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PERIODICO DI INFORMAZIONE, ATTUALITÀ E CULTURA MUSICALE

DOLCE LA VITA di Victor Ciuffa FUTURIBILE di Rossella Gaudenzi LA MINA


Primavera 2010

DEL
COMPASSO

Periodico di informazione, attualità e cultura musicale a cura del Saint Louis College of Music
di Romina Ciuffa

N
on che io non lo
conosca. Ho in
mente da anni,
scongiurati, il suo moti-
vo, quello che compose
per uno spettacolo -

C A
ome è nata la dolce vita? Bisogna distin- ll’insegna della pluralità e dell’interdisci- Tutti al macello, da una commedia nera di un
guere il fenomeno di costume dal film plinarità apre i battenti il Museo nazionale genio, Boris Vian (L’Equarrissage pour tous,
così intitolato da Fellini, che ha preso delle Arti del XXI secolo, grande campus 1947, in italiano Tutti al macello) - che deci-
spunto dal primo. Credo di essere uno dei della creatività contemporanea. Nata dal proget- demmo di metter su con una compagnia di sca-
pochissimi, se non il solo, a spiegarlo. E lo riten- to dell’irachena Zaha Hadid, vincitrice tra 273 pestrati del Fico, il quartiere romano dietro
go necessario, pur con un grandissimo ritardo, candidati, la struttura avrà la duplice funzione di Piazza Navona. Quel suo pezzo è stato uno dei
perché il fenomeno è nato da una formula gior- ospitare il primo Museo di Architettura in Italia più bei sogni che ho fatto sul jazz e sulla
nalistica lanciata dal Corriere d’Informazione, e dare spazio ad eventi. Roberto Grossi, presi- Francia, sulla guerra, sul bianco e nero e su un
quotidiano del pomeriggio del Corriere della dente di Federculture e consigliere d’ammi- tavolo da macellaio. Di Giuliano Lombardo
Sera alla cui direzione è oggi di nuovo un diret- nistrazione della Fondazione MAXXI, spiega il poi, a New York, ho visto crescere l’artista. Lì
tore, Ferruccio De Bortoli, dal punto di vista progetto, le sfide, il ruolo della musica all’inter- vivevamo entrambi e puntavamo un compasso
giornalistico tra i migliori del dopoguerra; giudi- no del nuovo museo, che colloca Roma e l’Italia su Manhattan. Dove, sulla mappa, decideva la
zio non mio, ma di chiunque confronti la stampa in un’ottica transnazionale, nella quale non è mina del balaustrino, ci precipitavamo a fare
italiana dell’ultimo mezzo secolo. (...) solo il passato ad arricchire il territorio. (...) dell’eventualismo impertinente. (...)

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SPECIALE
Dolce Vita JAZZ HANK JONES CLASSICA LA STATUA DI CHOPIN
A VARSAVIA
&blues MENTE NEL PARCO LAZIENKI

Direttore
ROMINA CIUFFA

Direttore Responsabile
SALVATORE MASTRUZZI

Caporedattore
ROSSELLA GAUDENZI

Redazione
Flavio FABBRI classica@musicin.eu
Rossella GAUDENZI jazzblues@musicin.eu
Valentina GIOSA alt@musicin.eu
Roberta MASTRUZZI soundtrack@musicin.eu

Contributi
VICTOR CIUFFA, ADRIANO MAZZOLETTI
Lorenzo Bertini, Rita Barbaresi, Luca Bussoletti
Nicola Cirillo, Corinna Nicolini, Paolo Romano

SOUND FEED
Sabrina Simonetti, Eugenio Vicedomini, Livia Zanichelli

Music In Video MUSICINVIDEO


«SENZA DI TE» ROSARIO GIULIANI
Videointerviste tracking back
Romina CIUFFA
Sabrina SIMONETTI

TANTO ERA ACERBA


www.youtube.com/musicinchannel
Web > www.myspace.com/musicinmagazine

Progetto grafico
e fotografia
Romina CIUFFA

Redazione
G irando per il
sito della Siae
ho scoperto che
Pippo Baudo ha regi-
strato ben 179 musi-
Tromba triste, dedicata alla moglie; Sognando
Broadway, finendo a Militello, sua città natale.
Depresso da questa ricerca e dall’ultima punta-
ta di Amici, della quale sono riuscito a seguire
ben 20 minuti filati in cui la presentatrice reg-
«rispetto» è stata svuotata del proprio significa-
to, in un mondo dove genitori senza requisiti
danno contro a maestri e professori piuttosto
che educare correttamente i propri figli oltre
l’uso scolastico di telefonini e playstation por-
Via del Boschetto, 106
00184 Roma che, la maggior parte geva il microfono o traduceva quello che alcu- tatili; e per i quali l’unico parametro della qua-
strumentali in coppia ni ragazzi dicevano in un improbabile italiano, lità è il fatturato. Il rispetto per la musica è fini-
Tel. 06.4544.3086 con Pippo Caruso. Un ho riflettuto su un dato per me importante. Il to in «cessi ed eccessi» televisivi. Parafrasando
Fax 06.4544.3184 compositore prolifico Saint Louis ha aperto le audizioni per intrapren- liberamente Nietzche, direi che il valore di una
redazione@musicin.eu o forse un furbetto col dere nuove produzioni musicali nell’ambito del carriera artistica si misura non in quello che si
trapianto pentagram- jazz, del rock, del pop e della musica elettroni- guadagna una volta all’apice, ma in quello che
Marketing mato che, non conten- ca. La risposta è stata spaventosa: 120 gruppi da si paga per raggiungerla.
marketing@musicin.eu to dei troppo generosi ascoltare in 2 mesi, più di 500 ragazzi coinvol- Tirando le somme, però, mi rendo conto che
Tipografia cachet, ha arrotondato ti giunti da tutta Italia, ma anche da Olanda, quanti denigrano certi programmi tv sono poi
Ferpenta Editore srl con i diritti di esecuzio- Inghilterra, Francia, Spagna, Repubblica Ceca. pronti a perdere ogni dignità e a svendere la
Via R.G. di Montevecchio, 17 ne di sigle, stacchetti e Dall’altro lato, un gruppo di musicisti, produt- propria madre pur di prendervi parte; e quello
Roma trallallà. Vediamo alcuni tori, autori, tutti coraggiosi e con la follia di che prima appariva come un serio e coraggioso
titoli di queste notissime investire sul proprio lavoro e su progetti musi- atteggiamento di ribellione e resistenza nei con-
Anno IV n. 13 canzoni senza testo: Due cali nuovi, originali, da costruire da capo. fronti di un sistema deviato, si rivela come la
Primavera 2010 burini, forse autobiografi- Quello che ha spinto noi e tanti altri verso classica dissonanza cognitiva al pari di quella
Reg. Tribunale di Roma co; Inizio, sperando finisca l’attività artistico-musicale, che ci ha rinchiusi manifestata dalla volpe dinnanzi all’uva (così la
n. 349 del 20/7/2007 presto; Marcetta grottesca, per ore dietro uno strumento o in sala prove, descrive Esopo). Ma l’uva resta sempre e
forse riferita alla di lui anda- che spinge a salire su un palco anche davanti a comunque acerba, e questo è certo almeno fin-
STEFANO tura; Noi siamo donne, la cate- 14 persone è la stessa inspiegabile energia che tanto che la volpe non si arrampichi.
MASTRUZZI goria ringrazia; Sanremite, chis- fa sognare molti giovanissimi che si avvicinano
EDITORE sà dove sarà andata in onda; con il dovuto rispetto alla musica. Ma la parola Stefano Mastruzzi
JAZZ
& blues HANK JONES Questo nonagenario vi racconterà le pieghe
Music In  Primavera 2010

DUOLOSOPHY Intervista a Emanuele Rastelli Con Enzo inesplorate della tradizione jazzistica con la classe e la finezza
a cura di ROSSELLA GAUDENZI
Pietropaoli un album di tango e jazz. Da iniziare a fumare il sigaro di chi, amando, rispetta e ri-ama l’oggetto del proprio amore

DUOLOSOFISARMONICA
EMANUELE RASTELLI - ENZO PIETROPAOLI
HANK JONES IL MISSISSIPI
La motivazione
a cura di
Rossella Gaudenzi per cui questa
recensione
(di un concerto
non avvenuto),
incurante della
soddisfazione
della buona regola
delle cinque W
(who, what, when,
why, where)
indugia sulla
identificazione
topografica
dell’evento è che
Hank Jones
«è» il Mississipi

di Paolo Romano

c’è
Lui è tutto fisarmonica. Emanuele Rastelli l’ha studiata in un luogo, la Repubblica una strada mitica che sembra quasi È questa la motivazione per cui questa recen-
di San Marino, da cui la scuola più vicina distava 500 km. Non emula, ama. E con tagliare in due il continente america- sione, incurante della soddisfazione della
Enzo Pietropaoli incide «Duolosophy Vol. I», uno scambio di idee intimista, una foto no e che corre fedelmente vicina alla buona regola delle cinque W (who, what,
in bianco e nero, un lussurioso tango jazz che fa alzare la gonna al girare vorticoso ragione della sua esistenza: il fiume Mississippi; when, why, where) ha voluto indugiare sulla
è la strada che dal Minnesota scende giù giù fino identificazione topografica dell’evento.
a New Orleans dove il fiume esausto trova il suo Perché quel filo rosso tra il Mississippi, la

«La
passione per il jazz è arrivata da fosse lecito improvvisare. Ero entrato in contat- delta. È la Route 61, chi la ricorda per il celebre musica nera e la storia americana trovassero
poco, e ha comportato il ricomin- to con un modo di intendere la musica a me album di Bob Dylan, chi perché in essa si può una loro chiara identità. E perché coloro che
ciare da zero in un contesto e in un congeniale.» ripercorrere quel lento scorrere carsico che avrebbero voluto trovarsi ad ascoltare Hank
ambiente in cui farsi strada e farsi conoscere è Emanuele è cinico nei confronti dei concorsi, potrebbe raccontare più storie di un menestrello Jones sappiano che, se le sue condizioni di salu-
tutt’altro che semplice». Emanuele Rastelli: finché nel ‘94 gli amici, consapevoli delle sue provenzale e cantare più musica di un jukebox. te glielo avessero permesso, si sarebbero trova-
nascere, crescere e innamorarsi della fisarmonica capacità, lo convincono a partecipare al La Rt 61 è stretta rispetto alle grandi highway ti davanti ad un protagonista attento e raffinato
nella Repubblica di San Marino. Curioso. Quanto Trophée Mondial de l’Accordéon, che che oggi la intersecano variamente e a ricordar- dei misteri umani ed artistici di quelle acque,
scoprire come è nata la passione per lo strumento Emanuele vince: è il premio mondiale della ne la storia ci puoi incontrare qua e là qualche assai poco «dolci, chiare e fresche». Anziano.
che lo accompagna nella vita da sempre o quasi, fisarmonica, la selezione nazionale tra i miglio- cartello marrone, il colore destinato ai siti stori- Ci è sfuggita un’opportunità legata non solo
da quando aveva meno di un lustro. ri candidati. I concorsi a cui partecipa sono due, ci. A due terzi del suo cammino, quando il letto all’anagrafe - di tutto rispetto di Hank, una
«Non c’è nessun musicista nella mia fami- non di più (il secondo, nel ‘96, sarà il Premio del fiume si fa più grande e sempre più lento e incredibile leva della classe 1918 - ma della
glia, nessuna tradizione musicale. Posso consi- internazionale Città di Castelfidardo): quel melmoso (le «muddy waters») puoi incontrare, chance di sentire scorrere tra le sue dita il rac-
derarmi dunque un autodidatta. Il suono della tanto che basta per riacquisire piena fiducia in proprio dentro lo Stato del Mississippi, una pic- conto lungo e appassionato del jazz, dallo
fisarmonica mi ha sempre affascinato; mi rendo sé. Dopo di che inizia a girare per il mondo con cola cittadina che oggi viene ricordata solo per swing al bop, nel suo migliore spolvero. Il suo
conto che è difficile spiegare come all’età di 4 i concerti del genere variété, 10 anni di espe- una celebre battaglia che portò il 4 luglio del pianismo è quello, tanto per tornare ai fiumi,
anni si possa già avere una fissazione così spic- rienza (Scozia, Norvegia, Canada, Venezuela, 1862 gli Stati dell’Unione guidati dall’Ulyses del mainstream jazz più autentico, lontano da
cata e precisa. Ho ascoltato sin da bambino Germania, Svizzera) che lo portano però all’ec- Grant ad ottenere una gloriosa vittoria sui con- spericolatezze sperimentali, ma imperniato sul
questo strumento alle feste popolari, dalle mie cesso opposto: è ora imbrigliato nei virtuosismi federati e ad ipotecare definitivamente il suc- lirismo melodico ed improvvisativo, che rea-
parti molto diffuse anche oggi: mi mettevo sotto che il suo pubblico, avendoli ascoltati nei cesso della strategia di Abramo Lincoln. lizza l’autoproclamato intento di Jones di esse-
al palco e rimanevo incantato a fissare e ad dischi, si aspetta da lui. Questa piccola cittadina è Vicksburg e tra le re «interprete di grande musica».
ascoltare la fisarmonica. Durante un viaggio a «Ho deciso per uno stop di 3 anni dall’atti- sue strade ancora oggi trovi molta più gente E così, in barba a quanti pensano che Autumn
Modena con i miei familiari, fermandoci in vità concertistica di variété, dal 2006 al 2009. disposta a raccontarti dei bluesmen e dei jazzi- Leaves, Summertime, Blue Bossa o My funny
autogrill, vidi una fisarmonica giocattolo che Mi sono ritirato dalle scene e ho iniziato a scri- sti che per decenni hanno vissuto tra quelle vie, Valentine abbiano («rotto», mi verrebbe da dire)
avrei voluto mi comprassero. Mio zio me la vere molta musica. Già durante i concerti il che delle imprese dell’Unione. Tra quei musi- esaurito le proprie potenzialità espressive, que-
regalò. Così, con questo giocattolo, sono nati i repertorio che proponevo consisteva per metà cisti c’è Hank Jones, uno degli ultimi e più sto nonagenario è come averlo ascoltato rac-
miei primi studi, perché mio padre fischiettava in cover e per metà in brani di mia composizio- importanti testimoni del corso lungo che la contare pieghe inesplorate della tradizione jaz-
dei motivetti che io, al suo rientro dal lavoro, ne. In questo momento mi sono rivolto al jazz: musica afroamericana ha ripercorso, proprio zistica con la classe e la finezza di chi, amando,
suonavo dopo averli ritrovati sul piccolo stru- è stato come ricominciare daccapo, sebbene come il fiume, per oltre un secolo. rispetta e ri-ama l’oggetto del proprio amore.
mento. Dopo un po’ mi fu comprata una fisar- entrare nel giro sia difficile.»
monica in legno, anch’essa giocattolo di qua- Così è avvenuta la conoscenza con Enzo
lità però migliore, che continuai a suonare fino Pietropaoli, con cui ha inciso il meraviglioso

P
a che, all’età di 9 anni, un lontano parente mi Duolosophy Vol. 1: «È stato grazie al mio rogetti fusion crescono, all’insegna della spe-
ascoltò suonare e convinse i miei genitori a album Reunion Project, che propone un miscu- rimentazione. Nel settembre 2006 sei musici-
farmi seguire delle lezioni. Iniziai così a studia- glio di generi, con cui mi sono avvicinato alla sti danno vita a F.R.A.M.E. fondendo le
re con il maestro Massimo Leardini alla scuola scrittura di cose diverse: stile latino, musette, diverse esperienze: dal jazz al funk al rock lascian-
Benizzi, a Rimini. Sino ad allora avevo suonato choro. Dapprima ho contattato Umberto do spazio alla musica classica e contemporanea.
tutto ad orecchio, ritrovando però soluzioni di Fiorentino attraverso Myspace (che Pietropaoli Sono Federico Di Maio (percussioni e flauto),
accompagnamento con i bassi, la tecnica del non ha). Da questo incontro si è sviluppato il Alessandro Pizzonia (batteria), Federico Procopio
basso alternato.» suo progetto Canzoni e Fughe, con la parteci- (chitarra elettrica), Stefano Profazi (chitarra acustica
Il primo maestro di fisarmonica di Emanuele pazione di Enzo Pietropaoli. Ed è poi nato e classica), Martino Onorato (piano e synth),
è incredulo: tutto ciò che sa fare è solo farina Duolosophy Vol. 1, progetto in duo stavolta, Roberto «Psaico» Lo Monaco (basso), che hanno di Rossella Gaudenzi
del suo sacco? Si inizia però a studiare sul serio, intimista, che io considero uno scambio di idee fuso i background artistici ricercando un unico lin-
l’approccio con lo studio vero nasce sotto una
buona stella: nel raggio di 500 km gli insegnan-
ti a disposizione sono pochissimi ed il suo è
molto preparato. Per quanto riguarda la didatti-
vero e proprio. I pezzi sono del 2008, il disco è
stato inciso per l’etichetta Saint Louis Jazz
Collection nel 2009 e a chiusura dei lavori, lo
scorso settembre, ci siamo esibiti presso la
guaggio in grado di analizzare le pagine jazz e rock
che hanno fatto la storia, per arrivare alle sperimen-
tazioni d’avanguardia e reinterpretare stilisticamen-
te il tutto, proponendo soluzioni nuove.
CORNICE
ca, la fisarmonica non è uno strumento contem- Casa del Jazz all’interno del Festival Roma Freschi di Teatro Studio dell’Auditorium Parco
plato dal Conservatorio fino al 1996; dal 1986 Jazz’s Cool.» della Musica, che li ha di recente ospitati, hanno
esisteva lo studio della fisarmonica a livello Quali sono i miti di Emanuele Rastelli? «Non annunciato il primo disco in uscita: si tratta di Ten,
sperimentale che non dava alcun titolo, perciò ne ho mai avuti, a differenza di molti miei col- con 10 tracce del tutto inedite e celebri special-gue-
Emanuele si diploma in clarinetto, e successiva- leghi. Amo il tango, il jazz, i grandi, tutti i gran- sts di fama internazionale. Studiando la storia.
mente in fisarmonica al C.D.M.I. (Centro di. Richard Galliano è ammirevole, eppure non
Didattico Musicale Italiano). ho mai voluto emulare, imitare nessuno. Ho
«L’avvicinamento al jazz è cosa nuova, la sempre cercato di essere me stesso. Però mi
mia è una formazione classica; sin dai 13 anni appassiona in particolar modo il periodo be-
suonavo con le orchestre di musica da ballo, bop, e dunque il numero uno della fisarmonica
presto mi sono fatto un nome nel settore, ma be-bop, Frank Marocco.»
non mi sono mai appassionato al genere. Al E l’insegnamento? «L’insegnamento mi
contrario, da sempre amo l’improvvisazione, e piace, lo faccio con dedizione, ma la mia mas-
da sempre in questa che considero una vocazio- sima passione è il momento del concerto,
ne sono stato limitato. A 17 anni mi sono ferma- l’esibizione. Attualmente sto lavorando a due
to, ho smesso di suonare per diverso tempo con- progetti che corrono sul filo conduttore dell’im-
tinuando però ad ascoltare e studiare la musi- provvisazione. Con Luca Velotti sto portando
ca. Quando ho ripreso in mano lo strumento il avanti un lavoro sulla musica brasiliana, siamo
mio modo di intenderla era cambiato. L’ascolto in una fase primaria del progetto; inoltre sto
dei fisarmonicisti francesi, tanghi, valzer, mi ha incidendo, con Anna Maria Castelli,
avvicinato al genere musette (tipico genere Encuentro: il tango e Piazzolla sono un altro
musicale francese, combinazione di tradizione grande amore. Sapere aspirare il buono da ogni
e jazz, il cui pioniere è stato Django Reinhardt, genere, questa la considero davvero una gran-
ndr): finalmente avevo trovato un genere in cui de ricchezza.»
Music In  Primavera 2010 JAZZ
& blues
STEFANO BOLLANI Recensione 12 mani per raccontare le BRIAN AUGER Una volta Herbie Hancock ha detto di lui: «È il SAINT LOUIS JAZZ CONTEST
mille facce di un eclettico, indeciso, pirandelliano personaggio miglior performer di organi Hammond B-3 che esista al mondo» Cosa accadrà nel futuro del jazz?

