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Kant (p.

667 del volume 2) Vita (1): Nacque nella Prussia orientale, studio filosofia, matematica teologia nelluniversit, e si avvi presso gli studi newtoniani. Fu precettore privato e docente nelluniversit dove studi. La sua esistenza si concentr sul pensiero. Simpatizz con gli americani nella loro indiendenza, e coi francesi nella rivoluzione; difatti il suo ideale politico era quello di una costituzione repubblicana: principio di libert, di indipendenza e di uguaglianza. Mor nel 1804. Criticismo (6): il suo pensiero chiamato cos perche criticare = giudicare, ossia domandarsi sul fondamento di determinate esperienze (possibilit, validit, limiti). I giudizi sintetici a priori (8): secondo Kant la nostra conoscienza deriva sia dalla realt empirica, sia dalla ragione. Secondo lui ci sono: Giudizi analitici a priori non c bisogno di ricorrere allesperienza, e il predicato soltanto esplicita ci che dice nellsoggetto. finisce nel dogmatismo, difatti una volta verificate non si discutono pi. Venivano priorizzate da Leibiniz (che parlava di verit di fatto e di ragione). Giudizi sintetici a posteriori partono dalla realt, aggiungono qualcosa di nuovo nell soggetto, ma siccome partono dalla realt fisica che ci circonda non amplia le nostre conoscienze. finiscono nello scetticismo (= indirizzo filosofico che nega o dubita le possibilit di conoscere da parte delluomo). Venivano priorizzate da Hume ( che parlava di relazioni fra idee, e dati di fatto) giudizi sintetici a priori Kant sintetizza i due tipi di giudizi precedenti, per eliminara lo scetticismo o la dogmalit. Sono verit universali e necessarie. Giudizi perche aggiunge un predicato ad un soggetto, sintetici perche viene indicato qualcosa nuovo di esso, e a priori perche non possono derivare dallesperienza. scienza = esperienza + principi sintetici a priori. Per Kant allora la scienza si basa su principi immutabili ma che sono arricchiti e confermati dalleswperienza (esempio del vaso). Scienza = esperienza (materia=molteplicit delle impressioni)+principi sintetici a priori (forma=modalit fisse con cui la mente umana ordina le impressioni). La rivoluzione copernicana (9): Con Kant si parla di rivoluzione copernicana nella filosofia, perche Kant mise in relazione soggetto e oggetto (la stessa cosa aveva fatto copernico, mettere in relazione osservatore-la terra- e osservato-il sole-)Kant distinse fenomeno e cosa in se: il primo la realt gi filtrata dalla forma umana, mentre il secondo la realt in s il fenomeno loggetto reale entrato in rapporto col soggetto, mentre il primo no. La facolt della conoscenza e la partizione della critica della ragion pura (10): Kant divide la conoscenza in 3 parti: i sensi (attraverso cui gli oggetti si conoscono tramite lo spazio ed il tempo), lintelletto (la facolt attraverso cui pensiamo i dati sensibili: forma), la ragione (attaverso cui spiegamo la realt con lidea di anima, mondo e Dio). Su questa divisione Kant basa la sua divisione della critica della ragion pura: Dottribna del metodo (come funziona la forma) Crit. rag. pura Dottrina degli elementi (quale la forma) Analitica (lintelletto) Estetica trascendentale (studia la sensibilit Logica trascendentale fisica mediante lo spazio ed il tempo) matematica Dialettica (la ragione) metafisica Per Kant trascendentale = lo studio filosofico della forma. Critica della ragion pura ragione = facolt conoscitiva in generale; pura contiene i principi per conoscere qualcosa a priori. esame della validit e dei limiti che la ragione umana ha in virt dei suoi elementi puri a priori. Nellopera la ragione giudicata e giudice. Lestetica trascendentale (11): la sensibilit recettiva (si genera per intuizione) ma anche attiva (organizza il materiale delle sensazioni- realt esterna- attraverso lo spazio ed il tempo-intuizione pura-). Lo spazio la forma del senso esterno, mentre il tempo quell interno. Ma che cos il tampo e lo spazio per kant? Lui elimina le ipotesi:

