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FAQ KANT

1. Cosa significa “trascendentale”? vai alla risposta


2. Che rapporto c’è tra la “Tavola dei Giudizi” e quella delle “categorie”? vai alla risposta
3. Limiti della conoscenza: nella prima parte del cap 2 sul criticismo, si parla di "trovare nel limite
della validità la validità del limite"ci siamo spiegati questa specie di scioglilingua col seguente
esempio: “IO sono il DIO dell'esempio che crea l'universo, fatto di 100 cose, di cui la prima cosa si
chiama "uno" , la tredicesima "tredici" e via dicendo. CREO l'uomo, il quale ha la facoltà di
conoscere da 1 a 10. in un primo momento, l'uomo , che ha in se la tendenza all'infinito, vuole
darsi una spiegazione riguardo 18, 47, 99 e 100, ma non ci riesce e arriva solo a conclusioni
fallaci (inutili e stupide ) e antitetiche (metafisica). poi arriva cant e dice "uomini! noi possiamo
conoscere perfettamente solo da 1 a 10 , e non dobbiamo occuparci di 11 16 279 perchè non
possiamo, e questo lo conferma la conoscenza 7 (cioè la validità del limite, che cant vuole vuole
trovare, per forza di cose, solo tra 1 e 10). vai alla risposta
4. Conoscenze innate: cosa intende Kant quando sostiene che alcune conoscenze sono innate e sono
dei principi assoluti che costituiscono la struttura portante della totalità limitata del sapere umano
queste idee trascendentali, si configurano nelle 12 categorie? vai alla risposta
5. Spazio e Tempo: proff... io nn ho capito la teoria dello spazio e del tempo... potrebbe
spiegarmela?
6. Deduzione trascendentale: Salve prof, siamo Carla e Marco, avremmo una domanda circa la
deduzione trascendentale: Kant fa un ragionamento per legittimare l'applicazione delle categorie
alla realtà fenomenica, ma siccome siamo fusi, nn abbiamo capito granchè (NULLA). Abbiamo
capito il "problema", ma non la soluzione kantiana (i 5 punti, che poi risalgono all'Io penso..)... Ci
aiuti please vai alla risposta
7. La funzione regolativa delle Idee? Sarò stupido..il che è molto probabile, ma nn l'ho capita vai
alla risposta
8. La critica della cosmologia razionale non l'ho capita molto bene -.-", non è che potrebbe farmi un
mini riassuntino di pochissime righe? vai alla risposta
9. materia e forma della conoscenza: prof.. non mi è chiaro anche il concetto di materia e forma...
grazie..... vai alla risposta
10. la concezione kantiana della metafisica: salve prof ho appena finito di ripassare kant..ma c'è una
cosa che non mi torna ...l'ultimo paragrafo della dialettica ovvero "il nuovo concetto di
metafisica"me lo può spiegare brevemente?grazie vai alla risposta
11. cosa in se: prof la cosa in sé corrisponde al noumeno? vai alla risposta
12. Giudizi: Che importanza e che funzione hanno i vari tipi di giudizio di cui parla Kant (sintetici a
posteriori, analitici a priori, sintetici a priori)? vai alla risposta
13. Non ho capito bene la definizione che da Kant di ragione.. vai alla risposta

RISPOSTE
1. cosa significa trascendentale?
Prima di tutto bisogna tenere presente cosa significhi trascendente.
- Trascendente significa ciò che va oltre l'esperienza e che quindi non è percepibile con i sensi, non
cade in una esperienza possibile. Per esempio il concetto di dio è trascendente.
- Con trascendentale invece Kant intende qualcosa che non ha origine dell'esperienza, quindi non
deriva da essa, ma è a priori, però si applica alle nostre esperienze. Per esempio, il concetto di
"causa" è un concetto trascendentale, infatti non lo deriviamo dall'esperienza, ma fa parte della
struttura a priori del nostro intelletto, però lo applichiamo all'esperienza allo scopo di ordinare i
fenomeni.
