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PERIODICO DI INFORMAZIONE, ATTUALIT E CULTURA MUSICALE

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SUDARESUD di Lucio Lussi
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Est. Dove lItalia diventa tacco e la terra
stretta tra due mari - lAdriatico e lo Ionio -
placidi o impetuosi come divinit comanda.
I salentini lo sanno bene: lu sule, lu mare, lu ientu,
sono impressi a fuoco nel dna. Tramontana o sci-
rocco, gli ulivi secolari sono a ricordare che tutto
cambia con insolita immobilit. Il Sud Sound
System impastato di tutto questo, usa il linguag-
gio del reggae ma parla di muretti a secco e spiag-
ge incontaminate, che rischiano di scomparire per
un turismo becero. Era il 1991, il Salento rischia-
va di essere annientato dalla criminalit orga-
nizzata, intanto diventava lamerica per gli
albanesi e arrivavano i turisti. E i Sud. (...)
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CONTINUA NELLA PAGINA VISTAMARE
YAMAND COSTA
info@rioma.br.com
CONTINUA NELLA PAGINA RIOMA
JANG SENATO
STEFANO BOLLANI
BEYOND
BEYOND
CONTINUA NELLA PAGINA SPECIAL
L AVVELENATA di Romina Ciuffa
V
oi critici, voi personaggi austeri, militanti
severi, chiedo scusa a vossa, per non ho
mai detto che a canzoni si fan rivoluzioni
o si possa far poesia, cantava il Guccini anarchi-
co de Lavvelenata, deluso dalla strumentalizza-
zione politica della musica. Se De Andr veniva
sospettato di simpatizzare per le Brigate Rosse
dopo il suo Bombarolo (C chi lo vide ridere
davanti al Parlamento aspettando lesplosione
che provasse il suo talento), una passeggiata di
salute quella di Paola Turci, la cui Devi andar-
tene esce in piena crisi di Governo. Ma cosaltro
c da dire dopo Battiato? Tra i governanti quan-
ti perfetti e inutili buffoni! (Povera Patria) (...)
Direttore
ROMINA CIUFFA
Direttore Responsabile
Salvatore MASTRUZZI
Music In Channel
Videointerviste
Reportages, Live
Romina CIUFFA
www.youtube.com/musicinchannel
www.musicin.eu
Music In Radio
Romina Ciuffa
Michele Falanga
STEFANO
MASTRUZZI
EDITORE
L
11 novembre 2011 il Ministero
dellIstruzione, Universit e Ricerca
ha emanato il decreto di riconosci-
mento per la Fondazione Siena Jazz,
che autorizza la storica scuola senese al
rilascio di lauree di primo livello in
musica jazz, finalmente parificate alle
lauree dei Conservatori. la prima
Scuola non pubblica in Italia a conse-
guire tale riconoscimento, superando
ostacoli normativi, burocratici e lostru-
zione da parte dei baroni della musica
accademica che avrebbero preferito fosse
solo il Conservatorio a rilasciare titoli dal
valore legale.
Fortunatamente non pi cos, e ci si sta di
fatto allineando alle direttive europee che richie-
dono che leducazione musicale deccellenza sia
aperta anche alle Istituzioni private. E non vi sarebbe
alcun motivo serio per non farlo.
Una manciata di sana concorrenza non potr che far del
bene anche alle strutture statali, appesantite dalla
comoda situazione di sostanziale monopolio finora
goduta, da assunzioni non trasparenti e da docenti
che insegnano musica senza aver mai fatto concerti.
Si tratta di una buona notizia anche per questa sponda del Tevere, appu-
rato che il Saint Louis lunico Istituto ad aver presentato analoga
domanda, poco dopo la Fondazione Siena Jazz, ed insieme alla stessa
che da anni si batte al fine di ottenere il riconoscimento, dando anche un
significativo segnale di collaborazione fra strutture di alto livello. Liter
della domanda di accreditamento del Saint Louis allultimo passaggio,
avendo gi superato positivamente la verifica dei contenuti e dei pro-
grammi didattici da parte dello Cnam (Comitato nazionale per lAlta for-
mazione musicale e artistica), cui compete il rilascio delle autorizzazioni
anche per i Conservatori, e mancando solo un parere, quello dellAnvur
(Commissione per la valutazione del sistema universitario). Il Saint Louis
sar a tutto titolo la prima Istituzione in Italia a rilasciare lauree di primo
e di secondo livello in musica moderna.
Eppur mi preme precisare come nel mondo della musica non sia propedeu-
tico possedere un titolo avente valore legale per esercitare la relativa pro-
fessione, bens sia necessaria una adeguata e solida preparazione e una
distinta capacit professionale. La prova data proprio dai 35 anni di atti-
vit del Saint Louis, durante i quali la nostra scuola ha formato migliaia di
professionisti che oggi suonano, compongono, arrangiano e insegnano in
tutta Italia, finanche nei Conservatori. Purtuttavia, il riconoscimento lega-
le rappresenta unulteriore conferma della qualit dellinsegnamento e,
insieme al meritato prestigio, garantisce la possibilit di offrire una carta
qualit in pi ai presenti e futuri diplomati e laureati in questi centri di
eccellenza di livello europeo.
Stefano Mastruzzi
SORA
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SIRA
MUSI C I N SPECI AL
JAZZ
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COLLETTIVO DEL PONTE
ECCE RIOMA
di Romina Ciuffa
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a prima che mi viene
in mente, per dare
conto del progetto
Rioma, Brenda, trans
trovata morta il 20
novembre 2009 soffo-
cata dal fumo sprigio-
natosi nellincendio del
suo monolocale in Via
Due Ponti a Roma, nel quale riceveva per favori
sessuali anche lex governatore della Regione
Lazio Piero Marrazzo. China, Natalie, Giosy e
tutte le transessuali di Due Ponti, il clamore, gli
scoop, le carte false, i soldi, le menzogne: dalle
coperte alle copertine il caso Marrazzo ha porta-
to il Brasile a letto. Non bastavano i luoghi
comuni, testosterone che conosce solo un brasi-
li-ano. Carnevale senza repinique, caixa, surdo,
pandeiro, berimbau, tamborim, agg, cava-
quinho, chocalho, cuica, reco-reco. Brasiliano
senza Brasil. Il fondo della schiena. Il fondo.
Rioma prende atto dellassenza di informazione,
e mette il Brasile a portata di riomano. (...)
&further &further
FEED
FEED
b ba ac ck k
Caporedattori
ROSSELLA GAUDENZI
FLAVIO FABBRI web
Redazione
Flavio FABBRI
alt@musicin.eu
Rossella GAUDENZI
jazzblues@musicin.eu
Roberta MASTRUZZI
soundtrack@musicin.eu
Contributi
Giuseppe Arnesano
Nicola Cirillo
Lorenzo Fiorillo
Lucio Lussi
Alessia Panunzi
Filomena Rubino
Livia Zanichelli
Tipografia
Litografica Iride Srl
V. Bufalotta, 224 - Roma
Photoedit Daniele DENCS
Nel n. 19 anche:
lAmbasciatore
italiano in Brasile
Gherardo La
Francesca, il MIB
(RIOMA);
Brunori Sas,
BalconyTv,
A Toys Orchestra
(BEYOND);
lAntitrust sulla
musica, Adriano
Mazzoletti
(JAZZBLUES);
Lou Reed &
Metallica, Rolling
Stones, Sonic
Youth, il digitale
(ROCKOFF);
Electric Self
Anthology, Sigur
Ros, Uomini che
odiano le donne
(SOUNDTRACK);
Mino de Santis
(VISTAMARE);
Bud Spencer
Blues Explosion,
Roberto Taufic,
Mat, Collettivo
del Ponte, Maria
Pia de Vito
(FEEDBACK);
libri (FEEDBOOK)
CONTINUA NELLA PAGINA JAZZBLUES - LAPPROFONDIMENTO: INTERVIENE LANTITRUST

LE NOSTRE CONGRATUL-AZIONI
Anno IV n. 19
Reg. Tribunale di Roma n. 349 del 20/7/2007
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a cura di ROSSELLA GAUDENZI
Music In NUMERO 19 JAZZ
JAZZ
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ANTITRUST LAutorit Garante per la Concorrenza ed il
Mercato condanna scorretta la pratica commerciale di diffu-
sione di messaggi ingannevoli sul titolo di diploma musicale
BOLLANI CARIOCA Compie il secondo viaggio musicale a Rio
de Janeiro: dopo Bollani Carioca, un Dialogo con il brasiliano
Hamilton De Holanda, inventore del mandolino a 5 doppie corde
a sempre il jazz ha rappresentato in
musica lidea della libert espressi-
va nel rigore tecnico, della via di
fuga nella contaminazione di gene-
ri e di storie, della sperimentazione
del nuovo nel rispetto di ci che
stato. E Stefano Bollani, uno dei
musicisti jazz pi premiati nel
mondo, ne il perfetto interprete,
avendo coniugato sin dai suoi
esordi, incursioni in mondi musi-
cali differenti, per generi e ispira-
zioni, raccontando la vita cos
com, con le sue intrinseche con-
traddizioni.
La naturale espressivit e quellin-
clinazione allironia, cos toscana,
ne hanno fatto anche unicona
della musica italiana moderna, tra-
sformando il pianoforte in un vero
strumento di comunicazione di
massa. La personalit di Bollani
cresciuta negli incontri - non solo e
non necessariamente musicali -
con il mondo culturale italiano.
Tra incursioni nel pop (Irene
Grandi, Raf e Jovanotti a inizio
carriera, poi Bobo Rondelli, Petra
Magoni, e una recentissima colla-
borazione con Daniele Silvestri) e
nella musica classica (il prossimo
cd con incisioni di Maurice Ravel),
Bollani si confrontato con i pi
grandi jazzisti, quali Enrico Rava,
Gato Barbieri, Pat Metheny,
Michel Portal, Paolo Fresu,
Richard Galliano, Lee Konitz, Han
Bennink, Phil Woods.
Ma il Brasile una delle sue ispi-
razioni pi frequenti. Non a caso,
negli ultimi anni ha collaborato
con diversi artisti della nuova
scena brasiliana - fino al grande
Caetano Veloso - e uno dei suoi
progetti pi fortunati Bollani
Carioca, un disco e una tourne in
cui affronta il repertorio meno
conosciuto della musica brasiliana,
rileggendo autori storici del choro
e del samba, come Pixinginuha,
Edu Lobo, Ismael Silva, Nelson
Cavaquinho, Chico Buarque e
affrontando anche brani della
nuova generazione di autori come
Monica Salmaso e Z Renato.
Lidea del progetto nasce nel 2006
quando Stefano Bollani veniva
invitato con il suo quintetto, I
visionari, a suonare al Tim Festival
di Rio de Janeiro. Da anni Alberto
Riva, esperto di musica, immagi-
nava con lui un disco di rilettura
del repertorio carioca pi raro met-
tendo il pianoforte di Bollani al
centro del progetto, al posto del
cantante. Contattato il sassofonista
Z Nogueira, ecco partire la nuova
avventura. In 3 giorni a Rio veniva
realizzato un disco di profonda
commistione riomana.
Lo presentava lAuditorium, cos
come oggi presenta lincontro tra il
pianista ed Hamilton De Holanda,
uno dei musicisti pi carismatici
della nuova generazione di inter-
preti e compositori della musica
contemporanea brasiliana; il suo
percorso artistico, in parte simile a
quello di Bollani, si muove dallo
studio della musica tradizionale
brasiliana per svilupparsi grazie a
importanti incontri interculturali e
incursioni nella musica classica,
fino a trovare nel jazz un naturale
luogo di svolgimento. A lui - gio-
vane: del 1976 - si deve la rivo-
luzione del mandolino, al quale ha
aggiunto una quinta doppia corda,
portando il loro numero da 8 a 10,
e sul quale ha sviluppato una
polifonia completa.
Insieme, i due musicisti danno vita
a Dialogo, concerto eccezionale in
cui un pianoforte dal suono caldo,
impetuoso e avvolgente si fonde
con un bandolim dallincredibile
espressivit sonora e percussiva,
suono potente e preciso. Questo
spirito, secondo gli organizzatori
del Roma Jazz Festival, costituisce
lappeal del jazz; e proprio con
Bollani e De Holanda, oggi, trova
una nuova declinazione. Dalla
voce il pianoforte, dallItalia il
Brasile, Bollani non solo nelle
mani oggi: anche no p.
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Antitrust ha condannato la scuola Music Academy per pratica commerciale scorretta: la dif-
fusione di messaggi ingannevoli (tra cui rivoluzionaria certificazione o triennio di laurea)
volti a promuovere i propri servizi di formazione come diretti al conseguimento di titoli pari-
ficati a diplomi di laurea, cos potenzialmente fuorviando un bacino di studenti interessato ad
un percorso accademico completo e fondato su aspettative occupazionali
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Fondazione Siena Jazz
e Musica Oggi
V edizione
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un antidoto agli abusi del mercato: lAutorit
Garante della Concorrenza e del Mercato. Che oggi
firma - relatore il presidente Antonio Catrical, ora
nuovo sottosegretario alla Presidenza del Consiglio - la
condanna avverso la s.r.l. Music Academy Italy, attiva nel
settore dei corsi di musica e danza, per una pratica commer-
ciale scorretta con riferimento al prospettato rilascio di tito-
li accademici. Nonostante non risulti essere Universit
riconosciuta in Italia, la scuola promuoveva da tempo i pro-
pri servizi formativi come triennio di laurea e diploma
di laurea in musica contemporanea (I livello), omettendo
di fornire le informazioni adeguate circa le caratteristiche
dei servizi offerti, il valore dei titoli rilasciati e le relative
opportunit in termini di sbocchi professionali.
Nella home page del sito internet, fino alla condanna
del Garante, dalla sezione Corsi era possibile accedere ad
una pagina web che riportava: Triennio di laurea. Corso
riconosciuto in tutti i Paesi dellUnione Europea. Quindi
spiegava: Dalla collaborazione tra Music Academy 2000
(Bo), Los Angeles Music Academy, Acm e Middlesex
University di Londra, nasce la prima certificazione in
Italia che consente ai nostri corsi del Triennio di Laurea il
riconoscimento a livello europeo in qualit di Laurea di
primo livello: Bachelor of Art in Contemporary Pop
Music. Studiare per un diploma di laurea. triennio di lau-
rea di I livello valido in tutti i Paesi dellUnione Europea,
creato in collaborazione con Acm ed il Network
Internazionale Music Academy e rilasciato da Middlesex
University. In altre parti del sito era possibile leggere:
Le rivoluzionarie certificazioni, unitamente ad altre ini-
ziative didattiche, offrono finalmente anche ai musicisti
italiani lopportunit di veder riconosciute le proprie
conoscenze e di poterle finalizzare ad una carriera profes-
sionale. Sar possibile accedere alla scuola di specializza-
zione per linsegnamento secondario (SSIS) come da
qualsiasi laurea o conservatorio (...).
Music Academy ad oggi non riconosciuta dal Ministero
dellIstruzione, dellUniversit e della Ricerca n come ate-
neo n come istituto superiore di studi musicali mentre, nel-
lelenco degli International Academic Partners riportato
sul sito internet della Middlesex University, la scuola bolo-
gnese non tra i soggetti con i quali ha in atto accordi di
collaborazione didattica. Anzi, viene espressamente esclu-
so qualsiasi tipo di collegamento con la stessa. Con riferi-
mento ai rapporti esistenti con la Los Angeles Music
Academy, era in corso solo una partnership verbale per
lapplicazione di trattamenti agevolati a favore degli stu-
denti italiani provenienti dal circuito Music Academy, pur
non essendovi esempio di uso di dette facilitazioni presso
la scuola americana. Quanto alla Acm (Academy of
Contemporary Music), non risulta alcun collegamento.
Secondo la vigente disciplina, i titoli di studio universi-
tari e le qualifiche accademiche sono soltanto quelli pre-
visti dalla legge ai sensi dellarticolo 1 della legge 19
novembre 1990, n. 341. La legge 21 dicembre 1999, n.
508 ha introdotto la riforma delle istituzioni artistiche e
musicali italiane e ha innovato i contenuti dellofferta for-
mativa di queste istituzioni mediante la previsione, accan-
to alla formazione di base, della sperimentazione, della
ricerca e delle correlate attivit di produzione, armoniz-
zandola a quella proposta dalle istituzioni del sistema uni-
versitario. Le Accademie di belle arti, lAccademia nazio-
nale di arte drammatica e gli Istituti superiori per le indu-
strie artistiche (ISIA), nonch i Conservatori di musica,
lAccademia nazionale di danza e gli Istituti musicali
pareggiati realizzano il sistema nazionale dellalta forma-
zione e specializzazione artistica e musicale. Stop.
LAntitrust, al termine del procedimento in contraddit-
torio, ha sentenziato: la pratica commerciale condotta
dalla Music Academy risulta scorretta ai sensi degli artt.
20, 21 e 22 del Codice del Consumo, sulla base di varie
considerazioni. Il comportamento del professionista - la-
ver diffuso, attraverso internet, un messaggio pubblicita-
rio volto a promuovere i propri servizi di formazione e il
conseguimento di titoli esteri senza fornire chiare e tra-
sparenti precisazioni circa le modalit di conseguimento e
la reale natura dei titoli rilasciati - risultato scorretto. Le
modalit con cui stata promossa lofferta formativa
infatti, con espressioni che evocano nella comune perce-
zione lorganizzazione e il funzionamento di istituzioni
universitarie abilitate al rilascio di titoli aventi valore
legale in Italia, richiamano nei destinatari fattispecie assi-
milabili a quelle dellordinamento universitario naziona-
le. Inoltre, la prospettazione della facolt di utilizzare il
titolo straniero conseguito, omettendo di rappresentare
con chiarezza le reali condizioni di diritto che prevedono
specifici requisiti di riconoscibilit in Italia del diploma di
laurea promosso, rende il messaggio ingannevole e conse-
guentemente idoneo ad indurre il consumatore medio ad
assumere una decisione di carattere commerciale che
altrimenti non avrebbe preso. Il messaggio nel suo com-
plesso omette informazioni rilevanti in merito alleffetti-
va spendibilit del titolo rilasciato, con particolare riferi-
mento ai possibili sbocchi professionali, informazioni di
cui il consumatore medio ha bisogno per assumere una
decisione consapevole di natura commerciale.
Il comportamento posto in essere da Music Academy
risulta in maniera evidente non conforme alla diligenza
professionale ragionevolmente esigibile, tenuto anche
conto dellasimmetria informativa esistente tra consuma-
tori e professionista in tale ambito. Il rispetto dei principi
di correttezza e buona fede avrebbe, infatti, richiesto a
Music Academy di astenersi dal comunicare ai consuma-
tori informazioni non veritiere, o comunque dal presenta-
re in modo ambiguo e non chiaro informazioni rilevanti ai
fini di una consapevole determinazione, da parte del con-
sumatore, del proprio comportamento economico in rela-
zione ai corsi professionali proposti.
LAntitrust ha cos disposto lapplicazione di una san-
zione pecuniaria nella misura di 15.000 euro, anche con-
siderando lentit complessiva del pregiudizio potenziale
per i destinatari del messaggio, costituito dal bacino di
studenti che scelgono un percorso di formazione alla luce
delle aspettative occupazionali, da apprezzarsi anche in
funzione della diffusione e capacit di penetrazione del
messaggio a mezzo internet.
di Nicola Cirillo
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di Romina Ciuffa
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JAZZ
JAZZ Music In NUMERO 19
& & b bl l u ue es s
Stefano Mastruzzi
LA CULTURA,
QUANDO SENZA BARRIERE,
AIUTA A CRESCERE.
Apre la
BIBLIOTECA GOFFREDO MAMELI
E
d ecco che il be bop, lo swing, la tradizione e lavanguar-
dia, le grandi orchestre, i crooner e le trombe ci appaio-
no come familiari personaggi di una favola daltri tempi.
Tornano a vivere i primi avventurieri del jazz, volti e nomi
sconosciuti o dimenticati, proprio come molti impavidi
personaggi del Risorgimento italiano, veri e propri pionieri di una
nuova frontiera musicale che hanno inconsapevolmente lastricato un
cammino per le generazioni successive.
Dapprima un timido sentiero, poi uno sterrato, ora una strada
moderna con tutte le sue diramazioni, una via consolare del jazz che
ha delineato in centanni una propria identit, muovendo dai grandi
percorsi del ragtime e dello swing americano, fondendone i ritmi, le
armonie e il feeling con la naturale pulsazione melodica mediterra-
nea nostrana in una maniera del tutto nuova e originale, unItalian
way apprezzata in tutto il mondo. (Stefano Mastruzzi)
Se si dovesse cercare un solo aggettivo che possa accomuna-
re la personalit di Adriano Mazzoletti e quella di Stefano
Mastruzzi proporrei senza esitazione laggettivo inarrestabi-
le. Entrambi non fanno in tempo a portare a termine un proget-
to, a goderne dei risultati, che gi si sono lanciati in altre - e
volutamente ribadisco altre al plurale - avventure. Spesso
mettono in comune estro, capacit e professionalit e danno vita
a qualcosa di bello, sempre qualcosa di bello; stavolta per, pi
di ogni altra fino ad oggi, affermerei che il risultato ha forte-
mente a che fare con la sfera della Bellezza. Il risultato in que-
stione un meraviglioso e voluminoso libro fotografico, dal
titolo LItalia del jazz (Stefano Mastruzzi Editore) di oltre 300
pagine e 600 fotografie e immagini, quasi tutte inedite e prove-
nienti dallarchivio personale dellautore.
