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Teorie e tecniche dell'Armonia II

Anno Accademico 2015-2016


Corso tenuto dal Prof. PierAlberto Cattaneo
Allievo: Matteo Leidi

La forma-sonata
Giuliani, l'interpretazione di un
chitarrista a Vienna
Analisi dell'Op. 150 Gran Sonata Eroica

La forma-sonata, struttura
La forma-sonata definisce una particolare organizzazione del materiale
musicale all'interno di un movimento, generalmente il primo, di una sonata o
di una sinfonia o, come vedremo, costituisce una composizione a se stante.
Ci che permise a questa particolare forma di affermarsi molto velocemente
ci che la caratterizza strutturalmente:
Equilibrio: tra due sezioni similari, A e A', situate specularmente alla
sezione centrale;
Contrasto: tra due temi musicali opposti per carattere e impostazione
armonica.
Si pu cos riassumere la struttura della forma-sonata: tripartita, bitematica.
La tripartizione, come dice il nome stesso, comprende tre sezioni:
1. Esposizione: sezione dedicata alla presentazione dei due temi
costituenti la forma sonata, a volte preceduta da un'introduzione. Al
primo tema, presentato nella tonalit principale, segue il secondo
presentato nella tonalit della dominante. Questa modulazione serve a
creare la tensione necessaria per arrivare allo sviluppo.
2. Sviluppo: riappaiono i temi modificati e, appunto, "sviluppati". Il
compositore ripropone le idee musicali dei due temi mettendo in luce
gli aspetti pi interessanti , modulandoli in diverse tonalit.
3. Ripresa: sezione nella quale vengono riproposti i temi iniziali. Si pu
definire come una ripetizione variata dell'Esposizione ma con una
grande differenza: ora anche il secondo tema proposto nella tonalit
principale.

Breve presentazione dell'autore


Mauro Giuliani, nato a Bisceglie nel 1781 da famiglia benestante, fu avviato
in giovane et agli studi musicali, in particolare approfond il violoncello e la
chitarra francese. Poich in Italia la musica vocale era molto pi apprezzata di
quella strumentale, Mauro si trasfer nel 1806 a Vienna rimanendovi fino agli
ultimi anni della sua vita, prima del ritorno in Italia: mor a Napoli nel 1829. In
quella che viene considerata la capitale europea del tempo, Giuliani si mise
presto in luce come straordinario virtuoso di uno strumento che, fino allora
ritenuto puramente folcloristico, cercava di ricavarsi un'importante pagina
nella storia della musica. Infatti i numerosi concerti viennesi di Giuliani, da
solista e in varie formazioni, furono apprezzati al punto che rinnovarono
clamorosamente l'immagine della chitarra e aprirono un fortunato filone nella
fiorente editoria del tempo. Fu ribattezzato nientemeno che il "Paganini della
chitarra". Durante il suo soggiorno viennese si conquist inoltre la stima e
l'amicizia di Rossini, Moscheles e Beethoven. A Vienna produsse pi di un
centinaio di composizioni fra le quali concerti per chitarra e orchestra, sonate
per chitarra sola e brani per ensemble di vario tipo. Ovviamente, come altri
chitarristi del suo tempo, fu uno dei pi prestigiosi insegnanti vantando allievi

di altissimo rango tra i quali l'imperatrice Maria Luigia, seconda moglie di


Napoleone Bonaparte.

