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Direttore ROMINA CIUFFA CIUFFA EDITORE CLIPS, INTERVISTE REPORTAGES, LIVE RIOMA è anche su: INTERNET
Direttore
ROMINA CIUFFA
CIUFFA EDITORE
CLIPS, INTERVISTE
REPORTAGES, LIVE
RIOMA è anche su:
INTERNET
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musicinchannel
e su:
www.musicin.eu
RIOMA NUMERO CINQUE - ALLEGATO A MUSIC IN - REG. TRIBUNALE DI ROMA N. 349 DEL 20/7/2007
RIOMA È UN PROGETTO DI ROMINA CIUFFA IN UN CIRCUITO DIVULGATIVO DI CULTURA «RIOMANA» (OGGI A ROMA, RIO, SALVADOR E SÃO PAULO)
L’UMBRIA INCONTRA L’AMERICA LATINA
RIOMA PRESENTA «L’UMBRIA INCONTRA L’AMERICA LATINA», UN CICLO DI INCONTRI DELL’ASSOCIAZIONE UMBRIAROMA

CUOR

UMBRO

DI ROMINA CIUFFA

Regola numero uno:

non si può fare alcuna

previsione sui tempi della Fioritura dei Piani

di

Castelluccio. Si tratta

di

uno dei più disarman-

ti

spettacoli naturali che

esista al mondo. Tra giu- gno e luglio, con una precisione affidata solo all’andamento climatico della stagione, l’altipia- no umbro si tramuta in un mosaico, paradossal- mente innaturale, di spe- cie floreali che tingono il Pian Grande e il Pian Perduto: narcisi, trifogli, viole Eugeniae, genzia- nelle, ranuncoli, violette, trifogli, papaveri, asfo-

deli. Insieme ad esse, fiorisce la lenticchia. L’altipiano è noto anche con il nome di Piccolo Tibet: in una delle mie

annuali e puntuali visite a Castelluccio di Norcia,

mi è capitato finanche di

imbattermi in un mona-

co

tibetano, il cui manto

si

mimetizzava perfetta-

mente con i colori più accesi dei fiori. Un grup- po di alberi ha la forma dell’Italia sin dal primo centenario dell’Unità.

La Fioritura è solo uno degli aspetti di questa regione che, in quanto cuore dell’Italia, deve fungere da pompa e pro- durre una pressione suf- ficiente a permettere la circolazione del sangue. Da qui la regola numero due: non si può fare alcuna previsione sulle palpitazioni umbre. n