LA SINDROME
BOLLANIdi Rossella Gaudenzi

L
a gente ha bisogno
di sapere se tu
vuoi fare il piani-
sta jazz, il buffo, il ricer-
catore, l’avanguardista,
il tradizionalista, il bop-
per. Vuole sapere dove
metterti. Così, più vado
avanti e più cerco di
sfuggire quando capisco
BRIAN IN AUGE
a suonato e sudato con Dizzy Gillespie, Eric
che mi vogliono mettere
da qualche parte. H Clapton, Jimmy Page, i Doors e i Pink
Floyd. Brian Auger non vuole smettere di
fare jazz e a maggio passa per Roma. Ha lavora-
to negli ultimi quarant’anni con Judy Garland,
Count Basie, John McLaughlin, Tom Jones,
alcuni dei più celebri artisti che si sono esibiti
a cosa più difficile per me è incanalare tutto in un personag- l’introduzione di Riondino (ma esiste anche una «pre», a precedere dagli anni Cinquanta a oggi e se il biglietto da
«L gio solo, perché mi sono sempre sentito uno che si domanda:
faccio questo o faccio quello? Faccio il cantante o faccio il
pianista? Mi piacerebbe che, a un certo punto, diventasse normale il
la prefazione, così come esiste un «post» a seguire la postfazione), la
biografia dell’artista: Da zero a Bollani. Una biografia. Poi, un sus-
seguirsi di quadretti ben costruiti, in cui però le informazioni si rin-
visita non bastasse possiamo aggiungere: Van
Morrison, Jimmy Hendrix, Joe Cocker, Carlos
Santana, Jerry Lee Lewis, Paul Weller, con gli
fatto che io suoni un pezzo, ne canti un altro e poi faccia una battu- corrono, non relegate in compartimenti stagni. Titoli curiosi che gio- italiani Pino Daniele, Mina, Zucchero, Eros
ta, ma senza frattura fra le cose. Impresa difficilissima, lo riconosco: cano con le parole: Solo, al piano; Non solo al piano; Quando Ramazzotti. Nomi che fanno tremare i polsi,
la gente ha bisogno di sapere se tu vuoi fare il pianista jazz, il buffo, Stefano stacca le mani dal pianoforte 1) la prima cosa che fa è can- oltre a rappresentare un bel pezzo di storia della
il ricercatore, l’avanguardista, il tradizionalista, il bopper. Vuole tare; 2) La seconda cosa che fa è recitare, e via dicendo. musica, che meglio di qualsiasi altra biografia
sapere dove metterti. Così, più vado avanti e più cerco di sfuggire C’è posto per tutto e tutti: per le memorie d’infanzia, per le criti- raccontano la vita di Brian Auger, musicista lon-
quando capisco che mi vogliono mettere da qualche parte». che all’immobilismo dei conservatori, per l’evocazione dei maestri, dinese celebre negli anni 60 e 70 come virtuoso
Libro articolato, scritto a 6, anzi 8, anzi 10 mani, fatta esclusione (tra cui spicca un commovente ricordo di Luca Flores), per i suoi dell’organo Hammond, ma più conosciuto come
per il protagonista, altrimenti si arriva a 12. La Sindrome di Bollani, dischi così diversi l’uno dall’altro, per i compagni di musica, per il tastierista jazz e rock che ha calcato le platee di
edito dalla Vanni Editore nel maggio 2009 e scritto da Valentina fonico personale, per il rapporto con i viaggi. Addirittura per un com- mezzo mondo.
Farinaccio, Marco Sutera e Vincenzo Martorella, con la prefazione di mento a Keith Jarrett: «Su quell’episodio la penso come tutti, credo... Dopo l’esordio nel 1965, come componente degli
David Riondino e la postfazione di Enrico Rava, vanta una rosa di D’altronde non bisognerebbe conoscere gli artisti che ammiriamo Steampacket, gruppo beat formato da Long John
artisti che nell’esistenza di Stefano Bollani, il geniale pianista mila- davvero. Spesso si rimane delusi dal lato umano.» Baldry, Julie Driscoll e Rod Stewart, si propone
nese e toscano di adozione, hanno un peso rilevante: non solo lo Scorrono le pagine, e sottilmente il protagonista schiaccia tutte le poi come solista, accompagnato da una sua band
conoscono da molto tempo, ma continuamente entrano ed escono voci, tutti gli altri personaggi, alla fine è lui, proprio lui, Stefano strumentale (The Trinity) e dalla Driscoll come
dalla sua vita, interagendo con essa. Libro corale dunque, ogni voce Bollani, solo lui a riempire la scena. Non c’è più spazio per nessuno. vocalist. Sono gli anni in cui il pubblico lo va a
dà il proprio contributo, approfondisce aspetti specifici, dice la sua. Di effetto, che arrivano dritte al cuore le foto interne, in bianco e vedere dal vivo, lo cerca nei locali cittadini e la
E Stefano Bollani replica. Non potrebbe essere altrimenti, viene da nero, di Andrea Boccalini. critica se ne innamora, grazie alla geniale fusione
pensare, poiché abbiamo a che fare con un mago della comunicazio- di stili e ritmi diversi, come il rhythm and blues, il
ne: il protagonista si infiltra ovunque. È cantante, è autore e condut- POST british pop e il jazz. Nel 1970 arriva infine la miti-
tore radiofonico, è scrittore, è special guest di trasmissioni televisi- «Avevo deciso di scrivere un libro su Bollani perché è uno dei ca Brian Auger’s Oblivion Express, con cui indice
ve, è addirittura un personaggio di Topolino: «Paperefano Bolletta» (pochi) musicisti al mondo che riescano a divertirmi e commuover- 8 album e passa praticamente alla storia, dando i
è presente nel numero che festeggia i 60 anni del fumetto. mi nello stesso istante. Questo volevo dire, e null’altro. Certo, un natali a quello che in seguito fu chiamato «acid
Libro articolato in quanto costruito in maniera non del tutto linea- po’ poco, per un libro: tutt’al più ci riempivo un bigliettino dei jazz». Anche in Italia qualcuno si accorge di lui e
re. Si fatica, inizialmente, ad entrare nei meandri di questa lunga nar- baciperugina. E infatti avevo scritto al signor Perugina, ma non mi Renzo Arbore lo fa suonare nella trasmissione
razione. Non può mancare, ad apertura dell’opera dopo hanno risposto.» radiofonica «Per voi giovani», seguitissimo spa-
zio di musica rock e pop su Radio Rai 2 a partire
dal 1966 e fino ai primi anni 70, con il brano can-
al Saint Louis Jazz Contest all’European Jazz Contest il passo è tato in italiano Il gatto nero.
D tutt’altro che breve, ed è stato compiuto in un solo anno, nel pas-
saggio dalla II alla III edizione. Pure Songs, l’album inciso per
l’etichetta indipendente Saint Louis Jazz Collection dai vincitori
Una volta Herbie Hancock ha detto di lui: «È il
miglior performer di organi Hammond B-3 che
esista al mondo». La sua incredibile carriera ne è
della prima edizione (il Laura Lala-Sade Mangiaracina Quartet) si è la prova, avvalorata dalle storiche collaborazioni
imposto alla critica musicale e il trio Ipocontrio, vincitore del secon- con Rolling Stones, The Doors, Pink Floyd, The
do concorso, si accinge ad incidere. Il terzo concorso musicale, riser- Who, ZZ Top e tanti altri giganti della musica
vato a giovani musicisti jazz di talento con progetti originali prove- internazionale in tutte le sue declinazioni. Il sito
nienti da tutta Europa, prevede due categorie: Instrumental e Vocal web (www.brianauger.com) permette ai più curio-
Jazz. Prestigiose le collaborazioni e le location, quelle storiche per il si - attraverso video, foto e file audio - di ripercor-
jazz in Italia: la Fondazione Siena Jazz, la Scuola Civica di Milano rere alcune delle tappe più salienti del personale
e il Saint Louis di Brindisi. Ad aprile le selezioni nelle 4 città ade- viaggio nel jazz, nel rock e nel blues di Brian
renti, le semifinali a giugno e la settembrina rassegna internazionale Auger. Un percorso che ancora oggi continua nei
Roma Jazz’s Cool per la finale: due vincitori pubblicheranno un cd tour mondiali, accompagnato da una band di altis-
di Rossella Gaudenzi originale per la label saintlouisina e firmeranno un contratto biennale simo livello (Savannah Grace Auger alla voce,
di agenzia con il Saint Louis Management, finalizzato alla promozio- Karma D. Auger alla batteria, Derek Frank al
ne sul territorio nazionale con un minimo garantito di 12 concerti nei basso). Per chi volesse godere delle sue vibrazioni

SAINTLOUISCOOL principali festival italiani, jazz club e Istituti di cultura italiana all’e-
stero. Il Premio Solisti consisterà, invece, in due borse di studio per
frequentare il seminario jazzistico full immersion Roma Jazz’s Cool.
live > 28 maggio, Stazione Birra (Ciampino).

di FLAVIO FABBRI
CLASSICA
MENTE
Music In  Primavera 2010

ASSOCIAZIONE AMICI DELLA MUSICA Intervista al presidente e direttore arti- TEATRO DELL’OPERA C’è una
stico Laura Ruzza Con la presidenza onoraria di Ennio Morricone, l’Associazione fa di rivoluzione contro la politica; comin-
a cura di FLAVIO FABBRI
tutto perché la musica classica possa raggiungere chiunque. Mentre lo Stato fa il contrario cia da Riccardo Muti e Carla Fracci

IL MOMENTO DEL BISOGNO


È il momento in cui si vedono gli amici. E contro i regimi dello spettacolo moderno, l’effimero delle mode e i falsi
ATTILA
miti dell’ascolto facile, l’Associazione Amici della Musica di Roma propone un solo rimedio: la musica classica

a cura di Flavio Fabbri ca e senza avvalerci di nessuno sponsor o contributo pubblico.


ALL’OPERA
Prima di tutto si devono superare problemi economici, dal cachet
degli artisti ai costi degli affitti delle sale. Tutto ciò che riusciamo
ad organizzare è reso possibile solo grazie alla collaborazione dei
soci e di coloro che credono nell’importanza della diffusione della
musica colta. A Roma poi è molto complicato trovare delle loca-
tions disponibili ad ospitare i nostri eventi, e tra l’altro molto dif-
ficile scovare bravi musicisti disposti ad esibirsi per cifre non ele-
vate. Un’altra grande problematica, infine, è raccogliere pubblico
ai concerti, e soprattutto pubblico giovane.
Ennio Morricone presidente onorario: che significa?
Sicuramente è un bel biglietto da visita, oltre che un grandissimo
onore: è un artista che si differenzia dagli altri per la semplicità e
l’umiltà che riesce a comunicare. Nonostante abbia vinto l’Oscar
non si sente una star: viene ai nostri concerti e si comporta da per-
sona normale; credo sia questo il suo insegnamento più valido.
Che rapporto avete con le Istituzioni? randi manovre per il Teatro dell’Opera di
Inesistente. Non beneficiamo di nessun finanziamento; abbiamo
provato a partecipare ai bandi pubblici per trovare risorse ma,
nonostante il livello artistico delle nostre proposte, non ci siamo
G Roma, con l’annuncio dell’addio di Carla
Fracci e i segni evidenti di una marcata insof-
ferenza da parte di Riccardo Muti, che nel frat-
mai classificati perché non abbiamo alcun aggancio politico. tempo è partito alla volta di New York dove ha
In che modo aiutare i giovani studenti di conservatorio a tro- presentato in prima assoluta al Metropolitan
vare un lavoro e costruirsi una professione in Italia? Attila, dramma lirico a firma di Giuseppe Verdi.
È necessario investire in cultura, offrire la possibilità a tutte le Dal 2011 ogni nota musicale sarebbe dovuta
associazioni di usufruire di fondi statali per lo spettacolo, per essere sotto la sua responsabilità, ma qualcosa
poter corrispondere agli artisti cachet rispettabili. E soprattutto sembra non procedere per il verso giusto.

L’
Associazione Amici della Musica di Roma conosce solo sarebbe auspicabile porre un limite al numero di incarichi artisti- Innanzitutto questa uscita di scena non troppo
una strada per recuperare un modo diverso di fare e ci e professionali da poter ricoprire e con ciò mi riferisco anche al chiara: Carla Fracci, dal 2000 direttrice del corpo
ascoltare musica classica di qualità: suonarla e divulgar- campo dell’insegnamento musicale. Ci sono docenti che insegna- di ballo del teatro, secondo molti è stata l’oggetto
la il più possibile. Non è semplice, non ci sono soldi, lo no in 4-5 università contemporaneamente oltre che in di una purga politica vecchio stampo, seguita a
Stato si gira dall’altra parte, i giovani non hanno spazi Conservatorio. Questo sistema non aiuta certamente i giovani a ruota dalle affermazioni del sindaco di Roma,
per emergere, ma gli Amici della Musica di Roma hanno dalla loro trovare un’occupazione. Nel nostro piccolo invitiamo gli artisti Gianni Alemanno, che bolla la vicenda con paro-
Ennio Morricone e la forza di chi crede in un progetto dalla valen- emergenti proprio per farsi conoscere e potersi esprimere con la le molto chiare: «Stimiamo e apprezziamo la signo-
za civile, oltre che culturale e sociale. Attraverso seminari, corsi di propria arte. Più di questo, non avendo aiuti economici, al ra Fracci. È solo che si è chiuso un ciclo». Poi, rife-
formazione, concerti gratuiti e aperti a tutti, conferenze e presen- momento non ci è possibile fare. rendosi a Muti: «Siamo pronti a recepire i suoi con-
tazioni di libri, l’Associazione fin dal 2006 cerca di riempire i L’Italia investe in musica colta solo lo 0,1% del PIL... sigli sul cartellone in corso, che comunque non mi
vuoti spaventosi causati dalla latitanza delle Istituzioni, come dal- Si dovrebbero incentivare le donazioni private e riproporre la sembra così brutto, visto l’aumento del 10 per cento
l’effimero mediatico, omologato e massificato, che annulla figura del mecenate. Sensibilizzando maggiormente la popolazio- degli abbonati». Come dire, sappiamo quanto sia
coscienze e sensibilità delle nuove generazioni. Laura Ruzza, ne, inoltre, ci sarebbero più aziende disposte a concedere finanzia- importante Muti, ma non indispensabile.
presidente e direttore artistico dell’Associazione, prima di ogni menti per le attività culturali e non solo alle grandi realtà. La politica probabilmente c’entra e come, Muti lo
concerto parla al pubblico, spiega cosa si sta per ascoltare, fa Ovviamente tutto ciò avrebbe senso solo se si iniziasse a conside- sa bene e in un’intervista per La Repubblica prima
didattica collettiva, per una battaglia di civiltà. Per amore della rare il musicista un bene artistico ed un lavoratore come un altro, di partire per gli Stati Uniti dove è stato premia-
musica. Lo fa per riportare i giovani in teatro e tutelare un patri- con gli stessi diritti. Cosa che oggi non avviene. Tra i lavoratori to «Musicista dell’anno» dal Musical America
monio inestimabile di pratiche e conoscenze, in un Paese che facil- sono proprio i musicisti quelli che faticano di più, perché per International Directory of the Performing Arts,
mente cancella le proprie radici storiche e culturali. potersi esibire in concerto si deve studiare continuamente, spesso ha detto: «Considero intollerabili le ingerenze estra-
Qual’è la storia dell’Associazione? rinunciando a feste o vacanze. nee a ragioni artistiche e il rischio è enorme nella città
Essa nasce per difendere e promuovere cultura musicale. In un Come educare i giovani all’ascolto? che funge da sede del potere politico. Un risanamento
mondo ricco di effimere provocazioni, vogliamo costruire consa- Se i genitori ascoltassero cd di classica sin da quando i bambi- culturale non può prescindere da una rinascita mora-
pevolezza attorno alla musica classica, valorizzando i giovani ni hanno pochi mesi, questo tipo di musica diventerebbe parte le, in senso etico e disciplinare». Niente paura però,
interpreti con la formula dei concerti aperti e rivolti in particola- integrante della vita dei propri figli, esattamente come il linguag- perché a quanto pare l’impegno è ancora in piedi
re alle nuove generazioni. Si tratta di un impegno di civiltà, una gio: anche la musica è un linguaggio e come tale va avvicinata. La con il Teatro Costanzi. Un’offerta che fino in
lotta contro l’appiattimento e l’impoverimento culturale, contro il scuola stessa dovrebbe dare maggior rilievo allo studio della fondo non ha convinto tutti e, a parte l’ottimismo
dominio delle mode e un sistema dello spettacolo di massa che musica, utilizzando personale competente. Oggi vediamo pubbli- del sindaco, non sembra infatti decollare, priva
impone scelte predefinite, precludendo ai più giovani la possibilità cità che utilizzano musica classica come sottofondo ed alcuni noti di spettacoli di grande richiamo. Dopo l’apertura
di maturare gusti, conoscere e vivere aspetti fondamentali dell’i- brani classici vengono inseriti anche nei cellulari come suonerie. trionfale della stagione 2010 con il Falstaff di
dentità. Ma è soprattutto una battaglia per la riconquista della Questo credo che sia un buon passo avanti per la divulgazione Giuseppe Verdi, per la regia di Franco Zeffirelli e
libertà di conoscenza e di scelta, per un Paese più cosciente della della classica e per abituarsi ad ascoltare questo genere musica- le coreografie di Carla Fracci, il programma zop-
propria storia, identità e ricchezza. Nell’epoca dei nuovi saperi, la le. La classica è la madre di tutte le musiche, arricchisce l’animo pica, anche per le difficoltà economiche in cui
cultura musicale rimane patrimonio imprescindibile. umano e fa sognare. versano le casse del teatro.
In che modo diffondete la musica classica? La musica colta italiana è ancora importante nel panorama Non molto tempo fa Muti aveva chiesto che la
Organizziamo moltissimi concerti sia gratuiti, per avvicinare i internazionale? stagione fosse «intelligente, agile, moderna, artico-
giovani alla classica, che a pagamento. Ma organizziamo anche Oggi, come in passato, purtroppo, parlando di musica colta ita- lata e aperta a tutte le possibilità». Chissà se qualcu-
seminari, conferenze, presentazioni di libri, percorsi di formazio- liana si pensa subito all’Opera. Questo genere ha goduto e godrà no l’ha ascoltato. Attendiamo il giorno in cui la
ne musicale e tutto quanto i nostri soci ci chiedono di fare: visite sempre di grande fama nel mondo, ma dobbiamo ricordare anche politica sparisca per lasciar posto alla musica,
guidate al Museo degli strumenti musicali, viaggi musicali, ogni la produzione strumentale italiana. Penso ad autori come almeno dov’essa era solita risiedere.
attività in cui sia presente la musica. Galuppi, Scarlatti, Cimarosa, Sammartini e tanti altri ancora, che
Quali sono le principali difficoltà nel vostro lavoro? hanno scritto musica strumentale di pregio e che però vengono
Molteplici, soprattutto in quanto ci occupiamo di musica classi- suonati pochissimo nei concerti in Italia e all’estero. di FLAVIO FABBRI
Music In  Primavera 2010 CLASSICA
MENTE
CHOPIN La tristezza mi ha preso - perché? Nemmeno la MILAN KUNDERA E io mi sentivo a casa dentro quelle canzoni, mi senti-
musica oggi mi consola - è già notte tarda, e non ho voglia vo uscito da loro, mi sembrava che il loro mondo fosse il mio marchio origi-
di dormire; non so cosa mi manca - e ho già più di 20 anni. nario, il mio mondo che io avevo tradito ma che tanto più era il mio mondo

