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www.gazzetta.it sabato 14 gennaio 2012 1,50 € REDAZIONE DI MILANO VIA SOLFERINO 28 TEL. 0262821
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POSTE ITALIANE SPED. N A.P.
REDAZIONE DI ROMA PIAZZA VENEZIA 5 TEL. 06688281
D.L. 353/2003 CONV. L. 46/2004 ART. 1, C1, DCB MILANO
Anno 116
anno 116 ­ n
anno 116 NumeroNumeronn
Anno 116
anno 116
12 12
12 12
12
ITALIA
IL BIG MATCH DI DOMANI SERA LA STRACITTADINA DI MILANO RACCHIUDE MOLTI PRIMATI
CASA JUVE
Pepe, Vidal
E IL DERBY PIU TOSTO D EUROPA
Punti, Champions, uomini gol: anche Madrid e Manchester restano dietro
3 Zlatan Ibrahimovic, 12 reti, e Diego Milito, 6 gol: i due attaccanti più attesi del derby IPP/FORTE
L ARTICOLO DINICOLA CECERE ALLE PAGINE 12 E 13
Marchisio
Il segreto
di Conte
leOpinioni
IN TRIONFO
LA SFIDA
DEI CAMPIONI
COSTACURTA
MILAN
ALLEGRI
Massimiliano Allegri,
44 anni, è tecnico
del Milan dal 2010: ha
vinto il campionato
2010­11 e la
Supercoppa Italiana ad
agosto 2011 ANSA
Ispirati da Pirlo i tre
centrocampisti
hanno segnato ben 14
delle 30 reti stagionali
dei bianconeri
ROSSONERI
SUPERIORI
DI
BILLY COSTACURTA
ALTRI
3 Simone Pepe e Arturo Vidal
BERGOMI
GRAZIANO E MAURO A PAGINA 14
NO, E MEGLIO
L
INTER
2 ANNI
L ANTICIPO
DI
BEPPE BERGOMI
A
PAGINA 27
Roma a Catania
Luis Enrique
contro Montella
leInterviste
NOCERINO
L’allenatore
ha firmato
CARUSO E CATAPANO A PAGINA 15
Abbiamo
la pelle
dei vincenti
il rinnovo
fino al 2014.
IL RITORNO
E’ il tecnico
più pagato della A:
DI ALESSANDRA BOCCI
Cannavaro da re
nella nuova
Premier indiana
A PAGINA 8
due milioni e mezzo
LICARI A PAGINA 21
JULIO CESAR
di euro l’anno più bonus.
Ora devo
riprendermi
lo scudetto
Calvario Gattuso,
SCOMMESSE
si ferma ancora.
Cassano: via libera
Campedelli
interrogato
su Bettarini
DI ANDREA ELEFANTE
A PAGINA 10
D’ANGELO, LAUDISA E PASOTTO ALLE PAGINE 2 E 3
CENITI E GALDI A PAGINA 20
MOTORI IL KART SUL GHIACCIO A ROSSI
SCI PRIMO NELLA COMBINATA NORDICA
ALTRI MONDI AL GIGLIO
IL ROMPI
PALLONE
w
DI GENE GNOCCHI
Ancora guerra fra Mediaset
e Milan. Ieri sera la D’Urso
ha detto ad Allegri
di avere mal di testa.
Alonso con parrucca
lascia strada a Vale
Pittin storico in Francia
Oggi il fondo a Milano
NaveNave dada crocieracrociera
inin avaria:avaria: evacuatievacuati
42004200 passeggeripasseggeri
FALSAPERLA A PAGINA 31 3 Alonso con la parrucca
ARCOBELLI A PAGINA 35
3 Alessandro Pittin, 21 anni
ANGELINI A PAGINA 40
20 114 > 9 7 71120 506000
20 114 >
9 7 71120 506000

2

#

LA GAZZETTA DELLO SPORT

SABATO 14 GENNAIO 2012

DOMANI DERBY IL RINNOVO

TUTTI I TECNICI DELL’ERA BERLUSCONI ANCELOTTI HA IL RECORD DI DURATA

DELL’ERA BERLUSCONI ANCELOTTI HA IL RECORD DI DURATA CARLO LAUDISA MARCO PASOTTO MILANO Cinque mesi per

CARLO LAUDISA

MARCO PASOTTO

MILANO

Cinque mesi per trovare un’intesa di buon senso. Il Mi- lan e Massimiliano Allegri si le- gano sino al un’intesa di buon senso. Il Mi- lan e Massimiliano Allegri si le- gano sino al 2014 con uno sti- pendio da 2,5 milioni di euro a stagione. Più vari incentivi. Una soluzione a metà strada, vi- sto che il tecnico era fermo sul- la richiesta di 3 milioni di euro, mentre l’a.d. rossonero preme- va su una parte fissa da 2 milio- ni. Il grande annuncio arriva a 24 ore esatte dal mancato dop- pio (clamoroso) trasferimen- to: Pato al Psg, Tevez in rosso- nero. Proprio la mancata par- tenza del Papero aveva subito ingrossatoil partito di chi consi- derava precaria la posizione dell’allenatore, considerato ar- tefice della cessione. Invece questa mossa tende a dimostra- re che il club punta sulla felice convivenza tra i due. E non so- lo.

Il primato Guardando oltre l’uscio milanista questo rinno- vo offre una considerazione si- gnificativa. Toccando quota 2,5 il tecnico livornese egua- glia Walter Mazzarri e diventa così l’allenatore più pagato del campionato italiano. Certo, al- l’estero i nostri tecnici guada- gnano molto di più: Mancini 8 al City, Ancelotti 7 al Paris Sg e Spalletti 4,5 allo Zenit San Pie- troburgo. Ma alle nostre latitu-

Il

tecnico

livornese e il club sono riusciti a trovare un’intesa

a

metà strada

Dice in tv: «Grazie

a

Berlusconi. Ora

il

derby, poi lo

scudetto. E in Champions »

ALLEGRI firma da primato

ALLEGRI firma da primato Milan fino al 2014 Ora è l’allenatore più pagato della A Finita
ALLEGRI firma da primato Milan fino al 2014 Ora è l’allenatore più pagato della A Finita
ALLEGRI firma da primato Milan fino al 2014 Ora è l’allenatore più pagato della A Finita
ALLEGRI firma da primato Milan fino al 2014 Ora è l’allenatore più pagato della A Finita

Milan fino al 2014 Ora è l’allenatore più pagato della A

Finita una trattativa durata 5 mesi: prenderà 2,5 milioni l’anno più i bonus, come Mazzarri

dini ormai è stata presa una

strada più virtuosa. E ciò spie- ga anche perché il Milan e Alle- gri hanno impiegato tanto tem- po per arrivare alla faticata fir- ma dell’antivigilia del derby di

campionato.

La promessa Questa storia co- mincia a Viareggio il 13 agosto

scorso, la sera del compleanno del tecnico livornese. Reduce da Pechino, guarda caso dopo la vittoria sull’Inter (la terza della sua gestione) nella Super-

coppa italiana Adriano Gallia-

ni al momento del brindisi fa una solenne promessa al suo al- lenatore: un biennale come premio ai suoi primi, brillanti, 13 mesi in rossonero. Poi, però, la trattativa si dimo- stra subito difficile. L’a.d. rosso- nero a metà novembre conce- de un aumento con effetto im- mediato: infatti dall’iniziale sti- pendio da 1,5 milioni gli viene riconosciuta una gratifica per la stagione in corso che lo por- ta a guadagnarne 2. Il tecnico, però, preme per chiudere in breve anche la partita sui due

anni successivi. E qui i discorsi s’incagliano. Il Milan ha in ani- mo di limare il monte-stipendi e vuole che il rinnovo del tecni- co non vada in controtenden- za. Ne consegue un braccio di ferro contrassegnato da un bel po’ di fumate nere.

La gioia Il tecnico livornese ieri è entrato in sede subito dopo pranzo da un’uscita laterale se- minando i cronisti assiepati sul marciapiede di via Turati. A fir- ma avvenuta Max usa lo stesso stratagemma e evita tutti. Ma

ma avvenuta Max usa lo stesso stratagemma e evita tutti. Ma la scheda MASSIMILIANO ALLEGRI 44

la scheda

MASSIMILIANO

ALLEGRI

44 ANNI

ALLENATORE

MILAN

Massimiliano Allegri è nato a Livorno l’11 agosto 1967. 2003 Fa l’esordio in panchina con l’Aglianese (C2).

2007

Va al Sassuolo, in C1,

e conquista una storica promozione in B.

2008

Comincia la sua avventura

in A col Cagliari.

2009

Vince la Panchina d’oro come miglior tecnico della A.

2010

Va al Milan e il primo anno vince scudetto e Supercoppa italiana.

non si sottrae a Milan Channel:

«Sono felice dell’opportunità

di poter lavorare altri due anni

col Milan. Ringrazio Berlusco-

ni e Galliani per la fiducia. Cre-

do ci siano tutti i presupposti per continuare a fare quanto

iniziato un anno e mezzo fa».

L’obiettivo Poi, va nello specifi- co. Cioè l’atteso appuntamento ormai alle porte. «Il derby è sempre una partita delicata e credo che questo in particolare sia molto importante. Io penso abbia la stessa rilevanza del se-

condo dell’anno scorso. L’obiet- tivo è fare una gran partita e ar-

rivare in fondo alla stagione cercando di vincere questo

campionato, di fare grandi co- se in Champions League e por- tando avanti la Coppa Italia». C’è tutto per pensare in gran- de. Di sicuro questo rinnovo lo porta ad entrare nella hit dei tecnici milanisti. Dai quattro anni in su di milizia comincia- no i paragoni con i grandi di Berlusconi: Sacchi, Capello e Ancelotti. Non è poco.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

CACCIA AL CENTROCAMPISTA PER IL GHANESE SUBITO CI SAREBBE ANCHE IL PROBLEMA DELLA COPPA D’AFRICA

Ultima idea: scambio Merkel-El Shaarawy

Aquilani, un mese out: urge unmediano Per Muntari l’Inter dice no al prestito È fatta per Mesbah

VINCENZO D’ANGELO

MILANO

Momento nero per il cen- trocampo del Milan. Le notizie che arrivano dall’infermeria non sono incoraggianti, così ora per la dirigenza rossonera diventa necessario intervenire sul mercato per porre rimedio alle assenze forzate di Gattuso

mercato per porre rimedio alle assenze forzate di Gattuso e Aquilani. Ieri nel vertice di mercato

e Aquilani. Ieri nel vertice di

mercato di via Turati, oltre al rinnovo di Allegri, Galliani e

Braida hanno parlato col tecni- co anche per trovare una solu- zione a questa emergenza.

Sprint Muntari Vista da fuori, sa- rebbe stata quasi naturale l’idea di anticipare l’arrivo a Mi- lanello di Riccardo Montolivo, già promesso sposo a luglio, quando si svincolerà dalla Fio- rentina. Ma il Milan non vuole «disturbare» il club dei Della Valle, così ha preso quota la pos- sibilità di anticipare l’acquisto

di Sulley Muntari, anche lui già

bloccato dalla dirigenza rosso-

nera per la prossima stagione.

Il Milan ha contattato Federico

Pastorello, l’agente del ghane- se, per provare a far decollare questa trattativa, che al mo- mento però non è di facile riso- luzione perché l’Inter è sì dispo- sta a privarsi del centrocampi- sta, ma non ha alcuna intenzio- ne di lasciarlo andare proprio al Milan. Un altro problema è anche legato al fatto che Munta- ri sarà impegnato fino a metà febbraio col Ghana in Coppa d’Africa. Così l’ultima idea di Galliani sembra diventata la pi- sta più percorribile: l’a.d. rosso- nero infatti ha chiesto al presi- dente del Genoa Preziosi Me-

rkel (in comproprietà tra i due club), in cambio del prestito di El Shaarawy, per un doppio cla-

moroso ritorno a «casa».