- trascendentale ha anche un altro senso per Kant, significa quel tipo di studio delle nostre facoltà
conoscitive che ha lo scopo di scoprire se noi abbiamo delle conoscenze pure, cioè a priori e che
cerca anche di determinare come noi usiamo queste conoscenze. Per esempio, il tipo di analisi che
Kant fa della nostra conoscenza nella critica della ragion pura è una analisi trascendentale.
2. Che rapporto c’è tra la “Tavola dei Giudizi” e quella delle “categorie”?
1. In primo luogo spero sia chiaro che essendo i concetti gli attributi di un soggetto in un giudizio
(es. Carla è brutta, brutta è un concetto che classifica Carla come alla classe o categoria dei brutti),
ci saranno tante categorie quanti sono i tipi di giudizio, cioé quanti sono i diversi modi di predicare
(attribuire) un concetto di un soggetto.
2. a questo punto imparate i 12 giudizi e le 12 categorie e siate almeno in grado di spiegare il
rapporto per cui deriviamo dai giudizi di relazione le categorie di relazione.
3. giudizi di relazione: categorici (Carla è brutta), ipotetici (se una cosa è carla allora è brutta),
disgiuntivi (carla o è bella o è brutta).
4. vediamo che rapporto c'è con le categorie di relazione:
- Dal giudizio categorico ricaviamo la categorie dell'inerenza per cui: tutto ciò che esiste è un ente
(o sostanza, o oggetto) acui ineriscono determinate proprietà che lo caratterizzano identificandolo e
differenziandolo daglia ltri oggetti. Infatti il giudizio categorico consiste nell'attribuzione di
determinate caratteristiche (qualità proprietà) ad un soggetto (cui nella realtà corrisponde, appunto,
un ente o sostanza o oggetto con le sue proprietà)
- dal giudizio ipotetico ricaviamo la categoria della causalità: è infatti evidente che la struttura
logica del giudizio ipotetico è del tipo = Se A allora B, se è data una certa cose ne seguen
necessariamente un'altra, ma questo è esattamente lo schema del rapporto di causa - effetto
(rapporto tra due o fatti per cui, quando è dato l'uno ne segue necessariamente l'altro);
- dal giudizio disgiuntivo ricaviamo la categoria dell'azione reciproca: mentre nella causalità se io
dico A allora ne segue B, nella disgiunzione se io dico A allora non posso dire B. Quindi le due
affermazioni non possono essere vere insieme, se è vera l'una allora l'altra è falsa, cioé la verità
dell'una determina la falsità dell'altra e viceversa. E' quindi evidente che agiscono
contemporaneamente l'uan sull'altra, quindi da questo giudizio deduciamo la categoria dell'azione
reciproca (importante in fisica e astronomia per esempio dove dagli atomi ai pianeti i corpi
esercitano un'azione gli uni sugli altri, azione che può essere espressa mediante leggi, come quella
della gravitazione unioversale).
Ovviamente questo discorso andrebbe fatto per tutti gli altri giudizi e le altre categorie, ma per
evitare l'infognarsi della nostra mente in una simile palude ho evitato di spiegarvelo. Dovrete saper
fare questo discorso solo per quanto riguarda la deduzione delle categorie di relazione dai giudizi di
relazione.
In sintesi: giudizio consiste nell'attribuire un predicato a un soggetto "manuel è alto", ora i
predicati cosa sono? Sono quello che in filosofia si chiama "categorie", per esempio alto è un
predicato che rientra nelle categorie di quantità. Questo è il punto di partenza, poi il discorso
diventa complesso. Cosa servono le categorie? A ordinare il materiale sensibile. In aula ci sono
banchi, alunni, gessetti, disegni, come avviene l'operazione di ordinare? Inserendo ciascun oggetto
che io vedo nella categoria "giusta". In concreto questo avviene attraverso un giudizio. Per esempio
quando io dico "Manuel è un alunno" sto affermando che Manuel rientra nella categoria degli
alunni.
3. Cosa significa l’espressione “validità del limite e limite della validità” riferita all’esperienza
come limite della conoscenza?
