Sei sulla pagina 1di 16

PERIODICO DI INFORMAZIONE, ATTUALITÀ E CULTURA MUSICALE A CURA DEL SAINT LOUIS COLLEGE OF MUSIC

FONDERIA LA NUOVA SFIDA DI DALLA


Aprile-Maggio 2008

UNO PIÙ ISMAEL IVO AI MENDICANTI


UNO FA di Rossella Gaudenzi di Maria Luisa Tagariello
TRE

Periodico di informazione, attualità e cultura musicale a cura del Saint Louis College of Music
Ha scosso gli animi e le coscienze con la sua, Il mendicante è Marco Alemanno. È anche
di Romina Ciuffa se così vogliamo definirla, «trilogia del corpo». l’autore dell’opera, ed entra in scena qui.
Body Attack (2005), che è corpo che attacca, Incontra il direttore del teatro: «Vedi, - gli dice
Chiedo a Luca proiettato verso l’esteriorità; Underskin (2006), - siamo degli attori, non grandi cantanti, gente
Pietropaoli, che suona ricerca interiore che serpeggia sot- abituata a tutto: dire bugie, pisciare nei lavandi-
tromba, flicorno, cor- topelle; Body&Eros (2007), ni, capisci? Il Teatro Comunale non fa per noi,
netto e altre cose, come indagine del rapporto molto meglio il Duse».
fa. Insomma, sono anni con l’Eros, croce e Comincia così la
che lo incontro e ogni volta lo vedo su uno delizia, demone del- Beggar’s Opera di
diverso. Mi sono chiesta se non fosse un’inde- l’umanità del III millen- Lucio Dalla.
cisione la sua, finché non l’ho trovato fra i nio, per cogliere intuizio- Il mendicante spiega
membri della Fonderia. Allora ho capito. ne, sensualità, ricerca al pubblico perché lo
Fondere quello che c’è, gli strumenti e le della libertà interiore e spettacolo va in scena
sonorità, e fondersi. La Fonderia nasce nel dell’equilibrio con il nel secondo teatro di
dicembre del 1994 come un progetto dedicato dionisiaco. Bologna: si tratta di una
all’improvvisazione e alla contaminazione di Ismael Ivo ha ana- commedia satirica, una
suoni e generi. Sono Emanuele Bultrini (chitar- lizzato, scavato, posto storia popolare nata da
re), Stefano Vicarelli (piano, synth), Federico domande sin dall’ini- arie popolari, «non è per
Nespola (batteria) e lui, Luca Pietropaoli (trom- zio della sua carriera di gente impellicciata da
ba), affiancati dal basso di Claudio Mosconi. direttore del Festival di Comunale». E di opera
Hanno pubblicato il secondo album Re>>Enter Danza della Biennale di Venezia, in senso stretto infatti
dopo il disco d’esordio Fonderia. (...) concentrando l’interesse (...) non si tratta. (...)
 CONTINUA NELLA PAGINA EDGE&BACK  CONTINUA NELLA PAGINA DANZA  CONTINUA NELLA PAGINA MUSICALL

SPECIALE 1° MAGGIO JAZZ


& blues MCCOY TYNER
POPCK VASCO ROSSI

pop&rock

Editore
STEFANO MASTRUZZI

Direttore Responsabile
SALVATORE MASTRUZZI

Direttore
ROMINA CIUFFA

Redazione
Romina CIUFFA beyond@musicin.eu
Flavio FABBRI classica@musicin.eu
Rossella GAUDENZI jazzblues@musicin.eu
Valentina GIOSA poprock@musicin.eu
Roberta MASTRUZZI soundtrack@musicin.eu
Corinna NICOLINI edge@musicin.eu

Progetto grafico
Romina CIUFFA
Impaginazione
Cristina MILITELLO
Logo Caterina MONTI
PATTI SMITH
FEED
back DAVE ALLEN

Redazione
Via del Boschetto,106 - 00184 Roma
Tel 06.4544.3086
Fax 06.4544.3184
Mail redazione@musicin.eu AAA AUTORI CERCASI
Marketing e Pubblicità Artisti al seguito di uomini sotto elezione, tanto una mano lava l’altra,
Mail marketing@musicin.eu cantanti la cui vena creativa, se mai esistita, si è trasformata in un capillare;
e un gran bisogno di menti brillanti che non siano in debito né con la politica né con la televisione
Tipografia
Litografica Iride Srl
Via della Bufalotta, 224 - Roma Da poco concluso il Festival di Sanremo, chissà se questo duo vincito- mozzarella. L’artista dovrebbe essere per natura dinamicamente avverso
re farà strada o se seguirà la parabola discendente dei Jalisse, che tuttora alle logiche di palazzo, libero, nel pensiero e nella creazione, non dovreb-
Contributi imperversano per le sagre di paese proponendo dal 1997 la loro toccante be chiedere mai, come l’uomo della Mennen. Diffido di tutti i cantanti
Lorenzo Bertini, Nicola Cirillo, “Fiumi di parole”. Recentemente è stata anche tradotta in spagnolo; in che sostengono l’una o l’altra parte, ne ho conosciuti tanti e tanti relativi
Giosetta Ciuffa, Stefano Cuzzocrea, undici anni non sono ancora riusciti a scrivere un’altra canzone? Anche retroscena da poter assicurare che c’è molta poca nobiltà in queste sim-
Sara Di Francesca, Francesca Di Macco, Miguel Bosè ha svolto un’operazione di restyling della sua “Se non torni” boliche simbiosi di ideali, la mano sul cuore in pubblico sì, ma per sag-
Matteo Grandi, Adriano Mazzoletti, riproponendola in spagnolo con un arrangiamento freschissimo, in pieno giare il portafoglio. E allora, vota Apicella al Quirinale.
Paolo Romano, Maria Luisa Tagariello, stile anni Novanta. Sinceramente non ho capito se si tratti della stessa Stefano Mastruzzi
Ersilia Verlinghieri, Eugenio Vicedomini canzone o di un’altra che plagia se stessa, in tutti e due i casi non ne sen-
tivamo il bisogno.Verrebbe da pensare che non ci siano più gli autori,
Anno II n. 5 quelli che scrivono testi e musica di professione. Come d’altronde viene
Aprile-Maggio 2008
da pensare che non esistano più i cantanti e i musicisti di professione. In
Registrazione presso il Tribunale di Roma Italia siamo abituati ai dilettanti, che ci provano, che si sfidano, quelli che
n. 349 del 20 luglio 2007 non sanno fare nulla ma magari nessuno se ne accorge.
E poi c’è la politica italiana, che per molti artisti rappresenta la tavola
per mantenersi sulla cresta dell’onda, di quelle di Ostia però, alte poco
più di quaranta centimetri. Ogni politico ha il suo testimonial in queste
elezioni e saprà (leggi dovrà) ringraziarlo a dovere in caso di esito posi-
STEFANO tivo. Ma davvero c’è qualcuno che voterebbe Mastella solo perché
MASTRUZZI appoggiato dal proprio cantante preferito? Se così fosse, allora ci meritia-
EDITORE mo Simona Ventura, Morgan, l’immondizia campana e la diossina nella
JAZZ
& blues Music In  Aprile Maggio 2008

McCOY TYNER di Adriano Mazzoletti Avevo già incontrato Bill Evans al festival di Pescara nove anni prima.
a cura di ROSSELLA GAUDENZI
Anzi lo avevo conosciuto molto bene perché fui io a presentare le prime edizioni di quel festival. Ero assai curioso
di incontrare McCoy e conoscerlo personalmente. Lo trovai schivo, di poche parole, ma gentile e a volte ingenuo.

TYNER E I MIEI DUBBI


«Stentavo a credere che il pianista di quel quartetto fosse lo stesso McCoy Tyner che mi aveva in parte deluso nelle incisioni
di poche settimane prima. Con il sassofonista, lo stile del ventiduenne McCoy Tyner si era completamente trasformato. Non più
le lunghe linee «alla Bud Powell», ma raddoppi di ottave, combinazioni di accordi nuovi, inusitati e di grande effetto sonoro.
Coltrane aveva trovato il suo partner ideale e l’ascendente che esercitava su McCoy fu determinante nella creazione di un
numero assai alto di piccoli e grandi capolavori realizzati nei successivi cinque anni. Ma non solo.»

soli trentacinque anni. L’unico nome che non fu, con Bill Evans, il pianista più ammirato ed Insomma tre giorni di grande jazz. Ma le due
avevo mai sentito era quello del pianista imitato in ogni parte del mondo. Quando poi nel esibizioni di McCoy, la prima a Villalago, la
McCoy Tyner. Ammetto che mi lasciò abba- 1962 e 1963 McCoy incise per Impulse i primi seconda a Castiglion del Lago (Umbria Jazz era
stanza indifferente. dischi a suo nome, fu la consacrazione. ancora itinerante), fu però una delusione. Avevo
Suonava alla Bud Powell, ma quale distanza Le sue versioni di Blue Monk, Round About nelle orecchie le straordinarie incisioni con
dal genio di uno dei creatori del bop! In uno dei Midnight e l’ellingtoniano Satin Doll dimostra- Coltrane, quelle in trio con Lex Humphries e
brani inciso con il Jazztet, il celebre Avalon lan- vano una inventiva melodica ed una chiarezza di Steve Davis, fra cui lo stupendo Nights of
ciato nel 1920 dal cantante blackface Al Jolson, idee assolutamente innovative. Parlando di lui Ballads and Blues per Impulse e le altre per
protagonista del primo film sonoro, il suo asso- John Coltrane si espresse in termini altamente Blue Note, fra cui Asante, Song for My Lady,
lo a tempo veloce, pur eseguito con una tecnica elogiativi: «McCoy possiede un suono persona- Atlantis, Trident.
assolutamente brillante, appariva ritmicamente le. Grazie poi ai frammenti di modo che usa e A distanza di trent’anni non ricordo se la delu-
scorretto ed inconcludente. della maniera in cui li dispone, questo suono è sione fosse dovuta al confronto con Bill Evans
Fatto ancor più evidente se messo a confron- molto più brillante di quanto ci si potrebbe che si era esibito accompagnato da Mark Johnson
to con il successivo di Curtis Fuller assoluta- aspettare dai tipi di accordi che suona». e da un sensazionale Philly Jo Jones e che a
ochi sanno che il suo nome musulmano è mente perfetto nella sua precisione. Perciò Fino al 1978 i miei rapporti con McCoy si Villalago aveva suonato prima di McCoy, oppure
P Sulaimon Saud, ma è risaputo che McCoy
è nato a Philadelphia e che a dicembre festegge-
avevo in un certo senso archiviato il nome di
questo giovane pianista fra i tanti che quasi
limitavano all’ascolto delle sue incisioni. Poi
mercoledì 19 luglio ebbi la possibilità di assi-
al gruppo che aveva portato in tournée che com-
prendeva, con l’esclusione di George Adams,
rà il suo ottantesimo compleanno. La prima giornalmente apparivano nelle cronache del stere ad un suo concerto a Villalago di Terni musicisti di scarso rilievo, fra cui il percussioni-
volta che ascoltai una sua incisione doveva jazz. Grande fu la mia sorpresa quando pochi nell’ambito di Umbria Jazz, la stessa sera in cui sta Guilherme Franco che non seppe inserirsi con
essere il 1960 o giù di lì. Mi erano giunti dagli mesi dopo giunsero, sempre dagli Stati Uniti, suonò anche il trio di Bill Evans con Lee intelligenza e sensibilità nell’atmosfera creata
Stati Uniti un paio di dischi appena pubblicati. altri dischi pubblicati a nome di John Coltrane. Konitz. Serata indimenticabile per la presenza dalla musica di quel pianista che malgrado tutto
Il primo era del sestetto del trombonista Stentavo a credere che il pianista di quel dei due pianisti più importanti e significativi dimostrava sempre la sua genialità.
Curtis Fuller, un musicista che apprezzavo quartetto fosse lo stesso McCoy Tyner che mi dell’epoca. Avevo già incontrato Bill Evans al Negli anni successivi ebbi molte altre volte
molto. Il secondo era stato inciso dal celebre aveva in parte deluso nelle incisioni di poche festival di Pescara nove anni prima. l’occasione di incontrarlo ed ascoltarlo in
Jazztet di Art Farmer e Benny Golson, il sasso- settimane prima. Con il sassofonista, lo stile del Anzi lo avevo conosciuto molto bene perché condizioni assolutamente migliori. Partecipò
fonista che aveva suonato fino a poco tempo ventiduenne McCoy Tyner si era completamen- fui io a presentare le prime edizioni di quel anche a qualche mia trasmissione.
prima con i Jazz Messengers di Art Blakey. te trasformato. festival. Ero assai curioso di incontrare McCoy Soprattutto a Radiouno Jazz Serata che
Debbo dire che quelle incisioni non mi diede- Non più le lunghe linee «alla Bud Powell», e conoscerlo personalmente. Lo trovai schivo, ancor oggi rimane uno dei programmi radio-
ro grandi emozioni. Jazz canonico nella linea di ma raddoppi di ottave, combinazioni di accordi di poche parole, ma gentile e a volte ingenuo. fonici culto e non solo della radio italiana.
quanto si stava all’epoca facendo a Detroit e nuovi, inusitati e di grande effetto sonoro. Quell’edizione di Umbria Jazz era decisamente La sua disponibilità di esibirsi nel corso di
Philadelphia, ma nulla di più. Oltre ai leader, in Coltrane aveva trovato il suo partner ideale e straordinaria. Vi suonarono le Big Bands di una trasmissione in diretta, la cui durata era di
quei dischi suonavano musicisti ben conosciuti, l’ascendente che esercitava su McCoy fu deter- Dizzy Gillespie, Buddy Rich, Lionel Hampton, tre ore e che nasceva all’insegna della più com-
la tromba Thad Jones, i batteristi Lex minante nella creazione di un numero assai alto Carla Bley e i gruppi di Freddie Hubbard, Clark pleta improvvisazione, è impressa nella mia
Humphries e Dave Bailey e i bassisti Jimmy di piccoli e grandi capolavori realizzati nei suc- Terry con Shelly Manne e diversi nostri musici- memoria.
Garrison e Addison Farmer, fratello gemello di cessivi cinque anni. Ma non solo. In quella sti, Giovanni Tommaso, Gianni Basso con
Art che scomparve prematuramente nel 1963 a prima metà degli anni Sessanta, McCoy Tyner Larry Nocella, i Saxes Machine. Adriano Mazzoletti

ROBERTA GAMBARINI:
DOPO ELLA FITZEGERALD,
C ’È L E I
«GAMBARINI IS A TRUE SUCCESSOR TO ELLA
FITZGERALD, SARAH VAUGHAN, AND
CARMEN MCRAE.» KEVIN LOWENTHAL,
BOSTON GLOBE a cura di Rossella Gaudenzi

D ieci anni fa, quando ancora vivevamo


nel XX secolo, quando scegliere di per-
correre le vie del jazz rappresentava una
rinetto e del canto classico. L’avvicinamento al
mondo del jazz è stato da autodidatta, affidato a
seminari estivi ma in primis ai dischi. Quando ho
A lui mi lega un progetto che mi vedrà a fine
marzo a San Diego, in California.
sfida ambiziosa ed un salto nel vuoto, quan- compiuto diciotto anni mi sono spostata a Quali i progetti a breve e a lungo termine?
do il mito americano era ancora mito ameri- Milano, dove ho vissuto e lavorato fino al trasfe- Innumerevoli. Per citarne alcuni: in aprile mi
cano dunque quasi inarrivabile, Roberta rimento negli Stati Uniti. Ed ho lavorato moltissi- attende il Savannah Festival, in Georgia, in duo
Gambarini, talentuosa cantante torinese mo, insegnando e facendo serate.» con Hank Jones con cui ho inciso You Are
forte di una solida maturità artistica, ha There. A fine primavera mi attende la Dizzy
preso il volo per gli States. Ed è a New York È stato un percorso artistico difficile o, per Gillespie All Star Big Band diretta da Hampton.
che ha deciso di vivere. circostanze più o meno casuali, più o meno Dal punto di vista discografico, prossimamen-
Si tratterrà in Italia per pochi appunta- fortunate, un percorso in discesa? te registrerò in California un Songbook, una
menti lavorativi: Lucca, Ravenna e Roma in Non c’è mai stato nulla di facile sulla via della raccolta, dedicata a Dave Brubeck.
chiusura, per un concerto presso la Casa del mia realizzazione. Il percorso è stato molto
Jazz ed una Master Class presso il Saint duro, ma oggi dico che è così che doveva esse- Le clinics hanno sempre un’importanza rile-
Louis College of Music. re. Occorre faticare, lavorare sodo per ottenere vante: permettono di valutare il pubblico che
una buona formazione. Nel mio caso, non mi si ha di fronte in maniera non superficiale,
Esita a rispondere alla domanda «ha nostal- stanco mai di ripetere che la scelta coraggiosa tanto più quando è composto da giovani
gia del nostro Paese?». Sgrana gli occhi non è stata a priori, nel momento in cui ho deciso aspiranti cantanti. Oltre a mettersi in gioco
sapendo dove posare lo sguardo, prende che la mia strada era il canto jazz, è quindi per tenere alta la concentrazione. Il bilancio
tempo. Significa che di nostalgia non ne ha. Poi come dire che quando sono arrivata in America di Roberta Gambarini?
si spiega: «Ho nostalgia dei miei punti fissi, ed i ero già allenata, corazzata. Sono soddisfatta e molto ottimista. Registro
punti fissi per me sono gli affetti, non i luoghi. sempre un alto livello di maturità e di attenzione,
Non riuscirei a fare a meno della mia famiglia e Qualcuno a cui dire grazie? i ragazzi si mostrano sensibili e aperti. Nessuna
delle amicizie che ho in Italia, ma con queste Sicuramente alla mia famiglia. I miei genitori differenza tra un pubblico di giovani italiani, ame-
persone, la cui presenza è per me fondamenta- sono il motore di tutto, la fiducia nelle mie capa- ricani o giapponesi: le nuove generazioni sono
le, c’è un filo diretto continuo. È per questo che cità non li ha mai abbandonati; vengo da una decisamente recettive.
fare ritorno in Europa due, tre volte all’anno mi famiglia operaia quindi il supporto materiale è È ciò che emerge costantemente anche
basta.» mancato, ma quello morale, davvero indispen- durante i seminari che tengo presso
È una donna affascinante, dai modi decisi, sabile, non è mai venuto meno. Mai un tenten- l’Università dell’Idaho. Entusiasmo. E questo
energici e delicati al tempo stesso. Così rac- namento, ma una forza che mi ha sostenuta di entusiasmo è universale…
conta dei primi passi mossi nella sua città, tipo quasi surreale.
Torino. È minuta, a guardarla bene, ma non riesci
«A Torino il jazz lo ricordo da sempre. Una Ci sono delle figure artistiche che per lei a vederla per quel che è. Mentre la osservi
vera e propria tradizione. Sarà che i miei genito- hanno svolto il ruolo di un mentore… ripensi a tutte le foto che hai visto scorrere
ri mi portavano ai concerti sin da quando ero Decisamente si. Benny Carter, il grande sas- sul suo space, e dalle quali non riuscivi a
piccola, rendendomi familiare questo meravi- sofonista. Oltre ad avere avuto un peso come staccare gli occhi. Era come ammirare Gilda-
glioso linguaggio, sarà che i jazzisti dell’area pie- musicista per la mia formazione, è stato l’arti- Rita Hayworth, la stessa classe di una splen-
montese sono sempre stati estremamente vali- sta e l’amico che ha organizzato il mio primo dida attrice anni Quaranta. Poi la lasci scivo-
di, e che a Torino è stato di casa il JVC Jazz concerto a Los Angeles. Anche per questo Los lare via, pensando che quelle stesse foto le
Festival (manifestazione musicale internaziona- Angeles, in cui Benny Carter abitava, è una delle riguarderai il prima possibile, ma stavolta
le nata nel 1984 n.d.r.). La mia formazione città che più amo… per una motivazione affetti- con una ricchezza nuova: averla ascoltata
musicale è stata classica, con lo studio del cla- va. E James Moody, altro grande sassofonista. cantare, averle parlato, averla sfiorata.
Music In  Aprile Maggio 2008
JAZZ
& blues
DUE SUL PIATTO Berardi Jazz ROBERTO GATTO PAOLO RECCHIA E DADO MORONI È la storia della rea-
Connection e Claudio Filippini QUARTET Il ritorno SUGAR BLUE BAND lizzazione di un disco. Non di un disco qualsiasi, ma del primo
Senza peli sulla lingua alla mia musica Datemi un’armonica disco della carriera di un giovane sassofonista promettente

