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PERIODICO DI INFORMAZIONE, ATTUALITÀ E CULTURA MUSICALE

NUMERO 17 > Primotrimestre 2011


INDIPENDENZA di Andrea Muccioli E LUCE NICOLEMINA di Romina Ciuffa
SIAE
di Nicola Cirillo

Periodico di informazione, attualità e cultura musicale a cura del Saint Louis College of Music
lla C.A. del

«A Presidente
della Siae
e, per conoscenza:
Siae-Sezione
Musica. Mittente:
Rita Marcotulli.
er noi, nessun ragazzo tossicodipendente è un Oggetto: Lo stallo dei diritti d’autore della ara Romina, scusami. Non sono potuta veni-
P malato irrecuperabile, destinato a convivere
fino alla morte con la sua condizione. Lo
vediamo invece come un individuo unico e irri-
musica dal vivo. Lettera aperta alla Siae dai
Musicisti in Italia. Egregio Presidente, in qua-
lità di artisti e professionisti iscritti alla Siae da
C re per l’intervista perché mi hanno fissato
due compiti in classe domani. Ti scrivo allo-
ra questa lettera, per parlarti di me. Dentro trovi
petibile, pieno di capacità e potenzialità che deve decenni, vorremo aprire un confronto serio e tutta me stessa: metto Frank Sinatra, Janis Joplin,
riscoprire e imparare a esprimere. Per questo, nel produttivo in merito alla tutela dei nostri diritti Bruce Springsteen, Aretha Franklin, metto New
momento in cui ci chiede aiuto, non guardiamo d’autore. Nonostante il nostro contributo come York e Broadway, il Fantasma dell’Opera, il
mai al male che ha fatto a se stesso e agli altri a autori e come interpreti sia diventato di anno in mondo. Metto il ’68 e la mia adolescenza, i miei
causa della sua condizione. Per questo, da sempre anno sempre più rilevante in ambito nazionale vestiti, la libertà. Aggiungo il mio stereo della
San Patrignano offre un grande numero di oppor- ed internazionale, le risultanze economiche dei Chicco, un tatuaggio, i miei primi 18 anni, il
tunità educative ai suoi ospiti. Si studia, si impa- diritti liquidati dalla Siae sono sempre meno con- musical, il Saint Louis, X-Factor. Le diverse
ra un lavoro, si fa sport, si fa tutto ciò che appar- sistenti. Per molti di noi, il livello medio delle anime che ho nei miei gruppi: i Nivada Stil, i
tiene alla vita. E la musica è certamente una parte liquidazioni dei diritti d’autore Siae si mantiene Sat&B, The Estranged. E i libretti delle giustifi-
importante dell’esistenza di ognuno di noi. (...) praticamente costante da decenni.» (...) cazioni che ho riempito per cantare. (...)
¢ CONTINUA NELLA PAGINA CLASSICA-MENTE ¢ CONTINUA NELLA PAGINA SPECIALE ¢ CONTINUA NELLA PAGINA BEYOND

LUCE
SIAE
SPECIALE
JAZZ
& blues SAINT LOUIS BIG BAND ROCKOFF BELLADONNA

Direttore
ROMINA CIUFFA
Direttore Responsabile
SALVATORE MASTRUZZI
Caporedattore
ROSSELLA GAUDENZI
Redazione
Flavio FABBRI rockoff@musicin.eu
Rossella GAUDENZI jazzblues@musicin.eu
Valentina GIOSA alt@musicin.eu
Roberta MASTRUZZI soundtrack@musicin.eu
Contributi
Adriano Mazzoletti, Andrea Muccioli
Lorenzo Bertini, Luca Bussoletti, Nicola Cirillo
Lorenzo Fiorillo, Lucio Lussi, Alessia Panunzi
Paolo Romano, Eugenio Vicedomini, Livia Zanichelli

Music In Video
Videointerviste
Reportages, Live
SOUtrN
acD
king BLACK SWAN FEED
BOOK WYNTON MARSALIS
Romina CIUFFA
www.youtube.com/musicinchannel

Music In Radio
Romina CIUFFA
Michele FALANGA
SE MAOMETTO NON VA A BRINDISI
Redazione uando Appio Claudio avviò la costruzione della Via te, dove far fare anticamera viene spesso interpretato come un sintomo di
Via Urbana, 49/a
00184 Roma
Tel. 06.48.70.017
Q Appia, non poteva immaginare che questa avrebbe
un giorno collegato idealmente le due sedi del Saint
Louis, site a pochi metri dall’inizio e a pochi metri dalla fine
importanza, il sindaco Domenico Mennitti mi è persino venuto a cercare,
per convincermi a creare una scuola nella sua città.
La struttura che il Comune ha messo a disposizione del Saint Louis è
Fax 06.48.91.30.51 di questa strada. Passando per Maleventum che, a seguito imponente e farebbe invidia a qualunque conservatorio italiano, con
redazione@musicin.eu delle vittorie riportate dei Romani sui Sanniti, mutò il suo migliaia di metri quadri, aule insonorizzate, ampi spazi e perfino un audi-
nome in Beneventum: chi vince ha sempre ragione e scrive torium per concerti e rappresentazioni; un ex convento del millequattrocen-
Progetto grafico la storia a modo suo. La strada poi declina per Taranto, to che torna a vivere dopo anni di abbandono. Trapiantare un centro cultu-
e fotografia città che ha dato i natali al direttore didattico del Saint rale d’eccellenza in una realtà assai diversa da quella romana non è proprio
Romina CIUFFA Louis di Brindisi, Salvatore Russo, e finalmente termina un automatismo. Diversa non significa migliore o peggiore,
con colonne imponenti in quella che era la porta per semplicemente differente. Come potrebbe accadere operan-
Tipografia l’Oriente. Questa gigantesca ricostruzione e giustifica- do a Gubbio o a Taormina, a Pinerolo o a Ragusa.
IPrint Srl zione storica potrebbe da sola motivare la scelta di apri- Certamente un ragazzo di Brindisi, con marcati interessi
Via Tiburtina, re una scuola di jazz e di rock nel Salento. artistici e musicali, ha poche possibilità di scelta rispetto a
km 18,300 - Guidonia Ma c’è dell’altro. Quasi quattro anni fa, un sindaco deci- un coetaneo di Roma: la scuola dell’obbligo raramente si
se che, oltre all’Università e al Conservatorio, che lui spinge oltre il flauto dolce, come in tutta Italia del resto. I
Anno IV n. 17 stesso aveva fortemente voluti e conquistati per la città conservatori ricoprono il settore che storicamente compete
Primotrimestre 2011 di Brindisi, i ragazzi pugliesi meritassero una struttura loro, quello della musica classica, mentre la musica moder-
che li avviasse anche alla musica di oggi. Il messaggio è na, espressione più viva della contemporaneità, rimane affi-
Reg. Tribunale di Roma chiaro: non si impara a suonare professionalmente rock data all’iniziativa di insegnanti privati, che, in questo senso,
n. 349 del 20/7/2007 o blues guardando la televisione né scaricando fram- hanno dato un notevole contributo alla crescita musicale di
menti di lezioni. In questo senso, una scuola di musica intere generazioni, colmando inspiegabili lacune tutte ita-
STEFANO moderna svolge un compito di utilità sociale, è fenome- liane. Ma la presenza non è sufficiente. (Stefano Mastruzzi)
MASTRUZZI no aggregativo, sano, talvolta con funzione di recupero
EDITORE e sostegno. E in un contesto politico non sempre brillan- ¢ CONTINUA NELLA PAGINA VISTA-MARE
JAZZ
& blues SAINT LOUIS BIG BAND Antonio Solimene L’orchestra è l’apoteosi del
Music In ¢ NUMERO 17 > Primotrimestre 2011

MINIMUM FAX C’è qualcosa che imprescindi-


senso d’assieme. Non è il regno del solismo, ma il luogo in cui la somma di ogni bilmente unisce un libro alla musica, ed è l’impri-
a cura di ROSSELLA GAUDENZI
singolo valore è maggiore del singolo: otto per dieci fa cento, non ottanta. matur. Una volta pubblicato, tutto resta.

a cura di Rossella Gaudenzi

E QUESTO
È IL
BIGBAND
in da piccolo ho sempre preferito capire come funzionassero le cose piuttosto che gio-
D
MINIMUM
aniele Di Gennaro, fondatore
di Rossella Gaudenzi

l’impulso di restituzione.

«S
care con esse... ed ecco che un nuovo giocattolo si trasformava in un mucchio di pezzi della casa editrice Minimum Fax, Nel 1997 esce Come se avessi
fino ai 26 anni era sassofonista. le ali - Diari di Chet Baker, primo
per poi essere abbandonato. Poi, la sera di un Natale di tanto tempo fa, mia madre Dopo aver scartato le possibilità libro di una serie dedicata al jazz.
ebbe l’idea di regalarmi un piccolo organetto che è rimasto sempre intatto. Da allora offerte dagli studi giuridici rima- Per poter scrivere di musica
continuo a giocare, smontare e ri-comporre musica, inconsapevole ieri e consapevole oggi di nevano in gioco due anime, quel- occorre vivere accanto ai musici-
essere entrato in contatto con un mondo infinito.» Antonio Solimene la di musicista e quella di grande sti, questo è il nostro modo di fare
amante dei libri. Il successo di la differenza, il poter fare una
Minimum fax fa sostenere che la revisione tecnico-musicale, revi-
ibrare nell’aria, sollevarsi a tal punto da affermare tanza del gioco del rispetto reciproco. A volte serve una strada intrapresa sia stata la scelta sionare e correggere le trascri-

V di sentirsi la persona più fortunata sulla faccia della


terra nel momento in cui si dirige l’orchestra. La
Saint Louis Big Band. Antonio Solimene, pianista, arran-
leadership, ma occorre autorevolezza e non autorità. E i
risultati ci sono; i due musicisti che hanno dovuto abban-
donare l’orchestra sono andati via con molto dispiacere.
giusta. Ma non solo: l’anima di
musicista ha permesso la produ-
zione di libri a tema musicale di
zioni. Per fare ciò è necessario
passare attraverso persone che
suonano.
giatore, compositore, e appunto direttore d’orchestra, la Come è nata l’odierna Saint Louis Big Band? qualità. E continua così a vivere. La casa editrice legge edizioni
sua Big Band la dirige ormai da quattro anni. Quattro anni Il lavoro è iniziato nel 2007 con un’audizione, una sele- Dal 1993 al timone dell’avven- appena uscite negli Usa; non tutto
di equilibri da inventare, mantenere, ricreare, che poggia- zione piuttosto rigorosa. Pian piano ho selezionato musici- tura Minimum Fax, Di Gennaro ha ciò che ci sembra interessare
no su un lavoro duro e assiduo che fa rima con un’unica sti con qualità musicali spiccate ma anche con un senso fatto sì che si creasse, con la colla- regge, vengono pubblicati meno
parola: passione. d’assieme. Ecco, l’orchestra è l’apoteosi del senso d’assie- na Sotterranei, una contaminazio- di un decimo dei libri selezionati
Si procede a ritroso: dall’ultimo progetto che ha porta- me. Non è il regno del solismo, ma il luogo in cui la ne e creazione di linguaggi, che e sceglie la via delle voci dirette:
to Antonio Solimene in terra spagnola, per arrivare alle somma di ogni singolo valore è maggiore del singolo: otto nello specifico significa far convi- o autobiografie o voci d’autore. A
origini, al primo concerto della Big Band nella salentina per dieci fa cento, non ottanta. E questa è la magia del- vere il primo autore edito, Charles maggio uscirà un libro di Sam
Brindisi. L’ultimo progetto nasce all’insegna del Saint l’orchestra. Bukowski, accanto a David Foster Cooke (nella foto) sulla Blue
Louis Jazz Contest e del Festival Odio l’Estate 2010, Come è nato l’amore di Antonio Solimene per la dire- Wallace, Leonard Coen (Music In Note Records, la biografia di una
grazie al contatto con Alberto Conde, pianista e docente zione d’orchestra? 15, Feedback > Le spezie della casa discografica. Inoltre altre
del Conservatorio Superior de Música da Coruña ospite Dirigo orchestre da vent’anni, l’ensemble mi appassiona terra), a Gus Van Sant. riproposte, poi i Police, il grunge
«convidado» di apertura di una straordinaria serata, quel- da sempre. Amare questo ruolo significa avere l’indole di Le storie che approfondiscono e i Nirvana. L’età dei lettori si rin-
la del concerto Escenas Argentinas di Javier Girotto chi è presente, di spalle, e può guardare negli occhi dei il terreno sul quale nascono que- nova. I vecchi cultori sono coloro
assieme alla Saint Louis Big Band. Alberto Conde ha musicisti. Il direttore d’orchestra è il vero anello di con- ste vicende artistiche hanno che oggi sono tra i 40 e i 60 anni
suonato due brani con la Big Band e ha manifestato giunzione con il pubblico, rappresenta il punto di raccogli- senso per capire i grandi innova- e rappresentano quel che è chia-
immediatamente il desiderio di incidere un disco con mento di tanta tensione energetica. Deve essere in grado di tori. Non siamo monomaniaci mato il «portafoglio».
essa. Un progetto che coinvolga l’intera Big Band in compensare i deficit; quando si sale sul palco tutto si azze- della letteratura. Minimum Fax I giovani devono fare econo-
Galizia è articolato e dispendioso, quindi si avanza per ra. Si entra in una dimensione altra, che io vorrei poter far non è solo una casa editrice. Un mia, ne siamo consapevoli.
piccoli passi. vivere a tutti. È la dimensione dell’esaltazione dell’animo. paio di anni fa, ad esempio, Pensiamo a loro facendo delle
Il 26 e 27 gennaio 2011 il primo passo verso la Spagna Quando salgo su un palco a dirigere la mia Big Band mi all’Umbria Jazz di Perugia offerte che talvolta raggiungono
lo hanno mosso Antonio Solimene e Rosario Giuliani, sento in assoluto la persona più fortunata del mondo. abbiamo organizzato conferenze il metà prezzo.
prendendo parte all’Ibero Jazz Festival. A seguire, attendia- Quali progetti sta portando avanti la Saint Louis con la presenza di musicisti quali La critica invece. Attraverso i
mo che il festival estivo del Conservatorio Superior de Big Band? Rava e Pieranunzi. Sostiene piani di comunicazione si crea un
Música da Coruña ospiti l’intera orchestra. I lavori in corso sono due. Un disco che conterrà undici Enrico Pieranunzi che il pittore motore spontaneo.
La mia presenza al Conservatorio Superior de Música brani di Marcello Rosa. Un lavoro che definirei «semanti- Jackson Pollock sia molto vicino I nostri libri a tema musicale
da Coruña mi vede impegnato su due fronti: con una co», infatti, insieme alle registrazioni, il disco conterrà a Monk per l’uso di diversi lin- sono pochi ma buoni, uno all’an-
Master Class di Composición Motívica (accanto a quella tutte le partiture degli undici brani trascritte in formato guaggi per esternare un medesi- no dal 1997 in poi. E importante
di Rosario Giuliani, Saxo e Improvisación) e alla direzio- PDF, ricopiate fedelmente dai manoscritti originali e in mo sentimento. è non farli mai sparire, farli sem-
ne dell’orchestra del Conservatorio, presso il Teatro alcuni casi adattate alla formazione. Un lavoro di archivio L’interesse di Minimum fax pre circolare. Il libro di Chet
Rosalia de Castro, con Rosario Giuliani special guest. (realizzato anche grazie alla collaborazione di Francesco nasce da uno sguardo di trasfor- Baker dopo 15 anni è riproposto
Per quanto concerne il repertorio ho voluto inserire lavo- Luzzio e Dora Sisti) che renderà parte della musica di mazione di tutti i linguaggi, in e rinfrescato. La nostra parola
ri di alcuni arrangiatori di risonanza nazionale, cito tra Marcello fruibile da tutti: riproporre anche per tramanda- contrapposizione alla parola chiave rimane approfondimento,
gli altri: Luigi Giannatempo e Sergio Di Natale. E’ stato re. E un disco con Javier Girotto su arrangiamenti di Luigi «resistenza»: per la conservazio- dunque ristampe, eventi, proie-
inserito, inoltre, un arrangiamento di un mio allievo Giannatempo. Girotto ha deciso di incidere il prossimo ne di alcuni valori, non c’è dina- zioni, mostre fotografiche, eventi
talentuoso, Francesco Luzzio. disco con la Saint Louis Big Band per l’etichetta Jazz mismo e non c’è conquista. tetrali. Non è possibile prescinde-
Questo è un momento che definirei di chiusura dei cer- Collection anziché con la PMJO. Direi che è un grande L’incontro con il pubblico avvie- re dall’ascolto; occorre scavare
chi e che mi sta molto a cuore. C’è una fase delicata che atto di stima. ne su linee orizzontali passando nei video, nella letteratura, nelle
consiste nel ridefinire i ruoli e nel mettersi da parte come Come definiresti l’esperienza del recente concerto per letture teatrali, concerti, foto- interviste storiche, nei testi scritti
docente, quando hai di fronte un allievo davvero bravo. con Girotto? grafia, grafica e altro. La gente è sugli album, nel vinile. Questo è
Sapersi mettere da parte e aprirgli le porte. Un’esperienza travolgente, sia umanamente che musi- entusiasta, avverte l’urgenza del- il nostro punto di forza. ■
La Big Band è costituita in parte da ex allievi oggi calmente. Suonare le sue composizioni con gli arrangia-
divenuti dei veri professionisti. Le esperienze accanto a menti di Giannatempo ha realmente esaltato gli animi, si
Scannapieco, Giuliani, Rosa e l’ultima, con Javier Girotto, percepisce la profonda intesa dei due, viene data voce
ha permesso un moto accelerato e una forte crescita. Big alla loro intenzione. L’Argentina e l’Italia, se posso defi-
Band come crossroads, incrocio di professionisti e non, di nirli musicalmente Paesi del Sud del mondo, hanno in
allievi ed ex allievi. Cito alcuni nomi, tra i solisti: Enrico comune molto cuore, una passionalità coinvolgente.
Olivanti (in questo numero, nella rubrica Feedback E dunque un episodio rimasto nel cuore di Antonio
ndr.), Mario Nappi, Marco Spedaliere, Davide Di Pasqua- Solimene?
le, Gianfranco Menzella, nella ritmica Toto Giornelli e Ricordo la prima serata della Saint Louis Big Band, a
Giuseppe D’Ortona, ex allievi divenuti oggi professioni- Brindisi, nel 2008. Una serata a dir poco elettrica, impre-
sti di qualità. ziosita dalla presenza di Daniele Scannapieco. Una tira-
Siamo di fronte alla prima Big Band del Saint Louis, ta unica, dalla mattina fino alle quattro del giorno suc-
che dura da anni ed è in crescita. cessivo a parlare e confrontarci, dopo aver lasciato il
Fondamentale è che non ci si monti mai la testa. Mai palco. L’avventura della Big Band stava iniziando, il pro-
come in un lavoro come questo si può parlare dell’impor- getto si stava trasformando in realizzazione. ■

TOP JAZZ Danilo Rea


miglior tastierista

2010 Rosariomiglior
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Music In ¢ NUMERO 17 > Primotrimestre 2011

BRIAN RUST Con lui decede la discografia. Con lui va via la possibilità di rintracciare MULATU ASTATKE Aggrottamento di
JAZZ
& blues
luogo e data di incisione di un pezzo jazz. Non perché Rust sia scomparso, bensì perché ciglia, perplessità, senso di smarrimento.
c’è una «i» all’inizio di ogni raccoglitore moderno, e non è messa in ordine alfabetico. Chi è? Ripartiamo dall’inizio.

