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www.gazzetta.i t ITALIA venerdì 6 aprile 2012 italia: 515249535254 1,20 € REDAZIONE DI MILANO VIA

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ITALIA

venerdì 6 aprile 2012

italia: 515249535254

t ITALIA venerdì 6 aprile 2012 italia: 515249535254 1,20 € REDAZIONE DI MILANO VIA SOLFERINO 28

1,20 €

REDAZIONE DI MILANO VIA SOLFERINO 28 ­ TEL. 0262821 ­ REDAZIONE DI ROMA PIAZZA VENEZIA 5 ­ TEL. 06688281 POSTE ITALIANE SPED. IN A.P. ­ D.L. 353/2003 CONV. L. 46/2004 ART. 1, C1, DCB MILANO

Anno 116 ­

anno 116 ­ numero 83

83

Numero

C1, DCB MILANO Anno 116 ­ anno 116 ­ numero 83 83 Numero IL RITORNO GP
C1, DCB MILANO Anno 116 ­ anno 116 ­ numero 83 83 Numero IL RITORNO GP
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IL RITORNO
IL RITORNO

GP DEL QATAR OGGI ANCORA LIBERE, DOMANI LA POLE. DOMENICA LA GARA DALLE 21

Stoner­Rossi: via al Motomondiale

Nelle prime prove l’australiano già in testa: «Vale non è più un mito. Due titoli non mi bastano». Il pilota Ducati 10°: «Ci serve mezzo secondo»

3 La copertina dell’inserto di Gazzetta

ALL’INTERNO UNO SPECIALE DI 8 PAGINE

SPORTWEEK

VALENTINO IL MANAGER COI BAFFI

Domani in edicola con la Gazzetta a 1.50 €

ANCELOTTI «DICO MILAN MA LA JUVE HA PIRLO IN PIÙ» «Due punti di vantaggio servono,
ANCELOTTI
«DICO MILAN
MA LA JUVE
HA PIRLO IN PIÙ»
«Due punti di vantaggio servono, tocca
ai rossoneri vincerle tutte. Berlusconi
chiede spettacolo dall’86 Nel Psg, in
estate, prenderemo 3­4 campioni»
A PARIGI CON LEO
di ALESSANDRO GRANDESSO ALLE PAGINE 2­3
Carlo Ancelotti, 52 anni.
Ha allenato oltre che
Reggiana e Parma, sia la
Juve che il Milan.
Due stagioni al Chelsea

Derby di San Siro posticipato, malumore bianconero

Nel penultimo turno, le milanesi in campo alle 20.45, la Juventus alle 15

IARIA, OLIVERO A PAGINA 9

Cassano già gol «Però ho avuto paura di morire»

9 Cassano già gol «Però ho avuto paura di morire» Ieri ha segnato a Milanello.«Pronto per

Ieri ha segnato a Milanello.«Pronto per lo scudetto. E se non torno quello di prima smetto»

3 Antonio Cassano, 29 anni BUZZI

DELLA VALLE A PAGINA 6

SUPERMARIO IERI PAURA PER UN INCIDENTE

Balotelli­Inter Branca apre:

«Tra due mesi »

TAIDELLI A PAGINA 10

EUROPA LEAGUE C’E’ PURE LO SPORTING

Bielsa, Simeone e Valencia Tre spagnole in semifinale

RICCI A PAGINA 18

SERIE B PESCARA BATTUTO 2­1

Granoche lancia il Varese Un altro stop per Zeman

LONGHI A PAGINA 23

leOpinioni

 

a pagina 21

LE DIFFICOLTÀ DI IBRA NELLE GRANDI SFIDE

LO SPRINT SCUDETTO:

LA UE, GLI STRANIERI E GLI ATLETI ITALIANI

ANTICIPI E BUONSENSO

di SANTIAGO SEGUROLA

di RUGGIERO PALOMBO

di FRANCO ARTURI

IL ROMPI

PALLONE

DI GENE GNOCCHI

Dramma Pato, sorride solo Barbara Berlusconi. Dovrà stare a letto un mese.

w

ALTRI MONDI

Bossi si è dimesso La Lega è nel caos Ora chi sarà il leader?

3 Umberto Bossi, 70 anni AFP DELL’ARTI A PAGINA 39

Bossi si è dimesso La Lega è nel caos Ora chi sarà il leader? 3 Umberto
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LA GAZZETTA DELLO SPORT

VENERDÌ 6 APRILE 2012

PRIMO PIANO L’INTERVISTA

italia: 515249535254

«

ALESSANDRO GRANDESSO Twitter @calciofrancese PARIGI

« ALESSANDRO GRANDESSO Twitter @calciofrancese PARIGI Dal duello Milan-Juven- tus al suo Psg, Carlo Ancelotti

Dal duello Milan-Juven-

tus al suo Psg, Carlo Ancelotti legge il finale di stagione esal- tante in Italia e in Francia.

Milan fuori ai quarti di Cham- pions, inevitabile?

«Il Milan ha fatto il possibile

contro i più forti al mondo. Og-

gi solo il Real Madrid può com-

petere con il Barcellona. Il Mi- lan è rimasto in partita fino a quel rigore discutibile. L’atteg- giamento era giusto, ma il Bar- cellona meritava di passare. Hanno una marcia in più».

Non sono mancate critiche ad Allegri, anche da Berlusconi.

«Con un altro sorteggio il Mi-

lan poteva arrivare in semifina-

le, più consono alle ambizioni

rossonere. Ma è difficile pensa- re di vincere la Champions con Barcellona e Real Madrid

in gioco. Berlusconi poi chiede

spettacolo e controllo del cam-

po dal 1986».

Il Milan rischia il contraccol- po?

«Potrebbe essere positivo per- ché non è stato eliminato dal- l’Apoel Nicosia. Avranno più energie mentali per il campio- nato. Nel 2004 fummo elimi- nati ai quarti dal Deportivo, non invincibile e dopo il 4-1 in casa. Ci fu uno shock psicologi- co, ma reagimmo battendo l’Empoli in extremis. E poi vin- cemmo lo scudetto».

Questa Juve avrebbe potuto fare di più con il Barcellona?

«No, in questi casi subentra

l’esperienza. Fisicamente avrebbero potuto dare di più, ma avrebbero avuto un deficit

di maturità. Il Barcellona non

è imbattibile, ma non gli togli il possesso palla. Il Real l’anno

scorso ha vinto la coppa di Spa- gna con il contropiede».

Cosa manca alle italiane per fare meglio in Europa?

«Il Napoli ha fatto un’ottima Champions, eliminando il Manchester City nel girone del Bayern. E’ mancata l’Inter che ha avuto un mare di pro- blemi. Il Milan ha fatto il suo. Non è andata cosìmale. Il pros- simo anno ci sarà la Juve. Sare- mo più competitivi».

«Ora«Ora saràsarà turbo-Milanturbo-Milan EE porteròporterò ilil miomio PsgPsg tratra lele grandigrandi d’Europa»d’Europa»

«Contro il Barcellona i rossoneri hanno fatto il massimo Il k.o. sarà una spinta per lo scudetto. Stimo Pato, va curato»

La corsa scudetto?

«E’ incerta, ma due punti di vantaggio servono. Tocca al Milan vincerle tutte. Non cre- do sia decisivo il calendario, neanche con il derby alla pe- nultima che non è detto il Mi- lan perda e che potrebbe arri- vare a conti fatti».

Il ritorno di Cassano può esse- re determinante?

«E’ fuori da tanto. Il Milan ha Ibra. Se Cassano sta bene può essere utile. Per la Juve invece conta il collettivo, quindi la condizione fisica supportata dall’entusiasmo. Anche se Pir- lo ha portato sicurezza, to- gliendo qualità al Milan».

« Il Milan è rimasto in partita fino a quel rigore dubbio Ma Barça e Real sono superiori

« Berlusconi critica Allegri? Chiede spettacolo e controllo del gioco dal 1986

Sorprende il nuovo infortunio di Pato.

«Resta un giocatore che stimo, è giovane, ha un futuro, anche se ora per lui sarà più dura. E’ importante però che si capisca l’origine degli infortuni».

Quale tra la Juve e il Milan di oggi è più distante dalla sua Ju- ve e dal suo Milan?

«La mia Juve era già matura, con grandi giocatori ed espe- rienza. Quella di oggi è in co- struzione e fa molto bene, ma

non mi sorprende perché Con-

te è molto determinato. Il Mi- lan in fondo è lo stesso».

Anche se la generazione Ance-

lotti è a fine corsa.

«Il ricambio è già cominciato con El Shaarawy, Abate, Aqui- lani, Nocerino. La bravura del Milan è di cambiare vincendo. Non è da tutti».

Non vincere lo scudetto sareb- be più grave per la Juve o per il Milan?

«Sarebbe più accettabile per la Juve visto che questo primo anno è comunque di qualità».

Chi vince lo scudetto?

«Dico Milan».

Il Psg invece è in difficoltà e do- menica c’è il derby di Francia, con il Marsiglia di Deschamps.

4

I NUMERI

14

successi da giocatore 3 scudetti (Roma e Milan), 4 Coppe Italia (Roma), Supercoppa di Lega, 2 Coppe Campioni, 2 Supercoppe Uefa, 2 Intercontinentali (tutte con il Milan)

4 Coppe Italia (Roma), Supercoppa di Lega, 2 Coppe Campioni, 2 Supercoppe Uefa, 2 Intercontinentali (tutte

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VENERDÌ 6 APRILE 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

3

la scheda LA VOLATA SCUDETTO LE PARTITE CHE DECIDERANNO LA CORSA AL TITOLO CARLO ANCELOTTI
la scheda
LA VOLATA SCUDETTO LE PARTITE CHE DECIDERANNO LA CORSA AL TITOLO
CARLO ANCELOTTI
52 ANNI
ALLENATORE DEL PSG
È nato a Reggiolo
(Reggio Emilia) il 10 giugno
1959. Ex centrocampista di
Parma, Roma e Milan.
GDS
1995
Allenatore della Reggiana,
dopo essere stato vice di
Sacchi in Nazionale
Milan ai raggi X
Juve ai raggi X
h
7
h
9
1996
La condizione fisica
La condizione fisica
Due stagioni al Parma
In
generale è abbastanza buona,
La Juve sta benissimo, la squadra
corre dal primo all’ultimo minuto e
1999
Allena la Juve fino al 2001
anche se Robinho e soprattutto
Boateng non hanno raggiunto la
condizione ottimale. Stanno bene i
difensori, a parte Thiago Silva che
solitamente nella ripresa dà
l’accelerata decisiva per vincere la
partita. L’appannamento del mese
2001
è infortunato e Mesbah affaticato.
di
febbraio è stato brillantemente
Al timone del Milan per otto
stagioni dense di trionfi
A centrocampo, Aquilani cresce
da un punto di vista atletico:
superato e adesso Conte può
essere fiducioso sulla tenuta fino a
il
reparto è ok, nonostante
fine stagione. Da non sottovalutare
LA BACHECA I TROFEI DI CARLETTO DA ALLENATORE
il
mal di schiena di Van Bommel.
un aspetto: non ci sono infortunati.
2009
Due stagioni al Chelsea
h
7,5
h
7,5
30 dicembre 2011
La condizione psicologica
La condizione psicologica
Accetta l’offerta del Psg
La rabbia per l’eliminazione dalla
Champions, che era prevedibile,
ma che soprattutto alla vecchia
guardia non è andata giù, può
trasformarsi in energia psicofisica
per il finale di stagione. Ibra si è
già portato avanti, dicendo a
caldo, dopo la partita del Camp
Nou, che è convinto di conquistare
anche questo scudetto: «Siamo
forti abbastanza».
La Juve insegue il Milan dopo aver
fatto da lepre per tutto il girone
d’andata. Quindi adesso dovrebbe
patire la condizione
dell’inseguitore, che non è padrone
del proprio destino. Ma dopo aver
dimezzato lo svantaggio nell’ultimo
turno, i bianconeri hanno ritrovato
convinzione e fiducia. E sono
pronti a completare quella che
sarebbe una grande impresa.
h
8
h
8
L’uomo in più: Ibrahimovic
L’uomo in più: Pirlo
E’
sempre lui l’uomo scudetto:
La
forza della Juve è il collettivo.
Ibrahimovic, che secondo i critici di
Allegri sintetizzerebbe tutto il buono
Detto questo, Andrea Pirlo è il faro
indiscusso, detta i ritmi e garantisce
del Milan. In realtà, il Milan è
cresciuto come collettivo e Aquilani
la
qualità. Abituato a vincere, il
centrocampista sa gestire non solo
e
Boateng sono forze fresche che
dovrebbero dare qualcosa in più alla
squadra in queste ultime partite. Ma
Zlatan resta il giocatore dei gol
decisivi. Almeno in campionato.
il pallone, ma anche le emozioni.
Assieme a lui vanno citati Gigi
Buffon (che ha già regalato alcuni
punti alla Juve) e Mirko Vucinic,
che può essere il valore aggiunto.
merebbe anche lei?
«Ora no, siamo in ballo e abbia-
mo giocatori per vincere. Ci al-
leniamo bene, sono ottimista.
Il campionato si deciderà al-
l’ultimo anche perché dobbia-
mo fare i conti con il Lilla che
punta al titolo e che affrontere-
mo sia noi che il Montpellier.
E dietro chi lotta per la salvez-
za non molla punti. Leo sottoli-
nea l’importanza dell’accesso
diretto alla Champions».
Per lo scudetto
sembra voler tornare. Serve
che un emiro investa da noi
per cambiare tendenza?
« peserà più Ibra
di Cassano. Pato
partenenza. Al Chelsea hai Co-
le, Lampard, Terry. Al Milan
Ambrosini, Nesta, Gattuso,
Abate, Antonini. Al Real, Casil-
las, Sergio Ramos, Xabi Alon-
è
giovane, ha
ancora un futuro
so. Del Barcellona non ne par-
liamo. Qui i vari Sakho, Sisso-
ko, Bodmer, Hoarau, Jallet de-
vono assumere il ruolo».
« Non firmo per il 2˚
posto in Ligue 1
Tutti però criticano Pastore.
E
nella prossima
«Non è questione di soldi. Alle-
nare Milan, Juve, Inter sarà
sempre stimolante. L’esperien-
za all’estero ti fa conoscere al-
tre culture e atmosfere. In Ita-
lia ci sono troppe polemiche e
pressioni che tolgono bellezza
al gioco. Ma in fondo penso
che tutti noi all’estero pensia-
mo un giorno di tornare».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Dove il Psg deve almeno anda-
re agli ottavi.
Champions non mi
bastano gli ottavi
«Spererei anche più in là».
Pastore ha solo
Quindi il vostro mercato esti-
vo sarà movimentato?
«Giusto se si guarda solo il
campo. Ha qualità per fare di
più. Ingiusto se gli si fanno pe-
sare i 43 milioni pagati al Pa-
lermo. Anche Platini i primi
sei mesi era un oggetto miste-
rioso alla Juve. Come Zidane o
Falcao. Diamogli tempo».
« bisogno di tempo
Anche Platini
»
«La squadra sarà rinforzata,
non rivoluzionata. Prendere-
mo 3-4 giocatori, ma voglio
che il Psg abbia un’anima fran-
cese perché la differenza oggi
la fai anche con il senso di ap-
Criticano lui per colpire Ance-
e
Zidane all'inizio
lotti.
facevano fatica
«Fa parte del gioco».
Lei appartiene all’élite di alle-
natori italiani all’estero e non

«Il momento è delicato, il Mar- siglia per noi è una grande op- portunità di rilancio. Lo sarà anche per loro, perché vengo- no da una lunga serie negati- va. Hanno esperienza e non penso siano indeboliti dall’eli- minazione in Champions».

