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LETTERATURA ITALIANA CLASSI IV-V

1.

CLASSICISMO E ROMANTICISMO: DUE CONCEZIONI DELL'ARTE OPPOSTE

Il Romanticismo un fenomeno straordinariamente complesso e assai difficile a definirsi, ad ogni modo


non riducibile ad una formula unica, un fenomeno che rappresenta una svolta radicale nella storia della
sensibilit e del gusto, la quale a sua volta si appoggia su una profonda trasformazione del modo di concepire
e rappresentarsi la vita dell'uomo e dell'universo e, in ultima istanza, su una rivoluzione delle condizioni
umane e civili, del costume e della societ Cos dice il Sapegno.
Un discorso analogo si pu fare per il classicismo: anch'esso un fenomeno storico complesso; anzi
legittimo affermare che non esiste un solo classicismo,, tanto sono profonde le diversit tra i vari classicismi
che si incontrano nella storia dello sviluppo del pensiero umano ( mentale, barocco, arcadico, illuministico e
neoclassico), anche se il prendere a modello i classici un elemento che li accomuna e che giustifica l'uso
ripetuto del termine, accanto alle sue specificazioni storiche.
Ci che importa per sottolineare che nella contrapposizione classicismo-romanticismo, quale stata
formulata nel primo Ottocento, sono in gioco soprattutto due concezioni opposte della letteratura e del
rapporto tra letteratura e realt (natura, storia, societ, ecc.): il classicismo difende una civilt, una
concezione del mondo e della letteratura che ha dominato i Europa per quattro secoli, a partire da gli
umanisti; il Romanticismo oppone ad essa una concezione profondamente diversa e nuova, che segna il
sostanziale tramonto di questa civilt. Il Classicismo tendenzialmente incarna una concezione della
letteratura regolata e statica, che si appella all'immutabilit della natura, all'universalita delle leggi dell'arte ed
rivolta al passato e a modelli umani e letterari definiti una volta per tutte; il Romanticismo incarna nvece
una concezione della letteratura pi libera (avversa alle regole, talora sregolata) e dinamica che si appella al
divenire storico e si presenta quindi aperta al presente e al futuro. In questo senso si pu dire davvero che il
Romanticismo costituisce una svolta radicale nel gusto e nella sensibilit. una sorta di rivoluzione culturale e
letteraria.

Il neoclassicismo come idealizzazione del mondo greco. Bisogna per anche ricordare che vi sono
momenti di manifesta convergenza: alludiamo in particolare al neoclassicismo, che spesso si tinge tonalit
romantiche, come da noi accade col Foscolo. Ricordiamo che il neoclassicismo nasce come una rilettura che
si pretende genuina e fedele, come una riscoperta e un restauro dei valori estetici dell'antichit classica. Si
rinvengono nell'arte e nella letteratura antiche una bellezza ideale e una grazia perfetta (Winckelmann la
definiva il piacevole secondo ragione)che sarebbero state in origine l'espressione di un animo in quiete,
non turbato dalle umane passioni o capace di dominarle perfettamente. Era naturalmente una visione
idealizzata e convenzionale del mondo e dell'uomo antichi. Nelle moderne letterature quella bellezza ideale,
quella perfezione formale, quella grazia quasi sovrumana, dovevano restare un'aspirazione inappagata, o
ridursi a pi modeste dimensioni: a una poesia che ritenesse un riflesso, una sfumatura di quell'ideale
bellezza, a una poesia formalmente regolata e piacevole o semplicemente a una poesia dal sapore antico, che
accogliesse i miti, le immagini, qualche tratto stilistico dei modelli pi antichi (greci pi che latini) saltando le
mediazioni del classicismo rinascimentale e post-rinascimentale.

