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MENTEM ALIT ET EXCOLIT

l'1

11mm

010

K.K. HOFB I B LIOTHEK


USTERR. NATIONALBIBLIOTHEK

*38A<189

.w<

v_.._.

II

DISSEBTAZIONI
SUL CALORE E SUL FUMO
- "fa,\
v_;,D 1
A.
.-.:-I \
\.. :_.
_\\v: ?_'_
\\4|

IDIISSEIRTAZINII

SUL CALORE v E SUL FUMO


DI
I

Q. @2gashm
UNA DELLE QUALI COMPRENDE
I VARI METODI DI .SVILUPPARE IL CALORE, DI ACCRESCERLO CON
ECONOMIA E DI DISTRIBUIBLO PER MEZZO DEI DIVERSI CALORIFEIII

su AD ARIA, su A VAPORE

'

L ALTRA CONTIENE
I MEZZI PIU EFFICACI IMPIEGATI SINO AL PRESENTE CONTRO IL
remo, E LA DESCRIZIONE DI DUE MECCANISMI AFFATTO NUOVI
D INVENZIONII DELL AUTORE
CON UN AGGIUNTA DI ALCUNI PROCESSI
PER PREVENIRE 0 PER ESTINGUERE GLI INCENDI

PEIRMA
ORNATA DI FIGURE IN RAME
E

TRADO'I'TA

DA G. B. MARGAROLI
SOPRA LA SECONDA EDIIIONE FRANCESE

MILANO
cui tipi di Paolo Andrea Molna
contrada dei Bossi , num. 1756

1850.

.1.

AL LETTORE
Quest Opuscolo sarebbe abbastanza raccoman
dato dal nome del suo autore sig. A. Teyssdre,
conosciutissimo per gli utilissimi scientici suoi
scritti,- ma di pi la materia medesima e per s
stessa interessantissima. Crediamo quindi che il

cortese lettore per ogni titolo ci sapr buon grado


di aver reso in italiana favella un cos vantag- _
gioso trattato.
Il calore per l uomo un oggetto indispen
sabile , giacch senza di esso non saprebbe esi
stere. Il
poi, oltre ad essere di sommo
incomodo ed insopportabile, riesce dannoso, giac
ch mina le ricche suppellettili, le belle pitture,
e gli ornamenti tutti delle abitazioni. Un operetta

pertanto, che offre il modo di accrescere con


economia il bramato calore e di togliere i di
sturbi e le mine prodotte dal lm0 , scacciando

quest ospite pericoloso con metodi semplici, si


curi e poco dispendiosiJ merita senza alcun dubbio
di essere letta e considerata; ed appunto tale

quella che ti porgiamo, o cortese lettore.


Il lavoro del sig. A. Teyssdre , oltre il pre

sentare i metodi migliori per l incremento del

calore e per l allontanamento del fumo, seguendo


lo spirito del secolo attuale , ch brama cono

scere non solo gli effetti , ma le cause produttrici


dei medesimi, discende in questi particolari, e fa
conoscere con una chiara teoria le cause tutte
che producono gli effetti che esso autore espone.
Chiude Egli poi questo utile suo lavoro col

dare varii processi onde prevenire glincendj nei


camini, o per spegnerli con certezza e sollecitu
dine in caso del loro sviluppo ,- argomento che
Come vedr da s il lettore noatr_o , riuscir deve

sicuramente graditissino , atteSol utilit sua.


Tutti i differenti metodi da esso esposti per
questi 11an oggetti , sono per lo pi appoggiati

a meccanismi inventati da celebri autori, o da


lui medesimo rinvenuti. Daltronde di questi ap
parecchi,offe egli un accurata descrizione, che

servir pu non solo a farli conoscere al lettore,


ma ben anca a servir di guida all Operaio che
y deve costrirli.
Un consimile trattato interessa non solo gl in
gegnieri, gli architettiJ i capi-mostri e le persone

tutte dell arte ; ma bens pure tutti i proprieta


rii, edancora ogni altro ceto di persone, avve
gnach il calore a tutti necessario , il tmo
disturba ognuno, e lincendio pu essere terribile
e dannoso a chiunque.

,- DISSERTAZION
SUL CALORE E SUL FUMO
4

Lo scopo, che ci sianio precipuamente prefissi


nella compilazione di questoperetta, quello din
dicare al nostro lettore iprocessi pi efcaci per
preservarsi daglincnveninti del fumo. Non per
tanto ci giova supporre che non riuscir dispia
cevole di qui rinvenire una dissertazione suliaina
tura, gli effetti ec. del uido che produce ;qei

corpi i varii gradi di temperatura. Il lavoro per


conseguenza si comporr di due sezioni tra loro
ben distinte.
'
'

Nella prima si tratter della natura del uido,


che produce il calore, e dei mezzi di svilupp'arlo
e di trsmetterl. '

- . '
\
Nella seconda poi-si trover lesposizionedelle
teorie che servono di base ai processi posti in
pratica per isbaraz'zarsi del fumo.

'

SEZIONE PRIMA

DEL CALORE, DEI MEZZI DI PRODURLO


,

E DI PROPAGARLO EC.

Il calore quella sensazione , che noi proviamo


trovandoci vicini ad un corpo abbruciante. La
privazione del calore si chiama eddo; il freddo

relativamente al calore ci che lombra alla


luce.
1 sici ed i chimici pretendono , che il calore
si produca dallo sviluppo di un uido , che essi
chiamano calorico, dentro le mollecole del corpo
che abbrucia.
Intanto, che il calore dimora combinato nelle
diverse sostanze si chiama calorico occulto (la

;tente), prende il nome di sensibile allorch sfugge,


e fa alzare la temperatura dei circostanti corpi.
Si cencepiva altre volte il calorico come com
posto di mollecole prodigiosamente elastiche, mo
ventisi indifferentemente in tutti i sensi nello stesso
modo della luce; il che lo fece credere una so
stanza non pesante.

Il calorico tende a distribuirsi ugualmente in


tutte le parti di un corpo. Se dopo aver fatto

riscaldare una barra di tirro nuna delle sue estre


mit ,si abbandona onde si raffreddi, dopo poco
tempo si trover cheeungualmente calda in tutta
la sua estensione, per cui 'vediamo che il uido
del calore abbastanza sottile per circolare tra
verso la massa dei corpi, persino i pi compat
ti; tuttavia eganpn_ penetra colla medesima fa
cilit in tutte le sostanze. Ve ne sono di quelle
che lo lasciano passare assai rapidamente, altre

al,contrario_hanno in alto grado la propriet di


arrestarlo.
. "' f' - > - .'
Le sostanze che, facilmente ricevono il calorico
nei loro interstizj*sono indicate col 'notne di
buoni conduttori del calorico. I metalli in gene

rale sono eccellentijconduttorir -" "


I cattivi conduttori del-calorico, 0 le sostanze
che non gli permettonodi "spandersi Se nOn che
lentamente , sono generalmente le-resine fil ve

tro, il carbone, la seta ;-i liquidi"; come lacqua,


l olio ec.; i uidi-elastici, come l-arial,ve' tutti
gli altri gaz; ma sdprattttO le materie che si
trovano divise in li sottili, -c0me sarebbe la la
na , le_piume, ed i peli degli ahiualir _ - '
INFLUENZA DELLO sfrrr I_I'ELEE Istrancm '

SULLA PROPAGAzIONE DEL CALORE.

Il calorico , . sicconiersie'disopra osservato ,


verisimilmente composto di hollecold doiatedi
a

10

una grande elasticit; non dobbiamo adunque


stupirci se le supercie dei corpi rimandano- que

ste mollecole nello stesso modo che una tavola


di marmo ripercuote la palla davorio che sopra
vi si lascia cadere. Egli ancora affatto natu

rale che una supercie levigata, come sarebbe


uno specchio dacciaio, rimandi le mollecole calo
riche con maggiore abbondanza ed energia di un
corpo il cui esteriore fosse ineguale e scabroso;

ma vi sono delle particolarit nella propagazione


del calorico , le cause delle quali sono per noi
un mistero. Una supercie bianca riette meglio
di una supercie nera, quantunque abbiano ri
cevuto un medesimo pnlimento. Una singolarit

di gran lunga maggiore ' quella che un vaso le


vigato o liscio si raffredda meno sollecitamente

di altro che abbia la supercie ruvida; e si


riscalda anche pi presto se si annerisce, o se gli

si toglie la sua levigatura; basta altres d invi


luppare il vaso in una semplice tcla', per cani
biare ad un istante le sue facolt conduttrici del

calorico. Se poi la tela fosse" bianca ed il vaso


levigato , il liquido che questo contiene (noi sup
poniamo che il vaso sia di metallo) si raffred
der pi prontamente di quando fosse nudo;
accader il contrario se la supercie del vaso
sia nera e scabrosa, poich la tela bianca gli co

municher sino ad un certo grado le propriet


del polimento, ossia della levigatura; [se la tela

II

fosse di colore nero i fenomeni avranno luogo


in senso inverso.
l

CAPACITA DEI CORPI PEL CALORICD.

Colla espressione capacit dei corpi .pcl calo


rico si vuole fare intendere, che le diverse so
stanze hanno , seguendo la'loro natura , la pro

priet\di assorbire una quantit di calorico pi


.o meno grande, avanti di riscaldarsi al medesimo
grado. L acqua p. e. assorbisce a peso ' uguale
(otto volte pi di calorico che non il ferro, purch
abbiano entrambi il medesimo grado di calore:
_ecco perch si vede uno sviluppo'maggiore di
calore quando si abbruciano certe materie com
bustibili , come la quercia, il tiglio, il pioppo ,
il carbone di terra cc., che non quando si fa fuoco
con altro legno, con torba cc. Queste ultime so
stanze avendo minore capacit pel calorico delle
precedenti, esse ne contengono molto meno, le
ne devono per conseguenza produrre meno quan
'do si decompqngono colla combustione.
.
DEGLI STRUMENTI non: A msvmm: LE VARIA
z10m DELLA TEMPERATURA, cm: I coam sono
SUSCETTIBILI DI PROVARE.
Lo strumento del quale ci serviamo per misura
re le variazionipdella temperatura di una sostanza,

12

conosciuto sotto il nome di termometro (dal


greco therme calore, metron misura
Vi sono termometri di pi sorta; ma tutti
sono fondati sopra questi principii: che una c0<

lonna di materia, siain istato solido, 0 liquido, 0


allo stato di gaz (come laria), si allunga o si ac

corcia, secondo la quantit del calorico che ri


cave o1 che perde.

Siccome la temperatura dei corpi non che


relativa, isici hanno preso per punti ssi della
scalatermometrica la temperatura del ghiaccio

che si fonde e quella dellacqua bollente. Ognuno


avendo dei termometri sotto gliocchi, compren
der ci che'segue senza bisogno di ponderate
ed estese riessioni.
Il termometro pi comune formato da un

tubo di vetro terminante al basso in palla ed


all alto ermeticamente chiuso. Questo tubo e
quasi intieramente riempiuto di mercurio o di
alkool, si per conosciuto che il mercurio
-preferibile a quest ultimo liquido.

Quando si fa' un termometro si riempie il


tubo di mercurio purgato dallaria e da qualun
qne'sisi'altra sostanza estranea; si pone quindi
la palla in un miscuglio di acqua e di neve, e si
marca Ove termina la colonna del mercurio in al
to; simmerge poscia il medesimo tubo nellacqua

bollente,o piuttOsto nei suoi vapori, dove il calore


fa prolungare la colonnadel mercurio che trovasi

I5
nel tubo, e si segna pur ora' il Punto ove "per

venne questo prolungamento, dappoi si divide lo


spazio rimasto tra un punto e l altro, cio dalla
temperatura della neve a quella dell acqua bol
lente, in un certo numero di parti uguali che si
chiamano gradi.

Nel termometro detto centigrado, lo spazio


che rimane tra i due punti ssi diviso in cento
gradi, nel termometro ad alkool detto di Baumur,
il medesimo intervallo ripartito in 80 gradi; il
termometro di Deluc di mercurio, ma nel rima
nente tutto consimile a quello di Raumur. fa
In questi tre termometri il punto dal quale si
principia a contare, o. il 0, anche il-punto del
ghiaccio liquefattivo. La lunghezza dei tubi
divisa in un numero indenito di parti uguali,
tanto al disopra, quanto al disotto di questo pun
to, vale a dire che ascendendo'si legge: o, I ,
2,3...,10,20, 3o... 80... mo...
1200 gradi di calore ,; cos pure nel discendere

si legge ugualmente o, I , a , 3 . . . 40, 50 gra


di di freddo. Si esprime la parola grado col se
gno , ponendolo alla diritta verso lalto del
numero, in questo modo volendo indicare 3 gra
di, 4 gradi, si scrive 3, 4
Oltre i termometri dei quali abbiamo parlato,
ve ne sono ancora altri due, che meritano di es

sere consciuti, quello, cio, di Delisle, e quello


di Fahreneit.

14
Il termometro di Delisle n0n hayche un sol
punto sso, ed il calore dell acqua bollente;
partendosi da questo punto si contano 150 pri
ma di arrivare a quello corrispondente alla tem
peratura del ghiaccio liquefattivo; si conta in
determinatamente tanto al disopra quanto al di_
sotto del punto di partenza.
. Il termometro di Fahreneit ha due punti ssi,
quello dell acqua bollente, e quello indicato dal
la temperatura.di un miscuglio di sai marino e

di neve: 1 intervallo compreso tra questi due


punti trovasi diviso in 212; si comincia poi a

contare dal punto che indica la temperatura


del miscuglio , e siccome questa temperatura
pi bassa di quella del ghiaccio liquefattivo ,
cos non si trova il punto corrispondente al 0
del termometro centigrado che ascesi 32. Per
indicarci gradi che sono al disotto del o di
un termometro qualunque, si fa uso del segno -

(meno), cos - 23 equivale alla espressione


723 gradi di freddo; + (pi) il segno che distin

gue i gradi di temperatura al disopra del 0, +_


29, 0 29 gradi di calore, signicano la medesi
ma cosa.
' -'; -eoivconmnzs mar ramomzrm.

Lintervallo del tubo compreso fra i due


punti ssi, del ghiaccio liquefattivo cio e del
l

15

lacqua bollente, riesce invariabile; egli quindi


facile di ridurre le indicazioni dogni termometro
nei gradi di un solo fra essi, p. e. in quelli del ter
mometro centigrado; lintervallo fra i punti ssi
trovasi diviso
Da Raumur in I.
Deluc
Delisle

.
.

80.

. >.
, _.

Fahreneit .
Centigrado

.
.

80
150

ma" meno 52"


IOO

Un grado di Raumur vale 10%0 , o sia I /4 c.


Deluc

Delisle

id.

id.

W/.5

/s

Nel termometro di Fahreneit avvi 32 al di

sotto del punto del ghiaccio liquefattivoz, ve ne


sono adunque soltanto 21_2 meno 32, 0 180 tra
i punti ssi del trxnometro,centigrado; adun
que un grado diFahreneit vale '9/.g.,, 0%
MEZZO PER PRODURRE XL CALORE.

Il mezzo._ che s impiega 'oomunemente;_per


produrre il calore, quello cheognuno cono
sce sotto il nome di combustione. Si pu,denige
la combustione, secondo il sistema di',chimica
adottato da 40 anni, la combinazione di uno dei
principii dell aria (l Ossigeno) col corpo che ab
brueia. Si osserva effettivamente che ilcombtt

16

-stibile ce'dsa- di abbruciare e di produrre il calore


tasto che viene privato di aria. Tutto' di si vede
metterelle bragmdi carbone aocesoiin un re
cipientef<qnalnnque ermeticamente chiuso, per
ismorzarle. E adunque incontrastabilecbe la pre
senza dell aria o di uno dei suoi principii, los
-sigeno, indispensabile perch vi sia combustio
ne e svilupp dicalore. Bisbgna ancora che la
ri_a sia rinnovata con molta frequenza, senza
di che la combustione cesserebbe nel momento

in cui tutto lossigeno fosse assorto.- Si pot fare,


losservazione che ifabbri f_errai bagnano di tem

po in tempo i carboni nelle.lorofunine, spargen


devi dell acqua per mezzo di una scopetta. Die
--tro le idee che si sono fermate sull antipatia

tralacquaed il fuoco, si sarebbe disposti a cre


"derebhe'lnngi da fomentarela costui violenza ed
attivitool versarvi dellacqua sopra, si dovesse
in vece diminuirne la forza; ma non pertanto le
sperienza ha provato il contrario: ci non recher
per pi sorpresa quando saprassi che lacqua
composta per una gran parte di ossigeno.
Allorch si avviva il fuoco conuna corrente di
ossigeno puro, si ottiene un grado di calore straor
dinario. .
.- C
f i.
.
s -' Il mezzo! di produrre calorecomb'inandoloS
Isigeno con una sostanza? combustibile non il
solofpraticato , giacch si produceben ancoca4
lo're col perc'uotimeuto, collo stronamento, e me-'
scolando insieme alcune materie.

I7

Un pezzo di ferro che si batta a radd0ppiaiti


colpi si scalda in modo da divenire persino rosi

so. I selvaggi per accendere il fuoco fanno gi


rare la punta di un bastone con molta velocit
fra due pezzi di legno. Si pu ripetere questa
esperienza sopra un torno con la maggiore faci
lit, appoggiando un pezzo di legno contro quel
lo che gira; qualche istante basta per eccitare
sulle supercie stronate calore sufciente ad ac_
cenderlef Il sig. di Rumfort avendo ssato una
canna di metallo , nella quale girava uno stan
tuffo per mezzo di un meccanismo, in un vaso
di legno, contenente otto litri'e mezzo di acqua,
giunse a farla bollire nello spazio di due ore e
mezzo col calore che si sviluppava dalla canna
di metallo; lo stantuffo era compresso da un
peso di 4,530 kilogrammi (9060 lib.), .e faceva
trentadue giri al minuto.
.
Si produce del calore spargendo, acqua. sopra
calce , o sopra gesso, o mischiaudola con acido
solforico, cc. In generale si sviluppa del calore
ogni volta che avvi combinazione di sostanze di
diversa specie.
DEI comusrmm.
Il mezzo pi comunemente impiegato per pro
durre il calore, quello di combinare lossigeno
dell aria con, un combustibile. I combustibili

18

vie pi comuni 'sono il legno , il suo carbone ,


-il carbone di terra e la torba. Esiste un gran
numero di altri combustibili come lo spirito di
vino, gli olj, le resine, i grassi; ma il loro caro
prezzo e la loro penuria non permettono di ab
-bruciarne per produrre calore.
Il legno il pi generalizzato fra i combusti
bili, e per lungo tempo probabilmente stato il
solo che gli uomini conoscessero. La profusione
colla quale la natura lo aveva moltiplicpatdsulla
terra abitabile, e per conseguenza la facilit che

si aveva di procurarselo, faceva s che sulle pri


me si trascurasse il carbone e la torba.
Perch il legno possegga tutte le sue-proprie

t afne di produrre il maggiore possibile calorie,


bisogna che esso sia sano e perfettamente secco,

Fra i legni ve ne sono di quelli che , seccati al


medesimo grado , producono minore o maggiore
calore degli altri; se vi bisogna una libbra e quattro
quinti di legno di quercia comune per produrre
un Certo grado di calore, come vorr per pro
durre il medesimo graclo
.

di Pioppo .
Tiglio .

.
.

.
.

.
.

.
.

lib.
.

1 1/5
1 I/4

Abete .

.i

x 1/2

Faggio .
.
.
.
. - .
I
Olmo .
.
.
.
.
.
l
Frasino.
.
.
.
.
.
I
Acero .
.
.
' I
Quercia, contenente 1/6 del suo peso
d acqua .
.
.
.
.
1

2/5
1 2
1/2
1/5
4/5

"9

Il carbone di legna e conosciuto da tutti. Da


ciascuno si sa chequesta sestanzasi-riducein

-tale stato facendo abbruciare della legna sotto uno


strato di terra: ecco perch il carbone e s diffe
rente dalle brage, che proced0no dalla legna bru
-ciata allaria libera. Il carboneproduce un fortissi
-mo calore, lascia poca cenere, ma si consuma sol
tacitamente;

'
"

Le quantit di calore prodotto da pezzi eguali
di carbone e di legno di quercia secco, sono tra
loro circa come il,numero 3 cd I.
o, Del carbone di terra, o fossile, ve ne ha di pi
SOrta, secondo-le miniere da dove si estrae. Al
lorch distillato (abbruciato p. e. in appositi
vasichisi per estrarne il gaz idrogeno) per
lo meno uguale in qualit al carbone comune,
se anzi non gli preferibile, e produce mol
to calora,-ed esala pochi vapori; ma si consuma

pi sollecitamente di quando viene impiegato


come esce dalle miniere (I), il carbone diterra
non distillato, abbrucia con amma come il legno.
Non si-sa bene ancora spiegare in qual modo
-si formi il carbou fessile nel seno della terra :,
gli uni pretendono che questo minerale sia il

prodotto di una combinazione di legno sepolto


da un tanpo'immemorabile con altre sostanze ,
(I) Il carbone distillato si chiama con nome inglese
coke.
: ;r
,
w

no

come bitume cc. Qualunque siasi lorigine delle


miniere di carbone fossile, esse sono in realt

immensi depositi di combustibile dati dalla provvi


denza per supplire alla mancanza del legname ,,
la cui distruzione riesce inevitabile in ogni paese
ben coltivato. Le miniere di carbone sono tanto

abbondanti, e gli strati del combustibile sono


cos estesi che non si deve per nulla temere che
gli uomini, pervengano giammai a vederne il ter
mine.

La torba si, crede, come assai verisimile,


formata da vegetabili accumulati a strati, pi _o
meno resi densi di anno in anno , e-convertiti
dopo un certo qual lasso di tempo considerevole
in terra grassa cdi colore nero. Lagtorb'a' si'tro
vacomunemente in luoghi bassi e paludosi, e
ve ne ha di pi sorta; quella di prima,qualit
forma una massa compatta e pesante, senza al
cun miscuglio di ghiaia e divegetahili; latorba di
qualit-inferiore leggiera e spugnosa, il che si
attribuisce alla imperfettav decomposizione dei
vegetabilidai quali vien prodotta , non pertanto
essa abbrucia assai bene, ma. cdnsuma rapida
mente.

Avanti d adoprarela torba, bisogna farla


seccaredopo averla scavata, ci che non si pu
eseguirecon successo se non che, in estate; si
pu nondimeno accelerare la essiccazione com

primendola, ovvero batten\dola in alcune forme a

a:
guisa di casse poco profonde; questa operazione le
d maggiore consistenza, e fa che impieghi mag
gior tempo a bruciare prima di consumarsi.
Per eccellente che sia una qualit di torba

d assai inferiore al carbone pei prodotto calori


fero; ci siamo assicurati con esperienza che vi
abbisogna cinque volte pi di torba che di cari
bone per produrre il medesimo grado di calore.

Il peso di un metro cubico di torba Varia tra i


540 ed i 945 kilogrammi; quella di_prima qualit

equivale a due quinti del suo peso di carbone.


Alcune volte ancora si distilia il carbone di
torba,- allora i suoi effetti calori_ci sono a con-'
fronto del carbone di legna come I e a a 2/5.
Tavolacontenente i rapporti delle consumazioni dei
diversi combustibili giusta il lor peso occornqnti per;
convertire un metro cubico d acqua in vapore. I
Coke, o carbone di terra distillato. x
Carbone.
'.
.
.
.
. " I

Abete secco. .
Torba distillata.
_ Faggio secco.

. . '
.

I'

. i. e.

3 1/5

. -| _.,

Quercia secca.
.
.
Torba di buona qualit.

.
.

.
.

4 1/3
7 1/2

y .

'

Abbsognauo in circa 225 kilogramm di 'coke,


a carbone di terra 'distiiiat0, per convertire un
mr_cubo dacqua in 'vapore; bi5'ognauo dunque

5551} pi l_m'et_di questo numero, o337' kilo


.''_'i

22
' grammi di carbone per ottenere il medesimo
risultamento.
'
Altra Tavola contenente il rapporto delle quantit
dei diversi combustibili, considerati relativamente al

volume (alla misura), che bisogna abbruciare per al


zare un corpo al medesimo grado di _calore.
l.__

Carbone di terra." "

|>.

Colce, o carbone diteria distillato.

Quercia.

. '

Carbone.

1 litro
i 7/10

5 IO
4

Si possono ben anche porre'nel novero dei

combustibili di prez'zo vile , e che in. molti paesi


fanno le veci di. legna o di" carbone per riscaldare
le abitazioni, cuocere gli alimenti, l erica ed
una folla 1 altri piccoli arbuscelli; la paglia con
cui si scaldano iforni con successo; lo sterco
bovino abhrucia benissimo allorcb stato espo
sto al sole durante un dato tempq_sufciente per
essiccarlo ad un grado conveniente; gli .erbaggi

solidi, che hanno radici forti enumerose, pos


sono (quando sono stati esposti per alcunimesi
al sole dopo essere stati strappatifdal suolo) for
nire un combustibile che non da sprezzarsi; si

sa quanto considerevole il calore che si spari


de perypi, giorni allinterno ,dei piccoliim'
massi che si ahbruciano nelle terre per la, prima

volta preparate alla coltivazione, Nqi yind,ielgeg


remo altroyei modionde_spttrarsiai cattivi (3in

che esalano alle volte consimili combustibili.

23
Inne si rinvengono allestremit settentriona

le dell America popoli crranti e selvaggi, che


hanno durante il verno per unico loro ricovero
una capanna fatta soltanto di strati di neve
congelata, i loro letti sono strati di neve sui
quali stendono delle pelli, il loro abituro viene

soltanto scaldato da una lampada di pietra, il cui


lubignolo , che un pezzo di muschio, trovasi ali

mentato da olio di pesce, essendo questo il


solo combustibile che possono procurarsi in cos
rigido clima.
DEL FREDDO.

Il freddo , siccome si fatto conoscere al prin


cipio di questa sezione, la sensazione che ci fa
provare 1 assenza del calorico. Il freddo sem

pre relativo, vale a dire che un corpo non ci


sembra freddo se non perch trovasi ad una
temperatura pi bassa della nostra. La tempera

tura dei sotterranei o delle cantine presso a

poco la stessa in tutte le stagioni dell anno;


non pertanto noi le troviamo calde nel verno e
fredde nella state. Non vi ha sostanza del 'resto
che sia totalmente priva di calorico. Il ghiaccio

stesso ne contiene, in maniera che si giugne a


iiscaldarlo sino a farlo fondere, stronandone
d_ue'pezzi 1 uno con 1 altro.
'
_. Il freddo generalmente aumenta allorch

24
che sbnitorno di noi passano-dallo stato solido
allo stato liquido, o dallo stato liquido a quello di
vapore, come si osservanelnoghi ove il ghiaccio
si liqucf (r). Si p'rovat' un freddo sensibile nellu

seire del bagno, perch lo strato di acqua che


in contatto con la pelle svaporando perell'etlo
del calore dl corpo, gli togli"una parte del suo
calorico. Finalmente se l aria che contenuta
in un appartamento venisse a diminuire senza
che altra arrivasse a prenderne il posto, la tem
peraturadel medesimo abbasserebbe considera.
bilmente.
'
:
-oa ho (sw': mq '.'
Il: I_w. r-

>"f'" ' "DEI bAOTER'I.


lIll 1: '!lh'l 1. I'*Q.

siv r"

.1 . '

\1. .

versa perlespenz th atspe'rs0ua abbiso


'di "IO neti-i cbi'i d ara Ogni Orti perch
ppslibei'ame'tite"respirare; adunque questa

qnait""al"t)iilbhefa duopo riScaldare per


quatnhnierud gradi. Quindi se l ap
pithlltnto avesse Seimetri cubici ,' bisogne
rdbbtll3gratnnieidicaibone di terra ogni
ora per manterierel' sna temperatura a 20
ho er:q f

vCI..III E. -.- I .J.'

allbeeqm, p.eg:ati0tbehdo di calore (termometro


Mli'ttld) f 12% alaarsi. adallnf temperatura del ghiaccio
alla bollizione, eg5Iel abbisognano qpgsi 600 per con

vertirlqtotalmente in vapore: Tutto il_ calorico assorbito


il liceit 'circo'stanza'lilallacqua

evidentemente tolto ai

c" i liifdstalllipiincipalinente ai"combustibili.

