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PRESENTAZIONE

E’ con estremo piacere che mi accingo a presentare “Progettare per immagini” , la


guida operativa per Archicad, per il grande significato didattico e culturale che
rappresenta.
Cinque nazioni europee si uniscono in un progetto che intende esportare un
programma di disegno computerizzato, da un gruppo di studenti italiani “esperti” a
gruppi di coetanei spagnoli, portoghesi, rumeni, turchi, che non usano questo
strumento nelle loro scuole.
E’ l’esempio più concreto ed evidente della libera circolazione delle idee, delle persone,
delle conoscenze che ha ispirato fin dall’inizio la nascita dell’Unione Europea.
In tempi difficili, in cui da più parti si prova a demolire l’Europa unita e a
disconoscerne il valore, la scuola dà una risposta concreta alle istanze più profonde di
unità e pace, che pervadono il sentire del cittadino comune.
E’ dunque il sogno che diventa realtà: adulti e ragazzi mescolano passione, interessi,
competenze, aspirazioni e li condividono in nome di un unico, grande traguardo.
Dopo due anni di allenamento, dopo le lezioni impartite dagli studenti italiani, con
l’attenta e costante presenza dei docenti esperti in progettazione e in lingua
straniera, tutti partecipano ad una gara, gli Archicad Games.
Una sana competizione che chiede a tutti di mettersi in gioco, di provare a tradurre in
pratica gli apprendimenti e le conoscenze, di dare il meglio di sé. C’è un vincitore,
come è giusto che sia in ogni gara, ma vincitori morali sono tutti i ragazzi che hanno
animato questo progetto rendendolo unico e, nello stesso tempo, universale.
L’intero percorso trova la sua legittimazione in questo manuale operativo, frutto
dell’impegno degli autori che, documentando il lavoro fatto lezione dopo lezione,
hanno creato uno strumento agile ed utile a tutti coloro che vogliano acquisire una
specializzazione nel campo della progettazione computerizzata.
Un grazie speciale al prof. Arch. Edi Tinarelli ed al prof. Luigi Marcucci, ideatori e
promotori di un progetto difficile e ambizioso, realizzato in maniera esemplare, come
anche alla dott.ssa Gianna Sorge, che ha rappresentato un valido supporto tecnico.
Tutti e tre, ciascuno per la propria specializzazione, hanno dato un contributo prezioso
per la realizzazione di questo prodotto.
La diffusione di questo manuale, nelle scuole italiane ed europee, rappresenterà la
giusta ricompensa alle fatiche ed all’impegno profusi, con la speranza questa piccola
tappa sia parte significativa del lungo cammino verso l’unità dei popoli attraverso il
linguaggio della cultura.

Il Dirigente Scolastico
Dott.ssa Daniela Rollo

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I PARTECIPANTI AL PROGETTO

Covilha
Portogallo

ANTALYA / KEPEZ - Mobil Ortaokulu


Turchia

L.T.A.S “Victor Slavescu” Ploiesti


Romania

I.E.S Olivar de la Motilla (Dos Hermanas)


Spagna

I.T.E.T “Enrico Fermi” Lanciano

Italia

Questo manuale è di proprietà ed uso esclusivo della Unione Europea e della Agenzia Nazionale. La
diffusione può avvenire solo all’interno degli Istituti Scolastici e l’uso è riservato a docenti e studenti di
ogni ordine e grado.

I simboli, le icone e le schermate utilizzate in questo volume sono tratte da Archicad 16 con
autorizzazione Claudio Mandelli Education Manager GRAPHISOFT SE Italian Branch Office Via Rossignago
2/a | 30038 Spinea (VE) Italia.

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PREMESSA

I programmi CAD (Computer Aided Design) sono ormai parte integrante dei
processi progettuali per la realizzazione di edifici di uso pubblico e privato.

Per questa ragione gli studenti che preparano il loro futuro professionale devono
necessariamente acquisire la conoscenza e la capacità di utilizzare tutte le potenzialità
di questi programmi sia per l’esecuzione degli elaborati progettuali, sia per la
modellazione tridimensionale, rendering, animazioni, ecc.

In questo campo Archicad è senza dubbio lo strumento ideale per completare e


arricchire queste capacità, poiché il software è nato proprio per l’elaborazione al
computer dei progetti di fabbricati sia residenziali che con funzione pubblica.

La Commissione Europea, nell’ambito del progetto Erasmus + per Partenariati tra


sole scuole, ha selezionato l’ITET “Enrico Fermi” di Lanciano per il progetto “Crea
e disegna il tuo futuro”.

Il progetto prevedeva l’insegnamento di Archicad nelle scuole superiori europee e la


sua diffusione; l’Istituto è leader in questo campo sia per esperienza e competenza,
sia per il lavoro svolto che per la produzione di progetti e testi. Al progetto hanno
partecipato un gruppo di partner che comprende Spagna, Portogallo, Turchia e
Romania.

Il risultato finale del progetto è questo manuale, ovvero una guida per immagini che
racconta passo dopo passo, tutte le fasi per realizzare un elaborato progettuale
completo. Infatti la struttura di questa guida ha la peculiarità di essere realizzata
essenzialmente per immagini, sia per renderla immediatamente comprensivo, sia per
usare un linguaggio globale, sia per avere riscontro con le “finestre” del programma
per un uso rapido e corretto.

Il lavoro è stato principalmente realizzato dagli Autori, ma in collaborazione e con


l’aiuto, i suggerimenti, le indicazioni, di tutti i professori e alunni delle scuole partner.

Alla fine del testo sono raccolti i migliori esempi elaborati dagli alunni delle
scuole partner, realizzati in occasione dell’evento/ meeting finale a Lanciano
(Italia).

Archicad nasce in Ungheria con la società Graphisoft (www. graphisoft. com) per
sviluppare un programma tridimensionale dedicato specificatamente all’Architettura,
superando il concetto di CAD come semplice tecnigrafo elettronico.

Infatti con Archicad la finalità del lavoro non è il disegno, ma la progettazione


dell’edificio, ed è questo che viene realizzato (simulato) con il computer.

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Archicad riproduce, in un unico ambiente di lavoro, le simulazioni virtuali sia del tavolo
da disegno, sia dell’edificio che viene progettato. L’approccio alla metodologia del
“Virtual Building” si evidenzia subito aprendo il programma poichè si trovano gli stessi
elementi che, nella realtà, compongono l’edificio ovvero muri, pilastri, solai scale,
falde, ecc.

Infine una raccomandazione sui sistemi operativi. Questo testo è realizzato con le
immagini di Archicad 16 a 64 bit poiché per le differenti tecnologie, computer, delle
scuole dei nostri partner, è stato necessario adottare una versione ormai compatibile
solo con Window Vista e XP e quindi obsoleta.

Poiché sia le immagini, la struttura, che la sostanza delle operazioni che qui
proponiamo sono sostanzialmente le stesse, in quanto il risultato non cambia, si
consiglia l’uso di Archicad 19. I requisiti del sistema sono:

- Windows 8, 10 Processore a 64 bit con intel core 5 /7; 8 GB di RAM, meglio 16


GB per render più complessi; 5 GB di spazio libero per l’installazione e 10 GB
per poter lavorare; scheda grafica OpenGl 2.0 compatibile con 1024 MB di
memoria o superiore; risoluzione monitor 1440 x 900 o superiore.

Questi requisiti sono essenziali anche per eventuali integrazioni e applicativi come
BIM Server o i motori di rendering esterni, tra cui i principali sono i seguenti.

Artlantis, permette di generare immagini renderizzate di viste prospettiche,


assonometrie mentre Artlantis Studio permette la realizzazione di filmati e
animazioni.
Cinema 4D è invece un programma di modellazione e animazione di alto livello che
permette anche l’interfaccia e l’interscambio con Archicad che, similmente ad
Artlantis, consente di effettuare aggiornamenti del modello senza perdere il lavoro
effettuato.
Lumion 6 rappresenta l’ultimo avanzato prodotto per realizzare video. Se ne parlerà
più avanti in un apposito paragrafo.

Infine, come detto, è una guida realizzata da e per gli studenti da me e dai docenti
partner; eventuali imprecisioni o modalità non proprio ortodosse, sono dovute al fatto
che il lavoro è stato realizzato secondo il nostro modo di “vedere, sentire e usare gli
strumenti”.

Una volta in possesso di questi elementi base si potrà sempre consultare il manuale
d’uso del programma (tasto “aiuto” nella barra menu), i diversi e completi testi in
commercio, consultare il forum del portale Archiradar… per diventare un vero esperto
in questo campo.

L’ Autore

Prof Arch Edi Tinarelli

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CORSO DI ARCHICAD

Il Progetto

Lo scopo del nostro progetto è raccontare, come detto, la “costruzione virtuale” di un


edificio con le immagini.

Si è pertanto pensato di costruire l’opera come una raccolta di lezioni che seguano
passo dopo passo le varie fasi di realizzazione di unità abitative ad un piano, nella
prima parte e, successivamente, una elaborazione su due livelli, più complessa,
arricchita, nelle ultime lezioni, di tutti gli accessori per renderla completa,
presentabile, realizzabile.

La scelta di realizzare un ambiente di civile abitazione con queste caratteristiche nasce


dall’esigenza di introdurre lo studio di Archicad, per la progettazione di case mono-
bifamiliare da uno a tre livelli, principalmente con riferimento alle strutture in legno, e
di seguirne la progettazione dall’inizio alla fine.

Questo permetterà, attraverso le immagini di ogni singola operazione, di seguire l’iter


progettuale dalla definizione planimetrica e distributiva, alla realizzazione
dell’arredamento, alla soluzione dei prospetti, alla rappresentazione tridimensionale.

Per meglio introdurre questi concetti proponiamo subito le viste di insieme del
prodotto finale, ovvero le piante e i rendering.

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Pianta piano terra per una abitazione ad un solo livello.

Rendering

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Pianta piano primo e secondo (per una abitazione a due livelli)

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Capitolo 1

Lezione 1.0 Avviare il programma

Per aprire il programma si clicca due volte


sull’icona relativa. (Fig 1)

Fig 1

Passando per la finestra iniziale


“ArchiCAD 16”, si arriva alla
finestra di avvio, nella quale
appare la prima finestra di dialogo
(Fig.2).

Se si desidera iniziare un nuovo


progetto, selezionate “Crea un
nuovo progetto” e cliccate su
“nuovo”: si aprirà la schermata
principale che rappresenta la
“Finestra pianta”, ovvero lo
spazio ove disegnare.
Attenzione che quando saranno
creati dei progetti e salvati in
memoria, dopo aver cliccato su
“Apri un progetto”, converrà
indicare “Usa i settaggi
dell’ultimo progetto” se avete
dei files personalizzati.
Fig 2

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Questa che appare è la finestra iniziale o schermata generale che rappresenta il nostro
foglio di lavoro.

Fig 3

Esaminiamo, prima di iniziare, i diversi elementi che compongono questa finestra:

- L’area di disegno: è l’area a quadretti su sfondo bianco ove viene disegnato il


progetto ovvero è il nostro foglio di lavoro;
- La barra dei menu: è situata nella parte superiore della finestra e contiene
tutti i comandi di disegno. I menu si selezionano cliccandovi sopra col tasto
sinistro del mouse e si visualizzano sotto forma di tendina;
- La barra strumenti standard: è quella classica di tutti i software CAD e
raggruppa le “icone” di alcuni comandi principali maggiormente utilizzati nel
corso di disegno;
- La barra di stato: ove sono raccolte le icone di visualizzazione con cui è
possibile ingrandire, spostare, eseguire uno zoom, ecc. e gestire le altre
caratteristiche del disegno.

Queste barre sono di default e quindi fisse all’interno del piano di lavoro.
Una caratteristica di Archicad sono le “barre mobili” composte da icone e campi di
testo editabile in cui si può inserire, costruire, modificare tutti gli elementi grafici del
disegno; queste barre mobili prendono il nome di “palette”.

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Esaminiamo più da vicino alcune parti della nostra schermata, cominciando dagli
elementi della “Barra strumenti standard” e della “Barra di stato”.

La Barra strumenti standard

Registra Taglia Incolla Ripristina


Fig 4

Nuovo

Apri Stampa Copia Annulla

Preleva Parametri
Fig 5

Trova e Seleziona Trasferisci Parametri

Punti Snap Speciale

Fig 6
Linee Guida Mostra / Nascondi
Ispettore

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Attiva Snap Sottolucido Snap Elemento
Fig 7

Setta Origine
Utente

Righello Gravità Misura

Taglia elementi
Taglia Estendi Arrotonda Falda Strumenti di Revisione

Fig 8 Dividi Interseca Ridimensiona Sospendi Revisione


Gruppi Modello

Finestra 3D Orbita

Fig 9

Pianta Ultimo Layout Esplora Modello


Anteprima Scala Opzioni Incremento Zoom
Fig 10
Navigatore Corrente di Zoom Zoom Panorama Precedente

Navigatore Opzioni Zoom Zoom a Riduci Autoscala Zoom


Veloci scorrimento Zoom Successivo

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La prima cosa da fare, prima di iniziare qualsiasi operazione di disegno, è la scelta
dello strumento.

Gli strumenti si possono suddividere in gruppi logici:


- strumenti di selezione (Freccia, Area di selezione);
- strumenti di disegno (Retino, Linea, Arco/Cerchio, Polilinea, Spline, Figura,
Hotspot);
- strumenti di costruzione, a loro volta suddivisibili in elementi di base (Muro,
Falda, Trave, Colonna, Solaio, Mesh) e elementi di libreria (Oggetto, Lampada,
Porta, Finestra, Lucernaio, Scala, Testa muro);
- strumenti di annotazione (Quote, Testi, Etichette, Zone);
- strumenti complementari (Sezione/Alzato, Dettaglio, Disegno, Telecamera);
- strumenti esterni (la palette può presentare altri strumenti quando si installano
degli Add.On, cioè dei moduli esterni che aggiungono ulteriori funzionalità ad
ArchiCAD).

Fig 11 STRUMENTI DI SELEZIONE

Freccia

Area di selezione

Fig 12 STRUMENTI DI DISEGNO

Retino
Hotspot

Linea
Spline

Polilinea
Figura

Arco/Cerchio

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Fig 13 STRUMENTI DI COSTRUZIONE (Elementi di base)

Muro Solaio

Falda Trave

Colonna Mesh

Fig 14 STRUMENTI DI COSTRUZIONE (Elementi di libreria)

Testa muro Lampada

Finestra
Finestra d’angolo

Porta
Lucernaio

Oggetto Scala

Fig 15 STRUMENTI DI ANNOTAZIONE

Quota lineare
Testo

Quota altimetrica

Etichetta
Quota angolare

Zona

Quota radiale
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Fig 16 STRUMENTI COMPLEMENTARI

Camera Sezione

Dettaglio Alzato

Prima di iniziare il nostro progetto ricordiamo alcune semplici nozioni.

Per passare da un comando all’altro o interrompere l’uso dello strumento si usa il


comando “Esc” della tastiera; si annullano tutti i comandi e le impostazioni della
barra classica degli strumenti.

Quando si disegna e si commette un errore o si usa “Annulla digitazione” per


tornare indietro (come in word) dalla barra standard, o tramite lo strumento
“Freccia” dalla barra classica; clic e l’oggetto diventa verde, clic su “Canc” per
eliminare il disegno. Si può usare anche lo strumento “Area di selezione” per intere
parti; si crea una finestra e si cancella.

Controllare, infine, nella barra degli strumenti standard che siano attivi gli strumenti
“Mostra/Nascondi Ispettore” e “Misura”( è indispensabile).

Fig 17
Fig 18

Attenzione. Assicuratevi prima di iniziare che le misure siano in metri e gli angoli nel
sistema decimale. Dal menu scegliere Opzioni > Preferenze Progetto > Unità di
lavoro. Nella schermata che appare immettere i valori desiderati ovvero l’unità di
misura e l’unità angolare. Scegliere infine i decimali cioè la quantità di cifre dopo la
virgola (si consiglia 2).

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Questa rappresentata ora in figura è la pianta del piano terra del nostro edificio da cui
partiamo per realizzare, come detto, la costruzione di una casa unifamiliare ad un solo
livello.

Fig 19

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Prendete esempio dalla distribuzione interna e dalle quote indicate e
iniziate ad entrare ufficialmente nel mondo Archicad attraverso il
comando più importante: lo strumento MURO.

Lezione 1.1 Strumento Muro

Fig 20

Per iniziare clicca con il tasto sinistro del mouse sull’icona muro ( nella barra degli
strumenti) poiché è necessario impostare le caratteristiche del muro da disegnare.

Cliccando sull’icona dialogo settaggi (contenuta nella finestra settaggi default), in


figura, appare la finestra di settaggio.

Fig 21

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Per ottenere la finestra di settaggio si può anche cliccare due volte sull’icona muro. In
questa finestra si impostano spessore e altezza del muro che in questo caso sono
rispettivamente di 0,40 m e 2,7m.

Fig 22

Al termine dell’operazione premi il tasto “OK” in basso a sinistra.

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Osserva cosa contiene questa finestra.

Geometria e posizionamento; definiscono altezza e spessore del muro. Nel nostro


caso inseriamo muri a sezione costante, ma si possono anche avere diverse tipologie
di muro mettendo i valori di volta in volta.

Il pannello Piante e Sezioni permette di scegliere il tipo di linea, il colore e la


campitura interna che si desidera utilizzare per disegnare il muro.

Nel pannello Modello si clicca sull’icona per la scelta dei materiali ove compare una
lista predefinita; puoi lasciare il muro a mattoni o mettere l’intonaco. La soluzione
scelta appare però solo nella vista 3D. Se l’opzione catena è attiva, il muro sarà
composto da un solo materiale, se disattiva ad ogni superficie può essere assegnato
un materiale diverso.

Possiamo ora iniziare.

Clicca con il tasto sinistro su un punto qualsiasi del foglio di lavoro e allontanati verso
destra con il mouse. Attenzione: se non appare il rettangolo con distanza e angolo
devi attivare l’icona “ispettore” sulla barra degli strumenti standard.

Fig 23

Per rendere orizzontale ( o verticale) il muro tieni premuto il tasto “shift” e


contemporaneamente premi il tasto “R”:

Fig 24

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Lascia i tasti e digita una lunghezza di 5,6 metri:

Fig 25

Premi il tasto invio (o doppio clic) per ottenere il seguente risultato:

Fig 26

Con lo stesso procedimento realizza gli altri muri della nostra abitazione.

Se ti avvicini con il mouse sul vertice inferiore della parte destra del muro (come in
tutti i vertici e i punti di mezzeria) compare una piccola “v” che indica la corretta
posizione sul vertice.

Fig 27

Quando compare la “v” clicca con il tasto sinistro e allontanati verso l’alto con il
mouse. Per rendere verticale il muro tieni premuto il tasto shift :

Fig 28

Nota: quando si inizia il lavoro la griglia della finestra iniziale è a quadretti piccoli. Per
ingrandire il foglio o il disegno gira la rotellina del mouse; tenendo invece premuta la
rotellina, il cursore diventa una mano e si può spostare il disegno all’interno del foglio.

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Adesso che il nostro muro è perfettamente
verticale, mantieni premuto il tasto shift, clicca il
tasto “R” e imposta la lunghezza del muro, che in
questo caso è di 11,90 metri. Premi il tasto invio
per ottenere il risultato in figura.

Fig 29

Il muro può essere disegnato, come detto, in varie forme, modi e dimensioni.

Poni attenzione al metodo di costruzione, indicato nelle figure con linea in grassetto e
freccia. Selezionando muro diritto e metodo di costruzione sinistra avremo un muro
che verrà disegnato nella parte sinistra del suo asse. Selezionando i diversi metodi
possiamo
decidere il
modo in cui il
muro verrà
rappresentato.

Fig 30

Se dovete apportare qualche modifica ad un muro disegnato potete selezionarlo ( cioè


cliccarci sopra); il muro diventa verde e automaticamente compaiono i nodi alle
estremità (pallini neri), ovvero i punti di aggancio ove cliccare.

Fig 31

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Clicca quindi su un nodo e
appare la paletta:

Fig 32

Il primo strumento “SPOSTA” permette di cambiare la posizione dell’oggetto


ovviamente anche con delle misure specifiche; il secondo strumento “RUOTA”
permette all’oggetto di ruotare in ogni angolazione desiderata anche inserendo un
valore specifico. Ad esempio, posizionando il cursore su un nodo apparirà un
goniometro; cliccandoci sopra si attiverà permettendo la rotazione .

Fig 33

Devi mantenere dritta la linea principale con shift+R e cliccare in modo che si crei un
punto “0” per la rotazione: quindi si può sia ruotare di esattamente 90°, mantenendo
dalla tastiera shift+R , e sia inserire un valore specifico di angolazione:

Fig 34

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Fig 35

Con un angolo specifico si ottiene questo risultato:

Fig 36

Comando “SPECCHIA” anche in questo caso clicchiamo su un nodo per attivare il


comando che ci permette di vedere in anteprima il cambiamento.

