fono Eftremimen Ver
gognoſi.
Più Honorenoli ſono le Virtù , che riſplendono à Beneficio
altrui,di quelle che ſolo giouano à chi lepoſſiede : come vn
Diamante tanto è pregiato quanto riſplende. Dun
que la Liberalità è piùHonoreuole che la Tempea
ranza : perche queſta è Virtù Solinga : ma la Libc
ralità fra'l Popolo eccita applauſi. .

D'altra parte , Più Honoreuoli fono le Virtù , che più


ſi accoſtano alla Natura de Puri Spiriti. Dunque , più
Honoreuole è la Temperanza che la Liberalità :
perche viucr nel Corpo , & aftenerſi da' Corporei
Piaceri; hà più dell'Angelico che dell'Humano .
Pin Honoreuole è la Virtù ,che comprende più altre Virtù :
perche accumula Perfettione à Perfettione, & Ho
nori ad Honori . Dunque più Nobile 'di tutte le
Virtù è la Virtù Heroica ; perche comprendendo
tutte le Virtù in grado eminente , rende l'Huomo
Gimilc à Dio i
a
vole pin Generali circa il-Lodenole & l'Honore
Mlime
Quello è pius Honoreuole, il cui Contrario é più Vergognoſo.
Dunque più Honoreuole è la Pudicitia nelle Donne,
chc
Libro Terzo. 133
che negli Huomini: perche nelle Donne , l'Impus
dicitia è più vergognoſa .
Quello è più Honoreuole , ch' è più Difficile. De' Beni
al Vtili, il più facile (comevdiſti) è il Migliore : ma
degli Honoreuoli., tutto il contrario : perche la
Gloria è vna Pianta che hà dolce il frutto 2, ma le
radici amare. Et perciò ne? Beni Vtili il comin ..
ciare ciò che non ſi può finire , è imprudenza; ma
negli Honorcuoli, il tentar coſe grandi, moſtrando
animo maggior delle forze ; merita Lode .
Quelloè pine Lodeuole, chepoſponeilBenproprio, al Bene
altrui. Già vdiſti che ne' Beni Vtili, prima fi guarda
il proprio Bene , cheil Ben dell'Amico : perche la
Natura inclina alla propria Conſeruatione. Ma - la
Gloria ſegue più toſto la Virtù che la Natura ; & è
maggior Virtù faluar l'Amico , che ſe medeſimo .
Et molto più 2, ſaluar il Padre , à la Patria , come
Decio trà gli Romani , Codro trà gli Atenicſi, Mem .
.

nedémo tra' Tebáni.


Quello è più Honoreuole, che poſpone i Beni Corporei a '
BeniHonoreuoli . Ancorqueſta Maſſima è differente
da quella de' Beni Vtili, per l'iftefla ragione . Et
perciò il poſporla Fama alla Vita, è più Vtile ; ma
il poſpor la Vita alla Fama, è più Honotcuole.
1 Beri delitioſ
fon più Honoreuoli che gli fruttuoſi : per.
che ſentono più del Liberale. Onde Cimone leuò
le Siepi alla ſua Villa', per farne di vn priuato Po
dére , Delitia publica .
Quello è più Hororeuole, il cui Premio è piu tofto Honor,
che Profitto . Onde il Premio de' Vincitori in Olim
pia , cra vna Corona di Oliuaſtro : & nell'Iſtmo ,
2

vna Corona di Appio ; & non Argento ne Oro :


baſtando vn ſol contralegno alla Virtù ; perch'ella
ſola è degno Premio à ſe ſteffa . Et perciò Emilio
è lodato , che dopo la Vittoria contro al Re Pérſeo,
I 3 portò
134 Dell'Arte delle Lettere Miſiue
portò tutto il Teſoro Macedonico nelpublico Era
rio , della ſola Gloria contento .
Quellefono Attioni Honorenoli , che ſi regiſtrano ne
Fafti , ò ſi celebrano dopo morte con publiche Laudationi, è
eterne Inſcrittioni, è Simolacri : perche queſti ſono Ar
gomenti di qualche publico Beneficio . Volendo
la Gratitudine, che ſe muore il Benéfico , ſoprauiua
il Bencficio nelle Memorie .
Mamolto più Honorevole è queſto Premio , fe chi lo mee
ritò è ſtato il Primo à conſeguirlo . Grande Honore fù
dunquead Hippoloco, ilqual fù il Primoàcui gli
Atenieſi recitaffero vna publica Laudatione . Et
grande Honorc ad Harmódio , & Ariftogitone, a '
quali, per hauer reſa alla Patria la Libertà , gli Ate
nieſi drizzarono le prime Statue s lequali auanti
non ſi dedicauano fenon a ' Dei.
Quella è coſa Honoreuole , che non genera. Inuidia , ma
Emutatione . Perche la Inuidia ſi cítende a ' Beni Cor
porei, od agli Eſterni: ma la Virtù non può eſſere
inuidiatada Vitiofi; ma libene imitata da' Virtuoſi:
come Téſeo ſeguì le Impreſe di Hercole , Temi
ſtocle di Milciade , Ceſare di Aleſſandro .
Quella è Cofa pin Honoreuole ,che non ſi può attribuire :
ad altri che alla propria Virtù . Perciò le Vittorie di
Timóteo erano manco lodate , perche fi attribui
>

uano alla Fortuna, che gli gitraua le Città nella


Rete , mentregli dormiua . Et Antonio minuì la
Vittoria di Auguſto alle Mille , perche fù opera di
Agrippa, più che di lui . Quindi è , che Annibale
più li pregiaua delle Vittorie conſeguite con la in
duttria de luoi Stratagémi, che con la forza delle
ſue Squadre : perchela forza era commune all' .
Eſercito ; ma l'Induſtria era tutta fua .
Quelle fon Cofepiu Honorenoli, cheſono più ſtimate tali
nella ſua Patria . Come le Scienze in Atene , in
Tebc
Libro Terzo 135
Tebe le coſe Sacre , in Iſparta le Armi.
Quelle Attionifono Honorenoli, che danno altrui qualche
Nome gloriofo : come Africano, Germanico ; Partico
per le Vittorie . Ouero per qualche particolare Ate
tion ſegnalata : come Ariſtide fù così detto per la
LO incorrotta Giuſtitia : & Scipione per la Pietà verſo
il Padre ; à cui ferui diBaftone della Vecchiezza .
Quello è Honoreuole, che ſi fa di ſpontanea elettione :
perche ciò che ſi fà forzatamente , o per neceſſità ,
naſcendo da principio eſterno , & non interno ;
cioè , dalla Virtù ; benche l'Opra fia Lodeuole ,
non merita Lode .
Quello è piu Honoreuole, cheſifa per Habito : perche
l'Attione, è più ſpontánea; che ſe naſceffe da vn's
impeto repentino .. Et è più Virtuofa : perche la
Virtù non è l'Atto , ma l'Habito
Finalmente , Eſtremo è il merito di Honore , quando
ľ Attione è in fe grandiſſimas e difficiliffiina ; & rariſſima :
& chila feceè ſtato ilprimo , & folo , e di propriomonia
S
mento ; e quando manco fi aſpettana, ò fperaua: & ſopra
l'Età , ò le communi Forze, con grande Animo condotta al.
fine ;: perche vi concorrono tutte le Circoftanze
Honoreuoli .
A per lodare ancora
le Core Inanimate
, ti fer
M di panno ( come liè detto ) lc.Circoſtanze, & i
Luoghi Communi : & principalmente , i Contrary, le
Simiglianze , i Relatiui , & le Cauſe . Moſtrando la
Nobiltà & eccellenza Artefice
dell' o della Cauſa
Efficiente : la Nobiltà della Materia : la Bellezza &
vaghezza della forma, & della Idéa : la Nobiltà &
eccellenza del Fine : & gli luoi nobili & mirabili
2

Eferti .
A queſte ſi aggiungono le Cauſe Metafiſiche ;
cioè , il Nobil Nome, la Etimologia , & il Grado della
fua Effenza ; moftrandoche quella Cofa pia Singolare
Eccele
136 Dell'Arte delle Lettere Miffiue
Eccellente nel ſuo Genere tra Corpi Naturali , ò tra gli
Artefatti : i tra le Vegetabili Piante ; ò tra gli Animanti
generoſi, o tra gli Huomini Inſigni .
.
Anzi ella analogicamente ſi porta ſopra il ſuo
771 Grado : s'ella è Inanime , fi finge ch'ell’habbia
Anima e Vita : fe e yna Pianta ; che habbia Senſo :
fe Animal Senſitivo , che habbia del Ragioneuole , &
dell'Humano : ſc Huomo , che ha vn'Angelo, od yn
Semidéo : " );
T dalle Maffime & Regole predette dell'Hono
ET
reuole , tu puoi ritrar quelle del Biafimenole & Ver
gognoſo, per contrapofito . Siche per lc Lettere Lo
datiue o Biaſimariue non ti potrà giamai mâncar
Soggetto , ne perſuaſiui Entimémi .
4.62916029

CAPITOLO OTTAVO
Del Giusto o dell'Ingiusto .
Jun Soggetto è più frequente nelle Miſliue ,
che il Giudiciale . Perche ficome poche coſe
ſi fanno frà gli Huomini ſecondo il Giuſto & la Ra.
gione; così la maggior parte degli Humani Ragio
namenti, & delle Lettere , fon Querimonie , Do
glienze , Accuſe , c Scuſe .
Il Giufto è tutto ciò che conſuona con la Legge :
& la Legge è vna retta Regola delle coſe che nell
humano Commercio fi dcono ſeguire èÒ fuggire .
Hor quefta Regola è dicinque Differenze : Diuina ,
Naturale , Delle Genti , Scritta, Di Equità ; Di Confue
tudine .
La Legge Diuina, è quella che Iddio ſteſſo Legif
latore rivelò à Mosè ; come i Dicce Precetti del
Deca
Libro Terzo 137
Decálogo : & quella che il Saluatore promulgó
nell'Euangélo ; come Amare il Nemico .
La Naturale , è quella che ancora agli Animali
la Natura detto per inſtinto . Difender la propria
Vita ; procurare Alimenci; amar la Prole ; defiare
il Bene ; ſchifare il Male ; rioffendere i Prouoca.
tori ; reſiſtere alla Forza con la Forza ; amar la
Libertà .
Legge Delle Genti è quella che la Natura Humana
inſegna agli Huomini , non come Animali, ma
come Huomini , circa il Ciuil Commertio , & la
Vita Sociale . Come , Poſſedere ciaſcuno il fuo ,
& farne ciò che gli piace , Fuggir la Venere vaga
con certe Nozze. Víar buona Fede ne' Contratti .
Reftituire il Depoſito . Serbar la Pace , ò muouere
giuſta Guerra . Eller Grato a ' Benefattori . Amar
la Gloria .
La Legge Scritta è quella che i Principi a' Sudditi;
ò i Popoli Liberi à le ſteſ impofero per mezzo di
Saui Legislatori. Come quella del Taltione data ai
Licij da Radamanto , & da Minofle a ? Cretéli :
fondata in quella fola Regola , Quanto male alcun fè
tanto ricena : ſenza perdóno, ſenza differenza di Per
fone , ò di Circoſtanze.
Legge di Equità , ò fia Epicheia ; è quella che
modera il rigor della Legge Scritta , differentiando
le Perſone & le Circoſtanze , à giudicio di yn '.
Huomo Sapiente & Buono . Solendoſi dire, che
l'eſtremo Ius è una eſtrema Ingiuria .
Legge di Conſuetudine, è quella che ſenza Scritto,
• Legislatore , cominciata in vn Popolo ; paſſa in
Vlanza . Come trà gli Spartáni, Odiar le Scienze:
fra' Romani, Denontiar le Guerre :trà gli Egittij ,
2

Imballimar’i Cadáueri; tra' Braſiliéfi, Mangiare i


Vecchi Decrepiti .
Oltre
138 Dell' Artedelle Lettere Miſſiue
Oltre alle Leggi Publiche vi ſono le Leggi Parti
colari trà vn'Huomo ee l'altro ; come le Promeſſe gir
rate , & i Priuati Contratti .
Gli e perciò vero che queſte Leggi fi deono
Eine
interpretare & offeruare fecondola Retra Ra
gione . Peroche per Eſempio ; Circa le Leggi Diuine,
non ſi dec con la Religione confondere la Super
ftitione. Come in Tauride, Sacrificar gli Huomini:
& nel Gentilefimo, l'Adorar ſtrani Numix Et circa
la Legge Naturale : ſe gli Animali ſeguono ſempre
1
l'Inſtinto : l’Huomo ſegue la Ragione, tanto ſol
bramando di Piaceri, quanto conuiene; & quando
conuiene; & come conuiene . Etle Leggi delle Genti
da? Particolari fi deono ſubordinare alla publica
Giuſtitia : non eſſendo lecito ad ognuno di farſi
Giuſtitia di propria mano , quando vi è il Principe,
& il Giudice Regolatore .
Ancora è d'auuertire , che quattro Coſe con
corrono nella Ingiuria . La Prima è l'offeſa , che
toglie ad altri il fuo : perche , ſe toglie la Vita è
Homicidio : fe Ricchezze , è Furto : ſe Honore ,
è Contumelia .
La Seconda è la Malitia , cioè la Voluntà di Of
fendere : perche non è è Ingiuria le ponemos
ria : e chi per caſo , ò per mera ignoranza nuoce;
nuoce sì, ma non fà Ingiuria .
La Terza , che chi riceue l'Offeſa ,,contra unglish
la riceua : perche à chi vuol l’Ingiuria , non ſi fà
ingjuria . & chi vccide chi vuoleſlere ycciſo , fà
danno , ma non fà :ingiuria .
L’Vltima , che chi offende altrui, offenda inſieme
la Legge : perche chi ha il lus di vccidere non è Ho
micida ; come il Giudice , il Littore , & il Soldato
in giuſta Guerra : anzi nocendo , ſatisfà alla Giuftis
tia , & alla Legge , per publico Beneficio ,
.

CAPI
Libro Térzo : 139

CAPITOLO NONO
Maſſime Giudiciali, d fia, Del Giuſto .
D Maſſime appartenenti a queſto fi Genere . le
Mlima
giufta perpronare che un'Astioneſia Giufta,ò In
Quella è Cofa Giufta , laqual fi conforma con le Leggi
Diuine . Effendo Iddio ſupremo Re & Legislatore
>
dell ' Vniuerſo : & Criſto Re & Legislatore della
ſua Chieſa .
Quella è Cofa Giuſta , cheſi conforma con la Legge della
Narura . Perche ficome agliAnimali la Natura è
dotta Legislatrice, & Maeſtra, che non può errare;
così agliHuomini , inquanto Senſitiui , inſegna ciò
che à loro biſogna : purche come Ragioneuoli fi
regolino con la Ragione .
Quella è Cofa Giufta, che ſi conforma con la Legge delle
Genti. Perche la NaturaHumana inſegna à ciaſcun'
Huomo ciò che conuenga alla Vita Sociale : fer
bata la ſubordinatione alla Publica Giuſtitia , co ,
me ſi è detto .
Giuſto è quello, che ſi conforma con la Legge Scritta :
purche la Legge Scritta ſi conformi con la Diuina ,
& Naturale. Quindi è, che hauendo Creonte eſpu
gnator di Tebe, promulgata vna Legge che niun
lepelliffe i Cadaueri degli vccil Tebáni: Antigone,
contro al diuieto ſepellì il Fratello : & accufata ,
francamente riſpofe : E' vero, • Creonte ch'io per
fepellire il Fratello , non hò offeruata la tua Legge ;
ma hò io offeruata la Legge Vniuerſale & Eterna :
perche la Natura inſegna infino alle Api , & alle
Formiche di non laſciare inlepolti gli loro Morti .
Ingiu
140 Dell'Arte delle Lettere Miſſue
Ingiuſta dunque è quell'Attione, che ripugna
alle detre Leggi .O

Militieson
maggior di theratione.Perprovar
un'altra che maIngiuria e
Maggior" ēè l'Ingiuria ,che contraniene alle Leggipiù ins
uiolabili . Perciò è maggior delitro peccare contra
le LeggiDiuine , che contra le Humane : perche' il
genere della Ingiuria è più graue . Perciò Calliſtra
to accusò Melanopo che hauea defraudato di tre
denaruzzi gli Edificatori del Tempio : perche ſebe
ne il furto era piccolo, non era però ſimplice furto ,
ma Sacrilegio , rubando agli Dei . :
Maggior? è l'Ingiuria, che contrauiene alle Leggi di Nas
tura , che alle LeggiScritte : perche quelle fon più vni
uerſali : & il Legislatore è l'iſteſſo Autore della
Natura .
Maggior' è l'Ingiuria douela Malitia è maggiore. Dun
que più graue è vn’Homicidio premeditato , e de.
liberato ; che vn caſuale, & di primo impeto .
Maggior'è l'Ingiuria, che procede da un'Animo Brutale
& fiero. Perche , ficomela Virtù Heroica fà l'Huo
mo ſimile à Dio , così la Ferità , ch'è il Vitio op
poſto , fà l'Huomo ſimile alle rabbiofe Fiere : &
perciò la peruerſità è molto maggiore .
Maggior'e l'Ingiuria, quandochi la fà, èè usato a farla :
perche prouiene da yna Malitia habituale , & pet
cio maggiore .
Maggior' è l'Ingiuria,fatta dal Prouocante, che dal Pro
vocato : perche nel Prouocato ſi preſume neceſſaria
difola ; nel Prouocante deliberata malitia .
Maggior? 6 l'Ingiuria cheſi commette nel luogo doue fa
giudicano , ò ſi caſtigano i Delitti; perche l'Ingiuriante
opera con maggior malitia e diſpregio della Giu
> Hitia . Come colui, che mentre il Carnefice im.
piccauá il Ladro, rubò la cappa al Carnefice. Et i
falli
Libro Terzo : 141
falli Teſtimoni, che pergiurano nel Tribunale alla
preſenza delGiudice . Etquella che fi commette dauanti
alla Imagine del Nume , veditore & vendicaror de' Delitti .
Tal fù il Delitto di Pigmalione, che vcciſe il miſero
Sichéo dauanti l'Altare per inuolare le ſue ricchez
ze Et Clodio voleua vccidere Pompéo Magno
nel Tempio di Caſtore .
Quella è maggior’Ingiuria , che comprende in fe molto
Ingiurie ; perche comprende molte Malitie . Tal fù
la ſceleragine di Egiſto nell’Adulterio con Clitem
neſtra , dal Re Agamennone raccommandata alla
ſua Fede : violando in vn tempo la Honeſtà, l'Ami
citia , il Giuramento , l'Holpitalità , l'Honor del
Figliuolo Orefte ."
Quella èè maggior’Ingiuria j che ha un fine più indegno :
perche i Vicij & le Virtù prendono dal fine la loro
qualità . Dunque maggior delitto è vccidere per
prezzo , che per vendetta : & l'vccidere per adulte
rare', è peggio che per rubare .
Quiui è maggior'Ingiuria, doue il Danno è maggiore :
perche non ſolo dalla Malitia , ma dal Danno le In
giuric ſi miſurano . Che ſe maggior'è l'Offeſa la
qual toglie Beni maggiori: maggiore Offeſa è tor
re la vita che le Ricchezze : & l'aggiugnere al
Danno la Contumelia & il Diſpregio . Onde Achil
le , quando Agaménnone gli rubò la Briſeida ; più
ſi dolea del Dilpregio che del Danno : Me nihili æfti
mauit .
Maggior Danno è il togliere poca coſa ad un Ponero, che
molto ad un Ricco ; perche il Danno è maggiore .
Onde à ragione ſi dolea quel Pouero , che poſſe
dendo vn'Arbore ſola , dal Ricco vicino gli fù ab
bruciata , perche gli Ombreggiaua il Palazzo :
Quell'Arbore era la mia Selua , il mio Podére , il mio Re
gno : tutto il Mondo bammi abbruciato .
Quella
*I 42 Dell'Arte delle Lettere Miſſive
Quella èmaggiore Offefa , che dall'Offesofu giudicata izan
Joffribile : Lucretia ftimò tanto l'ingiuria riceuuta
da Seſto Tarquinio , che da ſe ſi vcciſe , Et Euté
mone , cſſendoſi tagliata la gola per vn’Ingiuria ri
ceuura : Sofocle giudicò douerfi tagliar la gola al
Reo ; dicendo, tanra eſſer l'Offeſa , quanto ľOffeſo
l'hauea ſtimata .
Quella è maggiore ingiuria , l'aqual è irreparabile : per
ch'eſſendo perpetua , il Danno pare infinito .
Quella è maggiore ingiuria , che offende chi non ſi puòdi
4
fendere : perche fe offende con qualche proprio riſ
chio , l'Arrione Ardna è manco Vergognoſa . On
de Quintiliano eſaggera la barbarie di vccidere i
Fanciullini, innocenti & imbelli . Così ancora l'in .
crudelir contra i Morti , come Achille contra il
Cadau ero di Ettore . Et il percuoter Femine ; •
dır male de' Morti , e degli Afenti : tutte ſono At.
tioni Vili , non hauendo punto dell'Arduo '.
‫ג‬

Maggiore ancora è l'Offeſa , quandol'offeſo era Amico ,


• Bezemerito: perch'egliè doppia Ingiuria ; il non
far bene à cui douea farlo ; & il far male à cui do.
uca far bene . Perciò crudele & empio fù giudi .
Cato Caſtoré , Nipote del Re Deiotaro ; perche
apreſſo Ceſare Dittatore accusò l'iſteſſo Auo ſuo,
da cui fù nutrito .
Maggior'è l'ingiuria , l'aqual dagli feffi Accufatori non
ſi può narrare ſenza eſtremo roffore . Quali erano quei
Delitti di Verre nella Cicilia ; de' quali diſſe l’Accu
fatore : Nefarias eius libidines commemorare , pudore de
terreor .
Et quella , laquale, à chi la ode, genera korrore & iſpa
uento ,piu toſto che compaſſione verſo l'Offeſo : perche la
mente dell’vditore inucce dicompiangerlo , fi af
fiffa à penſare all'acerbirà del fatto & al commun
pericolo : & perciò non piange ; ma impallidiſce &
Quella
Inſtupidiſce.
Libro Terzo 143
Quella è maggiore Ingiuria, à cui ninnapena nguale troua
ronoi Legislatori. Perciò le Leggi non impoſero'niu
na pena all'Ingrato , percheniuna ne giudicarono
vguale all'Ingratitudine. Et Solone Legislator de
gli Atenieſi, addimandato perche non haueffe pre
Icritto Supplicio a' Parricidi : riſpole , lo non credo
che alcun 'Huomopoſſa commettere cotanta fceleraiela . .

Si eſaggera finalmente l'Ingiuria (come ſi è detto


dell’Attione Honoreuole ) Se colui è ſtato il colo , o il
>

primo à commerterla : ſe pin volte l'ha commejja : &


s'egli ha dato occaſione dipromulgar nitone Lergi, o Jabilire
nuoui Supplicy . Onde gli Argiui, comedice il Gran
Filoſofo ; atrocemente puniuano coloro , per cui
delitto , ſi affiggeano Leggi nuoue , ò ſi fabricaua
qualche nuoua Prigione , o Supplicio .
per iſcufare od eſtenuar qualche ingiuria .
Gli itelli Čapi che aggravano l'Ingiuria, preſi
per il riucrſo ancor la ſcemano .
Che non è ſtata Ingiuria ; perche non è ſtata Voluntaria;
ma vn' AccidenteCaſuale , fenza Auuertenza , feriza Mali
tia; mero.error delia Fortuna, non di lui..
Se pure la Voluntà in alcun modo vi ha concorſo;
eſſere ſtato un primo Impero della Paſſione, di Amore, d'Ira ,
di Dolore, ò di Vinotenza . Eljere ſtato prouocato: ( hauer
Teguito le Leggi di Natura comefragile, incauto , di età
immatura .
Il Danno eſſer leggiero , & fenza.Contumelia , & in ogri
modo , esſere riparabile. Piangergliene il Cuore ; e offerirſi
à ragioneuole Sodisfattione .
A quefte Malſime fi aggiungono quelle che fi ſon
dettede' Luoghi Communi, & de Luoghi Eſtrin
ſeci al Capitolo Quinto & Seſto delSecondo Libro.

CAPI
144 Dell'Arte delle Lettere Miffiue
CAPITOLO DECIMO
Delle Mallime Perſuaſiue ,
Che la coſa propoſta ſiaGioconda@ Diletteuole :
Alle Maſſime Particolari degli Tre Generi che
per prouar nelle tue Miſſiue , che vna Cola lia Vtile ,
Honorenole , & Giuſta : hora dalle ſegnienti, che ſon
communi à tutti i Generi, tu potrai prouare che la
Coſa fia Gioconda , Conueneuole , Facile , & Neceſſaria ;
come accennammo nel fine del Capitolo Quinto
di queſto Libro .
Comincieremo adunque dalle Gioconde ; circa le
quali, ſeben ſi è già parlato nel Capitolo Duode
cimo del Secondo Libro alla Pagina 90. nelle For
mole clprefliue di Piacere & Godimento: altra
coía è nondimeno , il muouere vn'Affetto per via
d'Impulſo : & altra il perſuader l’Intelletto per via
di Argomenti . Altra coſa è , l'eſprimere che tu
ſenti piacere di vn tale Oggetto : & altra l'inueſti
gar per quante Ragioni yn’Oggetto poffa cffer
Piaceuole.
Hor queſto è il fine della preſente Teórica : do
ucndoti tu rifouuenire della Definitione che colà ti
accennanimo : cioè , che la Giocondità e il Diletro, è
Polimo Termine del Deſiderio : & vna Dolcela che con
dijce & perfetriona tutte le Operationi che l'Huomo apprena
de come conueneuoli al ſuo indiuiduo . Et per conſe
quente, tutti i BeniGiocondi ſono compreſi frà gli
Oggetti della Felicità & del Sommo Bene; ilqual,
ficome ſi è dimoſtrato al Capitolo Terzo di queſto
Libro ; comprende i Beni Corporei, & gli Eſterni , &
quegli dell' Animo .
Formolc
Libro Terzo. 145
M Ali mente prouare che una cosa ſia Gioconda, o
Diletteuole
Primieramente egli è Coſa Gioconda , il nonſentir niuno
Affanno : Perche ficome l'Affanno è coſa contraria
alla Natura : così la Priuation dell ' Affanno , è ſea
condo la Natura : & perciò non può eſſere altro
he che Gioconda . Quinci gli Stoici poneano la Som
liti ma Felicità , non in alcun Piacere preſente ; ma
he
nella fola aſſenza del Dolore , da lor chiamata
1 Indolenza i Ma queſta è vna Giocondità Negatiua :
lai come non ſentir Doglie'; non vdir triſte Nouelle ;
non hauer Liti: il Ripoſo & l'Otio dopo la Fatica .
0 Onde giouiale fù il detto di quel Romano , riferito
da Celare, ilqualc in vn diporto, poftofi à giacere
sù l'herba molle , diffe a 'Compagni : Vellere hoc
effet laborare ,
Egli è pertanto Cofa Gioconda il campar da un mani
feſto Pericolo : perche à chi conſidera il male, la pri
1 uation del male pare yn gran bene: come chi dal
naufragio ,; o da vna fiera zuffa è vſcito illeſo . Et
per l'iſteſſa ragione il mirar da luogo ſicuro vna
Battaglia', come Helena dalla Torre : & il mirar
da Terra ferma l'altrui naufragio ( come canto Lu
cretio ) è cofa dolce .
Giocondeſono le coſe, allequali alcuno è coftumato : per
che ficome il Giocondo , è ſecondo la Natura , cos)
la Conſuetudine è vn'altra Natura . Perciò i Luo .
ghi vſati, & le Conuerſationi, & i Cibi, & le Ope.
rationi habituali eſſendo diuenute quafi Naturali;
ſon dilettcuoli . Egliè veroche per diuerſa ragione
la Varietà è amica della Natura ; come ſi dirà à
ſuo luogo .
Quella è Cofa Gioconda, che poſitivamente ricrea e apa
paga i Senſi Eſteriori. Come all'Occhio yn Luogo
ameno ; all'Vdito la melodia degli Vcelli : all's
K Odo
146 Dell'Arte delle Lettere Miſſiue
Odorato la fragranza de' Fiori: perche gli Oggetti
proportionati ricreano le Potenze ; hauendo la
Natura condite di Piacere tutte le Naturali Opera
tioni , comealtroue fi è detto .
Quella è Cofa Gioconda, che ritorna alla natural Medio
critale Potenze e i Senfi alterati dal ſuo ſtato Naturale.
Così le tiepide Terme aiCorpi interizzitidal fred,
do; & agli arſi' dalla Sere le frefche acque ſono gio
conde.Sichc taluolta le coſe côtrarie ſono Giocode .
Quella è Cofa Gioconda, che appaga la imaginatione :
perche ancor queſta è vn Senſo Interiore , benche
alquanto più debile de' Senſi Eſteriori. Perciò il
Febricitante rammemorando le Fonti , c'Riui,' e'
Laghi; ò ſperando di riuederli, ò vedendoli di
pinti, ò ragionandone ; gode , come ſe effettual
>
1

mente vi foffe immerſo . Siche delle Coſe Piaceuoli


fi prende diletto , ò ſentendole , ò ricordandole , ò fpe
>

randole . Et tanto è maggiore il Diletto quanto la


Imaginatione è più gagliarda , come nel Sonno ;
non eſſendo diſtratta dall'Intelletto , che col diſcor
ſo corregge le vane Operationi,
Quella eCoſa Gioconda, che appaga le Paſſioni Humane:
perche l’Appetito Senfitiuo altro non è che Amore
& Odio '. Et perciò il conſeguir ciò che ſi ama , &
fuggir ciò che ſi odia è diletteuole .
Gioconde fonoà ciaſcuno le coſe proprie : perche natu .
ralmente ciaſcuno amaſeftefio : & perciò il primo
effetto dell'Amor Proprio , è amar le coſe propric :
come la ſua Imagine, i Figliuoli, i Componimenti,
le proprie Opere ; & etiamdio gli propri Difetti.
Perciò Ogni Simile gode del fuo Simile : perche chi
ama ſe ſteffo 7, ama yn'altro le ſteſſo : onde nacque
il Prouerbio ; Il Corno ama il Corno . Et apreſlo Ho
méro , Similem ad Similem adducite Deus .
Quindi è , che Giocondiſſima è l'Amicitia : perch'
eflendo
Libro Terzo 147
eſſendo fondata in Simiglianza di Genio e di Co
Gumi , fi ama l'Amico comc vna Imagine di fc
ſteflo , od vn'altro ſe .
- Di quż naſce il diletto della Conuerfatione con gliAmicis
perche l'yn l'altro partecipano i penſieri, & accom
munano l'Anima. Ne ſolamente parlando co ' pre
ſenti, ma ſcriuendo agli aſſenti, & penſando à loro ;
fi fente giocondità ; perche, come fi è detto , la
Imaginatione è un'altro Senfo.
Per contrario , l'Odiare i Nemici , & ilpenſare al lor
male, naturalmente è Cora Gioconda . Et non ſol la Ven
detta e coſa diletteuole, perche par che l'Huomo
racquiſti quel che glifù tolto : ma l'Ira ſteffa , ben
.che turbi tutto l'Animo; fù chiamata Più dolce del
Miele; per la imaginatione, & per la ſperanza della
Vendetta ,
Quella è Cora Gioconda cheappaga la Voluntà :perch'
ella è vn'Appetito Intellettiuo , aſſai più nobile del
Senfitiuo: & inucce di PaſſioniCorporèe,hà le ſue
Propaffioni Spirituali : onde i Diletti della Voluntà
ſon più nobili , benche manco Senſibili.
Perciò l'eſercitar l'Impéro della Voluntà è Cofa Gio
conda . Onde alcune coſe per ſe ſteſſe ingioconde,
diuengono giocondiflime, quando ſono volute, &
fermamente deliberate . Così Leónida opponen
doſi con trecento ſoli Spartani, à trecentomilaPer
fiani: benche ſicuro di laſciar la Vita ſopra il Col
le, giubilaua di ſoſtenere il Colle , per ſoſtenere il
ſuo Proponimento , fino all'vltimo ſpirito .
Perciò la Libertà è Coſa Giocondifſima : perche , fi
come la Violenza & la Neceſită lega l'Arbitrio :
così l'effere Padron del fuo Arbitrio , è diletteuole .
Ma più diletteuole è il Signorile Impéro ; perche in
7

eſſo , non ſol' eſercita la propria Voglia , ma ſom


>

mette l'altrui Voglia alla lua .


K 12 Ma
148 Dell'Arte delle Lettere Miſſoue
Ma frà tutti li BeniEſternigiocondiſſimiſono gli Honoris
perche ciaſcuno hà buona Opinion di ſe ſteſſo : •
vorrebbe apreſſo gli altri eſſere in opinione di Eco
cellente in Virtù ; ò in Potenza z o in quell' Arte .
ch'egli profeffa .
Perciò gl’Inchini, le Lodi,gli Premia i Donatini, fono
Giocondi : perche ſono inditij, e contraſegni della
eccellente Virtù .
Quinci la Vittoria in Campo , nie' Giochi, ò nelle Caccie,
è Gioconda ; non fol per il Guadagno ; ma perche
moſtra Eccellenza ; • Fortuna .
Et ancora il Donare è Giocondo : perche chi dona
oftenta il ſuo potere , & chi riceue gli fi confeffa
>

inferiore ,
Sebene per altra ragione il Riceuere dono è piis
Giocondo : perche ogniacquiſto è quafi vna Vit
toria .
Ma più che i Beni" eſterni fono Giocondi i Beni dell'.
Animo : perche queſti ſono iveri Beni, & perpetui ;
& nell'Età matura più conueneuoli.
Dunque l'Imparar coſe grandi , & coſe belle , e coſe
curioje & aftrufe ,. è diletteuole : perche appaga & per
fettiona la Facoltà Intellettiua .
Et l'Ammiratione e Cofa Gioconda : perche naſce
dal deſideriodi ſaper la cagione di ciò che al primo
incontro non sà : comele Opre mirabili per la
grandezza , nouità , & artificio .
Er le Facetie, i Ridicoli , & gli Scherkigiocoſi ſono Gio
condi : perche in efli fi eſercita la verfabilità & acu
tezza dell'Ingegno .
Ancora la Varietà ; Cangiamento delle coſe è Giga
condo : perche ficome dalla Conſuetudine naſce alla
fine la Satietà ; così la Nouità inſegna nuoui eipe
rimenti ,
Et la Imitatione é Cofa Gioconda ; come le Pitture ,
le
Libro Terzo. 149
le Poesie , le Danze , le Maſcare , le Comedie , le
Tragedie, nellequali, febene il Soggetto ſia flebile ,
l'Imitatione è piaceuole : perche s'impara con fa
cilità più coſe ad vn tempo .
Finalmente Tutte le Operationi Virtuoſe , a' Virtuoſi
fono Piacenoli : perche chi le opera per Habito , gode
di farle : & chile vede , efſendo Virtuoſo , gode di
vederle .
Vefte ſono le Maſſime della Giocondità : dalle
Q quali , per termini oppofiti, tu puoi col tuo
Ingegno fabricar le contrarie: cioè iMaliCorporei ;
i Mali Eſterni , ò ſia dell'Opinione ; & i Mali dell
Animo, con le ſue ragioni perſuaſiue,

CAPITOLO VNDECIMO
Vſo de quefle Maſſime.
N molte maniere ti verranno in concio queſte
I Maſſimo nelle Miſſiue. La prima è quella che
già ſi è detta, nelle Lettere Suaforie del Genere Delibe
ratiuo : peroche volendo tu Perſuader l'Amico ad
intraprendere alcun'Attione, dapoi di hauer proua
to che quell’Attione gli farà Vtile , & Honorcuole ,
& Giufta , potrai dimoſtrare che ancor farà Dilet
teuole : laqual Perſuaſione è la più efficace apreſſo
à molti:perocheil più degli Huomini inclina più ,
toſto al Diletteuole , che alGiufto , & all'Honeſto :
& molte coſe ſono Vtili, che per non eſſere Dilet
teuoli fi rifiutano .
La Seconda maniera è nelle Lettere Narratiue del
Genere Dimoftrutiuo ; come ſe tu voleſti deſcriuere vn
Luogo Ameno ; od yn'Huom Felice'; od vna Vita
K 3 Gio .
LSO DellArte delle Lettere Miſſive
Gioconda ; , ò la Gloria Celeſte colma di tutti i
Beni .
La Terza è nelle Lettere Accufatiue o Difenfiue del
Genere Giuditiale; peroche , come inſegna il Gran
Filoſofo nel Capitolo Vndecimo del Primo Libro
à Teodette ; più delitti fi commettono per il Di.
letteuole, che per altro impulſo . Et taluolta auuie- .
ne di accuſare vn ' Huom Voluttuoſo . Onde à ra
gione ſi è detto che ilGenere Deliberatiuoapre la
Porta å tutti tre i Generi ; hauendo per fine la
Felicità .
Ma particolarmente parlando del Genere Deliberai
rino ; à tre Sorti di Miſſiue poſſono principalmente
ſeruir queſteMaſſime. La PrimanelleSuaſorie; pro
uando ( come ſi è detto che la coſa da te propoſta
ſia Diletteuole : come ſe tu voleſſi conſigliar'alcu
no à ritirarſi dalla tumultuofa Città , a' ripoſi della
Villa .
Dipoi nelle Diffuafiue : come ſe tu voleſſi diffua
dere yn Giouane dalla Vita Voluttuoſa , alla Vita
Honefta ; moſtrando che queſta ſia la più dilet
teuole .
Finalmente , nelle Lettere Confolatorie , per alcuna
ſciagura auuenuta al tuo Amico : eſaggerando tu
iltuodolore ; & dipoi rappreſentandogli Oggetti
giocondi da conſolarſi.
6029

CAPITOLO DVODECIMO
Della Conuenienza .
te à
ender dialcuiuoparlia
lmen Conuenienza
Val coſa ſia queſta
mo : più faci s'int d ſ Con
Q
trar
io Scon
Libro Terzo. ISI
Sconueneuole adunque ſi chiama quella Cofa,
laquale , in riguardo di vn'altra coſa non hà pro
portione : potendo etiamdio due Coſe Buone, non
/
hauer tra loro buona corriſpondenza ; come la
Spada al Togato , & la Togaal Campione : il mi
litare alle Feminc , & il filar agli Huomini : il gra
cidar del Corbo col canto del Cigno .
Così dunque molte Coſe, & molte Attioni, pof
ſono eſſere Vtili, ò Giufte, od Honoreuoli, ò Gio
7
conde ; che à tale, & tal Perfona ; in tali e tali Cir
coſtanze non ſi conuengono. Tante adunquc ſono
le Conuenienze o le Sconuenienze quante ſono le
Circoſtanze ; lequali ridurremo ad alcuni principali
Capi per maggior chiarezza, & minor mole : fa
bricandoui ſopra le Mallime Perſuaſiuc del Con
ueniente che ti ſeruiranno nelle. Miffiue in più
maniere ,
Peroche nelle Lettere Deliberatiue ; Conſiglian
do , tu puoi dimoſtrar che l'Attione ſarà Vtilc , &
Conueneuolc . Nelle Dimoftratiue , tu puoi Loda
re vn ' Attione , che ſia ſtata per fe fteffa gencrofa ,
& conuencuole à chi la fece . Et nelle Giudiciali ,
tu puoi eſaggerare yn’Ingiuria , perche non ſolo fia
ſtata contraria alla Legge, ma ſconueneuole alla
Degnità dell'Offeſo . Siche queſta Perſuaſionc, com
me fi è detto , è Commune à tutti i Generi.
een gelung

CAPITOLO TERZODECIMO
Mallime Perſuaſiue, che lacoſa propoſtaſia
Conueneuole, à Sconuenevole.
Eben le Maſſime, che ti addurrò , ſaranno del
Gonneneuole ; nondimeno molti Eſempli faranno
K 4 preli
152 Dell'Arte delle Lettere Miſſiue
prefi dallo Sconueneuole ; perche , ſicome vdiſti , vn >

Contrario meglio fi conoſce per l'altro .


Quello è conueneuole , che ben ſi adatta alla Qualità
della Perſona : quello è Sconueneuole che non ſi adatta.
Perche yna fieffa Cofa , od yn ' Attione , come già
detto è, conuerrà ad vno , & non ad vn'altro hi
s .
Quando Socrate fù accuſato di Biaftemma contro
al Sole ; Liſia grande Oratore fuo Auuocato, com
poſe vna facondiſſima Oratione in fua difeſa , per
muouer l'Animo de' Giudici con teneri Affetti :
ma Socrate hauendola letta , diffc ; La Scarpa è
belliſſima, ma non è proportionata alPiede. Vo
lendo dire che per difendere vn Rco Vulgare , ſa
rebbe ſtata propria , ma non per difendere vn Filo
fofo : & perciò amomeglio dimorir che pregare .
Quello è Conneneuole, che conviene alla Età, & al Seſſo .
Pandáreto , vedendo vn Nobil Giouane con la
Chioma profumata e crefpa à ricciolini: riccama
to il Manto , & carico di fettuccie : diffe . Per Gio
ue , nulla è più deforme, che vna Femina veſtita
da Huomo ; & vn'Huomo veſtito da Femina .
Quello è Conueneuole cheſi accommoda al Luogo doue al
cuno ſi troua . Iſocrate eloquentiſſimo fra' Greci , fù
inuitato à cena dal Tiranno Nicocreonte ; doue
molti Giouani Commenſali rallegrati da Cerere &
Bacco ; con giocoſi e rideuoli motteggiamenti
rallegrando il Tiranno ; folo Iſocrate litaceua .
Ma pregato da Nicocrconte di dire anch'effo al
cuna cola: riſpoſe ; Que' Diſcorſi ch 'io ho imparati non
conuengono àa queſto luogo : quegli che conuengono à queſto
.

Luogo ;, io non gli hò imparati .