G li italiani hanno un primato: costituiscono la più numerosa popolazione di oriundi italiani nel
G li italiani hanno un primato:
costituiscono la più numerosa
popolazione di oriundi italiani
nel mondo (circa il 15% della popo-
lazione brasiliana). I primi - contadi-
ni trentini e veneti pronti al lavoro di
coltivatori nelle fazendas - arrivano
in Brasile nel febbraio 1874. Fino al
1920 l’immigrazione è massiccia
verso le piantagioni di caffè degli
Stati di São Paulo, Rio Grande do
Sul, Santa Catarina, Paraná, Minas
Gerais e Espírito Santo. Di oltre un
milione e mezzo, più della metà pro-
vengono dal Norditalia. E non si
limitano a coltivare i campi: solo il
Brasile ha avuto tre presidenti di ori-
gine italiana (Pascoal Ranieri
Mazzilli, Emílio Garrastazu Médici
ed Itamar Franco).
Causa le precarie condizioni eco-
nomiche della regione umbra, giun-
ge fin lì anche la spiritualità france-
scana: sono 11.818 gli umbri che dal
1874 al 1920 emigrano in Brasile. Il
primo flusso consistente è diretto
oltreoceano, tra Brasile e Argentina.
Nel 1921 una brusca pausa. quindi
una crescita (nel 1924 sono 6.466 gli
espatri) fino al 1933. In questi anni
prevale l’emigrazione interna e alcu-
ni umbri si rivolgono delle conquiste
africane. Con le restrizioni Usa
(1921 e 1924) si torna a preferire
Argentina e Brasile, ma a fatica per i
pesanti vincoli strutturali dei mercati
del lavoro. La riconversione indu-
striale postbellica e la conseguente
crisi agricola fa ripartire gli umbri,
che cominciano ad orientarsi anche
sull’edilizia. Quindi, negli anni 70 si
guardano intorno e capiscono: resta-
re in Umbria, perché no? n
S ono le 23.20 del 19 settembre 1979, quando un terremoto di 5,9 gradi di
S ono le 23.20 del 19 settembre 1979,
quando un terremoto di 5,9 gradi di
magnitudo, lungo oltre 30 secondi, rade
gite sociali in Umbria; conferenze e presen -
tazioni di libri; concerti di musica classica,
al suolo alcune frazioni del Casciano e del
Nursino facendo danni ingenti in tutta la
Valnerina. Le località più colpite sono
Civita, Chiavano, Castel Santa Maria nel
Casciano e San Marco di Norcia. Da un ter-
remoto nasce l’Associazione degli Umbri,
lirica e leggera; presentazioni di documen -
tari televisivi per trasmettere le tradizioni e
i valori che hanno reso famosa la cultura,
l’arte e la storia dell’Umbria nel mondo,
momenti tematici di incontro tra i soci. E
non manca lo spazio riservato allo sport: la
squadra calcistica del Perugia è stata spes -
più
propriamente da una scossa: il 21 mag-
gio
1980, a Roma, Luciana Barracchia Di
Biagio la fonda con l’intento di solidarizza-
re
con le popolazioni umbre in quell’occa-
sione drammatica. Oggi è una sociologa,
ospite dell’Associazione per incontrare i
tifosi romani.»
Dov’è che l’America Latina incontra
l’Umbria?
«Ovunque. Persino nel mio albero genea -
so
Maria Caterina Federici, a coprire il ruolo
di presidente, affiancata dall’onorevole
logico. Provengo da Amalia, ma la mia
famiglia ha un passato molto significativo
Massimo Palombi, presidente onorario.
Umbra di Amelia, è professore ordinario
in Brasile; molti miei avi erano carbonari
di Sociologia Generale presso l’Università
degli Studi di Perugia; ha svolto attività di
immigrati a Belo Horizonte, dove abbiamo
anche una tomba di famiglia: mia zia è
sepolta lì. Gli umbri sono sparsi nel mondo
docenza presso La Sapienza, l’Università
degli Studi di Parma, la Scuola della
Pubblica amministrazione di Bologna,
l’Executive MBA Program, il Graduate
School of Business Administration,
nello stesso modo in cui brasiliani, venezue -
lani, cileni, argentini ed altri oriundi
dell’America del Sud si sono sparpagliati.
Nelle città in capo al mondo sono presenti
centri umbri: in Argentina da Buenos Aires,
University of Southern California; è autrice
a Mendoza, a Rosario, in Brasile a São
di oltre ventidue volumi pubblicati in Italia,
Francia e Belgio. Ha diretto numerose ricer-
Paulo, in Colombia, in Venezuela da
Caracas a Valencia e così via. Si tratta di
che per il Miur, il Cnr, Enti pubblici e priva-
p o rtati
relazionali. L’America Latina,
ti. Collabora con istituzioni e fondazioni
l’Italia. Poi l’Umbria, nostra regione, e cia -
culturali pubbliche e private e svolge attività
di
ricerca con il Centre d’Etude sur l’Actuel
et
le Quotidien della Sorbonne V di Parigi.
scuno dei Paesi che, invece, fanno parte del
mondo sud-americano. Ognuno di questi
insiemi è collegato, in un modo o in un
È
membro dell’A.I.S., l’Associazione di
altro. Sono le traversate transoceaniche che
Sociologia. Ed è un’umbraromana doc.
Cos’è UmbriaRoma?
