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14

ORATIONI E
DISCORSI
DI LORENZO GIACOMINI
Uits !
...Tebalducci Maleſpini CA
: ) . is

Docciang ,,

10 :
B
E

O
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IOTE UAZ
.,B.BL
la ROMA
O EMANUELE

IN FIORENZA
Ne le Caſe de Sermartelli nel' Anno 1597 .
Con licenza de Superiori.
68.5- Clo

IVTOITAIOO
I 2 TO OPI
DVD
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USDCoco
Cree6 py CD CODEX

lo Baccio Gherardini Canonico Fiorentino , ho viſto la


preſente opéta, e lagiudico degnadiſtamparfi.
Baccins Gherard . Canon . Flor.

Stampiſi con il conſenſo del P.Inquiſitore .


Ani.Ben.Vic . Flor ,

lo Giouambatiſta Confetti Coadiutore del Santo Vfizio


approuo .
Joanb.Conf. Coad .5.0f

Stampifi.
Fr.Dione Confuc.Ingwif.Gen.Flor.
JACOPO DANI.

ΟΙII
ASMELIO
1870Alcoils:innoash SDA
25

ఆ .
ALLILLVSTRISSIMO
- ET ECCELLENTISSIMO
SIGNORE IL SIG .
niny
DON VIRGINIO ORSINO
-Luogo: Duca diBracciano
Dit ;
I LORENZO GIACOMINI
Tebalducci Maleſpini.
BIELIOTECA
VITT ROMA
HOLE
NOEIC

ELL'OFFERIRE
a V. Eccell. illuſtriſsima
queſte mie fatiche, fico .
me non niego di procura
re loro grazia nel coſpet
to altrui dal ſuo chiariſsi.
mo Nome , coſi non con.
ſentirei , che queſto fine tanto mi moueſſe ,
quanto la voglia di eſſere riputato ammirato
re de ſuoigran pregi,e bramoſo di participa
re de la ſua protezzione. Nel che per auuen
.

tura non ſono diſſomigliante da colui,che co'l


2 2 Nome
Nome di gran Principe non ſolo intende no
bilitare ilproprio figliuolo nouellamente ve
nuto almondo n, maſeſteſſo ancora , facendo
con queſto mezzo apparire ilriuerente affet
to dell'animofuo. Hor per l'vna e per l'altra
cagione,percheda ambedup e uo riſultare lo.
,alabenignitàdi V.E.pofloc debbo fpera
de
se, che queſta miaofferta fáràğradita da lei,
a la quale prego dal ſommoBene conferua
zione & accreſcimento di felicita. Di Firen
zcil diventeſimo d'Aprile del MDXCVII,
: 51

110
5
$

‫ از " ني‬:
-4 : 01

ti
4

bie ,
26

DE LE LODI DEL
ELOQ V E N Z A
Oratione

DI LORENZO GIACOMINI
Tebalducci Maleſpini
Nel laſciare il Conſolato del Academia Fiorentina
A M. Bernardino Neretti nel Anno
MDL X X XIIII .
BIBLIOTECA NAZ
0EMANUELE
RTVA
1031

SSENDO Molti e grandiidonida Dio 2

a l'huomo conceduti, purdue principalmente


lo fannoſopra gli altri animali dimostrarſi
eccellente , la Ragione, edil Parlare ; la pere
fikzione de quali douendo l'huomo iſteſoper
diuina legge con propria industria acquista
re, quellocon la Sapienza rende perfetto,que
fto con l'Eloquenza . a' quali finiriſguardando tutti gli ſtudi, e
.

tutti gli eſercizi de le lettere, ed hauendoad eſsi riſguardato chi


da principiol'Academia inftitui, e chi non vna, mapiu epiu volte
con fauori e con priuilegil'ha ornata & eſaltara , non ſarò io git
dicato operare ſconueneuolmente,ſe eſſendo i finicoſa tanto impor
tante, huuendo nel prendere il magiſtrato de la Sapienzaparlato,
hora neldeporlo,dėl Eloquenza ragionerò. E benche ſiamalage
uoleimpreſa,dicolegrandi degnamente parlare, ſpero tuttauolta,
che l'altezza delſoggetto folleuerà inparte ilmio ingegno , e l'af
2

fetto del animoammiratore de la Eloquenza accrefierà vigore, e


la bontàdi voi ſpiritigeneroſi,de la Toſcana Eloquenzaamatori,
ciuterà ilmio sforzo ,non ſolamentecon la corteſe attenZione fa
Horena
2 DE LE LODI
uorendo , mi ancora le coſe vdite coʻl penſiero immaginando mol.
to maggiori, c dile poche brevemente eſpoſte, comprendendo le
>

molte,chelungamente dire ſi potrebbero .


Non è da credere che l'uſo del parlare
ſia da la Sapienza diui.
na dato per queſto folfine al huomo , accioche egli poſſa quel che è
di meſtiero a la cõfernazione de la vita,chiedere e prourederſi;m.1
molto piu per li beni delanimo,per l'acquisto de la Sapienza,e per
le operazioni virtuofu . perche venendo egli almondo, nudodi
virtù, coperto di ignoranza , e non eſſendo per ſemedeſimo habile
>

ad acquiſtare fe non piccole e confuſenotizie,gli era biſogno dagli


altruiammaeſtramenti eſſere inviato per quel ſentiero ,che con
duce a la vita felice , e di le altrui vociapprendere quelle verità,
a le quali come a ſua perfezioneera da Natura inclinato. Quel
parlareadunque,chemeglio e piu perfettamente conſeguirà queſti
fini, farà migliore e piuperfetto ; e queſto chiamiamoEloquenza,
chevenendoda animo ricco di Sapienza ,ardente amatore di vir .
tù in fe& in altri, inftrutto de le memorieantiche , eſercitato ne
gliſcrittidegli huominigrandi,intendente del arte delben dire,
inducendo maraniglia, & accendendo lodeuoli affetti, chiama,de.
ſta,muoue,& incitagli animihumani, che corrotti da la contagia
nedel corpo facilmente ſiaddormentano in mortifero letargo,a la
cognizione de la ſopraeminentegrandezza del Autore di ogni be
ne,a la contemplazione de le ammirabili opre di lui, a la ſperanza
de la immortalità; dimostra il vero valore de le ricchezze, degli
honori, e de' piaceri,efiche quanto vagliono,tantoſiano apprez
ziti,annalora,efortifica l'huomo contra le fortuneauuerſe, che da
ogni parte ne affaliſcono ne laperiglioſa nauigazione diqueſta via
ta mortale , e finalmente di quaſitutti i maggior beni è a l'huomo
cagione . Ma chiunqueil valore del Eloquenza , e leſuemara .
2

niglioſe e neceſſarie vrilità vuole comprendere, biſogna che prima


conoſca l'eccellenza de la verità , che è quafianimadel Eloquen
za, e la cõdizione delanimo, che non ſenzágraue difficultà egran
reſistenza dalparlare laprendo . Coſe glorioſe,emeritamente
ſono dette de la Verità; eſſa èfonte á originedi ogni bene ; ogni
ſcienza è Verità, ognivirtù èVerità,ò dalei depende, la Filoſo .

fia è contemplazionediVerità: queſta è luce del anima,queſta è »


per
24
DEL'ELOQUEN Z A. 3

perfiKzione delintelletto ,es inquanto è tale,acquiſa nome di Sa


pienza : queſta ènele mentibeate , cheper ciòſono beate ,perche
ſempre contemplano Iddio,ilquale in modopiu i minente è la ifter
Ja Verità regola e miſuradi tutte l'altre,per cui tutto quello che è,
è detto vero . La Verità èpotentiſsima& honorabiliſsima,degna
di eſſere a qualunque coſa antipoffa, ſenza cjſa ficaminaper le te.
nebre,neſi ſa,oueli vada.per leificonſegue la felicità ,ala quale
non aſpiranogli animali irragionevoli , ſicome nedi intelletto, ne
diintellettualeoperazione ſonopartecipi ; maſolamentel'huomo
da Dio creato libero , eperciò
e atto ad eleuarfi ſopra la condizione
de le nature mortali,e da l'eterna Verità guidato, ' à la prima Ve
rità congiugnerfi. Se fuſſero le anime noſtre nude da'corpi ,e da
>

-ogni materiaſeparate , qualiſonoquellepure , e ſemplicieffenke,


che piu de l'huomo a Diofiauuicinano, non ſarebbeallora necef
fario il parlare per la cognizione del vero : ma hor circondate , e
ricoperteda queſta ofcura veſte delemembra , ne le quali ſono&
operano, è forza che con vocifenfibilialvdito denotino le coſe,per
mezzo de levociformando concetti imagini , eſimiglianzede le
cofe . e ſe nel huomo non fuferodueparti traloro quaſi contra
rie, vna ragioneuoleche ha per fuo fcopo ilvero bene ,l'altra irra
gioneuole , checontinouamente alletta al piacere dileiproprio be
ne, ma peſo oppoſto albene de la Mente
ſi come è differente ilmor
tale daquello,che non conofie morte; ſenza fatica e ſenzarepu.
gnāza riceuerebbe la verità daſempliceparlare dimoſtratagli,lei
rimirerebbe comeproprio oggetto, ſecondoeffa drittamente cami
nerebbe, nefaria biſogno di preghiin condurlo a la virtù, à cuiel
C
la èguida . Ma egliauuienë, cheſi comela luce viſibile , di cui
agliocchifaninienteèpiu diletteuole,pureſiofferifiemoleſtaagli
infermi edebili, coſilaVerità luce intelligilegiocondiſsima per fe
fteffa,dal intelletto perturbatoda tanta caligine di affetti, èper lo
più aborrita ,odiata, e difiacciata come inimica; & accioche ſia ri.
ceuuta , non qualunqueparlare è ſuffiziente, ma quello che effica
>

cementepenetrandoaltamente la imprimer, Scintillan benexa


turalmente infiſſe ne glaniminoftri alcune fauille di queſte luci,
Iddio effere, & efferefommo bene, degno diſupremohonore, do
serfia ciaſcuno conferire benefižio, àneſſunoingiuria ;i da iquali
princ
4 DE LE LODI
principj come da ſemipullula, e furgein alto l'arbore de la Virtù.
ma in guifuche ipiccioli carboni da le ceneri coperti,nonfiammeg
giano ,neriſcaldano, coſa queſteda la tenebroſa parte de l'anima
ecliſate , e ne le oſcure nubi de terreni appetiti innolte, nienté ope
rano,ſe dal vehemente ſpiritode leparole non ſono eccitate; & in.
gagliardite ; onde fattemaggiori vincan le tenebre , e tutta l'ani
7

ma allumino. Aggingneſi, che il ſouerchioamore di noi steſsi, ci


rende ciechi verſi noi medefimi; onde a' vizy doniamo nomi di
virtù , e l'ignoranza appelliamoSapienza, e ancor chepoco fap
2 2

piamo, preſumiamofaper tutto, e da altri ſdegniamoimparare ,


e doue lepiante custodite non repugnano à la voglia del agricola
tore,& ilgreggenon diſobbediſie ilpaſtore,che ilſuo bene proces
ra ,l'animo del huomo pure come feroce e ſuperbo, a lo ammae
ftrante contradice,piutoſto di lodi che dieſortazioni bramofo .
E biſogno dunque dipoffenteparlare,cheſquarci e diſperga ilfo
foo velo delcieco amore,ilquale necontende la viſta del vero,che
finopra le naturali imperfe2zioni, che manifeſti il retto finedel
dicitore, & impetri dalaſcoltante beneuolenza , & affeZziones,
2

che in un'istejo tempo ,quando al intelletto offerifie la verità ,


inchini, pieghi, e sforzi l'affetto ad amarla ad abbracciarla ad
ſecondo eſſa,poiche non tantoerranogli huomish, perche
operare
ignorino ilbene ; quantoperche da gl’impetuoſifurori de laparte
irragioneuole fuor deldritto cammino ſonofojpinti,moltopiu che
fiano i corpi paralitici dalpeſo de le membraper la debolezza de
la virtù in contrariaparte tirati. Le leggi comandano le attio
ni virtuofe, e le contrarie.proibiſcono ; maſonoargini debili, e
yuaſi opra diragnicontra gl’impeti de la humana ingiustizia ,
la quale oli ſcordade le leggi,o imagina moltiſcampi da ſupplizi
minacciati. e quando pure affreninoe le manirapaci , elelabbra
mentitrici, el ferro ſanguinolento , nonperò hannopotere contra
gli occulti penſieridelanimo, que come inproprioalbergo riſiede
2

la virtù e il vizio . e ſenonſidee dirgiusto chiunqueper impo.


tenza oper timoretale, ne laforma eſteriormenteſimoſtra ,non 2

fi dee dire anco,che la legge faccia l'huomogiusto, mapiu toſto chi


hafacultà di innamorare glianimi de lo ſplendore delhonesto ,
poiche come liberi a neſſuna violenza ſono ſottopoſti. A queste
ragio
28
DEL " ELO QVENZA : $
ragioni ,che conuincono la neceſsità dela Eloquena, alıra pure
digran momento ſiaggiunge . Sefine delparlare è il perſuade
.

re,oildimoſtrare, e perconſeguirequeſto fine neceſſaria coſaè,


2

-chefia vdito & atteſo,e percio, che ſi appreſentinon molefto , no.


ioſo, e ſpiacente , ma grato e diletteuole,poiche in tutte le attioni
gli huomininaturalmente deſideran diletto , ( la onde e la Poeſia
e la Muſicaper diletiando giouare furonoda Sauj ene la diſcipli
na de coſtumie nelculto diuino introdotte) quello che faràrozzo,
vile & imperfetto non ornatode la luce dela Eloquēza, come èda
ſuo fineſia perottenere ,e nõpiu tosto da temere,che in
fperare,che
citi riſo, o difpregio, quale ledifformipitture di imperito artefice,
ancorche di coſe belle, d honorabili fuſſero ſembianze ? Potrà
forſe il ſemplice parlare ſenza studio eſenza perfettioneproferito
giouare a coloro, che hanno pernatura animo obbedienté,inclina
to al bene, facilmenteguidabile a la virtù ,che ſonodotati di acuto
ingegno , e di ſincero giudizio , ne quali la verità troua liberado
>

ageuole entrata , & amico e dolce ricetto. Ma queſte grazie ſono


rare , e non concedute à molti. E per ciòalle adunanze depopoli
chiunque appetirà giouare, farà costrettoconfiderandola imper
fezzione delhuomo, che di grandiaiuti hà biſognoper la virtù, il
cui cammino ſe li mostra erto , afpro, e faticoſo , che non ſoſtiene
2 2

quello , in che non ſenta condimento didiletta , non effere negli


gente nepigro in cercare & in vfare queimezzi,che da laſuper
per condurreal brumato fine :des
na prouidenza fonoaſſegnati
fendo stabilito,che per mezzo del parlareattoa perſuadere ſi ap
)

prenda la verità , porrà ogni operadi ogni induſtria inpoſſederla


in fe fteffo,& in eſporla a glialtri conquella maggiore-eccellenza,
e perfezzione,che egli poſagiamai.ne approueràper vera l'opi
nione di coloro , i quali in vecedi ammirare , vilipendono questa
nome Eloquenza , e con inconſideratoſconueneuole e ſtraccurato
parlareficredono potere'égualmente perſuadere, imedefimibe
mi conſeguire . L'errore de quali di qui veriſimilmente èderi,
wato :perche hanendo veduto molti porre infinitoſtudiointorno a
gli ornamentije a le offeruange de le parole talora ſuperftizioſ ,
Ởimportune , e nejjino, ominimo intorno ala à verità.de le coſe;
partepiu eſenzialedelEloguenze, e purearditamenteattribuirja
la
DE L E LODI
lagloria di lei,quindi hannopreſooccaſione diſdegnarla come co
abietta, puerile , e vana. o forſe ancora riducendoſia memoria
i Critj, i Piſiſtrati, gli Alcibiadi , i Gracchi, & altriſimili,con
dolcefacordia difraudolente lingua hauere ingannata la moltitu
dine ,perfuafe opere ingiuste , crudeli , e fcelerate , riuolgendo in
> >

danno de glihuomini',ibeni da Dio dati per aiuto àgli huomini,


l'hanno imaginata arte di luſinghe, diſimulazioni,dimenzogne,
ed'inganni; non accorgendoſi non eſſere queſta degna delnome
di Eloquenza , inguiſa chemedicamentonon è da dirſi la beuan .
da , che mista con veneno èdata per dar morte , e non ſalute 3
E quandovoglia alcuno eloquenza chiamarla ,non dalabuſo ma
2

dal retto vſo dilei, douerſene dare ilrettogiudizio,ſopraštanda


quaſia tuttiimaggiori beni queſto comune pericolo , di effere da
la malizia deglihuomini à peruerfo fineriuolti. Se grandiſsimo
dono daDio al genere humano è la Sapienzia , perche temeremo
affermarc, l'Eloquenza in quanto in ſecomprendela Sapienzaw;
quaſivestita de la ſplendida veſtede leparole , fatta compren
Jibile alnostroſenſo, perche per lui fia riceuuta ne la mentes
effere de la iſtefa nudabene maggiore epiu diuino ? E ſarà alcu,
330 , che ardiſca vituperare quello, cheà baftanza nonpuò celebra
re ? Se è deſiderabile ilposſedimento de ſenſiperfetti,el'uſo de le
membra non impedito marobuſto, e vigoroſo, la perfezzione del
parlare operazionedelbuomo piu propria,e piu principale di quel
Le quanto ſarà piu bella, piu amabile,edegna dipregiomaggiore?
nonè azione alcunatramortali, vtile, commendabile ,glorioſa,
&honeſta,ne la quale la Eloquenha non fia,o aiutatrice,o compa
gna,oguidas. Se rimiri Iddio, il quale in altiſsima e inacceſsi
bileluce eleuatoji, da noftri fenfiper infinita distanza ſi è allons
tanato, chipuò manifeſtare lefue gran perfezzioni,l'eternità, la
potenzia,la bontà la vita beatiſsima,l'immutabilità,egli altri at
tributi diuini,ſe non ilparlare,quanto è poſsibile alto,&eccellen
te, quale conuieneadaltiſsimo, e nobiliſsimo oggetto ? furon det
ti i Cieli narrare la gloria di Dio : poiche dal ammirazione moſsi
contemplandogli huomini l'altezza, l'ampiezza,l'immortalità de
Cieli, i loroconftanti,e regolati mouimenti, la bellezza de le stel.
be, e questa maraviglioſa luce,chedi la fu diſcende, che viuifica,
feconda
*30
DEL ELOQUENZA::
feconda lepiante, egli animali, fannoannunziare a glihuomini
la grandezza del Autore deltutto,acciochecon eccellenza l'hono
rino,ficome eccede tutte l'opere fue..Se ti volgi a le nature pro
dotte o incorruttibili,o corruttibili, o animate, o inanimate che lo
ſpazio dalinfimo centro delmondo fino a la eſtrema circonferena
za del piiiſublime Cielo riempiono, onde può il noſtro intelletto.
arricchirſi di tantefiftupende,e diuine cogniķioni, de le effenze,
de leproprietà,dele differenze, de le fimilitudini,de le cagioni,e
degli effetti loro , e quindi imparare à marauigliarſidel loro faci
tore , da cuiprocedono come iraggi dal sole ,fuor che dal parlare.
formato conquellamaniera di Eloquenza ,che ricerca ilfinepro.
pošto ? Se riſguardi leazzioni humane, ſele inftituzionidele Cit
tà ad eſemplo diqueſta gran città di Dio,ſe le leggi,ſele dottrine
morali, tutte ſonooperedel parlare,tutte dal Eloquenza in quale
che modo dependono , eſſa ha forza diintrodurle , eſſa di mante
2

nerle. Queſta ardentiſsimefiammedi parole ſpirandoauuampai


cuori di oneſtiſsimi defiderij, e di ſantiſsimiamori: queſta ne le
ciuili amminiſtrazioni perſuadea popoli gli ottimi conſigli, e die
>

farmata toglie l'arme di mano a' cittadini armati,egl'induce a vi


nere pacificamentein congiunzione dipace vniti , ficome da un
muro,e da una foffa ſono circondati. Queſta le opre belle,e lode
koli inalza , e le contrarie opprime , di queste concitando odio , di
quelle amore & emulazione . Questa ne giudizidifende l'ina
nocente da le inſidie del calunniatore ,e con fortégrido da pauen
to agli ingiuſti. Ardiſce ancora comemagnanima,egeneroſa in
trometterſine le oneftiſsime a2zioni diforteza militare,que non
folamente fa lodare,e correggere ſecondo imeriti,o demeriti,emia
tigare gliſdegniorgoglioſi el'ire tamultuanti,mà quel chepiu ima
porta,deſtare, & inuigoriregli addormentati, & infiemolitiſpiri
ti, inferiorare gli animi , e renderli intrepidi nel gran periglio,
mentre fa apparirenon il dolore, ne la morte eſſere fommomale,
ma la vita vile infame,e fcelerata,enon il ferro torre la vita , ma
la natura che mortali ci hagenerati, composti di queſti elementi,
a qualiſidec dopo qualche tempo rendereleproprieparti,e queſta
corta dimora riſpetto alinfinito del eternità che dee viuere lapar.
is immortale , libera da le moleftie , che apporta la compagniadel
>

fragile
DE LE LODI
Fragile corpo, eſſerequaſimomento indegnodigranpregio. Tali
concetti leggendo (e che haria fatto vdendo? ) quel čleombroto
Ambraciota appreffo Platone, la doue Socrate diuinamente ragio
na de la Morte , ee dela iinmortalità , quanto àpena è credibile di
huomonato ne la notte de le Gentilità , & il vero filoſofare dimo
stra eſſere ilſepararela mente da la operazione de' fenfi,dala cus
rà de lecoſe corporee, e ridurla in ſesteſſa al contemplare le incor
ruttibili Idee ; & il fontedi ogni idea, non è marauiglia ſe con
maggiore epiu caldoaffetto s'innamorò eglide la morte, che ſian
>

gli altriamanti de la vita . Finalmente e'l conſigliare ;, elefore


tare,e l'ammonire; elriprendere, e'lconſolare, etuttele azzioni
tali,ſe deono eſſere bene effeguite, richieggonoparlare accomoda
to alſuofine, cioè Eloquenza ,fenza la quale ſarebbe impotente la
ragione;la fapienza muta ,efterile ,e la vita degli huc mini pocomi
gliore de la vila de le fiere,E quantunque allor maſsimamente pa
leſilefueforzes quandoperfuade o diffuade, celebra, o biama ,
7

difende;o accuſa, nondimeno in ogniparlareè vtiliſsima, in ogni


forte di dottrina è neceſſaria a la perfezione , accioche ottima.
mente dimoſtri quello, che intende dimostrare,accioche renda faa
la intelligenza dele verità, chepropone , acciochepiwo
cile,e grata
profondamente,e più ſaldamentele imprima, ele stampi nel libro.
delamente . Che biſogna hor , che à tante vtilità aggiungagli
immenfi piaceri,dequalieffa riempie,ecolmagli animi,molto di.
werſida quelli , che ſotto mentita dolcezza laſciano veroamarore
dipentimento ? Sel'imparare con ageuolezza è a l'huomo nutri
mento fuauiſsimoſela marauiglia porge fommo diletto,ſe in terra
non è operazione migliore piuammirabile, e più gioconda de la
contemplazione de la verità ,quanta è da ftimarelaletizia, e il
gaudio,che inebria l'anima del veroamica,quando eloquentepara
lare le ſpiegadananti ilbelliſsimo, l'ammirabile , e giocondiſsimo.
spettacolo di quelle nobili verità; che non ſicome il sole con l'ec
cefsiuo plendoreoffende , e diſtrugge lapotenzavifiua , coſioffen
dono la virtù intelligente, anzi tantopiùlaperfezzionano, & il
luminano , quanto diperfekzione, e diluce ſonopiu abondanti.
e

Sel’Eloquenza ragiona dele leggide la natura , del ordine, de la


7

õueničza de le gră partidelVniuerſo,de la varietà,e de la bellez


DEL ELOQ VENZA.
Ja delle fueparticelle, chefattedi materia incorruttibile di varie
e varie forme atta ad informarſi, continuano la generazione, o ſe
piu ſuſoaſcende a quelle sfere celefti,ſpecchide la diaina chiare
za, che in ſe in gran copia riceuendola, a noi la riuerberano, dă
quelle virtù potentiſsime, che con incomprenſibile velocità inde
fatigabilmente le rotano ingiro,le qnalifiſſe nel ottimo & amabi.
liſsimo oggetto ,terminedelacceſo defio, viuono per ſempre viuere
in un perpetuo inuariabil giorno allumato da la luce di Dio, vi
ta fuauiſsima e tranquilliſsima , indicibilmente migliore di ogni
noſtropenſiero, rapiſce l'anima ſopra ſe steſſa in altiſsimostupore
in vehemente estaſi,oue obliati tutti glialtri diletti, tutte le voglie
de beni minori,lepare effere in mezo a le intelligentie, ale quali
è dinatura ,fimile, & infieme con eſſe riuolgere i cieli, & inten
dere Iddio. Se celebra alcun fatto egregio,ola virtù di animo ge
neroſo,inuitto contra tuttigliaffetti, con heroica magnanimità di
tuttii beniſprezzatore in comparazione di due de la Verità,e del
Oneſto, perla Sapienza fatto ſimile à Dio,nonpiu heroico, ma di
uino, degno di eſſere nominato,infonde inestimabile gioia,& alle
grezza nelanima , e la conducein sfauillante ardore di affettuo
fifsimo deſiderio,per cui trasformata neloggetto inteſo, contēplas
e vagheggia in fequello ſplendor di virtù ,che ammira in altrui .
Sopra ciaſcuna di questelodi ora appena accennate feio voleſsi, o,
afioltatori in eſaltazione del Eloquenza ampiamente ragionare ;
mimãcherebbe ed ilgiorno,e lo ſpirito,e noſolo è inobile a degna-,
a
měte di celebrarla il mio minoreche medio :re ingegno, ma e colo
ro che eccedono e di intelletto ,e di dottrina ,e di facödia bēche hab
bian tentatopure hanno confeſſato non hauere adeguato col parla
re la grande zadi lei. Ma come che conuenga a tutti coloro, che
da Dio ſono ſtati copioſaměle forniti de doni di Natura ;e de’ doni
di Fortuna,a la bontà de coſtumi, & a la perfezione del intellet
to perla Filoſofia , accompagnare l Eloquenza, che l'altrui bene.
riſguarda, imitando queiſupremimotori,che quantungne beati in
fe medeſimiper lapropria contemplazione,pur quaſicon la ſommi
tà de la mano muouono iCieli, per influire virtù nele regioniin ..
feriori,eper aſsimigliarſia laprima cagione, la qualvuole la con
feruazione de le coſe da lei dependenti; nondimeno piu forſeche
B
agli
10 DE LECLODI
a gli altri ſiaſpetta a voi, iqualiſiete nati inquellaparte di Itaa
lia, che a neſſuna prouincia di leirimane inferiore ,e nel ſenodi
quellacittà,che è famoſapertutto, comeproducitrice di ingegni
atti a l'eccellenza de le lettere & in quella Academia nutriti, da
la quale come da Metropolide la Toſcana lingua, come da Regina
de la Italica Eloquenza, attendonole altre nazioni regola ,enor.
ma : laqual gloria e merita eſſere da voi grandiſsimamente ap
prezzata, &per ſostenerla ogni diligenzia,ogni industria, & ogni
cura dee effere vfatas. Ne è mio intendimento anuilire la Gre
ca ,ò la Latina Eloquena, e coldetrarre e le lodi di queste,falfa
2

mente accreſcere telodi ala Toſcana;ſiano à quelle dati i loro ho


nori, fianoprezzate fommamente , fi comemoltovagliono, ne fia
negato a la Toſcanafayella l’effere capace del Eloquenza,ſicome
Alcuni ingannati da falfopenficro,hannonegato, ben dimostran .
do non hanereconſideratoquelloche cöfiderare donenano;gliIdio
mi cioè non effere fimilia corpi, cheda la natura ſono prodotti o
belli,odeformi, e qualiſono,talicontinouano,ma daprincipiotuta
tieffere rozzi , come generatidacorruzzione di altro piuantico,
riceuere poimiglioramento & abbellimento da coloro, che fotta
regolegli riducono,echepiu accomodatamente gli vſano,maſopra
tutto da' giudizioſi ſcrittori: e le ſcienze non eſſere affiffe a le lina
gue,comeſono le ſtellea' cieli,non dependendo l'effere loro da levo
ci,che glihuomini diuerfamente formanoadarbitrioloro. Viſſero
gia per testimoniodi Platone,e d'Aristotele appreſſo i Babilonij;
appreffo i Caldei, appo i Sirij, appogliEgizy ‫ ;ز‬da questi le appre
jero iGreci,che poi e per l'Aſia, eper l' Africa, eper diuerſe parti
del Europa con le loro Colonie le traſportarono ;trapaſſarono con
l'imperio a Romani, non hannoſdegnatoalloggiarecongli Arabi
habitatori de la partepiù meridionale delHiſpagna,ancorche la
lingua loroſia chiamata barbara; è tempo che ne la voſtra con m.13
gioregrandeza é apparato,cheſia finquiſeguitoJian da voi ri
ceuute. Gli occhi de lealtre nazioni in voi ſon riuolti,voi rimi
rano : qui mercè de tregran Toſchi, a quali fu patria queſta pa
tria , apparue daprimala Toſcana Eloquenta, laquale dipoi in
oziofo ſonnone le tenebrelungamete giaciuta daldottiſsimo Bem
bo,ilcui nomefia ſempre glorioſo richiamata åtalice, è ſtatafica
ref
31
IL
DEL ELO QVEN Z A.
cefsiuamente da diuerfi fplendidiſsimiingegni in molteparti il!:4.
ftrata & aggrandita. di quì hora aſpettanodi lei l'eſtrema & uni
uerfale perfezione, e ſiattristano dela tardanza . A voi maſsion
maměte pertiene mantenere la gloria de le lettere almondo, e far
paleſe a ciaſcuno,che ſe feppero i Romani accrefcere,e nobilitare la
Jor natia fauella , ancorche di degnità inferiore a la Greca , eper
cio da i Greci; e damolti de Romani steſsigiudicataponera, vile,
& indegna in cuiſiforinefſe , ſapete voi ancora arricchire, & in
-nalzare la voſtra;la qualenomeno de la latina è capace de l'fiien
ze, e come piu familiare, effendo fino da'primi anni inſieme coʻl
latte appreſa ,e più atta in noi apaleſare i propriconcetti. Quan .
do il feroce Annibale hauendoſi propostoildebellare & abbattere
l'imperio Romano trapaſſaua le Alpi, e per ignote strade perfco
foeſe balze tra duri,e precipitoſi
ſaſsi conduceua l'eſercito,chegià
fianco e sbigottito da le tante difficultà defperaua del impreſa,egli
per inanimirè gli animi inuiliti da la cima de' monti, cominciòad
ditare di lontano le fertilicampagne diItalia,i colti campi, le rica
che città, eepromettere pronta e facile vittoria , e certapreda do
>

empioguiderdone a le neiofe & afpre faticheloro'. A le dolci fa


tiche vostre altripremiy fono propoſti,non con barbara fierezza ,
quale egli vsò,con ferro,e con fiämadeftrugger l'Italia,non accas
ja stare cadaueriſopra tadaneri,efar laghi diſanguehumano, de
qủali ei tanto facompiacqué , non permutarecon piccola mercede
la vita, comefaceuan coloro, a' quali eicomandaua; ma inſegnare
al Italia quelle dottrine, ſenza lequali la vita humana ha piu del
brutale chedel humano, eſtendere iconfini de la gloria di lei, per
tutto ilcircuito de la Terra, acquistare tra tutti i popoli il princi
pato di Virtù ; ſiche in honeſtiſsimištudij& in belliſsimeazzio
ni heroicamente viuuti , del vna e delaltra vita , e de la attiua ,
e de la contemplatinaperuenuti al eccellenza,al
fine di voſtraglo.
riofagiornata, ripieni di altiſsimaſperanza di quellaimmortali
ta dicuiparlare èſoggettopiu alto ,che conuengaa queſto quantun
que alto eilluftre luogo,poſsiatecon ragione allegrarui dinon ini.
darno eſſere generati,non
ſenzafrutto haner veduta queſta luce ,
queſto Cielo e questa Terra, non inutilmente hauere faticato;non
vanamenie hayere da Dio riceuuti cotanti doni. ecertamentefe
.

