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03/07/12

Conversazione con Aldo Favini, 30 settembre 2010

Andrea Carlo Alpini


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Conversazione con Aldo Favini, 30 settembre 2010


230612 Comments Off Conversazione con Aldo Favini 30 settembre 2010 SFOGLIA LA PUBBLICAZIONE: ALDO FAVINI, ARCHITETTURA E INGEGNERIA IN OPERA Andrea Alpini Una delle sue opere pi apprezzate dalla critica, la Chiesa Mater Misericordia di Baranzate . Come nato il progetto? E il progetto della struttura? Aldo Pio Favini Un parente di Morassutti, molto religioso, ci aveva commissionato la costruzione di un piccolo edificio religioso modulare che fosse facilmente costruibile, destinato anche ai paesi africani. Un giorno Bruno Morassutti mi telefona e mi dice: Guarda Aldo devi studiarmi una piccola chiesa, che abbia dimensioni di 15 X 30 metri in pianta. Come principio devi mettere le travi principali sempre sul lato minore, e le travi secondarie sul lato maggiore. A me non sembrava corretto fare travi secondarie di 30 metri, non possibile, allora ho proposto a Morassutti di mettere le travi principali al centro, e poi creare delle travi con degli sbalzi. Quindi ho pensato come era possibile realizzare staticamente questa struttura. Allora che cosa succede, che se il momento in mezzeria deve essere uguale al momento sugli appoggi, se io faccio una sezione rettangolare, simmetrica, allora devo porre il momento in mezzeria uguale al momento in valore assoluto al momento agli appoggi. Vorr dire che la sezione in mezzeria compressa nella parte superiore, mentre allappoggio si verifica la situazione contraria. Scrivendo poi altre equazioni ho trovato la posizione dei pilastri rispetto al baricentro della pianta. Inizialmente avevo pensato di fare una trave a doppio T, alta un metro, con costola di irrigidimento centrale di 50 centimetri e con lo spessore uniforme di 8 centimetri. Continuando a sviluppare i calcoli ho visto che in questo modo la trave rischiava di ingobbirsi, e cos mentre scrivevo ho guardato una piccola scrivania che avevo in ufficio, di mio progetto, aveva due sostegni incrociati tra di loro a 60, e da quella mi sono ispirato, non solo per
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forma ma anche per dimensioni, per progettare il concio tipo della trave della chiesa di Baranzate. Il concio a forma di X, inizialmente era aperto superiormente, ma questo faceva si che la pioggia entrasse, allora sempre osservando la scrivania, notai che il poggia piedi era incrociato anche quello, ed allora i tegoli di copertura che ho messo li ho incrociati; hanno delle costole di irrigidimento di spessore 3 centimetri. Ecco come nata quella struttura. Larchitettura non centra niente nei miei lavori. Viene fuori da se. Come nata invece la struttura della pensilina Aquila a Sesto San Giovanni ? Un giorno la Societ Idrocarburi Aquila, mi chiama per commissionarmi la costruzione di una pensilina ed un piccolo fabbricato. Il luogo prescelto dal committente era a Sesto San Giovanni, nei pressi dellaccesso dellautostrada Milano Bergamo. Il fabbricato aveva dimensioni di 1212 metri, e la pensilina aveva uno sbalzo di 6 metri, adesso non mi ricordo esattamente. originariamente nella mia idea la pensilina non doveva terminare con un profilo retto, io volevo proseguire con le onde, ma la committenza voleva mettere la scritta Aquila sul fronte, e con le onde era impossibile; allora ho fatto un conoide. Lidea di utilizzare un profilo ondulato nata mentre ero in cantiere a Casorezzo, per la costruzione dello stabilimento Zucchi, progettato da Giorgio Baroni , un professore del Politecnico di Milano. Al progetto di Casorezzo avevo collaborato anche io. Era poco tempo dopo che ero rientrato dalla Svizzera, dove ero stato per 22 mesi, prima allUniversit di Losanna, poi a quella di Zurigo. In Svizzera lei ha conosciuto diversi intellettuali italiani, tra cui anche Rogers ed Olivetti. S, in Svizzera ho conosciuto inizialmente come progettisti Rogers e Minoletti, poi anche gli ingegneri Colonnetti e Levi. Poi ho incontrato Zorzi, Rosselli, Magistretti e Mangiarotti. Quando ha attraversato il confine svizzero, lIngegner Tamburini venuto con lei? No, io l8 settembre, mi trovavo a Milano, con una batteria proveniente da Roma che aveva il compito di sostituire i tedeschi nella difesa contraerea. Ricordo che vicino a me avevo un sottotenente austriaco, architetto, e gli ho detto: come mai tu parli cos bene litaliano, eh, perch mia mamma italiana e poi destate venivo sempre in vacanza sullAdriatico. Quando l8 settembre viene da me il telefonista del plotone mi dice: Tenente: ci siamo arresi la guerra continua continua con i tedeschi? voi non avete capito! Ci siamo arresi e la guerra continua contro i tedeschi!. Molti miei commilitoni volevano andare a Roma, ma io non volevo andarci: Io non vengo gi a Roma, caso mai in bicicletta tra un mese travestito da prete. Di quindici compagni che conoscevo solo due ne ho rivisti, gli altri son finiti tutti nei campi di concentramento. Il fonogramma diceva: arrestate i tedeschi, io dentro di me ho detto, e poi danneggiate le attrezzature. Avevo