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" De providentia " (62 d.C.?

): vi si espone la tesi (opposta a quella epicurea), che tende a giustificare la constatazione di una sorte che sem ra spesso premiare i malvagi e punire gli onesti: ma ! solo la volont" divina che vuole mettere alla prova i uoni ed attestarne la virt#. $l sapiens stoico realizza la sua natura razionale nel riconoscere il posto che il logos gli ha assegnato nell%ordine cosmico, accettandolo serenamente. " De brevitate vitae ": vi sono trattati i temi del tempo, della sua fugacit" e dell%apparente revit" della vita: la condizione umana ci sem ra tale solo perch& noi non sappiamo afferrare l%essenza della vita, e la disperdiamo in occupazioni futili. " De ira libri III " ('( d.C.?): sono una sorta di fenomenologia delle passioni umane, poich& analizzano i meccanismi di origine e i modi per ini irle e controllarle: si tu vis vincere iram, non potest te illa , questo ! il tema portante. )e per i *eripatetici era giusto che si potesse sfogare l%ira in manifestazioni esterne, per )eneca ! l%esatto contrario: l%ira va trattenuta, va vinta, affinch! non sia essa a vincerci. +isogna trascinarla dentro, affinch! non sia lei a trascinarci, ! opportuno tenere nascoste le sue manifestazioni ( obruamus signa illius ). " De consolatione " (posteriore al -. d.C.). " De clementia " : l%opera ! stata composta all%incirca tra il // e il /6 e rappresenta la pi# chiara espressione della concezione senecana del potere. $l testo ! opportunamente dedicato all%imperatore 0erone come traccia di un ideale programma politico ispirato ad equit" e moderazione. )eneca non mette in discussione la legittimit" costituzionale del principato, n! le forme ormai palesemente monarchiche che esso ha assunto: il potere unico era il pi# conforme alla concezione stoica di un ordine cosmico retto dal logos, dalla ragione universale, il pi# idoneo a rappresentare l%ideale di un universo cosmopolita, a fungere da vincolo e sim olo unificante dei tanti popoli che formano l%impero. $l pro lema, piuttosto, ! di avere un uon sovrano: l%unico freno del sovrano, essendo il potere assoluto, sar" la sua stessa coscienza, che lo dovr" tratteenere dal governare in modo tirannico. 1%ideale senecano di clemenza ! una misurata commistione di indulgenza e moderazione. " De costantia sapientis ", " De tranquillitate animi " (62 d.C.?): in questa trilogia, dedicata all%amico )ereno, )eneca cerca una mediazione tra l%otium contemplativo e l%impegno del civis romano, suggerendo una posizione intermedia tra neoteroi (Catullo) e Cicerone. $l comportamento dell%intellettuale deve essere rapportato alle condizioni politiche, ma la scelta di una vita totalmente appartata pu2 essere resa necessaria da una grave posizione politica, che non lascia al saggio altro che rifugiarsi nella solitudine contemplativa. 3 )eneca polemizza con un pensatore stoico (4ttenodoro), sostenendo che il filosofo stoico non deve allontanarsi dalla politica (come voleva 4ttenodoro, sulla scia di 3picuro). " De otio " (62 d.C. ?): in quest%opera vi ! un ri altamento delle posizioni senecane: il vero filosofo stoico deve stare lontano dalla politica e dedicarsi interamente alla vita contemplativa. Chi opera politicamente si accorge di non potere esercitare la virtus, come si era accorto attenodoro, e come ora si accorge )eneca, in seguito alla rottura dei rapporti con 0erone. $n effetti, pi# specificamente, questo ! il tema del secondo dei dialoghi, mentre il primo esalta l%impertur a ilit" del saggio stoico di fronte alle ingiurie e alle avversit" e il terzo affronta il pro lema della partecipazione del saggio alla vita politica. 