Il neoclassicismo romantico: nostalgia di un mondo perduto. Negli scrittori pi sensibili, pi


profondamente affascinati da quel mondo perduto e idealizzato, e al tempo pi radicati nel proprio tempo, il
contrasto doveva diventare doloroso: l, lontana, una bellezza ideale, espressione di un animo non toccato
dalle passioni, di una serenit che negli antichi greci nasceva dall'armonia dei loro rapporti con la natura e
con il cosmo: qui, vicini, nell' intimo del proprio animo, i dubbi, le lacerazioni, l'angoscia del presente e del
mondo moderno, l l'ideale, qui il reale.
Cos ne1 Foscolo, cos in alcuni neoclassici tedeschi, per cui la classicit un mito solare, contrapposto a un
mondo di tenebra. Scrive ad esempio Holderlin nel romanzo Iperione : Non ricordarmi quel tempo! [...] era
una vita divina e l'uomo era, allora, il centro della natura [ ... ]. La natura era sacerdotessa e l'uomo il suo
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dio. Chi non vive in unit con gli elementi entro i quali vive non , per natura, nemmeno in armonia con se
stesso, e non prende conoscenza dell'eterna bellezza con la medesima facilit di un Greco.

E Schiller in un saggio Sulla poesia ingenua e sentimentale afferma che i Greci erano natra e la loro poesia era
ingenua, mentre i moderni provano per la natura un sentimento simile a quello che il malato prova per la
salute e la loro poesia sentimentale, si nutre cio di un sentimento di profonda nostalgia per la natura
perduta. Analogamente in una celebre poesia egli afferma che un tempo la terra era popolata dagli dei, che
ora invece l'hanno abbandonata e lamenta cos questa dolorosa privazione: Dove sei bel mondo sereno?
Torna, / incantata giovinezza di natura! /Ahim, solo nella magia dei canti / delle tue meraviglie c' traccia. /
Deserta e a lutto la contrada, / non scorgo pi i divini, / di quell'immagine fremente di vita / non resta ormai
che un fantasma.
Un sentimento di lutto e nostalgia pervade insomma queste ultime celebrazioni del mondo greco, luogo di
un'infanzia felice dell'umanit, che si sente irrimediabilmente perduta. Inseguire nelle forme della propria
poesia la bellezza e la grazia di quel mondo e di quella poesia significa allora coltivare un'aspirazione della cui
impossibilit si ha piena consapevolezza e significa anche lasciar trapelare attraverso i contenuti la coscienza
della contraddizione.
Le istanze del romanticismo erano per destinate a trionfare. Del resto anche nelle sue forme medie il
neoclassicismo non impositivo per ci che concerne i contenuti. Per questa via si apriva, insomma, la
possibilit di una convergenza passeggera: le nuove istanze della sensibilit romantica urgevano e chiedevano
un taglio netto nei confronti del passato. L'imporsi di questa spinta prepotente avrebbe segnato il passaggio
dalla fase xhe si suole definire preromantica al romanticismo vero e proprio. Si avranno peraltro, a Ottocento
inoltrato, momenti di un'effimera ripresa del classicismo - pensiamo al Carducci soprattutto -, ma si tratta
appunto di riprese effimere, anche se singolarmente significative, di una poetica che ormai aveva esaurito la
sua funzione storica. Per quanto imponenti, complessi e magari suggestivi, si tratta comunque di fenomeni
marginali, controcorrente, per molti aspetti di retroguardia.

2.

GENESI DEL ROMANTICISMO

La comprensione del romanticismo fu un problema anche per i contemporanei. Il romanticismo, come


detto, un fenomeno complesso, che si presenta non omogeneo in tutti i paesi europei; esistono non una ma
molte poetiche ed estetiche romantiche, con molti punti di contatto, ma anche con non poche divergenze. A
leggere le varie dichiarazioni di poetica e le polemiche da queste suscitate, si percepiscono, da un lato,
differenze non marginali nelle formulazioni dei diversi teorici romantici e, dall'altro, un'effettiva
incomprensione da parte dei classicisti di che cosa fosse quel "romanticismo" evocato dai vari gruppi, per lo
pi assai combattivi, di giovani letterati anticlassicisti.
I termini "romantico" e "romanticismo"
Il termine "romantico" non compare per la prima volta nell'Ottocento. Gi da due secoli romantic (nel
senso di "tipico dei vecchi romanzi") era utilizzato, in Inghilterra, per designare, in accezione negativa,
gli aspetti strani, assurdi, lontani dal modo comune di rappresentare la realt, dei romanzi pastorali o
della letteratura cavalleresca medievale e rinascimentale. Sempre in accezione negativa nel Settecento
romantic designava temi at mosfere, forme narrative contrarie ai dettami della ragione, irrazionali e
irragionevoli, spesso eccessivamente sentimentali. Quando per vennero rivalutati la tradizione
letteraria medievale, il sentimento, la fantasia, l'irrazionalit, il termine si prest ad essere utilizzato in
accezione positiva e pot divenire l'espressione sintetica della nuova sensibilit e del nuovo
movimento letterario che si veniva costituendo. In Francia Rousseau se ne era servito prima per
definire, in alternanza a pittoresque, un paesaggio capace di attrarre e meravigliare, poi per designare
l'emozione impalpabile e indefinibile che un paesaggio del genere suscitava nell'animo
dell'osservatore. Ma solo con i romantici tedeschi che il termine si estende a significare, ormai in
accezione totalmente positiva, una disposizione sentimentale, estetica, spirituale complessiva e, con gli
Schlegel, l'insieme dei tratti della letteratura che essi contrappongono a quella "classica".
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Il romanticismo ebbe la sua genesi neII'Europa settentrionale. La genesi settentrionale (tedesca e


