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DOMANDE E RISPOSTE SU CARTESIO DOMANDE 1.

prof nn capisko la differenza tra sostanza pensante e sostanza estesa quando si parla di dualismo cartesiano...mi da qualke delucidazione? 2. prof potrebbe spiegarmi in due righe quali sono le critiche che vengono rivolte alla concezione cartesiana di dio? e anche cosa risponde cartesio? 3. non difficile il dualismo dice solo che noi siamo l'unione di res cogitans e res exstensa..... pero dopo che fa l'esempio della ghiandola pineale non risolve il problema su come siano uniti anima e corpo..... quindi resta irrisolto il problema...........!?! 4. prof mi spiega bene la teoria dei corpuscoli e quella dei vortici? 5. Salve prof, mi potrebbe riassumere brevemente e con termini comprensibili le discussioni intorno al cogito di cartesio? Il libro usa paroloni incomprensibili. Il cogito stato accusato di essere un circolo vizioso, sillogismo abbreviato e poi criticato da hobbes, quello che non capisco come risponde cartesio. 6. per quanto riguarda la prima regola di Cartesio, nel libro, dopo una spiegazione generale, si parla di dominio della contemplazione e dominio dell'azione, e fin qui ci sono...prima per accenna al fatto che per Cartesio esistano due domini...il primo nel quale la volont ha l'obbligo di decidersi senza attendere all'evidenza e il secondo in cui si ha l'obbligo di non decidere fin quando non stata raggiunta l'evidenza..questi due corrispondono ai domini della contemplazione e a quello dell'azione?! o fanno quantomeno parte alla loro spiegazione? 7. salve prof io non ho capito il meccanicismo cartesiano da pag 177 178 completamente...se pu rispiegarmelo per favore ero assente quando l'ha spiegato 8. Come posso esprimere il dubbio metodico e il dubbio iperbolico? 9. non ho capito bene la parte di Cartesio in cui parla dell'errore (volont e intelletto) me la pu spiegare? 10. Prof non ho capito le prime due prove dell'esistenza di dio. Pu spiegarmele brevemente? 11. Scusi professore, non riesco a capire questa parte del libro: "D'altronde non solo le leggi, ma l'esistenza stessa della rex extensa, trova fondamento per cartesio nell'evidenza della nostra idea di spazio. Su questa base ovvio che dal mondo della nostra esperienza possiamo assumere come oggettive solo le propriet suscettibili di una trattazione geometris, mentre le restanti propriet sono di natura puramente soggettiva". Ho capito la distinzione fra le propriet, ma non capisco il nesso con la prima frase. 12. Grandissimo allora le chiedo un'altra cosuccia se ha voglia: Cartesio come smentisce l'accusa di Hobbes? 13. Chiedo scusa se mi inserisco.....ma mi sono appena iscritta e non so bene ancora come funzioni il forum.. volevo dire che ho trovato la risposta molto esaustiva, ma la mia prof mi ha posto il quesito in questi termini: Che ruolo ha il dubbio iperbolico? Beh, ho capito il concetto ma il ruolo? Grazie per l'aiuto!!! RISPOSTE 1. res extensa e res cogitans: res extensa, sono le cose materiali in quanto estese, che occupano uno spazio e sono quindi dotate di tutte le propriet dei corpi (quantitative: peso, massa, volume, ecc.) la cosa essenziale che tali corpi (le sostanze estese di prima o ti sei gi perso?) sono governate da una legge cui sottostanno tutte che il principio di causalit. nel mondo dei corpi vale sempre e dappertutto la legge di causa ed effetto, perci i corpi non si muovono come vogliono ma come sono "costretti" a fare dalle cause che operano su essi (altri corpi). In latri termini tutto determinato e non vi libert. Invece la res cogitans il pensiero, inesteso, non occupa spazio, non lo puoi toccare, pesare, spingere, odorare, ecc. I pensieri e il pensiero sono caratterizzati dalla legge opposta a quella dei corpi, sono liberi, il pensiero non pu essere determinato. Tu puoi pure pensare di essere bello anche se sei brutto. Quindi opposizione tra libert e necessit. Il problema : come