Fig 37

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Fig 38

clicchiamo e l’oggetto sarà specchiato


dal lato opposto:

Fig 39

Lo strumento “MOLTIPLICA” serve


a creare più copie dell’oggetto e si
può farlo in 4 modi differenti, ma lo
si vedrà nelle lezioni successive.

Fig 40

Ed infine lo strumento “AGGIUSTA” che permette di modificare l’oggetto,


principalmente allungarlo, accorciarlo o cambiare direzione.

Fig 41

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Ora continua: muro di 4.50 m ad una
altezza di 1.00 m.

In questo caso occorre creare il muro


(sempre con shift + R e distanza)
nello spigolo basso.

Fig 42

Ora per alzare il muro di un metro si procede così. Deseleziona il comando muro dalla
barra strumenti con Esc e seleziona il muro (che diventa verde): quindi tasto
destro / Muovi e ancora Muovi. Immetti 1,00 metri, sempre con shift + “R”, e
clicca per chiudere.

Fig43 Fig 44

Aggiungiamo un muro di altezza pari ad uno


esistente. Con lo strumento muro riattivato
premi shift e porta il puntatore, con forma di
matita bianca, alla stessa altezza del muro
precedente.

Quando il puntatore matita diventa nero, clicca.


I due muri avranno la stessa altezza. Se vuoi
misurare i muri usa MISURA/CROCE +
RIGHELLO: punta gli estremi di un muro,
clicca e ottieni la misura.

Fig 45

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Continua con un muro che andrà a chiudere gli ultimi due realizzati; con il puntatore
clicca sul vertice del muro appena realizzato, spostati verso sinistra e quando sarà
perfettamente allineato, INVIO.

Fig 46

Ora realizza un muro di 6.70 m ad una distanza di 0.90 m dal precedente, quindi
procedi con il metodo visto in precedenza, crea il muro e spostalo:

Fig 47

Ora completa il
disegno con gli
ultimi muri
perimetrali;
realizza un
muro di 4.00
m.

Fig 48

Per completare la pianta del tuo


appartamento prosegui inserendo i valori in
figura:

Fig 49

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Collega infine l’ultimo muro disegnato con il vertice del primo, con lo stesso sistema
sin qui visto, e completa il perimetro della pianta per ottenere il seguente risultato:

Fig 50

Ora bisogna realizzare le tramezzature che saranno in parte di spessore 0,40 m ed in


parte 0,20 m. Inizia con i tramezzi di spessore 0,40m usando il metodo imparato per
spostare i muri, quindi crea il primo tramezzo adiacente ad un muro già esistente
(misura da inserire 4,10 m) e poi lo sposti di 3,00 m

Fig 51 Fig 52

31
Spostati ora nella parte superiore dell’edificio e
procedi allo stesso modo: crea il muro di m 4,10 e
spostalo di 4,50 m

Il risultato sarà quello in figura.

Fig 53

Per concludere con i tramezzi di spessore 0,30 m realizza gli ultimi due come in
figura:

Fig 54

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Per completare la pianta, cambia ora lo spessore del muro a 0,20 m; quindi apri la
finestra dei settaggi muro e modifica lo spessore.

Fig 55

Riducendo lo spessore del muro a 0,20 metri puoi disegnare i tramezzi.

Nelle figure che seguono sono rappresentate le tramezzature principali. Vicino


all’altezza del piano, in Geometria e posizionamento, esistono tre simboli di
costruzione con una linea in grassetto con freccia. Per allineare i muri bisogna
prestare attenzione ai simboli e utilizzarli di volta in volta.

Il procedimento sarà sempre lo stesso quindi creando il muro e spostandolo possiamo


completare il nostro progetto. In ogni caso che si presenta se selezioni il muro e clicchi
sul nodo (pallini neri) compare una paletta. Scegli il comando AGGIUSTA
combinato con shift, per mantenere il muro verticale o orizzontale, per allungare,
accorciare o cambiare direzione al muro.

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Ora la nostra pianta è pronta.

Fig 56

Ultima nota. Tenendo premuto il tasto Ctrl il cursore si trasforma in forbici.


Avvicinandosi ad una parte e cliccando verrà eliminata/tagliata la parte. Se si
vuole realizzare un arrotondamento o smussare una parte, evidenziare entrambi i
muri, aprire la tendina Edita > Modifica e selezionare Arrotonda/Smussa.

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Lezione 1.2 Porte e Finestre

Inserisci ora porte e finestre.

Comincia inserendo il portone che permette l’accesso


all’abitazione. Seleziona lo strumento porta nella finestra del
dialogo settaggi: per esempio seleziona la cartella “porte a
battente ad architrave piatto 16”.

Fig 57

Fig 58

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Seleziona il tipo di porta
(esempio Porta a 2 Ante
asimmetrica 16) e inserisci
le misure desiderate: in
questo caso sono 1,50 per
la larghezza e 2,10 per
l’altezza. Attenzione
all’anteprima.

Premi OK.

Nella sottocartella
”Settaggi Porta a
Battente” e poi nella
sezione “Tipo Anta e
Maniglia” si può scegliere
tra diversi tipi di pannelli
per l’anta e diverse
maniglie.

Fig 59

Successivamente si torna alla pianta


e si avvicina il mouse al punto del
muro in cui si desidera inserire il
portone.

Quando ci si trova sul bordo interno


del muro, nella posizione desiderata
per l’inserimento della porta, il
puntatore cambia aspetto diventando
una Y rovesciata; clicca con il tasto
sinistro per posizionare.

Fig 61

Fig 60

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Dopo aver cliccato con il tasto sinistro comparirà un simbolo che rappresenta un
occhio: clicca nuovamente con il tasto sinistro facendo attenzione a cliccare nella
parte interna del perimetro per indicare che la porta si aprirà verso l’interno e non
viceversa. Cliccando sulla parte selezionata compaiono barre mobili o palette; possono
essere utili poiché ad esempio, selezionando la porta e utilizzando il comando “Muovi”,
si può spostare la porta.

Ciò può servire per posizionarla, ad esempio, a 10 cm dal bordo. Deseleziona il


comando porta con Esc e seleziona la porta. Con un nodo interno fai comparire la
paletta, tasto sinistro, seleziona Muovi. Porta la porta sino in fondo adiacente al muro
e clicca. Seleziona ancora la porta (nodo interno) e con shift + R metti la distanza
0,10 m. Procedi nello stesso modo per l’inserimento delle altre porte cambiando
ovviamente tipo di porta per sceglierne una per l’interno.

Fig 62

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Supponiamo di essere arrivati a questa soluzione:

Fig 63

Ovviamente le due porte evidenziate, così ravvicinate, possono creare problemi nei
percorsi: per eliminare il problema vediamo come si procede per inserire una porta
scorrevole.

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Apri la finestra dei settaggi e scegli “Porte Scorrevoli” e “Porta Scorrevole a
Scomparsa 16”; imposta le misure e tutto ciò che vuoi modificare, clicca su OK e
automaticamente la porta verrà modificata.

Fig 64

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Questa in figura è la pianta definitiva completa.

Fig 65

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Lezione 1.3 FINESTRE
Adesso procedi con l’inserimento delle finestre, che avviene
utilizzando lo stesso procedimento visto per le porte.

Clicca sul comando Finestra:

Apri la finestra del dialogo settaggi e scegli innanzitutto la tipologia


di finestra (Finestre 16 e Finestra a due Ante 16), di seguito in
“Anteprima e Posizionamento”; i primi due simboli indicano
larghezza e altezza della finestra; il simbolo sotto indica l’altezza da
terra.

Fig 66

Fig 67

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Scegli la “Finestra a 2 Ante 16” e completa la piantina con l’inserimento delle
finestre. Ovviamente per le camere le finestre hanno una dimensione standard,
mentre per il bagno possono essere più piccole e per il soggiorno più grandi. Nella
figura è rappresentato un esempio che puoi modificare a piacimento.

A questo punto non resta che procedere con l’inserimento in pianta che avverrà come
spiegato per le porte. Per fare una copia della finestra e aprirla sullo stesso muro,
selezionala, clicca su un lato e premi Ctrl. Apparirà un +; trascina la finestra e clicca.
Con lo stesso sistema si può anche copiare l’intera pianta e metterne una copia sul
foglio di lavoro. Nella sottocartella “Settaggi Finestra” possono essere fatte tutte le
modifiche che vuoi come ad esempio le spallette o l’inserimento delle persiane.

Fig 68

Infine per salvare il disegno vai nella barra in alto. Da Archivio /Salva con nome,
ad esempio, sul desktop. Inserisci un nome e salva.

42
Capitolo 2
ARREDO, RETINI, QUOTE, TESTO, STAMPA
Lezione 2.1 Arredi Interni

Dalla barra strumenti clicca sull’icona “Oggetto” e successivamente clicca su dialogo


settaggi per scegliere l’oggetto da inserire ed impostare i parametri.

Fig 69

Fig 70

Supponiamo di voler inserire un tavolo nel soggiorno. Nelle Librerie


alla cartella ARREDI 16 scegliamo la sottocartella “Tavoli 16” e
“tavolo da pranzo 01 16”.

Fig 71

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Da “settaggi default oggetto”, nella cartella “parametri” è possibile definire tutti i
particolari dell’oggetto, come le dimensioni, il materiale, le rappresentazioni in 2d e in
3d, ecc. Quindi in “anteprima e posizionamento” inserisci le dimensioni del tavolo:

Fig 72

Presta attenzione alla X nera con riquadro; indica il punto ove l’oggetto viene
posizionato in pianta. Dalla lista parametri apri “Rappresentazione 2D”, clicca sulla
freccia per far apparire la sottocartella e “penna bordo” per modificare il colore della
linea del perimetro dell’oggetto selezionato poiché, a volte, il colore di default non è
nero, ma verde. Attenzione che accanto ai colori compare anche lo spessore del
pennino.

Fig 73

Se a sinistra di un parametro è presente una piccola freccia nera, è necessario fare


clic con il mouse per mostrare una serie di ulteriori parametri subordinati.

44
In “Pianta e sezione”si
modificano lo spessore ed il
colore da attribuire agli
elementi sia in pianta che in
sezione,

In “Simbolo” verifica che la


casella sia nera e non verde
in “Penne Linea Simbolo”.

Fig 74

Chiudi “Simbolo”, apri “Superfici Sezionate” e cambia il verde con il colore


grigio; clicca sul pulsante “OK” in basso a destra per chiudere.

Fig 75

45
Clicca ora nel punto in cui vuoi inserire l’
oggetto; clicca sul tasto “Esc” dalla
tastiera per disattivare il comando.

Fig 76

Fig 77

Anche per gli oggetti puoi usare i comandi


Muovi, Ruota, Specchia, Eleva,
Moltiplica e Aggiusta. Infatti cliccando
sull’oggetto appare l’icona che permette di
effettuare le modifiche desiderate.
Conviene cliccare sui nodi esterni
altrimenti non appare il comando
“Aggiusta” nella palette.

Con il comando Muovi puoi spostare


l’oggetto in tutte le direzioni; basterà
cliccare sul punto in cui vogliamo
posizionare l’oggetto per
deselezionarlo.

Fig 78

Per quanto riguarda il comando Ruota devi prima selezionare il comando.

46
Clicca nel nodo dal quale vuoi avvenga
la rotazione; appare una linea guida
in base alla quale puoi scegliere l’
angolo di rotazione.

Fig 79

Clicca nel punto desiderato:


l’oggetto inizia a ruotare in
base alla linea guida. Quando
avrai scelto la nuova posizione
dell’ oggetto clicca nuovamente e
l’oggetto si posizionerà; infine
clicca Esc per deselezionare il
comando.

Fig 80

Con il comando Aggiusta puoi cambiare le dimensioni


dell’ oggetto. Con shift e R puoi inserire direttamente
le misure per allungare o accorciare senza tornare alla
schermata iniziale dei settaggi.

Fig 81

47
Inseriamo ora le sedie per introdurre il
metodo per inserire oggetti sotto
altri oggetti.

Fig 82

Dalla libreria, procedendo con il metodo visto per il tavolo, inserisci una sedia; dalla
sottocartella “sedute 16” scegliamo “Sedia Design 01 16”. Ricordarsi di cambiare in
nero “Penna di contorno”.

La sedia si posizionerà nella parte superiore o inferiore del tavolo.

Fig 83

48
Per creare un’altra sedia o seguiamo lo stesso procedimento o eseguiamo un
copia/incolla della sedia precedente con shift per mantenere l’ortogonalità;
posizioniamo la sedia accanto alla prima. E’ evidente che se vogliamo posizionare le
sedie in posizione precisa possiamo metterle a bordo tavolo e, con shift + R,
immettere la distanza.

Fig 84

Se le sedie appaiono al di sopra del tavolo seleziona il tavolo stesso > tasto
destro> ordine visualizza > porta avanti, per attivare l’opzione.

Fig 85

49
Fig 86

Seleziona le due sedie (una alla volta con shift) >tasto destro >muovi > specchia
una copia.

Fig 87

50
Posizionando il cursore lungo il bordo del tavolo compare un piccolo segmento che ci
indica la mezzeria di esso. Cliccando nel punto centrale compaiono due rettangoli che
rappresentano le sagome della sedia. Con shift per mantenerle diritte clicchiamo sul
lato lungo al centro del tavolo.

Puntare sul centro (quando si aggancia lo snap del centro del tavolo vicino al
puntatore appare una “v”) e con shift più clic per concludere e posizionare le sedie
nell’altra parte del tavolo.

Fig 88
Fig 89

Per mettere la sedia laterale > selezione di


una sedia >tasto destro > muovi > ruota
una copia e dopo aver trovato la posizione con
shift + clic per chiudere.

In alternativa ritorna alla schermata di


Settaggi default. Se nell’anteprima compare
una freccetta nell’angolo sinistro in alto,
puoi cliccare qui per ruotare la sedia. A
questo punto si eseguono le stesse operazioni
viste per l’inserimento della prima sedia.

Fig 90

Non è necessario ripetere “porta avanti”


poiché il comando è già memorizzato e
quindi tutte le sedie appariranno sotto il
tavolo.

Fig 91

51
Per esercizio procediamo mettendo due sanitari nel bagno. Da 1.6 impiantistica
16>Bagno>wc, bidet, orinali scegliamo il sanitario (ad esempio WC 16) e con il
metodo visto in precedenza posizioniamolo. Ovviamente, come per ogni elemento
Archicad possiamo apportare modifiche, come ad esempio nella sezione Settaggi Wc
possiamo modificare il tipo di wc ed il tipo di sciacquone.

Fig 92

Nella finestra in anteprima e posizionamento, nella schermata dei Settaggi,


compare una piccola freccetta, sulla figura in alto, con la quale si può eseguire un
orientamento o una rotazione subito senza ricorrere ai comandi successivi.

52
Ricordarsi altresì in “Simbolo” e “Superfici Sezionate” di cambiare colore (nero) ai
rettangolini. Per mettere gli elementi a distanza precisa vale sempre lo stesso
concetto: si affiancano i due elementi, si selezionano, comando muovi e con shift + R
si immette la distanza.

Fig 93

Anche in questo caso, come visto


per porte e finestre, si può
posizionare il sanitario prima in
un punto qualsiasi, poi con
selezione > palette > muovi,
farlo coincidere con il muro
perimetrale: a questo punto con
shift + R immettere la distanza
dal muro (almeno 0.50 m.) per la
posizione definitiva.

Fig 94

53
Scegliamo infine il secondo sanitario e, come rappresentato e definito nella
schermata, posizioniamolo in pianta secondo le procedure appena illustrate.

Al termine dell’operazione avremo la


seguente situazione.

Fig 95

Infine per alcuni mobili, poltrone e credenze, ad esempio, si possono modificare anche
i piedi, la facciata, le maniglie, sempre in Settaggi Generali della schermata dei
Settaggi. Per esercitarsi conviene arredare tutta la pianta anche in vista dei
rendering interni. Si propone come esempio la seguente soluzione. Fig 96

54
Lezione 2.2 Retini

Per inserire un retino ad


un oggetto, selezioniamo
quest’ultimo e clicchiamo
con il tasto destro del
mouse sull’oggetto.
Automaticamente apparirà
la tendina delle funzioni;
clicchiamo su “Settaggi
Selezione Oggetto”.

Fig 97

I Retini possono essere:

- retino pieno;

- retino vuoto;

- retino a gradiente
lineare

Dalla barra dei menu


Opzioni > Attributi
Elemento > Tipi di
Retino è possibili
duplicarli, rinominarli o
cancellarli.

Fig 98

55
Nella finestra di dialogo Settaggi Retino è possibile aggiungere il “testo
superficie”; al termine del disegno del retino apparirà un cursore a forma di martello
che consentirà di posizionare il testo con un clic. L’unità di misura e la precisione
della misura della superficie sono definite in Opzioni> Preferenze>
Quotature.

Sotto la cartella “Parametri” apriamo la sottocartella “Rappresentazione 2D” dalla


quale possiamo cambiare il colore del bordo del retino, la tipologia del retino in base al
materiale dell’oggetto che si sta modificando.

Fig 99

Appare “Retino vuoto” perché in pianta l’oggetto è, appunto, vuoto.

Andiamo a “Tipo Retino” e scegliamo, ad esempio, legno (appare solo in 2D).

La Penna Retino riguarda le venature del legno; chiaro 94.

Penna Sfondo Retino infine per il colore del tavolo (colore114).

56
Fig 100

Dalla lista dei Parametri apriamo Rappresentazione 2D e “penna bordo” che


permette di modificare il colore della linea del perimetro dell’oggetto e “tipo modello”
per modificare il materiale Con “penna retino” scegliamo le linee che ricopriranno
l’oggetto e con il comando “penna sfondo retino” modifichiamo il colore uniforme
dell’oggetto. Quindi chiudiamo con “OK”. Dopo aver impostato tutti i parametri
l’oggetto ci apparirà già colorato, clicchiamo sul pulsante OK e vedremo l’oggetto in
pianta:

Fig 101

57
Fig 102

Fig 103

58
Supponiamo infine di voler mettere una pavimentazione al bagno.

Questo non è un semplice retino ed è pertanto necessario


eseguire una diversa procedura. Cliccare due volte nella barra
verticale degli strumenti l’icona “Retino” e nella consueta finestra
Settaggi che si apre cercare la voce “piastrelle 30x 30”; occorre
sempre cambiare pennino (grigio chiaro) e mettere “zero” al
colore delle mattonelle.

Fig 104

Fig 105

Esistono tre metodi; dalla barra dei menu scegliamo “rettangolo”.

Fig 106

59
Selezioniamo il bagno e clicchiamo in un nodo (vertice o spigolo del bagno) nella
palette > segmenti diritto e clicca in tutti gli spigoli del bagno sino a chiudere
ritornando al punto iniziale. Se è inserito il metodo rettangolo puoi anche cliccare su
uno spigolo; clicca su quello opposto ed il retino verrà comunque inserito. Cliccando si
inserisce il retino.

Poni attenzione al contorno del retino; se


non è uguale > seleziona retino > tasto
destro mouse > settaggi > contorno
retino.

Fig 107

Fig 108

Clicca su un nodo > palette > muovi


nodo si modifica il retino adattandolo al
contorno; si possono inserire anche
nuovi nodi cliccando sulle retta più spessa
del contorno verde.

Nel retino selezionato compare una linea


più spessa; aggancia uno spigolo della linea
ed inclina il retino che ruota, o aggancia un
altro spigolo della stanza e clicca.

Se si vogliono inserire piastrelle


inclinate a 45° si seleziona il
retino > tasto destro > settaggi >
opzioni > orientamento retino >
legato all’origine del retino e ok.

Fig 109

60
Per inserire i metri quadri di superficie, da settaggi default > retino vuoto, cliccare
ed attivare la casella mostra superficie.

Ritornare nel disegno,


disegnare con metodo
rettangolo > spigolo >
spigolo; il cursore assume la
forma di martello.

Cliccando appare il valore della


superficie.

Fig 110

Per ingrandire o
modificare il valore lo si
seleziona, quindi tasto
destro > Settaggi
Testo Quota > click >
Contenuto Cartella >
Testo personale; si
inserisce il valore e ok.
Fig 111

61
Lezione 2.3 Quote
Dalla barra degli strumenti seleziona il comando “Quote”;
serve, appunto, a quotare tutti gli elementi.

Cliccando due volte sul comando quote appare la solita


finestra dei Settaggi.

Qui scegli tutte le impostazioni prima di inserire le quote. Puoi


scegliere il tipo di quota, ovvero scegliere “l’immagine” da
visualizzare nel nostro disegno; lo stesso discorso vale per la
“linea testimone” (attivala prima). Inoltre puoi impostare la
tipologia della scrittura, la dimensione di questa, e la posizione
(al di sopra, in mezzo o al di sotto della linea).