Empiristica nozioni tratte dallesperienza perch per fare una esperienza qualsiasi dobbiamo presupporre uno spazio ed un tempo determinato. Oggettivisticaentit a se stanti o recipienti vuoti perch non si possono immaginare spazio o tempo se non esistesse niente. Concettualisticaconcetti che esprimono i rapporti fra le cose perche non intuiamo lo spazio dai vari casi particolari, ma alla rovescia. Per Kant il tempo e lo pazio cono invece idealit trascendentali (ideale e soggettivi) e come una realt empirica (reali e oggettivi), ma sempre coordinate assolute dei fenomeni. Secondo Kant dai concetti di spazio e tempo matematiche: scienze sintetiche (ampliano le nostre conoscenze) e a priori perche i vari teoremi valgono per tutte le esperienzeuniversali e necessariea priori. La geometria dimostra a priori le propriet delle figure (ha il suo punto di appoggio sullo spazio), mentre laritmetica si appoggia sul tempo (successione dei numeri). Ma perche la natura risponde a calcoli matematici se questa una scienza creata dalla mente umana? Perche anche la natura si basa sullo spazio e sul tempo. Lanalitica trascendentale (12): ANALITICA DEI CONCETTI Kant afferma che i giudizi sono attivi, consistono nellordinare o unificare le diverse rappresentazioni sotto una rappresentazione comune. Si possono suddividere in concetti empirici o puri. Questi ultimi corrispondono alle categorie aristoteliche (= supreme funzioni unificatrici dell intelletto). Ma siccome pensare =giudicare =attribuire un predicato ad un oggetto ci sono tante categorie quanti modi di giudizio. I modi di giudizio sono 4 e ognuno contiene 3 categorie: Quantit: unit, pluralit, totalit. Qualit: realt, negazione, limitazione. Relazione: sostanza, causa-effetto, azione reciproca. Modalit: possibilit, esistenza, necessit. Ma tra le categorie aristoteliche e quelle Kantiane ci sono delle differenze: <><><><><><><><><><> 1) Leger 2) Uguaglianza 3) Patrimonio Categorie aristoteliche Entis e mentis No, la sostanza pi imp. Delloggetto Categorie Kantiane Mentis Si Del soggetto

Perch le categorie, pur essendo forme soggettive della mostra mente, valgono per gli oggetti? Ragionamento Kantiano (= deduzione trascendentale): 1) Lunificazione del molteplice non deriva dallesperienza, ma dallintelletto. 2) Il centro mentale unificatore = struttura mentale di tutti gli uomini = io penso, appercezione, autocoscienza. 3) Il pensare si attua attraverso i giudizi. 4) I giudizi si basano sulle categorie

5) gli oggetti vengono pensati attraverso le categorie.


Io penso principio supremo della conoscenza umana, ci che la rende oggettiva. Per Kant, lio penso ha un carattere formale e finito ordina una realt preesistente senza di cui la stessa conoscenza non avrebbe senso. ANALITICA DEI PRINCIPI Qual lelemento mediatore che fa si che lintelletto possa applicare i propri concetti a priori alle intuizioni? Teoria dello schematismo Lintelletto non puo agire direttamente sui fenomeni, ma siccome agisce direttamente sul tempo e questo sui fenomeni, ne agisce indirettamente. Lintelletto adetermina la rete del tempo secondo degli schemi, corrispondenti alle catgorie. Schema=regola della nostra intuizione in conformit ad un determinato concetto universale. Ma schema(umanit) non coincide con immagine(un determinato uomo). Schemi trascendentali= le regole attraverso cui lintelletto condiziona il tempo in conformit ai propri concetti a priori (=categorie calate nel tempo). Per esempio: Sostanza: permanenza nel tempo Causa-effetto: succcessione Azione reciproca: simultaneit.

