Sei sulla pagina 1di 9

Critica della ragion pura

Nella Critica della ragion pura Kant si propone di sottoporre a giudizio la ragione umana. Dato che ai tempi di
Kant il sapere si articolava in scienza (matematica e fisica) e metafisica, sono questi i soggetti della critica
Kant si pone in quest'opera le seguenti domande:

Com' possibile la matematica pura?

Com' possibile la fisica pura?

Com' possibile la metafisica in quanto disposizione naturale?

Com' possibile la metafisica come scienza?

Mentre nel caso della matematica e della fisica si tratta di giustificare una situazione di fatto, chiarendo le
condizioni che le rendono possibili come scienza, nel caso della metafisica bisogna scoprire se essa possa
porsi come scienza o se essa sia condannato alla non-scientificit.

I giudizi
Kant per giudizio intende una connessione di concetti che unisce un soggetto ad un predicato.
I giudizi possono essere di pi tipi:

Analitici: (dal greco "analuo": sciolgo) quando il predicato non aggiunge nulla al contenuto del
soggetto

Sintetici: (dal greco "syntithemi": metto insieme) quando il predicato aggiunge qualcosa al contenuto
del soggetto

A priori: prescindono dall'esperienza

A posteriori: traggono origine e dipendono dall'esperienza

Nellintroduzione Kant riflette su quali giudizi possano essere considerati scientifici e giunge alla conclusione
che per essere scientifico un giudizio devessere fecondi, universali e necessari
Posta questa premessa Kant analizza le posizioni filosofiche dellepoca, dividendole in due grandi gruppi: il
razionalismo e lempirismo.
Secondo Kant, sono tipici del razionalismo i giudizi analitici a priori: essi godono della necessit e
delluniversalit, ma non della fecondit poich il predicato si limita ad esplicare caratteristiche gi presenti
nel soggetto.
Tipici dellempirismi (soprattutto di Hume) sono i giudizi analitici a posteriori: essi sono fecondi, in quanto il
predicato dice qualcosa di nuovo rispetto al soggetto, ma non sono n universali n necessari, in quanto
derivano dallesperienza e non fanno uso delle forme a priori

Kant giunge dunque alla conclusione che gli unici giudizi scientifici siano i giudizi sintetici a priori: essi
infatti fanno uso delle forme a priori della ragione umana (quindi sono necessari e universali) aggiungendo
nel contempo qualcosa di nuovo al soggetto (e pertanto sono anche fecondi).
La scienza perci esiste ed universale, perch alla sua base vi sono i giudizi sintetici e a priori,
quindi fecondi, universali e necessari.
Secondo Kant le forme a priori della ragione umana sono lo spazio il tempo e le dodici categorie.

La rivoluzione copernicana
Una volta appurato che i giudizi scientifici sono i giudizi sintetici a priori Kant si pone unulteriore domanda:
se non derivano dallesperienza, da dove provengono i giudizi sintetici a priori?
Kant risponde a questo interrogativo elaborando una nuova teoria della conoscenza, suddividendo
questultima in materia e forma:

la materia della conoscenza la molteplicita caotica e mutevole delle impressioni sensibili che
provengono dallesperienza
la forma della conoscenza l'insieme delle modalit fisse attraverso le quali la mente umana
ordina tali impressioni

Esse possono essere considerate come dei filtri, delle forme innate che appartengono ad ogni
soggetto pensante: come tali queste forme sono a priori rispetto allesperienza e hanno validit universale e
necessaria, in quanto tutti le possiedono e le applicano allo stesso modo.
Kant defin questa teoria una rivoluzione copernicana: cos come Niccol Copernico per spiegare i moti
celesti aveva ribaltato il rapporto tra la Terra ed il Sole, allo stesso modo Immanuel Kant per spiegare la
scienza ribalta i rapporti tra soggetto e oggetto: non la mente che si modella in modo passivo sulla
realt, ma la realt che si modella sulle forme a priori attraverso cui la percepiamo.
Tale ipotesi kantiana porta a dividere la realt tra fenomeno e noumeno:

il fenomeno la realt che ci appare tramite le forme a prior; esso si manifesta ed un oggetto
reale solo nel rapporto con il soggetto pensante e conoscente
il noumeno la realt in s, considerata indipendentemente da noi e dalle forme a priori; esso
esiste ma non si manifesta e non viene percepito