Se l’aspettava un finale di sta- gione così complicato?

«Sì, perché il calcio francese è molto vicino al nostro tattica- mente. Come in Italia, c’è mol- ta attenzione alla fase difensi- va ed è impossibile vincere 7-1, come ti capita in Inghilter- ra. Il calcio qui è in evoluzio- ne, sono stato sorpreso dagli stadi magari non grandi, ma ben tenuti e quasi sempre pie- ni. C’è un bel clima».

Leonardo dice che l’estate scorsa avrebbe firmato per il secondo posto ad aprile. Fir-

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

5

SERIE A

italia: 515249535254

A

LO STAFF

MILAN

SPORT 5 SERIE A italia: 515249535254 A LO STAFF MILAN S Jean Pierre Meersse- man ,

S

Jean Pierre

Meersse-

man, coordinatore sanitario del Milan, fra i fondatori di MilanLab. Da 3 settimane si occupava di Pato

i fondatori di MilanLab. Da 3 settimane si occupava di Pato S Rudy Tavana , medico

S

Rudy Tavana, medico del Milan con Sacchi, Capello e Ancelotti fino dal 1989 al 2003, è tornato a Milanello l’estate scorsa con la carica di medico sociale

ALESSANDRA BOCCI

twitter @picobocci

MILANO

Guarire Pato non sarà

semplice, ma neppureimpossi- bile. E’ un concetto che al Mi- lan tengono fermo come la stella polare: Pato guarirà, an- che se è chiaro che non può tor- nare in campo prima della prossima stagione. Come pre-

visto, ieri mattina Pato si è sot- toposto a una risonanza ma- gnetica: lesione muscolare tra il primo e secondo grado al bi- cipite femorale della coscia si- nistra, questo il prevedibile verdetto. Dunque, stagione fi- nita e nuovo controllo fra quin- dici giorni. Pato passerà l’esta-

te a cercare di tornare al top,

ma non si muoverà da Milanel-

lo prima della fine della stagio-

ne, a parte qualche prevedibi-

le breve viaggio per qualche vi-

sita specialistica. I tempi degli

esperimenti sembrano termi- nati, anche perché se ne sono fatti tanti, in campi più o me- no tradizionali, senza ottene- rela fine della straordinaria ca- tena di infortuni muscolari che ha legato la carriera del promettente attaccante.

che ha legato la carriera del promettente attaccante. Caccia all’errore Naturalmen- te, subito dopo

Caccia all’errore Naturalmen-

te, subito dopo l’incredibile crac al Camp Nou, si è scatena-

ta la caccia al colpevole. Fonti

vicine alla famiglia Berlusconi sussurrano che Silvio è rima- sto sconcertato dall’accelera- zione improvvisa imposta al rientro in campo del giocato- re. Per la verità, l’amministra- tore delegato Galliani si era ar- rabbiato e preoccupato parec- chio, e senza ricevere sollecita- zioni dai Berlusconi, già leg- gendo i giornali ieri mattina:

uno dei fondatori di Milan- Lab, Jean Pierre Meersseman, che è tuttora coordinatore sa- nitario del Milan, era appena rientrato sulla scena, perché negli ultimi tempi si era dedi-

cato soltanto ai progetti scien- tifici. L’idea di riportarlo a Mi- lanello per occuparsi del deli- cato caso Pato però non ha da-

to i risultati sperati e Meersse-

man, colpevole di aver dichia- rato che Pato era pronto per giocare a Barcellona, è uscito

di nuovo di scena.

Appoggio Galliani, Pato e altri a Milanello non hanno gradito

le dichiarazioni pessimiste del

coordinatore sanitario, che ap- pariva assai sfiduciato dopo l’infortunio numero 14 in 27 mesi. Ieri in un comunicato scritto dallo stesso Galliani il club ha preso le distanze: «Tut-

dallo stesso Galliani il club ha preso le distanze: «Tut- L’INFORTUNIO DURANTE LA GARA CON IL

L’INFORTUNIO DURANTE LA GARA CON IL BARCELLONA

1
1
2
2
«Tut- L’INFORTUNIO DURANTE LA GARA CON IL BARCELLONA 1 2 3 1 Il momento dell’infortunio: la
3
3

1 Il momento dell’infortunio: la diagnosi è lesione muscolare tra il primo e il secondo grado al bicipite femorale della coscia sinistra. 2 Pato sente dolore 3 Lascia sconsolato il campo dopo 14 minuti 4 E va a sedersi in panchina

4
4

Il Milan non s’arrende su Pato «Tornerà più forte di prima»

La diagnosi: «Lesione muscolare fra il primo e il secondo grado». Stagione finita, ma Galliani non condivide il pessimismo sul futuro

to il Milan è fortemente deter- minato a risolvere in modo po- sitivo e nel termine più breve i problemi muscolari di Alexan- dre Pato. Numerose strade sia diagnostiche sia terapeutiche restano aperte e non c’è dub- bio che l’attuale situazione sa-

rà superata in modo soddisfa- cente. Pato tornerà presto an- cor più forte di prima».

Consapevolezza Il club cerca in

tutti i modi di proteggere Pa- to, che è un campione giovane e anche un capitale in perico-

lo. Dopo l’ultima uscita pubbli- ca, sarà necessario un rientro brillante, ma soprattutto defi- nitivo. Quei 14 minuti al Camp Nou e il cracin mondovi- sione rischiano di provocare un danno economico enorme

al Milan. Per questo, al di là dei sentimenti del club e della famiglia per il brasiliano, si è deciso di ribadire la piena fidu- cia nelle sue qualità e nelle pos- sibilità che diventi quello che era previsto diventasse, cioè l’erede di Shevchenko e Kakà. Ma, per ottenere questo risul- tato, si andrà ancora di più con i piedi di piombo. Inutile domandarsi di chi sia la colpa del rientro affrettato: quello che conta ora è riportare Pato in campo, questa volta per dav- vero. Altrimenti non sarà pos- sibile né cederlo alle cifre im- maginate da Berlusconi (che aveva bloccato il suo trasferi- mento al Psg), né trasformarlo sul serio in una bandiera del Milan.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

TURNOVER PER NESTA: TORNA BONERA

Van Bommel ancora fermo per il mal di schiena Allegri prova Muntari davanti alla difesa

il mal di schiena Allegri prova Muntari davanti alla difesa Mark van Bommel non sta ancora

Mark van Bommel non sta

ancora bene e ieri si è allenato a parte. La schiena continua a dare problemi, così Allegri ha provato una soluzione alternativa per evitare di fare giocare un’altra gara da titolare a Massimo Ambrosini, che ha speso moltissimo fra Champions League e campionato. Dunque, ieri è stato provato Sulley Muntari davanti alla difesa. Sembra l’ex interista, che è rimasto forzatamente a riposo nelle gare con il Barcellona (non era in lista

a riposo nelle gare con il Barcellona (non era in lista S Nocerino è il milanista

S

Nocerino è il milanista che ha giocato di più:

41 gare fra coppe e Serie A. Perciò anche lui potrebbe riposare

Champions) l’uomo destinato a prendere il posto fra Aquilani e Nocerino. Aquilani sarà ancora la mezzala destra, mentre è probabile che Emanuelson torni a fare il trequartista per dare almeno un po’ di riposo a Boateng che era appena rientrato. L’olandese però potrebbe anche fare la mezzala sinistra, perché Nocerino è il giocatore che ha giocato di più. In difesa, la scelta non manca:

dovrebbe esserci turnover per Nesta, e spazio alla coppia centrale Bonera-Mexes.

QUI FIORENTINA IL PATRON VIOLA PREDICA UNITÀ

Andrea Della Valle: «Ricostruiremo con Jovetic»

«La B non la voglio sentire nominare, facciamo i punti salvezza poi parliamo di tutto»

ALESSANDRA GOZZINI

FIRENZE

Due vittorie e mezzo pri- ma della ricostruzione viola, l'impalcatura che regge la Fio- rentina è ora piuttosto debole, vanno aggiunti altri mattoni in classifica prima di poter rea- lizzare i nuovi progetti. La pro- prietà ne ha molti, ma tutto passa dal presente: va cemen- tato il gruppo e fortificato l'am- biente, su Jovetic verrà poi edi- ficato il nuovo ciclo. La garan- zia è di Andrea Della Valle:

il nuovo ciclo. La garan- zia è di Andrea Della Valle: «Facciamo i sei-sette punti che

«Facciamo i sei-sette punti che mancano alla salvezza e poi penseremo al futuro, la rico- struzione partirà da Jovetic. La serie B non voglio neppure sentirla nominare. Questo gruppo non è da buttare, e co- me proprietà abbiamo ancora voglia di investire, fra l’altro abbiamo appena ricapitalizza- to per trenta milioni. Rimarre- mo finché la gente ci vorrà: a me basta sentire l'affetto della città per trovare nuovi stimo- li».

Problema Franchi Prima di rico-

struire andrebbe abbattuto il muro di tensione eretto tra squadra e tifo. A questo propo- sito Della Valle chiede che ven- ga innalzato un patto a tutela del gruppo: «Ultimamente la squadra gioca meglio in tra- sferta. Faccio un appello ai tifo-

si: da questa situazione ne usciamo solo restando tutti uniti. Capisco la rabbia della gente, ma la squadra subisce l'atteggiamento del pubblico:

c'è un problema con il Franchi. Non dico che è colpa dei tifosi, tutt'altro: le colpe sono no- stre, mie per primo anche se non merito di girare con la Digos. Ora però serve essere costruttivi, fare processi è inu- tile. La squadra è orgogliosa ma rattristata, per questo ho pensato a dei colloqui indivi- duali. Li ho anche visti deter- minati, un velo di ottimismo ce l'ho. Si sono ficcati in que- sta situazione e ne devono uscire, ma vanno aiutati. De- lio Rossi? Non può essere sere- no, ma l'allenatore non è un problema. In ogni caso riparle- remo di tutto a fine stagione. Da San Siro vorremmo uscire a testa alta, andiamo a giocar-

cela, non pensiamo di partire battuti. Poi contro il Palermo vorrei rivedere lo stadio pie- no».

Torna Diego Nonostante la pressione del Franchi è infatti più probabile pensare di alza- re la classifica nel turno infra- settimanale, una volta inaugu- rata la salvezza, si darà poi il via alla realizzazione di un nuovo progetto. Ancora An- drea Della Valle: «Io le idee chiare ce l'ho, il 15 maggio mi confronterò con la città e chia- rirò molte altre cose. Un tavo- lo con Firenze e le istituzioni? Perché no? Intanto vorrei ri- portare Diego allo stadio, ma- gari quando potrà divertirsi: il suo ritorno è in programma».

e Prandelli? Tra gli architetti dei precedenti successi c'era Pantaleo Corvino per cui Della

successi c'era Pantaleo Corvino per cui Della Andrea Della Valle FOTOGRAMMA Valle ha un pensiero: «Ha

Andrea Della Valle FOTOGRAMMA

Valle ha un pensiero: «Ha scrit-

to la nostra storia per sette an-

ni, certe soddisfazioni rimar- ranno sempre. Il nuovo dies- se? Ho più di un nome in men-

te, ora la priorità è la salvezza,

poi lo annunceremo, ma an- che su questo abbiamo idee chiare (probabile uno tra Oria- li e Sartori, con Lo Monaco out- sider, ndr). Prandelli di nuovo viola? Ci faccia vincere l'Euro- peo, poi il calcio è una ruota

che gira e lui e mio fratello Die-

go

hanno fatto pace già l'esta-

te

scorsa». Oltre al nuovo ciclo

da costruire, ci sono un paio di

cose da distruggere: «Vorre- mo far dimenticare il ricordo

della sconfitta contro la Juve,

ci proveremo nei prossimi an-

ni. Anche se in giro sto sco- prendo sempre più avvoltoi,

mi auguro continuino a volteg-

giare senza mangiare».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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6

LA GAZZETTA DELLO SPORT

VENERDÌ 6 APRILE 2012

SERIE A

italia: 515249535254

«Ho temuto di morire Pronto per lo scudetto»

FantAntonio ieri ha segnato in partitella e ha raccontato quei momenti terribili: «Ma se non torno quello di prima smetto»

FABIANA DELLA VALLE MILANO

Cinquemesi e mezzo sen- za calcio possono cambiare il fisico e la testa, ma non i piedi. Antonio Cassano ha sempre sentito un’attrazione fatale verso il pallone e non può aver perso una tale sintonia. Ieri l’attaccante ha segnato un gol in partitella che non lascerà traccia negli almanacchi ma che per FantAntonio ha il sapo- re della ritrovata libertà. Anto- nio adesso si sente di nuovo li- bero di accompagnare in por- ta ogni pallone, come aveva sempre fatto fino al 29 otto- bre 2011, quando si sentì male appena sceso dall’ae- reo che lo aveva riportato indietro da Roma. «Ho avuto paura di morire», ha confessa- to l’attaccante nella sua prima intervista dopo il lungo stop, concessa a Studio Sport .

intervista dopo il lungo stop, concessa a Studio Sport . Antonio Cassano, 29 anni, durante la
intervista dopo il lungo stop, concessa a Studio Sport . Antonio Cassano, 29 anni, durante la

Antonio Cassano, 29 anni, durante la partitella con i compagni di squadra. Non gioca dal 29 ottobre 2011 BUZZI

tacco. Ieri per la prima volta ha raccontato il dramma che ha vissuto: «Quattro giorni pri- ma dell’operazione ho avuto tanta paura, l’idea di far soffri- re i miei cari mi angosciava. Per 36 ore dopo il malore ho fatto fatica a parlare e a ricor- darmi le cose. Per fortuna ora è tutto passato, ho iniziato una nuova vita».

