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ESAMI & CONCORSI

ESAME DI STATO
ARCHITETTI
AVERSA
TEMI SVOLTI E COMMENTATI - NORMATIVA DI RIFERIMENTO

Copyright ORIENTA EDIZIONI di Danila Meliota - Roma 2014


00196 - Via P. Stanislao Mancini, 5
T./F. 06.36003431/06.97252581
orientaedizioni@libero.it
www.orientaedizioni.it

prima edizione 2014

ISBN 978-88-96467-29-9

Tutti i diritti sono riservati, nessuna parte pu essere riprodotta in alcun


modo (compresi fotocopie e microfilms) senza il permesso scritto della Casa Editrice.
ORIENTA
SOMMARIO
7 Come nasce il libro
8 Struttura del libro
9 Lesito degli esami di Stato

I PARTE IV PARTE
13 ORIENTAMENTO ALLESAME DI STATO
83 AFFRONTIAMO UN TEMA DESAME
14 Come funziona lesame
14 Requisiti richiesti 83 Tema A - Tema B
16 Domanda di ammissione 87 Esempio pratico
20 Svolgimento delle prove 92 La stesura della tavola
21 Domande pi frequenti 100 Il processo progettuale

V PARTE
II PARTE
107 TIPOLOGIE - TEMI SVOLTI E SCHEDE TECNICHE
23 IL NOSTRO METODO
108 Come sono impostati i temi di Aversa
26 Strategie utili 108 Rassegna tipologica
27 Le parole chiave 110 Richieste particolari
27 La scelta del referente RESIDENZE
28 Fasi e tempi di stesura 112 - Casa unifamiliare con studio del professionista
118 Norme Tecniche di Attuazione Comune di Caserta
124 - Case a schiera
142 - Casa in linea
III PARTE 152 - Casa a patio
RICETTIVO
164 - Casa dello studente
CULTURALE
45 APPROCCIO ALLA TAVOLA DESAME 174 - Piccola Biblioteca
SPORT
46 Lapproccio migliore 184 - Campo sportivo
48 I criteri di base per elaborare il progetto SERVIZI
50 Luso dei concept 194 - Stazione di servizio
52 La progettazione dinamica
54 Impaginazione della tavola
60 Come si disegna allesame
61 Strumenti e fasi
64 Le scale di rappresentazione
74 Tema
78 La costruzione del dettaglio tecnologico
COME NASCE IL LIBRO

Con questo volume abbiamo pensato di rivolgerci esclusivamente ai futuri architetti che andranno a sostenere
lEsame di stato ad Aversa. In questo modo la pubblicazione sar pi specifica e capace, per questo, di dare un
contributo unico rispetto ad altre gi in commercio.
Il mercato editoriale specializzato ha infatti finora utilizzato dei volumi dal taglio generico che si occupano dellE-
same di Abilitazione in Italia, senza entrare nello specifico.
Questa scelta dettata unicamente dallaspetto commerciale a discapito dei contenuti ed il candidato si trova
cos a dover utilizzare dei libri che non trattano in maniera esclusiva e puntuale dellesame in una determinata
sede. Ci pu sembrare un controsenso in virt del fatto che la prova viene strutturata in maniera differente nelle
diverse sedi dove si pu sostenere.
Che senso ha, allora, consultare un volume che riporta lo svolgimento di temi usciti in altre citt se ad Aversa i
temi richiedono particolare attenzione al rapporto con il contesto ed alle normative vigenti autoctone ed hanno
una loro precisa nomenclatura?
Il candidato dovr, nella progettazione, conoscere e rispettare le norme tecniche del comune, i regolamenti
urbanistici, edilizi e di igiene con i quali si opera in Campania, oltre a dimostrare di saper utilizzare materiali e
tecnologie innovative, ponendo particolare attenzione agli aspetti di sostenibilit energetica, sulla scorta delle
leggi statali e regionali sul contenimento energetico e sullutilizzo di fonti rinnovabili.
In virt di ci abbiamo cercato di dare, con questo volume, una quantit di informazioni molto pi esaustive ri-
spetto a qualsiasi altra trattazione, offrendo un servizio esclusivo a chi affronter la prova nel comune campano.
Il volume contiene spiegazioni puntuali e risulta privo di parti che non porterebbero nessun vantaggio ma anzi
una perdita di tempo oltre al disorientamento percepito dal lettore. Il candidato sar informato sia su cos propon-
gono esattamente i temi delle prove pratiche, sia sulla normativa da utilizzare per realizzare il progetto facendo
riferimento non solo a quella nazionale ma anche alle varie delibere e testi regionali.

Per spiegare in che cosa consiste la prova abbiamo selezionato unampia rassegna di temi, usciti negli anni,
analizzandoli e svolgendoli secondo le richieste delle varie commissioni. Questa operazione ci ha permesso di
comprendere quali sono i temi pi frequenti e quali sono le richieste progettuali pi insistenti.
Il candidato sar, cos, messo nelle condizioni di poter sviluppare un piano di lavoro mirato ed efficace per otti-
mizzare lo svolgimento della prova nelle ore prestabilite.
Facendo una casistica dei temi asseganti nelle prove pratiche si pu notare che, negli ultimi anni, pprevalgono
prove di carattere residenziale (case unifamiliari, plurifamiliari, schiere, ecc.) e di pubblico interesse (scuole,
musei, uffici, ecc.).
I temi forniti vengono corredati da alcuni allegati che danno precise indicazioni su dove si andr a collocare
lintervento e sul suo inserimento nel tessuto urbano, a volte caratterizzato da emergenze architettoniche, in
aderenza a edifici gi esistenti e quindi normati da sistemi legislativi che tutelano e vincolano il centro storico.
In merito a ci importante la normativa in materia di abitabilit, barriere architettoniche1 ed igiene.
Il candidato, presa visione delle richieste, dovr lavorare con le NTA del comune di Aversa e quindi studiare e
conoscere tutta la normativa che nella Regione Campania permette di pianificare e controllare lintero territorio.

Altro aspetto importante la comprensione del linguaggio tecnico ossia capire tutti quei parametri che permet-
teranno di interpretare il tema in maniera inequivocabile e di lavorare nella giusta direzione.
Spesso, infatti, proprio la mancanza di comprensione di un vocabolo tecnico che impedisce al candidato di
impostare velocemente il lavoro progettuale. Nel libro ci soffermiamo ed analizziamo i temi in maniera tale da
poter togliere al progettista neofita ogni dubbio, affinch possa interpretare e realizzare le richieste progettuali
che gli verranno sottoposte.

1
L.R. 20 febbraio 1989, n.6 (Regione Lombardia) - Norme sulleliminazione delle barriere architettoniche e prescrizioni tecniche di attuazione.
Non tutti i comuni della Regione Lombardia recepiscono dette prescrizioni rifacendosi alla normativa nazionale (DM 236/1989).

7
DEDICATO A CHI SCEGLIE DI SOSTENERE LESITO DEGLI ESAMI DI STATO
LESAME DI STATO AD AVERSA PER LACCESSO AGLI ALBI DEGLI ARCHITETTI,
CONSERVATORI, PIANIFICATORI E PAESAGGISTI1

Il fatto di andare a sostenere lEsame di Stato nella sede dove si risiede non poi cos scontato, infatti una per- Questo lo scenario che si apre analizzando i dati relativi agli architetti: pi della met dei candidati, sia tra i
centuale di candidati sceglie di sostenerlo fuori per ovvi motivi. quinquennali che tra i triennali, non stata infatti ritenuta idonea allabilitazione professionale. Anche in questo
Negli ultimi anni c stato un notevole incremento di iscritti alla Facolt degli Studi di Napoli Federico II Unina caso la situazione varia in base allateneo e particolarmente selettivi si rivelano luniversit di Sassari (solo il 20%
(circa 500 iscritti nella sessione di giugno 2013). dei candidati ha conseguito labilitazione) e il Politecnico di Milano (23,6% di promossi), mentre nelle due univer-
Quali sono i motivi che determinano la scelta dei candidati? sit di Napoli si supera abbondantemente il 75% e addirittura si sfiora l88% nel caso della seconda Universit,
Solitamente unalta percentuale emigra perch ritiene che la prova, in altre sedi, sia pi semplice da poter valore di poco superiore a quello registrato anche presso lUniversit di Palermo (84,1%).
affrontare. Ci in effetti difficile da smentire in quanto le statistiche di abilitati per anno mettono in evidenza Anche in questo caso non riescono a conquistare terreno le altre professioni attinenti allarchitettura: nel 2011
questo dato. si sono infatti abilitati solo 179 pianificatori, 44 pianificatori iuniores, 19 conservatori e 53 paesaggisti sebbene
si siano osservate, per queste categorie, performance decisamente migliori rispetto alla media: il tasso di suc-
Vari sono poi i fattori che incidono andando a sostenere lesame fuori casa: il costo delliscrizione (varia da Re- cesso allesame di abilitazione va, infatti, dal 60,9% rilevato tra i paesaggisti al 73,1% dei conservatori dei beni
gione a Regione), le spese del viaggio e della permanenza. architettonici ed ambientali.
Il tutto corredato dal rischio di imbattersi in tracce con richieste di carattere autoctono che spiazzerebbero
completamente il candidato emigrante, traducendo il tutto in una clamorosa dbacle con relativa perdita di Praticamente inalterata, rispetto al 2010, la situazione rilevata tra gli architetti e tra le altre figure attinenti alla
tempo e denaro. facolt di architettura (conservatore dei beni architettonici ed ambientali, paesaggista e pianificatore territoriale2):
Il presente testo ha la prerogativa di dare al candidato tutto quello che dovrebbe sapere per affrontare lesame al lieve calo del numero di candidati (complessivamente 10.730 contro i 10.985 del 2010) fa da contraltare il
con una solida preparazione senza rischiare nulla ed ottenere labilitazione allesercizio della professione. leggero aumento degli abilitati (5.176 a fronte dei 5.001 del 2010) grazie ad un leggero miglioramento delle pre-
stazioni: la quota di abilitati passata infatti dal 45,5% del 2010 al 57,5% nel 2011.
Limitando losservazione ai soli architetti della sezione A, i laureati del vecchio ordinamento si dimostrano leg-
germente pi brillanti dei colleghi del nuovo ordinamento: se tra i primi infatti il tasso di successo pari al 51,2%,
STRUTTURA DEL LIBRO tra i nuovi architetti il corrispondente valore scende al 46,5%.
Particolarmente selettivo si dimostra luniversit di Sassari dove ha conseguito labilitazione professionale 1 solo
Il libro strutturato in modo semplice ed efficace trattando punto per punto ogni argomento e diventando cos laureato su 5 che hanno sostenuto lesame e il Politecnico di Milano dove si abilitato 1 laureato ogni 4 candidati.
uno strumento capace di dare al lettore una preparazione idonea senza nulla tralasciare. Addirittura, tra i laureati del vecchio ordinamento, il numero di abilitati sceso a zero a Sassari e ad uno su 10
Il volume suddiviso in pi parti articolate in modo tale da poter individuare subito il settore che pu essere pi nel Politecnico milanese.
di aiuto alla comprensione ed allo svolgimento della prova pratica dellEsame di Stato.
C una parte legislativa riguardante gli strumenti urbanistici nazionali e regionali, le NTA del Comune di Aversa, Allopposto, presso la seconda Universit di Napoli ha conseguito labilitazione professionale poco meno del
le NTA dei comuni dellhinterland e la normativa della Regione Campania, richiamate nei temi e nelle prove de- 90% dei laureati che hanno sostenuto lesame e valori assai soddisfacenti si rilevano anche nellaltro ateneo
same, necessarie al candidato sia per affrontare il progetto sia per sviluppare lintervento urbano, da applicare napoletano, lUniversit Federico II in cui hanno conseguito il titolo abilitante 490 laureati (pari al 76,7% dei candi-
metodicamente. dati) valore che la colloca al primo posto in Italia per numero di architetti abilitati (i principali centri desame sono
presente una parte progettuale manualistica che descrive le principali tipologie, attraverso unampia casisti- tuttavia il Politecnico di Milano e lo IUAV di Venezia con ben pi di 1.000 candidati ciascuno).
ca, con degli schemi direttori tramite i quali il candidato potr comprendere come gestire gli spazi e le funzioni Ancora pi bassa la quota di abilitati tra gli architetti iuniores: 48%, ma comunque in aumento rispetto al 2010
fondamentali del TIPO. Questa sezione, disegnata anche al tratto, riporta dimensioni morfologiche ed ergo- quando non arrivava al 42%.
nomiche di ogni elemento tipologico, il tutto corredato da normativa specifica (riguardante edilizia residenziale, Cos come, tra i colleghi quinquennali, il quadro varia sensibilmente tra ateneo ed ateneo, tanto che il tasso di
scolastica, commerciale, ecc.) che metter il candidato in grado di realizzare lelaborato richiesto. successo varia tra il 17,4% rilevato allUniversit di Sassari (che si conferma dunque come ateneo pi selettivo)
Il volume contiene anche una parte tecnologica che viene affrontata con la stessa cura, sempre richiesta dal al 91,9% registrato a Palermo. Luniversit La Sapienza di Roma si rivela, in tal caso, la sede in cui stato esami-
tema come dettaglio significativo nella scala opportuna. Sicuramente laspetto tecnico-costruttivo fondamen- nato il maggior numero di laureati (235), ma con un tasso di successo pari al 28,1% si colloca solo al secondo
tale sia nei temi di recupero sia in quelli di nuove costruzioni: coperture a falde che devono essere sostituite, solai posto per numero di abilitati, preceduta dal Politecnico di Milano che, tra gli architetti iuniores, detiene il primato
che diventano giardini, pareti con nuove caratteristiche prestazionali energetiche; insomma la conoscenza di per quanto riguarda il numero di abilitati: 91, pari al 42,7% dei candidati.
tecnologie innovative diventa essenziale. Spesso viene richiesto di indicare la scelta dei materiali e delle finiture Decisamente migliori appaiono i risultati delle prove per labilitazione riguardanti le altre professioni architetto-
adottate nel progetto, per questo il libro fornisce anche delle schede tecniche che trattano dei materiali (calce- niche: la quota di laureati che hanno superato lesame sale infatti al 64,9% tra i pianificatori, al 63,8% tra quelli
struzzo, acciaio, legno, ecc.) e delle loro applicazioni. Le schede fanno riferimento sia a tecniche tradizionali che iuniores, al 73,1% tra i conservatori dei beni architettonici ed ambientali e al 60,9% tra i paesaggisti.
a tecniche innovative con cenni allarchitettura bioclimatica. Si tratta comunque di quantit decisamente minime, considerato che si va dai 19 conservatori abilitati ai 179
Ci sono infine delle parti dausilio alle varie prove desame che hanno una configurazione autonoma rispetto ai pianificatori.
temi svolti ma che possono essere consultate per predisporre sul tavolo di lavoro tutte le informazioni neces-
sarie ad operare. Lo scenario varia tuttavia sensibilmente tra settore e settore: se infatti i pianificatori, sia specialistici che iuniores,
sono abbastanza distribuiti tra gli atenei italiani, con un picco, in entrambi i casi a Palermo (nel 2011 hanno con-
seguito labilitazione professionale 43 pianificatori e 10 pianificatori iuniores), i conservatori sono presenti per la
quasi totalit (13 su 19) a Reggio Calabria, mentre i 53 paesaggisti abilitati sono fortemente concentrati a Roma
La Sapienza (21) e a Genova (16).

1
fonte CNI (Consiglio Nazionale Ingegneri) estratto da: Laccesso alle professioni di ingegnere e architetto - Osservatorio sugli esami di abilitazione
svolti nellanno 2011, scaricabile dal sito: www.centrostudicni.it
2
Compresi gli iuniores laddove previsti

8 9
Candidati allesame di Stato ed abilitati allesercizio della professione di Architetto (sezione A) - anno 2012 Candidati allesame di Stato ed abilitati allesercizio della professione di pianificatore, pianificatore iunior,
V.O. N.O. totale conservatore e paesaggista Anno 2012
PIANIFICATORI
Ateneo Candidati Abilitati Tasso di Candidati Abilitati Tasso di Candidati Abilitati Tasso di
successo successo successo Ateneo Candidati Abilitati Tasso di successo (%)
(%) (%) (%) Milano Politecnico 39 23 59,0
Napoli II 50 30 60 856 624 72,9 906 654 72,2 Roma La Sapienza 37 18 48,6
Firenze 197 75 38,1 454 236 52,0 651 311 47,8 Reggio Calabria 37 10 27,0
Venezia (IUAV) 104 62 59,6 860 339 39,4 964 401 41,6 Napoli II 7 7 100,0
Napoli Federico II - - - 445 344 77,3 445 344 77,3 Venezia (IUAV) 67 58 86,6
Palermo 49 19 38,8 291 149 51,2 340 168 49,4 Palermo 18 18 100,0
Torino Politecnico 26 4 15,4 614 206 33,6 640 210 32,8 Genova - - -
Milano - - - 810 415 51,2 810 415 51,2 Firenze 27 15 55,6
Politecnico Catania 6 5 83,3
Roma - - - 621 212 34,1 621 212 34,1 Pescara 15 9 60,0
La Sapienza
Torino Politecnico 2 7 31,8
Reggio Calabria - - - 418 164 39,2 418 164 39,2
Parma 5 3 60,0
Camerino 33 15 45,5 545 328 60,2 578 343 59,3
Bari Politecnico 6 4 66,7
Bari Politecnico 21 4 19,0 250 136 54,4 271 140 51,7
Trieste 1 0 0,0
Pescara - - - 403 209 51,9 403 209 51,9
Ferrara 3 0 0,0
Catania - - - 278 154 55,4 278 154 55,4
Sassari 1 6 54,5
Genova - - - 322 183 56,8 322 183 56,8
Totale 317 194 61,2
Ferrara - - - 329 163 49,5 329 163 49,5 Fonte: elaborazione Centro studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri su dati degli atenei, 2012

Parma - - - 368 173 47,0 368 173 47


PIANIFICATORI IUNIOR
Trieste - - - 144 32 22,2 144 32 22,2
Ateneo Candidati Abilitati Tasso di successo (%)
Sassari - - - 80 39 48,8 80 39 48,8
Milano Politecnico 3 2 66,7
Totale 480 209 43.5 8.088 4.106 50.8 8.568 4.315 50,4
Fonte: elaborazione Centro studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri su dati degli atenei, 2012
Roma La Sapienza 5 2 40,0
Reggio Calabria 6 2 27,0
Candidati allesame di Stato ed abilitati allesercizio della professione di architetto iunior (sezione B) anno 2012 Napoli Federico II 15 7 46,7
Ateneo Candidati Abilitati Tasso di successo (%) Venezia (IUAV) 1 1 100,0
Milano Politecnico 147 62 42,2 Palermo 13 13 100,0
Roma La Sapienza 156 58 37,2 Genova - - -
Reggio Calabria 46 28 60,9 Firenze 7 3 42,9
Napoli Federico II 46 36 78,3 Catania 2 2 100,0
Napoli II 76 74 97,4 Pescara - - -
Venezia (IUAV) 44 16 36,4 Torino Politecnico 1 1 100,0
Palermo 21 18 85,7 Parma - - -
Genova 42 21 50 Bari Politecnico - - --
Firenze 46 7 15,2 Trieste 1 0 0,0
Catania 21 8 38,1 Ferrara - - -
Pescara 19 16 84,2 Sassari 1 1 100,0
Torino Politecnico 38 19 50 Totale 55 34 61,8
Parma 23 7 30,4
Bari Politecnico 16 10 62,5
Trieste 15 2 13,3
Ferrara 33 16 48,5
Sassari 22 7 31,8
Totale 811 405 49,9
Fonte: elaborazione Centro studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri su dati degli atenei, 2012

10 11
LEZIONE
PARTE

3
1 Orientamento
allesame di stato

Come
Tema
funziona
A - Tema
lesame
B

Requisiti
Esempio richiesti
pratico

Domanda
La stesura
di della
ammissione
tavola

Illustrare
Prove desame
il processo

Domande pi frequenti

12
ORIENTAMENTO ALLESAME DI STATO

ORIENTAMENTO ALLESAME DI STATO Art.3 Prove desame

Le sedi delle prove sono notificate, a cura dei Presidenti delle Commissioni, mediante pubblicazione sul sito
web dellAteneo (www.unina2.it) e successiva affissione presso lUfficio Esami di Stato e Segreteria Scuole di
Specializzazione. La predetta pubblicazione ha valore di notifica ufficiale agli interessati.
Come funziona lesame di stato Il giorno della prima prova il Presidente della Commissione invita uno dei candidati a scegliere tra le buste
quella che viene utilizzata come prova desame. Successivamente vengono aperte anche le restanti buste, non
BANDO DI AMMISSIONE AGLI ESAMI DI STATO PER LABILITAZIONE ALLESERCIZIO DELLE PROFESSIO-
oggetto della procedura abilitante, ed acquisite agli atti della stessa.
NI DI ARCHITETTO, PIANIFICATORE TERRITORIALE, PAESAGGISTA, CONSERVATORE DEI BENI AR-
Al termine della prova, i lavori - muniti della firma del candidato - sono consegnati, con tutto il restante mate-
CHITETTONICI ED AMBIENTALI, ARCHITETTO IUNIOR, PIANIFICATORE IUNIOR, BIOLOGO, BIOLOGO
riale, ai componenti della Commissione che vi appongono la firma indicando lora della consegna.
IUNIOR, INGEGNERE, INGEGNERE IUNIOR, PSICOLOGO, DOTTORE IN TECNICHE PSICOLOGICHE
Le prove successive si svolgono secondo il calendario stabilito dalle singole Commissioni e reso noto con
PER I SERVIZI ALLA PERSONA E ALLA COMUNITA, DOTTORE IN TECNICHE PSICOLOGICHE PER I CON-
avviso presso lUfficio Esami di Stato e Segreteria Scuole di Specializzazione e le segreterie studenti interessate
TESTI SOCIALI, ORGANIZZATIVI E DEL LAVORO (REGOLAMENTATE DAL DPR 328/2001).
e successivemente pubblicate sul sito web di Ateneo (www.unina2.it).
Durante lo svolgimento delle prove i candidati non possono tenere borse o zaini, libri o appunti, carta, telefoni
cellulari e palmari o altra strumentazione similare, non possono comunicare tra loro verbalmente oppure per
Art.1 Requisiti richiesti per la partecipazione iscritto, n mettersi in relazione con altri, salvo che con i membri della Commissione o con il personale addetto
alla vigilanza. I candidati devono rimanere nella sede di svolgimento delle prove sino alla scadenza del tempo
Possono partecipare alla prima e seconda sessione degli esami di Stato per labilitazione allesercizio delle assegnato ed in nessun caso possono uscire dalla predetta sede se non hanno consegnato tutto il materiale
professioni di Ingegnere e Ingegnere Iunior, Architetto, Pianificatore Territoriale, Paesaggista, Conserva- ricevuto al momento dellinizio della prova.
tore dei beni architettonici ed ambientali, Architetto Iunior, Pianificatore Iunior, Biologo e Biologo Iunior, Il candidato che contravviene alle disposizioni innanzi riportate escluso dalla prova abilitativa.
Psicologo, Dottore in tecniche psicologiche per i contesti sociali, organizzativi e del lavoro e Dottore in Per la valutazione di ogni prova ciascun componente della Commissione ha a disposizione 10 punti. La prova
tecniche psicologiche per i servizi alla persona e alla comunit coloro che siano in possesso di un titolo di si intende superata se il candidato ha raggiunto la votazione minima di 30/50 risultante dalla somma dei singoli
studio di cui agli allegati A, B, C e D al presente bando. voti dei componenti. Ogni prova propedeutica alla successiva pertanto il Segretario verbalizzante della Com-
Agli esami di abilitazione allesercizio delle professioni di Ingegnere e Ingegnere Iunior possono parte- missione, al termine della procedura di correzione, dovr notificare agli interessati, a mezzo pubblicazione sul
cipare, per la prima e seconda sessione, i candidati che hanno conseguito il titolo accademico richiesto entro il sito web di Ateneo, lammissione o meno alla prova successiva. Detta notifica ha valore ufficiale.
termine previsto per la presentazione delle domande di partecipazione. Esclusivamente per la prova orale, la Commissione deve deliberare ed assegnare il voto di merito al termine
Agli esami di abilitazione allesercizio delle professioni di Architetto, Pianificatore Territoriale, Paesaggista, della stessa dandone comunicazione immediata ai candidati.
Conservatore dei beni architettonici ed ambientali, Architetto Iunior e Pianificatore Iunior possono parte-
cipare i candidati che hanno conseguito il titolo accademico richiesto entro il termine.
Agli esami di abilitazione allesercizio delle professioni di Biologo e Biologo Iunior possono partecipare i
Art.4 Pubblicit degli atti e dei risultati degli esami
candidati che hanno conseguito il titolo accademico richiesto entro il termine.
Tutti i candidati sono ammessi con riserva alla procedura abilitante. LAmministratore pu disporre in ogni
I risultati degli esami saranno resi pubblici mediante affissione presso lUfficio Esami di Stato e Segreteria
momento, con provvedimento motivato, lesclusione per difetto dei requisiti prescritti.
Scuole di Specializzazione. Detta affissione ha valore di notifica ufficiale agli interessati.
Successivamente i predetti risultati saranno pubblicati sul sito web dellAteneo (www.unina2.it).
A seguito del conseguimento del titolo abilitativo, i candidati devono effettuare il pagamento della tassa regio-
Art.2 Domanda di ammissione nale sulle abilitazioni professionali, prevista dalle vigenti normative.

Non pi possibile presentare domanda di partecipazione agli esami di abilitazione presso pi sedi
universitarie.
In ciascuna sessione pu essere sostenuto lesame di abilitazione allesercizio di una sola delle pro-
fessioni indicate nellart.1.
Coloro che intendono sostenere gli esami di Stato per labilitazione allesercizio delle suddette professioni
devono presentare la domanda di ammissione presso gli sportelli dellUfficio Esami di Stato e Segreteria Scuole
di Specializzazione di questa Universit - sito in Napoli alla Via Luciano Armanni, 5 (Complesso Santa Patrizia),
utilizzando esclusivamente il modello di domanda reperibile presso lUfficio stesso o sul sito web dellAteneo
(www.unina2.it) nella sezione Esami di Stato. Il predetto Ufficio osserva i seguenti orari di apertura al pubblico:
Marted e Venerd dalle 09:00 alle 12:00 - Mercoled dalle 13:30 alle 15:30.
Le domande in questione possono anche essere inviate, entro i termini indicati, tramite posta elettronica cer-
tificata (PEC) al seguente indirizzo: protocollo@pec.unina2.it
Lindirizzo PEC personale, pertanto sar escluso dalla procedura abilitante il candidato che utilizzi un
indirizzo di posta elettronica certificata intestato a persone diverse.
Non sono accettate istanze di partecipazione o documentazione inviate a mezzo fax o a mezzo e-mail.
I candidati che non provvedono a presentare la domanda nei termini sopraindicati sono esclusi dalla parteci-
pazione alla sessione degli esami prescelta, fatti salvi i casi in cui il ritardo nella presentazione si agiustificato dal
candidato con motivi che, ad insindacabile giudizio del Rettore e previo apposito provvedimento autorizzativo,
siano ritenuti gravi e semprech, anche in relazione alle date di inizio delle prove, sussistano i tempi e le con-
dizioni di ammissibilit.
Coloro che hanno chiesto di partecipare alla prima sessione e che sono stati assenti alle prove possono par-
tecipare alla seconda sessione producendo nuova domanda di partecipazione.
Coloro che, invece, sono stati bocciati alla prima sessione ed intendono partecipare alla seconda dovranno
produrre nuova domanda di partecipazione entro la suddetta data, effettuare nuovamente i versamenti e ripetere
tutte le prove, anche quelle eventualmente superate nella prima sessione.