Le facolta della conoscenza


Kant distingue tre facolt conoscitive: la sensibilit, lintelletto e la ragione.

la sensibilit la facolta con cui gli oggetti ci sono dati intuitivamente attraverso i sensi e tramite le
forme a priori di spazio e tempo
lintelletto la facolt attraverso cui pensiamo i dati sensibili tramite i concetti puri o le categorie
la ragione la facolt attraverso cui, procedendo oltre lesperienza, cerchiamo di spiegare
globalmente la realt mediamente le idee di anima, mondo e Dio

Su questa tripartizione della facolt conoscitiva basata anche la divisione della Critica in generale. Lopera
si divide in due tronconi principali:
a) la dottrina trascendentale degli elementi, che si propone di scoprire quegli elementi della formali
della conoscenza che Kant chiama puri o a priori
b) la dottrina trascendentale del metodo, che consiste nel determinare luso possibile degli elementi
a priori della conoscenza
La dottrina trascendentale degli elementi si sdoppia a sua volta in due rami:

lestetica trascendentale, che studia la sensibilit e le forme a priori di spazio e tempo e dimostra
come su di essa si fondi la matematica
la logica trascendentale

La logica trascendentale a sua volta si sdoppia in due rami:

lanalitica trascendentale, studia le forme a priori dellintelletto, dimostrando come su di essa si


basi la matematica
la dialettica trascendentale, che studia le forme a priori delle idee, dimostrando come su di esse si
basi la metafisica

Lestetica trascendentale
Nellestetica trascendentale Kant studia la sensibilit e le sue forme a priori . Egli considera la sensibilit
ricettiva, perch essa non genera i propri contenuti, ma li accoglie per intuizione dalla realt esterna o
dallesperienza interna. Essa per anche attiva in quanto organizza il materiale delle sensazioni tramite
allo spazio ed al tempo, le sue forme a priori.

lo spazio la forma del senso esterno, cio quella rappresentazione a priori che sta a
fondamento di tutte le intuizioni interne e del loro disporsi luna accanto allaltra
il tempo la forma del senso interno, cio quella rappresentazione a priori che sta a fondamento
di tutti nostri stati interni e del loro disporsi secondo una precisa successione.

Dato che tramite il senso interno noi riceviamo anche i dati del senso esterno, il tempo anche la forma del
senso esterno. S pu quindi dire che, sebbene non tutte le cose siano nello spazio, tutte le cose sono nel
temp.
Tale tesi sullo spazio e sul tempo spiegata da Kant in due parti del capitolo:

lesposizione metafisica, in cui Kant giustifica la sua teoria con argomenti teorici generali
lesposizione trascendentale, in cui Kant giustifica la sua teoria con argomenti tratti dalla
considerazione di scienze matematiche

Lesposizione metafisica
NellEsposizione Metafisica Kant confuta sia la visione empiristica (Loke), che considerava spazio e tempo
come nozioni tratte dallesperienza, sia la visione oggettivistica (Newton), che considerava spazio e tempo
come entit a s stanti, sia la visione concettualistica (Leibniz), che considerava spazio e tempo come
concetti che esprimono i rapporti tra le cose.
Contro linterpretazione empiristica, Kant afferma che spazio e tempo non possono derivare
dallesperienza, in quanto per fare unesperienza qualsiasi dobbiamo gi presupporre le rappresentazioni
originarie di spazio e tempo.
Contro linterpretazione oggettivistica, Kant afferma come la teoria oggettivistica sia impossibile, in quanto se
lo spazio ed il tempo fossero entit a s stanti essi dovrebbero esistere anche se allinterno di essi non vi
fossero oggetti. Tuttavia questo non possibile in quanto non concepibile una cose reale senza un oggetto
reale.
Kant puntualizza altres che spazio e tempo non sono dei contenitori con degli oggetti allinterno,
bens dei quadri mentali a priori entro cui connettiamo i dati fenomenici.

Contro la visione concettualistica, Kant ribadisce che spazio e tempo non possono essere considerati
concetti in quanto essi hanno natura intuitiva e non discorsiva.
Sebbene rifiuti la teoria oggettivistica, Kant accetta la teoria di Newton in base alla quale spazio e tempo
sarebbero coordinate assolue dei fenomeni. Egli cerca anche di giustificare tale assolutezza facendo di
spazio e tempo delle condizioni a priori del conoscere.

