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ARISTOFANE

(COMMEDIOGRAFO)
VITA
Le notizie sulla vita di Aristofane sono piuttosto scarse, sappiamo che nasce intorno al 450 a.C ad
Atene (nel demo di CITADENE) e muore nel 385 o poco dopo.
Esordisce agli agoni comici del 427 con i CAVALIERI presentandosi ufficialmente al pubblico
sia come registra che come autore, poiché le sue prime commedie venivano rappresentate sotto il
nome del registra Callistrato. Si è parlato infatti di un “periodo segreto” di Aristofane, durante il
quale, giovanissimo, avrebbe scritto commedie per e con altri poeti.
Sappiamo che ebbe dei possedimenti a Egina , che ricoprì qualche carica pubblica e che dovette
affrontare dei processi . Dalla sua commedia Babilonesi (commedia dell’esordio) sappiamo che fu
trascinato in tribunale da Cleone, famoso demagogo, che si considerava infamato dai versi di
Aristofane, ma non subì alcuna condanna.

PRODUZIONE DRAMMATICA (DRAMA era qualsiasi azione prodotta sulla scena. Per Aristofane intendiamo produzione di
commedie)
Secondo le fonti, ad Aristofane appartengono 44 commedie , ma solo 11 ci sono giunte intere, delle
altre possediamo un buon numero di frammenti, oltre 900.
Due ultimi drammi , anch’essi perduti, (Eolosicone e Cocalo) furono rappresentati postumi dal
figlio ARAROTE.

E’ possibile dividere l’intera produzione di Aristofane in 3 periodi.

- Periodo POLITICO dall’esordio al 421 dove i personaggi sono combattivi e fiduciosi nella
possibilità di cambiare la realtà che li circonda. Abbiamo:
ACARNESI - CAVALIERI - NUVOLE. -VESPE -PACE

- Periodo UTOPISTICO dal 421 al 404 a.C. dove i personaggi abbandonano il mondo reale per
fondare uno nuovo, in un mondo utopistico. Periodo segnato da un crescente pessimismo
preferendo dunque soluzioni utopistiche. Abbiamo:
UCCELLI – LISISTRATA - TESMOFORIAZUSE - RANE

- Periodo del DISIMPEGNO dal 404 in poi dove scompare la violenza verbale e i riferimenti
all’attualità, emergono temi “borghesi” e i personaggi si avviano verso la tipizzazione che
sarà tipica della Commedia NUOVA. Abbiamo:
DONNE RIUNITE IN ASSEMBLEA ( ECCLESIAZUSE) - PLUTO
In queste ultime commedie emerge un Aristofane disilluso, capisce che i cambiamenti
non possono avvenire e comincia ad anticipare i temi esistenziali che saranno propri
della commedia nuova. Comincia a considerare che i problemi che affliggono Atene
potrebbero essere i problemi di qualsiasi città.
Infatti, mentre nelle altre commedie parlava esplicitamente di Atene e dei suoi problemi,
in queste ultime 2 commedie anche se il riferimento è ad Atene , la città NON viene mai
nominata.
Queste ultime commedie rivelano la disillusione e la stanchezza di Aristofane, vorrebbe
ritornare al passato . Aristofane è un CONSERVATORE NOSTALGICO, NON E’ UN
PROGRESSISTA , infatti i suoi principali bersagli sono tutte le figure estremamente
progressiste come Socrate, Euripide, Sofocle.
Questa evoluzione si spiega considerando il contesto storico. In seguito alla sconfitta di Atene nella guerra
del Peloponneso del 404 a.C., dopo la parentesi del breve periodo dei 30 Tiranni, la democrazia uscirà salva
ma assumerà forme più restrittive e rigide, cosicchè le vecchie libertà di insulto e di critica non verranno più
accettate. Anche il dibattito, il confronto di idee si attenuarono progressivamente. I comici si adattarono da
soli a questo nuovo clima, senza bisogno di leggi che andavano a limitare la libertà, già la commedia di
mezzo ma soprattutto la commedia nuova sarà misurata e controllata.
Mentre la COMMEDIA ANTICA ,con le commedie del primo periodo di Aristofane, suscitava il riso,
c’erano attacchi, la comicità scaturiva dall’ ὀνομαστὶ κωμῳδεῖν= fare comicità chiamando per nome,
invece con la COMMEDIA NUOVA in particolare la commedia di Menandro, non avremo più il riso che
scaturisce da vicende licenziose, ma si mettono in scena vicende che suscitano il SORRISO in relazione a
quelli che sono i difetti degli uomini . Il difetto di un individuo, che suscita il sorriso potrebbe essere anche
un mio difetto. E’ un modo per riflettere su di me sulla mia vita, infatti nella commedia di Menandro si
parlerà di FILANTROPIA, di humanitas.

