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PERIODICO DI INFORMAZIONE, ATTUALITÀ E CULTURA MUSICALE A CURA DEL SAINT LOUIS COLLEGE OF MUSIC

ACROSS THE UNIVERSE RAMIN BAHRAMI ULTIMO TANGO


UN CRATERE A ROMA
Dicembre Gennaio 2008

di Roberta Mastruzzi
PER FUGGIRE VIA di Rossella Gaudenzi
Prendete il più
famoso gruppo della di Romina Ciuffa e Flavio Fabbri Quaranta candeline spente

Periodico di informazione, attualità e cultura musicale a cura del Saint Louis College of Music
storia della musica, lo scorso marzo. Un corpo fles-
attori carini e vaga- Credere nella reincarnazione? Forse. Di suoso, teso, come un nodoso
mente somiglianti ai Bach? Si. In un certo senso, Johann ulivo adulto: vibrante, vigoro-
componenti del sud- Sebastian è rinato a Teheran. Il pianista di so, nel pieno delle forze. L’età
detto gruppo, un pizzi- Eisenach si è risvegliato 31 anni fa in una migliore per un uomo, si dice,
co di Joe Cocker e di casa iraniana da padre ingegnere, Paviz il fior fiore degli anni.
Bono, la fantasia di Bahrami, che sarebbe rimasto ucciso in car- Eppure. 22 dicembre 2007,
Daniel Ezralow (sì, proprio lui, quello dei cere con l’accusa di essere oppositore del Buenos Aires: questa sarà la
Momix), e mettete tutto in un bel frullatore regime degli Ayatollah, in uno Stato in cui tappa finale di Boccatango,
colorato, di quelli che si trovano nelle cucine l’uomo non può toc- tour conclusivo della carriera dell’étoile della
delle commedie americane anni Sessanta. care le donne in danza internazionale Julio Bocca. Si assicura
Il risultato è un musical, che non è proprio pubblico. Si insidia che sarà una vera e propria festa, con entrada
un musical, a tinte pop (nel senso di pop- Johann Sebastian, libre y gratuita. L’ultimo tour del ballerino
art) con l’ambizioso e un po’ furbo tentativo allora, dentro le argentino ha preso il via un anno fa, nel novem-
di raccontare una storia e renderla universa- mani di Ramin, bre 2006, e ha toccato i teatri storici della sua
le, almeno quanto la sua colonna sonora. Si come a dire: «Tocca, carriera, oltre a teatri nei quali non aveva avuto
tratta di un film i cui dialoghi sono per la tocca i tasti, toccali ancora l’opportunità di esibirsi. La sua «Terra
maggior parte composti dalle canzoni dei in pubblico. Sono d’Argento», l’Argentina; il Nord e Sud
Beatles, il titolo - come poteva essere altri- donne, e nessuno lo America; l’ Europa: Madrid, Parigi, Roma per
menti? - è «Across the Universe» e Julie sa». Lui lo sapeva, citare solo le capitali più importanti toccate dal
Taymor la sua regista. (...) perché aveva 7 (...) Ballet Argentino e dalla Orquesta Octango.

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EDGE
AND BACK
Ppop&rock
OPCK

Editore
STEFANO MASTRUZZI

Direttore Responsabile
SALVATORE MASTRUZZI

Direttore
ROMINA CIUFFA

Redazione
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Flavio FABBRI classica@musicin.eu

J A Z&Zblues FEEBACK
D
Rossella GAUDENZI jazzblues@musicin.eu
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POCHI, MALEDETTI E SUBITO


Roberta MASTRUZZI soundtrack@musicin.eu
Corinna NICOLINI edge@musicin.eu

Progetto grafico
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Impaginazione
Cristina MILITELLO

C
Logo Caterina MONTI
on cadenza regolare nascono associazio- Guai a proporre in Italia una sorta di albo, per gli altri; io mi accontento di un importo al netto
Redazione ni temporanee di musicisti e musicanti carità, si limiterebbe la libera creatività indivi- di tutto. Pochi, maledetti e subito ma sporchi,
Via del Boschetto,106 - 00184 Roma che, come l’Italia nel patriottico inno, d’im- duale e il fluire delle idee; ma, forse, la paura perché sono neri. Dati della Federculture ci illu-
Tel 06.4544.3086 provviso si destano e si uniscono in coro rivol- vera è che alcuni non passerebbero l’esame di strano che l’affluenza ai concerti cresce spaven-
Fax 06.4544.3184 ti al Palazzo. Questo Gospel di voci bianche ammissione. tosamente: solo nel 2004 è stato venduto oltre il
Mail redazione@musicin.eu (per il colore della pelle) chiede a volte più Uno dei problemi, ai fini previdenziali, è 40% di biglietti in più rispetto all’anno prece-
garanzie per la categoria, un’assistenza previ- l’Enpals: un Ente che, per come è regolamenta- dente. Se ci fosse una crescita simile nel settore
Marketing e Pubblicità denziale più concreta, ma troppo spesso il tutto to, elargirà pensioni solamente a chi non ne industriale in un anno avremmo risolto tutti i
Mail marketing@musicin.eu si riduce ad una mera richiesta di soldi, quelli avrà bisogno. Per raggiungere e maturare il problemi economici del nostro Paese.
che fanno girare il mondo, ma diritto alla pensione ci vogliono Quindi, anche se il FUS è stato ridimensiona-
non in maniera diretta e vena- solo 2.400 concerti da spalmare to - e ciò è alquanto criticabile -, anche se la
Tipografia le, bensì attraverso una richie- in minimo 20 anni di brillante maggior parte di questo fondo finisce ad Enti
Litografica Iride Srl sta di ampliamento del FUS carriera. La normativa, la cui lirici e spesso ai salotti di ex-aristocratici che
Via della Bufalotta, 224 - Roma (Fondo unico per lo prima stesura risale al ‘47, ha organizzano noiosissimi ascolti da camera (è
Web Spettacolo). I problemi della certamente le proprie colpe e tutto vero) - e ciò è deprecabile -, perlomeno il
www.musicin.eu categoria sono tanti, a comin- lacune - che le successive modi- pubblico compensa di tasca propria queste defi-
www.myspace.com/musicinmagazine ciare dal fatto che non esiste fiche non hanno mai risolto - cienze, premiando gli spettacoli con un’affluen-
una categoria. Scusate se è ma anche i musicisti hanno le za più numerosa. È chiaro che non serve a nulla
Anno I n. 3 poco. Qualunque fannullone loro. Sarò una voce fuori dal chiedere più soldi per lo spettacolo: abbiamo
Dicembre2007-Gennaio2008
Registrazione presso il Tribunale di Roma può alzarsi la mattina (tardi coro (il Gospel di prima), ma bisogno di cambiamenti ben più radicali. Ma
n. 349 del 20 luglio 2007 chiaramente), prendere atto sono certo che pochissimi chi fa le leggi in materia in Italia? Ve lo dico io:
che si sente un grande artista, rinuncerebbero a un fottuto dei parrucconi pieni di sé. Il problema risiede al
comprare una chitarra o una euro della propria retribuzione solito nella «italian way» che prende in consi-
STEFANO tastiera con i dischetti e giura- per pagare le tasse o i contribu- derazione solo chi fa gol - che spesso è (...)
MASTRUZZI re al mondo di essere un musi- ti previdenziali. Eh già, le tasse
EDITORE cista. Forse un saltimbanco. e i contributi li devono pagare ¢ CONTINUA NELLA PAGINA JAZZ&BLUES
J A&ZbluZes AUGURI A Ottant’anni e non sen-
Music In ¢ Dicembre Gennaio 2008

a cura di ROSSELLA GAUDENZI


tirli: li fa Lee Konitz suonando in ADRIANO MAZZOLETTI Ti DRUM C’è un batterista che

Gli ottant’anni di
giro per il mondo il suo sassofono insegno il jazz per radio ha tutta l’aria di battere

LEE KONITZ
propria ispirazione. In uno degli ultimi semi-
nari tenuti in Italia, Konitz ha spiegato il suo
approccio all’improvvisazione basato su un
sistema di dieci differenti livelli che, parten-

PADRE NOBILE DEL JAZZ


do dalla stessa forma canzone, progredisse-
ro gradualmente verso qualcosa di nuovo,
sfuggendo all’ansia di dover subito abban-
donare lo spunto melodico iniziale (che è poi

H a compiuto ottant'anni Lee Konitz, gigante


dell'improvvisazione jazz che da oltre ses-
sant’anni continua a stupire la platea di appas-
Sarebbe davvero un esercizio di stile o al più
uno stucchevole elenchismo cimentarsi nel
ricordare le centinaia di collaborazioni storiche di
una delle malattie principali di tanti e tanti jazzi-
sti pur tecnicamente ineccepibili).
Allievo di Lennie Tristano, il pianista-filosofo
sionati con idee e soluzioni melodiche sempre Konitz, la cui concezione armonica e melodica ha come ebbe a ricordare lo stesso Konitz, resta
originali, evitando gli eccessi dello sperimentali- sempre svolto il ruolo di filo d’arianna nei convinto che le coscienze e le sensibilità si diffe-
smo e restando fermamente ancorato al fraseg- momenti di svolta del jazz; basti pensare all’insi- renzino non per un mero fatto di progresso tec-
gio bop e swing. stenza con cui Davis lo volle al proprio fianco per nologico e di conoscenza, ma che esse siano
L’infaticabile sassofonista di Chicago ha confe- registrare The birth of the cool, con il quale iniziò parte di una più complessa processualità sociale
zionato, con una formazione di nove elementi, il progressivo allontanamento dal fraseggio be- globale che rende l’universo emotivo di
uno spettacolo itinerante per il proprio comple- bop di Charlie Parker, prima che esso rischiasse Armstrong, ad esempio, differente da quello di
anno che ha debuttato alla Carnegie Hall di New di divenire «maniera». Coltrane. È quindi il processo storico in sé a ren-
York e che è approdato per la prima europea al Grazie anche ad una serrata attività didattica - dere sempre differente l’interpretazione di uno
Manzoni di Milano di recente. Konitz è stato uno dei primi a promuovere la pos- standard, senza la necessità di ricorrere ad avan-
Nel frattempo, sta ultimando il mixaggio di ben sibilità di insegnare la tecnica improvvisativa -, la guardismi spesso frutto più di operazioni mate-
tre album che vedranno la luce a gennaio e che sua idea pilota è sempre stata quella di scavare matiche e razionali fatte a tavolino che di una
dovrebbero riassumere gli elementi essenziali di dentro gli standard e i brani della tradizione folk autentica esigenza espressiva.
questo vero e proprio outsider del jazz, che ha per reperire il contesto dal quale avviare nuove Con questo patrimonio di sapienza, Konitz
percorso, fiancheggiandole, le molte correnti melodie; partendo da un abbellimento melodico continua a celebrare la gioia del jazz e della musi-
della musica afroamericana preferendo tuttavia e ritmico, spostandosi poi ad una variazione sul ca, con il suo carattere discreto e lontano da ogni
preservare una propria personale espressività e tema, l’improvvisatore deve sapersi allontanare protagonismo eppure sempre presente in ogni
fungendo inevitabilmente da lampara anche per i progressivamente da esso fino ad arrivare alla fase di «superamento».
suoi colleghi più innovatori, da Roscoe Mitchell a piena espressività, come un demiurgo capace di
Anthony Braxton. ricamare dentro una data struttura armonica la Paolo Romano

A zzardo: trovarsi a dialogare con Adriano di esprimere concetti intelligenti. Oggi le idee to della radio stessa. Paradossalmente, le radio
Attenti a quel
BATTERISTA
Mazzoletti ti fa sentire in balia di una in circolazione sono davvero poche. Si può pen- private fanno meglio il loro mestiere rispetto
sorta di incantatore di serpenti. Mi fac- sare ad un ottimo Fiorello: è capace, comunica- alle pubbliche, le quali hanno - o avrebbero - il
cio catturare dalla sua capacità narrativa. Inizia tivo, intelligente, in grado di gestire una tra- dovere etico di attenersi ad alcuni dettami. La
a raccontare e ad ammaliare con le sue storie, i smissione straordinaria. Ma non ci si può radio è fatta di voci, musica, silenzi.
suoi aneddoti, le esperienze, come in pochi oggi immaginare la qualità della radio affidandola ad Importantissimo è chi va in onda, che deve cat-

S
sanno fare. Tic-toc, il tempo scorre. Tic-toc, il un unico personaggio». turare l’audience. Questa deve essere la forza
tempo scorre. Tic-toc, il tempo scorre. Tempo «Ulteriori elementi fondamentali per un buon della radio. Saper stare ai tempi radiofonici,
scaduto. E ne vorresti ancora, in un’atmosfera andamento dei programmi radiofonici, è un’at- sapere quando la concentrazione di chi ascolta embra che avere sangue abruzzese che

ONDE RADIO
ormai densa del suo spessore professionale. tenta analisi del Target: il pubblico delle 6.00 inizia a scemare, e variare». scorre nelle vene sia una garanzia di
Potrebbe illuminare con estrema competenza A un certo punto i due grandi amori di gran talento e riuscita, se il tuo sogno è quel-

MAZZOLETTI
su decine e decine di argomenti gravitanti il Adriano Mazzoletti si incontrano, si fondono e lo di diventare batterista. Pensiamo a
mondo della comunicazione. È giornalista pro- si trasformano in due forti passioni che lo Lorenzo Tucci e a un validissimo musicista di
fessionista dal ‘64; autore, regista, conduttore accompagnano da oltre cinquant’anni. «Il mio qualche generazione successiva, ossia al ven-
radiofonico e televisivo; è stato dirigente Rai; amore per il jazz risale proprio a quando, da tottenne Nicola Angelucci. Peraltro: maestro
per trent’anni ha fatto parte della direzione ragazzino, mi sintonizzavo sulle onde radio per e discepolo, e sull’ascesa di questo discepolo
dell’Uer (Unione Europea di Radiodiffusione), ascoltare una straordinaria trasmissione di Piero ne abbiamo sentite e ne sentiremo delle belle.
come vicepresidente e poi presidente del e Leone Piccioni: La Galleria Del Jazz. Il Lo abbiamo incontrato spesso al Charity
Dipartimento Jazz e Musica leggera; è stato cri- critico e il musicista insieme, era una Café in trio, il suo Nicola Angelucci Group
tico musicale per il quotidiano Il Tempo di trasmissione ben confezionata. (Enrico Bracco, chitarra; Francesco Puglisi,
Roma; sin dagli anni Cinquanta ha svolto ricer- Smettevo di fare i compiti per goder- contrabbasso; Nicola Angelucci, batteria),
che e raccolto documenti e testimonianze sul mi questo momento di alta cultura. proponendo standards con personali arrangia-
jazz europeo e italiano e sui musicisti italo- Quando ho iniziato a collaborare alla menti e brani inediti. Ottimo traguardo, che
americani. Fondamentalmente, è un instancabi- radio, il jazz era un po’ scomparso. testimonia un consolidamento del drummer
le amante del jazz. E della radio. Convinsi i responsabili di allora a abruzzese come figura leader nel panorama
Ricorda l’inizio dell’avventura nel mondo lasciarmi uno spazio per un pro- jazzistico del momento, forte di un pubblico
radiofonico, legato ad un concorso vinto alla gramma di jazz». fedele che crede in lui, lo segue con amore e
Rai: La qualifica era di collaboratore, il ruolo, Ha avuto vita lunga: dagli anni cresce esponenzialmente.
quello di creatore di programmi. Fino al 1976, Sessanta al 2000. Da qualche anno a Il fuoriclasse non ama le etichette, ma è
anno di riforme , di una legge chiamata nell’am- questa parte, da quando Mazzoletti stato il jazz ad appassionarlo più di ogni altro
biente Legge Sullo (dal Ministro Fiorentino ha lasciato la radio, i programmi di genere da quando, sedicenne, lo ha scoperto
Sullo, ndr) che interveniva sul lavoro dipenden- jazz, fatta eccezione per Radio 3, ascoltando dischi dei Weather Report. Ed è
te; estremamente adatta per vari settori lavorati- sono molto diminuiti, e non sono attraverso il jazz che si esprime al meglio. Fa
vi, ma non per un’azienda come la RAI. Da quel neppure più programmi di cultura. Egli parlare di sé ormai da tempo: Jazzitalia lo ha
momento si entra fissi. Uno spirito libero come vuole cose diverse da quello delle 13.00 o delle è stato l’ideatore della trasmissione jazzistica intervistato qualche anno fa che era già una
quello di Adriano Mazzoletti non ha molto 24.00. Indovinare ciò che piace, i ritmi delle più originale in circolazione: Radio Uno Jazz figura autorevole con esperienza da vendere.
amato il ruolo di lavoratore dipendente: indub- trasmissioni, il linguaggio idoneo fanno il suc- Serata. «A fine anni Ottanta, l’allora direttore Non solo in dieci anni e poco più di carrie-
biamente ha messo un po’ il freno alla creativi- cesso di un palinsesto ben studiato, e rispettoso Ennio Ceccarini mi disse di avere un problema ra può citare numerosi stages e seminari a cui
tà. Finchè si era collaboratori, il compito pre- di chi ascolta. Il linguaggio: non finirò mai di con gli ascolti serali. L’audience calava. Due ha partecipato in Italia e in America (presso il
ponderante era quello di produttori di idee; la ripetere la necessità di un vero e proprio lin- giorni di tempo: ho pensato ad una trasmissione Columbia College di Chicago), ma ha all’at-
proposta veniva valutata, si o no, piaceva o non guaggio radiofonico, che un tempo esisteva ed che andasse in onda dal lunedì al venerdì con tivo collaborazioni con le più autorevoli per-
piaceva. Dal ‘76 in poi, la creazione ha un ruolo oggi non più. La radio è fantasia, deve saper argomenti diversi ogni sera, entro specifici set- sonalità jazzistiche nostrane e non. Solo per
inferiore, ma ci si continua ad avvalere di colla- creare un rapporto magico tra ciò che si dice e tori. Varietà, musica leggera, jazz. A condurre, citarne alcune: Bob Mintzer, Steve
boratori. Quindi le idee fresche circolano. chi sta all’altro capo di un apparecchio, si è grandi personalità dell’epoca». Grossman, Miles Griffith, Andy Gravish,
Perché, parliamoci chiaro: la radio, dagli sintonizzato e affida a noi il proprio tempo». «Tutto dal vivo. Si chiacchierava e si dibatte- Amedeo Tommasi, Rosario Giuliani, Enrico
anni Settanta agli anni Novanta, era estrema- «C’è una gran diffusione di scurrilità al gior- va, con collegamenti da tutto il mondo ed inter- Pieranunzi, Luca Mannutza, Fabrizio Bosso,
mente viva e piacevole. Si ricordano eccellenti no d’oggi, nel linguaggio utilizzato nel mondo venti di mostri sacri della musica di tutti i gene- Stefano Di Battista, Javier Girotto, Max
direttori, tra cui Leone Piccioni. Fondamentale, della comunicazione. Non sono mai stato un ri. La serata jazz era condotta da me. Il risulta- Ionata, Francesco Puglisi, Dario Deidda,
il fatto che venisse realizzata da professionisti castigatore di costumi, ma questa volgarità è to fu ottimo». Parla a lungo Mazzoletti, com- Gianluca Renzi. Vince premi e concorsi: nel
del settore, interni ed esterni, e non, come oggi fine a se stessa. In televisione è meno fastidio- mentando con amarezza come dagli anni 2000 Jazz Baronissi, nel 2002 con il quartet-
accade, da ascoltatori. E da telefonate. sa, il contesto è diverso; mi chiedo perché dei Novanta il palinsesto della radio pubblica sia to di Max Ionata il Grand Prix du Public al
Era la radio che ha fatto nascere le trasmis- conduttori bravi ed intelligenti come Lillo e stato uniformato a quello delle radio private). Trumplin Jazz d’Avignon.
sioni di cultura. «L’abilità di chi ha la responsa- Greg si affidino in radio ad un linguaggio spes- «Ed è stato l’inizio di una parabola discen- È passato più volte per le sale registrazio-
bilità di condurre una trasmissione sta nel solle- so scurrile Questa mancata attenzione al lin- dente. Come non riflettere sulle capacità per- ne: la prima incisione a soli 18 anni con il
ticare la curiosità e l’interesse dell’ascoltatore, guaggio radiofonico, ha portato a uno svilimen- suasive dei mass-media. Oggi se ne parla solo Max Ionata-Claudio Filippini Quartet
ed esclusivamente per condannarli, perché il (Zaira); per continuare con Mood Swings,
collegamento immediato è con la corruzione Little Hand, A Secret Place, Internal Dance,
dei costumi, con la pubblicità che ci rende tutti The Dream of Love e Dreams. Ma soprattut-
dei consumatori incalliti». to, suona moltissimo dal vivo.
Ma se quotidianamente, una voce calda ci Non perdiamola di vista, questa personalità
illuminasse sulla storia del jazz o del soul, o del che ha la stoffa per essere una promessa del
rock, e fosse capace di tenerci inchiodati alla jazz internazionale, sebbene il termine pro-
radio per sete di conoscenza che cresce e della messa comporti grosse responsabilità. E dun-
quale, da un certo momento in poi, non potessi- que, senza aspettative esagerate, concedia-
mo più fare a meno. Inizieremmo ad ascoltare moci il lusso di godere dei suoi concerti.
musica, a capire musica, a comprare musica. Dubitando che ci deluderà. (RG)
Qualcosa si muove, nei negozi specializzati:
pare che i cd migliori, li trovi nello scaffale con
il cartello: € 9,90. Possiamo permetterceli.