El Shaarawy, per un doppio cla- moroso ritorno a «casa». Alexander Merkel, 19 anni, è in

Alexander Merkel, 19 anni, è in comproprietà tra Milan e Genoa NEWPRESS

C’è Mesbah Ieri alle 15.30 in via Turati è arrivato Carlo Osti, d.s. del Lecce, per definire gli ultimi dettagli del passaggio in rosso- nero di Mesbah. Sarà gratuito (Mesbah è in scadenza a giu- gno), ma il Milan alleggerirà il monte ingaggi del Lecce ripren- dendosi Strasser (era in presti- to) che contro la Juve ha ripor- tato la frattura scomposta del malleolo della caviglia sinistra, e si è impegnato a girare poi in comproprietà al Lecce un suo giovane ancora da definire. L’al- gerino sarà ufficialmente del Milan tra lunedì e martedì, quando insieme al suo agente Alessandro Lucci firmerà il suo nuovo contratto (sei mesi più 3 o 4 anni). Un arrivo che potreb- be anche tamponare l’emorra- gia in mediana: Mesbah è un esterno, ma sa adattarsi anche nei tre di centrocampo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

DARCO L’allenatore Massimiliano Allegri, 44 anni, stringe la mano all’amministratore delegato rossonero Adriano
DARCO L’allenatore Massimiliano Allegri, 44 anni, stringe la mano all’amministratore delegato rossonero Adriano
DARCO L’allenatore Massimiliano Allegri, 44 anni, stringe la mano all’amministratore delegato rossonero Adriano

DARCO

L’allenatore Massimiliano Allegri, 44 anni, stringe la mano all’amministratore delegato rossonero Adriano Galliani, 67

IPP

UN ANNO E MEZZO IN ROSSONERO

Adriano Galliani, 67 IPP UN ANNO E MEZZO IN ROSSONERO GDS IL 23 AL GALA AIC
Adriano Galliani, 67 IPP UN ANNO E MEZZO IN ROSSONERO GDS IL 23 AL GALA AIC

GDS

IL 23 AL GALA AIC

E Max vince anche il premio di miglior allenatore 2011 In trionfo pure Ibra e Thiago

di miglior allenatore 2011 In trionfo pure Ibra e Thiago Massimiliano Allegri vince su tutti i

Massimiliano Allegri vince su tutti i fronti.

Il tecnico livornese del Milan lunedì 23 sarà premiato al Teatro dal Verme di Milano come miglior allenatore dell’anno, scelto da più di 600 calciatori. E’ un’indiscrezione, ma sembra che Allegri l’abbia spuntata su Francesco Guidolin, autore del miracolo Udinese. Il Gran Gala Aic vedrà molti giocatori rossoneri protagonisti tra i premiati della miglior formazione. Si annuncia un Ibrahimovic mattatore, ma sembra che anche Thiago Silva abbia vinto tra i difensori. Tra i titolari figurerebbero anche uomini del Napoli (Cavani) e dell’Udinese (sicuro Di Natale), dopo le grandi imprese della passata stagione. Poca considerazione, invece, per Inter e Juve. La serata, in diretta tv da Sportitalia, avrà anche una conduttrice legata al Milan: è l’ex fidanzata di Pippo Inzaghi Alessia Ventura. Farà coppia con Dan Peterson e Michele Criscitiello.

y

STIPENDI

IN PANCA

La classifica delle buste paga dei tecnici italiani in milioni

S

Allegri

(Milan)

2,5

Mazzarri

(Napoli)

2,5

Luis Enrique

(Roma)

2

Conte

(Juventus)

1,8

Ranieri

(Inter)

1,5

Rossi

(Fiorentina)

1

Reja

(Lazio)

0,8

Guidolin

(Udinese)

0,8

Pioli

(Bologna)

0,7

Donadoni

(Parma)

0,6

Colantuono

(Atalanta)

0,6

Ballardini

(Cagliari)

0,5

Montella

(Catania)

0,45

Di Carlo

(Chievo)

0,4

Marino

(Genoa)

0,3

Sannino

(Siena)

0,3

Mutti

(Palermo)

0,28

Arrigoni

(Cesena)

0,25

Tesser

(Novara)

0,2

Cosmi

(Lecce)

0,18

S

I PIÙ PAGATI Mourinho (Real)

12

Guardiola

(Barcellona)

10

Wenger

(Arsenal)

7,2

Ancelotti

(Psg)

7

Villas Boas

(Chelsea)

5,4

SABATO 14 GENNAIO 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

3

#

La beffa di Pato Un colpo al cuore per Parigi e City

Il no di Berlusconi, l’ombra della figlia Barbara e un mistero che ha fatto infuriare i francesi

sequioso Galliani, parlando al telefono probabilmente con Berlusconi fuori dall’hotel Landmark, ripeteva «Patinho resta al Milan, Patinho resta al Milan mi sente? La devo richiamare?». Ma a ben pen-

sarci, è più credibile che chia-

mi il brasiliano «Patinho» par-

lando con Silvio o con Barba-

ra?

Oggi debutto Insomma, un

gran bel fumettone: che però

non turba più di tanto il terzo debutto di Carlo Ancelotti do-

po le felici carriere in Italia e

Inghilterra. Ci sono un sacco

di elementi nobili in questo

esordio. Fin dalla vigilia del match col Tolosa, il tecnico si impossessa del Parco dei Prin- cipi, dove non si limita a diri- gere la rifinitura ma tiene an- che la conferenza stampa; ter- minato il tutto, porta la squa- dra in ritiro in un albergo di Versailles, giusto di fronte al- la reggia, quasi a sottolineare

DAL NOSTRO INVIATO

PAOLO CONDO’

PARIGI

E’ la vigilia del debutto francese di Carlo Ancelotti, ma a Parigi tiene banco piutto-

sto l’affaire-Pato (l’imbroglio,

come strilla l’Equipe). La ri- nuncia del brasiliano viene cu- cita a quella di David Be- ckham, con i conseguenti dub-

bi sullo scarso appeal del Paris

St.Germain; è un po’ sommare

patate e fagioli, visto che Pato

è un giovane talento e Be-

ckham un fascinoso ex, ma la domanda ci sta. Anche perché l’inatteso stop alla triangola- zione Milan-City-Paris contie- ne alcuni misteri che l’inter- vento di Silvio Berlusconi non finisce di spiegare. Ieri, per

esempio, Leonardo ha incon- trato a Parigi il procuratore di Pato, Gilmar Veloz: originaria- mente fissato per stendere il contratto del brasiliano, l’ap- puntamento è stato mantenu- to anche a trattativa saltata. Nella conferenza stampa di ie-

ri Ancelotti ha escluso che di

qui a fine gennaio lo scenario possa cambiare — non dopo un comunicato così netto sul sito ufficiale del Milan — ma quando si sposta il discorso a giugno è tutto un darsi di gomi- to.

sposta il discorso a giugno è tutto un darsi di gomi- to. Le due versioni «Noi

Le due versioni «Noi aspettava- mo che il Milan si accordasse col Manchester City, e poi avremmo avuto Pato. Una vol-

col Manchester City, e poi avremmo avuto Pato. Una vol- Pato e Barbara Berlusconi festeggiano lo

Pato e Barbara Berlusconi festeggiano lo scudetto dopo Roma-Milan INSIDE

ta sfumato l’affare Tevez, il Milan ha tolto Pato dal merca- to»: la versione di Ancelotti ri- balterebbe la ricostruzione di giovedì, con Tevez primo anello della catena a saltare e Pato secondo di conseguen- za, ma quel che è arrivato in Francia non è la verità. Lo sap- piamo grazie a una fonte di Manchester che conosce tutti i dettagli dell’incontro fra Gal-

liani e il City a Londra: l’accor- do era stato appena chiuso per 25 milioni più bonus quan- do è arrivata la telefonata da Milano che ha mandato al- l’aria il tavolo. Dando per scontato che l’ultima parola è stata pronunciata da Silvio Berlusconi, a Manchester pen- sano che la figlia Barbara, fi- danzata di Pato, non sia estra- nea al cambio di scenario. Ieri abbiamo raccontato che un os-

al cambio di scenario. Ieri abbiamo raccontato che un os- «IMBROGLIO PATO» L’Equipe (Francia) Oggi Ancelotti

«IMBROGLIO PATO»

L’Equipe (Francia)

che un os- «IMBROGLIO PATO» L’Equipe (Francia) Oggi Ancelotti debutta al Parco dei Principi contro il

Oggi Ancelotti debutta al Parco dei Principi contro il Tolosa: si parte col 4-3-2-1, la specialità della casa

che da stasera al Paris St.Ger- main si pensa ancora più in grande. E siccome ciò che i no- bili hanno spesso di bello è lo sprezzo del ridicolo, prima che i colleghi parigini inizino

con le domande l’addetto stampa diffonde la regola an- celottiana: si parla solo france- se. Carlo lo studia da poco, ma

sa che gli errori accelerano

l’apprendimento. Il coraggio non gli è mai mancato, una

manciata di vocaboli li ha me- morizzati, la nostra posizione in platea è da buca del suggeri- tore e se proprio va male si to- glie alla parola l’ultima voca-

 

le;

a parte un mercato «apert

Il titolo dell’Equipe è

fin

a la fin del mes» che fa sga-

emblematico: «L’imbroglio Pato», strilla il quotidiano, raccontando che l’acquisto

nasciare, Ancelotti se la cava benone. Oggi si parte col 4-3-2-1 specialità della casa:

del brasiliano, dato per fatto,

l’arbre de Noel è pronto.

è saltato due ore dopo

©

RIPRODUZIONE RISERVATA

è saltato due ore dopo © RIPRODUZIONE RISERVATA la data Dal primo gol ai tifosi in

la data

Dal primo gol ai tifosi in festa Quant’è speciale

il 13 gennaio

gol ai tifosi in festa Quant’è speciale il 13 gennaio 13 gennaio 2008 Milan-Napoli 5-2 Pato

13 gennaio 2008 Milan-Napoli 5-2 Pato ha esordito con il Milan in Serie A a San Siro, segnando subito nella goleada al Napoli NEWPRESS

subito nella goleada al Napoli N E W P R E S S 13 gennaio 2012

13 gennaio 2012 Milanello Ieri il Papero è stato salutato con affetto dai tifosi accorsi a Milanello: foto e autografi e tanti sorrisi SKY

LA GIORNATA A MILANELLO DOPO IL GRANDE RIFIUTO

Il Papero verso la panchina e Ibra lo carica

Autografi e sorrisi per Pato. Zlatan:

cancelli di Milanello hanno vo- luto testimoniargli il loro affet- to. Chi ha visto il brasiliano lo racconta tranquillo, sereno pe- rò allo stesso tempo molto cari- co e concentrato sul derby. Pa- to quasi certamente non parti- rà dall’inizio (Robinho è favo- rito), però è pronto a scendere in campo per lasciare il segno e soprattutto dimostrare con i fatti il suo attaccamento alla maglia rossonera.

dalMilan. E forse la stessa sen- sazione l’avevano avuta an- che i suoi compagni di squa- dra, che ieri si sono comporta-

nare in gol dopo un mese e mezzo proprio in questa parti- ta sarebbe la conclusione per- fetta della sua settimana «spe-

«L’ho visto molto bene, mi sembra tranquillo»

ti

come se nulla fosse. Nessu-

ciale».

no ha fatto battute sul suo tra- sferimento mancato al Paris Saint Germain, per tutti l’epi-

sodio era già stato archiviato. Il Papero in questi giorni ha ri- cevuto moltissimi sms di ap- prezzamento per la sua deci- sione. Adesso però il suo uni-

La carica di Ibra Anche Zlatan

Ibrahimovic si aspetta un Pato spumeggiante nel derby:

«L’ho visto molto bene: è tran- quillo, era sereno anche a Du-

e quando siamo tornati dal-

la vacanza. Ha quasi fatto gol

bai

FABIANA DELLA VALLE MILANO

Il giorno dopo il gran ri- fiuto per lui è come se non fos-

Il giorno dopo il gran ri- fiuto per lui è come se non fos-
 

co

pensiero è la sfida all’Inter

contro l’Atalanta. È un giocato-

Tanti sms Una serenità che

di

domani: Pato è stato decisi-

se

successo niente. Il mondo

può apparire insolita in un ra-

vo nell’ultimo di campionato (con una doppietta) e anche a Pechino, entrando nel secon- do tempo e contribuendo al raddoppio. In questa stagione ha segnato una sola rete in campionato (al Chievo) e tor-

re che sta facendo bene e si sta allenando con intensità». Ibrahimovic ha chiuso parlan-

di un altro brasiliano, Thia-

Silva: «Quando vedo lui ve-

me ma come difensore. E’ il

più grande al mondo».

do

go

do

©

RIPRODUZIONE RISERVATA

di

Alexandre Pato non è cam-

gazzo di 22 anni che appena 24 ore fa aveva quasi deciso di cambiare la sua vita e andarse- ne a Parigi, ma forse in fondo in fondo Pato ha sempre sapu-

biato di una virgola: ieri si è

allenato come al solito, poi ha

firmato autografi (forse qual- cuno più del solito) e ha regala-

to

sorrisi ai tifosi che fuori dai

to che non sarebbe andato via

4

LA GAZZETTA DELLO SPORT

SABATO 14 GENNAIO 2012

4 LA GAZZETTA DELLO SPORT SABATO 14 GENNAIO 2012
4 LA GAZZETTA DELLO SPORT SABATO 14 GENNAIO 2012
4 LA GAZZETTA DELLO SPORT SABATO 14 GENNAIO 2012

