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AM 281-2

Amadeus
Amadeus

Amadeus
Mauro Giuliani
(Bisceglie, 27/7/1781 – Napoli, 7/5/1829)

Grand Concerto per chitarra Grande Sérénade per flauto


e orchestra op. 36 (29'28) e chitarra op. 82 (13'16)
1 Maestoso 14'32 9 Tema con variazioni 3'34
2 Andantino 5'55 bl Minuetto 3'09
3 Rondò 8'59 bm Allegro brillante 3'51
Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza bn Marcia 2'41
Giampaolo Bisanti, direttore Andrea Manco, flauto
Variazioni sulla Cavatina favorita Raccolta di Variazioni di
“Deh! calma oh ciel!” dall’Opera Mad.me Catalani WoO G&F (V)-5
"Otello" per chitarra e quartetto per flauto e chitarra (9'16)
d’archi op. 101 (prima registrazione assoluta)
4 Introduzione, Tema e Variazioni 8'00 bo “Oh dolce concento” di Mozart 3'40
Quartetto “Giordano Noferini” bp Variazioni sull’aria “La biondina
in gondoletta” 3'09
Grand Duo Concertant per violino bq Rondò “Donnette innamorate”
e chitarra op. 85 (19'13)
5 Allegro Maestoso 4'36
in Pot-Pourri 2'25 Mauro Giuliani
Andrea Manco, flauto
6 Andante molto sostenuto 4'49 Grand Concerto op. 36 per chitarra e orchestra
7 Scherzo 4'15 Musica da camera con chitarra
8 Allegretto espressivo 5'31
Roberto Noferini, violino
Viva Std =F Giulio Tampalini, chitarra Giulio Tampalini, chitarra
ITC Benguiat = Amadeus
Neuzeit Std = per la diffusione Andrea Manco, flauto • Roberto Noferini, violino
Fondazione
Quartetto “Giordano Noferini”
Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza
Giampaolo Bisanti, direttore
T. T.: 79'15
REGISTRAZIONE INEDITa
MAURO GIULIANI Grand Duo Concertant per violino e chitarra op. 85
(Bisceglie, 27/7/1781 – Napoli, 7/5/1829) 5 Allegro Maestoso (4'36) • 6 Andante molto sostenuto (4'49)
7 Scherzo (4'15) • 8 Allegretto espressivo (5'31)
Grand Concerto per chitarra e orchestra op. 36 Edizione Vienna, Artaria, 1812
1 Maestoso (14'32) Roberto Noferini, violino
2 Andantino (5'55)
3 Rondò (8'59) Grande Sérénade per flauto e chitarra op. 82
Edizione Vienna, Artaria, 1812 9 Tema con variazioni (3'34) • bl Minuetto (3'09)
Organico chitarra solista, 4 violini I, 4 violini II, 2 viole, 2 violoncelli e contrabbasso bm Allegro brillante (3'51) • bn Marcia (2'41)
Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza Edizione Vienna, T. Weigl, 1817
Stefano Antonello**, Nadia Dal Belin Peruffo, Andreas Bottaro, Augusto Arma, David Scaroni, violini I Andrea Manco, flauto
Diana Bejanova*, Catalina Spataru, Tudora Spataru, Marianne Wade, violini II
Federico Furlanetto*, Marina Nardo, Daniela Gaidano, Luca Cacciatori, viole
Giordano Pegoraro*, Andrea Marcolini, Giulia Sfoggia, violoncelli
Raccolta di Variazioni di Mad.me Catalani WoO G&F (V)-5
Gergely Jardanyi*, Daniela Georgieva, contrabbassi per flauto e chitarra
Giampaolo Bisanti, direttore (prima registrazione assoluta)
bo “Oh dolce concento” di Mozart (3'40)
bp Variazioni sull’aria “La biondina in gondoletta” (3'09)
Variazioni sulla Cavatina favorita “Deh! calma oh ciel!” dall’Opera “Otello” bq Rondò “Donnette innamorate” in Pot-Pourri (2'25)
per chitarra e quartetto d’archi op. 101 Autografi Vienna, Archiv der Gesellschaft der Musikfreunde, XI43018, ex collezione Aloys Fuchs;
4 Introduzione, Tema e Variazioni (8'00) Berlino, Staatsbibliothek Preussicher Kulturbesitz, Mus. Ms. 7660/4 e Mus. Ms. 7660/3, [1818]
Edizione Vienna, Diabelli, 1820 Andrea Manco, flauto
Quartetto “Giordano Noferini”
Roberto Noferini, violino
Roberta Nitta, violino
Anna Noferini, viola Giulio Tampalini, chitarra
Andrea Noferini, violoncello (Philip Woodfield, 2010)

3
Guida all’ascolto
Guida all’ascolto

Giuliani
Grand Concerto op. 36
e Musica da camera con chitarra
conservatore non vedeva affatto di buon
occhio la chitarra di fianco a una piena or-
chestra), Giuliani avesse deciso di non sfi-
un’opera rossiniana. Intenso lirismo e
grande pathos sono peculiarità che con-
notano profondamente anche il secondo
Guida all’ascolto

ferenze di Giuliani, tale reiterato ricorso


alla melodia rossiniana altro non è se non
la conseguenza dell’incredibile fenomeno
dare ulteriormente l’arcigna critica vien- movimento, un Andantino 2 in un mor- della “Rossini-mania” che scoppiò a Vien-
di Marco Riboni nese e utilizzò un’orchestrazione più leg- bido 6/8 nel quale Giuliani elargisce a pie- na dopo la prima del Tancredi il 17 dicem-
gera con sonorità asciutte e contenute. La ne mani la sua struggente e napoletana bre 1816 (altra opera a cui Giuliani attinse
caratteristica più evidente di questo con- cantabilità. Ben altro carattere ha invece il più volte a piene mani per le sue trascrizio-
certo è lo struggente lirismo che avvolge “Rondò” finale 3 nel quale, deposte le ar- ni). L’Otello aveva infatti avuto la sua pre-
l’intera composizione, con l’impiego di un mi del lirismo e della dolcezza, Giuliani mière viennese il 29 aprile 1819 e Giuliani,
cromatismo abbastanza raro nella produ- dimostra di essere il virtuoso di razza co- per sfruttare appieno il successo dell’ope-