O come prima o smetto Cassano

ha avuto l’idoneità all’attività agonistica martedì: mentre il Milan si preparava ad affronta- re il Barcellona lui vinceva la sua partita più importante. Da quel momento ha ricomincia- to ad allenarsi con il gruppo, sta bene e sabato potrebbe già essere convocato per la gara con la Fiorentina. «Il proble-

ma può essere la forma fisica, ma non certo i piedi che sono quelli di sempre e quindi sono buoni — ha scherzato l’attac- cante—. Adesso torno a gioca- re e se mi accorgo che sto bene okay, ma se vedo che dopo 3, 4, 6 mesi, un anno non sto in piedi, dico a tutti "ragazzi, è stato un piacere" e me ne tor- no a casa. Voglio che la gente

un piacere" e me ne tor- no a casa. Voglio che la gente Una nuova vita

Una nuova vita Quel 29 ottobre Cassano venne ricoverato in ospedale per un attacco ische- mico e pochi giorni subì un pic- colo intervento al cuore per chiudere un piccolo foro (fora- me ovale pervio, detto Pfo) che mette in comunicazione gli atri cardiaci e che è stato in- dividuato come causa dell’at-

ricordi il Cassano buono, non quello che fa compassione».

Milan tricolore Anche prima

dell’attacco ischemico Anto- nio aveva sempre detto di vo- ler smettere presto con il cal- cio, prima dell’inizio del decli- no. Adesso però vuole ringra- ziare anche con i gol chi l’ha aiutato in questi mesi duri e ha sempre creduto in lui: «Mi han- no chiamato tutti, il Real, il Barcellona, Capello, Delneri, Iniesta. Ho capito quanta gen- te ha apprezzato l’uomo Cassa- no. Ma so anche che appena sbaglierò un paio di passaggi torneranno a dire che sono una testa matta. Il presidente Berlusconi, Barbara e Galliani sono stati incredibili. Ma l’uo- mo che mi ha salvato la vita è Rudy Tavana, che mi ha preso per i capelli e mi ha portato in ospedale. Anche Prandelli mi

« Per 36 ore ho fatto fatica a parlare, ora ho iniziato una nuova vita»

« Tavana mi ha salvato, Prandelli ha sempre detto che mi avrebbe aspettato»

ha aiutato tanto perché mi ha

sempre detto che mi avrebbe

aspettato per l’Europeo». Chiu- sura dedicata allo scudetto:

«Lo vince il Milan, non siamo mica qui a pettinare le bambo- le». Ora Cassano attende solo

di pestare di nuovo l’erba di

uno stadio. Allora sì che torne-

rà tutto come prima.

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y

CALVARIO

IN TAPPE

29 OTTOBRE Cassano si sente male a Malpensa, dopo essere rientrato da Roma con il volo della squadra:

problemi di equilibrio, di vista e afasia. Viene ricoverato in ospedale: si tratta di un attacco ischemico. 4 NOVEMBRE Antonio subisce un intervento al cuore per chiudere il Pfo, forame ovale pervio. L’operazione fila liscia: la prognosi è da 4 a 6 mesi prima di riprendere l’attività agonistica. 3 APRILE L’Istituto di medicina dello sport di Milano rilascia a Cassano il certificato di idoneità all’attività agonistica. Va in campo con la Primavera e segna un gol su

rigore. Ora può essere

convocato da Allegri.

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SERIE A

VENERDÌ 6 APRILE 2012

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Tanto è un gioco DI LUIGI GARLANDO
Tanto
è un gioco
DI LUIGI GARLANDO

Prandelli scopre il mal di gol

Infortunati, spuntati, agitati: quanti dubbi a due mesi dall’Europeo

La sofferta produttività dell’attacco

bianconero ha anche riflessi azzurri. Prandelli, che in difesa si affida al blocco Juve (per gli stage del 23 dovrebbe chiamare anche De Ceglie) e a centrocampo punta forte su Pirlo e Marchisio, è molto meno attratto dai bomber di Conte: Borriello aspetta il primo gol, Quagliarella gioca

spezzoni, Matri e Pepe, involuti, sono retrocessi in panca. Ma non è solo Juve. Il

bollettino degli attaccanti azzurrabili, a due mesi dall’Europeo, è preoccupante. Scegliere

i 5-6 per Polonia e Ucraina sarà un esercizio

da

mal di testa per Prandelli.

La

notizia della ripresa di Cassano e Rossi

ha allargato i cuori, ma siamo realisti:

Allegri, braccato dalla Juve e dalla necessità

di vincere questo scudetto, quanto rodaggio

potrà concedere a Cassano? Pepito fa le partitelle, ma le partite vere sono un’altra cosa. E il tempo da qui all’Europeo è poco.

Cassano e Rossi hanno caratterizzato la migliore Italia di Prandelli, ma che rischio sarebbe portare due reduci da pause così lunghe? Il recupero dei due titolari rimetterebbe in discussione le candidature del miglior cannoniere italiano degli ultimi anni ( Di Natale ) e le migliori sorprese della stagione (Borini e Giovinco), perché non possiamo portarci solo punte piccole di movimento. Tra l’altro Borini è al secondo infortunio muscolare importante della stagione. Anche lui comporta un rischio in un torneo di partite ravvicinate e stressanti?

Di

sicuro comporterà dei rischi Balotelli che,

al

di là delle promesse, fatica a trovare

continuità di rendimento e di comportamento. Dal suo talento e dalla sua fisicità però è difficile prescindere.

Oltre a Mario, quali altre prime punte? Bella domanda. Pazzini, Gilardino e Matri sono

accomunati dallo stesso momento balordo, tutti e tre lontani dai loro picchi più alti, tra gol sbagliati, panchine e tifosi delusi. Qualche taglio eccellente ci sarà, soprattutto

se il romanista Osvaldo confermerà la

puntualità realizzativa delle ultime giornate. Come avrete capito, districarsi tra questi dubbi e scegliere un criterio di selezione non

sarà semplice. Uno come Toni che al Mondiale 2006 si convocò da solo, con un campionato da 31 gol, Prandelli non ce l’ha.

Potremmo consolarci con la Spagna, che tra bomber infortunati (Villa) e spuntati ( Torres )

è conciata quasi come noi e come noi

considera gli outsider (Soldado), ma con una differenza sostanziale: per la Spagna, come per il Barcellona, la prima punta è quasi un optional. Il gol in qualche modo arriva dopo il gran carnevale di un centrocampo unico. Per dire, nei primi mesi del 2012 Xavi (6) e Iniesta (4) hanno segnato quanto Matri (4), Pazzini (3) e Gilardino (3) messi insieme. Se poi sbirciamo la contabilità 2012 dell’Olanda (Van Persie 12, Huntelaar 16, Robben 12) ci viene un po’ di magone. A giugno chi farà gol per noi? Prandelli confida nel risveglio primaverile dei bomber in letargo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

A

NEL GIRO

AZZURRO

in letargo. © RIPRODUZIONE RISERVATA A NEL GIRO AZZURRO S Alessandro Matri , 27 anni, è

S

Alessandro Matri,

27 anni, è al suo

secondo campionato con la Juventus; in questa stagione ha collezionato 26 presenze e 10 gol

in questa stagione ha collezionato 26 presenze e 10 gol S Antonio Cassano , 29 anni,

S

Antonio Cassano, 29 anni, è alla sua seconda stagione al Milan; quest’anno 9 presenze e 2 gol in campionato prima dello stop

9 presenze e 2 gol in campionato prima dello stop S   Giuseppe Rossi , 25

S

 

Giuseppe Rossi,

25

anni, dal 2007

al Villarreal; quest’anno 9 presenze e 3 gol nella Liga prima della rottura del legamento crociato al ginocchio destro

della rottura del legamento crociato al ginocchio destro S Fabio Borini , 21 anni, alla prima

S

Fabio Borini, 21 anni, alla prima stagione con la Roma; in campionato ha realizzato 9 gol in 19 presenze; il 26 febbraio 2012 ha fatto il suo esordio con la Nazionale

Juve a stelle e

ha fatto il suo esordio con la Nazionale Juve a stelle e DALLE LAVATRICI AI DOLCI

DALLE LAVATRICI AI DOLCI 31 ANNI DI SPONSOR SULLA MAGLIA BIANCONERA

AI DOLCI 31 ANNI DI SPONSOR SULLA MAGLIA BIANCONERA ARISTON DAL 1981 AL 1989 Sponsor della

ARISTON DAL 1981 AL 1989

Sponsor della Juve che vince 3 scudetti,

1 Coppa Italia, 1 Coppa dei Campioni,

1 Coppa delle Coppe, 1 Supercoppa

Europea e 1 Coppa Intercontinentale

Coppe, 1 Supercoppa Europea e 1 Coppa Intercontinentale UPIM DAL 1989 AL 1992 Per tre campionati

UPIM DAL 1989 AL 1992 Per tre campionati la Juventus è

abbinata ad un marchio della grande

distribuzione: con Upim vince 1 Coppa Italia e 1 Coppa Uefa

distribuzione: con Upim vince 1 Coppa Italia e 1 Coppa Uefa DANONE DAL 1992 AL 1995

DANONE DAL 1992 AL 1995 Ravanelli, Vialli, Baggio e il primo Del Piero: con Danone i bianconeri vincono 1 scudetto, 1 Coppa Italia e 1 Coppa Uefa

vincono 1 scudetto, 1 Coppa Italia e 1 Coppa Uefa SONY DAL 1995 AL 1998 La

SONY DAL 1995 AL 1998 La Juventus targata Sony spopola e vince 2 scudetti, 2 Supercoppe italiane, 1 Champions League, 1 Supercoppa europea e 1 Coppa Intercontinentale

L’americana Chrysler nuovo sponsor in vista

La società sarebbe vicina a un accordo biennale con la casa di auto Usa: sulle maglie potrebbe esserci il marchio Jeep

G.B. OLIVERO

ALBERTO MAURO

TORINO

Sono passati meno di due anni dal 19 maggio 2010, gior- no in cui Andrea Agnelli diven- ne ufficialmente il anni dal 19 maggio 2010, gior- no in cui Andrea Agnelli diven- ne ufficialmente il 23 o presiden- te della Juve, ma sembra tra- scorsa una vita. La società è sta- ta profondamente riorganizza- ta, la squadra è tornata a com- petere ai massimi livelli, lo sta- dio nuovo è un gioiello invidia- to in tutta Italia. Il lavoro, però, è tutt’altro che finito e la diri- genza bianconera ha pianifica- to le prossime mosse.

Il presidente Stamattina alle 9 a Vinovo è in programma una conferenza stampa di Agnelli. Il tema potrebbe essere la dife- sa assoluta di Antonio Conte do- po il suo indiretto coinvolgi- mento nel calcioscommesse a causa di un sms che Bellavista avrebbe voluto gli fosse recapi-

tato per eventuali informazioni su Siena-Sassuolo. In casa Juve c’è grande tranquillità e piena fiducia nel tecnico e quindi è possibile che il presidente vo- glia prendere una posizione pubblica in merito cercando an- che di evitare che la squadra possa essere destabilizzata nel- la fase decisiva della stagione. Ma non saremmo sorpresi se Agnelli parlasse anche di altro, visto che circolano voci di pre- senze illustri oltre a quella del presidente: e l’argomento po- trebbe essere la nuova sponso- rizzazione. Non c’è ancora l’uffi- cialità, ma sembra proprio che la Juve stia per chiudere un ac- cordo con la Chrysler, probabil- mente di durata almeno bienna- le, per la sponsorizzazione uni- ca della maglia. Nelle ultime due stagioni si sono alternate Betclic (prima divisa) e Balocco (divisa di riserva), ma la socie- tà non ha mai nascosto l’inten- zione di avere un unico ricco sponsor che potesse garantire

entrate importanti in un mo- mento di grande rilancio.

Jeep Quello della Chrysler, ov- viamente, è un marchio di fami- glia dopo l’accordo del 2009 con la Fiat ma questo non deve assolutamente far pensare che

sia una scelta di basso profilo, senza alternative o poco conve- niente. Tutt’altro. Di recente la Juve ha già messo sulla maglia un marchio del gruppo Fiat (New Holland, dal 2007 al 2010) e la scelta «americana» evidenzia la volontà di tornare

a essere una squadra mondiale

con la certezza che il brand Ju-

ve possa recuperare in brevissi-

mo tempo il prestigio dell’era pre-Calciopoli. D’altronde in America la Vecchia Signora è tuttora molto seguita e dopo la tournée estiva dello scorso an- no è probabile un bis a luglio. Pare che la Chrysler possa com- parire sulle maglie bianconere con il marchio Jeep, in grande rilancio anche grazie al model-

lo (Grand Cherokee) in uso ai giocatori della Juve.

Le cifre Quest’anno tra Betclic e Balocco la Juve incassa 10 mi- lioni ed è quindi naturale pensa- re che nella prossima stagione, in cui la squadra tornerà in Eu- ropa e molto probabilmente in Champions, le entrate della sponsorizzazione possano esse- re superiori. Dopo le parole di John Elkann mercoledì all’as- semblea degli azionisti Fiat («Scudetto o Coppa Italia? Tut- ti e due. Stiamo giocando bene,

ma come dice Conte non è il mo- mento di allentare la concentra- zione. Vedo però un gruppo di 24 leoni che giocano come un solo leone»), la compattezza della famiglia Agnelli attorno alla società e alla squadra ver- rebbe confermata dal ricco ac- cordo con la Chrysler. Che in fondo è lo sponsor ideale per una squadra che corre a cento all’ora.