Fig 112

Fig 113

62
In particolare attenzione al pennino (mettere colore nero) e all’altezza delle
quote (M =3.00 mm). Un elemento molto importante è “Visualizza anche
l’altezza delle aperture” (in Dettagli quota) in quanto questo comando permette di
quotare porte e finestre.

Dopo aver scelto tutti i parametri clicca su OK e appare, al posto della solita freccetta
del mouse, una crocetta. Fig 114

Fig 115

Prima di procedere con la quotazione scegli, da “Settaggi di default”, il lato da


quotare che può essere verticale o orizzontale, obliquo oppure ad arco.

Fig 116

63
Ora puoi iniziare a quotare il progetto. Con la crocetta che appare seleziona tutti gli
spigoli da quotare. Su ogni spigolo selezionato apparirà un pallino, cliccando due volte
in punto esterno del disegno appariranno le quote.

Fig 117

Per togliere la griglia > Visualizza


> griglia visibile.

Per togliere i puntini nelle scritte


delle quote > Visualizza >opzioni
visualizzazione video > disattiva
maniglie blocchi di testo .

Si ricorda che per mettere 2


decimali dopo la virgola, > opzioni
> pref progetto > unità di lavoro e
alla voce decimali inserire 2.

64
Lezione 2.4 Testo

Fig 118

Per inserire un testo sulla pagina del nostro progetto


selezioniamo dalla barra strumenti lo strumento testo.

Cliccando due volte sull’icona “Testo” apparirà la seguente finestra:

Fig 119

Da qui puoi modificare tutte le impostazioni e il carattere della scrittura, l’altezza


e la tipologia che può essere in grassetto, in corsivo, sottolineato o
addirittura barrato.

Si può decidere anche l’allineamento, l’interlinea, la larghezza e la spaziatura; una


volta fissati tutti i parametri cicchiamo sul pulsante OK.

65
Ora non avremo più la freccetta del mouse, ma la crocetta; puntala in un punto
qualsiasi del foglio e trascinando il mouse si formerà un rettangolo: quando il
rettangolo avrà raggiunto le dimensioni desiderate clicca nuovamente e
apparirà il luogo ove scrivere, in formato Word.

Fig 120

Nella barra contornata di azzurro


scegliamo i parametri, mentre nella
barra sottostante andremo a scrivere il
nostro testo. Per chiudere il comando
basterà cliccare in punto qualsiasi del
nostro foglio di lavoro.

Come esempio scrivete “camera


matrimoniale” all’interno della stanza,

Fig 121

Attenzione alla posizione del


rettangolo, poiché ove si trova
compare poi la scritta.

Fig 122

66
Come esempio si propone la solita pianta riportata in figura.

Conviene, come esercizio, personalizzare la pianta, cambiando mobili, retini e


qualsiasi altro elemento, per ottenere un ambiente adatto sia per i rendering interni,
sia per avere altre soluzioni da proporre e scegliere la soluzione migliore.

Fig 123

67
Lezione 2.5 Stampa

Fig 124

Per stampare apriamo “archivio” dalla


finestra a tendina e successivamente
clicchiamo su “stampa”.

Apparirà la seguente finestra:

Fig 125

Per cambiare la stampante clicca su


formato pagina e apparirà la finestra
successiva

68
Da qui puoi cambiare la
stampante e le relative
impostazioni cliccando su
Proprietà, impostare il
formato del foglio ed il
suo orientamento. Una
volta che hai terminato di
scegliere tutte le
impostazioni desiderate
clicca su OK e torna alla
precedente schermata.

Fig 126

Fig 127

Quindi nell’”area di stampa”


scegli se stampare il disegno
intero oppure stampare solo lo
zoom corrente con il quale
visualizzi solo la parte visibile
nella schermata. Nella parte
relativa all’ ”intervallo” scegli
se stampare una o più pagine se
il disegno occupa più di un
foglio. Nella parte “scala”
imposta la scala del disegno che
può essere “Originale” e quindi
1:100, “Adattato alla pagina”,
e il disegno verrà adattato
automaticamente al foglio,
oppure scegli “Personale”,
dove puoi impostare la scala
desiderata. Nella parte di destra
puoi scegliere se stampare su
file, fascicolare le copie,
stampare in bianco e nero, ecc.
.

69
Puoi anche inserire l’intestazione o il piè di pagina e modificare i relativi parametri
cliccando su settaggi. Possiamo inoltre decidere la qualità della stampa ed il numero
di copie. Nell’area “Disposizione“ vediamo immediatamente la posizione del disegno
sul foglio che possiamo spostare con le freccette di posizionamento e con i parametri
visti precedentemente.

Ovviamente cliccare su “Stampa” per chiudere e stampare il foglio di lavoro.

Lezione 2.6 Arredi Extra


Se volete inserire degli arredi che non sono presenti nella libreria di base di ArchiCAD,
è possibile incrementare quella già esistente mediante altri oggetti, a loro volta
scaricabili dal sito internet, accessibile mediante il seguente
link: http://archibase.co/gdl

Si aprirà la seguente interfaccia: Fig 128

70
Dal riquadro bordato in rosso, è possibile caricare gli oggetti dello specifico settore,
ovvero soltanto oggetti per la cucina, per il soggiorno, le camere. ecc.

Supponiamo di voler caricare una serie di oggetti per il soggiorno. Nella “Category”
andiamo a cliccare la voce “Chairs, Tables, Sofas”, come riportato nell’immagine
seguente.

Fig 129

È possibile sfogliare numerose pagine per visualizzare maggiori oggetti, cliccando


“Next” nel riquadro bordato di verde. Cominciamo con caricare il Sofa: ci si clicca
sopra e compare la seguente schermata:

Fig 130

71
Si clicca nuovamente sulla figura bordata di rosso nell’immagine precedente, fino ad
ottenere la seguente schermata:

Fig 131

Si trascina il file sul desktop per avere la seguente icona:

Fig 132

Si esegue ora il normale download e quindi si apre il file scaricato, che risulterà
zippato. Una volta aperta la cartella del download, usciranno una serie di file: si
prende in considerazione solo quello bordato in rosso nella figura sottostante, ovvero
il file con estensione “.gsm”:

72
Fig 133

Una volta salvato il file sul desktop, si torna sull’interfaccia di ArchiCAD per poter
caricare l’oggetto scaricato nelle librerie di base.

Cliccando due volte sul comando “si aprirà la schermata riportata Fig 134. Si andrà poi
a cliccare sull’icona “Carica altro Oggetto”, quadratino rosso in figura.

Fig 134

73
Si apre la seguente schermata:

Fig 135

Si procede, infine, nel seguente modo:

1. Si clicca su “Desktop” bordato di rosso.

2. Si sceglie il file salvato, che si trova sul desktop, bordato di verde.

3. Si clicca su “Apri”, bordato di arancione.

Una volta caricato l’oggetto, si procede con l’inserimento nella pianta, come per tutti
gli altri oggetti.

74
Capitolo 3
SOLAIO E PAVIMENTO, SEZIONE, PROSPETTO,
ASSONOMETRIA, PROSPETTIVA.

Lezione 3. 1 Solai e Pavimenti


Riprendiamo il nostro progetto ad un solo livello e introduciamo nuovi comandi per
completarlo.

Lo strumento “solaio” serve sia per eseguire un pavimento, sia un


solaio intermedio, sia come copertura piana o a terrazzo.
Cliccando due volte sull’icona solaio appare la solita finestra
“Settaggi default Solaio”.
Nell’area “Geometria e posizionamento” scegli a quale quota
inserire il solaio e che spessore attribuire. Il default, non permette,
a volte, di inserire o cambiare lo spessore.
E’ necessario andare a “Visualizzazione Pianta” voce STRUTTURA
e a “Retini Sezione" e mettere un retino pieno o qualsiasi altro
retino purché non “composto”. Quelli composti, infatti, sono già
strutturali ed hanno quindi un proprio spessore; mettere ad esempio
in “RETINI VETTORIALI” il retino “Calcestruzzo”, come in Fig 138.

Fig 136

Fig 137

75
Quando si attiva la casella si può inserire il valore.
Per un solaio di copertura metti uno spessore
0.30 m. e una altezza di metri 3,00 (2,70 + 0,30)
a “piano corrente” (Fig 137); se lasci il valore zero
inserisci un pavimento.

Fig 138 Fig 139

Sempre in “Pianta e Sezione”, Visualizzazione Pianta, devi cambiare gli spessori


delle linee di contorno e i colori sia delle linee che del riempimento. In “Penna
Retino Taglio” i rettangolini, di default, sono sempre verdi, (se non si è già usato lo
strumento); mettere il colore nero o grigio.
Scorrendo la cartella, sotto Superfici Sezionate, alla voce “Contorni”, accertati che
in “Linee non sezionate” ci sia la Linea Continua. In caso contrario clicca sulla linea
e scegli linea continua, clicca su Penna Linee non sezionate e sulla freccetta
piccola del rettangolino scegli “nero 1”: Ok per chiudere.
Nell’ultima sezione dedicata al “Modello” puoi scegliere i materiali. Per un solaio di
copertura clicca sulla freccia piccola per scegliere la copertura e il materiale; ad
esempio “Copertura Asfalto – Shingle”. Infine clicca sul pulsante OK.

Nella barra delle informazioni possiamo scegliere tre metodi di costruzione: poligonale,
rettangolo oppure rettangolo ruotato.

Fig 140

Seleziona il metodo di costruzione poligonale e clicca su un vertice della pianta;


appare una linea con la quale puoi tracciare il perimetro dell’intera pianta, se vuoi fare
un unico solaio, oppure puoi perimetrare solo la zona interessata per una porzione di
solaio piano di copertura o una pavimentazione.

76
In figura 141 un esempio per un solo pezzo di copertura (o di pavimento con quota
nei settaggi pari a 0.00).
Si procede come visto per i retini, cliccando spigolo per spigolo. Si clicca cioè su un
nodo di partenza e usando shift per mantenere la verticalità e/o l’orizzontalità, si
clicca sul nodo dove il perimetro cambia direzione (allo spigolo successivo la matita
diventa nera). Continua a cliccare nodo per nodo sino a chiudere il perimetro come
evidenziato in figura 142.

Fig 141 Fig 142

Per realizzare invece il solaio di copertura cliccare sui nodi di tutto il


perimetro.

Fig 143

77
Un solaio di copertura è evidente che non può essere costruito a filo del muro. E’
necessario aggiungere una sporgenza.
Selezionare tutta la pianta per mettere in evidenza i nodi (pallini neri).
Per fare la sporgenza, o CORNICIONE, prendiamo un nodo (spigolo) > palette >
muovi nodo > shift + R > immettere una sporgenza, ad esempio di 0.50, >
invio. Questa operazione deve essere fatta per ogni nodo (spigolo) di tutto il
perimetro, oppure con shift + mouse ci si può allineare al nodo precedente.
Se il solaio combacia con un nodo del muro bisogna modificare la posizione del nodo
con “tab” (pulsante della maiuscola sulla tastiera) come elemento di selezione.

Fig 144

Fig 145

Fig 146

Nella figura 145 è visualizzato il


cornicione completo (linea celeste
continua). Si può verificare l’operazione
in assonometria.

Per inserire il pavimento torna al


comando SOLAIO dalla barra degli
strumenti e apri la finestra dei
“Settaggi di default”: per prima cosa
imposta nell’area “a Piano corrente” il
valore 0,00 in modo che il solaio che
crei si posizioni come pavimento.
Ora puoi, a scelta, o eseguire una unica
pavimentazione o cambiare i materiali
per differenziare le diverse zone.
A “Modello” ad esempio puoi scegliere
il Marmo bianco 01 per il soggiorno,
delle piastrelle per il bagno e un
parquet per le camere da letto come in
Fig 147

78
Per inserire i materiali in ogni stanza, procedi ora nodo per nodo, come visto in
precedenza. Delimita una zona per volta; ad esempio inizia con il pavimento della
zona giorno inserendo il marmo. Delimita la successiva zona, bagni, cambia materiale
e così via procedi per le camere.

Fig 147

Fig 148

N.B.: può capitare che dopo aver creato il


pavimento questo si sovrapponga a tutti gli altri
elementi della pianta e quindi ogni volta che si
desidera selezionare un oggetto specifico (ad
esempio per cambiare parte dell’arredamento), il
puntatore potrebbe “agganciare” solo il retino-
pavimento e non permetter nessuna operazione.
E’ necessario quindi selezionare il pavimento e
con tasto destro > ordine di
visualizzazione > muovi sotto, portarlo al di
sotto di tutti gli altri elementi. Questo avverrà
solo in pianta, senza modificare alcun valore;
quindi nel 3D il solaio/pavimento non si sposterà.

79
Lezione 3.2 Sezione
Per ESEGUIRE una sezione del progetto seleziona “Strumento sezione” dalla barra
strumenti; cliccando due volte sull’icona appare la solita finestra di
default.

Fig 149

In questa finestra puoi


attribuire un ID di
riferimento, ovvero un
nome alla sezione (invece
di sezione 001, metti A –A),
e scegli la profondità della
vista (Orizzontale –
Infinita).
Fig 150

Fig 151

80
Nella cartella “Marker” (in Fig 151 nella pagina precedente) scegli innanzitutto la
linea di orientamento della sezione: ad esempio Punto & Linea oppure con la freccia
piccola nera scegliere la tipologia della linea. Quindi scegli “Continua o Segmentata”
e “Testa Marker alle estremità”.

Fig 152
Successivamente imposta il
carattere ( tipo Word) e
l’altezza sia per il carattere
che per il simbolo.
In “Testa Marker” scegli il
simbolo, cioè lo stile da
attribuire alla sezione, con la
freccia piccola nera in basso a
destra; ad esempio Stile 3.

Nella cartella “Visualizzazione


modello” puoi scegliere se
visualizzare i colori propri degli
elementi sezionati o uniformare
i colori sia degli Elementi
Sezionati che degli Elementi
non Sezionati.
Si consiglia, per le sezioni, di
cliccare su “Uniforma la penna
degli Ele…” e di controllare le
voci di Fig 152.

Scorrendo la cartella puoi


scegliere se inserire o meno le
ombre; oltre a poter scegliere il
colore puoi definire l’angolazione
e l’altitudine del sole.

Fig 153

Infine clicca sul pulsante OK. Per inserire la linea di


sezione nel punto desiderato scorri il mouse
orizzontalmente o verticalmente, tagliando la
pianta, doppio clic e compare la linea di
sezione.

81
Fig 154

Per vedere la Sezione seleziona la linea della sezione, anche se si vede appena, ci
clicchi sopra con il tasto destro del mouse; appare una finestra dalla quale
selezioni “Apri Sezione”.
Fig 155

Se le frecce e/o le lettere sono troppo grandi o troppo piccole con tasto
destro > Settaggi Sezione selezionata > marker > cambia le dimensioni, per
tentativi, finchè non vanno bene. Il computer, infine, svilupperà la sezione
automaticamente. Per tornare in pianta clicca F2.

82
SEZIONE A –A
Fig 156

Si ricorda che le “ombre” sono nella


sottocartella di Settaggi default alla voce
“Visualizzazione Modello”. Per modificarle
“spuntare” campiture vettoriali 3D e Ombre del
sole; inserire i valori desiderati. Per toglierle
eliminare il segno di spunta.
Fig 157

SEZIONE B – B (non rappresentata in pianta)

Fig 158

Per eseguire delle modifiche, o qualsiasi altra operazione, bisogna portare la


sezione sul foglio di lavoro dove c’è la pianta.
Selezioniamo il tutto > tasto destro > copia. Chiudere la finestra con “ x”
(quella nera piccola), tornare alla pianta e incollare la sezione: Invio.

Senza nessun strumento attivo si può ora cancellare semplicemente col tasto Can,
dopo aver selezionato la parte interessata, ogni parte ritenuta superflua. Si ricorda
infatti che in sede di presentazione un progetto deve essere strutturalmente “pulito”.

83
Ricordarsi che le sezioni devono essere sempre quotate verticalmente. Esempio con
Sezione B-B pulita dall’arredo e quotata.

Fig 159

Lezione 3.3 PROSPETTI

Per realizzare un prospetto si procede come visto


per la sezione solo che la linea di prospetto
deve essere esterna alla pianta. Quindi con
lo strumento “Sezione” o “Alzato” apri la
finestra dei settaggi (Fig 160) e opera come visto
in precedenza, con l’avvertenza che l’ID deve
riportare i punti cardinali (Nord, Est, Ovest, Sud).
Ricorda: la linea di prospetto deve essere
disegnata esternamente alla pianta (Fig 161).

Fig 160

Fig 161

84
Seleziona la linea > Apri Alzato > Invio. Nel prospetto devono essere inserite le
ombre.

Fig 162

Anche il prospetto come la sezione, per poter eseguire le operazioni, deve essere
portato sul foglio di lavoro, ovvero dove sono la pianta e la sezione; ripetere l’iter
visto in precedenza per la sezione.

Questo in figura è invece un prospetto “pulito”: (può servire per modificare


qualcosa, inserire ombre diverse, segnare una linea di terra più spessa, ecc.).

Fig 163

Modifichiamo, ad esempio il prospetto riportato in figura. Il nostro progetto è in


struttura legno; cambiamo il retino bianco con un retino legno tipo tavolato.

Selezioniamo un retino come in figura > tasto destro > settaggi selezione
retino:

85
Fig 164
Appare la seguente schermata:

Fig 165

86
Clicca sulla piccola freccia di “Sfondo” e seleziona il retino “Pav. in tavole”

Fig 166

Prima di chiudere devi cambiare colore del retino altrimenti bianco su bianco non si
vedrà nulla; grigio per un prospetto in bianco e nero.
Fig 167

87
Il risultato è il seguente:
Fig 168

Puoi modificare anche il resto e inserire le ombre:


Fig 169

Per inserire il colore procedi nel seguente modo. Seleziona la parete del prospetto >
tasto destro > settaggi selezione retino; clic e appare la finestra in figura nella
quale devi modificare il retino con un retino pieno. Clicca sul tasto “Sfondo” >
freccia piccola > Retini Pieni > Primo Piano (il tasto “Sfondo” prende il nome
“Primo Piano” e viene memorizzato).

Fig 170

88
Successivamente si sceglie il colore. In linea con Primo Piano vi è una penna nera
con il retino, un numero e un tasto dello stesso colore di Primo Piano. Clicca su
tasto e appare la scelta dei colori per la parete; in figura è riportato il colore 114.
Clicca su OK e Invio.
Fig 171

Il prospetto apparirà colorato come in figura:


Fig 172

Nel caso in cui il retino non venga visualizzato nel prospetto basta selezionare il muro
> tasto destro > ordine di visualizzazione > porta sotto.

A differenza delle sezioni il prospetto deve avere le ombre per dare un senso di
profondità.
E’ necessario pertanto inserirle prima di realizzare il prospetto (o dopo), nel seguente
modo.

89
Doppio clic sullo strumento Sezione o Alzato per avere la finestra di Settaggi Default
Sezione / Alzato.

In “Visualizzazione Modello” cambia i valori “Azimuth Sole” e “Altitudine Sole”;


prova ad impostare l’altitudine del sole a 45,00° , e “spunta” Ombre del Sole. Ok e
Invio. Se vuoi cambiare l’orientamento del sole e quindi delle ombre puoi provare con
20° come in figura.

Fig 173

Aprendo ora il prospetto apparirà così


Fig 174

90
Questo esempio è stato fatto con il prospetto frontale; per esercizio si può provare
con gli altri prospetti, eventualmente cambiando sia il colore per vedere le differenze,
sia le ombre, sia usando materiali diversi.

Nei prospetti realizzati compaiono le persiane alle finestre. Vediamo ora come inserirle;
clicca sul vertice della finestra e apri Settaggi Selezione Finestra.
Fig 175

Scorrendo con le frecce le diverse pagine della finestra dei settaggi, arrivi a Opzioni
Battente; clicca e scegli l’opzione Settaggi Oscuramento.

91
Fig 176

Scegli infine il tipo e lo Stile del Pannello e clicca su OK.

Fig 177

Puoi inserire ora le persiane cliccando sulle pareti o direttamente nel 3D.

Se vuoi cambiare il colore alle persiane seleziona l’ultimo pulsante a destra nella
barra dei settaggi oscuramento e si aprirà la seguente finestra.

92
Fig 178

Fig 179

93
Puoi ad esempio provare con il colore blu .

Fig 180

Come accessorio puoi aggiungere la maniglia alla porta; apri porta > Settaggi
default Porta.
Fig 181

94
Vai su settaggi porta a battente e scorri le pagine fino ad arrivare a tipo anta e
maniglia; clicca su maniglia e si aprirà la finestra in figura, dove puoi scegliere la
maniglia che preferisci. Ricordati che poi, cliccando, la porta si apre.

