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PERIODICO DI INFORMAZIONE, ATTUALITÀ E CULTURA MUSICALE

SAMARKLAND di Flavio Fabbri DEADIANA BARATTOLI di Egizia Mondini


NUMERO 15 > Autunno 2010

di Romina Ciuffa

vevo circa vent’anni

Periodico di informazione, attualità e cultura musicale a cura del Saint Louis College of Music
A quando il dj romano
Andrea Esu riempiva
lo storico Dome Rock
Cafè di Marco e Paola
Panico, a San Giovanni,
con le note di un duo fem-
minile, le Pink. Per un loro
pezzo, Dubbi inerti, com-
uando si parla di grandi personaggi della prai il cd. Le persi di vista. Dal testo, dalla ritmi- un onore, nel tempo stesso un compito assai

Q storia è molto difficile trovare ed utilizza-


re le parole giuste. Fiumi di inchiostro e
bit sono stati spesi per la figura leggendaria di
ca, da quel «Maometto fermo e stanco» avrei
dovuto capire che la montagna si sarebbe mossa.
Una serie di circostanze. La mia dedizione
È difficile, scrivere di qualcuno che ci ha lascia-
ti. Soprattutto quando si tratta di un’amica, di
un persona rara, preziosa umanamente e dotata
Jimi Hendrix e, mentre il tempo passa inesorabi- verso Chuck Palahniuk, innanzitutto. Per cui artisticamente. Un’entusiasta, dalla risata conta-
le, sono trascorsi già quarant’anni da quel 18 set- noto due videoclip dei Plastico, Tubo e giosa e gli occhi segnati da un costante sorriso.
tembre 1970, giorno in cui Jimi Hendrix fu trova- Paranoia, ispirati al suo Fight Club: idea, regia, Innanzitutto una dj, e donna per giunta, se siete
to senza vita nel letto di una camera d’albergo di fotografia impeccabili e, per esser datati 2001, in grado di coglierne l’importanza. Affermata,
Londra, il Samarkland Hotel. Una morte ancora la dote della lungimiranza. Calcata poi, e la gab- aggiungo. Che nell’arco di più di 10 anni di car-
avvolta nel mistero, per uno dei chitarristi più bia d’oro che spalanca Tiziano Ferro quando riera ha saputo farsi largo, guadagnarsi la stima
celebri e osannati della storia del rock. Dedito alle canta E fuori è buio, mi trattengono ad ascoltar- di tutto l’ambiente dj-ing, crearsi un nome fino a
droghe più disparate, Hendrix ben si era inserito lo per l’impossibilità di rientrare a Roma, in conquistare il territorio internazionale riuscendo
nel movimento hippy fin dal 1966, anno del suo attesa che cessi l’acquazzone. Sì, forse bellissi- a suonare nei maggiori club ed eventi musicali di
primo successo discografico con Hey Joe. (...) mo, ma sempre in gabbia ero. (...) tutta Europa. (...)

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S
L -LO S S
P E C I A L E ALTNATIVE
ER KAMIKAZE QUEENS CLASSICA
MENTE STING

Direttore photocredit
ROMINA CIUFFA Mirta Lispi

Direttore Responsabile
SALVATORE MASTRUZZI

Caporedattore
Rossella GAUDENZI
Redazione
Flavio FABBRI classica@musicin.eu
Rossella GAUDENZI jazzblues@musicin.eu
Valentina GIOSA alt@musicin.eu
Roberta MASTRUZZI soundtrack@musicin.eu
Contributi
Adriano Mazzoletti, Lorenzo Bertini, Nicola Cirillo
Giosetta Ciuffa, Lorenzo Fiorillo, Egizia Mondini
Corinna Nicolini, Paolo Romano, Eugenio Vicedomini

Music In Video
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Romina CIUFFA SPECIAL
L-LOSS LE PAROLE DI LULÙ FEED
back NATALIA GREEN
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Progetto grafico
e fotografia
Romina CIUFFA ZENONE E LA TARTARUGA
è concluso il Festival di in minuscola parte sul contributo pubblico euro, all’attività lirica ordinaria svolta da 22
Redazione
Via Urbana, 49/a
00184 Roma
Tel. 06.4544.3086
Si Villa Carpegna, per la pri-
ma volta teatro naturale di
una manifesta-
(meno del 25 per cento). Alla sua prima edizio-
ne questa manifestazione indica la via da percor-
rere verso una nuova concezione di impresa cul-
enti poco più di 2 milioni, mentre 12 istituzioni
concertistiche gestiscono circa 13 milioni di
euro. Poi ci sono 164 fondazioni e attività con-
zione d’avan- turale, sana, non viziata da mire personali, fru- certistiche, quasi tutte di musica classica, e una
Fax 06.4544.3184 guardia sotto strati bisogni di ribalta o fini propagandistici. decina solo di musica moderna o jazz, che si
redazione@musicin.eu vari profili: cul- Negli anni molti Festival non hanno solo svuo- spartiscono 13 milioni di euro, fra cui, a titolo
turale, musicale, tato le casse delle amministrazioni pubbliche, di esempio, l’Associazione culturale di
Tipografia aggregativo, imprenditoria- favorendo l’arricchimento (a questo punto inde- Roccella Jonica con 250 mila euro, l’Istituzione
Ferpenta Editore Srl le. Le altre rassegne (più bito) degli organizzatori, ma hanno trattato gli Universitaria dei Concerti di Roma con 520
V. R. Gabrielli calzante «rassegnate») han- spazi loro concessi come propri piccoli feudi, mila euro, 400 mila all’Associazione Siciliana
di Montevecchio, 17 no perseverato nel propor- intoccabili, personali. Amici della Musica, 670 mila all’Associazione
Roma re il classico: formule Per capire come vengono distribuiti i fondi dal Amici della Musica di Firenze (e certo che sono
obsolete, vecchie co- Ministero dello Spettacolo, si guardi il docu- amici della musica).
Anno IV n. 15 me coloro che le mento che il sito dei Beni culturali mette a Potrebbe essere utile per un musicista consulta-
Autunno 2010 dirigono, demodé disposizione (www.spettacolodalvivo.benicultura re questo elenco prima di accettare un ingaggio
Reg. Tribunale di Roma
come un bustino li.it/sovvenzioni/2010/contrib_musica_2010.pdf). da uno degli enti finanziati o sovvenzionati; in
n. 349 del 20/7/2007 da aristocratici, Da esso ciascuno potrà farsi un’idea se l’asse- genere nella contrattazione del cachet
nostalgiche come gnazione di tali danari trovi una giustificazione l’organizzatore, per convincere il musicista ad
un villino a Monteverde, nella qualità della programmazione dell’ente accettare una miseria di paga, cita con cipiglio
noiose come un disco di Milva. percipiente o se ci si trovi di fronte all’ennesimo la «crisi del settore» (e quando mai è stato flo-
Villa Carpegna ha vantato, in quello magna-magna. rido?), la recessione (mai sentito al telegiornale
che è stato l’avvio di un nuovo modo di È facile pensar male di tutti (ed è certamente che siamo in pieno boom economico), il taglio
STEFANO concepire il «Festival», oltre 25 mila presenze sbagliato) ma spesso si indovina: da questo ai fondi. (...)
MASTRUZZI in soli 17 giorni, durante i quali ha proposto documento pubblico emerge che a 26 teatri di
EDITORE spettacoli e concerti ad ingresso libero gravando tradizione per il 2010 vanno quasi 15 milioni di  CONTINUA NELLA PAGINA JAZZ&BLUES
JAZZ
& blues L’EDITORIALE DI STEFANO MASTRUZZI Il paradosso di
Music In  NUMERO 15 > Autunno 2010

RADIO PARCO DELLA MUSICA L’Auditorium si dota di


Zenone Achille non raggiunge mai la tartaruga, così come il 95% dei una web radio ufficiale con aggiornamenti costanti sugli even-
a cura di ROSSELLA GAUDENZI
musicisti non raggiungerà mai il minimo contributivo per la pensione ti del giorno, rubriche di approfondimento, anticipazioni. Tutto.

RADIO
 CONTINUA DALLA PRIMA PAGINA > ZENONE E LA TARTARUGA

L’EDITORIALE Simone Cristicchi al Festival PARCO


di Villa Carpegna «Odio l’Estate»

DELL A
MUSICA
a cura di Rossella Gaudenzi

Nasce Radio Parco della Musica, un palinsesto in evoluzione; una web radio soggetta a stimoli con-
tinui, dalla programmazione calibrata fatta di contenuti indipendenti accanto a contenuti legati
all’Auditorium. Con veri e propri gioiellini di cultura musicale, l’intervista fatta ad Herbie Hancock
ad esempio: non si può rimanere indifferente dinanzi a una vera e propria leggenda del jazz.

(...)M
a se i fondi vengono tagliati ogni anno, a quanto diavolo ammonta-
vano venti anni fa, prima cioè di venti anni di tagli? Doveva essere
una cifra astronomica allora, ma non è che per questo motivo vere le idee chiare e di qualità. Ecco che in questo Quanto spazio viene dato alla musica jazz da Radio
vent’anni fa ci pagassero di più. È chiaro che in siffatto presunto continuo dimez-
zarsi dei fondi disponibili si incappa nel paradosso di Zenone, quindi Achille non
raggiunge mai la tartaruga, così come il 95 per cento dei musicisti non raggiun-
A modo una partenza diventa un’ottima partenza per
far bene e, nel caso specifico, far bene una web
radio nuova di zecca -o quasi, con i suoi sette mesi di
Parco della Musica?
Premesso che buona parte della programmazione stan-
dard dell’Auditorium è programmazione di musica jazz,
gerà mai il minimo contributivo per la pensione dell’Enpals. vita-, la PdM web radio, ossia Radio Parco della Musica. Radio Parco della Musica non può essere da meno, deve
Coincidenza vuole che tutti (quasi tutti, per carità) i patron dei Festival più rino- Gli eccellenti risultati sono la summa del contributo di mantenersi all’altezza delle aspettative. Cito «Torna a
mati vivano in case sontuose; evidentemente mi viene da pensare che, visto che quattro personalità diversificate e con varie competenze: casa Jazzy!», programma dal titolo spassoso che consiste
a loro detta i fondi sono sempre stati pochi e per giunta dimezzati progressiva- Duccio Pasqua, Filippo e Vanni Trentalance, Valentina in interviste della durata di trenta minuti ai maggiori jaz-
mente, fossero già tutti benestanti prima di intraprendere l’attività; ma guarda Farinaccio. I fratelli Trentalance hanno al loro arco, gio- zisti italiani, da Stefano Bollani a Enrico Pieranunzi, da
quanti bravi mecenati, gli amici della musica appunto. cando con le parole, una ragguardevole esperienza come Fabio Zeppetella a Maurizio Giammarco e così via; un
Ora è nell’aria un radicale cambio di direzione alla Casa del Jazz, un’istituzione compositori e musicisti: Filippo alla chitarra e Vanni al appuntamento monografico con approfondimenti sui
culturale di recente costituzione che, dopo 5 anni di corretta ed equilibrata con- piano hanno dato la propria impronta al gruppo musicisti e domande specifiche. In più molti riferimenti
duzione da parte di Luciano Linzi, sembra ormai prossima a un avvicendamen- Caraserena, vincitore del premio Musicultura, che ha alla loro formazione.
to nel direttivo. C’è solo da sperare in una scelta oculata, non dettata da esigen- all’attivo l’album Ricordarsi di annaffiare (Parco della Esiste il «programma preferito» di Duccio Pasqua?
ze interne troppo italiane, ma funzionali alla natura della struttura. La Casa del Musica Records, 2008). Duccio Pasqua e Valentina Esiste ed è «Il mio giradischi». Si tratta di un program-
Jazz ha avuto un travaglio controverso; prima ancora della sua effettiva nascita, Farinaccio sono i giornalisti esperti, i maghi della parola: ma nato da una chiacchierata con Christian Meyer, talen-
si parlava molto fra addetti ai lavori. Inizialmente sembrava dovesse avere fina- conduttore di Notturno Italiano di Radio Rai ed esperto di tuoso batterista appassionato di jazz noto soprattutto per
lità didattico-formativa, ma com’era prevedibile ha toccato i nervi scoperti delle musica e spettacolo per Il Giornale Duccio, giornalista, far parte del gruppo Elio e Le Storie Tese. Christian
numerose scuole di musica pubbliche e private; poi si parlò di sala concerti sta- critico musicale e scrittrice Valentina (tra gli autori del lamentava il fatto che non ci fosse alla radio una trasmis-
bile e i jazz-club di Roma insorsero; infine etichetta discografica, sala di regi- libro-intervista La Sindrome di Bollani > v. Music in 13, sione che trattasse le passioni musicali degli artisti. È
strazione, sala prove e molto altro. Beyond). Un rimescolamento delle carte e si riescono ad nato così un programma in cui gli ospiti portano i propri
Finché non fu chiaro che la costituenda istituzione pubblica non avrebbe dovu- avere punti di vista differenti. dischi preferiti dando spiegazioni articolate sul perché
to mai sovrapporsi all’attività di strutture operanti da anni sul territorio, sia per- È Duccio Pasqua a parlarci dell’ideazione e realizza- siano i loro dischi preferiti. Si fanno scoperte interessan-
ché non ve n’era bisogno, sia perché, nella nicchia del mercato del jazz, si zione di quest’impresa. ti: ad esempio che Max Gazzè ha una grande passione per
sarebbe andati a sottrarre agli operatori culturali esistenti molte preziose risor- Il progetto è nato in maniera autonoma, svincolato Frank Zappa, i Weather Report, Franco Battiato. Oserei
se delle già poche disponibili. Sin dalla sua apertura al pubblico del 2005, la dall’Auditorium Parco della Musica, in virtù dell’amore dire che questo è anche un buon modo per «umanizzare»
Casa del Jazz trovò una propria collocazione, equidistante. Ma dovrà perseve- per la radio e di un confronto critico con altre strutture il musicista, avvicinarlo all’ascoltatore.
rare lungo questa direzione e intensificare anche il fine divulgativo di questa europee. Abbiamo realizzato vari demo per capire quali Credi si possa parlare anche di un programma pre-
meravigliosa struttura. Un luogo di incontro per famiglie e neofiti che possano informazioni potessero essere poi elaborate e mandate in diletto dagli ascoltatori?
in tal modo avvicinarsi e lasciarsi trasportare nel magico mondo del jazz. Un onda. Il processo è stato un po’ lungo, l’idea è però pia- Posso affermare che abbiamo ideato un momento al
punto di ritrovo per studiosi e appassionati, un centro culturale documentale ciuta sin dall’inizio e si è trattato quindi di adattarla alla quale gli ascoltatori sono molto affezionati, quello del
dove trovare informazioni, riviste, dischi, registrazioni, video e quant’altro causa. Fondamentale per la buona riuscita e professiona- Quizzorium, «pillole» della durata di un minuto, che gira
possa documentare la storia del jazz, con un particolare focus sul jazz italiano. lità dell’opera è, a mio avviso, l’esserci scelti, se così si in continuazione: grazie a quesiti sugli artisti in cartello-
Ecco, questo potrebbe essere lo scopo da raggiungere nei prossimi cinque anni. può dire, per metà giornalisti e per metà musicisti. ne o sui programmi radiofonici vengono messi in palio
Certo, per instradare la Casa del Jazz su questo binario, servirà una persona di Come si struttura il palinsesto? biglietti per i concerti dell’Auditorium.
provato spessore culturale, in grado di discernere fra un geniale assolo e un bic- Potrei definirlo un palinsesto in evoluzione; non biso- Partendo dal gradimento del pubblico quale bilancio
chiere di vino. Ma soprattutto giovane, perché no, appena trentenne, con idee gna dimenticare che la PdM web radio è neo-nata, sog- si può fare su questi pochi mesi di vita della web radio?
fresche, voglia di rischiare, entusiasmo per fare non per potere, coraggio di getta dunque a stimoli continui; un palinsesto calibrato, Il gradimento è notevole e in crescita. Durante i primi
osare e non di vivere di rendita, più sperimentazione meno pensioni. composto da contenuti indipendenti accanto a contenuti giorni di programmazione sono usciti molti articoli al
Le micce della rivoluzione vengono appicciate da menti giovani brillanti, illu- legati all’Auditorium. Iniziamo con «Lo strillo quotidia- riguardo; la gente ha iniziato a scriverci e continua a farlo
minate, con una bella pietra focaia tutta da sfregare, senza bisogno di viagra. no», promemoria degli eventi del giorno che viene ripro- comunicandoci un forte entusiasmo per la programmazio-
Purtroppo nel panorama romano (e ben si fece a scegliere un giovane direttore posto ciclicamente; mentre la trasmissione «A piedi nudi ne. E c’è un dato importantissimo da considerare: l’ascolto
di Milano) esistono operatori del settore per tutti i gusti, dall’intellettuale radi- sul palco» illustra la programmazione settimanale medio di una web-radio è di pochi minuti. La nostra media
cal be-bop al peracottaro, dal giornalista curioso al bifolco ammanicato, dal dell’Auditorium, con approfondimenti e interviste ad arti- di ascolto sfiora le quattro ore. Il nostro pubblico fa inoltre
musicista colto al traffichino cafoncello. sti e pubblico. ampio utilizzo di Facebook, il mezzo più comodo per gli
Per comprendere il valore del prossimo direttore sarà sufficiente moltiplicare L’idea di fondo, il filo conduttore del nostro operato è aggiornamenti e il contatto con gli ascoltatori.
l’età del prescelto per il numero di case in suo possesso, sottrarre gli anni che quella di andare a fondo, di saper spiegare il perché una Qual è stato il momento più suggestivo dalla nascita
gli mancano alla pensione e aggiungere il numero di appoggi politici di cui determinata scelta musicale sia bella senza essere dida- della PdM web radio ad oggi?
gode. Qualora il risultato risultasse superiore agli universitari centodieci deci- scalici bensì leggeri. L’intervista fatta ad Herbie Hancock. Non puoi rimane-
mi, non vorrà affatto significare che lui o lei meriti la lode, ma che abbiamo Lavoriamo con molto materiale di archivio. Lo scorso re indifferente dinanzi a una vera e propria leggenda del
perso un’occasione. luglio ha avuto una programmazione particolare, in virtù jazz. Riuscire ad intervistarlo ha rappresentato un succes-
In tal caso, fare finta di niente e sottrarre il numero che si è pensato. del consueto appuntamento con «Luglio suona bene»: la so personale enorme. E al tempo stesso un incitamento
trasmissione Monografia ha dato ampio spazio ai musi- per fare di più e meglio. Come si suol dire: siamo conten-
Stefano Mastruzzi cisti della rassegna. ti, ma non ci accontentiamo. ■
Music In  NUMERO 15 > Autunno 2010

RECENSIONE «Il Jazz in Italia» Per viaggiare nei luoghi più sperduti del jazz con una guida esper-
JAZZ
& blues
ta, il giornalista Adriano Mazzoletti, che accompagna lo sprovveduto dalle origini alle grandi orchestre CIURI CIURI JAZZ Quando un piano a coda strabocca di limo-
(volume 1) e dallo swing agli anni Sessanta (volume 2) su una jeep che è una «turbatio sanguinis». ni e arance, è con evidenza la Sicilia jazz di Santi Scarcella