I PARTE 15
ORIENTAMENTO ALLESAME DI STATO ORIENTAMENTO ALLESAME DI STATO

16 I PARTE I PARTE 17
ORIENTAMENTO ALLESAME DI STATO ORIENTAMENTO ALLESAME DI STATO

18 I PARTE I PARTE 19
ORIENTAMENTO ALLESAME DI STATO ORIENTAMENTO ALLESAME DI STATO

SVOLGIMENTO DELLE PROVE, TEMPI E CARATTERISTICHE DOMANDE PI FREQUENTI


Il candidato ha a disposizione otto ore di tempo per lo svolgimento della prima prova scritta/pratica e pu 4 POSSIBILE AUTOCERTIFICARE LABILITAZIONE?
scegliere fra un numero variabile di temi a seconda del settore che avr precedentemente indicato sulla domanda La documentazione dellabilitazione, ai sensi della normativa vigente (DPR 28/12/2000 n. 445) pu essere
di ammissione allesame di stato; vincolato alla scelta del tema o dei temi relativi al settore prescelto. espressa mediante autocertificazione.
Il tempo a disposizione per le altre prove scritte, quando previste, sar reso noto dopo lo svolgimento della
prima prova scritta/pratica. Il candidato deve presentarsi in aula munito di valido documento di identit e del 4 POSSO CONOSCERE I RISULTATI DELLA PROVA E LA DATA DELLE PROVE SUCCESSIVE?
materiale di cancelleria (penne, matite, gomme, righe, ecc.) necessario per lo svolgimento delle prove, ad Durante ciascuna prova sono comunicate ai candidati sia la data di pubblicazione dei risultati, sia lintervallo di
eccezione dei fogli che vengono forniti dallUniversit. date in cui si svolger la prova successiva.
Il candidato non deve tracciare alcun segno identificativo sullelaborato in quanto il medesimo deve essere
rigorosamente anonimo (in caso contrario lelaborato verr annullato dufficio ed il candidato dovr ripresentarsi 4 IN CASO DI RISULTATO NEGATIVO DI UNA PROVA, POSSO CONOSCERE LA VOTAZIONE?
in una sessione successiva); dovr scrivere i propri dati anagrafici sullapposito foglietto o cartoncino che inserir Dopo la pubblicazione degli esiti, linteressato pu ottenere risposta verbale in merito, rivolgendosi direttamente
nellapposita busta piccola che, una volta sigillata, deve essere inserita nella busta grande insieme allelaborato. allo sportello del Servizio Post Laurea - Esami di Stato della propria citt.
La consultazione di testi a discrezione della commissione nella loro individuazione e modalit di utilizzo,
non consentito comunque averne pi di uno sul tavolo di lavoro. 4 QUANTE VOLTE ALLANNO SI EFFETTUANO GLI ESAMI DI STATO?
Non consentito neanche luso di altri supporti cartacei oltre quelli autorizzati e distribuiti dallateneo, fogli Gli esami di stato si effettuano due volte allanno nelle date stabilite annualmente dal Ministero (MIUR). I periodi nei
con particolari tecnici, gli schizzi ed i conteggi devono essere sviluppati sul foglio che andr poi consegnato. quali solitamente si svolgono sono maggio/giugno (prima sessione) e novembre/dicembre (seconda sessione).
Le date stabilite vengono pubblicate sui siti Internet degli atenei.

4 POSSIBILE SOSTENERE LESAME IN ALTRE SEDI?


Il candidato non obbligato a sostenere lesame di stato nella sede in cui ha fatto il suo percorso di studio, bens
libero di decidere come meglio crede.

4 IN CHE MODO SI SVOLGONO LE PROVE SCRITTE?


Il candidato, per ciascuna prova scritta/pratica, pu scegliere fra vari temi a seconda del settore indicato sulla
domanda di ammissione; vincolato alla scelta del tema o dei temi relativi al settore prescelto. Si deve presentare
con un valido documento di identit e del materiale di cancelleria necessario per lo svolgimento delle prove, ad
eccezione dei fogli (forniti dallateneo). ammesso luso di calcolatrici. Non invece ammesso luso di cellulari
e dei computer portatili, pena lesclusione dallesame.

4 DOV PI FACILE SOSTENERE LESAME?


Innanzitutto bisogna dire che il corso di laurea non stato istituito in tutti gli atenei dItalia.
Sicuramente al Politecnico di Milano esiste una non comune complessit dovuta agli elaborati cartacei forniti al
candidato (vedi capitolo raccolta temi Milano), cosa che a Roma non avviene sistematicamente.

4 CI SONO DEI CORSI EFFICACI DI PREPARAZIONE ALLESAME DI STATO?


Sicuramente per questa abilitazione c poca offerta, lunico corso riconosciuto ed apprezzato per la sua
esperienza e professionalit quello della SdFArchitetti in collaborazione con la ORIENTA Edizioni:
www.esamedistatoarchitetti.com|www.esamedistatoarchitettiaversa.it|www.orientaedizioni.it

4 ESISTE UN LIMITE MASSIMO AL NUMERO DI RIPETIZIONI DELLESAME NON SUPERATO?


Non esiste un limite massimo di volte per il sostenimento dellesame. I candidati dichiarati non idonei possono
ripetere lesame ripresentando la domanda di iscrizione e versando nuovamente le tasse previste.

4 POSSO SOSTENERE LE PROVE IN DATE DIVERSE DA QUELLE STABILITE? SE SONO STATO ASSENTE ALLA PRIMA PROVA
DEVO RIPAGARE LE TASSE PER PARTECIPARE ALLA SESSIONE SUCCESSIVA?
Non possibile sostenere le prove in date diverse da quelle stabilite, poich le date degli esami sono stabilite
dal Ministero secondo le norme previste per i concorsi pubblici. I candidati ASSENTI alla 1 sessione potranno
partecipare alla 2 sessione senza dover nuovamente effettuare i versamenti, ma ripresentando obbligatoriamente
la domanda di iscrizione nei termini previsti. I candidati che si ritirano durante una prova di esame sono considerati
respinti.

20 I PARTE I PARTE 21
ORIENTAMENTO ALLESAME DI STATO ORIENTAMENTO ALLESAME DI STATO

LEZIONE
PARTE

3
2
Il nostro metodo

Tema
Strategie
A - Tema
utili B

Le
Esempio
parole pratico
chiave

La stesura
scelta del
della
referente
tavola

Fasi
Illustrare
e tempiil processo
di stesura

22 I PARTE I PARTE 23
IL NOSTRO METODO IL NOSTRO METODO

IL NOSTRO METODO
La fase meta-progettuale consente di definire larticolazione spaziale dellimpianto progettuale e paesaggistico,
differenziando le parti che lo compongono e, nello stesso tempo, coordinandole fra loro sia da un punto di vista
compositivo che funzionale. Il tipo di rappresentazione pi efficace, soprattutto a livello di concept, quello
tridimensionale (assonometrico); ma si pu gi impostare qualche verifica prospettica a grandi linee.

Gli schizzi, preferibilmente eseguiti a matita, possono essere arricchiti da semplice ombreggiatura, non tanto
per motivi estetici, piuttosto perch lombra contribuisce ad evidenziare alcuni elementi fondamentali della
composizione, quali il rapporto tra gli elementi verticali (come gli alberi) e il suolo, o i cambiamenti di quota del
suolo stesso, la percezione visiva, il ritmo e lo spazio.
Anche per la progettazione del paesaggio, dove il costruito quasi assente, lo studio meta-progettuale pu
partire da un insieme di volumi, che indicano i vari ambiti funzionali e il loro ingombro rispetto allintera area di
studio, ancora senza alcun tipo di articolazione.

Tali volumi di base dovranno essere resi modellabili tramite lapplicazione di una griglia modulare tridimensionale
per poter controllare anche eventuali cambi di quota del suolo e di conseguenza mantenere le proporzioni anche
negli schizzi a mano libera. Si possono iniziare a studiare le funzioni allinterno dellarea di progetto, facendo
delle prime importanti suddivisioni, individuando le connessioni principali fra i vari elementi e differenziando
gli elementi stessi del progetto. Per il candidato molto importante poter controllare la forma durante la fase
progettuale, in quanto molto faticoso e impegnativo mettere su carta lidea di forma che si ha in mente. Data
la difficolt delloperazione molto utile per il candidato avere a disposizione un metodo semplice per poter
trasferire sul foglio la propria idea progettuale.

Inoltre, in questo modo sar pi facile individuare le parti principali del progetto, che andranno elaborate in
maniera differenziata, in vista della complessit del risultato finale.
Il nostro metodo lavora sullapplicazione di alcuni punti di forza del progetto e su una serie di tecniche per
controllare e giustificare le scelte fatte. Attraverso la gestione di una serie di concept, si parte da un approccio
schematico, che si fa pi complesso e ricco, man mano che si elaborano le proprie considerazioni sul progetto
stesso. Questa fase iniziale sicuramente quella pi difficoltosa per il candidato, in quanto deve saper analizzare
i dati che gli vengono forniti e riassumerli in un progetto che sia il pi possibile convincente, in poche ore.
Proprio per queste ragioni controllare la forma paesaggistica sar uno dei nostri obiettivi, e pertanto sar molto
utile rividere la tecnica di rappresentazione legata alluso delle forme, delle geometrie e dei volumi, anche in
modo intuitivo.

I volumi base devono essere elaborati attraverso lapplicazione di una serie di metodiche per la modellazione
volumetrica, ma va precisato da subito che trasformazioni ed estrapolazioni non sono tecniche da utilizzare in
sequenza cronologica, ma dovranno interagire simultaneamente, per generare e gestire articolazioni complesse
fra le parti del progetto. Il modulo la parte fondamentale che sta alla base dellopera e costituisce la misura di
base di una delle sue parti. Il controllo della forma non pu prescindere dal controllo delle dimensioni, anche
se si tratta di progetti a grande scala. Nella genesi della forma sarebbe pi corretto parlare di proporzioni, ma
gli elementi che compongono lo spazio sono comunque condizionati dal rapporto con i dati antropometrici ed
ergonomici. Il modulo pu essere scelto e poi combinato in molteplici modi, tali da consentire di ottenere varianti
pi o meno simili, ma con denominatore comune.

Dunque, per illustrare le metodiche pi opportune per la gestione spaziale del progetto si far riferimento a
dimensioni specifiche, tenendo per presente che lo schema teorico pu essere riproposto per diverse tipologie
progettuali, adattandolo ogni volta ai singoli casi e alle specifiche esigenze dimensionali. Ancora una volta,
quindi, la scelta del cosiddetto referente si dimostra molto utile ed efficace per affrontare in modo veloce e
soddisfacente la prima prova pratica.

24 II PARTE II PARTE 25
IL NOSTRO METODO IL NOSTRO METODO

STRATEGIE UTILI importante allora avere una strategia alternativa, efficace e veloce che permetta al candidato di arrivare
comunque alla formulazione di un progetto.

In questa sezione cercheremo di esplicitare delle strategie utili per la redazione della prima prova scritta in otto LE PAROLE CHIAVE
ore, basandoci su temi estratti o non estratti nelle sessioni desame. A seconda di ci che la prova richiede, verr
proposta una strategia che necessariamente non sar definitiva, per lo svolgimento corretto del progetto, ma solo - STRATEGIA: pianificare lidea con dei punti chiari e precisi
unindicazione sommaria: - COMPOSITIVE STRUCTURE: creare a livello compositivo un bel disegno
- CONCEPT: mostrare il processo che ha portato allinvenzione della forma
1. cominciare con lintestazione, il nome, il titolo, stesura dei dati assegnati, ecc.; - IDEOGRAMMI: organizzare le funzioni e i dati scrivendoli in ordine di importanza
2. studiare gli elaborati forniti, cercare di capire gli spazi in questione; - ORIGINALIT: saper esporre bene lidea progettuale mettendo in risalto i punti chiave
3. organizzare la prima tavola considerando lo spazio che occuperanno i primi elaborati richiesti, a seconda
della scala metrica, e decidendo, quindi, landamento orizzontale o verticale di tutte le tavole. Questa fase LA SCELTA DEL REFERENTE
molto importante perch permette di velocizzare il lavoro, sapendo preventivamente quanti sono e come
organizzare gli elaborati; Per poter arrivare alla definizione di un buon progetto si pu affrontare il proprio lavoro in due modi:
4. focalizzare la centralit del tema; 1- possiamo affidarci ad un metodo personale di progettazione che permetta di affrontare qualsiasi tema, facendo
5. tenendosi distante dal bordo del foglio 5 mm, tracciare la squadratura che conterr al suo interno limpaginazione forza sulle nostre capacit progettuali collaudate durante il nostro percorso universitario;
dei diversi riquadri, delimtitati con segni molto leggeri, almeno in uma prima fase, che faranno posto ai vari elaborati; 2- qualora le nostre capacit progettuali non siano cos ben affinate, prima di affrontare la prova pratica, ci
6. disegnare un ideogramma (concept) dellorganizzazione funzionale degli spazi, studiare un primo prepariamo provando a rifare qualche tema servendoci di una struttura progettuale di base riutilizzabile
approccio di texture (compositive structure); per diverse proposte. In questo modo arriveremo al giorno dellesame con uno schema compositivo tipo gi
7. trovare una griglia di riferimento distributiva, con un modulo e un sottomodulo e tracciarla sulla pianta collaudato, che conosciamo bene e che quindi possiamo gestire con facilit e successo.
fornita, scegliere ununit modulo (1,20 - 0,90 - 0,60 - 0,30 e multipli); Questa strategia, da noi collaudata nel tempo, ha una sua efficacia perch permette di raggiungere una buona
8. sulla griglia, disegnare la planimetria, delimitando i vari ambiti, e dopo aver cerchiato una porzione della qualit compositiva in modo semplice. A tal proposito si pu far affidamento a quello che definiamo il referente:
planimetria stessa, disegnare il particolare ingrandito con eventuali specifiche tecniche, disegnandolo in durante il periodo di preparazione alla prima prova scritta, il candidato studia una (o pi opere) di un paesaggista
modo pi approfondito a seconda della scala a cui lo si rappresenta; a lui congeniale, analizzando i contenuti dellopera stessa, fino ad estrapolare i suoi punti forza. I punti di forza
9. Redigere in una rappresentazione tridimensionale volumetrica anche a livello intuitivo tutta larea dellintervento sono un concetto fondamentale per la buona riuscita del progetto, in quanto determinano la qualit del progetto
semplificando le zone e le loro funzioni, sketch prospettici o assonometrici dallalto; stesso.
10. Fare una prima suddivisione degli spazi primari cioe degli spazi serviti e degli spazi serventi, i loro
collegamenti e le loro differenzazioni, per materiali, altimetrie, ecc..; Questi punti possono essere molteplici ed elencati in maniera sintetica:
11. Ripassare, magari non tutto, con dei pennini o dei pantoni le parti pi interessanti differenziando le
diverse parti con diversi spessori: le quote con punta fina 0,1 ecc...; - ubicazione;
12. Assegnare a livello cromatico (pantoni, pastelli..) delle funzioni appropriate, utilizzare degli sfondi con dei - struttura compositiva;
colori primari luso delle terre importante per dare una buona resa di base. - sistema tecnologico;
- materiali;
Al fine di velocizzare lesecuzione della prova pratica, importante che il candidato sappia sin da subito controllare - orientamento;
efficacemente lo spazio che deve progettare. Ci avviene grazie a dei parametri di base, sia a livello esecutivo - sostenibilit - risorse naturali;
che compositivo. Il candidato, quindi, deve possedere una propria tecnica di elaborazione a cui far riferimento, - definizione bioclimatica dellintervento;
tenendo comunque presente un certo grado di flessibilit. - connessioni
Nella fase iniziale dellideazione, ci si deve esprimere attraverso forme semplici e comprensibili, altrimenti, partendo
da concetti complessi, si rischia di perdere il controllo e progettare qualcosa di complicato e incomprensibile. importante individuare sinteticamente tutti i punti forza utili per il proprio progetto durante la prova scritta, al
Sar poi possibile arricchire le forme nelle fasi successive di progettazione. Per questo motivo molto utile fine di garantire al progetto stesso forza e carattere.
disegnare i concept dellidea progettuale, non solo perch aiutano nella fase di ideazione, ma anche perch Per fare un esempio pratico, si pu pensare ai famosi cinque punti dellarchitettura di Le Corbusier, ovvero
permettono a chi valuta lelaborato di capire quale sia stato liter progettuale e il grado di complessit a cui si lelenco di una serie di punti di forza che troviamo ricorrenti in molte delle sue opere.
arrivati, partendo da una forma semplice e riconoscibile. chiaro che lesperienza e le conoscenze acquisite Non si tratta chiaramente di ridisegnare passivamente qualcosa che ha gi pensato qualcun altro, ma di saper
durante il periodo universitario sono molto importanti per poter definire al meglio un progetto, ma molto spesso scegliere e adattare al progetto che si deve ideare elementi compositivi interessanti.
la tensione durante la prima prova scritta allesame di stato, pu ridurre sensibilmente queste capacit. Questi elementi compositivi non riguardano solamente la sfera formale del referente, ma possono riguardare anche
laspetto strutturale, luso di determinati tipi di materiali, schemi di aggregazione funzionale o semplicemente la
tecnica di rappresentazione grafica dellopera stessa. Il candidato, al momento della stesura del progetto, non
deve utilizzare simultaneamente tutti questi strumenti a disposizione, ma pu selezionare anche solo quelli che
ritiene pi utili ed efficaci in quel momento.
In questo modo il candidato potr ridurre sensibilmente i tempi di progettazione durante la prova, dedicandosi
con pi calma e creativit alla questione di resa grafica degli elaborati.

26 II PARTE II PARTE 27
IL NOSTRO METODO IL NOSTRO METODO

28 II PARTE II PARTE 29
IL NOSTRO METODO IL NOSTRO METODO

VEDIAMO ORA IN DETTAGLIO


LA NECESSIT DI SCEGLIERE
CHE SIGNIFICA SCEGLIERE E ADOTTARE UN
UN REFERENTE
REFERENTE

Preparare una progettazione in 8 ore significa avere una buona preparazione compositiva di 1. Il candidato potr scegliere unopera architettonica a lui nota e di conseguenza analizzarla
base, conoscere un buon repertorio tipologico/costruttivo e la relativa normativa afferente. ed approfondirla;
Inoltre, nello svolgere il progetto, il candidato dovr avere una velocit di esecuzione che 2. lopera sar scelta dopo aver visto e compreso alcuni esempi che vi sottoporremo capendone
normalmente non tenuto a rispettare. successivamente gli sviluppi e le potenzialit
Quindi le fatidiche 8 ore sono viste come un vincolo temporale che impone al candidato una
stesura veloce ma comunque esaustiva.
Riuscire a ragionare e comprendere il tema assegnato, fare
i calcoli per dimensionare il manufatto, vedere se esiste
una normativa che obbliga a determinate scelte porta via
sicuramente del tempo.
Lidea di avere gi organizzate la distribuzione delle 8 ore
senza dubbio un ottimo investimento per la stesura della
tavola, da qui lidea di offrire al corsista un metodo che gli
faccia guadagnare del tempo prezioso.
Villa Savoye Maison Ozenfant
Le Corbusier, 1929 Le Corbusier, 1922

AFFRONTARE LA PROVA SIGNIFICA


CONOSCERE APPROFONDITAMENTE OGNI TIPOLOGIA FACCIAMO ORA UN PRIMO ESEMPIO PER
(ANCHE LA PIU INUSUALE E DISPARATA, COME CAMPEGGI,
COMPRENDERE MAGGIORMENTE COME SI DOVRA
CIMITERI, POZZETTI CHIMICI, ECC.)
E LA RELATIVA NORMATIVA? INIZIARE E ADOTTARE LA SCELTA

Non necessariamente. si sceglie, per esempio, unopera di Richard Meier


(MACBA), Barcellona 1992
ovvio che in 8 ore il candidato ha sicuramente dei limiti ben visibili, quindi dovr adottare un
modo che gli permetta di redigere il progetto andando a soddisfare le richieste della commissione.

Uno dei modi proprio ladozione di un referente architettonico.

Questo modo permetter al candidato di avere molta pi facilit nellaffrontare delle tipologie con
la giusta rapidit di esecuzione.

Il fatto di avere collaudato durante il corso il proprio referente far arrivare il candidato al giorno
dellesame molto pi sicuro di s conoscendo a priori la possibile riuscita del suo progetto,
come la tipologia, la superficie e la cubatura.

sottointeso che per metterlo in pratica viene richiesto un minimo di esercitazioni su differenti
tipologie con lo stesso referente. Vista laterale
del plastico
30 II PARTE II PARTE 31
IL NOSTRO METODO IL NOSTRO METODO

Si analizza dal punto di vista:


- funzionale
COSA SI OTTIENE DALLA SCELTA
- distributivo
- strutturale E DALLA SEMPLIFICAZIONE
- dellinserimento del lotto DEL REFERENTE ?
- dellorientamento

si otterr un progetto che avr delle caratteristiche mutevoli, e cio dovr soddisfare,
di volta in volta, la richiesta tipologica assumendone le funzioni; otterremo, cos,
diversi schemi planovolumetrici molto simili a livello dimensionale e strutturale che
potranno essere utilizzati per soddisfare le richieste del tema prescelto, inserendosi
nel lotto in modo congeniale ai distacchi ed eventuali vincoli, accessibilit pedonali
e carrabili. Rimarranno, eventualmente, quelle parti delledificio che possono essere
definite invarianti, ossia che per ogni tipologia rimangono nella stessa posizione:
collegamenti verticali e orizzontali(scale, ascensori, servizi, ecc.)

Nella fase successiva si operer una vera


semplificazione sullopera, rendendo pi semplice
il progetto.
Nellesempio viene resa esplicita questa
semplificazione che pu essere funzionale, Biblioteca Museo delle arti
strutturale e compositiva, ma i punti di forza del comunale di 500 mq contemporanee di 650 mq
progetto rimarranno evidenti e daranno, a livello
architettonico, delle buone soddisfazioni. Funzioni

Serventi

Volume Centro congressi


semplificato per 300 persone
Serviti
32 II PARTE II PARTE 33
IL NOSTRO METODO IL NOSTRO METODO

SE LA SUPERFICIE RICHIESTA
FACCIAMO ORA UN SECONDO ESEMPIO DAL TEMA E VARIABILE
Koshino House E NON PREVEDIBILE, COME POSSIAMO ADATTARE
Tadao Ando, 1979-85 UNO SCHEMA PLANIMETRICO PREIMPOSTATO?

Con questo stesso schema pi o meno invariato si potr pensare di affrontare svariate tipologie Con lapplicazione della metodologia modulare posso
o almeno la maggior parte di quelle espresse dal DM 1444/68 Edilizia pubblica del gruppo comporre, prima a livello planimetrico, e poi strutturale
B: culturale, sociale, assistenziale, sanitario, amministrativo, religioso, ecc. lo spazio controllando tutte le dimensioni che dovr
elaborare, tipo superficie lotto assegnato, indici, cubature,
Ecco quindi che il candidato utilizzando il referente, si trover pronto ad intraprendere molte distacchi, ecc., assegnando di volta in volta una grandezza.
tipologie con un unico schema di per s gi adattabile e dotato di grande elasticit.
Quindi lo studio
della pianta e
delle impostazioni
distributive potr
essere sicuramente
semplificato
rileggendo la
pianta attraverso
una composizione
modulare.

UN MECCANISMO UTILE ALLA PREPARAZIONE


ED AL SUPERAMENTO DELLESAME?

Il candidato, il giorno dellesame,


dovr avere gi una cognizione
effettiva di come redigere, controllare
Planimetria e organizzare il progetto.
Facciamo un esempio di come pu
essere attuata una strategia:
- organizzare la TAVOLA;
- predisporre gli ELABORATI;
- controllo dei DATI;
- controllo della FORMA;

Studio a matita
dellopera nel contesto

34 II PARTE II PARTE 35
IL NOSTRO METODO IL NOSTRO METODO

QUANTE TIPOLOGIE POSSO FARE COME VA INTESA


CON IL MIO REFERENTE? LA SCELTA DEL REFERENTE?

Sicuramente molte, soprattutto quelle delledilizia Scegliere il referente, cio unopera architettonica
pubblica e delle tipologie rientranti nelle opere di non significa adottare solo un impianto planimetrico
urbanizzazione secondaria, ma anche delledilizia o volumetrico ma molto di pi. Significa che posso
scolastica con una buona applicazione della adottare pi elementi del referente, cio:
metodologia modulare.
- Impianto planimetrico
Museo/Biblioteca - Impianto strutturale
- Volumetria
Centro culturale
- Tecnologia
Uffici/Poliambulatorio - Parete
Mercato rionale - Superfici trasparenti
Asilo nido - Valenze bioclimatiche energetiche
Scuola materna/elementare - Orientamento
Chiesa/ Teatro - Collegamenti verticali (scale, ascensori)
- Copertura
Impianto sportivo
Casa unifamiliare

QUESTO CHE SIGNIFICA?

ESEMPIO DI APPLICAZIONE Significa che dovr preparare dei pacchetti tecnici scorporati dallopera per poterli poi riutilizzare
nel progetto indipendentemente dalla forma. In sostanza allesame il candidato dovr avere gi
E ovvio che ci che pu accomunare le tipologie pu pronti dei sistemi flessibili da applicare con opportuna idoneit. Questi sistemi permetteranno di
essere la stessa superficie, cubatura, altezza massima, avvantaggiarsi sul tempo e riuscire ad impostare in maniera sicura e decisa il progetto.
quindi dimensioni standard che possono assimilarsi
a diversi progetti.
Il candidato, in sede desame, una volta scelto il
tema potr prendere il suo prototipo modulare
e adattarlo alle richieste del tema stesso. Questo
passaggio cos importante, per la sua estrema
flessibilit, far guadagnare molto tempo al candidato
che potr viceversa impiegarlo per approfondire
tematiche architettoniche o costruttive che renderanno
sicuramente migliore la tavola nella sua complessit e
che meglio soddisferanno le richieste del tema.

36 II PARTE II PARTE 37
IL NOSTRO METODO IL NOSTRO METODO

Il candidato, quindi, si preparer nella


costruzione di un abaco che potr
utilizzare per progettare la tipologia
prescelta. Facciamo un esempio IL METODO
della costruzione di un abaco ideale.

Bisogner, quindi, pensare al


progetto come un database con
diversi blocchi da rimontare sui
dati del progetto assegnato. un Affrontiamo ora la costruzione di un metodo progettuale di base che poggia la sua fattibilit su
atteggiamento pi flessibile che concetti semplici e soprattutto sulla praticit di una applicazione immediata.
riscuote un ottimo consenso dopo Di seguito si metteranno in luce, in modo schematico, i punti essenziali che portano ad un
aver collaudato lapplicazione ad processo ideativo sostanzialmente giustificato, ovvero si mostra il processo che porta alla
uno dei temi prescelti. creazione di una forma, secondo una panoramica semplice ed efficace.