2 è Conueneuole, ò Sconueneuole, che fi accommoda ,
à non ſiaccommoda al Tempo. Nel Meſe di Decembre,
duranti le Ferie , ò più toſto Furie Saturnali ; era
vſo in Roma, che nelle Caſe i Serui comandaffero ,
& i
Libro Terzo 2 153
& i Padroni feruiſfero : ne ſolamente i padroni Po
pulari , ma i Senatori e' Conſoli; depoſta la Toga
ei Faſci , eſercitauano que' Miniſtéri, che fuori di
quel tempo ſarebbero ſtatiDelirij. Onde correa
quel Prouerbio , ImpaXXire co'Paarelli. Perche chi
haueſſe voluto in queltempo ferbar la grauità ,ſa
rebbe ſtato ridicolo : eſſendo allora il Decóro , far
contra il Decoro .
Sconueneuoli ſon quelle Attioni , che noncorriſpondono
alle generoſe Attioni degli Antenati . Chi fù piú Forte
.

di Scipione Africano : & chi più Codardo di Lucio


fuo Figliuolo che hauendo dalla Luce hauuto il
Nome, fù l'Ombra della Famiglia e della Pretura .
Talche da' propri Parenti fù egli tratto giù dalla
Seggia Curule ; & trattogli dal dito l'Anello in cui
era ſcolpita l'Imagine del Padre , affinche non la
profanaſſe co' ſuoi degenerantiCoſtumi: auueran
do il Prouerbio , Fily Heroum Noxa .
Conueneuole , ò Sconueneuole ; è ciò che corriſponde ò non
>

corriſponde alle paſſate Attioni della ſteſſa Perſona : per


che lide' ſempre ſerbare vn'iſteſſo tenor di Vita :
anziinnoltrarli ſempre å perfectioni maggiori ſu
perando fe medeſimo . Per contrario , Menedémo
fi ridea di molti Greci , che veniuano in Atene per
farſi Dotti nell'Academia :: dicendo . Coſtoro à prina
cipiofono Filoſofi, dipoi Retorici, al fine diuengono Idióti.
Sconueneuole è , perder la Gloria , che alcuno ba perad
dietro acquiſtata • Dapoi che Marco Antonio col
Trionuirato fi fece Padron di Roma , offerì à Cice
rone l'impunità & la Vita , purche abruciaſſe publi
camenteil Libro delle Filippiche , lequali contra
lui hauca ſcritte , & recitate , Ma Céltio Oratore
configliò Cicerone à perdere più roſto la Vita, che
accettar l'indegna conditione,dicendo . Dunque po
tra la tua mano cancellar con infamia ; ciò ch'ella fcrifje con
tanta
154 Dell' Arte delle Lettere Miſſiue
tanta Fama ? ucciderai tu ſteſſo il tuo Ingegno immortale ,
per conferuar pochi giorni ciò che hai di mortale ?
Conueneuole è quella Attione laqual è propria e condea
cente alla ſua Patria : perche ogni Natione, ogni Pa
tria , hà qualche gloria particolare fondata nel Ge
nio , ò nel Coſtume de' Maggiori ., Tra' Romani
era vgual vergogna il nutrir la Chioma, come tra'
Galli ilCapo raſo . In Tebe ſi profeſſaua Pietà , in
Atene Sapienza, in Iſparta Fortezzamilitare , co
me ſi è detto trà le Maſſime Honoreuoli. Perciò ,
dapoi che gli Atenieſi atterriti dal numero innu.
merabile de' Perſiani , hebbero voltate al Nemico
le ſpalle : tenutol Conſiglio trà gli trecento Spar
táni fe doueſſero anch'eſſi fuggire , non potendo
vincere; ſi vdìquella generoſa voce del Capitano ;
Ogrande opprobrio del Nome Spartano ! Se agli Ateniefi
non è vergogna il fuggire ; agli Spartáni è vergogna il ſól
penſare alla fuga .Egli è il Voto della noſtra Patria il mo.
rire con le Arme in mano. Il combattere è neceſſario : il
+

viuere non è neceſſario .


6969

CAPITOLO QVARTODECIMO
Del Poſſibile o Facile ; ea lor Contrari.
Ncor queſta Perſuaſione ferue alle Miſſiue di
A Delibera
tiuo; niuno conſulta ſenon delle Cofe poflibili.
Circa il Dimoſtrativo ; maggior'è la Lode, quanto
più difficile è ftata la Impreſa. Et circa il Giudiciale;
prouar non ſi può che l'Ingiuria ſia ſtata fatta, fe
non ſi proua , che colui l'ha voluto fare, & hà po
tuto . Et taluolta fi accuſa la Tcmerità di chi hà
tenta ,
Libro Torzo . 155
tentato coſe impoſſibili , per vna cicca ò brutale
ambitionci
i Prima dunque di venire alle Maſſime; egliè ne
ceſſario di ſpiegare iTermini per intelligenza della
1 Materia , ſenza confonderla .
Affolutamente Impoſſibile ſi chiama quella cola, la
qual'è in ſe ftefla tanto ripugnante nc'termini, che
neanche dalla Onnipotenza Diuina ſi può fare : co
me che Due & Due non faccian Quattro . Che
yna Coſa nel medeſimo Tempo , fia & non ſia .
Che il fatto non ſia fatto . Ma di queſta Impoilibi
lità non ſi appartiene a' Retórici , ma a 'Metafifici
di parlare
Altra è Impoſſibilità riſpetriua à tutte le forze Hu
mane: come l'inuolger Monti ſopra' Monti , &
7
fabricare yna Torre che giunga al Cielo .
Altra Coſa è impoſſibile à tutte le forze Humane ,
ma poſſibile con Aiuti Soprahumani, implorando
çonpictofi Voti l'Onnipotenza Diuina; oconma
gici Incanti la Poffanza Diabolica : come ſi die
vanto colei che diffe, Fle&tere ſi nequeo Superosy Achen
ronta mouebo. Ma perche queſto coſta la Morte dell'
Anima ſi mette tra le Coſe Impoflibili.
Altra è Coſa Iinpoffibile in riguardo non di tutti
gli Huomini, ma di alcuni ; per difetto di forze
proprie, o di aiuti eſterni . Che ſe il Difetto è inſu
perabile per qualunque induſtria : o vi è pericolo
della Vita , o dell'Honore, o della Salute dell'Ani
ma ; l'Opra ſi dice Impoffibile · Sebene il Pericolo
della Vita fi pofpone alla Neceſſità & all'Honcho ;
come vdifti .
Ma ſe la Difficoltà è Superabile , con la Fatica,&
col Tempoi, benche con diſpendio ; la Cofa farà,
Difficile , ma non Impoſſibile . 1

Facile adunque è fol quella Cofa , laqual senza, niuna


Difficolta
156 Dell'Arte delle Lettere Miſſiue
Difficoltàſi può fare :: ò ſe bo qualche Difficoltà , quella fi
può conpoca Opera in piccol tempoſuperare .
Or non è dubio che l'Humana Voluntà fù
Н 1facilmente
ſempre auidiſſima di molte coſe , lequali ella
deſiderar ſperare poiche
più può , che :
hauendo il Deſiderio più lunghe Ali che la Speran
za ; doue non può giugnere la Speranza, può giu
gnere il Defiderio . Così taluno deſiderò di Volare
come gli Augelli: altri di cangiar'i Monti di Salli
in Monti d'Oro : & i Philli Popoli dell'Africa, con
tinuamente infeſtati dal Vento Líbico , fi conſiglia
rono di far' Eſercito , & yſcir con l'Armi à com
battere contra lui, ma il Vento ,2 leuando in alto
>

monti di Sabbia , & riuolgendoli ſopra coloro ;


con yn ſoffio li fepellì tutti viui, reſtando egli Pa
dron del Campo .
Altri adunque limitando più o manco gli lor
Penſieri, deſiderarono cofe Difficiliſſime, ma non
Impoſſibili : & percio , alcuni con aſſidua induſtria
e ſudore ſpianando le Difficoltà , conſeguirono il
loro intento , & altri no .
Critia Tiranno di Atene, deſideraua treCoſe con
vn ſol Voto ; Le Ricchezze degli Scópadi, il coraggio di
Cimone, & le Vittorie di Ageſiláo: ma gli mancaua il
Senno , ilqual più toſto douça deſiderare . Tre al
tre Cofe defideraua Metello : cioè , di eſſere il più
forre Campione , il piu eloquense Oratore , e il più Dorto
2 7

del ſuo Tempo : & in effetto , ciò che deſiò tutto ot


tenne, con inceffante diligenza, e ſudore .
Quattro Sorti diMaſſime ſon dunqué neceffarie
in queſta Perſuaſione : due per le Lettere Suajorie,&
due per le Diſſuaſorie. La Prima per dimoſtrare che
la Coſa propoſta 'ſia Faciliſſima . L'altra per dimo
ftrare che quantunque la Coſa ſia Difficile , non è
.

percio Impoſſibile , fiche le Difficoltà non ſi poſſano


ſupera
Libro Terzo . 157
ſuperare . La Terza , che la Coſa ſia tanto Difficile ,
& pericoloſa , che il frutto non vaglia il riſchio .
L'vltima ch'ella fia totalmente Impoſſibile .

CAPITOLO QVINTODECIMO
Maſſime Perſuaſiue circa il Facile è Difficile :
Affime perprovare che la coſa propoſta fia facilifi
M ma
Quello èfaciliſſimo, il cui Principio eſſendo dentro di noä
medefimi, non richiede gran tempo ne gran fatica . Perche
quando non fanno biſogno Aiuti eſterni; chi è
padron di ſe ſteſſo , è padron delle ſue Operationis
come del caminare & del federe , chi non è im
pedito .
Quello adunque èèfaciliſſimo,chefol dipende dalla noſtra
Voluntà : perche niente è più noftro che la Voluntà
noftra : & queſta è il Principio di tutte le noſtre
Attioni: dunque , ciò chedaqueſta fola dipende ,
è faciliſſimo, & così ſubito fatto , come voluto .
Tali erano i Senatuſconſulti de' Romani, ſe ſi do
uea porre vnaStatua à Pompeo ; od vna Inſcrittio
ne à quegli della Legion Martia : poiche tali Opere
dipendeano da vn folo Placét , hauendo pronta la
eſecutione. Et tali ſono i Decreti di chi può dire ,
Siç volo, fic iubeo; fit pro ratione Voluntas .
2

Allora la coſa é faciliſſima, quando al Volere và con


giunto il Potere . Perche la Voluntà ſenza la Poffanza,
non è Voluntà , ma Velleità . Ma perche la Por
0

fanza alcuna volta dipende da Mezzi Eſterni: ſol


quella è Coſa faciliſſima, i cui Mezzi totalmente
dipendono da chi commanda . Perche allora la
Volun
158 Dell' Arte delle Lettere Miſſiue
Voluntà ſi chiama Efficace , quando può conſeguir
ciò che vuole : come quella del Padron ſopra gli
Schiaui ; laqual non è Politica, ma Diſpotica.
Allora la coſa è faciliſſima, quando al Volere , & al
Potere , fi aggiugne il Sapere : come la Prudenza nelle
Cofc Agibili, la Dottrina nelle Coſe Letterarie ,
l'Arte nelle Coſe Manufatte . Quindi è , che negli
antichi Tempi era coſa tanto facile l'alzar Pirami
di , & iſcolpir Pórfidi"; peroche coloro hauean
>

l'Arte , che dopoi ſi è ſmarrita ,


Malbim e do te mepirare,che la Cosa fiaPoſſibile ; ben
che Difficile
Sauiamente diſſe Lucretio , Niuna Cofa efferetanto
Facile , che nel principio non fia Difficile : 6 niuna tanto
Difficile; che con la Fatica , e con l'Induſtria non diuenga
Facile. Quando Cerere, primiera Inſegnatrice dell
Agricoltura , diede il Frumento à Triprólemo; gli
diffe . Queſto è un Frutto Diuino : ma ſe tu nolfemini,
non lo coltiui, non mangierai. Tai ſono per lo più tutti’
Beni che vengono propoſti dalla Retorica Perſua
fione , Verremo adunque primieramente alle Maf
fime , con lequali generalmente fi.proua , che la
Cola ſia poſſibile benche ſia Difficile . Indi à quelle
che perſuadono , come la Cofa Difficile diuenga
Facile .
Quella e Coſa Poſſibile , il cui Contrario è Poſſibile. Ciò
che può naſcere può morire: ciò che può eſſere -
fabricato , può eſſere diſtrutto . Perche , hauendo
Ja Natura oppofto ad ogni Cofa il ſuo Contrario :
ſe ha fatto l'vno Poflibile ; hà Pofſibile fatto ancor
l'altro . Et ſopra queſta Maſſima fondò il ſuo Con
cetto quelPrincipe , che minacciando agli Ollan- *
deſi da lui beneficati , dipinſe il Sole che innalza i
Vapori, col Motto Francete ſignificante : Se vibò
potuto innalzare , vi potrò rabbaſſare : Ilqual Motto
alluſe ,
Libro Terzo 159
alluſe, cred'io , à quel Verſo citato da Tullio nella
>

Topica . Seruare potui; perdere an poffin rogas?


Se un Simile è poſſibile,ancora è poſſibile l'altro Simile :
perche delle Cofe fimili,fimile è la Ragione. Quc
ſto fù l’Argomento che perſuaſe à Giulio Celare
l'Impreſa di tagliar l'Iſtmo di Corinto per con
giugnere due Mari; diſcorrendo così . Serſe potè dif
giungere il Monte Ato dal Cherſoneſo : Dunque anch'io po
trò diuider Corinto dal Peloponeſo. Et l'hauria fario ;
má i Ferri che doueano diuider l'Iſtmo dal Pelo.
poneſo ; prima diuiſer Ceſare dal Mondo . i

Se ſi èpotutofare il più Difficile , ancor ſi potrà fare il


meno , Sc ſi può farc vn'Anfiteatro , molto più facil
mente fi potrà fare vn Teatro , ch'è la metà . Mijn
lóne potè portar yn Toro ſopra le Spalle ne' Gio
chi Olimpici . Dunque più facilmente potca por
tare yn Vitello . Et quefto fù l’Argumento di Enea
per dar coraggio a' Naufraganti ; o pafli grádiora ;
dabit Deus bis quoque finem .
Ciòche ſi può cominciare, ſi può ancorafinire: perche
il Principio è ſempre più difficile ', che l'accreſci
mento : onde fù detto, Chi ben comincia bù la metà
dell Opra . Se ſi è potuto gettar le fondamenta di
yna Citrà nel Mare Adriatico : molto più facil
mente fi poteano alzar, Palági . Con queſto Argo
mento Tullio fece animo a ' Romani di commet
(
tere à Pompéo la Guerra contra Mitridáte . Lucullo
& Murena han fatto vedere , che quel Mitridáte ſtimato
inuincibile , potea effer vinto : Dunque da Pompéo può eſſere
interamente debellato .
Se il Genere è poſſibile , ancor la Specie farà poſſibile, .

Se fi può fabricar Machine di Legno per varcare il


Mare: Dunque ſi poſſono far Naui Tônde , & Naui
Lunghe ; à Vela ,& à Remi. Se vn’Intelletto è
capace di Scienza : dunque potrà diuenire vn gran
Iuriſperito, ò yn gran Filóſofo. Quello
160 Dell' Arte delle Lettere Miſſiue
Quello è posſibile , che è conſigliato da Perſone Prudenti.
2

Perche ficome l'Horologio à Ruote , prima di fona


re , molte Ruote tra ſe riuolge; così il Prudente
prima di conſigliare molte conſiderationi ſeco fà :
& ficome antiuede & efamina tutte le Difficoltà
delle Coſe Agibili; cosi niuna coſa propone è
conſiglia , la cui riuſcita non ſia ſicura . Perciò Da
rio con grande animo ſeguiua i Conſigli di Zópiro ,
& Scipione di Polibio , perche mai trouauano fal
laci gli loro Detti .
Quel cbe han potuto i più debili , lo potranno i più forti .
Con queſto Argomento Tarconte facea vergogna
agli ſuoi con l'Eſempio di Camilla . Vna Femina può
bartere e sbaragliar le noſtre Squadre i voi veſtiti di
Ferro , con coteſte Spade Virili , giacete imbelli? Queſto
Argomento ancora, moſſe Ariftotele à fcriuer dell
Arte Retorica : Egli è Vergogna , che Ifocrate parli , &
Ariftotele taccia..
Quella Goſa è poſſibile, doue la Natura hainclinato l'Hue
man Desio.Perche, ſebene molti Deſidéri degli Huo
mini ſon capriccioſi, e vani, & impoſſibili, come
fi è detto : nondimeno ai Deſidéri Naturali corrif
pondono Oggetti Poſſibili , come ſi vede ne' natu
rali Inſtinti degli Animali,che non inclinano fenon
à Coſe Poſſibili, & proportionate alle lor forze .
Queſto fùilprincipale Argomento con cui, mentre
altri ſconſigliauano Aleſſandro dal nauigar l'Ocea
no per ſoggiogar nuoui Popoli : quaſi dilà dall’
Occano non foſſe altra Terra , eſſendo quello il
Termine della Natura , Altri più ſaggi gli facean
> cuore , dicendo ; che ficome alle Grù & alle Ron
dinelle la Natura diede l'Inſtinto di cercar Terra
da loro maipiù veduta, oltre Mare : così agli Huo
mini non haurebbe dato il Defiderio di cercar nuo
ui Popoli oltre l'Oceano; fe non vi foffero: volendo
ia..
Libro Terzo . 160
la Madre Vniuerſale, che ſi mantenga il Commer
tio & la Società , frà tutti i Popoli dell’Vniuerſo .
Quella Coſa èpoſſibile, che da Dio èinfpirata : perchc
la Prima Cauſa è più poſſente delle Seconde ; &
perciò , efficacemente operando ,à cui dona ilVo
İcre, dona il Potere . Quinci nelle Sacre Carte fi
vede che niuna Battaglia commandata da Dio al
fuo Popolo , fù ſenza Vittoria ; & percontrario , di
quelle ch'elli moueano per clettione, niuna riuſci
ua felice .

Madlie
diuenirper dimoftrare,come vna Cosa Difficile poſſa
Facile
Il Difficile diverrà Facileconla ferma Riſolutione. Mol
te Coſe ſono difficili , perche non ſono efficace
>

mente Volute : ma vna Voluntà efficace , acuiſce


l'Ingegno ; l'Ingegno eccita la Speranza ; queſta
genera Confidenza ; la Confidenza affoda il Valo
.

re; & il Valore fà marauiglie ; & perciò anco a "


Temerari molte coſe ftimate Impoſſibili felice
mente rieſcono : onde nacque ilvulgar detto, Nihil
Difficile Volenti .
Molte.Coſe Difficilidiuengono Facili con l'affidua Indu .
Bria : perochequeſta in tutte le Profeſſioni eſpu
gnò le difficoltà , & fece miracoli '. Demoſtene
>

s'inuaghì dell'Arte Retorica per eſſere vn grande


Oratore : ma benche à ciò l'İngegno folic Toper
chio; era contraria al ſuo voto la Diſpoſition Cor .
porale; con vna enormiſſima ſtrettezza di petto ;
con la Voce Aſpra & ingråta 3. & con ridicolo in
toppo della Lingua nel pronuntiar' la Lettera R.
Siche non potea nominar l'Arte propria ſenza far
ridere chi I'vdiua . Ricorſe egli dunque à queſto
vnico preſidio : perche andando ogni giorno à de
clamare ſopra vna Spiaggia ſolinga ; con l'aſſiduo
>

e gagliardo vſo forzó la lingua à pronuntiar quella


L Lettera
162 Dell Arte delleLettere Miffiue
Lettera Canina meglio delle altre . Et vociferando
altamente con alcune petruzzenella bocca poco à
poco riſchiarò l'aſperità della Voce . Et finalmente
afſucfacendofi à recitar molti Verſi in yn fiato , fa
iendo l'erta del monte ; allargò inguiſa le anguſtie
del petto , che non pareua Orar matonare, laſcian
do in prouerbio 1 Fianchi di Demoftene.
Facile diuiene il Difficile con la moltiplication degli ainti:
perche , ſicome gli Architetti moltiplicando le Gi
relle & le Ruote, minuiſcono talmente il peſo , che
Yn grandiſſimo Saſſo ſi puo alzar di terra da vn Fan
ciullino con vn ſottiliſſimo filo : così quel che da
pochi non ſi può, da molti leggiermente fi fà. L'iſ
teſſo ſi dice della moltiplication del Denaro nelle
Opere diſpendioſe .
Facile diviene il Difficile, fe colui che opera è Intelligente
Valorojo . Perche , come dal Capo fccndono gli
Spiriti che muouono le membra : così il Valor' &
l'Intelligenza del Direttor dell'Opra, influiſce negli
Operieri . Con queſto Argomento Teucro animo

gli ſuoi Troiani al conquiſto del Regno di Cipri;


Nil defperandum Teucro Duçe, Aufpice Teucro .
2

Facile diuiene il Difficile con la Imitatione : perche la


Cauſa Eſemplare appartiene alla Cauſa Efficiente :
& è più facile l'Imitare , che l'Inuentare Così
molte Arti Difficili & pericoloſe , per l'Imitation ,
delle Opre della Natura ſono ſtate facili á ritrouare.
3. Pual coſa più difficile , che il correre aſciutto per le
ondofePianure ,flagellando il Mare , & gareggian
do co ' Venti ? Pur queft'Arte fù inſegnata dal Ci
gno ; che fatto di fe Naue & Nocchicro, formando
la Prora col Roftro , lá Poppa con la Coda , la Ca
rina col Ventre, le Vele con l'Ali, i Remi co' Piedi:
cantando il licto Celcuſma con la ſonora voce,
per l'onde del Caiſtro , ò del Meandro , felicemente
veleggia . L'iſteſſo
2

Libro Terzo 163


L'iſteſſo dico della Imitation delle Opere Arte.
fatte , de’ Palági , de' Teatri , de' Templi : da rozzi
Inuentori rozzamente sbozzati ; da più diligenti
Imitatori più ſodamente formati; & all'vltimo da
più ingenioſi Ingegneri più vagamente perfetti: fi
che l'Imitatione ha tolta la gloria all’Inuentione.
Facile diuiene il Difficile , quando da pietoſi Voti implo
rato ſi aggiugne alla humana Induſtria il Diuin Fauore.
Peroche à Chi dimanda coſe Honeſte , & fa quanto

ſuodalſuo
Ilpuò lato. ,Onde
concorſo laPrima Cauſa
ancora nonfuol
tra' Gentili negare
correa
quell’Adagio Dyj facientes adiuuant. Che ſe forli tu
non impétri, più ti ſarà gioueuole non hauere im
petrato il tuo desio : perche le impróuide Menti
jouente desiano ciò che più nuoce .
Quì aggiugnere Gi potrebbero gli Aiuti che ſo
uente ręcano ancora gli Spiriti Infernali inuocati ,
per render facili le Coſe che alle Humane forze
Tono Difficiliſſime, anzi Impoſſibili. Ma
queſti
già ſi ſon numerati trà le Coſe Impoſſibili . Perche
oltre alla Empietà , quegli ſteſſi Aiuti ſono perni
tiofi à chi gl' Implora . Facciannc fede gli due più
potenti Monarchi dell'Antichità , Serſe , & Aleſſan
dro . Hauea Serſe apreffo di ſe Hóſtane Mago :
vn'altro Hóftanc Mago conducea ſempre feco Aleſ.
ſandro , L’vno e l'altro Mago con le Teſaliche
Arti indouinaua grandi Arcáni, & facean fare con
Armi Infernali portentoſe Stragi de' Nemici . Ma
l' vno e l'Altro Monarca diedero Eſempio della
Sceleratezza , & della Pena, Perche l’yno , da vna
piccola Squadra ſi vide cancellato vno innumera
bile Eſercito : l'altro con le Magiche Diuinationi
potè preuedere , manon fuggire ilmortifero Stra
le , che forſe dagli ſteſli Tartarei Auſiliari gli fù
ſcoccato
L 2 Da
164. Dell'Arte delle Lettere Miſſiue
per
ſteffo ritrar le Maſſime del Difficiliſſimo & dell'
Impoſſibile , ſenza perdere il Tempo chereſta à chiu
dere queſto Libro . .

6129

CAPITOLO SESTODECIMO
Delle Maſſime Perſuaſiue
Circa la Neceſſità.
è l' Vltima & perentoria Perſuaſione .
OYVeſta
Perche quando viuamente ſi dimoſtra che
la Coſa propoſta ſia Neceffaria , ogni Conſultatio
ne è finita .
Ma per iſpiegare i Termini ſenza confonderli :
ficomc dalle Caufe Uniuerſali tali Effetti ſuccedono ,
che per niuna Prouidenza humana ſi poſſono im
pedire ; come i Diluuij, i Terremoti , le publiche
Siccità : così dalle Cauſe Particolari & Agibili , tal
Caſo auuiene , che l’Huomo è aſtretto a fare alcu
na Cofa: come à difenderſi quando è aſſalito : 0
cercar beueraggio quando arde di Sete' .
Hora noi non parleremo di quella Vniuerſal Necef
fità laqualei Filoſofi chiamarono Fato : & i Poeti la
finſero vna Dea Legislatrice , alle cui dure Leggi ne
gli Huomini , ne gli Dij ſteſſi poſſono ripugnare :
come cantó yn Pocta Stoico
Omnia certo tramite vadunt ,
Primufque Dies dedit extremum .
Non illa Deo vertiffe licet .
Ma altri più diſcretamente poetando , finſero che '
il Fato foffc yna Catena che ſcendea di Cielo in
Terra , il cui primo Anello era poſto nelle mani di
Gioúe ; per ſignificare , che il Fato non commanda
à Dio ;
Libro Terzo 165
à Dio , ma Iddio commanda al Fato : ilquale altro
non eſſendo , che vn’Ordine di Cauſe frà loro in
'catenate , altre Neceſſarie & altre Libere, da Iddio
preucdute : comprende non ſolo le Cauſe Vniuer
Tali , ma ancora le Particolari , delle quali hora
parliamo .
Ma in queſte ancora conuien diſtinguere i Ter
mini . Peroche altra è la Neceffità del Fine , & altra
è la Neceſſità del Melo . Come ſe tu mi diceſſi : lo
ſon neceſſitato di andarealla Santa Caſa di Loreto per ren
dere un mio Voto . Queſta è neceſſità del Fine : per
.

che,il tuo Fine è di andare à ſciorre il Voto alla


)
Santa Caſa, doue Pietà ti obliga. Ma interrogato
.

dopoi , Vuoi tu andarui per Mare, ò per Terra? Se tu


riſpondeſli 5 Perch'io patiſco eſtremamente il Mare, ſon
>

forzato di andarui per Terra . Queſta è la Neceſſità del


Mezzo : perche volendo andare , conuienti necel
fariamente andar per Terra .
In oltre, altra è la Neceſſità Commune , & altra è la
Neceſſità Eſtrema. Neceſſità Communc e , quando
alcuna cola ti è neceſſaria per qualche Fine Volut
tuoſo , ò pocoʻrileuante , o yano : comc Denaro
per luſſureggiare : ò ricche Veſti per pompeggiare
co ' tuoi Riuáli : ò guaſtare il Campo altrui , per
gire alla Caccia . Ma la Eltrema, e Stretta , & Vr
2

gente Neceſſità è , quando ſi tratta di difender la


Vita ; la Riputatione ; la Pudicitia ; la Religione ;
la Patria : ò di yna ecceffiua Pouertà , che forza i
)

Miſeri à procacciarſi gli lor biſogni.


Ancora circa iMezzi vi è vna Neceſſità maggior
dell'altra : perche quantunque il Fine ſia grande.
mente Neceſſario ; ſi deono contuttocio prender'i
Mezzi foaui , prima che i violenti: le preghiere ,
prima delle minaccie : & i fomenti, prima di ve
nire al taglio .
L 3 CAPI
166 . Dal Arte delle Lettere Miffiue
CAPITOLO DECIMOSETTIMO
Maffime Perfuafiue,
Che la coſa propofta fia Neceffaria .
Vella è Neceſſità Eſtrema, laqual toglie ogni Libertinet
poleonviolenta l'Arbitrio Humano. Queſta ſi chiamaNe.
ceflità Diomedea : perche Dioméde hauendo vinto
Vliffe , il legò ad vna catena forzandolo à ftare &
andare dou 'cglinonvoleua
Quella è Neceſſità Eſtrema,quando ſi tratta di Difender
la propria Vita : perche niente dalla Natura è più
raccommandato à noi, che noi ſteſſi. Onde le Do.
dici Tauole dichiararono , che ogni via foſſe lecita
per difender la propria Salute.
Eſtrema Neceſſità è fimilmente il Difendere le coſefue 3
come i Figliuoli, gli Amici , la Patria , i Parenti.
Et i Beni Eſterni, come i Podéri, il Teſoro , & la
Fama . Et finalmente i Beni dell'Anima į cioè la
O

Virtù , & le Scienze; onde Sofronia non potendo


in altra guiſa difendere la ſua Honeftà dalla violen
za di Decios,con la Spada del Padre per ſe ſi vcciſe.
Et per difeſa delle ſue Dottrine , contro a ' Critici
Scriuáni ; molti vennero all' armi; & ancora Huo .
mini Santi, con Ingiuriofc Apologie acuirono Pen
ne contra Penne ; cffendo le ferite degl'Ingegni più
che mortifere :
Quella è Neceſſità Eſtrema , cheforza gli Huomini àfar
coſe Indegne : perchele Leggi della Neceſſità rom
pono ogn'altrå Legge. Così Celare ſtringendo
Munda con affedio per neceſſità di Legnami, fecc
lc Trincee di Cadaueri . Et nella Guerra Sillana,
mancando iDenari, il Senato Romano, fece dell'
Oro
Libro Terzo ?. 167
Oro &dell'Argento de' Templi battermoncta ; &
iſpogliò i Dei per pagare i Soldati. Et nella Guerra
Gierotolimitana , la Fame forzò le Madri à cercare
alimenti peggiori della Fame ; mangiando i propri
Figliuoli
Quella è Neceſſità Eſtrema , che riduce l’Huomo alla
Diſperatione . Come in yn Biſogno grande & cffen
tiale : Se mancano le Forze proprie , & gli Aiuti
Eſterni. Se gli Amici poffono compatirlo ,manon
aiutarlo. Se par che contra lui la Fortuna, & il Fato
lian congiurati. Se quaſi per lui manca nelMondo
ogni Prouidenza . Vedi le Formole della Difpera .
tione nel Libro antecedente Cap. 12. pag. 97 .
Vna Neceſſità ; tanto è maggior dell' altra , quanto
Beni ſono maggiori, ò pin Cari , òpin Defiderati : perche
il Deſiderio accreſce o minuiſce il valor delle coſe .
Qual Bene e maggior della Vita , loftantial Fonda
mento di tutti i Beni ? & pure alcuni la ftimano
manco che l'Honore : come Aiacej che non ha
ucndo ottenute le Armi di Achille in concorrenza
di Vliffe ; fi veciſe . Altri la poſpoſero alle Voluttà
Amoroſc ; comc Saffo , laqual non potendo otte
nere il reciproco Amor di Faónc belliſſimo Gioui
> fi precipitò . Altri più ſtimarono la Libertà
come i Numantini , che ſtrettamente aſſediati da
Scipione; piùtoſtoche diuenir Sudditi de' Romani;
fe fteſli , i Figliuoli, e i Teſori ſacrificarono nelle
Fiamme .
Nell'iſteſſo modo , Quei Mexxi fono pin Neceſſari ,
che ſervonoaiFinipin Neceſſari:peroche i Mezzi pren
dono la Qualità dal ſuo Finc. Come ſe tu reputi
maggior Bene l'Honor che la Vita : i Mezzi che
conferuano l'Honore, fon più neceſſari di quelli
che conſeruano la Vita. Spurina ftimando più la
Pudicitia che la Bellezza ; fi disformò il viſo per
L 4 con .
r's

168 Dell Arte delle LettereMiſfiue


conſeruarla . Et Taléte ftimando più la Scienza
che le Ricchezze ; gettò le Ricchezze per acqui
ftarla , Et Democrito ſtimando più la Contempla
tion che la Viſta, fi cauÒ gli occhiper meglio con
templare
Quel Mexto é Neceſſario; ilqual, benche
permacellariu m pericoloſo, non
fi può tralaſciare ſenza un : perche febene
era Cattivo Cittadino , era pero peggio alla Repu
blica il priuarſene, che il ſeruirlene. Et perciò le
Cattiue Mogli furono chiamate Malum Neceſſarium ..
Un Beneſtrettamente Neceſſario all Huomo , fi può meta
tere à pericolo per un Bene molto men Neceſſario ; purchevi !
fia la Speranza: Così per difendere le ſue Ricchezze
ciaſcun che ha cuore eſpon la Vita : & per acqui
ſtarle , il Mercatante paſſa per mezzo i Naufragi .
Ma doue non è Speranza , quel Ben ſi mette frå
2

gl'Impoſſibili : & il tentar coſe Impoſſibili, è la paz


zia de? Pſilli , ò de' Titani ' . Perciò l'Oſtination de
Numantini, benche al Vulgo paia Magnanima For
tezza: nondimen da Sapienti è biaſimata . Perche.

ſeben l'eſporre lc Vite loro per difendere la Libera


tà , finche viſſe in lor la Speranza'; fù coſa naturale
& gloriofa . Nondimeno Ipirate le Speranze; l'otti
narſi fino al paſcerſi di Cadaueri Humanis fù fiera
inhumanità ; eſſendo più neceffaria la Pietà, che la
Libertà : & più Honeſto il Seruire , che il Viuere
di tai viuande. Ma oltre ciò , dapoi che ogni Spe.
ranza fù ſpenta, l'accendere quelle fiamme crudeli ;
abbruciando ſe ftelli, & gl'Innocenti Figliuoli , c
tutta la Patria '; fù horribile Brutalità ; eleggendo
vn voluntario eccidio , ſenza profitto .
Allime infiammare alcuno ad eleggere yn
M MezzoParduo nella Vrgente Necellità .
Quando il Fine fia efiremamente Neceſario;o eſaminar
tafti
Libro Terzo 169
tutti i Mezki reſti in Me2ko folo , grandemente pericoloſo ,
2

ma honekto : quel Me lo con forte Animo ſi de abbracciare.


Effendominormale perder la Vita Honeſtamente ,
che perderla ſenza Honore . Tal fù ilCaſo de' Ro
mani alle Acque Seſtie . Perch'eſſendo vicini al 1

morir tutti di Sete : altro Mezzo non reftaua , che


con la pericoloſiffima Battaglia giugnere alle Ac
que occupate dal Nemico aſſai più forte . Tale .

ancora fù il Calo degli Trecento Spartáni contra


gli trecentomila Perſiani : ſenonche il Difendere il
Colle , non era vn Fine tanto Neceſſario , quanto
il riparare alla Sete . Et perciò non perderono
l'Honor gli Arenieſi , che abbandonarono vna Im
prela.Impoffibile : ma neanche ne acquiſtarono .
Dunque nel Caſo propoſto , che il Fine ſia cftre
mamente Neceffario & Honefto : & il Mezzo al
tresì Neceffario & Hôneſto , benche grandementę
pericololo , le feguenti Mallime feruono alla Per
fuafione .
Contra le Leggi della Neceſſità niun può ricalcitrare.
Queſto volle ſignificar Platone con quel ſuo deito
appreſo 'da' Poeti, Neceſsitatis Legibus ,*non Dy , non
Homines poffunt reluctari. Et Liuio diffe ;; Quando com
manda la Neceſsità ; ciaſcun deue obedire .
. Quando onfol Mezzo reſta alla Salute, quello benche
pericoloso , eſsendo Neceſsario ; tronca ogni conſultatione :
eſsendo pazzia perdere nel diſputare il tempo dell'
operare. Et perciò ſi dee prendere il Conliglio , à
.

modo de' Gladiatori , Sopra l'Arena .


Quando il Me Xo è Neceſsario benche Pericoloſo , par
coſa Fatale ). Perche ' , feben l'Arbitrio Humano ſia
libero ad operare, ò non operare : nondimeno vo
lendo drittamente operare , è neceſſitato à prende
ļe quel fol Mezzo ; onde, la Neceſſità ſi chiama
Sorella del Fato .
Quando
170 Dell' Arte delle Lettere Miſſiue
1
Quando rin Me Xo èè Neceſsario , benché ſia pericoloſo ;
ſi dene intraprendere con grande Animo . In queſta guiſa
.

operando per Eletrione ciò che per forza conuienė


operare ; la Neceſſità diuiene Virtù . Oltreche ,
l'Animo rifoluto rende facile il Difficile , & fe la
Speranza è piccola , grandemente ſi accreſce; & la
Fortuna ſtella fegue il Valore .
Anzi la Neceſſità iſteffa accreſce: l'Animo , acuiſce
l'Ingegno , e fa riuſcir le coſe che non lo speranano .
Percio diſse Tacito , Neceſsitas "magnos Animos
facit : come ſi vede ne' timidi Cerui , che ri
dotti all'eſtremo , conoſcono le ſue forze ; & ſon
feroci . Et Herodoto ; Andini Viros ad.Neceſsitatem
redactos , prelium inftauraſse ;
2 acceptam calamitatem
emendaſse . Et perciò la Neceflità fù chiamata Mat .
ſtra delle Arti ; & in effetto , tutte le Arti dalla Ne.
celli à furono inſegnate .
Doue la Neceſsità circa il Fine honefto, & circa i Meki
honefti, è giunta all Eſtremo, haurà Iddio Propitio . Pero
che l'Ordine dell' Vniuerfo così richiede , che le
Cauſe Superiori influiſcano nelle Inferiori: & do
ue manca lă Prouidenza Humana , ſuppliſca la Di
uina , Onde fi dice , che Ni Caf Diſperati Iddio fà
Miracoli: & perciò tutto quello che s'intraprende
per eſtrema. Neceſſità ; s'intraprende con Auſpicij
felici .
M Afume
Ingiufta per ifcufareun'AttioneIndegna
, fatta . od
Scuſabili ſono i Delitticommeſsi per Neceſsità ; paren
do che per Neceſsità , & non per Elettionefuron
commeſsi :
Ciò ch'è fatto per Neceſsità , par che si debba piu roſto
imputare al Fato . Perciò Priamo apreſso Homero ,
contola Elena ; dicendo , che Çiò che ſi faper Necef
fita , benchie infelicemente fucceda, fi dene afcriuere al Fato .
Durs
Libro Terzo : 171
Düre ſonole Leggi della Neceſsità ; alle quali narural.
thente ogni Huomo G ogni Aniinale ubidiſce .
La Neceſsità è una Violentiſsima Potenza che forza à
fare c . à ſoffrir Cofe Indegne : rompendo leLeggi di Na
tura e delle Genti
A queſte Maſsime tu puoi meditar le contra
D ric , per perſuadere il contrario; come ſi è
detto delle altre .

CAPITOLO DECIMOTTAVO
Eſempio di una Suaſoria ſopra le Mallime
della Neceſſità.

ARGOMENTO.