Fig 182

95
Lezione 3.4 Assonometria 3D

Prima di realizzare un’immagine tridimensionale seleziona dalle palette “settaggi


proiezione 3D”;

Fig 183

Appare la schermata “Settaggi Proiezioni Parallele” ;


Fig 184

Se clicchi sull’icona della casetta (Assonometria personale) appare una finestra


dalla quale puoi scegliere direttamente la vista assonometrica desiderata; clicca su
una di queste e vedrai immediatamente la vista selezionata nel modellino a sinistra.
Se invece hai bisogno di una vista differente tra quelle proposte basterà variare i
valori di X, Y e Z, in α per l’angolazione e in h per le dimensioni.

96
Fig 185

Se ti sposti nella parte inferiore trovi l’immagine dell’edificio al centro di due orbite;
su una è posizionata la telecamera, sull’altra invece il sole. Spostando la telecamera
sull’orbita la costruzione subirà una rotazione sul piano e lo stesso può essere fatto
cambiando il valore dell’azimuth. Spostando il sole invece si va a modificare la
posizione dell’ombra e della luce e lo stesso può essere fatto cambiando i valori in
azimuth sole. Clicca sull’icona in basso “Sole” e appare la finestra “Sole”:

In questa finestra puoi


modificare il colore della
luce del sole e dell’ambiente
e decidere se inserire la
nebbia e con quale intensità.
Inoltre puoi scegliere la città
dove ti trovi e inserire la
data e l’ora in cui vuoi
vedere il 3D.

Fig 186

Dopo aver impostato tutti i parametri clicca su OK per tornare al progetto.

97
Clicca infine sull’icona “Assonometria” e
automaticamente il computer elaborerà
l’ immagine tridimensionale.

Fig 187

Fig 188

Per ruotare il 3D clicca sul pulsante “Orbita”

Fig 189

Per esplorare internamente l’edificio devi prima entrare in “Finestra 3D”, in


“Prospettiva” per attivare l’omino in movimento “Esplora Modello” in Fig 183
(oppure si può usare il tasto E), clic > “Informazioni Esplorazioni 3D” >
Esplorazione 3D. Con le freccette della tastiera puoi entrare “virtualmente”
nell’edificio.

Fig 190

98
Lezione 3.5 Prospettiva
Fig 191

Per creare una vista prospettica si può, come prima, entrare in “Settaggi Proiezioni
3D” e cliccare su “Settaggi Prospettiva” oppure cliccare sull’icona Prospettiva in
Fig 184 e quindi su “Visualizzazione 3D”, nella barra in alto, > “ Settaggi
Proiezioni 3D”. In ogni caso appare la schermata in Fig 186.

Fig 192

Fig 193

Da questa finestra puoi modificare


l’altezza della camera, ovvero
l’altezza del visualizzatore, e
l’altezza del punto di mira che
sarebbe il punto da visualizzare.
La distanza è lo spazio che
intercorre tra la camera ed il punto
di mira; l’azimuth è l’angolo che si
genera tra la camera ed il punto di
mira; il cono visivo è l’apertura
focale della camera; la rotazione ci
permette di ruotare l’immagine
sull’asse Y ; altitudine sole ed
azimuth sole funzionano come
abbiamo già visto precedentemente
per l’assonometria.

99
Quindi clicca su OK e torniamo in pianta;
clicca sull’icona “Prospettiva” ed il
computer genererà l’immagine.
Fig 194

Fig 195
Lezione 3.6 Spaccato Assonometrico

Fig 196

Per generare uno spaccato


assonometrico devi prima aprire la
“finestra nel 3D”, visualizzare il
progetto in assonometria, aprire
“Visualizzazione 3D” dalla tendina
del menu e poi “Settaggi sezione
3D”.

In alternativa, dopo aver visualizzato


l’assonometria, puoi ottenere
direttamente lo stesso risultato con
Ctrl + Shift + Y premuti
contemporaneamente.

Fig 197

100
Si apre la finestra “Piani di Taglio 3D”,in figura, che è suddivisa in quattro
quadranti dove si vede una vista frontale, una vista laterale ed una vista in pianta
del progetto.
Fig 198

Nel primo quadrante si seziona l’immagine nel punto in cui si vuol generare
lo spaccato assonometrico tracciando una linea orizzontale con shift + R, come
in Fig 199. Fig 199

101
Dopo aver tracciato la linea appare un occhio al posto della solita freccetta del
mouse; si clicca in un punto qualsiasi, purché al di sopra della linea tracciata, per
generare lo spaccato dell’immagine.

Fig 200

Clicca su OK e torna sul progetto.

A questo punto clicca sul pulsante “Sezione 3D”(cercalo


sulla barra in alto tra i Settaggi Sezione 3D) e si genererà
lo spaccato assonometrico.
Fig 201

Se non lo trovi Visualizzazione 3D > Sezione 3D.

102
Esempio di spaccato assonometrico:

Fig 202

Se si vogliono realizzare degli spaccati diversi occorre cambiare la linea di taglio.

Si ripete la procedura per ritornare alla schermata “Piani di Taglio 3D” e si clicca sul
pulsante “Cancella tutti i piani di taglio”; si realizza quindi una nuova linea (ad
esempio obliqua) e si procede come visto precedentemente.

Per tornare al 3D INTERO devi fare il seguente procedimento; dalla barra


menu in alto apri la finestra Visualizzazione 3D > Sezione 3D.
Per cambiare l’intonaco, sia interno che esterno si può intervenire anche qui nel 3D.
Basta selezionare la parete, clic con il tasto destro, clic su Settaggi Selezione Muro
e in Modello cambia il colore (intonaco) alle pareti.

103
Capitolo 4
EDIFICIO A DUE PIANI, GESTIONE DEI PIANI, SCALE
ACCESSORI

Lezione 4.1 Gestione dei piani


Dopo aver creato il piano terra possiamo inserire altri piani
sia al di sopra che al di sotto del piano stesso.
In questo progetto vogliamo realizzare un edificio a due piani:
creiamo quindi un piano al di sopra del piano terra, ovvero un
piano primo.
Per prima cosa è necessario impostare i parametri dei
piani. Dalla barra dei menu in alto apri “Design” e ”Settaggi
Piano”:

Fig 203

(Questo procedimento
può essere abbreviato
cliccando sul pulsante
Settaggi che trovi
nella barra del
Navigatore in Fig
204); con tutti e due i
metodi si apre la
finestra in Fig 205.

Fig 204

Fig 205

Da qui è possibile creare o


cancellare i diversi piani,
scegliendo la loro elevazione e
il loro dislivello, ovvero
l’altezza progressiva dei piani.

Per creare il piano superiore


(piano primo) clicca sulla voce
Inserisci sopra.

104
Il nuovo piano è stato
creato: rinominalo Piano
Primo, e imposta il suo
dislivello a 3,00m (per i
diversi piani il valore del
dislivello deve essere
sempre di 3,00m dato che
l’altezza di un piano si
ottiene dai 2,70 m del
muro più i 30 cm del
solaio).
La voce Elevazione indica
la quota del piano (es. il
piano terra è a una quota
0,00m, mentre il piano
primo è a 3,00m, il
secondo 6.00 m, ecc.)
Fig 206

Una volta inseriti i piani e impostati i parametri clicca


su Ok in basso a destra per uscire dalla finestra.
Se si vuole cancellare un piano basterà selezionarlo
e cliccare su “Cancella piano”.
Dalla barra del Navigatore posta alla destra dello
schermo, sarà possibile scegliere su quale piano
lavorare cliccando sul piano interessato.

Nella barra del Navigatore clicca adesso due volte sulla


voce Piano Primo; il foglio di lavoro appare bianco, dato
che il piano non è stato ancora disegnato.
Ora per disegnare la pianta del piano primo segui la
seguente procedura: dalla barra dei menù, andando sulla
voce Visualizza, attiva la funzione Sottolucido.

Fig 207

Fig 208

Sul foglio di lavoro viene visualizzata la pianta


del piano terra in trasparenza che serve da
guida (Fig 209) per costruire il piano primo
perfettamente in linea con il piano sottostante.

105
Fig 209

Puoi cominciare a disegnare il piano primo sulla trasparenza partendo dallo spigolo in
alto a sinistra dell’edificio; disegna un muro di 11.60 m

Fig 210

Fig 211

Prosegui quindi con un muro di 10.00 m come


in Fig 211; accertati che la costruzione sia
sempre in linea con la pianta sottostante.

106
Procedi e completa la pianta con le misure riportate in figura, ma fai attenzione
alla parte lasciata “aperta” perché la chiuderai con un muro curvo.

Fig 212

Fig 214
Mantieni selezionato il comando muro
cambiamo la geometria con “Curvo”:

Fig 213

Prendendo sempre a riferimento la pianta


di sotto posizionati all’incrocio dei muri e
clicca (Fig 214); appare subito il cerchio
con la linea guida. Mantieni la linea guida
diritta e agganciati ad un muro: a questo
punto sarà visibile solo la parte di cerchio
che devi disegnare (Fig 215).

107
Fig 215

Per chiudere il disegno agganciati al


muro successivo e clicca per
ottenere il risultato di Fig 216.

Fig 216

108
Si possono ora disegnare i muri interni. Per velocizzare le operazioni è qui riportata
la pianta quotata con tutte le misure dei muri interni, con uno spessore di 0.20 m.

Fig 217

Per avere la vista del solo piano realizzato si può eliminare il sottolucido da
“Visualizza” e togliere il segno di spunta a “Sottolucido, ma conviene ancora
mantenerlo per completare il lavoro.

109
Lezione 4.2 Porte Finestre Solai Prospetti
Per concludere la pianta inserisci le porte e le finestre, secondo l’esempio in figura, e
con i metodi visti nella lezione precedente.

Le finestre cerchiate sono delle


porte - finestre per uscire
all’esterno. Infatti per la camera
matrimoniale (in alto a destra della
pianta) inseriremo un balcone,
mentre per le altre due finestre
inseriremo un tetto piano praticabile
come copertura.

Fig 218

Disegna ora il balcone della camera


matrimoniale. Inizia con un muro di spessore di
0.40m e altezza 3.00m che in pratica sarà il
proseguimento sia in lunghezza che in altezza
del muro portante del piano di sotto (lo si nota
anche grazie al sottolucido). Questo sarà utile
anche per l’appoggio del successivo tetto di
copertura.
Fig 219
Completiamo con il muro a destra:

Fig 220

110
Ora puoi disegnare un muro per chiudere il
balcone, dritto o, come nell’esempio, anche
curvo. Per facilitare questa operazione, dalla
barra degli strumenti, seleziona il “comando
linea” per creare delle linee di costruzione;
procedi a disegnare una prima linea tra i due
muri già disegnati e una seconda sulla mezzeria
della prima, perpendicolare a questa, e lunga
0.90m.

Fig 221

Seleziona il comando muro dalla barra degli strumenti, impostando altezza 0.90m e
spessore 0.10m, e dalla barra delle informazioni seleziona il metodo di costruzione
“Curvo – Circonferenza” :

Fig 222

Con questo strumento attivato clicca su tutti e


tre i punti cerchiati in figura.

Fig 223

Appare la linea di costruzione


della circonferenza.

Fig 224

111
Clicca nuovamente e il muro verrà inserito; quindi cancella le linee di costruzione e
disegna il pavimento del balcone con i criteri visti nella lezione precedente
(ricordati che sei al piano primo).

Fig 225

Per disegnare invece il perimetro del terrazzo, riportiamo tutte le misure necessarie
per la costruzione (Fig 226).
Ovviamente anche in questo caso si tiene conto del sottolucido per avere una “guida”
per disporre i muri.

112
Fig 226

A questo punto il sottolucido può essere disattivato da VISUALIZZA >


SOTTOLUCIDO.

Prima di procedere è necessario inserire


un Solaio - pavimento tra il piano
terra ed il primo piano, altrimenti si
avranno due piani staccati.

Quindi selezioniamo lo strumento


“Solaio” dalla barra degli strumenti e
attiviamo metodo poligonale.

Fig 227

113
Consultare, comunque, la voce “Solaio” della lezione 3, sia per eseguire i pavimenti
che il solaio del terrazzo, poiché la procedura è identica.
Seleziona (solo le parti se intendi diversificare i materiali) e clicca su tutti i vertici del
perimetro interessato. Ad esempio nella sezione “Modello” di “Settaggi di Default”
puoi inserire parquet nella camere e piastrelle nel bagno, mentre sia nel balcone che
nel terrazzo occorrono piastrelle da esterno come le “piastrelle in cotto” (vedi il
successivo paragrafo 4.3).

Fig 228

Per avere una vista d’insieme, come controllo del lavoro svolto, apri l’assonometria
dalla finestra 3D; dovresti ottenere il risultato di Fig 230.
Fig 229

114
Fig 230

Per avere i prospetti o le


sezioni dell’edificio, dalla
barra degli strumenti
clicca sul comando
Sezione o sul comando
Alzato e disegna in pianta
le linee di prospetto o di
sezione a seconda di ciò
che desideri realizzare.

In questo caso sono


rappresentate in figura
due linee per i prospetti.

Fig 231

115
Questo è l’esempio del primo prospetto.
Fig 232

Questo è il secondo prospetto.

Fig 233

Come puoi vedere un prospetto è “pulito”: puoi quindi inserire il colore alle pareti e le
ombre. Per esercizio si consiglia di eseguire anche le sezioni.

116
Lezione 4.3 Arredi
Terminata la pianta del piano primo puoi arredarla; dalla barra degli strumenti apri il
comando “Oggetto” e inserisci tutti gli arredi (necessari per i successivi rendering
interni). In figura un esempio di arredo completo del piano primo.

Fig 234

Come conseguenza della sistemazione del piano primo, devi fare alcune piccole
modifiche al piano terra. Ad esempio ora ci sono troppe camere; quindi conviene
sostituirne una con uno studio (in basso a destra). Puoi anche introdurre i pavimenti
e colorare gli arredi; in figura il nuovo esempio della pianta arredata.

117
Fig 235
Piano terra

Piano primo

Fig 236

118
Negli esempi manca ancora la copertura (il tetto) che sarà oggetto della
prossima lezione.

Si fornisce comunque una vista assonometrica dell’edificio completo.

Fig 237

119
Lezione 4.4 Le Scale

Come hai potuto notare nell’esempio precedente è stata inserita


una scala come collegamento tra i piani. Vediamo come.

Per inserire una scala, clicca sull’icona “SCALA” nella barra degli
strumenti.

Fig 238

Si aprirà quindi la finestra relativa “Settaggi Selezione Scala”:

Fig 239

120
Nella schermata è possibile scegliere la tipologia di scala da utilizzare, impostare
le dimensioni, i materiali, ecc… Nella Libreria Archicad clicca su “Scale Complete
16” e scegli, come esempio, una Scala Forma a U 16.

La prima operazione consiste nell’immettere le dimensioni


generali della scala ( lunghezza, larghezza e altezza),
come nella figura accanto.
I parametri di larghezza e lunghezza possono essere
inattivi se nella sezione “Parametri” > “Tipo
parametri” è attiva l’opzione “N° Gradini per rampa”.

Fig 240

Il “quadratino con la x interna”, nell’anteprima in alto a destra, indica il punto di


inserimento in pianta. Cliccando all’interno dell’anteprima il cursore diventa una
freccia curva; clic e la scala ruota di 90° alla volta. In “Relativo” si possono inserire
invece angoli di 30°, 45°, 60° e multipli. Dopo aver inserito tutti parametri clicca su
ok e clicca nel vano della pianta per inserire la scala; apparirà la seguente figura:

Fig 241

121
Se il vano è troppo piccolo o grande o se la posizione non è esatta, puoi adattare la
scala selezionandola e usando i comandi della paletta per muoverla, allargarla o
restringerla, ecc.
E’ necessario ora creare un foro per salire al piano superiore; vai nella pianta piano
primo e seleziona il solaio interessato. Attiva il comando solaio dalla barra degli
strumenti, attiva il metodo poligonale e posiziona il cursore ad una estremità della
scala, come in figura.
Con il comando attivo spostati nodo per nodo sul perimetro della scala, ritorna al
punto di partenza e quando la matita del cursore diventa di colore nero clicca, per
ottenere il risultato di Fig 243. Quando la parte di solaio è di colore bianco vuol dire
che il vuoto è stato creato.

Fig 242 Fig 243

Come puoi notare, per esigenze costruttive, nella parte del piano primo il vuoto scala
non è completo, per permettere l’accesso alle stanze; in figura 244 il risultato.

122
Fig 244

Per ulteriore verifica apri il 3D: Fig 245

123
Lezione 4.5 Crea Scala

Oltre ai tipi di scala


predefiniti, vi è la
possibilità di creare delle
scale personalizzate,
per adattarle ad ogni
esigenza.

Per creare una scala


personalizzata clicca su
“Crea Scala”.
Fig 246

Appare la finestra “Selezione tipologia Scala” ove esiste


una vasta scelta di tipologie.
Usa innanzitutto i due pulsanti in alto per scegliere se
costruire una scala o una rampa inclinata; quindi
clicca, come esempio, sulla scala con gradini a ventaglio.

Fig 247

Fig 248

124
La prima cosa che puoi notare è la quantità di notizie richieste; per il momento
controlla solo il dislivello da superare (3,00 m) e il rapporto tra la pedata e l’alzata
del gradino. Un volta definite le misure clicca sul “lucchetto” per bloccarle.

Fig 249 Fig 250

Come puoi vedere una parte della scala è evidenziata grigia e tutti i gradini
compresi sono inclinati; i gradini in bianco sono perpendicolari alla linea di passo
(linea che indica il verso di salita).
Si può modificare l’intervallo dei gradini irregolari con il mouse. Sposta il cursore
all’interno di un gradino grigio e clicca; quando le pedate diventano bianche
l’intervallo si riduce e il gradino assume una forma regolare trapezoidale.

Attenzione. Accertati di definire una


sezione a ventaglio priva di gradini
inclinati sovrapposti o che si
intersecano, poiché se si verifica compare
l’avviso di errore quando tenti di salvare.

Fig 251

In basso alla schermata puoi cliccare su


“Controlla Scala” e quindi in “Salva
con nome …” inserisci il nome nello
spazio editabile. La nuova scala viene
salvata nella “Libreria Incorporata”.

Fig 252

125
Ora la nuova scala è salvata in “Libreria
Incorporata”; sotto questa voce, in Librerie
collegate, vi è invece la solita libreria Archicad
16 di default.

Fig 253

Fig 254

Nei tipi di scala con gradini a


ventaglio si possono arrotondare
o smussare gli angoli delle
rampe. Si porta il cursore del
mouse su un angolo della scala
finchè non compare un simbolo
perpendicolare. Clicca e
compare la finestra “Settaggi
angolo”.

Se scegli Smussato e
Arrotondato appare un campo
editabile per inserire i valori.

Fig 255

126
In questo caso con “Arrotondato” si ottiene il risultato in
figura. OK per chiudere e vedere il risultato sia in pianta
che in 3D.

Fig 256 Fig 257

Come puoi osservare la


ringhiera è sospesa in aria
ovvero non è attaccata
alla scala. In realtà la
realizzazione di una scala
è una operazione
complessa. Nella parte a
sinistra della finestra dei
settaggi della scala creata
“Scala.gsm” compaiono
diversi pulsanti che val la
pena di scoprire.

Per introdurre la ringhiera crea un nuova scala, ovvero


con rampe di lunghezza diversa, più adatta alla nostra
pianta; ciò ti permette anche di acquisire maggior
esperienza con questi comandi.

Fig 258

Scegli la scala a U evidenziata in


figura.

Controlla i valori indicati e


osserva che tali valori sono stati
tutti bloccati con il lucchetto.
In particolare nota il dislivello di
3,00 m e l’alzata di 0,15 m e la
pedata di 0,30m, ovvero i valori
ottimali, e le lunghezze della
prima e seconda rampa che sono
diverse.

Fig 259

127
Esaminiamo ora i pulsanti a sinistra della schermata. Il primo è quello
già visto e che permette di inserire tutti i dati della scala.

Fig 260

Il secondo per scegliere la


struttura, ovvero la
possibilità di fare gradini
a ”sbalzo”, e il tipo di
materiale per la struttura
portante; in questo caso
calcestruzzo, ma si può
fare la scala in legno e
acciaio.
Fig 261

Il terzo per scegliere la


sporgenza del gradino
rispetto al precedente e
per scegliere il
rivestimento della pedata
del gradino.

Fig 262

128
Con questa finestra si può scegliere come rappresentare la scala in pianta (20 tipi), il
simbolo di inizio e fine della linea di passo e gli attributi per le penne (si consiglia
sempre il colore nero ove compaiono quadrati o rettangoli colorati).

Fig 263

Con questa finestra, infine, possiamo sistemare la ringhiera (in metallo o legno) e,
come in questo caso, mettere i montanti: si consiglia montanti e pannelli o, meglio,
“Ringhiera con montanti”.