sei soldati in batteria contro 120 tedeschi, avevamo due motociclette: allora ho detto al sottotenente austriaco: vai a vedere quanti sono, mettiti un colpo in canna nella pistola, mettiti un cappello e monti sulla motocicletta che ti do io, una Sertum 750. Io lho portato fino a 100 metri dal comando. A mezzogiorno, arriva il comandate che era lIngegner Tamburini: Aldo non andar via, io ho una villa sul lago, a Luino, ma l era pieno di tedeschi, allora io ho detto: guardi Ingegnere, adesso non la chiamo pi Capitano, qui le cose si mettono male.Poco dopo ricevo una telefonata, il telefonista mi passa la chiamata: Alda tesoro ti vengo a prendere tra venti minuti, non parlare, non aprire bocca, sono libero ti vengo a prendere, vuoi che ti vengo a prendere con un carro armato?ti vengo a prendere! Era il sottotenente austriaco. Allora, daccordo con Tamburini mi sono fatto accompagnare fino a Somma Lombardo, a La Maddalena. Poi da li sono andato a piedi a Varallo Pombia. Era buio, e quando sono arrivato alla stazione di Varallo Pombia, il capo stazione mi guarda e mi dice: ma lei Lingegner Favini? Cosa fa qui a questora a mezzanotte? Ma lei matto! a Sesto Calende c La Decima Mas, a Borgomanero c il capo dei partigiani Ciro Moscatelli. Allora il capo stazione mi propone di prendere un treno per la Svizzera. Mette il disco rosso e ferma il primo treno che passa; parla con il macchinista e gli dice: senti, tu prima di entrare nella stazione di Luino, lancia il fischio di avvertimento, per sapere se il binario libero, ne lanci tre. Lui (Favini, ndr) sale sul vagone di dietro. c un vagone vuoto? si, ce ne uno, il terzo. Tu, invece di passare ti fermi, lui salta gi dal treno e va in Svizzera. Guarda che mio nipote ! non mi fare scherzi ...
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E successo cos, sono andato sempre dritto, ho attraversato il Tresa, tutto attraverso una fogna, e quando sono arrivato di la dal confine uno mi punta un mitra. In Svizzera avevano lelmetto uguale a quello dei tedeschi, ho detto: cavolo sono arrivato in Germania, senza passare la Svizzera! No, sono svizzero io. Allora i militari svizzeri si sono consultati: E un anarchico. E mi hanno portato a Kirchberg, tutta la notte bagnato fradicio a dormire nella camera mortuaria. La camera mortuaria era bellissima, era un salone con il parquet e tutti i quadri raffiguranti Giovanni Calvino . Kirchberg significa chiesa sulla montagna, era proprio sulla punta. Dopo un mese di interrogatori vari gli svizzeri decisero di mandarmi Murren . quando ero l il comando italiano mi dice: Lei pu intrattenere i suoi colleghi? Si, faccio delle lezioni di scienza delle costruzioni. E allora incomincio. La prima volta ce ne erano setto o otto, poi erano una quarantina .. Allinizio non avevo nessun libro, cos ho organizzato delle dispense: i primi argomenti che trattavo erano il cemento armato e il cemento. Un giorno arriv il Professor Colonnetti, il quale si inform chi era il responsabile del corso: Lei fa lezione? Si, per non ho nessun libro di testo su cui basare la didattica. Allora lui si present: Io sono il Professor Colonnetti, io conoscevo il Teorema di Colonnetti, ma pensavo che fosse un omonimo, che non fosse il celebre Professor Colonnetti. Continuando la conversazione mi domanda: Quando si laureato? nel 1938 ha frequentato luniversit? Si, ero assistente del Professor Giannelli Scusi eh, assistente volontario allora fai il mio assistente. Ed allora ho fatto lassistente di tre corsi differenti. (Durante la conversazione Aldo Favini sfoglia il libro: Aldo Favini architettura e ingegneria in opera , nota la Copertura per lAula Magna dellUniversit Bocconi), ed esclama: questo uno dei dispiaceri che mi ha dato il Politecnico. Me lhanno bocciato, era laula magna del vecchio Istituto. In precedenze avevo fatto un orribile chiesa con Reggiori , gli avevo tolto i pilastri centrali, lui si era infuriato. Poi con Muzio ho fatto anche la Biblioteca della Bocconi . Quando ho presentato il progetto al Politecnico di Milano, il Professor Locatelli, mi ha fatto fare un solaio alto un metro. Io volevo farlo di soltanto 30 centimetri. Locatelli era consulente esterno al progetto, mentre io ero progettista incaricato dallimpresa Tamburini. Un altro scherzo me lo ha fatto in unaltra occasione; un giorno mi arriva una lettera per ritirare un premio europeo per la miglior struttura metallica, lo avevo vinto per le soluzioni adottate per la Sede IBM a Novedrate . La premiazione era a Torre Molinos, in Spagna. La sera della premiazione, poco prima, Finzi e altri docenti del Politecnico, che erano presenti, volevano cambiare il regolamento in modo tale che io non ricevessi il premio. Quando il Direttore dellIBM annuncia il premio per lItalia , Finzi si alza per andare a ritirarlo. Allora il presidente dellIBM lo ferma: ALT! Scusi, lei si chiama Favini Aldo? No, io rappresento lItalia. Sono il Professor Finzi lei non centra niente con il premio. Allora il presidente dellIBM per lItalia mi vede: ingegnere venga a ritirare il premio!. Al concorso mi aveva iscritto Morassutti, io non ne sapevo nulla. Poi con Bruno ho litigato, anni dopo, in seguito ad