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Cultura Musicale
di Cesare Marinacci
Pianista, compositore e musicologo

Ineffabile Armonia
a musica è, dalle origini, strettamente connessa
con il sacro, le si assegna in ogni cultura una
funzione etica ed anche taumaturgica. Anche
nel Medioevo è grande l’attenzione prestata ai
significati, all’estetica, ai doveri della scienza so-
nora ed il periodo tra il XIII ed il XIV secolo è,
per la storia della Musica, uno dei più ricchi e
complessi per la molteplicità delle correnti estetiche e filosofi-
che che si intrecciano sottilmente e penetrano ogni angolo della culazione intellettuale. La lirica profana, raccolta negli Chanson-
cultura. Negli anni della puerizia di Dante Alighieri, giungono a niers, si esprime invece attraverso la lingua volgare e le creazioni
maturazione e compimento alcune tra le espressioni musicali dei poeti-musicisti che conosciamo sotto il nome di Trovatori.
più importanti dell’epoca in ambito sacro e profano. Da un lato, Tra gli autori di queste opere cavalleresche, amorose ma anche
la massima fioritura polifonica della cosiddetta Ars Antiqua, satiriche le figure di Bertrand de Born, Guiraut de Bornehill ed
dall’altro quella della lirica poetica e spirituale. Il Sommo Poeta Arnaut Daniel, incontrato nel Purgatorio, furono ammirate
nasce a Firenze nel 1265 e allo stesso periodo appartengono i moltissimo da Dante Alighieri; Chretien de Troyes, autore di
più celebri teorici e trattatisti del Medioevo che nelle loro opere Lancelot, fu considerato il maggior poeta medievale prima di
definiscono con una precisione fino ad allora sconosciuta le ca- Dante e addirittura il Sommo Poeta sembra citare il celebre Ka-
ratteristiche tecniche ed espressive del linguaggio musicale: per- lenda Maya di Raimbaut de Vaquieiras nell’incipit del suo Tanto
sonalità come Francone da Colonia, Johannes Grocheo e poco gentile e tanto onesta pare… Il XIII secolo musicale dunque anche
dopo Petrus de Cruce. Al 1321 ossia l’anno della morte di Dante in Italia appare tanto più esuberante ed importante se si consi-
invece, la musicologia assegna il ruolo di aprire la fondamentale dera invece la scarsa partecipazione alle novità rivelatesi soprat-
epoca della Ars Nova, con la comparsa dei più importanti trat- tutto in area franco-germanica nel periodo precedente. Tro-
tati teorico-musicali ad opera di Philippe de Vitry, Johannes de viamo segni di una rinnovata creatività musicale nella patria
Muris e Marchetto da Padova, senza dimenticare il nostro, poco dantesca, non a caso legata alla grande fioritura letteraria ed alla
conosciuto quanto invece illustre, Johannes Vetulus de Anagna. lirica volgare. Nel campo devozionale, questa fioritura si coa-
Dunque questi estremi cronologici ci indicano quale sia stato il gula nella forma della lauda, una lirica monodica, nata sull’esem-
riverbero musicale nel quale si svolge l’esperienza biografica e pio del nuovo impulso spirituale dato dal movimento france-
creativa di Dante; tra il massimo splendore della polifonia più scano, che vivifica il canto religioso importando le forme e lo
antica, la fioritura lirico trobadorica e le innovazioni che avreb- slancio melodico della contemporanea lirica profana, come nel
bero aperto la strada alla cosiddetta Ars Nova. L’ Ars Antiqua è celebre Cantico delle Creature di San Francesco. In generale il Due-
un periodo relativamente lungo che si situa convenzionalmente cento musicale italiano sembra fosse orientato, sia nel campo
tra il X ed il XIV secolo, dunque dall’apparire delle prime prati- sacro che in quello profano, verso pratiche in cui fosse comun-
che polifoniche, fino alle soglie della “cattività avignonese”. La que privilegiata la dulcedo dell’espressione poetica rispetto alla
musica colta era basata essenzialmente sul repertorio sacro di subtilitas della elaborazione musicale di gusto francese. Ciò na-
cui il Canto Gregoriano rappresentava il fulcro imprescindibile. turalmente non significa un’esclusione della pratica polifonica,
Dobbiamo alla cosiddetta Scuola di Notre Dame dei Magistri che anzi viene evocata da Dante, significativamente nel Para-
Leoninus e Perotinus il culmine tecnico-espressivo di questo diso, sottolineandone l’importanza in situazioni solenni, ma una
periodo, intorno al XIII secolo, raggiunto grazie alla fioritura preferenza, mantenuta anche nel Trecento, per forme più im-
della pratica polifonica, consistente nell’associare alla tradizio- mediate e, quand’anche polifoniche, strettamente legate alla pa-
nale monodia gregoriana una o più melodie organizzate e simul- rola poetica che anzi raramente veniva concepita lontana dalla
tanee che procedessero insieme e fornissero un effetto gran- musica. Proprio Dante offrì nel De vulgari eloquentia il primo sag-
dioso in particolari occasioni celebrative. L’autorevolezza fo- gio di poetica volgare italiana e descrivendo la forma della can-
nica di tali elaborazioni, enfatizzata dalle riverberazioni naturali zone sottolineò come questa prevedesse una intonazione musi-
- evidentemente tenute in considerazione - dei luoghi di desti- cale affermando: “Dicimus ergo quod omnis stantia ad quan-
nazione come le grandi cattedrali, di certo otteneva un effetto dam odam recipiendam armonizata est”. Nel periodo di pro-
di maestosa e trepidante solennità, ben in accordo con il clima fondi cambiamenti in cui viveva, Dante è stato più che un sem-
spirituale dell’epoca; siamo in presenza di composizioni dotate, plice scrittore: è stato un testimone che ha raccontato la novità
in ogni caso, di una indubitabile immediatezza che tende, nel in fermento nella società, il Dolce stil novo della letteratura e pro-
periodo successivo, a sfumarsi in favore di una maggiore spe- babilmente anche i pionierismi dell’Ars Nova in musica dal mo-

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