Tanto per iniziare, bellezza del formato, della carta, del carat-
tere, della raffinata copertina, della qualit di stampa dei neri,
per parlare di forma. Bellezza che, simmetricamente, si rispec-
chia nei contenuti: scelta e preziosit delle foto, dei documenti
proposti, dei testi appositamente sintetici.
La genesi del libro fotografico LItalia del jazz non muove da
una romantica suggestione o da un poetico impulso: poche bat-
tute nellufficio delleditore Stefano Mastruzzi per sollecitare ad
Adriano Mazzoletti lidea di un libro fotografico, a quattro anni
dalla pubblicazione di Jazz Moment. Nel giro di un paio di mesi,
Adriano aveva portato a compimento il proprio lavoro.
Ho proposto lunica idea di realizzare un libro fotografico sul
jazz italiano, e per due motivi: innanzitutto perch nel corso
della mia vita, avendo scritto due libri sul jazz italiano (Il Jazz
in Italia. Dalle origini alle grandi orchestre e Il Jazz in Italia.
Dallo Swing agli anni Sessanta) ho avuto contatti con numero-
sissimi musicisti, giovani e non, durante interviste, incontri,
concerti. Ho chiesto loro materiale di varia natura, da dischi a
foto, e mi sempre stato dato con gioia. Quindi si creato un
nuovo archivio consistente, mio personale e molto ricco, dagli
archivi dei singoli artisti. Conseguentemente, ho constatato
come vi fosse la volont diffusa, da parte degli stessi musicisti,
che questa documentazione finisse nelle mani giuste, di chi real-
mente se ne interessasse, affinch non fosse destinata nelloblio
dopo anni e dopo la sua scomparsa.
Linteresse per la fotografia di Adriano Mazzoletti inte-
resse per la foto in quanto espressione artistica o legato sol-
tanto alla passione per il jazz? Quali sono i migliori fotogra-
fi di jazz degli ultimi ventanni?
Mi considero interessato alla fotografia, non un vero appas-
sionato n un esperto, e direi che apprezzo questa tra le arti per
la sua natura documentaristica. Amo la foto in quanto docu-
mento. Tra i fotografi che apprezzo degli ultimi ventanni cite-
rei Giuseppe Pino, Roberto Polillo, William Claxton, autore
delle foto dei dischi Blue Note. interessante osservare che
negli anni Venti e Trenta il concetto di fotografia era totalmen-
te diverso rispetto ad oggi, esisteva soltanto il fotografo profes-
sionista, al quale ci si rivolgeva e al quale si commissionavano
le opere, quando occorreva immortalare i musicisti per pubbli-
cizzarli.
A quando risale linizio della raccolta di fotografie che ha
preceduto il nuovo volume?
Raccolgo materiale sul jazz da sempre, sin da quando ero
ragazzo, e la volont di scrivere qualcosa sul jazz italiano risa-
le alla fine degli anni Cinquanta, inizio dei Sessanta. Lho
avvertita in parte come unurgenza: i miei colleghi trattano fon-
damentalmente di jazz americano, e poich il jazz italiano non
in nulla inferiore al jazz straniero, ecco che nasce lesigenza
di documentarlo con un particolare appiglio alla storia, come
nei miei precedenti libri, dunque con la fotografia, come in que-
sto volume, con i dischi, come nella discografia della mia eti-
chetta Riviera Jazz Record, Jazz in Italy, con ristampe in ordi-
ne cronologico.
Lopera avrebbe unutilit se entrasse a far parte di
biblioteche scolastiche di istituti superiori quali
Conservatori e Universit?
In Italia non esistono archivi sul jazz italiano a livello istitu-
zionale, ma a dire il vero di nessun tipo, n pubblici n privati.
E intendo archivi in senso ampio, globale. Registrazioni, parti-
ture dei musicisti (le loro cartelle di lavoro musicali), arrangia-
menti, fotografie e documenti di vario genere. Questo materia-
le che, se non debitamente raccolto e custodito, va perduto, sia
perch deperibile, sia perch viviamo e lavoriamo in spazi sem-
pre pi angusti che ci obbligano a liberarci del superfluo, o non
essenziale. Anche internet contribuisce alla tendenza di far spa-
rire materiale di questo tipo, il cartaceo, i dischi. Inoltre, parlia-
mo di un patrimonio che, se fortunatamente ancora non lo pos-
siamo definire morto e sepolto, rischia di venire dimenticato. Ho
avuto la fortuna di conoscere dal vivo molti musicisti che oggi
non sono pi tra noi, di ascoltarli, intervistarli, confrontarmi
con essi; oggi per un giovane sarebbe impossibile fare un lavo-
ro del genere, per quanto possa essere motivato e appassionato.
C la reale necessit di unistituzione pubblica che tuteli que-
sto patrimonio a rischio estinzione da un punto di vista storico,
artistico, documentaristico. LItalia del Jazz non un libro da
raccontare, bens da sfogliare con cura e senza fretta. Cos ci tro-
viamo a commentare alcune fotografie. Ogni foto ha la sua sto-
ria, ne scegliamo insieme tre particolarmente rappresentative.
a) La prima batteria propriamente detta arrivata in Italia nel
1919, ad opera del batterista impresario Arturo Agazzi, in arte
Mirador, scopritore, a Londra, di eccellenti musicisti di colore
negli anni Venti (pag. 20).
b) Lorchestra di Pippo Barzizza, in uno scatto del 1928, ci
mostra strumenti tipici della tradizione classica caduti in disuso
nel jazz alla fine degli anni Venti: oboe, clarinetto basso, mel-
lophone.Torneranno in auge nuovamente negli anni Quaranta in
America e pi tardi, per breve tempo, nel nostro Paese (pag. 53).
c) Nel 1919 esce come supplemento al Corriere della Sera una
Caricatura dellOrchestra italiana di Jazz del Teatro Pace di
Nuova Orleans: trattasi in assoluto del primo articolo uscito in
Europa che parli di jazz (pag. 19).
Ho avuto contatti con numerosissimi musicisti, giovani e
non. Ho chiesto loro materiale di varia natura, da dischi
a foto. Cos si creato questo archivio consistente che ho.
a cura di ROSSELLA GAUDENZI
A
driano non mai stato uno spettatore del
jazz. Infatti, come nelle moderne teorie
quantistiche non possibile osservare un
evento senza interferire con esso modificandolo, cos
il jazz italiano deve a lui il merito di non averlo osser-
vato passivamente, ma di averlo vissuto, cambiato,
sostenuto, diffuso, radicalizzato. E ora ne abbiamo le
prove, tutte fotografiche. Stefano Mastruzzi
LITALIA DEL JAZZ di Adriano Mazzoletti, Stefano Mastruzzi Editore A quattro anni dalluscita di Jazz Moment, la nostra casa editrice pubbli-
ca oltre 300 pagine, 3 kg e 600 fotografie, quasi tutte inedite e provenienti dallarchivio personale dellautore, un volume che ha lonere di costituire il sal-
vataggio, reale backup, di materiale unico che andrebbe ad estinguersi trascinando con s la nostra memoria storico-musicale. Didascalie comprese
MUSICIN19BN_F_Layout 1 19/12/11 15.07 Pagina 3
Music In NUMERO 19
a cura di
ROMINA CIUFFA
info@rioma.br.com
E
il momento di un forr: il Brasile prende
per mano lItalia, seduta in sala ad atten-
dere linvito come una signora daltri
tempi, e la fa ballare. Non sar un caso che il
termine forr sia associato alla locuzione
inglese for all, per tutti, frase di invito al
ballo usata nelle feste degli immigrati: si tratta
della pi diffusa danza popolare del nord-est
del Brasile, e si balla in coppia. LItalia accetta
linvito e scende in pista con un Paese che sa
condurre meglio di qualunque altro una danza
acrobatica: il forr universitario, fatto di salti e
piroette, ma anche le acrobazie che da qualche
anno compie, attraverso le quali non solo si
inserito tra i Paesi del Bric (dando allacronimo
liniziale), ma ha raccolto una sfida globale che
lo porter a ricevere milioni di ospiti per i
Mondiali del 2014 e le Olimpiadi del 2016,
eventi che costituiscono il traino di uno svilup-
po annunciato. Non solo: il Pontefice ha scelto
Rio de Janeiro come scenografia per la
Giornata Mondiale dei Giovani, che si svolger
dal 23 al 28 luglio 2013.
innegabile: questo il Momento Italia-
Brasile. Lo sottolinea lAmbasciata italiana in
Brasile, guidata dallAmbasciatore Gherardo La
Francesca, che chiama Momento Itlia-Brasil
una rassegna multisettoriale di oltre 500 eventi
legati allItalia e alla sua presenza - antica e
moderna - in quel Paese, con architettura, arte,
cultura, teatro, danza, enogastronomia, moda,
scienza, tecnologia, inaugurata il 15 ottobre a
Rio de Janeiro e destinata a protrarsi fino a giu-
gno 2012. Il MIB lessenza di quella danza che
Italia e Brasile stanno ballando insieme.
Il 2011 stato dichiarato lAnno dellItalia
in Brasile. Cosa significa in termini reali?
Siamo in fervido movimento: prima la
Conferenza Italia-America Latina svoltasi in
ottobre a Roma, dedicata alla collaborazione
industriale soprattutto della piccola e media
impresa, nella quale Italia e Brasile hanno
avuto una parte rilevante; quindi il grande
incontro organizzato dalla Lide, associazione
che raggruppa quasi mille imprenditori, 150
presidenti e dirigenti di imprese italiane e bra-
siliane operanti in Brasile, nel quale si parla-
to di investimenti degli italiani in Brasile e dei
brasiliani in Italia. Il messaggio si pu riassu-
mere in poche battute: nessun Paese oggi pu
permettersi di affrontare da solo le grandi sfide
del mondo globalizzato. LItalia e il Brasile, per
una storia pluricentenaria che si sta rinnovando
e sta trovando nuovo alimento, hanno molto in
comune da sviluppare ed altrettante possibilit
di aiutarsi reciprocamente.
Cos Momento Itlia-Brasil?
Un vero e proprio viaggio, che si propone di
consolidare i sentimenti di simpatia e affinit
fra i due popoli, rafforzare i legami economici,
sociali e culturali tra i due Paesi e sviluppare i
flussi turistici bilaterali. Per fare ci saranno
organizzati eventi di alto livello, ma con ampia
diffusione popolare, che contribuiranno a svi-
luppare i punti di contatto e i legami tra Italia e
Brasile. Grazie a Momento Itlia-Brasil gli ita-
liani, i brasiliani e 30 milioni di oriundi si sen-
tiranno creatori, protagonisti e spettatori di
questi nove mesi di celebrazioni. Il 15 ottobre, a
Rio de Janeiro, abbiamo dato ufficialmente il
via al progetto con un grande spettacolo intito-
lato Ensaio sobre a belleza, ideato da Valerio
Festi, artista italiano che ha aperto unofficina
creativa a San Paolo. Abbiamo cominciato cos
questa grande avventura che porter noi italia-
ni in Brasile a riscoprire gli infiniti collegamen-
ti che vi sono fra i due Paesi.
Dal punto di vista economico, in che modo
gli italiani possono attivarsi in Brasile?
In occasione della V Conferenza Italia-
America Latina abbiamo presentato un lavoro
come esempio di best practices, che pu esser
imitato anche da altri Paesi. Abbiamo tracciato
una mappatura per sapere dove poggiamo i
piedi, censendo quasi 600 filiali produttive di
imprese italiane attive in Brasile, afferenti a set-
tori di un certo spessore: meccanica, energie
rinnovabili, ambiente, telecomunicazioni, in
uno scenario articolato e complesso che riguar-
da tutto il Paese. vero che negli Stati del
Centro-Sud, di San Paolo in particolare, che si
concentrano tutte le attivit; ma anche vero
che Stati relativamente meno avanzati si svilup-
pano ad una velocit maggiore di altri.
Abbiamo quindi individuato alcuni settori parti-
colarmente sani - lautomotive, marmi e graniti
e la nautica - e steso un progetto per il primo. A
marzo torneremo con un nuovo documento per
indicare le nuove prospettive.
Questanalisi pu essere collegata anche al
progetto del MIB?
Momento Itlia-Brasil una rassegna che
parte da una base di tipo culturale, ma ha in s
una componente economico-industriale signifi-
cativa che ci stata consigliata dagli stessi bra-
siliani, i quali hanno insistito per parlare con
noi di cooperazione industriale. Linteresse per
ci che la creativit italiana in grado di espri-
mere anche nel settore industriale forte.
LItalia il Paese con la maggiore densit di
imprese - circa 5 milioni su 60 milioni di abitan-
ti, ossia unimpresa ogni 12 abitanti, senza con-
siderare regioni in cui la densit ancora pi
elevata - ed matura la coscienza del fatto che
le piccole e medie imprese sono la vera forza
trainante della nostra economia e costituiscono
un esempio interessante e potenzialmente molto
proficuo per un Paese come il Brasile, che sta
crescendo a ritmi molto alti.
Il Brasile , prima di altro, musicale: in che
modo la musica entra nel MIB?
Gilberto Gil ha scritto una canzone che un
atto damore per lItalia, un samba intitolato
Sampa-Milano dove Sampa sta per San
Paolo, e nel ritornello sono menzionati Sampa,
Milano, Napoli, Salvador, Roma e Rio: la con-
taminazione reciproca tra Italia e Brasile.
Linedito cantato dal grande artista brasiliano
a due voci, rispettivamente in brasiliano e in ita-
liano, con Sabina Molinari, giovane talento che
vive in Italia e che ho conosciuto solo in questa
occasione. Si era pensato di dare ad una can-
tante affermata il compito di affiancare Gil, ma
abbiamo preferito dare spazio a una nuova
voce. Gil, inoltre, ha espressamente richiesto
che della traduzione della parte in italiano non
se ne occupasse un interprete, bens qualcuno
che avesse, oltre alla comprensione del senso,
anche una sensibilit spiccata: mia moglie.
Raramente ho incontrato persone della finezza
intellettuale di Gilberto Gil. Il fatto che abbia
deciso di dedicare una canzone allItalia non
stato legato a motivi economici, poich non ha
ricevuto nulla in cambio.
Il gemellaggio di creativit tra Italia e
Brasile non solo con Gilberto Gil, peraltro.
Il logo del MIB stato creato da un altro per-
sonaggio straordinario, Washington Olivetto,
tra i pi grandi creativi brasiliani e internazio-
nali. Cos anche in esso avviene quella contami-
nazione delle nostre culture di cui ci facciamo
portavoce come hanno fatto anche nomi quali
Mina, Ornella Vanoni, Fiorella Mannoia, in un
flusso di andata e ritorno. C un terzo regalo e
proviene sempre da Olivetto: il titolo del proget-
to. Gli dissi che ritenevo limitativo il riferimen-
to ad anno, per quella pesantezza intrinseca
che lo lega a una serie di eventi concatenati. Per
dare un senso di maggior forza e freschezza
Olivetto ha fatto riferimento al concetto di
momento. Sono nate altre idee collegate,
come il MIB-gelato, il MIB-panettone di
Balducco, i MIB-lucchetti della Papaiz, le
MIB-creazioni di Francesca Romana Diana
che, trasferitasi qui quando era piccola, ha svi-
luppato una significativa produzione di monili e
gioielli non preziosi in Brasile. A Carnevale una
scuola di samba di Florianopolis ci dedicher
la sua sfilata, e persino Andrea Bocelli ha
cantato per noi a Belo Horizonte.
(...)
R
ioma questo: la schiena,
la risposta alla morte di
Brenda e di tutte le brasilia-
ne. Con lei sono morte cultura, indipendenza,
intraprendenza, energia rinnovabile, letteratura,
musica; sono morte le brasiliane colte. Maria
Quitria (1792-1853), che si travest da uomo
per combattere nella guerra di indipendenza
brasiliana, nominata guardamarina da D. Pedro
I, primo imperatore del Brasile, considerata la
Giovanna dArco brasiliana. La Marquesa de
Santos (1797-1867), amante dellimperatore,
votata agli aiuti umanitari. Ana Nri (1814-
1880), pioniera dellinfermieristica in Brasile,
che accompagn i suoi figli-soldati a combatte-
re in Paraguay, prestandovi servizio medico.
Anita Garibaldi (1821-1849), compagna di
Giuseppe ed eroina dei due mondi, che parte-
cip alla Rivoluzione di Farroupilha e allunifi-
cazione dellItalia. La principessa Isabel
(1846-1921), prima senatrice della nazione, che
abol la schiavit e difese il voto delle donne e
la riforma agraria.
Lincendio a Due Ponti ha ucciso Chiquinha
Gonzaga (1847-1935), autrice della prima mar-
cia carnevalesca, Abre Alas del 1899, prima
pianista di chorinho e prima donna a dirigere
unorchestra in Brasile; Tarsila de Amaral
(1886-1973), una delle pi grandi pittrici brasi-
liane (il suo quadro Abaporu, del 1928, valuta-
to 1,5 milioni di dollari, inaugurava il movi-
mento antropofagico); Bertha Lutz (1894-
1976), pioniera del femminismo; Aracy de
Carvalho Guimares Rosa (1908), unica bra-
siliana ricordata nel Museo dellOlocausto, che
salv pi di 100 ebrei nella Seconda Guerra
Mondiale emettendo passaporti dentrata illega-
le in Brasile; Patrcia Pagu Galvo (1910-
1962), scrittrice, giornalista e militante comuni-
sta; Rachel de Queiroz (1910-2003), prima
donna ad essere ammessa allAcademia
Brasileira de Letras, nel 1993 Premio Cames
per la letteratura (equiparabile al Nobel); Irm
Dulce (1914-1992), religiosa caritatevole nella
zona nordestina di Bahia; Ruth Cardoso
(1930-2008), fondatrice di un programma di
aiuti alla povert; Leila Diniz (1945-1972),
scandalosa quando incinta comparse in spiaggia
negli anni 60, emancipata.
Il Brasile tutto questo, e molto altro: Rioma
lo mette letteralmente a portata di riomano,
costituendo la presa datto del fatto che manchi,
in Italia, un organo informativo di divulgazione
della reale essenza brasiliana, sinergia concreta
tra Italia e Brasile che trasformi il Colosseo in un
grande forrozo a porte aperte, interazione cultu-
rale e imprenditoriale tra i nostri riomani.
Il riferimento terminologico a Rio e Roma,
lungi dallessere limitativo, abbraccia le espres-
sioni simboliche dei due Paesi, il Cristo
Redentor ed il Colosseo - una faccia religiosa,
laltra laica - per sintetizzare linsintetizzabile.
Il riomano brasiliano o italiano e brasiliano
e italiano insieme, legato alla brasilianidade
propagandata da Heitor Villa-Lobos a inizio
secolo; chiunque operi in sinergia e scelga un
binario comune per colmare la saudade.
Rioma divulga la programmazione culturale -
eventi, rodas, concerti, corsi, stages, batterie di
samba e quantaltro - con articoli, video, live,
radio, incontri, approfondendo ci che lascia-
to in superficie. Spiega. Fornisce un servizio di
reperimento di musicisti brasiliani secondo le
esigenze. Richiama artisti dal Brasile per porta-
re in Italia una conoscenza non mediata nella
musica, nellinsegnamento, nelleducazione.
Nondimeno supporta le migliori attivit
imprenditoriali e culturali svolte in Italia e in
Brasile dai riomani, attraverso servizi giorna-
listici completi di differente portata e a vari
livelli mediatici. Sulla testata nazionale
Specchio Economico approfondisce laspetto
istituzionale ed economico delle relazioni fra i
due Paesi, invitando i principali operatori di
questa sinergia ad una virtuale tavola rotonda.
Promuove, attraverso la testata Rioma, distri-
buita a Roma, Rio de Janeiro, San Paolo e
Salvador da Bahia, le attivit pi significative
di intercambio culturale tra i due Paesi.
Senza lucro compie azioni di volontariato
nelle favelas brasiliane, anche stringendo accor-
di di intercambio con il Saint Louis College of
Music. Vi dedica un intero capitolo editoriale.
Ma soprattutto, promuove lintegrit del con-
cetto di due ponti, che non sia sinonimo di
prostituzione, bens di un passaggio di energia a
doppio senso. In tal caso Brenda entra a pieno
titolo tra i nostri riomani. E ad honorem.
F
orr tra Italia e Brasile: il momento del MIB, umanizzazione dei rapporti tra i due
Paesi e rassegna inaugurata a Rio che durer fino a giugno, per la quale Gilberto
Gil scrive un samba. Ne parla lAmbasciatore in Brasile, Gherardo La Francesca.
R I O MA
B
renda, China, Natalie e le trans di Due Ponti, esattamente come Chiquinha
Gonzaga, Tarsila de Amaral, Bertha Lutz, Anita Garibaldi, la Marquesa de
Santos: Rioma restituisce il Brasile al riomano e crea una roda di intenti.
