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RIVOLUZIONE SCIENTIFICA (di Carla Atzori) Riassunto del Capitolo 1: "La rivoluzione scientifica", paragrafo 1 "un evento di importanza cruciale " pagine 88 - 96

Il primo evento che segnò la data iniziale fu un'opera di Copernico (rivoluz degli astri celesti), mentre l'evento che la ultimò fu un'opera di Newton (principi matematici di filosofia naturale). La rivoluzione scientifica ha un'importanza enorme nella nostra storia, senza di essa il mondo di oggi sarebbe totalmente diverso, sarebbe una realtà diversa,sicuramente peggiore. Dalla Rivoluzione scientifica in generale e dalla metodologia galileiana in particolare, emerge:

l) la concezione della natura come ordine oggettivo e casualmente strutturato di relazioni governate da leggi; 2) la concezione della scienza come sapere sperimentale-matematico ed intersoggettivamente valido, avente come scopo la conoscenza progressiva del mondo circostante ed il suo dominio a vantaggio dell'uomo. Analizziamo adesso i vari punti e passaggi di questo schema .

IL NUOVO MODO DI VEDERE LA NATURA Secondo la scienza la natura ora ha diverse caratteristiche:

a) ha un ordine oggettivo, cioè si interpretava antropologicamente. Infatti, solo

disantropomorfizzando o spersonalizzando la natura - e quindi «espellendo» l'uomo dalla fisica - risulta possibile studiare scientificamente la realtà effettiva del mondo circostante.

b) È un ordine oggettivo casuale, ovvero gli oggetti ke esistono al di fuori di noi hanno un ordine

casuale, un rapporto costante tra 2 fenomeni AeB; A=antecedente e B=conseguente, ogni volta che è dato A, B è necessariamente conseguente. Tuttavia, delle quattro cause riconosciute da Aristotele (formale, materiale, efficiente, finale), l'unica scientificamente ammessa è quella efficiente. Infatti alla scienza non interessa (o non è dato conoscere) il perché finale o lo scopo dei fatti, ma solo la loro causa efficiente, ossia le forze che li producono. c) È un insieme si relazioni tra fenomeni; questo punto chiarisce gli altri due in quanto nella natura ci sono dei fenomeni che sn legati tra loro tramite un nesso causale. Infatti lo sguardo del ricercatore è fisso sulle relazioni causali riconoscibili che legano i fatti (lo scienziato si interessa solo al rapporto tra causa ed effetto di un fenomeno, mentre lo studioso della natura si occupa delle connessioni che lo legano ad altri fenomeni e lo rendono comprensibile. d) I fatti sono governati da leggi; poiché essendo casualmente legati fra di loro obbediscono a delle regole uniformi, a delle leggi universali e necessarie che spiegano i fenomeni.

NUOVO MODO DI CONCEPIRE LA SCIENZA

a) Secondo gli scienziati il sapere va tradotto in termini numerici (quantizzazione). Con la matematizzazione gli scienziati distinguono le proprietà qualitative e quantitative di un qualcosa, quando si giunge alla proprietà quantitativa si sta matematizzando.

b) La scienza è un sapere sperimentale poiché si fonda sull'osservazione dei fatti e perché le sue ipotesi vengono giustificate su base empirica e non puramente razionale. La sperimentazione è importante in quanto permette di verificare ciò ke si è supposto o calcolato con la matematiz.

c) La scienza è un sapere pubblico e intersoggettivo; pubblico xkè chiunque può intraprendere la strada del sapere e intersog xkè è aperto a tutti. In tal modo, la scienza moderna si stacca nettamente dalla magia e dalle discipline occulte.

d) Il fine della scienza è la conoscenza oggettiva del mondo e delle sue leggi. Scienza è potere: essa ha come scopo piegare la natura alle esigenze dell'uomo, ed è qui che entra il merito alla tecnologia.

CIRCOSTANZE KE HANNO FAVORITO LO SVILUPPO DELLA SCIENZA:

La Rivoluzione scientifica si sviluppa nel nella, ma in un preciso contesto storico che vede la nascita di Stati nazionali e il consolidarsi della civiltà borghese. Di fronte alla necessità di eserciti con un più adeguato armamento, di costruire argini, di solcare oceani, di lavorare le stoffe, gli artigiani tradizionali devono necessariamente appellarsi a studiosi con più approfondite nozioni di matematica,

metallurgia, architettura. Si crea così il legame tra scienza e tecnica. Scienza e tecnica: un aspetto importante è la collaborazione tra tecnici e scienziati; tra questi vi era un legame in quanto i primi si occupano della parte pratica, preparano progetti, e i secondi davano il loro appoggio x quanto riguardava le conoscenze fisiche e matematiche. Si potrebbe dire che gli scienziati erano lo strumento grazie al quale i tecnici potevano dar vita alle proprie invenzioni. Questa collaborazione porta al superamento del millenario abisso fra scienza pura e applicazioni pratiche. con la Rivoluzione scientifica comincia a svilupparsi quel circolo dialettico, di reciproca implicanza e condizionamento, fra scienza e tecnica, che costituisce uno dei tratti più vistosi della civiltà moderna.

