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Asia Petrini

Matricola 1860041
Autore scelto: Francesco Petrarca
IL CANZONIERE
INTRODUZIONE
Il Canzoniere, meno comunemente conosciuto con il titolo originale in latino Rerum vulgarium
fragmenta, è la storia, raccontata attraverso la poesia, della vita interiore di Francesco Petrarca.
Composto a più riprese nel corso di tutta la vita del poeta (dal 1336 al 1374), il Canzoniere
comprende 366 componimenti in versi italiani ed è una delle opere principali della letteratura
italiana per la profondità del linguaggio, del pensiero, della sofferenza interiore e per la speranza di
una redenzione. Inoltre ha segnato per secoli il modello poetico letterario italiano grazie all'azione
di Pietro Bembo.
LA STRUTTURA BIPARTITA
La raccolta comprende 366 (365, come i giorni in un anno, più uno introduttivo: "Voi ch'ascoltate")
componimenti: 317 sonetti, 29 canzoni, 9 sestine, 7 ballate e 4 madrigali. Non raccoglie tutti i
componimenti poetici del Petrarca, ma solo quelli che il poeta scelse con grande cura; altre rime
(dette estravaganti o extravaganti) andarono perdute o furono incluse in altri manoscritti. La
maggior parte delle rime del Canzoniere è d'argomento amoroso, mentre una trentina sono di
argomento morale, religioso o politico.
Per lungo tempo, si è pensato che le due parti in cui risulta diviso il manoscritto originale del
Canzoniere (Vat. Lat. 3195) permettessero di distinguere le rime "in vita" dai componimenti "in
morte" di Madonna Laura. Attualmente si è propensi a credere che la bipartizione della raccolta
rispecchi, in chiave simbolica, le distinte fasi di un tormentato percorso di maturazione del poeta,
che volle e seppe passare dall'infatuazione giovanile per l'Amore e la Gloria (prima parte: rime I-
CCLXIII) a una matura e più cristiana dedizione ai valori della Carità e della Virtù (seconda parte:
CCLXIV-CCCLXVI).
Secondo alcuni studiosi (in particolare Marco Santagata e Giovanni Biancardi) la struttura del
Canzoniere istituirebbe uno stretto legame simbolico (di sapore pienamente medioevale) fra l'intera
vita del poeta e l'anno solare: le rime del Canzoniere sono infatti 365 (escludendo il sonetto
introduttivo, da considerarsi a sé stante), come i giorni che trascorrono dall'inizio di un anno (la vita
terrena) al ritorno della medesima data (principio di una nuova esistenza dell'anima, in cielo).
Secondo queste ipotesi calendariali, alcune date acquisirebbero un valore particolare per la struttura
dell'opera. Prima fra tutte il 6 aprile (giorno in cui, nel 1327, Petrarca si innamorò, ma anche giorno
in cui, nel 1348, Laura morì). Fondamentali, inoltre, risulterebbero il giorno anniversario della
nascita di Petrarca, 20 luglio, e quello della sua incoronazione poetica a Roma (8 aprile): tra l'uno e
l'altro, trascorrono 263 giorni e giustappunto 263 sono le rime che compongono la prima parte del
Canzoniere. Infine, la collocazione della poesia non rispecchia l'ordine reale di composizione, ma
risponde all'esigenza di concludere in maniera esemplare la vicenda del poeta con il rifiuto delle
tentazioni terrene e dell'amore per Laura.
LA FIGURA DI LAURA
Figura dominante nella produzione lirica petrarchesca del Canzoniere, oltreché lo stesso Petrarca, è
la donna di nome Laura. Voluta identificare con una Laura de Noves da parte dell'abate de Sade
nel XVIII secolo (infatti Laura de Noves avrebbe sposato un Ugo de Sade nel 1325), la tesi
dell'incarnazione fisica della Laura petrarchesca è stata rigettata dalla maggior parte dei critici
letterari.
Laura, anzi, potrebbe essere addirittura un nome fittizio per esprimere l'alloro poetico, la pianta del
lauro: «Laura infatti si identifica e si confonde con il lauro, la pianta di Apollo e della poesia, la
pianta trionfale con cui lo stesso Petrarca venne coronato poeta nel '41». Laura rappresenta tutte
quelle caratteristiche seducenti che fanno soffrire Petrarca in nome di una sensualità e di una forza
provocatrice che sfiniscono l'animo del poeta aretino teso verso la redenzione e la pace interiore.
Questo lo si vede chiaramente nella descrizione fisica della donna, nel suo sorriso, nei suoi occhi,
nei suoi «capei d'oro a l'aura sparsi» o nelle «belle membra» della canzone Chiare, fresche e dolci
acque ove c'è l'apoteosi della bellezza della donna e del suo carattere sovrannaturale.
Laura in vita e in morte
La divisione bipartita suscita nell'economia del Canzoniere dei cambiamenti della figura della
donna amata e temuta al contempo. Se nella prima parte la figura di Laura è indifferente alla
passione del poeta, nella seconda parte Laura appare al poeta più affettuosa e compassionevole.
