Sei sulla pagina 1di 8

A.S.

2011/2012

Platone

Laura Profeti IIIF

Platone

Esercizio: Riassunto. Testo multimediale della filosofia platonica.

Indice
Vita Caratteri della filosofia platonica La teoria delle idee Lo stato e il compito del filosofo Condanna allarte imitativa I problemi dellultimo Platone Il bene per luomo: il Filebo Il Timeo e la dottrina delle idee-numeri

A.S. 2011/2012

Platone

A.S. 2011/2012

Platone

Laura Profeti IIIF

Vita
Platone nacque ad Atene nel 427 a.C. da una famiglia di antica nobilt. Allet dei ventanni si un in sodalizio con Socrate, con il quale assistette alla decadenza di Atene: infatti, erano gli anni della guerra del Peloponneso, del regime oligarchico dei Trenta tiranni e della restaurazione della politica. Platone stesso, scrive, nella Settima lettera, che pensava di dedicarsi alla carriera politica ma, il drammatico alternarsi di speranze politiche seguite da devastanti delusioni, tra cui lingiusto processo e la condanna subita dal maestro Socrate, lo sdegnarono al punto di ritirarsi. Da quel punto in poi fino alla sua morte, nel 347 a.C., Platone si dedic alla filosofia che fu per lui il solo modo che potesse condurre luomo alla giustizia. Ci sono pervenute tutte le opere di Platone. Egli scrisse lApologia di Socrate, 34 dialoghi e 13 lettere. Si pu suddividere lattivit letteraria platonica per ordine cronologico: 1. Primo periodo ( scritti giovanili o socratici) 2. Secondo periodo ( scritti della maturit) 3. Terzo periodo ( scritti della vecchiaia) Inoltre egli tenne dei corsi intitolati Intorno al Bene, che ritenne opportuno non scrivere per preservare la profondit degli argomenti trattati, tra cui la metafisica.

Caratteri della filosofia platonica


La filosofia platonica concentrata sulla figura di Socrate e si pone lobiettivo di interpretare la personalit filosofica del maestro stesso. La stessa filosofia platonica riportata sottoforma di dialogo, come segno di devozione al silenzio letterario di Socrate. Il dialogo ha fatto s che la filosofia platonica fosse sforzo continuo che conducesse luomo verso una verit impossibile da ottenere nella sua completezza. Oltre al dialogo Platone si serve dei miti: racconti fantastici attraverso cui vengono esposti concetti e dottrine filosofiche. Egli usa i miti al fine di:

A.S. 2011/2012

Platone

A.S. 2011/2012

Platone

Laura Profeti IIIF

La teoria delle idee


Nel primo periodo Platone difende le teorie socratiche, ossia conosci te stesso, lironia, la maieutica, la virt come scienza e la definizione. In particolare Platone a quest ultima d molta importanza e si avvia nel superare il relativismo sofistico formulando la cosiddetta teoria delle idee che determin linizio di una seconda fase nella quale Platone elabora un proprio e originale pensiero. La nascita della teoria delle idee va a ricercarsi nel concetto di scienza ( episteme) che per Platone deve essere stabile e immutabile e quindi perfetta e in quanto tale non pu essere costituita dalle cose percepite con i sensi poich sono mutevoli e imperfette e appartengono dunque all<< opinione>> ( doxa). La scienza pertanto ha come oggetto le idee che per Platone sono entit immutabili e perfette, che esistono indipendentemente da ogni altra cosa. Le cose sono copie delle idee. Quindi per Platone esistono due gradi di conoscenza, lopinione e la scienza ( dualismo gnoseologico) cui appartengo due tipi dessere distinti, le cose e le idee ( dualismo ontologico)