В 2 nel
I2 DE LE LODI
nelantica Grecia ,doue tante illuſtri Città fioriuano, Tebe,Corina
to,Sicione, Micena, Argo,Megara, Atene,Sparta,queſte duepure,
quali ſtelle de la maggiore grandezza ſopra le altre lampeggiaua
no,vna per famadiSapienza,l'altra per gloria di valore, eſſendo
quellaprudentiſsima, questa arbitra, e definitrice de le diſcordie,
e de le guerre tra Greci: tu Fiorenzafiore d'Italia , à cui è. dato
dar legge del parlare famoſaper tanti ornamenti,madrefeconda
di tanti generoſiparti,maggior ragione hai di alzare il capo ſopra
le altre,efar chedate riconoſiendoleſcienze, e da la tua fecondi
>

tà,e da letue ricchezzeprouuedendoà ſesteſſe,a te s’inchinino co


me a benefattrice,e quellefianpin onorabili,e piu ammirabili, che
2 e

più ti onorino e più ti ammirino. Quelle anticheglorie di Etru.


ria chefuffene le armipofſente, che ſignoreggiaſſedalmarefupe
riore al inferiore, che denominaſſe Tirreno gran parte delmare
Italico,che eſtendeffe ilſuo imperio ſin nel Iſole del Egeo, che Ro.
ma la quale entroſe in parte meritò hauere , da leiprendeffe le
Trombe, i faſci, la fella curule, lo ſcettro eburneo,cheadogni cit
tà di lei diecifigliuolimandaſſe,accioche apparaſſero le ceremonie
fono da agguagliarſia questagloria,che le altre
de Sacrifizij,non
nazionilaſisa lingua imparino ,cheper la nobiltà de gli ſcrittori
a tutte le altre viue l'antepongano,che lei chiamino reštauratrice,
e rinnouatrice de leperfezioni delanimo, ale quali e la guerra
ela pace, e tuttigli altri beni terreni ſonoordinati. Pare che fia
dato da Cieli a queſto paeſe priuilegio,chegli ingegni in effonati,
de le coſe,ale quali ſiapplicano,peruengan al fommo,edasforzar
fi dungne d'applicarſiale ſtima effere
a . migliori. e ſe alcuno

gliore,cherender perfetto ſe ſteſſo,potente àgiouare agli huomini


con ogni forte di lodeuole a2zione, maprincipalmente con quel
parlare,che dàla cognizione dele coſe pregiatiſsime, chene cöduce
a la Virtù,& à quella felicità ilcui nomeè fionorabile,laſperan ,
za tantogioconda , l'acquiſtocoſiprezioſo, coſtuiè offeſo da graue
errore ,, e credenon quello che è vero, ma quelche ilſuo appetito
perparticolare intereſſe,piùfacompiace in credere,con dolce e fa
çileinganno, ingannando ſemedeſimo. Queſtagrandeza eque
Sta eccellenza ſia ſempre fiffane la mente ; perche quellecoſe,ilva
lore de le quali è conoſciutogrande , grandementefiamano , eper
efe
DEL ELO OVENZA. .13
effe volonteroſamente , e lietamente fi elegge ognifatica . Con
questa condizione stimate effere venuti almondo, che neſſun be
ne repitiate fourano a beni del animo , fatti ammiratori non di
ricchezza , non di potenza , non di caduca beltà , ma del oro de
laſapienza,de la forza de la Eloquenza, di cui èproprio imperia
re agli animi; eede vaghiſsimi ornamenti di bellezzeinterne .
Perquesto imaginateui, che queſtapatria vi habbia generati,c nu
tritientroʻlſuo grembo, acciochecolproprio valorecongreghia
tegloria de a voi, & a lei , ſi che ſe alcuno ſtima eſſere inaltra
maggior copia d'huomini grandi , falſamente stimi ; e che a quee
što con infocati preghi vieforti , e vi inciti, riducendouia me
morià, che non ne la ſola nobiltà di lei,o de' voſtri maggiori douete
confidare , ma honorarui con leproprie virtù , e laſciate a la finie
2

ftra le spazioſe strade , che précipitano nel ignominia , alzare


2

voſtri penſieri a beni eccelſi degni di voi, & ale altre nazioni ,
>

che ſiaffrettano inporui il piede aranti,non rimanere inferiori.


Questiisteſsi preghi, e piu affettuoſiancora porge àà voi l'Acas
demia, la quale mentre rende le douute grazie a quelli, che co
me dicitori, o come vditori la fauoriſcono ,firicordapure di quei
fortunati tempi, quando da ſuoi primi figliuolifu tanto amata ;
onde non ceffa (diro così) Sospirando con mani ſupplicheuolichic
dere a voi,a voi dico , i qualiſietenati a la Virtù ,a la lode , a la
gloria, che vi ricordiate di voi, e di lei,cheponendo in opra lefor
Ze de gli ingegni voſtri , congiunti in beneuolenza & in virtù ,
nonſolo leritorniate i ſuoiantichi onori , ma gli addoppiate an
cora , e con illustri operazioni da la migliore , e piu diuinaparte
di voi , givuiate & alei a tutta Italia, ma che dico ad Italia ?
>

anzi a tutta quella parte de la Terra , oue ſcintilla raggio di Vir


tù , e non ſolamente apreſenti, ma a quei che di etàinetà naſce
ranno , facendole prezioſi, e cari doni de frutti de gli ingegni
voftri, & inſieme de le opre ammirabili di quegli antichi famoſi
Heroi ,ſeguendo ilfine, che ella nelſuo bene auuenturato , eglo
riofo naſcimentoſipropoſe , per cuihora da chipuò, è mantenu
2

ta viia . A questa & adogni altra virtuofa imprefa viſarà


ottimaguida quelli , che voiper voſtro conſolo vi hauete elci
$0 ; la cui dottrina , bontà , e tutte quelle virtù chè ad eleggerlo vi
hanno
14 DE LE LODI :
banno coſtretto, in publico Theatro di ſcienzemanifestare , il.ceo
lebrare hora appreſo voi ,farebbe fatica nonmeno yonerchio ,
she l'efortare luialamore del Academia , dal deſiderio de lo in .
nalzamento di lei.. Onde altro non mirefta , ſe non che in
ſegno delmagiſtrato da me depoſto, da luiconſegna
to , conſegni illibro deleleggi, è questo luo
go,il che ate Confolo riuolgendo.
mai hora eſeguir
Sco .

, !!**
c

DE LA
33
12
DE LA NOBILTA DE L E
LEGGI E DEL OBEDIENZA
ADESSE DOVVTA

Oratione

DI LORENZO GIACOMINI
Tebalducci Maleppini
-

Al Academia degli Alterati nel Anno 1986 .


ON harei ardito o Academici imprendere
hoggi a ragionareinnanzi à voi di ſoggetto
cosi grande, e ſiblime, quanto è questo de
la Nobiltà de le Leggi, e delobedienza ad
effe douuta, ſe voi ſteſsi ciò imponendomi
no mi haueſte aſsicurato dalbiaſimo ditrop
poprefumente di me medeſimo,comepoco.co
noſcitoredelmio picciol ſapere, e mal fornito di quelliaiuti,che
la preſenteimpreſa ricercada percioche molto bene mi accorgeua,
quale ingegno, qualdottrina, e qualautorità conuenga ad un tale
dicitore,ne era fi ſconſiderato, che non mi vedeſsi in queſte condi.
zioni tanto mancheuole quanto in mio proc in grazia vostra de
fidererei hoggi eſſerne abondante . Ma hora il voftro comanda
mento teftimone diaffc7zione verſo l'Academia ,e le ſueleggi, oue
è riposta la vita e la ſalutefua,mentre per ciò mi porge ſomma al
legrezza , in vnmedeſimo tempo mi riempie di peranza,che farà
da voi ilmio ragionamento, di cuiſete prima cagione, non ſoloaf,
tentamenteaſcoltato, ma corteſemente gradito,echeio riporterò
>

da voi ſe non lode di eloquente, che non la chieggio non la meri.


tando,almeno d'obediente ,fenon diperfetto ofſeruatore ,puredi
non iſprezzatore de le leggi,ſe non di valoroſoAcademico, di de
fideroſo almeno oltre ogniterminede la gloria voiriz . Mafa di
meſtiero;poiche da la nobiltà dela cagionefiargomenta la nobiltà
del
16 DE LA NOB T A
IL
del effetto,e quello è più degno, che da più degnoprincipio è imme
diatamente originato , fe inguiſa che il nomede la leggehabbia
mo per facro,e venerabile,cosi dela eſſenza di lei vogliamo com
prendere la vera eminenza , che conle ali de' vostri fourhumani
Intelletti altamente vi ſolleuiate, e che non per la faccia de la ter
ra vagando, maſormontandole cime de monti, e le estreme par
ti del puriſsimoaere,e'l confine tra il mondo ſuperiore e l'inferio
re , trapaſsiate i cielipenetrabili da quella virtù , à cui non fanno
reſistenza i corpi,ne ilunghiſsimi viaggiſtanchezza,& afsifda
uanti Dio la contempliatenafcere del feno ſuoauanti ogni iempo
nelinfinito momèto del Eternità.impercioche non eſſendo altrola
legge che retta ordinazione,che conduce albene per lidebiti mez
zi,e tutto quello che èbuono , e rettotraendo origine da la volontà
>

Diuina ,chi non vede che la formade la legge è il Diuin volere ,


eche eſſa prendepoſlanza nondal arbitrio de glihuomini , i quali
non poffono ilvero in falſo,ilbene in male , neper l'oppoſto questi
)

in quelli traſmutare,mada laprouidenza éterna,e da la ſua legge


manifeſtata ne lenature prodotte, con la quale quandofia concor
de riſguardante il vero bene, è legge ; quando difcordi,come talora
i comandamenti torti ingiuſti,e fielerati,non è leggé ma è atto vio .
lento illegittimo, e tirannico. Laonde diuinamante diſſe queldia
ain filoſofo; Chi obediſce la legge, obediſce Dio, e non men diui
namente quel gran maeſtro d'ogni dottrina ; Chi vuole che la
leggegouerni, vuole che gouerni Dio , e la legge ,ma chi vuole che
gouerni l'huomo,aggiugneper compagna la fiera . Quando adun
que veggiamoſecondole varie condizioni de le prouincie,ſecondo
i varij costumi,ele diuerſe neceſsità,gli huomini stabilire decreti,
e conſtituire leggi,debbiamo rammemorarci ,che eſsi altro non fo
no che conoſcitori, epublicatori di effe, mentre con la norma de la
ragionechepure è dono diuino,adattanoa leparticolari occaſioni,
ildritto, il vero,il bene che è eſſenza de la legge, e procededal be
neplacito di Dio,principe non ſolamente de le leggi humane,chere
golano le humane azzioni, ma e de le naturali,conle quali è ammi
niſtrato il regno de la Natura,ede le ſopranaturali,chealtengono
a quelle puriſsime incorruttibili eſſenze, ee de le proprieleggi de
laProuidenale quali fono la istefa volontà e bontànon distinta
dah
34
'D EIE E LEGG 1. ?
dalmedeſimo Dio. ma comecheegli di tuttefraprincipio,econ tus
te moderi,e regga l'Vniuerfo, non è da ftimare però che in una me
defima manieratutte le adopri, da indifferentemente tutte le coſe
ordini, ediſponga, ma ciaſcuna rettamente , & accomodatamente
2

fecondo lapropria inclinazione. Intorno a chefeandremo alquan


to diſcorrendo,ben tosto arriveremoa quello,à chemi hauete chia
mato, a la cognitione dico del Eccellenza , viilità, eneceſsitàdi
quella, che da noi propriamente èdetta Legge,laqualepone ordi
ne, a quelche cade ſottol'arbitrionoftro , edel'obedienza ,che le
è da noi douuta . Iddio primieramente non riſguardando altra
chefe medeſimo ſecondola legge de lafua bontà,quantunquenien
te egii mancaffe, e fuffeaſe medeſimo iltutto,determinò ab eterno
produrrel'Vniuerfo,& in effo comprendere diuerſiordinidi effen
e , ca ciafiuna ne leproprie Idee aſſegnò proprie Virtù , epro
prie operazioni : Sichealtre da la materia ſeparatea lui fimilif
jime,liberamente operaſero ,altrea la materia congiuntenon tan
to operaffiro quanto
fuferofatte operare,e l'huomonelmezzo tra
queſte,equelle collocato, fecõdo l'intelletto per cuiè vicino a Dio,
fuffe libero, eſignore di ſe ſteſſo,eper maggiorperfezzione con le
proprie mani concorreſo a fabricare la ſua perfeXzione , main
quinto e unito al corpo, & eſercita a2zioni, che da la materia dea
pendono , fi accoſtaſſe alenatureſoggette ;e da queſta varietà rie
faltaffe ornamento , e bellezza al V niuerfo, mentre tutte venex .
>

do dal bene, verja il bene quantunque per diuerſe strade càminaf


foro. quefte Leggi non intugliate ne bronki, o ne marmi,ma auan .
ti che la Terra nefuoifin ',concepeffepietra , òmetallo, firittene
ki mente diuina , ji patefurono , e ſi bandiron poi nela naſcita del
tempo . Et allora da quelſourako architetto, che di neſſuna coſa
ejleriore ha bifogno,pollente con la propriavirtù, tratte lale tene
bre delnie!e furon fatte riſpledere le intell:ttuaii luci, eе fironoaf
Signate le proprie leggi, lequali adempiendo, da Dio fonoottima.
mente governaté, e rendue filici . Per queſte il Cielo fu cielo ;
perfettiſsimo, cioè tra tutti i corpi,non offeſo dalgelo, odalcaldo,
non biſognofo di alimento,nonaggrauato da vecchiezza, non eſpo
flo alrabbioſo morfo di morte,ſimile a fefelo,datore,e conferua
tore di vilaa chiunque lapuò riceuere , ſenza ripoſo ſempre vigo
с roſo
18 DE LA NOBILT A
roſo nelſuo velociſsimo mouimentoſecondo la legge datalida chi
per tronolo eleffe , ala qualeperpetuamenteſenza contrasto obe.
difie . Queſteinſegnarono alFuoco ilriſcaldare, e lo eleuarſi,
a la Terra ilraffreddare', e'ldifcendere,& a.le altre due forelle
di queſti eſtremipartecipare,& a tutte inſiemedare di ſe ilgouer .
no al Cielo, do a lni ammogliate , e de la virtù di lui fattegrauide
parlorire la diuerſità de minerali , la ineſtimabile moltitudine de
lepiante', e le innumerabili ſpezie deglianimali; onde ci empia
mo di tanta maraniglia , allor maſsimamente quando veggiamoa
le vocidi una muta pietra , graue, pigro , c infenfato metallo più
prontamente cheſe haueſſe le ale , ſollenarſi,.e daminutiſsimoſe
me eſtenderſi profinde radici, e fürgere ampliſsimirami,e ciaſcu
naprimauerariueftirſi di fronde, produrre frutti', e ſemi perla:
nuoua generazione;e dapocaquantità di ſangue tante;efi diuerſe
parti per uſo de glianimali formarſi, e molti di eſsi con ſimira.
bile arte., epronidenza.eſercitareglivfiziloro,chepaion vincere
laprudenza; e l'arte dela ragione.humana . E chi può dubitare
che laifteffa legge al'anima delhuomo,fi.comela collocò in piu fu
blimefeggio di degnità træqueſte coſeareate; & eléſſela apartici
paredia2zionedivinas.cofapiu aliamente prouuedéſſejedipin ala
ta leggel'honoraffe, quăto'è più alio il fine;alqualelepiacque chia
marla ? E qualeè la fua legge ? Laprincipale e fourana che le
altre particolari abbraccia,e contiene,èqueſta,che in guiſa.chetut
te le altre nature cercan quantoposſono ,imitare Iddio e con lo eſ
ſere; coʻl'viuere; colſentire ,con l'operarepartecipare de la fomi
glianzafua ,l'humana ancora.ſecondoil gradodel ſuoeffere,al me
deſimofineafpiri'. e fi come:Iddia è prima.Verità;. il cui eſſere è lo
intendere,eſicome è fommabontà,cheaccogliendo in fetutti:ibc
niimpoſsibili perla loro.infinità.ad eſſere tutti acof@ creata com
municati,diuiſamente li comparte; ediſpenſa,coſi l'huomofeguen :
do la naturale inclinazione del intelletto', con lacontemplazione
de la Veritàlorendaperfettoeprincipalmente de la Verità altif
fima,eſchiuandoquello che è contrario a la retta ragione;comeop
pofto a ladiuina bontà, operi quelcheè honeſtoeverſofeſteſore
verſo gli altri, e verſoIddio. Questa legge da la mano diuina
ſcrittanelanima ,perche ne'primianni per la impotenza de cor
porei
35
DE LE LEGG 1. 19
poreiinstrumenti ,non è rimirata ne letta, e nel progreffodeletad
altri oggetticomediletteuoli offerendoſia queſti fenfi, gli occhi di
lei inuaghiſcono; è per ciò non ſolamente vtile,ma neceſſario, che
infouuenimento della noſtra debolełza,di quei maſsimamente ,
a quali ilmen viuace ingegnofarebbe lo errarepiu eſcufabile ,fa
eſpreſſamente confermata,e publicata, e da altre particolarileggi
accompagnata, le quali purſemprerimirinoo l'honore a Dio do
uuto ,ò la perfezzionedelIntelletto, o lemorali, e cinili attioni, oi
"commodidela vitaperpublicobene . Hora che le leggi riſguar
.danti le virtù de la mente di degnità aranzino tutte le altre ( ec
cettuoſempre quelle cheda vicinohannoperoggetto Iddio, e'lcul
10 diuino ) debbiamonoi astenercidiaffermarlo, per temenza di
pareretroppo bramofi diaggrandire le coſe proprie ? Non deb
biamo.cerlo,fela verità lo.conuince maſsimamente quindifaceno
dofi noto,quale banorea le voſtre Leggifia da voidouuto. Effen
dopropriodi ogni legge rimirare qualche finecome ultimo bene ,
oneperli casuesenolimezi.ne conduce chidubita,quanta è la no
biltà del benetanta effer de la legge ? E ſe la perfe{ zionedel
Intelletto per lecognitionedela veritàemaggiore e più diuin be
neche laperfezzione delaltraparteperle azzïonimorali , come
quelli chepiù fiappropinqua a la ſuprema, miſuradelealtreper
la maggiore,ominoreallontananza, è di migliore e piu altapar
tee ſi adapera ,intorno ad oggettipiùdegni,epartoriſce più intera
epiù compiuta felicità,negar non puòchiunque nonvorri negare
ilvero(ma queſte coſe non tutticomprendono,ben le comprendono
gli animi eleuati,quali ſono i vostri) quelle leggi chea la contem .
plazione del vero ſonoindiriste, e determinanoquali arte, e qua
li fiienze,e fino a quanto, e per quali vie,e mezzo debban apparar
Ji, precedere a le altre, le quali oproueggono la ſicurezza,el.com .
modo de gliabitanti ,o diffiniſiono ilgiuſtone commer ihumani,
o comandan le azzioniſecondo la Temperanza , la Forteza , e le
altre Virtù tali, o finalmente constituiſcono la forma delgouerno,
o la creazione de' magiftrati. Sono ben queſtepiù neceffarie,e piše
neceſſario benepretendono ;e quindi auuiene che nel primoafper
lopaiono migliori,ma altro è maggior neceſsità,altromaggiorper
feazione,e jpoffe fatedimaggiorpregio è degno quello, che minor
с 2 ne
20 DE LA NOBIL T A
i neceſsità ha feco congiuntas.. Quindi è auuenuto ancora , che i
legislatori queſta parte importantiſsima comolto lor biaſmo,e gir
fifsimariprenſione degli huomini ſanij, econgrane danno del ge
. nere humano,hanno perlopiùtraſcurataw.domenan pur diſcorre.
requando a dar leggead altrif aceingeuano , ( eforſe cio difcor
fero,ma deſperaron di perſuadere ) ſenomedilegislatori dotari di
giudizio;e diprudenzabramauan meritare,il finede la città non
efferſemplicemente ilvidere, neentro aripari de le mura ſcher .
mirſida le ingiurie de le fiereo degli huomini in effigie humana
peggiori chepere , non icommodi delavita corporale,non la ric
chezza delpublico,o del priuato,non l'imperiononglihonori,non
lá guerra,nola pace,nan l'oZio,mala virtuofa operazionepropria
delhuomo, cheè l'eſſenza de la felicità,eprincipalmente la cogni
tione, e l'amore dela Verità, ex àqueſta come aloro vltimo fiopo
douean drizzare e la vita, e li ſicurezza ,do i commodi, e la ric
2

chezza,e la potenza, è'magistrati,elagnerra, e la pace;e leaz


zioni morali, effendo cheper natur & , cioèper diuinalegge le coſe
fono ordinate,ſi chenon mercantite
menperfette a lepiu perfette
o armigera , maſimile a la città fuperna ,oue nonſimerca , nefi
guerreggia,contemplatiua, chefuona ilmedeſimo che beata,porefa
ſe appellarfi. Mapoiche oper ignoranza dimente in non diſcer
mereil meglia aper ambizioſo affetta, oaltra humanaperuerfità,
>

hanno il più de le Città vfato negligenza, one ſomma diligenza


>

era douuta, e ſealcuna cura hanno dimoſtrato prendere,èſtatapio


cola,e vile ,e conpocoacquiſto,lode tăto maggioreſiperuienea voi,
che col volto a terra chino giacendotanti, e tanti,ardiste altera
>

mēte leuar la faccia al Cielo ,e tra fidenfe nebbie di errori,co’rag


gi del Intelletto acutamēte penetrando,ſapefte fcorgerequel bene,
cheper natura è miglioreze per lui ordinare leleggi,le qualifefian
riguardate,12 quanto mancande la publica autorità, & a pochiſi
eſtendono,faranno dette inferiori ale leggi di que’ famofi Datori
di legge,ma ſe fian ,ſi come è dritto,confiderate ſecondola propria
matura e'l proprio merito,faranno non folo gindicate eguali, ma
fuperiori ancora . Da queſtesofe , fenza che da me altro ſiaggiu
gneffe,potete voiſteſsifar ragionedi quanto pregio fandegne ,
e quale prontezzaconuenga in obedirler. ma dallaconſiderazia
ne
36
FDE LE LEGGI. 20

ne de la nobiltà , e grandezza di quella altiſsima Virtù obedien


>

2a, chefarà hor la ſecondapartedelmio ragionamento, vifia


cormegliomanifeſto. La fuperbia & arroganza del animo non
ornatodidottrina,ne informato diprecetti di virtù reputa vile
espre zabile l'obedienka , e chiama atto vile, eproprio di animo
>

--vile.l'obedire, e'l ſignoreggiare,riſguardeuole,magnanimo, heroi


co,egenerofo. Ma ilcontrario di ciò quătunque ne la prima vdita
incredibile,ma pur vero , cioè maggiorperfézzioneeffere a l’huo
mo l'obedire, che ilcomădare,ardiremoafirmare,edelaffermato
prouerremo la verità.fola la natura diuina nen hauendo ſuperio
reaſe , dala quale ricera l'effere , & afpetti la felicità , che già
quellaſarebbeIddio,non hauendo altra legge cheſemedeſima,poi
che quello che vuole perciò è bene , perche lo vuole , non obediſce
ne dee obedire, ma regge, diſpone, ordina, e comanda.ma l'huomo
facome tutte le altrecoſeprodotte,dependente da fourana cagione,
da cui con lo eſſere halalegge delfio operare allora èperfetto,ec
cellente,e felice, quando obediſce,e ſemai comanda non percheco
mandi, ma perche comādando obediſce acquista ſuia perfeZzione.
Però dato che un ſolo non pure imperi a tutte le nazioni cheſoge
giornanonelampioContinête ,che quaſi grăde Iſola dalacque del
Indico del Auſtrale, del Magellanico,e delSettétrionale Oceano,
è circondato, e racchiuſo , ma ſignoreggi paziodiprouincie ( ſeci
fuffe) altretantomaggiore ,in tanto è grandein tantoè degno di
pregio , in quanto al volere & ale leggidelMonarca di fe infini
tamente maggiore obedifce,ſenza le quali peruerſamente reggeu
do,e peruerſamente ſecondo iſuoi appetiti comandando, quello che
effer glidouerebbe occaſione diperfezione, e digrandezza, lo fa
miſero e vile,indegno di titolo non purdi Principe, o di Re, madi
libero o di huoma,laſciandoli quello,di cui non èaltropiu odioſo, o
di maggiore horrore . La Obedienza o V ditoriè al huomoprin
cipio emezzo ee fine delaſua felicità. Ilfanciulloper ineſperienka
mancandodel vſo de la ragione,obediſce alpadre;fatto huomo tra
paſla dalimperiopaterno ſotto l'Imperio de la ragione . L'obe.
dienza a la ragione di a le vere leggi veri partidella retta ragio
ne èuna aggreganzadi tutte le virtù, le quali poiſecondovari og
getti vari nomifortiſcono.di quì èche le particolarivirtù a parii
colari
22 DE LA NOBIL TA
colari vizi reſiſtono, questa da tutti ci difende, a tuttifaguerra
tutti gli doma,di tutti trionfa . nel Cielo ne gli Elementiin tutte
le coſe prodotte ne le Cità,negli eſerciti, che ſon quafi città , che
2

cămina armata , ne le cafe, ne le naui che fon quafi caſe mobili per
la ſuperficie del mare, in sõma in tutte le adunanze dilei trouerre
te veſtigi;miſepiu altaměte volete contëplarla, fiſſate le luci ne le
celesti mēti piu di voi eccellenti, le qualicötinuatiſsimamēte intē
dono,e co quel motoperfettiſsimo che ha in fe tuttii moti,che è fen
Za principio e ſenza fine,che muta luogo,no mutãdo ſpazio,agita
no la fupernamacchina stupore de voftri intelletti, la cui ineſtima
bilegrădezza pare che sfugga loeſſeremiſurata ; il cui rapidiſsi
mo corſo quaſine rapiſcefuora di noi: che altro è la vita diqueſte,
che obediệza e obedireſenzapure minima traſgreſsione,o repugní
Las ? Quello che vollero una volta,ſempre vogliono, non ſistan.
ca lo intelletto di intendere,ne lamano di rotare,non leprende va
a
ghezza di ritirare a ſela luce,non di affrettare;nādi ritardare ,
non di arrestare il corſo , non di variare poli, o pazy, onde fi de.
2

strugga l'ordine , efi perturbil'y niuerſo:; ma conformial volere


di chi le creò , continuamentemouonoin queſtoimitando il padre
loro : che ſi come Dio benefecondiſsimo intendendofemedeſimo,
tutte le coſe intende, e tutte le produce , coſi quefte primogenite
creature di Dioper no effcre infeconde (poiche la fecondità è per
feZzione e è meglio à loro l'intendere,c'lmouere che lo intendere
ſolo , co'l riuolgimento de Cieliſpirano aliti vitali, e conpiena ma
no abondeuolminte ſpargon le forme nel grembo de la materia ,
obedientigouernatrici diqueſtapiubaffa caſa di Dio. Chifa dun
que che habbia a vile aſsimigliarſia le pin glorioſe,epiu eccelſi na
ture à Die du a le ſue leggi obedientiſsime ancelle ? Sia il no :
me di feruo odioſo , e denoti imperfezzione verſo ognialtro , fuor.
che verſo le liggi, a le
quali feruire,è feruirealloroautore Dio, il
che infinitamente è meglioche il dominare ilmondo. queſta ſeruz
tù e queſta obedienza è differente da quella, che i vili & abietti
ſerniſonoſoliti rendere a loro Signori: perche o forzagli neceſsita
parragii prona,o piccola mercede glialletta,ma qkejia è volon
taria,enon conufie timore , e ſdegnaogni altro amore fuor che l'a .
zoredelonesto,che è quafiraggio del volerediuino.coperapron
14 .
. DE LE LEGGI. 23

tamente ,e conſtantemente, e ſe manca di tali condizionimanca


>

inſieme deleſfer virtutes. Tale obedienza dunque, o Academici


regni ancora in voi ; e ſela legge del eterna Prouidenza viha do.
nalo felicitàd'ingegno, egeneroſità di pirito,ſe dormendo molti
altriviha aperti gli occhia la veduta de le coſe piu belle , e ſotto
queste leggiinuiatiui ala voſtra perfezzione , non fprezzate i do
>

ni diuini, non entrale ne la fihiera depufillanimi, non torcete il


>

piede indietro,non abandonatela voſtraguida che vitiene vniti,e


per queſto corfo digloria aldefiato termine vi conduce , Rimira .
te con quanto ſtadio ,con quanta cura e diligenza ſi è queſta adu
manza ftabilita, e fefubella lode befferne fabricatori,graue infa.
e