VIVA LA FACCIA SUGAR BLUE BAND


Ne recensiamo due: «Do It!» della Berardi Jazz Connection e «Space Trip» di Claudio Filippini.
Il primo strizza l’occhio in modo stucchevole ai lounge bar, con fiati da orchestrine estive di piazza, poche idee ritmiche e soli Date a James Whiting un’armonica e
vi sembrerà di partire per un viaggio ai
senza né capo né coda (perdonate la franchezza). Il secondo è di un testardo ventiseienne pescarese con la voglia di novare confini del mondo. Ascoltatelo. È il Blues.
E se ti scuote, il blues è in te, ti scorre
nelle vene, è nascosto e sopito in angoli
accordo, come redattore semplice di casi, e questa è l’altra analogia, abbiamo a che peggiorano con un tentativo di groove che non
D’ questa rivista le faccio intanto un bel
complimento, alla faccia della partigianeria.
fare con musicisti coi fiocchi, gente che ha stu-
diato, che la musica la vive con passione e che
decolla mai e fa rimpiangere i «tiri», forse tutti
uguali, ma incredibilmente potenti degli
reconditi, ma riaffiora e non può non farti
intendere la vita come un fiume in piena.
Non a caso si dice che sia il Blues a sce-
Capita, di recensione in recensione, di dover ama strapazzarla perché si diverte come un bam- Incognito che con questa musica sono diventati gliere il musicista e non viceversa: qui
(anzi, poter) ascoltare molta musica e alla fine bino a suonare. Viva la faccia. ricchi e famosi. anche lo strumento ci ha messo del suo,
decidere di che o di chi parlare, fare proposte alla Epperò, la Berardi strizza l’occhio in modo Sull’altro «piatto» del nostro lettore cd mettia- e l’armonica ha scelto il proprio adepto.
redazione e così via. Mi viene, tra gli altri, dato mo su Claudio Filippini, il giovane pianista che Ultimo preambolo: state per ascoltare
un cd, la Berardi Jazz Connection, per trarne un sta sempre più attirandosi i consensi di pubblico James Whiting alias Sugar Blue, definito
profilo e a chi, come Music In, non ha a disposi- e di critica. Noi seguiamo i più pedissequamen- «il Charlie Parker e il Jimi Hendrix dell’ar-
zione 200 pagine di rivista sponsorizzate piace te. Abbiamo già avuto modo di ascoltarlo live e monica».
consigliare anziché sconsigliare. vedere un musicista di questa levatura che, anzi- Il nostro armonicista nasce e cresce
Insieme mi viene fatto ascoltare l’ultimo lavo- ché mettersi a far turni di registrazione o fare il ad Harlem, New York, ascoltando Billie
ro di Claudio Filippini. E allora dico che il primo musicaio di professione, si butta in una speri- Holiday, James Brown e il be-pop dei
non m’è piaciuto e domando se posso ugualmen- mentazione ricchissima di citazioni, di cultura dischi jazz di famiglia. La madre cantan-
te parlarne. Mi guardano stralunati come se aves- afroamericana, di swing che è sempre al servizio te e ballerina gli dà un’impronta ben pre-
si chiesto una follia e mi rispondono un imbaraz- dell’improvvisazione. cisa e James sa da sempre che vivrà di
zato «certo che sì». Bene, nicchie di libertà esi- Le strutture sono solo apparentemente nasco- creazione musicale e arte. Il suo è stato
stono e quindi vado avanti. ste con stilemi e concezioni da free jazz, in real- un percorso atipico: Dexter Gordon e
Non allungo il brodo, ma constato rammarica- tà l’album in trio con Luca Bulgarelli e Marcello Lester Young i primi miti, suona con
to che c’è libertà di opinione finchè i bigliettoni, Di Leonardo è interplay pura, l’elettronica non nomi celebri quali Muddy Waters e
quelli grossi, non circolano e con loro le tante crea una frattura con il jazz della tradizione, ma Brownie McGhee appena diciottenne,
pressioni e indirizzi politici che ne seguono per ne diventa un arto artificiale eppure servente. approda in Europa a 26 anni dove colla-
necessità; visione disincantata e forse cinica, ma Ascoltare la ultrarivisitata Body and Soul piazza- borerà fruttuosamente con i Rolling
non credo lontanissima dal vero. ta come prima traccia per capire di che stiamo Stones. Al rientro negli States suona con
Ma andiamo avanti e proponiamo quindi due parlando. Tanto di cappello. E all’ispirazione e Willie Dixon e nell’ 83 formerà la sua
recensioni in una, l’abbiamo anticipato: Do it! alla fatica compositiva che deve averne compor- band. Collaborazioni con Frank Zappa,
della Berardi Jazz Connection e Space Trip di tato la registrazione. Bob Dylan, B.B. King, Art Blakey, Stan
Claudio Filippini. Ecco, il modo furbetto da strizzatine d’occhio Getz e molti, molti altri, mentre scopre di
Il dato comune è che, per gli addetti ai lavo- al pubblico dei non più giovanissimi che però avere anche una voce straordinaria, ad
ri, entrambi i nomi non suonano nuovi, stanno amano ballare i retaggi del «bbuddabbarr» ci impreziosire il traboccante talento.
cercando una loro fetta di mercato e di visibili- sembra il modo più diretto per svilire dei gran bei Ma attenzione, linguaggio musicale
tà portando avanti progetti originali, uno spic- talenti come quelli dei ragazzi della Berardi Jazz tutt’altro che semplice il suo. Suono che
chio di ribalta suonando live come forsennati spesso stucchevole a un certo lounge bar, a sono- Connection e, con fare paternalistico, siamo esce dall’armonica nuovo e diverso gra-
per poter accedere ad una platea maggiore, rità cui siamo stati abituati - ai vertici - dagli Us3 dispiaciuti per questo «figlio» intelligente ma zie a un’estenuante sperimentazione e
come è nella fisiologia di chi il mestiere del ma che di originale hanno davvero molto poco. pigro, che siamo certi poter dare tanto di più. Di ricerca, e conoscenza di tutta la musica:
musicista vuol tentare. Mi sbaglierò, ma mi Divertenti a un primo ascolto, al secondo Filippini, invece, testardo ventiseienne pescarese jazz, funk, classica, folk, rock and roll.
sembra che i primi abbiano con questo lavoro annoiano, nel terzo - per mestiere - iniziamo a con la voglia di novare diciamo bene e invitiamo Musica buona, perché Sugar Blue distin-
cercato una più rapida scorciatoia, mentre il notare una profonda sciatteria degli arrangia- caldamente a comprare il cd, ascoltarlo con gue la qualità: «ci sono solo due tipi di
secondo continui ostinatamente a sperimentare, menti con fiati spesso e volentieri fatti suonare attenzione e poi soprattutto ascoltarlo dal vivo musica. Buona e cattiva».
alle volte con qualche eccesso, ma anche con un all’unisono come le orchestrine estive di piazza, allorquando dà il meglio di sé. Il suo concerto a Roma il 12 aprile.
rigore ed una coerenza ai limiti del caparbio e poche idee ritmiche e, a fronte di grandi virtuosi- Questa rivista ama consigliare più che sconsi- Con la volontà di smentire una consuetu-
noi, sognatori e ancorati ai principi, gli speri- smi solistici, un’interplay del tutto assente con gliare, l’abbiamo detto in premessa. Ecco il con- dine che non fa onore al nostro Paese,
mentatori coerenti piacciono di più. soli che, perdonate la franchezza, non hanno né siglio: ascoltare sempre più musica, possibil- quella di relegare nell’ombra il grande
Però sarebbe bello che i nostri lettori abbiano capo né coda e che, una volta finiti, ti domandi mente dei giovani talenti, e saper distinguere le Blues.
la voglia e la possibilità di ascoltarli tutti e due, cosa ti abbiano lasciato o cosa ti abbiano voluto patacche dalle pietre preziose. DIMMI DI SI 12 APRILE
perché sono davvero due modi diversi di inten- raccontare. Ci sono anche cover come quella di
dere e di suonare la musica. Perché in entrambi i Change dei Tears For Fears, e lì le cose quasi Paolo Romano

ROBERTO GATTO
QUARTET con
PAORL O R E C C
OSE E SPINE
H I A
GIANLUCA PETRELLA Una storia fatta di volontà ed affetti, un cd di otto brani, un lieto fine dal sapore nostalgico.
Ma Paolo si incupisce quando ammette che sì, si trasferirebbe all’estero. Con una timida alzata di spalle

R oberto Gatto ha la personalità e


l’imponenza della figura leader. E si
è messo alla testa di un quartetto nuovo, O tto brani otto.
Nell’ordine:
jazz in un clima in cui la musica classica è la
legge e sei costretto a passarti sottobanco i
Villa Celimontana nell’Orchestra Jodice-
Corvini. Lui lo chiama «il suo ingresso in
giovane e fresco degno della sua straor- One for Rick, Blues dischi con i compagni. I primi amori: Charlie Nazionale» e da ora in poi è un susseguirsi di
dinaria esperienza trentennale, della sua for Nik, Isfhan, Parker, Massimo Urbani, Michael Brecker, ma concerti fruttuosi, tutti nell’area romana.
esuberante creatività, della sua impec- November, Boule- la vera folgorazione è stata ascoltare un concer- La scelta di Dado Moroni quale pianista per
cabile tecnica: Luca Mannutza al piano, vard Victor, Central to di Rosario Giuliani. questo primo, prezioso disco, è stata quasi
Daniele Tittarelli al sax, Luca Bulgarelli al Park West, ‘Round Come nasce l’idea di comporre? Viene dal- casuale. Alessandro Bravo, come pianista stori-
contrabbasso. Il quartetto di Traps, suo the Room, A Nigh- l’ascolto, dall’esperienza. Inizialmente si vuole co del quartetto di Paolo, con il tempo ha avuto
ultimo lavoro discografico, per capirsi. tingale Sang in solo suonare ed improvvisare. I pezzi più datati esigenze differenti dal resto del gruppo, le stra-
Il disco, dodicesima fatica di Gatto in Berkeley Square. hanno anche tre anni, da quando esattamente de si sono divise e per qualche mese Luca
qualità di leader, è stato inciso alla fine Paolo Recchia Paolo ha iniziato a suonare con Nicola Mannutza ha preso il suo posto. Per problemi
del 2006 all’Auditorium della Casa del sax alto e soprano. (Angelucci) e Marco (Loddo). L’ispirazione è organizzativi non ha potuto incidere il disco e a
Jazz di Roma e rappresenta, dopo esser- Dado Moroni piano- tratta dal jazz tradizionale, di John Coltrane questo punto Nicola ha suggerito Dado Moroni,
si dedicato al Miles Davis degli anni forte. Marco Loddo come dei grandi musicisti odierni. I pezzi ven- dopo esserne rimasto affascinato durante una
Sessanta (A Tribute to Miles Davis 64- contrabbasso. gono scritti, portati in sala e provati, ognuno sostituzione di Roberto Gatto.
68) un «ritorno alla mia musica». Nicola Angelucci mette del suo. Il tutto con estrema naturalezza e Nel giro di due mesi il disco è fatto.
Brani di impronta jazzistica tradiziona- batteria. Grazie tan- spontaneità. Affinché il risultato sia il più sem- Inizialmente il prodotto è stato inviato
le, da spingersi fino agli anni Trenta, ma te alla famiglia, agli amici musicisti e ai colle- plice possibile, fluido, comprensibile, senza all’estero, in seconda battuta alle case discogra-
anche pezzi che sembrano estrapolati ghi. Bravo Paolo. Ma procederemo per fla- forzature. fiche italiane. È stato accolto con entusiasmo
da un film, frammisti ad atmosfere da shback. Perché questa è la storia della realizza- Tutto ciò è possibile se tra te e gli altri musi- dalla Via Veneto Jazz, ottima ed importantissi-
Nord Europa. In scena all’Auditorium zione di un disco, e non di un disco qualsiasi, cisti c’è una totale sintonia, e tra questi tre ma casa discografica nazionale, con un ottimo
Parco della Musica il 23 aprile, il grup- bensì del primo disco della carriera di un giova- musicisti si è creata grazie alla comune vena del catalogo (Fresu, Rava, Salis, Girotto, Basso…).
po si presenterà insieme ad un ospite ne sassofonista promettente. «jazz dello swing», quello dei tempi d’oro. La Distribuzione Emi Music, in uscita il 14 marzo.
eccezionale, il trombonista Gianluca È una storia fatta di forza di volontà e di cultura vera del jazz. E da parte degli altri com- Questa è una storia a lieto fine.
Petrella. In cin- affetti, di stima e di difficoltà, di fortuna e di ponenti c’è una totale fiducia in Paolo, la perce- Ma i racconti di Paolo sono fatti di rose e di
que sul palco rischio, di fiducia in sé e nei musicisti che hai zione che il suo sia un talento vero. spine. Ha parlato delle difficoltà che un vero
quindi, per scelto... e di molto altro. Il giovane sassofonista si trasferisce a Roma jazzista incontra nel nostro Paese, di quanto sia
esprimersi al Le sue origini sono lontane ma non troppo, non più di quattro anni fa. E c’è stata in questo ingiusto veder faticare i tuoi colleghi che hanno
meglio attraver- perché Paolo Recchia nasce a Fondi nel 1980, preciso momento una figura rilevante per la sua talento da vendere, di come nei festival jazz ita-
so questo ulti- località non distante da Roma, ma culturalmen- formazione e cultura musicale: Aldo Bassi, con liani si stiano facendo strada musicisti che con
mo, validissimo te ad anni luce dalla capitale. Paolo il jazz lo il quale ha suonato per la Big Band del Saint questo linguaggio musicale hanno poco a che
lavoro del batte- ama da sempre. Il padre suona il clarinetto nella Louis. Si sono conosciuti nel 2000, hanno par- fare.
rista jazz che banda del paese e a casa c’è un sax inutilizzato. tecipato insieme alle jam session e in seguito Si illumina parlando dei viaggi fatti a New
più ci invidiano Sin da piccolo, studia il sassofono ad intermit- Paolo Recchia è stato invitato a prendere parte York ed in Francia. Si incupisce quando ammet-
al mondo. tenza (l’altra passione che lo assorbe è il cal- al suo quintetto (fratelli Jodice, Renzi, te che sì, si trasferirebbe all’estero. Con una
cio), entra poi a sua volta nella banda e a quat- Rosciglione). timida alzata di spalle.
tordici anni inizia a frequentare il Il momento di Paolo è arrivato nell’estate
Conservatorio di Latina. È dura avvicinarsi al 2003, con una sostituzione di Gianni Oddi a Rossella GAUDENZI
PRMAGGIO
IMO Music In  Aprile Maggio 2008

RAFFAELE BONANNI, CISL: MARCO DI LUCCIO, CGIL: PRIMO MAGGIO


a cura di CORINNA NICOLINI
L’intervista al segretario generale L’intervista al coordinatore organizzativo Chicago 1886. Perché.

CAMBIARE MUSICA IL PRIMO MAGGIO REC REC


P rimo Maggio: grande festa in musica, che anno dopo anno riesce a far battere i cuori di
chi sa ascoltare in libertà. Liberi pure da biglietti esosi, palazzetti della musica e compor-
tamenti compíti. Centro di Roma, ma anche centro di tutte le piazze italiane, le piazze più belle
di Corinna Nicolini

Chicago, maggio 1886: un gruppo di


e quella di San Giovanni circondata da bellezze storiche e artistiche. Il connubio tra lavoro e lavoratori in sciopero per la riduzione
musica è più stretto il primo giorno di maggio da quando si festeggiano i lavoratori e si ricorda- dell’orario lavorativo viene affrontato
no le origini di lotta per i diritti dell’uomo - ma ascoltando musica com’è giusto che sia: gratis. violentemente dalla polizia. Il bilancio:
Music In ha chiesto a Stefano Bonanni, segretario generale della Cisl, e a Marco Di Luccio, 11 morti e centinaia di feriti.
Coordinatore del Dipartimento Organizzazione della Cgil, un’opinione in merito al Primo Maggio, Difendevano i loro diritti. Hanno
che è sí giorno di festa e di spettacolo ma anche momento sindacale importante, ricordando perso il diritto inviolabile alla vita. Sì,
che il tempo libero è un privilegio acquisito solo di recente che prima non tutti potevano per- perché quando una voce diventa un
mettersi; e la musica un linguaggio universalmente compreso ma che è, in alcuni Paesi, vieta- coro le mani sulle orecchie non riesco-
to. Lo spettacolo cominci. no a coprirla e, come una musica, ti
entra nella mente e nel corpo.
Se le gambe non battono il tempo,
allora tremano. Il primo maggio diven-
ta la Festa dei Lavoratori. Perché nes-
RAFFAELE BONANNI: suno dimentichi.
Mentre in Europa la festività è for-
malizzata tre anni più tardi alla riunio-
LIBERI DI AGGREGARSI ne della Seconda Internazionale di
Parigi, in Italia ci sono le resistenze del
presidente del Consiglio, Francesco
INTERVISTA AL SEGRETARIO GENERALE DELLA CISL Crispi. Le istituzioni ordinano di mette-
re lo stereo su mute. Ma il fermento è
A CURA DI ROMINA E GIOSETTA CIUFFA ormai attivo anche nel nostro Paese,
quella musica dilaga tra i nostri uomi-
Il Primo Maggio, festa dei lavoratori ma La musica può essere un mestiere a tempo pieno ni. Così il silenziatore non funziona e in
anche festa della musica: i musicisti allora e può essere solo un hobby. Perché diventi una numerosi centri si svolgono manifesta-
vengono festeggiati due volte in un colpo professione c’è bisogno di talento, passione, zioni. I capitalisti sono costretti ad
solo. E sono proprio tra i lavoratori meno caparbietà. Non si diventa musicisti per caso. aprire gli occhi. E le orecchie.
«felici» e meno completi: iniziative in aiuto Purtroppo in Italia si fa troppo poco per i musi- Nel corso degli anni, accanto alla
del settore? cisti. La scuola fa troppo poco. L’educazione lotta per la riduzione dell’orario lavora-
Il Primo Maggio è la festa del lavoro e il sin- musicale andrebbe incentivata e sostenuta anche tivo, si lotta per le condizioni di miseria
dacato si mobilita per difendere i diritti di tutti i dopo la scuola media. La cultura musicale delle masse lavoratrici, per la rivendi-
lavoratori. Musicisti compresi. Nel caso specifi- andrebbe meglio diffusa perché rappresenta cazione del suffragio universale e con-
co, la Cisl si sta battendo contro la precarietà del l’anima di un Paese. È il caso di dire che bisogna «cambiare musi- tro la partecipazione del Paese alla
lavoro anche nel settore dei musicisti, per dare Nel caso del Primo Maggio, la musica è stru- ca». Da quale genere partirebbe la Cisl? guerra mondiale.
maggiori tutele previdenziali e maggiore salario mento per aggregare o l’insoddisfazione Rock per aggressività e forza, Jazz per Finché non arriva il ventennio fasci-
sul piano economico a chi è più flessibile. laburistica è forza a se stante? In altri termi- improvvisazione o Classica per serenità? sta: stereo stoppato. Mussolini proibi-
Quest’anno, poi, il tema della manifestazione ni: perché utilizzare la musica per smuovere Per quanto mi riguarda preferisco da sempre sce la celebrazione del primo maggio e
politica che faremo il mattino a Ravenna sarà la i giovani e radunarli in una piazza, quando il jazz. Ma per la Cisl, essendo un sindacato la festa viene spostata al 21 aprile,
sicurezza sul lavoro. In Italia ci sono troppi poi non si riesce a tirarli fuori dal problema sostenitore della concertazione, credo che si giorno del «Natale di Roma». Sul calen-
morti sul lavoro e dobbiamo fare qualcosa tutti di base, la disoccupazione e la frustrazione adatti meglio l’armonia e la grande completezza dario il 1 maggio non è più rosso e il
per fermare questo massacro continuo. Credo lavorativa italiana? artistica della sinfonia classica. rosso vivo in quel giorno è del garofano
che sia un tema molto sentito anche tra i giova- La musica è un’espressione artistica, ma è Non a caso, la sede della Cisl era la vecchia all’occhiello, del vino bevuto in allegria
ni musicisti italiani. anche momento di aggregazione popolare e villa di Pietro Mascagni. Abbiamo persino ritro- nelle osterie e delle scritte sui muri
Nonostante la musica sia il massimo momen- sociale. Per questo, i sindacati hanno ideato il vato un manoscritto inedito, durante i lavori di che urlano l’opposizione al regime.
to di elevazione spirituale umana, è luogo concerto, un’idea importante e di grande succes- restauro della nostra sede, Il Nerone, un’opera All’indomani della Liberazione, il
comune credere che chi ne faccia sia un so. La musica è uno straordinario veicolo di scritta da Mascagni durante gli anni del fasci- primo maggio del 1945, i partigiani e i
disoccupato, anche fannullone. Fare musica comunicazione e di coesione tra le generazioni e smo. lavoratori, i giovani di ieri e di oggi si
per non lavorare. Dunque, i musicisti: scio- le classi sociali: non esiste uno strumento più La musica ha partito? ritrovano insieme nelle piazze d’Italia.
perare o scioperati? libero e democratico. Altra cosa è comprendere No. La musica non ha partiti. La musica è di La musica è tornata, ma qualcosa
È un’analisi che non condivido. Ho avuto sem- e risolvere il disagio giovanile, che il sindacato tutti, senza distinzioni ideologiche. ancora non va.
pre rispetto per chi fa musica, che è impegno, stu- affronta da sempre con le sue proposte concrete, Lei è amico di Danilo Rea e di Stefano Solo due anni dopo, sempre il primo
dio, pazienza. Ma quali fannulloni? Magari tutti la militanza, le associazioni diffuse nel territo- Bollani, grandi classici del jazz. Raffaele maggio, a Portella della Ginestra, gli
i giovani studiassero uno strumento musicale! La rio. Ci vuole una politica a favore dell’occupa- Bonanni e la musica: che filo c’è? uomini del bandito Giuliano sparano
considero una delle espressioni artistiche più zione dei giovani, con tutele maggiori e un sala- Amici è una parola grossa. Conosco sia sulla folla che assiste al comizio. La
belle e utili perché può raggiungere tutti: giova- rio adeguato. Questa è per la Cisl una priorità. Danilo Rea, sia Stefano Bollani. Li ammiro scissione sindacale è in fermento.
ni, anziani, ricchi, poveri. La musica unisce. Ogni anno tante polemiche sul Primo molto e vado quando posso ai loro concerti. Sarà solo nel 1970 che i lavoratori
Se quello del musicista non è considerato un Maggio: non si possono evitare? Suono la chitarra e l’organo da quando ero di tutte le diverse tendenze politiche
mestiere, il musicista non è un lavoratore. Purtroppo a volta capita che qualcuno beva ragazzo e frequento quando ho tempo i locali torneranno a onorare insieme la loro
Anche se lo fosse, non avrebbe risorse finan- una birra di troppo. Come è accaduto l’anno storici a Roma e Milano, dove si esibiscono i festa e canteranno in un unico coro.
ziarie per mantenersi e ha bisogno di un scorso. Ma i giovani, si sa, a volte esagerano. Da grandi del jazz italiano ed internazionale. Da allora la scritta Rec non ha più
secondo lavoro (che, comunque, non è facile quest’anno faremo firmare agli artisti un codice La musica ha un ruolo importante nella mia smesso di lampeggiare.
trovare). In che modo possono essere incenti- etico che dovranno rispettare, proprio per evita- vita. Quasi quanto la difesa dei lavoratori ed il
vati i musicisti-lavoratori? re cadute di stile ed esternazioni personali. sindacato.