Lesposizione trascendentale
NellEsposizione trascendentale Kant giustifica la sua teoria su spazio e tempo mediante considerazioni sulla
matematica.
Kant considera la geometria e laritmetica delle scienze squisitamente a priori. Esse sono sintetiche in
quanto ampliano le nostre conoscenze mediante costruzioni mentali che vanno oltre ci che gi noto. Ad
esempio laddizione 7+5=12 sintetica in quanto il risultato 12 viene raggiunto tramite loperazione del
sommare e non pu essere raggiunto per via intuitiva e analitica (ci facilmente intuibile con operazioni
complesse tipo 62 525+48 734=111 259, che non possono essere raggiunto con la semplice analisi dei
numeri). La matematica inoltre a priori perch i teoremi matematici e geometrici valgono
indipendentemente dallesperienza.
Il punto di appoggio delle costruzioni sintetiche a priori della matematica sono le intuizioni di spazio e tempo.
La geometria la scienza che dimostra a priori le propriet delle figure mediante lintuizione pura di spazio.
Laritmetica la scienza che dimostra a priori la propriet delle serie numeriche, basandosi sullintuizione
pura di tempo. In quanto a priori, la matematica ance universali e necessarie, valida per tutte le menti
pensanti.
Pur essendo una costruzione della nostra mente, la matematica vale anche per la natura. Questo spiegato
da Kant in quanto lesperienza fenomenica (ai cui oggetti viene applicata la matematica), essendo intuita
nello spazio e nel tempo che sono anche i cardini della matematica possiede gi di per s una
configurazione geometrica e aritmetica.

La logica trascendentale
La Logica trascendentale studia lorigine, lestensione e la validit oggettiva delle conoscenze a priori che
sono proprie dellintelletto e della ragione.
Il capitolo si sdoppia in due rami:

LAnalitica trascendentale studia lorigine, lestensione e la validit oggettiva delle conoscenze a


priori proprie dellintelletto e prova come su di essi si basi la fisica
La Dialettica trascendentale studia lorigine, lestensione e la validit oggettiva delle conoscenze a
priori proprie delle idee e prova come su di essi si basi la metafisica.

Lanalitica trascendentale
LAnalitica trascendentale si sdoppia a sua volta in due parti:

LAnalitica dei concetti


LAnalitica dei principi

LAnalitica dei concetti


Se le intuizioni sono affezioni, cio qualcosa di passivo, i concetti sono invece funzioni, ovvero operazioni
attive con ci si ordinano diverse rappresentazioni sotto una rappresentazione comune. I concetti possono
essere empirici, cio costruiti con materiali ricavati dallesperienza, o puri cio contenuti a priori nellintelletto.

I concetti puri si identificano con le categorie, cio quei concetti basilari della mente che costituiscono le
supreme funzioni unificatrici dellintelletto. Siccome ogni concetto il predicato di un giudizio possibile,
le categorie sono note come predicati primi.
Essendo forme dellessere e del pensiero le categorie kantiane hanno una portata puramente gnoseologicotrascendentale, in quanto essi non valgono per la cosa in s, ma solo per il fenomeno.
Dopo aver spiegato cosa sono le categorie, Kant ne stila una precisa tabella in cui ad ogni modalit di
giudizio corrisponde una categoria

TAVOLA DEI GIUDIZI


Quantit

Quantit

Relazione

Modalit

universali
particolari
singolari

affermativi
negativi
infiniti

categorici
ipotetici
disgiuntivi

problematici
assertori
apodittici

TAVOLA DELLE CATEGORIE


Quantit

Quantit

Relazione

unit

realt

dellinerenza e
sussistenza
(sostanza e accidente)
della causalit e
dipendenza
(causa ed effetto)
della comunanza
(azione reciproca
tra agente e paziente)

pluralit

totalit

negazione

limitazione

Modalit
possibilit-impossibilit

esistenza-inesistenza

necessit-contingenza

Si pu notare come queste categorie kantiane entrino in azione in tutti giudizi o in tutte le proposizioni nei
quali si concreta il nostro pensiero.