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I RIVALI DI DOMANI DEI BIANCONERI DA QUANDO E’ ARRIVATO IL NUOVO DIRIGENTE ROSANERO HA DETTATO UNA SERIE DI REGOLE

Panucci fa rispettare il regolamento, e il Palermo va

Multe salate per chi fa collezione di cartellini gialli o rossi. I primi effetti positivi ci sono già

FABRIZIO VITALE

PALERMO

primi effetti positivi ci sono già FABRIZIO VITALE PALERMO Dal suo insediamento il Palermo non ha

Dal suo insediamento il

Palermo non ha più perso. In due partite, da quando Chri- stian Panucci è il nuovo respon- sabile dell’area tecnica, sono ar- rivati un pareggio e una vitto- ria, la prima del campionato in

trasferta. Adesso si spera di al- lungare la striscia positiva con la Juve. Zamparini dice che Pa- nucci è fortunato, ma è un mo-

do per vantarsi della sua scelta.

Sarà un caso, ma l’arrivo del-

l’ex difensore di Milan, Real e Roma ha portato una ventata nuova. Di sicuro ha portato un regolamento interno alla squa- dra. Qualcosa che mancava e

di cui si sentiva il bisogno. Ci

haimpiegato pochi giorni a but-

tarlo giù, giusto il tempo di ren- dersi conto di alcune cose e di «annusare» l’ambiente. Secon-

do il nuovo dirigente rosanero

con delle regole certe si fanno

4-5 punti in più a campionato.

Chi meglio di lui, che ha vinto in Italia e in Europa, può saper- lo. Le «tavole» sono affisse den- tro lo spogliatoio, poche nor- me che però vanno rispettate altrimenti scattano le multe. Espulsioni Guai, per esempio, a chi si fa espellere per comporta- mento scorretto o per proteste. In questo caso la «legge di Pa- nucci» si fa dura perché verrà

decurtato il 30% dello stipen- dio. Il caso-tipo è quello di Ber- tolo che in Lecce-Palermo ha ri- filato una testata a Delvecchio. Per questa volta il giocatore è stato graziato perché il regola- mento non era ancora entrato in vigore. Non se la passa bene

non era ancora entrato in vigore. Non se la passa bene Christian Panucci, 38 anni ANSA

Christian Panucci, 38 anni ANSA

nemmeno chi va incontro a car- tellini gialli «gratuiti». Lì le san- zioni partono da 250 euro e si raddoppiano in caso di recidi- ve. Quindi tre gialli evitabili verranno a costare ai giocatori mille euro. Multe anche per chi va in ritardo all’allenamento:

5-10 euro al minuto. Lo sfortu- nato che arriva a seduta già ini- ziata dovrà invitare la squadra

a cena.

Modello Real Le regole di Panuc-

ci sono la sintesi della sua lun-

ga esperienza da giocatore. Col

tempo si andrà anche verso

l’abolizione del ritiro pre-gara.

Il meccanismo del raddoppio

delle multe, per esempio, era

un sistema in vigore al Real Ma- drid. Il regime sanzionatorio non servirà, però, a rimpingua- re le casse del Palermo, perché il ricavato verrà devoluto in be- neficenza. I comandamenti di Panucci regolano anche il rap- porto tra giocatori e tecnico, comportamenti irrispettosi o insulti non sono ammessi. Fuo- ri dal campo il coprifuoco scat-

ta dal venerdì: tutti dovranno essere a casa entro le 23. Per il

resto della settimana l’intenzio- ne è di affidarsi al buon senso dei giocatori. Chi venisse sor- preso a fare le ore piccole, pe-

rò, se la vedrà con Panucci.

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strisce

italia: 515249535254 strisce TAMOIL DAL 2002 AL 2007 L’ingresso del colosso Tamoil ha coinciso con lo

TAMOIL DAL 2002 AL 2007 L’ingresso del colosso Tamoil ha coinciso con lo scandalo Calciopoli: 1 scudetto revocato, 1 assegnato all’Inter; per la Juve 1 scudetto e 1 Supercoppa italiana

all’Inter; per la Juve 1 scudetto e 1 Supercoppa italiana BET CLIC E BALOCCO DAL 2010

BET CLIC E BALOCCO DAL 2010 AL 2012 In questi ultimi due campionati la Juventus ha diversificato gli sponsor: la prima maglia è Bet Clic mentre la seconda è Balocco.

   
   

la scheda

CHRYSLER, UN SIMBOLO AMERICANO SALVATO CON I SOLDI DELLA FIAT

Marchionne. Il 2011 della Chrysler si è chiuso con un fatturato di 55 miliardi di dollari. I profitti sono arrivati a 2 miliardi di dollari grazie alla vendita di un milione e 855 mila vetture nel mondo. La Fiat, dopo il 35% iniziale, controlla ora la società americana che fa parte del gruppo torinese.

Chrysler è una casa

Chrysler è una casa

automobilistica fondata nel 1925. Entrata in crisi, si è salvata dal fallimento nel 2009 grazie all’intervento del Governo americano e della Fiat guidata da Sergio

MARCO IARIA

G.B. OLIVERO

Il peccato originale non è stato commesso ieri, ma l’8 lu- glio 2009. Fu allora che le 20

società di Serie A, all’unanimi-

tà, decisero di limitare la sacra-

lità delle partite in contempora- nea solo all’ultima giornata di campionato. Perché? C’era il nuovo bando dei diritti tv da li-

cenziare e spalmando — sem- pre di più — il prodotto a uso e consumo delle televisioni i rica-

vi sarebbero cresciuti. Il varo

dei prossimi anticipi e postici-

pi, e quindi lo sfasamento delle

gare delle duellanti per lo scu- detto al turno numero 37, non è altro che una coerente conse- guenza di quella scelta. Ed ec- co, il 6 maggio, Juventus-Ca- gliari alle ore 15 e Inter-Milan

alle 20.45, col rischio che a 180 minuti dal gong il titolo di cam- pione d’Italia sia ancora in bili- co. Da qui i malumori, al mo- mento sussurrati e comunque fatti recapitare in Lega, da par- te del club bianconero che si do- manda perché non sia stata scelta la strada del doppio po- sticipo, allo scopo di assicurare identiche condizioni a tutt’e due. E che è pronta a chiedere ufficialmente il cambio di pro- gramma. Chi va in campo do- po, sapendo già il risultato del- l’altra — è il solito refrain — ha

un bel vantaggio sul piano stra-

tegico e psicologico. C’è da dire che il Milan, in virtù della Champions, ha spesso e volen-

tieri anticipato gli impegni di campionato, trovandosi pro- prio nella situazione che si pre- figura per la Vecchia Signora. Ma la volatona, certo, ha tutta un’altra rilevanza.

Ma la volatona, certo, ha tutta un’altra rilevanza. Buon senso Va detto che il co- municato

Buon senso Va detto che il co- municato ufficiale di ieri parti-

to da via Rosellini non è un to-

tem inviolabile. Nel senso che,

VENERDÌ 6 APRILE 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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Derby posticipato Malumori a Torino

Inter-Milan del penultimo turno alle 20.45, Juve-Cagliari alle 15: ai bianconeri non va bene

alle 20.45, Juve-Cagliari alle 15: ai bianconeri non va bene La gioia di Diego Milito, 32

La gioia di Diego Milito, 32 anni, per il gol segnato al Milan all’andata REUTERS

ANTICIPI E POSTICIPI DALLA 15 a ALLA 18 a DI RITORNO

Juventus-Roma e Napoli-Palermo Altri due big-match in notturna

e Napoli-Palermo Altri due big-match in notturna Questi gli anticipi e i posticipi dalla 15 a

Questi gli anticipi e i

posticipi dalla 15 a alla 18 a giornata di ritorno della Serie A. Sabato 21 aprile Chievo-Udinese (ore 18), Napoli-Novara (20.45). Domenica

22 aprile Fiorentina-Inter (12.30),

Juventus-Roma (20.45). Sabato

28 aprile Cagliari-Chievo (18),

Palermo-Catania (18), Roma-

Napoli (20.45). Domenica 29 aprile Bologna-Genoa (12.30), Udinese-Lazio (20.45). Martedì 1˚ maggio Chievo-Roma (18), Napoli-Palermo (20.45). Sabato 5 maggio Lecce-Fiorentina (18), Roma-Catania (20.45). Domenica 6 maggio Siena-Parma (12.30), Inter-Milan (20.45).

se nelle prossime giornate la lotta scudetto rimanesse aper- ta, a fine aprile si deciderà di far giocare alla stessa ora Ju- ventus e Milan, in quella fatidi- ca penultima giornata, tanto più che la gara col Cagliari non

èin uno «slot» singolo e spostar-

la risulta facile. Una scelta di

buon senso dettata da motivi

di opportunità che la Lega non

esiterebbe a prendere, a costo

di scontentare le tv. Già, per-

ché tutto ruota attorno ai con- tratti da 800 milioni annui sot- toscritti con Sky e Mediaset.

Comanda l’audience Nel bando

del biennio 2010-12 una delle novità era rappresentata pro- prio da questo valore aggiun- to: anche il penultimo turno sa- crificato allo spezzatino, dopo aver già abbattuto, nel 2008, il blocco delle ultime quattro giornate. Visto che il derby di San Siro è il piatto forte, non si poteva che collocarlo nel pri- me time della domenica, senza altri match a sporcare gli ascol- ti. Lo stesso vociare si levò un anno fa, quando la Lega comu- nicò, per la penultima giorna- ta, Milan-Cagliari in anticipo e Napoli-Inter la domenica sera. Poi i rossoneri andarono in fu- ga e il caso rientrò da sé. Ma adesso? Si naviga a vista, aspet- tando maggiori certezze.

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Pista Balotelli

Ritorna all’Inter? Branca: «Parliamone fra uno o due mesi»

Il d.t. non chiude la porta all’attaccante in nerazzurro E su Stramaccioni si sbilancia: «Un allenatore unico» Il tecnico: «Conferma se arrivo terzo? Chiedete a Moratti»

E su Stramaccioni si sbilancia: «Un allenatore unico» Il tecnico: «Conferma se arrivo terzo? Chiedete a

DAL NOSTRO INVIATO

LUCA TAIDELLI APPIANO GENTILE (Como)

Quella foto del 27 marzoDAL NOSTRO INVIATO LUCA TAIDELLI APPIANO GENTILE (Como) scorso è meglio tenersela da parte. Non sai

scorso è meglio tenersela da parte. Non sai mai che quel Ba- lotelli che irrompe nel pieno della presentazione di Stramac- cioni e saluta calorosamente il nuovo tecnico non diventi l’ini- zio di una storia di predestinati che all’Inter piacerebbe assai poter riunire per la prossima stagione.

In uno o due mesi La suggestio-

ne legata a Mario è nell’aria da

giorni. O forse da sempre, se si pensa che al momento di ceder-

lo al City due anni fa l’Inter si

assicurò la possibilità di pareg- giare o superare un’offerta che fosse arrivata ai Citizens. Ieri il d.t. Marco Branca non ha fatto nulla per spegnere le voci. In- tervenuto alla presentazione

di Guarin, il dirigente ha rispo-

sto così a una domanda sul pos-

sibile ritorno di Balotelli: «Cre- do ci sarà tempo di parlarne tra uno o due mesi. Oggi è il gior- no di Fredy». Balotelli tra Mila- no e Brescia ha lasciato amore

e famiglia, a Manchester litiga

a giorni alterni con compagni o Mancini e ha sempre detto di

voler tornare in Italia. E Morat-

ti a novembre ammise: «Balo-

telli? Lo riprenderei subito».

Ideale per il 4-3-3 Certo, sareb-

be un’operazione complicata e

S

Marco Branca, 47 anni, è il direttore dell’area tecnica dal 2003 dopo essere stato un giocatore nerazzurro

IMAGE

dispendiosa (Mario ha un con-

tratto sino al 2015 a 3,5 milioni

a stagione), ma non impossibi-

le. Soprattutto se al City — che

deve ancora pagare l’ultima ra- ta da 6 milioni — andasse bene una contropartita tecnica co- me Maicon o Sneijder. Balotel-

li tra l’altro si sposerebbe a me-

raviglia con il credo tattico di Stramaccioni. Mario infatti può ricoprire qualsiasi ruolo in

attacco, ma diventa micidiale quando parte largo sulla fa- scia, da dove può saltare l’uo- mo per andare sul fondo o ac- centrarsi e tirare.

do un ottimo allenatore sotto ogni punto di vista. Malgrado

l’età e il poco tempo a disposi- zione, è molto sicuro di sé e ha già tutto sotto controllo. Ho avuto 23-24 allenatori da cal- ciatore e 6-7 da dirigente, ma posso assicurarvi che lui ha

una personalità tutta sua. Ter- zo posto? Inutile fare proclami, bisogna preparare al meglio non solo ogni gara, ma ciascun allenamento. Poi sappiamo be- nissimo che la zona Cham- pions non dipende solo da noi. Ma le strategie dell’Inter passa- no dall’investimento che avre- mo a disposizione. Al momen- to ci sono solo 4-5 club al mon- do che possono fare acquisti im- portanti. E nessuno è italiano. Ma anche senza Champions

S

Andrea Stramaccioni, 36 anni, è arrivato l’estate scorsa dalla Roma. Dopo la Primavera, guida la prima squadra

ANDREOLI

Roma. Dopo la Primavera, guida la prima squadra ANDREOLI Strama, tutto sotto controllo E proprio al
Roma. Dopo la Primavera, guida la prima squadra ANDREOLI Strama, tutto sotto controllo E proprio al

Strama, tutto sotto controllo E

proprio al nuovo tecnico, Mar- co Branca lancia messaggi im- portanti: «Andrea si sta rivelan-

IL SERBO FRA PRESENTE E FUTURO

Stankovic: «Gasperini non ce l’aveva con me. Io via da qui? E chi mi prende?»

non ce l’aveva con me. Io via da qui? E chi mi prende?» Ieri Dejan Stankovic

Ieri Dejan Stankovic ha

fatto il punto su presente e futuro: «Stramaccioni è bravissimo, mettiamo da parte l’età: ha le idee chiare e dopo una settimana si è già visto qualcosa di quello che ha in mente. Ora abbiamo davanti otto partite fondamentali: contro il Cagliari sarà un’altra chance per avvicinarci, ma non va dimenticato che in passato più volte non ci siamo riusciti. Certo,

raddrizzare la stagione con un 3˚ posto sarebbe straordinario. Il mio futuro? E dove vado, chi mi prende? Rimango qua, l’ho già detto, a meno che l’Inter non mi dica che non servo più:

altrimenti, mi vedrete anche l’anno prossimo». Poi un accenno a Gasperini: «Non credo di essere io il giocatore con cui non andava d'accordo». E uno a Balotelli: «Lui è un grande: un amico e un fratello».

non perderemmo il nostro ap- peal. E’ stato lo stesso negli an-

ni scorsi per Juve e Milan».