una discussione durante il riconoscimento ufficiale del progetto per la Chiesa di Baranzate. La Curia di Milano aveva organizzato una cerimonia ufficiale, e nel manifesto il mio nome non era scritto. Non ero stato invitato. Il giorno stesso poi, il cardinale Montini era venuto sotto casa mia, in via Montenero, per congratularsi, ma io non lo sapevo, e cos non lho incontrato. Quando sono andato a Baranzate il parroco mi ha abbracciato: venga qua, venga qua. Vede la di fuori che c scritto? architetto Mangiarotti e Morassutti. Serano dimenticati dellautore del lavoro: Favini. Quello ce lho fatto scrivere io, Ingegner Favini. Quando lei ha ricevuto lincarico da Morassutti di progettare la Chiesa a Baranzate, in realt non aveva ricevuto piante, sezioni, niente. Ha ideato lei il progetto? Tutto, poi loro hanno disegnato i banchi, le sedie, il rivestimento esterno e la disposizione planimetrica. Certo, per, lidea di avere i quattro pilastri con le travi lha avuta lei? C uno schizzo di Mangiarotti in cui i pilastri sono al limite delle travi, a filo della facciata. Il principio statico ed architettonico di quella struttura mio, lidea di mettere i pilastri a filo facciata era uno schema di Mangiarotti, ma banale. Lui poteva fare quello che voleva. Io i pilastri li ho messi sempre con il principio di equiparare le forze dei momenti in mezzeria con quelli
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allappoggio. Nellidea di Mangiarotti la trave cede sotto sforzi di flessione, scaricandosi al pilastri, ed un altro guaio. Quando ha progettato la Chiesa ad Ivrea , con Nizzoli e Olivieri su committenza di Olivetti, come si sono svolte le vicende? Mi chiama lIngegner Migliasso e mi dice: Ingegner Favini, lIngegner Olivetti la vuole incontrare. Quando ero in Svizzera avevo conosciuto Olivetti, pensavo che fosse lomonimo, non luomo delle macchine da scrivere, non ci avevo nemmeno pensato. Sapevo poi che Marcello Nizzoli aveva disegnato la Lettera 22 per Olivetti , allora ho pensato che volesse anche da me il disegno una macchina da scrivere. Dico a mia moglie: luglio, tu ha finito la scuola, accompagnami a Ivrea, poi ci fermiamo a Varallo, caso mai. Era un venerd. Quando sono arrivato ad Ivrea Olivetti mi accogli caldamente: Ciao Favini. Buongiorno signor ingegnere, poi mi domanda: Ma tu non stavi in Svizzera? Mi devi fare una chiesa come la fai tu. Poi ti telefoner Nizzoli. Olivetti mi dice che vuole una struttura come quelle che fai tu, allora penso a come accontentarlo. Elaboro un progetto forma-struttura resistente, di fatti ha solo 7 cm. di spessore, nonostante limponente luce. Ho pensato: a quando ero piccolo e lanciavo degli aeroplanini di carta dalla finestra, e quindi volavano, se invece lasci un foglio di carta nellaria quello non vola. Invece per dirigere un foglio dove vuoi, devi creare una struttura, in questo caso un aeroplano, e cos si dirige dove vuoi. Allora mi son detto: lo faccio di cemento armato. Ho incominciato a studiare la campata tipo. Poi ho mandato i disegni a Nizzoli, li approva. Continuiamo il progetto. Nizzoli aveva fatto delle piante e le aveva date a lei ha calcolato le strutture oppure il progetto nato diversamente? Ho iniziato dalla campata tipo: pianta, sezione, prospetto, poi ho fatto la copertura. Nizzoli aveva pensato al sistema della copertura a lamina piegata? No, Nizzoli non centra niente. Quello il pezzo, la campata tipo, da cui si generato il progetto. Per meglio comprendere: Lei andato da Olivetti; Olivetti le ha chiesto di fare una Chiesa e le ha detto guardi che il lavoro con larchitetto Nizzoli. Ma chi dei due per primo ha fatto i disegni? Lei o Nizzoli? Nizzoli non ha fatto nessun disegno. Prima della mia campata tipo, che il disegno 0. Lei ha fatto laula centrale quindi. Nizzoli mi ha dato le dimensioni di massima. Ha sviluppato la parte dellabside e del battistero. Lidea di avere una parete sottile sagomata molto semplice. Avendo un altezza di 12 metri ed una larghezza di 20 metri, con uno spessore di soli 8 centimetri, lunica soluzione per non farla ingobbare era creare una superficie forma resistente. Nizzoli poi ha fatto tutta la chiesa. Nel disegno di prospetto, appare un sistema ad abbaino, questo sempre di suo pugno? S. Questa la volta portante. Una volta negativa, una volta positiva, per cui si incastrano tra di loro, creando un telo continuo. Olivieri io lho incontrato una volta sola. Olivieri scrive in un articolo come la composta struttura, io lho letto, ma siccome non lha progettata lui, tutto a rovescio! In un altro volume ho poi trovato una citazione che dice poi con un sistema artigianale stato precompresso. Allora io mi sono arrabbiato e ho detto: una cretinata simile non lavrebbe detta neanche un manovale e quei signori che dicono che io ho fatto un sistema di precompressione artigianale, si ricordino che un gruppo di ingegneri andato in Russia con il mio brevetto dinvenzione per la precompressione Una ditta di Dormelletto, ha venduto segretamente un martinetto per tensionare i cavi, ma ce ne vogliono due di martinetti per metterli in tensione, uno per lato. Io me ne sono accorto perch i martinetti erano dispari, ne mancava uno.