25

20 gradi del termometro ccntigrado' (pag. 14),


quantunque laria che contiene si rinvasse pi

' di tre volte in pari tempo.

v Si d generalmente il nome di caloriferi ai di


versi sistemi dei quali si fa uso per propagare il

calore.
'
I pi comuni -sonoi camini, le stufe, i for
m, ecc.
.
I camini sono i pi viziosi frai caloriferi, per
ch con essi traesi appena protto di due mille-
smi del calore prodotto dai combustibili che vi
si abbruciano.
Si dimostra questa verit per mezzo del se

guente esperimento. Si abbrucino nel camino


di una stanza ben chiusa, la temperatura del
l7 aria esterna essendo a 5 gradi del termometro

al disopra del zero, il kilogrammi di carbone


di terra in quattro ore. La temperatura media

del locale, misurata con molti termometri, sar


cresciuta di 2 gradi e mezzo. Ora ti kilogrammi

di carbone di terra avrebbero prodotto cinque


cento volte pi di calore se si fossero abbruciati
in uno spazio chiuso da ogni banda. >

Si con0sce di fatti che la maggior parte del


calore che si Sviluppa nelfocolare si dissipa nella
canna del camino, e che non ne riverbera nella
stanza che una debolissima parte. '
I camini di ghisa di Desarnod producono una
maggior quantit di calore, ma sono vere stu

'

26

fe5'. perch di sovente situati nellinterno della


camera ad una distanza considerevole dai muri,
comunicano colla canna del camino per mezzo

di lunghi tubi. Se poi la lunghezza di questi tubi


fosse tale da rendere la temperatura del fumo
che esce al disotto di quella dellacqua bollente,
non perderemmo che un decimo dellintero ca
lore sviluppato dal combustibile. Tutta la diii'e
ronza che esiste tra una stufa ed un camino alla

Desar-nod , che in quest ultimo si pu vedere


il fuoco.
. 4 Se=fa mestieri bruciare cento libbre di com
bustibileiiufun camino ordinario per ottenere un
certogrado ditemperatura, non ne abbisogne
ranno , poste le eguali circostanze, che sole tren

tatv.per un. camino alla Desarnod.


"Qualunque! siasi camino pu essere facilmente
ridotboliu modo da produrre la medesima quan
titdicalbre che ottiensi dallaltro chiamato alla

.Desarnod.

. 1

1,1 Per conseguire oibasta far circolare intorno

alla stanza i tubi destinati.a dare uscita ai pro


dotti della combustione; il camino in tal caso

far le veci di una stufa posta contro il muro, i


cui tubi presentano alla massa dellaria da riscal
.dbr=minomi o maggiore supercie.

La gura 1, tav. A; rappresenta la pianta di


uncamino che pu dare una idea di quello che
noiproponiamo in vece dei camini alla Desarnod.

27
Il focolare F si trova dmdiuaridpnsso ;up
muraglia della stanza; o'4-vnrg, s.' "un;tttlm
del quale uno degli orizii in d;;g l alt/mine,

lorizioo comunica direttamente col focolare! F,


ed pel suo mezzo che'i prodotti dellacombul
stione entrano nel tubo , lo percorrono in tutta
la estensione ed escono in seguito dallOricio 5,
il quale si trova di dietro al focolare, e comunica
colla canna stessa del camino.
-

Allorch la stanza da riscaldare situata a


pian terreno, 1 apparecchio che noi proponiamo
_non presenta alcuna inconvenienza: iltubo 0: v

r 5 pu situarsi al disotto del pavimento; 'lnh;siu


come in allora il calorico dei uidi'chelo percor
rono uscirebbe difcilmente nella stanza, bisci
gnerebbe cosi porre agli angoli t V r n di qualit.
delle colonne, o vasi metallici di rame o meglio
di ferro fuso. Questi vasi comunicharebbero per

la loro base col tubo conduttore; i luidi caldi

/ provenienti dal focolare si svilupperebbero nel


loro interno, e tramanderebbero dai loro pori Una
quantit di calore proporzionata alla supercie di
essi.

n.2- b

Si potrebbe opporre che i prodotti della com


bustione, avendo percorso una serie.rdi-iubirdi

qualche estensione, sarebbero troppo eddialla


loro uscita per istabilire luna (corrente, asten

dente nella canna del:caminogqueslto accadrebbe


invero se 'l oricio s si trovasse lontano dal fo

28

colare mapostolo intieramente contro il combu


stibile ,omeglio, fatta passare 1 estremit u s

dellabo.a_l disotto dello stesso focolare, evi


dente che illuidi usinendojdalloricio s avranno
acquistato abbastanza leggerezza per istabilire una
colonna aeriforme specicamente meno pesante

dell aria esterna.


V >Ogni qual volta il focolare sar posto in uno _
dei piani superiori, non sar presso che possi

bile di far, circolare il prodotto della combu


stione nei tubinaspmt_i sotto il pavimento, atteso

insufciente,
ed gli
in
thtli?laxgrossqzzawdiresvsoi
casi_sii,laiirebbeldalteniere
mai sempre
enrti
non si avesse riguardo
alla poliiezza odalla_regolarrt della camera , si
pprt'relglbefar
conduttore per la
l_ii_pglliie(zza iptiera dei muri, rallontanandolo dal
pagimaqntppefr'fpezzo_.di _un sostegno o zoccolo

<ifriletfes.desre

39

si P'

trebllq:scusargzgql sono tubo ,_conduttore, e to


g_iere f.vasi metallici, che"sono indispensabili
l." ..'1";.:"
'
;"
_
se
tanto uaudo il tubo trovasi nascosto
sotto il
"2.', ')l' ._i':- (Pl"l l>.' J\."-
'
"rnen(to'
.vt ".

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r;.'r,.'

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i h letqr-srgurer
facilmente,
che il_ tubo
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u.=_r .
_
conduttore dpu corrqr sqnza inconvenienti la
li

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,rpqril l una_.stanza_Qua unque,

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mm
mr
urcli
sialal edisotto.o
S, '.t"".

al disopra

delle

f.-"..: udn-Jc w -

nestre.
-

A34 or
an o il tu o passa al 1s05'a
delle . ne
)
'lll.)fi,llll f} " " ."
1?."
stre , esso non mcom_o a le persone che 51 li)?

_ i. _\

u =-9.s

vano nel locale; ma cagioner dei dannialle pi};


ture o alle cornici dorate che ornano'rdin'az,
riamente le stanze. Si eviter per talelinconven

niente allontanando i tubi dal muro per qualcli'e


proporzionata distanza ,fe raccliiudendbli_enl
tra altro tubo di diversa -nrateria- poco Ci)ldtitj

trice, cio:di legno ovvero 'di cartone, e agli


angoli della stanza si porranno poi delle }colonne_,

odei vasi metallici. I medesimi vasi 0 colonne,


potrebbero essere anche esse in parte copertedi
una specie di camicia dica_rtone di_ldgn'o,

ben inteso che questo

debba"laisciayeJ

tra s ed il vaso ocoldnnlbindistanzii

_.

cuoi Pollici. Lii stessa'preciiuzion dovufpi-le'ff.


dersi iiguaivlo_altubo 'conddttor'ei',

L1 :l,' b;

Proponiamo poi dei vasi {metallici ' per

nicare col tubo conduttr'e, lgh'qesrpgir


in alto della stanza, pr_tift_sE'_ciasslf
pi leggera della fredd'a nii discenldertibdgs'ipb'
alle persone che vi 'si ritrovano, iiitutla'quellavdell'l
quale verrebbe alzatallva temperatura dal cbi|ii
tatto e dalla vicinanza'deltiiboi'condnlitiofensfug-l
girebbe per le aperture superiori._

i"tubi delle stufe 5h assi'iEf arasalraf cl


<. ' '( V.\ .. ""'
2'1-l:110,9
capo delle persone
che SI 7 ovano:.in. una
0 me

fa,
:la idi;cqi"s''fsu "j mitt1rfprsa
'a
generalmentpro'cd'cal'rel,usiibbee,
si
.

--4':(' \> t' t. ,,q f)(.b:= ti 0 MB


grande
estensione,_ci
obenon acca ere '1u
e se1.

n: c-.U lf,'ij'. ';UUIUU.HJL non 0:69 911:

50

i medesimi tubi girassero poco al disopra del Pa.


v'imnl0-

l. ,

Lapparecchio che noi indichiamo sar co


strttq' di maniera che si possa disfare e ricom

porrd iii poco tempo onde nettarlo ogni volta


che si .stimer conveniente. La fuliggine, come
Ognuna" sa , si accumula ben tosto in un tubo di

stufa; ;
> _ _
a-',,"h?;d_ vantaggi del camino che rappresenta
'I ,V tavola A quello di produrre per
Qiezi.z? 'afllptficip o una corrente molto pi

s"iaiv'iertellii se il focolare F
ll'rtsoliio'lal'continnazione del tubo
__ r_S\Qi _<_e_l jeamnoypoich in allora il calorico
l

attratto insiem coi


che siformapo nel focolare. Ma siccome

Jnel
) 293'91C7minoqesti medesimi uidi sono
f.farejilligro della stanza e per conse
MUSE-9:3 ;a_ Soggiorn'ar'v' "durante un certo tempo,
,fc .,}f_'alcgrib 'che'li accompagna deve uscire
w .'
arie compongono lapparecchio,
ela;iillgfifcie lalixnag'gior parte di esso si svi
exoi . tiglra istn:

-w; 1 -E%&fv0iofiissere di metallo, come ferro, ra


vele'i rt)i rnie hhno'llvanta '
r
<vqd
, f . f
_
ss1>sra
&lfff'9ifdiwdssier'inno soggetti a co

iiie; iiia Lliniti poilfinconveniente

q..

s;m ]
f;'qiianlf soii0r"riscaidatii, n forte e
gl>lc l<l>'fd i)dffr hltibsii sio di maggior

3i

costo degli altri. I vasi 0 colonne, chnoi po.


tremo chiamare serbatoi di calore , saranno fat

ti, se si vuole, di latta; non perci si ___rieqno.


sciuto che il ferro fuso preferibile ad essa_,
avvegnach arrngginisce con minore facilit.. __\_f,\
, .
.
._ ._.i..
CALORIFERI AD RIL LIMENTTI DLLO SIRAMF pg.\

Parlando dei combustibili abbiamo detto, re

cedentemente (pag. i7), che gli abitatori

ella

campagna possono trarre un gran protto dallo


strame e dallernigg, aygndpyenquappprtptto
in abbondanza , ,.e. massimamentevne campi; _=lge
sono per la, prima voltafvlavorati.r Indiplerepio

adunque di presente la costruzione

quelafs,pe

cie di forni, che riuscirebberovantaggi(osiper;ali

bruciare i combustibili divtale


,; , U" 3;",
Il fuoco di tali sostanze nonz;ha considereivele
vigore, mapure la suaenergaf'i sufei'epteiiileu
te forte per alzare la temperatura dellariafti
che per
li alimenti.Tuttoadiinqqepois
siste
nel cuocere,
distribqi'sie
con economiaillq'a 9rpivo-

dotto da questo combustibile, Le :qutgyglgpo


tempo nel. cercagejdi,levargliquel caf,tiyiofflore

alcunefmltPF9W": Priiite B&?'%?k


punto noi prppqpimp il,foeelareg,;4ta5 ai av.
A) situato {pipiaiiteri'enohed alimenti? ,_ dpj.:ujia .

debole corrente daria isoiu

pgl'pic.

Wbe lana fil;ittttlitliitftfttlli'

52

cante col di fuori, e ricoperto da un piccolo


cappeiltic t? itxlii "sii, r_r 'colnunicheranno col
focota'ro, ed? aiidiuno a terminare nei tamburi
d'msrr0 ISQu'nto maggiore sarla capacit

dei owlare qtiantd'p'i moltiplicherannosi i tami


htitiT', piancbra gli effetti caloriferi saranno

sensibili nel locale da riscaldare: un piccolo tubo


W della medesima grssezza del tubo ti. servir

[nel corso dei prodotti della combustione.


1 Il focolare F sar di mattoni, e se non si
in-icaso di fare molta spesa, si formeranno , in
vece dei tamburi TT, delle cavit nel muro fo

deratedi matronigte quali cavit saranno chiuse

dalla parte della camera con semplici lastre di


httaljgjnf ';.31

Km:

f"Sl

'

men {Holofnlle "rrg: 5,"tiw: A) sar suf


cieblie per- 'rscalddre'iinaccoucio modo tutte le
mese detta casa -di*ui agricoltore. Ad un biso

-gti-ipdtrebbero farei tubi conduttori ss rr di


iottilinattni "di terra. Queste materie non

aghiqalgen0 ai!netlli"dttso la loro poca con


duttibilitipelcalbrico; ma un tubo di terra
Perbim'nodispendioso difun tubo "di latta. Le

diverse Parti di -un"'ealorifer0 riscaldato da er


nicaostram, devono essere alquanto grandi,

perchr'il calorico si sviluppa lentamente in un

ibeolreialimentato daquest'inatcre, ma una


volta chei tubiconduttori, come anche i serbatoi,

abbiano 'acquistato-uiieert'ogrado di calore , lo


.|'r.i- I
n

'm f.2f.-

-1-

.
conserveranno per lunga pezza senza chefciui
bisogno ulteriormente di alimentare il focolaio, a:
si goder sempre durante pi giorni unaitmb,
pratura molto dolce nelle varie camere*eb 'i'
ceveranno le ' correnti del calorifero. La torba'
pu essere usata in vece dello strame, come
pure il carbone e la legna. Ma noi vedremo ben

tostoche _ molto pi utile di trasmettere il. ria-r


lorico di un focolare per mezzo del vapore del

lacqua, che non per mezzo dei fluidi aereiformi.


Z'_I '

ma?

mscu.maa cm srmzs con un moroaa. fm.l>


>
L -c
'"ii

Ognuno pu osservare che lo stronainent0


di due corpi, l uno contro lallro,.sviluppa del
calore. Le mani si riscldauo- st)nandole f
comprimendole. Il legno che si strona, con un
rapido movimento, con altro legno siriscaldal
sino al punto di accendersi, avviene lo stssddgia
metalli, l asse di una vettura che corra;rapidge
mente abbrucia la testa della ruqtat.Eceto llexreb
lazioni di un sperimento che il celebre Romqu
fece sul calorico che si sviluppa pelle streqa;nmnh
to dei corpi. Volendo assicurarsi se .il-_- paleriem
nascosto (latente) sia ,o.non sia pquitutal'neil
corpi, e se in quantit nita 9 indenita fergsluh

canna di metallo in.unag secchia dirlegno, .la glia-v


le contenevajda.v nove litri. diagqgfpdmm

della canna girava un cilindro pure di metallo ,


i

34
che comprimevane il fondo con un peso di_4530
kilogr. Alcune ruote mosse da cavalli facevano
eseguire a questo cilindro un giro nel tempo di
due secondi. Nel termine di due ore e mezzo la
quantit del calorico sviluppato dallo strona
mento dei due pezzi fu bastante per far bollire
1 acqua, e Rumfort si assicur con molte. espe

rienze che in tempi uguali era costantemente


sviluppata la medesima quantit di calorico, vale
a dire che se si fossero levati inove litri dacqua
in bollizione , e si fossero rimessi in loro luogo

noverlitri- di acqua fredda, sisarebbe ottenuta


la bollizione di questa nuova acqua nello stesso
termine di due ore e meno. Ora essendo dimo
strato per esperienza, che se si cantinua ad in
trodurre del calorico in una massa dacqua ser
rata ermeticamente in travaso, questacqua acqui
sta una grado diicalore tale da fondere i metalli
mtessi nelvasoposti, quantunque circondati dal

olacqua, ora, dicevamo , se il sig. Rumfort avesse


rinchiuso l?acqua che circondava il suo piccolo
appaxeocliioin un vaso di rame, che non presen
tasse alcuna uscita al vapore, egli sarebbe giun

'dbuaz.comunicarle una temperatura sufciente


--enqente neleNata per riscaldare? aria circostante, e

.u,:iiseaconsumare.Combustibili. Quello poi che


buoi intendiamo,dirrtostrare con questospetimenl0
isiieiqlnino movimento sdlt'anto E\pbssibile pro

durre cdel caloreg-non preteedidmofper din

35

dicare questoxnezzo come Offerentevantaggi ab


bastanza grandi per essere messo in pratica; nul.
ladimeuo un uomo ricco che avesse una cascata

d acqua a sua disposizione, -0 che im-mancanza

di essa volesse mettere a protto la forza o la


rapidit dei venti, potrebbe fare costruire un ap
parecchio molto semplice in cui queste correnti

sarebbero il motore , e colle quali riscalderebbe

una o pi camere della propria abitazione. .Si


vedrebbe in allora il curioso spettacolo di un ap
partamento riscaldato nel pi rigido del verno
per mezzo di una 111300hl033,0h0 ive'nti pifred
di metterebbero in movimento;
fv - :--

7 > -\ini
'> 'm-i- -.t

CALORE ruoporro m: RAGGI somm. c..,.1>i


.

' .

>

fil)L Il

Non s ignora che la presenza del solwfa al


zare la temperatura dei corpi-sui quali cadono i
suoi raggi; ma poche-persone sanno; che Luigi
di questo astro concentrati per mezza di:uxio
specchio producono etfettidi calore chesbrpas
sano quelli dei focolari i pi ardenti. Ecocna;qna
prova.

', -

\,I

, '

.ll; meni

Si leggevauella storia di due mila :auuiaih


dietro che Archimede aveva abbruciato con que
sto mezzo mphi vascelli, della otta. di Marcello,

mentre assediavano.Siracusa. Questo fatto per


era di gi posto nel numero della. favole.,.quan
do il padre Kirker scienziato alemanno ,-\viag

36g giandalim5ioiliak,
ebbe la 7 curiosit di misurare
la distanza che poteva esistere, al tempo dellas
sedio di Siracusa, tra le muraglia di questa citt

e le;- navi

Romani che erano le pi vicine, e

trov Che questa distanza era di circa 30 tese.


11 Celebre Buffon volendo assicurarsi se gli effetti
dello specchio di Archimede fossero chimerici,
ne fece costrureuno, che componevasi di 360
specchi, avente ciascuno 8 pollici di lunghezza

sopra'6 di larghdvza,e lo pose in opera nel giar


dnze'delle piante 14 Parigi: Questi specchi situati
f.iin _piandlolle18vpvalaforma"di un bacino

ig;ilarii,teramoinclinati in modo che i raggi


dgule cadendosull l'orof supercie andavano
ieri il) eltereiil aaedesimo punto. Quando
miavansene sdltum'omz, {si accendevano le

gtiasfcombastlatlakdistalizafdi 20 piedi. Qua


a;zgycitirfnb fa'ev anoffohder'e - un vaso di stagno,
693 ng*lfohd_vdgi Speciedimetallo a 40 pie
diidx llff?fiamasltfaltdo latmosfera era serena

5rgfqgfrev'al tegues ero piedi. Il focolare dei


rgPsbiallf

spaziocnttov'il quale si ope

1'Waaai'qiilegtldlil'el feaomeni, aveva 7 pollici di

d,l:fnb'g "'iiilitidafdliitaIIS ch un vaso ri


.:fuf
;edpapifs considerevole e
P,fgtn iiiiafdistanzla:conveniente dagli specchi,
ifb:soihitoftantb i!alof,fda convertire la

a .,i 1 jidgporelii,
11
,
':
.. \ i, , w.\itl.
o",

esseiid'o' distribuito,
')2':_ i r

=L

5765
come lo indieh'eremo, avrebbepotrito lriseldaae.

una serra od un appartamento. - '


n 1 r-:-hih 51
Noi non parleremo-qui del calore che si svi-,;
luppa dal miscuglio dicerte sostanze, come 3
lacqua, lacido solforico, lessenza di tremen- .1
tina cc.

.. ,

" '
nex cu.oxurems vuom n3scqus.

I,__,.._ u
- ll)
.f -} m;

_.t,gqa
I sici avendo riconosciuto da lungo tempo/l.
che una quantit dacqua per passare allo statqb

di vapore assorbisceflcinque Molte,frilpettarrqtp,d


calorico quanto ne abbisogna:iparxalzarsidallag,

temperatura del ghiaccio liquefattivo _a quella!


dell acqua bollente,.vollero altresrlalcepi di essi;

porre a prottole' propriet del reporeperitrasy


mettere e distribuire il calore che si,accunralaiqn
una caldaia riscaldatac0n un combustibile ,gua;,

lunque. Furono gllnglesiyi primi,iebe ottennero,


successi considerabili riscaldando in questafmart,

niera le serre e gli appartamenti e_c. Una,,diilim


colt' che sembrava in sul .principinlaslsaidiicilg
a'vincersi, fu la opinione sui alcune ;pepsonelsah

pianti, che pretendevano, ziinnf,senza ,veifisimixj


glianza , che il vapore dellacqua, dpygseperdere,
a poca distanza dalla _Laldaia tant\o,ldel isuo,',ca-(i
lorico da concentrarsife(paasarehdinnqoroallq
stato liquido; ma lesperiepzawdinrostrgfth qple-D
sti timori erano mal fondati, 'perch si osser

"58

Ivatoohe il,uapore si allontanadalla caldaia pi


di;160tlmetri senza passare allo stato liquido. Si
vede pure in Inghilterra una serra che viene riscal
data dal vapore sontmii:istratole da una caldaia si.
4natayin un altro-angolo del fabbricato. Un prato
vpassa tra questa ultima e la serra, ed il vapore
traversa questo prato, scorrendo in un tubo sot

terrato alla foggia. dei condotti dacqua.


.; 52. H mm TUBI connurrom mar. vuona.
(bi-Nei

li.

. ..'I

su.

, 11 1

su.

il'mdxtiubizchetrasmettonoiliyapore dalla caldaia


Mail; diverse stanze di una abitazione, devono es
"sene*dimetallo,atinch possano resistere alla
-f0n26_. espansiva, del uidoelastico, Si ricono
-;sciutmehmidtuhi di ferro battuto hanno tutte le

nProPriet desiderabili : gli operai, che hanno la


--bitudine di farei.cannexda fucile, accudiscono
lalla:.loi*o fabbricazione, il che , come si vede ,
;,deve renderli-un poco cari. Un tubo di questa
1spebiedli .6.piedi di lunghezza costa in Inghilterra
seiicdnp franchi, il suo diametro non ha pi di 6

:ih:7dideii Questa capacit sufciente al pas


isgg'io del vapore che si reca dalla caldaia al ser
;batoioudet chlorm
:. .
0;)JNol non-sappiamo se si provato a fare dei tubi
:cumdanine: di ferro girate sopra "una bacchetta
cilindrica, saldate e congiunte accuratamente in
tutta la loro lm,ghezza.- Ci sembra che si riusci- ,

"59
rebbe a fare in questo Imod0dei tubi mimohli
spendiosi di quelli che si fondono, e collo eguali
loro propriet. '
w . -
Comunque sia , i tubi conduttoridril-vapore'
devono essere avviluppati in materie pootzutt
duttrici del calorico. Queste materie sono la pql-
vere di carbone di legna , la cenere , le piume ,
la lana cc. Non bisogna che questi invilnppisiexto
compressi ', ma allincontro devono attorniare

liberamente il tubo; pertanto ogni qual volta si


sar obbligati di far passare il vapore al disotto

del suolo , o nella grbsseaztt Idei'mhri ,si_fcrmer


in pietra od in mattoni un'piccolo canalis, liml
quale si porranno i tubi,ned avanlidi-mqbrialmsi
riempir di polvere di carbone ,Idi certjere,disfla

na cc. avendo curaali gettare semplicementequ


sta materia nel canale, senza"cmprimerlpflia
maniera poi.di unire i tubi gli uni allestremltid
gli altri, viene rappresentatadall'ag.cytaslin.
Uno deitubi termina colla vite masdbi=wyredmha
delle estremit dellaltro.ha la oqryis'potidaqze
femmina. Nel cavo della vite emiviend poisa'i'ce
vut0 il maschio del tubo A, luno e Baltiiogtuiio
hanno un piccolo orlo in rr-,e,fraiqhestij;ne
orli viene compresso un cerchio di cantonecd;
si vede questo cerchio di prospetto.iai Xulmvece
di cartone si fa alcune volte_ usdiennzcisruirne

composto di lacci imbevuti d olio <coinlu'tzitto


con moltolitargirio, ovvero di un leggiera strato

46'
awai'ip p're'gua diana vernice di cerussa, colla
tflei mesce mi poco di calce di piombo,

o'dc Pi prontamente prosciughi ed acquisti una


magica consistenza ve durata, e tale strato viene
Quindi; interposto tra gli orli dei tubi. Questi di
\fersimctodi di assettare itubi hanno qualche in
c'vh'r'en'te; p. e. allorch si fa uso di un cerciue
- imbevuto dolio, esso Spande un cattivo odore.
Ee'w Ercli, quando lapparecchio- destinato a
ri(ral are un appartamento, si pone tra gli orli
d_i"tub nu'cerchio di stagno largo un terzo di
plllfi S"ira posillmente la vite , dopo di

clf?fbxrim6 ancora" lo Stagno allintorno


Bilel'ltllii c6nilju '_mrtll; fa ;duopo che al
z0meut5i liuti' bpeizirie la vtemperatura
-dllttgnosil" ra elevata. Lo stagno deve
eer gril'iiii al piombo", perch quest ultimo
'itfffpbnjjbllfi al'eornirime Quindi colla mag
gihefil'tij prp0stoeziandi'oper la con
gilltl' dei talsi "1in"cemnto vfatto con lima
tiilaglilhxtjfalramtnoniaco e zolfo. Non di
n?hdlakf>gillifhi'prbvat che doveva prefe

rl?lll"ircliecbnipto,tlilacciche.
sflgrbagi tubi ili gl's'aicoxigiifnoiip ugualmente
i:oli"altfiitrPiiefidb
gli orli loro
dlllrt'll
:stlgdo ,"iv pm= deitracuscinetti
for.

mavaiaiaciena -Qe, 'coae nei l_,abbimo in


dit3ilfi %talt'fMii scie questi tubi hanno
in generale cinque o sei pollici almeno di diameo

41

tro, e sarebbe dialtrogndie

fpgpgg;vg,

le due viti , cosi invec_sifanpp ailorpt op,li,us;thfev

presentano una gura 'quadratago.cig lv ,t';trle:


o, pur quattro buchi, entro'deiqualjgdevoqo:pasl
sare le viti W (Vedi
4, tav. A). Si_seirapo;zi)
due orli dei due tubi

peti.mezz\ delle}piceolei_.

viti ce, le quali servono a comprimere la rotellgcc,:


Allorch la trattfa_jdei
e
sa , essi si dilatano

perfleffattodelbmtjr'pgslgg

vi passa e soggiorna nellloyro interno, quantq,bylf.,


sta per incurvarsi, seperl
due estremithlopolyr

S ssata Ptf_iexitrsasuta isasrvsrirsarsii


fanno porre i_tubi, _ehe_spng_ i5hunampjtu

iogp,

orizzontale, sopra prismi,lojsopiaicilinrgi


ro , e si las

libera;funaEdellelopq eptremlita.mln

qS
ti; la' PSisara
ii9iiitilsipergeltteil
i:raauuaut
tanto quanto
.lorcinituralil
spgggd
che le congiunzioni

pliprpzme

P'st
miunagradicerta
di tsersrsfrial'tllsistrilis
di
ferro}a di
l_unighezza,qudegpg p
misurata, col m'ezzo'

un? strumento! }pqttiohe-J

satto e molto sensibile ,

eransi allungate per ciascun igradofzdpl1sermpmmq


tYO,.SI rmvennei che7 l)lxgeglzosgag
ogni grado del termometpqgg?

