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Aristotele

(384 - 322 a.C.)


Le opere di Aristotele possono
essere così suddivise:
●Scritti acroamatici ●Scritti essoterici
Sono scritti che pongono Sono scritti destinati alla
problemi di grande pubblicazione. Purtroppo
complessità e sono sono andati perduti.
destinati a usi diversi
(insegnamento,
pubblicazione, ecc.).
Sono detti anche scritti
esoterici.
Le opere

LOGICA FISICA

●Categorie ●Fisica
●De interpretatione ●Il cielo
●Analitici primi ●Generazione e corruzione
●Analitici secondi ●Meteorologia
●Topici
●Confutazioni sofistiche
Le opere

METAFISICA SUGLI ANIMALI

●Metafisica ●Parva Naturalia


●Ricerche sugli animali
●Locomozione degli animali
●Generazione degli animali
●Movimento degli animali
Le opere

SULL’ANIMA ETICA

●De Anima ●Etica Nicomachea


●Etica Eudemia
Le opere

POLITICA POETICA

●Politica ●Retorica
Costituzione degli Ateniesi
● Poetica

Il sistema del sapere
Aristotele si distanzia da Platone separando
l’attività conoscitiva, che rappresenta una delle
radici del sapere filosofico, dalla missione del
filosofo che, secondo Platone, si perfezionava
nella costruzione di uno stato ideale, guidato dai
Filosofi. La posizione di Aristotele è più moderata.
Pur essendo l’uomo un animale essenzialmente
politico, tuttavia l’attività del filosofo, in campo
etico-politico, è di natura teoretica, conoscitiva,
piuttosto che politico-progettuale.
Secondo Aristotele vi sono tre generi di vita:

●Quello della massa: che mira unicamente al


godimento;
●Quello della politica;

●Quello della vita contemplativa;


Massa

Perseguendo questo genere di esistenza si


sceglie un’esistenza degna delle bestie e si
diventa simili agli schiavi.
Politica

Questo genere di vita persegue il bene


dell’onore. Ma esso dipende dagli altri. In
altri termini, l’onore è qualcosa che ci è
tributato, riconosciuto, dall’esterno.
Non siamo noi la fonte del nostro onore.
Ciò non ci rende autonomi.
Vita Contemplativa

Questo modello esistenziale è realmente


quello che ci consente una piena
realizzazione di noi stessi. Esso si fonda
sull’attività della ragione ed è, quindi, un
fine valido per se stesso. Non dipende, e non
ci fa dipendere, da altri.
Autosufficiente è colui che non ha bisogno di
nessuno e rende la sua vita gratificante e
piacevole per sé.
Ancora una critica al maestro Platone:

La realtà non è divisa in piani contrapposti


(apparenza e realtà; le cose e le idee, ecc.),
bensì l’essenza delle cose è intrinseca alle
cose stesse, è immanente e non trascendente.
Ed è proprio in virtù di questa concezione
della realtà che è necessario intensificare
l’attività teoretica, conoscitiva.
L’uso corretto della ragione consente di
sistematizzare e rendere pienamente
conoscibile la realtà.
La filosofia si pone (e si impone) il compito di
costruire un edificio del sapere.
Aristotele divide il sapere in tre gruppi:

●Discipline poietiche: riguardano le attività tecnico-


produttive, cioè le conoscenze dell’arte con cui, in diversi
campi, vengono compiute delle opere. Il sapere su cui si
basano è empirico, legato alle cose.
●Discipline pratiche: comprendenti sia l’etica che la politica,
riguardano la condotta dell’uomo. Hanno un carattere
normativo.
●Discipline teoretiche: il loro oggetto è ciò che è sempre a un
modo, ciò che è necessario. Il loro scopo è il sapere per il
sapere.
Le discipline teoretiche si dividono in tre gruppi:

●Scienze matematiche
●Scienze fisiche

●Filosofia prima o teologia


Le discipline teoretiche sono mosse dal
medesimo interrogativo:

PERCHÉ ?
La filosofia prima
(Metafisica)
Di cosa si occupa la Metafisica?