Rossella Gaudenzi
NICOLA A NGELUCCI
Music In ¢ Dicembre Gennaio 2008

ANDREA BIONDI L’occasione BLUES Rick Hutton, che era


J A Z
& blues
Z
«S
fa l’uomo vibrafonista. Soliti, quello di Video Music. Non scher- AUGURI A Alexanderplatz, ne fa
ignoti, ladri di note ziamo. venticinque ma tutti, tutti suonati

IMPIASTRARE LE MURA
uonare a New York, nel palazzo delle Nazioni Unite, è stata un’espe-

DELL’ALEXANDERPLATZ
rienza unica». Per Andrea Biondi, vibrafono, da 3 anni membro sta-
bile di Roma Sinfonietta, l’orchestra che collabora stabilmente con Ennio
Morricone con cui tiene concerti nei più importanti teatri del mondo e incide le
colonne sonore per il cinema e la televisione. C’era anche lui quando l’Orchestra

L
che si esibiva in un concerto per l’Onu mentre Morricone dirigeva l’esecuzione
unga vita all’Alexanderplatz. Il Jazz
dei suoi brani più famosi davanti a un pubblico prestigioso. «Tra gli spettatori Club più famoso d’Italia è al giro di
boa del quarto di secolo, ed ha compreso
c’erano anche Lou Reed e Pat Metheny, una cosa davvero incredibile».

ANDREA BIONDI:
che la vera idea rivoluzionaria, la sua forza,
la via del successo, è di rimanere così com’è.
Complicato fare una gerarchia di quanti
musicisti vi abbiano messo piede, perché

IL SOLITO (IGNOTO)
non basta dire tutti, sebbene davvero tutti i
jazzisti che hanno fatto epoca siano passati
per questo locale. Documentato dai penna-

VIBRAFONO
relli che sono passati sulle mura con le
firme dei più grandi musicisti mondiale, da
qui a 25 anni. Mica un gioco.
Un tempo fumoso, ed oggi purtroppo
non più, a detta del suo creatore,
Giampiero Rubei. Perché il fumo fa atmo-
sfera. Una presenza su tutte: il trombettista
a cura di Roberta Mastruzzi Chet Baker si è esibito all’Alexanderplatz
per il suo ultimo concerto; Steve Geddes,
C’è un legame particolare tra questo stru- con David Friedman-insieme a Gary Burton uno Matthew Shipp, Wynton Marsalis; i nostri
mento e la musica da film? dei più importanti vibrafonisti-e con un grande Marcello Rosa, Carlo Loffredo, Enrico siva dei Rubei, che hanno, tra gli altri il
Pochi lo sanno ma il suono del vibrafono è vibrafonista italiano che è Andrea Dulbecco. Rava; i giovani Danilo Rea, Rosario compito di formare e «iniziare» al mondo
molto presente nelle colonne sonore. Tutti i com- Purtroppo in Italia non c’è una vera scuola. Per Giuliani, Stefano Di Battista; i giovanissimi del jazz le nuove generazioni, le promesse
positori italiani, dagli anni Sessanta in poi, questo, quando mi hanno proposto di introdurre Paolo Recchia, Oliver Mazzariello. Per il musicali nazionali. Lo spazio per i giovani
hanno usato spesso e volentieri le percussioni un corso di vibrafono al Saint Louis, mi è sem- è presto creato, dedicando loro serate con
sinfoniche. Lo stesso Morricone le usa molto. In brata una cosa molto utile. cadenza settimanale. Un accordo impor-
trent’anni di attività, non c’è una composizione tante è quello tra l’Alexanderplatz e il Saint
per film in cui non sia presente il suono del Come mai non è molto diffuso lo studio del Louis College of Music.
vibrafono o della marimba. E poi Nicola Piovani vibrafono? Ogni lunedì si esibiscono i gruppi jazz
e Luis Bacalov, per citare altri due grandi com- Per i ragazzi che si accostano alla musica è migliori della scuola, nell’ordine: i Seven
positori con cui ho avuto il piacere di lavorare. più facile trovarsi in casa una chitarra o un Since, legati all’originale iniziativa musicale
Come vibrafonista ho lavorato tantissimo con la basso elettrico o mettere su un gruppo con di omaggiare il teatro canzone all’italiana;
musica da film e proprio da questo è nato un mio basso, batteria e tastiere. Il vibrafono non lo si Panebianco-Stabile, duo di chitarre per
progetto personale. vede quasi mai. Il suo suono ha un’impronta brani originali; il Nicola Di Tommaso
molto particolare ed è anche di difficile utilizza- Quartet; in duo, stavolta di chitarra e voce,
zione in alcuni contesti. Si usa prevalentemente il progetto di Antonio Nasone La Promessa;
nel jazz, ma non solo. Personalmente, sono sod- giovanissimo il leader degli Zut Quartet,
disfatto della mia scelta, perché è uno strumento Enrico Zanisi. A dicembre, per presentarli
che mi consente di suonare in situazioni molto tutti, il progetto di Federico Procopio
distanti fra loro. Quartet, che condivide la serata con il Carlo
jazz italiano, l’Alexanderplatz ha rappre- Petruzzellis Trio; bossa nova e non solo per
Tradizionalmente usato dai quartetti jazz, sentato un trampolino di lancio, una pale- il Quintetto Malandro, per finire con
ora il vibrafono si sta facendo spazio anche stra, un’occasione unica ed irripetibile. ZogaroS, progetto solista di Laura
nella musica elettronica. Qual’è la tua espe- E dire che il Club è nato quasi a costo Montanari, che si affida a musicisti diversi
rienza al riguardo? zero, senza eccessive pretese, per divenire di volta in volta.
Collaboro con due ingegneri del suono un po’ un unicum a livello musicale nazionale. La visione dei giovani Rubei è diversa e
folli, Adriano Lanzi e Omar Sodano. È una bella Era letteralmente la cantina sotto casa della di più ampio respiro rispetto a quella di
sfida da cui escono fuori cose inaspettate. Il famiglia Rubei, luogo in cui si vuole esi- Giampiero. Le attese sono di un jazz nuo-
gruppo si chiama «El Topo», citazione di un vec- stesse negli anni Cinquanta un famosissi- vamente fresco e di qualità, perché è di
chio film western, un cult degli anni 70. mo locale, dal nome Johann Sebastian questo che il jazz ha bisogno. Bando all’im-
Attraverso Myspace siamo stati contattati da Bach; il quartiere Prati era d’altronde, già mobilismo e alla banalità.
un’etichetta tedesca che aveva ascoltato alcuni negli anni Sessanta, zona di famosi punti di L’Alexanderplatz è un punto fermo.
Di cosa si tratta? nostri brani su internet e ora suoniamo in diver- ritrovo. Il giovane Giampiero negli anni Ineguagliabile. Intramontabile, da venti-
Il progetto si chiama «I soliti ignoti. Storie di si locali. Ottanta prese in affitto la suddetta cantina, cinque anni. Lunga vita all’Alexanderplatz.
ladri, storie di jazz» ed è dedicato alla musica di con l’idea di un locale multimediale ante
Piero Umiliani, che per i due film de «I soliti Cos’è «Makina/Fabric»? litteram: l’ambiente ospitava una libreria
ignoti» aveva genialmente trovato una chiave È una grande opera poesia che ruota intorno musicale, con testate internazionali sul
jazzistica per raccontare una storia tutta italia- al mondo del lavoro: importanti voci della musi- mondo del jazz, dove potersi raccogliere
na. Nella colonna sonora di questo film straordi- ca contemporanea, del jazz, della canzone e tra amici. Nessun inizio di stenti: tra amici
nario c’è anche Chet Baker. È un progetto che della poesia raccontano la storia sociale italia- si sistemò l’interno, si tinteggiò, e si diede il
porto avanti con l’aiuto di altri grandi musicisti, na. Nasce da un’idea di Luigi Cinque, musicolo- via a serate delle più varie.
Salvatore Bonafede e Maurizio Giammarco, con go che gira il mondo e si innamora di artisti Dal cabaret al jazz, al blues, alla musica
i quali abbiamo deciso di dedicare questo omag- molto distanti fra loro e riesce ad unirli insieme brasiliana. Se non che, si registrò un succes-
gio al «Jazz Italiano in bianco e nero». su un palco. so pazzesco, quasi immediato. Nasceva
Così accade che mi ritrovo a suonare una sera l’esigenza di cambiare prospettiva, di pen-
Come si diventa vibrafonista? con Danilo Rea o Gianluigi Trovesi, e magari il sare in grande, a un programma che preve-
Ho iniziato suonando la batteria e ho prose- cantante pakistano o il suonatore di douduk desse eventi serali quotidiani, non più di
guito gli studi al Conservatorio. Pian piano Jivan Gasparyan. Siamo stati in Paesi particola- una o due volte a settimana. Fu necessaria
dagli studi classici mi sono avvicinato alla musi- ri come lo Yemen o il Pakistan e abbiamo trova- una chiusura d’emergenza per nuovi lavo-
ca moderna e mi sono accorto che questo stru- to un accoglienza straordinaria, sia musicale ri e per gettare le basi del Jazz Club di suc-
mento, il vibrafono, era molto utilizzato nel jazz. che umana. Questi progetti sono legati a gruppi cesso che l’Alexanderplatz è: una pietra
Dopo il Diploma mi sono dovuto trasferire in o cori locali ed hanno un grande successo di angolare per questo genere di musica.
Germania per perfezionare i miei studi, perché pubblico. La gente capisce che attraverso la L’organizzazione e la programmazione
al Conservatorio le percussioni sinfoniche ven- musica si può unire, ma unire veramente. sono oggi in mano alla generazione succes-
gono studiate in maniera classica. Ho studiato

IL
RICK
più che trendy Micca Club propone il prossimo 22 dicembre sotto l’albero
di Natale il ritorno della Rick Hutton Band, apprezzata e seguita band italo-

HUTTON
britannica che ha registrato un crescente successo nella capitale grazie al
cocktail di energia e divertimento assicurato dalla riproposizione di tanti classici
funk, soul e rthytm and blues. Per chi marcia verso gli «anta» e per chi negli «anta»

BAND
c’è già, il nome di Rick Hutton è sinonimo di conduzione musicale su Video Music,
che fu il primo tentativo di canale dedicato alla programmazione musicale no-stop.
Hutton, insieme al suo amico Clive con il quale venne in Italia da Liverpool, riuscì a
interpretare con ironia stralunata e un po’ surreale il ruolo del VJ, prima dell’av-
vento della mai troppo criticata MTV, coi suoi stereotipi di massificazione del
gusto (dis-gusto) musicale. Ma la vera, autentica e originaria passione di Rick
ROCK_SOUL_BLUES Hutton è sempre stata la passione per la black music: stasera con la sua eccellen-
te band e la sua voce graffiante saprà far ballare, divertire e smaltire un po’ di
panettone prima della vigilia. MICCA CLUB, VIA PIETRO MICCA, 7A - PORTA MAGGIORE - ROMA.
J&AbluZesZ RECENSIONE Roberto Ciotti (quello di L’EDITORIALE DI STEFANO MASTRUZZI Ma sì, facciamo finta
Music In ¢ Dicembre Gennaio 2008

UNPLUGGED CIOTTI
Burattino Senza Fili di Bennato e della colon- a fini Enpals che i musicisti non siano operai che si caricano il pianofor-
na sonora di Marrakech Express) scrive di sé te e l’arpa in spalla (si spiega ora il famoso testo di Antonello Venditti).

cile. Le chance di sfondare in Italia ce le hai ¢ CONTINUA DALLA PRIMA PAGINA


solo con le canzonette nazional popolari, altri-
menti…è dura! Negli anni Settanta, visto che il POCHI, MALEDETTI E SUBITO

R
(...) un «pippone» con il senso della posi-
mondo andava da un’altra parte, anche noi
abbiamo avuto qualche possibilità con delle
oberto Ciotti, musicista e compositore sua affinità elettiva con il Blues, un amore che etichette indipendenti, ma ora non ci sono più e zione in campo, un politico dello sport) o chi fa
romano, è noto ai più soprattutto per ha festeggiato i trent’anni e che continua senza nessuno ti dà retta se non ti omologhi a quello l’acuto più lancinante (è importante che nelle
avere creato l’indimenticabile colonna sonora esitazioni: una scelta complessa che ha portato che impone il mercato. arie d’Opera ci siano sempre gli acuti altrimen-
di Marrakech Express di Salvatores (1989). Roberto a viaggiare molto e a partecipare a tutti Nel 1990 Roberto Ciotti, dopo l’esperienza di ti non scatta l’applauso, questo è il baudopen-
Nella sua lunga carriera di bluesman ha rag- i maggiori Festival nazionali ed esteri. Marrakech Express, si trova nuovamente a siero; ma Riccardo Muti, quando diresse il
giunto traguardi invidiabili, suonando al fianco Il primo disco solista arriva nel 1978: nasce comporre per il cinema e per Salvatores: a New Trovatore di Giuseppe Verdi - quello delle mille
di Brian Auger, Jerry Ricks, Jimmy «Super Gasoline Blues», un diario delle espe- York incide infatti la colonna sonora di Turné, lire - suscitò polemiche perché volle rispettare
Witherspoon. Un sogno iniziato da ragazzo, con rienze che Roberto colleziona in quegli anni di con Mandel (ex Dire Straits) alle tastiere, la partitura originale, scevra da questi orpelli
una Ariston regalata dal padre e le note dei viaggi, amori e amici sparsi per il mondo. Herman (ex John Cale Band) al basso e Trump da pubblico becero).
Rolling Stones, dei Led Zeppelin e di Jimi Seguono Bluesman (1979), un disco di blues alla batteria. Seguono altre collaborazioni cine- Voglio dire che i legislatori, quando provano
Hendrix nell’aria. Erano gli sfolgoranti anni acustico, e «Rock’in Blues» (1982), una raccol- matografiche e una fase di autoproduzione che a riformare il settore, sono naturalmente incli-
Sessanta, tutto era in fermento e la musica si ta di cover blues. Nel 1980 apre uno degli ulti- coincide con il boom della musica nera, evento ni a consultare solo le grandi personalità, che
faceva bandiera di una ritrovata mi concerti di Bob che gli permette di programmare anche cento- spesso tanto grandi non sono ma famose sì; e
libertà. Dai primi anni Settanta, Marley a Milano, quaranta serate l’anno. È con un sound più invece di portarle sull’isola le scelgono come
dopo varie esibizioni con il grup- esperienza che gli aggressivo che nasce «Road’n’Rail» (1992), consulenti per la disciplina del settore, affinché
po jazz-rock romano Blue porta grande visibilità pubblicato in Italia dalla Gala Records, piccola possano dar credito e visibilità alle loro buone
Morning, lavora come session- e emozione. Poco etichetta indie veneta, per la quale nel 1994 intenzioni e nessun contenuto degno di stima.
man con Francesco De Gregori ed dopo conosce Ginger pubblica «King of Nothing». Quando l’etichet- Consulenti che spesso non hanno fatto la gavet-
Edoardo Bennato; dopo una breve Baker al Pistoia Blues ta chiude inizia una collaborazione con Il ta, che non hanno idea dei problemi che incon-
esperienza newyorkese torna a Festival. Iniziano una Manifesto, che ormai dura dieci anni, pubbli- tra un’arpista (con l’apostrofo perché in gene-
Roma per incidere il primo disco, grande amicizia e un cando «Changes» (1996), un disco di inediti re sono sempre donne) quando deve trasporta-
andando in tour con Bennato per sodalizio artistico che che vende 26.000 copie, e «Walking» (1999), re il proprio strumento per le prove.
due anni. Da questa collaborazio- li portano a tornare molto più introspettivo, dove Roberto sceglie Purtroppo il musicista è l’unico operaio che
ne nascono «Burattini senza fili» insieme in America. per la prima volta la chitarra classica. L’ultimo lavora con mezzi propri, ma questo fatto la
e «La Torre di Babele». Dopo numerose esibi- cd pubblicato con il quotidiano è del 2002 e legge non lo ha mai preso in considerazione.
Nonostante le pressioni della zioni che gettano le nasce da una collaborazione con l’ottimo jazzi- E la legge non considera il fatto che il lavoro
giornalista musicale Giulietti per- basi per alcuni brani sta Andrea Pagani. «Behind the Door» ha sono- del musicista non si possa limitare al giorno del
ché si «italianizzasse», Roberto del quarto disco, «No rità più positive ed energiche: chitarra acustica, concerto, ma si dovrebbe estendere ai giorni
Ciotti ha sempre trovato nell’in- More Blue» (1989), percussioni, tastiere e qualche influenza latina. necessari allo studio dei pezzi e alle prove; e
glese la lingua espressiva più effi- decidono di tornare in Ora Ciotti continua a esibirsi con passione ed con queste premesse, come si può pensare che
cace, affermando che un genere Italia. È il 1983 e sta incisività preferendo l’intimità dei piccoli club un artista maturi 120 concerti l’anno richiesti
musicale deve essere fedele alla per nascere il Big ai grandi palchi. Una vita densa di conoscenze ai fini Enpals? Nelle more della legge, faccia-
lingua della cultura che lo ha generato, e inol- Mama, locale presto famoso e molto frequenta- ed esperienze da descrivere con minuzia per mo meno prove, studiamo di meno, improvvi-
tre, se canto in italiano, non riesco ad essere to: Ciotti forma un trio e si fa portavoce del delineare i contorni di un bluesman « made in siamo di più; se poi qualche nota sembrerà
fluido, immediato e spontaneo con la chitarra. Blues nella Capitale. Tra gli habitué, due giova- Italy», pieno di emozioni e di ricordi, narrati fuori contesto possiamo sempre ammiccare al
È l’inglese che mi permette di suonare come mi nissimi Alex Britti e Federico Zampaglione che attraverso la sua musica. free-jazz.
viene e di improvvisare: le sonorità della lingua si innamorano della musica di Roberto. Di loro O cambiamo categoria professionale.
si impastano alla perfezione con lo strumento. dice: Alex e Federico sono stati amici d’infan- Domattina mi alzerò presto, prenderò atto di

È
zia perché anche se più piccoli di me, vivevano UNPLUGGED, (autobiografia), essere un grande chirurgo e aprirò un sala ope-
nel 1977, frequentando il Pit 77 e assisten- le stesse cose. Poi hanno cambiato strada per- Castelvecchi Editore, 2007 - € 18,50 ratoria nella mia cucina, o forse farò il ministro
do ad un concerto di Dave Sumner, chitar- ché il mondo della musica è duro e seguire una della giustizia.
rista dei Primitives, che Roberto conferma la strada come la mia per i giovani è molto diffi- Clara Galanti
Stefano Mastruzzi
MUSICALL
DALLE
Music In ¢ Dicembre Gennaio 2008

Speciale Tango

TANGO
MIGUEL ANGEL ZOTTO TANGARIA Un
aacura
curadidiROMINA
FLAVIO FABBRI
CIUFFA
Sono tre i migliori ballerini di JULIO BOCCA Nudo incrocio tra tango ed

TANGO a Roma
tango di tutti i tempi. Uno è lui. a dire addio al tango. aria, tutto «galliano»

Ultimo
JULIO BOCCA - BOCCATANGO
¢ CONTINUA DALLA PRIMA PAGINA

MIGUEL ANGEL ZOTTO È BUENOS AIRES


(...) Solo a Buenos Aires, in cartellone per due

D
mesi con oltre 20.000 spettatori. Con grande ram-
ecidi di portarla a vedere il tango. C’è Miguel Angel marico si deve prendere atto che il mondo della
Zotto al Gran Teatro e tu vuoi farla vibrare questa danza e nella fattispecie del tango, il ballo del ban-
sera. È come una garanzia. E poi la compagnia si chiama doneòn, sta per salutare uno dei suoi massimi rap-
TangoX2, che è come un preludio alla tua mente, a presentanti.
quanto di più strumentale c’è, stasera, in quel tango. Qualche domanda viene da porsela, sul perché
C’è sesso. C’è seduzione. C’è desiderio. Ma c’è insicu- oggi il tango sia una delle poche forme artistiche
rezza, la tua. ad essere seguito, amato, praticato da un numero

E
di adepti crescente di ogni sesso, età, nazionalità.
c’è qualcuno, in fondo, che c’è arrivato da Tango che nasce dalla vita della gente comune e
molto lontano per ballarle questa serena- della vita stessa è metafora. Che tocca tutte le
ta, da Vicente Lòpez, a Buenos Aires, con un corde emozionali, dalla disperazione al visibilio.
aereo che ha fatto tappa, negli ultimi 50 anni, Che ci mette in diretto ed intimo contatto con la
ovunque. C’era già suo nonno che ballava per fisicità di un corpo che è altro da noi, in un gioco
voi e tu dovevi ancora nascere. Lui, e il figlio, di attesa, di stimolo, di seduzione e dominio. È la
e poi il nipote-quello che è qui oggi-già stu- natura stessa di questa danza, a possedere le carat-
diavano nelle Milongas per farla emozio- teristiche dell’immortalità.
nare oggi e non ci sono coincidenze nel È frutto di un melting pot, dell’aggregazione di
destino, il tango è nato per fartela emigranti giunti alle foci del Rio della Plata alla
amare stanotte. Il fatto è che oggi tu ricerca di lavoro e condizioni di vita dignitose, che
da quel tango ti aspetti proprio hanno trovato miseria e durezza. Insieme si canta-
tanto, ti aspetti che tre generazioni no la tristezza e la nostalgia, ma anche le gioie e le
di tangueros la facciano innamora- speranze; le delusioni e la solitudine, ma anche lo
re di nuovo, ti aspetti che le balle- spirito di fratellanza, in un clima fervente di pre-
rine abbiano vestiti provocanti messe per un magico processo di creazione.
di colore rosso fuoco e che gli Dalla canzone alla danza, è il caso di dirlo, non
uomini le afferrino con vi è che un passo: ed è subito tango. Nei bassifon-
potenza, come a dire sei-al- di il pianoforte è sostituito dal bandoneòn, che ne
sicuro-qui-con-me (mentre- aumenta il senso drammatico e malinconico, ad
sbatto-i-tacchi). Tu-seguimi- accompagnare temi quali le lotte di classe, la
che-io-ti-guido. Ti aspetti di nostalgia, gli amori perduti. Quando su un palcoscenico un meraviglioso passo a due
sentire bandoneones aprirsi e (Julio Bocca - Cecilia Figaredo) è in grado di farti dimenticare del mondo e di te
chiudere come sesso non protetto e un pianoforte che si faccia pestare a sangue. Ti stesso, di ciò che grava sulla tua mente e del tuo immediato futuro…allora la danza
aspetti di ballare con lei taconeados e cayengues in Calle Corrientes e di pagarle un ha fatto un miracolo: che tu sia spettatore per una sera o che tu abbia deciso di met-
Fernet con Coca al Cafè Marzotto. terti in pista ed imparare i passi di questa arte attraente.

