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PROCEDURA CIVILE I.

****************************************************************************27/9 Indicazioni organizzative. Corso. Corso annuale: prima parte delle lezioni entro met Novembre, seconda parte da Marzo. una delle materie pi difficili del nostro corso di studi, la matematica del diritto. Libro di testo. Luiss, aggiornato costantemente, con apparato di note. Mandrioli serve per corsi successivi. Il difetto che tutto un po' sullo stesso piano. I due manuali sono per diversi, quindi non si possono usare entrambi o cambiare. Cos' il diritto processuale civile. Materia complicatissima ma interessante, che ha spostato la teoria del diritto nella teoria del processo. Il processo civile una forma di soluzione delle controversie. Calamandrei lo vede come un gioco di parti, che si gioca utilizzando delle regole. Il professore preferisce pensare ad un combattimento, in quanto ci sono degli effetti concreti. Il duello nel diritto medievale, non era infatti altro che un mezzo di risoluzione in cui due persone in contrasto tra di loro si sfidavano, ed il pi abile aveva ragione. Adesso non bisogna essere il pi forte, ma tendenzialmente essere nel giusto. Perseguire per quanto possibile l'accertamento della verit. inevitabilmente complicato. Vi si agitano una serie di personaggi (come in uno spettacolo teatrale), che spesso hanno un vestito di scena, recitano un copione. Bisogna studiare anch'essi, e in primo luogo il giudice. Giudicare un'attivit tendenzialmente impossibile o difficile. Al giudice sar dedicata la prima parte del corso. Vi una materia, ordinamento giudiziale, che si occupa proprio della figura del giudice. La materia si fonda su alcuni principi generali e astratti, da cui discendono tutte le norme di dettaglio. L'errore peggiore studiare a memoria in maniera progressiva. Bisogna avere ben presenti i principi generali (vol. I), e poi si possono affrontare le norme speciali. IL GIUDICE. Il giudice deve essere imparziale rispetto alle parti, sia rispetto all'oggetto che ai soggetti, ed immune da pressioni. Non dev'essere assoggettato a pene o benefici, ma istituzionalmente autonomo. Deve essere anche capace. Problema della selezione. Il giudice nel giudicare deve applicare la legge (illuminismo sillogismo giudiziale). In realt la faccenda complicata, sia nella qualificazione del fatto che nello scegliere la norma. Il giudice crea la singola norma di diritto che deve applicare, detta la regola nel caso concreto. In fondo il giudice un legislatore. Egli per, a differenza dal Parlamento, non ha alcuna legittimazione popolare. I sistemi anglosassoni risolvono ci con l'istituto della giuria. Gli altri ordinamenti la risolvono facendo di tutto affinch il giudice sia la persona migliore per giudicare. un tecnocrate. Non c' nessuna valutazione morale n psicologica (ad es. vedi magistrati provenienti da famiglie mafiose). Due grandi modelli del magistrato: Il giudice popolare. Ad es. la giuria dei paesi anglosassoni, soggetto qualunque selezionato e che fa parte del corpo giudicante.

Il giudice togato. Professionale, che fa parte di una carriera statale, pubblico impiegato. quello esistente in Italia.

Autonomia ed indipendenza dei giudici italiani, hanno pochi equivalenti nel mondo occidentale. Come vengono assicurate? L'autonomia si pu dividere in: Autonomia interna. Autonomia esterna, e rapporti con il potere esecutivo in particolare. [101 Cost.] Norma programmatica. Giudice soggetto soltanto alla legge. Come si fa? Istituzione del Consiglio Superiore della Magistratura, in modo che la magistratura costituisca un ordine autonomo ed indipendente da ogni altro potere. Emana tutti i provvedimenti riguardanti i giudici. Il Ministro della Giustizia si occupa solo dei servizi attinenti alla giustizia, salvo alcune ipotesi particolari. Composizione. Come composto il CSM? Tre membri di diritto: pres. repubblica pres. corte di cassazione procuratore generale della repubblica, il pm pi alto in grado. Un terzo dei restanti membri soggetti nominati dal parlamento in seduta comune (composizione laica) Due terzi (il resto) magistrati eletti da altri magistrati (composizione togata) Competenza. Assunzioni, provvedimenti ecc ecc riguardanti i magistrati. Anche per i magistrati inquirenti. Requisiti. Prerequisito essenziale per i togati la laurea in giurisprudenza. Prima della riforma del 2006 laurea, concorso di stato e si diventava magistrati. C'erano dei difetti, come l'aumento esponenziale dei candidati. Introdotta la preselezione informatica, ma senza efficacia. Riforma (L.150/2005). Si poi pensato di concepirlo come un concorso di secondo grado. Serve un percorso formativo anteriore, con diverse alternative: essere gi iscritti all'albo degli avvocati, per cui bisogna aver fatto due anni di tirocinio ed aver sostenuto l'esame di avvocato aver frequentato la scuola di specializzazione per professioni legali essere professore universitario aver fatto ricerca essere stati giudice onorario per diversi anni. Si pu partecipare allora al concorso, bandito a cadenza annuale. Numero fisso di posti disponibili, mentre in un esame di abilitazione (avvocatura) l'idoneit va a tutti quelli che superano un certo livello di preparazione, senza limiti di posti. In Italia ci sono troppi avvocati. L'esame per la magistratura estremamente selettivo, prevede: prova scritta, con tre elaborati teorici (civile, penale, amministrativo) se si passa lo scritto, si ha l'accesso all'orale, in cui ci sono tutte le materie. L'orale per non molto selettivo. Si pu fare al massimo 3 volte. Periodo di tirocinio di 18 mesi e poi si magistrati. Quali sono i posti messi a bando? Al livello pi basso, giudici di pace, selezionati tra gli avvocati e onorari (non di carriera con l'iter appena visto).

Tribunali di primo grado, in formazione monocratica. Distribuzione territoriale abbastanza ampia. Corti d'appello, con distribuzione geografica pi limitata. C' a Trieste. Tendenzialmente collegiale, tre magistrati, e per cui bisogna avere gi una certa anzianit di servizio. Corte di cassazione, unica, con sede a Roma. Si occupa solo del diritto, non del fatto. Si accede con una serie di valutazioni di professionalit, ed avanti con la carriera (16 o 20 anni di carriera). Il neo magistrato pu andare solo in Tribunale. I posti si liberano per dalle magistrature superiori. Bisogna quindi fare un ricambio graduale. I posti si possono liberare in un Tribunale prestigioso, come Milano, Roma. Tali posti sono occupati da quelli che stanno a Gela e che vogliono chiedere un trasferimento. La scelta viene poi fatta secondo graduatoria, e secondo particolari agevolazioni. Laureandosi in 5 anni, con due anni di scuola di specializzazione, a 27 anni siamo seduti a fare il concorso. Un anno e mezzo per correggere lo scritto, decreto presidenziale per nomina, sperando che nessuno lo impugni al Tar. Se siamo fortunatissimi, saremo magistrati a 30 anni. Forse anche 35. Il primo presidente della corte di cassazione guadagna una somma netta di 10 mila euro al mese. Non c' ancora la separazione delle carriere giudicante/inquirente, ma il Governo interessato a farla. In tal modo il giudice inquirente sarebbe per sottoposto al Governo, in quanto facente parte delle forze di polizia. Carriera automatica. Cos non c' il condizionamento rappresentato dal consenso del presidente della Corte d'Appello. Sar poi il CSM, sulla base di concorsi interni, a decidere se il magistrato debba essere destinato a posti superiori. Responsabilit civile. Il magistrato vi esonerato quasi del tutto. I casi in cui vi sia effettivamente condannato, a causa di colpa grave, sono molto rari (vi la possibilit). necessario che il giudizio del magistrato provochi un danno ingiusto ad una delle parti. [Artt. 55, 56 c.p.c.] Casi di dolo o omessa giustizia, abrogati da L.497/1987. Caso Enzo Tortora, giornalista e presentatore tv, arrestato per traffico di droga. In carcere per quasi due anni, salvo alla fine essere assolto. Indetto un referendum popolare per abrogare tali articoli, che ebbe successo. L.117/1988, responsabilit estesa alla colpa grave molto qualificata. L'estensione della responsabilit provocherebbe la necessit dei magistrati di assicurarsi, cio la diminuzione dello stipendio. Ci innescherebbe un meccanismo salariale per cui aumenterebbero gli stipendi. Tanto vale che lo Stato si faccia direttamente carico della responsabilit civile. Responsabilit disciplinare. Collegata ad una serie di ipotesi tipiche, di tre tipi: Violazioni commesse nell'esercizio dell'attivit. L'oggetto immaginabile: termini, incompatibilit. Violazioni commesse al di fuori. Ad es. magistrato che partecipa al gay pride. Ha leso il prestigio della magistratura, compromettendo la sua immagine? Questione complessa. Pu frequentare persone sottoposte a processi? Pu ottenere prestiti o agevolazioni? Pu partecipare ad associazioni segrete o partiti politici? I magistrati inglesi usano parrucca, collare e toga. Collegate all'erogazione di sanzione penale. Decide il CSM anche sotto questo profilo. Azione disciplinare promossa da: ministro della giustizia procuratore generale. Garanzie. Sono elevatissime. Non pu essere trasferito senza il suo consenso o tramite provvedimento del CSM Ci ha anche un costo.

Altri organi non ordinari: TAR e Consiglio di Stato, che giudicano sul diritto amministrativo. Magistrati amministrativi, con regole diverse, carriera diversa, provenienza diversa. Sono una giurisdizione autonoma. Corte dei Conti. Contabilit dello Stato. Tribunali militari. Hanno competenze specificamente previste da leggi speciali. [Art. 102 Cost.] Divieto di istituzione di altri giudici straordinari o speciali. Sono sopravvissuti altri giudici: giudice tributario; tribunale superiore delle acque pubbliche; commissario liquidatore degli usi civici. Avvocato. Per fare l'avvocato: due anni di pratica o frequentazione scuole; esame di avvocatura presso il distretto dove si fatta pratica. Tre scritti (civile, penale, amministrativo) corretti da un'altra corte d'appello di dimensioni compatibili. Orale su 5 materie, tra cui spesso procedura civile. GIURISDIZIONE E COMPETENZA. A chi devo ricorrere per la risoluzione della controversia di cui sono parte? Oltre al particolare tipo di giurisdizione, bisogna guardare anche ai potenziali elementi di trans nazionalit C' sempre un solo giudice competente per una causa, ed un mondo di giudici tra cui scegliere. Il termine giurisdizione si riferisce solitamente al riparto di compiti tra il giudice ordinario e gli altri giudici speciali. Il termine competenza invece, definisce le ulteriori ripartizioni all'interno dell'ordinamento giudiziario italiano (ad es. per territorio). Competenza per usato anche a livello internazionale. LIVELLO INTERNAZIONALE. Diritto internazionale privato processuale. una questione di politica giuridica. Ogni stato, in base ai criteri di competenza che sceglie, opta per una tendenza a chiudere o ad aprire il sistema. Convenzione di Bruxelles (1968), L.804/1971 in Italia. Vigente nell'ambito dei paesi comunitari. Tendenzialmente, si opta per il giudice del domicilio del convenuto. Regolamento 44/2001. Riprende tale criterio. Eccezioni, previste dall'art. 5 del regolamento per particolari ipotesi di controversie. Paesi non UE, ma siti in Europa. Regolamento recepito con la Convenzione di Lugano. Resto del mondo. L.218/95, che in materia di giurisdizione fa rinvio dinamico al regolamento 44/2001. Il legislatore italiano ha eguale fiducia per giudici europei ed extraeuropei. Ci provoca il fatto che la pronuncia di sentenze rilevanti per l'Italia vengano pronunciate in altri Stati del mondo, pi o meno efficienti. La sentenza straniera deve essere poi recepita dall'ordinamento italiano, ed essere resa eseguibile in Italia. C' un controllo su elementi gravemente lesivi dell'ordine pubblico. LIVELLO INTERNO. GIURISDIZIONE. Quale magistratura competente a giudicare sulla fattispecie? Se non spetta ad alcuna delle magistrature speciali, spetta al giudice ordinario, competente per quel territorio. COMPETENZA INTERNA. Problemi che si pongono:

1. Gli uffici giudiziari devono avere un carico di lavoro ragionevole in base alla loro composizione. Elemento funzionale, dell'interesse pubblico. Vi rientrano valutazioni di distribuzione demografica. Con il trasferimento della popolazione in citt, si dovuta modificare la mappa degli uffici giudiziari. 2. Vicinanza del giudice all'oggetto della controversia. Altra esigenza funzionale. 3. CRITERIO PRINCIPE: facilitare la difesa del convenuto. ****************************************************************************28/9 Vediamo le regole sulla competenza interna, ispirate dai criteri appena visti. Si applicano principalmente al processo di cognizione. COMPETENZA VERTICALE. GIUDICE DI PACE. Soggetto non stabilmente nell'ordine giudiziario. Bisogna avere: 30 anni laurea di giurisprudenza requisiti alternativi, ma per lo pi sono avvocati. L'ausilio degli avvocati al lavoro dei giudici sempre stato molto forte. In carica quattro anni, pi quattro anni rinnovabili. Pagati a cottimo, in base a quanto lavorano. Abbastanza efficace. Non si pu essere avvocati e giudice di pace nello stesso distretto della Corte d'Appello. Il legislatore da un lato li considera essenziali, dall'altro non si fida tanto. La sua competenza quindi limitata in modo un po' singolare. Competenze: 1. La sua competenza innanzitutto limitata per valore, il cui massimo 5000 euro, e solo per i beni mobili. Come si determinano? Se l'attore chiede un danno esistenziale? La competenza si determina dalla domanda, perch l'oggetto del processo da determinare e la competenza deve essere stabilita prima. Per gli immobili in ogni caso competente il tribunale, anche perch difficile che valgano meno di 5000 euro. La competenza del giudice di pace residuale, e soccombe alle norme che la attribuiscono espressamente al tribunale. 2. nella prassi il giudice elettivo del sinistro stradale. Per essi massimo 20 mila euro. una competenza per valore unita ad una competenza per materia. 3. Competenza per materia. Cause relative a particolari rapporti elencati dall'art. 7, c. 3 c.p.c., pi le ordinanze di ingiunzione per violazione del codice della strada (legge speciale). Curiosit. Condominio di case (contenuto nell'elenco), cause terribili, feroci, che generano un contenzioso pazzesco. I giudici ordinari hanno chiesto che gli vengano tolti e sono state date ai giudici di pace. Hanno spesso effetti penali. Interessi che maturano sul mancato pagamento di prestazioni assistenziali, sociali storia dell'avvocato che aveva fatto la fortuna su queste cause (messo sotto processo disciplinare). TRIBUNALE. Competente [art. 9]: per le cause non di competenza degli altri giudici per cause fiscali per separazione, divorzio ecc. azione esecutiva, anche delle sentenze del giudice di pace. azione che comporta l'utilizzo potenziale della forza pubblica, e il legislatore preferisce circondarla da maggiori garanzie. [artt. 10-17] Regole per determinare il valore della domanda e la competenza. Dobbiamo vederle noi. La norma generale all'art. 10, che pone l'accento sul valore della domanda.

COMPETENZA ORIZZONTALE (O PER TERRITORIO). Quale tribunale o giudice di pace competente ad esaminare la causa? Esempio. Milanese in macchina a Trieste tamponato da Bolognese che ha assicurazione con sede legale a Roma. Dove pu fare causa? Regola generale. La regola generale il comodum convenutum, cio il foro della residenza o del domicilio (se sconosciuti, la dimora) del convenuto [art. 18, c. 1 c.p.c.]. Perch? L'attore gode del vantaggio di chi inizia, ha avuto tutto il tempo per prepararsi. Il convenuto potenzialmente pi in difficolt, perch ha tempi ristretti per rispondere. Residenza, domicilio, dimora, sono disciplinati dal codice civile. Foro residuale: [18, c. 2 c.p.c.] Se dimora sconosciuta, luogo dove risiede l'attore. [Art. 19 c.p.c.] Riproduce tale regola, ma per le persone giuridiche. Estensione del principio ad un'altra categoria. Cause relative dei diritti di obbligazione. [Art. 20 c.p.c.] Essenziale! Giudice del luogo dove sorta l'obbligazione. anche competente, e quindi ci troviamo davanti ad un'alternativa per l'attore. Ma quale luogo ? il luogo dove avvenuto il fatto illecito, dove si concluso il contratto ecc. Ipotesi frequentissime nella pratica. Se torniamo all'esempio, il Milanese non potr sicuramente usare il foro di Milano, ma potr scegliere tra Trieste (foro dell'obbligazione), Roma (se faccio causa alla societ assicuratrice) o Bologna (residenza del convenuto). Norma fondamentale: nessuno pu essere distolto dal giudice naturale assegnato per legge. La ratio la prassi degli ordinamenti autoritari di costituire giudici ad hoc in caso di particolari avvenimenti, come rivolte, rivoluzioni e guerre. La competenza la prima cosa ad essere esaminata in una causa. Essa pu condizionare lo stesso esito del processo, e la discrezionalit perci limitata. ci sono tutta una serie di regole processuali a tale fine. Restano comunque dei margini. Un tribunale ha tutta una serie di sezioni, cui la causa demandata a seconda del suo oggetto. La scelta del singolo giudice avviene poi secondo criteri automatici. I giudici spesso si riservano una certa discrezionalit, anche se la legge lo esclude. Causa IMI-SIAT. Si corrotto il giudice e si fatto in modo che la causa fosse a lui assegnata. La violazione del principio del giudice naturale ha portato alla possibilit di scegliere il giudice e cos a corrompere un giudice. In Italia comunque il numero dei magistrati corrotti oggettivamente molto basso. Fori esclusivi derogabili. [Artt. 21- 24 c.p.c.] In determinate materie, il giudice competente solo uno. Ad es. diritti reali su beni immobili, cause di eredit, cause tra soci e condomini, questioni tutelari e patrimoniali ecc. Ma, se le parti si accordano sull'andare da un altro giudice, possibile derogare (competenza derogabile). Ad es. causa ereditaria per violazione della legittima, de cuius deceduto a Lecco. L'attore agisce a Milano, ma il convenuto si costituisce in giudizio e non dice nulla, accetta di essere giudicato. Il giudice quindi incompetente di diritto, ma data l'accettazione tacita del convenuto, tale giudizio comunque valido. [Art. 24 c.p.c.] Foro della pubblica amministrazione. Solo luoghi dove ha sede l'Avvocato dello Stato. Avvocatura dello Stato. L'avvocatura pu essere anche pubblica, alle dipendenze degli enti pubblici.

La pi prestigiosa l'avvocatura dello stato, che esercita la propria attivit a favore delle amministrazioni statali centrali o, al massimo, degli enti statali territoriali. Vi si accede per concorso ed un ruolo molto prestigioso. Sono in parte liberi professionisti, perch una componente del loro stipendio dipende dal numero di cause vinte dall'ufficio. Fori esclusivi inderogabili. [Art. 28 c.p.c.] Art. 70, nn. 1, 2 e 3, esecuzione forzata, procedimenti cautelari e possessori, altri casi in cui la derogabilit sia esclusa espressamente dalla legge. Fori indicati all'art. 21 per le cause possessorie, 26 ecc. Accordo di deroga. [Art. 29 c.p.c.] Di regola tale accordo fatto con contratto. Esclusivit solo se espressamente stabilito. Si pu cio aggiungere la parola esclusivamente, nella cui mancanza il tribunale indicato solo aggiunto altri altri in via alternativa. Curiosit. A Verbania c' una particolare accordo tra avvocati per cui non viene mai eccepita l'incompetenza del Tribunale del capoluogo, per evitare di andare a fare cause presso i giudici conciliatori dei paesini dell'Ossola. Parallelismo che tiene il regime dell'eccezione con quello della convenzione. Ecco la differenza tra i fori derogabili ed inderogabili, cio il sottrarlo alla comune volont delle parti. Tale accordo non ci pu essere riguardo ai fori inderogabili. [30 bis] Limitata rilevanza, dichiarata in parte incostituzionale. I magistrati non possono fare causa dove lavorano. Per capire meglio. [Art. 30 bis c.p.c.] Le cause in cui sono comunque parti magistrati, che
secondo le norme del presente capo sarebbero attribuite alla competenza di un ufficio giudiziario compreso nel distretto di corte d'appello in cui il magistrato esercita le proprie funzioni, sono di competenza del giudice, ugualmente competente per materia, che ha sede nel capoluogo del distretto di corte d'appello determinato ai sensi dell'articolo 11 del codice di procedura penale. (2) Se nel distretto determinato ai sensi del primo comma il magistrato e' venuto ad esercitare le proprie funzioni successivamente alla sua chiamata in giudizio, e' competente il giudice che ha sede nel capoluogo del diverso distretto di corte d'appello individuato ai sensi dell'articolo 11 del codice di procedura penale con riferimento alla nuova destinazione. Note. (1) La Corte Costituzionale con sentenza 12 novembre 2002, n. 444 ha dichiarato la illegittimit' costituzionale, nella parte in cui si applica ai processi di esecuzione forzata promossi da o contro magistrati in servizio nel distretto di corte d'appello comprendente l'ufficio giudiziario competente ai sensi dell'art. 26 del codice di procedura civile. (2) La Corte Costituzionale con sentenza 25 maggio 2004, n. 147 ha stabilito l'illegittimit costituzionale dell'art. 30-bis, comma 1, c.p.c., il quale prevede una deroga alla competenza territoriale del giudice civile per le cause riguardanti magistrati, salvo che nella parte relativa alle azioni civili concernenti le restituzioni e il risarcimento del danno da reato, nei termini di cui all'art. 11 c.p.p.

LE AZIONI E I PROCESSI. Schema del codice. Guardando l'indice del codice di procedura civile, capiamo qual la sua costruzione, la sua logica organizzativa. Esso stato scritto verso la fine degli anni '30, promulgato nel 1942 (il codice precedente era del 1865). Abbiamo un Libro I, dedicato alle disposizioni generali: competenza giudice pubblico ministero azione e diritto d'azione Norme che hanno una valenza generale per tutti i tipi di processo. Il Libro II disciplina il c.d. processo di cognizione, il processo che serve a dar torto o ragione a una delle parti, il processo per antonomasia. Il Libro III disciplina il processo esecutivo, l'attuazione pratica della sentenza. Il Libro IV contiene processi speciali, tra cui l'arbitrato. Cosa sono questi processi?

PROCESSO DI COGNIZIONE. Processo in cui il giudice conosce del merito della controversia e decide chi ha ragione e chi ha torto. Verranno assunte le prove, ci sar un contraddittorio e si concluder con una sentenza. Inizio del processo. Soggetto sostiene ci sia la lesione di un suo diritto (ad es. tamponamento). La controparte non paga e andiamo dal giudice a chiedere che la obblighi al pagamento. Il diritto a poter accedere alla giustizia costituzionalmente garantito art. 24 Cost., architrave di qualsiasi processo del nostro ordinamento. Diritto inalienabile e incomprimibile. La dottrina classica lo chiama diritto potestativo, poich crea un obbligo almeno nei confronti di due soggetti: del giudice, scrivendo un atto di citazione notificato alla controparte abbiamo esercitato un nostro diritto, per cui il giudice soggetto all'obbligo di giudicare, per non essere disciplinarmente e civilmente responsabile. della controparte, che soggetto all'obbligo di comparire in processo. uno dei concetti fondanti del diritto processuale civile. un diritto sostitutivo, che come tutta la tutela giurisdizionale ha una funzione residuale. Si chiede al giudice qualcosa che non si riusciti ad ottenere per le normali vie private. Serie di corollari importanti. Provoco un'azione di cognizione, per cui il giudice dovr prendere visione di tutte le prove per crearsi un convincimento di chi ha ragione e chi ha torto. Si arriva ad una sentenza irrevocabile, passata in giudicato. Il continuum tra diritto d'azione e sentenza tutto il processo. l'unico processo che studieremo. Sentenza di condanna. Sentenze costitutive. Categoria generale del processo che ha lo scopo di costituire, modificare o estinguere un diritto o uno status. Sotto categoria delle azioni di cognizione. Ad es. sentenza di separazione o divorzio, senza che ci siano problemi patrimoniali n figli. In Tribunale c' il collegio che decide il divorzio, siamo coniugati, il giudice pronuncia la sentenza, usciamo e non siamo pi coniugati. Cosa cambiato? La sentenza ha gi prodotto i suoi effetti? S. La differenza tra questa azione e quella di condanna, che questa azione non ha bisogno di un'esecuzione autonoma. Nel caso del tamponamento ho gi il diritto di credito e chiedo al giudice di accertarlo. Nel caso del divorzio invece il giudice non deve accertare, ma modificare il mio stato giuridico. In tal caso c' effetto estintivo del diritto esistente. Fondo intercluso e diritto ad ottenere la formazione coattiva di una servit di passaggio. Il nostro vicino per lo contesta, e dobbiamo andare dal giudice. Cosa cambia? Prima della sentenza non ho un diritto reale di servit, ma un diritto potestativo di costituirlo. Esco dal processo titolare di quel diritto. Il diritto reale nasce. Simile rispetto alla sentenza di divorzio. Richiesta di annullamento di contratto per errore essenziale. Sentenze di mero accertamento. Categoria di azioni di cognizione. Ad es. contratto nullo e non annullabile, un contratto che per diritto non esiste. La sentenza si limita ad accertare una situazione di fatto, vi aggiunge solo la certezza. Ce ne sono anche di tipo negativo. PROCESSO ESECUTIVO. La sentenza non assicura da sola il soddisfacimento dell'interesse, ma un passo avanti. Successivamente possibile chiedere all'ufficiale di stato che la sentenza venga eseguita. Allora la sentenza si trasforma in prassi, in azione fisica. Senza esecuzione il diritto d'azione non ha alcun senso. PROCESSO CAUTELARE.

Esempio. La controparte ci deve 200.000 euro, dobbiamo iniziare una causa, veniamo a sapere che la controparte sta vendendo i mobili e trasferendo tutti i soldi alle Virgin Islands. Sta disperdendo le garanzie del credito. Avendo un titolo esecutivo, potremmo prevenire tale gesto. Ma non l'abbiamo. Il rimedio pi veloce l'azione cautelare. Essa un'azione che serve a cautelare il diritto oggetto del processo, con provvedimenti di polizia giudiziaria che cercano di evitare un pregiudizio che renderebbe inutile la sentenza. Potremmo chiedere un sequestro conservativo. I provvedimenti cautelari hanno un duplice presupposto: periculum in mora, pericolo di atti che renderebbero inutili il processo fumus boni iuris, apparenza del diritto. Ne si parla solo nel corso avanzato. Schema delle azioni. Concetto generale di azione. Soggezione di giudice e controparte al diritto d'azione. Tipologie: azione di cognizione di condanna di mero accertamento costitutive azione esecutiva azione cautelare. Tale schema si trova anche nella sistematica del codice. DELLE MODIFICAZIONI DELLA COMPETENZA PER RAGIONE DI CONNESSIONE [ARTT 31 E SS.] Problema semplice: causa in cui ci sono pi convenuti, che risiedono in zone diverse. Quale domicilio rileva? La competenza deve essere in tali casi derogabile. Il problema si pone anche in un altro caso, quello di pluralit degli oggetti. Esempio. Fratello fa causa alla sorella per lesione di legittima. La madre non aveva mai digerito il matrimonio del figlio con donna svizzera di lingua tedesca e divorziata. Ha quindi diseredato il figlio dando il patrimonio alla figlia. Causa soggetta a foro esclusivo e derogabile. Ulteriore domanda: rivendica di un cassettone, dato in deposito alla sorella, che se l'era tenuto. Ci sono due domande diverse: una che ha origine nel diritto alla reintegra della legittima; l'altra che ha origine nel deposito, che ha in comune con la prima solo le parti. Problema di competenza: il foro per le domande di reintegra della legittima il foro di apertura della successione, quello dove proporre la domande di restituzione del bene dipende da altro (foro del convenuto o nascita dell'obbligazione). Le cause avrebbero potuto essere proposte separatamente, ma c' la possibilit di proporre cumulativamente. Il problema serio, e si pone in due direzioni: direzione verticale, perch il cumulo delle domande pu portare alla competenza del tribunale (invece che del giudice di pace) direzione orizzontale, perch il cumulo pu portare a due tribunali diversi, entrambi territorialmente competenti.