AMBASCIATA DITALIA IN BRASILE Mib,
Momento Itlia-Brasile LAmbasciatore Gherardo
La Francesca spiega: il Brasile invita lItalia a ballare
RIOMA Il Brasile a portata di riomano
Come trasformare Due Ponti ed il luogo comu-
ne in due ponti ed un luogo fuori dal comune
MIB

CONTINUA DALLA PRIMA PAGINA > ECCE RIOMA


DI ROMINA CIUFFA
MUSICIN19BN_F_Layout 1 19/12/11 15.07 Pagina 4
YAMANDCOSTA Il pi grande chitarrista delle 7 corde, quelle del suo Dna. Fronterista di una regione brasiliana di
confine. Ha uno dei repertori pi vasti che un musicista possa immaginare. Ha improvvisato Nuovo Cinema Paradiso al
Beba do Samba con un 7 corde in grado di tenergli testa, Massimo Aureli. un riomano doc: sua madre fa la polenta
Music In NUMERO 19
ILLUSTRAZIONE:
QUINT BUCHOLZ
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consumato un rito improvvisatorio, presente in corde non
di chitarra: quelle del dna di Yamand, nome che in tupi-
guarani significa precursore delle acque. Se a soli 6 anni
in un bar di Macei, lasciato da un familiare sul palco della can-
tante brasiliana Marina de Dorival Caymmi, cominci ad improv-
visare, oggi come ieri Yamand Costa, dopo un volo Rio de
Janeiro-Roma e un concerto esclusivo per lAmbasciata brasiliana,
prende in mano la prima chitarra che trova al Beba do Samba - la
6 corde di Giulia Salsone - per suonare con il pluricordista
Massimo Aureli; quindi ritrova la propria 7 corde e suona a locale
chiuso. quasi mattina e, dopo un duetto con il brasiliano Z
Galia, rientra a Rio.
Rioma presenta il pi versatile delle 11-dita, che nasce a Passo
Fundo il 24 gennaio 1980, nel Rio Grande do Sur, Stato brasilia-
no confinante a sud con lUruguay e ad ovest con lArgentina,
dettaglio geografico necessario per spiegarne il fronterismo.
nella sua casa di Botafogo, a Rio de Janeiro, che mi si spiega.
Provengo da una famglia di musicisti: mia madre, la cantante
Clari Maarson, e mio padre, Algacir Costa, leader del gruppo Os
Fronteirios. Ricevetti uneducazione musicale di tale portata
che, quando mi accorsi di suonare, stavo gi suonando. Fu tutto
naturale per me: a 7 anni mio padre mi aveva gi iniziato agli
studi, poi fui affidato a Lcio Yanel, virtuoso argentino trapian-
tato in Brasile che influenz molto la mia formazione musicale, di
frontiera per lappunto.
Ti definisci un fronterista. Cosa intendi?
Sono gaucho, provengo da una regione che subisce il fascino
e linfluenza di molte culture. Sin da piccolo ho suonato musica
uruguaiana, argentina, latino-americana, senza tralasciare la
musica tradizionale brasiliana di choro, chorinho, samba, in
genere tutta la musica popolare. Incantato dal grande mestre
Radams Gnattali poi, ho intrapreso lo studio di brasiliani del
calibro di Baden Powell de Aquino, Tom Jobim e Raphael
Rabello. Ma il mio repertorio non si ferma a loro.
Dal sud del Brasile, come sei giunto a Rio de Janeiro?
A 17 anni dal Rio Grande do Sur mi spostai a nord per esibir-
mi a San Paolo, nel Circuito culturale del Banco do Brasil, e fu
l che cominci a tutti gli effetti la mia carriera: nel 2001 vinsi il
premio Visa Edio Instrumental, uno dei pi prestigiosi ricono-
scimenti in Brasile, che anche port allincisione di un album ad
esso collegato. Mi trasferii dopo poco a Rio de Janeiro, dove
sposai una carioca e decisi di fermarmi. Ebbi la possibilit di
registrare molti album, anche con etichette indipendenti, conti-
nuando a suonare musica gaucha, del sud, molto simile alla
musica argentina, milongas e tanghi di frontiera: buona musica.
Nel periodo del Rinascimento le chitarre erano costruite con 4
paia di corde, chiamate cori; col Barocco le coppie arrivarono
a 5, durante lVIII secolo a 6, fin quando non si impiegarono
corde singole. Da qui part il desiderio di costruire chitarre a pi
corde, aggiunte per estendere la capacit dei bassi delle chitarre.
Cominciai a suonare una chitarra a 6 corde, e conobbi la 7
corde solo a 17 anni, nel 1997. Mi appassionai immediatamen-
te. La 7 corde uno strumento molto complesso, di origine russa,
utilizzato solo da una minoranza di chitarristi.
Che la suona da soli 150 anni. Linvenzione attribuita ad
Andrei Sychra, per questo la chitarra era definita russa, prima di
giungere in Brasile, allinizio del XX secolo, come chitarra con le
corde dacciaio. Lo stile della baixaria si svilupp nel XX seco-
lo con Dino 7 Cordas e Raphael Rabello. Negli anni 80 Luiz
Otavio Braga aveva una versione con corde di nylon, poi divenu-
ta lo standard dello choro. La 7 corde brasiliana accordata come
una chitarra classica, ma con un Do in pi sopra il Mi basso (Do-
Mi-La-Re-Sol-Si-Mi); alcuni accordano la settima in Si o in La per
avere maggiore estensione verso il basso, utile nel samba.
Quando iniziata la tua carriera internazionale?
Iniziai a suonare fuori dal Brasile sin dallinizio, perch
immediatamente andai a suonare in Europa. La mia famiglia
rimasta sempre nel sud del Brasile, mentre io ho viaggiato mol-
tissimo. Non solo: 4 anni e mezzo fa mi sono sposato una secon-
da volta con una francese che conobbi mentre suonavo a Parigi,
negli Champs-lyses, in una festa che si tenne proprio in mio
onore. Lei stessa una violinista e mi sta facendo conoscere la
musica classica, propria della sua formazione.
Noti differenze tra il pubblico sudamericano e quello euro-
peo, spostandoti nel mondo?
Noto soprattutto una cosa: il pubblico europeo un pubblico
culturalmente preparato. Il Brasile un Paese molto allegro e gio-
vane, ma che ancora ha difficolt ad ascoltare musica strumenta-
le. Eppure sta cambiando molto e crescendo in continuazione, e
sono molto ottimista del fatto che presto le cose saranno diverse e
la stessa musica strumentale potr essere compresa in maniera pi
completa. Indubbiamente Internet il volano di questo mutamen-
to: la rete sta aiutando con forza questo processo che, sebbene non
si verifichi con velocit visibile, procede senza interruzione.
Nel 2012 sei atteso a New York e in molte altre citt del
Nord America. Hai gi maturato una tua percezione del pub-
blico statunitense?
Non posso dare una definizione soggettiva degli ascoltatori
americani perch la mia prima esperienza negli Stati Uniti.
Perci non so ancora dare un giudizio, ne ho assai poca espe-
rienza ma certamente avr modo di esprimermi attraverso il mio
tour che mi porter, lultima settimana di aprile, da New York a
Baltimore, Minneapolis, Austin e San Francisco.
Non sei un musicista solitario, anzi, ti accompagni sempre
con grandi artisti. Di quali progetti sei partecipe?
Ne ho molti. La Tocada a amizade ad esempio, un progetto
molto provocante ed animato, dinamico, in cui ho invitato
Alessandro Kramer, Rogrio Caetano e Luis Barcelos a suonare
con me, un omaggio alla nostra amicizia e a parlare damore.
Con il bassista Guto Wirtti , invece, un incontro tra gachos:
abbiamo le medesime influenze regionali, siamo amici e suonia-
mo milongas, tanghi, chamams e choros. Ho suonato anche con
Renato Borghetti, ha rivisitato il folclore brasiliano utilizzando
la Gaita Ponto, strumento simile alla fisarmonica diatonica ma
che ha la caratteristica di avere bottoni al posto dei consueti
tasti. Altri progetti sono quelli con Dominginhos, Rogerio
Caetano, Hamilton de Holanda.
Prima del tuo recente passaggio a Roma su chiamata
dellAmbasciata brasiliana, avevi gi suonato in Italia?
Ho suonato molte volte in Italia, e in lungo e in largo, isole
comprese. un Paese che amo molto, che rientra nelle mie ori-
gini perch mia madre figlia di veneti. Provengo dalla famiglia
dei Revelato Marcun e sono cresciuto mangiando polenta e piat-
ti tipici del Nord Italia. Entrambi i miei nonni materni sono ita-
liani, mentre da parte paterna sono portoghese e dal Portogallo
arriva il mio cognome Costa. Adoro il pubblico italiano ed il
Paese che preferisco in quanto ad arte culinaria. molto diver-
so dagli alti Stati europei, molto latino e animato.
Quali sono gli artisti italiani che scegli?
Dei musicisti italiani amo Gabriele Tirabassi, un caro amico,
e Stefano Bollani che ritengo un grande musicista. Cito anche il
sardo Antonello Valli e il trombettista Fabrizio Bosso.
Ultimamente ho avuto occasione di suonare con un altro chitar-
rista delle 7 corde, Massimo Aureli, un bravissimo musicista.
Ti ho visto improvvisare Nuovo Cinema Paradiso alla fine
di una lunga notte di musica. Accanto a questa, se dovessi
scegliere altri due brani italiani, quali sarebbero?
Amo suonare Nuovo Cinema Paradiso, pi in generale adoro
il repertorio di Ennio Morricone. Poi suonerei un classico,
Estate (lo canticchia). Inoltre, grazie a mia moglie, mi sono avvi-
cinato anche ai grandi della musica classica, pertanto aggiunge-
rei indubbiamente anche una composizione di Giuseppe Verdi.
Io lho rinominato cos: Yamand Vale.

YAMAND DALLE SETTE CORDE


IL
Brasile un Paese molto allegro e giovane,
ma ha ancora difficolt ad ascoltare musica
strumentale. Eppure lo noto: sta cambiando
molto e cresce in continuazione. Yamand Costa
A CURA DI ROMINA CIUFFA
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MUSICIN19BN_F_Layout 1 19/12/11 15.07 Pagina 5
a cura di FLAVIO FABBRI
Music In NUMERO 19
ROCK ROCK
issolte in una nuvola di fumo
le attese di un concerto per i
50 anni di attivit dei Rolling
Stones. Mick Jagger dissipa
ogni dubbio dei suoi fan sulla
questione. Ma forse non
ancora detta lultimissima parola. Come non
sperare? Come non pensarci? Come non atten-
dere con il fiato sospeso quel fatidico 12 luglio?
Impossibile. Almeno per i milioni di fan della
linguaccia pi famosa del mondo che gi pregu-
stavano sognanti i festeggiamenti per le nozze
doro dei Rolling Stones.
Il 12 luglio del 1962 lalternativa brutta,
sporca e cattiva dei Beatles esordisce ufficial-
mente sul palcoscenico del Marquee Club di
Londra. Il prossimo 12 luglio 2012 si attendeva
il concerto anniversario per i 50 anni della band
britannica, a Londra. Narrare qui le gesta di
questi eroi del rock sarebbe a dir poco prolisso:
si rischierebbe tra laltro un eccesso di lacune,
un peccato di ingenerosit nei confronti di colo-
ro che hanno dato un contributo prezioso alla
storia della musica.
Ci basti dunque ricordare che lultima esibi-
zione dei Rolling Stones risale al 26 agosto del
2007, al termine del Bigger Bang Tour. Pi di
quattro anni di attesa per ricevere la notizia che,
probabilmente, di un concerto per i 50 anni di
attivit non se ne vedr nemmeno lombra.
Cari fan, non trattenete il respiro, non ci sono
programmi al momento: questo il laconico
commento di Mick Jagger ai microfoni del Sun,
che spezza i cuori pulsanti damore degli ammi-
ratori dello storico gruppo rock. Eppure tutti vi
speravano, soprattutto dopo le rassicuranti
parole con cui mesi fa, Keith Richards, aveva
auspicato una possibile performance per festeg-
giare questo mezzo secolo di successi: S, c
qualcosa che bolle in pentola. Lidea l, ma
per ora non c alcun impegno ufficiale.
Dunque aspettative deluse, speranze tradite
per i fan che speravano in un 12 luglio esplosi-
vo immersi nel verde di Hyde Park e nelle note
dei pi grandi successi della band. E tanto pi
grande la delusione quanto pi si pensa che
loccasione per soffiare su queste 50 candeline
costituirebbe un vantaggio non solo per gli
appassionati, ma anche per le casse della capi-
tale dAlbione. Nellestate del 2012 Londra
ospiter le Olimpiadi e v da chiedersi: quanta
folla possono attirare due eventi cos importan-
ti, luno di seguito allaltro? Quanti soldi in
pi? Per questo forse c ancora speranza. Ma,
stavolta, saranno i fan traditi a rivolgere la loro
stizzita linguaccia ai Rolling Stones.
DI VALENTINA GIOSA
C
inquantanni di Rolling Stones il 12 luglio 2012 ma nessuna candelina.
Lultima esibizione risale al lontano 26 agosto 2007. un tradimento?
Come sentirli intonare: Prego, lasciate che mi presenti: sono un uomo
ricco e di gusto, sono stato in giro per molto tempo, rubai molte anime
e sottrassi molta fede agli uomini. (Sympathy For The Devil)
ue personalit leggendarie del
panorama musicale sincon-
trano durante una performance
al Rock and Roll of Fame di
New York, nellottobre del
2009, e decidono di fare un
album insieme: Lou Reed e i Metallica. Cos
nasce lidea e si fa strada il progetto. Il primo
aveva gi scritto i testi per lo spettacolo di
Robert Wilson, dallomonimo album, in scena a
Berlino, quindi il lavoro in sala registrazione
stato piuttosto semplice. Fa un effetto strano
limmagine di Lou Reed che guarda negli occhi
Kirk Hammet e d il via ai lavori, occhi che
hanno vissuto percorsi musicali differenti e che
hanno lasciato, in maniera diversa, segni inde-
lebili nelleterna favola del rock. Un matrimo-
nio in paradiso, definisce cos Reed questo
progetto partorito in brevissimo tempo, che
porta il nome (reggetevi forte) di Lul.
Ma chi ?
lo spirito della terra o il vaso di Pandora?
Ispirato dallo scrittore tedesco Frank
Wedding e dal compositore viennese Alben
Berg, Lou Reed redige i testi e i Metallica scri-
vono le musiche concentrandosi sulla figura
misteriosa di Lul, una giovane ballerina di cui
non si conoscono le origini: decadente e sospe-
sa, nello stesso tempo conquistatrice e vittima
di se stessa. la forza distruttrice, il serpente
tentatore, la perdita totale e costernante di qual-
siasi freno inibitore, sessualit, femme fatale e
bordello, ma soprattutto autodistruzione.
Figure retoriche struggenti, riflessioni e
riverberi tragicomici sono messi a nudo nei testi
di questo nuovo lavoro. Dieci tracce come le
dieci parti dellopera di Berg composte da tre
atti e sette scene, per un finale che ci regala ben
19,29 minuti di Junior Daddy, ultima tracklist
del secondo disco in collaborazione con John
Zorn al sax, Laurie Anderson al violino e Rob
Wasserman al basso. Energie differenti amalga-
mate in unampolla magica che potrebbero
esplodere o implodere da un momento allaltro,
trascendendo cos la curiosit e lasciandoci un
po scettici di fronte a questa pseudo sovversio-
ne azzardata.
Azzardata come una ricetta sonora che
fonde il sound di due grandi album come Berlin
e Master of Puppets e che ci lascia soli nel labi-
rinto sconfinato dellimmaginazione. E non
basta. Lou Reed ha detto, riferendosi al disco:
Lul forse la miglior cosa mai fatta (e non
solo da me). Unasserzione che implica delle
dovute responsabilit e non gli lascia la possibi-
lit di poter lanciar il sasso per poi nascondere
la mano. Forse una frase di buon auspicio, ma
sicuramente la band di Hammet assieme allex
Velvet Underground sanno il fatto proprio e si
possono permettere, dopo anni e anni di succes-
si, anche una dichiarazione del genere, anche
una provocazione tesa ad enfatizzare la libidine
di possesso. Stranezze che si riflettono nellart
work curata dal fotografo e regista Anton
Corbijn (al cinema con Control, biopic su Ian
Curtis dei Joy Division), nelle foto scattate nel-
lestate 2011 a Gothenburg, in Svezia, presenti
allinterno delle due versioni deluxe dellal-
bum: la book edition e la tube edition in edizio-
ne limitata.
La cover principale , invece, rappresentata
da un inquietante manichino di cera, perfetto
per il concept, e da un book contenente i testi
delle tracce. I capi della Transport for London
hanno vietato laffissione dei relativi poster
promozionali perch turbano il decoro urbano e
dimpatto potrebbero sembrare un graffito o un
murale (a volte vengono prese decisioni pi
bizzarre delle cause che le hanno determinate).
Una fusione artistica che riesce comunque ad
amalgamarsi bene, anche perch le sonorit
veementi dei Metallica sono sempre state
accessibili ad un pubblico pi vasto, nonostan-
te la loro difficile etichetta speed/trash/metal,
facilitando cos laccostamento al rock pi clas-
sico di Lewis Allan Reed.
Una specie di rottura del vaso, avvenuta
per la notte di Halloween 2011, che libera nel-
laria i sette peccati capitali contemplati nella
carriera delle star, rotture che cercano un cam-
biamento e un rinnovo musicale, una sfida o
forse solamente un rilancio. Una cosa certa:
possiamo definitivamente chiamarli Loutallica.
E non suona per niente male.
TRICKORTREAT
LOU REED & METALLICA Figure retoriche
struggenti, riflessioni e riverberi tragicomici, e una
track di 19.29 minuti per un finale reed-metallico
ROLLEDSTONES
ROLLING STONES So che pensi di essere la regina del sottosuolo e che puoi spedir-
mi fiori morti ogni mattino. Mandami fiori morti per posta, mandami fiori morti al mio
matrimonio e non dimenticher di portare delle rose sulla tua tomba. (Dead Flowers)
youtube
il nuovo canale
concerti
masterclass
emergenti
special guest
www.youtube.com/SAINTLOUISMOV
ccoonncceertti r
mmaaste ccla las asss err t s
eemme ge geenntti err
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co coom/ m/SAAAINT NTTLLOOUIS ISSMMOV OV /SS
N
on c alcuna tomba che pu
raccogliere il mio corpo: be,
guardate gi nel fiume, cosa
credete che io veda? Una banda
di angeli che stanno venendo a
prendermi. Tra questi c di certo
tutta la community che ha creato
il video di Aint No Grave
DI ALESSI A PANUNZI
DI LI VI A ZANI CHELLI
O
O
F
F
F
F
A
portrait of a living and walking con-
tradiction, partly truth and partly fic-
tion. Ancora in veste di precursore,
Johnny Cash, the Man in Black, il by-stander
per eccellenza, il Viandante, il Caronte senza
tempo, oltrepassa la vita, la tecnica, la tradizio-
ne, per approdare e traghettare a sua volta gli
ascoltatori in una dimensione outlaw conso-
na ai suoi testi, dove paradiso e inferno si con-
trastano e congiungono costantemente.
A testimonianza (postuma) del suo intento,
ovvero la grande narrazione in musica del
nostro tempo, Johnny Cash scolpisce un suo
ultimo epitaffio, o per meglio dire lascia che gli
altri lo facciano per lui, attraverso questo pro-
getto darte collettiva commemorativa: The
Johnny Cash Project.
Inizialmente il regista Chris Milk, una delle
menti del progetto, ha chiamato a raccolta
numerosi video-artisti ed illustratori a cui ha
assegnato il compito di digitalizzare e animare
alcune delle foto pi belle di Cash; dopodich,
abbandonandosi al fascino della community, si
proposto di coinvolgere il maggior numero di
persone nella realizzazione online del videoclip
della canzone Aint No Grave, ultimo brano
inciso in studio (Cash muore nel settembre del
2003), attraverso un insieme di immagini elabo-
rate liberamente dai singoli utenti.
Ci che ne emerge un suggestivo progetto
audiovisivo che va considerato un work in pro-
gress, a unique communal work, visualizzabile
in migliaia di versioni differenti attraverso la
piattaforma web, unidea innovativa dal punto di
vista musicale che, seppur sociologicamente gi
affermata, evidenzia la fusione tra producer e
consumer creando il prosumer, una nuova
figura alla base del processo creativo chiamato
crowdsourcing, ovvero affidare al pubblico
(crowd) parte delle proprie attivit.
Il risultato in questo caso assolutamente
sorprendente, poich non stona con la tradizio-
ne musicale di questo gigante di vecchia data, al
contrario ne ricalca i chiaroscuri, le lacerazioni,
la sofferta non linearit esistenziale. Ne conse-
gue unemozione fortissima nellosservare le
impressioni, le interpretazioni nel tratto, nei
disegni pi o meno astratti dei fan, che vanno a
modulare, confondere o risaltare limmagine di
questuomo che appare nel videoclip, solo, nel-
lombra, incedere stanco e rassegnato come un
guerriero che continua a lottare anche quando la
canzone finisce, mentre pronuncia limmortale
verso: Aint No Grave Can Hold My Body
Down.
L
ou Reed e i Metallica
insieme cantano Lul.