La deduzione trascendentale
Una volta formulata la tavola delle categorie, Kant si trova davanti ad un annoso problema. Come mai le
categorie, pur essendo forme soggettive della nostra mente, pretendono di valere anche per la natura, che
non creata dalla nostra mente?
NOTA: la spiegazione che segue fortemente riassunta per far comprendere meglio e perch la versione
non riassunta incomprensibile per chiunque non sia Del Gobbo
Il ragionamento kantiano, riassunto allosso, consiste in questo:
a) poich tutti i pensieri presuppongono lio penso
b) e poich lio penso pensa tramite le categorie
c) ne segue che tutti gli oggetti pensati presuppongono le categorie
Ci significa, in pratica, che tutta la natura fenomenica obbedisce necessariamente alle forme a priori del
nostro intelletto.
Seguendo tale ragionamento si capisce come lio penso sia il principio supremo della conoscenza
umana ossia ci a cui deve sottostare ogni realt per poter entrare nel campo dellesperienza e per

diventare un oggetto-per-noi.
Allo stesso tempo, esso rappresenta ci che rende possibile loggettivit del sapere; infatti senza di esso
e le categorie tramite cui esso opera, saremmo imprigionati nella soggettivit e potremmo stabilire solo delle
connessioni particolari e legate a particolari episodi.
Da notare che lio di Kant non affatto un io creatore ma, come Kant specifica, esso si limita solamente a
ordinare una realt che gi preesiste.

LAnalitica dei principi


NellAnalitica dei principi Kant indaga il modo in cui le categorie si applicano ai fenomeni.
La domanda di partenza la seguente: com possibile che lintelletto condizioni effettivamente le intuizione
e gli oggetti sensibili? Se le categorie non sono propriet delle cose, ma concetti puri a priori, per quale
ragione esse dovrebbero valere per le cose? Perch le cose dovrebbero obbedire alle categorie?
Kant risponde a questi quesiti affermando che lintelletto, non potendo agire direttamente sugli oggetti della
sensibilit, agisce indirettamente su di essi tramite il tempo, attraverso cui tutti gli oggetti sono percepiti. In
altre parole:
a) il tempo condiziona gli oggetti
b) lintelletto condiziona il tempo
c) ergo lintelletto condiziona
Questa sequenza avviene tramite una facolt che Kant chiama immaginazione produttiva, in quanto
produce a priori una serie di schemi temporali che corrispondono ognuno a una categoria. In altre parole la
rete attraverso cui lintelletto cattura i fenomeni corrisponde esattamente alle categorie, in quanto
organizzata proprio sulla base di esse.
Vediamo come.
In generale Kant intende per schema la rappresentazione intuitiva di un concetto. Esso ha una certa
parentela con limmagine ma non va confuso con essa. Gli schemi corrispondenti alle categorie sono detti
schemi trascendentali.
Gli schemi trascendentali sono le regole attraverso cui lintelletto condiziona il tempo in conformit ai propri
concetti a priori: in altre parole si pu dire che essi sono categorie tradotte nel tempo

TAVOLA DELLE CATEGORIE


Quantit

Quantit

Relazione

unit

realt

dellinerenza e
sussistenza
(sostanza e accidente)
della causalit e
dipendenza
(causa ed effetto)
della comunanza
(azione reciproca
tra agente e paziente)

pluralit

totalit

negazione

limitazione

Modalit
possibilit-impossibilit

esistenza-inesistenza

necessit-contingenza

TAVOLA DEGLI SCHEMI


Quantit

Quantit

Relazione

Modalit

cosalit

numero

permanenza nel tempo

cosalit

numero

successione nel tempo

cosalit

numero

simultaneit nel tempo

esistenza in un tempo
qualsiasi
esistenza in un
determinato tempo
esistenza in ogni tempo

Lintelletto puro e lio legislatore della natura


Con la teoria degli schemi Kant giustifica il perch gli oggetti, anche se non creati dalla nostra mente, siano
in sintonia col nostro modo di pensarli.
Kant procede quindi a spiegare i principi dellintelletto puro, ovvero le regole tramite cui le categorie si
applicano agli oggetti.
I principi dellintelletto puro sono le enunciazioni generali che possiamo formulare a priori sulle cose e, in
quanto tali, si identificano con le leggi supreme dellesperienza e le proposizioni di fondo del sapere
scientifico. Di seguito si elencano i quattro gruppi in cui Kant divide i principi:

Gli assiomi dellintuizione (corrispondenti alle categorie di quantit) affermano a priori che tutti i
fenomeni intuiti sono quantit estensive
Le anticipazioni della percezione (corrispondenti alle categorie di qualit) affermano a priori che
ogni realt percepita ha una quantit intensiva, ossia un grado di intensit
Le analogie dellesperienza (corrispondenti alle categorie di relazione) affermano a priori che
lesperienza possibile solo mediante una trama necessaria basata sulle categorie di sostanza,
causa e azione reciproca.
I postulati del pensiero empirico in generale (corrispondenti alle categorie di modalit)
definiscono a priori come possibile, reale, o necessario ci che si accorda rispettivamente
con le condizioni formali, materiali e universali dellesperienza

Tale teoria coincide con quella dellio legislatore della natura. Con tale teoria Kant afferma che lintelletto non
attinge le sue leggi dalla natura, ma le prescrive ad essa. Dallio penso si possono derivare per solo le leggi
che regolano la natura in generale. Le leggi particolari, invece, sono tratte dallesperienza

Gli ambiti duso delle categorie ed il noumeno


Le categorie, essendo la facolt logica di unificare il molteplice della sensibilit, funzionano solo in rapporto
al materiale che esse organizzano. Considerate di per s, cio senza essere riempite di dati provenienti dal
senso esterno o interno esse sono vuote. Esse sono infatti operanti solo in relazione al fenomeno, cio
loggetto proprio della conoscenza umana. Di conseguenza, per Kant, il conoscere non pu estendersi al
di l dellesperienza. Le categorie, pertanto, non hanno un uso trascendentale, ma solo empirico.

Come gi detto, Kant ha sempre ribadito che lambito della conoscenza umana rigorosamente limitato al
fenomeno. Il noumeno, invece, non pu divenire per definizione, oggetto di unesperienza possibile. Al
riguardo del noumeno, Kant distingue tra un significato positivo e uno negativo

in senso positivo, il noumeno loggetto di unintuizione non sensibile, cio di una conoscenza
extra-fenomenica che a noi preclusa, ma che potrebbe essere propria di un ipotetico intelletto
divino in cui lintuizione delle cose coincide con la creazione delle stesse.
in senso negativo, il noumeno invece il concetto di cosa in s come non pu mai entrare in
rapporto conoscitivo con noi.

In questo secondo senso, che lunico che noi uomini possiamo legittimamente adoperare, il noumeno
costituisce una sorta di concetto-limite, che serve ad arginare le nostre pretese conoscitive.

Dialettica trascendentale
Nella Dialettica trascendentale Kant affronta il problema se la metafisica possa anchessa costituirsi
come scienza. Luso del termine dialettica fa intuire che la risposta negativa di Kant a tal proposito: secondo
Kant, infatti, la dialettica larte sofistica di dare alla propria ignoranza e alle proprie illusioni laspetto della
verit
Genesi della metafisica e delle sue idee
La metafisica un parto della ragione, la quale altro non che un parto dellintelletto stesso. Questultimo,
essendola facolt logica di unificare i dati sensibili tramite le categorie, inevitabilmente portato a credere di
voler pensare senza dati, come una colomba che, presa dallebbrezza del volo, crede di poter volare
senzaria, precipitando cos a terra.
Secondo Kant, la nostra ragione, non paga del mondo fenomenico, irresistibilmente attratta dal regno
dellassoluto, cio verso una spiegazione globale e onnicomprensiva di tutto ci che esiste.
Questa attrazione dovuta a tre idee che sono proprie della ragione umana. Questultima portata ad
unificare:

i dati del senso esterno tramite lidea di anima, che lidea della totalit assoluta dei fenomeni
interni;
i dati del senso interno tramite lidea di mondo, che lidea della totalit assoluta dei fenomeni
esterni;
entrambi i dati tramite lidea di Dio, che lidea della totalit di tutte le totalit ed il fondamento di
tutto ci che esiste.