LA LONELY
PLANET
DEL JAZZ di Paolo Romano
ARANCE
di Rossella Gaudenzi

I
viaggiatori occasionali e non, si saranno imbattuti un cammino più difficile. Insomma, come dicevano gli orniamo a parlare dell’amore della Sicilia per il jazz: i risultati
certamente nelle guide Lonely Planet EDT che
accompagnano con dovizia di particolari anche il più
sprovveduto in giro per gli angoli remoti del pianeta. Con
antichi una «turbatio sanguinis», un rimescolamento gene-
tico che se da un lato è l’essenza del jazz tout court, dall’al-
tro ci dovrebbe garantire un posto in Paradiso tra i suoi fon-
T migliori sembrano venir fuori ogni qualvolta ci sia una contamina-
zione tra il jazz e i suoni della terra siciliana. Il nome scelto, di volta
in volta, per i vari progetti, è significativo: quando un piano a coda
lo stesso spirito l’editore torinese propone il secondo volu- datori. strabocca di limoni e arance, è la volta di «Ciuri Ciuri Jazz», che ci
me di una guida assai particolare, ma non meno utile – per D’altro canto, Adriano Mazzoletti, genovese d’origine e mette a contatto con il rumoroso e variopinto universo del pianista e
gli appassionati – di un tour per il Punjab o per la Terra del romano d’adozione, da più di cinquant’anni segue come compositore Santi Scarcella. Il musicista studia alla Milano Civica
Fuoco: «Il Jazz in Italia» di Adriano Mazzoletti, due giornalista presso le più prestigiose testate nazionali di carta Scuola di Musica e nel 2004 elabora un progetto musicale, a parti-
tomi per un ragguardevole totale di 1632 pagine che ci stampata, radio e televisione le vicissitudini di una musica re dalla sua tesi di laurea, che possa dar voce ai suoni della sua isola.
accompagnano, come da sottotitolo, «dallo swing agli straordinaria, che è certo non vada spiegata ma che è altret- Nasce così un brano, Lentu e Sciurandido, sull’uguaglianza tra i popo-
anni Sessanta», e che proseguono lo studio pubblicato nel tamento certo che vada conosciuta e che necessiti, per la sua li (sciurandido è un fonema inventato, sta a significare «tutti uguali»),
2004 «dalle origini alle grandi orchestre». diffusione, anche di un apparato di informazioni che - un lavoro legato all’immediatezza delle varie esperienze di vita.
La ponderosità dell’opera è tale da far inizialmente sor- l’abbiamo detto - Mazzoletti sicuramente non risparmia. Santi si allontana inoltre dal pop approfondendo una nuova esigen-
ridere il recensore sconfortato (con sincerità si rammarica Questi due tomi, insomma, si vanno ad affiancare - per za di scrittura, senza rinunciare alla canzone e trovando la risposta
di non poter millantare la lettura completa dei tomi) di prossimità - ad un’altra opera di straordinaria importanza e in Modugno, Trovajoli, Gershwin. La regola numero uno è rimanere
fronte ad essa e che da subito pensa: roba da feticisti al più con un impianto piuttosto simile che è il Jazz di Gunther ancorati alle radici culturali, così può prendere vita un brano come
spacciabile per biblioteche, conservatori ed istituti musica- Schuller (e qui non si ha davvero bisogno di presentazio- Cu jè?, in cui si ripropongono i suoni strettamente familiari,
li in aria di accessioni per il lungo freddo inverno. Poi si ni), guarda caso sempre edita da EDT, specializzata si vede un’espressione cara al nonno più i suoni del mercato sotto casa:
inizia a sfogliare l’indice analitico, dettagliatissimo e per- nel non farci perdere in nessun luogo. Ma Il Jazz in Italia «…rricotta frisca…».
fetto per muoversi dentro il libro, l’indice dei nomi curatis- ha, a nostro giudizio, un valore aggiunto rispetto anche al Nei brani rientrano i suoni veri, sono parte integrante della compo-
simo ed una discografia talmente ampia da perderci gli Totem delle storie del jazz di Schuller. sizione, dell’arrangiamento; così ci ha insegnato un eccelso maestro
occhi, una discografia che comprende tutto quanto è stato Vale a dire, una filigrana che s’addipana con discrezione come Ennio Morricone nelle colonne sonore dei film di Leone o di
registrato in trent’anni ivi comprese «registrazioni su filo, e precisione insieme sulle vicende storiche, politiche e Tornatore. Dietro la volontà di scrivere un progetto di «jazz siciliano»
nastro, dischi privati a pronta resa (lacche, acetati), lp fuori sociali del nostro Belpaese. E così, tra le pagine musicali a c’è la necessità di trovare un titolo accattivante: il risultato del lavoro
commercio, o stampati o mai messi in circolazione, e cd a suon di sincopi, Mazzoletti, quando con nostalgia, quando è una commedia musicale che narra le vicende di Sam, giovane pia-
tiratura limitata». con il rigore del compilatore e del critico, racconta la sto- nista siciliano emigrato in America. Egli scopre che tanti italiani, e
E il viaggio, dicevamo, può iniziare. Il mio parte dall’in- ria di un paese povero ma orgoglioso dopo la catastrofe del meglio, siciliani, hanno dato un enorme contributo alla genesi del
dice dei nomi e mi succede quello che di solito capita di ventennio e della guerra, combatte - neanche tanto velata- primo jazz: Nick La Rocca, Frank Sinatra, Beniamino Buonomo alias
fronte a un atlante geografico, si trova uno spicchio di mente - le astruse teorie della Scuola di Francoforte Bennie Goodman, e molti altri. È un’America che va ringraziata per
terra, ci si incuriosisce, si inizia a saltare da una parte (Adorno su tutti) sul jazz come musica per eccellenza di aver dato a molti emigrati la possibilità di trovarsi a New Orleans e
all’altra dell’emisfero con collegamenti e fili d’Arianna regime, il nazista compreso, e ripercorre le tappe della rico- infondervi la propria cultura. Sam, interpretato da Santi, affermerà:
tutti personali ed eccoci dentro un viaggio virtuale meravi- struzione fino agli anni del boom da «dentro» le case della «Non posso fare jazz, debbo fare ciuri ciuri jazz…».
glioso, un mare nel quale ci è dolce naufragare. gente, per così dire. Il genere della commedia musicale è nato per caso. Come perso-
Cerco subito un po’ di amici o di musicisti conosciuti per Questi tomi raccontano un’Italia ancora non raccontata, naggi in cerca di autore, i brani hanno a poco a poco trovato una sto-
verificarne il «trattamento». Parto con Marcello Rosa, salto i programmi artistici dei Caffè di Trieste, le balere di ria, una sceneggiatura, fino a creare un lavoro della durata di quasi
ad Amedeo Tommasi, porgo il mio omaggio a Franco Alessandria dove Dino Piana iniziò a farsi conoscere, due ore. L’autore ha lavorato con Marisa Laurito per oltre due anni,
Cerri, bazzico qua e là per trovare echi di Eddie Lang e l’Orchestra di Ritmi Moderni di Francesco Ferrari dove - scoprendo il piacere per il teatro e prediligendo progetti che commi-
m’accorgo che il libro, come dire, «c’è». scopriamo -f u brevettata una particolare sordina triangola- stionino le arti. La commedia è orchestrata in maniera originale, si
È questo e molto altro, perché la carta geografica che si re per tromba per ottenere sonorità differenti (ah, l’italo improvvisa con la zampogna, con il «friscalettu», o flauto di canna,
va delineando non è solo quella dello studioso e del critico ingegno!). E così una storia d’Italia diversa si inizia a con il «marranzanu», o scacciapensieri. Tutto per rendere appieno
del jazz (figura pure onnipresente nelle pagine del Jazz in sovrapporre alla prima mappa geografica colorandola non quella celebre «vucciria» che trae origine dalla latina «vox» in cui si
Italia) che ha perso gli occhi a spulciare biblioteche ed tanto di date e luoghi, ma della immensa e straordinaria racchiude l’anima della terra di Sicilia.
emeroteche e l’udito alle disconastroteche di Stato e non umanità di quanti quelle date e quei luoghi li hanno vissu- La band è soggetta a cambi continui, e cambi continui ci saranno
(più «non»). La cartografia la sta mappando un viaggiato- ti, da musicisti e da gente comune, da abruzzesi emigrati e in futuro. Apportatore di stabilità per il gruppo, che ha aderito al pro-
re vero, un uomo che ha accompagnato e raccontato gior- da aristocratici lombardi, da braccianti calabri e dalla getto sin dagli inizi, è senza dubbio il batterista messicano Israel
no dopo giorno con passione e intelligenza quello che di nuova borghesia piemontese. Varela; al basso e contrabbasso il raffinato Maurizio Rolli; Pietro
straordinario stava accadendo in Italia sul versante del jazz, Anche questo è il motivo per cui tra i nostri libri non Cerruto alla zampogna, che sa imprimere colori forti alle esecuzioni.
una musica della quale Mazzoletti con una punta di patrio dovrebbe mancare il Jazz di Adriano Mazzoletti, perché Inoltre: Gian Piero Lo Piccolo al sax, Massimo Guerra alla tromba e
orgoglio tricolore rivendica all’Italia - se non proprio la una sera qualunque potremmo voler di ritrovarci imbar- flicorno, Giovanni Smiroldo alla fisarmonica.
paternità - almeno il forte sospetto che senza gli italiani, e cati in una navigazione straordinaria e con mille destina- Una chicca: sul palco, sprazzi di didattica per il pubblico.
non solo emigrati, la musica afroamericana avrebbe avuto zioni possibili. ■
ROCK
OFF BRMC Nelle chitarre una stratifi-
Music In  NUMERO 15 > Autunno 2010

ÒLAFUR ARNALDS
JIMI HENDRIX Quarant’anni dopo Noi facciamo della musi- cazione in grado di ricreare il muro E sono fuggiti dal peso
a cura di FLAVIO FABBRI sonoro del rock. E delle moto
ca libera, dura, che picchi forte sull’Anima in modo da aprirla dell’oscurità

 CONTINUA DALLA PRIMA PAGINA > SAMARKLAND di FLAVIO FABBRI

SAMARKLAND
HOTEL ARNALDS
A PIOGGIA
Un esempio di come la musica strumentale di estrazione classica possa, con strumenti
rock, avvicinare il panorama della musica alta a quello sterminato delle sonorità più pop
opo una fugace apparizione nel 2008, band heavy metal tedesca Heaven Shall Burn.
D torna in Italia il giovanissimo composito-
re e pianista islandese Ólafur Arnalds per
presentare il suo ultimo album. Nato nel 1987 a
È del 2007 il suo primo lavoro autoprodotto,
Eulogy for Evolution, a cui sono seguiti gli EP
Variations of Static del 2008, Found Songs e
Mosfellsbaer, nei dintorni di Reykjavik, ha Dyad 1909 del 2009, fino all’uscita ad aprile
ottenuto la ribalta internazionale accompagnan- 2010 del nuovo ed intenso ...And They Have
do in tour nel 2008 i più famosi Sigur Rós, gua- Escaped the Weight of Darkness, prodotto dalla
dagnandosi così il rispetto dei critici e l’affetto britannica Erased Tapes. Un disco ricco di
di sempre più numerosi fan in ogni parte del sonorità neo-classiche e indie rock, dove per
mondo. La sua musica spazia dalla classica alla quaranta minuti a farla da padrone è la speri-
minimalista, dall’elettronica all’indie/pop, il mentazione polistrumentale, dalla nostalgica
Una suonata funebre per salutare un’era: quella della rivoluzione hippy e del che lo accosta di continuo ad artisti di diverse Thu-ert-solin alla struggente e malinconica
Rock & Roll, eletto da milioni di giovani in tutto il mondo a linguaggio universale estrazioni, dai citati Sigur Rós a Balmorhea, da Undan hulu, per un incrocio leggero di archi,
di protesta e autodeterminazione culturale. Un modo di intendere la musica e la Jóhann Jóhannsson a Max Richter. violini, pianoforte, batteria e glitch elettronici.
vita che andava oltre il bisogno di fare soldi e che però, di lì a poco, avrebbe Un esempio, questo di Arnalds, di come la Titoli incomprensibili per emozioni universa-
lasciato inesorabilmente il posto al grande business e ai professionisti del palco. musica strumentale di estrazione classica, gra- li di delicata composizione, in cui si sente
zie all’utilizzo dell’elettronica e di strumenti l’alternarsi delle stagioni, il battere della piog-
tipicamente rock, possa avvicinare il panorama gia e il colore vivido delle note autunnali. Di
della musica alta a quello sterminato e spesso questo si nutre la musica di Arnalds e i suoi

(...)
Afroamericano da parte di padre Sheperd, Ernie Isley, Jonny Lang, Hubert sorprendente delle sonorità più pop. Una concerti in Italia costituiscono tre occasioni
e indiano cherokee da parte di Sumlin, Eric Johnson, Joe Satriani, Los Lobos, miscellanea originale, accattivante e facile uniche per godere dal vivo delle esecuzioni e
madre, Jimi mostrava se stesso Living Colour e Doyle Bramhall II. Visto poi all’ascolto, in cui le note di pianoforte intense e delle atmosfere tipiche della tradizione musica-
al pubblico come il classico che per metà Jimi era un Cherokee, su iniziativa cadenzate si muovono in armonia con l’essen- le islandese, di cui molti ormai sono gli artisti
capellone istrionico, estroso, della sorella, molti dei suoi oggetti personali zialità cruda del post-rock di qualche anno fa, noti a livello mondiale. (Flavio Fabbri)
vestito in maniera stravagante e in perfetto stile sono finiti allo Smithsonian’s National Museum frutto di intense collaborazioni a livello interna- 6 novembre > Milano, Casa 139; 7 novem-
hipster. Ogni sua esibizione live o disco dato of the American Indian. Sorta di reliquie artisti- zionale, tra cui quelle con il principe dell’elet- bre > Terracina (Latina), Le Scalette; 8
alle stampe aveva sempre il solito effetto di far che e non, tra cui anche una delle sue giacche tronica Aphex Twin, i compaesani Amiina e la novembre > Roma, Circolo degli Artisti.
letteralmente impazzire milioni di giovani, gra- preferite e altri oggetti in pelle.
zie alle vibrazioni elettriche della sua leggenda- Proprio la giacca sarà il pezzo forte di una
ria Fender Stratocaster. In questo modo sono mostra intitolata «Up Where We Belong:
state allevate schiere di chitarristi a lui devoti, Native Musicians in Popular Culture», come si
guadagnandosi nel 1992 un posto nella Rock legge nel sito ufficiale dedicato all’artista
and Roll Hall of Fame e nel 2003, sul Rolling (Jimihendrix.com), che esamina l’influenza dei
Stone Magazine, il titolo di più grande chitarri- nativi americani sulla musica contemporanea
sta di tutti i tempi. nell’ultimo secolo. Numerosi cimeli appartenu-

MOTOCICLETTE RIBELLI
In occasione di questo quarantesimo anniver- ti all’artista americano sono stati messi all’asta
sario dalla morte sono state preannunciate sor- a partire da gennaio 2010, tra cui le sue chitar-
prese discografiche senza precedenti. Così, re (alcune mezze carbonizzate dal celebre fuoco
dopo Valleys of Neptun uscito quest’anno, ecco ‘divinatorio’ di Hendrix), plettri, cartoline auto-
presentarsi al grande pubblico le nuove versio- grafate e molto altro.
ni di Jimi Hendrix: blues, Live at Woodstock, A giugno si è poi tenuto l’Isle of Wight
Jimi Hendrix BBC sessions, quest’ultimo con Festival, a quarant’anni esatti dall’esibizione
una versione finora inedita di Burning of the del rocker americano sul palco del festival bri-
midnight lamp, e l’EP natalizio Merry tannico, che fu l’ultimo grande evento a cui par- Una banda di motoci-
Christmas & A Happy New Year. tecipò prima della sua morte. A ricordarlo è clisti ribelli disturba
È stata la stessa Fondazione Hendrix a darne stato l’ex Beatles Paul McCartney che, salito una gara entrando
notizia lo scorso agosto, assicurando a breve sul palco, ha intonato Purple Haze davanti a
nuove chicche per gli appassionati del chitarrista decine di migliaia di fan in delirio. Anche nel- nel circuito, mentre
di Seattle, come il DVD con le apparizioni di l’estate del 2009 si è ricordata la famosa esibi- uno dei membri ruba
Jimi alla BBC ed una cover di Sunshine of your zione di Jimi Hendrix in chiusura del Festival di il secondo premio - un
love dei Cream, che sarà contenuta nel quadru- Woodstock del 1969, performance divenuta un trofeo - e lo dà al pro-
plo cofanetto West Coast Seattle boy, già consi- vero e proprio simbolo per un’epoca che pian
derato dai fan un gioiello da collezionisti. Per piano volgeva al termine. prio capo, Johnny
finire, la Experience Hendrix LLC e la Legacy L’immagine di Hendrix che suonava l’inno (Marlon Brando).
Recordings hanno annunciato la seconda ondata nazionale americano in modo provocatoriamente Così nascono i BRMC
di ristampe del monumentale 2010 Jimi Hendrix distorto, quasi un dissacrante lamento rauco, altro
Catalog Project, disponibile dal 18 ottobre. Un non è stata che una suonata funebre per salutare
lato questo, per così dire, più commerciale del- un’era, quella della rivoluzione hippy e del di Flavio Fabbri
l’industria Hendrix, di cui i famigliari curano Rock&Roll, eletto da milioni di giovani in tutto il
gelosamente l’aspetto artistico ed economico, in mondo come linguaggio universale di protesta e

L
cui si inserisce bene l’Experience Hendrix 2010 autodeterminazione culturale. Un modo di inten- e radici musicali in una band sono fonda- il suono shoegazer è sempre presente, grazie
Tribute Tour dello scorso marzo, che ha visto la dere la musica e la vita che andava oltre il biso- mentali e i Black Rebel Motorcycle Club, anche alla new entry alla batteria di Leah. Ci
partecipazione di musicisti di massimo livello gno di fare soldi e che però, di lì a poco, avrebbe o BRMC, hanno mantenuto fede alle leg- sono le solite sovraincisioni ritmiche, i riff
come il celebre Billy Cox (bassista di Hendrix lasciato inesorabilmente il posto al grande busi- gendarie origini del loro nome, la banda di ossessivi, le linee musicali che si intrecciano
fin dai tempi dei Gypsys), Kenny Wayne ness e ai professionisti del palco. ■ motociclisti capeggiata da un giovane e immor- nevroticamente alle classiche voci multiple,
tale Marlon Brando ne Il selvaggio di Làszlò praticamente il cuore dei BRMC in queste 13
Benedek del 1954. Ribelli senza una causa, tracce è salvo, seppur privo di un messaggio
ovviamente, ma la loro musica mantiene tutta la preciso. O meglio, altro non è che sempre lo
vitalità e l’energia degli inizi, noise e shoegaze stesso modo di fare e proporre musica, sicura-
per intenderci. Perché sono proprio le chitarre a mente di qualità, ma senza slanci o sferzate
cifrare i Black Rebel Motorcycle Club, al seco- sonore coraggiose che mettono un po’ di pepe
lo Peter Hayes, Robert Levon e Leah Shapiro ad un disco.
(che ha preso il posto di Nick Jago), con una In molti avevano criticato il periodo intimista
stratificazione sonora che nei loro live è in e più ermetico del mediano Howl (2005), in cui
grado di ricreare quel famoso muro sonoro che sulla parete del rock duro e puro si era aperta
tanto manda in visibilio il pubblico dagli una crepa blues e folk, attenuando il rumore e
occhiali scuri, il giacchetto di pelle nero e gli lasciando fare all’acustica, ma certamente è
stivali vissuti. stato un segno di vitalità di Hayes e compagni,
Certo, nel tempo le cose sono un po’ cambia- che il loro pubblico non ha disdegnato in manie-
te e album storici del gruppo come Black Rebel ra assoluta. Oggi i Black Rebel Motorcycle
Motorcycle Club (2001) e Take Them On, On Club hanno deciso di tornare sui propri passi e
Your Own (2003) sono molto diversi dalle loro in fondo ci si può stare, con una nuova stagione
ultime produzioni, tra cui il recentissimo Beat di distorsioni e affondi in oscuri paesaggi sono-
the Devil’s Tattoo, del marzo 2010. Sesto lavoro ri e a tratti psichedelici.
in studio per la rock band di San Francisco, che 27 novembre > Roncade (TV), New Age; 28
molti amano definire ‘in nero’, soprattutto per le novembre > Firenze, Viper Theatre; 29
melodie cupe e assolutamente tenebrose, in cui novembre > Torino, Hiroshima Mon Amour.
Music In  NUMERO 15 > Autunno 2010 ROCK
OFF
GRINDERMAN Una vena inesauribile di violenza assolutamente impolitica in cui si dissa- MOGWAY Il nome deriva dai Gremlins, perché
cra religione, Stato, guerra e lo stesso concetto di sesso; la selvaggia rappresentazione della «abbiamo sempre voluto cercare un nome migliore, ma
società contemporanea, troppo spesso tra indifferenza e scanzonata superficialità. Numero due. come per molte altre cose non ci siamo mai riusciti».

