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Critica della ragion pura

In quest’opera Kant parla della ragione che, secondo la sua teoria del criticismo, è
giudicata dalla ragione stessa; si può dire infatti che la ragione giudica sé stessa. Il
filosofo però vuole studiare la ragione pura, cioè quella priva di esperienze.
La finalità dell’opera è chiarire quali sono gli strumenti tramite i quali la ragione può
conoscere, e arriva alle conclusioni attraverso 3 domande: “È possibile una matematica
pura?”, “È possibile una fisica pura?”, “È possibile una metafisica pura?”. Le risposte che
Kant dà sono: la matematica e la fisica sono possibili come scienze pure, la metafisica no;
proprio per questo identifica la metafisica come una distensione dell’anima.

Kant inoltre fa una distinzione tra i vari tipi di giudizio (inteso come proposizione) esistenti,
e li classifica prima di tutto in giudizi analitici e giudizi sintetici, e dopo in giudizi apriori e
giudizi aposteriori
Giudizi analitici= sono infecondi, cioè non aggiungono niente al soggetto (Es. l’acqua è
bagnata)
Giudizi sintetici= sono fecondi, il predicato completa il soggetto (Es. l’acqua è
fredda/pulita ecc.)
Giudizi apriori= non necessitano dell’esperienza.
Giudizi aposteriori= necessitano dell’esperienza.
Fino a Kant si usavano solo 2 tipi di giudizio: quello analitico apriori (razionalismo) e
quello sintetico aposteriori (empirismo), mentre lui formula un terzo tipo di giudizio, quello
sintetico apriori: dice che la scienza non deve essere legata all’esperienza in atto, infatti
per Kant la conoscenza è frutto dell’incontro tra materia (le percezioni che riceviamo dal
mondo sensibile) e forma (le strutture della mente).

Kant individua poi 3 facoltà della conoscenza: sensibilità, intelletto e ragione. Queste
facoltà hanno una funzione regolativa all’interno dell’uomo.
Sensibilità= è la facoltà che ci permette di conoscere attraverso i 5 sensi, ma ci dà solo la
classificazione di spazio e tempo, di conseguenza è il primo stadio della conoscenza, ogni
conoscenza parte da qui.
Intelletto= è la facoltà che ci permette di “categorizzare” le conoscenze sensibili, ed è il
secondo stadio della conoscenza
Ragione= è la facoltà che ci consente di andare oltre l’esperienza per arrivare ad una
spiegazione completa e complessa della realtà, distaccandoci dalla semplice
classificazione, attraverso 3 idee: quella di Anima, quella di Mondo e quella di Dio.

STRUTTURA DELL’OPERA
L’opera si divide in 2 parti: la dottrina degli elementi e quella del metodo.
La dottrina degli elementi studia le forme apriori della conoscenza, e si divide in estetica
trascendentale (studia le forme apriori della sensibilità, cioè spazio e tempo), e in logica
trascendentale (studia le forme apriori del pensiero discorsivo). A sua volta la logica
trascendentale si divide in analitica trascendentale (studia le forme apriori dell’intelletto, le
categorie), e dialettica trascendentale (studia le forme apriori della ragione, le idee).
La dottrine del metodo studia come devono essere usate le forme apriori della
conoscenza.
Le “categorie” di cui parla Kant sono dei concetti che subiscono un’azione attiva, cioè
quella di ordinare le percezioni ricevute dal mondo sensibile in diversi gruppi, chiamati
categorie. Queste categorie sono concetti puri, cioè concetti basilari della mente che
costituiscono le funzioni unificatrici dell’intelletto, e derivano direttamente dall’esperienza
logico-trascendentale, e non valgono per il noumeno ma solo per il fenomeno.

Per quanto riguarda la dialettica trascendentale (qualcosa di apriori che serve a rendere
possibile la conoscenza nell’esperienza), di questa fa parte la metafisica, che si basa sulle
idee (qui parla di Dio, anima e mondo).
Le idee però non sono nozioni di carattere scientifico, bensì la rappresentazione della
mente di tutte le cose possibili. Queste rappresentazioni vengono fatte attraverso l’uso
della ragione, che Kant è la condizione dell’intelletto che ci fa andare oltre i fenomeni
sensibili.
Dopo dice che ognuna delle 3 idee principali rappresenta un insieme di cose
(Mondo=cose esterne, Anima=cose interne, Dio=sia interne che esterne).
Queste 3 idee si possono esprimere anche in altri modi. L'idea di Mondo porta all’idea di
cosmologia razionale (razionale perché esaminata dalla ragione), quella di Anima porta
alla psicologia razionale e quella di Dio porta alla teologia razionale.