Essa ricerca il principio primo, l’essenza delle


cose.

La metafisica è dunque Ontologia.

Scienza dell’essere in quanto essere.


Ma che cos’è l’Essere?
L’Essere è sostanza

Aristotele nega qualsiasi separazione fra un


mondo di forme pure e il mondo del divenire.
Il platonico mondo delle idee è, per lui, un
doppione inutile. Reale per lui è solo la
sostanza, che è un insieme, un sinolo di
materia e di forma.
Ciò che è reale è la sostanza come individuo, cioè
come insieme indivisibile di materia e forma.
Reali sono solo gli individui concreti: cose, animali,
piante. La forma è l’essenza, ciò che dà ad ogni
sostanza la sua identità. Essa non trascende la
realtà, di cui è forma, ma è ad essa immanente,
come struttura costitutiva della cosa.
In opposizione alla concezione dell’Essere
formulata da Parmenide, secondo Aristotele
l’essere può essere declinato in molti modi, ha
una varietà di significati:
●Sostanza: ciò che è in sé e non ha bisogno di null’altro per
sussistere;
●Accidente: ciò che è casuale e può appartenere o non
appartenere a una realtà;
●Potenza o Atto: ciò che può essere o non essere; ciò che
esiste effettivamente;
●Vero: ciò che effettivamente è (mentre il non essere è falso).

In ogni caso tutti questi significati si riconducono


alla sostanza.
Tutto il divenire si spiega come un passaggio
dalla potenza all’atto
Materia Potenza

Forma Atto
Il divenire è possibile sulla base di
quattro tipi di cause:

●Materiale: la materia di cui una cosa è composta


●Formale: la forma caratteristica assunta da una
determinata materia;
● Efficiente o motrice: l’azione attraverso la
quale una materia prende forma;
●Finale: l’intenzione, il fine che è alla base della
trasformazione, del processo.
Ma negli esseri viventi le ultime tre
cause si riducono ad una sola.
Esempio:
Il genitore di un bambino è nello stesso tempo
sua causa efficiente (in quanto è l’agente che
lo ha generato), appartiene alla sua stessa
specie (causa formale) ed è il modello adulto
(causa finale) verso cui il bambino tende nel
suo sviluppo.
La logica
Se la Metafisica si poneva l’obiettivo di
descrivere le strutture e i caratteri della realtà.
La logica ha come scopo quello di descrivere i
principi, le regole e i procedimenti usati dalla
ragione per costruire i suoi discorsi (lógoi).
Sotto questo profilo la Logica non può essere
considerata una scienza poiché in realtà essa
studia ciò che ogni scienza ha in comune, vale
a dire, il procedimento dimostrativo del
pensiero.
Essa è uno strumento per la
scienza (o le scienze).
La logica si configura dunque come una sorta
di riflessione sul linguaggio.
Essa studia i termini e i procedimenti logico-
argomentativi.

Per tale ragione essa è previa rispetto ad


ogni altra forma di indagine scientifica
La logica aristotelica ha però anche un
fondamento ontologico. Nel senso che non è
comunque possibile scindere tra il piano
dell’essere e quello del pensiero.
(d’altra parte quando usiamo il linguaggio per
comunicare abbiamo la necessità di
comunicare qualcosa).
Secondo Aristotele, dunque

Le
forme del pensiero
corrispondono alle
forme della realtà
Mentre le parole possono variare poiché frutto
di convenzioni, le forme del pensiero, i
concetti, sono uguali per natura in quanto
corrispondono alle forme della realtà.
Aristotele distingue la logica in
due diversi campi:
La Dialettica
● ●L’Apodittica