A nella Prouenza, effendo il vicin Fiume occupata


da' Cimbri con grandiſſime forke': Mario eſorta gli ſuoi
Romani à ſuperar la Neceſſità col Valore ; paſsando per
mezzo a Nemici per diſsetarſi.
S E in moltefi maniere l'Acque che à me chiedete ,
remmo à voti communi eſaminare i Mezzi più fa
cili, & più ſicuri , per conſeguire il voſtro Fine .
Ma indarno ſi conſulta , quando commandá la Ne
cellità, Sorella del Faro . Queſta riſolue con brieuc
& preciſo Decreto ogni perpleſſa Diſputatione .
Dauanti à voi corre il limpido e freſco Rio : quiui,
& non altroue , hauer potete ciò che bramate .
Eccoui l'Acquc vicinc:già le beucte con gliocchi .
Diffi .
172 Dell' Arte delle Lettere Miſfrue
Difficile & aſpra , nol niego ; ma corta & vnica
2

è la Via che colà conduce Irſura di Hatte è la


Terra : foſca è l'Aria di Strali: bollono di quà &
di là le Barbare Falangi ; vallano il Fiume Argini
di ferro : cara vi dee coſtare la più vil Coſa del
Mondo : má più Barbara di que' Barbari è la Sete :
colà dunque vi conuien'ire , o perire .
Niente altro è nel Mondo , che poſſa in queſta
publica Arfura refrigerare i voſtri anhelanti & 'efan
gui petti . Non la Terra'; percheaprendo anch'ella
mille aride bocche , è più di noi ſitibonda . Non il
Cielo ; perche fieramente benigno , con la troppa
}
ſerenità ci diſtrugge. Non la Fuga, perche portan
do con noi la Sete , lafciercmo indietro la Vita .
Non il Tempo, che ſana tutti i mali; perche ſolo
al noſtro male ogni momento è mortifero , Non
finalmente i pictofi Voti ; perch'egli par che per
noi dal Cielo tutti i Numi , fuorche la Dea Necef
ſità , fian fuggiti .
Ma fate animo, ò Romani : queſta iſteſſa Dea
che vi affligge, ſarà la voſtra Salute Grande , cre
deremi , & miracoloſa è la forza della Neceſſità
Forzare da queſta Dea poſſente le fiamme oppreſſe,
sbranano i monti , e ſcoccano al Cielo le oſſa della
Madre Terra ; per ſalire all'alra Sfera . Stimolati
dalla Neceflità gli alti Torrenti , precipitando ſe
fteſſi, rapiſcono ripe , e diuorano rupi, e Campi,
e le Selue ; per auallarſi nel baſſo centro . Queſta
finalmente', rompe l'eterna confederatione degli
>

Elementi ; & affinche ferbino le ſue Leggi , ogni


Legge di Natura, fouuerte .
L'iſteſa Neceſſità hora vi ſpinge ; & l'iſteſſa Le
gislatrice, vi farà Aiutrice. Queſta riſueglia le forze
Humane , anima gli Animi , & acuiſce gl'Ingegni .
Queſta è la Dotta Maeſtra, che con le altre Arti,
? irie
Libro Terzo , 173
inſegnò agli Huomini & agli Animali l'Arte guer
riera . Queſta a' timidi Cerui & fugaci; ridotti
all'eſtreme anguſtie , inſegna à conoſcere le fue
Armi : lequali coraggioſamente adoperando ; di
pauroli diuengono formidabili e fieri; & fan fuggir
coloro che li fugauano . Che più ? queſti medeli
mi Cimbri, nella deſolata lor Patria priui di ali
menti ; dalla Neceſſità ſoſpinti nel noſtro Suolo ,
occupano ilnoſtro Fiume . Sarà dunque più ardita
& generoſa la Fame de? Cimbri , che la Sete de'
Romani ?
Queſta medeſima Neceſſità che gli ha portati ,
chiama le voſtre mani à diſcacciarli. Queſte Acquc
Seſtie che ſempre a' languenţi furono falubri, hoga
gi daran la Vita à tutto l'Eſercito . Non y’inuito
alle voluttuoſe delitie de Vini di Creta , ò di Fa
lerno : ma all'eftremo & neceffario Preſidio della
voftra Vita . O'bere, ò morire : l'Acqua ftà nelle
.

voſtre mani. Se combattete, dubioſa è la Vittoria ;


ſe non combattete, certa è la Morte :pugnando ,
molti cadranno : non pugnando , tutti cadrete .
Guardateui dunque che ad vna Morte brieue, non
ſucceda vn'opprobrio eterno . Souuengaui chi voi
ſiete. A qualunque Soldato, è ontoſo il gittar l’Ara
mi : a' Soldati Romani è fermo Voto di cercar la
Morte con le Armi in mano .
Ottima Cauſa è quella , quando è felicemente ,
ò infelicemente ſucceda la pugna ; egliè più hono
reuole l'hauer pugnato, che l'hauer ceffato . Eglie
gran vergogna morir di Sete alle Acque Seſtie : &
come Tantali infelici , apreffo al Fiume bere la
poluere . Se non abbattete il Nemico che vi ſtà in
nanzi; il Nemico che hauete dentro le vifcere ſenz'
Armiabbatterà gli Armati , & in brieui momenti ,
farà di tutto l'Etercito crudeliſſima ſtrage ſenza San
gue, & fenza Honore . Ac
174 Dell Arre delle LettereMiſſive
Accingeteui dunque meco alla magnanima Im .
preſa con grande animo , mentre ancora vi reſta
qualche vigor nel petto , & qualche humor nelle
vene. Tardando la Pugna , accelerate la Morte.
Indarno fi tergiuerſa quando il Fato commanda .
Gli Dij che a ' diſperati Caſi riſerbano il loro aiuto,
ſeconderanno i noſtri Voti . Qui non è d'vopo di
conſultar le Viſcere delle Vittime , ne di prendere
da' volanti V celli gli Auſpicij Augurali . Niuna
Hoftia e più Grata a' Patrij Dij , che i Nemici della
Patria . Da niun' Augello più felici ne più ſicuri ſi
puonno prender gli Aufpicij, che dalle Aquile Ro
mane , ſedenti ſopra le noſtre Inſegne. Seguiamo
adunque il lor volo : douunque vadano , preſagil.
cono la Vittoria ,

CAPITOLO VLTIMO
v ſo delle Maſſime
N
I tutte l'altre Periuaſioni ſeparatamente , col fac
corre , & ordinar le lor Maſſime ſopra di alcun
Cwio Hiftorico .
Perfuadere , che vna Coſa ſia poffibile & Facile;
con l’Eſempio di Giaſone , che dimoſtrò agli He.
rói , efier Poflibile & Facilę il yarcar con yna Nauc
per l’Elletponto ( ilqual li giudicaua innauigabile )
al conquiſto del Vello d'Oro .
Perſuadere , che vna Cola fia Conueneuole , ò
$ onueneuole ; coll’Eſempio di Ceſtio Oratore ,
Perche baucndo Marco Antonio offerta la Vita à
Cicerone , purche supplice la chicdeffe ; Ceſtio
Orato
Libro Terzo : 175
Oratore dimoſtrò non cffer conueneuole à Cice.
rone il Supplicare Antonio , benche la Vita peri
colaſſe .
Perſuadere , che yna Coſa fia Gioconda ; con
l'Eſempio di Scnócrate, che perſuale à Polemone,
Giouane diffoluto , di laſciar la Vita Voluttuoſa ;
dimoſtrando che nella Vita Honefta & Virtuoſa ſi
troua la vera Giocondità .
Perſuadere , che vna Coſa ſia Giufta , © Ingiu
Ita ; coll' Eſempio di Quinto Lutatio Conſole , al
quale eſſendoſi finalmente reſi i Faliſci, che molte
volte hauean ribellato; & volēdo il Popolo Roma
no diſtruggerli: Lutátío foſtenne nõ cfler Cofa Giu
fta; poiche dalConſole haucano ottenuta la Pace
Perſuadere , che vna Coſa ſia Lodeuole , ö Bia
ſimeuole : come ſe fia più Lodeuole ne' Fatti Mili
tari l’Aftutia di Annibale , ò l'aperta Forza di Sci
pione.
Perſuadere , che vna Coſa fia Veile , ò Dannofa .
Come , ſe gli Studi delle Lettere fiano Viili alle :
Republichę : con l'Etempio di Licinio Ceſare , che
bandì le Scuole , come effeminatrici della Gio
uentù .
Potrebbeſi finalmente proporre vn Tema , che
raccoglieſſe inſieme tutte le Perſuaſioni che ſi ſon
dette : con l’Eſempio di Codro Re di Atene; che
hauendo inteſo dall'Oracolo non poter finire le
ſciagure degli Atenieſi , s'egli ſteſso da Nemici
non era vcciſo : benche gli ſteſsi Nemici , riſaputo
quel vaticinio , haueſsero fatto Bando di non fe
rirlo ; eſso nondimeno , mutato habito , volun >

tariamente , & lietamente lanciatoſi tra le Armi


hoftili , laſciò la Vita , e ſaluó la Patria . Siche in
.

vna publica Laudatione ſipotria dimoſtrare , quell'


Attione del Re , cſsere ſtata Vtile , Honoreuole ,
Giuſta,
.

176 Dell' Ariedelle Lettere Miſfiue


Giufta , Conueneuole , Facile , & Neceſsaria .
Ma per non defraudare il tuo Ingegno ; ne in
grandire il Volume ; laſcierò à te queſto Eſercitio ;
che vgualmente potrai valerti delle Maſsime
Perſuaſiue nelle Retoriche Orationi ,
negli Academici Diſcorſi , &
nelle Lettere famigliari.
Perche, ſicome ſi è detto , chi så fare
vn Diſcorſo , molto più ſaprà
fare vna Lettera .
2177
DELL'ARTE
DELLE
*,!ii

LETTERE MISSIVE
LIBRO QVARTO .

CAPITOLOMOI
15
2.2017
1000 :1 Dellà oſſatúra , 0 foa. Partitione
- Lisboa di: ciaſcuna Specie delle Miſſie ,ro :
IA' vdiſti al Capitolo Terzo del Primo
Libro , quante ſiano le Differenze. Spe
cifiche delle Lettere Miſliue : fei delle
quali ſono le Maeſtrali , perche diuido
no adequatamente il Genere della Re.
torica Perſuaſione; cioè, Lettere Lodatine & Biaſi
matine : Conſigliatiue & Ifconſigliatiue : Accufatiue &
Difenfiue. Ma più Generali di tutte queſte ſono le
Narratiue', per effere la Narratione il Fondamento
di ambitrè i Generi,, Dimoftratiuo , Deliberativo ,
& Giudiciale .
Vdiſti in oltre , al Capitolo Quinto del Primo
Libro , che due ſole ſono le Parti Effentiali di ciaſ
cuna Lettera ; cioè il Tema , & il Diſcorſo . Poiche
9

l'Introduttione , & i Complimenti finali, dipendo


no da particolari & eftrinſeci Penſieri di chi ſcriue,
che ſono infiniti : ladoue il Diſcorſo dipende effen
tialmente dal Tema , ch'è l'ynico , & fondamental
Soggetto della Lettera .
M Hor
678 DellArte delle Lettere Miſſiue
Hor tutto ciò che finquì fi è detto della Perſua
fione Hiftorica , Logica , Etica , & Patetica ; ſommini
ítra la Materia al Diſcorſo ; laqual Materia confi
fte nel Narrare il Fatto , Fabricar'Entimémi, Mor
trar Coftumi, & Muouer gli Affetti . Reſta dun
que al preſente di ſaper dare la Forma Effentiale à
ciaſcuna Specie di Lettera con vna giudicioſa &
adequata Partitione . Douendoti tu riſouuenire di
ciò che dicemmo al detto Capitolo Quinto del
Primo Libro alla Pagina 8. cioè, che la prima
Opera di colui che ſi accinge àdiſcorrere ſopra il
ſuo Tema ; conſiſte nel ritrouare & ordinar le Ra
gioni con le quali vuol perſuaderlo ;riducendole à
certi & principali Capi. Et queſti Capi fogliono i
Rétori chiamare la partitione ; ma noi la chiamam
mo l'Offatura della Lettera , con l'Eſempio degli
Pláſtici, iquali prima diformar la Statua col Gedo,
ò con laCreta,Igroffano co'cenci & conla paglia
lc Membra principali, ſegnando qualdebba effere
il Capo , quai le Braccia , quale il Fufto , & quai li
Picdi .
Queſta è dunque la vera Tcorica & il principal
Magiſtero dell' Arte ; Saper ben diuidere , of ordinar le
Parti effentiali del Diſcorſo . Onde auuisò Marco Tul
lio , che chi hà ben fatta la Partitione , ha mezzo
fatta la Oratione . Talche , chiunque haurà in pra
tica gli dueLibri antecedenti ; per mediocre Inge
gno ch'eglihabbia , ſaprà veſtir ciaſcun Capo del
la Partitione con la Perſuaſione Logica ; trahendo
gli Argomenti da' LuoghiTopici& Communi:
& da' Luoghi Propri di ciaſcun Genere : impin
guandoli co' Luoghi Eftrinfeci di Eſempli , Simili
tudini, Derri de Saggi, & Eruditioni. Al che mira
bilmente leruc la Nuoua Poliantea ( non la Nouif
fima che è piena di borra) laqual ciaſcun chc com
ponc ,
Libro Quarto 179
pone , dourebbe hauere apreſſo di sè . Saprà dipoi
con la Perfuafione Hiſtorica, Narrare , ò Deſcriuere
ciò che conuiene. Et finalmente ſaprà con la Etica
& Paretica Perſuaſione , animar le Ragioni; muo .
ucr gli Animi; & dare alla Lettera forza & vi..
' O
gore :
Egliè vero ,che queſta grande Opera farà più ne
ceflaria in vna Oration Perfetta , & in vn Diſcorſo
Formato , à voce od in iſcritto , che in vna brieuc
Miſfiua . Ma già ſi è detto , che non ſi può dare
.

Scienza del Semicircolo , che non ſi dia del Circolo


Intero : & perciò chiunque defidera di compos
nelcom
Lettere ſcientificamente , deuc efercitarli
por Diſcorſi pieni : ellendo più difficile il parlar
poco,& à propoſito ; che il parlar molto. Ma ol
tre ciò , fe il Corpo di vna Lettera, é yn Diſcorſo
ſopra il Tema; & fe ogni Diſcorſo deu'eſſere Or
dinato : egli è certo , che gli ſteſſi CapiEffentiali ,
iquali diuidono il Diſcorſo di vna Lettera; diuide
ranno il Diſcorſo di vna Oration Popolare : poiche
la Lettera è vn' Orationę ridotta in QuintaEffenza.
Siche, feben la Materia di ciaſcun Capo Eſſentiale
del Diſcorſo , in vna Oration Populareſarà più pin
gue di Argomenti , di Deſcrittioni, di Eruditioni,
che in yna Lettera : nondimeno la Partitionc del
Tema; & la Ofatura de ' Principali Capi, farà l'if
teſſa : nella guiſa, cheil Coloffo diPompeo infor
ma Giganteſca ; benche contenga maggior Marc
ria , che la ſua Statua in formanaturale ; non con
terrà perciò più Membra l'yna che l'altra .
Conchiudo adunque , che la vera Teorica della
2

Retorica ; & il Principal Magiſtero delle Lettere


Mifliuc ; conſiſte nella Offatura & Partitione del
Tema. Onde il Vecchio Seneca, volendo raffinar
nell'Artc Oratoria gli quoi Figliuoli,fece vna Rac .
M 2 colta
.

o Delle Arte delle Lettere Miſſiue


colta di tutti li Temi ſopra ' quali ſi eſercitauano
que' grand'Ingegni nella Romana Academia ; &
dopo l'hauer' accennati gli più viuaci c fpiritofi
Concetti Hiſtorici , Logici , Etici , & Patetici , ſopra
ciaſcuno di que’ Soggetti ; offeruò principalmente ,
quale Oſſatura del Diſcorſo , haueſſero ſeguito que
Nobili Declamatori .
Et per recarneti vn 'Eſempio : Nella Controuer
Gia Trenteſimaterza del Quinto Libro , intitolata
DEBILITANS EXPOSITOS, l'Argomento è que
fto . Eſſendo lecito a' Padri di efporre alle. Fiere, o de
3 Luoghi publici que' Bambini ch'eſſi non porqnano educare ;
Titio daun'anara pouertàfatto induftre ; conbarbarapietà
raccogliendo que' Parii eſpoſti alla mortes portauali al pro
prio albergo ; ad uno cauzua gli occhi,ad un'altro mox
Zaua le mani ad un' altro i piedi ; & mandandobi pofcia
a mendicare alle porte de Templi , & ne'più frequentati
Quadrinas.con leLimoſinede' pietoſi Cittadini nutriua loro,
i arricchina ſe ſteſſo . Infelici Innocenti : miſeri per
la crudeltà di chi li gitraua ; ma più miſeri per la
pietà di chi li raccoglieua . Fù percio Titio chia
mato in Giudicio come Reo di Republica leſa :: da
molti di quegl'Ingegni accuſato , & da molti di
fefo ... Era dunque il Tema della Controuerſia, Se
Titio fefe Reo di Republica leſa : ch'cra vn ' Attionc
Capitaliſſima. Ceſtio Senero , & Vibio Gallo Ac
çulatori , diuiſero il Tema in due Capi . L'yno fù ,
Narrar la crudele Carnificina di que' Pargoletti, fatta da
Titio . L'altro , Dimoſtrare che quella barbarie offendea
la Republica per due ragioni. La Prima, Perche refe
inutili alla Republica tanti Cittadini, che raccolti da pia
pietoſe mani, baurebbero potuto nelle Arti, o nelle Scienza,
è nell' Armi; feruire al Publico : allegando l’Eſempio
de Gemelli Fondatori di Roma eſpoſti dal Padre ,
$

& dalla Lupa educati, La Seconda ragione ;Perche


speja
Libro Quarto 181
à fpeſe del Público un Moſtro di Crudeltà ſi nutriua :
Eſaggerando con queſto Epifonéma : Tot membra
franguntur vt vnum ventrem impleant : & nouum Mona
ftrum ; Integer alitur , Debiles alunt. Dall'altra parte ,
5

Portio Latrone , & Gallione Difenſori ,, ſoftenendo


Titio non effer Rco diRepublica leta : partirono
il Tema in Quattro Capi. Il Primo , Che i Bambini,
.

dapoi che fono. Efpofti non ſon più Cofa della Republica ; ma
Coſa propria de Raccoglitori; come gli Schiani ; & per
ciò non ſi ſcriueano nel Rollo de' Cenfori. IlSe
condo , Che delle Cofe proprie ciaſcun può fareciò che gli
on
piace : cosi tronçare anbraccio del ſuo Schiauo ), come
vn'Arbore della ſua Selua . Il Terzo , Che ſe foſſe Crime
di Republica leſa , il Crime Jaria de Padri che gli hanno
eſpoſti. IlQuarto , Che ilRaccoglitore fu piu mifericor
dioſo che l'Espoſitore : perche, ſe ilPadre gli eſpoſe atla
Morte , Titio dic loro la Vita , il modo di alimentarla
Riſpoſero dipoi alle dueRagioni degli Accuſatori .
Alla Prima , che ſe quegli Eſpoſti poteano diuenire Vtili
alla Republica : poteuano ancora diuenide pernitiofi.. Alla
Seconda , Che il mendicare dallapriuatapietàde'Parti- >
colari.; non era inuolare il publico Erario.
Queſta fù l'Ollatura divna lunga Declamationc
Forenſe : & queſta poteua effere I'Ofatura di'ynas
brieue Lettera Miſliua , come habbiam detto &
in queſta maniera verremo additando la Offatura
delle Lettere di ciaſcuna Specie Principale delle
Miſſiue : peroche, come vdiſti, degl' Indiuidui non
fi dà Scienza . Ben sò , che gl'Ingegni ſcioperati el
ftolidi amerębbono meglio che di ciaſcun Sogget
to , comedi Laudatione , diCongratulatione, di Condo
glienza , di Buone Feſte, di Eſortatione ; fi proponeſſe
1
vn’Elemplare à difteſo , da poterlo copiare ſenz'al
tra fatica che dello Scriuere . Ma persì fatti Inge
.
gni non è guefto Libro, Qui s'inſegna l'Arte
Com
di
M : 3
182 Dell'Arte delle Lettere Miſſiue
Compor le Miſſiue, non di copiarle . Peroche per
copiarle , poffono coſtoro comprare i Formotarij
delle Secreterie Romane ; ò li Volumi delle Letre
re del Lorcdano : & iſparmiare ancora la fatica
dello ſcriuere, facendole traſcriuere dal Secretaro .
Non laſcieremo noi perfanto di recarti qualche
Eſempio quando ſarà neceſſario alla intelligenza
della Dottrina ; come finqui habbiam fatto .
DE

1
CAPITOLO SECONDO
Oſlatura delleLettere Historiche Narrative,
A queſta Specic fi dee cominciare ; perche ,
D come vdiſti, quefta è la Baſi degli Tre Generis
& è la Perſuaſione più ſimplice , & Hiftorica per le
fteffà ; & perciò più facile à partire di tutte le al
tre Specie delle Miſue . Perche , eſſendo la Narra
tione vn Attione fucceffiua ( come vna Feſta , vn'.
Homicidio , vna Battaglia ) rappreſentata per mezzo
delle otto Circoſtanze , chi? Che coſa ? Con chi ?
Con che ? Come Doue ? Quando ? Perche ? come ve
detti al Capitolo Primo delLibro Secondo, pag.. 32.
cosi la Partitionc & Offatura della Narratione, fi
prende dalle medefime Circoſtanze ; & particolar
mente da Tre : Chi ? Che cofa ? Quando ? Cioè , Chi
ha fatto : Che coſa ha fatto : Quando ha fatto .
Ma di queſte tre ,la Seconda ,che ſignifica l'Attiones
diftingue le Periodi; & la Terza c , he ſignifica il
Tempo , le ordina .
Siche la Narratione è vn'Attion Principale, com
poſta di molte Attioni particolari : ordinate frà
loro fecondo il Tempo , come ſuccelliuamente
ſegui.
Libro Quarto . 183
ſeguirono l'vna dopo l'altra : che è coſa faciliſſima.
Ma molto importa ſe la Narratione ſia riſtretta in
vna fola Periodo , ò diffuſa in più Periodi , come
vedeſti alla Pagina 33. & alla Pagina 35. Er ſimil
mente importa , ſe in ciaſcuna Periodo fi racco
gliono tutte le Circoſtanze di quell’Attionc , ò fo
lamente le principali, come vedcſti in quegli Eſem
pli : peroche di quì dipende la Partitione delle
Narrationi ſuccinte, o diffufc : intero , è mozze.
Ma per maggior chiarezza , darottene l'Eſempio
del Fatto di Marco Marcello contro àNiridóma
ro , ò ſia Britomaro , Re de ' Galli nella noſtra Cifala
pina ; narrato da tre Claſſici Scrittori Antichi; vnia
formi nel Fatto ; ma non nella Offatura delle Cir
coſtanze .

V Efempietto dellaFortezza, compendioſamen .


te racconta il Fatto così .
InMarco Marcello tanto fu il vigor dell Animo, che
apreſo it Po,con pochi Caualli, inuale il Re de' Galli, ſtipato
da un grand'Eſercito: & bauendolo ucciſo al primo incontro,
lo spogliò dell' Armi: lequalà dedicò à Gioue Ferérrio .
Horquì tú vedi vn'intera Narratione dal princi
la Vittori
pio alfine ; Marcel
a di lo's ma
contenente vn 'riſtret
Attion in vna for cioè
ta Succeffiua, 10ė.
.
riodo Principale, laqual li diuide in tre Periodi pare
ticolari , contorme alle tre Attioni ordinate ſecon .
do il Tempo , l'vna dopo l'altra : Inuadere il Re :
Spogliarlo: Dedicar le Spoglie à Gioue. Et queſta è l'OF
fatura della Narrationc diuiſa in Tre Membri . Et
ſebenc haurebb'egli potuto rappreſentar ciaſcun
Membro con tutte le Otro Circoſtanze ; ftudiana
do nondimeno alla breuità ne accenna Sei fola
mente nel Primo Membro : Tre nel secondo , &
Due nel Terzo , in queſto modo .
MA La
.

184 Dell'Arte delle Leitere Miſſiue


A Prima Periodo è queſta . Chi ? Marcello
Re ftipato da vn grande Eſerci
.
o to. Con che ? Con nto
chi Caualli * Done ? Apreff al Poi Come ? Spipo
do vigor d'Animo .oTu vedi quì tralaſciato
dal gran e il
Quacnafio? n ciolèa , ilgnTaemp : & il Perch ? cioè , la
Oc l
de pu .
La Seconda è queſta . Chi? Marcello . Che coſa ?
Spoglia ilRe delle Armi. Quando ? Dopo hauerlo
vcciſo al primo incontro
La Terza . Chi ? Marcello . Che coſa ? Dedica le
Armi à Gioue Ferétrio .
Di hora l'ifteffo fatto narrato con differente
0 Offatura , daPolibio , come Hiſtorico : ma
.
perch'egli era occupato nella Hiſtoria Generale z :
perciò, in queſta è poco diffuſo ; toccando ſola
2

mente le Principali Notitie .;, intre Periodi . Lá pri


ma contiene la Cagione della Batraglia . La Seconda
la Difpofitione della Battaglia LaTerza il Succeſso della
Battaglia . Et queſta è l'Offatura della Narratione
ma ciaſcuna Periodo Principale è compoſta di più
Clauſole particolari .
1. Marco Marcello aſſediante Acerra ; hauendo inteſo
che Viridómaro Re de' Galliaſsediaun Claftidio 3 egli con
la Caualleria;
SOCCORSO
co più Speditiz velocemente ÄNDO AL
2. Perilohe , i Galli , ſciolto ſubito l' Aſsedio , correndo
contro a Romani, con l'Eſercito ordinatö , PRESENT A
RONSI LORO DAVANTI .
3. Et veramente; aliprincipio i Galli abbattendoſi, pellet
prime Squadre Romane , hebberoil maggior vantaggio ma
circondari dopoi da tutta la Romana Caualleria FVRONO .
SCONFITTI:, òper.fuggire il ferro , AFFOGATI NEL ,
FIVME
Doue tu vedi primieramente , che Polibiochà
tronca
Libro Quarto :' ' 185
troncate le Circoſtanze dello Spoglio , & la dedi
catione delle Armi à Gioue Ferértio ; ftimandole
fuperfluità irrileuanti ad vna Hiſtoria graue ... !
Et in oltre ; puoi tu oſſeruare le Circoſtanze di
ciaſcuna Periodo , che contengono le Attioni Par
ticolari ..
• 1. Chi ? Marcello aſſediante Acerra . Che
be coſa ?
Andò al Soccorſo di Claftidio Come ?) Veloce .
mente . Con chi ? Con la Cauallería,& co' più Spe ?
diti . Perche ? Perche inteſe che Viridómaro haueua "
aſſediato Claſtidio .
2. Chi ? I Galli . Che ? Preſentaronfi dauanti a '
Romani . Quando ? Dopo hauer leuiaro l'Aſſedio
Come ? Correndo contro à loro. Perche ? Perche in.
tefero che Marcello yeniua .
3. Queſta periodo è diuiſa in due . L'Vna è quc
fta . Chi ? I Galli . Che coſa ? Hebbero il maggior
vantaggio . Quando > Alprincipio . Come ? Abbat .
tendoſi nelle prime Squadre Romane .
L'Altra è queſta . Chi ? I Galli . Che coſa ?. Euro
ſconfitti od affogati nel Fiume. Quando ? Dopoi
che furono circondati da tutta la Romana Caual.
lería .
Eſta hora di veder la Narratione di Plutarco ,
R
del Fatto , perch'egli profeffà di rappreſentare à
minuto turte le Artioni di Marco Marcello nella
ſua Vita ; & queſta principalmente contro à Bri
tómaro , tanto glorioſa . Ma quantunque la ſua
Narrationc fia tanto copioſa di Circoſtanze“ , &
conſeguentemente di Attioni Particolari : tu ve
drai nondimeno che tutte fi riducono à Quattro
Attioni Principali : cioè ,la Cagione. La Diſpoſitione.
2

La Battaglia. Et ilSucceffo : Et queſta è l'Oſſatura


nella quale egli comprende , & partitamente race:
conta
186 Dell'Arte delle Lettere Miſſiue
conta il ſingolar Certame di Marcello col Re Bri
tómaro : & le Spoglic détratte , & dedicate à Gio
ue : lequali particolarità Valerio Maſſimo breue .
mente accenno ; & Polibio totalmente tralaſció .
Il Re Britómaro con diecemila Galli Geſati , daua il
guaſto alle Terre Circompadáne: ilche hauendo inteſo Marco
Marcello, laſciando la Fantería,& la terza parte de' Ca
uallialſuo Colléga ſotto Agerra ; effo col reſto de Canalli,

conſeicento Fanti più spediti , andò verſo i Nemici , non
ripofundo ne dì ne notte f,inchegl'incontrò attorno Claftidio i
non bauendo tempo di riſtorare i Corpi col .
cibo , ne col ,.
reſpiro .
I Barbari, vedendo i Romani debili di Fanteria con cui
fogliono guerreggiare; i più forti di Cauaļiem
ria, e ſuperiori di numero , li diſpregiarono : fenza in
dugio il ReBritómaro conle ſue Squadre venne ad incontrar
Marcello, minacciando i Romani come ſe li doueſſero tutti
tranghiottir viui . Ma Marcello affinche il ſuo picciol ni - r
mero dalla moltitudine de' Nemici non foſſe circondato 31
auanza un picciol Corrio laſciando il Corpo della fua Gente
alquanto indietro per ordinarla , finche i Nemici, foffer via
cini . Ma mentre ſi apparecchia ad inueſtire, eccoche dalle
grida de'Barbari impaurito ilſuo Deftriero con violenza fi
volto indietro : onde Marcello temendo non qualche finiſtro
Augurio turbaſe l`Animo de' Superſtitiofi Romani; finſe di 1

hauer con un voluntario giro adorato il Sole , come ananti.


alla Pugña era coſtume .
Indi venuto alle mani , fè Voto à Gioue di confecrargli le
Spoglie Opimedelle Armi nemiche : & nelmedeſimo tempo
il Re de Galli dalle Inſegne Conſulari banendo riconoſciuto
il Romano Imperatore , fi fpinſe ananti a tutti contra lui ,
vibrando l'Hafta, & prouorandolo per proprio Nome. Era
fra' Galli il Re di marauiglioſa grandeXa, con Armature
di oro e di argento , dipinte à vari colori, c inguiſa di un
fólgore rilncenti : lequali Marcello vedendo più confpicue di
IHITS
Libro Quarto : 187
mitte l'altre; giudicandole apunto quelle ch'egli hauea
promeſſe à Gioue afsale il Re can l'Haftas e con tutia,
la forza appoggiata al Cauallo , il riuerſa in terra ; re
plicando il colpo l'occide . Indi fcefo àpiè, con ambe
te mani toccando l'Armi del Morto, alzo gli occhi al Cielo
cosi parla . O Gran Gioue Ferétrio, che miri di Haſsie
le grandi Opere de' Capitani ; ecco , che lo , Tero de' Ro
mani Duci , cui fia toccata la Sorte di uccidere con la pro
pria mano un Duce inſieme e Re ; àite dedica queſte mie
prime gelow.opáme Spoglie : tu porgimi ugual ſucceſso à efter
minar le reliquie di queſta Guerra . Et allora e Caualieri,
Fanti meſcolandoſi con grande anima dentro į Nemicia
infero unagrande es marauiglioſa Vittoria : eſſendo ceria
che mai tanto pochiRomani , debellarono tanti. Nernici .
Kllora il Senato decreta à Marcello ſolo il Trionfo ; ila'
qual ricchiſſimo di Spoglie, e di grandi Corpi de Capriwi
esſendocondottoin Campidoglio ,cagionà al Popolo, aſſuefatto
à non maranigliarſi diPornpe trionfali, un nuouo ſpettacolo ,
pieno di giocondità ,i di marauiglia. Peroche bauenda re
ciſo il tronco diuna Quercia Alpina , fabricatola inguiſa
di Troféo ; afregendoui d'intorno lependentiSpoglie, con bel
decóra ornamente diſpoſte i quando nella frequenta del
Popolo faliſopra lo ſplendida Carro,inarborando quel trion
fal Simulacro; belliſſima & magnificentiſſima pompa nefece
per la Città : ſeguendolo tutto l'Eſercito , guernito di lucida
Armiz cantante à Dio e all'Imperadore iVittoriali Peáni
in dolci carmo : e pernennto al Tempio di G1ome Ferétrio ;
quiui con folenne dedicatione , foſpeſe .il Gloriojo Troféo ;
Terzo dopo le pallate Guerre ; Vltima dopo quelle de
noftri Tempi .
Hora fe per formar l'Offatura di tutta queſtaNar
ratione tu volelli diſtinguere tante parti q, uante fu
rono le AtrioniParticolaris gran Partitione fareb
be quella i conuenendo numerarle con queſt '
ordine ,
1. Bria
188 Dell'Arte delle Lettere Miſfiue
1. Britómaro dana il guaſto alle Terre Circompadine .
2. Marcello fà la ſcelta de' Fanti e de' Caualli .
3. Marcello s'inuia contro al Nimico verſo Claftidio.
4. I Galli fpregiano i Romani perche fon poueri di Fana
tería .
5. Britómaro minacciando, corre contro à Marcello rico
noſciuto dalle Inſegne .
6. Marcello , menire ordina i ſuoi , s'innoltra con un
picciol Corno .
7. Ilfiro Cauallofi dolge indietro.: egli finge di hauer's
'adorato il Sole . ...
3
8. Marcello fa Voto di confecrare à Gione le Spoglia
9.990 6 : Opime.
9. Britómaro , hauendo riconoſciuto Marcello , lo prom
иоса ,
5 10. Marcello Occide il Re :
11. Sceſo dal Cauallo ,2 dedica le Arrature di Britómaro
Gioue .
12. Allora tutto l'Eſercito de' Galli fu ſconfitto , el miras
bile fu la Vittovia ..
13. Il Senato decreta il Trionfo à Marcello.
* 14. Marcello fabrica i Trofeo delle Spoglie del Re de
Galli . Simona o
15. Trionfando conduce il Trofeoper Roma .
- 16. Giuntoal Tempio di Gioue Ferétrio , fopendeil Tro
inst féo), e ſcioglie il Voto ..
Siclae ru vedi che quanti ſono i Verbi che reg
24

gono ciaſcuna Periodo particolare , tante ſono le


At ioni particolari , & tante le particolari Periodis
ma tutte fi riducono alle Quattro Periodi Principali
#dem Oflatura , che ſi fonderte : Et fimilmente po
trai vedere, che ciafcuna Attione particolare, com
prende o molte , o poche delle Circoſtanze ,Chi?
Cie coja . & c. iwas inCT
‫! ܓ݁ܶܪ‬ S
Queſta 1
Libro Quarto , 189
Veſta è dunque la Narratione Hiſtorica e Schiet
OV ta . Che ſe tu voleſſi farla Oratoria , potreſti
animarla col renderla Logica , Etica , & Parética
Logica ſi farà , veſtendola di Rifleſſioni Argute &
Ingegnoſe ; Etica con le Formole Etiche , & con
Riflelli Morali : & Patérica con le Formole Patéri
che & Affettuofe : qual'è in queſta Narration di
Plutarco , l'Apoitrofe di Marcello nell'offerire le
Spoglie à Gioue ,
A benche nelle Orationi & nelle Lettere Mif
M
Seria : egliè perciò vero che le medeſime Regole
poſſono feruire alle Narrationi Poétiche .
Narratione Poeticaè quella, che non è fondata nel
| Vero, ma nel Fabuloſo ; ò nel Veriſimilmente finto ,
comequelle delle Tragedio ; de' Poemi, & de' Ro
manzi - Quero in qualche Allegoría , laqual nár
rando yna Cofa, metaforicamente ne ſottointende
vn'altra . Come ſe tu nárralli la Sciagura di Pom
péo ſotto Metafora divn Naufraggio . :; :
Peroche potreſli tu rappreſenrar Pompéo ,ſigno
reggiante in Roma , ſotto Imagine diVna gran Nane
.

ricca di Merci , ornata di Paline, e di Corone, che a remin


à vele gonfiate da prospero vento folcana per le Onde
tranquille al Porto del Sommo Impéro. Ma forgendo real
pente contrariae procelloſis venti delle Fattioni Ciuili ; il bel
ſereno Cangioffi in torbida Tempeſta‫ܪ‬, che ſconuolſe il Mare
della Romana Republica . Talche nel Porto iſteffo di Bron
dufio temendo il Naufraggio per cercar falute laſcioſſi aggia
rar ne Grechi Mari all'Epiro , nd Nérico , alla Teffalia :
-ma nel Golfo Farfalico da ogni parte dibattuta dall' Onde ,
da' Venti , da' Fulmini , dagli fteffi Di della Patria , con
giurati alla sua ruina ; ftracciate le Véle delle ſperanze
rotte le Sarte de' Collegati, franti i Remni dell'Armi, perfo
dit Timone del buon Configlio ; Nanc non più , ma Schéletre
di
t'go Dell'Arte delle Lettere Miſſiue
di Naue , ananzaro al Naufraggio, andò à rompere in ano
Scoglio nella barbara Spiaggia diEgitto .
.

Hor queſta Narrationc Poetica, non men che la


Hiſtorica; puoi tu partire in Periodi principali ſe
condo le Áttioni Succefliue : & animar ciaſcuna
Periodo con le ſue Circoſtanze metaforiche , allu
denti alle Hiftoriche ,

CAPITOLO TERZO
Oſſatura delle Lettere Hiftoriche di Deſcrittione.
Vtto quel che ſi è detto della Narratione , puoi
T tu facilmente intenderlo della Defcrittione. Per
che, ſicome quella è vnaRapprefentatione di qual.
che Atrione Succeffiua ,> per via delle ſue Circoſtan
ze : Cbi ? Che coſa ? Con chi ? Con che ? &c. così la
Detcrittione , è vna Rappreſentatione di qualche
Cofa Naturale ,od Artefatra, per via delle Catego
rie , ò fia Predicamenti . Sofianza, Qualità , Quanita ,
Relatione, &c. come hai veduto al Capitolo Secon
do del Secondo Libro pag . 37.
Dunque ficome la Orfarura della Narratione di
fabrica, colridurre tutte le Circoſtanze particolari
à certi Capi Principali, ſecondo le Principali At
tioni Suècelliue : così col ridurre à certi Principali
Capi le diece Categorie, fi fabrica la Offatura della
Deſcritrione , Della quale così chiaro e diffuſo
Eſempio hai veduto alla Pagina 41. che il molti
plicar'Eſemplipane coperchio : perche' così puoi tu
defcriure vn Sole , vn ' Heroe , vn Giardino , come
Too Elefante ,
Egli è vero che in quello Efempio tantiCapi fi
A

ion
Libro Quarto 191
fondiſtinti quante Categorie : ma ſe tu volelli fa
bricarne yna Offarura più riſtretta , per eſempio di
vn Luogo di Delitie, potreſti offeruar le Parti Prin
cipali di quel Luogo , & metterle dauanti agli oc
chi in queſto modo .
Vorrei che la mia Penna foſſe un Pennelloper poterui di
pingere co'ſuoi Colori la beltà , le delitie di ciaſcuna Parte
della Piaceuole Magione di Raconigi :
Qui ſorge nel ineko on Nobil’Edificio , quafi un Giano
degli Edificy , di due faccie dotato ; che mirando con luna
tutti ' commodi della Città ; con l'altra tutte le amenità
della Campagra; eftolle il Capo torreggiante à mirar le
Stelle vicine : Il Sito ſpira piacere , l'Arte Magnificenza ,
la Forteza ſpauento .
Giace a' ſuoi piedi on Giardino inguiſa di Laberinto , da
cui Flora & Pomona entrateni per diporio , etiam non ſapen
done tronar loſcica; l'una ſparge frål'Herbe vn'inn nortal
Primauera : & l'altra frà le Piante un perpetuo Autonno .
Finiſce queſto verde Teatro in un lungoe ampio Pallega
gio di altiſime Quercie, frondofake Orcheſtra di alati Cantori;
she ſe un rale Stadio fifole veduto ne? Giochi Olimpici';
hauria potuto feruire di Spatio al corſo , di Méta agli occhi,
o di ameno Spettacolo agli Spectatori.
. Dall'ono e dall'altro lato vedreſtitoſcire da cauernoſi
Grotteſchi,non già Fonti,ma Fiumi, che dalla ſua caduta
2

prendendo forze ; negli eftiui ardori ſpargono in alto ftrepis


coſe &perciò diugradite Procelle, che raccolte in Criſtallini
Cerchi i formano amate libere Prigioni agl' innocenti
greggi de Squammoſi nuotatori.
Infomma chi diè nome di Paradifi a' Giardini ; poteada
quefto folo prendere il Nome, e l'Idéa ; she luſingando gli
occhi con la varietà de' Colori ; ſpirandonell'aure un 'Ara
bia di Odoris tentando il gufto con la foauità de' fruttuoſi
parti , beando ogni ſenſo con ogni delitiofo Oggetto ; allo
Elifio Giardin de Beati aggiunge fede, & toglie il vanto .
Vn'al

L
192 Dell'Arte delle Lettere Miſſiue
'altra manierapiù copioſa- se piùfuccinta fa
V rà per deſcriuerequalunque Cofa Inanimc od
Animata, il ridurre tutte le Categorie alle quattro
Caule , Formale , Materiale , Efficiente , & Finale.
La Formale abbraccia primieramente la Soſtanza
Metafiſica , cioè il Nome, & l'Etimología , di cui ſi è
detto alla Pagina 47. Et la Definitione , che contiene
il Genere , & la Specie , come alla Pagina 46. per fa
pere il. Grado dell'Ente. Cioè ; ſe lia Corpo Simplice ,
come gli Elementi . O Corpo Miſto, come i Marmi,
. Oi , O Viuente , come le Pian
le Gemme , & iMetall
te . O Senfitiuo , comegli Animali . O Ragioneuole ,
come gli Huomini . O Siiplice Spirito , come l'Ani
ma ſeparata , l’Angelo , e Dio . Ouero s'ella è cofa
Monftruofa Compoſta di più Forme . O coſa Artifi
ciale , Compoſta dipiù Parti.
Alla Formale in oltre, ſi riduconole Proprietà effens
tiali , & interne , come le Paſſiónis lc Virtú ; le Sim
pathíe , Et la Figura efterna, la Bellezza , la Simi
glianza, lo Splendore, il Colore, il Calore , gli
Ornamenti , & altri cſteriori accidenti cheaccom ,
págnano la Corporca Figura . use
Circa la Cauſa Materiale , ſi conſidera qual ſia il
Corpo di quella Forma ; & di qual Materia fia Com,
poſto : fe pretioſa è vile ; le ccleſte è terrena )
Qual ſia il Tutto, & quale ciaſcuna Parte . Et gli
Accidenti Materiali, la Quantità ilPeſo , il Luogo ;
il Mouimento , il Sito .
Circa la Cauſa Efficiente, ſi conſidera . Se ſia coſa
Creata , è generara, o nata da ſe,, oò fatta da Artéfici .
Quando , e douc fia ſtata fatta . Come ſi conſerui,
e nutriſca . Ciò chc fà ,ò patiſçes
Circa la Finale , ſi conſidera per qual Cagione fia
ſtata fatta quella Coſa : l'altezza del ſuo Fire : à
che ſia Vtile: & quai ſiano gli dugi Effetti ,
Ancora
Libro Quarto . 193

A Ncora la Deferittione può eſſere Simplice Hi


ftorica, ouero Logica , Etica , & Patetica nella
2

guiſa che ſi è detto della Narratione.