Il codice molto mistificatorio. Tali norme pongono regole fondamentali addirittura in tema di domande di giudicato (art. 34 ampiezza di poteri di cognizione del giudice). Digressione. Abbiamo parlato del diritto d'azione, ma non le sue componenti. Sono: Soggetti. Causa petendi, fatti posti a fondamento della domanda. Tale definizione merita di essere presa a memoria. Sono i fatti che l'attore reputa abbiano generato il diritto di cui si pretende la tutela. I fatti devono essere ALLEGATI, cio inseriti dall'attore nella domanda. L'attore deve dimostrarli. Petitum, oggetto della domanda. ci che si chiede. Ci si sta rivolgendo al giudice, e l'oggetto della domanda perci la sentenza di condanna (petitum immediato). C' poi il petitum mediato, che ci che mediatamente io potr ottenere dalla mia controparte (i soldi). Esso pu essere di vario genere: reintegrazione in forma specifica reintegrazione per equivalente equivalente del danno. In base a questi elementi sappiamo molto del processo. Possiamo (elenco non tassativo): verificare che tale causa non sia gi stata chiesta presso un altro giudice (pendenza) si scompone la causa nei suoi elementi e si paragonano verificare se tale causa sia connessa ad un'altra, se ha almeno un elemento in comune con un'altra verificare l'ampiezza della cosa giudicata, la sua portata, per proporre una seconda causa in un secondo momento. ****************************************************************************4/10 CAUSE ACCESSORIE. [Art. 31 c.p.c.] La domanda accessoria pu' essere proposta al giudice territorialmente competente per la domanda principale affinch' sia decisa nello stesso processo, osservata, quanto alla competenza per valore, la disposizione dell'art. 10 secondo comma. Sono cause connesse ad un'altra causa, detta principale, perch hanno con essa in comune uno (o pi) dei tre elementi visti nella lezione precedente. La distinzione tra le due cause fatta in termini di pregiudizialit e dipendenza: non possiamo decidere sulla domanda principale se prima non si deciso sulla domanda accessoria. Ci deve essere un vincolo particolarmente forte. Il tema della pregiudizialit comune a tanti istituti. Dato che non pu decidere della domanda pregiudicata prima di aver deciso di quella pregiudicante, il sistema deve fare in modo che esse siano proposte cumulativamente presso lo stesso giudice. in tal caso possibile derogare alla competenza per territorio. Inoltre si sommano i valori delle due domande, e se si va sopra ai 5000 euro si va dal giudice ordinario. Dobbiamo porci il problema degli effetti che la decisione di un determinato rapporto avr su tutti gli altri rapporti collegati. Altro problema. Esempio. Controversia tra due individui su un rapporto di lavoro in nero. Uno pretende un tfr (trattamento di fine rapporto) e altro, e l'altro contesta la pretesa. Conclusa la controversia si pone il problema dell'estensione del giudicato. Se viene poi fatta una seconda causa sullo stesso rapporto e con le stesse parti, il secondo giudice sar vincolato dal giudicato del primo? Se s, in quale misura? Rapporto di pregiudizialit tra rapporti.

[Art. 34 c.p.c.] (Accertamenti incidentali) Il giudice, se per legge o per esplicita domanda di una delle parti e' necessario decidere con efficacia di giudicato una questione pregiudiziale che appartiene per materia o valore alla competenza di un giudice superiore, rimette tutta la causa a quest'ultimo, assegnando alle parti un termine perentorio per la riassunzione della causa davanti a lui. Per legge o per esplicita domanda di una delle parti.... Conseguenze sono: deroga alla competenza art. 34 cosa giudicata. Domanda. Entra in gioco il PRINCIPIO DELLA DOMANDA (oltre alla legge). In tanto ci pu essere una decisione di giudice coperta di giudicato, in quanto vi sia una domanda a tal fine delle parti stesse. Se non c' la domanda non c' una sentenza idonea. un principio di libert, che vincola la giurisdizione del giudice al permesso dell'individuo. [2909 c.c.] Cosa giudicata. L'accertamento di una sentenza fa stato, ha efficacia di legge in futuro, e il giudice vi si deve conformare. Il tema del giudicato va posto in relazione al tema della domanda. Il processo da questo punto di vista un procedimento per quantit costanti: tanto entra, tanto esce. Ci sono anche altri casi: minus quam petitum, extra petizione ecc. Bisogna guardare cosa sia stato chiesto: la causa si scompone in: azione di mero accertamento sul rapporto di lavoro, se domandata azione di condanna al pagamento del dovuto. Se stato chiesto l'accertamento, se stato accertata la presenza del rapporto, fa stato e vincola le parti e il giudice anche nelle cause successive. Se non stato chiesto l'accertamento, l'accertamento che il giudice ha comunque dovuto svolgere resta funzionale alla sola sentenza di condanna. Nella futura sentenza quindi il giudice dovr rianalizzare la questione. Legge. Nel caso di accertamento di filiazione la legge stessa a richiedere la conversione di questione pregiudiziale in causa di accertamento incidentale. La differenza che la causa pregiudiziale provoca un giudicato, la questione no. Indipendentemente dalla domanda di parte. (?) Abbiamo qui quasi tutti gli istituti fondanti del processo civile: diritto d'agire principio di domanda giudicato accertamento del giudice, che si deve formare un convincimento, che diventa giuridicamente rilevante con la sentenza e se c' previa domanda di parte pregiudizialit tra questioni: la regola una valutazione meramente contingente sulle questioni in cui non espressamente chiesto (o stabilito da legge, come nelle cause di stato) di giudicare. E quando vi siano due cause separate che hanno elementi comuni? Esiste un istituto che permette di

riunire pi cause, ma solo se esse siano riunificabili Se non lo sono, si coordinano le due cause attendendo la decisione della causa pregiudicante per proseguire con la causa pregiudicata. Questione preliminare di merito. Questione pregiudiziale esperita insieme ad un'azione (pregiudicata). Chiedo una somma a Tizio come parcella di consulenza professionale. Il convenuto si costituisce ed eccepisce la prescrizione del diritto. Il giudice come prima cosa verificher l'effettiva decorrenza della prescrizione. C' pi di una similitudine con la questione pregiudiziale, ma c' una differenza: possibile una causa che abbia come oggetto la sola decorrenza della prescrizione, senza accertare anche la sussistenza del diritto? No. La differenza che la questione pregiudiziale autonoma rispetto alla questione pregiudicata, mentre la prescrizione un modo di essere di quello stesso diritto. La prescrizione un esempio di questione preliminare di merito, diversa dalla questione pregiudiziale di merito, che quella del 34 c.p.c.. Nel caso di questione pregiudiziale, il cumulo delle due cause si pu avere: dall'inizio, per mia domanda successivamente, per atto del giudice, dopo un'eccezione del convenuto. Dal punto di vista del giudicato non cambia nulla. Nel caso di questione preliminare un cumulo non pu mai esserci dall'inizio, perch non possibile proporre tale domanda autonomamente. Caso. Nel 1968 (e la causa ancora pendente) fallisce la Icomec (societ edile italiana). Viene scoperto che esiste una contabilit parallela tenuta da un contabile incredibilmente minuzioso. Soldi corrisposti al Min. Pietro Longo e ad altri soggetti, per aggiudicarsi l'appalto per una diga. Si ottiene una sentenza di condanna a favore della Icomec nei confronti dell'Enel. Si arriva ad un altra sentenza (civile) che condanna Longo a risarcire alla Icomec l'importo della tangente. Il danno provato da migliaia di incartamenti penali e si pensava che si estinguesse in pochi mesi. L'attore spinge sull'acceleratore e il convenuto pigia sul freno (pi facile). Il professore era legale dell'Icomec. A Roma il Longo chiama in causa l'Enel. Il giudice onorario romano fa una sentenza di primo grado a Roma in cui fa due errori: condanna enel a pagare a Icomec (non c'era alcuna domanda a riguardo). Il giudice romano condanna enel alla somma capitale pi interessi dalla data della domanda al saldo (tre anni), mentre doveva computarli dal '68. Le due azioni sono diverse: a Roma Icomec contro Longo (con errori del giudice); a Milano Icomec contro Enel. C' un problema di come coordinare i due processi. Si pu andare avanti nel processo di Milano quando c' gi stato giudicato a Roma, la cui sentenza stata impugnata in corte d'appello? No, bisognava sospendere. andato avanti il processo di Roma e siamo in attesa del verdetto della Cassazione. Pu essere che allora si dovr riaprire il processo milanese. Il processo di fallimento resta tuttora aperto. E se il giudice milanese avesse proseguito? Questione di duplicazione del danno, e il primo che paga (Enel) paga bene. Possiamo tornare all'art. 34, norma sulla competenza (Titolo delle deroghe alla competenza). Il cumulo di cause pu portare ad una modificazione della competenza per ragioni di connessione. Il giudice interrogato sulla questione pregiudiziale deve rimettere tutte le cause al giudice superiore. Infine tutto il carico si concentra sul giudice ordinario. CAUSE DI GARANZIA. [Art. 32 c.p.c.] La domanda di garanzia pu' essere proposta al giudice competente per la

causa principale affinch' sia decisa nello stesso processo. Qualora essa ecceda la competenza per valore del giudice adito, questi rimette entrambe le cause al giudice superiore assegnando alle parti un termine perentorio per la riassunzione. Distinzione tra garanzie. Garanzia propria impropria. Esempio. Dentista costruisce il proprio studio a Sud di Milano. A Valenza Po parlare di fatture come parlare di anticristo. Il dentista si affida ad una societ di costruzioni, ma trova sul linoleum delle macchie. Fa causa nei confronti della societ appaltatrice, che dice di aver svolto il suo lavoro regolarmente, e chiama in causa la societ produttrice del linoleum. La societ esclude la sua responsabilit e chiama in causa la societ che produce la colla. Il contratto stato concluso ed eseguito a Valenza Po, che anche foro del convenuto. La societ produttrice di colla stata chiamata a diritto a Valenza Po? Nel suo caso i fori sono tutti Milano. L'avvocato del produttore di colla ha sollevato eccezione di competenza ed ha vinto. L'attore stato condannato a pagare le spese legali. Esempio 2. Garanzia per evizione. Acquisto un bene, subisco una causa da uno che pretende di essere primo acquirente, posso sollevare la garanzia per evizione. Cos posso rivalermi nei confronti del venditore. Molto pi comodo chiamare direttamente in garanzia, in via subordinata. Due processi: processo per la propriet del bene processo per la restituzione della somma pagata per l'acquisto del bene. Il codice civile dice che, se il gioielliere, chiamato in giudizio da me, sostiene che esistevano sufficienti ragioni per vincere il giudizio di evizione, pu andare indenne. Il sistema pi semplice proporre le domande in un unico giudizio: quando si chiamati, si chiama il venditore. Anche qui ci pu essere un problema di competenza. Mettiamo che la prima causa sia fatta in un'altra citt rispetto a quella dove stato comprato il bene. Se mettiamo insieme le due ipotesi, vediamo che in entrambi i casi valga una sorta di garanzia. La garanzia di evizione nasce dalla vendita e comprende la possibilit per il venditore di essere chiamato in giudizio in un luogo anche distante da quello di acquisto (art. 32 c.p.c.). Si cumulano sempre i valori delle due cause. Vale anche per l'ipotesi del dentista? Il venditore di colla non pu assumersi un impegno talmente grande di rispondere di tutte le cause delle persona che hanno acquistato da lui. Questa una forma di garanzia impropria. La differenza tra garanzia propria ed impropria la previsione legislativa o meno della garanzia. La propria quella per evizione, prevista dalla legge, e pu portare ad una presunzione di essere liberati. Cos anche per la fideiussione. Quella impropria invece il caso di passaggio in pi mani di un bene. CUMULO SOGGETTIVO. [Art. 33 c.p.c.] Le cause contro pi' persone che a norma degli artt. 18 e 19 dovrebbero essere proposte davanti a giudici diversi, se sono connesse per l'oggetto o per il titolo possono essere proposte davanti al giudice del luogo di residenza o domicilio di una di esse, per essere decise nello stesso processo. In presenza di pi convenuti, posso scegliere il foro che preferisco. Cause che sono connesse per oggetto (petitum) o per titolo (causa petendi). ECCEZIONE DI COMPENSAZIONE.

Ad es. l'attore dice che gli sono dovuti 100 e il convenuto fa eccezione di compensazione per i 100 e propone domanda riconvenzionale per il resto dei soldi che mi sono dovuti. DOMANDA RICONVENZIONALE. [Art. 36 c.p.c.] Il giudice competente per la causa principale conosce anche delle domande riconvenzionali che dipendono dal titolo dedotto in giudizio dall'attore o da quello che gi' appartiene alla causa come mezzo di eccezione, purch' non eccedano la sua competenza per materia o valore; altrimenti applica le disposizioni dei due articoli precedenti. Faccio un investimento in una banca, e compro contratti derivati (strumenti finanziari particolari in cui si specula sulle oscillazioni). Faccio causa alla banca perch perdo un sacco di soldi, e chiedo la restituzione di quanto ho perso. La banca: Pu interpretare diversamente i fatti prodotti dall'attore. Pu produrre nuove prove, come ad es. ti ho accreditato seimila euro e abbiamo risolto la questione consensualmente. I fatti possono essere modificativi, estintivi o addirittura impeditivi del diritto dell'attore. Si chiamano eccezioni di merito. L'allegazione di un nuovo fatto porta all'obbligo del giudice di valutarli. Non cambia l'estensione del processo, la portata di cosa giudicata (cambia solo il percorso logico che il giudice ha dovuto fare, cambiata la cognizione del giudice). Pu proporre una nuova domanda. Altro esempio. Costruzione di taverna in casa, per entra l'acqua e si crea uno stagno. C' una causa, il convenuto, cil costruttore, dice di aver svolto i lavori come gli era stato richiesto. Oltretutto, dice che non ancora stato pagato. Pone quindi lui stesso una domanda contro all'attore della prima domanda, chiedendo che egli sia condannato. Come si pone tale atto giudiziale? C' una nuova domanda, una nuova azione, connessa all'altra per il titolo (causa petendi) e per le parti. Diverso solo il petitum. L'azione contraria alla prima e trasforma in un certo senso l'attore in un convenuto. Essa poteva essere proposta anche in primo luogo, come attore. Allora le azioni si sarebbero probabilmente succedute in ordine contrario. Questo s che amplia l'oggetto del processo, dato che ora il giudice si dovr pronunciare non su un'azione, ma su due. Le due azioni sono indipendenti tra loro. C' cos un cumulo di azioni. Competente il giudice della domanda principale, purch non ecceda la sua materia per materia o per valore. Guardare la domanda di citazione su moodle di diritto processuale civile. ****************************************************************************5/10 ATTO DI CITAZIONE Atto di citazione effettivamente depositato al tribunale di Milano (tribunale ordinario civile). L'atto di citazione l'atto con cui si inizia la causa, ed ha una funzione che la dottrina definisce doppiamente ricettizia Esempio dell'invito alla festa di laurea. L'assenza di uno degli elementi essenziali produce l'inidoneit dell'atto a raggiungere il suo scopo. Essa pu essere assoluta o relativa. Con l'atto di citazione, noi: 1. Invitiamo la nostra controparte a comparire davanti al giudice, in un luogo specifico, in una

data specifica, per svolgere un'attivit altrettanto specifica. 2. Notifichiamo al tribunale che si intenzionati a proporre una causa. Il termine parte plurisensi: in senso sostanziale il titolare del rapporto giuridico nel processo, la parte anche il difensore del titolare del rapporto. Il nostro processo un processo di avvocati, salvo casi molto limitati. il difensore che mette in atto quasi tutte le attivit processuali. Precede l'atto di conferimento della rappresentanza in giudizio. Nel caso abbiamo un fallimento. Dall'epigrafe vediamo la capacit di una parte, soggetta a regole particolari. C' sempre un curatore, professionista nominato ed espressamente autorizzato dal tribunale, che pu svolge una serie di attivit (recupero dei crediti e estinzione dell'impresa fallita). Il curatore ha dovuto quindi farsi previamente autorizzare dal giudice. Il decreto dice espressamente che il giudice autorizza ad iniziare la causa, nominando quale avvocato il sig. Tizio. Non sempre cos complicato, dato che di norma la capacit processuale spetta a tutti. Non tutti possono agire direttamente e materialmente, ed necessario comunicare l'identit del soggetto diverso, che abbia capacit processuale e sia autorizzato a svolgere tale compito. Talvolta serve l'autorizzazione di un giudice (minore, fallimento, comune). [Art. 75 c.p.c.] Capacit d'agire. Negli artt. ss. il codice prevede anche la nomina del procuratore speciale processuale. Non pu essere conferita una rappresentanza esclusivamente processuale, ma deve essere insieme anche sostanziale. Devo dare mandato relativamente al rapporto oggetto della lite. Tale norma ha un aspetto sociologico: Italia rurale degli anni '40. Si voleva evitare che venissero date rappresentanze ai soggetti nelle cause dove non serviva un avvocato. Oggi questa norma non ha pi molto senso, perch ci sono fenomeni di scorporazione dell'esercizio di diritti (cessione di crediti a societ terza, che li gestisca conferendo mandato ad una terza societ). In tal caso avere una rappresentanza anche solo meramente processuale sarebbe ragionevole. Un vizio dell'atto si pu trasformare in un vizio del processo, segnalabile con eccezione. Tali vizi sono comunque sanabili e il processo pu continuare. Esempio del comune che fa causa alla banca. Eccepito che il sindaco non stato adeguatamente autorizzato dalla giunta perch sbaglia societ da convocare. Altro esempio. Avvocato che non presenta un documento al giudice, dopo che gli stato chiesto, e per questo perde la causa. PROCURA. In fondo all'atto c' copia del mandato. Con esso viene incaricato l'avvocato della difesa, e deve essere firmato da cliente ed avvocato. Tale rapporto regolato dagli artt. 82 ss c.p.c. [Art. 82 c.p.c.] Patrocinio. Giudice di pace, nessun bisogno di rappresentanza fino a una certa somma. Negli altri casi non possono. Il giudice di pace pu per autorizzare. Di regola il nostro un processo di avvocati. L'avvocato svolge una funzione essenziale per: Preparazione tecnica, per cui anche capace di presentare la lite nei suoi aspetti essenziali. Ruolo, nel senso che dovrebbe essere parte imparziale ed autonoma, e se non d'accordo ha obbligo morale e giuridico di non proseguire nella difesa. Per fare questo deve anche essere moderatamente benestante. Di regola l'avvocato non si difende mai da solo. Per esercitare la professione davanti alla corte di cassazione bisogna essere iscritti in un albo

particolare. Come si conferisce il potere all'avvocato? [Art. 83 c.p.] Procura, che pu essere: Generale, principalmente nei casi di grosse aziende. Vale per tutte le cause di un certo soggetto. Speciale, molto pi diffusa, in relazione ad una determinata causa. Possono essere fatte con: Atto pubblico, atto redatto direttamente dal notaio. Scrittura privata autenticata, scritta da privati e poi autenticato da notaio. Il notaio attribuisce all'atto fede legale fino a querela di falso. Usata per gli atti pi semplici. La procura speciale pu essere anche apposta in calce o a margine per una serie di atti. L'autografia deve essere certificata dal difensore, come vediamo nel documento. L'avvocato svolge qui un potere certificativo sostanzialmente analogo a quello del notaio (vale come pubblico ufficiale). In tal caso l'avvocato deve essere assolutamente sicuro della veridicit dei dati indicati. Contenuto. Una serie di atti riservata esclusivamente alla parte sostanziale. L'avvocato ha il potere nel processo, ma non di disporre del diritto (ad es. transazione). Revoca. Il cliente pu in linea di massima sempre revocare la procura, pagando le spese, mentre l'avvocato pu farlo solo per giusta causa. Con l'avvento dei computer non si usa pi di stampare su foglio uso bollo, ma su foglio A4. Una volta gli atti erano incastrati tra loro, ora non pi. La cassazione ha sancita che la procura su foglio distinto sia nulla. Siamo all'eccesso del formalismo. stata fatta una legge apposta, che integra l'art. 83, per dire che se spilli la procura all'atto, valida. L'avvocato un formalista incredibile e appena vede uno sgarro, lo utilizza. Questa tendenza incoraggiata da tali norme. Pagamento dell'avvocato. In un mondo perfetto al diritto d'azione dovrebbe corrispondere una concreta possibilit per tutti di accedere alla giustizia, che dovrebbe comprendere la rappresentazione da parte di un avvocato. Anche in caso di torto. Il problema pagare un avvocato. Se calcoliamo la parcella dell'avvocato, la tutela dei diritti minore da quella enunciata costituzionalmente. C' quindi un sistema di ripartizione dei costi di lite. Essi sono proporzionalmente pi rilevanti nelle cause di minor valore che per quelle grosse. English rule: chi perde la causa tenuto a pagare tutte le spese della propria controparte, oltre che le proprie. I soldi sono quello che fa girare le liti e il mondo. Il processo civile una sovrastruttura del sistema economico, dove i soldi non sono una variabile ma il nucleo. I soldi comprano la libert. Il processo civile italiano non economicamente efficiente. FATTO. Parte che descrive ci che materialmente accaduto. Nel caso, processo penale che si svolto nei confronti di Pietro Longo e altri. La quantificazione del danno rimessa alla parte civile. Parte specifica dedicata al quantum, con un calcolo dei danni ampio. Sono indicati tutti gli elementi necessari: soggetti, causa petendi, petitum. Parte processuale dell'atto. CITA (chiamata in giudizio del convenuto) a comparire davanti al tribunale. Sul singoli elementi torneremo a breve. In conclusione, il riassunto delle domande proposte e richiesta di essere tenuti indenni dalle spese

processuali. Capitolo delle prove. Si allegano tutti i documenti che certificano la veridicit dei fatti prodotti. Procedimento. un atto scritto dall'avvocato nel suo studio. Studiare i documenti in maniera integrale l'inizio di ogni buona difesa. Dopo averlo scritto, cosa deve fare? L'atto di citazione deve essere in primo luogo notificato alla controparte. La data del giudizio decisa dall'attore, anche se una decisione vincolata. L'attore ha tutto il tempo di prepararsi, ma il convenuto deve essere tutelato legislativamente bisogna rispettare dei termini minimi. [163 bis c.p.c.] Termini dilatori minimi dalla notifica dell'atto all'udienza di prima comparizione, di novanta giorni in Italia e centocinquanta all'estero. Per sicurezza i tempi sono tenuti larghi. Dopo aver scritto e controllato l'atto, il praticante va dall'ufficiale giudiziario. un ausiliare del giudice, ed un pubblico dipendente che entra nell'amministrazione della giustizia con un concorso pubblico. Carriera prevalentemente determinata dall'anzianit di carriera. Cosa fa? [art. 59 c.p.c.] Assiste il giudice in udienza. Esegue i suoi ordini. Svolge le notificazioni nel processo di cognizione, consegna dell'atto alla parte destinataria. Tra questi l'atto di citazione il pi importante. Deve essere svolta con particolari formalit e da un soggetto imparziale. Svolge l'esecuzione forzata nel processo di esecuzione. Nei paesi francofoni un libero professionista. Problema di corruzione, ricorrente soprattutto nei casi di esecuzione. Nella disciplina della notifica, c' un problema di bilanciamento degli interessi: il diritto dell'autore di agire, e il diritto di difesa del convenuto [artt. 137 ss. c.p.c.]. In calce alla copia dell'atto, ci sar una relazione di notifica dell'ufficiale giudiziario. Egli certifica di aver consegnato personalmente l'atto al destinatario. Registrer l'atto e il praticante ritirer l'atto con la relazione. Avremo un processo notificato. Il momento in cui l'ufficiale giudiziario consegna l'atto al destinatario un momento fondamentale per il diritto processuale, perch il processo da allora pendente, esiste. ancora un processo senza giudice. Cosa comporta la pendenza del processo? Effetti processuali. LITISPENDENZA. C' il divieto di instaurare un'altra causa con il medesimo oggetto. Ci sar una sentenza che avr valore di cosa giudicata riguardo ai fatti su cui stata fatta la domanda.Se ci fosse un secondo processo, bisognerebbe chiuderlo e far continuare solo il primo. Effetti sostanziali. Cerniera tra il mondo del diritto processuale e sostanziale. 1. PRESCRIZIONE. Ad es. diritto al risarcimento da sinistro automobilistico, si prescrive in due anni. Dopo due mesi l'assicurazione non mi paga e notifico. Il processo dura due anni e la sentenza arriva dopo due anni e due mesi.. La prescrizione passata? No. Il processo sospende il termine di prescrizione, cosicch pendente il processo, non ci potr essere prescrizione. Come si interrompe? Essa si interrompe con la messa in mora, che potrebbe essere benissimo la raccomandata con cui si chiede il risarcimento del danno. L'atto di citazione contiene l'esercizio del diritto ed anche pi di una normale messa in mora. Esso, da un lato, provoca interruzione, dall'altro sospensione per tutta la durata del processo. Quindi, dopo il processo, la prescrizione ricomincia a decorrere da zero. Anzi, dopo il processo, la prescrizione diventa decennale.

2. 3.

4. 5. 6.

Se il processo si estingue e cessa di esistere, la sospensione cessa. C' comunque interruzione, perch c' esercizio del diritto. DECADENZA. C' un effetto interruttivo anche per la decadenza. EFFETTI VERSO I TERZI (rileggere i temi della pubblicit immobiliare). Ad es. rapporto complicatissimo in cui Tizio (gioielliere) ha un terreno, Caio un'impresa edile e il terreno diventa edificabile. Tizio vuole costruire e fa un contratto misto (appalto/vendita del terreno/patto di rivendita di qualche appartamento). L'impresa ritiene di non dover adempiere alla promessa di vendita dell'appartamento per una serie di motivi. Il proprietario fa causa, facendo un'azione costitutiva di esecuzione forzata in forma specifica [2932] (chiede al giudice un contratto sostitutivo di quello che avrebbe dovuto concludersi). Pu capitare per che l'imprenditore decida nel contempo di vendere il bene ad un terzo, dato che attualmente proprietario. Per evitare ci bisogna trascrivere la domanda introduttiva del processo nei registri immobiliari (o tavolari qui da noi). Il conservatore o giudice tavolare prende atto e trascrive, in modo che, chiunque venga a chiedere informazioni su quel bene per acquistarlo, possa sapere che il suo dante causa potrebbe perdere la propriet. Tale sentenza sar opponibile ai terzi acquirenti. Il gioielliere non trascrive l'atto per errore dell'avvocato (responsabilit civile certa). La causa dura anni, l'imprenditore fallisce e il bene messo all'asta ed acquistato da un terzo. Egli acquista bene perch non c' alcuna trascrizione. Il gioielliere vince la causa ma non la pu opporre al terzo. La pendenza del processo opponibile ai terzi solo se viene trascritta. Il contratto ugualmente valido, ma pu essere inefficace relativamente a chi ha trascritto. La sentenza pronunciata contro il dante causa di bene mobile valida contro di me che ho acquistato? Dipende dalla buona fede, che pu portare anche all'acquisto della propriet per la regola possesso vale titolo. Se c' mala fede pu esserci incauto acquisto o anche ricettazione. La buona fede si presume. La prova della mala fede su beni mobili pu diventare diabolica. ANATOCISMO. Interessi sugli interessi. FRUTTI PERCETTI. Altri effetti.