PARETE nord/sud, ventilata, Quanto abbiamo illustrato finora possiamo, finalmente, applicarlo su tre fasi layer essenziali:
portante, tramezzo FUNZIONE, CLIMA e STRUTTURA che diventeranno il sistema ordinatore per organizzare i dati
di progetto. Le tre fasi vengono applicate tramite tutte quelle manipolazioni ed interazioni che ci
BUCATURA infisso a taglio termico portano al controllo della forma ponendo laccento sui punti di forza del progetto.
(grande, media e piccola)
Quindi il progettista traccer i primi segni sulla carta creando una forma (in pianta), che terr
SCALE soletta rampante, trave a conto delle funzioni primarie (unit ambientali, servizi, collegamenti) e del migliore orientamento
ginocchio, 1 o 2 rampe climatico (soluzioni costruttive energeticamente compatibili, involucro) e della struttura portante
(pilastri, setti, travi).
COPERTURA capriata lignea,
metallica, grandi luci, a volta, ecc.
FUNZIONE Fgf
SOLAIO in latero cemento
Le 3 FASI CLIMA Fgc
STRUTTURA Fgs
CONTROLLO DELLA FORMA I PUNTI DI FORZA DEL PROGETTO

q DIFFERENZIAZIONE
Forma flessibile attraverso la ESPRESSIONE STRUTTURALE
modellazione volumetrica DINAMISMO
q UBICAZIONE
INTERAZIONE DELLE FORME TRACCIATI REGOLATORI
q SPAZI INTERNI
chiarezza, semplicit, TENSIONE, SCISSIONE,
complessit CONTRASTO, INVERSIONE,
CLIMA

Forma funzione

Forma clima

Forma struttura
Sopra un esempio di come si utilizzano i dettagli
nel progetto, avendo a disposizione un database
ricco di combinazioni.

38 II PARTE II PARTE 39
IL NOSTRO METODO IL NOSTRO METODO

METODOLOGIA OPERATIVA: LE TRE FASI LAYER

Abbiamo impostato una metodologia che segue lapplicazione di tre fasi: FUNZIONE, CLIMA e
STRUTTURA e gestisce in modo semplice le articolazioni del progetto. Le tre fasi sono la base
pratica della progettazione architettonica. Provando ad applicare le considerazioni di base ad
un modello semplice e chiaro di forma ad L arriviamo a controllare le esigenze primarie della
progettazione stabilendone i punti essenziali. Anche il progettista meno esperto, dopo i primi
tentativi, potr sperimentare il metodo di base che suggerir possibili soluzioni e alternative,
in breve si trover nelle condizioni di dover scegliere delle varianti pi adeguate, andando a
soddisfare le richieste del tema e la sua centralit.
1. FORMA u FUNZIONE
Racchiude gli spazi funzionali delledificio,
possono essere di forma e volumetria
diversa a seconda delle esigenze. Le
cosiddette UNIT AMBIENTALI avranno
in se le caratteristiche di flessibilit e
trasformabilit della tipologia nel tempo. Il
nucleo tecnologico, le funzioni di servizio
raggruppate nel CORE (considerato
linvariante del sistema evoluto), ha in s gli
spazi di circolazione orizzontali, verticali, i
vani tecnico-impiantistici e le fonti rinnovabili
di energia.

2. FORMA u CLIMA
Raggruppa le parti delledificio che
apportano un guadagno termico e lo studio
del migliore orientamento per ledificio (asse
eliotermico).
Gli elementi bioclimatici ad elevato
rendimento prestazionale, come linvolucro
(SHELL), il frangisole, le serre bioclimatiche,
i camini di ventilazione, ecc.. Quindi la
stessa forma delledificio che viene generata
dai requisiti climatici e ambientali. Un
approccio sostenibile per una progettazione
economicamente vantaggiosa.

3. FORMA u STRUTTURA
Utilizza un passo strutturale ottimizzando
la configurazione spaziale, attribuendo
una dimensione giustificata allinterno del
sistema trilitico (pilastro, trave, fondazione).
Limpianto strutturale, verificato
planimetricamente, si genera su una maglia
di sottomodulo considerata ipoteticamente
di 1,20 m. Su questo modulo, il progettista,
potr trovare pi agevole posizionare il suo
passo strutturale di 3,60 m e potr ingrandirlo La forma finale
fino a 6 o 12 m per luci pi ampie. che prevede lunione
dei 3 LAYER
40 II PARTE II PARTE 41
IL NOSTRO METODO IL NOSTRO METODO

1
Analisi della forma rispetto alle funzioni
primarie, collegamenti e flussi

Articolazione dello spazio rispetto a


spazi serventi e spazi serviti

1
UNA CORSISTA
ANALISI ALLE PRESE CON
DEI FLUSSI
2
LA SCELTA DEL
Differenziazione delle REFERENTE
funzioni per forma
(colore, opacit)

LAPPLICAZIONE
AD UN SUO
MODELLO
SEMPLIFICATO

LA SPIEGAZIONE
DELLE VARIE

2
FORMA FASI DEL SUO
APPROCCIO
Le fasi della FUNZIONE
giustificazione

3
Controllo della forma con modellazione
CONTROLLO
3
dello spazio architettonico

DELLA FORMA

Il processo che porta allideazione della


forma

42 II PARTE II PARTE 43
LEZIONE
PARTE

3 Approccio alla
tavola desame

Lapproccio
Tema A - Tema
miigliore
B

Esempio
I criteri dipratico
base

Le scale
La stesura
di rappresentazione
della tavola

Illustrare
Tema
il processo

44 45
APPROCCIO ALLA TAVOLA DESAME APPROCCIO ALLA TAVOLA DESAME
comporta allesame; dalla lettura del tema ai primi porteranno alla nascita della forma attraverso un fino alla rappresentazione finale della scelta tecno-
LAPPROCCIO MIGLIORE passi per poter progettare attentamente con quei modo dinamico, cio abbozzando in pianta ed in logica e dellarredo.
pochi elementi messi a disposizione. Nel rapporto alzato simultaneamente la progettazione del vol- Tutto ci stato realizzato con una tecnica veloce
In questa lezione spiegheremo come dovr essere FORMA-DATI spieghiamo come dovranno essere ume, pensando sempre che quei passi scelti non e persuasiva al tratto, direttamente con una nor-
impostata ed organizzata la tavola desame. Questo riportate le prime indicazioni, forse questo passag- siano definitivi ma verificandoli fino alla fine. male penna biro, mettendo in evidenza la velocit
avverr mostrando non solo laspetto grafico, ma gio rappresenta la parte pi delicata del progetto. Parleremo poi delle tecniche di rappresentazione di esecuzione per la rappresentazione della tecno-
anche la gestione del tema che viene fornito al can- Il candidato, infatti, non potendo fare i suoi primi pi idonee e di come si dovr disegnare allesame. logia impiegata. Per poi finire affrontando il tema
didato in sede desame, e di conseguenza come si schizzi e calcoli di verifica su altri fogli, dovr Le scale di rappresentazione, dalla grande scala di una piccola biblioteca di quartiere per circa
dovranno gestire e sviluppare i dati forniti organizzare in maniera corretta gli elaborati iniziali (urbanistico) alla piccola scala (di dettaglio). 30000 volumi. Anche qui come si organizza la
allinterno della tavola. (CONCEPT) ed ordinarli gi sul foglio desame. Mostreremo, poi, come si affronta un tema desame tavola e si concepisce lidea del volume attraverso
Quindi vi spiegheremo step by step come ci si Quindi nella progettazione dinamica si simula (piccolo padiglione espositivo), provando a diseg- un ragionamento sui dati assegnati e le funzioni
come si dovranno impostare i primi elaborati che nare e concepire questo spazio dalla sua ideazione richieste, osservando come la grandezza degli
elaborati richiesti (1:100, 1:200, ecc.) possa influire
sulla totale rappresentazione del progetto.

Informare i corsisti sullapproccio migliore per


affrontare lesame sicuramente un fattore di non
poco conto. Infatti, i fattori che concorrono a dis-
orientare un candidato e gli interrogativi che lui
stesso si pone sono molteplici.
Affrontiamo con un tono pragmatico e rassicu-
rante tutte le fasi che concorrono a dare in modo
completo le informazioni necessarie al candidato.

Tavola elaborata dal corsista in 5/8 h.


Descrizine dal punto di vista grafico, progettuale,
climatico e sostenibile.
Referente: Tadao Ando - Koshino House
46 III PARTE III PARTE 47
APPROCCIO ALLA TAVOLA DESAME APPROCCIO ALLA TAVOLA DESAME
03SCALA FUNZIONALE/DISTRIBUTIVA 5 h.
I CRITERI DI
BASE PER La parte pi corposa degli elaborati,
dallo studio ideogrammatico delle fun-
ELABORARE IL zioni allimpostazione della struttura,
deve giustificare le scelte effettuate sia

PROGETTO in pianta che in sezione.


Scelta la trama architettonica sui pros-
petti si possono disegnare le bucature:
Cerchiamo di individuare le fasi di elaborazione di un progetto in il riscontro finale del risultato di una
successione, come se fossimo in sede desame: buona matericit architettonica.
Le fasi individuate le affronteremo nelle pagine che seguono, par- Molto utile utilizzare elaborati tridi-
tendo dallillustrazione degli elaborati alle scale metriche richieste e mensionali come lassonometria cava-
della relativa tempistica, dalla stesura dei primi concept eseguiti in liera militare ed esplosi assonometrici o
pochi minuti fino al dettaglio costruttivo disegnato alla scala pi viste prospettiche, (accidentali o cen-
opportuna. trali).
La distribuzione interna si articola con:
collegamenti verticali, spazi serventi e
unit ambientali (piante, prospetti, sezi-
oni, viste assonometriche e prospet-
tiche)
(1:50 - 1:100 - 1:200)
La sistemazione del lotto (planimetrie
di dettaglio).
01CONCEPT/DIAGRAMMI 30 + 20 min. A volte si pu disegnare lelaborato
richiesto, ad esempio una pianta in
Lettura dei dati e loro interpretazione scala 1:100, definendo graficamente
solo una parte della pianta stessa.
Fase iniziale della progettazione su
un volume di base, utilizzando ideo-
grammi e concept ragionati

Dimensionamento della superficie


edificabile e della relativa cubatura

(FUORI SCALA)

02SCALA URBANA 30 + 25 + 10 min. 04SCALA DI DETTAGLIO E REL. STRUTTURALE 20 + 40 min.


Inserimento e orientamento Dettaglio costruttivo (1:10 - 1:20)
delledificio nel lotto Sezioni trasversali o longitudinali spes-
so sui nodi (solaio/trave, fondazione/
Individuazione delle accessibilit parete, solaio interpiano/copertura,
alledificio ecc.) e utilizzo dei modelli tridimen-
sionali
Distacchi dai confini e dalle strade Relazione strutturale
Inserimento piantumazioni Predimensionamento (2 prova)
(1:500-1:200) (1:500 -1:200)

48 III PARTE III PARTE 49


APPROCCIO ALLA TAVOLA DESAME APPROCCIO ALLA TAVOLA DESAME

Luso dei concept

Al candidato serve uno strumento che gli permetta di elaborare i dati che
gli vengono forniti allesame, direttamente sulla tavola, abbozzando una pri-
ma forma senza lausilio di fogli di brutta. Quindi, inizialmente ci vengono
forniti i dati riguardanti la superficie del lotto e le indicazioni relative alla
tipologia del tema estratto. Gi sfruttando questi pochi elementi, affiancati
dalla normativa generale e riguardante la tipologia specifica, posso indivi- Cerco l ingombro utile dell
duare un volume di partenza con una precisa collocazione nel lotto. Pro- edificio rispettando la nor-
viamo a costruire graficamente questi dati. Con una serie di concept che mativa o le preesistenze
prendono in considerazione i dati forniti, il progettista potr modellare il vol-
ume iniziale fino a renderlo architettonicamente idoneo. Qui sotto mostriamo D.M. 1444/68
come si possono utilizzare i CONCEPT per ragionare sui dati forniti con
quattro passaggi di base. Nelle pagine successive vi mostriamo come sono
persuasivi alcuni concept eseguiti dai nostri corsisti.

Verifico con le altezze max


il volume che dovr essere
modellato

Nellimmagine a sinistra
prototipo di tavola desame
con luso dei concept

Immetto i dati di base forniti dal TEMA


superficie, cubatura, indici

Modello il volume e lo
predispongo secondo il mi-
gliore orientamento

50 III PARTE III PARTE 51


APPROCCIO ALLA TAVOLA DESAME APPROCCIO ALLA TAVOLA DESAME

La progettazione dinamica

Il modo migliore per progettare la tavola


sicuramente in divenire, cio in ma-
niera dinamica.

Facciamo un esempio per capire meglio


cosa vogliamo indicare con i termini di-
venire, dinamico e simultaneo.

Supponiamo di impostare una tavola


tipo, i dati del tema mi indicheranno una
situazione di massima che dovremo ri-
spettare: la superficie del lotto, gli indici,
ecc.

Quindi, significa che inizialmente la mia


progettazione produrr un volume di
massima, semplificato, che conterr tutti
i dati assegnati.

Man mano apporter delle modifiche a


quel volume (verificandolo nel lotto, sta-
bilendo le funzioni in pianta, ecc.), quin-
di i miei elaborati di progetto vengono
sviluppati in maniera simultanea e il mio
volume assumer un carattere dinamico
durante le fasi di progettazione.

Con la progettazione in divenire vo-


gliamo lasciare aperte delle ipotesi per
verificarle simultameamente e poi sce-
gliere la pi idonea.

Nella pagina successiva proviamo ad


esercitarci con lo stesso volume in ma-
niera sistematica organizzando le nostre
scelte. Giustifichiamo tutti i passaggi
con una modellazione architettonica
convincente che tenga conto dei dati
assegnati e verifichi che il progetto sia
coerente.

52 III PARTE III PARTE 53


APPROCCIO ALLA TAVOLA DESAME APPROCCIO ALLA TAVOLA DESAME

Impaginazione della tavola TAV. A


Possiamo impostare la tavola orizzontalmente o ver-
ticalmente. La scelta dipende sia dalla comodit di
elaborazione che dalle volont comunicative. Infatti, 1
limpostazione verticale pi vicina alla locandina
e questa somiglianza pu diventare un suo punto di
forza. Tuttavia in sede desame risulta pi scomoda da
elaborare poich il disegnatore dovr stare in piedi per 3
buona parte del tempo. Quelli che seguono sono alcuni
esempi tratti da tavole desame poi rivisti per estrarne la 2
struttura compositiva. Consigliamo comunque di dare 5
importanza allimpaginazione per rendere la tavola pi
leggibile, con le stesse dinamiche di un concorso per
idee che affida molto alloriginalit dellaspetto esposi-
tivo. Cercare, quindi, di utilizzare dei layout dove col-
locare ogni singolo elaborato rende sicuramente il tutto
pi ordinato e persuasivo.
3 6

4
7

LEGENDA - TAVOLA A
CONCEPT/
1 IDEOGRAMMA
Vengono utilizzati per chiarire le dinamiche compositive derivanti dai fattori locali (vincoli), normativi
(distacchi stradali), dimensionali (indici, ecc.), e cos via.

2 PLANIVOLUMETRIA
Ci permette di misurare e organizzare il lotto attraverso le ombre, il modulo, le accessibilit e il verde,
lorientamento ed il clima (1:500 - 1:200).

3 SCHIZZO PROSPETTICO
Lo utilizziamo per visualizzare, verificare il progetto e controllare lo spazio, compositivamente caratterizze-
r la tavola andando a colmare eventuali vuoti.

4 PIANTE VARI LIVELLI


Secondo quanto richiesto dal tema verranno elaborate le piante nel numero e nella scala richiesta (1:50 -
1:100 - 1:200).
ASSONOMETRIA
5 CAVALIERA
Ci avvaleremo esclusivamente di assonometrie cavaliere militari o frontali per le variazioni intuitive (pianta
in vera forma). Scala 1:100 - 1:200.

6 SEZIONI
Le sezioni, come i prospetti, li elaboriamo simultaneamente alla pianta per controllare gli spazi. ( in scala
1:50 - 1:100 - 1:200).
DETTAGLI COSTRUT-
7 TIVI
I dettagli dovranno essere significativi e caratterizzanti il progetto stesso (fondazione, interpiano, copertu-
ra). Scala 1:20 - 1:10.

La tavola si articola prevalentemente lungo la diagonale attraverso la disposizione della successione planimetrica verso
lelaborato assonometrico, trattandole come unesploso assonometrico.(4 - 5)
Le due porzioni triangolari risultanti dal taglio diagonale vengono occupate entrambe lungo un lato da elementi
disposti anchessi in successione: i concept/ideogrammi seguono un asse verticale (1) con lettura dallalto verso il
basso, mentre, allineati sul margine inferiore della tavola, sono disposti i dettagli costruttivi, (7) la cui lettura per
indipendente luno dallaltro, infatti vengono legati alledificio da semplici richiami.

54 III PARTE III PARTE 55


APPROCCIO ALLA TAVOLA DESAME APPROCCIO ALLA TAVOLA DESAME
TAV. B TAV. C

4
3 1

3 5
1

4 4
2
5

2 LEGENDA - TAVOLA C
CONCEPT/
1 IDEOGRAMMA
Studio dellorientamento, del passo strutturale idoneo, del modulo, verifiche tridimensionali
del volume.

2 PLANIVOLUMETRIA
Verifica dei distacchi stradali e dei confini, circolazioni interne, verde attrezzato e parcheggi
(scala 1:200).

3 ESPLOSO ASSONOMETRICO
Esploso in assonometria cavaliera militare a 2 livelli (piano terra e primo piano) molto intro-
spettivo con legenda esplicativa.

4 SEZIONI Sezioni 1:100 con rimando al dettaglio costruttivo prescelto (es.: copertura in acciaio).

4 5 DETTAGLI COSTRUTTIVI Dettaglio costruttivo scala 1:20 (fondazioni e muratura armata).

5
LEGENDA - TAVOLA B
1 PLANIVOLUMETRIA Indicazione delle accessibilit pedonali e carrabili, distribuzione del verde.

2 PIANTE VARI LIVELLI


Richieste solitamente in scala 1:100 con una corretta caratterizzazione grafica (quote interne
ed esterne).

3 ESPLOSO ASSONOMETRICO
Elaborato di grande immediatezza con pianta in vera forma, si rappresenta insieme la distri-
buzione, la copertura e linvolucro.

4 SEZIONI Richieste di solito in scala 1:100, meglio averle allineate alla pianta per comodit (quote in-
terne ed esterne).

56 III PARTE
5 IIIDETTAGLI
PARTE
COSTRUTTIVI Particolare della facciata caratterizzante lorganismo architettonico.
57
APPROCCIO ALLA TAVOLA DESAME APPROCCIO ALLA TAVOLA DESAME

TAV. D TAV. E

1
1
3

6
4

7
5
5
4

LEGENDA - TAVOLA E
CONCEPT/
1 IDEOGRAMMA
Sequenza per la comprensione del processo che ha portato alla forma finale (fuori scala).

2 PLANIVOLUMETRIA Di solito eseguita con ombreggiatura (ombra=altezza edificio).


3
3 CONCEPT/CLIMA Studio del migliore orientamento con allineamento allasse eliotermico (fuori scala).

4 CONCEPT/STRUTTURA Studio della struttura e del passo pi adatto, strettamente legato alla scelta modulare.

5 ESPLOSO ASSONOMETRICO
Modello tridimensionale esploso in tre livelli: pianta, involucro architettonico, copertura (fuo-
ri scala).

6 PIANTE/SEZIONI Piante 1:200 con sezioni trasversali e longitudinali.

2 7 DETTAGLI COSTRUTTIVI Dettagli pilastri e fondazioni (fuori scala).

LEGENDA - TAVOLA D
CONCEPT/
1 IDEOGRAMMA
Analisi della forma: funzione + struttura + clima.

2 PLANIVOLUMETRIA Planivolumetria in scala 1:500 con sistemazione del verde e viabilit.

3 PIANTA SCALA 1:200 Elaborato abbastanza schematico (individua le funzioni).

4 PIANTA SCALA 1:100 Lo stralcio della pianta comodo per focalizzare le parti pi interessanti.

5 ESPLOSO ASSONOMETRICO Per una migliore comprensione della struttura e dellespressione architettonica.
58 III PARTE III PARTE 59
APPROCCIO ALLA TAVOLA DESAME APPROCCIO ALLA TAVOLA DESAME

Come si disegna allesame Strumenti e fasi


1
Si pu scegliere di disegnare tutto a matita con riga e squadra o ALLESTIMENTO DELLA POSTAZIONE DI
al tratto o con la tecnica mista. Spieghiamo ora qual la differ- LAVORO
enza e quale sarebbe la cosa migliore; il disegno effettuato con
riga e squadra va bene ma porta via parecchio tempo, oltre a q scotch di carta/puntine a 3 punte
sporcare il foglio di carta. Inoltre il segno della matita tende ad q stiratore (tavola compensato)
affievolirsi nel tempo e ad avere una lettura poco incisiva. Quindi altezza 1 cm
consigliamo di utilizzare in questo caso delle mine morbide (HB, q carta millimetrata con modulo
2B, 3B) e di spingere abbastanza sul foglio facendo attenzione a personalizzato
dare un tratto spesso per elementi di rilievo ed uno fino per gli q normografo per arredi 1/100 e per
elementi minori. cucine e bagni 1/50
q calcolatrice
Oppure si pu improntare un primo disegno di massima a matita q matite 2H, HB, 2B
e poi, successivamente, ripassare velocemente con un pennarello q gomma e temperino
al tratto. Questo sicuramente il modo pi eloquente e forse q squadre/parallelineo
anche pi veloce per il fatto stesso che ripassando a mano libera q manuali ove consentito
si andr pi spediti. Consigliamo, quindi, di utilizzare una grafica
leggibile e questo significher che una tavola tutta disegnata a 2
matita , sicuramente, meno leggibile di una disegnata con penne
e/o pennarelli. Vi mostriamo due esempi di elaborati, il primo IMPOSTAZIONE DELLA TAVOLA
fatto completamente a matita e laltro con i pennarelli.
q suddivisione della tavola in layout
Se poi iniziamo a parlare anche di aggiunta del colore allora sare- q calcolo grandezza elaborati
mo sicuramente pi persuasivi e convincenti nella resa grafica q scelta delle scale metriche
ed originalit dellelaborato. Possiamo, comunque, concepire opportune
lutilizzo del colore anche per fare delle leggende o degli zooning, q bozza dellingombro degli
cio attribuendo a quel colore delle determinate funzioni, per dei elaborati
percorsi, piantumazioni, ecc. chiaro che per individuare e rap- q possibilit di lavorare simulta-
presentare il verde attrezzato lausilio del colore sembra a volte neamente su due tavole (pu
davvero fondamentale. risultare molto efficace)
q evidenziare la centralit del
Disegnare tutto al tratto pu risultare sicuramente unottima TEMA
scelta (molto apprezzata), ma richiede un costante allenamento,
ovviamente senza far perdere quellaspetto preciso e tecnico che
dovr avere un elaborato in scala. A volte, infatti, il disegno al
tratto pu venire scelto per impostare liberamente uno sketch 3
prospettico o dei CONCEPT, come vedremo in seguito, quindi DEFINIZIONE DEGLI ELABORATI
scelto per la stesura della parte iniziale del progetto.
q ripassare con pennarelli le parti a
E chiaro quindi che la scelta che si adotter sar di fondamentale matita (tutto o porzioni)
importanza proprio perch il fattore tempo risulta essere deter- q evidenziare con il colore le
minante si sar obbligati a lavorare pi velocemente, impostando sezioni, il lotto, le prospettive ecc.
una grafica il pi possibile accattivante.
Materiali:
q pennarelli a punta fine e media
q pantone
q gomma, gomma pane
q matite colorate, pastelli

60 III PARTE III PARTE 61


APPROCCIO ALLA TAVOLA DESAME APPROCCIO ALLA TAVOLA DESAME
Dobbiamo poi ricordarci di valutare le possibili relazioni
I TESTO fanno parte integrante della com-
tra un elaborato e laltro, mantenere una continuit con la
posizione e cercheremo, quindi di allinearli e ge-
linea di terra tra elaborati di alzato allineati tra loro (pro-
stirli come fattori alla pari dei disegni, cos anche i
spetti e sezioni). Quando il layaout comprende pi riqua-
simboli (nord, frecce e quantaltro si presenta nel
dri con elaborati diversi inseriamo i titoli e i riferimenti,
foglio). Innanzitutto dobbiamo decidere se orga-
utilizziamo una griglia per aiutarci a gestire in modo fles-
nizzare la struttura della tavola con lettura verti-
sibile testi e disegni che risulteranno cos integrati tra loro
cale o orizzontale, dopo di che predisponiamo gli
allineamenti. in maniera organica.Scala distributiva

Il RICHIAMO viene utilizzato per indicare gli ele-


menti costruttivi di una certa importanza cio che caratteriz-
zano la nostra architettura.
Le scale di rappresentazione maggiormente utilizzate sono
1:10 e 1:20, in sede di esame sono spesso richieste fuori scala.
Le scale pi grandi vengono utilizzate per la rappresenta-
zione dei dettagli architettonici, in questo caso dalla sezio-
ne viene estrapolato un nodo di cui si vuole approfondire
lo studio.

Graficamente il dettaglio viene evidenziato da una cerchia-


tura che sottolinea il nodo in esame. La scala metrica di
dettaglio ha una lettura facilitata attraverso lo zoom che
individua sullelaborato dinsieme il dettaglio da approfon-
dire analiticamente.
Quindi il concetto di dettaglio costruttivo viene espresso at-
traverso unapprofondimento allinterno della parte che viene
studiata.

Le QUOTE sono indispensabili e obbligatorie e confe-


riscono un aspetto pi tecnico agli elaborati.
Da qui si desume una serie di informazioni necessarie per la
comprensione del progetto.
3.20 m
62 III PARTE III PARTE 63
APPROCCIO ALLA TAVOLA DESAME APPROCCIO ALLA TAVOLA DESAME

LE SCALE DI RAPPRESENTAZIONE Le scale metriche


Gli elaborati riportati sono stampati fuori scala. Vogliono esse-
I prospetti e le sezioni vengono rappresentati tramite proiezioni ortogonali, ma le loro dimensioni devono essere
re indicativi dei contenuti e della forma grafica convenzionale.
adattate alle richieste di progetto e ai fogli di carta che le riportano.
Le scale metriche che vanno dal 1:5.000 al 1:1.000 sono spesso
Le scale dimensionali adottate comportano di conseguenza un grado di semplificazione differente, infatti in una pian-
fornite come allegato al tema desame e indicano lo stato di fat-
ta in scala 1:200 vengono raramente disegnati gli arredi a differenza di piante in scala 1:100 o 1:50. Cos pure per i pro-
to urbanistico-edilizio dellarea oggetto di intervento. Difficil-
spetti il grado di dettaglio varia sensibilmente man mano che si scende di scala. Quindi unadeguata rappresentazione
mente allesame di stato utilizzeremo queste prime scale urbane
gi sintomo di una idonea conoscenza dellapparato costruttivo e architettonico che il progettista dovr pensare per
territoriali, al massimo potremmo a volte trovarle negli elabora-
meglio caratterizzare gli elaborati richiesti.
ti assegnati allesame. Ci verranno assegnati allesame insieme al
Vediamo, di seguito, qual il modo pi idoneo per rappresentare un elaborato alla scala opportuna dando il giusto
testo del tema degli allegati grafici a supporto che inquadrano
calibro alla rappresentazione grafica. Quindi evitare di rappresentare in una scala sbagliata lelaborato richiesto e com-
larea di progetto.
prendere al meglio come scegliere tra una o pi scale metriche.
Scala urbana
e territoriale

1:10.000 1:5.000
Riguardano piani urbanistici generali la cui scala territoriale Anche questa scala metrica da considerare a livello urbanisti-
area media comunale e intercomunale. co ed terittoriale comunale (PRG).

