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Critica della Ragion Pura

Critica della Ragione Teoretica Pura, cio della ragione che opera da sola, a priori (= a prescindere dallesperienza).

La teoria dei giudizi


La conoscenza scientifica si basa su giudizi universali e necessari che permettono di incrementare il conoscere. Di
quale tipo di giudizi si tratta?
I giudizi possono essere:
a) Analitici = il predicato contenuto nel soggetto (es. Ogni corpo esteso). Sono giudizi a priori e quindi universali
e necessari ma non amplificativi del conoscere.
b) Sintetici = il predicato non contenuto nel soggetto ma aggiunge al soggetto qualcosa di nuovo (es. Ogni corpo
pesante). Questi giudizi possono essere:
1) Sintetici a posteriori = sono desunti dallesperienza, amplificano il
conoscere, ma non possono essere universali e necessari.
2) Sintetici a priori = amplificano il conoscere e sono universali e necessari. Sono questi i giudizi su cui si
basa la scienza (aritmetica, geometria, fisica).
Qual il fondamento di questi vari tipi di giudizi?:
a) I giudizi analitici a priori si fondano semplicemente sui principi logici di identit e non-contraddizione.
b) I giudizi sintetici a posteriori si fondano esclusivamente sullesperienza.
c) I giudizi sintetici a priori non si possono fondare esclusivamente sui principi logici (perch sono sintetici),
n sullesperienza (perch sono universali e necessari).
Quindi: Problema principale dellopera: qual il fondamento dei giudizi sintetici a priori? (Che equivale a: come e
perch sono possibili le scienze [aritmetica, geometria, fisica]?) (da cui la domanda: o non possibile una
metafisica come scienza?)
Risposta: Laritmetica, la geometria e la fisica si sono costituite come scienze dal momento in cui luomo ha capito
che la ragione vede nelle cose solo ci che lei stessa vi pone secondo il proprio disegno (es.: esperimento
scientifico, prima pensato, poi attuato), noi, delle cose, non conosciamo a priori se non ci che noi stessi vi
mettiamo. Ci significa che il fondamento dei giudizi sintetici a priori lo stesso Soggetto che sente e che pensa, cio
il Soggetto con le leggi della sua sensibilit e del suo intelletto. Da qui la rivoluzione copernicana di Kant: nella
conoscenza lOggetto dipende dal Soggetto, cio si adatta alle leggi del Soggetto che lo riceve conoscitivamente.
Definizione Kantiana di Trascendentale
E trascendentale ogni conoscenza che ha a che fare col nostro modo di conoscere gli oggetti (cio ogni conoscenza
che studia le forme a priori della conoscenza umana, cos come fanno lEstetica trascendentale e la Logica
trascendentale)
Sono trascendentali le condizioni della conoscibilit degli oggetti (= le forme a priori), cio le condizioni dellOggettoin-relazione-al-Soggetto (mentre, nella metafisica classica, trascendentali erano semplicemente le condizioni
dellente, cio delloggetto). Kant si propone ora di analizzare sistematicamente tutte queste condizioni della
conoscibilit degli oggetti (= tutte le forme a priori) Due sono le facolt della conoscenza umana: 1) la sensibilit,
tramite la quale gli oggetti ci sono dati, in modo immediato;
2)
lintelletto, tramite il quale gli oggetti sono pensati.
Due saranno le parti in cui Kant suddivide lopera:
-

Estetica trascendentale
Logica trascendentale (ulteriormente suddivisa in analitica e dialettica trascendentale)