Tutto sommato, però, il ruolo che la donna possiede nella vita del poeta è struggente e terribile:
«personaggio tutto terreno», il «ruotare intorno all'immagine assoluta di Laura [...] esprime la
perdita di sé, l'oscillazione perpetua che nega ogni pace al poeta». Questo stato d'animo è espresso
già bene nel sonetto Era il giorno ch'al sol si scoloraro (III) ove il poeta, sotto il dominio di Amore,
incontra per la prima volta Laura nel giorno del Venerdì Santo e si sente colpito, ferito dallo stesso
Amore e dalla donna, esprimendo così una natura cruda e dolorosa del sentimento amoroso.
La stessa natura del dominio amoroso di Laura non si rompe neanche in seguito alla sua morte,
avvenuta ad Avignone nel 1348 lo stesso giorno in cui si conobbero, ossia il 6 di aprile. Nel sonetto
Arbor victoriosa triumphale, quel sonetto 263 che segna la fine della prima parte del Canzoniere,
Petrarca dà il suo commiato a Laura, espressa sotto la figura fitomorfa del lauro, in una riflessione
sulla caducità dei beni terreni e sulla stessa fugacità del tempo.
Nella seconda parte del Canzoniere, la figura di Laura sembra mutata: non più capricciosa, crudele
e vana, sembra ora dare dei consigli all'antico amante, chiarendo anche che il fatto di non essersi
concessa a lui era necessario per la sua sopravvivenza spirituale. In Levommi il mio penser in parte
ov’era (CCCII), per esempio, Laura prende per mano il poeta («per man mi prese», v. 5) e gli spiega
che lo attende nel Cielo di Venere («in questa spera») per poter infine stare sempre con lui.
Distanza dallo stilnovismo e influssi provenzali
La figura di Laura appare lontana, per le caratteristiche sovra esposte, da quelle angelicanti e
salvifiche di una Beatrice. Se per Dante Beatrice era il simbolo della Salvezza, della Redenzione,
qui invece Laura, assumendo la dimensione della temporalità e una visione quasi sadica
dell'esperienza amorosa, è espressione invece dell'amore terreno con tutte le sue contraddizioni.
LO STILE
Per definire il Canzoniere dal punto di vista linguistico il critico Gianfranco Contini ha usato il
termine unilinguismo, contrapposto al plurilinguismo della Divina Commedia dantesca. Con questa
espressione il Contini intende uno stile medio che evita sia il registro alto sia il registro popolare,
basso nonché i toni accesi. Si registra quindi uno stile mediano, moderato, incentrato sulla scelta
ben definita dei vocaboli da utilizzare che non cadano nell'aulicismo né nel registro comico-
popolare. Bisogna inoltre ricordare che il volgare, per Petrarca, non aveva quel valore artistico e di
celebrazione della propria figura presso i posteri che voleva consegnare tramite l'Affrica e le altre
opere latine.
L'agostinismo petrarchesco
Il Canzoniere può essere considerato alla stregua di un'autobiografia spirituale del poeta, come le
Confessioni di sant'Agostino, scrittore e teologo che fu modello spirituale e religioso per Petrarca:
«Tutta la lirica del Petrarca è un sommesso colloquio del poeta con la propria anima». La sua poesia
ha un carattere psicologico, senza toni realistici o narrativi. Il tema dominante è il "dissidio
interiore" che il poeta prova tra l'attrazione verso i piaceri terreni e l'amore per Laura, e la tensione
spirituale verso Dio. Dall'idea di amore-peccato del primo sonetto («in sul mio primo giovenile
errore») il poeta giunge alla conclusione del Canzoniere con la canzone alla Vergine (Vergine bella
che di sol vestita): è una palinodia religiosa che chiude l'opera secondo una parabola spirituale
ascendente tipicamente medievale. Il messaggio petrarchesco, nonostante la sua presa di posizione a
favore della natura umana, non si dislega dalla dimensione religiosa: difatti, il legame con
l'agostinismo e la tensione verso una sempre più ricercata perfezione morale sono chiavi costanti
all'interno della sua produzione letteraria e filosofica. Rispetto, però, alla tradizione medievale, la
religiosità petrarchesca è caratterizzata da tre nuove accezioni prima mai manifestate: la prima, il
rapporto intimo tra l'anima e Dio, un rapporto basato sull'autocoscienza personale alla luce della
verità divina; la seconda, la rivalutazione della tradizione morale e filosofica classica, vista in un
rapporto di continuità con il cristianesimo e non più in chiave di contrasto o di mera
subordinazione; infine, il rapporto "esclusivo" tra Petrarca e Dio, che rifiuta la concezione collettiva
propria della Commedia dantesca.

BIBLIOGRAFIA:
https://it.wikipedia.org/wiki/Canzoniere_(Petrarca)
https://letteritaliana.weebly.com/canzoniere.html
http://www.letteraturaitalia.it/autori-opere-duecento-trecento/il-canzoniere-di-francesco-petrarca/