Tu
Il tango ha a che fare con la corporeità, la corporeità ha a che fare con la cono-
sei al Cafè Marzotto con lei e stai bevendo un Fernet con Coca; accanto a te, gli scenza dell’altro, la conoscenza dell’altro ha a che fare con le profondità dell’animo
uomini ballano con gli uomini e le donne, appena giunte nei bordelli di Buenos umano. Una ricerca, che in quanto tale è inarrestabile e ci mantiene vivi. Julio Bocca
Aires, suonano il bandoneòn di Eduardo Arolas. La porti a vedere uno dei più grandi tan- volteggia e non permette ai tuoi occhi di staccarsi per un attimo da ciò che ti sta
gueros viventi perché lei profuma di tango. La porti a vedere l’Argentina a Roma e la offrendo, non ti permette di distrarti, non permette alla tua concentrazione di cede-
povertà a Tor di Quinto. Ti aspetti emozioni dure. Ti aspetti anche di soffrire stasera. re, non permette ai tuoi sensi di non risvegliarsi. Nel migliore dei casi, Boccatango
Stai rischiando di perderla così. Il Granteatro è fatto in discesa e più che vedere uno ci farà riflettere a lungo sui rapporti umani, sulla loro complessità, sull’abbandono
spettacolo vedi teste e capelli, ti agiti, ti distrai su quinte dimenticate aperte e proiezio- alle emozioni. Ad ogni modo, quasi in preda a un processo catartico, ne usciremo
ni di bassa qualità al posto di scenografie che sanno di legno e tanguerìa, ti perdi in un’il- purificati. Grazie Julio Bocca. Grazie Ballet Argentino. Grazie Orquesta Octango.
luminazione sbagliata che ti fa dimenticare il sudore di un ballerino, soprattutto lampa- Come faremo a non sentirne la mancanza?
dine (blu) che si stallano tra te e la tua immaginazione e occhi di bue fuori tempo; il Rossella Gaudenzi
Granteatro non merita il re del tango come tu non meriti lei.

Comunque Miguel Angel Zotto è qui stasera, universalmente riconosciuto come uno
dei tre migliori ballerini di tango di tutti i tempi, solo per ballare per lei. Ti aspetti che
questo basti a conquistarla. Siete qui solo perché tu nemmeno hai il coraggio di prender-
le la mano, diciamoci la verità, si tratta di codardia e niente più: e allora lo fai fare a Zotto
che la afferra come afferra la sua compagna di ballo Daiana Guspero, la fa girare senza
che smetta di muoversi su carboni ardenti, distende il braccio sinistro e con il destro la
trattiene-ma a distanza-a sé senza temerti o temerla, corre e batte i piedi e scalcia e
ripercorre secoli di tango argentino su di lei-che tu ami-ma che ama sprezzante davanti
ai tuoi occhi in abbraccio frontale mentre 12 ballerini affondano l’anima nei propri tac-
chi, schiacciando la tua.

Soccorre Astor Piazzolla con la Balada para mi Muerte, quella para un Loco, con el
Gordo triste e con la Bicicleta Blanca. Soccorre con Libertango e Violentango. Perché il
tango è libero e violento. Soccorrono registrazioni originali del 1912 e il Patetico di
Jorge Caldara, lezioni di tango e la storia del Cìvico e della Moreira.

DI TANGO
Ma più Zotto la fa ballare, più lei si scorda di te.

Ti
E D'ARIA
accorgi che, se volevi fosse tua per sempre, non avresti dovuto darle tango. Ora
lei sa cosa vuol dire amare, e tu dovrai darglielo finché campi.
Romina Ciuffa

BACALOV SINCOPATO
GALLIANO
A SANTA CECILIA
Lanni uisarrangiatore

Bacalov è un brillante
di canzoni negli It’s Wonderful" è la rasse-
60, negli anni 70 si interessa al gna con cui l'Accademia
rock progressive (il "concerto gros- Nazionale di Santa Cecilia
so" dei New Trolls deve molto al richiama l'attenzione su artisti non
suo arrangiamento contaminato di spiccatamente classici ma che rap-
armonizzazioni classiche), negli presentano, comunque, l'espres-
anni 80 e 90 scrive colonne sono- sione più moderna e universale
re, conquistando la nomination della musica. Dopo aver accolto
all'Oscar per ben due volte e por- Caetano Veloso e Michael Nyman
tando a casa la statuetta per la gli appuntamenti continuano con
musica de "Il postino". Gal Costa (il 17 novembre) e
Ultimamente, però, è il tango ad occupare il suo estro creativo; una passione sbocciata fin dal- Richard Galliano che chiude la stagione proprio il giorno del suo compleanno, il 12 dicem-
l'infanzia, ma che negli ultimi anni ha assecondato in tutta la sua forza travolgente. Bacalov ha bre. Il fisarmonicista francese porta a Roma il suo nuovo progetto Tangaria (Fusione di
omaggiato il tango in ogni sua forma (ricordiamo la sua Messa a ritmo binario, la "MisaTango"), Tango con Aria come la intendeva Bach) che, come lui stesso dice, è "un invito a viaggiare
adesso lo ripropone a Roma, sedendosi al pianoforte, suo strumento d'elezione, e dirigendo i in alto mare accompagnati dal tango (Des voiliers) e dagli squali (Esqualo)". Un viaggio, dun-
musicisti della Roma Sinfonietta in nuove orchestrazioni. Il concerto, organizzato nell'ambito que, in cui le note percorreranno "vicoli" e "boulevards", ma solo dopo essersi lasciate "lati-
della stagione dell'Accademia Filarmonica Romana, è intitolato "Tango story" e promette di sor- nizzare" dal clima, dai colori e dai ritmi delle "avenidas". È la nuovamusica europea che vola
prendere anche per le musiche che il compositore argentino ha scelto di rivisitare: un percorso su ogni pregiudizio per mostrare tutta la bellezza dell'incontro tra popoli e culture.
guidato nella musica del '900 a ritmo sincopato.
Nicola Cirillo Nicola Cirillo

LUIS BACALOV AL TEATRO OLIMPICO IL 10 GENNAIO 2008 CON TANGO STORY


C&opera
LASSICA RECENSIONE Sono mecenati, sono RAMIN BAHRAMI Preferisce il maggiore che suona minore, i tasti
Music In ¢ Dicembre Gennaio 2008

a cura di FLAVIO FABBRI


amici, sono colti: sono tutto quello di neri e la scala del mi bemolle maggiore, gli piace sorridere e toccare,
cui Richard Wagner aveva bisogno. fugge verso il cratere Bach. È il cratere Ramin, ed è esploso.

dopo la nostra esistenza terrena sia ignoto.

AMICI (MA PROPRIO AMICI)


¢ CONTINUA DALLA PRIMA PAGINA

(...)
Quando Bach scrisse quest’opera, che stru-
bambini, a quattro dei quali va il mento crede avesse in mente?
merito di aver trasmesso, in epoca non digi- Il pianoforte, nel moderno senso del termine,

DI WAGNER
tale, l’opera del padre in modo che rimanes- non esisteva all’epoca di Bach. Dai recentissimi
se eterna. studi dei grandi interpreti bachiani come Gustav
Sapeva anche Bach, come lo sa Ramin, Leonhard, siamo riusciti a stabilire che que-
cosa vuol dire perdere un padre, perché ne st’opera Bach l’avrebbe destinata alla tastiera.

T
rimase orfano a 9 anni. Ma dal pianista ira- Tastiera, in lingua tedesca, ha un significato
di Roberta Mastruzzi e Romina Ciuffa niano il giovane Johann Sebastian guadagna abbastanza universale; loro chiamano clavier
una madre, che anche quella aveva perso il tutti gli strumenti a tastiera compreso il piano-


ristano e Isotta rivivono, ancora, quasi una condanna, la loro infelice storia d’amo- grande musicista tedesco: per la propria, forte. Poteva dunque trattarsi di organo, clavi-
re sul palco della Scala di Milano: l’opera che Richard Wagner scrisse per rega- Ramin adora suonare. Come Weimar accol- cembalo, del pianoforte di Bartolomeo
lare «un monumento al più bello dei sogni» inaugura la nuova stagione di concer- se Bach, l’Italia ha accolto Bahrami, omag- Cristofori, e in genere comunque gli strumenti a
ti alla Scala. Diretto da Daniel Barenboim con la regia di Patrice Chèreau e le scene di giando il suo talento di una borsa di studio tastiera. Possiamo anche essere uomini orgo-

RAMIN BAHRAMI:
Richard Peduzzi, il dramma sarà in scena dal 7 dicembre fino a tutto gennaio 2008 e lo che, da quando aveva 11 anni, gli ha permes- gliosi e dire che il nostro pianoforte a corde
celebra l’associazione Amici della Scala - che si definisce «dal 1978 un’associazione di so di toccare le donne, oltre che gli uomini moderno è lo strumento probabilmente più adat-
piccoli e grandi mecenati al servizio della cultura» - con il libro «Wagner alla Scala», una
raccolta di immagini fotografiche curata da Vittoria Crespi Morbio (già presenza attiva

UN CRATERE
nelle pubblicazioni dell’Associazione) che illustra le numerose rappresentazioni dei dram-
mi wagneriani presso il teatro scaligero.
È qui che centotrenta fotografie restituiscono al lettore tutta la grandiosità delle opere

PER FUGGIRE VIA


del compositore tedesco, alla cui realizzazione si dedicarono importanti artisti del secolo
scorso sin da quando, nel 1873, il «Lohengrin» non si mostrò per la prima volta agli occhi
e al cuore del pubblico milane-
se che a stento uscì incolume
dal «Wagnerital» (così Eugenio
Gara chiamò la moda wagne-
riana in voga in quei decenni): a cura di Romina Ciuffa e Flavio Fabbri
fino a quel momento parlare di
Wagner, e più in generale di
autori tedeschi, era quasi un fra il pubblico, prima sotto la guida di Piero to per rendere la musica di Johann Sebastian
tabù alla Scala. Sarà che la Rattalino presso il Conservatorio Giuseppe Bach più concertistica. Se continuiamo ad ese-
famiglia Ricordi, potenza indu- Verdi di Milano, poi con Danilo Lorenzini e guire la musica bachiana su clavicembali antichi
striale dei tempi, aveva una all’Accademia Pianistica «Incontri col o su altri strumenti di tastiera, è chiaro che il
grande influenza e sosteneva in Maestro» di Imola. Quindi, ovunque. pubblico che la ascolta è minore rispetto a
tutto e per tutto l’opera italiana, È in questo modo che Johann Sebastian un’esecuzione su pianoforte moderno che è in
nonostante certi flop verdiani. esce per la prima volta dalla Germania, den- grado di delineare, in maniera estremamente
Fu la vedova di Giovanni tro il corpo di un giovane iraniano cui piace precisa, l’andamento di ogni voce e, contempo-
Lucca (solo un apprendista dei viaggiare e che, diversamente dal suo ispira- raneamente - per il volume che ha - a riempire le
Ricordi), signora Giovannina tore che non se n’era mai partito, non torne- sale di migliaia di persone colpendo profonda-
Strazza, ad imporsi per pubbli- rà più a casa, dove «i giovani fanno fatica a mente i loro cuori. Non voglio fare nessuna
care per prima le opere del sorridere». Ramin passerà di lì, di nuovo, distinzione, ma dire soltanto che gli strumenti
tedesco, per poi essere risuc- quando la Persia sarà un nuovo mondo: ed antichi e quelli moderni hanno diritto di esistere
chiata dalla forza di Tito Ricordi, ha proprio l’arte della fuga in tasca. nell’universo bachiano a pari merito.
che godette dei ricavi (un nazio- Questo bambino che scoprì Bach in tenera
nalista che però aveva già intui- età, cui il padre soleva dire, scrivendogli Nei suoi prossimi lavori per l’etichetta
to la musica internazionale nel dalla prigione: «Frequenta Bach, perché la Decca, lei si prepara a un’interpretazione
fondare, nel 1864, la Società sua musica ti potrà aiutare molto» (uno degli più italiana del reportorio bachiano. Quale
del Quartetto). E fu Bologna artisti non proibiti in Iran poiché privo di ritiene essere il lato italiano di Bach, e come
(non a torto ritenuta la capitale riferimenti al sesso e ai rapporti fra perso- lo ha visto ed interpretato Bahrami?
wagneriana in Italia) la prima a osare una rappresentazione: un inizio incerto quello di ne), ha fatto il tutto esaurito con la sua inter- Il mio prossimo disco sarà dedicato all’Italia,
Wagner in Italia, ma che avrebbe dato seguito a una delle più fruttuose collaborazioni nel pretazione dell’ultima opera bachiana, quel- è vero, e potrò usare le stesse intenzioni di Bach,
mondo operistico, quella con la Scala. Tanto che il teatro milanese è a ragion veduta rico- la dedicata all’ignoto, l’ultimo viaggio di un che in alcuni testi ha prediletto egli stesso, e mai
nosciuto come uno dei quattro che nel mondo hanno dato maggiore contributo alle regie pianista che ha anche un cratere tutto suo su casualmente, un titolo italiano per avvicinarsi in
e alle interpretazioni musicali delle opere wagneriane,
© Melina Mulas insieme all’Opera di Monaco, il Mercurio per scappare, il cratere Bach. Per qualche modo alla musica del vostro Paese;
Bayreuth e il Metropolitan di New York. dire, quanto di vero c’era nel suo intento. anche io cercherò di eseguire i brani secondo
Molti, e gloriosi, sono i registi, i direttori, gli scenografi impegnatisi nelle messe in scena tale approccio.
susseguitesi alla Scala: tra i primi Arturo Toscanini, che nel 1899 diresse «I maestri can- Un cd di musica classica. Oggi. Sold Out:
tori di Norimberga», e Adolph Appia, storico scenografo che teorizzò la necessità di ripen- possibile? Perché proprio l’Italia per Ramin Bahrami,
sare interamente l’arte scenica per far diventare anch’essa protagonista della rappre- È una cosa che nessuno riesce a spiegare, se e non, ad esempio, la Germania?
sentazione, in una fusione totale tra gli attori, la musica e la luce a creare una scena viva si pensa anche che si tratta di una musica molto Lo racconto molto volentieri anche per rin-
mentre lo sfondo piatto lascia il posto a una più coinvolgente tridimensionalità. difficoltosa per la densità di polifonia che c’è in graziare questo splendido Paese che è l’Italia.
Sfida non facile, dinnanzi a un Wagner che aveva concettualizzato e ritualizzato pro- essa. Ma non c’è da spaventarsi. Dopo la rivoluzione islamica e dopo la guerra
gressivamente la nozione di teatro gettando le basi per l’arte astratta del Novecento, che Il mio approccio è stato puramente umano e che abbiamo fatto contro l’Iraq per otto anni, i
scriveva da sé tutti i libretti e le sceneggiature, che aveva tenuto a costruire un suo tea- comunicativo e credo che sia stato il segreto: nostri soldi non valevano più molto e, a fronte di
tro d’opera, il Festspielhaus di Bayreuth, solo per cercare di rappresentare le proprie non bisogna avere timore di qualcosa di estre- grandi disagi e di difficoltà finanziarie che impe-
opere così come lui le aveva immaginate: come dire un «fissato» - o un teorico. mamente intellettuale, bensì pensare che può divano di emigrare in un Paese occidentale,
E poi Mario Sironi, il gran- arrivare sia ai giovani sia agli l’Italia fu il primo a concedermi una borsa di
de pittore del Novecento che anziani, portando gioia e inse- studio, quella dell’Italimpianti di Genova.
partecipò all’allestimento di gnando loro ad amare la musica. Grazie ad essa potei proseguire la scuola in
scene e costumi nel 1947 Italia, dove mi trasferii all’età di 9 anni e mezzo.
proprio in occasione della Perché Bach e perché l’Arte
rappresentazione di «Trista- Della Fuga? Così giovane e le idee già così chiare?
no e Isotta»; quindi, il contri- Come mi diceva sempre la mia Avevo le idee chiare già a 4 anni. Ho vissuto in
buto di importanti artisti, da adorata insegnante, quando vieni una casa dove, di solito, le culture occidentali e
Giorgio Strelher ad Ezio coinvolto, penetrato dalla luce orientali significavano - e significano - unirsi e
Frigeri - che lavorarono insie- bachiana, questo ti rimane per amarsi. Io sono per metà tedesco, in quanto nato
me al «Loehngrin» del 1982 tutta la vita. Avevo cinque anni e a Berlino, e per metà iraniano, da parte di mio
- fino a Luca Ronconi, Pier- mezzo quando feci il mio primo padre. Mia madre ha origini russo-turche pur
luigi Pizzi, Nikolaus Lehnoff. ascolto bachiano e ne rimasi essendo nata in Iran. Scorre nelle vene della mia
Wagner, un compositore totalmente folgorato, perché è famiglia un po’ di Russia, di Turchia, di Iran e di
lirico di drammi ma prima una musica che entra nella tua Germania. Questo agglomerato di origini mi
uno scrittore (con titoli del anima e non ne esce più. permetteva a 4 anni di fingere di essere un diret-
tipo «L’astuzia maschile è Era inevitabile che, prima o tore di orchestra e dirigere le sinfonie di Ludwig
più grande di quella femmini- poi, mi sarei avvicinato all’Arte Van Beethoven e di tutti i compositori occidenta-
le, ovvero La felice famiglia Della Fuga per il semplice fatto li, le cui opere alla fine sentivo davvero mie nei
degli orsi» e «Pellegrinaggio che, avendo conosciuto tutte le 7 miei giochi.
a Beethoven»), ispiratore Partite e le Variazioni Goldberg,
dell’heavy metal di oggi (a mi mancava un tassello per dare il Quando ha iniziato a suonare?
detta del bassista Joey De mio omaggio al maestro di Lipsia Strimpellavo le mie melodie più o meno già a
Maio), un antisemita amato ed Eisenach, città natale di 6 anni e mezzo. Grazie a mia madre - che amava
da Hitler che soffriva d’in- Johannes Sebastian Bach, e mi moltissimo la musica e che ha provato a suona-
sonnia e malinconia; ma sembrava doveroso riprendere il re il pianoforte per anni, smettendo solo per
anche una festa solenne di suo ultimo viaggio. Questo è il paura - io venni a contatto, forse anche prima di
immagini, musica, suoni, luci, semplice motivo della mia scelta. pronunciare alcuna frase nella mia lingua, con
che si fondono insieme in le note musicali e riuscivo, ancor prima di scri-
un’unica opera d’arte totale, Ha definito l’Arte Della Fuga vere le lettere dell’alfabeto, a leggerle e a scri-
quasi gestaltiana, capolavori un «viaggio verso l’ignoto». In verle: questa fu una fortuna enorme, accanto
che nel tempo non hanno che senso? alla mia grandissima fatica da autodidatta.
mai smesso di esercitare il Sono credente e penso che,
loro fascino, magia propria dopo la morte, ci sia qualche altra Solo clavier, per Lei, o sa anche «strimpella-
delle opere immortali. cosa: questo io preferisco definir- re» dell’altro?
Di questo danno atto gli lo ‘ignoto’. Ecco perché, non Purtroppo non so «strimpellare» altri stru-
Amici della Scala. avendo delle certezze né sapendo menti che non siano dotati di tastiera.
nulla del paradiso o dell’inferno,
immagino che tutto ciò che viene Italia: oltre alla sua borsa di studio, cosa c’è?
Music In ¢ Dicembre Gennaio 2008

IL CORRIERISTA Non solo per chi s’interessa di giornalismo. Per chi


CLAS&opera
SICA
LUIGI RUSSOLO L’inventore dell’Intonarumori e del Rumorarmonio. anche legge di verità e frustrazioni mediatiche. Anche il motivo per cui i

c
Praticamente, il padre dell’elettronica e degli afterhours. musicisti emergenti non sfondano sui giornali. Leggetelo. Capitelo.