mia ſarebbel'efferne deſtruggitorie certaměte hanendo ognicom


pagnia da le leggi ſcrittezonon firittel'effere ilviuere, chi con
trafa a le leggi, le quali quando non ſia chi adimpia,ècomeſe non
fuffero mai state date', chi può dubitare che costui non ſia di effa
Evcciditore ?feauuiene che ritengapure l'anticonomedo alca's
ma esterioreapparenza, è nondmeno quaſivile cadauero,cheman
cando di calore vitalecõ la fola figura al vino animaleſidimoſtra
Jimigliante. Chi diede legge ala luce che illumini,& al fuocoche
riſialdi,diedela ancoal Intelletto che intédate A questa & aquel
leche a lei miniſtrano', con deliberata elezzione eſpreſſamente
obligaste voi medefimi, e nelcoſpetto de gli huomini viimponeste
neceſsitàdi efferne adēpitori. Seper lo adietroſiètaloratrafgre
dito,ſe le conuerſazioni di molti ad altriftudivolti, le qualine è
poſsibile, ne conueneuale in tutto ſchiuare,ne hanno distratto ,fe
diuerſiaunenimenti,abe quaſifirti,oſcoglis'incontranoper queſto
corſo mortate nehanno ritardato (di mepolo affermare che del
miolento paffänonèstata cagioneviltà , e le pocoamica ventura
mi ha negato lafacultà,non perciò mi ha toltailvolere ) non pic
gliamo occaſione di anneghittimento conaggiuntadi nuouo e peg
grore errore,ma imitiamoilbuon’agricultore, cui la continua piog
gia, al'altezza dite neui ha tenuto racchiuſose vietatoliſpargere i
ſemiperanza di fostentamento a la ſuavita,ma ala finereſolute
le nugole,e raſſerenato ilCieloritorna lieto altralaſciato lauoro,
fa ardire a ſemedeſimo, e con la follecitudine ricopenfà laperdita
del trapaſſato tempo; colnoi abbattutiopprezzati gliimpedimen
si,
24 DE LA NOB
ILT
ti , con quell'ardore ſenzail quale è impoſsibile A coſagran
operare
de, cacciato il freddode lapufillanimità , e rotto e ſtrutto il ghiac
cio de lapigrizia , animoſamente ſurgiamoa ſeminare femi,che
fruttino felicità, e facendopaleſe che ildifetto non è ſtato volonta
tario,con obedienza conſtante,immobile,& inuitta, perſeuerante
mente fatichiamoper raccorre il fommobene de lavita beataw .
E costume fanciullefco hoggi bramare, domane rifiutare , hora fe
gwire, quindi a poco fuggire :adhuomodiperfetta età diſconniene
imperfetto giudizio so inſtabilvolere ». Se nõ ſiamocerti del ve
ro,e dubiriamo nel eleggere,di hauere fallito,perchenon cöfultan .
do accertarcı ? Veggiamoſe ci è meglio,confideriamo,difcorriamo,
efaminiamo , fe maggioriteni ſonoproposti ,fenuouo camino è da
tentare,fead altro degno dobbiamo rinolgergli occhi. Maſe fiamo
pin che certi effre opera gratiſsima a Dio , il renderperfetta la
mente dono principale di Dio , e vita diuiniſsima il viner vita fi
mile a la fua,a chevaneggiare colpenſiero,e da venti difalfevoci
laſciarſi in varieparti con vagabödigiritraſportare, inerrori,
da inpentimeti,de quali neſſuno fugiamui ſenha amarezzae mol .
ti ſonotardi quando non ha luogo ilrimedio,caſumare i fuggitiui
giorni de la vita,che mentre ſtiamodubbiofie irreſoluti,nö arre
ſta la fugaper dare ſpazioa deliberare ,ma qual torrente raccolto.
di ſubitapioggia inqualche dirupato ſcoglio, ſene va toſto ad ef
fere afforta dal ingordo Mare de la Morte , perche non dareil

gouerno al Intelletto, e ienendo fifo lo ſguardo nelſegno una volta


proposto non come lume ſolamentetra queſte tenebre , ma inſieme
comefineeporto de la nauigazione,ſe non ſempre.com dritto e tran
quillo corſo, almenoferpeggiante , e ficuro da fommergimento ,ſe
non fenza incontro diſcogli di Corfari, o di monstri, pur fenza
danno dinaufragio,o di prigionia,poiche l'arte delfaggionocchie
ro,che altronon èche lalegge.fa vani tutti ipericoli,e tutti gliin
ſulti , e non la laſciaperire chi a lei fiamica, andarſempre auan
Zando nel glorioſo viaggio,hauendoper compagne da deſtra, e di
ſinistra didietro e dauanti feliciſsime operationi, giocondiſsime
memorie , e dolciſsime ſperanze , le quali vagliono a rallegrare
l'animo meglio che tuttoloro delAmerica,o quanteperle ogemme
Poffeggono gli Indi, Non è tanto da attendere quel che penſino,
obramino
38
DE LE Ľ E G G I. 23
obramino glialtri non migliori di voi , quanto quello che conuen
ga a voi, & allegrarui, calpestando quelle reti ouemolti caduti da
>

inuolti nonsi fanno fuiluppare . Taliſono lepromeſſe che date


hauete al mondo, tal nomedivoi d'ogni intornoſi è fparfo,rali fa
siche per piu anni e luftri haueteſoſtenute ,tali aiuti ; e vantaggi
da la Natura, é da Dio viſono largiti,che hora ilſeguire,nutren .
do la famacon la verità de glieffetti , non cade , o non dee cadere
ſotto l'elezione, maè debito ègiuſtizia ; ègratitudine è neceſsit. ,
>

e non ſolo douete non eſſere gli vltimi,ma fi diſdice noneffere


iprimi: Habbiate pietà di voi, de vostri Intelletti, vſate pietà
verſo l'Academia ,verſo la patria, verſo ilgenere humano,delqua
le feteparte, al quale
fete debitoridigloria, virtuofamente operan
do,non di viltà con le mani in ſeno neghittofamente fedendo . Se
furon detti fortunaticoloro, le mura de' quali ſurgeuano , quanto
meglio conuerràqueſto titolo a voi,le mura dela Città de quali
ſon
fabricate ,fon deſcritti i cittadini ,ftabilitele leggi, aſſegnate le
operazioni, reſta che ſipronnegga,che nonprenaglia l'ozio, o vile
O

affetto,fi che ſiatterrino le leggi,fidifpergan i cittadini, e la città


ne venga defolata, ſolo rimanendo difonoreuole & opprobrioſa me
moria . Ma lanatiageneroſità deglianimi voſtri , emolte de le
preterite a7zioni non permetton , che di questo iotema , anzimi
comandano , che io ſpericoſe egregie degne di voi. Vederuialtea
2

ramente preſi delamore de la virtù ,e de la verità, i quali due amo.


ri fono tanto vniti, quanto è la volontà al Intelletto congiuntos ,
e chi l'uno dalalıro ſcompagnaad amendue procaccia la morte ;
vederui queltempo che ne gli ſtudifispende, stimare di hauerlo
veramente conse ad huomoficouiene,viuuio, vederui con magna
nimo volto,e con arditi paſsi fotto queſta inſegna tanto oltre anana
zarui,che accrefciategli ornamenti d'Italia , e di voi glihuomini.
grandi magnificamenteparlino , & i preſentiſi pregino , quei che
>

verranno quaſi defiderino effer vinuri neltempo nelquale viuete,


voi , e queſti e quelii ſi propongano il valor voſtro per eſemplo.di.
ammirazione . Queste coſe grandi& eccellenti, ma non ſopra
Le forke vostre da voi pero,queste attendo,di queſte viprego, e ve
mepregoper voi steſsi,per la nobiltà diflirpe,mapiu di animo,che
albene vi inftiga , perla virtù che habitain voi,perl'honore di
>

D quella
2.6 DE LA NOBIL T A
quella Legge,i cui honori imponešte che fuffero hoggi celebrati ,
La quale a tutte le nature prodotte aſſolutamente comandando, e
da intte facendoſihonorare &obedire, a voi quafi ad amici,ofi
gliuoli teneramente amati,tempra icomandamenti con dolci pro
meffe , confoaui inniti & amicheuoli ammonizioni, e vuole pon .
taneo honore , e libera obedienza , & haggipiù chemai instante.
2

mente ve la chiede , e domanda, & effa medefima, accioche ilmio


parlare perla picciol-2za delmio valore non foemi appreffovoi
autorità , egrazia a conſigli di ammaeſtramentiſuoi ,venendoui
incontro , eciaſcuno benignamente chiamando , e quaſi per mano
prendendo, creder douete, che coſi vi ragioni. Aſcolta o amico le
mie voci , che ſono voci diverità , e non d'inganni. Tutto quello
che è bene o in Cielo o in Terra,è da me, e cioche è ſenza me,e ma
l.lo ſonoananti tutte le coſe create, percheſono coeterna a Dio.
per mecome aa lui piacquedainon eſſere trapaſſaron al effere quela
lepiu nobili eſſenze, che a voi habitatori diquesto omł roſo ſpeco
a faccia a faccia rimirarenon è conceduto . quelle faci acceſe,che
fife neltetto del Vniuerfo,abbellifion la notte, e con la loronon in
uecchiante bellezza non fazianoi voſtri auidi ſguardi,io le hoac
cefe, & acceſe lemantengo . To veſty di raggi il sole , il cui fplen
dore non men l'occhio dela menteche ilmortale vi abbaglia .
lo a la Luna aperfile luci, iofecilampeggiare glialtripianeti,&
a leproprie virtù ticonſegnai, accioche ſecondo ilmio volere ligi.
rino, e con vari aſpetti , e varie congiunzioni vari effetti tra voi
producano. quest'aria chefpirata, ereſpirata rinfreſcal'interno
ardore, e checonduce alanimaper le ſuepiu nobiliporte i ſuoni, e
le imagini degli oggetti viſibili, le miemani l'hanno per cio teffu
ta tale, fottile, traſparente, e raro . io con adamantine catenefo
ſtengola terra , la quale ſoſtiene voi, e viprepara glialimenti, io
raccolgo, e condenſoin alto le nubi, epoſcia le ſpargo ſopragli af
2 >

ſetati campi, accioche diſeccati non insteriliſcano &


, accioche la
conueneuoleproporzionetragli elementiſiconferui; e da leoſcure
fontane,& aduno la moltitu
Cauerne de monti foſcaturire chiare
dine de le acque ne profondiſeni . io per varie maniere generan
.

do ilfuoco, vi ministro ilcaloreper leopere de le arti, e per le ne


ceſsità dela vita . La mia cura è déle coſe grandi,ma perla
grandi
33
DE LE LEGGI. 27
grandi non traſcurole minori. Girapure ilmare,ela terra ,var .
ca ifiumi,elaghi, afcendi foura i monti,defcendi ne le valli,entra
ne le viſcere, penetra le regioni delaere ,epiuepiu alto di Cielo in
Cielo ſormonta , e ſevuoi anco rompi le eſtrememurà delvariabil
mondo, per tutto mi trouerrai non addormentata ne oZiofa ,ma de
fila cooperante, che tutto reggo , tutto ordino, & a propri finicon
>

duco ,neſſuna creatura ne in Cielo,ne in terra mi niega l'obedien


>

Za , folamente l'humana libertà la quale non voglio, ne debbo an


nullare,temerariamente ardiſce contra mo . Ma mira l'abomia
nazione, che è perciò ſopra la terras . E peruertito l'ordine de te
coſe, i beni minori fono apprezzati ſopra imaggiori, la parte diuia
nafoggiace a la terrena , corrono torrenti e fiumaredi errori, e di
vize. Hanno impreſo ad opprimere la verità,a volere quelto effer
male,che Iddioha volutoeffer bene,hannoeretto altaria vari Ido
li,han riposto la gloria nelignominia , e dalhorrorede le tenebre
prefimon trarre chiarezza diluce . Da meribellati,percui
eran liberi,eе potènti,ji ſono vendutiper vilifsimiſeruiper viliſsi
mo prezzo a vilissimi ferwi; rifiutata lapurità , ela foauitàdele
visande celesti ,fifonogettati a le ghiande, e tuffati, e ſommerfi
3

nel fango ,onde l'anima mentreauniua, e ſostieneilcorpo , riman


dal corpo invadauerata , é ſepolta ne le ſue fozzure . Voi anime
autenturate ſe di honore;c d'obedienza mi reputate non indegna,
ſe oltre a gli uninerfali benefiziſtimate efferper me in partediue
nutimigliori, ſe vi è cara la vita de la mente, che è la vita voſtra,
se pregraie la tranquillità , il contento, la gioia , e quella vittoria
cheſopra tutte legitima, egiusta, di nobiltà edi vtilità ognialtra
2

ananzı, fe finalmentebramate quella perfezzione , a la qualein


donandoui al mondo vi hogenerati, che con prezzo di oro nōgià,
ma con la ſola obedienza, da me cõprarpotrete,chiudendo le orec
chie a le parole mendici, che v'inuidiano la voſtra felicità ,apri.
tele a le mie chenon ilmiofendo ioper me beata, ma il vostro be.
ne procurano Venite mecoper li mieifentieri,che nonſono obli.
qui,ma dritti,non oſcuri, ma abondanti di chiarore, non ſottopoſti
ad infidie ,mapieni diſicurezza . Militate ſottome, che dame,
la quale ſonofedele ne lepromeſſe, riceuerete condegnostipendio,
eguiderdonés . Jo vifarò vittorioſ ,e vi circonderò di raggianti
D 2 fulgori
DE LA NOBILTA
fulgori di chiariſsima gloria , e queſta destra vi ornerà ilcapo di
trionfale corona,non dilauro, non d'oro, non digemme,ma pin va
ga, epiuprezioſa, che fe fuffe conteſta di ſplendentiſsime'stellen .
A queſte ſaggie voci di coſi faggia maeſtra,di sigloriofa Imperatri
ce contradiremo? ſtaremodiſsimulando,e tacendo, opure ño da la
ſommità de le labbra , ma dal profondo petto di lei; e di noi degna
riſpoſtamanderemo ? Eccoci iiſeguiamo,ofantiſsima luce,prendi
di noi l'Imperio ,gli occhi tuoi ciguidino, la tua mano ci conduca,
ſiailvolernoſtro il tuo. Senza te fiamopeggiori de le fiere , per te
acquistiamo la fomiglianza ,e l'amicizia diuina . Teco alberga la
Sapienza., la libertà, la bellezza , la letizia , e tutta la ſchiera de
2

beni. Senza te non è fe non stoltezza, feruitù, brutteza,


menzogne, empietà,e miſerie . Tu lampa di verità,
tu madre di virtù , tu fcacciatrice de gli errori,
fontana di felici
tu vincitrice de vizi,tu
tà,tu fcorta del Intelletto,turegina
del V niuerfo, tu figliuo
La di Dio .

BIBLIROTOECMANAALE

DE LA
29

DE LA PVR GATIONE
DE LA TRAGEDIA
Diſcorſo fatto da Lorenzo Giacomini Teb. Mateſpini
Nel Academia de gli Alterati nel Anno
MD L X X X V I. HOMAS'પદ૬૬૧

E la ingiuria de' tempi o la negligenza de


gli huomini , o l'uno eе l'altro inſieme non ci
hauofe priuati di gran parte de' libri da
Aristotele firitti intorno al arte Poetica ,
TIG faremo liberi da molti dubbi , e da molte dif
ficultà ; io in particolare Academici non
harei haunto ad affaticare in altro tempo,
& in questigiorni per ben comprendere , chefiaquella purgatio
ne , de la quale nel definire la Tragedia egli fece menzione .
Percioche hauendo introdotta queſta parola ne la definitione di
lei, non è da dubitare , che non l'haneffe dipoi dichiarata come co
Sa importante , che riguarda il fine principale de la Tragedia ;
e tanto meno dubitare fene può; poiche egli medeſimo ne libride
la Scienza Politica , harcndo nel trattar de la Mufica nominata
queſta purgatione , foggiunfé , Che coſa intendiamoperpurga
tione, hora ſemplicemente,ma di nuouopiu manifestamente nedi
remo nel trattar de la Poetica. Eſenza dubbio volle intendere,
i libri del Arte Poetica,opiu tosto degli isteſsilibri Politici quella
parte,ne la quale darebbe leggi ſopra la Poeſia, e determinerebbe,
ſe da ottima,eperfettiſsima Città,efferdoueua riceunta , o bandita.
maper noſtradiſanuentura maggiore è auuenuto, che quellaparte
ancora èperduta ; onde questa materia è rimaſa coſi oſcura, & in .
uiluppata , tra le molte elungheconteſe degli Interpreti s cheper
>

dichiararla e spiegarlapare ci abbiſogni l'aiutodi quella deità,che


de la Tragedia fu detta inuentrice . Se l'opinionemia ſaràcon
formea quellache tenete voi,oſe udendola ſaràda voi approuata,
meneallegrerò; quando nò,lietamente aſcolteròcofe migliori,e că
cederò de la eſpugnatione di questa difficultà la palmaadaltrui
20A
30 DE LA PVRGATIONE
non come andinimico,ma come adamico,e benefattore . Perpro
cedere con ordine , il quale in ogni ricercamento di verità ègran
demente neceffario, proporremo inprima ipareridegli altri, ele
difficultà, che ſonoconira eſsi,dipoi
ſtabiliremo quafifaldifonda
menti de la nostra fabbrica, alcuni principi eſporremo nel terka
.

luogo la nostra opinione, &in vltimoriſponderemo adubbi, che


potrebbonomnouerfi , Vogliono alcuni,che la Tragedia purghida
la compaſsione , edaltimore:perche gli huomini affuefacendoſi a
compaiſsionenoli da horribili auuenimenti , meno temono , e meno
fidolgono,e men compatifiono, hauendo maſsimamente vedute in
altriinfelicitàmaggiori . conferman questo conl'efemplo di colo
ro,che nele militari battaglie, o ne lepestifere contagionifcorgen
do molti miſeramente morire , fanno quafi callo al cuore contro
la compaſsione, e contro il timore , puoſsiaddiurre queldetto del
Petrarca
lo preſi eſempio de lor ftati rei ,
Facendomi profitto l'altruimale ,
In confolare i caſi e' dolor mici .
E quello di Lucretio
Mentre l'irato mar' ſpumando freme ,
Da fieri venti combattuta naue
Mirar da terra gran diletto
diletto porge.
Non perche l'alma del altrui dolore
Faccia ſua gioia ; ma perche le gioua
Vederſi fuor del periglioſo affanno .
Ma molto meglioſi puo queſto confermare con la teftimonianza
di Timocle Comico antico addotta da Ateneo in queſte parole .
Esſendol'huomo per natura animalefoggiacente amolte fatiche',
& a molti doloricheper tutta lavita l'affagliono,ha ritrovato que
Sto conforto & alleggiamento a fuoimali: con la confiderationede.
gli altrni induce in ſe ſteſſodimenticanza depropri, e diuienepru
dente,e faggio. Inqueſto giouano fommamente i Tragici ; chièda.
povertà oppreffo,veggendopiu oppreffo Telefo , meglio ſoffiſie .
>

IlfuriofoconſideriAlcmeone; fe alcinoè impedito negli occhi, ec


co Fineo cieco ;j fepriuofe defigliuoli, l'efempio di Niobe ti fie :
merà l'angoſcia, il zoppo rammentiſi di Filočtete ilvecchio af
flitto
DE LA TRAGEDIA . 31
1
Aitto riguardi Oeneo.cofi ciaſcuno ſcorgendoin altriauuerſità mag
giori di quelle, che inſe ſostiene, meno piangerà leproprie ?
Sin qui Timocles
Ma altri vogliono che la Tragedia per mezzo de la compaſsio.
me, e de lapaura,purghi non le iſteſſe paſsioni,ma le contrarie ,
ciò ſono inuidia , odio, ira , allegrezza , e confidenza e de la loro
eſpoſizione adducon molte ragioni ; vna è , che eſſendo queſte con
trarie a la tema doa lapietà, non potendo i contrarij in unmede
fimo foggetto perla inimicizia che è tra loro, inſieme habitares
neceſſaria coſa è , che effe fiano diſiacciate, non quelle che ſono ina
srodoute . Secondariamente ſela compaſsione ,e la temenza ne
purgaſſe de la miſericordia , e de la temenna, effe distruggerebbo.
2

noſe medeſime, e da azzioni tali ſi produrrebbe abito non tale ma


contrario . vltimamentJ e e-la Tragediaſpogliaſſe l'animo de lapie
tà affetto buono e commendabile , e lo rendeffe ferrignoe ſpietato,
ſarebbe nö vtile,ma noceuole, & indegna di cuiſi deffero precetti.
Altri finalmentenon approuando alcuna de le deste duefenten
qe hanno eletto altra,che ènel mezzo tra queste : cioè che la Tra
gedia viſibilmente rappreſentando la fragilità ,e la mutabilità di
quei beni, ne quali è detta regnare la ingannatrice fortuna,mode
ri l'amore,il deſiderio,la ſperanza , e l'allegrezzadi eſsi , mitighi
la compaſsione affuefacendoci a la vista di grauiſsimiinfortuni ,
focmi la tema e ia dogliaper le propriefuenture,altrepiu acerbefa
cendone in altrui rimirare,lolga la inuidia, che ſinutre,
. egodede
le altrui ſciagure,e l'ira ancora,poiche chi è ripieno dipietà,è vo
to del vna e delaltra , Ma molte difficulià inſurgono contro cia
fcuna diqueſte opinioni ; eprimieramente contro laprima : fe hae
ueffe voluto Aristo chela Tragedia purgaffe de la compaſsione ,
édelospasento, non harebbe dettodi tali affetti ma degli isteſsi ;
poichela voce tale importa ſimiglianza nonidentità inoltre ſela
mifericordia è affetto laudeuole ,fi che à la Diuinità è attribuita ,
& adeffa folacome onnipotente ne la ſua estrema perftZzione è
appropriata ,edattiene a la giuſtizia,che rettamente ci diſpone ver.
So glialtri,, a chefine rimuouerla, o fcemarla , Se ſecondoil verſo
Greco, Ne dal tempio l'altare , ne dalmondo la miſericordiafa
debbetorre ? Aggiugni che temendo,e compatendo nonapprena
diamo
32 DE LA PVRGATIONE
diamo ilnon temere o il non comparire ; 'e ſe ilſoldato nefangu .
nofi conflitti de la guerra da' caſi terribili, che vede, impara meno
pauentarſi, e l'habitatore de la città ne le mortalità de lapestilen .
Za anoncompatire, ciò naſce,perche egli ſteſſo coſi ſi va difponen.
do da accostumando ; il che ne Tragici ſpettacolinon adiniene :
perògli eſempi in vecediprouareper coſtoro,pronano a loro disfa
uore : e ſe vero fuſe che la Tragedia ingenerandopaura epietà,
induraſſe da incrudeliſſegli animi, ſeguirebbeche altra volta non
harebbe forza di indurre ne l'una ne l'altra . Percheſemeno
de le vere muonono le coſe finté , per tali dalintelletto riconoſciu
te chi èpoco acconcio ad eſſer commoſſo dale vere,che preparazio
verſo le finte ?ne i detti di que'poetiſideon referire a
nie harà
queſta purgatione ‫ ;ز‬poiche quelle vtilità non naſcon ſemplicemena
te da la višta,o dal vdita de le Tragicheſciagure , ma dal diſcorſo
del intelletto, ilqualepuò diſcorrere e nö diſcorrere, e trarne quei
giouamēli e nõ trarne. Onde jarānoincerti,e stranieri ala Trage
dia,a cui ilſuoproprio vſizio cöuiene affignare.oltrecheammie
ftramento,e purgationefino,come vedremo,tra ſemolto differēti.
Ma contro la fecordaopinione fioppone,che dicendo Arift.pur.
gatione di taliaffetti,ragioneuolnon èper laparola tali intendere
i contrari;cioè inuidia, odio, ira, confidenza,allegrezza . in oltre
lo fcacciamēto del contrario co'lcontrario come del freddoco'lcal
do,e delardor de la fete coʻl liquore del vino, niuno che rettaměte
fauelli chiamerebbepurgatione, e moltomeno ciò conuiene ad Ari
ftotelegrande offeruatore de laproprietà de le parole,ſpecialmente
ne la definitione de la Tragedia . Appreßo è bendegna di effere
da ogni animogentile aborrita , e rifiutata la inuidia affetto deter
minatamente maluagio , e ſozzo ; ma perche lodio , l'ira , l'alle .
greza , e la confidenza , i quali non ſonobiafimeuoli nerei,
> ma

migliori deltimore ? aggiugni chelapaura e la pietà,dela quale


ci veſtiamo, mentre ſiamoſpettatoride la Tragedia, nonpuò ope
rareche non ſamoinuidioſi, irati, & inimici come erauamo auāti,
Finalmenteſe la Tragedia è ſembianza di azzionepauentoſa , e
miferabile,efe vfizio di lei è appreſtare il diletto che naſceda la te
menzaje da la miſericordia per mezzo del contrafare,come efpref
ſamēte pone Arift.4 colui chefiritroua in contrary affetti, chedia
letto
42
DE LA TRAGEDIA .
lettopotràporgere ,effendo a ciaſcuno moleſto quello che alproprio
affetto fi oppone ? ma la terza opinionecheabbraccia ambedue
le dette, è ſottopoſta a le obiezzioni, che contro ciaſcuna di eſſe di.
uiſamente ſon fatte , a queſte due dauantaggio ;vna è, che non
puòuna coſa fola in quanto vna ,eſſer cagione dicontrari effetti:
però la miſericordia e'l timore nõpurgherà affetti tra le oppoſtiſe
noper accidête ; il che ne le friēzee nele arti non ſuole cöſiderarſi;
l'altra è chela vocepurgatione non puòrifonare due coſe tra fedif
ferenti, rimouimento cioè de contrarij, e moderanza de fimili ;
>

neſſuna de le quali è da credere chequi Arist.voleffefignificarci;


perche harebbe ſenza neceſsità adoperata parola metaforica non
con retta proporzione traſportata . Bastino queste obiettioni a
conuincere le tre opinioni, la vanità delle qualiallora euidente
mente apparirà , quando quello cheſecondo Ariſt. è da dirſi,ſarà
da noi dimoſtrato. Eper ciò fare,ſtabiliamo alcune verità , fena
za le qualiſarebbe incomprenſibile, o almeno confufo & ofcuro il
noſtrö diſcorſo. E laprimafia, che il fine delpoeta in quantopoe.
ta,è ilfabricare ilpoema că rettaragione, & il finedel poeta Tra
gico è ſecondol'idea del arte formare la Tragedia,la qualeſi come
ognipoema per molti fini può eſſere adoperata ,la conſiderazione
de qiraliper le loro cagioni pertieneal politico,cheforma la città,
1

overo la gouernu . Perchiara intelligenza di tutto queſto è di


Saperſi, che disſiderando ognidottrina qualche fine, lapoetica an .
cora eſſendo arte rimira il fine fuo,il quale è lo iſteſopoema , fico
me del Muftio la melodia , de lo Scultore la ſtatua , del Pittore le
pittura, e delMedicolaSanità. Epoema ne la piu propria fignifi :
cazione definiamo imitazione conparlarefanolofo ridotto in verſi
di a2zionehumana , ( fotto nome di azzione comprendiamo anco
2

gli affetti, e le aperazioni interne) futta ſecondo l'arte poetica ,


atta a purgare , ad ammaeſtrare , a darripoſo, o nobile diporto .
?