Ma chi ? Lo spirito della
terra o il vaso di Pandora?
una giovane ballerina vittima
di se stessa, la forza distruttrice,
il serpente traditore, la perdita
costernante di qualsiasi freno
inibitore. Sessualit, femme
fatale e bordello
DI FI LOMENA RUBI NO
THE JOHNNY CASH PROJECT
MUSICIN19BN_F_Layout 1 19/12/11 15.07 Pagina 6
MERCATO DIGITALE Indagine Fimi La rete sta catturando il negozio sotto casa:
un rapporto annuncia che da ora le classifiche ufficiali dei dischi pi venduti sono sti-
late anche in base ai dati di vendita degli store online. Ci va davvero di arrivare a tanto?
SONIC YOUTH C uno Starbucks in America che ha trasforma-
to lunderground del gruppo in un espediente commerciale e una rac-
colta, uscita nel 2008 ed oggi in Italia, in un bicchierone di plastica
Music In NUMERO 19
ROCK ROCK
abbonamenti
cose
arretrati

vendite di album in rete sono aumen-


tare del 37 per cento negli ultimi sei
mesi del 2011. La musica digitale rap-
presenta oggi il 21 per cento del mercato italia-
no. per questo motivo che dal 14 ottobre 2011
le classifiche ufficiali dei dischi pi venduti nel
nostro Paese sono stilate anche in base ai dati di
vendita degli album digitali provenienti dagli
store online, che quindi si sommano a quelli
relativi ai canali di vendita tradizionali, come
negozi, catene e supermercati.
Lo ha annunciato la Fimi (Federazione Indu-
stria Musicale Italiana), sottolineando in un rap-
porto come, nel primo semestre 2011 (dati
Deloitte), il fatturato totale del mercato digitale
sia stato di 12,4 milioni di euro, con una crescita
del 10 per cento rispetto al 2010. Il digital down-
load di album cresce del 13 per cento (di singoli
del 6 per cento), cos come i ricavi basati sulla
pubblicit, ovvero YouTube, che fanno registra-
re un salto in avanti del 39 per cento. Dati pi che
positivi che hanno autorizzato la Fimi, in colla-
borazione con la Gfk, societ che avr il compito
di raccogliere informazioni sul mercato, a rivolu-
zionare la composizione delle classifiche nazio-
nali di vendita degli album. Nel 2004 il mercato
della musica digitale era di fatto inesistente, con
incassi pari allo zero, ma dal 2005 (11,6 milioni
di euro di fatturato) e ancora pi dal 2006 (16,7
milioni di euro) le cose sono cambiate e il trend
andato aumentando quasi costantemente. Nel
2010 si arrivati a circa 22,5 milioni di euro, con
una crescita del 10 per cento trainata in gran parte
dal successo del download da web, cresciuto del
14 per cento rispetto al 2009.
A livello globale lo scenario non cambia e nel
2010 i ricavi derivanti dalla musica digitale
sono stati pari a 4,6 miliardi di dollari, con una
crescita del 6 per cento. Negli store digitali
sono disponibili da tempo, negli Usa e in Gran
Bretagna, oltre 13 milioni di brani, per un giro
daffari che in 6 anni cresciuto del 1000 per
cento. Dai canali digitali, aspro terreno di batta-
glia contro i pirati informatici, le case discogra-
fiche ricavano gi il 29 per cento delle entrate.
Un dato incontrovertibile, con i negozi di
musica considerati tradizionali, quelli sotto casa
per intenderci, che non riescono pi a vendere cd
e dvd di musica come una volta. La domanda di
supporti fisici crollata (a parte un revival del
vinile per pochi estimatori), il mercato si spo-
stato su internet e la rete mobile.
Il mercato si sposta in rete, chiude il negozio sotto casa
S O T T O C A S A
Le
L
a copertina dellalbum (fotografia di
Stefano Giovaninni) ritrae un giovane
in giacca e cravatta, in uno Starbucks
store, che siede ad un tavolo ascoltando musica
dal suo lettore Mp3, davanti a un caff ed un
cellulare. Probabilmente gli auricolari bianchi
che scendono dalle sue orecchie sono di un
iPod, quello sul tavolino uno smartphone e il
completo che indossa un costoso Armani.
Simboli di un business system pi immaginato
(a livello televisivo) che vissuto dal pubblico.
Non si tratta di una pubblicit, ma della coper-
tina di Hits are for Squares dei Sonic Youth,
band alternative rock tra le pi radicali e speri-
mentali degli anni Novanta.
Lalbum usciva nel 2008 e solo oggi viene con-
segnato al pubblico italiano. una semplice rac-
colta di loro pezzi storici - salvo linedito Slow
Revolution - con la particolarit di essere stati
scelti da celebrit del mondo del rock e del cine-
ma. Tra le 16 tracce: Sugar Kane, Rain on Tin e
Kool Thing scelte da Beck, Flea (Red Hot Chili
Peppers) e Radiohead; Tuff Gnarl e Teenage Riot
selezionate da Mike Watt (The Stooges) ed Eddie
Vedder (Pearl Jam); Expressway to yr Skul
segnalata dai Flaming Lips e 100% da Mike D
(Beastie Boys). Dopo i musicisti, le preferenze di
attori e registi: Catherine Keener ha indicato Bull
in the Heather, Diablo Cody Superstar, Gus Van
Sant Tom Violence, e cos via. Ma viene da chie-
dersi se ai fan del gruppo newyorkese interessi
davvero quale canzone dei Sonic Youth sia pia-
ciuta a Michelle Williams (che ha scelto
Shadow of a Doubt) o a Chloe Sevigny (che ha
voluto World looks Red). Finch sono musicisti
(alcuni sicuramente di rilievo nel panorama
internazionale) passi pure, ma per attrici o
pseudo tali come le ultime due citate davvero la
perplessit si fa totale. Che cosa vogliono
comunicarci i ragazzi sonici? Perch
Starbucks? Perch lo star system?
I Sonic Youth, band icona dellunderground
americano, anticonvenzionali principi del noise
poco interessati ai giudizi della critica e forte-
mente ancorati alla subcultura indie, non hanno
mai cavalcato le classifiche americane o estere,
pur riuscendo a conquistare un vasto pubblico
attraverso numerose tourne e una produzione
vivace (19 album in tutto); eppure i simboli rap-
presentati nella copertina dellalbum sono dei
codici estranei alla loro storia, la scelta di far
presentare la loro musica a dei personaggi
famosi ancora meno. Una provocazione o una
resa? Che la risposta non sia nellinedito?
s
s
o
o
n
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i
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c
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DI FLAVI O FABBRI
DI FLAVIO FABBRI
E
sce dopo 4 anni in Italia la raccolta di cui lo star system scelse i 16 brani. Ma qual-
cosa non quadra: quali Sonic Youth si consegnerebbero allo Starbucks system?
MUSICIN19BN_F_Layout 1 19/12/11 15.07 Pagina 7
BEYOND
BEYOND Music In NUMERO 19
&further
M
i dicono: Vi chiamate Music In come il negozio a San
Marino, paraculi. Lerre moscia, i testi, il senso. Il loro
modo di fare. La sincerit. Sono tra i punk pi smielati di
tutto il cantautoriato italiano: serve pi dolcezza o follia ad un
artista? Andrebbe capito che i veri punk della nostra epoca sono
i cantautori. Una volta cerano i rockettari che si drogavano, il
no-future il nuovo cantautorato. Li incontro per quella mia
ormai irrefrenabile voglia di salire sulla giostra di Respirare, il
mio insano desiderio di ballare un liscio, avere 85 anni ed invita-
re chi gli Jang Senato me li ha fatti conoscere.
Io e Te (specificano: scritta perch tutti hanno un pezzo che si
chiama Io e Te), Tempi buoni (Non vedi che non ho bisogno
delle tue parole, dei pregiudizi che hanno le persone, faccio cose
che tu forse neanche taspetti o perlomeno amo i tuoi difetti), Un
anno fa (Oggi non ho tempo, ma ci pensavo pi spesso un anno
fa), le ballate damore in levare e tutto lalbum Lei ama me lui
ama te, tutto Vendesi, i vari autoprodotti, i brani fuori album, gli
inediti, quelli inseriti in compilation random, le improvvisazioni
da concerto. Un imprinting serio. Succede spesso in musica,
limprinting, la trasformazione di un musicista in papera.
Con la sua erre moscia mi risponde Titano-Davide Gulmanelli
(voce e concetti), insieme a Portone-Alfredo Nuti (chitarre e dia-
lettica). Siamo su una giostra anche con gli altri: Higgins (bassi e
igiene), Scialpi-Lorenzo Santolini (tastiere e psicofarmaci),
Mocambo-Fabio Tozzi (batterie e dimensioni, per laltezza), Gian
Filippo Guidi (management, art direction e psicoterapia), Corky
Veggiani (power dispencer). Propedeutico, sapere dalla fonte
come si pronuncia Jang. La J si poteva pronunciare g oppure i,
abbiamo optato per Iang. Quelli che ci chiamano Giang sono por-
tati a complicare le cose.
Chi siete? Scriviamo le canzoni degli Jang Senato e siamo
disoccupati. Siamo anche poveri, lo ammettiamo. Proveniamo
dai Daunbail, con cui uscito un disco nel 2003, quindi ci
siamo sciolti per proseguire questa nuova avventura. Stiamo
costruendo dei castelli in aria ma ci piace.
Centra Tom Waits con i Daunbail? Come guitar band ci
sentivamo dio in terra e, a differenza degli Jang Senato, erava-
mo un gruppo basato proprio sui chitarristi e consideravamo
Waits lultimo uomo che ha salvato la chitarra.
Come vi definite? Siamo troppo pop per essere apprezzati
nellunderground, e troppo underground per essere apprezzati
nel pop, ma in medio stat virtus. Ed anche cave canem.
Fingo di non cadere davanti a questo stupidissimo sedere,
ma poi mi riprendo e vedo il fondo di questa dama disegnata
a tutto tondo (Lamericano). Da dove escono i vostri testi? I
testi degli Jang Senato nascono tutti dal bagno di casa mia,
famoso per la presenza di mattonelle che fanno un riverbero
naturale e permette di sentire gi qualcosa. Nascono da storie
vere, spesso tristi sebbene arrangiate in maniera allegra per fare
contrasto, come accadeva per Domenico Modugno in Piove.
Se sono allegre le arrangiamo tristi. Nascono sempre da sto-
rie vere. Il tema di base un allegro disamore, che si pu supe-
rare con la positivit, gli accordi in maggiore. Dicono che gli
Jang Senato siano allegri, ma in realt sotto c molta sofferen-
za che la nostra miccia. Il dolore pu esser sottocutaneo ma
tutto ci che si vede devesser positivo.
Di chi il sedere? LAmericano un cocktail che noi beviamo
con continuit. Era quello peraltro un periodo in cui uscivamo
molto e bevevamo, buon biglietto da visita per tutto. Ma andata
cos: dovevamo registrare il pezzo alle 8 di mattina, le parole le
abbiamo fatte dalle 6 alle 8. La signora in questione una matro-
na cinese che abita nella Riviera adriatica, a Cesenatico, dalle
nostre parti, serve Americano e ha un bel sedere nonostante le
cinesi lo abbiano minuto. Una cinesona, si pu dire.
Respirare. Di cosa parla? difficile spiegare. Il testo lo
abbiamo scritto insieme in un momento particolare. Quando ci
fanno questa domanda rispondiamo sempre alla De Gregori,
non c niente da capire. Era un momento particolare in cui,
invece di parlare delle fidanzate che avevamo, ci eravamo quasi
fidanzati noi due (Titano e Portone, ndr): abbiamo trascorso un
mese intero insieme e questo pezzo diventato un successo.
Accade questo in Italia: proprio le canzoni che hanno meno
significato ottengono il maggiore successo. Stesso motivo per cui
molte canzoni di Tiziano Ferro sono divenute famose prima del
suo outing. Anche la stessa Niente da capire una canzone dove
tutti capiscono delle cose. Respirare un testo nato a caso.
Ciascun ascoltatore si fa il proprio viaggio. molto pi impor-
tante essere veggenti che essere autori.
State facendo carriera? Non chiamerei carriera quella
di un disco solo. Ce lo siamo autoprodotti e dopo abbiamo tro-
vato unetichetta, la Pippola Music, per farlo uscire nei negozi,
la stessa che ha gi prodotto Brunori Sas, i Dimartino, Dilaila.
Pare che stia anche vendendo, sono rimasti gli ultimi due milio-
ni di copie invendute...
Scialpi un pescatore: qual la migliore esca per il bollen-
tino daltura? Dipende dalle temperature, il mio preferito rima-
ne il granchio con le gambe tagliate.
Che mercato c nel Cesenatico? Frutta, pesce e prostituzio-
ne... E liscio, musica alla Raul Casadei, con cui Gulma anche
imparentato a dire il vero perch la sua fidanzata la sorella
del marito di una figlia... Per ci invita alle feste perch ha uni-
dea di famiglia molto allargata, e un giorno ha detto: Quelli
che tocco io sono fortunati, e voi secondo me avete stoffa.
Aspirate ad un Festival? Di base aspiriamo al cash, ovvero
vivere di musica che molto difficile oggi. Quando potremo dire
che stiamo vivendo di musica, anche a livello misero, e che la
fase faccio cose-vedo gente finita, allora saremo soddisfatti del
nostro mestiere. Ci che viene tutto buono, basta vedere una
crescita, ma ci vuole la mano di qualcuno. Siamo stanchi di fare
gli spacciatori comuni.
Chi ascoltate? Ramones, Tung, De Gregori, ascoltiamo tutti
tranne la Leva cantautoriale degli anni Zero, iniziativa voluta
dal Mei e dal Premio Tenco che ha messo in mezzo tutte le nuove
esperienze cantautoriali di oggi. Noi labbiamo risoprannomina-
ta la Leva cantautoriale degli zero, perch non proprio quel
che si dice una casta di eletti: ci sono i bravi, ma su centinaia se
ne salvano in una mano.
Siete ribelli? Noi siamo dei buoni in borghese che vogliono
bene alle mamme, cio non siamo come quelle rockstar degli
anni 70 che si stimavano a fare le porcate, siamo come quelle
degli anni 50 che facevano le porcate ma dovevano nascondersi,
infatti nessuno sa che fumiamo.
Quindi non fumate? No.
Videointervista
www. y o u t u b e . c o m/ mu s i c i n c h a n n e l
Io mi tappo la bocca e ingoio parole che nascono come
fiori dal petto, per paura che Dio ci scopra prima o poi
e ci porti via tutto. Non grido perch son scaramantico
o perch ho visto guerre per un bacio, ma dentro me
divampo tutto e solo danzo il ballo degli amanti nuovi.
...A TOYS ORCHESTRA Limmagine di copertina reale e
ritrae una manifestante ferita dalla polizia solo per aver retto uno
striscione che rivendicava la mercificazione del corpo femminile.
a cura di ROMINA CIUFFA
I tre puntini davanti al nome portano ad Agropoli senza percorrere la Salerno-Reggio Calabria
JANG SENATO Un imprinting serio. Succede spesso in
musica, limprinting, la trasformazione di un musicista in
papera. E quel desiderio di salire su una giostra per respirare
a cura di ROMINA CIUFFA
S
iamo dei buoni in borghese che vogliono
bene alle mamme, non siamo come quel-
le rockstar anni 70 che facevano porcate.
Infatti nessuno sa che fumiamo.
...A TOYS ORCHESTRA
13
anni di entusiasmante attivit con alle spalle
numerosi concerti e quattro album gli ...A
Toys Orchestra (Enzo Moretto per voce,
chitarre e piano-synth; Ilaria DAngelis per voce,
synth, piano e chitarra; Raffaele Benevento per
basso e chitarre; Andrea Perillo alla batteria) presen-
tano il quinto progetto, che sempre e comunque di
mezzanotte: Midnight (R)evolution. Pubblicato con
letichetta fiorentina Ala Bianca/Urtovox, il nuovo
disco esce quasi ad un anno e mezzo di distanza dal
precedente lavoro, Midnight Talks. La notte picco-
la per loro, il caso di dirlo.
Gli affascinanti undici brani dalle melodiche
sonorit accattivanti, eseguiti dalla band di Agropoli
(Salerno), infiammano la coscienza civile di quanti
condividono quel senso di disagio che si respira in
Italia e nel mondo. Enzo Moretto, storico leader del
gruppo, ci ha raccontato in che modo nato il quin-
to album e di come un forte rumore di fondo vibra
nellItalia di oggi. Palpabile dentro quesa ultima
Midnight(R)evolution, cui accluso anche un dvd,
Midnight Stories, contenente la video storia della
band, i backstage, i racconti, le interviste ed i conte-
nuti speciali dai primi anni ad oggi.
Music In intervista Enzo Moretto, frontman di un
gruppo non ordinario che riuscito ad uscir fuori
dalla Salerno-Reggio Calabria.
Qual la vostra origine musicale?
Probabilmente ogni sorta di cosa confluita nella
nostra musica. Non parlo per forza di altra musica,
che ovvio che venga metabolizzata. Gli ...A Toys
Orchestra sono la trasposizione di tutto ci che
accade dentro e fuori di noi.
Come nasce il quinto album, Midnight (R)evo-
lution?
Rispetto ai dischi precedenti questultimo ha
avuto una gestazione differente, in quanto stato
scritto in movimento. Infatti, se per gli altri stato
sempre necessario un periodo di full immersion ed
isolamento per comporre e registrare, con Midnight
(R)evolution i tempi, i modi e i luoghi di realizzazio-
ne sono stati diversi e si sono protratti in un conti-
nuum nel tempo. La dinamica del disco rispecchia
la sua natura fluttuante. Ed quello che volevamo
che fosse.
Chi la ragazza sulla copertina?
Limmagine di copertina non uno scatto artisti-
co creato ad hoc, bens la foto reale scattata dal
reporter Alessandro Tricarico avente ad oggetto
una manifestante ferita dalla polizia, la cui unica
colpa stata quella di aver retto uno striscione che
si opponeva alla mercificazione del corpo della
donna. Una notizia fin troppo frequente nel nostro
Belpaese. Abbastanza eloquenti le scritte democra-
zia sui cerotti: la foto si spiega da s.
Che lItalia non sia un Paese di rivoluzioni si
sa: pensi realmente che questa volta le cose
potrebbero andare in maniera dfferente?
Non so che piega prenderemo. Ma evidente che
qualcosa sta accadendo: vero, il nostro un Paese
senza la cultura storica della rivoluzione. C per
un forte rumore di fondo che vibra nellItalia di
oggi, un fiume di malcontento finora arginato dalla
propaganda effimera del benessere e camuffato
dalla manipolazione mediatica. Questa diga comin-
cia a scricchiolare e la tensione molto alta anche
rispetto a solo qualche mese fa.
In Italia, come sono visti i cantanti che espri-
mono i propri testi in inglese?
C una parte del pubblico che pronta alleuro-
peizzazione, la accoglie e la incentiva. Probabil-
mente qualcuno si chiede perch i Deus in Belgio,
Bjork in Islanda, gli Air in Francia, gli Hives in
Svezia, i Motorpsycho in Norvegia o i Notwist in
Germania siano credibili, mentre qui in Italia le
band anglofone sono tacciate di scimmiottamento.
Una domanda pi politica, se vero che siamo
tutti giocattoli di unorchestra: cosa direbbe Joe
Strummer al nostro Pinocchio?
E chi lo sa? Forse che ormai il legno marcio e
noi siamo tante tarme affamate.
A CURA DI GIUSEPPE ARNESANO
MUSICIN19BN_F_Layout 1 19/12/11 15.07 Pagina 8
BRUNORI SAS Pensi veramente che il dolore sia funzione del tempo? (eh gi) | Quindi tra
un mesetto mi dovrei sentire gi un poco meglio... (gi gi) | Spero che tu non lo dica solo
perch io sto morendo. | Ora tu piangi, mi sembri deluso, ma sono vittima del suo sorriso
Music In NUMERO 19 BEYOND
BEYOND
&further
a cura di
Romina
Ciuffa
A
mante delle terrazze e delle idee
inconfutabili, non posso non dar conto
di questa Balcony Tv. Non appena mi
affaccio da un attico danese, ho questa vista:
musicisti nord-europei che fanno concerti sui
tetti del mondo. La mente con vista di
Stephen ORegan, che da Copenhagen mi
spiega: BalconyTV fa suonare sui balconi.
Sembra una cosa semplice, un concetto bizzar-
ro forse, eppure divenuto un franchise con
volontari in tutte le citt del mondo che filmano
le performances e le condividono attraverso il
nostro sito. cos che abbiamo raggiunto 20
milioni di visite e caricato oltre 5000 video.
Com nata lidea di una tv sui balconi?
Lidea nata 5 anni fa in un appartamento a
Dublino. Io e i miei coinquilini stavamo scher-
zando sul fatto che avremmo dovuto utilizzare
di pi il nostro balcone. Dopo moltissime tazze
di t, abbiamo deciso di creare un Internet Tv
show proprio l. Inizialmente voleva essere pi
uno spettacolo artistico, cose tipo filmare la
pioggia o il traffico gi per strada, e caricare in
rete brevi video da un paio di minuti. Per quan-
to oggi non lo abbia pi, nel 2006, nellepoca
primordiale di YouTube, questo aveva ancora
un senso, poich la gente cominciava a speri-
mentare la condivisione di immagini online.
Subito cominci la nostra programmazione, e
invitammo una band locale a suonare sul bal-
cone. La clip divenne subito un successo, e
fummo inondati di richieste dagli altri gruppi.