Q
ualche anno dopo l’esecuzione del zione di Giuliani. Ad esempio, la sezione nosciuto da tutta Vienna e sfoggia tutte le ra, non tardò certo a pubblicare le sue va-
primo Grand Concerto pour la dello sviluppo del Maestoso del primo sue mirabilia tecniche per strappare i ca- riazioni per chitarra. Di certo, però, la tra-
Guitarre op. 30 (Vienna, 3 aprile movimento [1.20] è fortemente connotata lorosi applausi di un pubblico entusiasta. scrizione – nelle sue varie versioni – non
1808), Giuliani si cimentò per la seconda da queste qualità in quanto, anziché com- Le Variazioni per chitarra e quartetto d’ar- era certo destinata ai numerosi dilettanti e
volta nella difficile impresa di affiancare la portarsi secondo i canoni del sonatismo chi op. 101 4 sulla cavatina “Deh!, calma o ai ricchi amateurs: già la pienezza armoni-
chitarra a una compagine orchestrale. La viennese (ossia rielaborare il materiale te- ciel” dall’Otello, ossia il Moro di Venezia di ca degli accordi del tema [4.02] pone un
prima del secondo Grand Concerto pour matico dell’esposizione), Giuliani decide Rossini sono un adattamento per chitarra deciso discrimine fra il semplice appassio-
la Guitarre op. 36 1-3 avvenne ancora a di inserire nuove e intense idee tematiche, con l’accompagnamento degli archi (pub- nato e il vero professionista. Le successive
Vienna il 5 maggio 1811 (anche se questa adottando così un atteggiamento “non- blicato da Diabelli a Vienna nel 1820) di variazioni aumentano poi progressiva-
data non è certissima) e, nuovamente co- viennese” nei confronti dello stile classico. una uguale versione per chitarra sola pub- mente la difficoltà sino ad arrivare all’ulti-
me per l’op. 30, fu pubblicato da Artaria Questo continuo flusso d’inediti spunti blicata ancora da Diabelli l’anno preceden- ma – Con brio) [4.17] – ove Giuliani dà
l’anno successivo. In questa occasione, pe- melodici sembra quasi ricordare le diverse te. Non solo: Giuliani doveva essere vera- fuoco alle polveri per un finale dal virtuo-
rò, Giuliani non utilizzò l’orchestra a pie- entrate di nuovi personaggi in una imma- mente affezionato a questa cavatina (pe- sismo pirotecnico.
no organico, ossia archi e fiati (flauti, oboi, ginaria scena operistica. A volte questa raltro splendida), giacché la utilizzò una Con il Grand Duo Concertant pour Flûte
clarinetti e corni), ma si limitò ai soli archi. sensazione è quasi palpabile: nel primo terza volta (solo il tema e la seconda varia- ou Violon et Guitarre op. 85 5-8 entriamo
È assai probabile che, dopo le velenose pa- tempo, l’entrata del solista dopo l’introdu- zione) nella seconda Rossiniana op. 120 nel dorato mondo della musica da camera
role ricevute dall’Allgemeine Musikalische zione orchestrale pare proprio l’ingresso (pubblicata ancora a Vienna nel 1822, ma di Giuliani, a differenza invece dei due pre-
Zeitung (che con atteggiamento bigotto e sul palcoscenico della prima donna in con Domenico Artaria). Al di là delle pre- cedenti brani nei quali la chitarra, pur con

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Guida all’ascolto Guida all’ascolto