Sono otto anni che vivo in Italia e qui ho avuto consapevole. Ma uno studente di pianoforte,
la fortuna di studiare con un vero maestro d’ar- prima di iniziare a frequentare il Conservatorio,
te, Piero Rattalino, al Conservatorio di Musica deve domandarsi perché: se decide di intrapren-
i si può chiedere perché prima si scriva nel «master», «freelancers» e Co.co.co. politica e

Giuseppe Verdi di Milano, dove ho condotto i dere questa strada a livello professionale, infat-
Corriere della Sera, poi del Corriere della Sera, l’idea che il direttore responsabile sia ancora

miei studi classici. Ho potuto studiare anche ti, dovrà dedicarsi con grande umiltà e discipli-
come se il lavoro non finisse mai. Victor Ciuffa, responsabile e non un mero imprenditore-esecu-

Composizione, un’arte necessaria per imparare na allo studio dello strumento, ogni giorno, ed
quarantennale esperienza da «corrierista», ne dà tore della linea editoriale. Tutto a rendere anche la

a reinterpretare la musica. Era chiaro che sarei essere anche in grado di saper rinunciare a tante
una risposta più che logica: perché, come si scri- più grande inchiesta una cartina tornasole di colo-

rimasto in Italia per terminare la mia carriera; altre cose. Suonare e ripetere i passaggi.
ve degli animali in via d’estinzione dopo esser ri, passare come nulla fosse dal TimesNewRoman

quindi, ho avuto l’altra grande fortuna di studia- La smettano poi di essere soltanto pianisti e
vissuti nella giungla e averli studiati da etologo - al FranklinGotTDemCon, scambiare la foto per la
li si compatisce, li si ricorda nostalgicamente, a notizia, non avere più il locus of control dell’ideo-
re all’Accademia internazionale pianistica di s’impegnino di più nella musica, perché essa
volte li si chiude in uno zoo, tutto fuorché interve- logia e il coraggio delle proprie affermazioni. Il
Imola, dove ho avuto dei contatti preziosi con permetterà loro di essere persone migliori, meno
nire per ripristinare la razza con azioni energiche corrierista è uno che veniva pagato poco, che
Rosalyn Tureck, András Schiff e Alexis propense all’egoismo e alla vanità.
e, a volte, estreme -, cosí si scrive dei giornalisti aveva un contratto di lavoro a tempo indetermina-
Weissenberg. Dopo la scuola italiana, per moti- Consiglio di studiare anche l’Arte Della Fuga
dopo essere vissuti in quello che era l’habitat to, non scaldava la sedia e non passava-i-comuni-
vi familiari mi sono trasferito a Stoccarda e lì ho ai giovani: una cosa che mi riempie di gioia è
naturale della scrittura professionale - li si rilegge, cati. Uno che leggeva. Uno che sapeva. Uno che
cominciato studi esemplari alla Hochschule Für vedere ai miei concerti molti giovani sotto i
li si descrive, ma sempre li si chiude in uno zoo. scriveva di tutto e non «di cosa ti occupi? No, ma
Musik, dove ho ottenuto un’altra laurea. diciottanni. Fa piacere anche a noi che facciamo
Lo zoo del nuovo secolo del giornalismo, in cui dico precisamente, di cosa scrivi?». Uno che, fon-
Ora sono residente in Germania, nelle campa- questa musica antica, vecchia di tre-quattrocen-
c’è il blog insieme a capitalismo, Internet e grafi- damentalmente, scriveva. Uno dell’epoca in cui

gne intorno a Stoccarda, ma l’Italia rimane sem- to anni, e vedere i nostri coetanei ascoltare la
ci, gossip e scuole di giornalismo, «stage» e dire «l’ho letto sul Corriere» era dire tutto.

pre il mio secondo Paese dopo l’Iran, la terra nostra musica ci riempie di fiducia, di stima ed
dove sono nato; ma credo di aver preso alcune amicizia; è bello il dialogo. Ascoltare la musica
delle abitudini italiane e, soprattutto, il cuore a 360 gradi, amare qualsiasi genere, purché sia
italiano, che è molto grande e pieno d’amore per musica fatta bene; da piccolo ascoltavo non sol-
il bello. L’Italia, per me, è il luogo più bello e tanto Bach o Beethoven, ma Frank Sinatra, Elvis
più ricco di cultura che ci sia al mondo. Presley, e non dimenticavo mai di ascoltare
Claudio Monteverdi.

Un maestro va in discoteca?
Purtroppo si, ci sono andato
due volte. La prima è stata a New
York, la sera alla vigilia di un mio
concerto americano: è stata
l’esperienza più brutale della mia
vita. ORDINA I DUE CORRIERISTI
La seconda è stata migliore, in SPECCHIOECONOMICO@IOL.IT
Italia. Non che non ci si diverta,
ma il volume della musica è tal-
mente esagerato che il giorno
dopo rimane addosso, note rim-
bombanti che ti traforano la testa
tanto da non avere più orecchio
per sentire note più fini.

Le piace suonare per qualcuno


in particolare?
Mi piace suonare per tutti, per
mia madre, per me stesso, per lei
e per tutti quelli che hanno voglia
di ascoltarmi.
Mi piacerebbe molto suonare
anche per il Papa tedesco, che so
essere un grande cultore di musi-
ca classica e suonare molto bene
il pianoforte. Non ho distinzioni
di pubblico.

Le piace più il minore o il mag-


giore?

Arte e
Mi piace il maggiore che suona
come il minore, che è un maggiore gonfio di
Quanta lontananza dall’Iran c’è nel suo nostalgia entro se stessa, come ad esempio l’aria

Rumore:
modo di suonare? delle Variazioni Goldberg che mi fa commuove-
Ce n’è molta. Nel mio modo di interpretare i re e mi fa piangere. Poi c’è il minore che mi
recitativi bachiani c’è proprio questa tristezza, riempie il cuore di tristezza, e la Messa del

LUIGI
questa nostalgia e quest’amore per l’infinito e Signore di Johannes Sebastian Bach, che tutti i
ciò non lo devo né alla Germania né all’Italia, giovani dovrebbero conoscere perché in essa
ma alla mia antica e gloriosa Persia, che pur- possono scopirire dei valori e dei contenuti che

RUSSOLO
troppo oggi sta passando un momento dramma- li salveranno dalla grossa piaga che porta la
tico, di intolleranza e di inciviltà. E pensare che nostra società odierna.
la civiltà è nata propria nella Mesopotamia, Al giorno d’oggi i giovani sono senza stimoli e
nella terra da dove io provengo. Settemila anni senza direzione, non sanno dove andare e non
prima di Cristo, l’Impero persiano non aveva hanno minimamente idea di che cosa vogliono

Il padre
schiavi, a differenza dei greci, dei romani: un dalla vita: se si avvicinassero a cose grandi
impero sotto cui vivevano settanta grandi popo- come la Messa del Signore di Bach, la Divina

dell'elettronica
li, diverse culture che dialogavano tra loro senza Commedia di Dante o i capolavori di Michelan-
che ci fosse uno schiavo. Questa era la genera- gelo, riuscirebbero a capire che non è poi tanto
zione di un tempo, non quella di oggi, che ha male stare sulla terra.

V
avuto un impatto negativo.
La sua scala preferita?
Ha mai suonato in Persia? Il re minore, come l’Arte della Fuga. Anche il iene ricordato quest’anno, a sessant’anni tura ritmica della battuta; 3) Allargamento delle
No, purtroppo no. Manco da quasi venti anni. mi bemolle maggiore, quello dell’Imperatore di dalla morte, Luigi Russolo (1885-1947), possibilità timbriche dell’orchestra, reso possi-
Quello che mi ricordo come fosse ieri della mia Beethoven, o il do maggiore delle Variazioni pittore, compositore e musicista appartenente al bile proprio dall’Intonarumori.
Persia è che da bimbo, a 3 anni, avevo una pas- Goldberg. movimento futurista italiano. Non uno dei suoi A completamento dell’opera nel 1922
sione per le noci fresche, non quelle dure del massimi rappresentanti certo, ma a posteriori Russolo costruì il Rumorarmonio, mezzo
supermercato, ma quelle appena scese dall’albe- Preferisce il tasto nero o il tasto bianco? considerato un visionario, un grande precursore necessario ad amplificare gli effetti musicali
ro. Se vogliamo vedere la vera faccia della Il tasto nero: è più elegante e, in quanto diesis, nonché primo uomo ad aver teorizzato e pratica- creati dall’intonarumori. In realtà questa mac-
Persia dobbiamo cercarla nella sua poesia , rende malinconica la musica alzando la nota. to il concetto di musica elettronica, sostenendo china altro non era che un insieme di scatole
nella sua gente comune e non nel regime che che la musica doveva essere composta prevalen- voluminose da cui girando una manovella si
purtroppo ci sta opprimendo, sta rovinando i più temente di rumori e non di suoni armonici.Nel produceva ‘rumore’. Niente di esaltante per il
giovani e mostrando una faccia che non appar- 1913 al Teatro Costanzi di Roma Russolo un po’ tempo, fino a quando alcuni lungimiranti artisti,
tiene al popolo iraniano. inaspettatamente presenta «L’arte dei rumori, tra cui Edgar Varèse, Igor Stravinsky, Maurice
Manifesto futurista», cercando di coinvolgere un Ravel, Darius Milhaud, Paul Claudel e Piet
Torna a trovare la sua famiglia? altro militante e musicista di prestigio del movi- Mondrian cominciarono a vedere in quella
Ho la fortuna di avere mia madre e uno dei mento, Francesco Balilla Pratella. macchina qualcosa di ‘nuovo’, ma di troppo
miei fratelli in Occidente, più vicini. Ho sempre Si trattava di uno scritto in cui si teorizzava nuovo per gli anni Venti del Novecento.
pensato che il cielo e la terra sono dello stesso l’utilizzo dei rumori in campo musicale, presen- Sarà proprio Varèse (morto nel 1965) ad
colore dappertutto, e le uniche cose che mi man- tando una macchina nuova, l’Intonarumori, avere la possibilità di veder confermato, col
cano sono i miei famigliari che non ci sono più, capace di sviluppare suoni disarmonici e avan- progresso tecnologico del tempo, il reale valore
mio padre, mia nonna paterna e quella materna: guardistici subito battezzati «musica futurista». insito nell’Intonarumori con la nascita della
gli affetti mi mancano, ma la terra di origine la In esso venivano indicate alcune idee per un musica elettronica e gli sviluppi contigui nella
puoi tenere dentro di te senza averne nostalgia. reale ammodernamento della musica, renden- produzione-riproduzione dei ‘rumori’ (ad esem-
dola partecipe della grande ricchezza di suoni- pio con il campionatore).
Cosa dovrebbe chiedere e saper prendere rumori da cui era già caratterizzata l’era del Arte, Musica e Rumore alla fine si ritrovarono
un giovane studente di pianoforte? primo progresso tecnologico. nel nome di Russolo e di quel movimento
Composizione: la consiglio a tutti i giovani Tre erano i punti sviluppati: 1) Enarmonia, Futurista che tanti mutamenti, in enorme antici-
pianisti anche se non s’intende divenire compo- consistente nel superamento della divisione dia- po, aveva intravisto nelle luci del progresso.
sitori: attraverso tale arte saranno in grado di tonica e cromatica della scala; 2) Asimmetria
interpretare la musica in modo diverso e più ritmica, che non rispetta la tradizionale quadra- Flavio Fabbri
BEYOND
&further Music In ¢ Dicembre Gennaio 2008

R
LAVORO La precarietà del musicista fa male perché spe- EMERGENTI Il Battito TALENTOPOLI È

RIDI PAGLIACCIO
a cura di ROMINA CIUFFA
gne il futuro e immiserisce. Lo spiega il segretario del elettronico del Roma dove ha piantato ban-
Sindacato Italiano Artisti della Musica, Antonino Salerno. Music Festival. diera Mychance.

PIANGI PRECARIO
continuare con le collecting societies come la
idi Pagliaccio, una delle arie Siae che toglie ai piccoli per dare ai grandi.
Questo sia sul fronte diretto dei finanziamenti,
più famose del melodramma sia sul fronte indiretto delle agevolazioni fiscali
italiano, cavallo di battaglia dei più che dovrebbero stimolare il privato a sostituirsi
a un pubblico già evanescente e in ulteriore eva-

I musicisti in Italia
grandi tenori lirici del Bel Paese, da porazione.
Caruso a Gigli, da Del Monaco a

secondo ANTONINO SALERNO


Esiste anche qui il problema della fuga dei
Pavarotti. Il «Pagliacci» di Ruggero ‘cervelli’ all’estero, o per un musicista pro-
Leoncavallo (1892) da più di cento fessionista è una condizione ‘normale’ cerca-
re lavoro all’estero?
anni conosce un successo senza limiti e a cura di Flavio Fabbri Si cerca lavoro all’estero per fare esperienze
in qualche modo è anche l’immagine ma anche perché in Italia il lavoro buono manca.
La fuga c’è, eccome, non appena è possibile e
dell’Italia nel mondo. Un’immagine Che cosa è accaduto di così grave in occasio- ne. E la precarietà fa male perché spegne il futu- conciliabile con i propri legami si scappa, spes-
della musica italiana che all’estero è ne del concerto della Roma Sinfonietta a ro, il progetto, perché abbruttisce ed immiserisce so i migliori emigrano, perché all’estero la
Piazza San Marco del 10 e 11 settembre materialmente e moralmente, altro che stimolo nostra è una professione rispettata e sincera-
viva e importante, con un mercato scorsi? all’intraprendenza. Per non parlare della malat- mente amata.
enorme, dietro solamente a Stati Uniti È accaduto che anche in eventi musicali di tia, dell’infortunio e di tutto quel che segue. Da noi, invece, c’è molta ipocrisia. Dietro le
rilievo internazionale, qual è stato il concerto- Non che negli altri Paesi i musicisti siano tutti quinte anche il musicista eccellente deve litigare
e Inghilterra. omaggio di Piazza San Marco dedicato assunti dallo Stato, né qualcuno ha mai pensato quasi ogni sera per farsi pagare il cachet pattui-
Solo che a guardar bene la situazione all’Oscar del Maestro Ennio Morricone, i musi- di chiederlo; più semplicemente in Francia, to, magari in nero.
cisti siano trattati dai responsabili dell’organiz- Germania, Inghilterra, esistono quegli ammor-
del comparto musicale italico non si zazione come i lavoratori stranieri irregolari tizzatori sociali che consentono a un precario di Quali gli interventi concreti e più validi nel
capisce più ‘chi debba ridere di chi’, nell’edilizia o nel bracciantato agricolo: niente non annegare nei momenti difficili e, in alcuni tamponare questa contagiosa e dannosissima
contratto e guai a chi sgarra perché non lavore- casi, esistono dei regimi speciali: previdenziali, instabilizzazione del mondo del lavoro?
chi siano i pagliacci e se qualcuno inve- rà più. Quel concerto è stato mandato in onda assicurativi e fiscali per i lavori fisiologicamen- La soluzione è più semplice di quanto si creda
ce non faccia che piangere. dalla Rai. te speciali e/o discontinui, come le arti dal vivo, e non consiste nello stabilizzare il lavoro nello
Anche in Italia, fino a prova contraria, è le performing art e tutti i lavori creativi. spettacolo, cosa irrealizzabile e neanche auspi-
Il 95% dei musicisti nostrani che non necessario chiedere a chi mette faccia e capaci- cabile, ma nel renderlo accessi-
gode di alcuna tutela né rappresentan- tà a disposizione di un prodotto (il concerto), che bile e possibile per quanti
viene poi venduto a un network che lo diffonde, vogliono misurarsi con questa
za, lavora spesso in nero, non ha il l’autorizzazione (diritto morale) all’utilizzo professione, adeguando le tutele
diritto di ammalarsi, di acquistare a della sua faccia e delle sue capacità, ed è inoltre sociali alle caratteristiche di
necessario corrispondergli un corrispettivo con- un’attività che è fisiologicamen-
rate, di accendere un mutuo. trattato (diritto economico). Invece qui si ha te discontinua e atipica.
Tutto ciò poi costringe spesso questi l’idea bizzarra che il vero produttore di musica Anzitutto con l’istituto della
sia l’organizzatore, e il musicista sia un costo di disoccupazione a requisiti ridot-
‘precari’ a svolgere un secondo lavoro produzione. Da abbattere. ti, come gli stagionali, perché il
a discapito della propria crescita pro- A partire dai due giorni precedenti il concerto lavoro è concentrato in alcuni
ho cominciato a ricevere dai musicisti della periodi e perché un concerto ha
fessionale, a danno della creatività, Roma Sinfonietta telefonate rese in forma anoni- alle spalle almeno qualche gior-
dell’innovazione e della ricerca. ma per il terrore che si venisse anche solo a no di prova e molti di studio che
sapere che qualcuno aveva parlato con un sinda- non sono né pagati né coperti da
Una ricerca che non è solo individua- cato. Questo è il clima in cui scandalosamente contributi; poi con l’assicura-
le ma collettiva, dell’industria e di chi, vive il 95% dei musicisti italiani. L’altro 5%, le zione contro gli infortuni, per-
star ed i dipendenti delle Fondazioni liriche, vive ché il palcoscenico è un ambien-
come noi, ne gode i risultati. bene. te ad alto rischio e gli incidenti
Cerchiamo di capire assieme ad durante gli spostamenti frequen-
Quale è il profilo di un musicista precario? Economia instabile, logorio psicologico del ti, spesso notturni, sono una realtà drammatica.
Antonino Salerno, segretario del Piuttosto che precario, sarebbe meglio chia- lavoratore, perdita di garanzie sul posto di Infine, con una modifica della previdenza che,
S.I.A.M. (Sindacato Italiano Artisti marlo musicista intermittente o discontinuo, per- lavoro. È questo che accade nel mondo senza entrare troppo nel sindacalese, vuol dire
ché l’intermittenza e la variabilità delle presta- ‘incantato’della musica classica? dare al musicista una ragione, un motivo valido
della Musica), quale è esattamente la zioni sono una condizione connaturata al tipo di Altro che garanzie, si vive alla giornata, si per cui versare i contributi (l’Enpals è un ente
situazione e cosa bisogna fare per attività, mentre la parola «precario» evoca una tiene duro per non buttare nella spazzatura che non eroga quasi più pensioni) e un adegua-
condizione forzatamente provvisoria, di eterna decenni di studio e applicazione, per non arren- mento della fiscalità che vuol dire permettergli di
uscirne, partendo dai gravi fatti di attesa. I lavori artistici sono naturalmente flessi- dersi a canticchiare in un call center a 35 anni. detrarre i costi che deve sopportare per la pro-
Venezia. bili, che è cosa molto diversa dalla precarietà, Lo spettacolo in Italia andrebbe rivoltato fessione e fare una media su più anni per stabili-
ma in Italia condividono la medesima condizio- come un calzino. A partire dalla previdenza, per re l’imponibile fiscale.

emergenza
Musicisti brani che sarà distribuito a carattere nazionale e Ta l e n t o p o l i ,

venite fuori,
promosso mediante passaggi radiofonici e tele- Milano, come indi-

c'è il Roma
visivi dall’etichetta indipendente del Festival. cato su
Dal sito internet www.romamusicfestival.it gli Myspace/mychan-

Music Festival
organizzatori porteranno avanti le selezioni e le ce_it) il sito no pro-
valutazioni dei brani con l’ottica di cercare e far fit di Mychance, un

R
emergere nuove sonorità, nuovi talenti e nuove portale internet
capacità artistiche. Perché l’obiettivo è uno dove gli artisti, non
oma grida, l’Italia risponde: musicisti solo: far emergere musica. Un enorme corpo in ancora famosi,
fatevi avanti, la vostra occasione è arriva- fermento col cuore qui a Roma e il battito che inserirscono gratui-
ta! Finalmente una grande novità sulla scena fa ballare e sognare tutta Italia. (Flavio Fabbri) tamente i propri provini in una vetrina virtuale

Ho una chance
chance
musicale, il Roma Music Festival, un sogno che per essere visionati dagli addetti ai lavori e dai
diviene realtà per centinaia di cantanti e gruppi semplici utenti di internet, e contemporanea-

a Talentopoli
non solo romani ma di tutto il Paese. Un even- mente avere la possibilità di creare eventi e
to pensato e realizzato per dare la possibilità ai manifestazioni sia virtuali che dal vivo a favore
musicisti non professionisti di avere una chan- della solidarietà anche attraverso il programma

A
ce tutta loro, resa ancora più importante dal- radiofonico Mychance Onair. My Chance è
l’utilizzo di internet come piazza virtuale dove suddiviso in quattro sezioni e relative categorie:
esporsi ed essere votati. Perché ciò che rende perte le iscrizioni, fino al 31 gennaio Musica (Band, Cantanti, Cantautori,
unico il RMF sarà proprio la stretta integrazio- 2008, alla seconda edizione del concorso Compositori, Corali/Gospel, Deejay,
ne con i nuovi mezzi di comunicazione, un vero Angeli del Rock 2008, organizzato da Strumentisti); Letteratura (Poeti, Scrittori); Arti
battito elettronico, con il reclutamento, la sele- www.mychance.it, che partirà il prossimo feb- Visive (Fotografi, Illustratori, Pittori, Scultori),
zione dei candidati idonei e le votazioni finali braio 2008. Gratuito, con un obiettivo: offrire Spettacolo (Attori, Cabarettisti, Doppiatori,
da parte del pubblico tutto on-line. Due le cate- visibilità alle band emergenti e ai cantautori, e Modelle, Modelli, Registi). Info manifestazio-
gorie in competizione: gli interpreti, che potran- contemporaneamente un sostegno ni@mychance.it. (Romina Ciuffa)
no esibirsi con brani editi o inediti, italiani o all’Associazione onlus Ciai (www.ciai.it), il
stranieri e i cantautori che a loro volta potranno Centro italiano Aiuti all’Infanzia, che dal 1968
proporre canzoni inedite italiane o straniere. si batte per promuovere il riconoscimento del
Audizioni dal vivo che vedranno coinvolti 128 bambino come persona e difenderne ovunque i
artisti tra singoli e gruppi emergenti, di cui 32 diritti fondamentali, alla vita, alla salute, alla
arriveranno alle fasi finali. Queste ultime si famiglia, all’educazione, al gioco e all’innocen-
svolgeranno negli spazi del Cinema Teatro za. Tre le linee di intervento, la Solidarietà e
Multisala Adriano in Roma fino all’evento clou Cooperazione, l’Adozione Internazionale e lo
del 31 gennaio 2008 seguito in diretta televisi- sviluppo di una vera e propria Cultura
va e sul web, quando saranno decretati i vinci- dell’Infanzia. E proprio con il preciso intento di
tori delle due categorie, i quali avranno diritto fondere in un’unica realtà l’arte emergente e la
alla produzione di un mini cd contenente due solidarietà, nell’aprile 2005 è nato (a
Music In ¢ Dicembre Gennaio 2008

PIZZICA Nico JAZZ John Scofield Giù POP Roberto Vecchioni ELETTRONICA The Dreamers
FEED
back
Morelli La taranto- la maschera: con lui non Non c’è più spazio per le & Jerry Bouthier Al Boombox a acura
curadidiROMINA
FLAVIO FABBRI
CIUFFA
la che jazza a Parigi si può essere obiettivi. puttanate di Londra noi ci entriamo così