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Quindi un suo collaboratore ha venduto un martinetto ed i disegni per copiare il sistema di tesatura dei cavi? S. E cos il mio sistema di precompressione arrivato fino in Russia. Quale era il rapporto con gli architetti quando lavoravate insieme a dei progetti? Gli architetti si limitavano a darmi il quadrato di base. Io facevo tutta la struttura. Quando ho progettato il Magazzino della Birra Poretti, a Mestre , ho tenuto conto delle osservazioni che mi aveva fatto il Professor Locatelli durante la costruzione della Chiesa a Baranzate, ed ho progettato in un modo differente. Ho detto: creo un solo elemento che possa disegnare nel complesso tutta lidea di struttura. Allora ho progettato un tegolo di 2.5m, con una soletta di 8cm, poi una trave, il tutto alto un metro se non mi sbaglio, per non volevo farla precompressa questa trave secondaria, ma precomprimere le travi principali. Per il calcolo della posizione dei pilastri non ho seguito lo stesso schema che ho utilizzato per Baranzate, non ho fatto il ragionamento dei due momenti, perch volevo che il ferro di precompressione stesse pi in basso possibile. Poi per evitare che Mangiarotti mi bloccasse di nuovo il giunto tra pilastro e trave, ho messo in un piatto di acciaio con un centimetro il neoprene, poi sopra ho appoggiato le travi principali ed ho precompresso il tutto. Lo stesso procedimento lei lha fatto nelledificio a Padova per Paolo Morassutti . Si, esatto. Quello strano edificio era lungo una strada, e qualche volta le automobili in transito si scontravano perch vedevano quellaffare e puff... Mangiarotti e Morassutti, invece, avevano progettato in precedenza ledificio adiacente. Infatti in archivio ho trovato delle fotografie in cui lei mette sempre le frecce con scritto Mangiarotti Morassutti sulledificio di sinistra, per identificare e distinguere i due differenti progetti realizzati per il medesimo committente. Mangiarotti e Morassutti per quel progetto non hanno fatto niente, hanno chiamato una ditta che fa le capriate in ferro e le hanno montate in sito. A me lidea di fare delle travi cave, che sono poi il progetto di quello stabilimento, venuta mentre stavo sfogliando un libro ed ho notato che cerano dei pali da fondazione in acciaio che poi si riempivano di calcestruzzo, ed allora ho pensato di utilizzare lo stesso sistema per creare una copertura composta da un telo e da travi scatolari. La trave lunga 60 metri ed ha un interasse di 4 metri, di forma esagonale per meglio sopportare gli sforzi tangenziali di allungamento indotti dal telo di copertura che unisce le travi tra loro. Il pilastro cavo allinterno, poich passano i pluviali. Ho notato che questo sistema delle due travi a C che compongono il pilastro lha usato spesso in seguito, ad esempio nello stabilimento Kodak , progettato in collaborazione con Gigi Gh. Anche in questo caso il tema della struttura lo ha scelto lei, e poi Gigi Gh ha impostato la planimetria, oppure nato insieme il progetto? Gigi Gh mi ha dato un rettangolo. Per lui onesto, non ha mai fatto pubblicare che lidea della struttura stata sua. Il tema del prospetto, con i brise soleil lo ha fatto Gigi Gh? No, lho studiato io, sono dei pezzi prefabbricati che si impostano tra le lamelle che scandiscono il prospetto; Gh mi aveva chiesto di risolvere il problema dellilluminazione laterale. Lui ha fatto delle finestre e io gli ho fatto quel pezzo prefabbricato. Nelle travi a doppia C che sporgono rispetto al prospetto, passa laria condizionata, per quello sono cos imponenti; sono dei copponi brevettati AL-FA, Aldo Favini Il tema della struttura nel suo complesso che caratterizza il progetto finale suo. Io dagli architetti ho sempre avuto un rettangolo, e da quel rettangolo io ho creato. Ad esempio quando ho progettato le travi dello stabilimento Aperol, mi sono ispirato alle canoe del lago Titicaca. Guardano questo tipo di strutture naturali ha poi pensato di fare trasformarle in travi, in un progetto.