anglosassone) del romanticismo ha precise ragioni storico-culturali. Nonostante la sua notevole fortuna
durante l'et moderna, infatti, il classicismo, in quanto patrimonio di miti e forme che avevano avuto origine
e sviluppo tra Grecia e Roma, fu in quei paesi un fenomeno di importazione, non sempre del tutto
compatibile con le tradizioni e la sensibilit di quei popoli, o quanto meno assai difforme dal patrimonio
locale di miti, saghe e leggende. Per sostenere l'estraneit del romanticismo alla cultura italiana, uno degli
argomenti dei classicisti italiani - sia detto tra parentesi - sar proprio quello che vuole che il clima caldo dei
paesi meridionali e il paesaggio, solare, ridente, influenzino la sensibilit dei popoli del Sud e la rendano
incompatibile con quella dei popoli del Nord Europa, influenzata viceversa dal clima freddo, dai paesaggi
austeri e tenebrosi. L'argomento, nel caso specifico, appare in gran parte pretestuoso e tendenzioso, in quanto
teso ad osteggiare un rinnovamento culturale proficuo e indilazionabile, ma a suo modo coglie una
sostanziale diversit di tradizioni e sensibilit che ha un suo fondamento storico.
Sta di fatto che il romanticismo, nella sua genesi settentrionale, nasce anche come riscoperta e rivalutazione
delle antiche tradizioni, del patrimonio di miti e leggende nazionali, nonch di quei dati religiosi e culturali
che hanno accompagnato la formazione delle diverse nazionalit nel Medioevo. Ci significher un intreccio
di motivi della mitologia nordica precristiana con quelli della tradizione cristiana medioevale, una
predilezione per l'introspezione psicologica, per le dinamiche sentimentali, per caratteri irruenti e passionali,
eroici o tormentati, per un'espressione immediata e almeno apparentemente poco curata, e altro ancora. Di
qui il vivace rifiuto del patrimonio mitologico classico greco-latino e degli ideali di compostezza, di
equilibrio, di cura formale tipici del classicismo. Per di pi tale patrimonio aveva subito una profonda
rielaborazione e sistemazione nel corso dei secoli organizzandosi in forme canoniche e regolari, mentre la
maggior parte dei miti nordici era rimasta sovente allo stato di semplice tradizione orale e poteva cos
apparire dotata di una diversa e maggiore genuinit.
I movimenti romantici nazionali e le date
Le date che debbono essere prese come punto di riferimento iniziale del movimento romantico sono
quelle relative alla costituzione delle diverse scuole nazionali, che consapevolmente si proclamano
appunto romantiche. In Germania tra il 1798 e il 1804, attorno alla rivista Athenaeum, e a scrittori
quali i fratelli Schlegel, Novalis, Tieck, i filosofi Fichte e Schelling e il teologo Schleiermacher si
costituisce il gruppo di Jena; tra il 1804 e il 1806 attorno ad Achim von Arnim e Brentano si forma
quello di Heidelberg Quasi negli stessi anni si costituisce la scuola romantica inglese eventi significativi
sono la pubblicazione della raccolta delle Lyrical Ballads di Wordsworth e Goleridge, i pi noti
esponenti della scuola dei laghisti , presto seguiti da poeti come Byron (tra i responsabili della
divulgazione della tipologia dell'eroe romantico inquieto, passionale e ribelle) Shelley e Keats. Di un
romanticismo francese si pu parlare a partire dal 1813, anno della pubblicazione cli un celebre