Et fimilmente fi puonno far Defcrittioni Poetiche ,
come quando ſi veſte la Deſcrittione Hiſtorica con
Fauole , Allegorie ; & Concetti Poetici : come
Claudiano deſcriue l'Hiſtrice , & la Calamita : c
Statio il Gran Cauallo diDomitiano. Ouero quan
do fi defcriue vna Cofa Incorporea, o Imaginaria co
me ſe foſſe Corporea , come Ouidio deſcriue l'Inuidia
inguiſa di vna Donna Maléfica : & la Diſcordia ,
come vna Furia Infernale . O quando fi defcriue
l'Europa , & l'Africa, & le altre Parti del Mondo ,
in ſembianti di Femine miſterioſamente ornate ,
Ouero i Giardini di Alcina , c di Armida , & di
Calipſo .
DICOS

CAPITOLO QVARTO
Oſſatura delle Lettere Lodatiue à Biafimatine.
Ltra coſa è lodare una Perſona per le ſue Qu a
lo
A lità : altra è lodare un'Attione lola : & altra è
Art
dare vn'Animale , ò una Coſa efatta .
Odando vna Perſona ', ſi deono conſiderare i
L
quella Perſona concorrono ; numerati al Capitolo
Terzo del Terzo Libro , pag. 112. Et queſta è la
Partitione , & l' Offatura . Ne' Beni di Natura ſi
numera la Belleza, la Robuſtezka, & c . Ne' Beni di
Fortuna, la Nobiltà , le Ricchezze , le Dignità , &c.
Ne' Beni dell'Animo le Virtù Morali, & le Scienze
Intellettuali, come in detto Capitolo Terzo . Ma
; puoi tu
perchela Vera Lode è quella delle Virtùvederic
N
194 Dell'Artedelle Lettere Miſiue
vederle nel Libro Secondo , Capitolo Nono , pag.
67. & nelle Formole Etiche : & rammentar le ſue
Attioniin proua delle ſue Virtù .
vn’Attione fola , fi può dimoſtrare ch '.
LOOdando
ella è ſtata Honorevole, Conueneuole, Giufta , Vtile
al Publico . Et queſta è la Partitione . Nella quale
puoi tu ſeruirti delle Maſſime che ſi ſon dette nel
Terzo Libro alle Pagine 133, 131. 139. 118. Et pa
ragonar quell'Attione con altre famoſe , preferen
dola à tutte . Pag . 133 .
Ma per eſaggerarc vn ' Attione Honoreuole fi poffo
no dimoſtrare i Capi numerati alla pag.135.Ch'ella.
èſtata Grande , Difficile, e Rara : & chi la fece, è ſtato
il Primo , e Solo , c di Proprio mouimento : non a caſo ,
ma per alto & Heroico fine. Et queſta è l'Ofſatura.
Odando yn Leone od altra Fiera : tu ti puoi ſer,
uire con certa Analogia degli ſteſſi Capi onde
fi lodano gli Huomini.Dimoſtrando le Doti Naturali,
come la Bellezza e la Robuſtezza. Le Doti di Fortuna ,
come la Nobiltàdel ſuo Genere ; gli Honori & Fauori ri
seuuti da' Principi. Et le Doti dell ' Animo : chiamando
Virtù le fue Proprietà Naturali , & Sapienza il ſuo Natu
rale Inſtinto : raccontando le ſueAttimi in prona delle fue
Virtù : & paragonandole alle AttioniHumane con le Maf
fime Comparatiue , pag. 133. Et queſti tre Capi ſono
la Partitionc , & l'Ofatura .

L Odando finalmente vna Coſa Inanimata , ò Arte


tro Capi delle Cauſe , che ſi ſon dette . Formale, di
moſtrando la Rellela del Tutro,? e delle parti . Ma
teriale , dimoſtrando la Nobiltà della Materia . Effi
.

ciente, dimoſtrando la Nobiltà e Peritia del fuo Autore.


Finale , dimoſtrando gli Effetti , le Contrarietà , e gli
Vtili che ne feguono . Et queltaè l'Ofatura .
Generalmente in tutte le Laydationi delle Coſe
Inani
Libro Quarto 195
Inanimi, conuien'imitare allegoricamente le lodi
Humane : come ſi è detto nel fine della Pag. 135 .
Vanto alle Lettere Biafimatiue , ti feruiranno le

tioni , rinuerſando l’Applicatione al Contrario :


>

come ydifti alla Pagina 136.


estety

CAPITOLO QVINTO
Oſatura delle Lettere Conſigliatiue
Ò Sconſigliatsue .
E Lettere Suaſorie prendono differenti forme,
i
bene chiunque ſpinge
.

l'altruiVoluntà a fare alcu


na Cola , dee dimoſtrare che quella Coſa ſia Buona:
eſſendoſi detto , che ficome l'oggetto dell'Intellet
to è il Vero ; così l'oggetto della Voluntà , è il
Buono : nondimeno , già vdiſti che duc Sorti di
Beni li ritrouano: altri ſi chiamano BeniDeſiderabili
in ſe ſtefi, comeFine del Deſiderio : quai ſono gli
2.

Honefti , & i Diletteuoli : comeſiè detto alla Pa.


gina 116. Et altri ſi chiamano Beni Utili, che in
tanto ſi deſiderano ,inquanto ſeruono di Mezzoà
conſeguire il Fine deſiderato ; come vedeſti alla
Pag. 121, Tal'è il Denaro , che per ſe ſteſſo non
ſi deſidera, ſenon come Mezzo per conſeguire ogni
Coſa deſiderata . Egli è vero , che molte coſe por
ſono eſſer Buone per le ſtesſe , & ancora Utili: come
fi è detto alla Pagina 110.
Queſta dunque può eſſere l'adequata Partitione
di Vna Lettera Sualoria . Perche volendo tu Con
ligliarc od eſortar l'Amico à dare opera
Scien
alle
N 2
196 Dell'Arte delle Lettere Miſſiue
Scienze: tu puoi ridurre primieramente la Perſua
Hone à duc Capi: cioè , che le Scienze ſono Beni defi
derabili per le ſtelli, e ancora fon Beni Vtili . Dipoi ,
fottodiuidere l'vno e l'altro Capo ; dimoſtrando ,
Che le Scienze fonBeni deſiderabili in sefteffi , perchefona
Honoreuoli , & Diletteuoli : & inſieme fono Beni Vtili ,
perche feruonoad acquiſtar le Dignità, & le Ricchezze. Et
queſtiCapi li poſſono poſcia prouare con leMal
fime che li fon dette dell'Honoreuole, del Giocon
do , & dell'Vtile .
Vn'altra Partitione fi può fare più maeftreuol
mente in queſta guiſa. Che ogni Huomo aſpira alla Fe
licità : & che la coſa che tu proponi ( come la Vita Vil
lereccia ) conduce alla Vera Felicità. Perche conſiſtendo
.

la Felicità Vera in un Cumulo de Beni delCorpo, di For


tuna , e dell'Animo, quella Vita Villereccia è gioueuole
al Corpo con l'amenità . A Beni di Fortuna col riſparmio ;
e con l'attendere a' ſuoi Podéri. Et anche all'Anima, con
la lontananza da' Vity Curialis & dalle Cure; & con l'ate
tendere indolce libertà alle Muſe, à seſteſſo .
Or queſta Partitione è adequata, quando la
li gioconda
& è facile , ſiche baſti il volerla . Ma quando la
Coſa che tu perſuadi è Spiaceuole , ò Difficile ; biſo
gna aggiungere altri Capi alla Partitione; per mo
do di rilpoſta alle Oggettioni .
Perche , ſe la Cola è Spiaceuolc ; biſogna per
ſuaderla come ſi perſuadono le amare , & iftoma
coſe Medicine ; dimoſtrando primieramente , che
molte volte la Imaginationefaparer diſpiacevoli alcune coſe
the realmente non ſono: come a Caualli Ombroſi un tronca
pare un Serpenie . Dipoi ; Che quantunque fra Spiaceuoles
fi farà foaue con la conſuetudine, & con altri mekli , che
fi'lon detti alla pag. 145. Terzo , Che quantunque ſia
diſpiacenole,ella e perciò neceljaria : & tffeiti piucowol
dispia
i
Libro Quarto 197
cenoli ne ſeguiranno ,ſe non ſi fa : come ſi è detto alla
Pagina 166 .
Ma ſe la Coſa è Difficile : fimilmente ſi può diui
dere in queſti Capi. Primieramente ; Che s'ella á
Difficile , non è però Impoſſibile : come ſi è detto alla
2

pag. 158. Dipoi ; Che le Coſe Difficili ſi poſſono render


Facili : come alla pag. 161. Et fatto le proue ; ſi
adoprano per modo d'Impulſo , le Formole Etiche
& le Patetiche , come alla pag. 97.
N'altra differenza nella Perſuaſione Delibera
Villa
ciua' è , ſe ſi tratta difare yna coſa Buona à Vtila
aſſolutamente : ò ſe ſi tratta di Eleggere la migliore di due
Coſe Buồne : òla più Vrile di due coſe Vtili: come ſc
fia Meglio di applicarſi alle Armi , ò alle Lettere .
Nel qual Temala Partitionc & Offatura della Let
tera farà la medeſima ; trattata però Comparatiua
mente . Dimoſtrando che queſta coſa ſia piu Defidera
per ſeſteſſa, che l' Altra, come alla Pag.113. Dipoi,
bile
Ch'ella ſia pin Utile dell Altra ; come alla Pag. 131.
L'iſteffo dico ſe tu vuoi dimoſtrare, che fia Coſa
Giudeonoreuole : come alla Pag . 131. Et che ſia più

Qper :Vanto alle Lettere Difuaforie ; l'Oſſatura & Para


titione ſarà l'ifteffa, prendendo però i Termini
Oppoſito : come si è detto alla Pag. 126. Di
moſtrando , Che la coſa ſia Mala per fe ftellas & Difi
pendioſa , Inutile o pofitiuamente Dannofa. Ouero ,
Che la Cofafia Dishonorata , Sconueneuole , ingiuſta, & in
7 7

gioconda. Ouero, Che fia Impoſſibile, ò Difficile; Faticofa,


&Infelice , ellendo ni , Che tal Cora renda l'Huomo
al , alla Fas
ma , e all'Anima .

ges

N ' CAPI
198 Dell'Arte delle Lettere Mifrue
CAPITOLO SESTO
Oſſatura delle Lettere Accufaliue à Difenſue .
Er Aggrauare vn'Attioné Ingiuſta in vna Lettera
di
prima la Narratione , vna General Partitione ſarà il
dimoſtrare , che quell' Attione ha violaia la Legge Diui
na , la Legge di Natura , la Legge di Equità , la Legge
>

delle Genti , la Legge Scritta ; la Priuata Fede : come


hai veduto alla Pag. 137.
Ouero ,perche all'Ingiuria concorrono, Danno ,
Malitia , Diſpiacer dell'Offeſo , ee Contrauentione
alle Leggi : tu puoi Dimoſtrare ( dopo la Narratio
ne ). Che l'Offeſa ſia ſtata Graue per il Danno riceuuto nel
Corpo, nella Roba, có nellHonore ; e eſſere irreparabile.
Dipoi , Per la Malitia : eſſendo ſtata un ' Attiön Nera',
Brutale , Voluntaria , Premeditata , e non Caſuale . In ol
2

tre , Perche l'Offefo non hauea data occaſion niuna : ni's


grandemente afflitto. Finalmente , Per bauer wiolate la
Leggi: come ſi è detto . Et queſta è vn'altra Of
ſatura :
Ouero , tu puoi dimoſtrare , che l'Ingiuria è ſtata
graue aſſolutamente in ſe ſteſſa ; e comparatiuamente mag.
gior di quelle, che altri facinorofihanno commeſſe : come
alla Pag. 140. Ancora ſi può eſaggerare l'Offela
con gli Capi dell' Amplificatione ; Che jiü ftata la
Prima Ingiuria , O la Sola , Inaſpettata : come alla
2

Pagina 135. mezzo .


Et in queſte Accuſatorie , dapoiche ſi è prouato
ciaſcun Capo , li deue dar la ſpinta all’V ditore con
tro al Reo , con le Formole Etiche, con le Patetiche .
Er il Contrario, nelle Lettere Difenfiue, & Eſcufaa
Puteri
toriei l'Ollatura ſipuò diuidere in quattro Capi.
IL
Libro Quarto . 199
Il Primo è , Negare ilFatto : Il Secondo , Admeſſo il
>

Fatto; Negare che fafata Ingiuria voluntaria . Il Terzo,


Sefu Ingiuria , eſſere ſtata Lecita, & Neceſſaria . Final
2

mente, Eſſere ſtata Lieue : có inogni caſo , esſere Ripara


2

bile ,( il Reo apparecchiato à Sodisfare .


Ciaſcun di queſti Capi ſi può prouare con le co
ſe che ſi fon dette . Il Primo , con le Maſſime dell'
Impoſſibile : vedi la Pag .164. Et in oltreco' Luoghi
Communi Intrinſeci, Pag .46. & Eftrinſeci, Pag.55.
Il Secondo ; Non eſſere ſtata Attion Voluntaria , ne
malitiofa ; ma caſuale . Pag. 143 .
Il Terzo ; Éſſere ſtata prouocata , forZata dalla Necef
>

ſità della Riputatione , ò della Paſſione, Et perciò non con


>

traria alle Leggi di Natura , ne delle Genti. Ibid.


L'Vltimo : Ellere ftata leggiera reparabile. Ibid. .

Et in oltre li può eftenuar l'Offeſa con le Maffime


Comparatiue . Pag. 140.
Dopo la proua di queſti Capi ſi poſſono vſar le
Formole Etiche e le Pateriche .
A ſe tu vuoi dimoſtrare che vn ' Attione fia
MA
ftata Giuſta , in vna Lettera Encomiaftica cu
Lodatiua ; benché ciò ſpetti al Genere Dimoſtrativo
nondimeno i Capi ſi prendono dalla Perfuafion
Giudiciále . Dimoſtrando , che l' Attione ſia ſtata con
forme alle Leggi Diuine , Naturali , Delle Genti, & alle
Leggi Scritte : come alla Pag. 136. & 139. Duero ,
Paragonandola , e preferendola ad altre Attioni Giuſte
come alla Pag. 140. Qucro , cſaggerando co' Capi
dell’Amplificatione , Se colui che l'ha fatta ſia ſtato il
"Primo, & il Solo, &piu volte, voluntariamente ; cioè, A

non a caſo, ne perforza . Et altresì dopo queſte proue


ſeruono le Formole Etiche , & lė Patetiche .
Quel che ſi è detto delle Lettere Seriamente Accuſa.
tiue, ò Difenfine degliHuomini ; ſi può ſcherzeuolmen
te applicare alle Aconfatiue à Difenfine degli Animali ,
N 4 à di
.
200 Dell' Arte delle Lettere Miffiue
ö di Coſe inanimate : come yn bello Spirito , recità
vna bella Oratione contra Domitiano in difeſa del
le Moſche . Et anco taluolta fi fono vſate feria
mente tai Controuersie . Onde leggiamoche in
Parigi, perche ſotto la Statua di Lamproione ſul
Ponte Nuouo , fi affiggeano le Paſquinate, come
in Roma ſotto la Statua di Paſquino, o di Morfo
rio : non potendo i Giudici punir gli Autori , cita
rono la Statua , & le fecero il Proceſſo ; affegnan
dole Accuſatori & Auuocati :& giudicialmente la
condennarono ad effer precipitata nel Fiume . Et
ancora dagli Eccleſiaſtici fi ſon fatte Proceffure
contra le Locuſte , & altri Animaluzzi , che gua
ftauano la Campagna; aſſegnando loró Auuocati
& Accuſatori prima di maledirli, & condennargli
à mazzerarſi nel Fiume. Perche neanche al Dé,
moni nega Iddio lc Difeſe .
dadely

CAPITOLO SETTIMO
oßatura di una intera Perfuafione , commune
à tutti Tre i Generi della Retorica .
là vdiſti alla Pag. 6. che i Tre Generi della Re
> ,
benche habbiano Fini differenti, ſi danno però ami
,
cheuolmente la mano vno all'altro . Peroche il Di
moſtratiuo & il Deliberatiuo , poſſono hauere vn
Tema commune quanto all ' Attione , benche di
uerſo ſecondo il Tempo . Perche yn'iſteſſa Attio
ne dal Panegiriſta fi Loda come coſa Fatta ; & dal
Conſultor ſi Conſiglia come coſa che ſi hà da fare .
Per Eſempio ; Se il Conſultore dirà . Il Capitano che
fece
Libro Quarto 201
it

fece ilMilitar Giuramento ad un Principe, non deve ac


cettar le Conditioni benche più vantaggioſe da un'altro Prin
cipe. Et il Lodatore dirå . Degno di Lodefu Pontio Cene
turione , che fatto prigione da Pompéo , ilqual gli offer: Con
ditioni più vantaggioſe , non le volle accettare . Ancora il
Giudice riguardando le coſe fatte , come il Loda
tore : può hauerper Soggetto l'iſteſia Atrione: co
me ſe diceffe ; Degno di Supplicio fuLabieno ; perche has
uendo giurato Fede à Ceſare ; fi ribellò à Pompéo, che gli
offer: Conditioni migliori. Siche vna medeſima Attio .
ne può eſſerLodata dal Panegiriſta, come Honorata:
Difeſa dall'Auuocato , comeGiuſta : & Conſigliata
dal Conſultore , come Utile e Buona . L'ifteffo fi
1 dice del Conueneuole , del Diletteuole , del Facile, & del
Neceſſario, che ſon communi à tutti i Generi, come
hai veduto alla Pag. 144.
Conchiudefi adunque, che ſicomela Perſuaſione
di ciaſcun Genere Particolare , richiede yna Ona
tura Particolare : così ad vna Perſuaſione Vniuer
ſale può ſeruire vna Offatura Vniuerſale , che ab
bracci tutti tre i Generi . Delqual Tema già ti diedi
in Eſempio alla Pagina 175. la mirabile Attione del
Re Codro , che voluntariamente confecrò la Vita
frà l'Armi Nemiche , per faluar la ſua Patria . Siche
tu puoi dimoſtrare, come già dilli , che quell’Attionc
fu Honorata, Giufta, Vtile, Conueneuole, Gioconda, Facile )

& Neceſſaria ,
Honorata , perche Codro eſercitò la maggior Vir
tù , ch'eſercitar poffa yn'Heróc ; cioè, la Fortezza
nel morir per la Patria .
Giufta , perche la ſpontánea morte di.vn Re, che
ſarebbe ſtata Temeraria & iniqua ;diuenne Giuſta
per il ſuo Fine, ſecondo la dichiaration dell'Ora
colo .
Vtile, perche da quella Morte nacque in effetti
la
202 DellArte delle Lettere Miſſiue
la Publica Salute della Patria, terminandofi le mor
tali Guerre con quella Morte .
Conueneuole, perche ſecondo l'Oracolo , niun' al
tra Vittima conueniua à quel gran Sacrificio , che
vna Vittima Incoronata ; cioè, il Re medeſimo .
Gioconda, poiche, non forzato , non meſto , ma
con voluntaria deſtinatione , & ſommo giubilo ,
ando Codro alla Morte come al Trionfo .
Facile, perche la più difficil coſa del Mondo ch'
era ſaluare Atene ; diuenne per lui faciliſſima : non
eſſendo nulla più facile di ciò , che totalmente di
pende dalla propria Voluntà .
Neceſſaria , perche niun'altro mezzo reſtaua alla 1

Salute del Popol Çaro, ſenon la Morte del Re, per


deciſion dell'Oracolo .
Siche queſta fola Perſuaſione può feruir per Idéa
di tutte le Perſuaſioni . Et queſto Tema ſeruirebbe
di Tema à tutti tre i Generi : potendoſi comporre
ſopra il medeſimo fatto , con la medeſima Offa
tura tre differenti Orationi . La Prima Deliberatiua ,
Conſigliando Codro à far quell’Attione . La Se
conda Dimoſtratina , teſſendo vn Panegirico ſopra 1

l’Attione già fatta . La Terza Giudiciale , difenden


do quell' Attione , da chi voleſſe incolparla come
Temeraria , & Ingiuſta .
Way 1

CAPITOLO OTTAVO 1

Ofſature delle altre specie di Lettere


Compreſe ſotto gli Tre Generi della Retorica .
Ebene al Capitolo Terzo del Primo Libro , le
S liana
Libro Quarto : 203
ſiano ſubordinate agli Tre Generi, Dimoſtratiuo, De
liberatiuo , & Giudiciale , ſecondo la commune Parti
tione de' Rétori ; quì nondimeno ci conuien le
guire vn'altra partitione più adequata , più dottri
nale , & più facile alla Praili ; che non è ſtata com
munemente ofleruata dagli altri : cioè , le Quattro
Maniere Generali della Perfitafione ; Hiſtorica , Logica ,
Etica , Patetica . Perche , ſicome la Differenza
Eſſentiale delle Lettere, ſi de prendere dalla Ellen
tial Differenza de' loro Temi ; de'quali altri ſono ,
Hiſtorici, altri Logici, altri Etici, & altri Patérici ; &
molte volte meſcolati vo con l'altro : così non è
dubio che le Lettere ſi deono ſubordinare à queſte
quattro Perſuaſioni , più toſto che agli Tre Generi.
Peroche ſicomc la Perſuaſione Hiſtorica ”, l'Ętica, &
la Patetica ſono communi à tutti tre li Generi , Di
moſtratiuo , Deliberatiuo , & Giudiciale ; così le
Lettere Hiſtoriche , Etiche , & Patetiche ; non ſi
poſſono ſubordinare ad vn Genere, più che ad vn
altro . Raccogliendo noi dunque Totto ciaſcuna
Perſuaſione , le Specie degli Temi , che hanno co
gnatione frà loro ; faremo delle Lettere quattro
Clafli'; & di ciaſcuna breuemente accenneremo le
Ollature .
6:29

CAPITOLO NONO
Osſatura delle altre Lettere Logiche.
là vdiſti al Capitolo Quarto del Libro Secon
G do
tica, apreſſo i Retorici s'intende quella , che con
Argomenti ritratti da' Luoghi Propri , ò da' Luo
ghi Communi , perſuade dirittamente & Logica
mente
204 Dell'Arte delle Lettere Miſfiue
mente il ſuo Tema : à diſtintione delle Tre altre
Perſuaſioni , che perſuadono permezzo della Sim
plice Narratione , ò de' Coſtumi, ò degli Affetti.
A queſta Logica Perluaſione adunque, ſi appar.
tengono Principalmente le Lettere Lodatiue , Confi
gliatiue, & Accufatiue, & le loro Contrarie; che ſono
fini propri degli Tre Generi, Dimoſtratiuo , Deli
beratiuo , & Giudiciale , delle quali hai veduta la
Offatura . Reſta hora di additar traſcorrendo la
.

Offatura delle altre Lettere della iſteſſa Claffe .


Ma quì conuien che tu fappi , che le più volte ,
>

ſebene il Tema farà Eſſentialmente Logico ; vi ſarà


nondimeno yn meſcolato di Etico , o di Patetico :
trouándoſi pochi Temi tanto ſchietti, quanto que
gli Sci , che ſi fon detti. Peroche ficome taluolta
naſcono Moſtri compoſti di Nature tanto diffe.
renti , che tu non fai fotto qual Genere ſi debbano
collocare ; ſe tra' Senſitiui , o tra' Vegetabili ; ſe
trà gli Huomini, o trà le Fiere : così alcuni Temi,
potendoſi ridurre à più maniere di Perſuaſione ; dif
ficilmente ſi conoſce qual fia la Principale de Elen
tiale lor Differenza . Et queſta è la Ragione , perche
.

circa il modo diTrattare il Tema , & di partirlo ;


gl’Intelletti reſtino.'molte volte intricati & per
plešil . Noi dunquc ti verremo diſtinguendo in cial SY

cun Tema qual fia la Specie Principale, & quali le


Acceſorie, per formarne la Partitione, & l'Ollatura .

Offluura delle Lettere. Eforlatiue


à far qualche coſa.
Eben queſto Tema paia il medeſimo , che il
di
Libro Quarto 205
di queſto Libro : vi è nondimeno qualche differen .
za trà il Conſigliare , & l'Ffortare . Perche il Simplice
Conſigliatiuo , conſiſte nella ſimplice proua per via di
Argomenti, che la Coſa ſia Vtile & Buona ; fer
mandoſi nel conoſcimento del Vero : & perció
egli è Tema Eſſentialmente & Simplicemente Lo
gico . Ma la Efortationeè quella che ſi fà da Perſo
na Amica , Sapiente, con Afferto ; perfuadendo qual
che coſa appartenente alle Virtù, & buon Coſtumi.
Siche queſto Tena farà eſſentialmente Logico ; ma
mifto di Etico , & di.Patetico ,
L'Offatura dunque farà diuiſa in tre parti . La
prima, Morata nell'eſpor la Cagion che ti muoue à far que
fto ufficio, moſtrando Senno, & Beneuolenza; & 'de !
fiderio del ſuo Benc , & del fuo Honore .
La Seconda, Logica : prouando con Argomenti ,
Che la Cosa farà gloriofa, conueneuole , vtile , ò gioconda ,
7

& c . & riſpondendo agli Oggetti che poſſono ri


tenerlo .
La Terza Patética , dando una ſpinta alla Voluntà di
Lui con la Speranza , & altri Affetti , come hai veduto
nelle Formole Patétiche .

Oſſatura per Dishortare.


A Partitione è la medeſima : ma la Trattatione
L diuerſa .
Nella Prima parte , Eſporrai la Cagion che ti muoue ;
moſtrando timor del luo male , ò del ſuo disho
nore .
Nella Scconda ; Proverai che la Coſa è Dishonorata ,
Sconueneuole, Dannoſa, Difficile, Ingioconda, & c. riſpon
dendo agli Oggetti.
Nella
206 Dell'Arie delle Lettere Miſſiue
Nella Terza ; Ritrarrai l'Animo di lui, con la Ver
gogna , & col Timore di mal ſucceſſo ; & altri Affetti.

Oſlatura di Lettere Ammonitorie ,


Ò Parenetiche
Vefto Tema è fimile in parte , & in parte di
Q uerto dal Dishortatiuo . Simile , inquanto alla
Perſuafione Logica ; dimoftrando che vna Cofa fia
Dishonorata, Dannofa , Ingiuſta , Sconueneuole, &c. Ma
diuerlo , perche il Dishortatiuo tiſguarda Principal
mente una coſa mala che ſi vuol fare': & l'Ammoni
torio, & Riprenſivo, ò ſia Parenetico , Principal
mente riſguarda una coſa mala che già ſi è fatta. Et in
oltre l'Ammonire & Riprendere , è officio di Per
ſona Superiore verſo l'Inferiore. Siche l'Ofatura
ſarà la medeſima quanto alla Perſuaſion Logica :
ma l'Ammonitore moftrerà maggiore Autorità &
grauità ; meſcolata nondimeno con piaceuolezza ,
& carità .
Regele
|
1

Oljarura di Lettere Postulatorie.


3

O o di qualunque Beneficio ; neceſſariamente


richiede la Perfuafione Hiſtorica nel narrare il Bilo
gno . La Logica , nel prouar che ciò che tu dimandi
ti lia Neceſario per Honore , ò per V'tile, ò per Diletto ,
per fuggir qualche incommodo, ò pericolo . Terzo , richie
de la Perluaſione Morata, nelrappreſentare alcun tuo
Merito di Seruitù, o di Amicitia :& ancora La Virta
Libro Quarto . 207
di lui, che ti fà ſperare il Beneficio . Et finalmente
richiede la Perſuaſion Patetica per muouer l'Animo di lui
con qualche Affetto ; come preghiere affettuofe , promeſſe
di eterna Obligatione & Gratitudine
Hor queſti quattro Capi ſono la Oſſatura . Ma
così in queſta comein tutte le altre Specie di Let
tere , dei tù riſouuenirti del Decoro di cui ſi è parlato
al Capitolo Terzodecimo del Primo Libro , Pag.
21. perche con altri Termini fi dimandano Gratie
a ' Principi, Beneficij agli Vguali , & Servigi agl’In
feriori . Ma la Partitione è ſempre la teſla .

Oſſatura di Eſcuſatorie di non hauer poruto


corriſpondere alla Dimanda .
è in riſpoſta della Lettera antec
edente :
OYVeſta
& effentialmente ella è nella Claſſe delle
Logiche , perche la Soſtanza conſiſte nello allegare
Argomenti e Ragioni, per lequali non hai potuto
compiacere all'Amico : ma vi entra affai dell'
Etico, & del Patético. Conuerrà dunque diuiderla in
quattro Parti.
La Prima ſarà Etica infieme & Patética , moſtrando
il Deſiderio che tu haueui di fodisfare al Deſiderio di lui ;
ó con quanto calore tu hai procurato difarlo .
La ſeconda, ſarà Logica inſieme & Hiſtorica ; nar =“
rando & dimoſtrando le Difficoltà e le Ragioni, che hanno
reſe impoſſibili le tue diligenze,
La Terza Patética, moſtrando quanto ſia il tuo dolore;
quanta farebbe la tua Vergogna ; ſe l'Amico non vedeſſe
chiaro , la colpa non eſſer tua .
L'Vltima Etica , moſtrandocoraggio e fiducia di vindi
carti contra la nemica Fortuna , con l'intero adempimenta
di maggion commandi. Offatila
208 Dell'Arte delle Lettere Miffiue
Oßatura delle Lettere Dogmatiche
Dottrinali .
En ti ricorderai , che nel Capitolo Quintodeci
mo del Primo Libro, alla Pagina 27. dicemmo,
che ad vn'Amico ſi poſſono ancora ſcriuer Let
tere di Materie Dottrinali , compreſe ſotto il Genere
Dimoſtratiuo Epidi£tico : perche leben la Materia ſia
Filoſofica, la Forma farà Retorica : recando l'Eſem
pio delle Letteredi Seneca , & di Epicuro . Così .

Occorrerà taluolta che il tuo Amico tene darà


l'occaſione , con qualche fuo Queſito : o tu ne
prenderai l'occaſione da qualche nouitd . Come
quando appare vnaCométa di cui tutti parlano :
ouero da qualche tuo motiuo , di dare ad alcuno
Documenti della Dottrina Morale , & Euangelica
per via di Lettere .
Qui dunque trattandoſi della Lettera quanto alla
Forma Retorica, alla quale principalmente ſi ap
partiene la Offatura : ſenza conſiderar la Materia ,
ſenon per modo di Eſempio ; le tu voleſſi dare
all'Amico il tuo auuilo ſopra la Cométa apparſa ;
od altro Tema dottrinale : tu puoi diuiderlo in Quat
tro Parti.
Nella Prima, Logica inſieme & Etića, Eſporrai la
Cagion che ti muone à fcriuere di quel Soggetto, moſtran
do però di non voler fare il Saccente, ma di ſotto
mettere il tuo Parere al Parer dell'Amico.
Nella Seconda, tutta Logica ; dirai il tuo aunijo ,
prouandolo con Argomentiben'ordinati in forma
di Diſcorſo Oratorio .
Nella Terza ; Rifponderai alle Oggettioni che ſi potreb
berfare contra le tue Ragioni ,
Nell's
Libro Quarto. 209
Nell'Ultima , Chiuderai il Diſcorſo, con qualche moral
Documento ; come fà Seneca nel fine delle ſue Let
tere .
0649629

Ofatura di Lettere Apologetiche .


Vantunque le Apologetiche paiano le medeſimo
O con le Difenfiue,delle quali ſi è detto al Capi
tolo Quinto di queſto Libro : vi è nôndimeno le
condo I'yſo del Vocabolo molta differenza . Pri
mieramente perche le ſimplici Difenfiue ſono di
qualche Attione onde alcuno viene accufato : &
le Apologetiche per il più s'intendono di Coſe Dottrin
nali , ò Letterarie , onde alcuno vien Cenſurato : co
me quelle del Caro contro al Caſteluctro che ha
uea Cenſurati gli ſuoi Componimenti. Dipoi, per
che le Simplici Difenſiue fi ſcrivono molte volte
da vn'Amico ad yn'altro per diſcolparſi priuata.
mente : ma le Apologic ſon Lettere Popolari con
tro à Perſone Malédiche è Maléuole ; fiche le Rif
poſte ſon più gagliarde, & indrizzate al Publico .
Finalmente laDifeſa può eſſere di vnſimplice Fat
to , ò Detto : ma nell' Apología molte volte con
uien riſpondere à Cenſure di molti Articoli .
Egli è vero nondimeno , che ancora le Apolo
getiche Effentialmente ſon della Claſſe delle Lette
re Logiche; più che le ſimplici Difenſiue; perche
cffendo la Materiapiù Ingegnofa , piùIngegnofi &
ſottili Argomenti ſon neceſſari per riſpondere alla
Cenſura , che all'Accuſa . Ma inſiemefon più Eti
che &più Patetiche : per moſtrarfi immeriteuole
di quella Cenſura : & per ritorcerl'Odio contro al
Cenſore, facendo apparire la ſua Malitia , & la ſua
Ignoranza .
O Dun
210 Dell'Arte delle Lettere Milfiue
Dunque la Offatura farà quefta . Nel primoLuo
go , Farai vna modeſta querimonia contro alCenfore , in ,
fingendoti non sapere qual Cagion l'habbia moſſo à drikkar
La Pennacontro il tuo Scritto . Et queſta parte vuol ef
· ſer Morata ; moſtrando di compatirło fe per fouer
chia paſſione , ò per poca intelligenza eglihà ſini
ſtramente interpretati gli Sentimenti e Detti'tuoi.
Dipoi, verrai alla Logica Difeſa , Esponendo Artin
colo per Articolo il tuo Detto , e la ſua Cenfura ; & con
chiari Argomenti dimoſtrerai , ch'egliſi oppone al
>

Vero ; & egli erra nel riprendere gli Errori tuoi .


Nel Terzo Luogo , calcando la mano , Con mo
defti acúmi & argutiſcherziprocurerai difarlo ranuedere ;
& rintegrar la tua Fama ,
Queſta Apologia fuppone chela Lettera ſia in
drizzata ad vn Cenfor diſcreto & honorato : ma
debba effer letta dal Popolo . Et perciò modeſta ,
per moſtrar la continenza della tua Ira, & il riſpet
to alla Perſona . Che fe veramente nella Cenſura
appariſſe vna manifefta malignità del Cenſore , è
d'altri , che ſi foffero feruiti della ſua Penna venale ;
fi può acuir maggiormente lo ſtile nel moſtrar' In
gegno , ſenza perdere il Decóro , accioche la Rif
poſta paia inſieme Ingegnoſa, & Morata : & ferua
di cſemplare a ' Malédici .
Desde

CAPITOLO DECIMO
Olatura delle altre Lettere Historiche.
V EdeffialCapitolo Secondo .di queſtoLibro,
: & al
tolo Terzo l'Oflatura delle Lettere di Deſcritrione :
lequali
Ś
Libro Quarto . 211
lequali due Specie ſono compreſe ſotto la Clare
delle Lettere Hiſtoriche Simplici , come dimoſtrano
gli Eſempli de' loro Temi: nclla guiſa che ſi è fatto
al Capitolo Quarto delle Lettere ſemplicemente
Lodatiue e Biafimariue : al Capitolo Quinto delle
Timplici Conſigliatiue ò Sconſigliatiųe : & al Capitolo
Seſto, delle limplici Accuſarine Ò Difenſiue .
.

Maperche ſi è detto , che oltre à quelle SciSpe


cie Simplici , vi ſono , altre Specie Miſte di più
> 2

manieredi Perſuaſione; che non ſoggiaccionoad


vna ſola Claſſe ; ma à più Claſſi , comehai veduto
ne' Temi del Capitolo Antecedente ; verremo quì
annouerando quelle ch'eſſentialmente ſono Hiſto
riche , ma partecipano ancora del Logico , o dell
Etico , ò del Patético .

Oſſatura delle Lettere di Ragguagli.


E per Ragguaglio s'intende vna fimplice Narra
altro non fi può dire , ſenon quel che G è detto al
;
Capitolo Secondo ; cioè, che la Partitione ſi prena
de dalle Circoſtanze : perche , comc hai vdito , la
Simplice Narratione altro non è , che yna Serie
delle Circoſtanze di vn'Attion ſucceſſiua .
Che poi ilRagguaglio contenga vn fatto ſolo ,
ò molti fatti ; come le Gazette ; queſto non varia
la Specie della Lettera Hiſtorica . Ma ſe il Raggua
glio è raccontato con qualche paſſione ; & hà per
fine di lodare ò biaſimare alcuno ; ò di confi
gliar l'Amico à far qualche coſa : allora non è
fiù Narratione fimplicemente Hiſtorica ; ma inſie
me Logica , Ò Etica ,ò Patética
0
; & perció l'Offatura
2 farà
212 Dell'Arte delle Lettere Miſſiue
farà due parti, l'vna di Narrar l’Atrione oratoria .
mcnte , facendo comparir le Circoſtanze aggra
uanti : l'altrą di applicar logicamente la Narratio
ne al tuo fine .
2 .
essere

Oſlatura delle Lettere di Negoti .


A però di Logica , od altra Perfuafione, ſecondo il
tuo fine . Altro non eſſendo la Lettera di Negotij ,
1
ſenon vn Ragguaglio di coſa da te con altri ; è da altri
teco trattata per beneficio commune : ſucceſſiuamente eſpo
nendo ciò che ſiè fatto con la diligenza & accorteXla tua :
& le difficoltà incontrate, ò ſuperate : & ciò chebiſogres per
condur la coſa al fine defiderato. Et queſti ſono iCapi
dell'Oflatura .
eft

ollatura di Lettere di Credenza :


Ncorqueſtaè vna Specie diLetteradi Negotij,
A che li partiſce in tre Capi. Nel Primo ;Tu ac
1 cenni all'Amico il biſogno di trattar con eſſo alcun Negotio,
che per degne cagioni tu vuoi commettere alla Lingna del
Portatore tua fida Interprete,più toſto che alla Carta .
Nel Sccondo ; Tu accennerai la Prudenza da buone ,
qualità di lui , lequali ti bax dato fidanza di commettere
alla fua fede gli tuoi Penfieri .
Nel Terzo ; Pregherai l'Amico di hauer la medeſima
fidanza in lui , comein te fteffo : ilqual sarà il Mercurio
pommune in queſto affare .
.

eges92

Ofacuta
Libro Quarto 213

Ollatura di Lettere di Raccommandatione :


Veſte ancora ſon miſte di Perſuaſione Hifto
Q rica, Logica , & Etica .
Nel Primo Luogo tu narri , Che Titio ſapendo
quanto ſia liberale de' ſuoi fauori il tuo Amico
verſo la tua Perſona ; hà ſperato di poterne anch'
cffo participare con la tua Interceflione , in vn'ef
tremo ſuo biſogno .
Net Secondo Luogo; Che tu non hai potuto negare
ai meriti del Raccommandato queſto officio ; ne
1

ſottrarre all' Amico yn'Oggetto degniſſimo della


ſua ecceſſiua Generoſità : laquale Itima perduto
quel giorno , che non benéfica .
Nel Terzo Luogo'; Con terminiaffettuofi preghe.
rai l'Amico à mantenere in credito la tua Seruitù ;
& acquiſtarſi con le ſue Gratie vn Virtuoſiſſimo &
vtiliſſimo Seruitore, qual ſempre gli ſarà ilraccom
mandato
dece

CAPITOLO VNDECIMO
Oßatura delle Lettere Eriche.

G là ſai che le Lettere Etiche ſon quelle , che


di
à cui ſcriue , ò di Terze Perſone ; come hai vedu
to al Capitolo Ottauo del Libro Secondo, Pag. 64.
Ne ſolamente le Virtù , & Coſtumi Buoni, ma anc .
cora i Vitioſi ; come vdirai .
elect
O 3 Oſſatura
214 Dell'Arte delle Lettere Miſſiue
Oſſatura delle Lettere di Offeria ,
Veſta conterrà Tre Capi . Nel Primo 5 Eſporrai
Q con quanto ſentimento tu habbi intero che il
tuo Amico per qualche Incontro, ò Infortunio hab
bia occafione dimettere alla proua gli ſuoi Amici.
secondo; Moftrerai &quell'Ani
Nel Secondo ma eche
ricordeuol dc'deue
Benein
Amico ,
fíci da lui riceuuti : & perciò tu gli deui à ſuo fer
uigio quanto puoi, quanto hai, quanto ſai, quanto
17
fei ; eſſendo tu già tutto fuo . 1

Nel Termos Lo pregheraidi accettar la tua offerta


con ogni libertà , come tu ſperereſti di lui in par
caſo . Ouero : che tu eſprimerai con gli Effetti ,
.

ciò che tu non ſai con le parole .

be

Ofaturadi Lettere di Preſentare ,


à Dedicare alcuna Coſai
N generale ſi può dire che in tre punti conſiſte
IN
queſto Officio , Il Primo, la Coſa che tú gli doni .
Il Secondo , l'Intentione con cui la doni , con qual
che ragione. Il Terzo , pregarlo à volerlo gradire :
perchefeben la Coſa vagliapoco , acquiſteràgran
. pregio quando haurà Phonore di eſſere coſa ſua .
Queſto è detto in generalc : ma il vero è , che
tali Preſenti vogliono eſſere animati da qualche
Concetto nel secondo Punto , che accenni alcuna
ingegnoſa conneſſione & conuenienza della Cola
che li dona con la perſona che la dona ; ó con
quella che la riccuc : iquali Concetti li cauano da
qualche
Libro Quarto 219
qualche qualità della ſteſſa Caſa che ſi dona . Così
il Petrarca mandando à preſentare a Mad. Laura
vn Lepre feriro & legato : moſtra di mandarle on's
Imagine di se ſteſſo : ilquale , mentre andaua libero e lieta
trà via , ſenza niun timore ; fu da lei ferito , & legato con
2

maggior catena .
Ma di tali Concetti ingegnoſi, à ſuo luogo di
parlerà .
de

Oßatura di Lettere d ' Inuito .


Icome l'Inuitare ad Albergo, á Feſte, àqualche
S Delitia ,) è yn’Effetto appartenente alla Virtù
della Hoſpitalità ; & diLiberalità', oyero di Amicitia :
così quefte ſono effenrialmente Etiche & Morate ,
ma meſcolate con le altre Perfuafioni. Peroche ,
Primieramente , con la eſpoſitione Hiſtorica , tu rap .
preſenti all'Amico la Occaſion dell’Inuito . Dipoi,
Logicamente tu accenni lc Cauſe che muouono
te ad inuitarlo , e dcono muouer lui ad accettare ,
Finalmente , con qualche Affetto moſtrerai il deſi
derio impatiente dirivederlo , & feruirlo .
2

Oſſatura di Lettere di Rimpróuero.


ILficy ; eu dolerti di hauer riceuuto Mal per Bene . Bene
Il Prime Capo della Oſſatura , ſarà ; ricordare all’In
grato ciò che per lui facefti, & ciò che il tuo me
rito aſpettaua da lui .
Il Secondo ; eſporre il mal ricambio che ne hai
da lui riccuyto ; facendo paralello della tua Bene
Q4 ficen
216 Dell'Arte delle Lettere Miſſiue
1
ficenza , & della ſua Maleficenza .
L'Vltimo, fargli Vergogna con Formole Patétia .
che , come alla Pagina 103.
6.net

Oſſatura diLettere di Minaccie, d Sfide.