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Questo progetto lo avevo presentato al Politecnico di Milano per avere lautorizzazione a costruire, ma mi hanno detto che ero matto, di non provarci. Questo non lho mai costruito perch il Politecnico non mi ha dato lautorizzazione. (gira pagina del volume e guarda e il ponte Milano Cremona Po ). Era il 1965, ho vinto il primo premio, ma il ponte devono ancora costruirlo. Questo tipo di ponte prefabbricato lo stesso che poi lei ha usato per il progetto del sovrappasso Bovisa-Vittoria. Un progetto che le stato commissionato da FF.SS., mai costruito, per aveva usato lo stesso sistema ideato per il Ponte Milano Cremona Po. Si, lo stesso sistema. Perch le ferrovie dello stato avevano dato lincarico allUfficio Tecnico dellAzienda Tramviaria (ATM), il presidente dellAzienda Tramviaria un repubblicano che io conoscevo, mi ha chiamato: Guarda Aldo, ci sono 6.000.000 di lire per fare un progetto di un sorpasso ferroviario. Io Ho fatto il progetto, ho preso i 6.000.000 di lire ma il sorpasso ferroviario non lhanno fatto. (continua a girare pagina del volume e trova il progetto per i serbatoi idrici in Sardegna ). Io ho vinto il bando di appalto concorso bandito dalla Cassa del Mezzogiorno Ripartizione Progetti Speciali per la costruzione di nove serbatoi. Quando sono andato in Sardegna a fare un primo sopralluogo, ho notato che i serbatoi li facevano cosi: un ponteggio in ferro, poi levavano il ponteggio in ferro, facevano il serbatoio a terra e poi lo sollevavano. Il serbatoio rimaneva sempre appeso alla struttura, a me non piaceva. Allora io ho studiato un sistema costruttivo differente : ho costruito una cassaforma mobile che si trascinava lungo una rampa prefabbricata, ogni volta che completavano una parte del getto spostavano la cassaforma verso lalto e continuavano il getto del fusto. Poi dopo, ho fatto la cassaforma di ferro per gettare il calice del serbatoio e lho sollevata. Un giorno ricevo una telefonata dal cantiere: guardi che ci sono due ingeneri del Belgio a collaudare la struttura, ma senza di lei non si fidano a procedere. Arrivo in cantiere e vedo che son tutti fermi, si fanno avanti questi due ingegneri che dicono: il baricentro di questa struttura in alto, lei la sostiene dal basso, quindi si capovolge.. Rispondo: voi mi fate il piacere di spostarvi, vedete quelle baracche laggi a 50 metri? Andate la e guardate come si procede; chiedo agli operai: ve la sentite?, in cima cera un operaio con la pressa, che tirava 6 trefoli per volta, ma non era il mio martinetto, e io ero sotto. Voi ve la sentite di stare su sollevare? Si, si signore, allora iniziano le operazioni di sollevamento del calice. Nel mentre un cavo rompe: calano a terra il calice, risistemo per bene il sistema di sollevamento e poi finalmente issano in cima il calice. Poi ho bloccato i sostegni con delle piastre prefabbricate, le ho appoggiate ed ho completato il getto del calcestruzzo: era tutto solidale. Cos facendo il calice non rimaneva sospeso. Altri guai me ne sono successi ad esempio durante il progetto delle Terme di Musignano, con Paolo Portoghesi. Alla fine per diventato un bel progetto, infatti quando gli ho presentato i disegni, Portoghesi li ha guardati, senza dire altro andato in biblioteca, ha preso un libretto e mi ha fatto la dedica: Guardi questo il mio omaggio, io non ho mai visto un progetto meglio di questo. Larea in cui dovevano sorgere le Terme era unarea agricola, ma tramite i socialisti Portoghesi aveva ottenuto il permesso ad edificare. Poi morto Craxi, e non si pi potuto fare il lavoro. La pianta delle Terme composta da diversi cerchi accostati tra di loro, in questo caso come nato il rapporto progetto struttura? Portoghesi mi aveva dato lo schema della planimetria, erano dei cerchi vuoti, io ho fatto la struttura. Ho utilizzato gli stessi copponi che avevo inserito nel progetto per la copertura della stazione FF.SS. di Pescara . Allora mi aveva chiamato il direttore dellUfficio Tecnico delle Ferrovie, facendomi questa proposta: lei fa il lavoro, ma il progetto lo firmo a mio nome. Io ho fatto il progetto, ma poi non ho voluto che venisse cambiato il nome in favore suo, e cos non ho rilasciato i disegni, e del progetto non se ne fatto nulla. Lo avrebbero costruito a patto che il nome del progettista fosse risultato il Capo dellUfficio Tecnico delle ferrovie dello Stato di Pescara. Quali sono state invece le vicende che lhanno portata a progettare la Cappella a Miazzina, con Rusconi Clerici? un progetto che ho fatto io? non me la ricordo, com? un manufatto plastico sia come movimento delle coperture sia delle pareti perimetrali. I disegni sono