Iscrizione del luogo e costituzione dell'attore. L'attore prende un fascicolo cartaceo, indica il nome delle parti e l'oggetto sintetico della causa. Allega tutti i documenti, compreso l'atto di citazione. All'interno, scrive la nota di iscrizione al luogo, istanza al cancelliere affinch iscriva nel tribunale la causa. Al fascicolo assegnato un numero progressivo del tipo n/anno. Annotazione nell'archivio (una volta cartaceo, adesso informatico). La causa diventa cosi pendente anche davanti al giudice. Il cancelliere prende a sua volta il fascicolo d'ufficio, lo compila e vi mette il fascicolo di parte. Quel fascicolo conterr tutto ci che sar prodotto durante il processo. I fascicoli vengono fisicamente portati al presidente del tribunale, il quale stabilisce la sezione specifica competente. Il messo del cancelliere porter il fascicolo al presidente della sezione, che a sua volta assegna il caso ad un particolare magistrato. Il messo del cancelliere porta il fascicolo al giudice. Tutte le parti del processo sono state identificate. E se il giudice assegnatario si trova in una situazione di parzialit? Soccorre l'istituto della ricusazione del giudice [51 c.p.c.]. In molte ipotesi ci obbligatorio. ***************************************************************************12/10 Manca ancora il convenuto, che dovr costituirsi in giudizio. Classica situazione di onere. Pu

rimanere contumace e non costituirsi in giudizio, allora il processo prosegue senza la partecipazione del convenuto. Si deve presentare entro 20 giorni prima della prima udienza fissata dall'autore, con un atto che si chiama costituzione in risposta [166, 167 c.p.c.]. [166] (Costituzione del convenuto) Il convenuto deve costituirsi a mezzo del procuratore, o personalmente nei casi consentiti dalla legge, almeno venti giorni prima delludienza di comparizione fissata nellatto di citazione, o almeno dieci giorni prima nel caso di abbreviazione di termini a norma del secondo comma dellarticolo 163-bis, ovvero almeno venti giorni prima delludienza fissata a norma dellarticolo 168-bis, quinto comma, depositando in cancelleria il proprio fascicolo contenente la comparsa di cui allarticolo 167 con la copia della citazione notificata, la procura e i documenti che offre in comunicazione. Articolo sostituito dallart. 10, L. 26 novembre 1990, n. 353 e successivamente cos modificato dallart. 1, D.L. 7 ottobre 1994, n. 571. [167] (Comparsa di risposta) Nella comparsa di risposta il convenuto deve proporre tutte le sue difese prendendo posizione sui fatti posti dallattore a fondamento della domanda, indicare i mezzi di prova di cui intende valersi e i documenti che offre in comunicazione, formulare le conclusioni. A pena di decadenza deve proporre le eventuali domande riconvenzionali e le eccezioni processuali e di merito che non siano rilevabili dufficio. Se omesso o risulta assolutamente incerto loggetto o il titolo della domanda riconvenzionale, il giudice, rilevata la nullit, fissa al convenuto un termine perentorio per integrarla. Restano ferme le decadenze maturate e salvi i diritti acquisiti anteriormente alla integrazione. Se intende chiamare un terzo in causa, deve farne dichiarazione nella stessa comparsa e provvedere ai sensi dellarticolo 269. Atto equivalente allatto di citazione dell'altra parte. Dovr poi prendere tutte le possibili difese che intende assumere in quel processo. Cosa pu fare il convenuto? Eccezioni di diritto, che hanno a che vedere con le norme processuali. Si differenziano dalle eccezioni di merito perch tentano di arrestare il processo, facendolo dichiarare ingiusto. Contestare i fatti. Introdurre nuovi fatti. Proporre azione riconvenzionale. Principio di preclusione. [Art. 111, c. 6 Cost.] Il processo non solo deve essere giusto, ma deve svolgersi in un tempo ragionevole. Il processo dovrebbe mettere il giudice nelle condizioni di prendere una decisione pi giusta possibile. Ognuna delle sue fasi collegata alle altre. Bisogna fare in modo che le allegazioni entrino nel processo nella fase iniziale. Introdotto nel '90 il principio di preclusione, che fa finire l'attivit di allegazione all'inizio del processo. Il processo pi organizzato e funzionale, ma meno giusto. C' sempre stato un grande dibattito, che vede tendenzialmente legislatore e giudici contro avvocati. Storia del principio di preclusione. Ci sono cause: Strutturalmente semplici, come quelle di lavoro. In esse il giudice sa gi di cosa si parla, una fattispecie standard, e si potranno avere minori spazi di difesa e tempi pi brevi. In tale processo tutte le preclusioni scattano immediatamente, prima dell'udienza. Complicate, come un contratto che si poggia su un altro contratto con una serie di pegni ecc. In tale caso solo capire di cosa si parla richiede un'attivit molto complessa, e deve avere dei tempi molto distesi, per permettere alle parti di spiegarsi bene. Questione: meglio il processo in cui le parti si scambiano atti difensivi oppure le parti in cui le parti hanno un rapporto verbale davanti al giudice? Il processo civile un progressivo accumularsi

di documenti ed atti difensivi, mentre la discussione davanti al giudice molto ridotta. Il diritto penale l'opposto. Nel processo civile la fase introduttiva scritta (come in tutti), ma la successiva non potrebbe essere orale? In tal modo il giudice potrebbe farsi un'idea forse migliore delle allegazioni delle parti e dei testimoni. Per essere efficace, deve essere concentrato in poche udienze tra loro vicine. Si tentato di farlo nel processo del lavoro. Un processo cos concepito auspicabile, ma proprio vero che un processo orale ha tale efficacia? Con la parola si veicolano poche informazioni. Il processo orale pi difficile da gestire per l'avvocato, perch serve una buona oratoria. Fondamentali i 20 giorni prima per sollevare eccezione di prescrizione e cos per tutte le eccezioni di merito in senso stretto e di diritto in senso stretto (ad es. giudice territorialmente incompetente). La prima udienza indicata dall'autore. Il giudice istruttore si trova il fascicolo e vede che il giorno indicato non tra quelli in cui fa udienze. [168 bis, c. 5] Se nel giorno fissato per la comparizione il giudice istruttore designato non tiene udienza, la comparizione delle parti dufficio rimandata alludienza immediatamente successiva tenuta dal giudice designato (1). Il giudice vede che l'atto scritto molto prolisso e si accorge di aver bisogno di pi tempo. [168 bis, c. 6] Il giudice istruttore pu differire, con decreto da emettere entro cinque giorni dalla presentazione del fascicolo, la data della prima udienza fino ad un massimo di quarantacinque giorni. In tal caso il cancelliere comunica alle parti costituite la nuova data della prima udienza (2). Nel caso in cui il differimento avvenga nella data successiva, le preclusioni avvengano come prima stabilito. Se invece il differimento avviene come nel c. 6, differito anche il termine. Vengono create incertezze. Incertezze si creano anche con i cambiamenti di giurisprudenza. La corte costituzionale ha detto che... (non si sente). Possibilit che l'attore non si costituisca nel termine dopo aver notificato l'atto di citazione. Il convenuto pu allora costituirsi e iscrivere lui la causa e fare in modo che il processo prosegua. La situazione strana: perch l'attore dovrebbe omettere di proseguire la sua opera, e il convenuto dovrebbe farlo per lui? Qual la logica? Abbiamo fatto una correlazione tra processo e giudicato: l'esercizio dell'azione un diritto ad ottenere un provvedimento di merito positivo o negativo. Se una sentenza di rigetto, una sentenza di mero accertamento negativo, e forma ugualmente un giudicato che non pu pi essere messo in discussione. Il convenuto pu allora avere interesse a sollecitare la pronuncia di una sentenza di merito di rigetto, chiedendo al giudice che accerti l'inesistenza del diritto dell'attore. Implicita domanda di mero accertamento che avrebbe potuto proporre anche autonomamente. Collegio e organo monocratico. Il codice di procedura civile prevedeva sempre una ripartizione delle funzioni tra giudice istruttore e collegio. Nel collegio c'erano almeno tre giudici. Sotto c'era il pretore, giudice monocratico, e sotto il conciliatore. La collegialit era un pregio, perch dava maggiori garanzie. Il difetto era il costo. nata l'idea che fino alla decisione la causa era trattata dal giudice istruttore, unico, che istruisce o prepara la causa, affinch possa essere risolta. Quando finisce questa sua attivit preparatoria, interviene il collegio: il giudice istruttore diventa relatore e tutti e tre insieme decidono della controversia. Apparentemente coniuga celerit e garanzie, ma in realt non del tutto efficiente. In caso di eccezioni di diritto, il giudice dovrebbe avere di fronte a se un bivio: pu scegliere se continuare l'azione o decidere che l'azione infondata. Per non ha poteri decisori e deve

collaborare con gli altri due giudici. La soluzione una limitazione della collegialit, introdotta con diverse riforme. [50 bis]Il tribunale giudica in composizione collegiale: 1) nelle cause nelle quali e` obbligatorio l'intervento del pubblico ministero, salvo che sia altrimenti disposto; 2) nelle cause di opposizione, impugnazione, revocazione e in quelle conseguenti a dichiarazioni tardive di crediti di cui al regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, [al decreto legge 30 gennaio 1979, n. 26, convertito con modificazioni dalla legge 3 aprile 1979, n. 95] (1) e alle altre leggi speciali disciplinanti la liquidazione coatta amministrativa; 3) nelle cause devolute alle sezioni specializzate; 4) nelle cause di omologazione del concordato fallimentare e del concordato preventivo; 5) nelle cause di impugnazione delle deliberazioni dell'assemblea e del consiglio di amministrazione, nonche` nelle cause di responsabilita` da chiunque promosse contro gli organi amministrativi e di controllo, i direttori generali, i dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari (2) e i liquidatori delle societ, delle mutue assicuratrici e societ cooperative, delle associazioni in partecipazione e dei consorzi; 6) nelle cause di impugnazione dei testamenti e di riduzione per lesione di legittima; 7) nelle cause di cui alla legge 13 aprile 1988, n. 117. 7-bis) nelle cause di cui all'articolo 140-bis del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206 (3) Il tribunale giudica altres in composizione collegiale nei procedimenti in camera di consiglio disciplinati dagli articoli 737 e seguenti, salvo che sia altrimenti disposto. Unici casi in cui il tribunale decide in formazione collegiale, casi eccezionali. Sono casi particolarmente delicati, che richiedono maggiori garanzie per le parti e maggiore protezione per il magistrato. Tutti i provvedimenti del giudice istruttore sono ordinanze. In generale, il giudice pu emanare: Decreto, tende ad essere il provvedimento pi semplice, normalmente utilizzato per elementi che non presuppongono un contraddittorio. Ad es. il decreto di differimento dell'udienza. Ordinanza, che un provvedimento preso nel contraddittorio delle parti, che serve a permettere al processo di avere la sua struttura e raggiungere la conclusione. Sono quelli che pu emanare il giudice istruttore, succintamente motivata [134 c.p.c.]. pu essere pronunciata in udienza o fuori. Non ha attitudine a pregiudicare direttamente l'esito del processo. Sentenza, tipico provvedimento decisorio. [177] Le ordinanze, comunque motivate, non possono mai pregiudicare la decisione della causa. Salvo quanto disposto dal seguente comma, le ordinanze possono essere sempre modificate o revocate dal giudice che le ha pronunciate. Non sono modificabili n revocabili dal giudice che le ha pronunciate: 1) le ordinanze pronunciate sull'accordo delle parti, in materia della quale queste possono disporre; esse sono tuttavia revocabili dal giudice istruttore o dal collegio, quando vi sia l'accordo di tutte le parti; 2) le ordinanze dichiarate espressamente non impugnabili dalla legge; 3) le ordinanze per le quali la legge predisponga uno speciale mezzo di reclamo; (1)

() (2) [178] Le parti, senza bisogno di mezzi di impugnazione, possono proporre al collegio, quando la causa rimessa a questo a norma dell'art. 189, tutte le questioni risolute dal giudice istruttore con ordinanza revocabile. L'ordinanza del giudice istruttore, che non operi in funzione di giudice unico, quando dichiara l'estinzione del processo impugnabile dalle parti con reclamo immediato al collegio. (1) Il reclamo deve essere proposto nel termine perentorio di dieci giorni decorrente dalla pronuncia della ordinanza se avvenuta in udienza, o altrimenti decorrente dalla comunicazione dell'ordinanza medesima. Il reclamo presentato con semplice dichiarazione nel verbale d'udienza, o con ricorso al giudice istruttore. Se il reclamo presentato in udienza, il giudice assegna nella stessa udienza, ove le parti lo richiedono, il termine per la comunicazione di una memoria, e quello successivo per la comunicazione di una replica. Se il reclamo proposto con ricorso, questo comunicato a mezzo della cancelleria alle altre parti, insieme con decreto, in calce, del giudice istruttore, che assegna un termine per la comunicazione dell'eventuale memoria di risposta. Scaduti tali termini, il collegio provvede entro i quindici giorni successivi. (2) () (3) Arriviamo di fronte al giudice istruttore. Il cancelliere il segretario del giudice, che gestisce tutta la burocrazia. Diciannove giorni prima dalla comparizione l'attore va dal cancelliere e chiede copia della comparsa del convenuto e dei documenti da lui prodotti. Il giudice sa gi tutto, perch ha avuto venti giorni per prepararsi. L'udienza totalmente deformalizzata, si tiene nella stanza del giudice istruttore stesso. La toga si usa praticamente solo nelle udienze per pubblica discussione (penale e cassazione). Tale deformalizzazione funzionale all'idea che si vuole dare nella fase di cognizione. Un colloquio tra il giudice e le parti in cui si discute pacatamente della modalit migliore in cui condurre il processo. uno snodo molto importante, perch serve a fare dei controlli sul processo. Si verifica che il processo sia idoneo a raggiungere il suo fine. [183] All'udienza fissata per la prima comparizione delle parti e la trattazione il giudice istruttore verifica d'ufficio la regolarit del contraddittorio e, quando occorre, pronuncia i provvedimenti previsti dall'articolo 102, secondo comma, dall'articolo 164, secondo, terzo e quinto comma, dall'articolo 167, secondo e terzo comma, dall'articolo 182 e dall'articolo 291, primo comma. Quando pronunzia i provvedimenti di cui al primo comma, il giudice fissa una nuova udienza di trattazione. Il giudice istruttore fissa altres una nuova udienza se deve procedere a norma dell'art. 185. Nell'udienza di trattazione ovvero in quella eventualmente fissata ai sensi del terzo comma, il giudice richiede alle parti, sulla base dei fatti allegati, i chiarimenti necessari e indica le questioni rilevabili d'ufficio delle quali ritiene opportuna la trattazione. Nella stessa udienza l'attore pu proporre le domande e le eccezioni che sono conseguenza della domanda riconvenzionale o delle eccezioni proposte dal convenuto. Pu altres chiedere di essere autorizzato a chiamare un terzo ai sensi degli articoli 106 e 269, terzo comma, se l'esigenza ' sorta dalle difese del convenuto. Le parti possono precisare e modificare le domande, le eccezioni e le conclusioni gi formulate. Se richiesto, il giudice concede alle parti i seguenti termini perentori: 1) un termine di ulteriori trenta giorni per il deposito di memorie limitate alle sole precisazioni o modificazioni delle domande, delle eccezioni e delle conclusioni gi proposte;

2) un termine di ulteriori trenta giorni per replicare alle domande ed eccezioni nuove, o modificate dall'altra parte, per proporre le eccezioni che sono conseguenza delle domande e delle eccezioni medesime e per l'indicazione dei mezzi di prova e produzioni documentali; 3) un termine di ulteriori venti giorni per le sole indicazioni di prova contraria. Salva l'applicazione dell'articolo 187, il giudice provvede sulle richieste istruttorie fissando l'udienza di cui all'articolo 184 per l'assunzione dei mezzi di prova ritenuti ammissibili e rilevanti. Se provvede mediante ordinanza emanata fuori udienza, questa deve essere pronunciata entro trenta giorni. Nel caso in cui vengano disposti d'ufficio mezzi di prova con l'ordinanza di cui al settimo comma, ciascuna parte pu dedurre, entro un termine perentorio assegnato dal giudice con la medesima ordinanza, i mezzi di prova che si rendono necessari in relazione ai primi nonch depositare memoria di replica nell'ulteriore termine perentorio parimenti assegnato dal giudice, che si riserva di provvedere ai sensi del settimo comma. Con l'ordinanza che ammette le prove il giudice pu in ogni caso disporre, qualora lo ritenga utile, il libero interrogatorio delle parti; all'interrogatorio disposto dal giudice istruttore si applicano le disposizioni di cui al terzo comma. L'ordinanza di cui al settimo comma comunicata a cura del cancelliere entro i tre giorni successivi al deposito, anche a mezzo telefax, nella sola ipotesi in cui il numero sia stato indicato negli atti difensivi, nonch a mezzo di posta elettronica, nel rispetto della normativa, anche regolamentare, concernente la sottoscrizione e la trasmissione dei documenti informatici e teletrasmessi. A tal fine il difensore indica nel primo scritto difensivo utile il numero di fax o l'indirizzo di posta elettronica presso cui dichiara di voler ricevere gli atti. LITISCONSORZIO NECESSARIO. Richiamato dall'art. 183. [102] Se la decisione non puo' pronunciarsi che in confronto di piu' parti, queste debbono agire o essere convenute nello stesso processo. Se questo e' promosso da alcune o contro alcune soltanto di esse, il giudice ordina l'integrazione del contraddittorio in un termine perentorio da lui stabilito. Ipotesi in cui il processo non solo pu avere una composizione plurisoggettiva, ma deve averla, perch altrimenti non pu funzionare. Il processo pu poi scindersi in una serie di processi separati, se il cumulo delle azioni potrebbe rendere il processo eccessivamente complesso. Il 1 comma una norma in bianco. La determinazione delle fattispecie concrete in cui tale norma si applica molto difficile e ambigua. Casi pratici: richiesta della separazione della comunione ereditaria chiesta da una sorella, mentre le altre non vogliono. La sorella agisce in giudizio, non sapendo che il processo di divisione uno dei pi lenti di tutti e devi avere un sacco di soldi per iniziarlo. Un processo di questo genere deve svolgersi con la partecipazione di tutti gli eredi, perch la sentenza inciderebbe inevitabilmente nelle sfere giuridiche di tutti loro. Cambiamento delle tabelle millesimali nel condominio. Comprando l'appartamento si accetta anche la ripartizione dei millesimi e per modificarle serve il consenso di tutti, cosa impossibile. In giudizio bisogna convenire tutti. Il giudice controlla d'ufficio che ci sia litisconsorzio necessario, poi d l'opportunit di sanare la carenza. All'inizio del processo si pu sempre tendenzialmente sanare il difetto. Se ce ne si accorge tardi, bisogna tornare all'inizio della sentenza.

LITISCONSORZIO FACOLTATIVO. [103] Piu' parti possono agire o essere convenute nello stesso processo, quando tra le cause che si propongono esiste connessione per l'oggetto o per il titolo dal quale dipendono, oppure quando la decisione dipende, totalmente o parzialmente, dalla risoluzione di identiche questioni. Il giudice puo' disporre, nel corso della istruzione o nella decisione, la separazione delle cause, se vi e' istanza di tutte le parti, ovvero quando la continuazione della loro riunione ritarderebbe o renderebbe piu' gravoso il processo, e puo' rimettere al giudice inferiore le cause di sua competenza. Dieci cause con soggetti diversi, causa petendi diversi, petitum diversi, quindi secondo i criteri ordinari non possiamo fare insieme. Per siamo in presenza di ipotesi di unica decisione del giudice, quindi possibile la riunione della cause in un'unica controversia. Ad es. cause di pi lavoratori contro l'azienda per essere stati cassaintegrati. Il giudice pu stabilire la separazione della cause se vi istanza di tutte le parti o quando lo ritiene utile. Ma nel litisconsorzio necessario possibile separare? No, perch ognuna di essa sarebbe in difetto di intervento delle altre parti. Tutto ci che accade davanti al giudice istruttore deve essere oggetto di verbalizzazione, ed in caso contrario come se non fosse mai accaduto. Il verbale tenuto teoricamente dal cancelliere, che dovrebbe essere sempre presente alle udienze, ma sono pochissimi i cancellieri. E quando non c', chi lo scrive? Gli avvocati, sotto dettatura del giudice (regola non scritta scritto dal praticante presente in udienza). Con il processo telematico, tenuto dal giudice sul suo computer. Alcuni giudici pretendono di decidere cosa scrivere. Com' redatto e cos'? un atto pubblico, formato da pubblico ufficiale (cancelliere), che fa stato fino a querela di falso. Non quasi possibile dimostrarne la falsit. Deve essere redatto con le stesse attente modalit di un atto notarile. ***************************************************************************13/10 Una causa pu diventare plurisoggettiva anche per: intervento dall'esterno di terzi, che decidono di intervenire nel processo volont delle parti, che ritengono necessario che entrino nel processo soggetti terzi istanza del giudice. [2909] Cosa giudicata. Significato positivo: Una sentenza passata in giudicato fa stato tra le parti e gli aventi causa. Le vincola come se fosse una norma di legge. Significato negativo: coloro che non sono parti non sono vincolati alla cosa giudicata di processo cui non hanno partecipato. Ma se sono terzo quindi me ne posso fregare della sentenza fra altri due soggetti? Ad es. magnate e subrette in giudizio per la propriet di un gioiello. C' un gioielliere che sostiene anche di avere propriet al gioiello. Pu non partecipare al processo? Il processo pu incidere sulla sua sfera giuridica? Pu essere per assoggettato agli effetti pratici della sentenza. Creditore di un'azienda interessato al processo in cui si decide il sopravvivere di un'azienda, perch potrebbe inficiare il suo credito.

Siamo in quattro in macchina e Lotario ci tampona con la Bentley. C' una causa tra uno dei quattro, per l'assicurazione ecc. Gli altri tre danneggiati sono legittimati di agire autonomamente per proporre un'azione connessa alla prima per causa petendi. Possono anche intervenire nel processo stesso, ma si forma uno schieramento tra le parti. un intervento litisconsortile (1). Delibera assembleare societaria impugnata. Parti saranno i soci impugnanti e la societ. Possono intervenire altri soci che non hanno impugnato: possono, ma il loro intervento diverso da quelli visti finora. Chiedono a loro volta l'annullamento della delibera, fanno valere la stessa azione gi esercitata dall'attore (intervento del colegittimato) (2). L'azione di sovrappone per causa petendi e petitum. Anche in caso di liti condominiali. [105] Ciascuno puo' intervenire in un processo tra altre persone per far valere, in confronto di tutte le parti o di alcune di esse, un diritto relativo all'oggetto o dipendente dal titolo dedotto nel processo medesimo. Puo' altresi' intervenire per sostenere le ragioni di alcuna delle parti, quando vi ha un proprio interesse. Il conduttore ha l'interesse affinch il contratto di locazione rimanga in piedi. Lite fra conduttore e proprietario dell'immobile, pu intervenire il subconduttore? A quale titolo interverrebbe? Non ha un'azione nei confronti del proprietario dell'immobile, che non lo conosce neanche. Ha per scuramente un'interesse nella causa. Pu fare un'intervento adesivo-dipendente (3): aderisce alla tesi difensiva del suo dante causa, perch vuole mantenere il diritto. Opposizione di terzo (principale o revocatoria). [404 c.p.c.] Un terzo puo' fare opposizione contro la sentenza passata in giudicato o comunque esecutiva pronunciata tra altre persone quando pregiudica i suoi diritti. (1) (2) (3) ( 4) Gli aventi causa e i creditori di una delle parti possono fare opposizione alla sentenza, quando e' l'effetto di dolo o collusione a loro danno. Il c. 2 lo stesso intervento adesivo-dipendente che abbiamo appena visto. Ad es. abbiamo un conto aperto presso la panetteria, che saldiamo a fine mese. Il panettiere nostro creditore, ma pu intervenire in qualsiasi lite che abbiamo con un terzo? difficile tracciare un confine sicuro. Si possono fare anche un parallelismo con il 404, c. 1. Il parallelismo non perfetto perch non si tratta di dipendenza in senso stretto. Il codice una base testuale, ma la costruzione del sistema molto pi complessa. Leggere le note del Mandrioli. [106] Ciascuna parte puo' chiamare nel processo un terzo al quale ritiene comune la causa o dal quale pretende essere garantita. Norma di applicazione molto ampia e frequente, come per quanto riguarda la garanzia del terzo di chiamare il suo dante causa in causa petitoria, o un terzo con cui si ha in comune la causa. Ad es. curatore del fallimento agisce in giudizio ed esercito azione di responsabilit nei confronti di

uno degli amministratori di una societ fallita, chiedendo il risarcimento del danno. L'amministratore chiama solitamente gli altri amministratori e i sindaci, per dividere con loro la responsabilit. Piccola impresa appaltatrice sta costruendo un immobile e sta erigendo un solaio. Il solaio cade, ferisce gli operai e rallenta l'esecuzione dell'opera (processo penale..). Causa del dipendente leso nei confronti dell'imprenditore, responsabile per il sinistro. Quest'ultimo chiama in giudizio il responsabile di sicurezza, il progettista ecc. Esigenze di ripartizione interna di responsabilit. Quando queste chiamate possono essere effettuate? [...] (Intervento per ordine del giudice) [107] Il giudice, quando ritiene opportuno che il processo si svolga in confronto di un terzo al quale la causa e' comune, ne ordina l'intervento. Molto generica e rimessa alla discrezionalit del giudice, che la eserciter quando riterr opportuna la partecipazione del terzo. Serie di ipotesi in cui il processo nasce semplice e poi aumenta la sua composizione soggettiva a seguito di intervento o chiamata di parti o di giudice. Ci sono anche fenomini di estromissione, in cui una parte esce dal processo, che sono molto meno rilevanti. Art. 108. (Estromissione del garantito). Se il garante comparisce e accetta di assumere la causa in luogo del garantito, questi puo' chiedere, qualora le altre parti non si oppongano, la propria estromissione. Questa e' disposta dal giudice con ordinanza; ma la sentenza di merito pronunciata nel giudizio spiega i suoi effetti anche contro l'estromesso. Ipotesi abbastanza irrealistica. Di fatto la sentenza fa stato anche nei confronti dell'estromesso, e ci vuole l'accordo di tutte le parti, obiettivo molto difficile da raggiungere in un processo. Art. 109. (Estromissione dell'obbligato). Se si contende a quale di piu' parti spetta una prestazione e l'obbligato si dichiara pronto a eseguirla a favore di chi ne ha diritto, il giudice puo' ordinare il deposito della cosa o della somma dovuta e, dopo il deposito, puo' estromettere l'obbligato dal processo. Sono debitore di 100, c' lite tra Tizio e Caio su chi sia il vero creditore, posso chiedere l'estromissione, perch a me non cambia nulla. Regime processuale degli interventi. Il processo deve, gi nelle sue prime battute, essere abbastanza istruito, e introdurre una nuova domanda in fase avanzata (o un'eccezione o altro), ci sarebbe un ritorno indietro. Tutto ci deve tendenzialmente avvenire nelle prime battute del processo, sia la chiamata in causa di terzo, sia l'intervento di terzo. Termine preclusivo molto anticipato, che coincide con il termine dato al convenuto per la costituzione in giudizio (20 giorni prima della prima udienza). Eccezione immediata: un terzo che agisce in giudizio solo per la tutela dei propri interessi, con intervento adesivo-dipendente. Egli pu intervenire anche dopo il termine. Se si coniuga tale fatto con il principio di preclusione, ne conseguir che l'interventore che vuole proporre una domanda, dovr farlo subito, se non vuole proporla, anche dopo. Il convenuto che deve chiamare in causa un terzo deve dichiararlo nella comparsa di costituzione in risposta [167]. ci deve essere notifica al terzo, e anch'esso deve avere un termine per costituirsi. Viene fatta un'udienza solo per autorizzare il convenuto sistema dell'art. 269. [269] Alla chiamata di un terzo nel processo a norma dell'articolo 106, la parte provvede

mediante citazione a comparire nell'udienza fissata dal giudice istruttore ai sensi del presente articolo, osservati i termini dell'articolo 163-bis. Il convenuto che intenda chiamare un terzo in causa deve, a pena di decadenza, farne dichiarazione nella comparsa di risposta e contestualmente chiedere al giudice istruttore lo spostamento della prima udienza allo scopo di consentire la citazione del terzo nel rispetto dei termini dell'articolo 163-bis. Il giudice istruttore, entro cinque giorni dalla richiesta, provvede con decreto a fissare la data della nuova udienza. Il decreto comunicato dal cancelliere alle parti costituite. La citazione notificata al terzo a cura del convenuto. Ove, a seguito delle difese svolte dal convenuto nella comparsa di risposta, sia sorto l'interesse dell'attore a chiamare in causa un terzo, l'attore deve, a pena di decadenza, chiederne l'autorizzazione al giudice istruttore nella prima udienza. Il giudice istruttore, se concede l'autorizzazione, fissa una nuova udienza allo scopo di consentire la citazione del terzo nel rispetto dei termini dell'articolo 163-bis. La citazione notificata al terzo a cura dell'attore entro il termine perentorio stabilito dal giudice. La parte che chiama in causa il terzo deve depositare la citazione notificata entro il termine previsto dall'articolo 165, e il terzo deve costituirsi a norma dell'articolo 166. Nell'ipotesi prevista dal terzo comma restano ferme per le parti le preclusioni ricollegate alla prima udienza di trattazione, ma i termini eventuali di cui al sesto comma dell'articolo 183 sono fissati dal giudice istruttore nella udienza di comparizione del terzo. (2) La prima udienza sar cos quella in cui gi si potranno prendere i provvedimenti perch le parti sono tutte presenti. Prossimo mercoled non c' lezione perch c'.........