MARCO DI LUCCIO: GIOVANI,


PRECARI, RICATTABILI
INTERVISTA AL COORDINATORE DEL DIPARTIMENTO ORGANIZZAZIONE DELLA CGIL
A CURA DI CORINNA NICOLINI

Ogni anno le associazioni sindacali scelgono guaggio sia diverso com’è normale in un con- dimensioni con un cartellone così prestigioso?
fronto generazionale. Se dovessimo puntare solo sulle nostre risor-
un tema centrale per la manifestazione. Qual
è quello di quest’anno?
Il tema sarà quello della Sicurezza sul Lavoro.
Ogni anno, in occasione della ricorrenza, si
E la musica può essere il linguaggio comune?
La musica è un linguaggio trasversale. I
ragazzi che vengono in piazza urlano a squar-
se economiche senza dubbio non riusciremmo
ad offrire un tale spettacolo. Ci reggiamo sugli
sponsor e sui diritti che la Rai acquista ogni
F.A.T.A.LMENTE
Una rassegna spettacolare che animerà il
organizza una manifestazione nazionale in una ciagola sulle voci degli artisti e quando, tra un anno. Inoltre, gli artisti chiedono un cachet Maschio Angioino durante i weekend di Maggio
città italiana diversa. Quest’anno abbiamo scelto pezzo e l’altro, i nostri conduttori fanno inter- ridotto. Un po’ per sensibilità ai valori sottesi dei Monumenti per celebrare le diverse fasi
Ravenna, in nome del ventennale dell’incidente venti di natura sociale e politica, il riscontro è alla manifestazione e un po’ perché stare su uno della storia e della storia artistica di Napoli: è
della Mac Navy che avvenne al largo della costa. immediato. Partecipano esprimendo una cora- dei palchi più importanti dei nostri anni è un l’essenza del F.A.T.A. Festival, un grande conte-
Molti lavoratori e immigrati morirono per caren- lità di sentimenti verso i valori importanti. E prestigio anche per loro. nitore in grado di coniugare la ricognizione
ze di apparecchiature di sicurezza. Inaccettabile sempre in maniera pacifica e gioiosa. Da qualche anno è nato «Primomaggio tutto meditata delle diverse epoche storiche con una
che ancora oggi si registri una media di 3-4 morti Quanto è difficile organizzare in Italia delle l’anno», il concorso che premia i migliori celebrazione gioiosa ed immediata degli ele-
ogni giorno per incidenti sul lavoro. manifestazioni sindacali senza incorrere artisti della penisola con l’opportunità di menti naturali. Il F.A.T.A. presenta spettacoli
Il concertone è un evento dei e per i giovani. nelle censure della Chiesa? farli esibire sul palco di Piazza San appartenenti a diversi ambiti artistici e si rivol-
Quanto sono attivi i ragazzi di oggi nel A noi delle censure interessa poco. Un anno Giovanni. ge sia ai cittadini napoletani che ai turisti italia-
mondo sindacale? la Rai addirittura chiese di mandarci in onda Anche questa rassegna ci inorgoglisce molto. ni e stranieri, mettendo la musica, linguaggio
Molto, e hanno vivo il senso della solidarietà con due o tre minuti di differita. La nostra Funziona attraverso meccanismi puliti ed universale per eccellenza, al centro di molti
e della partecipazione malgrado spesso si dica risposta fu categorica. Il Primo Maggio è - e esclusivamente meritocratici, al sicuro dalle degli eventi proposti e dedicando ampio spazio
il contrario. Il vero problema è che le loro con- deve rimanere - una festa e la musica non ha classiche raccomandazioni. Beh, non è cosa da al panorama musicale campano. Fra gli artisti
dizioni sono precarie e non possono far valere i niente che possa essere censurato. Nel terzo niente. E con questa occasione stiamo avendo che si esibiranno: Avion Travel, Offlaga Disco
propri diritti, in quanto troppo facilmente ricat- millennio e dopo più di sessant’anni di repub- modo di scoprire che le realtà musicali emer- Pax, Le loup garou, A Toys Orchestra, James
tabili dai loro superiori e privi di ogni tutela. blica e di libertà democratiche, la loro richiesta genti valide e interessanti sono davvero tante. Senese Acustic Quartet. (V.G.)
Ma quando si apre un dialogo con i giovani c’è ci fece anche sorridere. L’Italia è un Paese vivo e la musica lo è anco- OGNI VENERDÌ, SABATO E DOMENICA
sempre una bella risposta, nonostante il lin- Come riuscite a finanziare un evento di tali ra di più. DAL 2 AL 25 MAGGIO
Music In  Aprile Maggio 2008
Ppop&rock
OPCK
VASCO ROSSI Banal-geniale. CAPAREZZA Luna-Roma SERGIO CAMMARIERE Nient’altro a cura di CORINNA NICOLINI
esploratore e ritorno che un Cantautore piccolino

VASCO ROSSI
UN DIO NORMALE Corinna Nicolini

IL suo spirito è tutto rinchiuso nel suo nome: normalità e genialità mischiate insieme in un mix
esplosivo di rock ed emozioni. Uno dei cognomi più banali d’Italia si unisce al nome di un
palco per scaldare i suoi stadi.
Perché la sua storia, dopo il buio della prigio-
grande esploratore come Vasco De Gama. L’intuizione, che a onor di cronaca è di Jovanotti, rias- ne, è fatta di San Siri e Olimpici pieni. È fatta
sume bene questo fenomeno che dura ormai da trent’anni e che ha sfornato più di ventitre dischi. di Mtv in ginocchio, in attesa che lui conceda
Partito da un paesino dell’Emilia Romagna, Zocca (da leggere rigorosamente con la zeta morbi- una misera intervista. Buoni o cattivi è l’emble-
da), ha scalato tutti i pregiudizi di un genere musicale che veniva associato ad uno stile di vita da ma di ciò che Vasco può. L’album è brutto,
scapestrati tutto droghe e sesso libero. Uno che chiama il suo primo gruppo «Killers» un po’ se la banale, con testi al limite dell’imbarazzante,
cerca questa reazione. Quando nel 1982 si tratta di andare a Sanremo non ci va con Grazie dei fiori eppure vende e l’Italia lo canta a squarciagola
ma sfoggia un motto alquanto minaccioso: Vado al massimo. Se ne va dal palco col microfono in nei suoi live. Live in cui sudano appiccicati tra
tasca, ancora collegato all’amplificatore che cade fragorosamente. E fragorosamente sale il mito di loro ragazzine e signore di quarant’anni, pro-
del Blasco. La gente, quella viva, quella fuori dal sarcofago del Festival, se ne accorge e lo premia fessionisti seri e punkabbestia.
facendo rimanere il suo disco in classifica per ben sedici settimane. Questo immenso sex-appeal, che parte dalle
L’anno dopo è ancora Sanremo e ancora un titolo provocatorio, Vita spericolata. Penultima nella note e dalle chitarre elettriche e trascende anche l’aspetto fisico ormai toccato visibilmente dagli anni
classifica degli inamidati spacca in quella delle vendite. È lo stesso anno solare di Bollicine, inno e dagli abusi, stordisce anche altri artisti. Roman Polanski accetta di girare il video de’ Gli angeli,
alla cocaina che vince il Festivalbar. Salire molto in alto a volte può significare anche cadere più nel 1996, scritta per la morte del caro amico Maurizio Lolli e Francesco De Gregori gli lascia «indos-
facilmente. E così la droga, che in qualche modo lo aveva aiutato a costruire intorno a sé un perso- sare» la sua Generale, che Rossi rockeggia e vocalizza a sua immagine e somiglianza.
naggio di bello e dannato, lo tradisce nel fiore del suo successo. Il 20 aprile del 1984 Vasco viene Ecco, quella di un Dio moderno è una metafora calzante. Non si discute che possa piacere o
arrestato per possesso e spaccio di sostanze stupefacenti. Da questa seconda accusa viene scagio- meno; è una fede che o hai o non hai. Chi è fuori da quest’energia nota la voce sempre calante e i
nato ma la prima gli procura due anni e otto mesi con la condizionale durante i quali l’artista si chiu- capelli radi di un uomo che a sessant’anni si veste ancora come un ragazzino. Chi è dentro, però,
de in se stesso cercando di recuperare il suo mondo reale e gli amici veri. vede luce e sente note che prendono lo stomaco. Il 29 e il 30 maggio allo Stadio Olimpico di Roma
Vasco Rossi risorge e cade mille altre volte. La sua gente lo aspetta sempre. La sua gente lo per- ci sarà un altro raduno, un altro momento di adorazione collettiva. Sarà l’occasione di constatare
dona sempre. Sono tutti innamorati di lui i fans, uomini o donne che siano, e lo giudicano con gli sulla propria pelle cosa significhi avere Vasco Rossi a pochi metri di distanza. Abbiamo iniziato
occhi parziali dell’amore. Avete mai ascoltato Gabri? Lui apre la bocca e il pubblico si elettrizza. dicendo che è un uomo speciale, che è anche un uomo banale.
Il carisma non si studia né si acquista. Allarga le braccia e intona appena una vocale un po’ allun- È così. Vasco Rossi è un eroe della gente comune. Forse perché è visibilmente un uomo con tanti
gata, «eeehhhh», ed è sufficiente. Quante note deve infilare Giorgia per strappare un applauso? limiti e tanti errori sulle spalle che ha la capacità incredibile di attirare tutti i cuori su di sé.
Quanti balletti deve sudare Meneguzzi per ripagare le sue teen-agers? Al Blasco basta salire sul

CAOS COME CAPAREZZA


V iene dalla luna e torna a Roma: Michele Salvemini in arte Caparezza e un concerto
atteso e ironico. L’Alpheus, l’11 aprile, ospita lo spettacolo del rapper più anomalo
della scena italiana. L’artista di Molfetta presenterà il suo nuovo album, Le dimensioni del mio
caos, in uscita l’11 aprile, preceduto dal libro Saghe mentali, disponibile dal 3 dello stesso
mese, in cui la carriera del rapper più anomalo della musica italiana è descritta in quattro
capitoli, uno per ogni disco. La sua avventura parte nel ‘97 quando, dopo aver sfornato il
singolo Donne in minigonne, si accoda al carrozzone sanremese presentando E la notte se ne
va sul palco dell’Ariston; all’epoca si fa chiamare MikiMix e raccoglie timidi consensi. Ma
l’ambito hip hop lo detesta, e anche Michele infondo trova nelle critiche uno spunto su cui
ricostruirsi: saranno i sui riccioli crespi e il dialetto dei luoghi natii ad ispirare la parodia di
se stesso ribattezzandosi Caparezza, ovvero «testa riccia» in dialetto pugliese. E non è solo
la chioma ad essere cresciuta: il nuovo Salvemini diviene ricercatore di sensi e controsensi.
Caparezza?!, album d’esordio della nuova genesi inciso nel 2000, si infarcisce di richiami al
reggae e al drum&bass ed è solo l’inizio di un’ascesa ai vertici delle classifiche. Tre anni dopo
è il tempo di In supposta veritas. E anziché limitarsi a bissare il discreto successo dell’album
precedente, Caparezza sfonda: il suo Fuori dal tunnel diventa tormentone. Ma se il successo
può dare a volte alla testa, il controsenso in questo caso genera nuove metafore: Habemus
Capa, album del 2006, è il «disco postumo di un’artista ancora in vita». I detrattori restano in
netta minoranza, critica e pubblico hanno già dato il verdetto: un successone. Ora Caparezza
torna con un disco che definisce un «fonoromanzo» di cui ogni canzone è un singolo capi-
tolo. Sarcasmo e ironia che si condensano in performance fatte di rock, rap e toni teatrali.
Stefano Cuzzocrea

TRIP MORCHEEBA
era del trip hop non è ancora finita. Non c’è nessun anacronismo nel suono dei Morcheeba:
L’ quello che sembrava essere un progetto legato ai ritmi in voga a Londra alla metà degli anni

PIANO Novanta è stato, invece, un veicolo per trainare uno stile oltre quel decennio con dignità e inventi-
va. Suoneranno il 18 giugno, presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma, per presentare al
pubblico il loro nuovo album Dive Deep.
Il disco è il secondo realizzato dopo la scissione dalla caratterizzante voce di Skye Edwards, che
CAMMARIERE ha accompagnato la band dagli esordi fino al successo ottenuto a livello planetario. Nel preceden-
te The Antidote, i fratelli Paul e Ross Godfrey si erano affidati alle tonalità di Daisy Martey, che
aveva cantato tutti i brani contenuti nell’album. Ma il successivo tour
Intanto Sergio continua ad andarsene in giro promozionale aveva già apportato alcune modifiche alla line-up: ad
SPianofiora piano i suoi tasti bianchi e neri.
Canta piano il suo amore elegante.
sorride. Piano si abbandona.
con il suo pianoforte e stringe amicizie e colla-
borazioni con colleghi come Samuele Bersani,
accompagnarli al microfono durante i concerti c’era infatti la
cantautrice e sassofonista australiana Jody Sternberg.
E allora, scuote forte le sue ciocche scure. Peppe Voltarelli e Ornella Vanoni. Tutto ciò è ancora preludio dell’assetto nuovo e dinamico
Urla forte il suo amore dilagante. Strizza forte i Nel 2004 esce Sul sentiero e nel 2006 è già il in cui si rintraccia l’attuale percorso della band. Dive Deep
suoi occhi mentre si accende. Sergio disco della maturità: Il pane, il vino e la visione è infatti un disco duttile e malleabile come l’apporto voca-
Cammariere e il suo pianoforte ripartono in tour è come una selezione dei migliori jazzisti del le impiegatovi: per comporlo Paul e Ross si sono accom-
per l’Italia, nel suo bagaglio la poesia, la sua e panorama internazionale: Fabrizio Bosso, pagnati a numerose collaborazioni, come quella con
quelle di Kunstler e di Panella, il jazz della sua Arthur Maya, Jorginho Gomez, Gilberto Gil, Judie Tzuke per Enjoy The Ride, primo singolo estratto,
formazione, i ritmi tropicali e le visioni brasilia- Stefano Di Battista e Roberto Gatto. uscito lo scorso 28 gennaio.
ne della sua contaminazione. Un altro grande amore di Sergio è il cinema e Considerata la ricchezza dei talenti che collaborano
Una voce matura e un’emotività quasi adole- fa dono delle sue note al film di Mimmo nell’incisione, pare costituire ancora un mistero sapere
scenziale incantano il pubblico che ha imparato Calopresti, L’abbuffata, ed ecco un’altra sta- chi canterà i brani durante il tour dei Morcheeba, ma
ad amarlo nella sua semplicità. Sì, perché lui è tuetta: il Festival del Cinema Mediterraneo di resta salvo che le loro canzoni hanno traghettato un suono
così che si sente: un «Cantautore Piccolino», Montpellier lo premia come miglior colonna da un oceano all’altro, portando il trip hop fuori dalle rotte
che con timore reverenziale si muove all’ombra sonora. Siamo giunti così ai nostri giorni, che lo consentite e sdoganandolo come uno stile capace di resiste-
di De Andrè, Sergio Endrigo e Gino Paoli. vedono ancora protagonista. re alla transitorietà delle mode.
Eppure i riconoscimenti non gli sono mancati. Dopo i lunghi corteggiamenti di Pippo
La critica anticipò il grande pubblico e il Baudo, Sergio torna a Sanremo con L’amore Stefano Cuzzocrea
2002 fu un anno di targhe e statuette: Premio non si spiega, e nel ricordare il cinquecentena-
«L’isola che non c’era» come miglior album rio della bossa nova ci porta a casa niente popò
d’esordio, Premio «Carosone», Premio «De di meno che Gal Costa.
Andrè» come miglior artista dell’anno, Targa Cantautore piccolino è la sua prima raccolta.
Tenco come migliore opera prima con Dalla La ascolto e mi rinfresco la memoria. Sono
pace del mare lontano. pronta per il 6 maggio, sussurrerò le sue canzo-
Nel 2003 si emoziona davanti alla platea ni dalla mia poltrona dell’Auditorium Parco
dell’Ariston di Sanremo con Tutto quello che della Musica. RETTIFICA La foto di David Sylvian di Music In n. 3 era di Davide Susa,
un uomo. E allora la gente corre a cercarlo nei Corinna Nicolini l’articolo su David Sylvian era di Eugenio Vicedomini.
negozi e gli regala un doppio disco di platino.
EDGE
AND BACK Music In  Aprile Maggio 2008

FONDERIA Luca Pietropaoli MARLENE KUNTZ


a cura di VALENTINA GIOSA
Intervista a un trombettista che MARISSA NADLER Gotica Inquietitudine sonico- MOJOMATICS
sa fondere l’oro con l’anima tristezza. D’amore e di morte esistenziale Talismano hodoo

 A CURA DI ROMINA CIUFFA  CONTINUA DALLA PRIMA PAGINA

F O N D E R I A : UNO PIÙ UNO FA TRE


Suonare vuol dire fondere anima e strumento, più strumenti ci sono più anime escono allo scoperto.
La Fonderia è oggi, senza dubbio, uno dei gruppi più colti, meritevoli e audaci della musica romana,
che sa dal Tevere passare all’Aniene e da Trastevere ad Instambul soffiando dentro a un filicorno.