In queſta definitionel'Imitazione di azzione humanaè la forma,


e per imitazione intendiamoformationedi coſa non vera,o non in
quanto vera, a fimiglianza di quella che può eſſer vera, o almeno
effer credut : il parlareè la materia nelaguiſa,che ilcolore è al.
pittore , & il marmo a lo ſcultore . La cagione facitrice è l'arte
poetica delbuoma; ifini ſecondo Ariſtotele Jarannola purgatione ,
E tm .
34 DE LA PVRGATIONE
l'ammdeſtramento, ilripoſo da le moleſtie,e da negotij de la vita ,
e finalmenteildiporto delanimo nelhuomo intendente, che ègio
conda , eperfetta cognitione deleccellenza delopera , ouno o piu
di queſtiſecondole diuerfe ſpeziede'poemi. Queſti medeſimi fini
ci è lecito appropriare da le ſtatue, & a le pitturé, fiche dopo ha.
uer cõſegnato al pittore,& alofcultoreper lorfini,le opere da farſi
da ciaſcuno ,fefaremo interrogati qualſia l'uſo di quelle, che me .
glio riſponder potremo , ſe non che il veroloro vſo è lo incitare a
virtù coloro , che le rimirano, ſe di lodeuole coſtume fannofem
bianza, o è sfogamento di affettoin colui,che le formò,one loro rie
guardatori,o darefiagamento dianimo da noioſi penſieri,o nobile
ricreamento nelgiudicarela perfezzione delmagiſtero ? Nedir
fian i medeſimi, che quelli depoemi,
dice che i finidi queſte opere
non eſſendo neceſſario aſegnare a ciaſcuna ſempre propriofine ,
il che ne le armonie, nelepoeſie , ne lepitture, e ne le statue, che o
di marmo , o di bronzo diucrſe arti fabricano, èmanifefto ; come
>

anco non diſdice che quello, che è effetto di Natura , ſia effetto di
Arte, ilche ne laſanità che anco dala Gimnastica, e da la Medi
cina ci vieneprocacciata ,firende chiaro. In questa maniera ri
mane deciſa Academici quella lunga tenzone,ſede la Poeſia è fine
l'vtile, o il diletto , o luno, e l'altro inſieme. perche diciamoeſſa
2

douerſiUfare nonper un finefolo, maper moltiſecondola diuerfi


tà depoemi, e degli vditori, i quali finitutti comprendiamofotto
nome digionamento , poiche e ilripoſo, e l'allentamento delani
2

mo da negozi ,,e da le fatiche, e'lnobile diporto de la mente per la


conoſcenza de la eſquiſitezza del opera , con Arist. algiouamento
2

riduciamo, ſi come anco la purgatione,e lammaeſtramento, quei


due primifiniſono a tutte lepoeſie comuni , maunopertiene agli
huomini intelligenti, l'altro indeterminatamente a ciaſcuno z gli
altri due s'appropriano a ſpeziali poeſie, poiche lapurgatione non
ha luogo, ſe non doue ſi eſprimono gagliardiaffetti, & alcunipoe
mi e certo non hauer forza di giouare a la virtù, e di migliorare il
costumes , La ondeil diletto nelmodo che da moltiè intefo, farà
comune à tutte lepoeſie, l'utile inteſo,come intendono costoro ,non
a tuttı . quindi ne la fina Republica quel gran legislatore Arist.
prohibiſce a Giouani de la comedia ,e de Giambi eſſere vditori,ſin
che
‫را‬
DE LA TRAGEDIA. 35
she da la Educatione non ſon renduti tali,che non fian offeſidalno
cumento chefogliono apportare . Ma inueroficome diſdirebbene
le altre opere de le articoliin questa non conueniua confuſamente
ricercare,fefine era l'vtile,o ildiletto. perche ſe il diletto hauere
nopuò l'eſſere fuori delazzione,e queſta come dilui ſostegnoe ca
gione, èpiu degna, chi muoue conteſa ſopra il dilettoſe de lapoeſia
efine,ricercarpiu tostodoueuafe diletteuole operatione equale ,
cioè ſela conoſcenza del imitatione,o la marauiglia chefonper na
tura dilettenoli , o altra fuffefine ; e l'vtile e’lgiouamento diften
dendoſi a ſignificare tante,efidiuerfe coſe ,erà ragionevole chefuf
fe riſtretto aquella ſpezie , di cheeſsine la mente loro formauan
concetto: perche ſemplicemente proferito riſguardaacquiſto diric
chezza , fine , che alpoeta non par ſipoſſa attribuire . Inoltre
chi non ſa,cheilpoeta intende ſempre far l'opera diletteuole,eper
ciò finge la fauoladi coſe maraniglioſe , ſi come nelprincipio de la
Metafiſica notò Ariſtotele, forma ilverſo che ci luſinga l'orecchio,
vſa ſceltezzadi parole,adorna la fauclladi maniere didirepelle
grine, e mirabili? ma non contento diciò,vuole ancoche ella non
ſia vana ne inutile,magioueuole, eprofitteuole a quelfine, che egli
giudica bene, effendo che ogni fine ha ragione di bene ?Ma l'ar.
chitetto chefabbrica Tempio orealc palagio, nonprocaccia farlo
vtile,e cómodo, & inſiemeben proporzionato & aggradeuole a la
viſta ?non ha l'isteſſo intendimento il Mufico,il Retorico,l Hiſto
rico, l Agricoltore,il Pittore, il facitore de la Naue, dela Veſte ,
del Elmo,de la Lira ? che altro cercan tutti coſforo,cheſeguendo
l'orme de la Natura , nel lor magiſtero con l'vtile congiugner va
ghezza, onde riſulti diletto ?potendoſidunque , e donendoſidare
piu diflinti fini, non confuſamente era da dare vtile, o diletto .
2

Ma la conſiderazione di eſsi trapaſſa i termini delarte Poetica ,


ď attiene a ſcienza ſuperiore,cioe a la Politica , la quale hauendo
principiato
ſopra tuttele arti, inparticolare lo eſercita ſopra la Re
torica ,ſoprala Pocfia,e ſopra la Militare,come quelle, chefonoin .
torno ad azzioni pertinenti a la perfezzione del buomo. colinon
caggion ſottola Medicina, ne ſottol'arte degli F ſercitiguidatrie
ce,ifini,per i quali ſi procaccia la Sanità, o la Vittoria,neſotto la
facitrice dela Lira,odel Freno, o del T imoneifinipropri di cia.
E 2
f0:00
36 DE LA PVRGATIONE
fiuna diqueste opere,baſtandoloro,che da quella fouråna ſia affe
gnato ilmodello, e la formavi Hor venendo a la definitionede la
Tragedia , prendendo da Arist. diciamo, che è imitazionediata
Zione de miglioriperfetta do hauentegrandezza,con parlare fat
to diletteuole ſeparatamente ne le parti rappreſentando ciaſcuna
de leſpezie de rappreſentanti, ſenza narrazioneper mezzo de la
compaſsione, e del timore conducente a fine la purgatione di tali
appaſsionamenti. Ma per ben comprendere che coſa ſia la purga .
tione de la Tragedia , èda intendere nel ſecondoluogo che ſignifi
chi propriamentepurgatione , la qualepare chepertenga al corpo,
dagli humori del corpo. l'atto del medicareſifa,opermezzo de
contrari,opervia dipurgatione conmedicamenti purganti,iqua.
li muonon gli humori , che per ſe non ſimuouono . queſtaſpezie di
>

medicatura è da Greci chiamata catharſis, cioè purgatione ,& il


medicamento, che in ſe ritiene tale virtù ,è detto purgatiuo, & ope
ra non come contrario, & inimico, ma comeſimile & amico alhu
more.percioche il Reobarbaro,o Aloe,o il nero Elleboro riceuuto
ne lo ſtomaco,diffondendoper le membra la virtù fua dalnatiuo ca
lore destata, pernaturaleſimilitudine,che ha col collerico,o flem-,
matico, o melancolico humore , haforza come la calamita il ferro,
e ľambra lapaglia, di attrarlo a fe,non ſolo da le vicine vene, ma
da lepiu remoteparti del corpo ( concorrendo però ſemprela natu
rale virtù, che ſcaccia le coſe nociue) e di condurlo alluogo,oue egli
sta diffondendo la virtù ſua,dicoa lo stomaco ‫ ;ز‬onde la natura gra
nata, e stimolata,lodiſcaccia . Confermaſiquel che detto habbia
mo con l'autorità deprincipide medici Hippocrate,e Galino,e coʻl
teſtimonio di Aleſandro nels8 problema delſecondolib. Inteſo
dunque quel che propriamente ſignificapurgatione,diceuol coſa fa
ra, quando è traportatafuor del proprio ſoggetto,cioè dalcorpoal
animo,l'intenderlaper riſguardo dela cagione,eper riſguardo del
modo,con proportioneſemprea lapropriapurgatione , ma auan
ti che procediamopiu oltre è da vedereper terza conſideratione ,
qual fieffel'opinione di Platoneintorno la Tragedia,e perqualfico
misfatto dal ottimaRepublica le deſſe bindo. perche io non dubito
punto che dal hauere Platonegiudicato la Tragedia dánoſa, o inu
tilepreſe occaſione Arist. di aggiugnere a la definitione queſto ef
fitto
DE LA TRAGEDIA . 37
fettò dipurgatione,ilqualeper altro non vi abbiſognaua; bastan
do alcomprendimentodel eſſenza di lei ildire, cheera Imitatione
diſpauertoſa , e compaſsioneuole ažzione . perche ilriccrcarepin
ananti è vfitiodi altra ſcienza ; oltre che la Tragedia ſopra lapur
gatione ha altrifini ancora Platone adunque nelſecondodialogo
de la Republica per queste cagioni, ſe io hoſaputo ben raccorre ,
non approua la Tragica imitazione ; perche non imita il coſtume
quieto, emoderato , e ſelo imitaſſe non aggradirebbe , ma fa ſem
bianze deltimoroſo , e del lamenteuoleche, rendon l'animopege
giore : perche fauoreggia la parte irragioneuole, & abbandona la
ragioneuole, indeboliſie questa,e fortifica quellafabricando in lei
idoli, e fimulacri,lontani dalvero: percheè pronta a corrompere
quaſitutti ibuoni; poiche dalvedere noi alcuno Heroestridere,e
rămaricarſi,e diſperatamētemordere le mani,epercotere ilpetto,
egraffiare il volto,sētiamo diletto,e lodiamo ilpoeta,e l'histrione,
e de medeſimi affetti ci riempiamo: ſi chel'animo nostro prende
baldanza di non reputare vergognoſo illagnarſide leproprie cala
mità, ſeguendo eſempi di huomini eccellenti, lodati & approuati
da noi . Se queste ragioni fuſſero di tantomomento , che conuin.
ceffero la Tragedia eſſere opera dannoſa , chi dubita che ſarebbe
follia indegna difiloſofoil darneprecetti? Maportando Ariſt.opi
rione differente, egiudicandodala Tragedia ancorapoterſi trar.
reper laciuile adunanza qualche vtilità , accennò in queſto libro
alcun ſuo giouamento ,ma piu ampiamente di questo, edeglialtri
harebbe trattato ne libri Politici,anzine trattò ſedalordine de la
dottrina è lecito dar giudizio ; ma anoi quella parte non è perue
nuta, colpa del tempo, il qualeperpetuoinimico de le opere degli
huomini,ne a quelle di Arift. violehauere riguardo. Saràbiſogno
düque che ci aiutiamo co quelle coſc,che de la purgatione de la Mu
fica egli diffe,le quali vuole franoanchea la poeſia comuni. Mapri
ma èmegliopeculare l'effenha degli affetti,e come ſi producano
& in qual potenza delanima . E queſta ſarà la quarta ſpeculazio
ne per la intelligenza de la materia propoſta . Egli è noto à cia
fcuno,chenon hanno luogo ne gli Elementi,ne meno ne le pietre,o
ne metalli,o nele piante,e cheneſſunadi queſte nature èdetta do
berſi, allegrarſi, impaurire,ſperare, adirarſi,ſe non forſeper tra
pura
38 DE LA PVRGATIONE
portamento, ma effer proprio de glianimali,comedalanimahab .
bianorigine, da quellapotenza cioè, la quale o nelcuore riſegga ſe
condo Arist.o nel cerebro, come contende Galeno,niente a noi,ma
ſupporgaficheſia nel cuore come in quelmembro cheprimonafic
& èfonte di calore,e di vita,e di tutti gli ſpiriti,ma operi nel cere
bro,oue i troppo ardentiſpiritidelcuore firiducono a temperamen
00, & à perfezzione,& oue ſi fa l'imaginare, e'lvedere, e l'udire,
el'odorare,e'lrammemorarſi, & ondeper i nerui quaſi per canali
fe compartiſcono le virtù del ſentimento , e d'ognimouimento vo .
lontario. Queſta potenza ſe riceue glioggetticonuencuoli a fer
gli abbraccia,e
fente diletto, fe fconueneuoli,gliaborrifie, eproua
dolore . Siche altro non è affetto che ſeguitamento o fugadelani
ma di alcuna coſa appreſa da lei, o come conueneuole, o come di,
ſconueneuole. ne la quale definitione venghiamo a cõprendere non
pure l'allegrezza,e la tristezza, ma anche ilpiacere,eldolore ,
i quali ſiritrouano ne la prima apprenſione del oggetto,auanti che
l'anima lo deſideri,o ſperi,o tema,dela miſchianza de quali atti ſi
compongonoglialtri affetti,che non ſon ſemplici,ne puri. Etèra .
gioneuole chequellaparte che conobbela medeſimaſegra o aborri
ſca l'oggetto, ma non difconuieneperciò,che l'allegrezza, e la tris
ftezza ,elapaura, e l'ira appariſcano e nel cuore e nelvolto, & in
altreparti delcorpo, perla comunanza , e per il conſentimento de
le membra verſo ſe steſſe , come informate da una folanima , che
auuiua e conſerua, egouerna ilcorpo,e di tutte le operationi in eſſo
è principio,e cagione .Hor benche impoſsibile ſia,che chiunque
naſce hnomo,dinature diſsimiglianti composto, non prouine la vi
ta egioie,e noie,ci affettipiaceuoli, e doloroſi, nondimenoeffende
il loro ſoggetto virtù inſtrumentale corporea , ſecondo la diuerſità
>

deltemperamentodi eſo,chi piu,chimeno è a lieti,o a contrarij in


chineuole . Alcuni dunque piu fon dediti a l'ira,a la ſperanza ,
alardire,altripiu a la măſuetudine,a la diſperazione, altimore,4
la cõpaſsione:anzi,il che è piu marauiglioſo, un'iftefohuomo hora
quelli hor à quelli èproto,delche rēdeteſtimoniāza Arift. e l'epe
riéza teſtimonepiud'ogni altro autorcuole, ne fa non dubbiofafe
de. Nelprimoprobl. de la trenteſima diuifione parlando Ariſt.di
coloro , che abondano dimelancolia calda, comefatta da la coller4
abru
DE LA TRAGEDIA . 39

abruciata , che è ſpiritoſa non refolubile , ma vehemente neleſue


operationi,diceua,cheſonoattiſsimia cangiarſi,riſcaldandoſil'hue
more,e raffreddandoſi per piccola mutazione interna,o ošterno :
7
onde sēza ſaper la cagione ſiſentongli huomini hor meſti,hor lieti,
hortimidi,hor arditi,bortaciturni,hor loquaci,hor cõpaſsioneuoli,
hora ſtizzoſi,hor inchinati alamore,hor alodio,hor confidare,hor
diſperar . E nelprimolibro delanimavolendo far paleſe non
effer diſgiunti dalcorpo gliaffetti di lei, ne aſſegna questi indizi.
V no iſteffo huomoperaccidenti graui& euidenti talora non teme,
che altra volta dapiccioli & oſcuri,quando ilcorpo incita,è graue
mente turbato, inoltre trouafialcuno in affetto ditemente, benche
i niente di horribile glifia accaduto. Lequali coſe nonſeguirebbero
fela parte corporeamadre degli affetti non fuffe piu advno che
1 ad vn'altro accomodata , e diſpoſta : e le diſpoſitioni in questo pare.
che conſiſtano ilcalore , la ſottigliezza , e l'agilità degli. piriti ci
.

1
preparano adaffetti giocondi. il perche igiouanipiu de vecchi ſi
muouonoad eſsi, & ilcibo il vino riſcaldando,edeftando gli ſpi
riti, erinuigorendo il corpo,partoriſie letizia. dal altra parte l'ag
grauamentode la parte ſenſitinaper li vapori torbidi &impuri,e
la diminutione del calore interno,preparano a meſtizia ,& a timo
re, e cifannoparerepigri, tardi,& inutili; ondefimoltiplica la
triſtezza,e lapaura ,e tatta quella ſquadra dolorofa . oltre chefo.
uente non ce ne accorgendo noi, fiattrauerfano a la imaginatiua
>

noioſioggetti, i quali fannoriſtringimento deleparti interne :


onde ſiſentemolesta applicatione ,e quaſipeſoalanima ;e stando
>

leififfa neltriſto penſiero , e ne la tristaimaginatione ,ſalgono in


>

alto ,e vaporano alcapo molta copia diſpiriti,emaſsimamente a la


parte anteriore,ouealberga la fantaſia ; ne la qualeſifa vna certa
agitatione di humore,& infiammatione,fi che diuenutopin acuto,
e piu falfo , e mordace , punge, e stimola la virtù ,la quale laſcia
2

vſcire le lacrime cagionate da que' molti vaporiſalıtialcapo, &


jui quafiin vaſo che diſtilla,condenſatiji,& in qualche partedagli
humori del cerebroſpremutiper le mani del dolore; ilqualecofiri
ftringe leparti interne , come per conſentimento ad eſeſtrigne il
>

volto ,& induce l'aſpetto,quale ſcorgiamoin chiguſta ſaporeama


ro.da la medeſima cagione deriuanole voci lamenteuoliper natu
rale
40 DE LA PVRGATIONE
rale inſinto ſenza noſtro accorgimento da la Naturaprocacciales
per rimuovere cioè la mala diſpoſitione , che affligge riſtringendo
& aggrauando la parte fenfitina,e'l cuore principalmente,checon
me pieno di ſpiriti,edicalore,piu patiſce.onde per fixotere ilda
lore, e per allargarſi, e liberarſidal affanno, ſimuone, e mnouefiih
polmone,egli altri organi de la voce,efanfi strida,è gemiti, ſedah
intelletto non ſonoimpediti. Per queste vie l'animagrauida dime.
stiziafiſgraua, epartoriſce i doloroſi concetti,egli appaſsionamen
ti, che eranoinlei, i qualipartoriti, reſta libera, e fiarica, fiche
e

quandoilbramaſſe,piu non potrebbe piagnere , eſſendo confumati


quei vaporimateria delpiãto,cheriempieuano ilcapo,finoa che o.
per altra interna alterazionedi vapori , o da qualità attiue , oper.
trista imaginatione;oper accidente eſterno non ritorna a la primie
ra diſpoſizione . E questapurgatione & alleggiamento fa ella con
qualche dilettoper mezzo delpianto,il quale,come vſaua dire po
Jidonio, referendolo-Galeno , ne porgequeſta vtilità, che fatolla le
paſsioni delanimo da doglioſi affettiingombrato ; da la Natura da
to quaſimedicina,emitigamento del dolore ,di cui non è cagione ,
ma effetto, & indizio. piacemiin confermatione de le coſe dette
addurre il teſtimonio delgră Baſilioin unaſua Homilia . Nafco.
no le lacrime,dice egli,quando le particoncaue delcerebro, ripiene
di vapori cagionațidaldolore, per le vie degli occhi, quafi perca - i
naliſono alleggerite dalpeſodelhumore : onde e fuonie vertigini,
& ottenebrameuti per leinaſpettate nuoue di caſidogliofiauuen
gono, eſſendo agitato ilcapo da vapori falitinel ritiramento delcat
do nel profondo. In oltre ficome lanube in pioggia,cofilagroſſez
zade vapori parmi in lacrime ſi riſolnas. La onde vn certo dilets
to è a gli addoloratidallamento,occultaměte permezzodel pianei
>

tosvotandoſi quelloche aggrauana.conferma queſta verità l'eſper


rienza ſtefa.perchemoluhabbiamo veduto in graniſsimecalami,
ti hauere ritenute le lacrimeviolentemente reſistendo, & alcuni
ejercaduti in mali infanabili,apopleſsie,paraliji, & alcuni al tutto
2

raffreddati,eſſendola virtù loroquaſi debile foftegno,fotto ilpeſo


del duo!o fiacintaſi : quello che ne la fiammafi ſcorge,eſſer cioe dal
:

proprio fumoſuffocata non vfiendo,ma rinuolgendoſele intorno09


questo dicon anuenire nela virtù , che regge l'animale,dagli ogos
getti
46
DE LA TRAGEDIA. 41
getti doloroſieſſer corrotta & eftinta, non ſi facendoreſpirazione.
Tralafrierò altri teſtimoni, che non vorrei con la lunghezza pro
curarui quella moleftia, e quel riftringimento di animo, di chera
giono. Ma quel cheda Arist. è detto nelquintolibro , che hora è
l'ottauo degli inſegnamenti Politici, perche interpreta la mente
ſua,la quale ſi pretēde trouare, è neceſſario che ſia da noi riferito .
Poiché(dice egli) accettiamola diviſione de le canzoni ſi comele
diuidono alcunifiloſofi ponendole,partemorali,parte attiue,parte
entuſiastice, cioè inferuoratine, & à ciaſcuna diqueste accomo
diamo la natura de le harmonie , e perchenoi diciamo nonper ca
>

gione di un ſolgiouamentodouerfivfare la Muſica ma dipiu,per


che èpercagione di ammaestramento, e di purgatione ( come in
tendiamopurgatione hora ſemplicemente ,piu chiaramente di nuo
no ne diremo neltrattar de lapoetica) e nel ter oluogo per dipor.
80 di animo,efinalmenteper allentamento, eperripoſo dalintenſ,
operare ; è manifeſto cheſi deon ammettere tutte learmonie , non 2

gia nelmedeſimo modo tutte, maper l'ammaestramento le mora


liſsime ;peraſcoltare operando altri, le attine , e le entuſiaſtice .
perche l'affetto che in alcuneanimegagliardamente appare , èin
tuttemaèdifferente perpiueper meno;cioèmifericordia timore,
in oltre l'entuſiaſmo, eſſendo alcuni ſottopoſti a queſtimouimenti,
e da le canzoniſacre veggiamocoſtoro,quandohabbiano adopera,
te le canzoni che infuriano l'anima, conſeguire medicamento, e
purgationes. questo ifteffo è neceſſario auuenga& a'miſericordie
uoli, a' timorofi,& vniuerſalmente a ſottopoſtiagli
a affetti, da
gli altri in quantopertiene a ciaſcuno di queſtitali, & a tuttifarſi
vna certapurgatione dialleggerirſicon diletto.fimilmente le can
zonipurganti danno allegrezza non dannoſa agli huomini; però
tali armonie , e tali canzoniſi deon vdire da gareggiatori che ma.
neggiano la muſica teatrale . Da queste parole di Arifl.fedele
mente referité,e da le coſe dalui poco auanti dette,epoco dopo fogo
giunte molte belle , e ſegnalate cognizioni poſsiamo raccorre
V na è la muſica perquattro giouamenti douerfi vfare ; & il me
deſimo ne la poeſia ci è lecito conſiderare . La ſeconda che
per la purgatione fi deon vdire le harmonie ,e le canzoni,non Mo
qali quaii eran le Doriche, ma le atrine , e le furiofe, quale era.
F la
42 DE LA PVRGATIONE
la Frigia , e quale tra’ Muſici Inſtrumëti era l'aulo, del quale poco
auanti hauea detto che era inferujrativo de incitatiuo adaffetti, e
douerfi vfare non perammaestramento, ma per lapurgatione .
E peròvien ripigliata Socrate di hauere ne'la Rep.accettata l’ar .
monia Frigia,rifiutandolaulo,che ha l'isteſſa facultà, quaficötra
dicente a ſe ſteſſo.La terza è,che tanto coloro,i qualiſono gagliar
damente volti a la meſtizia ,a la compaſsione,& altimore, quanto
vniuerſalmente tuttigli huomini , riceuon da le armonie che va
>

gliono a destare affetti, quale è la Frigia ; è la Mixolidia , di cui


eraproprio render l'anima ristretta, e per poco addolorata,e da că
zoni purgăti cõformi a le armonie ,riceuerdico,purgatione,sfoga
mēto,& alleggiamētono dannoſo,anziſaluteuole codiletta.ilche
raffrontaco'ldetto di Platone neldialogo de le leggi, oue biaſima il
coſtume de cători che nef.acrifiti con rămaricheuoli voci incitano
a le lacrime,e quantopiu cio fanno,tanto piu ſono pregiati,richie
dendoſitale harmonia ne lehonoranze piutoſto , ouefideplora il
defunto, quaſiconuenga allora coʻlpianto sfogare la doglia, e non
ne le letizieper mezzo del piantoprocacciare queldiletto, chepuò
apportare armonia lamenteuole;epiangente ſenzaparole,eper con
ſeguente ſenza quellä imitatione,che col parlareſi forma . Da le
conſiderazioni propoſte, eda le coſe da Ariſt.dette,e nePolitici In
ſegnamenti, e nel librodelanima, e'neproblemi, cipuò eſſer hora
maimanifesto,qual ſiaquellapurgatione,che a la Tragedia attri
buiſce, &in qualmaniera ella ſi faccia . Percioche è chiaro, che
ſicomeper mezo de medicamenti purganti per la naturalefim
patia ,e couenienza che hanno coʻl humore da purgarfi,ſi muone ,
e sfoga ildetto humore,coſinelanimagranida diconcetti mesti,di.
timore,e di cõpaſsioneper mezo de la pietà,e de lo ſpauéto ſimuo .
uono,e fi purganoconcetti tali piu perfettamente ,epiu efficacemen
te,chepermezzodel Epopea,laquale narrando,ne on rappreſen
tando agli occhi le azzioni harribili , e pietoſe ,resta molto infe
riore . E per tal cagioneArist. quaſieſponendo lavoce drontan
Soggiunſe,non pernarrazione,ma permezzo de la miſericordia ,
e del timoreadempiendo lapurgatione di taliappaſsionaměti.ma
per piu euidente notizia dela Purgatione, e deladefinitione tutta
de la Tragedia, è da rammemorarſi gliaffetti in ſesteſsi non effe
re
DE LA TRAGEDIA. 43
re ne buoni,ne rei, ne laudenoli,ne biafimeuoli, ma divenir taliper
l'oggetto , oper troppo , operpoco di vigore, e la potenza che gli
produce, dala Natura,la quale niente opera in darno, eſſerciſtata
vrilmente conceduta , e quella loro eſtintione dagli Stoici celebra
ia , i quali per vaghezzadiproporre nuoue& ammirabili opinio
ni, hebbero in costume căbiare i verinomi dele coſe, eſſere oppošta
a la Natura,inimica a la Virtù,do impoſsibile ancora : a la dottri.
na de quali accoſtādojiM.Tullio interpretò Pathos perturbatione,
e lo chiamòtorbidomouimento,malore, infermità,epeſte delani.
mo, certamente conmolta fconueneuolezza .percioche quantun .
quegli affettiſpeſſoperturbino la mente, quando cioèfono ecceſsie
ui,e ſmoderati,e ciſianoinstrumenti didanno,e diprecipizio,men
tre come sfrenati, emalguidati corſieri temerariamente,epazza.
mente si traſportano, chi dirà perturbatione l'amore,lodio, ilde
fio, laſperanza, l'allegrezza ; fel'amore de lapatria, o delamico ,
de la fapienza,la ſperanhade la felicia
l'odio del vizio,il deſiderio
sà,lallegrezza del poſſedimentodi effa ſon vere virtù ,ò mouimen
tigioueuoliſsimia la virtù ? non glidiremo dunqueperturbationi,
ma affetti eſpiritali mouimenti (per uſare laparola di Dante) do
operazioni delanima, in quanto dopohauerconoſciuto l'oggetto,lo
vuole, efipiega adeffo, o non lo vuole, e l'aborriſie . Tra questi
2

ARRORerandofi la miſericordia , che è aborrimento del male in al.


trui, fe naturalmente ſimuoue,attiene a la giustizia,cheper natuar
ra è nel huomo, ſe depende da dirittogiudizio, e da retta ragione,
attiene a la giuftizia perfetta, la quale ci diſpone bene verſo glial .
tri,comeal ingiustizia l'Inuidia,cheèaborrimento del bene in al
trui, & ha luogo la compaſsione nelhmomo virtuofo,ancor fenza ri
guardo che quel male alui, o a ſuoipoſſa accadere , ilmedeſimo
dir poſsiamodel timore,che è aborrimento delmale comefuturo,o.
in ſe,oin altri.quefti due affetti imprime la Tragedia, rappreſen
tando azzione formidabile,mērreè per accadere, compaſsioneuole
dopo che è accadutas. e quindiſiconuince l'error di coloro,chegiu
dican la compaſsione riguardare altri,iltimorenoi ſieſsi,dicendo
Ariſt. il timore effer verſo i ſimilia noi, cioè verſo leperſone Tra
gice, a le quali veggiamo ſopraſtare grauiſsimi mali , che caduri,
danno pauento,ecompaſsione a noi, iqualitemendo, o compaſsio
F 2 nando
44 DE LA PVRGATIONE
nando cipurghino da affetti, opiu tostodaappaſsionamenti, e coni
Ceiti tali,cioè di triſtezza,di ſoſpetto, di ſollecitudine,diaffanni,di
defperations, ek in ſomma di tutto lo stuolo degli affetti doglioſi ſi
mili,o congiunti a lacompaſsione , altimore . A questa eſpo
>

fizion de leparole d'Arist. per mezzo de le paroledelmedeſimo,


non fam . Stiero di altra confermazione : ma benchenon la ricer.
chinon però la rifiuta. perche il vero eſſendoper natura aggrade
uole al Intelletto, quanto piu ſe glimoſtra certo, & indubitato, tan
to piu lo rallegra,in quella guiſa ne la quale l'oggetto, che ſcorgen
doſi perl'aere illuminato piace a la viſta,peraggiunta di nuouo lu
me,che co'l primiero non ſimeſcola,neficonfonde,accreſce bellez
Lage diletto inſiem ? ) . Nela maniera da noi eſpoſta fermamente
credo hauere inteſo queſta purgatione quel huom fauio , il quale ſi
gli huomini hauer biſogno ſidi
come riferiſceil Caſa , affermaua
lacrimare molte volte,come di ridere,e per talcagioneeſſere state
trouate daprincipio le doloroſe fauole che ſichiamaron Tragedie,
accioche raccontate ne' Teatri,come in quel tempo ſi coſtumaua di
fare, tiraſſero le lacrime a gliocchi di coloro, che haucuan di ciò
meſtiere, e coſi eglino piangendo,de la loro infermità guariſſero .
che altro potettecostui intédere,che quellapurgatione che noi hab
biamo eſposta ? Aggiugnete il giudicio di Academico voſtro la cui
autorità appreffo voi, & appreſogli huominiſcienziatiè merita .
mente di molta ſtima,ilMei dico, che in queſto ſentimentoprende
la purgatione de la Tragedia . Resta cheſi come diuiſamo da
principio,firimuouan quei dubbi, che quaſiinterpofta nebbia ;po
trebbon offuſcare queſta verità . Et in primaci ſifa incontro, che
la voce purgationecome metaforica non doueua ne la definitione
adoperarſi,hauendo Ariſt.proibito 4a le definitioni l'uſo de leparo
le traslate . Queſta obiettione nonpiu offende la noſtra ,che le al
tre eſpoſizioni. ma douendoſilapurgationeprendere con traſporta
mento dal corpo a lanima , da la medicinaa lapolitica, allora con
>

rettaproporzioneſarà preſafe pervirtù di coſa ſimile a finedi sfo


gamento, e di alleggiamento, come quelladegli humoridelcorpo,
degli appaſsionamēti del anima ſaràinteſa. ma in difeſa di Ariſt.
dirpoſsiamo non douerſile metafore ammettere ne le definitioni a
denotare il genere de la coſa definita : per ciò errare chi definiſce
( Histo
LR
DE LA TRAGEDIA . 41
1Hiſtoria luce diverità, o la Temperanza confonanza de le poten
ze delanima, o la Comedia fpecchiode la humana vita.maqui è
aſſegnata non comegenere,ma comefinede la Tragedia, e non ge
nera ofiurità anci chiarezza , però conſommo auuedimentoda
Arist. ci è allogata,fi come anchelaparola condito, trasportatada
condimenti de cibi,o vero da gli vnguenti: & altrepure che ſidi
con dicoſe corporali ne la definitione del fillogifmo, e de la virtù .
morale, a fine dieuidenza y appreffo Arift. hebbero luogo. Nulla
vale dunque l'oppoſizione . Quello piu toſto potrebbe ad alcuno >

generaredifficultà, che di ſopra fu detto,la purgationeoperarficon


diletto ;poiche conſiſtendo in temere,inpiagnere, in ſospirare,e'n
compatire tutteattioni,o paſsionidoloroſe ,non è ageuole ilvedere
come hauerpoffa fecocongiunto ilpiaceru . Ma noiriſpondiamo
che ancor nel piantoda verace oggetto cagionato, ha luogo ildilet.
to: onde fu da Arist,tra le coſe diletteuoliannouerato , valendoſi
delteftimonio di Homero
Dife, e dolce deſir dipianto acceſe.
perche a ciaſcuno aggrada quell'operatione,chea lapropria voglia,
'è accomodata e l'addoloratoper tale riconoſce ilpianto,e però in en
Soficompiace mon in quanto èmoleſto, ma in quanto ha in ſemi
ſchianza di diletto. ilperche veggiamo che iſofpiri, e le lacrime
effer fogliono i piaceridegli amanti, & ilnoſtro innamorato poco
ta diſ
Non men di dolcezza
Delpianger prendo . che delcanto preſi;
Ch'a la cagion non al effetto inteſi
Son i miei ſenfi , vaghi pur d'altezza .
Mapiu adentro con acuto occhio rimirando, diciamo le lacrime
non effer per ſesteſſe con dolore,poiche lagran luce, e'l ritenimēto
del fiatoel'iſteffa allegrezza, è valeuole a produrle;‫ ز‬ma la doglia
a

naſcere daloggetto dolorofo, che interamēte rode,e tormenta lani


mo, e lelacrime eſſereindizio di effe,come il fumodelfuoco,& in.
fieme alleggerimento, e rimedio,eper talfine ſicomeanche ifo.
2

spiri, e le ſtrida,eſſere dala natura vtilmente conceduțe, la quale


ſtoltamente ilſuopeggio ſiprocaccerebbe,ſe invece difremary ,
Joaugumentaſſe l'affanno : però ottimamente fu detto
lo
46 DE LA PVRGATIONE
Io per me prego il mio acerbo dolore
Non ſian da me le lacrime conteſe ,
Ma mi ſia di ſoſpir tanto corteſe,
Quanto biſogni ad isfogare il core .
Ma a tutte queſte riſpoſte aggiugniamo dauantaggio,che lo per
tatore delatto Tragico, benche conoſia quello , che ſirappreſenta
non effer vero, mentre al Intelletto ricorre peraiuto , nondimeno.
ingannato dal artifizioſa imitazione da luſingheuole dolcezza ac
compagnata,maſsimamente quando oggetti preſenti feriſion la vi
sta , e crean ne la fantaſia fantaſmipoffenti ad alterarla,ſente in
ſe timore, e compaſsione, epianto, & oltre la compiacenza delal
leggerimento del animo , chementre ſecondoqueſti affetti opera ,
2