L’I-FINE ESSER MULATU


DELLA VERA
DISCOGRAFIA
di Adriano Mazzoletti

O
ggi i discografi hanno un problema da affrontare: cosa fare con la musica registra- di Paolo Romano
ta sugli i-Pod e le sue varianti i-Pod Nano, i-Pod Shuffle, i-Pod Touch? Non avendo
numeri di catalogo, è impossibile l’identificazione. Molti si chiedono se oltre a

P
Brian Rust è anche la discografia ad essere morta. rimo africano della storia a diplomarsi alla Berklee School
di Boston (e pensare che i genitori l’avevano mandato a
studiare ingegneria in Scozia), Mulatu Steps Ahead.

Il
nome di Brian Rust probabilmente dirà poco o A dire il vero prima di Charles Delaunay un altro stu-
nulla a chi legge queste righe, ma per chi si dioso, Hilton R. Schleman, aveva pubblicato a Londra

M
occupa professionalmente di jazz è conosciu- un volume di quasi trecento pagine dal titolo Rhythm ulatu Astatke. Aggrottamento di tori l’avevano mandato a studiare inge-
to e fortemente apprezzato. Chi è questo signore, o on Record in cui erano elencati, secondo uno schema ciglia, perplessità, senso di gneria in Scozia), Astatke è un polistru-
meglio chi era? Infatti Rust è scomparso la notte fra il che poi venne ripreso dagli altri discografi, i dischi smarrimento. Chi è? Ripartiamo mentista (pianista e vibrafonista,
5 e il 6 gennaio, durante il sonno, all’età di 88 anni incisi e pubblicati negli Stati Uniti e in Inghilterra dal dall’inizio. Astatke è probabilmente il soprattutto) che ha appena pubblicato
nella sua casa di Londra. Ogni appassionato e studioso 1906 al 1936. Perciò, se bisogna individuare il vero ini- più importante musicista di jazz etnico un album dal significativo titolo
di jazz possiede almeno un’edizione delle molte sue ziatore della discografia di jazz, è sicuramente questo degli ultimi trent’anni. Per chi si ricor- Mulatu Steps Ahead, che presenta a
discografie. Infatti Rust è considerato il padre della ormai dimenticato ricercatore del cui libro (che ebbe da un bel film di qualche anno fa di Jim Roma e che si avvale della collabora-
moderna discografia in campo jazzistico. una sola edizione, quella del 1936, per Melody Maker) Jarmush, Broken Flowers, che deve zione della Either Orchestra e del col-
Nelle enciclopedie del jazz alla voce Discografia, si si conoscono poche copie diventate ormai pezzi da col- parte del suo successo alla azzeccatissi- lettivo Heliocentrics. L’album rivisita
legge: «Elencazione cronologica e dettagliata delle lezione. Mentre Schleman e Delaunay, per diverse ma colonna sonora, ecco, è sua, in par- in chiave del tutto improvvisativa cel-
registrazioni sia in studio che dal vivo, pubblicate o ragioni soprattutto a causa dello scoppio della Seconda ticolare quella Yègelle Tezèta che lo ha lule melodiche e canti tradizionali etio-
inedite, di complessi, orchestre e singoli musicisti». Guerra Mondiale, non sono riusciti a proseguire le loro fatto conoscere definitivamente al pub- pi, con un’energia creativa e una capa-
Una discografia, pur necessaria nella musica accademi- opere, Rust invece ha pubblicato la sua immensa disco- blico americano e caraibico a metà cità comunicativa assolutamente fuori
ca o commerciale, è spesso limitata ad una schematica grafia generalista, che comprende tutto il jazz registra- degli anni Settanta. Per chi, invece, dal comune.
lista di titoli, esecutori e marche di dischi. Nel jazz to dal 1897 alla comparsa sul mercato del compact disc, desidera credenziali curricolari andrà Instancabile sperimentatore, Astatke
invece, a causa del valore di ogni singolo musicista che in un numero impressionante di volumi, recentemente ricordato che Mulatu vanta collabora- è concentrato parallelamente tanto
ha partecipato all’incisione, assume una particolare pubblicati anche su cd. zioni con Duke Ellington, per esempio, nell’uso della più moderna tecnica
importanza. Da qualche anno, con la produzione discografica che che ebbe modo di conoscere ad Addis jazzistica e di avant-garde quanto
Per cui la discografia jazzistica trae valore dal mag- ha raggiunto vertici impensabili, sono nate le «name Abeba durante il tour che il Duca portò nella riscoperta delle nenie regionali
gior numero di informazioni in essa contenuta: luogo e discography», discografie cioè dedicate ad un singolo in Africa nel 1973. etiopi, utilizzando spesso rielabora-
data di incisione di un determinato disco, nomi e stru- musicista, opere spesso indispensabili e di più agevole Etiope di nascita, primo africano zioni di strumenti popolari pressoché
menti di tutti i musicisti che hanno preso parte alla sedu- consultazione. Anche se con la continua pubblicazione della storia a diplomarsi alla Berklee scomparsi, come il krar: chi altri sa
ta, nomi degli arrangiatori dei singoli brani, titoli delle su disco di registrazioni live anche queste discografie School di Boston (e pensare che i geni- com’è fatto? ■
composizioni musicali incise, ma anche quante volte, diventano incomplete. Solo per alcuni musicisti di gran-
nella stessa seduta, è stato ripetuto lo stesso brano e de importanza come Duke Ellington, Count Basie,
quale di questi è stato pubblicato con l’indicazione del Miles Davis o John Coltrane, i ricercatori sono riusciti

LeStorie
nome della casa discografica e del numero di catalogo ad individuare anche i luoghi, le date e i titoli dei brani
del disco originale e delle successive ristampe. Perché il suonati nel corso di concerti, festival ed esibizioni in
jazz a causa del suo carattere estemporaneo ha assoluta locali pubblici in modo che al momento della pubblica-
necessità di queste informazioni per una corretta analisi zione di queste registrazioni, lo studioso e l’appassiona-
dell’opera di ogni singolo musicista. to possono immediatamente ritrovare tutte le relative LIBRERIA BIS TROT
Rust è stato colui il quale, prendendo le mosse dai informazioni. Oggi i discografi hanno però un altro pro- SAGGISTICA • STORIA • NARRATIVA • ARTE • ARCHITETTURA
suoi predecessori, soprattutto il francese Charles blema da affrontare: cosa fare con la musica registrata BAMBINI • GUIDE TURISTICHE “LONELY PLANET”
Delaunay, figlio dei pittori Robert e Sonia esponenti del sugli i-Pod e le sue varianti i-Pod nano, i-Pod shuffle, i- PRENOTAZIONI E ORDINAZIONI IN TEMPI RAPIDI
cosiddetto «cubismo-orfico» a cui si deve la prima Pod touch? Non avendo numeri di catalogo, è impossi- TESTI UNIVERSITARI • DVD & CD • FIDELITY CARD
discografia nella storia del jazz, portò lo studio di que- bile l’identificazione. Molti si chiedono se oltre a Brian CAFFETTERIA • SALA THE • APERITIVI • PRANZO&CENA
MOSTRE D’ARTE E FOTOGRAFICHE • PRESENTAZIONI LIBRI
sto importante settore a livelli altamente professionali. Rust è anche la discografia ad essere morta. ■ SPAZIO DISPONIBILE PER CONCERTI, FESTE, EVENTI,
INCONTRI CULTURALI, MOSTRE, PERFORMANCE

Stefano Mastruzzi
ROCK
OFF BELLADONNA Padri del rock noir, sono su Wikipedia, Rolling Stones e GQ, ELVIS COSTEL- PEARL JAM Ho visto le cose
Music In ¢ NUMERO 17 > Primotrimestre 2011

Michael Nyman suona il piano per loro, hanno Ballot nei Grammy Awards, registra- LO Mississipi. E il più chiaramente una volta che
a cura di FLAVIO FABBRI rock s’è perso.
no a Los Angeles. E se digiti «belladonna» online trovi un ragno e una pornostar. tu sei stato nel mio retrovisore

BELLADONNA DI VALENTINA GIOSA

PERLE
A CURA DI FLAVIO FABBRI

DI ALESSIA PANUNZI

C
ome può il sole tramontare così velocemente? E le mie mani amare
cullare vetri rotti di ogni cosa che era? Tutte le foto sono state lava-
te nel nero, tatuando ogni cosa, tutto il mio amore è andato in
malora trasformando il mio mondo di nero! Tatuando tutto quello
che vedo, quello che sono, tutto quello che sarò... sì.

V
ent’anni fa nascevano i Pearl Jam e dopo Vs e Vitalogy che l’approccio «politically

S
per ricordare l’evento Eddie Vedder e incorrect» diviene un tratto peculiare della loro
compagni hanno pubblicato il nuovo discografia, fino a Riot Act, dove i Pearl Jam cri-
arò Agca nella follia, Osvaldo nello stile, e se Stauffenberg sentisse sono album Live on Ten Legs, 18 tracce registrate ticano aspramente l’avvento della politica neo-
certa, riderebbe. Se Bin Laden esistesse, approverebbe. Questa notte il durante i tour mondiali tenuti tra il 2003 e il conservatrice di George W. Bush, che in
bastardo morirà. Sono Amleto per pazzia, Macbeth nel sangue. Se 2010. Questo disco è la testimonianza del calo- Bushleager viene definito come un lobbista
Ghandi fosse vivo amerebbe la mia bomba, se Cesare stesse guardando roso rapporto dei Pearl Jam col pubblico, dando texano con il solo intento di disseminare paura.
non si divertirebbe. Dopo lo scoppio io mi chiederò: Hitler è ancora vivo? la possibilità di scaricare le tracce direttamente Con l’ultimo album in studio, The backspa-
dal sito web e continuando a portare avanti il cer del 2009, tornano infine ad uno stile musi-
progetto avanguardista di vendere bootleg uffi- cale più fresco e leggero, arricchito da una liri-
ciali di ogni concerto. Un impegno sociale che ca semplice e ariosa che rappresenta il simbolo

N
ati nel giorno di San Valentino del Primi dopo i Lacuna Coil. E il rock noir? fin dagli inizi accompagna la musica dei Pearl di una maturità (è il primo disco interamente
2005, i Belladonna nell’arco di pochi Spesso ci accostano ai Lacuna Coil e a un Jam, soprattutto nelle modalità di organizzazio- indipendente) che non perde l’incanto della gio-
anni e senza nessuno alle spalle sono certo tipo di sound, che però non è del tutto ne delle loro esibizioni live (vedi la battaglia vinezza e della speranza. Resta ancora ignota la
divenuti famosi in tutto il mondo, grazie ad una nelle nostre corde. Stimiamo enormemente i contro la Ticketmaster per abbassare il prezzo nuova via che i Pearl Jam sono in procinto di
miscela di testi filosofici e di sonorità rock oggi Lacuna Coil, ma musicalmente siamo diversi. dei biglietti dei concerti), peraltro da sempre intraprendere, ma un’importante linea guida in
definite «noir». Durante il primo anno su Noi facciamo rock noir non nell’accezione goti- apprezzate per la carica e la spettacolarità che le questo cambio di passo sembra proprio consi-
MySpace scalano la Top 100 degli artisti auto- ca o metal che in molti immaginano, ma del caratterizza. stere nel ritorno alla tradizione del classic rock
prodotti più popolari del social network. I mistero, dell’esoterismo, del crimine e dell’e- Pearl Jam politicamente impegnati nel comu- e l’abbandono del grunge sound, ormai consi-
magazine musicali se ne accorgono e comincia- ros. Elementi tipici della letteratura noir che nicare il malessere di fondo tipico della disillu- derato obsoleto.
no a cercarli: GQ, Muen Magazin e Rolling poi si ritrovano nel nostro secondo album del sione post anni ’70, all’origine del movimento Riuscire ad arrivare ad una tale evoluzione
Stone vogliono sapere chi sono i Belladonna, 2009, The Noir Album, che ha visto la collabo- di Seattle, ma banalmente considerati grunge deve considerarsi un punto di arrivo non trascu-
ma anche radio, quotidiani nazionali e televisio- razione della produttrice Sylvia Massy. Oggi ci come i Nirvana, Alice in Chains e Soundgarden. rabile e, magari, un punto di partenza verso
ni (Rai, La7, MTV). E noi. considerano padri di questo genere e ancora Il concetto di «arte» come forma di protesta non nuove ricerche musicali per una band solida,
Di lì a poco due canzoni dell’album d’esordio una volta ci siamo sorpresi del messaggio che violenta è stato da sempre il loro leitmotiv, a sempre amata e speriamo ancora lontana dalla
finiscono nei Ballot per i Grammy Awards 2008. siamo riusciti a lanciare, di quanto questo sia partire dal primo storico album Ten; ma è stato via del tramonto. ■
Durante gli anni i Belladonna aprono concerti di arrivato lontano e abbia fatto presa. Al Rock
band di prestigio, come all’Erotica 2007 di Noir si ispirano ormai tantissime giovani band
Londra (davanti a 100.000 persone), tra cui in tutto il mondo.
Mars Volta, Korn e Nine Inch Nails. Nell’agosto Musica alla vecchia maniera quindi?
del 2010 la band inizia la pre-produzione del Registriamo i brani in purezza, senza filtri.
terzo album che è stato registrato a novembre a Come negli anni ’60 e ’70 del secolo scorso,
Los Angeles, con l’aiuto del produttore Alex senza trucchi di studio. Il rock è un’estensione
Elena e di Mike Tacci, ingegnere del suono del dell’emotività e della sessualità dell’essere
The Black Album dei Metallica. A dicembre del umano. Il nostro primo disco è stato suonato in

CASTELLO COSTELLO
2010 pubblicano Let There Be Light, un singolo maniera diretta, spontanea, così come l’ultimo
scritto in collaborazione con il compositore in uno studio a Los Angeles appositamente scel-
inglese Michael Nyman e basato sulla sua The to perché attrezzato per questo tipo di lavoro.
Heart Asks For Pleasure First, dalla colonna Nelle classifiche Billboard ci sono ancora
sonora del film di Jane Campion Lezioni di dischi di decenni fa, dei Led Zeppelin o degli
piano. Sono Luana Caraffa (voce), Dani Macchi AC/DC. Noi non potremmo mai fare musica
(chitarra elettrica), Alice Pelle (pianoforte e senza ispirarci a tali band, che hanno sempre

G
seconda voce), Tam Scacciati (basso) e Alex preferito l’aspetto del suono puro a quello del-
Giuliani (batteria). I primi due ci parlano nel l’elettronica artificiale e senz’anima del lavoro razie ad artisti come Elvis
mezzo del missaggio del nuovo album. in studio.
Come nascono i Belladonna? Perché Belladonna? Costello oggi sappiamo che,
Nel 2005 io e Luana abbiamo fondato la È una parola che ha più chiavi di lettura, senza alcun dubbio, il rock è
band a Roma, poi si sono uniti Alice Pelle, Alex come le nostre canzoni. Belladonna rimanda a morto. Lo mastichiamo come
Giuliani e Tam Scacciati. Avevamo già molti una cura, ma anche a un veleno e a un alluci- un chewingum, ma arriverà il
brani e assieme agli altri componenti abbiamo nogeno. Essendo una band a maggioranza fem- momento di buttarlo.
deciso di registrare dei provini. Una volta pub- minile ci stava davvero bene, e comunque è
blicati su MySpace, all’improvviso, abbiamo anche il titolo di un famoso disco di Stevie
cominciato ad avere dei feedback provenienti Nicks che adoriamo.
da tutto il mondo, con migliaia di commenti Il prossimo album? DI FLAVIO FABBRI
entusiasti, email e richieste di acquisto dei Siamo nel mezzo del missaggio e speriamo

Q
brani. Così, quelli che per noi erano considera- che riesca ad uscire per aprile 2011. Al titolo
ti niente più che dei provini divennero dei veri e ancora non abbiamo pensato, ma certamente uando un musicista supera i trent’anni di Angeles. Quasi fosse un tentativo di riscrivere il
propri brani, tanto che è stato necessario pro- sarà diverso dai due precedenti. Più onirico, carriera e trova posto nella celebre grande romanzo americano, Costello cerca con
durre il primo album in tutta fretta. Abbiamo strutturato su una successione di musica senza Rock&Roll Hall of Fame, sicuramente National Ransom di raccontare l’America degli
scelto una decina di queste tracce e nel 2005 è soluzione di continuità, con i pezzi tra loro con- merita un pochino della nostra attenzione. ultimi 100 anni, la gente, la musica, le sue
nato Metaphysical Attraction, primo album dei nessi tipo concept album dei Pink Floyd. Brani Parliamo di Elvis Costello, uno dei singer- disgrazie (il crack finanziario del 1929 e del
Belladonna. Addirittura due brani, Black Swan più visionari e sperimentali, con molti ospiti e songwriter inglesi di maggior prestigio a livello 2008), sempre con la voglia di puntare il dito
e Foreverland, sono finiti nei Ballot dei strumenti musicali atipici per il nostro genere. internazionale. Fin dal 1977, anno del suo contro chi fa il furbo (banche e speculatori ben
Grammy Awards alcuni anni dopo. Migliaia di Tante anche le collaborazioni esterne, come debutto musicale, Costello ha pubblicato un rappresentati sulla cover del cd dalla volpe in
fan in tutto il mondo volevano la nostra musica quelle di Mike Tacci, ingegnere del suono del gran numero di dischi (34 in studio+13 raccol- fuga col bottino).
e soprattutto volevano conoscerci. Internet in celebre Black Album dei Metallica, e Alex te, molti dei quali assieme alla sua storica band Eppure c’è uno strano senso di malinconia in
questo è incredibile, ti consente senza filtri di Elena, musicista e produttore di livello interna- The Attraction), live e produzioni di vario gene- questo cd. Lo senti e lo risenti senza capire bene
dialogare con il tuo pubblico, senza interme- zionale. Non aggiungiamo altro per ora, ma le re. Ha vinto diversi Grammy Award, i cosiddet- di cosa si tratta, fino al momento in cui percepi-
diazione di case discografiche e distributori. sorprese non sono finite qui. ■ ti Oscar della musica, ma le sue scalate alle Top sci che, se per ascoltare del buon rock&roll
Chart internazionali sono state lente e spesso di bisogna chiudere gli occhi e immaginarsi le
breve durata. vecchie campagne del Mississipi, allora qualco-
Nome d’arte nato dall’accostamento del re sa è cambiato inevitabilmente nella storia di
del Jailhouse al cognome della nonna, Elvis questo genere musicale. Oggi il rock è solo let-
Costello è certamente uno degli ultimi grandi teratura. Una mutazione che ha trasformato un
storyteller del rock&roll, con il bisogno innato linguaggio musicale di protesta universale in
però di contaminare la sua chitarra col folk, il uno commerciale, buono per la televisione, i
blues e le ballate anni ’30 del Novecento. Un talent show e i suoi spot. Grazie ad artisti come
modo per rendere omaggio alle proprie radici Costello ora sappiamo, senza alcun dubbio, che
musicali, le stesse che in fondo hanno influen- il rock è morto. Continueremo magari a pronun-
zato prima di lui i Beatles. A fine ottobre 2010 ciarne il nome, chiamandolo in causa a spropo-
è uscito il suo ultimo album, National Ransom, sito, ma alla fine, come un chewing gum che da
prodotto dal fidato Mr T Bone Burnett e regi- troppo tempo mastichiamo, dovremo definiti-
strato in soli 10 giorni tra Nashville e Los vamente decidere cosa farne. ■
Music In ¢ NUMERO 17 > Primotrimestre 2011

CAGE AGAINST THE MACHINE Un silenzio di 4’33 minuti. «Mi SPIDERMAN Il Musical di Bono Voglio correre | Voglio nascondermi | Voglio
ROCK
OFF
resi conto che non esiste una reale e oggettiva separazione tra suono e silen- abbattere i muri | Che mi tengono dentro | Voglio protendermi | E toccare la fiam-
zio, ma solo tra l’intenzione di ascoltare e quella di non farlo» (John Cage) ma | Dove le strade non hanno nome (U2, Where the Streets have no Name)

