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Aristotele:l'essere e il sapere

Aristotele nacque nel IV secolo a.C. Fu allievo di Platone e frequent l'accademia


condividendo la concezione di filosofia come forma suprema di vita e di conoscenza. La
maturazione di interessi scientifico-naturalistici lo indusse a fondare un nuovo metodo
definito sistematico e non pi dialogico. Siccome a causa della pressione della potenza
macedone sulle poleis iniziava a venir meno la passione per la politica. Aristotele fond il
Liceo che comprendeva edificio giardino ed un peripato, ci teneva corsi regolari. mor nel
322 a.C. con una malattia di stomaco che pose fine alla sua vita: aveva 63 anni.
Il problema degli scritti
Gli scritti di Aristotele che ci sono pervenuti sono quelli di sussidio per lo studio, detti
'acromatici' perch destinati agli ascoltatori o 'esoterici' cio racchiudenti una dottrina
segreta. Aristotle scrisse anche gli scritti 'essoterici', cio destinati al pubblico di cui ci
sono rimasti pochi frammenti.
Gli scritti essoterici
Nei suoi dialoghi aristotele riprese forme e argomenti gi trattati dal maestro, n un
esempio il Protrettico che un esortazione alla filosofia:<<o si deve filosofare o non si
deve: ma per decidere di non filosofare pur sempre necessario filosfare:dunque
filosofare necessrio. In un altro suo scritto chiamato Sulla filosofia Aristotele mostra un
primo distacco dal platonismo criticando invece il concetto platonico di idea.
Le opere acromatiche
-scritti di logica
-metafisica
-fisica,storia matematica e psicologia
-etica,politicaeconomia,poetica e retorica
Il distacco da Platone e l'enciclopedia del sapere
la frattura esistente fra Platone e Aristotele rispecchia il differente indirizzo culturale
dell'et classica e dell'et ellenistica. P. crede nella finalit politica della conoscenza e
vede nella figura del filosofo un legislatore della citt.A. fissa lo scopo della filosofia nella
conoscenza disinteressata del reale. Ci si accompagna a una dissimile concezione della
struttura del sapere che Platone identifica attraverso un'ottica gerarchico-piramidale
mentre Aristotele giunge a guardare il mondo secondo un'ottica tendenzialmente
orizzontale e unitaria.
L'enciclopedia delle scienze in Aristotele
Aristotele concepisce ed testimone del frantumarsi del sapere in molteplici scienze
autonome , di cui la filosofia la scienza prima ed intesa anche come metafisica ossia
che studia l'essere e la realt in quanto tali.

Il quadro delle scienze


Aristotele distingue tre gruppi di scienze:quelle teoretichie, quelle pratiche e quelle
poietiche.
le scienze teoretiche hanno per oggetto il necessario, per scopo la conoscenza
disinteressata della realt e come metodo quello dimostrativo. Le scienze pratiche e
poietiche hanno per oggetto il possibile ,per scopo l'argomento dell'agire e metodo non
dimostrativo (valido per lo pi)
Il concetto di metafisica
Il termine metafisica non aristotelico. fu invece coniato da Andronico da rodi che
riordin i capolavori di Aristotele, ponendo gli scritti di 'filosofia prima' o ontologia met
ta physik, cio dopo i libri di fisica. Aristotele da ben 4 definizioni di metafisica:
1. la metafisica <<studia le cause e i principi primi>>
2. la metafisica <<studia l'essere in quanto essere>>
3. la metafisica <<studia la sostanza>>
4. la metafisica <<studia Dio e la sostanza immobile>>
essa non ha per oggetto una realt particolare, bens la realt in generale.
I significati dell'essere e il compito della metafisica
La metafisica dunque lo studio dell'essere.Ma che cos' l'essere? Aristotele innanzitutto
risponde che l'essere ha una molteplcit di aspetti e di significati e che si pu dare in
quattro modi:

l'essere come accidente

l'essere come categoria

l'essere come vero

l'essere come atto e potenza.

Le categorie
Per categorie Aristotele intende le caratteristiche fondamentali e strutturali dell'essere
,coi quelle determinanzioni che ogni essere ha e non pu non avere. Esse sono:La
sostanza,la qualit,la quantit, la relazione, l'agire, il subire,il dove, il quando, l'avere e il
giacere.
Di tutte le categorie la pi importante la sostanza, poich tutte le altre la
presuppongono, sar identificabile dunque con il polo unificante delle categorie.
Il termine 'essere', riferito alle categorie non sar n univoco n equivoco ma avr una

molteplicit di significati uniti tra loro da un comune riferimento alla sostanza.