tazione, della commistione dei generi è quella che non porta mai ad d) sedersi e guardare lo stretto di mare tra due continenti
(...) Questo è la un vicolo cieco. Molti si sono ispirati a lui. E noi non siamo da (Istanbul, sul prossimo disco)
Fonderia. E rimusicazio- meno. Gestalt (più generi che, sommati, danno vita a un genere diver-
ne di film muti. Dove Mare aperto o fiume? so) o mera somma delle parti?
eccelle: nel 2001 il pre- Se il fiume lo rendi navigabile, puoi viverli entrambi. La natura difficilmente si comporta in modo lineare, le cose non
mio per le musiche origi- Nel primo disco Tevere, in questo Trastevere: come dire, siete si sommano come libri impilati. E le attività umane non fanno difet-
nali a Bolzano, al approdati finalmente? O vi siete arenati? to a questo principio. Assolutamente Gestalt.
FestivalRimusicazioni, Sono solo due fermate. Next stop: Monti Tiburtini, left side exit. Musica da film, anche sonorizzazioni di muti, e rivisitazioni di
per Charcuterie mecani- Fiume Tevere, ma anche Aniene, che è un altro vostro pezzo. Poi colonne sonore quali Star Wars o Pinocchio. Scegli un film.
que dei fratelli Lumiere c’è «fili-kudi»: quale mare guarda la Fonderia? Una commedia divertente con implicazioni esistenziali.
ed Emak-Bakia di Man Le distese oceaniche mi affascinano e mi spaventano allo stesso Sideways di Alexander Payne, o Play it again, Sam di Woody Allen.
Ray, e nel 2003 ad Aosta tempo. Il solo cercare di pensarle nella loro interezza provoca fru- O Alfie, il remake del 2004 con Jude Law.
il primo premio nella strazione e sgomento. Ma sapere che, da un momento all’altro, una Siete recensiti con frasi incomprensibili quali: «Sa naufragare
Sezione Giovani di nave possa attraccare in porto, carica di spezie esotiche e raccon- in quiete meditazioni crepuscolari» (Il Mucchio , 6 aprile 2004)
Strade del Cinema-Festival Internazionale del Cinema Muto ti avventurosi, nutre la fantasia. o «alternano squarci d’azzurro a cupe e psichedeliche discese
Musicato dal Vivo, per My Wife’s Relations di Buster Keaton (poi Ascoltarvi e non stancarsi mai. C’è qualcosa di estremamente negli inferi» (Liberazione, 20 agosto 2004), o ancora «espressio-
nel cd Notes on Frame - Strade Del Cinema, 2003). Nel 2004 il ipnotico nella vostra musica: cosa? ne genuina di un atto liberatorio corale» (Rotter’s Club, aprile
primo posto nelle selezioni regionali di Arezzo Wave e la parteci- La semplicità. Forse a qualcuno la nostra musica non potrà sem- 2004). Ma le parole povere per descrivervi esistono?
pazione alla compilation ufficiale e al Festival. Qui presenta il brare tale: mescolanza tra jazz, elettronica, funk, rock. Sulla carta Certo. Ma vanno scoperte. Che ne dici di «Fonderia»?
primo videoclip, quello del brano Piazza Vittorio, che viene sele- sembra un qualcosa di cerebralmente complesso. A mio avviso non Oriente o Occidente? Strumenti a est o a ovest?
zionato per il concorso Capalbio Cinema e riceve il Premio del lo è. Le strutture armoniche, le linee tematiche, i supporti ritmici, i E perché non Nord-Sud? Si potrebbe passare dalla Norvegia,
Pubblico nella sezione videoclip, a luglio 2005. suoni utilizzati: tutto rimanda a una musica fruibile in molte situa- dalla tromba crepuscolare di Nils Petter Molvaer al Mali, alla chi-
Fonderia: cosa fonde? zioni, senza complicare per stupire o di urlare per farsi sentire. tarra solare di Ali Farka Tourè.
Invenzioni, reminiscenze, personalità diverse, metalli preziosi. Fate un genere che è commistione e che molti fanno senz’arte, Influenze di...?
Come nasce il gruppo e come si evolvono le scelte musicali? suonate e conoscete selettivamente ciò che gli altri creano con Letteratura, scienza, cinema, cucina, viaggi in furgone, giornate
Articolo 1: «La Fonderia nasce nel 1994 come gruppo dedito programmi per computer. Si avverte una costante e profonda piovose, erba appena tagliata.
all’improvvisazione», attraverso lunghe sessioni di musica libera e cultura musicale e armonica, che fa tenere sempre una mano Invitate un artista, del presente o del passato, a suonare con
un lavoro di sintesi. sul cuore e l’altra sulla cerebralità. Da impazzire. Che studi ci voi: chi?
Chi sono i componenti? sono dietro? Un Dj. Qualcuno molto bravo, in grado di filtrare dal vivo dei
Emanuele: l’organizzatore, il pacificatore, il multiculturale; C’è ascolto. In profondità e in estensione. L’osmosi si mette in loop presi dai nostri strumenti, di proporre nuovi frammenti ritmi-
Stefano: il tenebroso, l’imprevedibile, il competente; Federico: atto e i centri della creatività vengono irrigati. Per me un grande ci su cui improvvisare, di «sporcare» la tela con stile.
l’ottimista cieco, l’irrazionale; Claudio: il fricchettone, il combat- punto di riferimento è Jon Hassell, che riesce ad unire il rigore del Infine: quanto individualismo c’è in una fusione?
tivo. Ed io alla tromba. minimalismo strumentale alle invenzioni dei motivi etnici. Ne sca- Tanto. È innegabile ed inevitabile. A volte serve per vincere la
Tromba, filicorno, cornetto, e poi guitar synth, oud, zither, sha- turiscono le «musiche possibili» di quello che lui definisce il «quar- timidezza. A volte è bene metterlo da parte e ammettere che in
ker, moog voyager, clavinet, theremin e molti altri: strumenti to mondo»: la somma del primo e del terzo. fondo il bello della musica è proprio quel senso di comunanza con
da cercare su Wikipedia. Cos’ha ognuno di essi che Miles Davis Commistione vuol dire: a) non saper sceglierne uno (Dubbio le persone con cui la fai.
non sapeva? II); b) forza d’eclettismo (Magma); o c) padronanza
Nulla. Miles sapeva. Sapeva anche che la strada della sperimen- (Leonardo)?

L’ESTETICA DELLA TRISTEZZA: MOJOMATICS


MARISSA NADLER di Valentina Giosa
di Ersilia Verlinghieri

primo impatto sembrano davvero usciti da

In bilico fra antico e moderno, sogno e realtà, pace e tormento, la


scrittrice, pittrice, cantante e musicista americana si presenta come
cista che cantante. Restano intatti
i tratti prettamente caratteristici
A una di quelle rassegne di rock un po’ stori-
co-tutto anni Sessanta; basta guardare qualche
uno dei talenti più curiosi della scena indipendente degli ultimi tempi. Un del suo stile: la forma della bal- foto: sfondo bianco e nero, chitarra e armonica,
folk fuori dal tempo, la magia di una voce angelica e una chitarra carez- lad, la forza evocativa e quel capelli al vento. Ma, come si infila nello stereo
zevole come l’acqua di un ruscello che segue il suo corso naturale. Se si magico sentimento di tristezza uno dei loro cd, ci si accorge subito che quella
dovesse definire con una sola parola lo stile di Marissa Nadler si potreb- che pervade negli scenari delle chitarra e quell’armonica sono capaci di donare
be pensare proprio all’acqua, elemento femminile per eccellenza, così sue storie meravigliose. un sound davvero nuovo. E col rock’n roll si
puro e limpido quanto imprevedibile e potente. «Tutto quello che posso dire è di amare molto le canzoni tristi», incontrano garage, punk, blues.
Un volto angelico incorniciato dai lunghi capelli neri, la pelle diafana ammette infatti Marissa, «quelle che ti spezzano il cuore. Mi sento come Suoneranno al Circolo degli Artisti di via
e i tratti delicati: la cantautrice newyorkese sembra giungere da un’epoca se non potessi mai avere l’urgenza espressiva di scrivere una canzone Casilina Vecchia - «spazio musicale dove avan-
remota per sussurrarci le storie di un mondo sospeso, attraverso sentieri allegra. Si può dire che non abbia familiarità con la felicità, perché subi- guardia e sperimentazione sono di casa» - i
sperduti e nenie sognanti. Debutta a soli 23 anni con Ballads Of Living sco l’influenza di tutti i demoni di questo mondo... Adoro l’inverno e mi Mojomatics, che così si fanno chiamare da
And Dying (2004), una raccolta di Canzoni d’amore e morte arricchita di sento «fredda» nel cuore. Mi piacciono i paesaggi spogli e surreali, e Mojo, talismano delle credenze hoodoo.
due omaggi letterari a Edgar Allan Poe e Pablo Neruda di cui rivisita Hay anche i miei dipinti sembrano solitari e invernali, come nelle sculture di Veneziani, ma dal sound tutto internaziona-
Tantos Muertos in chiave fado con un suggestivo accompagnamento d’or- Giacometti o negli acquerelli di Turner. L’estetica della tristezza è il mio le. In due bastano a sprigionare un carico di
gano. Dopo un solo anno di distanza esce The Saga Of Mayflower May, terreno prediletto». energia incredibile. Suoni puliti, grande intesa
ovvero altre undici ballate eteree e incantevoli con testi gotici e spettrali Paragonabile a Joanna Newsom, Elizabeth Anka Vajagic e Josephine nell’esecuzione. In più, alle spalle, tournèe in
che parlano di personaggi fantastici come Mary delle luci gialle, Calico Foster per l’unicità di uno stile teso fra folk tradizionale, classicismo e tutta Europa e cd incisi dal vivo ad assicura-
delle montagne, Shannadeeah che muore in guerra e torna in una bara, cantautorato indipendente, a Hope Sandoval dei Mazzy Star e Cat Power re l’esperienza giusta per tenere sveglio il
Mr. John Lee e la sua rosa vellutata, Lily e il suo tragico destino. per l’utilizzo della voce e a Leonard Cohen e Joni Mitchell per il sapore pubblico tutta la notte. «Il rock&roll puro, qual-
Risale a pochi mesi fa l’uscita del suo ultimo lavoro, Songs III: Bird On minimale e raffinato della scrittura, Marissa Nadler ci accompagna in un cosa che tutti hanno ascoltato almeno una
The Water, pubblicato dall’etichetta inglese Peacefrog Records e prodot- viaggio che profuma di nuvole e malinconia, in una sorta di «giardino volta nella vita. Noi facciamo questa musica»,
to da Greg Weeks. L’album, che si avvale anche della collaborazione di segreto» dove è difficile non trovarvi armonia e bellezza. dichiarano. «Se non piace, continueremo
Jesse Sparhawk (mandolino, arpa) e Otto Hauser (percussioni) è la con- INIT - 8 APRILE comunque a farla». Come non detto.
ferma che la deliziosa ed affascinante Nadler è cresciuta sia come musi- CIRCOLO DEGLI ARTISTI - 19 APRILE

MARLENE SI DENUDA di Lorenzo Bertini

ppuntamento sabato 12 aprile all’Auditorium con i Marlene Kuntz, band tra le più Oggi, con Godano sulla soglia dei quaranta, l’inquietudine sonico-esistenziale che per-
A importanti della scena alternativa italiana degli ultimi quindici anni, impegna-
ta in queste settimane per i teatri d’Italia nell’Uno Live in Love Tour a presentare
meava ancora il precedente Bianco Sporco dei Marlene sembra approdare a una visione
più serena e pulita delle cose e a declinazioni più autoriali, intimiste ed eteree, che d’al-
il loro ultimo disco Uno. Versione inedita e suggestiva quella teatrale, per un tronde sono sempre state ben vive nelle loro corde. Ascoltare, tra tutte, la liturgia quasi fer-
evento che si annuncia, secondo le parole del leader Cristiano Godano, «ricco rettiana di Musa («È una questione di qualità», sembra suggerire Godano nei primi versi),
di poetica e di tensione», e che ha già fatto registrare il pieno nelle altre date. la fluttuante e ipnotica title track Uno, o la bellissima soffusa Ballata dell’ignavo.
La dimensione nuda e unplugged è anche quella che meglio si adatta alla Non a caso l’album vede la collaborazione di Paolo Conte in Musa (affinità di
resa stilistica di Uno, settimo capitolo di una serie che ha visto la band cunee- terre), e di Greg Cohen, contrabbasso di Tom Waits, oltre al contributo letterario di
se (nel frattempo allargata a cinque elementi, con l’inserimento del scrittori come Stefano Benni, Carlo Lucarelli, Tiziano Scarpa, Enrico Brizzi,
violinista/tastierista Davide Arneodo e del bassista Luca Saporiti, accanto alle altre Emidio Clementi. Uno sarà al centro della prima parte del concerto, mentre la
due presenze storiche di Luca Bergia, Riccardo Tesio), attraversare sonorità differenti, seconda verrà dedicata alla rilettura acustica dei pezzi del passato, da Nuotando
quelle noise degli esordi di Catartica sino alle deviazioni livide e metalliche di Ho nell’Aria a Lieve e Come stavamo ieri, e vedrà inoltre omaggi a Gaber (Libertà),
ucciso paranoia, passando per collaborazioni importanti come quelle con Skin, Diaframma (Siberia) e Pfm (Impressioni di settembre).
seguendo sempre un percorso rigoroso di ricerca emotiva e artistica. AUDITORIUM - 12 APRILE
Music In  Aprile Maggio 2008
EDGEAND BACK
ADAM GREEN Voglio fare un album che
sia perfetto per essere ascoltato mentre si DISSONANZE Dove la musica MUCCASSASSINA Dalla
guida per la campagna incontra la sperimentazione Troya de Ibiza al Closing Party

XIU XIU
GREEN AS LOVERS
IN CAMPAGNA di Francesca Di Macco
di Valentina Giosa
anno più volte cambiato formazione, ma

L o avevamo apprezzato grazie a Gemstones (2005) e Jacket Full Of Danger (2006) dove il
genio creativo, la verve dissacratoria, la malizia e la provocazione del ragazzino newyorche-
H l’anima è rimasta la stessa. Quella con-
troversa e sofferta di Jamie Stewart, cantautore
se ci avevano già ampiamente conquistato. «Il genere del cantautore confessionale mi disgusta, e fondatore del gruppo. Gli Xiu Xiu nascono a
è gente che vomita le proprie emozioni in faccia al prossimo», aveva affermato ai suoi esordi da San Jose, California, tra le band indipendenti
solista confermando un vero e proprio rifiuto per la categoria del songwriter «classico». Peccato americane, ed oggi sono in tour con il loro set-
che Adam Green sia adorato ancora solo negli Stati Uniti fatta eccezione per Germania e timo album Women as Lovers. Quattordici brani
Inghilterra. L’esibizione del Circolo degli Artisti sarà perciò un’occasione da non perdere. Soltanto in cui si ritrovano molte delle sfaccettature di
due le date italiane per il capostipite della nuova generazione «anti-folk» (01/05/2008, quest’anima: punk rock, dark-wave, noise rock,
Roma@Circolo degli Artisti; 02/05/2008, Ravenna@Bronson) in occasione dell’uscita del suo un po’ di folk e qualcosa di melodico.
nuovo album Sixes & Sevens (marzo 2008 Rough Trade Records/SPinGo) anticipato dal singo- Ma soprattutto si ritrova la durezza della vita
lo Morning After Midnight. e la disillusione nei testi (e nei videoclips, uno
«Voglio fare un album che sia perfetto per essere ascoltato mentre si guida per la campa- per tutti I Do What I Want, When I Want), un
gna», aveva ammesso Adam tempo fa e, proprio com’era nelle sue intenzioni, il disco si presen- linguaggio forte e crudo che denuncia grandi
ta come una perfetta colonna sonora «da viaggio». Rispetto agli album precedenti, Sixes & mali, problemi sociali, sessuali, criminalità e
Sevens è un lavoro più spontaneo e meno impostato. La voce, come dice lo stesso Green, «è più disumanità. Messaggi allucinati, ostinati, con-
da letto che da music hall». Probabilmente l’ex Moldy Peaches non ha più bisogno di dimostrare fusi e tremanti come gli amanti. As Lovers.
le sue doti vocali ormai ben consolidate. Women as Lovers è un album dibattuto,
Influenzato da John Davis (Folk Implosion), Skip Spence, Sly Stone, Rick Shapiro, Wanda incensato da alcuni per l’intensità e il virtuosi-
Jackson, Royal Trux, Buddy Holly, Alejandro Jodorowsky, The Make Up, Steven Jesse Bernstein, smo del sound in continuità con il passato, cri-
Green mescola il rock, il pop e un folk giocherellone alle viole e a i violini della musica orchestrale. ticato da altri che lo trovano, invece, poco inno-
Ma in Sixes & Sevens l’uso del coro gospel della chiesa di Brooklyn dona una componente quasi vativo, un po’ inflazionato e non del tutto credi-
soul al disco con un risultato singolare e bizzarro che partendo da Leonard Cohen arriva sino a bile. Se non in evoluzione, però, va riconosciu-
Richerd Hawley passando per Jack Black (l’attore di School Of Rock che è un suo grande fan), il ta la continua ricerca nelle sonorità che comun-
gusto orchestrale di Randy Newman, le scelte melodiche di Johnatan Richman dei Modern que contraddistingue la produzione artistica
Lovers e l’approccio un po’ intellettuale di Joe Pernice. della band. A dir poco «curiosa» la cover di
L’album, di cui si segnala la partecipazione di David Campbell (arrangiatore anche di Michael Under Pressure riproposta in coppia con
Jackson, Elton John e Beck) è stato registrato a NY in diverse location: l’appartamento di Green, Michael Gira.
il suo studio di Brooklyn, e una scuola per bambini autistici a Jersey, gestita dalla moglie del suo A Roma il 14 maggio, suoneranno al Circolo
storico produttore e amico Dan Myers. CIRCOLO DEGLIO ARTISTI - 1 MAGGIO degli Artisti, dove comunque si vivranno atmo-
sfere intense e mai scontate. As Women.

CORNEA INCONTRA TIMPANO


Un Festival che è linea di frontiera tra suoni, musica visiva e sperimentazioni.
Il 9 e il 10 maggio, a Roma, torna Dissonanze

giorni, 3 palchi e un flusso di musica che si fonde con la mul- performance di grandi nomi dell’arte internazionale. Tra i più atte-
2 timedialità delle arti. Il 9 e il 10 maggio torna Dissonanze, il
luogo in cui la musica incontra la sperimentazione e i nuovi lin-
si, la nuova star dell’arte francese Cyprien Gaillard. Con l’arrivo
della notte Dissonanze si sposta al Palazzo dei Congressi dove
guaggi. Nato nel 2000 come una manifestazione di avanguardia a venerdì 9 sarà on stage Italo&Cosmic Disco, una produzione dedi-
carattere indipendente, il festival è cata alla rivoluzione della musica e del costume
pian piano cresciuto divenendo un italiani degli anni Ottanta, una rivoluzione a colpi
appuntamento imprescindibile di di batterie elettroniche, di look ossigenati e colori
«esperienze» di musica visiva, pastello che ha avuto tra i più attivi protagonisti
spettacoli totali di sperimentazio- Daniele Baldelli alla console della Baia degli
ne fra suoni, immagini e architet- Angeli e del Cosmic e Alexander Robotnik, vera
ture degli spazi. Nel 2005 icona electro-pop con il suo classico Problèmes
Dissonanze ha così conquistato la d’amour. A condividere il palco di Dissonanze con
cornice ideale del suo progetto Baldelli e Robotnik ci saranno Francisco e
artistico, quella del Palazzo dei Rodion.
Congressi.
Ambientato a Roma, il cui
Nella serata di sabato 10 maggio si approda alle
calde sonorità di Brasilin Time un progetto multi-
vieni a
fascino storico crea quel legame
sottile e imprescindibile fra la tra-
mediale che ha debuttato a San Paolo e che per la
prima volta viene presentato in Italia. Protagonisti
volare
dizione e l’avanguardia, è una della produzione sono Madlib e J.Rocc-dj, produt-
linea di frontiera in cui la musica è tori e mc, figure di primo piano dell’hip hop ame- WWW.FLYROMA.IT
punto di partenza e luogo di arri- ricano - e tre generazioni di batteristi leggendari
vo, una community in cui artisti e del jazz e della musica brasiliana. Il viaggio dei
spettatori da ogni parte del mondo suoni di Dissonanze dopo l’Italia e il Brasile arri- 19 - 20 APRILE
si incontrano per immergersi nelle va anche in America, precisamente a Detroit, la in Via Prenestina Nuova Km 3 e ogni altro giorno dell'anno
infinite possibilità dei suoni, del- città dove i robots dei Kraftwerk si sono trasfor-
l’arte visuale e di qualsiasi forma mati in cyborg e la musica elettronica è diventata
d’espressione in evoluzione. techno. L’evento di chiusura è stato affidato al live esclusivo dei Nei giorni 19 e 20 aprile la TECNAM presenterà presso
Per l’edizione 2008 si è pensato di aggiungere anche un nuovo leggendari Model 500 di Juan Atkins e Mad Mike Banks (fondato- l'aviosuperficie Fly Roma la nuova gamma di velivoli 2008.
spazio. Oltre l’ormai storico Palazzo dei Congressi e l’Auditorium re di Underground Resistance) e al dj set di Carl Craig. Dissonanze Per pernottamenti e informazioni, tel. 339 5250039.
Parco della Musica (che l’anno scorso aveva ospitato il grandissi- quest’anno si apre anche alla danza con Outre, una performance di Fai il nome di Music In.
mo Karlheinz Stockhausen in prima assoluta) si aggiunge un terzo Array Dance Company, la compagnia di Darren Johnston riconfer-
luogo straordinario: l’Ara Pacis dove per la scarsa disponibilità di mando quel forte interesse, che è poi il suo punto di forza, ad incon-
posti (350) si potrà accedere soltanto per invito (parte dei biglietti tri inaspettati ed influenze reciproche fra le arti, tratti caratteristici
saranno messi in palio online). Aperta sin dal pomeriggio per video della nostra epoca e della nostra cultura.
ed incontri, si trasformerà al tramonto in stage d’eccezione per le Valentina Giosa

