Sei sulla pagina 1di 5

1

CONSIDERAZIONI SULLA CONCEZIONE DEL TEMPO NEL DE BREVITATE VITAE DI


SENECA
(tratte da un saggio di A. Traina)

O quando illud videbis tempus , quo


scies tempus ad te non pertinere
oh, quando vedrai quel momento, in cui
saprai che che il tempo non ti riguarda pi!
Sen. , epist. ad Lucilium 32,4
IL TEMPO E LA SAGGEZZA
Per Platone, lessere, nel suo eterno presente, sottratto alla degradazione delle
cose che divengono nel tempo. Loriginalit degli Stoici di interpretare questo
eterno e immutabile in senso dinamico : nel tempo che tutte le cose si muovono ed
esistono . E il tempo si offre alluomo sotto ununica realt : quella del presente, in
cui si gioca, attraverso le nostre scelte, la nostra felicit, cio la nostra libert di
assentire allordine cosmico. Anche lo stoico, sia pure per diverse vie e con diverso
spirito, pu dire con lepicureo : carpe diem 1. Per il pensiero postaristotelico il Grilli
ha parlato di una concezione etica del tempo, quale coefficiente o determinante del
fattore felicit delluomo; si potrebbe anche parlare di un senso esistenziale del
tempo, tanto pi che gli Stoici sono posti alla radice dellalbero esistenzialista :
come non pensare all essere nel tempo di Heidegger, alla tragica grandezza
dellistante di Kierkegaard ? Ma c un limite, che lo stoicismo eredita da una delle
maggiori costanti del pensiero greco : la teoria ciclica delleterno ritorno intacca
limportanza della temporalit e di nuovo immobilizza il tempo nelleterno .Per
gli epicurei, invece, la temporalit diventa storia effettiva ; la tesi fondamentale per
cui ogni cosa esistente frutto di un processo, un aggregarsi, unita alla loro
rivalutazione del piacere e dellutile e quindi del benessere, li porta a studiare con
particolare attenzione il formarsi della civilt umana durante il lento scorrere dei
secoli. Questo nuovo sentimento del tempo e della storia conduce i filosofi dellepoca
ad affrontare un problema che in Platone e in Aristotele aveva suscitato solo un
interesse marginale, il problema cio del rapporto tra gli uomini e gli eventi, il
problema, che tanta importanza acquister in seguito, della volont e della libert.

L autore pi espressivo, dal punto di vista stoico , che spesso ha affrontato il tema
del tempo Seneca. Per parecchi studiosi egli un testimone di questa nuova
concezione del tempo, ma un testimone poco fidato, dato che rifugge da definizioni

troppo teoriche come Pascal ed esaspera invece gli elementi esistenziali del
tempo stoico ( che poi si storicizza nellinquieto e turbolento tempo della Roma
imperiale, quando si pone alla vecchia classe dirigente, con drammatica urgenza, il
problema del tempo libero, l otium ). E importante, nella fisica stoica, la teoria
degli incorporali ( asmata), che comprendono lesprimibile, il tempo, il
vuoto, il luogo. Seneca accenna, una volta, alla divisione tra incorporalia e
corporalia, per aggiungere subito dopo
haec, Lucili virorum optime , quo minus legas non deterreo, dummodo quicquid
legeris ad mores statim referas queste cose, mio carissimo Lucilio, non ti
sconsiglio di leggerle, purch applichi ogni tua lettura alla morale (Lettere a
Lucilio 89, 16 sg.).
Ne aveva dato lui stesso lesempio nella lettera 58 ( 22 sgg. ), dove, giunto al
tempo, sospende la trattazione degli incorporalia per consolare col flusso cosmico
eracliteo la coscienza della nostra labilit. Nel de Brevitate vitae (8,1), incorporalis,
ormai privo di ogni rigore terminologico, gli serve per deplorare la cecit degli
uomini che non sanno apprezzare il tempo perch non cade sotto gli occhi . Due
capitoli dopo (10 , 2 ) ci imbattiamo nella tripartizione del tempo in quod fuit , quod
est, quod futurum est , secondo unanalisi risalente ad Aristotele. S, ma lanalisi di
Seneca ha un bersaglio morale : dimostrare che non solo il presente e il futuro, ma
neppure il passato, la parte pi certa del tempo, appartiene agli uomini cui le
troppe occupazioni impediscono di volgere indietro lo sguardo. Il tempo in Seneca
non mai puro oggetto di speculazione, come sar in Agostino, il tempo vissuto
nellansia della sua fugacit. Seneca testimone dello stoicismo sarebbe stata una
voce lontana, percepibile da soli eruditi; Seneca testimone dellangoscia umana del
tempo una voce di sempre.
Questo senso della fugacit del tempo e della precariet delle cose percorre come un
brivido febbrile tutta lopera di Seneca , dalla Cons. ad Marciam ( 10 , 4 : miseri
nescitis in fuga vivere miseri, non sapete di vivere in fuga ) alle Naturales
Quaestiones ( 6, 32, 10 ; in puncto fugientis temporis pendeo sono sospeso in un
punto del tempo che fugge ) , dal De brevitate vitae (9, 3 : in tanta temporis fuga
in una cos grande fuga del tempo) alle Epistulae ad Lucilium (49, 2 : praecipitis
fugae transitus il passaggio di una fuga precipitosa) le metafore preferite sono il
fiume , il punto , labisso. Il fiume del tempo metafora scontata : ( de brev. vitae
10, 6 praesens tempusfluit et praecipitatur il presentescorre e precipita) , ma
proprio di Seneca vederlo non solo come un movimento chiuso, bens soprattutto
nella forza dei suoi effetti sugli uomini e le cose. Secondo i casi, la piena che
abbatte e porta via ( ad Marciam Cons. 26,6 ) , o la corrosione che scalza ( Fedra
775 ) ; pi spesso la violenza travolgente di rapio ( ep. ad Luc. 58, 22 108 , 24
, de Provid. 5, 8 ) , che si estende, con la costanza di una sigla tematica,
allespressione nominale : rapina ( ad Marc. consol. 10, 4, ep. ad Lucil. 104, 12 )