VODKACHOPIN di FLAVIO
FABBRI KUNDERA ROMANZO-PARTITURA
...mi sentii sprofondare col cla-
rinetto alle labbra, sprofondare
giù nel profondo degli anni, nel
profondo dei secoli, in una
profondità sterminata e mi dicevo
con stupore che il mio unico
mondo era proprio quello sprofon-
dare, quella caduta indagatrice e
avida, e mi abbandonavo a essa,
provando una dolce vertigine

di Rita Barbaresi

M
ilan Kundera, autore de L’insostenibile leg- brica, abbandona questa narcisistica persuasio-
gerezza dell’essere, scrive nel 1986 L’arte ne ascoltando il quartetto opera 131 di
del romanzo, un saggio in 7 parti. Nella II e Beethoven: 7 movimenti (lento, adagio, allegro,
nella IV lo scrittore boemo conversa con fuga, veloce, ecc) all’interno dei quali varia la
Christian Salmon - scrittore e intellettuale fran- durata (breve, brevissimo, lungo). Una grande
cese, cofondatore del Parlamento Internazionale lezione dalla musica da riproporre nell’architet-
degli scrittori - e con nitidezza e semplicità spie- tura dei suoi romanzi.
ga cos’è il romanzo. In via preliminare definisce L’alternanza ritmica e quella temporale dei
i romanzieri come coloro che «disegnano la movimenti sono la genesi dei «contrasti emozio-
carta dell’esistenza. Il romanzo non indaga la nali». Nella musica classica l’adagio è il dolore,
realtà, ma l’esistenza. E l’esistenza non è ciò la riflessione, l’intimismo; il veloce e l’allegro
che è avvenuto», bensì «il campo delle possibi- sono la gioia, l’evasione, il brusco ritorno alla
Ha saputo far convergere nella sua musica elementi di derivazione classica, come lità umane», di tutto quello che l’uomo può realtà. Nella scrittura una descrizione puntuale
l’equilibrio tra le parti, l’estrema precisione della scrittura, la perfezione stilistica. divenire, ciò di cui è capace. equivale a un adagio, mentre un colloquio serra-
Influenzato da alcuni compositori preromantici allora molto noti - Johann Nepomuk È l’esistenza il presupposto per comprendere to è la fuga, un andante veloce. L’architettura dei
Hummel, John Field e Maria Szymanowska - ne apprese l’inclinazione all’inquietu- appieno il parallelismo tra scrittura e partitura, romanzi di Milan Kundera altro non è quindi
termine inteso come mezzo di rappresentazione che la trasposizione di una partitura. E anche nei
dine e al pessimismo e, sul piano strettamente musicale, la tendenza ad ampliare le scritta della musica, che Kundera esplora assie- «tempi» Kundera trova affinità tra spartito e
possibilità della modulazione. Chopin è riuscito a trasformare lo studio per pia- me a Salmon nella quarta parte del saggio, romanzo, quando spiega a Salmon che «ciascu-
noforte da genere didattico a vera e propria composizione artistica, metabolizzan- Dialogo sull’arte della composizione. Milan na parte ha una sua lunghezza. Una parte è un
done la struttura e dedicando ogni studio ad una particolare tecnica pianistica. Kundera, attratto più dalla musica che dalla movimento. I capitoli sono battute».
scrittura almeno fino ai 25 anni, compone da Nella VI parte del saggio Sessantacinque
giovane una sonata per 4 strumenti - pianoforte, parole - dizionario delle parole chiave delle sue
ono due anni che l’intera Polonia attende Sepoltura in realtà inconsueta, visto che il suo batteria, clarinetto e viola - suddivisa in 7 parti opere - Kundera rende il definitivo omaggio alla
S il momento di festeggiare l’amato musici-
sta e da tutto il mondo si moltiplicano i
messaggi di affetto e le occasioni celebrative
cuore venne successivamente portato a
Varsavia, nella Chiesa di Santa Croce.
Durante le celebrazioni si esibiranno in suo
eterogenee nel genere (jazz, valzer, fuga, cora-
le) e nella durata, ma funzionali all’unità e alla
comprensione dell’opera.
musica. Alla lettera L definisce il sostantivo lita-
nia: «Ripetizione. Principio della composizione
musicale. Litania: parola diventata musica.
per ricordare Fryderyk Franciszek Chopin nel onore, lungo tutto l’anno, i più grandi pianisti Kundera, convinto che la struttura delle sue Vorrei che il romanzo, nei suoi brani riflessivi, si
bicentenario della sua nascita, (1 marzo 1810-1 del mondo. Ovviamente il suo paese natale, opere in 7 parti sia una propria ossessione alge- trasformasse qualche volta in canto».
marzo 2010). Durante la seduta del 9 maggio Zelazowa Wola, nonché Varsavia e Cracovia
del 2008 il Parlamento polacco dichiarò uffi- saranno i centri pulsanti di tale febbricitante atti-
cialmente il 2010 l’anno di Chopin, istituendo vità, per gli appuntamenti con la Filarmonica www.bibliotechediroma.it
un Comitato per le celebrazioni e un lungo pro- Nazionale Polacca, il seguitissimo Concorso
gramma di eventi che avrebbero segnato il cam- Pianistico Internazionale Fryderyk Chopin (2-
mino di avvicinamento all’anniversario della 23 ottobre 2010), le serate offerte dal Museo
nascita del poeta del pianoforte. Fryderyk Chopin nel Palazzo Ostrogski. Da non
Ma chi era Fryderyk Franciszek Chopin? Fin perdere poi l’edizione speciale del Festival Folle
da bambino amò il piano, soave ma impegnati- Journée de Nantes (10-13 giugno 2010), 1500
vo strumento musicale, debuttando come piani- concerti dedicati a Chopin e ai suoi amici, per
sta a 7 anni, aspettando i 17 per frequentare i una incredibile serie di esecuzioni senza solu-
concerti di Niccolò Paganini, assistere alle zione di continuità effettuate in diverse città del
opere del Don Giovanni di Mozart e del mondo tra cui Bilbao, Tokyo, Rio de Janeiro.
Barbiere di Siviglia di Rossini. Ebbe nel tempo Ultima tappa del giro del mondo sul pianoforte
come amici Franz Liszt, Vincenzo Bellini, sarà Varsavia, nel Teatro dell’Opera e nella
Hector Berlioz e Honoré de Balzac. Girò per grande piazza antistante.
tutti i teatri d’Europa e la sua fama nel tempo La VI edizione del Festival Internazionale di
non ha avuto confini geografici. Chopin è oggi Musica «Chopin e la sua Europa» si terrà a
considerato universalmente il cantore dei tasti Varsavia e durerà tutto il mese di agosto: 50
in bianco e nero, tra i rappresentanti principali eventi musicali e la partecipazione di oltre mille
del Romanticismo europeo. musicisti, una lunga teoria di momenti e vere e
Ha saputo far convergere nella sua musica proprie maratone musicali per deliziarci con la
elementi di derivazione classica, come poetica di Chopin, tra mazurche, preludi, nottur-
l’equilibrio tra le parti, l’estrema precisione ni, valzer, polacche, ballate, sonate e improvvi-
della scrittura, la perfezione stilistica. si, suo repertorio vastissimo, assolutamente
Influenzato da alcuni compositori preromantici dedicato al piano. Dalle intime rievocazioni
allora molto noti, come Johann Nepomuk della tradizione polacca alle composizioni più di Livia Zanichelli
Hummel, John Field e Maria Szymanowska, ne strutturate in cui l’artista rielabora le sue idee e
apprese l’inclinazione all’inquietudine e al pes- le sue emozioni, fatte di ritmi, incisi melodici e Un cd di Mozart per 30 minuti al giorno leva il medico di torno, la circolazione e il
simismo e, sul piano strettamente musicale, la tanta, tanta poesia. cuore traggono forte benessere dall’ascolto di brani in cui parti più lente si alternano
tendenza ad ampliare le possibilità della modu- La moda è svuotare costose bottiglie di
lazione. In alcune delle sue composizioni Vodka Chopin anche in Italia, a partire dall’esi- ad altre più veloci e, soprattutto, la Sonata K448 aumenta le capacità cognitive dei topi
Chopin è riuscito a trasformare lo studio per bizione del giovane Rafal Blechacz, vincitore

C
pianoforte da genere essenzialmente didattico a dell’ultimo Concorso pianistico internazionale hi non ha mai sentito parlare del cosid- Meza, la cui ricerca ha portato alla luce
vera e propria composizione artistica, metabo- «Frydryck Chopin» di Varsavia, o nei più cele- detto «effetto Mozart?» Quella contro- l’aumento delle capacità cognitive di un gruppo
lizzandone la struttura e dedicando ogni studio bri teatri di Milano, Genova, Venezia, Firenze, versa teoria, elaborata nel 1993, secondo di topolini sottoposti all’ascolto intensivo della
ad una particolare tecnica pianistica. Spoleto, Barletta, Palermo etc. Per l’etichetta cui ascoltare la musica del genio di Salisburgo Sonata K448. Tutto questo aprirebbe l’entu-
In tutti i suoi lavori si trova qualcosa dell’a- Brillant Classic uscirà entro la fine del 2010 un aumenterebbe l’efficacia di alcune capacità siasmante prospettiva di un futuro uso terapeuti-
mata Polonia, terra che poi lasciò per seguire la cd con le opere del giovane Chopin, registrate cognitive. Uno studio aspramente contestato a co della musica di Mozart, in particolare nel ral-
scrittrice George Sand (in realtà uno pseudoni- su un fortepiano originale viennese del 1826. suo tempo e di cui si torna a parlare e bene: c’è lentamento dei sintomi di disturbi neurodegene-
mo, il suo vero nome era Amantine Aurore Alla promozione di molte delle iniziative ha ancora chi crede nelle qualità curative della rativi come Alzheimer e Parkinson.
Lucile Dupin), donna di temperamento, etichet- collaborato un comitato d’onore eccezionale, musica mozartiana e che studia, con successo, Uno studio italiano ha inoltre dimostrato
tata dai benpensanti dell’epoca anticonformista di cui fanno parte nomi di spicco del mondo i suoi effetti benefici sulla salute e sul cervel- che l’ascolto di brani classici come la Nona di
e libertina, se non femminista e socialista. Un della cultura in Polonia e in Italia, da Bernardo lo umano. E non solo. Ludwig van Beethoven, la cantata BWV 169
appassionato e tormentato amore che lo condus- Bertolucci ad Andrzej Waida, da Andrea Il dottor Ronit Lubetzky, del Tel Aviv di Johann Sebastian Bach, soprattutto del Va’
se a Mojorca, per poi finire a Parigi, città dove Camilleri alla poetessa Wislawa Szymborska, Sourasky Medical Center, ha condotto una ricer- pensiero dal Nabucco e del Libiam nei lieti
morì il 17 ottobre del 1849 e dove tutt’ora ripo- premio Nobel 1996, da Claudia Cardinale a ca sperimentale su 20 bambini nati prematuri e calici dalla Traviata di Giuseppe Verdi, influi-
sa, nel cimitero museale di Pére Lachaise. Umberto Eco. con un peso inferiore alla media, sottoposti scono sulla velocità del battito cardiaco e della
all’ascolto di un cd di Wolfgang Amadeus respirazione. L’affascinante ipotesi è che la
Mozart per 30 minuti al giorno. La musica del- circolazione e il cuore traggano forte benesse-
l’artista austriaco avrebbe provocato un rallenta- re dall’ascolto di brani in cui parti più lente si
mento del metabolismo dei neonati, con un con- alternano ad altre più veloci. Una scoperta,
seguente aumento di peso in misura maggiore questa, grazie alla quale la musica, in partico-
del normale. Tra gli strenui sostenitori dell’ef- lare la lirica, potrà entrare a pieno titolo nel-
fetto Mozart c’è anche il Mind Institute di Costa l’ambito della medicina riabilitativa.
BEYOND
&further
Music In  Primavera 2010

GIULIANO LOMBARDO Boris Vian direbbe di lui: «Avrebbe un becco sottile/Come si CHORANDO À TOA A
a cura di ROMINA CIUFFA addice ai passerotti/Due bottoni brillanti agli occhi/Un piccolo ventre rotondo/Lo terrei nella Rio De Janeiro nella favela
mia mano/Ed il suo cuore batterebbe veloce/Tutt’intorno la fine del mondo/In 212 episodi» di Rocinha ci sono ami

 CONTINUA DALLA PRIMA PAGINA

LAMINADELCOMPASSO
Insistono
su di lui
il Dna,
l’ambiente,

GIULIANO LOMBARDO
e un silenzio
corposo e puro
come paterno
eventualismo

«C
ome sai la mia formazione non è acca- struttura ordinante e realtà contingente. Mi inte- è cresciuto, più o
demica, ma si è svolta e continua a svol- ressa l’interazione tra la regola e il caso, il valo- meno al 50%.
gersi secondo un percorso personale. re inedito della contingenza, dell’errore, della a cura di «Disegnavo in
Quando dico che sono autodidatta non intendo finitezza. In questo si vede, credo, la forma men- ROMINA CIUFFA braccio a mia
certo sostenere di non aver avuto dei maestri, ma tis propria del jazz, come estetica dell’immedia- madre che anco-
di non aver seguito un iter formativo predefinito. tezza». ra non avevo ini-
Per quel che riguarda la musica, un ruolo Lui cita il jazz e a me torna in mente il suo nella sua musica e nelle sue esposizioni, che ziato a dire le prime parole, e a quanto mi dico-
importante nella mia formazione è stato svolto motivetto. Lo aveva scritto con una tastiera elet- mette in quella calma che gli è propria, l’essere no ho cominciato a parlare molto presto... Le
da Mauro Bortolotti e Larry Polansky che mi trica e sintetizzato al computer, ma questo dieci superiore al pratico, eppur l’esser pragmatico. prime immagini che ricordo sono di mio padre
hanno aiutato ad ampliare la mia visione, ini- anni fa, quando non tutti s’improvvisavano foni- «Ora sono impegnato in diversi progetti, la con i suoi quadri giganteschi, di mia madre che
zialmente molto legata all’idioma jazzistico». ci. Giuliano Lombardo era di quelli che proietta- mostra di una mia installazione, il Disoflex - cantava e degli studi delle sue amiche pittrici.
Inizia così Giuliano Lombardo a raccontarmi di vano al Rialto, il centro sociale del ghetto ebrai- Dispositivo di Sorveglianza Flessibile, che si L’unica cosa che li accomunava era l’arte».
sé. Anche se in realtà so già tutto, non mi stanco co, prima ancora che il Rialto divenisse un circo- unisce a un dj-set». Quest’opera invade lo spazio Di arte contemporanea, di psicologia dell’arte
mai di starlo ad ascoltare. Perché è un eventuali- lo da viveurs. «Opero in varie direzioni usando attraverso un sistema simile a quelli della video- e d’estetica s’è informato frequentando i semi-
sta. Mai attributo fu tanto galeotto: figlio d’arte - media diversi, non ho mai avuto l’attaccamento, sorveglianza, innescando un rapporto tra essa, la nari e le conferenze del centro studi Jartrakor e
il padre, Sergio Lombardo, artista e professore di che molti hanno, ad uno strumento, una tecnica struttura architettonica in cui è inserita («site spe- qualche lezione alla Sapienza. Ciò che sa di
Psicologia della Percezione e di Psicologia o ad una materia in particolare. La mia intenzio- cific») e lo spettatore, sensazione costante del fotografia l’ha appreso lavorando come assi-
dell’Arte è esattamente il fondatore del movi- ne è sempre quella di operare con la realtà, di sapere d’esser sotto controllo, sentirsi spiati. stente per alcuni fotografi. «Ma principalmente
mento dell’Eventualismo, che Giuliano sostiene intervenire direttamente sul mondo. Per questo E ancora: «Ho appena finito il lavoro di mi sono formato leggendo, sperimentando e
- nella Galleria Jartrakor ha esposto e partecipa mi interessa l’arte come messa in opera di dispo- sonorizzazione dello spettacolo La notte poco lavorando in solitudine. Così per la musica: a
alle attività artistiche connesse. sitivi approntati per ottenere risultati inediti». prima della foresta andato in scena al Piccolo parte gli incontri importanti con Mauro
Lo accompagnavo a sedersi in mezzo alle E l’arte, è tanto diversa oggi dall’arte di ieri? Eliseo e un lavoro performativo progettato a 4 Bortolotti e Larry Polansky, ho imparato
strade di Manhattan, che secondo un suo dise- «Una forma moderna di alchimia, tesa sempre mani da me ed Elena Sbardella. Più altre cose soprattutto dai dischi, dai concerti e dai libri».
gno aveva puntato con un compasso sulla carti- alla sublimazione, da un evento contingente, ancora non pienamente definite». E mentre nei miei timpani risuona, come fa da
na della City. Dove finiva la punta del compas- insignificante, privato, parziale, ad una forma Direi che il caso qui prevale sulla regola. E la anni, quella piccola grande operetta jazz, che
so, finivamo noi. In mezzo alla 1st Ave o in bili- che si possa estendere il più possibile aldilà regola sul caso mentre dice: «Ho affiancato alla Boris Vian avrebbe amato mentre il suo macel-
co su un fiume, poco importava: questa era la della vita privata, delle intenzioni, delle idee del- mia ricerca artistica l’insegnamento: Teoria laio squartava cadaveri, avverto l’esistenza di un
sfida. E infatti mi dice: «Il mio interesse è preva- l’autore, ramificandosi ed estendendosi nella della percezione nell’Accademia di Sassari». punto che, fissando un compasso tanto da far san-
lentemente orientato sull’incontro-scontro tra vita del pubblico». C’è tutta quella filosofia, Insistono su di lui il Dna e l’ambiente in cui guinare la mappa, è sfuggito per sempre.

TARANT O L E ’
R CINHA Divenire premi Nobel
devolvendo il 5 per mille
alla Health-Aid e al Ghana
attraverso il microcredito
di un banchiere dei poveri,
Mohammed Yunus; e poi balli,
libertà, medicinali, musica,
di Sabrina pizzica e passaparola
Simonetti
di Alessandra Atripaldi

C
reato all’inizio del 2004 il gruppo brasi-
liano Chorando à Toa unisce cinque
giovani musicisti uscenti dalla Scuola
d opo la serata con i Sagen nella suggestiva
cornice dell’ex Mattatoio (v. Music In,
Estate 2009 > Beyond) e quella sotto la
luna del litorale di Pescara, continua il ciclo di
prestiti. Anziché limitarsi a fruire passivamente
delle donazioni, esse diventano promotrici del
proprio futuro generando sviluppo per se stesse
e per gli altri membri della comunità.
di Musica di Rocinha, favela di Rio de concerti organizzato dalla onlus Health-Aid a Ciò accade in Ghana, a Soboba. Ma a Roma
Janeiro: Carla Mariana, Carlos Mendes, sostegno delle donne Kokombas di Soboba, nel il mezzo scelto quest’anno dalla onlus è stato
Diego Domingos, Paulo Victor e Renato Ghana. Questa volta l’evento ha finanziato un quello di balli mediorientali e performance tri-
Alves hanno iniziato anche grazie agli inse- Toa hanno percorso un sentiero ben diver- innovativo progetto di «microcredito», idea per bali, preludio alla più nostrana «pizzica» inter-
gnamenti di choros del maestro Alexandre sificato all’interno del Paese e nella favela la quale Mohammed Yunus, originario del pretata dalle Tarantole di Ilaria Viola, Sandro
Luiz e la loro esperienza sul palco è comin- di Rocinha, dove hanno mantenuto Bangladesh, ha ottenuto il Premio Nobel per Pasquali, Marcello Marpi Piccioni, Lino Linao
ciata, come quella di molti, all’interno della l’integrazione con i movimenti culturali, e l’economia e meritato il soprannome di «ban- Frija e Daniele Borsato. Il ritmo frenetico delle
scuola attraverso una serie di concerti, feste hanno portato avanti campagne per la chiere dei poveri»: la sua banca dei poveri con- percussioni africane, i movimenti sinuosi delle
ed eventi. In poco tempo il curriculum dei salute ed eventi finalizzati a diversi scopi. sente, a chi vive in condizioni di povertà ed ballerine orientali ed il rito liberatorio del taran-
giovani cariocas ha fatto un balzo avanti, e Fin dal loro primo concerto, tenutosi nel emarginazione, di avere accesso a piccoli pre- tismo: la terapia delle tradizioni popolari contro
li ha condotti per gli spazi culturali di Rio e 2004, il gruppo ha mantenuto una regola- stiti per intraprendere un’attività produttiva. le ossessioni e le paure ancestrali dell’uomo, il
dei comuni limitrofi prima, nel circuito pro- rità invidiabile che ha contribuito notevol- L’iniziativa favorisce la lotta all’usura, schia- potere taumaturgico della musica e della danza
fessionale poi, con un repertorio di choros mente alla qualità del loro lavoro di oggi. vitù delle schiavitù, particolarmente diffusa in contro il male della povertà.
unito agli approfondimenti di samba in Descontraído è il prodotto di un’espe- Paesi in cui l’accesso al credito in forma istitu- Chi non balla, potrà comunque entrare in
linea con il più tradizionale trend musicale rienza da favela (non poco) e di una media zionale è negato; inoltre sostiene l’eman- ballo, sostenendo la Health-Aid anche semplice-
carioca degli ultimi anni. di 5 spettacoli al mese nel 2008. In una visio- cipazione delle donne che, in ragione della loro mente devolvendo il 5 per mille (www.health-
Tanto che, a settembre del 2009, il gruppo ne moderna, seguendo la tendenza del affidabilità e stabilità come fulcro della fami- aid.org). Che, considerando che si tratta di un
è giunto sino in Germania, dove ha tenuto movimento dei choros carioca, il genere glia, sono le principali destinatarie dei piccoli credito «micro», non è poco.
ben 28 concerti in varie città; a novembre gli MPB (Musica Popular Brasileira) è da que-
Chorando à Toa hanno pubblicato il primo sti ragazzi rappresentato nella sua forma
cd, Descontraído, che racchiude un reperto- più tradizionale ma fuso con altri ritmi
rio di 13 composizioni inedite o poco cono- popolari, che fa loro guadagnare nuovi
sciute di autori ancora in piena attività arti- suoni. La partecipazione di ospiti nell’al-
stica; unica eccezione il vecchio perfezioni- bum introduce una dinamica vivace.
sta Jacob do Bandolim, classe 1918, scom- Ma restano la tristeza, la felicidade, la
parso nel 1969, soprannominato «Mandolin saudade, il choro, che è il pianto.
Jacob» e noto per le sue Noites Cariocas, il Nell’MPB non compaiono la rabbia del
suo Doce de Coco, e una jazz-aggressive blues, la ribellione del rock, il romanticismo
Assanhado, reminiscenza del bepop. Oltre a occidentale. Annoia? Duole? Eppure per
tale azzardo, il disco di questi emergenti questi musicisti tristezza e nostalgia hanno
raccoglie composizioni di Ricardo Calafate, pari dignità della felicità: per un grande
Célia Vaz, Fernando Leporace, Kim Ribeiro Antonio Carlos Jobim esse condividono la
e Luciana Requião tra gli altri, fino a brani medesima bellezza. E la terra (di marzo) è
originali degli stessi Mendes e Victor, mem- legno, è pietra, è la fine della strada, è un
bri del gruppo. Ad essi si uniscono i musi- resto di tronco, è qualcuno po’ solo, un
cisti Paulo Moura, Rodrigo Belchior e pezzo di vetro, la vita, il sole, la notte, la
Murilo O’Reilly. morte, un laccio, ed è l’amo. A cui abbocchia-
In soli 5 anni di attività gli Chorando à mo appena ascoltiamo un berimbau.
Music In  Primavera 2010