1:2.000 1:1.000
Elaborati in questa scala vengono solitamente forniti insieme Possiamo indicare con maggiore precisione gli edificati campi-
al tema desame. Sono utilizzati per stralci di PRG e PL e PdZ. ti in nero, le piazze, le viabilit e le tipologie (planimetrie cata-
Tuttavia se vogliamo intervenire nellorganizzazione del lotto stali, planivolumetrici, vincoli ed aree da esproprio).
dobbiamo attenerci a poche indicazioni tracciate con una pen-
na sottile o tramite campiture uniformi (planimetrie catastali,
profili regolatori, rilievi aerofotogrammetrici)
64 III PARTE III PARTE 65
APPROCCIO ALLA TAVOLA DESAME APPROCCIO ALLA TAVOLA DESAME

Scala distributiva e funzionale Scala di dettaglio

1:500 1:200 1:20 1:10


Riguarda planivolumetrici e profili direttori che ci danno la di- Gli elaborati prevedono il disegno degli infissi nel loro ingom- Le scale 1:20 si adottano quando devono essere rappresentati Scale di questo tipo sono utilizzate per stralci di pianta o di se-
mensione di massima dellintervento. La presenza delle ombre bro totale e le relative partizioni, le strutture e gli aggetti. I rive- i sistemi costruttivi e gli elementi strutturali. I singoli elementi zione dove la lettura sia di dettaglio che dinsieme, essendo
ci fornisce la percezione dellaltezza delledificio. Le quote e i stimenti non sempre vengono rappresentati e nel caso sono vengono poi trattati con campiture e trattamenti evocativi della ancora riconoscibile lelemento architettonico o lelemento di
richiami fanno riferimento semplicemente alla tipologia e allal- molto semplificati. Nelle parti sezionate si adotta una campitu- matericit del manufatto. Anche i richiami definiscono materia- arredo.
tezza. Questi elaborati sono spesso utilizzati per tematiche legate ra uniforme, piena o tratteggiata, mentre le quote si riferisco- li, tecniche costruttive e dimensioni. E sicuramente efficace per la rappresentazione di tecnologie
alla rappresentazione territoriale, stralci di Piani di zona e Piani no allinterpiano, alle altezze totali e alle dimensioni totali degli Si consiglia, come nellesempio, di rappresentare il dettaglio a secco, come lacciaio e il legno lamellare, e per una migliore
di recupero ma anche per tracciare degli skyline. Sono pertanto ambienti. scelto contemporaneamente sia in sezione che in prospetto comprensione dei nodi strutturali di elementi verticali e struttu-
elaborati connessi agli ambiti urbanistici. Graficamente possiamo differenziare in pianta e in sezione le per capire meglio come certe scelte costruttive incidano poi rali, del montaggio delle parti e della loro manutenzione.
funzioni tramite campiture uniformi. Anche luso del modulo sul risultato formale del prospetto.
viene evidenziato come trama per agevolare e velocizzare la
realizzazione dellelaborato.

1:100 1:50 1:5 1:1


Gli elaborati si arricchiscono di dettagli; le sezioni della mu- Gli elaborati devono essere rappresentati con i dettagli delle una scala di dettaglio dellelemento architettonico o del nodo un livello di dettaglio poco architettonico ma di interior de-
ratura riportano lintercapedine, quando presente; le quote si texture dei rivestimenti, e con le ombre. Le sezioni devono co- in esame, scelta anche per i dettagli fuori scala elaborati in sign usato maggiormante per mostrare una specifica tecno-
riferiscono anche gli elementi strutturali come i solai. I rivesti- minciare a definire gli elementi costruttivi: il mattone, lintecape- sede desame. logia, anche se oggi vi troviamo riflessa la concezione della
menti a questa scala vengono sempre rappresentati con i trat- dine, lintonaco; in pianta devono essere rappresentati gli arredi, rappresentazione digitale.
tamenti convenzionalmente adottati. La struttura dovr essere i rivestimenti e le murature.
sempre rappresentata.
66 III PARTE III PARTE 67
APPROCCIO ALLA TAVOLA DESAME APPROCCIO ALLA TAVOLA DESAME
1:20
Spaccato
Rapporto SCALA METRICA/DISEGNO REALE assonometrico

Elaborato estremanente eloquente nella sua tecnicit


che da alla rappresentazione un senso di profondit
Tipologia della scala Scala metrica 1 metro nella realt
maggiore e fornisce pi informazioni utili rispetto ad
corrisponde a una sezione bidimensionale.
SCALA DI DETTAGLIO 1:1 1m
1 cm
SUL FOGLIO 1:5 20 cm
1 cm
NELLA REALT 1:10 10 cm
SCALA DISTRIBUTIVA E 1:20 5 cm
FUNZIONALE 1:20
1:50 2 cm
Sezione
1:100 1 cm longitudinale
solaio interpiano/parete
1:200 0,5 cm
1:500 2 mm Si possono sicuramente utilizzare delle didascalie
volte alla comprensione delle caratteristiche prestazi-
10 metri nella realt onali, strutturali ed energetiche.
corrispondono a
SCALA URBANA E TERRITO- 1:1.000 1 cm
RIALE
1:2.000 0,5 cm
1:5.000 0,2 cm
1:10.000 1 mm
1:50
1:25.000 0,04 mm
Pianta piano tipo
1:50.000 0,02 mm con arredo e parete a blocchi

E la scala metrica pi utilizzata per la progettazione


di interni, ristrutturazioni, cambi di destinazioni d uso,
1:200 perch permette una comprensione esaustiva degli
impianti e della loro collocazione.

1:100

1:50
1:100/1:200

Prospetto
1:20

Il disegno contemporaneo di uno


stesso elemento in scale diverse
rende immediatamente leggibile
la differenza di definizione.

68 III PARTE III PARTE 69


APPROCCIO ALLA TAVOLA DESAME APPROCCIO ALLA TAVOLA DESAME

SPAZIO INEDIFICATO
MARCIAPIEDE 1,20 m

BARRIERE AL RUMORE
IN LEGNO TEAK ONDULATO

ALBERO A FOGLIA
SEMPREVERDE
(LECCI, TIGLI)

SISTEMAZIONE A VERDE

POSTO AUTO A 45
3,00 x 5,00 m

ELEMENTO DI RICHIAMO
VISIVO

PASSERELLA PEDONALE
SOSPESA 1,60 x 2,10 m IN
POLICARBONATO E LEGNO

Scala urbana

Da una rappresentazione in
scala 1:2000 fino ad 1:500,
dobbiamo inserire l edificio
nel contesto e precisare alcuni
aspetti compatibili con le scale
in questione:
- le dimensioni dell edificio,
quali superficie e cubatura;
- la dimensione ela forma del
lotto;
- inserimento del lotto nel con-
testo;
- l accessibilit del lotto in fun-
zione della viabilit principale,
dei paarcheggi e dei trasporti
pubblici;
- le accessibilit dell edificio
per ogni funzione, come addet-
ti, fruitori e merci;
SKYLINE: andamento morfologico del terreno
- orientamento dell edificio in
funzione della radiazione solare
e rispetto agli edifici circostanti.

70 III PARTE III PARTE 71


APPROCCIO ALLA TAVOLA DESAME APPROCCIO ALLA TAVOLA DESAME

Scala di dettaglio
Va da 1:20 fino a 1:1 e riguarda: - pavimenti
- pareti d ambito
- soffiti e controsoffiti
- aperture
- elementi tipici della tipologia in questione
(museo: teca, allestimenti, pannellli, pedane)
- corpi illuminanti ed impianti

Scala
funzionale-disptributiva

Dovremo disegnare le funzioni dell edificio e


delle parti che lo compongono in scala appro-
priata, cio 1:200, 1:100 o 1:50 intervenendo
su:
- l organizzazione planivolumetrica ( piani
interrati e fuoriterra );
- l organizzazione degli spazi e dei servizi re-
lativi alla tipologia specifica.

Graficamente possiamo utilizzare penne di


vario spessore e pantoni per caratterizzare ma-
terialmente il nostro progetto come nell esem-
pio sopra riportato. Le varie differenziazioni
possono essere anche solo funzionali tramite
delle semplici campiture e, infine, possono es-
sere utilizzati in modo astratto, indicando, ad
esempio, scarti nella gestione di pi griglie
compositive ( P. Eisenman ).
72 III PARTE III PARTE 73
APPROCCIO ALLA TAVOLA DESAME APPROCCIO ALLA TAVOLA DESAME

TEMA
Progettare un piccolo padiglione espositivo
allinterno di uno spazio commerciale su un lot-
to di 2000 mq. Il padiglione avr una tecnologia
a secco con una superficie di 60/100 mq, altez-
za massima 4m, caratterizzato dalla copertura e
dai suoi nodi strutturali.

Il candidato rappresenti il padiglione con


schizzi prospettici che evidenzino la struttura
nonch uno dei nodi principali di collegamento
degli elementi. Si rappresenti anche un elemen-
to di arredo (espositore) con degli sketch fuori
scala.

Come preparare lo sketch che dovr rappresentare Dalla rappresentazione del volume di base a una boz-
lidea iniziale di progetto. Abbozziamo velocemente, za di idea strutturale. Quando siamo ormai sicuri delle
con una comune penna bic, lingombro iniziale del proporzioni date al volume, possiamo ripassare con un
volume che abbiamo in mente, anche fuori scala, facen- pennarello il tratto iniziale. Con una punta rossa pos-
do solo attenzione alle proporzioni che dovrebbero siamo evidenziare la struttura portante. Decidiamo da
rispettare i rapporti tra laltezza e la larghezza e tra la dove viene la luce e mettiamo le ombre proprie e por-
lunghezza ed il passo strutturale. tate. Mettiamo uno sfondo accennando una pavimen-
. tazione.
3 minuti 5 minuti 10 minuti
Nella tavola consigliato ritagliare uno spazio dove andare a
disegnare liberamente degli sketch, cosicch si possa capire
come il progettista sia arrivato a concepire unidea.
Questi possono essere rappresentati senza regole geometri-
che troppo rigide, ma con un certo gusto per il disegno ed
il suo dettaglio.
.

74 III PARTE III PARTE 75


APPROCCIO ALLA TAVOLA DESAME APPROCCIO ALLA TAVOLA DESAME

Volume di base (prospettiva o assonometria) proporzi-


onato sia in altezza che in lunghezza

Modellazione del volume con suddivisione degli spazi


per differenti funzioni (idea strutturale)

3 minuti 5 minuti 10 minuti

La tavola del padiglione espositivo organizzata con


una planimetria, in alto a sinistra, in scala 1:500, un es-
ploso assonometrico, che mette in evidenza le funzioni
allinterno, e una vista prospettica dell involucro dallalto.
.

76 III PARTE III PARTE 77


APPROCCIO ALLA TAVOLA DESAME APPROCCIO ALLA TAVOLA DESAME

LA COSTRUZIONE
DEL DETTAGLIO Lo studio degli elementi morfologici
TECNOLOGICO Impostiamo insieme le varie fasi del concepimento dellidea con dati e dimensioni che ci consentono di intervenire
sulla modellazione tridimensionale. La rappresentazione schematica di un ipotetico fruitore permette di rapportare
Come si ragiona sulla centralit del tema.
larchitettura e proporzionare di conseguenza gli arredi e le viste.
Si capisce che in questo caso non sar importante rappresentare lelaborato ad una scala specifica ma renderlo il pi
Richieste specifiche di tecnologie a secco:
possibile persuasivo attraverso luso delle ombre e dei colori.
- nodi di copertura
Queste tecniche estemporanee rendono il disegno sicuramente capace di trasmettere le intenzioni del progettista,
- elementi in legno lamellare
sottolineando proprio il modo di procedere, il suo stile personale e il suo processo.
La richiesta del tema chiara e sottolinea la centralit;
la rappresentazione del volume preso in considera- 5 minuti 10 minuti
zione basilare, quindi si incomincia ad abbozzare,
semplificando al massimo tutto quello che dovr uni-
ficare la struttura. E importante saper individuare il
nodo, ovvero il collegamento tra due o pi elementi
strutturali che si uniscono in un punto. Con la soli-
ta tecnica iniziamo ora a ragionare con la matita in
mano. Lo sketch dovr essere rappresentato in tutte
le sue fasi, gi a partire dalle prime prove e dalle prime
idee, per rendere chiaro e comprensibile liter proget-
tuale. Questa operazione non solo permetter a noi,
che stiamo progettando, di seguire un filo logico, ma
anche a chi guarda per la prima volta lelaborato di
capirlo velocemente.
78 III PARTE III PARTE 79
AFFRONTIAMO UN TEMA DESAME AFFRONTIAMO UN TEMA DESAME

LEZIONE
PARTE

3
4 Affrontiamo
un tema desame

Tema A - Tema B

Esempio pratico

La stesura della tavola

Illustrare il processo

82 IV PARTE IV PARTE 83
Affrontiamo un tema desame

AFFRONTIAMO UN TEMA
due versioni: a e B

TEMA A
Pochi dati
Museo su un lotto di 3500 mq (70 x 50 m)
Numero fruitori: non dato
Superficie costruita: non data

I criteri di base per dimensionare il progetto

1. Facciamo un esempio: il progetto di un MUSEO su un lotto di 3500 mq,senza avere


ulteriori dati di riferimento. Quali parametri devo conoscere per poter dimensionare
la tipologia?
2. Come devono essere elaborati i dati di progetto che mi vengono forniti dal tema?

Varie ipotesi di dimensionamento

Posso lavorare su uno standard di base estratto dal DM 1444/68 (2mq/ab - GRUPPO
B). Muovendomi in ambito legislativo posso dimensionare lunit ambientale (spazi
caratterizzanti la tipologia in esame). Dovr discretizzare il parametro fornito dal
Decreto, ipotizzando un numero di fruitori che visiteranno il museo ogni giorno.
A questo punto tentiamo di comprendere meglio questi numeri. La casistica pu
essere: il numero della popolazione del comune che dovr ospitare la tipologia,
ad esempio 10.000 ab, 20.000 ab, 50.000 ab, ecc., ed il numero dei fruitori che
utilizzeranno il museo 200/300 al giorno oppure il numero dei visitatori annuo (per
esempio dai 20000 ai 30000).

Come vanno utilizzati gli indici del D.M.1444/68?

Il numero degli abitanti o fruitori rappresenta spesso un problema per il candidato e


a volte non viene neanche assegnato.
Vediamo quali forme assume questo numero:
N degli abitanti di un comune 1.000/10.000...
N dei fruitori giornaliero 100/1.000...
N dei fruitori annuo 30.000/100.000...
Esiste quindi un filo diretto con il numero delle persone che usufruisce del museo e le
sue dimensioni, considerando che ogni tipologia ha il suo numero di fruitori.
Un consiglio: un primo riscontro lo posso ottenere andando a capire che proporzione ci
pu essere tra il lotto assegnato e il costruito: una dimensione ragionevole delledificio
si aggira attorno ad 1/3 delle dimensioni del lotto.
Per esempio, se ipotizzo 900 fruitori al giorno, assumendo come parametro 0,8mq/
ab., ottengo una superficie di 720mq per unit ambientali. Per coprire 1/3 della
superficie del lotto ledificio dovrebbe aggirarsi attorno ai 1160mq, pertanto i 440mq
rimanenti verranno destinati agli spazi serventi ed al connettivo.

68
Affrontiamo un tema desame

TEMA B 3

LEZIONE
Maggiori dati
Museo su un lotto di 3500 mq (70 x 50 m)
Unit ambientali: 6 sale espositive
Funzioni: bookshop, bar, deposito, sala conferenza

Un primo
dimensionamento
In questo caso dovremo
attribuire alle 6 sale una
superficie congrua, da un
minimo di 90 mq ad un
massimo di 120 mq e di
conseguenza andremo ad
attruibuire alle altre funzioni
(bookshop, bar, deposito, sala
conferenza) una dimensione
complessiva che va dai 300
mq ai 440 mq. In questo
modo otterremo una superficie
di circa 1100 mq di S.U.L.
(Superficie Utile Lorda, da non
confondere con la superficie
coperta), che rappresenta 1/3
dellintero lotto, da spalmare
su un unico piano o su pi
livelli a seconda delle indicazioni
del tema.
Superficie lotto 70x50 m = 3500 mq
Superficie costruito 1160 mq
6 sale espositive 90mq min. ognuna 120 mq max. ognuna
bookshop, bar, deposito, sala 300 mq min. 440 mq max.
conferenza, connettivo,servizi

Ipotizzando, invece, 1700 mq


complessivi otterremo 4 sale
espositive che variano da 80
mq a 150 mq. Di conseguenza
daremo alle altre funzioni una
dimensione che va dai 660
mq ai 380 mq. Otterremo cos
una superficie di circa 1700
mq, che rappresenta 1/2 della
superficie del lotto. In entrambi
i casi, dovremo pensare alla
progettazione dello spazio
esterno, prevedendo unarea
per il verde attrezzato, degli
accessi pedonali e carrabili e
gli spazi di inedificato intorno al
lotto, che variano da 5 a 7,5 m.

69
Affrontiamo un tema desame

1. Inizio calcolandomi la su-


perficie costruita per poi
disporla allinterno del
lotto

2. traccio i confini di inedifi-


cabilit, 5 m dai lati (DM
1444/68); indico il dis-
tacco dalla sede stradale
comunale, 7.50 m (Nu-
ovo Codice della Strada
185/92)

3. inserisco gli accessi pe-


donali e carrabili (se
richiesti) ed un eventuale
parcheggio filtrato da es-
senze arboree che at-
tutiscono linquinamento
acustico

4. definisco la zona della


distribuzione, delle sale
espositive (unit ambien-
tali) e la sala conferenze

5. decido la legenda di base


con le differenti funzioni
sia interne che esterne,
area costruita ed area a
verde.

Proviamo a progettare insieme


Il candidato dovr verificare il dimensionamento attraverso pi ipotesi. Quindi possia-
mo dire che buona norma provare pi forme di elaborazioni di dati e capire quale
potrebbe essere la pi idonea.
Questa prassi poco adottata invece consigliabile perch porta ad effettuare diver-
se verifiche che fanno capire quale dovr poi applicare il candidato.
Spesso invece il candidato pretende di avere delle soluzioni immediate e univoche
per ogni problema progettuale.
Purtroppo non esiste per ogni progetto una risposta risolutiva, ma possibile che
esistano pi proposte da verificare e vagliare alloccorrenza.
Vedremo pi avanti tali ipotesi confrontandoci con liter progettuale seguito dai can-
dati/corsisti.

70
Affrontiamo un tema desame
ESEMPIO PRATICO 3

LEZIONE
Affrontiamo ora un tema desame con un
nostro corsista (Carlo).
Mostreremo due esercitazioni effettuate
da Carlo, con due differenti criteri di
dimensionamento: A e B.

i dati di progetto

TEMA: piccolo museo


Lotto rettangolare 50x70 m
Tipologia gruppo B del DM1444/68 - culturale
Funzioni 4 sale espositive
Bookshop
Deposito
laboratorio
Bar
20 posti auto + 2 posti disabile
Altezza max 8 m

Larea assegnata non ancora edificata


sita a margine di un quartiere residenziale
periferico con tipologia semiestensiva
composta in gran parte da palazzine di 2/3
piani, raramente di 4.

Per uniformarsi alla tipologia gi in essere,


si fissa laltezza massima in 8 m; inoltre
la committenza richiede esplicitamente
linserimento di una rampa per la
distribuzione ai livelli.

Al candidato si richiede:
- planovolumetria 1:200
- piante livelli 1:100
- sezione 1:100
- dettagli costruttivi in scala adeguata

71
Affrontiamo un tema desame

ipotesi A
il dimensionamento usando gli standards urbanistici

Vediamo ora la prima elaborazione dei


dati effettuata da Carlo.

Non avendo alcun numero di riferimento


fornito dal tema stesso ho deciso di
assegnare una superficie procapite di 1,3
mq/ab. La seconda ipotesi che ho fatto
la densit di abitanti su ettaro prendendo
200 ab x ha al max. il semplice prodotto
di queste quantit mi ha dato la superficie
di progetto. Unico dato dimensionale
dato dal tema laltezza massima di 8
m moltiplicandola per la superficie mi ha
permesso di ottenere la cubatura max da
inserire nel lotto.

Svolgimento:

Andiamo ora ad individuare i limiti di


questa prima elaborazione effettuata dal
candidato. Carlo ha iniziato a lavorare
sulla superficie procapite, estrapolando
dalla 1444/68 ovvero dagli standard che
ipotizza 2 mq/ab, prendendo un valore
discretizzato. Un valore sicuramente
inferiore ai 2 addirittura alcuni autori
prevedono su una soglia abitanti di 20.000
cio provinciale (es. un piccolo comune)
un indice di 0,35 mq/ab.
Possiamo lavorare ipotizzando un
predimensionamento sui dati che non ci
vengono forniti cio gli indici, il numero di
fruitori giornalieri o fruitori anno.

72
Affrontiamo un tema desame

LEZIONE
Il candidato dovr fare varie ipotesi, Tavola desame
ovvero utilizzando dati diversi, per poter formato 50x70 cm
formulare quello pi coerente con la
superficie del lotto, quindi si trover ad
avere una certa superficie di costruito
ed a collocarla nel lotto. Siamo quindi
ancora in una fase di indagine soggetta
ad una manipolazione dei dati fino a
trovare una proporzione con i nostri 3.500
mq di lotto, nel caso specifico ci troviamo
ancora con dei dati sottodimensionati
rispetto alle sale, quindi aggiungo 100
o 200 mq fino ad arrivare a 500 mq. Di
conseguenza vado ad ampliare le sale di
100 mq e lo spazio servente relativo alla
movimentazione del fruitore di 50 mq.

aggiungo 100 mq

Prevedo un incremento della superficie TABELLA DATI FORNITI E NON


costruita cambiando le proporzioni con
- indice di edificabilit m3/m2
il lotto infatti passo da una superficie
costruita di 260 mq ad una di 500 mq - n fruitori giornaliero
fermo restando il lotto di 3.500, controllo - n fruitori annuo
cos le proporzioni superficie costruita/ - superficie delle unit ambientali
superficie lotto e vado a gestire secondo (sale espositive)
le necessit del caso superficie e cubatura
necessaria.
73
Affrontiamo un tema desame

74
Affrontiamo un tema desame

LEZIONE

75
Affrontiamo un tema desame

La stesura di massima della tavola


Simuliamo ora lelaborazione di un tema
desame, utilizzando come referente la
biblioteca Exeter di L. Kahn, caratterizzata
gi da spazi adeguati e da unottima
illuminazione zenitale delledificio.

Questa esercitazione viene fatta da una corsista


che la esegue in un tempo di 60 min. sicuramente
inferiore alle fatidiche 8 ore desame.
Consigliamo vivamente il candidato di fare questo
tipo di esercitazione utile per abbattere le sue
difficolt iniziali e prendere dimestichezza con
foglio e matita. Con una tecnica al tratto (senza
laiuto delle squadre) sicuramente andrete pi
veloci, cercate di trovare ad occhio delle misure
per le scale di rappresentazione scelte, magari
effettuando qualche misura e poi andando ad
utilizzare il modulo e le sue proporzioni in pianta
ed alzato.
Qui non viene applicato nessun colore, a
dimostrazione che cos possiamo anche ottenere
unottima impostazione e risparmiare del tempo.

simulazione

Cominceremo il processo compostivo e


dimensionale a partire dai dati assegnati:
su un lotto di 2450 mq, costeggiato da
una strada a cui dobbiamo garantire una
distanza di sicurezza di 5 m e una fascia
di rispetto frontale di 7 m.

5 minuti collocazione delledificio


nel lotto 5 minuti sistemazione
del lotto

76
Affrontiamo un tema desame

LEZIONE
Il dimensionamento lo realizzeremo su
un numero di fruitori 200 ab, secondo il
dm 1444/68 sappiamo che il gruppo B
culturale ecc. sono previsti 2 mq/ab se
consideriamo i nostri 200 fruitori abbiamo
una superficie di 400 mq.
Tornando al nostro lotto che misura
35 x 70, dobbiamo collocarvi il nostro
edificio di riferimento. Viste le proporzioni
dellinsediamento ledificio misurer 20
x 20 m per unarea di 400 mq, laltezza
massima di 8 m, ma il profilo del nostro
edificio troppo basso quindi aggiungo
un piano interrato.

Per quanto riguarda lorientamento ci


converr avere il sud rivolto verso la strada,
per avere una facciata pi permeabile
alle brezze estive, rispetto alle altre che
avranno il compito di proteggere dai venti
freddi invernali.

Il parcheggio comprender 20 posti auto


con una area di 200mq e laccesso al
parcheggio sar sul lato della viabilit
principale come pure quello delledificio.
La sistemazione del verde nel lotto
avviene con la collocazione di essenze
a foglia caduca sul versante sud, mentre
il fronte nord viene protetto da essenze
sempreverdi che filtrano e riparano dai
freddi venti invernali.

15 minuti orientamento
delledificio 25 minuti calcolo
modulare

77
Affrontiamo un tema desame
il modulo
La forma del nostro edificio si svilupper
a partire da un volume puro che
suddivideremo in moduli (5 x 5 moduli in
pianta per due di altezza), estrapoleremo
un volume interno creando il vuoto
centrale (2x2 moduli per 2 di altezza)
che caratterizzer questa architettura e
trasleremo un basamento (un modulo)
che ci permetter di avere un edificio alto
12m.

Infine per proteggere ledificio dalla


radiazione solare, schermeremo le
facciate, mentre il vuoto interno agevoler
la ventilazione.

Considerando una rotazione delle


murature rispetto al nucleo creeremo una
dinamicit delle aperture, che in pianta
si tradur in setti murari che inviteranno
allaccesso e si innesteranno nel lotto
definendo il disegno planimetrico.

elaborati: pianta, sezione e


vista prospettica

Organizziamo ora gli altri elaborati: pianta,


sezione e vista prospettica.
Voglio far vedere lintera sistemazione del
lotto e prolungo i miei setti generati dalla
rotazione che determinano le modalit di
accesso a lotto e alledificio.

Dalla pianta ricavo i volumi principali per


avere una visione globale delledificio.

