Sei sulla pagina 1di 3

La musica barocca

(Testi Breve)

Il Barocco è una corrente artistica che nasce in Europa e si estende dagli ultimi anni del XVI secolo fino
ai primi decenni del XVIII secolo. In musica questo periodo viene fatto terminare, per convenzione, con la
morte di Johann Sebastian Bach nel 1750, musicista all’apice della musica barocca e di straordinaria
importanza per i secoli a venire. E’ questo il periodo delle monarchie assolute, come quella di Luigi XVI in
Francia, il re sole, che è una delle più sfarzose. Dunque in una società piena di forti conflitti e disparità sociali,
dove la nobiltà che vive a Versailles conduce una bella vita e il resto della popolazione vive in miseria, i
potenti cercano attraverso il fasto e le cerimonie di “distrarre” la popolazione creando l’idea di un mondo
perfetto. Il carattere principale di tutto il periodo, è quello dello stupore, della sfarzosità, caratteristiche che
si identificano anche in ambiti extramusicali. La musica doveva infatti insegnare, divertire, stupire,
commuovere. E’ in questo periodo che si sviluppa la retorica musicale e la teoria degli affetti, dove
partendo dall’idea dei greci, la musica doveva suscitare affetti. La polifonia era la strada più facile per
arrivare al fine, ma veniva considerata troppo artificiosa e innaturale.
Venne quindi preferito il modello greco della monodia, che molti musicisti condividevano e apprezzavano;
tra questi ricordiamo Vincenzo Galilei che con il suo Discorso intorno all'Opera di Messer Gioseffo Zarlino
da Chioggia e il Dialogo della musica antica e della moderna, propose di ritornare
alla melodia monodica contro l'imperante polifonia contrappuntistica.

Possiamo suddividere il barocco in tre fasi, ognuna con caratteristiche diverse e altrettanti diversi esponenti,
tuttavia ci concentreremo solo sulla prima fase di questo periodo.

- Primo barocco (1600 - 1650)

- Medio barocco (1650 - 1700)

- Tardo barocco (1700 - 1750)

Il Primo barocco

Non possiamo stabilire esattamente una data per l’inizio del barocco: infatti nei primi anni del barocco le
forme rinascimentali coesistono assieme a quelle barocche. Dunque indichiamo lo stile barocco come
quello stile antecedente allo stile rinascimentale e precedente a quello classico. In questo periodo la musica
si faceva ovunque, in particolare nelle corti e nei palazzi nobiliari; si integrò nella cultura barocca tramite
la più totale e originale rappresentazione della società dell’epoca: la festa. E’ infatti con la musica che i
principi e le chiese potevano radunare la popolazione e realizzare la forma di comunicazione più intensa:
insegnare, divertire e commuovere. La musica divenne inoltre un passatempo e un dovere di stato per i
nobili: molti cantavano e suonavano in maniera professionale e talvolta componevano. Possiamo dunque
dire che la musica divenne all’insegna della regalità e soprattutto uno strumento di governo. Il ruolo del
musicista poteva invece essere quello di Cantor, maestro di cappella o direttore musicale.

Il melodramma
Una delle più importanti novità che ritroviamo in questo periodo, è la nascita del melodramma. Questo vide
il suo inizio per merito della Camerata de’ Bardi, un gruppo tardorinascimentale di musicisti, umanisti, poeti
e intellettuali fiorentini che si raccolsero attorno al patronato del conte di Vernio Giovanni Bardi, al fine di
discutere, rielaborare e proporre l’arte di quell’epoca, in particolar modo concentrandosi sul teatro e sulla
musica. L’idea era quella di tornare agli ideali greci, di valorizzare la monodia accompagnata. In realtà
però ciò non fu un ritorno al modello greco, ma bensì un’innovazione, in quanto loro credevano di aver
riproposto fedelmente l’antico canto greco, ad una voce sostenuta da uno strumento che raddoppiava
all’ottava o all’unisono, creando così una melodia a voce sola che recitava il testo cantandolo (il famoso
recitar cantando). Tuttavia l’accompagnamento non suonava le stesse note bensì realizzava un basso
continuo. In questo periodo si afferma quindi una visione non più orizzontale della musica, ma verticale,
accordale, che determinerà la codifica del sistema tonale come oggi lo intendiamo, nel corso del Settecento.
A volte il recitar cantando veniva sostituito da pezzi chiusi, melodicamente indipendenti, con ripetizioni al loro
interno e andamento strofico, dove i cantanti si mettevano in mostra con virtuosismi vocali. Questi pezzi
prendono il nome di Arie, trattate da Giulio Caccini con la produzione di ben due raccolte di Arie e Madrigali
a voce sola: Le Nuove Musiche nel 1602 e Nuove musiche e nuova maniera di scriverle nel 1614. E’ nel
1598 che viene realizzata la prima opera riconosciuta come tale, la Dafne, composta da Jacopo Peri su
libretto di Jacopo Rinuccini. In seguito venne composta l’Euridice, sempre ad opera dello stesso autore. In
questo periodo non possiamo omettere il nome di Claudio Monteverdi, musicista alla corte di Mantova che
si cimentò nel nuovo tipo ti spettacolo dopo l’esperienza Fiorentina. Monteverdi, autore di madrigali e
melodrammi, fu fondamentale per la nascita della retorica musicale, per il passaggio dal rinascimento al
barocco e per aver scritto una delle prime opere con una trama drammatica, l’Orfeo e in seguito l’Arianna.
Fra un atto e l’altro di una rappresentazione teatrale venivano poi posti gli Intermedi, episodi scenici e
coreografici che avevano lo scopo di spezzare la tensione drammatica e far distrarre gli spettatori, per la
lunga durata delle rappresentazioni. Gli Intermedi erano particolarmente curati, sia per la scelta degli artisti,
sia per la scena. Col tempo gli Intermedi acquisirono una fisionomia e una trama propria, ampliandosi e
staccandosi dalla rappresentazione principale. Famosissimi furono gli Intermedi della Pellegrina,
rappresentati a Firenze nel 1589 per lo sposalizio tra Ferdinando de’ Medici e Cristina di Lorena, che
preludono l’Euridice di Peri. In questo periodo nascono i primi teatri d’opera. A Venezia nel 1637 viene
inaugurato il primo teatro pubblico dove pagando un biglietto tutti potevano assistere allo spettacolo. Viene
poi aperto nel 1737 a Napoli il teatro San Carlo. Gli elementi sono quelli che oggi conosciamo: il
palcoscenico sopraelevato dove vi era la rappresentazione, il golfo mistico, dove suona l’orchestra, la
platea per il pubblico borghese e i palchi per i nobili.