ZITTITUTTI È sempre difficile svegliare chi fa finta di dormire

vuoto psicologico, la
DI FLAVIO FABBRI

«I L noia... È solo per questo


che l’apparato ipertrofi-
co e mostruoso dell’in-
dustria dei divertimenti
si mantiene in vita e continua ad
estendersi e a dilatarsi sempre di
più», Theodor W. Adorno.
Avete mai pensato di regalare
per Natale del buon vecchio silen-
spiderman DI LIVIA ZANICHELLI

C
zio? Il progetto Cage Against The hi sono? Sicuri di volerlo sapere? La storia della mia vita non è per i deboli
Machine, nato su Facebook per
iniziativa di Dave Hilliard, vi di cuore. Se qualcuno ha detto che era una bella favoletta, se qualcuno vi ha
avrebbe dato questa possibilità. raccontato che ero solo un tizio normale senza una preoccupazione al mondo,
Ogni Natale le grandi major sfor- quel qualcuno ha mentito. Ma ve l’assicuro: questa è a proposito di un flop.
nano i pezzi più collaudati e il vincitore di X- l’importante è che qualcuno abbia tentato di fare
Factor domina le vendite per tutto il periodo. breccia nel muro del mercato discografico gover-

T
Stavolta un gruppo di produttori e di musicisti nato dall’alleanza di ferro tra major discografi- utti ne parlavano da mesi, tutti lo aspet- musicale mal sincronizzato con gli effetti specia-
di diversa estrazione ha deciso di cambiare le che e media. Anche solo insinuare il dubbio che tavano, ma il debutto di Spider-Man: li, un finale avvincente che ha sommessamente
carte in tavola, partendo dal successo di una tali modelli di business non abbiano niente a che Turn off the Dark è stato un vero e pro- ceduto il passo alla comicità quando Natalie
medesima iniziativa dei Rage Against The fare con la cultura musicale, è già una piccola prio fiasco. L’anteprima della pompatissima Mendoza, protagonista femminile, è rimasta ad
Machine dell’anno scorso. Come? grande vittoria. Chiunque sia uscito da program- opera rock, scritta da Bono e The Edge degli U2 oscillare per ben 10 minuti sopra le teste diverti-
Usando il silenzio, riproponendo uno dei com- mi come X-Factor è stato spremuto fino all’osso e diretta da Julie Taymor, si è svolta in un sus- te della gente. Giudizi catastrofici troppo affretta-
ponimenti più singolari del grande John Cage: dal management per fare profitti, vere e proprie seguirsi di incidenti tecnici ed interruzioni, tra i ti? Sarà, ma dopo il brutto incidente di Natale a
4’33. Proprio lui, il celebre compositore ameri- unità di ricambio nel meccanismo perfetto del- fischi di un pubblico decisamente insoddisfatto Christopher Tiemey, lo stuntman scelto per il
cano e padre della musica contemporanea, che l’industria discografica attuale. Niente di più. e le risate dei giornalisti in sala. ruolo di Spider-Man, è il caso di correre ai ripari.
nel 1952 decise di trasformare l’assenza di rumo- Molti di questi hanno spesso una buona voce, D’altra parte questa gigantesca produzione da Ci si augura che i mesi abbiano dato a questa
re in suono, scoprendo che il silenzio è «vera e ma quale sarà il loro lascito alle generazioni 65 milioni di dollari non gode di buona sorte fin poderosa macchina scenografica, registica e
propria materia sonora». Supportati da un grup- future di musicisti e ascoltatori? Molto proba- dagli albori, con diversi attori feriti durante le musicale un miglior collaudo. Vero è che il
po su Facebook di oltre 100mila fan, si sono riu- bilmente un imbarazzante senso di mediocrità. prove e le andate in scena ufficiali, insidiosi pro- debutto del musical è stato un fragoroso capi-
niti a Londra i Suggs dei Madness, assieme a vari Ripartire dal silenzio per ripensare la musica e blemi di sicurezza nelle evoluzioni aeree dei pro- tombolo, ma di questo fiasco ormai tutti parla-
componenti di Kooks, Pendulum, Orbital, Ou il suo ruolo estetico, culturale e artistico nel tagonisti e un aumento mostruoso dei costi di no: le critiche aspre dei più importanti giornali
Est Le Swimming Pool, The Big Pink, Billy nostro tempo ci sembra una valida alternativa produzione. L’epico musical sulle avventure di newyorkesi e l’aura di sventura che si è creata
Bragg e tanti altri agli ordini del produttore Paul per tornare a pensare con la propria testa. Un Peter Parker nasce e cresce ammantato da un intorno all’opera rock più costosa nella storia di
Epworth, per registrare i più famosi e silenziosi monito sia per i musicisti, sia per il pubblico, fantomatico alone di sfortuna, e domenica 28 Broadway hanno dato un’enorme risonanza
4 minuti e 33 secondi della storia. Sul come sia anche se è il caso di ricordarci che è sempre dif- novembre, giorno dell’anteprima assoluta, il all’evento artistico. Per poter dire «io c’ero» è
finita la sfida attendiamo i numeri ufficiali, ma ficile svegliare chi fa finta di dormire. ■ pubblico del Foxwood Theatre di New York ha probabile che gli spettatori incuriositi accorre-
assistito al flop: una scenografia precaria ed ranno a frotte. E flop o non flop, comunque
incompleta che perdeva pezzi, un impianto vada sarà un successo. ■

...dal 20 giugno
al 5 agosto...

festival internazionale di Villa Carpegna


ALNATIVE
TER Music In ¢ NUMERO 17 > Primotrimestre 2011

HOUSE OF LIGHT Berlino, intervista a Justin de Vries Niente può bat- EMMA TRICCA Voce eterea, sospesa tra Joan Baez e
tere l’effetto travolgente di un attacco electric-rock perso in una nube di ron- Joni Mitchell, sfodera un cantautorato adatto ai sacri luo-
a cura di VALENTINA GIOSA
zii psichedelici e violenza silenziosa. Una pugnalata post-apocalittica al sole ghi del folk, Greenwich Village fino alle rive del Tennessee.

OF
HOUSE

D
LIGHT
a cura di Valentina Giosa

i base a Berlino ma provenienti da varie parti del mondo


(Australia, Usa, Italia), gli House of Light uniscono sonorità pop
rock-psichedeliche a malinconici echi new-wave disegnando
melodie accattivanti con un tipico tocco dark. Famosi per le loro impre-
vedibili performance, siate pronti ad esserne completamente sedotti se vi
capiterà di vederli suonare dal vivo in occasione del loro primo tour in
Italia a fine febbraio (www.myspace.com/houseoflight). Sarete immedia-
indipendent labels

tamente catturati dai riff travolgenti alternati a sognanti melodie e ballate


dalle liriche tipicamente maudit spesso ispirate ai poeti francesi. Un
sound affascinante che potrebbe rievocare Bowie, Joy Division,
Radiohead con richiami a Morrissey e Jim Morrison. Gli HOL stanno
attualmente ultimando il loro primo album, Electric Odyssey, in uscita a
giugno 2011, un disco di cui sentiremo sicuramente molto parlare. Music
In ha parlato con Justin de Vries, autore dei brani, voce, chitarra, leader Tu e il bassista siete australiani, il chitarrista è italiano, il batteri-
della band. http://vimeo.com/channels/orangeear sta americano. Come hai incontrato gli altri componenti della band?
Dopo il tour in Germania e Inghilterra sarete finalmente per la Ci è voluto tempo prima di trovare la line up definitiva?
prima volta anche in Italia. Cosa ti aspetti dal Belpaese? Tutta una vita. Solitamente passa molto tempo finché una band si asse-
Tutto ciò che so è in realtà quello che la gente mi ha raccontato. Cioè sti, ma poi le canzoni trovano i cantautori, i musicisti trovano le band. Ci
che gli italiani amano molto la loro musica. In ogni caso mi aspetto un siamo incontrati a Berlino, una città non puramente «tedesca», bensì un
tipo di pubblico sicuramente meno noioso di quello tedesco. Cos’ altro? luogo oramai internazionale.
La cucina italiana è la migliore in assoluto, mi piace molto il vostro Negli ultimi due anni avete cambiato frequentemente il batterista.
Paolo Conte, il film Il Padrino è uno dei miei preferiti, guidavo una Fiat Come mai?
500 tempo fa in Australia, il modello Bambino. Quasi tutti i batteristi che abbiamo avuto avevano in qualche modo
State per pubblicare il vostro primo album Electric Odyssey pro- problemi psicologici o fisici. Uno è caduto dal balcone, un altro ci dava
dotto da Martin Fiedler (lo stesso di Alec Empire e Josh Pearson) con dentro con la droga, un altro ancora è andato a vivere in India. Nemmeno
mix di Clif Norrell (in Grace di Jeff Buckley, ma anche in U2, Mars i tastieristi sono stati affidabili, per alcolismo, overdose, acufene.
Volta, Pixies) e Gordon Raphael (il produttore di The Strokes e I testi hanno un ruolo molto importante nelle tue canzoni. Sono
Regina Spektor). Puoi darmi qualche anticipazione? autentiche poesie astratte, surreali, maudit. Da dove prendi l’ispira-
Alcuni lo definiscono un album pop-dark, altri un disco new-wave rock, zione? www.urban49.com www.jazzcollection.it
o un paesaggio sonoro urbano, una città in dissolvenza, o una pugnalata Direi che sono semplicemente lirici. Possono nascere da qualsiasi
post-apocalittica al sole, che credo sia la definizione che preferisco. cosa, qualcuno seduto al bar per esempio o il modo in cui siede. O pos-
So che anni fa suonavi in giro per strada. sono scaturire da un sogno o da un’immagine o un video nella mia testa. powered by
È stato per un certo periodo molto divertente e anche un modo veloce Di solito non riesco a realizzare da dove viene fuori una canzone, non ho
per guadagnare un po’ di soldi, ma poi è diventato troppo «solitario» suo- nessun ricordo del momento in cui la scrivo, non sono pienamente con- saint louis
nare in solo. E ad ogni modo niente può battere l’effetto travolgente di un scio. È come se non fossi tanto io a farlo ma fosse la canzone stessa a
attacco electric-rock perso in una nube di ronzii psichedelici e violenza lasciarsi scrivere. Una riga provoca o attrae l’altra. È una guerra tra le
silenziosa. righe, una seduzione. I cantautori che ammiro per lo stile di scrittura
Vivi a Berlino da diversi anni. La scena techno-electro berlinese ha sono Leonard Cohen, Nick Cave o Morrisey, e sono un amante dei poeti
influenzato in qualche modo la tua musica? romantici francesi.
Sicuramente. Ha finito con il farmi odiare quasi del tutto quel tipo di E cosa mi dici invece del vostro sound? Vi paragonano ai Doors, ai
musica, perciò sono diventato più determinato in quello che stavo facen- Radiohead, agli Smiths, a Joy Division. Queste band ti hanno influen-
do. Alcuni dei brani degli HOL devo dire che contengono beat un po’ zato in qualche modo?
techno, e forse ciò deriva dall’esperienza berlinese. Quello che più mi Certamente. Tutti questi gruppi sono o sono stati un’influenza sia per
ha influenzato, però, è stato sedere sui treni e ascoltarne il ritmo, batte- le liriche che per la musica. Forse la gioia è qualcosa che vive nascosta
re su dei metalli nella metropolitana e ascoltarne gli armonici, e non fino a quando non viene liberata. Se una canzone o una nota, un riff mi
certamente la techno. Adoro i suoni industrial. Ci sono milioni di melo- hanno provocato quel tipo di sensazione tutto quello che resta è riespri-
die elettroniche fantastiche da realizzare, molto di questo lo abbiamo merla o svilupparla finché la fiamma non divampi e questo sentimento
usato anche nell’album. Penso che la musica techno e electro abbiano esploda.
sfruttato solo una minima parte di tali suoni, il più delle volte semplice- Nel video di Naked in a dream compaiono molte immagini militari,
mente ripetendoli fino alla nausea. Trovo invece più interessante combi- droghe, orgasmi. Qual è il messaggio?
nare la musica elettronica con qualcosa di più sporco come il rock. Se Il filo conduttore che esiste fra violenza, sesso e beatitudine. Il piacere
chi fa questo tipo di musica non sa suonare neanche uno strumento, a volte può essere confuso con il dolore e viceversa.
techno e electro diventano semplicemente un genere fatto per hobby, per Perché la scelta di video astratti e immagini fuori fuoco?
lo più da non-artisti. Non sopporto tutto ciò che viene descritto troppo chiaramente, mi piac-
E come ti ha influenzato Berlino? ciono le cose indistinte e misteriose. Con un’eccezione per la matemati-
Sono felice che tu mi faccia questa domanda. Berlino è un posto molto ca e altre scienze. Niente è in realtà così chiaro al mondo. Ci muoviamo
speciale. Un carosello bohémien sempre in movimento che richiama la nel caos e tutto ciò che ci resta è afferrare ciò che possiamo prendere. C’è
Parigi anni Venti quanto la New York degli anni Ottanta. Decadenza e un buco nero al centro di ogni galassia, è un’opinione condivisa dai mag-
sensazione di libertà sono tutto ciò che mette in moto la musica e l’arte giori astronomi.
che vengono fatte qui. Prossimi progetti dopo l’Italia?
Perché hai scelto il nome House of Light? Un altro album, un altro tour. Vorrei andare sulla cima di un grattacie-
All’inizio ci chiamavamo House of Love, che è il titolo anche di una lo a New York e fare un video o improvvisare concerti nella metropolita-
delle nostre canzoni. Poi ho pensato che fosse troppo ordinario. na. Sto inoltre scrivendo un film rock’n roll ambientato a Berlino. ■

P I ATTO R I CC A
www.parentproject.it

di Eugenio Vicedomini

U
n nome particolare tradisce la sua romanità, nono- Registrato presso il celebre Times Studios, il disco riassu-
stante faccia la londindese. Emma Tricca pubblica me esperienze di vita cullate nei morbidi arpeggi della sei
per Finders Keepers, l’etichetta del dj Andy Votel, corde acustica. Un disco che con spiccato ottimismo guar-
Minor White, ossia l’album n. 2. Un lavoro totalmente intri- da al futuro conservando i crismi della più antica tradizio-
so di musica folk e country, stilisticamente oscillante fra bal- ne anglosassone.
lata britannica e la canzone americana. Con una voce eterea, sospesa tra Joan Baez e Joni
Per capire meglio la genesi dell’album dobbiamo però Mitchell, la Tricca sfodera un cantautorato dolcissimo e
fare un passo indietro e tornare a Roma dove, molti anni delicato che ci porta in un viaggio immaginario attraverso
fa, Emma incontra John Renbourn, uno dei maggiori i sacri luoghi del folk, dal Greenwich Village fino alle rive
esponenti della musica folk inglese, il quale, dopo aver del Tennessee. La sensazione che si ha dopo aver ascolta-
ascoltato una sua incisione, l’incoraggia (come direbbe to Minor White è di un album in grado di suscitare profon-
De Gregori) a perseguire il suo sogno metropolitano. La de emozioni grazie alla voce di Emma e agli arrangiamen-
sua innata vocazione per la musica folk e la musica coun- ti scarni, essenziali e preziosi alla Nick Drake, tanto per
try la porta alla ricerca della propria strada. Prima a New intenderci.
York e successivamente nel Texas. Si stabilisce quindi sta- Il risultato è un disco in cui tutti i brani contenuti sono
bilmente a Londra dove nel 2007 partecipa al Meltdown belli e riescono a colpire il cuore. I momenti migliori di
Festival curato da Jarvis Cocker dei Pulp e diventa ricono- questo eccellente lavoro sono rappresentati da All Along
scibile nell’ambiente musicale. Infine, un tour da spalla The Hudson, Paris Rain, Monday Morning e It Doesn’t Al costo di 2 euro da ogni cellulare
allo stesso John Renbourn permetterà a Emma di ritagliar- Matter, in cui il sapiente modulare della sua voce si posa personale TIM, Vodafone, Wind e 3,
oppure da rete fissa Telecom Italia e Fastweb.
si una certa visibilità nell’ambiente del british folk. su di noi come una dolce carezza. Niente da eccepire:
Minor White è il frutto delle miglia percorse in viaggio, Minor White, quanto ad intensità d’ispirazione, sembra SOTTO L’ALTO PATRONATO
con canzoni bucoliche che si accavallano nella mente. uscito nel 1965. Complimenti davvero. ■ DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 
Music In ¢ NUMERO 17 > Primotrimestre 2011

MUSICA La musica è un CONVERSAZIONI SULL’ARTE DELL’IMPROV- COME IL JAZZ


FEED
BOOK
orgasmo ed un suicidio in VISATORE Se si ama qualcuno si cerca di emularlo, PUÒ CAMBIARTI
LA VITA Dixieland. a cura di ROMINA CIUFFA
diretta col rito Seppuku non di demolirne completamente la concezione. ILLUSTRAZIONE:
QUINT BUCHOLZ