SABATO 14 GENNAIO 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

5

DOMANI DERBY IL MERCATO

4 Tevez, si riparte y LE CIFRE STORIA A TAPPE 27 5 dicembre Platt esclude
4
Tevez, si riparte
y
LE CIFRE
STORIA
A TAPPE
27
5
dicembre
Platt esclude il Milan, ma A
Parte la
milioni (25+2
legati ai bonus)
offerti
dall’Inter per il
prestito di Tevez
con obbligo di
riscatto.
Moratti: «Decido
dopo il derby»
Ma Milan e Psg
trattativa
Tevez-Milan:
Galliani è con
Joorabchian al
ristorante «Da
Giannino».
8
dicembre
Per Tevez
s’intromette il
28
Psg di
Leonardo.
milioni che
fanno parte del
pacchetto
offerto dal
Milan: 25 più 3
di bonus.
22
dicembre
Milan e
Pronto il nuovo assalto dell’Inter, irrompono
i francesi. Però Carlitos flirta coi rossoneri
Manchester
City si
aggiornano:
30
milioni messi
sul piatto dal
Paris Saint
Germain
che adesso ci
riprova dopo già
un rifiuto del
giocatore.
MATTEO DALLA VITE
CARLO LAUDISA
MILANO
Il lider Massimo dice né
celotti si è visto via via dire no
da Pato, da Tevez stesso prima
del brasiliano, poi ha ricevuto i
dissensi al trasferimento di
Kakà, Higuain e anche Benze-
ma. Così, a ore, si ritufferà su
questo punto la corsa è piena-
mente a tre: Ranieri, Allegri e
Ancelotti. E - a suo modo -
Mancini, nel senso che via ete-
re si raccoglie una dichiarazio-
ne di David Platt, suo assisten-
te ai Citizens. «Se Tevez può
restare - dice l’ex Samp -? Non
so, anche perché fino ad oggi
ne sono successe di cose stra-
ne. Il Milan che tornerà alla ca-
rica a fine mercato? Non cono-
sco nei dettagli la trattativa,
ma penso che, a meno che l’ac-
cordo non sia soddisfacente
per il club, l’affare non si farà
in ogni caso». Una chiusura
quasi netta. Quasi però, per-
ché il Diavolo a Carlitos piace
sempre.
la scheda
No Amauri, Tevez chissà Di cer-
prestito con
diritto di
riscatto a 24
milioni.
5 gennaio
Pranzo
CARLOS TEVEZ
Tevez-Galliani
27 ANNI
e Joorabchian
e né no. Dice forse, metten-
a
Rio de
do
Janeiro.
aperta verso Manchester che
Carlitos, cercando di convin-
cerlo dopo quel rifiuto di qual-
che giorno fa.
ATTACCANTE
una zeppa in quella porta
Carlos Tevez (sotto,
10
gennaio
si
affaccia su Carlitos. «Cosa
aspetto che succeda per Te-
Il
Psg fa
mi
vez? - racconta Massimo Mo-
l’offerta per il
milanista Pato:
ratti - I contatti col City ci sono
ma già da qualche giorno ab-
biamo rimandato la vicenda al-
28
milioni più
bonus.
11 gennaio
la
settimana prossima. In que-
Irrompe l’Inter:
sto momento mi interessa il
e-mail al City
derby». Pausa. «Ottimista? Più
che altro spero che i ragazzi
giochino bene Vincere vor-
rebbe dire qualche cosa, dare
foto IPP), 27 anni, è di
proprietà del Manchester
City: nella sua carriera ha
giocato col Boca Juniors,
col Corinthians, con il West
Ham e con il
Manchester United.
E’ nato a Ciudadela
(Argentina)
il 5 febbraio
del 1984.
to l’affare col Milan sembrava
ben avviato e solo il dietro-
front di Pato ha fatto congela-
re tutto. Il Milan, come detto,
lavorerà ancora sulla storia
con profilo basso, e nel frat-
tempo ha dato un segnale da
non sottovalutare: dopo aver
bloccato Amauri per qualche
tempo, proprio ieri lo ha nuo-
vamente reso «libero», il che
significa che restando Pato
non serve più un giocatore da
iscrivere alla Champions, per
esempio Tevez.
con l’offerta di
25
milioni più
Inter favorita, per gli inglesi E
2 di bonus.
12
gennaio
la
prova di esserci ancora».
Irruzione e rifiuti Perché
per l’altro aspetto
ci
sono state sia la
conferma di
quanto ipotizzato (ovvero l’at-
tesa, anche per la risposta del
City sull’offerta di 25 milioni
più due di bonus) e sia la cer-
tezza che non c’è solo l’Inter:
Galliani vola a
Londra, Pato
dice «Resto al
Milan» e la
trattativa è
congelata.
ta
(30 milioni più 5 di bonus)
l’Inter? Attende appunto. Da
ambienti inglesi raccontano
con sempre più forza che ades-
so sia in vantaggio rispetto a
tutte le pretendenti; dalle
stanze nerazzurre, invece,
ora c’è in testa solo il derby.
Tre punti in casa-Milan dareb-
bero tre detonazioni differen-
ti e positive: a)la certificazio-
ne di una resurrezione av-
venuta; b) il Milan a meno
cinque; c) un rinvigori-
mento dell’entusiasmo di
Moratti, che potrebbe
davvero portarlo a consi-
derare l’acquisto di peso
(Tevez appunto) che dia
forza, gol e un segnale al
mondo.
13
gennaio
perché il Milan lavora a fari ra-
soterra, e perché - attenzione -
il Paris Saint Germain si è riatti-
vato. Come? Probabilmente te-
nendo presente l’offerta già fat-
Moratti: «Col
City i contatti
ci sono
sempre, come
con tutti gli
altri club: di
Tevez ne
riparliamo
dopo il
derby».
ma anche mettendo in essere
una tela che porterà a breve al
procuratore del giocatore: An-
© RIPRODUZIONE RISERVATA

MERCATO IL DICIOTTENNE DELL’INSTITUTO SI «VEDE» GIA’ NERAZZURRO

Dybala, sì a giugno: «Inter, che gioia»

Il baby argentino svela l’affare:

«Sono felicissimo» Jonathan a Parma solo da lunedì

MILANO

«Sono felicissimo» Jonathan a Parma solo da lunedì MILANO Da lunedì - giorno di grandi mosse

Da lunedì - giorno di grandi mosse e strategie, da Tevez in giù - Jonathan Cicero

passerà i prossimi cinque mesi

di campionato con la maglia

del Parma: ieri il laterale de-

stro ha avuto un colloquio col diesse Piero Ausilio prima e

coi dirigenti del Parma poi che

hanno tessuto un vertice in ca- sa-Inter piuttosto lungo. La formula sarà quella del presti-

to secco. Quanto a Obi (già a

metà col Parma), nessuna pos-

sibilità che vada via a gennaio:

è in lista-Champions e non si

muoverà. E Juan Jesus? L’In-

ter sta decidendo se prenderlo

o meno in questa finestra di mercato: tutto fermo.

Castaignos e Zarate In fase di

uscita, si cerca di valutare al meglio le ipotesi che circonda- no sia Luc Castaignos e sia Mauro Zarate: il primo ha più possibilità di scelta (dal Cese- na al Fulham al Granada); il secondo un po’ meno, ma nel frattempo aspetta di vivere il derby (da attore o spettatore) pur sapendo che all’80% gio- cherà da febbraio con un’altra maglia, e in Inghilterra le squa- dre a volerlo non mancano.

Bild: Marin-Inter. E Lucas Se ci

saranno improvvise accelera- zioni sull’affare-Zarate, ecco che di conseguenza si muove- ranno sottotraccia anche le mosse per Tevez o chi per lui. Ed ecco che dalla Germania confermano quanto racconta- to nei giorni scorsi: secondo

l’autorevole quotidiano tede- sco Bild, l’Inter avrebbe uffi- cialmente chiesto Marko Ma-

rin, l’attaccante esterno del Werder Brema. Occhio sem-

pre a Lucas: resta sempre nel

mirino nonostante il presunto blocco fino alla Olimpiade.

mirino nonostante il presunto blocco fino alla Olimpiade. Paulo Dybala, 18 anni, attaccante argentino dell’Instituto

Paulo Dybala, 18 anni, attaccante argentino dell’Instituto

Obi non si muove. Dalla Germania conferme su un contatto per l’attaccante Marin

Dybala, pupillo di Pupi Prima di

affrontare il tema per giugno, ecco l’ufficializzazione per Vi- viano. «È stato definito - si leg- ge sul sito Inter.it - il trasferi- mento del portiere Emiliano

Viviano all’U.S. Città di Paler-

mo. L’Inter, dopo aver riscatta-

to il cartellino del portiere dal Genoa, ne ha ceduto la com- partecipazione al club sicilia- no». Bene. Ma l’Inter guarda al futuro: Paulo Dybala, centra- vanti classe ’93 dell’Instituto (serie B argentina), finora 9 gol in 18 gare, sarebbe più che in predicato di vestire (a giu- gno) la maglia nerazzurra. Lo anticipa il diesse del club ar- gentino. «Abbiamo trattative avanzate - ha detto Alejandro Russo -, ci sono buone possibi- lità che vada all’Inter». Poi, ec- co il presidente Juan Carlos Barrera: «Abbiamo l’intenzio- ne di andare in Italia, ma anco- ra il programma non è defini- to. Prima dobbiamo avere la conferma della chiusura del- l’operazione per andare a fir- mare». Ma la conferma arriva proprio da baby-talento spon- sorizzato da Javier Zanetti. «So che i dirigenti vanno in Ita- lia per chiudere l’affare. Sono felicissimo. Ma resterò all’In- stituto fino a giugno perché vo- glio la promozione».

m.d.v.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Gazzetta.it

Gazza

T v

f

 
 

Frey sconsolato dopo lo 0-6 AP

LE

PIU’ BELLE

STRACITTADINE DEGLI ULTIMI ANNI

Il 6-0 del Milan l’11

Il 6-0 del Milan l’11

maggio 2001 - successo più largo -, il 4-2 che salva la

panchina a Terim, la rimonta dallo 0-2 con Seedorf che

ribalta 3-2 per i rossoneri di

Ancelotti. Ma anche il 3-2 all’ultimo minuto di Adriano

per l’Inter e il 4-0 nerazzurro

di

Mou del 29 agosto 2009.

Tutto su GazzettaTv.

nerazzurro di Mou del 29 agosto 2009. Tutto su GazzettaTv. Antonio Nocerino, 26 anni ANSA LA

Antonio Nocerino, 26 anni ANSA

LA PRIMA VOLTA

DI

NOCERINO

NEL DERBY

Antonio Nocerino non

Antonio Nocerino non

è

solo il secondo goleador

del Milan in campionato - 6 centri, dopo Zlatan

Ibrahimovic a quota 12 - ma

è

anche la maggiore

sorpresa stagionale della squadra rossonera di Allegri. Guardate su GazzettaTv l’intervista alla vigilia del suo primo derby milanese.

l’intervista alla vigilia del suo primo derby milanese. Julio Cesar, 32 anni FORTE PARLA JULIO CESAR

Julio Cesar, 32 anni FORTE

PARLA JULIO CESAR E DOMANI A SAN SIRO

LE

EMOZIONI DEI TIFOSI

Nostra intervista a

Nostra intervista a

Julio Cesar, il paratutto interista già protagonista di derby. Ma c’è tanto altro su Gazzetta.it, dai video sulle belle del derby, al sondaggio col quale puoi votare il tuo «11». E ancora domani sera

la

partita in tempo reale e

tutte le interviste video con i tifosi e i protagonisti della grande sfida.

