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Una nuova concezione della realtà e della cultura

Nel corso del 600 ci sono due momenti importanti dell’elaborazione culturale: la
nuova poetica del Barocco letterario e la Scienza Nuova di Galilei. Galilei,
dimostrando l’esistenza dei satelliti di Giove, dimostra l’omogeneità tra i corpi
celesti, annullando la distinzione tra Terra e Cielo.
Allo stesso tempo la letteratura barocca abbandona la distinzione tra generi alti e
bassi dando vita ad una contaminazione di modelli espressivi da cui nascono generi
misti. Il Barocco propone un’arte e una poesia animate, alla continua ricerca del
piacere, basata su un’esperienza del tutto terrena e soggettiva. Il modello di un
universo ELIOCENTRICO (con al centro il sole) che soppianta quello geocentrico
comporta il diffondersi di una sensazione di disorientamento profondo in cui l’uomo
del 600 scopre di non essere più il centro dell’universo e perde ogni forza e la fede
rinascimentale. Ogni aspetto della vita e della cultura barocca nasce dallo scontro
tra due visioni del mondo: quello della tradizione e quello dell’innovazione.
Significato e impiego del termine BAROCCO
Il Barocco è un movimento culturale che si è sviluppato in tutta Europa nel XVII
secolo.Il termine “barocco” ha un’etimologia incerta .Potrebbe derivare dal
portoghese barocco che designava una perla dalle forme irregolari ,non sferica e
potrebbe derivare dal vocabolo “baroco” che era usato dagli scolastici per indicare
un tipo di procedimento logico di sillogismo apparentemente corretto, ma che in
realtà nasconde una sottile debolezza interna. Il termine barocco inizia ad essere
riferito all’arte del Seicento perché portava in evidenza il suo amore per la bizzarria
(Stranezza, stravaganza) e l’irregolarità. All’opposto dell’età rinascimentale, l’età
barocca scopre nel disegno della natura l’anomalia (deviazione dalla regola, dalla
norma comune SIN. Irregolarità), l’eccezione e su di essa concentra la propria
attenzione.
La predominanza del senso della vista
Nel periodo barocco iniziamo ad avere molte scoperte: la Luna è simile alla Terra,
continenti sconosciuti... Queste novità mettono in crisi il sistema conoscitivo e così
iniziano a crearsi, nell'individuo dei dubbi che stimolano la ricerca di nuove basi per
nuove certezze; da qui abbiamo la Ricerca e la Sperimentazione.Nelle arti figurative
prevale la finzione sulla riproduzione: le chiese barocche presentano degli affreschi
al loro interno che suscitano una sensazione di uno spazio verticale infinito, cioè il
Cielo. L'idea che si voleva dare era: colui che orchestra la finzione è in grado di
superare gli inganni che gli si presentano ai sensi, quindi è anche in grado di
distinguere realtà e finzione. Molte manifestazioni di questo periodo si basano,
appunto, sul senso della vista e sulla consapevolezza che tutto appare diverso da ciò
che è realmente. L'occhio del pittore barocco, infatti, svolge uno studio più
approfondito degli aspetti della realtà che mai, prima di questo secolo, erano stati
considerati.
Analogia, metafora e “Concetto”
In questo periodo in cui le conoscenze tradizionali non sono più in grado di spiegare
la realtà in continua evoluzione, le somiglianze nascoste e le analogie che l'occhio e
la mente dell'osservatore scoprono tra i vari settori della realtà, sembrano essere gli
unici strumenti che permettono di tracciare una nuova mappa del mondo in cui
l'individuo possa orientarsi. A questi due strumenti corrispondono la metafora e
l'allegoria; queste permettono all'artista di portare in evidenza somiglianze nascoste
che possono rivelare significati prima d'allora inimmaginabili.
Per rendere nel miglior modo questa nuova concezione dell’arte nelle opere, il
letterato ricorre a un procedimento che viene definito concettismo che consiste
nell’uso delle metafore e attraverso l’acutezza ricercare quelle più strane e inusuali.
