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NEOCLASSICISMO

Negli ultimi decenni del 700 e nei primi dell'800 si sviluppò una nuova sensibilità che viene
chiamata neoclassicismo. La parola neoclassicismo è di sicuro un recupero del classicismo
ma, neo non significa solo "nuovo, rinnovato classicismo" ma anche, diverso. Quindi è un
movimento di ritorno all'antico o per meglio dire, ritorno al classico e ai suoi valori.
"Classico" era un aggettivo latino che si usava per indicare i primi di una schiera di soldati,
di un esercito e poi con classico si indicò i primi della classe della letteratura greca. Il
neoclassicismo è un movimento di ritorno all'antico, al classico e ai suoi valori.
 Quali sono i valori del classicismo?
Il classismo aspira alla:
1. Semplicità originaria;
2. 2 ripulitura da quanto è esagerato e fuori luogo; (cosa fatta già dall'Arcadia)
3. 3 Desiderio di ciò che è grande ma allo stesso tempo di ciò che è misurato ed
equilibrato.

Il neoclassicismo si appoggia all'Arcadia, si riallaccia a ciò che dice l'Arcadia di ripulirsi dal
cattivo gusto 600entesco. Lodovico Antonio muratori condanna gli eccessi del barocco ed
invita ad un'arte chiara e precisa. Se non ci fosse stata l'arcadia in Italia il neoclassicismo
avrebbe avuto delle forme diverse.
Il neoclassicismo deve molto da un lato all'Arcadia (che aveva combattuto contro gli
eccessi e le stravaganze del barocco) ma deve molto anche all'illuminismo perché l'arte e la
letteratura dell'illuminismo si ispiravano alla chiarezza, alla linearità e alla razionalità.
Il classicismo rinascimentale viene prima l'illuminismo quindi è ovvio che il neoclassicismo
(che viene dopo l'illuminismo) sia diverso dal classicismo rinascimento.
Se non ci fossero state l'arcadia e l'illuminismo il neoclassicismo non ci sarebbe stato.
Qual è la novità del neoclassicismo?
È l'amore per ciò che è antico, cioè i neoclassici guardano all'indietro ai primi poeti, ai primi
artisti, alle età antiche.
Per i neoclassici l'antico è bello proprio per il suo essere antico, no perché è di Cicerone o
di Seneca (cosa detta dai classicisti rinascimentali che li prendevano come modelli).
L'antico è migliore del presente, bello e interessante. Quindi il neoclassicismo rifiuta la
contemporaneità, non ama il presente, il tempo attuale, le persone, le cose che si fanno.

Sotto questo punto di vista, neoclassicismo e preromanticismo coincidono. Entrambi


mostrano di apprezzare le civiltà antiche dell’uomo.
Il preromanticismo ama il primitivo, le fasi primordiali della vita dell’uomo, ovvero la
preistoria. Il concetto è “Il meglio sta in ciò che viene all’inizio”. Quindi, nella vita dell’uomo
è meglio la fanciullezza e, nella storia dell’umanità, la preistoria e le fasi primordiali.
Sono migliori in quanto entrambe sono meno corrotte dalla civiltà. Questa è l’idea di
Rousseau. Egli scrisse “Emile”, un trattato sull’educazione. Che cosa dice?
Che il bambino deve essere lasciato allo stato di bambino. Non va corrotto con le regole
della società. Da piccolo è spontaneo, pieno di fantasia, pieno di sentimento. Poi,
l’educazione sociale lo impoverisce e lo corrompe. Quindi, la civiltà è un fatto negativo per
i preromantici. Per esempio, Rousseau scrive anche “Julie” o “La nouvelle Heloise” in cui si
parla della storia d’amore di Julie che non può realizzarsi perché il suo innamorato
appartiene ad una classe sociale diversa. Questo è un esempio di come la società e la
civiltà hanno rovinato la vita dell’uomo.
È meglio il selvaggio perché vive una vita più piena, più felice.