Fig 264

129
Una volta sistemati tutti i settaggi puoi tornare in pianta, togliere la vecchia scala e
sistemare nel vano la scala appena creata.

Fig 265

130
Puoi verificare il risultato in 3D:

Fig 266

Viste assonometriche della scala creata.

Fig 267 Fig 268

131
Lezione 4.6 Scala a Chiocciola
Esaminiamo ora un’altra importante tipologia la scala a chiocciola (di default), sia
perché è una tipologia di scala molto diffusa, sia perché ha un procedimento diverso
per creare il vuoto.
Ritorna alla barra degli strumenti, seleziona il comando Scala ed apri i settaggi di
default; dalla libreria “Scale complete 16” scegli la “Scala forma a Spirale 16”,
(Fig 269) imposta le dimensioni, i materiali, i vari accessori e tutte le personalizzazioni
che preferisci. Clicca su OK.

Fig 269

Fig 270

Ora puoi inserire la scala in pianta nel punto desiderato.


Attenzione alla posizione della freccia interna poiché indica
il punto di arrivo. E’ chiaro che la scala si può spostare,
ruotare, ecc, con la paletta relativa. Basta selezionare
la scala e usare i pallini neri.

Come visto in precedenza, dobbiamo bucare il solaio.


Dalla barra del navigatore spostati al primo piano,
seleziona il solaio e attiva il comando solaio. Porta il
puntatore al centro della scala (dove compaiono anche le
linee guida) e clicca; il cursore assume la forma del
“segno di spunta” nel centro, poi matita nera e quindi
bianca.
Fig 271

132
Traccia una linea dal centro sino al perimetro
dove finisce il verso di rotazione della scala e
clicca. Con il comando della paletta, “arco per
punto centrale”, attivato si forma un cerchio;
dal perimetro torna al centro della scala finchè il
cerchio coincide con il perimetro e clicca.

Fig 272

Fai ruotare con la matita bianca del cursore del


mouse la linea nera che hai creato per 270° in
senso orario.

Fig 273

Clicca sul perimetro


e ancora clic. Solo
uno spicchio rimane
verde ed è il
pianerottolo; la parte
bianca indica il vuoto
ovvero che il solaio è
stato tolto.
Fig 274
Fig 275

Conviene infine ruotare la scala finchè non


ottieni la posizione indicata in figura.

Fig 276

133
Ricordarsi che nel piano di arrivo occorre sistemare una ringhiera poiché c’è il vuoto
della scala.

Fig 277 Fig 278

Clicca due volte sul comando “Oggetto” e nella finestra di settaggi di default,
nell’elenco delle librerie a sinistra, cerca “1.4 Strutture 16”, clicca sulla cartella
“Steccati e parapetti 16”. Scegli la ringhiera e in “Settaggi Ringhiera” metti i
valori per la lunghezza e l’altezza, nel nostro caso 1,00 m e 0,90 m.

Fig 279

134
Per esercizio si può pensare di spostare
l’ingresso, nella pianta al piano terra, e
posizionare la scala a chiocciola come in
figura, per permettere l’accesso diretto al
terrazzo.

Fig 280

Fig 281

Vista della scala in 3D.

Fig 282

In “Crea scala” e “Selezione tipologia


scala” se scegli la scala con il pilastro
interno ottieni la seguente figura:
Fig 283

135
Lezione 4.7 Accessori (Complementi d’arredo)

In questo paragrafo vogliamo introdurre un metodo per usare come arredi elementi
particolari di complemento o accessori, come ad esempio un vaso di fiori su un
tavolo e un quadro alla parete.

Cominciamo con il primo esempio.


Prendiamo in considerazione una
parte del soggiorno arredato come
in figura; la parte verde è un
tappeto e la parte bianca un
tavolino. Vogliamo ora mettere
un vaso di fiori sul tavolino.

Fig 284

Fig 285

Doppio clic sul comando


“Oggetto” e nella finestra
“Settaggi default Oggetti”
clicca su “Ornamenti 16”
nella cartella “Libreria di
base 16”. Nella schermata in
basso appare la lista degli
ornamenti (pochi); clic su
“Vaso 16”.

136
Inserisci, in Anteprima e
Posizionamento a “Piano
corrente”, l’altezza del
piano di posa del vaso di
fiori che deve coincidere con
l’altezza del piano del tavolo,
ovvero 0.45 m. Gli altri valori
sono standard e fissi, puoi
cambiare solo l’altezza della
composizione (0,60 m). Ok
per chiudere. Nota che nella
schermata a destra in figura,
il vaso non è rappresentato in
pianta, come prima, ma in
assonometria; ti consiglio di
provare tutti i pulsantini a
lato per vedere le altre viste.

Fig 286

Torna in pianta e clicca sul tavolo. Se non ti piace la posizione puoi selezionare il
vaso e con il tasto destro > muovi e ancora muovi per sistemarlo al centro o in un
angolo del tavolo.

Fig 287 Fig 288

137
Come puoi vedere in pianta il disegno non è significativo, occorre verificare in 3D.

Se il comando non è presente,


ti ricordo la procedura; dal
menù in “Finestre” clicca su
“Barre Strumenti” e spunta
“Visualizzazione 3D” per fare
apparire la paletta sul foglio di
lavoro.
Fig 289

Clicca in Assonometria e Orbita per ottenere la vista in figura. Anche nel 3D si può
spostare l’oggetto con seleziona > tasto destro > muovi > muovi.

Fig 290

Fig 291

138
Supponiamo ora di voler inserire
un quadro sulla parete accanto alla
finestra.

Puoi ora lavorare in pianta o in


Assonometria (come in figura)
poiché si può intervenire anche nel
3D. Nella finestra 3D clicca su
“Assonometria” e “Orbita”:

Fig 292

Con “Orbita” attivo puoi


scegliere la vista migliore
della parete nella quale
inserire il quadro.
Fig 293

Fig 294

Doppio clic sul comando “Oggetto” per aprire la finestra “Settaggi default Oggetto”.
Come per il vaso, nella “Libreria di base 16” scegli “Ornamenti 16” e come puoi notare
c’è un solo quadro: clicca su “Quadro 16”. Ti ricordo che nella seconda lezione è
presente un paragrafo che ti permette di arricchire la libreria con molti e nuovi arredi.

139
Fig 295

In “Anteprima e Posizionamento” devi intervenire in:

- “a piano corrente” ovvero l’altezza sulla


parete ove inserire il quadro rispetto al piano
del pavimento; 1.00 m.
- Larghezza e Altezza; se vuoi una forma
quadrata inserisci 1,20 x 1,20.
- Spessore: lascia valore di default.
Fig 296

Attenzione sulla destra alla voce “Relativo”: questo valore angolare è importante
poiché varia a seconda della posizione della parete. Nel nostro caso 180,00°; clicca su
OK per chiudere.

140
Torna in pianta e doppio clic sulla parete; verifica in assonometria.
Fig 297

Ti ricordo che se selezioni il quadro e con il tasto destro > muovi > muovi, puoi
spostare la posizione.
Questo è il quadro di default, ma ovviamente si possono inserire altre
immagini anche personalizzate; vediamo come.

Innanzitutto bisogna scegliere una fotografia o una immagine, copiarla nel


Desktop e nominarla, ad esempio “foto edi” come in figura:

Fig 298

“foto edi”

Questa immagine deve essere ora caricata nella libreria di Archicad. Dal menù
“Archivio” > “Librerie e Oggetti” > Gestore della Libreria e clic.

141
Fig 299

Nella finestra che appare clicca su “Libreria


Archicad 16” e “Aggiungi”:
Appare la schermata del Desktop; cerca
l’immagine, clicca due volte.

Fig 300

Fig 301

142
Nella finestra “Gestore della Libreria” clicca
infine su Ok. Come puoi notare sotto la voce
Libreria Incorporata ora esiste l’immagine con
denominazione.
Apriamo ora la finestra “Settaggi default
Oggetti”, clicca su “Ornamenti 16” e “Quadro
16” e apri “Parametri”; alla voce “Usa
Immagine Personale” clicca il quadratino e
attiva il comando.
Fig 302

Fig 303

Fig 304

Attivato il comando compare la riga “Nome Immagine Personale”. Clicca e nello


spazio bianco inserisci la denominazione del file; esempio “foto edi”. OK per chiudere.

Ora puoi tornare in pianta o


assonometria e cliccare sulla
parete interessata.

Fig 305

143
Ingrandisci l’immagine per controllo.

Fig 306

Per esercizio posiziona un altro


quadro, ad esempio l’immagine in
figura, sulla parete sopra il divano.
Qui non viene ripetuto il
procedimento, ma fornite alcune
immagini come soluzione.

Fig 307

Ripeti il procedimento; alla fine del


lavoro devi avere questa soluzione.

Fig 308

144
Puoi controllare in dettaglio sia in assonometria sia orbitando; puoi anche cambiare il
divano come in figura:

Fig 309

Fig 310

145
[Digitare il testo]

Capitolo 5
Coperture e Tetti

Lezione 5.1 Copertura a padiglione

Per creare una copertura o un tetto, seleziona dalla barra degli strumenti lo
strumento Falda.
La forma geometrica di un tetto, ossia della superficie di copertura di un edificio, viene
determinata da una o più superfici piane inclinate, dette falde. Le falde si realizzano
sempre con la stessa pendenza, partendo da linee di gronda che hanno lo stesso
livello. Il tetto può essere a padiglione, ovvero con tante falde quanti sono i lati del
perimetro dell'edificio, o a falde separate.
In questa lezione esaminiamo le diverse possibilità per la costruzione di un tetto,
ovvero la copertura classica a padiglione, la costruzione del tetto con struttura in
legno, un tetto a falde separate.

ESEMPIO 1 – COPERTURA A PADIGLIONE

Cominciamo con un esempio di copertura automatica, cioè la


procedura che permette di costruire il tetto direttamente con le
impostazioni di Archicad.

Si apre la solita
finestra delle
impostazioni da cui è
possibile modificare
tutto ciò che riguarda
la falda: altezza da
terra, pendenza,
spessore, materiali,
ecc…

Fig 311
Fig 312

146
[Digitare il testo]

In “Geometria e Posizionamento” puoi impostare l’altezza da terra della falda, o dal


piano in cui ti trovi, cioè 2,70 dal piano primo o 5.70 dal piano terra.

Nella seconda parte puoi impostare lo spessore e la pendenza della falda ( si consiglia
un angolo α di 16% per una pendenza compresa tra 30° – 45°).

Fig 313

* Non sempre questi ultimi valori sono modificabili; in questo caso è necessario
andare a STRUTTURA e in “Retini Sezione” immettere un retino che non rientri
nella sottocartella “Strutture composte” altrimenti, ripeto, i valori non sono
modificabili.

Puoi disegnare la copertura in due modi:

- Piano-singolo (ovvero a FALDE)


- Multi-piano (ovvero a PADIGLIONE)

Fig 314

Prima di procedere immetti delle impostazioni nella sottocartella “geometria multi-


piano” all’interno dei settaggi; nel riquadro a destra imposta la pendenza della falda,
mentre in basso a sinistra inserisci il valore di 0,60m per l’aggetto (cornicione).

Fig 315

Seleziona il metodo “multi-piano” dalla barra delle informazioni; per disegnare la


copertura clicca su ogni vertice dell’edificio da coprire chiudendo la poligonale, con la
stessa procedura vista precedentemente per i solai.

147
[Digitare il testo]

Fig 316

Nota che il muro curvo è stato tagliato con un segmento diritto: più avanti vedremo il
procedimento per seguire la forma del muro. Una volta chiuso tutto il perimetro e
ritornato al punto di partenza clicca e appare il tetto a padiglione.

Fig 317

148
[Digitare il testo]

Vista della copertura:

Fig 318

Vista in 3D:

Fig 319

149
[Digitare il testo]

Puoi ora anche apportare modifiche alla forma del tetto, per esempio creare una
curva che segua il muro sottostante. Seleziona il tetto che, come al solito, diventa
verde:

Fig 320

Una volta selezionato il tetto vai sulla parte interessata, cioè quella riportata in figura,
dove si seleziona la linea verde continua.

Fig 321

150
[Digitare il testo]

Una volta selezionata la linea appare la paletta; clicca sul secondo comando:

Fig 322

Una volta selezionato il comando puoi


apportare la modifica al tetto: basta
allineare la curva creata con il muro
curvo:
Fig 323

Risultato finale in pianta:

Fig 324

151
[Digitare il testo]

Come puoi notare nell’elemento curvo sono presenti molti nodi. Ricordati che se
servono li puoi sempre aggiungere. Il concetto è importante poiché avrai questa
necessità nel capitolo dedicato alle Mesh.

Come puoi infine notare ricordati che se non l’hai ancora fatto, devi inserire gli arredi.

Fig 325

Vista 3D

Fig 326

152
[Digitare il testo]

Lezione 5.2 Copertura con pendenze diverse

ESEMPIO 2 – COPERTURA A FALDE con pendenze diverse.

Per procedere con la copertura a falda o a cartella, comunque


falde separate, per prima cosa seleziona comando FALDA dalla
barra strumenti.

Dalla barra dei settaggi scegli “Metodo Geometria: Piano-


singolo” e “Metodo di costruzione: rettangolare”

Fig 327 Fig 328

Apri la finestra dei settaggi e imposta i valori desiderati, quali altezza


di posizionamento, spessore e percentuale di inclinazione:

A questo punto clicca


su OK e procedi a
disegnare la falda di
copertura; spostando il
cursore su di un muro
cambierà forma, (una Y
rovesciata), ma
posizionandolo su di
uno spigolo cambierà
nuovamente forma e
sarà una V.

Fig 329

153
[Digitare il testo]

Una volta selezionata la copertura appare nuovamente la pianta dove per prima cosa
devi scegliere la posizione delle falde e, soprattutto, la linea di colmo dove si andranno
ad incontrare le nostre falde; in questo caso il muro di appoggio centrale.
Posiziona il puntatore sulla mezzeria o su un lato del muro di appoggio e clicca una
volta.

Fig 330

Appare una linea ( rendila dritta con SHIFT) e prolungala fino alla parte opposta
dell’edificio. Clicca nuovamente e la linea di direzione viene creata ed il cursore
assume la forma di un occhio che è il comando direzionale, ovvero cambia la
pendenza della falda a seconda se posizioni l’occhio sopra o sotto la linea.
Quindi nel nostro caso per far sì che la falda abbia la pendenza verso il balcone della
camera matrimoniale posiziona l’occhio al di sotto della linea di direzione. Per
semplificare possiamo dire che l’occhio va posizionato nella parte opposta alla
pendenza della falda.
Il cursore prende ora la forma di una matita, clicca sul punto di inizio della linea di
direzione e spostati fino all’angolo opposto.

154
[Digitare il testo]

Completato il perimetro della


prima parte (linea rossa in
figura) la falda è pronta.
Quindi quando il cursore avrà
agganciato perfettamente lo
spigolo di partenza clicca
nuovamente e la falda verrà
generata automaticamente.

Fig 331

Per la creazione dell’altra


falda di copertura procedi allo
stesso modo, ma questa volta
scegli “Metodo di costruzione: Complessa”
Fig 332

Allo stesso modo disegna


la linea di costruzione
come visto in precedenza
stando però attenti a
disegnarla coincidente
alla linea già disegnata.

Fig 333

155
[Digitare il testo]

Una volta create le falde puoi intervenire sulla parete curva, allineando la linea del
tetto con quella del muro curvo, utilizzando il procedimento spiegato
precedentemente, oppure puoi fare più semplicemente una copertura come quella in
figura:

Fig 334

In figura è stato inserito il cornicione, operazione già vista. Per prima cosa seleziona
la falda, clicca su un nodo, con SHIFT+R lo rendi dritto: inserisci il valore per
allungare la falda (ad esempio 0.60 m). Ripeti l’operazione su tutti i nodi del
perimetro; INVIO e la modifica viene effettuata.

Fig 335

156
[Digitare il testo]

Questo è il risultato finale.

Fig 336

Se vai nel 3D puoi trovare questa situazione.

Fig 337

157
[Digitare il testo]

Seleziona le due falde, clicca sul nodo nero che


si trova sulla parte bassa del tetto e mediante il
comando che trovi qui a destra, porta il tetto
alla stessa altezza dei muri laterali.
Fig 338

Fig 339

Nota che i muri dell’ abitazione non combaciano con il tetto. Torna sulla pianta,
seleziona tutti i muri e nella finestra settaggi muri alzali di almeno 2 m fino a creare
il disegno in figura:

Fig 340

158
[Digitare il testo]

Ora bisogna tagliare tutti i muri


in eccesso.
Selezionali tutti. Usando il
comando da tastiera Ctrl+0,
appare questa finestra “Taglia
alla Falda a Piano – Singolo”.

Clicca su “Taglia Sommità


Elemento” ancora su “Taglia”:
clicca e automaticamente si
genera il tetto finito.

Fig 341

Fig 342

159
[Digitare il testo]

Puoi procedere anche in questo modo: seleziona i muri interessati, tasto destro >
Taglia alla Falda a Piano Singolo:

Fig 343

Una volta cliccato apparirà la schermata della figura 343: si procede quindi nello
stesso modo.
Lascia impostato “Taglia sommità elemento” perché nel nostro caso dobbiamo
eliminare la parte superiore rispetto alla falda. Se invece si deve eliminare la parte
sottostante la copertura si deve cambiare l’impostazione con “Taglia base
elemento”.

Se devi annullare il taglio, anche di un solo muro, lo selezioni, menù dei settaggi,
Annulla tutti i Tagli.

Fig 344

160
[Digitare il testo]

Ci sono dei casi in cui quando porti le falde allo stesso livello del muro, una delle due
non combacia, come nel caso in figura, oppure puoi eseguire questa operazione di
proposito per avere falde separate con pendenza diversa.
Fig 345

Si prosegue come nel caso precedente: la prima operazione da fare è quella di


aumentare i muri a sinistra andando nei settaggi muri e aumentando l’altezza.
Successivamente tagli le parti in più, sia a destra che a sinistra, con la finestra e il
procedimento visto nelle figure 340 – 341.
Fig 346

161
[Digitare il testo]

Lezione 5.3 Strumento RoofMaker

Questo strumento permette la “Creazione tetto guidata” ovvero la creazione di un


tetto con struttura portante in legno.
E’ necessario avere innanzitutto una copertura già pronta. Seleziona tutto il tetto e
dal menu Design > Extra Falda > Roofmaker > Creazione Tetto Guidata, apri la
finestra dei settaggi.

Fig 347

162
[Digitare il testo]

Si apre la finestra di dialogo di configurazione a schede. E’ necessario impostare le


dimensioni di ogni elemento del tetto; clicca quindi su Puntoni, Travi, Travi di
colmo, Travetti, Cantonali. Per ogni elemento è necessario inserire le dimensioni,
ovvero la Larghezza e l’Altezza, e dove richiesto, anche la distanza tra gli elementi.
Si consiglia di lasciare i valori di default, per il momento: per avere delle dimensioni
reali, infatti, il tetto deve essere progettato e si devono conoscere gli elementi
costitutivi e la loro posizione nella struttura.

Fig 348

Il materiale è il legno; scegli il


tipo, come ad esempio, il Pino
e clicca su OK.
Gli elementi costruttivi sono
ora inseriti e il tetto viene
generato automaticamente.

Fig 349

163
[Digitare il testo]

Vista in 3D
Fig 350

Struttura del tetto

Fig 351

164
[Digitare il testo]

La struttura creata si può mischiare con la copertura a tegole:


Fig 352

Seleziona il tetto e con la paletta apposita alza il tetto sino a che si allinea con la
struttura creata:
Fig 353

165
Capitolo 6
LE MESH

Lezione 6.1 Le Mesh piane

Esaminiamo in questa lezione l’utilizzo di uno strumento importante: le Mesh.


Seleziona il comando MESH dalla barra degli strumenti e apri la finestra dei settaggi:

Fig 354

Fig 355

In geometria e posizionamento puoi scegliere lo spessore del terreno, la tipologia della


Mesh e la quota dove posizionarla.

166
Se scegli di creare una mesh piana hai gli stessi metodi di
costruzione del solaio o dei retini: il metodo poligonale,
rettangolo, rettangolo ruotato o a inclinazione regolare.

Come vedi nella finestra dei settaggi ci sono tre tipologie di mesh differenti. Dopo che
l’avrai disegnata in pianta, nella vista 3D potrai visualizzarla nei tre metodi:

- metodo superficie

In questo modo la mesh


sarà rappresentata da
una superficie senza
spessore.

Fig 356

- metodo superficie con gonna

In questo modo si dà uno


spessore alla mesh, e
intorno ad essa vengono
creati dei bordi, ma l’
interno è vuoto.