ROBERTO VECCHIONI DI RABBIA E DI STELLE


NICO
NICOMORELLI
MORELLI- UUN
N(FOLK)ETTABLE
( FOLK ) ETTABLE che allude alle speranze, ai sogni, all'ideale.
Singolare e plurale: vorrà pur dire qualcosa?
di Romina Ciuffa Per un poeta come Vecchioni sì: vuol dire
«A sessan- che a dominare è sempre il volto sorridente
t'anni non della vita, nonostante la volgarità dei tempi,
c'è più spa- l'aridità del cuore (ammessa senza paura nella
Questo è un disco che ascolto in una macchina vecchia andando a zio per le splendida «Non amo più»), le preoccupazioni
Brugge dalla Francia. Mi è stato dato proprio a Parigi perché, pur essen- puttanate», per il tempo che passa e lascia troppi vuoti
do italiano Nico Morelli, anzi, tarantino, mischia i due popoli intorno ai dice Rober- («lontano adesso è un tempo/spaventosa-
fuochi e alle ballate pizzicate, e su Un(folk)ettable lancia delle mani accanite, affama- to Vecchio- mente breve»).
te, sul pianoforte, le sbriglia e queste attaccano tutte le note che vedono, izzate. ni. E inevita- Ma le stelle coperte da queste nubi, in un lin-
Nel viaggio verso il Belgio passo da 7 Show 7 a Contropizzica e la mente non può bilmente guaggio ermetico e sofferto, si lasciano scor-
non andare a Eugenio Bennato e a tutti coloro che rischiano di non vendere mai pur di pensi se lui gere anche grazie alle ampie melodie classi-
fare tradizione, e velocemente il piano di Nico Morelli segue gli urletti di quelli che, ce ne abbia cheggianti e alla vivezza degli arrangiamenti,
nella mia macchina vecchia, sembrano tutti Pulcinella come le coccinelle di quella pub- mai propinato attraverso i suoi dischi. Oggi dai rimandi jazz di Fariselli fino alle meraviglio-
blicità, anche se poi, in realtà, sono pugliesi e non suonano mandolini ma tamburi. però ho nelle mani questo nuovo CD, strug- se trovate di Lucio Fabbri (tra tutte la popular
Per questo se la rischia, perché ignoranti siamo molti e non tutti apprezziamo i vico- gente e sincero, intitolato «Di rabbia e di stel- song «Il violinista sul tetto», cantata in duetto
li popolari in cui si infilano questi pezzi, nostalgici come Auralba e Meriggi, ma anche le»: il genitivo indica chiaramente un'imposta- con Teresa De Sio, spontanea ed energica).
pericolosi come Tarantelle e Mena Mena Mo', e non è detto che vogliamo entrarvi e zione classica che non vuole concedere nulla E poi la sua voce, sempre emozionata, a
rischiare la pelle: di solito il jazz ci dà sicurezza alla comunicazione «moderna». ricordarti che «i poeti non saranno anche nes-
perché ci avvicina alla nostra solitudine, men- Poi due vocaboli così diversi, rabbia e stelle: suno/ma hanno il potere di sputtanarvi».
tre la pizzica è un ballo schietto, di gruppo, gua- un sentimento, e una metafora di sentimenti,
ritore, sudato, sessuale - non tutti siamo pron- una parola cangiante (per citare De André) Nicola Cirillo
ti a questo tipo di lealtà frontale.
Mentre la macchina corre ancora e, in effet-
ti, sembra dirigersi verso il Salento e il
Barese, per un sole che batte stranamente, o
il Materano, e non più verso il freddo di un THE DREAMERS & JERRY BOUTHIER BOOMBOX PARTY
artista che dall'Italia è razionalmente fuggito,
Nico Morelli fa il bruto a Parigi. La serata più cool del nigthlife londi-
Con lui ancora non supero la frontiera e nese in Hoxton Square diventa una
suona una cantilena che sembra di essere tra compilation autentica, che scappa
due set in un locale jazz che è universale, dove dalla trappola dell'elettro che annoia e regala un
lui ha un whisky in mano e i suoi musicisti accor- sound "french touch" puro alla Thomas
dano. Abbasci' A è il secondo set ed è quando Banglader-Para One e mixaggio graffiante
passo la dogana, e i salentini urlano per scon- degno dei Daft Punk.
giurare la morte al punto tale che la macchina La label francese Kitsuné presenta, mixato da
sfreccia e i belga non mi fermano nemmeno, Jerry Bouthier, il BoomBox Party, manifesto del
nonostante abbia una tarantola nel cofano. progetto The Dreamers che vede come prota-
Parte l'inseguimento e le mani di Morelli li gonisti i giovani talenti inglesi, i creativi, i visiona-
superano su Lesson 45, sfrecciano e Tonino ri: sognatori, appunto, gli eccentrici animatori
Cavallo sfotte con proverbi nonsense in Pizzica Strana e Yes O' Sol. Arrivo a Brugge, del club culto frequentato da Kate Moss e dai
lascio le coccinelle in macchina con la radio che dimostra che l'America nomi grossi. È unico nel suo genere: dal dj set di
dell'Unforgettable Nat King Cole e le ballate salentine convivono nella pazzia e nel pia- fotografi, attrici o modelle alla stregua della top
noforte morelliano, tutti comunque schiavi di qualcuno. Negri e meridionali. Agyness Deyn, a un'esperienza a sorpresa
E non ci sono miracoli per il morso di certe tarantole, se non godersene il veleno in (lesbiche che ballano in topless si stringono a
terra straniera. Apro il cofano e la tarantola scappa oltre frontiera: abbiamo frega- ragazzi dalle tensioni greche), remix di Madonna
to i controlli. insieme all'ultimo elettro-sound dei Digitalism o
Romina Ciuffa dei Gossip. Quando si apre, la scatola dei para-
dossi si mostra mentre i dj più famosi del
mondo (Glimmers,Gildas&Masaya, Justice,
Bang Gang, Boys Noize, Alexander Robotnick) vi
suonano a costo zero e senza preavviso, scari-
JOHN SCOFIELD THIS MEETS THAT cando la stampa all'ingresso con le sue teleca-
mere. È il BoomBox lo scrigno dei nuovi reali, dei
gioielli del fashion e del circuito delle celebrities.
Ho in mano l'ultimo lavoro di John ragioni di utili privati e di mercato discografico, Ne siamo esclusi e aspettiamo gli upload del
Scofield, il titolo è accattivante e, degli "istant cd", album sfornati a bella posta sito dal fotografo Alistair Allan (www.dirtydirty-
com'è nel suo stile, attento all'uso per accompagnare tour e (se pure suonati dancing.com), ma ne ascoltiamo ora i pezzi
giocoso delle parole (c'è ancora qualcuno che si meravigliosamente) completamente algidi e imperdibili: la traccia n. 8 dei Daft Punk e la n.
diverte a pensare titoli e a credere che sia una senza un briciolo di idee e di personalità. 13 dei The Young Punx.
scelta importante): This meets That. Ho tutta Ogni suo lavoro è il frutto di una personalis-
l'emozione e la paura del fan che lo segue da sima ricerca, di uno stile che-proprio come il Matteo Zini
anni e teme una caduta, una delusione da que- suo fraseggio-lo fa stare continuamente in bili-
sto eccezionale chitarrista dell'Ohio. co tra il dentro e il fuori da un contesto musi-
Quindi, giù la maschera... questa è una
recensione di parte. Lo ascolto un po' di volte,
calmente definito. Lo accompagnano in que-
sta avventura due suoi vecchi amici, con i quali LANG LANG
ma da subito mi cattura e mi affascina il senso già nel 2004 registrò per la Verve il cd live BEETHOVEN , CONCERTI PER PIANOFORTE E ORCHESTRA NN. 1E4
della novità, l'impressione che i vari filoni porta- Enroute: alla batteria Bill Steward e al basso
ti avanti negli ultimi lustri da Scofield abbiano Steve Swallow, sul cui talento non occorre
preso una strada di sintesi, un mood unico spendere parole. In più, la forza di questo Probabilmente in molti lo Eppure, tralasciando le bizzarre scelte di
capace di racchiudere l'anima jazz, quella funk, album va ricercata nel potere dell'insieme, conoscono per la prima esibi- mercato e le cerimonie internazionali, il giova-
quella ryhtm & blues e cioè non un trio ben zione virtuale mai eseguita in ne e bizzarro artista cinese Lang Lang (in con-
quella più squisitamente rodato con una sezione assoluto nella storia della musica classica. certo a Roma il 25 gennaio 2008
folk tradizionale. E così ritmica grossolanamen- Infatti, grazie alla piattaforma virtuale di all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia) è
Scofield inizia a far diver- te arrangiata, ma una Universal Music Classics & Jazz, il pianista ormai acclamato in tutte le capitali musicali
tire con un uso frequente vera macchina da guer- Lang Lang ha presentato l’uscita del suo del mondo, con uno straordinario livello di
e ben dosato di citazioni, ra in grado di giocare nuovo cd «Beethoven-Concerti per pianoforte musicalità e un repertorio molto vasto.
ma anche di ironiche sugli scambi, sui contro- e Orchestra nn. 1 e 4» nello strabiliante La sua arte e la capacità ed abilità di rappor-
autocitazioni (come l'in- tempi e su interventi rit- mondo virtuale di Second Life. Altri ancora lo tarsi con i pubblici più diversi lo hanno reso
tro della lirica Down D, mici pensati in modo da avranno conosciuto in occasione del concerto uno degli artisti più interessanti e carismatici
probabilmente il brano creare il massimo del di apertura della II Festa del Cinema di Roma, dei nostri giorni.
più convincente di questo groove in ogni traccia. quando Lang Lang ha accompagnato al piano- Nato nel 1982 in Cina, a Shenyang, ha inizia-
cd, dove riprende la frase E così il trio diventa coi forte la voce di Andrea Bocelli. to a studiare il pianoforte a 3 anni per arriva-
ricorrente in ogni brano fiati "settetto" in senso re al successo nel 1999 a soli 17 anni, sosti-
di Up all night di quale proprio, in una continua tuendo all’ultimo minuto, su segnalazione di
anno fa). Dal poco cono- osmosi tra musicisti in Isaac Stern, l’indisposto André Watts al
sciuto, ma importante, grado di fare dell'inter- Ravinia Festival, per il concerto di Ciaikovskij.
Scorchead per la play la base ideale per Tale fu il successo di questa esibizione che nel
Deutsche Grammophon l'improvvisazione chitar- giro di pochissimi mesi tutte le principali
porta l'impianto compositivo classico ed ristica, particolarmente feconda di idee in que- orchestre americane chiesero di Lang Lang,
orchestrale, da That's What I Say-acclamato sto album. Scofield resta un insuperabile crea- sino al debutto alla Carnegie Hall con
tributo alla musica di Ray Charles-porta i ritmi tore di riff che invitano a ballare i tempi anche Temirkanov nel 2001.
soul e il gusto per l'arrangiamento dei fiati, da più difficili e a muoversi nel contesto modale In questo nuovo lavoro è evidente un’inter-
Uberjam e dai lavori con il Medeski, Martin e con assoluta scioltezza. pretazione di Beethoven lucida e forte, malizio-
Wood trio la grinta timbrica del funk, il tutto Per chi, invece, volesse scoprire nuove samente resa giovane da un calore espressi-
tenuto insieme dal suo tipico fraseggio jazzisti- potenzialità di superclassici come The House vo e passionale, da un fraseggio estremamen-
co stralunato e altalenante nel gioco dentro- of the Rising Sun o di (I Can't Get no) te curato, variegato nelle sfumature e nelle
fuori tonalità, che ne ha disegnato il tratto Satisfaction consigliamo di seguire con atten- nuances. Sbalordisce di questo giovane la
inconfondibile nel panorama jazzistico e chitar- zione i sentieri melodici che qui inaugura con il semplicità esecutoria quanto il rigore tecnico
ristico contemporaneo. suono graffiante, ironico, aggressivo e anche di base. Un artista possiamo dire che del
Una cosa però va sottolineata: Scofield è un dispettoso della sua fida seicorde Ibanez. talento ha fatto uno stile inimitabile.
musicista straordinario che ha sempre rifiuta-
to di sottomettersi alla logica, abusata per Paolo Romano Flavio Fabbri
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ENNIO IL TEMPO MOR- INTO THE WILD Non ELISABETH THE GOLDEN AGE Così come
Music In ¢ Dicembre Gennaio 2008

a cura
a cura
di ROBERTA
di FLAVIOMASTRUZZI
FABBRI
RICONE La sua è proprio ch’io ami l’uomo di l’amore, anche le civiltà oggi si misurano positiva-

ENNIO IL TEMPO
una cantata kamikaze meno, ma la natura di più mente dalla loro lontananza e dalla loro diversità

CANTATA KAMIKAZE
C' era una volta in America un simbolo della grandezza umana, quella D ire che Morricone è oggi il più grande compositore
che tende verso il cielo a conquistarsi spazi grandi. C’era una volta
di musiche per cinema ad alcuni suona azzardato,
il West, quello regolato prima da pistole, poi da democrazie in cui tutti gli
ma ascoltare dal vivo le sue esecuzioni è indiscutibilmen-
uomini hanno pari dignità. E poi, Giù la testa, perché arrivano gli aerei
te prender parte a una comunione di emozioni e ricordi.
dall’Oriente. Sembrava già scritta nella trilogia del tempo di Sergio Leone,
Ogni suo concerto diventa un’occasione unica di ascolta-
musicata da Ennio Morricone, la sua opera «Voci dal silenzio - Concerto
re e riascoltare musiche senza tempo e piene di storia. La
contro tutte le stragi della storia dell’umanità». Come un presagio che di
storia del grande e del piccolo schermo è scandita in quasi
spaghetti non sapeva per niente. Più di McDonald’s forse, e di cosa signi-
500 pellicole da Morricone musicate che ne fanno, se non
fica massacrare un simbolo.
il più grande, il compositore più prolifico. Affetto del pub-
«C’era proprio bisogno di questa strage? Ti avevo detto soltanto di spa-
blico, ammirazione dei colleghi e, tra i tanti premi, l’Oscar
ventarli!», dice Frank a Morton, dopo aver ucciso McBain e i suoi figli in
alla Carriera ricevuto a febbraio 2007 dalle mani dell’atto-
C’era una volta il West. Morton risponde: «Chi muore è molto spaventato».
re simbolo del cinema Spaghetti-Western, Clint Eastwood.
C’era bisogno di questa strage. Perché chi muore è molto spaventato, ma
Un cinema che ci riporta a Sergio Leone e al suo soda-
chi non è morto lo è di più. E chi sopravvive si vendica o ci scrive sopra uno,
lizio artistico con Ennio Morricone. Perché, mai come in
mille pezzi, ci fa tutta una sequenza da una finestra che dà sulla piazza del
questo caso, la musica ha davvero plasmato la pellicola cinematografica e non dobbiamo aver timo-
World Trade Center se si chiama Spike Lee e sta girando La 25esima Ora,
re ad affermare che Leone, Brian de Palma, Roland Joffè, Giuseppe Tornatore e molti altri debbo-
o ci scrive una cantata per voce recitante, voci registrate, coro e orche-
no gran parte di quei loro successi alle partiture del maestro romano. Ecco perché ogni sua esibi-
stra per più di duecento musicisti e coristi, se si chiama Ennio Morricone
zione diventa un evento, come quello in occasione della II Festa Internazionale del Cinema di
e ha visto crollare le torri.
Roma. In una Sala Santa Cecilia piena e trepidante Morricone, autore anche di un centinaio di
Ci sono un buono, un brutto e un cattivo in quest’opera triste, angoscio-
Musiche assolute (brani da concerto), ha eseguito «Voci dal silenzio-Cantata contro le stragi di tutta
sa, lancinante, dannata. C’è Ennio stesso, il buono. C’è il brutto, che è un
la storia dell’umanità» per la voce recitante di Mariano Sigillo, e «Musiche per il cinema».
presidente. C’è il cattivo. E ci sono tutte le stragi, quelle per un pugno di
Due lati artistici e concettuali dell’uomo Morricone: da una parte la personale commemorazione
dollari, che esplodono nelle note e nei cori del buono che le dirige. Musica,
dell’11 settembre 2001, il ricordo delle vittime newyorkesi che diviene unico dolore per tutte le
musica, non si può orchestrare che musica qui, non aerei, non kamikaze.
stragi e le guerre dell’umanità; dall’altra il cinema (la «Musica applicata»), quasi 50 anni di com-
Solo sensi, da barcollare.
posizioni ormai leggendarie. Di queste, nella prima Suite s’inizia con la semplice e lineare espres-
Non si può dirigere il dolore, ma Morricone lo fa come un kamikaze, e
sione musicale melodica e melodrammatica di «Per le antiche scale», film di Mauro Bolognini del

soffre e fa soffrire mentre ricorda, terrorizza, mentre muove i musicisti


1975, passando poi a «Bugsy» del regista Barry Levinson (1991) in cui Morricone riesce a restitui-

torna a tutti i crimini contro l’umanità, incomprensibili, ne raccoglie il dolo-


re le atmosfere americane anni Venti grazie al timbro inconfondibile del filicorno acuto abilmente

re puro, lo tormenta ancora e lo convoglia in una cantata che, quella sì, e


sfruttato per un fraseggio geniale di matrice blues, finendo con l’astratta piece di «H2S» di Roberto

non le torri, arriva al cielo.


Faenza (1969), caratterizzata da uno studio pianistico ironico e irrealmente allegro, fino all’inquie-
tante e teso, come le immagini, a un effetto straniante.

ROMINA CIUFFA
Nella seconda Suite si parte subito con le sonorità esotiche e le giustapposizioni di flauti, sitar e
tabla, di «City of Joy» di Roland Joffè (1992), per raggiungere una poetica dell’azione e della spi-
ritualità, che ritroviamo in linea di studio nel cosmopolitismo epico-esotico conradiano di
«Nostromo», sceneggiato tv di Alastair Reid (1996). Per la III Suite invece Morricone offre al suo
pubblico un piccolo evento nell’evento: l’esecuzione prima del suo nuovo lavoro «Sicilo e altri
frammenti». Sicilo è un epitaffio del I-II secolo dopo Cristo, ma anche un documento musicale, per-
ché costituito da 12 righe di cui la metà accompagnate dalla notazione di una melodia frigia.
Una partitura fatta di percussione e flauto, greca rinascita eterna, come quella del sole, il ‘Sol
invictus’ dei romani, che irradia un contesto ritmico primevo e aurorale. Un’opera che nasce con-
cettualmente sui ‘frammenti’, nel loro senso di unità assoluta caro ai greci e alla musica di
Morricone. Avviandosi verso la fine non poteva che crescere l’attesa, poi soddisfatta nella IV Suite,
per «Mission», il film di Roland Joffè, per molti vertice stilistico delle composizioni morriconiane.
Alcune musiche vengono eseguite per ultime in un concerto proprio perché hanno il raro dono di
essere portatrici di un linguaggio universale, massimamente coinvolgente, nella drammaticità e nel-
l’esaltazione della condizione umana. Nel caso di «Mission» quindi, com’anche per «Sacco e
Vanzetti» (eseguita nel primo bis), la musica è presentata come tangibile presenza e consapevolez-
za dell’anima, preghiera cristiana e laica nel belcanto dei soprani Patrizia Poli e Susanna Rigacci,
per una sorta di ecumenismo universale e utopico al quale, tramite Morricone, noi tutti aderiamo.