Dal balcone, tuttaltro che intenti suicidi:
molti dei musicisti che si sono esibiti per voi
sono divenuti famosi. Qualche esempio?
Iniziammo anche ad aiutare alcuni dei musi-
cisti che si erano esibiti sulla terrazza ad emer-
gere. Fu il caso degli Script, che suonarono per
BalconyTv nel giugno del 2007, quella perfor-
mance costitu il primo videoclip e nei succes-
sivi 4 anni il gruppo usc con 2 dischi di plati-
no. Il video di We Cry ha ricevuto circa 2
milioni di clic. Ma non solo: hanno suonato sui
nostri balconi i Mumford & Sons, i Temper
Trap, i Jessie J, i Buzzcocks.
Lidea di BalconyTv cominci ad avere
una eco globale, e ad Amburgo venne ospita-
ta la prima performance fuori Dublino.
Come siete riusciti ad espandervi tanto, par-
tendo da un appartamento irlandese?
Il nostro franchise copre 22 citt in tutto il
monto, dagli Usa al Messico, alla Nuova
Zelanda, alla Polonia. Ci contattano e ci dico-
no, semplicemente: Perch qui da noi non c
BalconyTv?, e tutto inizia con dei volontari
che realizzano video musicali nelle terrazze.
Inviamo loro delle linee guida e un template.
Non devono essere fantastici, devono solo
avere il potenziale giusto.
BalconyTv obiettivamente unidea di
successo., tanto che il sito entr nella shortli-
st di Viral per i Webby Awards 2008. Ma,
per quanto grande lidea, necessaria una-
nima commerciale. C guadagno?
Nonostante il nostro successo, il sito non fa
soldi. Non ci costa nulla, in effetti, solo tempo,
domain name e spese di hosting. Finora il
nostro unico obiettivo stato quello di rompere
i limiti culturali della musica, offrendo una
scelta differente.
Sia pure costituisca un hobby, BalconyTv
di certo un business per la sua propriet di
catturare limmaginazione di tutti; inoltre tu
non sei un pivello, perch hai studiato
Film e Broadcasting.
per questo che stiamo partecipiamo allo
Startup Bootcamp program, grazie allinter-
vento di alcuni imprenditori della rete irlande-
se. Ho la mia esperienza in materia di film, ma
se mi chiedessero di tirar fuori unidea com-
merciale ad alto livello, non sarebbe questa.
Eppure hai lasciato il tuo day-job a
Dublino e ti sei trasferito a Copenhagen.
Lavorare ogni giorno con la tecnologia mi ha
dato un valore aggiunto, senza che me ne ren-
dessi conto. un mix salutare: credo che anche
il pi complesso business deve avere a che fare
con la tecnologia basica e un livello di startup
e di pensiero creativo.
Questa accelerazione ti ha dato lopportu-
nit di sviluppare un modello di business per
il piccolo impero mediatico che hai creato.
Non voglio ancora entrare nello specifico di
applicazioni, vendita di biglietti, marketing,
merchandising etc., che sto esplorando sebbene
siano sempre le buone intenzioni ed una forte
volont a governare il mio operato. La vera
forza di BalconyTv proprio questa, e spero
che gli investitori che vorranno entrare nel pro-
getto saranno in grado di valorizzare il nostro
marchio e di incrementare la nostra produzio-
ne con il medesimo entusiasmo che ha portato
BalconyTv in tutto il mondo.
Da una terrazza alla rete il passaggio reale,
per, immenso. Si va da un giardino nei
tetti del mondo alla virtualit di un compu-
ter, proprio la rovina del tetto in un certo
senso.
Balcony prima di tutto una televisione.
Lunica particolarit che essa viene messa
alla portata di tutti da Internet, che ha la possi-
bilit di trasformare tutti i tipi e le variet di
prodotti che noi consumiamo in un grande
schermo da salotto. Non escludo che BalconyTv
possa essere capitalizzata e condotta su uno
sviluppo di tal fatta. Intanto i video continuano
ad essere caricati sul server ed il franchise ad
espandersi nel mondo.
Sia o meno trasformata in un affare pro-
fit-making, la tv sui tetti unidea semplice-
mente troppo geniale per morire, almeno fin-
ch ci siano case, anche non condonate.
IL CIELO SOPRA BALCONYTV
MUSICACONVISTA
D
ario Brunori cresciuto, ha messo su
qualche capello grigio. In fondo lo
aveva gi ammesso, che tutto
cominciato perch io vivo in un pae-
sino molto piccolo, che destate fa
migliaia di abitanti, e dinverno una noia mor-
tale, quindi mi sono avvicinato alla musica pro-
prio per necessit, per fare qualcosa. Originario
di Cosenza, ha abbandonato la Calabria per stu-
diare Economia a Firenze. Dopo la laurea tor-
nato a casa per lavorare nellazienda di famiglia,
la Brunori sas, appunto. In fretta, per, ha capi-
to che le sue aspirazioni erano altre e ha deciso
di cimentarsi con la musica. Dopo il primo
album, Vol. 1, la scorsa primavera uscito Vol.
2 - Poveri Cristi, un lavoro intelligente e varie-
gato che lo ha lanciato ufficialmente nel firma-
mento della scena indie nazionale. Ne seguita
una scia di recensioni controverse e unestate
ricca di concerti, che vanno avanti fino a dicem-
bre, ed ora il premio per il miglior live al
Medimex di Bari, il Meeting mediterraneo delle
etichette indipendenti.
Un bravo paroliere. Da Lei, Lui, Firenze: Eh
che cosa vuoi che ti dica, con te sto bene anche
se ormai finita, e lo so che non basta un bic-
chiere per sorridere e dimenticare, ho le mie
solite bugie e le mie sciocche fantasie, ma stase-
ra ho voglia di brindare a unaltra storia damo-
re per noi che non ci amiamo pi. Da Il Pugile:
La devi smettere di darmi pugni, non sono mica
un pugile ma tu non capisci la poesia, sei sola-
mente un tecnico. Dopo tutto questo clamore ne
siamo certi: il Mezzogiorno ha un cantautore,
merce rara al di sotto della Capitale (lo dice uno
scrivente pugliese). Dario lo conferma, ma a
bassa voce: Ho ancora molta strada da fare.
Chi sono i poveri cristi del nuovo album?
Sono i protagonisti delle storie narrate nelle
mie canzoni ed i personaggi che hanno collabo-
rato alla stesura dellalbum, tutti immortalati
nella copertina. Volevo un titolo che richiamas-
se un concetto drammatico ed ironico. Quando
si parla di poveri cristi si cerca la compassione
e uno sguardo bonario sulle sventure altrui. Ed
questa una delle idee alla base del disco.
Sei sulla copertina: sei un povero cristo?
Probabilmente s. Il mio concetto di povero
cristo rientra nei sentimenti e nelle sensazioni
che fanno smuovere e nascere le mie canzoni.
Com nato lalbum?
Velocemente. La stesura e la registrazione
sono avvenute nel giro di 4 o 5 mesi. Cerano
alcune idee e bozze di canzoni appuntate negli
ultimi 2 anni, in cui ho suonato con continuit,
e ci, per chi fa il mio mestiere, indispensabi-
le e utile a trarre risorse per la creativit.
Levoluzione e il successo si sono verificati
troppo in fretta?
Risparmiare del tempo prezioso rispetto a
una gavetta pi lunga un evento positivo, e lo
rifarei. tutto avvenuto rapidamente solo
rispetto alle mie aspettative.
Quali sono i personaggi dei tuoi brani?
In questo disco utilizzo strumentalmente la
storia. Non ho provato a dipingere un personag-
gio in particolare, ma ho inserito i miei figuran-
ti allinterno di una storia. E nella narrazione ho
illustrato la mia visione generale del mondo e
delle cose. A volte si tratta di un personaggio
incontrato personalmente, in altri casi sono i
protagonisti di un libro che ho letto. A mio avvi-
so, la creazione di un brano o di un personaggio
avviene in maniera abbastanza istintiva, e questi
tentativi di spiegare sono soltanto una ricostru-
zione successiva per rispondere alla domanda.
Alcuni processi creativi avvengono per
caso, senza troppe spiegazioni?
Una genuina ispirazione iniziale non manca.
Nel mio caso, il processo di ispirazione avviene
casualmente, senza alcun controllo. Con le-
sperienza e il mestiere, poi, sono riuscito a tro-
vare un metodo per dare una forma precisa
allispirazione iniziale.
Con chi vorresti duettare?
Con tutti. Sto vivendo situazioni molto inte-
ressanti, mi sto confrontando con artisti validi
su terreni differenti dal mio. Le collaborazioni
vanno sempre bene, purch dallaltra parte ci
siano persone con le attitudini giuste.
Sarcasmo, ironia, rassegnazione e reali-
smo. Attraverso quali parametri racconti
lItalia dei nostri giorni?
Non ho alcuna intenzione di creare un manua-
lino del mio modo di intendere il Belpaese,
anche perch non credo di avere ancora uno
stile ben definito. Senza dubbio nei miei brani si
alternano sarcasmo, ironia, rassegnazione e
realismo, ma non seguo una regola n penso di
dovermi muovere in un ambito particolare. Nel
prossimo disco potrei anche occuparmi di una
storia damore ambientata in Amazzonia. Mi
occupo di cose che mi emozionano. E devo fare
molta strada prima di raccontare il mio Paese.
cos in Come stai: Che cosa vuoi che dica?
Di cosa vuoi che parli? il mutuo il pensiero
peggiore del mondo che ho intorno. Che cosa
vuoi che scriva? Di cosa vuoi che canti?
I
nsomma devo scappare che qui in Calabria non c niente, proprio niente
da fare. C chi canta e chi conta e chi continua a pregare, San Francesco
sopra il letto e sul cruscotto, c la Madonna di Pompei sopra la 126.
A CURA DI LUCIO LUSSI
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A
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BALCONY TV Lintervista a Stephen ORegan, il fon-
datore. Unidea semplicemente troppo geniale per mori-
re almeno finch ci siano terrazze, anche senza condono
B
alconyTv fa suonare sui tetti. venuta in mente ai coinquilini di un
appartamento di Dublino un pomeriggio in cui il t bolliva e il bal-
cone della casa sembrava pi sprecato del solito. Mente con vista
C C O O R R S S O O D D I I M MA A S S T T E E R R I I N N G G - - S S A A I I N N T T L L O O U U I I S S
A A P E R T E P E R T E L E L E I S C R I Z I O N I I S C R I Z I O N I - I - I L L C O R S O C O R S O I N I Z I A I N I Z I A A A F F E B B R A I O E B B R A I O 2012 2012
MUSICIN19BN_F_Layout 1 19/12/11 15.07 Pagina 9
SOUND
SOUND
a cura di ROBERTA MASTRUZZI
VIDEOCLIP Eva Mon Amour - La tua rivolu-
zione Eva non pass tempo alla toletta n a cambia-
re le opzioni di privacy prima di amare chi voleva
SOUND
Music In NUMERO 19
t tr ra ac ck ki i n ng g
ELECTRIC SELF ANTHOLOGY Intervista al regista Alessandro
Amaducci Il digitale crea, come la donna. Il suo corpo in perenne muta-
mento ed ha in s il germe del cambiamento, della vita, della creativit
M
i piace. Per recensire questo
video, al tempo dei social
network, potrei semplicemen-
te cliccare l. Ma questa la mia rivo-
luzione: insistere con le parole. Lo dicevo
gi anni fa: un giorno non venirmi a chie-
dere comera lespressione per
ahahah o come si arrossiva senza
emoticon. Questo video parla anche di
altro. Parla di ogni rivoluzione che si fa in
un click deresponsabile, le scelte, la
verit offline. Lavanguardia della cassa
da morto nella cancellazione dagli Amici;
il futuro della bomba atomica negli stru-
menti della privacy; la magia nera del
sono invisibile. Mi dispiace se la tua
rivoluzione cancellarmi dal tuo Space.
Gli Eva Mon Amour sono una prote-
sta sin dal nome: Eva rappresenta la
prima persona ad aver fatto una scelta
indipendente e, compiendola, ad averne
accettato le conseguenze. La rivoluzio-
ne quella narrata nel nuovo ep di que-
sta band di Velletri. Il videoclip La tua
rivoluzione scritto e diretto da Stefano
Poletti, i colori sono seppia, lambienta-
zione uno scalo, murales, nello sfondo lo
sbaglio pi normale.
Una rade a zero i capelli dellaltra,
complicit non velata in questo rito rivo-
luzionario. Sono intrinsecamente legate
ma c un muro - i pregiudizi, gli altri, se
stesse - prima che una crolli. Ci sono a
dire il vero molte rivoluzioni dentro que-
ste immagini, ognuno scelga la propria.
Radersi a zero non , semplicemente,
sufficiente; Eva non pass il tempo alla
toletta prima di amare chi voleva.
LA TUA RIVOLUZIONE
Videoclip
DI ROMINA CIUFFA
R
obot, corpi bionici, scontri tra umani e macchine,
immagini sottotraccia sono emerse con la tecnologia,
che ha riportato alla luce il desiderio profondo di un
corpo meccanico, un corpo perfetto reso tale anche dalla
tecnologia stessa. La mia scelta di rappresentare figure fem-
minili legata alla creativit: il digitale crea, come la donna.
di Roberta Mastruzzi
info > www.giornaledellamusica.it/abbonamenti abbonamenti@edt.it
il giornale della musica festeggia i suoi primi 25 anni dalla parte della musica e costa la met in edicola e la met in abbonamento
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no al 31 dicembre 2011
nnnnnnnnnnnnnnnnnttttttttttttttttttiiiiiiiiiiiiiiiii aaaaaaaaaaaaaaabbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbboooooooooooooooonnnnnnnnnnnnnnnnnaaaaaaaaaaaaaaammmmmmmmmmmmmmmeeeeeeeeeeeeeeeennnnnnnnnnnnnnnnttttttttttttiiiiiiiiiiiiii@@@@@@@@@@@@@@@@eeeeeeeeeeeddddddddddddddtttttttttt.iiiiiiitttttttttttt
nche i computer sognano. A riflette-
re su quanto la tecnologia si stia
facendo spazio nel nostro inconscio
un videomaker, Alessandro
Amaducci: la sua Electric Self
Anthology sta facendo il giro del
mondo. Durante lAthens Dance Video Project
ne sono stati proiettati tre episodi in uno spetta-
colo live, in cui immagini, musica e tecnologia
hanno improvvisato nuovi scenari di conoscen-
za. Ne abbiamo parlato con lautore, docente di
Estetica del video presso il Dams di Torino, per
scoprire, tra le altre cose, che un cuore trafitto
diventa pi potente di ogni altra cosa.
Cos Electric Self Anthology?
unantologia di video dedicata al s elet-
tronico, quello che io definisco linconscio tec-
nologico. Il computer riesce a creare un pro-
prio linguaggio: i programmi sono solo in
parte calcolati dal programmatore, in realt
possono anche andare avanti da soli. Grazie a
questa creativit di linguaggio, il computer
pu sviluppare una propria visione del mondo
e creare propri punti di vista, diversi dal
nostro.
I computer sognano?
Secondo me s. C una sorta di inconscio
dentro il linguaggio del digitale, che viene a
contatto con il nostro nel momento in cui usia-
mo i computer e quindi utilizziamo immagini e
icone come strumento. Il nostro immaginario
incontra quello della macchina, creando mondi
che in parte appartengono a noi e in parte alla
macchina. Questi video tentano di rappresen-
tare questa nuova dimensione.
Il corpo lelemento centrale dei tuoi lavo-
ri, perch?
La comunicazione avviene sempre pi spes-
so a distanza e attraverso immagini, il corpo
diventa unicona sempre pi usata e presente:
pi ci smaterializziamo dal punto di vista
sociale, pi, di fatto, abbiamo bisogno di un
corpo.
Sembra un paradosso
Lo , ma un paradosso interessante.
Usiamo le nuove tecnologie - ne sono un esem-
pio i cellulari di ultima generazione - come uno
specchio, con un atteggiamento quasi adole-
scenziale. Ci rappresentiamo attraverso le foto
e i video, utilizzando la webcam e le videochat,
perch sentiamo la necessit di attestare con il
corpo la nostra presenza. Ogni video di questa
antologia ha un tema che affronta un aspetto di
questo incontro/scontro di immaginari: si crea-
no e si ritrovano archetipi legati al corpo, a
volte molto antichi come la danza macabra, che
riemergono dal nostro inconscio. Il computer
lavora con il concetto di memoria, per questo a
volte spuntano personaggi mitologici come la
Medusa o rappresentazioni che fanno parte del
nostro patrimonio culturale visivo, e quasi non
ce ne rendiamo conto perch tornano sotto
altra forma, trasformati dalla tecnologia.
Le figure presenti in questi video hanno
due caratteristiche: possiedono un aspetto
quasi bionico e sono tutti corpi femminili.
Robot, corpi bionici, scontri tra umani e mac-
chine: immagini che stavano sottotraccia sono
tornate in modo pi evidente da quando la tec-
nologia ha chiarito e portato alla luce il nostro
profondo desiderio di avere un corpo meccani-
co. Il progredire della tecnologia ci spinge ad
inseguire lidea di un corpo perfetto, che diven-
ta tale anche grazie ad essa. La scelta di rappre-
sentare figure femminili legata alla creativit:
il digitale crea, come la donna. Il suo corpo in
perenne mutamento e ha in s il germe del cam-
biamento, della vita, della creativit. pi
disponibile allincontro con altri germi pi tec-
nologici, non necessariamente negativi.
E in tutto questo che ruolo ha la musica?
Questi video sono come haiku. In ognuno
viene sviluppato un tema e la musica ne sup-
porta latmosfera, scandendo i tempi e
costruendo il mood intorno alle immagini.
Spesso le due cose viaggiano insieme: scrivo la
colonna sonora contemporaneamente alla
costruzione del video; a volte, invece, scrivo
prima la musica, ma avendo gi in mente luti-
lizzo che ne far. La scelta di realizzare video
musicali stata dettata da unesigenza di uni-
versalit, non volevo ci fosse la parola usata
come linguaggio per spiegare. Spesso ci sono
citazioni tratte da film. In Not With a Bang,
video dedicato allimmaginario della guerra,
sono presenti dialoghi presi da Apocalypse
Now, quasi impercettibili in quanto impastati
nella musica.
Nei video prevale unatmosfera cupa,
quasi gotica e un profondo senso di morte.
Nellincontro/scontro tra uomo e tecnologia,
chi ha la meglio?
La cultura digitale ha introdotto la fine del
concetto di limite: il computer ha una memoria
illimitata, il profilo su un social network ci
sopravvive, tutti devono essere giovani, la vec-
chiaia non esiste pi e alla fine si muore da soli
in un ospedale. Pagan Inner, video dedicato alla
danza macabra, parla di questo: non possiamo
allontanare lidea della morte ma possiamo
danzare con essa affinch non sia un cosa spa-
ventosa. La protagonista balla con uno schele-
tro e gli scheletri si moltiplicano, partoriti dalla
donna stessa. Questi sono fatti in 3D: c sem-
pre il digitale che ci fa intuire una possibilit in
pi, lo scheletro si muove perch ha una pro-
pria vita. Il digitale ci mette di fronte a tante
possibilit: se lo si impiega come strumento si
vince, se invece ci si fa usare, si perde.
In uno dei tuoi video, Bloodstream, un
cuore trafitto da coltelli sanguina e le gocce
si trasformano in donne. Guardandolo, ho
avuto la sensazione che un coltello trapassas-
se anche il mio di cuore.
I miei video non vogliono imporre uninter-
pretazione, non ci sono discorsi precisi e linea-
ri, ma vanno sentiti, lasciando affiorare sen-
sazioni. Si tratta di un video autobiografico,
fatto di getto proprio mentre il mio cuore veni-
va trafitto da una serie di spade ( innegabile
che si parli sempre di se stessi, pur mascheran-
dosi dietro i simboli) ed quindi la descrizione
di uno stato danimo. La donna, minacciata da
tre visi, sembra sul punto di morire. in quel
momento che i tre si allontanano, impauriti dai
coltelli conficcati nel cuore: quando un cuore
trafitto diventa ancora pi potente, passanso
attraverso soglie di dolore che sembrano
insopportabili, si diventa pi forti.
Ora che grazie al digitale molte tecnologie
sono facilmente accessibili a tutti, qual il
ruolo dellartista?
Il digitale un vantaggio che porta scon-
quasso: in giro c tanta roba inutile, ma in
mezzo ci sono anche persone che fanno cose
interessanti. Io stesso, che ho sempre lavorato
in questo settore, non riuscirei a fare questi
video tranquillamente a casa mia con tre com-
puter se avessi a disposizione solo le tecnologie
analogiche di una volta, molto diverse, pi
costose e pi pesanti. Per me lartista colui
che sente e ascolta il mezzo che usa e lo tra-
sforma in un tessuto emotivo, fatto di immagini
e simboli. La capacit alchemica rimane inva-
riata, a prescindere dalla tecnologia. Non
importa che tu sia un talento riconosciuto o
meno: artista colui che conosce a fondo il
proprio strumento e lo usa come una bacchetta
magica per creare un nuovo mondo.