6

LA GAZZETTA DELLO SPORT

SABATO 14 GENNAIO 2012

DOMANI DERBY IL DEBUTTANTE Claudio Ranieri, romano, 60 anni 4 il Film SPORT IMAGE I
DOMANI DERBY IL DEBUTTANTE
Claudio Ranieri,
romano, 60 anni
4
il Film
SPORT IMAGE
I NUMERI
Il
tecnico
0
tra i gol
di Borriello
e
del dt Branca
Borriello per l’ultimo k.o. interno rossonero
Milan-Roma 0-1, 18 dicembre 2010
Il Milan non perde a San Siro in gare di campionato da oltre
un anno. Ultimo k.o. contro la Roma allenata da Ranieri AP
Branca per l’ultimo esordio ok in panchina
Milan-Inter 0-1, 10 marzo 1996
L’ultimo allenatore nerazzurro a esordire in un derby con una
vittoria fu Roy Hodgson. Decise l’attuale dt Marco Branca DFP
le sconfitte
di Ranieri nei
derby di Serie
A. Per lui 6
vittorie e un
pareggio sulle
panchine di
Juventus e
Roma
Ranieri antidoto Inter
sfida 16 anni di storia
4
i precedenti
in panchina tra
Ranieri e Allegri.
Interista in
vantaggio con 2
vittorie, un pari
e un k.o.
Con la Roma è stato l’ultimo a battere il Milan a San Siro
Ma un tecnico nerazzurro all’esordio non vince il derby dal ’96
16
LUCA TAIDELLI
tus 0-1 e Juventus-Cagliari 2-3,
nel 2009.
MILANO
Si stimano, ma si fanno i
dispetti a domicilio. E lo scher-
zetto di Claudio Ranieri in casa
di Massimiliano Allegri è stata
anchel’ultima sconfitta a San Si-
ro in campionato del Milan.
Quel 18 dicembre 2010 la Ro-
ma sgambettò la capolista con
una rete dell’ex Borriello. Visto
che domani giocano in casa i
rossoneri, Ranieri può godersi
anche la statistica che lo vede in
vantaggio negli scontri diretti
con lo stesso tecnico livornese,
che hanno sempre premiato chi
era in trasferta: Cagliari-Juven-
Immacolato Ranieri sa anche
che da 16 anni un allenatore in-
terista all’esordio non vince la
stracittadina. L’ultimo fu Hodg-
son nel ’96 con un gol dell’at-
tuale dt Marco Branca. Ma i
derby sono l’habitat naturale
dell’uomo di Testaccio, che in
Italia non ha mai perso queste
sfide così particolari. Lui ha gio-
cato quattro derby a Torino e
tre a Roma. Anche in Piemonte
ha sempre vinto in «trasferta»
(Torino-Juventus 0-1, il 30 set-
tembre 2007, e Torino-Juven-
tus 0-1, il 7 marzo 2009) e il
suo score è di 3 vittorie e un pa-
reggio. Nella capitale invece è
en plein, con due dei tre succes-
si romanisti in campionato che
sono arrivati in casa Lazio (1-2
il 18 aprile 2010 e 0-2 il 7 no-
vembre 2010). I maligni po-
trebbero obiettare che è facile
vincere un Gp se guidi una Fer-
rari contro una 500. Ma il tecni-
co romano ha il bilancio in atti-
vo anche all’estero, dove (so-
prattutto in Spagna) la fuorise-
rie l’avevano altri. L’ultimo der-
by vinto in assoluto dall’Atleti-
co Madrid contro il Real porta
infatti la sua firma: Bernabeu
espugnato 3-1 il 30 ottobre
1999. Più equilibrate le vicen-
de londinesi, dove di fatto si
gioca un derby ogni due setti-
mane. Con il Chelsea, allenato
dal 2001 al 2004, Ranieri ha
vinto 11 stracittadine, pareg-
giandone 7 e perdendone 10.
Sacrilego Lui il derby lo inqua-
dra così: «E’ una sfida che con-
tiene tante mini partite. Ora co-
mandi tu, ora l’avversario. L’al-
lenatore deve saper leggere la
gara e prendere le sue decisio-
ni, anche se impopolari». Come
il «sacrilegio» di sostituire all’in-
tervallo De Rossi e Totti con la
Lazio in vantaggio «Se quella
sera non avessimo vinto, non sa-
rei uscito vivo dall’Olimpico!»
racconta Ranieri. Che domani
vuole prendersi anche San Siro.
gli anni
senza successi
nerazzurri in un
derby con un
allenatore
all’esordio.
Dopo Roy
Hodgson nel
’96, hanno
infatti fallito
Simoni,
Lucescu, Lippi,
Tardelli, Cuper,
Zaccheroni,
Mancini,
Mourinho,
Benitez,
Leonardo e
Gasperini.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Lippi, Tardelli, Cuper, Zaccheroni, Mancini, Mourinho, Benitez, Leonardo e Gasperini. © RIPRODUZIONE RISERVATA

SABATO 14 GENNAIO 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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SABATO 14 GENNAIO 2012 LA GAZZETTA DELLO SPORT 7

& CARRIERA

identiKit

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

SABATO 14 GENNAIO 2012

DOMANI IL DERBY IL ROSSONERO

v

SPORT SABATO 14 GENNAIO 2012 DOMANI IL DERBY IL ROSSONERO v il Film Preso in estate

il Film

Preso in estate ha conquistato San Siro a suon di gol

Film Preso in estate ha conquistato San Siro a suon di gol DAL NOSTRO INVIATO ALESSANDRA
Film Preso in estate ha conquistato San Siro a suon di gol DAL NOSTRO INVIATO ALESSANDRA
Film Preso in estate ha conquistato San Siro a suon di gol DAL NOSTRO INVIATO ALESSANDRA
Film Preso in estate ha conquistato San Siro a suon di gol DAL NOSTRO INVIATO ALESSANDRA
Film Preso in estate ha conquistato San Siro a suon di gol DAL NOSTRO INVIATO ALESSANDRA

DAL NOSTRO INVIATO

ALESSANDRA BOCCI

MILANELLO

Benvenuti al sud, nel sa-a suon di gol DAL NOSTRO INVIATO ALESSANDRA BOCCI MILANELLO lottino di Milanello dove Anto- nio

lottino di Milanello dove Anto- nio Nocerino parla con la sua intonazione musicale e spara battute del suo personale caba-

ret. «A Milano non so girare, si rifiuta di funzionare pure il na-

vigatore. Che fatica »

Più facile al Camp Nou?

«Mah, lì forse ci sono arrivato

per sbaglio, però è stato bello».

Via Nocerino, non si arrabbi, se tutti ormai la definiscono un colpo di mercato

«All’inizio più che un colpo

ero

no

da

to

cominciassi a circolare a Mila- nello e a capire come funziona- va. Ma io ho la pelle dura: quel- li del sud hanno più o meno la stessa vita».

etichette prima ancora che

Milan, mi hanno appiccica-

scritto e detto che non ero

una mazzata in testa. Han-

A proposito di vittoria, arriva

il derby e all’Inter c’è Ranieri,

l’uomo che la fece giocare tito- lare alla Juve.

«Ranieri è una persona seria e

forte. L’Inter ha il suo caratte- re e dobbiamo temere tutta la squadra, non un giocatore in particolare. Ma sappiamo che abbiamo le qualità che servo-

no per vincere».

Il suo maestro Zeman diceva

che il derby è una partita co-

me un’altra.

«No, il derby è speciale, una

grande partita, io da ragazzi-

le guardavo sempre in tv.

piaceva Sheva».

no

Mi

Opinioni diverse, dunque. Ma Zeman resta un maestro?

«Un grande. Mi ha fatto gioca-

re titolare a 17 anni, non era

facile. Diceva: "Per me non ci sono giovani e vecchi, sono tutti uguali e chi corre gioca". Per me lavorare con lui è stata un’esperienza indele- bile. Avete presen- te il gioco del Barcellona? Il suo Foggia fa- ceva già tan- te di quelle cose».

Il suo Foggia fa- ceva già tan- te di quelle cose». Altri flashback degni di nota?

Altri flashback degni di nota?

«Palermo, anni meravigliosi, cit- tà fantastica. Amo quella gen- te e ringrazio tut- ti per quello che hanno fatto per

«

Da ragazzino

guardavo sempre

il derby in tv.

Mi

Shevchenko

piaceva

guardavo sempre il derby in tv. Mi Shevchenko piaceva 15 Ottobre 2011 Il primo urlo in

15 Ottobre 2011 Il primo urlo in rossonero Antonio Nocerino segna proprio al Palermo, la sua ex squadra, la prima rete in campionato con il Milan LIVERANI

rete in campionato con il Milan L I V E R A N I 26 Ottobre

26 Ottobre 2011 La prima tripletta in carriera Tre reti al Parma: Nocerino non ha più limiti e tocca già il suo record di segnature in A. Dopo lo supererà ANSA

suo record di segnature in A. Dopo lo supererà A N S A 17 Dicembre 2011

17 Dicembre 2011 Raggiunge quota sei La rete di Nocerino al Siena gli fa toccare quota sei, raggiunta in precedenza soltanto in B con il Piacenza IMAGE

Nocerino

«Io e il Diavolo abbiamo la pelle dura

dei vincenti»

«Più che colpo di mercato

passavo per una mazzata Ma ho battuto le critiche»

LA CURIOSITÀ

Ha un tatuaggio

con la formula del matrimonio

LA CURIOSITÀ Ha un tatuaggio con la formula del matrimonio (f.d.v.) La passione per i tatuaggi

(f.d.v.) La passione

per i tatuaggi non è una novità. Antonio Nocerino è uno dei tanti calciatori che ha scelto di farsi imprimere scritte, date e disegni sulla pelle. La cosa curiosa è che il centrocampista si è fatto tatuare su un braccio

la formula matrimoniale «L’uomo non osi separare ciò che Dio unisce», seguita dalla data delle nozze. Un omaggio all’amatissima moglie Federica, torinese, conosciuta quando era alla Juve, da cui ha avuto due figli, Francesco, 2 anni e mezzo, e Cecilia, tre mesi.

me e la mia famiglia: era un po’ come tornare a casa».

Lei si sente uomo del sud?

«Completamente. Ho vissuto poco Napoli, ma è la mia città e guai a chi me la tocca».

Ci racconti la sua infanzia.

«Padre ferroviere e nel tempo libero allenatore della San Pa- olo, una squadra di bambini, grande mamma, bella fami- glia. Io avevo preso il calcio un po’ così, dicevo, se non mi pia- ce faccio altro, ma il babbo Ci- ro insisteva. Ha avuto ragione, se sono qui lo devo a lui».

E a 13 anni è andato a Torino.

«

Ibra e Thiago sono fenomeni:

abbiamo le

qualità per

vincere

4

I NUMERI

«E’ eccezionale, un ragazzo d’oro. Voi a volte pensate che sia cattivo, ma io lo definirei in un altro modo: è un vincente. Assomiglia tantissimo a un al- tro grande con il quale ho gio- cato, Nedved. Con Ibra ho un grande rapporto, come tutti, e scherziamo tantissimo».

Un napoletano e uno svedese,

chissà che dialoghi.

«Mentalmente Ibra è un terro- ne, per questo si intende tanto

bene con me e Rino. E’ sangui- gno, generoso. E poi ci fa vince- re. Noi abbiamo due fenome- ni: Ibra e Thiago. Possono gio- care anche da soli, uno fa i lan-

6,20

la media

voto

di Nocerino nella

sua prima stagione al Milan.

6

reti

segnate dal ci centrocampi- sta nelle 15 partite milaniste in campionato. In totale è andato
segnate dal
ci
centrocampi-
sta nelle 15
partite
milaniste in
campionato. In
totale è andato a
segno 12 volte
nel massimo
campionato, un
gol l’ha infilato
all’Inter
to
9
presenze
di
Nocerino con
la nazionale
maggiore. Ha
esordito il 17
ottobre 2007, a
22 anni,
nell’amichevole
contro il
Sudafrica.
Nell’estate del
2008 è stato
invece capitano
della nazionale
Olimpica
«

e l’altro segna».

Lei ha fatto tanti gol finora al Milan: come si spiega?

«E che c’è da spiegare, gioco con dei fenomeni Con questi compagni è tutto facile, ma io devo migliorare, sotto porta devo essere più cattivo. A Ber- gamo ho fatto schifo, mi sono mangiato un gol che ancora ro- sico».

Le piace essere chiamato No- cerinho?

«No. Con tutto il rispetto per il Brasile, io sono fiero di esse- re italiano, quando mi met- to la maglia della Nazio- nale mi vengono i bri- vidi».

«A mamma ho giura- to: se non ce la faccio torno indietro. Era una bugia. C’erano momentiin cuimi pa- reva che fosse impossi- bile andare avanti, ma so-

no

gliono tutto e subito, ma se non ti rimbocchi le mani- che e aspetti che i sogni vengano a cercarti fai i ca- pelli bianchi».

rimasto. Ora i giovani vo-

Ha più tatuaggi lei o Boateng?

«Non lo so, io ne ho 25. Penso di averne più di Ibra e forse anche del Boa».

Lei ha amici nel calcio?

«Ho un ottimo rapporto con Darmian, rispetto tutti i compagni del Milan e sto bene con tutti. Ma non ho amici nel calcio e neppure fuori. Cono- sco poca gente, e poi amicizia è una parola grossa».

Lei ha 26 anni, quindi vec- chio non è

«Ma sono stato cresciuto

in

stesso con i miei figli.

Comunque, la svolta c’è stata quando ho incon- trato mia moglie e i suoi genitori, che mi hanno fatto entrare nella fami- glia come fosse la mia».

lo

un certo modo e farò

A Milano come sta?

«Molto bene, anche se la vivo poco. Arrivare in centro per me è un’avventura, soprattut-

negli orari di punta. Meglio

Sembra un po’ la storia di Gattuso in Scozia.

stare tappati in casa».

«Gliel’ho detto, noi del sud abbiamo tutti la stessa vi- ta».

Quindi non vive la città e l’aria del derby.

«Mi basta vincerlo. E poi so co- s’è un derby, li ho giocati a To- rino e in Sicilia contro il Cata- nia. Solo che a Palermo appe-

Va d’accordo con Rino?

«Sì, perché?».