Conclusione: la mente non si limita a ricevere la realt attraverso il tempo, ma ricava il tempo secondo il corrispondente alle categorie in chiave temporale. PRINCIPI DELLINTELLETTO PURO Regole con cui le categorie agiscono sugli oggetti: 1) Assiomi dellintuizione corrispondono alle categorie quantitative, ogni quantit composta da perti, assiomi. 2) Antecipazioni della percezionre categorie qualitative, antecipazione = anche se le sensazioni sono date a posteriori, le loro propriet si puo per antecipare. 3) Analogie dellesperienza categorie della relazione, lesperienza si basa sui seguenti principi: a) permanenza della sostanza nel tempo; b) causalit; c)azione reciproca. Analogia = principi che si riferiscono alle regole generali degli oggetti. 4) Postulati del pensiero empirico in generale categorie della modalit, stabiliscono che: a) ci che in accordo con lesperienza, possibile; b) ci che connesso con le condizioni materiali dellesperienza reale; c) cio cui la connessione col reale determinata in base alle condizioni universali, necessario. Io come legisletore della naturaassieme alle categorie possono rivelare la natura in generale, ma non le leggi particolari, che vengono dallesperienza. Io fondamento della natura fondamento della fisica (studia la natura) poggia sui giudizi sintetici a priori, che poggiano sul tempo, sullo spazio e sulle 12 categoriel esperienza non puo mai smentire i principi dellintelletto perche condizionata da essi. Kant fonda la scienza sulle categorie, ma che non sono nulla, senza la realt, operano soltanto grazie al fenomeno. Per questo lui fonda loggettivit della scienza, proprio sulla soggettivit: proviene dalluomo, non da Dio o dagli oggetti. Difatti la nostra scienza si fonda sul fenomeno, e non sulla cosa in se, chiamata anche noumeno, che inconoscibile alluomo. soltanto un concetto limite della nostra conoscenza. Senso positivo il noumeno l oggetto di unintuizione non sensibile, di qualcosa extra-fenomenico. Senso negativo non pu mai entrare in rapporto con noi. La dialettica trascendentale (13): gi si visto come nell estetica e nell analitica, corrispondono a come sia possibile il sapere scientifico. Con la Dialettica, corrispondente alla metafisica, non succede lo stesso. La metafisica un parto della ragione, questa, in partenza, non altro che l intelletto stesso, il quale avendo la capicit logica di sintetizzare i dati sensibili con le categorie, portato a pnsare senza questi dati sensibili. Es: la colomba che pu volare senza aria. Questa caratteristica di vler andare oltre, deriva dalla nostra innata tendenza di Incondizionamento Totalit. La nostra mente irresistibilmente stratta verso il campo noumenico, verso una spiegazione globale, onnicomprensiva. Spiegazione che ha alla sua base tree idee trascendentali: Anima: portata ad unificare i dati del senso interno. Mondo: portata ad unificare i dati del senso esterno Dio: unifica tanto i dati del senso interno , quanto quelli esterni. Fondamenta tutto ci che esiste. L errore della metafisica consiste in dare a queste idee mentali, capacit di unificazione dell esperienza in altre realt. Senza intendere che noi non abbiamo mai a che vedere con la cosa in s (noumeno). La metafisica gioca con una illusione strutturale molto forte. Per dimostrare l infondatezza della metafisica Kant utilizza 3 pretese scienze: Psicologia razionale per l anima: si fonda su un parallogismo (sollogismo errato) che consiste nell applicare la categoria di sostanza all io penso, trasformandolo in una realt permanente anima. Il probleme che l io penso non un oggetto empirico, ma noi non lo possiamo conoscere, o possiamo solo conoscerne una parte di esso che non per la sua essenza. Noi non possiamo conoscere l io noumenico, ma solo quello che appare a noi stessi tramite le forme a priori fenomenico. Cosmologia razionale per il mondo: pretende di utilizzare l idea di mondo, come la totalit assoluta dei fenomeni cosmici. Fallisce. Poich la totalit delle esperienze non una esperienza, lidea di mondo cade, al di fuori di ogni esperienza possibile. Cadono anche nelle cosidette antinomie: conflitti della

ragione con s stessa, dove ci sono delle soppie di affermazioni opposte, dove una annulla l altra. Pero secondo il fenomeno, si pu identificare quale la tesi e quale lantitesi. Teologia razional per Dio: Dio rappresenta l ideale della ragion pura, il supremo modello personificato di ogni realt e perfezione l Ens realissimum dal qual derivano e dipendono tutti gli esseri. La trazione ha elaborato prove sull esistenza di Dio che Kant critica: La prova ontologica: pretende ricavare l esistenza di Dio col smplice concetto di essere perfettissimo, quindi, non potendo mancare a qualsiasi caratteristica, non pu che esistere. Per dividendo il piano mentale da quello reale, Kant dice che non si pu passare da questi piani, da quello della possibilit logica alla realt ontologica, lesistenza si pu solo constatare per via empirica, non dedurre in forma intelettiva. Questa prova risulta impossibile perch non si pu derivare da un idea a una realt, e contradittoria perch dallo stesso fatto che Dio fosse perfetto, gi sta dando l idea dell esistenza, perch contiene quella della perfezione. La prova cosmologica: distinzione fra contingente e neccessario. Se qualcosa esiste, deve esisterne anche neccesariamente un essere assoluto. -primo limite: partendo dal fenomeno, verso il noumeno, quindi dal contingente al neccessario, pretende di innalzarsi ad un primo anello incausato. Ma il principio di causa, una regola che si utilizza per connettere fenomeni tra di loro, no fenomeni con qualcosa trans- fenomenico. -secondo limite:ricade sulla prova ontologica, infatti giunge a sostenere che il Neccessario coincide con l idea di perfettissimo, cio con lens realissimum. Cosi, anche la prova cosmologica finisce con inplicare la logca di quella ontologica. La prova fisico-teologica: fa leva sulla finalit e sulla belleza del mondo per innalzarsi ad una Mente ordinatrice, identificata con Dio creatore ed archittetto. la prova pi antica, pressa poi dagli illuministi: se c un orologio ci deve essere un orologiaio. Essa parte dall esperienza dellordine del mondo e pretende di elevarsi ad unidea di causa ordinatrice trascendentale; dimenticando che lordine dela Natura potrebbe essere dato dalla stessa Natura. Per toglierne questo ordine si va allidea di Dio. Questo Dio poi, dovr essere un Essere neccessario e creatore e cadiamo nella seconda prova, quella ontologica che per ricade nella prima. Inoltre, lesistenza di una causa finita e perfetta, data perch il mondo infinito e perfetto, per quelle solo sono delle connotazioni che luomo stesso da al mondo, relativo alluomo. Quindi non possiamo dire questo, e se lo diciamo perch la nostra mente salta da una realt finita a una infinita e perfetta. Secondo Kant, queste idee, giacch non sono utili, devono per avere un uso regolativo, indirizzando alla ricenca intelettuale verso quella unit totale che rappresentano. La ragione, ha queste regole che la spingono al campo dellindagine. Nuova metafisica: La Metafisica come disposizione naturale della ragione, reale, ma per s sola, anche dialettica e intransigente. Se, adunque, vogliamo da essa prendere i princpi non possiamo mai trarne fuori una scienza, ma soltanto una vana arte dialettica. La critica della ragion pratica (14): il motivo che sta alla base della critica della ragion pratica la persuazione che esista nelluomo una legge morale a priori valida per tutti e per sempre. Lesistenza di una legge etica assoluta, legge che il filosofo non deve dedurre o inventare, per constatare. Kant ha molto in mente questidea dellesistenza di una etica assoluta o incondizionata. Questa morale pu essere una chimera (luomo agisce in virt delle sole inclinazioni morali) o resulta per forza incondizionata, presupponendo una ragion pratica pura, capace di svincolarsi dalle inclinazioni sensibili e di guidare la condotta in modo stabile. Tesi dell