saggio della baronessa de Stael De l'Allemagne, determinante per la diffusione di questo movimento
nell'Europa meridionale. In Italia gli anni cruciali sono il 1816, che segna l'inizio della polemica fra
classicisti e romantici suscitata da un articolo della de Stal di cui diremo, e il 18 18, che vede il
costituirsi del gruppo del Conciliatore. Ma come per ogni fenomeno storico culturale non vanno
trascurati gli addentellati con il passato i fenomeni che nei decenni precedenti gettano le premesse
per il concretizzarsi dei fenomeni specifici, l'organizzarsi delle 'scuole', il definirsi in modo sistematico
delle poetiche negli anni in cui in Germania e in Inghilterra il romanticismo si costituisce come scuola,
in Francia, per limitarci a un paio di esempi, sono pubblicati il Rene di Chateaubriand (1802) e
l'Oberman di Senancour (1804), in Italia l' Ortis (1802) e la lirica foscoliana (1803). Sullo sfondo
stanno i fenomeni settecenteschi che rappresentano le radici pi remote della rivoluzione romantica.
Tali radici possono essere individuate principalmente in alcune manifestazioni della cultura e della
letteratura dei paesi nordici: la poesia sepolcrale e notturna quella "sentimentale", la letteratura
ossianica, lo Sturm und Drang, ma non vanno neppure trascurati il pensiero di Rousseau e le
teorizzazioni (anche italiane: soprattutto Vico) relative all'entusiasmo alla fantasia, alla poesia
primitiva, e cos via.
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August Wilhelm von Schiegel nacque ad Hannover nel 1767. Insegn a Jena, e tra il 1798 e il 1800
pubblic a Berlino, con il fratello e con la collaborazione di Schelling, Tieck e Novalis, la rivista
Athenaeum, che rappresent l'organo del primo romanticismo tedesco e del cosiddetto "gruppo di
Jena". Fra le sue opere - che comprendono anche ballate, liriche e drammi, per di modesto interesse
- si segnalano le opere critiche e storiche, importanti specialmente perch costituiscono una messa a
punto della poetica romantica, e in particolare le Lezioni sulla letteratura e le belle arti (1801-1804) e le
Lezioni sull'arte e sulla letteratura drammatica (1809-1811). Comment alcune opere di Goethe,
tradusse Shakespeare, Caldern, Dante e altri autori che entravano a far parte dei grandi precursori
del movimento romantico.
Friedrich von Schiegel nacque ad Hannover nel 1772, studi a Gottingen e a Lipsia, interessandosi
dapprima di filologia classica, cui dedic alcuni studi. Condivise poi con il fratello la direzione di
Athenaeum, orientando sempre pi i propri interessi verso la letteratura contemporanea; nei primi
anni del secolo fu a Jena, a Berlino (dedicandosi fra l'altro allo studio delle letterature provenzale e
tedesca medioevale) a Parigi (qui studio il persiano e il sanscrito) Tra le sue opere si ricorderanno
soprattutto gli scritti critici ed estetici che fanno di lui uno dei pi originali pensatori e teorici del
romanticismo tedesco particolarmente importanti sono i Frammenti (1798) e le Idee (1801), dove egli
espone la sua teoria dell'arte, assai pi sistematica di quanto la forma del frammento e dell'aforisma
da lui prediletta (e teorizzata) non lascino a prima vista intendere. Assai notevole anche il Dialogo sulla
poesia, che comprende vari scritti fra cui il Discorso sulla mitologia e la Lettera sul romanzo. Nel 1815
pubblic un'importante Storia della letteratura antica e moderna.