4 tutti e tre i dialoghi, per2, comune ! l%o iettivo da seguire: quello, cio!, della serenit" d%animo capace di giovare agli altri, se non con l%impegno pu lico, almeno con l%esempio e con la parola. )empre di filosofia trattano: " De beneficiis " (. li ri): dedicati all%amico 3 uzio 1i erale, in essi si parla della natura e delle varie modalit" degli atti di eneficenza, dei legami tra enefattore e eneficiato e dei doveri che ne conseguono (si sospetta, qui, una velata allusione al comportamento di 0erone). $n pratica, quest%opera ! un appello ai doveri della filantropia e della li eralit", nell%intento di instaurare rapporti sociali pi# umani e cordiali: si configura quindi come risposta alternativa al fallimento del progetto di una monarchia illuminata. $l eneficio, per )eneca, ! un atto in s!, non finalizzato ad avere un tornaconto. 5ra i dialogi a iamo due lettere ( ad Helviam matrem e ad Polybium , un li erto di Claudio) asate sul genere della consolazione, ripreso dall%antica 6recia, che indaga su temi morali e sulla precariet" della vita o sulla morte come destino. $n particolare, la lettera a *oli io si rivela un tentativo di adulare l%imperatore, e per questo ). viene accusato anche di opportunismo. 7uindi a iamo: (2' " Epistulae morales ad Lucilium " (28 li ri, composte negli ultimi anni di vita): ). vi riassume la sua filosofia e la sua esperienza, la sua saggezza e il suo dolore: vi sono insomma esposti i caratteri della filosofia stoica, spesso avvicinandosi alla tradizione diatri ica. 1%opera ci ! giunta incompleta e si pu2 datare al periodo del disimpegno politico (62). 1o spunto per la composizione di queste lettere sar" venuto pro a ilmente a ). da *latone e da 3picuro: in ogni caso, egli mostra la consapevolezza di introdurre nella

cultura letteraria latina un genere nuovo, distinto dalla tradizione pi# illustre rappresentata da Cicerone. $l modello cui egli intende uniformarsi ! 3picuro, colui che nelle lettere agli amici ha saputo arrivare ad un alto grado di formazione e di educazione spirituale. )e si tratti di un epistolario reale o fittizio ! questione di attuta, fatto sta che ). ! convinto che lo scam io di lettere permetta di ottenere un%unione con l%amico che, fornendo direttamente un esempio di vita, si rivela pi# efficace di un insegnamento dottrinale. 1a lettera ! maggiormente vicina alla vita reale e permette di proporre ogni volta un nuovo tema: ). utilizza la lettera come strumento ideale soprattutto per la prima fase della direzione spirituale (di curvatura profondamente aristocratica), fondata sull%acquisizione di alcuni principi asilari. $noltre, il genere epistolare si rivela appropriato ad accogliere un tipo di filosofia, come quella dell%autore, priva di sistematicit" e incline soprattutto alla trattazione di aspetti parziali o singoli temi etici (si dice, di questa forma, "parenetica"). Col tono pacato di chi non si atteggia a maestro severo ma ricerca egli stesso la sapientia, e attraverso un vero e proprio colloquium, ). propone l%ideale di una vita indirizzata al raccoglimento e alla meditazione, ad un perfezionamento interiore mediante un%attenta riflessione sulle de olezze e i vizi propri e altrui. $l distacco dal mondo e dalle passioni che lo agitano si accentua, nelle 3pistole, parallelamente al fascino della vita appartata e all%assurgere dell%ozio a valore supremo: un ozio che non ! inerzia, ma alacre ricerca del ene. 1a progressivit" del processo di formazione, cos9, non a caso si rispecchia in quella della forma: le singole lettere, man mano che l%epistolario procede, tendono ad assimilarsi al trattato filosofico. 