' blgrqh

"sui; di sua;lrashize valea.ilu'arrirselfusf


g la I'ia'lgfvfeii 8:;990 Isfil>.slislriislisas1

'es"febbf 4 P mt%s udaawearyume


i:)ili.'Ilr; ieillgq in). o :uq:uiu elu-xsuag m

42

una quantit di calore capace di far salire il ter


mometro centigrado di un grado.
-,-_- Quando la direzione dei tubi cambia , siamo

obbligati dincurvarli laddove la continuazione


loro devia dalla linea retta, ecco il perch E ,
uno dei tubi B C (g. 5, tav. A), dovendo pren
dere la direzi0ne A D venne incurvato secondo
laliuea B A. Se questo tubo non fosse di ma

teria duttile, ma di ghisa, bisognerebbe gittare


la forma come lo richiede il cambiamento di di
rezione di B C in A D.

va Noi-ci dimenticavamodi dire che qualche volta,


pnonitamdipotuveaierrt'e della {variazione della

lunghezza clic; le. dirse;.tsmperature Possono


magiodve;n ma langaiilratta di tubi, si fa en
1nalra;un . pieqolo cilindro di frame ,;lisciato accu
ratamente al:auo estepuox'nglla estremit di uno
-dBillhbl che forma sguazag;ilmdcsimo cilindro
affermato dallippq;tsg;sggpstietit nel tubo che

precede immediatamente..llwtuttb viene disposto


ainimodo

i cilindrolplzandare e venire nel

mb:scblldlkaf estremit libera, come fa


nnmstanttiomelcmpo di una tromba ad acqua,
f'ma'sepz'amouutiaaeuto; in questo andi-rivieni se
il tuboqa crescendo, il; cilindro di.rame permette
mi;4hirlaubizsche lo,ricevouodi av,vicinarsi , ed al

rotiritrarioi possono allontanarsiallorch la loro


>stcusperfatnra sifabbassa in modo ,9hg .si trovino

icostrdtti ad .30bldfilg Iu.nnaparola gli effetti

45
di questo metodo sono quelli stessi che si avreh

baro se la seguenza formata dai tubi fosseiuten

rotta in un punto qualunque , dove termine


rebbe con le libere estremit dei tubi.

DELLA cunus.

; . I .i.

'

.. . .;
'

' . I!

La caldaia nella quale sintroduce lacqua per


convertirla in vapore di metallo, si pufare
indifferentemente di ghisa, di latta, o di rame, si
deve preferire la latta od il rame alla prima, per:
ch questa essendo poco duttile'si _rompe,'ov
vero bisognerebbe darle 1unaf grossezzaoanside
revole afnch potesse resistere alla forni die
spansione del vapore, ilffche richiederebbe una
maggiore quantit "di combustibili per; riscaldare

lapparecchio. La latta pu servitfe.a fareeccei


lenti caldaie, ma? il- fuoeozle distruggc=sollecita
mente, ed una volta che sitisi' obbligatodi rifrl'e
non si pu trarre-alcun protto dai loro rimasq
gli. Non avviene cos-del rame, il qualeessendo
molto essibile ed assai permeabile dalllcalo'r-e,
permette di dare poca grosszza allz c'aldm'a.
Essa quindi si riscalda pi sollecitamenteyedsal
lorch si obbligato di rinnorarla>,:da quadto ne

rimane possiamo ricavare una-iporriione. delle spe


se necessarie! alla sua rinovazione.g La ' caldaia
sia di rame o di latta formatta idi pu2ismcpurti

temente congiunti- per?! mezzo idi?hidi ribattuti.

44
_
Lifu' '1oszz devi? essere proporzionata allo
sflzb 'cheili'apore clllacqua, format0si nel suo
ihteiti ,*'P ier estendersi. Una caldaia troppo
debole si riscalderebbe-presto , ma potrebbe ac
cadere che il fviapore la facesse crepare, siccome
av9errebbe ad u-riave'scica piena daria che si
tn'esse pr"certo qual tempo vicino al fuoco.
Un'acaldaiagrossa allincontro resiste con van

tggiblf sforio del vVapore , ma richiede una


maggiore (Idantilicombustibile per essere ri

Ml&tafSlcc_t_ime*pi n' fuoco asai violento non


pi:;clxilddrf lidisl'rilzione del metallo sul
q5lifglsk :' eiiriai'cldia' che fosse troppo

gr5slf Burele

rilt (l5'altirwclle avesse la

gfdsfezz gardvini-Pef ' xsste al vapore. Si


ddw1te-peiaiaffafra Jagl" estirimenzi e {delle
oslvzlililolldH'i'lf06? niislit'are gli sforzi

dasva' lf'

Prijzilhie esPlosione

dell Fdl%l';l islapi-'qdaliilitensione icon


vili'ssi _%lla Wll:'slf 6)*lforisca 'un'a

d'sfskagimalhfvalr lfifndgffminato teinpo.


U [sasbsgigge Bell'alzds'm' ram su mm

i 'pM dlll%1%glh;l'riltihe; Un m)

iixrlli 356rh e frli1ifilj%skq muta al


1 l*
'f@sr)a>ssss l%'filiiifgiigink alla
esesa mare 'erlciillililzit'rellllsue pareti,
vaFl8i{bl ar vage_ ?spf*ldi figura cu
bc'frml ;>are gliihglif ma sei la
sth affanetnb &E&rf%li e fatte uguali
l.

45,.
fra di esse, ciascuna delle, SGj,faccg del gasq sop-
porterebbe il sesto dello sfogzo{ che il: vqpppe {fa-!
rebbe per dilatarsi _oudel occupare uno gpazio;
maggiore.

: - ': r; 1 " )

Dietro questo Urazioc_ino fp ,facile .|immgitg


un mezzo per conoscere qual sia il ggado<<i,..fg);pF
za, col quale il vapore qhq.gi , EC0,rmplp

caldaia A B C (g. 6 , tav. A) cgrcg gprigi_gquy


si; ci servremo a tal ,uopo dun Luba diifefqq
c d f , foggiatq a guisa di}sifoup.vaq pggps_n

sario che questo tubo abbiq pna_ g'rqssezzatlcqp-I,

Siderevl , ma. deve. 95FFFI1QPxWJQ-H? #P?.En;


mit- Il pi QbM9ER.;FS.4>H?SSFBEiQBEI
sar tutto intiero ,plhium nqulg, cgl4)"q.,,ij lgpgli

uscir al di fuori. .N_gg nggqq,difgggoggrygyg


Che quesm s.f!l.melq (18.79 19.F"F | . RSS-lt91fm;

s mm e ,vsffimesf,?5mhfil.,vnmsemab

sfgga 1a" 929M41@b-2 Ms@hhsm QSFE? Mm.


la m .P?m ,esfwafl. .P slllmw.

Avanti di fiscalfm;q?!iltvami mmwash


'merc.ufp. n1{5919=>%9h silf mlmns 2m
' ci.a in.4.=d fa 1ifakaffm Juga'shel a9.

fflafewwiiv..vamemuamw ,99an i
fmervair,95}14588f8r59@ que 9lfsn;h
ver_sf=h !9;Qatquqm, %gs=s&%*_
Sa}l_e <1

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libri0 che 9%'yak 81% w wswwsglhsv
M e W far? %912.nvsdsigkque shmssad
Per l?! e emnsgdszgmm =ni9ahs
,\

46

vreb'besi aggiugnendo un peso sulla colonna ac ,


o versando dell altro mercurio nel sifone dallori
zio a. La colonna lui deve adunque alzarsi suc
cessivamente in I , 2 , 3 cc. a misura che la forza

del vapore andr aumentandosi sull orizio a, il


che deve fare abbassare la colonna ac. Conoscen
dosi pertanto il diametro del sifone, sar facile di
calcolare la supercie dell oricio a. Supponiamo
che questa supercie sia di 4 centimetri qua
drati, e che il mercurio siasi alzato sino ad ef,
bisogna in allora ritenerlo abbassato daltrettanto,

:valefa dire sino in p, nella colonna ne; ne viene


quindicina il vapore fain tal caso equilibrio con una
colonna: di mercurio, la cui altezza uguaglia pf,
e la cui supercie della base di quattro centi
metri quadrati.Se si pesasse la quantit di mer
curio contenuta nella porzione pf del tubo, si
avrebbe la forza colla quale il vapore agisce so

pra una supercie di 4 centimetri quadrati ri


dotta in peso. Supponiamo di fatto che la quan
titdi mercurio contenuto nella porzione pf del
sifone pesi a kilogrammi , si conchiuder che
una-supercie di 4 centimetri quadrati, presa so
pra una qualunque delle pareti della caldaia, re
siste al vapore come ad un peso che la comprima
man;una forzauguale ai'n kilogrammi.
ii.\ Sieeene iltubo di cui iLsifone formato non
puessereidifvetro, perch il calore del f0colare
potrebbe farlo scoppiare, perci non possi
I
o


47
bile di vedere dalla esterna superficie di'un tubo
di metallo, il punto a cui si alza il mercurio nel
braccio fd. Ma non poi molto difcile! di agd
giungere un perfezionamento a questo piccolo
apparecchio. Il quale perfezionamento consiste nel
ssare sul pi lungo braccio del sifone, una lista
di rame xz. Una piccola bacchetta di metallo sr
immersa nel sifone, tocca colla sua estremit infe

riore la supercie del mercurio, del quale segue


il movimento secondo che laltezza della colonna
mercuriale varia. Laltra estremit 5 poi indica
sopra la lista xz , divisa in parti uguali, quanto_
il mercurio si abbassato nel braccio oc.

Conoscendosi la supercie dellorizio a,non


necessario di pesare il mercurio per valutare
la pressione che il vapore esercita sopra una
data supercie dellinterno della caldaim In real
t se si pesa una colonna di mercurio niente
76 centimetri di altezza e 4 centimetri quadrati
di base , si trover che il suo peso uguale:a
circa 4 kil0grammi, o a poco pi di 8 libbre
antiche di Francia, di maniera che se lalu'nghezza pf del braccio del sifone avesseGcenti
metri di lunghezza , il peso delmeimqrioeonte
nutovi da p sino ad f, sarebbe dir-42 k'rlogrammi;
e se la parte del tubo che compresa ffraiifpnnti
s, e fosse diirisa in3: parti uguali, ciascuna di
queste parti conturbbe una pic'coln-nolonna di
mercurio il cui peso agguaglierebbe la trentadue

asima;parte di-4 -kilogrammi, o sia 125 grammi.


JBastarebbe adunque dividere la lista ma in un

maniero di parte uguali, per esempio in 32, onde


poi agevolmente dalle indicazioni della piccola

bacchetta sr valutare la_fmza del vapore. Al


lorch la estremit s della bacchetta fosse d in
contro o della scala si conchiuderebbe che la
pressione del vapore nulla nella caldaia. Noi
supponiamo intrattanto che la lunghezza della
bac.cbelta sia uguale alla distanza, che avvi dalla
Idivi5ionc ooalla supercie del mercurio conte

.imtmnel sifone, quando questo liquido ha le


guale altezza nelluno e nellaltro braccio di esso.

Se la bacchetta indicasse il numero 4 della scala


,ne seguirebbe che il mercurio si alzato nel brac

cio fdper un trattouguale a quattro divisioni


della scala, e che per, conseguenza si dovuto
abbassare dell uguale quantit nel braccio ac ,\
- il che,indica essere ;la pressione del vapore uguale
ya1.peso di una colonna di mercurio, la cui altezza
pareggi,8 divisioni. dellascnla. Ora avendo noi

,< dimostrato. che una colonna di mercurio di 76


centimetri=dii alteua.e di 4 centimetri-quadrati

di base, pesa 4 kilogrammi, la base della mede


sima colonna rimanendo invariabile, ein evi

.den,to .;cbe .@er ciascun-centimetro di altezza si

avr la 76il parte di 4 kilogrammi, ovvero 53


grammi, Pertanto sale divisioni della scala sono
uguali ciascuna ad un centimetro, e lorizio del

19
tubo sia di 4 centimetri quadrati, jsi avridqewoite

53, ovvero 106 grammi per esprimerelapredsibiie


del vapore, a. misura che la piccola bacchettsi
alzer di divisione in divisione lungola soalarSi

d ordinariamente alla.soala una lunglieizafrdi,


25 centimetri.

' ' =l i "'"l

Si riconoscitoper esperienza che lalea


del vapore era sufciente e la sua- temperatura

alla quanto basta , allorch lasua-pressiionesopia


una supercie di 4 centimetri quadrati , di il:
kilogramma tutto al pi; ed in generale il -caloie
bastevole ,quandola bacchetta indica innafpres
sione di un pocopidismezz: -leilograthmir
4 centimetri quadratii di supercie. 2 i anzi si .21

Per conoscerelatemperaturaE del vapore,-'fsi

pone un termometro nella analdiag-n mdper


che il tubo di questmstrumento ceca:aldifuoii.
Non necessario che questo termuintiiialulm

go, essendo bastante una scala diwmicentitleti'i


per indicare le sue variazioni. Si puiin rigo're
far senza di un tale. termometro; ess'ndo'tilti
movimenti della -'piccola bacchetta, che *abadisq
alla traslocazionedel mercurioh'ei sifone; pemsp
servire con bastateesattezzai misura?ai di
versi gradi di _ temperatura del) wap0re: Efiti

mente si riconosciuto chehperwaele9aiok


ne

3'

l,| ;

,-,'_

;.,.jl

l iZ'H.

O,025 la temperatura del vapore


, 050 . '. 2. -l2:-'. .r' - .. 14." *."34P43 EW
3

50

,"075 la temperatura del vapore di circa 155


61 reo .

|;- .125 .

. .

. '.

,__.

150 .._ .

. -.

175 .
200 .

.
.

.
.

.
.

.
.

.
.

.
.

.
.

.| .

.. . .

.
.

140

145

150
155
160

La capacit delle caldaievaria a tenore della


quantit di vapore del quale si ha bisogno in
un dato tempo. In ogni caso fa duopo aver

cura di costruirle in modo da potere entrare


nel:loro interno sempre che si giudicher ne
cessirioper pulirle, operazione indispensabile

ditempio in tempo ,dmperciocch l acqua che


bolle in esse, depone sui loro fondi una certa

specie- di terra la qualeforma una crosta molto


aderente atmetallo, impedendo cos al calore '
' che parte dal focolare di penetrare colla stessa
facilit? sinoallaequa destinata a fornire il vapore,
per-cui si costretto di aumentare l attivit del

fuoco, quando si voglia ottenere risultamenti ugua


li. Ilpi
fondo
-dellacaldaia
si distruggerebbe
inol
trel
presto.
L acqua che
fa minor deposizione
quella trattaydai pozzi, dai ruscelii, o che si
cava da sta'gni producenti erbe acquatiche. Per
impedire. poi, o almeno per ritardare l incrosta
mentoidel fondo della caldaia, si mette in essa
unalibbra di pomi di terra per ogni cento di
acquat, il calore converte sollecitamente questi
vegetabiliin poltiglia , la qualeva a deporsi sul

51
fondo della caldaia , ed impedisce alle sostanze
che potrebbero incrostarvisi, di giungere sino alla

supercie del metallo. Bisogna rinovare i pomi di


terra ciascun mese per lo meno, essendo ci in
dicato dall esperienza,
DESCRIZIONE DELLA CALDAIA.

La g. 7 della tav. A rappresenta lo spaccato


duna caldaia A B, il fuoco al disotto in Z, 1 a
cqua giugne sino ad ii, in E F vi un serbatoio

che comunica colla caldaia per un tubo Qf, il cui


orifizio f si apre a qualche distanza dal fondo
della caldaia. necessario che il diametro del
tubo ef sia afquanto grande, e ne daremo ben;
tosto la ragione. La sua altezza poi rimane al"
bitraria; non pertanto bisogna che non sia: mi

nore di tre metri. L acqua del serbatoio E F si


precipiterebbe intieramente nella caldaia, se la
capacit di questa fosse abbastanza grande; ma
per mezzo di un piccolo meccanismo sempli
cissirno, l acqua del serbatoio non pu pas
sare nella caldaia se- non che in ragione del

labbassamento in questa sino ad un determinato


Punto. Al tubo 6f va unito una specie di braccio
m , il quale spaccato verso la sua estremit o:

in questa fessura gira una piccola leva lw sopra


un perno che passa per il punto o; al puntob la
leva e circondata da un anello di ferro con

52
g@ianfW,
ayvi esattamente
_m turaccio1 di
forma cnicalale,cui_termine
il qualeJchiude
o
rizio e del tubo _ef;| un (peso al comprime il

turaccio v, e lo mantiene al suo luogo. Allaltro


termine e della leva be, ssata lestremit di
un lo di metallo cP che sostiene una pietra P ,

la quale poggia sulla supercie dell acqua nella


caldaia.
I, llabbassarsi di quest acqua per leffetto del
l evaporazione , la pietra P non essendo pi so
stenuta da essa ,} discende e fa abbassare il brac

ik) oc della leva.bc; allora il braccio 60 della me


desinia'alzndosi'allontana
turaccio
v dalldel
o
rizio"'el'che chiudeva, e illascia
allacqua
sei-batqiov la libert di, discendere nella caldaia.
Lo scolo continua nch la pietra P che viene in
tanto sollevata dall acqua. siasi alzata abbastan
zape'rchtil ' contrappeso d, ripreso ogni suo
vantaggio, abbiavrispinto il turaccio nellori

zio e: rAfneli, poi il giuoco di questo meccani


. smoI siflfac_cia con esattezza , bisogna combinare
i, I;pesoj
pietra
con quello del contrap
peso _din modoliclie 1 uno o, 1 altro di essi
possa far girare Il_a;,leva nel: sensosecpndo il quale
sospingela, quando, 1? abbassamento o leleva
ziiinezfdelllllacqua della caldaia e a lui favorevole:

Remi??? sberle viesa ab. a. di ven*ass SPfa


rll,coptr)appepol allorch,
a;caldaiamanca
da
i
, .u
,
i
arsserma.ase.rfalhbile
- '
' ' en
casa-1%.

avve

w' d'. Jl ;t,'"

i} , 1\

"3?,

gnach perde
comprovato
un corpo immerso
nel-x
lacqua
del suo che
pesort'auio',
tiahto Ipesaill

volume
caccia: fuori di luogo.'xiianv
Per?
tanto sedellacqua
la pietra che
has_uiiicintelvluineper
dare fuori di luogo cinque libbrie dyacqua,al-l
lorch essa verr sollevata ,ilcout'rpipesod eser-
citer sul turaccio v una pressione'snfcien'te- Il
tubo mn il sifone indicatore della forza del ,.va-'

pure, di cui abbiamo parlato a pag." 45 {m la


scala lungo'la quale si alza la'piccola bacchettas.
Il serbatoio E F deve essere .alzylat,o al disopra
della caldaia, onde lacquachekdigcdndeilpltuligi

ef
vincere
gli_sfoiiSe il'vaor':si
ii
oppoiie.al
suopossa
ingresso
in quella.1
accumii:
Iasse
nella caildaia
sino' adun cerfo dal uri-I
to, potrebbe
darsi che'lafciizardiespansidnfa;
csse
risalire
lacqua
chevp'oc
questa;
pel tiibii
fa.
Noi
abbiamo
detto
anzicontiene
cheiildiaimhtiid
di questo tubo non doveva essere tropp'pca!
107 imperciocch' altrimenti trovandiisilacquasper

ogni dove costretta a risairehdl"serbatoibfilvai;


pere potrebbe aprirsi un passaggid pei msziidtls
colonna, e liberare in 'questmofdo
da
una: troppo6rfepiessipiie;,gli" fpefr'dtr3

dapiprima'qiiale deve ceserplb 5f8rib


per soll'evid Ila 'idiiiiiid" ac;' ii iiiiiiq izisibih
tenuta nel 'tiili '

:;ltezzaldi " u%st (ciiliiniia

uguale all"iiiitxiiajiib'iiihdicoliielgdhiiavvii

dalla supiiiiiiiillicijiitid 1'srbtoi<i qii'tid

54

fdellacqua nella caldaia. Supponiamo che questa


E{l'istanza sia di 4 metri, noi avremo facilmente il
peso della colonna dacqua sapendo che un de
6imeti0 cui). di questo liquido pesa 1 kilogram
mo, Supponiamo chela supercie della base del
1 interno del tubo sia di 50 centimetri quadra

' ii, il tubo intiero Conterr 400 volte 50, o 20 mila


centimetri cubici d acqua; dappoich un centi
metro cubic0 di questo liquido pesa I kilogram_

"m0, 0 1,000 grammi, e che un decimetro cub.


vale 1,000 centimetri cubici, ne risulta per conse

' gieuia -cbu centimetro cubico d acqua, pe


"sa"i gr'a'mma; dunque lacqua contenuta nella
colonna , che 'ha la Sala base sulla supercie di
quella della caldaia, e laltra sua estremit alla su

Pei'ficie del serbatoio, pesa 20 mila grammi, o no


klogalumi; bisogna adunque che la forza del
vapr'fsa di 20 kilogra'mmi per 50 centimetri
quadrati sapercie, Onde vabbia equilibrio tra
lei et colonna" dacqua del tubo ef. Tosto che

' la' forzidel" vapore oltrepasser'' questo limite,


Tassa rispiguerii lacqua nel serbatoio, e vi si alze

r ben anche con lei.


'
" "Ne deriva da queste osservazioni, che il tubo
cf pdse'vire dindicatore, e far le veci di quello
"di iib" descrittoall'apag. 45. Se si vuole avere

"unapress'one di io kilogrammi da 25 centimetri


't;ufadati,bisogua ddre4 metri di elevazione al
" 'sibloid';"s'e gli si danno 8 metri, si avr una
/

55

pressione doppia, e sarebbe della met-pi debole


se la elevazione del serbatoio fosse di duemetri
soltanto.
4'
La caldaia prima di venire colloca-te per riscal
dare una serra, o un appartamento, deve essere
sperimentata per assicurarsi che essa pu re

sistere senza pericolo alla forza del vapore al


quale deve rimanere abitualmente esposta. A tale

effetto bisogna sottometterla ad una triplice cari


ca; se si fa ps0 del sifone indicatore gi descritto

a pag. 45 la scala ma potr servire a misurare


la forza triplice del vapore coll allungarla r seb
necessario , come pure la bacchetta s.; sesi yuole

contentarsi del tubo qf, converrwsoltantb ,_per


provare la caldaia, triplicare la lunghezza dipqne
sto tubo, che si potr fare situgndone due, al
tri al suo seguito, avente ciascuno una
uguale al primo. Non sar necessario che idia
metri di questi nuovi tubi siano i

di

_quellocf, potendo essere pi grandi o_.pi pip


coli senza pregiudizio: si_riterr che la_galdaia
pruova una triplice apressione.
l? acgpa

verr sospinta verso I alto deiytubi. q" UH; H


Non da temegsclleiuuaealdpig cps; apro
vata
oi es lesione;
sta adfaccia
una da
prsionepdue
volliuan_dovep
mioorez, , le

tanto , siccome ,egli bene di noi; pegljep,%re


qualsiasi preqpugione, {le caldaie aclvapgrlj,so_rio
ordinariamente munite
{aplmelldlllsn'

56

rezza, una delle quali si apre al di fuori e cede


agli sforzi del vapore,e laltra, che cede alla pres
sione dellatmosfera, si apre al di dentro. La pri
ma di queste animelle caricata di un peso
determinato,la supercie dellapertura che essa

chiude e pur anche determinata. Questaniinella


pu in allora servire d indicatore, perch se
apresi indicher manifestamente che la pres
_sione del 'vapore superiore al peso che la sos
pinge contro la caldaia. Supponiamo che la su

percie dellorizio chiuso dallanimella sia di


aScentimeh'iquadrati, e che il peso che la coni
rine sia di '20 kilogrmmi, ogni volta che il va
pbrl sollever, sai'emcerti che esso esercita
una pressionefdi' 20 kilogrammi per 25 centimetri
quadrati di 'SUPeicie. Laltra animella desti
nata a preservare la caldaia da una subitane'a
compressione esercitata dallaria esteriore, la
quale potrebbe intrdurvisi se per una qualun

que causa il vapore passasse allo stato liquido ,


dvv'ero 'iggisSe pel tubo ef (g. 7, tav. A) in

btevelstnte, il che produrrebbe un vuoto nella


estaaia", e nulla in allora facendo equilibrio al
peso deil atmosfera, di necessit questo peso,
che di circa 1,120 kilogrammi per ogni piede
quadrato, o di 381 kilogrammo per ogni decima
tr0"'quadrato, infrangerebbe la caldaia. Ma l a
nimllche s apre liberamente al di dentro la
sciando nel medesimo momento un passaggio

5:
allaria, questa precipitandosi rapidamentefnella.
\ caldaia ne riempirebbe.il vuoto, e.rigtabilirebbq
l equilibro di compressione.

,,

Per conoscere poi se l acqua della caldaia


trovi ad unaltezza conveniente, si porranno,dp9,

chiavette luna verso lalto e laltra,verso il.basso

della caldaia. Se apertasi la prima scoli acqua


dal suo orizio, la caldaia troppo piena, se
contrario aprendo quella al basso esca del vapo

re, il riterremo segno che lacqua della caldaia e:


troppo bassa. In generale, la quantit dell acqua,
che deve ordinariamente trovarsi,nplla caldaia,

uop riempia in circa la met della capacitasua.1


Quando si fa uso di questedue chiavette ponjsi4

ha pi bisogno dellapparecchio (g._y ,.tav..A) ,,


che consiste in una leva be edin unc0ntrappesg

d, ed in una pietra P.
DIMENSIONI DELLE CALDAIE.

7, I,f_h

i,
- Si sa per esperienza che una caldaia di,2{ci
ai 25 piedi cubici di capacit, e che potrebbe
somministrare abbastanza vapore per . dar moto

ad una macchina della forza di, un cavallo,n spf-\


ciente per riscaldare uno spazio di 50,999 piedi:
cubici, per cui un piede cubico di capacitl della
caldaia fornisce vapore per riscaldare uulo_;spazio,
di 2,000 piedi. Conoscendosi pertanto,l.;inlun.-i
ghezza, la larghezza e 1 altezza dellaiqs|tanza ,H0,

58
dei luoghi che si vogliono riscaldare col mezzo

del vapore, sar facile di calcolare dapprima le


dimensioni che devonsi dare alla caldaia. Sup
poniamo al presente che i luoghi da riscaldarsi
siano sette , indicando il primo con A, il se
condo con B , il terzo, il quarto , il quinto , il
sesto, il settimo con le lettere C, D, E, F, G, e
supponiamo che la lunghezza di A sia di 7 me
tri, la sua larghezza di 5 e la sua altezza di 4.

Per conoscere la sua capacit si moltiplicher la


lunghezza 7 per la larghezza e si avr 35, che si
moltiplicher per la sua altezza 4 , ci che far

140 metri cubici. La lunghezza di B, essendo


di 8 metri, la larghezza di 6 e laltezza di 4;
la sua capacit sar uguale ad 8 moltiplicato

per 6, moltiplicato per 4 ovvero a 192 metri


cubici. Supponiamo ancora che la capacit del
terzo locale C sia di 132 metri, quella di D di
200 metri, e quelle di E, F, G, di 125, 107,
e di 196 metri cubici. La somma delle capacit di

questi locali sar 1092 piedi cub.; si trover ora


agevolmente la capacit che deve avere la caldaia
col mezzo della seguente regola di proporzione:
2000 sono a I come 1092 sono ma (x rappre
senta la quantit sconosciuta)- Prendendo il pro
dotto dei medi di questa proporzione, il quale
1092, e dividendolo per 1 estremo conosciuto
2000, si avr la capacit della caldaia, valutata
in piedi cubici, dover essere eguale a 0,546, 0 sia

59

un poco pi della met di un piede cub. Il metro


cub. valendo ag,2 piedi cub., noi dobbiamo mol
tiplicare soltanto 1092 per questultima quantit,

ed avremo 31886,4 per esprimere la capacit de


7 locali in piedi cub. Dividendo questa quantit
per 2000, il quoziente 15,4g432 esprimer il nu

mero dei piedi cub. che deve avere la capacit


della caldaia. Se si vuole ottenere questa capacit
espressa in metri cub. , bisogna rammentarsi che
un metro cub. vale 291,739 piedi cub., dividendo
per questa quantit 15,4g432 si avr 0,56, o
poco pi di un mezzo-metro cub. per espri

mere la capacit della caldaia. Prendendo la ra


dice cubica di 0'n 56 o di 56%.,00 (V. lAritme

tica in 15 lezioni, 2. edizione) si avr 0m 8,


vale a dire che se la caldaia avesse 8 decimetri
di lung., altrettanti di larg., ed altrettanti di pro
fondit, si Otterrebbe una capacit sufciente per
fornire bastante vap0re a riscaldarei sette lo
cali A B C cc.