egliconſegue , prouaancoraaltri diletti.primieramente piace la


Tragedia inſegnandol'azzione rappreſentata, poiche lo imparare
è tra lecoſepernaturagioconde ; aggrada con la maranigliapropo
nendo la coſa non creduta-poter ageuolměte auuenire, è diletteuole
per l'Imitatione,facendone per fillogifmocomprendere che queſto
è quello , dilettacon l'altezza de concetti, con la vaghezza delle
metafore,con la dolcezza del verſo, con la foauitàdella Muſica
co'l feſteggiamento delballo , con la magnificenza del Apparato,
con la plendidezza de regali vestimenti,conla conſideratione del
eccellenza delart!fiziodal poeta vſato, nel diſponimento de la fa
uola,ne le digreſsioni, ne le riconoſcenze , ne riuolgimenti difor
tuna ,ne coſtumi,ne concetti, ne la fauellaw. A queſti diletti non è
diſdiccuole,che accompagniamo in ſchieratre altri,benchealquan
toeſterni,e remoti. V noè,che eſſendo ilcompatire atto di virtù,
e fendoogni operatione ſecondo la virtù , o a la virtù ſomigliante
per naturagioconda , può ancheper questo riguardo, la compal
ſoone de la Tragedia apportare diletto. coſi per testimonanza di
Arist. dileita l'honorequaſiindizio alhonorato de lapropriavir
tù,e nel amicitiapiu contentezza prendel'amico che ha dato il be
nefizio ,che quelche l'ha riceuuto . L'altro è ,che ne fa conoſcere ,
chepur da sifiere diſauuenture framoliberi noi,il che non può non
ci porgerepiacere, egioia. L'ultimo è l'apprendere documenti ſa
luteuoli, e queſti principalmente , che i Re , & iPrincipi caggiono
talhora in calamità,e ruine,e che la vera felicità demortaliè ilvi
Here
DE LA TRAGEDIA . 47
Here con virtù,& afpirare al fommo,immortale, ele unico bene ,
Queſtitanti dilettiſoprauanzan quelpocodolore, che la parte ſens
fitina prēde non dalpianto, ma da glioggetti doloroſi benche falſi.
Quindiſiſcuopre che la Tragediaègioucuole nonpureper lapur
gatione,ma per ammaeſtramento,eper diporto dianimo , eper ri.
poſo,che ſonoi quattro finia la Mufica, e per conſeguente a la Poe
fia da Ariſtotele aſſegnati. Altro dubbio molto importantepotreb
be caderene la mente di alcuno, ſe la Tragedia rendegli huomini
compaſsioneuoli , e timoroji, o duri carditi . perche ſe glirende
piu miſericordieuoli,epinpauroſi ; mate adunquegl purga diap
paſsionamenti tali , eſſendoproprio de la purgatione il diminuire
l'humore,ſeopera l'oppoſto,ci condurremo in gran laberinto,e vi.
luppo didubbi.perciocheiltemere,e'l compatire come puòprodur
re contrario habito, ſedatali atti frequêtatiſigenera habito tale ?
poi a cheſcemarequelli affetti, iquali conucrrebbe anziaccrefce
ac
re,peccando vniuerſalmente glihuomini neltroppo ſperare , e nel
vanamente confidare, e neldifettö'di miſericordia verſogli altri?
in fommaſe la compaſsioneè rea, perche introdurla,ſe buona per
che purgarlu ? A queste obbiettioni non poffon ſatisfare coloro,
chepropongono quellepurgationiimproprie,e fofiſtiche .Noi non
ci dipartendo da nostri principy,diciamo che la Tragedia non di
fcacciando la compaſsione, ma purgando iconcetti di mestizia ,
a poco a pocoannidati nelanima, lafciaper alloragli animiſcari
thi meno timorofi , e menocompaſsioneuoli : E ciò per due cagioni
anuiene, una che eſſendoſicangiata la diſpoſitione de la parte fena
fitiua,perla purgatione fatta,non è inchineuole come prima ,onde
anuertiſcon i maeſtri del perſuadere,chel'oratore deſtileggiermă
te da principio gliaffetti,accioche nõfi cöfuminonel ánimodeludi
tore, maſiriſerbino a tempopiu opportuno,e l'eſperiēza ci inſegna
chi lungamente rămaricandoſi, hapianto,alleggerirſidal dolore,o
rēderſimeno alto a nuouopianto,& à nuouo rāmarichio.anzi l'ira
iſteſaper la vendettapreſa d'altrui non ſuoleincrudelire,mapla
carſi:intorno a che rammemorerò quello che Arist. racconta di
un Filocrate,cheinterrogatodalamico', perchenon ti difendiap
preffo il popolo irato teco,non èancortempo riſpoſe ? Maquando ?
quandovedrò ( dille) imputato altri, perche ſi farannomanfueti
dopo
48 DE LA PVRGATIONE
dopo Chauere conſumato l'ira contro vn'altro, il che auuenne tu
Frgofilo , ilquale,perche era ſtatocondensato Caliſtene ilgiorno
avanti ancorche meno odiato, trouòpuregrazia di liberazione .
E queſta cagione conſiderò Plutarco hauere ſcampatogli Atenieji
dalfurore di Aleſſandro,il quale inuelenitonon menocontra eſsi,
checontroi Tebani, preſa, e diſtrutta Tebe ,faziata l'ira ſopra
quella miſeracittàperle tante occifioni di incendi,fiaftennepoi
>

da maggioriftragi,eda maggiori ruine . L'altra cagione è,che


noftra natura è mutabile,e de le mutationifommamente
gode.però
daprincipio attentamente opera,poiſi ſtanca,ondenon fente dilet
to, anzifastidifce quello, inche primafi compiaceun .non è mara
niglia dunque ſe dopo il piantoama il contrario , o almeno la man
canha del pianto. in auuenire poi , quantopertienea la naturale
prontezza,nonci rende la Tragediapix, o meno compaſsionevoli,o
timidi,ſicome ilvedere non ci fapiu atti a vedere,e dalhauere la
donna partorito non fi augumenta la naturale attı2za al parto
rire di nuouo ; benche talora gagliarda talora ſpoſfata , e fiacca fi
renda contro le fatiche del parto ; ma quanto attiene al coſtume di
compatire , l'huomodiuienepiu o meno pronto ſecondo le azioni
da lui dependenti: ilrammemorarſi che auuerfitàmaggiori afflig,
gon altri,lo farà men compaſsioneuole; il ricordarſi del guſtato di.
Letto, e'l compiacerſi delcompatire come di a7zionehumana ami.
cheuole,egiuſta, lo inciterà alacompaſsione.in queſtaguiſa ilfon
no fuole acquetare la voglia deldormire, e renderl'anima deſide
roſa, eposſente di vegliare , mapurtalora alletta nuouo fonno,in
ducendo nelcorpofouerchia humidità , e. nelanimapigrezza
ZA .

Troncati questi dubbi,altripurenefurgono,che eſſendoicontrari


operatiui l'uno contra l'altro, e curandoſil'uno con l'altro ſecondo
quelnotiſsimo principio de medici , molto megliofia per torre da
gli animiquell'habito di tristezza, e di meſtizia, uſare contrari
medicaměti, quali ſarannola Comedia, iridicoli,etutti i dilet
tiche diuertifiono da noioſi penſieri . A questo riſpondiamo l'ani
mo meſto nõ attēderegli oggettilieti alſuo ftato opposti, anzi ſchia
warglicome inimici,ſoprafatto dalaffetto chein luifignoreggia, a
feguire i mesti comeamici, e ſimili a ſuoi.onde veggiamo l'addolo
rataſdegnarſicòtro chiſioppone alſuo deſiderio,el'amico difcreta,
che
5
DE LA TRAGEDIA.
che intende confolare l'amico, qualvede in lutto,e'n pianto,prima
compiange, acciocheoltre agli altri riguardi , coʻl pianto allegge
ritoil duolo,ſia habile adaccettare i conforti, e ſirenda maneggia
bile da la ragione . Coluifimilmente , la cui anima eſulta, e fe
steggia o peropinione di profpero ſtatopreſente, operſperanza di
bene futuro ,ſiarica d'ognimolefta imaginatione per caloredela
parte,che èprincipiodegliaffetti,oper abödanza di ſpiriti, ſenza
alcunopenſiero dicoſa importante, piu facil fiacheper mezzo di
comichepiaceroleZze,o di rappreſentatione di ridicole perſonecon
lunghe riſa sfoghi l'affetto, che racchiuſo incitana , e ſtimolaua ,
che per maniere oppošte l'attutiſia & eſtingua;mentre altri difta
10 diuerſo furorio morti, o ferociguerrieri, o donnelafciue imite
ranno. maperchenonpiutosto curar ſideeper via diprecetti, edi
dottrine (dirà alcuno) ſe il parlare hà virtù diperfuadere , e di,
diffuadere ? Non ſiniega ilvalore de precetti, e de le ammoni.
nizioni, ma non vagliono verſo ciaſcuno,ne è ageuole vfarle verſo
tutti,e quandovaleſſero, non peròl'aiuto de la Tragediaſidouer.
ria rifiutare ; ſicome a la corporale ſanitàla Gimnaſtica,e la Mea
dicina , e la eſquiſita cura delvitto apportangionamento , eper la
>

virtùſon formate le leggi,fon lepaterneinſtitutioni,fonpromeſsi


ipremine minacciati i caſtighi. Coloro che da vehemente affetto fa
no ingombratiper lopiunoodono la ragione, che è entro à loro,ne
obediſcono alparlare straniero,anzi quanto piuprohibiſci,pinapa
petiſcon la coſa prohibita : perche l'unima percoſſa &abbagliata
dal oggetto, non vuole diſcorrere ne quietamentegiudicare , come
>

occupatain altro,che piu le aggrada,ma operar quello,a che la for .


za del affetto ciecamente eprecipitoſamente la tira. di quei che ſo
no da mestizia occupati , alcuni fian medicati co'lrimouimento di
quella falfa opinione, o di queltimore, che lipunge,altri conpiaa
ceri di armonie,di cacce, di conuerſazioni, altri con gli ſtudide la
Sapienza,altri con ammonizioni, e con preghi;ma molti de la loro
infermitàguariranno conpiaceuole purgatione , quale è quella de
>

la Tragedia ; perche in fommanelleanimeferuenti e ferocigli af


fetti, o ſia dolore,o allegrezza ;o libidine,o ira, quando fenza offeſa
de la virtù ricevan sfogamento,perpiu agenolmaniera ſimodera
xo col laſciarli per qualche tempo finoa certa miſura sfogare, che
G co'l
so DE LA PVRGATIONE
colcoſtringerli , e violentemente tenerli racchiuſi , in quellaguia
fa, nella quale coʻldare libero eſito a furiofi Torrenti fi sfuggono
quei dăni, i quali fogliono apportare, quando ſendocon alti argini
ritenuti, poiper laforza de leacque ruinoſamente traboccando gli
rõpono, & altagando impaludano i căpi.coſi veggiamo ancora naue
in portoda le tempeſtoſe onde combattuta piu facura renderſi dal
naufragio , fecedendo alquanto al lor furore,e laſciata dolcemente
agitar , cheſe con ancore ,e con gomene ſitenta renderla immobi .
ſi
ke. perche allora ſi corre pericolo, che rotti con violenza i legami,
.

non vadia afracaffarſi nelmolo, o ne la vicina ſpiaggia . Quindi


ènato coſtume,cheintempi determinati, al popolo fepermette ipro
pri affetti ſcoprirein diuerſe maniere di perſone finte,chemaſche
're chiamiamo,accioche purgati reftixper buon tempo quieti & obe
dienti a le falutenobi efortazioni. Daqueste coſe non è difficile il
raccorre le difeſe contro quelle imputazioni da Socrate a la Trage
dia date ; perche ſeimita il costumetimoroſo e’lrammaricheuole ,
non per ciò imita ilvizioſo , e fenon opera.verſo laparte intellet .
tuale, fe non procaccia condurre l'anima a conſiderare,agisa
cioè
dicare, & a diſcorrere convere, e falderagioni quello, che riguar.
da lauanzamēto di lei,ma cerca con valorofi oggetti percaterla de
impr onta re in lei ſimu lacr ia,eſembianze di oggettipoffenti,ckeali
terandola & abbagliandol impediſcono orſo
ildiſc , non deſt ando
affetti contrari a la ragione,ma conformi, non merita di eſſere con
me malfattrice condennata . nefi.concede che imprima coſtume vi
le, e rammaricheuole l'eſempio dicoloro , che nela Tragedia vega
giamo lagnarfi, e piagrere , perche di grandi infortuni eccitare
gran pianto, e gran cordoglio,non è difdiceuole, ne fuor deldecoro,
je come de mediocri mediocre , e.depiccoli piccolo. ne riporrà il.
buon Tragico in perfona heroica costumivili, a rei, poſciache la
Tragedia èdi virtuoſa a2zione imitazione ;-efe alcun reo costu
me, o affetto farà per neceſsitàintrodotto, puòl'Intelletto delo
spettatore a fuotalentoprohibire a ſeſteſſoil commouimento diaf
fetto tale , che fe quel ſolodoueſſe imitarſi , eproporſi ,che diper
.

fetta Virtù è adornato , ne la Filoſofia Morale deVixitrattereba


be, ne l'hiſtoria ſarebbealmondo, noneſſendo poſsibile ,che in ef
fi non veggan con operebuone , e laudeuoli raccontati fatti ſcele
rati,
DE LA TRAGEDIA.
kari, e degni di biaſmo. Appariſce dunque douere il Politicoac
cettare la Tragedia comegioueuole a la Città ,fe conueneuolmena
te, da tempo,e con miſura èadoperara : perche iltroppo frequen
te vſo, o non purgherebbe, o farebbepurgatione non vtile , nė ne.
0

ceffaria . La ondel'iſteſſo Platone , quantunque in quella folita


ria Rep. che a firo arbitrio dipinle ſecondo l'idea de laperfezio
ne , non la riceutſſe, la riceuette pure nel alıra da lui ne dialogi
de le leggi formata, poſsibile a ritrouarſi in terra tra gli huo.
mini, ſolovietundonela rappreſentazione ,fin che da Principi de
la Città ſia dato giudizio, ſe dice coſe contrarie a -loro-costumi :
>

Et in queſta Rep. diede luogo ancora a la Comedia , & in ambedue


approuò l'harmonia Frigia , la quale non ha coſtume moderato,
ma incitatiuo , fi come glifu da Ariſtotele oppoſto . Sia dunque
la Tragedia aſſoluta da le impntationi datele, e ſuo vfizio fiaim .
primendo timore, e compaſsione efficacemente purgare appaſsio
namenti tali. Hora ſe non ſolo meriti effer riceuuta , ma fa de
gna di eſſer honorata ,epreferita
e al PoemaHeroico, come vuole
Aristotele contra la ſentenza di Platone , intendimento noftro
: il diſputare, ne ſopra tanta lite dar fentenke . Ben
non è , nefu
crediamocheſe ci fuffe proposta Tragedia & Epopeadi eguale
grădeza,ameremo meglio effere stati de la Tragedia facitori,
eleggeremoanzi effereſpettatori di quella , che vditori diqueſta.
Queldubbio piutosto è da rimuouerfi, come poffaquella Trage.
>

dia , il cui fine farà lieto damiſeria a felicità, compire questa pur .
2

gatione,non rappreſentando caſo doloroſo, onde la compaſsione fi


tragga. e la riſpoſta non è malageuole à darſi,e dopo eſſa, faràgiun
so a riua il ragionamento. percioche diciamo anche inTragedia
tåle hauere luogo il cõpatimento,e lo fpanento;poiche ilmale vici
noche ſenzaperanza diſcampo è peraccadere dalanima ècona
fiderato come preſente , ecometale muove compaſsione .perche .

Ifigenia proxta ſecondo la barbara legge ad uccidere ilfratel


lo non conoſciuto, è attiſsima a muonere pietà poco minore, che
se lo haueffeocciſo, e l'apparecchio de gliInſtrumenti di miferu.
2

bilemorte vicina in azzione vera , o imitata , cofi muoue compar


fione , quanto l'aſpetto dimorteſeguita; la qualeſipuò talora ap
preſentare coſiterribile , edoloroſa con tanto ritiramento dipiri
G 2 ti al
$2 DE LA PVRGATIONE
ti al principiode la vita ; cheprohibendolacompaſsione,& ilpian
to,induca ſtupore,equella inſenſateza,dela quale diſſe Dante .
Io non piangeua, ſi dentro impietrai .
Dal che fu indotto Aristotele aa chiamare ottima questa ma .
niera difauole ; benche prima haueſſe detto , che nega..
reggiamenti al popolo recitate piutragice fembrino
quelle , che da fine fuenturata fono
terminate .

Xia . Ji More
i e
*M17FOPauline
NOEMAi
NUE
LE

5
DEL
32

DEL FVROR POETICO


DISCORSO
Fatto da Lorenzo Giacomini Tebalducci Maleſpini
Nel Academia de gli Alterati nel Anno WilT1FECA NAZ
MDL XXX VII. uR
nOO
EMM A
ANU
ELE
we aa R A lecont ,che ci ſi par aua per
tinen a laroPuoeſriſ , non tiene la'unlo ntliuog
quellti che è del fuaireo Poeti ; intotimo al quao
r r
le fu dae la Genti ceomu coopini n,oche egli
a

haueſ origi lDiituài , n&e hogg onaenco èda


alcunſemant ne : ep na c p i i pra i
ar he orti l regio l
i
conſiderare utavera,ò nòe , fi perche
enſeè la verità
in tuttele coſe è degna di eſſere conoſciuta, ſi perchela cognitione
di queſta può moltogiouare a noi; percioche ſe ſtimeremofurore
Diuino eſſer quello che forma i Poeti, & in ciòneſſuno o piccola
aiuto poterſi peraredalArte ,quãdo di eſſo ciſcorgiamomăcare,
non andremoin vano faticando,ma ad altre impreſe volgeremo i
noſtripenſieri; e ſegiudicheremo eſſer ben neceſſaria la forzadel
ingegno, ma l'arte puredar laperfezzione , eneſſuna cagione for
2

pranaturale douerſiaspettare , con fomma , e diligente cura ci an.


>

dremopreparando al acquiſtodel Arte,e di quelloche l’Artepre


suppone, per ſalire a quell'altezza , a la quale arriuarono i piu loo
dati. Intorno a queſtoſoggetto farà hoggi ilnoſtro ragionamento,
il quale in questa guiſa fia da noi ordinato. Verranno primain
campole ragioni diamboleparti, edi quella che afferma,ediquel
la che nicga . indi stabiliti alcuni principjriſolneremo la Que.
ftione, poi riſponderemoagli argomenti contrari, & vltimamente
soggiugneremo alcune conſiderazioni a questa materia attenenti .
Le quali coſe mentre io mi sforzo di adempire con quella breuità,
chepotrò maggiore, ricercandopure la verità da ſuoi veri princi
pij,,voi prego con quell'attcntione, che fogliate migliore ,volere
aſcoltarenonperche iopiu deglialtrime ne reputidegno,maper
che piu degli altri meme conoſco bifogneuoleperla mia naturale
timi,
34 DEL FVRORE
timidità, conformea la debolełza de le forze corporali, ondeſedu
la vostra corteſe affezzionenon ſonoſolleuato, &inanimito,corro
pericolo ,che mi faccia cadere tra via, prima che alpropoſtotermi.
ne io mi conduca . In tutti i ſoggetti,do in quelliprincipalmen
se,ne quali nonſidanno ragionieuidenti,e neceſſari e fimilia le di
moftrationi Matematiche , l'ı niuerfaleconſentimento deglihuo
mini ſuole effergrande indizio di verità. La onde ufaua dire Ari
ftotele,colui che non accanſonte a quel che dafauj ,e da ciaſcuno è
riceuuto e approuato, che coſapiu verifimile , o pin probabilepo
)

tràproporre ? Mafeècomuneopinioneilfurore eſſere antore de


lapoeſia, & in ciòconuengono i Poctisteſsi, i quali tuttoquello che
vagliono,tuttoquello che dicono,da la Diuinità riconoſcono, i'ldi
lei aiuto fuor del coſtume degli altri ſcrittori nel principio inuo
cano , quaſiche l'opera loro fia diwina non humana ,e la moltitudi
ne e' dattinan diſcordano , farà ben ragioneuole, chenoiancora
ſenza contrasto al parere degli altri ſottoſcriuiamo; eprincipal
mente de duoifapientiſsimifilosofiPlatone & Ariftotele . percie
che Platone nel Fedro,e nel Tonemanifeftamentepone il furore ,
enon l'arte efferprincipio de la Poeſia , Arift. benche non cof
>

apertamente, pordicecoſe, da le quali ſiraccoglie la ſuafentenza


concordare con quella delfuo Maestro,a cui contradir ſuole,quan
do è daluidifcordante . Nellibrode la Retoricachiama la Poe
fia entheon , il che fignifica furore, o virtudiuina , ene la Poetics
>

honora Homero dinomedi Diuino, dubita feoperòper Arte,o per


Natura,afferma la Poefia conuenire al huomo furioſo.e nel primo
Probl.de la diuifione trenteſima , riferiſce Maraco Siracuſano al.
2

lormeglio hauerpoetato, quando era da furore ſoprapreſo.Taccio


di Plutarconel Erotico, oué trale altre ſpezie difuroreponequel
ta che viene da le Mufe,che eccita ,infiamma, instruiſce la par
te delanima atta a la poeſia ; di M.Tullio,il qualeſi ſcuſadelnon
fcriuere ipromeſsi verſi,perchegli manca l'entuſiaſmo, e nelora
tione perArchia vuole ilPoeta effer poetapernatura , eſſere eccia
tato da lå Virtù de la Mente edaſpirito diuinoinſpirato. Taccio
.

di molti moderni, l'autorità.de qualipotreiaddurre , & in parti


colare d'huomo da voi riputato difinezza di giudizio fornito,fe.co
me èageuole coſifuſſe neceſſarioaccreſcernumero di teftimoni,
ME
PO E TICO . ; S-5
Ma trattiamo con ragioni, it predire lecofe future non èproprio
delhumano intelletto, parlo di quelle chenon dependonoda neces
faria,e detérminata cagione, ma poffono eſſereenon eſſere da filo
>

25
fofinominate Contingenti. or fe iPoeti daſopranaturale piritoin
gombrati hanno predetto quello che mente humana con le ſuenu
de forzenon era habile aaprevedere,onde hannomeritato nome di
tri vati,e di Profeti, nonfaràpaleſe che da raggi di Diuinità non da
letenebredel Arte fran ftátiguidati? E laſciando da parteDam
De uid fenza contraſto Profeta e poeta Diuino, e lob , ele sibille ,
>

lequalide lo ſpirito di Profezia per ſpecialedono di Dio furonpar


treipi, & in verſi la ſpiegarono,con lo eſemplo di Homero,di Sene.
di 6a ,e di Dante,ne quali non haluogo talepriuilegio, tenteremopra
uarequanto habbiamo propoſto , Homero nel ventefimo librodeb
Hiade induce Nettunno coſi parlare
76 Del chiaro Enea al generoſoardire
. Et a figli de figli aſſegna il Cielo
14 L'Imperio foura la Troiana gente.
E quafiloifteffo cantò nelHinno à Venere :il checon grande ftu
pore fivide adempiuto ne la ſtirpeRomana,che da Enea traffel'a
rigine , Seneca poi lo fcoprimento delnuouomondo fucceduto a
tempi degli aui noſtri per l'accorgimento, e valore di Christofora
Colombo ne la Cuba,enela Spagnuola , & altre Iſole aqueſte vi
53 cine,e poco dipoidelnoſtro Americo Veſpucci nelagranPeninfola
che dalui fortèilnome,chiariſsimamenteprofetò in que' verſi
Dopo lungogirar de gli anni intorno
A la mondanalampa ,
Aprirà l'Ocean l'alcola ſtrada
Alerimote genti.
Ampia terra vedraſsi , engoui mondi
Farà Tifi, paleſi ,
E piu non fidirà l'vltima è Thule.
poteraſipredire con parole pin euidenti con circostanzepiupartia
colari ? E Dante non diuinamente vide le ſtelle del Antartico Pa
Lo quandodi numero, diſito , edi bellezza le deſcriſſe tali, quali
dipoi fi fon vedute , ladoue egli cantos
lomi
§6 DEL FVRORE
lo mi volſi aa man deſtra , e poſi mente
A l'altro polo , e vidi quattro ſtelle
Non viſte mai fuor che aa la prima gente .
Goder parcua il Ciel di lor fiammelle :
O Settentrionalvedouo ſito ,
Poiche priuato ſe' di mirar quelle.
Oltre à ciònonparlò chiariſsimamentedela nuoua Terra, on
de nacque il Turbine,che rigirando illegno d Vliſſe,lo fecerima.
nereſommerſo ? Aggiugniamo che ſe il Poema fuffe opera d Ar
te,ouunque non ſitrovaſſela cagione, non ſitrouerebbeanche l'ef
fetto, ma di TinnicoCalcidenſeſiriferiſce, che non hauendo per
kuanti dato opera a la poeſia , dettò il Peane da tutti cantato , da.
tutti cömendato; per ſegno di ciòchiamato Inuentione degli Dei,
fcrinerepoeſie amoroſe, ſenza ha
e moltitutto il giorno veggiamo
were da Ariſtotele o da altro autore apparato i precettidel Arte .
Appreffo è coſa manifeſta darſiale Arti particolari principi,edes
terminato ſoggetto, fuor del qualenon vannovagando. La Muſi
ca conſidera le voci,l'Astrologia i corpi Celeſti, la Medicina quel
cheproduce ſanità,ò infermità, l'ArchitetturagliEdifizi. Mai
poeti non hanno ne principi,nejiggettideterminati ditutte le co
ſeparlano,per tuttos'intromettono,oue il furore gli ſpinge,trouer
raiin Homero concettipertinentia la Medicina,alArte Caualle
refia,a la militare , al Aſtrologia , a la Geografia,a la Nauigato
ria,al Agricoltura,e quaſi ad ogniſpezie di cognitione : onde farai
costretto confeſſare non e;fereopera d'Arte, oue mancan le condi
Zioni delArte . ilmedeſimoriconoſcerai in Virgilio,in Horatio,
in Dante,nelPetrarca,nel Arioſo,nel Taffo. Finalmente l'Ar .
te è coſa nostra ,e come l'acquiſto è nostro,coſil'uſaggio di eſſa è ne
la noſtra mano. il Mufico quando cantar vuole,canta, il Saltatore
a fuatalento falta , l'Edificatore edifica, eſiriuelo Scrittore : ma
non coſi auuieneal Poeta: perche quantunque taloraſi affifi con
tutto lo sforzo de la mente,nullaperò conſegue;altra volta quando
meno vipenſa, come da eſterna cagione infuriato, ſpiega concctis
nobiliſsimi, quali con tutto ilſuo diſcorſo, epenſiero confella non
haurebbegiamaipotuto ne inueftigare, ne formare . Perquesti
ſegnali adunque,e da queſte ragioni agenolmente alcunoſiindurrà
jina acre
54
?? PO ETICO . sy
acredere lapoeſia non riconoſcere per fuamadre l'arte,ma cagioa
nepiu alta,epiueccelente, e finalmente diuina . Ma comearbia
tri finceri intendiamo le contrarie ragioni . Nellum Poeta è tana
togrande perfetto ,& eccellente , che in lui non trouan gli huo
mini intendenti, che deſiderare o riprendere . Homero isteffa
A cui furon le Muſe tanto amiche, che fuappellato Diuino , eda
4
popoli di Smirna quafivno Dio conſegui dedicationi di tempi,non
per tutto contenta il lettore, non Gioue da le colombe nútrito,non
2

13.
l'otro de ventigonfiato , non ildigiuno di v liſſedi diecigiornidoz
>

f po il ſuonaufragio,non il medeſimo addormētato,in profonda fona


no,eſopra tappetoda Feaci eſposto , fu.litid'Itaca ,nongli incréa
dibili cafi neloccifione de lafciuiamanti di Penelope, non le tante
querele da i lunghicordogli,dequali riempilliſſeawe,In Virgin
tionon è appronato Aſcanio dormiente da Venere trafportato in
Idalco, e non mai dejta, ne ricondotto, le Troiane Donne nonaca
ta carezate, ne riccuuteda Didone entro a le fuecafe,le Naui faba
bricate a la vista de nemici fotto Antandro , ilripoſo di Mercurio
>

ful Monte Atlantenel ſecondoviaggio a le muradi Cartagine ,


Eneaprima impaziente nelaperdita diCreuſa,poiintemperante
ingrato verſo l'honore de la fua benefattrice . Sofocle fembra
vfare fauella troppo efquifita non propria anegozianti ,enon haa
uere faputo ſchiuarel'irragioneuole in quella Tragedia,nela quale
è piucommědato. di Euripide è detto, che nonben tratta la fauola
éſenza neceſsità imita coſtume hor vitiofo,hor inconstante,dine
guale,hora fionueneuolc a laperſona,e ne le canzoni de Chori trop
ſe alcuno stima il poe
pe digrediſce dalſoggettoprincipale . Hor
ma opera de la Deità, quante imperfezzioni a l'isteſſa cagione faa
rà forzato attribuire : anzi ( il che anco è piu grane)imitando mol
te fiate il poeta non pur coſe falſe , ma impoſsibili , allor maſsima,
mente quandode la Deità raccontà inganni, furti,adulteri,inuia
die ,conteſe,ferite,farà costretto con fomma ſtoltezza; & empietà
fare autore,ecagione dimenzogne ,edi maluagità la istefa verità
e Bontà ; la quale benche poffa il tutto , errare e mentire non può
giamai.E chiſarà sipouero d'intelletto,che quando voleffe du Dia
dependerequellepoeſie,le quali le lodi diDio, edegli Heroi conta
gono,s’induca a credere che quando il Comico imita lafciuia& in
H Jidioſa
58 D E L F VR OR E
fidiofa meretrice,o fraudolente feruo,o quando illiricolaidamena
de epone iſuoiimpudichiamori,la Deità ſomminiſtriparoleze.com
cetti tali ? Inoltreſelapoeſia è fauola efpreffainverfi, & alcoma
ponimento diquesti, o diquella, non ſiricerca il furore ,cheaiuto
dunquea la poeſiaporgerà ?giàſappiamo e Socrate , eXenofonte,
Heliodoro, e altrihauerein proſa fauoloſamente ſcritto ſenza
furore,e fenzanome di Poeta , e molti veggiamo hoggi in ſimiglian
temodo fcriuere,e comedie, e nouelle, e fauoloſe historie. dy è noto
il verfo effer facitura d'ogni mediocre ingegno,ſenza inſpiratione
difurorealonno. Aggiugni che queſtaopinionediſtrugge l'arte ,e
fa vanele nostre faticheus.impercioche a chedar precetti , a che
impararefe il maestro è fuoradinoi ? diſtrugge ancora il merito
de la lode, la quale è douuta e le azzioni noftre dependenti dal
nostro libero volere ,non a' doni , che da altri riceviamo, effendo
>

di questi
s douuta aldonatore, non al donatario . oltre che non pas
trebbeſirendere ragione,perchepiu toſto a quelli che a questi fia
comunicatoquesto dono, ne perche fra tanto raro,noneffendo proi.
prio de la Diuinità l'effere ſcarſa defuoibeni , ma liberalmente
compartirlia quelli che per proprio difetto non fene rendono in ...
capaci. Vidite le ragionid'ambe lepartivenghiamo al giudizio ;
il qualeaccioche, sia retto , e giuſtificato, alcune conſiderazioni
conuienecheprocedino, e queſta fia prima . Tutte le coſe appe.
tiſcono il bene, ancor chemoltevoltenon lo conoſcano ; e la cagio
ne di queſto è , che dependendo tutte da Dio fonimoBene ,forza è
7

che mantengan la iſteffa proprietà. braman dunque comefuo fine


La loroperfezzione,equelloche operano,voglionoquanto
, , èpoſſen.
ſeco
te lalor virtù ndola maggi ore, o minor e vicin anza a quelpri.
mo bene conperfeZzione operare.quindi deriuano quelle opere,
>

che neglielementi, mapiu ne lepiante, e negli animali con tanta


ammirazione ſogliamo riguardare . E dapor mente ancora che
le anime razionali tutte venendo da un'isteſſo principio,fon fraſe .
in tutto ſimili,maper la diuerſità de la materia diuerſamente die
ſposta,ala ſiuniſcono;fon dette differenti, edifferentemena
quale
e
te operar l'vna dalaltrow . di qui auuiene che alcuni ſono inge:
ĝnofi, altri rózzi, e tardi d'inge gno , alcuni giudizioſi,altri man .
o
cando di giudizio ,hăno biſogn di estern aprudenza chegliguidi,
vaglion
55
TPO ETI O 0.1
maglion alcuni ne la memoria ,altri l'hanna labile , e caducni .
Veggiamomolti per natura iracondi arditi,altri manfari,e
pauroſ-chinadeditoa diletti, chi al acquisto de lericchezze,chia
auido degli honori ,chi de la ſcienzade le coſe marauiglioſe , e fin
malmenteſecondo il detto Virgiliano .