Flavio Fabbri

INTO THE WILD ELIZABETH


Un'altra America The Golden Age
quella di Penn e Vedder La Regina vergine e la donna guerriera
There is society, where none intrudes,
By the deep sea, and music in its roar:
le vicende di ‘Supertramp’ nelle generose e forti
«Rise» e «Hard sun», per poi passare alle sug- D opo il fortunato «Elizabeth» del 1998 il
regista indiano Shekhar Kapur ci propone
Collezionista di Ossa». Il secondo ha venduto
quasi 100 milioni di dischi, soprannominato

I
I love not man the less, but Nature more. gestioni di «Toulumne» e «The Wolf». È il un nuovo episodio della vita di Queen negli Stati Uniti «Il Mozart di Madras», con una
primo album da solista di Vedder le cui fugaci Elizabeth: «Elizabeth, The Golden Age». L’età produzione di 50 colonne sonore, sia per pelli-
nizia così, citando il poeta inglese Gordon performance precedenti le avevamo ascoltate in dell’oro è attraversata da una sanguinosa lotta
Byron, l’ultimo lavoro di Sean Penn, «Into alcuni live e nella colonna sonora di «Dead familiare per il trono, mentre cresce nella sovra-
the wild», un piccolo gioiello apparso come Man Walking» e «Big Fish», finalmente in una na la consapevolezza dei cambiamenti religiosi
d’incanto nella seconda edizione della Festa del prova a tutto tondo. e politici dell’Europa di fine Cinquecento e si fa
Cinema di Roma. La storia vera di Christopher L’unico, a detta di Penn, che fa fluire, sangui- aperto lo scontro con il Re Filippo II di Spagna,
McCandless (dal libro di Jon Krakauer), un gio- nare e gioire la sua giovane terra e il cuore ame- in procinto d’invadere l’Inghilterra. Nella vita
vane brillante laureato in scienze sociali, che ricano in modo così appassionante, da riuscire a di Elisabetta, donna guerriero e regina vergine,
decise di fuggire dalle convenzioni di una vita fondere immagini e testo. Un’inconfondibile si fa strada però anche l’amore e con esso le
familiare e sociale che non sentiva più sue, per voce, di una grazia spaventosamente cinemato- debolezze di ogni essere umano.
trasformarsi in Alexander Supertramp, il ‘Super grafica, per 8 brani da due minuti e mezzo, più Cate Blanchet, nei panni di una regnante sta-
Vagabondo’. Questa l’origine di un affascinan- tre songs complete. Difficile fare a meno di tuaria della dinastia Tudor, ritorna con un’inter-
te e perturbante viaggio americano con vele questo gioiellino della durata di un vecchio LP, pretazione superba e impressionante per tono e
spiegate verso un unico traguardo: L’Alaska. con canzoni che senza aver visto il film (in vigore, supportata da un ottimo Clive Owen
Un viaggio che è passaggio nell’età adulta, vis- Italia arriverà con il nuovo anno), riescono già (Sir Raleigh), da Geoffrey Rush nel machiavel-
suto come mitologia dell’American Dream per a ricreare un’impressione cinematografica. lico Sir Walsingham e «Mary Queen Stuart»
arrivare, disilludendosi, alla saggezza del dram- «Hard Sun», il primo singolo estratto dalla Smantha Morton. Anche per questo film la
matico epilogo. soundtrack, è una cover di Gordon Peterson colonna sonora è parte integrante dell’eccellen-
Un’ottima prova per Sean Penn, con una (della band Indio), suonata da Eddie Vedder in te risultato, come nel precedente, quando le
strizzatina d’occhio ai grandi maestri del cine- compagnia di Corin Tucker (un tempo leader melodie di David Hirschfelder gli valsero
ma come Malick, Herzog e forse Lynch, porta- delle Sleater-Kinney), mentre «The Society» è un’ennesima candidatura all’Oscar.
ta avanti come una ricerca proustiana del stata scritta da Jerry Hannan che ha anche suo- Qui la scelta è ricaduta su due musicisti
‘nostro tempo’, miscelata ai grandi mostri sacri nato la chitarra e cantato i cori. diversi ma di eguale spessore artistico: Craig
della letteratura mondiale come Dostoevskij, Le restanti nove canzoni che compongono il Armstrong e A.R. Rahman. Il primo è un gran-
London, Twain, Tolstoy o altri più ‘locali’ come disco «Music from the motion picture Into the de di Hollywood, il secondo è un’icona di
Thoreau, Emerson e Goldman. wild» sono state scritte, cantate e suonate da Bollywood. Uno è scozzese, l’altro è indiano.
Un omaggio alle tradizioni politiche e sociali Eddie Vedder, che ha anche curato i disegni, il Il primo, arrangiatore, compositore e produt-
dell’anarchismo americano, del pacifismo e del mix e il concept del disco, mentre la foto sul cd tore, si presenta come un artista versatile e
naturalismo, il tutto splendidamente evocato è uno scatto del famoso fotografo Anton geniale dividendo la sua produzione tra cinema,
nella ballata «The Society». Il regista infatti ha Corbijn. teatro e composizioni classiche, con una produ-
scelto, come voce narrante, il tono malinconico zione di musica per cinema di cui ricordiamo
e rabbioso di Eddie Vedder, frontman dei Pearl alcune soundtrack di successo: «World Trade
Jam, qui accompagnato da chitarre acustiche e Flavio Fabbri Center», «Moulin Rouge» (per il quale è stato
arrangiamenti scarni dove troviamo raccontate sommerso da una pioggia di premi) e «Il
Music In ¢ Dicembre Gennaio 2008

ACROSS THE UNIVERSE Tutte le regole per guar-


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TAN DUN È uno che suona la carta (e i suoi

Across the Universe


dare (e sentire) il film sui Beatles senza sentirsi pro- AMEDEO TOMMASI La leggenda orchestrali letteralmente gli spartiti) e l’acqua. Che

DAL LIVE
fondamenti traditi e pensare «dove l’ho già visto» del pianista che suonò con Chet Baker ha vinto agli Oscar. Che è sciamano.

ALLA DIDATTICA
E RITORNOONROTIR E
¢ CONTINUA DALLA PRIMA PAGINA

(...) È la storia di cinque ragazzi che condividono un appartamento a New York ai tempi
della guerra nel Vietnam e i passaggi più importanti della propria vita, i momenti di crescita
e di ribellione, i desideri e i sentimenti repressi trovano una via per esprimersi attraverso la
musica, come se tutto fosse già stato scritto nei versi del quartetto di Liverpool. Se state pen-
sando - e non vi dò torto - che un film che ha tra i titoli di coda le canzoni dei Beatles valga
comunque la pena di essere visto, badate però di attenervi alle seguenti indicazioni. Intervista ad AMEDEO TOMMASI
Prima regola fondamentale: le canzoni sono di chi le ascolta. Il film reinventa il significa-
to delle strofe di Lennon e McCartney. «Revolution» diventa una scenata di gelosia contro la
ragazza, «Strawberry fields forever» un manifesto pacifista e «I Wanna Hold Your Hand» uno a cura di Marzia Bagli

A
struggente lamento di una ragazza innamorata della persona sbagliata, che non potrà mai
avere. I più conservatori vivranno questo stravolgimento come un tradimento.
È un rischio da mettere in conto: le canzoni dei Beatles sono parte di una coscienza col- medeo Tommasi, la leggenda del
lettiva, incise nel Dna di qualunque persona nata nel mondo occidentale dagli anni 60 in pianista che suonò con Chet
poi. Il tradimento poi diventa ancora più evidente quando lo zio Sam esce dal famoso Baker. In oltre 40 anni di carriera ha
manifesto di reclutamento per l’esercito americano per cantare, pensate un po’, I Want composto le musiche dei primi film di
You! D’accordo, forse l’idea non è tanto originale così come quella di chiamare i personag- Pupi Avati, ha portato lo studio del-
gi Jude, Lucy, Prudence, perché si sa già che prima o poi verrà il momento in cui quei nomi l’armonia jazz a Roma e ha collabora-
ritorneranno utili. to con Ennio Morricone per la colonna
Regola numero due: vietato chiedersi «questa storia non l’ho già vista da qualche sonora della «Leggenda del pianista
parte?». È vero, la trama non brilla per spessore e profondità, ma è una storia fresca e viva- sull’oceano», scrivendo alcuni brani e
ce che parla di amore, di amicizia, di crescita personale. E poi ancora impegno sociale, prestando le sue mani a Tim Roth.
prese di coscienza, guerre ingiuste. E infine, droghe, amore più o meno libero, piccole tra- Ricordate la scena in cui i due protago-
gedie personali. Nient’altro? Ah si, due dei personaggi del film ricordano rispettivamente nisti danzano con il pianoforte a ritmo
Janis Joplin e Jimi Hendrix, due icone dell’epoca. Forse la smania di raccontare quegli anni di walzer nel bel mezzo di una tempe-
è eccessiva e in due ore di pellicola si è voluto far rientrare un po’ tutto e un po’ troppo. sta? Il brano è «Magic Waltz» e l’auto-
Ma ha il merito di insinuare un dubbio: che i giovani di allora fos- re è proprio lui, Amedeo
sero meglio di quelli di oggi perché, seppure a volte sbagliando, Tommasi. Un breve sguardo a
perlomeno provavano a reagire alle ingiustizie e non si adagiava- tanti anni di carriera all’insegna Morricone, ma io ho collaborato con lui e ho
no nel nichilismo tipico di questi ultimi decenni, in cui si vive dell’eclettismo e della trasforma- composto otto brani. Mi diceva «devi fare un
all’insegna del living is easy with eyes closed, misunderstanding all zione. walzer particolare che sia anche un po’
you see. (Ecco, l’ho fatto anch’io. Mi sono appena appropriata del swing, un po’jazz…», per cui diciamo che mi
senso di versi che non sono i miei). Oppure è il revival del passa- Il primo passaggio è stato dal live dava delle direttive precise, che poi erano le
to a far sembrare tutto sempre più bello di quanto in realtà fosse? nei jazz club al palco dei grandi stesse date dal regista quando si vedeva il
Regola numero tre: quello non è…? Per evitare che passiate tutto della musica italiana: la sua verve film.
il tempo a chiedervi «ma dove l’ho già visto?» e perdervi così l’im- improvvisativa e creativa ne è
mediatezza e la spontaneità del film, ecco tutto quello che c’è da rimasta in qualche modo frustra- Ed eccoci al terzo passaggio, l’insegna-
sapere. Julie Taymor è la regista di Titus (1999) e Frida (2002). I pro- ta o ha potuto mantenere la pro- mento. La prima collaborazione con il
tagonisti sono Jim Sturgess e Evan Rachel Wood e sono loro stessi a pria identità musicale? Saint Louis College of Music risale agli
interpretare le canzoni dei Beatles, alcune in versione molto simile Quando ho cominciato, negli anni anni Settanta. Cosa insegnava allora?
all’originale, altre riarrangiate completamente da Elliot Goldenthal, Sessanta, ero un perfetto sconosciu- Solfeggio e armonia, armonia spicciola.
che ha curato l’intera colonna sonora. Joe Cocker canta «Come to. Il cambiamento è iniziato dopo Poi sono andato a Siena a fare «ear trai-
Together» e Bono degli U2 interpreta Mr Robert una specie di guru che ho vinto la Coppa del Jazz per ning», che non è solo una copiatura, un det-
che trascina i protagonisti in un mondo dissoluto, interpretando, a due edizioni consecutive. Nei due tato musicale; lì non bisogna solo capire
modo suo, «I am the Walrus». In alcune sequenze compare anche anni successivi ho combinato molti cosa suona il sax in quel momento ad esem-
Salma Hayek nei panni di una infermiera, anzi cinque. E le coreografie, originali come guai per quanto riguarda concerti e premi pio, ma si deve capire l’armonizzazione che
sempre, sono di Daniel Ezralow, il creatore dei Momix. vari, poi nel ‘67 mi sono trasferito a Roma e c’è sotto. E allora ho pensato, perché non
Ultima regola: stracciate questa recensione. Lasciate da parte tutte le vostre aspettati- subito ho cominciato a muovermi in un parliamo di armonia partendo dai brani,
ve, tutti gli stereotipi sui musical (si, lo so, è una cosa assurda e irrealistica che ogni 7 mondo nuovo, soprattutto intorno alla RCA dagli standards? Uno studente viene al Saint
minuti i protagonisti si mettano a cantare e ballare per strada senza alcun ritegno, nessu- dove ho iniziato a lavorare prima come assi- Louis per imparare a suonare gli standards,
no lo farebbe mai nella vita reale) e tutte le belle e cattive parole che vi diranno quanti stente musicale, poi come arrangiatore. Qui vuole suonare i brani, che siano jazz o rock e
hanno già visto il film. Infilatevi tra le poltroncine rosse del vostro cinema preferito e ho conosciuto Ennio Morricone, Armando ha bisogno di suonare con gli altri e per farlo
gustatevi la colonna sonora più amata di tutti i tempi. Trovaioli, Luis Bacalov e tutti gli altri musi- deve decidere un pezzo. Allora ho detto, per-
Da «Girl» a «All You Need Is Love», sarà piacevole riscoprire l’attualità di brani che hanno cisti. Ho cominciato a vedere l’orchestra in ché non partiamo proprio da lì?
fatto storia e non sarà difficile trovare la propria preferita. La mia è questa: I’ve just seen a face, funzione tutti i giorni e sono passato rapida- Prendiamolo, impariamolo, vediamo come è
I can’t forget the time or place, Where we just met. Esci dalla sala e non puoi smettere di canta- mente dalla situazione del Trio, l’unica che fatto, e da qui prendiamo la scusa per fare
re. E sulla strada verso casa, ti viene quasi voglia di improvvisare due passi di danza, se non conoscevo allora, a qualcosa di molto più dei discorsi. Si può parlare di lettura del
fosse una cosa così assurda e irrealistica. (Roberta Mastruzzi) grande e completamente diverso. Quando brano, di solfeggio, ma anche di classifica-
suoni jazz poi puoi suonare qualsiasi altra zione degli accordi che lo sostengono. A
cosa, e ti porti dietro tutto il tuo bagaglio. questo punto ci si accorge che tanti brani
hanno degli accordi simili. Curiamo l’armo-

Tan Dun, l'Hero


cole occidentali di successo come «Lord of War» e Com’è arrivato da qui alla composizione nia, che è la scienza di mettere correttamen-
«Inside Man», sia per quelle orientali come il cine- di musica da film? te un accordo dopo l’altro, partendo dal-

della natura
se «Warrior of Heaven and Earth». Alla RCA a un certo punto è arrivato Pupi l’esperienza di vari brani. Li studiamo, li
Il risultato di tale connubio: un enorme successo. Avati da Bologna. Lui da ragazzo aveva suo- suoniamo, ed impariamo l’armonia dal
Mentre nel primo film Hirschfelder tentò di ricon- nato in una Dixieland Jazz Band, e di quei punto di vista pratico. È uno studio ed un
testualizzare le tecniche di composizione rinasci- tempi magici a Bologna poi ne ha fatto laboratorio.
mentali con partiture originali del tempo, di ELENA COLEINE anche un film. Io invece facevo parte del cir-
Armostrong e Rahman si distaccano dal XVI seco- colo dei modernisti, stavo con Alberto Come si è evoluta la didattica musicale

L’
lo per lasciarsi trasportare dal ritmo delle immagini Alberti, ma comunque ci vedevamo, ci incon- da allora ai giorni nostri? Gli studenti
e dalle atmosfere inventate da Kapur. travamo. Quando l’ho conosciuto stava pre- sono cambiati nel modo di rapportarsi
Il tutto introducendo l’orchestra sinfonica, il coro hero di Hero e di La Tigre e il parando il suo primo film, «Balsamus» e mi alla musica?
latino, un soprano femminile (quasi a stilizzare la Dragone, Tan Dun, arriva quat- chiese di farne la musica. Eravamo tutti e Gli studenti cambiano in base all’inse-
presenza ‘vocal’ di Elizabeth) e la miscela di diver- to al passo di una tigre a dirige- due alla prima esperienza. gnante che hanno, se questo li sa interessare
si strumenti caratterizzanti le immagini, chitarre re l’Orchestra del Santa Cecilia e divertire o meno. E gli standard sono sem-
spagnole fuse al ‘dilruba’ indiano, generando per suonare classica cinese e interna- Da dove trae l’ispirazione per la messa in pre gli stessi. Oltre la parentesi del «free
un’onda sonora variegata e sincronica come le zionale e - la sua preferita - l’organic musica di una storia? jazz», che per fortuna come è venuta se n’è
tonalità di una tavolozza di Paul Gauguin. music prodotta attraverso stimolazioni Dal racconto del film fatto dal regista, andata, nulla è cambiato dagli anni Sessanta
La performance al violino di Clio Gould, «The di acqua e carta. innanzitutto. Quando Pupi raccontava era a parte i metodi per approfondire lo studio
Opening», permette da subito al pubblico di entra- Di fronte alle intense suggestioni create come vedere tutto il film. Da qui io mi ispira- della musica: libri di testo, internet. Grazie a
re in questa ‘età dell’oro’, mantenendo come tema dai suoi suoni non è retorica parlare di vo per tirare giù un tema conduttore. questi mezzi tutti oggi sono bravissimi, ma il
centrale ‘la passione’, l’infatuazione malata attorno magia. Cresciuto con una nonna sciama- Quando glielo sottoponevo, di solito appro- rischio è che sono anche tutti uguali.
a cui le note danzano fino al soffocamento del- na, Tan Dun coinvolge l’anima con viaggi vava senza problemi. A questo punto si face-
l’amore di Elizabeth, per poi piegare su temi mili- musicali di potente effetto straniante. va un montaggio lungo del film girato su pel- E come si può risolvere questa tendenza
taristici, quando Re Filippo di Spagna entra in Ascoltandolo si apprezza la sua attitudi- licola, che diveniva sempre più stretto finché alla stereotipizzazione?
scena. ne alla sperimentazione; Tan Dun ha non arrivavamo al punto in cui si diceva Se ne esce cercando di pensare di più a ciò
Così, alla passione elegante della prima parte ridefinito la natura durante il suo cele- «ecco il film». Allora veniva chiamato il che si vuol dire piuttosto che a una esecuzio-
subentra la percussione ritmica dell’elettronica e il bre Water Concert: percuotendo l’ac- musicista per prendere i tempi, vedere il film ne perfetta. Chet Baker diceva: «Questo è
rigore dei sintetizzatori. Un tumultuoso e rabbioso qua e liquidando le percussioni, letteral- col regista e dire «qui, quando lei toglie la vuoto riempito di note». Bisogna cercare di
agire, quello della battaglia e dell’orgoglio di regi- mente immergendole. mano dalla testa di lui parte la musica e deve parlare, di comunicare, esprimendo tanti
na, «Battle», aumentando l’impatto della musica e Difficile da immaginare, ardito forse da finire quando lui dice concetti in poche
lasciando che profonde voci maschili portino l’om- pensare, naturale per Tan Dun da suo- ohibò»; allora si registra il note.
bra della guerra. nare. L’accostamento di concetti musi- tempo in secondi per questa
Un classico esempio di sincretismo musicale cali differenti crea sentimento quando si scena e si comincia a nomi- Questa intensa atti-
moderno, dove strumenti sinfonici si fondono a è fortunati, magia solo quando si è dei nare gli «M», ossia la musi- vità non le impedi-
melodie etniche e timbri elettronici. maestri. ca: M1, M2, M3. sce però di conti-
Probabilmente Armstrong e Rahman nel loro Come Dun, che suona ceramica, acqua e nuare a coltivare il
felice incontro ci hanno voluto evidenziare che così carta, ma soprattutto mente nei suoi È stato lo stesso procedi- tuo «primo
come l’amore, anche le civiltà oggi si misurano «mind concertos», uno che, più che un mento che ha usato per amore», ovvero la
‘positivamente’ dalla loro lontananza e dalla loro drago, è un dragone di carta. «La leggenda del Pianista performance live,
diversità. sull’Oceano»? vero?
Certamente. Nella Assolutamente.
Flavio Fabbri «Leggenda» la musica è di
EDGE
AND BACK
CINE-CONCERTO Piazza Vittorio
Music In ¢ Dicembre Gennaio 2008

a cura di CORINNA NICOLINI


ROMA GOSPEL FESTIVAL tornerà italiana. O l’Apollo sarà un MEET IN TOWN L’elettronica

Ido invadere
Sono i neri di Mario Ciampà bingo. Delle due l’una. è di casa. Pure a Roma.

l Roma Gospel Festival è giunto con enorme successo alla sua dodicesima edizione. Anche
quest’anno ospiterà i migliori cori e gruppi di spiritual provenienti da tutto il mondo, lascan-
l’Auditorium Parco della Musica di Roma di echi di ieri e suoni di oggi.

APOLLO: TRASFORMARE
Abbiamo parlato con chi del gospel si è innamorato in viaggio e l’ha portato a casa, nella sua
città. Mario Ciampà è direttore artistico di alcuni dei maggiori festival musicali italiani, come il

ROMA IN UN BINGO
BINGO
Festival del Mediterraneo e il Roma Jazz Festival e dell’etichetta discografica Parco della
Musica Records. Oggi ci ha portati per mano in un viaggio antico attraverso la storia della musi-

LA MUSICA CHE
C
ca gospel, quella che parte dallo spirito e arriva al cielo.

Il cine-concerto dell'Orchestra di Piazza Vittorio

ARRIVA FINO AL CIELO


os’è un cine-concerto? Lo scopriamo a gennaio all’Auditorium di Roma.
Lo schermo vibrerà di musica per novanta minuti e poi la festa si materializze-
rà sul palco. Per chi se l’è perso è arrivata l’occasione di vedere il pluripremia-

MARIO CIAMPÀ
to film sulla storia dell’Orchestra di Piazza Vittorio. Un documentario che ritrae

Intervista a
Roma senza parlare di Roma. Un documentario che non è una ricostruzione di una sto-
ria, ma è la storia stessa. Una storia raccontata dalla voce e dalla telecamera di chi que-
sto progetto l’ha creato e l’ha portato per mano fino al successo che oggi ci fa scrive-

direttore artistico del Roma Gospel Festival


re di loro.
Mario Tronco, tastierista degli Avion Travel, vive all’Esquilino, il quartiere più multiet-
nico di Roma e ha imparato ad affezionarsi a tutte le voci, i suoni e gli odori stranieri
che si intrufolano tra gli infissi delle sue finestre e arrivano come fossero una musica.
a cura di Corinna Nicolini Così inizia a sognare un’orchestra in cui possano esprimersi.
C’è qualcun altro che nel quartiere si

Per dirigere un festival per tanti anni ci vuole gospel è la parola del Vangelo e come tale può
batte per una buona causa. È Agostino

sicuramente una grande passione. Si ricorda essere interpretata in diversi modi e, quindi, stili
Ferrente, documentarista. Lui non può

il primo incontro che ha avuto con la musica musicali. Esiste il gospel rap, quello punk o
accettare l’idea che l’Apollo, l’unico cine-

gospel? Ne è stato subito conquistato? quello pop. Ci sono dei festival che presentano
ma-teatro rimasto nella zona, stia per

Il mio primo incontro lo ricordo benissimo. È proprio il New Gospel, ossia tutte quelle forme
essere trasformato in una sala Bingo. Ai

stato a New York in una chiesa di Harlem, dove evolute che noi profani possiamo definire com-
suoi occhi quel posto storico è la location

ancora oggi la gente del posto si riunisce per la merciali, ma che poi sono quelle che avvicinano
ideale per un laboratorio multidisciplinare

funzione domenicale. Sono rimasto meravigliato il grande pubblico. Nella nostra manifestazione
che proietti film che parlino delle culture

dall’atmosfera e dalla partecipazione emotiva in effetti facciamo un gospel molto tradizionale,


della gente di quel posto. I loro sogni si

che c’era per questo tipo di messa. Pur essendo ma il gospel è una musica viva in continua evo-
somigliano e allora decidono di unirli e

un vero concerto di musica e gioiosità, restava luzione e quello che ascoltano gli americani e gli
con l’apporto di altri artisti, intellettuali e

pur sempre una preghiera che trascinava tutti. inglesi è tutt’altro rispetto a questo.
gente comune, creano l’Apollo 11. Intanto
gli abitanti della zona cercano di farsi spa-

Le origini della musica gospel si ritrovano Quale disco consiglierebbe a chi vuole avvici-
zio e di rivendicare quella che è la loro

nell’America nera degli anni Trenta e incon- narsi a questo genere?


casa. Una grossa scritta su un muro grida:

trano quelle del jazz. Cosa hanno in comune Non me la sento di consigliare un disco in par-
«Piazza Vittorio tornerà italiana».

secondo lei questi due generi? ticolare perché essendoci tale diversità di stili,
I nostri protagonisti vanno alla spasmo-

Il jazz è sempre stato una fusione di diverse bisogna scegliere secondo i propri gusti. Il mer-
dica ricerca di musicisti di ogni lingua e

tendenze che si sono avute tra la fine cato mondiale del gospel è molto fiorente, ma in
colore che cantino insieme le tradizioni di

dell’Ottocento e i primi del Novecento. Non so Italia non c’è una grande produzione e non si
ogni parte del mondo. Una ricerca ardua, perché tutti hanno il diritto di suonare sui

quanto questo abbia preso dal gospel ma sicura- trovano molti dischi nei negozi, ma per chi fosse
marciapiedi, nelle metropolitane e ai semafori di una città. Ma i veri artisti sono pochi.

mente entrambi hanno preso dal blues. Il gospel interessato ci sono moltissimi siti specializzati.
E allora la telecamera ci porta in giro per Roma, passando per i posti che vediamo tutti

prima era costituito soltanto da cori, anche


i giorni, dagli storici monumenti della città eterna ai palazzi delle zone popolari e fati-
scenti. Ma li vediamo con occhi diversi, i nostri sguardi cercano musica straniera, voci
da scoprire, volti nuovi. L’Orchestra alla fine prende forma e movimento.
Scoprirete che sfregando le mani sui pantaloni nasce una musica, che il tappo di
sughero di un barattolo di sale può fare da percussione.
Ho l’impressione che quando, alla fine del film, gli artisti arriveranno sul palco vi
sarete già affezionati a loro. Amerete già i loro capelli, raccolti in strettissime trecce
africane o avvolti in affascinanti turbanti indiani, amerete le loro mani di ogni colore che
scivolano sugli strumenti più originali, amerete le loro labbra muoversi pronunciando
parole ignote. Amerete i loro suoni e le loro voci.
E vi sorprenderà una cosa. Questa gente non ci somiglia affatto. E non è solo una
questione di colore di pelle. Loro non sono qui perché vogliono essere come noi.
Scoprirete che le radici dell’uomo non devono restare impiantate nella sua terra per tra-
smettergli la linfa di cui ha bisogno per vivere. La sua terra, l’uomo, se la porta nel
cuore e nella memoria. E te ne accorgi quando canta, quando suona e quando balla.
Perché a quel punto per capirlo non ti serve conoscere la sua lingua.