In quanto ai combustibili che sono i pi pro


prii a scaldare le caldaie , si distingue il colte, o
carbone che ha'di gi servito alla fabbricazione
del gaz adoperato per la illuminazione. Ma in ogni
caso il carbone di terra pu surrogarsi al cok'e
senza grave svantaggio. La torba ed il legna

me riscaldano bene, ma quest ultimo abbrucia


troppo presto. Si provato che un fuoco alimen- .
tate per met da torba e per met da legna,

,60

seald intma maniera soddisfacente. In generale


bisognaclle il fuoco agisca di preferenza sul fondo
della'caldaial Si riconosciuto che la amma che

la circonda sui lati non produce in pari tempo


un effetto cosi pronto sopra la evaporazione del
lacqua, non pertanto bisogna cercare il pi che
sia fattibile, di tenere, se permesso di dirlo,
lazione del fuoco allintorno della caldaia. Il che
si ottiene, sino per ad un certo qual punto, fa
cendo girare intorno al vaso la amma e gli al
triyprodotti della combustione, avanti di permet
terloro la uscita dalla canna del camino.

In quanto al ltmgopr siturvi la caldaia e af.


fatto arbitrario, per-ch, come lo abbiamo detto

teste, il vapore'pu percorrere 1 estensione di


piucentinaia di metri senza che la sua tempera
tura 's abbassi_sensibilment6. La caldaia adunque

posta in qualunque siasi parte della casa che

si volesse; potrebbe non ostante fornire vapore


in tutti i locali della Stessa. Non pertanto e me
glio di porre la caldaia nel sito pi basso della

bitazion, che non in uno dei piani superiori. Al


cune volte sarebbe anche pi vantaggioso di col

locarla nella cantina: eccorie la ragione. Il va


che ha soggiornato per qualche tempo nei
tubi, nisce per raifreddarvisie passare allo stato
'u

liquido dellacqua calda, quest acqua essendo


fiiratta a ritornare in vapore dognaltra fredda,
egli utilil farla ripassare nellacaldaia onde

61

subisca una nuova evaporazione, e. perch il


suo ritorno proceda senza difcolt, egli indi

spensabile che la caldaia sia situata in un luogo


basso. Crediamo , per farci ben comprendere,
di qui dare una dimostrazione: supponiamo che

la caldaia A B (g. 7, tav. A) sia posta in una."


cantina, e che il serbatoio E F si trovi al livello
del terreno, sintende che il vapore avendo per
corso e riscaldato tutti ilocali della medesima ca
sa, potrebbe , dopo essersi concentrato in acqua,

ricadere nel serbatoio E F. In quanto all acqua


ed all aria che esistessero nei tubi del calore,

il vapore, elevandosi dalla caldaia, allorch si apre


la chiavetta di comunicazione tra questultima ed i
tubi conduttori, li caccia rapidamente innanzi di,
s: perci bisogna porre una seconda chiavetta
allaltra estremit della tratta:dei tubi, ed aprirla;

onde l aria, che il vapore spinge innanzi,pssa


uscire. Si chiude la chiavetta subito che il vapore"

principia ad uscire dal di lei orizio.

' '"

Alcune volte s impiegano molte caldaie per ri


scaldare in pari tempo degli appartamenti, delle
serre, e delle ofcine . . . Si possono far copia"?
nicare queste caldaie tra di loro, o pur anca la}

sciarle isolate. Si regola la temperatura delilo-


che si riscalda
osservando
il termometro.
ilcale
calore
troppo forte
, si chiude
la chiave 'S
di
cui proviene il calore , e si aspetta chela tempe
ratura
giunga
, discendendq,
al grp{dqch
tiene per
punto
sso.
I
" "si.rili
"V

62

Ci rimane ancora da indicare la quantit della


supercie dei tubi riscaldanti per un dato spa
zio. Questi tubi hanno 6 pollici circa di diame
tro; sono di ferro fuso, e danno nel loro interno
ricette al vapore. L esperienza ha dimostrato

che un piede quadrato di supercie del tubo ri


scaldante, sufciente per introdurre in uno
spazi-o di 20 piedi cubici, una temperatura ac
concia allo sviluppo ed alla maturanza degli ana

nas. Per le sale, appartamenti, ec., un piede qua-


drato duna supercie riscaldante alza abbastanza
la temperatura di uno spazio di 150 piedi cubici;

un piede quadrato altresi di superficie riscaldante


fornisce sufciente calore per 200 piedi cub. di spa
zio nelle chiese , ofcine, teatri, ospedali. . . .
Queste regole, come ben si vede , non sono che

di approssimazione, perch la situazione dei lo


cali da riscaldare , la grossezza, la natura delle
loro muraglia 0 serramenti, il numero delle porte
e delle nestre da cui sono traf0rati , deve inni

tamente inuire sugli effetti calorici del vapore,


come di qualunque altro calorifero. Circapoi alla
maniera di calcolare lasupercie dei tubi riscal
danti, essa non presenta difcolt alcuna: ec
cone un esempio.
.
Si domanda quale sia la supercie in piedi qua
drati di un tubo che abbia 8 piedi di-lunghezza
sopra 7 pollici di diametro esterno; per cono
scere ci , calcolo la circonferenza di un cir

63

colo di 7 pollici di diametro , e trovo essere di


22 pollici, 0 di 1 piede e %, moltiplico quindi
questa quantit I % per 8 piedi, lunghezza del
tubo , ed ho per prodotto totale 14 piedi qua
drati pi /; di piede quadrato.
Si osservato che i tubi pieni di vapore sono
pi caldi al disopra che al disotto, ci fa che si
dilata la loro supercie superiore, per cui essi
5 incurvano ', ma non gi quanto basti per agire
sui loro congiungimenti onde disuuirli. Siccome
laria calda pi leggiera della fredda, ed sem
pre la temperatura delloistrato di quella alliutor
un dei tubi;iscaldanti che monta pi sollecitamen

te, perci si situano questi tubi il pi che sia pos


sibile vicino al pavimento od al suolo, non pertan
to nei locali frequentati da un gran numero di
persone, come isaloni, le camere da giuoco . . .
i tubi cosi situati produrrebbero un effetto spia
cevole; si possono allora dirigere verticalmente
tra le nestre e gli sporti, mascheraudoli come
pi aggrada. Alcune volte si sostituiscono a que
sti tubi, nelle stanze, o statue o vasi di bronzo cc.

vuoti nel loro interno; i tubi conduttori avendo


poco diametro possono andare dalluna allaltra
di queste cavit, e procedere lungo i muri senza
portare sensibile inconvgniente.

Allorch nelle serre calde una seguenza di tubi


riscaldanti non basta, se ne pongono diverse,
le une sopra delle altre, nch le supercie ri'

64
scaldntiqupnng sufciente estensione per man
tenere la temperatura della serra al grado neces
sario.
ESEMPIO
SONO

DI

UNA

CASA

RISCALDATI

IN CUI TUTTI

I LOCALI

DAL VAPORE CHE

FORNISCE

UNA SOLA CALDAIA.

La caldaia C (g. 9, tav. A) situata nella


cantina S al dis0pra del focolare F, il serbatoio
propriamente detto trovasi in R; la caldaia co
munica con un tubo riscaldatore I,- che si trova
nel locale A, questo tubo comunica con un al

tr0 tubo riscaldante a, che si trova nel mede


simo locale, per mezzo del tubo conduttore a; un
tramezzo, od un muro, separa i due tubi riscal
danti a, 3, ma essi comunicano al basso, come se

il tubo conduttore a passasse nel loro interno per


andare al locale B, b un altro tubo conduttore,
che fa comunicare il tubo 3 col tubo 4; que
st ultimo comunica allalto con un altro tubo ri
scaldante 5 , che si trova nel locale E, un tubo
conduttore e fa comunicare il tubo 5 col tubo

6, che si trova nel medesimo locale, 6 e 7 co

municano all alto traversando il muro che li se


para, 7 e 8 , posti nel locale D, comunicano

ben anche per mezzo del conduttore d, l 8 'co


muiiica col 9 traversando il pavimento , ed il 9
colo, che si trova parimente nel locale G,
\

65

per mezzo del tubo conduttore e'; il lo comu


nica col Il all alto traversando il palanczito', ed
il tubo conduttore reca il vapore dell11 nel 12,
che si trova parimenti nel locale H; il basso del
tubo 12 comunica per mezzo di un piccolo tubo
conduttore , che pu essere di piombo , col ser
batoio B , in maniera che seil vapore si converte

in acqua nel tubo 12, questa torna infallibil


mente nella caldaia.

Allorch il locale od i locali sono sufciente?


mente riscaldati, si chiude la chiavetta di comuni

cazione tra la caldaia ed i tubi riscaldatori,


lacqua calda che si forma
questi ultimi per la:
concentrazione del vapore , basta per sosteLn'ere:'
la temperatura al grado bramato in: certi"gliorniivj

ed in certe stagioni. In ogni caso itiilii riscalda-1


tori
devonofacilitare
essere muniti
al basso di iiipacliiaizt-f
ta, onde
lolscnln_delllacqua
che si'poy
trebbe formare nel loro interno.

) .| '
'

VANTAGGI PROCEDENTI DAL METODO


DI,RISCALDARE PER MEZZO DEL

VAPORE

I!

1')

I vantaggi
di riscaldare la'
colfacilit
vaporediIspiio
::l
conomia
del combustibile,
idis'tribiiiife,
il calore ovunque, e di far variare laisua'iritensitl Q

come lo abbiamo veduto; la difcolt,:aniill_irul


possibilit di produrre incendii,quandq che illib

colare sia posto in una cantina, 0 al di fuori del.

66

labitazione che si vuole riscaldare. Gli incon


Venienti del fumo scompaiono con questo metodo
di scaldare; nalmente le piante delle serre , la
temperatura delle quali vien mantenuta dal va
pore ad un alto grado di calore, hanno un vi
gore di vegetazione che non si osserva allorch
sono esposte in aperta campagna.

Una serra

nella quale si consumavano, in 16 focolari, 36


misure di carbone di terraogni anno per riscal

darla, non esige ora, secondo il metodo di ri


scaldare col vapore, se non che un solo focolare
ed un consumo minore di 25 misure _di carbone.
NECESSITA, DI RINOVARE L ARIA DEI LOCALI OVE
SI ABITA, E PERDITA DI

CALORE PRODOTTA

DALLE PORTE E DALLE FINESTRE.

..' I chimici hanno riconosciuto, dietro esperi


menti, che luomo consuma circa 8 pollici cub.
di Ossigeno per aspirazione, e che espira una
quantit uguale dacido carbonica. Si sa che la
ria atmosferica contiene poco meno di un quarto
di ossigeno, per conseguenza un uomo qualunque
vizia quasi 40 pollici cub. d aria per ogni aspira
zione. aduuque indispensabile che quest aria

viziata sia scaceiata dal localeiove trovansi in


dividui ,viventi , a misura che si forma, senza di
che ,uirebbero per perito tutti al momento che

lintiera massa dellaria. contenuta nel locale

67
fosse viziata. Luomo, aspirando circa 20 volte per
minuto, nel termine di venti minuti capace di
avere viziato 800 pollici cab. daria. Egli adun
que indispensabile che il rinovellamento di que

sto uido si faccia continuamente , perch non


soltanto dalla respirazione 1 aria viene scom
p0sta, ma i uidi che esalano da tutte le parti
del corpo contribuiscono essipurc di molto=a
renderla inetta alla conservazione della vita. Le

lampade, i lumi, il fu0co, che si trovano in una


sala, concorrono parimenti alla decomposizione
ed allalterazione dell aria.U -
Il rinovamento dell aria devesi operare per

mezzo di aperture situate allalto del locale; un


camino che abbia forte corrente serve di venti-
latore. In generale bisogna che le aperture per
le quali laria sfugge da un appartamento, siano

eguali in supercie a quelle per le quali-essa vi


entra.

'

7 A

Laria che morte da (in locale che si scalda,"

necessariamente pi calda di quella che proviene


dal di fuori per supplirla; da ci ne risulta un
abbassamento di temperatura nellocale, per cui
necessita uno sviluppo di calore per riparare alle
perdite del calorico che l aria e gli oggetti cir

costanti provano. Le perdite di calore sono altret


tanto maggiori quanto laria esteriore e pi fred
da, imperciocch (Vedi pag. 8) il-cloricolxn
dendo continuamente a mettersi in. equilibrio ,

68 '

cio a distbuirsi con eguaglianza in tutti i cor


pi, secondo il grado di capacit che essi hanno
per lui ,n viene che quando 1 appartamento =-
assai-caldo, relativamente allatmosfera che cir

conda labitazi0ne , il calorico deve precipitarsi


al difuori per le porte e le nestre cc. con una
rapidit maggiore ove pi deboli sono gli osta.
coli che lo contrariano. I muri che hanno della

grossezza , le volte che sono pur anco composte


di materie poco conduttrici del calorico, lo la
seino difcilmente uscire dalle loro masse, per
cui si pu negligentare nella pratica la perdita

chesiifa di sso per queste supercie. Non


psi-s iiosdifpoca e'ntit quella perdita che acca

de pcr"mezzo dei vetri, giach' sebbene fatti di


linatna'teria poco conduttrice, lasciano non per
tanto, a cagione. della loro sottigliezza, sfuggire

una gr'ainle, q1iantit di calore. Allorch i vetri


sonode

e che regna tra essi un certo spazio,

Id perdita del" calore diviene molto meno rapida,

perch laria, che un cattivo


conduttore
lorico,i,trovanddsiv
in'riposo,
le veci del
di ca
un

g1losso chtiio'ngx'a onde ci) segu'a duopo che


rionisi g;rirs;dd nessuna corrente. E adunque
assesa-t he i vel'i'il'oppiiichiudano ermetica

niiit.lflpalancati" i

co'mepure le porte

doppie;prodnono un Icponsiuiile effetto, e se si


molti "lichiustifietemenite i'vdtii e le porte

assi; , iio Seguiranno pordi sensibili di calore

69
durante un nbtabile spazio di tempogma il ri
novameuto dellaria necessaria alla respirazione

si oppone al tenere chiuso ermeticamente un ap


partamento abitato.
Si trattiene anche il calore mettendo ini_ope
r,a sostanze debolmente dotate di facolt con

duttrici per un tal uido. Queste sostanze sono


la paglia , il pelo degli animali, certe polveri
come la cenere, il mattone ed il carbone pi

sto, ec.; ma bisogna che queste materielprima, di


venire impiegate siansi fatte seccare, percb lu
midit aumenta considerabilmenie la loro facolt
conduttrice; bisogna inoltre che 19 Litratoepvlla, esse
formato abbia una certa quale grossgnay. Siqu

trebbe adunque, come si fa qualche {yolt|a, renf


dere un locale pi caldo coprendo le; sue,miirax
di tappeti, e spandendo sotto il pavimento e sgfj-
tto uno strto di carbone pist_o9 p di}ce\nere Se.)
I corpi solidi e di un tessuto poco denso, come,

il sughero, la pietra pomice,lcertilegni leggieri,i


possono servire di eccellenti ripari ondel tratte

nere il calorico; ma dopo aver posto in opera

sostanze giover il coprirlecon uno strali?l ,Yetl'i


nice impermeabile alla umiditi_lfliquidlidogqi;

specie sono cattivi conduttori_del jealoiicol'tma!


non bene di chiuderli{fravdtiqpalancativ comici
si chiude l aria 1 per M_ppL orli I a__llavutencilenzaI che
ha il calore di _fugg

la di cui temperatura

elex;5tla.lh:t

70

suti di lana, di cotone sono altres molto pro


prii a ritenere il calore, basta che non siano
troppo densi, perch una tela tta, p. e., accelera
il raffreddamento.

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"SEZIONE EG9W
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,,wt;;.

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Abbiamo sino al presente trattato di ci che .


riguarda il calore , dei mezzi di svilupparlo e di
valercene colla maggiore possibile economia. Ora
indicheremo i processi, che sono stati ricono

sciuti pi efcaci per liberarci dagl inconve


nienti prodotti dal fumo; e siccome le qualit
dei camini son basate sopra il principio della sta
tica dellaria, noi crediamo di dovere far cono
scere brevemente in che consiste questo princi
pio. A B C (g. 8, tav. A) rappresenti un tubo
curvo aperto alle sue due estremit A, C; se gli
si d la stessa posizione accennata nella gura ,
e in seguito si versa dellacqua, p. e., nel suo in

Jerno, vedremo che questa ascende alla medesi


ma altezza nei due bracci, da un lato in a e dal
laltro in c; ma se si versa nellorizio A una
certa quantit di olio capace di empiere la lun
ghezza del tubo che trovasi compresa tra a e d,
egli evidente che la colonna d acqua dimoran

te nel braccio A, portando il peso dell olio, non


sar pi bilanciata colla colonna dellacqua, sua
eguale, che si trova nella colonna G. L equili

72

brio sar pertanto tolto , e la colonna del brac


cio C si alzer sino in la, mentre che la colonna
del braccio A si abbasser sino in e. Nondimeno

1 olio non sar disceso che sino ad f, e la co


lonna mista, composta d olio e di acqua, che
giace nel braccio A, sar pi alta della colonna
dacqua esistente nel braccio C, la cui sommit
giunge in 12. Questo effetto facilmente si spiega:
lolio, posto il volume eguale, pi leggero del-i

lacqua; per conseguenza, la colonna mista che


termina in fnon potrebbe fare equilibrio colla

colonna dacqua che ha la sua sommit in b, se


essa non fosse alquanto pi alta dellaltra. La
differenza poi delle altezze sarebbe ancora mag

giore se si fosse dapprima versato del mercurio


nel tubo, e che in seguito vi si fosse aggiunto

dell olio nel braccio A; siccome il mercurio


circa13 volte e 112 pi pesante dellacqua, una
colonna di questo metallo, 1 altezza della quale
non fosse che un 13" di quella di una colonna
dolio, o anche di acqua, basterebbe per equi
librarla, cos adunque, unaltezza di un pollice
di mercurio nel braccio C sosterrebbe una colon

na dacqua o di olio di 13 pollici daltezza nel


braccio A. Queste dimostrazioni bastano onde
far concepire perch si stabilisca-una corrente
ascendente nei tubi o canne dei camini dove si
fa del fuoco. Laria calda occupando maggior

spazio, a peso uguale, dellaria pi fredda, ne

75

cessariamente pi leggiera di questultima, adun


que se il braccio C del tubo a gomito rappresen
tato dalla g. 8, tav. A, fosse riempito daria
calda e ne giungesse della pi fredda nel brac
cio A, la colonna dellaria calda non potendo
pi librarsi con la colonna daria fredda , vi sa

rebbe spostamento nelle due colonne. Laria cal


da salirebbe verso C, e laria fredda discendereb
bc verso B; 'ed il movimento delle due colonne

cesserebbe sol quando divenissero ugualmente


pesanti. E siccome i due bracci dei tubi sono

supposti uguali, cos questo non accadrebbe se


non dopo che tutta laria calda fosse uscita, per
ch sin che ne rimanesse nel braccio C la co

lonna di questa banda sarebbe insufciente ajbi


lanciare gli sforzi della colonna fredda del brac
cio A.
Si rimarr convinto senza fatica ed in breve

tempo di questa verit per mezzo dellesperi


mento che qui esporremo. Si verser dapprima

nel tubo ABC una quantit dacqua sufciente


onde si alzi un poco in ciascuno dei due bracci,
e poi si aggingner dellolio nel braccio C, p. e.,
sino a tanto che questultimo liquiddabbiatapul
so lacqua fuori della parte verticale del braccio-C.
Quindi si verser dell aequa dallmitir A, e
se si continuasse, si vedrebbe l olio"izxi'tiip
prima sino all orizio C e fuggire ttitto'furi

del tubo a misura che lacqua-occupafil-suil'uo

74
go. Quello che avviene in una canna di camino
ove si faccia fuoco , precisamente somigliante
al fenomeno che noi abbiamo test esposto. La
canna del camino fa le veci del braccio C, e l'aria
calda che vi si alza dal focolare per empirla, tien
luogo dell olio. Il braccio A rappresentato da
una colonna 0 da un tubo imaginario che ha la

sua base sullarea medesima del focolare , e la


cui altezza uguale a quella dellapertura e
sterna della canna del camino al disopra dello
stesso focolare. In questa colonna immaginaria
trovasi laria fredda, la quale comprime dabbas

so quella dell aria calda, e la costringe a salire


nella canna del camino, nel modo che noi ab

biamo veduto 1 acqua versata nell orizio A


(e. 8, tav. A) forzare l olio ad uscire per 1 o
rizio C.
'
Giusta tale principio lascensione dellaria nei
camini, dove si fa del fuoco, sarebbe sempre in
fallibile se laria calda che si forma intorno del
' focolare'non avesse altra uscita, per cedere alla

pressione dellaria fredda, fuorch la canna del


camino, ma per poco che questascensione sia

contrariata da qualsiasi ostacolo, laria calda


come pure il fumo attraversano laria fredda che
perviene onde alimentare lacombustione. Si com
prender un tale effetto col supporre che il tubo
incurvato ABC fosse stato traforato verso B, con

buchi pi o meno grandi, quando si volle farne

75

uscire lolio versando dellacqua nell orizio A.

Egli evidente che in allora la pressione dell a


cqua non sarebbe stata che imperfetta, e che una
porzione dellolio si sarebbe sparsa al basso del
tubo invece di uscire dallorifizio G. L attra

zione dellaria sarebbe infallibile se, in luogo di


fare il fuoco intieramente al basso della canna

del camino, si trasportasse il focolare a qualche


piede di altezza nel suo interno. La colonna

d aria fredda fruirebbe in allora di tutti i suoi


vantaggi, e laria calda sarebbe forzata a sa
lire nella canna senza cercar mai di calare ab
basso.
DEI CAMINI 0 FOCOLARI CON SOPRA UNA CANNA.

Non ben certo che-gli antichi abbiano cono


sciuto i camini, vale a dire i focolari aventi al
di sopra una canna. Si pretende che la loro in
venzione non rimonti al di l del primo secolo
dellera volgare.

Al principio del XV secolo i focolari dei ca


mini in Europa furono circondati da tre bande;
in addietro si poteva collocarsi in semicircolo al
1 intorno del fuoco, e ricevere tutto il calore
raggiante che si spargeva lateralmente; ma colla

nuova disposizione si perd una porzione cou


siderevole di questo calore.
La quantit dei combustibili proporzionata

76
mente troppo gra'nde per rapporto al calorico

posto a protto, le incomodit del fumo ec._,


determinarono i dotti, i sici, gli architetti ad oc
cuparsi dei mezzi per rimediare ai difetti dei ca
mini; in questo nutnero trovansi Allierti, Car
dano, Filiberto de l0rme, Servio, Savot, Lestard,
Dalesme; Ganger, Franklin, Cronstedt, Raim
jbrt, cc.

In oggi, come ognuno ben sa, i camini si

compongono di tre parti principali; il focolare,


ove ponesi il combustibile; i condotti o canne
per le quali ascendono i prodotti della combu

stione; infine le mod'icazioni delle quali possono


essere suscettive le aperture esterne di questi

c0ndotti. Siccome i vizii di forma o di costru


zione di ciascuna di queste tre parti di un ca

mino, inuiscono necessariamente d assai sopra


i suoi difetti, tutta-la scienza; sui camini (cami
nologia) si divide naturalmente in tre parti prin
cipali, delle quali una consacrata al focolare,
laltra ai condotti, e la terza alle aperture ester
ne che convien dare a questi ultimi.
DEL FOCOLARE.

Il focolare destinato a ricevere il combustibi


le: qucsto per bruciare e produrre del calore
deve essere posto in contatto collossigeno o con
laria atmosferica, la quale ne contiene sempre

77

circa un quarto del proprio volume. Colla combu


sti_one che risulta dalla combinazione di queste
due sostanze, si produce il calore. Si otterr il
massimo del calore con una combustione rapida
e completa pi che sia possibile, ed impiegando
maggiore quantit di combustibile.

'

Si formano nella combustione, durante la com


binazione dell Ossigeno col combustibile, diversi
prodotti, trai quali si distinguono lacido carbo

nica, lossido di carbone, il gaz idrogeno ed idro


geno carbonato, la porzione dellaria atmosferica

non abbruciata, i vapori d acqua, di olio, di a


cido pirolignoso cc; Queste. sostanze (delle-quali
alcune sono pi pesanti dell aria atmosferica,
come lacido carbonico , ed altre pi leggiere,
comei vapori dacqua e lacido pirolignoso) for
mano colla loro riunione ci che si chiamafumo.
Nel costruire un focolare dobbiamo princi

palnwnte cercare di disporlo in maniera che la


combustione succeda facilmente; che laria ad
esso necessaria vi giunga comodamente ed in

molta abbondanza; che rietta nellappartamento


la maggiore possibile quantit di calore, e che il
suo fumo ascenda prontamente pei'condotti, e

non si sparga nel locale ove situato.


Perch il focolare riceva tutta l aria che gli
necessaria,bisogna che essa gli pervenga diret

tamente da condotti, da spiragli praticati in sua


vicinanza, o che essa penitri nel locale, da aper

78

tura qualsiasi, in 'quantit' bastante ai bisogni


della combustione.

In quanto alla quantit dell aria voluta dalla


combustione, essa varia secondo le forme e le
aperture del focolare, e la disposizione delle aper
ture per mezzo delle quali laria stessa si rinova.
La corrente d aria calda e di fumo che si for

ma nella canna , attira laria dell appartamento


verso il camino. Pertanto pi la sua apertura

grande, maggiore il volume daria attirato, ed


pur maggiore la quantit che ne esce col fumo.
Quest aria cos attratta, e che non viene impie

gata a benezio della' combustione , diminuisce


la temperatura della camera, perch ne soprag
giunge della nuova a prenderne il luogo, la qua
le necessariamente pi fredda. Si rimedia a
questo consumo d aria inutile ristringendo l a

pertura del focolare, di sovente questo ristrigni


mento accresce la velocit della corrente d aria

che si reca nel camino, e per conseguenza la


rapidit del suo corso nellinterno della canna.

Nei camini di larga apertura e che consumano


inutilmente una grande quantit daria, la massa
fredda di questo uido che si porta nella canna,
diminuisce la temperatura eia velocit della co

lonna d aria ascendente; in allora il minimo


sforzo delle correnti esterne sulla imboccatura
superiore delle canne fa ridiscendere o arresta nel

suo movimento il fumo che si forma continua

79

mente, e l obbliga a spandersi intorno al fo


colaio e quindi nella camera.
Da queste considerazioni si vede ,\ che i cami

ni con grande e con piccola apertura presentano


dei vantaggi e deglincfonvenienti, che i primi
avendo una maggiore supercie favoriscono una
espansione maggiore di calore , e che i secondi
evitano pi facilmente gl inconvenienti del fumo.
Imigliori focolari saranno adunque quelli che
procureranno la maggiore diffusione di calore , e

che consumeranno la pi piccola quantit daria.


Questo importante problema, di aumentare il

calore raggiante nellappartamento e di diminuire


la consumazione dell aria , stato benissimo

sciolto da artisti e da dotti :, il tutto consiste nel


costruire i camini in modo che il combustibile
possa essere collocato vicino alla loro intelaia
tura ed anche, se possibile, pi innanzi, e
quasi fuori del camino medesimo, e che tutti i
prodotti del combustibile sieno attratti da una
piccola apertura ftta sulla facciata del fondo ,
al di dietro del focolare, che comunichi diretta
mente colla canna.

Noi daremo qual esempio della soluzione di


questo problema il camino rappresentato dalla
g. t, tav. B: AB, CD sono le due spalle, EF il
fondo del camino. Sul davanti costrutto linca
vo GHIK, in piano, e GHILM in elevazione.
Questo incavo (fig. 2, tav. B), la cui facciata GH

80

ed LM non ha che un pollice di sfondo a Partire


dalla linea BC delle spalle, pu avere dai 6 agli
8 pollici di seno d incurvatura, vale" dire da v
in 1. Nel mezzo avvi un apertura Hl, lL,che
giace dai 4 ai 6 pollici al disopra del focolare,
ed alla quale si. danno dai la ai 16 pollici di
larghezza sopra 12 ai 18 di altezza, onde facili
tare la uscita del fumo. Questa apertura chiusa
da una piastra di latta o di ferro fuso NO, la
quale ha sul lato N un movimento a cerniera
che permette di aprirla o di chiuderla pi 0

meno.
Dopo aver posto il combustibile sul focolare
GHIKQP vi si d fuoco, e si apre la piastra
per lasciare un adito al fumo. Questo viene atti
rato nellapertura, e seco mena i prodotti della
combustione , e l attrazione si fa con tal forza
che vi sospinge la amma stessa. Il combustibile
abbrucia benissimo, e se il camino costrutto
con buone proporzioni, ness_un vapore riuisce

nell appartamento.
Egli facile il vedere dalla disposizione di
questo camino, che tutto il calore raggiante che

si sviluppa dalla combustione si spande nel 10


cale ove il focolare trovasi situato, per cui vi si
diffonde la maggiore quantitpossibile di questo

fluido. Si'vede inoltre che lapertura LONI,


essendo piccolissima, non pu dare accesso che
ad una piccola porzione dellaria esistente nella
camera.