Responsabilità Per tenere viva

la speranza, l’Inter comunque

deve battere il Cagliari. Unica cosa che ha in testa Strama, co-

me conferma l’interessato a margine di un torneo dell’Acca- demia Inter ai microfoni Sky:

«Se la mia conferma passa dal terzo posto va chiesto a Morat-

ti. Io penso solo a mettere a di- sposizione del gruppo quel po- co che so, a come vincere con- tro un Cagliari in grande forma

e alla responsabilità di guidare

la squadra a fare un grande fi-

nale di stagione. Vedo molto entusiasmo. Anche perché la carta d’identità non conta e in squadra ho tanta gente giova-

ne dentro». Con Sneijder sem-

pre a parte (al pari di Maicon)

e Alvarez che ha lavorato con i

compagni solo per metà sedu- ta, anche domani a Trieste è scontato il 4-3-3 visto all’esor-

dio del nuovo tecnico, con il probabile esordio da titolare

dello stesso Guarin. Conferma-

to invece il tridente Zarate, Mi-

lito, Forlan. Pazzini dovrebbe avere la sua occasione l’11, nel turno infrasettimanale contro

il Siena. Chance che mancherà

a Luc Castaignos: mercoledì

con la Primavera ha segnato un gol, preso una traversa, ma an- che rimediato una lesione di

terzo grado al bicipite femora-

le della gamba destra. Per lui la

stagione è di fatto finita.

IERI IL LANCIO

Zanetti, che idea

Macchina da caffé per la Fondazione

Zanetti, che idea Macchina da caffé per la Fondazione Javier Zanetti, 38 anni MILANO (fr.vell.) Aveva

Javier Zanetti, 38 anni

Macchina da caffé per la Fondazione Javier Zanetti, 38 anni MILANO (fr.vell.) Aveva già ideato le

MILANO (fr.vell.) Aveva

già ideato le tazzine. Ma per fare il caffè serve la macchina. E ieri Javier Zanetti, davanti a 500 agenti in estasi, ha lanciato «La macchinetta del capitano»,

nerazzurra e distribuita da Vitha Group. Scopo del progetto: «Raccogliere fondi per la Fondazione Pupi e far

crescere felici i bimbi che

sosteniamo». Gli invitati di San Siro hanno raccolto l’appello. Un agente ne ha prenotate 500. «Ma sia chiaro: io il caffè non lo bevo, lo prende solo mia

moglie», ha detto Zanetti.

L’ULTIMA DISAVVENTURA A MANCHESTER UNO SCONTRO VIOLENTO E INDAGINI DELLA POLIZIA. YAYÀ TOURÉ SMENTISCE: «NESSUNA RISSA CON BALO»

E Mario distrugge la Bentley Ma stavolta non è colpa sua

Un’auto gli ha tagliato la strada. A bordo anche la fidanzata: paura ma nessuna ferita

te, mentre Mario era alla guida della sua Bentley bianca da 140 mila sterline, in compagnia del- la fidanzata, Raffaella Fico. Una Vauxhall Corsa ha improv- visamente tagliato la strada per fare una «conversione a u» e Ba- lotelli non ha potuto evitare l’impatto.

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

STEFANO BOLDRINI

LONDRA

Raffaella in ospedale o no? Lo

scontro è stato violento. Mario

 
Stavolta sembra non ave-

Stavolta sembra non ave-

si è spaventato, ma quando ha

re

colpe, se non l’unica di esse-

abbassato il finestrino per ri-

re

sfortunato: Mario Balotelli è

spondere ai primi soccorsi ha ri-

stato coinvolto ieri pomeriggio in un incidente stradale, nel

sposto «Tutto ok» ed è sceso dal- l’auto quasi sorridente, scher-

centro di Manchester. Grande spavento, auto danneggiata, ma l’attaccante italiano del Ci- ty, per fortuna, non ha riporta-

zando. Secondo le ricostruzio- ni della polizia di Manchester, Raffaella Fico sarebbe stata ac- compagnata in ospedale per

to ferite. L’episodio è avvenuto

alle 15.15 ora inglese a Me- dlock Street, vicino a Deansga-

precauzione, ma dall’entoura- ge di Balotelli in serata questa versione è stata smentita. La

Balotelli in serata questa versione è stata smentita. La Sopra Mario Balotelli, 21 anni, con Raffaella
Balotelli in serata questa versione è stata smentita. La Sopra Mario Balotelli, 21 anni, con Raffaella
Balotelli in serata questa versione è stata smentita. La Sopra Mario Balotelli, 21 anni, con Raffaella

Sopra Mario Balotelli, 21 anni, con Raffaella Fico, 24, al centro sportivo del Manchester City scendono dalla Bentley Continental Gt bianca con cui hanno avuto l’incidente ieri pomeriggio a Manchester AP

Bentley ha riportato danni seri:

una parte del paraurti anterio- re si è staccata di netto. Una vol- ta sceso dall’auto, Mario ha fat- to un paio di telefonate e pochi minuti dopo sono arrivate due persone a bordo di una Ran-

ge-Rover, descritte dai testimo- ni come «ragazzi che indossava- no abiti di taglio italiano».

Grande paura I testimoni ocula- ri, presenti sul luogo dell’inci- dente, scagionano Balotelli:

«L’altra macchina ha effettuato una conversione all’improvviso

e non si poteva evitare lo scon-

tro. Mario sul primo momento sembrava choccato, ma si è subi-

to ripreso e ha sorriso. La ragaz-

za era spaventata. Il guidatore

della Corsa era stordito». La po- lizia di Manchester ha avviato le indagini. Roberto Mancini è stato informato qualche ora do- po l’accaduto. Ha parlato con Mario che lo ha rassicurato:

«Tutto a posto, sto bene. Stavol- ta non è colpa mia. Quella mac- china mi ha tagliato la strada e non sono riuscito ad evitarla».

La verità di Yayà L’episodio è av- venuto nel giorno in cui il Sun, da copione, ha sparato in prima pagina la storia di Mario con Jennifer Thompson, 24 anni, una ex escort che ha avuto in precedenza una relazione con Wayne Rooney. Il Daily Mail ha invece raccontato la verità di Yayà Touré, il centrocampista ivoriano del City che secondo i giornali inglesi aveva sfiorato la rissa con Mario sabato scor- so, subito dopo la gara con il Sunderland (3-3): «Tutto falso, Mario non è mio amico: è mio fratello. Sabato scorso io mi so-

no limitato a dire a Mario: "Ehi, calmati, siamo in campo, di fronte a migliaia di persone".

Tutto qui. Il resto è una bugia colossale».

italia: 515249535254

Guarin: «Da 2 anni volevo venire qui Ci resterò a lungo»

Il colombiano è sicuro del riscatto dal Porto «Mi hanno preso da infortunato, che stimolo»

DAL NOSTRO INVIATO

LUCA TAIDELLI APPIANO GENTILE (Como)

DAL NOSTRO INVIATO LUCA TAIDELLI APPIANO GENTILE (Como) Le cose facili evidente- vembre in Colombia-Venezue-

Le cose facili evidente-

vembre in Colombia-Venezue-

mondo Inter, lo staff medico

la

- racconta Guarin, che in

ha fatto un lavoro super per far-

quella partita segnò pure -. Poi

mi

guarire e trovare la forma,

ho

passato un mese ad allenar-

ma

non giocare è stato tremen-

mi

un po’ a parte un po’ in grup-

do. Domenica sentivo un’ener-

mente non piacciono nè a Fre-

po. Fino al vero infortunio. L’In-

gia

positiva: ora il terzo posto

dy Guarin nè tantomeno all’In-

ter

la sognavo durante un’in-

resta lontano, ma noi abbiamo

ter: ci sono voluti due anni e al-

fanzia difficile e l’avevo scelta

il dovere di crederci».

trettanti infortuni al polpaccio

da

due anni perché qui c’è il

perché coronassero il loro so-

mio amico Ivan ed è uno dei

Grazie Porto Malgrado Stramac-

gno d’amore. Mentre il conna-

club più forti del mondo. Non

cioni l’abbia provato anche co-

zionale Cordoba se lo lavorava

so

se a gennaio il mio procura-

me regista arretrato, Guarin

ai fianchi e il triplete mourinha- no moltiplicava l’appeal dei co- lori nerazzurri, Marco Branca

tore avesse parlato anche con Juve e Lazio: io avevo le idee chiare da tempo e il fatto che

spiega di dare il meglio come «interno di destra, ma anche si- nistra: in un 4-3-3 così posso

aveva messo gli occhi sul ragaz-

una società del genere creda in

sfruttare il tiro, che è il mio pez-

zo di Puerto Boyacà ben prima

te

al punto da comprarti quan-

zo

forte». In Italia è arrivato

che diventasse una colonna del

do

sei infortunato, mi ha dato

con padre, moglie e figli e riba-

Porto di Villas Boas. La quota- zione però era alle stelle e so-

motivazioni speciali. Essere ar- rivato in una stagione difficile

disce che se fosse per lui il ri- scatto dal Porto sarebbe cosa

prattutto, come spiega lo stes-

mi

responsabilizza ancora di

già

fatta: «Non sono certo venu-

so d.t., «non era mai successo

più».

to qui per giocare soltanto qual-

che loro accettassero di cedere in prestito con diritto di riscat-

Crederci sempre Domani po-

che mese». Così Branca: «Te- nendo conto anche di età e

to un top player come Fredy».

trebbe arrivare la prima volta

mentalità vincente, Fredy è un

da

titolare («Fredy ha caratteri-

giocatore super. Non c’è una

«Benedetto» infortunio Ma qui

ha fatto buon gioco quel bene- detto infortunio con ricaduta,

stiche uniche e ogni giorno sta meglio» ha spiegato ieri Stra- maccioni),ma giàl’esordio con-

data esatta per sederci a un ta- volo col Porto, società con cui abbiamo un canale preferenzia-

che ha convinto il Porto (di cui

tro

il Genoa ha fatto capire ai

le a prescindere da Guarin. Sa-

ora sponsorizza Fernando, «un

tifosi che valeva la pena avere

pevamo del suo infortunio, an-

grande») a mollare la presa.

pazienza. «Questi mesi mi so-

che se pensavamo che i tempi

«Mi sono fatto male il 12 no-

no

serviti per inserirmi nel

sarebbero stato meno lunghi».

VENERDÌ 6 APRILE 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

11

lunghi». VENERDÌ 6 APRILE 2012 LA GAZZETTA DELLO SPORT 11 Il nazionale colombiano Fredy Guarin, 25

Il nazionale colombiano Fredy Guarin, 25 anni: l’Inter potrà riscattarlo dal Porto per 8,5 milioni LIVERANI

E’ SEMPRE GUERRA CELLINO-COMUNE

Il Cagliari dà libertà a Cossu C’è l’ipotesi stadio di Quartu

dà libertà a Cossu C’è l’ipotesi stadio di Quartu ASSEMINI (m.f.) Cossu libero di muoversi su

ASSEMINI (m.f.) Cossu libero di muoversi

su tutto il fronte offensivo, Ibarbo, Nené e Larrivey jolly da usare a gara in corso. Ficcadenti spera di impensierire così l’Inter. Il charter della squadra, con a bordo i tifosi, parte per Trieste stamattina: rifinitura nel pomeriggio. Nuove puntate della guerra Cagliari-Comune: «Porto la squadra a Trieste fino a fine campionato e poi me ne vado», dice Cellino, già d’accordo per giocare a Quartu. La replica del sindaco Zedda: «Cellino riporti qui la squadra: per la città e per i tifosi».

PRIMAVERA FINO AL 31 DICEMBRE

«Arbitro aggredito» Nove mesi di stop per il baby Pecorini

Il difensore avrebbe messo

le

mani in faccia al direttore

di

gara nella finale NextGen

Una mazzata. Simo-

ne Pecorini, 19 anni, difen-

sore dell’Inter Primavera

(foto Pegaso), è stato squa- lificato dal giudice sporti-

vo Tosel fino al 31 dicem-

bre per aver aggredito l’ar- bitro inglese Lee Collins al termine della finale della NextGen contro l’Ajax del 25 marzo. Tutto nasce da una bizzarria del direttore

del 25 marzo. Tutto nasce da una bizzarria del direttore di gara, che fece ripetere il
del 25 marzo. Tutto nasce da una bizzarria del direttore di gara, che fece ripetere il

di

gara, che fece ripetere il rigore di De Bondt, para-

to

da Di Gennaro. Un rigore decisivo per la vittoria

dell’Inter. De Bondt ritirò e segnò, quindi fu decisivo il gol di Crisetig. Durante la festa in campo, ci si era accorti del rosso a Pecorini, ma non dell’aggressio-

ne, che non si vede neppure nelle immagini tv. La

Football Association ha inviato i referti dell’arbitro,

di un assistente e del quarto ufficiale il 30 marzo.

Tosel li ha letti e ieri ha comminato a Pecorini la maxi-squalifica per avere «fronteggiato con atteggia-

mento aggressivo l’arbitro, afferrandogli il volto con entrambe le mani e spingendolo con veemenza al- l’indietro». Il giocatore ha saputo del provvedimen-

to da Bernazzani, al termine dell’allenamento. Non

riusciva a crederci, è distrutto. L’Inter non ha ancora

preso una posizione ufficiale, prima vuole capire se

ci

sia stata davvero un’aggressione fisica così violen-

ta

oppure no. Pecorini ha alcune squadre di B che lo

vorrebbero per la prossima stagione e la squalifica rischia di rovinare tutto. Stop di 4 giornate anche a

Vincenzo Sasso, il vice di Stramaccioni, «per avere,

al termine della gara, rivolto con atteggiamento ag-

gressivo agli ufficiali di gara epiteti ingiuriosi».

ro.pe.