MAXXI Intervista a Roberto Grossi Il presidente di Federculture lo dice senza esitazione: il nostro Bel Paese sino ad oggi ha pre-
TRAINING
stato attenzione e valorizzato solo ciò che è legato al passato, come se bastasse ad arricchire il territorio. Ma questo progetto, che è
una sfida, è apertura al contemporaneo: e non a caso MAXXI è l’acronimo di Museo Nazionale delle Arti (plurale) del XXI secolo a cura di ROMINA CIUFFA

 CONTINUA DALLA PRIMA PAGINA a cura di ROSSELLA GAUDENZI

FUTURIBILEMAXXI
a le potenzialità per dare uno scossone all’economia e le carte in regola per inve-

H stire sulle nuove generazioni. Si proietta sul futuro con le radici di una quercia
nel passato. Investe nel tempo, nella musica e nella danza, come tutti i Musei
internazionali fanno da decenni, senza restare vincolati alle sole rovine di pietra

al design, alla musica, ad ogni altra espressione. Arti: il concet-


Zaha Hadid,
architetto iracheno
ideatore del MAXXI

mondo, ed è importante a questo punto un confronto con


aha Hadid è il MAXXI. È di questa irachena la struttura del

Z nuovo museo a Roma, è suo il convincente e complesso


progetto dalle linee decise ed innovative. Ed è lei ad aver
vinto il concorso pubblico internazionale bandito dalla
Soprintendenza Speciale alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna
su incarico del Ministero per i Beni Culturali nel 1998.
to si amplifica, abbraccia anche la musica. La pre-inaugurazio-
ne del MAXXI, apertura straordinaria del museo risalente al 14
e 15 novembre 2009, è stata pensata animata da un connubio di
danza e musica; esaltazione degli spazi vuoti accanto a forme
sinuose; armonia tra spazio, tempo, musica e danza; fusione.
l’Auditorium Parco della Musica che ha accolto due milioni di
visitatori dalla nascita ad oggi, strettamente legato al MAXXI: si
potrà parlare di due poli, due centri di produzione, per un reale
nuovo rilancio.
In un contesto così innovativo, quale pensa che sarà la sorte
L’aderenza al tessuto urbano in cui si erge, le pareti curvilinee, il Fondamentale sarà mantenere questo principio della pluralità, di strutture volute dal Dipartimento di Cultura del Comune
variare e l’intrecciarsi delle quote, la molteplicità degli ambienti affiancato da attività didattiche, formative, cinema, musica ed di Roma quali la Casa del Jazz, la Casa delle Letterature, la
immersi in «gallerie» illuminate da luce naturale hanno avuto la altro. In secondo luogo l’intento dichiarato è quello di avvicina- Casa del Cinema, dei Teatri, e le altre?
meglio tra 273 candidati. Con una duplice funzione: quella di ospi- re all’arte contemporanea un pubblico sempre più ampio. Il Questi luoghi di cultura hanno ormai diversi anni di vita e
tare il primo Museo di Architettura in Italia, il MAXXI MoMa (Museum of Modern Art di New York) attira ogni anno 4 sono nati con finalità diverse rispetto a quelle del MAXXI. Si
Architettura, volto sia a dare spazio alla storicizzazione dell’archi- milioni di visitatori contro il milione e mezzo di Palazzo Vecchio sono fino ad oggi ben inserite nel panorama cittadino e le aspet-
tettura del XX secolo che all’arte contemporanea; parallelamente, a Firenze. Un’affluenza massiccia presentano anche i musei di tative non sono state disattese; devono continuare a portare
a creare nuova arte contemporanea nel MAXXI Arte, e darle spa- arte moderna e contemporanea di Parigi (Centre Pompidou), avanti i propri programmi specifici come è stato fino ad oggi,
zio - conferenze, documentari, presentazioni di cicli cinematogra- Londra (Tate Modern) e nuovamente New York (Metropolitan), in convivendo con una diversa realtà quale è quella del MAXXI.
fici o video, visite guidate, concerti, spettacoli di danza. cui le grandi strutture si legano sempre allo sviluppo delle città. Tornando al rilancio per la città di Roma e per l’arte nel
Roberto Grossi, presidente di Federculture e consigliere Il MAXXI è dunque pensato per la città di Roma? nostro Paese, se ne può parlare dal punto di vista economico?
d’amministrazione della Fondazione MAXXI, lo dice senza esita- È indissolubilmente legato a Roma. Il progetto ha 15 anni: nel Ci sono le potenzialità per dare uno scossone all’economia. Ci
zione: il nostro Bel Paese sino ad oggi ha mostrato di prestare 1997 Francesco Rutelli era sindaco della città e Walter Veltroni sono le carte in regola per investire sulle nuove generazioni. Per
attenzione e di valorizzare solo ciò che è legato al passato, come assessore ai Beni Culturali. Il MAXXI è il museo del mondo, il nostro Paese un rilancio economico legato all’arte di ampia
se bastasse ad arricchire il territorio. Con questo progetto, risalen- della ricerca, della sperimentazione, della video-arte, alla musi- portata rappresenterebbe indubbiamente un unicum. Abbiamo la
te al 1997 e legato al Padiglione Macro e al Padiglione La Pelanda, ca d’avanguardia, giustamente inserita in questa nuova missio- responsabilità di essere sotto i riflettori a livello internazionale,
Roma e l’Italia si aprono al contemporaneo; non a caso MAXXI è ne di collocazione della struttura a livello internazionale. La le aspettative mondiali sono straordinarie, il MAXXI dovrà esse-
l’acronimo di Museo nazionale delle Arti - rigorosamente al plura- sfida è dunque estremamente ambiziosa. Abbiamo a che fare con re una calamita di idee, una ventata di novità.
le - del XXI secolo per interpretare il nuovo spirito dei tempi. un’opera molto complessa e la gestione delle attività è legata ad
Quali le linee guida, i criteri adottati nell’ideazione e rea- una fondazione privata, la Fondazione MAXXI, il cui unico pro- «L’ARTISTA DEVE AMARE LA VITA
lizzazione del MAXXI? prietario è al momento il Ministero per i Beni e le Attività E MOSTRARCI CHE È BELLA. SENZA DI LUI
Due. Innanzitutto l’interdisciplinarità. «Contemporaneo» Culturali. Effettivamente ambiziosa la scommessa di fondo, quel- NON NE SAREMMO TANTO SICURI.» (ANATOLE FRANCE)
identifica un insieme di espressioni artistiche: dall’architettura la di creare a Roma il più grande distretto culturale esistente nel

Periodico
per chitarristi
dal 1995
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SPECIALE
Dolce Vita Music In  Primavera 2010

IL FILM A Victor Ciuffa si ispirò


VICTOR CIUFFA La dolce vita minuto per minuto Il servizio Federico Fellini per il personaggio COL SENNO DI POI
aa cura
cura di
di ROMINA CIUFFA
FLAVIO FABBRI
di MUSIC IN VIDEO su www.youtube.com/musicinchannel di Marcello (Rubini) Mastroianni Oggi un’agro-dolce vita

 CONTINUA DALLA PRIMA PAGINA di VICTOR CIUFFA

DOLCE LA VITA OGNI MINUTO dalla genuinità, semplicità e realtà del neorealismo
all’illusione di una grandeur non più basata sulla creati-
vità, la fantasia, il genio, ma sull’autoreferenzialità, la
presunzione, l’arroganza di un divismo vuoto, caserec-
Videoreportage cio, fasullo. Bravissimi nel copiare, smitizzare e ridico-
lizzare i grandi filoni cinematografici americani - spa-
ghetti-western, colossal di cartapesta, versioni alla
www.youtube.com/musicinchannel Franchi e Ingrassia -, i «divi» nostrani si erano ormai
convinti di essere proprio tali. Non era più il mio mondo.
Il trio di brillanti autori di varietà radiofonico forma-
ei rari ritagli di tempo frequentavo to da Mario Bernardini, Massimo Ventriglia e Rosalba

(...) N l’ambiente artistico romano traendone


spunti per articoli. Organizzai
un’agenzia di stampa che settimanalmente
Oletta mi chiese di aprire un cab, come fecero poco
dopo Maurizio Costanzo e Pier Francesco Pingitore.
Non accettai perché sono stato sempre contrario al pro-
diramava ai giornali di provincia reportage tagonismo, all’esibizionismo e all’escursionismo in
vari; i più pubblicati erano quelli sul campi altrui. Ho sempre ritenuto che un giornalista, se
mondo artistico e cinematografico. Maurizio Costanzo, è veramente tale, non deve mai salire sul palcoscenico,
agli esordi, me ne fornì uno, per pubblicizzare una sua deve restare assolutamente e rigorosamente in platea.
amica cantante, Lina Lancia. Grazie ai miei articoli sul Altrimenti, senza che se ne accorga, altera la propria
Momento Sera fui chiamato dalla Redazione romana del personalità, non è più in grado di essere obiettivo, di
Corriere della Sera e adibito al Corriere d’Informazione. La mia sentimentale, nessuna ragazza tollerava e reggeva il mio ritmo. osservare i fatti e la società, di descriverli ai lettori. Moltissime
aspirazione non era il giornalismo di spettacolo e mondano, ma Ad esse potevo dedicarmi dopo le 3 del mattino, ma alle 7 dove- volte nel mio lavoro ho constatato che la pubblicazione sul gior-
politico; mi sarei laureato in Giurisprudenza e in Scienze politiche, vo stare in redazione. nale della foto di una persona anche la più semplice, assennata,
al Corriere d’Informazione nel 1957 subentrai nel «pastone» poli- Nell’inverno 1957-1958 Fellini cominciò a frequentare la sera normale, è sufficiente per modificarne il carattere: figuriamoci la
tico all’anziano Virginio Enrico, ma il redattore capo di Milano, Via Veneto; veniva a indagare sulla mia attività, a farsi racconta- notorietà che crea l’apparizione in tv.
Gaetano Afeltra, era più interessato al settore cinematografico- re fatti e retroscena sulla mie esperienze. Ero molto amico anche Concludo sulle possibilità esistenti oggi per tanti giovani effet-
mondano che faceva vendere il giornale. (...) Puntava soprattutto di Ennio Flaiano anch’egli autore del soggetto del film, di Ercole tivamente amanti del vero giornalismo e preparati per farlo.
sul «giornalismo di attualità» da me realizzato: non come certe Patti, di Vincenzino Talarico, che frequentavano lo squallido, tri- Possibilità, per meglio dire, inesistenti, se continuerà l’appro-
attuali insulse cronache mondane da Alice nel Paese delle meravi- ste e semideserto Caffè Rosati di Via Veneto, non certo per par- priazione dei mezzi di comunicazione - stampa, radiotv e presto
glie, ma come sottile, quasi impercettibile satira di costume. tecipare alla dolce vita. Nel gennaio 1960 chiesi a Fellini una internet - da parte di partiti e di grandi gruppi finanziari, bancari,
Dal 1954 correvo in lungo e in largo nella vita pubblica e pri- visione privata del film che aveva terminato, nella saletta della industriali. E se continuerà quindi la scomparsa di editori veri,
vata degli italiani, presente in ogni avvenimento di cronaca: Cineriz, in Viale Castrense. Vi condussi Afeltra, il conte Carlo puri. La maggior parte dei «grandi» giornalisti di oggi sono diven-
bianca, nera, giudiziaria, politica, mondana. Avevo una capacità Guarienti, la contessa Guia Calvi di Bergolo, Bubi e Cia Sanjust. tati tali non tanto per meriti personali, quanto per tessere di parti-
di resistenza eccezionale, dormivo talvolta 3 ore a notte, spesso Quando compresi che la mia identificazione con il protagonista to, stretti legami con politici, iscrizione a logge segrete, asservi-
mi fermavo per un sonno pesantissimo di 5 minuti; fumavo 50 interpretato da Marcello Mastroianni avrebbe compromesso le mento ai grandi gruppi economici, industriali, sindacali.
sigarette al giorno - a Mosca perfino le schifose papiroski sovie- mie aspirazioni di giornalista politico, decisi di non firmare più I seri, i bravi, i preparati allora non hanno un futuro? Altroché.
tiche -, bevevo una decina di caffè, saltavo i pasti, ero inseguito quegli articoli che Afeltra continuava ad esigere; e adottai la firma Proprio di loro oggi ha bisogno questa società. Che non è diver-
da colleghi e fotografi che mi chiedevano notizie per i loro gior- redazionale «Ugo Naldi» che aveva usato, nella sua breve perma- sa né migliore di quella degli anni 50. È disastrata come quella
nali e servizi. Fuori dell’orario di lavoro redazionale partecipavo nenza al Corriere d’Informazione, Arrigo Levi. I mei timori non uscita dalla guerra, per la quale la dolce vita costituì non un
ad avvenimenti e raccoglievo notizie dalle 17 alle 4 del mattino: erano infondati. Afeltra lasciò il Corriere nell’ottobre del 1961 ma modello da imitare nelle dissipatezze descritte da un cronista ed
vernissage di mostre, prime cinematografiche e teatrali, concer- i suoi successori continuarono a chiedermi articoli e notizie rela- esasperate da un regista, ma la rappresentazione di un mondo da
ti, ristoranti alla moda, locali notturni, primi giri di manovella, tive al mondo mondano e in particolare cinematografico. (...) criticare, condannare ed evitare. E proprio questo determinò il
visite ai set, conferenze stampa, interviste, arrivi e partenze di (...) L’esasperata interpretazione e rappresentazione data da successo che le mie cronache sul Corriere d’Informazione ebbe-
celebrità, premiazioni, festival, feste pubbliche e private, eventi Fellini di quel mondo visto attraverso l’attività di un cronista ro presso la società milanese, lombarda e in genere settentriona-
vari. Per essere libero nei miei movimenti improvvisi, imprevi- intraprendente e impegnato come ero io, mi condizionò notevol- le, laboriosa, onesta, impegnata, rispetto a un certo mondo roma-
sti, rapidissimi, frequentavo i locali notturni da solo o accompa- mente spingendomi a troncare al più presto i rapporti e le frequen- no da me descritto, vago, inaffidabile, improduttivo, pressapo-
gnato da un mio collaboratore; mai una serata galante, intima, tazioni con il mondo del cinema italiano, passato in un decennio chista, superficiale, se non peggio.

TUTTA LA VERITÀ
SU UN FENOMENO FALSATO COL SENNO DI POI di ROMINA CIUFFA
edatto in forma di cronaca e di

R reportage quotidiano attraverso


la descrizione minuto per minuto,
notte per notte, di una serie di avvenimen-
D olce. L’aggettivo riporta al sistema sen-
soriale e alle strutture della sensibilità
gustativa, le papille. La preferenza verso
il dolce è innata, soddisfatta sin dalla nascita
ti cui l’autore ha partecipato e personag- con l’assunzione del latte materno. Sembrerà
gi che ha conosciuto. strano, ma i recettori del dolce sono molto simi-
li a quelli dell’amaro in quanto entrambi associa-
ti alla proteina G. Mi viene da pensare a questo:
IN LIBRERIA perché, se nell’uomo la codificazione neurale del
gusto operata sinapticamente è rimasta inte-
DAL 16 MARZO gra in questi ultimi 50 anni, l’amaro viene sem-

C EC pre più confuso con il dolce?


Meglio detto. Quella che ieri era una dolce vita,
E
CIUFFA EDITORE
tanto abilmente descritta da mio padre, trasla-
ta nel nostro millennio è un agro-dolce, un sapo-
re amaro: perché? Lo scoop è divenuto gossip, il
paparazzo un estorsore, il giornalista un blog-

q uesto racconto ha l’intento


di spiegare i profondi motivi
della nascita di un fenomeno,
di una mentalità, di un costume. Sono
moltissimi gli episodi , socostume. Sono moltissimi gli episodi e soprattutto i nomi
ger, l’attrice una velina, la cantante un’amica del
politico. La vita non è più dolce, è un misto di
sapori quando non artificiale, confusione di sina-
psi o inibizione di ricaptatori. La differenza tra i
recettori del dolce e quelli dell’amaro allora è la
stessa che c’è tra me e mio padre, tra il nuovo e
il vecchio giornalismo, tra i valori di oggi e di ieri.
che esso contiene, destinati a suscitare nostalgie negli anziani e curiosità nei giova- Un po’ come i sapori di una volta, e le mezze stagioni. La frutta, i pomodori, il sole.
ni, misti a riferimenti e a dati essenziali di carattere economico, politico, sociale e La differenza è la mucca pazza. Gli anni Cinquanta erano anni ricchi di volere, ricostru-
zione, forza, curiosità. Questo millennio ha smembrato il sapere, dissolvendolo, ha por-
sindacale, che servono per inquadrare il fenomeno in un’epoca che esercita ed tato i «poke», gli emoticon, gli scandali, i Co.co.co., ha creato giovani già vecchi, inutili,
eserciterà sempre una forte attrazione su ogni pubblico. ha chiamato tutti con un unico nome. Benjamin Button. Ha dato vita a social networks
eliminando la socialità, il contatto, senza pur tuttavia ridurre le malattie da contagio.
a dolce vita ha rappresentato per l’Italia degli anni 50-60 quello che prima La differenza fondamentale tra me e mio padre, probabilmente, è in quello che vedono

L la Belle Époque, poi gli Anni Ruggenti rappresentarono per l’Europa di fine
‘800 e inizio ‘900, un fenomeno essenzialmente di costume, che poteva fio-
rire solo in un certo contesto: quello. www.victorciuffa.com
i nostri occhi, il gusto per il bianco e nero e il color seppia, che riporta lui in un vissuto
reale, e me in un nostalgico sopra(mmai)vvissuto nel quale questo millennio tenta di
trovare appiglio, temendo che la dolce vita faccia la fine di quella descritta con tanto
ardore nei suoi leali articoli: impressa su pellicola, poi un ultimo ciak.
MUSICIN13_mari.QXP:Layout 1 13-04-2010 17:38 Pagina 9

Music In  Primavera 2010 SPECIALE


Dolce Vita
LEE KONITZ A Roma, in LOUIS ARMSTRONG Nell’anfiteatro
quell’epoca, tale genere di romano e nei vicoli di Spoleto non poté MARIA CALLAS La sua sparizione diventò un giallo. Finché scoprii che esiste-
jazz contava numerosi cultori diffondersi la musica di New Orleans va un passaggio segreto attraverso il quale la diva sdegnata si era messa in salvo

PARTERRE DI CELEBRITÀ LOUIS ARMSTRONG


PER IL PROFETA A SPOLETO,
DEL COOL JAZZ MA IN OSPEDALE
1956 1959
Konitz suonò con Franco Cerri al contrabbasso, anch’egli al debutto romano, Renato Andai ad intervistarlo. Nella stanza risuonava la sua voce roca: ancora otto giorni e il
Sellani al piano e Gilberto Cuppini alla batteria. Accoglienze festosissime del pubblico, tra 4 luglio avrebbe compiuto 59 anni. Volevano fargli un regalo: consentirgli di trascorre-
cui l’attrice Carla del Poggio, il musicista Lelio Luttazzi, il trombettista Nunzio Rotondo, re il giorno del compleanno a New Orleans. Aveva bisogno di riposo: il suo organismo
il pianista Romano Mussolini e sua moglie Maria Scicolone, sorella di Sophia Loren. risentiva della lunga tournée compiuta. La malattia l’aveva ulteriormente debilitato.