81

Del rimanente poi, siccome la piastra NO


mobile, si pu diminuire od accrescere lapertura
secondo il bisogno, acciocch ad un tempo ven

ga impiegata la minore possibile quantit daria, e


tutti i prodotti della combustione sienq:-- attirati
nel camino.
Il sig. Lhonwncl ha modicato il camino che
abbiamo qui descritto, e vi ha aggiunti perfeziona
menti che sono benissimo intesi. Lincavo GHIK
( g. I e n , tav. B) trovasi guarnito di piastre

dottone brunite, le quali riettono nel locale il


calore che si sviluppa nel focolare. Verso il fondo

di quest ultimo trovasi un apertura quadrango


lare che si ristringe a piacere per mezzo di una
piastra di latta che sale e discende in un inca
stro. Il combustibile vien collocato precisamente
sul limitare del camino ,1 e tal volta larea stessa
del focolare formata da una specie di casta di
latta, mobile come un cassettino. In essa stanno
gli alari e viene collocato il combustibile. Si
trae inauzi e in dietro la cassa sino a che siasi
rinvenuto il punto nel quale lattrazione viene

perfettamente eseguita.
Finalmente , onde possa entrare nei locali
che si riscaldano la quantit daria necessaria
per alimentare la combustione e supplire quella
che viene portata via dalla corrente ascendente
che si forma nella canna, bisogna che esista
no aperture in essi, le quali stabiliscano delle

4.

8:

comunicazioni tra l aria esterna ed interna. Se


queste aperture non sono abbastanza grandi

sar duopo formarne delle nuove, ma la loro


situazione e proporzionata grandezza possono

avere certamente molta inuenza sul riscalda


mento del locale.

Si conosce per esperienza che l aria fredda


pi pesante, a volume uguale, dell aria calda.
Pertanto se le aperture sono situate al basso,

_rasente il suolo, l aria entrante conserva la sua


temperatura, ed esercita sulle gambe una scusa
zione di freddo tanto maggiore, quanto pi
bassa la esteriore temperatura. Ecco perch si

fanno allalto nelle nestre degli spiragli, che si


aprono pi o meno secondo la quantit d aria,
della quale si pu abbisognare. Egli facile ve
dere che laria esterna entrando da aperture

esistenti verso il softto, attraversa, avanti di


pervenire al focolare, tutta la massa daria pi
temperata che trovasi nel locale, e le toglie una
porzione del suo calore. Le persone quindi se
dute intorno al fuoco non sono tanto incomodate
come se la ricevessero direttamente, e fredda
qual era al suo primo entrare nella camera.
Si deve preferire lintroduzione dellaria da
aperture laterali piuttosto che per mezzo di con
dottii quali la spingano direttamente al focolare;
col primo metodo l aria dell appartamento rie
sce pi sana rinovandosi continuamente.

83
Dal momento in cui Gangr, nellanno 1713,
propose di far circolare dellaria fredda dietrb.
le piastre, che formano le pareti interne del

camino, e di farla in seguito uscire da aperture


laterali, dopo che si riscaldata durante la sua
circolazione, questo metodo fu impiegato con
molto protto. Esso riunisce il vantaggio di ri

novare laria dellappartamento, e di fornire


dell aria calda allimboccatura del camino, oltre
di che ne risulta una corrente 'd aria molto pi
rapida.

Un fatto notabile, lutilit del quale viene


comprovata dain esperimenti di Clavelin, quello
che l aria afuente in un appartamento ha mag
gior forza ed efcacia allorch passa traverso un
Crivello_ o setaccio, diquando entra in massa per

un foro; e che ne abbisogna quindi, ritenuta la


proporzione, una minore quantit per alimentare

il fuoco, sostenere la colonna del fumo ed im


pedire che esso riuisca nella camera.
Glavelin avendo considerato la distribuzione
del calore in una camera come un oggetto degno
della sua attenzione, fece i seguenti esperimenti
per determinarne la legge. Colloc sei termometri
a differenti altezze, in corrispondenti direzioni,
ed a diverse lontananze dal focolare. Osserv in
allora che il calore, diminuendo a misura che si
allontana dal focolare, si ripartisce in seguito
nelle parti pi lontane della camera in modo

84

che gli strati superiori sono i pi caldi, la qual


cosa conforme alla statica dell aria.
Clavelin ha fatto pur ance delle esperienze per
determinare , I. quale proporzione totale di ca
lore risultasse da una data quantit di combu
stibile ; 2. quale fosse laumento della tempera

tura, confroutata con quella dellaria esterna.


Gli esperimenti si eseguirono in una stanza ove

erano chiusi tutti i mezzi di dispersione. Sospese


a tale effetto un paniere di filo di ferro, entro cui
contenevasi il combustibile , nel locale, e sospese
ben anche un termometro ad uguale distanza

dal paniere e dai muri; abbruci una data quan


tit di combustibile, ed esamin lascensione che
faceva il termometro, la durata del suo stato sta
zionario, ed il tempo che poneva nel discendere
per una determinata quantit.

Ne risulta da questo esperimento che si svilup.


pa una quantit di calore proporzionata a quella
del combustibile consumato , ma superiore a

quella che avrebbe prodotto il medesimo combu


stibile abbruciato ne consueti focolari. Esso d
inoltre luogo ad una osservazione pi rilevante

ancora, ed che il risultamento, il quale offre


costantemente le stesse proporzioni allorch la
temperatura al medesimo punto, varia notabil
mente nelle differenti temperature, e sembra che
pi la temperatura dellaria esterna fredda,
maggiormente le proporzioni del calore sviluppato

85

sieno considerevoli: di maniera che, secondo Cla


velin, il termometro essendo ad un grado al disotto
del zero, 16 grossi ed 1/9 di combustibile diedero
pi di un grado di calore nello spazio di un mi

nuto, quando che trovandosi il termometro a 45

gradi al, disopra del zero , ne' abbisognerebbero


19 grossi per dare in un minuto un sol grado di

calore.
-_ Questi risultamenti sembrano dipendere da
due cause: 1. perch laria pi fredda mag
giormente densa, contiene pi ossigeno in un
dato volume, ed per conseguenza pi propria

alla combustione: 2.3 perch laria fredda con


tiene men acqua di quando la sua temperatura
trovasi pi alta. Pertanto lacqua, composta in
grandissima parte di ossigeno, richiede pi ca
lore per essere decomposta dal combustibile , di
qUello che lossigeno, che si sviluppa, ne produce
formando dellacido carbonico, da ci ne av
' viene che pi si diffonde umidit sopra il combu
stibile , pi si perde del calore che deve essere
prodotto dalla combustione.
Relativamente alla grandezza delle camere, ed
alla profondit del focolare, Claveliu osserv che
la loro inuenza era di poca' importanza per rap
porto alla formazione della corrente daria af
uente , ed alla ascensione del fumo.
_
Allorch la massa d aria afuente in una

stanza e maggiore di quella che esce per la


/

86

canna del camino, si formano nella parte supe


riore di essa delle correnti che sfuggono dalle
fessure che incontrano. Queste correnti esterne si

formano precipuamente col mezzo delle aperture,


che comunicano con luoghi meno freddi. Per
. tanto , quando esistano in una camera delle ne

stre, che offrano passaggio libero allaria esterna,


e delle porte od altre aperture che comunichino
con luoghi ove non sia fuoco, si scorge, presen
tando la amma di una candela a tutte le aper.
ture della nestra, che questa amma vien ri
volta al di dentro dall aria entrante , qualunque
siasi la posizione dellapertura, quandoch il

medesimo lume presentato alle piccole fessure


della porta che comunica con una stanza vici
na, la amma se posta allalto , spinta al di
fuori da una corrente daria che esce; e se vien

situata al basso , la vediamo spinta al di dentro


da una corrente entrante.

Di sovente due camere comunicanti tra loro si

trovano disposte in maniera che riesce impossi


bile il fare in pari tempo fuoco in entrambe. Cla
velin osserva, che se non hanno altre aperture
oltre quella di comunicazione, la pi calda di
esse, o che viene pi presto riscaldata, quella
che rende laltra soggetta al fumo. Nota pure un
fatto, del quale non conosce la causa, ed , che,
poste tutte le altre cose uguali, la pi grande ha
la preponderanza sulla pi piccola, ne attrae la

87
ria e la fa fumare, quantunque questultima .
deve essere necessariamente la prima a riscal
darsi.

Adunque ognivolta che due camere si comu


nicano, conveniente il dare a ciascuna mezzi
indipendenti onde l aria necessaria alla combu
stione le venga fornita dal di fuori.
DELLE

CANNE DEI

CAMINI.

Le canne poste al disopra dei focolari sono


destinate a ricevere tutti i prodotti della combu
stione, ed a procurare loroi mezzi di uscire senza
spandersi nei locali che si riscaldano. Perch il
fumo e gli altri prodotti si dirigano in questi tu
bi, bisogna che vi si formi una corrente ascen

dente, e questa pu ben spesso formarsi natu


ralmente.

Un camino con sopra una canna ha effettiva


mente due comunicazioni coll aria esterna, 1 una
per le fessure della camera, 1 altra per lacanna
stessa. Se ci guriamo un piano che passi per la
sommit del tubo o canna del camino, potre'mo
concepire due colonne daria , luna esterna alla
canna , e l altra interna , compresa tra questo

piano e la supercie del focolare. Queste colonne


sono evidentemente uguali. Siccome poi curio
sciuto in sica (vedi pag. 65) che due colonne
d aria della medesima temperatura e della mede

88

. sima altezza sono tra di loro in equilibrio, ma


che se una di esse viene a riscaldarsi pi dell al
tra, lequilibrio subito cessa, e la pi fredda in
nalza la pi calda; cos vediamo che se laria con
tenuta nella canna del camino alla medesima
temperatura di quella che si reca al focolare,
non vi sar pi corrente ascendentale in essa
canna, e per conseguenza il fumo si spander
dintorno al camino stesso a misura che si for
mer. Se poi laria della canna viene a riscal

darsi, avremo tosto la corrente ascendentale, e


la sua energia sar tanto maggiore , quanto pi
la temperatura interna della canna superer
quella dellaria esterna. Da ci ne segue che la
corrente diverrebbe discendente se laria che

circola nellappartamento fosse pi calda dellaria


esterna, nelle circostanze, ben inteso, in cui non
si faccia fuoco nel camino.
: Si osservano generalmente queste due correnti
nei camini ove non si faccia fuoco: la corrente
ascendente ha luogo , durante il giorno, perch
l aria esterna riscaldata dai raggi del sole tro
_vasi ad una temperatura pi alta dellaria in
terna, e quella discendente durante la notte,
per la ragione che laria esterna raffreddandosi
diviene pi densa di quella della camera.
Clavelin ha fatto degli esperimenti per deter
minare l ordine e la durata, che seguono queste
due correnti. Ne risulta dalle sue osservazioni,

89
che le leggi di tale fenomeno non sono allin
tutto costanti. Nulla di meno la corrente discen
dente della notte assai regolare dalle cinque
o , sei ore della sera, sino alle otto o nove del

mattino, ma la corrente ascendente del giorno


ben lungi dallessere regolare, anche nei tempi
di calma.
Questi fenomeni ci spiegano il perch quando
pi canne di camino si trovano riunite tra di

loro , il fumo dei focolari ove il fuoco acceso


discende di spvente nelle altre, e si diffonde
negli appartamenti.

I risultamenti del movimento dellaria nei con


dotti de camini, che noi abbiamo spiegati se
condo questo principio: che tutti i uidi pi
leggieri dellaria atmosferica si elevano in pro
porzione della differenza del loro peso specico,

nello stesso modo che tutti i uidi pi pesanti


discendono per leffetto dello stesso peso. Questi
risultamenti, diciamolo pure, hanno molta ana
logia con quelli che presentano i sifoni.
Si sa quali sono i fenomeni dei sifoni riguardo
ai uidi pi pesanti dell aria atmosferica (pag. 7 r
e seg. Quando i bracci dello strumento sono uguali
e rivolti al basso, lequilibrio si mantiene, e non
vha movimento alcuno nei uidi. Allorch poi

1 uno dei ' bracci pi corto dellaltro , il uido


esce dalla estremit del pi lungo con una velocit
proporzionata alla differenza della loro lunghezza

90

Se poi vogliamo supporre che il sifone sia ca


povolto, e che i suoi bracci guardino all alto,

ne avverr allora 'riguardo ai uidi pi leggieri


dell aria atmosferica, quello che accadeva dap
prima pci liquidi pi pesanti di essa. Il uido leg
giero s innalzer pel braccio pi lungo , perch
la colonna daria che gravita sullorificio di que
sto braccio meno alta della colonna della me
desima aria che comprime l oricio del brac
cio pi corto: ci evidente.
Questa teoria stabilisce in poche parole tutto
il sistema della camiuologia; essa perfettamente

dimostrata dagli esperimenti fatti da Clavelin col


tubo inventato nellanno 1686 da Dalesmc.
Questo tubo di 4 in 5 pollici di diametro rap

presenta un sifone capovolto con bracci ineguali.


Noi indicheremo con A loricio del pi corto,
con B quello del pi lungo. Se si mettono due
pezzetti di legno in A, si osserva che non vi ha ap-'

pareuza alcuna di fumo n in questo luogo n in


B. Non si pu avvicinare la mano a B che alla
distanza maggiore d un piede a causa del gran

calore. Se si toglie dal fuoco uno dei due pezzi


di "legno avvi il fumo.al momento; ma questo
cessa subito che si rimette nel focolare. I com

bustibili pi puzzolenti non tramandano il mini


mo odore in questa macchina, e tutti i profumi
svaniscono, il che non avviene per se non quando
il fuoco in A sia bene acceso, ed il tubo sia ge

91
neralmente assai caldo; in maniera che l aria
che mantiene la combustione pu entrare sol

tanto dallapertura A, e colpire il fuoco che


trovasi allo scoperto; in questo modo la amma
ed il fumo vengono trascinati al basso verso lin

terno del tubo, e sono obligati di traversare il


combustibile.
Per ottenere poi la combustione senza fumo,

bisogna che lapertura A sia proporzionata al


1 apertura B , e fa pure duopo che l apertura
A non sia troppo grande. Sembra che tali rap
porti di grandezza abbiano impedito che si traesse
da questa macchina tutta lutilit chella faceva
sperare. Del resto probabilmente ad una tale
invenzione che si deve lidea dei cosiddetti allen
diers dai Francesi introdotti quali focolari in_

molte fucine, ed a questo sistema si devono pure


i forni ed'i focolari fumivori.

Ritorniamo agli esperimenti da Clavelin fatti


col medesimofapparecchio. Fra questi ve ne sono
due notabilissimi.

Primo esperimento. Allorch le due estremit


di un tubo orizzontale sono fornite di due bracci
verticali della medesima lunghezza, la corrente

del piccolo forno posto sul tubo orizzontale e


tra i bracci verticali si divide in due, e sei due
bracci sono ugualmente caldi, sale ed esce colla
medesima velocit da ambidue; ma se uno di

essi pi freddo dell altro, la corrente pro

91
cede dalluno allaltro braccio, ed discendente
nel pi freddo, ed ascendente nel pi caldo. Se
si leva uno dei bracci, l aria entra allora da que
sta estremit del tubo, e sale ed esce da quello
rimasto. Questo effetto del raffreddamento di

uno dei bracci di tale stufa, sopra la direzione


della corrente, applicabile ad un gran numero
dei fenomeni della caminologia.

Secondo esperimento. La parte orizzontale del


tubo e la posizione del focolare rimanendo le
medesime, se chiudesi uno dei bracci e laltro
si inchini no a che addivenga orizzontale, laria
che alimenta il focolare entra dal braccio cos
piegato, e la amma ed il fumo s innalzano al

dis0pra del focolare. Se di poi si torni ad inal


zare a poco a poco il braccio che si era coricato,

in luogo di una sola corrente se ne avranno due


nella capacit dello stesso tubo, 1 una entrante
e laltra uscente. Pi si rialza questo braccio,
pi la corrente esce con forza. Finalmente quan
do esso fa colla parte orizzontale della macchina
un angolo di 35 in 40 gradi (un poco meno della
met dun angolo retto) la corrente entrante ces

sa, e la corrente uscente, la sola in attivit, oc


cupa tutta la capacit del tubo, in allora la am
ma ed il fumo si gettano totalmente nel focolare.
Secondo i regolamenti di Parigi, le canne o
condotti dei camini debbono avere tre piedi di
lunghezza sopra dieci Pollici di larghezza, equelli
I

9o
delle cucine devono essere] di quattro piedi e mez
zo ai cinque di lunghezza sopra dieci pollici di
larghezza. Nellanno 1624 Savot aveva osservato,
che in questa sorta di condotti si formavano
due correnti d aria: luna ascendente e laltra
discendente. Clavelin ha in seguito egualmente

osservato, che la colonna del fumo, generalmente


gravita meno sui lati che verso il suo centro, il
perch allorquando le aperture , le quali sommi

'nistrano laria al focolare, sono esattamente chiuse,


si stabilisce una corrente daria discendente da
uno dei lati del condotto, mentre che allincon

tro la colonna del fumo si alza nellaltra parte;


ed appunto questa una delle cause che assog

getta i camini al fumo; dimodoch molti tra


essi fumano dai lati, sebbene il fumo sembri sa
lire liberamente. Clavelin adunque dimostra che
per impedire un tale inconveniente, bisogna re
stringere luscita del condotto sino al punto in

cui limpulsione della colonna fumante sopravil


suo centro o sopra i suoi lati sia nulla od assai
leggiera.

Egli ben difcile d indicare una larghezz


determinata pei condotti dei camini. Questa lar
ghezza deve essere proporzionata alla massa del

vapore fuliggiuoso ed all aria che il tubo deve ri


cevere. Questi condotti non devono essere molto
angusti per dare luogo alla impulsione del calore,
n molto larghi, onde non vi si stabiliscano due
correnti, luna ascendente e laltra discendente.

94
Si creduto per lunga pezza che il deviamen
lo nei tubi del camino contribuisse a farlo fu

mare. In grazia di che fu altre volte preso lespe


diente di porre le une sulle altre le canne dei di
versi piani che si corrispondevano, ma si rico
nobbe ben presto che questo metodo aveva con

s due inconvenienti: I. che le canne elevate


perpendicolarmente erano pi soggette a dar
fumo, 2." che nel porre le une sulle altre si (li
minuiva lestensione di quelle dei piani superiori.

Dallora in poi si prese il partito di piegarle lungo

la loro elevazione , senza diminuirne la solidit,


in modo che tutte le aperture si ricongiungono
per sortire al disopradei tetti.
Alcuni temevano da principio che questa di
rezione obliqua e tortuosa dei condotti fosse di ,
ostacolo allascensione del fumo, _ovvero una
causa di frequenti inceudj, ma l esperienza ha
fatto conoscere che la nuova disposizione non ap
porta per s stessa vcruno di questi inconve

nienti , purch il condotto nulla abbia nella sua


estensione che possa arrestare il fumo. Al pre

sente si fanno girare le canne in mille modi, si


obbliga il fumo a fare molti giri per riscaldare gli

appartamenti, si fa salire e discendere, e si di


vide per introdurlo in differenti condotti, i quali
si riuniscono in seguito nel principale di essi.
Rumfort propose di restringere le aperture dei
camini in vicinanza al focolare, onde aumentare

'

91

la rapidit della corrente. Questo metodo, che si


perfezionato ai nostri giorni formando i foco
lari innanzi ai camini, ottiene un grandesuccesso

allorch viene impiegato con quelleprecauzioni


che richiede.

il ristringimento dellapertura inferiore dei ca


mini sembra in contraddizione col sistema delle
larghe cappe, che venivano anticamente poste

in opera : luno e laltro metodo ha per i suoi


inconvenienti ed i suoi vantaggi. Le cappe riuni
scono sopra una grande supercie i' prodotti

della combustione, e tutti i vapori che si forma-


no al disopra del focolare, li dirigono verso la
canna, ma non si oppongono alleffetto delle
correnti discendenti, che, come si gi detto, si
formano ordinariamente nelle canne che hanno
una grande larghezza. I ristringimenti obbligano
la massa dell aria, del gaz e del vapore che si

dirige verso il tubo del camino a molto rinser


rarsi nel passaggio stretto che le si presenta, e

ad acquistare una grande velocit in questo, la


quale aumenta quella dellascensione, si oppon
gono inoltre ,_per la piccolezza delle aperture ,
al riusso dellaria discendente. Laria fredda
dellappartamento non si pu unire in cos gran
de abbondanza ai prodotti della combustione,
dal che ne risulta 1. una minore consumazione

daria, e quindi una minore introduzione daria


fredda ed un raffreddamento minore, a. i pro

96
_
dotti della c0mbustione essendo meno raffreddati
dallaria interna che vi si mescola hanno una
maggior forza ascendente, e 1 attrazione viene
meglio stabilita, ma si spande poi una ben minore

quantit di calore nel locale.


Clavelin sembra preferire l uso delle cappe a
quello del ristringimento della canna in vicinan

za del focolare. Osserva inoltre che una delle


disposizioni pi importanti e meno conosciute
sino ad ora, consiste nel dare alla canna del

camino una forma piramidale, e che la base di


. queste canne, presa da sei o sette piedi al diso

pra del focolare, superi un terzo la bocca della


estremit superiore, in maniera che la totalit

del sistema delle canne sia composta di due pi


_ ramidi, luna inferiore di sei in sette piedi di
altezza, (partendosi dal cornicione del cami
no) avendo per base 1 aera del focolare e per
sommit la base della piramide superiore, la se
conda, immediatamente al disopra della suddet
ta, avente per base la di lei sommit, e per som
mit un apertura minore di un terzo della sua
base.

Clavelin ha osservato I. che il calore del fu


mo si accresce per laumento della consumazione
del combustibile, ma non mai in una proporzione
corrispondente, almeno giudicandone dal rap
porto del termometro, a. che il calore nel tubo
del camino, posta ogni altra cosa eguale, tanto

97

pi forte, quanto la camera ove si fa la combu


stione meno
grande, 3. achemisura
ilcalore
fumo
diminuisce
sensibilmente
chedel'sale,ve
che questa diminuzione di circa un grado del

termometro per ogni piede dascensione, che


per conseguenza vi sono dei casi in cui, secondo

laltezza del camino e la temperatura dellaria ,


il fumo , giunto alla cima della canna,deve es
sere di una temperatura uguale a quella dell at
mosfera, ma egli osserva che i vapori formati

dal fumo , trovandosi ad una temperatura eguale


a quella dellatmosfera, non sono per deline
desimo peso di essa a volume uguale; ci che
in parte vero.

. In quanto all altezza dei camini, Clavelin


prova che al disotto di quindici piedi i loro
condotti non basterebbero a mantenere le neces
sarie' correnti , e che per ottenere*con sicurezza
leffetto voluto bisogna che la bocca dei con

dotti sia circa trenta piedi al disopra del foco


lare. Finalmente che pi questi condotti sono
alti pi hanno potere di accelerare 1 ascensione
del fumo.

DELLE APERTUBE nsrumvn DELLE CANNE DEI csmm.


; Tutti i camini non vanno soggetti al fumo se

non|quando si forma una corrente discendente


nella canna, la quale impedisce al fumo dalzarsi
5

98

e lo fa rifinire nella camera, quindi tutte le perso


ne che occuparonsi dei mezzi di togliere ai camini

tale difetto , hanno rivolta l attenzione loro alle


aperture superiori, e siccome hanno.supposto

che linterruzione della corrente ascendente vi


fosse cagionata dal movimento dellaria esterna,
e particolarmente dal Vento che si reca nel vno

to esistente alla sommit delle canne, perci


hanno immaginato un gran numero di articii

onde vietare al vento di penetrare in queste


aperture.
l-Gli uni, come Alberti, Cardano, Giovanni

Berner, Delorme, Vollon', cc. hanno coperta


lapertura superiore , ed hanno fermato dei fori
di variato modello sulle facciate laterali delle tor

ricelle dei camini. Queste aperture sono libere, 0


coperte da un piano, o cdntengono tubi prolun
gati al di fuori. Altri hanno ricoperto i fori con
cappelli di differenti forme, la cui base, pi
larga di quella della canna, lascia uno spazio

' vuoto dal quale il fumo pu uscire. Altri hanno


dato alle estremit della canna la forma cilindri
ca, coprendola con un tubo a T, o con un
_ quarto di sfera, oppure con un tubo a gomito.
Queste due ultime coperte sono mobili su di un
asse, e cedono al vento, in modo che la loro
apertura sempre opposta alla direzione del
vento stesso. Finalmente ve ne furono di quelli
che-si accontentarono di ristringere la parte su

'

99

periore della canna eoprendoln-c0n tegole, per


impedire che le acque piovane cadanvi dentro.
Diversi, fra cui Ganger e Delorme, diviserp le
aperture del camino in molte parti. Esaminiamo
separatamente ciascuno di questi metodi perco
noscere la loro inuenza riguardo al fumo.

Col c0prire la bocca superiore della canna si


toglie linconveniente della pioggia , della gran
dine ec. Ma siccome bisogna procurare un pas
saggio al fumo per mezzo di aperture laterali, il
Vento 5 introduce facilmente per _esse nella cane
na , ove non sieno coperte.

In quanto alla direzione dei venti, si sa che


essa procede in ogni senso. Vi sono venti orizzon

tali, obbliqui, ascendenti, discendenti cc. Tutti


i venti, eccettuati quelli ascendenti e discenden
ti, possono entrare dalle aperture laterali delle
canne, quandoch non esistono che i soli venti

verticali-discendenti od obbliqui-discendenli che


possano introdursi, sia direttamente, sia per ri

essione, nella canna dalla bocca superiore. Egli


pertanto facile vedere che pochissimi venti pos
sono avere accesso nella canna dallapertura su-
periore in confronto a quelli penetranti nelle

aperture laterali. Ma il vento che entra dalla


bocca superiore discende direttamente nella can
_na, quandochle correnti orizzontali e le cor
renti ascendentali che penetrano dalle aperture
sui lati escono dalle contrapposteeperture. Per

100

ci gl inconvenienti prodotti dai venti che s iu


troducono dalla bocca superiore sono maggiori
di quelli risultanti dal passaggio delle correnti
orizzontali che traversano la canna.

Riguardo alle aperture laterali coperte da un


piano che permette al fumo di uscire da un vano.

qualunque , egli facile convincersi che questo


fumo non potrebbe essere rispinto nell interno
dal vento, qualunque si fosse la sua direzione.
Allorch le aperture laterali sono guarnite di
tubi ascendenti, gli effetti delle correnti orizzon
tali non differiscono da quelli indicati parlando

delle aperture semplici, sopra tutto. se la direzio


ne dei piccoli tubi coincidesse con quella dei
venti.

Filiberto Delorme e Gangcr consigliarono, co


me abbiamo detto, di dividere l? apertura supe
riore delle' canne dei camini con varii tramezzi
di gesso. Il principale effetto di queste divisioni
consiste nel ristringere e moltiplicare i condotti,
afnch non vi si possano formare due correnti,
luna ascendente e 1 altra discendente.

ClaVeliii ed un copioso numero di fumisti con-4


sigliauo di diminuire lapertura superiore della
canna, in modo che solo agguagli il terzo circa
dell apertura totale; si ottiene questa diminu

zione per mezzo di cornici o piramidali cappelli.


La corrente del fumo, sfuggendo per unaper
tura stretta, acquista maggior forza da vincere

gli ostacoli che si oppongono alla sua uscita.

10

Da lungo tempo si fa uso al disopra dei pozzi


delleminiere
alcuni dicamini
di un tubo oriz
inontale
, o di eundiquarto
sfera,aggirantesi
so
pra un perno a seconda del vento. Siccome 1 a
pertura di tali macchine sempre opposta alla
costui direzione, impossibile ch e sintroduca

nel tubo, ci che favorisce luscita della cor


rente del vapore ascendente.
Prima del cadere del secolo scorso, non si '
cercavano chei soli mezzi d impedire ai venti
l introdursi nella canna del camino, e di fermare
con ci il movimento della corrente ascendente.