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SOUND
SOUND
UOMINI CHE ODIANO LE DONNEIl sesso non ha niente a che fare con
lamicizia. vero che gli amici possono fare sesso, ma Lisbeth, se devo sceglie-
re fra sesso e amicizia quando si tratta di te, non ho dubbi su che cosa sceglierei
Music In NUMERO 19
SOUND
SIGUR ROS Eccomi di nuovo | dentro te | ci sto cos bene | ma non posso
pi tardare | galleggio tutto intorno in ibernazione liquida | in un hotel col-
legato alla corrente | ma lattesa non mi lascia a mio agio. (Sonnambuli)
DIPLOMA
Fonia e Music Technology
Attestato di Qualifica Professionale Riconosciuto
CORSI PROFESSIONALI
Pro Tools
Hard Disk Recording




































































opo il successo di The Social
Network, Trent Reznor torna a
collaborare con il regista David
Fincher, questa volta per la colon-
na sonora del remake americano
di Uomini che odiano le donne. Il
leader dei Nine Inch Nails, insieme ad Atticus
Ross, suo collaboratore dai tempi di With Teeth,
album del 2005, dopo aver portato a casa lOscar
per la miglior colonna sonora lanno scorso gra-
zie al film sulla storia di Mark Zuckerberg, fon-
datore di Facebook, sembra ormai trovarsi a suo
agio tra le pellicole di Hollywood e a gennaio la
sua musica diviene il sottofondo musicale sul
quale si muovono i protagonisti del thriller tratto
dalla trilogia Millennium dello scrittore svedese
Stieg Larsson.
Non mai facile trasportare sullo schermo un
romanzo di successo, un thriller per giunta di cui
ormai tutti conoscono trama e segreti, grazie a
una recente serie tv e dopo il discreto successo
della versione svedese che ebbe il merito di lan-
ciare Noomi Rapace nei panni cyberpunk di
Lisbeth Salander, vera eroina della saga. La gio-
vane hacker determinata, eccentrica e un po
contorta, sfuggita ad un passato di violenze subi-
te, indubbiamente il personaggio pi affasci-
nante della storia, divenuta simbolo di quelle
donne che non si arrendono agli uomini che le
odiano, tanto da far pensare che il romanzo fosse
stato scritto in realt dalla compagna dello scrit-
tore, Eva Gabrielsson. Voci mai smentite:
Larsson mor poco prima della sua pubblicazio-
ne, ignaro di tanto clamore che avrebbe suscita-
to la sua opera e lasciando un branco di parenti
serpenti a litigare per spartirsi leredit.
Fincher prova dunque a dare una nuova veste
alla storia, chiamando a s attori come Daniel
Craig, Rooney Mara e Christopher Plummer e
puntando sicuro sulla capacit di Reznor di dare
un valore aggiunto alla pellicola. Elettrizzante,
cupa, misteriosa, la musica di Reznor ha la mis-
sione di calarci in una torbida ed inquietante sto-
ria di segreti di famiglia.
Tra le tracce, troviamo anche una strepitosa
cover di Immigrant song dei Led Zeppelin, rea-
lizzata in collaborazione con Karen O. Lormai
consolidato duo Reznor/Ross sforna unaltra
colonna sonora trascinante, dimostrando una
straordinaria capacit di costruire un sonoro per-
fettamente aderente alle immagini cinematogra-
fiche.
D
MILLENNIUM
IL
nome Sigur Ros fu preso in prestito dalla sorellina di Jnsi Birgisson, Sigurrs,
nata il 4 dicembre 1994, giorno in cui il gruppo fu fondato. Il primo singolo,
registrato in 6 ore, fece innamorare Bjrk: ed oggi lIslanda in bianco e nero.
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s
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S
i tratta dei Sigur Ros e della celebra-
zione di un inno alla musica: Inni il
concert movie presentato in anteprima
al Festival di Venezia e portato in giro per il
mondo fino alla sua uscita in dvd insieme al
doppio cd live, avvenuta lo scorso 7 novembre.
Prima per, unaltra rappresentazione per il
Museo del Cinema di Torino, dove il film della
band islandese ha sprigionato tutta la propria
magia in 75 minuti di pellicola. Unesperienza
di meraviglia: estetica, musicale, cinematogra-
fica.
Non la prima volta che la band di Jonsi e
compagni si concede un film che riprende un
proprio concerto; se Heima ha documentato il
tour in patria del 2006, proiettando limmagina-
rio musicale Sigur Ros in un mondo ricco di
colori, questo Inni punta dritto alla sostanza,
mostrando il live di una sola sera, allAlexandra
Palace di Londra nel 2008, e concentrandosi
unicamente sulla performance. Niente backsta-
ge, interviste, dichiarazioni. Solo pura e sana
musica. In bianco e nero per giunta.
Un approccio minimalista che si sposa con
latmosfera rarefatta dei loro suoni, ma che
nasconde una profonda ricerca estetica. Il regi-
sta Vincent Morisset, autore di Miroir Noir,
docu-film sugli Arcade Fire, ha rivelato di aver
usato una tecnica particolare in post-produzio-
ne: le riprese del concerto sono state fatte in
digitale, tutto il girato stato poi filmato di
nuovo con una pellicola 16 mm e ancora tra-
sportato in digitale, dopo aver usato filtri molto
particolari come prismi e altri oggetti di uso
comune. Il risultato meraviglioso.
Il bianco e nero ha un alto contrasto, le
immagini sono dolcemente sgranate, il montag-
gio segue alla perfezione la musica, tutto gira
intorno al potere evocativo del suono del grup-
po che viene dal profondo nord. Ma non solo
questo. Inni riesce a rendere una performance
davanti a un pubblico di migliaia di spettatori
un momento intimo.
Loro sono l. Sembra di toccarli, i colori
sgargianti del trucco di Jonsi e degli abiti di
scena completamente desaturati tolgono il
disturbo e lasciano emergere le sensazioni pi
profonde dei musicisti, i dettagli sono talmente
ingranditi che sembra di sentire la consistenza
degli strumenti sotto le mani; tu, spettatore, sei
l ma sei anche in un altro mondo. Perfetta ade-
renza tra suono e immagine e nello stesso
tempo una magica astrazione che trascina fuori
dallo schermo: Inni una pellicola che indub-
biamente va vista nel buio avvolgente di una
sala cinematografica.
Il connubio tra i Sigur Ros e il cinema, cos
celebrato, sembra procedere senza soste. Molti
i brani che il gruppo ha prestato alla settima
arte, da ultimo il brano Festival inserito da
Danny Boyle nella scena finale di 127 ore.
Cameron Crowe, regista di Vanilla Sky, in cui
Njosnavelin accompagna anche qui il finale
della pellicola, li ha voluti sul set del suo ultimo
film We Bought a Zoo, da fine dicembre negli
Usa. Il regista, che viene dal mondo del giorna-
lismo musicale, solito infatti preparare perso-
nalmente una playlist per creare la giusta atmo-
sfera sul set. Molti di questi brani sono dei
Sigur Ros che, in questoccasione, hanno scrit-
to anche parte dello score del film.
DI ROBERTA MASTRUZZI
di Roberta Mastruzzi
MUSICIN19BN_F_Layout 1 19/12/11 15.07 Pagina 11
a cura di LUSSI-ARNESANO
di ADRI
SUD SOUND SYSTEM Se nu te scierri mai delle radici ca
tieni | rispetti puru quiddre delli paisi lontani! | Se nu te scier-
ri mai de du ede ca ieni | dai chiu valore alla cultura ca tieni
MINO DE SANTIS Uso il dialetto perch descrive meglio certe
situazioni e perch pi immediato, musicale e sintetico del-
litaliano. Penso in dialetto anche quando scrivo in italiano
anni e non dimostrarli. Era il lontano 1991
quando, in un Salento incontaminato ma infe-
stato dalla Sacra Corona Unita, venivano orga-
nizzate le prime dance hall e il Sud Sound System si affacciava
sulla scena reggae locale. Allepoca erano feste per pochi intimi e
con strumenti di fortuna, in mezzo agli ulivi o sulla spiaggia delle
due sorelle a Torre dellOrso. Ne passato di tempo, sono arri-
vati gli albanesi e il Salento diventato lEldorado del turismo ita-
liano. Il Sound System pi famoso di Italia cresciuto, cambia-
to e non sempre in meglio, dichiara sorridendo Nandu Popu,
convinto che la purezza originaria della nostra terra sia stata cor-
rotta dal cemento e da una certa salentinit omologante. Ma una
cosa non cambiata: lo spirito originario del gruppo e limportan-
za della solidariet sociale. Lunga vita al Sud Sound System.
Come sono cambiati il Sud Sound System e il Salento in
questi anni?
Qualcosa cambiato in meglio, qualcosa no. Nel 1991 il
Salento era una terra difficile e abbiamo iniziato a fare reggae
perch ci piaceva s, ma anche per fuggire da una realt che non
lasciava spazio ai ragazzi di strada. Imperversava la Sacra
Corona Unita e nelle strade si sparava. La musica ci convinse a
conservare una certa dignit e unutile lontananza dalle menta-
lit criminose. Nelle feste cercavamo di diffondere i principi del-
lunione e della solidariet, e il gruppo di amici che ci seguiva
si ampliato a dismisura con il passare del tempo. In un secon-
do momento la nostra musica diventata popolare e purtroppo
sono subentrati numerosi luoghi comuni che giusto abbattere.
Quali luoghi comuni?
Si fa un gran parlare di salentinit, ma un concetto vuoto e
non serve a niente sventolarlo come un vessillo pensando di
essere migliori degli altri. La salentinit unaltra cosa. Ne La
terra del rimorso delletnografo Ernesto De Martino la salen-
tinit la sommatoria di dolore e pulsioni represse, dal feudale-
simo fino ai giorni nostri. Un tempo, questi dolori venivano fuori
con la taranta, ora con diverse espressioni della cultura.
Un altro luogo comune?
Il turismo di massa. Non mi riconosco in un turismo cos stupi-
do, che trasforma i luoghi pi belli della nostra terra in luoghi pri-
vati e inaccessibili. Sarebbe stato pi utile fare del Salento un
grande parco naturale, preservando le bellezze naturali della
nostra terra. Il turismo deve giovare a tutta la popolazione salen-
tina e non ai pochi privati che hanno soldi da investire e spesso
vengono da fuori, mentre alla popolazione locale rimangono solo
briciole. Dobbiamo frenare queste tendenze se non vogliamo che
il Salento sia invaso dal cemento. Con una salentinit che ci
vuole simili alla California abbiamo trasfigurato la bellezza della
nostra terra. Tra i miei coetanei c malessere verso questa omo-
logazione turistico-culturale. C una sorta di isteria collettiva
che tende a considerare buono tutto ci che Salento, cos la
cultura salentina sta subendo unevoluzione che mi fa paura.
Qual era il messaggio del Sud Sound System nel 1991 e
quale quello attuale?
sempre lo stesso, perch fa parte di quella societ nella
quale viviamo e che cerchiamo di amplificare grazie alla musi-
ca. Qualcosa cambiato, ma in peggio. Nel 1991 assistevamo al
tramonto del craxismo, che si limitava a influenzare la vita poli-
tica. Ora, invece, il berlusconismo diventato un modello socia-
le di vita quotidiana, diffuso anche attraverso le tv. Con le nostre
canzoni continuiamo a difenderci da questa omologazione di
massa imposta dallalto. Siamo tantissimi, ma spesso ognuno va
per la propria strada ignorando gli altri. La nostra forza lu-
nione, da ventanni, soprattutto durante i concerti.
Quali sono i vostri programmi per i prossimi mesi?
Abbiamo prodotto il primo LP dei Ghetto Eden e ora ci sar
un tour di promozione, senza dimenticare la commemorazione a
Bari di Domenico Modugno, il primo a cantare in dialetto salen-
tino nonostante i produttori gli imponessero il siciliano.
Come mai ogni estate dopo i vostri concerti in Salento
dichiarate che si tratta dellultimo concerto a casa?
Non tanto il proibizionismo, che una legge e le forze del-
lordine si impegnano per farla rispettare. Ci lamentiamo perch
i quotidiani locali tralasciano la cronaca sociale e musicale del
concerto per evidenziare gli arresti di decine di ragazzi beccati
con modiche quantit addosso. Durante i live accogliamo asso-
ciazioni di ogni tipo, come No al carbone, Legambiente, Wwf,
che cercano di migliorare il Salento. Ma questo non arriva sui
giornali e ad ogni concerto si fa il copia e incolla della cronaca
degli anni precedenti.
Hai visto Rockman, il documentario su Militant P, uno
dei fondatori del Sud Sound System?
Qualche spezzone su internet. Mi ha fatto una grande nostal-
gia vederegli amici di una volta e sono felice che la salute di
Piero (alias Piero Longo, Militant P) sta migliorando.
Un altro fondatore del Sound System, Treble, ha preso
altre strade.
Non mi sento di aggiungere altro. Rispetto Antonio.
Limportante che il nostro impegno musicale punti sempre ad
un bene comune e condivisibile. Il resto sono inezie.
Music In NUMERO 19
Mino de Santis
SUD SOUND SYSTEM, SUD-ARE-SUD
LeStorie
LI BRERI A BI STROT
CONCERTO di NATALE
NONOPNOPNOPNOPNOPNOPNOPNOPNOPNOPNOPNOPNOPN
Saint Louis College of Music
R
O
M
A
B
R
IN
D
ISI
19 dicembre 2011
Irish Village - ore 20
15 dicembre 2011
Auditorium Saint Louis - ore 20
via Ostiense, 182 via Santa Chiara, 2
PN OP
Ingresso libero...
con docenti, allievi e jam session finale
Lo
abbiamo conosciuto cos, teatral-
mente seduto al centro su di un
palco illuminato da luci soffuse,
unarmonica al collo, un leggio,
un microfono, intento ad accor-
dare la propria chitarra; pochi istanti dopo,
la musica di Mino De Santis aveva conta-
giato il composto pubblico. Con il suo
primo disco dal titolo Scarcagnizzu - Vento
dal basso edito da Fondo Verri, Mino De
Santis, verace cantautore salentino, narra
con fare satirico, colto e ritmicamente
accattivante le numerose sfaccettature di
un Salento idealmente sospeso tra passato
e presente.
Nelle 11 tracce la seducente voce barito-
nale del paroliere di Tuglie, accompagnato
da Valerio Daniele, Emanuele Coluccia e
Dario Muci, armonizza versi e musica, vizi
e virt di una terra che, nonostante tutte le
sue contraddizioni, ieri come oggi affasci-
na, cresce ed incuriosisce. Con noi coglie
loccasione per rafforzare lantico e vero
significato della cultura popolare salentina,
che non fatto di lustrini, grandi eventi e
quantaltro, ma di lavoro, fatica e ideali.
Chi era Mino De Santis prima desse-
re cantautore?
Esattamente quello che adesso, con lo
stesso spirito e la stessa passione; facevo il
cantautore anche prima, ma per pochi
amici o per me stesso; non cambiato
nulla se non il fatto che adesso sono un po
pi conosciuto in giro.
Come nato il primo progetto disco-
grafico e con quali musicisti collabori?
Non avrei mai pensato di realizzare un
cd se non mi fossi imbattuto negli amici
dellassociazione culturale Fondo Verri.
Tutto nato per caso, a una festa di com-
pleanno. Nel disco mi accompagnano
Valerio Daniele, Emanuele Coluccia e
Dario Muci, i quali hanno apportato un
preziosissimo contributo al mio lavoro.
Puoi spiegarci la scelta del dialetto
salentino?
Il dialetto salentino non una scelta in
quanto non lho sentito in contrapposizio-
ne con un altro linguaggio. Uso prevalen-
temente il dialetto perch descrive
meglio certe situazioni e perch pi
immediato, musicale e sintetico dellitalia-
no. Penso in dialetto anche quando scrivo
in italiano.
Hai mai pensato di incidere il disco in
italiano?
Probabilmente in futuro, anche perch
ho gi diversi testi in italiano che mi pia-
cerebbe proporre. Ma sicuramente non
sar il prossimo lavoro, forse il successivo.
Come nascono i tuoi testi?
I miei testi nascono spontaneamente,
guardandomi attorno o dentro o nel passa-
to e in ci che stato. Non c un metodo
preciso, a volte arriva lispirazione quan-
do meno te lo aspetti, altre volte hai lar-
gomento di cui vuoi parlare ma non trovi
le parole giuste o ti manca un qualcosa.
Pensi che la pizzica salentina abbia
esaurito la sua carica propositiva?
La pizzica salentina, insieme alla musi-
ca popolare, ha una carica propositiva
indiscutibile e inesauribile poich entram-
be hanno il compito di tramandare alle
nuove generazioni la memoria di ci che
stato, dunque sia una situazione fatta di
miseria, sopraffazione e sfruttamento vis-
suta dai contadini e sia unaltra fatta di
continue lotte e rivendicazioni sociali.
Guai a vedere la musica popolare e la piz-
zica salentina solo come momento di diver-
timento fine a se stesso, guai a estrapolar-
le dai contesti reali in cui sono nate per
farle diventare solo un motivo di ballo e di
sballo nelle sagre di paese, allora s che
perderebbero la loro carica e il loro signi-
ficato reale. Questo forse ci che vorreb-
be qualcuno che fino a ieri la denigrava e
sminuiva e che oggi la esalta e la propone
nelle piazze come evento culturale.
Che genere di musica ascolti?
La musica che ascolto spazia molto, dal
cantautorato italiano e francese alla bossa
nova, il blues, lo swing e la musica popo-
lare: amo De Andr, Brassen, Paolo
Conte, Piero Ciampi, Ivan Graziani,
Pierangelo Bertoli, Stefano Rosso, Pino
Daniele e poi tutto il Prog italiano anni
70, anche il Rock, perch no.
Progetti per il futuro?
Scrivere ancora canzoni e suonare, ma
si sa, i progetti restano progetti fino a
quando non si realizzano e non mi piace
parlare del futuro, non fosse altro che
per scaramanzia.
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el 1991 il Salento era una terra difficile.
Iniziammo a fare reggae perch ci pia-
ceva s, ma anche per fuggire da una
realt che non lasciava spazio ai ragazzi di strada.
Imperversava la Sacra Corona Unita e nelle strade si
sparava. La musica ci convinse a conservare una
certa dignit e unutile lontananza dalle mentalit
criminose. NANDU POPU, SUD SOUND SYSTEM
Le origini del Sud Sound
System risalgono al movi-
mento italiano delle posse,
letteralmente gruppo o mili-
zia, fenomeno musicale che
in Italia si sviluppato e con-
cluso tra la fine degli anni 80
e i primi anni 90. Le posse
nascono in sintonia con lo
sviluppo dei movimenti dei
centri sociali, e gli artisti pre-
diligono i temi di attualit
politica, impegno sociale e
controinformazione.
A CURA DI LUCIO LUSSI
di Giuseppe Arnesano
CONTINUA DALLA PRIMA PAGINA > SUDARESUD
Roma, Via Giulio Rocco, 37/39
tel. 06.64420211 info@lestorie.it www.lestorie.it
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DA CESIRA Racconta in diretta tutta la storia italiana rivisitando i pi grandi video
musicali dei nostri tempi, per descrivere con uno spiccato senso dellhumour i proble-
mi reali delle Olgettine e della manovra finanziaria di Monti: dalla Cesira alla censura
A CENSURA Prima Guccini, De
Andr, Venditti, poi la Turci e Apicella.
La musica cessa di essere poesia politica
Music In NUMERO 19
SPECI ALE
a cura di ROMINA CIUFFA
La protesta in musica fa parte della storia, se solo si
pensa che i movimenti del 68 sono sorti anche e soprat-
tutto grazie allausilio degli artisti che li appoggiavano e
che simbolo di quellepoca un concerto, quello di
Woodstock. La canzone degli italiani impegnati stata
poesia pura, alla stregua del saggio di uno storico.
Antonello Venditti fondeva amore e politica in una paro-
la sola, Qui, dove Paola prende la mia mano, ossia
davanti alla facolt di Architettura, a Valle Giulia; sullo
sfondo le occupazioni, gli scontri delle albe cinesi di
seta indiana, quella indossata dalle hippies nei foulard e
nelle lunghe gonne, metafora complessa per descrivere
una generazione sessantottina nata sotto il segno dei
Pesci che gi guardava ai Paesi dellEst. (Tutto Venditti
era politica, anche la sua Roma, Capoccia der monnon-
fame; il futuro borghese di una stupida e lurida storia
damore; una gattara che muore e li ponti so soli).
Francesco De Gregori, pur dichiarando Voto a sinistra
ogni volta da uomo libero, scriveva Generale e pubblica-
va un intero album, Il fischio del vapore, dalla copertina
tutta rossa, per parlare di fabbriche, risaie e treni.
Francesco Guccini vera e propria colonna sonora sto-
rica. Io chiesa, nobili e terzo stato sempre ho fregato
solo per me (in Il 3 dicembre del 39); Odio il gusto del
retorico, il miracolo economico, il valore permanente e
duraturo (in Il sociale e lantisociale) e, una tra tutte:
bello ritornar normalit. facile tornare con le tante
stanche pecore bianche. Scusate, non mi lego a questa
schiera: morr pecora nera (in Canzone di notte). Per
amareggiarsi, infine, proprio per la strumentalizzazione
politica della musica (LAvvelenata).