COME IL JAZZ PUÒ CAMBIARTI LA VITA


M U S I C A
di dare forma ad un primo pensiero, veloce e
«Come il jazz può quindi vero, più si troverà un cattivo solo.
FEED
BOOK
Yumikava Reiko è frigida. Nello studio dello psicanalista Shiomi Kazunori
si presenta però con un’altra domanda: «Dottore, perché non sento la
cambiarti la vita»
di Wynton Marsalis
Per chi suona, il jazz insegna ad avere grande
rispetto per il lavoro di gruppo, per quello che
musica?». Nell’attimo in cui pensa ah, comincia la musica, per quanto Feltrinelli Editore - 14 euro gli altri stanno sforzandosi di fare insieme,
alzi il volume non riesce a udire nulla fino alla presentazione del brano successivo. ascoltarne con attenzione le idee, trovare nuovi
«Come se calasse all’improvviso il buio». Dietro lo psicanalista Shiomi Kazunori, figura spunti, arricchire uno schema di pensiero con
reale che aiutò lo scrittore nella stesura del romanzo, c’è Yukio Mishima, altri validi (è divertente il racconto del timore
morto suicida in diretta televisiva nel 1970 con il rito del Seppuku, taglio
dello stomaco seguito da decapitazione. Il kaishakunin Masakatsu Morita,
JAZZ
& blues
Leggi un libro e ci trovi, per
incanto, tutto quello che vorre-
reverenziale nutrito in una session domestica
da Marsalis con Elvin Jones, quando alla fine
amico e discepolo (suo amante secondo Marguerite Yourcenar nel saggio sti sentir dire da quelle pagine. quasi sottovoce Wynton gli disse di suonare un
breve Mishima o la visione del vuoto), per l’emozione sbagliò ripetutamen- Capita con questo Come il jazz può cambiarti la po’ più piano e Jones si scusò come un ragaz-
te il colpo di grazia; Hiroyasu Koga dovette intervenire per decapitarlo. vita di Wynton Marsalis, per una volta impe- zino, ringraziandolo del consiglio).
Ad onta del titolo, Mishima non parla mai di musica: è la sessualità di Reiko gnato nel tessere concetti e non storie musica- Per chi lo sente, il jazz insegna la fiducia nell’a-
a pervadere il testo in una lucidità quasi sconcertante. Si chiede Kazunori: li. Chi sia l’autore non c’è bisogno di specificar- scolto, acuisce la capacità di
«La musica era soltanto un elegante simbolo dell’orgasmo? Oppure fra la lo, perché è facile essersi imbattuti in alcune giudizio critico, sviluppa l’im-
musica di cui parlava la ragazza e l’orgasmo che desiderava così fortemen- delle sue registrazioni da solo o con la sua maginazione e può causare
te intercorreva un complesso rapporto simbolico?». Procedendo per asso- Family, dal padre Ellis - pianista acclamatissimo un’irrefrenabile voglia di met-
ciazioni psicanalitiche scopre, con fatica, che l’isteria di Reiko va oltre l’as- in quel di New Orleans - al maggiore Brandford tersi alla prova in prima perso-
senza di musica, verso l’irrisolto nodo della sua sessualità e la necessità di (già salvatore della patria in alcuni dei brani na per vedere di cosa si è
nascondere desideri immorali legati alla figura del fratello. anche meno felici di Sting). capaci. Niente tecniche raffi-
Reiko non sente nulla perché è così solo che riesce ad astrarsi; ne ottiene un risultato I Marsalis sono l’espressione più moderna nate; l’avventura parte dal
isterico. «Mi meraviglio sempre nel constatare quanto l’eccitazione sessuale somigli ai delle radici e del sound tradizionale dixieland, blues, che del jazz è la matrice
sintomi dell’isteria. A volte penso che l’isteria sia solo una congiura dell’inconscio, che attenti a non calpestare una sola cellula delle più autentica, coessenziale,
tenta di riprodurre asetticamente lo stato fisico dell’eccitazione sessuale senza il piace- origini. Il titolo del libro è un po’ «forte», a esser dalla gioia di ritrovarsi su quel terreno comune
re, anzi accompagnandolo con la sofferenza». Quest’invulnerabilità è falsa, indotta. Poi cauti. Lui ricorda i primi passi tra curch band, di 12 battute dove è impossibile che non si
le accade con un uomo in fin di vita: «È stato allora dottore. Che mi sarà successo? gruppi, insegnanti e amici e la fatica iniziale che abbia proprio niente da dire o fischiettare.
All’improvviso ho sentito la musica. Dentro di me, finalmente, la musica che avevo così doveva fargli abbandonare i giochi di strada per Tra le pieghe di questo libro, racconti e giudizi
desiderato. Non smetteva, traboccava come una sorgente e irrigava la mia anima com- mantenere vive e proseguire le tradizioni su tanti dei protagonisti di questa musica,sto-
pletamente inaridita. Risuonava incessante non nelle mie orecchie, ma in tutto il mio «negre delle zio Tom» (cda). Il ritmo e l’improvvi- rie personali di una famiglia straordinaria, i
corpo... dottore, è possibile una cosa sazione, lo swing e la fantasia, il tempo e la soprannomi ed il gergo dei quartieri neri del
simile... tutto il mio corpo, pervaso da libertà nel tempo, concetti pesanti come il piom- Sud dell’America e, soprattutto, la felicità di
una felicità indicibile, sentiva la musi- «Musica» bo che Wynton affronta con straordinaria levità, essere, malgrado tutto, parte di un processo
ca». Ma non è ancora il momento giu- di Yukio Mishima per convincere di quanto il jazz soffra del pre- che da più di cent’anni non accenna a fermar-
sto per una redenzione, che avverrà Feltrinelli Editore concetto di musica difficile, strana, noiosa, e si, perché - parola di Wynton - il jazz non è
solo al termine della terapia. Una musi- 7 euro quanto invece stia là solo a raccontarci storie, morto, è vivo e sta benissimo.
ca che vale mille orgasmi. E un suicidio. scambio di battute tra amici. L’improvvisazione
è, e deve restare, questo. Più si abbandoni l’idea Paolo Romano

ROMINA CIUFFA ROCK E SERVIZI SEGRETI


BEATLES A FUMETTI
ROCK Complottisti di tutto il mondo gioite!
Questo è il libro che fa per voi:
OFF «Rock e servizi segreti»
luoghi di contaminazione tra cultura pop e cul- senza facili dietrologie ma con di Mimmo Franzinelli
«Beatles a fumetti» tura cosiddetta «alta» - in una ricognizione à documenti alla mano, Mimmo Franzinelli, auto-
rebours sul viaggio dei Beatles nell’universo re di numerosi studi sulla strategia della tensio- Bollati Boringhieri Editore
a cura di Enzo Gentile 16 euro
magico dei cartoon, a partire da Yellow ne in Italia, svela tutti i retroscena dei rapporti
e Fabio Schiavo Submarine e con scelta di immagini più o tra l’FBI e i più grandi musicisti rock degli anni
Skira Editore - 39 euro meno rare (o rarissime) provenienti dagli ‘60 e ‘70. Da Jim Morrison a Frank Zappa, da
angoli più disparati del globo, dall’Argentina al Jimi Hendrix a John Lennon, ognuno di essi è l’epoca, veri inni alla libertà e all’amore universa-
Giappone alla Spagna franchista. stato oggetto di particolari attenzioni da parte le, valori decisamente sovversivi per un gover-
PO PCK
pop&rock
Dalle loro prime apparizioni i
Beatles hanno inciso profonda-
È la testimonianza di un amore inesauribile di
disegnatori e cartoonist per i quattro ragazzi di
dei servizi segreti americani. Colpevoli di essere
artisti amati dalle folle e di aver risvegliato attra-
no, quello americano, che doveva tener in conti-
nua tensione il mondo per tenere in piedi i pre-
mente nel costume e nell’im- Liverpool, di volta in volta tradotti in ninja o in eroi verso musica e parole molte giovani coscienze cari equilibri di una guerra fredda. Accanto alle
maginario collettivo: i Fab Four come nuovi disneyani, o spediti a intorpidite, le grandi star del rock rockstar americane troviamo
Magnifici Quattro (a proposito, è di questi giorni spasso nel tempo (all’e- hanno dovuto scontare pedinamenti, anche il nostro Fabrizio de Andrè,
la notizia che uno di loro verrà eliminato), si pre- poca della Britannia violazioni della libertà personale e accusato di finanziare gruppi anar-
stavano certo a essere catapultati dai palchi al romana), il tutto in ordi- falsi capi d’accusa, tanto da spinge- chici e di estrema sinistra. In Italia,
mondo a strisce. Eppure, il primo incontro - fisi- ne cronologico e corre- re al suicidio uno di essi, Phil Ochs l’accesso ai documenti relativi a
co - tra Beatles e fumetti non si rivelò così feli- dato da schede di pre- (l’autore di I ain’t marching anymore, indagini concluse è ancora coperto
ce: protagonisti John Lennon e Al Capp, ospite sentazione. Operazione canto anti-miltarista contro la guer- dal segreto istruttorio. Ecco spiega-
del suo Bed-in a Montreal, alquanto scettico sul- fascinosa e spericola- ra del Vietnam). to il perché di un solo unico capito-
l’ecumenismo da periodo bianco di John. ta, per i cultori beatle- Il rock è la musica del Diavolo? A lo, l’ultimo, dedicato ad un artista
Questo volume tenta di ricucire oggi questo siani. quanto pare, in quegli anni sì, soprat- italiano.
connubio inedito tra musica rock e fumetto - tutto se si identifica come diabolico il
linguaggi tra i più rivoluzionari del Novecento e Lorenzo Bertini messaggio di pace di molti brani del- Roberta Mastruzzi

C O N V E R S A Z I O N I S U L L ’ A R T E D E L L ’ I M P R O V V I S A T O R E
JAZZ Non mi piace la musica com-
petitiva, e basta! Partiamo da
& blues «Lee Konitz. Conversazioni
questo fiero outing che giunge sull’arte dell’improvvisatore»
nel bel mezzo di un libro intervista che Lee
Konitz ha concesso, non dopo qualche ritrosia, di Andry Hamilton
ad Andy Hamilton e che grazie all’Edt, con la Edt Editore - 20 euro
collaborazione prestigiosa della Fondazione
Siena Jazz, è ora disponibile nelle nostre libre-
rie. Conversazioni sull’arte dell’improvvisare è ma io non so che cazzo sentisse. Se si ama
il titolo della lunga chiacchierata che uno dei qualcuno si cerca di emularlo, non di demolir-
più importanti interpreti del jazz moderno rila- ne completamente la concezione. E prosegue:
scia al pungente e rispettoso autore che, gra- Suonare su una linea ingegnosa basata su I’ll
zie alla sua professione di insegnante di filoso- realtà, dell’estetica sottesa all’improvvisazione. tati perché è la page che non per il loro auten- remember April e squittire senza pietà è un
fia ed estetica nelle università ben temperata E come un dialogo che si rispetti la conversa- tico valore artistico. sacrilegio.
da una presumibilmente buona tecnica piani- zione si pone ad un incrocio tra maieutica e Prendiamo, perché è una delle parti più diver- Il dialogo scorre velocissimo e taglia le tappe,
stica e conoscenza teorica, riesce bene a rico- psicanalisi, alleggerita da una ben distribuita tenti, il caso del giudizio su Anthony Braxton anche più dolorose della vita di Lee, dalla
struire la passione ed il coraggio di dedicare ironia, che accompagna i protagonisti pagina che volle affrontare, a modo suo, alcune song dipendenza dagli stupefacenti come presunto
una vita a questa musica straordinaria. dopo pagina. Del metodo psicanalitico, mettia- di Tristano (cui Konitz dedica grandissima viatico alla creatività, alla sua formazione alla
Ora, non si tratta della solita torrenziale pioggia mola così, conserva l’aspirazione aletica, l’in- parte delle sue parole, trattandolo come men- corte di Lennie Tristano (uno dei primi didatti
di domande cui seguono risposte autocelebra- camuffabilità di alcune verità necessarie per tore, coach, ispiratore di idee e propulsore di con un metodo specifico sull’improvvisazione),
tive, preconfezionate e ad alto tasso soporife- raggiungere la propria concezione di quello originalità, in pratica un «intoccabile»): «Credo alle concezioni poliritmiche, melodiche e tim-
ro, perché questa intervista è un qualcosa di che il jazz e l’improvvisazione devono necessa- sia il peggior assolo che ho sentito nella mia briche utilizzate nelle sessioni di registrazione,
diverso. Sul piano del genere letterario, tanto riamente essere per poter essere pensabili vita... (esordisce). Ci sono molte note sbaglia- fino ad un’attenta analisi sullo strumento-sas-
per cominciare. Perché sarebbe più proprio come tali. E fuori dai denti, Lee si lascia anda- te... Non ha nessun rapporto con la sezione rit- sofono, le sue potenzialità ed i suoi limiti.
chiamarlo «dialogo» e con assai più dei due re a giudizi spesso trancianti su colleghi e stili, mica. Per qualche motivo lui a parole dice Da segnalare, infine, una pregevole appendice
personaggi che ci si aspetterebbe. Entrano in senza risparmiare totem come Monk (pur sempre bene (di Tristano). Tra me e me contenente stralci di trascrizioni di alcuni
scena, di volta in volta, e secondo una logica rispettatissimo) o apprendisti stregoni come penso: mi domando se li suona anche sul sax. solos particolarmente eloquenti circa lo stile di
meritoria che sottende un lavoro accurato, Braxton; una schiettezza ed una freschezza Una farsa (conclude), un insulto alla memoria Konitz e, per così dire, una summa pratica di
protagonisti, interpreti e musicisti jazz che a che sono alla fine il plusvalore di questo libro e di Tristano. E altre punte di fioretto sul sound tutti i temi affrontati nel corso dell’intervista.
vario titolo parlano di Konitz (e di aneddoti che spesso confortano l’appassionato non di maturato da Braxton: Non lo sopporto, lo
divertenti ce ne sono a decine) per parlare, in rado spiazzato da sperimentalismi più accredi- trovo orribile. Il suo eroe era Paul Desmond, Paolo Romano
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Music In ¢ NUMERO 17 > Primotrimestre 2011

NICOLE DI GIOACCHINO Disperata perché si avvicinano i 19. Crescere sapendo troppo spesso quello che vuoi non è
a cura di ROMINA CIUFFA sempre il massimo: mi ritengo fortunata, ho un mezzo di trasporto direttamente iniettato nelle vene. Non è concreto. Lo è
nelle sensazioni, nelle vibrazioni, ma non alla vista. Diventa concreto quando è viscerale. Questo mezzo è la musica.

¢ CONTINUA DALLA PRIMA PAGINA > NICOLEMINA a cura di ROMINA CIUFFA

NICOL E MINA 3 VOLTE AL D I ’


Mi viene in mente «nicolemina». Le do questo appella-
tivo come i Nobel nominano le scoperte: il mio tra- no in cui finalmente l’arte ha preso il sopravvento.
Romina, c’è una frase che è come uscisse dalla mia anima:
smettitore è il risultato dell’unione di due molecole, L’imagination prende le pouvoir. La forza delle parole ha comin-
Nicole e Mina, responsabili della frequenza cardiaca. ciato a contare negli anni 60 e 70, la mia ispirazione musicale e
culturale più forte. Attilio mi ha proposto il personaggio di
Lauretta, una delle due protagoniste femminili. Lì è nata la sfida:
interpretare qualcuno completamente diverso in ogni aspetto da
Nicole. E sfidare per due ore consecutive (la durata del musical)
la fisica musicale prendendo note che non pensavo neanche di
avere e che, provando, sono stata io stessa a proporre. Lauretta
l’ho costruita io al punto che nella vita privata mi veniva da
Videoreportage rispondere nello stesso modo in cui avrebbe risposto lei. La prima
volta che è finito Sessantotto, a gennaio del 2009, sono caduta in
depressione. Ci ho messo un mese per ricominciare la mia vita di
w w w. y o u t u b e . c o m / m u s i c i n c h a n n e l sempre, tra i banchi di scuola. Il punto è che il teatro mi ha rapi-
ta. La seconda volta del Musical, invece, ero pronta a lasciare
andare Lauretta, lo start della mia vita da artista a 360 gradi.

(...) N
icole assomiglia a Mina, quei filmati in bianco e Sono malata di musical e New York per me è un toccasana. Amo
nero e una classe mai più riproposta in tanti anni di The Phantom of the Opera, che ho visto tre volte a Broadway, e il
cultura musicale. La ricorda non solo al cantare, la sequel Love Never Dies a Londra. Quelle luci, le voci, il palco, i
somiglianza è de visu ed evoca i desideri più inconsci di assiste- costumi, la città. Dopo l’attentato alle Torri gemelle sapevo che la
re, una volta nella vita, ad una esibizione dal vivo della tigre di città era cambiata profondamente, ma ero cambiata anche io. A
Cremona. Il tilt dei neuroni. Mi viene in mente «nicolemina». Le Times Square la scorsa estate mi sono seduta e ho pensato: è trop-
do questo appellativo come si nominano le scoperte, uno scienzia- po grande, non ce la farò mai qui, mentre fissavo il cartellone di
to che improvvisamente, di notte, sa. Scopro un neurotrasmettito- Jordin Sparks, una mia coetanea diventata famosa grazie ad
re nuovo, al pari della serotonina, della dopamina, di tutte quelle American Idol, ora protagonista di uno show di Broadway. Poi sono
sostanze in grado di veicolare informazioni sensoriali fra i neuro- arrivati i Promessi Sposi-Il Musical, con un sms di Maria Grazia; vi
ni di un sistema nervoso. Lei, come all’esito di una sinapsi, è di ho partecipato per la registrazione dei cori ritrovandomi nella sezio-
fatto in grado di contribuire all’aumento della frequenza cardiaca ne dei soprani, per la prima volta accanto a cantanti liriche. Sapevo
e della pressione sanguigna, e risulta influente nella regolazione di essere debole nella lettura dello spartito, ho fatto un corso avan-
dell’umore, della temperatura corporea, dell’appetito. Da quando zato e sono cresciuta nuovamente. Abbiamo cantato nel Duomo di
la vidi, per la prima volta, cantare, ballare, recitare in Sessantotto Milano, e con le telecamere del Tg3 puntate in faccia, in prima fila,
Italian Rock Musical, incluso un pezzo interamente cucito su di a 17 anni in mezzo ai grandi ho intonato il Padre Nostro.

«C
lei, Carmencita. Mi colpì per potenza vocale ed espressione. ara Romina, in confidenza, è così che Sto vivendo la mia adolescenza nel modo più bello. Mando
Giorni fa ne vedo una su un palco, la nicolemina va in circolo mi ritrovo oggi. I vagabondi come noi, avanti il mio gruppo, i Nivada Stil, dal 2005; con loro ho costrui-
come allora e posso avvertire lo stesso senso di spaesamento. La tesoro, sono nati per correre.» to la Nicole rocker, che è ciò che sono, Janis, i Led Zeppelin, il
vocalità, il modo di tenere il microfono. Altri tempi. Fatela canta- blues anni 50 e 60, il glam dei Guns’n Roses, Aretha Franklin. Ma
re ora che domani deve andare a scuola, dicono, e capisco. È di anche, dal 2007, ai SAT&B, il coro gospel di Maria Grazia, con
nuovo Nicole. La mattina del nostro appuntamento le fissano due cui ho partecipato al concerto di Giorgia all’Auditorium. Con X-
compiti in classe per il giorno dopo. Studia. Poi la notte mi scrive. Mia madre ha ceduto. Mi ha iscritto a scuola di canto. La potevo Factor ho capito di essere libera. Mi sono sempre rifiutata di fare
«Cara Romina, in confidenza, è così che mi ritrovo oggi: dispe- raggiungere anche calandomi con la corda dal balcone, perché era certi talent, ma per quello ho sempre avuto un occhio diverso:
rata perché si avvicinano i 19, felice perché è questo l’anno in cui a mezzo passo da casa mia. L’insegnante che ho trovato, Fierina sapevo che avrei lavorato per me. Ho fatto 5 provini, solo il primo
posso decidere cosa fare della mia vita. Crescere sapendo troppo Federici, è stata la mia base, la mia guida per 3 anni. Poi, dopo un normalmente. Il secondo, due ore dopo la mia festa dei 18 anni
spesso quello che vuoi non è sempre il massimo. Mi ritengo una anno di stallo, ho sentito parlare di Cinecittà Campus. A 12 anni i (alle 3 è finita, alle 5 ero sul Roma-Milano), il terzo e il quarto li
persona fortunata. Sai perché? Ho un mezzo di trasporto diretta- miei compagni di lavoro avevano dai 18 ai 35 anni. Non mi presen- ho fatti di lunedì e martedì, sono tornata a Roma il mercoledì, il
mente iniettato nelle vene. Non è concreto: lo è nelle sensazioni, tai a loro con un repertorio da dodicenne, ma con Janis Joplin; ero giovedì sono partita per Londra, il venerdì ho perso il volo per
nelle vibrazioni, ma non alla vista. Diventa concreto quando è una di quelle che studiava di più e 3/4 di quei ragazzi trovavano Roma e sabato, per la finale, mi sono svegliata alle 3.30 del mat-
viscerale. Questo mezzo è la musica. Music was my first love and ogni buona ragione per denigrarmi. Dava fastidio il fatto che io, tino e ho preso il primo volo per Linate. Ho riscoperto una Nicole
it would be my last. Mia madre mi cullava con Frank Sinatra; in così piccola, stessi «già» lì, e loro «ancora» lì. Ma sai, Romina, a diversa, più riflessiva e poco incline ad essere competitiva in
macchina mio padre mi nutriva di Queen, Santana, il Boss. È una cosa ha portato tutto ciò? Mi ha reso forte. Noi che merito abbia- modo negativo. Ad oggi non so il motivo per il quale non sono
frase di Bruce Springsteen che ho voluto tatuarmi prima di com- mo? Studiare è il minimo per ringraziare chi ci ha fatto questo stata presa, visto che Anna Tatangelo mi ha stilato un elenco di
piere 18 anni, il 17 maggio 2010. ‘Cause tramps like us, baby, we dono. Sai che dovremmo fare? Cominciare a sentire. Quello che roba che con me c’entra ben poco. Ma va bene così, ho vinto
were born to run. I vagabondi come noi sono nati per correre. Non c’è, che ci circonda, quello che diciamo. Cos’altro è la musica, se comunque. Credo di aver fatto la differenza, nel bene e nel male.
trovo altra parola per definirmi migliore di «vagabonda». non il mezzo di trasporto e di empatia più potente al mondo? È lì che ho conosciuto quelli che ora sono i miei compagni di
Il primo giocattolo a cui diedi importanza fu uno stereo della Poi è arrivata Maria Grazia Fontana, conosciuta al Campus. viaggio preferiti, gli altri 5 della mia nuova band The Estranged.
Chicco, quello con il microfono attaccato e nel quale si potevano La mia mamma artistica. A 13 anni mi ha preso e mi ha insegna- Tutto questo è un viaggio che avrà fine solo quando smetterò di
inserire le cassettine (che rubavo a mia madre e ne smontavo i to a sentire. Lei, suo fratello Attilio, la D’AltroCanto sono stati la sentire. Questa è Nicole oggi, con quattro tatuaggi. So che partirò
nastri, soprattutto quelli di Whitney Houston). Parte della mia mia famiglia, da quando Maria Grazia mi ha proposto di fare il dopo la maturità. So anche che Broadway è difficile da raggiun-
instancabilità è dovuta al fatto che ho sempre viaggiato. Sin da corso di Musical Andiamo in Scena del Saint Louis. Sono cresciu- gere, ma mi piace pensare alla mia vita come la descrive Kerouac.
piccola sono stata abituata a passare da Roma a New York, Los ta più con loro in 2 anni che in 18. Volevamo mettere in piedi un Sono su una strada che mi porterà a qualcosa di più grande. In
Angeles, Las Vegas, San Francisco, Parigi senza difficoltà. musical nuovo e farlo diventare un cult, ci siamo riusciti. È nato questi ultimi periodi mi sono chiusa tra sala registrazione e studi
Viaggiare per me è vitale, è un modo per comprendere quanto c’è Sessantotto Italian Rock Musical (il servizio di Music In Video fotografici per realizzare il mio album di cover riarrangiate, e il
intorno, ma è anche un modo per sparire: a volte ho bisogno di è su www.youtube.com/musicinchannel, ndr). Il 1968 è l’anno nome dell’album significa tutto: The Pursuit, la ricerca.
sparire. Di ritrovarmi. Ogni tanto penso: adesso Nicole chi è?, e del mio cuore, l’anno in cui sono nati i Led Zeppelin (mia infini- So che c’è qualcosa di più grande: io lo sto cercando.
non sempre ho le risposte. Non sempre sono necessarie. ta e viscerale ispirazione), l’anno preparatorio a Woodstock, l’an- Peace, Nicole» ■

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Music In ¢ NUMERO 17 > Primotrimestre 2011

RENZO RUBINO Il figlio di una relazione sporca tra ILARIA GRAZIANO E ora dove andrà questo nuovo essere creato? La rete è
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Enrico Ruggeri, Vinicio Capossela, Astor Piazzolla. vasta e infinita [il nuovo essere generato dall’unione di Kusanagi e del Burattinaio,
Ma lui è lui, l’unico re di questo grasso bignè «Ghost in the Shell]. Ossia le animate anime di una interprete d’Anime.

