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Il Barocco.

saggio breve 14-04-11 Con il termine barocco ( etimologicamente "perla non perfettamwnte sferica" o "sillogismo in apparenza corretto ma avente una fragilit interna") si identifica il movimento culturale sviluppatosi tra la seconda met del XVI secolo e la fine del XVIII secolo. Esso nasce e matura in contesto storico segnato da notevoli cambiamenti di carattere politico, scientifico e geografico che comportano un profondo cambiamento nella concezione della realt da parte dell'uomo. La conclusione del concilio di Trento, seguito dalla divulgazione della Controriforma, determina un clima di profonda crisi culturale in cui viene meno la psinta laica rinascimentale volta alla ripresa ed emulazione dei classici. La libera circolazione delle idee viene fortemente ostacolata dalla ferrea censura della Chiesa, che trova esemplificazione nella condanna a morte di Giordano Bruno. Le nuove scoperte scientifiche e geografiche producono inoltre una profonda spaccatura tra certezza e verit, in quanto tutto il sistema di conoscenza dogmatica crolla sotto la spinta della rivoluzione scientifica e della consapevolezza della presenza di altri popoli lontani dalla fede del Dio cristiano. In questo clima sospeso nasce dapprima il "manierismo" che in campo letterario identifica una ripresa del petrarchismo deprivato del significato e del messaggio originario: la poesia diviene vuota mimesi rielaborata in un codice artificioso, ridondante e ampolloso. La successiva evoluzione nel Barocco determina una presa di consapevolezza del proprio movimento culturale e del proprio stile. Il fine della letteratura subisce una profonda spaccatura tra l'intento edonistico e l'intento pedagogico, determinando un ulteriore allontanamento dall'ideale rinascimentale di armonia e del naturalismo classico. Motivo della produzione barocca essenzialmente lo stupore ingenerato dall'artificiosit metaforica del testo, che il lettore chiamato a decodificare attraverso l'ingengo e l'acume. La bellezza formale, esteriore della composizione diviene specchio della capacit intellettuale e crerativa del poeta. La poesia diviene un'arte intellettualistica, in cui, tuttavia, nuovi temi che partecipano del grottesco, del lugubre e del brutto vengono innalzati dall'arte figurativa e metaforica, giungendo alla costruzione di un contesto materiale, plastico che partecipa di una fredda bellezza e preziosit. Il gusto per l'anomalia e per il difetto diviene emblema di una nuova concezione della realt che appare in divenire, profondamente turbata dalla consapevolezza dell'incertezza e essenzialmente privata di un modello di perfezione quale era il modello classico per il Rinascimento. Il classicismo, nel barocco, viene profondamente rielabroato e utilizzato come mezzo di codificazione del sistema metaforico. Si esalta dunque l'effimero, l'anomalo, il quotidiano, che diviene unica certezza in un contesto culturale di fragilit spirituale. Viene esaltata una bellezza anomala, terrena e materiale, tuttavia razionalisticamente se ne riconoscono i limiti nella profonda percezione della morte. Nella poesia "Specchiati o Lidio" di Pisani, si propone il motivo della specchio, strettamente conneso a quello della Morte. Lo specchio emblema di una realt frammentata, illusoria e fallace; Esso rimanda un'immagine che partecipa del presente, che tuttavia porta in s, nella sua essenza, il limite imposto dal futuro. Lo specchio freddo e muto testimone della bellezza che sfiorisce, di una realt illusoriamente eterna.. Lo specchio emblema topico dell'arte figurativa barocca: nelle Nature Morte secentesche, riflette elementi altrettanto emblematici, quali teschi, fiori appassiti o clessidre. Si riprende, parallelamente, nell'arte e nella letteratura, il motivo classico del "memento mori" ("ricordati che devi morire) che raggiunse la sua massima celebrazione nella cultura medievale, attraverso i celebri "trionfi della Morte". La concezione del tempo, nell'uomo secentesco profondamente pessimistica. Nel Medioevo l'uomo si considerava "umile pellegrino in una valle di lacrime", si esaltava una dimensione salvifica futura, divina e trascendente. Al contrario, nel Rinascimento, viene esaltata la dimensioneoresente, su modello di quella passata: l'uomo rinascimentale, infatti, si considera "homo faber", creatore del proprio destino e della propria identit , attraverso la valorizzazione dell'azione e della ricerca ed emulazione del classicismo greco-romano, inteso come modello di perfezione. Per l'uomo secentesco la concezione del reale vista in prospettiva pessimistica: l'uomo proiettato unicamente nel presente, senza speranza o vagheggiamento di una dimensione futura, oppresso dall'incertezza e logorato dallo scorrere del tempo e dal divenire che conduce alla Morte, intesa come termine ultimo

dell'esistenza. Nella poetica barocca viene spesso ripreso il tema della Morte e del tempo che scorre, in una sorta di rielaborazione del motivo dell'"horror vacui" greco, la paura del vuoto, del nulla che conduce ad una estrema ed ossessiva celebrazione di ci che vano ed effimero. Nasce inoltre un nuovo rapporto tra arte e naatura: non vi pi rapporto di mimesi, ma un rapporto di subordinazione. Cona la rivoluzione scientifica, infatti, nasce una nuova lettura della Natura, essa qualcosa da comprendere e sfruttare in vista di un utile prettamente umano, come afferma Bacone. Nella letteratura la Natura perde il suo valore di solenne modello di un'arte naturalistica, ma si riduce ad un banale fondamento di vita quotidiana e abitudine, da codificare e solennizzare attraverso artifici formali, prospettive illusorie e giochi linguistici che mettono al centro della poesia il concetto stesso di artificio retorico e contemporaneamente di intelletto umano.