Le idee possono essere di vari tipi: le idee-valori: supremi principi etici estetici e politici come il Bene, la Giustizia ecc; le idee-matematiche: entit dellaritmetica e della geometria come luguaglianza, il quadrato ecc.; le idee di cose naturali, come lumanit, e le idee di cose artificiali, come letto. Pur essendo tante le idee costituiscono una trama di essenze aventi un ordine gerarchico piramidale, con le idee-valori in cima e lidea del Bene al vertice. Inoltre possiedono due funzioni: 1. criteri di giudizio delle cose: in quanto per giudicare un oggetto non possiamo che riferirci a esse (metessi e parusia); 2. causa delle cose: poich gli individui esistono perch imitano delle essenze primordiali (mimesi). Le idee sono trascendenti, in quanto esistono oltre la mente e oltre le cose e vivono nelliperuranio, mondo simile allempireo dantesco o al paradiso cristiano. Per Platone le idee sono il risultato di uno sguardo alla mente. Egli elabora una teoria della reminescenza secondo cui lanima prima di calarsi nel nostro corpo, vissuta nel mondo delle idee, nel quale ha potuto contemplare gli esemplari perfetti delle cose. Infatti, per Platone A.S. 2011/2012 Platone 3

A.S. 2011/2012

Platone

Laura Profeti IIIF

conoscere ricordare in quanto le idee sono innate in noi, e basta un minimo sforzo per portarle fuori. La reminescenza postula di per s limmortalit dellanima. Per Platone ci sono tre prove dellimmortalit dellanima: 1. La prima prova si basa sul principio secondo cui tutte le cose si generano dal loro contrario. Cos anche la morte si genera dalla vita e viceversa. 2. La seconda basata sul concetto della somiglianza dellanima alle idee che essendo eterna, rendono anche lanima tale. 3. La terza prova fondata sulla vitalit, ossia sul rapporto di partecipazione tra le idee e le cose. Lanima partecipa allidea di vita. Ma lidea di vita lopposto allidea di morte: non dunque possibile che ci che partecipa allidea di vita possa morire. Lanima dunque immortale. La teoria dellimmortalit dellanima serve a Platone per spiegare il problema del destino trattato nella Repubblica, in particolare nel mito di Er. Per Platone dunque, ognuno sceglie il proprio destino perch condizionato da ci che e da ci che avrebbe voluto essere. Il fulcro della filosofia platonica lopposizione al relativismo sofistico, che per Platone rende tutto un caos, poich non riesce a dare un punto di vista stabile sulle cose. Per Platone lunico modo di combattere i sofisti la restaurazione di qualche forma di assolutismo: la teoria delle idee. Grazie a essa si possono sostenere strutture o perfezioni ideali che hanno una validit oggettiva e universale. Con essa, infatti, Platone a tutti gli uomini lo strumento per combattere lanarchia sociale: attraverso la conoscenza delle idee possibile fondare una scienza politica universale capace di garantire pace e giustizia tra gli uomini.

La dottrina dellamore e dellanima


Il sapere stabilisce tra le idee e luomo un legame che coinvolge di questultimo le energie razionali e irrazionali. Questo legame Platone lo chiama amore ( eros ). Lamore affrontato da Platone i due dialoghi: il Simposio e il Fedro. Il primo considera la bellezza mentre il secondo esamina lelevazione progressiva al mondo delle idee.

Lo stato e il compito del filosofo


Lopera la Repubblica ruota intorno al motivo di una comunit perfetta. Per Platone la comunit perfetta deve essere governata dai filosofi e presenta due problemi: Qual lo scopo di tale comunit? Platone risponde: giustizia condizione fondamentale della nascita e della vita dello stato. Poich nello stato ci sono compiti differenti diviso in classi. La diversit tra classi dipende dalla predisposizione di una parte dellanima sulle anime. Cos si avranno: i governanti, i guerrieri e i cittadini; cui corrispondono rispettivamente saggezza e razionalit, coraggio e lussuria, temperanza e irascibilit. Affinch ci sia giustizia ognuno deve svolgere la funzione che gli pi congeniale, e la svolge nel miglior modo possibile. Per incrementare la sua tesi, Platone propone leliminazione della propriet privata e la comunanza dei beni per le classi superiori, in questo modo i custodi gestiranno pi efficacemente la cosa pubblica. Essi dovranno avere case modeste e cibo semplice, le loro A.S. 2011/2012 Platone 4