assolutezza e dellincondizionatezza implicano due concetti di fondo: la libert di agire e la validit universale a neccessaria di una legge. Perch questa si auniversale e neccessaria dovr essere per indipendente dagli impulsi del momento (esperienza). La bidimensionalit dellessere: lessere umano non solo ragione, ma anche sentimento, non ne pu prescindere di alcuna di queste. Infatti, se fossimo solo sensibilit, come gli animali, non avresbbe senso un etica, e se fossimo solo ragione, luomo sarebbe sempre inquello che kant chiama sanit etica, in una situazione di perfetta adeguazione alla legge. Per questo letica una lotta permanente tra ragione e impulsi egoistici, lagire morale prende la forma severa del dovere per questa bidimensionalit. Ha per questo motivo, la natura di finita, ossia limitata ed imperfetta. Kant divide i principi pratici che regolano la nostra volont in massime e imperativi. La massima una prescrizione di valore puramente soggettivo, valida esclusivamente per lindividuo che la fa propria e per il tempo che ne vuole farla propria. Limperativo una prescrizione di valore oggettivo, vale per chinque. Gli imperativi si dividono a loro volta in imperativi ipotetici e imperiti categorici. Gli ipotetici prescrivono la forma del se....devi.... limperativo categorico ha la forma di devi, puro e semplice. Ora, essendo la morale indipendente dagli impulsi sensibili e dalle mutevoli circostanze, risulta evidente che essa non potr risiedere negli imperativi ipotetici. Solo limperativo categorico, in-condizionato, ha i cannotati della legge che vale per tutte le persone e circostanze. Allora, la legge etica assume la forma di un imperativo categorico, cosa comanda? Esso, in quanto incondizionato consiste nellelevare a legge lesistenza stessa di una legge. Poich dire legge dire universalit, esso si concretizza nella prescrizione dellagire secondo una massima che pu valere per tutti. Da ci: Agisci in modo che la massima della tua volont possa sempre valere nello stesso tempo come principio di una legislazione universale. Questa lunica forma che Kant presenta nella Critica della ragion pratica.

La formalit della legge e il dovere: altra caratteristica di Kant la formalit, in quanto la legge non ci dice che cosa dobbiamo fare, ma come dobbiamo fare ci che facciamo.anche ci discende dalla riconosciuta incondizionatezza e libert della norma etica. Se questultima non fosse formale, bens materiale e prescrivesse contenitu concreti, sarebbe vincolata ad essi, perdendo la portata della legge. Limperativo etico non pu risiedere in una caratteristica concreta di precetti, ma soltanto in una legge formaleuniversale, la quale afferma semplicemente: quando agisci tieni presenti gli altri e rispetta la dignit umana che in te e nel prossimo. Sta poi ad ogniuno di noi tradurre in concreto nellambito delle varie situazioni, la parola della legge.Il vero significato del formalismo kantiano non sta nellaffermazione di una forma vuota di ogni contenuto, ma nella scoperta della fonte perenne della moralit, che alimenta i costumi morali dei popoli nel loro divenire storico, restando essa stessa immune da ogni mutamento. Carattere anti-utilitaristico: Se la legge ordinasse di agire in vista di un fine o di un utile, si ridurrebbe ad un insieme di imperativi ipotetici e comprometterebbe la propria libert. In secondo luogo, essa meterebbe in forse la propria universalit, perch il campo sarebbe soggettivo. Il cuore della moralit kantiana risiede nel dovere-peril-dovere. Noi non dobbiamo agire per la felicit, ma solo per il dovere. Il rigorismo kantiano: Esclude, dalletica, emozioni e sentimenti che sviano la morale, oppure, quando collaborano con essa, ne inquinano la severa purezza. Lunico diritto che si riconosce il rispetto per la legge. Sentimento a priori che fa tacere tutti gli altri sentimenti egoistici. Moralit e legalit:

Non basta che unazione sia fatta esteriormente secondo la legge o in conforme con essa, la morale implica una partecipazione interiore, altrimenti rischia di scadere in atti di legalit ipocrita o forme di autocompiacimento. Carattere noumenico e sopra-sensibile della morale: Il dovere e la volont buona inalzano luomo al di sopra del mondo sensibile (=fenomenico) e lo fanno arrivare a quello intellegibile (=noumenico) dove vige la libert. Lautonomia della legge e la rivoluzione copernicana morale Le varie determinazioni della legge etica convergono nellautonomia, che le riassume tutte. Il senso profondo delletica kantiana, e della sua rivoluzione copernicana morale, consiste infatti nellaver posto nelluomo e nella sua ragione il fondamento delletica, al fine di salvaguardarne la piena libert e purezza. Libert: in senso positivo si identifica con la sua capacit di autodeterminarsi, prerogativa autolegistatrice di volont. Kant polemizza contro tutte le morali eteronome, che pongono il fondamento del dovere in forze esterne all uomo o alla sua ragione. Se la morale risiedesse in in motivi esterni tipo leducazione, la societ, nel piacere fisico o sentimento di benevolezza: Lazione non sarebbe pi libera ed universale Se i motivi stessero in un generico ideale di perfezione in Dio: una palese tautologia, poich equivale a dire che la moralit risiede nella moralit. La volont divina risulta indeterminata. O si dice che Dio la Perfezione morale stessa che luomo deve seguire allora la morale consiste nel seguire la morale o viene determinata in modo volontaristico, dicendo che bosogna sottomettersi alla volont onnipotente di Dio e la morale stessa ceserebbe di libert e di dissinteresse - . anche la morale teologica, come ogni forma di etica eteronoma, va contro quegli attributo di libert e di universalit che costituiscono strutturalmente il mondo morale. Altri due oensieri di morale. Il razionalismo, fondando la morale sulla ragione, laveva fatto dipendere dalla metafisica, kant afferma invece che la morale si fonda e si basa unicamente sulluomo e sulla sua dignit di essere razionale finiti e non dipende da preesistenti conoscenze metafisiche. Lempirismo, fondando la legge etica con sentimento, kant sostiene che la morale si basa unicamente nella ragione, e che il sentimento, anche in senso pi alto, risulta qualcosa di troppo fragile e soggettivo per fungere da base. Non sono i concetti di bene e di male a fondare letica, bensi, al contrario letica a dare senso e a fondare le nozioni del bene e del male. La rivoluzione copernicana di Kant fa delluomo lunico legislatore del suo comportamento. La teoria dei postilati pratici e la fede morale: sommo bene: la felicit non pu mai erigersi a motivo del dovere , perch in tal caso metterebbe in forme, l incondizionatezza della legge etica. La virt, essendo il bene supremo, non ancora il sommo bene cui tende la nostra natura, che consiste nelladizione di virt e felicit. In questo mondo virt e felicit non sono mai congiunte, sono due azioni distinte e per lo pi opposte, in quanto limperativo etico vuole sottomissione dellegoismo. Virt e felicit costituiscono lantinomia etica per eccellenza, che forma loggetto della Dialettica della Ragion pratica. I greci avevano vanamente tentato di scioglierla, la felicit nella virt (Stoici) o la virt nella felicit (Epicurei).

Lunico modo di uscire da tale antinomia di postulare un mondo dellaldil dove possa essere possibile lequazione virt = felicit. Postulato: lo trae dal linguaggio matematico. Assioma si dice alla verit fornite di auto evidenza. Postulato: quiei principi che non sappiamo che esistano e non sappiamo che non esistano, indimostrabili che per vengono accolti per rendere possibili determinate entit. Ovvero quelle esigenze interne della morale che vengono ammesse per rendere possibile la realt della morale stessa, ma che di per s non possono venir dimostrate.