GRINDERMAN2 Ossia cosa voglion dire sesso, morte e nevrosi postmoderne

accontare il mondo con la musica si può


R ancora fare e il rock, quando genuino, è la
via maestra per dare spazio a rivelazioni
intime e spesso scomode. A volte si tratta
solo di far divertire un pubblico variegato
in cerca di intrattenimento, ma in alcuni casi a
parlare sono emozioni difficili da mandare giù. I
Grinderman, col loro garage-indie-rock, hanno
scelto questa seconda strada, lungo sonorità
crude, dirette, mai scontate e il loro secondo
album, Grinderman 2 (Mute Records), non
lascia dubbi sul significato ultimo del progetto.
A distanza di tre anni esatti dal primo lavoro
omonimo, i Grinderman - nati nel 2006 come
di Flavio
Fabbri
TURBAMENTO MOGWAY
ono istintivi, emozionali, drammaticamente per cui le sonorità della band di Glasgow non
variante interna del Bad Seeds - non cambiano
formazione e il principe nero della musica
australiana, Nick Cave, vede ancora al suo fian-
nea, troppo spesso tra indifferenza e scanzonata
superficialità, che trova un’ulteriore trasposizio-
S romantici e in perenne turbamento creativo.
11 dischi pubblicati (4 raccolte e 7 registra-
zioni in studio) e diversi EP pubblicati. Lo scor-
sono facilmente rintracciabili nella tradizione
rock anglosassone o americana, in quanto ric-
che di spunti personali sempre nuovi e venate
co Martyn Casey, Warren Ellis e Jim Sclavunos, ne in Super Heathen Child, dove brilla come un so 24 agosto i Mogway hanno dato alle stampe costantemente da mood malinconici, psichede-
per un nuovo e intenso lavoro a base di sesso, rubino la chitarra magnetica di Robert Fripp. il loro primo cd live, Special Moves, compren- lici, irrequieti ed estremamente genuini, in
morte e nevrosi postmoderne. Un mondo che Rimanendo in tema di visioni estreme e cupi sivo di un dvd con alcune delle più suggestive grado di aggiungere sempre qualcosa di nuovo
non gira nel verso giusto e che va mostrato, tramonti tipici del nostro tempo, dopo la felice esibizioni dal vivo tenute negli Usa durante il alle loro composizioni.
attraverso brani difficili come When My Baby partecipazione di Nick Cave (assieme a Warren 2009. Ma la band capitanata dal duo Stuart Nei lunghi pezzi strumentali, quasi mai
Comes, definita ingiustamente dai critici «uno Allis) nella composizione del tema sonoro dello Braithwaite e Dominic Aitchison non ha finito accompagnati da voce, si ritrovano con facilità
spudorato inno alla misoginia», o Mickey spietato The road, nuove e sorprendenti fatiche di sorprendere, e l’annuncio tra i denti del loro echi ritmici di gruppi storici degli anni Novanta,
Mouse and the Goodbye Man, dedicata alle ori- cinematografiche attendono il cantante austra- ottavo disco in studio ne è la riprova. È stato come Slint, Tortoise, My Bloody Valentine, o
gini di ogni radicalismo politico e religioso. liano, a partire dal Pinocchio nero di Guillermo Braithwaite a dare la notizia in occasione di addirittura Sonic Youth, per i frequenti cambi di
Nessun compromesso ma rock vero, cattivo se del Toro e nella nuova versione di Faust, diret- un’intervista rilasciata al magazine britannico battuta e le abbondanti digressioni rabbiose nel
necessario, che colpisce tra humour nero, belle to da Gìsli Orn Gardarsson. In aggiunta, lo SpinnerMusic. Il chitarrista ha annunciato la punk-noise. Corde nobili che hanno influenzato
donne e accenni sinistri alla fine del mondo. scorso luglio, il regista Stephen Norrington e la probabile uscita del nuovo album per febbraio a loro volta altre band di rilievo dei primi anni
Una vena inesauribile di violenza assoluta- Relativity Media hanno annunciato le mani di 2011, in concomitanza con un tour britannico. 2000, tra cui Godspeed You! Black Emperor,
mente impolitica, da cui è nato lo stesso videclip Cave anche nella sceneggiatura del remake del Per l’occasione tornerà a lavorare con la band Mono, Explosion in the Sky, Red Sparrows e
di presentazione del primo singolo estratto da Corvo. Un secondo lavoro poco pubblicizzato il batterista Paul Savage, già presente nel disco tanti altri. Comunque, a parte le similitudini, i
Grinderman 2, Heathen Child, diretto dal regista per il leader dei Bad Seeds, questo di sceneg- di debutto Young Team del 1997: altra caratteri- Mogwai sono ormai un marchio di garanzia e
australiano John Hillcoat (al cinema con l’oscuro giatore, che già ha dato ottimi risultati come nel stica dei Mogwai è proprio il continuo andiri- ogni loro composizione è riconoscibile tra
The road), in cui si dissacra religione, Stato, caso del western australiano The Proposition e vieni dei suoi elementi che, oltre ai componen- mille, perché fedeli alle origini, consolidate da
guerra e lo stesso concetto di sesso. Una selvag- Ghosts Of The Civil Dead, entrambi sempre ti della prima ora - Stuart Braithwaite, Dominic ben 15 anni di lavoro, e allo stesso tempo aper-
gia rappresentazione della società contempora- dell’amico-regista Hillcoat. ■ Aitchison, Martin Bulloch e John Cummings - ti a nuove esperienze e contaminazioni prove-
spesso si avvalgono dei contributi indispensabi- nienti soprattutto dalle loro frequenti collabora-
li di Barry Burns e Brendan O’Hare. Motivo zioni professionali. (Flavio Fabbri) ■
BEYOND
&further
Music In  NUMERO 15 > Autunno 2010

DIANA TEJERA Intervista alla cantautrice italo-spagnola Tiziano Ferro le chiese un


a cura di ROMINA CIUFFA autografo: ecco come nacque il sodalizio che ha portato a «E fuori è buio» e «Scivoli di TGSHOW+MUSICINVIDEO
nuovo». Ma lei è molto altro: le Pink, i Plastico, la Spagna, l’Italia, il Brasile. La caccia. L’unione fa la musica.

 CONTINUA DALLA PRIMA PAGINA > DEADIANA a cura di ROMINA CIUFFA

DEA DIANA
Figlia di psicologi, per questo riflessiva e tesa all’analisi. I suoi testi mostrano un’intensa emotività e la costante speri-
mentazione della profondità, per quanto temibile. Una dea della caccia, impavida nello scrutare dentro di sé come ad
indagare una selva in cui dimorano gli animali selvatici e pericolosi che descrive ed affronta, dando a ciascuno dignità.
Nella stregoneria, la dea Diana separò la luce dall’oscurità e, talmente bella, Lucifero la inghiottì: così nacque l’alba.

noforte. Pezzi anche in spagnolo, le prime serate nei locali grazie alla quale ci rincontrammo in giro, in una festa di piazza.
romani e al Cantiniere, gli studi di canto con Fulvio Tomaino e Lì mi chiese l’autografo. Sembra surreale, ma è andata così. Era
Antonella De Grossi e, nel 1997, quelli di composizione al CET la prima volta che cantava in pubblico. Dopo un mese la sua can-
di Mogol, che la sceglie personalmente tra tutti gli allievi per zone era ovunque Ci siamo incontrati spesso per promozione ed è
formare i «Fiori d’Acqua Dolce» e realizzare un inedito firma- nata un’amicizia, che è cresciuta nel tempo, insieme alla nostra
to Battisti-Mogol, Il paradiso non è qui. Non lì, ma vicino. collaborazione. Una volta mi chiese di raggiungerlo in Messico e
Ho pubblicato il primo disco a 19 anni. Eravamo le Pink, un scrivere con lui un pezzo per Enrique Iglesias. Mi fece il biglietto
duo di chitarriste e un disco molto giovane, ma soprattutto libero, aereo nonostante avessi paura di volare, e gli dissi: ma non pos-
come noi, che non avevamo in mente lo schema «canzone» cui poi siamo scriverla a Latina? Non abbiamo più composto per Iglesias,
ci si abitua. Ero andata in America a dipingere un murales quan- in compenso è nata E fuori è buio da una mia base armonica.
do mi chiamarono: un’etichetta, la Mad Production, aveva ricevu- Una giostra. Un parco giochi per cantanti. E uno «scivolo».
to la nostra cassetta, un demo da garage, e ci voleva conoscere. A Scivoli di nuovo tengo molto. Costituice la mia seconda col-
Non ci sembrava possibile a tal punto che taluni del gruppo laborazione con Tiziano, che se n’era innamorato e ha contribui-
abbandonarono il progetto. Rimanemmo Irene ed io. Facevo la to a completarla. È un brano che sento dentro e sono felice che,
grafica pubblicitaria ma ero totalmente imersa nel mio percorso grazie a lui, abbia avuto la possibilità di arrivare a molti. Perché
da cantautrice. Fu come prendere un treno: quel disco ci portò un è nata pensando a un’amica, e perché credo che quest’amica fosse
grande riscontro di critica e a noi si interessarono altre case una parte di me che ritrovavo in lei: la chiusura, la paura di espri-
discografiche. Presto firmammo con la Universo e il gruppo si mersi, un giudizio severo su se stessa. Uno scivolare, il cadere,
estese - con un bassista e un batterista - ma dovemmo cambiare l’insicurezza che mi faceva rabbia. La volevo spronare, volevo
nome anche perché era uscita Pink, la cantante americana. dirle: «Guarda, hai un mondo meraviglioso dentro». Che sentivo
La metaformosi delle Pink in Plastico. Kafkiana. soffocato. Ho toccato qualcosa che era in me: l’ho scritta di getto.
Con i Plastico abbiamo fatto vari dischi: Dubbi inerti fu il singo- Oggi, la versione di Diana. Sotto l’egida della SunnyBit,
lo tratto da Sixtematicamente, di cui scrissi tutti i brani; poi fu la nuova etichetta del Gruppo Editoriale Bideri guidato da Silvia
volta di Sensibile al tatto, da cui fu estratta Strani sintomi con la Villevieille Bideri. La mia versione non nasce solo nei termini
quale partecipammo al Festival di San Marino nel 2000, vincendo- di un confronto tra Diana autrice e Diana cantautrice.
Videoreportage lo. Abbiamo realizzato video meravigliosi e partecipato a molte È passato molto tempo da quando ho terminato il disco, e molti
tournée, oltre ad aprire tutti i concerti dei Lunapop nel 2001. pezzi erano già stati scritti e arrangiati in miliardi di modi con
w w w. y o u t u b e . c o m / m u s i c i n c h a n n e l Poi Sanremo 2002 con Fruscio, tratto da Incontri casuali. vari produttori artistici, senza trovar mai pace. Questo disco con-
Dal Festival di Sanremo siamo usciti alla prima serata e ci tiene «la mia versione» di canzoni che hanno avuto percorsi diver-
siamo posizionati circa al decimo posto. Ne ero orgogliosa, perché si, strani, sono cresciute con me e divenute quello che forse io sono

(...)
tutti i musicisti non capiti sul palco di Sanremo sono diventati ora. Le ho arrangiate con Simone De Filippis, Flavio Pasquetto,
Infine interno giorno, poca luce, io nel suo apparta- grandi musicisti. Già a 12 anni dicevo: «Quando andrò a Pietro Casadei, giocando e sperimentando, senza l’ansia di dover
mento. E dalle casse del Mac esce di nuovo quella Sanremo mi vestirò così»; e una volta lì, la moda era cambiata. La finire entro un certo tempo e non accontentandosi mai.
voce. «Mi ricorda un gruppo che ascoltavo a 20 considero una vetrina importantissima, anche per esser vista fuori Il primo estratto, Degni di esistere, è un urlo, l’esplosione di
anni». Accenno quel motivo (per conoscere un po’ te svuoterei dall’Italia, ma un’esperienza difficile da descrivere, che appare una consapevolezza, l’annientamento dinnanzi a una mente
tutta la mente) con un dubbio (inerte: dove avrò messo quel cd?) molto più di quanto poi, in effetti, lasci: una settimana molto forte, irrisolta e la presa di coscienza che il disgusto richiama, mec-
spezzato dalla sua voce fuoricampo. «Diana», fa lei. Le Pink, la settimana dopo il nulla. Se si ha un progetto molto grande alle canismo di difesa salvifico. Ma una vita no è la naturale prose-
faccio io. «Diana, appunto». Diana Tejera. spalle ha un senso, altrimenti lascia il tempo che trova. cuzione di quella stessa crescita, musicale ed affettiva. Diana.
Ho iniziato a pensare alla musica del tutto istintivamente. A 8 C’è, praticamente, una filmografia «plastica». Ci sono 8 anni di vita e di intime considerazioni, incentrate sul
anni impazzivo di gioia quando andavo a lezione a scuola. Una I nostri videoclip erano innovativi per l’epoca anche grazie a un mondo interiore. Sono molto interessata ai rapporti interperso-
volta, giocando a nascondino a una festa di compleanno di un regista, Gaetano Morbioli, appassionato a «Fight Club» tanto da nali: sarà perché sono figlia di due psicologi che ho la tendenza
amico, mi nascosi nella camera del fratello grande, che aveva una fare un video, quello per Paranoia, ispirato al film. Ho scritto per- ad analizzare profondamente tutto ciò che accade. C’è molto di
tastiera. Dimenticai il gioco e la festa, e a casa chiesi ai miei di sonalmente la sceneggiatura di Strani sintomi, girato da Lorenzo questo e una grande riflessione, giocosa quando sono più legge-
comprarmene una e di iscrivermi a pianoforte. Cominciai a crea- Vignolo, di cui vado molto orgogliosa. I Plastico si sono sciolti nel ra, cruda quando sono più appesantita dalla vita, pur sempre
re delle sinfonie, le chiamavo io, in realtà erano delle composizio- 2003 ed ho continuato a scrivere come Diana Tejera. utile. La musica è una terapia: come le mie canzoni hanno aiu-
ni abbastanza irregolari, ma creative. A 13 anni ho aggiunto le La dea Diana era amante della solitudine e nemica dei ban- tato me, possono aiutare altri in determinati momenti.
parole e sono andata avanti. Non lo so spiegare, la musica è venu- chetti. Solita aggirarsi in luoghi isolati. Grande autrice molte unioni. Sino a parlare di un’unione
ta. Ed è stato necessario. Da solista ho avuto un percorso molto lungo: il disco è arriva- particolare - la sindrome di Stoccolma - in Black Out, bijoux
Un padre andaluso spiega come riesca Diana a dare to solo adesso, nel 2010; nel mezzo, tantissime collaborazioni ed che nasce dal sodalizio con la grande amica Barbara Eramo.
l’impressione di essere diversa dagli altri, nel toccare la chitarra. esperienze, il corso di fonia al Saint Louis College of Music, il Adoro le collaborazioni perché sono un arricchimento unico.
Avere qualcosa in più, un ritmo, una modalità. Il Dna delle corde. lavoro su colonne sonore (fra le altre La vida es un Carnaval, Con Barbara Eramo suono spesso dal vivo e sto realizzando un
Ho scelto la chitarra per questioni di comodità. Metà della mia L’ultimo passo, Il male assoluto), Tiziano Ferro. Con cui sono sali- disco per un progetto autofinanziato; ho scritto testi per Marco
famiglia è in Spagna, e vi trascorrevo tutte le vacanze. Poiché il ta sul palco del Palalottomatica a cantare E fuori è buio, entrata Fabi e Valeria Rossi, nel mio album è contenuto un pezzo,
pianoforte non poteva essere spostato, rimanevo mesi interi senza nella casa del Grande Fratello a suonare, andata in Messico. Sogno imperfetto, scritto insieme ad Alessandro Orlando
poterlo suonare. Ero ossessionata e soffrivo; durante i falò scoprii Toccare Ferro. Scaramanzia. Graziano e già nel 2006 selezionato al MEI dalla Edel per la
la chitarra e capii che, se Maometto non andava alla montagna, Ho conosciuto Tiziano nel 2000, quando ero con i Plastico in compilation I-ndipendente. E una sfida internazionale:
la montagna sarebbe andata a Maometto. E iniziai a studiarla. giro a fare promozione e lui, che era lo speaker di una radio di l’America e il Brasile di Chiara Civello.
Eccolo, Maometto. Nella sua Trastevere ha tenuto il pia- Latina, mi fece un’intervista. Poco dopo presentò la sua Perdono, La dea Diana era una cacciatrice. E dall’abile mira. ■

MUSIC IN È
TGSHOW
usic In Video si allea con il TgShow, il www.youtube.com/musicinchannel - videointer-
M primo telegiornale d’informazione su arte,
eventi, spettacoli, e tutto ciò che riguarda
l’intrattenimento a Roma e dintorni. In onda su
viste, videoclip, servizi e reportages, dando spa-
zio agli artisti emergenti e fornendo servizi crea-
tivi (media, showreels, riprese, montaggi video,
Romauno (www.romauno.it), televisione con produzione di videoclip, book, shooting fotogra-
250.000 contatti al giorno, il TgShow contribui- fici, consulenza creativa) di utilità e funzionalità
sce alla diffusione dell’informazione culturale all’interno del panorama artistico nazionale.
nel territorio e alla fruizione dell’arte in tutte le PALINSESTO SU WWW.TGSHOW.NET (3.000
sue sfaccettature, mantenendo il tono vivace e PRESENZE TRIMESTRALI). IN ONDA DUE VOLTE
spensierato che caratterizza la conduzione del AL GIORNO SU ROMAUNO VISIBILE SU SKY
programma. Music In Video presenta - all’inter- (CH 860), SUL DIGITALE TERRESTRE (CH 31),
no del TgShow e attraverso il proprio canale IN WEB STREAMING WWW.TGSHOW.NET
Music In  NUMERO 15 > Autunno 2010 BEYOND
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MELISSA CIARAMELLA Contro la balbuzie, bere
CHELSEA DOCK Bambina prodigio perché la sua più costantemente dell’acqua dal guscio di una lumaca per il resto
grande sfida è capire se non ha altre sfide oltre il pianoforte della propria vita. Oppure prendersi un palco e cantare

ENFANT PRODIGE CHELSEA DOCK BERE


MELISSA CIARAMELLA
DAL GUSCIO DI UNA LUMACA
Il prodigio emerge,
nel bambino, a cura di
per innato talento. Romina
Ciuffa
Ma non è tutto. Esso
dev’esser compreso:
dagli altri e da se stessi,
attraverso un personale
investimento. Totale,
energetico, emotivo.
Chelsea Dock a 5 anni
si esibiva a New York
perché due genitori
vollero comprenderla
fino in fondo, senza
ostilità. E l’hanno
lasciata «divenire».
a cura di Romina Ciuffa

P
rodigio è un bambino che, avendo un’età vien fuori, ma non mi preoccuperei se non Ed io ti porterò lontano: mille miglia.
non superiore ai 13 anni, ottenga risultati potessi più partecipare a gare perché ciò che a
del livello di un adulto molto preparato in me piace fare è suonare. Sono stata 4 anni senza
un campo che richieda un impegno significati- gareggiare e non ho avuto alcun problema. Le radici dà il titolo al mio secondo ep. Volevo
vo. Esperti camerieri rammentano le ordinazio- Quali sono le tue sfide più grandi? Ho sem- Videoreportage tornare indietro e capire quali fossero. Questo
ni di una ventina di avventori, ma le loro presta- pre preso il tutto in maniera rilassata. Ma mi pezzo contiene un ricordo della prima elementa-
zioni non superano quelle ordinarie in un test di sacrifico per mantenere un livello di eccellenza. www.youtube.com/musicinchannel re, il primo giorno di scuola, quando andai pian-
riconoscimento di numeri-sequenze; mentre un Probabilmente la mia maggiore sfida sta pro- gendo perché mia madre mi voleva accompa-
soggetto mai eccelso in matematica può impara- prio nel decidere se voglio fare qualcosa di gnare. Avevo cartella e scarpe rosse, mi sentivo
re da sé algoritmi e trucchi per il calcolo velo- diverso nella mia vita oltre alla musica, dopo un Dio e sognavo di diventare chissà chi.