Fig 357

- metodo corpo solido

In questo modo puoi


creare una mesh
completamente “piena”
e con un preciso
spessore.

Fig 358

167
Inseriamo ora la mesh nel nostro progetto. Dopo aver selezionato il comando “Mesh”,
aver impostato tutti i parametri nella finestra dei settaggi, scegli il metodo di
costruzione della Mesh solida e OK. Per ottenere la mesh disegna ed estendi un
rettangolo in pianta; il procedimento è identico alla costruzione di un solaio. Il
risultato sarà il seguente:
Fig 359

E nel 3D:
Fig 360

168
Come puoi notare nel 3D il terreno si sovrappone
alla pavimentazione poiché questi sono entrambi alla
stessa quota. E’ necessario pertanto bucare la mesh,
con il procedimento usato per bucare il solaio per
l’inserimento della scala. Torna in pianta, seleziona la
mesh disegnata, seleziona il comando mesh dalla
barra degli strumenti e ridisegna, spigolo per spigolo, il
perimetro della pianta; quando il poligono sarà chiuso
apparirà una piccola finestra nella quale scegli “Crea
foro” e Ok.
Fig 361
Fig 362
Si può anche cliccare sulla mesh, cliccare su un nodo nero e selezionare il comando
Sottrai il poligono dalla paletta che appare. Aggiungere,
infine, un pavimento intorno alla casa; il risultato è il
seguente.

Fig 363

169
Fig 364

Lezione 6.2 Applicazione: Mesh – Muro di sostegno


Vediamo ora come creare una mesh con una pendenza. Disegna, come visto, una
Mesh.
Fig 365

Clicca su un nodo (come in figura):


appare la paletta nella quale scegli
“eleva punto della mesh”:

Fig 366

170
Automaticamente appare la finestra “Altezza
Nodo Mesh” nella quale inserisci, ad
esempio, il valore di 5,00 m. Ripeti la stessa
operazione per l’altro nodo.

Fig 367

Il terreno prenderà la forma in figura:


Fig 368

Come si può notare la casa è in parte interrata. Si può intervenire in vari modi.
Cominciamo ad esempio con sbancare il terreno, ovvero rendere il terreno
pianeggiante ove si trova la casa , mediante la costruzione di un muro a sostegno del
terreno, come ipotizzato nelle figure seguenti.
Quindi per prima cosa con il comando muro disegna un muro di spessore 0,40 –
0,50 m., altezza 3,50 – 4,00 m., e inseriscilo in pianta come in figura.

171
Fig 369

Fig 370

Vediamo ora quali sono le operazioni per eseguire questo intervento.


Torna in pianta per dare alla mesh delle nuove altezze.

172
Seleziona la mesh e clicca in un punto qualsiasi del perimetro della mesh (x con
bordo rosso); appare la paletta dalla quale scegli “inserisci nuovo nodo”. Inserisci
due nodi per ogni lato del muro creato e ripeti la stessa operazione anche per l’altro
vertice del muro.

Fig 371

Fig 372

Ora clicca solo sul nodo superiore, come in figura, e appare automaticamente la
finestra “altezza nodo mesh” che ha già impostato un valore che puoi lasciare così.

Fig 373

173
Ripeti l’operazione per il nodo a destra. Clicca ora sul nodo inferiore a sinistra e
inserisci il valore 0,00 m.
Fig 374

Ripeti la stessa operazione per il nodo a destra per ottenere in 3D, la seguente figura:

Fig 375

Un’altra importante applicazione della MESH è la creazione dei terreni in pendenza,


ma con curve di livello, poiché ovviamente le costruzioni non sorgono solo nei terreni
piani o con pendenza fissa.

174
Lezione 6.3 Creazione di un terreno in 3D tramite curve di
livello.
Creiamo ora un terreno
a curve di livello. Per
prima cosa disegna,
sempre con lo
strumento mesh, un
lotto di terreno di
dimensioni m. 30 x 50.
Per praticità costruisci
una mesh rettangolare
di 1 metro di altezza.

Fig 376

Fig 377

175
Procedi disegnando la prima curva di livello a 7.00 m di distanza (con il comando
linea) partendo dalla base del lotto; traccia una linea di riferimento.

Fig 378

Questa linea ci servirà nella fase successiva per la creazione delle curve di livello,
quindi come nell’immagine di seguito riportata, disegna tutte le linee guida necessarie
per l’intero lotto, seguendo le distanze indicate e riportate.

176
Fig 379

Fig 380

Disegna adesso con lo strumento Spline le curve di livello all'interno della mesh
attenendoti alle linee guida appena create, con andamento simile alla figura.

Fig 381

177
Procedi allo stesso modo per le restanti curve di livello.

Fig 382

Ora devi dare “volume” alle linee disegnate nella mesh in modo che vengano
riconosciute come punti 3D della mesh stessa. Per fare questo seleziona la mesh
che hai creato e poi lo Strumento Mesh dalla barra degli strumenti (le linee guida
che avevamo disegnato possono essere cancellate).

178
Fig 383 Fig 384

Tieni premuti contemporaneamente il tasto Ctrl e la barra spaziatrice della tastiera


per far apparire l'icona della Bacchetta magica; fai un clic con il mouse sulla prima
curva di livello. Appare il menu "Nuovi Nodi Mesh" nel quale devi specificare se il
contorno (la curva di livello) su cui hai cliccato deve creare un foro sulla mesh oppure
deve creare nuovi nodi. Scegli "Aggiungi nuovi nodi" e dal menu a tendina scegli
"Adatta agli Spigoli definiti dall'utente" ; clicca su OK.

Fig 385

179
La curva adesso è parte integrante della mesh.

Fig 386

Esegui la stessa operazione per le altre curve di livello fino ad ottenere il seguente
risultato.

Fig 387

180
Come puoi vedere nella finestra 3D, questi nuovi punti creati hanno la stessa quota
(altezza) della mesh di partenza.

Fig 388

Ora devi impostare una quota per ogni curva di livello. Seleziona la mesh
disegnata e lo strumento Mesh dalla barra degli strumenti e clicca su un punto della
prima curva di livello; appare la paletta ove scegli “eleva punto della mesh”.

Fig 389

181
Appare automaticamente la finestra “Altezza Nodo Mesh”:

In Altezza inserisci il dislivello della curva


di 0,50 m e sotto la dicitura “a piano di
riferimento Mesh” attiva la casella
"Applica a tutti" e successivamente OK.

Fig 390

In pianta vedrai tutte le triangolazioni in base all'altezza dei vari punti.

Fig 391

182
Procedi allo stesso modo per la curva di livello successiva inserendo il valore di 1,00
m.

Fig 392

Procedi inserendo le varie quote per ogni curva di livello secondo le indicazioni e le
quote della figura successiva.

183
Fig 393

Il risultato sarà il seguente:


Fig 394

184
Se vuoi rendere la pianta “pulita”e non vuoi visualizzare le triangolazioni, seleziona la
mesh creata e apri la finestra dei settaggi. In "Pianta e Sezione" apri la sottocartella
“Contorni” > “Selezione Spigolo” e scegli "Mostra gli spigoli definiti
dall'utente".

Fig 395

In pianta avrai questo risultato, e


puoi, a questo punto, cancellare le
spline.

Fig 396

185
Se vuoi visualizzare gli
spigoli arrotondati, e non
in modo netto, riapri la
finestra dei settaggi e in
“Modello” scegli “Tutti
gli spigoli arrotondati”.

Fig 397

Ora che il terreno è modellato puoi inserire il progetto: in base a come lo posizioni
puoi notare che per effetto della pendenza, il terreno “entrerà” all’interno della casa
come nell’esempio sottostante:

Fig 398

Fig 399

186
Lezione 6.4 Sistemazione del fabbricato nel lotto

Sistemiamo il fabbricato nella miglior posizione possibile: per facilità sposta la mesh o,
meglio, alza la casa, per far sì che le modifiche che dovrai fare siano ridotte al
minimo.

Fig 400

Una volta trovata la posizione esatta puoi sistemare il lotto: per prima cosa seleziona
la mesh ed il comando mesh dalla barra strumenti per creare non solo il buco, ma
anche dei punti di riferimento.

187
Il buco creato, come vedi in figura, avrà molti punti ma questo è dovuto al tipo di
pendenza al terreno.

Fig 401

188
E’ necessario ora provvedere alla modellazione dello stesso.

Fig 402

La sistemazione può avvenire direttamente dal 3D; innalza i primi punti, ovvero
seleziona un punto del terreno e con il comando eleva lo sposti verso l’alto
agganciando il basamento/marciapiede. Ripeti la stessa operazione per l’altro lato.

Fig 403

189
Fig 404

Passa sul laterale e procedi con la stessa operazione:


Fig 405

190
La stessa operazione la devi fare anche sull’altra facciata dell’edificio, mentre per la
parte sul retro del fabbricato puoi realizzare un muretto di sostegno per avere un
andamento omogeneo del terreno, come in figura.

Fig 406

Fig 407

191
Lezione 6.5 MESH – Rampa di accesso per piano interrato
Vogliamo ora realizzare un piano interrato ed una rampa di accesso, per esempio, ad
un garage.
Occorre innanzitutto o rifare la mesh definendo bene tutti i punti, ( è chiaro che più
saranno i punti più il disegno sarà preciso e definito e tutti questi punti andranno
alzati tramite la paletta con il comando “altezza nodo mesh”) o puoi continuare con
l’esempio creato.
Realizza prima un piano interrato (appunto un garage, cioè una porzione del
fabbricato a quota – 3.00 m sotto, ad esempio, allo studio); nella zona tratteggiata (o
continua, definita con il comando linea) in figura, eseguiremo, in un secondo momento,
una rampa di accesso.

Fig 408

192
Seleziona la mesh esistente, seleziona anche il comando mesh dalla barra degli
strumenti e fora la mesh.

Fig 409

Fig 410

Ora, per la realizzazione della rampa, disegna una mesh nell’area forata, per riempire
il foro.

193
Fig 411

Successivamente imposta la quota di -3.00 m sui quadratini rossi degli spigoli della
mesh.

Fig 412

Ottieni il risultato in figura ovvero la creazione di una rampa:

194
Fig 413

Puoi ora sistemare la finestra dello studio, aggiungere dei muri di sostegno per la
rampa, che fungeranno anche da parapetto, e un pavimento per l’accesso alla rampa.
Fig 414

195
Capitolo 7
Travi e Pilastri

Lezione 7.1 Strumenti travi e pilastri

Ipotizziamo di voler costruire un gazebo per il giardino. Hai


bisogno di due strumenti: TRAVE e PILASTRO.
Fig 415

Cominciamo con il primo comando. Per selezionare l’elemento


Trave clicca sull’apposita icona: appare la classica finestra delle
impostazioni “Settaggi default Trave”.

Fig 416

196
In Geometria e Posizionamento si possono definire tutti i parametri della trave e la
forma che essa deve assumere, poiché oltre alla classica forma rettangolare della
trave, è possibile utilizzare diversi profili. Per vedere clicca sull’icona in rosso, icona
detta “profilo”.

Fig 417

Dopo aver cliccato sull’icona, sotto la voce “struttura” clicca sulla freccia (alla destra
della voce “Struttura Complessa”), in modo da far apparire la finestra di scelta del
tipo di profilo:
Fig 418

197
Vediamo innanzitutto i metodi costruttivi, anche se in realtà si usa quasi sempre il
primo. I metodi di costruzione sono quattro e precisamente:

- “metodo creazione singola”

Fig 419

Con questo metodo è possibile creare una trave alla volta. Per crearla si esegue
un primo clic per scegliere il suo punto di partenza, con la posizione del cursore si
sceglie la sua direzione, e con un secondo clic si sceglie il punto finale. Per creare una
trave perfettamente ortogonale, come al solito shift + R.

- “metodo creazione catena”

Fig 420

Questo metodo, simile al precedente,


permette la creazione di più travi
collegate fra loro:

- “metodo creazione rettangolo”

Fig 421

Con questo metodo si può creare direttamente


una serie di travi disposte a forma rettangolare
o quadrata:

- “metodo creazione rettangolo ruotato”

Fig 422

Il metodo di costruzione è simile al


precedente; la sola differenza consiste nella
scelta di un asse di rotazione, che permetta
appunto di creare già ruotata la serie di
travi:

198
Per realizzare ora il gazebo da posizionare successivamente nel giardino per la
realizzazione dei rendering esterni, procedi nel seguente modo.

- crea per prima cosa la trave principale (di sezione 10 x10 e con un’altezza da
terra di 2,30m) lunga 7,00 m; una volta impostati i valori clicca in un punto qualsiasi
del foglio e tenendo premuti SHIFT + R inserisci il valore.

Fig 423

- adesso crea la prima trave secondaria (alta 10 cm, larga 5 cm, con un’altezza da
terra di 2,40m) lunga 3 m e a 30 cm dall’inizio della trave principale. Come al solito si
può posizionare all’inizio e poi spostare con shift +R di 30 cm.

Fig 424

199
- inserisci quindi le altre travi secondarie, usando un interasse di 40cm.
Seleziona la trave > tasto destro > muovi > moltiplica:
-
Fig 425

Appare la schermata
“Moltiplica”; scegli
“Muovi”, inserisci il
valore di 0.40 m a
“Passo”, clicca su
“Disponi” e ok.

Fig 426

200
Torna al disegno, clicca sul nodo della trave da moltiplicare e come ti sposti verso
destra le travi verranno create e disposte automaticamente alla stessa distanza.

Fig 427

Al termine chiudi il comando cliccando con il puntatore alla fine della trave principale.

Fig 428

Per completare il disegno si aggiunge una altra trave principale, parallela alla prima;
seleziona la prima trave creata, tasto destro > muovi > specchia una copia.

201
Fig 429

Il puntatore prende la forma di una “v” e spostandoti sulla mezzeria del primo travetto
apparirà anche il segno che indica la metà esatta:

Fig 430

Clicca su quel punto e verrà generata la nuova trave; mettila in posizione con SHIFT e
clicca per chiudere il comando. Appare la seguente figura.

202
Fig 431

Infine per far sì che la struttura sia completa, posiziona ora i pilastri. Dalla barra
strumenti seleziona il comando pilastro. Questi avranno altezza 2.30m e dimensione
0,10 x 0,10 m.

Fig 432 Fig 433

203
Dopo aver impostato tutti i valori inserisci nel disegno, con un clic, i pilastri necessari,
almeno tre per fila come in figura. In caso di errore nell’inserimento, ingrandisci il
disegno e posiziona il pilastro, selezionandolo, con il comando “muovi” della paletta.

Fig 434

Si otterrà il seguente risultato:

Fig 435

204
Lezione 7.2 Realizzazione pianta strutturale

Il progetto è eseguito con


struttura portante in legno,
ovvero i muri sostengono i
solai.
Con gli strumenti acquisiti si
può realizzare una “pianta
strutturale” dove il solaio è
sostenuto da pilastri e travi in
cemento armato o acciaio
(tralasciando ovviamente i
calcoli necessari per il reale
dimensionamento delle
strutture).
Dalla barra degli strumenti
scegli il comando Pilastro e
apri la finestra dei settaggi:

Fig 436

Fig 437

Fig 438

205
Impostiamo i parametri, in particolare l'altezza, la forma e le dimensioni del pilastro:

ALTEZZA FORMA DIMENSIONE

Fig 439

Selezioniamo la forma quadrata, impostiamo una altezza di 5.70 m, per averli a tutta
altezza dove ci sono i due piani, e 2.70 sotto il terrazzo; per quanto riguarda le
dimensioni dipende da quanto spesso è il muro In questo caso abbiamo disegnato i
muri con spessore da 0.40 m, anche la dimensione dei pilastri sarà di 0.40 m o 0.35
m, se rivestiti. Una volta cliccato ok inserisci il primo pilastro.

Dopo aver inserito il primo pilastro, lo selezioni e con il comando muovi dalla
paletta e Ctrl dalla tastiera, crea delle copie. Cliccando su ogni spigolo e secondo lo
schema rappresentato in figura, inserisci tutti i pilastri.

Fig 440

206
Una volta inseriti i pilastri possiamo inserire le travi.

Clicca sul comando TRAVE sulla barra degli strumenti; appare la solita finestra dei
settaggi, dove possiamo inserire la larghezza della trave, lo spessore e la forma:

Fig 441

Fig 442

SPESSORE FORMA LARGHEZZA

Fig 443

Una volta selezionato lo spessore di 0.30 m, la forma quadrata e la larghezza di 0.40


m, clicca ok e unisci i pilastri con le travi, fino a creare il disegno in figura.

207
Fig 444

Una volta finito puoi ripetere tutti i passaggi per il secondo piano facendo combaciare
perfettamente i pilastri e travi aiutandoti con il sotto lucido, fino a creare il disegno
in figura:

Fig 445

208
Si può anche eseguire e estrapolare la pianta strutturale procedendo nel seguente
modo.
Da “Edita” scegli “Trova e seleziona”.

Fig 446

Appare la seguente finestra:

Fig 447

Inserisci a “Tutti i Tipi” prima i pilastri e poi le travi.

Fig 448 Fig 449

209
Una volta inserite le travi e i pilastri sulla pianta si selezioneranno automaticamente:
appare la seguente situazione:

Fig 450

Adesso basta fare una copia della struttura e estrapolarla con il comando copia: lo
stesso si può fare con il piano terra.

Fig 451

210
Lezione 7.3 Applicazione: realizzazione di un portico.

Con gli strumenti trave e pilastro si possono eseguire diverse cose. Vediamo ora
un’altra applicazione, cioè la creazione di un portico.

Si vuole realizzare un portico in legno a servizio della zona giorno: useremo, come
base di appoggio, il piccolo muro di sostegno creato con le mesh.
Inizia con il posizionamento delle travi. Dalla barra strumenti apri il comando trave e
imposta i valori: consigliata la forma rettangolare (in Geometria è sempre quadrata)
12 x 16 cm.

Fig 452

Fig 453

211
Torna in pianta e posiziona la trave come in figura.

Fig 454

Se apri il 3D puoi notare che la trave è diritta: è


necessario darle la pendenza per potere in
seguito appoggiare la falda di copertura.

Fig 455

212
Apri “Settaggi Selezione Trave” e in Geometria e Posizionamento alla voce
Orizzontale o Inclinata inserisci il valore (consigliato 10°).

Fig 456

Poiché intendiamo fare un portico, la copertura deve essere inclinata e quindi anche la
trave. Seleziona la trave e dai una pendenza negativa; basta apporre un segno meno
“ – “ davanti al valore dell’inclinazione.

Fig 457

213
Fig 458

Ora puoi inserire altre travi con gli stessi parametri della prima.

Fig 459

Fig 460

214
Passa ora alla creazione dei pilastri.

In Geometria e Posizionamento, in Settaggi Selezione Pilastro, scegli la forma del


pilastro e inserisci i valori. Nel nostro caso clicca sulla forma quadrata con dimensioni
almeno di 12 x 12 cm., o come le travi, di 12 x 16 cm.

Fig 461 Fig 462

215
Torna in pianta e con un clic sistema i
pilastri come in figura.

Fig 463

Puoi aggiungere anche altri


pilastri, di dimensioni più
piccole o di forma circolare o
inclinati, come negli ultimi
due esmpi.

Fig 464

216
Come ultimo passaggio devi inserire la falda di copertura. Per la falda imposta
un’altezza di 3.00 m, dimensioni come in figura, e ricordati di dare la stessa
inclinazione data alle travi.

Fig 465 Fig 466

Quindi puoi disegnare la falda.

217
Fig 467

In pianta

Nel 3D

Fig 468

218
Ultimata questa parte puoi procedere alla realizzazione del portico anche sull’altro
lato; la procedura ed il metodo sono gli stessi.
Può succedere che tra l’incrocio delle due falde si generi l’ errore in figura. Questo è
dato dal fatto che la falda lunga è più stretta dell’altra, quindi pur avendo la stessa
pendenza non si incrociano.

Fig 469

Per correggere seleziona la falda interessata direttamente dal 3D, aggancia il nodo
come in figura e con il comando “Modifica Pendenza Falda” trascina il nodo fino al
punto desiderato.

Fig 470

219
In questo modo si modificano e si uniscono le falde.

Fig 471

Fig 472

220
Per sistemare il tutto procedi ad un ultimo passaggio, ovvero modifica l’inclinazione
delle travi della falda, cambiando il valore precedente con quello che risulta
automaticamente e riportato in figura.

Fig 473

Fig 474

Puoi notare che è stato inserito un pilastro all’incrocio delle falde.

221
Vista complessiva dell’intervento. Fig 475

In questa pagina puoi vedere un altro esempio di portico, abbinato al colore in legno
della casa e con il tetto a padiglione.

Fig 476

222
7.4 Realizzazione gazebo sul terrazzo.

Sempre con gli stessi strumenti e con lo stesso metodo si può realizzare anche un
gazebo in legno per il tetto praticabile.