Sembrava scocciato quando è arrivato al Milan e la definiva- no suo erede.

na arrivi ti dicono: mi racco- mando il derby. A Milano no, sono talmente abituati alle partite importanti ».

«Mi pareva un paragone im- proponibile. Lui ha fatto la sto- ria del Milan, ha vinto tutto.

Se

fra sei o sette anni sarò an-

Ora il derby di San Siro e poi anche l’Emirates Stadium do- po il Camp Nou. Porta la mac- china fotografica?

cora qui, faremo i conti. Mi ac- contenterei di vincere la metà

di

«Sì, scattiamo una foto e la te- niamo come testimonian- za ».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

quello che ha vinto Rino».

Con Ibra va d’accordo?

«

Mio papà insisteva con il calcio: non ero convinto ma aveva ragione lui

Non mi piace essere chiamato Nocerinho: sono fiero di essere italiano

SABATO 14 GENNAIO 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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SABATO 14 GENNAIO 2012 LA GAZZETTA DELLO SPORT 9
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LA GAZZETTA DELLO SPORT

SABATO 14 GENNAIO 2012

DOMANI DERBY IL NERAZZURRO

SPORT SABATO 14 GENNAIO 2012 DOMANI DERBY IL NERAZZURRO il film 11 settembre 2010 - Da

il film

SABATO 14 GENNAIO 2012 DOMANI DERBY IL NERAZZURRO il film 11 settembre 2010 - Da dimenticare

11 settembre 2010 - Da dimenticare PALERMO-INTER 4-3: IL 3-2 DI MICCOLI La punizione di Miccoli è un gioiello, ma Julio Cesar la battezza tardi, e soprattutto male. E il Palermo scappa IPP

tardi, e soprattutto male. E il Palermo scappa I P P 18 dicembre 2010 - Da
18 dicembre 2010 - Da ricordare CESENA-INTER 0-1: IL GUIZZO SU GHEZZAL Inter in vantaggio
18 dicembre 2010 - Da ricordare
CESENA-INTER 0-1: IL GUIZZO SU GHEZZAL
Inter in vantaggio 1-0: al 41’ della ripresa, su girata di Ghezzal,
Julio Cesar devia miracolosamente e salva la vittoria PLPRESS
Pesa più un derby vinto o 7 vit-
torie nelle ultime 8 partite?
«Non esageriamo, sono tre
punti contro 21. Dico di più:
se perdo questo derby e anche
quello di ritorno e rivinco lo
scudetto, lascio al Milan i due
derby e mi tengo Piazza Duo-
mo piena di nerazzurro».
Un po’ utopistico, ne converrà:
ma è vero, come dice Ranieri,
che ha più da perdere il Milan?
«Fifty fifty: un derby non si
vuole perdere mai».
Più facile non perderlo se la
lettura della squadra inizia
come ai tempi del Triplete?
Julio Cesar, Maicon, Lucio,
Samuel
«In difesa abbiamo ritrova-
to fiducia, ma anche rabbia.
Sapesse come ci imbestialia-
mo adesso ogni volta che
prendiamo un gol ».
La parata di quest’anno pe-
sante come un gol (non pre-
so)?
«A Cesena su Ghezzal: se aves-
simo interrotto la striscia di vit-
torie quel giorno, sarebbe sta-
to un casino».
E per segnare un gol così nel
derby cosa darebbe?
«Se siamo sul 3-0 per noi e ci
danno un rigore lo tiro io
No, non ci casco: non mi piac-
ciono certe previsioni».
Il suo derby più bello?
«Gennaio 2010, più di metà
partita in dieci contro undici,
io che paro un rigore a Dinho,
2-0 per noi: il derby perfetto».
La cosa che le fa più paura di
Ibrahimovic?
«Nessuna e tutte. Io non ho pau-
ra di nessuno, ma Ibra lo cono-
sco bene e so che devo stare a
attento a tutto quello che farà».
E di Pato?
«Ha deciso l’ultimo derby: il
suo desiderio di vivere un’al-
tra notte così».
E di Robinho?
«La voglia di segnarmi un gol:
non c’è ancora riuscito, nean-
che in Brasile. E quanto lo
prendo in giro, per questo ».
E di Boateng?
«Ha un gran tiro e lo sa: appe-
na può ci prova, anche da lon-
tano».
Una cosa che ammira di Abbia-
ti?
«Mi sembra una persona sere-
na. Fateci caso: dopo un erro-
re, la partita successiva la gio-
ca sempre alla grande».
Tevez: meglio averlo in squa-
dra che da avversario?

LAVORO SPECIFICO

Julio tormentato dalmal di schiena Stringerà i denti

APPIANO GENTILE (a.e.)

La schiena per Julio Cesar è un’avversaria temibile almeno quanto gli attaccanti rivali. E non da ieri. Ma il derby, non da ieri, è partita che suscita a Julio Cesar (come a tutti ) motivazioni ancora più forti del dolore che è tornato a tormentarlo, proprio negli ultimi giorni. Anche ieri, come già giovedì, il portiere brasiliano ha lavorato a parte, solo in palestra: una decisione precauzionale, visto che non c’erano stati miglioramenti sostanziali rispetto al giorno prima e proprio per evitare, da qui a domani sera, peggioramenti. Ovvero l’unica variabile in grado di fargli rischiare la sfida con il Milan. Restando così le cose, con un fastidio comunque sopportabile come in diverse altre occasioni, Julio Cesar ci sarà: magari con l’aiuto di un’infiltrazione che elimini il dolore almeno per la durata della partita. Per un derby, questo ed altro.

«Da avversario ho già dato, in Brasile-Argentina. Meglio in squadra, molto meglio ».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

« Contro Tevez ho già dato, contro il Brasile: meglio averlo in squadra con me

Scelti da lui:

l’errore e la prodezza di quest’anno

Julio Cesar

«Derby, l’ora X sognando ancora Piazza Duomo»

«Mai pensato di andar via: mi restano cose da fare all’Inter, tipo riprendermi lo scudetto»

DAL NOSTRO INVIATO

ANDREA ELEFANTE APPIANO GENTILE (Como)

Julio Cesar, le possiamo dire bentornato?

«Certo, ma in che senso?»

Beh, ad un certo punto que- st’anno non sembrava più lei

«Ho fatto qualche errore, è vero. Ma per un portiere non ci sono vie di mezzo: se sbagli non sei più tu, una paratona e sei torna- to tu. E la gente parla, parla ».

Come quando si diceva: Julio Cesar paga quel famoso inci- dente in macchina?

«Sì, certo. E come quando si di- ceva che a Dida aveva fatto ma- le il petardo in testa, eccetera eccetera. Basta non ascoltare

e sapere che il calcio dimenti-

ca in fretta. E poi io con le criti- che mi trovo bene: chi mi criti- ca, lo aspetto al varco».

Però lo ammetta: in quel perio- do stava sbagliando troppo, anche per i suoi gusti.

«Per noi portieri è normale non accontentarsi e tantome- no accontentarsi di essere un portiere normale. Però un con-

to è fare una cazzata, un conto

è fare un errore. La prima la

fai se non sei concentrato, la seconda capita anche se lo sei. Ecco: io ho fatto errori su palle

parabili, non cazzate».

Il peggiore?

«A Palermo, punizione di Mic- coli. Quel giorno ero troppo ca- rico, ci tenevo troppo a fare be- ne»

Subito dopo un errore, di soli- to cosa dice fra sé e sé?

«Mi dico "svegliati", mi tratto male: perché quando si sba- glia si sta male».

« Il derby perfetto fu quello del gennaio 2010, con un rigore parato a Dinho

Ora, da due-tre mesi, sta mol-

to meglio: come se lo spiega?

«Non me lo spiego, come non ci siamo spiegati perché l’Inter non fosse più l’Inter. Di sicuro se non gira la squadra, è diffici- le che giri da solo un giocatore».

Ma un portiere è davvero co- me il vino? Invecchiando mi-

gliora?

«Al di là del talento, per un por- tiere contano due cose: la perso- nalità e l’esperienza. Se la squa- dra sente che le hai, si fida di te, e il più è fatto. Ecco: il top, sotto questi due punti di vista, si rag- giunge fra i 26 e i 34 anni»,

E lei avrà 34 anni nel 2014, da-

ta della scadenza del suo con-

tratto con l’Inter: che fa, dopo

il Mondiale in Brasile resta là?

«Non ho la testa per pensare così lontano: troppo».

Ma ha mai avuto in testa di an- darsene dall’Inter?

«Giuro, mai. Per un motivo semplice: ho ancora delle cose da fare qui, a cominciare dal riprendermi lo scudetto».

Guardi che avete deciso di non parlarne più

«E abbiamo fatto bene: è sem-

pre bene parlare di cose reali, dunque è ancora presto per rico- minciare a farlo. Prima dobbia- mo fare un sacco di cose, anzitut- to riprendere a giocare bene».

E poi provare a vincere que-

sto derby?

«Quello anche giocando male, non c’è problema. E pure fa- cendo io un altro errore. Lo cancellerebbe la vittoria: non sarei felice al cento per cento, ma al 95% sì».

Punti in comune fra la rimonta

di quest’anno e quella dell’an-

« La rimonta è più difficile di quella di un anno fa, ma adesso siamo a una svolta

4

I NUMERI

20

le partite giocate da Julio Cesar: una in Supercoppa italiana, 4 in Champions e 15 in campionato. Tutte da titolare e per 90’, tranne Atalanta-Inter,

quando uscì dopo

45’

4

le partite

saltate:

Catania-Inter,

Inter-Juve,

Inter-Lilla e

Inter-Cska Mosca

21

i gol subìti:

due in Supercoppa italiana, 4 in Champions e 15 in campionato

no scorso?

«Questa è più dif- ficile: un anno fa avevamo le due partite in più sal- tate per il Mon- diale per club e l’ora X arrivò solo quando perdem- mo 3-0 con il Milan. Ma questo derby può essere la nostra nuova ora X: non tanto per la classifica, perché sarem- mo ancora indietro, ma per la testa. Per sentirci ancora lì, a sognare».

Julio Cesar, 32 anni, è alla settima stagione con l’Inter, dopo sei mesi in prestito al Chievo ANSA

« Di Ibra temo tutto, di Pato il desiderio di un bis, di Robinho la voglia di farmi gol

v

al Chievo A N S A « Di Ibra temo tutto, di Pato il desiderio di
al Chievo A N S A « Di Ibra temo tutto, di Pato il desiderio di
al Chievo A N S A « Di Ibra temo tutto, di Pato il desiderio di

SABATO 14 GENNAIO 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

11

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SABATO 14 GENNAIO 2012 LA GAZZETTA DELLO SPORT 11
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LA GAZZETTA DELLO SPORT

SABATO 14 GENNAIO 2012

DOMANI IL DERBY UNA CITTA’ AL COMANDO

 

4

 

NICOLA CECERE

Il kolossal

di Milano

 

MILANO

I NUMERI

San Siro, Milano, Italia:

San Siro, Milano, Italia:

la capitale europea del pallone

 

1

città

è qui. Ergo, quello che vain sce- na domani sera è un derby ric- co di primati continentali, se non mondiali. Siete esterofili? Innamorati persi del Barça? Nostalgici di Mourinho? Esti- matori di Balotelli? Ammirato-

ri di Sir Alex Ferguson? Beh,

Milano è la sola città europea ad aver vinto la Coppa dei

Campioni-Cham-

rassegnatevi: non ce n’è per nessuno. Di cosa parliamo? Di

tutto quanto fa spettacolo, inte-

 

pions con più di una squadra:

Punti, coppe, uomini-gol

7 il Milan e 3 l’Inter

so come summa di risultati e di

record. Restate scettici? Allora

 

seguiteci, la forza dei numeri

 

72

vi riavvicinerà al made in Italy

Una stracittadina senza rivali in Europa

 

solleticando l’orgoglio per il Belpaese: se ci lasciano il piace-

vittorie Nel bilancio complessivo dei derby, il Milan è in vantaggio sull’Inter:

re di questi incontri al vertice

alla Scala del calcio, riuscire- mo a digerire persino la rifor-

ma delle pensioni.

Città leader Cominciamo dalla

72 vittorie a 71, con il sorpasso firmato nella Supercoppa italiana (61 i pareggi). In campionato, invece, nerazzurri sono in vantaggio:

Champions, la manifestazione più prestigiosa. La leadership

di Milano è chiara, la suprema-

Milan e Inter insieme fanno numeri da record:

zia sulle altre città netta e diffi-

cile da scalfire tranne che per Madrid. Già, il pericolo più vi- cino si chiama Real, che grazie al dominio totale esercitato agli albori del torneo ha messo finora nove trofei in bacheca. Uno in meno di quanto conqui- stato da rossoneri (7) e neraz- zurri (3). Ora, siccome l’altro club madrileno, l’Atletico, non promette di fare sfracelli in un prossimo futuro, per conserva-

re questa posizione di vertice

Milan e Inter dovranno guar- darsi dalle ambizioni di Mou- rinho, decisissimo a lasciare il suo segno a Madrid e non solo nella Liga.