Scienza dell’argomentazione Scienza della dimostrazione


discorsiva, basata sulle vera.
opinioni.
Tale concezione contrasta
con il ruolo teoretico
attribuitole da Platone
Affine alla dialettica è
la retorica. Essa utilizza, tra gli altri, due tipi
di procedimenti
●L’esempio ●L’entimema
L’esempio cerca di l’entimema è un
convincere l’interlocutore procedimento logico-
sulla bontà della tesi per argomentativo utilizzato di
mezzo di uno più casi fronte ad un pubblico non
particolari che ne rafforzano particolarmente esercitato sul
la validità. piano dialettico. Esso
sviluppa il ragionamento
trascurando una o più
premesse. Così facendo ne
riduce la complessità ma
anche il rigore.
Lo scopo della ricerca è però la
Verità.
Essa richiede non opinioni ma
dimostrazioni rigorose.
I fattori costitutivi di tali dimostrazioni sono
tre:

●I termini (soggetto e predicato di un giudizio)


●le proposizioni (o giudizi)

●i ragionamenti (o sillogismi)
I termini
I termini sono gli elementi di un giudizio
considerati al di fuori della loro connessione.
Essi possono essere:

●Particolari (Tizio, Caio, Sempronio, ecc.)


●Universali (bipede, uomo, animale, ecc.)
I termini universali possono essere i
predicati di una pluralità di altri termini.
Esempio: il termine “uomo” può essere
predicato di Tizio, Caio, Sempronio
Ma possono essere anche i soggetti di termini
ancora più estesi.
Esempio: il termine “uomo” può essere
soggetto del termine predicativo “animale”.
I termini particolari invece possono essere
solo soggetti di una proposizione, poiché, sul
piano ontologico non sono altro che la
“sostanza”.
Nel campo dei termini universali, Aristotele
introduce un’ulteriore distinzione:

●I generi ●Le specie


Il genere ha una La specie ha una
maggiore estensione, maggiore comprensione,
vale a dire, comprende vale a dire, fornisce un
un maggior numero di numero maggiore di note
realtà. caratteristiche che
Esempio: il genere dei consentono di
“felidi” comprende distinguere tra le varie
specie diverse. specie.
Estensione e Comprensione sono
inversamente proporzionali. Maggiore è l’una
minore sarà conseguentemente l’altra e
viceversa.
Vi sono poi termini che Aristotele definisce
Categorie.
Le Categorie sono i predicati universali per
eccellenza, poiché ad essi sono riconducibili
tutti i predicati che possono essere attribuiti
ad un soggetto.
Di una cosa non basta dire che “è”, ma
bisogna anche dire “cosa”, quale” “quanto”,
“dove”, ecc.
Le categorie, o generi sommi, sono dieci e
sono:

●Sostanza ●Tempo
●Quantità ●Situazione
●Qualità ●Avere
●Relazione ●Fare
●Luogo ●Patire
La sostanza è la categoria più importante.
Le altre nove categorie sono legate alla
sostanza da un rapporto di predicazione che è
accidentale, nel senso che possono esserci o
meno.
Le proposizioni o giudizi
La proposizione consente di negare o
affermare qualcosa (predicato) di
qualcos’altro (soggetto), legando fra loro due
termini.
Per tale ragione, per Aristotele sono degni di
interesse solo gli enunciati dichiarativi
(apofantici)
Per tale ragione, per Aristotele sono degni di
interesse solo gli enunciati dichiarativi
(apofantici). Del tutto trascurabili sono le
esclamazioni di gioia, dolore, ecc..
Possiamo così distinguere i giudizi:

Sul piano qualitativo Sul piano quantitativo


●Affermativi ●Particolari

●Negativi ●Universali
Le combinazioni possibili tra qualità e
quantità dei giudizi danno luogo a quattro
tipi generali di proposizione.
●Universale affermativo ●Particolare affermativo
Tutti gli uomini sono sapienti Alcuni uomini sono sapienti
●Universale negativo ●Particolare negativo