-Vi ha non pertanto un altro oggetto di cui dob


biamo essenzialmente occuparci in pari tempo ,
e consiste nel favorire il movimento ascendenta
le, che ha luogonell interno della canna, im

piegand0vi la forza dei venti stessi.


' > '
Si di gi veduto che la diminuzione della
pertura superiore della canna, col mezzo di ap
positi cappelli accelera la velocit del fumo, e
favorisce il movimento ascendentale; ma questo
mezzo non il pi efcace, n il solo che si
possa impiegare. Vollon ne invent uno -ch_e
sembra preferibile, e consiste nel coprire la can
na del camino con un cappello , che lasci allin
torno dellapertura un vuoto per cui il fumo ab
bia campo di uscire. Delyle-de-Saint-Martin , te
nente di vascello, present all Accademia delle
Scienze nell anno 1788 , sotto il nome diventi

|02

latore, una macchina analoga a quella di Vol


lon , atta ad aspirare l aria delle canne'decami
mi, degli ospedali, delle miniere cc. Esperimenti
vennero fatti con questa macchina rappresentata
nella tav. B, g. 3. Per mezzo di un soffietto A,
o di qualsiasi altra macchina soffiarite, si diri
geva una c0rrcnte daria sopra un doppio cap
pello C , posto alla sommit di un tubo B ,
fermato su d una cassa DX; si vedeva tosta
mente la amma di una candela E attratta in un
lungo tubo FG comunicante colla cassa. Avendo
paragonato in alcune circostanze la Velocit della

corrente daria che usciva dal sofetto, chia


mata corrente aspirante, con quella dellaria che
entrava nel tubo FG per uscire al disotto dei

cappelli G, detta corrente d aria aspirata , si


rinVenne che mentre la prima percorreva quin
dici piedi per ogni secoudo , la seconda ne tra
scorreva cinque, vale a dire che aveva circa il
terzo della velocit di lei. Il medesimo esperimen
to, ripetuto sopra una-canna coperta di un sol
cappello , produsse un consimile risultamento.
Questo metodo sembra adunque pi efcace di
quelli indicati dapprima; imperocch formaun
ostacolo alla introduzione del vento nel camino,
ristringe l apertura della canna , e favorisce la
velocit del fumo che nyesce. Finalmente esso

ha sopra gli altri il vantaggio di aspirare laria ,


e di stabilire un movimento ascendentale, allor

105

eh questultimo ed ivapori contenuti nel ca


mino sono in quiete e tranquilli.
Il signor Molard aggiunse qualche perfeziona
mento ad un tale sistema col coprire il doppio
cappello con una piastra di ferro D (fig. 3, tav. B),
la quale ha il doppio vantaggio d impedire che
le acque piovane od i venti penetriuo nella can
na, e di aumentare in pari tempo lenergia della
corrente daria aspirante.
Essendo poi laria dilatata dal calore del foco
lare la cagione della corrente ascendentale che
si forma nel camino , il signor Molard propose

daggiugncre allapparecchio descritto qui di so


pra un tubo di rame , che discenda per qualche

piede in quello del camino, un altro tubo poi di


un diametro molto minore, coperto da una lastra
di ferro e prolungato sino alla cima di esso, deve
trasmettere l aria calda, che si forma al disotto
di un piano di ferro fuso, costituente l area del
focolare , all apparato posto alla sommit della
canna del camino. L esperienza ha confermato

la bont di un tale perfezionamento.


Una" causa assai comune del fumo dei camini
e lazione dei raggi solari. Si osserva pressoch

generalmente, che se i camini sono aperti al di


, sopra ed i raggi del sole possono penetrare nel
l interno della canna, il fumo spargesi nella
stanza, sebbene poco prima della penetrazione
dei raggi 1 attrazione fosse perfettamente stabili

.u. . drun
.
m_104Ecco qua deve ' essere la cagione
tale

fenomeno.
Si sa che le Su

percie
_ nere e scabrose sx_ ri_
_
essendo 1 interno

scaldano sollecitamente 3 ora ,


dei caxmm semprc,coperto di mio

fuliggine pi o meno denso ,ed iraggi


strato di che colpi500no .obliquamente la super

cie interna di una delle pareti della canna ,di-;


del 5018 ,
scendendo , per riessione , sino al focolare , ne

avviene che laria contenuta nella parte superio

.B della canna diventa pi Calda, e l aria fred


da dellatmosfera afuisce dallalto per occupare

il Posto di quella dilatata che si alza. Una parte


()i dell aria' fredda non. venendo sufciente
mente riscaldata dal suo contatto .collinterno,

della canna, e la temperatura di quella- che si


muove a qualche distanza dal lati della medesi
ma canna non cangiando, ne risulta una con

dente pi forte od uguale in velocit


lente
discen
alla corrente asc:endente formata dai vapori che

si_svilppano dal focolare.. Non adunque sor


prendente, che lattrazione cessi e che il camino
fumi. ,Egli per facil cosa e di poco studio il

rimediare a.questo inconveniente, coprendo . in


"Il modo qualunque l apertura del tubo.

105
"ii

-. . .

,DESCRIZIONB DI UN NUOVO APPARAT, con mazzo


DEL QUALE IL VENTO, QUALUNQUE StSLA."SUA
FORZA 0 LA SUA DIREZIONE, STABILISCE UNA con
b BENTE ASCENDENTE NELLA CANNA DEDUAMINO.
.

':

- Questa macchina si compone di un albero od


asse AB (g. 4, tav. B) con piccolo collo alla
estremit B. Si.vede in. A una sua parte quadrad
ta ,.cui succede il maschio duna vite.iln G avvi

un aggetto anulare, del quale tostamnte se ne


vedr il vantaggio; il resto dell lbet'01f di for

ma cilindrica.
.

La gura 5 v della medesima tavola rappresenta


un elica formata da tre o quattro rotelle di latta
ribadita le une di seguito alle altre; Si vede una
di esse alla -g. 6, tav.'B. O un buco circolare

fatto al suo centro, tttt- sono quattrobuchi ret-


tangolari posti ad uguale distanza dal=centro;
EF indica la linea secondo la quale lerotelle
sono tagliate dal buco centrale 0 sino alla circon
ferenza; ecc segnano dei piccoli buchi, nei quali
entrano i chiodi, che servono ad attaccare una
rotella.colla susseguente. La linea punteggiata

che trovasi al-disopra dei buchiccc m_ostrafla


quantit. dellin-crocicchiamento- degli orli delle
due rotelle.
- . .
.f Si concepisce benissimo che-bisogna , onde: le
- rotelle inchiodate luna di seguito allaltra.forthi
5

106

no una elica, riunire gli orli risultanti dal taglio


EF in modo clic quello a sinistra di una di esse,

ritenendoci posti al centro 0, sia ribadito su


quello a dritta dellaltra consecutiva.

uuuu sono quattro incavature delle quali or


ora vedrmo la destinazione.
.
L? albero AB (g. 4, tav. B) serve di asse al
1 elica. Per manteneread una medesima distan

za le rotelle che la compongono , si passeranno


quattro piccole chiavelle di ferro (delle quali si
vede un frammento nella fig. 7 (tav. B) dise
gnato sopra una scala quattro volte maggiore
degli altri pezzi), pe loro buchi mc. Queste

quattro chiavelle. poi avranno tanti buchi ad,


uguali distanze tra loro, quante sono le rivolture

che deve formare 'l elica. Si vede in V (g. 7 ,


tav. B) uno di questi buchi; la loro capacit
tale da poter ricevere la doppia chiaVella rati
gurata nella fig. 8, tav. B. Questa chiavella tien

forte co suoi due bracci, nel senso della loro


grossezza , le rotelle che formano l elica, ed ha
una lunghezza suiliciente onde imedesimi pos-e
sano giugnere ben dappresso ali asse dll elica ;
e siccome non fa 11 uopo che latesta della chia
vella oltrepassi lorlodelie rotelle, si fermarono
quindi su queste lefincavature uuuu (g. 6, tav.
B) per riceverla.
-

{L fig. 9, tav. B rappresentanti mulinello ve


dato. di prospetto, e formato da sei ali AAA, le

107
quali sono fermate per mezzo di piccoli chiodi
ribaditi ecc sopra una rotella di latta un poco

grossa PQ. Questa ha nel suo centro un buco


quadrato destinato a ricevere il quadrato A del

lalbero AB (g. 4, tav. B), in maniera che il


mulinello, stabilito su quest albero per mezzo di
un incastro, possa-girare in pari tempo con esso.
Figurare si pu facilmente che l elica di sopra
descritta, essendo in un modo qualunque conge

gnata e fermata sul medesimo albero, deve essa


pure seguirne il movimento. Le ali del mulinello

AAA (fig. 9, tav. B) sono inclinate come quelle

di un mulino a vento,delquale hanno tutte le)


propriet.

Si vede alla g. IO (tav. B) un tubo AB, il cui


diametro alquanto pi grande di quello delle
lic , onde essa possavi girar dentro senza toc
carlo. La parte di questo tubo compresa traj
le linee punteggiate GH agguaglia la lunghezza

dell elica, e la sua intiera dimensione uguale


a quella dellalbero AB (g. 4 , tav. B). Dal
lato A il tubo chiuso da una lastra convessa
e ribaditavi sopra, la quale ha nel suo centro
un buco circolare che riceve la viera I del pez
zo PQ veduto di profilo nella g. 11 (tav. B) e
di prospetto in X nella medesima gura. Vi si

losservano sei punti,i quali indicanoi buchi,


che ricevono i chiodi col mezzo dei quliquesto'
pezzo viene fermato al di dentro della parte

108

convessa A del tubo ( g. 10, tav. B). Si scdrge


in I (medesima figura) la. parte sporgente in
fuori della vieta, la quale munita di un buco
pfer ricevervi il collo A dellalbero AB (g. 4,
tav. B). ;,
'
'
2;.La linea punteggiata H1 (g. lo, tav. B) indi.
ca il luogo di un anello ABC (fig. .12., tav. B), il
cui diametro esterno agguaglia quello interno del

tubo AB. Questo anello porta una traversa T


traforata in O, il centro del qual foro assolu
tamente quello della circonferenza esterna del
lanello. Ed in questo foro 0 deve girare il collo
B(g.4,tv.B).

.
'
Le due linee punteggiata GL (fig. 10., tav. B)
presentano il luogo , nell interno del tubo , di
un altro. anello Simile al precedente, ma privo
di traversa. Il suo 0fliciosi-limita unicamente a
dare altubo AB una forma cilindrica. :
f Per collocare l elica nel tubo si toglie l anel
lo HI; si leva parimenti il mulinello dal quadra
to. A _( g. 4 , tav. 7B ); s introduce l albero con
sopra lelica dallabanda H] in modolc'he la
Ruota A. dellalbem edtri nel foro I del pezzo X

(..g. 151 , tav. B); 1 aggetto G (fig. 4, tav. B)


gl impedisce. di andare pi lungi: ci eseguito
simiiette l anello (g. m, tav. B) al suo luogo
HJ,1ll collo B dell" albero I(.fig. 4, tav. B) vien
ricevuto;dal buco O. della-traversa; dopo di che
rimane ,soltanto da collocare il. mulinello sul
quadrato A.

mg
Al disottoed-alla sinistra del tubo A B ri
badita-nari angolo retto una estremit del tubo Z

di. un diametro pi piccolo. Si pu osservare,


parte @in questo piccolo tubo parte al disotto,
un pezzo EDF, le cui linee esterne ED DF
formanonw angolo retto.yQuesto pez'zo , che' si
vede ben anche tutto intiero nella*g. 13,- tav. B,
trovasi attaccato-dal suo lato DE per mezzo di
chiodi rccc al disotto del tubo AB , in maniera
per che laltro suo braccio DE, il quale presso
a p0co di forma cilindrica , serva di asselal go
mito del tubo Z, 0 per parlare pi chiaramente,
trovisi ad una uguale distanza da tutti i punti

della sua supercie interna. Si osservi che lestre


mit del braccio DE termina con un collo_ avente

un piccolo buco.

.
La gura 14 mostra un tubo EF efil cui dia
metro pochissimo minore di quello del gomito
Z(iig. lo, tav. B), nel quale esso deve girare
senza toccarlo;v Questo tubo EF- ef vien posto e

ribadito sopra una specie di mitria di latta AB.


Le linee punteggiata EF ef segnano il luogo dei

due anelli consimili a quello disegnato nella 6.3.1


12, tav. B; il=loro diametro esterno uguale a
elio del tubo preso nellinterno. I diametri dei
buchi fatti nel loro centro sono uguali, 17 uno a
quello del collo E del pezzo EDF (fig.uo, tav.
B), laltro alla grossezza cilindrica del. medesimo
pezzo, misurata un poco al disotto del gomito D.

[IO

Supponendo ora che siasi posto lapparecchio


rappresentato nella g. 10, tav. B al disopra del
tubo EF ef in maniera che il gambo DE trovisi

introdotto nei buchi degli anelli EF ef, nei quali


esso gira, -si comprender facilmente che se tanto
il, tubo EF quanto la mitria AB sono immobili,

il tubo della g. 10 (tav. B) potr dirigersi oriz


zontalmente in tutti isensi, non meno che il

mulinello , il quale noi supponiamo situato sulla


estremit dellalbero dellelica, rinchiusa nel tubo,
dalla parte A.

La g. 15 (tav. B) rappresenta la macchina

con tutti i suoi pezzi riuniti. Si pu notare che


il tubo HL come pure la mitria CD , fermati so.
pra la parte superiore d una canna del camino
X, sono i medesimi pezzi che abbiamo test os

' servati nella g. 14 , tav. B.


Distitiguesi il gomito Z, il quale comprende la
estremit di HL. AAA sono le ali del mulinello;
PQ presenta il profilo della rotella di latta PQ
(g. 9 , tav. B), sulla quale esse sono attaccate;
I indica la viera. inchiodata sul fondo convesso

del tubo FG, nella quale gira la punta dellalbero


dell elica e del mulinello, ecc sono le teste dei
chiodi che fermano la squadra di ferro edf (g.
13 , tav. B). Si scorge in V un ala circolare at
taccata al tubo FG, per mezzo di un b_raccio
ritorto , 'coi chiodi m.

Ecco ora qual deve essere leffetto del descritto

III

apparato. Lala V serve a far girare sul gambo


della squadra tutto lapparecchio che essa porta;
in maniera che le ali del mulinello .si presentino
all azione del vento, qualunque siasi la sua di
rezione orizzontale. Il Vento facendo girare il
mulinello, fa girare in pari tempo lelica rinchiusa
nel tubo, essendo questa fermata sul medesimo
albero.del mulinello. Pertanto se si ammette ci

che in realt deve accadere, che il movimento di


rotazione si faccia in un senso tale, chei piani
dell elica spingan verso G laria contenuta nel

tubo, essendo questo tubo chiuso dal lato F, la


ria che subentrer a quella che viene scacciata ,
non potr giungervi, se non pel tubo HL, 0,
per meglio dire, per la canna X del camino,
della quale H e soltantoda continuazione. Adun
que
ogni ascendente
volta che esister
vento, si.
corrente
nel camino,
'n'1if0rmer
o meno una
ra
pida secondo la velocit del vento, la quale me-l
ner seco i prodotti aeriformi della combustione;
Gli- effettidi questo meccanismo sono infallibili:
esistono di gi in alcuni stabilimenti delle mac

chine soflianti, che Somministrano Una corrente


d aria fortissima , la quale similmente leffetto.

del movimento di un elica sopra il suo asse.


r.

IIQ

, ; :

DELLA cosrnnzxom: DELLAPPARATO


.va soma DESCRITTO.

Lalbero AB (g. 4, tav. B) non presenta ve


runa difcolt. Fa d uopo che sia diritto e cilin
drico, ci che si pu ottenere con alquanta pa
zienza, ed in un modo pronto e sicuro per mez

zo di un torno , quando se ne. abbia il comodo.


L elica (6. 5, tav. B.) richiede maggiore at
tenzione; ecco il modo per aggiuguerne con sicu
rezza lo scopo. Si taglier d un diametro deter

minato, come 9, lo, 12 pollici, un numero di


rotelle di latta (g. 6, tav. B ), ma alquanto pi
grande di quello destinato per le spire dellelica.
Si tirerannosu ciascuna rotella due linee inter
secantisi ad angoli retti nel proprio centro, il
quale si sar determinato con una punta avanti
di tagliarla. Su ciascuno dei quattro raggi for
mati dalle due linee, ed alla medesima distanza

del punto centrale si formeranno i quattro bu


chi rettangolari lttt, di una conveniente grandezza,
per ricevere le chiavelle di ferro piatto-quadrate,
delle quali si vede un frammento nella gura 7 ,

tav. B. Nessuna difcolt esiste nelle incavature


uuuu la cui profondit deve uguagliare la gros

sezza della chiavella indicata nella fig. 8, tam B.


Non rimane adunque altro , se non che di rinve
nire il diametro del foro O; al qual uopo si tire

115

ranno due linee indifnite AB, BC (g. 16, tav.


B) in modowhe esse formino un angolo retto
in B, sifprender in appresso 1con un lo,*la
grossezza esatta dell" albero BA (g. 4, tav. B.),
si . distehder - questo lo, e si segner la lun
ghezza, a partire da B, sopra BC, imprimendo
il punta-C ove termina il lo. Siporter di poi ,
. da. B: in A, sopra BAliritervallo che'siwuol dare
alle spire dellelica, il quale non devengnagliare
affatto il raggio delle rotelle che? la formano..Si
I segner il punto A ,lfe congiungdolo col punto
C ,! mediante la linea AC, :si avr un triangolo
ABC'rettangolo inB, la cui: linea; o ipotenuaq,
AG sar uguale alla-circonferenza che bisogna
dare al foroo della-rotella. Si prenderlcolmom

passo un poco'%menofdellalsesta parte di:AC,,fe


cbn q:estozraggiosi descriver la circonferenza
del buco O, appoggianduunaf dellepnotemel
centro, segnato recedenternente."
. t su. .l.-."
n: Avanti di aprire ilbuco- 0*, si t'meram con

una punta-due raggi: luno nella direzione di


ecc: e 1 altio|in= quella di: EF.yE su quest- ultinia
si taglier lav rotella dallawiruonferenza sino al

centro; laltra servir di guida per-fermarci


buchi ecc. -De'l resto-per eseguire questi bachi",
dopo aver apertoquello del-centro O, si inla
ranno tutte le rotelle sopra=unabaeolmtta ;dicoi
vaniebtegrmsezz, e si operer trafofandole

tutte in una volta; s attaccheranuo in seguito le

114

'

une dopo le,altre in modo che formino unelica.


Sarebbe bene di non fare i buchi tt se non dopo

questa operazione; imperocch si sarebbe in al


lora sicuri della loro perfetta corrispondenza.
Onde poi le rotelle formino facilmente una

specie di maschio di vite regolarc,-bisogner pie


garle col martello sino ad un certo punto.
Veruna difcolt avvi per eseguire le traverse
della g. 7, tav. B , come pure le chiavelle .
8 , tav. B. Queste ultime possono farsi con un

pezzo di lo di ferro alquanto grosso piegato in


due. Sarebbe bene per ladoprare per esse una

verga di ferro semi-ovale, della quale si vede la


forma in X (g. 7 , tav. B). I loro angoli essendo
pi acuti opporrebbero minor resistenza allaria
allorch movesi lelica sopra il proprio asse.
e; In quanto al mulinello AAA (g. 9, tav. B)
non saremo molto imbarazzati pler la sua costru
zione. Presa una rotella di latta alquanto grossa,
nel suo centro si far un punto; quindi con un
compasso con punte di acciaio si descriva- un

circolo di dodici in quindici linee di raggio, se


ne former pure un altro pi piccolo per servire

di guida allapertura quadrata in O. Basta poi


mirare la gura per fermarsi un" idea esatta
delle ali AAA. Avanti (1 inchiodarle sulla rotel

la, si piegheranno in modo che facciano colla


stessa un angolo maggiore della met di un
retto.

i.._'...

115

Non vi ha dubbio che il numero delle ali di


questo mulinello e indeterminato; se gliene pos
sono dare sei, otto ,' cc.

'

Qualunque calderaio o lavoratore in latta po


tr eseguire il tubo AB (g. 10, tav. B);egli

avr cura di renderlo veramente cilindrico, vale a


dire della stessa grossezza in tutta la sua-esten
sione , far esattamente nel centro del fondo con
Vesso A un buco circolare.per ricevere la viera I

del pezzo PQ (fig. Il , tav. B). Questo pezzo ,


od almeno la sua viera, deve essere di rame. Se
essa viene eseguita sul torno'si prender Ogni
precauzione accioccb il centro del suo foro cor
risponda al centro del tubo.
'
.

Si porr dentro il tubo AB (6g. IO, tav. B


in GLun anello BC (g. m, tav. B) privo

della traversa T, acciucch il tubo acquisti una


forma perfettamente circolare. Egli pertanto in
dispensabile che la sua circonferenza esterna
fbrmi un circolo regolare, il che si otterr pron
tamente per mezzo del torno. Si terr-a suo luogo

questo anello con alcuni chi0diribaditi, o me


glio con tre o quattro viti.

'1 * fl 0

Lanello che deve essere posto inHJ dise

gnat esattamente nella gura 12; il suo diame*


tro esterno uguale a quello del precedente , ed
pure necessario che siaperfettamexitecircolare.
Il centro del buco 0 della traversa 'T trovasi al

medesimo punto di quello della circonferenza


\

116

esterna dellanello. Siccome il collo B (g. 4,


tav. B) deve girare in questo buco, sar bene

guernirlo di una viera di rame. Ecco poi il modo


col quale si porr.iu opera il traverso T. Si dar
allanello. la forma ABG che vediamo nella g.

,17 della tav. B, ed avendovi fatto -in quattro pun


ti, contrapposti due a due, quattro buchi'adatti
a ricevere le estremit tt della traversa, si porr

questa nellanello, al quale si restituir la sua '


forma circolare stringendolo sino a che le estre

mit tt sieno giunte ai rispettivi lor posti. Si ri


badiranuo tali estremit al di fuori, e di poi si

porr l anello sul torno per dargli l ultimo per


fezionamerto. Sarebbe ancor bene di terminare
col medesimo istrumento il buco 0 della traversa,
dopo aver saldata la viera di rame. Si fermer
questo anello o con chiodi o con viti-,il che sa
rebbe anco meglio. Con questo ultimo mezzo si
avr la facilit di scomporre la macchina per
eseguirvile occorrenti riparazioni ogni qualvolta
siaecessario.

Gli anelli EF ef

14, tav. B) si lavoreran

no nel medesimo modo, che venne indicato pel

precedente. Delresto ciascuno potr a Sua vo


glia modicare una tal costruzione come pi gli
aggradir. Cos invece di stiacciare lanello per
mettervi la traversa, si potrebbero dividere in tre
parti le 1cstremit di questultima e ribadirle in
tre incastri praticati sopra lorlo dell anello, ov

l'7

vero piegare alternativamente a diritta ed a sini'


stra le estremit della travqsa T, come trovansi
disegnate in-una piccola proporzione in X (g.
17 , tav. B). Si formano in seguito due buchi tt
sopra ciascuna parte ripiegata, ed altri quattro
contrapposti due a due sulla circonferenza del-.

lanello, di modo che la traversa, essendo posta


al suo luogo ed ihuchi da una parte e dallaltra
corrispondendosi,da quattro chiodi ribaditi verr
_ assicurata in una maniera immobile nella voluta
Posizione.
-

Se taluno si proponesse di costruire molte di


queste macchine, sarebbe pi espediente fare dei
modelli con tutta lesattezza conveniente per quin
di fonderne anelli sui medesimi.

Noi non parleremo del.,pezzo o squadra fdc


(g. 13, tav.. B), ma faremo osservare soltanto,
che per prevenire il caso nel quale possa uscire

dal suo luogo, sar bene di porre una rotella X


(medesima=gura) sull estremit del collo e fer

maudola. al disotto dellanello ef per mezzo di


una punta passata nel piccolo buco. I '
,
In quanto all ala V (g. 15 , tav. B),J che si
vede per,intiero nella g. 18, tav.: B ,.non ce;

corre far parola intorno alla sua costruzione-.. 1- '_

Circa poi alle proporzioni di_tujt_tq la'niacchina


in generale, ci sarebbe impossibile dindipare
qualche cosa di positivo a questo riguardo. Esse
dipendono dalla posizione della canna,del camif

118

no, dalla sua elevazione, e dalla sua grandezza.


Noi crediamo nondinuno che lelica non debba

aver meno di 9 pollici di diametro; che le ali del


mulinello debbano avere una estensione sufcien
te, proporzionata al diametro ed alla lunghezza
dellelica, afnch il vento abbia forza hastevole

per farla girare con qualche velocit.


Invece dellelica si potrebbe anche porre entro
il tubo AB (g. 10, tav. B) ai: mulinello colle
ali inclinate in modo che girando spingano al di
fuori laria contenuta nel tubo. Il lavoro_ di
questa nuova disposizione sarebbe pi facile da
eseguirsi; ma il suo effetto riuscirebbe inferiore

a quello dellelica.
Se non fosse il timore dun incendio , si po
trebbero fare di legno quasi tutti i pezzi della
nostra macchina. Vi sono per alcune circo

stanze belle quali per isbarazzarsi da qualche in


comodo vap'ore, riuscirebbe possibile di porre in
opera senza pericolo un tal metodo economico.
Un hariletto, ovvero unjtamburo , di sottilissimo

legno tirato in tondo supplirebbe il tubo AB (g.

10, tav. B), due mulinelli, luno pi grande al di


fuori, e laltro pi piccolo al di dentro, ed am

bedue in legno, farebbero le veci del mulinello


motore e dellelica, e non v ha dubbio che, se

fossero di una conveniente proporzione, il loro


effetto riuscirebbe soddisfacente. Il tubo EF (3

(g. 14, tawB) potrebbe essere formato da quat

Hg

tro assi nella sua maggiore estensione; bastereb


be che fosse cilindrico verso lestremit supe
riore per entrare e girare nel gomito Z (g. 10,
tav. B); donde ne segue che questultimo ancora

dovrebbe avere la medesima forma.


.
Oltre i grandi vantaggi contro lincomodo del
fumo, la macchina da noi proposta pu ben ance
es5ere adoperata con successo per rinovarelaria

di un luogo qualunque, senza che faccia duopo


daltri motori, fuorch del vento.
Egli evidentissimo che lapparecchio del qua-
le
si assai
esposto
il sistema
e le propriet
opere
rebbel
di sovente
inutilmente,
e che
per
conseguenza si_consumerebbe con mera perdita.
Per evitare questo inconveniente noi consigliamo

di fare il gambo da della squadra (g. 12, tav. B)


con un pezzo di canna da fucile, afnch esso
sia bucato in tutta la sua lunghezza. Vedremo

ora lutilit di questa disposizione.


La gura 19 (tav. B) rappresenta un pezzo

PQ pq formato da due bari-e parallele PQ pq


riunite da un cerchio AB (una semplice traversa

potrebbe fare lo stesso ullizio). Questo pezzo do


vr essere collocato nel tubo FG (g. 15, tav.
B) in modo che il cerchio AB sia parallelo agli
anelli che portano lelica. Si vedono in B ed

in S (g. 15, tav. B) le due estremit puntate


di una delle barre; 0 (g. 19, tav. B) rappresenta
lo spacciato dellalbero dell elica, il quale. passa

190

nel centro del cerchio AB. Questo albero porta

un piccolobraccio _e situato un.poeo innanzi al


circolo AB, e la di cui estremit, allorch lal
bero gira nel centro del circolo, passa alquanto

al di sotto di un piolo sporgente. in fuori 11,


che se con un mezzo qualunque si faccia di
scendere l articio per una data. quantit, il
braccio e andr ad urtare contro.il piuolo 1:, ed
il mulinello e lelica cesseranno di girare.; Ora

egli facile limmaginare in che modo si possa


far discendere dallalto al basso ilpezzo PQ pq.
- nfilo'i'diferroii (una dellelaeuie3tremit pende'

soprajl, focolare) passa pel gambo forato della


\ squadra
1,3,1a_v. B),,nel quale' pugirare, e
termina
coh'uu
piccololallorch
bottone spento
_mll,occhion
di
unianello-T_.'Pertanfto
il fuoco
si vuole fermare" il movimento, della macchina,
non-si -lia che atirarc;un poco, il lo che pende

nel cmino , e fermarlo ad un.chiodo per mezzp


dun anello posto alla sua estremit.v Il piuolo u

(Hg-,19, tav. B) discendee ferma il piccolo hrac


do e sintanto che.il
rimane nella
medesima
situaziong,L_giil,ai-idziadma
libero
coi'so al movimento ,liuob sitbalm che dadar
staccare

ilyfpilo ; . ed'fup -_

di rame e

.. .
GisL;slprfadel-Piuo
iyiif-fallllr
rert>snifisreisdee
nella

fermato dfunar_

Ple-l'sisiive. del aire-i, anassreiirt'eefQ


Parli???Jesieelsisisesrsrfshsl-tvw
L

12|

cio e passando di nuovo al di sotto del piuolo u


ridona al mulinello tutta la sua libert.