«U na delusione ebbero al Festival dei smo risentiva della lunga tournée compiuta. La

«I n quelle sere il pianista Nikita Magaloff sta Nunzio Rotondo, il pianista Romano
eseguiva musiche di Chopin nell’Aula Mussolini e, per proprio conto, sua moglie Due Mondi gli ammiratori di Louis malattia l’aveva ulteriormente debilitato. Alle
Magna dell’Università di Roma quando Maria Scicolone, sorella di Sophia Loren; sola Armstrong che, dopo Il duca d’Alba sette di mattina, quando lo intervistai, mi parlò di
le cronache musicali romane furono sconvolte da era anche la contessa Paola Mancinelli Scotti il di Donizetti, L’angelo di fuoco di Prokofiev, la Roma e degli spaghetti. Rideva, parlava, chiama-
un altro avvenimento sensazionale: l’esibizione cui fratello, Franco, aveva sposato l’attrice Elsa Messa da requiem di Giuseppe Verdi, non pote- va «padrona» l’infermiera Anna Venturini, si sol-
di Lee Konitz, il re del cool jazz, al Teatro Eliseo. Martinelli, che si faceva pertanto chiamare rono ascoltare la sua fantastica tromba. levava sui cuscini; quarantott’ore prima si parla-
A Roma, in quell’epoca, tale genere di jazz con- anche lei contessa Mancinelli Scotti. Nell’anfiteatro romano e nei vicoli di Spoleto va di coma, delirio, febbre a quaranta.
tava numerosi cultori nell’ambito del Jazz Club, La vera contessa Mancinelli Scotti, pur essen- non poté diffondersi la musica di New Orleans. Quando arrivava in ospedale Lucille, sua
ma il concerto non era riservato esclusivamente a do sempre presente ad ogni avvenimento teatrale, Armstrong era stato ricoverato nell’ospedale di moglie, la scena diventava allegra e chiassosa.
loro, perché per i revivalisti, appassionati dell’hot cinematografico, mondano e soprattutto in Via Spoleto dove trascorreva il tempo a leggere deci- La signora Armstrong indossava un abito di
jazz, era in programma anche l’esibizione di Veneto, si dichiarava acerrima nemica della pub- ne di lettere e telegrammi giuntigli da tutto il cotonina a quadretti bianchi e neri, calzava
Carlo Loffredo con la sua seconda Roman New blicità. Una di quelle sere provocò un clamoroso mondo. Ma ormai non aveva più la febbre e pre- scarpine di un rosso squillante e aveva un cap-
Orleans Jazz Band, e degli Alligatori del Tevere, incidente pretendendo dalla polizia il sequestro di sto sarebbe tornato a Roma. Andai ad intervistar- pello di paglia a larghe falde, con un’enorme
un complesso tradizionalista che aveva appena un una pellicola di un fotografo che l’aveva ritratta. lo. Nella stanza risuonava la sua voce roca: anco- margherita bianca. Vedendola accanto al «re»
anno di vita. Posti esauriti, comunque, per ascol- Un’altra sera, giunta in Via Veneto a bordo di ra otto giorni e il 4 luglio avrebbe compiuto 59 sembrava di stare a Storyville; nel vano della
tare il profeta del cool. Aprì il concerto con il soli- un’auto di grossa cilindrata e indossando un abito anni. Volevano fargli un regalo: consentirgli di finestra si stagliava, invece, il panorama di
to travolgente brio Carlo Loffredo, che fu applau- verde smeraldo con un foulard bianco tra le mani, trascorrere il giorno del compleanno a New Monteluco, della quattrocentesca rocca, delle
ditissimo non soltanto dai cultori del dixieland. scorse un fotografo e si innervosì, attirandosi Orleans. Aveva bisogno di riposo: il suo organi- rossicce linee architettoniche di Spoleto.»
Dopo di lui Paola Orlandi, in abito scarlatto, ugualmente una scarica di flash. Si curvò sulla
cantò Night and day e altri brani, accompagnata pedaliera dell’auto cercando di nascondere il
al piano da Lino Quagliero e alla batteria dal gio- volto; non riuscendovi, uscì dalla macchina
vanissimo ma già popolare Roberto Podio.
Clou della sera fu, ovviamente, l’altosax
americano che in Italia aveva fatto una fugacis-
sima apparizione nel 1953 con Stan Kenton, a
coprendosi con il foulard. I passanti si domanda-
vano: «È una concubina del re dello Yemen?».
Intanto sempre a Roma, nel Teatro Sistina
situato nell’omonima strada, la commedia
SILENZIO FITTO
Milano. La sua esibizione fu all’altezza delle
aspettative. Konitz suonò con Franco Cerri al
contrabbasso, anch’egli al debutto romano,
musicale di Pietro Garinei e Sandro Giovannini
Un trapezio per Lisistrata, rappresentata dalla
compagnia di Delia Scala, Mimmo Carotenuto,
PER I 50 ANNI
Renato Sellani al piano e Gilberto Cuppini alla
batteria. Accoglienze festosissime del pubblico,
tra il quale spiccavano l’attrice Carla del
Poggio, il musicista Lelio Luttazzi, il trombetti-
Nino Manfredi, Ave Ninchi e Paolo Panelli,
otteneva un successo superiore al previsto: gli
incassi raggiungevano una media di oltre due
milioni di lire al giorno.»
DEL CAFÈ DEL PARIS
w w w . w e s t i n . c o m
OGGI
Un fenomeno di costume destinato ad appannarsi e a scomparire proprio con Fellini.

«C redo di essere stato l’unico a ricor- aveva lavorato per anni in Francia e vi aveva
dare, nel numero di luglio 2008 del sposato Blanche, figlia di emigrati italiani. E
mensile Specchio Economico da tante notizie, approfondimenti, scoop.
me edito, l’approssimarsi del 50esimo anniver- Grazie alla mia presenza ininterrotta, quoti-
sario della nascita del Cafè de Paris, avveni- diana e notturna, per un paio di decenni in Via
mento che dette il via all’intensa stagione della Veneto, a caccia sempre di notizie per il mio

DELUDE CASTA DIVA dolce vita. In realtà una dolce vita esisteva sin
dal 1954, ma se non vi fosse stato il Cafè de
Paris non sarebbe balzata di colpo all’attenzione
del pubblico internazionale; né Federico Fellini
giornale, a mezzo secolo di distanza debbo con-
statare come quel grande fenomeno di costume,
pari a quelli della Belle Époque e degli Anni
Ruggenti, per ignoranza, esibizionismo o pro-
E FUGGE avrebbe avuto l’idea di realizzare quel film il cui
titolo è stato usato poi per indicare quel fenome-
no di costume che, grazie appunto al Cafè de
saici interessi commerciali sia oggetto oggi di
stravolgimenti continui, interpretazioni erronee,
falsificazioni reali, speculazioni plateali. (...)

MARIA CALLAS Paris, assunse dimensioni e notorietà notevol-


mente superiori a quelle registrate negli anni
precedenti. Un fenomeno di costume destinato
però ad appannarsi e a scomparire proprio quan-
Innanzitutto non è vero che prima del 1958 non
vi fosse nulla: esisteva la moda esistenzialista
proveniente dalla Francia. (...) Non è altresì
vero che la dolce vita fosse quella raccontata da
1958 do Fellini, infarcito il film di significati non del
tutto rispondenti alla realtà e di episodi scaturiti
alcuni fotografi che non riescono a ricordarla e
a descriverla in maniera diversa da una decina
dalla sua scatenata immaginazione e dal gusto di «paparazzate», cioè di animati scontri tra
Al momento di entrare in scena per l’inizio del secondo atto la Callas che fece? del paradosso del co-soggettista Ennio Flaiano , paparazzi e personaggi celebri e di macchine
Semplicemente si rifiutò di uscire. La pregarono, la supplicarono, le ricordarono che lo presentò ai pubblici cinematografici. Dal 4 e fotografiche fracassate; scontri sempre incruen-
5 febbraio 1960, giorni in cui la pellicola fu ti, perché in gran parte espressamente o tacita-
ad attenderla c’era il presidente della Repubblica. Niente da fare. E quasi due anni proiettata per la prima volta a Roma e a Milano, mente concordati per l’interesse dei primi a
dopo, intraprese un’azione giudiziaria contro il Teatro dell’Opera di Roma. la fama della dolce vita cominciò a crescere, ma vendere servizi fotografici ai rotocalchi, e dei
la dolce vita a decrescere. secondi a farsi una gratuita pubblicità; e spesso
organizzati da press agent e uffici stampa per il

«I l 1958 si aprì con un avvenimento cla- Per cui al momento di entrare in scena per Una foto in bianco e nero scattata nell’autun-
moroso, destinato ad anticipare quanto l’inizio del secondo atto la Callas che fece? no del 1958 mostra me e Federico Fellini sedu- lancio di qualche film.
sarebbe avvenuto nei mesi successivi. Semplicemente si rifiutò di uscire. La pregarono, ti al Cafè de Paris dove egli veniva quasi tutte E ancora: in gran parte inattendibili sono
La sera del 2 gennaio il bel mondo romano aveva la supplicarono, le ricordarono che ad attenderla le sere per incontrarmi e farsi raccontare gli epi- anche le descrizioni e le rievocazioni di quell’e-
riempito il Teatro dell’Opera per l’inaugurazione c’era il presidente della Repubblica. Niente da sodi verificatisi durante la giornata, e più in par- poca che periodicamente appaiono su quotidia-
della stagione lirica. In programma era la Norma fare. La Direzione dové interrompere lo spetta- ticolare durante la nottata precedente (...). ni e rotocalchi, frutto di scopiazzature di prece-
di Vincenzo Bellini, interpretata dal soprano colo spiegando che l’artista era raffreddata. La Episodi ai quali avevo assistito o che avevo per denti descrizioni e rievocazioni anch’esse di
Maria Callas. Un parterre d’eccezione, toilette spiegazione non convinse i più accaniti musico- primo scoperto nella mia frenetica ricerca di seconda mano, quindi con ulteriore allontana-
smaglianti, abiti firmati dai migliori stilisti del- fili romani che aspettarono minacciosi la diva notizie e di retroscena per articoli e rubriche di mento dalla verità, con date errate, nozioni e
l’epoca, primo fra tutti il grande Emilio Federico all’uscita del teatro. La Callas però non uscì. Che costume che pubblicavo sul Corriere idee confuse. E infine costituisce una solenne
Schuberth. Nel palco presidenziale sedeva il fine aveva fatto? La sua sparizione diventò un d’Informazione, quotidiano del pomeriggio del turlupinatura a danno di passanti e turisti, italia-
Capo dello Stato Giovanni Gronchi, accompa- giallo. Finché scoprii che tra il Teatro dell’Opera Corriere della Sera. ni e stranieri, l’esibizione in Via Veneto, addirit-
gnato dalla moglie donna Carla. Ma il soprano e il retrostante Hotel Quirinale situato in Via Ho raccontato, in questo libro, episodi e par- tura fuori del Cafè de Paris e di un altro bar, di
non era nella migliore forma, l’esecuzione del- Nazionale, in cui la cantante era alloggiata, esi- ticolari sconosciuti. Ad esempio dove Fellini foto di personaggi e di episodi eseguite, a
l’aria «Casta diva» aveva lasciato scettico il pub- steva un passaggio segreto attraverso il quale la attinse il titolo del suo film: in un dramma di distanza di alcuni anni dalla dolce vita, da foto-
blico, il primo atto si era concluso con applausi grande diva sdegnata si era messa prudentemen- Sem Benelli. Perché Tombolini aprì il locale: grafi che nel 1958-1959 avevano sì o no una
piuttosto freddini. Che non avevano certo soddi- te in salvo. Quasi due anni dopo, il 18 novembre gli avevano chiuso il Victor’s Bar per il primo decina di anni. In definitiva si propaga oggi
sfatto, anzi avevano decisamente deluso e con- 1959, la Callas intraprese un’azione giudiziaria scandalo romano della droga. Perché lo chiamò un’immagine della dolce vita completamente
trariato la diva, abituata alle ben più calorose contro il Teatro dell’Opera di Roma attribuendo- Cafè de Paris: per imitare quello, famoso, di falsata. Per non parlare, poi, di quando se ne
accoglienze solitamente tributatele dal pubblico gli la responsabilità dei fatti avvenuti il 2 gennaio Hollywood in cui fu presentata per la prima occupa la tv.»
del Teatro alla Scala di Milano. 1958 e chiedendogli il risarcimento dei danni.» volta Marilyn Monroe; e perché, da emigrato, Victor Ciuffa
ALTER
NATIVE
Music In  Primavera 2010

MOKE Intervista a Felix Maginn Si vestono meglio di CIOCCOLATINI Rock’n THE WILKO L’America della caduta
a cura di VALENTINA GIOSA tutti perché sono cresciuti in una cultura di strada dove la roll, blues sgrammaticato, lo- delle illusioni e delle ipocrisie imperanti,
musica determina ogni cosa, compreso ciò che indossi fi e punk. Ma da Centocelle eredi dissacratori delle utopie di Bob Dylan

&
BRITVESPA

N
ROCK’N’ROLL
a cura di Valentina Giosa

oti ai più grazie al singolo This Plan, utilizzato da una nota casa
automobilistica per un suo spot, il quintetto olandese dall’attitu-
dine e look tipicamente e deliziosamente «brit», sonorità «shoe-
gaze» e mood «new romantic», sono senz’altro una delle band più inte-
ressanti degli ultimi anni. Diremmo «cool», per rimanere sull’inglese
virgolettato. Nati ad Amsterdam nel 2005 e portati alla ribalta grazie a
WILKO
D
PEDIA isco eponimo: Wilco (The Album),
il settimo lavoro della rock band di
Chicago è uscito l’estate scorsa
guadagnandosi rapidamente il plauso della
stampa internazionale e facendosi largo tra
le liste dei migliori album dell’anno. Dopo
12 mesi i Wilco tornano a suonare in Italia.
L’eclettico Jeff Tweedy, leader della band e
autore della maggior parte delle canzoni
del gruppo, spicca per doti indiscutibili di
songwriter; così, dalle origini folk e coun-
try del 1994 (anno in cui la band sorge
Paul Weller, che dopo averli notati li ha subito voluti con sé per ben due dalle ceneri degli Uncle Tupelo) lavora e
tour, i Moke vantano già prestigiose esperienze come la partecipazione sperimenta fino ad approdare ad un suono
ai festival London Calling, Lowlands, Pinkpop e l’apertura dei concerti raffinato e molto personale.
di Keane, Razorlight e Amy MacDonald. La band ha inoltre ricevuto nel
2007 il premio Esquire come «band meglio vestita dell’anno» ed è redu-
ce dalla Fashion Rock Night di Berlino dove la loro musica ha accompa-
gnato le catwalk degli ultimi marchi di moda alternativa. Gli abiti indos-
sati dal quintetto sono infatti opera di Karl Lagerfield che ha curato
sapientemente l’immagine del gruppo confermando ancora una volta che Significa che si prende una decisione, si fa una scelta, quel tipo di musi-
moda e musica camminano spesso sullo stesso binario. I Moke stanno ca piace, quel tipo di look anche, ci si sente bene e si va avanti convinti.
per pubblicare un nuovo album dal titolo The Long and Dangerous Sea, Com’è iniziata l’avventura Moke? Dove vi siete incontrati?
registrato insieme ad un’intera orchestra e saranno molto probabilmente L’idea della band è nata una sera in un locale di Amsterdam. Quel bar
in Italia questa estate (da tener d’occhio le date del tour online ufficial- lo consideriamo un po’ il «nostro» locale, ha un significato molto spe-
mente sul sito www.mokemusic.com o sulla pagina Myspace ciale per tutti noi. È lì che facciamo per esempio le interviste di solito, o
www.myspace.com/moketheband). Music In ha parlato con il leader dove andiamo la sera. È lì che ho incontrato Phil ed è iniziato tutto.
della band, l’irlandese Felix Maginn. Stavo cercando di mettere su un gruppo e avevo cominciato la selezione
State per cominciare un nuovo lungo tour in Olanda insieme a dei musicisti. Avevo già alcuni brani pronti che avevo registrato a casa THE WILKO
Silence is Sexy, Pioneers of Love ed è già quasi tutto sold out. Qual’è nel mio studio.
il segreto dei Moke? E poi è arrivato Paul Weller…
Non saprei proprio dirlo, domanda difficile. A volte le cose sembrano Esattamente. L’incontro con Paul è stato fondamentale per noi, ci ha Anno dopo anno, i Wilco - alias Jeff
semplicemente arrivare da sole, con i Moke è successo tutto molto in dato subito la possibilità di suonare e di iniziare praticamente la nostra Tweedy, Nels Cline alla chitarra, Mikael
fretta. Ma certamente noi lavoriamo duro! carriera. È stato Paul ad avermi dato i migliori consigli di sempre Jorgensen al piano, John Stirratt al basso,
Siete stati definiti una combinazione di new wave e brit pop. Cosa riguardo alla scrittura e per questo non lo ringrazierò mai abbastanza. Glenn Kotche alla batteria, Pat Sansone
ne pensi o come definiresti in alternativa i Moke? Oltre ad essere una specie di eroe per tutti noi, è davvero una bella per- polistrumentista - si arricchiscono lenta-
Credo che si possa chiaramente sentire ciò che ci piace nella nostra sona, una su un milione. mente di nuove sonorità passando dal pop
musica. Io per esempio sono irlandese e sono cresciuto in una scena Ma oltre a Paul Weller siete stati notati subito anche dal grande melodico alle venature del blues, dal rock
musicale tipicamente British che credo abbia influenzato molto il mio Karl Lagerfeld che non poteva restare indifferente alla vostra imma- classico, a echi di musica elettronica elabo-
modo di scrivere. Ma, ad ogni modo, penso che la band suoni più Irish gine «british»... rata. Da sempre la prolifica band, autrice di
che British. L’influenza della tradizione, quella dei tipici temi irlandesi Sì, anche quello è stato un incontro determinante. È nato tutto veloce- album come Yankee Hotel Foxtrot (2002),
si può sentire chiaramente nei brani, alcuni dei quali potrebbero perfet- mente anche con lui. Un giorno ci ha chiesto se eravamo interessati ad A Ghost Is Born (2004) e Sky Blue Sky
tamente funzionare in un tipico set-up tradizionale irlandese. indossare i suoi vestiti, così siamo andati nel suo ufficio e li abbiamo (2007), canta l’altra faccia dell’America:
Oltre all’Irlanda cos’è che culturalmente ti ha segnato? provati. Erano semplicemente fantastici, per tutti noi, e abbiamo accet- quella della caduta delle illusioni e delle
Sicuramente il movimento dei Mod e la cultura rock degli anni 50 e tato. Inoltre Karl conosceva praticamente tutto dei Moke e la cosa mi ipocrisie imperanti, eredi dissacratori delle
60. Adoro le band beat inglesi e altrettanto il rock’n’roll. Non parlo sorprese. Più avanti ci ha portati a Parigi per uno dei suoi show, utopie di Bob Dylan. Undici i brani di
ovviamente solo di musica, ma anche dell’abbigliamento, dello stile, dei un’esperienza indimenticabile. Wilco (The Album), tra cui un duetto con la
capelli, le macchine e le moto. È tutto molto classic. Certamente ciò ha State per pubblicare un nuovo album: puoi dare ai lettori di Music cantautrice canadese Feist decisamente
influenzato tantissimo il mio modo di scrivere e il mio look. In qualche anticipazione? ben costruito. > 30 maggio, Roma,
A proposito di stile, nel 2007 Esquire Magazine vi ha nominati Il nuovo cd si chiamerà The Long and Dangerous Sea. Sarà un album Auditorium Parco della Musica; 31
«band meglio vestita dell’anno». Quant’è importante per te la moda più ricco dei precedenti, quasi a dire «pomposo» visto che abbiamo maggio, Ferrara, Teatro Comunale.
nella musica? I due mondi sono sempre stati coinvolti fra loro? lavorato con un’orchestra. Il primo singolo si intitola Love my Life.
Credo che moda e musica abbiano sempre camminato di pari passo. Se Abbiamo registrato nei famosi ICP Studios di Bruxelles e mixato nel DI ROSSELLA GAUDENZI
sali sul palco fai attenzione al tuo look: sono due cose che non possono nostro studio olandese preferito, il 150 di Amsterdam.
dividersi. Verrete anche in Italia?
Hai detto in un’intervista: «Sono cresciuto in una cultura di stra- Molto probabilmente quest’estate, ma ancora non possiamo ufficializ-
da dove la musica determina ogni cosa, compreso ciò che indossi». zarlo. Abbiamo suonato tempo fa a Bologna insieme a Paul Weller ed è