Principio di legalit e processo penale


Quando: 19/10/2011 alle 11.00. Dove: Aula Magna - Edificio A, III piano Mercoled 19 ottobre 2011 alle ore 11, presso lAula Magna, terzo piano delledificio centrale di Piazzale Europa 1, in occasione dellApertura dei corsi di Giurisprudenza per lAnno accademico 2011 2012, Gilberto Lozzi, professore emerito di Procedura penale presso lUniversitLa Sapienza di Roma, terr una conferenza dal titolo Principio di legalit e processo penale. Si rinnova quindi lappuntamento annuale con gli studenti in occasione dellavvio dei corsi della Facolt di Giurisprudenza dellUniversit degli studi di Trieste. Il tema scelto per la prolusione Il principio di legalit e il processo penale di stretta attualit poich investe i rapporti tra legge e giudice nel contesto del processo penale. La riforma del codice di procedura penale del 1988 aveva suscitato attese quasi messianiche sulla rifondazione, su basi democratiche, del nostro processo penale. Quelle aspettative sono state in larga parte deluse e il modello di giustizia penale disegnato dai riformatori si perduto. I principi fondamentali sono stati disattesi e soprattutto il principio di legalit appare in grave sofferenza: uno dei fattori della crisi rappresentato dal patteggiamento e, pi in generale, dagli istituti della giustizia negoziata che operano come un potente incentivo a pratiche contra legem. Si tratta, per, di strumenti essenziali per garantire la ragionevole durata del processo. Di queste contraddizioni e delle prospettive della giustizia penale parler uno dei maestri della procedura penale italiana, il prof. Gilberto Lozzi, professore emerito di Procedura penale nellUniversit degli Studi La Sapienza di Roma. Per il professor Lozzi si tratta di un gradito ritorno nellAteneo triestino: ha infatti insegnato Procedura penale a Trieste dal 1968 al 1974. PRINCIPIO DI LEGALIT E PROCESSO PENALE Programma

Indirizzo di saluto del Rettore Francesco Peroni Paolo Giangaspero Preside della Facolt di Giurisprudenza Mitja Gialuz Docente di Procedura penale 11.15 Gilberto Lozzi Professore emerito di Procedura penale nellUniversitLa Sapienza di Roma Principio di legalit e processo penale 12.15 Dibattito Per informazioni: Centro Servizi della Facolt di Giurisprudenza tel. 040 558 3065 / 3066 e-mail: vreverdito@units.it gialuz@units.it [164, c. 3 e 5] Nullit dell'atto di citazione. La costituzione del convenuto sana i vizi della citazione e restano salvi gli effetti sostanziali e processuali di cui al secondo comma; tuttavia, se il convenuto deduce l'inosservanza dei termini a comparire o la mancanza dell'avvertimento previsto dal numero 7) dell'articolo 163, il giudice fissa una nuova udienza nel rispetto dei termini. La citazione altres nulla se omesso o risulta assolutamente incerto il requisito stabilito nel numero 3) dell'articolo 163 ovvero se manca l'esposizione dei fatti di cui al numero 4) dello stesso articolo. Il giudice, rilevata la nullit ai sensi del comma precedente, fissa all'attore un termine perentorio per rinnovare la citazione o, se il convenuto si costituito, per integrare la domanda. Restano ferme le decadenze maturate e salvi i diritti quesiti anteriormente alla rinnovazione o alla integrazione. Nel caso di integrazione della domanda, il giudice fissa l'udienza ai sensi del secondo ( 2) comma dell'art. 183 e si applica l'articolo 167. Se tali nullit non vengono sanate, tutto il processo rischia di girare a vuoto. Ci deve quindi essere un controllo di regolarit. Il principio generale che in linea di massima il legislatore fa in mode che le nullit siano tutte sanate. Quali sono i contenuti dell'atto di citazione? Essa svolge due funzioni: 1. inizio azione, art. 163 c. 3 e 4 (petitum e ragioni della domanda) 2. vocatio in ius, che ricomprende tutti gli altri elementi (parti, vocazione..) Pu accadere che l'atto di citazione sia inficiato per la mancanza di uno qualunque di questi elementi. Ci possono essere effetti molto diversificati. Ad es. legale distratto si dimentica di indicare davanti a quale tribunale convocata l'udienza. L'atto nullo perch manca di uno degli elementi essenziali, non per detto che non sia idoneo in concreto a raggiungere il suo scopo, perch chi lo riceve pu farsi parte redigente e integrare a senso ci che manca.

L'atto di citazione viene notificato, indicata la data, ma l'oggetto della domanda indicato da una sola somma pecuniaria, senza specificarne il titolo (oppure c' la causa petendi ma non c' il petitum). Qui diverso perch non si pu sanare tale vizio, n a senso, n con indagini. [164] (tale articolo una classica domanda d'esame). La citazione nulla se omesso o risulta assolutamente incerto alcuno dei requisiti stabiliti nei numeri 1) e 2) dell'articolo 163, se manca l'indicazione della data dell'udienza di comparizione, se stato assegnato un termine a comparire inferiore a quello stabilito dalla legge ovvero se manca l'avvertimento previsto dal numero 7) dell'articolo 163. Se il convenuto non si costituisce in giudizio, il giudice, rilevata la nullit della citazione ai sensi del primo comma, ne dispone d'ufficio la rinnovazione entro un termine perentorio. Questa sana i vizi e gli effetti sostanziali e processuali della domanda si producono sin dal momento della prima notificazione. Se la rinnovazione non viene eseguita, il giudice ordina la cancellazione della causa dal ruolo e il processo si estingue a norma dell'articolo 307, comma terzo. La costituzione del convenuto sana i vizi della citazione e restano salvi gli effetti sostanziali e processuali di cui al secondo comma; tuttavia, se il convenuto deduce l'inosservanza dei termini a comparire o la mancanza dell'avvertimento previsto dal numero 7) dell'articolo 163, il giudice fissa una nuova udienza nel rispetto dei termini. La citazione altres nulla se omesso o risulta assolutamente incerto il requisito stabilito nel numero 3) dell'articolo 163 ovvero se manca l'esposizione dei fatti di cui al numero 4) dello stesso articolo. Il giudice, rilevata la nullit ai sensi del comma precedente, fissa all'attore un termine perentorio per rinnovare la citazione o, se il convenuto si costituito, per integrare la domanda. Restano ferme le decadenze maturate e salvi i diritti quesiti anteriormente alla rinnovazione o alla integrazione. Nel caso di integrazione della domanda, il giudice fissa l'udienza ai sensi del secondo (2) comma dell'art. 183 e si applica l'articolo 167. [163] La domanda si propone mediante citazione a comparire a udienza fissa. Il presidente del tribunale stabilisce al principio dell'anno giudiziario, con decreto approvato dal primo presidente della corte di appello, i giorni della settimana e le ore delle udienze destinate esclusivamente alla prima comparizione delle parti. Latto di citazione deve contenere: 1) lindicazione del tribunale davanti al quale la domanda proposta; 2) il nome, il cognome, la residenza e il codice fiscale dell'attore, (1) il nome, il cognome, il codice fiscale, la residenza o il domicilio o la dimora del convenuto e delle persone che rispettivamente li rappresentano o li assistono. (2) Se attore o convenuto una persona giuridica, unassociazione non riconosciuta o un comitato la citazione deve contenere la denominazione o la ditta, con lindicazione dellorgano o ufficio che ne ha la rappresentanza in giudizio; 3) la determinazione della cosa oggetto della domanda; 4) lesposizione dei fatti e degli elementi di diritto costituenti le ragioni della domanda, con le relative conclusioni; 5) lindicazione specifica dei mezzi di prova dei quali lattore intende valersi e in particolare dei documenti che offre in comunicazione; 6) il nome e il cognome del procuratore e lindicazione della procura, qualora questa sia stata gi rilasciata; 7) lindicazione del giorno delludienza di comparizione; linvito al convenuto a costituirsi nel termine di venti giorni prima delludienza indicata ai sensi e nelle forme stabilite dallart. 166, ovvero di dieci giorni prima in caso di abbreviazione dei termini, e a comparire, nelludienza indicata, dinanzi al giudice designato ai sensi dellart. 168-bis, con

lavvertimento che la costituzione oltre i suddetti termini implica le decadenze di cui agli artt. 38 e 167. (3) L'atto di citazione, sottoscritto a norma dell'art. 125, consegnato dalla parte o dal procuratore all'ufficiale giudiziario, il quale lo notifica a norma degli artt. 137 ss. In caso di vizio dei punti 1), 2) art. 163, la sanatoria nel caso in cui ci sia costituzione del convenuto, sar una sanatoria totale. Sar come se il processo si fosse presentato da subito corretto. L'atto pur nullo in grado di svolgere degli effetti, come la prescrizione, che vale comunque dal primo momento. Proporre appello entro il termine perentorio di 30 giorni dalla notifica della sentenza. Se la notifica della citazione in appello fatta nel 29 giorno, ma sbagliata per carenza di vocatio ius, la decadenza non si interrompe. L'attivit di costituzione del convenuto collaborativa, tuttavia se manca il tempo al convenuto per prepararsi per il processo (come previsto da termini legali) il giudice pu fissare una nuova data. Nella prassi la cosa pi frequente la mancanza di data, perch la si mette per ultima. Oppure l'atto parte in ritardo e la data sbagliata. Oppure manca l'invito a presentarsi entro 20 giorni. Di fronte ad un atto cos al convenuto conviene costituirsi, perch c' il rischio che il processo vada avanti. Tale nullit spesso abbastanza virtuale e non sempre rispettata. In appello diranno che un vizio che non comporta nullit radicale e sar sanato. Tale circostanza non si presta comunque a tatticismi processuali, che spesso non vanno a buon fine. Alla lunga le paghi. Altra cosa sfruttare ogni volta che sia possibile i vizi degli atti processuali. Molto pi grave il vizio relativo a causa petendi e petitum. Termine perentorio (60 giorni) per rinnovare la citazione, ma restano ferme le decadenze maturate. La sanatoria avr effetti ex nunc e non ex tunc, perch la prima citazione non conteneva neanche l'oggetto minimo. Pu avere l'effetto sostanziale della messa in mora (interruzione prescrizione e decadenza)? No. Non ci pu essere sanatoria per atto del convenuto, ma solo per atto integrativo dell'attore. una domanda che piace al professore, perch si vede chi ha studiato e chi ha capito. Se non rispettiamo il termine perentorio il nostro processo diventa inefficace. Se la citazione nulla bisogna chiedere se nulla per: vizio della vocatio ius sono salvo, perch la controparte di costituisce sanatoria non lo fa termine del giudice e sanatoria vizio della iniziazione devo riuscire a integrarla entro 60 giorni e non sar mai ex tunc. E se si costituisce il convenuto? Lo far per segnalare il vizio dell'attore, ma saner la parte della vocatio ius, se viziata. Il giudice fisser un'altra data, entro cui l'attore scriver una memoria. Non serve citare la controparte. La differenza non irrilevante, anche perch cambia tra ex tunc e ex nunc. Parallelismo con la comparsa di risposta, dove vengono fatte domande riconvenzionali. [167] Nella comparsa di risposta il convenuto deve proporre tutte le sue difese prendendo posizione sui fatti posti dall'attore a fondamento della domanda, indicare le proprie generalit e il codice fiscale, i mezzi di prova di cui intende valersi e i documenti che offre in comunicazione, formulare le conclusioni. (2) A pena di decadenza deve proporre le eventuali domande riconvenzionali e le eccezioni processuali e di merito che non siano rilevabili d'ufficio. (3) Se omesso o risulta assolutamente incerto l'oggetto o il titolo della domanda riconvenzionale, il giudice, rilevata

la nullit, fissa al convenuto un termine perentorio per integrarla. Restano ferme le decadenze maturate e salvi i diritti acquisiti anteriormente alla integrazione. Se intende chiamare un terzo in causa, deve farne dichiarazione nella stessa comparsa e provvedere ai sensi dell'articolo 269.

NULLIT IN GENERALE. [156] (Rilevanza della nullita') Non puo' essere pronunciata la nullita' per inosservanza di forme di alcun atto del processo, se la nullita' non e' comminata dalla legge. Puo' tuttavia essere pronunciata quando l'atto manca dei requisiti formali indispensabili per il raggiungimento dello scopo. La nullita' non puo' mai essere pronunciata, se l'atto ha raggiunto lo scopo a cui e' destinato. Il c. 2 dice che nullo se inidoneo al raggiungimento dello scopo, il c. 3 dice che non pi nullo se raggiunge lo scopo. Ad es. atto di citazione in cui c' sanatoria per costituzione del convenuto. L'atto in astratto era inidoneo, ma in concreto l'ha raggiunto. Principio del raggiungimento dello scopo. Cerca di evitare che il formalismo prenda eccessivamente piede fino a ripiegarsi su s stesso. Sono importanti le forme, ma non sono il fine, ma lo scopo per il raggiungimento di uno scopo. [121] Libert di forme. Gli atti del processo, per i quali la legge non richiede forme determinate, possono essere compiuti nella forma piu' idonea al raggiungimento del loro scopo. In realt per tutti gli atti del processo hanno degli oneri di forma, ma un'importante principio. [157] (Rilevabilita' e sanatoria della nullita') Non puo' pronunciarsi la nullita' senza istanza di parte, se la legge non dispone che sia pronunciata d'ufficio. Soltanto la parte nel cui interesse e' stabilito un requisito puo' opporre la nullita' dell'atto per la mancanza del requisito stesso, ma deve farlo nella prima istanza o difesa successiva all'atto o alla notizia di esso. La nullita' non puo' essere opposta dalla parte che vi ha dato causa, ne' da quella che vi ha rinunciato anche tacitamente. La pronuncia d'ufficio l'eccezione. Per fare istanza serve l'interesse, e deve essere fatta nella prima istanza o difesa successiva all'atto. Art. 159. (Estensione della nullita'). La nullita' di un atto non importa quella degli atti precedenti, ne' di quelli successivi che ne sono indipendenti. La nullita' di una parte dell'atto non colpisce le altre parti che ne sono indipendenti. Se il vizio impedisce un determinato effetto, l'atto puo' tuttavia produrre gli altri effetti ai quali e' idoneo. Norma che tende ad isolare gli effetti della nullit di un atto o di una parte di esso. Art. 158. (Nullita' derivante dalla costituzione del giudice). La nullita' derivante da vizi relativi alla costituzione del giudice o all'intervento del pubblico ministero e' insanabile e deve essere rilevata d'ufficio, salva la disposizione dell'art. 161. Quando c' un vizio di costituzione del giudice?

Quando c' giudice monocratico invece che collegiale una mera irregolarit. Giudice appena nominato ma non ancora incardinato nell'ufficio non lo . Giudice di pace scaduto non lo . Ma quando c' allora? Sono casi rarissimi, talmente rari che quasi non esistono. Oltre c' anche l'inesistenza del giudice. Art. 161. (Nullita' della sentenza). La nullita' delle sentenze soggette ad appello o a ricorso per cassazione puo' essere fatta valere soltanto nei limiti e secondo le regole proprie di questi mezzi di impugnazione. Questa disposizione non si applica quando la sentenza manca della sottoscrizione del giudice. Il giudice d'appello prende la sentenza e, se vede che c' un vizio, la rivede comunque in appello. Non ci sono conseguenze diverse rispetto a quelle che si avrebbero se la sentenza fosse perfettamente valida. Rimane quasi sempre priva di effetto. Ci sono effetti quando c' inesistenza: parvenza di atto giuridico, ma non sostanza (ad es. non giudice, sentenza non scritta o non sottoscritta). ***************************************************************************18/10 SUCCESSIONE NEL PROCESSO. La successione nel processo molto semplice. Ad es. nostro padre ha una causa con Sempronio, decede e noi, che ereditiamo il suo intero patrimonio, ereditiamo anche la posizione giuridica di parte nella lite. [Art. 110 c.p.c.] Quando la parte vien meno per morte o per altra causa, il processo e' proseguito dal successore universale o in suo confronto. Norma che potrebbe anche non esistere, perch le conseguenze sarebbero le stesse. Problema di tecnica processuale: bisogna fare in modo che il successore sia messo in condizione di proseguire la causa senza subire un pregiudizio nel suo diritto di difesa. Per evitare tale pregiudizio c' l'istituto della interruzione del processo. SUCCESSIONE A TITOLO PARTICOLARE NEL DIRITTO CONTROVERSO (attenzione a non confondere!!). Supponiamo che stiamo litigando con Tizio sulla propriet di un bene immobile. Ad es. azione ex art. 2932 c.c., per ottenere un'esecuzione specifica dell'obbligo di concludere un contratto. Immobile venduto a un terzo, situazione in cui la parte perde la legittimazione in corso di causa, e si pu trovare nell'impossibilit pratica di riottenere il bene. C' quindi un divieto di alienazione della res litigiosa. Blocca la disponibilit del diritto, e quindi la ricchezza. Bisogna studiare un sistema diverso, come quello secondo cui il processo si adegui alla realt: ci sarebbero per problemi. Terza soluzione, che permette di salvare capra e cavolo. [Art. 111 c.p.c.] Se nel corso del processo si trasferisce il diritto controverso per atto tra vivi a titolo particolare, il processo prosegue tra le parti originarie. Se il trasferimento a titolo particolare avviene a causa di morte il processo e' proseguito dal successore universale o in suo confronto.

In ogni caso il successore a titolo particolare puo' intervenire o essere chiamato nel processo e, se le altre parti vi consentono, l'alienante o il successore universale puo' esserne estromesso. La sentenza pronunciata contro questi ultimi spiega sempre i suoi effetti anche contro il successore a titolo particolare ed e' impugnabile anche da lui, salve le norme sull'acquisto in buona fede dei mobili e sulla trascrizione. Il processo continua, ma la sentenza pronunciata far stato anche nei confronti del terzo avente causa. La norma recita salve le norme sull'acquisto in buona fede dei mobili. Per i beni immobili c' la trascrizione, e senza trascrizione del processo in corso la sentenza non opponibile al terzo. Il terzo, in quanto potenziale destinatario degli effetti della sentenza, pu prevenire conseguenze negative intervenendo in processo. Il dante causa potr allora, su accordo delle parti, essere estromesso. Ulteriore variante la successione a causa di morte, previsto dal c. 2 dell'art. 111 c.p.c. Ad es. Tizio muore, il suo patrimonio diviso in due cespiti: c' un successore universale, il figlio Caio c' una legataria, Sempronia. Il bene immobile dato in legato a Sempronia oggetto di una controversia con Pincopallino. Problema: chi subentra nella causa tra Tizio e Pinco? Subentrer il successore universale Caio, in quanto erede, e si creer una situazione come quella precedente, in cui la sentenza sar opponibile a Sempronia, che potr intervenire nel processo e decidere, con il consenso della controparte, di estromettere Caio. [Art. 81 c.p.c.] Fuori dei casi espressamente previsti dalla legge, nessuno puo' far valere nel processo in nome proprio un diritto altrui. Uno dei casi espressamente previsti in cui ci pu accadere, quello che abbiamo appena visto. Caso. C deve 100 a B, che deve 100 ad A. A pu chiamare in causa direttamente C, o chiamare insieme B e C. Torniamo al nostro processo, entrando nel vivo della trattazione. Finora ci siamo occupati di vizi di rito, mentre adesso ci occupiamo del merito. Il giudice deve, in colloquio con le parti, indicare le questioni rilevanti in cui utile attivare un contraddittorio. Pu chiedere alle parti i chiarimenti necessari. [Art. 183, c. 4 c.p.c.] Nell'udienza di trattazione ovvero in quella eventualmente fissata ai sensi del terzo comma, il giudice richiede alle parti, sulla base dei fatti allegati, i chiarimenti necessari e indica le questioni rilevabili d'ufficio delle quali ritiene opportuna la trattazione. Principio della domanda porta al principio secondo cui nel processo rientrano solo i fatti che sono stati allegati dalle parti, con un'unica rilevante eccezione (e qui ci spostiamo sul campo delle prove). [115, c. 2] Il giudice pu tuttavia, senza bisogno di prova, porre a fondamento della decisione le nozioni di fatto che rientrano nella comune esperienza.