la presenza dell’orchestra e del quartetto consueta struttura bipartita è una meravi- ficialità o, peggio, scarsa qualità. Dove sta [11.01] nel quale i due strumentisti sfog-
destinati all’accompagnamento, recita il gliosa melodia, ampia e nobile, nella quale scritto che più la musica è scura, inquieta e giano tutte le loro qualità virtuosistiche,
ruolo di solista. Come di consueto in Giu- il violino dimostra nella più intensa canta- introversa e più ha valore? Inoltre non conclude il brano una tipica Marcia con
liani, nel titolo è prevista sia l’esecuzione bilità le sue migliori doti; lo Scherzo con mancano certo le incursioni nelle più pro- Trio [12.01], autentico topos nel genere
del flauto che quella del violino, ma per la Trio e da capo 7 è un Vivace spigliato e fonde e suggestive zone dell’espressività della serenata. Era probabilmente Johann
tessitura prevalentemente nel registro me- virtuosistico che contrasta efficacemente musicale. Secondo la più consolidata tra- Sedlatscheck il flautista col quale Giuliani
dio e grave e, più in generale, per una più il differente carattere del movimento pre- dizione di questo particolare genere di suonava in concerto questo brano.
spiccata idiomaticità di scrittura violinisti- cedente; l’Allegretto espressivo 8 altro composizioni, la Grande Sérénade è un Se all’interno della rivista abbiamo accen-
ca è preferibile l’impiego dello strumento non è che una dolce e bucolica pastorale brano assai ampio e articolato in diversi nato alla vicenda musicologica della Rac-
ad arco. Il brano è articolato in quattro dove tuttavia non mancano gli interventi movimenti (è uno fra più estesi di questo colta di Variazioni di Mad.me Catalani
tempi e ricalca la classica struttura sonati- spiccatamente virtuosistici. Con ogni pro- tipo nella produzione di Giuliani): tema WoO G&F(V)-5 per flauto (violino) e chi-
stica viennese, caratteristica evidenziata babilità, Giuliani suonava in pubblico que- con tre variazioni, minuetto e trio, allegro tarra bo-bq, è ora interessante conoscerne
ancor di più da uno Scherzo di beethove- sto brano con il violinista Joseph Mayse- brillante e marcia conclusiva. Già il tema la genesi. Si tratta di una trascrizione di tre
niana ascendenza. L’Allegro Maestoso di der, suo abituale partner sulla ribalta con- iniziale [9.01] è quanto di più solare e sere- brani all’epoca estremamente popolari
apertura [5.01] è costruito in forma-sonata certistica. no ci possa essere, seguito poi da due va- che Angelica Catalani – autentica prima-
e vede i due strumenti ripartirsi equamen- La Grande Sérénade pour Guitare et Flûte riazioni equamente ripartite fra il virtuosi- donna – era solita cantare nei suoi concer-
te i due temi: il primo viene esposto dal ou Violon op. 85 9-bn è un tipico esempio smo della chitarra [9.04] e del flauto [9.07]; ti assieme ad altre arie famose, facendoli
violino, mentre alla chitarra spetta il se- di quel particolare repertorio cameristico vi è poi la tipica e immancabile variazione seguire da una serie di variazioni d’imper-
condo. Lo sviluppo è parzialmente ispirato che ha come modello di riferimento i nu- “di carattere” [9.10] in un intenso sol mino- via difficoltà con sfoggio d’inarrivabile
ai canoni tradizionali della forma-sonata, merosi divertimenti, cassazioni e serenate re che poi però torna con grande sugge- bravura: il pubblico andava in visibilio e il
poiché non sono rielaborate le idee temati- di illustre ascendenza haydniana e mozar- stione al modo maggiore [9.11]. Il Minuet- successo era garantito. Tutto ciò non sfug-
che dell’esposizione quanto piuttosto la tiana e quindi saldamente innervati nella to con Trio successivo [10.01] è una splen- gì all’attenzione dei grandi virtuosi – e
loro articolazione di scrittura e i disegni più nobile tradizione viennese. Il carattere dida melodia di una dolcezza e una sereni- quindi anche Giuliani – i quali non fecero
ritmici. La ripresa è acefala, ossia manca il generale di questo particolare stile è assai tà commoventi: veramente il miglior Giu- altro che adottare questo fortunato mo-
primo tema, e si conclude con evidenti fi- consono a Giuliani che proprio nella sola- liani, che con estrema semplicità coglie ri- dello sostituendo la voce con i loro stru-
gurazioni virtuosistiche. I tre movimenti rità, nella serenità e nell’estroversione ha le sultati eccellenti (chi ha detto che la genia- menti. Il primo tema del trittico bo provie-
successivi sono autentiche perle nel loro sue armi migliori. Attenzione, però: queste lità risiede nella complessità?). Dopo uno ne dal Finale primo di Die Zauberflöte di
genere. L’Andante molto Sostenuto 6 nella qualità non sono affatto sinonimi di super- spigliato e spensierato Allegro brillante Mozart, prima del coretto “Das klinget so

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Guida all’ascolto

herrlich”, suonato in scena da Papageno sul


Glockenspiel. Giuliani, tuttavia, non si è
servito dell’originale fonte mozartiana
tonio Lamberti per la contessa Marina
Querini Berzoni, fautrice a Venezia di un
famoso salotto mondano e letterario. In- 1
Track e index
GRAND CONCERTO PER CHITARRA E ORCHESTRA OP. 36

Maestoso (14’32)
Track e index

bensì di una versione alternativa in lingua certa invece l’attribuzione della musica: [1.01] [00’00] [b. 1] Inizio della lunga esposizione orchestrale. Primo tema (la maggiore)
italiana (Oh dolce concento, appunto, ossia alcuni propendono per Johann Simon con l’episodio A1, clima dolce e sereno
una sorta di libera traduzione poetica) che Mayr, altri invece, fra i quali Franz Liszt, [1.02] [00’34] [b. 15] Sezione di raccordo più brillante
a quei tempi godeva di una notevole cele- per Giovanni Battista Perucchini. Innu- [1.03] [01’15] [b. 33] Sempre nella zona del primo tema, secondo episodio A2
brità. La biondina in gondoletta bp era in- merevoli i musicisti che adottarono que- preparatorio all’ingresso del secondo tema
vece una popolarissima canzone in dialet- sto tema. È invece di origini ignote quello [1.04] [01’53] [b. 49] Secondo tema B (ora in tonica), che sarà poi ripreso dalla chitarra
to veneziano il cui testo fu redatto da An- di Donnette innamorate bq. come di consueto alla dominante
[1.05] [02’12] [b. 57] Trasposizione del tema all’ottava superiore
[1.06] [02’38] [b. 69] Coda dell’esposizione orchestrale che riprende il carattere brillante
della precedente sezione di raccordo [cfr. 1.02]
[1.07] [03’08] [b. 82] Episodio conclusivo, in clima fortemente operistico, patetico
(seconde minori nei bassi) e suggestivo: tappeto rosso per l’entrata della chitarra
[1.08] [03’44] [b. 97] Ingresso della chitarra con un nuovo tema C1 (la maggiore)
[1.09] [04’02] [b. 104] Secondo episodio di C1 con bicordi della chitarra e agili scale