La domande che ci siamo posti alli'inizio <<che cos' l'essere'>> si identificher con la
domanda finale <<cos' la sostanza?>>.
Dal principio di non-contraddizione alla sostanza
Aristotele per stabilire che l'oggetto proprio della metafisica la sostanza procede
attraverso un altro ragionamento. Infatti, appurato che le scienze procedono per
'astrazione',cio spogliando le cose da tutti i caratteri che sono diversi da quelli che esse
prendono in considerazione.Ogni scienza avr dunque dei principi generali, o assiomi che
A. indentifica nel principio di non contraddizione per la filosofia.Aristotele riscrive questo
concetto in due modi: esprimendo l'impossibilit logica di affermare e negare uno stesso
predicato intorno a uno stesso soggetto e poi l'impossibilit ontologica che un
determinato essere sia e insieme non sia quello che .A. dice che ogni essere ha quindi
una natura necessaria che va identificata con la sostanza.
La sostanza
per sostanza Aristotele intende l'individuo concreto che funge da soggetto reale di
propriet. Aritotele la chiama anche tode ti ossia ''questo qui''.
Ogni sostanza un sinolo, un' unione indissolubile di due elementi:la forma e la
materia.La forma definita come la natura propria di una cosa(elemento attivo) e la
materia come ci di cui una cosa fatta (elemento ricettivo).
ricapitolando la sostanza l'essenza necessaria di una cosa, la sturuttura fissa e
immutabile che la definisce e la organizza.
L'accidente una qualit che una sostanza pu avere o non avere.
La dottrina del divenire
Che il divenire esista un fatto, ma come il divenire debba essere pensato invece un
problema.
Aristotele ritiene che il divennire non implichi un passaggio dal non essere all'essere e
viceversa, ma semplicemente un passaggio da un certo tipo di essere a un altro tipo, il
divenire solo una modalit dell'essere.
Potenza e atto
Per ''potenza'' A.intende la possibilit, da parte della materia, di assumere una
determinata forma. Per ''atto'' intende la realizzazione compiuta di tale possibilit, cio
l'esistenza stessa o la forma dell'oggetto. Di conseguenza, la potenza sta alla materia
come l'atto sta alla forma.
Il punto di partenza del divenire quindi la materia come privazione, che definita da
Aristotele la condizione necessaria del divenire, in quanto pu divenire solo quel genere
di materia di cui priva.

L'atto pu anche essere chiamato entelechia che per A. il termine finale del movimento,
cio la compiuta realizzazione della potenza.
Aristotele ritiene che l'atto possegga una priorit gnoseologica,cronologica e ontologica
rispetto alla potenza, in quanto esso costituisce la causa, il senso e il fine della potenza.
La dimostrazione dell'esistenza di Dio
A.fornisce la prova dell'esesitenza di Dio che avr grande fortuna. Egli afferma infatti che
tutto ci che in moto necessariamente mosso da altro.quest'altro,anch'esso in moto
mosso da altro. Non quindi possibile risalire all'infinito e A. dice che deve esserci un
principio <<primo>> e <<immutabile>>. Questo primo motore immutabile Dio.
Gli attribui di Dio
Dio innanzitutto atto puro per Aristotele o anche sostanza incorporea, essere eterno.
Per Logica e logica e metafisica vedi fotocopia.
I concetti
Secondo A. gli oggetti del nostro discorso,cio i concetti possono essere disposti in scale
di maggior o minor universalit e classificati mediante un rapporto con genere e specie.
E' inoltre definito quel rapporto di proporzionalit inversa tra comprensione ed
estensione.
Al massimo della comprensione si giunge alla specie infima mentre al massimo
dell'esetensione si arriva ai generi sommi: le dieci categorie.
Le proposioni
Aristotele prende in esame quelle combinazioni di termini che chiama ''enunciati
apofonici''e che costituiscono le asserzioni che identifica con le proposizioni. Queste
possono essere affermative o negative,universali o particolari e singolari. I rapporti tra le
proposizioni sono descritte nel quadrato degli opposti.