In un definito numero di fatti, sono le parti a stabilire quali fatti debbano entrare nel processo, operando una selezione dei fatti che secondo loro sono rilevanti. Fatto notorio. Fatti di conoscenza comune di una certa comunit in un certo periodo storico. Di tali fatti il giudice pu tener conto anche se non sono allegati. logico allora che il giudice chieda i chiarimenti necessari sulla base dei fatti allegati, perch su questi che dovr fondare i suoi convincimenti. Corollario: il giudice non pu fare utilizzo della sua scienza privata. Caso di giudice che assiste all'omicidio dalla finestra della sua stanza, e si trova poi a dover giudicare su tale causa. Egli in tal caso privato cittadino. In realt il fatto notorio e la scienza privata sono due facce della stessa medaglia. Problema molto delicato. vietata perch non verificabile, ed complesso perch dire al giudice che ha assistito all'omicidio che non pu giudicare su tale causa, difficile. Anche il giudice per una persona e deve essere ascoltato e valutato come un testimone qualsiasi. Il problema del fatto notorio rinvigorito di ulteriori dubbi adesso che disponibile a tutti lo strumento della rete. Il giudice deve allora indicare alle parti i fatti da trattare, ma nel novero dei fatti da loro presentati. Funzione del dibattito: chiarirsi le idee sui fatti della causa tentare la conciliazione della controversia, con una transazione. Gran parte delle cause trova una conclusione conciliativa. Tentativo di conciliazione obbligatorio, introdotto a fasi cicliche. Adesso lo solo nel processo del lavoro. Dovendo conciliare il giudice deve cercare di trovare un punto di equilibrio, cosa difficile se non conosci ancora i fatti. Si tende quindi a proporre un tentativo di conciliazione obbligatoria in capo a soggetto diverso dal giudice (mediatore). Le cause si conciliano tendenzialmente dopo la fase istruttoria, quando si inizia a capire chi vincer e chi perder. All'inizio difficile. [Art. 185, ult. c.] Il giudice istruttore, in caso di richiesta congiunta delle parti, fissa la comparizione delle medesime al fine di interrogarle liberamente e di provocarne la conciliazione. Ilgiudice istruttore ha altresi' facolta' di fissare la predetta udienza di comparizione personale a norma dell'articolo 117. Quando e' disposta la comparizione personale, le parti hanno facolta' di farsi rappresentare da un procuratore generale o speciale il quale deve essere a conoscenza dei fatti della causa. La procura deve essere conferita con atto pubblico o scrittura privata autenticata e deve attribuire al procuratore il potere di conciliare o transigere la controversia. Se la procura e' conferita con scrittura privata, questa puo' essere autenticata anche dal difensore della parte. La mancata conoscenza, senza giustificato motivo, dei fatti della causa da parte del procuratore e' valutata ai sensi del secondo comma dell'articolo 116. (1) Il tentativo di conciliazione pu essere rinnovato in qualunque momento dell'istruzione. Quando le parti si sono conciliate, si forma processo verbale della convenzione conclusa. Il processo verbale costituisce titolo esecutivo. Processo verbale, che costituisce titolo esecutivo. La conciliazione giudiziale ha per lo svantaggio di pagare il 3% di imposte di registro, quindi la si fa privatamente. Il contraddittorio rappresentabile come una partita di tennis. Cos anche nel caso di risposte e

eccezioni a domande riconvenzionali. [Art. 183, c. 5 c.p.c.] Nella stessa udienza l'attore pu proporre le domande e le eccezioni che sono conseguenza della domanda riconvenzionale o delle eccezioni proposte dal convenuto. Pu altres chiedere di essere autorizzato a chiamare un terzo ai sensi degli articoli 106 e 269, terzo comma, se l'esigenza ' sorta dalle difese del convenuto. Le parti possono precisare e modificare le domande, le eccezioni e le conclusioni gi formulate. Possono fare degli aggiustamenti nelle domande, eccezioni e conclusioni gi formulate. Ad es correggere il petitum ecc. [Art. 183, c. 6 c.p.c.] Se richiesto, il giudice concede alle parti i seguenti termini perentori: 1) un termine di ulteriori trenta giorni per il deposito di memorie limitate alle sole precisazioni o modificazioni delle domande, delle eccezioni e delle conclusioni gi proposte; 2) un termine di ulteriori trenta giorni per replicare alle domande ed eccezioni nuove, o modificate dall'altra parte, per proporre le eccezioni che sono conseguenza delle domande e delle eccezioni medesime e per l'indicazione dei mezzi di prova e produzioni documentali; 3) un termine di ulteriori venti giorni per le sole indicazioni di prova contraria. La pi importante la 2), che d la possibilit di replicare alle domande ed eccezioni nuovi, con una memoria difensiva e proporre altre eccezioni. Se un avvocato perde la causa senza provare a proporre questa seconda memoria, potr essere accusato di non aver lavorato bene. Bisogna mettersi a tavolino e ricostruire la sentenza, che molto logica. Per ora ci siamo mossi solo nell'ambito delle allegazioni, cio la presentazione dei fatti costitutivi, modificativi, o estintivi del diritto costituente causa petendi. Prima di sapere quali sono le prove, necessario conoscere i fatti su cui si deve decidere. Tali fatti sono introdotti nei sessanta giorni dopo la prima udienza. La fase di prova non potr sovrapporsi a quella di allegazione. In tale fase attore e convenuto devono gi indicare i mezzi di prova, ma potranno indicarli anche in un momento successivo (prima e seconda memoria del 183). [Art. 183, c. 6, parte 2 c.p.c.] Salva l'applicazione dell'articolo 187, il giudice provvede sulle richieste istruttorie fissando l'udienza di cui all'articolo 184 per l'assunzione dei mezzi di prova ritenuti ammissibili e rilevanti. Se provvede mediante ordinanza emanata fuori udienza, questa deve essere pronunciata entro trenta giorni. Abbiamo esaurito la fase preliminare, che ha permesso alle parti di instaurare il contraddittorio, verificare la regolarit del processo, presentare i fatti e le domande e indicare i mezzi di prova (thema probandi). Nuovi fatti non possono pi entrare, a meno che siano sopravvenuti o altri casi eccezionali. Adesso c' la fase in cui si assumono i mezzi di prova, fase eventuale. Si pu evitare in due casi: fatti non controversi, per cui non ci siano mezzi di prova prove esclusivamente documentali, gi portate in causa dalle parti e per cui non necessario alcun lavoro autonomo del giudice. In tali casi si passa direttamente alla fase della decisione. Esempio. Causa di qualche anno fa, in cui si contende di diritti aeroportuali. Ogni aeromobile che atterra deve pagare i diritti aeroportuali previsti da un decreto ministeriale. Sorge una discussione tra vettore aereo e societ che gestisce un aeroporto, per voli in area Schengen. Tale transito richiede o meno il pagamento dei diritti aeroportuali di sicurezza? Il numero di voli e passeggeri

gi scritto su prove documentali e quindi si passa direttamente alla fase decisoria. Un banale sinistro stradale invece pu richiedere una prova per testimoni e quindi una fase testimoniale. Ad es. tecnico che controlla le tracce sull'asfalto. Sull'assunzione delle prove vigono regole in parte diverse da quelle della fase d'allegazione. La prima fase figlia del diritto sostanziale di libert dell'azione, con la signoria delle parti. In materia di prove invece non cos. Gli ordinamenti hanno una relativa libert d'azione: in astratto nulla vieta che l'iniziativa delle prove sia assicurata con un esercizio puramente ufficioso. Il processo potrebbe essere inquisitorio sotto il profilo probatorio. Nel nostro codice di procedura civile ci sono due processi retti da due regole diverse: Processo civile ordinario [Art. 315] il giudice deve porre a fondamento le prove proposte dalle parti o dal p.m. (struttura dispositiva). Processo del lavoro [Art. 421] il giudice pu disporre d'ufficio in qualsiasi momento l'ammissione di mezzi di prova. Come si ripartiscono gli oneri probatori? C' il principio dell'onere della prova, che incombe su chi vuole fondare una sua certa tesi: l'attore ha l'onere di provare i fatti costitutivi del diritto, il convenuto quelli estintivi. Norma che sotto il profilo logico potrebbe avere qualche riserva e che non ha nulla a che vedere con certezza e giustizia. Essa pu voler dire che se l'attore non riesce a provare i fatti costitutivi del suo diritto perde il processo. Se poi sia l'attore che il convenuto non riescono a provare nulla, vince il convenuto. Il non liquet la situazione in cui il giudice non pu giudicare. L'omessa pronuncia d certamente luogo ad una responsabilit civile e disciplinare. Perch c' tale principio? La risposta rimanda al senso del processo civile, al suo scopo. Ci sono due modi di vedere la cosa: 1. Il processo civile serve tendenzialmente ad accertare la verit dei fatti e ad attribuire a ciascuno ci di cui ha diritto. A tale scopo dovrebbero essere finalizzati tutti gli istituti. 2. Il processo civile ha soprattutto la funzione di definire la lite secondo modalit accettate dalla comunit di riferimento. Accento posto non sulla giustizia assoluta, quanto sull'idoneit della decisione a definire la lite stessa. In mezzo a questi due poli c' il diritto delle prove, che deve tener conto anche dei costi e dell'efficienza. Nel medioevo l'ordalia era un sistema razionale della soluzione delle controversia. come l'esame del dna. La prova legale non quella prevista dal codice, ma quella che vincola il giudice. Il giudice obbligato in tal caso a prendere una certa decisione, viene eliminata ogni sua discrezionalit, anche se convinto del contrario. uno strumento antignoseologico e mostra una diffidenza verso il giudice. Se il teste donna, la sua testimonianza fa prova piena solo se insieme a quella di un uomo. ***************************************************************************20/10 PROCEDIMENTI SPECIALI CONVALIDA DI SFRATTO. DI COGNIZIONE: PER INGIUNZIONE E PER

Sono speciali rispetto al procedimento ordinario, disciplinato nel libro II del c.p.c.. Tale procedimento la forma ordinaria di risoluzione delle controversie, ed fortemente formalizzato, per permettere che la sentenza sia giusta. Il giusto processo disciplinato da alcuni principi, si svolge nel contraddittorio in condizioni di parit davanti ad un giudice terzo ed imparziale. Altro

aspetto la ragionevole durata. Bisogna bilanciare tutte queste esigenze. La tutela giurisdizionale, per essere effettiva, deve essere conseguita in tempi brevi. Proprio a tale scopo il legislatore ha previsto modelli procedimentali speciali. Due categorie: 1. Procedimenti di cognizione a rito speciale. Considerati dal legislatore la forma ordinaria per trattare determinate controversie. Ad es. processo di diritto del lavoro, procedimento di cognizione (disciplinato in coda al titolo II) ma a rito speciale, cio con forme disciplinate da artt. 409 ss c.p.c. Rito diverso, pi celere, in cui si tende a garantire concentrazione ed immediatezza del giudizio. Come? Ad es. introducendo un sistema rigido di preclusioni per quanto riguarda gli atti introduttivi, per le prove.. (le cose che abbiamo gi visto nelle scorse lezioni). Ci pu essere solo cambiamento in rito. 2. Procedimenti speciali di cognizione. Solitamente processi sommari, semplificati rispetto a quelli ordinari. Si distinguono in due categorie: a) speciali elettivi, che la parte pu scegliere, sono alternativi, possono essere utilizzati questi oppure quello ordinario; b) speciali esclusivi, che la parte non pu scegliere, ma obbligata a fare (ad es. procedimento di separazione o di divorzio). Sono riti imposti dalla legge. In tal caso ci pu essere solo inammissibilit della causa. Atto di citazione. Atto che sta alla base del processo ordinario di citazione, con cui inizia il giudizio. Vado dall'avvocato e dico che ho gi chiesto alla controparte di soddisfare le mie ragioni e non ho avuto risposta entro un termine (messa in mora qualificata). Ora voglio procedere in giudizio. Nell'atto di citazione deve essere contenuto: il petitum mediato, quello che si chiede al convenuto il petitum immediato, quello che si chiede al giudice (sentenza di condanna) causa petendi, fondamento della mia pretesa vocatio in ius, chiamata in giudizio, al cui scopo si fissa la data della prima udienza, rispettando dei termini minimi di comparizione (90 giorni), con avvertimenti al convenuto: se vuole costituirsi deve farlo entro 20 giorni dalla prima udienza, senn non pu pi sollevare domanda riconvenzionale, convocare terzi o sollevare determinate eccezioni. Tale atto deve essere notificato alla controparte, cio portato dall'ufficiale giudiziario alla presenza del convenuto. Affinch l'attore si costituisca poi necessario che ci sia deposito in cancelleria del proprio fascicolo (cartelletta in cui nella prima pagina c' il numero della causa e l'oggetto del giudizio, requisiti indispensabili per dare alla causa un numero di ruolo, l'atto di citazione, la procura al difensore ed eventuali documenti che abbia gi intenzione di depositare in giudizio). Il difensore pu anche indicare determinati documenti [art. 163, n. 5 c.p.c.] indicazione dei mezzi di prova di cui l'attore intende avvalersi, compresi i documenti che offre in comunicazione. Nullit della citazione non c' se non sono indicati documenti o mezzi di prova ma solo: vizi della vocatio ius, come termine, avvertimenti al convenuto.. vizi sull'individuazione dell'oggetto e della causa petendi. Non c' un rigido sistema di preclusioni quindi. Le prove possono essere anche indicate successivamente, nelle memorie autorizzate dal giudice. Nel processo del lavoro (procedimento di cognizione a rito speciale) invece, gi negli atti introduttivi (c' ricorso e non citazione), devono essere indicate tutte le prove di cui la parte intende avvalersi. Anche il convenuto dovr gi indicare nella sua memoria tutte le prove di cui intende avvalersi. Il giudice pu cos gi decidere se ammetterle ed assumerle in un'unica udienza. I procedimenti di cui trattiamo oggi rientrano nella categoria dei processi di cognizione speciali elettivi.

PROCEDIMENTO PER INGIUNZIONE. Procedimento sommario che posso utilizzare solo se ho alcuni presupposti: credito risultante da prova scritta. Posso allora scegliere se usare questo o quello ordinario di cognizione. Spetta alla parte scegliere, non obbligatorio, ed ognuno dei due processi ha diversi vantaggi. Proncipio della disponibilit della tutela giurisdizionale. La tecnica utilizzata dal legislatore per ottenere il pi rapidamente possibile un provvedimento di tutela giurisdizionale la sommariet della cognizione. Essa, in questi procedimenti, resa possibile dal fatto che il diritto un diritto di credito certo (gi determinato nel suo ammontare) ed esigibile (gi scaduto), e perch siamo in presenza di una particolare attendibilit della prova, che scritta. La sommariet deve qui rispondere a due esigenze: garantire una maggiore celerit del giudizio; garantire i principi dell' equo processo, che sono il contraddittorio tra le parti e la parit tra di esse. La decisione deve garantire il diritto di essere sentiti e di far valere le proprie ragioni. Come avviene tale contemperamento? Utilizzando una tecnica processuale che distingue il procedimento in due fasi: 1. Fase senza contraddittorio, rapidissima, che si instaura su iniziativa del creditore, senza sentire la controparte, che si conclude con un provvedimento (il decreto ingiuntivo), che gi ingiunge, intima al debitore di adempiere. Se il processo terminasse con questa fase, non sarebbero rispettati i principi dell'equo processo, e il processo sarebbe costituzionalmente illegittimo. Tale decreto ingiuntivo emanato sulla sola base dell'esame del documento prodotto dal creditore procedente. La sommariet qui superficialit (vedremo che nella convalida di sfratto sar incompletezza). un accertamento con prevalente funzione esecutiva, nel senso che teso a conseguire nel tempo pi breve possibile un decreto esecutivo, che pu diventare facilmente sentenza di condanna. 2. Fase 2. Presupposti [art. 633 c.p.c.]: Credito consistente in: una somma di denaro liquida ed esigibile una determinata quantit di cose mobili fungibili. Rimangono esclusi i crediti aventi ad oggetto una prestazione di fare o di non fare. Credito fondato su una prova scritta. [Art. 634 c.p.c.] Nozione di prova scritta pi ampia di quella che pu essere usata normalmente, che comprende anche: Scritture private del debitore (ad es. riconoscimento del debito), anche se non verificate. Scritti provenienti da un terzo, come le scritture private di imprenditori, valide anche verso non imprenditori. Libri o registri della pubblica amministrazione, quando un pubblico funzionario ne attesta la regolare tenuta [art. 635 c.p.c.]. Parcella del professionista da lui sottoscritta e convalidata dall'ordine di appartenenza [art. 636 c.p.c.]. Competenza. Qual il giudice competente? [Art. 637 c.p.c.] Essa si compete in diversi tipi di competenza (materia, valore, territorio). Bisogna qui usare le regole normali della competenza, e proporre la domanda al giudice che sarebbe competente in base alle norme del giudizio ordinario di

competenza. L'unica particolarit che questo, essendo un giudizio sommario, deve essere seguito da un tribunale in composizione monocratica, mai collegiale. Se il credito che si fa valere il credito di un professionista avvocato o notaio, competente, oltre al giudice dell'ordine dove sono iscritto, anche il giudice della parcella presentata. Atto introduttivo. il ricorso. Indicher il giudice competente (illustrissimo giudice unico), le parti, l'elezione di domicilio nel comune dove ha sede il giudice competente. Initiationes, cio causa petendi e petitum. Indicazione del credito, esigibile e liquido, e della prova scritta, che si produce. Depositato in cancelleria, il cancelliere lo trasmette al giudice competente, che valuta la fondatezza o meno della domanda (ha i presupposti necessari?). Decreto di rigetto. Se il giudice rileva l'insufficienza dei documenti prodotti, potr rigettare il ricorso. Come? Con un decreto di rigetto, motivato. Tale decreto, per, non viene pronunciato subito, ma dopo un invito ad integrare la documentazione mancante, entro un termine. Esso un decreto che riguarda solo la proposizione della domanda con tali documenti, non la questione in generale. In tale momento, manca una cognizione completa della causa, e quindi il decreto non pu far stato tra le parti relativamente all'intera questione. Esso pu essere pronunciato subito se si fonda non sulla mancanza di documentazione, ma sul difetto su una delle condizioni dell'azione (interesse ad agire, legittimazione ad agire..). Oltre ad esse, ci sono i c.d. presupposti processuali: presupposti che devono esistere prima della causa, come la competenza del giudice, la legittimazione processuale della parte. Decreto ingiuntivo. Se tutto in ordine, il tribunale o giudice di pace, (letto il ricorso, ritenuta la propria competenza..) ingiunge al debitore rappresentato da ... con sede in ... di adempiere (consegnare la cosa mobile/pagare) alla persona ricorrente entro ... nonch le spese del procedimento, che si liquidano in euro . Avverte il debitore, che nel termine di 40 giorni, pu essere fatta opposizione nelle forme di legge davanti a questo tribunale, senza che ci sia esecuzione forzata (dopo tale termine tale provvedimento diventa titolo esecutivo). Data, firma, timbro. Ci sono per delle ipotesi in cui tale decreto esecutivo prima dei 40 giorni, disciplinate all'art. 642 c.p.c. [Art. 642 c.p.c.] Se il credito e' fondato su cambiale, assegno bancario, assegno circolare, certificato di liquidazione di borsa, o su atto ricevuto da notaio o da altro pubblico ufficiale autorizzato, il giudice, su istanza del ricorrente, ingiunge al debitore di pagare o consegnare senza dilazione, autorizzando in mancanza l'esecuzione provvisoria del decreto e fissando il termine ai soli effetti dell'opposizione. L'esecuzione provvisoria puo` essere concessa anche se vi e`pericolo di grave pregiudizio nel ritardo, ovvero se il ricorrente produce documentazione sottoscritta dal debitore, comprovante il diritto fatto valere; il giudice puo` imporre al ricorrente una cauzione. (1) In tali casi il giudice puo' anche autorizzare l'esecuzione senza l'osservanza del termine di cui all'art. 482. L'esecuzione provvisoria deve essere: chiesta dal ricorrente pu essere provato dal ricorrente che: ci sia pericolo di grave pregiudizio (ad es. il debitore rischia di fallire) documentazione sottoscritta dal debitore comprovante il diritto. Mancata notificazione del decreto [art. 644 c.p.c.]. Dopo il decorso del termine di sessanta giorni, dovr riproporre la domanda. Opposizione. [Art. 645 c.p.c.] L'opposizione si propone davanti all'ufficio giudiziario al quale appartiene il

giudice che ha emesso il decreto, con atto di citazione notificato al ricorrente nei luoghi di cui all'art. 638. Contemporaneamente l'ufficiale giudiziario deve notificare avviso dell'opposizione al cancelliere affinche' ne prenda nota sull'originale del decreto. In seguito all'opposizione il giudizio si svolge secondo le norme del procedimento ordinario davanti al giudice adito; ma i termini di comparizione sono ridotti a meta'. Il convenuto deve proporre opposizione entro 40 giorni, cio notificare l'atto. Se il debitore ha serie ragioni da fare valere, nel termine di quaranta giorni da quando gli stato notificato il decreto ingiuntivo, deve notificare l'opposizione. Dove? Nel ricorso per il decreto ingiuntivo, il ricorrente deve eleggere domicilio. L'opposizione sar notificata nel domicilio eletto. Sent. Cassazione s.u. 19246/2010 ha detto che il fatto che siano dimezzati i termini minimi a comparire, comporta l'automatico dimezzamento anche dei termini di costituzione delle parti in giudizio. Molto grave perch (entro 10 giorni dalla notificazione dell'atto di citazione, art. 165 c.p.c., e il convenuto entro 20 giorni prima della prima udienza di comparizione). Senn non pu fare alcune cose. Contumacia = mancata costituzione della parte i giudizio, che non l'assenza, perch una parte pu costituirsi ma essere assente. E che cos' la costituzione? la presentazione della parte davanti all'ufficiale giudiziario, con l'implicita accettazione di partecipare al processo. Andare in cancelleria con il proprio fascicolo e depositarlo. In tal caso il debitore, ora attore, deve costituirsi 5 giorni prima, e il creditore, ora convenuto, entro 10. La mancata costituzione determina l'improcedibilit del giudizio, ed il decreto diviene definitivo. Problema per le cause pendenti: se ci si sempre costituiti nei termini normali, adesso non tutti i decreti ingiuntivi diventano esecutivi, e ci si appellati all'affidamento sul diritto vivente. Per i nuovi casi invece si applicher tale nuova norma. Abbiamo parlato dell'opposizione tempestiva. Una volta proposta il giudizio si svolge secondo le norme sul procedimento ordinario di cognizione. Il debitore formalmente attore, ma sostanzialmente convenuto mentre il creditore l'inverso: ci ha conseguenze sull'onere della prova, c' qui un'inversione. Opposizione tardiva. L'opposizione pu essere anche tardiva, proposta cio dopo la scadenza del termine di sessanta giorni. Devono sussistere i presupposti di non tempestiva conoscenza, irregolarit della notifica, caso fortuito o forza maggiore [art. 650 c.p.c.]. Non pi ammessa dopo dieci giorni dall'inizio dell'esecuzione. Esecuzione provvisoria. Se l'opponente propone opposizione non fondata su prova scritta o di pronta esecuzione, il giudice pu concedere esecuzione provvisoria [art. 648 c.p.c.]. Su richiesta del creditore. Esiti dei procedimenti. Quand' che il decreto ingiuntivo diviene esecutivo? 1. Non viene proposta esecuzione nel termine di quaranta giorni. Si pu chiedere al giudice che dichiari il decreto esecutivo (sempre su richiesta di parte). 2. Opposizione rigettata perch dichiarata improcedibile, quando manca o ritarda la costituzione dell'opponente. 3. Nel corso dell'opposizione si estingue il giudizio. [Art. 653 c.p.c.] Se l'opposizione e' rigettata con sentenza passata in giudicato o provvisoriamente esecutiva, oppure e' dichiarata con ordinanza l'estinzione del processo, il decreto, che non ne sia gia' munito, acquista efficacia esecutiva. 4. Opposizione accolta solo in parte. [Art. 653 c. 2 c.p.c.] ..nei limiti della somma o della quantita' ridotta. Anche in questo caso il titolo esecutivo costituito esclusivamente dalla sentenza. 5. Accoglimento dell'opposizione. In questo caso c' sostituzione del decreto ingiuntivo. Il decreto acquista allora efficacia di cosa giudicata, ed impugnabile solo con i mezzi straordinari

di impugnazione. Quali sono? [Art. 656 c.p.c.] Il decreto d'ingiunzione, divenuto esecutivo a norma dell'art. 647, puo' impugnarsi per revocazione nei casi indicati nei numeri 1, 2, 5 e 6 dell'art. 395 e con opposizione di terzo nei casi previsti nell'art. 404 secondo comma. PROCEDIMENTO PER CONVALIDA DI SFRATTO. Il locatore di un bene immobile, di fronte all'inadempimento di un conduttore, pu utilizzare o il procedimento per convalida di sfratto (speciale e sommario) o quello ordinario di cognizione e chiedere una generica risoluzione per inadempimento. In tal caso posso usare: Il procedimento locatizio, che segue un po' le forme del diritto del lavoro. Il procedimento per convalida di sfratto Cerca di raggiungere lo stesso scopo del procedimento per ingiunzione (se non c' opposizione c' titolo molto velocemente). Il procedimento speciale anche qui perch sommario, non per superficialit, ma per: Incompletezza della cognizione: [art. 665 c.p.c.] Se il conduttore compare ma la sua opposizione non fondata su una prova scritta, il giudice pronuncia ordinanza di rilascio con riserva di eccezioni. Quando le esamina? Nel giudizio ordinario instaurato con l'opposizione, che per si svolge con il rito locatizio. Non una seconda fase del medesimo procedimento, ma un secondo procedimento. Acquiescenza: notificato l'atto di citazione, se il debitore non compare o compare ma non si oppone, c' acquiescenza. Il giudice allora convalida lo sfratto. Il procedimento locatizio un procedimento a contraddittorio differito, come per decreto ingiuntivo, o no? ***************************************************************************26/10 Mezzi di prova. Fonti. Le norme sono contenute in parte nel codice civile e in parte del codice di procedura: il motivo storico, nasce con il giusnaturalismo, quando vengono separate le norme di diritto naturale dalle norme di mera procedura, scritte dal legislatore. Le norme sulle prove sono state collocate idealmente nell'ambito del diritto civile, mentre nel codice di procedura sono rimaste le norme attuative. Ci sono delle classificazioni. PRIMA grande classificazione: Prove precostituite, che preesistono al processo e non necessitano di attivit del giudice per esservi inserite. Sono ad es. i documenti. Documento un concetto complesso da definire (approfondimento libro di Carnelutti). Essi sono oggetti che servono a rappresentare qualcun altro, ma non coincidono con le sole scritture.. tutto pu essere un documento (un quadro ad es.). Bisogna vedere cosa rappresenta (s stesso - come nel caso di quadro falso -, qualcosa di diverso - schizzo fatto in calce al modulo di constatazione amichevole, prova per tacche e contrassegni). Oggi si usano documenti informatici, con chiavi simmetriche per rendere tali documenti affidabili. Prove costituende, per cui serve un'attivit istruttoria del giudice. Ad es. le prove orali (testimonianza), e tutti i mezzi di prova che non sono documenti. SECONDA grande distinzione: Prova legale. Vincola il giudice. Sono:

atto pubblico scrittura privata autenticata scrittura privata riconosciuta o accertata giudizialmente giuramento confessione. Prova legale negativa, che non vincola il giudice a dare per provato un certo fatto ma a non darlo per provato, sono le presunzioni semplici, solo se gravi, precise e concordanti (ce ne deve essere pi d'una) [2629 c.c.]. In tale caso il giudice non libero di decidere, perch il fatto , secondo il legislatore, gi certo. Ad es. rogito notarile, che fa fede pubblica. Altre prove legali nascono dalla cristallizzazione dell'esperienza: processo tra Tizio e Caio, in cui Caio confessa di essere debitore. Sono poche le prove legali, sono un'eccezione e la regola il libero convincimento giudiziale (si ha fiducia nel giudice). Nei paesi di common law, la prova legale molto limitata. Esiste anche per un onere di motivazione della sentenza da parte del giudice [art. 111 Cost.]. Prova liberamente valutabile. Il giudice pu disporne secondo i suoi prudenti apprezzamenti. Avanza la prova per testimoni, il contraddittorio delle parti, le risultanze di accesso ed ispezione, documenti che non fanno prova legale.

