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A cura di Alessandro Volpe Kant (1724-1804) Interesse per le scienze naturali (1760); interesse filosofico (1781); filosofia trascendentale

(1804). Avvicinamento la filosofia naturalistica dell'Illuminismo di Newton. Il pensiero di Kant detto "criticismo" perch f della critica lo strumento per eccellenza: interrogarsi programmaticamente circa il fondamento di determinate esperienza umane chiarendone:

le possibilit: le condizioni che ne permettono l'esistenza la validit: i titoli di legittimit i limiti: e confini di validit

Senza termini di validit il "criticismo" non esisterebbe. Esso una "filosofia del limite" un vera e propria "ermeneutica della finitudine". Critica della ragion pura. Analisi critica dei fondamenti del sapere, Scienza e Metafisica. Domande fondamentali sono le seguenti: Come possibile la matematica pura? Come possibile la fisica pura? Come possibilela metafisica in quanto disposizione naturale? Come possibile la metafisica come scienza?

Aggiungendone una quarta I giudizi sintetici a priori sono le proposizioni che esprimono tramite il predicato qualcosa di nuovo al soggetto - a differenza di giudizi analitici a priori. I giudizi sintetici a posteriori sono legati all'esperienza. I principi della scienza sono giudizi sintetici a priori. I giudizi analitici a priori richiamano al razionalismo. I giudizi sintetici a posteriori all'empirismo. Da dove provengono i giudizi a priori? Kant risponde elaborando nuova teoria della conoscenza intesa come sintesi tra materia e forma. Materia della conoscenza: molteplicit caotica, elemento empirico. Forma della conoscenza: insieme di modalit fisse a priori. Estetica trascendentale. Studia la sensibilit le sue forme a priori. La sensibilit ricettiva ed attiva. Le forme a priori sono: spazio (forma del senso esterno) e tempo (forma del senso interno). Per Kant spazio e tempo sono due intuizioni pure. Per Kant conoscere significa ordinare le intuizioni empiriche nello spazio e nel tempo. Analitica trascendentale. Studio alle forme a priori dell'intelletto. Tali forme sono le categorie. I concetti possono essere puri (da qui le categorie empirici) o empirici. Le categorie sono dodici e sono tante quante le modalit di giudizio. Sono solo modi di pensare la realt. Come possono le categorie valere sugli oggetti?

Deduzione trascendentale. L'unificazione tra categorie e oggetti deriva dall'intelletto in particolare tramite la categoria suprema dell'"io penso". Tutti i pensieri presuppongono l'io penso. L'io penso pensa tramite categorie. Infine tutti gli oggetti pensati presuppongono le categorie. L'intelletto agisce sugli oggetti tramite il tempo cio il medium universale. Se il tempo condiziona gli oggetti , l'intelletto condizionando il tempo condizioner a sua volta gli oggetti. Facolt chiamata "immaginazione produttiva". Produce a priori "schemi temporali". Gli schemi sono la rappresentazione intuitiva di un concetto. Gli schemi trascendentali sono regole attraverso cui l'intelletto condiziona del tempo secondo i propri concetti a priori = categorie calate nel tempo. Dialettica trascendentale. Critica le idee della ragione: Anima, Dio, Mondo. Essa analizza gli errori della ragione che tenta di conoscere queste tre idee - colonne portanti della conoscenza.

Anima: psicologia. Dio: teologia. Mondo: cosmologia.

La psicologia razionale cade nell'errore producendo paralogismi: falsi ragionamenti che pretendono di applicare le categorie di sostanza all' "io penso" chiamando l'anima una realt permanente. L'io penso per Kant una categoria solo formale. La cosmologia razionale basandosi su antinomie - cio ragionamenti contrapposti tra loro cade anch'essa in errore non potendo dare ragione n ad una n all'altra. La teologia razionale, avendo detto Dio, ma non conoscendo della sua effettiva esistenza, non pu che essere in difetto. Critica alla ragion pratica. La domanda : Cosa devo fare? Concerne l'aspetto pratico dell'uomo. Kant anzitutto distingue l'essere in spirituale (ci si comporta per ragione e volont) e animale (ci si comporta per sensibilit). L'uomo un essere morale dotato di ragione e sensibilit. C' bisogno di regole generali che ne determinino le azioni - le azioni morali sono dunque azioni universali. Queste "regole generali" sono i principi pratici. Kant distingue i principi

pratici soggettivi (massime): considerati validi solo da soggetto pratici oggettivi (imperativi): oggettivi-universali. ipotetici: ci determinano la volont a patto che si raggiunga un fine.

I pratici oggettivi si dinguono poi in:

categorici: ci condizionano l'azione in ogni caso.

La legge morale un principe imperativo categorico. Esempio: "tu devi studiare perch devi studiare, non per essere promosso (fine)". La legge formale intenzionale, tiene conto dell'intenzione ma non del contenuto. Essa una legge data dalla ragione e dispone di formule che ci permettono di capire quale sia. Le tre formule sono: 1) agisci in modo che la tua volont sia universale 2) tratta gli uomini non come mezzi ma come fini 3) comportarsi in modo che l'azione valga per tutti. Kant riconosce che l'uomo dispone dei presupposti dell'azione. Essi sono i postulati pratici, principi pratici non dimostrabili: postulato dell'immortalit dell'Anima, postulato dell'esistenza di Dio, postulato della Libert. Il sommo bene l'unione di virt e felicit. Per Kant e pi si agisce bene e pi si soffre. Occorre annullare desideri che vengono dalla sensibilit. Il sommo bene non raggiungibile in questo modo. La Ragion pratica ha il primato. Critica del giudizio. Parte dalla domanda: Cosa posso sperare? Come pu l'uomo agire liberamente in un mondo limitato? Kant analizza le tre facolt dell'uomo: volont, ragione e sentimento. L'uomo deve comprendere le finalit della natura attraverso il giudizio. Tale giudizio il giudizio riflettente. Non il giudizio conoscitivo o determinante, che determina l'oggetto. Occorre riflettere su di esso. I giudizi riflettenti si dividono in: estetici (armonia tra le parti = il bello) e teleologici (ci permettono di capire le finalit). Cos' il bello? Per Kant esso percezione soggettiva di armonia delle parti. Non appartiene all'oggetto ma al soggetto conoscente. La bellezza universale l'armonia delle parti. Kant distingue due valori estetici:

il piacevole (valore soggettivo): esempio: il vestito piacevole il bello (valore oggettivo): esempio: il vestito bello.

Non si pu dimostrare la bellezza. In questo senso Kant riconosce la centralit del soggetto. Il bello una realt limitata. Il sublime si attribuisce solo a ci che non ha confini. Sublime matematico = uguale infinitamente grande, e sublime dinamico = infinitamente potente.