35 minuti la pianta e
limpianto del lotto 40 minuti volumetria
essenziale

78
Affrontiamo un tema desame

3
Colloco le essenze a foglia caduca a sud,

LEZIONE
FASI
i sempreverdi a nord e uno spazio esterno
1 lettura del tema
a gradoni che consente laccesso al
2 collocazione delledificio nel lotto piano interrato in una ipotetica reception
3 calcolo modulare e bookshop.
4 planimetria lotto 1:1000 Al piano terra abbiamo le 4 sale intorno al
5 volumetria dinsieme fuori scala vuoto centrale e le facciate sono sempre
slegate dai solai che si chiudono allaltezza
6 dettagli prospettici fuori scala
degli infissi. Lilluminazione arriva sempre
in modo indiretto. Nel blocco a lato
interrato e con opertura inclinata troviamo
le unit di studio e ricerca (laboratori).
Abbiamo infine la vista prospettica che
tracciamo molto rapidamente andando
a determinare i volumi principali e poi
integrando pian piano per livelli di dettaglio
successivi.
Attraverso il modulo posso agevolmente
individuare le principali partiture
architettoniche: il fronte sud pi
permeabile, dotato di pensilina e
gradinata di accesso. Schizziamo anche
le sagome del verde e della viabilit.

i dettagli

Dopo unora di lavoro ho impostato in


linea di massima lintera tavola, stabilito
le dimensioni, le proporzioni con il lotto,
stabilito e sgrossato gli elabotati e
posso procedere entrando nel dettaglio.
In questa esercitazione mi rimasto
molto utile lavorare al di sotto delle 8
ore e trovarmi nelle condizioni di andare
molto pi veloce, avere una grafica
imperfetta ma rendere persuasiva la mia
impostazione progettuale.

45 minuti dettagli
prospettici 60 minuti bozza della
tavola

79
Affrontiamo un tema desame

BOZZA
della tavola
eseguita in
5 minuti
collocazione delledificio
1h nel lotto

15 minuti
orientamento
delledificio

20 minuti
sistemazione
del lotto

25 minuti
calcolo
modulare

80
Affrontiamo un tema desame

LEZIONE
35 minuti
planimetria
del lotto

40 minuti
volumetria
essenziale

45 minuti
dettagli
prospettici

60 minuti
bozza della
tavola

81
Affrontiamo un tema desame

TAVOLA
DESAME
eseguita in
7h

LETTURA
DEL TEMA

STUDIO
DEL LOTTO
E SOLEGGIAMENTO
FRONTE ESTIVO
E FRONTE
INVERNALE

CONCEPT
DELLA GESTIONE
DELLA FORMA
E SCELTA
DEL MODULO

SKETCH PROSPETTICO
PER LO STUDIO
DELLORIENTAMENTO

82
Affrontiamo un tema desame

SISTEMAZIONE IMPOSTAZIONE 3
ESTERNA E PLANOVOLUMETRICA

LEZIONE
PIANTUMAZIONI scala 1:200

SEZIONE
LONGITUDINALE
scala 1:200

VISTA PROSPETTICA
DANGOLO
SULLENTRATA

83
Affrontiamo un tema desame

il processo
progettuale

TEMA: piccola biblioteca


Lotto rettangolare 50x40 m (2000 mq)
Tipologia estensiva (I.F.= 0,30-0,50 mc/mq)
Indice Copertura= 7% del lotto
Funzioni 1 piccola emeroteca (50 mq)
1 piccola biblioteca (90 mq)
Deposito
Bar
Altezza massima= 7,50 m

Il tema prevede la progettazione di una


piccola biblioteca di circa 200mq situata
su un lotto che si affaccia su una strada
comunale parallela al lato pi lungo del
lotto e confinante sugli altri tre lati con al-
tri edifici residenziali a bassa densit.
La prima cosa da fare prendere i dati forniti dal
Elaborati richiesti: tema e metterli allinterno del lotto assegnato, quin-
di si impostano sul lotto di 50x70 m gli eventuali
Pianta delle coperture/Planovolume- distacchi di 7,50 m dalla strada e di 5 m dai confini
tria 1:200 in base alla normativa D.M. 1404/68
Illustratre il processo metodologico
con sketch (fuori scala)
1 prospetto a sud 1:100
1 sezione a sud 1:100
1 vista prospettica interna Studio il migliore orientamento e la distribuzione
piante ai vari livelli scala 1:100 del verde rispetto al versante N-S.
il candidato illustri il processo proget- Determino, quindi, le accessibilit pedonali e car-
tuale adottato rabili e conseguentemente il verde attrezzato.

84
Affrontiamo un tema desame

3 minuti 3

LEZIONE
Ipotesi di stesura del processo progettuale in tre fasi, prima
abbozzato poi modellato, con l inserimento delle ombre.
Il disegno completo del concept stato realizzato in 15 minuti.

10 minuti

15 minuti

85
Affrontiamo un tema desame

Prospettiva accidentale eseguita a


matita del laboratorio della biblioteca.
Si imposta attraverso due punti di
fuga, senza necessariamente i punti
di misura.

86
Affrontiamo un tema desame

LEZIONE
Approccio agli elaborati del prospetto
e della sezione alle relative scale. Una
parte del disegno a matita si far mi-
surando qualche elemento a riga e
squadra e poi si proceder disegnan-
do al tratto.

Successivamente marcher le linee di


sezione con una punta rossa, per ren-
dere immediata la lettura della parte
sezionata.
Sul prospetto metter le quote princi-
pali e colorer lo sfondo per far risal-
tare larchitettonico.

87
Affrontiamo un tema desame

TAVOLA
DESAME
eseguita in
7h

30 minuti
collocazione delledificio
nel lotto

50 minuti
concept della
gestione volumetrica

50 minuti
vista prospettica

88
Affrontiamo un tema desame

LEZIONE
45 minuti
planovolumetrico
50 minuti
sezione e prospetto

50 minuti
piante dei
vari livelli

50 minuti
vista prospettica

89
TEMI - SCHEDE TECNICHE TEMI - SCHEDE TECNICHE

LEZIONE
PARTE

3
5 Tipologie
Temi svolti
Schede tecniche

Tema A - Tema
Impostazione B
temi
Esempiotipologica
Rassegna pratico

La stesura della tavola


NTA Caserta
Illustrare il processo

106 V PARTE V PARTE 107


TEMI - SCHEDE TECNICHE TEMI - SCHEDE TECNICHE

COME SONO IMPOSTATI I TEMI DI AVERSA Anche qui a volte la richiesta di utilizzare strutture in ca ci fa intendere luso di conformazioni puntiformi con
sistemi di tamponatura a pareti ventilate o a cappoto.
A volte la richiesta di posizionarle sul terreno lievemente acclive, questo genera una conseguente compli-
Quali sono le tipologie che escono nella prima prova
cazione agli attacchi tra le diverse unit e quindi nei nodi (approfondiremo in seguito).
Nomenclatura delle richiesta.
Temi e tipi ricorrenti DA FINIRE
Labitazione nellarea rurale dellimprenditore agricolo in Zona E del Piano Comunale, caratterizzato dai parame-
Richieste particolari spesso presenti.
tri tipo indice di fabbricabilit if = 0,05 mc/mq, h max = 7,5,
Struttura tipica della traccia.
un tema con delle caratteristiche urbanistiche autocnone specifiche.
Normativa da considerare. DA FINIRE
Si parla di zonizzazione del territorio comunale quindi si entra nello specifico delle NTA del comune suddetto qui
la richiesta ha un profilo tecnico non di immediata lettura.
Dopo unattenta lettura dei temi del nostro archivio sicuramente abbiamo le idee pi chiare, possiamo cos
Si capisce cosi che il candidato dovr prendere dimestichezza anche con la normativa comunale;
delimitare un appropriato piano di studio. In questi anni, infatti, abbiamo raccolto un cospicuo numero di tracce
regolameti edilizi, Norme tecniche dattuazione del PRG e conseguentemente Standard urbanistici.
degli anni precedenti, le abbiamo studiate e nelle prossime pagine vi mostreremo come affrontarle sistematica-
La richiesta della sistemazione degli spazi esterni spesso fatta anche per altre tipologie quindi la progettazione
mente. Per ora faremo una sintetica ma esaustiva rassegna di qualche traccia con la descrizione delle relative
del verde, della predisposizione di certe piantumazioni magari locali potrebbe essere una lettura interessante del
caratteristiche.
paesaggio circostante e della sua conformazione.
Partendo dai primi parametri quasi sempre abbiamo lassegnazione di un lotto le cui variabili sono:
Scuola Materna a 3 sezioni fa parte di quelle tipologie delled.scolastica abbastanza richieste in tutte le sedi dove
Dimensioni
si affronta la prova dellesame,insomma un classico.
Orientamento
La configurazione delle 3 sez.minimo e il numero dei bambini ipotetico a sezione 25, si ri fa alla normativa nazio-
Pendenza.
nale del DM 18/ 12/ 75, che detta tutti i parametri da rispettare in base al numero di sezioni, numero bambini e
sup.di ogni altra funzione relegata agli spazi scolastici.
A volte a scelta del candidato a volte assegnati, la pendenza spesso trattata e perci dedicheremo a questo
argomento un maggiore approfondimento.
Poi entriamo nel merito delle tipologie pi particolari le attivit ad interesse pubblico (sociale,culturale,assist.am-
Il fatto che il lotto possa avere dei confini assegnati o il lato pi lungo rivolto verso una particolare strada,
ministr.) come Musei, Biblioteche,Centri culturali, che comunque escono di frequente ma non come le residenze.
implica il rispetto delle distanze e i relativi distacchi (DLgs 285/92 e DM 1404/68).
Il Centro di Documentazione Visiva della centuriazione dellagro Campano certamente particolare come richi-
Questo tipo di nomenclatura spesso ricorrente quindi il candidato si trover nelle condizioni di operare
esta progettuale, ma poi quando si legge attentamente cosa contiene si capisce che in realt unedificio a pi
allinterno di uno spazio delimitato con delle conformazioni morfologiche assegnate e rispettoso della normativa
funzioni che racchiude percorsi espositivi, spazi conferenze e bioblioteca multimediale.
vigente.
La Casa dello studente unaltro tema molto interessante, vuoi perch rivolto direttamente agli interessati e
Quindi viene sottoposta al candidato la tipologia da progettare, e qui lindicazione pu essere esplicita
quindi potrebbe essere visto in unottica pi familiare, vuoi perch dovrebbe incarnare la qualit di un classico
(schiere, linee, case unifamiliari, opificio, scuola materna ecc...) oppure libera, come scelta aggregativa del tipo:
campus universitario.
residenza plurifamilare o in un unico corpo di fabbrica o in diverse unit abitative.
In effetti questa residenza abbastanza contenuta infatti dovrebbe ospitare circa 100 studenti, previsto lo stu-
dio del suo inserimento urbano e quindi contestuale, e la sistemazione del verde.
RASSEGNA TIPOLOGICA Viene poi messo laccento sui connotati costruttivi dalle valenze energetiche e sostenibili come luso dellacqua
i pannelli fotovoltaici e i frangisole opportunamente collocati.
Quasi sempre escono le tipologie di carattere residenziale, proviamo a dare una rassegna di quelle pi fre-
quenti: La palestra della scuola secondaria superiore, sempre rimanendo in tema di ed.scolastica, una classica pales-
La casa unifamiliare tra quelle pi assegnate, di solito i parametri sono abbastanza semplici e con- tra di tipo B1 in base al DM 18/12/75 su un bel lotto pianeggiante di 15000 mq.
sueti: su 2 livelli o su un unico piano, da 150 a 200 mq complessivamente. Pu prevedere uno studio di Alla fine la richiesta si si concentra sul progetto di un campo regolamentare tipo pallacanestro e le funzioni af-
un libero professionista (allinterno della stessa abitazione), la zona giorno e la zona notte, e la richiesta ferenti come spogliatoi e servizi vari per il corpo docente.
specifica della struttura in c.a., il posto auto (interrato o esterno). E prevista anche una piccola tribuna sul lato pi corto del campo e unopportuna differenziazione degli accessi
alle varie parti dellimpianto.
Il tema della residenza unifamiliare molto sentito dalle commisioni e lo si capisce anche dal fatto che lo
propongano come oggetto di relazione anche nella seconda prova pratica. Associazione culturale piccolo fabbricato in legno, la richiesta qui esplicita come invito ad adottare una tecno-
logia e un materiale sensibili al concetto di sostenibilit.
Esempio: Il tema della nobile abitazione unifamiliare - da Andrea Palladio a Le Corbusier. Con opportuni es- Allinterno di un parco pubblico attrezzato la presenza di un piccolo edificio ad un piano deve mitizzare al mas-
empi, il candidato ne illustri le costanti compositive e gli elementi di evoluzione planimetrica dal XVI al XX secolo. simo limpatto sullambiente in questo caso luso di unidea modulare e temporanea fanno di questo progetto
un caso di tipologia mobilee quindi facilmente ripetibile e aggregabile in contesti meno urbanizzati quasi delle
Le residenze con caratteristiche pi intensive come la casa in linea, con appartamenti serviti dalla scala isole verdi didattiche.
interna tipoduplex e a volte con la richiesta dellelemento distributivo esterno classico degli anni set-
tanta il ballatoio. Lo Stabilimento balneare collocato nei pressi della Via del mare zona Castel Volturno (costa campana) su di un
Qui viene richiesta esplicitamente luso della struttura a travi e pilastri quindi la sua giusta rappresentazione lotto di 50x100 unedificio che abbia una forte connotazione architettonica autonoma per linguaggio.
attraverso la pianta della carpenteria di piano. Unedificio dotato comunque di caratteristiche prestazionali energeticamente efficenti, uso di strategie biocli-
matiche come brise soleil, pareti verdi,serre ecc..
Sempre in tema di edilizia residenziale 36 appartamenti con laghetto artificiale, qui la visione pi contempo- Quindi uno stabilimento innovativo, decisamente al passo con i tempi, viene poi richiesto uno studio sullaspetto
ranea delled.res. come housing suggerita dalla presenza di una ipotetica fonte energetica alternativa lacqua. compositivo e del metodo che ha generato la forma finale del progetto.
Quindi una caratterrizzazione dinsieme forse pi efficace per una lettura urbana dai connotati sostenibi ed evo-
luti anche a livello ambientale (approvvigionamento idrico). Ci sono anche richieste che toccano lambito storico come il Restauro di una chiesa Romanica a tre navate
triabsidale, ed il suo adeguamento sismico.
Case a schiera altro must delledilizia residenziale pi estensiva a volte vengono fornite le dimensioni dei lati Un tema particolarmente specializzato che tocca ambiti e competenze pi da Conservatore (vedi miniriforma
tipo; 5,80 x 11,90 su 2 o 3 livelli con garage interrato. professioni 328/2001) che gli ambiti professionali pi comuni.
Es; Il progetto di 6 unit su un lotto di 50 x25 con una pendenza del 6% e luso di una metodologia proget- Scegliere di affrontare un tema come questo significa essere preparati in questo campo ed aver avuto nel
tuale volta a produrre una casa con classe energetica appropriata. periodo del corso di laurea una buona esperienza nel restauro e nel consolidamento degli edifici monumentali.

108 V PARTE V PARTE 109


TEMI - SCHEDE TECNICHE TEMI - SCHEDE TECNICHE

RICHIESTE PARTICOLARI
Una delle richieste che desta pi sorpresa il fatto di volere delle strutture a travi e pilastri in cemento armato,
cio non viene sicuramente vista di buon occhio luso di una struttura continua a setti.
Esistono diverse spiegazioni a riguardo tra cui lidea di dover fronteggiare con un sistema strutturale trilitico le
oscillazioni del sisma, quindi una scelta dettata dal grado di sismicit dei luoghi.
Lidea quindi di far lavorare il progettista su un telaio composto con adeguate sezioni di travi e pilastri opportu-
namente dimensionati.
La rappresentazione pi idonea della strttura viene chiamata pianta di carpenteria di piano, elaborato di natura
esecutiva di solito fornito in scala 1/50 (di cantiere) spesso richiesta per poter giustamente appurare le cono-
scenze tecniche del candidato.

Calcoli in ordine alla classificazione Energetica una richiesta particolarmente attuale come le scelte tecno-
logiche inerenti lefficentamento energetico degli edifici, si richiede quindi un minimo di conoscenza delle proce-
dure tecnico/impiantistiche per evitare di progettare quantomeno unedificio energivoro.
Quindi si dovranno predisporre delle strategie efficienti e innovative nelluso di fonti energ.alternative nel rispetto
dellambiente e della sua economicit.

Superamento delle barriere architettoniche applicato spesso alla progettazioni di edifici pubblici
il candidato dovr ragionare i suoi spazi configurandoli a misura del portatore dhandicap, applicando cio la
L.13 del 90 e la 246 del89 e i criteri di Agibilit Adattabilit Visitabilit.
In questo caso far comodo avere studiato le impostazioni di quelle funzioni indispensabili alluso del disabile e
quindi i servizi igienici ooportunamente dimensionati, i corpi scale e gli ascensori.

Approccio Metodologico, studio compositivo, lidea di richiedere anche il processo analitico, cio lo sviluppo di
un metodo estremamente importante.
Il candidato dovr dimostrare di aver sviluppato una sua tecnica compositiva e che quindi abbia un suo
Metododi base, che lo porta a produrre delle forme architettoniche.
Mettere nero su bianco il processo che ha portato allinvenzione della forma attraverso delle giusficazioni base
dellarchitettua e del buon costruire. Quindi regole che possano codificare un linguaggio uno stile appropriato,
che sappiano evidentemente convincere chi le legge.
Avremo modo di approfondire queste dinamiche dedicando proprio a questo una sessione del libro.

Luso del disegno riga e squadra anche questa una richiesta abbastanza presente nelle tracce,
qui si dissolve ogni dubbio nel candidato che si interroga spesso su come affrontare graficamente la prova pro-
gettuale.
La comissione quindi decide di non fare adottare una tecnica al tratto (mano libera) perch probabilmente la
ritiene poco precisa per certi elaborati in scala, che invece devono essere precisi e idonei ad una lettura tecnicis-
tica, quasi da progetto esecutivo.
Lascia invece spesso per gli elaborati delle planimetrie, con le sistemazioni esterne alle scale pi grandi, libera
scelta al candidato.
A volte viene vietato anche luso del colore nellimpostazione principale del progetto, che lascia intendere una
rappresentazione sobria e con atteggiamenti cromatici ridotti al bianco e nero.

Laltra riflessione importante da fare sulla richiesta esplicita della commisione sul come usare la normativa di
riferimento.
Le indicazioni nei temi sono evidenti a tale proposito, la commissione invita infatti a non menzionare tutta la nor-
mativa ma di usarla bene!
E chiaro che per affrontare bene un tema, un progetto, bisogna conoscere lapparato normativo che detta le
regole di quella struttura.
Lapparato legislativo nazionale vasto ma pur vero che il quadro normativo urbanistico/edilizio che regola il
nostro territorio un buon tecnico lo dovrebbe conoscere bene per poter lavorare.
Ci sono una serie di leggi che consideriamo indispensabili per affrontare tutte le prove dellesame che vanno
dalla cosidetta legge urbanistica L.115042 al T.U. 380 01 alle ultimissime novit introdotte dal recente governo
(piano casa, procedure urbanistco-edilizie ecc..)
Pi avanti avremo sicuramente modo di soffermarci accuratamente su ogni singola normativa in base alle dif-
ferenti tipologie e discipline che affronteremo.

110 V PARTE V PARTE 111


TEMI - SCHEDE TECNICHE TEMI - SCHEDE TECNICHE

RESIDENZE
Casa unifamiliare con studio del professionista
Quindi lidea di generare un modulo strutturale di dimensioni 5x3 m favorir anche
Su di un lotto di 2000 mq di forma rettangolare, affiancato sul lato pi corto da una lo sviluppo dei dati e dei calcoli per verificare la superficie complessiva dei due
strada comunale di circa 10 m, si progetti una casa unifamiliare con annesso studio livelli.
del professionista e si preveda un accesso carrabile sul lato pi corto posto a nord.
Si fa riferimento a livello urbanistico ad un indice di fabbricabilit di 0,30 mc/mq, un Esempio:
indice di copertura del 7% del lotto, unaltezza massima di 7,50 m. Pt = 12,00 x 5,30 = 63,60 mq
La residenza unifamiliare dovr avere uno spazio studio con accesso differenziato. Pp = 14,00 x 5,30 = 74,20 mq
Si preveda inoltre un garage esterno o seminterrato.

Elaborati richiesti: Luso dellapproccio meta-progettuale (schemi preliminari volumetrici), dove poter
planimetria in scala 1:500 verificare da subito un possibile riscontro tridimensionale, quanto mai opportuno
piante primo e secondo livello in scala 1:100 per realizzare queste tavole.
due sezioni in scala 1:100
un prospetto in scala 1:100 Consigliamo di svolgere i primi calcoli, elaborare i dati e contemporaneamente
una vista assonometrica dinsieme abbozzare qualche schema volumetrico in sequenza temporale.

Da qui poi prender spunto lorganizzazione di tutto il progetto e si avr la possibi-


lit di vedere come si svilupper laspetto linguistico/architettonico.

Abbiamo pensato di dare una maggiore articolazione allimpiantoplanimetrico ruo-


tando ledificio di circa 30 rispetto allortogonalit del lotto. Cos facendo le 3
entrate (3 assi di accesso) si pongono ortogonalmente rispetto al fronte costruito
SVOLGIMENTO DATI delledificio. Contemporaneamente dovremmo verificare la cubatura complessiva
andando a lavorare sui dati in nostro possesso:

In questo caso affrontiamo un tema abbastanza semplice e consueto. Inoltre non Ktot = Sup.lotto x IF (indice fabbricabilit) = 2000 mq x 0,30 mc/mq = 600 mc
ci sono elementi che possano complicare la progettazione o la comprensione
della traccia stessa. Ci muoviamo su un lotto gi impostato con indicazioni urba- poi determiniamo la Sup. complessiva prendendo laltezza totale e dividendola
nistiche definite. La prima cosa da fare andare a regolare gli spazi allinterno del per due:
lotto e quindi le fasce di non edificato. In questo caso avremmo:
Sup.tot = htot/2 = 7,50/2 = 3,75 m
7 m di distacco posti sul lato corto a nord
eventuali 5 m di distacco sugli altri 3 lati a cui sottraiamo laltezza del solaio (25/30 cm) = 3,15 m

Laccesso dettato dalla traccia, quindi potremmo stabilire rispetto ad esso, gli Quindi divido la cubatura totale per laltezza media:
altri due accessi, quello pedonale e quello dello studio.
Sup.tot = Ktot = 600/3,15 = 190 mq
Per affrontare correttamente questo tema bisogna conoscere ed avere dimesti- h/2
chezza con le dimensioni degli spazi domestici, come cucine, disimpegni, camere
da letto, bagni, ecc. Quindi andr fatto un ragionamento sulluso dellinterasse infine calcolo la superficie di copertura:
strutturale che ci permetter di avere degli spazi vivibili con requisiti igienico-sani-
tari idonei. Capita limportanza di questi due parametri, struttura e funzione, pos- Sup.cop. = 2000 x 7% = 140 mq
siamo, gi nelle prime fasi, abbozzare uno schema di concept usando la metodo-
logia modulare.

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TEMI - SCHEDE TECNICHE TEMI - SCHEDE TECNICHE

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TEMI - SCHEDE TECNICHE TEMI - SCHEDE TECNICHE

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PARAMETRI TIPOLOGICI E URBANISTICI PARAMETRI TIPOLOGICI E URBANISTICI

CITTA DI AVERSA - PROVINCIA DI CASERTA dei balconi e delle terrazze scoperti; HmAltezza massima del fabbricato - E quella di tali sporgenze non sia superiore a m.
AREA PIANIFICAZIONE E GESTIONE DEL dei balconi e delle terrazze coperti, della fronte pi alta misurata come al pun- 1,50; in caso diverso si tiene conto della
TERRITORIO SETTORE EDILIZIA PRIVATA qualora abbiano una profondit non to precedente. sola parte eccedente. Le distanze degli
superiore a m. 2.50 misurata dal filo Vt Volume del fabbricato - E pari alla som- edifici dai confini delle zone di interesse
NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE esterno delledificio; delle bussole di ma dei prodotti delle superfici utili lorde pubblico soggette ad eventuale esproprio
DEL PIANO REGOLATORE GENERALE entrata nonch delle pensiline con (Su) dei singoli piani per le rispettive al- devono essere pari a quelle dai confini del
sporgenze non superiori a m. 3,00; tezze computate da intradosso a intrados- lotto. Fra le fronti finestrate di edifici di-
INDICE DELLE NORME TECNICHE dei locali strettamente necessari per so del solaio. Per lultimo piano, se i solai versi, anche se insistenti sullo stesso lotto,
DI ATTUAZIONE gli impianti tecnologici (vano ascen- sono inclinati, laltezza va misurata come e fra quelle finestrate di eventuali corpi di
sore, cabine elettriche, locali caldaie e media ponderale delle altezze. Per il piano fabbrica diversi di uno stesso edificio,
TITOLO I simili); pi basso laltezza va computata dal pavi- obbligatoria una distanza non inferiore a
DISPOSIZIONI GENERALI dei piani totalmente interrati, purch mento allintradosso del solaio o dal piano quella della fronteantistante pi alta; co-
non abbiano altezza interna netta su- di campagna se a livello inferiore. Dalla munque non inferiore a metri 10.00. Sono
CAPITOLO II periore a m. 2,50 ovvero quando fac- somma cos computata viene detratta la ammesse distanze inferiori solo nel caso
INDICI URBANISTICO-EDILIZI ciano parte di edifici pubblici; quota parte del piano seminterrato di al- di aperture senza affaccio, a servizio di
degli ambienti sottotetto che abbiano tezza netta non superiore a metri 2,50, che ambienti non abitabili. Gli edifici inoltre
Art. 3 altezza netta massima non superiore a non fuoriesce dallandamento del terreno devono rispettare la distanza minima di
Definizione degli indici urbanistico-edilizi e m. 1.8, per le coperture piane, ed a m. naturale. metri 6.00 da pertinenze, baracche, tettoie,
misurazione delle altezze, delle distanze, dei 2,20, per le coperture inclinate e che Volumi tecnici - Sono i volumi stretta- box e simili, preesistenti, sorte con destin-
volumi e della superficie del lotto: non siano agevolmente accessibili. mente necessari a contenere le parti degli azione diversa dallabitazione. E sempre
Sc Superficie coperta - E la superficie risul- impianti tecnici (idrico, termico, di scale e ammessa, nel rispetto della disciplina del
St Superficie territoriale - E la superficie pe- tante dalla proiezione sul piano orizzonta- ascensore, televisivo, di parafulmine, di PRG, la costruzione continua fra lotti ap-
rimetrata sulle planimetrie diP.R.G., nella le dellingombro planimetrico delledificio, ventilazione, di utilizzazione dellenergia partenenti alla stessa zona omogenea in
quale il P.R.G. si attua mediante Piani ese- escluse le sole sporgenze non computabi- solare ecc.) che non possono, per esigen- base ad accordo scritto fra i proprietari e
cutivi, comprendente le aree pubbliche e li ai fini del calcolo delle distanze. ze di funzionalit degli impianti stessi, tro- registrato agli atti del Catasto urbano. Tale
di uso pubblico nella misura e nella ubica- Ss Superficie destinata a servizi pubblici - vare luogo entro il corpo delledificio nei accordo non necessario se il confinante
zione indicata, caso per caso, nelle plani- Essa comprende, nelle aree di nuovo im- limiti imposti dalle norme urbanistiche (ad ha gi costruito a confine. Le distanze
metrie di P.R.G. e/o nelle N.T.A. pianto e di ristrutturazione urbanistica, le esempio: vani extracorsa degli ascensori, dalle strade, esistenti e previste, sono in-
Sf Superficie fondiaria - E la superficie reale aree destinate alla viabilit, al verde e in canne fumarie e di ventilazione, pannelli dicate sulle planimetrie di P.R.G.. Ove esse
dellarea, compresa in zone a destinazio- genere ai servizi pubblici. solari, antenne televisive, il vano scala al non siano specificatamente previste si ap-
ne omogenea, utilizzabile a fini edificatori, Rc Rapporto di copertura - E il rapporto Sc/ di sopra delle linee di gronda). plicano le norme di legge vigenti.
misurata al netto delle strade e degli spazi Sf fra la superficie coperta (Sc) e la super- Piano di campagna - con tale termine Allineamenti: gli allineamenti sono quelli
destinati al pubblico transito e in generale ficie fondiaria (Sf). si intende, in generale, il profilo del ter- indicati dalla cartografia del P.R.G. o, in
al pubblico uso. %RE la minima aliquota, in percentuale, dei reno naturale ovvero del terreno sistemato assenza di tale indicazione, quelli preval-
It Indice di fabbricabilit territoriale - E il volumi e delle superfici destinati alla resi- quando esso sia esplicitamente fissato enti sul fronte strada, ricompreso fra due
rapporto Vt/St fra il volume massimo (Vt) denza. dal progetto in relazione alle quote delle incroci, entro cui si colloca ledificio. Il ris-
costruibile, espresso in metri cubi, e la su- Hf Altezza delle fronti - E la differenza di strade, delle reti fognarie e dei terreni cir- petto degli allineamenti obbligatorio an-
perficie territoriale (St) espressa in metri quota, misurata in metri e sulla verticale, costanti. che in deroga alle distanze previste per le
quadrati. rilevabile fra il piano di campagna e la lin- Corpo di fabbrica - Con tale termine si singole zone.
If Indice di fabbricabilit fondiaria - E il rap- ea mediana della falda o del timpano, nel definiscono le parti, una o pi, dello stes- Porticati: i porticati obbligatori previsti
porto Vt/Sf fra il volume massimo (Vt) co- caso di coperture a falde inclinate, ovvero so edificio che siano architettonicamente nella cartografia di P.R.G. devono avere
struibile, espresso in metri cubi, e la su- lestradosso dellultimo solaio, nel caso di riconoscibili, intendendosi come tali una larghezza minima di metri 4.00. Essi
perficie fondiaria (Sf) espressa in metri coperture piane. Ai fini della misurazione quelle individuabili come entit volumet- costituiscono altres allineamento obbli-
quadrati. dellaltezza non sono conteggiati: ricamente autonome, indipendentemente gatorio, che comunque non esclude la
Su Superficie utile lorda - E la somma delle lo spessore del manto o del pavimento di dalleventuale unicit dellimpianto strut- possibilit di interruzione al fine di creare
superfici di tutti i piani fuori ed entro terra copertura; turale e dei collegamenti verticali. piazze o slarghi.
misurati al lordo di tutti gli elementi verti- eventuali parapetti che, nel caso di cop- Distanze - Le distanze si misurano in oriz- Coperture a falda: si considerano cop-
cali (muratura, scale interne, scale esterne erture piane praticabili, non possono su- zontale e quelle minime devono essere erture a falda quelle aventi una inclin-
a servizio di piani oltre al primo) con esclu- perare laltezza di m. 1,30; rispettate per ogni punto delledificio. Nel- azione pari o superiore al 15%; si con-
sione: i volumi tecnici, quali comignoli, antenne, la misura delle distanze non si tiene conto siderano coperture piane quelle aventi
dei porticati a piano terreno di qualsia- scambiatori di calore, pannelli solari, vani di eventuali sporgenze di balconi, pen- uninclinazione inferiore al 15%.
si altezza purch asserviti ad uso pub- per extra-corsa ascensori. siline, gronde e simili, purch laggetto
blico;
118 V PARTE V PARTE 119
TEMI - SCHEDE TECNICHE TEMI - SCHEDE TECNICHE