TERZA grande distinzione: Prove disponibili d'ufficio. Prove disponibili solo su istanza delle parti. Principio dell'onere della prova. [Art. 2697 c.c.] Chi vuol far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento. Chi eccepisce l'inefficacia di tali fatti ovvero eccepisce che il diritto si modificato o estinto deve provare i fatti su cui l'eccezione si fonda. Prove documentali. Nel codice civile troviamo solo i mezzi di prova documentale tradizionali, non quelli pi moderni. C' un grave problema, che va sotto il nome di prove atipiche. Pu trovare ingresso nel processo o deve esserne esclusa? La soluzione inevitabile quella di ammetterle. Quelle che studiamo oggi sono solo alcune delle prove possibili. Atto pubblico. [Art. 2699 c.c.] L'atto pubblico il documento redatto, con le richieste formalit, da un notaio o da altro pubblico ufficiale autorizzato ad attribuirgli pubblica fede nel luogo dove l'atto formato. Alcune norme, se imparate a memorie, levano un sacco di guai. Tra quelle, questa, che contiene tutti gli elementi rilevanti dell'atto pubblico. Esse sono: formalit nella redazione pubblico ufficiale autorizzato pubblica fede nel luogo dove l'atto formato. Fa piena prova (prova legale) fino a querela di falso della provenienze del documento nonch delle dichiarazioni delle parti di cui il notaio certifica l'accadimento. Il giudice, di fronte ad un atto pubblico, non pu e non deve metterlo in discussione. Lo stato dice al

suo pi alto funzionario che pu fare a meno di accertare certi fatti. Una tale drastica limitazione poggia sulla particolare affidabilit del notaio o dell'altro pubblico ufficiale. E tutti gli atti che provengono dalle pubbliche amministrazioni (ad es. cartella medica, verbale di sinistro stradale di un poliziotto, verbale con cui il professore registra un voto..). Si pone il problema di verificare se in tal caso il pubblico ufficiale ha autorizzazione ad attribuire al documento pubblica fede. La attribuisce a notai, ma non a vigili e professori. E che efficacia probatoria hanno? Caso. Causa di sinistro stradale drammatico, con ragazza che rimane tetraplegica, dovuto ad un tamponamento in autostrada. Interviene sul luogo la polizia stradale, che redige un verbale complesso, da cui emerga che il tamponante procedeva ad una velocit eccessiva. Causa civile per il risarcimento del danno, in prima udienza bisogna stabilire le prove della causa petendi. Non ci pu essere un prova diretta, ma ci sono prove testimoniali e un verbale. Come mezzo di prova in astratto difficile da inquadrare: la polizia arriva dopo il sinistro e non un consulente tecnico. Non un pubblico ufficiale autorizzato di conferire agli atti pubblica fede. Scrittura privata. Efficacia. [Art. 2702 c.c.] La scrittura privata fa piena prova, fino a querela di falso, della provenienza delle dichiarazioni da chi l'ha sottoscritta, se colui contro il quale la scrittura prodotta ne riconosce la sottoscrizione, ovvero se questa legalmente considerata come riconosciuta. [Art. 214 c.p.c.] Colui contro il quale prodotta una scrittura privata, se intende disconoscerla, tenuto a negare formalmente la propria scrittura o la propria sottoscrizione. Gli eredi o aventi causa possono limitarsi a dichiarare di non conoscere la scrittura o la sottoscrizione del loro autore. Se non lo fa, la scrittura privata fa piena prova fino a querela di falso. Tale sistema uno strumento del tutto trasparente. Nel commercio di ogni giorno si producono decine di migliaia di scritture private, e ciascuna di essa, in astratto, non ha alcuna efficacia probatoria. La parte ha a sua disposizione la verificazione della scrittura privata, chiedere cio al giudice di aprire una parentesi istruttoria in cui accertare la falsit o meno della firma. ****************************************************************************8/11 Fasi del processo: 1. Fase introduttiva. 2. Esaurita la fase introduttiva c' la fase di trattazione, che serve a definire il thema decidendum. 3. Se vi necessit, vi poi la fase di captazione, che riguarda l'assunzione dei mezzi di prova. Vi sono diverse prove: 1. precostituite, costituite gi prima dell'inizio del processo 2. costituende, che si costituiscono durante il giudizio, nella fase probatoria vera e propria. 4. Esaurita la fase probatoria, avremo al fase decisoria. Le cause possono essere decise da: giudice unico giudice collegiale. Esso pu essere di primo o secondo grado. Ci pu essere poi l'esame di mera legittimit che spetta alla corte di cassazione. Giudici di primo grado sono solo: Giudice di pace, sempre unico, che quindi sar:

giudice istruttore, che istruisce la causa organo decidente. Tribunale, che normalmente giudice come giudice unipersonale. Nella fase istruttoria avr funzioni di giudice istruttore e nella fase decisoria, come organo decidente. Eccezione fanno le cause indicate nell'art. 50 bis c.p.c., la cui decisione spetta al tribunale in composizione collegiale.

[Art. 50 bis c.p.c.] Il tribunale giudica in composizione collegiale: 1) nelle cause nelle quali e` obbligatorio l'intervento del pubblico ministero, salvo che sia altrimenti disposto; 2) nelle cause di opposizione, impugnazione, revocazione e in quelle conseguenti a dichiarazioni tardive di crediti di cui al regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, [al decreto legge 30 gennaio 1979, n. 26, convertito con modificazioni dalla legge 3 aprile 1979, n. 95] (1) e alle altre leggi speciali disciplinanti la liquidazione coatta amministrativa; 3) nelle cause devolute alle sezioni specializzate; 4) nelle cause di omologazione del concordato fallimentare e del concordato preventivo; 5) nelle cause di impugnazione delle deliberazioni dell'assemblea e del consiglio di amministrazione, nonche` nelle cause di responsabilita` da chiunque promosse contro gli organi amministrativi e di controllo, i direttori generali, i dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari (2) e i liquidatori delle societ, delle mutue assicuratrici e societ cooperative, delle associazioni in partecipazione e dei consorzi; 6) nelle cause di impugnazione dei testamenti e di riduzione per lesione di legittima; 7) nelle cause di cui alla legge 13 aprile 1988, n. 117. 7-bis) nelle cause di cui all'articolo 140-bis del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206 (3) Il tribunale giudica altres in composizione collegiale nei procedimenti in camera di consiglio disciplinati dagli articoli 737 e seguenti, salvo che sia altrimenti disposto. Quali sono? 1. Casi in cui interviene il pubblico ministero, perch relative a diritti indisponibili. 2. b 3. c 4. d 5. e 6. cause di impugnazione dei testamenti e riduzione per lesioni di legittima 7. giudizi sulla responsabilit civile dei magistrati 8. (n. 7 bis) azioni collettive risarcitorie a tutela dei consumatori 9. (c. 2) procedimenti in camera di consiglio ex artt. 737 ss., come i giudizi di separazione consensuale dei coniugi. Il presidente rimette la causa in .. al collegio. Sono tutti casi di particolare delicatezza delle materie trattate. Il collegio composto di tre membri, tra cui: il presidente l'istruttore, colui cio che aveva istruito la causa, che assumer le funzioni di relatore terzo magistrato. La decisione assunta a maggioranza di voti. Quando il giudice si trover davanti ad un caso di necessaria decisione collettiva, rimetter la causa al collegio. Senn, rimetter la causa alla decisione, in quanto decider lui stesso come giudice unico. In quali casi la causa viene rimessa in decisione? Sono disciplinate dagli artt. 187, 188 c.p.c.

Diverse ipotesi: [Art. 187 c.p.c.] Il giudice istruttore, se ritiene che la causa sia matura per la decisione di merito senza bisogno di assunzione di mezzi di prova, rimette le parti davanti al collegio. Quali sono i casi concreti? Resistenza attiva = il convenuto si costituito (dopo essere stato citato, si presenta in giudizio depositando un fascicolo con l'atto di comparizione e risposta memoria difensiva ed alcune prove). Opposizione = se si costituisce, pu contestare o meno i fatti posti dall'attore a fondamento della domanda. [Art. 115 c.p.c.] Salvi i casi previsti dalla legge, il giudice deve porre a fondamento della decisione le prove proposte dalle parti o dal pubblico ministero nonch i fatti non specificatamente contestati dalla parte costituita. // Il giudice pu tuttavia, senza bisogno di prova, porre a fondamento della decisione le nozioni di fatto che rientrano nella comune esperienza. Onere di opposizione, ove voglia sostenere tesi diverse da quelle asserite dai documenti prodotti. I fatti non contestati diventano infatti pacifici in causa. Se i fatti non sono contestati, si pu comunque dibattere su interpretazione di norme (questioni di diritto), e poi c' remissione. La valutazione sul fatto che la questione sia matura o meno, spetta al giudice istruttore, in base alla necessit di esaminare ulteriori mezzi di prova ed all'oggetto della causa. Altro caso quando la causa fondata su prove documentali. Esse non devono essere assunte in causa con un processo di acquisizione o ordinanza di ammissione della prova. Esse entrano nel giudizio con la produzione in giudizio: con il deposito in cancelleria, quando il giudice istruttore d incarico alle parti di indicare i nuovi mezzi di prova nelle loro memorie. L'istruzione probatoria quindi una fase solo eventuale. In quali altri casi la causa pu essere rimessa in decisione o al collegio? [Art. 188 c.p.c.] Il giudice istruttore provvede all'assunzione dei mezzi di prova e, esaurita l'istruzione, rimette le parti al collegio per la decisione a norma dell'articolo seguente. Dopo che sono state istruite le prove. Caso di questione preliminare di rito o pregiudiziale di merito. Questione preliminare di rito. Che attiene al rito e sia stata fatta valere dal convenuto, come la mancanza di un: Presupposto processuale. Sono quelli che collaborano a costituire un valido rapporto processuale: la competenza del giudice, per materia, per valore, per territorio; la giurisdizione del giudice, cio giudice ordinario o amministrativo o tributario o straniero; legittimazione processuale della parte, che pu stare in giudizio solo se ha capacit d'agire e di disporre del diritto. Il minore o il nascituro pu essere parte di un processo, ma non ha la capacit di far valere il suo diritto in giudizio, di esercitarlo. [Art. 75 c.p.c.] Sono capaci di stare in giudizio le persone che hanno il libero esercizio dei diritti che vi si fanno valere. Nel caso del neonato, il diritto fatto valere dai rappresentanti legali sul piano sostanziale, come i genitori o il tutore. Non confondere con la legittimazione ad agire, condizione dell'azione. Il minore manca di legittimazione processuale. regolarit dell'atto introduttivo e della notificazione della domanda assenza di litispendenza. Condizione dell'azione. Sono requisiti intrinseci alla domanda, che condizionano il potere del giudice a decidere sul merito. Esse sono: Possibilit giuridica, non individuata da tutti gli autori (individuata dal Mandrioli). Fatto

che il diritto che io faccio valere sia indicato da una norma giuridica come diritto meritevole di tutela. Interesse ad agire, normalmente provocato dalla lesione del diritto. Diverso nei casi di sentenza di modificazione, come ad es. nel caso di sentenza di divorzio. Nelle azioni di mero accertamento, ad es. accertamento della mia propriet su un fondo, l'interesse sta nel combattere una contestazione. Legittimazione ad agire, nel senso che la parte che fa valere un diritto in giudizio, deve affermarsi titolare del diritto, soggetto attivo del rapporto sostanziale. Il convenuto deve avere invece legittimazione passiva: l'attore non pu chiamare chiunque, ma solo la controparte dello specifico rapporto dedotto in giudizio. Il rappresentante agisce in nome altrui e per conto altrui, ed ha perci legittimazione. Fuori dai casi di legittimazione processuale, legale (azione surrogatoria) o volontaria. Viene sollevata l'eccezione di incompetenza per territorio semplice. il difetto di un presupposto processuale, quindi il giudice non pu decidere senza affrontare la questione. Il giudice istruttore decide autonomamente o deve rimettere al collegio anche tale questione? Il legislatore ha cercato una soluzione di compromesso: da un lato non giusto che il giudice istruttore da solo decida della causa, dall'altro che rimetta ogni questione sollevata al collegio, anche se manifestamente infondata. Quindi deve fare una valutazione provvisoria e preventiva circa la fondatezza della questione: se fondata, rimette al collegio; se infondata, si riserva di deciderla unitamente al merito. La questione viene accantonata e verr decisa dal collegio o da lui stesso. La stessa valutazione provvisoria viene fatta per le preliminari di merito. Esse sono eccezioni relative al merito, al diritto cio dedotto in giudizio. Ad es. il credito per prestazioni di servizio si prescrivono in tre anni, e l'eccezione di decorsa prescrizione un'eccezione preliminare di merito. Tale valutazione preventiva e provvisoria. Provvisoria nel senso che, una volta che la causa stata rimessa in questione, il collegio pu non condividerla. raro che accada, perch il giudice istruttore spesso il relatore, perci deve essere messo in minoranza dagli altri due giudici. Nel momento in cui il giudice istruttore rimette la causa al collegio, deve rimettere tutta la causa in decisione, e non solo la questione. [Art. 187 c.p.c.] Pu rimettere le parti al collegio affinch sia decisa separatamente una questione di merito avente carattere preliminare, solo quando la decisione di essa pu definire il giudizio. // Il giudice provvede analogamente se sorgono questioni attinenti alla giurisdizione o alla competenza o ad altre pregiudiziali, ma pu anche disporre che siano decise unitamente al merito. Il problema non si pone se il giudice istruttore lui stesso unico organo decidente. Rimette la questione in decisione, accantonandola. PRECISAZIONE DELLE CONCLUSIONI. Come fa il giudice a passare dalla fase di trattazione a quella di decisione? Quando il giudice ritiene che la causa sia matura per la decisione (casi ex art. 187 c.p.c.), egli invita le parti a precisare le conclusioni. Tale precisazione avviene sempre davanti al giudice istruttore, anche se deve decidere il collegio. In quale altro momento c' una precisazione? Negli atti introduttivi, in cui l'attore avanza petitum e causa petendi e il convenuto ne chiede il rigetto. [Art. 163, c. 3, n. 4 c.p.c.] (contenuto della citazione) lesposizione dei fatti e degli elementi di diritto costituenti le ragioni della domanda, con le relative conclusioni. [Art. 167 c.p.c.] Nella comparsa di risposta il convenuto deve proporre tutte le sue difese prendendo posizione sui fatti posti dall'attore a fondamento della domanda, indicare le proprie generalit e il codice fiscale, i mezzi di prova di cui intende valersi e i documenti che offre in comunicazione, formulare le conclusioni. Tali conclusioni le parti le possono precisare nella prima udienza di trattazione [art. 183, c. 5 c.p.c.] Le parti possono precisare e modificare le domande, le eccezioni e le conclusioni gi formulate. Non si pu mutare la domanda, ma solo precisarla o modificarla, sempre nei limiti dell'oggetto gi specificato.

Perch il giudice chiede nuovamente alle parti di precisare le conclusioni? Possono essere venuti alla conoscenza delle parti alcune circostanze che ne cambiano le aspettative. Conviene in tal caso che l'autore riduca la sua domanda, per non essere condannato al pagamento delle spese processuali. Il convenuto pu invece limitarsi a contestare solo parte della richiesta dell'attore. Non possibile ampliare la domanda, perch su tale ampliamento non ci sarebbe stato il contraddittorio. [Art. 189 c.p.c.] Il giudice istruttore, quando rimette la causa al collegio, a norma dei primi tre commi dell'articolo 187 o dell'articolo 188, invita le parti a precisare davanti a lui le conclusioni che intendono sottoporre al collegio stesso, nei limiti di quelle formulate negli atti introduttivi o a norma dell'art. 183. Le conclusioni di merito debbono essere interamente formulate anche nei casi previsti dall'articolo 187, secondo e terzo comma. (1) La rimessione investe il collegio di tutta la causa, anche quando avviene a norma dell'articolo 187, secondo e terzo comma. Esempio. Il giudice ritiene la questione di incompetenza infondata, e chiede alle parti di precisare le conclusioni per poi rimettere al collegio. Se in sede di decisione il collegio ritiene che la competenza ci fosse e che non fosse necessaria un'ulteriore istruzione probatoria, la pu decidere. Ci possibile proprio grazie alla precisazione delle conclusioni delle parti. In tal senso c' una remissione totale. Come avviene tale precisazione? Caso di causa completamente istruita. Al temine dell'ultima udienza di istruzione, fissata la data dell'udienza di precisazione delle conclusioni. In tale udienza, compaiono gli avvocati e fanno inserire nel fascicolo d'ufficio le nuove conclusioni (o richiama le vecchie se non le modifica). importante determinare il chiesto, per il principio di corrispondenza tra chiesto e giudicato: il giudice non pu decidere oltre il chiesto (ultrapetizione), su meno questioni (infrapetizione) o su elementi diversi (). [Art. 112 c.p.c.] Il giudice deve pronunciare su tutta la domanda e non oltre i limiti di essa; e non puo' pronunciare d'ufficio su eccezioni, che possono essere proposte soltanto dalle parti. E se uno dei procuratori non si presenta? Si tiene conto delle conclusioni precedentemente formulate. FASE DI DECISIONE. Due tipi: davanti al tribunale in composizione collegiale o davanti al giudice monocratico. Tribunale in composizione collegiale. Sessanta giorni per depositare in cancelleria le comparse conclusionali, e venti giorni successivi per depositare le memorie di replica. un termine perentorio. La comparsa conclusionale indica: intestazione con giudice, numero di ruolo della causa, nome e cognome delle parti e dei loro difensori, riassunto dei fatti, indicazione delle prove e della vicenda processuale e conclusioni. La memoria di replica una replica a tutto ci che ha sostenuto la controparte nella comparsa conclusionale, punto per punto. Si possono anche solo richiamare gli atti introduttivi. [Art. 190 c.p.c.] Le comparse conclusionali debbono essere depositate entro il termine perentorio di sessanta giorni dalla rimessione della causa al collegio e le memorie di replica entro i venti giorni successivi. Per il deposito delle comparse conclusionali il giudice istruttore, quando rimette la causa al collegio, pu fissare un termine pi breve, comunque non inferiore a venti giorni. Contenuto della sentenza. Importante: se l'atto di citazione riguarda una persona giuridica, deve

stare in giudizio nella persona del suo rappresentante pro tempore. Il numero di ruolo dato dopo l'iscrizione della causa al ruolo, insieme all'oggetto sintetico, richiamato anch'esso in sentenza. ***************************************************************************9/11 (sempre in composizione collegiale) FORMA DEL PROVVEDIMENTO DEL GIUDICE. [Art. 279 c.p.c.] Il collegio pronuncia ordinanza quando provvede soltanto su questioni relative allistruzione della causa, senza definire il giudizio, nonch quando decide soltanto questioni di competenza. In tal caso, se non definisce il giudizio, impartisce con la stessa ordinanza i provvedimenti per lulteriore istruzione della causa. Il collegio pronuncia sentenza: 1) quando definisce il giudizio, decidendo questioni di giurisdizione; 2) quando definisce il giudizio decidendo questioni pregiudiziali attinenti al processo o questioni preliminari di merito; 3) quando definisce il giudizio, decidendo totalmente il merito; 4) quando, decidendo alcune delle questioni di cui ai numeri 1, 2 e 3, non definisce il giudizio e impartisce distinti provvedimenti per lulteriore istruzione della causa; (sentenza non definitiva) 5) quando, valendosi della facolt di cui agli articoli 103, secondo comma, e 104, secondo comma, decide solo alcune delle cause fino a quel momento riunite, e con distinti provvedimenti dispone la separazione delle altre cause e lulteriore istruzione riguardo alle medesime, ovvero la rimessione al giudice inferiore delle cause di sua competenza. I provvedimenti per lulteriore istruzione, previsti dai numeri 4 e 5 sono dati con separata ordinanza. I provvedimenti del collegio, che hanno forma di ordinanza, comunque motivati, non possono mai pregiudicare la decisione della causa; salvo che la legge disponga altrimenti, essi sono modificabili e revocabili dallo stesso collegio, e non sono soggetti ai mezzi di impugnazione previsti per le sentenze. Le ordinanze del collegio sono sempre immediatamente esecutive. Tuttavia, quando sia stato proposto appello immediato contro una delle sentenze previste dal n. 4 del secondo comma, il giudice istruttore, su istanza concorde delle parti, qualora ritenga che i provvedimenti dellordinanza collegiale, siano dipendenti da quelli contenuti nella sentenza impugnata, pu disporre con ordinanza non impugnabile che lesecuzione o la prosecuzione dellulteriore istruttoria sia sospesa sino alla definizione del giudizio di appello Lordinanza depositata in cancelleria insieme con la sentenza. Se si vuole discutere oralmente si pu richiederlo alla precisazione delle conclusioni domanda riproposta dopo che sono state depositate le memorie di replica fissata udienza di discussione in cui: A) il giudice istruttore diventa relatore, nel senso che fa una relazione al collegio di tutte le questioni trattate davanti a lui B) i difensori delle parti discutono oralmente la causa C) deliberazione della sentenza dal collegio, nel segreto della camera di consiglio. Come avviene? Collegio di tre membri, con decisione presa a maggioranza di voti e la prima cosa decisa il dispositivo. Motivazione in un secondo momento: a) normalmente redatta dall'ex giudice istruttore b) se per era in minoranza, motivazione redatta dal Presidente. Sentenze del collegio di due tipi: definitive, che chiudono il processo davanti al giudice, esauriscono i suoi poteri decisori definisce il giudizio significa che emana sentenza definitiva. non definitive, che non esauriscono i poteri decisori del giudice in quel processo.

Collegio pronuncia sentenza quando definisce il giudizio definendo questioni: Di giurisdizione. In tal caso, la sentenza non definitiva, ed disposto che il processo prosegua. Ci si era infatti fermati per esaminare la questione, e ora si pu procedere con l'istruzione. Preliminari di merito, come nel caso in cui verifichi l'avvenuta prescrizione. Di merito. Accoglienza o rigetto della domanda. Le questioni sulla competenza sono stabilite con ordinanza (L. n. /2009). Sar un'ordinanza sui generis, poich normalmente non ha efficacia decisoria. I provvedimenti con forma ordinanza, sempre motivati, sono modificabili e revocabili dal collegio e non sono soggetti ai mezzi di impugnazione per le sentenze. Solo il collegio pu modificarli. Ad es. quelle emanate dal giudice istruttore possono essere revocate solo dal giudice istruttore. Non hanno mai efficacia decisoria, tranne che per la competenza (non ha molto senso, perch il contenuto quello di una sentenza). [Art. 279, c. 1] Il collegio pronuncia ordinanza quando provvede soltanto su questioni relative allistruzione della causa, senza definire il giudizio, nonch quando decide soltanto questioni di competenza. In tal caso, se non definisce il giudizio, impartisce con la stessa ordinanza i provvedimenti per lulteriore istruzione della causa. Il collegio pronuncia ordinanza quando decide questioni pregiudiziali di rito o preliminari di merito con sentenza non definitiva e fa proseguire il processo. [Art. 279, c. 2, n. 5 c.p.c.] 5) quando, valendosi della facolt di cui agli articoli 103, secondo comma, e 104, secondo comma, decide solo alcune delle cause fino a quel momento riunite, e con distinti provvedimenti dispone la separazione delle altre cause e lulteriore istruzione riguardo alle medesime, ovvero la rimessione al giudice inferiore delle cause di sua competenza. [Art. 103 c.p.c.] Ipotesi in cui c' stata connessione oggettiva (oggetto o titolo) tra pi cause. In tal caso possono essere proposte presso lo stesso giudice e c' un cumulo soggettivo (pi attori o pi convenuti nello stesso processo). [Art. 104 c.p.c] Ipotesi di connessione soggettiva, che da luogo a un cumulo oggettivo. Pu essere che in tali casi, il collegio ritenga che debbano essere disposte con sentenza definitiva. Abbiamo sentenze definitive, che chiudono il processo, di rito o di merito, e non definitive, nel cui caso il processo deve ancora andare avanti. Le definitive possono essere impugnate solo con i mezzi ordinari e straordinari di impugnazione, con l'appello entro 30 giorni dalla notifica della sentenza, o nei termini di 6 mesi dalla pubblicazione. Se non impugnate, la sentenza passa in giudicato. Contro le sentenze d'appello, ricordo in cassazione entro 60 giorni dalla sentenza, dopo il cui termine cosa giudicata. Le non definitive possono essere: 1. impugnate subito in appello 2. impugnate insieme alla sentenza definitiva. Perch? Esempio. Ha eccepito incompetenza del giudice, fondata, e il collegio ha detto che era competente e ha pronunciato sentenza non definitiva di rito. Pu risultare poi che il credito possa risultare adempiuto, per cui il debitore, anche se soccombente in quanto alla competenza, risulti vincente nel merito. Processo per danni da incidente stradale, richiesta di condanna. Convenuto eccepisce la prescrizione (preliminare di merito), per cui non importa se avevi diritto o meno. L'istruttore rimette al collegio che dice che la prescrizione non stata interrotta, rimette la casa in istruttoria e poi si verifica che il convenuto non era responsabile e il giudice rigetta nel merito. Il convenuto soccombente per la preliminare ma non per il merito. Si pu fare riserva di appello, con cui il convenuto non impugna subito la preliminare ma non vuole neanche che vada in giudicato, per cui di riserva di fare appello

per la causa intera, dopo aver visto come andato il merito. Si pu anche andare avanti con due processi distinti: impugnazione della questione preliminare processo principale, rimesso all'istruttore, che va avanti. Per evitare che si arrivi a sentenze contrastanti, il giudice istruttore pu disporre con ordinanza che l'ulteriore istruzione rimanga sospesa in attesa della decisione del giudice d'appello. Condanna generica. [Art. 278 c.p.c.] Quando gi accertata la sussistenza di un diritto, ma ancora controversa la quantit della prestazione dovuta, il collegio, su istanza di parte, pu limitarsi a pronunciare con sentenza la condanna generica alla prestazione, disponendo con ordinanza che il processo prosegua per la liquidazione. In tal caso il collegio, con la stessa sentenza e sempre su istanza di parte, pu altres condannare il debitore al pagamento di una provvisionale, nei limiti della quantit per cui ritiene gi raggiunta la prova. Spetta alla parte con la domanda decidere quale azione proporre in giudizio. Anche se potrebbe fin dall'inizio chiedere una condanna alla prestazione, pu proporre anche solo l'accertamento (scopo = accertare se ho il diritto al risarcimento del danno), per poi proporre un'altra causa per condannare la controparte all'adempimento, azione di condanna. I processi costano e di solito si chiede tutto subito. Questo un caso inverso: chiedo la condanna del convenuto per la cifra di tot. Oggetto del giudizio duplice: accertamento del diritto quantum della prestazione. Se viene intanto accertato il diritto, pu essere emanata una sentenza generica (in quanto non si sa ancora il quantum). una sentenza non definitiva, non chiude il processo. necessario per che il convenuto non si opponga, perch senn il giudice non la pu pronunciare. Essa non ha mai efficacia di titolo esecutivo, perch non indica un diritto di credito certo ed esigibile. Allunga la prescrizione da breve a decennale, ad es. il credito da incidente stradale si prescrive in due anni. Posso anche iscrivere ipoteca giudiziale sui beni del debitore, affinch non se ne liberi. Il debitore pu anche essere condannato al pagamento di una provvisionale, nei limiti di quanto stato gi provato. Ad es. c' un'inabilit temporanea e permanente, la temporanea facilmente liquidabile e pu essere oggetto di provvisionale. Ci deve sempre essere il consenso della controparte. DECISIONE IN FORMAZIONE MONOCRATICA. Il giudice rimette la causa in decisione a s stesso. un po' diversa la modalit decisoria. Anche qui le parti possono chiedere una discussione orale, che evita di depositare le memorie di replica. Si avr solo lo scambio delle comparse conclusionali e la discussione. Il giudice stesso pu invitare a discutere la causa oralmente, ma ci pu spaventare il difensore. Essi possono chiedere un differimento di quest'udienza. I difensori discutono subito la causa e il giudice pronuncia sentenza subito, dando lettura del dispositivo e della concisa esposizione delle ragioni di fatto e di diritto della decisione. La sentenza si intende pubblicata subito. Manca quindi: deposito di scritti difensivi attesa della sentenza. [Artt. 281 quinquies, sexies c.p.c.] Il collegio, se rileva che la causa debba essere decisa dal giudice monocratico e non da lui, lo rimette con ordinanza al giudice competente. Le parti dovranno precisare le conclusioni, depositarle e possibilit di chiedere la discussione orale. Saranno pi facili da capire facendo le impugnazioni.