«L’Associazione è stata creata per facili -
tare la conoscenza e stimolare l’incontro tra
ci hanno unito, ma siamo noi che restiamo
vincolati attraverso interessi comuni, inve -
stimenti, spunti sociologici e culturali.»
Chi, dei vostri associati, è particolar-
i numerosissimi umbri che vivono o lavora -
no nella Capitale e i moltissimi romani che
amano la verde Regione. Il cuore d’Italia,
l’Umbria, dolce e un po’ velato, è una terra
che si estende tra gli Appennini da una
parte e i dorsi montuosi dall’altra che
nascondono la valle del Tevere. Tra la città
dei Fiori, Firenze e la città eterna, Roma,
l’Umbria è in una solitudine quasi arcaica
che ha preservato le bellezze del paesaggio
e dell’arte e i valori francescani.»
Come riesce in questo intento?
«L’Associazione promuove manifestazio -
ni, riunioni, convegni, ricerche e concerti
anche in collaborazione con associazioni
similari. Durante l’arco dell’anno vengono
organizzati incontri conviviali, visite guida -
te a mostre, musei e monumenti di Roma;
mente legato all’America Latina?
«Il primo che mi viene in mente è Manuel
Anselmi, nato a Civita Castellana nel 1975,
sociologo e docente presso l’Università
degli Studi di Cassino. È lui l’autore di un
ottimo testo sul tema, I bambini di Chàvez.
Ideologia, educazione e società in America
Latina, un’analisi critica dell’ideologia
bolivariana rivoluzionaria del Venezuela
con particolare attenzione ai processi edu -
cativi correlati. Attraverso uno studio sul
campo all’interno delle scuole bolivariane
che il governo Chávez ha realizzato per
diffondere la cultura bolivariana rivoluzio -
naria presso tutta la popolazione, Manuel
ha voluto cogliere tanto gli aspetti innovati -
vi quanto quelli più problematici della tra -
sformazione sociale tuttora in atto.» n
oão Gilberto - nome d’arte di João Gilberto Prado Pereira de mbriaRoma, raggruppan- denza o
oão Gilberto - nome d’arte di João Gilberto Prado Pereira de
mbriaRoma, raggruppan-
denza o che abbiano dedicato
U J
Oliveira (Juazeiro, 10 gissionisti.
do gli umbri residenti a
ad essa parte della propria
n
Roma, ogni anno si fa
promotore di una iniziativa
molto apprezzata: il Premio
«UmbriaRoma», presieduto
da Carlo Fuscagni e destinato
attività culturale o professio-
nale. Il Premio consiste in
prodotti di artigianato umbro
conferiti in sedi di rilievo, uno
per tutti il Campidoglio.
a
personalità nate in Umbria
che abbiano conseguito parti-
colari successi a Roma e in
Alcuni premiati: Gigi Proietti,
Antonio Baldassarre, Pippo
Baudo, Ettore Bernabei, Luigi
tutto il territorio nazionale,
nonché a personalità residenti
Frati, Terence Hill, Victor
Ciuffa, Nicoletta Spagnoli,
a
Roma che abbiano scelto
l’Umbria come seconda resi-
Maria Grazia Cucinotta. Tutti
umbriromani doc. n
L argo ai giovani: quelli umbri- romani hanno costituito il proprio gruppo all’interno dell’Associazione degli
L argo ai giovani: quelli umbri-
romani hanno costituito il
proprio gruppo all’interno
dell’Associazione degli Umbri
nel marzo 2011. Sono tutti legati
alle tradizioni, ai valori e al terri-
torio umbro e romano e ritengo-
no che lo scambio interculturale
tra i diversi contesti sia una
straordinaria fonte di arricchi-
mento. I giovani di Umbriaroma
credono nelle relazioni umane,
nella solidarietà, nel lavoro, nella
sobrietà, nel rispetto per la natu-
ra e l’ambiente, come è nella
migliore tradizione umbra. Dalla
cultura e l’arte all’università e
alla ricerca, dall’informazione e
la comunicazione alla sanità, dai
diversi settori imprenditoriali a
tutti gli altri ambiti della società,
si mettono alla prova con attività
culturali, turistiche e di cono-
scenza del territorio nazionale e
internazionale, di formazione,
ricreative, sociali, e di sostegno
alle risorse del territorio umbro e
romano. Divertendosi. n
RIOMA  NUMERO 5 info@rioma.br.com RIOMA Il Brasile a portata di riomano Come trasformare Due
RIOMA  NUMERO 5
info@rioma.br.com
RIOMA Il Brasile a portata di riomano
Come trasformare Due Ponti ed il luogo comu-
ne in due ponti ed un luogo fuori dal comune
AMBASCIATA D’ITALIA IN BRASILE Mib,
Momento Itàlia-Brasile L’Ambasciatore Gherardo
La Francesca spiega: il Brasile invita l’Italia a ballare
DI ROMINA CIUFFA RI OMA B renda, China, Natalie e le trans di Due Ponti,
DI ROMINA CIUFFA
RI OMA
B renda, China, Natalie e le trans di Due Ponti, esattamente come Chiquinha
Gonzaga, Tarsila de Amaral, Bertha Lutz, Anita Garibaldi, la Marquesa de
Santos: Rioma restituisce il Brasile al «riomano» con un samba no pé.
restituisce il Brasile al «riomano» con un samba no pé. R io ma. La prima che