Corinna Nicolini

Venerdì 14 dicembre è di scena Christopher


Stephen Clark. Dietro di lui c’è un marchio di
garanzia: la Warp Records, etichetta inglese che
vanta nella propria scuderia Aphex Twin e
Jamie Lidell. Clark presenterà un set in cui la
batteria tradizionale si integra perfettamente
bianchi, e veniva usato dalle diverse professioni Ci parla degli artisti di spicco di questa dodi- con i suoni digitali in una performance ritmica
religiose per trovare dei proseliti. Quando poi è cesima edizione del Roma Gospel Festival? ed elettrizzante. La stessa sera si esibisce lo
diventato anche un’espressione del popolo nero Abbiamo qualche conferma e qualche novità. svizzero Kalabrese, portando in concerto la sua
afroamericano, e c’è stata l’aggiunta della ritmi- Tra le prime c’è Tony Washington, cantante attitudine deep, accorpata ad un’indole funk-
ca, è arrivata l’influenza del blues. rhythm and blues, e Robin Brown, compositrice soul, costruita su melodie e fiati.
All’inizio questa contaminazione ha dato e organizzatrice di cori ad Atlanta. Il giorno dopo sul palco uno spettacolo dedi-
luogo a una netta reazione degli integralisti, i Tra le novità c’è Sue Conway, cantante molto cato all’etichetta berlinese Shitkatapult.
quali la definirono addirittura come la musica varia e profonda, e il gruppo di Joe Pace, com- L’evento è composto dal live di Apparat , artista

MIT MEET IN TOWN


del diavolo, non ammettendo che si potessero posto da venti persone, più vicino alla linea pop tedesco che dopo essersi cimentato con le mac-
usare strumenti musicali quando si andava a del gospel. Tra l’altro lui si esibirà proprio il 25 chine assieme a Ellen Allien, porta a Roma,
pregare. Poi però qualcuno li convinse del fatto dicembre, e questa è una novità anche riguardo accompagnato da un una vera e propria band, il
che se gli strumenti potevano dare maggior vigo- alla scelta di passare il giorno di Natale insieme. suo ultimo album intitolato «Walls».

ELETTRONICAMENTE
re alla preghiera e avvicinare così a Dio, questi Un’altra cosa interessante è il Capodanno alle Se Sonb Production saluta il 2007 con un
dovevano essere usati. 22, con replica il 1 gennaio alle 18, per una calendario tanto ricco, le premesse per il nuovo

ROMA
serata tutta dedicata al gospel di New Orleans, anno sono tutt’altro che scontate. Il 12 gennaio
Quando la musica gospel è uscita dalle chie- con un gruppo originario di lì. M.I.T. inaugura il 2008 con una serata speciale.
se e si è presentata al pubblico profano dei Carl Craig, uno dei pionieri della techno si pre-

A
night club? Il nostro giornale è molto attento alla situa- senterà assieme alla Innerzone Orchestra, per
Intorno agli anni Cinquanta. Quando si sono zione discografica italiana. Lei è alla direzio- vanguardie a Roma. «Meet In Town» un set in esclusiva in cui elettronica e funk si
iniziati a produrre anche dei dischi, sulla scia ne artistica dell’etichetta dell’Auditorium. continua. Snob Production saluta il 2007 intrecciano in uno spettacolo senza pari, capace
del successo che il gospel stava avendo. Il gene- Ci accenna quali sono, nella sua esperienza, i con due serate di fibrillazioni elettroniche, il 14 di raccogliere la sfida tra analogico e digitale, e
re a quel punto ha assunto un altro ruolo e si lati più affascinanti e quelli più faticosi di e il 15 dicembre, per poi dare il benvenuto al di risolverla in un’armoniosa contemporaneità
sono avute le prime esibizioni, più che nei night, questa attività? 2008 con un esclusiva performance, il 12 gen- già catturata nell’album «Programmed», uscito
nei teatri. Ma anche in quei luoghi i canti resta- Il lato più affascinante è quello di poter naio. Il nesso è un concetto di elettronica inteso per la Talkin’ Loud di Gilles Peterson.
vano un atto di fede e di preghiera. costruire un progetto originale, intervenire nelle come veicolo culturale capace di intersecarsi M.I.T. scioglie il freddo inverno in un’altra
decisioni artistiche e costruire insieme ai musici- con il pop, il rock e la world music, in un per- calda stagione galvanizzata. L’elettronica conti-
Esiste un gospel moderno? E cosa racconta? sti. Il lato più faticoso è che i tempi di realizza- corso in divenire che porta il passato ad essere nua ad essere un mezzo espressivo più che una
È ancora presente l’elemento religioso? zione di un disco sono abbastanza lunghi e per l’approccio con quel che sarà e le performance categoria musicale ben definita. E il suono non
L’elemento religioso è sempre presente. chi come me organizza concerti ed è abituato ad del festival ad occupare uno spazio preciso: la rinuncia a stupire.
Esistono diversi generi di gospel. Perché il un’attività adrenalinica a volte può stancare. contemporaneità. Stefano Cuzzocrea
Music In ¢ Dicembre Gennaio 2008

UNITED DJS AGAINST AIDS Sono i Dj più


EDGE
AND BACK
CHIARA CIVELLO Si legge GIOVANNI IMPARATO La sua MOLTHENI Lingua famosi del mondo e Tracy Young è la preferita di
Roma si scrive New York Africa. E Cuba, e New York. E Napoli. ferma psichedelica. Madonna. Di passaggio a Roma contro l’Aids

mia madre (ibaè) ad iniziarmi all’età di due


anni. Mi è venuta in soccorso sotto le spoglie di
CHIARA AMERICA CIVELLO madre universale attraverso la musica e il ritmo

R
del tamburo.

GIOVANNI IMPARATO
Ti abbandoni alla musica come uno sciama-
oma-Boston-New York e ritorno. Chiara no. Il tuo percorso musicale sviluppa i sette
Civello, cantautrice romana, torna nella chakra, la ricerca degli animali totem deri-
sua città per presentare l’ultimo lavoro «The vata dalla sapienza amerindiana, la ruota di

il sacerdote
sacerdote
Space Between». E lei è una che di grandi spazi medicina. Qual è il tuo totem?
se ne intende. A 16 anni prende la valigia e Il mio totem è un pesce che nuota come un del-
attraversa l’oceano per andare a studiare jazz e fino, tra acqua e cielo. Fu iniziatore ed autenti-

è
inseguire la sua grande passione coltivata nel co stregone Arnold Keyserling (ibaè), che con il
tempo, fin quando da ragazzina, zaino in spalla, tamburo a vent’anni mi incaricò di guidare un
andava a studiare musica al Saint Louis, la a cura di Romina Ciuffa gruppo di praticanti. Invece, il mio «angelo della
scuola nel cuore di Roma. guardia» yoruba è: Changò, patrono del tambu-
Da qui alla Berklee il passo è breve e una ro, del canto e della danza. La musica viene
borsa di studio le consente di perfezionarsi nel radioattivo. Batte nelle vene di tutti emanata dal nostro corpo più sottile (che non è
prestigioso College di Boston. Finiti gli studi, perché è lui che manda avanti i ritmi fisico): ecco perché lo sciamano (colui che
New York è lì che la aspetta. Altro trasloco, di tutte le leggende italiane. È quello impara ad intessere una costante relazione con
altra valigia. Ma la scelta si rivela vincente. che pesta i pezzi di tipi come Dalla, le dimensioni parallele non ordinarie) è il pre-
Come nei più classici copioni hollywoodiani, il Ramazzotti, Zero, Paco De Lucia, Ray cursore del musicista... se non proprio musici-
sogno americano si realizza e questa volta la Charles, e pure Mina lo ha nelle vene. Mina, sta, che è allo stesso tempo sacerdote.
protagonista è una giovane ragazza italiana. La proprio lei. Non a caso si chiama Imparato. La musica guarisce?
voce di Chiara viene notata da Russ Titelman. E insegna tamburo, congas, batà, bongò, La musica sgorga nella specie solo per guari-
Firma per la Verve Records, storica etichetta l’arte di percuotere ed essere percossi, lo re: è nella nostra società che è divenuta esaspe-
jazz che per la prima volta mette sotto contrat- sciamanesimo, il sangue, al Saint Louis di ratamente estetica fino a perdere la sua essenza
to una musicista italiana e pubblica il suo esor- Roma e nel mondo, da New York, a Cuba, più profonda nella preoccupazione eccessiva di
dio discografico, «Last Quarter Moon». alla sua Africa. ciò che salta all’occhio.
Con alcuni mesi di anticipo rispetto al merca- Fino a Napoli. Scorre. Come dire, coman- Da cosa hai preso l’uso rituale del tuo tam-
to americano, è uscito a settembre in Italia il da le pulsazioni dei cuori, e lo fa bene. Perché buro, di ispirazione tribale?
suo secondo lavoro, «The space between», 13 è un sacerdote cubano. Ma è napoletano e È la sua potenza che ha fatto tutto, continuan-
canzoni scritte e composte dall’artista romana. crede nella Madonna e in Olofi, all’Africa e do a riservare consistenti verità per la mia cre-
Nella musica Chiara rispecchia la sua vita. I allo spirito guida di sua madre, e al suo scita. A Cuba sono un sacerdote dei tamburi con-
testi parlano di distacchi, di lontananza e del totem, un pesce che vola sull’acqua come un sacrati e ufficialmente posso presenziare musi-
bisogno di trovare un punto fermo in cui ritor- delfino. Ha quarantamilioni di anni, è zero D calmente le cerimonie del culto della Ocha (il
nare ogni volta che la vita impone delle scelte. positivo e si chiama Giovanni. pantheon di Deità Yoruba).
Il suo stile è stato definito di volta in volta jazz, Se dovessi pubblicare un tuo libro dal titolo
etnico, pop, musica d’autore. La mia Africa, cosa scriveresti nella quarta
Sicuramente le diverse città e le diverse cul- di copertina?
ture in cui è vissuta hanno lasciato un segno. Il mal d’africa esiste: l’ho provato! Si viene a
E la contaminazione tanto ricercata da molti capo della propria provenienza remota dal grup-
po sanguigno, ed io sono: zero D positivo:
appartengo al ceppo più antico dell’umanità che
proviene dall’Africa, circa 40 milioni di anni fa.
Quanta Napoli c’è in Africa?
E quanta Africa a Napoli?
La mia percezione della terra unisce tutti i ter-
Sovietica. ritori sui quali ho camminato. Napoli, con la sua
Cuba Libre o Rum&Cola? forma del golfo, mi accoglie come se Partenope
Cuba Libre, ma mi auguro una nuova bevan- potesse ridestarsi. Da piccolo è per le strade di
da con auspici meno rivoluzionari e più univer- Napoli che ho scelto la mia professione, suonan-
salizzanti. do e pregando Olofi (Yoruba) e la Madonna
Vanti collaborazioni con Mina, Ornella (Napoli). È così che Partenope, l’Habana e
artisti in lei trova una sintesi perfetta. Non a Vanoni, Gigi Proietti, Gino Paoli, Francesco Matanzas diventano una sola cosa per me.
caso la band con cui si presenterà De Gregori, Lucio Dalla, Renzo Arbore, Certi ritmi neutralizzano l’iper controllo ed
all’Auditorium di Roma l’8 dicembre è compo- Eugenio Bennato, Ray Charles, Paco De equilibrano i due emisferi cerebrali. Quanto
sta da musicisti di diversa nazionalità: un piani- Lucia e molti altri. Cosa sei per meritarli? c’è di psicoanalitico ed evocativo nella tua
sta americano Pete Rende, un chitarrista brasi- Mio malgrado, un artista... che ama incessan- musica?
liano Guilherme Monteiro, un bassista neoze- temente la professione del musicista. Una pulsazione del tamburo, sincera e sentita,
landese Richard Hammond e alle percussioni il Chi è stato il tuo vero ispiratore? trasforma le onde frequenziali del cervello da
giapponese Yusuke Yamamoto. Il chitarrista Carlos Santana. La tumbadora beta in alfa, che è il risultato che si raggiunge
E poi lei, la sua voce, che in modo soffice ed ascoltata dalla composizione di Tito Puente con la meditazione, lo yoga e il sonno profondo.
elegante sa comunicare a chi ascolta tutta la (ibaè). Oye Còmo Va, e Samba Pa’ Ti. Le cellule cerebrali si rigenerano completamen-
bellezza nascosta nei momenti della vita, anche Materialmente, Armando Peraza; quindi te... e non solo. La psicoanalisi e la bioenergeti-
quelli più malinconici. I suoni sudamericani, la Patato Valdez (per i primi tamburi Batà ascolta- ca sono state delle potenti accompagnatrici nei
bossanova, un gusto raffinato uniti a parole ti), Mongo Santamaria (ibaè), Steve Wonder. E le miei momenti cruciali, indispensabili per imbat-
ricercate, creano un’atmosfera calda e quasi canzoni napoletane. tersi nell’autentico: è una ricerca degli archetipi
nostalgica. Nostalgia per gli anni ‘60, quando il Kuba Sound System Proyecto e Tammumba Come definiresti Giovanni Imparato? e non ha confine di razze né di culture. E questo
digitale ancora non c’era e il suono era più Tour: di cosa si tratta? Una persona che sta ricercando. è ciò che ho definito lo Statuto Tammumba.
diretto e ricco di tensione. Nostalgia apertamen- Kuba Sound System Proyecto è il disco che ha Ti confesso che ho imparato a stimarlo.

UNITED DJS
te dichiarata dalla stessa Civello che per incide- risvegliato il leone che dormiva Tammùmba Cosa sono i disegni pubblicati sul tuo sito
re un disco così intimista si è rivolta ai suoi Tour è il progetto col quale siamo stati invitati al www.giovannimparato.com?

AGAINST AIDS
amici che lavorano con lei da anni e oltre alle primo Festival Timbalaye di rumba all’Habana, Sono miei: vengo dall’Istituto d’Arte ma avevo
sue composizioni originali ha voluto inserire grosso fiore all’occhiello che fonde la mia matri- già scelto la musica nella mia vita.
anche due classici standard, «Without her» di ce partenopea e l’amato patrimonio afrocubano. Da piccolo non facevo che disegnare: quel-
Harry Nilson e «Skylark» di Hoagy Il nome stesso è: tammurriàta +rumba. l’avventura vissuta ogni volta che mi accingevo
Carmichael. Perché Cuba? ad iniziare un foglio bianco l’ho continuata poi
«Questa collezione di canzoni è il mio treno
verso casa» così Chiara descrive il suo cd. E il
Cuba, perché condensa una fucina incontrol-
lata di inno alla vita, uno dei misteri africani più
con la musica.
Puoi descrivere le tue percussioni?
U na serata con i
grandi deejay

suo amore per i treni è racchiuso in uno dei poderosi stemperati dall’influenza mediatrice Scatole cilindriche di detersivo, mobili, fino al
della scena interna-

brani dell’album: «L Train», impreziosito que- dell’Europa e del Mediterraneo. dorso di una chitarra acustica. A dieci anni ho
zionale, per non

st’ultimo dalle percussioni del venezuelano Non c’è nulla di più palese di un tamburo che avuto il primo paio di bongos, ma sempre le con-
lasciare cadere il

Luisito Quintero. I treni a volte si perdono, a staglia «geometrie» armonizzanti! Cuba ha inte- gas nei miei sogni. Ora ho venti cinque congas,
messaggio di solida-

volte sbagliano direzione, lei ne ha preso uno al grato quattro tra le etnie più evolute di tutta quindici batà, otto bongò.
rietà e speranza lan-

volo ed era quello giusto. l’Africa (Yoruba, Ararà, Abakwà, Bantù) con i Percosso o percussionista? Cosa di più?
ciato dalla Giornata
latini del vecchio continente,con i cinesi presen- Abbastanza percosso dalla vita, specie all’ini-
Mondiale della Lotta
ti sull’isola fino ai russi dell’ex Unione zio: è stata la morte di Immacolata Pesacane,
all'Aids. A pochi giorni dal Red Ribbon
Roberta Mastruzzi Day, il 6 dicembre i fiocchetti rossi che

Moltheni
simboleggiano la battaglia contro la
malattia del secolo sono tornati a colora-
re per sensibilizzare i giovani sulla pre-
venzione. Il Gay Village, in collaborazione
sua poesia semplice quanto profonda con una era in piena o di un'idea morta in un

soffice
con una delle più grandi associazioni di
musica mai banale. Canta l'amore Moltheni: requiem inudito, la sofferenza della natura lotta all'Aids, la LILA, ha curato il Gay
sia esso l'amore per un'amata acerba e dolce e del ricordo di alberi ed erba verde che Village No Aids, United Djs against Aids.
insieme; o per la vita che cuoce l'uomo al vapo- non ci sono più, sommersi da internet e dal Per tutta la notte allo Spazio Novecento
re; per il rosso di un vino buono o il profumo petrolio. Moltheni è un artista da capire e alternatisi alla consolle, un'ora ciascuno,
La sua musica prende forma su suoni dell'alloro e del grano; per madre terra, ruvida scoprire con pazienza. L'occasione giusta alcuni fra i maggiori Dj in circolazione
acustici, minimali, scarni ed essenziali - con quercia e solida grandi- è il tour di presenta- (Cristiano Spiller, aka Dj Spiller; la dj pre-
echi folk che ammiccano a Nick Drake e ne, sangue caldo di un zione dell'ultima fati- diletta di Madonna, l'americana Tracy
David Sylvian - vagamente psichedelici e cinghiale morente nel ca "Io non sono come Young, vera icona del gay clubbing mon-
decisamente ambient ma non privi di slan- bosco. te". diale; Lorenzo LSP, Pisti, Fiore Dj, Sam
ci pop-rock. Tutto il resto è Moltheni: una Canta, altresì, la Perez, Luca Marano, Slide, Antonello
voce soffice, anima romantica e scanzona- decadenza Moltheni: il Love, aka Stereologic) donando le perfor-
ta, lingua ferma e meraviglia, piccolo gran- morire di ciò che era, Manuele mances alla causa, accompagnati dal
de uomo, cantautore capace di colorare la l'agonia di un fiume che Angelucci vocalist Kevin Delite. Romina Ciuffa
Ppop&rock
OPCK Music In ¢ Dicembre Gennaio 2008

BLONDE REDHEAD Due

SENZA DAR
a acura
curadidiVALENTINA
FLAVIO FABBRI
GIOSA
JOSÈ FIORILLI Il tastierista di VINILE Ma sì che è meglio. Ma gemelli e una japnewyorkese.
Ligabue spiega la medianità sì che torna. Ma sì che ci va. No, non è un film di Bertolucci

FUOCO AL PIANO
Non c’è rock crudo, pesante, quello in cui si
sbatte la chitarra per terra in Italia: è perché
non vende?

una vita da mediano


Non credo: tanto ormai non vende più nessu-
no. Semplicemente perché non tutti sono in
grado di farlo. Ci sono molti gruppi che da anni
scrivono belle canzoni in italiano ma che hanno
una chiara ispirazione alla musica anglosasso-

Intervista a JOSÈ FIORILLI


ne; basta citarne alcuni come gli Afterhours, i
Marlene Kunz, i Deasonika e i Verdena. Questi

tastierista di Ligabue
ultimi addirittura sembra che cantino in inglese.

Il tastierista di Ligabue: una vita da mediano?