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AMERICA’S CUP WORLD SERIES Napoli, 11-15 aprile 2012 Cronometrista Ufficiale della 34 a America's Cup
AMERICA’S CUP WORLD SERIES
Napoli, 11-15 aprile 2012
Cronometrista Ufficiale
della 34 a America's Cup
Louis Vuitton e l'America's Cup sfidano i mari da oltre 150 anni. Da questa
storia comune, che unisce una Maison leggendaria e il più antico trofeo
sportivo, 30 anni fa è nata la Louis Vuitton Cup: chi si aggiudicherà
questo trofeo potrà affrontare il vincitore dell'America's Cup. Nell'attesa
di questa regata decisiva, che si svolgerà alla fine dell'estate 2013, gli
equipaggi metteranno alla prova la loro passione con le World Series
dell'America’s Cup.
americascup.com

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12

LA GAZZETTA DELLO SPORT

SERIE A

IN PALIO IL TERZO POSTO

VENERDÌ 6 APRILE 2012

italia: 515249535254

Decisivi gli scontri diretti, uno è all’ultima giornata

Lazio-Napoli è solo uno degli scontri diretti che decideranno la vola- ta per il terzo posto. Sei le squadre in corsa per garantirsi il prelimi- nare di Champions League e già alla 32ª si affronteranno Roma e Udinese. Alla 33ª c’è Udinese-Inter, alla 35ª Udinese-Lazio e all’ulti- ma giornata una sfida che potrebbe rivelarsi determinante, quella fra Lazio e Inter all’Olimpico. Fra tutte, l’Inter è l’unica che dovrà giocare 5 partite fuori e 3 in casa.

LA VOLATA PER LA CHAMPIONS

5 partite fuori e 3 in casa. LA VOLATA PER LA CHAMPIONS RCS Ahi Klose la

RCS

Ahi Klose

la scheda

MIROSLAV KLOSE

33 ANNI

ATTACCANTE

Miroslav Klose è nato

Miroslav Klose è nato

a Oppein (Polonia) il 9 giugno 1978 ma è di nazionalità tedesca. Prima di venire alla Lazio, nell’estate 2011, ha sempre giocato in Bundesliga con Kaiserslautern, Werder Brema e Bayern Monaco

3 i Mondiali di calcio cui ha partecipato: nel 2002 in Giappone-Corea del Sud (secondo posto), nel 2006 in Germania (terzo posto) e nel 2010 (terzo posto) in Sudafrica

14

le reti segnate nelle fasi

finali dei Mondiali: 5 nel 2002, 5 nel 2006 e 5 nel 2010.

13

le reti segnate con la Lazio

in questo campionato

6,19 la media voto nelle 26 partite di serie A che ha giocato nel 2011-2012

63

le reti realizzate nelle 114

partite giocate con la nazionale

tedesca

nelle 114 partite giocate con la nazionale tedesca Pensa all’Europeo «Lazio, non so se tornerò in
nelle 114 partite giocate con la nazionale tedesca Pensa all’Europeo «Lazio, non so se tornerò in

Pensa all’Europeo «Lazio, non so se tornerò in campo»

Il tedesco si cura per una lesione muscolare «Rientrerò al top, sarebbe un bel vantaggio andare in nazionale con le batterie ricaricate»

Miroslav Klose, 33 anni, prima stagione con la Lazio. Con la Germania ha conquistato due bronzi mondiali

DAVIDE STOPPINI

ROMA

Miro, «l’ottimismo è il pro- fumo della vita», direbbe con un po’ di sarcasmo oggi Tonino Guerra, ricalcando il tormento- ne di una famosa pubblicità. un po’ di sarcasmo oggi Tonino Guerra, ricalcando il tormento- ne di una famosa pubblicità. Ev- viva l’ottimismo, Klose alla Bild se la prende comoda con la La- zio, mentre Edy Reja lo aspetta per fine mese. Che succede?

Intervista Succede che Klose, in un’intervista diffusa ieri in Ger- mania, ha dichiarato: «Non pos- so ancora dire se potrò tornare in campo prima della fine della stagione». Parole che hanno creato qualche fastidio a For- mello. E allora serve un riepilo- go delle ultime puntate per ca- pire la situazione. Klose è fer- mo dal 22 marzo per una lesio- ne di primo grado al flessore della coscia sinistra. Normal- mente, è un infortunio che si cu- ra in tre settimane, quattro al massimo se — come nel caso del tedesco — la lesione è un primo grado «vero». Non ci sia- mo con i tempi. Perché mettere in dubbio il ritorno in campo

prima della fine della stagione?

Obiettivo Klose non ha smentito

le dichiarazioni. La società ha

invece fatto sapere di esser sta-

ta tranquillizzata dal giocatore.

Ma per più di qualcuno, a For- mello, le parole di Miro sono state solo una conferma di quanto si era capito subito do- po l’infortunio. L’attaccante ci

va cauto, la priorità sono gli Eu- ropei e un traguardo troppo im- portante da centrare: vuole di- ventare il cannoniere più proli- fico di sempre con la maglia del- la Germania. E per farlo gli mancano solo cinque reti: 63 i suoi gol, 68 quelli del mito Gerd Muller. Ecco perché già la sera stessa dello stop Klose volò a Monaco di Baviera, per curar-

si dal professore Muller-Wohl-

fahrt, che incidentalmente è an-

chel’ex medico del Bayern el’at- tuale responsabile sanitario del-

la nazionale tedesca. Ecco per-

ché Miro ci torna tre volte alla

settimana. L’ultima seduta te- desca, fanno sapere dalla La- zio, dovrebbe essere quella di giovedì prossimo, dopo la qua- le sarà possibile stabilire con certezza la data del rientro in

campo. Già, perché la Lazio — Edy Reja su tutti — continua a pensarlo disponibile entro la fi-

ne del mese, in tempo per il ma- tch del 29 aprile contro l’Udine-

se.

Batterie Ma è altrettanto chiaro come Muller-Wohlfahrt abbia consigliato al tedesco la massi- ma prudenza: il rischio ricadu- ta, per un problema muscolare,

è grande. «La guarigione prose-

gue bene — ha detto ancora Klose —, mi sta seguendo il fi- sioterapista Klaus Eder. Sono si- curissimo che sarò al top per gli Europei. Sì, il ritmo partita è im- portante, però sarebbe un bel vantaggio andare in nazionale con le batterie ricaricate». Il

punto è che Klose è anche la bat- teria principale di una Lazio che si sta giocando il terzo po- sto con l’handicap. I tanti infor-

tuni hanno condizionato la sta- gione biancoceleste. E certo non devono aver dato all’ex cen- travanti del Bayern una grande serenità, se è vero che il proto- collo terapeutico seguito a For- mello è stato stabilito da Mul- ler-Wohlfahrt.

I FUNERALI DI CHINAGLIA

Lazio assente, il figlio Anthony:

«Dal club neppure una telefonata» La salma forse sarà sepolta a Roma

neppure una telefonata» La salma forse sarà sepolta a Roma Spiccava una corona inviata da Alex

Spiccava una corona

inviata da Alex Ferguson a nome del Manchester United: «Un saluto a Giorgio Chinaglia». C’era

quella dei Cosmos e di un supertifoso laziale arrivato da New York, Giovanni Bartocci, con scritto: «Ai veri laziali, battiamo le mani». Mancava quella del club biancazzurro. E non c’era neppure un dirigente in veste ufficiale mandato da Lotito. Il funerale, a cui hanno partecipato circa 80 persone, si è svolto alle 11 di ieri a Naples (Florida). La famiglia era rappresentata dalla moglie Angela Cacioppo, coi figli Donald e Anthony, e dai tre figli del primo matrimonio, Giorgio Jr., Stephany e Cyntia, venuti da Boston. Presenti anche alcuni ex Cosmos e una manciata di tifosi residenti negli Usa del gruppo «Il Sodalizio», che ha messo nella bara due maglie e una scritta: «Il

che ha messo nella bara due maglie e una scritta: «Il tuo dito sotto la Sud

tuo dito sotto la Sud riecheggerà in eterno. Arrivederci Long John». Bartocci: «E’ una vergogna che non ci fosse nessuno della Lazio, ne bastava uno con la cravatta ufficiale». Deluso anche Anthony Chinaglia: «La società non ha fatto neanche una telefonata, pazzesco». Pare ci sia l’intenzione prima o poi di portare la salma a Roma e dargli sepoltura a Monte Mario.

m.l.p.

Carica Lotito Chissà se del caso si è interessato anche Lotito, che ieri pomeriggio è piombato

a Formello per parlare con la

squadra. Circa 20 i minuti di colloquio: il presidente ha chie-

sto ai giocatori massimo impe- gno, spiegando come il terzo posto sia sinonimo di grande

crescita per il prossimo futuro. Lo sa anche Reja, che intanto ie-

ri ha perso nuovamente anche

Brocchi. Il centrocampista è fuori causa per il Napoli: il pie- de sinistro fa ancora male, gli esami di ieri hanno evidenziato un edema. Ignoti i tempi di re-

cupero: l’ex milanista avverte dolore non appena prova a for-

zare, si deciderà di volta in vol-

ta la disponibilità. La buona no-

tizia arriva invece da Lulic, che sta accorciando i tempi: dovreb- be tornare per Lazio-Lecce del 22 aprile. Ieri il tecnico, nel mezzo di un allenamento aper- to ai tifosi, ha testato ancora il 4-2-3-1. Matuzalem verso la panchina (dentro Cana), Radu

ci proverà con un’infiltrazione,

Candreva favorito su Gonzalez. In avanti il solo Rocchi. Perché Klose non c’è.

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UDINESE DOPO UN BUON AVVIO L’ATTACCANTE SI ERA PERSO PER STRADA. POI LA RISALITA

Torje sta tornando e ora Guidolin gli dà un’altra possibilità

Con le assenze di Fabbrini e di Floro Flores il romeno potrà ripartire titolare

MASSIMO MEROI

UDINE

L’eredita era di quelle pe- santi. Alexis Sanchez a suon di prodezze aveva trascinato l’Udi- nese alle porte della Cham- santi. Alexis Sanchez a suon di prodezze aveva trascinato l’Udi- nese alle porte della Cham- pions League. Per Gabriel Torje il compito di non farlo rimpian- gere era quasi impossibile. Ep-

pure era partito col piede giu- sto e aveva dimostrato di saper-

ci fare: corsa, intraprendenza e

velocità. Poi una lenta e pro- gressiva crisi di rigetto lo aveva

confinato in panchina e anche

in tribuna. Come se non bastas-

se, in Europa League non pote- va giocare avendo già disputa- to qualche partita con la Dina- mo Bucarest. Poi all’inizio del

girone di ritorno qualche timi- do segnale di ripresa: il gol, pe- raltro inutile, a Firenze, e due domeniche fa la rete che è valsa il pareggio a Palermo «Il calcio

è cosi, un giorno non sei nessu-

no, il giorno dopo un fenome- no» aveva commentato lui ri- pensando alle critiche subite dopo la pessima prova di Nova-

ra dove Guidolin lo aveva sosti- tuito dopo il primo tempo.

Nodo tattico Il problema della crescita di Torje sembra anche

tattico Il problema della crescita di Torje sembra anche Gabriel Torje, 22 anni FORTE legato alla

Gabriel Torje, 22 anni FORTE

legato alla sua posizione in cam- po. Il romeno non sembra adat- to a ricoprire il ruolo di trequar- tista, fatica a comprendere i tempi di gioco agendo alle spal-

Incognita In settimana Torje è stato tra i più brillanti in allena- mento ma non è detto che col Parma, nonostante le assenze degli infortunati Fabbrini e Flo-

le di Di Natale. Le cose sembra-

ro

Flores, parta titolare. La scel-

no andare un po’ meglio quan-

ta

è legata al modulo. Se Guido-

do agisce da attaccante puro o

lin opterà per il 3-4-1-2 sarà al

viene piazzato largo a destra co- me accade in nazionale «Io non entro nel merito della questio- ne - ha sempre sostenuto - sono giovane, il calcio italiano è diffi- cile e durante la settimana mi

fianco Di Natale. Se invece pun- terà sul collaudato 3-5-1-1 pro- babilmente partirà dalla pan- china. Come a Palermo dove ha dimostrato di poter essere deci- sivo anche a partita in corso.

alleno per migliorare»

©

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italia: 515249535254

S

Il grande ex Goran Pandev ha giocato nella Lazio dal 2004 al 2009 dopo aver debuttato in A con

l’Ancona FOTOPRESS

« Alla Lazio sono cresciuto come uomo e come calciatore. Devo tutto a quel club

GORAN PANDEV ATTACCANTE DEL NAPOLI

A Napoli Pandev è diventato il quarto moschettiere

Mazzarri rischiatutto all’Olimpico, tutte in campo le stelle dell’attacco. «Di Goran non posso fare a meno»

GIANLUCA MONTI

NAPOLI

«Di Goran non posso fare a meno» GIANLUCA MONTI NAPOLI Goran Pandev sogna il gol dell'ex.

Goran Pandev sogna il

gol dell'ex. Lazio-Napoli è la sua partita e Walter Mazzarri

ha intenzione di far leva pro-

prio sulle motivazioni e lo stato

di forma del macedone per

sbloccare l'attacco del Napoli, che contro la Juventus non è mai riuscito a tirare in porta.

Gioie e dolori Con la maglia bian- coceleste Pandev ha giocato cinque stagioni e segnato 64 re- ti (è il settimo marcatore della storia laziale insieme a Garla- schelli). «Lì sono cresciuto co- me uomo e come calciatore»,

ha ribadito di recente parlando

della sua avventura nella capi- tale. E' arrivato a Roma appena

ventunenne, dopo aver esordi-

to in A con l'Ancona, e se n'è

andato in maniera burrascosa

nel

dicembre 2009, quando ha

LITE DA 40 MILIONI

Maradona-Fisco Udienza rinviata al 17 maggio

DA 40 MILIONI Maradona-Fisco Udienza rinviata al 17 maggio Come previsto, l’udienza che vede contrapporsi Diego

Come previsto,

l’udienza che vede contrapporsi Diego Armando Maradona e il Fisco (che vanta 40 milioni) è stata rinviata al 17 maggio, davanti alla commissione tributaria provinciale di Napoli. Quel giorno l’ex Pibe de oro dovrebbe fare il suo ritorno in Italia. Gli avvocati Angelo Pisani ed Angelo Scala esprimono «soddisfazione per il clima positivo del processo» e sperano in «una chiara e definitiva soluzione della controversia nel pieno

rispetto istituzionale e dei diritti del contribuente».