Postulati Limmortalit dellanima: poich solo la santit rende degni del sommo bene e poich non mai realizzabile nel nostro mondo, ci deve per forza ammettere che luomo, possa disporre di unaltra zona del reale, un tempo infinito a cui progredire infinitamente verso la santit. Lesistenza di Dio: la felicit proporzionata alla virt, comporta al postulato dellesistenza di Dio, ossia la credenza in una volont santa ed onnipotente, che faccia corrispondere la felicit al merito. La libert: la condizione stessa delletica, presuppone che si possa agire o meno in conformit di esso e che quindi si sia sostanzialmente liberi. Devi, dunque puoi. Kant crede nellidea di una auto.causalit di atti. Il primato della ragion pratica: la teoria del postulati viene chiamata primato della ragion pratica, consiste nella prevalenza dellinteressa pratico su quello teoretico. I postulati kantiani non possono affatto valere come conoscenze. Kant sostiene che non sono le verit religiose a fondare la morale, bensi la morale, sia pero sotto forma di postulati, a fondare la religione. Dio, per Kant, non sta allinizio o alla base della vita morale, ma eventualmente alla fine, come suo possibile complemento. La morale, fondata su omo e sulle leggi incondizionate, non ha bisogno di un altro essere superiore alluomo per conoscere il prorpio dovere. (15) La critica del giudizio: dalla critica della ragion pura (studia la conoscenza) emergeva una visione della realt in termini meccanicistici, in quanto la natura, dal punto di vista fenomenico, appariva come una struttura causale e neccessaria entro la quale non cera posto per la libert umana. Dalla critica della ragion pratica (studia la morale) la visione della realt affiorava in termini indeterministici e finalistici, si postulava la libert dell uomo e lesistenza di Dio. Da un lato campeggiava un mondo fenomenico e conosciuto edallaltro un monto noumenico. Nella critica del giudizio Kant studia il sentimento, che una terza facolt mediante cui luomo fa esperienza di quella finalit del reale che la prima critica escludeva sul piano fenomenico e la seconda postulava a livello noumenico. Fa conoscere unaltra parte di noi stessi. Il sentimento rappresente solo un esigenza umana, il sentimento permette lincontro tra i due mondi, non la conciliazione. Giudizi determinanti e riflettenti: Giudizi determinanti, sono quelli studiati nella ragion pura, quelli che determinano gli oggetti fenomenici mediante forme a priri universali (spazio, tempo, 12 categorie). Oggettivi e scientificamente validi. Guidizi riflettenti, giudizi sentimentale che si limatano a riflettere su di una antura gi conosciuta mediante i giudizi determinanti. Esprimono pi che altro un bisogno, tipico delluomo. Si dividono nell estetico che verte sulla bellezza; noi viviamo con questo inmediatamente o intuitivamente la finalit della natura, un bel paesaggio, ecc. - e nel teleologico, che riguarda il discorso sugli scopi della natura, noi pensiamo concettualmente tale finalit mediante la nozione di scopo. Entrambi sono giudizi sentimentali puri, derivanti a priori dalla nostra mente (analisi critico-trascendentale). Nel primo caso in venir incontro delloggetto, nel secondo, un carattere prorpio delloggetto. Nel primo caso,