LeStorie
Cosa intendi dire esattamente? andata molto bene. Speriamo di tornarci. Adoro gli anni Sessanta e
Voglio dire che a chi piace un certo tipo di musica sicuramente vestirà l’Italia in quel periodo ha influenzato tutto, dai vestiti ai mezzi di traspor-
in un certo modo. Ci sono i mods per esempio con i loro abiti di mohair to. Vado matto per la Vespa per esempio, ne ho avute tantissime, Rallys,
e le giacche a vento, o i punk e i rocker con le giacche di pelle e i jeans. SS180’s e Sprints. Il mezzo migliore per muoversi in qualsiasi città, stile
Quasi sicuramente anche il taglio di capelli sarà curato e particolare. e classe italiana tutto in un colpo. Praticamente perfetto. LIBRERIA BIS TROT

www.eddielang.org

I
Cioccolatini - «sul cui reale bile il recente concerto allo Spazio
significato del nome non mi 1 di Torpignattara dove un amplifi-
esprimo per decenza», dice catore è letteralmente andato in
Fabio Campagna aka F, chitarra e fumo), sonorità che passano dallo
voce della band (nella foto) - sono psychobilly al punk rock e al gara-
un progetto nato a Centocelle nel ge con uno stile già incredibilmen-
2009 quando Mister Selfish te definito e personale, frutto di una
(Alberto Spezzaferro, chitarra e rara e perfetta affinità fra i membri
voce) e F si incontrano e scoprono del trio dove il rock’n’roll di LA DOLCE
VITA
di avere in comune la passione del Johnny Thunders sembra sposarsi
rock’n’roll primordiale, del blues all’irruenza dei Cheater Slicks e MINUTO PER MINUTO
sgrammaticato, del lo-fi e del punk. alla psichedelia dei Seeds. Un TUTTA LA VERITÀ SU UN FENOMENO FALSATO
«Ci siamo ritrovati a jammare ed è triangolo ritmico incendiario (a F e
nata una vera e propria alchimia Mister Selfish si aggiunge alla bat-
fra il talento melodico e compositi- teria il possente impatto ritmico di VICTOR CIUFFA

CIOCCOLATINI
vo di Mr Selfish e la mia ritmica Adolfo Spezzaferro, aka Adolf),
che definirei tendenzialmente una macchina vincente che non si
freeform». Nati da neanche un anno fermerà certo ai contorni romani. CIUFFA EDITORE
i Chocolate Starfish sembrano suo- L’occasione più recente per assiste-
nare insieme da molto più tempo. re ad uno dei loro «raw and glamo-
Assistere ad un loro live ve ne farà rous parties», come Fabio li defini-
innamorare per sempre. Energia, sce, l’ha data il Fanfulla 101. IN TUTTE
sfrontatezza, una parete di suono da 1950/2010 CENSURATE
LE LIBRERIE
far saltare in aria i muri (memora- (Valentina Giosa)
Music In  Primavera 2010 ALTNATIVE
ER
LIARS Meditazione su spazi alternativi e siste- CROLLO NERVOSO Un dvd rac- NOTWIST La band bava- RECOIL Alan Wilder La prima volta che ho
mi di supporto underground necessaria a mante- conta tutta la verità sulla new wave rese che ha rinnovato il visto i Depeche Mode suonare è quando mi sono
nere un’identità in una città come Los Angeles italiana a cavallo degli anni 70 e 80 kraut-rock in tour in Italia riunito a loro alla Royal Albert Hall di Londra

SISTERWORLD(BUGIARDI) TWISTIN’
Non voglio più essere un uomo. / Voglio essere un cavallo. / Gli uomini hanno pensieri piccoli. / Io ho bisogno di una coda. /
NOT
Datemi una coda. / Datemi il racconto di bambini fermi sulla strada di un inverno che volge al termine.
Fscheormatasi nel 1989, la band capitana-
ta da Markus Acher è di origine tede-
ma canta in lingua inglese. Ha avuto
il grande merito di aver rinnovato e ripor-
uscito il 5 marzo per la Mute il senza che ci fosse alcuna regola. tato in auge la gloriosa tradizione del
È quinto capitolo di Angus Andrew, a cura di Valentina Giosa Abbiamo dato loro molta libertà. kraut-rock. In verità, i primi due album
Aaron Hemphill e Julian Gross Volevamo un risultato che fosse molto della band bavarese (The Notwist, 1991, e
aka Liars. Sisterworld, un capola- diverso dai soliti remix dance che si Nook, 1992) sono poco più che mediocri
voro di art-punk che potremmo ascoltano oggi regolarmente nelle prove di esercizio di stile tra grunge e
definire un vero e proprio thriller e che, disco. metal. I successivi, e più maturi, 12
secondo il trio è nato come «meditazio- Come avete scelto gli artisti con cui (1995) e, soprattutto, Shrink (1998)
ne su spazi alternativi e sistemi di sup- collaborare per questo secondo cd? segnano il felice incontro tra sperimenta-
porto underground, necessaria a mante- Non so bene come in realtà: è stato zioni elettroniche e le varianti melodiche
nere un’identità in una città come Los molto semplice. Abbiamo solo fatto una dell’indie-rock.
Angeles». Da sempre innovatori ed lista di artisti che ammiriamo e che non
eccentrici, i Liars sono conosciuti per sono poi conosciuti come «remixers». NOTWIST
aver sempre arricchito i propri album Abbiamo così pensato ad un artista per
con qualche extra speciale (ultimi i film ogni brano, lo abbiamo contattato e
realizzati in occasione del disco Drum’s così è nato il secondo cd.
not Dead). E anche questa volta i C’è qualche collaborazione che prefe-
«bugiardi» (nell’intervista Angus risci?
Andrew ci spiegherà perchè si chiama- Posso solo dire che ogni brano è unico
no così) non si sono smentiti. e individuale nella sua prospettiva.
Sisterworld prevede infatti un doppio Avete vissuto a Berlino per un po’ di
album in edizione speciale che raccoglie tempo. È stata la città con la sua
11 remix e reinterpretazioni ad opera di vibrante scena elettronica a influen-
(rullo di tamburi) Thom Yorke, Tunde zare il vostro suono?
Adebimpe (TV On The Radio), Bradford Cox pretendeva di essere un genio tecnico della In realtà ha avuto per lo più a che fare con le
(Deerhunter/Atlas Sound), Melvins, Alan Vega musica. Sicuramente sono sempre stati artisti idee a cui stavamo lavorando per il nuovo
(Suicide), Chris & Cosey (Throbbing Gristle) e che hanno usato il suono con un atteggiamento album. Un po’ come se volessimo dare la chan- Ma è con il successivo lavoro, Neon
Blonde Redhead. naif per trasmettere il più delle volte idee com- ce di offrire modi diversi di vedere o ascoltare Golden del 2002, che i Notwist raggiun-
Dunque il mondo è una sorella? plesse. Artisti come Suicide, Throbbing Gristle la stessa idea. gono l’apice della carriera avvicinandosi
Credo che il titolo vogIia piuttosto dire «dovun- e il primo hip-hop per esempio. Perché avete scelto Berlino? a sonorità più intime, sospese tra alchi-
que altrove». Qualsiasi altro posto. Che sia reale Cosa avete ascoltato durante la realizzazione Per me Berlino è stata una via di fuga e isola- mie elettroniche e rock minimalista e
o immaginario, io preferisco dire indefinito. di Sisterworld? mento. Volevo andar via dalle influenze dei ricevendo una grandissima notorietà su
Proud Evolution e Goodnight Everything, Non molto. Posso dire però che ho guardato media e dall’America. Devo dire però che i scala mondiale. Dopo aver dato vita a
autentiche gemme tratte dal nuovo album tanta cattiva tv e ascoltato gli elicotteri sopra freddi e cupi inverni berlinesi mi hanno aiutato diversi progetti paralleli (ricordiamo, a
Sisterworld, rappresentano un po’ la nuova la testa. a concentrarmi e ad essere molto produttivo. tal proposito, Potawatomi e Console) e
attitudine dei Liars a un suono decisamente La novità dell’ultimo album è che ha Cosa ha comportato muoversi dalla «scena» collaborazioni come quelle con i
più introspettivo e misterioso, oscuro e sofi- un’edizione limitata con un secondo cd dove americana? Themsleves ed i Lali Puna, The Devil,
sticato e indubbiamente meno aggressivo. musicisti come Thom Yorke, Tunde A volte stare in America ti può schiacciare. Ho You+Me, uscito nel 2008, ha segnato per
Cosa ne pensi? Adebimpe, Melvins, Alan Vega, Throbbing spesso l’impressione di poterla prendere solo a i Notwist il ritorno a sonorità molto simi-
Che è bello sentirtelo dire, però è difficile per Gristle e Blonde Redhead reinterpretano i piccole dosi. È decisamente un rapporto di li a quelle espresse nel decennio prece-
me essere d’accordo perché non riesco a eti- vostri brani. Da cosa è nata l’idea di fare amore/odio quello con la cultura americana. dente. Li accompagnano i Saroos,
chettare il suono dei Liars in nessun modo. un’edizione remixata di Sisterworld? Ora una domanda a chi si è chiamato anch’essi tedeschi e già membri di una
Credo solo che ogni canzone abbia un ruolo Credo che l’idea di remix sia un pò limitante. «bugiardo»: mi hai detto tutta la verità? delle emanazioni dei Notwist, i Lali Puna
differente nel modo in cui l’intero album suona. Abbiamo solo pensato a cos’altro potevamo Ci ho provato. In realtà, paradossalmente in queste date > Torino, Hiroshima;
Qual’è stata la musica che vi ha influenzato? fare, a creare un’alternativa all’album. abbiamo scelto il nome «Liars» perchè voleva- Milano, Tunnel; Roma, Circolo Degli
Personalmente quando ho iniziato a suonare, le Abbiamo chiesto così ad alcuni artisti che mo che il nostro lavoro fosse il più onesto pos- Artisti di Roma; Bologna, Estragon.
mie influenze erano per lo più di gente che non apprezziamo di re-interpretare i nostri brani sibile. Perciò eccoci qui, o forse no.
DI EUGENIO VICEDOMINI

quando Wilder era parte integrante del clan

L’orlo di RECOIL MODE Depeche, con Unsound Methods (1997) il musi-


cista entra nel pieno della stagione Recoil.
Samples e sequenze, lavorati con l’ausilio del
meglio della tecnologia, si fondevano con le

una crisi incisive spoken words di Maggie Estep, Nitzer


Ebb e le stupende melodie di Douglas
McCarthy, Hildia Campbell, e Siobhan Lynch,
«per realizzare qualcosa di più interessante del
suono di una band che suona insieme», dirà lo

di nervi di Lorenzo Bertini


stesso Wilder. Dopo Unsound Methods, sarà la
volta di Liquid, dominato da atmosfere cupe e
introspettive e dove inoltre compare, tra le altre,
la splendida voce di Diamanda Galàs, e ancora
più tardi Subhuman.
Il 2010 accoglie Selected, Greatest Hits in

C he cosa è stata la scena new wave italiana


a cavallo tra anni 70 e 80? Crollo nervo-
so, dvd presentato a Roma negli spazi del
anni di ritardo rispetto al ‘77 inglese. «C’è un
divario storico rispetto all’Inghilterra», spiega
Federico Guglielmi, giornalista musicale. «Il opo anni in veste di tastierista per una delle
uscita in primavera e un tour mondiale che por-
terà finalmente on stage la scienza elettronica
dei Recoil. Due le date italiane dove Alan
Basement pignetaro, fa luce su una stagione
tra le più luminose e anticonformiste della
musica italiana e non solo. Alla vigilia degli
nostro ‘77 fu il ‘79, per cui punk e new wave
da noi coincidono, il punk defluisce nel suo
post».
D band più influenti della musica degli ultimi
tre decenni, Alan Wilder lasciava i Depeche
Mode nel giugno del 1995 (Ultra sarà il primo
Wilder sarà accompagnato dal suo amico Paul
Kendall. Lo scorso 17 febbraio Wilder ha rega-
lato ai fan dopo quasi 15 anni un’inaspettabile e
anni 80 e del riflusso, corrosa da una lunga e Rispetto alla verticalità dell’asse tradiziona- lavoro della band senza di lui) per dedicarsi ad memorabile reunion con i Depeche Mode alla
tormentata stagione politica, l’Italia si ritrovò le Milano-Roma, la new wave italiana batteva un progetto esclusivamente elettronico in cui Royal Albert Hall. «È stato bellissimo vedere
veramente sull’orlo di un collasso. A raccon- i centri di Bologna e Firenze. Bologna più avrebbe potuto finalmente, come un vero e pro- tutti di nuovo e unirmi a loro, ed è stata inoltre
tarla, e a rinnovarla in un linguaggio inedito, orientata sul punk, con l’esperimento della prio guru del synth, sviluppare un discorso nato la prima volta che ho visto realmente i Depeche
post-modernista, fu una generazione di menti Traumfabrik di Skiantos e Gaznevada, e dall’elettronica minimale e fatto di sonorità Mode suonare». Quindi, > 9 aprile, Milano,
anarchiche e situazioniste, catapultata fuori l’Italian Records, etichetta indipendente nata meno pop, sofisticato ed esclusivo nato già nel Magazzini Generali; 10 aprile Roma, Circolo
dagli allora nuovissimi schermi a colori. nel ‘78 a promuovere le nuove leve; Firenze 1986. Dopo 1+2, Hydrology e Bloodline, usciti degli Artisti. (Valentina Giosa)
Il punk aveva portato aria nuova tra le asfit- più orientata sulle eleganti sonorità new wave.
tiche pareti nostrane, un approccio immediato Due momenti consecutivi, illustrati dalla
e ludico all’arte, dalla musica al video, al ripartizione del dvd nei capitoli Onde
fumetto; un’urgenza comunicativa sospesa tra Emiliane e Firenze Sogna (più un terzo, Italia www.youtube.com/musicinchannel
sperimentazione e «meraviglioso» dilettanti- Wiva) raccontati attraverso il recupero prezio-
smo, all’insegna del do it yourself, incanalata so di materiale d’archivio, contributi video e
su fanzines (Mucchio Selvaggio, Rockerilla), interventi di protagonisti, giornalisti e produt-
sulle nascenti radio private e su una rete di tori discografici (con un cd in allegato di rarità
locali come il Tenax a Firenze, l’Aleph a a testimoniare la presenza collaterale di una
Rimini, o il Tube a Roma. scena romana, rappresentata da gruppi come
Una stagione che significò, come spiega il Illogico e Confusional Quartet). I nostri cameramen sono lì fuori
regista del documentario Pierpaolo De Iulis, Da quel caos seminale vennero fuori, tra gli
«anche un modo nuovo di fare mercato, sgan- altri, gente come Cccp, Litfiba, Neon, Music In Video è videointerviste, riprese,
showreels, musica in movimento
ciato dalle major, indipendente e pionieristi- Diaframma, Moda e Kirlian Camera. La parte Music In Channel > redazione@musicin.eu
co». Il movimento esplode in Italia con due migliore che resterà degli anni 80.
SOUND
tracking
Music In  Primavera 2010

GIORDANO CORAPI Colonna sonora della «Danza di morte» di Gabriele IL CONCERTO Un film per violino e
a cura di ROBERTA MASTRUZZI
Lavia La vita è soltanto un’ombra errante, un guitto che in scena s’agita un’ora orchestra, e come un’opera di Cajkovskij una
pavoneggiandosi, e poi tace per sempre: una storia narrata da un idiota (...) festa russa selvaggia dove sono tutti ubriachi

LA DANZA
«La colonna sonora è come
la bottega del falegname:
non puoi costruire una sedia
senza sapere quali regole rispettare,
o rischi che non si regga in piedi.»

DI CORAPI di rivedere tutto perché questi strumenti coprivano la voce degli


attori. Quando si compone musica applicata si lavora su una
committenza e bisogna accettare anche di cambiare un brano
per accontentare le richieste del regista.
La tua collaborazione con Lavia prosegue anche per il suo
prossimo lavoro teatrale, Danza di morte di Strindberg, nel
cartellone del Teatro Argentina dall’8 al 30 aprile.
di Roberta Mastruzzi Rispetto al Macbeth è uno spettacolo con meno interventi
musicali e per la maggior parte sono inseriti nel contesto della
vita è solo un’ombra errante, un guitto che in scena trama. Ad esempio, il copione prevede che ad un certo punto il
«La s’agita un’ora pavoneggiandosi, e poi tace per sem-
pre: una storia narrata da un idiota, colma di suoni
e di furia che non significa niente» (Macbeth, atto V, scena V).
le nozioni accademiche che poi nella professione non servono.
Nella vita bisogna avere anche un po’ di fortuna e andare a cer-
protagonista senta in lontananza una banda militare che suona
ad una festa e Lavia mi ha chiesto di comporre dei valzer e delle
mazurke per questa scena. Il risultato doveva essere un po’ grot-
Nel 2009 Gabriele Lavia ha portato nei teatri italiani la trage- carsi le occasioni, ma se non avessi seguito una scuola di questo tesco e ho scritto un valzer suonato da una banda: niente violi-
dia shakespeariana, mettendo in scena il dolore, la brama di pote- tipo non mi sarei sentito in grado di affrontare questo mondo. ni, ma solo tube, tromboni, fagotti con un arrangiamento voluta-
re e la pazzia di Re Macbeth e consorte, in uno spettacolo duro e Quanto conta avere una buona preparazione musicale per mente un po’ goffo, come prevede il copione. Poi ci sarà
tormentato dove la musica ha un ruolo magico ed eloquente. Un comporre musica da film? un’esecuzione al pianoforte suonata in scena da Monica
senso di angoscia sapientemente condensato nelle musiche di L’ascolto della musica classica per realizzare colonne sonore Guerritore. C’è solo una musica tematica, il tema dello spetta-
Giordano Corapi, giovane compositore romano a cui Lavia ha è fondamentale, perché viene tutto da lì. Se non avessi avuto una colo. È stato quindi un lavoro molto diverso dal precedente.
affidato la colonna sonora del suo spettacolo e con il quale la col- buona conoscenza della storia della musica mi sarei sentito sco- Qual’è la differenza tra cinema e teatro dal punto di vista
laborazione continua anche per Danza di morte, in scena al perto. Molte volte il regista ti richiede una particolare cosa ed è di un compositore?
Teatro Argentina a partire da aprile. Alla sua prima opera teatra- importante sapere subito qual’è la musica da ricercare. È come Sono due modi di lavorare molto diversi: nel cinema si lavora
le, Corapi riceve la nomination al premio ETI - Gli olimpici del la bottega del falegname: non puoi pensare di costruire una sulle immagini. Io non amo lavorare sulla scena già montata se
teatro italiano 2009, rientrando nella terna dei finalisti e confes- sedia senza sapere quali regole devi rispettare, perché alla fine non ho ancora scritto il tema. Preferisco prima scrivere la melo-
sa di non aver mai pensato prima di questa esperienza al teatro rischi di fare una sedia che non si regge in piedi. Podio mi dà dia sulla sceneggiatura e solo in un secondo momento passare in
come occasione di lavoro per un compositore. ancora consigli ed è come sentirsi protetti. sala di montaggio per gli arrangiamenti. La scena montata è un
Si è dovuto ricredere. «La sera della Prima al Teatro Argentina Come ti ha scelto Gabriele Lavia per le musiche del suo binario già segnato che ti impone di adattare il tema a quel per-
è stata emozionante. Quando si apre il sipario e nel silenzio parte Macbeth? corso. Nel teatro invece sei più libero ma devi stare molto atten-
la tua musica, provi una soddisfazione incredibile». È stata pura fortuna. Un giorno ho incontrato Lavia in un bar to a che la musica non dia fastidio agli attori.
La sua prima passione resta il cinema, per il quale ha iniziato a nel quartiere dove vivo, per caso. Avevo con me un cd con i miei Come è cambiato il modo di comporre colonne sonore nel
lavorare da giovanissimo, mettendosi in luce anche qui con ottimi lavori più importanti e gliel’ho dato, pensando che non mi avreb- tempo?
risultati. Compone le musiche per diversi cortometraggi tra i quali be mai richiamato. Lavia invece ha ascoltato il cd e si è innamo- Oggi c’è un approccio più minimalista alla musica da film e la
Tana Libera Tutti, regia di Vito Palmieri (miglior colonna sonora rato di un brano che avevo realizzato per un cortometraggio pro- colonna sonora è meno intrusiva. Mentre una volta l’immagine
al Genova Film Festival 2007, al Margherita Short Movies Fest prio come prova d’esame durante il corso di composizione. Così era commentata in modo quasi didascalico - personaggio che
2008 e al Giardino dei Corti 2007) e Marta con la A (vincitore del mi ha detto che quel pezzo era il paradigma di come immagina- piange/musica triste, scena divertente /musica allegra - adesso si
premio Note for the sound del Circuito Off-Venice International va le musiche per il Macbeth e mi ha chiesto di lavorare per lui. tende invece ad una maggiore rarefazione, una sottolineatura
Short Film) e del film Stare Fuori di Fabiomassimo Lozzi. Da lì è iniziato un lavoro ex novo, un’opera faticosa ma anche meno evidente. Spesso i registi mi chiedono situazioni molto
Qual’è stata la tua formazione musicale? molto soddisfacente anche perché lo spettacolo è pieno di musi- minimali nelle quali non si deve sentire un tema drammatico o
Ho iniziato con piccoli lavori di musica per cortometraggi. che. Solitamente la musica a teatro si usa soprattutto sui cambi divertente a seconda della scena, ma fare in modo che tutto
Quando la cosa ha cominciato a farsi più seria mi sono reso conto scena e quindi ha una funzione ben precisa e deve rimanere molto rimanga molto sospeso.
di non avere le spalle abbastanza larghe per questo lavoro. Ho «sotto». Nel Macbeth di Lavia, invece, è quasi sempre presente e Come deve essere per te una buona colonna sonora?
sentito la necessità di approfondire le mie conoscenze musicali e si fonde con la scena. Non avevo neanche contemplato il teatro La colonna sonora perfetta non deve essere bella di per sé, ma
per questo mi sono iscritto al corso di composizione e musica da come occasione di lavoro ed è stata una scoperta. deve essere un pacchetto completo con il film. Se la musica si
film della scuola di musica Saint Louis, dove ho studiato con Cosa ti ha insegnato quest’esperienza teatrale? nota non è detto che sia anche funzionale. Certo, se pensi a
Gianluca Podio. La cosa che ho apprezzato di più è stato il suo Una cosa che ho imparato da Gabriele Lavia è che la musica Ennio Morricone il discorso cambia: in molti film la sua musica
approccio pratico perché, oltre a dare una buona preparazione non deve essere bella in sé, ma deve funzionare per lo spettacolo. è voce narrante e le sue composizioni rendono anche ascoltate al
teorica dalla quale ovviamente non si può prescindere, il corso è Quando stavo scrivendo per il Macbeth, mi piaceva l’idea di inse- di fuori del contesto per cui sono nate. Ma lui è un’eccezione.
stato soprattutto un laboratorio artigianale, dove si lavora con le rire strumenti come il clarinetto che cantassero il tema. Lavia mi Quando componi musica applicata devi sempre ricordarti che
note cercando di ottenere il risultato migliore. Il percorso forma- ha chiesto invece di non farli sentire troppo perché la musica non stai lavorando per il film, non per te stesso. Altrimenti, scrivi un
tivo è scevro di tutti quei fronzoli del Conservatorio e di tutte quel- doveva disturbare una situazione più importante. Ho dovuto quin- pezzo di musica assoluta. Bellissimo, però un’altra cosa.