R ioma. La prima che mi viene in mente, per dare conto del progetto Rioma, è Brenda, trans trovata morta il 20

novembre 2009 soffocata dal fumo sprigionatosi nell’incendio del suo monolocale in Via Due Ponti a Roma, nel quale riceveva per favori sessuali anche l’ex governatore della Regione Lazio Piero Marrazzo. China, Natalie, Giosy e tutte le transessuali di Due Ponti, il cla- more, gli scoop, le carte false, i soldi, le menzo- gne: dalle coperte alle copertine il caso Marrazzo ha portato il Brasile a letto. Non basta- vano i luoghi comuni, testosterone che conosce

solo un brasili-ano. Carnevale senza repinique, caixa, surdo, pandeiro, berimbau, tamborim, agôgô, cavaquinho, chocalho, cuica, reco-reco. Brasiliano senza Brasil. Il fondo della schiena. Il fondo. Rioma prende atto dell’assenza di infor- mazione, e mette il Brasile a portata di riomano. Rioma è questo: è la schiena, la risposta alla morte di Brenda e di tutte le brasiliane. Con lei sono morte cultura, indipendenza, intraprenden-

za, energia rinnovabile, letteratura, musica; sono

morte le brasiliane colte. Maria Quitéria (1792-1853), che si travestì da uomo per com- battere nella guerra di indipendenza brasiliana, nominata guardamarina da D. Pedro I, primo imperatore del Brasile, considerata la Giovanna d’Arco brasiliana. La Marquesa de Santos (1797-1867), amante dell’imperatore, votata agli aiuti umanitari. Ana Néri (1814-1880), pio- nera dell’infermieristica in Brasile, che accom- pagnò i suoi figli-soldati a combattere in Paraguai, prestandovi servizio medico. Anita Garibaldi (1821-1849), compagna di Giuseppe ed eroina dei due mondi, che partecialla

Rivoluzione di Farroupilha e all’unificazione dell’Italia. La principessa Isabel (1846-1921), prima senatrice della nazione, che abolì la schia- vitù e difese il voto delle donne e la riforma agraria. L’incendio a Due Ponti ha ucciso Chiquinha Gonzaga (1847-1935), autrice della prima mar- cia carnevalesca, Ô Abre Alas del 1899, prima pianista di chorinho e prima donna a dirigere un’orchestra in Brasile; Tarsila de Amaral (1886-1973), una delle più grandi pittrici brasi- liane (il suo quadro Abaporu, del 1928, valutato 1,5 milioni di dollari, inaugurava il movimento antropofagico); Bertha Lutz (1894-1976), pio- niera del femminismo; Aracy de Carvalho Guimarães Rosa (1908), unica brasiliana ricor- data nel Museo dell’Olocausto, che salvò più di 100 ebrei nella Seconda guerra mondiale emet- tendo passaporti d’entrata illegale in Brasile; Patrícia «Pagu» Galvão (1910-1962), scrittri-

Diniz (1945-1972), scandalosa quando incinta

comparse in spiaggia negli anni 60, emancipata. Il Brasile è tutto questo, e molto altro: Rioma

lo mette letteralmente a portata di «riomano»,

costituendo la presa d’atto del fatto che manchi,

in Italia, un organo informativo di divulgazione

della reale essenza brasiliana, sinergia concreta

tra Italia e Brasile che trasformi il Colosseo in un

grande forrozão a porte aperte, interazione cultu- rale e imprenditoriale tra i nostri «riomani». Il riferimento terminologico a Rio e Roma, lungi dall’essere limitativo, abbraccia le espres- sioni simboliche dei due Paesi, il Cristo Redentor ed il Colosseo - una faccia religiosa, l’altra laica - per sintetizzare l’insintetizzabile. Il «riomano» è brasiliano o italiano e brasiliano e italiano insieme, legato alla «brasilianidade» propagandata da Heitor Villa-Lobos a inizio secolo; è chiunque operi in sinergia e scelga un binario comune per colmare saudade. Rioma divulga la programmazione culturale - eventi brasiliani, rodas, concerti, corsi, stages, batterie di samba e quant’altro - attraverso arti- coli, video, live, radio, incontri, approfondendo ciò che è lasciato in superficie. Spiega. Racconta la storia. Descrive i suoi personaggi. Fornisce un servizio di reperimento di artisti brasiliani per chi ne ha necessità, secondo le esi- genze. Richiama periodicamente artisti dal Brasile per portare in Italia una conoscenza non media-

ta nella musica, nell’insegnamento, nell’educa-

zione. Organizza direttamente corsi di lingua, forni-

sce servizi di traduzione e interpretariato. Organizza corsi di ballo, samba, forrò, capoei-

ra e quant’altro richiesto, mediando con il setto-

competente. Supporta le migliori attività imprenditoriali e culturali svolte in Italia e in Brasile dai riomani, attraverso servizi giornalistici completi di diff e- rente portata e a vari livelli mediatici. Rioma costituisce rubrica di riferimento gior- nalistico. Sulla testata Music In descrive in det- taglio la musicalità nei suoi molteplici aspetti; sulla testata nazionale Specchio Economico approfondisce l’aspetto istituzionale ed econo- mico delle relazioni fra i due Paesi, invitando i principali operatori di questa sinergia ad una vir- tuale tavola rotonda. Senza lucro compie azioni di volontariato nelle favelas brasiliane, anche stringendo accor-

re

MIB IT

À

L IA

BRASILE

an che st r in gendo acco r- re MIB I T À L IA BRASILE

F orrò tra Italia e Brasile: è il momento del MIB, umanizzazione dei rapporti tra i due

Paesi e rassegna inaugurata a Rio che durerà fino a giugno, per la quale Gilberto

Gil scrive un samba. Ne parla l’Ambasciatore in Brasile, Gherardo La Francesca.