Il romanticismo in Italia fu un fenomeno d'importazione e pi moderato. Per motivi analoghi ma


opposti, si pu dire che in Italia sia, viceversa, il romanticismo ad essere un fenomeno in certa misura di
importazione. Se per i popoli del Nord la mitologia e la letteratura classica costituivano un altro da s, magari
suggestivo e affascinante, ma certo lontano dallo 'spirito nazionale' loro proprio, non era completamente cos
per le popolazioni meridionali, e in particolare per l'italiana. Il legame con la tradizione classica e con
l'insieme di valori che essa esprimeva doveva necessariamente essere sentito in qualche misura come pi forte
e pi diretto: gli italiani discendevano direttamente dai latini; e rinnegare questa ascendenza a molti appariva
come un rinnegare le proprie remote origini. Ma anche volendo abbandonare il patrimonio della mitologia
classica, non ci si poteva certo rivolgere al patrimonio mitico e spirituale delle popolazioni germaniche e
anglo-sassoni come a qualcosa che interpretasse meglio lo spirito e il 'genio' nazionale. Esso, caso mai,
appariva dotato del fascino dell'esotico.
Quasi necessariamente ci si doveva rivolgere soprattutto ad altri aspetti della rivoluzione romantica avviata
nei paesi del Nord Europa; per analogia, quasi inevitabile appariva il compromesso con la tradizione.
Insomma, quello che era un processo del tutto naturale per le popolazioni del Nord non lo era altrettanto, in
tutti i suoi aspetti, per l'Italia. Del resto, a parte l'indubbio fascino che le tematiche notturne, sepolcrali,
medievali e la stessa mitologia nordica esercitavano su molti letterati italiani, pochi dei romantici erano
disposti a concedere che il romanticismo coincidesse con quel patrimonio leggendario e spirituale a loro
estraneo, e che il rinnovamento auspicato consistesse nella sostituzione di una mitologia con un'altra, di una
dimensione solare con una dimensione tenebrosa della sensibilit. Il romanticismo in effetti non era solo
questo, ma era una pi generale istanza di rinnovamento culturale, estetico, di sensibilit, che anche i letterati
italiani potevano accogliere senza rinunciare alla propria identit e che si prestava ad essere integrata con
alcuni elementi della cultura illuministica.

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3.

LE POETICHE DEL ROMANTICISMO

Il romanticismo come (parziale) reazione all'illuminismo. Dopo queste osservazioni di carattere


generale passeremo ora rapidamente in rassegna i principali aspetti della poetica romantica. Prima di
procedere dobbiamo tuttavia ricordare che la svolta radicale nella sensibilit e nel gusto che il romanticismo
segna in ambito letterario si fonda su un profondo mutamento di concezione del mondo e di orientamenti
culturali, filosofici, religiosi: questo mutamento, che sta a monte dei pi concreti e specifici orientamenti di
poetica, si configura come una parziale reazione antilluministica, come una reazione, almeno, agli esiti
estremi del pensiero illuministico (ragione come unico principio capace di interpretare e governare il reale,
materialismo, ateismo o deismo). Si detto "parziale reazione" perch da un lato l'illuminismo non era stato
solo un'esaltazione indiscriminata della ragione, e non sempre era approdato a posizioni materialistiche ed
atee, ma aveva accolto al suo interno posizioni pi sfumate, e perch, dall'altro, di certe istanze illuministiche
non pochi romantici terranno conto. Elementi di opposizione e di continuit con l'esperienza illuministica si
riscontrano anche nella filosofia dell'idealismo, che risulta essere il sistema di pensiero pi importante in et
romantica.

I tratti salienti del romanticismo. Nel complesso possiamo dire che il romanticismo segna una
rivalutazione della spiritualit e della religiosit, ora come bisogno di autoanalisi, di comprensione e
giustificazione trascendente della sofferenza terrena, ora come recupero dell'ideale egualitarismo evangelico,
ora viceversa come radicale irrazionalismo, come regressiva esaltazione dell'integralismo cattolico, di una
reazionaria alleanza di trono e altare, modellata sull'universalismo medievale. Indica nelle ragioni del
sentimento, della fantasia, del cuore le spinte essenziali per comprendere l'agire umano. Elabora un forte e
originale storicismo (sviluppando premesse poste nel secolo precedente: si pensi al Vico), che comporta tra
l'altro una rivalutazione della specificit e della funzione di tutte le epoche passate. Elabora una pi matura e
consapevole idea di progresso . Al cosmopolitismo e all'universalismo settecenteschi sostituisce la coscienza
della nazionalit, la religione della patria, che conducono talora all'affermazione della necessit del riscatto
dei popoli oppressi (fondamento, in Italia, del moto risorgimentale) o addirittura ad istanze egualitaristiche e
democratiche.
E' opportuno sottolineare, per comprendere la complessit del fenomeno che stiamo esaminando, la presenza
di aspetti anche contraddittori nella cultura romantica: nelle sue diverse manifestazioni si alternano
componenti ora razionalistiche ora decisamente irrazionalistiche, ora progressive (la modernit) ora
regressive (il Medioevo), ora progressiste (egualitarismo, liberalismo, democratismo) ora reazionarie
(l'unione di trono ed altare). Ci troviamo di fronte, insomma, ad un fenomeno poliedrico e mutevole.