Fabrizio De Andr, diffidato per essere ricollegato
alleccidio di Milano, trasformato in fiancheggiatore
delle BR colpito dal potere: dalla traduzione delle bal-
late di Georges Brassens fino alla ribellione de Il testa-
mento di Tito, ladrone pentito crocifisso accanto a Ges.
di Roberto Vecchioni lunica canzone politica di tutto
il Festival di Sanremo 2011: E per tutti i ragazzi e le
ragazze che difendono un libro, un libro vero, cos belli
a gridare nelle piazze perch stanno uccidendo il pensie-
ro (Chiamami ancora amore).
La destra musicale: leterna dimenticata. Hobbit, Ddt e
270bis ( dovere degli uomini liberi uccidere i tiranni!
(...) e gli spezzarono tutte le dita perch non scrivesse
canzoni, e gli spezzarono i denti perch non potesse can-
tare, ma restavano gli occhi e li potevamo vedere, da Il
Poeta). Leo Valeriano, Massimo Morsello (il De Gregori
di destra), poi la Compagnia dellAnello, Skll, Legittima
Offesa e tutti gli altri, non hanno trovato spazio negli iPod
comuni per un pericoloso avvicinamento al neofascismo
che rischia di travalicare la canzonetta. Questa censura.
Persino Lucio Battisti negava, pur cantando mare nero;
ne La collina dei ciliegi il planando sopra boschi di brac-
cia tese fu interpretato come un riferimento al saluto
romano; Il mio canto libero era ritenuta una metafora del-
lideologia di destra confermata dalle braccia della coper-
tina, ne Il veliero si odono a voce bassa le parole avvici-
natevi alla patria.
Nel 1924 era diffusa una circolare fascista che imponeva
alla stampa di tradurre in italiano tutti i termini stranieri
delle canzoni, compresi i nomi. Louis Armstrong diven-
tava, cos, Luigi Braccioforte; Unora sola ti vorrei veni-
va vietata perch molti furoo sorpresi a cantarla guardan-
do il ritratto di Mussolini; nel 1965 la Rai censurava la
gucciniana Dio morto, incisa dai Nomadi, per un equi-
voco riguardo al titolo che rimanda a Nietzsche (ma
venne trasmessa da Radio Vaticana); cos il menefreghi-
smo per la chiamata alle armi del Coscritto di Gaber.
Oggi che il rock impoverito dal pop (cit. Flavio Fabbri)
- Vasco Rossi, Ligabue, Jovanotti, Subsonica non inci-
dono nelle vite dei fan per quanto si atteggino a grandi
uomini della ribellione da palco - e che i riff non si fanno
pi per gridare ma solo per commercializzare gli effetti
sonori di una canzone senza censura; quando Woodstock
divenuto solo una eco che sa di trasgressioni senza base
intellettuale; mentre Mariano Apicella la prima imma-
gine che ogni motore di ricerca fornisce alle parole chia-
ve musica e politica, non posso non avere, con Guccini,
in mente questa: Mi han detto che questa mia generazio-
ne ormai non crede in ci che spesso han mascherato
con la fede, nei miti eterni della patria o delleroe, per-
ch venuto ormai il momento di negare tutto ci che
falsit, le fedi fatte di abitudine e paura, una politica che
solo far carriera, il perbenismo interessato, la dignit
fatta di vuoto, lipocrisia di chi sta sempre con la ragio-
ne e mai col torto. E un dio che morto.
B
erlushka | He said to the Italians: I dont see crisi in Italy | Brulicant restaurants, disoccupation is a fantasy |
but with the gnokka in testa he maybe was a pizzikin distract | so he went to G20 but security refused entrate
and all the premiers said Mandovai? | He had a second of lucidity and finalmente... bye bye Berlushka.
C
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A
A
A CURA DI ROMINA CIUFFA
S
introduceva cos, con estrema semplicit, quella propria
di una casalinga romana di poca cultura: Ciao, sono la
Sora Cesira e poich ho scoperto che su internet si pos-
sono dire cazzate a pi non posso senza andare in casti-
go o in galera, ho deciso di approfittarne. Siccome per
non sono cos sicura che non succeda niente, prover a scrivere
qualche insulto: se entro domani nessuno mi verr ad arrestare,
anchio sar blogger (che fa tanto chic). Scarico film pirata. li
masterizzo agli amici. Ne faccio tante copie. Scarico pure i cd con
tutte le copertine. Berlusconi un ultracorpo nano e il Papa cha le
calze a rete coi buchi. Con il bollettino del canone Rai mi ci rollo i
bomboni. Ecco. Stiamo a vedere cosa succede. Nessuno la and
ad arrestare: anche lei incarcerabile come Silvio Berlusconi nella
sua reinterpretazione di Incancellabile di Laura Pausini.
Oggi descrive la manovra finanziaria di Mario Monti lasciando
a Elis Regina e a Tom Jobin e a un grande classico della musica
brasiliana, Aguas de Maro, questo onore: E mo te spiegu com se
feche a manovra, com u fisco te aguanta com abrazo de piovra |
e o Guvernu me dize com grande fiereza | que um po tosta ma
sar a salveza | salveza da Italia e poi de li italiani | que non sanno
j ora che se magna domani. Ma il boom lo fece con Arcores
Nights, parodia tutta berlusconiana di Summer Nights (Grease):
She rikatts me, Im into guai | I accontent of millions five, what
rapin for a sveltin! | Pay the cont senn rakkont what combin Nico
Ghedins to nascond all the Arcores nights! Poi le berlusconiane
Olgettine sulle note di Aserej delle tre sorelle spagnole Las
Ketchup (Che casino! Tanto ce ne dobbiamo andare | Guarda se
quellimbecille viene a pulire con noi: a principessa! | Imbecille!
Uff! Adesso ci tocca pure smontare e pulire tutto | Mo che pure il
papi processado, e siam disoccupate e se stamo desperando!
Mammannaggiamm!); linvito al voto referendario dei 4 s sulle
note di Madonna (da Strike the pope a Strike the nano: All you need
is to alz your culo mosciow and have five minutes to go | Dont be
stronz, try to find your motivation and give this nation a hope | We
drink the water, but we pay like its wine, we pay to do the bidet!).
C New Law New Law cantata da Liza Minnelli e Luciano Pavarotti
su New York New York; niente di meno che Michael Jackson in We Are
the World a cantare Non dimentichiamo che Silvio sempre l;
Aggiungi un posto allAtac in omaggio al sindaco di Roma Gianni
Alemanno (Aggiungi un posto allAtac che c un parente in pi |
sistemalo in ufficio dai e non pensarci su | se chai unamica zoccola
puoi fare la magia | di vender pi biglietti e con la sua simpatia | ti
sana anche il bilancio e trionfa la democrazia); per il dimettitti ci
sono la storica Thats What Friends Are For (Il senso di Silvio per la
patonza) e Kate Bush con la sua Babooshka (Berlushka Bye Bye); la
nuovissima Stattn l con cui i Bee Gees (Staying Alive) danno consi-
gli agli immigrati: We have monnezz everywhere and second me non
fai un affair | if you come from Libia, from Sudan, from Tunisia, just
stattn l; e il recente duetto con Lady D per dire Bleah! ai politici
italiani. Oltre a un pezzo indimenticabile, Italian Rhapsody (I see the
silhouette of a battn) in cui uno dei Muppets (gi storica rivisitazio-
ne delloriginale Bohemian Rhapsody dei Queen) grida, per la dispera-
zione di vivere in Italia: Mammmaaaaa!. Ma chi la Sora Cesira?
Com nato il tuo personaggio? In realt non direttamente
dalla musica, ma dalla mia passione per lo scrivere; non lo avrei
fatto ufficialmente, solo per me e per poche persone, cos ho aper-
to un blog che potevano leggere tutti ma senza impegno.
Chi la Sora Cesira? La Sora Cesira la classica sora,
signora romana un po buzzicona, un po alla buona. capitato
che proprio nei giorni di apertura del mio blog ci fosse il pasticcio
dello stop alla lista della Polverini nelle elezioni regionali, cos mi
venne in mente di fare un video, prendere We Are the World e fare
un appello affinch la Polverini fosse riammessa. Ebbe un succes-
so incredibile: lo misi in rete solo perch mi accorsi che per pub-
blicarlo sul mio blog dovevo passare per youTube. E una volta
postato, non so come, successo un casino: in pochi giorni ha
avuto qualcosa come 500 mila condivisioni, ne hanno scritto i gior-
nali, andato su Striscia la Notizia. A quel punto ci ho preso gusto...
Da dove esce tutto il tuo humour? Ho sempre amato fare
parodie, ne avevo fatte molte gi per le amiche. Alcuni di quelli
che sono divenuti successi li cantavo gi da prima, come Sputa
pe tera (Smooth Operator di Sade); poi, man mano che si presen-
tava unoccasione, politica o sociale, facevo un video. Arrivai
senza accorgermene al boom di Arcores Night, che da solo ha
fatto circa 3 milioni di condivisioni, una cosa spropositata.
Un successo di tali dimensioni ti ha portato un lavoro? S.
da Arcores Nights che mi hanno chiamato a collaborare con gli
Sgommati, show satirico di Sky. Questa gi la seconda stagione
che lavoro con loro e scrivo canzoni per i loro pupazzi politici.
Non guadagni dai tuoi video, c un lato commerciale in tutto
questo? Non guadagno perch il blog nato sotto il segno del no-
profit e rimarr sempre cos. Pure avendo moltissime richieste per
gli inserimenti pubblicitari, non aderisco mai a campagne di alcun
genere. No-profit s, ma fino a un certo punto: Sky mi paga, ovvia-
mente, per il lavoro che faccio. Anche il mio libro, appena uscito,
profit. Altrimenti, a furia di fare cos, finisco sul marciapiede.
Tutti dobbiamo campare.
Fresco di stampa il tuo primo libro, Nel bene, nel male e nel
cos cos, ha un trailer di tutto rispetto trasmesso dal canale Al
Sora Ceezera... una raccolta dei post a mio parere pi carini del
blog, oltre ad articoli brevi che parlano delle magagne dellItalia e
di noi italiani, tutto visto dagli occhi della Sora Cesira, una casa-
linga con un marito asessuato e due figli cerebrominorati.
Esce con il libro anche un dvd con gli storici videoed un brano
inedito, U Tormentone. Poi la Sora Cesira si accorge di un errore, e
sul blog scrive: Per uno strano gioco di coincidenze, malasorte,
buchi nellozono, mezze stagioni che non esistono pi, uccelli del
malaugurio, servizi segreti deviati e massoneria... avete preso una
piccola sla. Nel cd allegato al libro ci doveva essere un inedito.
Non che non ci sia (sia chiaro), solo che manca la voce. Come
manca la voce? E vabb, ci siamo sbagliati e abbiamo messo solo
la base. E che ci volete fare... le cose non vengono mai precise pre-
cise.... Linedito cantato da una brasiliana che rimpiazza con la
voce la cuica mancante in sala registrazione e, lamentandosi di
vivere in Italia, vuole scrivere il classico Tormentone per sfondare
e non lavorare pi, cos: Purtroppo sou parecchio bona ma non
qualidade (...) e adesso fate basta com a legenda de favela | senn
io ve rispondo pizza, mafia e mamm | Yo prima de venir aqui tene-
vo a cameriera | invez adesso manco tengo uma comodit | Basta
mo me so svegliata e provo a mette un punto a questa vita qui, |
u Tormentone che se funziona me ce faccio u silicone...
Perch hai scelto lanonimato e, soprattutto, come riesci a
mantenerlo? Non voglio essere un personaggio pubblico, sono
una persona molto riservata. Non vuol dire che io mi muova segre-
tamente: mi presento con la mia faccia, non ne ho unaltra; non
amo per venire fotografata e che ci sia il mio volto in giro.
Non temi che qualcuno faccia il tuo nome? Sarebbe un infame.
Per il resto se ho unoccasione pubblica indosso il cappellone della
Cesira, e per me anche un gioco. Ho fatto varie interviste video
coprendo il volto e mostrando il cappello. Tendo solo a preservare
la mia vita privata.
Voci femminili, maschili, cori, montaggio: chi lavora con te?
Ho un piccolo studio a casa, sono totalmente autosufficiente, e ho
un assistente che un tecnico del suono ed anche un bravo cantan-
te, per cui lui ad occuparsi di tutte le voci maschili mentre io
penso a quelle femminili. Ma siamo solo in due, fine dello staff.
Il tuo preferito Silvio Berlusconi. In Incarcerabile canti:
A volte mi domando se sar lo stesso senza te quando fagotto
dovrai fare, e non vorrei avvenisse che portassi via la
Santanch, irrinunciabile oramai... Quel momento arrivato?
Berlusconi uno dei soggetti che pi utilizzo per un semplice moti-
vo: chi meglio di lui si presta ad essere oggetto di parodia? Le sue
dimissioni: la cosa non mi preoccupa molto per due ordini di ragio-
ni. Ritengo innanzitutto che in Italia ci siano sempre molte questio-
ni e persone su cui esercitare tutta la mia fantasia e creativit.
Inoltre Berlusconi, sebbene non sia pi presidente del Consiglio,
continuer ad essere un grande stimolo per ancora molto, molto
tempo. Lui veglia sempre su di noi. Ma ho gi fatto un pezzo sul
nuovo presidente tecnico, Mario Monti, Gente di Mario, la parodia
di un classico, Gente di Mare. La Sora Cesira non si fa spaventare
da unipotetica uscita di scena del suo muso, Berlusconi.
La Cesira solo politica? Ho scritto anche parodie non politi-
che. Il pezzo di Bebe, Malo, parla di una donna con un marito pul-
ciaro, e nel ritornello canto Mario Mario Mario: potrebbe essere
riadattato a Monti. Ho fatto anche Essere una donna della
Tatangelo, sul ciclo; ho fatto due pausinate, ossia la recente
parodia di Benvenuto per la trasmissione di Chiambretti e
Incarcerabile. Ho anche reinterpretato Amy Winehouse, ma per
ovvi motivi ho ritenuto di non pubblicare: non mi parso di gusto.
Date retta alla Sora Cesira.
di Romina Ciuffa
(...)
SORA
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CONTINUA DALLA PRIMA PAGINA > LAVVELENATA
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Music In NUMERO 19
DallAeronautica un libro che parla di orizzonti introdotto da un passag-
gio di Bruce Chatwin: Mi svegliai una mattina mazzo cieco. Loculista
disse che guasti organici non cerano. Forse mi ero sforzato troppo a
guardare quadri? E se avessi provato orizzonti pi vasti? (1977). Gli orizzonti sono
quelli di Vincenzo Parma, Generale di Brigata aerea, Comandante delle Forze di Mobilit
e Supporto, una trentina di viaggi con qualifiche prestigiose quali Comandante del veli-
volo del presidente della Repubblica e del premier, aiutante di volo del mini-
stro della Difesa, Comandante del 31 Stormo di Ciampino.
Questo un dialogo con la giornalista Ornella Rota, ma anche una can-
zone se per canzone si intende parole che accompagnano una musica: al
libro allegato un cd con pezzi di Giacinto Scelsi, Mario Berlinguer,
Roberto Fabbriciani, Adel Karanov, Francesco Lotoro, Maribel Orozco
Hurtado e Nicola Sani, non facili, a riconferma che il viaggio, che il volo,
sono attitudini da sperimentare con attenzione, non con leggerezza come
si vorrebbe credere ad un primo acchitto. La prefazione di Rania
Hammad, intellettuale palestinese, i disegni di Hernan Vahranian, artista
armeno-iraniano-italiano e teorico delle culture non dominanti. Le conver-
sazioni si sono svolte nello studio dellAeroporto militare F. Baracca di
Centocelle a Roma.
Ma in effetti tutto inizia alla fine degli anni 20 sulla spiaggia di Touros, in
Brasile, quando uno dei primi aeroplani che atterrarono nella zona, un S64, fu circonda-
to da un gruppo di pescatori terrorizzati, che credevano fosse il demonio. Poi arriv un
prete, sent quelle persone parlare dellItalia, pens che in Italia c Roma e che a Roma
c il Papa: dunque, non poteva trattarsi di niente di demoniaco. La storia di Vincenzo
Parma, invece, comincia in Cina, prosegue per 9 mila ore di volo, e poi lincontro con
Angelo dArrigo che sorvol lEverest in
deltaplano, del quale condivideva linna-
ta attitudine al volo. Nella mente una
cultura illuminista, positivista, una pre-
parazione tecnico-scientifica; le scelte
in solitudine.
Quant durato tutto il lavoro? Il
tempo di una migrazione e ritorno di
qualche milione di storni.
Memorie dagli anni 70. Sono quel-
le che il giornalista inglese Nick
Kent mette nero su bianco, fru-
gando tra i burrascosi ricordi personali di que-
gli anni. Con uno stile scorrevole e diretto,
Kent dipinge il ritratto di un decennio: pennel-
late secche e decise per descrivere la sua
esperienza personale di giornalista musicale
che ha avuto non solo la fortuna di conoscere
da vicino artisti che hanno segnato unepoca
musicale, Iggy Pop, David Bowie, Mick Jagger,
i Led Zeppelin, tanto per fare qualche nome,
ma anche quella di sopravvivere alleroina.
Tanto che viene spontaneo chiedersi quanto di
questi ricordi sia stato inquinato dalla droga e
quanto invece ci sia di reale. Ma in fondo non
importa veramente saperlo. Quello che Kent
offre al lettore _ un
per s onal i s s i mo
buco della serratu-
ra attraverso cui
spiare un mondo
che non esiste pi_.
E non perch_ siano
passati trentanni,
ma perch_ gli stes-
si attori che hanno
dato vita a un
decennio musicale
ricco di fermenti
come pochi altri,
hanno scelto la via
della decomposizione, distruggendo insieme al
conformismo di chi li ha preceduti anche se
stessi. Kent ricompone insieme quegli anni,
dedicando a ognuno di essi un capitolo e rac-
contando con estrema sincerit_ la sua vita
trascorsa fianco a fianco con i musicisti pi_
importanti, lasciandosi coinvolgere sia nel
bene che nel male in un mondo di dissoluzione,
da cui _ miracolosamente uscito come un
superstite da una lunga guerra.
Lautore dimostra una straordinaria capacit_
di condensare in poche frasi le personalit_
complesse di artisti maledetti (non a caso, _
dalla sua penna che nel 74 usc_ un magnifi-
co ritratto di Syd Barrett, pubblicato sulle
pagine della storica rivista musicale NME,
un pezzo da manuale che consigliamo viva-
mente di rispolverare) e trasforma la sua
autobiografia in un album fotografico, sfo-
gliando il quale si trovano immagini private e
scatti rubati delle star dellepoca, quasi un b-
side degli anni 70.
Roberta Mastruzzi
Sicuramente lo avete ascoltato.
Almeno una volta vi sarete
imbattuti nella sua poesia fatta
di note, accordi e parole. Francesco Bianconi
il leader dei Baustelle, uno dei gruppi italiani
indie pi promettenti e acclamati da pubblico
e critica. La cui loriginalit impulsiva dei
testi e la stridente onda sonora degli
accordi riescono a destabilizzare briosa-
mente lorecchio dellascoltatore.
Trasportandolo in unorgia di immagini in
note dalleffetto quasi psichedelico. Dove
la musica simpasta a spirale su rime
tanto eccentriche quanto inusuali.
Lo avete sentito cantare dunque. E adesso
lo potete anche leggere. Francesco
Bianconi passa dal vinile alla carta stampa-
ta. E lo fa pubblicando il suo primo roman-
zo. Il regno animale, opera prima di Bianconi,
certamente una sorpresa per il panorama lette-
rario, ma soprattutto una conferma per chi
conosceva gi le sue doti.
Immaginifico e spietato, il romanzo narra del
trentenne Alberto, giornalista precario, che arri-
va a Milano in cerca di lavoro. La citt feroce
per linveste di difficolt, di personaggi doloran-
ti e di donne. Gli presenta ostacoli reali ed etici.
Ed proprio in questo marasma che puzza di
vita vera, in questo dolore onirico che sa di con-
temporaneo, che il protagonista dovr farsi stra-
da e continuare a vivere. Con tutte le sue fragili
forze Alberto racconta il cini-
smo perdendosi in esso.
la storia di un ragazzo e di
una generazione, di un pezzo
di societ moderna. Il gi cele-
brato poeta della canzone e
leader dei Baustelle esordisce
con unopera potente e origi-
nale. Un omaggio duro e criti-
co alla nostra epoca.
Lorenzo Fiorillo
C O N T R O S O L E
Forse tornare a parlare di
Fabrizio De Andr pi una
necessit che una moda.
Come se nulla si volesse lasciare di non svelato:
tutto ci che possiamo conoscere e
aggiungere sullartista e sulluomo
Fabrizio De Andr va restituito in qua-
lit di patrimonio dellumanit. Su que-
sto indirizzo la scorsa primavera
stato presentato un libro, che si con-
centra sul rapporto tra Fabrizio De
Andr e Cruza de M.
Stavolta loccasione nasce dalla risco-
perta di unintervista radiofonica inedi-
ta dell11 agosto 1984, prima data
ligure del tour dellalbum Cruza de
M, ed volta alla valorizzazione del-
lapporto del musicista Mauro Pagani a quello
che considerato il miglior album dellartista
genovese.