Estetica trascendentale
La prima delle tre parti delle tre parti della critica della ragion pura dedicate alle tre facolt della conoscenza,
sensibilit, intelletto e ragione, lestetica trascendentale, che si occupa della sensibilit. Estetica deriva da
aisthesis, che significa sensazione. Per kant agli esseri umani preclusa la capacit di unintuizione intellettuale,
lintuizione sensibile, empirica. Attraverso lintuizione sensibile noi raccogliamo i dati che le forme a priori
dellintelletto si occupano di organizzare. Vale a dire che gli oggetti che noi percepiamo arrivano attraverso la
sensibilit come dati molteplici, isolati (per esempio forme, colori..) ed lintelletto ad unire questi dati. Ed ecco che
io vedo non una sagoma e dei colori ma lalbero che mi sta di fronte.
Per quanto la sensibilit offra dati disorganizzati ha comunque bisogno di un orizzonte, un campo in cui offrirli.
Dunque il fatto stesso che noi riceviamo dei dati ha delle condizioni a priori, e di questo si occupa lestetica
trascendentale, ovvero delle forme a priori della sensibilit, che Kant chiama anche intuizioni pure e sono spazio e
tempo. Qualsiasi dato sensibile gi infatti in un certo luogo nello spazio ed in un certo momento nel tempo. Sono
lorizzonte nel quale i dati sensibili possono collocarsi, lorizzonte delle nostre sensazioni. Spazio e tempo precedono
lesperienza e la rendono possibile. La rendono possibile perch noi non possiamo conoscere nulla che non sia gi
configurato spazialmente e temporalmente. Dunque spazio e tempo sono a priori, sono necessari e universali. Sono
validi sempre per chiunque.
Ma Kant ci dice anche altro, in particolare:
Lo spazio forma a priori del senso esterno
Il tempo forma a priori del senso interno
Queste forme costituiscono il fondamento di due tipi di giudizi sintetici a priori: quelli della geometria e quelli della
matematica
Tutti i giudizi sintetici a priori della geometria si fondano sullintuizione pura dello spazio
Tutti i giudizi sintetici a priori dellaritmetica si fondano sullintuizione pura del tempo.
Dato che spazio e tempo sono precondizioni umane, universali e necessarie, saranno universali e necessarie anche le
proposizioni della matematica. Ma anche la fisica, occupandosi dei fenomeni che esistono nellorizzonte dello spazio
e del tempo perfettamente lecito che la fisica applichi ai fenomeni che compaiono in questo orizzonte la geometria
e laritmetica. Questi dati tendenzialmente disordinati, vengono organizzati dallanalitica trascendentale.

Analitica trascendentale
La sensibilit riceve passivamente dei dati attraverso le intuizioni sensibile, lintelletto attivamente da forma a
questi dati. E un processo di co dipendenza, in quanto le intuizioni senza contenuto sono cieche, i pensieri senza
contenuti sono vuoti. Quando io percepisco qualcosa attraverso i sensi questa viene subito elaborata dallintelletto.
Qualcosa che percepiamo gi ricevuta dai sensi ed elaborata dallinteletto.
Lintelletto svolge dunque unattivit unificante, e lavora con i concetti. Questi possono essere:
Concetti empirici (unificano le intuizioni empiriche, cio il molteplice costituito da determinate sensazioni)
Concetti puri (unificano solo le intuizioni pure di spazio e tempo)
Lanalitica trascendentale in quanto trascendentale si occupa propriamente dei concetti puri, perch sono questi
che non dipendono dallesperienza.
I concetti puri sono le forme a priori dellintelletto o categorie.

Le categorie sono il modo con cui lintelletto organizza le intuizioni. Successivamente Kant afferma che, essendo le
categorie 12 funzioni unificanti, esse devono presupporre ununit originaria, suprema, alla quale tutte fanno capo.
Questa unit suprema lunit della Coscienza o, meglio, dellAutocoscienza che Kant chiama Io Penso. LIo Penso
il fondamento dellunit e della coerenza dellesperienza in quanto suprema attivit di sintesi. Ci significa che lunit
delloggetto non sta nelloggetto stesso ma una funzione dellintelletto: lIo Penso, che non sostanza ma pura
attivit unificante, ad essere il fondamento dellunit dellesperienza, delloggetto (che ci rappresentiamo come
ununit). Lio penso lattivit che tiene unito e coerente il mio orizzonte ed il mio flusso di percezioni e pensieri.
E pura attivit, principio unificante. Ci che va anche sotto il nome di appercezione pura.

Kant si concentra sulle caratteristiche del soggetto conoscente: la conoscenza possibile perch siamo noi a imporre
le regole allinsieme dei fenomeni che chiamiamo natura. Si tratta di conoscenza delloggetto in rapporto a noi. E la
nostra di rappresentare loggetto come oggetto fonda la nostra possibilit di conoscerlo. Come potremmo noi
conoscere qualcosa che non in rapporto con noi?
Noi conosciamo il fenomeno (ci che appare), non ci dato conoscere il Noumeno (lett. Oggetto del pensiero). Il
concetto di Noumeno in Kant si sviluppa in diverse fasi, ma nella seconda edizione della critica della ragion pura
loggetto di unipotetica intuizione puramente intellettuale; non alla portata dellessere umano. Unintuizione che,
per noi che abbiamo solo intuizioni sensibili, incomprensibile.
Insomma conoscere conoscere i fenomeni, allora dobbiamo stare attenti a limitare luso dellintelletto sui
fenomeni. Quando lintelletto si svolge al di l del mondo fenomenico non gode pi degli stessi diritti. Per questo
Kant pu dire che la metafisica non una scienza.