Ne parla l’Ambasciatore in Brasile, Gherardo La Francesca. E il momento di un forrò: il Brasile

E il momento di un forrò: il Brasile prende per mano l’Italia, seduta in sala ad attendere l’invito come una

signora d’altri tempi, e la fa ballare. Non sarà un caso che il termine «forrò» sia associato alla locuzione inglese «for all», per tutti, frase di invito al ballo usata nelle feste degli immigrati: si tratta della più diffusa danza popolare del nord-est del Brasile, e si balla in

coppia. L’Italia accetta l’invito e scende in pista con un Paese che sa condurre meglio di qualun- que altro una danza acrobatica: il forrò univer- sitario, fatto di salti e piroette, ma anche le acro- bazie che da qualche anno compie, attraverso le quali non solo si è inserito tra i Paesi del Bric (dando all’acronimo l’iniziale), ma ha raccolto una sfida globale che lo porterà a ricevere milioni di ospiti per i Mondiali del 2014 e le Olimpiadi del 2016, eventi che costituiscono il traino di uno sviluppo annunciato. Non solo: il Pontefice ha scelto Rio de Janeiro come sceno- grafia per la Giornata Mondiale dei Giovani, che si svolgerà dal 23 al 28 luglio 2013. È innegabile: questo è il Momento Italia- Brasile. Lo sottolinea l’Ambasciata italiana in Brasile, guidata dall’Ambasciatore Gherardo La Francesca, che chiama «Momento Itàlia- Brasil» una rassegna multisettoriale di oltre 500 eventi legati all’Italia e alla sua presenza - anti- ca e moderna - in quel Paese, con architettura, arte, cultura, teatro, danza, enogastronomia, moda, scienza, tecnologia, inaugurata il 15 otto- bre a Rio de Janeiro e destinata a protrarsi fino a giugno 2012. Il MIB è l’essenza di quella danza che Italia e Brasile stanno ballando insieme. Il 2011 è stato dichiarato l’Anno dell’Italia in Brasile. Cosa significa in termini reali? Siamo in fervido movimento: prima la Conferenza Italia-America Latina svoltasi in ottobre a Roma, dedicata alla collaborazione industriale soprattutto della piccola e media impresa, nella quale Italia e Brasile hanno avuto una parte rilevante; quindi il grande incontro organizzato dalla Lide, associazione che raggruppa quasi mille imprenditori, 150 presidenti e dirigenti di imprese italiane e brasi - liane operanti in Brasile, nel quale si è parlato

di investimenti degli italiani in Brasile e dei bra -

siliani in Italia. Il messaggio si può riassumere

in poche battute: nessun Paese oggi può permet -

tersi di affrontare da solo le grandi sfide del mondo globalizzato. L’Italia e il Brasile, per

mondo g lo bali zza to. L’Italia e i l Bra si le, per una st

una storia pluricentenaria che si sta rinnovando

e sta trovando nuovo alimento, hanno molto in

comune da sviluppare ed altrettante possibili

di aiutarsi reciprocamente.

Cos’è «Momento Itàlia-Brasile? Un vero e proprio viaggio, che si propone di consolidare i sentimenti di simpatia e affinifra i due popoli, rafforzare i legami economici, sociali e culturali tra i due Paesi e sviluppare i

flussi turistici bilaterali. Dal punto di vista economico, in che modo gli italiani possono attivarsi in Brasile? In occasione della V Conferenza Italia- America Latina abbiamo presentato un lavoro come esempio di «best practices», che può esser imitato anche da altri Paesi. Abbiamo tracciato una mappatura per sapere dove poggiamo i piedi, censendo quasi 600 filiali produttive di

imprese italiane attive in Brasile, afferenti a set - tori di un certo spessore: meccanica, energie rinnovabili, ambiente, telecomunicazioni, in uno scenario articolato e complesso che riguarda tutto il Paese. È vero che è negli Stati del Centro-Sud, di São Paulo in particolare, che si concentrano tutte le attività; ma è anche vero che Stati relativamente meno avanzati si svilup - pano ad una velocità maggiore di altri. Abbiamo quindi individuato alcuni settori parti - colarmente sani - l’automotive, marmi e graniti