Società, scienza e tecnica: problemi storiografici e critici

Nel Seicento europeo è nato e si è diffuso un nuovo tipo di sapere, chiamato Scienza e che si caratterizza per alcuni punti, che secondo Paolo Rossi, noto studioso di storia della scienza, coincidono con quelli della la scienza moderna, :

a) la riduzione della natura ad oggetto di ricerca da parte dell’uomo, svincolandola del tutto da ipoteche di carattere metafisico

b) l’uso di nuovi strumenti d’indagine come il telescopio o il microscopio

c) l’impiego del calcolo matematico per una più precisa misurazione dei fenomeni naturali

d) la diffusione di una mentalità sperimentale basata sull’osservazione sistematica dei fenomeni e sul

controllo dei risultati. Infatti, anche se diverse scoperte non sono nate per rispondere ad una necessità, ma solo per un bisogno di conoscenza o per un’intuizione, poi sono state comunque utilizzate in campo pratico. SCIENZA E RINASCIMENTO

a) il Rinascimento, con la sua tendenziale laicizzazione del sapere e la sua rivendicazione della libertà della ricerca intellettuale ha aperto le porte alla nascita della scienza.

b) il Rinascimento, tramite il principio del «ritorno all'antico» e delle relative traduzioni di molte

opere scientifiche e filosofiche dell'antichità, ha prodotto la reviviscenza di dottrine e figure che erano state trascurate per secoli (Democrito, Erone, Archimede

c) il Rinascimento, in virtù del suo naturalismo (la natura doveva essere studiata in quanto bella e

studiata dall'uomo xkè esso vive nella natura) ha posto le condizioni mentali di fondo per uno sviluppo più vasto dell'indagine naturale. Da qui risultano importanti 3 dottrine culturali del tempo :l'aristotelismo, la filosofia della natura e la magia. L'aristotelismo ha elaborato quel concetto di ordine naturale fondato sulla catena causale degli eventi (base scienza). La filosofia naturale ha chiarito che i princìpi del mondo fisico sono i princìpi sensibili. La magia ha fatto nascere quell'idea secondo cui il sapere serviva x rafforzare il potere sulla natura, ecco quindi ke essa risulta utile x piegare la natura a proprio piacimento. Poi in seguito, tramite i pilastri del rinascimento (Leo , Gali e Copern) la natura sarà scritta in termini geometrici, per cui l'unico linguaggio atto ad esprimerla è quello rigoroso della matematica.

CHI SONO GLI SCIENZIATI?Essi, tranne il caso di astronomi e matematici di corte (richiesti sovente dai loro signori per gli oroscopi), non sono scienziati di mestiere, ma individui che coltivano le ricerche accanto alle loro professioni di ingegneri, architetti, medici, professori delle università tradizionali ecc.; oppure sono persone benestanti che possono permettersi di dedicarsi agli studi senza preoccupazioni economiche.

FORZE CHE HANNO COMBATTUTO LA NUOVA SCIENZA Nella vigorosa battaglia per l’affermazione del nuovo modo di concepire la scienza i filosofi seicenteschi devono combattere non solo contro le resistenze degli aristotelici ma anche contro “maghi e stregoni”. La cultura ufficiale si sentiva minacciata xkè il nuovo sapere metteva in discussione molte delle sue teorie cosmologiche e fisiche;perché la scienza portava uno schema teorico anti-finalistico ed anti-essenzialistico che andava contro i teoremi basilari della metafisica greca e di quella cristiana; perché la scienza, contrapponendo la forza dell'esperienza e della verifica all'arma del ragionamento e della deduzione teorica, svuotava di senso ogni «dogma» intellettuale legato all'autorità del passato. Gli aristotelici cercheranno di avvolgere i fondatori del pensiero scientifico moderno in una rete di sottili contro-obiezioni teoriche, volte alla riduzione all'assurdo delle nuove dottrine. La religione si sentiva fortemente minacciata poiché vedeva distruggere pezzo

per pezzo quella visione dell'universo in cui aveva sempre creduto; in questo caso ad essere messa in discussione non appariva solo l'autorità di Aristotele,ma anche la parola divina della Bibbia. Inoltre, ad impaurire la Chiesa non erano solo i contenuti della nuova scienza, ma anche il suo stesso metodo. I teologi della Chiesa intuivano che la scienza aveva una mentalità razionalistica, che avrebbe potuto contagiare altri campi, come ad esempio l'etica e la politica, sovvertendo credenze e istituzioni secolari. La vecchia cultura, la Chiesa e gli stregoni si trovarono alleati contro la scienza. Tutte queste forze utilizzeranno cm arma la propria autorità, cercando di scoraggiare intellettualmente i nuovi scienziati. Ma tutti gli attacchi e le polemiche contribuiranno a rafforzare gli stimoli di questi ultimi che combatteranno x dimostrare la propria utilità sociale.