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La MESSA di NOTRE DAME

Con la Messa di Notre Dame di G. de Machault, per la prima volta nella storia della musica religiosa, i cinque brani
dell'ordinarium missae trattati polifonicamente sono designati con il termine messa. Per la prima volta inoltre, sono
l'opera di uno stesso uomo. Certo, la Messa di Tournai è probabilmente anteriore (verso il 1330) ma, anonima, come
le altre messe polifoniche di quest'epoca (messa di Barcellona, Toulouse, Besaucon), essa sembra non essere altro che
l'unione di brani eterogenei a tre voci.
Già Machault intravede gli stretti rapporti che possono unire testo e musica. Una ricerca espressiva di tipo figuralista
sottolinea i passaggi importanti (omofonia presenta in Et in terra pax, Jesu
Christe, Ex Maria Virgine). D'altra parte, la messa traduce la volontà di organizzare i divesi brani, variandoli e
accordandoli tra di loro.
Scritta alla metà del secolo (tra il 1349 e il 1363) la Messa di Notre Dame si distingue dalle altre messe
contemporanee per l'organico a 4 voci e per il trattamento isoritmico della melodia gregoriana nel Kyrie, Sanctus,
Agnus e Ite missa est.
Solo il Gloria e il Credo della Messa di Tournai (la Messa di Toulouse li omette, quella di Barcellona tropa i suoi)
possono essere avvicinati alla Messa di Notre Dame: si riscontra in ambedue lo stesso sillabismo verticale simile allo
stile del conductus, le stesse brevi riportate senza testo al tenor e al contratenor, lo stesso lungo Amen vocalizzato.
In particolare il Credo di Machault mostra una grande complessità isoritmica in tutte le sue parti.
Inoltre la Messa di Notre Dame si distingue per altre tecniche artistiche come il frequente impiego della sincope,
dell'imitazione, del moto contrario, dell'ornamentazione oltre che per l'alternanza del binario e del ternario, a
vantaggio del primo. [...]
Anticipazione geniale di un genere nuovo (il ciclo polifonico completo a 4 voci non sarà accolto che verso il 1430 con
G. Dufay), monumento religioso isolato all'interno di una produzione laica, architettura gotica equilibrata a dispetto
delle sue strutture variate, la Messa di Notre Dame stabilisce un ponte tra l'arte antica e l'arte nuova e ci lascia
scorgere, al di là delle apparenze del mondo sensibile, quelle di misticismo e di un esoterismo occulto (testimoni sono
i passaggi Et in terra pax del Gloria e Ex Maria Virgine del Credo, che ci rivelano il profondo sentimento religioso di
Machault).

G. de MACHAUT
Guillaume de Machaut, noto anche come Guillaume de Machault (1300-1377) è stato
un poeta e compositore francese. La musica di Guillaume de Machaut è la più alta
espressione dell'ars nova francese.
Le sue composizioni, che adottano le forme tipiche di quel periodo, sono raccolte (spesso insieme ai componimenti
poetici) in edizioni manoscritte particolarmente curate, a testimonianza della considerazione nella quale era tenuto dai
suoi contemporanei.
Sul modello del mottetto isoritmico sono composte quasi tutte le parti della Messe de Notre-Dame, la sola composta
da Machaut. Scritta probabilmente, per l'incoronazione di Carlo V il Saggio, essa è, in ordine di tempo, la
prima messa polifonica dovuta interamente a un unico autore[2]. Essenzialmente basata sul principio della simmetria,
dell'armonia del numero, la Messe de Notre-Dame si eleva come un ampio edificio sonoro, omogeneo in ogni sua
parte, la cui grandezza riposa, anziché sulla magniloquenza corale, sulla levatura spirituale dell'intelligenza creatrice.

Sul modello del mottetto isoritmico sono composte quasi tutte le parti della Messe de Notre-Dame, la sola composta
da Machaut. Scritta probabilmente, per l'incoronazione di Carlo V il Saggio, essa è, in ordine di tempo, la
prima messa polifonica dovuta interamente a un unico autore[2]. Essenzialmente basata sul principio della simmetria,
dell'armonia del numero, la Messe de Notre-Dame si eleva come un ampio edificio sonoro, omogeneo in ogni sua
parte, la cui grandezza riposa, anziché sulla magniloquenza corale, sulla levatura spirituale dell'intelligenza creatrice.