PUNTADIRUBINO
DI FLAVIO FABBRI

MI DIRAI, ADESSO DENUNCIAMI

A N I M E
lo
scoviamo. Letteralmente. Bisogna girare, la notte, con le a una pagina su Wikipedia, è arrabbiata come PJ Harvey ed elegante come

H
a cura di
Lorenzo orecchie da gatto. Lui anonimo, uno dei tanti. Poi sale su Marlene Dietrich. Fa esperimenti di pop-rock elettronico, combat folk e jazz.
Fiorillo un palco, prende il pianoforte: vibrisse e... dei tanti uno. Ha molte Anime: quelle dei cartoni animati giapponesi cui presta la voce.

G «C
ran parte degli emergenti si limita a d’obbligo, ma in un certo senso, ascoltando le osa avrei rimpianto di più nella L’occasione l’ho avuta interpretando una can-
seguire una moda, ad imitare od emu- canzoni di Rubino, si rimane avvolti da un fle- vita? Non aver tentato il tutto per zone inserita in una compilation prodotta dai
lare ciò che è già sfruttatissimo nel bile ed appena accennato retrogusto tipico del tutto per cantare». Così parla 99 Posse, Sienteme, che portammo al program-
panorama musicale italiano. Renzo Rubino non polistrumentista di Hannover. Si percepisce un Ilaria Graziano della sua carriera ma televisivo Roxy Bar condotto da Red
sembra come gli altri, a un primo ascolto. Lo richiamo alle atmosfere burlesque e rurali, che musicale, nell’intervista rilasciata Ronnie. Qui incontrai un’agente che conosceva
troviamo, e per la prima volta lo ascoltiamo, al hanno sempre fatto da DNA ai pezzi di a Music In prima di una sua recente esibizione la compositrice giapponese e che in quel perio-
Garlic Show di Mauro Di Maggio, che chiama Capossela, e che non risuonano come note in un locale di Roma. Cantante napoletana dalla do cercava una nuova voce. Grazie alla colla-
gli amici emergenti e dà loro un palco su Roma negative nello stile di Rubino. Lui conferma voce versatile e dall’approccio live molto accat- borazione professionale con Kanno, e la suc-
tutti i lunedì. Cantava Non ti voglio fermare, ma questo legame a più riprese nelle sue opere. In tivante, un po’ arrabbiata come PJ Harvey e cessiva amicizia, ho iniziato anche a lavorare
non solo non li ferma: li spinge. Questo Renzo Che cosa sono le nuvole, una ballata dall’odore decisamente elegante come Marlene Dietrich, per le colonne sonore di Anime, ossia i film di
Rubino invece. Incuriosisce. 22 anni e a breve mazurca, si abbandona a sentimenti contrappo- ciò che emerge immediatamente all’ascolto è la animazione giapponesi. Entravamo in sale di
il primo cd, Farfavole, una miscellanea di suoni sti ed uniti per assurdo, miscelando parole d’a- sua impressionante capacità vocale e la ricchez- registrazione con grandi orchestre, a Roma,
e colori in cui il filo conduttore è l’amore rac- more ed odio con erudizione e sarcasmo: Eri za degli influssi culturali che la caratterizzano. New York, Londra, Parigi, Tokio e altre città.
contato tramite la poesia e lo sberleffo. bellissima quando t’amavo | sì, tu eri bellissima Da 15 anni presta la sua voce a diversi esperi- Le Anime ricevono, in diversi Paesi del mondo,
Attraverso uno stile musicale onirico, psichede- quando ti baciavo | prima di sgozzarti | prima menti, dal pop-rock elettronico al combat folk, una grande attenzione e anche la musica che
lico non nella forma ma sicuramente nel conte- di dimenticarti | prima di chiamarti amore. dal jazz alle colonne sonore dei film di anima- accompagna tali prodotti, di conseguenza, è
nuto. E psichedelici e un po’ grotteschi sono i Chi ascolta quest’album non può che rimane- zione giapponesi, anche conosciuti come valorizzata al massimo.
testi, nei quali Rubino riversa tutta la sua arte, re affascinato da un mix ironico e sentimentale, «Anime», tra cui Wolf’s Rain, Ghost in the Hai una pagina dedicata su Wikipedia, lo
dipingendo una realtà a tratti folle, a tratti triste cupo e nostalgico. I brani racchiusi nel cd in Shell, Cowboy Bebop. È stato l’incontro con la sapevi?
e condita di un sagace humour nero. Un artista prossima uscita, dal titolo Farfavole, prometto- compositrice giapponese Yoko Kanno ha cam- È il successo della scena Anime, che senza
eccentrico, che non ama le etichette e che tiene no di essere tutto tranne che banali. Piccole biare la sua vita professionale, trasportandola in MTV, perlomeno in Italia, non sarebbe esplosa.
a non farsi definire un cantautore per non esse- poesie in rima con l’anima musicale e l’endo- un mondo fatto di sensazioni delicate e di affla- Ma anche il web ha dato un forte impulso. Chi
re accomunato a giri armonici scontati. scheletro puramente letterario. ti artistici di respiro internazionale. ascoltava le musiche di questi film ha comin-
Lo strumento matrice delle tue opere è il Qual è il filo conduttore dei tuoi pezzi? Chi è Ilaria Graziano? ciato a cercarmi su Internet, senza neanche
pianoforte. Ti definisci pianista? L’amore. Non per una donna, ma per la vita, Una che nella vita ha sempre voluto cantare. avere un’immagine precisa di me in testa.
Ho iniziato a studiarlo a 7 anni, ma non mi per le piccole cose, per la quotidianità. Chi Il mio rapporto con il canto nasce da lontano, Tantissimi fan hanno realizzato blog e siti web
pongo né come pianista né come cantante. Mi ascolterà il cd sentirà otto canzoni molto diver- da quando mia nonna, cantante lirica, mi dice- a me dedicati, tra cui la pagina su Wikipedia.
sento un creativo. Il pianoforte per me è solo un se fra loro. va sempre, ascoltandomi piangere, che un gior- Un universo che ignoravo e che poi ho scoper-
mezzo. Dal punto di vista tecnico costruisco da Come hai iniziato la carriera musicale? no sarei diventata una grande cantante. È uno to e seguito grazie a MySpace e Facebook.
lì, ma il punto di forza sono le canzoni. I testi È stato difficoltoso. Non solo mio padre, ma dei primi ricordi d’infanzia, assieme al violino Usare le parole come suoni, perché?
sono una parte fondamentale. Importantissima. nessuno ha accettato la mia carriera di musici- che ho ricevuto da mio padre. Successivamente È stato un gioco, ma anche una necessità.
Come componi le tue canzoni? sta. Sono andato via di casa a 17 anni e mi sono ho studiato canto classico e moderno a Napoli, Solo così si riesce ad esprimere pienamente una
Mi metto al pianoforte. È difficile raccontare ritrovato a fare il pizzaiolo. Mentre infornavo per poi frequentare laboratori teatrali e vocali coerenza di stile nel pronunciare una parola in
come compongo, inspiegabile. Mi capita di pizze, mi sono messo dinanzi un bivio: conti- sperimentali, dove ho imparato che è il corpo toni e suoni diversi, divertendoti ogni volta a
cantare e suonare. Dico delle parole buttate lì nuare a fare lavori che non mi avrebbero grati- ad agire sulla voce, riuscendo a modulare il modificarne il senso. Da alcuni anni, assieme a
mentre suono, dalle quali poi nascono concetti ficato o inseguire il mio desiderio di fare musi- canto su nuove esperienze e impulsi esterni vei- Francesco Forni (chitarra), Emanuele
e storie, e la musica si forma intorno a queste ca. Ho scelto la musica. Quando avevo 16 anni colati dal fisico. Brignola (basso), Cristiano De Frabrizi (batte-
immagini, a queste sensazioni. Una canzone la mio padre organizzava nella mia Martina Quali sono stati i tuoi primi impegni? ria) e Fabio Rondanini (batteria), ho intrapre-
scrivo in cinque minuti, poi ci metto settimane Franca un festival internazionale di artisti di Una decina di anni fa ho lavorato con so un percorso musicale più personale, in cui
per arrangiarla. strada, la Girandola, una manifestazione che Stefano Miele, oggi star della scena breakbeat ho approfondito tale approccio vocale.
Quindi l’istinto la fa da padrone? porta migliaia di turisti tra i vicoli del centro internazionale, portando in giro un progetto A cosa stai lavorando?
Esatto. La tecnica è solo un mezzo. Prima di storico. Mi travestii: mi misi una maschera, una sperimentale e molto innovativo che ha incon- A nuovi pezzi, per cui la fase di scrittura è
affrontare il pianoforte bisogna riempirsi. E ci parrucca, un cappello lunghissimo e mi finsi Mr trato subito l’interesse dei media, tra cui Radio quasi completa. I live, in questo, sono fonda-
si riempie con l’esperienza. Quando ho un V, pianista di strada londinese. Ovviamente non Deejay e MTV. Assieme abbiamo aperto con- mentali per veder crescere un pezzo nel modo
blocco, non mi chiudo in casa davanti lo stru- ci fu mai un incontro tra me e mio padre, il tutto certi di grandi artisti come Dj Shadow e giusto, per sentirlo davvero tuo e infatti siamo
mento musicale o un foglio di carta bianco, ma era stato organizzato telefonicamente. Fu un Galliano and the African Divas. Ho collabora- sempre in scena. Solo dal vivo è possibile
esco, vado in giro, parlo con la gente. Osservo, successo, nessuno mi scoprì e riuscii anche a to poi con Daniele Sepe e i Zezi, scoprendo la assorbire e fare proprie le sensazioni che si
respiro, cammino e mi ispiro. portarmi a casa qualche spicciolo (che però a musica popolare, il folk, il jazz, il pop-rock, che vengono a determinare tra musicista e pubbli-
Chi ti influenza maggiormente nel panora- casa non arrivò mai). mi hanno portata a modificare ulteriormente la co. Con Francesco Forni, cantautore e chitar-
ma musicale italiano? Farfavole diventa così uno stile di vita per voce per affrontare sonorità decisamente rista, inoltre, sto portando in giro un nuovo
Vinicio Capossela mi piace molto. Non mi questo cantastorie, e il suo esser malinconico distanti tra loro. progetto di sperimentazione dei linguaggi
piace la definizione cantautore. Una volta uno circense una punta di diamante. Ma a questo Quando hai conosciuto Yoko Kanno? musicali, che ci ha visti suonare in diverse città,
mi definì «malinconico circense». punto, è il caso di parlare di una punta di rubi- Ci siamo incontrate più di 10 anni fa. tra cui Berlino. ■
Ed il paragone con Vinicio Capossela non è no, che è esattamente la sua. ■
CLASSICA
MENTE
Music In ¢ NUMERO 17 > Primotrimestre 2011

MENTE SAN PATRIGNANO L’intervento di Andrea Muccioli All’interno della comunità più gran-
de d’Europa nascono i laboratori di «Capire la musica», sul presupposto che l’alterazione di se
A LITTLE NIGHTMARE
MUSIC La classica ha qualcosa
aa cura
cura di
di ROMINA CIUFFA
FLAVIO FABBRI
stessi e della realtà dipenda solo dall’incapacità di capire la techno senza lo sballo del rave. di tipicamente umano: la risata.
¢ CONTINUA DALLA PRIMA PAGINA > INDIPENDENZA DI A N D R E A M U C C di
I OADRI
LI*

LA MUSICA GENERA INDIPENDENZA *RESPONSABILE COMUNITÀ DI S. PATRIGNANO


Sappiamo però che la musica, come ogni linguaggio, ha pagi-
ne più facili e altre meno. Alcuni suoni e ritmi sono immediata-
mente vicini a noi, alla nostra sensibilità, altri li sentiamo più
lontani. Non li comprendiamo subito e sembrano annoiarci, non
Videoreportage piacerci. Ma è un errore. Se si viene preparati a questo incontro,
a questo nuovo tipo di ascolto, scopriamo invece che anche quel-
la musica può piacerci. Nasce da qui Capire la musica, il proget-
to realizzato grazie a un nostro grande amico, il maestro Paolo
w w w. y o u t u b e . c o m / m u s i c i n c h a n n e l Olmi. Vogliamo offrire ai ragazzi della comunità l’opportunità di
conoscere e apprezzare generi a loro sconosciuti o che conside-
rano «inascoltabili». A febbraio è partito un ciclo di lezioni/labo-
La musica è uno dei linguaggi più belli e univer- ratorio tenute da giovani docenti in grado di comunicare con
sali attraverso il quale le persone si esprimono, facilità con i coetanei. I temi delle lezioni saranno vari, dalla fun-

(...) raccontano i sentimenti che provano. Spesso, rap-


presenta ed esprime la bellezza, una dimensione
sempre distrutta e cancellata dalla tossicodipen-
denza. Poco importa se la musica sia classica,
zione del direttore d’orchestra spesso sconosciuta, e qui sarà di
scena proprio Paolo Olmi, alla musica nel mondo, la musicalità
della voce, la conoscenza di suoni e percussioni, fino a ricostrui-
re il filo che lega tra loro i vari generi musicali con l’ultima lezio-
contemporanea o tradizionale, è sempre un veicolo di emozioni, ne, Da Bach ai Led Zeppelin.
una delle cose che meglio ci fa stare con noi stessi e con gli altri. Ci ha subito stupito l’entusiasmo che abbiamo raccolto a San
Così a San Patrignano la musica ci accompagna da sempre. In Patrignano. Pensavamo fosse difficile avere più di 20 persone
comunità abbiamo un gruppo musicale, teniamo corsi e lezioni di disposte a seguire le lezioni e ci siamo trovati invece a limitarci a
chitarra e batteria. Da qualche anno c’è un coro gospel, i 80 ragazzi, il numero massimo che potevamo seguire in quello
SanpaSingers, con un bel repertorio anche di brani spiritual e che spero sia solo il primo ciclo di un’attività destinata a diventa-
soul. Canzoni che esprimono lo spirito di riscatto, di gioia e spe- re abituale per la nostra comunità. Claudio, 24 anni, parteciperà
ranza, con cui cerchiamo di fare ogni cosa in comunità. La musi- alle lezioni. Mi ha detto: «Se qualche anno fa mi avessero detto
ca segna poi i nostri momenti d’incontro: Natale, Capodanno, che mi sarebbe interessata la musica classica, non ci avrei mai
Ferragosto e tutte le feste. D’estate San Patrignano diventa anche creduto. La mia musica preferita era la techno, l’unica che si

«A
San Patrignano la musica ci accompagna
una specie di grande discoteca all’aperto. Si balla al ritmo dell’hip ascolta ai rave. Ma l’idea che un mio coetaneo possa farmi cono-
hop, della dance. Si fa, però, senza nessuno «sballo», solo per il da sempre ed esprime lo spirito di riscat- scere questo linguaggio musicale a me finora sconosciuto mi ha
piacere di ascoltare musica, ballare e stare con i propri amici. to, di gioia e di speranza con cui cerchia- incuriosito e così ho pensato di fare questa nuova esperienza».
Quasi la dimostrazione che la musica non sia la responsabile mo di fare ogni cosa in comunità.» Andrea Muccioli In queste parole, semplici e dirette, il significato di questa ini-
dello «sballarsi», di ciò che troppo spesso accade ascoltando que- ziativa, una nuova opportunità educativa, di formazione e di cre-
sti brani, ma che alterare se stessi e la realtà dipenda da noi, dalla «Vincenzo ha perso il cello della casa in cui i scita. Esattamente ciò che San Patrignano offre a chi vuole usci-
nostra incapacità di affrontare il divertimento senza droghe o re dal disagio, dalla droga, dall’emarginazione. E sono certo che
«additivi» di ogni genere. È sorprendente vedere ragazzi che nei senno, è in collina coi droga- Muccioli portavano i tossici i due concerti nel nostro auditorium, tenuti da musicisti di altis-
rave si stavano bruciando il cervello scoprire stupiti e increduli ti», dicevano di suo padre. che barcollavano per Rimini. simo livello come Andrea Griminelli e da giovani concertisti di
che ci si può divertire, anzi divertire molto di più, senza pillole, Andrea aveva 12 anni e i Oggi San Patrignano acco- grandissimo talento, saranno un successo. In platea non ci sare-
polveri o altra robaccia del genere. La musica nella nostra comu- vicini gli avvelenavano i cani glie 1.800 tossicodipendenti mo solo noi di San Patrignano, ma anche appassionati di Rimini
nità assume così significati profondi, diventa strumento per cono- ed infilzavano le teste dei ed è la più grande comunità e del nostro territorio. Grazie ai concerti ci conosceremo. Sarà un
scersi, capirsi, e imparare un nuovo modo di stare con gli altri. gatti alle inferriate del can- terapeutica d’Europa. nuovo incontro. La musica serve anche a questo. ■