Nessun uomo è sapiente Alcuni uomini non sono


sapienti
Il quadrato degli opposti o quadrato logico

A E
Tutti gli uomini CONTRARIE Nessun uomo
sono saggi è saggio

I
O
Alcuni uomini SUBCONTRARIE Alcuni uomini
sono saggi non sono
saggi
Aristotele si pone inoltre il problema della
definizione dei concetti.
La definizione ha lo scopo di esprimere il
concetto. Essa indica che cos’è una
determinata cosa, qual è la sua essenza, a
quale classe di cose appartiene.
Ma cos’è l’essenza?
L’essenza è la proprietà di un soggetto che
questi non può mutare senza perdere la
propria identità
Va sottolineato comunque come ogni singolo
concetto (termine), di per sé, non può essere
considerato vero o falso. Poiché verità o
falsità sono ricavabili solo dalla reciproca
combinazione dei concetti.
Tali proposizioni prendono il nome di
giudizi.
Un giudizio afferma

il vero quando collega (o il falso quando unisce o


disgiunge) ciò che è divide ciò che è, invece,
collegato (o disgiunto) diviso o unito nella
nella realtà. realtà.
Questo giudizio prende il nome
di
giudizio definitorio
Bisogna però distinguere tra

●Validità ●Verità
In altri termini un In altri termini un
giudizio può essere giudizio è vero quando
formalmente valido, ma oltre alla correttezza
non per questo formale possiede un
necessariamente vero. contenuto sostanziale (si
Esempio: riferisce cioè a qualcosa
Posso definire un “centauro”, di realmente esistente).
ma ciò non rende tale figura
mitologica, vera
Il giudizio definitorio, inoltre, ha a che fare
con generi e specie.
●Esso infatti procede dal ●Deve inoltre indicare la
più generale al meno differenza specifica.
generale. In altre parole dirci in cosa
●Esso deve indicare il si distingue il concetto
genere prossimo, cioè, il preso in esame da concetti
punto esatto nella appartenenti al medesimo
gerarchia dei generi e delle genere.
specie, ove un concetto si Esempio: “l’uomo è un
colloca. animale razionale”
Esempio: “il gatto è un
fèlide”
Ciò vuol dire che di un soggetto di una
proposizione definitoria occorre sempre
indicare il genere prossimo e la differenza
specifica.Proprio tale differenza costituisce la
specifica forma di quel soggetto la sua
essenza.
Il sillogismo
Nell’argomentazione scientifica le
proposizioni si presentano secondo una
rigorosa concatenazione, attraverso la quale
partendo da certe premesse si arriva
logicamente a determinate conclusioni.
Questa procedura prende il nome di
sillogismo.
Esempio:
Se affermiamo
(a) ogni animale è mortale
e
(b) ogni uomo è animale

allora dobbiamo necessariamente concludere

(c) ogni uomo è mortale


Nell’esempio citato possiamo così
suddividere le parti del discorso:

●(a) premessa maggiore


●(b) premessa minore

●(c) conclusione
Ed ancora:

●Il termine mortale rappresenta il termine


maggiore, poiché è quello che ha l’estensione
maggiore.
●Il termine uomo rappresenta il termine

minore poiché ha un’estensione minore.


●Il termine animale rappresenta il termine

medio poiché è quello che possiede


un’estensione media (superiore a quella di
uomo, ma inferiore a quella di mortale).
Il termine medio svolge una
funzione essenziale nel contesto
del sillogismo.
Sulla base della posizione
occupata dal termine medio è
possibile distinguere tre tipi
figure di sillogismo.
1ª figura
Nel sillogismo della prima figura il termine medio è
soggetto nella premessa maggiore e predicato nella
Esempio: premessa minore.

(a) ogni animale è mortale


(b) ogni uomo è animale
(c) ogni uomo è mortale
2ª figura
Nel sillogismo della seconda figura il termine
medio compare come predicato in entrambe le
Esempio: premesse.

(a) ogni dio è immortale


(b) nessun uomo è immortale
(c) nessun uomo è dio
3ª figura
Nel sillogismo della terza figura il termine medio è
soggetto in entrambe le premesse.
Esempio:

(a) ogni uomo è dotato di ragione


(b) ogni uomo è animale
(c) qualche animale è dotato di ragione
È possibile aggiungere una 4ª figura
Nel sillogismo della quarta figura il termine medio
è predicato nella premessa maggiore e soggetto nella
Esempio: premessa minore.

(a) tutti gli attori sono istrioni


(b) tutti gli istrioni sono uomini bravi a recitare in
pubblico
(c) gli uomini bravi a recitare in pubblico sono attori