e la nautica - e steso un progetto per il primo. A

marzo torneremo con un nuovo documento per indicare le nuove prospettive. Quest’analisi può essere collegata anche al progetto del MIB? «Momento Itàlia-Brasile» è una rassegna che parte da una base di tipo culturale, ma ha in una componente economico-industriale signifi - cativa che ci è stata consigliata dagli stessi bra - siliani, i quali hanno insistito per parlare con noi di cooperazione industriale. L’interesse per

ciò che la creatività italiana è in grado di espri - mere anche nel settore industriale è fort e . L’Italia è il Paese con la maggiore densidi imprese - circa 5 milioni su 60 milioni di abitan -

ti, ossia un’impresa ogni 12 abitanti, senza con -

siderare regioni in cui la densità è ancora più elevata -, ed è matura la coscienza del fatto che

le piccole e medie imprese sono la vera forza

trainante della nostra economia e costituiscono

un esempio interessante e potenzialmente molto proficuo per un Paese come il Brasile, che sta crescendo a ritmi molto alti. n

di di intercambio con il Saint Louis College of ce, giornalista e militante comunista; Rachel
di
di intercambio con il Saint Louis College of
ce,
giornalista e militante comunista; Rachel de
Queiroz (1910-2003), prima donna ad essere
ammessa all’Academia Brasileira de Letras, nel
1993 Premio Camões per la letteratura (equipa-
rabile al Nobel); Irmã Dulce (1914-1992), reli-
giosa caritatevole nella zona nordestina di
Bahia; Ruth Cardoso (1930-2008), fondatrice
di
un programma di aiuti alla povertà; Leila
Music.
Vi dedica un intero capitolo editoriale, con
una rivista omonima che esce a Roma, a Rio,
Salvador e São Paulo, oltre che online.
Ma soprattutto, promuove l’integrità del con-
cetto di «due ponti», che non sia sinonimo di
prostituzione, bensì di un passaggio di energia a
doppio senso. In tal caso Brenda entra a pieno
titolo tra i nostri riomani. E ad honorem. n
RIOMA  NUMERO 5 RIOMA È UN PROGETTO DI ROMINA CIUFFA IN UN CIRCUITO DIVULGATIVO
RIOMA  NUMERO 5
RIOMA È UN PROGETTO DI ROMINA CIUFFA IN UN CIRCUITO DIVULGATIVO DI CULTURA «RIOMANA» info@rioma.br.com
RAQUEL ARAÙJO-CASA DE BAMBA
Rioma Tour 2012 Una grande interprete del
Samba de Raiz e della MPB è tutta umbrasiliana
SHOW DE BOLA
Cos’è una Batucada?
Il Carnevale dentro
PORTO DA BARRA
Nella Capoeira l’Umbria
incontra la Bahia
LUIS ELÓI STEIN
Saudade o nostalgia?
Poesia
la Bahia LUIS ELÓI STEIN Saudade o nostalgia? Poesia L’UMBRIA INCONTRA IL BRASILE RIOMANO Una spinta

L’UMBRIA INCONTRA IL BRASILE RIOMANO

o nostalgia? Poesia L’UMBRIA INCONTRA IL BRASILE RIOMANO Una spinta «umbrasiliana» è quella che oggi viene

Una spinta «umbrasiliana» è quella che oggi viene data dalla sociologa Maria Caterina Federici con la suaAssociazione degli Umbri: creare nuove sinergie tra Candomblé e Francescani, tra Samba e Poesia. Investire nel verde, e non solo nell’oro: che è investire nel verdeoro. Condividere valori comuni che sopravvalicano il presente e giungono, dall’immigrazione umbra di fine Ottocento, sino al futuro che siamo in grado di costruire. Nel Brasile c’è un pezzo d’Umbria, nell’Umbria finanche il prefisso brasiliano «br»