è come dite voi, solo una volta stabilito quale sia il limite, possiamo essere certi che, entro quel
limite, la nostra conoscenza sia valida. Bello l'esempio e diciamo che avete capito, solo che non è
del tutto corretto, infatti da come la mettete voi, noi della serie di cose possiamo conoscere solo una
parte (da 1 a 10), mentre Kant non dice proprio così, lui sostiene che della serie di 100 cose non
posiamo conoscerne neanche una, possiamo solo conoscere le immagini di queste cento cose, ma
come siano in realtà queste cose (cose in se) non potremo mai saperlo, però l'esempio mi è
piaciuto .... bravi
4. Cosa intende Kant quando sostiene che alcune conoscenze sono innate e sono dei principi
assoluti che costituiscono la struttura portante della totalità limitata del sapere umano?
La nostra conoscenza innata è formata da quella che kant chiama genericamente idee trascendentali,
o forme pure o in altri modi. Queste idee trascendentali sono le due FORME A PRIORI di spazio e
tempo, e le 12 categorie. Costituiscono però conoscenze innate ma solo formali, cioè non ci dicono
qualcosa sulle cose, per questo ci vuole l'esperienza, ma ci dicono come le cose sono ordinate,
infatti rappresentano l'ordine necessario e universale delle cose che l'intuizione sensibile ci offre,
5. Che cosa sono lo Spazio e il Tempo?
è impossibile spiegare tutta l'estetica sul forum, però posso dirti il succo del ragionamento di Kant.
1. i sensi ci danno il materiale dell'intuizione sensibile (colori forme volumi masse ecc. ecc.).
Questa Kant chiama materia del fenomeno;
2. di per se questa materia del fenomeno, i dati sensibili, non ha una struttura spazio temporale, è
l'intuizione sensibile che possiede delle FORME A PRIORI INNATE, lo spazio e il tempo, che
applica a questa materia.
3. SPAZIO: è l'ordine secondo cui le cose sono disposte l'una accanto all'altra, in altri termini, due
cose possono essere una davanti all'altra (profondità), una sopra l'altra (altezza) una a destra
dell'altra (lunghezza). Abbiamo così ottenuto le tre dimensioni dello spazio. Quindi i dati arrivano
tramite i nostri sensi e la forma dello spazio definisce i loro rapporti reciproci in termini di altezza,
lunghezza e profondità;
4. GEOMETRIA: ma non finisce qui mia cara bestiaccia, infatti la forma a priori dello spazio è
anche quella forma da cui noi umani deriviamo tutta la geometria (figure, solidi e loro proprietà). La
geometria sarà quindi universale e necessaria perché non deriva dall'esperienza, ma dalla forma a
priori dello spazio. Non solo ma la nostra geometria coinciderà con lo spazio che vediamo
attraverso i sensi, perché lo spazio che vediamo attraverso i sensi lo costruiamo noi applicando ai
dati sensibili la forma dello spazio, cioè la stessa forma da cui sviluppiamo anche la geometria.
5. TEMPO: il ragionamento è identico,solo che la definizione del tempo è "l'ordine con cui le cose
sono disposte l'una dopo l'altra", ora due cose possono essere contemporanee (presente), unap rimna
dell'altra (passato) e una dopo lì'altra (futuro). Ecco qui le tre dimensioni del tempo.
6. ARITMETICA: studia i numeri ele loro proprietà. Ma da dove la deriviamo, ma dalla forma a
priori del tempo, Perché? ma perché i numeri altro nonsono che una successione, quindi derivano
dalla forma del tempo e quindi l'aritmetica è derivata a priori e quindi è universale e necessaria.
di meglio sul forum non posso fare, se c’è qualche parte del ragionamento che non ti è chiara chiedi
in termini più specifici
6. In cosa consiste la deduzione trascendentale?
e già ... era la lezione che avevo registrato :-(
in soldoni ildiscorso è questo:
1. come mai la realtà necessariamente corrisponde alla struttura del nostro intelletto? cioé alle
categorie? ma per il semplice motivo che la realtà è costruita applicando ai fenomeni le nostre
categorie grazie alle quali la realtà acquista il suo ordine.