La breve opera, di un centinaio di pagine, scrit-
ta a quattro mani da Ferdinando Molteni, gior-
nalista, musicista e musicologo e da Alfonso
Amodio, giornalista e scrittore. Si parte dallin-
contro tra la musica di Pagani, ispirata ai suoni
del bacino del Mediterraneo, e le parole di De
Andr, in lingua (e non dialetto) genovese:
Obliqua, aerea e imprendibile, eppure cos tel-
lurica. Turgida e disseccata al tempo stesso
una lingua anomala: un azzardo poetico (Guido
Festinese). Veniamo a scoprire quali commenti
lusinghieri e colmi di stima siano stati espressi
da icone del mondo culturale internazionale,
come David Byrne dei Talking Heads e Wim
Wenders.
Possiamo ripercorrere la storia delle
singole tracce dellalbum, seguire le
tappe del tour dell84, perderci nei
capitoli che studiano la fortuna di
Cruza de M dopo Cruza de M e
dopo De Andr. La parte finale dello-
pera lasciata alle vive testimonianze
di chi ha fatto i conti con questo album
o con lautore, quindi parole talvolta
composte, talvolta commosse, di
musicisti italiani tra cui Teresa De Sio,
Eugenio Bennato, Beppe Gambetta. A
testimoniare la grandezza di unopera
estremamente coraggiosa: Siamo bambini,
noi: abbiamo fatto una scelta da bambini inna-
morati, pensando che ci fossero tanti altri come
noi disposti a stupirsi. (Fabrizio De Andr).
Rossella Gaudenzi
A P A T H Y F O R T H E D E V I L
LINCANTESIMO DEI TANTI MONDI
Johnson stato il pi impor-
tante bluesman di sempre,
Eric Clapton.
Davanti allennesima biografia su Robert
Johnson, una diffidenza iniziale e velatamente
ironica sarebbe pur comprensibile considerati
i numerosi scritti a lui dedicati; basti pensare
alle precedenti biografie di Peter Guralnick e
Elijah Wald, ma anche ai racconti, estrema-
mente fantasiosi, che circolano sul suo conto.
La verit che non solo il fraseggio puro e
tagliente dei suoi accordi lo hanno reso un arti-
sta tra i pi amati, ma soprattutto il mistero e
loscurit delle leggende che aleggiano intorno
alluomo hanno concorso alla nascita del blue-
sman mito del Delta del Mississipi.
Un vero e proprio archetipo della figura del
musicista maledetto, ispiratore di Jimi
Hendrix, Eric Clapton, Keith Richards, Robert
Plant e decine di altri. Malessere e senso di
vuoto esistenziale, maledizioni e segni tragica-
mente sinistri (tipico della religiosit del blues
afroamericano) riempiono lintero corpus
musicale johnsoniano, costituito in realt sol-
tanto di una trentina di brani registrati nel
corso della sua breve vita (1911-1938).
In questottica sinscrive linnovazione narrati-
va di Tom Graves, redattore della rivista Rock
& Roll Disc e collaboratore di RollingStone,
Musician, The New York Times Book Review e
The Washington
Post Book World, il
quale realizza un
quadro completo e
preciso della vita del
bluesman. Il titolo di
questa biografia
(Robert Johnson.
Crossroads. Il blues,
il mito) ne delinea lo-
rientamento narrati-
vo. Lo spunto il
capolavoro musica-
le Crossroads, che
narra la leggenda
del patto con il dia-
volo scambiato dal
musicista ad un crocevia (lanima in cambio di
una strepitosa maestria con la chitarra) e si
sviluppa progressivamente in uno studio sulle
origini e le contaminazioni della musica folk-
blues degli anni 60.
Tom Graves evidenzia gli aspetti storico-socia-
li delle litanie rural blues. cos intrise di temati-
che spirituali e catartiche, espressioni di unin-
teriorit repressa al cospetto delle codificazio-
ni della societ civile, che accomuna i rockers
degli anni 50 e i non pi isolati bluesmen neri
che escono per la prima volta dalle roadhouse
per ispirare i nuovi cantautori folk bianchi di
quegli anni. Il Dopoguerra segna, infatti, la fine
dellautarchia del blues che, a seguito della
Grande Migrazione del Mississipi, approda
nelle brulicanti metropoli industrializzate con
determinanti innovazioni strumentali.
indiscusso lerrore del tutto arbitrario dei
critici nel voler ricondurre a tutti i costi il blues
a forma di protesta politica, ma di fatto inne-
gabile - sottolinea Graves - limportanza delle
contaminazioni musicali nei suoi aspetti socio-
logici sullo sfondo degli anni 60, laddove il leit-
motif della nuova generazione americana
diviene quello che George Vidal definisce fug-
gire dallinferno dellAmerican Way of Life.
In un tale contesto Graves fornisce una nuova
e pi ampia valenza della recezione della pro-
duzione artistica di Robert Johnson, peraltro
a pi di un decennio dalla sua scomparsa. Nel
61 King of the Delta Blues, un LP di 16 brani
rispolverati personalmente del musicista,
costituisce fonte dispirazione per Bob Dylan, il
quale ne rimane assolutamente stregato,
tanto da riproporne alcune tracce dal vivo, e
John Paul Hammond nel 63 sar il primo a
registrare Crossroads, prima di Clapton, ripro-
ponendo al pubblico la produzione musicale
dello storico bluesman per oltre 40 anni.
Altri artisti di fama mondiale ne seguiranno il
trend: Led Zeppelin, Canned Heat, i Rolling
Stones, Steve Miller e molti altri resusciteran-
no e divulgheranno la musica di questo oscu-
ro e misconosciuto artista, facendolo appro-
dare nellolimpo della musica americana e,
immancabilmente, di iTunes, rendendolo cos
eternamente e commercialmente cool e
trendy, perch, come afferma Graves, la
cosa che non dovrebbe mai essere sottovalu-
tata il fascino del cool.
Johnson e i bluesman suoi contemporanei ne
rimarrebbero sbalorditi.
Alessia Panunzi
Il regno animale
di Francesco Bianconi
e Fabio Schiavo
Mondadori Editore - 17,50 euro
Lincantesimo dei tanti mondi
Conversazioni di Ornella Rota
con Vincenzo Parma
VariEDeventuali - 15 euro
Controsole. Fabrizio
De Andr e Cruza de M
di F. Molteni e A. Amodio
Arcana Editore - 12,50 euro
Robert Johnson. Crossroads
(Il blues, il mito)
di Tom Graves
ShaKe Edizioni - 14 euro
Apathy for the Devil
di Nick Kent
Arcana Editore
19,50 euro
JAZZ JAZZ
& & b bl l u ue es s
P PO OP PC CK K
pop&rock
ROCK
O OF FF F
I L R E G N O A N I M A L E
FEED
FEED
a cura di ROMINA CIUFFA
ROMINA CIUFFA
LINCANTESIMO DEI TANTI MONDI
Il volo e gli orizzonti di un Generale che
allega una colonna sonora allincantesimo
ROBERT JOHNSON. CROS-
SROADS Quelle litanie rural blues
e le roadhouse liberate di un nero
IL REGNO ANIMALE
La voce dei Baustelle, il brio,
la ferocia immaginifica
BOOK BOOK
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R O B E R T J O H N S O N. C R O S S R O A D S ( I L B L U E S , I L M I T O )
BEYOND BEYOND
&further
ALTER
NATIVE NATIVE
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a cura di ROMINA CIUFFA
ROBERTO TAUFIC Eles & Eu C
ti-amo. Si provi a recensire un ti-amo. E
c Taufic. Si provi a recensire Taufic
BUD SPENCER BLUES EXPLOSION
Do It Il do una nota, It il rapporto tra
la dose di un farmaco e la sua efficacia
COLLETTIVO DEL PONTE DJail/Voci dal
carcere Poter scorgere il futuro un momento de-
stasi - lo scrive un detenuto. Dalla cella in streaming
Music In NUMERO 19
FEED
FEED
back
Scrivere certe recensioni come parlare damore: inutile.
Scrivere del cd di Taufic uccidere Taufic, ammazzare il
sesso, tornare a casa nella quotidianit e parlare del
tempo. Di questo lavoro musicale non si pu parlare, io
non lo far perlomeno. Lo lascio a chi non teme di rovinare un rapporto, a chi chiede
sempre mi ami? e ripete anche dal bagno ti amo, a chi lo fa a chiusura di ogni
telefonata, a chi sammala di omissis. Chi sa di me sa anche di quanto io taccia ma fac-
cia. Cos non star qui a ciarlare su Taufic, recensitelo voi mentre
dite ti amo e fate lamore, perch verr meglio e vi accorgerete di
non stare recensendo, alla fine, una certa chitarra brasiliana origina-
le (Eu, cd n. 2) n Gilberto Gil, Guinga, Chico Buarque, Edu Lobo Tom
Jobim, Newton Mendona, Theolonius Monk, Pat Metheny, Chopin
(Eles, cd n. 1), bens il vostro ti amo, che, grazie a questa colon-
na sonora, venuto diverso oggi, pi dolce e pi amaro, salendo su
dallo stomaco che il cuore profondo, da dove un ti amo va pronun-
ciato. Di stare recensendo questa notte damore che non stato per
le luci che venuta meglio, non vi illudete. Il merito non vostro.
Ringraziate Roberto Taufic. Honduras 1966, palestinese da parte di
madre, in Brasile dallet di 5 anni, a 19 anni gi apriva i concerti di
Geraldo Azevedo, Boca Livre, Joyce e Luiz Melodia; italiano dadozione (4 anni a Roma,
ora piemontese) con questo doppio album ormeggia in un porto di accordi e dissonan-
ze, paure e sfide, lacrime e felicit. Per la prima parte della notte sceglierete il cd n.
2, Eu, lio narrante, Taufic in prima persona - Enigmtico - che si racconta in un
Retrato de um dia, una Real Picture, una Reflexo e, senza parole, dice Parliamoci.
Silenzioso, non disturba il can che dorme: il suo violo non fatto per schitarrate in
spiaggia o sotto una finestra, ma per accompagnare la monogamia. Lacqua bolle ora,
c odore per casa di umido-pentola e quellansia da padelle sul fuoco. In altri tempi le
avreste detto ti amo adesso, per quella insostituibile sensazione di monotonia torna-
sole che vi fa sentir pieni a tal punto da doverlo dire. Ma c Taufic.
Cambiate cd, Eles, n. 1, questo il momento dei grandi classici rivisitati. Imparate a
non recensire emozioni, non mentre scolate i fusilli. tutto cos chiaro, i tempi di cottu-
ra in una notte di chitarra e ti amo, toglier le parole a Desafinado e consegnarla allo
strumentale non rende anti-musical il cuore di uno stonato. Certe emozioni sono stru-
mentali. il sesso degli angeli, ma adesso sono arrivata da qualcuno che mi aspettava.
E ancora per una volta, non dir ti amo: certe emozioni non si uccidono parlandone.
Mat, acronimo di Marcello Allulli
Trio. Mat come il jazz, che non
conosce regole e scavalca confi-
ni. Il primo progetto discografico del sax tenore
sfida le convenzioni: inserendo
un coro, cosa insolita per il jazz,
e trasformando il suo trio in un
quartetto. S, perch i tre com-
ponenti del gruppo, lo stesso
Allulli, il chitarrista Francesco
Diodati e il batterisa Ermanno
Baron, hanno ospitato un quar-
to componente, che doveva
essere una special guest e
invece si lasciato coinvolgere
nelle registrazioni e alla fine ha
suonato in tutti i brani: stiamo
parlando di Fabrizio Bosso.
Quindici tracce registrate in 3 giorni, ognuna di
esse ripresa dal vivo, senza editing e tagli in
post produzione. I brani, scritti e arrangiati dal
sassofonista, sono separati luno dallaltro da
quattro intro, una per ogni strumento. Ad
accompagnare il trio, nellelegante percorso
musicale immaginato da Allulli, durante il quale
si ascolta anche unintensa cover di un brano di
Tom Waits (Time) e un
canto popolare irlandese
(Inno), ci sono il piano di
Glauco Venier e la chitarra
di Antonio Jasevoli.
Infine, il coro Hermanos,
ovvero ragazzi che da tutta
Italia sono giunti per intona-
re il brano che d il titolo
allalbum. Raffinata ricerca
del suono e melodie limpide,
sostengono la grande sinto-
nia tra i musicisti e il clima di
libert, condivisione, immaginazione in cui il
disco stato registrato contagia fin dal primo
ascolto.
Roberta Mastruzzi
Il Do la prima nota musicale
della scala e praticamente ce
la ritroviamo sempre un po
da per tutto, mentre lIT in un farmaco esprime
il rapporto che sussiste tra la dose letale dello
stesso e la sua efficacia. Il nuovo album dei Bud
Spencer Blues Explosion, Do It, un lavoro che
straborda di energia musicale e la tradizionale
malinconia delle blue notes lascia il posto alla
forza di un rock-blues mediterraneo dove il sole
arroventa gli strumenti e il sale del mare bru-
cia la gola del cantato. La chitarra di Adriano
Viterbini (anche voce e tastiera) accompagna-
ta dalla batteria di Cesare Petulicchio riescono
ad infiammare lascoltatore come sa fare solo
chi cresciuto a pane e Rock & Blues.
Do It, uscito il 4 novembre per la Yorpikus
Sound, un invito al fare, al fare bene per;
allagire senza troppo stare a pensare, allimpe-
gno totale che ogni musicista deve al suo stru-
mento. 12 brani inediti e una cover per un
sound davvero vitale, a tratti volutamente grez-
zo e sensuale. Le composizioni richiamano qua
e l suggestioni di celebri sonorit alla Led
Zeppelin, Foo Fighters e Jimi Hendrix, ma
riduttivo cercare nomi celebri per descrivere
lorigine artistica di questi due giovani musicisti
romani. Il pezzo cover Jesus is on the mainli-
ne, un suonato considerato tradizionale e por-
tato al successo
da Ry Cooder e poi
anche dagli
Aerosmith. Pi del
minimo, Rottami e
Giocattoli sono le
prime tracce del
disco e gi alla-
scolto di queste se
ne percepisce la
forza strumentale
ed espressiva. Di solito i BSBE danno il meglio
di s nei live, considerati da molti - giustamente
- veri e propri animali da palco, ma questa volta
Do It rende giustizia anche del lavoro svolto in
studio e pezzi come Londa e Hamburger testi-
moniano tale crescita,
Per il resto c tanta ironia, soprattutto nei
testi, voglia di giocare e di prendersi un po in
giro, a partire dal nome della band che ha origi-
ne dal mix tra lattore Bud Spencer e il gruppo
punk-blues Jon Spencer Blues Explosion. Una
vena leggera che per pulsa netta anche nelle
tracce Scratch Explosion (feat. DJ Myke) e Dio
odia i tristi e che completa un album ricco di
sorprese e di talento nostrano. Che esploder
a breve come in ogni film Bud Spencer.
Flavio Fabbri
Come una pioggia del XXI seco-
lo lava, purifica e risolve, arriva
O pata pata, secondo disco del
duo De Vito-Warren impreziosito dalla collabo-
razione del chitarrista Ralph Towner. In napole-
tano lespressione o pata pata e llacqua sta
ad indicare lattesa di un temporale.
Vena artistica napoletana, gallese e statunitense
a dar vita a 12 nuove tracce ricercate, sangui-
gne e fresche al contempo, con testi in dialetto
partenopeo della De Vito e musiche di una rosa
di eccellenze: Warren, Marcotulli, Towner, Jos
Miguel Soares, Wisnik Hermeto Pascoal, Bojan
Zulfikarpasic, Chico Buarque de Hollanda,
Vinicius De Moraes, Antonio Carlos Jobim
Angelo Nelson, Lacerda Benedito, Alfredo da
Rocha Vianna Junior.
Non manca il vezzo letterario, nel brano Si fosse
fatto foco ispirato a
Cecco Angiolieri;
non risparmiato lo
struggimento amo-
roso in Vucella o A
sposa riluttante: Si
nun fuoco che
mabbruciasse a
vocca/Nun ce sta
na ragione ca me
farr cagn/ Si nun s tu lammore/ nun te
voglio spus. Un disco dedicato alla terra napo-
letana e alla gente del Brasile tanto affine a
quella di Napoli; e che finalmente venga o pata
pata a ripulirci il cuore, a emendarci la reputa-
zione e a salvare la vita dei nostri figli.
Rossella Gaudenzi
BUD SPENCER BLUES EXPLOSION - DO IT
C O L L E T T I V O D E L P O N T E - D J A I L / V O C I D A L C A R C E R E
Scrissi la mia tesi di laurea in
Psicologia proprio sulla ricer-
ca-intervento in ambito peni-
tenziario, in particolare sul Trattamento in car-
cere, fondato sullart. 27 della Costituzione e
sulla funzione rieducativa della pena di cui al
terzo comma. Il fatto di ricevere questo cd,
DJail, da parte di Maurizio Catania, che conosco
come fondatore e frontman degli Unnaddar,
mi d il primo pensiero: il nome di quella forma-
zione significa, in siciliano, ovunque, mentre in
questa - il Collettivo del Ponte - il riferimento
tutto alla galera. Studiavo (per la mia laurea in
Giurisprudenza) il concetto del ponte doro
nellambito di una teoria genelpreventiva della
sanzione, che favorisce chi desiste dallazione
delittuosa - secondo pensiero: c uno strano
legame tra prevenzione ed esecuzione, libert e
carcerazione, tra lovunque e il metro quadro.
Tra i due lati di un ponte.
E mi risale tutto il terzo capitolo della tesi, che
concentrai sulleducazione non formale negli
istituti penitenziari, percorso
carico di metafore applicabili in
ogni campo della conoscenza:
non da ultima la musica come
elemento di trattamento distin-
to dall'obbligazione lavorativa o
educativa richiesta al detenuto.
Recente caso di ricerca-inter-
vento in carcere stato quello di
Rock in Rebibbia, trasmissione
che ha coinvolto in un reality
show i detenuti del Nuovo
Complesso dellistituto romano,
ma vi sono molti esempi di rock carcerario nella
storia della musica: il 13 gennaio del 1968,
Johnny Cash incise presso il Folsom, carcere
californiano di massima sicurezza, lalbum At
Folsom Prison; John Lennon dedic Attic State
al penitenziario che poi imprigioner il suo stes-
so assassino; Elvis Presley scrisse un classico,
Jailhouse Rock; i Blues Brothers aprirono due
film improvvisando una jam session dietro le
sbarre; Bob Dylan scrisse
Hurricane per difendere il pugi-
le Robin Hurricane Carter, con-
dannato per un triplice omicidio
avvenuto a seguito di una spa-
ratoria al Lafayett Bar nel New
Jersey: il verdetto finale sca-
gion Hurricane, che usc di pri-
gione il 26 febbraio 1988 (ma
da quel giorno Dylan non ha pi
suonato il pezzo in pubblico).
Oggi lAssociazione Il Ponte
Magico entra nelle Case Circon-
dariali della Provincia di Roma: negli istituti di
pena di Velletri e di Regina Coeli otto detenuti
scrivono parole a cui data forma libera in que-
sto sorprendente album metropolitano - hip hop
e trip hop, elettronica e rock - fatto dei testi sele-
zionati e adattati da Federico Carra, Maurizio
Catania, Guglielmo Fulvi, Rita Gisi, Terry Gisi, ed
eseguiti con vigore e intellegibilit dal loro
Collettivo del Ponte. Il progetto si inserisce nel-
lambito del pi ampio intervento di re-inclusio-
ne sociale degli ex detenuti che il Ponte
Magico persegue attraverso diversi strumen-
ti. Non affatto un caso che il cd non sia stato
messo in commercio bens distribuito gratui-
tamente ad associazioni, enti, produzioni ed
emittenti radiofoniche e televisive, perch
possa circolare liberamente e trasmettere
un messaggio di integrazione degli ex detenu-
ti. I brani sono resi disponibili per tutti su you-
tube.com/ilpontemagico, e in mp3 in down-
load sul sito ilpontemagico.it.
La funzione rieducativa della pena non pu tro-
vare effettiva realizzazione se non data, allex
carcerato, possibilit di redimersi. Perci con
questo album si tenta di rieducare, insieme,
anche la societ, che non pronta ad acco-
gliere carcerati se non provenienti dal Grande
Fratello. Ma poter scorgere il futuro un
momento d'estasi - lo scrive un detenuto.
Romina Ciuffa
MAT (MARCELLO ALULLI TRIO) - HERMANOS
ROMINA CIUFFA
BEYOND BEYOND
JAZZ JAZZ
& & b bl l u ue es s
JAZZ JAZZ
& & b bl l u ue es s
&further
BEYOND BEYOND
&further
ROBERTO TAUFIC - ELES & EU
MARIA PIA DE VITO - O PATA PATA
C C O O R R S S O O D D I I M MU U S S I I C C M MA A N N A A G G E E M M E E N N T T - - S S A A I I N N T T L L O O U U I I S S
D A D A ME R C O L E D ME R C O L E D 25 25 G E N N A I O G E N N A I O 2012 2012 A A F I N E F I N E MA G G I O MA G G I O
90 90 P E R P E R I N T E R N I I N T E R N I 190 190 P E R P E R E S T E R N I E S T E R N I
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Il talento la capacit di imparare.
Il genio la capacit di evolversi.
A. Schoenberg
t n e l a l t I
o l ni e l g I
t i c a p a a c o l
d t i c a p a a c o l
e r a r a p m i i d t
. i s r e v l o v i e d
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