Kant parla di finalit soggettiva e formale, nel secondo di finalit oggettiva o reale. Lanalisi del bello e i caratteri specifici del giudizio estetico Bello no ci che comunque piace. Ma ci che piace nel giudizio di gusto, che la natura specifica del giudizio estetico. Quattro definizioni della bellezza: A) il dissinteresse. Secondo la qualit il bello loggetto di un piacede senza alcun interesse poich non si curano dellesistenza o del possesso di un oggetto/i , ma solo della loro immagine o rappresentazioni. Per Kant, una cosa bella perch bella, non perch obbedisca ad interessi esterni. B) luniversalit entra-concettuale. Secondo la quantit il bello ci che piace universalmente, senza concetto. Pretesa di universalit, esige che il sentimento di piacere provocato da una cosa bella si acondiviso da tutti, senza che il bello sia sottomesso a qualche concetto o esprima un piacere diperndente da una conoscenza. Risulta qualcosa di sentimentale e di extralogico, vissute spontaneamente come cose belle e non perch giudicate tali attraverso un ragionamento o una serie di concetti. C) la finalit senza scopo. secondo la relazione, la bellezza la forma della finalit di un oggetto, in quanto questa vi percepita senza la rappresentazione di uno scopo. Intende dire che larmonia degli oggetti belli, pur esprimendo un formale accordo delle aprte fra di loro, non soggiace a uno scopo determinato. La bellezza un libero e vissuto gioco di armonie formali che non rimanda a concetti precisi e non risulta imprigionabile in schemi conoscitivi. D)la necessit extralogica. secondo la modalit ci che senza concetto, riconosciuto come oggetto di un piacere necessario. Il giudizio estetico si presenta come qualcosa su cui tutti debbono essere daccordo. Il bello qualcosa che ogniuno perpecisce intuitivamente, me che nessuno riesce a spiegare intelettualmente. sulla base del sentimento che ogniuno dice quel fiore bello e debba essere daccordo, senza poter esprimere o giustificare tale emozione concettualmente. Poich ogni giudizio derivante da questa fonte estetico, la causa determinante il sentimento del soggetto, non un concetto delloggetto. E proprio perch non vi sono principi razionali del gusto o ideali rigidi di bellezza, leducazione alla belleza, non pu risiedere in un manuale tecnico ma soltanto nella ripetuta contemplazione delle cose belle, elevate al grado di esemplari della bellezza. Luniversalit del giudizio estetico I caratteri specifici del giudizio estetico sono il dissinteresse e la pretesa delluniversalit. Che cosa intende sostenere Kant quando difende luniversalit del giudizio estetico? Forse, che esso presenta il carattere della comunicabilit possibile. Non basta. Egli intende prorpio asserire che nel giudizio estetico la bellezza vissuta come qualcosa che deve venir condivisa da tutti. 1) Kant distingue nettamente fra il campo del piacevole, che ci che piace ai sensi nella sensazione ed il campo del piacere estetico, che il sentimento provocato dallimagine o forma: il piacevole da luogo ai giudizi estetici empirici, scaturienti dalle attrattive delle cose sui sensi e legatialle inclinazioni individuali, e perci privi di universalit, in quanto per essi vale l antica massima de gustibus non est disputandum. Il giudizio estetico risulta inquinato nella sua purezza e quindi inevitabilmente soggettivo. Il piacere estetico, qualcosa di puro, che si concretizza nei guidizi estetici puri, scaturenti dalla sola contemplazione della forma di un oggetto. Solo giudizi di questo tipo hanno la pretesa dell universalit, in quanto no soggetti a condizionamenti di vario tipo. Per ci che riguarda il piacevole, non ha valore se non per la sua persona. Per il bello, pretende dagli altri lo stesso piacere, ci accade soprattutto di fronte a certi fenomeni della natura. 2) kant distungue anche la belleza libera, che viene appresa senza alcun concetto (musica), e bellezza aderente, che implica il riferimento ad un determinato modello o concetto della perfezione delloggetto che viene definito bello (un edificio). Ovviamente solo i primi sono giudizi estetico puri, e perci universali.

La giustificazione delluniversalit del giudizio di gusto e la rivoluzione copernicana estetica Kant si trova di fronte al problema della deduzione dei giudizi estetici puri, cio alla legittimazione della pretesa dei giudizi di gusto alla validit universale. Kant afferma che il giudizio estetico nasce da un libero gioco, cio da uno spontaneo rapporto, dellimmaginazioen e della fantasia con lintelletto, generando un senso di armonia, effetto di equilibro. Tale meccanismo risulta identico in turri gli uomini, resta spiegato il fenomeno delluniversalit estetica e giustificata la presenza di in senso comune del gusto. Antinomia del gusto: Loggetto della Dialettica del giudizio estetico. Tale antinomia suona in questo modo: il giudizio del gusto non si basa sopra concetti, perch altrimenti di esso si potrebbe disputare (tesi) ; il giudizio di gusto si base sopra concetti, perch altrimenti non si potrebbe pretendere alla necessaria aprovazione altrui. (antitesi). Fondando il giudizio di gusto e la sua universalit sulla mente umana, Kant fa una vera rivoluzioen copernicana estetica, incentrata sulla tesi secondo cui il bello non una propriet oggettiva od ontologica delle cose, ma il frutto di un incontro del nostro spirito con esse, cio qualcosa che nasce solo per la mente ed in rapporto alla mente. Se le belle forme sono in natura la bellezza nelluomo, in quanto, affinch esse si traducano in bellezza, risulta indispnsabile la mediazione della mente, che il baricentro del giudizio estetico. E proprio per sottolineare come la bellezza esista solo in virt del soggetto, afferma significativamente che essa non un favore che la natura fa a noi, bens un favore che noi facciamo ad essa, innalzandola al livello della nostra umanit. Se la bellezza risiede negli oggetti, e quindi nellesperienza, essa perderebbe la propria universalit e non sarebbe pi qualcosa di libero, perch verrebbe imposto a noi dalla natura. Il sublime, le arti belle e il genio Per sublime si intende un valore estetico che prodotto dalla percezione di qualcosa si smisurato o di incommensurabile. Kant distungue due tipi di sublime: Quello matematico, nasce in presensa di qualcosa di smisuratamente grande. Esempi come le montagne, il sistema planetario... ora, di fronte a tutte queste cose, nasce in noi uno stato danimo ambivalente. Da un lato proviamo un dispiacere, perch la nostra immaginazione non riesce ad abbracciarne le incommensurabili grandezze, dallaltro, la nostra ragione portata ad elevarsi allidea dellinfinito. Il dispiacere delimmaginazione si converte dunque in un piacere dela ragione. Ma scoprendoci portatori dellidea dellinfinito, trasformiamo liniziale senso della nostra piccolezza fisica in una finale consapevolezza della nostra grandezza spirituale. Il vero sublime non risiede tanto nella realt che ci sta di fronte, quanto in noi medesimi, convertiamo liniziale stima per loggetto in una finale per il soggetto. La vera sublimit non devessere cercata se non nellanimo di colui che giudica, e non nelloggetto naturale. Infatti, prescindendo dalloggetto, come si potrebbero chiamar sublimi a tutti i paesaggi mostruosi? Quello dinamico nasce in presenza di straponenti forze naturali. Anche in queste situazioni (contemplate al riparo dal pericolo) inizialmente avvertiamo un senso della nostra piccolezza materiale nei confronti della natura. Avvertiamo invece, anche, un vivo sentimento della nostra grandezza ideale, dovuta alla dignit di esseri umani pesanti. La natura non dunque chiamata sublime se non perch eleva l immaginazione a rappresentare quei casi in cui l nimo pu sentire la sublimit della propria destinazione, anche al di sopra della natura. Da depressiva, lemozione del sublime dinamico diviene esaltativa e langoscia trapassa in entusiasmo. Il sublime si differenza dal bello poich diversamente da questultimo, nasce dalla rappresentazione dellinforme e si nutre del contrasto tra immaginazione sensibile e ragione, provocando fremito e commozione.