B
ce. La scansione PET ha rivelato che tale indivi- essere stata rilegata in questo campo da sempre. ere costantemente dell’acqua dal guscio di Utopia. Mi rendo conto di esser diventata quello
duo usa, per questi computi, aree specifiche del Ci sono sempre piccole sfide, poi, per una lumaca per il resto della propria vita è che volevo, ma mi accorgo che tutto quello che
cervello connesse alla memoria visuale e spazia- un’adolescente, ed una è sicuramente quella di stato per secoli il rimedio per la balbuzie. pensavo esistesse era solo nella mia mente, per-
le e all’elaborazione di immagini mentali, inclu- convincere mio padre a insegnarmi a guidare. Se non funziona: colpire un balbuziente in faccia ché c’è una grandissima ignoranza. Scrissi inve-
so il settore collegato al «conto con le dita» pra- Puoi descrivere cos’è per te la musica? quando il tempo è nuvoloso, tagliare la lingua ce La mia quercia moltissimi anni fa pensando a
ticato dai bambini, forse usato nella sua mente È tutto. Non l’ascolto, l’avverto. con le forbici, rimuovere la zeppa triangolare mio padre: per me questo brano rappresentava
per collegare i numeri alla corteccia visiva. Sai leggere la musica come la suoni? nella parte posteriore della lingua, accorciare la mia intimità, e la difficoltà è stata proprio
Non è solo l’uso corretto del cervello a rende- Assolutamente no. Sto ancora lavorando molto l’ugola o tagliare i nervi e i muscoli del collo e quella di sapermi mettere a nudo.
re prodige un enfant: il talento prodigioso tende sulla lettura: ho sempre imparato ad orecchio e delle labbra. Le cause: permettere a un neonato In Vanità e in Sottopressione esprimi senti-
a librarsi come conseguenza di un dono innato, con grande velocità, per cui non ho mai trascor- di guardarsi allo specchio; tagliare i capelli del menti molto forti. Da dove provengono?
ma esso va stimolato dall’ambiente in cui vive, so tempo a leggere. Ma mi piacerebbe farlo come bambino prima che abbia pronunciato la sua Vanità, con la quale mi sono presentata a
da un personale investimento energetico ed emo- mia madre. prima parola; avere una lingua troppo piccola. SanremoLab, rappresenta la mia soglia di sop-
tivo, dai tratti caratteriali specifici. L’ambiente è La tua prima esibizione l’hai fatta a 5 anni, L’opera del diavolo. Melissa Ciaramella ha portazione, che fortunatamente sto imparando a
fondamentale: László Polgár educò le figlie in al Brooklyn Conservatory of Music. Dove hai risolto senza ricorrere alle lumache: cantando. restringere: una persona molto «vanitosa» che
modo che divenissero valide giocatrici di scac- trovato la sicurezza per suonare in pubblico? Ho iniziato balbettando. Quando mi accorsi dovetti allontanare. Come disse Totò, ricordati
chi, e tutte e tre hanno raggiunto primati a livel- L’ho sempre avuta, prima ancora di poterlo che con la musica accadeva una magia capii: che il limite ha una pazienza; il mio è ancora
lo mondiale, anche nell’insegnamento. ricordare. Credo sia «parte del pacchetto», un questa è la mia strada. Fu un caso. Suonavo il tropo alto, ma sta scendendo. Mi autocuro scri-
Il genitore è, allora, tra i talenti di questi talen- dono naturale che ho ricevuto. basso elettrico in un gruppo di cover dei Toto; a vendo. Sottopressione è l’espressione della rab-
tuosi, in grado di dirigere le energie di un figlio Ti sei esibita al Madison Square Garden me piacevano i Palastorius, i Police, Marcus bia - in autostrada un senso d’ansia forte - ed è
verso il prodigio: Warren Dock è la fortuna di con i più grandi nomi del panorama musica- Miller, ma in Sicilia una donna non suonava quei stata più per me stessa che per gli altri, ma è con
sua figlia Chelsea, quindicenne di Brooklyn. le: cosa hai provato? generi. Il cantante mi chiese di fare da corista e questo pezzo che ho scoperto che molti soffrono
Che iniziò a suonare a 4 anni. E per la prima Un’emozione incredibile. La prima volta lì fu fu allora che conobbi la mia voce. Una volta, sul d’ansia: mi hanno scritto in tantissimi.
volta si esibì - presso il Brooklyn Conservatory la prima volta in assoluto. Il MSG era vuoto ed palco accadde un contrattempo, per cui dovetti Come ti definisci musicalmente?
of Music - a 5 anni. immenso. Ogni volta che mi invitano a suonare, giocoforza intrattenere il pubblico: iniziai a par- Non una cantante pop. Il pop per me è quello
Ricordi il primo giorno in cui hai toccato mi emoziono. lare ininterrottamente senza balbettare, poi can- che fa Madonna, e non so se in Italia esiste, in
un pianoforte? Come trascorri le tue giornate? tai. Quella sera era successo qualcosa. effetti. Non il mio. Sicuramente sono fatta di folk
No, perché avevo circa un anno. Mi piace la tv, Facebook, i giochi e i videogio- Non colpita in faccia con tempo nuvoloso: e di country, cresciuta con un walkman che
In che modo la tua famiglia si è resa conto chi, la scuola, l’arte, il bowling, la pesca e usci- come lo spieghi? riproduceva Tracy Chapman e Sting.
del tuo talento? I miei fratelli studiavano pia- re con la mia famiglia e i miei amici. Perché quando faccio musica sono io, con Collaborazioni?
noforte al Brooklyn Conservatory of Music ed Quanti siete in famiglia? tutte le mie paure e fragilità, e lì non balbetto. Circa due anni fa con Silvia Arinci abbiamo
io a 4 anni rifacevo ad orecchio i brani che veni- Ho un fratello più grande, Michael, e tre sorelle, Essere me stessa mi fa bene. Altrove, invece, formato le «Cantautrici nel cassetto», un proget-
vano loro assegnati, così fui subito mandata a Ashley, Michelle e Christa, che è più piccola di me. appaiono le infrastrutture, ed è come se mi to che portava oltre a me sullo stesso palco
prendere lezioni dalla stessa insegnante, che mi Come concili il lavoro con la scuola? dovessi vestire della vita comune. E balbetto. Micol Barsanti e Valeria Vaglio, e per un anno
ha tenuto per 10 anni. I miei genitori capirono Non è un problema: ho saltato solo qualche Dopo questa scoperta, cosa hai fatto? abbiamo girato l’Italia. Ho collaborato anche in
che il mio era un dono e che era la cosa giusta giorno a scuola ma niente di grave. Suonavo già uno strumento e cominciai a seno ad una manifestazione per la balbuzie,
da fare. Senza di loro non sarei arrivata qui. Chi della tua famiglia fa musica? cantare e formare gruppi di cover. Ho iniziato a insieme a Niccolò Fabi e Simone Cristicchi.
Credi che saresti mai potuta divenire Mia madre suona il piano e sa leggere la scrivere poi, a 15 anni. E a sperimentare le mie Pochi cantautori si accontenterebbero di
«qualcos’altro»? Una cantante. musica senza alcun problema. Tutti i miei fratel- canzoni per strada. Si guadagnava pure. essere solo autori. Per quello ci vuole una
Conduci una vita normale? li hanno studiato pianoforte ma hanno smesso. Un tuo pezzo, Mille Miglia, descrive un grande dote: una fiducia in se stessi che vada
Sì: vivo con i miei fratelli, vado regolarmente Mio fratello sa suonare qualcuno dei pezzi viaggio. Quale? Il mio, via dalla Sicilia. oltre l’esibizionismo, autostima. E tu ce l’hai.
a scuola, frequento gli amici che avevo anche imparati 10 anni fa. Mio padre legge le note C’erano troppe cose da combattere a partire dal I cantautori sono un po’ dei genitori: si fanno
prima di iniziare la mia carriera pianistica. molto bene e mi indica quando sbaglio o se fatto che ero una donna. Mi trasferii a Roma, i figli, e a un certo punto si lasciano andare. A
Qualcosa avrai sacrificato per diventare tengo male il tempo. Ma non sa suonare. suonavo per strada. MilleMiglia rappresenta il me piace immedesimarmi in un altro: è straordi-
una pianista. Cosa? Il mio tempo e tutte le altre Com’è avere un padre-manager? mio zaino, 30 mila lire e tanta paura addosso, il nario che l’autore scriva un brano pensandolo in
attività, compreso lo sport. Volevo provare Lui si occupa di tutto e si accerta che nessu- mio «me ne vado», una scelta che rifarei e di cui un modo, e l’interprete lo faccia proprio. E uno
danza, nuoto, ginnastica, ma richiedono allena- no si approfitti di me. Non è difficile averlo sono fiera. sfizio me lo vorrei passare: Fiorella Mannoia.
mento. Gli anni passati sopra il pianoforte non come manager perché so che cura il mio interes- Nessuna forma ingenua è il tuo primo ep, Progetti a breve termine? In cantiere ho il
possono essere riutilizzati per la ginnastica. se, e non mi forza mai a fare ciò che non voglio del 2006. Cosa racconta? prossimo disco, un album di almeno 10 brani
Sei una brava studentessa. Hai talento fare. Vuole sempre essere sicuro che io sia pron- È una raccolta di 5 brani, e comprende anche che è già pensato, molto studiato, non affidato a
anche negli altri campi? ta prima di un’esibizione, soprattutto in tv. Mille Miglia. Il primo, Compagna Paura, parla sensazioni né al tema esclusivo dell’amore.
Sì, sono una studentessa di livello A e lo sono Non senti mai di essere imprigionata in due di me e della balbuzie, con la considerazione che Suonare dove? Luogo di elezione è la strada.
sempre stata. Ma non so ancora dire quali siano personaggi insieme, nella tua vita? usando la mia stessa paura come forza potevo Utilizzo il web, soprattutto Myspace, per comu-
altri campi in cui possa eccellere, perché tra- Mi accadeva, ma ora non più tanto spesso. riuscire, proprio attraverso di essa, a fare ciò nicare. Ma preferisco il canale più diretto e
scorro troppo tempo su una cosa sola. Che genere di musica preferisci? che volevo. Un altro brano, Il copione prende in vado da sempre in giro con la chitarra, una
Cos’è per te vincere una gara pianistica? È La musica ha un tale significato per me che è giro gli uomini, il loro modo d’amare un po’ da modalità che si è persa. Tutti sognano il gran-
più importante che suonare di per sé? più «un mix». Ascolto R&B, Hip Hop, Pop, clas- copione, ma tanti l’hanno presa come una bellis- de palco, ma il palco sta comunque per strada,
Mi piace vincere per quella sensazione che ne sica, del rap, non troppo spesso il jazz. ■ sima canzone d’amore. Nel singolo Nessuna che sia a un metro e mezzo o che sia per terra.
forma ingenua c’è chiunque, dopo una delusio- Se vuoi suonare suona, ciò che viene dopo è
ne, si ripromette di non amare più con la purez- una conseguenza di quello che sei e di quello
za e la sincerità delle prime volte. Al contrario di che trasmetti. Come al Buskers Festival di
quanto possa sembrare, è un inno all’amore e ad Ferrara, cui ho partecipato di recente. La
amare con la forma ingenua. verità di un’artista è quando la gente si ferma,
Alda Merini scrisse: «L’unica radice che ho ti ascolta e non va via: in quel momento hai
mi fa male». Tu torni a te stessa spesso, e comunicato qualcosa. Ed hai vinto. È come se
soprattutto hai la terra in due brani: Le radi- avessi sentito il ritorno alla musica del cuore,
ci e La mia quercia. Cosa rappresentano? anche senza microfono. ■
CLASSICA
MENTE
Music In  NUMERO 15 > Autunno 2010

MENTE ESOCONCERTO La musica è architet-


tura svolta, l’architettura è musica pietrifi-
NEUROLOGIA Il motivetto
STING Symphonicity Tour Torna e suona in chia- «A me mi torna in mente una
aa cura
cura di
di ROMINA CIUFFA
FLAVIO FABBRI
cata. Lo diceva più di un secolo fa Göethe. ve sinfonica i più celebri pezzi. Propri e dei Police canzone»: sì, ma da dove?
di ADRI

LA MUSICA È ARCHITETTURA SVOLTA


usica e architettura: due forme di comunicazio-
di Lorenzo Fiorillo
sizione musicale di Bosso per ritrasmetterla ai sensi dell’a-

M ne apparentemente distinte, ma che hanno una


matrice comune, fondata su armonia, equilibrio
e proporzione. La relazione tra architettura e
musica scopre le proprie origini agli albori della civiltà, lì
dove il progresso architettonico era strumento dell’esalta-
scoltatore, in chiave architettonica. Il progetto nasce e si
evolve all’interno della manifestazione «Culture_Natur
green ethics-habitat-environment», in programma fino al
21 novembre, il cui intento è di integrare la multidiscipli-
narità di diversi settori artistici che apparentemente non
zione dell’arte e dove l’arte veniva espressa tramite lo stru- hanno relazioni tra loro, ma che ad un analisi più accurata
mento della composizione musicale, oltre alle più note risultano invece sfiorarsi, inglobarsi, collaborare, risultano
forme di espressione quali pittura e scultura. essere parti della stessa arte, sfumature di un unico grande
L’architettura si fonde con la musica nel suo essere mezzo chiaro scuro, legati da tanti sottili fili.
per coinvolgere, strumento per eccitare. Veicolo di emo- Che qui collegano l’intangibilità dell’espressione musicale
zioni. L’architettura è, per definizione, comunicazione, alla coerenza monumentale ed armonica dell’espressione
sintesi di tutte le arti. La musica coinvolge l’uomo e lo architettonica. Il progetto musicale di Bosso permette di
introduce all’interno di dimensioni nuove tramite l’utilizzo esplorare questi ambiti, anche tramite tecniche come
del ritmo veicolato all’interno del senso dell’udito; lo stes- l’agogica. Spiegare l’architettura dissertando solo di architet-
so fa l’architettura attraverso il senso della vista, nel tra- tura è meramente accademico ed è un esercizio mentale fine
smere modularità, ripetizione e simmetria, ossia ritmo. Si a se stesso. Lo stesso ragionamento è applicabile alla musica.
ha quindi la sensazione di ascoltare il ritmo architettonico L’arte si riduce ad essere tecnicismo. Ma quando si riesce a
osservando l’armonia della costruzione e di vedere il ritmo porre le due materie di fronte, allora si compie un passo in
musicale immaginando spazi in evoluzione, in continua avanti nell’evoluzione artistica; quando si analizza il ritmo e
formazione, attraverso l’ascolto di una partitura musicale. manifestazione si è rivelata un’occasione per presentare il volu- le sue variazioni e li si mette in correlazione con la modularità di un
Ha analizzato il connubio fra architettura e musica l’Auditorium me Eso-Lo Spazio Architettonico della Composizione curato da opera di architettura, si capisce che tra le due discipline artistiche vi
di Spazio Thetis nell’ambito della Biennale di Architettura di Alessandra Morra e Valeria Minucciani, un’analisi del concerto sono aree comuni all’interno delle quali è necessario muoversi atti-
Venezia, dove si è svolto un incontro con il compositore Ezio per violino e orchestra del maestro Bosso eseguito all’interno vando i sensi. Non avendo timore di mixare.
Bosso. L’artista - contrabbassista, compositore e direttore della Cattedrale Santo Stefano a Vienna. Perciò l’architettura è musica per gli occhi, e la musica il mezzo
d’orchestra nonché unico compositore classico italiano ad aver Il concerto di Bosso - dal titolo Esoconcerto - traduce, attraverso per immaginare la monumentalità di un’ouverture, gli spazi in
ricevuto l’Italian Music Award - è protagonista insieme a le alterazioni del valore delle note e delle pause, la partitura musi- continuo mutamento di una partitura musicale.
Philippe Daverio, Mario Botta, Alessandra Morra e Fortunato cale in movimento architettonico. Un’analisi eterogenea ed arti- La musica è architettura svolta, mentre l’architettura è musi-
D’Amico, della serata dal titolo Musica-Architettura-Cultura. La colata che si pone come traguardo l’interpretazione della compo- ca pietrificata. Lo diceva più di un secolo fa Göethe. ■

Il progetto musicale di Ezio Bosso confronta ed esplora musica ed architettura anche tramite tecniche come l’agogica. E nasce dall’idea che spiegare l’architettu-
ra dissertando solo di architettura è meramente accademico ed è un esercizio mentale fine a se stesso. Così per la musica. L’arte si riduce ad essere tecnicismo.

STING - BACHI di Romina Ciuffa

OLOGY DA ORECCHIE
di Flavio Fabbri

Ama proporsi in chiave sinfonica. Per lui è come avere una nuova tavoletta di colo- Dei bachi nel cervello, che passano per le orecchie. Sono quei motivetti che restano in
ri musicali con cui lavorare e reinventare se stesso e i Police. E tornare a dipingere. mente: la presenza di un disturbo ossessivo o l’evitamento di un’angoscia sottostante?

D V
irettamente dagli Stati Uniti d’America opportunità. Tra febbraio e marzo di quest’an- ermi. Puri e semplici vermi. Nel nostro almeno una volta ne hanno provato gli effetti: il
arriva in Italia la meteora Gordon no sono iniziate le prime sessioni con la britan- cervello. Si manifestano come musica. Il 98%. Gli earworms colpiscono parimenti uomi-
Matthew Thomas Sumner. Un oggetto nica Royal Philharmonic Concert Orchestra e «motivo maledetto» ha qualcosa di diabo- ni e donne, ma in queste ultime durano di più e
misterioso il cui nome certamente non Sting, entusiasta di come i brani evolvevano in lico, quel ritornello, uno strano suono a possono scatenare maggiore irritabilità. La
suggerisce niente di preciso, neanche ai una nuova versione, tornò a dire: «Sono felicis- volte privo di senso od armonia che va ad definizione di «musical imagery repetition»
più eruditi e appassionati musicofili, a meno simo di questa ulteriore occasione di andare in intaccare lo svolgimento naturale del pensiero, (MIR) fu suggerita nel 2003 dal neuroscienzia-
che non lo si chiami col suo pseudonimo: tour con la Royal Philharmonic Concert sovrastandolo. Orgoglio dei pubblicitari, dei to e pianista Sean Bennett. Esiste anche una
Sting. Proprio lui, la voce degli indimenticabi- Orchestra. Sarà come avere una nuova tavolet- musicisti orecchiabili, della canzonetta. Satana è mostra di earworms presso l’Exploratorium di
li Police, band che tra il 1977 e il 1984 ha ven- ta di colori musicali con cui lavorare e quindi imprigionato nella mente nelle forme di una San Francisco.
duto la cifra stratosferica di 100 milioni di re-inventare le canzoni che hanno rappresenta- melodia che si ripete compulsivamente. E non Gli psicologi inglesi Philip Beaman e Tim
dischi in tutto il mondo. Stavolta chiama a rac- to i miei concerti dal vivo per oltre trent’anni». dipende in alcun modo dal gusto musicale: Williams hanno intervistato più di 100 persone
colta i suoi fan per presentare un’opera molto Nella fase di incisione dei brani, la voce sto- s’impossessa dell’inconscio anche un pezzo odio- tra passeggeri di un treno, studenti e visitatori di
particolare che, durante la scorsa estate, ha già rica dei Police è stata supportata dalle orche- so. Per ore, un’intera giornata, i giorni a venire, un parco pubblico, e a 12 partecipanti hanno
incantato le platee delle principali città Usa. stre sinfoniche più celebrate degli ultimi anni. ad intermittenza. Cessa, ricomincia. È sufficiente chiesto di tenere un diario per 4 settimane.
È il Symphonicity Tour, l’ultima fatica del- Quindi, oltre la Royal Philharmonic Concert che qualcuno lo trasmetta anche solo accennan- Rilevando che i bachi non sarebbero più comuni
l’artista di Newcastle suonata in chiave sinfo- Orchestra del maestro Steven Mercurio, con un dolo: un contagio che può durare molto. Al pari di negli esperti di musica. L’intendimento degli
nica, che raggruppa alcune tra le più celebri corpo di 50 elementi, si sono avvicendate nei una malattia. Con l’impossibilità, razionale od earworms come un’esperienza spiacevole, simi-
canzoni proprie e dei Police, riaprendo in qual- mesi la York Chamber Consort diretta da Rob irrazionale, di evitarla come non si evitano i pen- le a quella dei pensieri intrusivi tipici di un
che modo il mal digerito capitolo finale (mai Mathes, i London Players e la New York sieri negativi. disturbo ossessivo-compulsivo, non è conferma-
ufficializzato dal gruppo) che è stato Chamber Consort di Lisa Kim. I live hanno poi Il motivo maledetto va collocato tra gli sti- to: solo nel 33% dei casi i partecipanti descrive-
Synchronicity. Si va da Roxanne, a Every Little fatto il resto e non ha sorpreso nessuno moli positivi o negativi della nostra mente? vano l’esperienza in modo negativo. A differen-
Thing She Does Is Magic, da Every Breath You l’annuncio di maggio, fatto dall’etichetta tede- Non sarà, piuttosto, un’ossessione? za dei pensieri ossessivi lo studio ha rilevato che
Take a Englishman in New York, Fragile, sca Deutsche Grammophon, che il tour di Il British Journal of Psycology ha pubblicato i raramente nello stesso giorno compare più di un
Russians. Un esperimento cominciato nel Symphonicity sarebbe divenuto anche un risultati di una ricerca: qualsiasi tentativo messo earworm e molti sono già scomparsi il giorno
2008, quando Sting è stato invitato ad esibirsi disco, uscito a luglio con il titolo di in atto per cancellare il motivo musicale è desti- seguente. In un solo aspetto sono simili ai pen-
con la Chicago Symphony Orchestra. In quel- Symphonicities. nato a rivelarsi un fallimento, anche rafforzando- sieri intrusivi: nelle modalità che le persone met-
l’occasione il cantante inglese provò a riadatta- Una prova che ha toccato molto di più ne l’effetto. La strategia migliore da adottare: tono in atto per tentare di eliminarli. Proprio
re alcuni delle musiche che hanno fatto la for- l’artista britannico che l’Orchestra di Londra rinunciare a combatterlo e attendere che passi in come per le ossessioni, i partecipanti allo studio
tuna dei Police in chiave sinfonica e il risulta- che, al contrario, ha già accompagnato diversi maniera spontanea. Si tratta di una vera e propria hanno riportanto che la maggior parte delle stra-
to è stato così straordinario da spingere la artisti di fama mondiale, tra cui nomi illustri ossessione e come tale va considerata. I pensieri tegie, come ad esempio tentare di pensare ad
Philadelphia Orchestra ad invitarlo in pianta della musica lirica come Andrea Bocelli, Bryn ossessivi si caratterizzano per il fatto di essere un’altra canzone, finiscono per peggiorare la
stabile per le performance durante i giorni Terfel, Renée Fleming, Kiri Te Kanawa e il intrusivi e non possono essere eliminati da un situazione. Ossessiva, dunque, sarebbe la neces-
della commemorazione del 153esimo anniver- defunto Luciano Pavarotti, ma anche icone semplice controllo da parte della volontà. sità di eliminare il motivo dalla propria mente. I
sario dell’Accademy of Music. della cultura pop come Burt Bacharach, In letteratura sono chiamati «earworms», i due inglesi hanno anche studiato la durata di
Di quella esperienza Sting ebbe dire: «Le George Benson, Michel Legrand, Diana Krall, bachi delle orecchie. Da dove vengono? Sono questo fenomeno: circa 27 minuti quanto rileva-
esibizioni con la Chicago Symphony Orchestra Tina Turner e Randy Newman. Per le data di isolati i casi in cui la scienza se n’è interessata. Il to dai diari, diverse ore secondo il sondaggio.
e la Philadelphia Orchestra hanno rappresenta- Roma del 10 novembre, nella Sala Santa neurologo Oliver Sacks aveva descritto alcune Non è chiaro se esistano canzoni maggior-
to entrambe momenti importantissimi della Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica, forme di epilessia con queste caratteristiche, mente predisposte a diventare earworms: un
mia carriera». Lasciando intendere che, se ci Sting sarà accompagnato da un quartetto com- dando al fenomeno il nome di «involuntary fattore scatenante del fenomeno sembra essere
fosse stata di nuovo la possibilità, avrebbe posto da Dominic Miller (chitarrista di Sting musical imagery» (INMI). James Kellaris, pro- l’esposizione ad un motivo semplice e ripetiti-
sicuramente continuato con la sperimentazione da lungo tempo), David Cossin (specialista in fessore dell’Università di Cincinnati, ha mutuato vo. Nella foto qui sopra, l’immagine scatenante
della musica classica applicata al pop-rock diverse percussioni in campo di musica speri- il termine «earworm» dal tedesco «Ohrwurm» e uno degli earworms più comuni, tratto dalla
degli anni Settanta-Ottanta del secolo scorso. E mentale, oltre che membro della Bang on a gestisce un sito web sul fenomeno; i suoi studi colonna sonora di Kill Bill 1. Un fischio diabo-
siccome per certa gente i sogni non sono mai Can All-Stars), Jo Lawry (voce) e Ira Coleman hanno dimostrato che gli earworms colpiscono lico, praticamente un fischietto per bachi.
desideri ma certezze, ecco arrivare una nuova (basso). ■ in maniera diversa gli individui, ma che tutti Buona fortuna. ■
Music In  NUMERO 15 > Autunno 2010

COMPAGNIA CITTÀ DI EBLA La metamorfosi TANGO DE BURDEL, SALON Y


BALLET
Come la blatta è l’esoscheletro dello scarafaggio, CALLE Per il tango vale una legge unica, WINTER VARIATIONS
a cura di ROSSELLA GAUDENZI
involucro, per l’uomo, è la stanza da bagno. quella dei bordelli: comandano le gambe. L’inverno arriverà in punta.