La sentenza definitiva emessa un provvedimento che vincola le parti. Se vogliono contrastare la decisione possono impugnarla con i mezzi ordinari, perch non passi in giudicato. Sono indicati nell'art. 324. [Art. 324 c.p.c.] Si intende passata in giudicato (formale) la sentenza che non e' piu' soggetta ne' a regolamento di competenza, ne' ad appello, ne' a ricorso per cassazione, ne' a revocazione per i motivi di cui ai numeri 4 e 5 dell'articolo 395. Una volta passata in giudicato la sentenza ha effetti sostanziali, disciplinati dall'art. 2909 c.c. [Art. 2909 c.c.] L'accertamento contenuto nella sentenza passata in giudicato fa stato a ogni effetto tra le parti, i loro eredi o aventi causa. Vincola quindi: parti eredi aventi causa. Prima non era quindi vincolante. Possiamo capire meglio il 282. [Art. 282 c.p.c.] La sentenza di primo grado provvisoriamente esecutiva tra le parti. Nella sentenza di condanna, non devo aspettare che ci sia passaggio in giudicato per iniziare un'esecuzione forzata, ma posso agire subito. La sentenza costitutiva e di mero accertamento sono esecutive dal passaggio in giudicato. La sospensione dell'efficacia esecutiva dev'essere chiesta in appello. Il giudice d'appello pu sospenderla solo ove sussistano gravi e fondati motivi. **************************************************************************22/11 Motivo per cui il professore non venuto la scorsa settimana. Contratti derivati, sui flussi futuri. Interessi fissi su interessi variabili. Il problema che molto difficile stabilirne la provenienza economica. (http://it.wikipedia.org/wiki/Strumento_derivato). Schema dettata da un'organizzazione internazionale privata, che impone anche il foro competente. Se vogliamo litigare sui derivati dobbiamo andare a Londra o a New York. La questione sulla giurisdizione (pregiudiziale di rito) quindi di decisiva importanza. Le banche, una delle parti in causa, invocano il regolamento di giurisdizione, art. 41 c.p.c. Finche' la causa non sia decisa nel merito in primo grado, ciascuna parte puo' chiedere alle Sezioni unite della Corte di cassazione che risolvano le questioni di giurisdizione di cui all'art. 37. L'istanza si propone con ricorso a norma degli artt. 364 ss., e produce gli effetti di cui all'art. 367. La pubblica amministrazione che non e' parte in causa puo' chiedere in ogni stato e grado del processo che sia dichiarato dalle Sezioni unite della Corte di cassazione il difetto di giurisdizione del giudice ordinario a causa dei poteri attribuiti dalla legge all'amministrazione stessa, finche' la giurisdizione non sia stata affermata con sentenza passata in giudicato. Richiesta di decidere della giurisdizione prima che si decida nel merito, evitando che il processo si porti dietro una bomba ad orologeria. Il processo a quo si sospende (art. 367 c.p.c. iter del regolamento di giurisdizione) e si attende l'udienza davanti alla corte di cassazione, che decide a sezioni unite. L'udienza era quando c'era lezione e il professore non potuto venire. L'udienza si tiene a Roma nel Palazzaccio, sul Lungotevere. Nell'aula magna c' l'udienza, le sezioni unite sono una specie di chiesa barocca (http://www.flickr.com/photos/dealvariis/4612420658/). Gli avvocati aspettano il loro turno, il relatore fa un resoconto della causa, gli avvocati parlano e il procuratore generale parla per ultimo. La corte si ritira e esce con la decisione. La cosa pi difficile e pi utile per l'avvocato la sintesi. Torniamo alle prove.. avevamo visto l'atto pubblico, la scrittura privata, la querela di falso e la procedura per la verificazione. Passiamo adesso agli altri tipi di prova, facendo un altro riferimento alle prove precostituite.

LE PROVE ATIPICHE. Esempio: sinistro stradale. L'attore produrr il verbale delle forze dell'ordine, la fattura del carrozziere, qualche fotografia e, se si fatto male, una perizia medica. Il codice civile non regola tutte queste cose.. non regola i documenti di terzi, l'efficacia del verbale e molte altre cose. Caso paradossale di fascicolo che possiede un sacco di prove non regolamentate espressamente dal codice civile. Tutte queste sono prove atipiche. La giurisprudenza consolidata utilizza una formula ambigua: la prova atipica fonte di semplice presunzione. Essa va utilizzata quindi come semplice indizio, non prova piena, ma il giudice pu utilizzarla discrezionalmente. Esempio del verbale in caso di incidente, in cui il poliziotto cerca di compensare la situazione di fatto con considerazioni poco attendibili: necessario che il giudice non ne sia vincolato. Cos le fatture di terzi, che possono essere facilmente falsificate. Riproduzioni meccaniche e prove per tacche. LA PROVA TESTIMONIALE [artt. 244-257 c.p.c., o 8, Capo II, Titolo I, Libro II] Regina delle prove, prova pi antica di tutte e la pi inevitabile, irrinunciabile del fatto. Problema: intrinseca attendibilit della prova testimoniale. L'essere umano a dir poco inaffidabile, non solo per i limiti percettivi, ma soprattutto per la deformazione mentale. Con il tempo poi la memoria sempre meno attendibile. Riprodurre oralmente ci che si visto poi non affatto banale. C' poi il problema del teste falso o corrotto. Principio di supremazia della prova testimoniale, dal '500 principio opposto, per cui i documenti hanno una maggiore attendibilit rispetto alla prova testimoniale. Vediamo le norme attuali. Sono nel codice civile, capo III. Ammissibilit della prova testimoniale nel contratto, art. 2721 c.c. La prova per testimoni dei contratti non ammessa quando il valore dell'oggetto eccede le L. 5.000. Tuttavia l'autorit giudiziaria pu consentire la prova oltre il limite anzidetto, tenuto conto della qualit delle parti, della natura del contratto e di ogni altra circostanza. Art. 2722 c.c. La prova per testimoni non ammessa se ha per oggetto patti aggiunti o contrari al contenuto di un documento, per i quali si alleghi che la stipulazione e stata anteriore o contemporanea. Art. 2723 c.c. Art. 2725 c.c., atti per cui richiesta la prova scritta. Quando, secondo la legge o la volont delle parti, un contratto deve essere provato per iscritto (1888, 1928, 1967), la prova per testimoni ammessa soltanto nel caso indicato dal n. 3 dell'articolo precedente. La stessa regola si applica nei casi in cui la forma scritta richiesta sotto pena di nullit (1350 e seguenti). In tal caso la prova irrilevante ed inammissibile. Anche nei contratti che devono avere forma scritta ad probationem (transazione, contratto di assicurazione..). Art. 2724 c.c., eccezioni al divieto di prova testimoniale. La prova per testimoni e ammessa in ogni caso (1417): quando vi un principio di prova per iscritto: questo e costituito da qualsiasi scritto, proveniente dalla persona contro la quale diretta la domanda o dal suo rappresentante, che faccia apparire verosimile il fatto allegato; quando il contraente e stato nell'impossibilit morale (ad es. presto soldi a mio padre in difficolt e non gli chiedo la ricevuta) o materiale (prestito in un momento in cui non era materialmente possibile chiedere ricevuta) di procurarsi una prova scritta; quando il contraente ha senza sua colpa perduto il documento che gli forniva la prova (ad es.

documenti persi durante un terremoto). Principio che laddove verosimile che ci sia una prova scritta, questa va fornita e fa prova maggiore di quella per testimoni. Frequentissimo nella prassi sentirsi eccepire che un tale fatto dovrebbe essere provato per documenti. La regola di preminenza non scritta da nessuna parte, ma affermato e trova conferma sistematica negli artt. appena visti. Limiti soggettivi e oggettivi alla prova testimoniale. Abbiamo visto gli oggettivi, vediamo i soggettivi: chi attendibile come testimone? I testimoni si contano o si pesano? il giudice che deve farsi un'idea sull'attendibilit del testimone, senza nessun criterio prefissato. Principi risalenti: un solo testimone non era sufficiente, ma ce ne volevano sempre almeno due. C'erano mezzi di assunzione della testimonianza molto poco funzionali. Illuminismo, affermazione del principio del libero convincimento del giudice, che dimostra forte libert e forte fiducia. Artt. che limitavano l'ammissibilit (motivi familiari), ma sono stati dichiarati incostituzionali. Oggi chi vuole testimoniare nel processo civile deve sottostare al solo limite di cui parleremo tra poco. Non confondere con la possibilit di astenersi dalla testimonianza. Unico limite, art. 246 c.p.c. persona che hanno nella causa un interesse che potrebbe legittimare la loro partecipazione in giudizio. Si vuole evitare una parzialit ed una commistione tra parti e testimoni. Art. 244 c.p.c. La prova per testimoni deve essere dedotta mediante indicazione specifica delle persone da interrogare e dei fatti, formulati in articoli separati, sui quali ciascuna di esse deve essere interrogata. I testimoni, vedendo i film americani, si immaginano il banco di legno, il giuramento sulla bibbia in pelle, il giudice togato, le domande trabocchetto, le eccezioni della controparte. In realt il testimone arriva di corsa dopo essersi perso nel Tribunale, deve aspettare (attivit tipica nei processi), entra nell'ufficio del giudice, disadorno con poche scomode sedie e sul muro il calendario dei carabinieri o della guardia di finanza. Deve pronunciare un giuramento meno bello di quello dei film (art. 251 c.p.c.). Pronuncia la testimonianza che deve essere poi verbalizzata, tra le pressioni mal celate degli avvocati e del giudice. La testimonianza verbalizzata segue poi un certo iter. La testimonianza assunta anche su fatti collaterali. Art. 253 c.p.c. Il giudice istruttore interroga il testimone sui fatti intorno ai quali chiamato a deporre. Pu altres rivolgergli, d'ufficio o su istanza di parte, tutte le domande che ritiene utili a chiarire i fatti medesimi. // vietato alle parti e al pubblico ministero di interrogare direttamente i testimoni. // Alle risposte dei testimoni si applica la disposizione dell'articolo 231. Possibilit di assumere la testimonianza in forma scritta. Art. 257 bis, rimasto lettera morta. La parte non pu testimoniare in senso stretto, poich la testimonianza riservata al terzo. Il terzo pu invee farlo con diversi strumenti: Interrogatorio libero. [Art. 117 c.p.c.] Il giudice, in qualunque stato e grado del processo, ha facolt di ordinare la comparizione personale delle parti in contraddittorio tra loro per interrogarle liberamente sui fatti della causa. Le parti possono farsi assistere dai difensori. Grande enfasi nel 1992. Mezzo di prova d'ufficio, relativamente poco utilizzato per volont dei giudici. Interrogatorio formale. Esempio: sono in causa, sostengo di avere un credito e posso dedurre in prova la controparte. Il giudice, se lo ritiene, pu rivolgere domande e ottenere risposte. Tali risposte possono consistere in una confessione. [Art. 230 c.p.c., capitolo della confessione] L'interrogatorio deve essere dedotto per articoli separati e specifici. Il giudice istruttore procede all'assunzione dell'interrogatorio nei modi e termini stabiliti nell'ordinanza che lo ammette. // Non possono farsi domande su fatti diversi da quelli formulati nei capitoli, a eccezione delle domande su cui le parti concordano e che il giudice ritiene utili; ma il giudice pu sempre chiedere i chiarimenti opportuni sulle risposte date.

Sistema per ottenere la confessione giudiziale, che pu essere per anche spontanea. molto raro che l'interrogatorio formale porti alla confessione, potr al massimo portare ad una dichiarazione diversa, pi complessa (se non negatoria). Non posso fare interrogatorio formale riguardo a diritti indisponibili (non pu esserci confessione) problema, perch c' uno strumento probatorio in meno. LA CONFESSIONE. [Art. 2730 c.c.] La confessione la dichiarazione che una parte fa della verit di fatti ad essa sfavorevoli e favorevoli all'altra parte. // La confessione giudiziale o stragiudiziale. Prova legale, solo in materia di diritti disponibili, per i quali si potrebbe compiere un atto negoziale. [Art. 2733 c.c.] giudiziale la confessione resa in giudizio. // Essa forma piena prova contro colui che l'ha fatta, purch non verta su fatti relativi a diritti non disponibili (segue c. 3). [Art. 2731 c.c.] Efficace solo se proviene da persona capace d'agire. Efficacia di piena prova. Revocabile solo in ipotesi particolare: determinata da errore di fatto o da violenza (non dolo). [Art. 2733 c. 3] Litisconsorzio necessario. In caso di litisconsorzio necessario, la confessione resa da alcuni soltanto dei litisconsorti liberamente apprezzata dal giudice. [Art. 2735 c.c.] Confessione stragiudiziale. Molto pi frequente dell'altra. Non resa in giudizio, ma fuori di esso. Il tema come possa entrare nel giudizio. Se una lettera (documento), sar facile, meno facile il caso di confessione verbale. possibile provare per testimoni una confessione stragiudiziale? La confessione stragiudiziale fatta alla parte o a chi la rappresenta ha la stessa efficacia probatoria di quella giudiziale. Se fatta a un terzo o se contenuta in un testamento, liberamente apprezzata dal giudice. // La confessione stragiudiziale non pu provarsi per testimoni, se verte su un oggetto per il quale la prova testimoniale non ammessa dalla legge. necessario che la confessione sia fatta alla controparte sostanziale. Nella pratica commerciale sono abbastanza frequenti, quella giudiziale meno. **************************************************************************23/11 IL GIURAMENTO. Mai utilizzata. la cartina al tornasole ed insieme una prova simbolo. Prova arcaica, unica vera erede delle ordalie. Consiste nel giuramento di una parte di avere ragione e nella conseguente vittoria della causa: forma prova legale in modo tale da non avere pari. Quale ne la giustificazione? Il giuramento diventa ammissibile laddove sia la controparte a chiederlo. Esempio: mediatore, chiede una certa percentuale sul valore della vendita. Nasce una causa tra noi e il mediatore, non abbiamo mezzi di prova perch non c' stato nessuno scritto. Tale causa finisce inevitabilmente con la soccombenza per chi ha l'onere della prova. Unica alternativa il giuramento decisorio. Se il mediatore giura, vince, se si rifiuta, perde. Mossa disperata ma versatile. Non poi cos automatico che la controparte giuri, anche perch la sanzione penale per il falso giuramento alta. Caso di una societ in cui dovr giurare l'amministratore delegato: sceglier di impegnare la sua responsabilit penale e civile o far piuttosto soccombere la societ? Oppure semplicemente onesto. [Art. 2736 c.c.] Il giuramento di due specie: 1) decisorio quello che una parte deferisce all'altra per farne dipendere la decisione totale o parziale della causa; 2) suppletorio quello che deferito d'ufficio dal giudice a una delle parti al fine di decidere la causa quando la domanda o le eccezioni non sono pienamente provate, ma non sono del tutto sfornite di prova, ovvero quello che deferito

al fine di stabilire il valore della cosa domandata, se non si pu accertarlo altrimenti. Escluso che possa essere revocata la sentenza resa sulla base del falso giuramento, anche se c' gi stata una sentenza penale passata in giudicato ex art. 2738 c.c. Uno pu agire per chiedere il risarcimento del danno ed essere cos reintegrato. Forma del giuramento: giuro che non ho mai sottoscritto un accordo avente ad oggetto ecc ecc. La controparte pu per anche deferire il giuramento. Pu giurare e vince la causa, non giurare e perde la causa. Chi propone il giuramento deve quindi essere preparato a giurare. Richiede: Piena capacit delle parti [art. 2737 c.c.]. Disponibilit del diritto [art. 2739 c.c.]. Altri limiti: limiti al deferimento; MAI su fatto illecito; MAI contratto su cui richiesta prova scritta. uno strumento inadeguato, inaffidabile? L'alternativa il pi delle volte l'applicazione meccanica dell'onere della prova, che ha un'affidabilit ancora minore. L'applicazione dell'onere della prova l'extrema ratio, per impedire il non liquet (=giudice che si astiene dal giudicare). Non parliamo del giuramento suppletorio ed estimatorio, che sono residuati storici e possiamo studiare da noi. ESIBIZIONE E ISPEZIONE. Ispezione [Art. 118 c.p.c.] Il giudice pu ordinare alle parti e ai terzi di consentire sulla loro persona o sulle cose in loro possesso le ispezioni che appaiono indispensabili per conoscere i fatti della causa, purch ci possa compiersi senza grave danno per la parte o per il terzo, e senza costringerli a violare uno dei segreti previsti negli articoli 351 e 352 del Codice di procedura penale. Se la parte rifiuta di eseguire tale ordine senza giusto motivo, il giudice pu da questo rifiuto desumere argomenti di prova a norma dellarticolo 116 secondo comma. Se rifiuta il terzo, il giudice lo condanna a una pena pecuniaria da euro 250 ad euro 1.500. (1) Esibizione. [Art. 210 c.p.c] negli stessi limiti dell'ispezione, pu essere ordinata alla parte l'esibizione di documenti posseduti dalla parte o da un terzo. Negli stessi limiti entro i quali pu essere ordinata a norma dell'articolo 118 l'ispezione di cose in possesso di una parte o di un terzo, il giudice istruttore, su istanza di parte, pu ordinare all'altra parte o a un terzo di esibire in giudizio un documento o altra cosa di cui ritenga necessaria l'acquisizione al processo. Nell'ordinare l'esibizione, il giudice d i provvedimenti opportuni circa il tempo, il luogo e il modo dell'esibizione. Se l'esibizione importa una spesa, questa deve essere in ogni caso anticipata dalla parte che ha proposta l'istanza di esibizione. LE PRESUNZIONI. Non tanto quelle legali, ma quelle semplici.fatti secondari da cui si possono desumere fatti primari. [Art. 2729 c.c.] Le presunzioni non stabilite dalla legge sono lasciate alla prudenza del giudice, il quale non deve ammettere che presunzioni gravi, precise e concordanti. Le presunzioni non si possono ammettere nei casi in cui la legge esclude la prova per testimoni.

Provare un determinato evento pu non essere molto semplice. Ad es. Tizio denunciato per usura, condannato in primo grado, assolto in appello andato in prescrizione. Agisce nei confronti della denunciante per danni, dato che era imprenditore. Problema di provare il danno: come si fa? Soprattutto se sar un danno futuro, derivante da mancato avveramento di una condizione. Ci possono al massimo essere dei fatti secondari, degli indizi. CONSULENZA TECNICA. Appartiene all'istruzione probatoria, senza essere un mezzo di prova in senso stretto. La logica abbastanza intuitiva. Ad es. corretta esecuzione di contratto edile in cui l'appaltante lamenta l'uso di cemento di scarsa qualit. Il giudice deve giudicare. Come fa? Non ha cognizioni di fisica o ingegneria. Avr bisogno di un parere tecnico. Cos anche in caso di perizia contabile o cinematica. Ha importanza sempre pi importante, perch l'universo della tecnica sempre pi invasivo. Parti onerate a fornire la prova al consulente, che poi deve analizzarla (deducente). In realt molto spesso il consulente non solo deducente, ma anche percipiente. Ad es. lite sulle distanze legali tra due costruzioni. Giudice manda il consulente in loco a fare le misurazioni. Il consulente non si limita a valutare la situazione, ma apprende autonomamente delle circostanze. C' tutto un mercato di esperti. Noi abbiamo un consulente d'ufficio nominato dal giudice e le parti, se vogliono, possono nominare dei consulenti tecnici di parte. Il fatto che non un mezzo di prova determina il non necessario rispetto dei termini perentori ex art. 183 c.p.c. Pu essere nominato dal giudice quando vuole, ed nominato d'ufficio (le parti possono solo chiedere al giudice di nominarlo, ma ha discrezionalit). Il giudice pu credere o meno al consulente, e pu essere anche di idee diverse. Non ne mai vincolato. Esiste un albo diviso per materie, in cui su istanze del singolo professionista, si pu chiedere l'iscrizione. Serve un controllo di possesso dei requisiti e c' poi l'iscrizione. Il giudice va a scegliere all'interno di essi, potendone uscire solo ove non vi rinvenga la specializzazione richiesta o una capacit sufficiente. L'eventuale consulente di parte deve essere abbastanza autorevole da condizionare il consulente d'ufficio. Cosa difficile perch i consulenti sono costosi, e il consulente di parte deve da un lato essere oggettivo, dall'altro sostenere la parte (gli ingegneri non ne sono capaci). Il consulente tecnico d'ufficio deve tener conto delle obiezioni e contro obiezioni fatte dalle parti. Il giudice pu chiamare il consulente tecnico a chiarimenti, sostituire il consulente, non attenersi alla consulenza, con obbligo di motivazione, non adeguarsi agli esiti, anche senza consulenza di parte o se il ricorso a tale consulenza non motivabile. Come? Pescando nella sua scienza privata, pescando nella sua conoscenza. In tal caso frequente impugnazione. un ausiliario del giudice. Un fatto pu essere esposto a consulenza tecnica sempre, anche in appello. Ad es. causa Fininvest-CIR, il giudice d'appello ha disposto una consulenza tecnica contabile sui valori della compravendita L'espresso-Repubblica, oggetto di contestazione. Il consulente tecnico di parte, nelle more, pagato dalla parte. Alla fine, da chi si accolla le spese del processo. Il consulente d'ufficio anche. Terminate le prove. Abbiamo gi visto con la prof. Frassinetti la precisazione delle conclusioni delle parti e la fase decisoria della controversia, una volta che stata esaurita la trattazione. Resta da dire di alcuni istituti speciali del processo, di cui faremo solo cenni.

PROCESSO IN CONTUMACIA. Contumacia = mancata costituzione di una parte nel processo. Bisogna distinguerla dall'assenza, poich la prima mancata costituzione, che si attua con il deposito in cancelleria del fascicolo di parte. Altra cosa che la parte si sia costituita ma poi non compaia in udienza (assenza). Il nostro ordinamento prevede anche la contumacia dell'attore, caso in cui non iscrive a ruolo e lo fa al posto suo il convenuto. Gi notificato atto di citazione, processo pendente, attore non si presenta nei dieci giorni successivi a . Pu essere il convenuto a iscrivere la causa a ruolo e presentarsi. Attore gravato di un onere della prova che paradossalmente pu essere pi grave di quello ordinario. Esempio: imprenditore Tizio in difficolt economica, debitore alla banca. Simula la vendita del capannone industriale al figlio, tentando di sottrarre il bene alla garanzia immobiliare. La banca fa causa, loro sanno di aver torto e non si costituiscono in giudizio. come se dicessero: non vero niente. La banca perde la causa perch non riesce a produrre la prova della vendita dell'immobile tra padre e figlio. Se si fossero presentati avrebbero avuto loro tale onere. La banca cos rimasta gravata dell'intero onere probatorio. La contumacia un istituto molto protettivo. ****************************************************************************6/12 contumacia. Pu essere: Dell'attore. Del convenuto, molto pi rilevante. [Art. c.p.c.] bisogna in primo luogo accertare i motivi della mancata costituzione del convenuto. Esso pu essere dovuta ad es. ad una mancanza di citazione. In tal caso il giudizio in ogni momento eccepibile dal convenuto, venutone a conoscenza. La contumacia del convenuto provoca sia vantaggi che svantaggi per l'attore. Da un lato egli non ha una controparte, se non il giudice. Dall'altra, ha l'onere di provare tutti i fatti di cui intende avvalersi. La scelta di rimanere contumaci talvolta completamente ragionevole. Esempio. Sinistro stradale, chiama in causa in litisconsorzio necessario proprietario della vettura, conducente e assicurazione. Molto spesso si costituisce solo l'assicurazione, dato che essa che dovr pagare. Regole del procedimento contumaciale. [Art. 292 c.p.c.] L'ordinanza che ammette l'interrogatorio o il giuramento, e le comparse contenenti domande nuove o riconvenzionali da chiunque proposte sono notificate personalmente al contumace nei termini che il giudice istruttore fissa con ordinanza. Le altre comparse si considerano comunicate con il deposito in cancelleria e con l'apposizione del visto del cancelliere sull'originale. Tutti gli altri atti non sono soggetti a notificazione o comunicazione. Le sentenze sono notificate alla parte personalmente. Esempio. Prima domanda per 6000 euro, rimaniamo contumaci calcolando che le spese per il processo sarebbero maggiori. Domanda riconvenzionale a 100 mila euro, decidiamo di presentarci. Per iniziativa corte costituzionale onere di notifica del verbale, per permettere alla controparte di disconoscere la scrittura privata. Tutti gli altri atti si danno per conosciuti dalla controparte con il deposito in cancelleria. Il contumace pu costituirsi anche tardivamente, ma a quel punto deve accettare il processo nello stato in cui si trova. Se in prima udienza, non potr pi produrre domande riconvenzionali e altri atti. Se dopo il termine ex art. 183, anche dalla possibilit di addurre prove, e potr solo produrre

difese argomentative. Pu farlo fino alla precisazione delle conclusioni. Pu chiedere la remissione in termini. [Art. 294 c.p.c.] Il contumace che si costituisce pu chiedere al giudice istruttore di essere ammesso a compiere attivit che gli sarebbero precluse, se dimostra che la nullit della citazione o della sua notificazione gli ha impedito di avere conoscenza del processo o che la costituzione stata impedita da causa a lui non imputabile. Il giudice, se ritiene verosimili i fatti allegati, ammette, quando occorre, la prova dell'impedimento, e quindi provvede sulla rimessione in termini delle parti. I provvedimenti previsti nel comma precedente sono pronunciati con ordinanza. Le disposizioni dei commi precedenti si applicano anche se il contumace che si costituisce intende svolgere, senza il consenso delle altre parti, attivit difensive che producono ritardo nella rimessione al collegio della causa che sia gi matura per la decisione rispetto alle parti gi costituite. Deve dimostrare l'incolpevolezza della contumacia. LA REMISSIONE IN TERMINI. Abbiamo parlato dei termini di preclusione. Il processo regolato da diverse barriere, che lo dividono in fasi distinte. Essi provocano la decadenza: ci pu portare ad un processo pi ordinato ma ingiusto. Esempio. Causa tra due operatori telefonici riguardo al risarcimento del danno per non aver permesso il passaggio ad un altro operatore. Il numero di abbonati che si ritiene non siano potuti passare prodotto in giudizio. Prove. Se il processo dice che al massimo entro la seconda memoria del 183 possono essere prodotti i mezzi di prova, tutte le prove venute all'attenzione dopo non saranno rilevanti. Un processo ordinato non un processo giusto. Il tema della remissione in termini delicato, perch restituisce un po' di elasticit al sistema. Esempio. Documenti bloccati perch oggetto di un procedimento in America, che si liberano e possono essere presentati in Italia. [Art. 294 c.p.c.] Causa non imputabile, ad esempio il tempo. In questo il giudice sono eccessivamente severi. SOSPENSIONE, INTERRUZIONE, ESTINZIONE DEL PROCESSO. Sono tutti concetti di stasi del processo, diversi tra loro. LA SOSPENSIONE. Perch e quando? Molto spesso i rapporti soggettivi sono collegati tra loro. Un fatto illecito da reato produce un risarcimento del danno ecc ecc. Si pone il problema di verificare cosa succeda dal punto di vista processuale quando due rapporti collegati siano entrambi contenziosi. Esempio. Tizio picchia Caio, c' un processo penale per lesioni e parallelamente un processo civile con domanda di risarcimento del danno. Davanti al giudice amministrativo per l'annullamento di un provvedimento amministrativo legittimo e parallelamente un procedimento civile di risarcimento. Anche due rapporti entrambi dibattuti in sede civile, come per rapporti autonomi ma subordinati tra di loro. Giudici diversi. Giudice penale e giudice civile. Esisteva il principio della pregiudizialit penale necessaria, che comportava che in caso di rapporto che investiva sia il penale che il civile, il giudice civile, investito, non poteva decidere finch il giudice penale non avesse pronunciato sentenza. Aveva effetti micidiali. Esempio. Sinistro stradale con omicidio colposo. Per ottenere il risarcimento del danno bisogna attendere che venga emessa sentenza per omicidio colposo, il processo penale dura moltissimo e c'era sospensione del processo civile di anni. La sentenza penale era destinata a fare stato nei confronti di tutti. Aveva efficacia di accertamento di fatti che si espandeva oltre al processo penale, anche al processo civile con altre parti.