GENTILI ASCOLTATORI VOGLIA DI MUCCA


U n gruppo di creativi di Milano uniti sotto il nome di Ideificio,
definito dagli stessi «un’agenzia di idee», ha lanciato una pro-
V oglia di trasgressione? Esotismo? Divertimento sfrenato? Per soddisfarle tutte la risposta è
Muccassassina, la storica serata danzante capitolina organizzata da ben 17 anni dal Circolo di cul-
tura omosessuale Mario Mieli di Roma, che porta nella Città Eterna i party, i personaggi e i sound più
vocazione dando vita al D-Day, una rassegna di musica per «gentili spettacolari della club culture internazionale. Ambiziosa la proposta per il mese di aprile, quando la
ascoltatori». Il messaggio è chiaro: in Italia la sana cultura dell’ascol- ‘Mucca con la falce’ mette insieme, nei tre piani della discoteca Qube, il meglio di Amsterdam e di Ibiza,
to e del rispetto per chi suona (e per chi desidera ascoltare) è caren- mescolando il tutto con seduzioni classicheggianti che arrivano direttamente dal mitico monte Olimpo e
te e il più delle volte a pagarne le conseguenze sono non solo i musi- maliziosi inviti fra lenzuola di raso, ricchi di erotismo e con un pizzico di spirito camp: il 4 aprile l’Olympo
cisti, ma anche e soprattutto la «minoranza» meno protetta e più Party, l’11 un super guest, Baby Marcelo, con tutto il folle carrozzone della Troya de Ibiza, il 18 aprile A
bistrattata degli ultimi anni: quella del Gentile Ascoltatore. Il proget- letto con la Mucca e un White Party il 25. A maggio, il 2 l’appuntamento è con il dj set degli inglesi The
to è nato ad ottobre dal Dynamo di Piazza Greco a Milano dove ogni Sharp Boys, il 9 maggio è Gladiator Night mentre il 16 il Fire di Londra si trasferisce eccezionalmen-
giovedì dalle 22.30 alle 23.30 si può assistere a un’ora di musica te per una notte a Roma. Quindi Mucca Tropical il 23 maggio e, per chiudere in bellezza la stagione
pura, una sorta di performance durante la quale l’unica cosa permes- 2007/2008 il 30 maggio, una vera e propria summa delle maggiori attrazioni dell’intero anno: il
sa è ascoltare. Sono tanti i musicisti che hanno preso parte a questa Closing Party lascerà senza fiato ogni pubblico.
iniziativa e dalla rassegna è nata anche una compilation. Il CD-Day Romina Ciuffa
è stato stampato in 2.500 copie e distribuito gratuitamente al momen-
to solo nella città di Milano. www.myspace.com/gentiliascoltatori.
Music In  Aprile Maggio 2008

JOE STRUMMER Il futuro non è


a cura di ROBERTA MASTRUZZI
scritto Suona come un vecchio PERSEPOLIS Una nuova Rocky IL TRENO PER DARJEELING
disco di vinile Balboa contro il regime iraniano Estroverso indian-pop

PERSEPOLIS
JOE S e fino ad oggi le note di The Eye of the
Tiger richiamavano alla mente Rocky
Balboa che si prepara per la sua rivincita sul
La musica rispetta questo tentativo e non
cerca facili vie di fuga: il rischio era quello di
creare una colonna sonora scontata, con tratti

STRUMMER: ring, ora qualcosa cambia. Merito di un film e


di una rivincita, quella di Marjane Satrapi, illu-
stratrice di libri per bambini, che sola porta
avanti la propria personale battaglia contro il
marcatamente etnici per richiamare alla mente
atmosfere mediorientali da villaggio vacanze.
La ricerca stilistica di Bernet ha invece portato
alla creazione di un suono nuovo dove Persia e
IL FUTURO regime iraniano con la forza della sua matita e
con ironia e rabbia.
Ne nasce un fumetto che in quattro volumi
Iran, Medioriente ed Europa, passato e presente
convivono in perfetta armonia. Si inizia con
temi delicati e malinconici, simbolo di un’in-
NON È racconta la sua storia, da bambina a donna,
costretta a fare i conti con un Paese, l’Iran, che
sembra non amare molto le
fanzia da ricordare con nostalgia anche se
segnata da eventi drammatici, e si raggiunge il
culmine con la bella e triste
SCRITTO donne, ma non così diverso
da altre nazioni in cui il raz-
zismo è più nascosto, stri-
Dans le Vie
Reencontreras Beaucoup de
Cons che segna il momento
Tu

sciante ma ugualmente del distacco dalla famiglia.


uesta è la storia di John Mellor, che cam- e ha l’atmosfera di una serata tra amici: intorno avvilente. I racconti sono La protagonista vive la
Q biò il suo nome in Joe Strummer (letteral-
mente «strimpellatore»), fondò il gruppo più
al falò arrivano decine di musicisti, amici,
conoscenti, star del cinema.
diventati un film,
Persepolis, e trasportati sul
propria adolescenza a
Vienna, una città dove si tra-
rappresentativo della musica punk - The Clash - Dagli ex componenti dei Clash (Mick Jones, grande schermo non perdo- sferisce per vivere in libertà
e portò una ventata di rivoluzione negli anni Paul Simonon e Topper Headon) a Bono degli no la loro forza poetica e la e che invece non riesce ad
Settanta londinesi, diventando la colonna sono- U2, fino a Jim Jarmusch e Martin Scorsese, vena ironica anche per il accogliere la sua diversità,
ra delle contestazioni dell’epoca, con brani che John Cusack e Johnny Depp, tutti hanno un fatto che l’autrice rifiuta emarginandola.
hanno fatto storia: London Calling, Rock the ricordo, un frammento di vita, una strofa da facili compromessi. Marjane trascorre il suo
Casbah, Should I Stay or Should I Go. condividere. Sulle parole di chi lo ha conosciu- In un’epoca in cui i film tempo libero nei supermer-
I Clash si sciolgono e Joe prosegue il suo to scorrono le immagini di filmati d’epoca, stri- d’animazione fanno a gara cati e la noia si fa sentire, la
cammino: mette su famiglia, scrive musica per sce di fumetti disegnate dallo stesso Strummer, per risultare il più realistici musica lo sottolinea inter-
il cinema e non cede alla tentazione di parteci- riprese amatoriali, immagini di repertorio, foto- possibile e stupiscono lo rompendosi come un disco
pare a qualche nostalgico raduno per racimola- grafie in bianco e nero, brevi fotogrammi di spettatore con effetti specia- rotto che ripete in continua-
re un po’ di soldi e un attimo di autocelebrazio- film. li e figure tridimensionali zione le stesse note. Poi arri-
ne. Accadrà solo una volta e sarà per appoggia- Il ritmo è serrato, le frasi brevi e incisive, così perfette da sembrare vano le prime esperienze, le
re lo sciopero dei vigili del fuoco: lui e Mick come i testi di Joe. La sua musica è energia allo sbucare fuori dallo schermo, amicizie, gli amori e l’alle-
Jones di nuovo insieme per interpretare una stato puro, vibrazione del corpo e dello spirito, Marjane sceglie il disegno in bianco e nero per gra Flower Power regala un breve e illusorio
nuova White Riot, dopo più di vent’anni. pulsazioni costanti e frenetiche. caratterizzare i protagonisti e i toni sfumati del attimo di libertà. Il ritorno a casa è inevitabile e
Joe Strummer: Il futuro non è scritto è l’ope- Si inizia con la voce di Strummer, bella e grigio per lo sfondo su cui si muovono sempli- doloroso. È qui che inizia la rivincita, quasi
ra cinematografica - definirlo documentario è sporca allo stesso tempo, che incide senza base ci figure bidimensionali. urlata in The Eye of the Tiger, cantata e voluta-
estremamente riduttivo - che Julien Temple, un’intensa White Riot. La terza dimensione è invece la musica di mente stonata da Paola Cortellesi che nella ver-
dopo aver raccontato i Sex Pistols, dedica al Dopo due ore di musica - la colonna sonora Olivier Bernet, compositore francese che ha sione italiana presta la sua voce alla protagoni-
leader dei Clash, scomparso nel 2002. non include solo brani dei Clash, ma anche scritto la colonna sonora per il film diretto dalla sta (nella versione originale francese è Chiara
Ognuno ha una personale immagine del para- classici degli anni Sessanta e Settanta che stessa Satrapi e da Vincent Paronnaoud. Mastroianni).
diso, e Strummer lo immaginava come un’isola hanno contribuito alla formazione umana e Perfetta fusione tra tradizione e modernità, la È il risveglio, il momento di combattere,
con tanta gente riunita intorno a un fuoco. È musicale dell’artista come Corrina Corrina di musica di Bernet punta dritto all’anima della quello di crescere e diventare donna. Non senza
questo il luogo che il regista sceglie per parlare Bob Dylan e Black Sheep Boy di Tim Hardin - storia e la asseconda nelle sue pieghe diventan- qualche ferita, perché «la libertà ha sempre un
di lui. Non si tratta di un rifugio dal mondo, ma il film si chiude con l’invito dello stesso do ora serena e spensierata, ora drammatica e prezzo da pagare»; quello di Marjane è separar-
di un punto d’incontro per parlare, scambiare Strummer a uscire dal binario del conformismo, cupa. Marjane cresce a Teheran, conosce la si nuovamente dalla sua famiglia e dalla nonna
idee, ritrovare il calore umano e improvvisare I per combattere ogni forma di potere che non guerra e il fanatismo religioso, viene mandata a che l’ha cresciuta nel rispetto di se stessa.
Fought the Law solo voci e chitarre e ricordare rispetti i diritti individuali. London Calling, studiare a Vienna per paura che il suo carattere Il finale si chiude proprio con il dialogo tra
che la lotta non ha mai fine. qualcuno risponda. agguerrito si scontri con le idee di un regime Marjane bambina e sua nonna. Golè Yakh è il
Il film suona come un vecchio disco di vinile Roberta Mastruzzi che vede nella donna il Male assoluto e la brano che chiude la storia: la melodia è prima
costringe dietro un velo «simbolo della libertà accennata da un ingenuo fischiettare per poi
della donna» (ma quale libertà è se non posso divenire più chiara con l’intervento della chitar-
scegliere di non portarlo?), ritorna in Iran per ra elettrica, alla rabbia si sostituisce la consape-
nostalgia per poi ripartire per l’Europa. In que- volezza di sé, mentre petali di gelsomino scen-
sto cammino persegue il difficile tentativo di dono giù come dolci lacrime d’addio.
trovare un’identità che non sia solo uno stereo-
tipo, ma che rispecchi fedelmente se stessa. Roberta Mastruzzi

IL TRENO PER
DARJEELING
LE QUINTE DELLE DONNE
Darjeeling Limited - questo il titolo originale, da noi tradotto «Il treno per Darjeeling»,
Compositrici colonne sonore cercasi. Il «dietro le quinte» dei set cinematografici
è ancora quasi esclusiva proprietà del mondo maschile: se registe e sceneggiatrici
The (dal nome del treno diretto dall’India al Rajasthan) - è la nuova pellicola dell’estroverso
regista Wes Anderson, interpretata da Owen Wilson, Adrien Brody, Jason Schwartzman. Una com-
hanno cominciato a rubare la scena ai colleghi, ancora molto c’è da fare per quan- media esilarante, davvero fuori dagli schemi, quasi semi-demenziale come nel tipico copione dei
to riguarda il cast più strettamente tecnico, come ad esempio la musica da film. suoi film da Rushmore (1998) a The Royal Tenenbaums (2001).
Poche finora le donne che sono riuscite ad emergere in questa professione come Tre fratelli che non si vedono mai decidono dopo la morte del padre di fare insieme un viaggio
l’inglese Rachel Portman (premio Oscar 2006 per le musiche di Emma), la giappo- in treno in India, per visitare la madre e ritrovare il proprio legame. Come le immagini, anche la
nese Yoko Kanno (definita il «Morricone dell’Estremo Oriente») o la greca Eleni colonna sonora si presenta estremamente particolare e - proprio dei film di Anderson - notevole e
Karaindrou (compositrice delle musiche per i film più celebri di Theo Angelopoulos decisamente ‘esotica’, denotando una particolare attenzione
tra cui L’eternità e un giorno). messa dal regista nella scelta dei brani. Questo però non sarà
Il concorso «Sono un’isola: io, donna per una canzone d’autore», giunto quest’an- accompagnato dalle musiche di Mark Mothersbaugh. La scelta,
no alla quarta edizione, ha deciso di affiancare al premio per giovani cantautrici infatti, stavolta è caduta sull’autore indiano al momento più quo-
anche una sezione speciale dedicata proprio alle compositrici di colonne sonore. tato, Satjayit Ray, noto per le sue intense sonorità folk dai con-
Promosso dall’associazione Bianca D’Aponte, che da anni si impegna nella valoriz- torni emotivi, romance&drama, che vede la collaborazione di
zazione dei talenti femminili nel campo della musica sotto la direzione artistica di Ustad Vilayat Khan e Jyotitindra Moitra.
Fausto Mesolella (Premio Morricone per la miglior colonna sonora 2007 per il film Atmosfere indiane, speziate e dense di aromi, substantia del
Lascia perdere, Johnny!), il concorso si rivolge alle cantautrici che scrivono in italia- film e della colonna sonora, che passano dai classici come
no e intende offrire un’occasione importante per esibirsi e farsi conoscere. Ludwig Van Beethoven - Symphony No. 7 in A (Op. 92) Allegro
Le finaliste scelte da un comitato composto da cantanti, autori, compositori e cri- con brio - e Alexis Weissenberg, fino agli angoli più «easy» della
tici musicali si esibiranno nella finale del 24 e 25 ottobre ad Aversa; in questa occa- pop culture di Peter Sarstedt già in Hotel Chevalier (2007), Joe
sione verrà assegnato anche il riconoscimento speciale per la musica da film, su Dassin e il travolgente indian-pop di Shankar Jaikishan.
una selezione di colonne sonore autonomamente acquisite o inviate dalle aspiranti Ma, oltre la sperimentazione e un indubbio gusto musicale
compositrici. L’iscrizione è gratuita e da effettuare entro il 30 aprile 2008; verran- frutto di una lunga ricerca, Anderson non ha disdegnato di inse-
no prese in considerazione colonne sonore relative a cortometraggi o lungometrag- rire del buon vecchio british rock, dagli immortali Rolling Stones
gi, anche inediti. ai Kinks di Lola versus Powerman and the Moneygoround Part
(R. M.) One del 1970, This Time Tomorrow e Strangers, brani che enfa-
tizzano il film, lo rendono malinconico, originale e frizzante, con
l’effetto finale di un’ottima colonna sonora, grazie anche alla
supervisione e alla produzione di Randall Poster, il supervisor di
tutti i film del bizzarro regista/sceneggiatore di Houston. Nelle
sale dal 24 aprile.

Flavio Fabbri
Music In  Aprile Maggio 2008

PATTI SMITH Il documentario DIDATTICA Summer Camp Torna il


Undici anni per capirla LA BANDA Comunicare fra popoli corso di musica multistilistica. Al mare

PATTI SMITH: DREAM OF LIFE LA BANDA


Sarà nostalgia o riproposizione ciclica? Probabilmente entrambe. Grazie alle quali abbiamo un documentario su Patti Smith, Cosa ci fa la banda musicale della polizia egi-
e scopriamo che le piace visitare le tombe per sentire lo spirito della vita e lasciare a suo marito cognac e sigarette ziana in una piccola cittadina sperduta nel
deserto israeliano?
Il film di Eran Kolrin La banda, premiato a
Immagine e immaginario si tingono di rock, Deja Vu firmato da Neil Young nascosto sotto il parte in bianco e nero. Tra i momenti più toc- Cannes 2007 nella sezione Un certain regard,
la moda rispolvera il look delle rockstar, il cine- nome di Bernard Shankey, l’ultimissimo Il futuro canti del film ci sono le visite alla tomba del parte da qui, da un viaggio impossibile e un
ma realizza biografie sui musicisti più grandi non è scritto, biografia del poeta punk Joe marito Fred («Mi piace visitare le tombe di incontro che si rivela invece possibile tra due
degli ultimi tempi. Sarà nostalgia o riproposi- Strummer e Patti Smith: Dream of Life, docu- amici o di grandi che ho conosciuto. Non sento Paesi in contrasto, Israele e Egitto, da anni di
zione ciclica? Una cosa è certa: l’effetto è mentario-tributo alla cantante e poetessa newyor- la morte, ma lo spirito della loro vita. A mio guerra anche senza conflitto armato.
appassionante. chese presentato al Festival di Berlino e vincitore marito parlo delle cose che gli piacciono, gli Negli anni Ottanta - ricorda il regista - le cose
a Gennaio del premio per l’Eccellenza lascio le sue sigarette, il suo erano diverse: ad
Cinematografica al Sundance Film Festival. cognac»), e il concerto del 1999 a esempio la televisio-
Steven Sebring, fotografo di Vogue ed esor- Gerusalemme, durante il quale l’arti- ne israeliana trasmet-
diente alla regia, ha voluto ripercorrere le tappe sta lesse i brani della Torah, del teva film egiziani ed
della vita e della produzione artistica di Patti Nuovo Testamento, dell’Islam. essi erano spesso
Smith con testimonianze, esibizioni, musica, «Fu una delle serate che non seguiti da un’esibi-
racconti, interviste e filmati di vita privata rac- dimenticherò mai, tra il pubblico zione dell’orchestra
colte in undici anni. c’era gente delle tre religioni, era un dell’Autorità delle
«Il processo di scoperta di Patti Smith - affer- momento in cui era viva la speranza comunicazioni israe-
ma Sebring - è durato 11 anni. Io stesso non rie- della pace. liane composta preva-
sco a crederci, ma ho trascorso un quarto della Durante il concerto mi arrivò la lentemente da ebrei
mia vita a inquadrarla nel mio obiettivo. notizia che mio padre stava morendo, arabi. Poi è arrivato il
Questo film è anche un modo per trasmettere al e la serata diventò straordinaria, progresso e le centi-
pubblico la mia esperienza». vivevo una forte emozione sociale e naia di canali televisi-
Realizzato grazie a una tecnica cinematogra- nello stesso tempo una sentimento vi privati, la pubblici-
fica che lo accomuna ai road movies, il lungo- profondamente personale». tà, i centri commer-
metraggio raccoglie brani, parole, interviste, È ovviamente la musica il filo con- ciali, la musica di
video di concerti e immagini tratte dalla colle- duttore di questo meraviglioso ritratto Mtv e la gente ha
zione privata di Patti Smith, voce narrante del di vita: «Ci ho messo anni - ha dichia- cominciato a dimenti-
film, che la ritraggono in raduni politici, insie- rato Patti Smith - per decidermi ad care.
me alla classe operaia cui appartenevano i suoi aprire i bagagli della memoria, ma adesso ne Così è nata l’idea di un film che rappresenti
genitori, o con figli ed amici. sono fiera ed eccitata. Il mio film non è un un tentativo di stabilire una comunicazione tra
Già nel 2005 Martin Scorsese aveva dato alla Un’originale biografia a più dimensioni, documentario sulla mia vita, ma alcuni istanti due popoli distanti tra loro, nella convinzione
luce No Direction Home sulla vita di Bob Dylan un’analisi del suo percorso artistico sullo sfon- delle mie emozioni, parole e poesie. Il mondo è che il cinema e la musica riescano ad unire le
seguito dal più recente Io non sono qui di Todd do di un’America che stava cambiando sotto la cambiato ma la musica può ancora ispirare, persone di lingua e cultura differenti molto più
Haynes, dedicato allo stesso artista, e ancora spinta di diversi movimenti culturali, un’entu- cambiare il mondo». profondamente di uno spot di 30 secondi.
Control sul leader dei Joy Division Ian Curtis, il siasmante commistione di riprese di vita reale e
film-concerto degli Stones Shine a Light, CSNY: fittizia, per quasi due ore di film girato in larga Valentina Giosa Roberta Mastruzzi

rilievo

TANKIO BAND the Music of Frank Zappa , 1995), ai brani origina -


li, dall’omaggio ad Eric Dolphy (Tankio Band Plays
the Music of Eric Dolphy, 2005), alla musica da
La festa continua e raddoppia. Non solo si festeg- film. Elemento di forza per l’affiatata band è rap -
giano i venticinque anni dell’Alexanderplatz, ma si presentato dall’apertura nei confronti di ospiti
sceglie una medium band che dello storico locale p r e s t i g i o s i , i migliori nomi del jazz italiano.
romano ha la stessa età. Due gli appuntamenti da L’Alexanderplatz aprirà le porte alla Tankio Band
tenere a mente firmati Tankio Band, al timone della per onorare Eric Dolphy ed una seconda volta per
quale c’è, dal 1983, il pianista, tastierista, composi- esaltare la genialità di Antonello Salis.
tore ed arrangiatore Roberto Fassi. L’ensemble è
stato nel tempo in grado di realizzare progetti viva- TANKIO BAND @ ALEXANDERPLATZ
ci, ricchi di estro ed estremamente differenti tra 26 APRILE PLAYS THE MUSIC OF ANTONELLO SALIS
loro: dal tributo a Frank Zappa ( Tankio Band Plays 16 MAGGIO PLAYS THE MUSIC OF ERIC DOLPHY

DIAMO I NUMERI
Un’esperienza musicale distante da Roma. Il Saint Louis
College of Music dimentica la metropoli e trasferisce baracca e
burattini e alcuni tra i propri docenti per un progetto didattico
a San Benedetto del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno. Tutti
al mare l’ultima settimana di agosto, ma rigorosamente duran-
te le pause. Poiché il Summer Camp, corso di musica multistili-
stica giunto alla terza edizione, prevede un impegno full
immersion, affidando oltre sei ore di corso quotidiane a pro-
fessionisti di fama nazionale ed internazionale. Ad ospitarlo, il
Consorzio per l’Istituto Musicale A. Vivaldi.
Lezioni di strumento, armonia, laboratori di musica d’insieme, laboratori specifici, Music
Technology. In chiusura, due serate di concerti: la prima affidata ai docenti, e la seconda ai grup-
pi formatisi durante il corso. Docenti di eccellente livello, una settimana di corso intensivo, costi
competitivi (il Saint Louis ringrazia a tale proposito il Comune di San Benedetto del Tronto e la
Provincia di Ascoli Piceno per il Patrocinio ed il contributo economico devoluto, volto ad avvici-
nare alla musica un elevato numero di appassionati).
PIANO JAZZ E ARMONIA: PIERPAOLO PRINCIPATO; TASTIERE: JOSÉ FIORILLI (TASTIERISTA DI LIGABUE); BASSO: GIANFRANCO GULLOTTO E
SATURNINO; BATTERIA: CLAUDIO MASTRACCI; CANTO: MARIA GRAZIA FONTANA E MARCO D’ANGELO; CHITARRA: LELLO PANICO E STEFANO
MASTRUZZI; SAX E LABORATORI DI MUSICA D’INSIEME: MICHEL AUDISSO; MUSIC TECHNOLOGY E LABORATORI DI MUSICA D’INSIEME: ROBERTO GIGLIO