2. il manuale,per complificare le cose, espone i vari passaggi del ragionamento di kant:
a. il molteplice sensibile, cioé la molteplicità dei fenomeni, non si unifica da sola (non si ordina da
sola);
b. l'ordine che noi riscontriamo è risultato di un processo (applicazione delle categorie ai fenomeni),
chi applica le categorie deve essere una suprema funzione unificatrice, che kent chiama io penso (la
struttura mentale universale e comune a tutti gli uomini)
c. io penso applica le categorie ai fenomeni
d. in questo modo si viene a costituire la realtà
e. è quindi chiara che la realtà corrisponde necessariamente alle categorie, perché la realtà è formata
applicando le categorie ai fenomeni
7. La funzione regolativa delle Idee? Sarò stupido..il che è molto probabile, ma nn l'ho capita
le idee di mondo, dio e anima non sono da intendere come conoscenze che si riferiscono a delle
realtà (uso metafisico o costitutivo), ma sono modelli che ci permettono di dare ordine alle nostra
esperienza, anche se ciò a cui si riferiscono non esiste e on è oggetto della nostra conoscenza.
Servono quindi per regolarci all'interno dell'esperienza. Proprio come una carta topografica che usi
quando fai trekking, in realtà la carta non rappresenta la realtà, ma una versione semplificata di
alcuni aspetti di essa, però serve per non perderti e trovare quello che cerchi, proprio come se la
realtà fosse come dice la carta. Quindi non abbiamo idea del mondo in generale, ma riferire le
nostre esperienze limitate al mondo ci aiuta a ordinarle e a orientarci.
8. In cosa consiste la critica alla cosmologia razionale che viene fatta da Kant?
quando pretendiamo di esprimere giudizi sul mondo, cioè sulla totalità dei fenomeni, commettiamo
l'errore di applicare le nostre categorie al di là dell'esperienza. Infatti noi non possiamo avere
esperienza della totalità dei fenomeni. Allora accede rispondendo alle tradizionali domande della
metafisica (il mondo è eterno? è infinito? esiste dio? esiste la libertà? ecc. ecc.) sono vere sia le tesi
positive che affermano tali cose, sia quelle negative, in altri termini ci scontriamo con delle
antinomie, cioè coppie di affermazioni opposte ma entrambe vere, quindi contraddittorie, senza che
sia per noi possibile decidere quale delle due possiamo accettare, perché non possiamo verificarle.
ESEMPIO: appicchiamo la categoria di causa alla totalità del mondo: possiamo fare due
affermazioni, nel mondo tutto è sottomesso all'azione di cause e quindi non esiste libertà, oppure
esiste la libertà e allora non tutto è soggetto all'azione della causalità. Ma non è possibile decidere
quale delle due affermazioni sia vera, perché non possiamo verificarle, cioè esaminare gli infiniti
fenomeni di cui risulta composto il mondo per vedere quale di esse sia vera.
9. Cosa intende kant quando parla di materia e forma della conoscenza?
materia e forma: forma è ciò che organizza, materia ciò che è organizzato. Esempio: i pezzi di un
mobile smontati sono la materia, le istruzioni su come montarli, cioè in quale ordine mettere quei
pezzi, sono la forma, l'ordine. Per esempio, i fenomeni sono privi di ordine e costituiscono la
materia della conoscenza, le categorie danno l'ordine a quei fenomeni e costituiscono la forma della
conoscenza. la materia non può essere a priori, la materia, cioè i dati sensibili, è a posteriori, la
forma invece è a priori. La forma è a priori perché, secondo Kant, è il nostro intelletto che applica le
categorie alla materia, cioè ai fenomeni, e le categorie sono innate nel nostro intelletto, ma sono
prive di contenuto, la loro funzione è di ordinare il molteplice sensibile (cioè i fenomeni) e dal
momento che tutti gli esseri umani applicano le categorie ecco che tutti ordinano i fenomeni nello
stesso modo e quindi abbiamo una conoscenza universale, valida in tutti i casi.