PERSONAGGI e TEMI

Protagonisti
I PROTAGONISTI nelle commedie di Aristofane partono sempre da una situazione iniziale che è
un atto individuale di ribellione verso una situazione che non li soddisfa, atto individuale che poi
arriva a toccare interessi collettivi. Ad esempio , nelle NUVOLE si parte da un atto individuale,
quello di trovare il modo per non pagare i debiti e si arriva al problema generale, di interesse
collettivo ossia il problema dell’educazione dei giovani.
I protagonisti delle commedie di Aristofane sono spesso di umili condizioni, ma a questa loro
inferiorità sociale, si contrappone l’eccezionalità dei loro progetti e delle loro ambizioni.
Ad esempio nella commedia la PACE, è un semplice contadino che , a cavallo di uno scarabeo
alato, si propone di salire fino in cielo per portare tra gli uomini la dea sella pace.
Questi personaggi hanno nomi parlanti proprio per anticipare il messaggio che portano ( es.
Lisistrata= colei che scioglie gli eserciti)
Dal punto di vista TEMATICO Aristofane affronta:

- Il tema della PACE , la cui importanza è facilmente intuibile se si considera che tutta la
produzione di Aristofane si colloca nel periodo della guerra del Peloponneso (tra Atene e
Sparta).
Il tema della pace che viene trattato sia in termini individualistici come nell’ACARNESI
dove il protagonista è Discepoli, un piccolo proprietario terriero stufo della guerra ( si
tratta della guerra del Peloponneso), e decide di stipulare con gli spartani una pace
personale, valida per 30 anni. Tiene gelosamente per se il flacone che contiene la tregua
trentennale , distribuendo avaramente qualche goccia qua e là. Però i cittadini
guerrafondai, a favore della guerra, lo accusano di tradimento e cercano di linciarlo. Ma
discepoli riesce a placare l’ira e a convincerli delle sue ragioni, illustrando i vantaggi della
pace e gli svantaggi della guerra; sia in termini collettivi come nella LISISTRATA dove NON
un ‘entità individuale ma un’entità collettiva quale il POPOLO DELLE DONNE, non solo di
ATENE ma anche di SPARTA, di TUTTA LA GRECIA stanche della guerra , si riuniscono
sull’Acropoli, sospendendo i rapporti coniugali con i mariti, per raggiungere la pace
comune.
- Il tema della παιδεία dell’ EDUCAZIONE migliore tra quella antica e quella
moderna sofistica , dove si evidenzia la contrapposizione tra il giovane educato all’antica, e
il giovane educato secondo gli spregiudicati modelli sofistici. Nelle NUVOLE infatti
l’educazione sofistica viene condannata non solo per la sua immoralità, ma anche per i suoi
effetti nefasti: il figlio, dopo aver frequentato il “Pensatoio” ossia la scuola del sofista
Socrate, si rivolta contro il suo stesso padre irridendolo e picchiandolo (il padre dopo
questo episodio corre al Pensatoio per appiccarvi il fuoco).
Nella questione dell’educazione, rientra anche la critica alla mousikè (le arti presiedute
dalle Muse: letteratura, musica, teatro, canto, danza ecc) , a quella che oggi possiamo
definire “cultura umanistica” . Secondo Aristofane l’arte deve prefiggersi uno scopo
edificante, infatti critica EURIPIDE (tragediografo) considerandolo il simbolo dell’arte
vanesia. Lo accusa di aver dissacrato l’arte della tragedia introducendo sulla scena eroi
mediocri, sovvertendo il codice eroico, e donnette scostumate . Non a caso nelle RANE
riporta in vita Eschilo e lascia Euripide nel regno dei morti.
Altrettanta critica viene riservata a SOCRATE (nelle NUVOLE) considerato da Aristofane il
capostipite dell’arte di frodare il prossimo attraverso discorsi cavillosi.
Però colpisce il fatto che Socrate è stato sempre un avversario dei sofisti, quindi sembra
strano che venga identificato da Aristofane come un sofista.
Si è supposto che:
o Aristofane non abbia compreso il pensiero e il messaggio di Socrate;
oppure cinicamente abbia falsificato il suo pensiero.
Sta di fatto che la personalità di Socrate, tratteggiata da Aristofane, viene sminuita e
ridicolizzata, diventa una maschera comica. Nelle NUVOLE è identificato non come un
filosofo ma come un naturalista e teologo.
- Il tema della POVERTA’ come strumento per stimolare lo spirito di iniziativa (PLUTO)
LA STRUTTURA DELLE COMMEDIE DI ARISTOFANE