La produzione strumentale
Tra i maggiormente produttivi musicisti dell’epoca, possiamo ricordare Girolamo Frescobaldi, che fu
clavicembalista, organista e compositore. Frescobaldi è riconosciuto come uno dei maggiori compositori per
tastiere del 1600, oltre alla produzione di musica vocale, in particolare Arie con basso continuo. Scrisse
Fantasie, Ricercari, Toccate, Partite, Capricci, Canzoni e molto altro. La canzone dell’epoca era strutturata
per più strumenti e basso continuo, alternando circa tre sezioni binarie e ternarie. Possiamo notare come in
questo periodo la produzione strumentale assume un’importanza di gran lunga maggiore, con lo sviluppo,
soprattutto nelle altre fasi, di forme come il Concerto, la Suite, la Fuga, la Sonata ed altre.

Gli stili
La musica rinascimentale presentava uno stile unico per la musica vocale e strumentale, la polifonia nella
musica barocca adottò invece più stili.

- Stile Severo: nato a Roma, è caratterizzato da un contrappunto ben osservato e dalla massima
comprensione del testo. Il massimo esponente di questo genere fu, nel 1500, Giovanni Pierluigi da
Palestrina, con le messe.

- Stile Policorale/concertato: nato a Venezia, è caratterizzato da più cori e dal dialogo e l’interazione
tra le varie sezioni dell’orchestra e del coro. Le forme musicali più rappresentative di questo stile sono
la Cantata e l’Oratorio.

La musica sacra
Per la musica sacra, la forma musicale più importante fu l’Oratorio, affiancato poi dalla Passione, genere
che tratta la Passione di Cristo, dalla sua morte alla sua resurrezione. Il maggior compositore di Passioni fu
Johann Sebastian Bach. L’Oratorio è d’ispirazione musicale religiosa, ma non liturgico, e anche essendo di
genere drammatico non prevedeva scenografie. In origine il termine oratorio indicava una zona in cui i
membri di una comunità religiosa usavano riunirsi per pregare, (“orare”). Prevedeva l’utilizzo di solisti, coro,
orchestra e basso continuo, e si articola perlopiù in Recitativi ed Arie. In questo periodo l’Oratorio è in latino
e il maggior compositore di essi fu Giacomo Carissimi. Avremo poi l’Oratorio in italiano nel medio barocco,
con Alessandro Stradella.

Gli strumenti barocchi


Nel barocco, la musica strumentale inizia ad acquisire importanza sempre maggiore, e i musicisti, a
differenza del 1500, stabiliscono in partitura gli strumenti voluti, mentre prima si sceglievano al momento
in base alle esigenze e alla disponibilità. Il violino diventa lo strumento principale della musica barocca, per
la sua bellezza timbrica, per le possibilità virtuosistiche e per le capacità espressive simili a quelle della
voce umana. Al successo del violino contribuiscono famiglie di grandi liutai italiani. I più importanti, a
Cremona furono: Amati, Guarneri e in particolare Stradivari. Lo strumento fu poi utilizzatissimo da grandi
musicisti/violinisti, quali Arcangelo Corelli, che ricordiamo soprattutto per i Concerti Grossi, e Antonio
Vivaldi.

Altre importante strumento fu la viola da gamba, strumento ad arco di estensione medio-grave che si diffuse
in Francia e Inghilterra.

Il clavicembalo, nato alla fine del 1300, si afferma in questo periodo raggiungendo il massimo splendore sia
per le innumerevoli composizioni ad esso destinate come strumento solista e accompagnatore, sia per la
bellezza e la cura nelle decorazioni e nella costruzione.

Altro strumento che in questo periodo conosce importanza è il liuto, strumento anch’esso nato nei secoli
scorsi ma a cui vengono aggiunte corde per i suoni bassi. Dopo aver svolto per diversi secoli una funzione
di accompagnamento, questo si caratterizza anche di una sua letteratura, soprattutto con Bach nel Tardo
barocco.

Iniziano inoltre a nascere varie orchestre stabili di musicisti professionisti, divise in sezioni tra archi, fiati, e
percussioni per dare effetto di grandiosità.

Potrebbero piacerti anche