C asa de Bamba è, innan- zitutto, il titolo di una delle più note composi-
C asa de Bamba è, innan-
zitutto, il titolo di una
delle più note composi-
samba». Essa nasce dall’in-
contro casuale del romano
Riccardo Fiano con
L a Escola de Samba Show de
Bola nasce a Roma nel 2011.
La fonda Massimo Franco,
R aquel Araùjo nasce il 7 luglio
1870 a Manaus, nello Stato di
Amazonas; suo padre, giocatore
zioni di Martinho da Vila.
Impossibile staccarlo, allo-
ra, dal suo primo significa-
to, che prende forma nel
Raquel Araùjo nel maggio
del 2011, quando la cantan-
allievo del maestro brasiliano di
percussioni Dimas Camargo,
te si trova in Italia per un
breve periodo di vacanza,
di calcio negli anni 50 per il São
Raimundo Esporte Clube, proviene
da una piccola città, Parauá; sua
madre Maria è di Tarauacà, nello
Candomblé, religione afro-
brasiliana il cui nome è tra-
ducibile in danze di negri, e
che riflette la propria spiri-
tualità nelle divinità degli
già abituata a suonare nei
locali che animano la città
con l’intento di divulgare in
Italia la cultura e la musica brasi-
liana, in particolare il Samba e le
sue percussioni, tipiche del
di São Paulo, dove risiede,
Stato di Acre. Raquel ha due sorelle
e un fratello. A casa si ascoltano
Cartola, Nelson Cavaquinho e Noel
Rosa. A 10 anni Raquel crea il suo
primo gruppo e usa una scopa come
Carnevale di Rio de Janeiro.
Il Mestre de Bateria, anche
noto con il nome di Massimo do
Pandeiro o Soneca, è nato a
Roma e nel suo Dna c’è Samba:
microfono e i panni e i coltelli della
cucina per completare gli strumenti
musicali. A 13 anni il fratello mag-
giore Altamir, le fa ascoltare MPB e
Maria Bethânia: quest’ultima divie-
Orixà. Il primo album di
Martinho (1969), pur non
contenendo un forte conno-
tato religioso, cita proprio
un rituale di Candomblé nel
brano Casa de Bamba:
«Macumba lá na minha
casa / Tem galinha preta,
azeite de dendê / Mas
e le altre località brasiliane,
a suo agio con un pubblico
europeo ed internazionale.
Nasce l’idea di coinvolgere
altri musicisti intorno a
Raquel, che proviene da
un’esperienza prevalente-
mente da chitarrista solista,
costruendo un repertorio ad
hoc che possa valorizzarne
ha iniziato la propria carriera
artistica nell’Escola de Samba
Roma-Rio nel 1993, ha suonato
in diversi locali in Italia, da
Milano alla Sicilia e con nume-
rosi artisti brasiliani.
il talento e, nel contempo,
ne un riferimento importante della
sua carriera artistica. Suo nonno
Durval Araújo, un seresteiro, suona
ladainha lá na minha casa /
Tem reza bonitinha e canji -
quinha pra comer», con
la chitarra in casa e Raquel resta ad
ascoltarlo per ore.
A 19 anni la sua prima chitarra, e
comincia a studiare da sola con gli
spartiti presi in edicola, imparando
ad orecchio. Solo 5 anni dopo le
viene proposto il suo primo lavoro
remunerato, da Mirtes Melo, in un
gruppo di MPB e Samba de Raiz di
Manaus. Resta fino al 1999, quando
riferimenti alla gallina nera
sacrificata agli Orixà, alla
orazione-lamento (ladainha)
dello schiavo, all’olio del
Dendezeiro, agli altri cibi
tipici dei rituali. Nella Casa
de Bamba tutti bevono, tutti
sambano. «Bamba» è un
sambista che ha carisma, è
umile, possiede la «malan-
unire il suo stile musicale
raffinato e versatile al ballo,
spaziando nei differenti
ritmi musicali della grande
tradizione brasiliana: MPB,
Samba de Raiz, Forrò fino
alla Bossanova, includendo
i brani dei più grandi canto-
La Bateria Show de Bola
G.R.E.S. (acronimo per Gremio
Recreativo Escola de Samba,
ossia Circolo Ricreativo Scuola
di Samba) è formata da un mini-
mo di 10 componenti, ed arriva
ad un numero molto elevato di
musicisti. Per i valori peculiari
che animano questo progetto - la
socializzazione, lo spirito di
aggregamento, la diffusione di
allegria e di gioia - la scuola è
sempre stata aperta a chiunque ne
volesse far parte, indipendente-
mente dalla nazionalita e dalla
cultura di appartenenza. Gli spet-
tacoli sono basati sulle tipiche rit-
miche del Samba, composto per
la quasi totalità di sole percussio-
ni, cuipossono essere abbinate le
coreografie delle mulatas, le
famose ballerine arrichite dai
fantasiosi costumi carnevaleschi.