VENERDÌ 6 APRILE 2012

portato Lotito davanti al colle- gio arbitrale della Lega al termi- ne di una lunga battaglia lega- le. Così Pandev ha ottenuto lo svincolo per mobbing costrin- gendo anche il presidente della Lazio a pagargli un robusto in- dennizzo. Prima delle carte bol- late, però, ha fatto parlare il campo. Con Delio Rossi in pan- china e Tommaso Rocchi al suo fianco in attacco, il macedone ha fatto faville e vinto una Cop- pa Italia nel 2008-09. La prima gioia della sua carriera, cui ha fatto seguito il Triplete con l'In- ter di Mourinho.

Un compito speciale Per il tecni-

co portoghese, Pandev era una pedina tatticamente fonda- mentale. Lo Special One gli chiedeva di fare da raccordo tra centrocampo ed attacco, lo stesso compito che sarà chia- mato a svolgere domani visto che Mazzarri è orientato a cam- biare modulo proprio per inse- rirlo nel suo scacchiere tattico. «E' il più in forma di tutti. Sarà difficile tenerlo fuori», ha spie- gato l'allenatore toscano. Nelle ultime due partite, l'ingresso di Pandev dalla panchina ha con- tribuito a rivitalizzare la mano- vra del Napoli. Prima era solo l'alternativa a Lavezzi o Cava- ni, domani invece proverà ad innescarli con le sue precise verticalizzazioni. In pratica, prenderà il posto di Hamsik con lo slovacco che si sposterà qualche passo indietro andan- do a comporre il trio di centro- campo con Dzemaili ed Inler. L'equilibrio della squadra po- trebbe risentirne, ma complice l'emergenza è arrivato per Maz- zarri il momento di rischiare. Mai, infatti, Hamsik, Pandev, Lavezzi e Cavani erano scesi in campo insieme dall'inizio. Quattro moschettieri all'assal- to del terzo posto.

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I NUMERI

7

i precedenti fra i due allenatori. 3 le vittorie per Reja (due alla guida del Napoli e una con la Lazio), 2 quelle di Mazzarri (una con la Samp, l’altra col Napoli)

4

gli anni dall’ultima vittoria del Napoli a Roma contro la Lazio, ottenuta il 26 ottobre 2008 (0-1). Nelle successive partite, un 1-1 e una vittoria per la Lazio (2-0)

30

i giocatori utilizzati finora dalla Lazio in campionato, contro i 24 del Napoli

LA GAZZETTA DELLO SPORT

13

CAMBIA LO SCHEMA

Britos nella difesa a quattro

CAMBIA LO SCHEMA Britos nella difesa a quattro Miguel Angel Britos, 26 anni ANSA NAPOLI (g.m.)

Miguel Angel Britos, 26 anni ANSA

nella difesa a quattro Miguel Angel Britos, 26 anni ANSA NAPOLI (g.m.) Le sta provando davvero

NAPOLI (g.m.) Le sta

provando davvero tutte Walter Mazzarri. Assenti Zuniga (squalifica), Maggio e Dossena (entrambi vittime di noie muscolari), l'allenatore del Napoli è sempre più orientato a passare alla difesa

a quattro con Campagnaro ed

Aronica sulle fasce e la coppia centrale composta da Cannavaro e Britos. Se la Lazio giocherà con una sola punta sarà questo lo

schieramento del Napoli, altrimenti è pronto Fernandez per ricomporre la linea a tre. Ipotesi difficile, almeno stando alle prove effettuate ieri in allenamento. Voci di mercato accostano il club azzurro a Peluso dell’Atalanta anche perchè sulla corsia sinistra al momento in organico c'è il solo Dossena e a Bergamo c'è

in prestito Cigarini. Intanto, il

Napoli ha rinnovato il contratto con la Macron. L'azienda bolognese sarà sponsor tecnico per i prossimi 3 anni.

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14

LA GAZZETTA DELLO SPORT

VENERDÌ 6 APRILE 2012

SERIE A LA CURIOSITA’

italia: 515249535254

18

Ecco gli undici componenti

la nostra

formazione: tutti, nei rispettivi club, hanno il 18 come numero

di maglia

Gianluca Juan Camilo Carlos Massimo Andrea Guillermo Riccardo Alberto Fabio Gonzalo Da Silva
Gianluca Juan Camilo Carlos Massimo Andrea Guillermo Riccardo Alberto Fabio Gonzalo Da Silva
Gianluca Juan Camilo Carlos Massimo Andrea Guillermo Riccardo Alberto Fabio Gonzalo Da Silva
Gianluca Juan Camilo Carlos Massimo Andrea Guillermo Riccardo Alberto Fabio Gonzalo Da Silva
Gianluca Juan Camilo Carlos Massimo Andrea Guillermo Riccardo Alberto Fabio Gonzalo Da Silva
Gianluca Juan Camilo Carlos Massimo Andrea Guillermo Riccardo Alberto Fabio Gonzalo Da Silva
Gianluca Juan Camilo Carlos Massimo Andrea Guillermo Riccardo Alberto Fabio Gonzalo Da Silva
Gianluca Juan Camilo Carlos Massimo Andrea Guillermo Riccardo Alberto Fabio Gonzalo Da Silva
Gianluca Juan Camilo Carlos Massimo Andrea Guillermo Riccardo Alberto Fabio Gonzalo Da Silva
Gianluca Juan Camilo Carlos Massimo Andrea Guillermo Riccardo Alberto Fabio Gonzalo Da Silva
Gianluca Juan Camilo Carlos Massimo Andrea Guillermo Riccardo Alberto Fabio Gonzalo Da Silva

Gianluca

Juan Camilo

Carlos

Massimo

Andrea

Guillermo

Riccardo

Alberto

Fabio

Gonzalo

Da Silva

CURCI

ZUNIGA

LABRIN

GOBBI

POLI

GIACOMAZZI

MONTOLIVO

AQUILANI

QUAGLIARELLA

BERGESSIO

NENE’

27 anni

26 anni

21 anni

31 anni

22 anni

34 anni

27 anni

27 anni

29 anni

27 anni

28 anni

portiere

difensore

difensore

difensore

centrocampista

centroc.

centrocampista

centroc.

attaccante

attaccante

attaccante

ROMA

NAPOLI

Palermo

PARMA

INTER

LECCE

FIORENTINA

MILAN

JUVENTUS

CATANIA

CAGLIARI

FIORENTINA MILAN JUVENTUS CATANIA CAGLIARI La squadra dell’articolo La formazione coi numeri 18 del

La squadra dell’articolo

La formazione coi numeri 18 del campionato. De Canio, disoccupato, «allena»

SEBASTIANO VERNAZZA

La squadra dell’articolo 18. A furia di sentire parlare di revisione dell'articolo 18 - la nor- ma dello Statuto dei Lavoratori che tutela i dipendenti dai licen-

Statuto dei Lavoratori che tutela i dipendenti dai licen- ziamenti - ci è venuta la strava-

ziamenti - ci è venuta la strava- gante idea di mettere insieme i giocatori dell'attuale Serie A che indossano le maglie numero 18. In totale sono 19 e non 20 come le squadre del campionato, per- ché oggi il Bologna non ha in ro- sa un «18». Possiamo così compi-

lare una «distinta»: 11 titolari e 7 panchinari. Il «diciannovesi- mo» 18 del campionato, esclu- so dalla nostra lista, è Masahu- du Alhassan, ragazzo ghanese del Genoa

Allenatore Per assemblare la for-

mazione abbiamo telefonato a Gigi De Canio, allenatore oggi di- soccupato, che con ironia sottoli- nea: «Noi tecnici non sappiamo che cosa sia l'articolo 18. Ci licen- ziano senza giri di parole». Non diciamolo forte, non vorremmo che il ministro Fornero applicas-

se il «metodo Zamparini» ai co- muni lavoratori.

Valutazioni De Canio sulla «sua» rosa: «Scarseggiano i difensori. Giocare a tre con un solo centra- le di ruolo (il cileno Labrin, riser- va a Palermo, ndr) ci espone a ri-

schi. Zuniga e Gobbi sono degli esterni, dovranno adattarsi. In porta metto Curci (attualmente secondo di Stekelenburg alla Ro- ma, ndr)». Il centrocampo come punto di forza: Poli, Giacomazzi, Montolivo, Aquilani, Parolo. Montolivo e Aquilani sono nazio-

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presso le concessionarie. Salvo approvazione di Santander Consumer Bank. La foto è inserita a titolo di riferimento.

C’E’ ANCHE LA PANCHINA

a titolo di riferimento. C’E’ ANCHE LA PANCHINA RCS nali. Parolo è stato convocato una volta
a titolo di riferimento. C’E’ ANCHE LA PANCHINA RCS nali. Parolo è stato convocato una volta

RCS

nali. Parolo è stato convocato una volta a Coverciano. Giaco- mazzi è colonna del Lecce. Poli emergente dell'Inter. Fuori Paro- lo, che in questa stagione non si è espresso ai livelli di un anno fa. «Giacomazzi perno, con Poli e Montolivo ai suoi lati. Qualche passo avanti Aquilani, che appog- gia l'attacco oppure scivola indie- tro. Il reparto mi piace. Qui sia- mo competitivi». In avanti triden- te con Quagliarella, Bergessio e Nené. «Attacco interessante, pe- rò se questi tre non rientrano, gli faccio mandare le lettere di licen- ziamento per giusta causa».

Conclusioni «Per me la squadra si salva dalla retrocessione e conser- va il posto. Certo, chiederei al pre- sidente di comprarmi un paio di difensori centrali». Chi vorrebbe De Canio come presidente? Elsa Fornero ministro del Lavoro o Su- sanna Camusso segretario della Cgil? «Diciamo la Fornero, per- ché ha più potere». Scelta rischio- sa. La Fornero voleva azzerare l'articolo 18: facile che della no- stra squadra le importi zero.

Post scriptum Nella smorfia na- poletana - testo per l'interpreta- zione dei numeri da giocare al lotto - il 18 indica il sangue. «La- crime e sangue» è il programma del governo Monti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

clic

ANCHE BAGGIO E CASSANO HANNO PORTATO IL 18

Il 18 è un numero che

Il 18 è un numero che

piace agli attaccanti, perché è formato dall’1 e dall’8, che sommati fanno 9, il numero dei centravanti. In passato il 18 l’hanno portato anche Roberto Baggio nei due anni al Milan (1995-1997) e Antonio Cassano nei tre anni e mezzo alla Roma (2001-gennaio 2005).

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VENERDÌ 6 APRILE 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

15

VENERDÌ 6 APRILE 2012 LA GAZZETTA DELLO SPORT 15 Catania FRANCESCO CARUSO CATANIA Almiron premiato col
VENERDÌ 6 APRILE 2012 LA GAZZETTA DELLO SPORT 15 Catania FRANCESCO CARUSO CATANIA Almiron premiato col
Catania FRANCESCO CARUSO CATANIA
Catania
FRANCESCO CARUSO
CATANIA

Almiron premiato col cartellino viola

Il riconoscimento per il fair play con Buffon nella sfida con la Juve

Sergio Almiron, la concretezza fatta calcia- tore. E non solo. Insomma, non poteva esserci scelta migliore per il cartellino viola assegnato tore. E non solo. Insomma, non poteva esserci scelta migliore per il cartellino viola assegnato ieri al trentunenne centrocampista del Catania. Il premio dato mensilmente dalla Fiorentina al protagonista del gesto di fair play compiuto da un giocatore di A, B e Lega Pro. Per febbraio è stato scelto l’argentino di Santa Fe per il «cin- que» dato a Gigi Buffon dopo la prodezza com- piuta sul suo tiro sull’1-1 (alla fine vinsero i bian- coneri 3-1). «Il riconoscimento - si legge nella motivazione - mira a sottolineare la spontaneità del gesto che mostra come il rispetto dell'avver- sario possa affiancarsi all’agonismo sportivo, contribuendo a restituire al calcio quello spirito genuino di competizione anche aspra ma leale, troppe volte accantonato». Almiron ha accolto il premio alla sua maniera, con parole semplici:

«A Buffon, che conosco dai tempi della Juve, mi lega un rapporto speciale: lui è il miglior portie- re del mondo e per me è sempre un onore sfidar- lo, a prescindere dal risultato. Questa targa ha un valore importante e sono grato ai giurati che hanno scelto il mio gesto, istintivo e sincero».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

mio gesto, istintivo e sincero». © RIPRODUZIONE RISERVATA Sergio Almiron, 31 anni, da uno al Catania

Sergio Almiron, 31 anni, da uno al Catania IPP

RISERVATA Sergio Almiron, 31 anni, da uno al Catania IPP Parma SANDRO PIOVANI PARMA E’ sfida

Parma

SANDRO PIOVANI

PARMA

E’ sfida a Guidolin, mai vincente da ex

Con Marino o Colomba, da 3 gare l’Udinese è sempre sconfitta

Marino o Colomba, da 3 gare l’Udinese è sempre sconfitta Francesco Guidolin e il Parma: rapporto

Francesco Guidolin e il Parma: rapporto non semplice, a tratti tormentato e carico di pole- miche. Chiuso poi, con signorilità, da entrambe le parti dopo un divorzio non proprio consensua- le. Dopo che Guidolin aveva preso in mano il Par- ma in B sostituendo Cagni (2008-09). E dai bassi- fondi lo spinse a tornare subito in A. Dove conqui- stò addirittura l’8˚ posto. Poi passò all’Udinese sostituito da Marino, che sedeva sulla panchina friulana. Ciò fa capire come incrociare il Parma non sia proprio una semplice partita per Guido- lin e forse anche per qualche crociato. A questo si aggiunga che in 3 gare contro il Parma, l’Udinese della gestione Guidolin ha raccolto solo sconfit- te. La prima contro Marino appunto, al Tardini, nell’andata della passata stagione. Dopo Marino arrivò Colomba. Che nel ritorno raccolse 3 punti pesantissimi al Friuli, decisivi per la salvezza di un Parma che, rigenerato, sconfisse anche Juve, Inter e Palermo. E ancora Colomba, questa sta- gione, ha superato Guidolin al Tardini. Dunque, sfida per sconfiggere un tabù o per proseguire la favorevole tradizione. Vedremo chi la spunterà.