SPINGI IL
pianista sale sul palco e subito incantevole, spettacolo musicale. A
perde la sua mano per motivi Little Nightmare Music ha già fatto il
misteriosi. Non contento deci- giro del globo più volte, occupando il
de di picchiare i tasti del pia- palco dei più prestigiosi teatri da con-
noforte a testa in giù mentre certo, coinvolgendo nei loro provo-
mangia un panino. Immaginate sempre catori e raffinati siparietti musicali
che nello stesso concerto il violinista celebrità del calibro di Mischa
che gli sta accanto, durante l’accordatu- Maisky e Viktoria Mullova, solo per
ra dello strumento, si addormenti fare alcuni nomi.
all’improvviso per risvegliarsi e vedere Di essi e del loro spettacolo musi-
il suo archetto risucchiato da un aspira- cale Bernard Johan Herman Haitink,
polvere lasciato incustodito. Ci si può direttore d’orchestra olandese di fama
imbattere in un umorismo e un’ironia internazionale, ha avuto modo di
così sfrontati nell’austero mondo della affermare: «Igudesman e Joo hanno
musica classica? suonato alle celebrazioni per i miei
Certamente sì, e Aleksey Igudesman 80 anni. Sono quasi morto dal ridere.
(violino) e Richard Hyung-Ki Joo (pia- Mi piacerebbe invitarli di nuovo per i
noforte) hanno costruito sulla risata del miei 85 anni, ma potrebbe essere
pubblico un’intera carriera. Badate rischioso per me... Grandi musicisti,

PIANO
bene, non una carriera qualsiasi, ma di grande divertimento». Non è l’unico.
musicisti classici, portata avanti nello Gidon Kremer, probabilmente uno
studio e nella disciplina più rigidi. dei più grandi violinisti e direttori
Igudesman è di origine russa, Joo di ori- d’orchestra lettoni vivente, subito
gine coreana, conosciutisi in Gran dopo aver assistito allo show di
Bretagna durante gli studi alla Yehudi Igudesman e Joo ha commentato: «Ad
Menhuin School sono diventati grandi un cento punto mi hanno tirato sul
di Flavio Fabbri amici e, dopo aver preso strade diverse, palco a suonare con loro e vi assicu-
si sono ritrovati di nuovo assieme nel ro che è stato lo spettacolo musicale
Pianoforte suonato a testa in giù e un violinista che 2004, dando vita al divertente spettaco- più divertente che abbia mai visto».
lotta con un aspirapolvere per riavere il suo archetto lo A Little Nightmare Music. Parafrasando l’autorevole filosofo
Un progetto di cui hanno parlato i francese Henri Bergson, che sostiene
giornali di tutto il mondo, nel quale si non esservi nulla di comico al di fuori
eseguono i grandi capolavori classici in di ciò che è propriamente umano,
chiave irresistibilmente comica e si possiamo almeno in questo caso
prendono amabilmente in giro i cliché affermare con certezza che la musica
più consumati della scena sinfonica. È classica, diversamente da come ce la
stato grazie alla IUC, l’Istituzione fanno intendere i suoi alfieri più
RIONE MONTI - Via Madonna dei Monti, 28 Universitaria dei Concerti di Roma, che austeri, forse, qualcosa di tipicamente
06 6990968 - info@fafiuche.it abbiamo avuto modo di assistere nella umano ce l’ha ancora. E nella risata
capitale al loro oltraggioso, quanto riesce a mostrarlo con fierezza. ■
Vista
Music In ¢ NUMERO 17 > Primotrimestre 2011 MARE
BRINDISI L’intervista al sindaco, Domenico Mennitti «Richiedere alla storia le ragioni per le L’EDITORIALE DI STEFANO
quali i Romani missionati alla conquista d’un regno cosmopolito, s’indussero a soggiogare Brindisi, MASTRUZZI Così concepisco il
a cura di ROSSELLA GAUDENZI
è lo stesso che cogliere il fine ultimo delle prerogative d’una ragion di stato.» (Salvatore Morelli) Saint Louis di Brindisi. Vista mare.

A CURA DI ROSSELLA GAUDENZI

BRINDISI: LA CULTURA UN’ABITUDINE


S iamo a Brindisi e ci rapportiamo a lui. È
Domenico Mennitti, il sindaco, a guidare la
ripresa culturale della città in una visione
gante che la cultura non dà il pane, affermo che la
conoscenza sia il motore fondamentale dello sviluppo.
Bisogna sfuggire il destino di essere terra esclusiva-
della conoscenza come motore dello svilup- mente industriale (e nell’industria sì che la crisi si è
po. Agli anni del suo mandato risalgono l’a- fatta acuta) con l’aggiunta di posizioni diverse.
pertura al pubblico dello storico Palazzo Granafei- Brindisi come città postindustriale? Il settore dei
Nervegna dopo l’abbandono e il conseguente degrado, servizi è oggi importante per il bilancio nazionale,
per la parte dell’ex Corte d’Assise (primo gennaio occorre avere la capacità di superare vecchi meccani-
2008), edificio destinato ad essere importante conteni- smi legati al turismo. Si deve parlare di turismo di
tore culturale; la valorizzazione e incentivazione della città: elementi paesaggistici accanto a elementi monu-
Settimana della cultura e del Brindisi in jazz, rassegne mentali, eno-gastronomici ed eventi culturali, e di una
culturali divenute capisaldi e consuetudine per la citta- cultura non più da leggere come privilegio dei ricchi,
dinanza brindisina e per la regione Puglia, capaci di ma dei sensibili. Che la cultura divenga abitudine.
avvicinare un numero crescente di turisti. In quest’ottica che Brindisi si candida a diventare
Tra le prime opere rilevanti di ripresa culturale il «capitale europea della cultura» per il 2019. Non si
ripristino del Nuovo Teatro Verdi, dalla struttura avve- tratta di velleitarismo; si va verso la scelta di città non
neristica, una gigantesca palafitta in acciaio, opera del- più scontate, verso la scoperta di aree in fermento.
l’uomo moderno che vuole lasciare un segno sospeso Occorre ricordare che fino a dieci anni fa Brindisi era
sulla storia, sulle rovine di un’antica civiltà che rappre- il «porto delle sigarette». Cultura e conoscenza, edu-
senta idealmente le fondamenta di una nuova stagione cazione dei giovani: in questo momento la nostra città
culturale per Brindisi città d’arte. Affidato nel 1966 teatro rappresenta il motore trainante è molto meglio attrezzata.
all’architetto Enrico Nespega, sovrasta basamenti di costruzioni
di epoca romana ed è noto come il «Teatro sospeso»; è in grado
di ospitare 995 spettatori ed è uno dei maggiori teatri del
Mezzogiorno, fiore all’occhiello della città. Inutilizzato per ben
«IL della cultura di una città, il suo centro
propulsore. Quando non viene ridotto a
semplice contenitore. Una scatola vuota rimane una
L’aeroporto di Brindisi ha avuto un incremento dei passeg-
geri del 47 per cento, il più alto indice di aumento di tutta
l’Europa. Brindisi ha le caratteristiche per divenire la Porta
d’Oriente? Sì, ma il nostro porto va potenziato in maniera poliva-
cinquant’anni è stato inaugurato il 20 dicembre 2006 con un con- scatola vuota, ma se viene riempita di idee e profes- lente: come porto commerciale, industriale, turistico. La regata
certo diretto da Riccardo Muti. sionalità, allora diventa un organismo vivente, un velica Brindisi-Corfù rappresenta già una risposta, un’esperienza
La direzione artistica è affidata all’estro di Italo Nunziata che solido riferimento per l’intera collettività. Ci sono divenuta consuetudine dal significativo risvolto economico.
ha dato vita, come negli anni passati, a una stagione 2010/2011 Qual’è la sua opinione sul sistema Puglia Sounds, il pro-
eccezionalmente ricca. Di prosa in scena una Medea con Pamela voluti cinquant’anni perché il Nuovo Teatro Verdi gramma della Regione Puglia per il sostegno e lo sviluppo
Villoresi, La ciociara, Tradimento con Nicoletta Braschi, venisse consegnato funzionante alla città e all’intera della produzione musicale regionale? Protagonista primo di
L’inganno con Glauco Mauri alla regia e sul palco, un Fu Mattia regione.» Domenico Mennitti, Sindaco di Brindisi e tale progetto è la Regione Puglia, e noi vi abbiamo aderito dal
Pascal per la regia di Tato Russo, la Madama Butterfly suppor- Presidente della Fondazione Nuovo Teatro Verdi punto di vista organizzativo, mettendo a disposizione il Nuovo
tata dall’Orchestra Sinfonica Tito Schipa di Lecce. Il direttore Teatro Verdi.
Salvatore Accardo è sul Concerto in re maggiore per violino e Come si rapporta il Comune di Brindisi con le iniziative
orchestra op. 61 e sulla Sinfonia n.4 in si bemolle maggiore op. musicali, nello specifico della musica jazz? La città di Brindisi
60; la danza è trattata in maniera variegata, dal classico al folk Il 30 maggio 2009 il Saint Prima e unica sede ospita da cinque edizioni la rassegna «Brindisi in Jazz», che ha
allo sperimentale: Tango feeling, Lo schiaccianoci, Shadowland, Louis arriva a Brindisi, nel- distaccata del Saint Louis accolto negli anni talenti quali Rosario Giuliani, Maria Pia De
e spazio per il musical Jesus Christ Superstar. l’ex convento di Santa College of Music, essa ha Vito, il progetto di Gino Paoli «Un incontro di Jazz» e, nell’ulti-
La necessità di quest’opera di restituzione era fortemente Chiara, edificio del XVI l’ambizione di divenire il ma edizione del luglio 2010, eccellenze provenienti dal Saint
avvertita dalla cittadinanza ed è stata realizzata grazie alla costi- secolo: un unicum, innanzi- polo di riferimento per Louis come Susanna Stivali, Ettore Carucci e Salvatore Russo.
tuzione, da parte del Comune e della Provincia, della Fondazione tutto dal punto di vista tutti i futuri musicisti pro- Inoltre il Comune di Brindisi si è prestato alla costruzione dei
Nuovo Teatro Verdi, la quale gestisce direttamente la struttura dell’eccellenza della loca- fessionisti del Sud. luoghi in cui si possa svolgere l’attività musicale e la destinazio-
avendo piena autonomia nelle scelte artistiche e puntando sulla tion e dei lavori di restau- La sede ha raggiunto i ne dell’ex convento di Santa Chiara ne è un valido esempio.
diffusione e costruzione di una vera e propria cultura dello spet- ro che l’hanno resa scuola 300 iscritti e si va ad A parlare sono i numeri. Ancor prima dell’avvento del
tacolo. Da 4 anni il teatro offre repliche per due sere ed è per due Saint Louis la partecipazione ai concerti jazz ha registrato
sere pieno. di musica, con aule inso- imporre nel panorama grossi numeri di pubblico. Circa la promozione delle iniziative
Il sindaco ci spiega. Abbiamo operato una politica dei prezzi norizzate di oltre 40 metri musicale del Mezzogiorno specifiche il problema è lo studio e la capacità di trarre insegna-
molto attenta e il risultato è un indubbio successo. Nel disastro quadrati ciascuna, un per la qualità degli inse- mento dallo studio. Mi auguro che vengano spunti dall’esterno,
odierno delle attività teatrali, questo è un punto di arrivo impor- auditorium di cento posti gnamenti, del corpo è difficile che l’amministrazione faccia tutto da sé. Le esperien-
tante, sia per la qualità degli spettacoli proposti che per la par- e un giardino attrezzato docente e delle numerose ze vanno consolidate per entrare nel solco della consuetudine,
tecipazione dei giovani. Fondamentale è mantenere un rapporto con palco per festival e iniziative, quasi sempre a per poter parlare non di eccezione ma di abitudine. E in questi
intenso con le scuole. In contrasto con la considerazione dila- rappresentazioni estive. titolo gratuito. anni un buon tratto di strada è stato compiuto. ■

¢ CONTINUA DALLA PRIMA PAGINA > L’EDITORIALE

Concepisco il Saint Louis di


Brindisi come una realtà
autonoma che non sarà mai
una copia di quella romana,
bensì un’alternativa che per-
segue i medesimi obiettivi.

Saint Louis a Brindisi deve


(...)Il svolgere un ruolo decisivo,
perché la musica è molto di
più della lezione privata, è partecipazione,
come canta Gaber, la possibilità di confron-
tarsi con altri coetanei, di formare e scio-
gliere gruppi, di salire e scendere da un
palco, di affrontare una commissione di
docenti-musicisti che periodicamente giun-
Saint Louis, BR
con il contributo di migliaia di persone, zioni, coinvolgendo i giovani allievi ed artisti
ge da Roma per verificare l’andamento di musicisti e studenti. internazionali, eventi di cui c’è grande fame
tutto un sistema didattico, che si rinnova e Concepisco il Saint Louis di Brindisi come in tutto il territorio, un arricchimento cultu-
plasma sulla realtà brindisina. una realtà autonoma, che acquisirà negli rale concreto e lontano dalle solennità pom-
Credo che il modello economico del fran- anni una personalità, sulla base di un’espe- pose e autoreferenziali dei grandi media.
chising sia del tutto inadeguato per una rienza maturata in 35 anni di didattica e Ed è emblematico che alcuni decidano di
qualunque scuola di musica; dobbiamo inse- non sarà mai una copia di quella romana, trasferirsi dal Saint Louis di Roma a quello
gnare un’arte, non vendere profilattici. Il bensì un’alternativa che persegue i medesi- di Brindisi e viceversa; ciò rappresenta
fatto che il Saint Louis di Roma sia una mi obiettivi. L’ingrediente segreto di una un’opportunità straordinaria, che va ad inci-
realtà consolidata straordinaria e unica in grande scuola sono gli allievi stessi. Per dere profondamente e definitivamente sulla
Italia, centro di eccellenza di livello europeo, questo motivo la sede di Brindisi necessita formazione e sulla vita della persona. A
non significa che sia un modello trapiantabi- di un tempo fisiologico per portare le attua- dimostrazione che l’antica strada costruita
le tout court altrove. Non è il frutto di una li giovani leve a livelli sempre più alti, affinché dai romani è tuttora percorribile e in
sapiente gestione aziendale di neolaureati siano successivamente di esempio, riferi- entrambi le direzioni di marcia.
in business administration, ma il risultato di mento e stimolo per chi comincia. In questa
anni di errori e riposizionamenti, di lavoro
meticoloso spesso svolto anche in sordina,
prima fase stiamo proponendo decine di
concerti, spettacoli, seminari e manifesta-
Stefano Mastruzzi
SOUND
tracking
Music In ¢ NUMERO 17 > Primotrimestre 2011

GIANLUCA ZENONE La tv JOHN TURTURRO La MUSICINVIDEO(CLIP) > Dimartino, «Cercasi anima» La


a cura di ROBERTA MASTRUZZI è veicolata, ma se solo stacchia- passione serve a far emergere mia anima l’ho persa mentre tutto mi sembrava niente: le mutande
mo il decoder vediamo la neve. ciò che la morale nasconde. di Francesca, la banda in piazza, il tempo per amarmi ancora un po’.

ZENONE IN &OUT Videoclip

D
di Roberta Mastruzzi
ietro i miei
protagonisti
ci sono io CERCASI ANIMA
S
uoni, musica, immagini. Il cinema come con un cappuc-
un quadro animato che ha bisogno di cio nero. Non
essere contenuto in una cornice. L’arte solo. Più vado
come riflesso di noi stessi. Gianluca Zenone, avanti, più il mio
regista, musicista e videomaker ha trovato il suo cinema sarà sem-
personalissimo modo di dare una visione alter- pre più muto. Mi
nativa a quella che chiamiamo realtà, frutto di piace così.
una approfondita ricerca in quel magma incan-
descente che è l’inconscio di ognuno di noi.
Prima di dedicarti alla regia, eri un musici-
sta. Puoi raccontarci il tuo percorso? celli ed archi in Do minore di Vivaldi? il volto. Non ti nego di provare anche una
La passione per la musica mi ha sempre Sto preparando un documentario su Diego certa inquietudine ogni volta che compare.
accompagnato, per me suonare è un’esigenza Conti e sulla sua ricerca che lo ha portato a È una figura nata per caso ai tempi dell’uni- DI ROMINA CIUFFA
fisiologica, come bere e mangiare. È una forma reinterpretare la musica di Vivaldi in chiave versità. Nel mio primo lavoro, Il suono della
di comunicazione: può rilassare o angosciare, moderna. Per questo ho effettuato alcune ripre- neve (miglior colonna sonora al VII Horror Film olo l’attacco di questo pezzo mi
creare ritmo e atmosfere. Ad un certo punto ho
sentito che solo con la musica non riuscivo ad
esprimere tutto. Avendo studiato e lavorato
se di un suo concerto. Ho pensato di poter fare
con le immagini quello che lui aveva fatto con la
musica: associare il classico al contemporaneo.
Festival di Torino nel 2007, NdR), non avendo
budget ho chiesto ad un amico di recitare per
me. Lui però non aveva la fisionomia giusta per
S fa cambiare letteralmente la
recensione. Nemmeno arrivo al
ritornello che prendo la pagina e cancel-
come grafico e fumettista ero abituato a lavora- Come molti, ho una visione ellenistica della quello che volevo realizzare e quindi ho deciso lo, senza nemmeno salvarlo, il prece-
re con le immagini. Ho capito allora che dove- classicità per cui ho inserito nel video alcuni di coprire la sua testa con un cappuccio. In dente articolo, tolgo le foto, sostituisco
vo legare le due cose: musica e immagini. Non elementi come la statua di Diana, i capitelli, una seguito, ho usato questo espediente tutte le volte tutto senza ripensamenti. Non ci sono
mi sento un regista, nel senso «industriale» frutta caravaggesca. Il contemporaneo per me è in cui avevo bisogno di fare esperimenti per il più per nessuno. I Dimartino sono folgo-
della parola, ma un videomaker che opera nel invece associato al degrado della società e in mio lavoro di ricerca. In uno dei primi video per ranti. Esce ora Cara Maestra Abbiamo
campo dell’arte. Lo studio e la lettura di testi di particolare dell’architettura; oggi si creano il gruppo musicale dei Garuà, ho interpretato io Perso, album d’esordio di questo grup-
filosofia mi ha portato ad esplorare il significa- spazi asettici ed esclusivamente funzionali al stesso il ruolo del protagonista indossando la po capitanato da Antonio Di Martino,
to di certi simboli e archetipi e a trasportarli in loro scopo. Ho cercato allora di vedere bellezza maschera. Credo rappresenti la parte più spiri- appunto, che è voce, basso e chitarra di
visioni, nelle quali la musica è sempre elemento dove in realtà non c’era, come nelle crepe sui tuale di me, quella più sconosciuta. Con il quello che prima era un quartetto di
imprescindibile. Il mio tentativo è quello di muri. Ci sono pareti meravigliose in cui l’usura tempo poi ho provato a togliere quel cappuccio culto palermitano conosciuto come
creare un’alternativa a ciò che crediamo sia la del tempo ha creato quasi dei disegni. Ecco per- nero e ho scoperto che sotto c’ero proprio io. È Famelika. Di Martino qui cerca l’anima,
realtà, facendo emergere dall’inconscio un’in- ché ho deciso di proiettare le immagini del con- una figura che può trasmettere angoscia, è «persa in un supermarket alle 9 e 30
terpretazione diversa. certo sui muri lasciando vedere le muffe, la vero. Ma mi piacerebbe arrivare al momento in mentre tutti volevano approfittare del-
La musica può essere uno strumento per sporcizia, gli spazi vuoti, accanto a cornici di cui lo spettatore, guardando un mio video, rico- l’offerta commerciale». Con Simona
arrivare ad un’alternativa al reale e sviluppa- stampo più classico. nosca una paura e la trasformi in una sensazio- Norato (piano, sinth, chitarre, cori) e
re la conoscenza del mondo e di noi stessi? La cornice è un elemento che ricorre spes- ne di benessere, come una specie di terapia. Giusto Correnti (batteria, diamonica,
Secondo Platone, la musica era creata dal so nei tuoi lavori. Cosa rappresenta per te? In uno dei tuoi ultimi video, The dissolved glokenspiel) costruisce un castello di
movimenti degli astri e dei pianeti, mentre quel- La mia formazione estetica è improntata alla time, non ci sono dialoghi, sostituiti da suoni, carte napoletane. Idea, regia e fotogra-
la che si suonava a corte era solo una brutta video arte e al cinema di Greenway in cui ogni dalla musica e dall’uso dei colori nella foto- fia da premiare per originalità e indipen-
imitazione, musica popolare per soddisfare un scena è presentata come un dipinto. In questo grafia. Perché hai eliminato le parole? denza, che fuoriesce dallo schermo e fa
re. Sono d’accordo con gli antichi greci quando senso la cornice è fondamentale, così come lo è Più vado avanti, più penso che il mio cinema ritrovare giustappunto un pezzo di quel-
affermavano che «la musica non udita è miglio- per un quadro, anche se le immagini che io rap- sarà sempre più muto. Mi piacciono i silenzi, le l’anima musicale distrutta dal pop italia-
re di quella udita». Come tutte le arti, è un’e- presento non sono pittoriche ma in movimento. dilatazioni temporali, la meditazione. Ho impa- no in un posteggio da supermercato. Le
stensione della personalità di chi la interpreta. Non a caso il mio primo lungometraggio, quel- rato con il tempo che per affrontare certe situa- carte si accumulano, cresce l’edificio
La musica ci fa avvicinare all’energia che ci cir- lo che io ritengo il mio lavoro più importante, si zioni è meglio mettere da parte le parole, per- mentre Dimartino tira palline colorate-
conda e in cui siamo immersi senza rendercene chiama La cornice del quadro in movimento. ché parlando non ci si capisce. Nella frenesia di caramelle-cibo per pesci (?) verso un
conto. Come la legge dell’attrazione, secondo la C’è un modo per uscire fuori dalla cornice? oggi c’è un abuso di parole. Per ogni minima punto non definito; il castello non crolla,
quale possiamo attirare attraverso il nostro pen- È una scelta soggettiva. Io non riesco a pre- cosa, scatta una denuncia, ci si mette di mezzo piuttosto s’innalza nonostante i tre si
siero positivo energie affini e attrarre invece scindere da essa, ma se penso che in questo un avvocato. Sarebbe bello invece riscoprire la muovano senza sosta. Troppo concen-
negatività se ci facciamo dominare dalle nostre momento in Italia abbiamo una tv molto parti- comunicazione facendoci guidare dalla natura trati ad ascoltare il testo - finalmente un
paure. Cercare un’alternativa alla realtà per me colare, veicolata da una sola persona, dove non e dagli animali. Anche se privi di dialogo ver- testo degno di note - non ci si domanda,
significa andare a scovare la bellezza dove non c’è spazio per l’arte e la cultura, allora il mio bale sanno comunicare sicuramente molto più in effetti, cosa stia facendo. La risposta
sembra che ci sia e comunicarla agli altri. In invito è quello di uscire subito fuori da questa degli esseri umani. è alla fine: il corpo di donna, l’anima
questo la musica, rispetto a tante altre forme cornice. Se stacchiamo il decoder e accendiamo Dove vorresti che fossero proiettate le tue forse, e tutte quelle palle colorate.
d’arte, ha il vantaggio di essere più immediata: la televisione, vediamo la «neve». E possiamo opere? Immagini un luogo particolare?
è un rapporto intimo con se stesso, per fare immaginare quello che vogliamo. La cornice è Mi piace pensare che una persona apprezzi
musica a volte basta anche un’unica nota. la personalità, la visione del mondo. un mio lavoro perché è riuscito a farla stare
Puoi parlarci della collaborazione con il Un altro elemento ricorrente nei tuoi video bene o a capire delle cose di sé. Immagino allo-
direttore d’orchestra Diego Conti per il quale è la figura di un uomo con in testa un cappuc- ra che questa persona prenda una cornice e
hai realizzato il video del Concerto per violon- cio nero del quale non si riesce mai a vedere proietti il mio video sulle sue pareti di casa. ■