La vita di un tastierista è quasi sempre da
a cura di Romina Ciuffa mediano, il rock si fa principalmente con le chi-
tarre. Ma Luciano mi lascia molto spazio, forse
siano Beastie, ma più per melensi accordi Ci sono molti gruppi che da anni scrivono perchè sono cresciuto a pane e rock’n’roll quin-
maggiori e storie d’amore. In questo, lui è belle canzoni in italiano ma che hanno una chia- di la mia cultura mi permette di interpretare le

C
ferratissimo. Parla d’amore da quando ra ispirazione alla musica anglosassone; basta sue canzoni senza renderle pop con qualche
suona, di rock ha la pelle nera delle sue giac- citarne alcuni come gli Afterhours, i Marlene suono anonimo di tastiera.
hissà, forse ci arriva in bicicletta a tutti che, mette molto pianoforte (che fa cantare Kunz, i Deasonika e i Verdena. Questi ultimi
i suoi concerti, quelli dell’Ellesette più facilmente) ed ora lo fa suonare a Josè. addirittura sembra che cantino in inglese. Chi sei, tu?
Tour, poiché proprio pochi giorni fa Luciano Il 70% delle parti che suono sono di hammond,
Ligabue, ex metalmeccanico e bracciante, Il rock in Italia è... Ligabue dove si colloca nell’immaginaria strumento che amo fin dall’infanzia, ma mi sbiz-
era alla ricerca del «Grande Fiume», il Po, Partiamo dal presupposto che la lingua italiana, linea tra il rock e... zarisco anche con suoni elettronici psichedelici e
insieme a Francesco Guccini, e motivato da come quella francese e spagnola, nasce già un A metà tra la tradizione melodica italiana e ovviamente con piano e wurlitzer. Ho iniziato a
istanze ambientali. Certo che il suo tour pò «sfigata» per il rock, nel senso che ha un tutto ciò che, dagli anni Cinquanta in poi, ha suonare a 13 anni imitando Jerry Lee Lewis,
stanca. Perché lo fa pensare a quando era suono troppo morbido rispetto all’inglese e tutte portato al rock in tutte le sue forme. Nei suoi senza però dar fuoco al piano... Poi mi sono subi-
praticamente un ragazzino: magrissimo, le parole finiscono sempre con una vocale. pezzi c’è il rock’n’roll classico, Bar Mario o to appassionato al blues con cui ho scoperto
anzi snello, ma sempre una voce profonda, la In più ci metti che la nostra tradizione musicale Marlon Brando è sempre lui; c’è il blues (che è anche l’hammond. Da lí ho allargato al rock anni
voglia di sfondare. è basata sulla melodia: ecco che fare rock in la base del rock) in Almeno Credo o Seduto in Settanta, al funk e alla musica elettronica in tutte
Il rock, sì, ma poi il rock italiano è più pop, Italia risulta più difficile. Ma è possibile. riva al fosso; c’è il rock più moderno come ne Il le loro forme e contaminazioni. Ed ecco a voi
perché forse non si è pronti per ragazzi che Dunque esiste. E chi lo fa? giorno dei giorni o in È più forte di me. Josè Fiorilli.

IN PRINCIPIO FU BLONDE
IL VINILE REDHEAD
... asimmetrici
angolari
Il magnetofono, lo stereo8, il giradischi, i nastri. Poi sono arrivati i cd e il vinile è

gemelli
stato dimenticato divenendo desiderio e preda solo di fanatici e collezionisti. Ora anche
il cd sta subendo la stessa sorte. La virtualità ha assorbito tutti quegli oggetti che con-
tribuivano alla magia della fruizione musicale e che in fondo un pò rimpiangiamo.
Il supporto fisso è andato col tempo scomparendo: i lettori walkman hanno permesso
alla musica di divenire portatile, i lettori mp3 e i cellulari l’hanno resa mobile, continua-
mente disponibile. La musica è ormai diventata liquida e la fine del disco pare essere

C'
arrivata. E cosa ne sarà del mercato discografico? Già nel 2000 i Pearl Jam per scon-
figgere il fenomeno dei bootleg pubblicarono 25 album live ufficiali inizialmente solo sul

è sempre qualcosa di misterioso, con riverberi e echi a metà fra i Television di


web. Madonna, Aerosmith, Rolling Stones diversi anni fa presentarono in anteprima

angolare, e stranamente asimmetri- Marquee Moon e i Beatles dell’ Abbey Road.


sulla rete le loro nuove produzioni. Nell’aprile del 2006, un brano pubblicato esclusiva-

co nella visione dei gemelli. Il seguente Misery is a Butterfly ha una gesta-


mente da mp3 raggiunse la prima posizione della classifica inglese. Un anno fa
Nel caso dei Blonde Redhead, zione di tre anni ed è quasi una seduta terapica
Samuele Bersani anticipò su iTunes il singolo Lo scrutatore non votante.
l’impressione aumenta, perchè ai per la cantante Kazu, reduce da un brutto inci-
Anche la Sony-Bmg ha cercato tempo fa di adeguarsi alla digitalizzazione della musi-
gemelli Simone e Amedeo Pace, dente da cavallo. L’attesa viene comunque ripa-
ca creando H20 Music, un sistema dove viene meno l’obbligo dell’uscita di un cd (una

si aggiunge la presenza dei due gata. Inquietante e ipnotico, Misery vive sulla
canzone può essere pubblicata anche ogni tre settimane). Tutto è un work in progress:

occhi a mandorla di Kazu ragnatela incantata delle orchestrazioni più


i brani vengono venduti in una ventina di negozi online (iTunes, Tiscali, Rosso

Makino, eccentrica musa jap- ampie e barocche. Il suono si fa più etereo, le


Alice) e sui mobiles della telefonia e nel frattempo si ha il modo di tara-

newyorchese, che sembra atmosfere sospese.


re l’artista. H2O Music ha per ora lanciato soltanto due grup-

uscita come un elfo dal collo 23 sembra a metà tra il volo della farfalla e le
pi: Corveleno (8mila copie vendute all’uscita dell’al-

di una bottiglia. psicoderive di Melody. Sette anni non passano


bum fisico e 15 mila i download registrati) e The

Misteriosa e angolare è invano, i gemelli Pace incanutiscono, lo stile si


Styles.

stata a tratti anche la loro definisce.L’album vanta collaborazioni impor-


L’ultimo caso è quello dei Radiohead, che per

musica, disseminata in tanti, da Chris Coady (Yeah Yeah Yeahs, Tv on


l’uscita del nuovo album In Raimbows hanno deciso

questi anni (dall’ormai the Radio), a Alan Moulder (My Bloody


di voler fare tutto da soli per essere liberi da qualsiasi

lontano ‘93, anno del loro Valentine) e Rich Costey (Franz Ferdinand e
vincolo di contratto (contando esclusivamente sulla

primo omonimo album) Bloc Party), e non per niente appare percorso da
forza della rete) attuando una distribuzione diretta ai

come piccoli pezzi di echi new wave come nella title track d’apertu-
fans. La band inglese ha infatti lanciato il nuovo album

pane per ritrovare la via ra, 23, con la spinta prog della batteria di
sul web permettendo allo stesso pubblico di decidere

di casa. Seminali, come tanta Simone a tracciare la linea guida, o in


quanto pagarlo. «Quella di Thom Yorke e soci dev’esse-

parte della produzione newyorchese, Publisher, con il crescendo iniziale di piano e


re interpretata come un risuonare di sveglia che noi tutti

alla fine i Blonde Redhead la via di casa sem- synth. La sognante Silently ricorda da vicino gli
dovremmo accogliere e corrispondere con creatività ed
brano averla davvero trovata. Air più pop di Cherry Blossom Girl, mentre la
energia.
23 infatti è il numero della via e della casa di vena post-moderna vibra nelle corde di Kazu, in
L’industria del disco è stata sin troppo a lungo dipendente
Kazu Makino, e anche il titolo dell’ultimo pezzi che sono delle piccole caramelle pop a
dal numero di cd che è possibile vendere, e piuttosto che
album uscito in aprile per la 4AD Records, in metà tra Gainsbourg e la rivisitazione a la
imbracciare la digitalizzazione e le opportunità ad essa con-
cui i nostri sembrano approdare alla stabilità di Pizzicato Five (Top Ranking e My Impure
nesse per la promozione di un prodotto e la distribuzione attraverso diversi canali ha infi-
un pop ‘post’ emozionale e gestaltico, forse a Hair).
lato la testa nella sabbia», ha affermato Guy Hands (responsabile di EMI Group) che,
tratti rassicurante rispetto alle inquietudini Si registrano forse alcuni passaggi a vuoto
dopo l’iniziativa dei Radiohead - gruppo di punta dell’etichetta - ha capito che è arrivato
sonore del passato, ma sempre raffinato e pre- (Heroine, Sw) ma restano impressi comunque
il momento di cambiare per evitare la rottura definitiva. Cavi, computer, internet, satelli-
zioso, come i Blonde sanno sempre essere. Sarà momenti notevoli come Spring and by Summer
ti stanno soppiantando le case discografiche e sempre più stretto si sta facendo il rap-
proprio la presentazione dell’ultimo album al Fall, densa di riverberi noise primi anni novan-
porto diretto fra l’artista e il consumatore. Le reazioni a queste nuove sperimentazioni
centro del concerto tenutosi il 2 dicembre nella ta, e soprattutto la notturna e spettrale Dress,
appaiono però ancora incerte.
prestigiosa cornice dell’Auditorium di Roma, con il recitativo roco di Kazu a levarsi accenna-
La stessa operazione di In Raimbows non sembra esser stata accolta molto positiva-
un riconoscimento importante per il gruppo to sopra una delicata trama synthetica.
mente dal pubblico visto che secondo la comScore Inc più della metà di chi ha scarica-
italo-nipponico cresciuto all’ombra della Dal vivo il trio da vita a un concerto-perfor-
to i brani (il 62%) ha deciso di non pagare nulla mentre il restante 38% ha invece paga-
Grande Mela, e che da qui ha assorbito lo sple- mance che è quasi un evento d’arte rileggendo
to una media di 6 dollari. C’e ancora tantissima incertezza nell’aria dovuta ad un cam-
en e l’attitudine avantguarde, fino a diventare tutto alle perfezione, quasi da partitura, con
biamento evidente che è difficile stabilire se sia evoluzione o rivoluzione. Siamo certa-

uno dei punti di riferimento della scena alterna- virate rumoriste e incendiarie sul passato più
mente in un momento di passaggio in cui è forte l’incapacità di controllare qualcosa di
tive dell’ultima decade, per uno stile inconfon- prossimo e luminoso destinate a contagiare il
così estremamente imprevedibile e sfuggente come la rete che, per alcuni, è stata addi-

dibile fatto di sonorità tese e voci strozzate, pubblico, anche quello (forse) più posato
rittura causa di una degenerazione: «Internet rovina l’arte e la vita, bisognerebbe spe-

melodie ossessive e dilatate su testi di remine- dell’Auditorium .


gnerlo per cinque anni: verrebbe fuori musica molto più interessante di quella attuale»

scenza dada-surrelista. Lorenzo Bertini


ha ammesso saggiamente Elton John.

È il 2000 quando esce Melody of certain


C’è chi invece come Patti Smith, si dimostra ottimista e ammette che l’atteggiamento

damaged lemons, vero e proprio oggetto di


di chi fa musica oggi è finalmente indipendente e libero proprio grazie alla rete: «Il punk-

culto, e a tutt’oggi il loro lavoro forse più bello.


rock oggi sono tutte le persone su Internet che decidono di fare la propria musica. Quelli

Il trio aggiusta la mira mettendo a punto un


ai quali non importa se saranno in venti ad ascoltarla. Lo fanno e basta». Per fortuna,

art pop al tempo acido e notturno, giocato sui


di fronte a uno scenario virtuale tanto anarchico quanto caotico resta sempre la dimen-

riff ossessivi e lievemente variati della chitarra


sione magica del live, dove la tattilità del contatto che si instaura tra gli applausi (e che

di Amedeo Pace (una per tutte la bellissima En


manca ad un prodotto di fabbrica solido o liquido che sia!) diviene una forte ricchezza.

Valentina Giosa Particolar, ormai un piccolo classico della


scena indie) e sull’intensità della voce di Kazu,
Music In ¢ Dicembre Gennaio 2008 Ppop&rock
OPCK

FRANCESCO
FRANCESCO DE GREGORI Che
DAVID SYLVIAN Uggioso e bri- IL TEATRO DEGLI ORRORI canta l’amore ma ha detto «ti amo» in NEGRAMARO Dolci e amari,
sole due canzoni. Di sinistra o destra salentini ed etnici. Teatrali.

DE GREGORI
tannico. Dandy glam-pop. In piena Ecco l’angoscia umana.

DAVID SYLVIAN
MA È UN FIUME IN PIENA
The River of Constant Change

PER MANCINI E DESTRORSI


U n’uggiosa serata tipicamente britannica accoglie l’attesissimo concerto romano di David di Roberta Mastruzzi

L’
Sylvian. L’occasione è di quelle da non lasciarsi sfuggire. L’artista inglese questa sera, che è
il 27 settembre 2007, ha percorso in poco meno di due ore ben trent’anni di carriera dimostrando Auditorium della Conciliazione apre i propri spazi alla musica d’autore e lo fa con
quanto siano labili i confini tra i generi musicali. Look algido ed impeccabile da perfetto «Bowie il «Principe» dei cantautori: Francesco De Gregori. Il tour estivo che l’ha visto pro-
berlinese». Sembra che il tempo per l’ex dandy glam-pop non sia mai passato. Glaciale, pacato, tagonista nelle maggiori città italiane è ora diventato un cd, «Left &Right», uscito
concentratissimo. a fine novembre, e per presentarlo il cantautore riprende il suo viaggio. Con lui,
La sua voce, inconfondibile e profonda, ha sprigionato emozioni per tutta la durata del live. Solo l’immancabile Guido Guglielminetti al basso e la band composta da Alessandro
di rado si concede al pubblico che si dimostra in ogni caso entusiasta. Seduto, con la chitarra fra le Valle, Lucio Bardi e Paolo Giovenchi alle chitarre, Alessandro Arianti alle tastiere e
mani, manifesta appieno il distacco di chi si sente estraneo alla realtà odierna farcita di majors in Stefano Parenti alla batteria. Assistere a un concerto di De Gregori è sempre un’espe-
quanto già proteso al futuro. A fare da sfondo: un telone dove si alternano immagini rarefatte e rienza nuova: è noto ormai a tutti che l’artista romano ama cambiare spesso l’arrangia-
sognanti, tinte di colori tenui che emananno un’atmosfera rilassata che proietta lo spettatore diritto mento, la melodia e il ritmo dei suoi brani più famosi, spiazzando a volte gli ascoltatori
nel «pianeta Sylvian». meno attenti. Di certo, questa è un’ottima tecnica per sfuggire ai cori del pubblico, riu-
Con questo concerto Sylvian ha salutato definitivamente il suo passato: «È tempo di muoversi scendo così a dare maggiore risalto all’interpretazione e alla canzone in se stessa.
verso nuove mete, dice l’artista. Per farlo devo fare il punto sul passato e gettarlo alle spalle in E chi non gradisce può sempre ascoltarsi le sue vecchie canzoni dallo stereo di casa e
modo da avere la mente libera per ripartire. La mia storia musicale è importante ma non voglio cantare quanto vuole. Prendere o lasciare. Un concerto è e deve essere invece un’espe-
rimanerne intrappolato. Così canto per l’ultima volta il mio repertorio». rienza unica e irripetibile, il momento in cui, come in una favola, le canzoni prendono vita
Lo stile è (come sempre) essenziale e ricercato. Brani vecchi e nuovi vengono arrangiati sotto una e riemergono dal limbo dove la nostra memoria le ha conservate. La musica di De
nuova veste: i consueti paesaggi ambient e minimali si colorano di atmosfere jazz. Gregori ha questo potere, le sue parole non perdono nel tempo la loro forza, la sua voce
Questo tentativo di amalgamare il vecchio ed il nuovo ha fatto si che alcuni brani fossero, a volte, non smette di ricordarci la nostra vita.
proposti in versioni medley. L’esperimento, però, non ha sempre dato i risultati sperati sfociando a «Left&Right», sinistra e destra come i punti di vista
volte in sequenze troppo lunghe e ridondanti. da cui si possono guardare le cose, ma a seconda di
Se una The Scent of Magnolia apre molto bene il concerto, la versione japaniana di Ghost, risul- chi guarda i punti di vista cambiano e in un attimo
ta priva dell’antico patos. Ad ogni modo la classe fascinosa e catalizzatrice dell’artista è riuscita ad possono diventare destra e sinistra. Registrata
arginare agevolmente questi frangenti regalando comunque al pubblico momenti di profondità ini- durante le date estive del tour 2007, la raccolta di
mitabili. Solipsistico autocompiacimento? No, è solo il prezzo da pagare alla costante ricerca di un brani live si propone di riannodare il filo della memo-
artista che vuole rimanere integro, senza abbassarsi mai a «progetti lets dance». ria, conducendoci nella ricostruzione di una carriera
«Il pop è ripetizione. Se andassi sempre nella stessa direzione impazzirei; mi sento come un albe- che dagli anni del Folkstudio e del primo album pub-
ro che deve cambiare le foglie, la mia strada è la sperimentazione, qualcosa di minimale ma al blicato insieme a Antonello Venditti (Theorius
tempo stesso sostanzioso. Ciò che faccio oggi è rinunciare a un grosso pranzo per fare un ottimo Campus, 1972) fino ad oggi, ha toccato tutti gli
breakfast»». E noi tutti gliene saremo per sempre grati. aspetti dell’essere umano, sempre con una inconfon-
Eugenio Vicedomini dibile grazia ed eleganza.
Spesso è stato definito un cantante impegnato e di
sinistra, anche se - qualcuno stenterà a crederci -
«Viva l’Italia» è stata all’epoca adottata dal MSI ad uso propagandistico. Come tutti i veri
artisti, De Gregori in realtà non ha fatto altro che essere una voce contro. Le critiche alla
società sono spesso presenti nei suoi testi: da «Festival», dedicata alla scomparsa di Luigi
Tenco, a «Titanic», aperta denuncia dell’Ïmpostazione classista della società fino alla più
recente «Vai in Africa, Celestino» (vale a dire, scappa finchè puoi). Ma più di tutto ha can-
tato la gente, la sua vita, le sue difficoltà, i suoi rimpianti, le sue battaglie quotidiane, senza
distinzioni di classe, quelli che hanno letto un milione di libri e quelli che non sanno nem-
meno parlare. E poi l’amore, raccontato per immagini e frammenti, ricordato prima
ancora che vissuto, sempre troppo difficile da afferrare nel momento in cui c’è.
Le parole «ti amo» compaiono solo due volte nei suoi testi, la prima nel 1975 in «Pezzi
di vetro» e la seconda, trent’anni dopo, in «Cardiologia» del 2006. Eppure, più di tutti ha
saputo dare un’immagine al sentimento, senza usare parole da pubblicità, ma impressio-

NEGRAMARO
ni e sensazioni, come nella descrizione di due buoni compagni di viaggio, quelli che non
«dovrebbero lasciarsi mai».

come il vino
D olci all’apparenza e amarognoli in fondo
proprio come il vino da cui prendono il
nome, con cui condividono anche la terra
posta finora».
«Utilizzeremo strumenti etnici, ma anche
l’uso dei nostri abituali strumenti sarà diverso
Foto di DAVIDE SUSA pugliese del Salento, i Negramaro si stanno dal solito: ad esempio le manipolazioni elettro-

IL TEATRO
conquistando una fetta sempre più numerosa di niche di Pupillo saranno l’elemento onirico di
fans tanto che gli ultimi concerti continuano a questo live».

DEGLI ORRORI
viene distribuito da Venus. registrare il sold out. Sono quasi dieci anni che
12 tracce di rock moderno ed alternativo, con la band è attiva ma solo negli ultimi tempi è riu- GIOSA
un occhio agli amori di sempre (Scratch Acid, scita a crearsi un’identità ben definita che vede
Jesus Lizard, Birthday Party, Melvins) e uno un’ interessante commistione di influenze tipi-
alla tradizione tipicamente italiana (da De camente british (Coldplay, Muse) e un rock
Andrè a Carmelo Bene) fanno di questo disco autoriale di matrice italiana ispirato ad autori
Ecco l’angoscia umana in cui lo spettatore qualcosa di veramente raro ed inedito grazie come Tenco e Battisti.
dovrà trovarsi uscendo dal nostro teatro. Egli all’effetto singolare e spiazzante del contrasto Dopo i successi ottenuti nelle arene estive, i
sarà scosso e sconvolto dal dinamismo interno fra asprezza, potenza e violenza dei suoni e un Negramaro hanno deciso di portare in tour il
dello spettacolo che si svolgerà sotto i suoi cantato tradizionale italiano ricco di fascino e loro ultimo successo «La Finestra», in un’am-
occhi. E tale dinamismo sarà in diretta relazio- romanticismo. bientazione del tutto nuova, quella del teatro.
ne con le angosce e le preoccupazioni di tutta la «Abbiamo fortemente voluto portare il tour
sua vita... Egli deve essere ben convinto che GIOSA nei teatri per ricreare l’incanto, l’atmosfera
siamo capaci di farlo gridare (Antonin Artaud, della stanza nella quale nascono le nostre can-
«Il teatro e il suo doppio»). zoni - dice Giuliano Sangiorgi, voce dei
Il Teatro Degli Orrori prende il nome proprio Negramaro - perché noi e chi ci ascolta possia-
dal Teatro delle Crudeltà di aurtaudiana memo- mo godere insieme dell’emozione più forte che
ria proponendosi presto come una delle realtà scaturisce da ogni pezzo, quando ancora è
musicali nazionali attualmente più interessanti. nudo e vibra solo grazie al fluire delle sensazio-
La formazione nasce all’inizio del 2005 e solo ni che scorrono».
dopo ben due anni di prove «Il concerto acustico è la situazione più vici-
dà vita a «Dell’Impero Delle na a questo nostro sentire. Stiamo preparando
Tenebre», debutto discografi- un nuovo spettacolo, completamente diverso da
co che rivela ben presto la quello estivo, ma anche da qualunque cosa pro-
sottigliezza e il genio dela
band. Registrato e mixato
dallo stesso Giulio al Blocco
A di Padova e al Natural
Head Quarter di Ferrara nei
mesi di Novembre e
Dicembre 2006 e Gennaio
2007, il disco esce il 6 aprile
per l’editore Tempesta e

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