CUCINE LETTO|LIVING BAGNI

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TEMI - SCHEDE TECNICHE TEMI - SCHEDE TECNICHE

HOUSE W Maison OZENFANT


Kraus Schonberg Le Corbusier
2007 1922
ESEMPI

ESEMPI
S i tratta di una casa a prezzi accessibili prefab-
bricata a basso consumo energetico per una
giovane coppia ei loro due figli. La famiglia ha voluto L e Corbusier organizza labitazione in tre livelli,
destinando per lo studi oil piano superiore con
una casa che sembrava uno spazio connesso, ma le migliori visuali e la migliore illuminazione.
che potrebbe anche offrire la libert individuale per Lo studio ha dei grandi vuoti esterni, tra i quali uno
gli occupanti. Ledificio separato in una parte su- allungato e verticale, che oltre a permettere il pas-
periore e un volume superiore part.The inferiore con- saggi o della luce rappresenta la circolazione vee-
siste di sale di varie altezze corrispondenti alla loro ticale.
funzione specifica. Tutta la struttura il riflesso della risultante diago-
nale dellubicazione del lotto rispetto al quartiere,
Camere da letto, bagni, negli spogliatoi e le stanze quindi intensifica una migliore lettura piana della
per i bambini richiedono tutte diverse altezze e dei forma.
progetti nelle aree di vita inferiori. Questo spazio co-
mune organizzata da questi volumi sfalsati senza Le piante delledificio ai vari livelli mostrano una
essere interrotti da partizioni. Passeggiando per la maggiore articolazione linguistica rispetto al vo-
casa prende uno attraverso una variet di camere al lume. Nonostante la difficolt di offrire una circo-
piano superiore, che sono orientate verso il giardino lazione progressiva significativa (scale circolari) il
e per latrio interno. movimento allinterno delledificio studiato premu-
rosamente. Le Corbusier evidenzia le facciate incor-
Prospetto Est con terrazza interrata niciando le coperture, infatti il contatto fra i diversi
Prospetto Nord con entrata elementi viene rappresentato dalla linea di gronda.
Sezione con scaffali atrio
Sezione ingresso
La zona di entrata si delimita mediante una chiusura
Pianta piano superiore con ingresso a struttura metallica che opera come una membra-
Pianta piano terra na trasparente, prolungamento della qualit piana
generale in diretto contrasto con la scala a chioc-
ciola.

122 V PARTE V PARTE 123


TEMI - SCHEDE TECNICHE TEMI - SCHEDE TECNICHE

RESIDENZE
Casa a schiera
Avendo poi preso visione degli indici assegnati passiamo allo sviluppo di questi
Progettare, allinterno di un lotto rettangolare di lato assegnato 50x25 m, 6 unit determinando la cubatura totale:
residenziali con una superficie unitaria di circa 160-170 mq sapendo che lindice di
fabbricabilit If pari a 2,5 e lindice di copertura Ic pari a 0,4. K = St x If = 50 x 25 x 2,5 = 3125 mc (K)
Le residenze dovranno avere una altezza massima di 7 m fuori terra, previsto
linserimento di un piano interrato (cantina, garage). Ora avendo 6 unit possiamo determinare la singola cubatura unitaria:
Il lotto sar in leggera pendenza sul lato pi lungo (6%), quindi si presenter con
un salto di quota di circa 3 m dal lato pi corto. K / unit = 3125 / 6 = 520, 84 ~ 521

Elaborati richiesti: da cui possiamo determinare la singola superficie = 521/6 = 86,83 ~ 87 mq/piano
planimetria in scala 1:200 (planovolumetrico delle 6 unit)
piante garage, terra e primo livello in scala 1:100
prospetti e sezioni in scala 1:100 Moltiplicando il valore trovato x2 otteniamo la Superficie Totale Unitaria:
schema assonometrico dinsieme fuori scala
una vista assonometrica dinsieme 87 x 2 = 174 mq lordi

Determiniamo, quindi, la Superficie di copertura

Sc = Ic x St = 0,4 x 1250 = 500 mq coperti


SVOLGIMENTO DATI da cui ricaviamo la Sc della singola unit
Questo tema, con questa tipologia residenziale, abbastanza frequente quindi 500 / 6 = 83,3 mq coperti
consigliamo di prepararlo bene. Nel nostro esempio ci troviamo ad affrontare un
lotto medio di dimensioni 50x25 m, che dovr ospitare 6 unit abitative di due livel- Possiamo, quindi, ragionare sulla disposizione del corpo di fabbrica, orientando la
li. Possiamo intanto delimitare il lotto con le opportune fasce di rispetto. Avendo, parte trasversale a Nord verso il lato pi corto.
sul lato pi lungo, una strada comunale di 10,50 m arretrer di 7,50 m, mentre Affronteremo di conseguenza la morfologia del terreno che prevede una penden-
sugli altri lati di 5 m (Nuovo Codice della Strada DLgs 285/92 - DM 1404/68 - DM za del 6%, il lotto quindi presenter un salto di quota dal lato pi corto a Nord di
1444/68). circa 3 m.
DECRETO MINISTERIALE 2 aprile 1968, n. 1444 Proprio per sfruttare al meglio il dislivello dovremmo sfalzare le unit ad una ad
Art. 9. (Limiti di distanza tra i fabbricati) una di circa 30 cm, affiancandole ovviamente sul lato pi lungo (affronteremo in
Le distanze minime tra fabbricati per le diverse zone territoriali omogenee sono stabilite come segue:
1) Zone A): per le operazioni di risanamento conservativo e per le eventuali ristrutturazioni, le distanze tra gli
seguito il tema della pendenza proprio su questa titpologia dedicandole un oppor-
edifici non possono essere inferiori a quelle intercorrenti tra i volumi edificati preesistenti, computati senza tuno approfodimento).
tener conto di costruzioni aggiuntive di epoca recente e prive di valore storico, artistico o ambientale;
2) Nuovi edifici ricadenti in altre zone: prescritta in tutti i casi la distanza minima assoluta di m. 10 tra pareti
finestrate e pareti di edifici antistanti;
Le dimensioni, non esigue, dellunit residenziale, sicuramente ci permettono di
3) Zone C): altres prescritta, tra pareti finestrate di edifici antistanti, la distanza minima pari allaltezza del distribuire le diverse funzioni agevolmente.
fabbricato pi alto: la norma si applica anche quando una sola parete sia finestrata, qualora gli edifici si fron- Come in tutte le distribuzioni planimetriche che riguardano la tipologia a schiera il
teggino per uno sviluppo superiore a ml 12.
Le distanze minime tra fabbricati -tra i quali siano interposte strade destinate al traffico dei veicoli (con esclu-
posizionamento della scala determina conseguentemente la disposizione di tutti
sione della viabilit a fondo cieco al servizio di singoli edifici o di insediamenti)- debbono corrispondere alla gli spazi domestici.
larghezza della sede stradale maggiorata di: Al piano terra posizioneremo lentrata allineandola allasse centrale direttamente
- ml 5 per lato, per strade di larghezza inferiore a ml 7;- ml 7,50 per lato, per strade di larghezza compresa tra
ml 7 e ml 15;
sul soggiorno, approfittando di un discreto interasse trasversale del fronte princi-
- ml 10,00 per lato, per strade di larghezza superiore a ml 15. pale di 6,30 m.
Qualora le distanze tra fabbricati, come sopra computate, risultino inferiori allaltezza del fabbricato pi alto,
le distanze stesse sono maggiorate fino a raggiungere la misura corrispondente allaltezza stessa. Sono
ammesse distanze inferiori a quelle indicate nei precedenti commi nel caso di gruppi di edifici che formino
oggetto di piani particolareggiati o lottizzazioni convenzionate con previsioni planovolumetriche.

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TEMI - SCHEDE TECNICHE TEMI - SCHEDE TECNICHE

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TEMI - SCHEDE TECNICHE TEMI - SCHEDE TECNICHE

CARATTERISTICHE PROSPETTI

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TEMI - SCHEDE TECNICHE TEMI - SCHEDE TECNICHE

KIRCHHOLZLE Skansen LIVING 2006+


GFP & Associates Dorte Mandrup
1990 2006
ESEMPI

ESEMPI
L e case a schiera sono state costruite
in relazione alla mostra ufficiale Liv-
ing 2006 + a Ringsted. La costruzione si
compone di 7 villette a schiera, disposte
in file di 2 con rispettivamente 3 e 4 allog-
giamenti, che vacillare lungo una linea di
costruzione.

P iccole case disposte su un ver-


sante occidentale della Foresta
Nera meridionale. I complessi res-
I 2 piani delle case a schiera sono split-livel-
late intorno ad una zona a met che assicu-
idenziali sono composti da 11 case di ra un utilizzo ottimale degli spazi, con una
diversa dimensione. distribuzione logica e funzionale allinterno
della custodia. Allo stesso tempo, i livelli
Ciascuna delle case accompagnata sfalsati forniscono una sequenza spaziale
da un cortile con giardino chiuso, uno interessante e di un ambiente ampio in rel-
protegge il muro di cemento con il ativamente piccole sistemazioni.
tetto a sbalzo il tribunale contro viste I livelli sfalsati della costruzione, sia nelle
dalla sovrastante giardini. disposizioni orizzontali e verticali, sottolin-
eano discendente motivi del paesaggio
In ognuno dei cortili con giardino, una verso il terreno pianura-come aperto, pur
locusta- piantagione di alberi, che la portando con s una espressione quasi
corte presto sotto un luminoso balda- scultorea.
cchino portato. Le auto dei residenti Le aree comuni sono coltivati a erba e di
in un garage collettivo sotto le scale alberi in fiore, come il ciliegio e magnolia.
alloggiati. Cortili sono delimitate con siepi di faggio.

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TEMI - SCHEDE TECNICHE TEMI - SCHEDE TECNICHE

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TEMI - SCHEDE TECNICHE TEMI - SCHEDE TECNICHE

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TEMI - SCHEDE TECNICHE TEMI - SCHEDE TECNICHE

RESIDENZE
Casa in linea
Riportiamo, di seguito, uno stralcio della Legge, ma consigliamo a tutti quelli che
Si configuri lo studio di una residenza con sviluppo lineare, composta da 3 appar- devono cimentarsi con ledilizia residenziale pubblica un approfondimento delle
tamenti per piano (uno grande e due piccoli rispettivamente di 90, 50 e 40 mq) su Leggi che ne organizzano la progettazione (L. 457/78, L. 166/75, Delibera Regio-
3 piani. Ledificio dovr essere servito da un corpo scala centrale pi ascensore a nale Campania ....) anche a livello energetico le pi recenti (L. 192/05, L. 311/06).
norma (DM 246/89), inoltre previsto luso di logge e balconi. Proprio in virt di queste ultime normative filo-energetiche abbiamo pensato di
Il progetto dovr essere caratterizzato da connotati energetici e sostenibili, si pre- impostare una sezione con dei forti connotati costruttivi bioclimatici.
veda quindi lo studio e lapplicazione di fonti energetiche alternativa ( ventilazione,
frangisole, ecc.). Lidea, quindi, per esempio di utilizzare degli elementi frangisole esposti a Sud a
protezione del blocco scala che, non essendo allineato con il restante corpo di
Elaborati richiesti: fabbrica, dovr essere protetto dai raggi solari.
piante, prospetti e sezioni in scala 1:100
una vista prospettica dinsieme Luso di una serie di aperture allineate ci permetter, inoltre, di potenziare e gestire
al meglio la ventilazione naturale per favorire una migliore tenuta termoigrometrica
degli ambienti residenziali.

SVOLGIMENTO DATI
Impostare la progettazione di una casa in linea una operazione abbastanza sem- DETERMINAZIONE SUPERFICI
plice. Lattitudine di queste tipologie economico-residenziali quella di concepire
Ai fini della determinazione delle superfici e del calcolo della superficie complessiva da utilizzarsi
degli spazi allineati o aggregati in funzione dellandamento geometrico di un iso- per la verifica della congruit dei costi degli interventi di nuova Edilizia Residenziale e Recupero
lato o di un lotto. edilizio a totale o a parziale contributo pubblico, valgono le seguenti definizioni gi contenute nel
In questo caso la definizione stessa ci suggerisce il fatto che bisogner rispettare D.M. dei LL.PP. 5.08.94:
un allineamento su fronte strada.
a) Superficie utile abitabile (Su)
Ipotizziamo, quindi, una linea di dimensioni 12x24 m, considerando ovviamente i
Si intende la superficie del pavimento degli alloggi misurata al netto dei muri perimetrali e di quelli
due blocchi che si attestano rispettivamente a sinistra e a destra del corpo scala. interni, delle soglie di passaggio da un vano allaltro, degli sguinci di porte e finestre, degli ingombri
di pilastro, di cave, di impianti.
Il piano tipo prevede 3 appartamenti per piano, uno da 95 mq, uno da 54 mq ed Rientra in tale superficie la proiezione orizzontale del vano scala degli alloggi duplex anche se in
uno da 48 mq e la classica distribuzione delle funzioni secondo 3 fasce, da 450 eccedenza rispetto al limite massimo della superficie utile abitabile.
Per le nuove costruzioni la sup. utile massima abitabile, misurata al netto dei muri perimetrali e di
m - 360 m - 260 m.
quelli interni, non deve essere superiore a mq 110,00.
Lo sviluppo delle superfici dei singoli appartamenti legiferato, a livello nazionale,
dalla Legge 513/77 che detta i requisiti morfologici a cui ogni taglio di superficie b) Superficie non residenziale (Snr)
deve sottostare. Si intende la superficie risultante dalla somma delle superfici di pertinenza dellalloggio, quali log-
ge, balconi, cantinole o soffitte e di quelle di pertinenza dellorganismo abitativo quali androni
dingresso, proiezioni orizzontali del vano scala (computate per ogni piano) e del vano ascensore,
Vani convenzionali Utenti convenzionali Superficie utile Tipologia letti Dotazione servizi
porticati liberi, volumi tecnici, centrali termiche, locali condominiali ed altri locali a servizio della
Tipo 1 2 3 4 5 residenza, misurati al netto dei muri perimetrali e di quelli interni.
A 3,5 2 45-56 L2 B Tale superficie dovr essere contenuta entro il 45% della somma delle superfici utili (Su) dellor-
ganismo abitativo. Di tale 45% almeno l8% dovr essere utilizzato per cantinole e/o soffitte con
B 4,5 2,5 57-62 L2+L1 B altezza media massima di 2,00 ml.
C 5 3,5 65-70 2L2 B+LI Laltezza netta degli alloggi e dei loro vani accessori misurati tra pavimento e soffitto, deve essere
pari a 2,70 ml per gli ambienti abitati e pari a 2,40 ml per i vani accessori, con una tolleranza non
D 6 4,5 75-80 2L2+L1 B+LI superiore al 2%.
E 6,5 5,5 81-86 3L2 B+B
F 7 6,5 90-95 3L2+L1 B+B Giunta Regionale della Campania
DECRETO DIRIGENZIALE

142 V PARTE V PARTE 143


TEMI - SCHEDE TECNICHE TEMI - SCHEDE TECNICHE

144 V PARTE V PARTE 145


TEMI - SCHEDE TECNICHE TEMI - SCHEDE TECNICHE

RELAZIONE TECNICA
Il processo di progettazione dellinsediamento e stato suddiviso in due livelli successivi, ma interconnessi: Il blocco scale, emergente
di 2,70 m dal piano coper-
1_MORFOLOGIA DEL TESSUTO EDILIZIO tura e dotato di ascensore
che risponde ai requisiti ri-
A questo livello si sono definiti i rapporti tra i corpi di fabbrica, la rete di circolazione veicolare e pedonale, i par- chiesti dalla L. 13/89 e dal
cheggi e gli spazi verdi condominiali. Lidea di progetto prevede la realizzazione di 6 corpi di fabbrica in linea, suo decreto di attuazione
accoppiati a due a due, a costituire una corte aperta sul lato sud, occupata interamente da spazi accessibili D.M. 236/89 in materia di
esclusivamente a piedi. accessibilita e visitabilita
degli edifici di ed. res. pri-
Tale spazio di relazione e delimitato sul lato li- vata convenzionata e di
bero da essenze ad alto fusto caducifoglie, ot- ed. res. pubblica, sovven-
time per schermare le radiazioni solari estive. zionata e agevolata.

Sulla corte si affacciano i soggiorni di tutti gli Questo fatto, assieme


alloggi, i negozi, i portici, raccordati ai percorsi allaccessibilita di almeno
scoperti a costituire una griglia che definisce un servizio igienico e de-
una piazza. gli spazi di relazione dei
singoli appartamenti con-
sente di classificare ogni
unita ab. come visitabile
(D.M. 236/89- Barriere ar-
I parcheggi privati (L. 122/89) trovano sistemazi- chitettoniche).
one per meta a raso, concentrati nelle fasce di
rispetto a nord, est ed ovest, cosi da non ren-
dere necessaria lattraversamento dellarea.
Laltra meta e sistemata in garages interrati,
resi accessibili da due rampe collocate ai lati del
lotto.

2_ CARATTERISTICHE DEGLI EDIFICI

Ogni edificio, di superficie coperta lorda di 282 mq a piano (7 x 12 moduli 1,80 ml) e costituito da 5 piani fuori
terra, piu un piano interrato per i garages e le cantine (1 x ogni unita ab).

Il piano tipo prevede 3 unita abitative di 3 tagli diversi, capaci di ospitare 11 persone complessive.
Gli alloggi hanno le zone giorno esposte tutte sullo stesso fronte con la stessa esposizione.
In ciascun edificio e previsto un piano terra porticato (ottenuto arretrando il fronte di 1,80 ml) di superficie lorda
di 252 mq, dove sono collocate le attivita strettamente connesse con le residenze (commercio e uffici) e gli an-
droni dingresso.

146 V PARTE V PARTE 147


TEMI - SCHEDE TECNICHE TEMI - SCHEDE TECNICHE

SIEMENSSTADT LILOT-DU-CENTRE
Hans Scharoun Richter Dahl Rocha
1930 2010
ESEMPI

ESEMPI
S charoun ha progettato il lotto sud-
occidentale dellinsediamento,
separato dal resto del quartiere dal
ramo della S-Bahn (ora dismesso).
Il suo intervento si compone di tre
blocchi edilizi in linea. La loro dispo-
sizione stata studiata in rapporto alle
strade su cui si affacciano, ma anche
alla linea ferroviaria. A partire dalla pi-
azza formata dallampio incrocio Non-
nendammallee/Jungfernheideweg
sono disposti due blocchi edilizi a V
rovesciata verso lo stretto sottopas-
saggio della S-Bahn.
Vista da sud, questa disposizione
forma come una porta dingresso alla
Siedlung Siemensstadt, che sembra
voler invitare a proseguire a piedi
verso il Volkspark Jungfernheide.
Ledificio ricurvo sul lato occidentale
si allinea invece alla Mckeritzstrae. I l complesso residenziale composto
da 4 edifici residenziali, con un totale di
139 appartamenti 2,5-5,5 parti. Ledificio
Dal punto di vista formale sono fabbri-
cati di grande interesse in quanto, pur principale, parallelo alla Rue Beau Se-
rispettando le tipologie e gli studi fun- jour, segue il bordo del telaio ordine con-
zionalisti, hanno utilizzato procedure tiguo e comprende il maggior numero di
compositive concepite come ironiche appartamenti. Downstream e costruito
variazioni del linguaggio razionalista. intorno ad un cortile con giardino priva-
Sono presenti planimetrie articolate, to, altri tre edifici minori stanno segu-
angoli arrotondati che evitano le endo i vicini di ordine disperso. Questa
forme rigidamente scatolari, citazioni organizzazione fornisce tutta una forte
di strutture navali. Ledificio in linea coerenza nel suo contesto urbano im-
lungo la Jungfernheideweg alto dai mediata, ottimizzando gioco visivo e
quattro ai cinque piani. luce per gli appartamenti situati a monte
La sua planimetria a pi ali, la facciata del giardino interno. Il gruppo colle-
elaborata, larticolata copertura con gato sotterraneo da una grande lastra
terrazze-solarium determinano una composta da locali tecnici e un parcheg-
insolita variabilit architettonica, as- gio per 160 automobili. La stragrande
sente in tutti gli altri edifici della Sied- maggioranza degli appartamenti sono
lung. La particolare forma arrotondata organizzati in uno schema semplice ed
dei balconi sovrapposti e la struttura efficace intorno ad un nucleo centrale,
della copertura simile al ponte di co- con saloni del sud e la camera da letto
mando di una nave, conferiscono alla nord. Appartamenti individuali sono dis-
struttura laspetto di una nave. Nel ponibili cos come attico su due piani
linguaggio popolare ledificio infatti con accesso al giardino. Gli edifici sono
noto come Panzerkreuzer (coraz- calcestruzzo materializzata con diverse
zata), assumendo quindi il riferimento finiture, ampie finestre per saloni e tutte
della tradizione militare della marina. le finestre di altezza con persiane scor-
revoli per camere da letto. Gli edifici ten-
gono Minergie.