In Catalogna Le altre città, a co- minciare da Barcellona, di gran moda in questi anni di Messi, ne hanno davanti di Champions da portare a ca- sa Anche lì, in Catalogna, non è che l’altra squadra citta- dina, l’Espanyol, dia una vali- da collaborazione. E siccome aManchester la crescita del Ci-

meglio di tutte le altre squadre che giocano i derby

di

conservare a lungo la coc-

64 successi a 61 (52 i pareggi).

carda di unica città d’Europa

aver vinto la Coppa Campio-

ni

ad

con più di una squadra.

In corsa Rimanendo nella cor-

rente stagione, il panorama del-

le città ancora in corsa per una coppa con due formazioni va al- largato a Londra, Madrid, Mo- sca, Lisbona e Manchester. Un buon gruppetto. Ma solo Lon- dra ha conservato due rappre- sentanti in Champions, le altre

per

pure l’Europa League, dove so-

no

te,

gareggiare devono inserire

scivolate, clamorosamen-

entrambe le rappresen-

tanti di Manchester.

League, dove so- no te, gareggiare devono inserire scivolate, clamorosamen- entrambe le rappresen- tanti di Manchester.
League, dove so- no te, gareggiare devono inserire scivolate, clamorosamen- entrambe le rappresen- tanti di Manchester.
League, dove so- no te, gareggiare devono inserire scivolate, clamorosamen- entrambe le rappresen- tanti di Manchester.
League, dove so- no te, gareggiare devono inserire scivolate, clamorosamen- entrambe le rappresen- tanti di Manchester.
League, dove so- no te, gareggiare devono inserire scivolate, clamorosamen- entrambe le rappresen- tanti di Manchester.
League, dove so- no te, gareggiare devono inserire scivolate, clamorosamen- entrambe le rappresen- tanti di Manchester.
League, dove so- no te, gareggiare devono inserire scivolate, clamorosamen- entrambe le rappresen- tanti di Manchester.
League, dove so- no te, gareggiare devono inserire scivolate, clamorosamen- entrambe le rappresen- tanti di Manchester.
League, dove so- no te, gareggiare devono inserire scivolate, clamorosamen- entrambe le rappresen- tanti di Manchester.
 
 

Il campionato Dopo

l’escursione in Euro-

pa,

veniamo al cam-

veniamo al cam-

pionato, dove Mila-

pionato, dove Mila-

ty

è sì costante, ma piuttosto

no

si segnala per

lenta, Milano ha la possibilità

un andamento «mostruoso» del- le sue squadre che dal a qualcosina in più dell’85% dei

un andamento

«mostruoso» del-

le sue squadre che

dal

a

qualcosina in più dell’85%

dei

punti a disposizione. Un

le di 16 reti realizzate e 3 subi- te; la squadra di Allegri ha otte- nuto 6 successi e 2 pareggi con 18 reti realizzate e 2 subite.

primo novembre

oggi hanno rastrellato

passo da Avatar. Qui la te-

A Londra Soltanto nel campio- nato bulgaro (non è una battu- ta), in quello scozzese e in quel- lo serbo (siamo quindi molto lontani, come livello, dall’élite continentale), possiamo trova- re nelle città dei derby una simi- le voracità. Nel torneo inglese, che tanto ci prende alla tv, notiamo come a Londra il Tottenham (76,67%) e l’Arsenal (66,67%) rie- scano a mettere assieme un

nace rimonta dell’Inter ap- pare più incisiva (87,50) della regolarità d’altura del Milan (83,33). La squadra di Ranieri («non

mi

pioni non sono finiti» pre- dicava nel periodo buio)

ha

vinto 7 delle ultime 8

arrendo, questi cam-

partite (lo scivolone è av- venuto in casa contro l’Udinese) con un parzia-

 
 

IL SINDACO

Pisapia: «Minuto di silenzio per il vigile ucciso»

Giuliano Pisapia vuole ricordare Niccolò Savarino, l’agente di polizia locale investito e ucciso da un suv giovedì sera: «Ho deciso che il giorno del funerale sarà lutto cittadino e prima del derby sarà osservato un minuto di silenzio».

 

QUI MILAN IBRA TORNA COL GRUPPO, ABBIATI A PARTE MA DOMANI CI SARÀ, SEEDORF PROBABILE DAL PRIMO MINUTO

IL BAROMETRO

L’attacco vola E il +8 regala molta tranquillità

L’attacco vola E il +8 regala molta tranquillità Il bioritmo rossonero è quasi al top. Un
L’attacco vola E il +8 regala molta tranquillità Il bioritmo rossonero è quasi al top. Un
L’attacco vola E il +8 regala molta tranquillità Il bioritmo rossonero è quasi al top. Un
L’attacco vola E il +8 regala molta tranquillità Il bioritmo rossonero è quasi al top. Un

Il bioritmo rossonero è

quasi al top. Un derby da affrontare a +8 sui cugini è particolarmente gratificante e in più il Milan è reduce da una striscia positiva di 12 partite:

10 vittorie e 2 pareggi. Inoltre l’attacco è il migliore del torneo, con Ibrahimovic che sta andando in rete da 6 gare di fila. Serve altro?

Cassano torna a correre, calvario Gattuso

Per Antonio si riapre uno spiraglio in vista Europeo Rino, è miastenia:

un mese di stop

me si leggeva ieri sul sito rosso- nero. In parole povere: basta camminate eterne e noiose, è arrivato il momento di rimetter- si a correre e ad allenarsi sul se- rio. Sempre con gradualità, chiaro. Il programma prevede circa 45 giorni di lavoro perso-

nalizzato: se tutto filerà via li- scio, l’auspicio è che Antonio ot- tenga l’idoneità agonistica che gli permetterebbe di riprende- re ad allenarsi con la squadra. Sempre restando nella miglio- re delle ipotesi, ciò significa che Cassano potrebbe riaggre- garsi al gruppo all’inizio di mar- zo e magari essere arruolabile da Allegri ad aprile. Tempisti- che che vanno lette anche in chiave azzurra: se così stessero

le cose, l’Europeo potrebbe non essere utopia.

Doccia fredda Per un’ottima no- tizia, però, ne arrivano due cat- tive. A seguito della forma in- fluenzale che lo aveva colpito a Dubai, Gattuso ha evidenziato

una miastenia oculare, patolo- gia che causa debolezza e affati- camento dei muscoli responsa- bili del movimento dell’occhio. In questo caso si tratta del de- stro, mentre i problemi prece- denti (paralisi del sesto nervo cranico) riguardavano il sini- stro. Rino dovrà sostenere un periodo di riposo assoluto (ve- rosimilmente tre settimane) e terapie, al termine del quale sa- rà di nuovo valutato. Una nuo-

al termine del quale sa- rà di nuovo valutato. Una nuo- Antonio Cassano, 29 anni FORTE

Antonio Cassano, 29 anni FORTE

va doccia fredda, dopo l’ami- chevole di Dubai che aveva vi- sto il suo ritorno in campo e fat- to pensare al lieto fine della vi- cenda. Restando a centrocam- po, più grave del previsto l’in- fortunio alla caviglia sinistra di Aquilani. Per l’ex juventino,

che continua a sentire dolore a livello osseo, dopo un consulto in Olanda col professor Van Dijk si è optato per una terapia conservativa di circa un mese. Niente intervento, dunque, col giocatore che vorrebbe accele- rare i tempi di recupero e il Mi-

lan da cui traspare invece una certa preoccupazione. Sta beno- ne invece Seedorf (ginocchio destro): talmente bene che do- mani dovrebbe esserci lui alla destra di Van Bommel. Ibra è tornato in gruppo mentre si è allenato a parte Abbiati, che ha svolto un lavoro di rinforzo a un polpaccio: per domani sera non dovrebbero esserci proble- mi. Oggi rifinitura a San Siro.

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MARCO PASOTTO

 

MILANO

Non è una notizia in chia-

Non è una notizia in chia-

ve derby, ma è comunque una gran bella notizia: dopo l’okay arrivato in seguito agli ultimi controlli neurologici e cardiolo- gici, Antonio Cassano da oggi potrà iniziare «allenamenti atle- tici individuali progressivi», co-

SABATO 14 GENNAIO 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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SABATO 14 GENNAIO 2012 LA GAZZETTA DELLO SPORT 13 prio un 4-4-1-1 con l’argentino largo e

prio un 4-4-1-1 con l’argentino largo e Wes alle spalle di Milito.

Parole e doloretti Ma la vera sor-

presa sarebbe Forlan, che a Sky spiega: «Sono pronto, voglio se- gnare gol importanti». Il resto sembra deciso, anche se ieri Julio Cesar e Samuel hanno lavorato a parte. Il portiere ha i soliti dolori alla schiena, ma alla fine salvo sorprese ci sarà,magari con un’in- filtrazione. Affaticamento per il centrale, ma anche lui oggi do- vrebbe tornare in gruppo. Così Cambiasso a Mediaset: «Allegri dice che se non vinciamo siamo fuori? Forse perché spera che ci buttiamo avanti e gli lasciamo il contropiede ».

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IL BAROMETRO

Tutti in forma, ma c’è il tabù scontri diretti

Tutti in forma, ma c’è il tabù scontri diretti L’Inter contro il Parma ha ritrovato corsa,
Tutti in forma, ma c’è il tabù scontri diretti L’Inter contro il Parma ha ritrovato corsa,
Tutti in forma, ma c’è il tabù scontri diretti L’Inter contro il Parma ha ritrovato corsa,
Tutti in forma, ma c’è il tabù scontri diretti L’Inter contro il Parma ha ritrovato corsa,

L’Inter contro il Parma

ha ritrovato corsa, gioco e gol degli attaccanti. Ora che tornano Sneijder e Forlan, bisogna però sfatare la statistica che la vede k.o. negli scontri diretti. Test chiave per classifica e morale. Per la prima volta Ranieri ha problemi di abbondanza. Vietato sbagliare le scelte.

71,67% che vale il settimo po- sto in questa graduatoria. Il derby dei derby, insomma, abi- ta a Milano.

Lo spettacolo Avendo, come

spesso capita, gli occhi del mon- do addosso (diretta tv dall’Ara- bia al Sudamerica), noi che ti- fiamo per il made in Italy ci au- guriamo anzitutto una gara spettacolare. E pure sotto que- sto aspetto pubblichiamo una tabella assai confortante che vede le squadre milanesi al pri- mo posto per numero di gioca- tori mandati in gol dall’inizio del torneo. Ventisette in 17

giornate: 14 sono i goleador ne- razzurri, 13 quelli rossoneri. Anche il Manchester United e il City hanno spedito a bersaglio 27 uomini (14 e 13) ma in Pre- mier si sono disputate venti giornate.

Le difese Dunque le premesse

per assistere a una grande sera-

ta di calcio ci sono, ma come ha

fatto notare lo zio Bergomi (an- date alla pagina delle opinio-

ni) su questo derby aleggia an- che lo spettro di uno 0-0 impo-

sto dalla forza dei due pacchet-

ti difensivi. Come abbiamo ri-

cordato, il Milan nelle ultime

otto gare ha subito due reti e l’Inter ne ha prese tre: immagi-

nate la disperazione degli attac- canti avversari che sono andati

a

muri Ma noi, entrando alla Scala per assistere a questo ko- lossal, preferiamo pensare alla

sbattere contro questi due

forza fisica di Ibra, alla voglia

di

riscatto di Milito, alle incur-

sioni a sorpresa di Boateng, al-

le

goglio di Pato, alle acrobazie

di

siamo positivo: vinca chi de-

ve

ma divertiteci, cari ragaz-

zi.

punizioni di Sneijder, all’or-

Pazzini Insomma, pen-

© RIPRODUZIONE RISERVATA

QUI INTER DALL’ESCLUSIONE ECCELLENTE DIPENDERÀ ANCHE IL MODULO

Alvarez, Pazzini, Sneijder: uno è di troppo

I fantasisti possono convivere solo nel 4-4-1-1. Samuel e Julio Cesar a parte ma c’è ottimismo

DAL NOSTRO INVIATO

LUCA TAIDELLI APPIANO GENTILE (Como)

Soltanto nella rifinitura di

oggi, se non addirittura nel risve- glio muscolare di domattina, Ra- nieri deciderà l’undici anti Milan. Al netto dei problemi di Julio Ce- sar e Samuel - di cui parleremo più avanti -, di fatto ci sono tre uomini per due maglie e dal-

avanti -, di fatto ci sono tre uomini per due maglie e dal- l’esclusione di uno

l’esclusione di uno tra Alvarez, Pazzini e Sneijder dipenderà an- che il sistema di gioco. Dopo l’al- lenamento «tosto» di giovedì, ieri Ranieri ha impostato un lavoro

di scarico che proseguirà anche

oggi, quando però ci sarà spazio

anche per la tattica.