[1.10] [04’21] [b. 113] Terzo episodio di C1 con arpeggi di terzine e bicordi spezzati
[1.11] [04’45] [b. 124] Stacco della sola orchestra
[1.12] [04’53] [b. 127] Nuovo tema C2, primo episodio con bicordi di decime e terze
spezzate, scalette e accordi assertivi. Dialogo con gli archi
[1.13] [05’12] [b. 136] Secondo episodio di C2 nell’inedita tonalità di do maggiore.
Melodia accompagnata dal basso albertino

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Track e index Track e index

[1.14] [05’40] [b. 148] Cadenza alla dominante secondaria per la preparazione [1.28] [12’58] [b. 342] Ancora l’autocitazione dello Studio op. 48 n. 22, ora in tonica
del secondo tema e poi il finale con passi di virtuosismo
[1.15] [05’44] [b. 149] Secondo tema B, come di consueto alla dominante [1.29] [14’10] [b. 376] Stretta finale dell’orchestra

2 Andantino (5’55)
[2.01] [00’00] [b. 1] Esposizione del tema da parte dell’orchestra nella tonalità d’impianto
(re maggiore)
[2.02] [00’32] [b. 8] Ripresa del tema da parte della chitarra
[1.16] [06’02] [b. 156] Secondo tema B ripreso dagli archi
[1.17] [06’21] [b. 164] Lungo passo virtuosistico della chitarra. Tutto questo episodio
sarà autocitato da Giuliani nello Studio op. 48 n. 22
[1.18] [07’38] [b. 202] Conclusione del solo della chitarra con trillo e accordi. Inizio della
coda orchestrale
[1.19] [08’29] [b. 225] Passo dell’orchestra che richiama la conclusione della sezione [2.03] [00’49] [b. 13] Seconda frase con la melodia accompagnata da un basso
iniziale introduttiva (cfr. 1.07) “a pendolino”
[1.20] [09’12] [b. 243] Inizio sviluppo con il solo della chitarra. Nuovo tema D sempre [2.04] [01’01] [b. 16] Sezione di transizione per andare alla dominante
alla dominante [2.05] [01’23] [b. 21] Secondo tema alla dominante sempre esposto dalla chitarra,
[1.21] [09’52] [b. 261] Lungo episodio di terzine di ottave spezzate cui seguono fioriture e diminuzioni
[1.22] [10’32] [b. 279] Improvvisa digressione della chitarra in do maggiore con [2.06] [02’26] [b. 33] Chiusura del secondo tema con l’orchestra sola
un melodia accompagnata dal basso albertino [2.07] [02’57] [b. 39] Episodio in do maggiore
[1.23] [10’58] [b. 290] Altro passo di virtuosismo che sarà autocitato da Giuliani nello [2.08] [03’28] [b. 45] Sezione modulante e di rielaborazione. Ripresa del secondo tema
Studio op. 48 n. 13 (cfr. 2.05) in re minore. Si tratta in realtà di un’altra autocitazione tratta dal
[1.24] [12’03] [b. 321] Ritorno alla dominante con accordi conclusivi e cadenza secondo movimento (Andante molto sostenuto) del Grand Duo Concertant op. 85
introduttiva alla ripresa [2.09] [03’57] [b. 51] Dopo che il passo sopracitato viene rielaborato più volte, accordo
[1.25] [12’12] [b. 323] Inizio della ripresa con il tema B, ora canonicamente in tonica, di settima di dominante e cadenza che prepara la ripresa del primo tema
esposto dalla chitarra [2.10] [04’06] [b. 52] Ripresa del primo tema e coda conclusiva
[1.26] [12’32] [b. 330] Tema B ripreso dagli archi [2.11] [05’22] [b. 68] Ultime due battute con citazione dell’intervallo di seconda minore
[1.27] [12’50] [b. 338] Ultimo solo della chitarra che aveva caratterizzato la fine dell’introduzione del primo movimento (cfr. 1.07)

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Track e index Track e index

3 Rondò (8’59) [3.12] [04’02] [b. 154] Altro breve intervento della sola orchestra cui segue un breve
[3.01] [00’00] [b. 1] Allegretto. Esordio con un tema in la maggiore (A) brillante e con intervento cadenzante della chitarra ancora alla dominante
ritmo puntato della chitarra [3.13] [04’33] [b. 168] Ripresa di A della chitarra sul pizzicato degli archi che poi
ribadiscono il tema
[3.14] [05’18] [b. 196] Sezione E, assai prolungata, con un nuovo tema dell’orchestra
accompagnato dalle ottave spezzate della chitarra
[3.15] [06’08] [b. 228] Altro episodio di E in la minore con la chitarra nuovamente solista
[3.16] [06’40] [b. 348] Ripresa di D (cfr. 3.08) ora nella tonalità d’impianto
[3.17] [08’00] [b. 402] Ultima ripresa di A
[3.02] [00’12] [b. 9] Sezione B con appoggi sulla tonica minore, re minore, la dominante [3.18] [08’11] [b. 410] Inizio del finale con agilissime terzine della chitarra
e infine fa maggiore [3.19] [08’33] [b. 426] Un impervio passo di terze, sempre della chitarra, apre la stretta
[3.03] [00’41] [b. 27] Altro episodio di B in re minore cui segue la dominante conclusiva del concerto
preparatoria per la ripresa di A
[3.04] [00’58] [b. 38] Ripresa di A che si conclude con alcune fioriture
[3.05] [01’18] [b. 52] Passo di raccordo della sola orchestra Variazioni per chitarra e quartetto d’archi op 101
[3.06] [01’30] [b. 60] Sezione C che si apre con accordi decisi e assertivi cui seguono
agili scale e arpeggi in terzine 4 Introduzione, Tema e Variazioni (8’00)
[3.07] [01’56] [b. 76] Ripresa di C cui segue un breve episodio in do maggiore e una [4.01] [00’00] [b. 1] Introduzione (Andantino sostenuto). Introduzione degli archi nella
cadenza alla dominante della tonalità d’impianto tonica minore (do)
[3.08] [02’38] [b. 98] Sezione D con un tema alla dominante subito riecheggiato
dall’orchestra
[3.09] [03’01] [b. 113] Lungo passo solistico e virtuosistico della chitarra che inizia con
ottave spezzate
[3.10] [03’07] [b. 117] L’articolazione passa a un disegno di terzine che inizia con una
autocitazione tratta dal primo movimento del Grand Duo Concertant op. 85 [4.02] [00’34] [b. 9] Tema. Esposizione accordale da parte della chitarra nel modo
(cfr. 5.06 e 5.11) poi ulteriormente ribadita maggiore. Prima frase
[3.11] [03’54] [b. 149] Rapidissimi passi di terze spezzate e cadenza conclusiva alla [4.03] [01’01] [b. 16] Seconda frase, dapprima alla dominante e poi al terzo grado (tipico
dominante gesto rossiniano)