diavolo fanno a comunicare corpi e pensieri? tu dirai: e perch diamine devono comunicare? Perch quando tu decidi di aprire il libro e studiare cartesio all'ultimo minuto, le tue mani obbediscono al tuo pensiero ... come ha fatto il tuo pensiero a muoverle se immateriale e non pu quindi agire su un corpo materiale, proprio come i fantasmi nei cartoni animati attraversano i muri? 2. Critiche concezione cartesiana di dio: 2.1 lo si accusa di circolo vizioso, la dimostrazione dell'esistenza di dio si basa sulla regola dell'evidenza (abbiamo in noi l'idea di dio innata, significa che essa evidente, cosa che, come vi ho fatto osservare non vera), una volta che ho dimostrato che dio esiste basandomi sulla regola dell'evidenza cartesio dice che evidente che non ci pu ingannare (cio fonda l'evidenza della esistenza dei corpi e delle verit della matematica su dio). 2.2. in realt, altra obiezione, a cartesio non importa nulla di dio, gli serve solo per dare un a giustificazione religiosamente accettabile alla sua filosofia. Cartesio risponde dicendo che dio non garante dell'evidenza (ma mi sembra una risposta deboluccia, perch porterebbe a inficiare tutto il ragionamento precedente) ma il garante del fatto che la verit permane (questa non la capisco, una verit dovrebbe essere tale solo in quanto immutabile, bo? a meno che non si intenda che quelle verit, che sono giustificabili indipendentemente da dio, non sarebbero pi tali dopo un po di tempo, ma allora non sarebbero nemmeno verit se cambiassero in tempi diversi e quindi ....) insomma dice il cartesio che dio garantirebbe il permanere della verit. Ci pericoloso commenta il vostro manuale, perch parte essenziale della metodologia scientifica non assolutizzare mai le proprie conoscenze, mentre il ragionamento di cartesio farebbe, in ultima istanza, dipendere le verit della scienza da dio, quindi queste sarebbero immutabili e sarebbe una sorta di scrilegio metterle in discussione, una prospettiva ben diversa da quella di molti altri esponenti della rivoluzione scientifica che insistono sulla superiorit della scienza individuandola proprio nella sua capacit di sbagliare e imparare dai propri errori. 3. dualismo e ghiandola pineale: DUALISMO CARTESIANO: non difficile ma bisogna ricordarsi quali sono le caratteristiche delle due res; perch importante ma difficile spiegare come comunichino; poi la soluzione della ghiandola pienale non spiega molto, ma la sola spiegazione che cartesio offra. SPIEGAZIONE: Cartesio ritiene che vi siano due sostanze che formano tutto ci che esiste. La sostanza pensante (la cui esistenza dimostrata dal dubbio) e quella estesa (che costituisce il mondo fisico dei corpi). A questo punto si tratta solo di studiarne le caratteristiche- La sostanza pensante (il pensiero) : libero, inesteso, consapevole. All'opposto la sostanza estesa spaziale (occupa uino spazio e possiede tutte le propriet primarie o quantitative), governata da leggi necessarie (determinismo, quindi non libera), inconsapevole. 4. teoria corpuscoli e vortici: CORPUSCOLI: secondo cartesio non esiste il vuoto. Quindi i corpi non stanno nel vuoto, tutto piano di quella che lui chiama "materia sottile" che formata da frammenti minuscoli (microscopici diremmo oggi) a contatto tra loro e con i corpi pi grandi (noi, gli alberi, i pianeti, ecc. ecc.). Questi corpuscoli sono influenzati dal moto degli altri corpi che passano attraverso loro. VORTICI: quando un corpo attraverso la materia sottile, i corpuscoli si comportano come l'acqua quando una barca ci naviga dentro, si aprono al passaggio dei corpi pi grandi, scivolano ai loro bordi e formano una scia e dei vortici, proprio come la scia di una barca. Riempi il lavandino d'acqua e passa un dito velocemente sull'acqua e vedrai che si formano dei vortici e delle scie, se poi un altro corpo passa sulla scia o sul vortice, se il vortice belo forte, il corpo seguir il movimento del vortice. 5. Discussioni sul Cogito cartesiano A. cogito un'intuizione ... quindi consapevolezza immediata della verit di un qualcosa, ma osservano alcuni sembra un ragionamento (quindi mediato come il sillogismo di aristotele e non immediato) del tipo:

- premessa tutto ci che pensa esiste; - premessa: io penso conclusione: dunque esisto se cos fosse cartesio avrebbe torto perch non di un'intuizione immediata si tratterebbe ma di un ragionamento B. altra obiezione contro Cartesio sarebbe la circolarit del ragionamento: - giustifico la regola dell'evidenza attraverso il cogito; - ma il cogito viene accettato come vero in base alla regola dell'evidenza C. obiezione di Hobbes: - va bene l'affermazione che se penso allora, necessariamente, esisto; - ma non va bene concludere, da questa verit, che sono una sostanza pensante, infatti i lpensiero potrebbe essere anche prodotto da qualcosa che pensiero non (il cervello). L'errore di cartesio paragonabile a quello di chi dicesse: passeggio, dunque sono una passeggiata (penso, dunque sono una sostanza pensante) 6. Azione e Contemplazione A. dominio della contemplazione e dell'azione corrisponde ai due diversi settori della filosofia: la gnoseologia, cio la conoscenza che mira alla verit e la morale, che ha come proprio oggetto l'agire B. la conoscenza (il dominio della contemplazione) richiede che noi arriviamo a una verit assoluta, cio la nostra volont non pu ne deve decidere finch non si giunti alla verit. Ma quando agiamo, non possiamo aspettare di avere raggiunto la certezza assoluta, nelle scelte che quotidianamente facciamo non esiste la possibilit di rimandare all'infinito la scelta finch non si sia raggiunta la certezza, quindi, nel dominio dell'azione la volont deve decideresi senza potersi affidare alla certezza della verit. Esempio: se devo decidere se mangiare o no un cibo, non posso aspettare anni e anni di ricerche per essere certo che quel cibo non produca qualche effetto nocivo, devo decidere subito. Quindi, come tu dici alla fine i due domini di cui si parla all'inizio corrispondono ai domini della contemplazione e dell'azione 7. Meccanicismo cartesiano A. l'universo composto da materia e movimento (la res extensa) B. la materia composta da elementi che non si muovono a caso, ma secondo leggi ben precise e deterministiche (qualsiasi movimento che avviene nell'universo determinato in modo necessario, cio non potrebbe avvenire in nessun altro modo) C. quindi l'universo nel suo insieme come una macchina (meccanicismo) il cui funzionamento automatico e determinato da leggi ben precise e deterministiche, proprio come in un motore gli ingranaggi non sono liberi di muoversi come vogliono ma si muovono secondo regole predeterminate D. il movimento iniziale di questo immenso motore che l'universo e che da inizio al suo funzionamento dato da dio che una volta messo in moto l'universo ha cessato il suo ruolo chiaro che questa una sintesi imprecisa, se vuoi spiegazioni pi dettagliate fammi domande pi dettagliate 8. Dubbio Metodico A. dubbio metodico: il problema di Cartesio questo: come trovare una verit che sia assolutamente evidente e sulla quale si possa fondare il sapere nuovo che intende costruire? allora: - per trovare una verit assoluta possiamo procedere o in modo diretto, esaminando tutte le conocenze di cui disponiamo e verificando, una per una, quali di queste siano assolutamente certe. Questo procedimento viene scartato da Cartesio perch troppo lungo (esaminare tutte le conoscenze umane richiederebbe un tempo incalcolabile)