N
ella mia infanzia c’era tanta musica,
creava una sorta di privacy in un luogo
tanto piccolo quanto la casa in cui WWW.YOUTUBE.COM/MUSICINCHANNEL
sono cresciuto e ci si ballava sopra.

Ora in dvd. C’è Mina accompagnata al piano


da Danilo Rea che apre il film con Carmela;
Massimo Ranieri che canta Malafemmena
insieme a Lina Sastri; uno straordinario Peppe
Servillo che duetta con la voce della cantante

PASSIONE
portoghese Misia in Era de Maggio; la voce
struggente di Pietra Montecorvino (v. intervi-
sta su Music In n. 13 e videointervista su
Music In Channel) che graffia la melodia di
Come faccette mammeta; persino Fiorello e lo
di Roberta Mastruzzi stesso Turturro che si cimentano in un diverten-
te ballo all’interno della solfatara rendendo
omaggio a Renato Carosone e alla sua Caravan

C
ome il Dracula di Bram Stoker o il film cult dei fratelli Coen, leccava la sua palla Petrol. Un’esuberante versione di Tammurriata
Frankestein di Mary Shelley il titolo è da bowling prima del tiro finale, regista dello nera mescola la voce tunisina di M’Barka Ben
inscindibilmente legato al nome del suo stravagante Romance and Cigarettes dove Kate Taleb alla sonorità partenopea di Max Casella e
autore, solo che qui non parliamo di inquietanti Winslet e Susan Sarandon si battevano per l’a- Peppe Barra (Nuova Compagnia di Canto
mostri ma di una città inquieta. La passione di more di un uomo a colpi di duetti musicali, Popolare), un incrocio etnico che richiama lo
John Turturro, attore e regista americano di lon- torna in Italia per cercare le proprie origini. stesso descritto dal testo.
tane origini italiane, è quella per Napoli. La Riunisce un cast straordinario e dà vita ad una Solo una cosa non troverete: i neomelodici.
musica, l’allegria, il mare. L’eccessiva esuberan- pellicola coraggiosa, singolare, unica, a tratti Questo inspiegabile fenomeno popolare che -
za, la spazzatura, i quartieri spagnoli. È grazie dissacrante. Scene da un videoclip. grazie al cielo - il regista trascura di citare, pre-
allo sguardo di uno straniero che lo spirito parte- Cori da strada. Coreografie impeccabili sullo ferendo dare voce alla autentica popolarità: i
nopeo mostra tutte le sue contraddizioni in un sfondo di una città che non nasconde la sua napoletani veri. Quelli che cantano e fischietta-
originale documentario che si propone di riper- sporcizia. Mostriamo quello che voi nasconde- no per strada il loro motivo preferito e che
correre la storia della canzone napoletana, poi si te nei vostri angoli bui. La passione, serve a far irrompono nelle scene del film. E a chiudere il
perde letteralmente nei vicoli di Spaccanapoli e emergere ciò che la morale nasconde. A rende- sipario, lo sguardo colmo di amore e malinco-
si trasforma in un animato musical. re ridicolo ciò che è serio. Ad accostare mondi nia di Pino Daniele che ci ricorda che «Napule
John Turturro, che nel Grande Lebowsky, lontani anni luce. è tutto nu suonno». ■
Music In ¢ NUMERO 17 > Primotrimestre 2011 SOUND
tracking
WE LOVE ZOMBIE Gli haitiani del ceto povero sarebbero indotti ad uno stato di morte apparente BLACK SWAN Natalie Portman
perché, riesumati con un blando antidoto e incapaci di qualsiasi resistenza, possano essere asserviti come balla meglio di quanto non farebbe un
schiavi per le piantagioni di canna da zucchero. Da qui nasce Thriller e (forse) muore Michael Jackson Oscar da migliore attrice protagonista.

CQIGNONEROuando il corpo è strumento di


espressione artistica può diventa-
re un’ossessione la ricerca della
sua perfezione. Il sodalizio artistico tra il
compositore Clint Mansell e il regista
Darren Aronofsky, in Black Swan punta i

we love
riflettori sul mondo della danza classica.
Nina (Natalie Portman) si prepara a met-
tere in scena il più famoso dei balletti, Il

zombie
lago dei cigni, occasione minata da un’e-
strema e rigida ricerca della perfezione e
dall’arrivo di una nuova ballerina, la disini-
bita Lily (Mila Kunis). Amica, antagonista,
DI FLAVIO FABBRI amante, proiezione onirica delle sue
paure o immagine riflessa di se stessa?

O dilerlastanotte
creatura avvicinarsi da dietro | non hai più tempo perché è un thriller, thril-
| non c’è nessuna seconda possibilità contro la cosa con 40 occhi

L
a musica per zombie iniziò con riportare in vita persone decedute e contagiare
Thriller, di Michael Jackson. A quel quelle ancora in vita, i matematici delle
tempo c’era lui a documentare il ballo Università di Ottawa e Carleton, guidati dal
di morti viventi, a dichiarare che con le danze prof. Robert J. Smith, hanno costruito un NATALIE
gli zombie uccidono, e più son rock più è splat- modello di «olocausto zombie». È risultato che PORTMAN
ter. Oggi quattro film per raccontare la possibi- non ci sarebbe scampo per nessuno.
lità di un’apocalisse, dedicate al mostro più We love Zombie allora: per i ritmi incalzanti
disumano che esista, la creatura che ha sempre di scene cruente e in pieno stile splatter, ma La storia parte scivolando dolcemente
fame, essere né vivo, né morto, spinto dalla anche per la commistione con quelle più esila- sulle punte dei piedi e tra fruscii di tulle,
necessità impellente di divorare membra e ranti e la sapienza delle colonne sonore che ne muscoli tesissimi e quintali di trucco che
squarciare ventri. esaltano la forza narrativa. I titoli in rassegna si sciolgono in lacrime nere, si trasforma,
We love Zombie ci ha ricordato che odore contengono musiche firmate da artisti celebri: con un inarrestabile crescendo musicale.
abbia la paura e come di essa si possa ridere. La Metallica, Van Halen, Velvet Underground, Mansell riscrive radicalmente le musiche
rassegna che ha impegnato l’associazione Doves, Blue Oyster Cult, Band Of Horses, originali di Tchaikovsky, esaltandone le
Riunione di Condominio, a San Lorenzo, ha Nouvelle Vague, Smiths, Queen, Zombie sfumature dark e portando al massimo la
confrontato amabilmente diverse idee di Nation e tanti altri, che sulle note del rock più drammaticità che, già insita nelle musi-
mostro: dalla zombie comedy Benvenuti a travolgente riescono a far ballare gli zombie che originali, qui esplode definitivamente
Zombieland di Ruben Fleischer, al profondo facendoli sembrare più umani. Pezzi forti come in un vortice di violente passioni. Nella
Diary of the Dead di George A. Romero, allo For Whom the Bell Tolls, Everybody Wants soundtrack ci sono anche alcuni brani dei
humor tipicamente britannico de La Notte dei Some, Kingdom of Rust, accostati ad altri deci- Chemical Brothers, indicativo del ritmo
Morti Dementi di Edgar Wright, per finire con samente più frivoli come No One’s Gonna Love frenetico che assumono le vicende nel
l’apoteosi scenica di Grindhouse-Planet Terror You, Don’t Stop Me Now o Panic, mescolano momento in cui virano dal thriller psicolo-
di Robert Rodriguez. paura e risa, esaltazione e angoscia, rafforzano gico all’horror. Una colonna sonora che
Basterebbe un virus a cambiare il mondo, ci e rilanciano il messaggio di una quotidianità appaga gli animi più inquieti offrendo loro
ha insegnato la letteratura di genere degli ultimi fragile e sul punto di franare sotto i piedi. uno specchio in cui riflettere le proprie
anni. E se scoppiasse l’epidemia finale e venis- Cosa c’è di tanto ingenuo nell’immaginare in più profonde ossessioni.
simo circondati da non-morti? Un’ipotesi così un laboratorio militare un virus in grado di muta-
fantasiosa? Sicuri? Un anno fa, basandosi sulla re il nostro corpo in quello di un mostro? Niente,
simulazione di un’infezione virale che potesse e ciò è constatabile di notte, soprattutto. ■ DI ROBERTA MASTRUZZI

11 - 17 luglio

2011

seminari di perfezionameto jazz


DANILO
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LUCE
SIAE
SPECIALE
Music In ¢ NUMERO 17 > Primotrimestre 2011

LETTERA APERTA ALLA SIAE DAI MUSICISTI ITALIANI Intervista a Rita Marcotulli Caro COPYright/left Ogni
a cura di NICOLA CIRILLO
Presidente, ci rivolgiamo a lei perché auspichiamo un deciso cambio di rotta che porti finalmente al ricono- rivoluzione che si rispet-
scimento anche sostanziale della nostra creatività e del nostro contributo alla musica italiana. Cordialmente. ti parte da sinistra.

¢ CONTINUA DALLA PRIMA PAGINA > E LUCE SIAE a cura di Nicola Cirillo

COPYRIGHT

E LUCE SIAEuoniamo e lavoriamo con successo in tutto il mondo. Componiamo e registriamo «copyright» nasce nel XVI seco-
di Romina Ciuffa

smo, in cui si riconosce l’impor-

«S Il
dischi. La nostra musica passa in radio, in televisione e in streaming nel web. Perché a lo. Si tratta proprio del diritto di tanza dell’investimento ai fini
tutto questo non corrisponda un conseguente incremento delle ripartizioni dei diritti copiare concesso agli Stationers, della circolazione dell’arte.
d’autore è un mistero che ci sorprende e preoccupa. Dove finiscono i nostri soldi?» librai di Londra, che possono così La Siae protegge, ma abusa. Ci
stampare, ricercare e confiscare deve pur essere una via di mezzo.
libri non autorizzati, e bruciare Nasce, così, un’anti-Siae, la
n confronto con i nostri colleghi francesi tenenti ad una fascia non possono votare membri di altre quelli stampati illegalmente. Nel Federazione degli Autori di

(...) « I evidenzia che a parità di esecuzioni i nostri


diritti corrispondono più o meno a 1/4 o
1/5 di quelli liquidati a loro favore dalla Sacem. Sarebbero
fasce. Questo vuol dire che quelli di fascia A, che guada-
gnano di più e che controllano la SIAE, si votano tra di
loro, e gli altri non riusciranno mai ad avere la possibilità
1710 è emanata la prima norma
moderna, lo Statuto di Anna, e gli
autori ottengono il (vacuo) potere
Mogol, Gino Paoli, Tony Renis,
Franco Micalizzi, Filippo Sugar
(figlio di Caterina Caselli) e Mario
quanto mai necessari rendiconti più analitici, con la detta- di cambiare le cose. di bloccare la diffusione delle pro- Lavezzi. Costituita nella sede del
gliata indicazione di tutte le utilizzazioni delle opere in Poi c’è il problema degli editori. prie opere, ma la corporazione Cet a Toscolano, vi aderiscono la
radio, televisione e sul web, del numero delle medesime, Questi tendono a modificare il sistema e a renderlo più degli editori incrementa i profitti Fem (Federazione degli Editori
con data, minutaggio e tutti i parametri utili alla identifi- fumoso. Con l’introduzione del borderò rosso ad esempio. grazie alla cessione obbligatoria Musicali), i sindacati e le associa-
cazione di ogni singolo passaggio. Consentirebbero a noi Il borderò blu è dettagliato: tu scrivi il tuo pezzo e la Siae dei diritti sulle opere. zioni di categoria più autorevoli.
autori di rilevare e segnalare agli uffici competenti even- dovrebbe pagare in percentuale a seconda dei brani ese- 2002, caso Napster. Il primo siste- Un passo che è necessario secon-
tuali anomalie o omissioni e alla Siae stessa di snellire guiti; il borderò rosso funziona «a campione»: tu scrivi il ma di condivisione gratuita di file do i fondatori: «La coesione tra
molte procedure relative alle attuali molte richieste di tuo pezzo, ma la SIAE rileva un campione di quei fogli e musicali è fatto chiudere, ma la editori e autori è necessaria per
chiarimenti e verifiche da parte degli aventi diritto. dopo paga a forfait, ripartendo la somma percepita per i musica cambia: il file sharing è un evitare che la rivoluzione del mer-
Riteniamo, tra l’altro, che sia arrivato il momento di rico- diritti a tutti gli autori in maniera proporzionale a quanto mostro che gli editori non posso- cato della musica e l’affaticamen-
noscere anche in Italia il diritto di improvvisazione - un gli autori guadagnano. Ciò vuol dire che la maggior parte no fronteggiare. Nel copyleft i to della Siae (abituata a lavorare
diritto che all estero è affermato da tempo e che in Francia degli associati non prenderà niente, mentre quello che già files sono condivisi senza obolo, in regime di monopolio) compro-
è regolamentato dalla Sacem da più di 10 anni. Come prende tanto prenderà sempre di più. Parlando con alcuni il prodotto creativo circola, l’auto- mettano il settore della creatività
vede, sig. Presidente, sono questioni decisive per autori che operano all’interno della Siae, però, si scopre che ci re guadagna in popolarità pur per- italiana con il conseguente impo-
che fanno della musica di qualità la loro ragione di vita e sono due grosse correnti: quella degli editori - che vorreb- dendo il controllo della sua stessa verimento culturale del nostro
contribuiscono attivamente alla identità culturale italiana be utilizzare i «campioni» e le ripartizione proporzionali - opera. Forma di automecenati- Paese». E il magna-magna? ■
nonché al prestigio della stessa Siae. (...) Cordialmente.» e una corrente che vorrebbe, invece, maggior equità.
Pianista, compositrice e da anni protagonista della scena Nel tuo appello citi il «diritto di improvvisazione» che
jazz italiana e internazionale si è fatta portavoce di un disa- in Francia esiste ma in Italia no.
gio piuttosto diffuso nell’ambiente degli autori e interpreti Di recente un ispettore ha contestato dopo un mio con-
di musica: una riforma degli strumenti di tutela del diritto certo che nel borderò avevo scritto un brano non presente
d’autore, oggi monopolio della Siae. È possibile leggere il nella sua registrazione, solo perché avevo cambiato le
testo dell’appello sul sito web www.firmiamo.it e sulle prime 8 battute: non sapeva che io posso fare un’introdu-
centinaia di pagine web su cui è rimbalzato. Ma noi abbia- zione che dura 20 minuti prima di arrivare al tema che ho
mo voluto approfondire le ragioni della protesta diretta- registrato alla Siae. O può capitare che, suonando, citi
mente con Rita Marcotulli. altri brani noti, ciò è contestato anche quando si citino
Rita, da chi è partita a questa protesta e da quando? solo due righe. Per provocazione vorremmo fare un con-
In realtà la lettera è partita già da tempo, indirizzata al certo in cui trasformiamo i nostri brani, improvvisando.
presidente della Siae Giorgio Assumma, che però si è In una recente intervista al NYT Francis Ford
dimesso, ed ora la SIAE è commissariata. L’iniziativa è Coppola dice che i musicisti non dovrebbero guadagna-
stata mia, ma è nata parlandone con altri amici musicisti, re dai diritti sull’opera, ma dal lavoro. Dice che una di Nicola Cirillo
soprattutto quelli jazz che sono più vicini a me; posso dire volta erano papi e nobili a finanziare gli artisti…