I principi fondamentali della poetica romantica: la polemica col classicismo. La poetica romantica si
articola in un assai ampio e vario insieme di nozioni, principi, orientamenti e argomentazioni, spesso
strettamente connessi tra loro, che noi qui ripercorreremo sinteticamente e schematicamente, senza pretese
di esaustivit. Prendiamo in esame innanzi tutto alcuni orientamenti molto generali di poetica, in cui pi
palese il nesso con alcune delle ragioni ideologiche e socio-culturali di fondo del movimento.
Se l'illuminismo il principale obiettivo polemico dei romantici in ambito filo- sofico-culturale, in quello pi
specificamente letterario lo il classicismo (non gi la letteratura classica, apprezzata come manifestazione
originale della propria et, bens i fenomeni di riproduzione pi o meno meccanica di temi e moduli delle
letterature classiche in et moderna). In molti casi la concreta polemica contro i classicisti favorisce nei
romantici una pi precisa messa a punto e definizione dei propri canoni di poetica. Tuttavia tale disputa non
esaurisce la poetica romantica, che ha caratteristiche originali, la cui genesi si pu spiegare in modo
autonomo.

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Storicit dell'arte e soggettivit del gusto. I romantici affermano a chiare lettere i principi della storicit
dell'arte e della soggettivit del gusto. L'arte muta nel tempo e ha valore come rappresentazione delle
aspirazioni, dei bisogni, dei valori, degli ideali, del gusto di un'epoca storica determinata. Non esistono,
dunque, Canoni estetici validi in assoluto, essendo questi invece soggetti a variabili individuali, geografiche e
storiche; l'arte perfettibile. Nell'affermare ci i romantici si oppongono al principio classicistico
dell'immutabilit dell'arte, fondato sull'idea di una corrispondente immutabilit della natura e sulla
concezione dell'arte come imitazione di questa, e al principio di imitazione, fondato sull'opinione che gli
antichi, essendo pi a contatto con la natura, abbiano prodotto l'arte pi perfetta.

La letteratura deve essere moderna e nazionale. I romantici parallelamente affermano il principio della
variabilit geografica ovvero del carattere nazionale dell'arte, anch'esso collegato a quello della soggettivit del
gusto. L'arte, oltre che nel tempo, muta legittimamente nello spazio e rappresenta aspirazioni, ideali, valori,
mentalit, gusto di un popolo determinato (in un'epoca pure determinata), ovvero di quello che viene talora
chiamato il genio o lo spirito della nazione.
Affermano quindi il criterio della modernit, della rispondenza della poesia alle esigenze dei tempi: l'arte
classica arte del passato, che rappresentava il modo degli antichi di rispondere alle esigenze dei loro tempi;
emulare gli antichi oggi significher essere come loro uomini del proprio tempo, non pedanti e freddi
imitatori di una poesia e di una civilt che, per quanto somma, inesorabilmente tramontata. In Italia questo
principio (mutuato anche dalla cultura illuministica) apre la via ad un'arte risorgimentale, orientata cio ad
affrontare i problemi connessi alla presente situazione politica italiana.

La letteratura deve essere popolare. La letteratura, oltre che moderna e nazionale, deve essere popolare,
adeguata alle istanze del nuovo pubblico, che si riconosce grandemente aumentato e di composizione sociale
diversa rispetto al passato. Il popolo per i romantici tendenzialmente coincide con la borghesia, del cui gusto
la nuova letteratura in certa misura l'espressione (si veda il Berchet ). L'arte classica e soprattutto quella
classicistica erano viceversa destinate a un pubblico prevalentemente aristocratico. Ci non esclude peraltro
che in alcuni casi si riscontrino fenomeni anche opposti di rifiuto della massa, e della cultura di massa, di
elitarismo intellettuale.