- o in modo indiretto, in questo caso decidiamo di mettere in dubbio tutte le conoscenze, come fanno gli scettici (in filosofia sono coloro che ritengono impossibile per l'uomo arrivare a conoscere con certezza la verit, pertanto, secondo loro, tutte le conoscenze sono relative e non vere), ma, a differenza degli scettici, facciamo questo non per dimostrare che tutte le conoscenze sono false, ma per cercare di vedere se qualcuna delle nostre umane conoscenze resiste al nostro tentativo di metterla in dubbio, se una simile conoscenza esiste, sar la conoscenza certa e indubitabile che cercavamo. QUINDI non di dubbio scettico si tratta ma di dubbio metodico, cio di un uso del dubbio come metodo per trovare la verit (esattamente il contrario di quello che fanno gli scettici) a questo punto il lavoro di Cartesio semplice: non occorre esaminare una per una tutte le nostre conoscenze, infatti sappiamo che queste derivano o dai sensi o dalla ragione sensi: basta dimostrare che la conoscenza sensibile qualche volta erra, falsa, per mettere in dubbio tutte le conoscenze che derivano dai sensi. cartesio facilmente dimostra che cos, infatti certe cose che ci mostrano i sensi sono ingannevoli: i miraggi, il bastone immerso nell'acqua che vediamo spezzato, e potremo aggiungerne altre noi: i lfatto che non vediamo tutti icolori o che non percepiamo tutti i suoni. Inoltre nel sonno percepiamo sensazioni emozioni come fossero reali, anche se sappiamo che non lo sono, anzi, dice cartesio, dal punto di vista di ci che percepiamo, non possiamo in alcun modo distinguere ci che sogniamo da ci che percepiamo quanto siamo svegli. Conclusione: se i sensi in alcuni casi ci ingannano, non possiamo escludere che ci ingannino sempre; tale conclusione sembra eccessiva, ma ricordiamo che Cartesio alla ricerca di una verit assoluta, questo significa avere la certezza che tutto ci che i sensi ci mostrano sia vero, non il 99% ma il 100%, ma questa certezza impossibile e quindi tutte le conoscenze che derivano dai sensi sono da escludere ragione: Rimangono per le verit razionali, quelle idee innate che possediamo indipendentemente dai sensi e che sono quindi vere a priori. Per esempio le verit della matematica. Anche in questo caso Cartesio cerca di metterle in dubbio per vedere se sono assolutamente certe. E' questo il dubbio iperbolico (infinito, assoluto, totale, gigantesco), cos definito perch mette in discussione quelle verit che da sempre tutti ritengono certe. Per spiegare e capire il procedimento del dubbio iperbolico occorre tenere presente quanto segue: 1. noi riteniamo vere queste verit matematiche perch abbiamo la certezza interiore che sono tali. siamo talmente convinti che siano vere e questa nostra convinzione si fonda su una nostra fede assoluta (crediamo in tale verit) 2. ma se si riflette, possibile avere una fede assoluta nella verit di affermazione che sono in realt false. 3. Ecco quindi il dubbio iperbolico, dice Cartesio: - se ci avesse creati non un dio buono e giusto, ma un essere diabolico, (un genio maligno) - se questo genio maligno avesse posto in noi la convinzione della assoluta verit di proposizioni che invece sono false (un po come quando si convince un bambino molto piccolo di una qualche assurdit, lui ci creder se siamo abbastanza abili) - noi avremo la certezza che siano vere affermazioni che in realt sono false. E' chiaro che il ragionamento di Cartesio sembra assurdo, troppo tirato per i capelli, altamente improbabile e fantasioso. Ma si deve considerare che quello che Cartesio deve dimostrare che le verit matematiche siano assolutamente certe, assolutamente certo significa che non deve esserci nessun motivo, nemmeno il pi assurdo, che possa metterle in dubbio, certamente l'argomento del genio maligno una ipotesi altamente improbabile, ma non assurda, infatti non logicamente contraddittoria, improbabile ma possibile quindi. Ma se cos, dobbiamo escludere dall'ambito della certezza e della verit anche tutte le verit innate della matematica e della logica.