Show de Bola vanta innumere-
voli partecipazioni a manifesta-
zioni in tutta Italia e all’estero,
dai classici carnevali (tra cui il
Carnevale boliviano a Roma, in
Via dei Fori Imperiali, quelli di
Poggio Mirteto, Anzio, Nepi,
Monteporzio, Centocelle, etc.),
all’apertura del recente concerto
romano di Michel Telò, a feste
patronali in vari Comuni, all’in-
gresso eclatante in molti locali e,
soprattutto, alle sue Batucadas
itineranti nelle strade romane
(www.showdebola.it). n
si dirige nel Nord Est, e suona ovun-
que, tra gli Stati di Ceará e Rio
Grande do Norte, nelle città di
Fortaleza, Jericoacoara, Natal e
Pipa. Nel 2010 un’amica italiana,
Manuela Ravalico, ed un altro
amico, André Albuquerque, la invi-
tano a Roma. Lascia il suo cd in un
noleggio film ad Ostia Antica e poco
dragem» ideale per una
buona roda de Samba.
Anche in questa Casa de
Bamba, la nostra, «todo
mundo é bamba, todo
mundo bebe, todo mundo
res, nuovi e classici.
Casa de Bamba si uni-
sce al progetto Rioma in
questo Tour 2012 per dare
atto di una presa di coscien-
za: la musica va ascoltata,
innanzitutto. Ma va anche
compresa. Letta. Tradotta.
Pianta. Vista. Interiorizzata.
Selezionata. Colta. Diffusa.
Metabolizzata. Impressa. n
dopo la contatta Riccardo Fiano, per
dare inizio al progetto Casa de
Bamba Roma. Che prosegue a São
Paulo, dov’è in piena attività. n
Q uando i portoghesi sbar-
carono in Brasile con
Pedro Álvares Cabral, il
ALLIEVA SLMC
FL AUTISTA
22 aprile del 1550, catturarono
africani - più robusti fisicamente
degli indios autoctoni - da sfrut-
tare nelle piantagioni. Questi, la
notte, si ritiravano nelle sem-alas
(«senza-ali», ossia senza pareti),
miseri dormitori sotterranei, bui e
senza mura divisorie. Durante i
successivi scontri con gli olande-
si, molti schiavi fuggirono e si
organizzarono in comunità indi-
pendenti, in villaggi detti «qui-
lombos», tentando di resistere;
nei diari datati 1624, che scrive-
vano i capi di spedizione incari-
cati di catturare gli schiavi neri, si
faceva riferimento ad uno strano
modo di combattere «usando
calci e testate come fossero veri
animali indomabili»: gli schiavi
si allenavano simulando una
danza dinanzi agli occhi dei car-
cerieri, in realtà dissimulando
una lotta. Tanto che nel 1814 la
Capoeira venne loro vietata,
come ogni altro assembramento.
160 anni più avanti, nel 1974,
essa veniva riconosciuta come
sport nazionale brasiliano. Oggi
esistono diverse scuole di
Capoeira. Il Grupo de Capoeira
Porto da Barra, fondato a
Salvador de Bahia dal Mestre
Cabeludo (Antonio Sergio
Freire de Carvalho), segue la
linea della Capoeira Regional tra-
dizionale, abbracciando i fonda-
menti del creatore di questa Arte-
lotta, il Mestre Bimba (Manoel
dos Reis Machado), e del disce-
polo Vermelho 27. La lezione è
una sintesi di difesa personale,
cultura, esercizi di forza, allunga-
mento, flessibilità, aerobica. Il
Grupo è internazionalmente rico-
nosciuto per il suo vigore nel per-
petuare la tradizionale espressio-
ne culturale tramandata, ed è cre-
sciuto velocemente, espandendo-
si in Brasile e nel mondo.
Anche a Roma, dove la
Capoeira Regional del Grupo
Porto da Barra è tenuta in forze,
tra gli altri, dal capoeirista
Andrea Devagar Fedeli. n
F inanche l’Ambasciatore brasiliano in Italia, José Viegas Filho, ha scritto in versi - ispirato
F inanche l’Ambasciatore
brasiliano in Italia, José
Viegas Filho, ha scritto in
versi - ispirato - la sua introdu-
zione a questo libro di poesie,
Folhas secas di Luis Elòi
Stein: «Caro Elòi, non ho resi-
stito alla tentazione irrefrena-
bile di fare un sonetto». In
Italia dal 1984, coordinatore
didattico del Centro de Estudos
Brasileiros dell’Ambasciata,
lettore di portoghese presso
l’Università della Tuscia e la
Sapienza di Roma, il gaucho
Stein pensa alla poesia come a
un iceberg, la cui superficie
lascia intuire una parte som-
mersa. Queste foglie secche -
poesie in portoghese e in ita-
liano, alcune musicate, su baci
agresti, pappagalli, ricette al
mirtillo, una rima triste e una
Roma triste, Campo de’ Fiori,
ma anche la Sicilia - sono
sogni caduti poco prima di
venir scordati come un autun-
no. Saudade o nostalgia? n