La corte costituzionale negli anni '80 ha dichiarato l'incostituzionalit di tale sistema. Il giudice penale produrr una sentenza effettiva solo verso coloro che erano parti nel processo penale, e non verso terzi. Separazione delle giurisdizioni, accolta completamente dal nuovo codice di procedura penale del 1988. O. J. Simpson, giocatore di baseball che si pensava avesse ucciso la moglie. In sede penale assolto, in sede civile condannato al risarcimento dei danni. Questo pu capitare anche da noi. Non c' pi un problema di sospensione, ma di parallelismo. Dire quale sistema sia migliore dubbio: nel caso Simpson ad esempio il nuovo sistema mostra una possibile conseguenza, l'incoerenza. Dall'altro lato sono pi brevi i tempi. Le cause si sospensione rimaste dipendono dalle scelta della parte civile, che decide di far sospendere il processo civile in alcune ipotesi particolari, costituendosi davanti al giudice penale. Essa sempre pi un fenomeno eccezionale. un diniego temporaneo, anche se molto lungo, di giurisdizione. Significa negare la giurisdizione per molto tempo, e quindi la giurisprudenza molto cauta del concederla. Quali sono le cause? Vincolo di pregiudizialit e dipendenza. Identit delle parti. Impossibilit di proseguire con il processo. Sono casi in cui non possibile la riunione, senn sarebbe la soluzione privilegiata. Caso classico. Societ in stato di insolvenza, amministratori hanno fatto di tutto, curatore fallimentare inizia un'azione di responsabilit nei confronti di sindaci, societ di revisione contabile ed amministratori. Propone la domanda in tre sedi diverse (ognuna contro un gruppo di soggetti). Nei confronti di tutti questi soggetti chiede l'intero danno secondo responsabilit solidale, identificandolo nel passivo della societ. Abbiamo tre domande il cui valore ciascuno di tale somma. Se i processi finissero tutti ci sarebbe tre volte il valore del danno. Tali cause possono essere riunite? S, per l'oggetto. Ma se non possono c' sospensione? No, perch manca l'identit di soggetti. Una sentenza non potr fare stato nei confronti degli altri procedimenti. Pur esistendo una stretta connessione, la sospensione non possibile. Ci capita molto spesso. Durante la sospensione non si possono compiere atti nel processo, a meno che non venga fatta istanza al giudice. Causa Icomec Enel. A Milano, Icomec conviene Enel, che chiama in causa Longo. A Roma, Icomec conviene Longo, che chiama in causa Enel. Ci sono i presupposti per la sospensione necessaria per pregiudizialit? I fatti sono gli stessi, le parti sono diverse, ma possono essere visti come due coobbligati solidali. C' una differenza soggettiva e le due domande sono autonome (riunibili per oggetto, ma non per grado del processo). Il problema nelle reciproche domande di chiamata in giudizio tra Longo e Enel. Questo un problema del solo convenuto. successo che il giudice di Roma ha pronunciato una sentenza in cui ha condannato entrambi a pagare il risarcimento. Il difetto processuale che ci non rientrava nella domanda: un vizio di extrapetizione. La sentenza impugnata e va in appello. Il processo Milanese pregiudicato dalla sentenza di Roma (non dalla domanda) e c' una apparente situazione di litispendenza, derivata dall'errore del giudice. Se la sentenza di Roma veniva confermata in appello e cassazione, poteva pregiudicare il processo milanese. Il processo milanese non pu continuare come se nulla fosse, non ci pu essere riunione, ma c' pregiudizialit. C' stata sospensione. La corte d'appello ha riformato in parte la sentenza e adesso la causa in cassazione. Un problema di questo genere si pu risolvere solo con i principi generali del diritto processuale civile. INTERRUZIONE. Evento che blocca la prosecuzione del processo in dipendenza di circostanze

specifiche, come l'incapacit sopravvenuta di stare in giudizio della parte. ESTINZIONE. Il processo non giunge alla sua fine naturale, cio la sentenza, ma si estingue prima. Nelle lezioni abbiamo incontrato alcune ipotesi di tale tipo: ipotesi in cui vi sia litispendenza tra due cause c' la cancellazione di una. Chiamata del terzo litisconsorte necessario. Le ipotesi pi frequenti sono quelle in cui l'estinzione determinata dalla volont delle parti, che non ne hanno pi interesse. Due modalit principali per produrre estinzione: 1. RINUNCIA AGLI ATTI DEL GIUDIZIO. Le parti rinunciano alla prosecuzione del giudizio. [Art. 306 c.p.c.] Deve essere: accettata dalle parti non tra i poteri del procuratore incondizionata. Gi visto nella contumacia dell'attore, ipotesi in cui una delle parti, dopo avere iniziato la causa, dichiara di rinunciare, e la controparte ha il potere di impedire l'estinzione negandone il consenso, spinto dalla logica dell'azione di accertamento (vuole accertare di avere ragione per sistemare il conflitto definitivamente). Se il processo si estingue cessa di esistere, ma non consumata l'azione. Essa pu essere ricominciata da capo in un secondo momento. Notificazione della rinuncia agli atti del processo. La controparte, se si difesa (costituita e non contumace), pu aver sostenuto eccezioni di diritto o di fatto. Se ha voluto una sentenza di rito, ha dimostrato di non avere un interesse preminente all'accertamento nel merito. Se non ha interesse, allora non avr diritto a prestare il consenso o meno, ma come se avesse gi rinunciato. Se invece avr eccepito sul merito, pu scegliere se prestare consenso o meno. Non rientra nei poteri del procuratore ordinario (difensore), ma serve intervento della parte o procura speciale. Il rinunciante deve rimborsare le spese alla controparte. Non il sistema pi frequente. 2. ESTINZIONE PER INATTIVIT. Una volta costituitesi, le parti decidono di non comparire in udienza [art. 309 c.p.c.]. Basta l'assenza delle parti per due sedute successive, e il giudice cancella la causa dal ruolo. Caso classico. Avvocati si mettono d'accordo per fare un 309. 3. ALTRE IPOTESI PREVISTE DALLA LEGGE. Il giudice ordina determinate attivit e le parti non le fanno (vediamo noi). 4. CONCILIAZIONE. Verbale di conciliazione scritto dal giudice. Mai fatto per non pagare l'imposta di registro. Di solito le parti lo fanno al di fuori del processo, con scambio di lettere ( regolato anche il regime delle spese, con la frase le parti rinunciano alla solidariet ex art. 68 professione forense: regola per cui, in casi di transazione, le spese sono poste a carico solidale). Effetti. [Art. 310 c.p.c.] Lestinzione del processo non estingue lazione. Lestinzione rende inefficaci gli atti compiuti, ma non le sentenze di merito pronunciate nel corso del processo e le pronunce che regolano la competenza. Le prove raccolte sono valutate dal giudice a norma dellarticolo 116 secondo comma. Le spese del processo estinto stanno a carico delle parti che le hanno anticipate. Le prove raccolte possono essere usate come prove secondarie in un altro processo. Se il processo

ricomincia da capo la prova pu essere ripresentata, ma ha un'efficacia probatoria minore (mero argomento di prova il giudice non pu fondarsi esclusivamente su di essa). Il secondo processo pu anche essere civile. GIUDICE DI PACE. Non un giudice professionale in senso stretto e il rito dovrebbe essere semplificato, invece abbastanza complicato. [Art. 311 322 c.p.c.] Forma processuale abbastanza semplificata ma che rimanda nella maggior parte dei casi alle norme di procedura del rito ordinario. solo un rito ordinario un po' semplificato. [Art. 311 c.p.c] Funzione residuale delle norme sul tribunale in composizione monocratica. [Art. 316 c.p.c.] Forma della domanda. Davanti al giudice di pace la domanda si propone mediante citazione a comparire a udienza fissa. // La domanda si puo' anche proporre verbalmente. Di essa il giudice di pace fa redigere processo verbale che, a cura dell'attore, e' notificato con citazione a comparire a udienza fissa. Ci si pu difendere da soli fino al valore di 516 euro. Istituto ibrido, perch il tal caso il giudice di pace si comporta un po' come un difensore, e quindi poco utilizzato. [Art. 318 c.p.c.] Contenuto della domanda. Termine di comparizione dimezzato. In apparenza un atto molto semplificato. Ci pu essere o meno conciliazione. Se non c' il giudice di pace chiede di presentare [Art. 320 c.p.c.] Nella prima udienza il giudice di pace interroga liberamente le parti e tenta la conciliazione. // Se la conciliazione riesce se ne redige processo verbale a norma dell'articolo 185, ultimo comma. // Se la conciliazione non riesce, il giudice di pace invita le parti a precisare definitivamente i fatti che ciascuna pone a fondamento delle domande, difese ed eccezioni, a produrre i documenti e a richiedere i mezzi di prova da assumere. // Quando sia reso necessario dalle attivita' svolte dalle parti in prima udienza, il giudice di pace fissa per una sola volta una nuova udienza per ulteriori produzioni e richieste di prova. // I documenti prodotti dalle parti possono essere inseriti nel fascicolo di ufficio ed ivi conservati fino alla definizione del giudizio. Qui richiesto di precisare subito tutto, con unica possibilit di sfogo al c. 4. In realt il giudice di pace non applica tale articolo nel modo appena descritto e, di fronte ad una ragionevole richiesta di rinvio, la accolgono. [Art. 321 c.p.c.] Il giudice di pace, quando ritiene matura la causa per la decisione, invita le parti a precisare le conclusioni e a discutere la causa. // La sentenza e' depositata in cancelleria entro quindici giorni dalla discussione. Non c' un periodo di tempo tra conclusioni e definizione. Il giudice potrebbe anche fare tutto in un'unica udienza. Talvolta questo capita, ma in realt molto raro e richiede grande bravura da parte di un avvocato. un processo mal congegnato e pericoloso, per la grande discrezionalit lasciata al giudice. I tempi sono tendenzialmente abbastanza brevi. Discorso sulla lunghezza dei procedimenti, la mediazione ecc. I dati sulla mediazione pubblicati dal Sole 24 ore sono negativi, perch esse sono condotte privatamente e spesso hanno pi spese che benefici. La mediazione un simbolo, perch si basa sulla volont delle parti di fare pace. Se obbligatoria, un non senso destinato a fallire. La questione stata devoluta alla corte costituzionale con due ordinanze, una di tar lazio e una del giudice di pace di Parma. La seconda pi tempestiva dell'altra, perci viene esaminata per prima dalla corte. L'ordine degli avvocati di Milano ha deciso di costituirsi presso la corte per chiedere e concludere

l'illegittimit costituzionale della mediazione obbligatoria ex art. 5 d.lgs. 28/2010. Anche il professore si costituir. Essa lede anche il lavoro dell'avvocato, perch c' il timore che di fronte al mediatore si possa essere accompagnati anche solo da commercialisti (togliendo lavoro agli avvocati). Per approfondire http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_9954.asp . Il professore si chiede perch l'opinione pubblica si scandalizza se chiude Termini Imerese e non se gli avvocati hanno meno lavoro. La mediazione segreta, se fallisce non possono esserne utilizzate le informazioni assunte. Il mediatore pu parlare con le parti anche separatamente, tanto non dovr verbalizzare nulla, c' segretezza. ****************************************************************************7/12 La logica di fondo che siamo in crisi in quanto a lunghezza del processo e bisognerebbe intervenire sulla struttura, ma ci sono degli enti costituzionali inviolabili, come il monopolio statale della giustizia. Non si possono istituire giudici straordinari e speciali, non si pu ricorrere a giudici privati e quindi bisogna istituire un servizio di mediazione in buona parte obbligatoria, per creare strumenti ad indurre le parti ad arrivare ad una effettiva pacificazione. L'arbitrato un giudizio vero e proprio affidato ad un privato. Alla fine gli arbitri pronunciano un lodo che ha contenuto di una sentenza. La mediazione non ha invece alcun effetto coercitivo, ma produce proposte, che possono essere accettate o meno. Il legislatore ha in mente una situazione molto semplice, con domanda singola nei confronti di una persona.. in realt le cause sono pi complicate, con litisconsorzio, litispendenza.. Molto probabile che il mediatore non faccia una proposta a sorpresa, ma quando sapr che in sostanza l'accordo gi c'. Oltre alla obbligatoriet, altro argomento importante capire chi sono i mediatori. Sono molti, perch si aperto un mercato che si fa concorrenza sulle tariffe. Sono per lo pi avvocati giovani, che cercano di compensare la mancanza di lavoro. Il problema l'indipendenza, l'imparzialit e la preparazione di questi soggetti. Puoi far decorrere contemporaneamente il termine di comparizione della controparte, e il termine del procedimento di mediazione (che non dura molto). Cos, se la mediazione non dovrebbe andare a buon fine, si va con il processo. E la domanda riconvenzionale non soggetto a mediazione? Il giudice dovrebbe sospendere il processo e far tornare le parti dal mediatore. Oppure quando chiamato in causa un terzo, che pu proporre un'altra domanda. C' poi il problema che la mediazione pu avere costi rilevanti. Vedremo se sar dichiarato incostituzionale o meno, ma la questione delicata perch ci sono molti interessi precostituiti. Non c' nessuna limitazione al mediatore per l'esercizio della sua attivit nel territorio nazionale. Essi lavorano per lo pi in un organismo di mediazione (camere di commercio, societ privata). Se indichi una regola di competenza devi indicare anche dei criteri, delle eccezioni, un'impugnazione, un regolamento. La mediazione che funziona veramente bene quella nel diritto familiare, dove il mediatore opera come ausiliario del giudice. Il giudice pu avvalersi di un mediatore professionale perch collabori con le parti cercando di trovare una soluzione condivisibile per i micro-conflitti. Precedente poco confortante nel diritto del lavoro, dove la mediazione obbligatoria non ha funzionato. Commissione mista con rappresentanti di lavoratori e datori di lavoro. Essa aveva funzionato molto male, perch l'obbligatoriet aveva addirittura diminuito il numero di conciliazioni andate a buon fine. Effetto opposto a quello sperato. A Trieste diverso, perch c' la mentalit austrungarica di rispettare le regole. GIUDIZIO DI SECONDO GRADO.

Non c' certezza dell'accuratezza del giudizio di secondo grado, ma probabile che sia pi accurato, dato che pu sfruttare le attivit gi svolte, le censure che le parte svolgono contro la sentenza di primo grado. Il processo si arricchisce e pu diventare pi accurato. Altro elemento che il giudice di secondo grado ha maggiore anzianit ed esperienza. Nella esperienza del professore, esistono due tipi di magistrati di corte d'appello. Alcuni sono bravissimi, altri poco motivati, a fine carriera, e pensano solo ai nipotini. La cassazione pu rilevare solo vizi di rito e rimandare la causa in appello. In tal caso siamo gi a nove/dieci anni di giudizio. In altri ordinamenti l'appello estremamente limitato, come nei paesi anglosassoni. Da noi la regola. Ma come sono costruiti i mezzi di impugnazione? Esempio. Risarcimento di danno da incidente stradale finito con sentenza, da impugnare. La corte d'appello sempre collegiale, che hanno passato una valutazione di professionalit e hanno almeno 40 anni. Effetto sostitutivo (la nuova sentenza sostituir quella di primo grado) e devolutivo (devolve tutta la causa al giudice d'appello). Il giudice d'appello un giudice di merito. La cassazione invece un giudice di legittimit. E questi sono i mezzi di impugnazione ordinari (ce ne sono altri di straordinari). [Art. 323 c.p.c.] I mezzi per impugnare le sentenze, oltre al regolamento di competenza nei casi previsti dalla legge, sono: l'appello, il ricorso per cassazione, la revocazione e l'opposizione di terzo. Esempio. Causa con nostra sorella, siamo sicuri che ci ha fregato parte della legittima non imputandovi delle donazioni che ha ricevuto (e che lei dice sia stata una vendita). Proponiamo azione di riduzione. L'azione si blocca per il fatto che non aveva la prova. La causa va avanti in secondo grado e poi in cassazione. Anni dopo il fratello scopre l'estratto conto da cui risulta inequivocabilmente che c'era stata la donazione. La sentenza ormai effettiva, come faccio valere la nuova prova? Stessa situazione se non impugno la sentenza di primo grado e si scopre che il giudice era stato corrotto, o se era stato corrotto il testimone. Tutti casi in cui ci sono eventi straordinari che accadono in un momento successivo alla conclusione del procedimento. Vi sono impugnazioni proponibili solo entro un certo termine: trenta giorni per primo grado sessanta per appello se la cassazione conferma finita. Anche revocazione straordinaria [395]. A lato di queste impugnazioni, abbiamo le impugnazioni straordinarie, non vincolate ad un termine dalla pronuncia dalla sentenza, perch l'interesse ad impugnare nasce da eventi straordinari, che non sopportano la sottomissione ad un termine. Esse sono revocazione straordinaria e opposizione di terzo [404]. [Art. 111, c. 6 Cost.] Contro le sentenze e contro i provvedimenti sulla libert personale, pronunciati dagli organi giurisdizionali ordinari o speciali, sempre ammesso ricorso in Cassazione per violazione di legge. Anche per un petitum di 60 cent. La corte di cassazione, interpretando questa norma, dice che sentenza non solo quella in senso formale, ma qualunque provvedimento del giudice non altrimenti impugnabile che decida su diritti soggettivi o status della persona. Anche ordinanze, o altri provvedimenti. Effetti: numero spropositato di casi e lunghezza tempi della cassazione la Cost. non fa mai riferimento all'appello, se non nei giudizi amministrativi. Il legislatore potrebbe sopprimere o limitare l'appello. Le sentenze del giudice di pace vanno direttamente in cassazione e la cassazione ancora pi ingolfata.

LA COSA GIUDICATA. La cosa giudicata trattata in maniera non completa dal manuale, e il professore la chiede per mandare a casa le persone. Due tipi: Formale. [Art. 324], sentenza che non pi impugnabile con i mezzi di impugnazione ordinari. la stabilit della sentenza, un ordine dato ai giudici di non tornarvi. Salvi i rimedi straordinari, che sono rarissimi. Essa opera come presupposto della cosa giudicata sostanziale. Sostanziale. [Art. 2909 c.c.] L'accertamento contenuto nella sentenza passata in giudicato (cosa giudicata formale) fa stato (=ha la stessa efficacia della legge) fra le parti, gli eredi (delle parti, che subentrano nei loro rapporti) e gli aventi causa (successione a titolo particolare, con cui si trasferisce anche il diritto, come accertato dalla sentenza). Non nei confronti dei terzi. Ci sono effetti riflessi, che sono uno dei temi pi complicati del diritto processuale civile. Sono quelli che la sentenza svolge solo in via di fatto. Esempio. Uno deve 100 mila euro a uno, ha un patrimonio di 120 mila euro. Ha un'altra causa che perde, e il creditore non pu soddisfarsi perch ha pochi soldi. OPPOSIZIONE DI TERZO. Istituto che ha scarsissima utilit pratica e grande importanza teorica. come avere un balcone da cui si vede un panorama immenso, e parlare dell'opposizione di terzo significa parlare di cosa giudicata e delle cose pi importanti del processo. [Art. 404 c.p.c.] Un terzo puo' fare opposizione contro la sentenza passata in giudicato o comunque esecutiva pronunciata tra altre persone quando pregiudica i suoi diritti. // Gli aventi causa e i creditori di una delle parti possono fare opposizione alla sentenza, quando e' l'effetto di dolo o collusione a loro danno. E perch un terzo ha la possibilit di impugnare la sentenza, se non ci sono effetti verso di lui? Perch ci sono effetti in via di fatto, che possono pregiudicarlo. In questi casi pu fare opposizione alla sentenza, impugnarla. Qual' lo strumento con cui il terzo pu prevenire la pronuncia di una sentenza? L'intervento, autonomo (principale o litisconsortile) o a chiamata. Falsus procurator. [Art. 105, c. 2] Possibilit per un terzo di intervenire in una causa, per tutelare un proprio interesse. (es. intervento adesivo dipendente del sub conduttore). Se l'intervento adesivo lo pu fare con .. revocatoria. Esempio di lite fittizia con amico per non dover pagare un debito (effetto dolo collusione). REVOCAZIONE. [Art. 395 c.p.c.] Casi di revocazione. Torniamo al sistema delle impugnazioni ordinarie. Titolo III libro II si apre con un capo di norme che regolano tutti i mezzi di impugnazione [323-338]. Quali sono i termini? Essi sono irrimediabili, e spesso oggetto di errori stupidi da parte degli avvocati. Sono strutturati in due maniere: Termine lungo, di sei mesi dalla data di deposito della sentenza in cancelleria. [Art. 327 c.p.c.] Indipendentemente dalla notificazione lappello, il ricorso per Cassazione e la revocazione per i motivi indicati nei numeri 4 e 5 dellarticolo 395 non possono proporsi dopo decorsi sei mesi dalla pubblicazione della sentenza. Il deposito notificato alle parti con un biglietto che contiene anche il dispositivo. Sei mesi sono un termine lungo, e il

codice prevede quindi anche un sistema diverso. Termine di default. Termine breve, di trenta giorni per l'appello o di sessanta per la cassazione. Una delle parti, solitamente la vincitrice, notifica la sentenza alla sua controparte, facendo copia autentica della sentenza in cancelleria. In tale maniera il termine inizia a decorrere. Dipende dall'iniziativa di parte che decide se far decorrere subito il termine o aspettare sei mesi. Esempio. Donna che perde il feto e fa causa al medico, che vince perch non si riesce a dimostrare il nesso di causalit con un intervento subito. Notificare o non notificare? Dipende da argomenti di tipo psicologico. Se lasci pi tempo per riflettere magari lascia perdere, mentre se notifichi subito e provochi, pu darsi che ci determini l'impugnazione. Se siamo sicuri che non ci sia impugnazione e abbiamo bisogno di sentenza passata in giudicato, ci conviene notificare. Tale sistema non esiste in altri ordinamenti, ed ragionevole. Piccola trappola: il regolamento di competenza deve essere invece proposto entro trenta giorni dalla comunicazione e non dalla notificazione della sentenza. In contumacia, notifica fatta , senn al domicilio [art. 330 c.p.c.].

Appello proposto in generale davanti alla corte d'appello, tranne per il giudice di pace, che si impugna davanti alla cassazione. Citazione con termine di comparizione ex art. 163 bis c.p.c. Siamo in un ambito ancora abbastanza familiare. Ampiezza del giudizio d'appello. In linea di principio non ha limiti, ma bisogna coordinare questa regola con il divieto della reformatio impedius, principio che deriva dal diritto romano, per cui il giudice di secondo grado non pu cambiare la decisione in senso peggiorativo in relazione alla domanda. Esempio, domanda per ottenere in pagamento di 100 mila euro, me ne vengono dati 50 mila e impugno. Pu il giudice d'appello darmene ancora meno? Sarebbe in contrasto con il principio della domanda, perch chiedo che mi vengano aumentati i soldi, e il giudice d'appello non pu peggiorare se non gli viene richiesto. Qual il sistema attraverso cui pu aggirarsi il limite? Se impugna solo l'attore, il giudice deve tenere per fermi i 50 mila, mentre se impugna il convenuto no. Egli pu contrapporre un'ulteriore impugnazione. Ci sono quindi due impugnazioni (e l'ordine di impugnazione invertibile). Se c' doppia domanda il giudice d'appello non ha limiti. L'impugnazione incidentale. Vediamo ancora l'esempio di prima, dove abbiamo due soccombenti e legittimati all'impugnazione. [Art. 335 c.p.c.] Riunione impugnazioni di una stessa sentenza. Possono esserci dieci impugnazioni, ma dovranno sempre essere decise insieme. Conviene impugnare perch se impugnano gli altri, rischiamo di poter solo peggiorare la nostra situazione. Potr allora impugnare solo con la forma dell'impugnazione incidentale = che si inserisce nel processo gi instaurato. Analogo alla domanda riconvenzionale, che si inserisce nel meccanismo di accertamento di un'altra domanda. Come si propone appello incidentale? Con una specifica domanda nella comparsa di costituzione e risposta. Quindi. In assenza di notifica termine per impugnare di sei mesi. Le parti possono proporre impugnazione in qualsiasi momento e sar impugnazione tempestiva. Una delle parti propone impugnazione e c' citazione notificata. Fissa la prima udienza dopo novanta giorni. Il convenuto potr proporre impugnazione incidentale, collocata nella comparsa, entro venti giorni prima della prima udienza. del tutto indifferente chi abbia impugnato per primo. solo una questione di tempo, ma la incidentale in tutto e per tutto identica a quella principale. Bisogner avere gli stessi requisiti che per proporre impugnazione primaria. Se c' notifica, il temine per impugnare diventa di trenta giorni (o sessanta). La controparte impugna l'ultimo giorno utile. Istituto detto impugnazione incidentale tardiva. L'impugnazione opera in maniera tale da rimettere in termini quella del notificante, che pu essere proposta entro venti giorni

prima della prima udienza davanti alla corte d'appello. Cos anche in caso di decorso del termine lungo. Se non ci fosse questo accorgimento sarei costretto ad impugnare sempre giusto per non trovarmi pregiudicato da un'impugnazione dell'ultima ora, pur non avendone interesse. Nullit della prima impugnazione. Se entrambe le parti impugnano entro sei mesi e la principale venga dichiarata inammissibile o improcedibile. Ci inficia anche l'incidentale tempestiva? No, perch ognuno esercita un suo diritto indipendentemente dall'altro. Vale anche per l'impugnazione incidentale tardiva? No, perch non ce n' interesse n i presupposti: se avessi voluto impugnare da solo, avrei impugnato entro il temine, e l'atto che mi prolunga il termine inficiato. Essa comporta anche la caduta dell'incidentale tardiva. un sistema ben congegnato, che disincentiva l'impugnazione e opera un equo bilanciamento di interessi. Caso. Causa tra commercialista e imprenditore, con vittoria dell'imprenditore sia nei confronti del commercialista che della societ di servizi, che anche in parte vincitrice nei suoi confronti. Il commercialista impugna all'ultimo giorno e l'imprenditore legittimato all'impugnazione legittimata tardiva, ma solo nei confronti del commercialista. La societ di servizi infatti non ha impugnato. Esempio classico dei limiti soggettivi all'impugnazione incidentale tardiva. Ci sono dei limiti. La cassazione ferma nel ritenere che non si pu impugnare tardivamente nei confronti di un soggetto diverso da quello che impugna per primo. [Art. 334 c.p.c.] non dice quali sono le parti legittimate. Secondo il professore una giurisprudenza sbagliata, perch iniqua dal punto di vista della parte che non ha impugnato, che fa una valutazione complessiva della sentenza in termini di dare/avere. In tal caso l'imprenditore potrebbe essere interessato a impugnare in ogni caso la sentenza contro la societ di servizi, per non rischiare. I limiti oggettivi invece, consistenti nel distinguere tra i capi di sentenza imputabili alle stesse parti in giudizo, sono stati eliminati. C' la sospensione feriale dei termini dal 1 agosto al 15 settembre di ogni anno. Pu essere chiesto di sospendere l'efficacia esecutiva della sentenza alla corte d'appello, e dimostrare che sussistono giustificati motivi, anche relativi alla solvenza delle parti. Se c' urgenza, si pu chiedere anche al solo presidente della corte, che prende il provvedimento e poi convoca la camera di consiglio per confermarlo [art. 351 c.p.c.]. Si dice transigere, non transare (=fare transazione). FINE, CONTINUA A MARZO.