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GOLDONI

Nel panorama degli intellettuali del Settecento Goldoni rappresenta una figura nuova:
in unet in cui gli scrittori o fanno parte dei ceti privilegiati che vivono delle loro
rendite, oppure sono al loro servizio, Goldoni lo scrittore che vive dei proventi della
sua professione intellettuale, di ci che guadagna scrivendo. In questo anticipa la
figura dello scrittore quale si imporr nella societ borghese a partire dallOttocento.
Non solo, ma G. non scrive pi esclusivamente per un pubblico di letterati, bens per il
MERCATO. Il teatro unimpresa commerciale: proprietario del teatro e capocomico
ricavano utili. Essi investono denaro e vogliono ricavare denaro: lo spettacolo, di
conseguenza, deve incontrare i gusti del pubblico pagante, deve aver successo e
attirare molti spettatori. G. attento a produrre merci che si possano vendere bene.
C da considerare che il teatro era lunico campo culturale in cui gi esistesse un
mercato vero e proprio, quindi prefigurava realt a venire. I libri, invece, avevano una
circolazione estremamente limitata per addetti ai lavori. Solo nel secolo successivo
anche il libro inizia a diventare una merce.
G. non fu certo un illuminista militante, come Beccaria e Verri, e neanche uno scrittore
impegnato nella battaglia civile in nome dei nuovi principi riformatori, come Parini. E
vero che G. a Venezia e nei suoi viaggi ha la possibilit di entrare in contatto con la
cultura europea pi innovativa, cos come la sua provenienza sociale favorisce la
condivisione di quei valori borghesi di cui lilluminismo espressione. In G. si possono
riconoscere le componenti di una media civilt illuministica (Binni) dei ceti borghesi.
MOTIVI ILLUMINISTICI
Adesione alla vita nella sua esclusiva dimensione mondana ed estraneit ad ogni
ansia di trascendente. Di qui deriva lantipatia per ogni forma di metafisica e
lesaltazione di una filosofia pratica, fondata sul buon senso che si misuri con i
problemi concreti della vita civile.
Fortissimo il senso di socialit, dei rapporti che legano gli uomini in una collettivit. Il
rispetto della sincerit, la trasparenza dei comportamenti, la fedelt agli impegni presi
sono i tipici valori di una civilt borghese e mercantile, che la societ in cui G. si
forma. Questa centralit della figura delluomo dabbene, del cittadino onorato,
leale, onesto, attivo, legata alla fiducia in una convivenza umana libera, aperta,
ispirata agli ideali della ragione e della natura. Di qui nasce lantipatia per la
superbia e la prepotenza dei nobili, per la loro ostentazione vacua dei titoli, per il loro
puntiglio feudale e per il loro ozio parassitario ( es La locandiera). Comunque la
mentalit di G. prudentemente riformatrice: lo scrittore rispetta lordine gerarchico
delle classi e auspica una tranquilla convivenza tra i vari ceti, ciascuno con la sua
fisionomia specifica, le sue diverse virt, la sua diversa funzione sociale.
Ammirazione per i ceti mercantili di Inghilterra e olanda, come espressione di una
civilt laboriosa e pacifica, in cui si afferma un nuovo tipo di eroe, non pi quello
aristocratico della civilt classica, ma luomo onesto che si realizza nella sfera della
sua attivit produttiva, sollecito del bene della sua famiglia ma anche del benessere e
del progresso della sua citt.

Critica dellautoritarismo retrivo. Es I rusteghi e Sior Todero brontolon: critica feroce


verso i padri di famiglia autoritari, che opprimono mogli e figli imponendo loro un
costume di vita soffocante nella sua tetra angustia: Un simile comportamento un
attentato contro la natura e la ragione, che esigono che lindividuo possa esprimere
liberamente se stesso al di fuori di ogni vincolo insensato. Ma G. non un
rivoluzionario, piuttosto auspica un ragionevole ricomporsi dei conflitti, in obbedienza
alla legge della rispettabilit sociale. In questo ottimismo sulla possibilit di comporre
in equilibrio i conflitti fra ceti e individui si riflette lottimismo che proprio di tutto il
secolo illuministico.
Gli stessi illuministi del Caff diedero un giudizio positivo su G. e Voltaire lo elogi
come pittore della Natura.