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firmati da Rusconi Clerici, per ci sono molte copie eliografiche con riportati disegni suoi, a mano, con annotazioni e ragionamenti su come costruire. E un edificio che ha un piano basso per cos dire, con lattacco a terra, rivestito di pietre, non stato costruito. rimasto un progetto. Dagli architetti ho sempre avuto un rettangolo. Non me lo ricordo. Ricordo per di aver progettato un edificio con copertura a shed di 32 metri . Due sono gli edifici: uno a Rescaldina , ed uno a Dormelletto . Rescaldina. Limpresa che lo ha costruito era di Meregaglia; lui con me stato molto gentile. Quando invio i disegni esecutivi allimpresa, a Meregaglia viene un colpo nel vedere una volta di 32 metri con uno spessore costante di 9 cm. Allora porta i disegni al Politecnico di Milano 32 metri e gli prende un accidente e va al Politecnico per farli controllare. Poi telefona allingegner Tamburini e dice: senti, tu hai un ingegnere che lavora con te di nome Favini? Tamburini risponde di Si, ma Meregaglia insiste: Ma una persona normale? perch mi ha fatto un progetto 32m, 9cm di spessore, uno shed. Tamburini risponde: Si, so che ne fa tanti- Non te mai successo niente? No, fin ora non cascato nemmeno uno. Allora Meregaglia va al Politecnico, i quali rispondono il solito ritornello: noi non ne rispondiamo. Meregaglia, non fidandosi, invita Finzi al disarmo della struttura Si, al disarmo vengo. il giorno prestabilito Meregaglia con davanti Finzi chiede:Come devo disarmare Ingegner Professore?. In precedenza mi aveva detto che la costruzione ed il progetto, anche di precompressione, lo avrei fatto io con il mio sistema, ma che al disarmo sarebbe stato presente Finzi. A mezzogiorno vado in cantiere a vedere. Che cosa aveva fatto Finzi?! Appena vedo esclamo: O Dio, o Dio, mi sento male! Chiamate i carabinieri per piacere. Finzi aveva iniziato il disarmo dicendo: lasciate un puntello in mezzo, cominciate a disarmare dai lati. Cos facendo mi cambiava tutti i momenti, e dove cera un momento massimo positivo diventava massimo negativo, e io ho detto: C un operaio che ha il coraggio di andar su? Ci deve essere una fessura piccolina su in cima. Loperaio mi ha guardato e mi ha detto: si ingegnere c una piccola fessura Rimontate tutto, rimontate! dovete incominciare dal centro, fare 10metri, poi fare 15 metri, poi fare 30 metri, ma non cambiare tutti i momenti: ma chi stato? Era li a un metro. Un altro imprevisto nel disarmo successo quando ho progettato la Pensilina Aquila a Sesto San Giovanni. Il carpentiere mi aveva detto: Io la monto, ma non la disarmo. Viene lei a disarmarla. Allora una domenica, prendo il tram, vado a Sesto e chiamo il guardiano notturno: dammi una mazza ed incomincio a togliere tutti i cunei sotto i puntelli. Li tolgo tutti, ma il ponteggio resta attaccato, sospeso alla volta sottile. Lo ha fatto lei? Non cerano gli operai? Era una domenica mattina, e tutta larmatura era rimasta attaccata allo sbalzo, ed ora come faccio?. Una macchina si era fermata a vedere questa cosa strana. Un autotreno arriva, guarda anche lui, poi si accorge che cera una macchina ferma davanti a lui, fa una gran frenata, il tremore dellautotreno sulla strada ha fatto disarmare il ponteggio. Tamburini il giorno dopo mi dice: Come lhai disarmata? Con un autotreno come con un autotreno? era carico, ha fatto una frenata, una gran strusciata di 5 o 6 metri e i tubi innocenti sono caduti Perch Rogers la criticava sempre per questo edificio? Rogers lo critica perch diceva che io ho messo i puntelli in corrispondenza dei cerchi nella trave che regge lo sbalzo, e quindi un errore. Ho messo i puntelli li dopo che ho fatto una verifica strutturale. Io avevo bisogno di alleggerire la trave, e cos lho alleggerita in quei punti, dove non lavorava. Cosa lha portata nel disegno di facciata a i fare un elemento a V ed uno ad I, puntuale? Per contrastare la forza laterale del vento. Nellaltro senso, longitudinale, ho la casa dietro, trasversalmente mi serviva un sistema per irrigidire la struttura, allora ho fatto una struttura iperstatica, con una trave infinitamente rigida sorretta da due controventi, uno a V ed un lineare ad I. E un struttura staticamente indeformabile per me, se bella o brutta non mi ha mai interessato. Molti affermano invece che la struttura frontale a V ed I significhi SESTO, a ricordare il luogo in cui costruita.