Ncor queſta è Morata , mifta di Patético . Nel
A Primo Capo eſporraipiù con Inuertiua, che con
Hiſtorica Narratione , l'Ingiuria che da lui rice
uefti .
Nel Secondo ', eſclamerai con iſdegno che con
tuo Honore non puoi fimular ne ſoffrire sì graue
oltraggio : come alla Pagina 100 .
Nel Terzo, proteſterai con Formole Patétiche di
nonvolerne morirc inuendicato , & cancellerai l'in
gna .
giuria con ſua VergoOccaſ
Egli è vero che in ioni di Gioſtre , e Tor
néi,logliono i Caualieri ſparger Disfide òCartelli
per vezzo più che per Hoftilità : ne' quali la Offa
tura ſarà pur la medeſima : ma le Ragioni, & le
Minaccie faranno adorne di Figure & Concetti in
geniofi; de' quali ſi dirà à ſuo luogo .

Olatura di Lettere Satíriche.


Veſte conſiſtono nella Perfuafione Etica miſta
Q di Logica & Ingegnoſa. Perche gli Oggetti della
Satira ſono i Vitij : & la Satira è vna Riprenſione.
de Vitij , mordace sì, ma coperta con ingegno do fimula
tione : perche la Mordacità ſcoperta & ſenza acú
me , è coſa da Paraſito . Quella dunque ſarà ingea
2

gnoſa ,
Libro Quarto . 217
gnoſa , che accuſa & par che ſcuſi ; biafima & par
che lodii adoperando l'Ironia , & l'Equiuoco, che
ſon le figure più proprie de Motti acuti.
Siche la Satira non è differente dall'Accuſatione
per la Soſtanza, ma ſolo per lo Stile. Et perciò la
7

Offatura della Lettera ſi riduce à due Capi, cioè ,


Narratione delle Attioni Vitiofe copertamente accen
nate : & Rifleſſioni mordaci espiritoje per via di Motti
Equiuochi & figurati, che riprendono & par che !4 .
ſinghino. Ma diqueſte Forme Ingegnoſe, parlere
mo al luogo ſuo .
Auuertendo però che l'vlar ſimiliSatire per pro..
pria difeſa è cola leggiadra , & giouiale : ma il dir
male per dir' male, è coſa biaſimeuole .
leven
erothy

Oſſatura di Lettera di Deriſione con Diſpregio.


Q l'antidetta : perche quella è vna Riprenſione
acuta & ingegnola , partecipando più del Logico
& dell’Etico : & queſta è vna Riprenſione ſcoperta,
& più partecipe del Patético , effendo il Riſo vna
gagliarda Paſſione che naſce da qualche Fatto è
Detto ſciocco , & contrario al Decoro , per farne
Beffe : come leggefti nel Primo Libro, Pag. 21.
Nel Primo Luogo: tu eſponi la Cola di cui ſi ride ,
con qualche Formola viuace che deſti il riſo , co
me fe tu cominciaſſi la Lettera così . Oh oh , chi non
riderebbe , leggendo la voſtra Scrittura ? & c. Ouero :
Trattenete le riſa ſe voi potete , leggendo il bel Caſo ch'io
Oengo àa raccontarui , &c.
Nel secondo : farai le rifleſſioni facete ſopra la de
7

formità del Fatto , ò del Detto ; rappreſentandole


gratio
218 Dell' Arte delle Lettere Miſſiue
gratioſamente , con le ſue Circoſtanze contrarie al
Decoro : purche non ſian coſe che tocchino ſul
viuo : perche il Ridicolo, è vna Deformità che non 1

doglia
Nel Fine, conchiuderai con qualche altra facetia,
come à dire. Vigiuro chevedendoqueſte coſe , hò temuto
di crepar dalle riſa, come Criſippo, quando vide l'Aſino
mangiare i Fichi ſul tagliére .
1

CAPITOLO DVODECIMO
Offatura delle Lettere Patétiche ,
E Principali delle Patétiche ſon quelle de' Com
plimenti, dal mentire così chiamati, dapoi che
la Simulata Cortesía corruppe la Sincerità delle
Corti: ma l'Vſo bà ottenuto che queſte fiano ado
perate hoggidi etiamdio da coloro che le deteftano .
Quindi è che tai Lettere, quanto più ſon coſe frie
uole & ordinarie ; tanto più ſono difficili; conuc.
nendoti giocar d'Ingegno con arguti Concerti, per
moſtrare all'Amico , che una coſa ordinaria , tu la fai
con Affettonon ordinario :6 far credere conapparentira
gioni ,ciò che daniúno fi crede. Ma di queſte Argute
& Ingegnoſc Menzogne ſi parlerà a ſuo luogo .

Oſſatura di Augurio di Buon Capo d'Anno:


A Oſſaturadi queſta Lettera Eſſentialmente Patés
tegiano tre fallità . La Prima,7 Che l'Anno nuouo ti bà
fatto
Libro Quario . 219
fatto diuenire Augure ; che è coſa fauoloſa . La See
conda, Che tu gli auguri Anni infiniti, che è coſa im
poſſibile . La Terza , Che ciò che tu dici , tu lo dici di
tutto cuore , che è coſa ridicola .
Hora perche à far credere vna falſità ci vuole yna
Ragion falſa chepaia Veriſimile , queſti ſono i So
<
fiſmiIngegnoſi, chiamati Concetti che (come ho
detto ) ti conuien meditare : vn de' quali potrebbe
eſſerqueſto. Che feben l'Affettoecceſſino fà che allºAmico
fi deſideri coſe impoſſibili : tuttavia tunon credi di deſide
rargli coſa impoſſibile, defiderando ch ' ei vina Anni Eterni .
Perche , s'egli ha potuto con le miracolose ſue Attioni dar
l'Eternità al ſuo Nome ; ancor potrà dare l'Eternità agli
Anni ſuoi, come tu cordialmente defideri.
Vn'altro potrebb’eſſer queſto : Che Sciocchi tu gin
dichi coloro , iquali dal nuouo Anno prendono gli Auguri
della Felicità degli Amici : perche non ſon gli Anni che fac
ciano felici gli Huomini, ma la Virtù degli Huominifa gli
Anni felici, Che perciò tu ,fatto Augure piu veridicodall'
>

Ifperienza ; vedendo il tuo Amico con le magnanime e


profperoſe Attioni fue, tanto gioueuole alla Patria , & a
Cittadini ; precanti con più ſicuro Vaticinio i che queſto
nuono Anno molti altri fucceffiuamente per lui & per.
il Publico ſaranno Felici .

offatura di Complimenti di Applauſo,


e Congratulatione.
L Primo Capo farà cſpor da quanto giubilo come
I mune
mu ſiagiunta accompagnata la fama della
Vittoria , è della Dignità , o di altra Felicità dell'
Amico .
I
220 Dell Artedelle Lettere Miſfrue
Il Secondo, allegar qualche Ragione , ò vera , ó
3

ingegnoſa, per laquale più di ogn'altro , anzi più


di lui ſteſſo tu te ne ſei rallegrato : come nelle
Formole alla Pag. 91.
Il Terzo, che tanto più ne godi , perche la ſua in
ceffante Virtù promette à tutto il Mondo più glo
rioſi Progreſli .
Queſta è l'Ofatura Commune : ma per veftirla
di Concetti ſpiritoſi e frizzanti , biſogna conſide
far le Circoſtanze Particolari , e ſcherzarui ſopra .
w

oſatura diComplimenti di Condoglienza.


' Iſteſſa Offatura preſa per contrario verſo ſerue
quafi alle Lettere di Condoglienza, moſtrando
il tuo dolore per qualche Auuerſità dell'Amico :
fenonche i Concettidella Condoglienza vogliono
eſſer più ſerij, più ſodi, & più graui di quegli di
!

Congratulatione: perche nella Giouialità ſon per


meſſe maggiori licenze all'Ingegno .
Prima dunque ſi eſpone come tu habbi inteſo il
doloroſo accidente dell'Amico ; ò per la publica
Fama ; ò perLettere dell'iſteſſo Amico .
Dipoi, che ſebene il dolore di lui ſia ſtato ſentito
da tutti; niuno però l'hà ſentito più al viuo di te :
& addurre qualche Ragione particolare . Et potre
fti accennare , che il tuo dolore ſia maggior' ctiam
dio di quello dell ' Amico medeſimo : perche tu
non hai tanta Virtù à foftenere i Caſi auuerſi ; & i
dolori rifleſi ſono maggiori ,
Al Terzo Luego, gli rappreſenterai gli Oggetti ch'
cgli hà diconlolarfi, e ſperare che il Ciel pietolo
bilancierà quell'Auuerſità con centuplicate felicità,
e
com
1

Libro Quarto 221


come alle Procelle ſuol ſuccedere yn Sereno più
chiaro del confucto .
edelleen

oßatura per dar parte ad altri della nostra


Auuerfiid .

P può , con le Circoſtanze che l'aggrauano.che ſi


Dipoi, moſtrare che il Dolor tuo è tanto cccel
fino , che non potendolo ſoffrire , ſei neceſſitato à
ſcaricarne qualche parte ſopra gli più cari Amici .
Vedi le Formole Patétiche al principio della Pa
gina 95.
Finalmente, pregarlo à volerti ſolleuare col ſuo
compatimento , che ſarà l'vnico tuo conforto .

Olfatura per dar parte di qualche Proſperitd.


L ASogge
Partitione ſarà quaſi la medeſima, benche il
tto ſia contrario . ,
Prima , cſporre il Soggetto della tua Proſperità :
attribuendolo alla Diuina Bontà, ò alla Beneficenza
del Principe , ò ad altro Autore .
Dipoi, moſtrar, che ſapendo tu quanto ſia l'Affet G
to del tuo Amico verſo di te , & come faccia ſuc
proprie le tue ſiniſtro , & le proſpcre Fortune , à lui
>

ti ſenti obligato di darnc Parte .


Finalmente, aſſicurarlo che à te le Proſperità non
ſaranno defiderabili per altro più , che per poterlo
maggiormente feruire.
Offatura
222 Dell' Arte delle Lettere Miffiue
OfJatura di Lettere di Ringratiamento.
S.Ebene il Dimandar Gratie & Beneficij , ſpetti
principalmente alla Perſuaſione Logica & Etica,
come ſi è detto quì addietro , al Capitolo Ottauo :
nondimeno il Ringratiamento ſpetta Principal
mente alla Perſuafione Patética congiunta con la
Etica ,
Nel Primo Capo , tu eſaggeri il riceuuto Beneficio
per la opportunità , prontezza, & altre Circoſtan .
ze , che lo rendono più grande , & più gradito .
Nel Secondo , tu moftri, che ſicome da lui ſolo tú
poteui ſperarlo ; così à lui folo deui eterne obli
gationi
Nel Terzo, profefferai ſommo deſiderio di mo .
ftrarti grato :ma ſe gli Effetti non poſſono vgua.
gliare il Beneficio , tanto più indiffolubile fara la
tua obligatione , & pregherai la Diuina Onnipo
tenza accioche ſupplifca alla tua impotenza. Vedi
le Formole alla Pag. 79.
16:09

Oljatura di Lettera per dimandar Perdono,


per altri.
Ltra coſa è difendere il Reo & altra il diman
A dar perdono per eſſo . Quella è propria del
2

Genere Giudiciale nella Perſuaſion Logica , come


ſi è detto al Capitolo Quinto di queſto Libro
Ma queſta è propria della Perſuaſione Patética ,
perche non infitendo ſopra la Difeſa , tu ricorri
alla Manſuetudine dell offeſo ,
Dunque Primieramente dirai , che molte coſe po
trebbe
r

Libro Quarto 223


trebbe Titio allegare per iſcuſare ò minuir la ſua
colpa , incolpando l'altrui malitia,& la ſiniſtra For
tuna :: & che molte volte la Innocenza ifteſla pare
colpeuole .
Dipoi, che poiche il tuo Amico ſi ſtima da lui
offeſo , egli rinontia alle ſue difeſe ; & ricorre dalla
Lua Ira alla ſua Clemenza .
Nel Terzº Luogo , addurrai Ragioni che poſſono
muouer l'Animo dell'Offero ad vſar Manſuetudi
ne ; come nelle Formole Patétiche alla Pag. 101 .
Aggiugnendoui le tue preghiere : & promettendo
per lui, ch'egli ſarà il più oſſequioſo de' ſuoi Serui:
hauendo per grauc fupplicio la ſua Vergogna & il
· ſwo Dolore .
.

AVVERTIMENTO .
Eben ciaſcuna Offàtura ſi ſia diſtinta & ordinata
in certi Punti ; non è perciò , che nel Compor
la Lettera ; tu non pofſi aggiugnere & traſporre ciò
che ti parrà più quadrante al tuo Concetto . Ma
ſopra ogni coſa tudei procurare di congiugnere vn
Punto all'altro con tal commettitura , che tutta la
Lettera faccia vn folCorpo. Et per modo di Eſem
pio ; l'vltima Oſlatura del dimandar Perdono per
altri, conſertar ſi potrebbe in queſta forma .
Molte eccettioni potrebbe Titio allegare , per giuſtificare
7

la ſua Innocenza, nonche diminuir laſua Colpa; incolpando


la malitia de Malévoli, e la nequitia della Fortuna ś che
molte volte addoſſando ad altri gli propri falli , fa parer
Criminoſi glipiu Innocenti.
Matanto egli pregia la Voſtra Gratia ; e tanto deferi
ſce al voſtro Giudicio , che poiche Voi vi riputate offefo';
egli rinontia alle difeſe: e dalla Voſtra Ira , rifugge alla
Voſtra Clemenza .
A queſta
224 Dell'Arte delle Lettere Miſfrue
A queſta dunque chiede mercè , fe quella fu dal ſuo In
fortunio , in alcun modo prouocata : condannando fe fteſſo
all'interno Supplicio di un'eterno dolore. Delquale , io
fteſo mi vi eſibiſco Teſtimonio, e mi ftaggiſco Malleuadore ;
ch'eglifarà il piu offequiofo de Voſtri Serui; il più grato
de Voſtri Beneficari . Frå quali, ſe in gratia mia lo rinte
.

grate nella Vojira Gratia ; mi vi profeſſerò in ogni tempo il


piin obligato .

DELL'
225
DELL'ARTE
D E L L E

LETTERE MISSIVE
LIBRO QVINTO .

CAPITOLO PRIMO
Dello Stile Elegante delle Lettere :
DISTI al Capitolo Vndecimo del Primo
Libro , che la Forma Accidentale delle
Miſſiue , conſiſte principalmente nella
>

Eleganza dello Stile. Et al Capitolo Duo


decimo Pag. 19. vedeſti la differenza tra
lo Stile Piano, & lo Stile Figurato ; ambi Eleganti, ma
l'vno più ingegnoſo dell'altro : quello ſimile ad
vna Venere Ignuda ; queſto ad vna Venere ricca ,
mente adorna: che perciò le Eleganze dello Stile
G chiamano Venuftà , & Veneri della Oratione :
Egli è vero ,che le Lettere degli Antichi Scrittori
ſi contentauano della Eleganza Piana; come quells
di Cicerone, di Giulio Ceſare , & di altri Huomini
Illuftri diquel Secolo , che paiono lauoratc ad vn
Modello , & tutte belle . Et tale vorrebb ' effere ye .
ramente lo Stile delle Miffiue . Ma il noſtro Sc .
colo più Ingegnoſo che Saggio ; facendo minor
caſo della Softanza, che degli Accidenti ; colloca
le Virtù nell'Eſtremo , & non nel Mezzo : onde
P no
226 Dell'Arte delle Lettere Miline
non pregia njuna Lettera ſe non è ornata di tante
gemme, & maſcherata con tante ceruffe , e tanti
liſci; che ogni clauſoletta paia vna marauiglia.
Perche dunque il tuo ſottile Ingegno, ſenza du
bio niuno , ſtimerebbe l'Arte delle Lettere, priua
del principaleArtifició, ſe ſi tralaſciaſſe quefta gra
ditaluperfuità ; voglioti ancora in ciò compiace
re'; ſcoprendoti le Miniere, onde fi cauano tutte le
Douitic per abbellire ogni Retorica Elocutione,
Ma prima di trattare della Eleganza Figurata; della
Eleganza Piana conuien parlare.
929
1

CAPITOLO SECONDO
Qualfia la Eleganza Piana delle Lettere :
là ti dicemmo al precitato Capitolo Duodca
Glim
cimo del Primo Libro , pag. 18. che la Prin
cipal’Eleganza dello Stile Piano, confifte nella Pros
prietà e Purità de Vocaboli, in qualunque lingua li
ſcriua ; perche queſto è il fondamento della Elo
quenza .
Ma quaifiano i Vocabali Propri di ciaſcuna lingua,
tuti puoi ricordare di ciò che in altri Volumi no
ftri f è detto . Quelli; cioè, che nella Età migliore
da migliori Componitoriin quella lingua , communement
fi adoperarono
Hora l'Età migliore , & la Virilità della Lingua
Latina durò dal Secolo de? Gracchi fino a quel di
Tiberio. Peroche ſebene Ennio, e Neuio, e Plauto ,
molto primade Gracchi ſi chiamino i Padri della
Lingua Latina quanto alla Proprietà delle Parole ;
vi ſi ſcorgeua nondimeno yna nonſoqual rozzezza
a
natur
Libro Quinto . 227
naturale , che hauca dell'Immaturo "; ſentendo an ,
cora del Vagíto della Infantia , laqual dipoi da?
Gracchi, da Ceſare, da Tullio, & altri famoſi Ora
tori di quel Secolo , con le Regole Grammaticali
fù ripulita & emendata . Ma dopoi che Roma da?
Tiranneggianti,e perciò ſuſpettofi Ceſari, fù riem .
piuta diBarbari; benche per la Curialità Ingegnoſa
nutrita nelle Academie , crefceffe la Spiritoſa Elo
cutione , fcemo nondimeno la Proprietà , Purità ,
& Soauità dello Stile : onde i Componimenti di
Seneca , di Tacito , di Floro , ſono più Ingegnoſi
& acuti ina molto men Latini, & men dolci, di
quegli diCeſare & di Cicerone. Siche allora co
minciò il primo Senio della Lingua Latina ;,che
dopoi totalmente inuecchiò ſotto i Goti, & alfin
morì; naſcendo dal fuo Cadauero la Lingua Ita
liana ,
L’Italiana adunque , come yn Parto adulterino
della Latinità , & del Barbarifmo ;' hebbe la Edu .
cation da' Toſcani ; & conſiſtente forma nel Sca
colo del Dante ', del Petrarca , delBoccacci, & de!
duo Villani, che furono i veri Padrì della Lingua
Italiana , come Ennio e Plauto della Latina : Ma
nel noſtro Secolo , da moderni Toſcani co ' loro
Vocabulari ; & da altri Curiali & Academici Intel,
letti Italiani , etiamdio Lombardi, con le loro ftua
dioſe Offeruationi, maggiormente abbellira ; ella
è peruenuta alla vigoroſa Virilità , non ſolo della
Propria & Piana , ma della Figurata & Ingegnoſa
Elocutione ,
• Dunque la prima Opera per giugnere alla Ele
ganza Plana dello Stile ,farà la Proprietà de' Vocaboli;
alla quale nulla ti puo meglio giouareche il Vos ,
cabolario della Cruſca: nelqual tu vedrai dichia
sati & bilanciati tutti í Verbi, & i Nomis diſcer
P 2 rendo
228 Dell'Arte delle Lettere Miſſiue
nendo gli Vſitati da? Ráncidi; que' del Verſo da
quei della Prola ; i Cittadincſchi da”.Plebei : &
qual ſia l'vſo loro .
Ma dirai tu ; come poſs ? io trouar nel Libro
della Cruſca que' Vocaboli Propri, fe non li cerco ?
& comc.cercarli, ſe prima non li sò ? Chę s'io li
so , à che cercarli ? & ſe non li so , douè li cer
chero io ? A ciò riſpondo primieramente , che fe
tu non ſai preciſamente il Vocabolo proprio di
quell' Attione , ò di quel Soggetto , tu cerchi il
Commune , il Vulgare, il Sinonimo, & l'Affine ;
perochetiquel Proprio
Libroiltrà
additerà & dalla al tuo
molti; Improprij tuo bi-
bi .
logno, Cruſca
rerà il più bel Fiore .
Oltre à ciò , tu dei auuertire , che quel Volume
della Cruſca comprende due Volumi; l'vno dif
fuſo delle Voci Toſcane, Intitolato Vocabolario degli
Academici della Cruſca. L'altro Latino , ma ſuccinto ,
Intitolato Indice delle Voci Locutioni Latine . Hor
queſto Indice Latino , ſe tu ſapraimaneggiarlo , ti ,
farà fida ſcorta per ritrouar le Voci Proprie nel
Vocabolario Toſcano . Perche , ſe tu ſai vn poco
di Latino , cercando tu in queſto Indice la Parola
Latina , quella ti manderà à cercar nel Vocabola
3
rio Vulgare molte Voci Toſcane, trà le quali ri
troucrai ciò che tu cerchi. Come per cſempio, ſe
tu defiderivn Verbo che ſignifichi con vna parola
propria , l'Affliggere in maniera che l' Afflittionecagioni
deliquiodi Cuore: cercando tu nell' Indice Latino la
Voce Latina generica & commune Affiggere; ti
mandera à cercare nel Vocabolario Tolcano : 1
Affliggere, Anguftiare, Tormentare, Trauagliare, Accen
rare, che è quello che tu defideraui.
Ma oltre ciò ,tu trouerai come fia ſtato adopera
lo qucfto Vocabolo , & come li scriua . Pcroche
ſebena
Libro Quinto . 229
febene nell'Infinitiuo fi fcriua Accorare ; nondime.
no nel preſente dell'Indicatiuo fi ſcriue Accuora .
Con l'Autorità del Petrarca . In guiſa d'Huom che af
colta Nouella , che di fubito l'Accwora . Et il Boccacci :
Quefto m ' Accuora , e volentier morrei .
Siche daqueſto Vocabolario , non ſolamente tu
impari la Proprietà de' Vocaboli; ma l'Eleganza
della Frali , & la vera O' rtografía . Ne ſolamente
imparerai le parole Primitiuc , ma le Deriuarc
con eleganza . Come, Accoratoio . Et le Contrarie ,
come Raccorare; cioè Torkare il cuore ad alcuno , co
loro Eſempli
Ma circa i Vocaboli, di alcune coſevoglioti far
cauto . La primaè , che tra le Voci Toſcane , co
me tra le Latine , alcune ſono ſtate anticamente
propriſlime, & vfitate, & eleganti ; lequali hoggidi
più non ſono in vſo apreffo loro, che le Brache alla
Martingala. Anzimolti Vocaboli anche hoggi da
moderni Toſcani ſono vfitati ; & molto propri;
che dagli altri Italiani, & principalmente dalla no
ftra Cilalpina non ſono intcfi .
Quinci tu dei fuggire come peftitenza, l'affetta
tion di alcuni ſtrani Spiriti; iquali ſcriuendo Lette
re , o predicando in Lombardia; & potendo valerfi
>

di Vocaboli buoni & vfitati dagli Scrittori Italiani,


& da tutti ben’inteſi ; vanno frugando nella Cruf
ca Vocaboli aftrufi & difuſati dagli ſteſſi Toſcani:
ouero vſati da loro, & loro propri,ma non altroue
inteſi: infilzandoli come gioie nelle Lettere, o ne
Diſcorſi , per parer più eleganti, toſcaneggiando
tra' Lombardi. Come lo ſcriuere Auacciare , ch'è
Voce propria de' Fiorentini, per Affrettare , ch'è
Voce di tutti' buoni Italiani : & Bamberottolo , per
Bambino : & Toftaneza perPreftezza ; & mille
altri , che portati fuor diFirenze, cagionano ftu
P 3 pore
230 Dell'Arte delle Lettere Miſſiue
pore agl' Idióti , e riſo agl ' Intelligenti.
7

T qucfto è quanto a' Simplici Vocaboli. Ma quan :


ET
to alla Piegatione de' Nomi ne' ſuoi Cafi, & de Verbi
Inte ſuoi Tempi ; & quanto alla Sintaſſi, & altreRegole
della Grammatica Volgare ; ſe, tu profeffi l'Arte
dello Scriuer Lettere Italiane , dei tu ſeruirti delle
Offeruationi di Ludouico Dolci; facendoleti fami
gliari . Peroche la beltà de' Vocaboli , ſenza la
Grammaticale Commettitura , è come ornar di
Gemme vno ftraccio di Cucina .
Non laſciero pertanto di farti ſapere vna licenza ,
generale , conceſſa dal Gran Filoſofo nelle Retori
che, à tutti gl'Ingegni Capriccioli, così nell'abuſo
de Vocaboli, come delle Figure , & di altri ſimili
eccelli,ne' loro Componimenti. Perche ficome a '
Pittori Bizzarri ( qual'era Ludióne ) è permeſſo di
alterar " à bello ſtudio le Regole della Proportione
nel formar Moftriz e Crotteſchi; non peccando
contra l'Arte , chi voluntariamente pecca contra
l'Arte : così, dice egli, non è mal Grammatico chi
voluntariamente pecca contra la Grammatica :
perche gli ſteſſi Barbariſmi diuengono Figure :
Quindi & , che le per mero Capriccio , tu voleſli
farcire vna Lettera di Vocaboli Antichi, ò di Me
tafore trabalzate, o di Figure sfigurate; in tal cafo,
il violare il Decoro , è conforme al Decoro . Ma
quì ſi parla de Componimenti Serij, & non de
Ridicoli : delle Pitture di Apelle , & non di Lu
dióne .

CAPI
Libro Quinto 23r
CAPITOLO TERZO
>
Della Eleganza Figurata.
STile Figu
Tgno ,rato
Inge
ſi chiama quello , che per opera dell".
eſprime il noſtroConcetto conmaniera diffe
3

rente dal parlar cotidiano & commune . Come fe yo ,


lendo ſignificare , I Prati ſono ameni , tų dicelli,
I Prati ridono ..
Hora, ficome il Parlamento humano , tre nobili
Efferti opera nell'Aſcoltante , Riſuona nel Senſo dell’
Vdito Muoue l’Affetio ; & Perſuade l’Intelletto : cosi
lo Style Figurato
l'Harmonia è quello
della Periodo , che allettal'An
: commuõue dito con
l'Vdito con
la Energia Patética : & appaga l ' Intelletto con la
Significatione Metaforica .
Eccoti adunqueMetabolomaciando
tre Generi di Figure Ingegnoſe
& Eleganti: cioè , Figure Harmoniche ; Figure Patém
tiche ; & Figure dalla Prima.
te yengo
Suges

CAPITOLO QUARTO
Delle Figure Harmoniche.
E Figure Harmoniche , come hai vdito , ſon
L quellecheluſinganol'Vdito col gratoSuonodella
Periodo: Hor queſto li fà in due maniere : l’Vna,
con la Periodo Ritonda & Numerola : l'Altra , con la
Periodo Conciſa & Contrapoſta .Ambe gratiſſime all .
Vdito: quella , per la ſoauc Fluidezza di tutta la
Periodo vnita : quefta , per la Corriſpondenza &
R 本 Rirmo
232 Dell'Artedelle Lettere Miffiue
Ritmo delle ſue Parti. La Ritonda è quella che
ſpiegail Concetto con unſolMembro, compoſto
pero di Clauſulette foauemente corrcnti dal Prin .
cipio alFine : come ſe tu dicefli.
Flanio Coſtantino Imperadore , & Pontefice Maſſimo in
Alinto dal Cielo, e dalla propria Virtù , contro al Fiero
Tiranno, e à tutta la Barbara Fattione ; la mifera Repu
blica con giufte Armi felicementehà vindicata .
La Periodo Conciſa è compoſta di più Membri,
tra loro miſurati , & corriſpondenti yn all'altro i
come queſta nel medefimo ſoggetto..j
Flavio Coftantino : Imperadore, Pontefice , Padre della
Patria , Trevolte Auguſto : per gli Auſpici , per l'Armi , e
per gli Coſigli, Tre volte Maſſimo : Vinto il Tiranno ,
Cancellata la Fattione , Vindicata la Republica , tre volte
bà meritato il Trionfo. Hora diremo della Ritonda.

CAPITOLO QVINTO
Della Periodo Ritonda .
Re Virtù ſi richiedono a queſta periodo ;
T Quantità mediocre ; Soaüita del Componimento ; Bel
Lexla delle Parole
Circa la Quantità della Periodo , tutti auuiſano che
debba effer Mediocrej ma qual fia quefta Mediocrità,
non è sì facile à definire . Era coſtume degli anti
chi Afiatici , di eſporre gli lor Concetti con vn,
Profluuio ſenza ritegno; chiamato "Anabole ; non
finendo la Periodo , finche non era finita tutta la
Materia . Sichc harcſti letta yna gran Pagina ſenza
trouare vn Punto fermo . Vero affaſfinamento de.
gli Orecchi.
Gorgia Leontinofù il primo à raccorciar queſte
prolifle
Libro Quinto . 233
proliffe Anabole , peroche facendole in Pézzi,
& quaſi Membri mediocri; preſe la Miſura dalle
Strofe delle Odi Pindáriche, & perciò chiamolle
Periodi ;. ch'era il paſſeggio delCoro da vn Capo
all'altro della Scena nelle Tragedie . Et Cicerone
giudicò , che vna Periodo nondebba paſſar la mi
Lura di quattro Verſi Eſametri. Ma il Gran Filoſofo
intende per Mediocrità della Periodo , vna Quantità
proportionata alfiato di chi parla , e alla memoria dichis
aſcolta . Siche , colui che parla ,termini la Periodo
col reſpiro , potendola ſenza ſtento recitare in vn
fiato : & chi aſcolta, la poſſa tutta comprendere.,
& ſouuenirfi ( ſenon delle Parole ) almen del Con
cetto dal Principio al Fino, quando l'hà vdita.
Ma dirai tu , che ciò s'intenda delle Periodi che
fi rccitano , & non di quelle che ſi leggono nelle
Miſſiue, parlandoſi agli Occhi, non alle orecchie .
Riſpondo , che ancora le. Periodi Scritte , benche
pallino per gli occhi, mandano le loro Imagini al
Senſo Commune , come gli Orecchi vi mandano
le Vdite . Et ficome il Senſo Commune è il Giudi
ce degli Oggetti de' Senfi Eſteriori; quindi è , che
chi legge, non meno che chi ode , ama le pauſe,
& i refpiris e delle lunghe Anabole ſente noia .
Ne tu potrai negare , di leggere con minor tedio
vn racconto ſpartito in Periodi mediocri , come
quelli del Boccacci nelle Nouelle ; che le Anabole
delGofelini, che maifiniſcono . Egli è perciò vero
che ficome i moderni fanno gloria delle Lettere cor
to , così amano le Periodi cortiſſime. Ma quì ſi par
la della Perfetta Periodo Ritonda : offendo chiaro
che nella Periodo cortà, non può eſſere Ritondità ,
V primieram
Enero allaente
Soauitàneldella laqualconfifte
Periodo,
fuggir lafrequenza delle
Conſonanti ; meſcolandole inguiſa con le Vocali,
che
2 34 Dell' Arte delle Lettere Miſſiue
che la Periodo , ne per il Souerchio delle Vocali ,
paia il Boato di yn Bambin che parli ſenza denti :
ne per ilSouerchio delle Conſonanti, paia vn fre
mito barbareſco :ma quanto ſia poſſibile, vna fim
plice Vocale ſia tocca da vna fimplice Conſonan
te ; come yna corda diCetra da yn dolce Plettro ;
1
ſenon doue il Soggetto voglia , che s'innaſpri, lo
>

Stile , & il Concetto .


Ma molto più innafpera lo Stile la Durezza del
la Coſtruttione Grammaticale; quando l'Intelletto
riman perpleño qual Verbo ſia il Principale; à qual
Softantiuo fi riferiſca l'Aggettivo ; & altre ſimili
* imbrogliate, che offuſcano il Senſo dell' Oratione .
Condicn dunque che la Periodo per eſſer Soaue ſia
chiara , & dilucida, come parlano. i Retorici : li
mile ad vn limpido e tranquillo Fiume, che foaue
mente diſcorre ; & non ad yn torbido Torrente ,
che ftrepitando precipita ; ſe però tú , à ftudio ,
non voleſſi ſcriuer Satire con lo Stile di Horatio . .

Soaue fimilmente farà, ſe i Softantiui faranno ani


mati dagli Aggettiui : peroche queſti fanno tre
giocondiflimi Effetti. L'vno, che ſeparando vn So
ftantiuo dall'altro “; rendono la Oratione facile &
chiara . L'altro , che danno forza & vigore alla
Oratione : la raddolciſcono ſe fon dolci l
: a infie .
riſcono ſe fon fieri : la fanno meſta fe fono flebili ;
& lieta ſe tono lieti . L'vitimo , & maſlimo , che
mertono gli Oggetti ſotto gli occhi, come ſe fi
vedeſfero : & quantunque gli Aggettiui fian piani
& non rnetaforici , illuminano contuttoció la pe
riedo , come facelle . Odi il Boccacci . Era già
l'Oriente tutto bianco e lifurgenti raggi tutto il noſtro
Emiſperio haueuan fatto chiaro, quando Fiammettada dolci
canti degli Vccelli , liquali la primahora del giorno su per
3

gli verdiArbufcelli tuttilieti cantanano, incitatay sixfi lenda


Egli
Libro Quinto 235
Egli è vero , che ancora in queſti biſogna fuggir
la troppa frequenza, acçiò lo Stile non paia più
affettato che naturale : non eſſendo niente più con
trario all'Arte Oratoria , che l'oſtentarla .
Inalmente la Beltà delle Parole, confifte primie
ramente nella Sonorità ; fiche per lo più , ſiano
Parole grandi, & di più Sillabc , ch'empiano l'ca
recchio : perche le minute , leggiermente perco
tendo il timpano dell'Vdito , non ſono harmonio
ſe . Quindi e , che lo Stile de' Ditirambi era tanto
Gonfio, & ſublime; perche gli Aggettiui & i Verbi
erano Parole ſeſquipedali, & molte volte Compoſite .
Ma ancora in cio conuien 'vſare il Decoro , & co
prir l' Arte: principalmente nelle Lettere fami
gliari fiche appaia che tu fcriui ad vn'Amico , &
!
non reciti da' Roſtri ad vn Popolo : Il Giudicio &
7

da Lettura ſon quegli , che ti denno conſigliare:


perche tal ſoggetto richiede vno Stile grande ; &
tale altro , yno Stile dimeſtico .
Belle finalmente ſon le Parole , ſe rappreſentano
Oggetti Belli, e Grandi & Illuſtri : principalmente,
negli Aggettiui , & nelle Metafore . Ma perche di
ciò ſi è detto tanto nel Cannocchiale Ariſtotelico ,.
à quello ti rimando per paſſare auanti.
seen
CAPITOLO SESTO
Della Periodo Conciſa .
:
là vdiſti che la Periodo Conciſa è quella che
G IficomponedipiuMembretti corriſpondenti l'vno all
altro : laqual Corriſpondenza ſarà taluolta tra vna
Parola & vn'altra Parola; & altra volta ſarà tra yn
Mem
236 Dell'Arte delle Lettere Miſfiue
Membretto , & Paltro Membretto. Quella è più
fimplice , & queſta più artificioſa .
I Romani molte coſe brauando haucan doman
date agli Spartáni; & queſti riſpoſer loro ſeriuena
do in yn gran foglio queſta fola Parola NIHIL :
Hor queſta fù veramente alla Romana Superbia
vna Lettera compiuta : perche con vna Parola ſpie
garono molti Concetri, & vn Nihil diffe Tutto : co
me vdiſti al Capitolo Decimo del Primo Libro .
Siche tutta la Lettera di raccolſe in yna fola Perio
dos e tutta la Periodo in vna picciola Paroletta .
Ma queſta Periodo non fùharmonica , perche vna
fola Voce non fà harmonía . .

Alquanto più harmonica fù la Riſpoſta ch'effi fe


cero al Re di Perſia ; ilqual brauando li minaccia
ua, ſe non iſpiantauano il Troféo delle Armi, ch ' .
elli haueano tolte a ' Perfiani nella Battaglia . Pee
roche in vn foglio bianco gli ſcriſſero queſte due
ſole Parole : VIENI, E SPIANTALO . Se la pri
ma Lettera non fù harmonica , queſta fù princi
pio di harmonia ; per la corriſpondenza di vna Pa
rola con l'altra , come à due Voci..
Ma più harmonica fù la Lettera di Giulio Ceſare
al Popolo Romano con tre parole , VENNI, VIDI,
VINSI . Perche l'harmonía Triplice è più artifi
ciola che la Duplice , moltiplicando la Conſonan
za . Maqueſta è Conſonanza diParole Simplici:
molto più barmonica è quella di Membrettià Mem
bretti , confonando vna Clauſoletta con l'altra ;
qual'è quello Elogio ſopra Tito Imperadore , che
fece coſe grandi, & morì Giouine . Ville , alla Na
tura, Poco alla Patria , Molto : alla Gloria , Sempre .
Et à queſto modello yn Moderno fcriuendo all'
Amico fà queſta Periodo . V.S. dourebbe confolarmi
cox gualche annijo. allegrarmi con qualche monita
Ma
:
Korporeikiusi se qualche commando.
Libro Quinto : 237
Ma la periodo in lode di Tito ſi legge più Hár
monica nella Oratione di Ceftio in lode di Cice
rone : perchc doue quella di Tito è Trimcmbre ;
Ceſtio l'hauea fatta Quadrimembre . Viueſti è Cice
rone , al deſiderio del Popolo, Poco : alle AttioniHeroiche,
Affai : al Preſente ſtato delle coſe, Troppo : alla Memoria
de' Poſteri, Sempre.
Hora in queſti Eſempli dei tu por mente , che
quantunque in yna Periodo ſiano due, ò tre, o quat
tro Mcmbretti, tutti nondimeno ſono regolati da
vn ſol Verbo Principale. Et perciò fanno vna Periodo
fola : perche tante ſono le Periodi quanti i Verbi
Principali che la teggono , & l'annodano inſieme.
Onde poſſiamo chiamare i Verbi Particolari, Nodi 2

dello Clauſulette : & il VerboPrincipale, Nodo della


Periodo. Perche febene yna Clauſuletta conterrà più
di vn Verbo Particolare : nondimeno faranno le
gati inſieme da vn Verbo Principale, che è il Nodo .
Come fe tu dicelli, lo voglio più toto Offenderti, che
Adularti . Doue tu vedi che Offendere & Adulare ſo
.

no due Verbi Particolari, legati inſieme dal Verbo


Principale, To Voglio . Siche il Nodo della Periodo ,
hora legherà due Verbi,come quello che ſi è detto
Hora due Softantini : comc ; Tu ſei nato per le Armi ,
non per le Lettere . Hora due Aggetrini : come ; Silla
fu Buono a Buoni, e Cartino a Cattiui . Hora due
Anklerbi:
dilungicome,
. Hora Ie ghferirà
Il Re eregli ſuoi Nemici di preſſo
& Pronomi: comc, Tante
mi è caro Coſtui, come Colui . Hora duc Affetti : comc ,
La Morte de' Buoni, è piñ degna d'Innidia , che di com
paſſione
Et ſopra queſto Modello tu puoi regolare le fe
guenci Periodi Conciſc & Harmoniche . Prima farò
fine di Viuere, che di dolermi di Voi · Dio voleffe che Ceſare
* Perpéa, è non haneſſeremaifatta I Amicitis , ònonmai
l'hanega
238 Dell'Arte delle Lettere Miſſiue
l'haueſſer rotta '. Egli èpiù ſicuro il fredere agli altri, che
à se ſteſſo.
Ma più Harmonica ſarà la Periodo ,quando fi op
pongano due Verbi Principali vn'all'altro , perche
allora fi oppone vna Claufula intera all'altra Clau
ſula intera Siche l'Intelletto confronti Verbo con
Verbo, Softantiuo con Softantiuo, Aggettiuo con
Aggettivo : come à dire, Giulio Cefare , quando acqui
ftò il Lauro Regale , perde, la Palma Popolare. Mentre mi
fare inſuperbire con la gratia de voftri commandi', mi fare
vergognare GOL conoſcimento della mia debolezza .
Ma queſte Periodi harmonioſe per la Contrapos
ſitione &corriſpondenza , acquiſtano maggior gra
tia , je alla Vguaglianza delle Membra ſi aggiugne la
Simiglianza della Rima : comé; La fonerchia Clemenza
è una piaceuolé Demenza . Et di vn Dorto Beuitore .
Coſtui dona la metà del giorno al Liceo , & l'altra metà à
Ličo . Ouero te la Periodo ſi rinuerfa : come, Claudio
Ceſare parue Prudente agli Sciocchi , e Sciocco a' Prudenti .
Coſtui, dove non biſogna vergognarfi-arrofice ; & doue bijou
gna artofire , non ſivergogna .
Et molto più le i Termini Corriſpondenti ſono
Metafore, Equinochi Alliterationi, Antiteſi, & fimili
vaghezze. Ma perche queſte, paſſando La Sfera del
le Figure Harmoniche, entrano in quella delle Me
taforiche, ſi riferbano al proprio luogo .
Quà dirò folamente, che le Figure Harmoniche,
benche amino aſaipiù la Breuita che le Ritonde ,
ancor taluoltà empiono lunghe Periodi, moltipli
cando i Verbi Principali : come quella che fi chia
ma Figura Subiettio da Latini, che diuidendo la Pe .
riodoin più Periodivguali,legate ad vnfol nodo ,
fà corriſpondere yna Periodo all'altra . Come que
fra , biacimando le Cattiue Lingue .
O Mutédica Lingua 1 con qual Nome ni chiamerd jo' ?
Direichoi ſei uno Strale :feronche quello trafigge i Corpi,
Libro Quinio . 239
et le Anime ancora . Ti chiamerei Vipera , fenon che
quella , nella Bruma zofail Veleno ; e tu in ogniStagione
>

loſpargi • Ti direi Friomine , fenonche quello feriſce le coſe


fublimi ; da te ne.iSublimi ,ne gl'Infimi fon ſicuri . Démo
ne incarnato ti chiamerei ; fenon che i Démoni dalle Perſone
Sacre ſi scongiurano : ma tu contra le Perſone Sacre facria
legamente congiuri,
In vn'altra maniera ſi rende harmonica vna lun
ga Periodo : premettendo vna Periodo harmonica
Bimembre , per modo di Propofitione : & dopoi ,
appiccando à ciaſcun Membro vna Rifleſſione: co
mc la Preghiera di Cicerone a' Giudici.
Conferuate il Figliuolo al Padre, & il Padre al Figliuolo:
acciò non paia,chedavoi, ò la Giquinezza piena diſperanza ,
fiaftata afflitta : à la diſperata Vecchieka, ſia ſtata pre
cipitata ,
Et anco taluolta alla Propoſitione , & alla Rifleſſione,
ſi aggiugne vna Conchiuſione Harmonica ; ý lá Perio
do, di Bimembre ſi fà Trimembre , come fè Seneca , in
qucfta guiſa .
Biſogra alternare l’Amor della Solitudine con l'Amore
della Cina : quella ci farà defiderarla Conuerfatione de'
Cittadini : queſta ci farà defiderar di viuere à noi made
fimi : Puna farà il corretrjuo dell'altra .
Finalmente , & picna & ſoaue laràvna longa Pe
riodo ; fe'ynirà inſiemela Soanita della Ritonda , &
l'Acutezzadella Conciſa ;cominciando con quella, &
terminando con queſta ; come i Dardi amentati,
che prima rotați in giro nell'aria con l'amento , ſi
vibrauano à dirittura ; & con maggior forza feri
uano , Tal fù queſta del Padre della Eloquenza .
O Marco Drulo ! tu ci foleui dire , ch'eſſendo la Repu
blica una Cofa Sacra ; chiunque l'hauehe violata , vindici
e punitori prouerebbe à fuo danno gli Patry Dei : ecco , che
il Sauio Detro del Padre, dalla Temerità del Figliuolo, c
compromaso . Et
240 Dell'Arte delle Leitere Miſfiue
Er per contrario , tale altra cominciando con la
Concila , terminerà nella Ritonda ; & vna Saetta di
2
úerrà vn Bolzone : come l'ifteffo Cicerone .
Queſta , ó Giudici , non è ona Legge Scritta , ma una
Legge innata : laqual non imparammo co'Libri, ma fuce.
chiammo col Latte : alla quale non ſiamo affuefatti dalla
Educatione , ma fatti dalla Natura ; che ſe la noſtra Vita ,
nella forza de' Nemici, ò nelle infidie de'Ladroni,peral
cunfiniftro annenimenro auuiluppata pericolaſſe'; ognimex
più ſicuro di rimetterla nella priſtina Libertà ; legitimo e
honeſto generalmente ſia giudicato.
Egliè vero , che ſicome delle Lettere , altre ſon
più Faconde & Oratorie ; & altre più Famigliari
è Piane , così qucftc Periodi feruono meglio a Sog .
getti Grandi .