IL CONCERTO
di Roberta Mastruzzi
MINE
di Roberta Mastruzzi

VAGANTI Una colonna sonora ben congegnata accompagna


gli eventi: le musiche originali composte da
Pasquale Catalano sono capaci di dare un tocco
ironico alle scene più drammatiche e di diventare
molto intense quando attingono spunti dalla musi-
ca tradizionale salentina. A queste Ozpetek sceglie
di accostare anche un insieme di canzoni pop di
varie epoche creando un’atmosfera vintage: Patty

S
baglia sempre per conto tuo. Così fanno le Pravo che con Pensiero stupendo mette la giusta
persone felici. È la frase che la nonna lascia dose di malizia nella scena in cui i due protagoni-

A
ndrej Filipov, addetto alle pulizie del parigina): a cominciare dai protagonisti che si in eredità a Tommaso-Riccardo Scamarcio, sti si dividono una cena a base di sguardi e tramez-
teatro Bolschoj di Mosca, era in realtà presentano come la vera orchestra del Bolschoj protagonista dell’ultimo film di Ferzan Ozpetek zini; Nina Zilli, una contemporanea che sembra
un grande direttore d’orchestra di quel- pur non suonando insieme da trent’anni per Mine vaganti. Per la prima volta il regista sceglie uscita da un vinile anni 60, e le sue 50mila (lacri-
lo stesso teatro all’epoca di Breznev, ed è stato finire con il concerto di Cajkovskij, la cui ese- di raccontare la storia di una famiglia intesa nel me) che Riccardo Scamarcio balla davanti allo
allontanato dal suo lavoro 30 anni prima per cuzione è tagliata di una decina di minuti. Forse senso più tradizionale del termine. Mentre nei specchio; Ancora ancora ancora canticchiata sotto
essersi rifiutato di licenziare alcuni musicisti ispirandosi a quello che scrisse il critico tedesco precedenti film la famiglia era vista più come la doccia e la disco anni 70 con Sorry, I’m a Lady;
ebrei. Interrotto durante l’esecuzione del Hanslick dopo la prima esibizione in pubblico senso di appartenenza spirituale, identificata in Kutlama, romantica ballata turca che accompagna
Concerto n. 35 per violino e orchestra di del concerto nel lontano 1881 che definì l’opera un gruppo di amici e totalmente svincolata da la danza finale di un matrimonio che è anche un
Cajkovskij, vive nel sogno di poter di nuovo di Cajkovskij «una festa russa selvaggia dove legami di sangue, qui si parla di una famiglia del funerale, dove vita e morte si fondono; di nuovo
dirigere quel concerto fino alla fine. Un giorno sono tutti ubriachi», Mihaileanu trasporta nel Sud, proprietaria di un pastificio e molto in vista Patty Pravo, questa volta con un brano inedito, Il
intercetta un fax: è un invito di un importante linguaggio cinematografico l’anima di quella nella città di Lecce. A reggere le fila la nonna sogno, che accompagna i titoli di coda.
impresario parigino rivolto all’attuale direttore musica e di quella disperata ricerca di (Ilaria Occhini), definita dal clan familiare una Mine vaganti è un film fatto di tante «tavolate»,
del Bolschoi ad esibirsi con la sua orchestra per «un’armonia suprema» che tormenta il protago- mina vagante, come ogni personaggio un’arma presenti nell’immaginario cinematografico di
il prestigioso Teatro Chatelet di Parigi. Andrej nista trascinandolo in una sana follia. pronta ad esplodere: il protagonista che torna Ozpetek (per cui viene spesso criticato, seppure il
non si lascia sfuggire l’occasione per prendersi Si potrebbe definire un «film per violino e nella città natale per annunciare a tutti la propria rito del pasto sia al centro di tutte le «migliori»
una rivincita e risponde all’invito fingendosi il orchestra»: ad una prima parte dove protagoni- omosessualità e la decisione di fare lo scrittore, il famiglie italiane); poi di sguardi, scontri fisici e
vero direttore d’orchestra. Riunisce i suoi sta è l’orchestra e i suoi sconclusionati musici- padre (Ennio Fantastichini) deluso dalle scelte di verbali, parole non dette e frasi da tenere in mente.
musicisti di un tempo e parte per Parigi per rea- sti, segue una seconda parte in cui il misterioso vita dei figli, la madre (Lunetta Savino) costretta Come quella che Tommaso usa per spiegare la dif-
lizzare finalmente il sogno di portare a termine legame tra Anne-Marie Jacquet e Andrej nelle maglie delle convenzioni borghesi, l’amica ficoltà a dichiararsi gay: «Siamo nel 2010, mica
il concerto interrotto trent’anni prima. Avrà Filipov esce in tutta la sua drammaticità, come Alba (Nicole Grimaudo) persa in un amore nel 2000». Ossia: «Nel 2000 c’era molto più otti-
come solista un’ospite d’eccezione, Anne- un assolo di violino. Il finale, in cui davanti alla impossibile, la zia (Elena Sofia Ricci) che pensa mismo e apertura mentale. Dieci anni dopo, è tutto
Marie Jacquet, giovane violinista di talento, platea del teatro parigino il protagonista dirige che sia più faticoso stare zitti che dire quello che cambiato. L’attentato del 2001 e gli 8 anni in cui
alla quale lo lega uno strano destino. il concerto realizzando il sogno di una vita, è si pensa, ed altre vittime delle proprie paure. Bush ha governato le sorti del mondo hanno spin-
Come nei precedenti film di Mihaileanu, Train un crescendo di sensazioni: durante i dodici Quando la nonna annuncia di preparare un atten- to le persone a chiudersi in se stesse. La gente
de vie e Vai e vivrai, Il concerto è un film dove minuti finali la musica di Cajkovskij porterà tato, si genera un caos benefico che riporterà oggi è spaventata dalla diversità». Lo dice
nessuno è quello che appare (persino un risto- alla luce la verità e ognuno ne uscirà diverso, ordine. Forse. Perché una mina vagante è per Ozpetek stesso, che invece che andare avanti,
rante egiziano viene camuffato da trattoria finalmente libero da ogni finzione. definizione imprevedibile. siamo tornati indietro.
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Music In  Primavera 2010 SOUND


tracking
DONNE SENZA UOMINI WOMEN IN SOUL A
Musica fluida, invisible. Fiumicino un Festival per le MUSICINVIDEO/CLIP Pietra Montecorvino - Senza di te Il distacco
Praticamente inascoltabile donne di anima, mare e mente di un volo nella solitudine. Solo un pilota o una donna lo possono capire

Videoclip

SENZA DI TE

Melodico, minimale, così vicino con i suoi ritmi


al silenzio e al rumore naturale delle cose:
lo è Ryuichi Sakamoto, ma lo sono anche
le donne del film della regista Shirin Neshat

di Flavio Fabbri DONNESENZAUOMINI DI ROMINA CIUFFA

C on una trasposizione secondo molti sur-


realista e magica del romanzo omonimo
di Shahrnush Parsipur, Donne senza
uomini segna il debutto alla regia di Shirin
Neshat, professionista della fotografia molto
incessante, assediando le vite e le speranze, in
un mondo di donne senza uomini che presto non
sarà più possibile mantenere.
A curare le musiche del film è stato chiama-
to Ryuichi Sakamoto, artista giapponese già
di Sakamoto, Out of Noise, uscito in Italia per la
Decca Records alla fine dello scorso anno. Una
musica sempre caratterizzata dal pensiero
«fluid, invisible, inaudible» molto contaminata
dalla sperimentazione e dall’utilizzo di strumen- Q uesta è una solitudine diversa e
si avverte - flaps a 15 gradi - una
volta staccata l’ombra da terra.
apprezzata già conosciuta nell’ambiente cine- vincitore dell’Oscar nel 1987 con la colonna ti non tradizionali, soprattutto provenienti dal- 300 piedi e già tutto è un ricordo, ciò che
matografico. Un film, opera prima, che ricorda sonora per il film L’ultimo imperatore di l’universo musicale dell’elettronica, di per sé si lascia è lontano almeno quanto
molto da vicino Pier Paolo Pasolini o Gillo Bernardo Bertolucci e che proprio con Donne non tangibile e tendente all’immateriale. l’atterraggio. Recensisco questo video
Pontecorvo, con forti richiami al neorealismo senza uomini si è visto recentemente assegnare Il disco colpisce dritto al cuore, simile alle perché sono mie le riprese aeree e mio è
italiano per le tecniche di ripresa, il Leone d’Argento al Festival di Venezia. immagini scelte dalla regista dissidente, urla il distacco da terra, ma sono sue - di
l’impostazione concettuale e lo sguardo aspro Scelto da Neshat perché «melodico, minimale silenziose e per questo più impressionanti che Pietra Montecorvino - le parole che ho
che la regista posa sull’Iran del 1953. e così vicino con i suoi ritmi al silenzio e al Sakamoto esaspera trasformandole in cori musi- sposato per rimanere sola lassù, di
Fanno da sfondo tragico all’opera di Neshat la rumore naturale delle cose», Sakamoto porta cali, in suoni sacrificali. Come il musicista giap- Sabrina Simonetti la regia e il montaggio
democrazia solo avvicinata e persa per sempre avanti da ormai trent’anni un approccio sacra- ponese ha sempre sostenuto, a partire dalle con- che hanno reso duraturo il volo. Senza di
nel giro di pochi mesi, il golpe militare organiz- le alla musica come emozione, tanto che nella versazioni con Bertolucci il suo approccio al te descrive un allontanamento ignorando
zato anche con l’aiuto dell’intelligence america- ricerca, in qualche modo, ricorda molto da cinema è sempre stato molto individuale, l’ultima emozione («e come un angelo ti
na e il mondo in cui vivono le quattro donne vicino il compositore estone Arvo Pärt (v. costruito a partire dalle note più che dalle imma- perdo mentre volo da sola»). Questo è il
protagoniste. Munis, Faezeh, Fakhiri e Zarin Music In n. 12 > ClassicaMente). gini, quindi assolutamente personale ed emoti- mio volo: un decollo dalla pista della
lasciano la città per la campagna, uno spazio È una musica sospesa, a tratti eterea, quella vo. La stessa cosa è accaduta per Donne senza Flyroma direzione sud-est, Tivoli, verso
quasi ancestrale e bucolico, dove dimenticare i composta, che ha visto la partecipazione del uomini, in cui la tristezza dei suoni e della melo- le cascate; voyeurismo negli interni delle
soprusi, la sopraffazione, la violenza, il suicidio, popolare musicista persiano Abbas Bakhtiari. dia si abbraccia perfettamente a quella delle case a luci accese, le effemeridi in aggua-
lo stupro. Ma fuori dalle mura la Storia avanza La title track è stata inserita nell’ultimo lavoro immagini e della storia. to. Mi accompagna la voce calda di una
napoletana esclusa dal 60esimo Festival

SOULAMENTE
di una musica che non ha più un santo
protettore. Che cos’è la costruzione di un
amore, non può essere soltanto rinuncia-
re? E anche mi chiedo se per la musica
non valga lo stesso. Ma finché non sarò
uesto Festival è dedicato a tutte le zione la novità introdotta è di rilievo: il nuovo atterrata sono ancora padrona di ogni
«Q donne che non aspirano ad essere eroi-
ne, che non si fermano troppo allo
specchio, che lavorano per un futuro di condivi-
spazio dedicato al cinema, Female Visions pone
sotto i riflettori un confronto tra registe, predili-
gendo, per l’esordio, un cinema di animazione
parte di me fino all’ultima, casuale
distrazione. Dipenderà da me la solitudi-
ne, il silenzio, e questo paradiso che si
sione e consapevolezza. Donne abili a spiegare di taglio innovativo che fornisca una chiave di stalla non più sopra, ma sotto i miei
le ali del cambiamento con flessibilità, coraggio lettura originale della società contemporanea. piedi, dove son io che scelgo i miei santi.
e squisita grazia». Se lo scopo della rassegna Le artiste prescelte sono state le giovani Alice
Women In Soul Festival è dichiaratamente quel- Tambellini e Manuela Andolfi.
lo di divenire un appuntamento radicato, di forte A presentare le tre serate Babyra, lead voice
richiamo volto a raccontare le luci e le ombre dei Babyra Soul. Standard un primo concerto,
dell’universo femminile, la strada imboccata cortometraggio a metà serata ed un secondo
sembra essere quella giusta. concerto a chiusura con i Session Voices (vd.
La narrazione è stata affidata ai talenti fem- Music In n. 9 > Jazz&Blues); ci sono Cheryl
minili della musica soul, funk, blues, jazz, Nickerson (featuring Fulvio Tomaino), vocali-
gospel e pop e ai cortometraggi realizzati da st supporto a Ray Charles, Jennifer Holiday,
registe e videomakers di fama nazionale e inter- Bette Midler (nella foto); Awa Ly, Greg Cohen
nazionale. La seconda edizione del Festival, e Fabrizio Bosso; l’Emanuela Ottaviani Jazz
presso il Teatro Traiano di Fiumicino, ha sele- Quartet, con un progetto standard jazz e bossa-
zionato una produzione artistica al femminile. nova in chiave tradizionale-acustica ed elettro- di Rossella Gaudenzi
Musica e cinema, poiché da questa seconda edi- bossa; la statunitense Wendy D. Louis. WWW.YOUTUBE.COM/MUSICINCHANNEL

www.lifegateradio.it

SUONA PER NATURA


LOMBARDIA milano varese como 105.1
bergamo lodi cremona 105.1
pavia ‡lecco 105.2
LAZIO roma 90.9 ‡bracciano 90.7
PIEMONTE torino 88.75 ‡verbania 105.2
vercelli alessandria novara biella ivrea 105.1
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BALLET ACCADEMIA NAZIONALE DI DANZA Intervista al direttore


Music In  Primavera 2010

RAMI BE’ER La colpa che


a cura di ROSSELLA GAUDENZI
Margherita Parrilla Danza con me in una fuga dalla danza, ossia: tra- L’INFERNO Nel tuo non ho commesso la espio
sformati da animo inquieto in detentore dello scettro più leggero girone scendici danzando sulle punte

UN SALTO
Cos’hai da fare sabato pomeriggio? Perché ti proporrei di fare un salto
sull’Aventino, avrei un appuntamento con la danza, c’è un festival
in corso, «Danza con me». Sto parlando dell’Accademia Nazionale
di Danza. E poi potremmo andare a mangiare qualcosa nei dintor-
ni... Le giornate si allungano, pian piano. Trovo piacevole trascorre-

NELLA DANZA re il tardo sabato pomeriggio in un luogo come questo. Oltre ad assi-
stere agli spettacoli messi in scena c’è sempre il pretesto di fare una
passeggiata in una delle località più suggestive di Roma...

v oce calda dal tim-


bro deciso e avvol-
gente al tempo stes-
Mi è stato fatto notare come «Fuga dalla Danza» fosse un tito-
lo forte, troppo forte, probabilmente. Tutto nasce dall’esperienza
del sabato della danza in Accademia, che esiste da diverso tempo
consecutivo. Il nome è sintomatico: si tratta di una sfida lancia-
ta dai giovani talenti della coreografia italiana al pubblico.
Avranno un palco a disposizione e buona visibilità.
so. Sono lontani gli anni ma che dopo la ristrutturazione del Teatro Ruskaja, avvenuta nel Come vengono selezionati questi danzatori?
della ribellione e dei 2006 (intestato alla fondatrice dell’Accademia, Jia Ruskaja) ha Nel mese di marzo procediamo con selezioni interne e in più
rapporti conflittuali con potuto dar vita ad un piccolo festival. Ciò su cui l’Accademia valutiamo una serie di proposte esterne. Le serate dedicate a
i docenti, da contestare punta, con questa manifestazione, è l’avvicinamento per addetti questi giovani talenti sono soltanto tre, è pertanto necessaria
perché facevano discri- ai lavori e non al mondo della danza, da realizzare attraverso la una pre-selezione. Si può dire che per metà i partecipanti sono
minazioni tra gli allievi. leggerezza degli appuntamenti, anche dal punto di vista della loro allievi dell’Accademia e per metà ragazzi provenienti dalle più
Ma l’animo inquieto di durata. Vogliamo presentare delle vere e proprie «chicche», spazi varie località d’Italia.
Margherita Parrilla si è in cui sia possibile parlare con gli artisti, avere uno scambio con Come ha risposto il pubblico a questo festival?
placato non trovando la essi. In quest’ottica, e trattandosi di un evento giovane che va Continuiamo a riscontrare entusiasmo, sia da parte di chi la
pace, bensì trasforman- assumendo una propria fisionomia, «Danza con me» suona deci- danza la studia con passione e fatica, che da parte di chi è incu-
a cura di do la sua inesauribile samente meglio. riosito da questo mondo e vi si può avvicinare grazie a un pro-
Rossella energia in fatti concreti: È un festival che presenta connotazioni e struttura deter- gramma diversificato. Inoltre, non è da sottovalutare il fatto che
Gaudenzi è lei che, dal 1996, minati o anno per anno il programma cambia radicalmente? questa rassegna sia ad ingresso gratuito: una reale opportunità
detiene lo scettro del Da 4 anni fronteggiamo e sperimentiamo varie situazioni; di conoscere la danza, di approfondimento.
ballo, quello di direttrice basilare è però per questa rassegna la convivenza di teoria e Quali considerazioni si possono fare sugli allievi diplomati
dell’Accademia Nazionale di Danza. pratica. Quest’anno siamo arrivati a 12 appuntamenti, dal 6 feb- presso l’Accademia Nazionale di Danza?
Sin da piccola appassionata al balletto, studentessa del Teatro braio all’8 maggio, suddivisi in tre distinti filoni. Innanzitutto la Molti dei nostri giovani talentuosi lavorano stabilmente: chi
dell’Opera dai 12 anni e a 19 madre di Godot, esperienza che la figura dell’indimenticata Pina Bausch, nominata direttore ono- all’estero, chi in enti lirici. Non si tratta solo di ballerini prepa-
rende adulta, responsabile e pronta a mettersi in gioco a 360 rario dell’Accademia nel 2006, sarà il fulcro degli incontri del rati dal punto di vista tecnico; i nostri diplomati hanno una mar-
gradi. I grandi ballerini con i quali ha danzato e che ama ricorda- mese di febbraio. Come non renderle un tributo? Potremmo par- cia in più quanto a etica e a comportamento, sono pronti ad inse-
re sono Luciana Savignano, Maya Plisetskaya, il russo Vassili e lare di un universo Bausch, poiché verranno proiettati video e rirsi nella società e nel mondo forti di grandi valori. I danzatori
Raffaele Paganini. Il piccolo festival Danza con me è la rasse- film, ospitati ballerini della sua compagnia e personaggi che promettenti e armati di buona volontà vanno aiutati con iniziati-
gna invernale-primaverile a ingresso gratuito dell’Accademia hanno condiviso con l’artista tappe importanti anche dal punto ve coraggiose, ritengo che sia un dovere per l’Accademia: noi
Nazionale di Danza giunta alla IV edizione, che dopo essere nato di vista umano. A marzo assisteremo a «Dancing Times - Breve facciamo del nostro meglio. Sono nati anche per questo due tea-
come Fuga dalla Danza ha cambiato nome. Storia della Danza in Movimento»: allievi dell’Accademia e tri e una biblioteca, inaugurata lo scorso 28 gennaio. Lei l’ha
Si tratta di titoli dall’impatto molto diverso, si passa dal ospiti esterni interpreteranno le variazioni e i passi a due dei più visitata?
concetto di fuga a quello di invito, di condivisione; a cosa è celebri balletti di ogni tempo. «Crashing Test» è invece un > Accademia Nazionale di Danza - Largo Arrigo VII, n. 5 -
dovuto questo cambiamento? appuntamento consueto, in aprile, che ritorna per il terzo anno 00153 Roma - tel. 06.57.17.621