s llant
so ill ſuo proprio piacer ciaſcuno alletta .
* Queſtanaturale inclinationefiha immediatamente dal tempe
0
gamento del corpo,comedavicinacagione,macome daremotadi
pēde da la diſpoſizione deCieli,da luoghi,da cibi,da la copleſsione
degenitori. Quindidiffe Arift.ne libri Politicialcuni effer buoni
pernatura,altri maluagi,ſicheilcurarli è impoſsibile,cioè molto
difficile : e nelibri de la poetica da quelle varie diſpoſizionid'ani
mi, conſiderò trarre origine la diuerſità de le poeſieo ridicole ,o
graui. Perl'atto del intendere e deldiſcorrere, qualfiala diſpa
fizione migliore, etra i filoſofidifferenza dipareri,perche Eraclä.
30 ,il quale pare che Galeno poſcia feguitaffe ,antepoſelacholerica
>

compleſsione , operche gli piritiinqueſta fi generin piu fottili,e


piulucidi , operche piu aſsimiglino le ſtelle credute
dinatura di
fuoco.onde dicena ſplendor fecco anima ſapientiſsima: maAriſto
sele nel probl.primodela30 diuifione,oue ricerca,ondeè cheſiano
ftatimelancolici coloroche ne laFiloſofia, onela Eloquenza, one
La Poeſia ,o nele Ciwiliaqzionihanno ſoprauanzaro, dimoſtra il
temperamento melancolico perl'arfione de lacollera, eſſere attiſsi
mo a la perfezionedegli atti de la mente, come quello che ha in
fe molteparti calde,e ſottilifimile alvino,ilqualeper natura è fo
cofo,benche in luipredominil'acqua, efimilealacero , ilqualeri
foluti gliſpiritipiuardentiritienecalore,e ſecchezza temperata .
Per ciò èatto a raffreddarji,& a riſcaldarf ,of a generare fpiriti
non refolubili,ma denſi,e forti,che in fe riceuonofantaſmigagliar
di, chegagliardamente muouono e ſtabilmenteſ, iche l'anima non
vain diuerfi oggetti vagando,ma in vna iſtefa operazione con ſof
ferenzaficompiace di continuare » .l'huomo che alaltezza dela
Poeſia o del Eloquenza ,ode la Filoſofia dee falire,perpenfàre, in
ueftigare, diſcorrere, e giudicare ,ha biſogno diſpirititemperati,
che inclinino nel freddo, che tali per natura fon gli animali prue
.

denti comele Api, e le Formichepercontinuare inqueste operaz


H 2 tioni,
DEL FVRORE
tioniricerca copia difpiriti non deboli,ne
facili arifolaerſimafia
bili, e fermi,che muovonconvigoroſi,e potenti fantaſmi ,maper
bène efeguire fecondol'idea in fe conceputa,ha biſognodi calore ,
accioche con efficacia e prima,ſi come fadi meſtiero al forteguer
riero diferuenteira, oimpeto, quando ſi prepara a valorofa fatti,
non ſi potendo ſenzagran concitatione cofe grandi operare.E di
gnis manifeſta la melancoliada Arist,lodata non effer.queltapar
se piu impura degli humori, che è fredda,ſecca ,graue, grofa, da
oſcura, contrariaaloperationedel Intelletta , ma effere la melana
colia fatta per abruciamento del humoré collerico,la quale è caldo
mapurmencatda de la collera, è pura,ſottile,e lucida,per ciò ar
comodata alatto del intendere , molto piu de la flemma,la quale
di lentezza d'ingegno, edi caducità dimemoria fuoleeffer cagio
ne piu chela collera, che non ha fermezza, ne ſofferenzadiperfe
uerare nè gliftudi, pinche l'humor ſanguigno 2,ilquale diffraela
mentee l'inchinaagiochidagli amori, &a dilettideglioggetti
de fenfi, rie förſe diſcontiene ildire chene le fanguigne,ene lecol
derichecompleſsioni l'humarfreddo, e ſeccodal abondante fangue 1

o da la copiofacollerapoffa riſcaldarla, eprodurre quelli effettiche 1

a la collega adusta håbbiamo attribuiti ,laquale non intendiamo


shefta,interamenteabruciata,fiche ſiadiuentatadi maligna,e ve
Lenoſa qualita,machecon leggiercalorediquando in quando sina.
frammi abbrici . Maqueſte eſquifite speculazioniLaſcinfi ape
sitinelarteze veggiamo che coſa ſia Eftali, Rapimento; Furore
& Smanias . E per intender tutto ; noipreſupponiamo, che facom
inelamano, peroperare fortemente tende i nerui,e fa una certa
>

forza &adunanza di piriti, e l'occhio


ſimilmente quandofeaffir.
fa,fa una cotaleintenfioneper coſadire, coſaquellepartiinternes
che conoſcono qualunque volta vogliono attentamenteoperare”,
fi corroborano in ſe ſteſe, e fi fortificano,molti fpiriti a ſe richiar
mando. Eperche l'animaha una ſempliceeſſenza,benche contan
ti nomi vengaappellata , egli auuiene , cheaffilata & intentaad
vnaoperationedi ogni altro oggetto la fcorda,ne pure laricordadi
festella, nèquello che facciamo Laondeèdettaallorapatire effet
Ji, cioè starfuoridiſérapimentoquaſiche l'oggetto larapiſias
furore,e( mania,perche ardentemente e furioſamente opera fente
56

3.POETICO .
diſcorſo di accidente tale ognigagliardo affetto puòeſſer cagione ;
il timore quando inaſpettatamente ſopraggiugne graue pericolo e
verace ,o imaginaro, il dolore,l'ira,l'amore . onde fogliono dife
.

gli amăti dire, chefon da fe diuifi, di feobliati, e mille cöcetti tali,


Ma nelirato evidentiſsimamente queſto rapimentofi ſcorge :per:
cheſe nelfurore delira e dalauuerfari
ferito,non
o ſenteallordua
toda la ferita, che pocodopo crudelmente lo tormenta,nonper raf
freddamento dipiaga,come credonalcuni ( perche non farà alcu
no,ilquale efſendogli dal Chirurgo, odalGiuſtiziere troncato ako
cun mēbro, non patiſoa doglia allora pure quando patiſceiltaglio )
maper l'affiſamento delanimaadaltrooggetto il che è di tanto
valore, che ſealeuno gagliardamente imaginerà Angeli, cioègia.
nani belliſsimi veſtiti dilucee, difplendoreze.dimorerà fiffo in que
fopenſiero, intanto inforzerà quell'imagine negliſpiriti ,chela
condurrà finoalocchio, e farà tanto quanto femiracolofamentegli
wedeffe . perchedifferenza non fa ,che l'imagine partendodagli
oggetti eſteriori alocchio peruengs , o che partendo daldi denire
>

pure al occhioarriui. Pervltimo non è datralaſciare, queſta vo


ce Diuino non fempreprèderbi a fignificare Dio ,o cofa di Dio, ma
valere molte fiateloifteffo che buono.percioche dipendendo ciaſcu
nacofa da Dio , ciaſcunaha qualcheparte di bontà, e con ragione
vien detta diuina, e quellamaſsimamenteche di bontà auan'ha
" La onde tutte le formenaturali fon dette beni diuini, ma laanima
ragionevole oltre al altrequeſto nome ha meritato : coſiin para
gone degli altri huomini Diuiro iLacedemoni nominauan colui,
che di rara virtis era dotato ; & Homero con l'ifteffo nomeè ago
granditocomepiùperfetto, e più eccellente de glialtripoeti. Sele
cofe fan quà addotte ſonoverecomepare, potremo bor ficuramen .
teaffermare,decidendoildubbiopropoſto,che fe per furoreinter .
diamoquelaffilamento delanima delidea , overofe denotiamo
quelincitamento , é mouimentointerno , natonon da propriodi
fcorſo, e giudizio ma da naturaleproprietà delinftrumento alqua
le è vnita,harà luogo il furorenel poeta, e farà non fenza ragione
detto Diuino,poicheprocede dala Natura, che è figliuola di Dio,
e da Naturaeccellente dica dalanimahumana a foggetto dital
temperamento congiuntaw .maſeper.diuinfurore intendefsimo
para
62 D.EL FVRORE
particolareinſpirazione dela Diuinità , la quale immediaramena
te quafi di ſua mano pingeffe & infuriaffél'animo a laPoeſiowy
queſto crediamo eſſer finzionevaniſsima contraria a laragiones,
indegna d'animofiloſoficodelvero amatore .Neftimi alcuno che
ioper inuidia tcnti ſcemare le lodi de Poeti, perche quátünque no
poeta , pur ſonoapoeti amico, egiudico che abondando eſsi di ledi
>

vere , non habbiano biſogno de le falſe;. credo in oltre che ne dela


>

poeſia,ne dialtra virtù fi fcemi la lodeď il pregio,perche nonda


Dio immediatamente deri- i, ma vi habbia parte l'induſtria del
huomo, anzi chefiaccrefoa, di Poeti di maggior honorevengan
degni, qualunque voltaappariſia , che non come infenfatepietre
habbian in ſe proprietà e virtù tale , ma come intelletti liberi con
le proprie forke ne habbian fattogloriofo acquisto. In queſta opie
nionëci inducon leragioni di ſopra addotte ,e quelle che horaad .
durremo. in primaquando dialcuno effetto poſsiamo rendereca.
gioni proprie, evicine , è vana ricorrerea lelontane & occultes
ma de laPoeſia , edi tuttigli accidenti di lei dar ſi può verejefuf
fizienti ragioni, ne cofa in contrario allegata ci sforza ; indarno
dūque aquello che èmen noto ſiricorreperdimoſtrareilpiu noto,
Appreffo fe a la Poeſia fi concede furorediuino, perchenon ade aba
trearti ? perchenon alaRetorica,feper testimonianza diArist.
eper la eſperienza è manifesto moltiper una certa naturalepron
te za ſapere & accufare , e difendere, eperfuadere, ediſuadere
ſenzahauere giamai appreſa l'arte delben dire , e cofi èproprio
del oratore ilmuouereaffetti, e l'infuriare comefia delPoeta ?
perche non al Arte Hiſtrionica , ſe l'hiſtrionee colvolto ,econla
voce , e.cogeftiinvariaffetti dee fuoride la propria diſpoſizione
>

trasformarſi?perche nona la Pitturapoeſia muta chediletta la vi


sta ?perche non a la Muſica diforza eguale, o maggiorenelinfu :
riare ? perchenon al Arte militare .efinalmentea tutte quelle de
a le quali è vopo di un certo impeto ,e feruore ma a che ſopra
questo tanto dimorare ?meglio ſarà riſpondere agli argomentido
principio oppofti ;perche laconfutazione di efsifarà:confermatig,
he'de lanostra verità. Era preſo il primodala testimonianza de
Poeti, delpopolo, edeSauý,mailteftimonio depoeti, e del popolo
è inualidosperchequelli hanno cojidetto per precacciare fede
lor
al
sy
POETICO : 63
lor parlare fauoloſo ,opergenerare ammiratione negli vditori, e
questi ammirando ilpoemacome coſa auanzante il lor Intelletto, , >

necomprendendo come mente humana finger poffa imitazione ſi


bella,o eſprimerla con sifoanearmonia di verſo , fentendone di
letto, e non ſcorgendo la cagione , ageuolmente a credere ſi diedes,
rò,che fuffe opra fourhumana,econſeguentemente Diuina . L'au
torità de Sauinoidiciamo eſſer per noi : perche Platone nel lone
Scherniſce la vanità e l'arroganza di colui, il quale ſi gloriauadi
2

offereottimointerprete de Verſidi Homero , comedipoeta diuinif


fimo,eperhauerein aio trapaſſato tuttigli altri, chiamauafimeri
Bėrole di coronadi oro : eda le parole diSocrate ben ſi conoſce que
fto furore nelpoeta , e nel Interprete hauer luogo , inquanto fiſa
mente imaginano eſſer preſentia le azzioni raccontate . percio
che dicea gli v ditoriancora comunicarſi, come la virtù de la ca
lamita da moltiferri, & in eſsi ancora destarſi compaſsione,e tia
more . ma chiara coſa èilcommouimento degli affettiper la cona,
uenenole rappreſentatione , o narrazione di quello che vale adina
durgli, effer coſa naturale , e perdue naturali cagioni auuenire .
V naè de la Simpatia ,percheficome veggendo altri riderc, talora
cimuouiamo a rifo ancornoi,e delagrume cheda altri guſtato alle
ga iſuoidenti,& i noftri allega sẽzaguſtarlo;cofi dai altrui dolore.
Canima concepiſie dolore , ek altruipianto trahe.pianto dagli oc
chi nostri, l'altra è ,cheglioggetti lieti o doloroſiper mezzo de la
wifta o del vdito arrivando alanima,in talmaniera l'alterano , e
commuouono, cheſoprapreſae quaſiincantata daldilettodelimi,
tatione, e dagli altri diletti, chefecoporta la poeſia , noncurando
difcorrere intorno a laverita dele coſe , in ſe ſente quelli affetti,
che ſentir ſuoleper le coſe vere . Oltre a cio chi non vede quanto
fentenza talediſcorderebbe da decreti diPlatone iſteſſo, il quale,
abborriſce la maggiorparte de le finzionide Poeti , come impoſsi
bili e diſdiceuoli, e dannoſe , e da laſua città da bando non ſoloa
2

Comici, & a Tragici, ma a la maggiorparte degli Epici, queifoli


riccuendo, che con degnità e con decorocantan le lodi degliDeine
degli Heroi ? Però ſe fuor diſcherzo parlòmai di questo furore,
come di coſa diuina, che altropotremo dire ſenõ che iuiſecondo la
riceuuta opinione delvolgo, no di proprio fientiméto nefauellaſe ?
NC
64 DEL “ F VRORE
Ne Ariſtotele da Platone diſcorda,ne alcuno ſopranaturalecagio.
ne ne lapoeſia riconobbe,e ſele attribuiſce lo infuriare,e fedicelei
effer del huomo atto ad infuriare,e Maraco
furiofomeglio poetare,
e fe chiama Homero Diuino,e dubita fe da Arte,o daNaturagai.
dato,operò,non per queſto vuole,chetali effetti fian proprij di Dio,
ma del Anima humana, la quale talora non ſecondo ilgiudizio de
la ragione,maſenzadiſcorſo operi per natura appetendo,e cercan
do ilmigliore, e'lpiuperfetto , neper Entuſiaſmo altro intefe À.
Tullio, che quelnaturale incitamento, e mouimento interno, eper
Archia Poeta aringando,e celebrando la poeſia ſecondoquella fam
ma volgare in prode la fira caufa l'attribui a la Natura ,& afpia
rito quafidiuino ; e nel medeſimo modo interpreteremo ildettodi
Plutarco. Ma che i Poeti cofe future habbianpredette, ilche era
il ſecondo argomento, queſto non valea moſtrare inloro diuinità,
perchequando del futuro hannoparlato, peruna verità ſianno..
wererebbono dieci falſità . I verſi di Homero de la fuccefsionedi
Enea , o da Romanifurono intramefsi,il che non crediamo, o fino
néletà diHomero eran verificati,poicheegli fcriffecento anni do
po la Guerra Troiana , quando gia la ftirpe diEnea regnanain
Italia . E Seneca delnuono mondo per quellachenel Timeo ha
üeua ſcritto Platone , e ne libri degli ammirabiliraccontamenti
Ariſtotele,emoltialtri autori,era ben ragioneuolé, che imaginaffa
douterſene hauere con ſpazio di tempo e vista ,e notizia . ÈDans
te nulla indouinò, madiquelle Stelleinteſe,‫ و‬che nelimagine del
Centauro fon collocate,diftanti almenoper 28gradi dalaltro Pom
bogia dagli Aſtrologi notate , enel creder quella parte delmondo
ſenza gente,ilfattoisteffo lo conuince dierrore . Hor a glialtri
ärgomenti coſi fatisfacciamo quando ficonceda che Tinnico Calo
cideſe autore del Peane ( ſe però fuopera delſuo proprio ingegno,
fenza altrui aiuto) non haneffe prima imparato,nealtro per auan
tifiritto , il che non ſiproua, ne aprouarfi è ageuole, queſto a caſa,
fuccederpotetteper un certo naturale instinto , fecondoil quale ſi
dice la Fortuna aiutaregliaudacie de la Dona iſubiticonhglier,
fer miglioridepēſati imotti eſſereſpeziale prõte zaeroſtano
mouimento d'animo, e nö ad ogni ingegno quantunque buono cons
senire. Ne ègran coja che un felice Intelletto felicementeeſpre
ma
PO ETICO . 83
ina talora alcun breue concetto . ma ſe costoro in poemiper gran
de7zariguardeuoliponeſſero mano toſto ſiaccorgerebbono,che co
Sa ſia lo eſporſi ad ampio , e cupo felago ſenz'arte di nauigare .
Mainuero benchemanchin del Arte,pure in qualchemodo nepar
tecipano,ne è impoſsibile, cheſieſerciti opera d'arte,prima cheſia
appreſa l'arte; come nelnono de libri Metafiſicifuda Ariſtotele
anuertito. Il ritrouarſinelepoeſie concetti dadiuerſe arti, e va
rie fcienzetratti,non conclude cognitione diuinamente nelanima
infufae. poſcia che queſta vniuerſale notizia ſiappara da la Men
te humana,equelche ne poeticonfiderano, è lecito a noi in altri ar
tefici dimostrarlo . Al Architetto è neceſſaria la Perſpettiua, la
.

Geometria,le Mecaniche la Naturale,l Aſtrologias . E qual con


.

.corſodi cognitioni fi richiedea la perfettione del Guerriero, del


Medico, del Oratore, delMufico ,del Agricoltore,del Pittores
Ne conſentiamo che il Poeta non habbia determinati principi, ne
determinato ſoggetto,perche iprincipi i ſuoi ſonoifiniche ſipropo
pe,& ilfoggettoſonoi concetti, e leparole,con le quali egli fabbri.
ca il Poema . A coloroche dicono ilpoetarenon eſſere in arbitrio
nostro,eper cio la cagione starfuori di noi, il fimigliantedimoſtre
remo in altre azzioniauuenire . Impercioche chi non ha conoſciu
to in ſeſtesſohora pronte ca ,efacilità a cantare,a leggere, a ragio
nare,a ridere,altra volta difficultà , etedio ? quante fiateadiuie
ne , chepenſofidanoi medeſimi, nelricordarci di qualche detto, o
>

fatto ,ilriſocontenere non poſsiamo,& in altro tempo prouocatine


pure nefaremoindizio ? E quantunque neſſun doloroſo penſiero
conoſciamo aggrauarci l'animo, quantopiu ci sforziamo allegrar
ci, tantomeno ilconſeguiamo ? Neſempregli artefici con la elet
tione deloperare;l'opra congiungono. prenderà ilpittore il pennel
loper formare conicolori la figurane la fantaſiacöceputa,e lo fcar
pello lo faultoreseſpeſſo ſenzahauerli vſati,oindarno, e non fecon
do l'intentione deporrà ciaſcuno di eſsi il proprio Instrumento .
Tale contra'lfuo volereſente mouimentod'ira di libidine , d'ar
dire,che nelbiſogno no'lfente.diremodi cio effer cagione la Di
uinità ,e non piu toſto l'interna diſpoſitione ;; la qualemolte volte
ci è afcofa ? Hauendo noifin qui veduto ,che non èargomento al.
cuno che ne sforzi aporre ilfurore diuino come cagione de la Poe
I fia ,
DEL FVRORE
fia,mabenmolti,che ne inducon a.negarlo, potrebbe hanere fua fi
ne il ragionamento . Ma percheper furore dicemmo potere alcu .
no intendere o la naturale inclinatione , olafiſſa imaginatione ,
che infiamma l'anima del poeta , non farà inutile cheſpeculiamo
intorno aqueste ſefono neceſſarie al poeta,ſe vaglionopiu del Ar
te, e quel chein lui adoprino. Ondeverrà reſoluta quella famoſa
diſputa ſe può piu l'Arte,o la Natura nel formare ilPoeta, & in .
fieme determineremoſe ſenzainclinatione da Natura hauuta può
alcunofarſiperfetto , e ſe il furore gioua a la perfettione , e final.
mente per quali vieſi poſſa adeſſaperuenire . Rammemorit.
moci inprima che naturale attitudine à la Poeſia è interno moui.
mento ad imitare con verſo accomodato a la marauiglia, e chefile
rore è fiſſa egagliarda imaginatione neloggetto, che ſideue imi.
tare . Anuertifcaſiin oltre, che quando ſi faparagone di due co
fe tra loro , qualſia di piu valore, perche ciaſiuna dieſſe ricerca
molte diſpoſitioni, ſenza le quali non opererebbe, queste tuttefi
deon in egualgrado diſtribuire . La onde quando fidomanda,
se piu nel poetare vaglia la Naturao l' Arte ; preſupponganfi due
animi egualmente fornitide neceffari doni,cioe diingegnonelin
ueftigare,digiudizio in diſcorrere,e'ngiudicare,di docilità in apa
prendere , e dimemoriain ritenere . Hor aldubbio riſponden
do diciamo, che megliopoeterà , chi ſenza inclinatione hanuta da
Natura faràguernito deprecetti del Arte, e di cio che l'Arteprea
ſuppone,che colui, ilqualeper Natura inclinato ne arte, ne studio
alcuno harà aggiunto. Questo effer coſi lo conuince l'eſemploin
tutte le altrefacultà . non chifaràper Natura al dipingere incli.
nato a ſcolpire, a cantare,, a medicare ,ſaprà ſenza hauereimpa
rato,queſteazioni eſercitare, ſe non a caſo talora,e con imperfez
Zione & inpiccolaparte, machi harà appreſa:l'arte di ciaſcunas,
ne colui bene contemplerà, cheſarà inchinato a la Filoſofia, ma chi
poſſederà la ſcienzade'le coſ . Main vero pin forrilmente con
fiderandoforſe diremo, chi ha la naturale prontezza , fe operaſe
condo effa, hauer ſemprequalche precetto d'Arte ,o da ſe,o da altri
imparato,e ſe non altro,l'imitatione valere a luiperarte, “ effer.
li ne le opere piccoleſuffiziente guida ; e da altraparte ilpoffedi
tore del Artegià hauere acquistata l'inclinatione che da Natura
non
53
POETICO.
non hebbe . perche ſenelſenſitino appetito inchineuole alintem
peranza per le attionitemperate habito contrario a grado agrado
s'introduce (ilperchevrana dire un'antichiſsimofiloſofo,eleggiti
pure la miglior formadi vita , che diletteuole renderahati la con
fuetudine ) in animo ben formato da Natura quanto piu ageuol
mente s'introdurrà l'inclinatione a quello che con dilettofi opera,
fenza neceſsità dicacciarnel'oppoſta ? Molte volte a creder ci dia
mo non effer aduntale studio diposti,perchedi luiportiamo vile
opinione,o perche nòſperiand efferhabili adeffo ; ma mutando opi
nione & acquiſtando ſperanza, ci ſembra hanere l'inclinatione's.
E ſealcuno cötendeſſe,chedipendendoqueſta dalnaturale tempe
ramento,nõ è inpoter noftro il procacciarla,riſpõderò,chi ha l'ani
mo ben formato ne la manieragia detta , effer atto a la Poeſia do
ad ognialtro ſtudio;e quando pure particolare temperamentofiri
Cerchi, queſto eperl’età, e peri cibi, e per gliaffetti delanimo, e
per altre cagioni ſipuò con la variazione del primieroacquistare;
e l'acquiſtata inclinationepur naturale ſichiamerà , fi comenatu
rale èdetta la ſanità benche talora nondal principio de la naſcita
poſſeduta,ma colmezzo degli eſercizi Gimnaſtici, ocon la norma.
del vitto procurata,opureper la variata età cò on l'aiutode medi
caměti coſeguita.maſeper natura intědeffe alcuno un feliciſsimo
ingegno, eper arte ingegno sfauorito da la Natura , foldal Arte
>

aiutato, conuěghiamonoi ancora in credere,chepiu vale la Natu


ra che l'Arte,non ne la Poeſia ſola,mane la Filoſofia,ne la Retori
.ca, & in tutte le dottrine . Ma che il furore e l'ardēte impeto del
animo conferiſca,a la Poeſia Aristotele manifestamente lo pone ,
quando dice . Dee quanto èpoſsibile cõ leforme delanimo coope
rădopoetare. perchefonper natura attiſsimi a farfede coloro,che
fono negli affetti. ferò l'ondeggiante faondeggiare, c l'irato vera
mēte muoueira .Eper ciò la poctica è del ben formato da natura,
o del furiofo.perche questiſono atti a trasformarſi, quelliadinue
ſtigare i Nelequaliparole ci fa conoſcere,che ficome ilvero af
fetto fatrouarede esprimere concerti atti a commouereper la vir
tù de la ſimpathia gli animi altrui , cofi la fiſſaimaginazione con
ftituirà il poeta inaffetto, e faràche operi non fingendo,e confred .
deza,maquafidi cuores.e chi non sà effergran diuario dalope.
I 2 rare
63 DE L ' F VRORE
rare can cilra ricercata ( per vjare il detto di quel feruo Tereno
Kiano) ad operare con proprio affetto ? Quindi Polofamoſo Hi
strioneper megliorappreſentare ildolore,e'lpianto di Elettralas
pra le oſſa di Oreſte, portò ſulpalcol'urna ,in cui erän le ceneri del
morto figliuolo,e di verace pianto riempiil Teatro . Non harebbe
Ouidio in si lamentcuoli voci
firitto que libridi cordogli pieni,fe'l
fuo miſero eſilio fra barbaregenti non l'haueſſe colmato di concete
ți tali, ne harebbe Archiloco aunentatidardisì pungentidimale
dicenza contro Licambe, che lo costrinfero a troncarſi co'llaccio
la vira, ſela propria rabbiaper la ingiuria riceuuta per hauerline
gata la figliuolapromeſſa non l'haueſſe armato : M.Tullio.contra
Catilina,maſsimamente preſente,e contro M. Antonio fuo acerbo
nemico, e Demostene per Cteſifontecontra Eſchine per la forza
delproprio affetto, con maggiorforza di tuoni, e di fulmini ſi fan
*no fentire . Veggiamo alcuni dettare poeſieamoroſe con qualche
merito di lode, la quale di altro ſoggetto ſiriuendo, nonconſeguia
rebberononper altro,ſe non perche hanno in fe affetti di amore ,
o di coſa ſimile adamore.però chiunque brama operare coſa de
gna di quella maraniglia,che dalpoeta ſiaſpetta,trasformiſine gli
affetti,che eſprimere intende,ofian le furie di Orefte ,o la dipera
tione di Elettra, oſ Ira di Achille ,o l'alterezza di Agamennone,
e riempia l'animo diconcetti tali, e sfogati quelliastengafi da ope
rare,fino a chenon hafatta nuoua raccolta,e da nuouo furore non
ſente agitato , e ſtimolato l'animo ſuo . Ben fidee auuertire, che
quantunque il furorea la poeſia conferiſia,nondimenoperchepre
uiene il giudizio ,fe dipoi non è da lui corretto, la fuaoperatione è
pericoloſa,ſimile a ta nauigatione del legno, che a ſecondaprecipi
‫ز‬
tofamenteſene vàper rapido fiume;ondeſeda laprouidenza del
nocchiero non ègovernato, corre riſchio di vrtarein qualchemale
so , e fracaſſarſi, e fommergerſi. Somministra lagrandezza del
-affetto , concetti conueneuoliſsimi, pure ne fortentranonelimage
natiua:qualunque ne ſia la cagione,molti ſconueneuolije baſsi,maf.
-fimamente ne gliingegni meno efercitati, fi comeveggiamainfo
gnofonuenirne alcuni, che auanzano quellide lavigilia , naper
-lopin ridicoli,eſciocchi. chi dunque da fororecommoffo, hapoeta.
-10ritorni dipoia conſiderare,riguardando l'opera fuanõ comepro
prio
60
POETICO . 69
prio parto,macome altruifattura,e diaa conſiderare a gliamici, e
quelloche èben dettoconferui, omegliori quello che è altrimen
ti, rimuona dal ſuo poema, erim :tona firbito, accioche non ſia
lungamente teftimonio de la fuaimperizia, e constantemente cre
da quelle opere, ne le quali deonconcorrerela Natura, e l'Arte ,
"meglio con l'aiuto d'ambedue,che de la ſola Natura eſeguirſi;per
cioche quando ſicõceda,prima che fuffeformata l'arte eſſere ſtato
il poemanelmondo,non ſegue però;chele offeruazioni,e le conſi
derazioni intornoad effo, comead opera dinatura, non diano maa
rauiglioſo aiuto; ficome naturale effetto è ilcantopin antico di tem
spo delaMuſica, epur da-leiriceue accreſcimento diperfezzione,
e la virti è nata al h :10 , nondimeno col eſercizio, e con le dot .
trine ſi rende perfeties .. perche come dal filoſofone libri Poli
.