Giuliani e la forma-sonata
L'illustre maestro pugliese padroneggi qualsiasi tipo di genere, stile e forma,
quindi ovvio che all'interno della sua ampia produzione non manchino
esempi di forma-sonata. La sua caratteristica di musicista italiano "nonviennese" e la sua permanenza proprio a Vienna portarono ad alcune
interessanti commistioni tra queste due caratteristiche. Le sue sensibili
qualit di musicista gli permisero di comprendere e padroneggiare le
specifiche peculiarit della forma-sonata restando, per, sempre fedele alla
sua origine italiana: cre una sorta di forma-sonata viennese "all'italiana".
Questa forma elaborata da Giuliani caratterizzata da una struttura che, pur
mantenendo intatto l'involucro esterno delle sue sezioni principali
(esposizione, sviluppo, ripresa), al suo interno lascia che l'autore si prenda
non poche licenze.
Il pugliese impieg la forma-sonata in quattro composizioni per chitarra sola:

La Sonata Op. 15;


Grande Ouverture Op. 61;
La Risoluzione delle Giulianate Op. 148;
Gran Sonata Eroica Op. 150.

Questi brani appartengono allo stile "elevato" di Giuliani nel quale espresse il
massimo sforzo creativo per raggiungere qualcosa di artisticamente
inequivocabile e importante.
Nelle sopracitate composizioni Giuliani impieg s la forma sonata, ma con
una struttura differente che si pu ricondurre a due varianti:
1. Il primo modello (prima variante rispetto la forma-sonata classica)
rappresentato dalla Grande Ouverture Op. 61 che si distingue per il suo
particolare trattamento dello sviluppo;
2. Il secondo modello, identificabile ne La Risoluzione delle Giulianate Op.
148 e nella Gran Sonata Eroica Op. 150, caratterizzato dalla mancata
ripresentazione del primo gruppo tematico nella ripresa: la cosiddetta
"ripresa acefala".

Sviluppo - "non sviluppo", Grande ouverture


Caratterizzata dalla consolidata tradizione dell'ouverture italiana, anche
questo brano presenta una struttura bipartita ossia un breve "Andante
sostenuto" introduttivo cui segue un "Allegro maestoso". Il breve "Andante
sostenuto" si conclude con una cadenza sospesa (con accordi di settima

diminuita e accordi di Dominante) che diventa la cellula costruttiva del


movimento seguente, strutturato in forma-sonata.
La particolarit e caratteristica distintiva di quest'opera bens altra: dove
dovrebbe iniziare la sezione dello sviluppo Giuliani rimescola le carte in
tavola rispetto alla tradizione sonatistica. In questa sezione centrale, infatti,
non compare nessuna rielaborazione tematica ma un nuovo tema! (in Do
maggiore, sesto grado della tonalit del secondo tema, Mi maggiore).
Si capisce allora, in modo molto chiaro, come Giuliani utilizzi la forma-sonata
lasciandola inalterata all'esterno, nella sua struttura tripartita, ma
ridisegnandola al suo interno: questo lo porta alla creazione di uno sviluppo "non sviluppo" in cui le frasi musicali godono di senso autonomo e
indipendente. Si trovano cosi inaspettati cambi armonici e la presentazione
improvvisa di nuovi "temi".

Gran Sonata Eroica Op. 150


La Gran Sonata Op. 150 rientra in quello che stato definito poc'anzi il
"secondo modello" di forma-sonata elaborata da Giuliani. Da notare che, oltre
alla "ripresa acefala", rispetto alla struttura sonatistica classica, la concezione
dello sviluppo ancora una volta decisamente libera. La composizione si
presenta in un singolo esteso movimento ponendo il dubbio che fosse
concepita come un brano compiuto in se stesso anzich come primo tempo di
una sonata tradizionale.
Il brano si apre con accordi maestosi e risoluti che fanno comprendere il
carattere "eroico" della composizione. Abbellimenti, scale ascendenti e
discendenti e dinamica che arriva al f ci portano subito dinnanzi il grande
virtuoso che domina il pubblico con una fortissima personalit.

Dopo questa entrata quasi prepotente, con un improvviso p si d inizio


all'esposizione vera e propria: la sezione A1 (bb. 14-30) del primo gruppo
tematico in La Maggiore, si basa su una semplicissima cellula ritmicomelodica ripetuta ben sei volte.