Dialettica trascendentale
Riflessione di Kant sulla ragione (ragione il nome che Kant da allintelletto quando questo si spinge oltre i confini
dellesperienza). La dialettica per Kant lattivit propria della ragione e la logica dellapparenza.
Ora se i concetti puri dellintelletto sono le 12 categorie, i concetti puri della ragione sono le idee (che sono 3).
Se lintelletto formula giudizi (connessioni tra soggetti e predicati) la ragione elabora sillogismi (connessioni tra
giudizi). Finch i sillogismi restano nel campo dei fenomeni servono a sistematizzare le nostre conoscenze effettive,
ma quando fanno un salto oltre lordine fenomenico diventano paralogismi, ovvero ragionamenti errati. La
metafisica il risultato di questo salto al di l dellesperienza;
Dai 3 tipi di sillogismo (categorico, ipotetico e disgiuntivo) Kant ricava le tre idee a priori:
-

Lanima come totalit delle esperienze interne


Il mondo come totalit dei fenomeni
Dio come totalit del pensabile

Lidea di anima si sviluppa sulla psicologia razionale, che vorrebbe dimostrare lesistenza dellanima con un
paralogismo (ragionamento errato) nel quale si attribuisce la categoria si sostanza allio penso, che attivit pura.
Ci che non pu essere pensato che come soggetto sostanza
Un essere pensante non pu essere pensato che come soggetto
Dunque un essere pensante sostanza
Nella prima premessa il soggetto sensibile, quindi una sostanza
Nella seconda si pretende che il soggetto del pensiero puro sia una sostanza. Ma non si pu attribuire la categoria di
sostanza allio penso, dunque impossibile dimostrarne la sostanzialit.

Lidea di mondo si sviluppa sulla cosmologia razionale. Lidea di mondo genera 4 tesi e 4 antitesi (antinomie)
corrispondenti. Il problema che sia tesi che antitesi sono sostenibili. Infatti nulla si pu dire circa
-

La finit o linfinit del mondo nel tempo e nello spazio


La divisibilit o indivisibilit delle parti del mondo
La necessit e la libert
La dipendenza o indipendenza del mondo da un essere necessario

Nessuna pu essere attestata dallesperienza, lidea di mondo va abbandonata.

Lidea di Dio si sviluppa sulla teologia razionale. Si rif a 3 diverse prove.


1. Prova ontologica se Dio ha tutte le perfezioni allora deve esistere. Ma affermare lesistenza di qualcosa vuol dire
generare un giudizio sintetico a posteriori, che non pu prescindere dallesperienza (io posso descrivere per filo e
per segno 200, ma questo non mi permetter di ritrovarmeli in tasca).
2. La prova cosmologica (S. Tommaso, Aristotele) = parte dallesperienza che qualcosa esiste e ne deduce che deve
esistere un essere necessario che causa dellesistenza delle cose contingenti.
3. La prova fisico-teleologica (S. Tommaso, Leibniz) = parte dallordine, dalla finalit e dalla bellezza del mondo per
risalire Dio come al di sopra di ogni possibile perfezione del mondo.
Critica di Kant:
1. La prova ontologica scambia il predicato logico (= lesistenza come semplice concetto della logica, che deve
necessariamente essere predicata del concetto di essere perfetto) con quello reale (= lesistenza reale, che
diversa dal semplice concetto logico di esistenza). Ovvero, la proposizione che afferma lesistenza reale di una cosa
un giudizio sintetico, e come tale non pu prescindere dallesperienza. Lesistenza reale di una cosa ci pu essere
data solo dallesperienza.
2. La prova cosmologica, in realt, si riduce alla prima perch dal semplice concetto logico di un Essere che causa
dellesistenza delle cose passa ad affermarne lesistenza reale, che pu essere ricavata solo dallesperienza.
3. La prova fisico-teleologica , in realt, unaltra versione della seconda prova e si pu criticare come la precedente.

Ma allora a cosa servono le idee di mondo, anima e di Dio? Queste hanno un uso regolativo, ci permettono di dare
maggiore ordine alla nostra esperienza. Ci permettono di ragionare come se:
1) Tutti i fenomeni concernenti luomo dipendessero da un principio unico (lanima);
2) Tutti i fenomeni della natura dipendessero da principi intelligibili (mondo);
3) La totalit delle cose dipendesse da una suprema intelligenza (Dio).
In definitiva: le Idee non allargano la nostra conoscenza ma ci permettono di unificarla, di darle un maggior ordine.