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Neoclassicismo Musicale

Il Neoclassicismo è una corrente della musica affermatasi fra gli anni 20


e 30 del Novecento e  consistente in un ritorno, con sensibilità moderna,
ai modelli della musica classica settecentesca.                                    

I  neoclassici rifiutavano la concezione musicale della musica romantica,


rivolgendosi  invece ai grandi modelli sonori e tecnici  rinascimentali
e  barocchi.

Il Neoclassicismo musicale, si caratterizza per:

1. il recupero della tradizione e del rapporto col pubblico;                                    

2. il superamento delle intrusioni extra-musicali e un ritorno a una forma


più pura, autonoma, in cui la musica abbandoni le sue aspirazioni
filosofiche o morali per tornare alla sua dimensione autosufficiente e
indipendente.

Al neoclassicismo aderirono moltissimi compositori del  Novecento  da


Maurice Ravel, a Igor Stravinskij, a Paul Hindemith a Casella.

Igor Stravinskij

Compositore russo tra i più importanti del Novecento, per diversi anni
della sua vita aderì al Neoclassicismo.

Le sue composizioni (ex L’uccello di fuoco) possiedono una precisa


caratterizzazione: l'originale concezione timbrica, la frequente
politonalità e un uso piuttosto libero delle dissonanze.
Ma nella sua svolta "neoclassica" Stravinskij riprende pagine, temi, o più
spesso atteggiamenti stilistici del passato. È il "ritorno" a un ordine
frutto di una profonda sfiducia nella storia e nella possibilità di costruire
un linguaggio "nuovo. L'ultima svolta è la graduale assunzione della
dodecafonia ma anch'essa recepita come un fatto ormai storicizzato.

Alfredo Casella

Come compositore ci presenta la tendenza verso una costruzione lineare,


verso la "forma" intesa nel senso più rigoroso possibile.

Per Casella la musica era quell’insieme di tecniche e conoscenze acquisite


nei secoli che il compositore può utilizzare avendo mezzi a disposizione
come mai prima.

Hindemith: (OPERE FATTE: fuga in FA, fuga in SOL, sonata per oboe

Quando parliamo di Hindemith non possiamo che non citare il suo libro
intitolato LUDUS TONALIS. Cosa portò Hindemith alla scrittura di un
lavoro per pianoforte così unico? Sicuramente all’origine risiede una nuova
tendenza musicale che emerse nel novecento, che rifiutava il concetto di
‘musica assoluta’, slegata da ogni funzionalità. Forte fu sicuramente il
modello di Bach; diversi compositori dell’epoca, infatti, presero a modello
proprio Bach e i suoi lavori per tastiera.

Di per sé le fughe del ludus tonalis non sono imitazioni stilistiche ma


piuttosto andrebbero viste come l’incarnazione di una forma mentis del
pensiero musicale ‘hindemithiano’ di quel periodo, che ha le sue radici nella
polifonia e nel contrappunto armonico.

Dunque come utilizza Hindemith il contrappunto nel suo Ludus tonalis, che
differenze ci sono e com’è legato all’uso del contrappunto di Bach in lavori
come il Clavicembalo ben temperato? Per farla breve, ovviamente la
differenza fra il contrappunto bachiano e hindemithiano deriva dal
fatto che Bach era comunque sempre conforme alle regole del moto
armonico tradizionale, un tipo di contrappunto sicuramente più
consonante, mentre Hindemith ci appare tendenzialmente più
dissonante. Tuttavia, sebbene i due possano sembrare diversi, quando
collocati nei loro rispettivi periodi storici essi appaiono molto più vicini
di quanto potesse inizialmente apparire.

I procedimenti contrappuntistici che usa sono ovviamente strettamente


legati a quelli di Bach: la diminuzione e aumentazione ( aumentazione
Procedimento contrappuntistico per il quale un’idea melodica subisce il
raddoppiamento (o un ulteriore accrescimento) dei valori di durata di
ogni sua nota; diminuzione Riduzione alla metà, a un terzo, a un quarto,
o meno, della durata delle note di un passo musicale, specialmente di un
soggetto o di un tema, a fini contrappuntistici. Tale artificio era
impiegato in molte forme polifoniche, specie nel canone e nella fuga.) lo
scambio del soggetto fra varie voci, gli stretti e le inversioni etc.

Con il Ludus tonalis riuscì a tutti gli effetti a creare un lavoro equivalente
del Clavicembalo ben temperato di Bach impiegando la sua teoria di
organizzazione degli accordi e degli intervalli secondo precise leggi
dell’acustica. Passo dopo passo, in maniera metodica partendo dalla serie
degli armonici, deriva tutti i rapporti fra le dodici note e l’intera scala
cromatica, l’unica vera scala da cui secondo Hindemith bisognerebbe
partire in un mondo musicale ‘post-Tristan’, poiché in essa ritroviamo
anche tutte le altre scale: le scale maggiori, minori e i modi antichi.

I suoni in relazione alla fondamentale, sono: la quinta, la quarta, la


sesta maggiore, la terza maggiore, la terza minore e la sesta
minore. I successivi quattro suoni si ottengono considerando alcuni dei
suoni ricavati come punti di partenza per una nuova serie di armonici.
Infine l’unico suono che rimane per il completamento della scala è quello
che si trova in rapporto di tritono con la fondamentale.