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Track e index Track e index

[4.04] [01’15] [b. 21] Ripresa della prima frase e conclusione GRAND DUO CONCERTANT PER VIOLINO E CHITARRA OP. 85
[4.05] [01’35] [b. 1] Variazione 1. Diminuzione della melodia in sestine di semicrome:
scale arpeggi e bicordi della chitarra. Prima frase, archi in pizzicato 5 Allegro Maestoso (4’36)
[4.06] [01’58] [b. 9] Seconda frase, archi suono normale [5.01] [00’00] [b. 1] Primo tema A1 in tonica (la maggiore) esposto dal violino e
[4.07] [02’11] [b. 13] Ripresa della prima frase e conclusione contrappuntato dalla chitarra
[4.08] [02’28] [b. 19] Refrain conclusivo del quartetto [5.02] [00’28] [b. 14] Sempre nella zona del primo tema, secondo episodio A2 ancora
[4.09] [02’51] [b. 1] Variazione 2. Ulteriore diminuzione dei valori ritmici e progressivo intonato dal violino
aumento della difficoltà. Prima frase [5.03] [00’43] [b. 21] Ponte modulante
[4.10] [03’16] [b. 9] Seconda frase [5.04] [00’53] [b. 26] Secondo tema B1 alla dominante presentato dalla chitarra
[4.11] [03’28] [b. 13] Ripresa della prima frase e conclusione [5.05] [01’08] [b. 33] B1 ripreso dal violino nella zona acuta con abbellimenti e più
[4.12] [03’45] [b. 22] Refrain conclusivo degli archi cantabilità
[4.13] [04’08] [b. 1] Variazione 3 (Un poco più sostenuto). Tipica variazione di carattere [5.06] [01’31] [b. 46] Torna la chitarra solista con l’esposizione di B2 del secondo tema
ad alta temperatura affettiva. Scrittura molto fitta, fiorita e cromatica. Prima frase con le consuete figurazioni virtuosistiche nell’area finale della zona del secondo
[4.14] [04’45] [b. 9] Seconda frase tema. Seguono cadenza, trillo conclusivo e chiusa dell’esposizione
[4.15] [05’03] [b. 13] Ripresa della prima frase [5.07] [02’16] [b. 70] Inizio dello sviluppo da parte del violino che riprende lo slancio
[4.16] [05’26] [b. 18] Coda conclusiva con lunga cadenza finale in stile di concerto del ritmo puntato dell’inizio del brano (cfr. 5.01)
[4.17] [06’04] [b. 1] Variazione 4 (Con brio). Classica variazione brillante in moto [5.08] [02’45] [b. 85] Prolungato passo del violino in terzine di crome che riprende
perpetuo di scale e arpeggi. Prima frase la medesima figurazione ancora del violino del ponte modulante (cfr. 5.03) e di B2
[4.18] [06’20] [b. 9] Seconda frase della chitarra (cfr. 5.06)
[4.19] [06’42] [b. 20] Ripresa prima frase [5.09] [03’11] [b. 100] Conclusione dello sviluppo e attacco della ripresa acefala
[4.20] [06’56] [b. 27] Gran finale assai prolungato con sfoggio di virtuosismo sino alla (manca A) con la diretta presentazione di B1 (ora ovviamente in tonica sino alla
stretta finale fine) da parte della chitarra
[5.10] [03’28] [b. 108] Come nell’esposizione, B1 riproposto dal violino
[5.11] [03’50] [b. 120] Passo virtuosistico (B2) della chitarra sino alla conclusione di B2
[5.12] [04’13] [b. 133] Coda e stretta finale caratterizzata da veloci scale e arpeggi dei
due strumenti