Lerrore della metafisica sta nel trasformare queste tre esigenze mentali in altrettante realt, dimenticando
che noi non abbiamo a che fare con la cosa in s (il noumeno) ma solo con la realt non oltrepassabile del
fenomeno.
Kant nella Dialettica vuole pertanto mettere a nudo, tramite lanalisi critica, i fallimenti della metafisica e del
pensiero quando esso procede oltre i limiti dellesistenza. Per dimostrare linfondatezza della metafisica,
Kant prende in considerazione le tre scienze che costituiscono lossatura:

la psicologia razionale, che studia lanima


la cosmologia razionale, che indaga il mondo
la teologia razionale, che specula su Dio

La critica della psicologia razionale e della cosmologia razionale


Kant ritiene che la psicologia razionale o metafisica sia fondata su un paralogismo: ovvero su un
ragionamento errato che consiste nellapplicare la categoria di sostanza allio penso, trasformandolo in

una realt permanente chiamata anima. In realt lio penso non un oggetto empirico, ma solo ununit
formale a cui non possiamo applicare alcuna categoria.
Anche la cosmologia razionale errata: essa pretende di spiegare il cosmo nella sua totalit, ma ci
impossibile perch non possibile avere unesperienza di tutti i fenomeni, ma si pu avere solo di alcuni.
Pertanto quando i metafisici cercano di spiegare il cosmo cadono in procedimenti razionali e contraddittori
noti come antinomie, che sono due ragionamenti ugualmente spiegaabili razionalemtne, ma opposti tra di
loro e tra cui non possibile operare una scelta.

Critica alla teologia razionale


Per criticare la teologia razionale Kant rivolge una serie di critiche alle prove dellesistenza di Dio che la
teologia ha elaborato, per colmare il fatto che nulla si pu dire su Dio stesso.

Prova ontologica: tale prova, proposta da SantAnselmo dAosta, prevede di ricavare lesistenza di
Dio dal semplice concetto di Dio come essere perfettissimo, affermando che, in quanto tale, Egli non
pu mancare dellattributo dellesistenza; secondo Kant, tuttavia, non possibile saltare dal piano
della possibilit logica a quello della realt ontologica, in quanto lesistenza qualcosa che
possiamo costatare solo tramite lesperienza e non per via puramente intellettiva. Kant usa al
riguardo lesempio dei cento talleri: la differenza tra cento talleri reali e cento talleri pensati non sta
nel fatto se siano o no talleri ma che i primi esistono e i secondi no.
Prova cosmologica: tale prova, proposta da San Tommaso dAquino, si basa su una logica
aristotelica: dato che il mondo governato dal principio causa-effetto, risalendo la catena causaeffetto si giunge ad una causa incausata, che Dio. Secondo Kant tale prova si basa su unerrata
applicazione della categoria di causalit, utilizzata per passare dal mondo fisico-fenomenico al piano
metafisico. Tra laltro questa prova richiama la prova ontologica, in quanto la causa necessaria e
perfetta non pu fare ameno di esistere.
Prova fisico-teologica: tale prova dice che, dato che esiste una realt ordinata e strutturata, deve
esserci una mente ordinatrice, che Dio. Kant replica che per spiegare lordine della natura bastano
le leggi scientifiche e non un essere metafisico. Da questo punto di vista basterebbe un dio
ordinatore e non un dio creatore. Perci si ricade nella prova cosmologica, in quanto questo dio
ordinatore sarebbe la causa della natura.

Luomo ha sempre preteso di dimostrare lesoistenza di un essere superiore che abbia le stesse
caratteristiche del mondo, ma trascura il fatto che tali caratteristiche sono determinate e relative a noi, che in
quanto finiti non possiamo fare esperienza dellinfinito.
NOTA: con queste critiche Kant non assume una posizione atea (che nega lesistenza di Dio) bens
agnostica: egli crede infatti che la ragione umana non possa dimostrare lesistenza di Dio o la sua nonesistenza.

La funzione delle idee


Le idee trascendentali o metafisiche non hanno una funzione costitutiva ma solo regolativa. Esse
rappresentano una sorta di idea limite verso le quali dirigere la conoscenza del mondo. Il concetto di
noumeno perde cos il suo attributo di esistenza e rappresenta solo il concetto limite di ogni nostra idea. Per
tale motivo la filosofia kantiana chiamata filosofia del limite.
Su queste basi Kant opera un concetto di metafisica come scienza dei concetti puri, intendendo ovvero la
dialettica come studio delle idee. Questa divisa in metafisica della natura, che studia i principi a priori
della conoscenza della natura e metafisica dei costumi, che studia i principi dellazione morale.