La riscoperta delle tradizioni non classiche. Si ricercano cos le radici del nuovo gusto in tradizioni
diverse da quella classica, si riscoprono e rivalutano epoche, tradizioni, modelli, tematiche aderenti alla nuova
sensibilit e ai nuovi orientamenti. Ad esempio spesso si prediligono le manifestazioni e le forme della poesia
popolare (ballate, romanze; metri meno raffinati e sofisticati, pi cadenzati e facili...). Si rifiuta la mitologia
classica ora in nome della tradizione e della mitologia nazionale (germanica o anglosassone), ora in nome
della modernit, del gusto e delle necessit dei tempi, ora, infine, in nome della religione cristiana (gli antichi
rappresentavano gli dei in cui credevano, altrettanto devono fare i moderni). Si rivalutano tutte le tradizioni
letterarie che l'idealizzazione esclusiva dell'antichit classica aveva sempre relegato in secondo piano, siano
antiche o recenti, nordiche od orientali, colte ma soprattutto popolari, e ad esse si attinge: cos si diffonde
talora anche un certo gusto per l'esotico.

Una poesia cristiana e malinconica. I romantici affermano l'origine medievale e la natura cristiana della
poesia romantica e moderna. Viceversa, si osserva, quella classica arte o poesia pagana, che ha avuto origine
e senso nell'antichit. La poesia romantica, in quanto poesia cristiana, moderna e almeno in prima istanza
settentrionale, si connota come poesia spirituale, tenebrosa e malinconica (la vita esilio nel mondo) ,
introspettiva e sentimentale. Viceversa la poesia classica, in quanto primitiva, pagana e meridionale, si
connota prevalentemente come poesia serena, solare, ingenua ed esteriore: l'uomo antico, secondo la de Stal,
riversava sempre l'azione della sua anima all'esterno; la coscienza stessa era raffigurata per mezzo di oggetti
esteriori. La Sehnsucht, cio l'eterna irrequietezza, caratteristica della spirituali moderna e quindi della
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poesia romantica, si contrappone alla Stille, la serenit imperturbabile dell'anima, caratteristica - si asseriva della spiritualit antica e della poesia classica.

4. IL LESSICO DELLA POETICA E DELL'ESTETICA ROMANTICA


Sulla base di questi generalissimi orientamenti, che - come si detto - rivelano pi palesemente la loro genesi
ideologica e socio-culturale, si formulano poi principi estetici e di poetica pi particolari e in qualche caso pi
"tecnici", ma egualmente fondamentali per comprendere l'arte romantica. Essi ci forniscono l'occasione di
definire il lessico essenziale della poetica e dell'estetica romantica.

Originalit, genio. I romantici costituiscono progressivamente il canone dell'originalit: poesia


esteticamente valida quella "originale", quella che adeguata alle particolarissime esigenze del luogo e del
tempo in cui concepita, alla personalit di chi la crea, e rispecchia il genio della nazione e il genio
individuale, quella infine che si caratterizza proprio in quanto diversa dai precedenti modelli. Da qui deriva
anche la modificazione semantica in atto del termine "genio'', che dal significato di caratteristica specifica di
una persona o di una na zione, tende ad assumere quello di individuo dotato di creativit e sensibilit
eccezionale, assolutamente originale e irripetibile. Anche questo principio formulato in opposizione al
canone classicistico dell'imitazione.

Intuizione, ispirazione, entusiasmo, furor. Intuizione, ispirazione, entusiasmo, genialit, furor poeticus,
sono per i romantici le fonti della poesia. Si tratta, in verit, di elementi in parte desunti dall'estetica classica,
che per ora vengono posti, con diverso vigore, al centro della concezione romantica della creativit artistica,
in contrapposizione all'idea, largamente diffusa e spesso dominante in passato della razionalit dell'arte.

Fantasia e immaginazione. La fantasia in particolare e concepita come la componente fondamentale


dell'arte, in esplicita polemica con il razionalismo del classicismo francese sei-settecentesco e con il principio
classico del labor limae [lavoro di lima, rifinitura stilistica]. Gli italiani potevano appellarsi al Vico e al
Gravina, come precursori di questa rivalutazione della fantasia (e del sentimento) contro l'esperienza
sensibile (e la razionalit), ma sono soprattutto i tedeschi che sottolineano in modo sistematico e coerente
questo principio (F. Schlegel: romantico ci che ci rappresenta una materia sentimentale in una forma
fantastica), che in alcuni casi si colora decisamente di toni irrazionalistici. Il termine immaginazione
spesso usato come sinonimo di fantasia.