Il bello artistico: Affinit col bello di natura perch la natura bella in quanto ha lappartenenza dellarte, e larte bella quando ha lappartenenza o la spontaneit della natura. La spomtaneit della natura proviene dal genio, indispensabile, per produrre tali oggetti. Il genio talento che da regola allarte. Kant distingue nel genio a) originalit e creativit; b) capacit di produrre opere che fungono da modelli o esemplari per altri ; c) impossibilit di mostrare scientificamente come compie la sue produzione. Religione, politica e storia (16): lanalisi kantiana ha in ogni campo riconosciuto i limiti delluomo per determinare tutte le facolt ed i suoi limiti. In quale senso si pu parlare di una natura delluomo? Se la natura delluomo fosse unistinto, esso non potrebbe essere detto n buono n cattivo, perch buona e cattiva soltanto la volont libera in quanto si conforma alla legge morale o la contravviene. La natura delluomo deve consistere nella libert, e in questa libert deve radicarsi linclinazione al male. Tale inclinazione non pu essere una disposizione fisica, che non potrebbe essere imputata alluomo, perch luomo non ne sarebbe responsabile. Deve essere dunque una massima contraria alla legge morale e liberamente accettata. Dire luomo malvagio per natura significa che egli, pur avendo coscienza della legge morale, ha adottato una massima di allontanarsi alloccasione da essa. Dunque, il male radicale un male che non pu essere distrutto, perch la distruzione dovrebbe essere opera delle buone massime, il che impossibile perch sono tutte corrotte dalla massima che prevede la loro infrazione. Luomo non responsabile del fatto di avere sensibilit o inclinazioni sensibili, mentre responsabile della sua inclinazione al male. Questa unatto libero che gli deve essere imputato come un peccato, di cui si reso colpevole. Il male radicale non neppure un pervertimento della ragione per cos distruggere lautorit della legge. Questa volont diabolica non delluomo, per proprio delluomo riservarsi liberamente la possibilit di sottrarsi alle massime morali: nel che appunto consiste il suo peccato originale. Questi sono i fondamenti di una religione naturale, per la quale lunico culto la vita morale. La religione rivelata ammette, invece, come culto divino, uninsieme di riti che in s non hanno valore morale, ogni altra forma di preghiera che non sia lazione morale, superstizione. Per la pace perpetua: in questopera Kant riconosce le condizioni della pace nella costituzione repubblicana dei singoli stati, nella federazione degli stati tra loro e finalmente nel diritto cosmopolitico (che uno straniero non sia maltrattato). Ma soprattutto egli vede la massima garanzia della pace nel rispetto da parte dei governanti nelle massime dei filosofi. lonest migliore di ogni politica. Lunico filo conduttore che deve guidare gli uomini attraverso le vicende della loro storia, lidea razionale di una comunit pacifica di tutti i popoli della terra. Lui sa che non possibile trovare un piano della storia umana, ma un orientamento al quale gli uomini devono ispirare.