1e Naturales quaestiones, composte dopo il suo ritiro dalla vita politica, sono dedicate all%amico e discepolo 1ucilio (cui ! anche indirizzato l%epistolario), magistrato di ordine equestre e procuratore in )icilia nel 6-:6' d.C. ;opo una prefazione in cui dichiara il proposito di giungere alla conoscenza di ;io, immanente nel mondo attraverso le sue manifestazioni, )eneca articola il discorso in . li ri, secondo un criterio non sempre evidente, asato sui quattro elementi aria, terra, acqua, fuoco , ma palesemente squili rato a favore dei fenomeni atmosferici, i su limia, che riguardano la regione tra terra e cielo: i fuochi celesti, i tuoni, i fulmini e i lampi, le nu i e i venti. 5re li ri sono dedicati ai fenomeni terrestri, le acque, le inondazioni del 0ilo e i terremoti, uno soltanto all%astronomia: le comete. <gni argomento si conclude con riflessioni di natura morale: la degenerazione delle epoche umane, la meditazione sulla morte, i cicli cosmici che segnano la storia dell%umanit", la polemica contro il commercio, le guerre, la stasi della ricerca filosofica. 1e 0aturales quaestiones sono la testimonianza della versatilit" di )eneca e del suo interesse verso le scienze, anche se l%aspetto etico prevale su quello scientifico. Apocolocyntosis $ncaricato di pronunciare l%orazione fune re ufficiale in onore di Claudio davanti al )enato, )eneca enfatizz2 intenzionalmente i toni cele rativi fino al punto di suscitare le risa dell%uditorio e il defunto imperatore divenne oggetto di derisione in un reve componimento, 1udus de morte Claudii, ()atira sulla morte di Claudio), pi# comunemente nota come 4pocoloc=ntosis divi Claudii (>ucchificazione del divo Claudio), che alterna prosa e versi come la satira menippea. $l titolo grecizzante di 4pocoloc=ntosis ! di solito interpretato come parodia di "apoteosi" e assume il significato, degradante rispetto a divinizzazione, di "zucchificazione" o "inzuccamento". Claudio vorre e essere accolto nell%<limpo come un dio, invece ! deriso e insultato dagli altri dei e sottoposto a un processo, in cui il pu lico ministero, spietato nell%accusarlo, ! 4ugusto in persona. Claudio finir" nell%4verno trascinato da ?ercurio, condannato a umili mansioni di schiavo: segretario, simili a quelle dei li erti, ai quali aveva affidato in vita tanto potere. 1a satira ! una izzarra e gustosa invenzione letteraria, permeata di feroce sarcasmo, in uno stile rioso e vivace, che unisce espressioni auliche ad altre volgari e popolari. $l linguaggio poetico delle tragedie ha la sua ase, poi, nella poesia augustea, dalla quale l%autore mutua anche le raffinate forme metriche, come i metri lirici oraziani usati negli intermezzi corali. 1e tracce della tragedia latina arcaica si avvertono, invece, soprattutto nel gusto del pathos, e spesso l%esasperazione della tensione drammatica ! ottenuta mediante l%introduzione di lunghe digressioni, che alterano i tempi dello sviluppo inserendosi nella tendenza a isolare singole scene come quadri autonomi. )ul filone delle tragedie di et" giulio: claudia ! infine evidente la generalizzata ispirazione antitirannica. 1e tragedie sono sempre alimentate dalla filosofia e dalla dottrina stoica dell%autore, i cui tratti fondamentali sono illustrati sotto forma di e@empla nelle opere: le vicende si configurano infatti come conflitti di forze contrastanti, soprattutto all%interno dell%animo, nell%opposizione tra mens ona e furor, la ragione e la passione. 7uesto, tuttavia, ! da considerarsi pi# che altro come su stratum delle tragedie, sia perch& a iamo en presenti le esigenze letterarie del tempo, sia perch& nella tragedia di )eneca il logos si rivela incapace di frenare le passioni e di arginare, quindi, il male. 0ascono perci2 toni cupi e atroci, scenarA d%orrori e di forze maligne, in una lotta tra il ene e il male che oltre ad avere dimensione individuale, all%interno della psiche umana, assume un aspetto pi# universale