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Giuro che non lho pensata. No, no. Il pilastro in origine dove essere una cerniera, poi non lho messa. Allora ho pensato di sostituirla con un tubo di acciaio dallo spessore di 1 centimetro, se mettevo un pilastro di cemento armato di 25 cm. ed una persona si sbaglia ad entrare a fare benzina colpendolo, la struttura non era pi iperstatica. Allora ho preso un palo di ferro, lho riempito di cemento, poi ho pensato non metto cerniere: il Padre Eterno grande. Ti ho detto come nata questa struttura? Dunque, mi trovavo in cantiere durante la costruzione dello stabilimento Zucchi di Casoretto, su progetto del Professor Baroni, docente di scienza delle costruzioni al Politecnico di Milano. Camminavo su una soletta, che aveva un buco, coperto da una lamiera grecata. Osservando questa lamiera ondulata ho avuto lidea di trasformarla poi in una struttura autoportante. Mentre ero in cantiere, unaltra volta, durante il disarmo della struttura, guardando delle tavole scorrevoli in legno che sosteneva limpalcato, mi venuta lidea di fare una trave scorrevole, che poi ho brevettato . Come mai in archivio c tutto un faldone, un plico sulla Torre Galfa, progetto di Melchiorre Bega? Vicino alla Stazione Centrale, dietro al Grattacielo Pirelli. Le strutture le ha progettate Arturo Danusso. E io che cosa ho fatto? Questa la domanda. Perch lei aveva tutti i disegni del Galfa? Forse li ho presi come Impresa Tamburini. Non compare per da nessuna parte lImpresa Tamburini. Ci sono tutte le eliocopie, di piante, sezioni, planimetrie, c tutto il progetto. Forse me lo hanno dato per fare un preventivo, come impresa. Noi non lo sappiamo, perch non esiste documentazione a riguardo, niente. Cio esistono solo questi disegni, di Melchiorre Bega, poi esistono 3 o 4 tavole di Danusso, firmate di pugno come Ing. Danusso: progetto delle strutture. C solo un solo suo disegno, ma uno schizzo fatto a matita dietro ad una tavola. Allora pu darsi che mi hanno chiamato per fare i calcoli. Mi avevano chiamato Ponti e Rosselli, dicendomi di ipotizzare un solaio tipo per la struttura del grattacielo Pirelli. Avevo ipotizzato una soluzione per realizzare tutta la struttura, dalla fondazione in su, cos da renderla solidale; Ponti mi aveva detto che se nervi avesse accettato la soluzione si sarebbe realizzata. Cos un giorno sono andato a Roma in studio da Nervi, gli ho presentato un po di lavori miei, in precompresso, lui si innervosito tantissimo ed ha buttato per terra tutto, fotografie progetti, ecc. In seguito i figli mi hanno chiesta scusa. Ponti una volta venuto nel mio studio in viale Filippetti, con altri due giovanotti, per studiare insieme una soluzione alternativa a Nervi per le strutture del Grattacielo Pirelli. Come nata invece una struttura come quella per ledificio a Pioltello per i fratelli Gondrand? E tutto prefabbricato. Prefabbricati i pie dritti e larco. Inizialmente larco stato concepito e montato come a tre cerniere per semplificare il tutto, poi in opera diventato a due, bloccando al centro i due giunti in chiave. Anche questo progetto non era stato autorizzato dal Politecnico di Milano, ma poi lo abbiamo costruito lo stesso. LImpresa era Bonomi e Vecchi. Come nata invece il progetto per lHotel delle Piramidi a Giza, vicino al Cairo ? Quando ero in Svizzera, un giorno Colonnetti mi dice: oggi ricorre la festa dello shamashij intellectuelle , in cui si donava una parte del proprio stipendio, ed io guadagnavo 1 CHF al giorno e gli ho dato 1 franco svizzero. Dopo una trentina di anni, mi chiama un impresa Godvana, il cui proprietario era la figlia di un industriale di Varese che faceva le biciclette. Il direttore era una persona di Alba che stato primo ministro . La Germania si offriva di fare a condizioni di favore nuovi impianti turistici in paesi in via di sviluppo, cos da distribuire le commesse alle proprie aziende nazionali, creando occupazione e reddito. Tra i paesi scelti vi era lEgitto. Un progetto realizzato con questo criterio stato lHotel delle Piramidi: uno studio di progettazione
www.andrea-alpini.com/aldo-favini-intervista/ 8/10

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Conversazione con Aldo Favini, 30 settembre 2010

tedesco aveva fatto il progetto architettonico, una serie di aziende fornivano le attrezzature alberghieri a prezzi agevolati per cinque anni, ed un altro studio aveva fatto il progetto delle strutture. Limpresa mi ha detto: guardi lei in concorrenza con altri tre celebri di strutturisti, uno tedesco, un austriaco o uno svizzero forse. Lei elabori una soluzione alternativa al progetto strutturale esistente, se gli egiziani accettano lei fa lesecutivo. Gli egiziani hanno accettato ed io ho fatto il lavoro. Sempre in ambito esotico, risultano dei progetti di tre ponti in Libia, dallautocertificazione del suo Curriculum Vitae, autenticata dal notaio Alfonso Colombo l11 gennaio 1994. Potrebbe descriverli? Ponti normali con delle campate. Ma non li ho mai visti costruiti perch io in Libia non sono mai andato. In che citt della Libia si trovano? Non me lo ricordo precisamente, sulla litoranea. Limpresa che li ha costruiti Bonomi e Vecchi. In che anni? Una cinquantina di anni fa. Un primo progetto di ponte lei lo ha fatto e calcolato per la sua tesi di laurea: Ponte tipo Risorgimento. In realt la tesi stata ispirata era un concorso fatto nel 1935 dalla citt di Roma. Prima di fare lingegnere ho frequentato la scuola per periti industriali, a Roma. Al termine di questi studi dove entrare nell azienda di mio pap , come capo cantiere, invece io poi mi sono innamorato del cemento armato. Nel 1923, a seguito della riforma scolastica di Giovanni Gentile, gli studenti degli istituti tecnici potevano iscriversi alla Facolt di Scienze Economiche, infatti mio padre mi aveva iscritto, cos da potermi impiegare al termine degli studi in qualit di revisore dei conti ed addetto alle paghe degli operai. Ma io, poco dopo ho cambiato indirizzo e mi sono iscritto alla Facolt di Ingegneria. Un giorno mi chiamano Ridolfi e Serao , mi dicono: senti Favini, dobbiamo fare un appalto concorso con limpresa Domenico Vitali per un ponte sul Tevere in corrispondenza del Foro Mussolini. () alla riunione principale cerano: larchitetto Ridolfi, il Professor Serao, Krall, lIngegner Vitali, e poi cera il direttore, lingegner Fontana e si son messi daccordo ecc. Allora Krall dice: ma il ponte Risorgimento di Roma, che in chiave 60-70 cm., allimposta 7 metri, un arco o son due mensole elasticamente collegate al centro? Come la mettiamo?. Allora incomincia una lunga discussione, ed io sto zitto da una parte. Allora Vitali dice: prendiamoci un caff, riposiamoci un po, allora io nel mentre dico: mio nonno (al Professor Serao ed all architetto Ridolfi), mio nonno andava in Prussia, a fare dei lavori in sub-appalto di cemento armato e mi ha detto che una volta ha fatto edificio lungo 250 metri, dove al centro passa una strada sotto un arco di cemento armato di 15-20 metri. Il fabbricato era composto da due edifici: uno lo ha fatto una compagnia austriaca, laltro unimpresa tedesca, dove mio nonno era in sub-appalto. Al momento del getto mio nonno, ha messo larmatura del ponte, e mi spiegato come aveva fatto, poi il venerd hanno gettato il ponte, e poi il sabato, la domenica e il luned non hanno lavorato. Il proprietario dellimpresa era furibondo, vedendo limpresa concorrente che subito dopo il getto aveva costruito al di sopra muri per cinque o sei piani. Mio nonno invece, prima di fare i muri, ha disarmato, cos che larco si mettesse in tensione, ha poi ceduto, e solo alla fine hai poi gettato i muri soprastanti. Quando al termine dei lavori, laltra impresa ha disarmato larco si spaccato, mentre quello di mio nonno no. Ho letto in un libro, da qualche parte, e poi anche mio nonno me lo ha giustificato, che prima Hennebique ha fatto larco, poi lo ha disarmato, non ha aspettato ventotto giorni, dopo sette otto giorni lo ha disarmato, lha allentato, poi ha costruito le pareti, poi lo ha disarmato del tutto, per ridurre il momento di inerzia allappoggio, e poi ha fatto la soletta. Krall, che era fuori, ha sentito: ma quel ragazzo li, ingegnere, cos giovane?, ed io ho pensato, chiss quante me ne dice, invece dice ha ragione lui sa. Adesso che facciamo il ponte, lo facciamo come ha detto quel ragazzo li. Facciamo larco, disarmiamo, poi la soletta non la facciamo, la facciamo quando abbiamo disarmato del tutto. Quindi il progetto di tesi di laurea che ha fatto con il Professor Giannelli, sempre su un ponte sul Tevere tipo Risorgimento dichiaratamente ispirato al progetto alla soluzione da Tipo Risorgimento da lei studiata e calcolata per il Concorso a Roma del 1935? Si, i disegni non li ho pi trovati, nemmeno quelli della tesi di laurea. In realt quando ho fatto i calcoli per la tesi ho usato una nuova tecnica di calcolo per calcolare i momenti di inerzia.
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Conversazione con Aldo Favini, 30 settembre 2010

Esiste un articolo in cui si dice che i progetti di concorso presentati da Ridolfi sono due, ed erano la versione A e la versione B. Si, io per ne ho calcolato e disegnato uno soltanto. Parte del progetto lho fatto quando ero a militare a Vizzola Ticino. Quando sono tornato a Roma, abbiamo lavorato dodici o tredici mesi al progetto del Ponte. Poi il Professor Serao, che era il direttore dellufficio tecnico, ha avuto un esaurimento da stress, allora andato dallIngegner Vitali e dice: Aldo capace di dirigere lufficio tecnico con sei o sette ingegneri di quelli che ci servono, ed io sono rimasto come direttore dellimpresa di Vitali. Io non ho voluto lo stipendio, mi dava 2e50 lora. Io facevo lelenco delle ore, lo consegnavo al Professor Serao. Volevo chiederle infine di descrivermi alcune sue impressioni sulla Villa a Termini di Sorrento , progettata con Bruno Morassutti. Quella struttura non una volta sottile. Inizialmente si pensava di utilizzate il Coppone AL-FA a rovescio per fare la copertura, portando le nervature allesterno, ma poi si optato per gettare tutto in opera, con travi allestradosso, poich era impossibile trasportare il coppone pre-fabbricato fino a Sorrento. Come nata lidea di questa soluzione strutturale? Era di Morassutti lidea di avere una copertura a telo rovescio o sua? Morassutti mi ha dato il rettangolo, e io gli ho fatto la struttura. C un disegno della centina fatto da lei con Bruno Morassutti. Non una volta sottile. Dicevo: lo facciamo con gli operai li in opera. Sono quattro travi. -

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