10. Quale nuova concezione della metafisica viene proposta da Kant?
Niente più metafisica, viene mantenuta da Kant solo in due sensi, ma non ha più niente a che fare
con la metafisica tradizionale che fa un uso trascendente delle tre idee di io, mondo e dio
1. metafisica critica: cioé esame delle condizioni trascendentali della conoscenza. In pratica
coincide con la sua critica della raigon pura. La metafisica critica si occupa di studiare i principi
puri della conoscenza e dell'azione, le forme pure e i concetti a priori che regolano la conoscenza
(critica ragion pura) e l'agire umani (critica ragion pratica)
2. uso regolativo: le tre idee della ragione sono da assunere non come se spreimessero una effettiva
conoscenza della realtà (uso costitutivo), ma come modelli a cui riferire le nostre esperienze per
dare loro un ordine. Quindi l'idea di mondo fa si che io riferisca le percezioni del senso esterno a un
contesto più generale il mondo "come se" il mondo esistesse e io potessi conoscerlo, in realtà
conosco solo delle serie limitate di dati, ma i lriferirle al mondo mi aiuta a contestualizzarle, quindi
dire nel mondo tutto ha una causa, in realtò so che non sonoscerò mai il mondo e che posso dire che
tutto ha una causa solo perché il mio intelletto organizza i fenomeni secondo lo schema del rapporto
di causa ed effetto.
11. Cosa in sé e noumeno corrispondono?
1. cosa in se: nel senso della realtà considerata non in relazione a noi e alla nostra esperienza (cosa o
realtà per noi), ma in se stessa;
2. noumeno: vuol dire la stessa cosa, deriva dal greco, vuol dire qualcosa dfi cui possiamo
ipotizzare l'esistenza nel pensiero, ma che non possiamo conoscere in nessun modo
12. Che importanza e che funzione hanno i vari tipi di giudizio di cui parla Kant (sintetici a
posteriori, analitici a priori, sintetici a priori)?
L’esame dei giudizi serve a Kant per capire quali sono le varie forme di conoscenza e per verificare
se esista una conoscenza universale e oggettiva, una volta chiarite le caratteristiche dei vari tipi di
giudizio, Kant intende verificare se si diano giudizi che garantiscano contemporaneamente sia
l’universalità della conoscenza (a priori), che la sua oggettività (sinteticità), cioé cerca di capire se
esistano giudizi SINTETICI A PRIORI.
GIUDIZI SINTETICI A POSTERIORI: sono oggettivi (dicono qualcosa sul mondo che non
sapevamo) ma non sono universalmente veri in quanto derivano dai sensi, sono empirici
GIUDIZI ANALITICI A PRIORI: sono veri sempre ma non ci dicono niente sulla realtà oggettiva
(tutti i quadrati sono quadrilateri)
Quindi se noi potessimo pronunciare solo questo tipo di giudizi una conscenza universale e
oggettiva (sintetica) sarebbe impossibile ecco perché è importante aver chiari i tipi di giudizio, Kant
dovrà ora scoprire se eistono giudizi che uniscono alla caratteristica di essere universali quella di
essere sintetici (oggettivi)

13. Definizione Ragione: cmq per ragione Kant intende due cose:
- in senso generale la nostra facoltà di conoscere
- in un senso più preciso indica la nostra capacità di conoscere la realtà a priori, indipendentemente
dall'esperienza
- in senso molto specifico indica il tentativo di andare oltre l'esperienza per conoscere la realtà così
come è in se stessa, più precisamente di conoscere le tre idee (io mondo e dio)
In quest’ultimo significato la ragione è lo strumento o facoltà su cui si basa la metafisica, alla
lettera: andare oltre la fisica, quindi pretendere di poter conoscere la realtà in se stessa, che sta oltre
i fenomeni. a conoscenza può essere universale, necessaria e oggettiva solo finché noi applichiamo
l'ordine a priori (forme dello spazio e del tempo e categorie) all'esperienza, perché questa è la loro
funzione, ordinare l'esperienza, quando tentiamo di pensare la realtà in se stessa, andando oltre
l'esperienza, ci imbattiamo in una serie di contraddizioni e difficoltà insuperabili (questa parte non
l'abbiamo ancora fatta)