Il concetto è in grado di suggerire un’idea basata sull’accostamento ingegnosa e
inconsueto di immagini tratte dalla realtà, che di solito sono considerate distinte ed
estranee l’una dall’altra. Galilei, quando afferma che la verità è scritta nel libro della
natura in caratteri matematici, è costretto ad esprimersi in termini metaforici. Il
compito di descrivere i fenomeni del mondo fisico è infatti un’innovazione
rivoluzionaria che soddisfa l’esigenza dell’età barocca di rinvenire una chiave di
interpretazione unitaria della realtà materiale.
L’intellettualismo dell’arte barocca
L’acutezza di ingegno ricercata dal letterato si presta un’esasperata spregiudicatezza
delle posizioni teoriche e delle poetiche, destinate ad essere ripudiate nell’arco di
qualche decennio. L’attenzione alla tecnica può così scadere in tecnicismo fine a se
stesso. Ma nei grandi autori l’attenzione agli aspetti inventivi e tecnici è soprattutto
coscienza della funzione della letteratura come strumento per comprendere se
stesso e il mondo circostante, In costoro quindi L’attenzione alla tecnica non si
riduce mai.
Meraviglia, concettismo e metafora
La rottura del canone classico e del petrarchesco
Il barocco si presenta come consapevole e volontaria rottura del canone classicista
e, per quanto riguarda la poesia, dalla lirica petrarchesca.
I maggiori interpreti del Barocco furono Alessandro Tassoni che dà al poeta il
compito (inteso come dovere e diritto dell'intellettuale) di innovare per adattare i
modelli classici alle emergenti esigenze di maggiore libertà espressiva; Giovan
Battista Marino che si rifiuta di subordinare il piacere estetico all'utilità formativa.
Il gusto del pubblico come criterio guida del poeta
Marino per giustificare la propria posizione, mette in evidenza la questione della
“svogliatezza”, cioè la stanchezza del gusto causata dalla ripetizione delle tradizioni.
Ciò spingeva i lettori a preferire testi più ardui e più stravaganti, come appunto
quelli di Marino. Inoltre, egli, toglie ai critici il giudizio sulle opere e lo affida ai
lettori. Marino apprezzava di più la quantità dei lettori, della qualità.L'autore visse in
un periodo di instabilità, nel continuo sforzo di affermarsi; inoltre il suo ruolo di
poeta di corte era in pericolo dato la precarietà politica a cui erano soggetti i ducati,
principati e piccoli regni del Seicento. Marino riuscì, però, a distinguersi grazie alle
istanze di rinnovamento e passò da ripetitore di
testi tradizionali a interprete di una cultura in evoluzione a sostenitore della nuova
sensibilità.
Il fine della poesia è meravigliare
L'obbiettivo della cultura della Controriforma è quello di imporre, in ogni campo,
una serietà e una forza religiosa che prevalgono sull'edonismo*. Marino si oppone
con la formula oraziano “utile dulci miscere”(unire l'utile al dilettevole)
subordinando l'elemento del dovere a quello del piacere.
L'instabilità del mondo postridentino* con le scoperte scientifiche, le contraddizioni
e la repressione morale e religiosa, spingono Marino e gli altri sostenitori del
rinnovamento a rivedere le forme espressive in senso moderno, cioè opposto alla
rigidità dell'antichità classica. “Meraviglia”, “Ingegno”,“Concetto” e metafora
diventano, così, gli artifici retorici per esprimere questa sensibilità.
Nelle loro opere, grazie all'uso della metafora, gli scrittori stimolano il lettore a fare
un ragionamento acuto (ingegno) che li porta a risolvere gli enigmi (concetti) che,
una volta svelati, provocano meraviglia nel lettore.
La metafora
Emanuele Tesauro individua nella metafora lo strumento retorico indispensabile per
esprimere la nuova
sensibilità utilizzandolo in ogni forma di comunicazione fino a farlo diventare un
mezzo di decodificazione
del reale essendo, questo, popolato da segni con precisi significato nascosti.

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