ha però trovato Ricky Alvarez, che si è abituato ai ritmi di un cal- cio non più al rallenty come quel-

Ricardo Alvarez, 23 anni FORTE

Ricardo Alvarez, 23 anni FORTE

lo

argentino, che ha saputo tra-

sformare i fischi di San Siro in ap-

plausi e i passaggini orizzontali

in

rasoiate che mandano in porta

i compagni. Suoi gli assist per Na- gatomo a Genova e Milito, prima con un colpo di genio contro il

Lecce e poi con uno da biliardo contro il Parma. Il 23enne ex Ve- lez ha tirato fuori la classe, ma pu-

re

gli attributi. Tanto da segnare

come ama ripetere, più sente la

al

Lecce il suo primo gol in serie A

pressione più si esalta. Non gioca

malgrado fosse infortunato. Ora

dal 2 novembre (Inter-Lilla), ma

che ha scoperto anche i tackle, Al- varez ha il vantaggio rispetto a Sneijder di poter fare sia l’ester- no sia il trequartista. Certo, l’al- tro ha tanto pelo sullo stomaco e,

avrebbe potuto rientrare già col Parma. Non così scontato invece vederli in campo insieme dal 1’. Anche se giovedì Ranieri ha chiu- so le esercitazioni provando pro-

Uno è di troppo Il «duello» sem- bra essere tra i due fantasisti. Da una parte l’olandese del triplete, quello che proprio in un derby giocato senza avere neanche di- sfatto le valigie (29 agosto 2009, Milan-Inter 0-4) fece innamora-

re i nuovi tifosi e che fino a un

mese fa veniva invocato come l’unica luce di un’Inter opaca. L’interruttore - innanzitutto den- tro a se stesso - nel frattempo lo

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

SABATO 14 GENNAIO 2012

SERIE A

STRATEGIE BIANCONERE SE CACERES DOVESSE OCCUPARE IL POSTO DA EXTRACOMUNITARIO MAROTTA PUO’ SCEGLIERE L’EX FIORENTINA

Il Porto molla Guarin, occhio a Kuzmanovic

Il colombiano non convocato per la gara di stasera. Ma piace molto anche il serbo

DAL NOSTRO INVIATO

TORINO

Ma piace molto anche il serbo DAL NOSTRO INVIATO TORINO Il Porto lascia a casa Fre-

Il Porto lascia a casa Fre-

dy Guarin per la gara di cam- pionato in programma questa sera. Segnale chiaro: il 25en-

ne centrocampista colombiano è sul mercato, e il club di Pinto da Costa ha recepito la volontà del ragazzo di cambiare aria. Di più, Guarin ha «fiutato» la Ju- ventus, destinazione che ap- prezzerebbe molto e che spon- sorizza con i suoi procuratori. Ora, però, la prima mossa tocca all’ad bianconero Marotta, con- sapevole che il Porto non inten- de prendere in considerazione l’opzione del prestito senza ob- bligo di riscatto. La nuova pro- posta è comunque già pronta, e verrà consegnata ai portoghesi fra lunedì e martedì prossimi: 2

milioni subito e 8,5 a giugno, ri- scatto obbligatorio. Guarin an- drebbe a formare un centro- campo da sogno con i vari Pirlo, Marchisio e Vidal, roba da Champions appunto. E non a ca- so la trattativa per il colombia- no non è strettamente legata a questa sessione di mercato.

Sale Kuzmanovic A parte Guarin

(che interessa anche all’Inter), a gennaio dovrebbe comunque arrivare un altro centrocampi- sta. In lista c’è sempre Pizarro, mentre Valon Behrami è un vec- chio pallino, «ma non è trattabi-

Valon Behrami è un vec- chio pallino, «ma non è trattabi- Fredy Guarin, 25 anni, centrocampista

Fredy Guarin, 25 anni, centrocampista colombiano del Porto AFP

le», fanno sapere da Firenze.

E allora tornano a salire le quo- tazioni di Zdravko Kuzmano- vic, ex Fiorentina, 24enne na- zionale serbo che gioca con lo Stoccarda. Infine, occhio sem- pre a Palombo, potenziale ac- quisto dell’ultima ora.

E Caceres Capitolo Caceres:

martedì nuovo contatto con il

Siviglia. La Juve non andrà ol-

tre la solita offerta: 1 milione

subito e riscatto da 6 milioni, legato alla qualificazione in Champions. L’operazione Ca- ceres è legata a quella per Gua-

rin: i due sono infatti extraco- munitari e in questo senso, a gennaio, la Juve ha un solo po-

sto a disposizione. Alternative

dietro: Bruno Alves su tutti.

m.gra.

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Tesoro Juve Vidal, Marchisio e Pepe nel centro di produzione-gol Nella squadra costruita da Conte
Tesoro Juve
Vidal, Marchisio
e Pepe nel centro
di produzione-gol
Nella squadra costruita da Conte segnano
di più i centrocampisti degli attaccanti

DAL NOSTRO INVIATO

MIRKO GRAZIANO

TORINO

L’oro della Juve è a cen-

trocampo. Soprattutto quando

a disposizione ci sono i tre mo- schettieri più uno. Ad An-

drea Pirlo, Claudio Marchisio e Arturo Vidal va infatti aggiun- to Simone Pepe, il vero jolly, l’uomo di raccordo, la carta tat- tica più importante in mano ad Antonio Conte. E’ là in mezzo che si alimenta di fatto la Juve capoclassifica, capace di stupi-

re critica e forse anche se stessa

con un inizio di stagione straor-

dinario, convincente dal punto

di vista del gioco, del carattere

e della personalità, le sole qua-

lità con le quali si può pensare

di arrivare in fondo. Di arrivare

all’obiettivo minimo: entrare senza preliminari nel tabellone principale di Champions.

senza preliminari nel tabellone principale di Champions . Centrocampo goleador Pirlo è il genio, il fuoriclasse,

Centrocampo goleador Pirlo è il

genio, il fuoriclasse, il regista e

il leader di una squadra che a

centrocampo produce tra l’al- tro un incredibile bottino di gol: Marchisio ne ha fatti sette

(Coppa Italia compresa), Vidal due, Pepe cinque. A loro si ag-

giunge Estigarribia, una rete al San Paolo nel pirotecnico 3-3 con il Napoli. Conti alla mano, dal reparto in questione sono arrivate quindici delle trenta re-

ti stagionali della Juve. Insom-

ma, la banda Conte scoppia di salute, se è vero che nel calcio sia proprio il centrocampo a mi- surare valore e ambizioni di un

club di vertice. Tre le reti dei difensori (una a testa per Licht- steiner, Bonucci e Chiellini), «appena» dodici quelle prodot- te dall’attacco, con Alessandro Matri a quota sette: due gol per

Vucinic, uno a testa per Qua- gliarella, Krasic e Giaccherini.

Svolta Vidal Una «distribuzio- ne» comunque figlia della rivo-

4

I NUMERI

luzione di Antonio Conte, par- tito dal 4-4-2 di sacchiana me- moria per approdare a un siste- ma con una punta centrale, due esterni offensivi e un cen- trocampo sempre a ridosso della prima linea. Insomma, squadra cortissima, pressing immediato non appena si per- de palla, e ritmo infernale per quasi tutta la gara. Virata tatti-

15

i gol dei centrocampisti Delle 30 reti bianconere tra campionato e Coppa Italia, 15 sono firmate dai centrocampisti

W V Simone Pepe, 28 anni, ha già realizzato cinque reti in campionato (17 presenze)
W
V
Simone
Pepe, 28 anni,
ha già realizzato
cinque reti in
campionato (17
presenze)
contro Parma,
Palermo, Lazio,
Napoli e Novara
Claudio
Marchisio, 25
anni, 6 gol in
campionato (a
Parma, 2 al
Milan, Inter,
Palermo, Cesena)
e 1 in C. Italia
contro il Bologna

ca decisa dopo aver pesato la

cifra tecnica di un centrocam-

po

che con l’acquisto di Vidal

ha

già oggi raggiunto una di-

mensione internazionale. Ap-

punto Vidal, l’uomo della svol-

ta, «e non è stato per nulla diffi-

cile inserirmi in questo gruppo

— ha detto ieri a Juventus

Channel —. Mi sento a mio agio. Gioco da poco in Italia, ma è come se fossi qui da cin- que anni. Marchisio ha qualità incredibili, Pirlo lo conoscia- mo tutti. In particolare ci com- pletiamo alla perfezione con Marchisio, perché abbiamo le

stesse caratteristiche, sia a li- vello difensivo che offensivo.

Di fatto, ci proteggiamo a vi-

cenda». Altissimo anche il fee-

ling con Conte, «che mi con- sente di giocare nella posizio-

ne che preferisco. Grazie a lui stiamo diventando una squa-

dra forte - continua il 24enne cileno -. E’ un allenatore che ha grande passionalità, che ama attaccare, che cerca sem- pre di vincere. Mi dicono che vive da allenatore come vive-

va da giocatore. Io posso dire

che si preoccupa di tutto, cura ogni particolare e prima delle

partite ci spiega i minimi detta-

gli delle squadre rivali. Sono

coseimportanti queste». E allo-

ra sognare non costa nulla, «al-

la luce anche di un gruppo

sempre più solido. Qui si rema tutti nella stessa direzione, si può restare in alto fino alla fi- ne, e io darei ogni cosa per la Champions League».

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A

LE PUNTE

IN RETE

League». © RIPRODUZIONE RISERVATA A LE PUNTE IN RETE S Alessandro Matri , 27 anni, ha

S

Alessandro Matri, 27 anni, ha segnato 7 gol in 16 incontri di campionato: a Siena, Genoa (doppietta), Fiorentina, Palermo, Napoli e Lecce

Genoa (doppietta), Fiorentina, Palermo, Napoli e Lecce S Mirko Vucinic , 28 anni, in campionato ha

S

Mirko Vucinic, 28 anni, in campionato ha giocato finora 13 incontri segnando appena 2 reti:

contro il Bologna (prima di essere

espulso) e l’Inter

contro il Bologna (prima di essere espulso) e l’Inter S Fabio Quagliarella ha 28 anni, è

S

Fabio Quagliarella ha 28 anni, è sceso in campo finora in nove partite e ha realizzato una sola rete, di testa su azione d’angolo contro il Novara

BARZAGLI

«Siamo primi e meritiamo Con Borriello noi più forti»

«Siamo primi e meritiamo Con Borriello noi più forti» ALBERTO MAURO VINOVO «Siamo in testa alla

ALBERTO MAURO

VINOVO

Con Borriello noi più forti» ALBERTO MAURO VINOVO «Siamo in testa alla clas- sifica meritatamente, Borriel-

«Siamo in testa alla clas-

sifica meritatamente, Borriel-

lo ci darà gol e qualità». An-

drea Barzagli è uomo pragma- tico, dentro e fuori dal campo.

Le sue certezze derivano dai ri-

sultati, la fiducia in Marco Bor-

riello dall’esperienza. E Conte

si affiderà proprio a lui per gui-

dare una difesa orfana dello

squalificato Chiellini, e mante- nere un’imbattibilità che dura dalla prima giornata. «Fino ad ora abbiamo fatto un grande lavoro – ha confessato Barza-

gli a Sky Sport 24 –, ma c’è an-

cora tanto da fare. E’ troppo

presto per parlare di una sfida

a due con il Milan: subito die-

tro ci sono Udinese e Lazio, an-

che l’Inter potrebbe rientrare in corsa». Per le ambizioni del- le milanesi sarà decisivo il der- by di stasera: «Thiago Silva, Lucio, Samuel e Nesta per me sono i quattro difensori più for-

ti al mondo, ora però Thiago Silva ha qualcosa in più degli altri». Marco Borriello è una garanzia: «Ha sempre dimo- strato di essere uno da grande squadra, ci darà gol e qualità».

Ultimo test Ieri a Vinovo Conte

ha provato la formazione anti

Cagliari senza sorprese. Da-

vanti a Buffon ci saranno Licht- steiner, Barzagli, Bonucci e De Ceglie. A centrocampo Vidal, Pirlo e Marchisio. Davanti Ma-

tri

punta centrale affiancato

da

Pepe e Vucinic. In panchina

ci

saranno l’ultimo acquisto

Borriello e il capitano Alessan- dro Del Piero. Le scelte per An- tonio Conte sono sempre più difficili e l’abbondanza in at- tacco è destinata ad aumenta- re con il recupero di Fabio Qua- gliarella, che dopo la frattura allo zigomo destro e la conse- guente operazione sarà dispo- nibile nel giro di circa venti giorni.