In ep. ad Luc. 37, 5 la rapina omnium rerum diventa il vortice del mondo, turbo
rerum turbine delle cose, espressione ed immagine che sar cara anche a Marco
Aurelio. Se il fiume simboleggia il tempo nel suo corso inarrestabile, la metafora
spaziale del punto ne contrae la durata sino a vanificarla : punctum est quod
vivimus, et adhuc puncto minus un punto quello che viviamo, e ancor meno di
un punto ( ep. ad Lucil. 49 , 3 ). Su scala umana, spazio e etempo formano un
solo mito : minorem portionem aetas nostra quam puncti habet la nostra vita ha
minore vastit di quella di un punto ( ad Marc. cons. 21, 2 ). E pi caratteristico
che, in un passo delle Naturales Quaestiones ( 6, 32 , 10 ), a indicare la puntualit
del presente, ricorra un verbo solitamente riferito al futuro : in puncto fugientis
temporis pendeo. Sono sospeso , come su un punto tra due abissi : del passato e
del futuro. Abit vita in profundum la vitase ne va in un abisso ; propone
temporis profundi vastitatem immginati la vastit abissale del tempo e in questi
casi Seneca fa un uso metafisico dellaggettivo profundus . Dallinsieme di queste
metafore emerge il senso acuto di una realt instabile , di unesistenza
perennemente insidiata ; come se, ad ogni passo, dovesse mancare il terreno sotto ai
piedi. E la proiezione cosmica di una situazione politica ; da Tiberio a Nerone e poi
sotto Domiziano, le famiglie senatorie vivono una vita precaria, sospesa ad un
cenno dellimperatore. Chi ti garantisce il domani ? Questo insistente monito
senecano non nasce da un astratto moralismo, ma dallesperienza di chi era stato
minacciato da Caligola, esiliato da Claudio, e sar messo a morte da Nerone.
La saggezza : nella dialettica esistenziale di Seneca il polo positivo. Tempo e
saggezza sono correlati, come il turbine e la rocca (ep. ad Luc. 82, 5 ) , come il
mare e il porto ( de brev. vitae 18, 1 ). Se il tempo gioca col mondo ( ad Marc. cons.
26 , 6 ) il saggio pu ridersi del tempo ( ad Lucil. ep. 101, 8 ). Il saggio trionfa sul
tempo perch ne trasforma il valore da quantitativo in qualitativo : cogita semper
qualis vita, non quanta sit pensa sempre alla qualit della vita, non alla quantit
( ad Lucil. ep. 70, 5 ). Non la durata che conta, ma luso che ne fai ( ad Lucil. ep.
49, 10 ). Perci il saggio non ha bisogno di passato n di futuro, concentrandosi sul
presente per realizzare ogni giorno, ogni ora la perfezione della vita morale ( ad
Luc. ep. 101, 9 ). Rininciare al futuro significa tagliare dal nostro orizzonte
psichico tutti gli eventi che, appunto perch ancora non sono, non dipendono da noi
( le cose che non sono in nostro potere , dir Epitteto ), e quindi
spostano fuori di noi il baricentro della saggezza. Lo stoicismo non ha domani, n in
questa vita n dopo. Arroccato nelloggi, si difende dal tempo annullandolo. Proprio
perch chiuso nella sua perfezione, sottratto al flusso delle cose esterne, loggi del
saggio atemporale ; lattimo ben vissuto vale un secolo . Ma dalla valutazione
qualitativa del tempo discende unaltra conseguenza, che, ancora una volta,
accomuna Seneca pi a Epicuro che a Marco Aurelio : il recupero del passato e del
futro come dimensioni psichiche . Il passato , in quanto ben vissuto , e quindi libero
dal rimorso, recuperato dalla memoria : securae et quietae mentis est in omnes
vitae suae partes discurrere privilegio di una mente serena e tranquilla spaziare