DAL 23 AL 30 AGOSTO, SAN BENEDETTO DEL TRONTO (AP). PER INFORMAZIONI: WWW.SLMC.IT
MUSICALL Music In  Aprile Maggio 2008

a cura di ROMINA CIUFFA THE BEGGAR’S OPERA LA DIVINA COMMEDIA The Opera THE WEST SIDE STORY Tra
Un’opera da quattro soldi Dante nel girone di Rebibbia musica classica ed estratto di musical
 CONTINUA DALLA PRIMA PAGINA
DALLA AI MENDICANTI
Il primo musical della storia, o meglio, la prima «ballad opera», un genere di teatro musicale dell’Inghilterra del XVIII secolo.
La scrisse John Gay nel 1728 e la ripresero Brecht e Weill con intento provocatorio nei riguardi dei borghesi.
Oggi,Lucio Dalla la usa per unire - in bolognese e al suo modo - mendicanti ed èlite, snobbando il Teatro Comunaale
e la «gente impellicciata» che lo frequenta.
di Maria Luisa Tagariello
Peppe Servillo, cantante degli Avion Travel letto bolognese. Il direttore del carcere,
e ottimo attore, e Angela Baraldi, jazzista Lockit («chiudi»), si trasforma in
ma anche attrice protagonista del film Quo Lucchetto. E Macheath, che significa
Vadis, Baby? di Gabriele Salvatores, sono «Figlio della brughiera» o «Uccell di
accompagnati sulla scena dall’orchestra del bosco», diventa nella versione italiana
Teatro Comunale di Bologna diretta dal Capitan Uccello.
maestro Giuseppe Grazioli, e da voci della Nella scena finale il mendicante è di
lirica come quella di Borja Quiza Martinez. nuovo con il direttore
Lo scenario si sposta dalla Londra dei del teatro. Ora discu-
bassifondi di Gay a una città italiana di tono su come conclu-
oggi, forse Bologna, ma potrebbe trattarsi dere l’opera. Devono
di una qualsiasi città dei giorni nostri con il davvero lasciare che il
suo lato oscuro, fatto di ladri, prostitute, bandito e i suoi com-
imbroglioni e ricettatori. La vicenda rima- pagni vengano impic-
ne la stessa. cati? Non sarebbe
( . . . ) La The Beggar’s Opera di John Gay Cambiano i linguaggi. Molti personaggi forse meglio introdur-
del 1728, di cui la nuova edizione diretta da parlano in dialetto, il bolognese ovviamen- re un colpo di scena?
Dalla è un riadattamento, è piuttosto il te, ma anche il napoletano e il romanesco. E Del resto anche que-
primo musical della storia, o meglio la il linguaggio musicale è quello di Lucio sti carcerati sono esseri
prima «ballad opera», un genere di teatro Dalla che ha lavorato sulla partitura che umani. E a ben guar-
musicale che nell’Inghilterra del XVIII Frederic Austin compose nel 1920: una dare, forse non c’è
secolo si distanziava da opera e operetta struttura melodico-armonica con un’atmo- molta differenza tra
per semplicità di impianto e attualità di sfera decisamente pucciniana. mendicanti e signori,
temi. La cifra popolare fu quella che attirò La trama è la stessa che regalò il successo ladri e borghesi: tutti
anche Bertold Brecth e Kurt Weill che, due al poeta e autore drammatico inglese agli sono disposti a imbro-
secoli dopo, ispirandosi alla commedia inizi del Settecento. Un losco ricettatore gliare e a mendicare
musicale di Gay, misero in scena a Berlino (Peppe Servillo) e la moglie (Angela per ottenere quello che
la celebre Opera da Tre Soldi con un preciso Baraldi) fanno arrestare il capo dei banditi vogliono.
intento provocatorio nei riguardi del pub- che ha promesso alla figlia di sposarla. Il Nella Londra del
blico borghese. giovane riesce a fuggire seducendo un’al- XVIII secolo e nelle
Oggi, invece, l’intento non è quello di tra ragazza, figlia del secondino della pri- nostre città di oggi.
scandalizzare, ma piuttosto di unire pub- gione, ma viene immediatamente riacciuf- Ancora una volta il
blici diversi e avvicinare i giovani all’opera, fato e condannato a morte. grande cantautore
con l’uso di nuovi linguaggi musicali e la I nomi dei personaggi, che nella versione bolognese - che da
mescolanza sul palcoscenico di due mondi. originale hanno un significato riconoscibile poco ha compiuto 65
Se i protagonisti, infatti, sono rappresen- per il pubblico dell’epoca, anche nella riela- anni ed è reduce da un
tanti di quel panorama musicale italiano borazione drammaturgica firmata da tour che ha riempito i
che potremmo definire «extracolto», l’or- Giuseppe di Leva hanno un significato. maggiori teatri italiani - si mette alla prova,
chestra e il coro appartengono a pieno tito- Così Peachum, dall’inglese «Speach them» divertendosi a fare anche «quello che in
lo al mondo più elitario dell’opera. Così («denunciali»), diventa Speja, Spia in dia- teoria non saprei fare».

LA DIVINA CARCERE
Saranno risuonate le famose terzine introduttive della Divina Commedia dei luoghi danteschi. Gli artisti negli atri delle carceri si esibiscono in un
nelle orecchie dei detenuti italiani al guardare questo musical. «La Divina medley dei momenti più suggestivi ed emozionanti dello spettacolo, tra cui
Commedia-L’Opera» ha ricreato (e rieducato?) i carcerati di Rebibbia in un tratti dedicati al V Canto e all’amore travagliato tra Paolo e Francesca, alla
tentativo di riavvicinamento alla società civile. musicalità della città di Dite, all’incontro con Ulisse e al triste addio con
L’imponente kolossal musicale tratto dall’opera per eccellenza della lette- Virgilio, magister vitae del pellegrino Dante.
ratura italiana e mondiale è stato ideato da un monsignore, Marco Frisina. L’iniziativa si propone di diffondere la cultura della conoscenza e della
Venti protagonisti e 10 acrobati, impegnati dal 23 novembre 2007 sul sapienza in luoghi dimenticati da tutti di costrizione e condizioni disumane.
palco romano appositamente allestito a Tor Vergata - ora pronti per il Scontare le proprie colpe da golosi, lussuriosi, accidiosi ma anche crimina-
Palasharp milanese - hanno stupito 150 mila spettatori provenienti da tutta li a Rebibbia va bene; così dare una ragionevole speranza a chi attende un
Italia per l’eccellenza dimostrata nella rappresentazione di una trama di reinserimento nella società - carcerati e abitanti del Purgatorio che chiedo-
non facile realizzazione e comprensione. no a Dante di pregare per ascendere alla luce divina del Paradiso e incon-
Le creature fantastiche create dalla mano di Marco Rambaldi, il padre di trare un giorno la propria Beatrice.
ET, irrompono tra il pubblico rendendolo parte integrante dell’impianto sce-
nico così come l’imponente palco roteante, che dà il senso della circolarità Sara Di Francesca

THE WEST SIDE STORY LA REGIA DEVE SPARIRE


di Ersilia Verlinghieri di Romina Ciuffa

ell’ambito della rassegna cameristica pro- smo politico, Robert Schumann tra fascino un architetto emiliano il regista di Actor Actor Dei, vogliamo la fusione tra ballerini e
N posta dall’Accademia di Santa Cecilia
di Roma, il concerto in programma per il 23
romantico e sprazzi di follia. Momento saliente
del programma The West Side Story (Bernstein,
È Dei ma, soprattutto, del nuovo Musical
che uscirà dalla creatività degli allievi del Saint
coristi, che sia una storia corale in cui non vi
siano protagonisti bensì personaggi volti a spie-
aprile potrebbe essere sottotitolato «alcune suite, versione per ottoni): non esattamente Louis selezionati per una sfida: quella di saper gare meglio le dinamiche della sceneggiatura».
delle personalità più eclettiche della musica musica classica ma estratto di un musical dove fare Musical dalla A alla Z - anzi, dalla M alla Se il direttore artistico è Maria Grazia
degli ultimi secoli»: compositori, ma anche per- alla musica sofisticata e memorabile (Maria, I L. Lo dice Giulio Costa, Fontana, allora questo
sonaggi dalle storie intense ed emozionanti. Feel Pretty, Somewhere) si affiancano il tema «devono saper fare corso di Musical sarà
Leonard Bernstein combattuto tra arte e attivi- «tragico» di un Romeo e Giulietta rivisitato con tutto», e lui, in un certo pronto a sfidare gli allievi
l’esigenza di esprimere istanze sociali. Apre la senso, deve sparire. delle scuole televisive,
serata, affidato anche questo alla maestria di Ossia, la regia, se fatta con lo svantaggio-vantag-
grandi esecutori (Antonio Pappano e Alessio bene, nemmeno si vede. gio di non avere telecame-
Allegrini) e alla sonorità «nobile e malinconi- La storia - che sarà re puntate e la fortuna di
ca» (Hector Berlioz) di uno degli strumenti a rappresentata a partire credere nella multidimen-
fiato prediletto dai romantici, l’adagio («lento e dal prossimo autunno a sionalità, nella necessità
con intima espressione») e allegro («rapido e termine del corso e lan- di un apprendimento
con fuoco») per corno e pianoforte (op.70 di ciata a livello nazionale - costante e globale, nell’es-
Schumann). A intervallare le due esecuzioni non esiste: la stanno scri- senza di generazioni dai
ancora le sonorità calde degli ottoni, con il con- vendo ora, così come le 15 ai 35 anni come parte-
certo per trombone (lo suonerà Andrea Conti) e canzoni. Perché «si deve cipanti attivi alla stesura
pianoforte di Henri Tomasi, compositore còrso adattare ai nostri ragazzi, di un’opera che, ancorché
del primo Novecento, capace di accostare a i quali devono confron- a budget limitato, promet-
sonorità classiche ritmi popolari e jazzistici. tarsi con tutti. Come in te emozioni.
BALLET
Music In  Aprile Maggio 2008

BIENNALE DI DANZA DI
VENEZIA L’intervista a Ismael
CARMINA BURANA
L’intervista a Mauro Astolfi
FESTIVAL DELL’EQUILIBRIO
Marie Chouinard, Membros, Shantala
danza
a cura di ROSSELLA GAUDENZI
Ivo Direttore, ballerino, coerografo Spellbound vuol dire ammaliare Shivalingappa Perderlo.

 CONTINUA DALLA PRIMA PAGINA

CARMINA BURANA
LA NUOVA SFIDA ciò che ammalia
D I ISMAEL IVO Intervista a Mauro Astolfi,
direttore artistico della Spellbound Dance Company,
Biennale di Venezia: il ballerino e coreografo brasiliano viene riconfermato che rilancia con estro un evergreen della tradizione italiana
direttore del Festival di danza dopo il fruttuoso triennio 2004-2007
( . . . ) sul corpo in quanto specchio del nostro tempo e della società in cui viviamo. er iniziare: perché Spellbound Dance rappresenta un successo. C’è del nuovo anche
Finito il triennio 2004-2007 il timone resta tra le sue mani, arrivando ad eguagliare
Carolyn Carlson, unico direttore ad avere avuto un incarico quadriennale. Ma parliamo
P Company? Quale aneddoto si nasconde
dietro a questo nome? Spero sia abbastanza
nel pubblico: solitamente gli «addetti ai lavo-
ri» sono la maggioranza dei presenti; è invece
quasi di una new entry, per la famosa Biennale, poiché la Danza quale disciplina autono- evocativo, poiché è un concetto entrato nella una piacevole sorpresa notare che c’è gente di
ma vi ha fatto ingresso nel 1998. mia mente quasi per gioco, durante gli anni di ogni sorta, stavolta. Anche spettatori «digiuni»
Per questa edizione il celebre danzatore e coreografo si scopre ancora di più, e lancia studio negli Stati Uniti, e molto spesso dietro di danza. E ancora: i giovani, che sono sempre
una domanda diretta: Beautiful. Art is Beautiful? Cosa è la bellezza oggi? Come si rappor- alla casualità si trova qualcosa che funzione- stati la fetta più grossa di presenti, saranno il
ta alla società, all’uomo e all’arte? Si può affermare che l’arte sia l’amante segreta della rà. Spellbound è un termine che ha a che fare 40 per cento. Inversione di tendenza significa-
bellezza? Se pensiamo alla con ciò che incanta, che ammalia. Questa tiva ed interessante.
moda si comprende quanto compagnia è nata nel ‘94, chiamandosi Come spiegarlo, questo meritato successo?
il concetto di bellezza sia Spellbound Dance Group. Il nome era convin- Si può parlare dell’eco della danza che ci pro-
mutato nel tempo; le passe- cente, oggi siamo la Spellbound Dance pina la televisione, di qualità dubbia, motore
relle propongono top-model Company. però di un nuovo boom per questa disciplina in
che più che l’estetica richia- È romano Mauro Astolfi, il direttore artisti- Italia? Penso che si possa parlare davvero di
mano cadaveri ambulanti, co della nota compagnia, ma ha una formazio- due facce della medaglia. Tanta televisione,
tanto da giungere agli scan- ne internazionale, avendo lavorato duramente tanto musical che hanno invaso il nostro
dali clamorosi della morte tra Europa e Stati Uniti. Ciò gli ha permesso di Paese senza dubbio hanno mobilitato le
di modelle per anoressia. confrontarsi, spaziare, contaminare. E ricerca- masse, e le hanno incuriosite. A noi coreogra-
Trasferendo il concetto di re continuamente, insaziabilmente. Questo è fi, il compito di educarlo, di prenderlo per
bello all’arte e alla danza si quanto. Il coreografo si è trovato a trattare i mano questo pubblico nuovo, che si avvicina
vuole raggiungere quella Carmina Burana nel 2006, essendogli stato ad una danza da definire in alcuni casi
bellezza che muove da un commissionato il balletto dall’Ente per il «danza-spazzatura». Ed è anche un momento
impulso, dalla sympatia Turismo della Campania. storico nel quale la gente ha una grande
greca (sentire insieme), da Inizialmente, ho temuto che non avrei spo- voglia di sognare. Per questo oggi si registra
un’energia interiore che tra- sato volentieri questo classico della cultura un calo di pubblico del teatro ed un incremen-
sforma il corpo. italiana. Un tema che affonda le origini nel to di pubblico della danza. A teatro sai cosa
Solo da essa può scaturi- Medioevo, in quei secoli bui tanto lontani da stai vedendo, dove sei, cosa accadrà; nella
re il movimento, che non
può prescindere da un pro-
fondo senso della spirituali-
tà, la stessa che animava
artisti dello scorso secolo tanto diversi ed «imperfetti» come Pablo Picasso, Salvador Dalì,
Alberto Giacometti. Contro ogni legge del marketing, contro la logica delle e-mail, contro
la velocità a cui ci obbliga la società odierna che propone corpi vuoti di spiritualità ed emo-
zionalità. Questa la nuova sfida di Ismael Ivo.
Momento saliente della rassegna sarà rappresentato da Choreographic Collision 2. Lo
scorso anno la prima edizione, dal tema Coreografia Oggi, ha coinvolto un gruppo di 25
ragazzi impegnati in un workshop per quattro settimane, oltre a confronti con coreogra-
fi all’interno della Biennale. Quest’anno l’impronta sarà differente: coreografi selezionati,
tra gli otto e i dieci, realizzeranno progetti propri della durata di 15-20 minuti, e verran-
no affiancati da ballerini professionisti per mettere in scena queste creazioni. Il futuro
della danza secondo Ismael Ivo? Investire nello sviluppo, spalancare una volta per
tutte la «finestra» della danza contemporanea italiana, tanto ricca di talenti. (R.G.)

FEBRE
dolore minimal
ppressione, paura, tensione, minimale fa da sfondo allo spetta-
O eccitazione, angoscia, rabbia,
malattia: febbre. Una febbre che
colo: un semplice muro bianco e
nudo, proprio come i protagonisti,
rimanda al malessere sociale, al quasi sempre privi di abiti e belli in noi e perciò considerati privi di interesse. danza vieni gettato in un mondo onirico,
disagio del vivere tipico delle aree tutta la loro schietta e selvaggia Dopodiché, decidendo di trattare soprattutto i sognante, che ti permette di fantasticare, e di
urbane dove la realtà è spesso vio- natura. Uno spettacolo duro e toc- goliardi, cantori di vagabondaggi, vino, donne arrivare dove vuoi.
lenza ed esclusione. I sette giovani cante, secondo capitolo della trilo- e gioco, ne ho dato una lettura provocatoria, In poche parole, come racconteresti il tuo
danzatori della compagnia gia dei Membros, nati nel 1999 a sfacciata, burlesca. Esaltazione della corpo- percorso artistico? Non ho mai accettato com-
Membros offrono un quadro crudo Macaé (a 180 km da Rio de reità, mandando al diavolo ratio e decorum. promessi, ho sempre assecondato il mio lato
e realistico della vita dei ragazzi di Janeiro) dal coreografo Tais Vieia e Ed ecco che questi canti tornano di colpo ad creativo. Di lavoro ne ho fatto tantissimo,
strada mostrandoci il lato più dolo- da Paulo Azevedo, laureato in essere attuali, godibili da un pubblico del XXI quindi il successo e le gratificazioni le ho
roso del Brasile. I problemi dell’in- scienze politiche ed istruttore, secolo... sudate fino all’ultima goccia. Amo questo
fanzia, della droga, della diffusione come proposta di una vita alternati- Essere presenti con uno spettacolo per sei Paese così difficile per chi intraprende carrie-
delle armi, della disuguaglianza va a giovani artisti di diversi origini giorni consecutivi rappresenta una scommes- re artistiche. Se potessi, mi scinderei in due:
sociale e della miseria vengono rac- sociali e culturali in una città con il sa. Solitamente si rimane in teatro per un paio vivere in Italia, e lavorare ovunque, in Europa,
contati a ritmo di hip hop, break più alto tasso di omicidi del Paese. di date, e a quattro giorni dal debutto (Carmina tranne che in Italia.
dance e danza contemporanea attraverso la forza La compagnia brasiliana ha così dato vita ad una Burana, dall’11 al 16 marzo al Teatro Italia),
e la spontaneità di questi giovani interpreti che vi trilogia di spettacoli incentrati sul tema della vio- l’aver registrato quasi sempre il tutto esaurito a cura di Rossella Gaudenzi
interagiscono con grande originalità divenendo lenza: Raio X (2003, presentato per due anni nei
dei veri e propri attori-acrobati sulle musiche di teatri di tutta Europa), Febre (2007) e Medo
Bach, Chico Barque, della canzone brasiliana del (Paura), che sarà presentato al pubblico solo nel
funky e del continuo e impressionante rumore
dei corpi che sbattono a terra. Una scenografia
2009.
Valentina Giosa IO BALLO DA SOLA
Shantala Shivalingappa
Abiti dai colori essenziali ornano un corpo sottile dalla

NON VOLTARTI INDIETRO


pelle bruna. Bellezza pura, angelica, ancestrale. Bianco.
Nero. Movimento, sensualità ed emozione. Racconto.
Luce. Emana luce la ballerina che ha saputo fondere i det-
Marie Chouinard tami della millenaria danza classica indiana, appresa dalla
madre ballerina (Savitry Nair), alla cultura del balletto
Onirico. Sarà lecito fluttuare tra il sogno e l’incubo, dopo aver assistito a questo sorprendente occidentale. Ed illuminante, è proprio il caso di dirlo, il
Orphée Et Eurydice, poiché qui entreranno in gioco la poesia e la dannazione, l’amore e la morte, suo incontro con la coreografa tedesca Pina Bausch, entra-
l’Ade e la Nemesi. Non solo corpi in movimento, ma suoni fortemente disarticolati che da questi ta ormai nella leggenda per aver rivoluzionato e destruttu-
corpi esplodono, a riproporre sempre la stessa storia, anzi due: la mitica vicenda di Orfeo che perde rato l’idea di danza tradizionale.
per sempre la sposa Euridice, e la narrazione della conquista del linguaggio, grande miracolo del- La minuta Shantala ha portato in scena quattro deliziosi
l’umanità. Dieci artisti sul palco che sanno recitare, ironizzare sulla scena oltre a quadri narrativi dominando, sola sul palco, spazio e tempo.
danzare con maestria impeccabile. La coreografa canadese Marie Chouinard ha Tra una rappresentazione e l’altra, ci tengono in sospeso
fatto centro per l’ennesima volta. C’è del genio in questa pluri- proiezioni della ballerina, stavolta ricoperta dagli sgar-
premiata artista dai lunghi capelli rossi. La sua è la danza gianti colori della tradizione indiana.
della mancata linearità e cronologia narrativa. La sua è la Poi si ricomincia, tornando al bianco, ma soprattutto al
danza della provocazione. Mai distante dall’umana ricerca nero dei suoi costumi. E Shantala è baco strisciante, farfal-
di esprimersi e rapportarsi agli altri. la che si libra, figura seducente, dalla profonda forza evo-
Rossella Gaudenzi cativa. A metà tra oriente e occidente. (R.G.)
CLASSICA
&opera Music In  Aprile Maggio 2008