Si seleziona il comando trave e nella finestra Settaggi default Trave si immettono le


misure come in figura:

Fig 477

Ora disegna la trave (a segmenti) lungo tutto il perimetro del muro che si affaccia sul
terrazzo sino a creare quanto rappresentato in figura:

Fig 478

223
Disegna quindi le due travi
laterali parallele ai muri sino
al punto in cui inizia la parete
tonda.

Fig 479

Unisci infine le due travi


come rappresentato in
figura:

Fig 480

Adesso seleziona le due travi evidenziate in verde e apporta le modifiche scritte sulla
finestra dei settaggi, in particolare la pendenza di – 4,00° (per dare successivamente
pendenza alle travi di copertura e alla struttura stessa).

Fig 481

Fig 482

224
Introduciamo ora i pilastri:
seleziona il comando pilastro
(tondo) e inserisci le misure
riportate in figura.

Fig 483

Posizionali nei quattro spigoli indicati in figura:

Fig 484

225
Ora considera solo le travi selezionate in verde. Devi abbassarle di una certa quantità
affinché la parte superiore venga inclinata; per fare ciò metti le stesse misure
riportate in figura. In realtà puoi controllare in 3D. Se non ti piace puoi fare dei
tentativi per dare una pendenza che ti piaccia o soddisfi allo scopo.

Fig 485 Fig 486

Adesso seleziona i 3 pilastri in


basso e modifica l'altezza con
le stesse misure scritte nella
finestra dei settaggi:

Fig 487

226
Seleziona, infine, il pilastro in alto e nella relativa finestra dei settaggi metti una
altezza di 2.70 m.

Apri la finestra 3D per controllare se il tuo risultato corrisponde a quanto


rappresentato in figura:

Fig 488

Costruisci ora la copertura


della struttura. Inizia con il
selezionare il comando trave e
inserisci i dati riportati in
figura:

Fig 489

227
Inserite le misure puoi
disegnare una trave come in
figura:

Fig 490

Ora traccia travi parallele, con


dimensioni più corte e per
tentativi: gioca un po’ con la
paletta per accorciare o
allungare le travi,sino ad
ottenere il risultato in figura.

Fig 491

Una volta creata la copertura


modifica la trave in figura
(verde), dandogli un
movimento che rispecchi la
parete curva di fronte, secondo
il procedimento della figura
494.

Fig 492

228
Clicca al centro della trave selezionata, appare la paletta
dove puoi selezionare il primo comando “INSERISCI
NUOVO NODO”; una volta selezionato questo comando
puoi movimentare la trave, sino a creare l’esempio in
figura:
Fig 493

Fig 494

Per finire vai sul 3D:

Fig 495

229
Fig 496

Fig 497

230
[Digitare il testo]

Capitolo 8
RENDERING

Lezione 8.1 Le Luci LightWorks ( Rendering interni)

Obiettivo di questo capitolo è vedere la procedura per eseguire dei


rendering ovvero delle “foto” dei progetti eseguiti . Iniziamo con i
rendering interni. E’ necessario, per iniziare, inserire nel progetto,
utilizzando lo strumento “Lampada”, tre lampade, “Luce
Finestra, Oggetto Cielo e Oggetto Sole”. Cliccando due volte
sull’icona appare la classica finestra “Settaggi default Lampada”.
Le tre Lampade si scelgono all’interno della cartella “LightWorks
16”, contenuta in “Libreria ArchiCAD 16”.

Fig 498

Fig 499

231
[Digitare il testo]

Nella cartella “lightworks 16” trovi le icone di tre tipologie di luci differenti:
- Luce finestra 16
- Oggetto cielo 16
- Oggetto sole 16

Vediamo ora, per prima cosa, l’oggetto luce finestra; gli altri due oggetti li vedremo
successivamente per poter fare un discorso più ampio e completo.

- Luce Finestra

Questa Lampada va utilizzata in abbinamento con finestre o aperture


e, come si vede dall’immagine, simula il comportamento della luce
solare proveniente dall’ esterno: è necessario quindi posizionarla
all’interno dell’infisso.

Fig 500

Scelta l’icona e ok, hai l’elemento luce da


posizionare; nel particolare accanto l’ingrandimento
dell’ inserimento della “Luce Finestra”.

Inserisci pertanto l’elemento luce adiacente a


tutte le finestre, come in figura 502. E’ importante
ricordare di impostare le dimensioni dell’oggetto
“Luce Finestra”, ovvero se la finestra ha base di
1,20 m ed altezza 1,50 m, devi riportare queste
stesse dimensioni per la “Luce finestra”. Importante
è anche il colore dell’illuminazione che deve essere
colore bianco nel parametro “Intensità”.
Fig 501

Fig 502

232
[Digitare il testo]

E’ importante ricordare che:


- La freccia che compare in pianta indica la direzione della luce e la sua intensità,
che si può incrementare cliccando sull’ Hotspot del vertice della freccia.
- La finestra dei settaggi permette di impostare intensità, ombre e risoluzione
della luce.
- Il parametro “Risoluzione Luce” può essere impostato con valori che vanno da
0 a 5; più aumentiamo questo valore, migliore è il risultato.
- L’opzione “Ombre portate” attiva o disattiva le ombre create dalla luce della
finestra.
- L’opzione “Ombre sfumate” migliora la definizione dei contorni producendo
ombre più morbide e realistiche.
- Il parametro “Qualità ombre” offre la possibilità di definire la qualità e i dettagli
delle ombre presenti.
- L’angolo di “Rotazione” permette di inclinare l’oggetto Luce Finestra..
- L’opzione “Setta Manualmente Posizione Sole” permette di inserire l’Azimuth
e l’Altitudine del sole in modo indipendente per l’oggetto corrente.

Inserisci quindi gli “elementi luce” adiacenti alle finestre e apri la vista 3D,
“Settaggi Prospettiva”, impostando il cono visivo, ad esempio, di 75°.

Fig 503

233
[Digitare il testo]

Apri la finestra
3D per vedere
l’elemento luce
inserito (nota i
riflessi nella
finestra e nella
porta).

Fig 504

Adesso apri la finestra “settaggi fotorendering”, e imposta i parametri nel modo


indicato nel riquadro della finestra in figura.

Fig 505

Disattiviamo le sorgenti
“sole” e “ambiente”, e
impostiamo il valore di
“camera” a 80

234
[Digitare il testo]

Per vedere l’effetto completo apri il rendering ( clicca


sull’icona macchina fotografica). I rendering, a seconda
della potenza dei computer, impiegano del tempo per
la realizzazione dell’immagine.
Fig 506

In figura l’esempio di rendering della cucina.


Fig 507

235
[Digitare il testo]

Lezione 8.2 Rendering esterni

Dopo aver sistemato e completato il modello 3D, sia dell’edificio che dell’esterno, puoi
passare a creare il fotorendering.

Per prima cosa vai su “settaggi proiezione 3D” per


sistemare alcuni parametri. Si apre la stessa finestra
vista in precedenza, dove puoi settare la posizione del
sole e i parametri relativi al punto di vista: Fig 508

Fig 509

Sulla sinistra è possibile vedere una piccola anteprima della pianta del progetto, dove
sono presenti il sole, e la posizione del punto di vista (con rappresentazione
dell’angolo visivo). Utilizzando il cursore è possibile spostare manualmente sia la
posizione del sole, sia la posizione del punto di vista.
Sulla parte destra, invece, hai una serie di parametri che ti permettono di impostare i
valori del sole e del punto di vista tramite valori numerici. Tutti i valori possono
cambiare in base alle tue esigenze, tranne quello riguardante il “Cono visivo”, che
sarebbe opportuno lasciarlo sempre sui 55°, altrimenti si ottiene una vista troppo
schiacciata.

Cliccando sull’icona “Sole” in basso a sinistra è possibile settare i parametri


riguardanti la luce ed il sole in maniera automatica (scegliendo la data del giorno e
l’ora, la posizione e l’altitudine del sole cambieranno di conseguenza). Appare la
seguente finestra:

236
[Digitare il testo]

Fig 510

E’ anche possibile impostare la visuale del modello in 3D, in modo da controllare le


variazioni e le soluzioni direttamente in tempo reale.

Imposta ora il progetto con la miglior visuale possibile poiché una volta scelti tutti i
parametri e le soluzioni esterne dell’edificio e del terreno puoi eseguire la procedura
per creare la foto ovvero il rendering.
Fig 511

237
[Digitare il testo]

Ora puoi lavorare sui parametri dell’illuminazione, riprendendo i due oggetti


fondamentali di cui abbiamo parlato all’inizio “oggetto sole” e “oggetto cielo”,
poiché saranno questi due oggetti ad “illuminare” effettivamente il rendering.

Per inserirli, come al solito, vai sull’icona “Lampada” nella barra degli strumenti.
Appare la seguente finestra:
Fig 512

Vai su “luci Lightworks 16” e inserisci nel foglio di lavoro, accanto alla piantina in
una posizione qualsiasi, sia l’”Oggetto Sole” che l’”Oggetto Cielo”.

238
[Digitare il testo]

Fig 513

Cominciamo con l’Oggetto Sole. Come per tutti gli oggetti puoi modificare le
impostazioni nella cartella “Parametri”.

Fig 514

239
[Digitare il testo]

Puoi variare il Numero Sorgenti di Luci (da 1 a 20), l’Angolo di diversione (con
un valore zero, i fasci luminosi risultano paralleli alle ombre), e le Ombre Portate,
che possono essere attive o inattive.

Puoi impostare, inoltre, il colore di Alba/Tramonto con i colori rosso, verde e blu e,
infine, puoi variare l’azimuth e l’altitudine del sole.

Nei Settaggi Selezione Lampada seleziona l’”Oggetto Cielo”:


Fig 515

e apri la cartella “Parametri”:

240
[Digitare il testo]

Fig 516

Per iniziare clicca sulla cartella colore e modifica il colore in bianco.

In “Tipo Oggetto Cielo” puoi scegliere tra “metodo veloce” e “metodo realistico”.
Con il metodo veloce scegli la risoluzione per la latitudine e la longitudine e se
attivare o no le ombre e la loro qualità.

Il metodo realistico funziona allo stesso modo, ma devi scegliere il numero di


campioni; più questo sarà elevato più aumentano i tempi di calcolo, ma la qualità sarà
sicuramente migliore.

Fig 517

241
[Digitare il testo]

Prima di generare un
rendering devi impostare tutti i
parametri: quindi dalla tendina
vai in Documento >
rappresentazioni creative >
settaggi fotorendering.

Fig 518

Oppure nella barra dei comandi in alto puoi


cliccare sull’icona:

Fig 519

Appare questa finestra dove puoi impostare gli effetti, lo sfondo, la luminosità, ecc.
La differenza sostanziale è nella scelta dei motori di rendering usati.

Fig 520

242
[Digitare il testo]

Occorre ora spendere due parole sui “motori” usati da Archicad.

Tutte le “Rappresentazioni Creative” proposte in questo capitolo possono essere


realizzate con i metodi sin qui elencati, ovvero assonometria, prospettiva e 3D
(come la figura 511). Tuttavia differenti tipi di realizzazione e di visualizzazione si
possono fare con il “Rendering”, tecnicamente conosciuto come “FotoRendering
o Immagini Modello”.
La funzionalità FotoRendering di ArchiCAD permette la creazione di immagini
realistiche del modello, come se fosse fotografato nello stato corrente di progetto e
pertanto permette molte più possibilità di quelle offerte dalle viste create nella
Finestra 3D.

I vari tipi di immagini fotorenderizzate che si possono creare dipendono dal tipo di
“ Motore di Rendering” che si usa. I Motori principali disponibili sono:

- Motore di Rendering Interno ;


- Motore di Rendering LightWorks;
- Schizzo;

E’ possibile sceglierli dal menu a comparsa “ Documento/Rappresentazioni


Creative/Settaggi FotoRendering”.
Successivamente, in base ai settaggi effettuati, per creare una immagine
renderizzata, si deve scegliere il comando “Documento/Rappresentazioni
Creative/ Proiezione Fotorender”.

Apriamo quindi la finestra “Settaggi FotoRendering” ed esaminiamo brevemente


le caratteristiche e le differenze dei vari Motori.

Le sottofinestre di dialogo di tutti i Motori, “Effetti”, “Sfondo”, “Luminosità”,


contengono i comandi per i riflessi, le trasparenze, le ombre , i colori, ecc., di cui
abbiamo parlato in precedenza; la differenza consiste nell’uso proprio dei Motori
disponibili.

- Motore di Rendering Interno. Questo motore viene utilizzato principalmente


per Rendering con superfici ombreggiate, ombre semplici e trasparenze.
- Motore di Rendering LightWorks. Questo motore è il più importante e
sofisticato dei tre poiché crea immagini renderizzate professionali della più alta
qualità;
- Schizzo. Come dice il nome questo motore non produce rendering fotorealistici,
ma dei veri e propri “schizzi” ovvero si ottiene l’effetto disegno così come quando
viene realizzato con la matita. Fra gli effetti, infatti, in Stile Linea vi sono
“pennello”, “pastello”, “matita”, “grafite” e “marker”. Nella cartella “Stile
Schizzo” si trovano dei file con stili predefiniti.

Si ricorda che una volta completato il lavoro con ”Schizzo” si deve vedere il risultato
su Documento / Rappresentazioni Creative / Proiezioni Fotorendering.

243
[Digitare il testo]

Lavorare con “Lightworks”.


Nella solita finestra Settaggi FotoRendering scegli il “Motore di Rendering
LightWorks”.

Fig 521

244
[Digitare il testo]

Generare un rendering con il motore lightworks richiede molto tempo. Per rimediare
possiamo disattivare l’opzione Riflessione nella cartella Effetti Lightworks e
impostare su Off la casella del campo Antialiasing.

Nell’Ambiente lightworks
puoi impostare i parametri
inerenti al sole, che può
essere realistico o no, e puoi
scegliere cosa vedere in
primo piano; se scegli
“nessuno” l’immagine sarà
normale, quindi senza
nessun effetto, ma puoi
inserire anche un’immagine
scalata, la nebbia, o
addirittura la neve. Fig 522 Fig 523

Se vuoi generare un rendering esterno puoi scegliere dei colori o un’immagine da


attribuire allo sfondo per rendere l’immagine più reale.

Nella cartella “Sfondo” hai la possibilità


di scegliere tra Colori e Picture;
impostando Colori, scegli il colore da
attribuire al cielo cliccando su “colore
cielo”: automaticamente appare la
tavolozza nella quale scegli il colore che
verrà attribuito al cielo. Puoi eseguire lo
stesso procedimento per attribuire un
colore al terreno.
Fig 524

Cliccando invece su Picture, si attribuisce una vera immagine allo sfondo del
rendering. Puoi ora scegliere tra le proposte che trovi nelle varie cartelle di “Carica
Immagine dalla libreria”.
Clicca su Libreria Archicad 16, clicca su Sfondo immagini 16, clicca su Foto 2048
x 1536 16, clicca infine su Foto cielo nuvoloso 7.jpg.

Foto 525

Foto 526

245
[Digitare il testo]

Naturalmente scorrendo la lista hai la possibilità di scegliere le “foto” del cielo più
adatte al rendering e alla situazione progettuale.

Fig 527

Se vuoi cambiare sfondo puoi ritornare alla schermata e cliccare su Cambia


Immagine; ritorna la schermata di fig 524 ove puoi scegliere la nuova immagine.

Fig 528

Fig 529

La cosa più interessante, però, è che puoi


importare, caricare e inserire anche tue
immagini cliccando su Carica Altro Picture.
Cliccando “dalla finestra di dialogo File” puoi
scegliere l’immagine dal desktop (come il
procedimento fatto per inserire i quadri).

246
[Digitare il testo]

Ora hai impostato tutti i parametri per il rendering.

Ricordati però di disattivare in “Sorgenti di Luci” gli elementi Sole e Ambiente,


poiché hai inserito gli oggetti sole e cielo nel foglio di lavoro.

Fig 530

A questo punto puoi lanciare il rendering con


“proiezione foto render” ovvero clicca sull’icona a
forma di macchina fotografica.
Puoi notare che per i primi due render le posizioni
scelte sono uguali, ma cambia la posizione del sole e
di conseguenza le ombre; quindi poni attenzione a
tutti i parametri e alle possibili soluzioni offerte dalla
finestra dei settaggi.
Fig 531
Fig 532

247
[Digitare il testo]

Fig 533
Fig 534

248
[Digitare il testo]

Lezione 8.3 Materiali

Se vuoi modificare i
materiali del render
puoi cambiare le
impostazioni: quindi vai
su Opzioni > Attributi
elemento > Materiali:

Fig 535

Si apre la finestra
“Settaggi Materiale”
da dove è possibile
modificare i parametri
che riguardano il
materiale come il colore,
il suo modo di riflettere
la luce, la sua ruvidezza,
ecc.

Fig 536

249
[Digitare il testo]

Seleziona il materiale “Intonaco bianco 01 LW” e imposta i seguenti parametri:

- nella finestra “riflessione” decidi come il materiale si deve comportare in base


all’esposizione alla luce.

- nella finestra “spostamento” imposti la ruvidezza o rugosità del materiale.

Fig 537

250
[Digitare il testo]

Nei rendering che seguono puoi osservare il colore diverso delle pareti esterne, il
differente muro perimetrale, la sistemazione del terreno. Come esercizio puoi provare
le innumerevoli soluzioni che gli argomenti trattati in questo capitolo ti possono
offrire.
Fig 538

Fig 539

251
[Digitare il testo]

Sulla base del progetto eseguito nelle figure precedenti, vediamo ora il procedimento
per simulare un render come se fosse notte, ovvero le caratteristiche sia per cambiare
il cielo che per “accendere” le lampade interne o le esterne nel giardino e sulla strada.

Come già visto, dal menu a comparsa “ Documento / Rappresentazioni Creative


/ Settaggi FotoRendering”, apri la finestra dei settaggi e clicca su “Sfondo”.

Clicca sul simbolo “catena” (accanto al riquadro che diventa di colore azzurro
uniforme), per unire le impostazioni.

Fig 540

Clicca su “Colore cielo” per far apparire la finestra dei colori.

Fig 541

252
[Digitare il testo]

Scegli il colore “nero” e clicca su Ok.

Per i render notturni è necessario eseguire


questa operazione per avere una definizione
migliore per l’inserimento del cielo.

Si procede quindi come già visto. Clicca su


“Immagine di sfondo” e su “Picture” per
far apparire la libreria ove scegliere lo sfondo.

Ad esempio da “Libreria Archicad 16” clicca


su “Sfondo immagini 16”, clicca su “Foto
1024 x 768 16”, clicca su “Foto cielo
stellato” (oppure su “Foto cielo tramonto 3”,
come in figura) e, infine OK.

Fig 542

Fig 543

Ricorda che puoi sempre usare il tasto “Cambia Immagine”.

E’ necessario ora inserire le luci. Clicca, nella barra dei comandi a


sinistra, su “ Ulteriori” e quindi sul comando “Lampada”

Fig 544

253
[Digitare il testo]

Appare la finestra dei settaggi. In libreria ArchiCAD 16 > Libreria Oggetti 16>
Lampade Interni 16, puoi scegliere le lampade per interni, mentre con Lampade
Esterni 16 puoi scegliere sia le lampade per il giardino sia per l’esterno sulla strada.
Si lasciano per esercizio sia i settaggi di tutte le tipologie delle lampade che il loro
posizionamento.

Fig 545

Fig 546

254
[Digitare il testo]

In figura due rendering, uno con le lampade spente e uno con le luci accese.
Fig 547

Fig 548

255
[Digitare il testo]

Lezione 8.4 Rendering Schizzo


Con questo metodo si possono ottenere viste con vari livelli di dettaglio, con o senza
retini, molto tecniche oppure più "artistiche". Per realizzare un rendering schizzo si
procede come per un render normale.

Quindi apri Documento >


Rappresentazioni creative >
settaggi di fotoRendering:

Fig 549

E appare la finestra dei settaggi. Nella cartella Motore devi impostare “Schizzo”,
come in figura, e in dimensioni imposta larghezza e altezza dell’immagine.

Fig 550

256
[Digitare il testo]

Passiamo ora a “Settaggi base” dove in Stile schizzo trovi gli stili di default mentre
lo Stile della Linea può essere scelto tra varie opzioni: imposta come
“11_Matita_Tecnica” e il colore della linea come “Personale”.
Nella cartella “Miglioramenti” puoi fare dei veri e propri miglioramenti al disegno e
aprendo tutte le altre cartelle di Settaggi puoi definire gli spessori di linee, retini e
addirittura modificare le ombre. La cartella Sfondo funziona come già visto per il
render esterno.

Clicca su OK e avvia il render. Fig 551

Puoi ottenere “render schizzo” diversi in base ai parametri che di volta in volta vai a
modificare, quindi non resta che fare più prove. Nelle figure sono proposte due viste
fatte con la stessa tecnica.