Questa ripetizione si giustappone ad altrettanti brevi episodi melodici sopra


l'ultimo dei quali si innesta la seconda parte A2 (bb. 30-38). Questa sezione
richiama da vicino le battute accordali di apertura, tanto da sembrare quasi
una sorta di "piccolo sviluppo" anticipato. La caratteristica saliente per la
grande spinta che questa sezione da al brano.

Il ponte modulante (bb. 38-50), costituito da bicordi spezzati e insiti arpeggi,


arriva al suo culmine con una cadenza sospesa alla Dominante secondaria
seguita da crome ribattute che non fanno che richiamare il secondo tema. E
invece no! Giuliani, con un breve passaggio in Do Maggiore, spiazza
l'ascoltatore utilizzando questa modulazione per accrescere l'attesa della
dominante.
Questa attesa trova finalmente risposta in un secondo tema B1 (bb. 50-66)
maestoso ed eroico: costituito da accordi di terze e ottave sovrapposte con
un pedale di Mi nel basso. Questa costituzione dona un grande slancio
melodico, poi fiorito, trascinato in progressioni di bicordi spezzati. Dopo aver
ripetuto il tutto in maniera quasi identica, Giuliani propone la seconda parte
del tema B.

Nella sezione B2 del secondo tema (bb. 67-87) la scrittura si fa pi brillante e


virtuosistica con terze spezzate e sincopi che lasciano il posto ad una
progressione melodica: quest'ultima che procede con il basso che sale di
grado congiunto (Mi, Fa, Sol, La). A chiudere questo secondo tema, dopo
un'assertiva cadenza perfetta, fino alla definitiva chiusura dell'esposizione
(bb. 87-114), c' spazio per una coda assai estesa dolce e cantabile prima,
brillante poi.

La sezione dello sviluppo molto interessante: al suo interno si possono


distinguere ben quattro "sotto sezioni" caratterizzate rispettivamente da
quattro episodi distinti, autonomi e indipendenti.
1. Non difficile cogliere nel primo episodio la cellula ritmico-melodica
sulla quale era costruita la sezione A1. Non manca poi il "girovagare"
armonico: Mi maggiore, lieve accenno a La minore, ancora Mi maggiore
poi Do maggiore, Sol maggiore, Fa maggiore e cadenza su Sol
maggiore;

2. In Sol maggiore il secondo episodio del tutto inedito: si stacca


completamente dal primo bloccandone l'andamento tonale. L'effetto
transitorio di questo episodio ancor di pi accentuato da una cadenza
sospesa che trasforma il Sol maggiore nella Dominante del prossimo
episodio (Do Maggiore);
3. Reso ancora pi riconoscibile dalla doppia barra, questo episodio
presenta quello che pu essere considerato un vero e proprio tema C:
al suo interno si posso identificare persino una sezione C1 (bb. 144155), dolce e cantabile, e una sezione C2 (bb. 156-168) tesa al quarto e
ultimo episodio. La testa di questo tema richiama, con il suo moto
ascensionale, l'introduzione del brano;

4. Esattamente come era successo nel passaggio tra il primo e il secondo


episodio, la tensione del precedente tema C2 trova un improvviso
arresto: una sorta di "pausa di riflessione" caratterizzato da terzine
arpeggiate. Una serie di decisi accordi cadenzanti porta l'esteso
sviluppo a compimento.

In questa importante sezione Giuliani


mostra ancora una volta un
comportamento "sui generis" sostituendo l'elaborazione con la presentazione
di nuove idee tematiche. Di fatto viene applicato lo stesso principio di quel
che stato definito "sviluppo-non sviluppo".
La ripresa, come gi anticipato, acefala, non presenta particolarit di rilievo
se non: una campata pi ampia della coda con alla fine due brevi citazioni,
quasi lontani ricordi della sezione A1.

"Cos come egli era un 'non viennese' a Vienna, alla stessa maniera queste
battute sono un 'non-sviluppo' in forma-sonata"

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