IDEA DI UN ALTRA MACCHINA, L EFFETTO DELLA

QUALE CONSISTE NEL COSRINGERE I PRODOTTI


DELLA COMBUSTIONE A SALIRE ENTRO LA CANNA
DEL CAMINO.
Non v persona che non abbia osservato la
velocit colla quale girano i mulinelli che pon
gonsi alcune Volte nelle aperture circolari fatte

sopra i vetri duna nestra, o i piccoli mulinelli


a vento che si pongono nelle mani (dei fanciulli
per sollazzarli: pi il vento rapido, pi la ve
locit del mulinello cresce. Supposto ora che
laria di un appartamento sia tranquilla, e che
un mulinello, situato in una apertura delle impo

ste della nestra della stanza, giri per mezzo di


un artizio con una rapidit sufciente, egli
chiaro che si stabilir una corrente daria , dal
linterno dell appartamento diretta al difuori;
perch -se un mulinello gira allorquando le sue
ali sono spinte dallaria che trovasi in movimen
to, laria in riposo, in mezzo della quale giras

sero con forza le ali di questo mulinello, si met


terebbe necessariamente in movimento, allin

tutto nello stesso modo che una ruota motrice


di un molino costretta a girare da una forza qua_-*
lunqu, mette in agitazione lacqua placida della
6

l22

fqaerimmerge le sue ali. Noi"crediamo a; ei


serciabbasthza chiaramente spiegati, onde far
concepire al lettore gli effetti della macchina che

gli proponiamo.
'
3'Verso il fondo del camino havvi uno stabile
tramezzo formato da una piastra di latta o di
ferro. Dietro questo tramezzo termina la canna
;llfcamixioj alla sua' met trovasi un apertura
3i:ixrl'olafe del diametro di circa 5 decimetri. Que

"%t apertura f4trapas'sata da una barra di ferro,


avente pel suo prezzo un perpio sul quale gira
lli Etiliilllidi? l di latta, inclinate in 'modo,
'dt'i'andti '"gli-gir esse attraggano i uidi

jtiiefafsvilg

uei=fetfqtare, e li spingano

"1lllfe'ntifiPrf;tenere'iiintdl questo muli


_},'

.,,_
(.
Q"
snell,:_ srponenna
s'.- ecte
dx castelletto formato
Ldirixtedeiitte
' i-luori'inunlato del cami

iii:"lk tlltt',%hsi e'a'rlca c0n una chiave

idviene"ahiriiiito dahna man ' pd orologio, pu


far girareiltniiliiiello prBa'd'8 ore seza_aver
<jBegadesserenuovameme caricato. Il mede

F" silii"artlidaisogh 'Lput" servire di I gira-spie


id9?nbhicorreirdbiiaisuoi servigii che quan
tlo ai- vesireai =a'ltr ns contrarie impedisco
""ilt l5ttiiazine 1>d'el*ciimiii tll- mulinello essen
0Q1diiiirpnsb ;"ilfumoptio liberamente passare

mira tassa a1'rQuth mecchnannfl mie di


Gpeaiasasj 'effsiebme' oh"efhsante-n volu-, 7
Milanese, ai puepientarsafleraraim pochissimo

125

tempo e trasportarla ben anche quandosi. 1991?


di abitazione come avviene delle.smiraliulrer.,.;w,'.g
ii- il.i"itii:"

.|'.'Hli i li; tuta-09

osscavszmm DI rnmcxun SOPRA LE causa cqg


FANNO rema: 1 cunm, r. sin non: m. aiue-'
DIARV].

luq

no M. U 6

.V\

v}{v _

..

1 mi

5-il

Francklin porta al,numero .di.,npve le .causc


che fanno fumare ieamiui, esse: differiscoqo)e
une dalle altre, e quindirichieggono tutterimp
dii particolari. . .
,
_, . y. _. _ I I:

Prima causa, 1%Iamlii. n . Manadiiseveate


in una casa-nuova, ISG>DOHChCPBI
giap
canza daria. La,costruzionedellegqmene essen
do hen compito, all:u.seirr. esse dalleimani. {degli

operai, ne_aavviepe".clat, le commessura; del;;ef


tto, dei serramenti eidelle lngst:q.jopp.,perfyt
temente esatte, ,cosicuh Paria non ipql,igutpodqrs
visi per vcruna apertura,,tantopise.la,prp,idit
deimuri nuovi; mantiene gqnixi legpa,rpi,lzn ...}

_ Rimedio. . Quando si .riuyeyg, v-.pergspr,riieuzp ,


che l aprimento di una .Wska.fo ,di;nn,-;u.mfa
si eheil fumo .ascendaunel
,certoiche
la. mancanza di,aria.esterna.prodncejn.esse filin
convenientev-delrfumm'lloi diciamofl?nrin esten

na. per mettere, in guardia, contro .l?. errore,di ico

lr , i qualiidisoaos'hs una ammira-ate @9011


tiene sumeiente,-aria.per mantenerelafcthustio

"e; ,e- che Perisonsssssa= n,g le ,manshza

l24

del.rinovamento diariche fa fumare il camino.


Quellichecoskragionano ignorano che la gran

ddazwdblla eamera, se essa .ha:buoni serramenti,


ilndoiiinuidb nel presente: caso,-avvegnaoh non
sponsibileche essa perda una- massa daria
uHublmaquellacbe contiene , ilaciimino, senza
siwfacciarunugual vuoto nel suo interno; e
_ quindimi:vnrrebbe una gran forza Per.produrlo;
daltronde la respirazione diverrabbe imposSibile
inniin-duogo, nel quale laria sfuggiss continua- _'
mente senza essere rinovata. j

@ m duihqnelviiente cbmima.Cert-a quantit d a


iGOSHI'IHIdBYCIQSSQQ'QI-il'odbjttas il perch la

qugptima siirid'f a:nonoscerequalef sia la quan

tit.lehergaasolhtaagepte'mecessaria, dovendosi
senlereintl9dirvehg
bisogno , ' onde
eralniadmpp'aildwelChe .bramia
midi zenee'l oa'ldo Ber:iseioliee:questo PIO
bteinaeh'niderete da portagradatamente , . man.

tenelideiptbnmltnel mmino:un:fnbao moderato,


siiiiafcilrescougerete, primacheaisia 'ineraxnente

ehiusnz,aehe ibfummeomiiacia-ad: ;useix'e dfl ca


Jiiepnntlensi\ nielhjie&inera. :Apritelzr in
blipzxpithiqxiau.ainn fa] punto _iu'.cui - 05aervere
iilp Iiliil9iigpitli

BPQDIIQQG lasciate la

pbetaddrique;tq:stptoi,veqcalenlatb l? estensione
dirllhaqithtui'tai comp:wmtna lhetremtdella por

_trwarwoaartsmoram Inizelandistanza dal


limposta sia di un mezzogpolliee e;fphe la porta

125

abbia otto piedi di alterna, isi mbltiplicbaiannb


8 piedi, o 96 pollici , pertm' niezzo polllee
si avranno 48 pollici quadrati, vale afdire.xehb
bisogner procurarsi un apertura di=8* pollici-ali
lunghezza sopra 6 di larghezza per daie'un pas;
saggio all aria necessaria al mantenimento irlan
combustione ed alla attrazione della:canua. Egli
ben raro che un camino comune consumi unp

cosi grande quantit daria; un buco di:seipol


Noi di lunghezza sopra sei di larghezza :b!din
riamente sufciente
-- - | I
-mi
Le cannef'assai 1unghsi'tabaasdiiatequbihtin
no aperture picbel' ;'efbassetpossnbmfinimeah

essere ffornitefbastevohnenvekllarih dia maparf


tura minore f'inlpet'oftclaltopel!dlmtginnileh

esporranno quiv appresso ',ihf}ifldl ileggm


ressa, se -lecito icbs:ttspilrilrsi,rkhhlilloamaga
giore in consimilbaaine: lliariwfnodllaisiiltm
duce nelle camere; eon-mq pi:gndzld:hlodtdd
e per conseguenza ane entra mltndiqiiitl:imani

dato tempo. Ci - ha non 1 pettantoch aue>lnitii;


perch 1 esperienza idim0attamdi nsuimnie

crescmento diwelccit , in quesitoitqbdnlputiltf


te, non pu'renderell,itmuaionllwmmlllil
buco della" seriatura

iniguantitlla qixellaa

che prema; dlllt\3p0rtaC-apertlgi@bbnxclq


.correntefdlihtmtal entraaeiqmqqgubiu'pltqib

.llar,-l Qd' iisl fsida'v puel0mrale0vlillb fiche


passa peri:daasgiiluipossuan un il) sia aiaoqmi E

M6
.'RH f%blrf :me ' rjandqusta
338 _l

ii erhsidbb ess:7e introrlotta

MWIuWBf i

couvniwti ; perch

lxja' er y la porfa apert,


a S&"ls j'hd" l 'ifaminohnttmentc , ed
?<fdlgq ed i{ped"a bolotd phe stanno

3u'lvd't"lfuoco; 8i -p'roveri l Uguale inco


SFej mfgaz26d'iuna bestraperta s iu
%}icfl 1iajterha. Irxmgnaiogqund di
k vVii'e' qusli"inbiveuenti : si
1(il? b' p'r de _Cnaliche'cfngiucono=l a"
q erzvgafil',sfiPcihnd, e per

i2 lqul'ninti ffooricjo vrivolta al


,i 4% ifeiif"flif r "n esce vada
gfe_, Wfiif'verso la crimazdella cnna del

rf_io ,Sacf eS immaginate delle apeure


Jfflpffvrre dellafcanpa per introdurvi

lr'l'iugoii'zs vistag'ma _quest metoo pro


sc%f:tfz bi1ltario a" quello che si Ore

ffi'tfnfefherocch5 siccome la cb1rnte


gosiqf

Stiaich passa dlld cazeraper la

gxgftlfihi icdrilfhkialljswt quelfa Che

gs fab"isktl"ntdphiy alfoco
lare q qndj sve con altri mib iin 'atra m

%Q&*,fpafgfrr rfld q abbi

Pp"gPiffifksrafredda,
P?oxnif fu?ffh "<ifif , d il"fu
1 pfniag3'f efrftrifla cmera-,

Wvfiiafiifmay h'fi W -ffv

21

L aria adunque che esse stesaena.inln


dotta nella camera stessa, accid

i -log

di quella , che fugge Rel.ltt panna

sia Gasef, h artigiana Ieetfefzsftaelis


P"P con siud itad.elsafrsinar.se
1 apertura del eamino,eq., ppr evitare; iiiconiyp_
niente
della ca;\Inerapevriniezzohdiv
freddezza, egli consigliaLcav'it
di farr ;gip;
gnere nella
Wi
rantisi dietro la ,piastiadi ferro che forma iuilrIgi-jx

so del camino, ed i lati del focolare,le :_aincliv


il focolare stesso. Ella .si riscalder t_rspsssa3

queste cavit ,_ .esaaai r995-til'f


render la rteaeeratafs
ai
fl-eddmla- Una tale ine=ieaaerre afesr
eccellente ,.g e pu vantaggiosapient J,im)iegargi

nena
Pi celloaefe
sia 1 in trqdurre,

.=maeclrreae
mari? v,<s. 1,2353ng

aria fredda jp,_lncgllijseigtigrl

ma alleesseidi gi.seefwaraiessersi-2h."
la .Pralc;d l.ntfll. arteie.tiscwneafli sa
fdiosa'rE PFteni!nlel?tq
(Leggiti -.. ibi
9PFF-adsltlilfllefl1llitlsttfiilbliliiliro
Psrs Sl_b.tdfifi'illtr eeeiafail
T3" 9. Effllfu ii._I; In,:) a l{1hii

UlSll

._ 1 tuttrs.amare aessas..rsaiitrer
11.dsra.shasiwelfe anni ! 19.99.. Nafta

bi, eatinaasfaatfli..!13959a s.ffaflalj .I,%!


" alm 'llff9flilml

9::lllZi'aa lif

aua sua Y' Una lailgf .Allklesllltlllrilitlltcill

128

tra ed,ascende_nella canna , l altra va ad occu


.".
7
"LI ..
pare di subttola parte pmelevata della camera.

).", _i- {t

\9 i. : < .
.'
.
\ ra se questa e alta, l aria calda rimane al
disopra delle nostrelterste, e non pressoch
di alcuna utilit, avvegnach non discende se
;'I_ 7 l .

'
11011.
quando ll'0V'astCODSIdGIGVOlI'IIGDG
raffred
. ,_I

I)

'

data. Poche persone saprebbero immaginarsi la


.NO

gran differenza che passa nella temperatura degli

strati superiori ed inferiori dellaria centenuta


.3" iimiim tal camera , a meno che se ne sieno
.
l,
con
,'."".'i
' .
.
vmte.collamto di una termometro, o col salire
8"}
Ah" ;I,JELJI" '| -v
"
. .
:aora una salasiuo. a che la testa tocchi il sof'
nQi'y/,

.i.

"?S.. D"!

1310 #0i

"

j i:rf'fn
. a unquef in . p):filssando per qugst
aria cal
.

s , c e la necessaaiqp
D la elsa.

ve gs
,nu

la v
',"")P.

tina

tit d aria esterna de


.

, _

e.ne
vcamera, perche
mescolandovm
aanw .".
, ,.
.

3 ,

14a va diminuendo, e lainconveuien

e in un

e e e roccda
dalla.spa
bassa temperatura 51
se"qu
ano . .
'
rea e appena_senmbde.
=,
."iiS(ii

ia'g.ar ,

, i

t
E

ottenere up,;,tal. vantaggio praticando

;=v:> a erstlnra
n U ) nella-: parte
>
.. elevata della ne
una
pw.
"x(i

'152;

stral.

3 ogni caso conviene porre al di sgt_tp di

.ti

03;.

i}.

questa; apertura una targoletta sottile_per coprirla.

sff:i

1',

li

-=: '\

Ques
a tavolettapoi' deve Cssere inclinata
in mo
. I 1) . . (: ..".-.v llu
,y
do che
,(diriga
"verso,
'

", 1t ,\H
.

>;j..

softto1'. l aria
che entra
.
_

.:.2-..

0 zi_onlalinente.wb. r _

_In

i.

. wg,i
1 1iixalqiii'reease
arira,piliessere
introdotta
11::,M.. .'. J.
"
.
per una CODSHIMan {essaiiyarufatta nel,palancato ,
.i._i:if

"

'

' "'

'

"

'

nelle corhii,.nel sovfx_ttlofal disopra. del_ cami

DO.
Questa l_J-hi'.
I ti. .1.)
,.
rD

preferibile per procurare


.

'39
un passaggio all aria esterna , _avvegnvaclielnelo
1 entrare ella incontrer la pi calda aiiachelsi

alza dal focolare.

" , f;

Un altro mezzo che non riesce difcile , dj

togliere una delle lastre superiori delle nestre ,


e di ssare in questapertura un quadrato di lat
ta, il quale abbia ai due lati un orlo piatto ,fan
golare e sagliente. Questo. quadrato attaccato
dal lato inferiore per niezzo di una cerniera,
sulla quale si aggira, in modo chesi pn aprire
pi o meno per introdurre la quantit djuar_ia
necessaria.
E siccome i; inclinatouall"

produrr sopra la direzione dell" aria entrante?


lo stesso effetto della tavoletta (leillp'iialergii)?
favellato disopra. Questi! niadchiria'sicliiatnaygy
sistas, e siccome questa parola esprime invtedesoo
una frase interrogativa, tale injenzione: ";
hilmente dovuta a quella 'naziri ,ye deve Xafyer
preso il suo n0me dalle frequenti domande

essa produsse, quando se ne fece us'ofperla


ma volta.
'

.
.
.5'; L =1;,5\.4L
Da un certo numero di anni, 8! ponte in u
.
.
l. ' '
' 4
1)"
delle. lastre 4 di .una
nestra,
un*muliriello,
.
. -V Y. -_f,L"= ;'., 'ii "

ca cmque POlllCl di daknetro, fatto il; latta ,i


.
.
..Yfm x;F.It=\>.
t,
rantes1 sopra un asse, ed intagliato _smcpme, e
. .
.
.-f

al: dl un .mulino
a Veto.. L
amache lo fa arare
-4f
.. J.ni.s,.z ,1) s: " mc:
entrando
nella
camera
si
disperde,
mercecc
,l)af1
.
.
.'
>
._.,
431 t,
Sf:."IL" :u'f Y

rotaz:one cambia la sua direzione. J


\

f '\

"

4li

E.l'rlili.i

..Cf

9 Una seconda causa che fa fumare l canhm e


61

130

la loro troppo grande imboccatura nelle carriere.


Questa imboccatura pu essere o troppo alta, o

troppo larga, 0' l uno e l altro insiememente.


La vera dimensione di un apertura di.camino
deve conformarsi all altezza della canna, e sic
come lc canne nei differenti piani di una casa
variano di altezza 0 lunghezza, cosi necessaria
mente quelle dei camini che si trovano a pian
terreno devono essere le pi lunghe, e quelle

dei camini nel piano pi 'vicino al tetto le pi


corte. La forza di attrazione essendo in ragione
dell altezza del tubo riempito daria rarefatta ,

la corrente d aria che entra dalla camera nel


Camino dovendo essere considerevolissima per
riempirrie costantemente limboccatnra, afne
di spingere tutto il fumo nella canna , ne segue
che limboccatura delle canne pi lunghe pu
essere maggiormente estesa di quella delle canne

pi corte. lmperocch se un camino fornito di


poca forza attrattiva ha una apertura larga, pu
accadere che l aria ad esso necessaria entri per

nn;lalb soltanto di questa imboccatnra , e quivi slstaiblls'ca una corrente che spinga nella canna
illfun'ro ,' mentrech questo dall altro lato, privo
tinteconsimile corrente, abbia uscita per ispan
de'lsifnelle camere.
'
"
Una gran parte dellaforza 'd attrazione nella

c'anna ,Idipcnde anche dal grado dirarefazione

dell azialche cohtiene,e questa"raiefaaione di

13|

pende essa pure dall avere la corrente di aria


entrante nella canna un passaggio ben prossimo

al fuoco. Se questa corrente passa lungi dal fuo


co, vale a dire. se si forma nei due lati del ca
mino , allorch l apertura e molto larga, 0 se,
allorch essa troppo alta, passa al disopra del
focolare , ella si riscalda poco, e per conseguen
za 1 aria contenuta nella canna poco pu diver
sicare, quanto sia a rarefazione, dallaria atmo

sferica che la circonda, e la forza (1 attrazione ,


per la quale mena seco il fumo, riesce tanto pi

debole. Da ci deriva che i camini-dei piani sue


periori fumano , allorch si danno loro imbocca

ture troppo grandi, daltra parte se si danno


piccole aperture ai camini dei piani inferiori,
l aria entrante vi Ipsereita la sua forza troppo di
_ rettamente e troppo violentemente, l attrazione
acquista troppa rapidit, ed il combustibile si
consuma assai presto.

.-. .

Rimedio. Se voi sospettate che il vostro CBIIIv


no fumi per la troppo estesa dimensione della
sua apertura, stringetela , ponendovi delle
strc mobili, in modo di renderla per gradi pi
bassa e pi stretta sino a che.mserveroteyptulto
l incomode del fumo nella camera. La propon
zione che si trover in questa maniera sar.quel
la voluta dal camino, e quindi potrete" farlo

stringere denitivamente dal muratore. Nouperr


tanto nel fabbricare delle case sideve aver

i52

evitare questi inconvenienti,--e per


e;i;si p9860510 dare-l camini del primo piano
circa trenta pollici in quadrato di apertura, so
p;-a diciotto ali profondit , e diciotto pollici in
quratma: quelli dellultimo piano sopra una
minore profondit. L apertura dei camini dei

piani intermedi sar proporzionata alla lunghezza


delle loro; canne.

. Bisogna che tutti i camini abbiano pressoch

lamedesium profondit; le canne poi devono


essere di.,tale capacit da potervi salire lo spav
MliiilaG-s (no eh su due n. izfmt

6{u terza cause-che fa 1mare bcamini proce


de; de una troppo , cbrta canna.
afiysodio.i Bistringete l-dmboeeatnra del cami
nb in. manira.dacostringere tutta l aria che si
reca:nellacanna a passare pelfuooo, o molto ad .
esso vicino : con-questo metodo ella sar pi ria
scaldata e pi rarefatta, e.quindi lattrazione
avr:maggiore energia. :-.

, -

Se si volesse pertanto formare una grande cu


cimai
fabbrieab basso, ese la diminuzi0ne
dellimboccatura apportasse qualche incomodo ,
6@ihh8ril; .allorabetre di farvi'duecanne o due
Glii.:in luogo dii-amo, i! quali avessero una
Inodemta.imboccatuna. Quando non si avr duo
pa;chedi innaldiv.fqueste ihoecature o camini,
Sizint l?altra chiusa con iscorrevdleserrament,
Che:apu:bouissimo raguransi ;senza bisogno di

153

parziale spiegazione. Si potr fermo ligthq


di duce di tre focolari admnw roltmeeetmdo il
bisogno,

, _. .-"

. "L

l'.Ii|

'i-i'X 80155

" Il caso di una canna troppo corta optigenm,


tale di quello si pensa, e ben di mnnweststp

ove non dovrebbe aspettarsi, imperbiocchnbn


straordinario, in edicii mal ecstrutti, il lIUVC'Q
nire che in luogo di avere ogni caminoofoclm
re la sua canna sitorca o inclini quelladfnailca

mino del piano superioreiu guisa da fariaung


giungere un altra di camino posto negli appare
tamenti pi bassi. Ne avviene da ci ebelef'de

canne riescono assai corte, f la lunghezzmaii qua


la in alto essendo uguale.=soltantq alladissmb
compresa tra la-suaimliooatuiaed il =lnogo"bve
si congiunge allaltra :pfovienteal hasso,efla
lunghezza di quest ultima non potendosi calco.
lare che dall apertura<dove riceve lav precedente
sino al suo: focolare. In tal-caso il solo
consiste nel tener chiusa llaperturai del remino
incni non si accende fuoco.
:.-"- a in ha
Un quarto caso, assai comune, chemeoa ll4't

comodo del firmo nei camini procedexddlioul


trabbilanoiarri gli uni eogl:altei ,-';of, per.gevoi
lame 1 intendimento , allorch yuntffcaminofha
una superiorit. d%att=razione >lrelativameme ad
un altroeoatnrtto nel madaimolocalro ddmnq
stanza vicina. Se, p. e., noi fate\fuoeoii due'ba
mini in paxi>tempo,::situtti 'inouneignatidestasia

15.i

za, le porte e le nestre essendo ben chiuse ,


voi scorgerete che il fuoco pi considerevole e
pi vivo vincer il pi debole, ed attirer la
maggior parte dell aria nella sua canna pel suo
proprio bisogno, quindi l aria esterna discen
der dalla canna del fuoco pi debole e sparger
il_fumo nel locale. Se invece di essere in una
sola camera, i due camini trovinsi posti in due

differenti, le quali comunichino per una porta, il


caso sar lo stesso o quasi consimile, finch la
porta rimanga aperta. Francklin ha veduto, in
una casa ben chiusa, il camino di una cucina

situata-in un piano inferiore , contrabbilanciare,


quando vi si faceva molto fuoco , tutti gli altri
della casa, ed attrarre l aria ed il fumo nelle
camere ogni qualvolta una porta che comunicava

colla. scala si trovasse aperta.


..Rmedio. Abbiate cura che ciascuna camera
sia provveduta dei mezzi onde procacciarsi di
"per s stessa dal difuori tutta l aria che il man
tenimento del fuoco del suo camino pu richie
dere. .

. ...

Un quintoraso che fa fumare i camini lo ab


biamo qna'ndla sommit delle loro canne da
minata.da un edicio o da una eminenza qua

lunque, in modo che il-vento giungendovi dal


disopra. di queste eminente , cade, come lacqua
riuscita a-. sormontare- una diga, qualche volta

quasi perpendicolarmente sulla canna del cami

155

no, in allora di necessit il fumo, essendo sospim


to al basso, deve spandersi nella camera
' Rimedio. Viene impiegato ordinariamente in
questo caso un tubo a gomito movibile , sopra
una verga perpendicolare , in modo che la sua
apertura sempre trovisi rivolta ove il vento si
dirige. Quantunque questo metodo sia eccellente
in moltissime circostanze , vi sono per dei casi

nei quali rimane senza effetto; vale quindi me


glio, per maggiore sicurezza, allungare la canna
del camino no a che la sua sommit domini
l altura che produce il fumo. Nondimeno egli -
bene di provare dapprima il tubo a gomitogi
rante.

Avendosi da costruire una casa-in una consi


mile situazione, bisognerebbe fare le aperture dal

lato vicino dell eminenza, e situare il fondo del


camino dal lato opposto; imperocch in allora
la colonna d aria discendente dallemineuza,
spinger quella che si trova nellimboccatura dei
camini, entrando per la porta o pei vasistas situati

dal medesimo lato, e cos contrabbilancerehbe


la pressione che succede nelle canne.

- ';

Avvi una sesta causa apportati-ice difumoznei


camini, la quale propriamente linversa, per da
sua posizione, della precedente.
. ,angw
Deriva essa dall essere l eminenza ,clw- do
mina il vento ,. situata al di l del camino; Sup

poniamo un fabbricato od una-elevazione qua

436

iguquek:hia -si "oppongaad nactrnte daria e


l ritenga-"accum'olata ',"pr cosfdire sulla casa
ove trovasi il camino3essendolatia 'pesante ed
elastid, potremo dil6ggiefi gufarci-che una
sta' porzione disoender per la- canna, interrom
pera Seornentii'aseendentale,e forzer il fumo
airetvocedere verso il focolare. 1 \ '
=n Ilsovl'o Rimedio da tentare in questo caso
quello di'lll' la canna del camino; un tubo
girantesmbbe insufciente; _ ' "
7,1;Francklin; ha veduto una citt- nella quale
molto (ma erano imposte al fur per questa

dieguiaeidh avevano lef'lbi cucine co


struite al di dietro, e congiunte per_'nn transito
edkMiroMip'eitlin'tolecime dei ca
mipimefioie pQbhsse deltE delle ca

nlq tto (il; itwllnleltrrd-iqahdo "il vento


'wlm behMdoi 'dlPi ckeff6rmava alcun

ehedilshl iallwligalvd hisif abbimo fa


vlla'lo piedfil vente ti'0Vn'd05i iii questo modo
m'aeshtm; H!) aPriva una strada Cp"camiiii 1( so
prattutto quando essi non contenevano che un
deboleooo) onde passai-e, 'af'hafeisnd lacasa,
M gradi, e cooom. annu::e-hds J . _ :,

Q\kemibiwahfmiam fasi gem'am e disposti


ma uh>altro*ihbonahihl e'fiella state voi
apribedl\nestrel>dii naiiixpeiore per

ndwbm<pili, m leg%ierb emq5afveme che


p' Wlemtxleuucihe;f lf6 de casa,

159

sebbene troppo,536.114114-.ng5 piacere diaframmi


basso. , ;bastg.,tuttaxia {ch9aslt-lelnasliewiiastrc l

neslre i_= riemairpelmswsraimm li ienvou:t evo


La ,18WW"iQlPnd'rmilbldlt)

quntuqque,heti,tqsttfkilii'mwi MNMMO
a cagione_,della Joglt..wegzlwnmieatesilmatf
situata la porta.,angdp ilafpattaeegiilocatn'mo
sono posti dal medesimelato (dallmieaineeai; se
l apertura della popta iggardatilaeggk'no, sifstq_-,

bilisce allorch trovagisqlganteisedrigaperaiimg


obliqua corrente d aria, -h{ql8lQ ," passandiin

nanz al f9Qlra a 9!t%qll3tll aiiw mm


grande, trgqlq%i% PQBGSBQaGUfQMO%
1 allf0flatQ-wq otmsig;noo e . oaioib in le eiimta
I Rncdifo i'd
f4ikhk

uzi= mettetevi dimarq %WWW


rivolgere la ,dipeziqqg,glla[ytrrw; ;no ,>gi& ok;

potreth b%tapi Prefiiasisjvamhiateri' medici


della vostra. aqrta:ia ao<tg ibetiai mamma,

trarQ ama, e. tramdmi: areata Lisa laria


che entra

jl..lttttrfhz=i <iivlttp; Oli aos'suietm

del camino; .i:etnoo non iaaa obnnnp oijutlaaq

- Un. aimm..aaiemmrsledriiiiaoemeeis
non si faccia abitualmente fuoco, e climi:
alcune ,volte;ripiemq 4jglmapnevdtsertdlmddla
Cima dellaWl 45iiidi i4!WFD-;yi

scende poi.,gylLjritergoR[,5i kdiiiideubottlqr,

;l aria .esterig,aogssendoaleiinaipltaqiaedume
altre voltq, gigi W?.; digiiiellewaieniqa

g58
appartamenti ove non si fa fuoco, si stabiliscono
nelle canne deicamiui delle correnti ascendenti,

posta laria esteriore pi calda dellaria interna,


e ,delle'oorrenti discendenti, nel caso contrario.
Pertanto se accade che il fumo, uscendo da una

canna vicina, passi al disopra delle canne in cui


abbia fluiogo una corrente-discendente, inutile
gli;ripet'ere che esso verr trascinato in queste e
Dh(ligscnder nelle stanze.