A CURA DI ROSSELLA GAUDENZI

METAMORFOSI SURRISCALDATA
messa in scena dell’inquietudine, sul conoscenze storiche in nostro possesso dell’area anato-
LA finire dell’estate 2010, parla il linguag-
gio della compagnia «Città di Ebla»,
lico-mesopotamica, portando alla luce una grande
città-stato che già nel III millennio A.C. poteva vanta-
che, a settembre, ha aperto la V edi- re importanti conoscenze nel campo della scrittura,
zione del Festival IPERCORPO- della struttura societaria, dell’utilizzo dei materiali,
Infinitamigrazione, a Forlì. L’idea non parte però dell’arte.
da nessuno dei componenti di Città di Ebla: né da «Città» contiene sia la possibilità di contestualizzare
Claudio Angelini, il regista, né da Valentina e chiarire i limiti, la cinta muraria del nostro operare,
Bravetti ed Elisa Gandini, le performer, né da sia di aprire le porte ad un confronto con il resto del ter-
Davide Fabbri, il musicista. Tutto nasce, potrem- ritorio, per noi necessariamente «barbaro».
mo affermare, su commissione e su una richiesta Il danzatore Alessandro Bedosti ha un’attività auto-
piuttosto pressante e precisa, dopo il successo del noma: come formazione cito gli anni trascorsi con la
precedente spettacolo, Pharmakos. compagnia Abbondanza-Bertoni; sposa inoltre nel
Inizialmente - spiega Claudio Angelini - la nostra tempo numerosi progetti.
reazione è stata di titubanza, ma ne abbiamo poi trova- Molto bello ed intenso l’incontro con lui, ha accetta-
to una chiave di lettura interessante e affascinante. E la to di dar vita a questo progetto e a questo personaggio.
migliore risposta, molto confortante e positiva è stata Dal punto di vista della coreografia, Alessandro ha pro-
quella di pubblico e critica. Un continuo rimando posto un lavoro molto dinamico, firmando anche il lavo-
all’inquietudine e l’ossatura del racconto, questi i punti ro sul movimento. Lo definirei un lavoro estetizzante,
di partenza per il nostro lavoro: fondamentale costrui- di scavo su corpo e figura in cui l’improvvisazione ha
re l’atmosfera aleggiante nel racconto e mantenere alto iamo corpi in continua trasformazione, in un un ruolo fondamentale. C’è una perfetta simbiosi con
il livello di inquietudine.
Lo spettacolo è impostato su due riflessioni, la prima
sullo spazio e la seconda sul corpo.
Ci riallacciamo in questo modo ad una questione per noi
«S divenire incessante, un’attività di composizio-
ne e scomposizione di forze, un flusso.
Sentirsi spaventati dalla propria disumanità, sentire il
la parte sonora: i suoni sono scelti e suonati in scena. Dal di
fuori la struttura appare come congelata quando in realtà non è
così, lo spettacolo subisce aggiustamenti continui, mutazioni
direi.
imprescindibile, ossia il ricreare l’atmosfera kafkiana, in primis proprio corpo che bolle come un’officina surriscalda- Qual è il rapporto di Città di Ebla con la danza?
un profondo senso di intimità: ecco che riaffiorano lo spazio e il ta. Divenire animale, coltivare la mosca, la blatta che La formazione dei componenti della nostra compagnia è di tipo
corpo, il rapporto con il dentro ed il fuori. Il luogo rappresentati- è in noi invece di inseguire le archetipiche figure tradizionale, non si può quindi parlare di danza in senso stretto.
vo dell’intimità lo abbiamo ritrovato nel bagno. Estremamente Negli ultimi quattro anni ci siamo concentrati a fondo su spazio,
importante per il nostro spettacolo è stato ricreare una stanza da materne e paterne come la psicanalisi ci suggerisce. luce, suono, sulla resa in teatro di questi elementi diversamente
bagno interamente arredata e funzionante. Il bagno assurge a Non c’è nulla di psicanalitico o simbolico in Kafka. Ci combinati. Un’importante premessa è che i corpi non parlano.
necessità, si trasforma anch’esso in corazza. Procedendo per sim- sono corpi divenuti animali ora.» Claudio Angelini Insieme al Gruppo Nanou (v. Music In n. 11 > Ballet) mante-
bologie rappresentative, come la blatta è l’esoscheletro dello sca- niamo un «dibattito aperto» sulla questione della mescolanza
rafaggio, involucro, per l’uomo, è la stanza da bagno. Il «fuori» è delle dimensioni. Spesso concentrarsi sul genere è riduttivo per
rappresentato da un soggiorno con design minimale: poltrona, un artista. L’interesse va invece spostato sulla ricerca e la resa di
entrata di casa e pochi arredi. poeticità, e tutto ciò senza essere teatro-danza. Ma Alessandro
Alessandro Bedosti, il danzatore e interprete unico e solo Bedosti, interprete de La Metamorfosi, è un danzatore.
sulla scena, nel passaggio dal salotto al bagno mette in atto La prossima tappa per Città di Ebla?
la metamorfosi, muta letteralmente da uomo ad insetto. Percorrere questa strada che ci lega all’idea del racconto, pro-
In quale modo lo spettacolo La Metamorfosi è in linea seguire nella commistione. La nostra attenzione si è ora rivolta al
con Città di Ebla? racconto di James Joyce I Morti. La scelta di autori europei del
Città di Ebla si è trovata davanti a scelte importanti con que- ‘900 di tale portata è impegnativa, la riuscita di ciò che viene rap-
sto spettacolo: innanzitutto quella di chiarire la «zona perimetra- presentato è totale ed eccelsa quando i racconti vengono fatti
le» di azione, nel senso archeologico del termine, ed il senso «riverberare», germi di rilancio della rappresentazione.
archeologico ci rimanda all’essenza stessa di Città di Ebla. Assolutamente necessaria la totale assenza della parola.
Il nome è un omaggio alla grande civiltà proto-siriana, scoper- La compagnia Città di Ebla, con I Morti, sarà al
ta nel 1968 da una spedizione italiana, che ha modificato le RomaEuropafestival 2010. ■

Vicoli sudici
degli orillas,
bordelli e la
più squallida
Buenos Aires.
orillas C
i siamo preparati all’inverno, tre anni orsono,
con il breve ed intenso Winter Voyage del
coreografo e danzatore israeliano Emanuel
Gat, interamente ballato su tre lieder di Franz
Schubert, proposto al RomaEuropafestival.
È ora tornato il tempo di indossar cappotti, sciarpe e
Bandoneòn. berretti e di godersi la nuova coreografia di Gat,
Giochi di Winter Variations, ai ritmi diversificati dei brani,
gambe per un interpretati da Dietrich Fischer-Dieskau, di Beatles,
desiderio Riad al Sunbati e Gustav Mahler. In scena nuova-
solo: quello mente Roy Assaf ed Emanuel Gat a duettare, con la
di ballare nota «telepatia fisica» come collante, che approfon-
dendo un lavoro quasi lasciato in sospeso, accenna-
to, giocano sui contrasti di stasi-movimento, luce-
di Roberta Mastruzzi oscurità, musica-silenzi. Coreografia creata su una

FREDDO
stretta intimità che necessita però di ampi e vuoti
spazi, al fine di amplificare la visibilità di azioni e
intenzioni. Da brividi.

N
ei vicoli più sudici degli «orillas» di Tango de Burdel, Salón y Calle è lo spettaco- Prepariamoci dunque all’inverno, s’è fatta ora.
Buenos Aires, i quartieri dormitorio lo che racconta la storia del ballo argentino 13 novembre, Roma, Auditorium della Conciliazione di Rossella Gaudenzi
nati per caso, dove gli emigranti attraverso i suoi stessi passi. A raccontarla
vivono addossati l’uno all’altro. Si leva un sarà l’etoile argentina Eleonora Cassano che
canto malinconico. Siamo a metà insieme ai più famosi tangueros della
dell’Ottocento e nei bordelli si incrociano Fundaciòn Julio Boca danzerà sulle note di
passi che promettono di trascinare via lonta- un’orchestra dal vivo, la China Cruel,
no dallo squallore, seguendo il ritmo e il accompagnata dalla splendida voce della
suono nostalgico del bandoneòn. Ogni musi- cantante argentina Karina Levine.
ca porta con sé il desiderio di essere ballata, Il racconto presenta le diverse direzioni in
ma quello che i primi improvvisati ballerini cui il tango può esprimersi: da quello origi-
non sanno è che quella danza diventerà nel nario, nato appunto nei bordelli (Burdèl) e
tempo il simbolo per eccellenza della sen- sulle sponde del Rio de la Plata intorno al
sualità, pur essendo nata in un posto che ne 1850 a quello di sala (Salòn) fino a quello di
rappresenta l’esatto opposto. strada (Calle). Cinque scene, differenti per
Con il passare degli anni penetrerà con la costumi ed intenzione, descrivono la nascita
prepotenza di una passione nel cuore di e le evoluzioni del ballo che da più di 150
molti, arrivando fino ai salotti buoni della anni incanta gli occhi di chi lo guarda e rapi-
società: è il tango. La sua successiva evolu- sce per sempre il cuore di chi si lascia avvol-
zione in figure obbligate e passi codificati gere dal suo gioco di gambe, passi incrociati
non scalfirà mai le sue origini istintuali. Si e sguardi fieri in un eccitante trionfo dei
scrive tango, ma i sensi afferrano solo una sensi e della passione.
parola: passione. 2-7 novembre > Roma, Teatro Olimpico
ALTER
NATIVE
Music In  NUMERO 15 > Autunno 2010

KAMIKAZE QUEENS Punk selvag- ARCADE FIRE Sono la dimostrazione di come, dal microcosmo
a cura di VALENTINA GIOSA gio, attitudine rock’n’roll e seducente DEVO Per caso noi indie, tramite il passaparola e l’hype che si crea attorno ad un nuovo
cabaret della Berlino di Weimar anni 20 non siamo uomini? disco si possa arrivare a raggiungere le vette delle classifiche.

REGINE
KAMIKAZE
B
& a cura di Valentina Giosa

erlino. I Kamikaze Queens sono un’esplosiva band berlinese che


mischia meravigliosamente punk selvaggio, attitudine rock’n’roll
e seducente cabaret che chiaramente richiama la Berlino di
Weimar degli anni Venti con un risultato che lascia immediatamente il
segno. Nico Lipps (ex Banda Veleno), Tex Morton (ex Mad Sin), Trinity,
Tom Schwoll e Luscious (ex Sin City Circus Ladies) e Mad Kate, tutti
provenienti da paesi diversi ed esperienze disparate, si sono incontrati
anni fa a Berlino, la «capitale della creatività», come ci racconta Nico,
batterista della band, italiano trasferitosi nella città tedesca dove ha avuto causa del furto: è qualcosa di naturale per noi «diventare» i KQ sul palco,
la possibilità di portare avanti con successo tutti i suoi progetti musicali. l’elemento trasformista fa parte del nostro carattere.
A guidare l’energetico crossover di teatro e musica della band, due leader Inusuale e molto d’impatto la scelta di due leader femminili,
d’eccezione, le belle e sexy Trinity Tarantula e Mad Kate, vere e proprie entrambe con una presenza scenica molto forte. Com’è nata l’idea?
regine kamikaze nonché stupefacenti animali da palco. Parla Nico. Volevamo aggiungere una componente Cabaret e Burlesque al tutto e
Da dove nasce il vostro nome? con due front girl del calibro di Trinity e Mad Kate possiamo contare su
Siamo una band che non fa compromessi e si butta a capofitto in ogni uno show teatrale incredibile, senza mai dimenticare il fattore musicale.
situazione live, il palco è per noi il teatro dove si consuma la carneficina. Con due vocalist possiamo inoltre spaziare di più e avere più «power».
Basta vedere le nostre due cantanti Trinity Tarantula e Mad Kate dal vivo Trinity e Kate hanno due timbri vocali molto differenti per cui è interes-
per capire perché «kamikaze queens». sante vedere come i pezzi sono diversi a seconda di chi li canta.
Voi tutti provenite da esperienze diverse (tu dai Banda Veleno, Tex Avete suonato in passato da spalla agli Eagles of Death Metal. Come
dai Mad Sin, Trinity, Tom e Luscious dai Sin City Circus Ladies). vi siete incontrati?
Come vi siete incontrati e come è nato il progetto? La Booking Agency che si occupava del loro tour in Germania ci ha
Viviamo tutti da anni a Berlino, una grande metropoli creativa, anche chiesto se volevamo suonare con loro, e ovviamente abbiamo accettato. È
se l’unico tedesco è Tex Morton. Ci conoscevamo già da tempo perché stato uno dei nostri tour più divertenti, gli EODM sono ottimi musicisti ma
avevamo già collaborato in altri progetti; poi, dopo lo scioglimento dei anche persone con cui si sta bene. Abbiamo suonato anche con i Queens
Sin City Circus, Ladyes Lloyd e Trinity hanno deciso di creare un’altra of the Stone Age, che fanno parte della stessa «famiglia».
band e hanno chiesto a me di suonare la batteria, a Tex la chitarra e a Dopo le date in Germania finlamente di nuovo in Italia a novembre.
Mad Kate di cantare. Per me è sempre un piacere tornare in Italia e mostrare le nostre bellez-
Un mix selvaggio di punk, rockabilly e cabaret. Come definiresti il ze alla mia band. Naturalmente parlo a loro anche della nostra disastro-
vostro suono e chi e cosa vi ispira? sa situazione politica. Penso in ogni caso che sia uno scambio culturale
Il nostro suono non è altro che l’insieme delle nostre cinque personalità importantissimo per ravvivare la scena musicale e artistica italiana.
e esperienze musicali. Ognuno di noi apporta la sua influenza con grande Prossimi progetti?
libertà e ne esce quel crossover di generi che caratterizza i KQ. Stiamo lavorando alla registrazione del nostro prossimo album, realiz-
Esplosivo è anche il vostro look, in bilico fra punk e revival anni zeremo un singolo con due brani anche in Italia e una regista ci ha propo-
Cinquanta. Dove trovate i vostri vestiti? sto di partecipare in una scena del suo film su gli anni Venti a Berlino;
Anche questo è frutto del nostro gusto personale. All’inizio delle desi- faremo anche un video per uno dei nostri nuovi pezzi. C’è tanto da fare.
gner berlinesi avevano ideato i costumi per Trinity e Kate, ma una volta
dopo un concerto i costumi sono stati rubati. Dopo questo episodio ci 18 novembre > Roma, Micca Club; 19 novembre > Pesaro, Fuzz; 20
siamo sempre occupati personalmente del nostro look. Ma non solo a novembre > Brescia, Vinile 45. ■

DI VALENTINA GIOSA
ARCADE DI EUGENIO VICEDOMINI

della loro stessa teoria de-evolutiva e


non furono capaci di rinnovarsi o forse
vennero superati dagli stessi gruppi che
li avevano presi come modello. Dopo
vent’anni da quel lontano 1990 che
FIRE
Pensando alla parabola e alla coerenza artistica
aveva visto la rottura ufficiale della degli Arcade Fire, non si può fare a meno di
band, ecco invece che i Devo realizza-
no un nuovo album, forse il migliore paragonarli ai Radiohead. Se stessi fino in fondo.

P
sin dai tempi di Oh No, It’s Devo
(1982). rima il loro nuovo disco (The Suburbs), poi il
Chiunque abbia amato i Devo duran- concerto del 4 settembre a Bologna, anche
te gli anni d’oro non potrà non apprez- l’Italia contagiata del fenomeno Arcade Fire,
zare Something For Everybody (uscito una delle migliori realtà musicali odierne in grado di
in Italia lo scorso 15 giugno per la dare un senso alla parola «rock» rendendola moderna
Warner). Il lungo e attesissimo album, senza tradirne l’anima. La cosa non può che restituirci
annunciato con largo anticipo e lancia- un minimo di speranza se solo pensiamo alla triste

DEVO
to con una performance memorabile realtà nostrana e all’ultima edizione del festival di
durante le Olimpiadi invernali di Sanremo. In un’epoca in cui i nuovi artisti vengono successo e di attestati di stima da parte dei loro colle-
Vancouver, vede la partecipazione della plasmati su misura dal piccolo schermo e diventano ghi più illustri: Chris Martin dei Coldplay li ha definiti
classica line up della band, Mark e Bob famosi grazie alle impalcature costruite dalle potenti come «il più grande gruppo di sempre».
Mothersbaugh, Gerald e Bob Casale, fabbriche dei talent show, sono sempre più rari i casi di Gli U2 hanno scelto la loro Wake up come intro per
accompagnati dal batterista Josh Freese scoperte che si impongono all’attenzione solo per la il loro Vertigo-tour 2005/2006 e li hanno ospitati quan-
(Nine Inch Nails, Guns n’Roses). loro proposta musicale. I canadesi Arcade Fire sono la do hanno fatto tappa a Montreal suonando insieme