A.S. 2011/2012

Platone

Laura Profeti IIIF

mogli saranno comuni a tutti i governanti, i loro figli gli saranno tolti affinch educhino tutti i bambini come fossero i loro. Cos se creer una grande e solidale famiglia. Chi sono i filosofi? Lo stato tanto pi efficiente quanto le sue classi sociali sono felici. Le uniche persone gi felici di per s sono i filosofi poich godono della beatitudine pi alta, il sapere. Essendo felici non hanno il bisogno di cercare la propria realizzazione nei beni materiali. Platone consapevole che tale stato non possa esistere. Egli si sofferma sulle degnazioni dello stato nel corso degli anni: Timocrazia: in cui prevale lelemento ambizioso e la ricerca degli onori; Oligarchia: fondata sul censo, in cui prevale lamore per il denaro: Democrazia generata dalla rivolta dei poveri contro i ricchi, dove prevale la libert e si cerca di dare soddisfazione a ogni appetito: Tirannide: la peggiore delle forme di stato, in quanto il potere risiede senza freni nelle mani di un singolo, cui mette capo lanarchia democratica. Essendo Platone aristocratico la forma di stato pi ostile era la democrazia. Infatti, nei suoi scritti appare un certo astio nei confronti di uomini democratici come Temistocle, Cimone, Aristide e Pericle. La societ in cui viveva era lacerata dalla lotta tra gli aristocratici e il popolo. Secondo la concezione aristocratica le sorti della cosa pubblica devono essere rette dai migliori, mentre secondo la concezione democratica il governo doveva essere in funzione di tutti. Lo stato platonico comporterebbe una situazione in cui i governanti governano, i lavoratori lavorano senza che vi siano interferenze di nessun tipo. Per il filosofo uno Stato sano quando ognuno attende lattivit che gli propria, e quando le classi non stanno pi star al loro posto e i governanti pretendono di governare, lo Stato malato. Daltra parte non tutti potevano governare; la politica era, infatti, destinata solo alla parte aurea della citt. Il rifiuto della democrazia ha portato Platone ad uno statalismo esasperato che regolamentasse ogni frangente della vita quotidiana, dalla sessualit allalimentazione. Infine Platone si preoccupa che i governanti adempiano i loro doveri. Il filosofo vede lo Stato come una grande Accademia che deve educare custodi. Per il filosofo leducazione riservata solo alle prime due classi. Il filosofo colui che ama la conoscenza. Ma che cos la conoscenza? Platone dice che ci che realmente , assolutamente conoscibile. Perci allessere corrisponde la scienza, al non essere lignoranza, e al divenire l opinione. Cos si avranno quattro gradi del sapere cui corrispondono quattro gradi della realt. La conoscenza sensibile ( doxa, opinione) il mondo mutevole formato da: Congettura (eikasia): immagini delle cose, Credenza ( pstis): cose percepibili con i sensi. La conoscenza razionale ( episteme) il mondo immutabile formato da: Ragione matematica (dianoia): idee matematiche, Intelligenza filosofica ( noies): idee valori. Secondo il filosofo la filosofia suprema a tutte le altre discipline perch rifiuta di fermarsi a ipotesi indimostrate e perch si occupa dei problemi delluomo e della citt. Anche la matematica molto importante in quanto offre dei metodi di misura attraverso i quali si pu arrivare ad unoggettivit e stabilit. La teoria della conoscenza trattata da Platone nel mito della caverna.