.>;,-f.Il. Rimedio di chiudere la canna col mezzo

dimpa::tavnla| Orizzontale.

eonIiinalruenlt'e hapur luogofuna' bona causa nei


ciminizblxbgattraggom.tugualuieute bene, e che
nbnipertanto alcunevolte -spandono fumo nelle
camere, pw:h:rerlp;vieeestra;spinato al basso

Liwialdi."cbnipoimta sopra la cima


dBHG lf0Wueina"tznoni e " e " .

LIBQQUBIGR

l; leh!l d8l1Ylitlii per lo

inclinata vali}?om',zaout_, _vale ,_ a,dire ehesof


apo'itxrt.ypbacn dall?qal;tg..ig (basso :,,ma per pic

cola slie;sialliMlimie)pgdi questa direzione ,


ieila Mo:hecdsprimontg ':iiblil .;ppra la;velo
cit fdull&rtferite .,1 'dloefado.> dellapertura [su

delle ; canna dle

',n* aprattull0 SC

situata; imamm localit sdnm-inattm da


huei r--:f>nf li mio t:lnf l''ll {t.

ci?Jls8etolgmi convaniahteqbe si pu in
dioarewraq4mstincqsiw sarebbe l applicazione del

lm glllllg6adaiiEmnilsliOQOSCQIFOO' il nome
di gola di lupo.

139
I :-. Muli c. 'I. DIIIILII.';.I.;

DISPOSIZIONE CHE SI POTREBBE mm: ALLE mmiim


DEI CAMINI ONDE NE RISULTI MAGGIORE EDEEMA-j'
ED ECONOMIA, senza APPORTARE DANNO A.LE '-
LORO UTILITA.

r. 4 ..'u..uu.
'

. ' e":=ueu

Si di gi veduto che il movimento del-fumo


si presta a tutti i modi possibili di circolazione,
semprech l apertura del condotto, pel qualesi
fa scorrere , abbia una certa elevazione 'l- diso
pra del focolare. Non vixa dubbio pertanto,tifc
sarebbe faciie dcnrvaveialcainn dimmkariino,

posto in una cmeradeipiani;rgdiiovgiriuirodb


che il fumo ai reeiri;perdisotwf il 9avimeqtadn
un tubo _veica'le Jsostenulodgai'fmm WWW.

Da ci noi concludiamofchemiii'i-omitiidi 1l

casa possono, senza inconvenientWriunii} H=uh


solo sito.v Adottanosipoil - mi DOu9imiieusiglms

si economizzrebbero h: spesellehe.ooorrbo
le costruzioni spesso necessarie il ibvspbdisopa
dei letti per dare maggiore: eluvaii0m: alle ehm
ue ,- eci che densi Lanbhevielfpi Micoiaie Gi
che isolando dallediciotutteiewamnbds irir
nite,
cosa fattibiieurassiuiamcnwinbuqmgng
non avremmo'p'iafv
temerei} cotanto il
che si corrono ogni volta che il fuoco prme

ad un camino} nimeutdnc rilii:rcbhmuaiiio


maggiore elegnia; Ognsz poti4f mpenvamiic

le costruzioni I'IeaiddmltiliSigui sin


.W\\Ii 3h Is\o ih

140

ok:dinee senza sia1etr'iaal disopra dei tetti onde


allungare lecaune dei camini, pregiudicano sin
golanhentealla bellezza di un edicio , al quale
diialtronde-studiossidi dare ornamento ed ele
ganza. Alzando poi una colonna, un obelisco ,
per farvi salire tutti i tubi dei camini, a qualche

distanza dalledicio, si eviterebbe questo difetto.


Potremmo ben anche dispensarci di alzare una

colonna isolata per ricevere i tubi dei camini di


unacasa di campagna. Per esempio, se fosseyi

una._caduta d acqua vicina, e la corrente di un


pidoolo ruscello, basterebbero esse-per far girare
regolarmente e con sufciente rapidit i mulinelli

e le eliche della macchina da noi-[precedente


mente descritta; in modo cherilffumo potrebbe
uscire dalla supercie della aterra. Non fa duopo
direi che ci vorrebbero tanteelicbe , quanti fos

sezs'ni tubi, ma un mulinelloelt;uanto grande


basterebbe per farle girare tutte unitamente, col
mezzo di molte carrucoleecorde o catenelle.

Se la caduta d acqua fosse alquanto conside


revole sarebbe ancora possibile di evitare le spese

dei mulinelli, delleeliche, ec. Si sa che l acqua,


cadendo in un tubo verticale, conduce seco una

quantit daria grawdissima,bastantc per ali.


mentreail fuoco . di una fucina. Ecco adunque
coxg,potremmo mettere a prottorlapplicazione

scoperta per i. attrazione dei camini.


Siifai' arrivare ='l aequa'alf disoplQ;dell caduta

1-41

per un canale popentodelledu'ngbuaa alisqt'iule


che tesa e d una capacit tale daiesscra'zesaulii=
mente riempita. Nel, punto ove principia IIECB;
data, il fondo di questo canale, seniprc.cuptatb
sar formato da un pezzodi legno largo, piamr;
e fornito di piccoli buchi. Tutto allinterno ed;
al disotto di esso , si apriranno le estremitle
tubi dei camini; il canale avendo cambiatmdife

zione a motivo del pendio, rimarr- tuttm.awithv


perto; ma bisogner che la ;corrcnte d2.acqum
abbia tutta la libert per cadere colla maggiore.
possibile velocit. 15arcbbeancoi-atuecesnniogohix;
la cavit esistente al,disotbmdellantedelstmindox

di legno, nella quale debbonai lilinlleeilbr'tbi dbia


camini, fosse di uma"-ca;ianitqtttiechdxm
starvi un MO 19169 illiilt)i'h0thiidlt
equa, prodotti daifsucrifcritidlhchisoll 'geaitn erld)
intelligenza dei;nosi rlilttori nmpplirgd fa'eilea
mente a ci che opntlehhcignlehrqulbldnodiid

cazi0ni da noia-piopmteismlatiwmtlntc -iii counm


dotti dei caninifn medi scpos b c.:;i.-no si ed
4 ' r -z:iva i.) olidiaaoq moons addome olove1

"DNQ&WWBEEMHQMMm ieb

o- abuso ,elmihov 06:13 no ai obnabeo


Le canne nitatnini>dems'g faizahiltualtcntq*

fuoco, si coprono,fcone duttiiinmroydi litwstfubof

di materia nerarelmolta dentamhmsimhlttrpma:


ligginc. Lafuliggine.clf peqcedeqdallasttmnbui

ationc del kguo:,ii:cmpoptp ih mpairqamd

142

carbone, cdi idrogeno, Allorch poi essa pro


dotta dalla;mmnbustione del carbone di terra o

di materie animali , contiene dell ammoniaca e


del muriato di soda.hTali materie. essendopi
o meno proprie ad alimentare il fuoco, non do
vremo farci maraviglia che questo si accenda nei
camini, dacch la fuliggine contiene dei principii

proprii a nutrirlo. Daltronde lo strato di essa


materia aumentandosi giornalmente , andrebbe
col tempo ad ingorgare affatto la canna del ca
_minp,, in modo che 1 attrazione cesserebbe to

talmente. ;importmntefradunqueuper varie ra


gioni di nettare di-tempo in tempole canne dei
eamini7 questa operazione-si chiama _spazzamen

10.; in generale quelli destinati a tale operazio


ne sono piccoli fanciulli, chiamati spazzacamini,

che s incontrano nei varii paesi 1 Europa. Per


;ui fare, essi stessi saliseolw nelle canne, muniti
di un piccolo rastiaboio. di "ferro ,ic'ol quale di
cstaccauo la fuliggine, a:misnra che saliscono o
discendono. Quando le scanue dei camini sono
utolitto0n. possibile-di usare. altro mezzo per
<ngttarflefMa allorch la canna perpendicolare
"si :pu- eseguire la spazzatura senza il loro soc
;eorsoo'yUu uomo. salisce sul: tetto e prendendo
nnaicorda": ne lascia . cadere una estremit nel
f=li.no ;un altra persona:;cbe( si, trova nel fo
r'COimix'iceve la ostremildi questa corda , la

qmlfdeve cese're pi lunga del-condotto del ca

445
mino. Questl'ltirho vttaeca' un fsdiUb

niente di spini , od unaf-fascina'mnallirjueyci

eseguito quello -cbeitrovasi inmltof-tiaara- sfla


corda ,e quindi laltro al ba5so la 'lrtraiefa 9,
in modo che la fascinatfasoorxa,tuttawlaluu

ghezza del: condotto 5:e tale operazionel'vuoves


sere ripetuta pi wolte. Queste due personemgi
scono come<=segtorb di groso legnamia,gwlm

tirano alternativamente \ la sega . colla quale divi


dono un albero in. assi.z Seil caminoyuoh'
molto alto , si potr prendere una corda , che

abbia il doppio dellafs'ua-ahnzagied a:aeuaia


la fascina alle;met-gi si:ettherllspanamra
con una oiiduei operazioni: Che-lisef/ries'cllim
possibile di" pixi:xi'wmsih unalcoxda." abbastaa

lunga , si rimdterlwa quinoocuvouiebtelcam


biando il faccio-per un ctto numemlldi volte ,
e situandol successivamente? sopra varii Fpunti
della di lei 10h3hbzav-Alldrch-le- canne dei
camini sono:fattmdidubt ii-ferro, la spazzatura
coi fasci (si eseguibe' aseaibenc: non pertanto
si potrebbeadopem uno strumento molto pi
comodo, meno Himbaraz'zante, e ole r'mhiede

rebbe loperadun uomo solo. Questo strumento

non altr01 che una lunga pertica di legnwleg


giero , soprai si-attaccher per mezzo.diuna

vite un piccolo rastiatoio, col quale _un nome-si


tuato nelfo'eolare-potr staccare: laffuliggine. Si
far scorrere questo rastiatoio lungola pertica,

144
e si.ssqr successivamente di distanza in 'dist

za. Una grande difcolt si presenta nel mo


_ dintrodnrre la pertica nel tubo del camino. Es
per svanisce , se 1 operaio si vuol dare la po
di salire sul-tetto e ,.d introdurre = la pertica p

lapertura esterna .del-:tubo.aNondi meno non


impossibile dintrodixrla dal basso; ma in allo:
bisogner comporla di un gran numero di P(

coli pezzi riuniti tra loro, per mezzo di un


punta di ferro sulla quale essi si aggirerann
come sopra una cerniera, nella medesima guis

che avviene delle due parti di un compasso

le quali girano, all intorno del chiodo che al:


traversane la testa.v Una volta che la prima ar
tipolazione di questaspeeie di catena sia intro
dotta nel tubo, si inserir altra piccola punta nel
buco che traverser i due pezzi riuniti a cerniera;

ma per ci farepsar- necessario che uno di questi


pezzi ricopra l:=altro , allorquando saranno driz
zati ,. di un pollice o due al di l della cerniera ,
ed alla estremit di questa lunghezza si former
il b;ucodestinato a ricevere la punta.Vi s0n0
pure altri mezzi di congiunzione che troppo lun

go sarebbe il darne qui laxspiegazione , en che si


presenteranno al discernimento dellettore. Del
1'QS/QQSPOSSOUO nettare i condotti di ferro dei ca

miqi,,,dgllagfuliggineche li ingombra7 in una ma


nllav.iit.espediente, dando cio aquesta fuoco.
Nd0hbiamo, temere disastri, se tuttii pezzi sono

jfi45
ben chiusi; Allorch ..ilvaubo del emanare-fa

strutto com cura, sia di:pitra , =eiw<i mattoni,


-si pu ben anche spazzarlo perimezzo elfdb;
nulladimeno , siccome il cal'ore*fa Qlilar' pi'fo
-meno le pareti "dei condotti con rma pericolo
della loro distruzione, cos non devesi 'giaminai '
senza grandissimo . bisogno incendiare i- Camini
in questo modo.
'
\iw
..

',-,:,

.,:

I.\)

--'\J

METODO rea nmcumu: IL FUOCO" """"


INTRODOTTOSI NELLE cm: Dg!
v

"

1; a;.i> :l_:: SDi_l v-l

Arriva disgraziabammte bene spesso clieilfuo'


CO s appicchi nei camini, quaudoisiasi trascurata
in tempo debito laloro spazzatura, e soprattutto

\ in quelli destinati alta. cottura degli alimenti; fai;


cune volte gli incemlj=deicaministraoinahoiti
CO. quello della "intiera casa -,- egli .a-impmans
simo adunque di toglierm il 'Inaledallaauas
gente. Molli-metodi esistono per-questo oggetto;
noi abbiamo diagi idetto =(pg.l)1hj*de
giavi combustione, necessarimnna cdmnica

_ziqpe tra l-O5igemdslluin- ed itwaabmtihe':


Il combustibile- ditm. camino<iti= amme-2% 95

fuliggine ,eilfpssigeno, ollaria lehelo >cohtie}


non pu giugneresnedi cast"sc mielieiaiirtrd
} ducendosi pglibcolare io dalla Cima-Idcllalcai'rni'

Pertanto .ae; si. pervienecla chiudete} questidee;


oricii ermeticamente sils:ocopefgieifilllv

x46
glut.;louper carta difcile di chiudere l o

rifyicio che <facomunicare il focolare col tubo, in


iSpecie quando non sia -un camino a cappa. Si
adopera a tale e'ettmuua coperta bagnata, di
stendendoia ben tesa sulla intelaiatura, ossia sul

. davanti del camino. In quanto allimboccatura


superiore si pu ugualmente questa chiudere
con una coperta bagnata; in mancanza,di co

perte produrranno lo stesso effetto alcuni fastelli


di eno bagnato. Baster in allora di compri

xqerne molti nel focolare e di bagnarli continua


mente; iltuho cos , non ricevendo pi aria dal
basso ,,riman privo d.ogui_corrent;g,ed il fuoco

terminer infallibilmente collo spegnersi. I camini


iuoai i focolari comunicano colla canna per una

apertura praticata nel fondo loro e che si chiude


alpjpc_ere per mezzo di una piastra, presentano

.cou.ci un modo facile e pronto per ispegnere il


fuoco , che potrebbe accendersi nella canna. In

oggi 9880, sarebbe bene di porre al basso delle


canne un apparecchio di questa specie, e sareb

.be altres bene di porne altro simile alla estre


mit superiore della canna medesima, e collocarli
in maniera, ci _che _ molto facile, da poter

chiudere l orizi'ogsuperiore del tubo_col tirare


1m'jloxdifagro. la questo modo i due orizi

verrebbero chiusi allistante,in cuisi vede prin

cipiarel incendio,-

Iii;

_Aleugejv9lle,pi ,soffoca il fuoco appiccalos alla

na.___ _,_ __

l'57

canna del camino spiargetldtfdelzolfl)"i.il"f0l=


lare , questo fossile abbrhiiand0rapidamnte in?
sorbisce in poco tempo tutto ljdssigeuoidellriai
quivi concentrata. Si forma inoltre, dallacotnb'ui'

stione dellossigeno col zolfo, dellacido solforico;


ed i uidi che salgono nella canna, 's_no in"gfi
parte composti di questo acido e di" gazazoto,
sostanze impropria ad alimentare-la"cornbusoi
ne, per cui ne deriva che la- fuliggine cessa dh

bruciare.

' '

" ;"

Nelle circostanze Pi arduo si tirano lenttl

canna dei colpi airscae; esansaernot palme


e sale; 1 esplosione pitidttcd h"ttftt"'snlhi
ghezza una commozion'e elle l' 'llistir''caiii'si
derevoli pezzi difigkiridyrjttdltt c'nftl

si vede, e niolto imperfetto. 1 ""-"i"' " ""'l"""


Eccone un altro che noi ' proponiamo ,' "senti

hrandoci adatto a produrre i piddclisfentl

effetti. 1 tubi dei camini traversando tutto rami


mo piano, si far una piccola apertura'laterale
nella parte'della canna compresa in c'asst.).jQ*i

st apertura ricever l estremit dun piccoli? Ml


ho di metallo, pongegnatovi esatt'nientel
chiuderassi con un pezzo di sughero d""cori''jili
siasi altra materia. llaccorgersi pi &iiittiti
nel camino tosto si porter
96961 [niendllrnh
equa nella stanza-ove passa la canna ,Je'lllp'etti

il piccolo tubo vi sintrodttrr


zo di un imbuto col cannellooiitiiitilnte

l'48

piegato,rl acqua cadendo nellintorno del cami


no", potr estinguervi il fuoco. Ma onde rendere
1e'ffetto certo sar bene, nel costruire il camino,
di porre al disotto del tubetto una specie-di pic
cola grondai di latta, o di ferro, piena di buchi e
che circondinellinterno tutta la canna. Lacqua
uscendo dal tubo si spander in essa, e coler.
' _ pei piccoli buchiugualmente su-tutte le sue fac
ciate interne.

Questo apparecchio, mettendosi in opera nel


costruire il camino, non richieder spesa alcuna
di considerazione; Ove poi trattisi d un camino
gi Costruito non sar necessario di fare grandi

sPese per intrddulvelo , baster di tagliarlo al


'Pialto Possibile ,-foruandovi una apertura di
tre o quattro pollici tutto al pi di larghezza.
Per essa petremo-situare i gocciolatoi, come an
che il piccolo tubo destinato a somministrare il
' liquido.

In tutti i camini munitidi un consimile appa


recchio, il fuoco allorch Venisse ad accendersi

potr"esiere '-spento con qualche vaso dacqua,


" i?asla' v'solo che sia versata senga.interruzione
'nel piccolo tnb. Quando i camini passano per
la s'dft-b,sblaio giova- molto il sostituire al

piccllotub02 un imbuto con cannello curvato di

f&isoinfidilata ;-collocandolo in maniera


cHQQWbeecadeljs'uolbaccino sia orizzontale, si

lllliM ciobb folle fl incendio si sviluppa


'

.149

nel camino, apertolo ,,si ,verser' allistantewdel


l acqua nel suo interno per estinguere il fuoco.
Si potrebbe ohiettare.che la fuliggine non tar
der a chiudere i piccoli buchi dei gocciolatoi ,
che noi abbiamo proposto di situare nellinterno
del condotto. Sarebbe facile effettivamente che ci

accadesse , quindi noi proponiamo un apparec


chio di altro genere. In luogo de gocciolatoi al
1 ingiro, si porr contro ciascuna dellefacciate

interne della canna del camino una lista di latta


o di ferro , inclinata al piano del muro e.fox;
manta con jesso. una specie dipiccola, 'tramoggia
allungata ed aperta al basso in tutta la .sua.esteu
sion'e. Questa apertura deve essere combinata

colloricio dell imbuto, o del tubo sommini


'stratore del liquido , in modonche le tramogg'e
non lascino colare maggiore acqua di quella che
il:tub'o ne possa fornire. i) ,. 7_
i.-_; -. i_ 2.5.1..
Vl"iepii

-.=

CONCLUSIONE.
'

. .r- ._,.,|

j. n'!V_l _q
..r i1-

Quando si pensa che il chiamato camino; da


noi, era dapprima una semplice apertura,prati
cata al punto pi alto-..-del tetto della: capanna

dei selvaggi , non si pu mettere. pi inpdtbio


che questo sistema di riscaldare le abitazioni non

abbia subito ghmdi variazioni,- ediaequistatomol


tissimi perfezionamenti , in PBCG; sui,tmodiidi
evitare le inecmoditk del imot, Lidea dico

50
atrnire-uh c'andottoal disopra-del focolare , si
presentatanaturalmente, la tendenza dei vapori,
che sisviluppano .dal mombnstibile , ad alzansi

alle regioni superiori ,dov farla nascere al pri- 1


ma osservatore, Non pertanto si e certi che gli
antichi ignoravano i vantaggi di questa disposi
zione, ma ci non deve recar sorpresa. E di ve

ro qual bisogno avevano gli Egizi , i Greci ed i

Romani di farfuoco nelle loro case durante cin


queo sei mesi dell armo?- Anche a giorni nostri
non si trovano forse ,a- Napoli, p. e. , apparta
ntentinei qualimncano-allintutto focolari? Ai

tempifnostvi , come per- lo passato, non raro


di gederein.Greda ed in Italia genti che fanno
cuocere i loro cibi ad aria aperta.

a Egli pertant_verisimilecb i focolari seguiti


da uua.0auuanou sianoi stati inventati nei paesi
caldi; nei plimi al certo,mve l inverno obbliga
gliabitanti.a tenersi cliiusi nelle loro abitazioni

durante la . maggior . parte ; dell anno,. si dovettero


igvgatigarmi mezzi di riscaldarsi colla maggiore
e69q9mi, e. col: possibile -miaore.ineemodo, e
pafi.ahsbgnenza:imaginare -i rfoe'olari muniti di
condotti-Noi abbiamoindinato in quest opera i
paricommmi che taledisposineaha subiti.

Ittcoria e lespdrienza-zpoi dimostrano come


piattma riempire lo scopo propostosi, il cami
nmd'escrittoalla pagina 79 e seguenti , onde au

mm ila,furzti della corrente; ascendente, gli


I

15-I

spazii praticati dietro lepiastre metalliche5'0nde


farcircolare
l aria: fredda
che ;viene
dal di fuori
prima di passare-nella
stanza
l" ingegnoso
veni
tilatore di Delyle di Saint-Martin, Col mezzoldel
quale il ventostesso aspira i uidi che sono con
tenuti nella canna del camino; le modicazioni
che il sig. Molard introdusse in questa macchina;
in fine noi osiamo mettere nel numero di questi
perfezionamenti la nostra macchina di cui ab

biamo dato la descrizione alla pagina 105, e


quella che proponiamo alla pagina mx.
.
Riguardo ai mezziimpiegati pertispanderela
maggior quantit di calore nellappartamento,
lidea di abbruciare -ilcOmbustibile in* qualche

distanza dal muro-fe la pi Isempleele la-p'i


feconda di"risultamenti.vantaggi0si che siasipo

tuto concepire. Pen qualunque innovazione-che


faccia bisogner sempre=tornar aquestti' me
todo se si :vudle trarre il maggior-"protboldol

calore sviluppato da un'corpo che abbruciar-mi

Nn pertanto sarebbe forse "bene di" ricominll


ciare gli esperimenti fatti 'da Clavelin coll?-appa'
r'ecchio immaginato -da Dalesrnet-Nonrdabbiamg
ritenere impossibile di) ridurlolin-modoidichesi

possa col suo mezzo'operareaunaconplctawrna


bastione e quindi farsenaa i-__tnbi,speyqudlill
parti del combustibilcno'n wcontestuale rnmidariai

al di fuori.Una velta_ che abbidmoaggihnto

questo scopo potremo .lusingarciffnliw lgnrte'


\

152

riscaldare le abitazioni sia pervenuta al suo pi


alto punto di perfezione. Il riscaldamento poi col
mezzo dei vapori, offrendo grandi vantaggi sotto
molti rapporti, dovr al certo maggiormente dif

fondersi; se avvi cosa che si opponga alla sua


propagazione ell senza dubbio la difcolt di
rinvenire operai idonei ad eseguirne e situarne

gli apparecchi, e fors anche; la. sp'esayda qesti


ultimi prodotta.
Non si giugner mai quanto basti a trovar
mezzi per risparmiare la spesa del combustibile.
Si osserva da lungo tmpo che questo diminuisce
con una spaventevole rapidit; le selve ed i bo
schi scompaiono giornalmente dalla topograa

delle provincie; ne dia-'csedersi che le miniere

di c'a-on fossile, in molti paesi mancanti, po


tranno supplire alla - carestia del legname. Vi
sono poi dei paesi ove , malgrado l abbondanza
idel icombustibile, la maggior parte dei poveri
abitatori soffrono durante l inverno {grandissimo

lfreddo, quando che potrebbero con una spesa


en tenue, sapendosi regolare, mantenere un
idoloe calore nelle loro abitazioni. Possa l opera

mostra far nascere in' questa, utilissima classe


gialla societ la brama di procui'arsi tali vantaggi!

*Ella .vi giugne;r se di'px'ppositofsadoperi per


onseguirli.
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Dissertazioni sul calore 'e sul l'ng .

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1 SEZIONE -PR1MA ;.

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Del calore , dei mezzi Irliprodprlp E di} I'Pmpger_


loec. . ,._\._;.I.., .
. .".18

Inuenza dello stilo ilelle suPece slull boai-f3 '


zione del calore

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Capacl dei corpi pel calorico .. .. .' .

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Degli slrumcnti.pnaprj:g miaumnmk

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temperatura, che i gorpi squo_ suscettibili di Erg; _:


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ancordauza dei termometri . , ' . . '. .,

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Mezzo per produrre il" calore .


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Dei combustibili > .' ". . . . . . . M 1 .u&iu7
Del freddo. .

Dei Culorlf-

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Calorifer ad; aria alluwptali{dalla strqme cc. .J


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Riscaldare una stanza con un motore .


Calore_prodolto'aai'ragglsglari

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Dei c;alorifer gvapo dcqug m.". : Ejf.3l. 33157

Dei tubi contt0fdeb vaPor" a .iw..;r:g iv sill58


Della caldaia

Descrizione della caldaia

5|

Dimensoni delle caldaie

57

Al.

-_quiy\ygghg45

154
Esempio di una casa in cui tuttii locali sono riscal

dati dal vapore chc fornisce una sola caldaia. pag.

61

Vantaggi procedenti dal metodo di riscaldare per


mezzodelvapore . . . . . . . . . .
Necessit di rinovare l aria dei locali ove si abita ,

65

e perdita di calore prodotta delle porte e dalle


66

nestre

SEZIONE

SECONDA

Dei camini o focolari con sopra una canna . .


Delfocolare............
Delle canne dei camini . . . . . . . . . r
Delle aperture esterne delle canne dei camini

Descrizione di un nuovo apparato, col mezzo del

quale il vento, qualunque sia la sua forza o la


sua direzione , stabilisce una corrente ascendente

nella canna del camino . . . . . . . .


Della costruzione dell apparato qui sopra descritto. n
Idea di un altra macchina, leffetto della quale con
siste nel costringerci prodotti della combustione
a salire entro la canna del camino . . . . n
Osservazioni di Francklin sopra le cause che fanno
fumare i camini, e sui modi di rimediarvi . u
Disposizione che si potrebbe dare alle canne dei ca'
mini onde ne risulti maggiore eleganza ed econo
mia, senza apportare danno alle loro utilit . n
Dello spazzamento dei camini . . . . . . . .
Metodo per estinguere il fuoco introdottosi nelle
canneydei camini . . . . . . . s . .
Conclusione.........-...n

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