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Chievo Il sindaco tifoso del Verona «Applausi al Chievo» Luca Campedelli fa gli auguri agli
Chievo
Il sindaco
tifoso
del Verona
«Applausi
al Chievo»
Luca Campedelli fa gli
auguri agli sportivi veronesi
bella soddisfazione ai
tifosi». Tifosi che potranno
e
spera di festeggiare la
Pasqua con la salvezza in
patemi d’animo». Con Di
Carlo e il d.s. Sartori ha dato
vita a un triumvirato che
funziona a meraviglia. Ma
tasca. «Non abbiamo ancora
raggiunto il traguardo, ma
siamo sulla buona strada. La
classifica è buona ma il
campionato è come un
incontro. Non si può
affermare che sia concluso
finché l’arbitro non fischia
la fine. Domani abbiamo
una sfida importante contro
contare su prezzi popolari. Il
presidente gialloblù intanto
promuove il Chievo per
quanto ha fatto vedere fino
ad ora. «I giocatori non si
sono lasciati abbattere dalle
difficoltà che gioco forza
devi affrontare in certi
momenti della stagione.
Sono sempre rimasti
concentrati sull’obiettivo
primario che per noi è la
lui attribuisce agli altri tutti i
meriti. «In realtà - sorride -
fanno tutto loro. Io guardo
mentre loro lavorano
».
Al
GIANCARLO TAVAN
VERONA
Catania, forte e in forma.
Sarà una bella sfida e
speriamo di regalare una
il
salvezza. Ora ci siamo vicini
e poi potremo giocare il
finale di stagione con meno
Chievo anche i complimenti
del sindaco Flavio Tosi a
margine di un incontro
elettorale a Genova. «Da
tifoso accanito dell’Hellas
devo riconoscere che il
Chievo è la società meglio
gestita del calcio italiano».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Totti fermo ai box Bojan in risalita

Il capitano salta Lecce, lo spagnolo titolare Sabatini: «Con la Champions sforzi maggiori»

titolare Sabatini: «Con la Champions sforzi maggiori» Roma ALESSANDRO CATAPANO ROMA Deve essere un segno dei

Roma

ALESSANDRO CATAPANO ROMA

Deve essere un segno dei tempi, ma da un po’ quando si parla di Francesco Totti viene un certo magone. Come se i giorni del declino si fos- sero improvvisamente avvicinati. Dice Vincenzo Montella, allenatore del Catania e per anni com- pagno di squadra del capitano romanista. «Quan- do Francesco smetterà, non sarà facile per i tifosi giallorossi. Lui è l’emblema di Roma». D’accor- do. Siamo sicuri che lo sia ancora della Roma? Dice Walter Sabatini, d.s. romanista intento a smentire trattative per Suarez («È stato protago- nista di una vicenda non tanto elegante», dicia- mo così) e Palacio («Abbiamo altre priorità»): «Siamo molto soddisfatti dei nostri attaccanti — racconta a Radio Manà Manà —. Osvaldo, a di- spetto di squalifiche e infortuni, ha

—. Osvaldo, a di- spetto di squalifiche e infortuni, ha l’avversaria ideale (le ha segnato dieci

l’avversaria ideale (le ha segnato dieci reti in car- riera) per tornare al gol. Considerata pure la con- valescenza di Borini, Luis Enrique non potrà in- ventarsi nulla in attacco: Lamela sulla trequarti alle spalle di Bojan e Osvaldo. Buon per lui che lo spagnolo abbia dato ampi segnali di risveglio e l’italoargentino abbia ripreso a segnare con rego- larità. Pure Lamela scalpita. «Ho un ottimo rap- porto con Luis Enrique — ha raccontato a revi- sta1986.com.ar —. Spero che mi raggiungano dal River Cirigliano e Ocampos». In effetti due obiettivi di Sabatini, come Capoue del Tolosa.

Prospettive Lecce, dunque. Tappa fondamentale nella rincorsa al terzo posto. Sabatini giura che «con o senza Champions le strategie di mercato non cambieranno, saremmo comunque pronti a investimenti importanti. Certo — ammette —, il terzo posto ci stimolerebbe a fare sforzi maggiori per fare fronte a un impegno di massima rilevan- za». L’importanza strategica della Champions per la Roma la spiega Mauro Baldissoni, consi- gliere d’amministrazione del club, intervistato da Sky Sport. «Abbiamo bisogno di diventare visibili e competitivi a livello internaziona- le. Gli americani hanno i soldi ma li spen- dono con giudizio. Stiamo valutando la possibilità di aprire a nuovi investito- ri stranieri, preferibilmente asiati- ci». Pecunia non olet, già.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ci». Pecunia non olet, già. © RIPRODUZIONE RISERVATA una media di 0,5 gol a partita che

una media di 0,5 gol a partita che è straordinaria in Italia. Borini la su- pera addirittura. Bojan è in netta ripresa, e comunque non ci ha deluso. E Lamela ha sbagliato solo qualche mezza partita, gli si chiedono i gol ma non è un bomber».

IL FRANCESE

L’ex Giuly: «Spalletti? Era ok ma troppo diretto»

Ludovic Giuly, francese, 35 anni,

centrocampista del Monaco, una carriera tra Lione, Barcellona, Roma, Parigi. Della sua esperienza in giallorosso ha raccontato a Sky:

«Spalletti mi volle a Roma, con lui ebbi un bel rapporto, si faticava molto, ma era uno dai modi troppo diretti. Totti e De Rossi? Con loro ho capito cosa significa essere romanisti».

Malinconia Benissimo. Solo un dubbio: in questa panoramica sull’attacco romanista do- v’è Francesco Totti, 211 gol in Serie A (anche se l’ultimo quasi 80 giorni fa)? Di- menticanza voluta o lapsus freudiano? For- se non è stato citato perché con Luis Enrique si è progressivamente allontanato dalla por- ta, trasformandosi in regista? Comunque sia, è un po’ triste. E lui, pure sfortunato:

Totti sarà costretto a saltare la trasferta di Lecce per il polpaccio sinistro ancora dolo- rante (mentre Pjanic, l’altro acciaccato ec- cellente, è in ripresa). Peccato, sembrava

acciaccato ec- cellente, è in ripresa). Peccato, sembrava Bologna NICOLA ZANARINI BOLOGNA Pioli suona la carica

Bologna

NICOLA ZANARINI

BOLOGNA

Pioli suona la carica «Non sbaglieremo»

«Le 2 sconfitte di fila ci motivano Portanova? Pronto e affidabile»

di fila ci motivano Portanova? Pronto e affidabile» Il momento nero del Bologna non scalfisce l’ottimismo

Il momento nero del Bologna non scalfisce l’ottimismo di Stefano Pioli. «Io penso positivo perché a Cesena vogliamo giocare bene, e fare 3 punti importanti per la salvezza. Le due sconfit- te di fila devono renderci ancora più motivati a superare uno dei tanti momenti delicati della stagione», ha esordito il tecnico nella conferen- za anticipata di un giorno come la partenza per la Romagna. Questa mattina Di Vaio e compa- gni sosterranno la rifinitura sul sintetico del Ma- nuzzi. La mancanza di abitudine alla superficie non preoccupa Pioli. «E’ l’ultimo dei nostri pen- sieri perché ci sono tante situazioni più rilevanti in questa trasferta; in ogni caso sono contrario ai campi artificiali e preferirei giocare sempre

sul naturale» prosegue Pioli, che non si aspetta

un

derby in discesa contro una squadra ultima

in

classifica e priva di 7 uomini fra cui Mutu e

Iaquinta. «Saranno aggressivi e determinati a da-

re il massimo come nei pareggi con Parma e Lec-

ce. Lo 0-1 dell’andata fu immeritato e cerchere- mo di riprenderci quanto perso in casa».

Difesa Portanova Pioli non confermerà Sørensen

nonostante il gol e la buona prova col Palermo.

La difesa a tre sarà sempre guidata da Portano-

va, che ha avuto un crollo di rendimento nelle ultime settimane dopo il coinvolgimento nell’in-

chiesta di Bari sul calcio-scommesse. «Lo vedo tutti i giorni e se lo scelgo è perché lo ritengo pronto e affidabile; l’indagine c’era anche prima delle vittorie su Novara e Lazio ma nessuno mi

ha chiesto perché Daniele ha giocato quelle par-

tite». L’ambiente non è turbato solo dai proble-

mi giudiziari di Portanova, ma anche dalle turbo-

lenze societarie e dall’imminente arrivo dell’of-

ferta da 28 milioni del petroliere Volpi. «Il club non ci ha comunicato niente e continua a starci molto vicino; la squadra è concentrata sul cam-

po

e saprà reagire, anche per non far dimentica-

re

quanto di buono fatto finora» conclude Pioli.

A

Cesena rientrano dalla squalifica Raggi, Perez

e

Mudingayi; Morleo resta favorito su Rubin per

la

una maglia a Di Vaio. Crespo è ancora k.o.

sinistra e in attacco Acquafresca contende

© RIPRODUZIONE RISERVATA

e in attacco Acquafresca contende © RIPRODUZIONE RISERVATA Genoa FILIPPO GRIMALDI GENOVA Sorrisi e dialogo Così

Genoa

FILIPPO GRIMALDI

GENOVA

Sorrisi e dialogo Così Malesani cura la squadra

GENOVA Sorrisi e dialogo Così Malesani cura la squadra Alberto Malesani, 57 anni, con Miguel Veloso

Alberto Malesani, 57 anni, con Miguel Veloso CEBRELLI

Indicazioni e consigli per tutti

Ed è sempre l’ultimo ad andar via

Ci si può salvare anche con un sorriso. Al- berto Malesani ha riportato il suo a Genova, scaldando i cuori del centro Signorini di berto Malesani ha riportato il suo a Genova, scaldando i cuori del centro Signorini di Pegli. Le sue urla con chiara inflessione veneta hanno subito divertito i tifosi, corsi a vedere l’allena- mento del mercoledì, a porte aperte come non accadeva a inizio stagione. Come succedeva pri- ma, invece, riecco gli scherzi, le battute, il dialo- go con ogni giocatore. Malesani è sempre l’ulti- mo a lasciare il campo, prima di farlo ha una parola per tutti coloro che gli passano vicino:

un’indicazione, un suggerimento. Pure una ri- chiesta. Il suo motto è: ogni giocatore nel suo ruolo ideale. Meno banale di quanto appaia.

Traduzioni Il tecnico si informa sempre sulla condizione degli infortunati, pretendendo a ini- zio giornata un report dal medico, poi parla con gli interessati. Per gli stranieri utilizza inter- preti particolari: per Carvalho, ad esempio, ec- co Veloso. Malesani gesticola, Miguel chiari- sce, Carvalho fa sì con la testa. Ci sono in ballo piccole differenze sulla linea difensiva da tene- re, per blindare il suo 4-4-2, che potrebbe tra- sformarsi in un 4-2-3-1.

Caffè Anche un cancello chiuso lancia un segna- le. Malesani ha imposto alla squadra di evitare l’uscita secondaria: passare dove i tifosi atten- dono è un dovere, fare autografi un piacere. Il sorriso si estende anche dentro la sede. Malesa- ni, che ha lasciato a casa la bicicletta, vi trascor- re molto tempo, partendo dal rito del caffè, che prende di volta in volta nei vari uffici. Spesso a pranzo si siede al tavolo di qualche impiegato:

è bello conoscere tutti. Poi c’è la rassegna stam- pa, ci sono le riunioni con gli addetti ai mass media. Indicazioni dirette, schiette, anche quando sono severe accompagnate da un sorri- so. Ora non resta che portare quella serenità anche in trasferta, magari fin da Novara, prima tappa della corsa alla salvezza di Malesani.

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

VENERDÌ 6 APRILE 2012

SERIE A LA GUIDA

italia: 515249535254

GIOCHIAMO A TAVOLINO LA

A LA GUIDA italia: 515249535254 GIOCHIAMO A TAVOLINO LA 31 a GIORNATA La Classifica PARTITE RETI

31 a

GIORNATA

La Classificaitalia: 515249535254 GIOCHIAMO A TAVOLINO LA 31 a GIORNATA PARTITE RETI SQUADRE PT GVNPFS MILAN 64

PARTITE RETI SQUADRE PT GVNPFS MILAN 64 30 19 7 4 60 24 JUVENTUS 62
PARTITE
RETI
SQUADRE
PT
GVNPFS
MILAN
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30
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JUVENTUS
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LAZIO
51
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15
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9
44
37
NAPOLI
48
30
12 6
12
54
35
UDINESE
48
30
13 8
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28
ROMA
47
30
14
5
11
47
37
INTER
44
30
13
5
12
43
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CATANIA
43
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10
13
7
39
38
PALERMO
39
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11
6
13
44
47
CHIEVO
39
30
10
9
11
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37
ATALANTA *
37
30
10
13
7
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CAGLIARI
37
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10
11
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36
SIENA
36
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9
9
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BOLOGNA
36
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9
9
12
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PARMA
35
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11
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GENOA
34
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FIORENTINA
33
30
8
9
13
30
37
LECCE
28
30
6
10
14
31
45
NOVARA
24
30
5
9
16
26
51

CESENA

19

30

4 7

19

18

47

CHAMPIONS PRELIMINARI CHAMPIONS EUROPA LEAGUE RETROCESSIONE

A parità di punti e di partite giocate, la classifica tiene conto di quest’ordine preferenziale : 1) punti negli scontri diretti, se tutti giocati; 2) differenza reti globale; 3) gol segnati; 4) ordine alfabeti- co. Le ultime tre retrocedono in serie B. *6 punti di penalizzazione

tre retrocedono in serie B. *6 punti di penalizzazione ATALANTA (4-4-2)- SIENA (4-4-2) 13 11 7

ATALANTA (4-4-2)-SIENA (4-4-2)

13 11 7 2 PELUSO MORALEZ GIORGI VITIELLO 5 17 90 9 8 19 MANFREDINI
13
11
7 2
PELUSO
MORALEZ
GIORGI
VITIELLO
5
17
90
9
8
19
MANFREDINI
CARMONA
TIRIBOCCHI
LARRONDO
VERGASSOLA
TERZI
47
25
CONSIGLI
13 PEGOLO
2
21
28
22
14
STENDARDO
CIGARINI
GABBIADINI
DESTRO
GAZZI
ROSSETTINI
3
7
70
3
LUCCHINI
SCHELOTTO
MANNINI
DEL GROSSO

DOMANI ORE 15 ARBITRO Russo di Nola (Barbirati-Cariolato/Di Paolo) PREZZI da 5 a 150 euro TV Sky Calcio 6 HD, Mediaset Premium Calcio 5

ATALANTA p. 37