Quindi si troviamo a dover concludere che non esiste nessuna conoscenza la cui verit sia assolutamente certa. Ma proprio da qui, come noto, deriva la certezza Dubito ergo sum proprio il fatto di dubitare di tutto mi rivela una cosa su cui non possa dubitare che esisto e sono sostanza pensante. 9. LErrore Significa che spesso a nostra ragione giunge a delle conclusioni certe riguardo alle scelte che dobbiamo compiere, ma la nostra ragione non in grado di costringere la nostra volont ad agire in base alle sue direttive, per esempio, io comprendo razionalmente che se voglio essere promosso devo studiare, ma la mia volont comunque libera di agire anche in altro modo e mi metto a giocare col computer per mesi e mesi, QUINDI: la volont non dipende dalla ragione, pertanto, sia in campo pratico che in campo conoscitivo l'errore nasce dal fatto che la nostra volont libera (vedi anche la risposta n 6) 10. Prime due prove esistenza di dio mamma mia e ti pare poco ... questa una domandona .. 1. la premessa in entrambi i casi che noi abbiamo l'idea dell'essere perfettissimo 2. il problema se a questa idea corrisponda nella realt un essere perfettissimo, insomma se questo essere perfettissimo esista PRIMA PROVANella prima prova cos argomenta Cartesio: 1. l'uomo imperfetto, quindi non pu avere prodotto l'idea di un essere perfetto da se 2. ma possiede l'idea di un essere perfetto, 3. quindi tale idea deve essergli stata posta da un essere perfetto 4. quindi tale essere perfetto esiste SECONDA PROVA nella seconda prova si parla invece di quale sia la causa dell'esistenza dell'uomo 1. se non ci ha creato dio, dobbiamo esserci creati da soli (dato che non possiamo derivare dalla materia, res extensa, che per cartesio fondamentalmente diversa dalla res cogitans) 2. ma se ci fossimo creati da soli perch non ci saremo creati perfetti ma invece mortali, soggetti a vecchiaia fame malattia morte ecc. ecc.? 3. quindi non ci siamo creati noi, ma ci deve avere creati l'essere perfetto di cui abbiamo idea 11. Res extensa e Spazio non puoi pensare allo spazio senza pensare all'estensione, in un certo senso spazio ed estensione sono una sola cosa, quindi, se ci che esiste deve e pu esistere solo entro uno spazio, anzi, se esistere significa occupare uno spazio, ovvio (evidente direbbe Renato) che solo le propriet spaziali sono costitutive dell'esistenza quindi le sole realmente oggettive e le propriet spaziali sono quelle quantitative, misurabili e geometricamente definibili 12. Risposte a Hobbes la risposta pi importante che da a Hobbes che gli attributi propri dell'essere umano non sono tutti sullo stesso piano, quindi il passeggiare e il pensare sono attributi differenti. Il primo non essenziale e non definisce l'identit dell'uomo, il secondo, il pensare, invece si. L'uomo per essenza pensiero,mentre il passeggiare una propriet accidentale (che noi passeggiamo o non passeggiamo siamo comunque uomini,mentre se non pensiamo non siamo uomini). Quindi l'obiezione passeggio dunque sono una passeggiata viene a cadere. La seconda parte del ragionamento di cartesio facile, pensiero indica sia la facolt del pensare sia la cosa, l'oggetto del pensiero. "Penso dunque sono" da intendere come sono pensiero pensante 13. Ruolo del dubbio iperbolico

con il dubbio sui sensi Cartesio ha dimostrato che non possiamo fidarci delle conoscenze che derivano da essi, ma rimangono ancora le verit matematiche che, essendo vere a priori (cio indipendentemente dai sensi), valgono ancora. Per dimostrare che anche queste possono essere messe in dubbio Cartesio utilizza il dubbio iperbolico, in questo modo tutte le conoscenze, che derivino dai sensi o che siano innate nel nostro intelletto, cadono sotto il dubbio. Va bene? chiedi pure se hai ancora qualche DUBBIO