INGMAR BERGMAN «La libertà totale, la totale problematicità, portate al cul- RECENSIONE La musica
mine della disperazione professionale che appare al barbaro del Nord che ha assor- sveglia il tempo Il suono rifiu-
a cura di FLAVIO FABBRI
bito la fedeltà al testo insieme al latte materno come qualcosa di spaventoso» ta di tornare al silenzio. Oddio

INGMAR BERGMAN: SCASSINARE


LA VOCAZIONE IL SALOON
DI UN INVALIDO Tornare alla «Polka», il locale di
Minnie sotto le vette della Sierra buono
DALLA MUSICA AL CINEMA, per gustare qualcosa di forte, ‘Laggiù
nel Soledad’, mentre lei, la confidente e
STORIA DI UN SOGNO DI MEZZA VITA consolatrice dei minatori (Daniela
Dessì) e lo straniero Dick Johnson
«Forse questa lotta incarognita ha un aspetto positivo: sono costretto (Fabio Armiliato), che viene per scassi-
a darmi da fare con quel pezzo all’infinito. nare il saloon, incrociano gli sguardi
ancora una volta, come Puccini volle.
Non posso seguire un’altra via. La mia invalidità me lo impedisce». La Fanciulla del West è un’opera liri-
ca in tre atti di Giacomo Puccini, su

D irigere un film è un po’ come dirige-


re una scena teatrale o un’ orchestra.
Proprio nella sceneggiatura ci sono tutta
in seguito definì «la mia gioia». La stessa
definizione che usò Bach secoli prima per
chiamare a sé la musica nei momenti peg-
piaciuto. Lei ha cambiato l’ordine di alcune
scene, verso la fine. Questo con Mozart non lo
si può fare, è un tutto organico». Fu come
libretto di Guelfo Civinini e Carlo
Zangarini.
La prima rappresentazione avvenne
una serie di componenti da orchestrare giori. Scriveva Bergman: «I corali di Bach si lasciar scorrere una rosa sulla guancia, al Teatro Metropolitan di New York il
molto simili ai ritmi, ai timbri e a delle muovono ancora come veli colorati nello spazio dapprima il bocciolo e poi un lacerante 10 dicembre 1910 con la voce di
forme che potremmo definire musicali. della coscienza, avanti e indietro sulle soglie, tema di spine. Caruso. Un’opera forte, di contrasti
Ingmar Bergman non ha mai nascosto la attraverso porte aperte, gioia». Una lezione, di stile e di vita, quella che passionali e piena d’avventura. Fino al
propria ‘ impossibile’ vocazione alla musi- Passerà poi per l’Opera di Stoccolma Von Karajan inflisse a Bergman, sulla natu- 18 aprile, invece, è al Teatro
ca e i suoi film sono lì a dimostrarlo. come assistente alla regia e conoscerà Issay ra della musica e della bellezza, presenze dell’Opera di Roma.
Di più ne è testimonianza una breve ma Dobrowen, assorbendo da lui una versione eteree che ci attraversano e che sono troppo
intensa attività teatrale, venuta alla luce in della vita negativa, paurosa e nello stesso difficili da far nostre, tanto da renderci
un’autobiografia del 1987, Lanterna magica tempo eccezionale e appassionante. invalidi eccezionali: «Forse questa lotta inca-
(Garzanti). Pagine travolgenti, drammati- Conoscerà le anime dannate dei registi, le rognita ha un aspetto positivo: sono costretto a
che, intense, come la pancia di un compo- loro follie e la rigida disciplina, che poi è darmi da fare con quel pezzo all’infinito. Ho
nimento, ampie parabole che nel volteggio l’anima della musica e anche lo spirito modo di ascoltare attentamente ogni battuta,
e nel gesto di girarsi a noi dal passato rac- segreto di Mozart: «La libertà totale, la totale ogni pulsazione, ogni attimo. La mia rappresen-
contano un’ esistenza e la trasfigurano in problematicità portate al culmine della dispera- tazione sorge dalla musica. Non posso seguire
un senso finale a tratti ignoto. Probabili zione professionale che appare al barbaro del un’altra via. La mia invalidità me lo impedi-
illuminazioni, momenti inquieti e sfuggen- Nord, che ha assorbito la fedeltà al testo insieme sce», scrive Bergman.
ti carichi di pena e di respiri profondi, unici al latte materno, come qualcosa di spaventoso». Il regista che non fu mai un musicista e
segni di vita nel silenzio della concentra- Poi arrivò l’ incontro con Von Karajan a che divenne uno dei più grandi autori cine-
zione. Del silenzio che precede la musica, Salisburgo per la messa in scena del Sogno matografici della storia, trovando l’altra
concentrazione creativa anelata da ogni strindberghiano, stavolta realizzato da sponda del sogno nella settima arte, non
artista. Bergman, con gli elogi del Maestro, i più tanto lontana poi dalla musica, altrettanto
La prima volta che Bergman assistette a belli per il regista svedese: «Lei dirige come rigida, maniacale e perfezionista da
un opera teatrale fu dinanzi a Il Sogno di un musicista, ha senso del ritmo, della musica- mostrarci amabilmente come si mette in
Strindberg nel 1930; aveva dodici anni e ne lità, del tono. Si vedeva anche nel Flauto magi- scena un «sogno».
fu travolto, come da un’onda elettrica che co (film girato da Bergman nel 1974). Ogni
fece vibrare il suo piccolo corpo, quella che pezzo preso a sé era affascinante, ma non mi è Flavio Fabbri

UN ORECCHIO PENSANTE
PER UNA MENTE IN ASCOLTO I MIEI PRIMI 100 ANNI
DANIEL BARENBOIM, «LA MUSICA SVEGLIA IL TEMPO», FELTRINELLI 2008, PP 192, € 15,00 io li festeggio così
iò che permette di fare esperienza con la musica è il suono: questo attraversa lo
C spazio, l’aria e giunge a noi. Ma da dove nasce il suono? Da uno strumento - certo -
o dalle mani di un musicista - ovvio - e dal nulla - oddio. Sì dal nulla, come la vita d’altron- E ra il 16 febbraio del 1908, le quattro del
pomeriggio di domenica e Giuseppe
«Cento, centouno» di Anton Giulio Onofri, dedi-
cati all’orchestra e al direttore Antonio Pappano.
de, cui la musica è visceralmente e concet- Martucci salì sul podio dell’Augusteo, Bruno Cagli, presidente dell’Accademia, ha
tualmente legata. Prima del suono c’è il l’Auditorio romano poi demolito dal fascismo, dato, con le arie di Rossini, Verdi, Puccini,
silenzio, necessario, richiesto, generatore per dirigere il primo concerto della neonata Beethoveen, Mozart, Brahms, Vivaldi e
nulla cui sempre si torna. Perché dopo Orchestra stabile, poi Orchestra dell’Augusteo, Schumann, il via alla Festa della musica, una
che un suono è stato generato, prima o quindi - dopo la demolizione della sala nel 1936 lunga maratona che ha visto suonare in ogni
poi, comunque, questo tornerà al silenzio e - Orchestra della Regia Accademia di Santa angolo dell’Auditorium quintetti e quartetti,
quindi al nulla. Eppure, finché lo spazio Cecilia e da ultimo in Orchestra dell’Accademia fiati e ottoni, voci bianche e cori, e l’inaugura-
sarà attraversato dai suoni, in quel percor- Nazionale di Santa Cecilia. zione del neonato Museo degli Strumenti.
so sospeso tra i due silenzi la musica crea Nello stesso giorno di 100 anni dopo è Con le stesse musiche che furono scelte
una frazione temporale di vissuto, genera Antonio Pappano a salire sul podio della Sala all’epoca: la Sinfonia dall’Assedio di Corinto
il tempo, quello del sogno e della memoria, Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della di Rossini, la Sinfonia n. 3 Eroica di
passato e presente, immateriale e senso- Musica per dirigere il concerto che ricorda uno Beethoven, l’Andante e il Minuetto dalla
riale, fatto di dimensioni altre mai così dei momenti più importanti per la cultura musi- Serenata K525 di Mozart, il Mormorio della
tanto vicine a queste nostre, vissute. cale romana e italiana. foresta dal Siegfrid di Wagner, l’Ouverture dal
Daniel Barenboim, pianista e composito- In 60 mila a celebrare i cento anni Tannhäuser sempre di Wagner, e a notte scesa
re di fama mondiale, nel suo libro «La dell’Accademia di Santa Cecilia il 17 febbraio fuochi d’artificio che rischiaravano il cielo di
musica sveglia il tempo» edito da 2008 allora, e ben 21 esecuzioni consecutive, un gran bel pezzo di Roma.
Feltrinelli, ci racconta di come la musica testimonianza di questo amore la lunga fila per le
costruisce il tempo, a partire da uno spa- proiezioni dei documentari storici e del film Flavio Fabbri
zio fatto di congiunzioni e giustapposizioni,
dove il suono si rifiuta di tornare nel silen-
zio e cercando un suono compagno crea
l’armonia, sempre così simile alla vita degli
uomini. Anche noi come i suoni ci leghiamo
per creare corrispondenze tra individui e
gruppi, tra parte e somma, per creare la
società, proprio come i suoni, i fiati e le
note cercano e creano la musica.
Pagine in cui si percepisce in che modo
il canto avvicini l’uomo e il suono più di ogni
altra cosa, perché due voci che si esprimo-
no simultaneamente si ascoltano, si
oppongono, si contrappongono e si ritro-
vano nella musica che è stare insieme, che
è prima di tutto condivisione.
Le note in uno spartito, gli uomini in società, in ordine e libertà, insieme e da soli, dal
nulla e per sempre. Scrive Barenboim: «Questo non è un libro per musicisti o per non-
musicisti, è piuttosto un libro per le menti curiose di scoprire le corrispondenze fra musi-
ca e vita, e la saggezza che diventa comprensibile all’orecchio pensante». L’orecchio
pensa come la mente sente e l’occhio assaggia, una visione antropologica olistica, del-
l’uomo che pone il nostro corpo in stato senziente e smaterializzato, inorganico, come il
suono dunque, sempre in lotta con il silenzio e il nulla della storia.
Music In  Aprile Maggio 2008
CLASSICA
&opera
ARGENTINA Bacalov Quartet
LUTTO Giuseppe Di Stefano Fonde culture musicali e grandi musi- DANIELA DESSÌ È insieme una
Fece innamorare pure la Callas cisti in voli sincretici casta diva e la padrona di un saloon

UN PIANOFORTE
AVVENTURE PER QUATTRO MANI:
ARGENTINE Michele Campanella
e Monica Leone
La ricca Stagione musicale della IUC
(Istituzione Universitaria Concerti ) propone un
Torna Luis Bacalov col suo ultimo progetto, un quartetto con concerto da non perdere per il prossimo 19
bandoneón, contrabbasso, percussioni e pianoforte, col quale aprile: il duo pianistico formato da Michele
esegue composizioni che ricercano punti d’incontro fra diver- Campanella e Monica Leone, con l’Orchestra di
se culture musicali, approdando ad un risultato fortemente Padova e del Veneto. In apertura Beethoven,
sincretico, tra musica etnica, atmosfere urbane e cultura con il Concerto n° 3 per pianoforte e orchestra
musicale contemporanea. op. 37, e a seguire la Fantasia op. 103 in fa
Il Quartetto Bacalov fonde, infatti, diverse culture musicali minore di Schubert per pianoforte a quattro
con lo stesso Luis Bacalov al pianoforte, Juanjo Mosalini al mani; e il Concerto in re minore per due piano-
bandoneon, Daniel Bacalov alle percussioni e Giovanni forti e orchestra di Poulenc.
Tommaso al contrabbasso. L’opportunità di seguire dal vivo Al termine la Danza macabra Totentanz di
l’estro del maestro argentino è data dal concerto dell’8 mag- Franz Liszt, autore di cui il virtuoso
gio all’Oratorio del Gonfalone. Campanella è uno dei maggiori interpreti a
livello internazionale.
Nicola Cirillo

GIUSEPPE DI STEFANO
LA FORZA DEL DESTINO
Si spegne uno dei più grandi tenori della storia, che fece arrossire
il Metropolitan di New York e il Coven Garden di Londra

ncora un lutto nel mondo della lirica.


A All’età di 86 anni si spegne a Como uno
dei più grandi tenori della storia, Giuseppe Di
Stefano. Una voce che divenne presto leggenda,
la voce che fece arrossire il Metropolitan di
New York nel 1948 col Rigoletto e dieci anni
dopo il Covent Garden di Londra; la stessa che
NORMA
fece innamorare la Divina Callas pochi anni
dopo. Per trent’anni la Scala di Milano ha lega-
to il suo nome al successo di Di Stefano, con 26 CASTA
titoli, 43 produzioni e 185 recite. Un gigante
della lirica mondiale, al pari di Gigli, Caruso,
Schipa e del più giovane e già compianto
Pavarotti. Una voce limpida, calda, generosa,
DIVA
potente estensione della sua anima, caratteriz- orna in scena il capolavoro di Vincenzo Oltre all’acclamata Dessì nelle vesti di
zata dalla naturalezza di una dote immensa e
della forza di un destino.
T Bellini, Norma, rappresentato per la prima
volta nel 1831 alla Scala di Milano e ora ripro-
Norma, ad interpretare Pollione c’è uno dei
nostri tenori più importanti al mondo, Fabio
Un tono di istintivo colore, manifestazione di posto al Teatro Comunale di Bologna il 29 Armiliato.
rara capacità vocale, di origini popolari, sempli- aprile prossimo per la regia di Federico Tizzi. Capolavoro del lirismo vocale di Bellini,
ci ma rigorose e orgogliose. Giuseppe Di Fino al 9 maggio. Norma è un’opera piena di pagine solenni e
Stefano le ha portate in giro per il mondo a sol- Un’edizione bolognese questa della Norma memorabili contenute nel libretto di Felice
care i palchi più importanti e blasonati, come i rinnovata nelle scenografie, con i disegni di Romani, a cominciare dall’indimenticabile aria
Maestri che li hanno calcati, Von Karajan, De Mario Schifano, nell’interpretazione, con la Casta Diva, scritta per la divina Giuditta Pasta.
Sabata, Bernstein. Un drammatico, struggente grandissima soprana Daniela Dessì, e nella Un ritorno alle origini questo per il regista
interprete del Novecento che insieme al vecchio direzione del Coro e dell’Orchestra del Teatro toscano Tiezzi, reduce dal successo del Parsifal
secolo ci saluta, cantando ancora una volta La Comunale con la presenza di Evelino Pidò, pro- napoletano, che debuttò nella regia dell’Opera
forza del destino di Verdi. fondo conoscitore del repertorio classico del lirica nel 1991 proprio con la tragedia lirica di
Flavio Fabbri primo Ottocento. Bellini.

METTI UN GIORNO
MOZART A LINZ Nicola Cirillo

Nel 1783 W. A. Mozart si trovava a Linz, ospite del conte Thun. Proprio in quella casa, per com-
piacere al suo ospite, scrisse una sinfonia in linea col carattere festoso di quei giorni: una sinfonia
in Do maggiore, con timpani e trombe nell’orchestrazione. È così che, in seguito, la sinfonia n. 36
in Do maggiore K 425 prese anche il nome di Sinfonia Linz. Il prossimo 31 maggio potremo ascol-
tarla all’Auditorium Parco della Musica, nell’esecuzione dell’orchestra dell’Accademia
Nazionale di Santa Cecilia diretta per l’occasione da Ton Koopman. A seguire, col supporto del
Coro, sarà eseguita anche la sonata «profana» di Bach La contesa tra Febo e Pan BWV 201.

BERLIOZ AMORE E FANTASIA


fogo d’amore assoluto, dolore profon-
S do che Berlioz ha provato per il senti-
ROMA SINFONIETTA mento negato dall’attrice biondissima e
bellissima Harriet Smithson.
Una ‘Sinfonia fantastica’ che avrà l’ono-
vs NUOVO CORO LIRICO re di rappresentare il primo esempio di
musica a programma, prototipo del sinfo-
nismo ottocentesco. La biondissima diven-
Li unisce Morricone. ma anche tutto il repertorio sinfonico e operistico eseguibile. ne poi sua moglie e lui un maestro e un
E l’Aula Magna della Sapienza, per questa volta. esempio per gli autori posteriori di «poemi
sinfonici». Tutto l’amore che Berlioz river-
osa unisce l’Orchestra Roma Sinfonietta e il Nuovo Coro Lirico Sinfonico Romano? Intanto
C il grande Maestro romano e premio Oscar Ennio Morricone. Poi gran parte di tutto il reper-
torio sinfonico e operistico eseguibile.
sò in questa imponente partitura del
1830 si trasformò in un vero e proprio
programma dove ogni pezzo della compo-
Due giganti della classica che si ritrovano l’8 aprile sullo stesso palco, quello dell’Aula Magna sizione ritrova il suo contenuto narrativo.
dell’Università La Sapienza di Roma, assieme a Chiara Augello soprano, Veronica Simeoni mez- Il 5 maggio all’Auditorium.
zosoprano, Cristiano Cremonini tenore, Maurizio Lo Piccolo basso e il Direttore Maestro
Francesco Lanzillotta. Musiche di Bach, Puccini e Verdi, di quest’ultimo verrà eseguita anche la
Messa da Requiem per soli coro e orchestra.
BEYOND
BEYOND Music In  Aprile Maggio 2008
&further GIORNATA DELL’ASCOLTO DI PADOVA 18 THE NIRO Uno che, già lo sai, T E N D E N Z E
a cura di ROMINA CIUFFA
maggio C’è un giorno in cui ci si leva in balzo come non potrà mai essere tutto chiac- Ecco cos’è il
animali sensibili a suoni sottili e s’impara ad ascoltare chiere e distintivo Venerdrink