tici fuimoannerlili, ogni arte di ogni Inſtitutione vuole adem


pire quello, che a la Natura manca . Quindi appare falſo quel
che vulgarmente ſentiamo dirſi, il poetanafccre,e l'arteprodurre
l'oratore, ſe come fitonan le parole, ſemplicemente fia inteſo .
Dunque ſenza naturale attezza acquisterà alcuno Eloquenza ,
che come è rara e difficile, coli tra nobiliſsimi beni humani è de.
gna di eſſere annuaeratu ? E fe tantiingegni ſifonolungamen
te affaticati per ſtabilire, precetti di pollire, chi preſumerà da
Se folo poter far titto in brone tempo per naturale fierore fena
La retto diſcorſo proprio ; e fenza anertimento altrui, maſsi.
mamente ſe fabbricare inten depoema che habbia grandezza ,
e perfezione ? Sequeſto è da ſperarſi , in vano dunque ripuli
wa Virgilio i fusi verfi,come l'orſi i ftoiparti,eper natura men di
Ouidio,diſpoſto al poetare,per ſtudia maggiore,maggiorpoetanon
diuenne.falſamente Oratio ſe medeſimo ad affaticante Ape aſsimi
gliòſenza ragione Danteda le lunghe vigilie,e da continuipenfic
ririconobbe l'eccellenza del ſuo poemafacro , e forzafrutto il pe
>

traria perdeſiodi gloriofa famanon ſentiua, quando agghiaccia


2

Ha, e quando ardena,e non crederremo vero quello,che di fe riferi


ſce il cafè , cheper amor dele Mufefi dejtalje al primoſuono di
Squillage cheſolitario,e penfoſoferitele,e lo ſcritto ſoučte mutaffe
de adornaf . Concludafi dingurulfurore in queſto modo inteſo
no effere inutile, jicome l'hannogiudicato alcani,anzi di contra.
dire,
70 DEL FVRORE
dire , che diver dire bramoſis ne tanto valere,che meriti effereal
arte antepofto,ficome altrinel altro eſtremo cadendo,hannoimagi
nato. QuindiAriſtotele diſe la Poeſia non efferefolamente delfis
rioſo,cheèatto à trasformarſiin varij affetti,madelingegnoſo,che
fortilmente ricerca . Resta che veggiamo con quali vie, e con qua'
mezzi al eccellenza de la Poeſia l'huomopoffa peruenire.ſe ricono
ſceremoin noi quelle naturalivirtù delanima Ingegno, Giudicio,
( Docilità,e Memoria,ſperar potremola perfezzione ne la poeſia,&
in ogni altra forte di dottrina,a la quale rinolgeremo le forze de la
Mente,eſe bramiamo alcun ſegno,ſe in noiſi ritrouiparticolareat
titudine,o nò, (ma queſta eſperiệza neletàpuerile douerrebbefare
fi, quandonon habbiamo entro à noi formata opinione, la quale ci
guidi)ſe cicompiacciamo d'imitare ſe con diletto leggiamo i poemi,
cõ ageuolezzagli mădiamo ala memoria,ſehabbiamo in ammi.
fe că
ratione & Homero, e Virgilio, e Dante, e gli altrigran Poeti.cono
fcendo in noi queſti indizi,tanto miglior confidenza di noi prende
remo. Ma non ciannighitteremoper queſto, credendo ognifatica
fouerchia,anzi cõ ardire maggioreci accingeremo al alta impreſa:
eprimieramente procureremo poſſedere laperfetta cognitionede
le lingue,edi queſta maſsimamente,ſein queſta eleggiamo difcri.
tere , rifoluendo fin negliultimiprincipi, che ſonogliElementi
de la voce ; dipoi la Retorica , e la Dialettica per ſapere gli orna
měti de la fauella;i luoghi delperfuadere e delmuoveregliaffetti;
Indi l'Arte Poetica,e lapratica ne Poemifiritticon perfetta nolia
Zia de le bellezze,e de le perfezzioni,e degli errori,e de le imper
fezzioni loro. Aggingneremo la Dottrinamorale,a Pol:tica,per

che trattando il poeta per lopin di afferri, di costumi, e di azzioni
humane, in queſta facultà è neceſſario, fia eſquiſitamente intenden
te ; accompagniji la cognitionede le Historie ,la quale oltre molti
commodi,darà inuentioneper l'imitationes Vinga la ſcienza na
turale,quella maſsimamente che trattadel Cielo, degli Elementi,
de le Piante,de Metalli, degli Animali,ede lepaſsionide gli Ele
menti , dette Miſti Meteorologici: de le qualicoſe tuttee pello il
il poeta forzato aragionaru i Apprenda la Teologiadi perche è
Regina di tutte le ſcienze , fi perche spelfo da coſe sopranaturali
deetrarre la marauiglia, nesprezzi lAstrologia,ela Geografiaus
come
POETICO . : ! 7!
come neceſſarieper la deſcrittionede Tempi, ede luoghi', d'ogni
azzione ed'ognimou mentocompagni. V tile ancorfarà di alcu ,
ne arti hauere alcune generalinotizie , come de la Militare, de la
Nauigatoria , del Agricoltura, del Architettura ,de la Pittura ,
de la Muſica,e di altrefimiglianti , sì perche molti concetti da ef
?

ſe preſis'inſeriſconnel poena,siperche indiſitraggon molte come


parazioni, e metafore per adornamento di eſſo . Ne quiſi arresti
l'humana induſtria , ma nusue diligenze, e nnoniartifizi adopri.
Quando l'animo a poetar ſi diſpone,coimiſidi concetti nobili, ala
rije murauiglioſi, &infiammifidi quel furore,di cui di ſoprapare
lammo. Alche conferirà lo inſegnamento datone da Ariſtotele ,lo.
imaginarſi quantoèpiupoſsibile,lo hanere le coſe preſenti, e ritra
uarſi nel affettoda eſprimerſ.La onde ſe di concettid'ira,o di dolo.
reo dicöpaſsione, o di allegrezna vuoi abondare, empilanimo di
queſti affetti,eperempierlo ricordati d'oggetti, che ti habbian mo
soofian foliti muouerti, e ſe non proiin te, in altri imaginarli da
te conoſciuti,prendendol'altra strada pur da Ariſtotele dimoſtra
ta di ricercare,c di rintracciare,adoperandofenon la forza delaf
fetto, l'acutezza del Intelletto. giouerà ancora vedere , penſare ,
eleggereſoggetti conformi;che ſeafiriuere imprendiazioni tra
giche,sdegni furori,guerre,emorti,non debbi ingombrar l'animo
di ridicoli comici, ma di concetti ſimilia quelli,che eſprimere in
tenti. Se tiprepari a lodare bellezza di volto humano, o vaghek
za di FontediGiardino,o
, di Palagio, appreſenta a la tua fantaſia
bellezze fimiligia vedute, albene defiriuere ſpauentofa tempefta
di Mare , o ſanguinoſa , e fiera battaglia marittima, o terrestres,
giouerebbe l'eſſerefiatopreſente , & haueremiglior proua,che.di
vdito. ma da coſe ſimilipotraiformare imaginatione,e ritratto ef
ficace . Conferirà l’età conueniente ;perche a la grandezza de
a la robustezza delpoema Heroico non ſaràproporzionitàla tene
rezzadel età giouenile , come ne forſe la freddezza de lafenile :
quindi maggior altezza trouerrai nelIliade, che nel Odiſſeapar.
to del eta ixchinante a la vecchie za.conferirà la qualità de cibi,
e particolarmente del vino,di cui è propriol'eccitare gliſpiriti ,e
muouereil canto,come diſſe Homero,ladiſpoſizionedelanimo lie
30,0mesto,la conuerfazione, i coſtumi,l'habitatione : perche ſevor
raj
72 DEL FVRORE
rai trattare amori, feste, giuochi, e riſi , non faraiben preparato,
ſe da fame,odapouertà,o da dolori d'infermità,o di mortedetuoi
piu cariſaraiafflitto, o ſeabbreuidato dimorerai in oſcuro,e tene
broſo carcere, ma ſi ſe l'animofia ſcaricoda ogni molestia,vago di
letizia , rallegra di fouauiſsime armonie , di dilettcuole vista di
giardini , di fontane, di aer chiaro, de aperto , che i'inuitino,
e quafi sforzino ad allegria , e giubilo.. Alcuni precetti nediede
Dioniſio Longinogran Maeſtrodel altezza deldireper acquiſtaa
re piritodigrandezza, eper innalzare l'animo a nobili concerti.
V no è che venendo in ammiratione di quegli hacmini famoſi ,che
altamentepoetarono,diciamo a noi steſsi, come direbbe queſio Ho
mero,come Pindaro, come Sofocle ? perchequaſitrasformandoci
in eſsi de lopirito loro ci venghiamoadinformare . l'altro è , che
imaginandoci queſti Heroi preſenti, incitiamo noi steſsi à farsì,
che a loropoſsiamopiacere . Come efpofia queſta coſa ſatisfareb
be ad Homero ſe lvdiſſe ? o vero purea noiparlando,in che modo
la dirò,fiche con applauſola ricena, e queſta età , e l’età future ?
A queſti un'altrofimileſia à noi leciło aggiugnere . Hauendo
gran forza lapreſenha degli amici, per ritrarne dalopere brutte,
e pronarnea le belle,e lodeuoli,onde
fu detto l'eſercito de gliamă
ti douer eſſere ineſpugnabile, acuto ſiimolo farà a l’animo nostro
l'ammonirlo,e dirli,come approuerà queſto quella virtuoſa ſihiera
di amici, ilTenero,il Trasformato,l'Ardito,1l Torbido,l’Apro?
Se adeſsi farà dato vfiziodi cenfurare, o digiudicare, che diran
no ? loderanno , e fprezzeranno ? Tuttiquesti aiuti groueranno
grandementepiu di quello che altri forſeſicrede. maſopra tutto è
di meſtiero non ſiopprimere conla viltà,e conla pufillanimità,ma
veſtirſidigrande opinione,e di fermaſperanza diperuenireal ec
cellenza : perche que' beni , i quali non ſi ſperano, non ſifogliono
molto apprezzare , e molto meno conſeguire , e con queſta fidanza,
prontameteſideon eleggere i mezzi;equietatii tumulti de lapar
te irragioneuole grande impedimentoa la perfezione, con veloce
e continontato paſo, ſenzabadare, e ſenza volgerſialtroue,andar
fimpre auanzando verſo iltermine , tutto il tempo che ne ananza
a le operationide la virtù & a le añzioni neceſſarie per manteni,
miento de la vita , ne gli ſtudioccupando il fine diqueſta nobiliſsi.
ma
3

PO ETICO . 73
ma impreſa,il qualefaràgiovare a fe,agli amici,a lapatria, a co
loro che vivono,a quei chefuccederanno a la vita , non viuerein
darno , non tenere ſepolto i talenti da la Diuina mano conceduti
( per uſare leparole, che con voi vsò nonègran tempo,huomoper
dottrina , e per ſantità chiaro) quaſicalamitapotentiſsima viato.
trarrà continuamente a fe,e viſúblimerànelaltezzade le piu no.
bili,e piu diuinepoeſie, altro contenenti che trastulli , efiherzi di
Amore ; oue ſepochigiungono, o perche non conoſcano ilmeglio,
o perchenon habbiano o stimino nonhauere da Naturaforzeba.
fteuoli , tanto maggiore fia lagloria voſtra, la qualenon contenta
de la riua delprcciol Arno,nede termini d'Italia,trapaſſerà le Al
pi,e l'uno e l'altro Mare,anziſe coſicõuien dire,efe tanto è lecito
fperare, afienderà l'Atlante, il CaucaſolAtone,varcherà il Nilo,
il Maragnone,e l'Iftro,e'l Găge,in tuttele parti del Sole furgente
del Sole cadente,negli eſtremi angoli del Settentrione , e dei Au
Stro',porteràalteri ,illustri, e glorioſii nomi vostri. Dalvalore
di voi èaſpettato tutto quello , che da eccellenti ingegni aſpettare
fi può . questa gloria a voi principalmente douuta nonvi laſciate
.

preoccupare da altri. Se il Cielo viſiègirato propizio,ſela Natua


ra,'e la Fortuna di Dio miniſtre hanno a gara ſopra voi ſparſii lo
rodoni, ſe tante fatiche per amore de la virtù coraggioſamente
hauete ſofferto , fe per godere ipiaceri del Intelletto da feruili
diletti de senſi, a quali molti come ebbri, e forſennati furioſda
mente corrono , vi fete allontanati, & appartati da la gen
te , in questo luogo ridotti, faie apparire di tutte que
fte coſe condegno frutto. Comediſoggettogran
de , poco , macome a voi a bastanza ,
e forſe di ſouerchiohoparlato.qui
dunque taccio, e legrazie de
la cortofe attentione
ne la menteri
feruo .

x ORA :
76
ORATIONE
DI LORENZO GIACOMINI
TEBALDVCCI MALESPINI
.

Jn lodedi Monſignor Alejandro Canigiani


Arciueſcouo di Ais
ICT
Nel Academia de gli Alterati nel Anno
BIBL ECA N.42 MD XCII.
VITTORID
ROMAEILANUELE

A maggior partedi coloroche imprendono a los


dare alcuno nelprincipio dellor ragionarefo
glionodiminuire le proprieforze,chiamandoſi
inabilia foftenere ilpeſoimpofto,& aggrandire
ilmerito de la perſona, affermando neſſunopo
tere a bastăza lodarla. jo da voi eletto a celebra
re al coſpettovostro Aleſſandro Canigiani, nel 1
Academia voſtra appellato ilSoque;ne la Chieſa di Dio Arciuefco
no di Ais, fi comenon tanto mi attribuiſco,chenon estimimolti di
voipiù dimeatti, coſinon debbo ne voglio auuilirmiſi,che io con
tradica al vostrogiudizio, e mipriuidi quella attenzione, che da
ogni ragionatore èdeſiderata ‫ ;ز‬anzivi rendo molte grazie, she
rauuiuando i miei quafimorti studi, e dando lena e luce almio de .
bile e foſco intelletto, hauete voluto , che io honorila mia voce con
2

le lodedi lui ,e con l'udienza voftra, e che io eſerciti atto divirtù ,


mentre celebro la virtù in altri, la quale per legge di gratitudine
ciaſcuno è tenuto adhonorare, epropongo a voi belliſsimoeſemplo,
che ne incitiadimitarlo , conintenzione non ſolodi agguagliarlo,
ma diauan arlo ancora ; poiche lo ſpirito generoſo nelacquisto
de'beni de l'animo ſdegna il riſtringerſi entroa termine prefifo .
A queſti ſegni ſe arriuerà, come pure pero ,l'arco del mio arden .
te affetto, ne voide la vostra elezzione , ne io de la mia fatica ha
remo apentirci. Sepoi la lode non andrà del paricoʻlmerito s, e
per laſtrettezzade lo ſpaziodeltempo, nel quale ſidee racchiude.
re
< 3
IN LODE DI MONS . CANIG . 77
re ilmioparlare,oper l'anguſtia delmio ingegno,giudichereteche
non tutte le lodi habbia raccolte,e che dipiu e dimaggiori fuffe.de
gno ancora,pero non douere effer da voi ripreſo,ma pin toſto com .
mědáto, chehabbia anzieletto non arriuare alaltezza del ſuo me
rito,che con vanti di parole trapaſſarlo. E certamente academi.
ci coloro che o per deſiderio di lodare , o per temadi parere ſiarſi
todatori, aggrandiftono oltre al vero, & affermano quello che è, e
quello che non è, poſfono forſeappreffo.alamoltitudine rozza, per
riſguardo de la loro rettaintenzione eſſere tollerati. ma davoi, e
da ſimilia voi,ilgiudizio de' qualine le ſcienzeaffinato,fa difcer
nere il vero dalfalfo,e di uno ſicompiace,l'altro ſchiua, èimpoſsi
bile che acquistino quella fede,che ciaſcuno cheparla, dee preten .
dere diprocacciarſi. percioche chi non fa che in lodando qualun.
ſi può trapaſſare ilvero ?ſola la Diuinità, è ſopra
que coſa creata
ogni lode,& infinitamenteananza ogni lingua , ogniſcienza, ogni
opinione,ogniconcetto. ioper me amo meglio effer reputato fiarſo,
cheſoprabondante lodatore, e fuggendoquegliecceſsiui aggrandi.
menti, che non acquiſtanpregio al lodato,non conſentendoadeſsi
l'animo di chi ode, ma allodante recan biaſmo divano di menda .
te, o di arrogante, quaſi preſuma ſaperedar a credere cio che a lui
piace ; mi sførzeròcon veraci lodi dilettare gli animi voſtri de la
verità amatori. Se quanto ſia il ſuomerito vogliamo ſenza erro
re diſiernere, biſogna non effer ciecoin vedere l'altezza di que
bëni, ne qualiegli váleita . percioche chi ammirerà colui, nelqua
lenon conoſca coſa ammirabile ? & ignorandoſi il pregio delpof
ſeduto bene, come puòfaperſidi quanto pregio fiadegno ilpoffef
fore ? Ornoiſupponiamo per fermiſsimofondamento , neſſuno
douerſiaſſolutamente lodare ,fe non per cagione di virtù , ne affo
lutamente biaſimare , fe non per riſguardodel vizio . percheha
uendo tutti glihuomini da Dio l'anima di eguale degnità, firen .
don poſcia l'unodal altro differenti di merito, mentrealcunila
fannoperfetta con la virtù , altrinon curando ſe ſteſsi l'auuilifco
no co wizi. Se lodi i Principi, gia non lodi i diademi , gli fiettri,
laporpora,o i ſeggireali,mala ſapienza,lagiuſtizia, la magnani,
mità,la liberalità,la clemenha, le qualine la loro potenza fifanno
conoſcere,& ammirare.Secelebri alcun guerriero,non a losplen
K 2 dore
76 IN LO DE DI ;
dore de learmi, che lo cingono , ne a la moltitudine degli armati,
chegliaſsiſtono intorno,dai lode,ma a la prudenza in conoſcere,?
prēderei mezzi vtili a la vittoria, alvalore in prezzarei riſchi
dimorte, a la tolleranza ne le fatiche", a la fobrietà nel vitto, ala
giuſtitia inpremiare, e'npunires. Finalmente , e la nobiltà, e le
ricchezze ,e la bellezza , e le forze,o come indizi, o come instru ,
)

menti di virtùper loro retto vſo fono lodate . Ma ſe la Religio,


ne, la quale haper oggetto Iddio , e quello honora c adora colina
terno culto de la mente, e congli atti esteriori.co'quali Iddio VILO
le eſſere adorato,e con felicelegame a lui ne lega ;e uniſce, tiene
tra tutte il piu ſublimegrado,chi dubita che lapiu alta lode ad eſ:
fa, & a le azzioni di leiſia giuſtamente donuta ? Se l'hauere di
Dio falſa opinione fceleratiſsimamente attribuědogli ingiustizia,
inuidia,maluagità, è peſsimotra tutti i mali , e cagione di estrema
miſeria, neceſſariamente ſarà ilſommode beni, e l'effenza delhue
mana felicità , con lo intelletto non impedito da affetti, conoſcerlo
come bene infinito,vniuerfale, & independente,cagione,ondepena
de tutto l'eſſere,e tutta la natura,degniſsimo d'ogni honore,e come
tale honorarlo & amarlo, e conſeguentemente la piu eccellente ,
piu vtile, epiu diuina operazione , che verſogli altriſi poſſaeſer.
>

citare , ſarà lo iluminarli ne la cognitione del vero Dio , e per i


mezzi dal eternaprouidenza ordinati,condurlia la perfetta
vire
tà , & a la perfetta beatitudine, a la quale ſenza questa luce ,
>

ſenza talvirtù, e ſenzaqueſti mezzi, è impoſsibile peruenire ,


Se alcuno oper ignoranza oper fouerchia ammirazione de la ric
chezza , o de la potenza,a queſta veritàcontradiceffe, errerebbe.
2

grauemente , e ſenon ſolicoloro che viuono, ma i viſſuti, e quelli


che ne la ſucceſsionedel tempo ſonodestinati a la vita;anzi ſe non
pure gli huomini , nia le fiere, gliſterpi,& iſaſsi acquistaffero,
2

faucla , elcontrario vnitamente affermaſſero,mentirebbono ſen


La dubbio. Troppo direte forſe tiallontani,e troppo alto aſcendi
còl tuoparlare . ma io veramente non mi dilungo dalmioſog
getto , nepropongo impertinente conſiderazione , ma neceſſaria al
fine cheſipretende , èsòche non viè diſcara la viſta de laverità,
2

libera da ogni nebbia, che glieſempli dicoloro co' quali viuiamo,


e lapropria mortalità, che ſempre pira baffezze ,haueſſe adom ,
?

brata ,
64
MONSIG. CANIGIANI : 77
brata , e parlando innanzi a voi ſtimodouer ragionare di coſepiu
alte , epiu altamente, cheſe io fuſsidayanti a Principi, i qualiſo
in altro ananhano i priuati,in questofonaper lopin auanzati,che
per la moltitudine & importanza de negozi, che continuamente
Softengono, non hannofacultà,quando habbian deſiderio, di eſer .
citarſi lungamente ne le dottrine per arriuare al eſquiſiteza de
le ſcienze hulmine , & alcolmo dela diuina ſapienza . Questo
spirituale reggimentoche riſguarda la Religione , non da huomini
riceue l'autorità, comegli altriprincipati, ma da pın alta cagione,
e ne guidanin a l'abondanza de'beni terreni,non a la pace, che al
altrui arbitrio foggiace,non alacquisto di queſiagloria mortalu ,
e caduca,maa la cognizione & aladorazionedi Dio, a la vittoria
degli afetti, de la qualenon è vittoria nepiu viile; nepiiiglorioſa,
a la tranquillità de la mente, e finalmente a quell'unica, e vera fe
licità , per la quale l'huomo è da la Dinina bontà prodotto, per la
quale meritare dinenta habitatore, o piu toſtoperegrino nelmõdo.
La onde ſe l'altezza del honore al altezza de la virtù, e delmeri
to, dee corriſpondere , difouranohonore ſono degni coloro, che al
2

diuino miniſterio eletti, rettamente, & irreprenſibilmente lo effe


guiſcono,ficome del Arciueſcouo noſtro ſenza roſore,eſenza tema
dicontraddizzione poſsiamo afferinare . Al qual celeste vfizio
hauendolo la ſupernaprouidenza destinato, di que' doni l'adornò,
chevigliono al perfettoadempimento di eſſo. Eperche la Nobil
tà è quaſi lumeche ci riluce auanti, a ritraeda la lordura de vizi,
eguida a la virtù , e diſpone coloro che deon effcr retti ad obedire
piuprontamēte alautorità di chi ligouerna, lo fece naſiere di due
famiglie Canigiana ,e Soderina antiche e nobili ne la noſtra Città,
la quale è tra'chiariſsimi lumi d'Italia,ambedue feconded'huomi
ni illuſtri per prudenza, e per valore,per tali reputati nonpure
ne lapatria , oue furono folleuatiapiúfublimi gradi, ma appreffo
aSommi Pontefici, & appreſſoapotentiſsimi Re, da quali con ſe
gnalati honori,enegli antichi e ne moderni tēpi furon illustrati.
Per lo ſteſſo fine gli diede degnità,e maeſtà nelaſpetto,col quale ad
amore ea reuerenza incitaua i riguardanti,che nel ſuovolto leg
geuano affetti dipietà ,di humiltà,di benignità, e dimanfuetudi
meze nelanimo infuſe ſemidi virti ,i qualiegli dipoi colselefte aiu
to
I'N LODE DI
10 ,e con lapropria industria conduceffe aperfeZzione, eprincipals
mente inclinazione ſpeciale a la Religione, che parenaturale ne la
fua generoſa ſihiatta ‫ ;ز‬delchefa fede il numero de Caualieri de
la Ieroſolimitana Religione, nelquale a neſſuna altra Fiorentina
famiglia rimane inferiore, e lagrande ammistà hauuta co feruidi
Dio,il fantiſsimoArciueſcouo di queſta città,e la ſantiſsimaVera
gine Caterina,per cui Siena a le altreſue glorie moltagloria aggiu
gne . Et accioche fuffe degno maestro di innocenza , e con frana
chezza di animo, in altri riprendeſſe le opere maluagie,e non mes
no che le paroleanzipiu chele parolefuſſe ilſuoeſemplo efficace a
perſuadere, e la firaluce adilluminare altrui,ne lagiouenile età di
pofta a ſeguirgliaffet
e ti, ee farſi predadel piacere,fottraendolo al
imperio de ſenſi,che conduconoſottol'imperio de la Morte , lo in
dirizzò ſotto ildominio de la ragione ne la purisàde la vita, eli
miſe in cuore l'amore de le dottrine , ne le quali con molta lode fi
eſercitò,e ne lapublica Academia & in queſtapriuata, che lui per
uno de ſuoi ſette antoriſi allegra di riconoſiere, e ne· le publiche
ſcuole ,oue appreſe quelle dottrineche ſonoſtimate piuneceſſarie
al reggimentode' popoli. Di queſtiaiuticorredato,e di queſti taas
lentida la celeste mano arricchito, hauendoſi per lo ſpaziodimolti
anni con molteteſtimonianze de la ſuaprudenza, ede la ſua inte:
grità, fattoconoſcere in quella città, che è ſeggio de la Religione,
per meriteuole d'ogni altogrado , fu aſſunto al ſacro principato di
Ais, Città di Parlamento ne la Prouenza, dal Romano fondatore
fino ne' tempidi Mario,
Aqua ſextiæ nominata, antica e famoſa
chenon lunge da eſſa combattendo co Cimbri, non piu benue del
fiume acqua cheſangue . Hor in fua commendazione chelode
piu nobile, epiu glorioſapoſsiamo proporre, ſenon cheper vniuer.
Jale conſentimento adempi il ministerioimpoftoli ? Non vengono
in queſta compreſe tutte le virtù e diuine, e morali , la Carità , la
>

Fede,la Speranza,la Prudenza,la , Giuſtizia,laManſuetudine ?


poiche queste ſon quelle che inſegnano a lorpoffeforiregger gli al.
tri, e primaſesteſsi; perche neceſſaria coſa è cheſappiareggerſe
medeſimo,chialtrireggere intende; la ondefu dettoil Magiſtrato
Scoprire il valore del huomo . Ma in qual maniera in queſto facro
maestratoper loſpazio di quattordici annifi portaffe,qualifoſſere
le
657
MONSIG . CANIGIANI . 81
leſue azzioni, è tēpoche riferiamo. Ale altre difficultà,cheſioppo
gino a queſta impreſa,la qualeſicometra tuttedidegnità,e dime
rito tiene la maggioranza, coſi ſopratutte difficiliſsima ſi appre
fenta, grande impedimentoprouaua aggiugnerſida le diſſenſioni,
e daleguerre, cheparteper cagione diReligione, parteper ambi.
zioſe voglie ricoperte ſotto ilmanto di Religione,parteper altri af
fetti humani, hanno lungamente anguſtiato« afflitto il Regno de
la Francia.Queste v'hébbero l'origine delloro naſcimento ſino ne
tempi di Henrico ſecondoper induſtria di coloro,che non ſtiman
do hauere nelamministrazione del Regno luogo eguale al merito,
per acquistar numero di ſeguaci,e di confidenti,che a Dio & al lor
Refuſſer rebelli con ſdegno fi moſſero a fauoreggiarele nuoue ſet
te,non hauendo ad orrore fare fiudo di ingiuste impreſe ilſacro
fantonomedi Religione , e contaminare lementi de ſemplicicon
dareloro a bere il mortifero veleno delempie, e deteſtabili opinio.
ni,che eſsi eſſerfalfe consfieuano. Ne tempi di Franceſco ſecon
do,e di Carlo nonopreſero augumento , quando fotto titolo di aſsi
Curare le lor vite , di diciaſette città , oue fi adunano l'entrate Reo
gie, di dodici s'infignorirono, e ſeguiron le memorabili battaglie a
Dreus, a S. Dioniſio, a Castelnorio, a Moncontorno, che ingraſa.
rono i căpi co'l ſangrie ſparſo,eco cadaueri inſepolti,e l'orostranie
rotacitumėte cominciòaddomeſticarſi per laFrăcia, eperſuadere
lo sbranamento di quel potentiſsimoregno.Regnando Henrico tcr
Lo andarano eſtinguendoſi, mentre conl'eſemplo di ſé fteforeli,
gioſamente viuendo, a vita ſimile incitaua i ſudditi, e co'lfauori
re laparteamica del vero,a conſtantinel vero dando igouerni de
de provincie , a la fededi coloro, confidando le città e le fortezze,
che non negauano la fedea Dio, a questi riſeruandoglivfizi, ele
degnità & Eccleſiaſtiche,e Militari,e Ciuili ,per queſti inftituen,
do ilfacro Ordine delSanto Spirito richiamaua e induceua i ſuoi
popoli al vnica,e vera Religione de la Catolica Chieſa . In queſti
eſtremi anniper le ſollewazioni feguite,per gliſdegnide le occifio.
nifon venute alcolmo hanno aizzato i Catolici contrai catolici,
accefi implacabili odytra la Nobiltà e'l popolo ſimili a quelli che
Fotto șilla , e Mario gia ſentìRoma , adesterminio maggiore con
>

dotto il Regno,e la religione a più grane periglio . Queſti tumulti


e queste
80 IN LODE DI
e queſte fedizioni,ſicome erano alArciueſcouo incitamento a lua
dio, & a diligenzamaggiore, coſiſonostate occaſioni di far meglio
riplendere la virtù ſua,inguiſa che ilferro a la ruota accoſtandoſi
diuentapiù lucido,epiù tagliente, & inguiſa che l'oro acquiſta dal
fuocopurità e fine zamaggiore.perciocheprimieramente ordina
ua lafira vita in tal maniera,cheneſſunaparte di leinegafle a buon
ni materia di lode,e niuna porgefſe a maligni occaſione dibiaſmo ,
però intědědo a lapropria ſalute, & occidendo in fegli affetti,chie
furgono ne laparte delanima a noi commune co’bruii,procuraus
peruenirealacompiuta vittoria di ſe steſſo, da acquiſtare l'eccele
lenza de la virtù ,per meglio honorare Dio, a cui come a donatore
d'ogni virtù, e d'ogni grazia in ogni tempo, in ogni luogo, in ogni
operazione con l'affetto de la mentericorreua,maprincipalmente
auanti la matutina luce , quando l'anima è libera da la cura dele
cofe corporali, confecrando al Supremo autore delgiorno leprimi
zic del giorno, ad imitazione del religioſiſsimo Re Danid,prefena
taua a Diofacrifi /io di lode, rendimento digrazie, humile cogni
zione di ſe steſo, infocati ſopiri per la ſalute propria , fcruenti
preghiere per laemendazionedi coloro,che ciecamente caminana
per le torte ſtradede lamorte. E diuero vrgente occafione o pin
toſto neceſsità di mandarpreghi alciclo gli porgeva lo fatode la
Francia,edi tutta la Republica Christiana.percioche foorgeua la
vera Fedefuoride la quale non è ſalute,in pocheprouincieridotta
in comparazione di queſta grandeVniuerſità. Del Aſia,del Afri
ca ,e del America le partimaggiori piene d'Idolatrie ,e di errori:
iRegni di Europa dominati da Principi Cattolici,o che ſi pregiano
delnomeChriſtiano , da vary monftridi Herefiainfeſtati,parte
tacitamente, comele regioni occidentali,oue oltre le Giudaiche fuo
perſtizioni eſſer viue le empictàMaomettane piătateni da gli Ara
bi,cheper ottocento anni, vi kan ſignoreggiato,lodimoſtrano i tua
multi a tēpinoftri dalfratello delRe.Catolico quietari partepaleſe
mente ciò ſonole Settentrionali , la Boemia l'Austria ,la Helueria,
in fommal'una e l'altra Germania, la Tranſiluania,la Polonia ,la
Sauoia , la Francia , quella Francia , che non ſolo confiantiſsima
mēteper loſpazio di piu di milleanni hainſe conſeruata lapurità
de la Fede,maè ſtata muro ineſpugnabile al popolo di Chriſto, ha
Solo
65