C
om’era successo con i Kraftwerk, Prodotto da Greg Kurstin (The Bird & dimostrazione di come, da fenomeno appartenente al Love will tear us apart dei Joy Division. Perfino David
i Devo erano arrivati sulle scene The Bee) l’album include inoltre la col- microcosmo indie, tramite il passaparola e l’hype che si Bowie, al suo atteso ritorno dopo i problemi di salute,
come un’unità già pienamente laborazione di John Hill e Santi White crea attorno a un nuovo disco, si possa arrivare a rag- ha voluto essere accompagnato dagli Arcade Fire per
coerente e matura. C’era tutto: il look, (meglio conosciuta come Santigold), giungere le vette delle classifiche e a calcare i grandi suonare Five Years e Wake up. Ultimo a rendere omag-
il sound, lo stile e l’attitudine giusta già John King dei Dust Brothers e i palchi. Merito di una proposta musicale che ha saputo gio alla band è stato Peter Gabriel che nel suo ultimo
ai tempi dell’album di debutto Are we Teddybears. unire stili diversi, dal glam-rock alla new wave, riela- album di cover, Scratch my back, ha inserito un loro
not Men? We are Devo! realizzato nel Dodici canzoni che portano il tipico borandoli e plasmandoli con gusto ed originalità. brano, My body is a cage. Nel 2007 esce il secondo
1978 e che vedeva alla produzione un marchio Devo fatto di suoni robotici, La band viene fondata 2003 da Win Butler (chitarra album Neon Bible che, pur cambiando registro, non
pilastro indiscutibile come Brian Eno. I chitarre sferraglianti, beat compulsivi e voce) e la polistrumentista Régine Chassagne. Al duo delude i già numerosi fan ed entra ai primi posti delle
Devo avevano per di piú anche una arricchiti di un linguaggio volutamente originario (oggi compagni anche nella vita) si accom- classifiche inglesi e americane. The Suburbs, la loro
filosofia, (rappresentata dal loro stesso gelido e meccanico e in versione live da pagneranno, successivamente, una sorta di consorzio di recente ultima fatica, è forse l’album più prodotto della
nome, tratto dalla parola «De-evolu- coreografie simili a scosse elettriche. suonatori musicalmente dipendenti il cui asse portante band che, pur strizzando l’occhio al pop, non manca di
tion) basata sulla teoria che gli esseri Un sound/concept che ha ispirato è costituito da William Butler (il fratello minore di metterci KO grazie all’uno due di brani come la title
umani avrebbero già raggiunto da un’intera generazione di artisti, dai Daft Win) ai sintetizzatore e alle percussioni, Richard Reed track ed la successiva Ready To Start.
tempo il loro picco di evoluzione mas- Punk, ai Pearl Jam e i Rage Against the Parry all’organo e Tim Kingsbury al basso. Oltre alla Pensando alla parabola e alla coerenza artistica degli
sima e che sarebbero ora infatti in fase Machine fino a Lady Gaga, un linguag- varietà di strumenti, gli Arcade Fire cantano, da buoni Arcade Fire, non si può fare a meno di paragonarli ai
di regressione, di «de-evoluzione» gio profetico che era piena avanguardia canadesi, indistintamente in francese e in inglese. Radiohead. L’ascesa sull’Olimpo del Rock non sembra
appunto. negli anni 80 e che resta profondamen- Il primo risultato arriva a fine del 2003 con un EP aver dato loro alla testa, come ha ammesso recente-
La band aveva attirato ben presto te attuale ai giorni nostri, quando il autoprodotto, Arcade Fire, che vale loro il contratto con mente lo stesso Win Butler: «Gli U2 li ho visti quando
l’attenzione di media e pubblico ma mondo conferma ció che i Devo aveva- la Merge Records. La consacrazione da parte della cri- avevo 15 anni. A quei tempi li chiamavano l’ottava
forse era tutto sin dal primo momento no da tempo sospettato. Per alcuni trop- tica specializzata arriverà un anno dopo con il loro meraviglia del mondo. A quell’epoca c’erano anche i
troppo perfetto tanto che dopo pochi po cinici, per altri catastrofici, loro in disco d’esordio (Funeral) che ha rappresentato il Nirvana. Prima ci sono stati i Clash e prima ancora i
anni sembrata ripetersi e non aver piú fondo ammettono di ispirarsi semplice- debutto più roboante della decade scorsa assieme al Beatles. Sono ovviamente grandi ispirazioni, ma l’im-
nulla da dire. Autori di una perfetta mente alla realtà «perché il mondo è primo lavoro dei Franz Ferdinand al punto che il grup- portante è essere a proprio agio nella nostra pelle e
fusione fra rock e melodie sintetizzate, così ridicolo e stupido. Siamo come po finisce sulla copertina dell’edizione canadese del non voler essere come loro. Così come è successo a
precursori del look straniante e post l’orchestra del Titanic, intratteniamo settimanale Time. Le loro esibizioni live di notevole questi gruppi che sono stati se stessi fino in fondo, noi
atomico (imperdibili i loro videoclip tutti mentre affondiamo insieme». De- intensità e l’entusiasmo del pubblico che li ha ascoltati suoniamo come gli Arcade Fire, e tutto questo ci fa sen-
pioneristici), i Devo furono vittima evolution is real. dal vivo faranno il resto in una continua escalation di tire degli spiriti liberi». ■
Music In  NUMERO 15 > Autunno 2010

JOHN LENNON, LA VERA STORIA DI


FEED
BOOK
SCONCERTO L’addio è addio UN GENIO INCOMPRESO Il reporter che, LO CORE SPERDUTO In principio ILLUSTRAZIONE DI
per sempre, quando la nota muore con un ticket to ride, andò in tour con i Beatles era Partenope e più indietro non si va QUINT BUCHOLZ

JOHN LENNON. LA VERA STORIA...


S C O N C E R T O
PO PCK
pop&rock
Nel 1964 il giovane reporter
Larry Kane ha la fortuna di par- «John Lennon. La vera storia
CLASSICA «Ecco... vedete, appena la musica tace, il mondo, sullo sfondo, ammu- tire in tour con i Beatles. Da di un genio incompreso»
MENTE tolisce. Le camerette della mente si slegano tra loro, il pavimento del quell’esperienza ne trae un libro, Ticket to ride, di Larry Kane
cervello cede, cede, marcisce». La recita sociale, il consumismo com- e stringe una forte amicizia con John Lennon. A B. C. Dalai Ed. - 20 euro
pulsivo, le morti sul lavoro, la sete di potere della classe dirigente, gli oscuri meccanismi 30 anni di distanza dall’attentato che uccise il
della finanza, l’immigrazione, una lingua sempre più astratta e irrelata. Dov’è il senso? cantante davanti al portone di casa a New York,
Da queste domande è travolto un direttore di orchestra, che dimenti- Kane, diventato uno dei più famosi anchorman nessun aspetto della sua complessa persona-
ca di dirigere i suoi strumentisti. della tv americana, decide di raccontare la vita lità: il working class hero accanto all’affettuoso
«Troppo mondo nella testa», esclama; ed è quel mondo a rendere pro- del musicista e fraterno amico. John Lennon. marito di Yoko Ono, l’attivista pacifista e l’uomo
blematico il suo rapporto con l’orchestra, logorato dai ripetuti tenta- La vera storia di un genio incompreso si distin- innamorato di New York, il clamoroso successo
tivi di quest’ultima di richiamarlo ad un’esecuzione acefala della musi- gue nel mare delle nume- del quartetto di Liverpool e l’indomito spirito
ca. L’esistenza di Prova d’orchestra di Federico Fellini non ha costitui- rose biografie dedicate al rivoluzionario.
to un problema per questo spettacolo di Toni Servillo, Giorgio personaggio perché elabo- Il racconto si addentra poi nei legami più segre-
Battistelli e Franco Marcoaldi: se in quel caso era stato messo a tema rata in modo molto perso- ti: la presunta relazione omosessuale con il
il rifiuto dell’autorità del direttore da parte dell’orchestra, costretta nale. È impossibile racchiu- manager Brian Epstein, il suo ruolo nella morte
poi a soccombere nell’enigmatico finale, qui si intendeva dar conto di dere la vita di un uomo di Stuart Sutcliffe (il «quinto Beatles»), il rappor-
un impasse. Lo sconcerto, appunto. L’incapacità di concertare. come Lennon tra le pagine to con la giovane assistente Mary Pang. Punti di
Non è un melologo, non è un’opera, non è un libro, non è uno spettaco- di un libro - il ritratto sarà domanda rimasti sospesi con la morte dell’arti-
lo teatrale con sottofondo musicale. È tutto questo: un «teatro della sempre incompleto - ma sta a cui Kane dà la sua personale risposta.
musica», l’idea chiave di questo progetto trino. C’è un monologo poeti- Kane decide di affrontare il
co-drammatico, c’è una partitura musicale eseguita in scena da compito senza tralasciare Roberta Mastruzzi
un’orchestra nascosta ed un vero direttore dietro le quinte. C’è il
direttore-attore-regista. Sconcerto nasce dopo una lunga discussione tra i tre autori.
Scelto per la sua elementare icasticità, nella sua voluta ambiguità allude allo sgomento LO CORE SPERDUTO
percettivo, esistenziale del protagonista e, insieme, all’atto mancato del concerto. Il con-
flitto si risolve nel duende, energia misteriosa che «brucia il sangue come un tropico di anche su un aspetto delle audizioni salottiere: la
vetri», il daimon, quella «forza tellurica» che è ferita creatrice, la musica. «Tutte le arti «Lo core sperduto» musica è recitata. Il 1880 è il momento del dop-
sono capaci di duende - scriveva Federico Garcìa Lorca - ma naturalmente è nella musi- di Gianfranco Plenizio pio registro, modifica importante che codifica il
ca, nella danza e nella poesia declamata ch’esso trova terreno migliore, visto che tutte prodotto-canzone con l'introduzione del modulo
e tre hanno bisogno di un corpo vivo che le interpreti, poiché sono forme che nascono e Alfredo Guida Editore strofa-ritornello; ma la tradizione è abbandonata
muoiono in modo perpetuo ed innalzano i loro contorni sopra un presente preciso». 28,00 euro in favore di schemi internazionali più banali. Il
Il diritto penale contempla, nell’omissione, fattispecie altrettanto concreta che l’azione. popolo canta melodie più facili, ossia povere.
Così lo sconcerto è altrettanto concre- Non aver frequentato il Conservatorio è spac-
to rispetto al concerto: è un concerto
mancato, il grido di Toni Servillo, la fran- «Sconcerto»
CLASSICA «In principio era Partenope»: ciato per merito: certe canzoni sembra possa-
MENTE così inizia l'ultima fatica lette- no nascere solo dal cuore, con
tumazione dell’io musicale. «Orchestra, di Franco Marcoaldi raria di Gianfranco Plenizio. l'improvvisazione. In più,
orchestra, orchestra... Dirigere AsSaggi Bompiani Editore «Lo core sperduto» è una canzone di Guillaime ormai tutto è un affare,
un’orchestra... Bisognerebbe prima euro 9,50 Cottrau apparsa nel 1824 nella raccolta anche per la camorra. È il
dirigersi la testa». «Passatempi musicali» con il titolo di «La capua- motivo per cui i musicisti
na», e sono i Passatempi a far scoprire un red- colti si ritirano dalla musi-
ditizio filone napoletano: molti musicisti destina- ca, un mondo che trova
no musica vocale al salotto aristocratico o alto- forza nel registro utilizza-
ROMINA CIUFFA borghese e grazie alla diffusione del pianoforte to, ma in esso anche la
verticale e dell'editoria musicale, tra il popolo debolezza che la porta al
aumentano le case in cui si ascolta musica. decadimento.
LUCIFER OVER LONDON Napoli, grazie alla presenza dei teatri, resta uno
dei centri più attivi nel melodramma e ciò fa luce Giosetta Ciuffa
la pittura, la politica e la musica, sono attraver-
sati da un unico filo conduttore: il radicalismo
«Lucifer over London» culturale e una visione del mondo alternativa a UOMO FABER
di Antonello Cresti quella dominante. Attorno a band culto come
Aerostella
20,00 euro
Throbbing Gristle, Psychic Tv, Coil, Current 93,
Death in June e Sol Invictus, portatori in patria PO PCK
pop&rock
Mi è venuta la voglia di rivedere
Genova, di riscoprirla e rimirar- «Uomo faber»
e nel resto del mondo di messaggi e immagini la con occhi nuovi; ci vorrà del di Ivo Milazzo e Fabrizio Càlzia
aggressivi, tra il poco rassicurante e lo strava- tempo. Mi è venuta la voglia di aspirare i profu- De Agostini Editore
gante, si sviluppa mi intensi della natura, tanto per iniziare l’odore euro 12,90
ROCKO F F Dal sottotitolo impegnativo:
«Industrial, folk apocalittico
un’operazione di attenta
trasposizione sullo sparti-
pungente delle foglie fradice dopo un acquazzo-
ne; occorre attendere il prossimo temporale.
e controculture radicali in to di pratiche, culti e Mi è venuta la voglia di riascoltare Ho visto Nina to. C’è l’intero universo De Andrè, nel racconto
Inghilterra». Sono in molti a contendersi ancestrali credenze, a cui volare; stavolta nessuna a fumetti Uomo Faber: la terra sarda e il mare
Lucifero nella storia della musica. L’angelo più schiere di giovani e meno attesa, se non quella lega- ligure; gli amici, i figli, la moglie e l’onnipresenza
bello e dannato della storia dell’umanità è da giovani inglesi si sono ta alla ricerca del disco ingombrante della figura paterna; la città e la
secoli corteggiato da artisti di vario genere e negli anni dedicati, con giusto, per poi premere il natura. E ancora gli emarginati, le prostitute, la
in modo particolare dai musicisti di ogni impegno e fantasia. tasto play e goderne la religione, i ricordi, tutti così cari al compianto
epoca. Il nuovo libro di Antonello Cresti, cerca Controculture dell’under- bellezza. Faber.
di fare il punto su questa storia d’amore ground musicale inglese Nel 2009 si è celebrato il Per dovere di cronaca occorre ricordare che le
inquietante e tenebrosa, tra la musica e il dia- degli ultimi quarant’anni, decennio della morte di tavole originali di Ivo Milazzo sono state esposte
volo, in un contesto decisamente singolare. tra industrial, folk apoca- Fabrizio De Andrè, come è dal 19 marzo al 18 aprile 2010, breve arco di
Il libro, infatti, usa come scenografia naturale littico, musica celtica e dark, spesso fraintese giusto che fosse, con tempo, presso il Museo Luzzati di Genova in una
Londra, capitale politica e culturale del Regno dai grandi media e “sempre in bilico, tra furia mostre, eventi, pubblica- mostra dal titolo Uomo Faber. Il senso del rac-
Unito. C’è un cuore nero che batte in iconoclasta e desiderio di restaurazione di un zioni a profusione. Mi conto. Il senso del racconto lo avremo comun-
Inghilterra? Secondo l’autore, esperto di tradi- Eden mitico e reale al contempo”, che sono sento parte di un pubblico que fatto nostro. Ce ne accorgeremo quando
zioni culturali anglosassoni e che passa diver- infine il fulcro attorno a cui ruotano le disserta- che non si soddisfa con celebrazioni e pubblica- avvertiremo il bisogno di raccoglimento, di silen-
si mesi ogni anno in viaggio tra le piccole zioni del prolifico critico, musicista e scrittore zioni ridondanti. È la forza di immagini come zio; ben accetto solo il fluire dei rumori di vento,
comunità britanniche, non c’è dubbio alcuno e fiorentino, che qui si avvale e si completa dei queste, che usata con sapienza, può oggi rende- acqua, cani, gatti, uccelli. E avremo anche la
il suo percorso di scoperta delle controculture contributi esclusivi di Steve Sylvester (Death re il migliore omaggio al grande cantautore sensazione di essere anime salve.
in Gran Bretagna regala sorprese inaspettate SS), Vittore Baroni, Bruno Casini e Luca genovese, raccolte in un libro pieno e scarno
e interessanti spunti di riflessione. Leonello Rimbotti. allo stesso tempo ma indiscutibilmente comple- Rossella Gaudenzi
Universi di significato interconnessi e in conti-
nua evoluzione, in cui la filosofia, l’esoterismo, Flavio Fabbri

EIGHTIES COLORS TUTTA LA VERITÀ


ALTER Gli anni 80 non furono solo
«Eighties Colors»
SU UN FENOMENO FALSATO
NATIVE lustrini e paillettes: sotto il falò
della vanità covava il fuoco di Roberto Calabrò
autentico della passione: una passione fatta di Coniglio Editore edatto in forma di cronaca e di reporta-
chitarre, basso e batteria, in risposta a tastieri-
ne e armeniccoli del tempo. Esaurita la spinta
del Punk e della New Wave a metà 80, i fratel-
lini minori guardarono ai 60 come fonte di ispi-
razione, contro il conformi-
smo dello star system.
34,00 euro

un lustro è stata un’incredibile esplosione di


colori e creatività».
R ge quotidiano attraverso la descrizione
minuto per minuto, notte per notte, degli
avvenimenti cui Victor Ciuffa, ispiratore di
Federico Fellini, ha partecipato e dei personaggi
Eighties Colours fa luce su Beat, garage e psichedelia, a seconda delle
una scena che ha conti- declinazioni adottate dai protagonisti dell’e- che ha conosciuto. www.victorciuffa.com
nuato a vivere lungo i poca, Sick Rose, No Strange, Pikes in Panic,
bordi dell’Underground
italiano: «C’è un buco nero
nella storia della musica
italiana. Un buco nero che
Avvoltoi, Peter Sellers & The Hollywood
Party, tra gli altri; ma non solo: capelli a
caschetto, camicie paisley e Chelsea boots.
La ribellione richiede anche stile.
IN LIBRERIA CEEC
sembra avere inghiottito CIUFFA EDITORE
quella che per lo spazio di Lorenzo Bertini
SOUND
tracking
Music In  NUMERO 15 > Autunno 2010

PENSO CHE UN SOGNO COSÌ Intervista al regista Marco De Luca INCEPTION L’intera soundtrack di Zimmer, isolata
a cura di ROBERTA MASTRUZZI Con soli novemila euro raccoglie in una casa, attorno ai pasti principali e ad dal contesto del film, è come sperimentare un sogno.
una malattia incurabile, un gruppo di amici. In sottofondo, un arcobaleno E la parola che viene in mente è «intangibile».

PENSOCHE
na colonna sonora
U legata ai colori più
che ad una melodia.
Che poi divengono musica.

a cura di ROBERTA MASTRUZZI

C’ era una volta un piccolo film italia-


no che cercava un modo per farsi
conoscere. Un giorno fece la valigia
e partì in cerca di fortuna. Visitò tante città stra-
niere, accolto sempre con entusiasmo da tutti.
sonora di un film - che non è
cosa che si chiude in una gior-
nata - a titolo gratuito. A parte
questo, sono entrati in sintonia
con il vero mood del racconto:
Ma il suo sogno, come quello di molti emigran- è una colonna sonora legata ai
ti, era tornare a casa. Penso che un sogno così è colori più che ad una melodia.
l’opera prima di un giovane regista, Marco De Più la storia va avanti e si fa
Luca, anche lui cittadino del mondo, e se lo defi- Come li hai convinti a lavorare praticamen- complessa e più, soprattutto verso il finale, que-
niamo piccolo film è solo per via dei costi molto te gratis per te? sti colori diventano vera e propria musica.
bassi della sua produzione: novemila euro tota- Non è stato facile convincere tutti. Fare un Ciò che mi nutre mi distrugge, sembra la
li. In realtà, è una pellicola che affronta con sem- film è cosa impegnativa, che non si sbriga in due frase più adatta per un finale del tutto ina-
plicità ed originalità temi forti e coraggiosi. C’è giorni. Ma ci sono riuscito. Un altro record che spettato. Il rito del pasto, nel tuo come in
chi ha scomodato Lawrence Kasdan (Il grande molti mi invidiano è il fatto che abbiamo girato molti altri film italiani, è spesso protagoni-
freddo) e il Dogma di Lars Von Trier per trova- un’ora e un quarto di riprese in sole due settima- sta. Come mai?
re un termine di paragone. Preferiamo pensare ne ad agosto, le uniche in cui gli attori - Elisa Quando vivi molti anni all’estero come me e
che la storia di Elisa, venticinquenne in crisi che Alessandro, Giovanni Izzo, Marina Rocco e sei lontano dall’Italia ti accorgi di molte diffe-
dopo la diagnosi di una malattia incurabile deci- Paolo Stella - erano liberi da impegni lavorativi. renze. Il pasto è ancora oggi nel nostro Paese
de di riunire i suoi amici più cari nella sua casa Come mai hai scelto un titolo preso in pre- un momento catalizzatore di mille emozioni, 6/10 Zagarolo Palazzo Rospigliosi
al mare, come tutte le opere artistiche sia innan- stito dalla canzone italiana più famosa all’e- situazioni, confronti. In altri posti, dove il pran- 17/10 Monterotondo Biblioteca
zitutto uguale a se stessa. Per il resto, lasciamo stero, Volare? zo è molto più frugale e la cena è sempre ad un 23/10 Ariccia Teatro Bernini
parlare il regista. In realtà è un pensiero legato a quello che i orario diverso, è tutto vissuto in modo molto 27/11 Castelnuovo di Porto Centro
Come è possibile realizzare un film con soli personaggi vivono all’interno del film. Il sogno è più individualista e quindi meno sentito. Da noi 3/12 Roma Palazzo Valentini
9mila euro? una quotidianità normale, che sembra essere la tavola ha ancora una funzione aggregante, 11/12 Palestrina
Sottolineo che questi novemila euro sono com- bella e sincera, fatta di rapporti e legami forti tanto è vero che la protagonista, nonostante 12 /12 Frascati Scuderie Aldobrandini
prensivi di post-produzione. Molti registi dichia- con gli amici, il fidanzato, la madre. Poi però la abbia litigato con tutti, decide di cucinare 19/12 Genazzano Ciac@Castello Colonna
rano di aver girato un film a basso budget - gra- protagonista squarcia il velo dell’ipocrisia e un’ultima volta per i suoi amici e chiede loro di
zie al digitale effettivamente si spende molto tutto si dimostra un’illusione. E infatti la frase rimanere. Un inglese le avrebbe detto: «Tu sei
poco - però non dicono che prima di essere pron- completa del testo è: penso che un sogno così… pazza. Io prendo le chiavi della macchina e me
ti per essere proiettati al cinema i film devono non ritorni mai più. ne vado» e invece la cultura del cibo è così
affrontare un lavoro di post produzione che può Oltre a sviscerare i rapporti esistenti tra i profonda e radicata in noi che sembra normale
costare anche fino a 300mila euro. Il nostro è personaggi, nella trama e in alcuni scambi di accettare e condividere un’ultima cena insieme.
stato invece dall’inizio alla fine un film low-bud- battute sembra trapelare una forte critica al Il film è stato proiettato in diversi cinema
get perché realizzato grazie ad un gruppo di per- cinema italiano. È così? italiani, in particolare a Roma durante la
sone che ha deciso di lavorare quasi gratis. Mentre scrivevo la sceneggiatura non ho pen- manifestazione estiva presso l’isola Tiberina,
Infatti, le cose che più hanno influito sulle spese sato solo ed esclusivamente al cinema italiano ma ha anche partecipato a numerosi Festival
sono state il cibo, la benzina, gli spostamenti. ma ho cercato di descrivere quello che mi stava internazionali. Come è stata l’accoglienza
Quando hai capito di essere pronto per intorno. Forse anche involontariamente la mia all’estero?
girare il tuo primo lungometraggio? storia cela una critica ad alcune situazioni che Molto buona. Siamo stati al Festival di Aruba,
Sentivo il bisogno di fare un film e ho iniziato ho vissuto nell’ ambiente cinematografico, ma a Los Angeles, a Philadelphia. È interessante
il classico iter: dalla stesura del soggetto fino non solo in Italia. Certe cose, come ad esempio confrontarsi con una platea diversa perché gli
alla ricerca di finanziamenti. Ad un certo punto la produttrice che va a letto con il giovane atto- americani sono abituati a vedere tutt’altro. È
ho capito che così avrei impiegato quattro anni re, le ho viste accadere ovunque. È una storia vero che si tratta pur sempre di un pubblico da
per realizzarlo e mi sono detto che era arrivato universale e anche molto semplice. festival, ma fa sempre piacere mettersi in gioco
il momento di far fruttare tutte le esperienze La storia di Elisa è accompagnata da una in una realtà così differente e trovare consensi.
acquisite tramite il mio lavoro (Marco De Luca bella e delicata colonna sonora. Come è nata Quali sono i tuoi prossimi progetti?
si occupa della regia di alcune trasmissioni Sky, la musica? Il prossimo film, scritto con Claudio
tra cui un programma di viaggi con Luca La musica è stata realizzata da Emanuele Masenza, sarà un thriller. Avrà un budget più
Galvani, N.d.R). Ho raggruppato tutte le mie Friello e Emiliano Torquati, due bravissimi alto: l’intenzione è di girarlo in pellicola e sta-
conoscenze tra attori e tecnici e ho unito le forze autori che hanno svolto un lavoro eccellente. volta non credo che tutti quelli che vi partecipe-
per realizzare da solo il mio film. Prima di tutto hanno messo in piedi la colonna ranno lo faranno gratuitamente. ■