257
[Digitare il testo]

Fig 552

Fig 553

258
[Digitare il testo]

Lezione 8.5 Telecamera

Dalla barra degli strumenti clicca su “Strumento telecamera”


per aprire la finestra “Settaggio Telecamera/VR”.

Clicca su Nuovo per creare un percorso; con i tasti Rinomina e


Cancella puoi ovviamente rinominare o cancellare il percorso
creato.

Con lo strumento attivo puoi posizionare le telecamere nella


pianta. Appare una linea elastica che serve per dare la posizione
e la direzione alla telecamera; nella pianta puoi inserire quante
telecamere vuoi e queste saranno collegate da una linea che sarà
l’effettivo percorso che si potrà in seguito vedere.

Fig 554

Fig 555

259
[Digitare il testo]

Fig 556

A questo punto riapri


nuovamente “Settaggio
Telecamera / VR” e
clicca sull’icona
Percorso in basso a
sinistra e apparirà la
finestra successiva,
Opzioni Percorso:

Fig 557

260
[Digitare il testo]

In questa finestra puoi cambiare il nome del percorso creato, controllare l’animazione
e scegliere la tipologia del percorso nell’area “Controlli animazione”.
Nell’area “Risoluzione filmato” puoi impostare il numero dei fotogrammi tra una
telecamera e l’altra in “Immagini frapposte”. In “Opzioni video” scegli cosa vedere
nel disegno, quindi se vedere solo la telecamera, solo il percorso, entrambi o nulla.

Tornando in “Settaggio Telecamera/VR”


puoi impostare i parametri per ogni
telecamera, inserita nel progetto,
selezionandole una per volta. Per ognuna di
queste puoi fermare il percorso per un
numero preciso di immagini in “Sosta per ….
Immagini”.

Fig 558

Nella parte sottostante puoi impostare l’altezza della telecamera, il punto di mira ed
altro come già visto per impostare i settaggi della proiezione 3D.

Ora puoi creare una serie di immagini o un’animazione aprendo dalla finestra a
tendina “Documento” / “Rappresentazioni creative” e successivamente “Crea
vola attraverso”. Appare la seguente schermata.
Nell’area “Sorgente” scegli l’origine dell’animazione che può essere la finestra 3D, la
finestra del fotorendering, scegli se vuoi avvalerti delle proiezioni parallele, ecc.
Cliccando infine sul pulsante Mostra hai un’anteprima, oppure puoi cliccare su Salva
per conservare il lavoro che verrà salvato nel formato “QuickTime”.

FIG 559

Questo metodo produce un filmato veloce e molto semplice, ma l’argomento serve per
introdurre un programma molto importante per la realizzazione dei video: il Lumion.

261
CAPITOLO 9
DA ARCHICAD A LUMION 4.5
Questo software serve per la realizzazione di video di progetti realizzati con
Archicad.

Una volta impostato un progetto completo attraverso il software di


Archicad, puoi trasferirlo sul software Lumion per realizzare un
video. Vediamo i passaggi. Clicca su “Archivio” e “Salva con
nome”. (Ricordati però che per salvare un file 3ds e trasportarlo su
Lumion devi trovarti nella finestra 3D).

Fig 560

Fig 561

Dopo aver cliccato su “Salva con nome” si


apre la schermata in figura dove puoi
inserire il nome del file (CORSO DI
LUMION) e nella seconda casella (Salva
come) il formato del file che dovrà essere
File 3DStudio. Clicca sul comando
“Salva”.

Fig 562

262
Fig 563

Quando clicchi sul comando “Salva” si


apre una nuova schermata “Salva 3D
come oggetto 3DStudio” dove imposti
il valore di scala.

Seleziona “Tipi elemento-Materiali” e


in Unità disegno metti “1000 mm”;
clicca su “ok”. Dopo un breve
caricamento il file diventerà un file 3ds e
potrai aprirlo ora con Lumion. Puoi
salvare quindi il progetto e uscire da
Archicad

Fig 564

Ora sei pronto per poter aprire Lumion. Fai doppio click sull’icona
“Lumion 4.5.1” e il programma si aprirà. Lumion è un software
distribuito dalla Autodesk ed è molto pesante; pertanto per
elaborare le immagini e i video richiede requisiti abbastanza
elevati. Per una buona prestazione occorre:

• Processore intelCore i7
• Archiviazione con SSD
• Scheda grafica Nvidia Gforce 730 con minimo 2GB

La figura sottostante rappresenta la schermata iniziale di Lumion dove puoi scegliere l’


ambiente in cui posizionare l’edificio a seconda del contesto; cliccando sull’immagine
scelta si aprirà quell’ambiente. Nel nostro caso scegli la prima immagine; assicurati di
stare sulla casella “2” per un nuovo progetto. Cliccando sulla casella“4” è
possibile, invece, riaprire i progetti già eseguiti e in archivio.

Fig 565

263
L’immagine sotto è, invece, l’interfaccia principale del software Lumion 4.5.
Attraverso le varie caselle poste a destra e sinistra puoi modificare il cielo e il sole, il
terreno, importare nuovi oggetti o nuovi edifici, inserire altri oggetti appartenenti a
Lumion, come piante, alberi, auto, interni, luci, persone e suoni. Inoltre per ognuna
delle 4 caselle poste alla sinistra la casella in basso a sinistra cambierà con nuove
indicazioni. Sulla destra puoi trovare il campo di lavoro dove puoi editare, aggiungere i
materiali, cambiare terreno e sole, la casella che permette l’esecuzione del rendering,
la casella che permette l’esecuzione del video, il comando per salvare.

Fig 566

Ora puoi
procedere e
importare il
progetto in
Lumion.

Fig 567

264
Segui questi 4 passaggi: clicca sull’icona “1” e in basso si apre una schermata che ti
consente di aprire l’icona “2” che apre una nuova icona dove puoi scegliere il tipo di
file 3dstudio attraverso l’icona “3” e poi, infine, scegliere il file con l’icona “4”
“Corso di Lumion” ad esempio.

Una volta eseguiti questi passaggi


clicca su apri e su Lumion appare
la schermata in figura dove
immetti un nome (corso di
lumion); clicca sul segno V”.

Fig 568

Dopo aver cliccato sul segno di spunta posiziona la casa cliccando su un punto
qualunque del terreno. Una volta posizionata la casa essa apparirà come in figura. Ora
è necessario editare i materiali secondo la libreria che Lumion ha a disposizione.
Fig 569

265
Occorre innanzitutto precisare i comandi minimi necessari per visualizzare l’intero
edificio
Fig 570

• “Freccia in su” la visuale si sposta in avanti


• “Freccia in giù” la visuale si sposta in dietro
• “Freccia a destra” la visuale si sposta a destra
• “Freccia a sinistra” la visuale si sposta a sinistra

• Con il tasto “SX” del mouse possiamo selezionare i


vari oggetti cliccando sulla pallina posta sotto ognuno di essi
e ruotarli, elevarli, ingrandirli, rimpicciolirli, muoverli o
cancellarli.
• Con il tasto “DX” e mantenendolo premuto possiamo
ruotare la nostra vista
• Con la “ROTELLINA” possiamo eseguire lo stesso
movimento in avanti o indietro che è possibile eseguire con
“freccia in su” e “freccia in giù”.
Fig 571

Per editare è modificare tutti i materiali dell’edificio clicca sul “secchiello” e in


seguito sulla casa. Ricordati che i materiali lasciati uguali in precedenza su Archicad
rimarranno uguali anche su Lumion.
Fig 572

266
Si apre in basso una striscia con un “+” dove noi andremo ad aggiungere tutti i
materiali:
Fig 573

Cliccando sul “+”, e in seguito sulla parte della casa da modificare, ad esempio il
balcone, si apre la seguente schermata:
Fig 574

Questa schermata è una delle più importanti del programma Lumion poiché ci
consente di modificare i materiali e renderli più reali al fine di creare un rendering più
interessante. Come possiamo vedere ci sono molte pagine per scegliere i materiali
come marmo, mattoni, murature, legno, parquet ecc… Per il nostro balcone puoi
adottare un mattoncino che, in questo caso, è stato rimpicciolito con il comando
“scale”. Ora puoi modificare il vetro delle finestre cliccando nuovamente sul tasto “+”
che ti consente di aggiungere un nuovo materiale.

267
Fig 575

Puoi continuare a
modificare l’ edificio
cambiando, se lo ritieni
opportuno, tutti i
materiali dei muri,
finestre, tetto e solaio. Si
ripete nuovamente lo
stesso passaggio: clicca
su “+” poi sulla parte
interessata (ad esempio
“muro”) e cambi il
materiale secondo i tipi
forniti dal programma.

Esempio conclusivo in
figura:
Fig 576

268
Ora puoi procedere a migliorare l’ambiente esterno affinché i rendering siano più reali
possibile. Pertanto inizia posizionando un po’ di alberi a piacimento per contornare
l’edificio.
Fig 577

Clicca sull’icona “1” e di


seguito scegli dall’icona “2”
se vuoi aggiungere un
albero, un elemento
interno, una persona, un
auto ecc… Nel nostro caso
scegli un albero e clicca
sull’icona “3” per aprire la
schermata in figura:

Fig 578

L’immagine rappresenta la schermata di scelta delle piante di cui il software dispone.


In alto abbiamo le caselle dove vengono riportate le diverse tipologie mentre nelle
varie cartelle abbiamo molteplici varietà di piante.

269
Dopo aver scelto la pianta clicca su di essa e vai a posizionarla nel lotto. Se vuoi
cambiare le piante ripeti il passaggio nuovamente. Una volta inserite le piante nel
lotto avrai un risultato simile a questo:
Fig 579

Ora procedi modificando la posizione del sole e l’intensità e la tipologia delle nuvole.

Fig 580

270
Clicca sull’icona “1” che è situata nella tendina a sinistra dello schermo; cliccando su
questa icona in basso avrai la icona “2” che permette di modificare la posizione del
sole, l’icona “3” che permette di modificare l’altezza del sole, l’icona “4” che
permette di modificare l’intensità del sole e delle nuvole e l’icona “5” che permette di
scegliere la tipologia delle nuvole. Una volta definita la tipologia delle nuvole e la
posizione del sole puoi modificare il terreno adiacente.

Pertanto sempre nella tendina clicca sull’icona “1” che si trova a sinistra, poi sull’icona
“2” e in seguito sulla icona “3” e vedrai che compariranno delle montagne alle spalle
dell’edificio.
Fig 581

271
Una volta sistemato il terreno puoi decorare con persone e oggetti l’ ambiente per
renderlo più reale, adottando lo stesso metodo di inserimento delle piante. Nella
tendina a sinistra clicca sull’icona “1” (quella per scegliere gli oggetti) e a seconda di
ciò che vuoi posizionare scegli l’icona “2” se vuoi aggiungere macchine, l’icona “3” se
vuoi aggiungere oggetti e sull’icona “4” se vuoi aggiungere persone.
Fig 582

Clicca sull’icona “5” e si apre la seguente schermata dove puoi scegliere la persona,
l’auto o l’oggetto desiderato.
Fig 583

272
(Ricordati che nel caso si volesse cancellare l’oggetto o la persona una volta inserita
nel disegno, bisogna cliccare sull’icona “6”). Dopo aver inserito persone, auto e
decorazioni avremo un risultato simile a questo:
Fig 584

Ora puoi procedere con la realizzazione dei rendering e del video.


Fig 585

273
Innanzitutto clicchiamo sull’icona “1” che si trova nella tendina in basso a destra e si
aprirà la seguente schermata:

fig 586

In questa schermata puoi scegliere il tipo di formato in cui salvare l’immagine;


ovviamente maggiori sono le dimensioni del formato maggiore sarà la durata del
rendering. Una volta che hai deciso il formato in cui salvare il rendering clicca su di
esso e si aprirà la schermata che segue dove puoi salvare in 1 con un nome
(“CORSO DI LUMION RENDERING”) il rendering e poi cliccare su “salva”.
Fig 587

274
Dopo aver cliccato su “salva” il rendering partirà in automatico.

Finito il rendering cliccando sull’icona


“1” della foto a fianco puoi tornare al
campo di lavoro per apportare
eventuali modifiche o procedere alla
realizzazione di un nuovo rendering.

Fig 588

Terminati i rendering puoi


procedere alla realizzazione del
video.

Una volta ritornati nella


schermata di lavoro principale
puoi cliccare sull’icona “2” che
apre una finestra dove andrai a
creare il video.

Fig 589

La finestra che verrà aperta è quella a


fianco dove puoi selezionare il tasto
“record” che ti da la possibilità di
effettuare più foto attorno al nostro
oggetto di ripresa e il programma
successivamente, in automatico, monterà
il video.

Fig 590

275
Dopo aver cliccato su
“record” si apre la seguente
pagina dove, per ogni vista,
cliccherai su “take a photo”

Fig 591

Adesso esegui qualche foto attorno all’edificio fino ad ottenere il seguente risultato,
ovvero una serie di viste di tutto il perimetro dell’edificio:
Fig 592

276
Una volta terminate le foto puoi cliccare sul tasto “1” a destra in basso:
Fig 593

Si apre una ulteriore finestra, ovvero il video già montato. Clicca sull’icona “2” o
“play” nell’immagine seguente per prendere visione del video.

Fig 594

277
Terminato il video
non resta che
salvarlo: clicca su
“Save movie” posto
in basso a destra
della schermata e
decidi il formato del
video. Cliccando su
“Save movie” si
aprirà una finestra
con le impostazioni
che lasceremo di
default.

Fig 595

Clicca su “Save movie export” e si apre un ulteriore finestra dove puoi impostare il
nome del video (“CORSO DI LUMION VIDEO”); come formato puoi lasciare “MP4
file”.

Fig 596

278
Dopo aver dato un nome al video clicca su “salva” e il montaggio del video partirà da
solo.

Fig 597

C’è da precisare che maggiori saranno le foto attorno al nostro oggetto di ripresa,
maggiore sarà la qualità del video che andremo a impostare nei settaggi di default e
maggiore, infine, sarà la durata del montaggio.

279
Appendice
Nell’ultimo incontro a Lanciano Italia, dal 15 al 21 maggio 2016, si sono svolti gli
Archicad Games. Sulla base di un tema assegnato, gli alunni delle scuole partners
dovevano redigere un progetto completo, articolato nelle giornate previste dal
calendario del meeting, per dimostrare le conoscenze, abilità e competenze acquisite
nel biennio del progetto Erasmus +.

Gli studenti e i docenti

Portoghesi Spagnoli

Teachers
Teachers
Antonio Pérez Vázquez
Isabel Maria Marques de Almeida Lopes
Emilio Antonio Barrio Veron
FaelMaria Leonor Borges Santos
Consolación Pedrera Salguero
LoboSulamita Raquel Vicente Lopes
Students
Students
José Castillejo Redondo
Ana Rita Prata Gonçalves
Margarida Alexandre Tavares Álvaro Aumesquet García
Inês Lopes Mendes Cruz Jesús Hidalgo Fernández
Ana Beatriz Calado Antunes Borja Bermudo Viñuales
Mariana Oliveira Matos Ana Muñoz Palacios
Simão Pedro Real Pereira
Maite Recio Gil
Sofia Carolina Ramos Dias
Daniel Santos Duarte Alejandra Celeste Ruíz Díaz
Mariana Marques Gil Laura Vanessa Díaz Gutiérrez
Marta Ruíz Millán

280
Turchi
Rumeni
Teachers
Teachers
Hatice Uyar,
Savulescu Luminita, Armağan Arslan,
Stoica Niculina, Fatih Urhan.
Sandu -Macovei Razvan
Students
Students: Rümeysa Yilan,
Toma George-Catalin, Ümmü Ay,
Paun Denisa-Gabriela, Irem Nur Kocamanoğlu.
Marinescu Adina-Nicoleta, Utkan Talha Çelik,
Ghetu Andreea-Georgiana, Doğukan Şengün,
Chera Robinson-Constantin, Ergün Karakuş,
Gutu Marius, Berzan Ildeniz,
Brezeanu Cristina-Ionela, Barış Doğan,
Dragan Radu-Valentin, Hüseyin Aktürk
Mandica Constantin-Alexandru

Il team Italiano

Teachers

Edi Tinarelli Antonio Cicchini


Sabina Di Florio Andrea Troilo
Maria Carmela Inglese Andrea Marrone
Alessia Tucci
Students
Noemi De Liberato
Erika Carbone
Erica Di Carlo
Arianna Di Camillo
Miriana di Biase

281
Gli alunni partecipanti non avevano nessuna conoscenza del software né della
progettazione in genere provenendo da Istituti con indirizzi di studio completamente
diversi; lo scopo era fornire loro uno strumento alternativo per il loro futuro. Questi
sono i risultati degli elaborati premiati negli Archicad Games durante l’ultimo meeting.

ROMANIA Paun Denisa-Gabriela

Fig 598 Fig 599

Fig 600 Fig 601

281
ROMANIA Chera Robinson-Constantin
Fig 602

Fig 603 Fig 604

282
PORTOGALLO Ana Rita Prata Gonçalves

Fig 605

Fig 606

Fig 607

Fig 608

283
TURCHIA Utkan Talha Çelik

Fig 609

Fig 610

Fig 611

284
SPAGNA Jesús Hidalgo Fernández

Fig 612

Fig 613

Fig 614

285
In queste pagine, infine, vengono proposte le realizzazioni, specialmente
rendering, degli altri alunni.

Portogallo: Margarida Alexandre Tavares e Daniel Santos Duarte


Fig 615 e Fig 616

286
SPAGNA: José Castillejo Redondo e Ana Muñoz Palacios
Fig 617 e Fig 618

287
TURCHIA: Ergün Karakuş e Berzan Ildeniz
Fig 619 e Fig 620

288
TURCHIA: Doğukan Şengün e Rümeysa Yilan
Fig 621 e Fig 622

289
INDICE

Progettare per Immagini


Guida operativa di Archicad
- Presentazione pag 3
- Premessa pag 4
- Il progetto da costruire pag 5

Capitolo 1
Lezione 1.1 Avviare il programma pag 13
Lezione 1.2 Strumento Muro pag 21
Lezione 1.3 Porte pag 35
Lezione 1.4 Finestre pag 41

Capitolo 2
Arredi, Retini, Quote, Testo, Stampa

Lezione 2.1 Arredi Interni pag 43


Lezione 2.2 Retini pag 55
Lezione 2.3 Quote pag 62
Lezione 2.4 Testo pag 65
Lezione 2.5 Stampa pag 68
Lezione 2.6 Extra Arredi pag 70

Capitolo 3
Solai e Pavimenti, Sezioni, Prospetti, Assonometria , Prospettiva.

Lezione 3.1 Solai e pavimenti pag 75


Lezione 3.2 Sezioni pag 80
Lezione 3.3 Prospetti pag 84
Lezione 3.4 Assonometria / 3D pag 96
Lezione 3.5 Prospettiva pag 99
Lezione 3.6 Spaccato Assonometrico pag 100

Capitolo 4
Edificio a due piani, Gestione dei piani, Scale,
Accessori

Lezione 4.1 Gestione dei piani pag 104


Lezione 4.2 Porte, Finestre, Solai pag 110
Lezione 4.3 Arredi pag 117
Lezione 4.4 Le Scale pag 120
Lezione 4.5 Crea Scala (Scala Personalizzata) pag 124
Lezione 4.6 Scala a Chiocciola pag 132
Lezione 4.7 Accessori pag 136
Capitolo 5
Coperture e tetti

Lezione 5.1 Tetti a padiglione pag 146


Lezione 5.2 Coperture con pendenze diverse pag 153
Lezione 5.3 Strumento Roofmaker pag 162

Capitolo 6
Le Mesh

Lezione 6.1 Mesh piana pag 166


Lezione 6.2 Applicazione: Mesh - Muro di sostegno pag 170
Lezione 6.3 Creazione di un terreno in 3D tramite curve di livello pag 175
Lezione 6.4 Sistemazione del fabbricato nel lotto pag 187
Lezione 6.5 Mesh - Rampa di accesso per piano interrato pag 192

Capitolo 7
Travi e Colonne

Lezione 7.1 Strumento trave e pilastro pag 196


Lezione 7.2 Realizzazione pianta strutturale pag 205
Lezione 7.3 Applicazione: realizzazione di un portico pag 211
Lezione 7.4 Realizzazione gazebo sul terrazzo pag 223

Capitolo 8

I rendering

Lezione 8.1 Le Luci LightWorks ( Rendering interni) pag 231


Lezione 8.2 Rendering esterni pag 236
Lezione 8.3 Materiali pag 249
Lezione 8.4 Rendering Schizzo pag 256
Lezione 8.5 Telecamera pag 259
Capitolo 9
Lumion
- Guida operativa al programma Lumion pag 262

Appendice

- Elaborati dagli alunni partners del progetto Erasmus Plus pag 280