MONSIG . CANIGIANI. 81
follentato la chieſa di Dio da Poppreſsione de'Tiranni , difefola
degnità del Trono Apoſtolico, ſiampato da rouina la Città Roma
narecuperata quella Terra,chefupatria al Figliuolo di Dio,eper
queſte cagioni, gloriofifsimi titoli da chi di Dio tiene illuogo in
terra,ha meriteuolmente conſeguiti. Dolenaſinon vederſida noi
adaltre cure intenti, l'occaſione diuinamente offerta di ſottrarre
dal indegno giogo del empio Tiranno di Oriente delnome Chris
ftiano atrociſsimo nemico,le tanteprouincie rapite,hor che haſiano
cate o impedite le forze perla lunga guerra coʻl Re de la Perſia ,
prima che debellato quelpotentiſsimo Regno,impazientedelripo
fo,ſuperbo, & orgoglioſo per la vittoria,volga l'armi contra noi.
E lo stato de la Francia gia terrore di quel Barbaro, di ranto effer
Cangiato , che per non rimanere ſoprafatta dalagran potenzaal
trui, s'induca a farſi fondol'amicizia di coſtui , mentre ella coʻgra
ui tribuli fi aliena glianimi depopoli, con l'ecceſsiue ſpeſe, e con
fmiſurati doni fi sforniſce di' neceſſari preſidi, da inaita ipiu me
ritenoli a ſdegno ainuidiaadodio , con la continuazionenegouers
nia Grandi del Regno affegnati quaſi avita, da incitamento e co
modo di vfurpazioneedi inobbedienza, e finalmentecolnon car
reggeregliabuſi verſo la Religione, delemendazionede quali in
un diſcorſo alSommo Pontefice haueua l'Arcineſcouotrattato,gin
stamente prouoca contra fel'ira diDio . La ſquallida , e funeſta
faccia di lei da tante bruttezze deformata,diſimortali piaghefem
rita, chiunque ha in fe nonpure zelo deldiuino honore, e deleter
na ſalutede le anime, ma ſcintilladihumanità, e dipietà, ageuol.
mentecomprenderà, quanto alſuocompaſsioneuole cuorefuffe ma
teria di dolore,mentre confideraua i diluui de le gentiraccolte non
santo perinondarei campi diſangue, che coſiforſeſiaunicinereb
belafinedi questemiſerie, quanto per dilacerare ,e diſtruggere a
branoa brano, to fuenturatoregno,le miferabili oppreſsioni dităti
innocenti, tantemorti corporali & eterne , tante ingiurie& offe
>

ſealnome diuino con ogni forte di empietà, e d'ingiuſtizia , l'ar.


dentiſsime fiamme dat ambitione concitate volare vincitriciper
tutte le contrade di lei,perardere anni , ve decine di anni, poiche
abondenalmente vengonoſomministrate legne alfuoco,ſe la poffen
temanodi Diopietafamente non porge aiuto, effa tuttapiena
Lutto
di
L
82
1 N. L O DE DI
Lutto di confuſionedihorrore dilacrime,e di Morte;quafinaueris
maſa ſenkanocchieronon pure di fuori da rabbioſiventi crudel
mente combattuta , ma dafuoimedeſimi, chedentroa lei ſi trova
no,imperuerfata tradita ſpietatamente, e'ngratamente trattata ,
diſpošti a mirar con gliocchi aſciutti il ſommergimento di eſſa , e
di ſe medefimi, purche veggan primafommerſicoloro , aquali
queste amariſsime conſiderazioni con
portan odio. E ſenza dubbio
troppo afpre punture harebbono trafitto , e lacerató lo ſpirito fuo,fe
2

quello pirito che gliinſegnaua orare a Dio, non lo haueſſe ammat:


ftrato , chedee l'huomoda la parte fua operare gli vtilirimedi
>

ſenzadiffidenza del ſupernoaiuto,degli auuenimenti non ſiattrie


ftare, ficheperda lapace e la tranquillitàinterna, con fermeza
credendo, che Iddio permette i maliper eſaltazione de la giusti.
zia ,la quale alfine farànelmale glorificata ,come la miſericordia
2

nel bene,dădo a ciaſcunoguiderdone o fupplizio conueneuole a me


riti , o a demeriti ſuoi. Queſto studio diorare, e di parlarecon
Dio,in cui affermaua confifter gran parte de la Chriſtianaperfez.
zione ,da luiimparatonongiacendonegli ozioſiletti legato dalfon
nonnefedendo a lemenfe cariche di viuande, ne ſuagando edió.
ſtraendo l'animo in vanipenſieri',maleggendo,prando, meditan .
do , e contemplando, era a luicontinuo e familiare',e per la lunga
>

continuazione diuentato giocondonon meno chevtile . impercio


che ,ſe le cagioni neglieffetti, e glieffetti ne le cagionidebbiamo
riconofiere,ede le coſe interne dar giudizio,auuicinando egli l'ani
ma a Dio, che è viua luce,la riempiena di celeſte lume,e con la cona
templazione de legranbellezze, e pérfezionidiuine',fi accende.
wa neldinino amore, & eftingueua ilfuocode”terreniaffetti, egli
ardori de laſenſualità , chela fiamma maggiore beneha balia di
Þegnerle minori, e nelparagonede la Diuina altezza lapropria
baſezza conſiderando, profondamente fihumiliaua ,e tanto più fo
innalzKanta ala perfezzione', a la qualecome magnanimocon ogni
ſtudio afpirauas . coſi da celeste.maestro altamenteapprendeuale:
piùfublimi Virtù la Fede,la Carità,l'Humiltà,la castità,la con
ſtanza, non tralaſciando in tantoalcuno dique”mezzi, che va .
gliono a la conſervazione & al'accreſcimento diefe . percioche
ogni giorno preſentarla a Dio quelaltiſsimotremendo facrifizio ,
e de
MONSIG . CANIGIANI.
e de fetteciaſcunfeftogiorno celebre per la morte delautore de
la vita , di ſemplice nutrimento dipane,e di acqua fi foftentaua,
e con la continua parcitàdel vitto , con le apreāze de cilici, cox
la custodia de la lingua , e de ſentimenti interni ed esterni, con
lalezione de' libri ſacri , con la conuerſazione d'huominidi diuj.
na Sapienza ripieni, procuraua conferuare la purità de la meno
se inje da in coloro, che egli haueua appreffo fe ; iqualiſicome
a laſua menſa era ſolitoriceuere , coſi a le fupplicheuoli pre-.
>

ci , che ciaſcuna ſera auanti l'hore delripoſo, a Diodoà glielet


si ſuoi offerika , non iſdegnaua haueré percompagni. I qua.
li commendabili.costumi , fi come anco l'uſo del predicare egli
medeſimoa popoli la parola diDio , appreſe da huomo a tempi
noftri lodariſsimo, fimile a lodatine gli antichi tempi il Cardi
nale Borromeo , del quale fu ammiratore & imitatore ,da lui
perciò fi trasferi', e ſeco molti giorni dimonò , e ſi come nela
fua viua vita rimirando , molte coſefi gloriaua hauere impa.
rate, cofi a la ſua vita deſcritta ſpeſſo ricorrendo, con l'imia
fatione diquella ſi sforzana darea la propria accreſcimento di
perfezzione . Trapafferòmoltelodi in queſta parte , fi perche
non èneceſſario dirFutto , si perchealcunifpiritualieſercizi ,e
corporali apprezze, e particolari atti di virtù , a lui baftana ,
che fofferomanifesti a gli occhi diuini , ne jo intendo fingere
neaggiugnere, ma quello diche ipropriſentimenri , o fedelite
ftimoni,o vniuerfale fama mi ha dato nondubbiofanotizia ,
brevemente referire . Ede le fueazioni verſo lemedeſimo ha
Hendo parlato , hor di quelle ragionerò , che piu riſguardano'il
publico bene . Ma primièda rammentare ilmiferabile stato ,
nelquale egli trouò la Francia . Ecco vedela diſcordia furiofa
mente volare d'ognintorno , fcotendo le sfauillante face ,& in
pirando ne' petti peftiferi, e rabbioſi fiati, egia alcuniauuam .
pano d'ira contro chi diricchezza , e dipotenza gli precede
&fotto giuſtipretefti, e fotto modesti titoli afrondendo lealtiere
voglie diſalire piu alta, perme zo di inſidioſe luſinghe, di fala
laci promeffe, di maligne voci , di attoſsicati inchioſtri condu
conoipopoli di nouità naturalmente vaghi, da piccoli principî
2

a manifeſte rebellioni, e di ferui de la vanagloria , e de lapro


L 2 digalità,
84 , 1 " IN LO DEID DUI
digalità,sforzandoſiſoprale proprie forzèviuere a lareale ,
Ji rendono ferni del oro; altri diuentano entro le Città maestri
di fedizioni, e di tumulti per peſcare in acqua torbida dain
graffarſi dè lelagrime, e del ſangueinnocente , o fabbricanca
· lunnie perfar lor proprio lo hanere altrui , oper brama di ven
- detra vogliono compiacere gli occhi di horribili ſpettacoli, o.di
feltonie ;dirapine , di ſacrilegi, e di predare , e poſcia vender
glihuomini predati, ſe procacciano illoroauanhamento, altri
pretendono l'accreſcimento delempietà ,altrilaperpetuazionene
governide legran Provinciediuentatequaſi hereditarie ,altri la
diviſione, edifunione del regno , o l'acquiſto di tutto o di parte
di effo. Tra tanta turbatione dicoſe, tra tanta confuſione , e di
mifione di voleri, l'Arciveſcono di Ais; che altro operar doueurs
che quello ch’operà ? Egli con l'eſemplo diſemedeſimo, con la
prinate ammonizioni, con le publiche predicazioni de la parola
di Dio ,piu poffense d'ogni acutiſsima pada,arta a penetrare
ne” ſecretidel anima, onenon arriuòmaipunta di ferro, chia ,
ma , incita , 'eriduce molti emoltia studi migliori, a la Giustia
zia , a la Pietà, al'Humiltà ,a la Modeftia, a la Manfuetudine,
per dirtuttoinſieme ala vera Religione;a quellaintendo chenon
contenta de la nuda da ozioſa fede, e delculta eſteriore, aggiu:
gne ildiuinoamore , e l'interna adorazione , poiche tali adorato.
Tiricerca Iddio ; la qual religione non ſi laſciacontaminare da
fielerate ze, non è accecata da pafsioni , non fi incatena di cas
>
1

tene d'oro, è paziente ,èbenigna , non ſuperba, noninuidiofa ,


non auida di verdette,non macchinatrice di mali , non crudel._
ma compaſsioneuole verſo gli erranti, non amatrice de la glorit
propria , ma Kelante de la gloria di Dio. Però con Sinodi,eConta
2

Cili Prouinciali riformaua ideuiari coſtumi, non fenza grande


auuedimento conferina gli ordinifacri, e non ſenza molta cura,
eleggcua a la cura de le animeminiſtridegni ,i quali con frequen .
tiViſite teneua defti , e ſolleciti neloperaloro: E per abbondare
di tali miniſtri con molto Zelo, eliberalità volle effer.tra 'primiin
quel Regno, che habbiano eretto il feminario , oue s'informin gli
animi di Chriſtiana pietà , e di dottrina , deſtinándo a quest'uſo
le proprie cafe per albergarlo, le proprie facultà per nutrirlo .
Con
MONSIG . CANIGIANI .
conla medeſimaliberalità procurò ne lo ſpirituale gouerno l'aixo
30dicoloro , chedalgloriofonome del Saluatore prendendo ilno
me ,in questa canutezza delmondocon tanto ardore faticanoper
lo eſaltamentode la fua verità , a qualigia fi fabbricauailtempio
perla Religione , lefouoleper la Dottrina .diquì quuenne che la
Città fi comein virtù ſi auanzaua , coſivolle estendere i termini
dela grandezza ,e cingendoſi di nuouo muro , e dinuoua follwi
piuampio ſpazio dare a nuoui habitatori ne le quali azzionitutte
O

come fedele feruone la caſa di Dio perſeuerantementeſioccupaua,


a le piu importanti maggior cura aſſegnando, neſſuna commetten
doadaltri, che per fe fteffoefſeguire poteffe, non bramofo diglo
ria a ſe non auaro di ricchezza , fol,bramofo digloriaa Dio,folo
Auaro deltempo,delquale piccolaparte concedeua alſonno,minore
alcibo,neſſuna alozio, che era ſolitodire in vita due volte non ri
sederſi vn medeſimogiorno.A queste faticheeda queſteſollecitu
dinicontinueper zelode la religione, altre fatichedi altriperico
li da lo steffo zelo fu forzato aggiugneredue viaggi a due Congre
gazionidel Clero vna fatta a Melum l'annofestanteſimonono do
po mille cinquecento, l'altraſei anni dopoa Parigi , un viaggio al
Adunanzageneral
o e degli Statitenutaa spoco dauanti al foc
praprendiment di Saluzzo, quattro a Roma, vno a Tolofa quan
do Sisto Quinto lo diedepercompagno al Legato , dicui in quella
Prouincia egli tenne illuogo. Ne negozi che per laoreligione hebbe
A trattare no rimafon coloro,che in luiconfidaron ,defraudati del
opinionec,he quandolo eleffero, hebbon de leſue virtú ,de la Intel
ligenzadele coſe diuine da humane,dela prudenza in diſporres ,
de la forteza in non fi pauentare per fatiche o pericoli, dela dili.
genza in effeguire: percheferuente , ſollecito ,e veloce nelferui
gio di Dio , andò , štette , tornò , e ritornò quafi fulgore lampeg
giante che velociſsimamente traſcorre, non abbandonando , anzi
allor maſsimamente gionando a fuoipopoli , quando da eſsi parti
ua,inguiſa che ilSole , ancor quando laſciandoci la notte trapaſ .
fa al altro Hemisfero, o quando variandoflagioni ſi dilunga dal
noftroZenit , è pur gioueuole al genere humano. In quellelega
tioni in nome de la Prouincia al Clero , qualcrediamo che fulle
il dolore delanimofuo, mentrevdiua trattarſi e per minorma
L 3 le
.LIN LO DE DI '
-te determinarſi l'alienazione de'beni Ecclefiaftici,perpaſcerquel
Yearme , che altro non operando, cheprovocarecontra ilRegen
Vistraniere inimiche de la Religione a' danni delRegnodi alau
gumento de la Emptetd, eran allorada luigiudicate inutili a l's
Stafa diDio, fobo vsili a lacauſa di coloro , che di propria auta
Syità le haueano moffe : i grali vedeua che non fentinano roſfore 1

dipublicarſi degni depiu altigradi, e permettendo gliordinide


lacaritatsperleggiere dagione dipropriocommodo, fenza (peran
za di publico bene,fimile a colui che perabbellirfi la fronte di
vile corona difalfe gemme da eſtraerſi dainacceſsibili cauerne
ftimaffe cofa degna il menare a morte yn migliaio digente ; ardi
wan turbar la publica pace , & aprendo la porta al furoredela
guerra, aprirla infiemea la destruzzionedelpatrimonio facro ,
a defolazioni di prouincie , a ruine diCitrà , a latrocini, avio
lenze, 4 tradimenti, a fpergiuri ,a difprezzi delecoſe dinine It
per la confuſione che secoportan gli abuſi de teguerre, e maſsi
mamente dele guerreciuilide la Francia ,oue neffun errore fuol
parergraue', fiorchel'efferpigro a gliammazzamenti , oale
rapine,jemotriprendon baldanza di vinerelicenzioſamente ,
e-dimenticarſi-di Dio , e da labrutteza de la vita , edala con
tinuazione ne' delitti agevolmente precipita nel infedeltà del
Ateiſmo, che diuenta pena de le colpe paffate . E fe l'appetito
de”fenfuali diletti ha forza talora , p come ne facrilibri è firita
to ,diallontanare l'anima dal culto del vero Dio , quanto mage
giormente poffederà questaforza l'auidità de'le ricche des
chedalMaeſtro de le gentifu chiamatad'ognimale radice , eca
gione di naufragione lo ſcoglio delaperfidia ? quanto piulhaurà
lacupidigia de lagloria, paſsione piu vehemente delconcupifce
voleardore , poiche effa coltimorede la ignominia talora purla
raffrena, e fuole adanimi impudichi conferuare caſtità corporale,
pin poffentedelamore de la cotantoamata vita ,poiche nonman
C4 ,chi non ha cura la perdita di effa per acquisto di famawo
Se alcuno di ciodubita , volga pur gliocchi indietro aletàtra
paffate, erimiri leprivate conteſe, e le publicheguerre ; e le ribel
lioni de” ſudditi da lor legittimi Principi,edegli Herefiarchi da
la Catolica Chieſa, anzi uniwerſalmente conſiderile maggiori in
giuris
MONSIG. CANIGIANI . 87
giurie contra gli huomini , e lepiugrani, epiu dete7abili empie
fà contra Dio , quaſi tutte le riconoſceràper abominenoli , e mal
"nagi parti diqueſtedue maluagie madri . E non per altro de ipo
polinuouamente a notiziaperuenuti, quelli cheabondano dipre
-Ziofevene , hanno abondato di guerre, di perſecutioni, e ditor.
-menti, con tanta atrocità, perfidia, e crudeltà afflittiſtraziati, e
lacerati, chehauendo perciò in ſommohorrore ilnome Chriſtia.
ino i Sacerdoti che prendono adinſtruirli ne la verace cognitione
diDio , fona foržati non ſi patefare ſottonome di Christiani.
-Mane la Eſpedizione per Tolofa ilmedeſimo zelo, lo rendeua ani
-mofo, e non curante de pericoli ,mentre intrepidamente quaſi di.
menticato di ſesteſſo, ſiadoperaua perla cauſa di Dio, la quale
eglifedelmente , e ſinceramente difendeua , allegrandofi che da
gli altri veniffe difeſa oper dritta intentione o peroccaſione di lo.
ro proprifini . Et i molti & importanti negozi , cheegli hor in
Toloſa trattò; hor in Rodes, oue per comandamentodel Ponte
fice.ſatrasferì, hor nel Adunanza degli Statide laprouincia di
Linguadaca celebrata a Laur , con tanta prudenzaglitrattò , e
con si vniuerſaleapprovazione, che quelli di Rodes s'induffero a
volerlo per vefiauo de la loro Città , e in Tolofa l’antorità de
la fola preſenza di luifu baſtante a reprimere, e acquietare
un fiero tumulto inaſpettatamente ſolleuato. Con queſte azzio
ni, parte in benefižiode la fua.prouincia, parte in benefizio del
Christianeſimo tutto ,fi acquiſtò grazia , epregio da tutti coloro,
-che di lui hebbero conoſcenza, e particolarmente appreſſo ibuoni,
il che è forteargomento di virtùcaffe zjanatamentel'amò ilgran
Cardinale Borromeo'; e che maravigliapoiche la fimiglianza èdet
Ja madre diamicizia ? l'amò Henrico terze verfolui continúan
-do la benigna affezzione , chegia verſo un de fuoiantenati dimo
ftrò CarloQuarto, quando dopo i pattidi confederazionefermari
con lui come Ambafciadore del PopolFiorentino,d'inſegne di Cao
waliero, e de gran Gigli d'oro per ornamento delarme de la fua
Chiariſsima štirpe gli fu cortefe . Amollo la Regina Madre
delReveramente Regina , poiche con ſpiritovirile fua partedel
lacura diſostenere ilcadenteRegno,ben meriteuole di quelle lo
di , che altamente in queſto luogo vdiſte darle , Sisto Quinto , 6
Gre
IN L'ODE DI
Gregorio Quartodecimo 'diedero ſegnalate dimostrazioni de la
grande eſtimazione , dela bontà e del valor fuo ; e queſti, ilquale
molto auanti che fuſſe chiamato al vniuerſale cura del diuingrego
ge , ottimamente ſapea quanto valeffe, giudicandolo nato ad ope
rare coſe, grandi perloauanzamento dela Religione , e deftinan
dolo agrandi impreſe , egran dignità , oue i ſuoi meriti lo porta
wano, non ſenza lacrimevdì lagrauiſsima infermità da lunghi
incommodi di viaggi, e da continoue fatiched'animo cagionatas,
e poco dopo l'acerba morte', che a punto chiuſeil quarantafette
fimo anno de la ſua vitaw . Ma appreſſo i fuoipopoli a che tunga
mente parteciparono del frutto de lefueeſemplari virtù ,peruen
nea quel gradodi reuerenza , e di amore , alquale peruenire tra
coloro che reggono,aque ſoli è conceduto ,che come di degnità coſi
di eccellenza divirtù avanzano glialtri; laprudenza, l'innocen
Za,il zelo,la
ſofferenza,lo facenano honorabile ; la Humiltà,l'Affa
bilità, la Măſuetudine, la Liberalirà lo rēdeuano amabile. queſta
gli era caraméte raccomandata come tanto raccomandata da Dio,
vlaua dire il ſoccorrer gli afflitti efferopra non purregales,
ma diuina :fenzaquelle giudicaua impoſsibile ilben regger i pao
poli ,eguidarli alavirtù : che fe igreggi,egli armentidegliani
>

mali irragioneuoli alloraſon ben cuſtoditi,quando fpontaneamen >


te obbediſcono illorpaftore, quanto pin diceu'eglièneceffarioti
rare nonconla violenza,ma con l'amoregli animi liberipartecipi
di ragioneallorproprio bene,il quale nõè bene fenoè volōtario ?
però conoſcendo con larigidezzadelvolto,con l'apprezza de lepa
role , con la grauezza, edureza de comandamenti procacciarji
odio, nel volto benignità , ne le parolefoauità, ne comandamenti
deſiderio digiouare, non di imperiare,o diſopraftaredimoſtrana.
Molte coſe Academici daltempo che fugge fon neceſsitato tra
bafciare, molte leggiermente toccare , e ben m'accorgo effer vero
quello, che daprincipio m'imaginai, che la lodenon paregggie
rebbe il merito ;ilche nondimeno non arguifiefalſità; poiche le lo
di , che a Diofi danno, chi ardirebbe dire che miſurino qnella im
>
1
menfa maestà ? tuttauolta chi le condannerebbe dimenzognai
ma arguifce fiacchezza nel dicitore., o grandezza nel lodato , e
luno, el'altro inſieme ‫ ;ز‬ilche hora è aumenuto . Maſe la luce del
Sole
MONSIG . CANIGIANI . 89
-Sole veduta rra le nubiè pur gratu a la viſta, confido ancor io, che
2

Va virtù di lui ne le mie paroleſe non eſpreſſa almeno ombreggia


ta, harà a voi dato qualche parte di diletto. Arrinate hor: voi con
laſublimità de vostri intelletti, doue la baſſezza delmio non ha
-potuto peruenire ).Dite che ha legitimamente combattuto come
valoroſo guerriero di Dio , ha compiuto felicemente il fuocorſo,
ha meritata la promeffa corona , ha con guadagno negoziati ita .
lenti del fuo Signore ,è stato da luine laſeconda vigilia ritroua
to vigilante,con gli occhi aperti a la lucedelvero bene , degno di
effere ammeſſoalconuitocelejte . Dite che quella morte;che da
lui fu viſta con lieto, cridente ſembiante , come apportatrice di
vera vita , quandoſentendoafe vicini i nunti dilei, la debolik
Za de fenfi ,elamancanza de le forze , accrebbela confidentia in
Dio,la cuigiuſtiziaviuendo non haueuaobliato, nonè ragione
woleche hora noi bagni ilvolto dilacrime , le quali nonfonodi
virtàveroindizio,poichefogliono accompagnare anco la mortedi
huominiingiusti o moffe da affetto di humanità, odaproprio inte
reffe. Ditecheco corta vita ha agguagltato lalunga vita di molti,
equeſtaè stataa luibastantea far siche eternamente vina,poiche
non il numero degli anni, ma la formadelviuerene rende miſer
vijobeati: e ſe non èperuenuto interra a la grandezzadepremi
al ſuomerito donati;fen's pure moſtrato degno, per ricevorlial
troue maggiori da quelginastiſsimo, e liberaliſsimo remuneratore,
ilquale, non eſſendoli prefiffo termine a richiedere quel cheda
to hauea , quando à lui è piaciuto , l’ha mifericordioſamente chia
>

mato a la città dipace , owe non ſi ſentono horribiligridi di arme,


me minaccio dimorte , a la regione collocatafoura gli Elementi ,
bue non arriuan nubi di terreni deſiderij,al feliciſsimo Regno,oue
con fomma giustizia regna un folRe , folo degno a cui ogni crear
turaſibumili el'adori, come unico Monarca del Ciela , e della
Terra . Hor mentre ne lo Specchio de la divina Scienza , a cui
nulla è afcofo fcorge lo ſtato delmondo,& vede le tempeste,gliin .
bendi, ifurori, lestolteze, l'empietà,leabominazioni, le fraudi,
de fceleratezze, chepietà stimiamo habbia dinoi? che opinionedi
queſti nostri affetti? rimirando queſta vita quaſi un momento,
queſta terra quaſi un punto,un punto,chea ferroe fuoco tra fe di
uidono
IN LODE DI
vidono i mortali ; per lo cui acquisto, che poco tempodura , eter
nalmentefi priuano de la celeſte Regias. Sealcuni huomini per
bontà eper dottrina eccellentivenneroa taldiſpregio de le coſeca
duche in paragone de le fempiterne , che le ftragi, ele vittorie de
>

gli eſerciti armati, reputaron quaſioccifionidiarmenti , che im


petuoſamente fi vrtino l'uno contra l'altro , egli acquiſti diCit.
tà e di prouincie, quaſeacquiſti di viliſsiminidi diformiche ,
qual giudizio farà un'anima glorificata, che unita a Dio in Die
viue , in Dio opera ? Dite:che daquesto ofcuro occidente dela
Morte ,felicemente trapafſandoallucidiſsimo Orientede la vita ,
e da questa baſſa epolueroſa campagna delMondo , folleuandofi.al
Eminentiſsimo Monte dela Beatitudine, s'è auricinato a Dioper
porgerlipiu d'appreffo ardentipreghi per laconferuazione de las
Religione,perl' humiliazionedegliinimici di lei, perloammor .
Lamento di tanti, e fi fieriardori, ardaredilibidine , didomina
e

regardore di fete, di ſangue,e di vendette,ardored'ingorda,eno


faziabile famed'argëto,ed'oro; acciocherimoffeleriſſe,ele vane
cõteſe conanimi,Eecă voci.concordi fiala Diuinitàcoſiinterra com
mein Cielo puramēte e fantaměte bonorata &adorata,& in par
ticolare in quella prouincia,dicui eglifu cuftode,la qualenemene
tre era fu la fogliadela Morte,volleobliarſi, poichepregò unode
voſtri piu valorofi Academici, che fi adoperaffe ne la EleZzione
dizelantefucceffore ; confermando la verità di quella fentenza
di huomo faggio, Chièdi vera bontà dotato prender curade la
fua città nonſolo qualella fia, mentre glidura queſtoſpiritodi
vita, ma ancora qual efferdebba dopo la ſua partenza : Efe.co.
lui è da chiamarſigrandenelcoſpettodiuino,cheha operato& in
ſegnato , fe fommaperfezioneè in talmaniera contemplare Dio
e le coſe diuineche non fi poſpongan leazzioni inbenefizioaltrui,
ſe chiammaeſtra molti ſecondola diuina promeſſa rilucerà quafi
Stella per tutta l'Eternità, date pure a luinomedi grande , e di
perfetto , chiamatelo lúcedela Chieſa di Dio , che dicelestelume
ha ripieno gli animi di molti, che neleoſcure tenebre de la perfi
dia,ó de la maliziagiaceuano inuolti . queſte coſed altremaggio.
.

ri in commendazione di lui entro a voi difcorrer potete , poicheil


vigordelanimo èmaggiore, & a piu fieftende ,che la forzadel
par
MONSIG. CANIGIANI. 91
parlare . Maſe in piu alta maniera ancora bramiamo honorar
lo, a le lodi aggiugniamo ildeſiderio d'imitatione, e la virtù di lui
da le mentinostrefiffamente mirata,habbiapoffanha digenerare
in effe nuoua virtù a ſeſimigliantı . Ben debbiamo credere che
dalvoſtro buon volere pronto ad honorarlo, queſto vfizio di lodi
zon ſdegni ricevere; nondimeno molto piu fi compiaccia in ve
derci per le orme da lui fegnatedistender gli arditi paſsi, e con
queſto breuecorſodi vita prepararci a quella vita , la quale non
& miſurata da meſi, da anni , o da fecoli , ma da quello ſpa
xio , delquale non ſi puòne per lapotenza di chipuò il tutto r, i-.
trouare altro maggiore , Anime ( dice egli) del cielo degne,
ſtirpe fouracelefte ,confortidel Angelica Natura,la Fede indio,
sle duegran forelle,la Sapienza , la Giuſtizia , la Continenhau,
e la Conſtanza,che mequa sù hannoguidato, condurranno
voi ancora primadal Mare uſcirannofiamme,e tene
bre dal sole , che da la malizia , e dël empietà
eſcà felicità , la quale non può giamaine
per l'onnipotenza diuina in animo
maluagio albergare, no'lcone
ſentendo Pordine did
infallibile Prouis
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IN FIORENZA
Ne le Cafe de Sermartelli nel' Anno 1597 .
Con licenza de' Superiori .

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