nuovo sognante (Old souls). Waiting for a


train, il brano più suggestivo, è una perfetta
sintesi dell’intenzione con cui Zimmer ha com-
posto la soundtrack: parte dolcemente, cullan-
do l’ascoltatore con un delicato movimento di
archi per poi crescere e costruire un suono
pieno ed emozionante, quasi epico (qualora ce
ne fosse bisogno ricordiamo che Zimmer è
l’autore della colonna sonora de Il gladiatore).
Ad un certo punto si inserisce anche la splen-
dida voce di Edith Piaf che intona No, je ne

INCEPTION
regriette rien (si tratta di una citazione da cine-
fili, infatti Marion Cotillard, qui nel ruolo della
misteriosa moglie del protagonista, ha vinto il
Premio Oscar per la sua interpretazione della
cantante francese) e il suo canto sembra prove-
nire da un vecchio grammofono, come un
ricordo lontano che affiora all’improvviso.
di Roberta Mastruzzi Per realizzare la colonna sonora Zimmer uti-
lizza una classica orchestra d’archi, a cui di
volta in volta, a seconda dell’atmosfera che
vuole ricreare, aggiunge suoni elettronici, sin-

«N
on creare dalla memoria, ma immagi- zioni, è costruito su un gioco di rimandi e sca- tetizzatori e anche la chitarra rock di Johnny
na sempre posti nuovi. Una singola tole cinesi. Al pari della sua labirintica sceneg- Marr, ex componente degli Smiths. Il tema
idea della mente umana può trasfor- giatura - non è un caso che un membro della principale parte da un’unica nota, suonata con
mare intere città». Così raccomanda Leonardo sua squadra si chiami Arianna, come la figura un ritmo via via più incalzante, esattamente
DiCaprio in Inception, il thriller psicologico in mitologica che aiuta Teseo ad uscire dal labi- come il tono monocorde di una sveglia che
cui interpreta Dom Cobb, un ladro specializza- rinto del Minotauro - la colonna sonora firma- imperterrito continua a dirci che è ora di sve-
to in furti di sogni. È infatti in grado di entrare ta da Hans Zimmer parte da un’unica idea e gliarci.
nella mente delle persone e di rubare loro idee attraverso evoluzioni e digressioni sul tema, Nel crescendo che accompagna un film ricco
e preziose informazioni nel momento in cui crea uno score che sembra continuamente gira- di azione e colpi di scena, la musica acquista
sono più vulnerabili, quello del sonno. re su se stesso. colore ed emozione, fino a terminare nello stes-
Costretto a stare lontano dalla sua famiglia a Pur se diverse l’una dall’altra, le composi- so modo in cui è iniziata. Un ciclo che si chiu-
causa del suo particolare lavoro, vuole abban- zioni immaginate da Zimmer hanno ognuna un de, nello stesso punto da cui è partito (d’altra
donare il mondo onirico in cui vive e tornare elemento che le unisce. I brani non sono legati parte «inception» oltre che innesto vuol dire
alla vita reale. Per farlo deve portare a termine indissolubilmente ad una scena del film, ma anche inizio): Time, il brano finale, racchiude
un’ultima missione: innestando (da cui il tito- sembrano scivolare l’uno dentro l’altro, pur perfettamente in sé il senso di perdita, di vuoto
lo) nel subconscio del figlio di un ricco indu- mantenendo ognuno la propria personalità. e di confusione che accompagna lo spettatore
striale un’idea che lo porti a compiere Come in un sogno, in cui a volte improvvisa- per tutto il film.
un’azione contro i propri interessi. mente si cambia scena, la musica muta forma Ascoltare l’intera soundtrack di Zimmer, iso-
Inception, film ai limiti della fantascienza di diventando di volta in volta romantica (We landola dal contesto del film, è un’esperienza
Christopher Nolan, il regista di Memento, built our own world), elettronica (One simple al pari di un viaggio nel proprio inconscio e la
Insomnia e The Prestige a cui piace esplorare il idea), classica (Paradox), techno (Mombasa), parola che viene in mente è intangibile, proprio
mondo della mente umana e le sue contraddi- ricca di tensione (Dream is collapsing) e poi di come un sogno. ■
Music In  NUMERO 15 > Autunno 2010 SOUND
tracking
GARUÀ Nei loro live set una video-installazione multimediale MUSICINVIDEO/CLIP Alessandro Orlando ROMA VIDEO-
fondata sul rapporto luce-musica-ambiente-pubblico, per sperimen- Graziano - Ti amo gratis Una moka e, insieme, CLIP 2010 Sintesi
tare la stimolazione di una percezione inconscia attraverso il ritmo. una battaglia intergalattica mentre fugge la felicità d’arte da intenditor

IL PRIMO di Roberta Mastruzzi

JAZZ MOVIE
Videoclip

on un film che parla di jazz ma un film


TI AMO GRATIS
N che è jazz. Il cinema può esprimere
potenzialità infinite quando si sgancia da
schemi prefissati e lascia libero spazio all’im-
provvisazione, svincolandosi da un copione e
da una rigida struttura fatta di dialoghi, montag-
gio, consequenzialità. Rugaà è «il primo jazz
movie», fusione tra immagine, musica, movi-
mento. In cui lasciar fruire tutti i sensi.

C ome immaginate un jazz movie? Non un


film che parla di jazz ma un film che è
jazz. Il cinema può esprimere potenzia-
lascia campo libero all’interpretazione dello
spettatore, se ancora possiamo definirlo tale: in
un mondo in cui passiamo la maggior parte del
immagini che la musica mi suggerisce: ascolto
Via della Vite e vedo due piccioni posarsi su un
cornicione nell’alba silenziosa di una mattina
DI ROMINA CIUFFA

lità infinite quando si sgancia da schemi prefis-


sati e lascia libero spazio all’improvvisazione,
svincolandosi da un copione e da una rigida
struttura fatta di dialoghi, montaggio, conse-
tempo ad essere ricettori passivi di informazio-
ni, abituati a delegare ad altri - tv, giornali, libri
- il compito di pensare al nostro posto, siamo
per la prima volta noi a dare un senso a ciò che
estiva in città e invidio il loro volo gentile;
Proteo è la nascita di una nuova vita, i passi
incerti di un bambino che si accorge di avere un
corpo per andare da qualche parte; N.Y.World
V iaggio all’interno di un incon-
scio rosa cipria quello di
Alessandro Orlando Graziano,
musicista sopra le righe che, memore
quenzialità. Un quadro in movimento, Rugaà, vediamo e ad elaborare ciò che sentiamo, por- fair è come fare l’amore in treno, seguendo dol- del suo trascorso nelle arti figurative,
sperimentazione visiva e sonora a cura del regi- tandolo dentro il nostro spazio mentale. cemente il rumore del paesaggio che scorre; in disegna interamente il video per la sua
sta Gianluca Zenone e della band musicale Sarà difficile vedere il film di Zenone nelle Finisterre c’è una scogliera, il vento, un uomo e Ti amo gratis. E su ciò che riconosce
Garuà, è stato presentato in occasione del MEI sale, ma è possibile vedere i video e acquistare una donna che si amano in un posto ai confini come se stesso, proiezione dell’Es,
di Faenza come «il primo jazz movie». Una la colonna sonora direttamente dal sito internet del mondo e perdo l’equilibrio mentre non capi- appoggia gatti e toglie e mette occhi,
fusione tra immagine, musica, movimento. Un del gruppo: www.garua.it. I percorsi del rac- sco se è un ricordo o solo immaginazione; provo vedere e non vedere, a seconda. Il
film a cui non bisogna semplicemente assistere, conto sono infiniti: per sperimentarlo al meglio, a cercare un appiglio in Pietra Alata ma vengo tema è una fuggente felicità («insegui-
ma fruire con tutti i sensi. il consiglio è di lasciarsi andare e far fluire in trascinata in una grotta, circondata da suoni pri- la»). Voglia sentirsi una moka, un ufo,
La collaborazione tra Zenone e i Garuà superficie le sensazioni. mordiali che riportano in superficie antichi desi- una battaglia intergalattica, un missile,
(Ludovico Garau piano, Mauro Pallagrosi sax, I brani composti dai Garuà - piano e sax che deri ancestrali e in Emotion trovo la calma di un ultraleggero, un palloncino, una
Marco Di Pietrantonio basso, Paolo Costa batte- si intersecano mentre la ritmica asseconda il una notte di luna piena mentre il suono del donna, un unicorno, la sua matita lo
ria) inizia con le video-installazioni multimedia- movimento creato dai due - sono quadri di vibrafono mi parla dolcemente all’orecchio rac- tratteggia senza diffidare.
li con cui il gruppo accompagna i propri concer- immagini, la cui cornice chiede di essere sposta- contandomi una favola, come forse qualcuno in Amare gratis è un inno al non dovere,
ti e sfocia poi nella creazione di questa opera ta per cambiare inquadratura e spingere la sen- passato, ma era tanto, ormai troppo, tempo fa. spontaneità dell’essere, gratuità in cui
unica, che prende vita e si lancia nel racconto sazione un po’ più in là. La tentazione di saltare Ritorno alla realtà, con la sensazione sfumata versa un sentimento. Ma consente
cinematografico di ritratti di istanti: percezione fuori dal quadro è forte. Provo ad uscire dalla di aver afferrato per un istante una parte nasco- altresì di sentire liberamente una
più che visione. Un’esperienza soggettiva che cornice anch’io e lascio liberamente affiorare le sta di me stessa. (Roberta Mastruzzi) forma d’odio: ciò spiegherebbe perché
qui tutto mangia tutto e si ritrasforma.

VIDEOCLIP
In una cornice di tratti leggeri e veloci,
ripetitivi, l’originale artista ripiega su se
stesso e sul suo armonio - con il quale
apre il pezzo - in una stanza che è visi-
bilmente vuota (la metà di ieri, e di

Il
videoclip come forma d’arte. per l’omonimo film di Muccino. E anco- domani la metà forse sarà) e perciò
Anche questi piccoli gioielli ra Max Gazzè con Mentre dormi, tratta infestata da fantasmi, tra i quali: il
musicali di sintesi cinematogra- da Basilicata coast to coast, vera rivela- senso del pudore, il rumore del vinile,
fica hanno trovato il loro Festival. Il più zione cinematografica dell’anno, Parla lettere d’amore di pergamena profu-
importante di questi, il Roma Videoclip piano di Vinicio Capossela, inserita nella mate in rose e quel (perso) gusto di
2010, è giunto alla sua ottava edizione e colonna sonora di Dieci inverni con amare senza chiedere nulla.
si svolge a novembre presso il Cinema Isabella Ragonese, e molti altri. Il video
Adriano. Il premio è assegnato al miglior tratto direttamente dal film Oggi sposi di
video scelto fra i brani più interessanti Luca Lucini, per la presenza di danze
composti per film italiani usciti nelle sale indiane e salentine - un gemellaggio tra
nell’ultimo anno. Una potente sinergia Puglia e India - ha ottenuto il premio per
tra musica, immagini e cinema che si la migliore coreografia.
materializza in corti musicali che sono Il festival dà spazio anche alle produ-
veri e propri film nel film. zioni indipendenti, offrendo visibilità a
In gara artisti emergenti e vecchie glo- registi e gruppi emergenti che potranno
rie, tra cui Malika Ayane e La prima cosa proporre i loro lavori, permettendo quin-
bella, tratto dal film di Paolo Virzì, Il di un libero scambio di idee nella speran-
sogno di Patty Pravo, ascoltata in Mine za che si aprano nuove possibilità lavora-
vaganti di Ferzan Ozpetek, il video di tive anche per i nomi meno conosciuti.
Baciami ancora che Jovanotti ha scritto (Roberta Mastruzzi) WWW.YOUTUBE.COM/MUSICINCHANNEL
LSPECIALE
-LOSS Music In  NUMERO 15 > Autunno 2010

LUSKY DJ Esce in punta dei piedi dalla scena musicale del dj-setting. Il 30 settem- LE PAROLE DI LULÙ È il grido di Niccolò
a cura di ROMINA CIUFFA
bre la raggiunge la genovese Dj Chicca The Lavender Moon. Questo è il tempo di Fabi per aver perso una figlia di nemmeno due
barattoli rotti, attaccati a macchine sgangherate che non frenano davanti a nulla. anni: un concerto, il pianto di un padre.

 CONTINUA DALLA PRIMA PAGINA > BARATTOLI di Egizia Mondini

LUSKY. IL TEMPO DEI BARATTOLI


Lei si definiva dj, producer e bodyborder. là, in via Lucrino, quello che sarebbe diventato un altro
(...) Perché oltre la musica, erano le onde del
mare a scandire il ritmo del suo cuore insie-
punto di riferimento, ovvero «La Cantina», un locale deli-
zioso dove incontrarsi, mangiare, chiacchierare dopo cena
me al lento suono del respiro quando face- e, nemmeno a dirlo, ascoltare musica. Attività che si erano
va immersioni. E così Lucia Santoro è interrotte solo perché inglobate dalla florida vita da dj.
diventata per tutti Lusky dj, una delle dj donne più affer- Disordinata, ritardataria ma scrupolosa sul lavoro, Lusky
mate nel panorama dance italiano, prima a Roma, poi in aveva un gusto musicale talmente definito da non riuscire a
Italia e infine in giro per l’Europa. Nasce artisticamente piegarsi alle mode del momento. Rifiutava di arruffianarsi
all’interno del circuito gay, grazie a organizzazioni come il pubblico in pista con le hit e le scelte più ovvie, adattan-
Gorgeous I’m, Gay Village e Venus Rising (dove spadro- do le esigenze del pubblico alle sue esperienze, portando la
neggiava con entusiasmo esplosivo dalla mitica consolle pista per mano verso un suo viaggio stilistico. Non credo di
del Goa), suonando musica dance e trash, per poi affinare il aver mai visto Lucia di cattivo umore. Ogni volta incontrar-
suo gusto musicale che dall’elettronica e la house vocal la e scambiare quattro chiacchiere con lei era un piacere,
migra verso un percorso tra l’house minimal e la techno un’iniezione di energia e di entusiasmo. Aveva sempre
music, riuscendo in breve tempo a influenzare la scena gay qualche progetto in atto o da realizzare, qualche idea da
italiana con il suo stile personale e ricercato. condividere, qualche avventura da raccontare. Era positi-
Nel 2004 entra a far parte della scuderia del leggendario vità allo stato puro, una generosa mai competitiva (cosa
Radio Londra di Roma dove diventa dj resident; nel 2005 rara nel suo ambiente). Quando passavi in consolle a salu-
suona ad «Amore», uno degli eventi più importanti in tarla trovava sempre dieci minuti per dedicarti un saluto e
Europa organizzati per il capodanno; nell’estate del 2008 un ingombrante sorriso, a differenza di tanti dj che stanno
parte per Barcellona e suona al famosissimo Circuit a muso basso sui loro dischi e sembrano essere disturbati

R
Festival e l’anno dopo è la prima dj donna a suonare all’afterhour ifiutava di arruffianarsi la pista con le hit e le dalla folla. Era una di quelle persone che quando pronunciano la
Souvenir di Barcellona; sempre nel 2008 entra a far parte del pro- scelte più ovvie, e portava per mano verso un frase di rito «come va?» sembrava interessata alla risposta.
getto tutto al femminile Female Cut e delle serate techno Meat Pie suo viaggio stilistico. A me piace pensare che il Quando, nel mezzo della serata, cominciava a entrare nel suo
al Brancaleone; suona regolarmente nei più importanti club di mood e a mettere la sua musica preferita, scherzava dicendo che
Parigi, Lisbona, Colonia, Berlino e Barcellona; nella primavera suo sound sia solo migrato, verso il mare. Perché ora, era arrivato «il momento dei barattoli» (modo per definire quel
del 2010 suona come guest allo storico Ministry of Sound di quando mi capita di vedere i bodyboarder surfare mix di suoni indecifrabili che per me resta la techno) e la si vede-
Londra, mecca della musica elettronica. sulle onde, mi sembra di sentire il suono dei barattoli. va divertirsi in modo talmente coinvolgente da essere, la sua
Una personalità tanto ricca e creativa non poteva accontentarsi di house, una della poche che le mie orecchie possano sopportare.
mettere i dischi degli altri. Grazie all’incontro con Francesco Lusky se n’è andata la mattina del 19 agosto per una malforma-
Assenza (Gorgeous I’m), affina i suoi gusti musicali e intrapren- se c’è qualcuno che non la conosceva o la ballava nei vari club zione cardiaca, dopo aver suonato tutta la notte al Gay Village.
de il cammino verso la techno, che poi la porterà nel 2007 a dedi- della capitale, di sicuro se la ricorda dietro al bancone di una delle Era al suo massimo momento artistico, stava realizzando tutto
carsi alla produzione musicale, territorio che le stava dando enor- botteghe più innovative e preziose di quegli anni (dal 1990 al ciò che desiderava, e nel farlo si stava divertendo. Mi viene da
mi soddisfazioni e attraverso il quale aveva iniziato delle collabo- 1997) Cd Music Box, un negozio stile «Clerks» dove si affittava- pensare che abbia ragione la sua pupilla, dj Gaia, quando dice
razioni di tutto rispetto, una fra tutte quella assai feconda con il no cd, un vero punto di riferimento per onnivori, fanatici, bulimi- che la sala house del Gay Village sia finita con Lusky e che da
celebre dj spagnolo Ivan Gomez. ci di musica. Da quello spazio underground in via Lima, Lucia ora in poi non sarà mai più la stessa. A me piace pensare che il
Prima ancora di diventare Lusky dj, a Roma Lucia era già un per- intratteneva i fruitori con consigli e ironia, risate e buonumore, suo sound sia solo migrato nuovamente, stavolta verso il mare.
sonaggio cult, grazie alle sue attività commerciali che aveva tanto da guadagnarsi una reputazione in tutto il quartiere Perché adesso, quando mi capita di vedere dei bodyboarder sur-
avviato, insieme allo storico socio Alberto, negli anni ‘90. Perché Africano, e non solo. Qualche anno dopo aprì pochi metri più in fare sulle onde, mi sembra di sentire il suono dei barattoli. ■