Tra i privilegiati di quest’epoca c’è Omero. Egli era stato già attenzionato nel 600 da un
grande filosofo, Giovan Battista Vico, nei “Principi di scienza nova” dove al suo interno vi è
un capitolo dedicato ad Omero. Durante il secondo 700 e i primi dell’800 si effettuano
molte traduzioni di Omero. La prima è quella fatta da Melchiorre Cesarotti, il quale
traduce in prosa l’Iliade col nome di “La morte di Ettore”. Successivamente, Foscolo scrive
“Esperimenti di traduzione dell’Iliade” a partire dal 1807. Poi vi è la più famosa traduzione
dell’Iliade in assoluto, quella di Vincenzo Monti del 1810. Infine, Ippolito Pindemonte
traduce l’Odissea nel 1822.
Il recupero di Omero tra il 700 e l’800 viene detto “Omerismo”.
Il concetto centrale del neoclassicismo è la teoria del “bello ideale”.
Che significa?
Secondo questa idea, il bello è qualcosa di puro, svincolato dalle incrostazioni e dalle
imperfezioni della natura e della storia. Questo concetto arriva da Platone. Il bello non è
ciò che c’è in natura, quindi l’artista non deve rifarsi alla realtà, ma deve superarla. La
bellezza non esiste totalmente nella realtà, avrà sempre qualche imperfezione. Il bello
ideale non esiste in natura. Solo l’artista può ritrarlo, selezionando ciò che è bello e
scartando tutto quello che, invece, stona, deturpa e involgarisce.
Si raccontava del pittore greco Zeusi che, quando doveva rappresentare Elena, moglie di
Menelao e donna più bella del mondo, sceglieva le parti più belle di altre modelle.
L’idea del bello è nella mente dell’artista, quindi cerca questa idea nella realtà. Siccome
non esiste, deve eliminare ciò che non è bello, selezionando solo ciò che è bello.
Michelangelo, grande scultore italiano, era uno scultore platonico. Si dice che lui vedeva
nel blocco di marmo ciò che doveva realizzare. Lui riusciva a far uscire dal marmo la parte
bella, pur avendo l’immagine nella sua mente. Ad esempio, il David e la Pietà sono una
dimostrazione.
La teoria del bello ideale è stata teorizzata da un archeologo e storico dell’arte tedesco,
Johann Joachim Winckelmann, che scrisse nel 1764 “Storia dell’arte e dell’antichità”. Tra
tutte le statue, lui scelse l’Apollo del Belvedere. Secondo lui, in essa si può ammirare la
nobile semplicità e la quieta grandezza, qualità in cui si assumeva, secondo Winckelmann,
la bellezza ideale, una perfezione assoluta. Non è solo una bellezza di linee e di forme, ma
scaturisce dall’intimo di una umanità eroica. La “Kalokagathia” (concetto greco, significa
ideale di perfezione fisica e morale dell’uomo).
Winckelmann fece un errore clamoroso però: pensava che negli antichi greci l’intelletto
dominava sui sensi. Perciò erano immuni dalle passioni volgari e dalle imperfezioni della
natura e della storia.
Winckleman finì per immaginarsi un mondo che non è mai esistito perchè greci avevano
vizi e pregie e non erano degli esseri dotati di intelletto che vivevano una vita del tutto
intellettuale.
Da questa idealizzazione del mondo greco deriveranno molti errori: ancora oggi nel 2021 ci
portiamo i resti della sua idealizzazione del mondo greco. Il neoclassicismo elimina il
mondo romano e prende il mondo greco, elimina il mondo romano perché era una cosa
del mondo greco. 
Il mondo greco è visto come il mondo perfetto.
Il neoclassicismo procede per creare il bello (il bello non è esiste in natura, è ideale) in 2
modi:
1. selezionare il bello che esiste;
2. scartare tutto ciò che non è bello.
3.
Molto spesso quando si parla del neoclassicismo si pensa che quando si parli di “bello” si
parli solo di un fattore estetico (riguardo l'apparenza) ma non è così: il neoclassicismo
realizza il bello non solo nella forma, ma anche nei contenuti. Il romanticismo criticherà il
fatto che il bello va ricercato anche nei contenuti.
Gli artisti neoclassici tendono a riprodurre nelle loro opere non i fatti della storia ma i
personaggi, le leggende, i contenuti del passato, per “passato” si intende la mitologia
greca. Da questo deriva un FONDAMENTALE ANTISTORICISMO del neoclassicismo, che
significa che non gli interessa la storia.
-quando i neoclassici devono scegliere un soggetto preferiscono fare personaggi: dei, ninfe
con il mito.
-Prendono un personaggio o un episodio della storia contemporanea e lo inseriscono nel
mito. Prendono il personaggio e ne parlano in chiave mitologica.
Monti è il rappresentante più importante del classicismo ed era un personaggio molto in
vista nella cultura italiana. Lavorò alle dipendenze dei francesi; quando Napoleone morì,
Monti passò dalla parte degli austriaci.
Una delle sue opere più famose è "Prometeo", egli era un titano il quale aveva soccorso
l'umanità dando il fuoco, rubandolo agli Dei. Il Prometeo è dedicato a Napoleone, In
quest’opera Napoleone è Prometeo.
Antonio Canova realizza una statua di Paolina Bonaparte (sorella di Napoleone) questa
statua è situata a Roma nel museo di villa borghese. La statua sembra che raffiguri una
semplice dea greca. 
La statua “Amore e psiche” è situata a Louvre. Raffigura Ero e Psiche, che sono due
personaggi mitologici, protagonisti della storia.