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Track e index Track e index

6 Andante molto sostenuto (4’49) 7 Scherzo (4’15)


[6.01] [00’00] [b. 1] Introduzione accordale della chitarra che subito connota il carattere [7.01] [00’00] [b. 1] Vivace. Parte A in tonica (re maggiore). brillante esordio tematico
nobile e aulico del brano (in re maggiore) del violino con la chitarra che accompagna con bicordi ribattuti
[7.02] [00’07] [b. 8] Ripetizione della frase precedente con lievi cambiamenti. Ritornello di A
[7.03] [00’29] [b. 16] Parte B alla dominante, sempre con il violino tematico e agile sino
alla cadenza sospesa di fine frase
[7.04] [00’46] [b. 35] Ripresa di A testuale. Ritornello di B
[6.02] [00’27] [b. 9] Entrata del violino con una splendida e ampia melodia, [7.05] [01’34] [b. 1] Trio. Parte A. Esordio tematico della chitarra con una chiara
accompagnata da un morbido arpeggio di sestine di semicrome della chitarra imitazione dei corni
[6.03] [01’06] [b. 17] Improvvisa e scura virata nel modo minore, prima di la e poi di mi [7.06] [01’42] [b. 8] La melodia passa al violino che poi la traspone all’ottava superiore
[6.04] [01’25] [b. 21] Ritorno nella tonalità d’impianto subito rafforzato da un breve con grande cantabilità. Ritornello di A
passo virtuosistico della chitarra alla dominante [7.07] [02’09] [b. 16] Parte B. Frase attaccata dal violino che poi cede il passo a
[6.05] [01’37] [b. 23] Breve quanto splendida modulazione passeggera al quarto grado, un virtuosistico passo di ottave della chitarra
con lo slancio all’ottava superiore del violino di struggente cantabilità [7.08] [02’18] [b. 25] Breve coda e cadenza alla dominante della chitarra
[6.06] [01’47] [b. 26] Improvviso passaggio alla tonica minore con un passo della [7.09] [02’24] [b. 30] Ripresa di A. Ritornello di B. Scherzo da capo senza ritornelli
chitarra identico a quello del Secondo Concerto op. 36 (cfr. 2.08)
[6.07] [02’00] [b. 29] Altra breve e altrettanto suggestiva modulazione, questa volta 8 Allegretto espressivo (5’31)
in do maggiore che subito però si va ad appoggiare a fa maggiore [8.01] [00’00] [b. 1] Prima frase (A1, in la maggiore)) del tipico tema di una dolce e
[6.08] [02’14] [b. 32] Nuovo episodio tematico in fa maggiore del violino, evidenziato anche bucolica pastorale presentato dal violino
dal cambio dell’articolazione nell’accompagnamento (da sestine a doppie terzine) [8.02] [00’13] [b. 9] Ritornello della prima frase
[6.09] [02’32] [b. 36] Breve ritorno alla tonalità di re minore e subito virtuosistici passaggi [8.03] [00’32] [b. 20] Seconda frase A2, sempre al violino, esposta due volte
in arpeggio della chitarra alla dominante della tonalità principale (Re maggiore), [8.04] [00’46] [b. 29] Terza frase A3, intonata da violino e chitarra
il cui ritorno è adeguatamente preparato da una intensa cadenza sospensiva [8.05] [00’58] [b. 37] A3 ripetuto, la cui coda comincia a modulare alla dominante
[6.10] [02’58] [b. 42] Ripresa quasi testuale di tutta la prima parte con l’aggiunta di [8.06] [01’09] [b. 44] Passo di transizione che conduce alla zona della dominante
fioriture, ornamentazioni e la diminuzione ritmica dell’accompagnamento [8.07] [01’19] [b. 50] B1, alla dominante con il tema al violino
chitarristico che passa a doppie quartine di semibiscrome [8.08] [01’33] [b. 57] Ripetizione di B1
[6.11] [04’16] [b. 59] Coda conclusiva con agilissimi passi del violino e dolcissima chiusa [8.09] [01’45] [b. 66] Coda di B1, nella quale la chitarra comincia a emergere dal
in pianissimo semplice accompagnamento

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Track e index Track e index

[8.10] [01’58] [b. 75] B2, con passi virtuosistici della chitarra intercalati da scalette del [9.04] [00’48] [b. 1] Variazione 1. Chitarra solista con scale e arpeggi di terzine.
violino Prima frase
[8.11] [02’35] [b. 98] Ripresa di A1, la cui coda comincia a modulare a do maggiore [9.05] [01’01] [b. 9] Seconda frase
[8.12] [03’08] [b. 117] C1 in do maggiore, con grande slancio melodico del violino. [9.06] [01’18] [b. 17] Refrain conclusivo del flauto
Fitto accompagnamento della chitarra con arpeggi di sestine [9.07] [01’27] [b. 1] Variazione 2. Progressiva diminuzione: dopo le terzine della
[8.13] [03’29] [b. 131] Modulazione a la minore chitarra, ora le quartine del flauto. Prima frase
[8.14] [03’46] [b. 140] D in fa maggiore, la cui coda vira alla dominante della tonalità [9.08] [01’44] [b. 9] Seconda frase
d’impianto per preparare la ripresa [9.09] [02’01] [b. 17] Refrain conclusivo del flauto
[8.15] [04’09] [b. 152] Ripresa acefala (sono assenti A1 e A2) direttamente con B1 in [9.10] [02’12] [b. 1] Variazione 3. Viraggio al modo minore, con morbido arpeggio in
tonica poi ripetuto (cfr. 8.07 e 8.08). Chitarra sempre più tematica con melodia accompagnamento della chitarra
nel basso e ottave spezzate [9.11] [02’47] [b. 12] Ritorno al maggiore con la ripresa variata del refrain
[8.16] [04’51] [b. 178] B2 con virtuosistici passaggi della chitarra, poi ripresi dal violino [9.12] [03’13] [b. 20] Coda conclusiva
che conclude l’episodio con trillo e risoluzione in tonica
[8.17] [05’03] [b. 186] Coda conclusiva con stretta finale bl Minuetto (3’09)
[10.01] [00’00] [b. 1] Allegretto. Tema dolce e sereno del flauto accompagnato dagli
arpeggi della chitarra. Prima parte in tonica (la maggiore). Ritornello prima parte
GRANDE SÉRÉNADE PER FLAUTO E CHITARRA OP. 82 [10.02] [00’42] [b. 17] Seconda frase alla dominante
[10.03] [00’53] [b. 25] Ripresa della prima parte. Ritornello di tutta la seconda parte
9 Tema con variazioni (3’34) [10.04] [01’25] [b. 1] Trio. Solo della chitarra con accordi stoppati. Prima parte e
[9.01] [00’00] [b. 1] Tema Grazioso. Melodia molto cantabile intonata dal flauto. ritornello
Prima frase [10.05] [01’48] [b. 9] Seconda parte e ritornello. Minuetto da capo senza ritornelli

bm Allegro brillante (3’51)