COPYLEFT
che è ampiamente condivisa. Ma oggi ci sono i mecenati? Il settore pubblico non è
Da cosa nasce questa richiesta? mecenate. E se mancano i mecenati comunque l’artista
A tanti di noi è venuto il dubbio che qualcosa non fun- dovrebbe ricevere un compenso per la sua opera. E come
ziona nella redistribuzione dei proventi che fa la SIAE. I si fa? Non sono d’accordo con Coppola.
pagamenti a fine anno sono sempre meno consistenti, La iae la pagate quando incidete il CD e lo immette-
nonostante gli anni di carriera si accumulino e le produ- te sul mercato, poi la paghiamo noi quando lo compria-
zioni musicali aumentino.Mi sono accorta che 20 anni fa mo, e la radio quando lo trasmette. Alla Siae arrivano on tutti i musicisti coprono i modo, acronimo: SA, da Share-
riuscivo a guadagnare dalla SIAE gli stessi soldi che gua-
dagno ora e questo mi sembra impossibile: faccio 5 volte
di più le cose che facevo prima. E tale consapevolezza non
molti soldi per una singola opera…
E dove vanno a finire? Per un concerto gli organizzato-
ri spendono centinaia di euro, e poi a te ne arriva un euro,
N loro brani con il copyright, e
non tutti ricorrono alla Siae
per vedere tutelati i diritti patri-
Alike). Le diverse combinazioni
di queste scelte generano i 6 tipi
di licenza di diritto d’autore.
è stata solo mia ma anche di altri musicisti. un euro e mezzo. Che fine fanno questi soldi? A chi vanno? moniali legati allo sfruttamento Un’opera tutelata da una
I musicisti non hanno uno spirito corporativo, c’è sem- Negli stadi pagano molto la Siae per trasmettere musica. della loro opera. Da tempo, ad Creative Commons circola molto
pre molto individualismo, qualunquismo. Non sono impe- Ma poi a chi vanno? È un criterio che non regge. esempio, molti hanno cominciato liberamente e non crea guadagni
gnati «politicamente». Non c’è mai stata una «unione» Tu sei un’artista internazionale, hai vissuto all’estero. ad avvalersi delle licenze da «intermediazioni»; inoltre per
vera e propria; non siamo mai riusciti a fare niente, anche Ma la situazione è molto difforme nei vari Paesi? «Creative Commons». Nate per l’artista non occorrono registra-
se tempo fa ci abbiamo provato: ci sono state la Siem, In Svezia, appena lo chiedi, ti arriva un resoconto di tutti condividere i codici di program- zioni, iscrizioni a enti, versamen-
l’associazione di musicisti di Jazz, ma sono durate poco. gli italiani che sono stati saldati: ora, giorno, programma mazione del software, queste ti di contributi. D’altra parte è
Si preferisce tornare e coltivare il proprio orticello. in cui è stato trasmesso il pezzo. Da noi no. Per non par- particolari licenze col tempo si pur vero che i musicisti che scel-
Questa è una prassi consolidata un po’ dovunque, oramai. lare del diritto d’improvvisazione. Noi dovremmo chiedere sono affermate anche in altri gono questa forma di licenza non
Perché dobbiamo accettare questo stato di cose? Della un’armonizzazione a livello europeo della materia, trovare ambiti, soprattutto grazie al web, possono accedere alla redistribu-
Siae non si conoscono i criteri di ripartizione dei soldi. il modo di adeguarci alle regole che adottano da tempo la consentendo a milioni di artisti, zione dei proventi della Siae (ma
Quando mandano i resoconti non sono mai dettagliati, Stim in Svezia, la Sacem in Francia, etc. Non è possibile giornalisti, blogger, scrittori, questi sono così esigui per la
sono molto approssimativi, sintetici, generali. Faccio un che in questi Paesi il diritto d’esecuzione esista già da anni ricercatori, di condividere il stragrande maggioranza degli
esempio: le voci sono «compensi per Rai Tre», oppure e da noi no. Queste rivendicazioni toccano un problema di risultato della propria arte o del iscritti, che il fatto non è percepi-
«radio». Ma in quale programma è stata usata la mia tutti. È un problema di diritti. C’è l’esasperazione di vive- proprio lavoro secondo il model- to come uno svantaggio).
musica, in quale ora e quale musica? Tutta questa confu- re in un Paese così, c’è sconforto e nessuno ha voglia di lo «alcuni diritti riservati». Nel frattempo si moltiplicano i
sione a cosa serve? A nascondere le cose? arrabbiarsi per rivendicare i propri diritti. Il detentore dei diritti può non siti che consentono il libero
Se protesti forse ottieni qualcosa. Tempo fa scrissi le Ma ora il tuo appello sortirà qualche effetto... autorizzare usi prevalentemente download di musica libera:
musiche per un documentario su Tiziano Terzani che andò Le firme sono state tante. Sono 2300 per ora. Mi fa pia- commerciali dell’opera (opzione www.jamendo.org è il più popo-
in onda in TV e non mi fu riconosciuto dalla Siae. Andai cere che abbiano aderito anche personaggi che provengo- Non commerciale, acronimo lare. Il libero download delle
a chiedere spiegazioni e mi dissero: «Sì, è vero. Non glie- no dal Pop, come Eugenio Finardi e Vinicio Capossela, inglese: NC) o la creazione di tracce contribuisce alla popola-
lo abbiamo riconosciuto per questo motivo». Io lo accet- anche attori. Per ora non abbiamo nessun risultato, ma opere derivate (Non opere deri- rità dei brani e dei loro autori e
to, ma non accetto che la decisione non sia comunicata sono in contatto con l’Uncla, associazione che opera nella vate, acronimo: ND); e se sono interpreti. Una popolarità che si
spontaneamente. Siae. Poi c’è l’idea di questo concerto d’improvvisazioni. possibili opere derivate, può traduce nella vendita del suppor-
Perché è così difficile modificare questo sistema? Abbiamo la disponibilità dell’auditorium a Roma e del imporre l’obbligo di rilasciarle to discografico e incide in manie-
All’interno della SIAE esistono fasce diverse, a seconda Jazzexpo in Sardegna. Io ho dato l’idea, ma ci vuole un’or- con la stessa licenza dell’opera ra sostanziale nel booking dei
dei guadagni. Al momento di eleggere le cariche gli appar- ganizzazione che la supporti. ■ originaria (Condividi allo stesso musicisti. ■
Music In ¢ NUMERO 17 > Primotrimestre 2011 FEED
MALAKATON Rumbastards OLIVANTI QUINTET
Svegliarsi nudi a Barcellona cen- Sovrumani silenzi Io nel
J. S. BACH Il clavicembalo ben temperato Non ci stupiamo di come,
dopo 24 Preludi in tutte le tonalità di toni e semitoni con terza maggiore
back a cura di ROMINA CIUFFA
tro con sola rumba gitana addosso. pensier mi fingo. e minore su chitarra 10 corde, ciò che segua è la fuga. Anzi, 24 Fughe.

MALAKATON - RUMBASTARDS J. S. BACH - MARCELLO PEGHIN CHITARRA 10 CORDE


CLASSICA Le tocca tutte. ci sdraia letteralmente su un letti-
BEYOND
&further
Ahi, qué agonìa tìa. Svegliatevi nudi nel mezzo di Plaza de la Universitat.
È l’alba e c’è gente a Roma che pagherebbe oro per vedervi nudi. Come
MENTEMENTE Tutte e dieci.
Le corde della
no sconfortante dal quale veniamo
perché no cullati. Ma lui è in attesa
vermi. Esattamente come vi trovate ora. Vedervi sdraiati, persi, inermi. sua chitarra, Marcello Peghin, e di di risposte e questo mette in sog-
Vi ci hanno messo, vi ci hanno mandato. Tutto è dalla loro parte tranne una cosa: non ogni uditore. È pur sempre Bach, gezione. La culla di un cane che
siete a Roma. In questo momento a Barcellona ce ne sono molti come voi, menefreghi- va detto. Che compose Il clavicem- per la prima volta si accorge del-
sti. E sono tutti dei Rumbastards. Scoprite che c’è da festeggiare: tutte le donne stanot- balo ben temperato, raccolta divi- l’io, ecco cos’è questo Preludio.
te sono andate via, letteralmente fuggite. La notizia è degna di una rumba gitana. Dalla sa in due libri, con preludi e fughe In dieci corde è anche più com-
Ronda de San Antonio - ascoltate! - una sola cosa rompe l’alba. Il rumo- in tutte le 24 tonalità (toni e semi- plesso. Questa e le restanti tracks
re delle mani. Il ritmo. Fandangos libres. I Malakaton, sudati. Scattanti. toni sia con la terza maggiore o (Bach ci salvi) sono state per noi
Catalani. Sono solo le 5 del mattino e state già come una cabra. «do, re, mi», sia con la terza minore o «re, mi, registrate ad Alghero, nella chiesa Pissarello,
Albert Ferré (voce), Ignasi Cama (chitarra), Manolo Benìtez (percus- fa». Ciascuna coppia è in una tonalità diversa e mixate e masterizzate (chiedo pietà) da Stefano
sioni e cajón), Dìdac Sauret (percussioni), Agustì Espìn (basso) ed le tonalità progrediscono in ordine ascendente). Amerio e, il tutto, distribuito da Egea.
Enric Vinyeta (tecnico del suono) - che nell’ultima edizione del Mei L’opera è espressamente diretta all’uso e al Peghin, chitarrista e compositore, è conosciuto
hanno rivoltato come un pedalino un padiglione intero ad onta di tutti godimento di tutti i giovani musicisti desiderosi ed apprezzato nell’ambito della musica colta e
i cacciatori di produttori - vi misureranno a ritmo di palos. Li vedete di imparare, e in particolar modo per lo svago di nella musica improvvisata. Suona: chitarra clas-
arrivare, non siate imbarazzati, la nudità a Barcellona è il primo passo quanti sono già abili in questi studi. sica a 10 corde, 12 corde, chitarra baritono,
verso l’autocoscienza. Non c’è chi, appena il sole sarà più alto del A noi, che è sempre piaciuto Ramin Bahrami (v. viola caipira, chitarra elettrica, chitarra folk e i
Monument à Colomb, non sarà autocosciente. Gli uccelli - il canto pro- Music In n. 3), che del compositore tedesco è il live electronics; tutto questo con Dino Saluzzi,
veniente dalla Rambla dels Ocells - sono già in gabbia stamane, il Liceu maggior (e più giovane) interprete al pianoforte, Enrico Rava, Tony Scott, Lester Bowie, Enzo
ricostruito, i mimi immobili, e voi ne sembrate la discreta sintesi: in gabbia, ricostruiti, non può non strappare una lacrima anche que- Favata. Ha girato Russia, Stati Uniti, Europa,
immobili, oltre a quel sapore bastardo di rum l’ingrediente segreto. Lei se ne è andata sto chitarrista. Ebbene sì, c’è uno, al mondo, Brasile (da ricordare il concerto con Gilberto Gil
con la maglietta del vostro concerto e ciò vi infastidisce. La suerte no tenìa nada que che (per l’etichetta discografica Isola dei Suoni) a Salvador di Bahia) con la tuva Sainko
ver. Questi qui ballano, joder, il ritmo è caraibico e strizzate gli occhi: dal Carrer de Pelai, ha trascritto per due chitarre l’opera. Seconda Namtchilak.
dalla Ronda de Sant Pere, persino dal vostro appartamento di Diputaciò 225 e da quel- impresa del genere: Peghin si era già dedicato Ognuno di questu 24 Preludi è seguito da una
l’afterhour lì sotto, arrivano. Tutti. E ballano. Intorno a voi, come foste falò. Bruciate. alle Variazioni Goldberg, le nostre preferite. Fuga. Non ci stupiamo che, da un lettino così,
Dov’è la maglietta del concerto? Lei, ora ricordate, l’avete portata ieri al pronto soccor- Oggi ci presenta invece queste, e la prima scaturisca la fuga. Ed è solo il preludio.
so di Villarroel, poi a mangiare in Plaza del Pì e l’aperitivo al Berimbau, nel Born. Non traccia (Bach ci perdoni) può tempestarci di
ricordate più nulla dopo, va bene così perché i Malakaton muovono le mani a ritmo di domande introspettive, nelle quali il Preludio n. 1 Romina Ciuffa
palos e la piazza è gremita. Una cosa sola ora: vi girate a vedere se l’Estudiantil ha già
aperto per farvi un occhio di bue con pancetta. Nudi, alzatevi. Siate felici, suonano palos
flamenchi e manca solo la maglietta del concerto. Barcelona és bona si la bossa sona. JULES NOT JUDE - ALL APPLES ARE RED... EXCEPT FOR (...)
Zoom out: l’Universitat ha due patios identici, ecco il perché della vostra confusione. Vi
alzate, attraversate la Gran Vìa e vi riparate nell’altro. La vostra camicia è lì, infatti.
ALTNATIVE
ER Dopo l’EP Clouds of Fish e oltre
40 date in tutta Italia fra cui la
te un duo (Mirza
Sahman e Simone
ROMINA CIUFFA partecipazione ai festival No Ferrari avevano
Silenz, Roma PopFest e Magnolia Parade, i fondato il gruppo
Jules not Jude tornano ad allietarci con le loro nel 2007) per l’oc-
tipiche sonorità indie-pop-rock e questa volta casione si sono
finalmente con un vero e proprio cd. Prodotto aggiunti altri due
da Fabio Benni e Alessandro Paderno (Le Man elementi alla sezio-
Avec Les Lunettes), All Apples are Red... ne ritmica (Mauro
except for which are not Red gode della colla- Paolini e Marzia
borazione di numerosi nomi di punta della Savoldi).
scena rock indipendente odierna fra cui Le L’album, brillantemente arrangiato, si apre e si
Man Avec Les Lunettes, Freaky Mermaids, chiude con due coinvolgenti brani acustici
Edipo (Fausto Zanardelli), Massimiliano (Run e Elven) spaziando dal pop catchy e mai
«Budo» Tonolini, Andrea Abeni degli Annie Hall. banale di pezzi come Chance a episodi più rock
Echi beatlesiani e influenze brit a cui si aggiun- oriented come Ordinary Sunshine o sonorità

“CODICE 5”
gono deviazioni e contaminazioni elettroniche e tipicamente brit (The Hospital ) ed echi shoe-
richiami a Wilco e Belle & Sebastian: questa la gaze (Just a Girl ), uno dei brani migliori del-
prima attesa creatura della band bresciana, un l’album).
disco che fa rima con crescita ed evoluzione
Giovanni Tommaso - Apogeo anche se si pensa che alla band, originariamen- Valentina Giosa

SIRIO - L’INCUBO E IL SOGNO


“...il qquintetto
“...il uintetto Apogeo
Apogeo unauna delle
delle ppiù
iù iimportanti
mportanti e interessanti
interessanti rrealtà
ea ltà della
della
musica
m usica jazz
jazz in
in Italia.”
Ita lia.” BEYOND Esce in tutti i
digital-store,
Ruggeri e Andrea Mirò. Il
musicista ha, infatti, suonato
(www.online-jazz.net) &further
da iTunes ad il basso fretless nella canzo-
www.
w ww.jjaazzcollection.it
zzcollection.it Amazon, il nuovo album di Sirio, ne L’amarezza della realtà,
cantautore di origine venete composta da Sirio insieme a
che fa già molto parlare di sé. Si Paky Capitale.
tratta, infatti, di uno dei nomi più L’artista presenta così questo
OFELIADORME - ALL HARM ENDS HERE attivi della scena indie del nord-
est che, dopo una carriera tra
album al pubblico curioso: «È
il tentativo onesto e serio di
festival di qualità e live in giro un giovane cantautore di fare
PO PCK
pop&rock
Rock minimal
e post moder-
nelli ricercati e tirati al massi-
mo. Le undici tracce non sono
per l’Italia, approda alla pubbli-
cazione del cd L’incubo e il
bella musica senza voler pas-
sare dai reality. Cercate que-
no. Questi certo solari e forse non brilla- sogno. sto lavoro su Internet e ascol-
sono gli Ofeliadorme, gruppo no nemmeno per ottimismo. Il titolo nasce dalla metafora della vita stessa tate qualche assaggio di canzone, sono sicuro
bolognese attivo sulla scena Sono per lo più ipnotiche, concepita in tanti modi distanti, a seconda che vi piacerà». Tra sonorità pop e piacevoli
dal 2007 e con alle spalle l’ep avvolgenti e sognatrici. Anche delle possibilità che ci sono offerte, dei sogni strutture tipiche, L’incubo e il sogno è un’inte-
Sometimes is better to wait dopo l’ascolto, l’incanto e il e degli ideali per i quali si lotta e dei traguardi ressante novità nello scenario italiano lontano
del 2009. E forse è proprio fascino degli Ofeliadorme che si raggiungono lungo il percorso. Il lavoro dal mainstream.
questo quello che insegnano i resta addosso, creando una è impreziosito dalla presenza di Alex Carreri,
componenti della band: sottile voglia di loop continuo e a molti noto per essere il bassista di Enrico Luca Bussoletti
Francesca Bono, voce e chi- pacato.
tarra, Gianluca Modica, chitarra, Michele Tra le migliori tracce I Like my Drums, con l’in-
Postpischl, batteria, e Tato Izzia, chitarra.
Hanno saputo attendere, e dopo una serie di
cedere intenso della batteria (altrove più
smorzata) e le carezze alle corde della chitar-
ENRICO OLIVANTI QUINTET - SOVRUMANI SILENZI
concerti anche oltreconfine - Londra, ra, e Leaves of Grass, le cui distorsioni sor-
Manchester e Bruxelles - hanno raggiunto una
maturità musicale apprezzabile, ampiamente
prendono come un pugno nello stomaco.
Paranoid Park e Naked Evil, invece, sono più
JAZZ
& blues
«Sovrumani silenzi e profon-
dissima quiete», scriveva
Cinque perle musicali, oltre al brano che dà il
titolo all’album troviamo Stella danzante,
dimostrata nel nuovo lavoro All Harm Ends lente ma non rassicuranti ed evocano movi- Leopardi ne L’Infinito. Hutong, 1913 e Ritroverai la strada, in cui
Here. Prova ne sia un tessuto sonoro curato menti lenti e giornate di pioggia trascorse in Prendendo spunto dalle immortali parole del l’interplay tra i giovani musicisti è scambio e
nei minimi particolari, che sembra unire PJ attesa del sereno. sommo poeta, Enrico Olivanti, contaminazione in equilibrio
Harvey ai Blonde Redhead, il tutto in salsa for- In tutte le tracce non mancano ispirazione, jazzista e compositore, ha perfetto. Un suono che non
temente internazionale. buone idee e ottime capacità vocali e musica- scritto, registrato e autopro- mira a rompere il silenzio ma a
Fortunamente alcuni limiti o supponenze della li. Ora non ci resta che attendere la consacra- dotto il suo primo cd dal titolo, fondersi con la quiete della
solita musica indie italica mancano alla band zione definitiva della band bolognese. Unica appunto, Sovrumani silenzi. sera.
bolognese che dimostra di essere pronta per pecca: una confezione digipack piuttosto mini- Il lavoro nasce dalla collabora- Un disco da sentire in un’atmo-
il mercato estero. Il cantato in inglese di mal senza libretto né testi, a dir poco indispen- zione del chitarrista romano sfera notturna, quando le luci
Francesca Bono è un ottimo biglietto da visita sabili con il cantato in inglese. con quattro giovani talenti del della città sono un tutt’uno con
oltre che una marcia in più, così come i ritor- Lucio Lussi panorama jazzistico italiano: il buio. Per lasciare vibrare le
Andrea Verlingieri al sax teno- nostre corde interiori all’uniso-
re, Mario Nappi al piano, no con l’armonia della musica e
Giuseppe Salvaggio al basso e lasciarsi andare ad un ascolto
Marco Tardioli alla batteria. L’incontro, avve- puro e sincero. E come direbbe il poeta, «il
nuto frequentando le stesse aule della storica naufragar m’è dolce in questo mare».
scuola di musica Saint Louis, ha dato vita ad
un progetto musicale fresco e interessante. Roberta Mastruzzi