LUCA&LUCIA
photocredit
La gioia come Mirta Lispi
il dolore si deve Hanno voluto partecipare talmen-
conservare, si te tanti artisti che sul palco si è
deve trasformare suonato, in una ininterrotta jam
e deve saper session emozionale, dalle 15 alle
pronunciare le

le parole che
parole giuste.
Olivia Fabi
non aveva
nemmeno
2 anni e già
le conosceva.

di Egizia Mondini
lulù non ha detto Lucia Santoro studiava al Saint Louis.
Di lei parla il maestro Luca Spagnoletti

Un
uomo un giorno ha scritto: le, la musica: il 30 agosto, data in cui 2 di notte. Ed è così che Avrai di Claudio Lucia, la studentessa. Lucia ha iniziato a frequen-
«La gioia come il dolore si Olivia avrebbe compiuto 2 anni, ha messo Baglioni, scritta ai tempi della nascita di tare il Saint Louis quando ancora era una dj sim-
deve conservare, si deve in pratica ciò che sosteneva nella sua can- suo figlio Giovanni, è diventata il saluto ad plex. È venuta da noi per imparare ad usare i
trasformare». Perché tenerla per sé, senza zone. Nessun altro modo sarebbe stato più Olivia; Max Gazzé e Roberto Angelini, software per produrre la musica e i suoni dei vari
condivisione, equivale a non viverla. Lo adeguato per rendere omaggio alla prezio- amici di sempre, hanno accompagnato strumenti. Ha frequentato la scuola per 2 anni e
aveva capito troppo tardi anche Chris sa presenza di una bambina su questa terra. diversi musicisti sul palco; Jovanotti e veniva ogni qualvolta avesse bisogno di una consu-
McCandless, protagonista di Nelle terre In un luogo incantato come la valle del Giuliano Sangiorgi hanno commosso il lenza, un confronto, un consiglio.
estreme, prima di morire da solo in Alaska. Treja, a pochi passi da Roma - un parco pubblico con A te; Simone Cristicchi ha Il genere musicale. Era ormai orientata verso la
Il rovescio: chiudersi nel proprio lacerante dove la piccola Olivia aveva trascorso dedicato il suo teatro-canzone a Lulù; Syria techno. Da un paio di anni aveva iniziato a produr-
dolore non serve ad altro che all’inaridi- giornate felici - Niccolò e la sua compa- è salita sul palco con un disegno fatto per re i suoi brani musicali, passando dal genere trash
mento, alla sconfitta. La condivisione gna, la fotografa e pittrice Shirin Amini, Olivia da sua figlia Alice. E ancora: alla techno. Sono stato molto soddisfatto della sua
avvia la trasformazione del dolore in qual- hanno organizzato, in sole 3 settimane, una Daniele Silvestri, Samuele Bersani, Paola evoluzione.
cosa di costruttivo. Woodstock contemporanea, un ensemble Turci, Alex Britti, Velvet, Elisa, Marina Il background. Veniva da influenze punk degli
A scrivere quelle parole è stato Niccolò di artisti che nessun primo maggio ha mai Rei, Fiorella Mannoia, Luca Barbarossa, anni 80-90. Come dj aveva iniziato seguendo i
Fabi quando ancora era un padre spensie- avuto tanto ricco ed eterogeneo, un meltin Neri Marcoré, Manuel Agnelli, Tosca, gusti del pubblico o delle serate dove suonava per
rato, che mai avrebbe immaginato in che pot gioioso di pubblico. Un modo per Alberto Fortis, Gianni Morandi, Enrico poi trovare una propria espressività artistica, fino
modo quel pensiero espresso in musica (il esportare il sorriso di Olivia e renderlo Ruggeri, Diana Tejera, e tutti gli altri. a produrre vere creazioni musicali. Prima dell’e-
brano era Solo un uomo, contenuto nel suo eterno: con l’obiettivo di raccogliere fondi Se è vero, come dice Niccolò, che gli state stava cercando una cantante per iniziare un
album del 2009) sarebbe diventato palpa- per aiutare la Ong Cuamm, Medici per artisti sono fortunati perché posseggono gli nuovo tipo di produzione: si stava avvicinando
bile. Il 3 luglio scorso una meningite ful- l’Africa, associazione con cui Niccolò già strumenti per condividere le emozioni, è all’essere più una musicista che una dj.
minante gli ha portato via la sua piccola collaborava, nella ristrutturazione del vero anche che il pubblico ha saputo resti- La produzione. Durante i dj set metteva i suoi
Olivia di nemmeno 2 anni. Un avvenimen- reparto pediatrico di un ospedale in Angola, tuire quanto ha ricevuto. Con la vendita remix, e vendeva le sue produzioni alle etichette
to di quelli che schiaffeggiano in pieno dove la mortalità infantile è altissima, è delle magliette di Parole di Lulù quel 30 discografiche.
volto, prendono a pugni il cuore e strazia- nato il progetto Parole di Lulù. agosto si sono raccolti i 60 mila euro La vita notturna e le responsabilità. La vita che
no l’anima. Un evento così innaturale da «Parole» come la canzone di Mina che necessari per il nuovo ospedale pediatrico. conduceva ha influito sul suo fisico, per questo
non esistere nemmeno un termine per iden- la piccola adorava, e quelle attraverso le Ora Niccolò e Shirin sono più convinti che ultimamente si stava concentrando sulla produzio-
tificarlo. Quando si perde un figlio non si è quali si può elaborare un lutto; «Lulù», sia necessario proseguire per questa strada. ne musicale: non solo una crescita ma anche un
vedovi né orfani. Si resta genitori, alle perché è così che Olivia era chiamata in Prossimo obiettivo: garantire per un modo per cominciare ad allontanarsi dalla vita
prese con la gestione di un dolore che può casa. E quale modo migliore per festeggia- anno le spese di medicinali e di gestione notturna della dj, che sapeva di non poter condur-
annientare. re il suo compleanno se non adunando dell’ospedale (potete contribuire con dona- re per sempre.
Niccolò-padre ha scelto la via della con- amici, gente solidale e artisti, per fare zioni o acquistando la maglietta sul sito L’amicizia. Lucia era un’amica. Con lei potevi
divisione, un lungo cordone emotivo che musica in nome di un obiettivo che può www.paroledilulu.it). Così il dolore per la parlare di tutto, voleva vivere la vita e negli aspet-
da Olivia facesse il giro del mondo. Tutto donare la vita? La risposta è stata travol- perdita di una figlia si trasforma in una ti più umani era preziosa.
grazie al linguaggio che gli è più congenia- gente come l’evento che l’ha scatenata. straordinaria occasione di gioia e vita. ■
a cura di Egizia Mondini
Music In  NUMERO 15 > Autunno 2010 FEED
NATALIA GREEN Pecado
Teatral Solamente un pazzo
ALESSANDRO MANNARINO Al Bar della
Rabbia So na montagna... se Maometto nun viene
ANDRES TRENTEMØLLER Into the Great
Wide Yonder Il vitreo di uno spazio immaginario,
esteso (e compresso) tra profondità gelate del Nord.
back a cura di ROMINA CIUFFA
non vorrebbe commetterlo. mejo... sto bene da solo, er proverbio era sbajato.

NATALIA GREEN - PECADO TEATRAL ALESSANDRO MANNARINO - AL BAR DELLA RABBIA


BEYOND Roma ha una tra- Surreale. Un artista in grado di
BEYOND «Mi piace sentire la chitarra come un corpo pulsante, le note come un
&further albero». Questa nuova Natalia è oggi legna che arde, combustibile per
&further dizione secolare,
quella degli stor-
dipingere le note. Di tratteggiare
con larghe pennellate i suoi versi, in
un’emotività complessa che, nella sua musica, esplode in maniera nellatori. Musici da strada, grezzi un dipinto musicale che s’impone
assolutamente imprevedibile. Ciò che altri definirebbero «polistrumentale» io definisco ma poetici, con il dono della schiet- per originalità. Mannarino sussur-
«polipassionale»: la sua libertà non le consente di sfuggire alla sperimentazione, immer- tezza, della sincerità. Con il potere di ra e grida. Sorride e si incupisce. Si
sa nella quale crea un linguaggio unico per descrivere la sua mania. Una mania «diffici- raccontare i sentimenti. Di suscita- ubriaca di poesia.
le da spiegare, perché un po’ vaga in realtà». Non la noterete. Non ne noterete re con versi d’ilarità emozioni ed Al bar della Rabbia. È il titolo del suo
l’angoscia, tutti i santi giorni quando arriva la paura. intelletto. Prendi uno stornellatore disco, spontaneo e genuino. Dove
Noterete però il Brasile, da cui proviene Natalia De Oliveira Vasco, romano, adattalo all’odierna nulla è dato al caso. Un disco dai
noterete il suo Garda: da Rio la lingua dell’intero Pecado Teatral, le società, mischiane il DNA, fatto di tradizione tratti Caposselliani, Gaberiani. Con uno stile cafe-
percussioni, le intro, l’acustica. L’oceano. Da Sirmione l’ispirazione, i popolare, con lo spirito libero e gitano della con- chantant che è un po’ canzone, un po’ teatro, un
limiti, il lago: una cantautrice che ha in mano testi tanto forti non è testazione ed otterrai un poeta urbano del po’ denuncia sociale. Dove si vivono storie fanta-
destinata all’Italia né a un lago chiuso. Nemmeno all’oceano, nemme- nostro tempo, un cantautore in grado di rievoca- stiche e tragiche. Storie di buffoni, zingari ed
no al Brasile: alla mania non si addice la grandezza. Più a un fiume che re il passato con le note, con i ritmi, riuscendo ad ubriachi. Un disco che lascia un’impronta. Che si
sfoci altrove, una New York poliglotta, in cui si apprezza l’espressione attualizzarlo con versi e rime di pura poesia. lascia ricordare per odore e per sapore, e non
e l’agonia dell’artista. Niente che sia saudade e spiagge incontamina- Alessandro Mannarino, romano, classe 1979, soltanto per il suono che racchiude.
te. «Il momento triste arriva d’inverno». L’agonia dei fumi delle Avenues è questo. Un gitano, un pirata della musica. Un
e dei bar nelle Streets, questo merita Natalia Green con il suo ep inva- cantautore critico. Un poeta felliniano. Lorenzo Fiorillo
dente, sofferto, che entra nel fegato come a Hemingway alcol e rende
l’orecchio un routinario della sonorità inconsueta, incompresa. Verde.
Come quegli «alberi ultrasonici» che lei assimila ai propri brani: «In un attimo la radice ANDRES TRENTEMØLLER - INTO THE GREAT WIDE YONDER
diventa legno, un processo pressoché inconsapevole, la melodia ed il ritmo prevalgono e
sembrano non dipendere dalla lingua. Le parole arrivano dopo, dedotte da suoni sussur-
rati, poi reinterpretati». E verdissima è So’ Louco, sebbene difficile all’orecchio poggiato
ALTER
NATIVE
Fatta propria la lezione dei Daft
Punk, tra le pareti del suo apparta-
album, accanto
ad acustici accen-
su un ritmo infiltrante, un tono minore che, ebbro di etnia e percussioni, riporta a una mento-studio di Copenaghen, nati (la floydiana
danza interiore fatta di misteri. Quelli di un pazzo, «per sopportare questo sguardo stan- Andres Trentemøller ha ricostruito in vitreo Nevermore, con
do fermo, per accettare di desiderare qualcuno senza poter toccare», i misteri del dolo: uno spazio immaginario, idealmente esteso (e Fyfe Dangerfire
da dove si dipana la volontà di uno così? «Avete mai visto cosa peggiore di questa?», compresso) tra le profondità gelate del nord, dei Guillemots alla
grida. La sfida è: abbiamo visto cosa peggiore di un pazzo? Cui va un video rosso, teatra- le traiettorie desertiche della profonda provin- voce), progressio-
le come il peccato. Altri peccati: in Mania una «paranoia da consumo generale»; in Sem cia americana, e la claustrofobia al latex di un ni spezzate e
Disfarçar l’invasione di uno sguardo senza maschere; in Canto do mar fiori che camuffa- peep show amburghese; se fosse una colonna distorsioni di chi-
no un pavimento. Eppure, in No ar, quel pavimento alla fine dovrà sparire: sarà allora che sonora, potrebbe essere perfetta per una tarra garage in
il verde prenderà i toni che si addicono a un fiume. delle Lost Highway di David Lynch. stile Raveonettes
Into The Great Wide Yonder (uscito il 30 mag- (il surf dell’intro The Mash and the Fury e di
gio per la label Hfn music), secondo album rive- Silver Surfer Ghost Rider Go!!), anche loro,
ROMINA CIUFFA lazione per il genio danese, passato dai fasti da danesi; anche loro citati, alla voce referenze,
dj di fama internazionale e dalle produzioni sul profilo MySpace, in buona compagnia.
ambient e minimal degli esordi (oltre a collabo- Tra gli altri, Cure, Thom Yorke, Suicide, Mazzy
razioni con Massive Attack, Beastie Boys e Star (e si potrebbe anche spaziare a Aphex
Röyksoppì e hit da dancefloor come Polar Shift, Twin, Sylvian, Yoshimoto, e per il tocco vintage,
Physical Fraction, Minimal Fox), e del primo The agli Air sperimentali di Premier Symptomes); i
Last Resort (2006), disco-manifesto del movi- Mazzy Star, in particolare, numi ispiratori delle
mento house anni 2000, a uno spettro di sono- tracce più lievi (Tide, Even Though You’re With
rità e referenze sempre più inquiete e sfumate: Another Girl, alle voci si alternano le artiste

atome primitif
«Questo è per me il logico sviluppo del primo: la danesi Sonteig Sandnes e Josephine Philip) e
sola cosa che sapevo era che volevo che la della più bella e fascinosa dell’album, Sycamore
musica suonasse più analogica e organica». Feeling, con Marie Fisker alla voce, sulle orme
L’album si svela in 10 tracce sospese tra fre- di Hope Sandoval, dilatata e tersa come un
threeyearsthreedays quenze serrate di elettrobeat attutiti, derive paesaggio innevato nel «grande vuoto lassù».
ipnotiche alla Mum (Metamorphosis) e tinte
PRESENTAZIONE funky (Shades of Marble), trademark del primo Lorenzo Bertini

28 OTTOBRE EDIPO - HANNO RAGIONE I TOPI


ORE 21:00
CIRCOLO DEGLI ARTISTI ALT ER
NATIVE
Scritto, arrangiato, registrato e
mixato interamente dall’eccentrico
primo Battiato o i primi Bluvertigo per gli arran-
giamenti minimali e ricercati e per un uso fre-
via casilina vecchia ,42 Roma Fausto Zanardelli (già Edwood e quente di suoni retrò e sintetizzatori. Si passa da
Gretel & Hansel) nel suo studio sul Lago di Solo con Tanti, che cita il film Salò e le 120 gior-
www.myspace.com/atomeprimitif
Garda, Hanno Ragione I Topi è l’ultima produzio- nate di Sodoma di Pierpaolo. Pasolini, a È banale
ne del bresciano che, per l’occasione, usa lo star male, primo singolo dell’album supportato
pseudonimo Edipo. Uscito lo scorso 28 maggio, da un videoclip che porta la firma di Mozukin, al
ROWLAND S. HOWARD - POP CRIMES consta di un mix colorato di pop, elettronica naif
e cantautorato raffinato e divertente arricchito
rap di Appartamenti fino alla romantica malinco-
nia di Un nuovo Concetto di Thè e Sospendimi.
da ritornelli catchy e radiofriendly e testi intelli- Disco fresco e intellettuale, il concentrato di
ALT ER
NATIVE
Pop Crimes è il secondo album
solista di Rowland S. Howard,
piene di groove si
uniscono al tremolo
genti, arguti, ironici (spesso coadiuva-
ti dall’uso del doppio senso). Messa
Italian pop-snob di un trentenne
creativo e talentuoso che con
conosciuto ai più per essere stato della chitarra di da parte l’esperienza Edwood (Ghost Hanno Ragione I Topi offre uno
l’innovativo e geniale chitarrista dei Birthday Howard creando un Records) e sospesa l’avventura sguardo critico e acuto sulla quoti-
Party durante gli anni 80. Howard moriva tra- suono denso in cui Gretel e Hansel (MadCap Collective), dianità, la politica, le relazioni inter-
gicamente poco meno di un anno fa, nel icem- abbandonarsi, Edipo ha dato vita a questo disco che personali, una finestra sul mondo
bre 2009, a causa di un cancro al fegato incu- magari perdersi in fotografa la sua vita in 10battute, osservata e fotografata dall’inter-
rabile e due mesi prima dall sua scomparsa un tormentato mare lavoro che potrebbe richiamare arti- no di una cameretta.
dava alla luce Pop Crimes, preziosa testimo- emozionale. sti come Bugo e Tricarico se si pensa
nianza di un artista unico. L’album si chiude alle liriche brillanti e mai banali, il Valentina Giosa
L’album si apre con l’eterea (I Know) a Girl con The Golden Age of Bloodshed, brano coun-
Called Johnny, un duetto romantic-dark che try dalle liriche quasi sarcastiche. Forse il
richiama il beat pop degli anni 60 e che ospita miglior capitolo della carriera di Howard, il BLONDE REDHEAD - PENNY SPARKLE
la voce di Jonnine Standish, vocalist dei HTRK. capitolo finale, scritto con quel trasporto tipico
Si passa poi a Shut me Down, ballata atmosfe-
rica e oscura proseguendo per Life’s What
di chi sembra non aver piú nulla da perdere.
PO PCK
pop&rock
dalle classiche cifre new vawe e che si piega
leggermente sul pop elaborato, molto orec-
You Make It e la title track dove linee di basso Valentina Giosa chiabile e allo stesso tempo estremamente
Un disco da non curato, così da non permettere ai detrattori
mancare per chi del gruppo di storcere il naso con facilità.
LUCA BUSSOLETTI FEAT. DARIO FÒ - A SOLO UN METRO dei sogni non può Pezzi come Not getting there o My plants are
fare a meno. Penny dead fanno muovere dolcemente i fianchi e la
BEYOND
&further
La consideriamo
distante. Ma,
A solo un metro arriva lì dove
l’informazione di massa non giun-
Sparkle dei Blonde
Redhead è la enne-
voce di Makino, soave e particolarmente inten-
sa, è davvero il filo conduttore dell’intero lavo-
crudele bagaglio ge: alla coscienza. Un pezzo lento, sima avventura del ro. Qua e là si possono poi apprezzare ballate
di realismo, la guerra va affronta- quasi una ballata, che in realtà gruppo newyorke- accattivanti come Love is prision o gli echi di
ta. Lo fa Luca Bussoletti con il corre: veloce supera le barriere se, ma diversa da quelle che l’hanno preceduta. suggestioni dark anni 80 che colpiscono in
nuovo singolo A solo un metro dell’ascoltatore come un monito Tant’è che forse, per essere apprezzato a pieno, Black guitar.
scritto con Nicco Verrienti e su ciò che accade al di fuori della necessita di più di un ascolto. Uscito il 14 set- Tracce che si susseguono in assoluta armo-
Vincenzo Incenso contro le mine bambagia occidentale, un allar- tembre per la 4AD, il nuovo lavoro di Kazu nia, registrate tra New York e Stoccolma
antiuomo. Il Paese è l’Afghanistan, me. Makino e dei gemelli tricolore Simone e Amedeo durante l’ultimo anno. Il disco vanta inoltre tra
il featuring Dario Fò. Le cui parole, Bussoletti agisce concretamente Pace mostra un corpo ritmico molto leggero e i credits nomi importanti nell’ambiente, con il
pesanti come macigni, crude, vere, riecheggia- e devolve l’incasso ad Amnesty International: la soffuso in grado di tenersi a galla in un mare super lavoro in produzione di Van Rivers & The
no come urlate in una stanza vuota. canzone sarà in vendita su iTunes e il video, trat- morbido di drum machine e sintetizzatori. Subliminal Kid e al missaggio di Alan Moulder.
«Il numero di mine antiuomo collocate ogni to dal film Habibi di Davide Del Degan e girato La splendida voce di Makino tiene alta la qua- Professionisti leggendari che hanno lavorato
anno nel mondo supera il milione», dichiara il interamente in Afghanistan, sarà disponibile su lità del disco per tutti i 44 minuti della durata, con band del calibro dei Massive Attack,
premio Nobel nell’incipit. Dietro il dato statistico rollingstonesmagazine.it e su youtube. In prati- mentre la grande complessità strutturale e Radiohead, Depeche Mode, My Bloody
c’è di più: esistenze menomata e una morte ca si acquisterà una mina, per distruggerla. melodica è come al solito affidata per 10 trac- Valentine, Placebo e Nine Inch Nails.
che, causa l’assuefazione da notizie, smette di ce ai riff eleganti dei gemelli Pace. Un ottavo
provocare qualunque rigetto etico o idealista. Lorenzo Fiorillo lavoro in studio che lentamente si allontana Flavio Fabbri