Sei sulla pagina 1di 3

GNOMUS

Analisi
Il primo quadro rappresenta un nano malvagio che si aggira nella foresta. La musica nella tonalità di
mi bemolle minore, caratterizzata da tempi contrastanti (3/4 e 4/4), da frequenti fermate e riprese,
e da un alternarsi di forte, pianissimo e fortissimo, rappresenta i movimenti dello gnomo.
Il brano presenta numerosi intervalli non usati nella nostra musica e molti accordi dissonanti. In
questo quadro convivono tre diverse idee tematiche che ripetendosi danno vita ad una forma molto
simile ad un Rondò irregolare con uno schema:
ABA'C(A)B' coda
La I idea tetica, di 18 battute è caratterizzata da un primo periodo di 10 misure (una frase ternaria
negativa di 6 ed una binaria negativa di 4 misure); il secondo periodo invece è di 8 (semifrase + frase
binaria negativa + misura con pausa e punto coronato); da notarsi in questo caso la mancanza della
semifrase con dinamica (p) presente nel periodo precedente.

Maurice Ravel, nella sua trascrizione per Orchestra, affida la I idea agli archi, specialmente ai
violoncelli ed ai contrabbassi. Si susseguono infatti frasi con figure guizzanti e fulminee, chiuse da
una pausa. Le singole frasi sono affidate ai legni ed agli archi gravi, alternati a note tenute dei corni,
e concluse dagli archi acuti e dalle percussioni.
La II idea in 10 misure è caratterizzata da due frasi binarie affermative di 4 battute ciascuna + una
misura di chiusura ed ancora una battuta con pausa e punto coronato. Per dare l'idea del
movimento irregolare dello gnomo, Moussorgsky ricorre ad una tipica figura di spostamento di
accento ritmico (Sincope).

Nella versione Orchestrale, Ravel affida il tema prima ai legni, archi pizzicati, note lunghe degli
ottoni, xilofono e timpani, poi a differenza di quella pianistica caratterizzato solo dal ritornello, Ravel
ripresenta il tema questa volta affidato alla celesta, seguita dall’arpa, dal glissando degli archi con
note tenute, dal clarinetto basso e dal corno.

La III idea musicale è caratterizzata da una scrittura a due parti semplici, a volte a distanza di ottava
o a volte a distanza minore ma comunque intervalli che non vengono armonizzati al loro interno
come poteva accadere nella tradizione occidentale.

Dopo una ripresa del tema iniziale abbiamo la terza sezione; Ravel rispetta questo carattere di
"armonia vuota" al suo interno e mantiene gli stessi intervalli dell'originale pianistico di
Moussorgsky soltanto orchestrandoli massicciamente ai fiati. Questa idea è un'idea che sale dalla
parte grave del pianoforte e per questo i fiati che Ravel utilizza in questo caso sono i Clarinetti, i
Fagotti ed i Corni. Inoltre il Tema viene sostenuto su note d’appoggio di arpa, timpani e grancassa
con interpolazioni del tema iniziale.

Tutti i legni con trombe, tromboni e glissandi discendenti degli archi (battuta 70), ci conducono alla
ripresa della II idea tematica. Ancora in evidenza sono legni e archi gravi (trilli e folate cromatiche),
sui quali si appoggiano gli accordi discendenti di legni acuti, arpa, violini e viole pizzicati. L’intervento
degli ottoni ci porta alla conclusione affidata alle scale dei legni e degli archi, chiusura derivata dalla
I idea tematica, quella del movimento veloce dello gnomo che ricorre in tutta quanta l'estensione
di questo quadro.