E SI LEVANO I SENSI
Intervista a Sergio Durante, uno dei principali musicologi italiani
e curatore della Giornata dell’Ascolto di Padova del 18 maggio A CURA DI ROMINA CIUFFA

un giorno, che è il 18 MAGGIO, in cui delle mie esperienze ho messo al centro del pro- oggi, in Italia, di essere offerta dal vivo e a un
C’è tutta Padova si zittisce e si affinano le
orecchie, come quegli animali che, per molto
getto non ‘la musica’ ma i processi d’ascolto. La
differenza è sottile ma essenziale.
pubblico che non sia quello consolidato (e,
ahimé, senescente) delle sale da concerto. Alcuni
istinto e per elevata sensibilità al suono, si leva- Durante la Giornata si offrono musiche che altri tentano un approccio innovativo:
no di balzo in piedi e chi non sente non capisce. per loro natura e per il modo in cui vengono l’Orchestra di Padova suonerà dal vivo sulle
Quasi si spaventa. I padovani così si scuoteranno offerte devono essere ascoltate diversamente. immagini del film muto di C. Froelich su Wagner.
dal torpore e come animali sopravvissuti a qual- Questo ‘risveglia’ un’attenzione spesso sopita (o Nella sala della Sinagoga ‘tedesca’ (data alle
cosa di duro come il rumore si metteranno ad vittima di una ‘anestesia’ dovuta alla continua fiamme nel ‘43 dai Fascisti e da qualche anno
ascoltare. Come si dedica a una madre la festa esposizione ai suoni). restaurata) verranno proposte musiche sinago-
della mamma così a un ascoltatore la giornata Concorrono poi altri elementi: lo studio e l’in- gali commissionate appositamente per Padova
dell’ascolto, e poco importa fra il 1830 e il 1930: si tratta di
che oggi si ascolti poco e ci si un fondo recentemente recupe-
fermi mai - e non importa se rato su quale lavora un giova-
una madre abbia l’istinto ne musicista padovano, Meglio ascoltare musica al buio ovvero in
materno. Siamo tutti ascoltato- Gabriele Donà, che studia silenzio guardare un’opera?
ri e Padova sarà la nostra capi- direzione d’orchestra a Vienna. Meglio ascoltarla quando si è ben disposti a
tale, la culla dei silenzi in cui Lungo il portico di via Roma farlo. Anche in uno stadio assordante, se è
riposerà l’orecchio. (l’antica ‘via regia’ che dal buona. Ogni tipo di musica vuole un tipo di
Municipio porta verso il Prato ascolto.
SERGIO DURANTE è un della Valle) sarà disposta C’è flessibilità ma niente è più deleterio che
ricercatore, prima di tutto. Di un’installazione di musica elet- credere di avere avuto un’esperienza d’ascolto
musica. Da uno zio che lo ha tronica realizzata da sette com- quando in realtà si è solo ‘sentito’. E si eviti l’in-
iniziato alla musica a 10 anni, positori coordinati da Nicola digestione: dobbiamo fare vuoto nella mente per
a un gruppo pop con il basso Bernardini. tornare ad ascoltare.
elettrico e già un flauto traver- Anche nell’edizione dell’an-
so («strumento più manegge- no passato il Comune commis- Cosa offre Padova ai giovani musicisti, oltre
vole»), si è dedicato anima e sionò tre nuove opere. C’è poi a una giornata di ascolto?
cuore alla musica classica musica per soli, coro e orche- Sempre troppo poco. Ci sono però speranze
diplomandosi a Bologna; ha stra (l’op. 87 di Beethoven), la che in occasione dell’edificazione del nuovo
suonato in orchestre di enti Civica orchestra di fiati, la Auditorium dell’architetto Kada vi venga inclu-
lirici, ha studiato composizio- ripresa del magnifico spettaco- so il nuovo Conservatorio, che dovrebbe mante-
ne e frequentato il Dams. La lo DeForma del Tam/Teatro nere una relazione con le istituzioni di istruzione
sua passione per la ricerca musica di Michele Sambin. superiore (l’Università) più che con quelle di
musicologica lo ha portato ad L’Interensemble di Bernardino produzione (che avranno vita del tutto autono-
anni di professione didattica in Conservatorio, a dividuazione di ‘luoghi’ o situazioni da destinare Beggio propone uno spettacolo musicale origi- ma). Si tratterà di un collegamento ‘simbolico’,
un dottorato alla Harvard University e all’inse- alla musica entro uno specifico tessuto urbano e nale dedicato ad Andrea Palladio. ma forse non inutile e almeno risolverà i proble-
gnamento delle discipline storico-musicali a il desiderio di promuovere il lavoro di musicisti E i Solisti veneti diretti da Claudio Scimone mi di spazio.
Cremona, infine a Padova, sua città natale. o gruppi di artisti che (in massima parte) appar- proporranno musica di Giuseppe Tartini nella Oltre alla musica classica la municipalità
tengono alla città. Non si vuole però l’autarchia: Chiesa in cui il musicista è sepolto. dovrebbe preoccuparsi anche della musica leg-
Ascoltare è naturale? più di una produzione è ‘importata’, come il gera: c’è bisogno di luoghi dove poter provare e
Come camminare. Ma questo non vuol dire gruppo di musiciste persiane ‘Mehr’. Se l’espe- Vista e udito, Padova e musica. Che prevale? crescere musicalmente. È ora di far uscire i
che si cammini tutti allo stesso modo o che non rienza si dovesse esportare in una città diversa, Padova ha un carattere proprio: intima, pro- ragazzi (e i meno ragazzi) dai garages.
si possa camminare, come pure ascoltare ‘male’. andrebbero tenute presenti le differenti condizio- tettiva ma non priva di grandi aperture prospet-
ni ‘locali’, urbanistiche e culturali. tiche, fitta di meandri porticati nei quali è bello Quale grande artista vedrebbe per le strade
Perché una Giornata dell’Ascolto? perdersi. A tratti se ne scoprono i suggestivi di Padova questo 18 maggio a rappresentare
Mi sono chiesto come si potesse affrontare in Quali sono le iniziative previste per questa corsi d’acqua sopravvissuti alla ‘modernizzazio- «l’ascolto»?
modo non accademico il problema della banaliz- edizione? ne’. Ci si sta bene anche senza la musica, ma la Mi piace pensare che John Cage si troverebbe
zazione dell’ascolto, aspetto più critico della La maggior parte degli eventi comprende presenza diffusa di questi eventi ha creato un a suo agio.
cultura musicale del Novecento. Facendo tesoro musica classica europea, che ha più bisogno corto-circuito socializzante.

to di morire asfissiato. L’aria si stava inquinando tratti ricorda Leonard Cohen e a tratti Nick
a tal punto che ho persino pensato di perorare la Drake, anche se lui forse si diverte a fare il James

ADD THE NIRO


causa verde. Anche se, a dirla tutta, non mi ci
vedevo proprio a bordo di una goletta targata
Greenpeace a scagliarmi contro una baleniera
giapponese.
Meglio scenderci a patti col Sol Levante:
soprattutto da quando ho scoperto che Akira
Kurosawa e Takeshi Kitano possono essere una
Blunt, nonostante il nome e la lingua utilizzate
nei suoi pezzi, è un italiano doc.
All’anagrafe di Roma, città che gli ha dato i
natali, è registrato come Davide Combusti. E il
suo recente Ep An Ordinary Man, vero scrigno
fatato composto di quattro canzoni che assomi-
gliano più a quattro brillanti, è un vero miracolo
VENERDRINK
Negli anni Ottanta c’era una famo-
sissima reclame che recitava «Una
Milano da bere»: è dal
cuore della Lombardia
salvifica bombola d’ossigeno per uno che al cine- musicale del made in Italy. che parte la moda degli
ma non sa più che aria respirare. Qualcuno si mette a scrivere canzoni perché aperitivi e degli eventi col-
Stando così le cose, mentre il tempio di cristal- non è il bullo del quartiere, perché una ragazza legati e arriva fino a una
lo eretto in onore di Robert il grande inziava a sci- carina gli ha detto che le piacevano i cantanti, Roma che evolve e trova i
volare nell’ombra, prendere polvere e attirare perché ha i denti storti e non può sorridere come Venerdrink del Savoia68,
ragnatele non potevo non sobbalzare quando un vorrebbe, perché non vuole la moglie brutta che nei pressi di Piazza Fiume,
amico mi chiese ma le hai sentite le canzoni di De si merita. Il bello è che scrivere canzoni non serve in cui quattro musicisti si
Niro? Canzoni? a nulla di ciò che uno vuole. alternano in acustico tutti
Pur di restituirgli nel cuore il posto che così a Scrivere canzoni è un limite, un dolore, un i venerdì alle 19.
lungo aveva occupato ero disposto anche ad difetto in più. Il bello è che dopo averlo fatto stai Si scambiano microfo-
accettare questo gioco perverso: l’avrei accolto malissimo. Il brutto è che desideri ancora un no e strumenti Pier
come cantante. Le coppie in crisi in fondo fanno amore indimenticabile. Cortese, Marco Fabi, Leo
così: per rinvigorire il rapporto e ritrovare la pas- Ma se guardi la cosa da un’altra prospettiva, Pari, Luca Bussoletti,
sione perduta si chiamano con nomi diversi, si ascoltare canzoni non serve a molto di più. O Valeria Rossi, Michele
vestono in maniera inconsueta, fingono di non almeno è quello che credi finché, una tantum, non Amadori, Stefano Scarfone e, tra apri-
conoscersi… t’imbatti in un The Niro. Uno che, già lo sai, non le e maggio, anche Nicco Verrienti,
L’equivoco durò esattamente quanto il mio potrà mai essere solo chiacchiere e distintivo. Diana Tejera, Daniele Sarno e
record di tolleranza di fronte a una puntata del Federica Baioni. Ingresso gratuito e
Festival di Sanremo, più o meno due secondi. In Matteo Grandi info su www.myspace.com/ubixweb.
un attimo capì che non stavamo parlando dello
stesso De/The Niro. Ma la cosa m’incuriosì ancor
di più. Il mio era De, il suo era The. Pensai istin-
Sono cresciuto a pane e De Niro. C’è tivamente «all’impostore» ma soffocai il pensie-
stato un periodo in cui Goodfellas lo conoscevo ro. E decisi di saperne di più. Mi documentai, par-
a memoria, Casinò l’avrei potuto rivedere tendo dalla base: www.myspace.com/theniro.
all’infinito, Toro Scatenato e Taxi Driver erano Fu così che sotto i miei occhi prese forma il ritrat-
bibbie parlanti. Poi mi sono sentito tradito da to di un artista intimo e complesso, profondo e
Heat e trafitto da Terapie e pallottole varie. preparato. Uno che non si era buttato sul web per
Ma nella bacheca dei feticci sentimentali un cercare una scorciatoia, perché di strada ne aveva
posto per la gigantografia del grande Bob, sor- percorsa tanta fin da prima dell’avvento di
riso smagliante e faccia da schiaffi condita da MySpace.
inconfondibile neo, ci sarà sempre. Sperando, Aveva macinato chilometri il nostro The Niro
s’intende, di non vederlo mai trascinato nel passeggiando sul palco con Sondre Lerche, Lou
cammeo di qualche vanzinata natalizia. Barlow e i Deep Purple tanto per fare dei nomi
Quello davvero non potrei reggerlo. Ebbene. così. Aveva macinato chilometri anche per anda-
Avendo respirato De Niro per i migliori anni della re a impreziosire la sua arte a Londra.
mia vita, da dopo Gli Intoccabili in poi ho temu- Già, perché questo cantautore gentile, che a
FEED
Music In  Aprile Maggio 2008

DAVE ALLEN Real and DARIO MARIANELLI Espiazione RADIODERVISH L’immagine


back
Imagined Un nuovo cd, nove trac- La colonna sonora che gli ha fatto vin- di te La verità è uno specchio cadu- a cura di ROMINA CIUFFA
ce di poesia virtuosa cere l’Oscar to dalle mani di Dio

DARIO MARIANELLI - ESPIAZIONE (ATONEMENT)


DAVE ALLEN - REAL AND IMAGINED
Le parole e le note possono letteratura britannica da E.M. Forster a
essere davvero così vicine? Virginia Woolf. Inchiostro musicale che scorre
Non volevo finirci ma ora vedo il mondo a quadretti, un po’ in trasparen- Tasti di un pianoforte che inse- anche nelle tracce Cee, You and Tea, With my
za, comunque sospesa. Perché improvvisamente mi sono trovata impri- guono quelli di una macchina da scrivere. Il own Eyes, che dialoga fluidamente con la son-
gionata nella ragnatela di un ragno di Philadelphia, Dave Allen, uno che sa tono amaro che si confonde col sapore dell’in- tuosità del pianoforte e degli archi.
tessere jazz e incollarti per nove tracce che sono poesia virtuosa. Così ora vedo New chiostro, una sensazione penetrante, dispe- Atmosfere dense, che arrestano il respiro, per
York dagli occhi di uno che a 16 anni era già stato riconosciuto da Guitar Player come rante e passionale come la consistenza delle terre lontane, troppo lontane, all’origine di ogni
un talento da tenere sotto controllo. Non l’ho fatto ed ora mi ritrovo nella sua tela. lettere in bocca nel pronun- lontananza, di ogni nostalgia.
Ma almeno è la tela di un romantico. Ne prendo atto mentre ascolto questo nuovo cd, ciare ‘Atonement’. E proprio per far fronte a tali
Real and Imagined, e mi lascio afferrare da dita incessanti a condurmi sulle sue cinque Poi il suono si eleva dalle let- pesi evocativi dell’anima che
corde, una per una, che sono seta da cui lui si cala. Resto cosí tra il reale e l’immagina- tere battute, si allontana, Marianelli ha dovuto ricerca-
to, qualcosa che Dave sa domare con lunghe frasi di jazz per tenermi con i piedi per terra quasi per paura di sentirsi re momenti altissimi, inge-
mentre mi manda ad Ottavia, la città ragnatela di Italo troppo vicino all’altra gran- gnosi di spirito compositivo,
Calvino, con la velocità stilistica del suo arpeggio. de volontà d’espressione abbandonando la musica in
Se lo merita, Allen, un nuovo cd dopo le sue Untold dell’anima: la scrittura. affascinanti e penetranti
Stories (ancora Fresh Sound New Talent); si merita città Dalla semplice e ripetitiva misteri come nella traccia
invisibili da tessere, una Manhattan che fa sfondo al suo nota iniziale si passa all’ar- Atonement.
animo agitato e racconti fantastici spiegati a modo suo; peggio su scala minore, Lasciando l’ascoltatore allo
si merita un ascolto diluito e la strada di Pat Metheny sempre sulla stessa nota scoperto, tra ombre troppo
totalmente spianata. Tesse da solista la ragnatela in cui bassa mentre il ritmo fisso lunghe e improvvise luci
sono imprigionata e prosegue, mai di troppo, in accom- della macchina da scrivere troppo forti, come nell’in-
pagnamento a un altro talento della nuova generazione cerca di inchiodare il volo treccio di violino e pianoforte
newyorchese di sassofonisti, Seamus Blake, al bassista delle note rendendo ango- di Love Letters. Forti come i
Drew Gress che sostituisce Carlo DeRosa nel nuovo scia all’anima. cori che sovrastano Elegy for Dunkirk, som-
album, e alla batteria di Mark Ferber. Così inizia ‘Atonement - Espiazione’, con lo messi e abbattuti come in Two Figures by
Mi afferra mentre sono distratta e mi porta giù veloce- score Briony, del Premio Oscar alla Miglior Fountain, i suoni di Marianelli si fondono alle
mente sulle note di Untold Story, precipito velocemente colonna sonora nelle mani del compositore percezioni individuali per un cd magnifico, sen-
sulla City e dal punto di vista della sua chitarra al 55 Bar Dario Marianelli, che incarna e materializza, sibile forma di congiunzione tra la musica, la
di Greenwich ascolto corde alla Wes Montgomery e i col- con i tasti della macchina da scrivere confusi scrittura e le immagine bellissime del film di
lage di Mantra e Always Beginning in cui s’incontrano Blake e Allen; dovrei temere, al piano soave di Jean-Yves Thibaudet, gran Joe Wright.
perché quando avrà finito sarà pronto a divorarmi. Ma invece lo guardo senza paura parte della cruda narrativa di McEwan e della Flavio Fabbri
perché c’è sensualità nel suo tormento e stabilità nonostante la voluttuosità del jazz.
C’è un ragno dannato ma un chitarrista saldo e non vedo di che preoccuparmi.
Mi ritrovo così nel limbo di una New York talentuosa, guardo Manhattan dal buco di
una chitarra e immobile, sulla tela di Dave Allen, lo accompagno in caduta libera MATRIMIA KLEZMER BAND - MATRIMIA
lasciandomi divorare. Fatti ammazzare da un boia pratico: e lui è un esperto.
Il klezmer non nasce per ragioni
ROMINA CIUFFA estetiche né per motivi commer-
ciali: è musica tradizionale, deve
accompagnare eventi della vita, matrimoni,
funerali, banchetti, o fare da colonna sonora
alle lunghe migrazioni in cui la musica è ele-
mento identitario di un popolo e motivo di
socializzazione. Non è roba da auricolari e let-
OFFLAGA DISCO PAX - BACHELITE tore Mp3. Il klezmer te lo dice chiaro: non si
gioisce né si soffre, da soli. Per questo i
BEYOND Bachelite, seconda fatica del music sembra un tentativo di evadere dalla real- Matrimia Klezmer band sarebbe meglio ascol-
&further trio emiliano composto da tà italiana (politica e musicale) come da una tarli dal vivo, in compagnia, magari ad una
Enrico Fontanelli (basso, moog), Daniele Carretti palude giurastica che sopravvive soffocando sul festa. Il cd che il gruppo palermitano ha pro-
(chitarre) e Max Collini (voce), esce a tre anni di nascere ogni lucente germoglio. Le nove tracce dotto, però, aiuta a immergersi in quelle atmo-
distanza dall’eccellente disco d’esordio impongono un ascolto attento e rigoroso. Nove sfere e dà l’opportunità di apprezzare un
Socialismo tascabile. La formula di musicare racconti minimali narrati con ironica rassegna- certo virtuosismo strumentale, di soffermarsi
brani recitati piuttosto che zione: storie di personaggi, sulle colte citazioni, e cogliere le tensioni
cantati, carattere distintivo ricordi di gioventù vissuti a espressive di quest’arte. I Matrimia dimostra-
della band, presenta subito cavallo tra gli anni Settanta e no di aver ben compreso lo spirito dei klez-
una sostanziale differenza i primi anni Ottanta come mer, che si trasmette per osmosi, e si arric-
rispetto al disco d’esordio: i cortometraggi in bianco e chisce e trasforma in base ai luoghi che
toni aspri e gli attacchi politici nero girati nell’asse ideologi- tocca, alle culture su cui si sovrappone. Così
lasciano più spazio a medita- co che da Reggio Emilia arri- tutte le influenze musicali e le esperienze di
zioni nostalgiche e ironiche di va fino a Berlino. Dalla storia vita dei sette musicisti sono ben raccolte e
piccoli affreschi di provincia. di Carlotta «figa di legno» amalgamate: jazz, classica, swing manouche,
I testi acquistano un’aurea di (Superchioma) al racconto funky, ritmi balcanici e immagini felliniane.
solennità per mezzo di arran- dell’epica impresa sportiva Musica «povera» e «sporca», eppure così
giamenti semplici ma ricerca- del compagno Yashenko coinvolgente. Povera e sporca: sporcarsi su
ti, basati su intrecci ipnotici di (Ventrale) saltatore da record questo disco (www.matrimia.it), che invece
basso, chitarra e moog sup- simbolo della supremazia che impoverire arricchisce.
portati dal ritmo tribale e incessante di una socialista; dall’epopea delle feste dell’Unità nella Nicola Cirillo
drum-machine rudimentale. Molteplici le influen- madre terra emiliana (Lungimiranza) a storie di
ze musicali: Cccp, Massimo Volume e, soprat- macchine, vigilesse e poliziotti (Dove ho messo
tutto, Kraftwerk, Cluster, La Dusseldorf e Neu!. la golf). Massima intensità nei momenti conclu-
Non a caso i riferimenti di Bachelite si rifanno a sivi di Cioccolato I.A.C.P., che racconta un’inizia- RADIODERVISH - L’IMMAGINE DI TE
un fenomeno, il krautrock, che aveva rappresen- zione al sesso in una squallida realtà di provin-
tato un preciso anelito di evasione da un conte- cia, e della meravigliosa Venti Minuti, su un diffi- «La verità è uno specchio cadu- Alcuni li ha recuperati Alessia Tondo (voce
sto sociale: come la gioventù tedesca dei primi cile rapporto padre-figlio, in assoluto uno dei più to dalle mani di Dio e andato in dell’Orchestra Popolare della Notte della
anni Settanta aveva scelto le astrazioni cosmi- bei pezzi del disco. frantumi. Ognuno ne raccoglie Taranta di Melpignano), un altro frammento è
che per esorcizzare le colpe dei propri padri, un frammento e sostiene che lì è racchiusa tutta stato riportato da Caparezza (il rapper barese
così, in questo disco, il riferimento alla cosmik Eugenio Vicedomini la verità». Con questa frase del mistico persiano compare in Babel), ma i frammenti più impor-
Gialal ad-Din Rumi si tanti li ha riscoperti
apre il libretto del nuovo Franco Battiato, pro-
cd dei Radiodervish, duttore del disco, e li
RICCARDO MUTI «L’immagine di te». ha resi con generosità
MISSA SOLEMNIS IN E DI LUIGI CHERUBINI Così Nabil Salameh e ed orgoglio (per averli
Michele Lobaccaro trovati lui per prima)
(Radio-dervish dal insieme a Pino Pinaxa
Attacca lieve e impalpabile, per l’esecuzione orchestrale dei complessi 1997) dichiarano che Pischetola, che ha
su un tappeto d’archi velluta- Bayerischen Rundfunk e Symphonieorchester. anche la musica può mixato l’album e ne ha
to, spazzato a folate dalle voci Cori flessibili, precisi, morbidi e di una compat- avere un ruolo nella curato la programma-
del Coro delle Kyrie in apertura. Atmosfera tezza eccezionale, pieni di cura per le sfumatu- ricerca della verità. zione dei suoni.
sospesa su accensioni progressive e provoca- re e i fraseggi. Raccolgono i pezzettini Su questa ricca trama
torie di un’interpretazione, quella data dal Un’opera trascendente che Muti ha domato dello specchio e li met- musicale si intessono
maestro Riccardo Muti, incredibilmente stra- appieno, con grazia e solennità, lasciando che tono insieme, fornen- testi di spessore, paro-
ordinaria. il senso del sacro, molto vicino alla cifra di do un’immagine certa- le di pace, veicolate da
La Missa solemnis in E di Luigi Cherubini Mozart, si diffondesse inevitabilmente, ma dol- mente più globale della una pluralità di lingue
(1760-1842), per i tipi Emi Classics, nono- cemente, per tutta l’esecuzione. realtà musicale del (dall’arabo al francese,
stante sia stata composta nel Otto tracce registrate in nostro Paese e della dall’inglese al «griko»
1818, trattiene ancora tutta presa diretta nell’eccezionale sua società. «La nuova salentino) amalgama-
la sua spiritualità e tensione esecuzione live a Monaco di musica italiana», come te all’italiano, alternate
liturgica, grazie anche al tono Baviera, più l’Antifona e il la definiscono è una nostalgia musicale che va tra le strofe o all’interno della stessa frase.
e all’impostazione del quartet- Mottetto Nemo Gaudeat, in dalla disco music degli anni Settanta all’elet- E appare l’immagine di un’Italia multietnica, di un
to di solisti vocali di spalla a cui alla Bavarian Radio Chorus tro-pop degli anni Ottanta, fino al rap e all’hip- Uomo libero da ogni razzismo, aperto alla tra-
Muti: Ruth Ziesak, Marianna si sono uniti gli organisti pop più recente, passando per i ritmi pop-raï e sformazione individuale e collettiva.
Pizzolato, Herbert Lippert e Harald Feller e Max Hanft. bhangra. Pezzettini persi nello spazio e nel
Ildar Abdrazakov. tempo e trasportati fino a noi dalle onde del
Una direzione impeccabile, Flavio Fabbri mediterraneo. Nicola Cirillo