CAPITOLO SETTIMO
Delle Figure Patétiche .
V Libro , le Figure. Parétiche eſſer quelle che como
muouono le Paffioni con la Energia Patética. Et nel Capi
t
tolo Vndecimo del Libro Secondo , Pag. 8o. ſi è
detto quante ſiano le Paſſioni dell'Animo , che con la
forza dell'Oratione poſſiam commuouerc ; tanto
nella Concupiſcibile , quanto nella Irafcibile .
Ma queſti Mouimenti che ſeruono alle Figure
Parétiche , hanno vna Sfera molto più ampia . Pe
roche pon solamente quelle Figure ch'eſprimono i
Mouimenti dell'Appetito Senſitiuo Iraſcibile &
Concupifcibile , come l'Ira, l'Amore, il Deſiderio : ma
quelle ancora ch'elprimono i Mouimenti dell'In
telletto , come l'Ammiratione , la Rifleſſione , l'Interro
2

gatione, l'Imperio , & chiamano Patétiche ; come ſi è


detta
Libro Quinto : 241
detto al detto Capitolo Vndecimo del Libro Se
condo, Pag. 81. Peroche ancora queſti Mouimenti
Intellettuali dal Gran Filoſofo nel Primo & nel Ses
condo dell'Anima, ſon chianati Paſſioni .
Quinci l'iſteſſoFiloſofo nel Capitolo Ventefimo
della Poetica ; frà gli Eſempli ch'egli ci diede
di queſteFigure ,meſcoloi Mouimenti dell'Intelletto,
con quelli dell'Appetito . Et nel Terzo della Retori
ca al Capitolo Dodiceſimo, tutte le chiama Figura
Concertatiue, & Hipocritiche, cioè Simulate. Dou'egli
diſtingue due Sorti di Orationi ; -lyna Hiſtorica de
Piana ; l'altra Concertatiua Artuofa : chiamando
Hiſtorica quella morta e fredda Eſpoſitione, che
non hà niun mouimento : come quefta . Ogni Huo
mo deue bonorar la Giuftitia come la Maggiore delle Virtù .
Ma Fionra Concertatiua chiama egli quella , che
da que Mouimenti della Paſſione & dell'Intelletto
riceue Spirito , Vita, & Attione : come queſte, hon
ra Commandando : Fà che tu bonori la Giuſtitia come
Maggiore delle Virtù . Hora Pregando : Deb honora , ti
priego , la Giuſtitia , perch'ella è la maggiore delle Virtù .
Hora Minacciando : Guai à te , ſe non honori la Giuſti
tia, ch'è la Maggiore delle Virtù . Hora Interrogando :
Perche non honorerai tn la Giuftitia , eſſendo la Maggiore
delle Virtù . Hora Ammirando : lo mi marauiglio che
tu non honori la Giuſtitia , eſſendo pur la Maggiore delle
Tirtù . Hora Eſclamando: o Dio Buono , chinon bono
rerà la Giuſtitia, Maggior di ogn'altra Virtù . Hora
Giurando : Giuro che niuna Virtu è più honorevole della
Giuftitia ; poiche niuna è Maggiore ,
Non può dire quanta forza habbiano le Let
tere quando le Periodi ſono animate da queſte Fi
gure . Io hò veduto Lettere nellequalila Perſuaſio
ne non valea nulla , & molto meno lo Stile ; &
fontuttoció per la viuezza di queſte Figure, ſi mor
Itraya
242 Dell'Artedelle Lettere Miſſiue
ſtrauano , & leggcano come Miracoli . Percio
Piftello Filoſofo le chiamò Concertatine; perche di
queſte Figureprincipalmente fi armayano gli Ora
tori contro a loro Acuerfari . Onde Cicerone of
feruò che Demoftene, non recitaua niuna Periodo ,
che non foffe animata da qualcuna di queſte Figų,
re , ch ' eichiama Geſti della Oratione : perche ficome
yn ' Oratore che non accompagna le parole co
Geſti , pare vna Statua Parlante ſopra la Seggia :
onde ſcriuono che più Cittadini correuano ad Hor
tenſioOratore perveder gli ſuoi Geſti, che per vdi,
re le fue Parole : così la Oratione ſenza queſte Fis
gure parrà gelata , & clangue .
Quinci il Filoſofo ſteſſo le chiamò ancora Sche
mata , cioè Geſtion Figure Attuofe , & Hiftrioniche;
perche coloro che recitauano nc Comici , ò Tra
gici Teatri poneuano lo ſtudio maggiore in queſto
tali Figure Attuofe per commuouere gli Aſcolta
tori alla Gioia , al Dolore, all'Ira, alla Clemenza .
Et è coſa mirabile, che non ſolo le Formole Pa .
tétiche hanno sì gran forza di perſuadere con li
Concetti Affettuoſi & Patétici: ma le fimplici In
teriettioni, & le picciole Particelle Auuerbiali , danno
vigorc a' Concetti per trafigger gli Animi con
maggior forza : come vedeſti alla detta Pagina 8 1.
Alqual'effetto la Lingua Latina hà vn gran van
taggio ſopra l'Italiana ; eſſendo quella più copiofa
di ſimili Particelle Patétiche .
Como degli Auuerbi. Per Deſiderare ,Vrinam
O si . Per Chiamare ; 0 ; Heus , Ebò . Per Efortare :
3

Eia, Age. Per Dimoſtrare : En, Ecce. Per Dubitare :


Forfitan , Fortaffis . Et gli altri ,
Delle Intericctioni,che ſono più proprie à muo
uer gli Affetti . 'Per Lodare : Euge, Mačtè. Per Eſul ,
ţare : Euax , Hab . Per Dolerſi : Ha,Hew , Hei. Per
Soſpic
Libro Quinto 243
Soſpirare : Ab Ab . Per Eiulares Ob Oh Per Mara
uigliarſi : Papa , Vah . Per Diſpregiare: Ohe, Pby .
Hui". Per Eſclamare : Pro, O. Per Minacciare : Va .
Per Ributtare : Apage, Apageſis . Per Deteftare :Mau
lum , Nefas, Infandum .
Hor diqueſte particelle , niuno animò meglio la
ſua Orationc chc Plauto frà gli Antichi, & Lipſio
tra' Moderni nelle ſue Epiftole Latine : ilqual fa
vedere quanta forza nelleMiſſiuehabbiano queſte
Figure Patétiche , & Attuoſo
Hora, bcnche il Numerar qucſte Figure, & il di
chiararle ad vna ad yna , fia troppo lunga fatica ,
& già fatta da noi nel Cannocchiale Ariſtotelico ;
io giudico ti deggia baftare di metterti dauanti
l'Efempio che colà eſponemmo dell'Epitaffiodi
Aleſſandro Magno ; variato per tutte le figure Pa
tétiche, tanto. Intellettuali, quanto Affettuoſe : do
ue tu vedrai il Genere, il Nome , & la Praſli di
ciaſcuna Figura ; come habbiam fatto delle Har
moniche : traſportándole nel noſtro Vulgare Idió
ma; acciò ti poſſano feruir di Elempio nelle Ica-
lianc Miſiuc .
es

CAPITOLO OTTAVO
Eſempli delle Figure Parétiche
Eſpreſſiue de Mouimenti Intellettuali:
Epitaffio di Aleſſandro Magno , ſopra l'Vrna
Propoſitione, ſenzaniuna Figura Pattrica ,
HiſtoricaTermini
in nudi .
IN QVESTA VRNA SONO LE CENERI DI
ALESSANDRO IL GRANDE .
Q: 2 Hor
244 Dell' Artedelle Lettere Miffiue
Hor queſta Simplice & non Figurata Propofitio
nc , voglioti far vedere animata da tutte le Figure
Patétiche ; auuiſandoti che ſeben tu vi yedrai 'mer
colato qualchc Ingegnoſo Concetto ſopra il Con
trapoſtodel NomeGrande con la piccolezza delle
Vrna '; à quello però tu non dei per hora fiffar
l'Animo : ma ſolamente al Nome, & alla Sofianza
della Figura Patética , che farà marcata con carattere
differente .
este

Figure Patétiche ; eſpreſſiue de Mouimenti


Intellettuali.
COGNITIONE . Adeffo io conoſco quanto fosſe
Grande Aleſſandro : lo miſuro dall'Urna.
IGNORATIONE . Se foſſe Grande Aleſſandro lo nol
sò : ma certamente picciola è l'Vrna che lo cape.
OSTENSIONE . Eccoti ò Paſſaggiero , mira quanto ,
fiapicciolo quel cosi, Grande .
NARRATIONE . Gran coſa ti narro . Queſta poca
Polue è il Grande Aleſſandro .
INSEGNAMENTO . Imparate • Superbi. Queſta
picciolu Vrna inſegna quanto picciolefiano le Cofe Grandi.
AFFERMATIONE . Credetemi o Principi: le Coſe
Grandifono un nientespoiche quel tanto Grande è onnulla.
NEGATIONE. Niego che Aleſſandro foffe Gran
de . No no : non empie à pesa nina Scorella .
IRONIA . Gnaffe : quel Grande Figliuol di Gione, pafa
feggia dentro an Orciuolerio .
RETICENZA . Alejandro ftà tutto quà entro : altro
non dico .
PRETERITIONE . Non dirò che la Grande ka di
Aleſſandro ſiaſtata una menzogna : mira quell'Orna.
GIVRA
Libro Quinto 245
GIVRAMENTO . Giuro per queſte ceneri di Aleſſana
dros niuna coſa è Grande .
ATTESTATÍONE . Menti la Fama , che Aleſſandro
folle Grande : Ti dò in Teſtimonio queſta poca
Poluere .
RIFLESSIONE . Rifletti quà o tu che miri : A
Quello, cui non baſtò tutta la Terra : un lalo di Terra
baſta .
PARENTESI. Queſto è ( ſe pur’e ) il Grande Aler
fandro .
CORREGGIMENTO . Queſto è ilGrande Aleſſandro
Hò fallito: Queſto non è il Grande Aleſſandro An
cora ho fallito : anzi, bora egli è veramente quel ch'
egli era .
REPETITIONE . A queſto èdiuenuto on Magno Alef
Sandro : à queſto , dico , è diuenuto .
:

AMMIRATIONE . Gran Miracolo ! Quefta poca


Poluere, voltò fosopra tutto il Mondo :
ESCLAMATIONE. O Vanità ! ò Sogni humani!
Cosi Piccolo è quel Grande
ESAGGERATIONE. Chi lo crederà mai ? Queſta
Piccola Orna è diuenuta la Città di Aleſſandria ; e un
foi Cittadino la empie .
EŠTENVATIONE. Oibò : Aleſſandro è in una Vrna:
' il.loto 'net loto .
RAMMEMORATIONE . Ricordatcui del voſtro
Nulla , છેò. Principi. Grandi . Queſta Poluere gioua alla
Mémoria .
PRESAGIO , Quette Ceneri mi fanno Indouino
Domani niente farete , ò Regi Grandi.
DVBITATIONE. Dubito ſe Grande • Picciolo io deb
ba chiamare Aleſſandro . Grande lo moſtrano l'Opre ;
Picciolo il Cenere ,
INTERROGATIONE . Dimmi; à che verranno la
Cofe Picciole , se le Grandi vengono à niente ?
Q 3 RIS
246 Dell'Arte delle Lettere Miffiue
RISPOSTA . Chi è dentro l'Urna ? Un Grande . Chi
è queſto Grande? Vna poca Cola . Se Poca , com '.
Grande ? Queſta è la Dialettica della Morte .
INTERPRETATIONE : Il Grande Aleſſandro qui
giace : cioè , Tutti i Grandigiaceranno .
FITTIONE. Fingereui nel penſiero , che tutto il
Mondo miri queſte Ceneri , ſtupirà di banere hauuto
paura di un Gran Niente :
PROSOPOPEIA . Aſcolta à Pafaggiero ciò che
queſto Morto ti dicc . lo fon quello Aleſſandro , che
dalla Fama fui fatto Grande ; dai Fatti , Minore ; daš
Fati , Niente
APOSTROFE DitemiVoi • Ceneri di Aleſſan
dro , don'è Aleſſandro ?
CONCHIVSIONE. Qui è il Cenere di Aleſſandro ,
Dunque tutto il reſto è Fumo.
EPIFONEMA . Itene hora ò Grandi Herói, a fa
ticate per eſſer Grandiſſimi. Il piu Grande di tutti apena
empie ona Cotila .
COMPENDIO . In queſt' Orna.è rinchiuſo il valore ,
il Terrore,la Fortuna, la Vittoria, la Gloria . In fom .
ma , Aleſſandro è qui chiuſo .

CAPITOLO NONO
Figure Patétiche, eſpreſſiue de Mouimenti
Appetitiui ,
Ell'Huomo vi èl'Appetito Ragioneuole ,che
comincieremo da PrimiMouimenti .
PERPLESSITA '. Non sò s'io voglia piangere , ò s'io
voglia ridere diAleſſandro . La fua Calamità mi muone
i Pianto ; la fua Wanità mi mnone il Riſo .
APPRO .
Libro Quinto :247
APPROVATIONE. Benc ftà : piacemila bizzaria
della Morte : ellºha ferrata la Maggior delle Fiere
dentro aina Gabbia di Creta .
IMPERIO . Io ti commando di non muouerti di coftá ,
è fiero Macedoneſe. L'Urna fola doma gli Spiriti Grandi.
AMMONITIONE . Che le coſe Grandi preſto paſlina;
ti ammoniſco con queſto Horologgio , che ha
l'Urna per Ampolla , & per Polue il Ceneredi Alef
Sandro .
OSSEQVIO . Cedete al Fato, è Mortali : ſe il Fata
fipotefle vincere ,Coſtui a o
fr vint .

ti
Figure Patériche de'Monimen della
Concupiſcibile.
BLANDIMENTI. Hora tiamoo GrandeAleſſandro,
fatto più amabile dapoiche deponefti la tua Grandezza .
1 . Non ſiamano le coſeGrandi , ma ſi temono .
SALVTO . Salue , ò picciola Poluere del Magno Alef
ſandro .
APPRECATIONE . Pregoti quieto ripoſo , • Alef
Sandro . Mentre tu ripoſi, laſciil Mondo in ripoſo
VENERATIONE. Sommetti i Falci à queſta pic
ciola Vrna, ò tu che Regni : qui dentro il Grande
Aleſſandro
ABOMINATIONE . Vattene alle Ombre eterne',
Ombra infelice. Dopo hauer meſſa folopra la Terra ,
metri fosfopra l'Inferno.
>
DERISIONE . Ah ah ah , Aleſſandro riſc di Diógene
dentro Una Botte : & io rido di Aleſſandro dentrouna
Pentola , Ahab ab .
DESIDERIO . Piaceſſe agli Dij, she ſempre tu follo
ftato si Grande comebora ſei .
CHIA
248 Dell'Arte delleLettereMiſiue
CHIAMATA . Correte è Cittadini :Due Miracoli
moſtra boggiBabilonia : ona Città dentro una Torre,
il Grande Alejandro dentro ona Urna .
VOTO . Alla Publica Quiete Offero qucfta Votiua
Vittima, delle Publiche Spoglie Saginata ,
PREGHIERA . Pregoti o Paſſaggiero ; getta on pu
gno di Terra ſopra le offa mie . Dopo hauer vinta Tutta
la Terra , di un pocodi Terra bò biſogna.
RACCOMMANDATIONE . Ti faccommando
queſta poca Poluere ò Saffo fedele : di tutta la Terra che
hò trionfata,, fol queſto poco è mio .
CONCESSIONE . Ti dono ciò che vuoi , auara
Terra ; prendi queſta Spoglia di Colui che ti spogliò :
poffiedi il tuo Poffeffore
RINGRATIAMENTO . Vguali gratie ti rendo ,
Madre Natura . Queſta Poluere m'impreftafti, queſta ti
rendo ; & per vfura , un NomeGrande.
RIFIVTO . Toglimi l'Inuidia degli Archi eccelfi , e
de Mauſoléi vicini al Cielo : rifiuto le dotte Piramidi
della Sciocca Egitto : lo non fon piùquel Grande : una
Urna mi baſta .
ALLEGREZZA Godete Greci , Siri ,Perſiani
. :;
Vermicelli fannole voſtre vendette.
IATTANZA . Quell'Io., Terror della Terra ,
Occafo dell Oriente , Orbator dell'Orbe mondiale , Con
quiſtator di 'tante Palme, apena empio la palma della
miano
CONGRATULATIONE. Rallegromi teco , Gran
de Aleſſandro : haifinalmente trouata vna Terra che ti
:

capiſce : Tu poffiedi tutto on Globo Terreno , che niuno


t'inuidia .
APPLAVSO . Fate applauſo , ò Popoli, finita è la
Comedia . Aleſſandro,depofta la Maſchera, diSemidio è
tornato Poluere .
LAMENTO . Ahi Vicende humane: Hieri ero Grane
dé, Hoggi fon Nulla. RIM
Libro Quinto 249
RIMPROVERO . Ingrata Morte , cosi occidi tu coliti
cui tanto deui ? Tu perdi il Cenſo annientando il Capi
tale . Quanti farebbe morir coſtui , ſe non fosſe morto .
.

PENTIMENTO . Pentomi di hauere acquiſtato vn


sì gran Nome, che non ſi puo fcriuere sopra un poco
di Cenere fenza mentire .
SPERANZA . Sperate Popoli : niun Gran Male molto
dura : Aleſſandro qui giace.
DISPERATIONE . Diſperato è il Caſo per voi ,
è Principi Grandi : ancora il Grande Aleſsandro é vea
nuto à niente ,
TIMORE . Temete ò Semidéi ; ancora il Figliuol
di Giove dalla Morte è atterrato.
VERGOGNA . O quanto mi vergogno di giacere
in un luogo tanto angufto : al Vincitor della Terra, Vina
ť doueua eſsere tutto il Globo del Mondo .
ARDIRE . Deponi ognitimore , ò Paſſaggiero
Hora tupuoi fchernire impunitamenteAleſsandro .Hora
ſenza pericolo potrebbe Calliſtene rinfacciargli la Mor
talità . Hora ogni Lepre puo tirar la Baibà al Leon
Morto .
IMPVDENZA . Troppo impudente tu ſei,;óo Hof
pite : Tu ſtai ritto doue il Magno giace ?
ESCANDESCENZA . Il Cuor mibolle di Stizza ,
iniqua Morte . Vccidi Aleſsandro , lafci vino il No
me ? queſto è diuidere i Fati .
MINACCIA . Guai à voi, ò Principi . Queſto poco
Cenere minaccia ai Grandi.
INDIGNATIONE. Hai pure ciò che mertaui , •
Aleſsandro , che ti faceni Figliuol di Gione. Queſto Ce
> .

nere aſsolue Olimpia dalla Calonnia ; moftrando che ſei


Figliuol diFilippo, e non di un Dio :
COMPASSIONE . Sento pietà dite , ò Gran Mace
doneſe; che dopo la Reggia di Poro; dopo la Seggia di
Perſia , giaci tra' Vermi.
CONFES
250 Dell'Arte delle Lettere Miſſiue
CONFESSIONE . Confeſſo che mi arrogai vn fal.
ſo Nome ; bò. potuto ingannar gli Orecchi , ma non gli
Occhi . Quegli credettero ciò ch' io volli : queſti veggiono
ciò ch'io fui .
DEPRECATIONE . Piętà , Pietà , ò Dij dell'He
rebo : aſsai diſupplicio Soffre queſto Ladrone. Quelche
rubò rutia la Terra , cbiede un poco di terra per coprir
le ſue Ofsa da Cani .
Tu vedi quanta forza habbiano queſte Figure
Patétiche: ma Concetto più marauiglioſo ne fa
rai per le Miſſiue in altro luogo, à cui le riſerbo .

CAPITOLO DECIMO
DelleFigure Metaforiche cam Ingegnoſe :
Figure che finqui li fon dette , conſiſtono
LEEnella maniera di ſignificare il concetto con
l'Harmonía , o con la Forma Patérica . Ma queſte
conſiſtono nella Significatione iftefla del Concet.
to : ma Signification Figurata , Ingegnoſa .
Peroche, ſebene ancora le Parole Proprie ,delle
quali ſi è parlato al Capitolo Secondo di queſto
1
Libro ; confiftano nella Significatione; quella non
dimeno effendo ſignification Propria & non Figu
rata, perciò le Parole Proprie non ſi chiamano In
gegnole . Hora la Significatione Ingegnoſamente
Figurata, è quella, che traſporta la Parola dalla Si
gnification Propria ad vn' altra Signification diffc.
rente, ma più acconcia al noſtro Concetto ; ilche
da’Latini li chiama Translaro z da Greci Metáfora .
9 Come ſe tù dicefli Fuoco , per ſignificare Amore :
ouero , I Prati ridono , per ſignificare , I Prari
Ameni
fone
Libro Quinto . 251
Ameni. Et perche queſto Trafportamento è vn pro
prio & nouello Parto dell'Ingegno ; perciò la Me
tafora ſola ſi chiama propriamente Figura Ingegnofa :
& ſola Madre di quegli che ſi chiamano Arguti,
c Spiritofi Concetti, de' quali, come di lucidiſſime
Gemme ſi fà tanta Pompa nelle Lettere Miſſiue,
& in ogni elegante Componimiento . Onde dal
Gran Filoſofo ſon chiamati Urbanità ; perche apo
partenendo alla Virtù dell' Affabilità & Facetudi
ne ; differentiano le Lettere & il Ragionamento
di Perſone Ciuili & Eruditci da quello di Perſone
Zótiche & Groffolane .

CAPITOLO VNDECIMO
Quanteſiano leDifferenze delle Figure
Metaforiche .
Anto copioſamente habbiam trattata queſta
T ,
cercatala dalle ſue Fonti, che in quefto Luogo ba
Ita di numerarle , come habbiam fatto nella Filo
ſofía Morale ai Capitolo Terzo del Libro Terzo
decimo ,
* Effendofi adunque nel dettoCannocchiale ſtabi
lita la Definitione della Metáfora con la Dottrina
del Gran Filoſofo in queſto modo .
La Metáforaé una parola ajelocemente ſignificante un'
Oggetto per mezzo di un'altro Oggetto .
In due ſole maniere ſi puòconoſcere facilmente
qualunque Oggetto lontano : l'yna Aſsoluta '; l'altra 4

Comparatina. L 'Affoluta, ſe l'Oggetto è tanto gran


de che l'Occhio vi giunga dalla lungi, come il
Color
252 Dell' Arte delle Lettere Miſſiue
Coloffo di Rodi, & queſta è l'Hipérbole ·Ouero ,
s'egli è sì chiaro che venga con laſua luce à in
contrár l'Occhio noftro , come la Luna : & que
fta è la Hipotipóſi .
La Comparatiua , fe tu mi rappreſenti alcuna
Cola Simile , Ó Contraria , Ò ,Congiunta . La Simile ,
è la Merátora di Simiglianza : La Contraria , è la
R

Merátora diOppofito . La Congiunta , è la Metáfo


ra di Attributione ,
.

Ma queſte tre Comparatiuc fi ſottodiuidono


Peroche , ſe la Simiglianza'è nel Nome, non nell'
Oggetto s farà l’Equiuoco . Se la Contrarietà non è
nell Oggetto , ma nella Opinione di chi aſcolta ;
farà la Decettione . Se richiede gran rifleſſione della
Intelletto , ſarà il Laconiſmo
Siche, Otto ſono le Differenze delle FigureIn
gegnoſe: cioè , Metáfora di Simiglianza : Metáfora
di Attributione . Equiuoco : Hipotipófi : Hipérbole : La
coniſmo: 'Oppofitione : & Decéitione Che ſe tu defiafli
2

più chiare ragioni di queſta Diuiſione; cercala nel


detto Libro del Cannocchiale .
‫ووو ووي‬
CAPITOLO DVODECIMO
Dichiaratione Eſempli di ciaſcuna Specie
delle Metáfore

Della Metáfora di Simiglianza?


Etafora di Simiglianza è quella che ſignifica
yn’Oggetto per mezzo di va'altro Oggetto
fimile
Libro Quinto 253
fimile a quello : perche due Coſe Simili paiono
yna ſteſſa Cola .
Hor queſta Simiglianza può eſſere trà vn'Oggete
to & vn'altro per ragion di qualche Fiſico acci
dente della Categorie ; come trà lo Scudo e la
Tazza , per la Figura Ritonda . Trà l'Herbe & gli
Smeraldi per la Verdexxa . Trà la Canutezza & le
Neui, per il Cardare. Tra i Fiori & i Profumi, per
Trà & l'Offignuolo , per il
la Fragranza Trà la Lira
Canto . Et così di tutti gli altriAccidenti delle diece
Çategorie
: Onde tu puoi chiamar lo Scudo , la
Taka di Marte ; & la Tazza , lo Scudo di Bacco .
L'Herbe , Smeraldi de' Prati . La Canutezza , Neue
del Crine I Fiori, Profumieri della Primauera. L'Vffi
gnuolo , Lira alata : Et reciprocamente puoi com
mutar le Denominationi con la Regola di Propor
tione . Lequali Metafore li chiamano da Specie à
Specie; perche l'Accidente con la Soſtanza fà vna
Specie Accidentale : onde lo Scudo & la Tazza ,
ſono due Specie di Cofe Ritonde : & così degli
altri .
Tironde :
Quindi è , che trà vn'Huomo & yn'altro non è
propiamente Simiglianza , ma Identità quanto alla
Ellenza. Et perciò non ſi tira propria Metafora da
yn'Huomo all'altro quanto alla Eſſenza . Ma sì be
ne per qualche Accidente Commune . Come trà il no.
ftro Principe, & Achille, per il valore : onde pof
fiam chiamarlo Achille Alpino .
Altre poi ſono Simiglianze di Genere à Genere,
come trà vna QualitàFiſica & vna Filica di Genere
differente : Ò trà vna Filica & vna Morale . Cosi
poſſiam chiamar la Giouinezza Primauera dell' Hua
mo : & la Primauera Giovinezza dell' Anno. Et yn Prin .
cipe , Piloto della Republica ; & il Piloto , Principe della
Nane . Etmille funili ,
Della
284 Dell'Arte delle Lettere Miſiue
Della Metáfora di Attributione .
Veſto Nome hò io impoſto alla Seconda Spea
QS cie di Metáfora . Perche,ficome il noſtro Fi
loſofo nella Logicachiama Analogi diProportione que
Vocaboli che ſi reciprocano trà quattro Termini ,
come ſi è detto & Analogi di Attributione, que' Vo .
caboli che conuengono ad vna Coſa propriamen
te :: & ad altre Cole fi attribuiſcono per l'Attinen:
fora di Attributionequella, che cam
' ti eras
.
bolo , non dal Simile al Simile , ma da qualche
Cofa Congiunta : come l'Aquila per il Romano Im
péro : laSpada per la Guerra & la Toga per Let
tere: perche ſono Inſegne congiunte a quelle Arti .
Onde diffe quel Togato , che leArmi denno cede
re alla Toga .
Et ancor' queſte Metafore ſono di tante Specie
quanti ſono i Predicamenti . Peroche nel Genere
della Soſtanza , ſi può nominar l'Indiniduo per la
Specie : o'la Specie per il Genere : ò la Materia per
l'Opera : ò la parte per il Tutto : oè il Tutto per la
Parte . Così Virgilio per dire vn'Apro in generale ,
dice l’Apro Sabellico . Et l'Elefante lavorato per l'Auo
rio : & portar la Fonte nel Secchio , cioè l'Acqua
della Fonte Et Cicerone , Cadèr nel Ferro de Ladri ,
cioè nella Spada: che è la Materia per l'Opra .
In queſto modo ,dagli Accidenti di tutte l'altre
Categorie fitraggono Metafore belliffime per figni
ficar qualche Softanza : o qualche Verbo per mon
do di Perifrafiy Come dagliaccidenti della Quan
tità , Nafone fù chiamato Ouidio per il gran Naſo .
Et Caro Peſo Camilla portatadal Padre ; & Anchiſe
da Enca . Ez dalla Qualità,Virgilio permodir
lto
che
Libro Quinto 255
molto Sangue fù ſparſo in Troade; diſſe, che i Lidi
Sigéi Roffeggianano.. Et che la Vittima Hauea riſcaldato
il Coltello con la Gola: cioè , cra ſtata ſcannata'. Et
Horatio : , per dir che i Medi intelero le Nouelle
delle ſtragi Ciuili d'Italia : dice, che 7 Medi vdiro
no il Suono della Ruina Hefperia .
A queſta fimilmente fi riduce l'Autor per la Co.
fa , come Infonder Pallade nella Lampade ; cioè
l'Olio inuentato da Pallade . Et peſtar Cerere co '
Saſſi ; cioè il Frumento . Et l'Aſtratto per il Con
creto . Come : La Licenza con libero pie paſſeggia il
Foro , per dit che iPopoli diuennero licentiofi , Et
così di tutti gli altri Accidenti Predicamentali.
RO6

Della Metáfora di Equiuoco.


Q Veſt a è la più vivace delle Figure Ingegnoſes
&la principale featurigine deMotri Arguti :
& inſieme la più facile 3;. perche la Simiglianza del
Nome, ò del Verbo , fueglia l'Ingegno à prendere
2

vna Coſa per l'Altra , & à faruici Topra gratioſi


Scherzi .
Così, perchc l'antico Legislator di Atene ſi chia.
maua Dragonep differo gli Atenieſi che le fue Leggi
furono veramente di yn Drago , & non di yn ' Huo
mo ; ſcritte , non con Inchioſtro , ma col Sangue de
Cittadini": & perciò da Solóne le fecero addolcire
Et perche il Proconſole della Cicilia ſi chiamaua
Verre, che ſignifica vn’Immondo Animale ; trouo
Cicerone tanti Scherzi contra lui . Non effer ina
rauiglia che il InsVerrino foſſe Cattiuo : che figņifi
ca ii Brodo di Animale ; & l'applicò alle Leggi
inique di Verre. Er perche Caio Sacerdose fù il Pro
confols
256 Dell Arte delle Lettere Milline
conſole ſuo Anteceffore : fi marauiglia , che quel
Sacerdote 'non haueffe facrificato all' Oreo on Verre så
pingue.
Er queſti ſono Equiuochi della Categoría della
Softanza : come ancora lo Scherzo di Augufto fo
pra la ſua Tragedia intitolata Aiace. Perche hauen
dola cancellara con la Spugna: dicea che il ſuo Aiace
dormina nella Spugna . Et à queſto ancora ſi riducono
i NomiMetafiſici , come, Genere , e Specie : & i
Nomi Grammaticali . Onde di quello che fposò
yna Vecchia Sterile , ma Ricca ; ſi diſſe 9, che con
tra le regol e tdella o Grammatica haueua antipofto
a iu
il Datiuo l l al n i .
e
e
a ua za
Cosìda tutti glia Accidenti
f
ztrarrei c di
d e z
tuttelealtre Cate
r iia
goríe ſin a
poſſono
t e n z i Equiuochi n
. Dalla e ſ
Quantità ;
a a
vn Gr na Teſ raannd,da fig vnnnao gra de maetndo
le t, a & ovne irgl i e n a ſ
to od ſe S he o. oOneu , e n aaupio
ſ
o i pi a h i
r ci l Ge el onu di R c tt ſi p on i arC
à aS ch n C :n fù tdae ; N èm
r a
gli pe tu hai un gra Tef ."
Dalla Onatità fù l'Equiuoco del Seruo Plautino
che fi vantaua di venireda Cafa Illufire ; perché la
Caſa Paterna era diftegolata . Et quel Vecchio ,
ripreſo di hauere fpofata vna Giouinetta , che dilli
perebbe le ſue facoltà : hauendo rilpofto ; Tu ti'n
ganni ; ella è Parca : fù replicato : quefta Parca ti
troncherà dunque lo Stame della Vita : doue tu
vedi il paſſaggio dalla Qualità della Parfimonia , al
Nome della Parca Fatale .
Ma fecondiflima è la Categoría delle Attioni,
eſſendo moltiſſime & belliffime le Equiuocarioni
de' Verbi fignificanti due Operationi. Come Colere.
fignifica Amare & Arare : onde à quello Sciocco
che dicea Mufas colo : tù riſpoſto ; Vtilius Terrain coa
leres . Et cosi degli altri. Della
Libro Quinto 257

Della Metáfora d'Hipotipóf .


O Cofe tanto viuamente dauanti agli occhi, che
le fà parer Animate & Moucntifi . Et primicra
mente, nella Categoría dellaSoſtanza ; queſta è
quella che di fimplici Vocaboli di Virtù , diVitij ,
di Paſſioni, di Scienze , di Pacſi, fabrica viui Simo
lacri & Viſibili, & fe mouenti. Come la Temperanza,)
Vergine che meſcc yn Vaſo di Acqua in yn Vaio
di Vino . L'Inuidia , Furia Infernale che ſi rode il
Cuore . Et così degli altri.
Con tal Metáfora , Floro volendo dire che i Rom
mani furono inſieme Virtuofi & Fortunati : dice
che la Virtù e la Fortuna, à gata contefero tra loro per
iſtabilire il Romano Impéro . Et il Greco Oratore , per
dir che i Greci erano afflitti per la perdita di tanti
Cittadini : diffe , che la Grecia ſi ſtraccia le chiome, costo
piange dirottamenteſopra le Tombe de'ſuoiFigliuoli .
Ma l'vſo principale di queſta Metáfora è nel dare
anima & mouimento ai Verbi . Come , I Prati Rs.
doro, per dire , ſono ameni . Et Horatio , il Vento cam
nalca i Campi Cerúlei ; cioè , il Vento agita il Mare
Et Homero , che la Saetta aride d'immergerſi nelPetro,
edinorar le Viſcére , & inebriarſinelSangue. Et Dioge
ne , non diffc che quel Giouane, vendè la CaſaBam
ierna, ma la Womité. Et così di tutti li Predicamenti.

Della Metáfora d'Hiperbole.


gli Metáfora
contrari. L'vno d'ingrandir.' eſtremamente le
Cole : l'altro di cftremamente impiccolirk .
R Nelle
358 Dell'Arte delle Lettere
‫ܛܝܢܢ‬

Mifſiua
Nell'Ingrandire , come ſe tu chiami l'Elefante yn
Monte di Carne , Et vn' Huomo grande armato co
A me Golia ; yna Torre di Ferro. Et con queſta Figura
çfaggerano, gli Amanti la lor Paſſione alle ſcioca
che , & querule Donzelle : perch ' eſſendo l’Amore
Fiſicamente yn Calordel Cuore verſo yn’Oggetto
amabile , fan loro, credere che tutta l'Etna butta
fiammo nel loro Petto. Et che viue il Cuore come
Ja Pirauffa dentro vna Fornace . Et che per lei fen
fono le Pene dell'Inferno , ſempre ardendo & non
morendo . Et così da tutti gli predicamenti fi ca.
pano l'Eſaggerationi.
Per contrariodi queſta Metáfora li ſeruì Martiale
per iſcemare il Donatiuo ch'egli hauea riceuuto da
Lupo , di vn certo. Podére , che gli veniua rinfac
>

ciato come yn grandiſſimo Beneficio & cffo per


via de' Predicamentihiperbolicamente lo và eſte
puando . Confeffa effer vero che Lupo gli hà do
nato.vn Podére futurbano : ma chº egli nc hà và
più grande in una Caffa ſopra il Balcone . Che gli
hadonato yn Poderetto sì picciolo , che yną Pianta
di Rata e di Maiorana , 1

fanno la Selua di Diana . Che


vna Cicála ſpiegando le ali lo copre tutto .Che vna Fora
mica in un giorno può mangiarlo tutto . Che yna Serpe
non vi fapotrebbe naſconder tutta . Che yna Talpa ſareb
bc à quel Podere l'Aratore, ce il Foffaiuolo. Et và pur
tu leggendo quello Epigramma, che vi ci troucrai
2

Hiperboli Diminucnticauate datutti li Prcdicamêti, 1

Della Metáfora di Laconiſmo,


ILdoLaconiſm o propriamente è quello che dicen,
poco fą intender molto ; perche gli Spartani ,
adoprando le mani più che la lingua , parlauan
poco
Libri Quinto , 259
poca e facean molto Et perciò per intendere
quefta Metáfora ci vuole più ſpirito che per inten .
der le altre .
Egli è vero che queſta Metáfora è moltoſimile
à quella di Attributione che di è detta , inquanto fą
intenderc yna Cola per mezzo di vna Circoſtanza
congiunta . Ma ne! Laconiſmo , la Congiuntione
farà più oſcura & più lontana ; come vna Eruditio .
nenon vulgare , & ynVocabolo più aftrufo, che dona à
penſare più che non diçe .
Tal fù quellaLettera degli Spartani a Romani
con la ſola Parola NIHIL : che fi è detta al Capi.
tolo Seſto di queſto Libro . Et qucll'altra, Dionyfius
Corinthi , chę dicde più da penſare a! Rc Filippo di
Macedonia . Volendo dire; ficome Dionigi Sira.
çulano per brauar troppo , difcacciato dal Regno ,
andò à fare il ſedante in Corinto ; così à te auuer
rà ſe ci vorrai brauare. Et queſto era il Coſtume
ancor delle Donne Spartánc , parlar poco , ma ga
gliardo . Onde la Madre che mandò il Figliuolo
alla Guerra per la Patția , gli die lo Scudo ; & al.
tro non gli diffe, ſenon ; Ant cum Høc , aut in Hoc
Tu hai da tornare o con queſto, o dentro queſto,
Queſto ha da effere è la tua Difeſa , ò il tuo Férc
fro , & perciò guardati di perderlo ‫ܕ‬,
Şimili a queſti Dettį corti ſono certi Prouerbi
eruditi , & cortamente accennati : come quello
3

Çarpathic Léporem : volendo dirc ; guardati di non


procacciarti gran danno con piccolo acquiſto ;
nella guiſa che i Carpateſi , portarono due Lepri
pella ſua Terra , & tantę ne nacquero , ch'effi fue
ſono aſtretti à dishabitare ,
A queſta ſi riducono certe Minaccię che dicono
poche Parole ; & biſogna ben penſare per inten
derle . Come quella che fù lanciata agliAteniel ,
R 2 Sc
260 Dell'Arte delle Lettere Miſfiue
Se ciò farete, le noftre Cicále canteranno inTerra: cioè,
Tal guaſto vi ſi darà alla Campagna, che le voſtre
Cicále più non troucranno vn'Arbore da cantarui
ſopra . 1 .

Della Metáfora di Oppofitione :


A forza della Figura Harmonica di Oppoſitione
L conſiſtcua nella corriſpondenzadelle Parolc trà
loro , gradita agli Orecchi. Ma la forza diqueſta
confifto nella fignificatione Ingegnoſa del Concet
to , che gradiſce all'Intelletto quandoè vibrata per +

via di vn Contrapoſto :perche vn' Oppofito fà fpic .


Car l'altro .
Hor queſta ingegnofita fouenre confte in due
2

Termini che mutando le ſteſſe lettere mutano il


Senſo à modo di Anagramma. Come queſta s LA
paleſe Laudatione, i ona paleſe Adulatione . Ouero alte
rando alquanto le lettere forma vn ' Alliteratione ,
ò fia Biſticcio : come quello ſopra vna Fontes
Afcendo, perche Scendo : per fignificar chc chi fi Ha
.

milia è Eſaltato da Dio . Et àà quello ignobile c . .

groſſolano Studente, che fi vantaua di eſſerſi dedi.


cato à Pallade: fù detto ; Faretti meglio à dedi
carti à Pale , che à Pallade ( perche Palc era la Dea
de' Coltiuatori della Terra & in vece di Arar le
Pagine , Arare i Campi . Ouero ferbando le ſteſſe
Lettere & l'ifteffo Vocabolo ; mutare il Sento con
l'Equiuoco. Come, Il Peregrino non hà da eſſer ſempre
Peregrino : douc il Vocabolo Peregrino , nel primo
luogo ſignifica vo Foreſtiero ; & nel ſecondo vn
1
Ignorante . Et quello , Allora è bello il morire, quando
non meriti dimorire . Ma il più efficace Contrapofto è
quello che ha ſembianza di vn'Argomento Elentico
bępche ſia fallaces como altroue diremo .
Rolling
Libró Quinto 261

Della Metáfora di Deçettione .