In genere le commedie di Aristofane si possono dividere strutturalmente in due parti:


- Nella prima parte la trama avanza in modo lineare e coerente.
- Nella seconda parte ci sono scene autonome , indipendenti, che si hanno dopo che il
protagonista ha raggiunto l’obiettivo che si era prefisso in apertura.
Sono dei “secondi tempi “ nei quali acquistano un ruolo importante anche la danza, la
musica, e talvolta si verificano anche autentici colpi di scena, il rovesciamento dei piani
iniziali. L’effetto sorpresa spesso si esprime attraverso trovate surreali e situazioni-limite. Es
nelle NUVOLE la trasformazione di concetti astratti come il discorso giusto e il discorso
ingiusto, in personaggi in carne e ossa.

GLI STRUMENTI DEL COMICO

La comicità di Aristofane si basa:

- Su una tendenza dissacrante che investe tutti gli aspetti del reale compreso il
mondo DIVINO . ARISTOFANE ERA IRRIVERENTE VERSO GLI DEI ,una mancanza di rispetto
che sembra contrastare con il sentimento religioso degli ateniesi del V secolo che avevano
condannato a morte Socrate per empietà, ma in realtà queste ingiurie verso gli dei non
offendevano la sensibilità collettiva ateniese, anzi venivano richieste perché rientravano in
una CONVENZIONE COMICA, una sorta di patto, una convenzione del genere letterario
che si esauriva nella commedia. Finita la commedia, ritornava tutta come prima;

- Sugli elementi dell’INGIURIA (iambikè idéa) e del RIMPROVERO (ψόγoς) che si


concretizzano nella ὀνομαστὶ κωμῳδεῖν= fare comicità chiamando per nome
cioè l’attacco esplicito ai politici del suo tempo e agli uomini più in vista della città. Attacchi
che però venivano tollerati solo in sede teatrale. Ci furono dei decreti che miravano a
limitare questa forma di comicità, perché i potenti cercarono di mettersi al riparo dalla
mordacità dei comici, ma ebbero breve durata e i comici non furono mai puniti. La libertà
di critica e di satira non fu mai messa seriamente in pericolo. Gli studiosi hanno fatto
notare che questo atteggiamento di critica, di derisione verso la classe politica, di
licenziosità , in un’Atene del V sec. dove vigevano delle condotte e delle regole sociali
piuttosto rigide, era ammesso , era un atteggiamento socialmente tollerabile. Si era
stabilito una sorta di PATTO in base al quale gli ateniesi sapevano che, finito lo spettacolo,
tornava tutto come prima. La licenziosità della commedia è ammessa solo per la durata
della rappresentazione comica, poi finisce.