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SABATO 14 GENNAIO 2012

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SERIE A

La Roma sfida i tabù e il passato

A Catania i giallorossi dal 1970 non vincono, Totti mai in gol. Sul mercato spunta Marquinho

Luis Enrique, 41 anni, allenatore della Roma dal 2011 INSIDEFOTO
Luis Enrique,
41 anni,
allenatore della
Roma dal 2011
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Perché vedere

CATANIA-ROMA

Montella sfida il suo passato, Luis Enrique il suo predecessore. Roma in ascesa e a caccia del 4˚successo consecutivo

Stadio Massimino, 20.45

caccia del 4˚successo consecutivo Stadio Massimino, 20.45 ALESSANDRO CATAPANO ROMA Il passato non si dimenti- ca.

ALESSANDRO CATAPANO ROMA

Stadio Massimino, 20.45 ALESSANDRO CATAPANO ROMA Il passato non si dimenti- ca. Quello remoto, ormai: 18

Il passato non si dimenti- ca. Quello remoto, ormai: 18 maggio 2008, Catania-Roma 1-1, giallorossi in vantaggio con Vucinic e per mezz’ora cam- pioni d’Italia, prima che il ciclo- ne Ibrahimovic (a Parma) e le pressioni ambientali (al Massi- mino) spingessero la squadra

di Spalletti a più miti consigli. Il

Catania pareggiò e rimase in A,

la

Roma tornò a casa ammacca-

ta

(il pullman della squadra as-

saltato) ma salva. Poi, c’è il pas- sato recente: 20 giugno 2011, Luis Enrique nuovo allenatore della Roma, succede a Vincen- zo Montella, che intanto si è

consolato con la panchina del Catania. Eppure, l’Aeroplanino aveva sfiorato la Champions Le- ague. Il senso di quella scelta non fu tattico, ma ideologico. «Volevamo dare un segnale di discontinuità e Montella era le- gato alla vecchia Roma», fu la spiegazione della nuova diri- genza. Tradotto: troppo amico dei big della squadra.

Ieri e oggi Col passato remoto,

Luis Enrique ha poco a che fare. Nel 2008 doveva ancora seder-

si sulla panchina del Barcello-

na B. Ma l’eco di quella giorna-

ta di passione basta a fargli di-

re: «Troveremo un ambiente caldo, ai ragazzi chiederò di es-

sere il più cattivi possibile. Più caldo sarà lo stadio, meglio sa-

rà per noi». Sul confronto con

Montella, invece, se la cava co-

sì: «L’ho incontrato e ci ho parla-

to: alla Roma ha fatto molto be- ne e il suo Catania è una squa- dra con una qualità tecnica su- periore all’aggressività di cui tutti parlano».

Stanno tutti bene Già. Ci sarà un

motivo se la Roma non vince a Catania dal 1970 (il successo del 2007 arrivò sul neutro di Lecce). Curiosamente, segnò una doppietta Del Sol, spagno- lo come Luis Enrique, che stase- ra insegue il quarto successo consecutivo (la Roma non ci rie- sce da due anni). A chi affidar- si? Non solo a Lamela, l’uomo del giorno. «È stata la settima- na di tutta la Roma: Erik ha 19 anni e la testa sulle spalle— av-

verte l’allenatore—, ma non fo- calizziamoci su di lui, non gli fa- remmo del bene». Non si sta fa- cendo un gran favore nemme- no a Bojan, ma in effetti è l’uni- co talento ancora inespresso. «Non è vero— ribatte Luis Enri- que—, farà tantissimi gol». Tot-

ti ha le spalle più larghe e nem-

meno un filo di stanchezza, no- nostante il terzo impegno in po-

chi giorni. «Francesco fisica- mente è un giocatore fortissi- mo— giura il tecnico—: ho par-

lato con lui, sta bene, non sarà

un problema farlo giocare». Totti stesso, interpellato sulle sue condizioni, assicura: «Sto bene, ho lasciato l’allenamento anzitempo solo per precauzio- ne». 209 gol in Serie A, ma nes- suno a Catania, uno dei tre cam- pi (gli altri sono Cesena e Nova- ra) ancora inviolati dal capita- no. È guarito pure Daniele De Rossi, ma il cuore è sempre in panne. Resta o no? Su twitter tifosi e amici degli amici sono sicuri («Ha firmato tre giorni fa!»), e pure Luis Enrique osten-

ta tranquillità. «Lui e la società vogliono la stessa cosa, e anche

l’allenatore La questione con-

d

LUIS HA

DETTO

e anche l’allenatore La questione con- d LUIS HA DETTO S su Montella L’ho incontrato qualche

S

su Montella L’ho incontrato qualche giorno fa alla riunione dei tecnici, ci ho parlato. Ha fatto bene a Roma da

allenatore e giocatore. Il suo Catania non è solo una squadra aggressiva, anzi: ha un alto tasso tecnico. Vedremo se vorrà imporre il proprio gioco o speculare sul nostro. Noi comunque dovremo farci trovare pronti

Montella con

Totti TEDESCHI

CATANIA

Montella avvisa «Senza rancori, ma vi conosco»

L’allenatore: «Io ex? Sarà un fattore che sfrutterò»

DAL NOSTRO INVIATO

FRANCESCO CARUSO

MASCALUCIA (Ct)

L’emozione viaggia di notte. Non è ancora andata a far visita a Montella. Il quale però sa bene che quella contro la Roma non può essere una gara normale: «Chissà, forse l’avrei bene che quella contro la Roma non può essere una gara normale: «Chissà, forse l’avrei sentita

di

più se avessimo giocato all’Olimpico che è sta-

ta

casa mia, magari il pathos arriverà all’improv-

viso, per ora sono tranquillo». Sulla panchina di Luis Enrique oggi poteva sedere il tecnico napole- tano ma non per questo una vittoria stasera gli

consentirebbe di cavar via qualche sassolino dal-

la

scarpa: «Non serbo rancori, anzi. Se mi avesse-

ro

riconfermato alla guida della Roma sarebbe

stato difficile per me dire di no, ma sono certo che sarebbe stata una scelta sbagliata. Quelle po- che partite dello scorso campionato mi hanno da-

to l’opportunità di mettermi in luce e così è arri-

vata la chiamata del Catania. E come ho ripetuto

spesso, non poteva capitarmi di meglio».

Testa e gambe Non sarà la partita delle rivincite ma neppure una serata fra vecchi amici: «Sarà una gara importante come le altre, con un picco-

lo vantaggio per me che è quello di conoscere

tanti giocatori della Roma, non solo tecnicamen-

ma anche psicologicamente. Cercheremo di sfruttare al meglio questa conoscenza. Più in generale, dobbiamo ripartire veloce- mente e sfruttare gli spazi perché la Roma per sua caratteristica attacca con 8 undice- simi e dovremo essere bravi a sfruttare gli spazi». Catania-Roma dal ritorno dei siciliani in A non è mai stata una gara qualunque, ma sempre molto sentita, quasi come un derby: «E io mi auguro che l’atmosfera che re- spireremo anche in campo carichi a dovere me e tutta la squadra. Il Catania ha da farsi perdonare la brutta partita di domenica a Bolo- gna dove abbiamo mancato l’ap- proccio e posso garantire che non sbagliamo mai 2 gare di fi- la».

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te
te

trattuale non lo condiziona».

Marquinho in arrivo Sarà. Intan-

to, però, Sabatini conti- nua a cercare centro-

campisti. Ieri, dal Bra-

sile davano per fatto l’ingaggio in presti- to di Marquinho, 25enne centro- campista offensi-

vo della Flumi- nense. La Roma

non conferma né smentisce. «È uno dei tanti che seguiamo». Appunto.

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MERCATO

A Cesena arriva Pilar Siena:Giorgi sì, saleCacia

Romagnoli vicini anche a Pudil Genoa, sprint Polo Il Bologna sonda per Perrotta

CALVI-CIERI-DI FEO

sprint Polo Il Bologna sonda per Perrotta CALVI-CIERI-DI FEO Cesena , colpi alla ceca. A breve

Cesena, colpi alla ceca. A breve si attende il sì del Grana- da (e quindi dell’Udinese) per

il mancino Pudil, entro lunedì

arriverà anche l’attaccante Pi- lar, dal Viktoria Plzen: i roma- gnoli ci lavoravano da tempo, poi se l’è aggiudicato il Wolf- sburg che ora è pronto a pre- starlo proprio al Cesena. Intan- to si lavora sul prestito di Santa- na, in attacco caldi i nomi di Pozzi (Samp, c’è anche il Sie- na) e Kozak, e spunta la pista Pellé (Parma).

Mosse Lecce In attesa della ri- sposta di Grosso — deve con-

vincersi ad accettare il prestito

e la Juve dovrebbe partecipare

all’ingaggio —, il ds Osti non molla Brivio e perciò inserirà il centrale Ferrario nella trattati-

e perciò inserirà il centrale Ferrario nella trattati- Vaclav Pilar, 23 anni AFP va con il

Vaclav Pilar, 23 anni AFP

va con il Parma per Santacroce (ma tocca a Donadoni decide- re) e Blasi. In difesa c’è anche la pista Miglionico (Livorno). Il Lecce cerca poi un centravan- ti: resta nel mirino Bogdani , magari offrendo Ofere al Cese- na.

Punto Siena Ieri mattina defini- to l’affare Giorgi: l’esterno arri- va dal Novara in prestito onero- so con diritto di riscatto. In at-

in prestito onero- so con diritto di riscatto. In at- Luigi Giorgi, 24 anni FORTE tacco

Luigi Giorgi, 24 anni FORTE

tacco prende consistenza Ca- cia (Padova, scambio con Peso- li), in alternativa vivi Pozzi e Maccarone . Si tratta ancora col Varese per Carrozza.

Affari Genoa I rossoblù nell’affa-

re Viviano hanno ottenuto dal

Palermo l’altra metà di Bovo. I rossoblù poi sprintano per la punta peruviana Polo, ’94: lu- nedì il suo agente sarà in Italia per definire.

Mercato Lazio Al Genoa piace Sculli e si tratta lo scambio con un rossoblu: Constant non pia- ce a Reja, la Lazio ha chiesto Ve- loso, Merkel e Kucka, soluzio- ni poco praticabili, e l’affare è in stand by. Sculli ora può tor- nare a Genova in prestito senza contropartite. In mezzo, la La- zio vuole sferrare l’affondo deci- sivo per Parolo: a Cesena può andare Kozak (in alternativa Al- faro), che i romagnoli vorrebbe- ro a metà mentre Lotito preferi- rebbe il prestito oneroso. Caldi per giugno Prödl (Werder) e Olic (Bayern), da svincolati.

Altre trattative L’ Atalanta valu- ta Semioli (Samp, possibile scambio con Caserta, che resta un obiettivo last minute del Ce- sena), e non molla in difesa le piste Santacroce, Contini (Sie- na) e Stendardo (Lazio). Udi- nese: Pazienza resta il primo obiettivo, Sissoko va in presti- to al Cska Sofia e Doubai è in direzione Sochaux. Il Bologna ha sondato Perrotta (Roma), e

a breve ufficializzerà Sorensen

(Juve, 2,5 milioni per la metà)

e Riverola (Barça B). Il Parma

valuta il centrale Portin (Pado- va, idea di scambio con Felt- scher). Palermo: in mezzo viva l’idea Palombo , così come Rios e Rigoni . Italia ed estero:

l’Inter punta il terzino Allan (Vasco da Gama)il Tottenham prende dalla Juve Yago per un milione e lo girerà al Sou- thampton.

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A

ENTRATE

E USCITE

thampton . © RIPRODUZIONE RISERVATA A ENTRATE E USCITE S Amauri Con il Milan che si

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Amauri Con il Milan che si è defilato, ora i viola sono in pole: in settimana incontro decisivo, il problema è l’ingaggio per i restanti 6 mesi di contratto

è l’ingaggio per i restanti 6 mesi di contratto S Silva «El tanque» era arrivato in

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Silva «El tanque» era arrivato in estate come vice Gilardino, adesso torna in Argentina al Boca Juniors, per poco meno di 2 milioni

MOSSE FIORENTINA

Amauri in viola, parte lo sprint:

martedì incontro

ALESSANDRA GOZZINI

FIRENZE

Via libera da Milano, e (in teoria) rotta sulo sprint: martedì incontro ALESSANDRA GOZZINI FIRENZE Firenze: passando da Torino, dove Amauri è par- cheggiato

Firenze: passando da Torino, dove Amauri è par- cheggiato da inizio stagione. Il blocco rossonero non c'è più, la Fiorentina ha via libera e un proble- ma in meno: quando riprenderà la trattativa, non

ci sarà timore di deviazioni rossonere. Il prossimo

contatto tra le parti è previsto per martedì. L'unico ostacolo resta l'ingaggio del centravanti, che non

fa sconti alla Juve; dall'altra parte i bianconeri non

sono disposti alla buonuscita in aggiunta alla ces- sione gratis del cartellino. Anzi, già questa è una condizione pro Fiorentina: il Milan, eventualmen-

te,