148 V PARTE V PARTE 149


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RELAZIONE STORICA CARATTERISTICHE


Nel corso del processo di trasformazione del tessuto si formano le abitazioni plurifamiliari, dove due o pi fami- CASA IN LINEA
glie occupano una costruzione servita da un unico vano scale, a partire dalla trasformazione di unit unifamiliari
esistenti, spesso a schiera. CLASSE TIPOLOGICA
Le prime forme di plurifamiliarizzazione avvengono per semplice utilizzo del costruito esistente, in condizioni di
emergenza dovute alla rapida crescita demografica, dove ogni singolo piano viene occupato da una sola fami- residenza plurifamiliare
glia. E evidente il disagio, impensabile ai nostri giorni, di una distribuzione che non permetteva lisolamento del
singolo nucleo familiare.
Presto si sviluppano, tuttavia, nuovi tipi edilizi basati sulla formazione di un vano specializzato adibito ad ospitare DEFINIZIONE
la scala comune (vano scala) che distribuisce un appartamento bicellulare per piano. Il vano scale si pone, in
questo caso, parallelamente al percorso esteno, addossato al muro centrale di spina. E evidente come anche sempre a pi livelli e gli organismi abitativi sono costituiti da uno o pi moduli tipologici elementari con uno,
questa soluzione presenti un basso rendimento, con una diminuzione della superficie di ciascuna unit abitativa, due o tre alloggi per ciascun livello; la soluzione pi frequente quella a due alloggi per ciascun livello.
che risulta meno che dimezzata rispetto allo standard quadricellulare raggiunto dalla casa a schiera matura. Presenta diversi sottotipi (famiglie) in relazione alla morfologia dellaggregazione dei moduli tipologici:
Ma la forma di trasformazione determinante nella formazione della citt moderna quella basata sullunione di
due o pi elementi di schiera che vengono uniti (rifuse) a costituire unit di scala superiore. a stecca, se i moduli tipologici si aggregano secondo un asse rettilineo;
Se nei tipi pi maturi il vano scale occupa parte (o per intero) un vano posteriore delle abitazioni originali, non a catena, se i moduli tipologici si aggregano secondo un asse rettilineo ma sono affiancati in maniera sfal-
raro che, soprattutto nella fase iniziale delle trasformazioni, questo si ponga nellarea di pertinenza, come av- sata, determinando un andamento planimetrico obliquo;
viene con grande frequenza in area romana. a virgola, se i moduli tipologici si aggregano secondo un asse curvilineo
E evidente come linnovazione, la formazione di un vano scala comune di distribuzione agli alloggi, contenga il ad angolo, se la gamma dei moduli tipologici comprende soluzioni speciali di raccordo a Y, a T, a L, a
germe di un profondo cambiamento nel tessuto edilizio permettendo che pi abitazioni occupino un solo piano. U, a croce, cos da rendere possibile la realizzazione di trame edilizie continue;
Lesperienza acquisita attraverso rifusioni operate direttamente sul costruito viene poi riutilizzata anche negli a corte, se lalternanza di moduli standard e moduli di raccordo d luogo a forme chiuse.
edifici costruiti ex novo attraverso lacquisizione di nuovi tipi edilizi che verrano impiegati anche quando, a partire
soprattutto dal XIX secolo, larchitetto si interesser al progetto di grandi interventi di edilizia di base (1). La prima
e pi semplice forma di unione di abitazioni costituita dalla rifusione dalla semplice acquisizione di superficie CARATTERISTICHE TIPOLOGICHE
abitabile ottenuta annettendo i vani di unabitazione adiacente.
Questa forma di aggregazione derivata dalla rifusione di elementi di schiera costituisce la casa in linea, che Alloggio/Modulo tipologico elementare
da origine a tessuti di case in linea, spesso sul perimetro dellisolato, caratterizzati dallassociazione seriale di Non presenta unicit di fruizione verticale.
elementi plurifamiliari (corpiscala) costituiti dal vano scala e dagli appartamenti che vi fanno distributivamente Laggregazione dei moduli tipologici elementari avviene per accostamento laterale; ne deriva che le testate
capo. Si noti, come rientrino nella definizione processuale del tipo anche abitazioni plurifamiliari costituite da un da affiancare sono generalmente cieche e la possibilit di affaccio limitata agli altri due lati (tranne nella
solo corposcala, considerandole case in linea non aggregate. configurazione a catena).
La nozione di casa in linea deriva dunque da un processo, dallesperienza abitativa della casa unifamiliare. Il vano scala solitamente posto al centro, addossato o meno a un lato esterno, e serve due alloggi per
Questo legame con la consuetudine edilizia, con luso e la trasformazione della realt costruita, costituisce il rac- piano, entrambi con possibilit di ventilazione trasversale.
cordo con linnovazione del tipo edilizio successivo: quando la casa in linea viene intenzionalmente progettata e La possibilit di affaccio su due soli lati condiziona anche la profondit del corpo di fabbrica, di solito orga-
costruita, si conserva ancora leredit della casa in linea ottenuta per rifusione. Ne sono evidente testimonianza i nizzato a corpo triplo (ambiente-disimpegno-ambiente); tale profondit normalmente compresa tra 9,00 e
grandi quartieri della Roma postunitaria, criticamente progettati da architetti, dove il tipo vigente (a doppio corpo 12,60 m.
di fabbrica strutturale) mantiene il muro di spina centrale derivato, come abbiamo visto, dalla struttura statica Nel caso in cui siano previste chiostrine di aerazione interne al corpo di fabbrica, la profondit dello stesso
della casa a schiera romana. Studi recenti hanno dimostrato come esistessero, nelledificazione dei quartieri di pu aumentare sensibilmente e si possono adottare schemi distributivi a corpo quadruplo o quintuplo.
edilizia economica tra le due guerre, soprattutto negli anni 20, tipi in linea consolidati che gli uffici tecnici im-
piegavano estesamente condizionando anche lintervento degli architetti pi noti. Si veda ad esempio lattivit Organismo abitativo
dellICP romano, nel cui sviluppo ancora leggibile la nozione di trasformazione processuale dove lapporto
corale dei tecnici e della tradizione costruttiva ha un ruolo pi rilevante dellinnovazione criticamente apportata Il tipo edilizio in linea si presenta in genere estremamente compatto; una maggiore articolazione pu deri-
dai singoli progettisti. vare dallimpiego del sottotipo a catena o dallo sfalsamento altimetrico di mezzo piano allinterno del singolo
La rifusione delle abitazioni in aggregati plurifamiliari immediatamente leggibile, anche attraverso la per- modulo tipologico elementare.
manenza delle dimensioni delle cellule elementari che determinano la partizione delle facciate e dimensione In alcuni casi il piano terra pu essere interamente porticato e destinato ad area gioco o sosta; in altri pu
dei corpi di fabbrica (2), esprimendo la vocazione dei tipi pi semplici alla convivenza organica, alla formazione essere parzialmente destinato ad abitazioni riservate a particolari utenti (anziani o disabili).
di unit a scala maggiore. Vocazione che, progressivamente acquisita e intenzionalizzata, diviene linguaggio Al piano interrato sono in genere collocate le cantine e spesso le autorimesse; a questo livello possono an-
cosciente, in un passaggio assimilabile alla transizione dalla lingua solo parlata alla lingua scritta, permettendo, che essere realizzati collegamenti tra pi moduli tipologici contigui.
anche, di acquisire intenzionalmente caratteri imitativi delledilizia specialistica.
Come per la linguistica, inoltre, anche in architettura losservazione del linguaggio spontaneo originato dalle
rifusioni fa nascere lovvia constatazione che esso sia originato dalla tendenza naturale delluomo ad associarsi RAPPORTO CON IL CONTESTO URBANO
in comunit, a comunicare; e tuttavia, come per la linguistica, questo dato, pur evidentissimo, non aiuta che in
piccola parte a ricostruire il processo di trasformazione degli edifici e la sua strettissima relazione con le muta- La tipologia caratteristica di insediamenti con densit edificatoria elevata.
zioni processuali del tipo: la ricostruzione deve essere necessariamente eseguita in modo unitario partendo non
solo dalla leggibilit esterna, ma da tutte le componenti che determinano le forme pi semplici e spontanee di
aggregazione, individuando tipi matrice, tipi base e varianti, tessuti ecc.

150 V PARTE V PARTE 151


TEMI - SCHEDE TECNICHE TEMI - SCHEDE TECNICHE

RESIDENZE
Casa a patio
CASA A PATIO
Progettare una residenza monofamiliare con tipologia a patio. In un contesto urba-
CLASSE TIPOLOGICA
no individuato un lotto dalla sagoma rettangolare delle dimensioni di 8x16 m. I
due lati lunghi del lotto, ciechi, sono adiacenti a fabbricati esistenti di altezza pari a residenza unifamiliare
12m e sono orientati verso lasse Est/Ovest.
I lati corti del lotto sono prospicenti due strade urbane di cui quella sul fronte Ovest
carrabile, mentre laltra pedonale. Il programma edilizio prevede la realizzazio- DEFINIZIONE
ne di uno spazio abitativo per una famiglia di 4/5 persone.
costituita da un alloggio sviluppato in gran parte attorno a un patio, che viene affiancato ad altri alloggi, non
Parametri: SUL consentita 180 mq, H massima 10.5 m, allinterno del lotto dovr necessariamente identici, a formare un organismo abitativo plurifamiliare.
essere previsto un box auto di 20 mq. Lalloggio pu svilupparsi su uno, due o tre livelli; la soluzione pi frequente a un unico livello.

Elaborati richiesti: Si differenzia in maniera sostanziale dalla casa a schiera per il diverso rapporto che gli spazi interni dellalloggio
presentano con quelli esterni a seconda che essi siano pubblici o privati: lalloggio tanto aperto verso il patio
Piante arredate 1:50
(privato) quanto chiuso verso gli altri spazi esterni (pubblici), su cui presenta le aperture strettamente necessarie
Prospetti 1:100 (ad es. la porta dingresso).
Almeno 1 sezione significativa 1:100
Particolare costruttivo 1:20
Schizzi prospettici e assonometrici CARATTERISTICHE TIPOLOGICHE

Alloggio/Modulo tipologico elementare (coincidenti)

Presenta unicit di fruizione verticale.


Il patio considerato in tutto e per tutto parte integrante dellalloggio e si configura spesso come vano plu-
riuso allaperto attorno al quale gravita la vita dellabitazione.
SVOLGIMENTO DATI La dimensione del patio funzione della forma e della dimensione dellalloggio oltre che del rapporto tra
larghezza, profondit e altezza, cos da consentire le migliori condizioni di soleggiamento.
Il patio gioca inoltre un ruolo fondamentale dal punto di vista bioclimatico, assumendo un comportamento
Questo tema lascia poca libert al progettista perch la traccia gi richiede delle attivo sia nei paesi caldi (raffrescamento) sia nei paesi freddi (riscaldamento).
particolari impostazioni a cui sar impossibile sottrarsi. Lalloggio, sviluppandosi attorno al patio, pu essere articolato a L o a U, i cui bracci possono essere
Si dovr, quindi, considerare la distribuzione delle funzioni secondo gli accessi organizzati a corpo semplice, doppio o triplo (in questi ultimi due casi i servizi e gli ambienti meno pregiati
sono collocati esternamente, in modo da prendere luce dagli spazi esterni pubblici).
dalle due strade sui fronti corti e le funzioni principali che ne derivano.
Potremo quindi distribuire lo spazio servente parallelamente al lato pi lungo pre- Organismo abitativo
vedendo al piano terra una zona pranzo, una cucina ed un locale igienico nella
prima parte in adiacenza al box e predisporre lingresso principale e la sala verso Lorganismo abitativo pu essere compatto o articolato a seconda della disposizione e del numero degli
la viabilit pedonale. alloggi componenti.
Gli alloggi possono essere aggregati specularmente a formare coppie (affacci sul patio a est, sud e ovest)
Inseriremo poi al primo piano una zona studio, una camera padronale e una ca- dando luogo a organismi abitativi chiusi e compatti. In altri casi, laggregazione di alloggi a U molto al-
bina armadio. Gli spazi esigui e limpostazione del patio richiedono una attenta e lungati d origine a conformazioni simili a quelle derivanti da case a schiera arricchite da un patio centrale.
misurata progettazione delle funzioni che ruotano intorno allo spazio aperto. In altri casi ancora, in genere derivanti da una maggiore libert aggregativa, si possono ottenere organismi
Questa tipologia ha unorigine antica (Antica Roma) e la sua forma assurge a con- estremamente vari e articolati.
dizioni climatiche e sostenibili particolarmente inclini a fruire della ventilazione e
dellirraggiamento solare. RAPPORTO CON IL CONTESTO URBANO
Si pu addirittura pensarla con uninclinazione della copertura verso linterno per
la predisposizione del solare termico (produzione di acqua calda sanitaria) ed La tipologia caratteristica di insediamenti con densit edificatoria elevata, pur mantenendo livelli di privacy
eventualmente raccolta delle acque meteoriche per irrigazione ed impianti sanitari. paragonabili a quelli dellabitazione unifamiliare.
A nord si pu ipotizzare la realizzazione di una parete ventilata (40/50 cm) e pre- Il tessuto urbano tipico ottenuto dallaggregazione di case con patio costituito da isolati circondati da viabilit
carrabile, al cui interno si snoda una rete di percorsi pedonali di collegamento tra alloggi e tra questi e le aree di
disporre due aperture sui lati pi corti allineate tra di loro per consentire la cross parcheggio.
ventilation che potr rinfrescare e tenere asciutti gli ambienti e favorire il passaggio
di aria per la mitigazione estiva.

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CARATTERISTICHE TIPOLOGIE ARBOREE

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26 case a patio Casa a patio


Jaime J. Ferrer Fores Gruppo F.
2010, Menorca 2010
ESEMPI

ESEMPI
U n intero blocco residenziale visto come estensione del tessuto urbano di Es Mercadal, caratterizzato da una
rete di strade strette e piccoli spazi scoperti, un progetto dove le case sono aperte su una serie ordinata di
patii e collegate alla strada attraverso due gallerie di accesso.
Il volume delledificio ricavato per sottrazione di spazi, scavato per assicurare luce e aria alle residenze. Il
progetto evoca la tradizione delle case a patio e la razionalit di tipo tradizionale nelladattamento climatico e la
saggezza ancestrale del muro e della soglia dellabitazione. Di fronte al traffico pesante che attraversa la Via di
Ronda a deviazione del traffico dal centro, il sistema proposto di patii migliora lacustica delle residenze e ga-
rantisce la massima privacy fungendo da sistema di controllo del clima. Cos, il sistema compositivo intensifica
lazione di progettazione passiva degli edifici al fine di agevolare la ventilazione naturale della casa e migliorare
I n una rigida lottizzazione residenziale, si scelta la tipologia a patio, con i giardini e zone giorno interclusi e
ribassati di 3 metri rispetto al filo stradale. Due sono i temi che individuano il complesso: la luce e il patio.
Tre singole abitazioni, autonome negli accessi e nelle vedute; le due al piano terra sono caratterizzate da un
il comfort e il consumo di energia. Nonostante il perimetro irregolare, la composizione delle case a corte cerca sistema ipogeo che ha come intento catturare lo spazio esterno. Qui gli ambienti si aprono su spazi aperti interni,
la serializzazione massima. dove i singoli piani perdono la loro consistenza. Intorno al patio, si sviluppa la zona giorno, dove la ampie vetrate
Le misure di efficienza energetica adottate, mirate a migliorare lefficienza energetica e ridurre il consumo di en- allargano il confine della casa sino alla roccia lasciata a vista dello scavo. Labitazione al piano superiore si svi-
ergie non rinnovabili ed emissioni di CO2 previste nellambito del progetto sono state: luppa su due livelli ed direttamente collegata alle terrazze attraverso un doppio volume interno.
Costruzione che offre il massimo comfort ai suoi abitanti e il benessere del loro ambiente.
Generazione di aree con microclimi della citt consolidata, superfici vegetali in cortili e ponti con irrigazione adeguata. I prospetti presentano grandi tagli vetrati che seguono la regola della luce e della discrezione: i piani terra si
Orientamento delledificio e delle case a patio: soggiorno e camere da letto a sud. aprono in maniera diretta con lesterno e verso i giardini; I piani superiori si rapportano con il cielo e guardano
Fornitura di isolamento dellintero edificio senza lesistenza di ponti termici.
in lontananza i campanili dei vicini centri abitati. Ledificio un cubo, al quale sono stati sottratti dei volumi; le
Progettazione di aperture vetrate con frangisole fisso o mobile, a seconda delle esigenze di guadagno solare durante le
diverse stagioni.
facciate presentano grandi bucature e una smaterializzazione in prossimit degli angoli, dove finestre a nastro
Massimo utilizzo della luce naturale allinterno delle case a patio. inquadrano pilastri circolari retrostanti e alla ferrea geometria con modulo 80 si contrappongono gli aggetti dei
Controllo dellinerzia termica dei materiali utilizzati in elementi costruttivi: pareti, tetti, pavimenti e pareti divisorie. balconi di chiara citazione razionalista. Unaltra citazione si pu individuare nel balcone di forma cubica, posto
Fornitura di una ventilazione incrociata nelle case a patio con il corretto orientamento delle facciate ad angolo al piano terrazze, che rimanda ad elementi di difesa delle torri costiere.
Installazione di pannelli solari per lapprovvigionamento idrico. Un tema presente in tutti e quattro i prospetti lutilizzo di elementi metallici dissonanti rispetto al linguaggio
Doppio vetro con gas argon e kripton a porte chiuse. architettonico; un singolare accesso attraverso un ponte metallico si contrappone alla grande vetrata a due livelli
Le luci a risparmio energetico. e caratterizza il prospetto a est; un sistema di scale e ballatoi, in completa carpenteria metallica, caratterizza il
Linstallazione di due ascensori di bassa potenza e bassa rumorosit. prospetto ad ovest.
Fornitura di un adeguato scambio di aria, di ventilazione e controllo dellumidit, dalla progettazione passiva.

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TEMI - SCHEDE TECNICHE TEMI - SCHEDE TECNICHE

RELAZIONE STORICA SCHEDA TECNICA


La casa a patio moderna stat proposta nel periodo tra le due guerre per rispondere alla richiesta di abitazioni
individuali a contatto del suolo, da costruire rapidamente ed a basso costo (anche con elementi prefabbricati)
nei programmi di edilizia sociale. I prototipi studiati negli anni 20 e 30, realizzati ad un piano e con semplici
strutture standardizzate, sono di quanto pi semplice si sia proposto in questi anni per rispondere alla domanda
di abitazioni.
Nello studio della casa a patio e nei primi progetti del tessuto urbano spesso ricorrono certi temi delledilizia a
corte antica che ebbe larga diffusione nel bacino mediterraneo: il rapporto tra patio ed abitazione, la continuit
del recinto, la forte compattezza degli aggregati.
Le case a patio si distinguono dalle case a schiera e dalle case unifamialiari isolate per la disposizione degli am-
bienti intorno a spazi scoperti privati e per la mancanza di aperture verso lesterno che consente di aggregarle
lungo ogni lato, formando tessuti compatti.
Lanalisi del processo tipologico e gli studi di storia edilizia hanno dimostrato la continuit tra i tipi residenziali
tardoromani e le varie forme edilizie a corte, diffuse fino al XVI secolo in alcune regioni italiane che presenta
dei tratti caratteristici: lotti di proporzioni quadrangolari utilizzati lungo uno o pi lati, con costruzioni a due piani,
prive di affacci sulla strada e dotate sul lato interno di un portico sormontato da una loggia, su cui si aprono tutti
i vani. Tipi edilizi analoghi si trovano in tutto il Mediterraneo, nelle aree di cultura mussulmana, dove le condizioni
climatiche ed il contesto sociale e religioso ne hanno garantito la permanenza fino a quando le influenze europee
hanno rotto il loro isolamento culturale.

La casa con atrio italica La domus romana

Ledilizia a corte greca Abitazioni mussulmane di una casa di Bagdad

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TEMI - SCHEDE TECNICHE TEMI - SCHEDE TECNICHE

RICETTIVO
Casa dello studente
Progettare un edificio che possa ospitare 1000 studenti con una superficie massi- Tutte le unit ambientali avranno accesso ad un balcone con affaccio sulla piazza,
ma di 9000 mq. Ledificio dovr sorgere su un lotto di forma rettangolare 100x90 questo ci permette sia una buona fruibilit degli spazi che una corretta ventilazione
m, si dovr pensare anche alla sistemazione esterna, accessi e fruizione del verde naturale sia dinverno che destate quindi un buon fronte termoregolatore.
con uno spazio aperto interno. Le funzioni da prevedere sono: mensa, biblioteca,
amministrazione, servizi, uffici, reception, bar ristoro, sala attesa. Il progetto dovr Le strategie energetiche mettono in atto configurazioni impiantistiche come pan-
essere pensato con delle strategie energetiche e con criteri bioclimatici (ventilazio- nelli fotovoltaici, solare, vasche dacqua per refrigerazione ed evaporazione, fran-
ne naturale, irraggiamento solare), studiare inoltre uno o pi elementi tecnologici, gisole e sistema passivo dellaccumulo di calore, ecc.
parete o solaio. la parete stata pensata con un sistema di rivestimento in alluminio che protegge
il sistema di tamponatura in laterocemento tradizionale.
Elaborati richiesti: Questo sistema viene posato su un telaio di ancoraggio in acciaio che prevede
studio ragionato degli elementi compositivi/aggregativi uno strato di ventilazione tra il pannello dalluminio e lo strato di isolante (polistire-
Planimetria 1:500 ne espanso).
Pianta PT 1:200 Questo sistema costruttivo permette sicuramente un buon risparmio sulla manu-
Sezioni e Prospetti 1:200 tenzione ordinaria della facciata e anche la facile messa in opera.
Pianta alloggi tipo 1:100
Viste prospettiche

SVOLGIMENTO DATI
Il primo passo si pu fare andando ad abbozzare una forma di base allinterno del
lotto, scegliendo un buon orientamento rispetto alle funzioni di base.
A sud possiamo allineare le entrate principali delineando lasse che indirizza alla
piazza. Questo ci porta gi ad una separazione delle 2 funzioni principali: attivit
connesse e alloggi.
Le parti di separazione tra i blocchi principali verranno poi chiuse dallinserimento
dei corpi scale a nord definendo cos una migliore articolazione tra spazi serventi
e spazi serviti.
Lidea di pensare anche ad unidea di contesto e verificare unipotesi di inserimen-
to urbano ci aiuter sicuramente a dare maggiore efficacia al progetto ed alla sua
contestualizzazione.

Interessante lidea di sfalzare i blocchi degli alloggi disponendoli a gradoni per


dare una maggiore fruibilit e respiro alla piazza.
inoltre proprio su questo versante dei blocchi stata innestata una schermatura
che, seguendo landamento, oltre a dare un efficace ombreggiamento caratterizza
ledificio andando a seguire linclinazione dei blocchi.

Lunit tipo dellalloggio la si pu dimensionare prevedendola con 2 letti singoli


ed un bagno annesso. Questa pu essere di circa 22/25 mq quindi, aggregando
2 unit da 4 posti letto, avremo circa 45 mq.

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TEMI - SCHEDE TECNICHE TEMI - SCHEDE TECNICHE

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TEMI - SCHEDE TECNICHE TEMI - SCHEDE TECNICHE

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TEMI - SCHEDE TECNICHE TEMI - SCHEDE TECNICHE

CARATTERISTICHE BARRIERE ARCHITETTONICHE


INDICAZIONI PER LA PROGETTAZIONE
Le residenze per studenti forniscono un alloggio temporaneo per tutta la durata del corso di
studi. Il servizio abitativo inoltre deve favorire lintegrazione sociale e cultutrale degli studenti
nella vita cittadina. Nelle residenze per studenti, infatti, deve essere garantita la compresenza
delle funzioni residenziali e dei servizi correlati.
Sono previste le seguenti aree funzionali:

Residenza
Servizi culturali e didattici (sala studio, aula riunioni, biblioteca)
servizi ricreativi (sala video, sala musica, spazio internet, sala giochi, palestra con spogliatoio)
servizi di supporto (lavanderia/stireria, parcheggio biciclette, ufficio dirigente, ufficio portiere, ar-
chivio, guardaroba, deposito biancheria, magazzino)
accesso e distribuzione (ingresso, percorsi, servizi igienici generali)
parcheggio auto e servizi tecnologici
servizi accessori (residenza per il dirigente del servizio abitativo studentesco e/o per il custode
della struttura)

REQUISITI
I requisiti di solito sono definiti nei regolamenti locali di igiene (standard dimensionali, orienta-
mento, rapporto areo illuminante, barriere architettoniche, uscite di sicurezza, antincendio).

DIMENSIONAMENTO UNIT ABITATIVE STANZE

camera singola > 12 mq


camera doppia > 18 mq
servizio igienico (lavabo, doccia, wc, bidet) > 4 mq

DIMENSIONAMENTO UNIT ABITATIVE ALLOGGI

zona cottura, wc, zona giorno > 24 mq


1 posto letto, 1 posto studio
zona cottura, wc, zona giorno > 36 mq
2 posti letto, 2 posti studio

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CASA DELLO STUDENTE Residenze universitarie


LR Associati ATELIER CATTANI
2009, LAquila Le Havre, 2010
ESEMPI

ESEMPI
L a nuova cittadella frutto della trasformazione
di vecchi container in unit abitative modulari
dotate di ogni comfort. Assemblati su una griglia
metallica, i container hanno dato forma ad un edifi-
cio di quattro piani che ospita 100 monolocali di 24
metri quadrati ciascuno. Larchitetto Cattani racco-
nta le riflessioni che hanno accompagnato il suo
lavoro. Bisognava concepire un progetto leggero,
trasparente, e soprattutto non massiccio. Di qui
lidea di alloggi indipendenti, per evitare leffetto
accatastamento. La soluzione stata individuata
in una struttura metallica che funge da supporto
strutturale ai vecchi container, consentendo al
tempo stesso di sfalsare le singole unit, e creare
nuovi spazi per passerelle, terrazze e balconi. La
struttura metallica consente una migliore identifi-
cazione dei diversi alloggi, e li valorizza attraverso
dei prolungamenti esterni che diventano terrazze e
balconi. Ledificio disegnato dalla struttura metal-

L a nuova Casa dello Studente sorge nella zona ovest dellAquila, nelle immediate vicinanze del polo univeris-
tario di Coppito, su unarea rettangolare di circa 45 metri per 190 con una pendenza del 5,5% nel senso della
longitudine. Donata dalla Curia della citt abruzzese, la suddetta area si estende per 8.240 mq di superficie, di
lica si sviluppa su quattro piani, sui quali sono dis-
tribuiti i 100 monolocali. Il primo livello stato sol-
levato dal suolo. In tal modo le unit qui ospitate
cui circa 3.460 mq occupati dalledificio sviluppato su due piani (1.730 mq la superficie calpestabile per ogni possono godere della stessa intimit assicurata
piano) e 3.500 mq per larea verde di pertinenza della struttura. La residenza si compone di tre edifici e si svilup- alle unit dei piani superiori. Tutti gli appartamenti
pa su due corpi di fabbrica con 58 camere doppie e 6 singole ciascuno, uniti da un edificio centrale, anchesso si affacciano su un giardino allinterno e sono dot-
di due piani, caratterizzato dal tetto-giardino. Qui trovano spazio le attivit collettive: biblioteca, auditorium, sala ati, sulle due estremit, di pareti vetrate che con-
fitness, lavanderia, aule internet ecc. Disposti in senso longitudinale, i padiglioni creano un andamento a gradoni sentono lilluminazione naturale degli spazi. Per
che asseconda le caratteristiche del terreno. Il progetto si presenta cos come una sequenza continua di gradoni garantire il massimo isolamento termico e acus-
formati da aree aperte ed edifici, articolata e organizzata per accogliere attivit di socializzazione. tico, le pareti dei container confinanti con lesterno
Tale disposizione consente inoltre unesposizione ottimale rispetto allasse eliotermico, rendendo ledificio es- e quelle che dividono le diverse unit sono state
emplare anche in termini di sostenibilit e risparmio energetico. Le coperture orientate a sud sono integrate da rivestite con muri tagliafuoco in cemento armato
pannelli solari mentre la scelta del legno, materia prima rin-novabile, come materiale strutturale e di rivestimento di 40cm di ampiezza, e dotate allinterno di strati
sottolinea lattenzione alleco-compatibilit, allutilizzo di materiali naturali secondo i dettami della bio-architettu- di caucci per smorzare le vibrazioni. La facciata
ra. Il fabbricato stato inoltre realizzato secondo i pi avanzati criteri di bioedilizia antisismica, a garanzia di sta- esterna disegnata dalla combinazione delle vec-
bilit dimensionale, elasticit ed una elevata capacit dissipativa. Concepiti come tre corpi autonomi, i tre volumi chie scatole di cui si conservato il profilo on-
sono giuntati sismicamente e, in considerazione delle caratteristiche geologiche dellarea su cui ledificio stato dulato, riverniciate in grigio metallo. Allinterno, i
costruito, le strutture fuori terra sono separate dalle fondazioni per mezzo di 51 isolatori sismici. progettisti hanno scelto pareti bianche e mobili in
Ai vari corpi di fabbrica sono garantite traslazioni di oltre 26 cm in tutte le direzioni in risposta alle reali accelera- legno. Ogni miniappartamento dotato di bagno,
zioni ipotetiche del sito attraverso la realizzazione di una sottostruttura indipendente. cucina e connessione Wifi.
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CULTURALE
Piccola Biblioteca
Su di un lotto di 3500 mq (50x70 m) progettare una piccola biblioteca di quartiere Lelemento morfologico a cui bisogna allinearsi il volume considerato come
per 20000/30000 volumi. Prevedere: 3/4 sale lettura da 50 mq - sala cataloghi da sotto Unit ambientale. Ma allora lelemento che dovremo dimensionare per pri-
30 mq - emeroteca da 30 mq - sala pc da 50 mq - ufficio amministrazione da 30 mq mo, per capire come e quanti volumi disporre, sicuramente lo SCAFFALE.
- bar ristoro da 30 mq - 15/20 posti auto. Proviamo a predisporre una unit di base che possa contenere un numero tot di
Ledificio si svilupper su 2 livelli, richiesto lascensore per accesso disabile in volumi, ad esempio100/200 volumi.
base al DM 246/89. Uno scaffale/modulo di 0,9x0,3x0,9 m pu portare mediamente 80/100 volumi,
Il lotto sar lambito da una strada comunale urbana posta sul lato corto a NE. ovviamente dipende dal formato degli stessi.
Quindi individuato il numero dei volumi complessivo se ne possono suddividere
Elaborati richiesti: una parte mettendone in magazzino circa 1/4 ed il restante in sala lettura.
Planimetria 1:500
Pianta PT 1:100 Ad esempio: per 20000 volumi ne avr 5000 in magazzino e 15000 in sala.
Sezioni trasversali 1:100
Assonometria delledificio1:200 Indicativamente possiamo dire che con:
Viste prospettiche - 10 scaffali predispongo circa 1000 volumi
- 150 scaffali predispongo circa 15000 volumi

Un ingombro a terra dello scaffale tipo che misura 0,9x0,3x0,9 m pu andare da


2/2,5 mq, quindi per 50 scaffali avremo un ingombro a terra di circa 100 mq.