- Sull’elemento CARNEVALESCO che si attua invertendo i ruoli tra uomo e


donna, schiavo e padrone, e in progetti utopistici ardui come riforme politiche
e sociali come l’abolizione della proprietà privata, cosa assolutamente
inconcepibile per la mentalità antica.

Per quanto riguarda la POSIZIONE POLITICA di Aristofane, egli non aderì a


nessun partito, aveva una posizione neutrale anche se potremo definirlo un
CONSERVATORE NOSTALGICO perché le sue simpatie si rivolgevano ai tempi
delle guerre persiane in cui vedeva realizzata, sotto la guida di generali illuminati,
una forte COESIONE CITTADINA, intorno a poche ed essenziali valori: austerità
di costumi, onestà, patriottismo.

LINGUA STILE DIALETTO

Aristofane adotta il DIALETTO ATTICO PURO.


Il linguaggio comico si ispira sia a modelli letterari, sia alla lingua parlata.
E’ però caratterizzato da versatilità e virtuosismo . Sono frequenti giochi di parole,
deformazione. Conia parole nuove , arricchisce il dialetto attico con veri e propri
neologismi ma anche con onomatopee ad esempio nelle Rane riproduce il gracidare
delle rane oppure negli UCCELLI riproduce il coro degli uccelli.

Infine, le commedie di Aristofane si rivolgevano a TUTTI, alternando a battute e


doppi sensi un umorismo più raffinato.
Il suo teatro è anche fortemente ALLUSIVO con molti demandi e richiami come a
Socrate, Euripide , e gli ateniesi comprendevano perfettamente Aristofane segno che
quello ateniese era prevalentemente un pubblico COLTO.
ACARNESI
E’ la prima delle 11 commedie giunte intere fino a noi.
Protagonista è Discepoli, un piccolo proprietario terriero stufo della guerra ( si tratta della guerra del
Peloponneso), e decide di stipulare con gli spartani una pace personale, valida per 30 anni. Tiene
gelosamente per se il flacone che contiene la tregua trentennale , distribuendo avaramente qualche
goccia qua e là. Però i cittadini guerrafondai, a favore della guerra, lo accusano di tradimento e
cercano di linciarlo. Ma discepoli riesce a placare l’ira e a convincerli delle sue ragioni, illustrando i
vantaggi della pace e gli svantaggi della guerra.

CAVALIERI

Con questa commedia Aristofane si propone di mettere in guardia gli ateniesi dai pericoli insiti
nella demagogia di Cleone (demagogo). Con una personificazione Aristofane presenta sulla scena
Demos (il Popolo), vecchio, bisbetico e mezzo sordo, completamente in balia di uno dei suoi servi,
Paflagone (Cleone), che lo imbroglia e lo manda in rovina senza che egli se ne accorga. Due
servitori fedeli invano cercano di aprire gli occhi al padrone, spalleggiati dai cavalieri, l'unica classe
che conserva ancora l'integrità morale. La situazione giunge ad una svolta quando i servi fedeli
seguono le istruzioni di un oracolo che stabilisce che Paflagone deve essere sostituito con uno
peggiore di lui. Trovano un salsicciaio. Tra Paflagone e il salsicciaio avviene uno scontro violento e
il salsicciaio prende il posto di Paflagone. A questo punto il salsicciaio sottopone Demos ad una
magica bollitura, che lo rimette completamente a nuovo, dopodichè Demos giura che non si farà
mai più abbindolare da avidi e corrotti demagoghi.

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