in ogni parte della sua vita( de brev. vitae 10 , 5 ); e questo passato si estende oltre
i confini di una vita, a quanto di bello e di grande ha prodotto lumanit ( de brev.
vitae 14, 1 ). Anche il futuro, in quanto libero dallansia del timore e della speranza,
che il saggio ha bandito dal suo animo, recuperato dalla previsione ( de brev. vitae
15, 5 ). Cos loggi congloba nella atemporalit del presente anche lieri e il domani,
e il saggio celebra sul tempo un doppio trionfo , eticamente e intellettualmente l
omnium temporum conlatio ( non c tempo che non sia accessibile al pensiero ; ad
Lucil. ep. 102, 22 ) ; sapienssolus generis humani legibus solvitur, omnia illi
saecula ut deo serviunt il saggio solo lui libero dalle leggi dellumanit , tutti
i secoli ubbidiscono a lui come a dio.
Lantitesi tempo-saggezza corre per tutto il De Brevitate vitae traducendosi
nellantitesi fra le vittime del tempo , gli occupati , e il suo dominatore , il sapiens.
Sin dallinizio, luso del tempo si pone come un banco di prova della saggezza, come
la linea che discrimina chi non sa e chi sa vivere. Da una parte la massa degli
affaccendati e dei perditempo, limpietoso spettacolo dellalienazione umana ( 2, 4 :
suus nemo est nessuno di se stesso) , il dramma delle vite non vissute ( 3, 3 :
immaturum mori il morire prematuro ), dallaltra , in aristocratica solitudine ( 14
, 1 : soli omnium otiosi sunt qui sapientiae vacant , soli vivunt soli fra tutti sono
sfaccendati quelli che dedicano il tempo alla saggezza, solo essi vivono ) la
sovrumana atarassia del saggio, cio, per cos dire, la quasi divina imperturbabilit
del sapiente. Alla resa dei conti, la dialettica del dialogo sbocca in un ammonimento
che il senso ultimo dellintera opera senecana: lesortazione alla saggezza. Anche
il De brevitate vitae un protrettico, unesortazione, un invito in forma di
diatriba.
[ da J. Moreau , Snque et le prix du temps ]
Ci che fa su questo punto loriginalit di Seneca, ci che loppone a Marco Aurelio, che non
necessario, secondo lui, per usare bene il tempo presente, escludere dal suo orizzonte il
passato e lavvenire. E possibile prendere una decisione nel presente senza considerarne le
conseguenze nellavvenire ? Ma i fini che si propone nellavvenire, il saggio si guarda dal
desiderarli ; per questo sfugge dallinquietudine , alle fluttuazioni della speranza e del timore :
non gli necessario sperare per intraprendere ? E per quanto riguarda il passato, il suo ricordo
non turba quelli che ne hanno fatto cattivo uso ; ma il saggio ama volgersi indietro al suo
passato ; questa parte della sua vita, dice Seneca, santa e consacrata; ne ha il possesso
perpetuo e senza turbamenti. 2 Ma non tutto : il passato dellumanit intera, tutti i secoli
trascorsi, tutto il cosrso della storia presente al suo pensiero, estende il suo orizzonte e la
durata della sua vita. Su questo punto si accusa ancora il contrasto con lo stoicismo di Marco
Aurelio. Per limperatore disilluso, lo spettacolo della storia quello della fragilit delle cose
umane, della vanit della gloria 3 ; per Seneca ci scopre la permanenza dei valori dello spirito.

5
[ da A. Michel ]
Seneca qui, come altrove, appare come un rappresentante fedelissimo della dottrina stoica
[]. Negli Stoici, il tempo coincide con lazione. Chi agisce di pi chi abbraccia pi tempo.
Dio , che agisce per eccellenza, eterno. Il saggio procede nello stesso modo , anche
nellistante. Per un uomo, che grazie alla sua ragione, coglie il legame che unisce la totalit dei
fenomeni, listante esso stesso portatore deternit. Seneca esprime queste idee con molto
vigore nella Consolatio ad Helviam , VIII,4. Quindi, listante contiene leternit. Ci vale in
particolare per lesperienza della cultura. Seneca lo indica nel De Brev. vitae XIV , 1 : nessun
secolo ci preclusoabbiamo un vasto spazio di tempo che possiamo percorrere ,

LEGENDA : corrispondenza e traduzione italiana dei titoli delle opere in latino

Ep. ad Luc.( ad Luc. ep.) Lettere a Lucilio


Cons. ad Marciam (Ad Marc. cons.) Consolazione per Marcia
De brev. vitae La brevit della vita
Naturales Quaestiones Le questioni naturali (Ricerche sulla Natura)
de Provid. (de Providentia) la Provvidenza
Consolatio ad Helviam Consolazione per la madre Elvia

1 confronta : Seneca, De Brevitate vitae 9,1 protinus vive ; Marco Aurelio 4, 26 , 5


si deve acquisire il presente
2 De brevitate vitae 10, 3-4
3 Marco Aurelio IV , 32-33