Spontaneit e autenticit. I romantici formulano anche i canoni della spontaneit e dell'autenticit


(contro quello classico della naturalezza): ci significa gusto per un'espressione apparentemente immediata
apparentemente prodotta dal semplice riversamento del vissuto interiore sulla pa gma, e in realt frutto di
una scelta stilistica, di un mutamento di artifici retorici. Tale orientamento spesso si concreta in un
accentuato gusto per un'espressione formalmente disordinata, enfatica caotica, dissonante (mimesi dell'
esasperata passionalit), contro la regolarit, l'euritmia, il dominio della forma, della compostezza che erano
principi costitutivi della pi tipica poesia classica e classicistica.

Sentimento e passione. Se la poesia fantasia e sentimento, se romanticismo inquietudine, malinconia,


bisogno di introspezione, allora si privilegeranno tematiche sentimentali, appassionate, si rappresenteranno
di preferenza personaggi caratterizzati da violenti drammi interiori, indagati con scrupolo analitico e
rappresentati in tutta la loro esasperazione, si elaborer un ideale di uomo sensibile, appassionato, dal forte
sentire, che vive le proprie passioni e le proprie esperienze senza mezze misure, che conduce un'esistenza
sregolata ma intensa. In questo caso l'obiettivo polemico costituito dall'ideale classico di saggezza, di
controllo delle passioni, e dalla poesia esteriore, di puro intrattenimento, cui il classicismo si era spesso
ridotto
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La libert dell'artista: contro il sistema delle regole del classicismo. Rispetto alla letteratura
classicistica, quella romantica afferma con vigore quello che potremmo definire una sorta di appello alla
libert dell'artista, della sua fantasia creatrice. Questo principio, fondato su tutte le precedenti affermazioni di
poetica, determina prese di posizione polemiche nei confronti dei limiti che razionalismo e classicismo
avevano nei secoli imposto all'attivit artistica e poetica in particolare e in primo luogo contro quell'insieme
di norme e regole che i classicisti ritenevano necessarie per comporre un'opera letteraria esteticamente valida.
Fra gli obiettivi di pi vigorosa polemica segnaliamo il principio d'imitazione e le regole che definivano il
sistema e la gerarchia degli stili e dei generi (famosa la polemica contro le tre unit della tragedia, sostenuta
anche dal Manzoni).

Commistione degli stili e ampliamento della materia poetabile. A proposito degli stili il classicismo
affermava che ciascun argomento dovesse essere trattato con un linguaggio adeguato: gli argomenti gravi ad
esempio dovevano essere trattati in uno stile nobile ed elevato. I romantici viceversa affermano la libert
dell'artista di trattare qualsiasi argomento con qualsiasi stile: ora ad esempio si possono prevedere ardite
commistioni stilistiche, anche attraverso l'accostamento di temi, registri, lessico precedentemente
incompatibili o si pu pensare di trattare temi gravi con un linguaggio dimesso e persino volgare. Hugo ad
esempio - come ricorda Auerbach - afferma che non esiste alcuna differenza fra le parole elevate e quelle del
linguaggio quotidiano, e pi tardi Baudelaire potr pensare di raggiungere il sublime mediante metafore e
paragoni attinti alla pi trita quotidianit: Quando come un coperchio il cielo pesa / grave e basso sull'anima
gemente... o il Cielo! Nero / coperchio della pentola ove bolle / la folla impercettibile del mondo. Richiamiamo
l'attenzione sul fatto che si aprono cos anche nuove, talora inusitate prospettive estetiche. La letteratura, sia
sul piano delle tematiche sia su quello dei linguaggio e dello stile, tende spesso ad abbassarsi al livello del
grande pubblico contemporaneo: si muove dal sublime al mediocre, dall'aulico al quotidiano, dal poetico al
prosaico. Ne deriva tendenzialmente anche un ampliamento della materia poetabile: anche il brutto, anche
l'anormale, il deforme, il patologico, anche gli aspetti pi impoetici del vivere, con lessico fortemente
realistico, possono essere soggetto di poesia e d'arte.