Veſta Figura da niun Moderno , ne Antico
O Retorico offeruata , ſenon dal Gran Filoſofo ;
è la Madre de' Ridícoli, & di tuttele Facetie : più
praticata che dichiarata . Perche chi Parla è Scriue;
facendo formar' yn Concetto all’Vditore nel Prin
cipio , finiſce con vn'altro contrario , & inganna
l'aſpettatione. Ne traffc l'iſteſſo Filoſofo l'Efempio
da yn Comico antico . Colui caminaua gentil
mente , portando nelle gambe vn bel paio di ver
>

miglie Vlcere. Er vn'altro Eſempio di Cleofonte ,


$

che dopo alcuni alti e nobili Epíteti, và à finire in


vna Baſſezza . Et tn à venerabile e dinina Cocoa
A queſto Efempio Martiale ,dopo hauer deſcrit:
te le diligenze di Coramo attorno la ſua Vigna
conchiude : Egli ha fatto cento Botti di Acqua :
doue tu aſpettaui, Cento Botti di Falerno . Et Gi
ceronc dopo hauer dati i Precetti all'Oratore di
certe minutezze Grammaticali; fà qucfto paſſag
gio . Ma perche io credo che qucfte coſe vi ſaran
no ſtate noiofe : vegaamo , ſe vi piace , à coſe al
quanto più Odiofe : doue tu aſpettaui, Alquanto più
Amene .
Horqueſta Figura gratioſamente ſipratica, quan
do tu moftri di voler lodare , & finiſci in yn Biafi
mo . O diConſigliare , & finiſci con qualche coſa
odiofa, & contraria all'aſpettatione. Come il Vec
chio Plautino al ſuo Seruo . lo ſpero che queſt'
.

Anno cu debbi farc vna grande Vindemia di Sfør


Zate. Et il Seruo altresì, al Vecchio che l'addiman
daua doue foſſe il Figliuolo ; gl'inſegna la ſtrada
in questa guiſa . Vattene dritto al Foro , e poi torci
it collo à rhan manca , & entrato nell' Angiporto
vattene fino alla cima di quella ſalita, & quindipre
cipitari , R 3 CAPI
262 Dell'Arte delle Leuere Miſiue
CAPITOLO TERŽODECIMO
v ſo delle Figure Metaforiche,
nella Orationé co nelle LettereMifline :
Rc ſono le Operationi dell'Intelletto Huma:
no : la Prima è la Simiplice Apprenfidà , che
tappreſenta vn fimplice. Oggetto , o più Oggetti fe
parati come Vna Roſa; on Giglio , in Ligüftro .rs
La Seconda; è la Propoſitione Enontiatiua; che
connette yn Oggetto con l'altro , ò lo diuide: cox
mc , La Roſa èpitabella del Giglio è del Liguſtrb.
La Terza ; è il Diſcorſo formato con l'Argòs
mentationė; inferendo una Coſà dall'altra. Come;
Dunque alla Roſa fe deono dare gli primi Honori : Siche
la Prima Operatione ferut alla Seconda ; & la Ses
conda alla Terża; che è la più nobile ; perche più
ſublime
A queſte Tre Operationiferue qualunque Me
táfora : Bella la Prima, ch'è là Metáfora Simplices
come fc tu chiami la Roſa Reina de' Fiori: Più Bella
la Seconda , ch'è la Continuatione della Metáfora
Simplice : come ſe tu diceſli; La Reina de' Fiori ha
le Porpore per Manto , le Frondiper Seggio ; le Spine per
Satelliti : MaBelliſſima & Perfettiſlima la Terza y
che forma qualche Illationc Concludente ; contie
ſc tu diceſſi : Dünque In Vn Giardino tutti iFiorifenze
la Roſa, ſono äjna Plebë fenza Reinaa
Che leben tu dirai che la Metáforà Simplice ;
prendendo.vn' Oggetto per l'altro & componéha
dogli inſieme, ſpetta alla Seconda Operatione : rif
pondo nondimeno , che nella Metáfora Simplice i
vn'Oggetto compoſto con l'altro , non ſi confide
ta come vna Enontiatiớne į ma cöme yn Simplico
Voca
Libro Quinto :
Vocabolo , & vn Oggetto folo in riguardo dalla
Continuata Metáfora .Così dice il GranFilofofo :
Se tu chiami Achille vn Leone : queſta è Metáfora :
má ſe tu diceſli , Achille è come un Leone, non è più
Metáfora , ma Imagine, & Paragóne. Cosi fe tu
dicelli la Roſa ¿è laReina de' Fiori , ſarebbe Imagine:
ma fe in luogo di nominar la Rofa , tu nomini la
Reina de' Fiori, queſta è Metáfora , & vale vn fol
Vocabolo .
Conchiudo adunque con l'iſteffo Filoſofo nci
Terzo delle Retoriche ‫ژ‬, parlando delle Vrbanità ,
che vi fono Parole Metaforiche; Propofitioni Metaforia
the ; & Argomenti Metaforici :
DOCE

Delle Parole Metaforiche:


altro non è che dire , ſenon che tutte le
O ViMetáfore Simplici , ſignificando vn Ogget
to per vn'altro col prendere vn ocabolo pervno
i altro , fono Parole Metaforiche . Tanto più belle
quanto gli Oggetti ſono più belli & più nobili :
*

& tanto più ingegnoſe , quanto fono più nuoue , &


più appropriate , con più tiſcontri & circoſtanze
Quadranti t
are nnelle
Et"circa la Bellezla , ella li dee cercare o Ora
tioni graui; & nobili , & foſtenute . Ma ne Sog
getti Baſſi, e Ridícoli, le Metáfore vogliono cher
tolte da Oggettibaſſi Come fe tu lodi gli Occhi
Dvna Dama tú li chiamcrai Stelle del Cielo : & ſe
vorrai beffar gli Occhidi yrabrutta Vecchia, tu li
chiamerai Lanterne ſpente .
Ancora ſi de auuertire , che nelle Metáfore talu
ente pet
uolta ſi prende yn Vocabolo aſſolutaml'
RA al tro
264 , Dell'Arte delle LettereMiſiue
Paltro , conc il Leone per Achille , il Ferro per la
Spada:& altra voltaſi aggiungequalche attributo
come fe tuchiami l'Acqua liquido Criſtallo. Et l'Her
ba , vegetante Smeraldo. L'Vſignuolo , Organo alato .
Altre volte poi fi toglie qualche Attributo . Como
ſe tu chiami la Tartaruca , Lira fonza Corde. Et yn
Dottorc Ignorante, Libro ſenza Lettere, ouero Aſino
Togato .
ci

Delle PropofitioniMetaforiche.
P Rendi hora tu qualunquedelle Otto Simplici
tante faranno le Propofitioni Metaforiche , lequali tu
puoi chiamare Allegorie . Et per dartene alcuno
Eſempio .
etáfora ddiŞimiglianza,
Se per lala MMetáfora ig con yn Voca
bolo Metaforico tu chiamatti l'Amore Fuoco : ne
fece yna Propofitionc Metaforica il Formione di
Terentio ; ilqual pregato dal Giouine di conciliar
gli l'Amore di colei ch'egliamaua : diffe ; Con le
a

mie parole io la ti rendero acceſa di tanto fuoco verfo di te,


chele ti ftruggeffi tutto in lagrime , non potrai Spegnere il
fuo ardore.Etpoiche tu chiamaſti la Roſa Reina de
Fiori, tu puoi continuare l'Allegoría col paralello
e di tutte le Circoſtanze della Reina e della Roſa :
Porpora , Corona , Armi, Solie , Perle diRugiade , Corted:
giata da' Zéfiri, & c . & conchiudere col detto di
Saffo , che ſe Gione voleffe eleggere tra' Fiori la Reina ,
eleggerebbe la Roſa ?
Per la Metáfora di Attributione : Poiche le Inſegne.
dellaGuerra &le Aquile, fi prendonoper l'Eter
cito delRomanoImpéro , continuolla il Panegiri.
Ita , che volendo deplorar la Rotta dell' Eſercito
Roma

3
Libro Quinto . 265
Romano per la Temerità di Craffa : dice così ,
1 Infelice Aguila Romana, che in difperto do? Numi, hauendo
ſeguitata l' Auaritia del Romana Imperatore; irà lc Saeite
de Barbari-lacerą , e spennacchiaja, con rifa de' Nemici,
sadeſti a terra .
Et cosi puoi tù prouarti à continuarl'Allegoría
delle Metáfore di Equiuoco , d'Hipotipóli, & di tutte
le altre Specic; Operaà mediocri Ingegni faciliſſi
ma .

Degli Argomenti Metafórici.


0.Vanto è più Ingegnoſa la Propoſition Metafórica
Ingegnoſo l'Argomento Metafórico della Propoſition Me
tafórica . Queſto è dunque l'vltimo sforzo dell'Hü
· mano Ingegno . Queſto è il Trionfo della Elo
quenza. Quefte ſon quelle compiure & perfette
Argutee, Icquali per effer propri & nobiliffimi Parti
dell'Humano Intelletto , ſi chiamano Veri Concetti,
& dal Gran Filoſofo Entimémi Urbani .
Entimémi per dueRagioni . La Prima per-la Ma
teria : perche ficome i Sillogiſmi ſon propri della
Materia Scolaſtica ; così gli Entimémiſon propri
della Matcria Retórica & Ciuile . L'altra , perche
per lanciar queſti Concetti Arguti, non ſi richiede
la perfetta forma del Sillogiſmo che diſtende tutte
tre le Propofitioni: ma ſolo la forma dell'Entimé
ma che lo auuiluppa , & le tronca . Et la ragione
è chiara ; perche , ficome queſti Argomenti Arguri
ſono fondati ſopra Metáfore , & perciò Cauillofi ,
9

& gratioſamente fallaci : cosi le tu li mettelli nella


ſua forma, con tutte le Propoſitioni fpiegate , ſco .
prirciti la fallacia dell'Argomento.
Ma
266 Dell Arte delle Lettere Miffiue
Ma dirai tù , come poſſono queſti Argomenti
perſuadere , ſe ſon fallaci? Riſpondo,
MELche ſono fala
jaci si , ma Urbanamente , cioè , càmente .
Perche ficome nella Metáfora non ſi attende al Sen
ſo proprio , maal Senſo figurato 3 così nell' Argo
mento Metafórico , ſi guarda non quel ch'io dico ,ma
quello ch ' io voglio dire . Et perciò perſuadono :
perche ſotto il velo del finto, s'intendeilvero : co
me negli Argomenti tirati dalla Simiglianza , &
dall ' Apólogo . Siche gran differenza pålla trà le
Fallacie Sofiſtiche de' Dialettici, & le Fallacic Metafo
riche de' Retórici . Perchéquelle , volendo eſſere
inteſe nel senſo proprio, ingannano col falſo . Ma
queſte, volendo efferc intele nel Senfo figurato , dilcto,
tano con la Imitatione del falfo :
Horqueſti EntimémiMetafórici ſono di due Sorti:
Alcuni ſono Addottini, ché adducono ' vna Cagionc
Metafórica ſopra qualche Propoſitione Altri Deo. a

dottiui; che da qualche Propoſitione Metafórica de


ducono vna Confeguenza Metafórica .
Addottino è queſto di Timeo : Cercate Noi per qual
ragione Diana non impedi l'Incendio del fuo Tempio ? la
ragion' é, ch' eſſendo ella la Dea Prefetta dellePartóritricis
ella era ita quella Nottead aſſiſtere al gran Parto di Aleſs
Sandro . Doue tu vedi l'Argomento fondato ſopra
vna Metáfora di Attributione , che di due coſe ſepa
rate , accadure nel medeſimo tempo , fà che l'vna
fia Cagion dell' altra . Addortiua ancora è quella di
Ariſtotele : Saitù perche le Leggi di Dragone ſon tanto
Crudeli ? Perche für Leggidi an Drago; & non di un'
Huomo. Doue l'Argomento è fondato fopra la Me
táfora di Equivoco . Et perció quella di Cicerone
contra Verre fù più Ingegnofa. Vuoi tu ſapereperche
te Leggi di Verre fian tanto inique? Perche il lus Verrino
è ſempre Cattino Doue tu vedi che l'Equiuoco è più
Ingeg nofo . Dedot
Libro Quinto 267
Dedottiva è poi quella di Martiale ſopra la Formică
Congelata dentro l'Eléttro . Queſta Formica é mutata.
in una Splendida Gemma. Dunge l'Animaluzzo che visa
era il più vile di tutti ; hora ch'egli è morto è diuennio più
pretioſo di tutti: Ilquale Argomento è fondato ſopra
la Metáfora di Oppoſitione . Dedottiuo ſimilmente fù
quello del Re Alfonſo al Giudeo, che gli dimando
cinquecento Scuti d'Oro di vn Quadro diSan Gio
-uanni Euangeliſta . Dunque tu vendipiù caro il Difce
poto, chei tuoiMaggiori non vendettero il Maeſtro : Allü
dendo à Giuda , che vende Criſto per trentà Scuti ,
che fü Metáfora limilmente di Equivoco dal dipinto
al vero .
Ma l'Argomento Metafórico più viuace , è quello
che ritrae allo Eléntico per via del Contrapoſto , come
ſi è detto più fopra : qual fù quello del Filofofo
che ſconſigliaùa le Nozze : Sê tu la prendi Brutta fpida
cerà à tes ſe la prendi Bella piacerà agli altri. A cul
riſpoſe Il Giovane . Anzi, se la prendo Bella piacerà à
mei da je là prendoBrutta non piacerà agli altri . Etcost
ogni Argomerito fondato in contrapofitione , diletta 3
perche ritrae allo Elenco . Ne ſolamente gli Argo
menti; ma le Enunciationi Metaforiche dilettano , pera
che hanno certa apparenza di Elenco : come quella ,
Biſogna mangiar per viuere ; ma non viuere per mangiare.
7

Siche à conchiudere , tu puoi vedere che tanie .


fono le Differenze degli Entimémi Argüti quante fo
ho le Differenze delle Metáfore Simplici che li con
dette .

CABI
268 Dell'Arte delle Lettere Miſfiue
CAPITOLO QVARTODECIMO
Eſempio di un'Entiméma Metafórico paßäto
per tutte le Otto Specie di Metáfora .
Ia il ſoggetto dell'Entiméma Vrbano, quel mc
S
morta dentro lo Elettro ; che fù encomiata frà le cu .
riofe rarità di Domitiano ; Vn Vocelletto morto in una
Gemma. NelqualSoggetto ,l'Argutezza di Martiale
conſiſte nell'attribuire à cauſale Conſiglio ciò che
fù caſuale Accidente . Credibile eft ipfam fic voluiſſe
mori , ch'è vna Metáfora d'Hipotipófi ; ma aſſai Su .
perficiale. Hora ſopra queſto ſoggetto ſi poſſono
trarre Argomenti concettoſi da ciaſcuna delle Otto Spe
cie : formando in ciaſcuna vna Metáfora Simplice;
& poſcia fabricandoui fopra vn'Entiméma Addöttino,
è Dedottiuo ,
Alla Prima fi formerà vna Metáfora di Sinja
D glianza , chiamando l'Elettro , Viſchio : ſopra
cui ſi fonda queſto Concetto . In un modo o in un'
altro la Morte alfin tutti coglie : fugace e volátile era
queſta Apicella : ma la Morte aftuta Vcellatrice, non po
tendola colpix con lo Strale, la impaniò dentro al Viſchio.
Dalla Seconda , ſi formerà vna Metáfora di Attri
butione ſopra le Pioppe che ſtillano lo Elettro : chia
mandole ſecondo lAntica Fauola , le lagrimanti Sa
"yelle di Factonte . Sopra che ſi può argomentar.Costa
Troppoſpietata ful'Ape à trafiggere quelle Ninfe,già lagri
manti, aggiugnendo afflittione alle afflitte : & perciò merita
>

menteſi fon vendiche, affogandola con le proprie lagrime.


Dalla Terza, ſi formerà vnaMetáfora di Equiuoce .
Oſſeruando che quell'Arbore che ſtilla Elettro , fi
chiama Popolo. Onde tu puoi ritrarre vna Metafórica
Conte
Libro Quinto . 269
Conſeguenza . Ch'eglie coſa pericoloſa lo fazzicare il
Popolocome
, fece col fuo aculeo queſtaſcioccaApicella.
Dalla Quarta , ſi formerà vna Metáfora d'Hipoti
pófi. Chiamando l'Elettro ' vn tiquido Specchio per la
chiarezza & fluidezza : 0 diſcorrendo cosìs ché
1 l'Ape Vanarella , inuagbita difefteſſacome Narciſo fifpec
chio nello Elettro : di comeNarciſo nello Specchiofece nan
fragio .
! Dalla Quinta,per Metáfora d'Hiperbole,ſi chiamerà
quella Gemma vnTeſoro Tenace : formandonc que
fto Argomçnto . Che l'Apc Auara, è poſſeduta dalle
Ricchezze ch' ella poſſiede : 6ſecondo ilVoro degli Anari ,
bà dentro il Teſoro il fimo Sepolcro .
Dalla Sefia, G formerá vna Metáfora di Laconiſmos
con quel corto Prouerbio vſurpato da Ceſare Au
guſto Lentas Celerem ; diſcorrendo cost. Ecco auue
raro it Laconico Prouerbio che il Lentocoglie il Veloce : poi
che il lento Elettro , bàcolta l'Ape volante .
Dalla Settima, fi formerà vna Figura di Contrapoſto
trà la Naſcita, & la Morte . Diſcorrendo così ; Im
parino gl'Ignobili ad honorar gli oſcuri Natali con fine Ile
luftre : poiche queſi Ape indufirioja , nata nel Fimo , muor
nella Gemmá .
Dalla Ottana , G formerà vna Metáfora di Decete
tione , in queſto modo . Celli la Fama di oſtentar Loffa
del Re di Caria , nell' operofo Artemiſio : negl'imbalſa .
mati Regi del Faro , dentro alle Dorre Pirámidi : ne le Ce
reri delRomano Cefare alzato alle Stelle ſopra la Saflora
Mole: più nobile , pin magnifico , più miracoloſo Sepplcro.
vi moftrerò jo , dentro una pretiofa Gemma un Illufirilſimo.
Verme

N
I ucnili Ingegni, ſecondo il Genio del preſente .
Sccolo illuminar le Milluc con le Figums ; delle
quali ;
279 Dell'Artedelle Lettere Miſfiue
quali per gli ſpiritoſi Intenditori à baſtanza fi e sa
gionato : & per gli Stolidi , non mai à baſtanza di
può ragionare,

DELL '.
271
DELL'ARTE
DELLE

LETTERE MISSIVE
LIBRO SEST O.

CAPITOLO PRIMO
Del Cominciare con Finir le Lettere .
DISTI al Capitolo Decimo del Primo
Libro , che ſebene il Tema & il Diſcorſo
ſiano la Soſtanza & il Corpo della Let
tera : nondimeno molte Lettere ſenza
qualche Preparamento nel Principio , &
qualche Complimento nelFine ; parranno yn Cors
po moſtruoſo , ſenza Tefta , & fenza Coda ,
Tai fon leLettere che ſi ſcriuono à gran Signori,
od à Perſone peraddietro non conoſciute : o dopo
yn lungo ſilentio : ò quando ſi tratta di Negotio
arduo , c nuouo : ò ſi chiede aiuto o ſeruigio di
2

rilieuo ſenza merito precedente : o in tale altro


Soggetto , che il ſaltare à piè giunti nel Tema, &
il finire ſenza Complimento paia inçiuiltà bal
danizola ,
D'altra parte , vedefti alCapitolo Primo del Li
bro Quarto , che il dar Precetti particolari di que
fte duc Stremità , è coſa infinita ; perche dipende
da Circoſtanze momentáne;& ſingolari mouimenti
dell
272 Dell'Ariedelle Leitere Miffiue
dell'Animo di chi fcriue : & perciò non cadono
ſotto l'Arte, perche de' Singolari non ſi dà Scienza ,
Ma perche nel detto Capitolo Decimo habbiam
promeſſo di dirne ciò che dirſe ne puoin genera
le ; l'habbiam riſerbato all'vltimo luogo , dopoi di
hauer parlato delle Figure Patétiche & Ingegnoſe ;
lequali per tale Opera fon molto Proprie.
Et per ricercare ancor queſto Soggetto dal ſuo
Principio ; cgliè coſa certa , che ficome in colui
che dcu' eſſere perſuaſo, due Difpofitioni ſon necef
ſaric ; l'vna nell'Intelletto i accioche intenda il Te
ma; l'altra nella Voluntà , accioche lo gradiſca :
così gli Oratori han ritrouato l'Eſordio perrender
Docile , & Benéuolo l'Vditore . Docile , diſponen
dolo à bch capire il Temâ, & la Cagione per cui
ſegli propone: Benénolo , diſponendolo à gradir la
Propoſitionc & l'Oratore .
Hor qucſto che nelle Orationi ſichiama Efordio ;
nelle Miſſiuc noi lo chiamammoil capo della Let
1

tera, quando ( come ſi è detto ) il Soggetto lo ri


chicda. Egliè perciò vero, chealcune volte foglio
no ancora valenti Oratori , tralaſciato l'Eſordio ',
venir fübito alle preſë . Perche,quando il Tema ſia
per fe ſteffo aggradcuole , od importante : & il
comprenderlo tia coſa facile ; l'iſteſſa Eſpoſition
delTema feruc di Elordio diſpoſitiuo : che da'Re
torici ſi chiama cominciare Ex Abrupto .
Er queſto era lo Stile de' Greci nell' Areopago ;
donie voce di Precóne , fv ammoniuano gli Ora
tori , di troncar l'Eſordio , & la Peroratione; per
non intcnerire, od infierire l'Animo de' Giudici col
mouimento degli Affetti. Et ancora frà gli Oratori
Romani, l'iftefio Tullio , amador della yerboſa fa .
condia, alcuna volta contro à Carilina & Antonio ,
vien fubito à mezza lama ſenza Procmio .
Hora ,
Libro Sefto . 273
Hora , queſto Stile ; che nelle Orationi è molto
raro , nelle Milfiue è molto frequcntc ; venendoſi
più volte alla Espoſitione del Tema, fenza Pream
boli. Ma queſta Eſpoſitione Corta è di due forti
l'vna Hiſtorica , aſciutta , c fredda : l'altra Oratoria ;
Figurata, & viuace : Dell'vna & dell'altra conuien
parlare ; perche il confronto dell'vna con l'altra,ti
darà gran lume per ben pratticarle .

29

CAPITOLO SECONDO
Della Eſpoſitione del Tema, Hiſtorica, eFredda.
Vefto Cominciamento nelle Miſliue , molte
Q volte fi fà con Termini tanto Gencrali, che
vn folo ptio ſeruire à molti Temi benche di Specie
differenti. Come ſe tu cominciaffi vna Lettera di
Propoſta , con queſti Termini. Queſta mia farà per
dirsi , che . & c. Prendolapenna per ſignificarui,che, & c.
In queſte righe vedrete, che. & c.
Et limilmente nelle Lettere di Rifpofta queſti Tere
mini lon communi ad ogni Tema. La voſtra Lettera
tra le mie noioſa occupazioni mi ha fatto sapere, che . & c.
Per le mani del N. mi vien refa la voſtra , in cui mi dite » .
che. &c. Accufo la riceruta delle voſtre Lettere , onde
intendo , che . & c .,
Ltri Cominciamenti
cortina poi , benche Hifforici.
A ſono più appropiati ad vna Specic di
Tema che ad vn'altra : più ad vna Conſolatoria
che ad yna Peritoria : più ad yna di Ringratiamen
10 , che di Scuſa , & c. Tutti però Principij Hiftorici,
aiciutti e freddi : come vedrai ne ſeguenti Elem
pli .
S Por
274 Dell'Arte delle LettereMiffiue
Peruna Lettera d'Inuito àfcrimere . ] Il voſtroSilen .
tio mi fà temere della voſtra Salute ; toglietemi
digratia di queſto affanno . ec.
Per dimandar Ragguagli.] Non sò per qual cagio
ne voichę mi foleuate ſcriuerLetrerc tanto copiq =*
ſe , hora mene laſciate così digiuno . & c.
Per Lettere di auniſo . ) Benche ſiano grandi le vo .
ſtre occupationis nondimeno vn'Accidente ſtrano
mi fà prendere l'occaſione di ricordaruị il mio af
fetto col farui ſapere , chc. c. Hicri vn fatto fe.
guì, ilquale ho giudicato degno della voſtra fa
puta.C.
Per Lettere diNegoty : ] Benche { iatę à diporto ,
Sò che farete ſollecito di ſaper come paſſino quì
gli voſtri affari : ſappiate dunque che paſſano be
ne: perche.6. Queſta mia vi darà conto com
pafſiño le coſe voſtre :fappiate, che & c.
Per Lettere di Congratulatione . ] Çon ſommo giu .
bilo hò inteſa la nuoua della voſtra Promotione
già da voimcritata & da me aſpettata . & c. Som
mamente godo che il voſtro merito ſia ftato rico .
noſciuto con l'honorcuole Impiego del.cc
- Per Lettere diCondoglienza: ] La Perdita chehauete
fåttami hà traffitto l'animo in guiſa che ne ho ſpar
ſo più lagrimc diniun'altro, per cfferio il più obli
gato alla voſtra Cala
Per LettereConfolatorie . ] Seben con eſtrema. Paf.
fione compatiſco alla voftra perdita : {timo però
foperchio il conſolar la voſtra Prudenza laqual
piùdi ogni altro può conſolarfe medeſima: fapen
do ; c .
Per Lettere Petitorie di diuto . ] Farei torto all'Ami
citia noſtra , s'io ricorreffi ad altriprima che à voi,
nell' eftremo biſogno in cui mi trouo , eſſendomi
auuenuto , che, & c. Doue degg jo sperare aiuto
re
Libro Sesto : 275
fe l'infinita Beneficenza voftra non ſoccorre almio
pericolo ? & c.
Per Lefiere Petitorie di Configlio . I lo mi trouo in .
tricato in yna SpecolatiuaDifficoltà; fela perſpic
cace Sapienza voſtra con qualche definitiua riſolu .
tione non mi forge il vero .
PerLettere di Scuſa di non bauer potutooperare. jAll.
intenſiffimo mio deſiderio , non ha corriſpofto la
2

Fortuna ne! ſeruigio chcmihauete commcffo.ac.


Troppo ambitiolo mi hąucan relo i voftriCom .
mandi,ſe le difficoltà inſuperabili nell'eſeguirli non
mi hayeffero altretanto, mortificato : perchc. & c.
PerLettere di Ringrariamento .] Quefta Cartanon
può capire ciò ch'io deuoa ' voftri ecceſſiui fauo.
ri . & e, Il Ciel pictolo renda alla voſtra Bontà quel
ricambio che renderui non poſs' jo, fenon col De:
Giderio
Per Lettere di Lode, ] Non può lingua mortale
lodarc à baſtanza la bellezza del Componimento
che mi haucte mandato . Eſprimere non ſi può la
bellezza & perfettionc di qucft: Opera ſenon col
tacito ftupore .
Per Lettere di Difpregio. j LiComponimenti del N.
fon coſc tanto ſciocche , ch' egliè meglio non leg .
>

gerle , per non hauerc biaſimarli.gr. L'Opera


val così poco chcpoteuatę riſparmiar lapena a !
Portarore .
Per Lettere di Efortatione ,] [ Amor ch’jo vi por
.

to , fa ch ' io vi eforti ad applicarúi agli Studipið


che non fate: accioche yn giorno non venc hab.
biate à pentire
Per Lettere di Riprendere . ] voftri falli horamai
fon tanto paleſi che forzano gli Amici a dir mal
di voi, per loro propria riputatione .
Per Lettera di Rimprénero )
. Altro guiderdóne al
$ % petta
296 Dell'Arie delle Lettere Mifſiue
pettauano gli mei Beneficij di quello che mi ha
ucte reſo .
Per Lettere d'Inuito .) Io ſono in luogo amenilli
.

mo , con lietiſſima compagnia ; ma ci manca il


condimento della voſtra preſenza . 554
Per Lettere di Minaccie. j Mando queſta Carta per
dichiararui', che dell'Aggrauio fattomida voi, vo
glio Vendetta .
En
BE puoi
poſitivedere
ui, & che
comtutti queſtiCominciame nti
, ne' qual altr Per
m uni i a
fettione non ſi richiede , fenon la Soſtanza del Te .
ma , & la Proprietà Grammaticale de? Vocaboli .
Che fe pure in alcuno è qualche viuezza : ella na
ſce più toſto dalla Natura del Soggetto medeſimo ,
che dalla forza dell' Ingegno . Et di queſta manie
ra puoi tu per te ſteſſo meditár facilmente gli Prin
cipij di tutti gli altri Temi de' quali vedeſti Ic Of
faturc . Reſta hora à diſcorrere della maniera con
P.

la quale ogni Principio benche Hiftorico fimplice


uſcineto , e freddo ; fi poſa rendere Oratório , attuoſo ,
viuace con le Figure : ripigliando la Matcria da
più alco principio . ‫نی نی‬

CAPITOLO TER ZO
Della Eſpoſition del Tema, Figurata e Vinades
D tu puoi hauer detro
conoſciuto cinque, Sorti di F'ju
gure : cioè Harmóniche , Etiche , Patétiches Logithes &
Metafóriches lequali ažujuanola Oratione. Erben
che in quelLibro per maggior breuità , l'Eriche &
le Logiche li fiano incorporate con lePatétiche
hora nondimero egliè tempodiſepararlo y laccio
chc
Libro Sesto . 277
che tutte compaiano alla Raſſegna ſotto le proprio
Inſegne .
Altretante adunque ſono le Differenze de' Prina
cipij Figurati delle Miſfiuc ,che poſſono animare la
Eſpoſition del tuo Tema; cioè Principij Harmonici
Etici, Patétici, Logici, & Metafórici : come ti farema .
conoſcere con gli Eſempli : dichiarandoti primie .
ramente in che conſiſta la Viuezza di ciaſcuna Fi .
gura , ſeparatamente applicata à qualche Tema .
Dipoi, come yn’ifteffo Temafi poffa auuiuarcon
tutte le Otto Figure Metaforiche . Et finalmente
come ciaſcun degli Principij freddi e aſciutti , che
nel Capitolo antecedente ti ho dato in eſempio ,
ci poſſa rendere Attuoso Vinace con le Figure
Metafóriche & Ingegnoſe ,
elect

CAPITOLO QVARTO
Come i Principi lipoſſano Animare con le
Figure Harmóniche .
Edeſti al Capitolo Seſto del Libro Quinto alla
V Pagina 236. & 237. che in due maniere so
può adoperare queſta Figura « L'yna per via di
Parole ; • Membretti diſgiunti ; l'altra per via di due
Clauſulette Contrapofte. La Prima hà l'Harmonía nella
fola Vguaglianza :comes Venni. Vidi, Vinſi. La
Seconda hà l'Harmonía nella Vguaglianza, & nella
Contrapofitione di due Clauſule : come ; Nerone era
Catrino a Buoni , & Galba era Buono a ' Cattini,
Nell'vna & nell'altra maniera fi poſſono auui.
uare harmonicamente iPrincipi delle Miſſiue ,&
l'Eſpoſitioni de' Temi. Della prima è queſto Prin .
S 3 cipio
298 Dell' Arte delle Lettere Miſſiue
cipio per vna Lettera di Lode . Il noſtro componia
mento appaga l'Intelletto, accende l'Affetto ,defia la Mas
raniglia , difpera la Imitatione. Et quefto ancora per
Lettera di Ammonitionic . Ilvoſtro Delitto; epica
yna
colo al voftrogiudicio : grande alGiudiciodelGtlédici: gran
diſſimoalgindicio degli Offefii daperciòguardáteni : & c:
Della Seconda manietà èqucfto Principio per
Vnia Lettera diCortettionc ad vniMalédico . Sevoż
dite ciò che vi piace ; vdirete ciò che vi ſpiacord it dilets
to della Lingna di cägiönerà gran dolore alle Orecchie :
perciò & c .

CAPÍTOLO QVINTO - 3 (
Come i Principy i polano animare con le
Figure Etiche.
la Figürâ Ëtica ha la ſua Viuczza inqual.
ShmiarÍcome
on
che Detto Morale appartenente a' buon Coſtu :
, per modo di vna Sentenza: di vno Epifonéma:
di vnº Apóftrofe : o in altra maniera che imprima
nell'Vditore qualche Virtù ; così da queſta Figura
faranno auuiuate l'Eſpoſitioni de' Temi, & i Prin
cipij delle ; fe tu comincierai con alcuna
delle Formole Etiche, lequali hai ' vedute nel Sccordo
Libro'. İlche tifarà faciliſſimo: perchéquante fono
le Formolc Etiche, tante faranno le Fonti di tali
Cominciamenti, eſpreſſiui di Pietà ;-di Prudenza ,
di Fortezza & di ogn'altra Virtù .
In queſto modo , vna Lettera di auuiſo della lu
bita morte di alcuno , ſi potrebbe cominciar cosi :
O ſtrana Catáſtrofe ! .Ite à fidarui detle humane profperità :
hieri il Signor N. era il più vigoroſo e più lieto Giovine
della Città: & hoggi l'abbiamoaccompagnato allaTomb - a.
& ca
Libro Sesto . 279
Et vna Lettera di Scuſa di non hauer potüro feruire:
To ben dicena , chela Fortuna vuolpiù chepartenelle noſtre
Attioni : e perciò per tormi la gloria di hauerui Séruito ,
bà fconuolto il Negocio che mi haueté commandato :
Ma queſte Moralità allora fon più viuaci; quan
do paiono più ſtrane, & più lontane dalla commu
nc Opinione : comequeſta per vna Lettera di Raca
commandationc. Non è vero che la Virtu ftia nel mez
Zou comeci' nſegnano i Filosofi : boggi ellagiace nellrultimo
luogo : sarà dunque opera degna dinoi,fe nella Concórren
Za del Beneficio vacante ;farete che la Virtu del noſtroN.
babbia il ſuo luogo . Et queſt' altro per vnà Lettera di
>

Diſſuaſionc dal procurare vna Carica. Non è buon


per voi quel Conſiglio del Sanio Chilóne: che ciaſcun conoſca
ſe ſteſſo : perche , feconoſcerete voiftello non procurerete bote
>

Carica diCapitano ; ma quella di Bagaglionë

CAPITOLO SESTO
Come i Principų la poſlano animare con le
Figure Patétiche .
CHia momouiment
mono Parbriché quelSenſitiuc
ioquàFigouredellePaſſioni dela
le ch'elpri
la Concupiſcibile , & della Irafcibile'; come Amore
Odio ; Deſiderio; Fuga: & le altre che ſi ſon dette
nel Capitolo Duodecimo del Libro Secondo : &
nel Libro Antecedente al Capitolo Settimo : c
nel Capitolo Ottano con l'Eſempio dell'Epitaffio
del Grande Aleſſandro . Peroche di quelle ch'eſpri
mono mouimenti dell'Intelletto , ſi dirà apreſſo .
Hor quelta Opera ancora ti farà faciliflima. Ma
quì ancora dei tu auuertire , che feben tutte le For
S mo
280 DellAree delle Lettere Miſſiue
mc.Patétiche,habbiano virtù di rendere"( come al
trouc ſi è detto ) l'Oratione affettuola & attuoſa :
nondimeno ficome alcuni Affetti ſon più gagliardi
degli altri; come l'Ira , l'Odio , il Dolore , Palle
5
grezza , la Fuga , il Deſiderio : così nc? Principij.
delle Lettere.fi denno ſcegliere le Forme più Gagliarde
per renderle più viuaci , animandole con le Inter
icttioni & con le Particelle più ſpiritole .
Con tai Figure ſi può auuiuarc ilPrincipio di vna
Lettera di Condoglicnza. Ahi me infelice ! & è pur
pero che Morte babbia inuolato il noſtro N. Et il Princi 1

pio di vn Proſpero Auuilo . Allegrexa, allegrema:


Pinuidia è ſcoppiata, la Ingiuftitia trionfata , la Lite è
vinta . Et vna Lettera di Conceſſione. Si, mio Bene:
si, mia Speranza : tutto cio che voi volete è primavoftra ,
che da voi dimandato . Et yna Lettera di Diſpregio.
Oibò , che Verfacci fon queſti che mihancte mandati à ve
..

dere ? Et vna Lettera di Deriſione . Ah ah ah , com ' .


poſſibile non iſcoppiar dalleriſa leggendo le voſtre fróttole ,
tanto più ridicole , quanto à voi paionopiu vezzofe , come
>

al Gufogli fuoi Gufolini .