A.S. 2011/2012

Platone

A.S. 2011/2012

Platone

Laura Profeti IIIF

Condanna allarte imitativa


Platone tratta anche lestetica, disciplina che studia i problemi dellarte e della bellezza. Platone condanna larte per due motivi: 1. Arte come <<imitazione di unimitazione>>, poich riproduce cose ed eventi naturali che a loro volta riproducono le idee. 2. Arte corruttrice degli animi poich incatena lanimo alle passioni rappresentate e raffigura uomini che si lasciano dominare da passioni.

I problemi dellultimo Platone


Nellultima fase della sua filosofia, Platone approfondisce ulteriormente le teorie affrontate in precedenza. I problemi che si pone sono fondamentalmente due: 1. Come deve essere pensato il mondo delle idee? 2. Che rapporto c tra le idee e le realt naturali? Altro tema affrontato la sofistica. Nel dialogo Parmenide, Platone fa unautocritica sulla teoria delle idee. In primo luogo Platone affronta il problema sulla partecipazione delle cose nelle idee: lidea pu essere considerata nella sua unit una molteplicit di oggetti, oppure pu essere considerata come totalit di questi oggetti pi la loro idea: questa scaturir unaltra idea, chiamata da Platone terzo uomo. In secondo luogo dice che se verrebbe presa per vero laffermazione di Parmenide <<solo lessere , mentre il non essere non >> decreterebbe la morte della teoria delle idee, perch linesistenza assoluta di ogni forma di non essere pregiudicherebbe la molteplicit delle idee e i loro rapporti reciproci. Inoltre se le idee non esistessero non si potrebbe pensare e filosofare. Quindi dal momento in cui non si possono rinunciare alle idee, Platone condanna il principio eleatico.

A.S. 2011/2012

Platone

A.S. 2011/2012

Platone

Laura Profeti IIIF

Per spiegare come possano esistere molteplici idee, Platone elabora la teoria dei generi sommi. In primo luogo ogni idea esiste e quindi rientra nel genere essere. In secondo luogo ogni idea identica a se stessa e quindi rientra nel genere dellidentico. Ogni idea identica a se stessa ma distinta dalle altre e quindi rientra nel genere del diverso. Se lidea non partecipa ad altre idee rientra nel genere della quiete mentre se interagisce con altre idee rientra nel genere del movimento. Secondo Platone lerrore di Parmenide stato quello di confondere il diverso con il nulla. Infatti, se A non B non intendiamo dire che B non esista, tuttavia diverso da A. lerrore dunque non consiste nel pronunciare il nulla ma nel dire le cose in modo diverso da come loro effettivamente stanno. Se tutte le idee partecipano ai generi sommi, ciascuna idea partecipa a quelle a lei sovraordinate e si divide in quelle a essa subordinate. Questo meccanismo viene da chiamato da Platone dialettica che si svolge in due momenti: 1. Definire unidea, 2. Dividere lidea nelle sue varie articolazioni.

Inoltre se tutte le idee comunicassero tra loro ogni discorso sarebbe vero ( sofisti) mentre se nessuna idea non comunicasse con le altre non sarebbe possibile alcun discorso ( cinici). Scartate queste due tesi a Platone non resta altro che quella intermedia ossia che quella che recita che alcune idee sono combinabili tra loro e altre non lo sono.

A.S. 2011/2012

Platone

A.S. 2011/2012

Platone

Laura Profeti IIIF

Il bene per luomo: il Filebo


Nel Filebo Platone argomenta il problema del bene, inteso come che cos il bene per luomo. La vita umana una formata dalla ricerca del piacere e lesercizio dellintelligenza: il problema sta nella misura. Il piacere illimitato e bisogna, mediante lintelligenza, mettergli un limite attraverso un qualcosa di proporzionato: un numero. La gerarchia dei valori cos formata: al primo posto c la misura, al secondo il bello, al terzo lintelligenza, al quarto la scienza e lopinione e al quinto i piaceri puri.

Il Timeo
Nel Timeo viene affrontato il problema della formazione delluniverso. Questa tematica spiegata attraverso il mito del demiurgo.

A.S. 2011/2012

Platone