SVOLGIMENTO DATI
Partiamo dalla scelta di organizzare bene la disposizione delledificio allinterno
del lotto.
Gli assi di accesso dalla strada comunale possono essere 2, uno carrabile ed uno
pedonale; li disegneremo leggermente inclinati rispetto alla direttrice principale
per dare una migliore accessibilit allo spazio dei parcheggi.
Si possono prevedere un numero congruo di parcheggi riservati ai disabili (dimen-
sioni 3,20x5,00 m) favorendo la loro vicinanza allentrata delledificio.
La sistemazione esterna delledificio va pensata con un insieme sistematico di
elementi paesaggistici (pavimentazioni, essenze arboree opportunamente posi-
zionate, specchi dacqua, ecc.) favorendo in questo modo una migliore fruizione
dallestenro del lettore.
Sul versante esposto a Nord ledificio si mantiene allineato al lato pi lungo del
lotto e qui possiamo collocare i servizi, il deposito e la sala cataloghi.
mentre a sud potremmo collocare le sale lettura, gli uffici, il bar ristoro ed anche
lentrata principale che godr di una percezione planimetrica della parte esterna
opportunamente svuotata rispetto agli assi principali.

DIMENSIONAMENTO DELLE UNITA AMBIENTALI

Sicuramente la sala lettura lunit ambientale di riferimento quindi la sua dimen-


sione dipende dalla quantit di volumi che dovr contenere.

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CARATTERISTICHE COMPONENTI DARREDO


SCHEMA DELLE CARATTERISTICHE DI UNA BIBLIOTECA
Caratteristiche generali
Deve avere: ACCESSIBILIT Normativa :
- una sede propria Sono necessari due ingressi: barriere architettoniche
- una struttura flessibile utenti sicurezza posti di lavoro
fornitori antincendio
Caratteristiche delle unit ambientali
DEPOSITI LIBRARI SALE E SERVIZI UFFICI personale
PUBBLICI
Devono essere aerati e La zona ingresso prevede: mq uffici amministrativi 60
climatizzati guardaroba 50 legatoria 30
Non devono essere cataloghi 70 laboratorio fotografico 25
interessati dalla luce banco accoglienza 30 laboratori in genere 20
diretta del sole Le sale lettura sono Nucleo tecnologico 25
Non devono essere umidi suddivise: centrale termica 20
Devono essere previsti locali sale per ricercatori 50 climatizzazione 20
indipendenti consultazione opere rare 50 centrale elettrica
riservati al personale sale per tutti 100 centrale telefonica
I depositi dei testi rari sale per ragazzi 50 ascensori
vanno organizzati in modo sale periodici 60 montacarichi e/o nastri
autonomo sale audiovisivi 50 trasportatori
salette individuali 20
mostre, riunioni e 100
conferenze

Comfort
ARREDAMENTO ILLUMINAZIONE ACUSTICA
armadietti personali Nella biblioteca necessario: Evitare la presenza di rumori
punti di alimentazione limitare la luce naturale diretta di fondo
PC portatili sui Utilizzare i materiali di
Depositi librari: libri (per non causarne il deterio- finitura e arredi
torri librarie ramento) fonoassorbenti
incastellature metalliche buon impianto di
scaffalatura illuminazione artificiale
sulla testata degli scaffali lampade individuali
ripiani mobili
segnaletica e
numerazione
Sale lettura:
tavoli
sedie
poltrone
vetrine espositive
postazioni interattive

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VIIPURY Biblioteca municipale


Alvar Aalto MATEUS
1971 Ilhavo 2005
ESEMPI

ESEMPI
L a struttura raramente esposta, perch ,per lo pi,
questa nascosta nel muro; quando resa visibile
spesso fatto in senso ingannevole. E Il modulo spaziale
che ne determina la dimensione delle aperture esterne,
e le modalit costruttive ne costituiscono il linguaggio,
come se la struttura fosse direzionata a realizzare il pro-
getto formale. Infatti due differenti corpi strutturali ne
caratterizzano ledifi cio. La sala lettura principale e la
biblioteca per ragazzi hanno struttura in muratura por-
L a biblioteca realizzata in unarea periferica, ancora
priva di uneffica- ce connotazione, ma caratterizzata
da un lento processo di espansione: uno dei punti de-
tante e supporta un tetto composito di travi in acciaio e boli della proliferazione urbana, ancora molto sconnes-
cemento, mentre la sala lettura e gli uffi ci hanno strut- so e problematico. Per questo motivo il progetto della
tura puntuale in cemento armato. biblioteca tende ad articolare i volu- mi cercando di ri-
La sala lettura il pi massiccio degli allegati (60 cm di cucire lo spazio circostante. Il progetto si inserisce nelle
mura portanti e 1.8 m di spessore del tetto). Dallesterno rovine del Solar Visconde de Almeida, una costruzione
la sala conferenze appare simile alla sala lettura, in- risalente al diciassettesimo secolo, nel tempo alterata e
vece apparentemente strutturata in modo totalmente qua- si totalmente demolita, della quale rimangono in
differente, con colonne dal largo bordo di acciaio che piedi parti della cap- pella e della facciata principale. Si
sostengono un solaio alleggerito. Le differenze tra i due tratta per il paese di testimonianze importanti,delle quali
blocchi sono sottilmente percettibili. Per quanto chiara- le proporzioni e la lavorazione della pietra testimo- niano
mente intenzionali lespressione strutturale secondaria il valore storico.
alla delaminazione, perforazione, e dematerializzazione Lintenzione di coniugare la costruzione delledificio
delle superfici del muro per mezzo della luce e dellaria. con la salvaguar- dia della preesistenza e di rielaborare
Ambedue gli apparati strutturali sono pesantemente i volumi disarticolati del tessuto ur- bano. E la parte am-
erosi dalla luce nei tetti e dallaria nelle pareti: il soffi tto ministrativa che sinserisce nella preesistenza, poich
,che stuccato a piano, perforato da una griglia di per sua natura pi compatibile con le aperture della
coni tronchi che immette la luce riflessa allinterno. Se il facciata esistente, mentre le Sale lettura e il Forum della
tetto dematerializzato dalla luce, il muro lo dallaria. giovent, che sono esterni al com- plesso storico, han-
La spessa muratura dei muri contiene numerosi condotti no il compito di rapportarsi con il contesto.
per la distribuzione dellaria e del riciclo. Laria condot- La Cappella stata nel tempo spogliata delle decora-
ta allinterno dal tetto attraverso un canale, climatizzato zioni ma conserva la memoria storica, larredamento
dalle fondamenta, e laria distribuita alla sala lettura stato riprogettato con gusto contem- poraneo e il nuovo
attraverso dei piccoli condotti nelle mura, localizzati al altare, dellartista Pedro Calapez, ne riattiva il ruolo di
centro dei pilastri. che le era appartenuto prima della chiusura del palazzo.

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TEMI - SCHEDE TECNICHE TEMI - SCHEDE TECNICHE

SPORT
Campo sportivo
Su di un lotto pianeggiante di forma rettangolare progettare un campo sportivo re-
golamentare da usare come palestra annessa ad una scuola secondaria superiore.
La superficie del lotto di 15000 mq, si preveda allinterno un parcheggio a raso
per 100 posti. Dovr comunque essere studiata, senza entrare nello specifico, lim-
postazione della scuola, per avere una maggiore puntualit nellaffrontare le varie
scelte distributive ed avere una pi efficace ipotesi di inserimento.
La palestra dovr essere di tipo B1, in base al Decreto Ministeriale 18/12/75 sulle-
dilizia scolastica. Laltezza h interna sar di circa 8 m. Si preveda inoltre una zona
insegnanti, spogliatoi, wc, ufficio medico, deposito attrezzi.

Elaborati richiesti:
Planimetria 1:500
Pianta tipo del campo 1:200
Sezione trasversale e longitudinale 1:200
Vista prospettica
Sezione tecnologica significativa

SVOLGIMENTO DATI
Linquadramento delledificato allinterno del lotto sicuramente una delle prime
cose a cui pensare quindi generare un congruo blocco scuola e affiancarci lo spa-
zio del campo sportivo. E chiaro che conviene andare a pensare ad una forma
aperta dove i due spazi (scuola e impianto sportivo) possano dialogare e generare
unentit urbana gradevole per i fruitori. Non conviene sfruttare tutto il lotto, ovvia-
mente, ma mantenere degli spazi per il verde, i parcheggi e gli accessi.
Possiamo impostare le funzioni principali della scuola, cio le aule, e gli spazi ser-
venti che possano servire e collegare tra loro tutte le funzioni.
Con lo stesso intento metodologico possiamo impostare limpianto sportivo cre-
ando un blocco servizi e il campo regolamentare.
Poi bisogner soffermarci sullidea strutturale della copertura che andr a delimita-
re il campo quindi un sistema leggero che dovr coprire circa 15m regolamentari
previsto dal tipo B1 del DM 18/12/75.
Andando asviluppare i dati avremo larea totale del campo, cio 19x32 m = 608
mq che sottraggo allarea totale 758-608 mq = 150 mq che sfrutteremo come an-
nessi. Quindi andiamo a calcolare quanto sviluppano delle ipotetiche gradinate:
222 - (4x19) = 146 mq.

Area totale impianto: 19x32 m = 608 mq


Area servizi: 25x6 m = 150 mq
Area totale = 608+150 = 758 mq

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DIMENSIONI SCHEDA
IMPIANTI SPORTIVI AL COPERTO

TIPO dimensioni in m superficie utile discipline sport- numero dei numero dei
DI IMPIANTO in m2 ive al coperto1 campi di campidi gara2
allenamento
IMPIANTI POLIVALENTI
Impianto 15 x 27 x 5,5 405 basket 1
strutturato per 1 pallavolo 1
disciplina
Impianto 27 x 45 x 73)4) 1215 basket 3 1
strutturato per 3 calcio 1
discipline pallamano 1
hockey 1
pallavolo 3 1
Impianto 27 x 60 x 73 1620 basket 4 2
strutturato per 4 ripartibile in 4 settori calcio 1
da (15 x 27)5
discipline pallamano 1
hockey 1
pallavolo 4 1
Impianto 22 x 44 x 73)4) 968 basket 1
strutturato per 2 ripartibile in 2 settori calcio 1
da 22 x 28 + 22 x 16
discipline anche oppure da 22 x 26 +
pallamano 1
di dimensioni 22 x 185 hockey 1
variabili pallavolo 3 1
IMPIANTI SPORTIVI
Impianto 22 x 44 x 73)4) 968 basket 1
strutturato per 1 calcio 1
disciplina pallamano 1
hockey 1
pallavolo 3 1
Impianto 44 x 66 x 8 3
2904 basket 46
strutturato per 3 ripartibile in 3 settori calcio
da 22 x 445
discipline 20x40 3
30x60 1
pallamano 3
hockey 3
pallavolo 9 3
Impianto 44 x 88 x 9 3
3872 basket 56 4
strutturato per 4 ripartibile in 4 settori calcio
da 22 x 445
discipline 20x40 4
40x80 1
pallamano 4
hockey 4
pallavolo 12 4
1) comuni discipline sportive praticate al coperto, senza tenere conto dei regolamenti nazionali
2) misure conformi ai regolamenti delle associazioni sportive internazionali; possibilit di riduzioni per gli impiani nazionali
3) possibile ridurre laltezza libera dellimpianto nei settori periferici, compatibilmente con le esigenze della pratica sportiva
4) nel caso di pi impianti ubicati nella medesima localit possibile, in base allutilizzo previsto, ridurre a 5,5 m laltezza di un settore
5) detratto lo spessore degli elementi di separazione
6) numero massimo, senza tenere conto degli elementi di separazione

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TEMI - SCHEDE TECNICHE TEMI - SCHEDE TECNICHE

Impianto sportivo Piscina Dolaondes


STUDIO LRA RALF DEJACO
2011 Pistoia Canazei 2013
ESEMPI

ESEMPI
L a concezione del nuovo progetto intrapresa dal-
la propriet sviluppata su due lotti, impostati
costruttivamente in modo autonomo e separato anche
La nuova struttura sportiva che si erge di nuovo ai piedi
di Serravalle Pistoiese, nasce dalla terra, dalla partico- se, una volta completati, saranno entrambi perfetta-
lare formazione che il terreno circostante ha sviluppato. mente integrati e reciprocamente collegati. Lidea dei
Unarea creata dal continuo susseguirsi di variazioni lotti nasce dallentit dellinvestimento globale e dalla
topografiche che ha permesso di creare un impianto relativa giovinezza del centro benessere Eghes (anno
posizionato su diversi livelli, rendendolo interessante 1999) al fine di diluire nel tempo linvestimento, consid-
dal punto di vista progettuale. Se dalla natura nasce erato che lattuale centro benessere, bench di dimen-
limpianto concettuale, non di meno fa la costruzione sione media, sia sufficientemente dotato delle strutture
vera e propria: un blocco con diverse facce che sembra di un moderno centro benessere. La piscina invece ne-
essere una cosa naturale, scoperta forse dallo sban- cessit di una operazione di ridefinizione completa e in-
camento della terra circostante, con la quale stringe tegrale. Il progetto stato quindi pensato per intervenire
ancora un forte legame. Dal punto di vista formale, in modo autonomo e separato con la costruzione del
ledificio si presenta come il risultato di un unione tra nuovo blocco di vasche (lotto 1), lasciando inalterata la
diversi blocchi, che mantengono una costanza mono- parte ospitante lattuale centro benessere Eghes.
litica grazie allutilizzo di poche e ben studiate aperture. Il nuovo progetto e dotato delle seguenti strutture:
larchitetto Lapo Ruffi - dello studio LRA - ha saputo - vasca natatoria semi-olimpionica da 25x12,9 m (5 corsie,
destreggiarsi dal punto di vista dei materiali, utilizzan- superficie totale = 322,5 mq) con minore profondit data
lassenza di trampolini: profondita min =1,35 m; profondita
do cemento armato per le pareti - sia allesterno che
max =1,80 m;
allinterno - accostato con del legno di pino per la terraz- - vasca fun, con giochi dacqua (in particolare vortici, cas-
za; acciaio satinato e rovere per gli interni, che creano cate e idromassaggi): superficie totale = 125,96 mq;
una mixit ben calibrata di elementi, riuscendo a donare - vasca ricreativa e idromassaggio superficie totale = 49,09
unimpronta minimale a tutto limpianto. Ad ovest situ- mq;
ata larea spogliatoi, docce, sauna e locali soci, mentre - scivolo tubolare parabolico di 110 m con vasca: superficie
nellala orientale completamente fuori terra il bar-caffet- totale = 22,35 mq;
teria, vero nucleo del racconto. Verso il pendio collinare, - whirlpool: superficie totale= 7,07 mq;
il volume parallelepipedo si immerge nellorografia del - piscina esterna con acqua salata con idromassaggi superfi-
cie totale = 145,25 mq;
territorio, creando la copertura-terrazza che sfuma con
- spazi di sosta e relax sia a bordo vasca che sulla balconata
un prato saldandosi ai terrazzamenti, mentre si apre ver- posta al primo piano;
so sud-ovest spalancando la vista verso i campi da gio- - Snack-bar allingresso della struttura;
co e la valle, anfiteatro naturale dominato dalle torri sul - hall (ingresso) con cassa;
crinale del paese. Una realt minima di materiali esalta - spogliatoi e servizi igienici adeguati agli spazi interni di vasca;
la purezza della forma, la sensazione di massa scolpita - vani tecnici per climatizzazione, depurazione acque, centrali
e il carattere scultoreo delledificio, creando un insieme termiche e cogenerazione nonch diversi vani aggiuntivi e
capace di suscitare un tempo nascosto. magazzini.

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TEMI - SCHEDE TECNICHE TEMI - SCHEDE TECNICHE

SERVIZI
Stazione di servizio
REGOLAMENTO PER CRITERI E CARATTERISTICHE DELLE AREE SULLE QUALI POSSONO
Progettare allinterno di un lotto di 30x30 m una stazione di servizio con annesso ESSERE INSTALLATI GLI IMPIANTI DI DISTRIBUZIONE CARBURANTI - AI SENSI DELLART.
2, COMMA 1 DECRETO LGS. 11 FEBBRAIO 1998 N. 32 MODIFICATO ED INTEGRATO DAL
autolavaggio. Il lotto affiancato da due strade comunali di circa 7/10 m.
DECRETO LGS. 8 SETTEMBRE 1999 N. 346 E LEGGE 28.12.99 N. 496.
Prevedere unipotesi di inserimento urbano con la possibilit di affiancare un parco
di quartiere. TITOLO I
La stazione di servizio dovr essere dotata di: IMPIANTI STRADALI DI DISTRIBUZIONE DI CARBURANTI
- lavaggio automatico/self,
CAPO 2 PRINCIPI GENERALI
- colonne per la distribuzione carburante e pensilina
- bar/ristoro ART. 2 - I nuovi impianti stradali di distribuzione carburanti devono essere dimensionati in modo tale da
- shop prevedere linstallazione dei prodotti benzine e gasolio per autotrazione dove possibile metano e GPL.
- uffici
Si dovr porre particolare attenzione allideazione delle coperture con criteri ener- ART. 3 - Gli impianti stradali di distribuzione di carburanti, comprese le relative aree di sosta, non
devono impegnare in ogni caso la carreggiata stradale (art. 22 N.C.d.S. e art. 61, comma 3 del
getici opportunamente progettati, sia quella sui mezzi al momento del rifornimento,
Regolamento).
sia quella sul bar/ristoro.
ART. 4 - La localizzazione dei nuovi impianti stradali di distribuzione di carburanti deve essere tale
Elaborati richiesti: da non impedire la visuale anche parziale dei beni di interesse storico, architettonico, urbanistico
Planimetria 1:500 - 1:200 ed ambientale e gli stessi non devono costituire elemento di sovrapposizione e/o di interferenza
nellunit ambientale di particolari aggregati urbani di pregio ambientale.
Sezione 1:200 - 1:50
Prospetti 1:100 ART. 5 - Qualora per la realizzazione e la ristrutturazione di un impianto stradale di distribuzione
Dettagli costruttivi sulla copertura carburanti sia necessaria loccupazione in via precaria di aree di propriet comunale, loccupazione
Vista prospettica dinsieme soggetta a concessione e dovr essere corrisposto il canone previsto.

ART. 6 - Limpianto stradale di distribuzione carburanti deve essere installato su un area avente una
superficie non inferiore a quella definita al successivo art. 14. Allinterno di detta area saranno instal-
late le colonnine di erogazione con idoneo spazio per leffettuazione del rifornimento in relazione
alla semplice o multipla erogazione delle stesse e la presenza di almeno un punto daria e di un
punto acqua. Sia le colonnine che i serbatoi e le altre attrezzature costituenti limpianto, ivi compre-
NORMATIVA se limpianto di lavaggio, devono essere sempre ubicati ad una distanza minima di mt. 5 (cinque)
dal ciglio stradale e dai confini. Il distacco minimo dagli edifici esistenti nelle zone ed aree confinanti
deve essere di mt. 5 ( cinque).
In ragione della presenza di sostenze inquinanti (specialmente per le acque) in-
fiammabili ed esplosive, per le stazioni di servizio valgono, oltre alle normative ART. 7 - Allinterno dellarea di servizio, oltre alle attrezzature necessarie per lerogazione, possono es-
edilizie, anche le seguenti norme: sere attrezzati appositi spazi per il rifornimento di acqua e lo scarico dei liquami per roulotte e camper.

ART. 8 - I sostegni per linstallazione di adeguata pensilina a sbalzo prefabbricata, a copertura delli-
DLgs 346/99 Criteri, requisiti e caratteristiche delle aree sulle quali possono sola destinata agli erogatori di carburante, devono essere collocati a non meno di mt. 5 ( cinque)
essere installati gli impianti di distribuzione carburanti dal ciglio stradale e dai confini di propriet e laggetto della pensilina stessa non deve superare in
DM 01/02/1986 norme di sicurezza antincendi per la costruzione e lesercizio proiezione il ciglio interno dellaiuola spartitraffico delimitante il piazzale.
di autorimesse e simili
ART. 9 - Nei casi di installazione di sistemi di lavaggio, il piazzale deve essere funzionale a ricevere
DM 31/07/1934 approvazione delle norme di sicurezza per la lavorazione, lim- tale impianto e a garantire le esigenze di sicurezza inerenti la manovra e la sosta degli autoveicoli.
magazzinamento, limpiego o la vendita di oli minerali, e per il trasporto degli
oli stessi ART. 10 - Gli impianti stradali di carburanti devono essere conformi alle vigenti normative ambientali,
Dir CEE 20/12/1994, n.94/63/CE controllo delle emissioni di composti organici statali e regionali.
volatili (COV) derivanti dal deposito della benzina e dalla sua distribuzione dai
ART. 11 - Tutti gli scarichi compresi quelli degli autolavaggi, devono essere autorizzati dallautorit
terminali alle stazioni di servizio. competente. Devono essere adottate le misure pi adeguate perch le acque provenienti dal dilava-
mento degli spazi esterni non costituiscano pericolo di inquinamento in riferimento alla legge 319/76.

ART. 12 - I serbatoi di stoccaggio per limmagazzinamento dei carburanti devono essere dotati, oltre
che di doppia parete, anche di dispositivi di rilevazione di eventuali perdite.

194 V PARTE V PARTE 195


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CARATTERISTICHE DETTAGLIO RIFORNITORE

Le stazioni di servizio servono al rifornimento di carburante e di lubrificanti, in pi


offrono anche servizi di assistenza e di manutenzione per gli automezzi.
Aperte 24 ore su 24, forniscono un servizio indispensabile non solo legato alla ven-
dita di ricambi automobilistici, ma anche di prosotti per luso quotifdiano.

Le normative specifiche prescrivono:


1. le misure degli stalli per la sosta o il parcheggio (2,50x5,00 m = 12,50 m2)
2. il numero di stalli necessari (per esempio in dipendenza del numero di piazzole,
di colonnine, di dipendenti)
3. le superfici di attesa negli impianti di lavaggio automatico (per esempio la su-
perficie sufficiente a contenere il 50% della capacit oraria dellimpianto).

In fase progettuale, tenere conto delle misure dei diversi tipi di autoveicolo:

DIAMETRO LARGHEZZA LUNGHEZZA


CERCHIO DI
INVERSIONE
automobili 12,50 m 1,85 m 5,00 m
autocarri 26,00 m 2,50 m 18,00 m
con rimorchio

La pavimentazione nella zona delle colonnine di rifornimento deve essere imper-


meabile e presentare sopraelevazioni laterali, con relativa pendenza (per la lun-
ghezza delle manichette di rifornimento + 1 m).
Le superfici devono essere protette da tettoie, oppure essere dotate di un drenag-
gio adeguato.
Le colonnine di rifornimento devono essere installate su una pedana di protezione
dagli urti, con una fascia di protezione larga almeno 20 cm per unaltezza minima
di 12 cm. Ciascuna colonnina dovrebbe erogare tutti i carburanti in vendita.
I punti di rifornimento GPL richiedono una propria colonnina di erogazione.
Non presentano tuttavia esigenze particolari per la pavimentazione di corsie e aree
di sosta, in quanto il fluido erogato non presenta rischio di inquinamento delle ac-
que. Occorre invece predisporre misure per la rapipda evacuazione del gas even-
tualmente fuoriuscito.

due isole corte a 60 dalla direzione della strada (misure minime) due isole lunghe parallele alla direzione della strada

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GAZOLINE STAZIONE DI SERVIZIO E MCDONALDS


Studio D Khmaladze
2012 Georgia 2013
ESEMPI

ESEMPI
E retto su unampia piazza nevralgica per il traffico e
vissuta come area pubblica, il progetto inserisce le
due funzioni di servizio in un edificio contenuto che res-
tituisce allarea unampia porzione di suolo. Le fontane
e i posti auto laterali offrono ampio respiro alla struttura,
che pu essere ammirata nella sua forma slanciata e
contemporanea da tutti e quattro i lati, come si conviene

L a progettazione di una stazione di servizio costituisce


un forte rimando allidea del viaggio, di itinerari di
breve o lunga distanza interrotti soltanto da alcune soste
a un segno di riferimento urbano.
Una struttura reticolare metallica sostiene una tettoia
molto aggettante ancorata per mezzo di travi a un cuore
per poi riprendere la strada. in cemento armato. Qui sono allocati al piano terra i lo-
Una pausa per il rifornimento, o soltanto per sgranchire cali tecnici inerenti entrambe le attivit, e al primo liv-
un po le gambe prima di rimettersi in viaggio. ello il ristorante. Particolare attenzione stata riservata
Con la stessa continuit, la stazione di servizio si distac- allintegrazione tra i due servizi. La pompa di benzina
ca dallasfalto come un nastro di strada con il motore e risulta percettivamente separata dal ristorante grazie
avvolgendosi su se stesso, crea un volume per ospitare alla tettoia, che ununica superficie in pannelli di lami-
temporaneamente il viaggiatore. nato nella sua parte inferiore a protezione delle auto
Il nastro riaffonda poi nel terreno per continuare verso in sosta. Nella sua parte superiore invece accoglie un
altre destinazioni. Larchitettura della stazione di ser- grande giardino interno, su cui i locali del ristorante si af-
vizio, concepita solitamente come mero supporto alla facciano. La terrazza scherma cos anche il rumore pro-
funzione, acquisisce cos una forma. veniente dalla strada, mentre, come dice il progettista,
Larchitettura, statica per definizione, diventa stretta- le piante agiscono come scudo ecologico alle emis-
mente legata al concetto del flusso continuo che la av- sioni veicolari. La definizione esterna a pannelli vetrati
volge e diventa panorama urbano senza interruzione di fa s che di giorno larchitettura risulti uno specchio per
continuit. La scocca in cls armato, gettato fluidificato in il paesaggio circostante, in un certo senso annullando
apposite casseforme chiusa da pareti in cristallo. la propria presenza fisica dietro le immagini della citt.
Allinterno si distribuiscono lufficio del gestore e un self Nella notte invece, la sua trasparenza la avvicina a un
service, separati dal blocco bagni in posizione centrale. faro, luogo di incontro, punto di riferimento e landmark
Sul prospetto posteriore il blocco in acciaio rosso si cittadino. In entrambi i momenti della giornata Batumi
stacca dalla scocca e un lupo ululante, illuminato nella presente e lopera ne fa parte trasformandosi quale
notte, richiama lattenzione per i bisogni pi urgenti. corpo vivente.

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