[11.01] [00’00] [b. 1] Prima sezione in 4/4 tripartita (A-B-A). A: prima frase in tonica
(re maggiore) esposta dal flauto
[11.02] [00’07] [b. 9] Seconda frase alla dominante
[9.02] [00’19] [b. 9] Seconda frase [11.03] [00’21] [b. 21] Ripresa della prima frase
[9.03] [00’38] [b. 17] Refrain conclusivo del flauto [11.04] [00’28] [b. 29] Passo solistico della chitarra

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Track e index Track e index

[11.05] [00’36] [b. 37] Melodia che ritorna al flauto e che si conclude con una lunga VARIAZIONI PER FLAUTO E CHITARRA WOO G&F (V)-5
cadenza modulante alla dominante (la maggiore)
[11.06] [00’54] [b. 55] B: zona della dominante: prolungato e virtuosistico passo solistico bo “Oh dolce concento” di Mozart (3’40)
della chitarra in scale e arpeggi [13.01] [00’00] [b. 1] Maestoso. Introduzione della chitarra con la citazione da
[11.07] [01’18] [b. 81] Conclusione di B con la melodia che torna al flauto Die Zauberflöte di Mozart del Glockenspiel di Papageno prima del coretto
[11.08] [01’33] [b. 97] Ripresa abbreviata di A “Das klinget so Herrlich”
[11.09] [02’07] [b. 130] Seconda sezione bipartita (A-B e finale). A: melodia serena e
bucolica in sol maggiore presentata dal flauto
[11.10] [02’15] [b. 138] Passo virtuosistico di ottave spezzate della chitarra
[11.11] [02’19] [b. 142] Ripetizione degli episodi del flauto e della chitarra
[11.12] [02’32] [b. 155] Sezione di raccordo equamente divisa tra flauto e chitarra
[11.13] [02’45] [b. 166] B: ritorno alla tonica (re maggiore) con un tema del flauto simile [13.02] [00’34] [b. 1] Tema. Prima frase in tonica (la maggiore) presentata dal flauto
a quello d’apertura della prima sezione [13.03] [00’51] [b. 9] Seconda frase alla dominante
[11.14] [02’53] [b. 174] Variazione virtuosistica del flauto [13.04] [01’09] [b. 17] Finale. Refrain conclusivo di ogni variazione eseguito dalla chitarra
[11.15] [03’15] [b. 195] Finale e stretta conclusiva [13.05] [01’19] [b. 1] Variazione 1. Fioriture, abbellimenti e diminuzioni del flauto.
Prima frase in tonica
bn Marcia (2’41) [13.06] [01’37] [b. 8] Seconda frase alla dominante
[12.01] [00’00] [b. 1] Maestoso. Prima frase in tonica (re maggiore) eseguita dalla chitarra [13.07] [01’55] [b. 17] Refrain della chitarra
nel caratteristico ritmo puntato. Ritornello prima frase [13.08] [02’06] [b. 1] Variazione 2. Sincopi del flauto, arpeggi della chitarra. Prima frase
[12.02] [00’14] [b. 9] Seconda frase alla dominante in tonica
[12.03] [00’29] [b. 17] Ripresa della prima frase. Ritornello seconda frase [13.09] [02’22] [b. 8] Seconda frase alla dominante
[12.04] [00’44] [b. 1] Trio. Prima parte del tema (flauto) al relativo minore (si) con accordi [13.10] [02’37] [b. 16] Refrain della chitarra
stoppati della chitarra di grande effetto [13.11] [02’47] [b. 1] Variazione 3. Agili scalette del flauto. Prima frase in tonica
[12.05] [01’09] [b. 13] Seconda parte che inizia in re maggiore, poi tocca mi minore [13.12] [03’02] [b. 8] Seconda frase alla dominante
e sol maggiore per poi cadenzare sulla dominante di si minore [13.13] [03’17] [b. 13] Finale con trilli e scaletta cadenzante conclusiva del flauto
[12.06] [01’25] [b. 21] Ripresa della prima parte. Marcia da capo senza ritornelli