COLPA Considerate se questo è un uomo


Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì
Seicento italiano) ha voluto ricostruire il viaggio nel mondo o per un no.
degli Inferi con un linguaggio innovativo e personale regalan- Primo Levi
doci un’opera teatrale incredibilmente tesa fra sogno e realtà.
Sei danzatori acrobati sfidano le leggi della fisica trasformando
lo spazio teatrale in una dimensione sognante di astrazione e
realtà: L’Inferno di Pellisari - al Teatro Olimpico dal 7 al 18 di Rossella Gaudenzi
di Valentina Giosa aprile 2010 - diviene un sorprendente caleidoscopio di immagi-

E
ni ispirate dai più famosi canti danteschi, recitati dalla voce di vocazione. Attraverso cui la danza riesce meglio di ogni
Vittorio Gassman, un universo quasi caravaggesco dove il dise- altra forma artistica a trasmettere con forza la dram-

F
ra le tante rappresentazioni degli Inferi, del male, di Satana, gno della luce, la musica e gli effetti speciali incontrano la danza maticità; e se si tratta di evocare l’Olocausto abbiamo
di Lucifero, del Chaos, delle Città di Dite, di quel luogo di attraverso i costumi e le coreografie di Noemi Wolfsdorf e le a che fare con uno dei massimi drammi della storia del-
eterna e totale oscurità e sofferenza per i malvagi e rifiutan- musiche di Giuliano Lombardo (sound designer) e Oscar l’uomo. Quando è la danza a narrarcelo, con il suo linguag-
ti Dio, quel luogo metafisico o fisico che attende, dopo la morte, Bonelli (polistrumentista). gio, l’impatto è travolgente, sono toccate le corde dell’e-
le anime o i corpi degli uomini in preda al peccato, l’Inferno di «La parola ha una capacità d’astrazione che nessuna altra mozionalità. Non parole, non soltanto almeno; non musica,
Dante è sicuramente l’immagine letteraria più suggestiva. forma espressiva è capace di eguagliare - dice il regista - se con non soltanto, ma anche musica e parole del corpo. A rac-
Proprio al capolavoro di Alighieri si ispirerà più tardi, nel 1667, un solo versetto Dante è capace d’inventare un mondo intero che contare questa volta - ossia evocare - l’orrore della Shoah.
John Milton per Paradise Lost, opera dedicata alla caduta di nemmeno un lungometraggio può rappresentare. Vogliamo perciò L’orrore e la danza, un singolare binomio.
Satana e alla nascita della città degli Inferi e altrettanto influen- dire quel che Dante ha detto ma con un altro linguaggio: i perso- L’israeliano Rami Be’er è il coreografo, direttore artisti-
zata dalla teologia cristiana, senza dubbio una delle più impressio- naggi ed i fatti danteschi sono innumerevoli ed in poco più di co e scenografo della Kibbutz Contemporary Dance
nanti dell’immaginario poetico. Ma certamente la grandezza della un’ora di tempo dovremo descrivere la geografia dell’immagina- Company che, all’indomani della Giornata della Memoria,
Commedia dantesca non ha eguali. L’opera «divina» è tuttora con- zione dantesca, offrendo al pubblico un portolano per una naviga- ha presentato presso l’Auditorium Parco della Musica, in
siderata il maggiore capolavoro della letteratura poetica mondiale zione nelle acque del suo immaginario». Ed in questa breve ma collaborazione con l’Ufficio Culturale dell’Ambasciata
di tutte le epoche tanto da essere ripresa ancora oggi dalle più sva- intensa navigazione assisterete a dannati che cadono al suolo d’Israele, Aide Memoire, considerato all’unanimità il suo
riate forme d’arte. Ed è proprio la prima Cantica, quella come foglie, ad anime che nuotano nel limbo e doloranti cam- capolavoro. Egli proviene da una famiglia del kibbutz di
dell’Inferno, ad aver da sempre suscitato per il fascino innato e minano sui muri e soffitti, ad angeli e demoni in duelli virtua- Gàaton e ha affiancato allo studio della danza sin da giova-
indiscutibile dell’ignoto, maggior interesse e ispirazione. li, vedrete i corpi di Paolo e Francesca giocare e cercarsi nel- ne lo studio del violoncello; grazie alla sua marcata perso-
Emiliano Pellisari (ideatore di spettacoli di successo naziona- l’aria fino a vedere la luce, rappresentata da Pellisari come una nalità la compagnia di danza KCDC, ampliamento del
le come Daimon, Nogravity, Comix, nonchè esperto del teatro grande stella pulsante a forma di fiore (formata dai corpi dei Regional Western Galilee Dance Group (fondata e diretta
fantastico del Rinascimento e delle invenzioni meccaniche del danzatori sospesi nell’aria) che s’illumina in cielo. da Yehudit Arnon fino al 1996, anno in cui il testimone
passa a Rami Be’er) diviene la compagnia di fama interna-
zionale che si è esibita nel proprio Paese, in Europa, Usa,
Sud-America ed Estremo Oriente.
17 ballerini in campo, un campo dalla scenografia
scarna - marchio di fabbrica di Rami Be’er - che consiste
esclusivamente in pannelli verticali: 10 donne e 7 uomini
vestiti di bianco. Tutti tranne una, una danzatrice, in abito
verde. Una rappresentazione del genere non può prescin-
dere dai simboli, così riesce a farci leggere la speranza; i
passi a due, struggenti, ci fanno leggere la condivisione
dell’orrore, la ricerca disperata nell’altro di un’umanità
annientata. Ma acuto si fa il ricordo, acuto si fa il dolore
con il rumore dello sferragliare del treno, di quel treno.
Agghiaccianti riecheggiano risate di donna, di un passato
non troppo lontano, che ora amplificate sono rese metal-
liche, spaventose. I corpi entrano ed escono dalle sceno-
grafie, salgono, scendono, vi si scagliano con violenza;
con i pugni battono i pannelli, ma con i pugni ci si batte il
petto, e battersi il petto significa ammettere una colpa.
Quale colpa è stata mai commessa?
Music In  Primavera 2010

VALERIA VAGLIO Uscita di insi- LES FAUVES Nalt-2 Liquidity Modernity Fiere ERA Era Classics Chi aveva mai
FEED
back
curezza Neurotrasmissione sinaptica bestie della modernità stile Violent Femmes. osato darci un latino immaginario e a cura di ROMINA CIUFFA
di serotonina, dopamina e pulci da letto Giovani, carini, disoccupati, liquidi e velvet restituirci in metallo il Nabucco?

VALERIA VAGLIO - USCITA DI INSICUREZZA LES FAUVES - NALT-2 LIQUIDITY MODERNITY

BEYOND Questa profonda gigante del nucleo accumbens - il nucleo limbico che, ALTERNATIVE Sono felini.
Quindi selvag-
l’inglese New Musical Express
(NME), prodotto da Giacomo
&further stimolato, produce appetizione e consumazione, vale a dire le fasi gi. Ma sono Fiorenza e pubblicato da
della dipendenza - mima quei meccanismi che mettono in moto i recet- nati a Sassuolo. Hanno solo 6 Urtovox Records - riporta il
tori della serotonina in modo simile a una partita di Prozac. E sceglie un titolo per il suo anni, e nel 2004 li fondava comunicato. Dopo una prima
secondo album, «Uscita di insicurezza», che è sintomatico del bugiardino. Nuovi pezzi Roberto Papavero (chitarra e tournée europea e quasi 100
per una voce intensa, in fuga da Sanremo dove ha messo piede (Cambierà è il primo voce) insieme a Davide Caselli concerti in tutta Italia è inciso
estratto, non sarà un caso), s’impunta sulle coincidenze con L’amore può finire e le sue (batteria), a cui si aggiungeva al l’album d’esordio, primo capito-
paure e i desideri divengono un’ombra equidistante. Valeria basso Silvia Dallari. lo di una trilogia, intitolato
Vaglio (v. Music In n. 11 > Beyond) qui mostra una maturità che Nel 2005 queste tre fiere NALT-1 A Fast Introduction. È
esprime in primo luogo nella linea ferma della vocalizzazione. Testi musicali giungono all’iberico ora registrato e prodotto il
nella tradizione cantautoriale italiana, ma con stile personalizzato Festival Internazionale di secondo capitolo della trilogia,
che chi conosce la cantautrice pugliese già sa definire, e parole Benicassim, quindi all’Heineken Jammin’ Festival NALT-2 Liquid Modernity, che a noi piace.
tratte dal vocabolario italiano: «frastuono», «lampione», «metal- di Imola e sui palchi italiani di spalla a gruppi Questi, tra i Violent Femmes e l’Ethan Hawke
lo», «cobalto», «ninfea», insieme a metafore che richiamano altri come Dirty Pretty Things, Gnarls Barkley e Art di Reality Bites (Giovani, Carini e Disoccupati)
sistemi sensoriali: olfattivo, visivo, tattile. Brut. Sono i motivi perché si sparga la voce fra in I’m Nuthin, o il vecchio stile dei Velvet
Dio quanto sto bene senza di te, dice, e questo è ancor di più un stampa e pubblico. Con l’ingresso del tastierista Underground. Cosa chiedere di più a pantere
modo per liberarsi dagli schemi. C’è qualcosa, in lei, che riporta al Paolo Pugliese viene subito inciso Our Dildo Can di Sassuolo? Più di darci Londra e Warhol?
silenzio, nonostante canti. Chi ha assistito a uno dei suoi concer- Change Your Life EP, 6 tracce fra R’n’R, pop,
ti, peraltro, sa che è un’intrattenitrice. Ma silenzio, ho detto. electro-dance e new wave, celebrate anche dal- Romina Ciuffa
Perché quel suo esser timida la rende una Mina vagante, pronta
ad esplodere: silenziosa, attenta, kamikaze. Sul punto di far rumore come
un’interferenza, mentre il sistema limbico è concentrato su altro. C’è, in ogni sua can- AVRIL LAVIGNE - ALICE IN WONDERLAND
zone, un angolo di letto dove riposarsi ed una trincea dove nascondersi per difendersi
dalle pulci da letto. C’è un nemico anche dentro una casa sicura, un acaro, un amore.
Il nucleo accumbens gioca un ruolo importante nei meccanismi di rinforzo, nella risata
e nell’elaborazione delle sensazioni di piacere e paura fino all’effetto placebo. Il rilascio SOUND
tracking
Alice è cresciuta. E ancora una
volta - il destino è immutabile -
Danny Elfman, la cui colonna sonora è la vera
terza dimensione e per sperimentarla non c’è
nel sistema limbico di dopamina, responsabile dell’attrazione e dei desideri prodotti da è caduta in una buca per bisogno di occhialini di plastica bicolori.
stimoli naturali e dall’iniziazione del comportamento atto alla consumazione dell’ogget- seguire un coniglio bianco. L’Alice di Tim Nel video di Alice (Underground) Avril Lavigne
to del desiderio, inizia poco prima della fase consumatoria dell’ascolto della nuova Vaglio Burton ha 19 anni e torna nel Paese delle segue il Bianconiglio, cade anche lei in un
e si mantiene durante l’assunzione volontaria, e parallelamente controlla l’attenzione, il meraviglie per scappare dalla sua festa di mondo sotterraneo, veste i panni dell’eroina
desiderio, la condizione motoria e la gratificazione connessi. Un’uscita di insicurezza fidanzamento, ma non ricorda nulla delle di Lewis Carroll e scopre un luogo magico,
postsinaptica che inibisce la ricaptazione del miglior neurotrasmettitore. avventure vissute da bambina. I suoi vecchi nascosto agli occhi del mondo reale, dove
amici ci sono tutti: lo Stregatto, i gemelli Pinco ognuno è libero di essere folle a suo modo.
ROMINA CIUFFA Panco e Panco Pinco, il Leprotto marzolino e Per tutto il video, in cui compaiono in brevi
il Cappellaio matto. Ma quando il Brucaliffo la fotogrammi anche tutti i protagonisti del film,
guarda ha un momento di incertezza e le dice: non fa altro che scappare da qualcosa - così
tu sei quasi Alice. come la vera Alice fugge da
Almost Alice è la raccolta di un matrimonio combinato
16 canzoni scritte da diversi anche l’artista canadese è
artisti ispirati al film in 3D fuggita dal suo - e mentre
Alice in wonderland e Avril canta «I’ll Survive, When
Lavigne, che ha scritto il the World’s Crashing
brano che accompagna i Down, When I Fall and Hit
titoli di coda, è una perfetta the Ground» la sua voce è
«quasi Alice» anche lei. Il suo energica e vitale, come un
è l’unico brano ad essere grido di liberazione. Avril è
inserito anche nel film, per il cresciuta.
resto Tim Burton si è affida-
to come sempre al genio di Roberta Mastruzzi

FRANCESCO BONELLI - IO MI RICORDO L’AMORE


BEYOND
&further
Elegante appa-
re il cantautore
vivono. Se «la sabbia è un mare
d’oro tutto il mondo è poesia e la
Francesco vita è un viaggio miracoloso». La
Bonelli: il suo lavoro in studio, Io melodia è un veliero col vento in
mi ricordo l’amore, è un biglietto poppa e le liriche sono ispirate.
da visita per far capire che aver «Questa canzone è per i tuoi
superato i 40 anni non è scadere piedi che baciano questo mondo
come il burro ma piuttosto miglio- ferito». Ombre caposseliane
PRODIGY - INVADERS MUST DIE rare come il vino. La sua faccia invece in Mambo del bar, dove la
barbuta è nota perché è attore parte musicale innalza ancora
per film con Comencini e Angeli. un po’ il livello già alto di tutto il
PO PCK
pop&rock
Anni di silenzio.
Per poi rico-
2009, pubblicato dalla nuova
etichetta Take me to the
È nella musica però che sviluppa
uno stile molto personale tra folk e old-style.
cd. In questo pezzo Bonelli
rispolvera il suo alter-ego di attore per parti
minciare, anzi Hospital e con tour mondiale Elefanti e sirene è un’apertura che ben dispo- semi-parlate in una quasi canzone-teatro inte-
riprendere il filo e far tornare in relativo, toccano l’Italia ad apri- ne; Stamattina mi dico non dormire amico…, ressante. Scoperta venuta fuori con calma,
pista, far tornare a ballare le 2010 > a Roma il 26 un invito a reagire «alla fila di ombre che lontana dagli isterismi televisivi.
coloro che ballavano al suono all’Atlantico Live. 13 tracce. aspetta alla posta». Canzone per i tuoi piedi
della nostra musica laddove Mai stati politically correct analizza l’amore e il modo in cui gli artisti lo Luca Bussoletti
quella musica si era interrot- quanto a testi e non si smenti-
ta. Liam Howlett, Maxim e scono. Continuano ad accosta-
Keith Flint, i britannici The
Prodigy (il nome della band è
re rock-punk martellante a
dance estrema calati nella
ERA - ERA CLASSICS
ricavato da quello di un sinte- dimensione delirante del rave.
tizzatore utilizzato per comporre da Liam
Howlett, il Moog Prodigy), i campioni della
Soddisferanno quanti hanno amato Fat of the
Land, ma non si può dire che si siano supera-
CLASSICA Canti gregoriani Universal, Era classics si
MENTE medievali, musi- ascolta in 10 tracce ricche
rave music di fine anni 90 per capirci, tra i ti; gli ammiratori più esigenti forse si aspetta- ca colta e anti- di rimandi al mondo della
maggiori esponenti della big beat accanto a vano qualche elemento di novità. Ad ogni ca, ma anche chitarre rock e musica classica, con il
Chemical Brothers, Fatboy Slim e The Crystal modo, si balla, si balla e ancora si balla. atmosfere gothic metal, questo il Nabucco e La Forza del
Method, sono tornati. Con Invaders Must Die, mix sonoro degli Era, band nata in Destino di Giuseppe Verdi, le
il quinto album da studio uscito il 2 marzo Rossella Gaudenzi Francia nel 1995 per volontà del Quattro Stagioni di Antonio
musicista Eric Levi che ha vendu- Vivaldi, l’Ave Maria di Giulio
to nel mondo ben 9 milioni di Caccini, il Concerto n. 3 di
ANDREA CASSETTA - VORREI ESSERE COME TE dischi. In Italia hanno raggiunto la
vetta della top ten nel 2003 con
Johann Sebastian Bach o
l’Adagietto di Gustav Mahler.
l’album The Mass e ora ci riprova- Tutte composizioni riviste in
TRAINING Esordio di un
cantautore e
vincente e un ritornello orecchia-
bile, e dolci ballate (d’obbligo in un
no con il nuovo Era Classics.
Assolutamente originale, a partire dal nome, il
chiave new age e ambient,
alla maniera dei capostipiti del genere, come
polistrumenti- classico disco rock) fra cui spicca progetto Era si caratterizza per i testi ermetici, Enya, Enigma e Deep Forest.
sta romano registrato tutto da la title track, che rendono il pro- scritti in un latino immaginario, dallo stile inva- È da qui, dalle note più celebri ed emozionanti
solo a casa. Vorrei essere come dotto completo. riabilmente mistico ed etereo, che però nel della musica classica, che prendono forma e
te non è nulla di musicalmente Ad accompagnarlo dal vivo, tempo Levi ha saputo levigare e contaminare suono i nuovi brani degli Era, come Redemption
nuovo ma senza dubbio un pro- Sebastiano Basso al basso e deliziosamente, con strumenti e sonorità più e Senset Drive, Arising Force e The Chosen
dotto di un artista sincero e con- Danilo Santaroni alla batteria. moderne, tra cui l’elettronica. Un gruppo che Path, Winds of Hope o Sombre Day. Pezzi intri-
vincente. Sonorità rock e pop, Andrea Cassetta si era già fatto nel tempo ha visto sempre nuovi componenti si di magia e di spiritualismo, evocativi profon-
muri di chitarre alternati a melo- notare per la colonna sonora del aggiungersi, allontanarsi e ruotare attorno al dità dell’anima troppo spesso sottovalutate
die più sognanti e una sezione rit- film Fate Come Noi di Francesco leader parigino, artista eclettico che nel 1997 dalle produzioni contemporanee e che, in fin dei
mica calibrata, cui si aggiunge Apolloni uscito nelle sale italiane ha tra l’altro composto la canzone I Believe per conti, hanno permesso alla band francese di
una voce ben utilizzata e modulata: si passa così nel 2004 e distribuito dall’Istituto Luce. Andrea Bocelli e che nel 2003 dichiarò il suo conquistare 9 dischi platino solo in patria.
da brani più energici come Alcool Puro e Dietro amore artistico per Laura Pausini.
una maschera che esordisce con un bel riff con- Valentina Giosa Dal 17 febbraio nei negozi italiani, per l’etichetta Flavio Fabbri