Sei sulla pagina 1di 4

CLIMA E POPOLAZIONE

Con la rivoluzione agricolo/industriale abbiamo un incremento costante


della popolazione.
CLIMA:
1500 - 1700 (piccola glaciazione) INIZIO ETA’ MODERNA
1800 - 1900 (calo)
1900 - 2000 (impennata della curva delle temperature)
Il clima influenza la popolazione.

1200 - 1300 (picco)


1300 -1400 (diminuzione a causa della peste nera)
1400 -1500
1700 - 2000 (aumento costante della popolazione)

Presenza di vari tipi di famiglie (nucleare, estesa, multipla, senza struttura


e solitari con) con prevalenza di famiglie multiple tra le famiglie ricche.

TRANSIZIONE DEMOGRAFICA
La teoria della transizione demografica si basa sul principio che le
variazioni spaziali della mortalità e della natalità sono dovute a differenze
di evoluzione demografica.
Secondo questa teoria abbiamo varie fasi:
- Quella del regime antico, in cui vi era un’alta natalità dovuta ai
matrimoni e un’alta mortalità dovuta alle carestie.
- Quella della prima transizione demografica in cui si registra una
bassa moralità e una natalità sempre costante e alta.
- Quella della seconda transizione demografica in cui si registra un
abbassamento del tasso di natalità e una moralità costante.
- Il regime demografico moderno che registra valori più o meno
costanti.
Questa teoria è adottata anche dall’ONU per fare previsioni sui tassi di
mortalità e natalità.

AGRICOLTURA E DEMOGRAFIA
Feudatari -> Imprenditori agricoli
- Maggiore trasferibilità delle terre.
- I latifondi diventano zone recintate possedute da imprenditori.
CONSEGUENZE:
- Aumento delle terre in vendita.
- Aumento investimenti nell’agricoltura
- Si amplia il mercato
COMPONENTI DELLA RIVOLUZIONE AGRARIA:
- Rotazione quadriennale (sostituzione del maggese con la
piantagione di piante foraggere che permisero di aumentare la
quantità di azoto nel terreno e di servirsene anche per gli animali
domestici o da allevamento).
- Conciliazione dell’attività agricola e dell’allevamento.
- Nuove tecnologie.
RIVOLUZIONE AGRARIA E RIVOLUZIONE INDUSTRIALE:
La rivoluzione tecnologica in ambito agrario e l’aumento demografico
favorirono l’industria:
- Lo sviluppo agricolo permette un’accumulazione di capitale
utilizzabile per il campo industriale.
- Aumento della richiesta di beni manifatturieri con l’aumento
demografico.
- Aumento della disponibilità della manodopera con l’incremento
demografico.
- Agricoltura come surplus per chi lavorava nelle zone urbane.

RIVOLUZIONI ECONOMICHE DELL’ETA’


MODERNA
TRE FASI ECONOMICHE:
1480-1620: espansione
1620-1740: lunga stagnazione
1740-1786: espansione accelerata
CONSEGUENZE SOCIALI DELLA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE:
- Urbanesimo e nuovo pauperismo
- Modificazioni della famiglia (nuclearizzazione)
- Crisi dell’artigianato e della manifattura di lusso (luddismo)
- Mutamento dei tempi di vita e dei ritmi di lavoro (lavoro
notturno/stagionalità)
Diminuzione della mortalità a causa di:
- Miglioramento dell’alimentazione con la rivoluzione agricola
- Miglioramento delle condizioni igieniche
- Scomparsa della peste
- Scomparsa delle carestie
- Presenza di guerre meno cruente
Aumento della natalità a causa di:
- Lunghi periodi di pace
- Aumento del benessere
- Anticipazione dell’età nuziale con conseguente aumento della
fertilità
DALLA PROTOINDUSTRIA ALLA FABBRICA CAPITALISTICA:
- Scompare il lavoro a domicilio (domestic system) e nasce il lavoro in
fabbrica (factory system)
- Nascita del proletariato industriale costituito soprattutto da:
_ Forza lavoro non libera (mendicanti, carcerati poveri reclusi)
_ Forza lavoro a basso costo (donne e bambini)

PERCHE’ PROPRIO L’INGHILTERRA?


Perché l’Inghilterra aveva un grande capitale di origine commerciale,
erano presenti colonie fornitrici di materia prima ed erano abbondanti le
risorse minerarie.

Si sviluppa il settore tessile in particolare quello di lana, seta e cotone


(importato dall’India, trapiantato in America e coltivato dagli schiavi
provenienti dall’Africa, portato in Inghilterra per essere lavorato e infine
smerciato in Europa). Il settore tessile era collegato quindi all’agricoltura
per le materie prime e la forza lavoro.
NEL SETTORE MINERARIO:
Si utilizzano il carbone (combustibile per scopo domestico o industriale
con il difetto di produrre scorie) e il ferro (acciaio e ghisa) per le macchine
industriali.
Nel 1775 John Watt inventa la macchina a vapore, impiegata in filatoi,
mulini, impianti metallurgici e trasporti (treno).