CAPITOLO SETTIMO
Come i Principij ſi poſſano animare con le
Figure Logiche.
Edcfti nel Libro antecedente alla Pagina 244.
V che delle Figure Patétiche alcune eſprimono i
mouimenti delle Paffioni; & di queſte li è parlato .
Altre eſprimono i mouimenti dell'Intelletto : como
la Negarione , l'Affermatione , PInterrogatione , la Minas
fia , il Commando : & le altre Forme Patétiche Inteha
lettuali
Libro Sesto 281
lettuali che nell'Epitaffio di Aleflundro fi fon poſte
auanti alle katétiche Affettuoſe .
Ma quì ancora ti conuiene auuertire , che leben
tutti gli Elempli de' PrincipijSimplici e freddi,che
nel Capitolo Secondo di queſto Libro ti hò po to
innanzi, contengano qualche Operatione dell'Intellctm .
50s Affermando, Negando, Perſuadendo , Auuiſando , Los
>

dando, Go. quclle nondimeno eſſendo Operationi


Hiſtoricamente , & freddamente eſercitato nella
ſoſtanza del Diſcorſo ; & non viuamente cfpreffe
çon Forme gagliarde Attuofe ; perciò non quelle ,
ma queſte fi cercano quà, per aiuiuarc i Principij
delle Mulliuc .
Et per replicarne l'Eſempio che altroue tene ho
dato : ſe tu dicelli così :La Giuftitia fi deue honorare,
perch'ella è la maggiore delle alire Virtie : queſta è ve
ramente vna nobile Operatione dell'Intelletto che
Diſcorrendo , proua vn’Effetto con la Ragione :
ma ella è vna Eſpoſitione Hiſtorica, & fredda . Chc
fe tu diceſli cosi : Dunque non honorerai su la Giuftitia ,
s'ella è la maggior di tutte le Virtù ? Guai à te , ſe
m non honori la Giuftitia ; eſſendo la maggiore delle
Virtù . Su sùi ;'io ti commando che tu honori la Giuftitia ,
perch'ella è la maggiore delle Virtù . Odi ciò ch'io
ti dico : bonor a la Giustitia , perch'ella è la
la maggiore
delle Virtù . Si , să ; honor ar fi dee la Giuſtitia, perch'
ella è maggiore delle Virtù . Stupiſco che tu non ho
nori la Giuſtitia , eflendo la maggiore delle Virtù .
Ben vedi tu , che quefte fono Forme eſpreſſiue di
Atti Viuaci & vigoroſi dell' Intelletto ; non Hiffori
che, ma Oratorit : & perciò danno forza & anima
agli'Argom enti , & a' Principij delle Miſliue. L'if
7

teſſo dico del Giuramento , dilla Ironia , della Re


petitione , dell' Apoftrote , & delle altie Forme che
fi lon dette in quello Epitaffia di Aleſſandro .
282 Dell' Artedelle Lettere Miſſiue
Così per vna Lettera d ' Inuitare alcuno à feria
uerti, faria viuace queſto Principio . Puòfare ilCielo:
hanete vóigiurato difarmi rabbiar difame dellevoſtre Lete
tere ? Et per yna Lettera di Scuſa di non hauer po
tuto ſeruire. Giuro per la più cara cofa ch'io m'habbia
in quefto Mondo , qual'è la Gratia voſtra; che là fatto il
fattibile per feruirui: ma . &c. Etper vna Lettera di
riſpoſta à chi ti dimanda Seruigio ; Viuace & biz
zarto ſarebbe quefto . Méntechiunquevi dice di efferui
piu affettionaro Seruitore che non fon' io: lo. proverò con la
Penna , & con la Marka; con l'Inchioſtro & col -Sangue ;
con le parole e co' Fatti,nel Negotio che voi mi hauete
commeſlo; & in tuttigli altri che vi piacerà di commettermi,

CAPITOLO OTTAVO
Come i Principy fi poſſano animare conle
Figure Metafóriche & Ingegnoſe :
Anto copioſamente nel Libro Antecedente
T dopo il Capitolo Vndecimo, habbiam parla
to di queſte FigareMetaforiche , che quì baſta fola
mente di fartivedere con quanta gratia & -viuezza
G vniſcano con gli Principij delle Miffiue.
Quiuidicemmo, che Qtto ſono le Specie delle
Parole, & delle Propoſition , & degli Entimnémi Meta
fórici, & Ingegnoti: cioè,per Metáfora di Simiglian
Za : per Metáfora di Attributióne : di Equiuoco : d’Hi
potipoſ : d'Hipérbole : di Laconiſmo: di Oppofitione : &
di Dccettione. Et dopoi di hauerti inſegnato in che
confifta , & come fi formiciaſcuna Specie di Metá
fora in particolare ; per maggior chiarezza ti fa.
cemmo ycderc al Capitolo Quartodecimo , come
i ſopra
Libro Sesto 283
Topia va
yn medeſimo Soggetto fi poffà fabricare vn'
Entiméma con Metáfore animate da ciaſcuna delle
Otto Specie . Siche al preſente, parlandofi de' Prin
cipij delle Miffiuc, farotti vedere, come vn'iſteſſo
Tema ſi poſſa cominciare con Principij animati da
ciaſcuna delle Otto Specie delle Metáfore : Opera
non difficile à chi haurà profittato della Dottrina
del Libro Antecedente .
Sia dunquè il Tema della tuta Letterà ; DiSconfie
gliareil Gioco al tuo Amico , ilqual' eccepiſce che giocaper
paſſare il Tempo.
Se tu volefli cominciar queſta Letterà con vn
Principio Hiſtorico e freddo ; fenza niuna difficoltà
ogni mediocre Ingegno direbbe così . Intendo che
Goi vi dåti al Gioco, allegando che giocate perpaſſare il
Tempo : duvertiteche queſtaperditadi Tempo è un gran
diffimo woftro Danno i
Ma ſetu vuoi rauuiuár quelta Propofitione con
Figure Metaforiche & Ingegnole ; egli ti biſogna pri
mieramente fabricar qualche fimplice Metáfora ſo
pra le parole Proprie del Tema : ingegnandoti di no
minare con qualche Nome Metafórico il Tempo ;
ouero il Gioco; o que?Verbo Paſſare ; o qualunque
altro Vocabolo del Tema : Perche, trotiata vna Merda
fora Simplice, fàcilmente cu puoi formárne vnà Propo
forion Metaforica; Et da queſta ritrarre vn? Entiméma
Metaforico , che è il perfetto Concetto Arguto , co
me vederti, nel detro Capitolo Quartodecimo del
Libro Antecedente :
D Vnque per MeraforaSimplice ; ilit Tempo ſipuò
fugáce : La più Poffente Cora del Mondo : & la più Pre
tiofa . Tempä ancora ſi chiama la Vita : '& lc Hore
e i Momenti. Et Tempo ancora è quello dell'Horos
loggio, che ritarda le Ruote, accioche non corrano
yn à
1284 Dell Arte delle Lettere Miſſiue
à yo tráttó : Il Giocare ancora Metaforicamente fi
dice Scherare : mettere ſul Tauoliere 1. Auuenturare :
.
.
Guadagno e Perdita . Finalmente , Paſſare il Tempo ,
Metaforicamente fi dice Perdore il Tempo ; confumar
la Vita , incontrar la Morte .
Non vedi tu quanta Selua di Argutic Viuaci ti
può naſcere da queſte Metáfore Simplici ? & quanto
vene diContrapoſitioni trà Vita e Morte , Guadagno
e Perdita , Scherzo e Danno ? Hor da tutte queſte Me
táfore tu puoi con poca fatica tirare vna varia &
viuace moltiplicità di Principij della tua Lettera .
Et per ridurle alle Otto Figure cheſi ſon dette .
Dalla Metáfora di Simigliant ; chiamando il
Tempo , Fiera Diupratrice; potreſti cominciar così :
Guardate con qual Beftia voit ſchermate : cosi l'Agnello
ſcherza col Luipo . Voi giocate il. Tempo da ſcherzo ; et il
3
Tempovi diuora da fenno .
Dalla Metáfora di Attributione chiamando il (

Gioco Tauoliere. Qual pazzia è cotefta ? mortor la Vita


ful Tauoliere contra un Giocator di Vantaggio; che fempre
guadagna : e ciò che con lui si perde , maipin ye racquiſa :
ó queſto chiamate Gioco, doué non potere ne vincere , ne
intauolare ?
Dalla Metáfora di Equinoco , prendendo per il
Tempo, il Tempo dell' Horologgio àà Ruote . Non vedere
wóż che la vita è un'Horologgio , il Tempo èè quello che
marcando į momenti trattien le Ruote accio in un momento
non corrano ? Hor ſe voi dare la ſpinta al Tempo, "vi fone
ranno le Vintiquattroananti al Tempo..
Dalla Metáfora d'Hipotipöſi , il Tempo fi finge vn
Vecchio alato, con la Falce in mano . Ah che pur trop
pofugge quel Vecchio alato : voivolete chepaffis , es non
para ma vola , e mentre vola vibra la Falce ,e tutto ine
2

Mola.
Dalla Metáfora d'Hipérbole , ſi può dire che yn
momen
Libro Sesto 285
momento di Tempo è la più Poffente Cofa del Mondos
& cominciar così . Un Momento può arricchire, im
ponerire : on Momento può fare un Principe, e disfarlo :
in un Momento ſipuò acquiſtar: Peterna Gloria , è l'eterna
Dannatione : &voi giocateper nulla i Momenti, e le Hore,
e tutta l'Eternità ? Qual Giocatore fu mai pin prodigo , ne
pin pazzo ?
DalLaconiſmo, ſi può ricordare quel Detto Lacó .
nico del Sapiente della Grecia : Noſce Tempus, & co
minciar così, Se fu il.pin Sapiente della Grecia cbe diffe,
che biſogna conoſcere il Tempo , to afferrarle, e trattenerlo
con leOpre grandi ;accio non fugge: dunque voi fete il più
Matrodell'Italia,à farfuggireil Tempo,mentregiocate.
Dall'Oppofito,ſi può dir così, Che ftranexZa è cotefta!
Voifofpirare il Tempo Futuro ,e gettare il Preſente? ba
uete paura della Morte , -e giocate La Vita ?
Dalla Decettione. Molio. Anaro , & VantaggioſoGiocan
tor ſete voi , che giocate la più pretiofa Cofa del Mondo ,
per Perderia 2 Doue tu vedi che il principio della
Claulula ti faccua aſpettare qualche gran Guada.
gno ; & finiſce al contrario .
R Efta hora di farti vedere come tutti quei Prin
cipij Hiftorici e freddi, che à principio di que
fto Libro ti propofi.in Eſempio,fi poffano auuiuare
con Figure Metafóriche & Ingeggnole , comehò
promeſſo di voler fare .

CAPITOLO NONO
Cominciamenti Hiftoricidi Specie differëntis.
Animati con Figure Metafóriche :
Eplichero gli itelli Principij Hiftorici ; accioa
fogli
Prince
3
186 Dell'Artedelle Lettere Miſſue
Principio generale per Lettera di Propoſta . )
Queſta mia farà per dirui, che , &c.
Ällora fon tutto in me , quando ſono con voi:
& con voi fono quando con yoi ragiono per In .
terprete , qual ' è queſta mia , per farui fapere
che , &c.
Principio generale per Lettera di Riſpofta . ] La
noftra Lettera trà le mie noiofe occupationi miha fatto fa
pere ;, che .&c.
Affediato da mille noioſe occupationi, ricouo la
voftra Lettera come il Conſole aſſediato in Moda
na , riceuea la parlante Colomba del ſuo Collega;
intendendo per effe , che. & c .

Per altri Temi più Particolari ,


mi fa semere della noftra Salute : toglietemi digratia
da queſto affanno con le voſtre Lettere .
Chiama teme. Il yoftro Silentio mifå temere,
o che voi Giate infermo ; ò che l'Amore in voi fią
morto . L'uno e l'altro mi è noia vguale : Igom ,
bratemi digratia qucfti timori,
Per dimandar Ragguagli. I Non sò perqual cagio.
ne voi', che mi foleuate fcriųer.Lettere di Nonetic tanto com
pioſe 5 hora mene laſciate cosidigiuno ,
Non so ſe vi ſiate ribellato dalla Platonica alla
Pitagórica Scuola : poiche la voſtra dolce Facon.
dia nel ragguagliarmi , è diucnuta più taciturną
dell'AntroPitagorico
Per Lettere di Auuiſo , ] Benche fiangrandi le voſtre
mi fa prendere
pccupacioni : pondineng, unAccidente ſtrano
Epocaſionediricordarni il mioAffecto pol Facui fapere, che
& c. Chi
Libro Sešto : ! 284
Chi ſcriue ſenza occaſione, vuol perder'il tem .
po , è farlo perdere ma chi perde la Occaſione
di Scriuere;;; o vuol perder l'Amico , ò non sà il
Debito dell' Amicitia , Vi ſcriuo dunque per non
perdere la Occaſione di vno ſtrano Accidente au
ucnuto frà noi, ch'alle voſtre feriofe Occupationi
farà vn giocoſo Interludio
Per Lettere di Negotij. ] Benche fliate à diporto , să
che farete ſollecito di rifaper come paſſino quì gli voſtri af
fari. Sappiate dunque che paſſanobene, Perche. & c.
Voi ſiete fenza dubio ad vni tempo in due Luo
ghi: coſì fra le douitie & le delities, & quì trà gli
affari, & trà gli affanni. Ma fiate pur tutto coſti,
& laſciate à noi la ſollecitudine. Non hauete più
che temere : la Nauc è in Porto . & c,
Per Lettere di Congratulatione. ] Con Commo gina
bilo hò riceuuto l'anniſo della voſtra Prorpotione
La Fama non haurà da mę la ftrena delle felici
nouelle della voſtra Promotione ; perche il voſtro
merito molto innanzime ne hauea fatto certo .
Anzi il mio Augure Affetto , dona alla Fama anti
cipate nouelle di maggiori grandezze, che apreſſo
à queſta la Virtù vi prepára .
Per Lettere di Condoglienza. ) La Perdita che
bauete fatta mi bà trafitto l'animo inguiſa, che ne bo sparſe
piu lagrime di niun'altro , per effer ' io il piu obligatoalla
noftra Cafa .
Se anche hoggidi ne' Sepolcri degli Defonti, fi
raccoglieffero in Vaſi , le Lagrime degli Amici; sò
ben che ne hareſte ripieno vn gran Vafo delle mie
folc : peroche profeſſando io alla Voltra Cafa mag
gior' offequio , dcuo pagarne à quell'Anima mag
gior tribuio .
Per Lettera Confolatoria . ) Sebene con eſtrema Paf
fione compatiſco allavoftra Perdita : flimo però ſoperchio il
confolar
288 Dell Arte delle Lettere Miffiue
confolar la noftra Prudenda; laqual più di niun' altro pud
confolar ſefeffa e noi, ſapendo che. & C.:
Alle ſciagure de' Prudenti, il Compatimento de
gli Amici è neceſſario ; ma le Lettere Conſolatoric
ſono ſoperchie . Perche il Comparire , è vn Com
partire il Dolore in molti, áccioche men doglia
ad va folo : ma il voler Conſolare il Dolor di vn
Sapiente , è vn publicar la propria Sciocchezza :
perche chimeglio di noi ſi regola con la Ragio
ne'; con la Ragione iſteffa meglio di noi può
conſigliar ſe medeſimo, & confolargli fefli Con
folatori : ſapendo che . & c.
Per Lettere Peritorie di aiuto . j Farei torto all
Amicitia noftra , fe ricorreſi ad altriprima che à voi nell
eftremo biſogno in cui mi ritróno : effendomi aunenuto ,
che . & c .
Se l'Amico è vn'altro Se fteffo ; chiunque hà
biſogno di aiuto , non merta di eſſere aiutato ,
ſe ricorre agli Eſteri prima che à fe medeſimo .
Doureſte adunque ſtimarui offefo , fe ad altri chie
delli aiuto prima che'à voi nell’eftrémiffimo mio
biſogno : cirendomi auuenuto , che . & c .
Per Lettere Petitorie di Conſiglio . ] lo mi trowe
intricato in una Specolatina Difficoltà ,sela perſpicace Doz
trina voftra , con qualche definitiua mifolutione non mi ſcorge
il Vero .
Trouomi ineftricabilmente intricato nel cieco
Laberinto di vna Specolatiua Difficoltà; fe la fe
dele Ariadna della voſtra " Dottrina 3 colfilo di
>

qualche Filosófica Sottilità , alla mia ſciocca en


trata non inlegna la vera vſcita .
Per Lettere di Scuſa di nonhauerpotuto ope .
Tare. ] All'intenfillimo mio Deſiderio non kia. corriſpoſto la
Forinna nel Seruigiocize mi hauete conneſſo. Queſta fola na
inuexrotta ogni coja: ma con laDiligenza mia,ſpero disupe.
rare ogni difficolia , Sc
Libri Sesto ? 289
Se la Fortuna haueffe il Ciuffo in fronte come ci
fe creder Catone , il Negotio voftro faria finito ;
percheio hauea così bene afferrata colei per gli
Capegli ; che in diſpetto ſuo haurebbe fattoà mo
do mio . Ma la Ribalda porta la falſa Capigliera
di Coriſca ; & quando, altri fi crede di hauerla in J

pugno , gli ſcappa dalle mani. Queſto mal gioco


ella mi ha fatto con vn caſuale Accidente : ma
.

ſpero che la mia Diligenza farà le beffe alla For.


tuna .
Per vna Lettera di Ringratiamento .] Queſta Pan
gina non può capir le Obligationi ch'io deno a 'noftri eccef
Siui Fauori .
Sicome la fola Magnificenza è vna Virtù , che
hà la Mediocrità nell'Ecceffo : così alle voſtre Gra
tie ecceſſiuc, da me fi dourebbono eccefſiui tin
gratiamenti. Ma quefti ben fi poſſono concepire
dal Deſiderio ; ma non regiſtrarſi in vna Pagina 3
perche quello è infinito , & queſta angufta .
Per Lettera di Lode: ] Non può Lingua humana.loa
dare à baftanza la bellezza del voſtroComponimento.
Benche la Fama fia tutta occhi e tutta lingue :
ben può hauer occhi ſoperchi per leggere mille
volte , ma non linguc baſtantiper encomiar le
perfettionidel voftro Componimento ; che mai
non ſatia gli occhi con la bellezza ; to& legaetutte
le lingue con lo ſtupore : na à dir tut in du ſole
i
Parole ; baſta
r t t e r p r e gio Opra Voſtra
a dire ſch'eglie
m p o n ime.nt l
Pe Le o dpiitDei .] Liio Co e .
rli d N
.

fonſicmofaerltiant fcia , ch ' egli è megl non legge ,per non


bia .
Li Componimenti del N. ſon coſe tanto ſconcie,
che il maggior'honore che alcun poffa farli, fareb
be 11 vituperarli s per dimoſtrare di hauer potuto
ſoffrir la pena di leggerli.
T Per
290 Dell'Arte delleLettere Miſſive
Per Lettere di Efortatione. ] L'Amoi che vi porte
fa ch'io vi eforti ad applicarui agli Studi più che non fate:
accioche un giorno non habbiate à trouarui in neceſſità . >

L'Amor ch'io vi porto , vorrebbe pure accen


dere nell'animo voſtro col mantice de' Conſigli
maggior calore che non möftrate , nello Studio
delle Lettere Humane : perche affaitemo, che vn
giorno , ſe le voſtre Muſc morran di freddo , voi
morrete di fame .
Per Lettere di Riprendere . ) 1 noftri fallihoramai
.

Son tanto patefi, cheforzano i voſtri Amici à dir male di


poi, per loro riputatione
Sono horamai tanto paleſi& ineſcufabili gli vo
Ari Falli , che forzano gli ſteſſi Amici voftri à mo
ſtrarſi zelanti col biaſimarui , per non moſtrarſi
Cómplici col difenderui .
Per Lettera di Rimpróuero . ).Altro guiderdóne af
pettauanogli mici Benefatti, da quello chemihauete reſo .
Io non potea perſuadermi che ſeminando Benc
ficij, ſi raccoglicfſero Villanie : ſe voi non haueſte
fatto vedere per molte proue , che nel ſol Campo
della voſtra Maluagità , queſto è l'Ordinario rac 1

colto .
Per Lettera d'Inuito . ] Lo fono in luogo ameniffimo ,
.

con lietiffimaCompagnia : ma ci mancail condimento della


Roftra Prefenza.
? lo ſono nelpiù delitiofo Luogo d'Italia , con lic.
ta c Nobile Brigáta ; ma turto mipar folitudine &
horrore,mentre non veggio la voſtra cara Preſen
za : fenza cui il Terreſtre Paradiſo parrebbemi yn ':
Inferno .
Per Lettera di Minacciė . ] Mandoti queſta Lettera
per auuilo y.che della Ingiuria fartami da té, voglio Ven
>

detta .
Non più Inchioſtri ma Sangue; non più caratteri
ma
Libro Seſto 291
ma ferite ; non più Penne ma Strali chiama la tua
Perfidia . Queſta Carta è il Cartello , che à te inti
mando Ira ,Rabbia , Furore ; tingerà le tue guan .
cie del ſuo Colore .

662

CAPITOLO DECIMO
Del Finir delle Lettere Miffiue .

A Ltro non reſta per dar fine à queſt'Opera, che


.

Soggetto forſe parrà , che ficome il Principio della


Lettera corriſponde all’Efordio , così il Fine corrif
ponde allo Elodio , ò fia Peroratione . Onde giu
dicherai, che dalle Regole della Perorationc Ora
toria , prender ſi debbano quelle del Fin delle Let
tere : ma ben differente è la prattica. Perche nelle
Orationi proliffe , egliè neceſſario di rinfreſcar la
>

Memoria , repilogando le Ragioni ; & dar la ſpinta alla


Voluntà commouendo gli Affetti; che fon gli due Officij
effentiali della Peroratione : ma nellc Miſſiue, che
generalmente hanno la Lode nella brcuità , così le
Ragioni Perfuafiue ,come le Impulfiue ,ſono compreſe
>

nel Diſcorſo medeſimo , ch'è il Corpo della Let.


tera . Che ſe pur qualche Lettera foſſe tanto pro,
liffa , che abbiſognaſſe di quc'duç Officij; più non
farebbe Lettera ,ma Oratione, anzi Libro , ſotto
figura di Lettera , come le Conſolatorie di Seneca,
>

Ma quì ſi parla delle Lettere MiſſiueFamigliari &


vſüali, non eccedenti la giuſta miſura ; & perciò
intorno al lor Fine , conuien diſcorrere in altra
guiſa .
Dico dunque , che quando l'occaſion porta che
T 2 due
292 Dell'Arte delle Lettere Miſfiue
due Perſone conoſcenti,incontratefi trà viajhabbian
tenuto inſieme ragionamento di qualche affare ;
egli è.certo che nel ſepararſi , vſano frà loro la
Ciuiltà di vno Adio , ò di alcun'altro fimile Com>
plimento. Così richiede trà' Virtuoſi la Virtù dell'
Affabilità; & ancor trà ' Villani la Humana Società .
Che ſe la Lettera Miſſiua ?, come ſi diffe à princi
pio , altro non è che Vn brieue Ragionamento frà due
Perfone lontane , auuicinate per miracolo di vna Car. *
ta ; & ſe il Fine della Lettera , è comevna mutua
ſeparatione dopo il Diſcorſo : ſarebbe più che Vil
lanía , il finire alla mútola ſenza la Ciuiltà di qual
che Complimento , eſprimente quegli Affetti che
ſentir ſogliono gli Amici nel ſepararſi .
Hor quefti Complimenti Finali , nell'antica Sima
plicità del Mondo , furono tutti vniformi; eſpri
mendo quel fimplice Affetto di Beneuolenza, che
muouc yn'Amico à deſiderar la Vita dell'altro '; &
perciò tutte le Lettere famigliari finiuano con vn
limplice Vale . Ma dopoi che la Ciuiltà entrò in
Italia con la Barbarie : l'Affettatione fuccedura in
luogo dell'Affettione , palliò le Menzogne col no
me di Complimenti , come altroue fi è detro .
Quindiſi veggiono nella cſpreſſion degli Affetti al
fin delle Lettere ; tante forme differenti, per la dif, .

ferenza delle perſone à cui ſi ſcriue : dell'Affettocon


cui ſi ſcriuc : & del Tema di cui fi fcriue, come vdi 1
rai .

Differenza de' Complimenti Finali per la


Perſona à cui fi ſcriue.
come Colui,à cui tu ſcriui, può eſſer Maggiore,
• Pari, ò Minorç di te ; così al Capitolo Ter
zodeci.
Libro Sesto 293
zodecimo del Primo Libro ; trattandoſi del Decó .
ro ; fù detto , che con altri Termini, & altri Titoli,
& altri Complimenti, fi ſcriue ad vn Superiore che
ad vno Inferiore, ò ad vno Vguale . Ilche ſpecialmen
te ſi oflcrua nel finir dellc Lettere .
Peroche ad vn Principe od altro Gran Perſonag
gio '; fi vſano Termini eſpreſſiui di Somma Riuc
renza: & fommo Deſiderio della ſua Grandezza :
& ſomma Vbidienza a ' ſuoi Commandi .
La Riuerenza ſi eſprime con profondiſlimiInchini;
col baciare il Lembo del Manto ; & quafi con ado
rationi & deuote fupplicationi della ſua Graria .
Il Deſiderio della Grandezza di eſprime con Deuoti
Voti , & Augurij di Gloric , di Vittoric, & di Som
ma Felicità .
L'Ubidiena ſi eſprime col metterſi a ' ſuoi Piedi',
chiamandofi Offequentiſſimo & Humiliſſimo Ser
uitore:: & humilmente fupplicarlo digradire il tuo
Offequio , & la tua Scruitù .
3

Et di quì naſcono quelle forme di Complimenti,


& Titoli di Soggettione nella Sottoſcritta .
AV. A.diuotamente Augurando : & c. humiliffimamente
m’inchino , S
Di V. A. Humiliſſimo, Reuerentiſſimo , a Deuoriſſimo
Seruitore . Et s'egli è Padrone ; li aggiunge Fedelif
fimo Vaſallo , Ò Suddito .
V detto in quel Capitolo Terzodecimo ) che tu
non paffali i Termini eſpreſſiui di Affertione; &
Gobligatione a' ſuoi Fauori; & Offerte di te ſteſſo
& delle Coſe rue; & Augurij diFelicita. Ma poiche ,
1

ancora ſi è detto , che l’Adulatione ha confuſi i


Termini Inferiori co ' Mezzani , & i Mezzani.com
Superiori, & iSuperiori coʻDiuini : ancora ha ot
tenuto che gli Vguali eſprimino ſentimenti di Ser
T 3 uitù ,
294 ' Dell'Arte delle Lettere Miſſime
uitù , & Humiliatione, & baciamenti delle mani ,
& Riuerenze a ' loro Vguali.
Atteſtando à V.S. le mie Obligationi, le bacio Riutrente
le mani.
La Supplico di honorarmi de” ſuoi Commandis a quali
mi trouera ſempre., Humiliffimo da Denotiffimo Servitore .
N.N.

V come debba trattar con loro , miſurando la


propria Autorità : & perciò di quegli non è Reo
golā certa . Inſegna però à tutti gli Huomini la
Humanità, che nel partire fi laſci loro almeno vno
Adio , ò State fanos che vale l'Antico Vale .
Ma ſe gl'Inferiori fon Perſone honorate, ingenuč,
& non tüc Suddite : con queſte ancora l’Abuſiu
Ciuiltà confonde i Termini,accoltandole all'Vgua
glianza infino à certo ſegno . Oltreche , vn'Huo
mo, potendo hauer biſogno ditutti gliHuomini,
ad abondante tutti deue honorare . * ;
I Termini dunque non ſaranno eſpreſſiui di Ser.
nitù , ma di Deſiderio di far Seruigio : facendo al
tro Suono V,oſtro Affectionatiſſimo Seruitore: & altro ,
Affettionariſimoper farui Seruigio .
Che ſe l'Inferiore è tal Perſona, che tu lotratti
di V. Signoria : ben puoi trattar te da Seruidore ,
fe tratti lui da Signore . Ma in ogni coſa è necefla.
rio il Decoro , & perción neceſſario ilGiudicio .
READCey
Differenze di ComplimentiFinaliper l'Affetto 2

di chi Scrine .
Gli è certo che con altri Termini ſi ſcriuc ad
E yn'Amico , che ad yno Eftranco ; ancorche fiarto
vguali
Libro Sesto : 295
vgualt à chi Scriue : perche la famigliarità toglic
molte Circonſpettioni , che ſi deono hauer con
Perſone men famigliari:
Et fimilmente altri Termini ſi adoprano con
Amici Communi ; & per dir così, da Donzina :
& altri , con vn'Amico confidentiffimo , & intimiſ ,
fimo , & quali Indiuiduo . Con quegli ſi tratta con
ceremonie : fecondo le.Formc de Complimenti
che ſi adoprano con gli Vguali non famigliari: ma
con queſto , che conoſce il tuo Cuore ", come tu
conoſci il ſuo ; tai Complimenti ſono ſoperchi :
baſtando dire . Viuete felice , Amatemi. Ducro :
A voi mi raccommando . Cori tutto il Cuore vi abbraccio .
Il Voſtro Fedele . N.N.
Collectie
Differenza di Complimenti Finali per il Soggetto,
Tema della Lettera .
de' Complimenti Finali : eſſendo chiaro , che
ſe il tema della tua Lettera è di Ringratiamento per
Beneficio riceuuto >, ancora le vltime Parole deñino
eſprimere obligationc cterna , & memoria indele
bile del riceuuto Beneficio ; per poterti ſempre at
teftare Obligatifſimo Seruitore N.N.
Et ſe la tua Lettera contiene yna Riprenfione; il
Fine potrà eſprimere la tua Speranza ch'egli ſia per
profittare del tuo Conſiglio . Spero che muterete coſtu
mi, accioche io posſa dimoſtrarui che vi ſono Amico imminen
tabile . N.N.
Et ſe la Lettera è di felici Augurj - il Compli
mento finale cſprimerà che tu loſupplichi à gradire
il tuo lieto Presagia , fuggerito non dalla Curial.Confuetin
T 4 dine;
296 Dell' Arte delle Lettere Miſfiue
dine; ma dall'Intimo & ardentiſſimo ſentimento del più ap
Paffionato e deuoto Seruitore. Et così degli altri Temi:
Touuenendoti ſempre della Proportion del Decoro .

De Complimenti Hiſtorici e de' Figurati ,


nel finir delle Lettere.
Q derlo ancora del Fine delle Lettere : perche gli
fteſli Complimenti Finali ſi poſſono eſprimere in
ſtoricamente con Termini ſimplici & communis ouc ,
ro Figuratamente con Terminiveſtiti di Figure Har
moniche, Pátétiche, Etiche , Logiche', & Metaforiche.
>

Harmonicamente figurato per la vguaglianza de


Membretti diſgianti, ſarebbe queſto Complimento.
Viua V. S.mille Anni felici,à gloria della Parria,à confon
Larion degli Amici, à confufión de Malénoli . Et queſto .
Amatemi dunque, a ricordateui , che Seruidor non ha
wete al Mondo, ilqual più di me , conoſca i Voſtri Meriti ,
pregi la Voſtra Amicitia , adori la Voſtra Virtu .
2

Pateticamente figurato ſarebbe queſto , per vna


Lettera di Affetti teneriſſimi. Finiſco di ſcriuere , ma
non di piangere: done finiſcela Penna, rincomincia la penk :
Adio mio Bene , Adio mio Tormento .
Et per contrario, ficome vn'Animo cfacerbato ,
Giniſce col fiele in bocca , alcun finirà vna Lertera di
querimonie con queſto Patético Complimento .
Adio Spirito inquieto : rauncdeteni , eu ammendateni :
altrimenti, Adio per ſempre .
Eticamente figurato ſarà queſto Fine per vna Lex
tera Seriofa . Conſeruateni; d Vinete à Voi , à Noi,
À Dio : perche finalmente , non vive chi con Dio non vine
Et queſt'altro dopo voa Lettera di Lamento.
ediere
Libro Sesto 297
eſſere ſtato Ingannato , Infomma , chi ajſai opera , im .
para à bene operare; chi afai fabrica,impara à fabricare :
ma chi crede aſai, impara à non creder nklla : imparare
Hoi à mio coſto , fiate canto .
Logicamente figurato farà queſto fine di vna
Lettera Conſolatoria . Orsiu , aſſai ſi è fofpirato aſſai fi
di pianto : io vi conſiglio ; e per l'Amicitia noftra , jo vi
fcongiuro , che facciateTriegua colDolore, & pace con Voj
medefimo.
Et queſt'altro per vna Lettera di Ringratiamento ,
Nò , No : mai non farà ch'io mi dimentichi del voſtro me
2

rito , e del mio dobito : queſta Carta farà Carta bianca col
mio Nome ; ch'io ſottoſcriuo à tutti i voftri.Commanda
menti .
Metaforicamente figurato ſarà queſto. I Voltar.

Fauori fono Catene di Diamante ; pretiofe.si, ma tanto te


naci, che mi hanno colta ogni Libertà : ond'io non pollo non
confeſſarmi Perpetuo Serno e Schiano Voſtro'. N.N.
Et dopo vna Lettera troppo lunga , Se queſta mia
qui è parſa troppo lunga, imputatelo à vois che paſſando s
termini della Ragione, hauete obligata la mia Penna à paf
fare i termini della Lettera . Finite di malº oprare, o in
finirò di fcrinere.
Et yna Lettera di Conſiglio ad vn Giouane , a
potria finire con queſta figura di Decertione .
Queſto è il mio parere ; confiderate il fine, eſaminate le
>

.
Ragioni, gindicate rettamente, deliberate maturamente , es:
>

fale alla peggio.


des

CONCHISSION E.
Ia ti auuiſai , che negli Eſempli che li danno
à ,
quanza otio da dipingerli con clatta eleganza : &
perciò
298 Dell'Arte delle Lettere Miſiue
perciò l'Ingegnogiouenile dichi impara, può me.
ditarne da se de' più viuaci & ingegnoſi , con la
Diligenza, & i con lo Studio . Perche i Precerti do
gľ Inſegnatori, ſono come la Cote , laquale acui
Ice i Ferri, bench'ella ſia ortuſa ; & benche non fc .
riſca , diſponc à ferire . Et perciò tu t'inganni', fc
tu credi poterti valer di queſto Libro quando ham
rai fretta di ſeriucre yna Lettera . Ciò farebbe co
me aſpettare ad imparar l'Arte della Scherma ,
quando ticonuiene yſcire à Campo per duellare .
Queſta è vna Paleſtra , dacſercitare il tuo Ingegno
con Lettere Ombrátili nel tuo Studiuolo ; prima di
ſcendere nell'Arena: praticando hora vn Precetto ,
& hora vn'altro . Hora prouandoti à fabricarc Ar
gomenti ſopra yn Soggetto : hora yna Deſcrittio .
netta , per le Categorie : hora il Racconto di yn ".
Attione auuenuta , con le ſue Circoſtanze : hora
vno ſcampoletto di Eſaggeratione patética : hora
vno abbozzo di Lettera di condoglienze , ò di fe
lici Augurij , ò di Conſiglio ; hora vno Scherzo di
Figure Harmoniche , oMetaforiche . Ma ſopra
ogni altra coſa , leggendo buoni Libri di Lettere
Miſliue , & raffrontando con la Teórica di queſto
Libro , quella Prafli ; dei procurar d'imitarla , & di
vincerla . In queſta guiſa ſcarabocciando , e can .
cellando ; crrando & pratticando , s'impara
l'Arte ; circa laqualc ( come ſi è detto
diſopra ) per chi ha Ingegno , aſſai
fi è parlato ; & per chi non hà
Ingegno , ogni parlar' è
foperchio .

IL FINE
INDICE
De' Capitoli; & altre Offeruationipiù now
tabili contenute nel preſente Volume,
qual'è diuiſo in ſei Libri .
LIBRO PRIMO .

С APITOLO
Pagina
PRIMO. Che coſafia Lettera Miſſima.
I.
CAPITOLO SECONDO . Della Materia delle
Lettere . 3.
CAPITOLO TERZO : Della Forma Eſſentiale delle
Lettere . 4.
CAPITOLO QVARTO . Del Tana della Letter6a.
Miſina .
CAPITOLO QVINTO . Del Corpodella Lettera. 7 .
CAPITOLO SESTO . Della Perſuaſione Hiſtorica. 9.
CAPITOLO SETTIMO. Della Perſuaſione Logica. IO .
CAPITOLO OTTAVO . Della Perſuaſione Etica. 13.
CAPITOLO NONO . Della Perſuaſione Patética. 14 .
CAPITOLO DECIMO . Delle Parti Integrali della
Lettera . 14 .
CAPITOLO VNDECIMO . Della Forma Accidenta
tale delle Lettere . 178
CAPITOLO DVODECIMO . Dello Stile delle Leto
tere Miffiue . 18 .
CAPITOLO TERZODECIMO . Del Decóro . 21 .
CAPITOLO QVARTODECIMO . Della Metodo
Ordine delle Lettere . 23 .
CAPITOLO QVINTODECIMO . Differenza delle
Lettere Miffiue . 24 .

LIBRO
LIBRO SECONDO.
APITOLO PRIMO . Della Perfuafione Hiftorica
CA TiaaNarratione 31 .
CAPITOLO SECONDO . Della Defcrittione . 36.
CAPITOLO TERZO. Eſempio dellaDefcrittione. 39.
CAPÍTOLO QVARTO . Della Perſuaſion Logica. 44 .
CAPITOLO OVINTO . Dichiaratione e Vifo de®
Luoghi Communi per le Miſline. 46.
CAPITOLO SESTO . De' Luoghi Eftrinſeci . SS .
CAPITOLO SETTIMO . Entimémi cauati da cias
cun Luogo , ob applicati ad an fol Soggetto . 58 .
LVOGHI ESTRINSECI . 61 .
CAPITOLO OTTAVO . Della Perfuafione Etica . 63 .
CAPITOLO NONO. Onde fiderininó le Formole dél
la Perſuaſione Etica . 66.
CAPITOLO DECIMO . Eſempli delle Formole Eti
che , eſpreſſiue di ciaſcuna Virtin Morale . 69.
CAPITOLO VNDECIMO . Della Perſuaſione Pan
tética .
79.
CAPITOLO DVODECIMO . Efempli delle Form
mole Patétiche .

LIBRO TER ZO .

CAAPIT OLO PRIMO . Che coſa ſiano i Luoghi


Propri della Retorica Perſuafione. 107 .
CAPITOLO SECONDÓ . Delle Majime Deliberais
tine . 109 .
CAPITOLO TERZO . Del Sommo Bene : cioè , della
Felicità . I 12.
CAPITOLO QVARTO . Maffime Perfuafine che la
Coſa propoſta fia Buona per fe ftella . I16 .
CAPITOLO QVINTO . Maflime Deliberatine , per
pronare che un Bene fia Maggior di un'altro .
. 123 .
CAPI,
CAPITOLO SESTO . Delle Maffime Dimoftrariue à
fiá Lodatiue . 127 .
CAPITOLO SETTIMO . Del Lodeuole of dell' Ho
noreuole :
I 29.
1 CAP. OTTAVO. Del Giuſto o dell’Ingiuſto . 136.
CAP. NONO . Maſſime Giudiciali, ò fia, delGiuſto. 139.
CAPITOLO DECIMO . Delle Maſſime Perſuaſiue
Che la Coſa propoſta fia Gioconda do Diletteuole . 144 .
CAP. VNDECIMO . V.fo di queſte Maſſime ,
• 149.
CAP . DVODECIMO . Della Conuenienza . ISO.
CAP. TERZODECIMO . Maffime Perſuaſiue, che la
.

Cofa propoſta fia Conueneuole, ó Sconueneuole . ISI .


CAPITOLO QVARTODECIMO . Del Posſibile
Facile ; lor Contrari .
154 .
CAPÍTOLO QVINTODECIMO . Mäflime Perſua .
fiue circa il Facile · Difficile. 157.
CAPITOLO SESTODECIMO . Delle Maſſime Pero
fuafiue circa la Neceſſità . 164 .
CAPITOLO DECIMOSETTIMO . Maſſime per
fuafiue , che la Cora propoſtafia Neceffaria. 166 .
CAPITOLO DÉCIMOTTAVO . Eſempio di una
Suaforia ſopra le Maſſime della Neceſſità . 171 .
CAPITOLO VLTIMO . Uſo delle Maſſime, 174.

LIBRO QVARTO .
APITOLO PRIMO . Della Offatura , ò fia Par
titione di ciaſcuna specie delle Miffiue.
CAPITOLO SECONDO . Offatura delle Lettere Hi . .177 .
ftoriche Narratiue . 182 .
Narratione della Vittoria hauuta da Marco Marcello
contraBritómaro Re de' Galli Geffati.. 186,
CAPITOLO TERZO . Offatura delle Lettere Hiſto
riche di Defcrittione . 190 ,
CAPITOLO QVARTO , Offatura delle Lettere Lo
datiue à Biafimatine 193 ,
CAPI
CAPITOLO QVINTO . Oſſatura delle Lettere Cona
figliative ò Sconſigliatiue. 195 .
CAPITOLO SESTO . Offatura delle Lettere Accufa
tiue ó• Difenfiue . 198 ,
CAPITOLO SETTIMO . Offatura di una Intera Pera
fuafione,commune àåtutti Trei Generi della Retorica: 200 ,
CAPITOLO OTTAVO , offature delle altre Specie
di Lettere copreſe ſotto gli Tre Generi della Retorica.202 .
CAPITOLO NONO . Ofatura delle altre Lettere
Logiche". 20.3 . oſatura delle Lettere Efortatiue d far
qualche coſa. 204. Oſlatura per Dishortare . 205 .
Ofatura di Lettere Ammonitorie , ò Parenétiche, 206.
Offatura di Lettere Poftulatoric . 206. oſatura di
Eſcufatorie di non hauer potuta corriſpondere alla Di
manda . 207,. offatura delle Lettere Dogmatiche e
Dottrinali. 208. Oſſatura di Lettere Apologétiche, 209 .
CAPITOLO DECIMO , Offatura delle altre Lettere
Hiſtoriche. 210, Oſjatura delle Lettere di Ragguagli .
211. Offatura delle Lettere di Negoty. 212. Offatura
di Lettere di Credenza. 212, Ofatura di Lettere di
Raccommandatione , 213 .
CAPITOLO VNDECIMO . Ofatura delle Lettere
Etiche . 213. Oſſatura delle Lettere di Offerta . 214.
Ofatura di Lettere di Preſentare , ò Dedicare alcuna
Cofa. 214. Oſſatura di Lettere d'Inuito. 215. Oſſatura 7

di Lettere di Rimpróuero. 215. Offatura di Lettere di 1

Minaccie, ò Sfide. 216, Oſſatura di Lettere Satiriche,


216. Offatura di Lettera di Deriſione e Diſpregio. 217.
CAPITOLO DVODECIMO . Ofatura delle Lettere
Patétiche . 218. ffatura di Augurio di Buon Capo
d ' Anno , 218 , Offatura di Complimentiditapplauſo, e
Congratulatione . 219. Offafura di Complimentidi Con
daglienta. 220. Oſſatura per dar parte ad altri della
noſtra A uuerſità . 221. Oſjätura per dar parte di qual.
che Proſperità. 221. Offatura di Lettere di Ringratia,
mento ,
mento .. 222. Offatura di Lettera per dimandar Perdono
per altri. 222. AVVERTIMENTO . 223 .

LIBRO QVINTO .
APITOLO PRIMO . Dello Stile Elegante delle
Lettere . .
CAPITOLO SECONDO . Qual fia la Eleganza Pia
na delle Lettere . 226 .
CAPITOLO TERZO . Della Elegan a Figurata. 231 .
CAP. QVARTO . Delle Figure Harmoniche. 231 .
CAP. QVINTO . Della Periodo Ritonda . 232 .
CAPITOLO SESTO . Della Periodo Conciſa ." 235.
CAP. SETTIMO . Delle Figure Patétiche. 240.
CAP. OTTAVO . Ejempli delle Figure Patéliche Ef
prefſine de' Mouimenti Intellettuali . .7 243
Figure Patétiche , espreſſiue de Mouimenti Intellettuali,
Sopra un breue Elogio di Aleſſandro Magno . 244 .
CAPITOLO NONO . Figure Patétiche; eſpreſſiue de'
Mouimenti Appetitiui . 246.
FigurePatétiche de' Mouimenti della Corcupiſcibile.247.
CAPITOLO DECIMO . Delle Figure Metaforiche
á Ingegnoſe . 250 ,
CAP. VNDECIMO . Quante ſiano le Differenze delle
Figure Metaforiche. 2SI .
CAP. DVODECIMO . Dichiaratione & Eſempli di
ciaſcuna Specie delle Metáfore. Et prima della Meta
fora di Simiglianza. 252. Della Metafora di Attribu
tione. 254. Della Metafora di Equiuoco. 255. Della
Metafora d'Hipotipófi , 257. Della Metafora d'Hi
perbole. 257. Della Metafora di Laconiſmo. 258.
Della Metafora di Oppoſitione , 260. Della Metafora
di Decettione . 261 .
CAP. TERZODECIMO . Vſo delle Figure Metafori
che nella Oratione & nelle Lettere Miffiue 262.
Delle
Delle Parole Metaforiche. 263. Delle Propofitioni Me.
taforiche. 264. Dejli Argomenti Metaforici. 265 . .

CAP. QVARTODEČIMO. Eſempio divn'Entiméma


Metaforico paſſato per tutte le Otto Spécie di Metaf. 268,
LIBRO SESTO .

APITOLO PRIMO . Del Cominciare a Finir


CAPILettere , 271.
CAPITOLO SECONDO . Della Eſpoſitione del Temas
Hiſtorica , c Fredda . 273 .
CAPITOLO TERZO . Della Espoſition del Tema,
Figurata e Viuace . 276.
CAPITOLO QVARTO . Come i Principij fi poſſano
animare con le Figure Harmoniche. 277 .
CAPITOLO QVINTO . Come i Principij ſi poſsano
animare con le Figure Etiche . 278.
CAPITOLO SESTO . Come i Principij ſi poſsano ani
mare con le Figure Patetiche. 279 .
CAPITOLO SETTIMO . Come i Principii ſi poſsano
animare con le Figure Logiche . 280.
CAPITOLO OTTAVO . Come i Principii ſi poſsano
animare con le Figure Metaforiche & Ingegnoſe. 282.
CAPITOLO NONO , Corninciamenti Hiſtorici di Spe
cie differenti, animati con Figure Metaforiche. 285.
Per altri Temi più Particolari. ‫کی۔‬ 286 .
CAP. DECIMO . Del Finir delle Lettere Miffiue. 291 .
Differenza de' Complimenti Finali per la Perſona.à cui
fi ſcriue. 292. Differenza di Complimenti Finali per
l' Affetto di chiScriue. 294. Differenzadi Complimenti
Finali per il Soggetto, ò Tema della Lettera . 295.
De Complimenti Hiftorici e de' Figurati , nel finir
1
delle Lettere . 296.
CONCHIVSIONE . 297.
A

12

.
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