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Track e index Track e index

bp Variazioni sull’aria “La biondina in gondoletta” (3’09) [15.02] [00’27] [b. 14] Citazione di “Oh dolce concento” del primo movimento, cui segue
[14.01] [00’00] [b. 1] [Tema]. Bicordi della chitarra che introducono il tema un breve, tipico tema di Giuliani. D’ora in avanti la parte tematica è solo del flauto
[15.03] [00’59] [b. 28] Ripresa del tema iniziale
[15.04] [01’20] [b. 40] Prolungata e virtuosistica sezione di trilli
[15.05] [01’47] [b. 54] Inizio del finale con semibiscrome nel flauto e passi di bicordi
nella chitarra
[15.06] [02’04] [b. 61] Coda conclusiva con breve ripresa del tema iniziale e chiusa finale
[14.02] [00’13] [b. 8] Tema riproposto dal flauto: prima frase
[14.03] [00’26] [b. 16] Seconda frase
[14.04] [00’44] [b. 26] Finale con solo della chitarra
[14.05] [00’53] [b. 1] Variazione 1. Variazione del flauto con scale e acciaccature.
Prima frase
[14.06] [01’07] [b. 8] Seconda frase
[14.07] [01’26] [b. 18] Finale con solo della chitarra
[14.08] [01’35] [b. 1] Variazione 2. Melodia del flauto con reiterate sincopi. Prima frase
[14.09] [01’51] [b. 8] Seconda frase
[14.10] [02’11] [b. 18] Finale con solo della chitarra
[14.11] [02’21] [b. 1] Variazione 3. Agilissimi scale di semibiscrome del flauto. Prima frase
[14.12] [02’37] [b. 8] Seconda frase
[14.13] [02’58] [b. 18] Finale

bq Rondò “Donnette innamorate” in Pot-Pourri (2’25)


[15.01] [00’00] [b. 1] Allegretto. Esposizione del tema da parte del flauto e della chitarra
che dialogano fra loro con agili scale di semicrome

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Giulio Tampalini, chitarra
Interpreti Interpreti

Vincitore di alcuni dei maggiori concorsi di chitarra internazionali, vanta un’attività


concertistica e discografica di rilievo che lo ha portato ad esibirsi in tutto il mondo
come solista e accompagnato da prestigiose orchestre sinfoniche. Il suo doppio cd
dedicato all’opera integrale per chitarra di Francisco Tarrega ha vinto la Chitarra d’O-
ro come miglior disco di chitarra dell’anno. Suona una chitarra del liutaio inglese
Philip Woodfield.

Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza (OTO)


Nata nel 1990 su iniziativa del Comune di Vicenza e di alcuni musicisti vicentini, nel
corso degli anni può vantare una serie di importanti collaborazioni con direttori come
Peter Maag, Umberto Benedetti Michelangeli, Donato Renzetti e con solisti come
Alexander Lonquich, Maria Tipo, Antonio Ballista, José Carreras, Cecilia Gasdia,
Renato Bruson, Mario Brunello, Giovanni Guglielmo, Narciso Yepes, Giuliano Car-
mignola. Si è esibita anche in musica tratta dal repertorio contemporaneo; significati-
vi e prestigiosi sono stati gli incontri con Astor Piazzolla, Enrico Rava, Richard Gallia-
no, Lee Konitz, Hiromi, Uri Caine, Fabrizio Bosso.

Giampaolo Maria Bisanti, direttore d’orchestra


Vincitore del prestigioso Premio Mitropoulos di Atene, ha collaborato con le più im-
portanti Istituzioni liriche e concertistiche italiane ed europee, dal Teatro La Fenice, al
Maggio Musicale Fiorentino, al San Carlo di Napoli alla prestigiosa Israel Philharmo-
nic Orchestra. È apprezzato interprete del repertorio operistico italiano e del più im-
portante repertorio sinfonico; dal 2012 è Direttore Artistico e Musicale della OTO.

Quartetto “Giordano Noferini”


Costituito dai tre fratelli Anna, Andrea e Roberto in memoria del padre Giordano –
compositore e direttore d’orchestra – si avvale della collaborazione della violinista

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Interpreti

Roberta Nitta. Ha al suo attivo alcune incisioni discografiche (tra cui il cd Lemma di
Ennio Morricone pubblicato da Stradivarius) e numerosi concerti in importanti sale
italiane anche nella formazione ridotta al trio d’archi o in forma allargata al quintetto
con pianoforte, con la collaborazione di importanti pianisti come Bruno Canino e
Antonio Ballista.

Roberto Noferini, violino


Diplomato con lode al Conservatorio Verdi di Milano, si è perfezionato con Salvatore
Accardo, Arthur Grumiaux e Pavel Vernikov. Ha vinto numerosi primi premi e premi
speciali in importanti concorsi internazionali e vanta un’intensa attività concertistica
che lo ha portato a esibirsi in prestigiosi festival e istituzioni concertistiche in tutto il Amadeus
mondo. Tra le sue incisioni spiccano quelle per le etichette Bongiovanni (in duo con n. 281
Canino) e Tactus. Suona un violino G. Scarampella ex-Bazzini del 1865. Periodico registrato al Tribunale di Milano 186/19-03-1990
 e  2013 s.r.l.
Andrea Manco, flauto
Classe 1983, si è diplomato a 16 anni al Conservatorio Tito Schipa di Lecce col massi- Direttore responsabile Gaetano Santangelo
Redazione Andrea Milanesi
mo dei voti, lode e menzione speciale; vincitore di concorsi internazionali, collabora Grafica Dario Codognato
con le più importanti orchestre italiane come primo flauto e si esibisce da solista e Impaginazione Riccardo Santangelo
camerista in tutto il mondo. Dal 2003 è il primo flauto dell’orchestra del Teatro Regio Registrazione 7 febbraio 2013 Vicenza; 8-9 febbraio 2013, BartokStudio, Bernareggio (MI)
di Torino. Tecnico del suono e direzione artistica Raffaele Cacciola

In copertina Giulio Tampalini (foto di Sergio Lussignoli)

Una dedica speciale alla magnifica Adele Piras


e un ringraziamento al prof. Francesco Gorio per la gentile collaborazione

N.B.: La sezione “Track & Index”, arricchita dagli incipit tematici dei principali episodi,
è disponibile unicamente presso il sito internet di Amadeus (www.amadeusonline.net),
scaricabile all’indirizzo www.amadeusonline.net/books/201304.pdf

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